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Uno studio ha dimostrato che i giovani con una debole formazione scolastica sono tendenzialmente più violenti di quelli con una buona istruzione.
Realizzato da una sociologa dell'Università di Zurigo, lo studio arriva alla conclusione che il 64 per cento di tutti gli atti violenti sono da ascrivere a giovani che frequentano i livelli più bassi della scuola media: la cosiddetta «Oberschule», con il 31 per cento, e la «Realschule», con il 33 per cento.
La percentuale scende invece al 9 per cento per i giovani del livello più alto della scuola media (»Sekundarschule») e a poco più dell'1 per cento per i liceali. Un altro 8 per cento dei delitti presi in esame è da imputare a ragazzi e ragazze della scuola primaria (che arriva fino al sesto anno), mentre per il rimanente 17 per cento dei casi non esistono dati sul livello di scolarità.
Lo studio ha preso in esame tutti i casi trattati della magistratura zurighese dei minorenni fra il 1995 ed il 1997: in totale 757 delitti violenti commessi da giovani fra gli 8 e i 18 anni e nel 92 per cento dei casi da maschi.
I delitti commessi più di frequente dai minorenni sono le rapine (40 per cento dei casi), seguite dalle lesioni semplici (14,3 per cento) e dalle vie di fatto (13,5 per cento). Nei tre anni presi in esame ci sono stati nel canton Zurigo anche due omicidi commessi da minorenni (0,26 per cento).
La maggior parte dei giovani delinquenti hanno genitori con livelli di formazione bassa: in quasi il 40 per cento dei casi il padre è manovale o operaio, mentre soltanto il 2,4 per cento dei giovani che hanno commesso delitti hanno un padre laureato.
Il 36 per cento circa dei giovani condannati per atti violenti sono svizzeri e una percentuale quasi identica è rappresentata da giovani della ex Jugoslavia.
Lo studio conclude inoltre che i giovani con le conoscenze del tedesco più deboli sono quelli che tendenzialmente commettono i delitti più gravi.
swissinfo e agenzie