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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Come deve essere interpretata la spiegazione fornita dal DFAE nello scorso febbraio di fronte alle suppliche dei rappresentanti della famiglia affinché fossero esercitate pressioni in alto loco, secondo cui sarebbe stato "troppo presto per consentire alla consigliera federale di mettersi in contatto con il proprio omologo messicano, poiché un intervento di Micheline Calmy-Rey potrebbe mettere in pericolo la vita dell'ostaggio e provocare un aumento dell'importo di un eventuale secondo riscatto"?</p><p>2. Dopo tre mesi di angosciante attesa trascorsi a sperare in un intervento della Svizzera in Messico a livello politico, la famiglia del signor Tschumi ha finalmente ottenuto, dopo ulteriori insistenze, che il DFAE si decidesse a precisare a metà aprile che il capo del dipartimento non interviene mai di persona in un caso di specie. E come mai, se ai rappresentanti della famiglia è stato ripetutamente assicurato, a ogni loro trasferta a Berna, che la consigliera federale seguiva l'affare da molto vicino?</p><p>3. L'ambasciatore è il rappresentante legale della consigliera federale Micheline Calmy-Rey! Ciò nonostante, è politicamente e umanamente corretto lasciare che un ambasciatore insediato in Messico da appena due mesi, senza relazioni e senza conoscenze del terreno, se la sbrogli da solo in un caso come quello di Olivier Tschumi? Uno dei membri della famiglia, trovatosi confrontato sul posto con un ambasciatore e un console inesperti, quest'ultimo pure insediato soltanto da pochi mesi, ha constatato che tutto andava storto. Le sue richieste d'aiuto trasmesse al DFAE non hanno avuto esito e sono rimaste senza risposta.</p><p>4. Nel mese di gennaio la Polizia federale svizzera ha inviato tre agenti in Messico. Dopo dieci giorni di osservazione questi sono rientrati in Svizzera. Per quale ragione questa iniziativa non ha avuto un seguito ufficiale? Per quale ragione non è stato fatto alcunché per rompere il muro di silenzio che copriva il lassismo delle autorità messicane?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sin dal giorno del rapimento, il 19 dicembre 2010, tutti i servizi dell'amministrazione federale interessati stanno trattando questo affare in maniera prioritaria. Il nostro rappresentante è in contatto con le autorità messicane incaricate delle indagini, in particolare con il Ministero degli affari esteri, il Ministero dell'interno e le ambasciate di altri Stati interessati da vicende analoghe. La nostra ambasciata intrattiene anche contatti regolari con i membri della famiglia di Tschumi che vivono in Messico, e la Sezione protezione consolare del DFAE e la polizia cantonale di Berna con i famigliari in Svizzera. L'esperienza ha dimostrato che nella prima fase di situazioni di questo genere è raccomandabile evitare qualsiasi esposizione mediatica e, con essa, una maggiore visibilità per prevenire possibili conseguenze ai danni della persona rapita. D'altra parte, secondo le nostre fonti, il presidente messicano era a conoscenza del rapimento praticamente sin dall'inizio della vicenda e l'inchiesta è stata trasferita al Ministero pubblico federale del Messico, la maggiore autorità in materia.</p><p>2. Tutti i servizi del DFAE interessati sono stati mobilitati affinché la persona scomparsa venga ritrovata. Nel gennaio 2011 l'ambasciatore di Svizzera ha discusso la faccenda con il presidente del Messico, che apparentemente era al corrente dei tristi fatti e che gli ha garantito il suo sostegno. La presidente della Confederazione è regolarmente aggiornata sugli sviluppi e segue attivamente il dossier. La presidente ha espresso alla famiglia della vittima, sia per scritto sia in occasione di un incontro personale, il pieno appoggio e sostegno del DFAE.</p><p>3. In carica dal 2010 in Messico, l'ambasciatore svizzero ha dimostrato sin dall'inizio della faccenda di possedere conoscenze approfondite del dossier e di disporre non solo della necessaria empatia, ma anche di conoscenze professionali e una rete di contatti. Grazie ai suoi interventi, la famiglia ha potuto incontrare direttamente il procuratore generale della Repubblica, i procuratori aggiunti incaricati dell'inchiesta e il viceministro dell'interno. Il personale dell'ambasciata ha incontrato la famiglia messicana della vittima più volte ed è a sua disposizione sette giorni su sette.</p><p>4. Gli agenti della Polizia giudiziaria federale e della polizia cantonale di Berna si sono recati in Messico dal 12 al 19 gennaio 2011. Tale visita ha mostrato alle autorità messicane l'importanza che lo Stato svizzero attribuisce a tale caso. Gli agenti svizzeri sono stati aggiornati sugli sviluppi dell'inchiesta e hanno intrattenuto contatti diretti con i propri omologhi messicani. Un'inchiesta penale è tuttora in corso in Svizzera. In occasione di una riunione dei rappresentanti dell'Interpol tenutasi a Lione nell'aprile del 2011, la polizia giudiziaria federale ha chiesto nuovamente dei ragguagli in merito. Le poche informazioni che trapelano sono trasmesse dalla nostra ambasciata.</p>  Risposta del Consiglio federale.