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Lo sostiene Matt Hancock, il ministro della Sanità: «L'Ue si muove più lentamente»
LONDRA - Il ministro della Sanità britannico, Matt Hancock, ha reso oggi omaggio all'efficienza dell'autorità nazionale indipendente di controllo e regolazione sui farmaci (Mrha), ma anche alle conseguenze della Brexit, per l'ok che il Regno Unito ha potuto dare prima di ogni altro Paese occidentale sull'uso pubblico di un vaccino anti-Covid, quello di Pfizer/Biontech.
«In primo luogo - ha detto il ministro di Boris Johnson a Times Radio - occorre dare merito al grande lavoro fatto dalla Mrha con l'azienda produttrice per valutare i dati (sulla sperimentazione) a mano a mano che arrivavano e far procedere le cose in parallelo invece che un passaggio dopo l'altro come di norma accade».
«In secondo luogo» - ha proseguito - va considerato che «a causa della Brexit non siamo più legati all'agenzia europea, l'Ema, e siamo in grado di prendere una decisione basata sul via libera della nostra autorità di regolazione nazionale, un regolatore di prim'ordine a livello mondiale, non secondo l'andatura degli Europei che si muovono un po' più lentamente».
«Noi - ha rivendicato Hancock - facciamo gli stessi controlli di sicurezza e passiamo attraverso le stesse procedute, ma grazie alla Brexit siamo stati in grado di accelerare» i tempi rispetto all'Ue.
Nessuna scorciatoia - L'approvazione del vaccino anti Covid di Pfizer/Biontech da parte delle autorità britanniche è avvenuta nel rispetto delle più scrupolose verifiche scientifiche e «senza prendere scorciatoie». Lo ha detto oggi in un briefing la dottoressa June Raine, numero uno dell'agenzia indipendente di controllo e regolazione dei farmaci (Mrha) che ha dato il via libera.
«La sicurezza collettiva viene sempre prima» di tutto, ha sottolineato Raine, assicurando che l'ok finale è arrivato solo dopo «la più rigorosa valutazione scientifica di ogni singolo dato» della sperimentazione del candidato vaccino in questione.
La risposta europea - L'Agenzia europea per i medicinali (EMA), incaricata di approvare i vaccini Covid-19 per l'Unione Europea, ha affermato che la sua procedura di approvazione più lunga è più appropriata in quanto si basa su più prove e richiedeva più controlli rispetto all'emergenza procedura scelta dalla Gran Bretagna. Lo si apprende dall'Agenzia stampa Reuters.
La Gran Bretagna è il primo paese occidentale ad approvare un vaccino Covid-19 e la decisione è stata presa nell'ambito di un processo di approvazione di emergenza e ultraveloce. L'EMA ha dichiarato invece che deciderà entro il 29 dicembre se concedere un'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata per il vaccino Pfizer- Biontech.
Alla domanda sull'approvazione britannica del vaccino Pfizer, riporta Reuters, l'agenzia regolatoria ha dichiarato: «L'EMA ritiene che l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata sia il meccanismo di regolamentazione più appropriato per l'uso nell'attuale emergenza pandemica».
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