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I negoziati in vista dell'adozione di un nuovo accordo sulla politica climatica internazionale interesseranno essenzialmente tre aspetti: la riduzione delle emissioni di gas serra, che causano il riscaldamento climatico, l'adattamento ai cambiamenti climatici e il sostegno alla politica climatica dei Paesi in via di sviluppo sotto forma di finanziamenti e di trasferimento di tecnologie.
Conformemente al mandato approvato dal Consiglio federale, la delegazione svizzera si impegnerà affinché a Parigi si giunga a un accordo vincolante che coinvolga tutti i Paesi in funzione delle loro responsabilità e delle loro capacità.
Regole comuni per la presentazione degli obiettivi e il controllo della loro realizzazione
Nell'ambito della riduzione delle emissioni di gas serra, deve essere abolita la distinzione tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo. Secondo la Svizzera, tutti gli Stati devono impegnarsi a rispettare obiettivi di riduzione chiari, quantificabili e non soggetti a condizioni. Lo scorso febbraio, la Svizzera ha annunciato che si impegna a ridurre entro il 2030 le emissioni del 50 per cento rispetto al 1990 (cfr. scheda 1).
Gli obiettivi di riduzione nazionali annunciati finora sono tuttavia ancora insufficienti per contenere il riscaldamento mondiale a un livello inferiore ai due gradi entro la fine del secolo (cfr. scheda 2). È essenziale che siano realizzati gli obiettivi annunciati e venga rafforzato ulteriormente il regime climatico. La Svizzera si impegnerà affinché siano stabilite regoli comuni per la presentazione degli obiettivi e il controllo della loro realizzazione. Inoltre, sosterrà l'introduzione di norme internazionali volte a garantire che l'utilizzazione dei meccanismi di flessibilità, come ad esempio i certificati internazionali, conduca a riduzioni di emissioni supplementari.
Rafforzare l'adattamento ai cambiamenti climatici
L'intensificazione del cambiamento climatico rende ancora più importanti le misure di adattamento. Il nuovo accordo sul clima dovrebbe imporre a tutti gli Stati di elaborare e di sottoporre strategie e piani nazionali di adattamento, una posizione, questa, sostenuta anche dalla Svizzera. Per contro, il nostro Paese si oppone alla richiesta, avanzata da diversi Paesi in via di sviluppo, di creare un meccanismo di compensazione finanziaria dei danni causati dal cambiamento climatico che andrebbe ad aggiungersi al sostegno finanziario già accordato alla loro politica climatica nazionale (cfr. scheda 3).
Favorire gli investimenti in tecnologie a basso tasso di emissioni
Le misure di riduzione delle emissioni e di adattamento ai cambiamenti climatici richiedono importanti mezzi finanziari. La mobilizzazione di 100 miliardi di dollari l'anno per sostenere la politica dei Paesi in via di sviluppo fino al 2020 è sulla buona strada (cfr. scheda 4). Per ciò che concerne il finanziamento per il periodo successivo al 2020, la Svizzera chiederà un ampliamento della cerchia di Paesi donatori intenzionati a sostenere i Paesi che non dispongono di mezzi sufficienti. Il nuovo accordo deve inoltre creare condizioni volte a incentivare gli investimenti in tecnologie a basso tasso di emissioni e favorevoli al clima.
La Svizzera rappresentata a Parigi ai più alti livelli
La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga parteciperà il 30 novembre, il primo giorno della Conferenza, all'incontro dei capi di Stato organizzato dalla Francia. La consigliera federale Doris Leuthard, titolare del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), parteciperà ai negoziati nel corso della seconda settimana della Conferenza, in particolare alla riunione ministeriale, che si terrà dal 7 all'8 dicembre. Ai negoziati parteciperà, in veste di Segretario di Stato, anche il direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) Bruno Oberle.
La delegazione di svizzera ai negoziati sarà composta da una ventina di persone. Oltre agli specialisti degli Uffici federali interessati dai negoziati, comprenderà tre rappresentanti di diversi ambiti della società civile, ovvero dell'economia, del settore assicurativo e delle organizzazioni ambientaliste. La delegazione sarà guidata dall'ambasciatore Franz Perrez, capo della divisione Affari internazionali dell'UFAM.
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Documenti
- Scheda 1: La politica climatica della Svizzera
- Scheda 2: Riduzione dei gas serra: obiettivi internazionali per il post 2020
- Scheda 3: Adattamento ai cambiamenti climatici
- Scheda 4: Finanziamento in ambito climatico
- Scheda 5: I gruppi negoziali a Parigi
- Scheda 6: Cronologia del regime climatico internazionale
Ultima modifica 26.11.2015