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Nel mese di giugno del 2014 i lavori dell'OCSE concernenti il nuovo standard globale per lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale saranno verosimilmente finalizzati. Il 6 maggio 2014 i ministri degli Stati membri dell'OCSE e di alcuni altri Paesi hanno pubblicato una dichiarazione che conferma questo obiettivo. Anche la Svizzera ha esplicitamente sostenuto questa dichiarazione. Il Consiglio dell'OCSE dovrebbe approvare il nuovo standard nel mese di luglio e gli Stati del G20 confermarlo nel prossimo mese di settembre.
Secondo il Consiglio federale è importante che le direttive che esso ha già deciso nel mese di giugno del 2013 siano contenute del nuovo standard. Di conseguenza deve esistere un unico standard globale, le informazioni scambiate devono servire soltanto allo scopo convenuto (principio di specialità), le informazioni vengono scambiate in modo reciproco, la protezione dei dati è garantita e anche gli aventi economicamente diritto di trust e di altre strutture finanziarie devono essere identificati. Esso ha inoltre stabilito che, laddove opportuno, le questioni concernenti la regolarizzazione del passato e dell'accesso ai mercati siano introdotte nei negoziati sullo scambio automatico di informazioni.
In generale con l'introduzione dello scambio automatico di informazioni viene costituito un Level Playing Field che migliora la reputazione della Svizzera e della sua piazza finanziaria in materia fiscale e dunque nel complesso la sua concorrenzialità.
Nella bozza del mandato il Consiglio federale propone le seguenti fasi per l'ulteriore modo di procedere:
- Con l'UE bisognerebbe discutere sull'introduzione dello scambio automatico di informazioni; di conseguenza i negoziati in corso sull'estensione dell‘Accordo sulla fiscalità del risparmio devono ricevere un nuovo orientamento.
- Con gli USA bisognerebbe negoziare, per quanto riguarda l'attuazione della normativa FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act), il passaggio dal modello 2 al modello 1. Con il nuovo accordo i dati tra le autorità competenti verrebbero scambiati automaticamente e in modo reciproco.
- Con altri Paesi scelti occorre esaminare l'eventualità di negoziati sullo scambio automatico di informazioni. In una prima fase bisognerebbe prendere in considerazione l'introduzione dello scambio automatico di informazioni nei confronti di Stati con i quali esistono strette relazioni economiche e politiche e che - ove opportuno - mettono a disposizione dei propri contribuenti una sufficiente possibilità di regolarizzazione e che a seguito del loro potenziale di mercato sono considerati importanti e promettenti per l'industria svizzera.
- L'introduzione dello scambio automatico di informazioni con l'estero dovrà avvenire tramite accordo bilaterale separato con gli Stati partner. Nel diritto interno sarebbe inoltre necessaria una legge di attuazione. Le attuali basi giuridiche escludono lo scambio automatico di informazioni.
Le autorità avvieranno i lavori necessari per l'introduzione coinvolgendo il settore finanziario. Nei prossimi mesi le bozze del Consiglio federale verranno discusse nelle commissioni competenti delle Camere federali e con i Cantoni. All'inizio dell'autunno i mandati dovrebbero essere adottati dal Consiglio federale in maniera definiva. I risultati dei negoziati e le concrete proposte di legge saranno presentate al Parlamento in un secondo tempo.
Indirizzo per domande:
Mario Tuor, capo Comunicazione, Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali SFI
tel. +41 31 322 46 16, <email-pii>