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Israele ha superato gli Usa nel rapporto tra morti da coronavirus e numero di abitanti. Allo stesso tempo è al vertice dei paesi con il più alto numero di nuovi contagi giornalieri, sempre rispetto alla popolazione.
Lo rivela un rapporto del ministero della difesa secondo cui in base alla media calcolata nell'ultima settimana, per la prima volta il tasso in Israele è di 3,5 morti per milione di abitanti mentre negli Usa è di circa il 2,2.
Il numero dei morti in Israele ha superato per la prima volta i 1'500 (1'507) e i dati del ministero della sanità indicano oltre 500 decessi nelle ultime tre settimane. Il numero dei malati gravi è arrivato a 755 e, di questi, 207 sono in ventilazione. I casi attivi (su un totale da inizio pandemia di 233'554) sono 65'025.
I tamponi effettuati ieri sono stati, causa la festa religiosa dello Yom Kippur, solo 8'105, molto pochi rispetto ai circa 50-60'000 effettuati in media nei giorni scorsi: tuttavia la percentuale di morbilità resta in salita, con il 14,8% di positivi.
Nel paese è in corso da venerdì un nuovo lockdown fino all'11 ottobre ma si va verso prolungamento. Il ministro della sanità Yuli Edelstein ha detto alla radio pubblica Kan che "non c'è speranza che il lockdown venga allentato in una settimana e mezzo dopo la fine delle festività ebraiche". Alcuni media hanno segnalato l'affollamento di alcune sinagoghe, soprattutto nei quartieri ortodossi di Gerusalemme, durante le preghiere dello Yom Kippur nonostante le restrizioni in vigore.
Oggi la Knesset si deve riunire per votare le misure adottate dal governo la settimana scorsa con particolare riferimento alla proibizione delle manifestazioni e alle preghiere.
Per ora i provvedimenti adottati dall'esecutivo del premier Benyamin Netanyahu sono stati attuati anche senza l'avallo del parlamento che però ora si deve esprimere: ci si aspetta battaglia sui due temi in questione. Intanto mercoledì si riunirà di nuovo il Comitato governativo sul coronavirus per discutere altre misure.