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Quest’articolo, pubblicato nel 2012 e quindi ben prima del nostro periodo d’osservazione, è stato preso in considerazione quale esempio «fuori corpus». Abbiamo cercato, senza successo, un esempio più recente dell’Agenzia telegrafica svizzera (ATS), perché dispacci di questo genere possono essere ripresi da tutti i media abbonati ai suoi servizi e rappresentano quindi una sorta di base.
L’esempio è piuttosto estremo, sia per la sua prospettiva (categoria 1 - Prospettiva discriminatoria) che per i termini usati (categoria 2 - Generalizzazioni isolate) e la mancanza di contesto (categoria 6). L’uso del termine negativo di «zingari» combinato con termini come «assalto» o «afflusso» tende a produrre un sentimento d’insicurezza e a rafforzare i pregiudizi e gli stereotipi. Sorprende in particolare che si tratti di un testo dell’ATS. Va per altro detto che non sappiamo se il titolo originale del dispaccio sia stato ripreso tale quale.
Il fatto che questo articolo sia molto datato può essere significativo, poiché nelle nostre ricerche più recenti tra i media cosiddetti mainstream non abbiamo trovato nessun altro caso in cui siano stati impiegati termini o registri altrettanto propizi a creare o rafforzare pregiudizi. Sarebbe in particolare utile analizzare gli effetti qualitativi e quantitativi del lavoro svolto da associazioni e ONG per sensibilizzare i media sull’impatto del linguaggio impiegato per descrivere i fenomeni migratori (in particolare dall’estate del 2015) e i nomadi.
Poiché si tratta di un dispaccio dell’ATS, è inoltre possibile che il problema risieda nella traduzione, dal momento che la versione originale non è stata verosimilmente redatta in italiano.