Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/147530

<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito al suo rapporto del 2 maggio 2014, il Consiglio federale è incaricato di proporre, nell'ambito della prevista revisione del diritto della società anonima (o eventualmente di un progetto distinto), un obbligo di diligenza ("due diligence" secondo le direttive dell'ONU) per le imprese in materia di diritti umani e ambiente. Tale obbligo deve essere esteso a tutte le attività che la società esplica direttamente o indirettamente e includere un resoconto dei meccanismi di diligenza. Occorre esaminare l'opportunità di esentare le piccole e medie imprese da tale obbligo e, in caso affermativo, a quali condizioni. Il Consiglio federale deve provvedere affinché la regolamentazione proposta non dissuada le imprese.</p><p>Una minoranza (Fiala, Büchel Roland, Estermann, Lüscher, Mörgeli, Müller Walter, Nidegger, Pfister Gerhard, Reimann Maximilian, Schneider-Schneiter) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'UE ha recentemente adottato la direttiva 2014/95/UE, che obbliga le imprese più importanti a pubblicare nel rapporto di gestione informazioni non finanziarie relative tra l'altro ai diritti umani e all'ambiente. Il testo della mozione, tuttavia, si spinge oltre la direttiva UE, che non comprende alcun obbligo di diligenza esplicito e prevede invece che le imprese possano rinunciare a stilare un resoconto dei contenuti se sono in grado di motivarlo con chiarezza (approccio "comply or explain"). Il Consiglio federale è cionondimeno disposto a elaborare un avamprogetto che, ispirato alla normativa europea, non conduca a svantaggi per la piazza economica svizzera. Avendo appena posto in consultazione una revisione del diritto della società anonima, affronterà però il progetto in questione in un secondo tempo, quando disporrà di maggiori informazioni sulle modalità d'attuazione previste dagli Stati membri dell'UE.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.