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Si è svolto oggi, domenica, il vernissage dell’esposizione temporanea "Top Secret: P-26", che è stata allestita al Museo Sasso San Gottardo di Airolo. La mostra permette di fare un passo indietro fino all’epoca della Guerra Fredda, con la paura di un’invasione del blocco comunista.
All’epoca si valutò infatti l’eventualità che i servizi d’intelligence filosovietici compissero attività di spionaggio attivo in Svizzera, verificando strade, ponti e viadotti, realizzando mappe dettagliate per le loro truppe corrazzate e allestendo depositi segreti di materiali vari in territorio tedesco, difesi con trappole esplosive.
Nell’eventualità che la Confederazione fosse occupata in parte o del tutto dalle truppe del Patto di Varsavia, l’organizzazione segreta P-26 avrebbe fornito al Consiglio federale in esilio rapporti giornalieri sugli sviluppi della situazione. Una P-26 che avrebbe pure sostenuto la resistenza non violenta dei cittadini, documentato i crimini di guerra degli occupanti e svolto il ruolo di ultimo strumento democratico sotto dominio straniero totalitario.
Una situazione terribile della storia recente che non si è verificata ma che la mostra organizzata al Sasso del San Gottardo dà modo di scoprire nelle sue sfaccettature.