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Dopo la recente vittoria di XRP (Ripple) nei confronti della SEC, alcuni parlamentari statunitensi hanno chiesto di procedere con l’approvazione della nuova regolamentazione crypto negli USA.
Il Crypto-Currency Act del 2020 è stato rinominato Responsible Financial Innovation Act, ed il disegno di legge bipartisan è stato presentato delle senatrici Cynthia Lummis e Kirsten Gillibrand, rispettivamente repubblicana e democratica.
Regolamentazione crypto: la richiesta dei parlamentari dopo la vittoria di Ripple (XRP) contro la SEC
Proprio la senatrice Lummis ha commentato la sentenza del tribunale del distretto meridionale di New York affermando che questa riveli ancora di più la necessità di approvare il Responsible Financial Innovation Act.
A lei si sono uniti il presidente della commissione per i servizi finanziari della Camera, Patrick McHenry, ed il presidente della commissione per l’agricoltura della Camera, Glenn “GT” Thompson.
I due deputati repubblicani hanno emesso un comunicato stampa congiunto in cui affermano che la sentenza del tribunale di New York ha sottolineato la necessità che il Congresso fornisca regole chiare per l’ecosistema degli asset digitali.
Anzi, hanno anche evidenziato come tale sentenza offra ai grandi investitori istituzionali maggiori protezioni, rispetto agli investitori comuni, affermando che situazioni come queste sono il risultato di ciò che accade quando le autorità di regolamentazione costringono i tribunali a fare la politica invece del Congresso.
Dichiarano:
“La decisione riconosce anche ciò che i repubblicani hanno sempre detto: c’è un limite alla portata della SEC. Secondo il tribunale, gli asset digitali potrebbero non essere intrinsecamente security, ma possono essere offerti come parte di un contratto di investimento in determinate circostanze – cosa che la nostra legislazione riconosce.
La SEC di Gary Gensler non può continuare a perseguire la sua regolamentazione mediante un approccio di applicazione, che danneggia solo gli investitori e crea incertezza”.
McHenry e Thompson fanno riferimento proprio al disegno di legge che vuole regolamentare la struttura del mercato degli asset digitali (Responsible Financial Innovation Act), affermando che è essenziale per colmare le lacune normative evidenziate in questa vicenda.
Repubblicani vs. democratici
Come si può già evincere anche solamente da queste poche informazioni, sono soprattutto i repubblicani a voler regolamentare il mercato delle criptovalute in modo da renderlo legalmente accessibile a tutti, anche agli investitori istituzionali.
I democratici invece sono meno favorevoli, nonostante il Responsible Financial Innovation Act sia stato redatto anche dalla senatrice Gillibrand.
Infatti non a caso la stessa Gillibrand non ha commentato la sentenza contro la SEC, forse per evitare contrasti con il suo partito.
L’anno prossimo infatti si terranno le elezioni presidenziali, ed è possibile che i democratici abbiano scelto una linea dura contro i mercati crypto, nella speranza di poter così acquisire consensi dopo il bear-market del 2022.
Potrebbero però aver fatto male i conti, perchè le elezioni si terranno a novembre 2024, ovvero dopo l’halving di Bitcoin e forse nel momento in cui sarà partita una nuova bull run.
Non è affatto improbabile che il motivo per cui il disegno di legge bipartisan con cui gli USA potrebbero regolamentare i mercati crypto sia incagliato a causa di contrasti di carattere prevalentemente elettorale tra repubblicani e democratici.
Ovvero è un disegno di legge che nasce bipartisan l’anno dopo la nascita del nuovo governo democratico di Joe Biden, ma che potrebbe aver smesso di essere realmente bipartisan ad un certo punto in vista delle elezioni del prossimo anno.
Il disegno di legge
Per ora lo scontro che sembra impedire l’approvazione del Responsible Financial Innovation Act è sui dettagli.
Infatti il testo redatto l’anno scorso da Lummis e Gillibrand è stato già rivisto e ritoccato alcune volte, ma senza arrivare ad un’ampia approvazione tale da consentirgli di arrivare al Congresso per l’approvazione finale.
In altre parole sembra che un po’ tutti i parlamentari statunitensi, tranne qualche rara eccezione, stiano chiedendo una legge specifica che regolamenti i mercati crypto, ma nei fatti questa richiesta comune e condivisa si arena contro due posizioni contrastanti che mirano più ad ottenere consensi che non a regolamentare bene il settore crypto.
Forse persino la SEC sta in qualche modo contribuendo a questo scontro politico, e forse lo sta facendo in qualche modo su mandato dell’attuale governo democratico.
Il ruolo della SEC dopo la sconfitta contro Ripple (XRP) nella creazione di un quadro normativo sulle crypto
La SEC in teoria è un’agenzia governativa indipendente, ma il suo presidente viene nominato dal presidente in carica.
Infatti l’attuale presidente della SEC, Gary Gensler, è stato nominato ad aprile 2021, ovvero pochi mesi l’entrata in carica di Joe Biden come presidente degli Stati Uniti d’America, avvenuta a gennaio dello stesso anno.
Inoltre lo stesso Gensler nel 2009 era già stato nominato dal precedente presidente democratico, Barack Obama, come presidente della CFTC (Commodity Futures Trading Commission), sempre pochi mesi dopo l’entrata in carica di Obama come presidente USA.
In precedenza sotto la presidenza di un altro democrtatico, Bill Clinton, era stato nominato Sottosegretario al Tesoro per le finanze nazionali ed assistente Segretario del Tesoro per i mercati finanziari.
Difficile pensare che Gensler non sia democratico, o che non sia un uomo delle amministrazioni democratiche degli Stati Uniti.
Pur non avendo il presidente della SEC il potere di governare l’agenzia in modo autoritario, è evidente che il suo ruolo è tale da poterne influenzare le decisioni.
Quindi in questa battaglia, totalmente politica, è molto difficile immaginare che la SEC si stia comportando in modo imparziale.
Anzi, sembra piuttosto evidente il suo schierarsi a favore della parte democratica che, probabilmente per pura convenienza elettorale (presunta), si è messa contro la posizione più aperta dei repubblicani.
Il futuro
In questa sorta di posizione di stallo, è possibile che non cambi nulla fino alle elezioni del prossimo anno, a meno che i democratici ad un certo punto non cambino idea.
Di sicuro la propaganda politica segue il sentiment, e questo può variare anche molto velocemente.
Questo significa che l’anno prossimo, con l’halving di Bitcoin, il sentiment potrebbe anche cambiare, costringendo magari i democratici ad abbandonare la propaganda contraria ai mercati crypto ed a tornare quindi più disponibili nei confronti del Responsible Financial Innovation Act.
D’altronde difficilmente è un caso che dal 2020 alla prima metà del 2022 fossero relativamente favorevoli, e che invece siano diventati generalmente contrari dopo i crolli dell’anno scorso.
Curioso, però, che molti dei politici finanziati da Sam Bankman-Fried, il co-fondatore e CEO di FTX, fossero proprio democratici, ma forse è proprio la fine di quella sua campagna di finanziamenti ad averli di colpo portati dall’altra parte.
Quello che però stupisce è come gli USA possano lasciarsi sorpassare ad esempio dalla UE solo per banali questioni propagandistiche in vista delle prossime elezioni.
La UE proprio quest’anno ha rilasciato il suo MiCAr, che entrerà in vigore l’anno prossimo, di fatto superando gli USA per quanto riguarda la regolamentazione crypto. Ma evidentemente ai deputati ed ai senatori statunitensi questo importa poco, perchè il loro interesse principale è un altro.