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Nel corso della Conferenza sulle leggi della Torah, lunedì 13 dicembre il rabbino Ratzon Arusi, membro del Consiglio dei rabbini, ha proposto che ogni disegno di legge presentato al Parlamento israeliano sia valutato in base alla legge religiosa ebraica.
“Dobbiamo decidere se questo è uno Stato ebraico oppure no – ha detto Arusi – Non voglio fare sì che ogni persona che viene portata in tribunale sia esaminata per verificare se osserva la kasherut o il riposo del sabato, ma lo Stato ebraico deve tenere conto della legge religiosa in misura maggiore”.
Nel 2009, nel corso della Conferenza sulle leggi della Torah, il ministro della Giustizia Yaakov Neuman aveva dichiarato “passo dopo passo, la legge della Torah diventerà la legge di base nello Stato di Israele. Dobbiamo rimettere in vigore le tradizioni dei nostri padri e l’insegnamento dei rabbini del passato, perché possono offrire una soluzione a tutti i problemi che affrontiamo oggi”.
L’Atto di fondazione delle leggi, approvato nel 1980, afferma che in mancanza di una legge esistente o di un precedente giudiziario, ogni questione che giunge in tribunale va giudicata in base alla tradizione ebraica.
La Torah, parola ebraica che significa “insegnamento, legge” indica in primi cinque libri del Tanakh, o Pentateuco: la Genesi, l’Esodo, il Levitico, i Numeri e il Deuteronomio. Il termine indica anche la legge ebraica in generale.
Secondo la tradizione, la Torah venne rivelata a Mosè e donata al popolo d’Israele sul monte Sinai.