Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/217916

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare, in un rapporto, la fattibilità di una riduzione dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) per i modelli aziendali basati su un utilizzo delle risorse che presenta un bilancio ecologico positivo, nonché di indicarne i vantaggi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo rapporto del 19 giugno 2020 in adempimento del postulato Vonlanthen 17.3505, il Consiglio federale si è già espresso in merito a eventuali misure fiscali. Nel raffronto tra i Paesi europei emerge che per la promozione dell'economia circolare vengono impiegati svariati strumenti fiscali come ad esempio una deduzione dell'imposta sull'utile o ammortamenti accelerati. Vi sono anche aliquote IVA ridotte. Al riguardo va notato che le aliquote ridotte vengono applicate principalmente a riparazioni effettuate in appartamenti privati. È vero che queste misure servono anche per rilanciare l'economia circolare, ma innanzitutto hanno lo scopo di contrastare l'economia sommersa.</p><p>Inoltre, i principi dell'economia circolare non in tutti i casi portano a un miglioramento del bilancio ecologico. Il rischio di un peggioramento sussiste ad esempio nel caso di una proroga della durata di utilizzo di prodotti inefficienti dal punto di vista ecologico. Perciò in ambito di imposta sul reddito sono ammesse immediatamente alla deduzione anche spese che aumentano il valore, sempreché si tratti di misure di risparmio energetico. In tal modo vengono create condizioni eque per le riparazioni, che sono anch'esse immediatamente deducibili.</p><p>Occorre altresì tenere conto che in Svizzera l'aggravio dell'IVA è molto più basso rispetto a quello nei Paesi europei. Ne consegue che mediante una riduzione delle aliquote fiscali è possibile creare un incentivo finanziario soltanto in misura ridotta e l'effetto incentivante risulterebbe inferiore. A causa dell'esiguo segnale di prezzo, l'effetto incentivante sarebbe molto debole, sempreché l'IVA ridotta venisse trasmessa ai consumatori. Se la riduzione fiscale viene impiegata per aumentare i margini dei fornitori di servizi, non risulta alcun miglioramento dell'impatto ecologico.</p><p>Più aliquote IVA (differenti) sono applicate, maggiore è anche l'onere amministrativo, sia per le imprese che per l'autorità fiscale. L'assoggettamento all'aliquota ridotta di prestazioni non dannose dal punto di vista ecologico creerebbe grossi problemi di delimitazione in numerosi ambiti. I contribuenti sarebbero quindi confrontati con un'incertezza del diritto e il rischio di riscossioni a posteriori nel quadro di controlli fiscali aumenterebbe. Anche l'attività di controllo dell'Amministrazione federale delle contribuzioni risulterebbe più gravosa a causa del sistema IVA più complesso. Un simile approccio è contrario all'obiettivo del Consiglio federale di semplificare l'IVA.</p><p>Ciononostante l'Esecutivo ritiene che la richiesta sia di grande importanza. Nel rapporto menzionato sono elencate diverse misure che verranno sottoposte a un'analisi approfondita. A tale scopo, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), con il coinvolgimento del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e del Dipartimento federale delle finanze (DFF), di sottoporre entro la fine del 2022 proposte per un pacchetto di misure volto a tutelare le risorse e promuovere l'economia circolare.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.