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La prima retrospettiva sull'artista svizzero Alberto Giacometti nella metropoli americana ha ottenuto un notevole successo di pubblico.
L'esposizione è la prima nella Grande mela dalla morte dell'artista nel 1966. Inaugurata al Museo d'arte moderna un mese esatto dopo gli attentati dell'11 settembre, ha chiuso i battenti martedì. L'appuntamento ha rappresentato un omaggio al centenario della nascita di Giacometti.
Stando alle valutazioni di Richard Turnbull, professore del museo, l'interesse suscitato dalla mostra si è rivelato "fenomenale", sia per quanto concerne l'artista e la sua vita che le sue opere. "Nel corso di tutta la durata dell'esposizione abbiamo avuto a che fare con un'inattesa quantità di visitatori" ha dichiarato.
La mostra, grazie alla quali molti amanti dell'arte hanno avuto la possibilità di scoprire o riscoprire le opere del più famoso scultore svizzero, ha coperto la sua intera carriera, dal 1919 al 1965.
Uno dei quadri più significativi esposti a New York è stato il suo autoritratto del 1921. Il dipinto è il risultato delle tecniche che Alberto Giacometti apprese da suo padre Giovanni, un post-impressionista.
Figure allungate
A Manhattan sono state esposte quasi 200 opere tra le quali le famose figure umane allungate, molti quadri, disegni e più rari lavori in terracotta, legno e gesso. Molte dei pezzi esposti si sono rivelati molto popolari tra i visitatori, segnala Richard Turnburn.
Strutturata in maniera cronologica, l'esposizione iniziava con i primi lavori dell'artista nel suo villaggio natale di Stampa, per poi comprendere le fasi nelle quali Giacometti si trasferì a Parigi, che diventò la sua seconda casa fino alla sua morte nel 1966.
swissinfo