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Nell'ultima serie di lavori, Carlo Alberto Rastelli orienta lo sguardo della sua pittura verso il patrimonio iconografico della storia sociale del secolo scorso. I soggetti sono ritagliati da vecchie fotografie e tradotti pittoricamente in olio e acrilico. Qui siamo a Woodstock, nel 1969: quali tracce di memoria sono rimaste del periodo che voleva rivoluzionare il mondo portando al potere l’immaginazione?
Come si appropria il presente, della Storia? L’opera di Rastelli incontra questa tematica oscillando tra acceso entusiasmo e il ricordo che si dissolve e inganna: le figure rappresentate sono censurate da sfondamenti prospettici che aprono una finestra su cieli profondi, stelle, galassie e buchi neri. Il titolo dell’opera, però – “Mind's Eye” - è anche il titolo di una canzone di un gruppo musicale, gli Wolfmother, il cui sound recupera l’eredità dei gruppi rock degli anni sessanta e settanta. Il tema, più in generale, è quello del tempo: così anche supporto sul quale è realizzata l’opera, il legno d’abete, mostra le sue venature, scandendo gli anni di vita trascorsi dalla pianta.