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BERNA - Tarmed, la struttura tariffale nazionale per le prestazioni ambulatoriali di medici e ospedali, si fonda su "basi di calcolo lacunose e obsolete" e non ha permesso di raggiungere un obiettivo centrale: quello di ridurre le differenze di reddito tra medici generalisti e professionisti. Lo indica oggi il Controllo federale delle finanze (CDF), per cui una revisione del sistema è "imperativa".
Constatando che il progetto di revisione "Tarmed 2010" è bloccato da anni a causa del diritto di veto di tutti gli attori in campo, l'organo supremo di vigilanza finanziaria della Confederazione denuncia un "rischio di rottura completa" del sistema. Attualmente, rileva il CDF, "non vi è necessariamente un legame tra la tariffa, il prezzo fissato per le prestazioni e la realtà dei costi".
Per il CDF la Confederazione è in parte latitante. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) invece di verificare l'economicità delle prestazioni mediche si accontenta di misurare l'impatto del Tarmed sui premi dell'assicurazione malattie di base.
Dal canto suo il Consiglio federale, in assenza di accordo tra i partner tariffali, dovrebbe imporre prezzi provvisori, scrive il CDF.
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