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BERNA - Ignazio Cassis entrerà in carica come Consigliere federale il 1. novembre. Nove giorni prima della sua elezione ha deciso - come ha confermato al Tages Anzeiger - di diventare membro di ProTELL, la società per il diritto liberale sulle armi.
Il futuro ministro degli Esteri ha aderito a un’organizzazione il cui obiettivo principale è contrastare ogni limitazione in merito alla detenzione di armi sul suolo svizzero, rifiutando la nuova direttiva dell’UE sulle armi che verrebbe attuata in virtù dell’accordo di Schengen. Le proposte del Consiglio federale per l’attuazione sono già in consultazione, ma proTELL sostiene che si batterà con ogni mezzo.
Responsabile delle relazioni con l’UE - Cassis sarà a capo del Dipartimento degli affari esteri e per questo sarà responsabile delle relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea. L’accordo di Schengen è stato finora un elemento chiave di queste relazioni.
Prima di entrare a far parte di proTELL, Ignazio Cassis aveva rilasciato un’intervista alla società. Quando gli è stato chiesto se ritiene che la legislazione nazionale attuale sia sufficiente a garantire la sicurezza pubblica, il neo-eletto Consigliere federale ha risposto affermativamente, aggiungendo: «Queste leggi legano la Svizzera all’accordo di Schengen. Se si vuole continuare su questa strada, bisogna trovare la via giusta».
La proposta in consultazione - Nel quadro della trasposizione della direttiva europea sulle armi, il Consiglio federale ha sottoposto a consultazione una «soluzione pragmatica» che utilizza il margine di manovra esistente e tiene conto della tradizione svizzera in materia di tiro.
Nessun cambiamento è previsto per le armi di ordinanza. Anche i tiratori sportivi potranno ugualmente continuare ad acquistare le armi contemplate dalle nuove norme della direttiva europea, ma dovranno essere membri di una società di tiro o fornire prova di praticare con regolarità il tiro sportivo.
Le modifiche alla legislazione sulle armi non avranno alcuna ripercussione per i cacciatori, in quanto utilizzano armi che non sono contemplate dalla direttiva europea.
La direttiva europea sulle armi è stata elaborata in un contesto segnato dal terrorismo. Essa intende combattere l’uso abusivo delle armi da fuoco, rendendo tra l’altro più difficile l’accesso ad armi in grado di mietere un numero elevato di vittime, quali determinate armi semiautomatiche. Poiché le armi semiautomatiche risultano saldamente radicate nella tradizione svizzera in materia di tiro, la Svizzera ha richiesto e ottenuto una deroga dall’Unione europea.