Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01231.jsonl.gz/170

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Nuove ombre si addensano sulla storia di insabbiamenti e coperture che hanno consentito per decenni l'impunità a personaggi dell'establishment britannico sospettati di pedofilia.
Un rapporto appena reso pubblico, e rilanciato in prima pagina dal Times, documenta che i servizi dell'MI5 coprirono a metà anni '80 accuse di abusi su bambini che riguardavano esponenti politici per evitare 'imbarazzi' al governo dell'epoca guidato da Margaret Thatcher.
Il rapporto, reso noto dalla Nspcc, un'organizzazione che si occupa della prevenzione delle violenze sui minorenni nel Regno Unito, si basa su documenti ritrovati negli archivi dell'Home Office, il ministero dell'Interno.
In particolare spicca una nota, firmata di suo pugno dall'allora capo dell'MI5, sir Anthony Duff, e rivolta al capo di gabinetto del governo Thatcher, Sir Robert Armstrong, in cui il primo rivela "una inclinazione verso i bambini" ("a penchant for small boys") di un deputato conservatore di cui non viene fatto il nome. Ma, preso atto del fatto che il sospettato nega, conclude che "i rischi di un imbarazzo politico... sono al momento maggiori di quelli alla sicurezza". La sicurezza dei bambini, s'intende.
Nel rapporto compaiono i nomi di tre uomini politici e di governo conservatori dell'epoca - Peter Morrison, Leon Brittan e Sir William van Straubenzee, tutti frattanto defunti - ma non è chiaro se vi siano legami fra loro e la nota di Duff.
SDA-ATS