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BERNA - La Federazione svizzera dei pensionati (FSP) si aggiunge oggi alle sempre più diffuse voci critiche nei confronti del semiconfinamento che la Confederazione raccomanda a tutti gli over 65, senza tenere conto delle diverse condizioni sanitarie degli anziani, per contrastare la diffusione del coronavirus e limitare penuria di cure negli ospedali.
«Si potrebbe pensare che superare il limite di età di 64 o 65 anni nuoccia automaticamente alla salute» dichiara il presidente della FSP Michel Pillonel, citato in un comunicato diramato oggi. Tuttavia, ci sono grandi differenze tra gli 1,6 milioni di persone di età superiore ai 65 anni in Svizzera. Molti anziani sono ancora in buona salute.
L'organizzazione ricorda anche il notevole contributo dato dagli anziani nelle famiglie e nelle associazioni, ad esempio nella cura dei bambini o nel volontariato a beneficio della collettività. Anche l'economia soffre dell'assenza dei pensionati, che sono spesso frequentatori di ristoranti e trascorrono frequentemente le vacanze in Svizzera, indica la nota.
Allentamenti in vista - Il delegato dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per il Covid-19, Daniel Koch, ieri ha indicato che, soprattutto per le persone anziane nelle case di riposo, le restrizioni sono durate a lungo e comportano serie difficoltà. L'UFSP sta riflettendo ad allentamenti alle misure sanitarie per i gruppi a rischio, specialmente le persone anziane.
Koch ha fatto notare che la Confederazione ha deliberatamente scelto la via delle raccomandazioni e non dei divieti, appellandosi alla responsabilità individuale. Le persone anziane non dovrebbero quindi essere discriminate a causa del loro comportamento.
La FSP, fondata nel 1983 a Lugano, riunisce otto federazioni cantonali, organizzazioni e associazioni di anziani e pensionati e conta circa 31'000 membri, si legge sul suo sito.