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martedì 6 settembre 2016.

Premi casse malati pagati in eccesso
Pur respingendo i ricorsi, il TCA riconosce che la legge non rispetta la Costituzione
Ricordate l’intricata e assurda vicenda dei premi di cassa malati pagati in eccesso dagli assicurati di numerosi cantoni fra cui i ticinesi? Dopo anni di discussioni, la soluzione chiamava alla cassa anche gli assicurati dei cantoni… che avevano pagato troppo!
Per l’ACSI si trattava di una decisone incomprensibile. E’ evidente che gli assicuratori avrebbero dovuto prelevare il supplemento per finanziare il rimborso parziale dei premi solo dagli assicurati dei cantoni che hanno pagato premi inferiori al dovuto e non anche dagli assicurati che hanno pagato per anni premi eccessivi.
L’ACSI aveva quindi deciso di opporsi sostenendo 2 ricorrenti che intendevano contestare davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA) il supplemento mensile di fr. 2,75 richiesto per il 2016 dalle loro casse malati CPT e Avanex. Il TCA ha recentemente deciso di respingere i risorsi rilevando come il parlamento fosse consapevole che la legge approvata quasi all’unanimità “avrebbe comportato una violazione del principio di uguaglianza di trattamento fra gli assicurati” (art. 8 Costituzione federale) e poteva “contenere qualche aspetto arbitrario vietato dall’art. 9 della Costituzione federale”. Accertata questa consapevolezza il TCA, basandosi su una recente sentenza del Tribunale federale, afferma di non poter far altro che applicare le norme approvate dal legislativo federale, anche se contrarie alla Costituzione.
In effetti nel nostro paese non esiste una Corte costituzionale con la competenza di cassare una legge perché inconstituzionale. Secondo l’ACSI ciò dovrebbe portare i parlamentari federali a mostrare maggior senso di responsabilità evitando di confezionare e approvare leggi assurde e inique come quella sulla restituzione dei premi pagati in eccesso!
All’ACSI resta la – magra - consolazione di leggere che il Tribunale cantonale delle assicurazioni non rileva da parte dell’assicurata ricorrente “né temerarietà né leggerezza… in quanto ha invocato la violazione dei suoi diritti costituzionali fondamentali, ciò che era legittimata a fare ancorché al TCA non sia possibile correggere tali violazioni”.