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L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa di Strasburgo ha adottato oggi una risoluzione nella quale si chiede alle autorità di Albania e Kosovo di "collaborare pienamente e senza riserve" all'inchiesta volta a far luce sul presunto traffico di organi avvenuto nei due Paesi alla fine degli anni novanta ai danni di prigionieri serbi e albanesi.
La decisione, che fa seguito alla presentazione da parte del consigliere agli stati Dick Marty di un rapporto sulla vicenda, è stata presa con 169 voti a favore, 8 contrari e 14 astensioni.
A respingere la risoluzione sono stati i deputati di Albania, Turchia e Georgia (il Kosono non ha votato in quanto non è membro del Consiglio d'Europa, ndr). Il loro rifiuto è motivato dalla presunta influenza che Serbia e Russia hanno avuto nella redazione del documento.
Nel testo adottato oggi si chiede all'Albania e alle autorità kosovare di collaborare con la Missione europea di polizia e giustizia (Eulex) per "far luce sui crimini commessi in Kosovo". Si esige in particolare che i due Stati forniscano all'Eulex tutti i mezzi necessari per condurre le indagini "senza tener conto delle funzioni esercitate dagli eventuali sospetti".
Nel suo rapporto di 27 pagine, Marty afferma che alcuni prigionieri serbi furono deportati in Albania per l'espianto di organi rivenduti poi all'estero. In questa vicenda sarebbe coinvolto in prima persona l'attuale premier kosovaro Hashim Thaci, all'epoca leader degli indipendentisti albanesi dell'Uck.
SDA-ATS