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PARIGI - L'embargo sulle armi imposto dall'Unione europea (Ue) alla Cina all'indomani del massacro di piazza Tiananmen "potrebbe essere revocato all'inizio del 2011". Lo rivela il quotidiano francese "Le Figaro", spiegando che "sarebbe una delle prime svolte di politica estera da parte di Catherine Ashton, l'alta rappresentante della diplomazia comune".
La proposta, spiega il giornale, sarebbe stata considerata nel corso dell'ultimo vertice europeo, in un rapporto confidenziale presentato ai ventisette Paesi membri. A motivarla sarebbe una "perdita di giustificazione pratica", legata al fatto che la Cina è ormai in grado di realizzare autonomamente "pezzi di difesa di prim'ordine", tanto da rappresentare ormai un concorrente dei Paesi occidentali nei settore. Nonostante questo scarso impatto concreto, l'embargo resta però "uno schiaffo in faccia" a Pechino, costantemente ricordato dai dirigenti cinesi nei colloqui ufficiali. Si tratterebbe quindi, spiega "Le Figaro", di un "ritorno di pragmatismo", a cui i 27 opporrebbero sempre meno resistenza.
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