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BERNA - L'anno scorso i trasporti pubblici in Svizzera sono stati coinvolti in 181 gravi incidenti - 14 in più del 2017 - nei quali 27 persone hanno perso la vita. Il bilancio delle vittime resta a un livello basso come nei precedenti quattro anni. Lo rileva l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) nel suo rapporto sulla sicurezza pubblicato oggi, nel quale sottolinea che viaggiare con i mezzi pubblici è molto sicuro.
Per la maggior parte delle 27 persone morte si tratta di utenti della strada che non avendo rispettato le norme della circolazione stradale sono stati investiti da treni, tram o autobus o di persone che si trovavano abusivamente sulla sede ferroviaria, precisa l'UFT. Solo il passeggero di un autobus è morto in seguito alle ferite riportate per una brusca frenata che il conducente del mezzo pubblico ha dovuto fare a causa di un comportamento inadeguato di un automobilista.
Stando a un'analisi dell'Ufficio federale di statistica (UST), considerati gli incidenti per persona-chilometro, il rischio d'infortunarsi per chi viaggia in treno è 36 volte inferiore rispetto a chi usa l'auto e 381 volte inferiore rispetto ai ciclisti. Anche gli impianti di risalita e la navigazione, come i tram e gli autobus sono risultati molto sicuri, sottolinea l'UFT.
Nel raffronto europeo la Svizzera occupa la terza posizione, dietro la Gran Bretagna e la Norvegia. Riguardo alla sicurezza sul lavoro dei dipendenti dei trasporti pubblici i risultati delle le Ferrovie federali svizzere (FFS) sono meno buoni. L’UFT ha perciò deciso di attivarsi e, già nel 2018, ha intensificato i controlli d'esercizio nella zona dei binari e li proseguirà pure nel 2019.
Anche la sicurezza nel traffico merci non è ancora soddisfacente. L’UFT seguirà attentamente gli sviluppi in questo settore e valuterà l'adozione di ulteriori misure.