Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01176.jsonl.gz/603

Il provvedimento è stato preso dopo la comparsa di un focolaio in un'azienda di Seuzach (ZH)
BERNA - Un focolaio d'influenza aviaria scoperto in un allevamento di Seuzach: è questo che ha convinto l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) a diramare un ordine (già partito) di misure di protezione in tutta la Svizzera.
Le prescrizioni - L’obiettivo è evitare il contatto tra uccelli selvatici e pollame domestico. Per garantire che questo non accada, dall'USAV sono partite le prescrizioni per tutti gli avicoltori svizzeri, che dovranno limitare l’uscita del pollame da cortile a un’area protetta dagli uccelli selvatici, evitando che si abbeverino nei bacini d’acqua presenti negli allevamenti: le "oasi" dovranno essere eventualmente protette con recinzioni o reti a maglie strette.
Gli allevatori dovranno poi tenere i polli separati da oche e anatre e impedire che il virus entri attraverso le persone nelle aziende detentrici: «pertanto - scrive l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria - si dovrà limitare l’accesso agli animali allo stretto necessario e allestire una stazione igienizzante, indossando scarpe e vestiti puliti e lavando e disinfettando le mani prima di entrare nel pollaio».
Vietati i mercati e le esposizioni di pollame - Con i provvedimenti appena entrati in vigore saranno vietati «i mercati e le esposizioni di pollame». Queste misure si applicano «sia alle aziende detentrici di animali da reddito sia agli allevamenti amatoriali almeno fino al 15 febbraio 2023».
Da qualche tempo, il virus dell’influenza aviaria avanza in gran parte d’Europa: ciò aumenta il rischio che gli uccelli selvatici introducano l’epizoozia - in veterinaria la diffusione di una malattia infettiva, in un territorio più o meno esteso, a un gran numero di animali della stessa specie o di specie diverse, ed eventualmente anche all’uomo (come nel caso della brucellosi) -.
Seimila casi d'influenza aviaria in Europa e per la prima volta colpiti anche gli uccelli selvatici - Negli ultimi due anni, in Europa si sono verificati più di 6000 casi d'influenza aviaria negli uccelli selvatici; nel 2022, per la prima volta anche in estate, sono state colpite diverse centinaia di uccelli selvatici.
Rischio alto in Svizzera - Il virus ha mutato le sue caratteristiche e colpisce un numero sempre maggiore di specie di pollame e di uccelli. «Questo aumenta anche il rischio che gli uccelli selvatici introducano il virus nel Paese e il pericolo non è più limitato alle zone intorno agli insiemi di acque. Il rischio è particolarmente elevato in questo momento poiché gli uccelli migratori provenienti dall’Europa nordorientale arrivano nel nostro Paese per svernare» spiega l'USAV.
La malattia si trasmette raramente all'uomo - Che aggiunge: «secondo le attuali conoscenze, il ceppo del virus H5N1 attualmente in circolazione è trasmissibile all’essere umano solo in casi estremamente rari e solo in caso di contatto molto stretto. Prodotti a base di pollame, come carne di pollo e uova, possono essere consumati senza timore».
Non toccare uccelli selvatici morti - In generale, ricorda l'USAV - «gli uccelli selvatici trovati morti non devono essere toccati per motivi di sicurezza e devono essere segnalati al guardiacaccia, alla polizia o al servizio veterinario».