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Si è conclusa lunedì, in diversi cantoni, la più grande esercitazione delle truppe di terra dell'esercito svizzero degli ultimi 33 anni, truppe che, in futuro dovranno diventare più flessibili e facili da manovrare, per poter far fronte alle minacce odierne. Inoltre dovranno collaborare più strettamente con le autorità civili.
Il divisionario e comandante delle Forze terrestri, René Wellinger, al termine dell'esercitazione "Pilum 22" ad Aarau ha dichiarato che si tratta del futuro delle forze di terra nei prossimi decenni.
Per l'esercitazione è stato usato il materiale attualmente disponibile per fare pratica sul terreno reale. La situazione creata prevedeva un "sistema di nemici ibridi", con le forze ostili dall'altra parte del confine a nord della regione di Basilea e con gruppi armati delle potenze opposte che agiscono in Svizzera, ha spiegato Wellinger.
I soldati hanno anche collaborato con la polizia cantonale argoviese ed è stato aperto un nuovo terreno di cooperazione delle forze operative speciali. Per consolidare tale attività è necessaria una maggiore formazione, ha detto Wellinger. La guerra elettronica, per contro, sta andando bene.
Circa 5'000 militi in azione
Nell'operazione "Pilum 22", circa 5'000 militari sono stati impegnati per una settimana in cinque cantoni svizzero-tedeschi (Berna, Soletta, Argovia, Lucerna e Zurigo) nella più grande manovra dell'Esercito svizzero dal 1989, con quattro battaglioni meccanizzati, uno logistico e una compagnia di fanteria di montagna.
Secondo il portavoce dell'esercito, Daniel Reist, alla hotline appositamente istituita ci sono state solo segnalazioni isolate da parte della popolazione per l'eccessivo rumore e le perturbazioni alla circolazione stradale. I media regionali e il servizio per il traffico Viasuisse hanno informato sui principali movimenti dei veicoli blindati.
- RG 12.30 del 22.11.22: la corrispondenza di Gianluca Olgiati