Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01115.jsonl.gz/737

Il fatto che solo il 58% dei criminali stranieri venga effettivamente espulso è una presa in giro della volontà popolare.
Non usa mezzi termini l'ex Consigliere agli Stati argoviese Philipp Müller (PLR), che in un'intervista al "Blick" critica giudici e Consiglio federale, rei a suo dire di non essere abbastanza severi nell'applicazione dell'iniziativa popolare sull'espulsione.
Questa situazione aveva spinto il "senatore" a presentare una mozione nel 2019, poi accolta dai due rami del Parlamento, in cui si chiedeva che non fosse più possibile rinunciare all'espulsione di uno straniero criminale ricorrendo, nella procedura, a un decreto d'accusa.
Le disposizioni introdotte dopo l'accettazione dell'iniziativa dell'UDC "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati" prevedono che l'allontanamento dalla Confederazione venga formalmente deciso da un giudice. Il ricorso al decreto d'accusa è pertanto escluso.
Eppure, nella pratica, accade che la procedura del decreto d'accusa venga utilizzata quando si intende invocare un caso di rigore, aveva sottolineato a suo tempo lo stesso Müller. La rinuncia all'espulsione, conformemente alla volontà del legislatore, dovrebbe invece avvenire soltanto in casi eccezionali.
E oggi, dalle colonne del quotidiano zurighese, Müller chiede all'esecutivo di applicare infine la sua mozione e ai giudici di non ricorrere allo strumento del decreto d'accusa con troppa facilità invocando la clausola del "caso di rigore", una scappatoia che fa strame della volontà popolare a suo parere.
Müller ricorda nell'intervista che, in Parlamento, la ministra di giustizia Karin Keller-Sutter aveva detto di voler intervenire qualora ne fosse stata constatata la necessità. Se risultasse evidente che la volontà del legislatore non è stata rispettata, il governo è pronto a proporre un'adeguata modifica della legge, aveva dichiarato.
Qualora il Consiglio federale non dovesse dare seguito a queste promesse, secondo Müller non rimarrebbe altro da fare che abolire la clausola d'urgenza.
Per l'autore della mozione, una possibile soluzione potrebbe prevedere che i titolari di un permesso di soggiorno accusati di un reato grave vengano sempre giudicati da un giudice penale e ciò indipendentemente dal fatto che venga pronunciata un'espulsione o meno.