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Grane giudiziarie per il nuovo presidente della direzione di UBS Ralph Hamers, chiamato a rispondere di quanto fatto presso il suo precedente datore di lavoro, il colosso bancario olandese ING, in materia di mancata osservanza delle regole sul riciclaggio.
Il tribunale d'appello dell'Aia ha ordinato alla procura competente di indagare sul ruolo avuto dal manager (allora Ceo di ING) nella vicenda, ha indicato oggi l'istituto elvetico. Nel 2018 ING si è vista costretta a pagare 775 milioni di euro per lacune in materia di lotta al riciclaggio. Si era trattato della sanzione più alta della storia olandese nel campo in questione.
I procuratori avevano accusato la banca di non essersi accorta del passaggio di denaro sporco e di altri reati che avvenivano attraverso i conti dei suoi clienti. Il procedimento era stato chiuso con un accordo, ma un gruppo di investitori, scontenti della decisione, hanno portato la giustizia a tornare a occuparsi del caso.
"Il tribunale ritiene importante che nei procedimenti penali pubblici venga confermato il principio secondo cui i dirigenti di una banca non restino impuniti, se sono effettivamente responsabili di comportamenti proibiti", afferma la corte, che ha peraltro confermato nel merito l'intesa fra stato e ING.
In un comunicato la maggiore banca olandese - che fa parte dei 30 istituti di importanza sistemica secondo il Financial Stability Board e figura al 29esimo posto assoluto mondiale in base alla somma di bilancio, ancora prima di UBS (33esima) - afferma di deplorare il procedimento nei confronti dell'ex numero uno. Secondo il gruppo non sussiste alcun motivo per perseguire dipendenti o ex dipendenti dell'impresa.
Da parte sua UBS fa sapere di avere "piena fiducia" nella capacità di Ralph Hamers di guidare la banca. Nell'ambito dell'esame della candidatura del manager subentrato il primo novembre a Sergio Ermotti il passato del dirigente è stato analizzato in dettaglio, sottolinea la società. La verifica ha affrontato anche il ruolo del Ceo nella vicenda di riciclaggio di ING. "Siamo stati pienamente soddisfatti dei risultati di queste valutazioni indipendenti e della valutazione di allora del procuratore olandese", afferma il presidente del consiglio di amministrazione Axel Weber, citato in un comunicato.
La vicenda era nota in Svizzera anche all'Autorità di vigilanza sui mercati finanziari. "La Finma ha ovviamente indagato sul caso e lo ha trattato nel contesto del processo di nomina e dell'esame delle garanzie", affermano i funzionari bernesi in una presa di posizione. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l'apertura dell'indagine olandese non mette in discussione il giudizio iniziale, precisa l'organo di sorveglianza.
In Olanda Hamers (per 29 anni presso ING, dal 2013 al 2020 come Ceo) aveva fatto parlare molto di sé anche per il suo tentativo, non riuscito, di aumentarsi fortemente lo stipendio, a livelli comunque molto inferiori a quelli praticati dalle banche elvetiche: la richiesta aveva scatenato un putiferio politico e il consiglio di amministrazione l'aveva respinta. Nel frattempo il dirigente 54enne ha preso il posto di Ermotti quale Ceo di UBS, uno dei posti in assoluto più pagati in Europa.