Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/106256

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre una procedura adeguata per regolare lo statuto legale dei giovani privi di documenti che possiedono un diploma di formazione, evitando tuttavia qualsiasi tentativo di regolarizzazione automatica dei genitori e/o dei fratelli.</p><p>La presente motivazione viene presentata a sostegno di un'iniziativa parlamentare del medesimo tenore, depositata contemporaneamente, che richiede una modifica della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è già espresso a più riprese in merito al problema sollevato dall'autrice della mozione (mozione Barthassat 10.3329, Aprire le porte del tirocinio ai sans papier; mozione Hodgers 09.4236, Rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo per i minori senza statuto legale; mozione Barthassat 08.3616, Giovani in situazione irregolare. Accesso all'apprendistato; mozione van Singer 08.3835, Regolarizzazione dei giovani clandestini che hanno compiuto gli studi in Svizzera). In particolare ha rilevato che le disposizioni legali vigenti consentono di trovare soluzioni individuali. La mozione Barthassat 08.3616 è stata accolta dal Consiglio nazionale il 3 marzo 2010 e dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati il 20 aprile 2010. In sede di trattamento nel Consiglio degli Stati si è deciso di rinviare la mozione alla commissione per ulteriori accertamenti. Pertanto, la richiesta non è stata ancora valutata in modo definitivo. </p><p>Conformemente all'articolo 31 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA; RS 142.201) al momento del rilascio del permesso per motivi umanitari vanno valutati in particolare l'integrazione sociale e professionale, il rispetto dell'ordinamento giuridico, la situazione familiare e finanziaria, la durata della presenza in Svizzera, lo stato di salute e le possibilità di reinserimento nel Paese d'origine. L'elenco non è esaustivo.</p><p>L'attuale normativa sui casi di rigore tiene conto anche della situazione familiare e di quella dei minori (art. 31 cpv. 1 lett. c OASA). Di principio si presuppone una buona integrazione dei minori che hanno trascorso l'adolescenza in Svizzera. Vanno inoltre considerati la durata e il successo della scolarizzazione. In caso di allontanamento di intere famiglie, occorre considerare la situazione di tutta la famiglia nel valutare l'esistenza di un caso di particolare rigore. Dato che la sorte di una famiglia con figli minorenni costituisce un tutt'uno, non è possibile supporre un caso di rigore soltanto per i genitori o i figli. </p><p>Di norma i giovani che hanno concluso una formazione professionale o equivalente sono maggiorenni e vengono giudicati a parte in occasione della verifica dell'esistenza di un caso di rigore. Se ai giovani maggiorenni è rilasciato un permesso di dimora, possono valere le disposizioni sul ricongiungimento familiare conformemente all'articolo 44 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20), che però si applicano soltanto a coniugi e figli. </p><p>Le disposizioni legali vigenti consentono di disciplinare i singoli casi personali di particolare rigore. Complessivamente tale prassi va privilegiata, per la sua sostenibilità ed equità, a una normativa specifica per i giovani "sans papier" che hanno concluso una formazione professionale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.