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Tra
spettacoli, celebrazioni e profezie, uno solo è il significato dell'anno
2000
2000 anni dopo CRISTO
Di Giovanni Pellegri
Il passaggio all'anno 2000 è stato un evento-spettacolo. Il 2000, confuso da tutti con il primo anno del nuovo millennio è stato festeggiato dal pianeta intero con balli, brindisi e spettacoli pirotecnici grandiosi. Il presunto passaggio al terzo millennio è stato celebrato dalle reti televisivi mondiali che accendendo le telecamere da oriente ad occidente ci hanno proposto ora dopo ora l'avanzare del nuovo anno lungo i meridiani terrestri. La Chiesa ha festeggiato, come sempre a controcorrente, definendo l'anno 2000 un anno giubilare ma non di inizio millennio, infatti per la Chiesa cattolica il 2000 è un anno Santo che segna la fine del secondo millennio. Il 31 dicembre del 2000 a San Pietro vi sarà una veglia di preghiera per l'entrata al nuovo millennio.
Il passaggio all'anno 2000,
immerso nelle più svariate profezie, è divenuto una sorta di celebrazione
planetaria per qualcosa di ignoto, un specie di rito pagano dedicato ad una
numero particolare: un due seguito da tre zeri.
Mia figlia, di dieci anni mi diceva: "Ma in fondo al nostro pianeta cosa vuoi che gliene importi se ha duemila , ventimila o due miliardi di anni?" Se guardiamo alla storia naturale del nostro pianeta mia figlia ha perfettamente ragione e ancor di più se pensiamo che per la maggior parte degli abitanti della Terra non siamo nel 2000: quest'anno il calendario cinese festeggerà l'anno 4636, quello ebraico il 5760, quello induista il 5103, quello buddista il 2543 e quello islamico il 1420.
Il significato dell'anno
2000 ha una sola possibilità di celebrazione ricca di significato: è
quella incentrata sull'evento cristiano. In una società secolarizzata
l'anno 2000 è divenuto un nuovo prodotto commerciale a carattere pseudo-religioso.
Sul "Publishers Weekly" un catalogo di libri americano troviamo scritto:
"Dal Dalai Lama al Profeta Nostradamus, allo scrittore cristiano di thriller
…tutti hanno qualcosa da dire sul significato spirituale del prossimo cambiamento
di calendario" con la conseguenza che gli "editori hanno approntato
una marea di titoli religiosi o quasi religiosi relativi al millennio…"
In un misto di New Age, astronomia, cristianesimo, riti magici e pagani si è
celebrato il passaggio all'anno 2000 anche se il motivo che ci fa festeggiare
è uno solo come affermato recentemente dall'arcivescovo di Bologna Giacomo
Biffi: "Quando si mangia il panettone a Natale" - e possiamo dire
lo stesso per i festeggiamenti dell'anno 2000 - "si compie un'operazione
intrinsecamente cristologica. Non è che il panettone del credente è
più buono di quello del non credente: ma il credente sa perché
lo sta facendo. Gli altri no: ed è veramente un grave handicap nell'esistenza…".
Il Mistero non è qualcosa da lasciare confinato in qualche dimensione
strana, è un fatto concreto che deve fare i conti con le uvette e i candidi
del panettone.
Inizio o fine millennio?
La Chiesa ha sicuramente una responsabilità sul calcolo dell'era cristiana, ed è interessante notare come le indicazioni della Chiesa cattolica convergono con quelle degli astronomi e degli storici. Essendo depositaria del computo degli anni dell'era che stiamo vivendo, la Chiesa diede l'ordine nell'anno 525 d.C. al monaco Dionigi il Piccolo di determinare con precisione la data della nascita di Gesù. Dopo laboriosi calcoli, determinò che la nostra era ebbe inizio nell'anno 754 dalla fondazione di Roma, cioè 2000 anni fa. Si sbagliò. Secondo indagine storiche più recenti e più precise oggi sappiamo che Gesù nacque in verità 6/7 anni prima. Nessuno, comunque, rimproverò l'errore al monaco Dionigi, tanto che ancora oggi contiamo gli anni riferendoci a quell'imperfetta datazione. Questo errore sarebbe sufficiente per mettere a tacere tutte le polemiche riguardanti la data dell'inizio del nuovo millennio apparse sui giornali di mezzo mondo: il nuovo millennio è iniziato 5/6 anni fa.
Il vivace dibattito sulla
data di inizio del nuovo millennio, che di fatto è un semplice esercizio
matematico più o meno inutile, assume risvolti celebrativi importanti
per la Chiesa cattolica. Alla fine del secolo scorso, il dibattito sull'inizio
del XX secolo era molto acceso e per risolvere il problema, Papa Leone XIII
nominò una commissione speciale che gli permise di affermare in un decreto
(13 novembre 1899) che il XIX secolo terminava il 31 dicembre del 1900 e non
il 31 dicembre del 1899. Su questa base fu creato un calendario celebrativo
esatto. La logica è giusta, un secolo dura cent'anni, comincia con l'anno
1 e finisce una volta compiuto l'anno 100. L'Osservatore Romano (2-3 gennaio
1900) scriveva: "Se quindi vi ha sempre ragione e motivo di fare augurii
per un nuovo anno, tanto più vi sono per questo che abbiamo cominciato,
in quanto che esso è non solamente l'ultimo anno di un secolo, ma è
ben anche l'Anno di Dio, poiché esso è l'anno Santo".
Lo stesso concetto è stato ripreso da Giovanni Paolo II nella Tertio Millennio adveniente (1994) affermando che il Giubileo dell'anno 2000 sarà "Il grande Giubileo conclusivo del secondo millennio…" e dalla Chiesa svizzera che nelle indicazioni del Comitato della Conferenza dei Vescovi svizzeri per l'anno 2000 troviamo scritto: "essendo l'ultimo anno del secondo millennio evoca per alcuni qualcosa di affascinante, per altri una sfida, per altri ancora qualcosa di perturbante, per i cristiani una speranza".
Tra astronomia e celebrazioni ufficiali
Il calendario per la Chiesa ha un importanza liturgica particolare e la correttezza del calcolo degli anni si basa su dati scientifici in quanto le festività cristiane si rifanno in parte ad eventi astronomici. Di conseguenza la Chiesa e l'astronomia hanno a cuore il giusto computo del tempo che passa. Già nel 1599 la Chiesa indicò la sapienza degli astronomi per determinare la fine e l'inizio di un secolo. E gli astronomi - forse con un eccesso di rigore scientifico- hanno aspramente combattuto affinché sia detto in modo chiaro che il millennio inizierà solo il prossimo 1° gennaio 2001. L'eccesso di rigore è palese se si pensa che ritenendo a torto che siamo già nel IIIo millennio il rischio maggiore che corriamo è quello di farsi degli auguri di fine anno sbagliati…La tenacia degli astronomi a ribadire i giusti fatti è comunque sempre emersa ad ogni passaggio di secolo. L'illustre astronomo francese Camille Flammarion sul numero di dicembre 1899 del Bulletin de la Société astronomique de France scriveva:
"Ogni cento anni, verso la fine di ciascun secolo, torna in discussione la questione della data di cambiamento del secolo. Ho sotto gli occhi documenti del 1799, 1699, 1599, che pongono, girano e rigirano il problema, e tra cento anni, nell'anno di grazia 1999 (…) i nostri pronipoti riporranno la stessa domanda nei giornali fine secolo dell'epoca. E ci saranno ancora delle menti eminenti che rinnoveranno una confusione secolare. Il progresso è lento nella stirpe umana. (…) Evidentemente è una questione di convenzione. Ma, qualunque sia la data adottata per l'inizio dell'era cristiana, non c'è stato un anno zero. Dunque, il primo anno è l'anno 1 e l'anno decimo è l'anno 10 e il centesimo anno del primo secolo è l'anno 100. Il problema così posto non può lasciare ombra di dubbio nello spirito del lettore. Non c'è niente di più semplice al mondo."
A rendere più appassionante la trasformazione di tre nove in tre zeri e facendoci credere che il nuovo millennio sia iniziato ha contribuito l'informatica. Anche se il millennium bug è stato sconfitto, una piccola rivincita è però ancora possibile: il 2000 è infatti stranamente bisestile, contrariamente agli anni 1700, 1800 e 1900. La regola, per ora applicata una sola volta nella storia, dice che gli anni secolari non devono essere bisestili a meno che siano divisibili per 400, come stabilito dalla riforma gregoriana. Quest'anno ci sarà quindi un 29 febbraio e se questa data non è stato prevista dai costruttori dei programmi del computer potremmo avere uno slittamento di un giorno nelle nostre agende informatiche.
Per il popolo cristiano non si tratta però di matematica o di problemi informatici. Il 2000 è arrivato con l'immagine di un Papa anziano che a fatica apre la porta Santa ricordando a tutti gli uomini che una sola è la porta capace di rispondere alle nostre domande fondamentali, immutate da 2000 anni. "Gesù è una provocazione - aggiunge ancora il cardinale Biffi - o si accetta che lui sia il figlio unico di Dio, ed è l'atto di fede, oppure lo si deve collocare tra i più grandi dei folli. Quello di mettersi in testa di essere Napoleone può essere certo una bella pazzia, ma quella di essere della stessa natura di Dio…A meno che non sia vero…". Se non stiamo celebrando due migliaia di anni di pura follia, il Papa aprendo la porta Santa ci ha ricordato che quell'evento storico tocca la nostra vita quotidiana oggi come duemila anni fa.