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La strategia energetica 2050 del Consiglio federale è, "nei suoi principi, sostenuta dai cantoni". Essi chiedono tuttavia che sia orientata alle esigenze del mercato sin dall'inizio, per incoraggiare soluzioni innovatrici, scrive oggi in una nota la Conferenza dei governi cantonali (CdC).
Il progetto del Consiglio federale "non risponde in modo sufficiente a questa attesa" in quanto prevede tale orientamento soltanto a partire dal 2020, aggiunge la CdC prendendo posizione nell'ambito della procedura di consultazione, peraltro conclusasi ufficialmente ieri.
Gli orientamenti della nuova politica energetica federale sono "in linea di principio" condivisi anche dal Consiglio di Stato ticinese. Il Piano energetico cantonale (PEC) in via di allestimento "in parte anticipa quanto proposto con la strategia 2050, che di conseguenza ne rafforza l'impostazione", si legge in un comunicato stampa. Il governo ticinese evidenzia tuttavia "alcuni punti che devono essere approfonditi", come il coordinamento e l'armonizzazione tra le diverse politiche settoriali, o il ruolo del gas come vettore energetico di transizione.
Sulla questione ha pubblicato una nota oggi anche l'Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG), che "respinge nel suo insieme" la Strategia 2050 nella forma presentata. Secondo l'associazione degli autotrasportatori, il Consiglio federale diventa, con le sue misure dirigistiche, "l'affossatore della società e dell'economia liberale" che hanno contraddistinto la Svizzera negli ultimi 150 anni.
SDA-ATS