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In Cile alle elezioni parlamentari e al primo turno delle presidenziali ha partecipato il 49, 4% degli elettori, astenuto il 50,64 %, un dato abbastanza sconfortante in ragione anche del fatto che per la prima volta si passava ad un sistema principalmente proporzionale dopo un quarto di secolo in cui si è stato costretti a votare con il sistema binominale ereditato dalla dittatura di Augusto Pinochet.
“La forza della maggioranza”, coalizione di socialisti, comunisti, radicali e socialdemocratici ha ottenuto il 24% per il parlamento; 8, due in più, i deputati comunisti, e ha portato al ballottaggio Alejandro Guillier Álvarez con il 22,7%, tallonato a sinistra dalla candidata del “Fronte Ampio” Beatriz Sánchez Muñoz con il 20,2%, i cui partiti, verdi, umanisti e liberatari, hanno ottenuto il 16,5% per il parlamento. A sinistra ancora “Pais” e “Partito Progressista” con due candidati alle presidenziali ma in particolare con Marco Enríquez-Ominami che ha ottenuto il 5,7%, alle politiche i due partiti hanno ottenuto il 3,9% complessivo. Mezzo punto percentuale infine per Eduardo Artés Brichetti, segretario del Partito Comunista Cileno di Azione Proletaria e a capo della coalizione di “Unione Patriottica”. Eduardo Artés Brichetti che è stato in gioventù un sostenitore dell’Albania socialista è oggi un estimatore della Corea Popolare e si dichiara un marxista-leninista anti-revisionista.
La Democrazia Cristiana ottiene il 10% per il parlamento, ma solo il 5,8 % per la candidata presidente Carolina Goic Boroevic. La destra liberista e conservatrice purtroppo risulta la prima forza politica del paese, la coalizione “Cile vamos” ha ottenuto il 38,6% per il parlamento, ma il candidato presidente Sebastián Piñera solo il 36,6 %. Al secondo turno su di lui convergeranno i voti di José Antonio Kast Rist, che ha ottenuto il 7,9 % dichiarando apertamente che Pinochet è il suo modello ed è stato il miglior presidente del paese, a dimostrazione che tragicamente anche in Cile esiste un rigurgito neofascista.
Alejandro Guillier Álvarez ha così una forte possibilità il 17 dicembre di diventare presidente, sbarrando la strada al ritorno del liberista Sebastián Piñera.