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LUGANO - Telma ha quarant’anni e già da piccola aveva dei rituali che doveva seguire regolarmente. Aveva molti tic col collo e doveva continuamente muoverlo e grattarselo. Continuava ad accendere e spegnere la luce per controllare la stanza: ogni volta che succedeva doveva esserci una corrispondenza con un numero particolare. Considerato che questa corrispondenza era rara, perdeva molto tempo in questo rituale. Doveva sempre chiudere tutti gli armadi di casa poiché aveva l’angoscia che sarebbe successo qualcosa, se non fossero stati chiusi. Telma durante l’adolescenza decise finalmente di rinforzare la sua volontà e di resistere agli atti compulsivi. Ma un suo amico morì improvvisamente e lei interpretò questo come una sua responsabilità e da lì i rituali continuarono a progredire. Telma è riuscita a terminare le scuole e a fare una doppia formazione ed attualmente lavora ed è contenta del lavoro che fa. Ogni giorno perde almeno una o due ore di tempo per i suoi rituali. Anche quando deve vestire la propria figlia spreca da venti a trenta minuti al giorno poiché ogni vestito viene associato ad un significato e se non dovesse vestirla nel modo ritualistico predefinito Telma vivrebbe tutta la giornata con l’angoscia che alla figlia potrebbe succedere qualcosa di negativo. Quando Telma va a fare la spesa non ha la libertà di acquistare la merce come ella vorrebbe, ma per ogni scaffale deve contare sempre il numero di tutti i prodotti e può acquistare unicamente il quarto prodotto di ogni scaffale. Se non lo facesse l’ansia diventerebbe significativa.
Il disturbo ossessivo-compulsivo è molto più comune di quanto si pensi. Circa una persona su cinquanta è affetta da un disturbo ossessivo-compulsivo. Considerato che vi è un forte timore di essere giudicati nei soggetti che soffrono di un DOC, la maggior parte di loro lo nasconde. Chi è affetto da un DOC presenta dei pensieri dubitativi, insicuri, degli impulsi ricorrenti e persistenti che vengono percepiti come invasivi e inappropriati, che provocano una sofferenza marcata. La modalità, imperativa, per ridurre quest’ansia ossessiva diventa quella di effettuare dei rituali comportamentali. Il disturbo ossessivo-compulsivo si può curare ma bisogna iniziare il più precocemente possibile una terapia cognitivo-comportamentale e all’occorrenza una farmacoterapia adeguata. Telma ha appena iniziato il suo percorso che la porterà a ridurre di molto le ansie ossessive con i pensieri intrusivi e i comportamenti compulsivi.
Articolo di Michele Mattina, FMH in psichiatria e psicoterapia