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'Liscia e senza problemi'. Così, fanno sapere dal Cern di Ginevra, è stata la riaccensione avvenuta ieri del Large Hadron Collider (Lhc), il più grande acceleratore di particelle del mondo che ha permesso di scoprire il bosone di Higgs.
La procedura di accessione, dopo due anni di fermo tecnico, è avvenuta in due fasi. Nel suo anello, lungo 27 chilometri, sono passati a turno due fasci di protoni, terminando il percorso con successo. Solo a questo punto la macchina è stata considerata accesa a tutti gli effetti.
"Ci vorranno però circa da sei settimane a due mesi per ottenere le prime collisioni stabili per gli esperimenti - spiega Joerg Wenniger, il coordinatore delle operazioni dell'Lhc - perché dobbiamo mettere in funzione tutti gli strumenti e tutti i sistemi uno per uno".
Quando la macchina funzionerà a regime e cominceranno le collisioni, queste forniranno un'enorme quantità di dati che, molto probabilmente, mostreranno i limiti della teoria di riferimento della fisica contemporanea, il Modello Standard. Questo significherà poter trovare una spiegazione a fenomeni che al momento restano misteriosi, come la materia oscura e l'energia oscura.
La pausa tecnica di due anni dell'Lhc è stata necessaria per curare la manutenzione della macchina che la metterà in grado di battere il suo primo record, ossia raggiungere l'energia di 13.000 miliardi di elettronvolt (ieri i primi fasci di particelle hanno cominciato a scorrere in entrambe le direzioni all'energia di 450 miliardi di elettronvolt). Il Cern ha speso circa 150 milioni di dollari per l"upgrade'.
SDA-ATS