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Il G7 dei ministri degli Esteri previsto a Hiroshima, in Giappone, si è aperto ufficialmente oggi, domenica. In agenda, nel corso della due giorni di riunioni, dossier decisamente corposi come disarmo nucleare (inclusa la minaccia legata a Pyongyang), terrorismo, emergenza migranti, crisi in Libia e Siria.
Il ministro degli Esteri di Tokyo Fumio Kishida ha dichiarato di sperare “che un forte messaggio di pace, stabilità e prosperità possa essere mandato al mondo dalla riunione a Hiroshima”. Proprio la metropoli nipponica, simbolo dell'orrore dell'atomica sganciata dagli americani nel 1945, è l'occasione per un messaggio che chiede un mondo senza più ordigni nucleari. All'evento partecipano i capi delle diplomazie di Stati Uniti, Giappone, Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Canada e Unione Europea.
Dal canto suo il segretario di Stato di Washington, John Kerry, si recherà al Parco della Pace e al Memoriale delle vittime dell'atomica, ma non chiederà scusa a nome degli Stati Uniti per l'ordigno nucleare sganciato dal bombardiere B-17 “Enola Gay” il 6 agosto di settantuno anni fa sulla città, responsabile della morte di 140'000 persone e del dramma dei sopravvissuti, gli “hibakusha”.
ATS/Reuters/EnCa
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