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Rafael Nadal ha lanciato una frecciata a chi "ha bisogno di rendere pubbliche" le proprie azioni, a proposito delle condizioni in cui i giocatori dell'Australian Open stanno trascorrendo la quarantena. Affermazioni che giungono una settimana dopo la divulgazione delle richieste avanzate da Novak Djokovic agli organizzatori del torneo. "Alcuni necessitano di far sapere a tutti ciò che cercano di fare per aiutare gli altri; mentre altri, lo fanno in maniera più riservata, senza doverlo per forza rendere noto... Alcuni di noi non hanno bisogno di farsi pubblicità con queste cose", ha affermato senza mezzi termini lo spagnolo, in un'intervista rilasciata all'emittente Espn argentina.
Djokovic, otto volte vincitore a Melbourne del primo Slam della stagione (in programma dall'8 al 21 febbraio), aveva trasmesso una lista di propositi alla Federazione australiana di tennis, al fine di ottenere delle condizioni migliori per il periodo di quarantena dei giocatori a Melbourne. Condizioni in generale meno agevoli, rispetto alla bolla 'Vip' di Adelaide, riservata ai migliori giocatori (maschi e femmine) iscritti al torneo.
Nadal, 34 anni e numero 2 della classifica Atp dietro proprio a Djokovic, ha riconosciuto che le condizioni ad Adelaide sono "migliori rispetto a quelle della maggior parte dei giocatori a Melbourne. Sebbene a Melbourne alcuni abbiano camere più grandi, nelle quali possono praticare attività fisiche, mentre altri sono in stanze più piccole, senza nemmeno la possibilità di contatto con allenatore o preparatore fisico. Dove sta la linea? È una questione etica - ha detto il maiorchino -, ognuno ha la propria opinione e tutte sono da rispettare"
In totale sono 72 i giocatori che hanno il divieto di lasciare le proprie camere per due settimane, dopo che dei casi di Covid-19 erano emersi nei voli che li avevano portati in Australia.
Gli altri tennisti sono autorizzati a uscire cinque ore al giorno per allenarsi, a condizione di non risultare positivi al tampone e di non entrare in contatto con persone positive.