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BELLINZONA - Continua l'ormai antica vicenda riguardante la variante di Piano regolatore di via Tatti. Il Municipio di Bellinzona, in occasione della prima seduta dell'anno, comunica la decisione di presentare ricorso al Tribunale Cantonale amministrativo (Tram) contro la decisione del Consiglio di Stato di negare l'approvazione della variante di Piano regolatore di via Tatti, adottata dal Consiglio comunale il 14 ottobre 2013 e approvata in votazione popolare nel mese di febbraio del 2014.
Secondo l'esecutivo bellinzonese la decisione del Governo cantonale "da un lato appare contraddittoria rispetto a quanto concordato con la stessa autorità cantonale, dall'altro blocca lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro in una zona centrale dell'agglomerato urbano, già oggi densamente popolata ed edificata".
"Tra le motivazioni addotte dal Consiglio di Stato - si legge nella nota - si ritiene in contrasto con la realtà quella secondo cui i sedimi oggetto della variante, adiacenti a via Tatti (uno dei principali assi stradali di penetrazione nel centro cittadino), contorniati da terreni edificabili o già costruiti e loro stessi in una certa misura già edificati, sarebbero posti «in una posizione periferica rispetto al comparto insediato e non direttamente connessa ad esso»".
"Se ciò poteva eventualmente essere il caso per il sedime prossimo alla golena - osserva il Municipio bellinzonese - su cui in passato era stata immaginata la costruzione di un nuovo stadio di calcio, mappale poi – correttamente anche secondo questo Municipio – non più considerato nella variante in oggetto, si ritiene invece non valere per quei terreni all’interno del perimetro edificabile della città che, una volta completate le costruzioni già oggi permesse, ne saranno completamente contorniati, risultando insostenibile una loro attribuzione alla zona agricola come il Governo cantonale implicitamente conclude si
dovrebbe fare".
Il Municipio, attraverso la nota diramata venerdì pomeriggio, "ha deciso di manifestare la propria preoccupazione per quello che considera un precedente allarmante nelle modalità di gestione delle complesse procedure pianificatorie: la modifica legislativa a livello federale ora invocata dal Governo a sostegno della propria decisione negativa era nota almeno dal 2011, da addirittura prima, cioè, che fosse stipulata una convenzione con la Città che le imponeva come pianificare quei sedimi, rispettivamente da prima che la variante di Piano regolatore fosse inserita nel Programma d’agglomerato del Bellinzonese (ripreso poi nel corso del 2014 anche nel Piano direttore cantonale)".
Variante infine sottoposta tramite referendum anche al giudizio della popolazione, la cui decisione positiva viene ora annullata dal provvedimento governativo.