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Il 18 settembre 2006 la Corte dei reclami penali ha concluso il suo rapporto concernente alcuni metodi d’investigazione contestati al Ministero pubblico della Confederazione (MPC), riportati dalla stampa nello scorso mese di giugno. Più precisamente, le critiche riguardavano l’utilizzazione, quale informatore, di un ex trafficante di droga colombiano denominato «Ramos».
Dalle constatazioni effettuate dalla Corte dei reclami penali - fondate su una documentazione molto completa e sull’audizione di numerose persone coinvolte in tale operazione - è emerso, in breve, quanto segue:
- sulla base di un accordo tra il MPC e la Polizia giudiziaria federale (PGF), il summenzionato «Ramos» ha soggiornato in Svizzera dal dicembre 2002 all’agosto 2004, col compito di raccogliere informazioni negli ambienti criminali operanti nel nostro paese, in modo particolare nell’ambito del traffico di stupefacenti, del riciclaggio di denaro proveniente dalla droga e dalla tratta di esseri umani,
- per la sua particolare tipologia, l’impiego di Ramos costituisce un esempio unico nelle attività del MPC e della PGF nel corso degli ultimi anni: tali autorità erano consapevoli dei rischi di una tale operazione e hanno adottato le misure adeguate per limitarne la sopravvenienza,
- sulla base delle informazioni fornite da Ramos, il MPC ha avviato nove procedure penali,
- le disposizioni legali allora in vigore in Svizzera sono state rispettate, sia per quanto concerne la condotta dell’operazione che a livello di provvedimenti giudiziari susseguenti, segnatamente gli ordini di sorveglianza delle telecomunicazioni o l’impiego di agenti infiltrati, adottati in determinate occasioni,
Il 18 settembre 2006 il rapporto integrale della Corte dei reclami penali è stato trasmesso alla Delegazione della Commissione della gestione delle Camere federali, al Dipartimento federale di giustizia e polizia, al Ministero pubblico della Confederazione, alla Polizia giudiziaria federale e alla Direzione del Tribunale penale federale.