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I social media in generale mettono a disposizione dei titolari di diritti d’autore tutta una serie di strumenti di contatto e di segnalazione per limitare i rischi di corresponsabilità. Ad esempio, YouTube offre un sistema automatico di rilevamento dei contenuti lesivi del diritto d’autore, chiamato Content ID, che confronta i nuovi video con una banca dati di materiale protetto e permette agli autori di reagire con grande rapidità.
7.5.3 Il fornitore di servizi che nota l’utilizzo dell’opera sulle sue reti
I siti di reti sociali prevedono varie funzioni che consentono agli utenti di comunicare e pubblicare contenuti multimediali come immagini, brani musicali o video (Trudel P./Abran F. Gérer les enjeux et risques juridiques du Web 2.0, CEFRIO, 2012, pag. 37). In altre parole, i gestori delle piattaforme dei social media forniscono agli utenti una cornice rivolta allo scambio di contenuti. Sono loro a definire le possibilità di interazione all’interno della rete e a decidere quali comportamenti non sono auspicati o consentiti (Consiglio federale, La responsabilità civile dei provider, Rapporto del Consiglio federale dell’11 dicembre 2015, pag. 19).
Ai sensi dell’art. 50 CO, se il danno è cagionato da più persone insieme, tutte sono tenute in solido verso il danneggiato, senza distinguere se abbiano agito come istigatori, autori o complici. Per questo motivo, è fondamentale sapere se il gestore della piattaforma è da ritenersi coinvolto nella violazione del diritto d’autore e, in caso affermativo, quale sia da considerare come il momento di inizio del suo coinvolgimento (Consiglio federale, La responsabilità civile dei provider, Rapporto del Consiglio federale dell’11 dicembre 2015, pag. 41).
Il gestore della rete sociale si può dunque ritenere corresponsabile dei danni causati? Occorre valutare due diverse situazioni:
- Il gestore del social media era a conoscenza dell’atto illecito, ad esempio perché ne era stato avvertito, ma non è intervenuto in nessun modo per impedirlo.
- Il gestore del social media avrebbe dovuto essere a conoscenza dell’atto illecito, ma per negligenza non è intervenuto per impedirlo.
In entrambi i casi, il gestore della rete sociale potrebbe essere ritenuto responsabile se continua a non intervenire. Dovrà pertanto adottare provvedimenti volti a bloccare il contenuto in questione, evitando nel contempo di bloccare i contenuti legittimi (Salvadé V. Droit de l’auteur et technologies de l’information et de la communication, Schulthess, Ginevra, Zurigo, Basilea, 2015, pag. 39).
BUONO A SAPERSI