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La legislazione sulla protezione delle acque ha lo scopo di proteggere le acque da impatti negativi e di mantenere l’inquinamento idrico il più basso possibile. Tuttavia, la normativa vigente non impedisce che gli organismi acquatici subiscano gravi pregiudizi da parte di pesticidi, prodotti farmaceutici o prodotti chimici industriali. L’attuale revisione dell’ordinanza sulla protezione delle acque prevede l’introduzione di nuovi valori limite differenziati che consentano di intervenire in modo mirato contro le sostanze più problematiche per gli organismi acquatici.
Perché revisionare l’ordinanza sulla protezione delle acque?
Questa revisione è necessaria per proteggere meglio gli organismi acquatici come i pesci, gli insetti o i gamberi di fiume, fiumi e laghi. I nuovi valori limite consentirebbero ai Cantoni di intervenire in modo mirato contro le sostanze più problematiche. Attualmente, un valore massimo uniforme di 0,1 microgrammi per litro si applica a tutti i pesticidi, indipendentemente dalla tossicità della sostanza. Lo stato attuale delle conoscenze consente di dimostrare con precisione a quali concentrazioni numerosi pesticidi hanno effetti nocivi su piante, animali e microrganismi. Il clorpirifos, ad esempio, un insetticida utilizzato in agricoltura, è molto più tossico per la vita acquatica che non il glifosate, il tanto citato diserbante. Per questo motivo, i valori limite per alcune sostanze devono essere significativamente ridotti rispetto a 0,1 µg/l, mentre per altre occorro invece aumentarli. Per alcuni tipi di sostanze, come i prodotti farmaceutici e i prodotti chimici industriali, la presente revisione fissa per la prima volta in assoluto dei valori limite.
Quali sono gli scopi della revisione dell’ordinanza?
La revisione ha lo scopo di migliorare la protezione degli organismi viventi nelle acque. Per questo motivo, introdurrà nuovi valori limite per 55 sostanze (pesticidi, biocidi, prodotti chimici industriali, prodotti farmaceutici), differenziati in base alla tossicità. I nuovi valori limite sono importanti per le autorità preposte all’esecuzione, vale a dire i Cantoni, in quanto consentiranno loro di individuare le sostanze problematiche per gli organismi acquatici, di intervenire in modo mirato e di eliminare le cause di un eventuale inquinamento. Ciò è urgentemente necessario perché i pesticidi e altri microinquinanti arrecano forti pregiudizi alla vita acquatica.
La revisione dell’ordinanza sulla protezione delle acque riguarda esclusivamente la protezione degli organismi acquatici nelle acque superficiali. Per le acque sotterranee, la nostra principale fonte di acqua potabile, i valori limite rimangono invariati a 0,1 µg/l. I valori proposti con la revisione dell’ordinanza sulla protezione delle acque non hanno alcun nesso con gli attuali valori massimi per i prodotti alimentari (frutta, verdura ecc.) o per l’acqua potabile, nemmeno quando proviene da fiumi o laghi.
Come avviene la revisione di un’ordinanza?
Il servizio specializzato elabora un progetto, il quale è discusso in seno all’Amministrazione federale e poi inviato in consultazione. Ciò significa che tutte le parti interessate possono esprimere un loro parere al riguardo. Di norma, hanno tre mesi di tempo per farlo. Il periodo di consultazione per la revisione dell’ordinanza sulla protezione delle acque va dal novembre 2017 al marzo 2018. Le prese di posizione vengono esaminate e la bozza viene rielaborata in base ai risultati. Il progetto riveduto sarà quindi inviato in consultazione agli uffici federali interessati, che potranno così esprimersi. Si tratta di una procedura interna all’Amministrazione federale, quindi non pubblica. La responsabilità della modifica dei valori limite previsti dall’ordinanza sulla protezione delle acque è del Dipartimento dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC). Ciò significa che nessuna decisione è stata presa e che la procedura è ancora in corso.
Ultima modifica 18.02.2019