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Le grandi concessioni per lo sfruttamento idroelettrico dei fiumi dello scorso secolo non hanno tenuto in debito conto degli aspetti naturalistici. Basti pensare che oltre 80 delle 120 prese d'acqua in Ticino hanno deflusso di rilascio di 0 (l/s). Questo significa che dopo la presa d'acqua il greto del fiume è in secca. Anche i grandi fiumi, come il Ticino, la Maggia e il Brenno, con le loro golene d'importanza nazionale, soffrono ampiamente di questa situazione. A risentirne sono la biodiversità, il paesaggio, la pesca, lo svago.
Conformemente a quanto richiesta da un'iniziativa popolare accolta dal popolo svizzero e messa in vigore il 1. novembre 1992 (!), i Cantoni devono procedere al risanamento dei deflussi minimi mediante maggior rilascio di acqua dalle prese a beneficio dei corsi d'acqua. Malgrado il termine ultimo era stato prorogato a fine 2012, la situazione in Ticino e in molti cantoni alpini, resta ampiamente insoddisfacente. La situazione di illegalità è stata più volte denunciata dal WWF ma finora invano.
Il WWF continuerà a battersi affinché i fiumi del Canton Ticino tornino a vivere. L'esempio del Ritom dimostra che l'aumento dei deflussi, se accompagnato a misure di ammodernamento degli impianti, non genera perdite di produzione. Oppure la perdita di produzione può essere compensata con piccole centrali negli acquedotti.
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