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Incarto n. 12.2019.38 Lugano 21 marzo 2019 /fb In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il vicepresidente della seconda Camera civile del Tribunale d'appello quale giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG) sedente per statuire nella causa inc. n. SO.2018.5680 (tutela giurisidizionale nei casi manifesti) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4, promossa con istanza 14 novembre 2018 da AO 1 contro AP 1 chiedente l’espulsione immediata del convenuto, domanda alla quale quest’ultimo si è opposto, e che il Pretore ha accolto con decisione 24 gennaio 2019; appellante il convenuto con appello 10 febbraio 2019, con il quale chiede di sospendere l’esecuzione dello sfratto; ritenuto in fatto e in diritto: che AO 1 ha concesso in locazione a partire dal 16 marzo 2015 a AP 1 l’appartamento di 3 ½ locali al terzo piano dell’immobile sito in via a, per una pigione mensile di fr. 840.-, oltre spese accessorie (doc. A); che con scritto 14 agosto 2018 la locatrice ha regolarmente diffidato il conduttore a voler versare entro 30 giorni il saldo scoperto a titolo di pigione e il relativo acconto per spese accessorie, prospettando la disdetta del contratto per mora ai sensi dell’art. 257d CO (doc. B); che con raccomandata e modulo ufficiale 19 settembre 2018 la locatrice ha notificato la disdetta straordinaria del contratto per il 31 ottobre 2018 (doc. F); che non avendo il convenuto provveduto alla regolare riconsegna dell’ente locato entro tale scadenza, con istanza 14 novembre 2018, nella procedura sommaria a tutela giurisdizionale nei casi manifesti, la locatrice ha chiesto alla Pretura di ordinare l’immediata espulsione del conduttore dai locali ancora occupati, con le comminatorie di rito; che in occasione dell’udienza dell’8 gennaio 2019 l’istante si è riconfermata nella domanda, mentre il convenuto ha riconosciuto di essere in mora e chiesto di sospendere la decisione per avere tempo fino al 18 gennaio 2019 per saldare le pigioni scoperte, secondo un preciso piano di pagamento che non si è però concretizzato; che con giudizio 24 gennaio 2019 il Pretore ha accolto l’istanza e ha fatto ordine al convenuto di riconsegnare l’ente locato entro 10 giorni dalla notificazione della decisione, con le comminatorie di rito; che con appello 10 febbraio 2019 il convenuto è insorto contro la decisione pretorile; che l’atto di appello non è stato intimato alla controparte per la risposta (art. 312 cpv. 1 CPC); che contro una decisione emanata in procedura sommaria a tutela giurisdizionale nei casi manifesti il cui valore è di fr. 30'240.-, come accertato dal Pretore, è dato il rimedio dell’appello, da presentare entro 10 giorni (art. 314 CPC); che l’appello 10 febbraio 2019 è tempestivo; che dal 1° gennaio 2011 l’espulsione di un conduttore dai locali occupati dopo la fine del contratto per disdetta, ordinaria o straordinaria, avviene o in procedura semplificata (art. 243 e segg. CPC) previa conciliazione o in procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257 CPC) che non richiede la previa conciliazione ( Hohl, Procédure civile, Tome II, 2 a ed., n. 1429, pag. 260); che l’appello deve essere motivato (art. 311 CPC), vale a dire che deve esporre, anche in modo semplice, per quali motivi sarebbe errata la decisione del Pretore ( Bohnet, Le droit du bail en procédure civile suisse, 16 e Séminaire sur le droit du bail, 2010, Neuchâtel, n. 207 pag. 56); che nel caso concreto AP 1 ha presentato un breve testo di appello con il quale non contesta la circostanza posta alla base della conclusione pretorile, ovvero che il contratto di locazione è stato validamente disdetto dal conduttore con effetto al 31 ottobre 2018 e che entro tale termine i locali non sono stati riconsegnati, postulando unicamente la concessione di un “ termine di grazia di sfratto per morosità ” e “ della sospensione esecutiva dell’ordinanza di convalida dello sfratto ” al fine di poter saldare in tempi brevi il debito accumulato nei confronti della locatrice, indicando la perdita di lavoro e i problemi di salute quali causa delle precarie condizioni economiche; che tale modo di procedere è inammissibile e comporta l’irricevibilità dell’appello per carente motivazione, non essendo adempiuti i presupposti dell’art. 311 CPC: l’appellante non si confronta infatti minimamente con il giudizio impugnato, né per quel che concerne l’accertamento dei fatti esposti né per quel che concerne l’applicazione del diritto; che gli accertamenti e le conclusioni del primo giudice non risultano quindi validamente criticati, ciò che comporta la conferma della sentenza impugnata; che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 CPC) e sono fissate in conformità all’art. 9 cpv. 3 LTG; il valore litigioso della procedura di appello, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale, ammonta a fr. 30'240. -, come indicato dal Pretore; non si assegnano ripetibili alla controparte alla quale l'appello non è stato notificato; che, terminando con una non entrata nel merito di un’impugnazione manifestamente inammissibile, la procedura può essere decisa dalla Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG). Per questi motivi, decide: 1. L'appello 10 febbraio 2019 di AP 1 è irricevibile. 2. Le spese processuali di complessivi fr. 100.- sono poste a carico dell’appellante. Non si assegnano ripetibili. 3. Notificazione: - - Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4. Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il vicepresidente (giudice D. Bozzini) Rimedi giuridici Nelle cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).

Incarto n. 12.2019.38 Incarto n. 12.2019.38

Incarto n. Lugano 21 marzo 2019 /fb Lugano

Lugano 21 marzo 2019 /fb

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il vicepresidente della seconda Camera civile del Tribunale d'appello Il vicepresidente della seconda Camera civile del Tribunale d'appello

Il vicepresidente della seconda Camera civile del Tribunale d'appello quale giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG) quale giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG)

quale giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG) sedente per statuire nella causa inc. n. SO.2018.5680 (tutela giurisidizionale nei casi manifesti) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4, promossa con istanza 14 novembre 2018 da

sedente per statuire nella causa inc. n. SO.2018.5680 (tutela giurisidizionale nei casi manifesti) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4, promossa con istanza 14 novembre 2018 da AO 1 AO 1

AO 1 contro contro

contro AP 1 AP 1

AP 1 chiedente l’espulsione immediata del convenuto, domanda alla quale quest’ultimo si è opposto, e che il Pretore ha accolto con decisione 24 gennaio 2019;

chiedente l’espulsione immediata del convenuto, domanda alla quale quest’ultimo si è opposto, e che il Pretore ha accolto con decisione 24 gennaio 2019; appellante il convenuto con appello 10 febbraio 2019, con il quale chiede di sospendere l’esecuzione dello sfratto;

appellante il convenuto con appello 10 febbraio 2019, con il quale chiede di sospendere l’esecuzione dello sfratto; ritenuto

ritenuto in fatto e in diritto:

in fatto e in diritto: che AO 1 ha concesso in locazione a partire dal 16 marzo 2015 a AP 1 l’appartamento di 3 ½ locali al terzo piano dell’immobile sito in via a, per una pigione mensile di fr. 840.-, oltre spese accessorie (doc. A);

che AO 1 ha concesso in locazione a partire dal 16 marzo 2015 a AP 1 l’appartamento di 3 ½ locali al terzo piano dell’immobile sito in via a, per una pigione mensile di fr. 840.-, oltre spese accessorie (doc. A); che con scritto 14 agosto 2018 la locatrice ha regolarmente diffidato il conduttore a voler versare entro 30 giorni il saldo scoperto a titolo di pigione e il relativo acconto per spese accessorie, prospettando la disdetta del contratto per mora ai sensi dell’art. 257d CO (doc. B); che con raccomandata e modulo ufficiale 19 settembre 2018 la locatrice ha notificato la disdetta straordinaria del contratto per il 31 ottobre 2018 (doc. F);

che con scritto 14 agosto 2018 la locatrice ha regolarmente diffidato il conduttore a voler versare entro 30 giorni il saldo scoperto a titolo di pigione e il relativo acconto per spese accessorie, prospettando la disdetta del contratto per mora ai sensi dell’art. 257d CO (doc. B); che con raccomandata e modulo ufficiale 19 settembre 2018 la locatrice ha notificato la disdetta straordinaria del contratto per il 31 ottobre 2018 (doc. F); che non avendo il convenuto provveduto alla regolare riconsegna dell’ente locato entro tale scadenza, con istanza 14 novembre 2018, nella procedura sommaria a tutela giurisdizionale nei casi manifesti, la locatrice ha chiesto alla Pretura di ordinare l’immediata espulsione del conduttore dai locali ancora occupati, con le comminatorie di rito; che in occasione dell’udienza dell’8 gennaio 2019 l’istante si è riconfermata nella domanda, mentre il convenuto ha riconosciuto di essere in mora e chiesto di sospendere la decisione per avere tempo fino al 18 gennaio 2019 per saldare le pigioni scoperte, secondo un preciso piano di pagamento che non si è però concretizzato;

che non avendo il convenuto provveduto alla regolare riconsegna dell’ente locato entro tale scadenza, con istanza 14 novembre 2018, nella procedura sommaria a tutela giurisdizionale nei casi manifesti, la locatrice ha chiesto alla Pretura di ordinare l’immediata espulsione del conduttore, con le comminatorie di rito; che in occasione dell’udienza dell’8 gennaio 2019 l’istante si è riconfermata nella domanda, mentre il convenuto ha riconosciuto di essere in mora e chiesto di sospendere la decisione per avere tempo fino al 18 gennaio 2019 per saldare le pigioni scoperte, secondo un preciso piano di pagamento che non si è però concretizzato; che con giudizio 24 gennaio 2019 il Pretore ha accolto l’istanza e ha fatto ordine al convenuto di riconsegnare l’ente locato entro 10 giorni dalla notificazione della decisione, con le comminatorie di rito;

che con giudizio 24 gennaio 2019 il Pretore ha accolto l’istanza e ha fatto ordine al convenuto di riconsegnare l’ente locato entro 10 giorni dalla notificazione della decisione, con le comminatorie di rito; che con appello 10 febbraio 2019 il convenuto è insorto contro la decisione pretorile; che l’atto di appello non è stato intimato alla controparte per la risposta (art. 312 cpv. 1 CPC);

che con appello 10 febbraio 2019 il convenuto è insorto contro la decisione pretorile; che l’atto di appello non è stato intimato alla controparte per la risposta (art. 312 cpv. 1 CPC); che contro una decisione emanata in procedura sommaria a tutela giurisdizionale nei casi manifesti il cui valore è di fr. 30'240.-, come accertato dal Pretore, è dato il rimedio dell’appello, da presentare entro 10 giorni (art. 314 CPC);

che contro una decisione emanata in procedura sommaria a tutela giurisdizionale nei casi manifesti il cui valore è di fr. 30'240.-, come accertato dal Pretore, è dato il rimedio dell’appello, da presentare entro 10 giorni (art. 314 CPC); che l’appello 10 febbraio 2019 è tempestivo;

che l’appello 10 febbraio 2019 è tempestivo; che dal 1° gennaio 2011 l’espulsione di un conduttore dai locali occupati dopo la fine del contratto per disdetta, ordinaria o straordinaria, avviene o in procedura semplificata (art. 243 e segg. CPC) previa conciliazione o in procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257 CPC) che non richiede la previa conciliazione ( Hohl, Procédure civile, Tome II, 2 a ed., n. 1429, pag. 260);

1° gennaio 2011 l’espulsione di un conduttore dai locali occupati dopo la fine del contratto per disdetta, ordinaria o straordinaria, avviene o in procedura semplificata (art. 243 e segg. CPC) previa conciliazione o in procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257 CPC) che non richiede la previa conciliazione ( Hohl, Procédure civile, Tome II, 2 a ed., n. 1429, pag. 260); che l’appello deve essere motivato (art. 311 CPC), vale a dire che deve esporre, anche in modo semplice, per quali motivi sarebbe errata la decisione del Pretore ( Bohnet, Le droit du bail en procédure civile suisse, 16 e Séminaire sur le droit du bail, 2010, Neuchâtel, n. 207 pag. 56);

Bohnet che nel caso concreto AP 1 ha presentato un breve testo di appello con il quale non contesta la circostanza posta alla base della conclusione pretorile, ovvero che il contratto di locazione è stato validamente disdetto dal conduttore con effetto al 31 ottobre 2018 e che entro tale termine i locali non sono stati riconsegnati, postulando unicamente la concessione di un “ termine di grazia di sfratto per morosità ” e “ della sospensione esecutiva dell’ordinanza di convalida dello sfratto ” al fine di poter saldare in tempi brevi il debito accumulato nei confronti della locatrice, indicando la perdita di lavoro e i problemi di salute quali causa delle precarie condizioni economiche;

che tale modo di procedere è inammissibile e comporta l’irricevibilità dell’appello per carente motivazione, non essendo adempiuti i presupposti dell’art. 311 CPC: l’appellante non si confronta infatti minimamente con il giudizio impugnato, né per quel che concerne l’accertamento dei fatti esposti né per quel che concerne l’applicazione del diritto;

che gli accertamenti e le conclusioni del primo giudice non risultano quindi validamente criticati, ciò che comporta la conferma della sentenza impugnata; che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 CPC) e sono fissate in conformità all’art. 9 cpv. 3 LTG; il valore litigioso della procedura di appello, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale, ammonta a fr. 30'240. -, come indicato dal Pretore; non si assegnano ripetibili alla controparte alla quale l'appello non è stato notificato;

che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 CPC) e sono fissate in conformità all’art. 9 cpv. 3 LTG; il valore litigioso della procedura di appello, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale, ammonta a fr. 30'240., come indicato dal Pretore; che, terminando con una non entrata nel merito di un’impugnazione manifestamente inammissibile, la procedura può essere decisa dalla Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG). che, terminando con una non entrata nel merito di un’impugnazione manifestamente inammissibile la procedura Per questi motivi,

Per questi motivi, decide: 1. L'appello 10 febbraio 2019 di AP 1 è irricevibile. decide: 1. L'appello 10 febbraio 2019 di AP 1 è irricevibile. 2. Le spese processuali di complessivi fr. 100.- sono poste a carico dell’appellante. Non si assegnano ripetibili.

2. Le spese processuali di complessivi fr. 100.- sono poste a carico dell’appellante. Non si assegnano ripetibili. 3. Notificazione:

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4.

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il vicepresidente

Il vicepresidente (giudice D. Bozzini)

(giudice D. Bozzini) Rimedi giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).

Nelle cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).