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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Vertice Mondiale sulla Società dell'Informazione (VMSI), tenutosi a Ginevra dal 10 al 12 dicembre 2003, ha suscitato commenti e apprezzamenti molto discordanti. Riteniamo che sia necessario valutare l'organizzazione, i risultati, le prospettive e la posta in gioco di una simile manifestazione. Invitiamo pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. L'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) si è occupato dell'organizzazione del Vertice a livello nazionale mentre l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT) se n'è occupata a livello mondiale. Questo patronato mostra forse che si tende a limitare la "società dell'informazione" alle tecnologie  considerandola solo dal punto di vista tecnico ed economico? Non si finisce forse per tralasciare temi di natura più politica, quali l'accesso all'informazione, il servizio pubblico o la libertà d'opinione?</p><p>2. Gli osservatori hanno segnalato il ruolo preponderante che ha avuto l'Amministrazione, e in particolare il direttore dell'UFCOM e i suoi collaboratori, nell'organizzazione di questo Vertice. Quale tipo di controllo ha esercitato il Collegio sulla sua preparazione e sul suo svolgimento? Quanto è costato il Vertice alla Svizzera? Quali benefici è stato possibile trarne?</p><p>3. Visto dall'esterno, sembra che il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) abbia avuto un ruolo marginale nell'organizzazione e nello svolgimento di questo Vertice dell'ONU. Non spetta forse alla nostra politica estera occuparsi di manifestazioni di questo tipo?</p><p>4. Benché membri della delegazione ufficiale svizzera, i rappresentanti della "società civile" (sindacati della comunicazione, Comunità di lavoro delle organizzazioni umanitarie, organizzazioni per la difesa dei diritti umani) hanno più volte espresso i loro timori ed hanno minacciato di organizzare un contro-vertice. Le autorità svizzere hanno tenuto sufficientemente conto del loro punto di vista e hanno concesso loro lo spazio rivendicato? Ci sono stati conflitti? Se sì, in merito a quali temi?</p><p>5. In che misura la Svizzera è disposta ad impegnarsi per la seconda parte del Vertice che si terrà nel 2005 in Tunisia? Si adopererà affinché essa si svolga in buone condizioni, in particolare per quanto concerne il rispetto dei diritti umani? La polizia politica tunisina, a quanto pare presente a Ginevra in modo massiccio, ha avuto accesso ai dati personali sui partecipanti registrati al loro arrivo? L'Esecutivo federale può fornire garanzie in merito?</p><p>6. Quali sono i progetti prioritari che il nostro Paese intende realizzare per favorire l'accesso all'informazione e ridurre il "divario digitale" costatato tra i Paesi sviluppati e quelli in sviluppo? Su quale concetto di "società dell'informazione" basa la sua politica?</p><p>7. Il Consiglio federale è disposto a commissionare una valutazione indipendente di questo Vertice e della sua organizzazione, a livello svizzero, ad esempio al Centro di studi sulla scienza e la tecnologia (CEST)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha deciso di ospitare la prima fase del Vertice Mondiale sulla Società dell'Informazione (VMSI) a Ginevra nel dicembre 2003 per i seguenti motivi: in primo luogo si trattava di rafforzare la posizione di Ginevra quale di sede di organizzazioni e conferenze internazionali, in secondo luogo questo Vertice ha dato alla Svizzera l'opportunità di assumere delle responsabilità in qualità di nuovo membro dell'ONU e di contribuire, nel quadro del sistema onusiano, allo sviluppo a livello mondiale della società dell'informazione e della conoscenza, e all'eliminazione del "divario digitale". Il Consiglio federale intendeva raggiungere i seguenti obiettivi: iniziare un buon dialogo che permetta di trovare soluzioni alle questioni legate alla società dell'informazione, elaborare documenti fondamentali e garantire lo svolgimento senza intoppi della prima fase del VMSI 2003 a Ginevra.</p><p>Le reazioni dei partecipanti, dell'ONU, dei Governi presenti e dei rappresentanti della società civile e del settore privato fanno pensare che questi obiettivi siano stati raggiunti e che, contrariamente ai timori iniziali, la prima fase del VMSI sia stata un successo: si sono potuti adottare una dichiarazione politica e un piano d'azione che, pur non mancando di contenuto politico, hanno raccolto consensi tra tutti gli Stati. Inoltre, i numerosi e svariati event organizzati parallelamente alle riunioni plenarie del Vertice hanno permesso di lanciare discussioni dinamiche e impegnate in merito a tutto il ventaglio di temi legati alla società dell'informazione. </p><p>Anche se il numero di partecipanti (circa 13'000) è risultato doppio rispetto a quanto inizialmente previsto, non ci sono stati problemi né dal punto di vista organizzativo né logistico o della sicurezza. La Svizzera è stata lodata da più parti per la sua ospitalità. Inoltre, ha avuto un ruolo di spicco nel processo di negoziazione, contribuendo in modo decisivo al raggiungimento di un consenso sia sulla dichiarazione politica sia sul piano d'azione. La comunità internazionale ha particolarmente apprezzato le attività di mediazione. Questa prima fase del VMSI ha permesso alla Svizzera di lanciare un dibattito fruttuoso a livello mondiale e di contribuire a mettere sul tavolo delle trattative tutti i temi controversi. Tuttavia, solo tra alcuni anni si potrà valutare la portata effettiva del VMSI 2003. Essa dipenderà fortemente dal follow up e dai futuri lavori di attuazione, nonché dalla cooperazione dei partner politici coinvolti (Governi, settore privato e società civile).</p><p>Domanda 1: è chiaro che la questione della società dell'informazione non può limitarsi agli aspetti tecnici e alle tecnologie impiegate. Il Consiglio federale ha sempre ritenuto che fosse molto importante discutere durante il VMSI di problemi politici quali la libertà d'informazione, l'accesso all'informazione e il servizi pubblico. L'UFCOM è stato incaricato di preparare il Vertice non da ultimo perché è l'organo che a livello federale si occupa delle questioni politiche riguardanti la società dell'informazione, dunque anche dei media, del servizio pubblico e dell'accesso all'informazione. L'UFCOM è dunque l'Ufficio che meglio conosce la complessità delle questioni politiche. È dunque la delegazione svizzera, sotto la direzione dell'UFCOM, che ha sensibilizzato l'UIT, più orientata verso aspetti tecnici, in merito a queste tematiche e che ha avuto un ruolo decisivo nel mettere all'ordine del giorno del VMSI i temi giustamente menzionati nell'interpellanza.</p><p>Domanda 2: la situazione era tale che la Svizzera, e dunque anche il Consiglio federale, ha dovuto assumere un ruolo molto attivo per portare il Vertice a buon fine. D'intesa con il capo del DATEC e il presidente della Confederazione, l'UFCOM ha portato avanti questi lavori. Senza il suo intervento non sarebbe stato possibile portare a termine con successo il Vertice 2003 di Ginevra e un eventuale fallimento sarebbe stato imputato soprattutto alla Svizzera. Il nostro Paese si è guadagnato il rispetto die suoi partner perché ha lanciato a livello politico un processo molto complesso, assumendo pienamente il suo ruolo di Stato sede dell'ONU. Per il VMSI, la Svizzera disponeva di un margine di manovra finanziario molto limitato. Il costo totale del VMSI si è aggirato attorno ai 19-20 milioni di franchi svizzeri, incluse le spese per la sicurezza. Pertanto, la prima fase del VMSI è costata molto meno rispetto a vertici simili organizzati negli ultimi anni.</p><p>Domanda 3: il DFAE ha partecipato appieno alla preparazione del Vertice, mettendo a disposizione le sue competenze in materia di politica estera. Esso ha inoltre sfruttato la sua rete di rappresentanze diplomatiche all'estero per invitare i capi di Stato e di Governo a partecipare al VMSI. La DSC si è occupata delle questioni della politica di sviluppo legate al VMSI. La collaborazione all'interno dei vari Dipartimenti coinvolti ha funzionato nel migliore dei modi. Tutte le questioni importanti relative al contenuto e all'organizzazione sono state regolarmente discusse in un Comitato direttivo creato per la prima fase del VMSI e nel quale era rappresentata anche la DSC. Come già menzionato, la direzione è stata affidata al DATEC, più precisamente all'UFCOM, che è l'organo federale incaricato di coordinare e trattare le questioni legate alla società dell'informazione.</p><p>Domanda 4: la Svizzera si è costantemente impegnata a livello nazionale e internazionale affinché la società civile fosse integrata il più possibile nel Vertice, sostenendo dossier importanti per la società civile quali i diritti umani o la libertà d'informazione e d'opinione. Grazie alla mediazione della Svizzera è stato possibile integrare questi temi nella dichiarazione politica. Benché i rappresentanti della società civile abbiano più volte criticato il processo di preparazione, hanno anche riconosciuto esplicitamente gli sforzi degli organizzatori svizzeri volti a integrare la società civile nella preparazione e nello svolgimento del Vertice. Il fatto che non sia stato organizzato alcun contro-vertice dimostra che il VMSI ha, almeno in parte, tenuto conto delle esigenze della società civile.</p><p>Domanda 5: il VMSI si svolge in base alle regole procedurali dell'ONU; è organizzato dall'UIT e dal Paese che di volta in volta ospita una fase del Vertice. Esso si fonda su una risoluzione dell'ONU. La Svizzera era incaricata di dirigere la prima fase nel dicembre del 2003. Per la seconda fase, che si terrà in Tunisia nel 2005, saranno applicate le stesse regole procedurali. La Svizzera non può tuttavia assumersi alcuna responsabilità né fornire garanzie per la seconda fase del Vertice. Farà però certamente beneficiare l'ONU, l'UIT e la Tunisia dell'esperienza maturata durante la prima fase. Al riguardo, l'accento sarà messo sul rispetto dei diritti umani. Sulla questione della trasmissione dei dati riguardanti i partecipanti, occorre rilevare che l'UIT ha svolto in modo trasparente e pubblicamente la procedura d'accreditamento. I dati sui partecipanti accreditati della PrepCom e del VMSI erano e sono ancora disponibili sul sito Internet dell'UIT. Dal canto suo, la Svizzera non ha pubblicato dati riguardanti i partecipanti.</p><p>Domanda 6: nell'ambito della sua politica di sviluppo, la Svizzera si adopera affinché tutte le persone abbiano un accesso universale e vantaggioso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e affinché le TIC siano impiegate in modo mirato per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del Millennio (Millenium Development Goals). Concretamente, la Svizzera sostiene due iniziative lanciate in seguito al Vertice di Ginevra: partecipa per esempio al finanziamento dell'iniziativa "National Scale-up of Community Multimedia Centres (CMC)" dell'UNESCO con un totale di 3 milioni di franchi. L'obiettivo è creare "telecentri CMC" a livello nazionale, come quelli sviluppati nella fase pilota, in 3 Paesi in sviluppo (Mali, Senegal, Mozambico), fornendo così alla popolazione rurale l'accesso alla società dell'informazione. La Svizzera è inoltre membro fondatore della "e-Schools and Communities Initiative" dell'UN ICT Task Force. Le scuole nei Paesi in sviluppo devono ottenere l'accesso a Internet facendone beneficiare gli allievi e gli altri membri della comunità locale. Attualmente si stanno inoltre elaborando altri progetti scaturiti dal VMSI di Ginevra.</p><p>Domanda 7: per ora una simile valutazione è poco utile, poiché solo tra un paio d'anni si potrà valutare il successo del VMSI 2003 a lungo termine. La Svizzera si adopererà affinché già nella fase Ginevra-Tunisi il piano d'azione sia messo in atto nel miglior modo possibile. A tale scopo sarà utile la piattaforma virtuale creata per il Vertice: wsis-online.org. Inoltre, si può affermare che, come già detto, il Vertice 2003 di Ginevra è stato un successo. La Svizzera ha ricevuto complimenti sia per la sua ospitalità sia per il lavoro di mediazione. Il Consiglio federale ne ha preso atto con soddisfazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.