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Uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Medicine dai ricercatori del Garvan Institute of Medical Research di Sydney, in Australia, aggiunge un altro, importante tassello al complesso quadro della composizione e delle funzioni dei diversi protagonisti del sistema immunitario: un gene chiamato STAT3. I ricercatori australiani hanno infatti dimostrato, analizzando il genoma (cioè il codice genetico nel suo complesso) e diversi campioni biologici prelevati a persone sane e a pazienti con deficit immunologici, che questo gene regola soprattutto la produzione di due tipi di linfociti T, i Natural Killer (NKT), e quelli chiamati Mucosal-Associated Invariant T cells, o MAIT.
Mutazioni del gene STAT3 - spiegano gli studiosi - possono avere pesanti ripercussioni sulla capacità dell’organismo di resistere a vari tipi di infezioni, causate da batteri come lo Sphingomonas, lo Staphilococcus Aureus e l’Ehrlichia, o da funghi, come la Candida Albicans.
Questo tipo di informazioni può essere utile per iniziare a pensare a terapie mirate che rendano più efficiente il sistema immunitario delle persone con mutazioni del gene STAT3 e, più in generale, per migliorare la risposta contro alcuni tipi di infezioni.
A.C.
Data ultimo aggiornamento: 06 maggio 2015