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BERNA - L'atto d'indossare la mascherina fa ormai parte della nostra vita. Ma l'uso quotidiano di questo mezzo di protezione non è privo di conseguenze per l'ambiente che ci circonda. L'impatto ecologico di cambiare la mascherina ogni giorno è infatti - secondo uno studio condotto da Unisanté, il Centro universitario di medicina e sanità pubblica di Losanna - «allarmante».
Una mascherina chirurgica trasportata in aereo, il più delle volte dalla Cina, corrisponde infatti a 1,3 chilogrammi di CO₂ immessi nel pianeta al mese. Inoltre il recupero e la gestione di questi strumenti di protezione, una volta utilizzati, non sono ottimali. «Stimiamo - precisano gli esperti nel loro studio - che diversi miliardi di mascherine siano finite negli oceani nel 2020».
Tre soluzioni - Un uso più consapevole ridurrebbe l'impatto ecologico. E nel suo studio Unisanté propone tre "trucchetti" per far rivivere e quindi riutilizzare più volte le mascherine. La prima ha a che fare con il calore. «Sottoporre la mascherina a una temperatura di 70 gradi per trenta minuti ne consente il riutilizzo. È una tecnica accessibile a tutti, anche a casa».
La seconda idea riguarda il lavaggio nella lavatrice. Sì, perché contrariamente alle credenze popolari, le maschere chirurgiche possono essere lavate a circa 60 gradi. «Questa tecnica - sottolineano gli esperti - consente il riutilizzo, ma in maniera limitata. La mascherina perde infatti la propria efficacia dopo un certo numero di lavaggi».
La terza è la strategia prediletta dagli esperti. Ovvero quella di lasciar "riposare" per sette giorni la mascherina a temperatura ambiente. «Questo trucchetto - precisano - permette di riutilizzarla fino a dieci volte. Se il 10% della popolazione svizzera lo adottasse, nell'atmosfera non finirebbe l'equivalente di CO₂ di 5.600 voli tra Parigi e New York». Una soluzione, questa, ottima sia per l'ambiente che per il portafoglio. Visto che il "riciclo" della mascherina porterebbe anche grandi benefici economici, riducendo del 90% la spesa.
Le mascherine di cotone fai-da-te - Le mascherine di cotone "fai-da-te" riducono l'impronta di carbonio di ben 35 volte, ma non sono altrettanto efficaci per arginare la pandemia. «E poi - sottolineano da Unisanté - le mascherine di cotone vendute nei negozi non sono realmente ecologiche, poiché il trasporto della merce è altamente inquinante».