Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01252.jsonl.gz/594

L'economia americana accelera e il mercato del lavoro migliora ma la Fed, nel valutare le prossime mosse di politica monetaria, potrebbe dover guadare al di là dei dati congiunturali, e tenere in considerazione anche un eventuale attacco in Siria e le sue conseguenze economiche.
Secondo gli analisti, la banca centrale nella riunione del 17-18 settembre dovrà valutare le conseguenze per l'economia di una potenziale risposta americana in Siria e, quindi, forse posticipare un eventuale rallentamento degli acquisti di asset oppure optare per una stretta ma di misura inferiore alle stime.
Per rendere l'exit strategy più dolce, la banca centrale americana sta valutando una nuovo strumento, in grado di cambiare la struttura fondamentale dei mercati per i finanziamenti a breve termine, alleviare il rischio di una carenza di collaterali e rafforzare la spinta per una più semplice regolamentazione di capitale per le banche.
Gli analisti sono ancora cauti nel prevedere quale sarà la decisione della Fed, con alcuni che ritengono che un freno agli acquisti non arriverà in settembre e altri che invece ritengono questa sarà la strada scelta dalla Fed, anche se l'entità del taglio sarà inferiore alle attese.
Un'incertezza che pesa da settimane sugli scambi, così come quella per la successione al presidente della Fed, Ben Bernanke. Secondo indiscrezioni, il presidente americano Barack Obama non ha ancora deciso chi sostituirà Bernanke ma una decisione arriverà dopo il 9 settembre, quando il Congresso sarà tornato in attività.
Alcuni osservatori non escludono che Obama possa pronunciarsi prima della riunione della Fed, così da identificare chi attuerà la exit strategy prima che la banca centrale muova i primi passi. I due candidati più papabili sono Janet Yellen, attuale vice presidente della Fed, e Lawrence Summers, ex segretario al Tesoro, ma in corsa ci sarebbero anche altri nomi.
I dati economici sembrano indicare che la Fed potrebbe rallentare gli acquisti in settembre. La crescita nel secondo trimestre è stata rivista al rialzo, con il pil cresciuto del 2,5% contro il +1,7% precedentemente stimato. Una revisione legata a un andamento migliore del previsto della bilancia commerciale. Segnali di ripresa anche per il mercato del lavoro, con le richieste di sussidi alla disoccupazione scese di 3.000 unità a 331.000. L'attenzione è ora sull'andamento del tasso di disoccupazione, che sarà reso noto il prossimo 6 settembre.