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Nel 2021 la consigliera degli stati Céline Vara (Verdi) ha depositato una mozione che chiedeva al Consiglio federale di fissare in un‘ordinanza dei limiti giuridicamente vincolanti per limitare l‘inquinamento luminoso. Nello stesso anno il consigliere nazionale Christoph Clivaz (Verdi) chiedeva il divieto dell‘illuminazione notturna delle vetrine degli esercizi commerciali e delle insegne pubblicitarie. La nostra associazione ha sostenuto le due mozioni che sono però state entrambe rigettate, con nostro grande dispiacere.
La politica dello struzzo
Nel caso della mozione di Céline Vara, la commissione dell‘ambiente incaricata di esaminarla ha giustificato il rifiuto di fissare dei limiti affermando che le conoscenze attuali non sono sufficienti. È triste che i rappresentanti del popolo giustifichino la loro mancanza d‘azione facendo leva sull‘assenza di certezze scientifiche. Tanto più che l‘inquinamento luminoso in Svizzera è in continuo aumento e che i suoi effetti negativi sono ben noti. Inoltre molti paesi hanno già previsto nelle loro legislazioni dei limiti per le emissioni di luce, per esempio degli orari di spegnimento. In Francia le pubblicità luminose devono essere spente di notte, tra la una e le sei del mattino.
Inoltre, in base al principio di precauzione (Costituzione svizzera art. 74, cpv.2, Legge sulla protezione dell‘ambiente art. 1 cpv.2) il governo deve prendere delle misure anche quando le prove scientifiche non sono assolute.
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Déborah Sangsue