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Sam Harris, durante la conferenza Science can answer moral questions, per rappresentare la contrapposizione tra fatti e valori, utilizza la doppia elica del DNA (per i fatti) e una statua della Madonna (per i valori).
Curiosamente, nessuno può vedere la doppia elica del DNA, almeno non come viene rappresentata sullo schermo, mentre la statua della Madonna è un oggetto che non presenta particolari problemi percettivi.
Eppure non ci sono dubbi che il DNA sia un fatto, e non ci sono dubbi che la statua della Madonna rappresenti (anche) dei valori.
L’espressione “valori (o principi) non negoziabili” è stata coniata, come è noto, da Benedetto XVI per indicare alcuni valori fondamentali, quali la vita umana, la famiglia, la libertà di educazione, che andrebbero sempre riconosciuti e rispettati come tali e che nelle dinamiche sociali e politiche non dovrebbero diventare oggetto di negoziazione e contrattazione.
Da Re si dichiara abbastanza subito convinto della bontà di questa idea:
Sono convinto che tale tesi, la quale mette in guardia rispetto a una pretesa di disponibilità totale da parte del soggetto in ambito morale, sia importante e costituisca una salutare messa in guardia rispetto a relativismi di vario genere.
Giacomo Samek Lodovici, sulle pagine di Avvenire, elenca ben otto valori generati dal cristianesimo.
Eccessivo. L’autore avrebbe fatto meglio a limitarsi a uno o due valori, dedicando lo spazio risparmiato ad una seria analisi sul legame tra cristianesimo e i valori elencati (un legame che potrebbe anche non esserci, osserva qualcuno). Così assomiglia un imbonitore da fiera, di quelli che decantano le lodi del proprio prodotto con iperboli da far impallidire un politico. Amareggia leggere il cristianesimo trattato come fosse una padella antiaderente che cuoce in poco tempo formaggio, carne, verdura, pesce, abbrustolisce il pane e tutto questo senza lasciare odore e senza sporcare. Continua la lettura di Valori in saldo→