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LONDRA - Niente accordo ma una proroga concessa da Londra in Irlanda del Nord dopo la rottura dei negoziati sulla ricostituzione di un governo locale di unità nazionale fra i repubblicani dello Sinn Fein e gli unionisti del Dup. Lo ha annunciato a Belfast il ministro britannico per l'Irlanda del Nord James Brokenshire, secondo cui c'è ancora una "ristretta finestra di opportunità" per arrivare ad una intesa nei prossimi giorni.
In alternativa alla proroga, Londra avrebbe potuto decidere di indire nuove elezioni locali o di tornare al cosiddetto "direct rule", l'amministrazione diretta del governo britannico. Ma sarebbe stato un gesto rischioso, in grado di scatenare proteste, tanto più in coincidenza con il via alla Brexit, contro la quale ha votato la maggioranza dei nordirlandesi nel referendum del 23 giugno.
Sono diversi i motivi del dissidio fra i repubblicani e gli unionisti. Il Sinn Fein è uscito rafforzato dalle ultime elezioni mentre il Dup ha pagato lo scandalo della sua leader Arlene Foster, accusata di malversazione. Anche sulla Brexit le posizioni sono molto discordanti: i repubblicani sono del tutto contrari mentre gli unionisti tendono, come è loro tradizione, ad allinearsi alla posizione di Londra.