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Il fatto è avvenuto nel Canton Obvaldo e solo con l'intervento di un avvocato si è riusciti a sbloccare la situazione.
Succede nel cantone di Obvaldo, dove l'ufficio competente voleva vietare a una giovane donna di frequentare una scuola professionale perché i suoi genitori, eritrei, vivono a carico dell’assistenza sociale. A riportare della vicenda è Der Beobachter, che spiega come una 16enne si è vista proibire dal comune di Kerns di frequentare la scuola secondaria.
La motivazione, come hanno informato le autorità, è che un figlio di beneficiare dell’assistenza deve "raggiungere un minimo di sussistenza il più presto possibile con l’istruzione”. Le autorità hanno così suggerito alla giovane di completare un apprendistato.
Unicamente dopo l’intervento di un avvocato e dopo mesi di dispute legali le autorità hanno fatto marcia indietro, revocando l’interdizione dalla scuola.
Nonostante il caso abbia suscitato parecchio clamore, la decisione dell’ufficio sociale di Kern era basata sulle disposizioni di legge, osserva il giornale. Corinne Hutmacher-Perret della Conferenza svizzera dell’azione sociale (COS) afferma che "spetta al Comune decidere se l'assistenza sociale debba finanziare o meno un'istruzione superiore per un giovane beneficiario di prestazioni sociali”. Su tale punto non esiste una legislazione nazionale. Nelle linee guida si indica tuttavia che l’"integrazione professionale sostenibile" dei giovani adulti ha la massima priorità e che le persone interessate devono completare una formazione che "corrisponda alle loro capacità". Tuttavia ogni Comune ha un ampio margine di manovra.