Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/22786

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1</p><p>Secondo il piano d'azione per uno sviluppo sostenibile del 1997, il Consiglio federale intende prendere maggiormente in considerazione, in tutti i campi in cui interviene, le esigenze di una politica in grado di affrontare con successo il futuro sul piano ecologico, economico e sociale. Siccome in molti casi i provvedimenti politici nazionali si dimostrano insufficienti per far fronte alle importanti sfide della protezione dell'ambiente, occorre rafforzare la collaborazione internazionale. Il Consiglio federale ritiene che la definizione e l'applicazione di norme internazionali in campo ambientale sia compito delle convenzioni o dei programmi internazionali sull'ambiente. Esso si adopera parimenti affinché nell'elaborazione delle regole commerciali internazionali vengano presi maggiormente in considerazione gli aspetti ambientali ed affinché la liberalizzazione del commercio favorisca lo sviluppo sostenibile. Il Consiglio federale intende garantire la sostenibilità e la compatibilità delle regole internazionali sul commercio con le convenzioni sull'ambiente. Esso si sforza, per esempio, di promuovere la compatibilità fra le regole internazionali sul commercio e un'agricoltura sostenibile affinché il ruolo multifunzionale dell'agricoltura venga meglio ancorato negli accordi internazionali. Una coerenza ottimale delle politiche che interferiscono con il commercio delle merci e dei servizi serve senza alcun dubbio gli interessi dell'OMC. L'obiettivo fondamentale dell'OMC è quello di garantire il benessere. Nel preambolo dell'accordo che l'istituisce viene precisato che questo deve avvenire in sintonia con l'obiettivo di uno sviluppo sostenibile. Sebbene il tema dell'ambiente non fosse iscritto nel programma dell'Uruguay Round (UR), alcuni aspetti ecologici sono già integrati in diversi accordi dell'UR, quali per esempio quelli sull'agricoltura, sulle sovvenzioni o sui servizi; anche il GATT 94 prevede all'articolo XX delle disposizioni speciali per motivi, fra l'altro, di carattere ecologico. Gli accordi OMC riconoscono agli Stati contraenti un ampio margine di manovra nell'elaborazione della loro politica ambientale. A tutela dell'ambiente, essi possono introdurre tasse d'incentivazione e altri provvedimenti fiscali nonché prescrizioni sulla produzione e sui prodotti o divieti di produzione e commercializzazione per determinate merci che recano pregiudizio all'ambiente. Per quanto concerne questi provvedimenti occorre fare in modo che essi rispettino il principio della non discriminazione e della proporzionalità. In altri termini, questi provvedimenti devono servire alla protezione dell'ambiente e non alla tutela degli interessi dei produttori nazionali. Una rafforzata collaborazione fra i due settori politici deve consentire di prevenire conflitti fra le varie forme di cooperazione internazionale nonché di gestire le componenti ecologiche e sociali della globalizzazione. </p><p>Ad 2</p><p>Dopo la conclusione dell'UR a Marrakesch, i lavori inerenti ai punti di contatto fra il commercio e l'ambiente sono diventati parte integrante dell'OMC. Nel 1995 venne creato il comitato permanente commercio-ambiente che concordò un programma con dieci temi di discussione i quali coprono un ampio spettro di questioni che meritano di essere esaminate. Il compito del comitato non è quello di negoziare, bensì di dare un'interpretazione comune a nozioni sovente complesse. Ultimamente, queste discussioni non hanno praticamente prodotto risultati concreti: i lavori si sono concentrati piuttosto su scambi di vedute nell'intento di accrescere la comprensione reciproca e di giungere quindi a un consenso sullo sviluppo del sistema del commercio multilaterale. Al centro dell'interesse si collocava il tema della relazione tra l'OMC e gli accordi multilaterali sull'ambiente; sono state inoltre trattate questioni relative alle conseguenze delle misure ambientali sull'accesso ai mercati (in particolare per i Paesi in sviluppo), il rapporto tra il sistema commerciale e le tasse ecologiche nonché la questione dei metodi di produzione e dei label, in collaborazione, in parte, con altri comitati, come per esempio quello sugli ostacoli tecnici al commercio.</p><p>Anche in seno all'organo di composizione delle controversie dell'OMC si risolvono controversie commerciali che riguardano aspetti ambientali. Le note decisioni, come per esempio quella relativa alla qualità della benzina o quella concernente i gamberetti e le tartarughe marine fanno giurisprudenza e fissano i limiti delle regole commerciali. </p><p>L'OMC organizza infine, ad intervalli regolari, forum di discussione per un pubblico più ampio. Nel marzo 1999, per esempio, avrà luogo un simposio sul commercio e l'ambiente. Lo scambio di opinioni che ci sarà fra alti funzionari, organizzazioni non governative, cerchie del settore privato e del mondo accademico potrebbe fornire importanti segnali per i lavori futuri e per i negoziati imminenti. </p><p>Ad 3</p><p>Diversi uffici federali hanno collaborato strettamente per garantire la partecipazione attiva della Svizzera ai lavori del comitato commercio-ambiente. Il nostro Paese ha dedicato particolare attenzione alla questione della coerenza fra le regole dell'OMC e quelle delle convenzioni multilaterali sull'ambiente. Nel 1996, essa ha presentato una proposta che indica la via da seguire per evitare, da un lato, i conflitti grazie a un migliore coordinamento fra le varie organizzazioni e per istituire, dall'altro, una clausola di coerenza, limitando l'esame fatto dall'OMC all'effetto protezionistico delle misure ambientali, ad eccezione di un giudizio riguardo alla loro necessità dal profilo della politica dell'ambiente. La Svizzera ha sostenuto inoltre l'approfondimento dei lavori in materia di imposte ecologiche, di tasse d'incentivazione e di riforma fiscale ecologica. Per quanto riguarda l'aspetto dell'accesso ai mercati, il nostro Paese ha di volta in volta precisato che tale apertura doveva essere accompagnata da adeguate politiche ambientali, sotto forma di internalizzazione dei costi ambientali affinché, gli effetti positivi di una liberalizzazione prevalgano chiaramente su quelli negativi. Inoltre, nell'ambito dei dibattiti sull'agricoltura, essa ha ripetutamente sottolineato che le questioni non attinenti al commercio, fra le quali vanno annoverati gli aspetti ambientali quale parte del carattere multifunzionale dell'agricoltura, rivestono un'importanza centrale.</p><p>Ad 4</p><p>Il tema commercio-ambiente costituisce l'oggetto di un contraddittorio sulla scena internazionale. Mentre alcuni vi vedono un complemento utile al sistema, in grado di ridurre gli effetti nocivi sull'ambiente e di migliorare la sostenibilità dello sviluppo, altri temono che le disposizioni ambientali incluse nelle regole dell'OMC vengano utilizzate in modo sleale, vale a dire a scopi protezionistici. In questo contesto, il Consiglio federale intende rafforzare, in seno ai vari consessi, la collaborazione della Svizzera con i Paesi con i quali vi è unanimità d'intenti affinché sia possibile trovare soluzioni pratiche che consentano di prendere meglio in considerazione gli aspetti ambientali del sistema commerciale. A tale proposito, assume notevole importanza l'applicazione sistematica del principio della causalità e della sostenibilità quali criteri fondamentali dei processi economici. La Svizzera farà tutto il possibile affinché gli aspetti ambientali siano integrati, in forma adeguata, nel mandato dei prossimi negoziati, che dovrà essere approvato in blocco, nella procedura consensuale, da tutti i membri OMC.</p>  Risposta del Consiglio federale.