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Ossa più resistenti grazie al movimento e maggior rischio di osteoporosi per chi è troppo sedentario. È quanto emerge da uno studio effettuato da ricercatori dell'ETH di Zurigo analizzando la resistenza agli stimoli meccanici delle vertebre della coda di topi.
La ricerca, i cui risultati sono pubblicati sull'ultimo numero della pubblicazione scientifica "PLOS ONE", si basa su microtomografie in 3 dimensioni che sono state elaborate grazie al supercalcolatore "Monte Rosa" dello Swiss Center for Scientific Computing di Lugano, scrive oggi il Politecnico in una nota.
I risultati mostrano molto chiaramente che l'attività delle cellule che fanno crescere il tessuto osseo, come pure di quelle che lo riducono, dipendono dall'intensità degli stimoli meccanici, scrive il responsabile dello studio Ralph Müller.
Un altro esperimento, nel quale sono stati utilizzati topi femmina ai quali sono state asportate le ovaie, ha inoltre dimostrato l'influsso dell'estrogeno - l'ormone femminile - sulla riduzione della massa ossea. I risultati confermano studi precedenti e avvalorano l'ipotesi sin qui più diffusa, ossia che la carenza di estrogeno è il motivo per cui il 30% circa delle donne dopo la menopausa soffrono di osteoporosi.