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LONDRA/ZURIGO - Secondo un'indagine economica condotta su 15 paesi europei dalla Willis Towers Watson, la Svizzera è al primo posto per i salari medi dei neo-lavoratori, con una retribuzione di ingresso di 83.600 euro annui (poco più di 90 mila franchi).
A chiudere il terzetto del podio, la Danimarca, con un stipendio di ingresso medio di 51.400 euro, e il Lussemburgo a quota 47.900 euro. L'Italia risulta il Paese con i lavoratori peggio pagati tra gli stati presi in esame e chiude la classifica con una retribuzione media annua di 27.400 euro.
La Confederazione domina anche per gli stipendi dei "middle manager", con una media di 144.400 euro all'anno, davanti a Lussemburgo, 98.500 euro, e Germania, con 90.000 euro.
L'indagine considera anche il peso fiscale e il costo della vita e fornisce previsioni sul potere d'acquisto dei lavoratori degli stati esaminati: la Svizzera è prima in classifica anche sotto questo aspetto e gli impiegati elvetici beneficiano del più alto potere d'acquisto d'Europa.
Lavorare da casa
Secondo uno studio della società di consulenza Deloitte pubblicato oggi, il 28% degli svizzeri lavora da casa almeno mezza giornata a settimana, e tale percentuale potrebbe crescere ulteriormente in futuro. In Svizzera, il cosiddetto "home office" potrebbe essere utilizzato da circa la metà dei 4,9 milioni di dipendenti.
Il capoeconomista di Deloitte Michael Grampp ha affermato che "recarsi quotidianamente in ufficio sta diventando sempre meno frequente". Nonostante ciò, il 72% delle persone interpellate dalla ricerca deve ancora presentarsi ogni giorno sul posto di lavoro.
Lo studio rivela che il 29% di essi usufruirebbe volentieri dell'opportunità di telelavoro. E anche l'85% di chi lavora già da casa almeno una mezza giornata a settimana vorrebbe mantenere o addirittura aumentare il tempo passato al di fuori del proprio ufficio.
Per effettuare questa analisi, tra il dicembre 2015 e il gennaio 2016, sono state condotte interviste individuali con rappresentanti di aziende e associazioni in tutta Svizzera, oltre a un sondaggio che ha coinvolto un migliaio di persone.
Deloitte sottolinea che anche per le ditte avere un modello di lavoro con questo tipo di flessibilità offre grandi vantaggi. Con meno impiegati sul posto di lavoro, lo spazio a disposizione può venire infatti utilizzato in maniera più efficiente, aumentando allo stesso tempo la produttività e la soddisfazione dei dipendenti.