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Trentesima immolazione in un anno da parte dei tibetani in Cina, che protestano per l'occupazione cinese del Tibet. Un monaco di 20 anni è morto. La notizia è arrivata da fonti tibetane in esilio a Dharamsala, in India.
Sherab si è immolato ieri sera nella strada principale di Cha, nella contea di Ngaba (Aba per i cinesi) nella provincia del Sichuan, la contea dove si contano più immolazioni. Il giovane ha incitato al ritorno del Dalai Lama e alla fine dell'occupazione cinese del Tibet mentre le fiamme lo avvolgevano.
La polizia, giunta sul posto, ha preso il corpo dell'uomo e dopo aver spento le fiamme, lo ha portato in un luogo segreto. Decine di tibetani hanno chiesto alla polizia il corpo del monaco, senza ottenerlo.
Sherab dallo scorso ottobre era monaco di Kirti, il monastero al centro di numerose proteste dal 2008 e del maggior numero di casi di immolazione dal 16 marzo dello scorso anno. La città, già teatro di un'altra immolazione il 5 marzo scorso, è stata messa sotto controllo dalla polizia.
Sherab è il trentesimo tibetano immolatosi dal 16 marzo del 2011, il trentunesimo dal 2009. A questi si deve aggiungere anche il giovane Jemphel Yeshi, un ventisettenne tibetano che tre giorni fa si è immolato a New Delhi alla vigilia della visita del presidente cinese Hu Jintao in India per partecipare al vertice Brics.