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La cooperazione svizzera ha compiuto domenica una prima valutazione della situazione a Goma, devastata dall'eruzione del vulcano Nyiragongo.
La popolazione soffre soprattutto per la mancanza di acqua potabile e non è ancora stato organizzato l'aiuto internazionale per gli sfollati che vogliono rientrare in città.
Difficile inviare aiuti
«È una situazione di emergenza totale», ha detto Peter Steffen, incaricato del programma presso la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Un collaboratore della DSC ha perlustrato domenica in auto Goma dopo aver visitato la vicina città ruandese di Gisenyi, che ha accolto molti rifugiati.
L'invio di aiuti a Goma rischia di essere molto difficile secondo Walter Luder, raggiunto telefonicamente dall'ats. La pista dell'aereoporto è infatti in gran parte distrutta. Sul posto sono attivi quattro collaboratori della DSC che lavorano per l'»antenna» di Kigali, in Ruanda.
La Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha lanciato questo fine settimana un appello preliminare per raccogliere 1,5 milioni di franchi destinati ai rifugiati e senzatetto, indica un comunicato. Sono infatti necessari viveri, acqua, rifugi d'emergenza e istallazioni sanitarie.
Sul posto il Corpo svizzero di aiuto in caso di catastrofe
Uno specialista del Corpo svizzero di aiuto in caso di catastrofe è stato inviato sul posto assieme a una squadra d'intervento dell'ONU. Caritas, l'Aiuto delle chiese evangeliche della Svizzera e la Croce Rossa svizzera si sono impegnate a stanziare 400 000 franchi. Queste associazioni umanitarie forniranno tende, acqua potabile, viveri e medicinali, stando ad un comunicato congiunto.
swissinfo e agenzie