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TEHERAN - Urne ufficialmente aperte in Iran per le elezioni presidenziali. Circa 60 milioni di elettori sono chiamati a esprimere le proprie preferenze tra i tre candidati rimanenti.
Solo ieri quattro aspiranti leader si sono ritirati, dopo che il loro nome era stato vagliato e ammesso dal Consiglio dei Guardiani della Costituzione. Tra di essi Said Jalili, ex negoziatore sul programma nucleare e Ali Reza Zakani, deputato.
I "superstiti" - La sfida, a questo punto, è tra il governatore della Banca centrale iraniana Abdolnasser Hemmati, esponente dello schieramento moderato, e i conservatori Ebrahim Raisi, che guida l'apparato giudiziario, e l'ex comandante dei Pasdaran Mohsen Rezai.
«Risultato scontato» - A dare simbolicamente il via alla tornata elettorale è stato l'Ayatollah Ali Khamenei, la Guida suprema religiosa iraniana. In molti affermano che l'esito dell'elezione è scontato, dopo che dei 600 aspiranti presidenti solo tre sono potuti arrivare alla prova delle urne. A pensarlo c'è anche l'ex presidente Mahmud Ahmadinejad, che lo ha dichiarato nero su bianco in un'intervista al Corriere della Sera. Lui stesso figura tra gli esclusi: «Ho chiesto che mi spiegassero il motivo, ma non hanno risposto. È una scelta politica». Ahmadinejad ha aggiunto: «Non andrò a votare. Mi sono esposto perché me l’hanno chiesto milioni di cittadini, ma ho chiarito che, in caso di squalifica, non avrei partecipato. Se qualcuno ha voglia di votare, faccia pure. Io no».
Le operazioni di voto - Si voterà almeno fino alla mezzanotte ora locale (le 21.30 in Svizzera), ma non si esclude che i seggi possano restare aperti per un paio d'ore in più. I risultati non sono attesi prima di sabato pomeriggio.
Urne ufficialmente aperte in Iran per le elezioni presidenziali. Circa 60 milioni di elettori sono chiamati a esprimere le proprie preferenze tra i tre candidati rimanenti.