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L'astronomo ginevrino e premio Nobel per la fisica del 2019 Didier Queloz riporta in parte in Svizzera il proprio centro di gravità nella ricerca. Il 55enne, che attualmente lavora principalmente a Cambridge, parteciperà alla creazione di un nuovo centro interdisciplinare al Politecnico federale di Zurigo (Eth) per studiare l'origine della vita nell'universo.
Queloz dedicherà metà del suo tempo di lavoro al nuovo compito, come spiega il presidente dell'Eth Joël Mesot in un'intervista pubblicata oggi dalla Neue Zürcher Zeitung. Inoltre, rimarrà attivo all'università di Cambridge, dove ridurrà il suo carico di lavoro. Lascerà invece l'università di Ginevra, ha indicato a Keystone-Ats l'ateneo lemanico, confermando un'informazione di Le Temps, che oggi pubblica una seconda intervista a Mesot.
Queloz diventerà professore di fisica all'Eth con effetto al primo settembre. Vi contribuirà a sviluppare il nuovo Eth Center for the Origin and Prevalence of Life (Centro dell'Eth sull'origine e la prevalenza - una nozione statistica assimilabile alla frequenza - della vita) come direttore, indica un comunicato dell'Eth diramato oggi.
Al centro, gestito in collaborazione con l'ateneo di Cambridge, saranno attivi 15 professori di vari orizzonti - fisica, chimica e biologia. Grazie alla sua fama, Queloz dovrebbe permettere di ottenere più facilmente fondi da terzi.
Metà del premio Nobel per la fisica del 2019 è andato all'astronomo canadese naturalizzato statunitense James Peebles per ricerche teoriche nella cosmologia fisica e l'altra metà congiuntamente agli scienziati svizzeri Michel Mayor e Didier Queloz per la scoperta del primo esopianeta.
Nel 1995, i due ricercatori dell'università di Ginevra fecero la prima scoperta di un pianeta al di fuori del Sistema solare, una rivoluzione in astronomia. Da allora, sono stati identificati più di quattromila esopianeti.