Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01240.jsonl.gz/621

TEL AVIV - Per un Paese come Israele, che praticamente non ha valichi di terra transitabili con i suoi vicini, chiudere il suo principale aeroporto internazionale è come tagliare il cordone ombelicale con il resto del mondo. Eppure è proprio questo che lo Stato ebraico ha deciso di fare per fronteggiare le varianti mutate del nuovo coronavirus: «Sigillare ermeticamente» il Paese.
La proposta di chiudere l'Aeroporto Ben-Gurion da martedì fino a domenica 31 gennaio, fine del confinamento, è del primo ministro, Benjamin Netanyahu: «Dato l'aumento delle varianti, che sta determinando un tasso d'infezioni da record e verosimilmente più morti, ho detto "Prima di tutto chiudiamo"», ha dichiarato il premier come riporta Ynet News. «Non ci saranno voli commerciali, niente, salvo circostanze eccezionali», ha aggiunto: «Sigilliamo ermeticamente Israele».
L'estrema misura approvata dall'esecutivo è vista come un prendere tempo in attesa che ancora più persone siano vaccinate. Giunto alla percentuale record del 25% della popolazione che ha ricevuto almeno la prima iniezione del vaccino, il Paese di quasi 9 milioni di abitanti intende infatti immunizzare un altro milione di persone entro la fine del mese.