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ROMA - «Sì, Asia mi ha violentato, è stato un rapporto completo». Jimmy Bennett, l'attore e musicista rock californiano che ha accusato Asia Argento di aver abusato di lui quando era minorenne, rompe un lungo silenzio questa sera in tv, ospite in esclusiva mondiale di Massimo Giletti a Non è L'Arena, su La7. Dove ribadisce la sua versione dei fatti, risalenti a cinque anni fa, e torna a puntare il dito contro l'attrice e regista italiana, uno dei simboli del movimento #MeToo. «Asia? Per me è uguale a Weinstein».
Jeans, camicia bianca e giacca blu, caschetto platinato e sguardo un po' perso, Bennett, che oggi ha 22 anni, è seduto accanto al suo legale Gordon Sattro. Non si sottrae alle domande di Giletti, ripercorrendo nei dettagli quell'incontro con la Argento, al Ritz Carlton di Marina del Rey in California («ha appoggiato le mani sul mio corpo in modalità diverse e poi mi ha spinto sul letto e mi ha slacciato la cintura e i pantaloni») e rivendicando il diritto a togliere «il velo sull'ipocrisia di Asia». «C'è una perfetta corrispondenza tra lo schema Asia e lo schema Weinstein.- dice- Anche Asia ha abusato del proprio potere. Mi ha incontrato in un hotel per dimostrarlo e io avevo 17 anni e non mi sarei mai aspettato una cosa del genere».
I due avevano recitato insieme nel 2004, nel film della Argento "Ingannevole è il cuore più di ogni altra cosa", in cui Bennett era il figlio di Asia. «La chiamavo mamma». «Sul set - racconta Bennett - Asia era come una seconda madre, questo è il sentimento che ci ha legato dal primo giorno. Il nostro rapporto è sempre stato molto ravvicinato. Il legame tra me e lei era speciale. Asia era molto concentrata sul film e voleva incarnare il rapporto madre e figlio in modo che fosse più realistico possibile, ma sembrava andasse oltre l'aspetto professionale». Da allora, spiega, non l'aveva più vista. Poi «è stata Asia, nel 2013, a propormi l'incontro via Twitter e con mail private abbiamo stabilito di incontrarci. Non ero sorpreso, sapevo che prima o poi ci saremmo incontrati ed ero contento di vederla. Mi parlava di un film italiano al quale lei voleva che partecipassi. Ricordo però che mi sentivo un po' strano. Asia continuava a inviarmi foto e bigliettini che scriveva nella sua stanza di hotel».
Il caso - che ha fatto il giro del mondo dividendo l'opinione pubblica - è esploso quest'estate quando il New York Times ha rivelato che Asia Argento aveva accettato di sborsare 380 mila dollari all'ex attore bambino Bennett. L'attrice e regista ha spiegato che a decidere di pagare era stato il suo compagno, lo chef Anthony Bourdain (che a giugno scorso si è tolto la vita) per proteggere la sua privacy, smentendo però di aver avuto rapporti sessuali con il giovane.
Tra rivelazioni, video, selfie spuntati nel frattempo, la vicenda si è trascinata a colpi di prese di prese di posizione dei legali e accuse incrociate, creando tensioni nel movimento #MeToo. E pesando anche sul ruolo dell'attrice nella giuria di X Factor: pur sedendo al suo posto nella fase delle audizioni (già registrate), Asia sarà esclusa dai live per la decisione presa di comune accordo con Sky.
Tutto lascia presagire che la vicenda non sia finita qui. Giletti ha invitato anche la Argento, perché possa dire la sua. «Asia è stata invitata e forse verrà. Aspetta di guardare l'intervista...», ribadisce oggi su Twitter il direttore di La7 Andrea Salerno.