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LUGANO - L'amministratore delegato del Lugano Marco Werder ha spiegato la decisione dei bianconeri di fare un passo indietro nel progetto Ticino Rockets. A partire dalla prossima stagione, la società sottocenerina svolgerà infatti il ruolo di azionista di minoranza del club - analogamente al Davos - e continuerà a fornire quattro giovani giocatori (prospects) e uno straniero.
«L'anno scorso ci eravamo ripromessi che entro il mese di dicembre del 2019, ogni club avrebbe fatto un'analisi riguardante il progetto per il futuro dei Rockets», è intervenuto proprio Werder. «Siamo convinti che questo progetto sia migliorabile e in quest'ottica abbiamo quindi fatto i compiti a casa. Nei tempi prestabiliti abbiamo inoltrato le nostre proposte di migliorie, che riguardavano da un lato la gestione del club e dall'altro quella sportiva. Avremmo voluto che il consiglio di amministrazione tornasse a essere paritario, dove ogni club che partecipa al progetto abbia il diritto di presentare un membro. Poi avremmo voluto creare un cuore centrale nell'organizzazione dei Rockets, proprio perché negli ultimi tre anni e mezzo il problema più grande di questa squadra è stato di non aver mai avuto una sua propria identità. Questo cuore centrale, secondo le nostre idee, sarebbe stato innanzitutto composto da un General Manager impiegato dai Rockets e che difendesse gli interessi del club, così come da uno staff tecnico "neutro" messo a disposizione sempre da loro. Secondariamente sarebbero stati necessari cinque giocatori di un livello medio-alto di Swiss League in grado di stabilizzare la squadra all interno della Lega».
In questo modo si creerebbe inoltre il cosiddetto zoccolo duro che aiuterebbe i giovani a integrarsi nel gruppo e a crescere con esso... «Esattamente, ci sono delle dinamiche di uno spogliatoio che non si possono sottovalutare. Per crescere i giovani dovrebbero potersi appoggiare ai senatori di un gruppo e anche a essere messi in riga da loro. Secondo il nostro punto di vista, i nostri prospects non si stanno più muovendo in un ambiente totalmente ideale per continuare a svilupparsi. A novembre abbiamo dunque consegnato questo documento e fino a gennaio nessuno si è fatto sentire. Poi abbiamo ricevuto una lettera degli altri azionisti, nella quale c'era scritto che secondo loro il progetto non si sarebbe dovuto cambiare. Ci siamo così incontrati a inizio febbraio e la discussione si è riaperta, ma su diversi aspetti non siamo riusciti a trovare un'intesa. Di conseguenza, visto che la nostra proposta di miglioramento non è sembrata essere necessaria per gli altri club, abbiamo deciso di fare un passo indietro a livello operativo. Non riteniamo più necessario andare avanti a gestire il club e a sobbarcarci anche un rischio finanziario. Continueremo comunque a fornire cinque giocatori - quattro prospects e uno straniero - ai Ticino Rockets. In futuro non avremo però più un membro nel CdA del club cadetto e non forniremo più loro l'assistente allenatore»
Oltre tutto c'è il rischio che la squadra - alla fine di questo campionato - possa retrocedere in My Sports League... «Il rischio è reale. Noi abbiamo sempre visto il progetto a medio e non a corto termine. Siamo interessati a sviluppare dei talenti nell'arco del tempo, non abbiamo fretta, ma per noi è fondamentale che un giovane riesca a maturare e a prendersi le sue responsabilità. Non si possono buttare i ragazzi allo sbaraglio e pensare che visto che giocano in Swiss League siano in grado di migliorare da soli. Bisogna accompagnarli a 360 gradi e seguirli ogni giorno(...)».