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In tempo di pace le regioni turistiche devono essere protette dal rumore degli aerei militari. È quanto chiede un'iniziativa popolare lanciata dall'ambientalista Franz Weber.
La proposta è avversata dal governo e dal parlamento. Lo schieramento rosso-verde la sostiene, ma a sinistra molti avrebbero visto di buon occhio un controprogetto che stabilisse norme più severe per l'inquinamento fonico causato dai velivoli militari .
L'aviazione militare ha il compito di difendere lo spazio aereo svizzero. Ma gli aerei da combattimento sono rumorosissimi. E in tempo di pace suscitano talvolta malcontento fra la popolazione che vive vicino agli aeroporti militari.
In effetti, l'iniziativa popolare «Contro il rumore dei velivoli da combattimento nelle regioni turistiche» trae origine dalle discussioni sorte a proposito dell'inquinamento fonico nella regione dell'aerodromo militare di Meiringen, nell'Oberland bernese.
Nelle regioni coinvolte il problema si è aggravato negli ultimi anni, poiché i voli militari si concentrano ormai in soli tre aerodromi: Meiringen, Payerne (canton Vaud) e Sion (Vallese).
L'iniziativa di Franz Weber
Pur trattandosi di regioni che tradizionalmente sostengono l'esercito, l'esasperazione ha raggiunto in alcuni casi livelli tali da far temere azioni di protesta contro gli aeroporti militari.
Il noto ambientalista Franz Weber, che negli scorsi anni aveva contribuito al salvataggio di un grande albergo nell'Oberland bernese, si è fatto interprete di questo malcontento. Lanciata nel 2004, l'iniziativa promossa dalla fondazione «Helvetia Nostra», che fa capo a Weber, ha raccolto 113'049 firme valide.
La proposta non ha però convinto il parlamento. Seguendo la raccomandazione del governo, il Consiglio nazionale ha respinto l'iniziativa con 114 voti contro 51, il Consiglio degli Stati con 28 voti contro 6. La maggioranza di centro-destra ha votato compatta contro l'iniziativa, sostenuta solo dalla sinistra e dagli ecologisti.
Sul rumore non c'è dubbio
Nessuno, durante il dibattito nelle camere, ha messo davvero in discussione il fatto che il rumore degli aerei da combattimento, ed in particolare dei velivoli più moderni in dotazione all'esercito (gli F/A 18), siano una fonte di inquinamento acustico.
Molti hanno anche ricordato che un numero crescente di aerei usa il sistema della post-combustione al momento del decollo, per aumentare la spinta dei reattori. Un sistema che contribuisce ad aumentare il rumore.
La maggioranza ha però ritenuto che questo sia il prezzo da pagare per garantire la protezione dello spazio aereo elvetico. Il testo dell'iniziativa, che esclude i voli militari da tutte le regioni turistiche, senza ulteriori specificazioni, rischierebbe di impedire completamente le esercitazioni con i velivoli da combattimento.
«È una decisione di principio: vogliamo un esercito, sì o no? Vogliamo che la Svizzera possa difendersi, vogliamo una protezione aerea?», si chiede il consigliere nazionale del Partito liberale radicale Pierre Triponez.
Nessun controprogetto
A questa obiezione la sinistra risponde ponendo l'accento sui disagi subiti dalla popolazione. «Nelle regioni come il Vallese, dove il rumore oltretutto rimbomba fra le montagne, l'impatto è semplicemente insopportabile», rileva la deputata ecologista Francine John-Calame. «Oggi, non c'è da temere un attacco aereo contro la Svizzera. Ci si può dunque chiedere quale sia l'utilità di questi voli di addestramento».
La formulazione troppo vaga dell'iniziativa è stata però criticata anche da alcuni esponenti della sinistra, i quali avrebbero preferito ottenere dal governo un controprogetto indiretto. A loro avviso, il controprogetto avrebbe dovuto introdurre misure vincolanti per ridurre l'impatto del rumore aereo, per esempio attraverso interruzioni più lunghe dei voli nelle ore notturne e una sospensione dei voli durante alcuni mesi dell'anno.
Neppure su questo punto la sinistra è però riuscita a portare dalla sua parte la maggioranza borghese, che ha ritenuto sufficienti le promesse del ministro della difesa Samuel Schmid di cercare delle soluzioni concordate con le autorità locali per ridurre il più possibile l'impatto delle esercitazioni militari nelle zone interessate.
swissinfo, Andrea Tognina
Ridurre l'inquinamento fonico
L'esercito ha già preso alcune misure per limitare le conseguenze del rumore degli aerei da combattimento.
I voli sono generalmente limitati ai giorni lavorativi e non avvengono nei fine-settimana.
L'orario di volo normale va dalle 8.30 alle 12 e dalle 13.30 alle 17.
I voli notturni sono autorizzati fino alle 22. Possono aver luogo però solo d'inverno e non più di una volta la settimana.
Gli addestramenti particolarmente rumorosi vengono fatti all'estero.