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La gestione del rischio di valanghe è stata iscritta giovedì nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'UNESCO. La candidatura era stata presentata nel marzo del 2017 dalla Svizzera e dall'Austria.
Nelle regioni alpine il rischio di slavine ha spinto la popolazione e gli specialisti a sviluppare numerose strategie: addestrare cani da valanga, tra cui i famosi San Bernardo, analizzare il manto nevoso, documentare le valanghe, proteggere le abitazioni, formare guide. Questo repertorio di conoscenze è costantemente aggiornato e permette di prevenire e proteggersi in caso di pericolo e di mettere in salvo eventuali vittime.
"L'iscrizione dimostra che la gestione dei pericoli naturali non solleva soltanto difficoltà tecniche, ma rappresenta anche una sfida culturale alla quale ogni società risponde con soluzioni proprie che vengono trasmesse alle generazioni future", si legge nel comunicato diffuso dall'Ufficio federale della cultura.
- RG 18.30 del 29.11.18 - La corrispondenza di Gabriele Fontana