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Ital_Tag Archive: avvento
Ecco il secondo articolo del nostro calendario dell’avvento femminista: durante le quattro domeniche dell’avvento pubblicheremo ogni volta un nuovo articolo, partendo da una citazione di quattro femministe importanti del 20esimo secolo. Ecco il secondo articolo della nostra membro Matilda Materni:
“Donna non si nasce, lo si diventa”, così scriveva Simone de Beauvoir nel suo libro Il secondo sesso nel 1949. La scrittrice ci racconta la condizione di sottomissione della donna, quella reale che tuttora persiste in certi tratti della nostra società. vedere l’articolo
Ecco il primo articolo del nostro calendario dell’avvento femminista: durante le quattro domeniche dell’avvento pubblicheremo ogni volta un nuovo articolo, partendo da una citazione di quattro femministe importanti del 20esimo secolo. Ecco il primo articolo del nostro membro Yannick Demaria: vedere l’articolo
Il 25 novembre andremo a esprimerci sulla revisione della legge federale delle assicurazioni sociali che mette la base legale per la sorveglianza degli assicurati e delle assicurate. vedere l’articolo
Articolo di Fabrizio Sirica, apparso sul Corriere del Ticino l’8 di novembre 2018.
Le istanze giudiziarie svizzere non sono infallibili e non sempre garantiscono i nostri diritti. Nemmeno la più alta istanza giudiziaria svizzera, ovvero il Tribunale federale, oltre la quale chi ritiene di avere subito un’ingiustizia può ricorrere rivolgendosi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Questo è quanto ha fatto Renate Howald Moor, la moglie di Hans Moor, una vittima dell’amianto, deceduto a causa di un tumore causato dallo stesso. Renate Howald Moor aveva fatto ricorso al Tribunale federale, per far riconoscere un indennizzo per la morte di suo marito. Ricorso respinto dal TF con il pretesto della prescrizione: la sentenza affermava che l’ultimo contatto di Hans Moor con l’amianto era avvenuto più di 10 anni prima. Una causa intentata dal lavoratore contro l’azienda mentre era ammalato e ancora vivo, perché la stessa non gli aveva dato nessuna informazione riguardo ai rischi per la salute dell’esposizione all’amianto che correva. Causa respinta dal Tribunale federale quando il lavoratore era purtroppo morto, a soli 58 anni. Sua moglie ha poi continuato una battaglia giudiziaria, voluta non per denaro, ma per una questione di principio. Aveva bisogno di far riconoscere il torto alla potente azienda per la quale suo marito lavorava. Se non fosse stato per il ricorso vinto alla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo, il torto dell’azienda non sarebbe mai stato riconosciuto benché i tumori dovuti all’amianto appaiono anche 20, 30 anni dopo. In questo caso, quindi, il Tribunale federale, aveva dato ragione alla grande e potente azienda, non riconoscendo la ragione del lavoratore e il grave, fatale, danno subito. Oggi i cari delle oltre 1.700 vittime dell’amianto, e quelle purtroppo che saranno colpite dai tumori causati per lo stesso motivo, possono ottenere giustizia e un indennizzo grazie alla giurisprudenza del caso Moor, che lo stesso lavoratore non ha potuto purtroppo ottenere da vivo. I diritti umani e le istanze che vegliano a garantirne il rispetto e l’applicazione, come la Convenzione europea per i diritti umani (CEDU) e la Corte di Strasburgo, ci riguardano da vicino e riguardano anche le lavoratrici e i lavoratori, oltre alle vittime di regimi che li violano o che li rispettano poco. Se non dovessimo respingere l’iniziativa anti-diritti umani dell’UDC il 25 novembre, la Svizzera correrebbe il rischio di dover disdire la CEDU, mettendo a repentaglio sia la Convenzione, sia la Corte chiamata a farli applicare. Come dimostrato dal caso di Hans Moor, sarebbe una pessima notizia anche per le lavoratrici e i lavoratori, che subiscono pressioni e soprusi sempre più gravi e che possono contare ad oggi su di un’istanza e più di una Convenzione che li proteggono, che ci proteggono, alle quali non dobbiamo rinunciare. Ecco perché invito i ticinesi a respingere con convinzione l’iniziativa dell’UDC: proteggere questi nostri diritti fondamentali è indispensabile e va anche fatto votando no il 25 novembre. vedere l’articolo
Oggi compie quattro anni la GISO, la piccola ma agguerrita realtà politica che ogni sabato si premura di importunarvi con raccolte firme e volantini.
Scherzi a parte, in questi anni abbiamo portato avanti molte battaglie. Ne ricordiamo solo alcune: la manifestazione contro l’espulsione dei bambini ecuadoregni, la nostra iniziativa federale contro la speculazione alimentare, numerosi cortei contro la xenofobia, il referendum contro lo spionaggio eccessivo e naturalmente l’attuale iniziativa 99%. vedere l’articolo
Giovani liberali radicali, Generazione giovani, Giovani verdi e Gioventù socialista si sono schierati dalla stessa parte contro la pericolosa iniziativa per l’autodeterminazione lanciata dall’UDC. I quattro movimenti giovanili ticinesi ritengono che l’iniziativa debba essere respinta non solo perché danneggia la stabilità economica della Svizzera ed è in contrasto con la sua tradizione umanitaria e di paese aperto al mondo, ma anche perché l’iniziativa è inutile. Il rischio è di restare isolati, perdere molti posti di lavoro e rinunciare a buona parte delle esportazioni. Per spiegare ai giovani UDC che, se l’iniziativa venisse approvata, potremmo diventare un’isola su cui l’agricoltura sarà l’unica attività economia possibile, i rappresentanti dei quattro movimenti giovanili hanno omaggiato i democentristi con un sacco di patate. vedere l’articolo
Ieri, sabato 13 ottobre, si è tenuta la nostra assemblea annuale. Punto principale all’ordine del giorno era il rinnovo delle cariche all’interno del Partito: il comitato per l’anno 2018-2019 è composto da Angelo Mordasini, Martino Rinaldi, Laura Riget e – l’unica nuova persona ad assumersi la carica – Daniela Falconi. vedere l’articolo
La direzione del Partito Socialista Ticino ha ieri nominato i candidati e le candidate per il Consiglio di Stato: siamo particolarmente felici che la nostra proposta di candidata Laura Riget e un altro giovane che ha militato tra le nostre fila, Fabrizio Sirica, ne facciamo parte. Complimenti!
Nelle prossime settimane toccherà il Congresso la decisione finale. Nel frattempo Laura e Fabrizio hanno spiegato cosa li ha spinti a candidarsi:
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Di Angelo Mordasini
Partiamo con un dato puro e semplice; il 40% dei lavoratori tra i 18 e i 22 anni hanno contratti di lavoro a tempo indeterminato. Molti di questi sono stages. Ma agli occhi della politica “adulta”, il ruolo degli stage è effettivamente quello che gli stage stessi vanno a ricoprire? La mancanza di regolamentazione e controllo in questo campo sta andando a danneggiare gravemente il valore della forza lavoro futura, e posso anche spiegare perché. vedere l’articolo
Di Barbara Sala
Il motto di Slow Food esprime con forza e vigore il concetto che questa iniziativa intende promuovere: il cibo deve essere “buono, pulito e giusto”.
Buono da una parte significa che una determinata derrata ci piace, ma dall’altra significa gustoso. Un esempio pratico: a qualcuno potrebbe non piacere la cipolla, ma quest’ultima potrebbe avere un gusto assai buono, nel senso che ha delle qualità organolettiche particolari, che possono piacere o meno.
Pulito in questo caso vuole dire che il prodotto è stato coltivato a kilometro zero, evitando pesticidi e OGM. I pesticidi sono molto pericolosi per la salute umana, quindi andrebbero usati in maniera parsimoniosa e solo quando veramente necessari, in quanto non solo si avvelenano i consumatori, ma anche l’intero ecosistema. Per quanto riguarda gli OGM non si hanno ancora veri e propri studi in merito, ma negli Stati Uniti i pediatri si sono resi conto che i bambini che consumavano derrate alimentari contenenti gli organismi transgenici hanno più probabilità di sviluppare allergie e intolleranze differenti.
L’ideale sarebbe un’agricoltura biologica/biodinamica non intensiva, rispettosa del territorio locale e delle varietà tipiche di un certo luogo, in quanto queste varietà e specie resistono meglio all’ecosistema indigeno.
Giusto vuole dire che le persone che lavorano nel settore devono avere un salario equo e giusto.
Questi concetti possono aiutarci a porci delle domande: cosa vogliamo mangiare in futuro? Vogliamo continuare ad aiutare i super manager di grosse aziende a guadagnare miliardi sulle nostre spalle, devastando il nostro ambiente e inquinando il nostro cibo, sfruttando i lavoratori? O preferiamo sostenere il piccolo produttore, che magari possiede qualche ettaro di terreno nel nostro comune, che magari stenta ad arrivare a fine mese?
Intervento di Laura Riget all’aperitivo per la parità in onore della ricorrenza dello sciopero delle donne del 1991
Proprio oggi il Consiglio nazionale ha approvato in ambito della revisione del diritto delle società anonime una quota rosa obbligatoria per le imprese quotate in borsa. Queste imprese dovranno avere almeno il 20% di donne nelle loro direzione e il 30% nei loro consigli d’amministrazione. vedere l’articolo
Intervento di Lisa Boscolo all’aperitivo per la parità in onore della ricorrenza dello sciopero delle donne del 1991
Dagli anni 70 grazie ai movimenti femministi la nozione di lavoro è stata estesa, c’è stata una volontà di prendere in considerazione anche il lavoro non remunerato che comprende tutte le attività invisibili domestiche e famigliari svolte per la maggior parte dalle donne. Secondo l’Ufficio Federale di statistica nel 2013 le donne hanno prodotto il 62 % del lavoro non remunerato, contro il 38% di quello remunerato, questo significa 8,7 miliardi in ore e 401 miliardi di franchi in valore monetario. Possiamo dire che il lavoro remunerato a tempo pieno funziona solo grazie al lavoro non remunerato. vedere l’articolo
La GISO Svizzera prende posizione contro la proposta d’implementazione della Riforma IV dell’imposizione delle imprese (RIE IV) presentata oggi dalla commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S). La CET-S non rispetta il chiaro no del popolo ad ulteriori regali fiscali ai grandi azionisti e vuole sgravare le imprese ancora di più che la proposta del Consiglio federale. vedere l’articolo
Il 29 aprile saremo chiamati a votare sulla Riforma fiscale, necessaria secondo il Governo per “rafforzare l’attrattiva fiscale del Ticino” per le imprese. vedere l’articolo
Di Angelo Mordasini
Ah, la riforma fiscale. Per molti diventata semplicemente una contrapposizione tra due proposte, in cui la decisione importante non è tanto se approvare o meno una delle proposte, ma se si è disposti ad accettare la controparte.
Ecco, forse il problema è proprio questo. Ma in senso più ampio; è la domanda che noi ticinesi avremmo dovuto porci negli ultimi decenni della politica economica, e che dovremo porci in futuro. Perché questa è solo l’ultima capitolo di un modo di agire che si è presentato più volte al votante ticinese. vedere l’articolo
Intervento alla conferenza stampa di Laura Riget
Precariato, salari insufficienti, crescente rischio povertà, aumento degli affitti e dei premi di cassa malati: questa è la realtà quotidiana per molti e molte ticinesi. Dall’altra parte i guadagni delle grandi imprese e i bonus dei manager sono esplosi, le 300 persone più ricche hanno accumulato 674 miliardi di franchi e il 40% della ricchezza totale in Svizzera è in tasca all’1% più benestante. Mentre i ricchi sono sempre più ricchi, i poveri diventano più numerosi: purtroppo non è una frase fatta, ma la realtà del nostro Cantone. vedere l’articolo
Comunicato stampa
La GISO Svizzera ha scelto ieri, al secondo giorno della sua assemblea annuale, le nove rivendicazioni per il prossimo secolo, in onore del centenario dello sciopero generale. È inoltre stata approvata una risoluzione sulla riforma dell’AVS, che pone i paletti che dovrebbero valere per il prossimo progetto e sono stati eletti Lewin Lempert e Bertil Munk alla vicepresidenza. Ospite era il Consigliere nazionale Cédric Wermuth. vedere l’articolo
La Gioventù Socialista Ticino (GISO) e il Partito Socialista (PS) hanno presentato oggi due atti parlamentari sui diritti dei sans-papiers: l’interrogazione della Gioventù Socialista tematizza le difficoltà dei giovani sans-papiers ad accedere all’apprendistato, mentre la mozione presentata da Gina La Mantia e Carlo Lepori chiede una loro regolamentarizzazione sul modello ginevrino “Operation Papyrus”.
In Svizzera vivono migliaia di giovani senza un permesso di soggiorno valido. vedere l’articolo