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Un altro richiedente l’asilo è riuscito a evitare l’espulsione dalla Svizzera grazie ai servizi di SOS Ticino. In questo caso si tratta di un cittadino afghano che nell’ottobre 2019 ha presentato una domanda d’asilo a Chiasso, nonostante gli fosse già stato riconosciuto l’asilo in Grecia. L’uomo ha però sostenuto che nel Paese ellenico non gli era stato adeguatamente curato un problema alla mandibola e quindi chiedeva aiuto alla Svizzera.
La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) lo ha fatto visitare da un medico. Una volta ottenute le valutazioni, ha ritenuto che il problema di salute dell’afghano non fosse di una gravità tale da impedirne un ritorno in Grecia. La SEM ha dunque inviato una richiesta di riammissione al Paese ellenico, che l’ha accolta. Il 21 novembre scorso la SEM ha così deciso di non entrare nel merito della domanda d’asilo dell’uomo e di ordinarne l’allontanamento verso la Grecia.
Ma la SEM non aveva fatto i conti con la signora Giuseppina Santoro di SOS Ticino, che ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF) per scongiurare la partenza dell’afghano. La signora Santoro ha scritto nel suo ricorso che se l’uomo continuava a soffrire di problemi alla mandibola due anni dopo il suo arrivo in Grecia significava che la Grecia non l’aveva curato in modo adeguato. La donna accusava la SEM di non aver accertato la situazione in maniera completa e sottolineava che l’afghano non poteva essere espulso, perché “in attesa di un ulteriore appuntamento medico” in Svizzera.
E il TAF le ha dato ragione. Nella sentenza pubblicata venerdì i giudici annullano il rinvio in Grecia dell’uomo e impongono alla SEM di rivalutare la situazione una volta che avranno ricevuto il rapporto medico redatto dallo specialista che dovrà visitare l’afghano. Fino ad allora egli potrà restare in Ticino.