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Secondo l'europarlamentare Elmar Brok, la Svizzera avrebbe "paura di sè stessa" per quel che concerne il futuro delle relazioni tra il nostro paese e l'Unione europea. In un'intervista rilasciata al Blick incentrata per lo più intorno alla Brexit, Blok avverte che le relazioni tra Svizzera e Regno Unito con l'Unione europea dovranno per forza di cose seguire i quattro pilastri dell'Unione europea, quelli che in pratica legano il libero commercio e la libera circolazione. Detto altrimenti, per Blok, i due paesi interessati non potranno limitare l'immigrazione senza andare incontro a ostacoli sul commercio.
Permettere che le cose vadano altrimenti – spiega il tedesco – significa lasciare ai due paesi la libertà di scegliere ciò che è nel loro interesse senza che abbiano alcun costo da pagare. "Ogni paese dell'UE ha un interesse maggiore verso un certo tipo di trattato europeo rispetto ad un altro e permettere ad ognuno di scegliere quale vuole equivale al caos" continua Brok per motivare il suo rifiuto categorico di venire incontro ai due paesi recalcitranti a firmare un nuovo accordo con Bruxelles con nuove concessioni.
Il deputato di Bruxelles, descritto come un fidato consigliere di Juncker, avverte quindi che non vi saranno concessioni che "alterino la struttura dell'UE e del suo mercato interno" e che la Svizzera può dimenticarsi che si entri nel merito di cambiamenti sulla libera circolazione, probabilmente in riferimento all'iniziativa dell'UDC che mira a denunciare l'accordo, tuttora in vigore nonostante che il popolo svizzero abbia votato nel 2014 un articolo costituzionale che obbliga la sua