Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01060.jsonl.gz/107

BERNA - La lunga giornata odierna del Consiglio nazionale inizia con l'esame, a livello di divergenze, della nuova legge sulla protezione dei dati. Seguirà un dibattito sulla trasparenza nel finanziamento della politica.
Trasparenza finanziamenti - Tale revisione dei Legge federale sui diritti politici, che costituisce un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per più trasparenza nel finanziamento della politica (Iniziativa sulla trasparenza)", prevede l'obbligo per gli attori politici di comunicare, oltre alle proprie entrate, anche le liberalità superiori ai 25'000 franchi che vengono loro concesse.
Per la commissione preparatoria del Nazionale questa richiesta, proposta dagli Stati, è esagerata. Le persone fisiche e giuridiche nonché le società di persone che conducono una campagna in vista di un'elezione o di una votazione non dovrebbero essere tenute a comunicare le liberalità ricevute. Rendere pubblico il nome dei donatori viene ritenuto un'ingerenza eccessiva nella sfera privata di questi ultimi.
Le persone o società di persone che conducono una campagna impiegando più di 50 mila franchi devono invece sottostare all'obbligo di dichiarare le proprie entrate e le proprie uscite. Il Consiglio degli Stati aveva fissato questa soglia a 250mila franchi. La commissione ritiene inoltre che anche i membri del Consiglio degli Stati debbano rendere pubbliche le fonti di finanziamento della loro campagna.
Legge Covid - Dopo aver esaminato la trasposizione di norme europee nel diritto svizzero, in ossequio ai cosiddetti "sviluppi dell'acquis di Schengen", il Consiglio nazionale tornerà a occuparsi della Legge Covid-19. Ieri gli Stati hanno compiuto un passo importante nei confronti della Camera del popolo, stabilendo che anche i lavoratori indipendenti e i datori di lavoro penalizzati dalle misure restrittive decise dal Consiglio federale a causa del coronavirus potranno essere sostenuti.
Legge sul CO2 - Da parte sua, il Consiglio degli Stati esaminerà, a livello di divergenze, la legge sul CO2, il cui scopo è ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 (rispetto al 2006) come prevedono gli Accordi di Parigi. Diversi sono ancora i punti che oppongono le due camere, che non saranno tutti eliminati oggi. Il dossier finirà quindi in conferenza di conciliazione.
Tra le divergenze rimanenti, una riguarda la tassa per i voli privati e d'affari. I "senatori" hanno sempre voluto fissarla a un valore unico di 500 franchi, il Nazionale in una forchetta compresa tra 500 e 5'000 franchi. La commissione preparatoria ha ora fatto un passo verso la Camera del popolo e propone un intervallo tra 500 e 3'000 franchi.
C'è poi un punto su cui la commissione degli Stati non ha voluto cedere: chi per negligenza si sottrarrà alla tassa sul CO2 non deve essere sanzionato. Il Nazionale vorrebbe poter punire gli inadempienti con una multa. Rimane una differenza anche per quanto riguarda gli impianti destinati alla produzione di vettori energetici rinnovabili negli edifici.