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Organizzazioni per la pace svizzere e svedesi collaborano per scongiurare l'acquisto dei Gripen da parte della Confederazione. I due Paesi farebbero meglio ad investire nella formazione e nella protezione dell'ambiente, invece di spendere miliardi per comperare aerei da combattimento, hanno sottolineato oggi in conferenza stampa a Berna i responsabili dell'alleanza.
Se dovesse concludersi l'acquisto dei Gripen, a perdere saranno i contribuenti dei due paesi, ha dichiarato Anna Ek, presidente della principale organizzazione pacifista svedese, Svenska Freds- och Skiljedomsföreningens, stando al testo fornito ai media.
In Svezia il progetto Gripen ha generato un circolo vizioso miliardario in cui gli investimenti effettuati sono stati utilizzati per motivare altre spese, ha aggiunto Ek. Inoltre, il fatto che la Saab stia tentando di vendere il Gripen facendo leva sulla sua presunta "neutralità" non ha senso, ha aggiunto. Non si tratta certo di un velivolo svedese - ha precisato - ma di un mezzo realizzato con componenti statunitensi e britannici.
Dell'alleanza contro l'acquisto dei velivoli fanno parte, fra le altre organizzazioni, anche il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), il Consiglio svizzero per la pace, la Swedish Fellowship of Reconciliation e la Women's International League for Peace eand Freedom (WILPF).