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<h2>SubmittedText<h2><p>Il 10 marzo 2023 l'autorità di vigilanza ha dovuto chiudere la Silicon Valley Bank (SVB) per insolvenza. Si è trattato del più imponente fallimento bancario nella storia degli Stati Uniti dalla grande crisi finanziaria. Il crollo ha causato grande preoccupazione nei mercati finanziari. Di conseguenza, i prezzi delle azioni, in particolare quelli delle banche, sono scesi in tutto il mondo. Il timore di turbolenze e di una possibile reazione a catena ha persino spinto il presidente americano a rilasciare una dichiarazione pubblica in cui assicurava che gli averi dei clienti sarebbero stati sempre disponibili. In questo modo ha voluto evitare il deflusso di liquidità dal sistema.</p><p>Questo clima di incertezza si riscontra anche nei mercati finanziari del nostro Paese. Ad esempio, le azioni delle società finanziarie in Svizzera hanno perso valore. Hanno subito forti perdite, in particolare, le azioni di CS, di UBS e del riassicuratore Swiss Re. Anche l'indice di riferimento svizzero SMI è calato in modo significativo.</p><p>Questa situazione complica anche la politica internazionale dei tassi d'interesse. Un aumento eccessivo dei tassi d'interesse potrebbe provocare ulteriori turbolenze sui mercati finanziari e generare una recessione; se invece dovessero rimanere a un livello "basso", non si riuscirebbe più a controllare l'inflazione. </p><p>Sono segnali che presagiscono una tempesta e che riportano alla mente aneddoti della crisi finanziaria del 2008/2009. In considerazione di quanto precede, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale l'attuale situazione sui mercati finanziari nell'ottica della Svizzera? </p><p>2. Come giudica il Consiglio federale la stabilità del settore bancario svizzero, in particolare dopo il collasso della Silicon Valley Bank?</p><p>3. Qual è l'opinione dell'Esecutivo riguardo alla problematica che è stata illustrata in relazione alla politica dei tassi d'interesse? </p><p>4. Quali misure concrete adotterebbe il Consiglio federale per attenuare una possibile crisi finanziaria? </p><p>5. A tal proposito, il Consiglio federale sarebbe disposto ad adottare misure statali per salvare un istituto finanziario al fine di garantire la liquidità e quindi anche la stabilità dell'economia svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1 e 2</p><p>Il Consiglio federale sta monitorando attentamente la situazione sui mercati finanziari. Anche se dall'annuncio dell'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS la situazione sembra essersi calmata, la volatilità e l'incertezza in merito alla stabilità del settore bancario continuano ad essere elevate su scala mondiale.</p><p>Domanda 3</p><p>La Banca nazionale svizzera (BNS) svolge la politica monetaria nell'interesse generale del Paese. L'obiettivo principale è garantire la stabilità dei prezzi. A tale scopo tiene conto dell'evoluzione congiunturale (art. 5 legge sulla Banca nazionale, LBN). Il 23 marzo 2023 la BNS ha aumentato ulteriormente il tasso di riferimento all'1,5 per cento.</p><p>Domande 4 e 5</p><p>Com'è noto, nelle sedute del 16 e 19 marzo 2023 il Consiglio federale ha deciso varie misure incentrate sull'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS. Queste misure comprendono una garanzia in caso di dissesto a favore della BNS per un ulteriore mutuo a sostegno della liquidità erogati dalla stessa a Credit Suisse e la concessione a UBS di una garanzia a copertura delle perdite. Ciò allo scopo di rafforzare, al prezzo più basso possibile per i contribuenti, la stabilità dei mercati finanziari ed evitare conseguenze per l'economia svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.