Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/137643

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il Consiglio federale è invitato a non autorizzare i cantoni ad aumentare dal 30 al 50 per cento la quota degli elettori che possono esprimere il proprio voto per via elettronica. Pertanto è invitato anche a rinunciare alla modifica dell'ODP a partire dal 1° gennaio 2014 annunciata nel terzo rapporto concernente il voto elettronico.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Preliminarmente va rilevato che non vi è stato alcun attacco al sistema ginevrino. In realtà è stato unicamente simulato un attacco a una copia del sistema in questione.</p><p>Il cosiddetto client, vale a dire la piattaforma utilizzata dagli aventi diritto di voto, è probabilmente il principale punto debole dei sistemi di questo tipo, poiché sfugge al controllo di chi gestisce il sistema. Tale problema è noto anche a chi gestisce i sistemi di voto elettronico (nella fattispecie le autorità federali e cantonali responsabili delle elezioni e delle votazioni). Per questa ragione il voto elettronico ha sinora coinvolto soltanto una porzione assai ristretta dell'elettorato (non oltre il 30 per cento degli aventi diritto di voto sul piano cantonale e il 10 per cento al massimo dell'elettorato svizzero). Come precisato dal Consiglio federale nel terzo rapporto sul voto elettronico, tali limiti saranno innalzati soltanto dopo che i sistemi avranno soddisfatto i nuovi requisiti di sicurezza, ancora più severi. Tali requisiti sono imperniati sulla verificabilità, un metodo riconosciuto dalla dottrina scientifica che permette di accertare la regolarità della trasmissione e dell'elaborazione del voto elettronico. Assicurando la massima trasparenza e garantendo nel contempo la segretezza del voto, tale metodo rafforza la fiducia dell'elettorato. La verificabilità è inoltre la soluzione a problemi come la simulazione di attacco summenzionata.</p><p>Le basi legali concernenti il voto elettronico sono state adeguate di conseguenza e dovrebbero entrare in vigore il 1° gennaio 2014. Le nuove norme prevedono limiti diversi in funzione del sistema applicato: i sistemi che garantiscono la verificabilità individuale, ad esempio, potranno coinvolgere in una prova di voto elettronico sino al 50 per cento dell'elettorato cantonale, ma non oltre il 30 per cento dell'elettorato svizzero.</p><p>Il voto elettronico sarà aperto all'intero elettorato, quale terzo canale di voto complementare, soltanto quando sarà stata assicurata la completa (vale a dire individuale e universale) verificabilità dei sistemi. L'innalzamento dei limiti è inoltre subordinato all'adempimento di ulteriori requisiti di sicurezza, quale ad esempio lo svolgimento di controlli periodici da parte di enti riconosciuti dalla Confederazione.</p><p>In questo senso si continuerà a tener fede al motto "privilegiare la sicurezza senza forzare i tempi". L'introduzione graduale del nuovo sistema di voto, per la quale si è optato in Svizzera, ha dato buoni frutti anche all'estero e non necessita pertanto di correzioni. Nel definire i nuovi standard di sicurezza si è del resto tenuto conto anche delle raccomandazioni formulate dall'OSCE/ODIHR dopo le elezioni al Consiglio nazionale del 2011. I nuovi requisiti stabiliti dalla Svizzera sono dunque conformi agli standard internazionali. In sede di definizione degli standard futuri e di modifica delle basi legali si è infine lavorato a stretto contatto con gli specialisti del settore.</p><p>Per i motivi summenzionati non si ritiene opportuno apportare correttivi alla procedura prevista, tanto più che l'introduzione del voto elettronico riveste grande importanza soprattutto per gli Svizzeri all'estero e gli aventi diritto di voto con disabilità, giacché soltanto questo canale di voto permette ai primi di votare in tempo utile e ai secondi di esprimere il voto in modo autonomo.</p><p>Stando a quanto dichiarato dai cantoni, la verificabilità individuale, e con essa un primo innalzamento del limite al 50 per cento dell'elettorato, non sarà assicurata prima della fine del 2014. Il coinvolgimento dell'intero elettorato, grazie all'introduzione di sistemi che garantiscono la verificabilità completa, non è invece ipotizzabile prima del 2018.</p><p>Per il resto si rimanda al parere del Consiglio federale concernente la mozione Glättli 13.3812.</p></text>