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Approfittando di una pausa nei combattimenti, un gran numero di abitanti di Abidjan hanno abbandonato oggi la città, a piedi o in sgangherati bus sovraffollati, per cercare sicurezza, medicinali o semplicemente qualcosa da mangiare. Intanto, per la prima volta dall'inizio della crisi ivoriana, questa sera è stato attaccato il quartier generale del presidente riconosciuto dalla comunità internazionale, Alassane Ouattara.
Nella battaglia che da giorni infuria nella principale città della Costa d'Avorio, le forze fedeli al presidente uscente, Laurent Gbagbo, ieri hanno riguadagnato terreno contro le truppe di Ouattara. E oggi, ad ormai più di quattro mesi dall'inizio della crisi ivoriana, le forze di Gbagbo per la prima volta hanno attaccato con armi pesanti e leggere direttamente il Golf Hotel di Abidjan, quartier generale di Ouattara.
Dopo la revoca, ieri, delle sanzioni dell'Unione Europea che colpivano i porti del Paese - presa per favorire Ouattara, che ne aveva fatto precisa richiesta - oggi militari francesi della missione Liocorno e caschi blu dell'ONU hanno preso posizione al porto di Abidjan, mentre i voli commerciali sono ripresi all'aeroporto della città, capitale economica del Paese, primo produttore mondiale di cacao.
Il rappresentante dell'Ufficio dell'ONU per gli affari umanitari (Ocha) in Costa d'Avorio, Carlos Geha, ha detto per telefono all'AFP che ad Abidjan "la situazione è tragica in alcuni quartieri, come Abobo, Deux-Plateaux, Plateau, Yopougon, Cocody o Adjamè". Ha poi ribadito la necessità di creare "corridoi umanitari" per soccorrere la popolazione, perché, ha sottolineato, "non sono i medicinali o gli aiuti materiali che mancano, ma i mezzi per farli pervenire a coloro che ne hanno bisogno". Nell'ovest, ha aggiunto Geha, 28'000 persone sono sempre rifugiate in due missioni, cattolica e protestante, a Duekoué, e "i bisogni sono enormi".
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