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La Biblioteca nazionale svizzera è stata fondata 125 anni fa. Com’era a quel tempo il nostro Paese? Cosa appassionava la gente? Quali erano le tendenze e le mode di allora? Nel mese di giugno ci occupiamo delle profonde divisioni esistenti tra le classi sociali e dell’atmosfera esplosiva che regnava nella classe operaia intorno al 1895.
La fondazione della Biblioteca nazionale svizzera nel 1895 avvenne in un periodo di rapidissima crescita e urbanizzazione forzata del nostro Paese: tra il 1850 e il 1910 la popolazione delle città sestuplicò. Questa evoluzione fu caratterizzata da fasi di crescita economica e di crisi. Si sviluppò una società suddivisa essenzialmente in tre classi: borghese, agricola e operaia, con pochi elementi in comune. I contrasti che emersero sul piano economico, politico e ideologico provocarono tensioni che sfociarono in scioperi e disordini sociali. La Rivolta del Käfigturm del 19 giugno 1893 passò alla storia come uno di questi eventi.
Due giorni prima, nel quotidiano «Stadtanzeiger» apparve un annuncio anonimo che segnalava per lunedì 19 giugno un raduno di muratori e manovali. In quell’afosa giornata estiva un gruppo di manovali bernesi si diresse verso i cantieri del quartiere di Kirchenfeld, dove vi fu uno scontro con degli operai edili italiani, accusati di accettare salari troppo bassi, dai 24 ai 26 centesimi all’ora, mentre la remunerazione oraria normale era dai 28 ai 32 centesimi.
La polizia, che aveva assistito alla scena, arrestò i manifestanti e li rinchiuse nella prigione del Käfigturm. Sulle strade vi furono scontri tra i lavoratori, che ne chiedevano il rilascio, e la polizia supportata dai vigili del fuoco e da guardie civiche armate. I disordini si placarono soltanto quando il sindaco chiese arbitrariamente l’intervento dell’esercito, che giunse da Thun verso mezzanotte.
Sia i poliziotti schierati contro i lavoratori, sia i soldati chiamati in soccorso provenivano dalla campagna. Non avevano nulla in comune con il proletariato, se non la povertà. L’atmosfera esplosiva che fece scatenare la Rivolta del Käfigturm era dovuta soprattutto alla precaria situazione abitativa nei sovrappopolati quartieri operai. Ma i periodi di instabilità sociale sono anche caratterizzati dalla ricerca di un nuovo consenso attraverso il ricorso al patriottismo, di cui la xenofobia è la manifestazione negativa: odio della borghesia nei confronti dei russi (Nicolaj Vassiliev, il segretario dell’Unione operaia, era di origine russa) e odio verso gli italiani da parte degli operai.
Nella notte della Rivolta ci fu una trentina di feriti tra i poliziotti e altrettanti tra gli operai. Vincitrice di questa lotta risultò essere la borghesia, che nella stessa notte del 19 giugno organizzò una sfarzosa festa di raccolta fondi per il monumento a Bubenberg. Anche dal punto di vista politico la Rivolta ebbe inizialmente un impatto positivo per la borghesia: alle elezioni del Gran Consiglio nel maggio del 1894 i socialdemocratici della città di Berna persero infatti due membri di spicco, che non furono rieletti. Già nell’ottobre del 1894 però i sindacati bernesi raccolsero in poche ore le firme necessarie a un’iniziativa comunale per l’introduzione del sistema proporzionale, che venne accolta.
In seguito la rappresentanza della classe operaia nel parlamento e nel consiglio comunale crebbe rapidamente. Nei decenni successivi questa tendenza proseguì a livello cantonale e federale.
Nel suo messaggio dell’8 marzo 1893 relativo alla fondazione di una biblioteca nazionale svizzera, il Consiglio federale citò espressamente il movimento socialdemocratico come unica forza politica. Questo rispecchia gli sforzi dei patrioti (progressisti) dell’epoca per fare in modo che il loro progetto incontrasse il più ampio consenso politico possibile, anche tra la classe operaia allora ben poco integrata nel sistema politico svizzero.
Peter Anliker: Klassenkampf zwischen Bauern und Arbeitern. In: Der kleine Bund 144. Jg., Nr. 106 vom 8. Mai 1993, S. 7.
Ultima modifica 29.06.2020