Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01289.jsonl.gz/538

L'audizione in qualità di testimoni di Sonia Seneviratne, professore di climatologia al Politecnico di Zurigo, e del premio Nobel per la chimica Jacques Dubochet ha occupato quasi interamente la prima mattinata del processo a 12 attivisti di Lausanne Action Climat, giudicati da martedì per un'azione di protesta nella sede del Credit Suisse di Losanna, nel novembre del 2018.
In'aula gremita, in particolare da una sessantina di giovani venuti a sostenere gli 11 imputati effettivamente presenti, l'esperta ha esposto gli effetti del riscaldamento del pianeta e i danni causati in particolare dalle energie fossili, mentre l'anziano docente onorario dell'Università di Losanna, che da oltre un anno simpatizza con gli attivisti, ha invitato a dare il giusto peso alle cose, da un lato questa "storia divertente" e dall'altro le conseguenze ben più serie dei danni perpetrati all'ambiente.
La difesa avrebbe voluto sentire altri personaggi conosciuti, esclusi però dalla corte ad eccezione di Jérémy Désir, banchiere che aveva lasciato la HSBC in polemica con le derive della finanza. Non ha voluto partecipare al processo invece il Credit Suisse, che in una nota ha fatto sapere di avere l'intenzione di allineare il suo portafoglio di prestiti agli obiettivi dell'accordo di Parigi, soddisfacendo così le richieste dei dimostranti, ma di non tollerare invasioni delle sue filiali, qualsiasi sia la ragione.
Il procedimento, che durerà tre giorni e sarà seguito dalla sentenza lunedì prossimo, è il primo del genere in Svizzera. Altri seguiranno nel corso dell'anno.