Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/218216

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge sull'imposta federale diretta (LIFD) e la legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID) affinché gli indennizzi relativi a un licenziamento o basati sulla legge federale sulla parità dei sessi (LPar) non siano più considerati come reddito e non vengano quindi tassati in quanto tale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le pretese (indennità) a cui un lavoratore ha diritto in caso di disdetta abusiva o immediata senza una causa grave secondo gli articoli 336a e 337c capoverso 3 CO sono esentate dall'imposta sul reddito a titolo di riparazione morale ai sensi dell'articolo 24 LIFD o dell'articolo 7 capoverso 4 lettera i LAID. Per contro, le pretese secondo l'articolo 337c capoverso 1 CO sono equiparabili a una continuazione del pagamento dello stipendio fino alla scadenza del termine di disdetta effettivo oppure ordinario e quindi soggiacciono all'imposta sul reddito.</p><p>Per analogia, le pretese finanziarie avanzate in virtù della LPar devono essere considerate nell'ambito del diritto vigente. Se si tratta di un risarcimento per il danno subìto, questo deve essere considerato una pretesa di riparazione morale (art. 5 cpv. 5 LPar) ed è perciò esentato dall'imposta (art. 24 LIFD e art. 7 cpv. 4 lett. i LAID). Se invece si tratta del pagamento di un salario normalmente dovuto al lavoratore (art. 5 cpv. 1 lett. d LPar), questo soggiace all'imposta sul reddito. Il lavoratore si ritrova così nella stessa situazione che avrebbe avuto se avesse ricevuto il salario appropriato.</p><p>La stessa distinzione relativa all'imposta sul reddito si applica anche all'obbligo contributivo per le assicurazioni sociali. Mentre la rimunerazione per la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro (ad es. ai sensi dell'art. 337c cpv. 1 CO) è considerata quale salario determinante e quindi soggiace all'obbligo contributivo, il risarcimento per riparazione morale non fa parte del salario determinante e quindi non soggiace all'obbligo contributivo. In tal modo si garantisce che i salari effettivamente dovuti (ad es. secondo l'art. 5 cpv. 1 lett. d LPar) siano coperti dalle assicurazioni sociali e siano soggetti all'obbligo contributivo come avviene per tutti gli altri salari, ma che la riparazione morale per il danno subìto sia versata alla persona interessata senza deduzione di contributi e in esenzione da imposta.</p><p>Secondo il Consiglio federale, la normativa vigente nel diritto fiscale e nel diritto delle assicurazioni sociali, che fa una distinzione tra il pagamento dei salari dovuti e le prestazioni ricevute a titolo di riparazione, è appropriata e tiene conto del principio della parità di trattamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.