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L'esercito non aveva ottenuto l'autorizzazione dal Municipio per le manovre che avevano portato a una collisione aerea fra due caccia.
L'incidente che lo scorso 15 giugno a Baar (ZG) ha coinvolto due Tiger F-5 durante un'esercitazione aerea della Patrouille Suisse aveva fatto decisamente parlare di sé, ed era partita anche un'indagine interna sulle responsabilità dei piloti che è ancora in corso. Nel frattempo, però, lo squadrone rossocrociato è già tornato a solcare i cieli svizzeri.
Il permesso non era mai stato richiesto
Oggi il Beobachter svela che il Municipio di Zugo non aveva affatto dato il permesso per quell'esercitazione sopra i tetti cittadini: «Non abbiamo ricevuto nessuna richiesta dall'Esercito, e quindi la Città di Zugo non ha rilasciato alcun permesso», conferma il sindaco André Wicki al quotidiano.
Una dichiarazione, la sua, che contrasta con la precedente versione ufficiale di esercito e Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Posizione che, nel frattempo è cambiata. Ora, infatti, si parla di «malinteso».
Un non così semplice malinteso
All'origine di tutto ci sarebbe un ok dato dalla Città allo Jodlerfest zughese (dove lo squadrone avrebbe dovuto esibirsi) per quanto riguarda le questioni assicurative e le emissioni sonore. Non si era però parlato di voli di prova sopra l'abitato.
L'aviazione, quindi, aveva dato il nullaosta come garantito: «Se la Città dà l'ok al programma, noi supponiamo che valga anche per il volo», ha commentato il capo dell'aeronautica militare Peter Merz.
Quindi si può parlare di un volo "illegale"? Sembrerebbe di sì, almeno stando al Beobachter ci sarebbe una direttiva del DDPS, firmata dalla stessa Viola Amherd, che richiede l'esplicito consenso del volo «di tutti i comuni adiacenti all'aerodromo».
In questo caso, quindi, sicuramente della Città di Zugo ma non solo, anche il comune di Baar - dove è poi avvenuto il patatràc - e possibili altri sorvolati dai caccia.