Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01124.jsonl.gz/548

LONDRA - È dicembre il termine ultimo indicato dal governo britannico di Boris Johnson per risolvere «in un modo o nell'altro» il nodo del protocollo sull'Irlanda del Nord allegato all'accordo post Brexit con l'Ue: protocollo di cui Londra chiede una modifica sostanziale, concessa finora solo in parte da Bruxelles. Lo ha detto oggi in parlamento lord David Frost, ex negoziatore delle intese sul divorzio e attuale ministro Tory per l'attuazione della Brexit.
Frost ha parlato di progressi nel corso degli ulteriori colloqui di queste settimane, ma ha aggiunto che restano distanze «significative» su alcuni punti. Dalla questione che il governo britannico pone come cruciale: ossia della richiesta di rimozione del ruolo arbitrale assegnato nel testo originale alla Corte di Giustizia Ue sui possibili contenziosi relativi al protocollo. Un ruolo che non può essere attribuito alla giustizia europea neppure limitandosi a darle «un diverso nome», ha rimarcato.
Rispondendo alla domanda su quanto tempo si possa ancora negoziare prima di ricorrere - in caso di mancata soluzione condivisa - all'articolo 16, ossia alla denuncia dell'accordo, il ministro ha ribadito che le trattative «non possono proseguire ancora troppo a lungo, come abbiamo detto con chiarezza. E come, a essere onesti, anche la Commissione Europea ha sottolineato».