Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/229010

<h2>SubmittedText<h2><p>In questi giorni la Norvegia ha annunciato la sottoscrizione in tempo di record (le trattative erano iniziate nell'agosto 2020) di un accordo di libero scambio con il Regno Unito. </p><p>Nella comunicazione ufficiale, il governo norvegese dichiara che si tratta "dell'accordo di libero scambio più completo (...) che il paese abbia mai negoziato".</p><p> "L'accordo - si legge sul sito del governo del Paese scandinavo - assicura posti di lavoro e facilita la crescita economica, e segna un importante passo avanti nelle nostre relazioni con il Regno Unito dopo la Brexit. Si tratta di un accordo a lungo termine, che contribuirà anche ad accelerare la crescita dell'economia".</p><p>Il doveroso abbandono dell'inaccettabile accordo quadro istituzionale con l'UE rappresenta per la Svizzera l'opportunità per aprire nuove vie nel segno di una maggiore diversificazione dei propri partner commerciali, diminuendo così la dipendenza del nostro paese dall'Unione europea - e dunque la sua ricattabilità ad opera di Bruxelles.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>- Come valuta il Consiglio federale il nuovo accordo di libero scambio concluso tra la Norvegia ed il Regno Unito? </p><p>- Il Consiglio federale ritiene prioritaria la conclusione di accordi commerciali con la Gran Bretagna post-brexit? Quali trattative sono al momento in corso?</p><p>- E' intenzione della Svizzera, nell'ambito di una (quanto mai necessaria) strategia Asia-Pacifico, chiedere l'adesione al trattato di libero scambio transpacifico CPTPP, seguendo in questo l'esempio della Gran Bretagna?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.) Il 4 giugno 2021 il Regno Unito (UK) e i tre Paesi dell'AELS che fanno anche parte dello Spazio economico europeo (SEE), cioè Norvegia, Islanda e Liechtenstein, hanno concluso un accordo globale di libero scambio volto a mantenere le reciproche relazioni commerciali preferenziali dopo l'uscita del Regno Unito dall'UE.</p><p>Tale accordo svolge quindi una funzione analoga all'accordo commerciale concluso l'11 febbraio 2019 tra la Svizzera e il Regno Unito ed entrato in vigore il 1° gennaio 2021.</p><p>Diversamente dal nostro Paese, fino alla fine del 2020 gli Stati membri dell'AELS/SEE non avevano ancora stretto un accordo che definisse il prosieguo delle loro relazioni commerciali con il Regno Unito. A dicembre 2020 hanno quindi rapidamente convenuto una soluzione transitoria, ora sostituita dall'accordo globale in questione che la Svizzera sta analizzando in dettaglio.</p><p>2.) Dalla sua conclusione, la Svizzera e il Regno Unito hanno già aggiornato diversi punti del sopracitato accordo o lo hanno completato con ulteriori accordi.</p><p>Il 4 gennaio 2021 i due Paesi hanno firmato un accordo che garantisce per esempio il mutuo riconoscimento delle rispettive legislazioni legate all'ambito del biologico. La Svizzera riconosce anche otto organismi di certificazione autorizzati a classificare come biologici i prodotti provenienti dal Regno Unito che rispettano le relative leggi UE. L'accordo permette al commercio di prodotti bio tra i due Paesi di continuare senza interruzioni.</p><p>Inoltre, l'8 giugno 2021, la Svizzera e il Regno Unito hanno accettato di includere nell'accordo commerciale le norme di origine riviste della Convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee (Convenzione PEM). Grazie a questa modifica, le imprese che commerciano tra questi due Paesi potranno disporre di norme d'origine aggiornate.</p><p>La Svizzera e il Regno Unito hanno anche approvato un accordo sul reciproco riconoscimento degli operatori economici autorizzati (Authorised Economic Operator, AEO), che offre alle imprese certificate importanti vantaggi e agevolazioni riguardo al traffico bilaterale di merci.</p><p>I due Paesi hanno infine concluso l'Accordo sulla mobilità dei prestatori di servizi (Services Mobility Agreement, SMA), applicato in via provvisoria dal 1° gennaio 2021 e con durata limitata. Ai prestatori di servizi che operano all'interno dei due mercati, il SMA garantisce un accesso agevolato anche dopo l'estinzione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) tra la Svizzera e il Regno Unito.</p><p>Per quanto riguarda gli obiettivi in materia di relazioni economiche con il Regno Unito, la strategia del Consiglio federale "Mind the Gap" ha sempre puntato non solo a tutelare per quanto possibile i diritti e i doveri in essere tra la Svizzera e il Regno Unito stabiliti dagli accordi bilaterali Svizzera-UE ma anche a estenderli ("Mind the gap Plus", cfr. anche la risposta del CF alla mozione Cottier <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20203127">20.3127</a>). In questo contesto potrebbero nascere nuove opportunità nel commercio di servizi, nel commercio digitale, nelle prestazioni finanziarie e nella protezione della proprietà intellettuale.</p><p>I colloqui, già previsti nell'accordo commerciale concluso tra la Svizzera e il Regno Unito a febbraio 2019, si svolgeranno nella seconda metà del 2021 e permetteranno di identificare gli ambiti in cui esiste un interesse reciproco a iniziare le trattative.</p><p>3.) Infine, il Consiglio federale si è espresso circa l'opportunità di aderire al CPTPP nella sua risposta all'interpellanza Schneider-Schneiter <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20204390">20.4390</a>, concludendo che comporterebbe notevoli sfide. La principale difficoltà è senza dubbio la grande liberalizzazione prevista dal CPTPP per i prodotti agricoli, che la Svizzera non potrebbe raggiungere visto l'approccio seguito finora nella negoziazione degli ALS. Sulla base di quest'analisi, il Consiglio federale ha preferito proseguire le trattative con singole parti contraenti del CPTPP, come la Malaysia o il Vietnam, piuttosto che aderire all'Accordo. Ciò nonostante, continua a valutare la situazione in vista dei recenti sviluppi, tenendo sotto controllo in particolare la potenziale discriminazione aggiuntiva che potrebbe dover affrontare se altri Stati aderissero al CPTPP. Per questo motivo monitorerà da vicino le trattative di adesione del Regno Unito.</p>  Risposta del Consiglio federale.