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Il Consiglio federale non è stato coinvolto nelle trattative tra Credit Suisse e Dipartimento della giustizia statunitense, ma si è sforzato affinché la banca venisse trattata equamente, ossia non più severamente di altri istituti esteri o a stelle e strisce coinvolti in vicende di sostegno all'evasione fiscale di cittadini americani o sospettati di altri reati. Lo ha dichiarato stamane ai media la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf.
La responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha espresso soddisfazione per un'intesa che pone fine a una vertenza pluriennale tra il fisco Usa e la seconda maggiore banca elvetica - intesa ancora più significativa giacché riguarda una banca d'importanza sistemica - che non verrà formalmente accusata né privata della licenza bancaria. Per Widmer-Schlumpf è pure positivo il fatto che l'accordo rispetti il diritto elvetico.
Concretamente, l'eventuale trasmissione di documenti bancari riguardanti cittadini americani sospettati di evasione fiscale si farà nel rispetto dell'accordo di assistenza amministrativa tra i due Paesi. Nessun ricorso quindi al diritto di necessità.
Tale protocollo, ha spiegato la consigliera federale grigionese, "autorizza anche le domande raggruppate per la sottrazione d'imposta". Widmer-Schlumpf, sulla base delle discussioni avute con la controparte statunitense, spera che questo testo venga ratificato entro il prossimo autunno.
Grazie allo sblocco della vertenza tra fisco americano e Credit Suisse, la consigliera federale si attende una soluzione rapida, ossia nei prossimi mesi, anche per altre banche - come la Banca cantonale di Zurigo o Julius Baer - sospettate di aver aiutato cittadini americani ad evadere il fisco.
Circa le eventuali responsabilità del management di Credit Suisse, Widmer-Schlumpf non ha voluto fare commenti, specie nella sua veste di ministra, spiegando che la banca deve guardare al futuro, in particolare per quanto riguarda la strategia del denaro pulito, strategia che la banca persegue con coerenza.
In merito alla possibilità che Credit Suisse detragga dalle tasse la multa inflitta, Widmer-Schlumpf ha rammentato che il suo dipartimento sta elaborando una rapporto affinché si giunga ad una soluzione omogenea per tutti i cantoni. Una mozione volta ad impedire tale prassi, ha sottolineato, è stata bocciata lo scorso settembre dal Consiglio nazionale per 91 voti a 89.
SDA-ATS