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I macchinisti passano sempre di più con il semaforo rosso. Lo segnala domenica la SonntagsZeitung, ricordando che l’anno scorso non ne sono stati visti o ne sono stati ignorati 363, il che equivale a un “rosso” non rispettato ogni giorno e a un record secondo l’Ufficio federale dei trasporti (UFT). Nel 2010 furono invece 224 i segnali semaforici che imponevano uno stop non rispettati.
I 363 semafori “bruciati” hanno causato incidenti con 108 feriti, 15 dei quali hanno riportato lesioni gravi. Per la stessa ragione, una persona perse la vita nel 2013 nel disastro ferroviario verificatosi a Granges-Marnand, nel canton Vaud. I danni materiali derivanti dal mancato rispetto di un semaforo rosso ammontano a oltre 56 milioni di franchi in nove anni.
A essere chiamata in causa è sovente la distrazione dei macchinisti. "La pressione al lavoro è aumentata per chi guida una locomotiva: ci sono più segnali, le velocità sono maggiori e le accelerazioni sono più rilevanti", ha spiegato al settimanale Hubert Giger, presidente del sindacato svizzero dei meccanici di locomotive. Secondo le FFS sono soprattutto i giovani conducenti a non rispettare la segnaletica. Sempre l’ex regia federale, che ha organizzato corsi d'aggiornamento delle conoscenze e tragitti con l’accompagnamento di esperti, ha reso noto che quest’anno sono stati registrati meno incidenti rispetto allo stesso periodo del 2018.
Intanto continuano i guai per le FFS. Venerdì un treno passeggeri ha frenato troppo tardi alla stazione di Morges, nel canton Vaud, e i passeggeri hanno dovuto scendere sulla massicciata, oltre il marciapiede della stazione. Nessuno è rimasto ferito e l'azienda ha avviato un'indagine interna.