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L’accordo bilaterale tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul trasporto aereo è entrato in vigore nel 2002. Con esso le compagnie elvetiche hanno ottenuto il diritto di effettuare dei voli tra la Svizzera e qualsiasi punto dell’Unione europea e di offrire collegamenti tra i Paesi europei. I voli all’interno di un Paese UE (ad esempio, sulla tratta Francoforte-Berlino), detti anche voli di cabotaggio, oggi non sono consentiti. Una clausola dell’accordo bilaterale prevede che, cinque anni dopo la sua entrata in vigore, le parti contraenti possano aprire negoziati per estenderne la portata, fino a includervi il diritto di cabotaggio.
Dopo che, dal 2007, la Svizzera aveva avanzato più volte la richiesta di avviare dei negoziati, nella primavera del 2011 il Consiglio dei Ministri dei Trasporti dell’UE ha attribuito il corrispondente mandato alla Commissione europea. Nel frattempo, da uno studio effettuato su domanda dell’UE è emerso che il diritto di cabotaggio avrebbe, prevedibilmente, scarse ripercussioni sul traffico di linea e costituirebbe un vantaggio soprattutto per l’aviazione d’affari.
Oggi, il Consiglio federale ha approvato un disegno di mandato per i negoziati sul diritto di cabotaggio con l’UE. Il mandato dipende dai risultati della consultazione presso i Cantoni e le Commissioni dei trasporti e di politica estera del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. L’avvio dei negoziati è previsto per la seconda metà dell’anno.
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Daniel Göring, portavoce UFAC, DATEC
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