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La Corte penale internazionale (Cpi) ha deciso di sostenere le spese legali di Saif Al Islam, figlio ed ex delfino di Muammar Gheddafi, ribadendo la richiesta che venga processato per crimini di guerra all'Aia e non in Libia, dove si trova in carcere e rischia una condanna a morte. È quanto si legge sul Sunday Telegraph, che cita una nota della Cpi in cui si parla di una "decisione eccezionale" in attesa che venga condotta una stima sui beni a disposizione di Saif.
La corte ha così incaricato l'avvocato inglese John Jones, che fa parte della stessa associazione legale londinese di Amal Alamuddin, la fidanzata dell'attore George Clooney, incaricata di difendere davanti alla Cpi l'ex capo dell'intelligence libica Abdullah al Senussi.
L'avvocato di Saif è già al lavoro, si legge ancora sul Sunday Telegraph. Ha accusato formalmente il governo libico di violare i diritti umani del suo assistito opponendosi alla consegna alla Cpi. L'iniziativa ha suscitato critiche in Gran Bretagna, uno dei Paesi finanziatori della Corte penale. Il deputato conservatore Rob Wilson ha chiesto alla Cpi di fare marcia indietro poiché un aiuto legale del genere deve essere concesso solo a chi è del tutto o in parte indigente.
SDA-ATS