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L'allarme dell'OIM
«Minacce dall'estero al flusso delle rimesse in Afghanistan»
SDA
7.9.2021 - 16:34
L'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) lancia l'allarme sulle difficoltà che si frappongono ai flussi delle rimesse in Afghanistan, indispensabili per la sopravvivenza delle famiglie e dell'economia nazionale.
Nel 2020, le rimesse ufficiali in Afghanistan sono ammontate a oltre 788 milioni di dollari, circa il 4% del PIL complessivo del Paese, provenienti dai 5,8 milioni di afghani che vivono fuori dalla loro patria.
Dopo la presa del potere da parte dei talebani – osserva l'Oim in una nota – «gli afgani affrontano una stretta finanziaria». Gli Stati Uniti hanno congelato 7 miliardi di dollari di riserve afghane. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha bloccato i finanziamenti al Paese, inclusi centinaia di milioni di dollari in Diritti Speciali di Prelievo, che possono essere convertiti in valuta durante i periodi di crisi.
Banche a corto di contanti
Nonostante la ripresa delle attività bancarie in Afghanistan alla fine di agosto, la Banca centrale afghana può accedere solo a una frazione del suo solito finanziamento. Ciò significa che le casse delle banche afgane non possono essere facilmente riempite: gli sportelli automatici hanno esaurito i contanti e sono stati fissati limiti di prelievo.
A loro volta, i prezzi dei beni di prima necessità stanno aumentando. Si temono scarsità di cibo, aumento dell'inflazione e crollo della valuta, il tutto con conseguente intensificazione dell'emergenza umanitaria in tutto il Paese.
SDA