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La guerra in Ucraina e la situazione sul campo: la presa di Severodonec’k è un passo avanti, per i russi. Per comprenderne la portata, però, bisogna guardare allo sviluppo generale. A nord di Charkiv gli ucraini hanno respinto le truppe russe alla frontiera. Russi e ucraini hanno alternativamente riconquistato e perso alcune posizioni.
Il fronte russo intorno a Charkiv, nonostante le parziali riconquiste, resta spezzato in tre tronconi, e ciò limita le possibilità di Mosca di riavvicinare la città. Nella regione di Lugansk i russi hanno occupato Lyman, nodo ferroviario, e stanno entrando in Severodonec’k. I due abitati si trovano però a est del fiume Severskij Donec, un ostacolo naturale molto efficace: quando gli ucraini ripiegheranno, faranno saltare gli ultimi ponti utili.
L’attraversamento del fiume è delicato: i russi, in altri punti del Donbass, sono fermi da mesi proprio per l’impossibilità di varcarlo. Un tentativo di qualche settimana fa si è convertito in una carneficina, per le truppe di Mosca.
Guerra in Ucraina, situazione sul campo: l’ostacolo è il fiume
Prima di muovere verso i due centri maggiori, Kramatorsk e Slovjansk, i russi dovranno attraversare il fiume e prendere Lysyčans’k. Quest’ultima giace di rimpetto a Severodonec’k, ma in posizione rilevata. Ciò permette agli ucraini di controllare i movimenti russi e di usare con efficacia le artiglierie.
Più a sud, intorno a Donec’k e a Cherson, gli ucraini contrattaccano con relativo successo e riescono sinora a impedire che i russi controllino vie di comunicazione cruciali. Intorno a Popasna, entrambe le armate sono ferme da alcuni giorni.
Per avanzare più rapidamente, i russi mancano di uomini e mezzi. Se si osserva la mappa dei dislocamenti, si nota che Mosca registra qualche progresso solo nel quadrante in cui ha concentrato la quasi totalità delle sue forze. Nelle altre zone, gli ucraini fronteggiano con successo la situazione, poiché le forze russe sono alquanto sparute.
Gli ucraini, per contrattaccare in modo decisivo, hanno bisogno di artiglierie di maggior gittata e precisione, per colpire le retrovie russe senza esporsi al fuoco nemico.
Sul piano più generale: il 24 febbraio i russi avevano iniziato l’invasione con l’intento di giungere a Kiev e sottomettere l’intera Ucraina in pochi giorni. Mancato l’obiettivo, hanno ridispiegato le forze nel Donbass, su un fronte che si voleva ampio circa 800 km. Oggi, tra Popasna e Lyman, le loro attività arrancano su un fronte di meno di 60 km in linea d’aria.
Da parte russa, si conferma la drastica riduzione delle aspettative di successo. Da parte ucraina e occidentale, bisogna augurarsi che gli armamenti promessi da Europa e Stati uniti, tra cui dei lanciamissili multipli di gittata intorno ai 70 km, giungano al più presto in zona operazioni.
Uscirà a breve una nuova analisi «lunga» della guerra in Ucraina e della situazione sul campo. Intanto, invito tutti a seguire la mia serie di video-racconti sulla fine dell’Unione sovietica, dall’8 al 24 giugno, >qui. Offre indispensabili elementi anche per comprendere la guerra in corso.