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UBS insiste nel chiedere di essere integralmente risarcita dal Nasdaq per la perdita subita in occasione dell'esordio in borsa di Facebook, nel maggio 2012. I problemi tecnici hanno provocato un danno che la banca elvetica ha valuto a 349 milioni franchi.
Oggi il gestore dell'indice tecnologico a Wall Street ha fatto sapere che la SEC (Securities and Exchange Commission, l'autorità di vigilanza sulla borsa USA) ha approvato il suo piano di indennizzi per le società interessate, che prevede un risarcimento di 62 milioni di dollari.
In un comunicato UBS fa sapere di aver già contestato nell'agosto scorso questo piano del Nasdaq: "l'approvazione da parte della SEC non modifica la nostra opinione", aggiunge l'istituto.
Lo sbarco di Facebook a Wall Street, il 18 maggio 2002, era stato accompagnato da estese difficoltà tecniche, che avevano interessato il listino dei titoli tecnologici. La negoziazione della rete sociale era cominciata con oltre 30 minuti di ritardo e - cosa ancora più grave - per diverse ore alcuni operatori non avevano saputo se i loro ordini erano stati eseguiti.
L'investimento non si era inoltre rivelato oculato. Il primo giorno, dopo guadagni iniziali dell'ordine del 10%, l'azione era tornata al prezzo di emissione di 38 dollari, per poi crollare nelle sedute successive.