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I presidenti dei maggiori partiti svizzeri hanno reagito con prudenza al barometro elettorale della SRG SSR. Secondo Christian Levrat (PS), "si tratta solo di tendenze", mentre Toni Brunner (UDC) ha dichiarato all'ats di non voler dare "troppa importanza" a questi dati.
Per il presidente dell'Unione democratica di centro, i risultati delle elezioni cantonali sono più significativi del sondaggio realizzato dall'istituto demoscopico gfs.bern.
"L'UDC ha guadagnato consensi in 14 delle ultime 18 elezioni cantonali", ha aggiunto Brunner, precisando che nessun altro partito ha fatto meglio. Anche per quanto concerne la mobilitazione della base democentrista, il consigliere nazionale sangallese non si dice preoccupato: "la campagna elettorale non è ancora iniziata."
Il presidente del PLR Philipp Müller non vede alcun motivo per lasciarsi andare all'euforia. Il suo partito intende rafforzare il proprio impegno, "perché ha tuttora un problema di mobilitazione dell'elettorato", ha detto Müller all'ats.
I parlamentari liberali-radicali devono ora migliorare il contatto con la popolazione nei cantoni e nei comuni. "Solo così il PLR potrà sperare di superare il PS durante le prossime elezioni federali". Personalmente Müller intende meglio farsi conoscere nella Svizzera romanda.
Secondo il presidente del PBD Martin Landolt, non è importante la percentuale elettorale, bensì il numero di seggi guadagnati al Consiglio nazionale. "Le elezioni federali si vincono nei cantoni", ha aggiunto.
Per i Verdi liberali, la progressione registrata nel sondaggio è un segnale positivo, ha dichiarato il segretario generale aggiunto del PVL, Michael Köpfli. A suo avviso, questo tipo di rilevamenti sono tuttavia soltanto fotografie scattate sul momento e non previsioni su un esito elettorale. Anche il presidente del PS Christian Levrat ha indicato all'ats che i risultati del sondaggio vanno presi con le pinze. Essi riflettono soltanto una tendenza attuale.
Secondo il presidente del PPD Christophe Darbellay, i socialisti e l'UDC hanno approfittato rispettivamente dell'effetto della campagna sulla cassa unica e del dibattito in corso sull'applicazione dell'iniziativa sull'immigrazione di massa. A suo avviso, anche se il testo del PS è stato respinto domenica, l'influenza della campagna si è rivelata positiva.
Il consigliere nazionale vallesano non ha tuttavia nascosto una certa delusione per la perdita di 1,1 punti rispetto alle elezioni del 2011. A mo' di consolazione, Darbellay si è rallegrato di essere stato considerato il presidente di partito "più credibile".
Infine, la co-presidente dei Verdi Adèle Thorens ha invece sottolineato che i temi ambientali non esercitano in questo momento la medesima attrattiva sugli elettori come quelli legati all'immigrazione, alla disoccupazione o al sistema sanitario. E su questi argomenti i cittadini ritengono altri partiti più competenti rispetto ai Verdi, ha deplorato la Thorens.