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A cura di Sandra Clerc
2 VOLUMI
Formato 17 x 24 cm, Volume 1+2 1478 pagine
L'umanista Francesco Ciceri (1527-1596), luganese di origine ma attivo soprattutto a Milano nella seconda metà del Cinquecento, fu autore di commenti a testi latini e greci, di opere d'erudizione antiquaria e di panegirici, rimasti in larghissima parte inediti. Collezionista di libri a stampa e di manoscritti, raccolse una pregevole biblioteca privata, con alcuni titoli importanti, come la vasta silloge delle epistole ciceroniane (attualmente Ambr. E14 inf. ed E15 inf.), che, alla sua morte, fu acquistata dal cardinale Federico Borromeo per la Biblioteca Ambrosiana.
Le moltissime lettere in latino e in volgare (pubblicate e commentate qui per la prima volta integralmente) gettano nuova luce sulla biografia del Ciceri, sui suoi contatti, sulla sua cultura, sulla sua attività di insegnante e di tramite tra l'Italia e il mondo nord alpino. Emergono così nuove informazioni sui personaggi ai quali egli era legato, soprattutto eruditi, notabili e stampatori: Andrea e Girolamo Camozzi, Hieronymus Frick, Lelio Giraldi, Marco Antonio Maioragio, i membri della famiglia Morosini, Paolo Manuzio, johannes Oporinus. Attento e acuto osservatore della realtà che lo circonda, Ciceri ne traccia un'immagine vivida e ricca.
L'edizione comprende i testi raccolti nel manoscritto 665 della Biblioteca Trivulziana di Milano, le lettere latine pubblicate nel 1782 dall'abate Pompeo Casati e missive reperite in biblioteche italiane ed europee. Un essenziale corredo di note guida il lettore chiarendo luogi, opere, riferimenti variamente implicati nei testi. Completano il volume quattro Appendici di interesse documentario.