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Davanti a Cristoforo Piscario, dottore in entrambi i diritti, podestà della comunità di Locarno e Ascona, su richiesta di Tommaso del fu Alberto «Merchadini» di Intragna erede di Domenico «Merchadini», compaiono le sorelle Giacoma e Margherita, figlie del fu Zane ed eredi di Fiorino «Alegri» di Bordei di Centovalli, in seguito alla citazione del 12 novembre 1464, relativa ai canoni scaduti da tre anni, gravanti su un corte prativo con casa e cancello nel territorio di Pedemonte «in Horo Vacharezio», locato dal defunto Domenico «Merchadini» di Intragna a Guglielmo del fu Fiorino «Alegri» di Bordei di Centovalli al canone annuo di 40 soldi di denari nuovi, come contenuto in una locazione del 15 giugno 1396. Le dette sorelle, davanti al podestà di Locarno, avevano dichiarato di aver rinunciato a detta locazione, come contenuto in uno strumento di rinuncia. Ora le sorelle Giacoma e Margherita rinunciano nelle mani di detto Tommaso e dell'abiatico Giovanni del fu Laffranco «olim Martini de Frascho de Verzascha» abitante a Intragna, agente a nome proprio e dei fratelli Martinolo, Alberto e Giacomo, ad ogni pretesa nei confronti della metà del canone di 40 soldi di denari nuovi. Tommaso e Giovanni dichiarano di avere ricevuto dalle dette sorelle 3 lire di denari nuovi a completa soluzione dei fitti scaduti.
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