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Secondo i sostenitori della LMEE, l'esito dello scrutinio rappresenta un'occasione persa per aprire il mercato in modo ordinato.
Per la sinistra e i sindacati, il voto sottolinea la volontà popolare di opporsi alle conseguenze negative della liberalizzazione sfrenata.
Deplorando la bocciatura della legge sul mercato dell'energia elettrica, Moritz Leuenberger ha affermato che i cambiamenti proposti erano frutto di un grande lavoro e rappresentavano un buon compromesso.
Secondo il ministro dell'energia, rifiutando la legge, i cittadini hanno manifestato soddisfazione per la situazione attuale del mercato dell'elettricità. Con il «no», il cittadino ha anche espresso una certa paura e insicurezza di fronte a un mercato fatto di fusioni e acquisizioni.
Da parte sua, il presidente della Confederazione Kaspar Villiger si è detto preoccupato per il rifiuto della legge sul mercato dell'energia elettrica. Teme che possa essere un segnale d'insicurezza popolare che porti a una paralisi delle riforme.
In difesa del servizio pubblico
Cantano chiaramente vittoria i partiti di sinistra, ecologisti e sindacati, che hanno sostenuto il referendum contro la LMEE. Gli avversari della legge interpretano il risultato come un rifiuto delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni in generale.
Per la prima volta in Svizzera si è votato su un progetto di liberalizzazione e il risultato è chiaro: il popolo non ne vuol sapere, scrivono nei loro comunicati l'Unione sindacale svizzera (USS), il Sindacato dei servizi pubblici (SSP/VPOD) e la Federazione svizzera dei sindacati cristiani (FSSC).
La popolazione elvetica vuole invece «un approvvigionamento sicuro e prezzi stabili». Rallegrandosi del successo ottenuto dal loro referendum, i sindacati sollecitano una «legge sul servizio pubblico dell'elettricità» che rispetti la volontà popolare.
Sulla stessa onda sono il Partito socialista svizzero (PS) e i Verdi, i quali sottolineano anche il fatto che questo rifiuto apre la via a una politica ecologica dell'energia. Gli incentivi per la produzione e l'uso di energie rinnovabili devono essere rafforzati.
Piazza svizzera penalizzata
Di tutt'altro tono le reazioni di partiti borghesi, aziende elettriche e organizzazioni padronali che esprimono delusione per la bocciatura della LMEE da parte dell'elettorato. A loro avviso, il voto non potrà comunque arrestare un processo di liberalizzazione in atto a livello mondiale.
Per l'USAM, swisselectric, l'Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES) e il Partito liberale svizzero (PLS), questa fine settimana è stata mancata l'occasione di aprire il mercato «in modo ordinato». Inoltre la piazza svizzera viene penalizzata sul mercato europeo dell'elettricità.
«Deploriamo questa decisione», ha detto il segretario generale dell'Unione democratica di centro Gregor Rutz. A suo giudizio, questa legge avrebbe avuto ripercussioni positive sulle piccole aziende, offrendo loro condizioni pari a quelle di cui beneficiano già le grandi imprese.
«Con questo no non ha vinto nessuno» ha indicato il segretario generale del Partito liberale radicale Guido Schommer. «Solo i grossi consumatori approfitteranno di riduzioni dei prezzi», ha aggiunto Reto Nause, segretario generale del Partito popolare democratico. Secondo entrambi, risulteranno particolarmente penalizzate le piccole e medie imprese e le economie domestiche.
swissinfo e agenzie