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In cima alla Val Bedretto, passando dal Passo della Novena o Nufenen, scendete verso il Vallese in una valle sperduta, chiamata Valle di Goms.
Nessuno potrebbe immaginare che il più grande e famoso albergatore al mondo, César Ritz, è proprio nato e cresciuto li, più precisamente nel paesello di Niederwald un bel giorno innevato del 23 febbraio 1850.
In quel fondovalle il piccolo César avrà subìto il fascino delle alte vette perché poi, una volta partito per la sua avventura professionale, in tutto il mondo il suo nome è riuscito a farlo associare ai più alti livelli raggiungibili nell’hôtellerie di lusso.
È stato soprannominato il "king of hoteliers, and hotelier to kings,"
il re degli albergatori e l’albergatore dei re; e dal suo nome derivò il termine inglese ritzy, vale a dire elegante, chic.
Ma oltre al suo indubbio talento, César Ritz rivoluzionò il settore alberghiero, portando l’alta cucina all’interno dei palace, attraverso il sodalizio con lo chef Georges Auguste Escoffier, di quattro anni più grande di lui, il cuoco francese più famoso dell’epoca, divenuto forse il cuoco più famoso di tutti i tempi.
Escoffier Iniziò a lavorare a 13 anni come apprendista nella trattoria di uno zio a Nizza, dove impara le basi del mestiere di ristoratore: il servizio, gli acquisti, la cucina.
Nel 1865, a 19 anni, è a Parigi al Petit Moulin Rouge.
Nel 1870 durante la guerra franco-prussiana fu capocuoco al Quartier generale dell'Armata del Reno e divenne il cuoco del generale Mac-Mahon, che diventerà suo fedele cliente anche in civile.
Da questa esperienza nacquero le Mémoires d'un cuisinier de l'Armée du Rhin (Memorie di un cuoco dell'Armata del Reno).
Dopo la sconfitta nella battaglia di Sédan e la conseguente prigionia di Napoleone III, Parigi non era il posto migliore per un cuoco di lusso ed Escoffier tornò a Nizza per una stagione.
Nel 1873, passata la Comune, si trasferisce nuovamente a Parigi e torna al Petit Moulin Rouge, questa volta come capocuoco.
Si tratta di un locale di gran moda, frequentato fra gli altri da Gambetta, dal Principe di Galles, da Sarah Bernhardt, oltre che dal suo ex comandante Mac-Mahon.
Nel 1876, a 30 anni, aprì Le Faisan Doré, il suo primo ristorante a Cannes, senza per questo abbandonare i clienti di Parigi e dirigendo, come gestore o capocuoco, vari ristoranti.
Nel 1880 assume la direzione del ristorante all’interno del Grand Hotel di Monaco, diretto da César Ritz ed inizia così una straordinaria carriera che lo vide impegnato simultaneamente al Savoy di Londra, al Ritz di Parigi e ancora al Carlton Hotel di Londra.
Il sodalizio con César Ritz, fondatore della omonima catena internazionale di alberghi di lusso, gettò le basi per una collaborazione che sarebbe rimasta una delle pietre miliari della fama di entrambi e un'icona della Belle époque.
Fino al 1888 gestirono insieme la stagione invernale al Grand Hôtel di Monte Carlo e quella estiva al Grand National di Lucerna.
Nel 1890 Escoffier assunse la direzione delle cucine del Savoy di Londra, sempre diretto da Ritz, che nel 1906 avrebbe fondato il Ritz di Londra, centro della mondanità internazionale dell'epoca.
Quando Ritz abbandonò il Savoy per fondare, con gran successo, il proprio Hôtel, in Place Vendôme a Parigi, Escoffier lo seguì, come fece la clientela di lusso.
Successivamente tornò a Londra come maître del Carlton, che Ritz aveva acquisito, e vi rimase fino al 1920.
A fianco di Ritz, Escoffier era diventato anche un efficientissimo organizzatore di servizi di ristorazione, oltre che un grande propugnatore della cucina francese nel mondo e della sua più alta specializzazione, quella del "saucier".
Sosteneva che l'arte culinaria dovesse essere praticata con semplicità, valorizzando sapore e nutrimento dei cibi.
Escoffier, "Cuoco dei re, re dei cuochi", fu decorato della Legion d'Onore nel 1920 e nominato ufficiale nel 1928. Morì a Monte Carlo a quasi novant'anni.
Fu un creativo e un innovatore, autore di ricette conosciute in tutto il mondo, fra cui la celeberrima Pesca Melba, dedicata alla cantante lirica australiana Nellie Melba, di cui era con César Ritz un grande ammiratore.