Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/226566

<h2>SubmittedText<h2><p>Svariate centinaia di minori sono detenuti nei campi nel Nord della Siria, spesso con uno dei genitori partiti per raggiungere l'organizzazione Stato islamico. Mezza dozzina di questi minorenni ha la cittadinanza svizzera. Questi bambini sono rinchiusi in condizioni miserabili e circondati da membri di Daesh.</p><p>Tra questi minori figurano due sorellastre svizzere, nate a Ginevra nel 2006 e nel 2012, e rapite dalla madre nel 2016.</p><p>Quest'ultima è ricercata dal Ministero pubblico della Confederazione per sottrazione di minorenne (art. 220 CP), violazione del dovere di assistenza e di educazione (art. 219 CP), partecipazione e/o sostegno a un'organizzazione criminale (art. 260ter) e violazione della legge che vieta i gruppi "Al-Qaïda" e "Stato islamico".</p><p>I padri delle due sorellastre moltiplicano le iniziative per ottenerne il ritorno, senza successo.</p><p>Le Forze democratiche siriane (FDS) subordinano il ritorno dei bambini stranieri al rimpatrio simultaneo dei genitori anch'essi detenuti. Per il ritorno delle due sorellastre occorre dunque che la Svizzera accetti il rientro della madre detenuta con le figlie.</p><p>A marzo 2019 il Consiglio federale ha deciso di non intervenire "attivamente" nel rimpatrio degli adulti e ha bloccato qualsiasi iniziativa che avrebbe permesso il ritorno delle due sorellastre.</p><p>Sembrerebbe inoltre che il gruppo di lavoro per l'accompagnamento e il ritorno dei bambini svizzeri detenuti nei campi delle FDS sia stato recentemente disattivato. </p><p>Numerose organizzazioni internazionali hanno criticato apertamente questa posizione. La Commissaria per i diritti umani presso il Consiglio d'Europa ha quindi esortato gli Stati membri, tra cui la Svizzera, ad adottare tutte le misure necessarie per rimpatriare d'urgenza i loro cittadini minorenni che vivono nel campo di Al-Hol e a prevedere anche il rimpatrio delle rispettive madri, in virtù del principio dell'interesse superiore del minore sancito dalla Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo. L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha invitato gli Stati membri, tra cui la Svizzera, ad adottare tutte le misure del caso per assicurare il rimpatrio immediato dei bambini in compagnia della loro madre, tranne se questa misura non è conforme all'interesse superiore del minorenne. L'Alta Commissaria per i diritti umani delle Nazioni Unite ha caldeggiato un'azione urgente dei Paesi i cui cittadini sono detenuti in campi nel Nord-est della Siria, esortandoli a rimpatriare i loro connazionali e criticando gli Stati che hanno privato della loro nazionalità le persone in questione.</p><p>Di recente, l'8 febbraio 2021, vari relatori dell'ONU hanno indirizzato una lettera a 57 Stati, tra cui la Svizzera, per esprimere le loro gravi preoccupazioni in merito alle condizioni umanitarie e di sicurezza nei campi. Questi esperti hanno esortato gli Stati ad adottare provvedimenti efficaci per garantire i diritti delle persone in questione, in particolare delle donne e dei bambini.</p><p>Alla luce di questi numerosi appelli, </p><p>1. il Consiglio federale è disposto a ritornare sulla sua decisione del marzo 2019 e organizzare il ritorno dei minori, anche se ciò implica il rientro della loro madre?</p><p>2. Non ritiene di dover ammettere che se non modifica la sua posizione in merito al rimpatrio delle due minorenni svizzere di Ginevra insieme alla madre viola il diritto internazionale, nello specifico la Convenzione sui diritti del fanciullo?</p><p>3. Intende riattivare il gruppo di lavoro per l'accompagnamento e il ritorno dei minori? In caso affermativo, con quale azione concreta intende farlo, visto che non è riuscito a proporre una soluzione che permetta di rimpatriare le due minorenni?</p><p>4. Non ritiene opportuno sostenere i padri nelle loro iniziative private per rimpatriare le figlie adoperandosi per la restituzione dell'autorità parentale sulle ragazze e consegnando loro i passaporti delle figlie, documenti indispensabili per il viaggio di ritorno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale mantiene la sua decisione dell'8 marzo 2019. La protezione e la sicurezza della popolazione svizzera hanno la precedenza sugli interessi individuali. Il rimpatrio di minori è sempre possibile e valutato attivamente di volta in volta.</p><p>2. Il Consiglio federale si è fissato come obiettivi prioritari la sicurezza della Svizzera e la protezione della sua popolazione, che prevalgono sugli interessi individuali. Tuttavia, trattandosi di minori, un rimpatrio può essere preso in considerazione nell'interesse di questi ultimi.</p><p>Esempi concreti di altri Paesi mostrano che è possibile rimpatriare minori nei loro Paesi di origine senza i genitori, ma con il consenso della madre o per ragioni umanitarie. Il Consiglio democratico siriano (SDC) ha inoltre confermato alla Svizzera tale possibilità.</p><p>3. Le autorità federali provvedono affinché le disposizioni della decisione dell'8 marzo 2019 vengano attuate e il rimpatrio delle minorenni sia possibile.</p><p>4. Il DFAE è sempre pronto a rilasciare i documenti necessari al rimpatrio delle minorenni se i padri si rivolgono al DFAE e le condizioni per il rimpatrio (cfr. 2) sono soddisfatte. Il Consiglio federale sconsiglia vivamente azioni private per riportare in Svizzera le bambine poiché i viaggi nella regione in questione comportano numerosi rischi.</p>  Risposta del Consiglio federale.