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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare il diritto di procedura penale aumentando a 72 ore il fermo preventivo di polizia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo quanto disciplinato dal Codice di procedura penale del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0), la polizia può fermare una persona al massimo per 24 ore (art. 219 cpv. 4 CPP). In seguito va liberata oppure - se sussistono motivi che depongono a favore di una carcerazione preventiva - tradotta dinanzi al pubblico ministero. Dal canto suo, il pubblico ministero dispone di 48 ore dal fermo per proporre al giudice dei provvedimenti coercitivi di ordinare la carcerazione preventiva (art. 224 cpv. 2 CPP). Il giudice dei provvedimenti coercitivi deve decidere al più tardi entro 48 ore da quando ha ricevuto la proposta del pubblico ministero (art. 226 cpv. 1 CPP). Questa normativa garantisce che un giudice decida in merito alla legittimità del fermo al più tardi entro 96 ore dall'arresto. Tale durata massima risulta dalle disposizioni della Costituzione federale (Cost.; RS 101) e della Convenzione europea dei diritti dell'uomo del 4 novembre 1950 (CEDU; RS 0.101), che esigono che la persona fermata sia tradotta immediatamente dinanzi a un giudice (art. 31 cpv. 3 Cost. e art. 5 n. 3 CEDU). Secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo tale diritto a comparire senza indugio dinanzi a un giudice è leso se intercorrono cinque giorni tra il fermo di polizia e l'ordine di carcerazione da parte del giudice.</p><p>Di conseguenza, già solo per questo fatto sussistono ostacoli giuridici che depongono a sfavore delle richieste avanzate nella mozione. Se il periodo di tempo durante il quale la polizia può trattenere una persona fosse aumentato di 48 ore, passando da 24 o 72 ore, il caso sarebbe esaminato da un giudice soltanto dopo sei giorni. Ciò sarebbe indubbiamente in contraddizione con il diritto di rango superiore.</p><p>Secondo il Consiglio federale vi sono tuttavia anche motivi oggettivi per cui non occorre prolungare la durata del fermo di polizia oltre quanto attualmente previsto dalla legge. Infatti, la limitazione temporale a 24 ore non impedirebbe alla polizia di effettuare gli accertamenti necessari in questa prima fase procedurale.</p><p>Inoltre, la polizia non può comunque procedere autonomamente a tali accertamenti in quanto si tratta di misure che possono essere ordinate o eseguite soltanto dal pubblico ministero (audizione di testimoni, perquisizioni domiciliari, analisi del DNA, visite mediche). L'estensione della durata del fermo di polizia non modificherebbe affatto tale situazione. Secondo le regole del Codice di procedura penale, polizia e pubblico ministero dispongono infatti complessivamente di 48 ore per proporre al giudice dei provvedimenti coercitivi di ordinare la carcerazione preventiva.</p><p>Infine, la mozione sembra partire dall'assunto che una proroga della durata del fermo di polizia debba non da ultimo punire la persona arrestata tenendola lontano dal posto di lavoro o da scuola. Tuttavia, secondo un principio generale del diritto di procedura penale, il fermo di polizia e la carcerazione preventiva devono servire unicamente ad accertare i fatti, ma non devono in nessun caso fungere da sanzione.</p><p>Pertanto il Consiglio federale è dell'avviso che la richiesta avanzata nella mozione sia contraria al diritto di rango superiore e vada dunque respinta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.