Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01059.jsonl.gz/589

Gli organizzatori dell'esposizione nazionale hanno tolto il mandato a Batigroup, affidandolo alla Marti SA. Un passaggio di consegne che permetterà di realizzare risparmi, ha affermato la presidente della direzione generale dell'Expo, Nelly Wenger.Questo contenuto è stato pubblicato il 27 gennaio 2001 - 15:36
Il divorzio è infatti stato causato da problemi di natura finanziaria: Batigroup chiedeva di adattare verso l'alto l'offerta concordata nel giugno del 1995 per la costruzione delle quattro Arteplages.
L'affidamento del mandato alla Marti SA, per la costruzione delle due piattaforme a Morat e Yverdon, permetterà all'Expo di risparmiare alcuni milioni di franchi, anche se gli organizzatori della manifestazione hanno dovuto risarcire Batigroup per la rottura del mandato.
D'altro canto, Nelly Wenger ha spiegato che Expo.02 ha realizzato nuovi risparmi per 2,5 milioni a Yverdon e per 4,5 milioni sulle altre tre «arteplages». Tuttavia, nonostante i vari risparmi, il budget di costruzione dell'Expo è già stato superato di 28 milioni di franchi, pari al 5 percento.
Frattanto il Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha annunciato che il progetto della Confederazione «Sicurezza nell'apertura» previsto per Expo.02 rimarrà sul sito di Meyriez a Morat. Lo scorso anno, l'allora consigliere federale Adolf Ogi aveva chiesto alla direzione della manifestazione nazionale di spostare il sito, ritenendolo troppo decentralizzato.
Ma ora, il suo successore, Samuel Schmid, ha deciso di ritornare sulla decisione, dopo che la direzione dell'Expo si è dichiarata d'accordo di mettere a disposizioni aree supplementari per le attività della Confederazione nell'ambito del progetto «Werft» (cantiere navale).
swissinfo e agenzie
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative