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Un automobilista italiano dovrà pagare una multa di 300 franchi per essersi pettinato al volante. A questa somma vanno aggiunti gli onorari del suo avvocato e 3'000 franchi di spese procedurali davanti al Tribunale federale. La suprema corte elvetica ha infatti respinto il ricorso dell'autore di questa civetteria.
Nell'aprile 2019, l'uomo domiciliato nel canton Svitto ha attirato l'attenzione di un'auto civetta della polizia zurighese sull'autostrada A3 a causa della sua condotta zigzagante. L'automobilista ha poi ammesso agli agenti che stava pettinandosi con la mano e guardandosi nello specchietto retrovisore.
Condannato dalla prefettura di Horgen (ZH) a una multa di 500 franchi per violazione semplice delle norme della circolazione stradale, il cittadino italiano ha interposto ricorso e ha ottenuto una riduzione a 300 franchi. Al termine del procedimento amministrativo, all'uomo è stato inflitto un ritiro della patente di un mese per infrazione di media gravità al codice stradale.
Sia il Tribunale amministrativo di Svitto che il Tribunale federale hanno respinto le argomentazioni dell'automobilista che pretendeva che si trattasse di un reato di poco conto. In una sentenza pubblicata oggi, la Prima Corte di diritto pubblico ha giudicato che il conducente non ha prestato tutta la dovuta attenzione al traffico. Nella fattispecie, la guida incerta dell'automobilista italiano è durata almeno 33 secondi una prima volta, poi 20 una seconda, e il tutto si è svolto a una velocità di 120 km/h.
L'uomo ha quindi creato un pericolo elevato. Il ritiro della patente per un mese non è dunque sproporzionato, secondo i giudici.