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<h2>SubmittedText<h2><p>Che cosa accadrebbe se un incidente come quello di Fukushima si verificasse nella centrale nucleare di Mühleberg? A questa domanda hanno cercato di rispondere le associazioni "Medici per l'ambiente", "Medicins pour une responsabilité sociale/pour la prévention d'une guerre atomique (PSR/IPPNW)" e Greenpeace, che hanno quindi incaricato l'Öko-Institut di Darmstadt di effettuare dei calcoli. I risultati sono stati presentati in un breve film di animazione (www.aefu.ch): oltre alla formazione di una nube radioattiva, si avrebbe anche una massiccia contaminazione del fiume Aar e del lago di Bienne.</p><p>Gli scenari d'incidente finora elaborati si basano sul presupposto che le centrali nucleari siano stagne. Di conseguenza, pochi studi trattano l'eventualità di una fuoriuscita di acqua radioattiva nei corsi d'acqua nei laghi. I calcoli dell'Öko-Institut hanno quindi qualcosa di pionieristico. Da essi emerge che l'Aar fino al suo sbocco nel lago di Bienne e il lago stesso risulterebbero fortemente contaminati. A valle del lago le conseguenze sarebbero molto meno gravi.</p><p>Pongo le seguenti domande:</p><p>1. A quante persone viene distribuita acqua potabile proveniente direttamente o indirettamente dall'Aar a valle della centrale fino allo sbocco nel lago di Bienne o dal lago stesso?</p><p>2. Dove e per quanto tempo sarebbe necessario interrompere l'erogazione di acqua potabile a causa della radioattività?</p><p>3. In che modo la popolazione interessata sarebbe rifornita di acqua potabile?</p><p>4. Si potrebbe pescare e fare il bagno a monte e a valle del lago di Bienne nonché nel lago stesso?</p><p>5. Lo studio si occupa solamente della fuoriuscita di cesio nell'acqua del fiume. Quali altri isotopi sono inoltre da considerare e quali conseguenze avrebbe una loro fuoriuscita?</p><p>6. Secondo lo studio, la maggior parte della radioattività si sedimenta nel lago, che verrebbe gravemente contaminato per decenni. Quanto sono affidabili i dati concernenti la liberazione di isotopi dai sedimenti? Che conseguenze avrebbero i fenomeni di innalzamento e di abbassamento del livello del lago?</p><p>7. Che cosa accadrebbe se l'innalzamento del livello del lago riversasse radioattività dal lago stesso nell'Aar?</p><p>8. Entro il 2015, l'IFSN intende "affrontare" la questione di come possa essere trattenuta presso le centrali nucleari l'acqua contaminata (IFSN 6 settembre 2012). Che cosa significa in questo caso "affrontare" e che cosa accadrebbe se acqua contaminata dovesse già fuoriuscire prima?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'interpellanza fa riferimento allo studio "Mögliche Folgen eines Unfalls im KKW Mühleberg bei ähnlichen Freisetzungen radioaktiver Stoffe wie aus einem Block des KKW Fukushima Daiichi" (possibili effetti di un incidente nella centrale nucleare di Mühleberg nel caso di una fuoriuscita di sostanze radioattive paragonabile a quella verificatasi in un reattore della centrale di Fukushima Daiichi), pubblicato dall'Öko-Institut di Darmstadt il 31 agosto 2012. Sul medesimo studio si basa anche l'interpellanza Jans 12.3959, "Aiuto in caso di catastrofe in occasione di un grave incidente a una centrale nucleare", cui il Consiglio federale ha risposto il 21 novembre 2012.</p><p>La presente interpellanza si basa sui calcoli effettuati per il corso del fiume Aar fino al lago di Bienne e per il lago stesso. Secondo l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), nei calcoli contenuti nello studio sull'evento estremo ipotizzato, i dati radiologici relativi al lago di Bienne non sono giustificabili. Essi non corrispondono neanche ai risultati degli studi dell'Istituto federale per l'approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (IFADPA) sul comportamento dei radionuclidi provenienti da centrali nucleari nell'Aar e nel Reno (pubblicati nell'ottobre 1995 su incarico della Divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari DS, oggi IFSN). In merito alle singole domande, si rileva quanto segue:</p><p>1. Il diritto federale attribuisce la responsabilità dell'approvvigionamento idrico ai cantoni. Questi ultimi non hanno quindi l'obbligo di fornire alla Confederazione i dati che sarebbero necessari per rispondere alla domanda 1. Nel 2010, nel quadro del progetto "Wasserversorgung 2025" l'UFAM aveva effettuato un'inchiesta sull'approvvigionamento idrico nei cantoni, ricevendo tuttavia solo risposte lacunose. Gli organi della Confederazione sono comunque a conoscenza del fatto che il 70 per cento del fabbisogno di acqua potabile della città di Bienne è coperto da acqua proveniente dal lago. Ciò consente una prima approssimazione del numero di persone interessate.</p><p>2. Dove e per quanto tempo dovrà essere ordinata l'interruzione dell'erogazione di acqua potabile dipenderà dalla situazione radiologica specifica. Nel quadro del progetto "Wasserversorgung 2025" si raccomanda l'attuazione di cinque misure per rendere l'approvvigionamento idrico più sicuro e in grado di affrontare le sfide future. Una di queste misure consiste nell'istituzione di dispositivi di pronto intervento che permettano di trovarsi pronti in caso di incidente in una centrale nucleare.</p><p>3. Con l'ordinanza del 20 novembre 1991 sulla garanzia dell'approvvigionamento con acqua potabile in situazioni di emergenza (RS 531.32), il Consiglio federale ha emanato le prescrizioni necessarie nel caso in cui l'approvvigionamento idrico dovesse risultare fortemente limitato o impossibile. Queste prescrizioni stabiliscono, tra l'altro, che anche in caso di gravi danni all'approvvigionamento idrico, deve essere messa a disposizione, in ogni momento, la quantità d'acqua potabile necessaria alla sopravvivenza. I proprietari degli impianti di approvvigionamento idrico devono elaborare un piano di emergenza e una documentazione per le situazioni di emergenza.</p><p>4. In analogia al divieto di raccolta e di pascolo previsto nella strategia dei provvedimenti in funzione delle dosi (allegato 1 dell'ordinanza del 20 ottobre 2010 sull'organizzazione di interventi in caso di eventi NBC e di catastrofi naturali; RS 520.17) occorrerebbe valutare la possibilità di vietare i bagni e la pesca. Misure immediate di questo genere dovrebbero essere attuate e verificate sulla base di misurazioni.</p><p>5. Eventualmente, le misurazioni potrebbero evidenziare la presenza, oltre che di Cs-137, anche di altri isotopi gamma emittenti. L'analisi dovrebbe comprendere anche i raggi beta e gli attinidi. Entrano in linea di conto soprattutto i nuclidi dello iodio e dello stronzio. Le misure sarebbero le stesse di quelle indicate nella risposta alla domanda 4.</p><p>6. Le indicazioni sulla situazione radiologica nel lago di Bienne in caso di evento estremo fornite nello studio citato non sono giustificabili. Il livello del lago di Bienne è regolato e ha quindi una scarsa influenza sulla situazione radiologica. Il materiale trasportato dal fiume in caso di piena determina, di solito, una maggiore sedimentazione nel lago.</p><p>7. In caso di piena, si prevede generalmente una maggiore diluizione.</p><p>8. La legislazione svizzera prescrive che gli impianti nucleari dispongano di vasche di contenimento per l'acqua di spegnimento contaminata. Gli esercenti degli impianti nucleari sono tenuti, nell'ambito delle verifiche periodiche della sicurezza e in caso di modifica degli impianti, a verificare i loro dati ed eventualmente ad aumentare i volumi. L'IFSN sta verificando le procedure e le misure d'emergenza esistenti sotto il profilo dell'efficacia nel garantire la protezione delle risorse idriche. A tale scopo, ha chiesto i pareri degli uffici federali interessati, dei cantoni a valle di Mühleberg, del Ministero dell'ambiente del Baden-Württemberg e degli esercenti delle centrali nucleari. Da questi pareri si capirà se e come sia eventualmente necessario adeguare le procedure esistenti atte a far scattare tempestivamente le misure immediate.</p>  Risposta del Consiglio federale.