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Impermeabile alle critiche degli altri banchieri, dopo aver spezzato una lancia a favore dello scambio automatico di informazioni fiscali, il CEO del Gruppo Raiffeisen, Pierin Vincenz, ha dichiarato oggi che anche in Svizzera potrebbe un giorno cadere la distinzione tra evasione e frode fiscale.
È la possibilità che questa distinzione scompaia ad averlo spinto ad affrontare il tema del segreto bancario e dello scambio di informazioni in modo un po' provocatorio, ha detto di fronte ai media oggi a San Gallo nel corso della presentazione del bilancio 2011 del Gruppo Raiffeisen.
"Al momento si sta discutendo su una possibile soluzione con gli Stati esteri, ma molte delle proposte del Consiglio federale, come l'autodichiarazione fiscale per i clienti esteri, potrebbe essere estesa un giorno anche alle persone residenti in Svizzera", ha dichiarato il manager. Per un gruppo come Raiffeisen con milioni di clienti è importante sapere quale decisione verrà adottata, ha spiegato.
Vincenz parte dall'idea che anche in Svizzera la distinzione tra frode e semplice evasione fiscale potrebbe cadere oppure essere mitigata. "Se anche i clienti svizzeri dovessero essere obbligati a riempire una dichiarazione fiscale - secondo la quale gli averi depositati sono tassati n.d.r - ciò potrebbe comportare per la nostra banca un grande mole di lavoro", ha spiegato Vincenz. "Per questo vogliamo essere coinvolti nel dibattito attuale", ha aggiunto.
L'ampia discussione in corso sulla strategia del "denaro pulito" va resa più concreta a suo avviso. Per questo ha voluto lanciarsi personalmente e pubblicamente sull'argomento, con dichiarazioni sullo scambio automatico di informazioni alquanto anomale per un banchiere elvetico. Vincenz si è detto comunque poco toccato dalla critiche piovutegli addosso dai colleghi banchieri dopo le dichiarazioni di domenica scorsa sullo scambio automatico di informazioni. "All'interno del gruppo Raiffeisen siamo abituati a discutere di tutto", ha sostenuto.
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