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Biografia
Mario Radice nasce a Como il 1° agosto 1898. Dal 1913 al 1918 segue le lezioni private, o presso scuole serali, del pittore Achille Zimbelli e dello scultore Pietro Clerici. Dopo aver acquisito un diploma in ragioneria, presta il servizio militare negli anni 1918 - 1920 tra l’Italia, la Polonia, l’Albania, Vienna e Parigi. Partecipando come ufficiale d’artiglieria alla missione militare italiana a Vienna, ha modo di venire a contatto con gli ambienti artistici dell’avanguardia europea del primo dopoguerra. Dopo il congedo intraprende gli studi universitari di veterinaria a Camerino, nelle Marche, abbandonandoli nel 1922 ed impiegandosi poi come operaio in una cartiera. I turni di lavoro gli permettono di continuare a dipingere ma anche di studiare a fondo i macchinari e le tecniche di produzione della carta e della pergamena. Ciò gli consente di arrivare a progettare e brevettare una macchina per il riciclaggio dell’acido solforico che riesce poi ad esportare in una cartiera di Buenos Aires, la fabbrica di Zarate della Papelera Argentina. Il notevole capitale che riesce ad accantonare in Argentina grazie al brevetto va però completamente perso con gli eventi legati alla caduta della Borsa di Wall Street del 1929. Nella seconda metà degli anni ’20 rafforza i contatti con alcuni artisti precursori dell’astrattismo, come il pittore Manlio Rho, e con esponenti del razionalismo, come l’architetto Giuseppe Terragni. Nel 1927 espone per la prima volta a Como alla mostra di pittura organizzata in occasione della grande esposizione commemorativa della morte di Alessandro Volta. Dal 1930, rientrato dal sud America in Italia in non facili condizioni economiche, decide di dedicarsi unicamente alla pittura: iniziano gli anni dei sempre più frequenti rapporti e delle collaborazioni artistiche con gli architetti razionalisti Luciano Baldessari, Pietro Lingeri, Piero Bottoni, Luigi Figini e Gino Pollini coi quali formerà nel 1932, insieme al già citato Terragni e ad altri pittori, il gruppo denominato “Quadrante”1 , presso la galleria del Milione di Milano. Tra il 1933 e il 1936 partecipa alla V Triennale internazionale di Milano (1935),esegue le decorazioni (affreschi e bassorilievi) della Casa del Fascio di Como (o Casa del Popolo) progettata dal Terragni, stringe amicizia con Filippo Tommaso Marinetti e con il giovane architetto Cesare Cattaneo. Con quest’ultimo, su incarico di Attilio Terragni, podestà di Como, realizza la fontana di Piazza Camerlata, che sarà inizialmente collocata a Milano nei pressi dell’Arco di trionfo, e successivamente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale2 . Col 1936 si è ormai completata la svolta astrattista dell’arte di Mario Radice: promuove a Como (presso Villa Olmo) un’importante mostra di arte moderna, curando particolarmente la 1) “Quadrante” è anche il titolo della rivista mensile curata dal gruppo e pubblicata dal 1933. 2) Solo nel 1960 verrà posta nella piazza per la quale era destinata. - 6 - ARCHIVIO MARIO RADICE - INVENTARIO sezione delle opere astratte esposte da Fontana, Licini, Trampolini, Rho, Soldati ed altri. Nel 1938 partecipa alla fondazione del gruppo e dell’omonima rivista “Valori primordiali” (a Milano e a Roma). Tra il 1939 e il 1943 lavora alacremente a indagini3 e progetti per chiese moderne e funzionali, ma l’imponente progetto si interrompe per la morte del Cattaneo. Negli anni ’40 è ospite quasi fisso alla Biennale internazionale di Venezia e collabora alla fondazione del M.A.C. (Movimento Arte Concreta). Nel frattempo si cimenta anche nell’attività di critico d’arte per alcuni quotidiani e tiene lezioni private di disegno. Dal 1951 inizia una fitta partecipazione alla Triennale internazionale di Milano, con l’allestimento di una mostra commemorativa dedicata a Giuseppe Terragni, Carlo Giolli, E. Persico e Giuseppe Pagano. Dal 1955 entra a far parte del Centro studi della stessa Triennale di Milano, mentre la sua fama comincia a crescere fino alla svolta del 1958, quando gli viene accordato l’allestimento di una sala personale alla XXIX Biennale di Venezia e ottiene il Premio Einaudi. Negli anni ’60 e ’70 tiene numerosissime mostre presso le più importanti gallerie d’arte italiane, realizza bassorilievi, affreschi e vetrate per numerose chiese, partecipa ad altrettanto numerose esposizioni d’arte italiana all’estero e tiene diversi interventi e cicli di lezioni presso convegni, circoli culturali e accademie, oltre che curare e promuovere mostre di giovani artisti lombardi e non solo. All’attività artistica affianca quella di membro del Centro italiano di difesa sociale di Milano, del Lions Club di Como e della Fondazione Durini di Milano4 . Continua inoltre la sua attività di critico d’arte presso il quotidiano comasco “La Provincia” fino all’anno precedente la sua morte, avvenuta a Como il 25 luglio 1987.
Gabrio Maria Figini
Link:
http://www.comune.como.it/export/sites/default/it/servizi/cultura/ricerche-storiche-e-artistiche/i-fondi-archivistici/gli-istituti-conservatori/archivio-storico-del-comune-di-como/inventari-fondi-storici/inventari-fondi-storici-file/Fondo_Radice_-_Inventario.pdf