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<h2>SubmittedText<h2><p>Sull'edizione del Corriere del Ticino del 17 giugno 2021 si legge la notizia per cui il Consiglio federale sarebbe in procinto di nominare un nuovo membro del Consiglio di Amministrazione de La Posta. Si anticipa che sul tavolo governativo è giunta la proposta di un profilo germanofono. Rispondendo alla domanda 20.5378, il 15 giugno 2020, l'Esecutivo scriveva "Il Consiglio federale è consapevole del fatto che pertanto Swisscom e la Posta non rispettano i valori di riferimento per le comunità linguistiche nazionali da esso fissati. In occasione delle future elezioni al consiglio di amministrazione sarà data importanza al fatto che queste prescrizioni siano nuovamente rispettate".</p><p>Alla luce di questo chiaro impegno e dell'anticipazione giornalistica si pongono chiare domande:</p><p>1. Il Consiglio federale conferma la volontà di nominare un ulteriore germanofono?</p><p>2. Perchè il DATEC formula questa proposta e come si pone in relazione a quanto affermato dalla signora Consigliera federale Sommaruga il 15 giugno 2020 in risposta alla domanda 20.5378?</p><p>3. Il DATEC ha un problema con la Svizzera italiana? </p><p>4. Sono stati selezionati e valutati profili della Svizzera italiana? Quanti? Se sì, perché sono stati esclusi?</p><p>5. Negli ultimi 16 mesi, il CdA della Posta ha vissuto tre sostituzioni (la citata compresa), come è possibile giustificare e legittimare che per tre volte non sia stato possibile nominare un profilo valido, rappresentante la Svizzera italiana?</p><p>6. Il Consiglio federale non ritiene che per una realtà come La Posta, confrontata a notevoli cambiamenti e fortemente legata ad un servizio pubblico di valenza nazionale, quindi con una dimensione regionale e linguistica molto marcata, sia rilevante disporre di un Consiglio di Amministrazione eterogeneo a livello linguistico e di provenienza regionale?</p><p>7. Se la nomina fosse confermata non sarebbe opportuno rivedere totalmente il quadro normativo e le intenzioni manifestate dal Consiglio federale, togliendo ogni riferimento regionale e linguistico, alfine di essere coerenti e chiari in relazione ad una politica governativa totalmente irrispettosa della dimensione regionale-linguistica svizzera?</p><p>8. Il Consiglio federale crede ancora nella ricchezza data dall'eterogeneità linguistica e culturale del nostro Paese? Si tratta di un elemento da citare solo nei discorsi del 1°agosto o di un filo conduttore per scelte politiche e strategiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1-4</p><p>La Posta si trova di fronte a grandi sfide. Le mutate abitudini della clientela e l'avanzare della digitalizzazione stanno portando a un continuo calo del volume delle lettere. Il mercato dei servizi finanziari è in difficoltà a causa del protrarsi del regime dei bassi tassi d'interesse. In queste condizioni stiamo assistendo a un rapido calo del rendimento del gruppo. Nella sua strategia 2021-2024 la Posta ha definito alcune misure per contrastare questo sviluppo. Uno dei pilastri principali della nuova strategia prevede investimenti nella logistica e nei servizi di comunicazione. Per attuare questa strategia la Posta ha bisogno non solo di know-how in seno alla direzione del gruppo, ma anche di competenze specifiche nel consiglio di amministrazione. Nell'ambito della procedura di selezione per la nomina del successore di Peter Hug, dimessosi dal consiglio di amministrazione, la priorità è stata pertanto accordata all'esperienza nel settore della logistica delle merci internazionale. Dalla procedura di selezione è emerso che Dirk Reich, con la sua pluriennale e solida esperienza nella gestione e nel Mergers &amp; Acquisitions Management presso diverse imprese di logistica internazionali, soddisfa pienamente tali requisiti. Non è stato possibile trovare un candidato proveniente dalla Svizzera italiana con qualifiche ed esperienze paragonabili a quelle di Dirk Reich, nonostante gli sforzi mirati compiuti dallo studio di consulenza incaricato di tale ricerca.</p><p>Domande 5 e 6</p><p>Per l'elezione dei membri dei consigli d'amministrazione delle imprese parastatali il Consiglio federale si basa sul profilo dei requisiti stabilito per i CdA di ciascuna impresa. Tali requisiti prevedono, oltre a un'adeguata rappresentanza dei generi e delle lingue nazionali, anche ampie competenze tecniche del collegio, dei membri e del presidente del CdA. Tenendo conto delle candidature disponibili, l'elezione di un membro del consiglio di amministrazione avviene nel quadro di una valutazione globale di tutti i requisiti.</p><p>Domande 7 e 8</p><p>Nella sua decisione del 25 novembre 2020 il Consiglio federale ha confermato il suo obiettivo di raggiungere una rappresentanza equilibrata delle lingue nazionali e dei generi negli organi direttivi superiori delle imprese e delle istituzioni parastatali. In tal senso ha adeguato i parametri di riferimento per la rappresentanza delle comunità linguistiche in base ai risultati della rilevazione strutturale del censimento nazionale del 2010 e ha aumentato la quota obiettivo per la rappresentanza di entrambi i sessi dal precedente 30% al 40% (da raggiungere entro la fine del 2023).</p>  Risposta del Consiglio federale.