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Il commercio di foto o film che mostrano bambini nudi dovrebbe essere punito in futuro anche in Svizzera. È quanto auspica una mozione di Natalie Rickli (UDC/ZH) che il Consiglio federale si dice disposto ad accogliere.
Nel motivare la propria richiesta, Rickli fa stato di una lacuna a livello giuridico che permette il commercio di foto o video con bimbi nudi se non sono mostrate le loro parti intime o in pose equivoche.
Nell'ambito di un'operazione organizzata dalla polizia canadese, scrive la consigliera nazionale, è stata smantellata una rete internazionale di pornografia infantile, sfociata nell'arresto di 341 persone. Al centro della rete vi era la società Internet Azov Films, presso la quale 154 persone domiciliate in Svizzera avevano ordinato 306 film che mostravano bambini nudi. Dal momento che il materiale non presentava contenuti vietati in Svizzera, simili informazioni non sono state "trasmesse alle autorità penali cantonali, e le persone non sono state controllate".
Secondo l'autrice della mozione, i pedofili sfruttano questa zona grigia "dal momento che nel nostro paese le immagini che non mostrano esplicitamente organi sessuali o bambini in pose sessuali non sono considerate pedopornografiche". Tale lacuna a livello legislativo va colmata, secondo la Rickli, facendo attenzione tuttavia a non criminalizzare anche le immagini degli album di famiglia.
SDA-ATS