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Il caso portato fino dinnanzi alla Corte europea dei diritti umani non è l'unico in Svizzera. Anche in altre scuole svizzere, tra cui a Kreuzlingen, nel canton Turgovia, dei genitori musulmani vietano alle loro figlie di seguire corsi di nuoto. (SRF/swissinfo.ch)
Alcuni giorni fa, i giudici di Strasburgo hanno bocciato il ricorso di due genitori musulmani di Basilea, che nel 2008 avevano rifiutato di lasciar partecipare le figlie alle lezioni obbligatorie di nuoto miste impartite alle scuole elementari. La coppia aveva motivato il suo veto con la volontà di educare le figlie conformemente ai precetti del Corano.
In seguito a questo rifiuto, nel 2010 il Dipartimento dell’educazione del canton Basilea Città aveva inflitto ai due genitori, turchi naturalizzati svizzeri, multe per un valore complessivo di 1400 franchi. Sanzione confermata nel 2012 dal Tribunale federale, secondo cui l'obbligo di partecipare ai corsi di nuoto misti non costituisce una violazione inammissibile della libertà religiosa, nemmeno per i bambini di confessione musulmana.
Una visione condivisa dalla Corte europea dei diritti umani, per la quale le autorità basilesi non hanno violato la libertà di coscienza e di religione. Nella sentenza pubblicata martedì, la Cedu afferma che il margine di apprezzamento di cui godono le autorità cantonali consente di “far primeggiare l'obbligo per i bambini di seguire integralmente la scolarità e il successo della loro integrazione rispetto all'interesse privato dei genitori di vedere le loro figlie dispensate dai corsi di nuoto misti per motivi religiosi".