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SAN GALLO - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha sconfessato tre tifosi di hockey: oggetto di un procedimento penale per violenze nei pressi di una pista di ghiaccio, chiedevano di non essere iscritti nel registro degli hooligan (HOOGAN) fintanto che non c'è una sentenza definitiva.
Il 28 gennaio 2017, un gruppo di 52 tifosi erano scesi dal pullman che li accompagnava per affrontare sostenitori di un'altra squadra. Il mese successivo la federazione di hockey aveva deciso il divieto di accesso alle piste per due anni nei confronti di tre di loro.
Nel settembre del 2017 i tre erano stati condannati, tramite decreto d'accusa, per sommossa. Contro questa decisione avevano presentato ricorso. Nel dicembre del 2017 l'Ufficio federale di polizia (fedpol) li aveva informati della loro iscrizione nel registro HOOGAN. I tre si sono appellati al TAF chiedendo che i loro nomi fossero stralciati dalla lista, o per lo meno che venisse scritto che i fatti sono contestati.
In tre sentenze pubblicate oggi, il TAF ricorda che HOOGAN censisce le persone interessate da un divieto a causa del loro comportamento violento durante una manifestazione sportiva. La misura deve essere stata decisa o confermata da un'autorità giudiziaria e deve servire a garantire la sicurezza dell'evento.
Nel caso in questione, iscrizione è stata decisa sulla base del rapporto di polizia legato agli avvenimenti del 28 gennaio 2017, al divieto di ingresso nelle piste e al decreto d'accusa del settembre 2017.
Per i giudici sangallesi, se fedpol dovesse aspettare la fine del procedimento penale, l'iscrizione nel registro HOOGAN non avrebbe più alcun senso poiché il suo interesse risiede proprio nella sua rapidità e nel suo carattere preventivo. Il TAF respinge anche la menzione che i fatti sono contestati.
Riconosce infine che HOOGAN tocca i diritti fondamentali, ma sottolinea che l'accesso a questo registro è molto limitato. Con il loro reclamo i ricorrenti confondono il principio di un'iscrizione, corretta, e l'esito del procedimento penale, ancora incerto, rilevano i giudici. Contro le tre sentenze è possibile ricorrere al Tribunale federale.