Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/159572

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di emendare la legge federale sulla circolazione stradale per impedire il ritiro della patente in seguito alla denuncia di un conducente nei confronti di un altro conducente (la testimonianza di persone non consanguinee deve costituire la condizione minima per un simile provvedimento).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Di norma, il ritiro temporaneo della patente fa seguito a una sanzione penale e, di conseguenza, a un'infrazione accertata. Conformemente al principio della parità di trattamento, il soggetto che ha avviato la procedura penale è irrilevante e una decisione in merito si fonda unicamente sull'accertamento dell'infrazione nel rispetto dei principi procedurali. Le garanzie offerte dall'ordinamento giuridico vigente sono sufficienti: le autorità penali sono tenute a esaminare obiettivamente tutte le prove, indipendentemente dalla loro provenienza, e una condanna sulla base di una semplice testimonianza, anche in assenza di prove concrete, è lecita a patto che la credibilità dei testimoni e delle loro affermazioni sia valutata in modo esauriente; in caso di dubbio, l'imputato va assolto. Le garanzie procedurali offrono inoltre numerosi strumenti per opporsi a un'accusa ingiustificata.</p><p>Non vi è quindi alcun motivo concreto che vieti di ritirare la patente a un automobilista giudicato colpevole d'infrazione per il semplice fatto che la denuncia provenga da un privato. Il Consiglio federale ritiene ingiustificata l'introduzione di una procedura speciale nell'ambito della circolazione stradale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.