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martedì 13 febbraio 2018.

Solo fumo negli occhi
di Mario Lechmann
L’Unione svizzera delle arti e mestieri ha abbozzato un’alternativa in caso di accettazione dell’iniziativa No Billag. Ma questa «alternativa» non sarebbe altro che fumo negli occhi. Il canone radiotelevisivo, che l’iniziativa No Billag intende abolire, secondo l’Unione svizzera delle arti e mestieri dovrebbe essere sostituito da sovvenzioni cantonali e federali alfine di garantire alle minoranze e alle regioni periferiche un’offerta di emittenti radiofoniche e televisive. L’Unione svizzera delle arti e mestieri lo fa pur ben sapendo che l’iniziativa vieta esplicitamente qualsiasi sostegno statale ai media. Questo fatto dimostra in modo lampante che la proposta dell’organizzazione mantello del commercio e dell’industria non è altro che una bolla di parole vuote volta a indurre gli aventi diritto di voto a votare sì. Altrettanto utopica è l’idea della stessa organizzazione secondo la quale le emittenti radiotelevisive pubbliche e private potrebbero incassare maggiori introiti attraverso la pubblicità. Proprio nella periferia, e anche il Cantone dei Grigioni è periferia, manca la forza economica per poter generare la pubblicità necessaria per garantire ai media introiti supplementari che permettessero a queste emittenti di continuare le loro attività senza i canoni radiotelevisivi. Ci si può chiedere inoltre se i telespettatori desiderano veramente maggiori interruzioni pubblicitarie? Per questo motivo, il 4 marzo esiste un’unica e franca alternativa: un chiaro NO all’iniziativa No Billag.
Mario Lechmann