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Sears getta la spugna e fa ricorso alla bancarotta dopo anni di perdite, che sono costati oltre 200.000 posti di lavoro e 30 miliardi di dollari di ricchezza persa per i suoi azionisti.
Icona americana per gran parte del 20mo secolo, Sears nei suoi 125 anni di storia è stata pioniera lanciando marchi ancora oggi protagonisti del mercato e portando i cataloghi dei suoi prodotti nelle case americane. Dopo la Seconda Guerra Mondiale ha aperto la strada al boom dei centri commerciali, è stata la prima catena a introdurre parcheggi nei suoi punti vendite e la prima a restare aperta la domenica.
Le prime difficoltà di Sears sono emerse negli anni 1970 e 1980, con l'ascesa di Walmart e Costco dai quali non è riuscita a difendersi. Poi è arrivata la rivoluzione Amazon, che l'ha messa in ginocchio. Eppure alle origini, nel 1880, Sears era un'iniziale versione di Amazon: vendeva tutto a tutti tramite i suoi cataloghi recapitati nelle case di tutti gli americani. Veri e propri libri da 1.000 pagine in sui si poteva trovare realmente tutto, anche l'oppio e la cocaina per un determinato periodo. Ora però Amazon appare un miraggio, così come competere con la più reale Walmart.
I dipendenti della società ora attendono il loro destino e molti guardano a Lampert come ultima speranza: troverà una soluzione così come ha risolto le altre crisi, è la convinzione di molti. Ma è proprio su Lampert e la sua gestione che molti vedono uno dei problemi di Sears. ''Non è stata gestita per anni, è un peccato'', ha detto Trump andando ad aggiungersi al coro dei critici di Lampert. Parole che però non cambiano il risultato: Sears è in bancarotta e, se sarà liquidata, sparirà un pezzo della storia americana, aumentando il bilancio delle 'vittime eccellenti' del cambio delle abitudini dei consumatori americani e di Amazon.