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Il tasso d'interesse minimo sull'avere di vecchiaia nel regime obbligatorio della previdenza professionale andrebbe abbassato dall'1% attuale allo 0,75%.
È quanto raccomanda al Consiglio federale, cui spetta la decisione finale (di solito in autunno inoltrato), la Commissione federale della previdenza professionale (Commissione LPP).
Le proposte al vaglio della Commissione LPP andavano dallo 0,25% all'1%. A stretta maggioranza, stando a una nota odierna, si è optato per lo 0,75%.
I parametri fondamentali per la decisione finale sono il rendimento medio a lungo termine delle obbligazioni della Confederazione e l'andamento di azioni, obbligazioni e immobili. Tra gli altri fattori va menzionata anche la sostenibilità del tasso per gli istituti di previdenza rispetto agli utili che questi ultimi possono realizzare sui mercati finanziari.
Nel limite del possibile, sottolinea il comunicato, il tasso d'interesse minimo dovrebbe essere in linea, a lungo termine, anche con l'evoluzione dei prezzi e dei salari. In passato, questo obiettivo è stato superato.
Quest'anno nelle sue riflessioni la Commissione LPP ha tenuto conto anche delle ripercussioni della pandemia di coronavirus sugli istituti di previdenza.
L'anno scorso, quando il Governo aveva deciso di lasciare invariato l'attuale tasso all'1%, l'Unione sindacale svizzera (USS) aveva criticato l'esecutivo, sostenendo che si poteva fare di più. Per l'organizzazione di lavoratori Travail.Suisse, invece, il Consiglio federale aveva fatto la scelta giusta. Secondo l'associazione delle casse pensioni, l'1% era fin troppo: il Consiglio federale non aveva infatti sufficientemente tenuto conto della costante diminuzione dei tassi d'interesse nel 2019 rispetto all'anno prima.