Document ID: /entscheidsuche_html/filtered/documents_0195.jsonl.gz/938

Incarto n. 80.98.00165 Lugano 29 settembre 1998 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello composta dai giudici: Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi segretario: Fiorenzo Gianinazzi statuendo sul ricorso del 7 luglio 1998 in materia di: IC/IFD 1996 presentato da: __________ __________ __________ rappr. dallo Studio __________ __________, __________ __________, ritenuto in fatto ed in diritto 1. Nella dichiarazione d’imposta IC/IFD 96 l’__________ __________ __________ dichiarava una perdita di fr. 7'304.-. Nella notifica di tassazione l’UT riprendeva alla società, a titolo di accantonamenti non ammessi, un importo di fr. 190'525.-. In altre parole, l’UT non ammetteva la perdita su debitori allibrata dalla società nel conto economico del 1996 per prestiti concessi a società nel frattempo dichiarate fallite e senza più nessun attivo a bilancio. L’utile lievitava così in materia di IFD a fr. 183'220.- e in materia di IC a fr. 13'220.-, ritenuto che gli ulteriori fr. 170'000.- erano già stati colpiti con l’imposta sull’utile immobiliare (TUI) (cfr. notifiche di tassazione IC e IFD del 19 febbraio 1998, confermate con decisioni su reclamo dell’ 8 giugno 1998). Nella motivazione delle decisioni su reclamo si legge: “La contestazione sollevata dalla contribuente, __________ __________ __________, verte sulla ripresa dell'accantonamento di Fr. 190'525.-- di parte dei prestiti concessi a suo tempo dalla __________ __________ __________ a società sorelle. II tema in questione fu del resto già oggetto di ampia discussione (nell'audizione del 4 giugno 1997) in occasione del reclamo interposto contro la notifica di tassazione IC e IFD 1995 del 21 marzo 1997 (ripresa dell'accantonamento di Fr. 100'000.--) che venne poi ritirato dalla contribuente in data 19 giugno 1997. Come ribadito nell'audizione del 13 maggio 1998, I'accantonamento di parte dei prestiti a favore di società (società sorelle) appartenenti allo stesso azionista cela una distribuzione dissimulata di utile. In effetti, le modalità dei prestiti della __________ __________ alle società sorelle (____________________, __________ __________, __________ __________) sono spiegabili unicamente con la vicinanza tra le società e l'azionista sig. __________ __________.” 2. Con il presente, tempestivo ricorso la __________ __________ __________, patrocinata dalla Studio fiduciario __________, chiede lo stralcio della ripresa della voce perdite su debitori, effettuata dall’UT. Dei motivi ricorsuali, molti dei quali di carattere generale, verrà detto in seguito, per quanto necessario. In occasione dell'udienza del 17 settembre 1998 le parti si sono confermate nelle rispettive posizioni. 3. 3.1. Gli articoli 58 cpv. 1 LIFD e 67 cpv. 1 LT prevedono, con riferimento all’imposta sull’utile delle persone giuridiche, che 1 Costituiscono utile netto imponibile: a. il saldo del conto profitti e perdite, epurato dal riporto dell’anno precedente ; b. tutti i prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla copertura di spese riconosciute dall’uso commerciale, in particolare:...[omissis]... – le distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate dall’uso commerciale. Quanto all’imposizione delle persone fisiche, gli articoli 20 cpv. 1 LT e 19 cpv. 1 LIFD prevedono da parte loro che 1 Sono imponibili i redditi da sostanza mobiliare, segnatamente: c. i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.). 3.2. La dottrina ha così riassunto la nozione di “distribuzione dissimulata di utili” che si può ricavare dalla giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. Cagianut/Höhn, Unternehmungssteuerrecht, Berna 1986, p. 398 s.; Höhn/Waldburger, Steuerrecht, 8 a ediz., vol. I, Berna 1997, n. 82 al § 18, p. 456 s.; Oberson, Droit fiscal suisse, Basilea/Francoforte 1998, n. 28 al § 10, p. 172): • una prestazione da parte della società, senza una corrispondente controprestazione; • il fatto che la prestazione si traduca in un vantaggio per l'azionista o una persona a lui vicina, cioè che essa non fosse stata concessa ad un terzo alle stesse condizioni; • il fatto che il menzionato carattere della prestazione (di avvantaggiare, cioè, un azionista rispetto ai terzi) sia riconoscibile da parte degli organi societari. 3.3. In caso di distribuzione dissimulata di utili, occorre determinare il valore della prestazione. In particolare, quando ad essa corrisponde una contropartita non equivalente, bisogna quantificarne la discrepanza, poiché l'utile distribuito in maniera dissimulata è dato dalla differenza fra prestazione e controprestazione ( Rivier, Droit fiscal suisse, Neuchâtel 1980, p. 25; ASA 32 p. 102). Per valutare l'ammontare della prestazione, ci si baserà sul valore della prestazione fatta a terze persone, conformemente a criteri commerciali ( Rivier, loc. cit.; Reimann/Zuppinger/Schärrer, Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, Berna 1969, vol. III, p. 40). 3.4. Sono considerate vicine alla società le persone che intrattengono con essa una relazione stretta, che può trarre origine da legami di parentela o di amicizia oppure dall'appartenenza al medesimo gruppo societario (cfr. Rivier, op. cit., p. 225). Il Tribunale federale ha precisato che devono essere annoverate tra le persone vicine all'azionista quelle che, secondo l'insieme delle circostanze, traggono dalle relazioni economiche o personali il vero motivo della prestazione insolita ( ASA 45 p. 595). 3.5. È ad esempio stata riconosciuta essere una distribuzione dissimulata di utili la vendita da una società alla propria società madre, a valore contabile, della propria partecipazione a un' altra società, poiché la partecipazione ha potuto essere rivenduta con profitto dalla società holding solo quattro mesi dopo ( RF 1998 p. 88). Costituisce inoltre distribuzione dissimulata di utili la vendita di beni dalla società a azionisti o persone vicine per un prezzo manifestamente inferiore a quello reale ( RDAF 53 / 1997 p. 486). Alla stessa stregua viene trattata la costituzione di cartelle ipotecarie da parte di una società anonima per garantire crediti bancari concessi a (futuri) azionisti, per l' acquisto di azioni (RF 51 / 1996 p. 142). La giurisprudenza considera pure distribuzione dissimulata di utili la concessione di mutuo senza garanzie ad una società sorella, che ha riportato e si prevede che riporterà perdite ( StE 1996 B 72.13.22 n. 33). 3.6. Va rilevato, a proposito di quest’ultimo caso, simile per altro a quello in esame, che se la concessione di prestiti senza particolari garanzie tra società sorelle è pratica corrente, ciò non significa che ogni e qualsiasi accantonamento per perdite su debitori debba essere ammesso dal fisco. Se la solvibilità del creditore appare dubbia, la concessione di un prestito senza garanzie consente la conclusione che il negozio giuridico è stato concluso a condizioni “che non sarebbero state pattuite tra terzi" ( Reich, Verdeckte Vorteilszuwendungen zwischen verbundenen Unternehmen, in ASA 64 609 ss.). 4. La situazione, nel caso in esame, appare del tutto chiara. __________ __________ controlla in qualità di azionista non solo la ricorrente ma anche le tre società beneficiarie dei prestiti, che vanno quindi considerate società sorelle. Come ha avuto modo di spiegare all’udienza l’azionista, signor __________, i prestiti alle tre società sorelle, la __________ __________ __________, la __________ __________ e la __________ __________, sono stati concessi a seguito delle gravi difficoltà di liquidità in cui erano venute a trovarsi quando, dopo un periodo di esuberanza del mercato creditizio, le banche hanno cambiato strategia, invitando i propri creditori a “rientrare”. Proprio per evitare il fallimento delle tre società sorelle, la ricorrente, nell’intento di salvarle, ha concesso loro i prestiti per i quali ora il fisco non riconosce l’accantonamento a titolo di perdite su debitori. In effetti, proprio la circostanza che le banche non erano più disposte a concedere credito alle società in questione e che anzi abbiano esatto il “rientro” dei crediti concessi dimostra che i prestiti, concessi senza garanzie dalla ricorrente, sono stati pattuiti a condizioni che mai avrebbero trovato riscontro in un normale rapporto giuridico tra terzi. È appena il caso di rilevare che nemmeno l’iniezione di capitali mediante prestiti ha contribuito a salvare le società sorelle. La __________ __________ è nel frattempo fallita; la __________ __________ è ormai "decotta" e la __________ __________ si trova in fase di realizzazione di pegno. Così stando le cose, la decisione dell’UTPG appare ineccepibile, in quanto conforme alla costante giurisprudenza e alla dottrina sviluppatasi attorno alla nozione di distribuzione dissimulata di utili. 5. I numerosi e svariati argomenti sviluppati nel ricorso e riproposti durante l’udienza, non consentono di giungere a una diversa soluzione. Essi sollevano aspetti di principio, in parte di natura economica, ma anche filosofica ed etica, che possono se del caso trovare ascolto in altro contesto e, meglio, “de lege ferenda”, posto che consentano soluzioni innovative praticabili e trovino il consenso necessario. Per questi motivi, visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994 dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali consistenti: a. nella tassa di giustizia di fr. 500.– b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.– per un totale di fr. 580.– sono a carico della ricorrente. 3. Intimazione alle parti. 4. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994). Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD). per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il Presidente: Il Segretario:

Incarto n. 80.98.00165 Incarto n. 80.98.00165

Incarto n. Lugano 29 settembre 1998 Lugano

Lugano 29 settembre 1998

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello composta dai giudici: composta dai giudici:

composta dai giudici: Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi segretario: segretario:

segretario: Fiorenzo Gianinazzi Fiorenzo Gianinazzi

Fiorenzo Gianinazzi statuendo sul ricorso del 7 luglio 1998

statuendo sul ricorso del 7 luglio 1998 in materia di: IC/IFD 1996

in materia di: IC/IFD 1996 presentato da: presentato da:

presentato da: __________ __________ __________ rappr. dallo Studio __________ __________, __________ __________, __________ __________ __________

__________ __________ __________ rappr. dallo Studio __________ __________, __________ __________,

rappr. dallo Studio __________ __________, __________ __________, ritenuto

ritenuto in fatto ed in diritto

in fatto ed in diritto 1. Nella dichiarazione d’imposta IC/IFD 96 l’__________ __________ __________ dichiarava una perdita di fr. 7'304.-. Nella notifica di tassazione l’UT riprendeva alla società, a titolo di accantonamenti non ammessi, un importo di fr. 190'525.-. In altre parole, l’UT non ammetteva la perdita su debitori allibrata dalla società nel conto economico del 1996 per prestiti concessi a società nel frattempo dichiarate fallite e senza più nessun attivo a bilancio.

1. Nella dichiarazione d’imposta IC/IFD 96 l’__________ __________ __________ dichiarava una perdita di fr. 7'304.-. Nella notifica di tassazione l’UT riprendeva alla società, a titolo di accantonamenti non ammessi, un importo di fr. 190'525.-. In altre parole, l’UT non ammetteva la perdita su debitori allibrata dalla società nel conto economico del 1996 per prestiti concessi a società nel frattempo dichiarate fallite e senza più nessun attivo a bilancio. L’utile lievitava così in materia di IFD a fr. 183'220.- e in materia di IC a fr. 13'220.-, ritenuto che gli ulteriori fr. 170'000.- erano già stati colpiti con l’imposta sull’utile immobiliare (TUI) (cfr. notifiche di tassazione IC e IFD del 19 febbraio 1998, confermate con decisioni su reclamo dell’ 8 giugno 1998). Nella motivazione delle decisioni su reclamo si legge:

L’utile lievitava così in materia di IFD a fr. 183'220.- e in materia di IC a fr. 13'220.-, ritenuto che gli ulteriori fr. 170'000.- erano già stati colpiti con l’imposta sull’utile immobiliare (TUI) (cfr. notifiche di tassazione IC e IFD del 19 febbraio 1998, confermate con decisioni su reclamo dell’ 8 giugno 1998). Nella motivazione delle decisioni su reclamo si legge: “La contestazione sollevata dalla contribuente, __________ __________ __________, verte sulla ripresa dell'accantonamento di Fr. 190'525.-- di parte dei prestiti concessi a suo tempo dalla __________ __________ __________ a società sorelle.

“La contestazione sollevata dalla contribuente, __________ __________ __________, verte sulla ripresa dell'accantonamento di Fr. 190'525.-- di parte dei prestiti concessi a suo tempo dalla __________ __________ __________ a società sorelle. II tema in questione fu del resto già oggetto di ampia discussione (nell'audizione del 4 giugno 1997) in occasione del reclamo interposto contro la notifica di tassazione IC e IFD 1995 del 21 marzo 1997 (ripresa dell'accantonamento di Fr. 100'000.--) che venne poi ritirato dalla contribuente in data 19 giugno 1997.

II tema in questione fu del resto già oggetto di ampia discussione (nell'audizione del 4 giugno 1997) in occasione del reclamo interposto contro la notifica di tassazione IC e IFD 1995 del 21 marzo 1997 (ripresa dell'accantonamento di Fr. 100'000.--) che venne poi ritirato dalla contribuente in data 19 giugno 1997. Come ribadito nell'audizione del 13 maggio 1998, I'accantonamento di parte dei prestiti a favore di società (società sorelle) appartenenti allo stesso azionista cela una distribuzione dissimulata di utile. In effetti, le modalità dei prestiti della __________ __________ alle società sorelle (____________________, __________ __________, __________ __________) sono spiegabili unicamente con la vicinanza tra le società e l'azionista sig. __________ __________.”

Come ribadito nell'audizione del 13 maggio 1998, I'accantonamento di parte dei prestiti a favore di società (società sorelle) appartenenti allo stesso azionista cela una distribuzione dissimulata di utile. In effetti, le modalità dei prestiti della __________ __________ alle società sorelle (____________________, __________ __________, __________ __________) sono spiegabili unicamente con la vicinanza tra le società e l'azionista sig. __________ __________.” 2. Con il presente, tempestivo ricorso la __________ __________ __________, patrocinata dalla Studio fiduciario __________, chiede lo stralcio della ripresa della voce perdite su debitori, effettuata dall’UT.

2. Con il presente, tempestivo ricorso la __________ __________ __________, patrocinata dalla Studio fiduciario __________, chiede lo stralcio della ripresa della voce perdite su debitori, effettuata dall’UT. Dei motivi ricorsuali, molti dei quali di carattere generale, verrà detto in seguito, per quanto necessario.

Dei motivi ricorsuali, molti dei quali di carattere generale, verrà detto in seguito, per quanto necessario. In occasione dell'udienza del 17 settembre 1998 le parti si sono confermate nelle rispettive posizioni.

In occasione dell'udienza del 17 settembre 1998 le parti si sono confermate nelle rispettive posizioni. 3. 3.1.

3. 3.1. Gli articoli 58 cpv. 1 LIFD e 67 cpv. 1 LT prevedono, con riferimento all’imposta sull’utile delle persone giuridiche, che

Gli articoli 58 cpv. 1 LIFD e 67 cpv. 1 LT prevedono, con riferimento all’imposta sull’utile delle persone giuridiche, che 1 Costituiscono utile netto imponibile:

1 Costituiscono utile netto imponibile: a. il saldo del conto profitti e perdite, epurato dal riporto dell’anno precedente ;

a. il saldo del conto profitti e perdite, epurato dal riporto dell’anno precedente ; b. tutti i prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla copertura di spese riconosciute dall’uso commerciale, in particolare:

b. tutti i prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla copertura di spese riconosciute dall’uso commerciale, in particolare:...[omissis]...

...[omissis]... – le distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate dall’uso commerciale.

– le distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate dall’uso commerciale. Quanto all’imposizione delle persone fisiche, gli articoli 20 cpv. 1 LT e 19 cpv. 1 LIFD prevedono da parte loro che

Quanto all’imposizione delle persone fisiche, gli articoli 20 cpv. 1 LT e 19 cpv. 1 LIFD prevedono da parte loro che 1 Sono imponibili i redditi da sostanza mobiliare, segnatamente:

1 Sono imponibili i redditi da sostanza mobiliare, segnatamente: c. i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.). c. i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.). 3.2.

3.2. La dottrina ha così riassunto la nozione di “distribuzione dissimulata di utili” che si può ricavare dalla giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. Cagianut/Höhn, Unternehmungssteuerrecht, Berna 1986, p. 398 s.; Höhn/Waldburger, Steuerrecht, 8 a ediz., vol. I, Berna 1997, n. 82 al § 18, p. 456 s.; Oberson, Droit fiscal suisse, Basilea/Francoforte 1998, n. 28 al § 10, p. 172):

La dottrina ha così riassunto la nozione di “distribuzione dissimulata di utili” che si può ricavare dalla giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. Cagianut/Höhn, Unternehmungssteuerrecht, Berna 1986, p. 398 s.; Höhn/Waldburger, Steuerrecht, 8 a ediz., vol. I, Berna 1997, n. 82 al § 18, p. 456 s.; Oberson, Droit fiscal suisse, Basilea/Francoforte 1998, n. 28 al § 10, p. 172): • una prestazione da parte della società, senza una corrispondente controprestazione;

• una prestazione da parte della società, senza una corrispondente controprestazione; • il fatto che la prestazione si traduca in un vantaggio per l'azionista o una persona a lui vicina, cioè che essa non fosse stata concessa ad un terzo alle stesse condizioni;

• il fatto che la prestazione si traduca in un vantaggio per l'azionista o una persona a lui vicina, cioè che essa non fosse stata concessa ad un terzo alle stesse condizioni; • il fatto che il menzionato carattere della prestazione (di avvantaggiare, cioè, un azionista rispetto ai terzi) sia riconoscibile da parte degli organi societari.

• il fatto che il menzionato carattere della prestazione (di avvantaggiare, cioè, un azionista rispetto ai terzi) sia riconoscibile da parte degli organi societari. 3.3.

3.3. In caso di distribuzione dissimulata di utili, occorre determinare il valore della prestazione. In particolare, quando ad essa corrisponde una contropartita non equivalente, bisogna quantificarne la discrepanza, poiché l'utile distribuito in maniera dissimulata è dato dalla differenza fra prestazione e controprestazione ( Rivier, Droit fiscal suisse, Neuchâtel 1980, p. 25; ASA 32 p. 102). Per valutare l'ammontare della prestazione, ci si baserà sul valore della prestazione fatta a terze persone, conformemente a criteri commerciali ( Rivier, loc. cit.; Reimann/Zuppinger/Schärrer, Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, Berna 1969, vol. III, p. 40).

In caso di distribuzione dissimulata di utili, occorre determinare il valore della prestazione. In particolare, quando ad essa corrisponde una contropartita non equivalente, bisogna quantificarne la discrepanza, poiché l'utile distribuito in maniera dissimulata è dato dalla differenza fra prestazione e controprestazione ( Rivier, Droit fiscal suisse, Neuchâtel 1980, p. 25; ASA 32 p. 102). Per valutare l'ammontare della prestazione, ci si baserà sul valore della prestazione fatta a terze persone, conformemente a criteri commerciali ( Rivier, loc. cit.; Reimann/Zuppinger/Schärrer, Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, Berna 1969, vol. III, p. 40). 3.4.

3.4. Sono considerate vicine alla società le persone che intrattengono con essa una relazione stretta, che può trarre origine da legami di parentela o di amicizia oppure dall'appartenenza al medesimo gruppo societario (cfr. Rivier, op. cit., p. 225). Il Tribunale federale ha precisato che devono essere annoverate tra le persone vicine all'azionista quelle che, secondo l'insieme delle circostanze, traggono dalle relazioni economiche o personali il vero motivo della prestazione insolita ( ASA 45 p. 595).

Sono considerate vicine alla società le persone che intrattengono con essa una relazione stretta, che può trarre origine da legami di parentela o di amicizia oppure dall'appartenenza al medesimo gruppo societario (cfr. Rivier, op. cit., p. 225). Il Tribunale federale ha precisato che devono essere annoverate tra le persone vicine all'azionista quelle che, secondo l'insieme delle circostanze, traggono dalle relazioni economiche o personali il vero motivo della prestazione insolita ( ASA 45 p. 595). 3.5.

3.5. È ad esempio stata riconosciuta essere una distribuzione dissimulata di utili la vendita da una società alla propria società madre, a valore contabile, della propria partecipazione a un' altra società, poiché la partecipazione ha potuto essere rivenduta con profitto dalla società holding solo quattro mesi dopo ( RF 1998 p. 88).

È ad esempio stata riconosciuta essere una distribuzione dissimulata di utili la vendita da una società alla propria società madre, a valore contabile, della propria partecipazione a un' altra società, poiché la partecipazione ha potuto essere rivenduta con profitto dalla società holding solo quattro mesi dopo ( RF 1998 p. 88). Costituisce inoltre distribuzione dissimulata di utili la vendita di beni dalla società a azionisti o persone vicine per un prezzo manifestamente inferiore a quello reale ( RDAF 53 / 1997 p. 486).

Costituisce inoltre distribuzione dissimulata di utili la vendita di beni dalla società a azionisti o persone vicine per un prezzo manifestamente inferiore a quello reale ( RDAF 53 / 1997 p. 486). Alla stessa stregua viene trattata la costituzione di cartelle ipotecarie da parte di una società anonima per garantire crediti bancari concessi a (futuri) azionisti, per l' acquisto di azioni (RF 51 / 1996 p. 142).

Alla stessa stregua viene trattata la costituzione di cartelle ipotecarie da parte di una società anonima per garantire crediti bancari concessi a (futuri) azionisti, per l' acquisto di azioni (RF 51 / 1996 p. 142). La giurisprudenza considera pure distribuzione dissimulata di utili la concessione di mutuo senza garanzie ad una società sorella, che ha riportato e si prevede che riporterà perdite ( StE 1996 B 72.13.22 n. 33).

La giurisprudenza considera pure distribuzione dissimulata di utili la concessione di mutuo senza garanzie ad una società sorella, che ha riportato e si prevede che riporterà perdite ( StE 1996 B 72.13.22 n. 33). 3.6.

3.6. Va rilevato, a proposito di quest’ultimo caso, simile per altro a quello in esame, che se la concessione di prestiti senza particolari garanzie tra società sorelle è pratica corrente, ciò non significa che ogni e qualsiasi accantonamento per perdite su debitori debba essere ammesso dal fisco. Se la solvibilità del creditore appare dubbia, la concessione di un prestito senza garanzie consente la conclusione che il negozio giuridico è stato concluso a condizioni “che non sarebbero state pattuite tra terzi" ( Reich, Verdeckte Vorteilszuwendungen zwischen verbundenen Unternehmen, in ASA 64 609 ss.).

Va rilevato, a proposito di quest’ultimo caso, simile per altro a quello in esame, che se la concessione di prestiti senza particolari garanzie tra società sorelle è pratica corrente, ciò non significa che ogni e qualsiasi accantonamento per perdite su debitori debba essere ammesso dal fisco. Se la solvibilità del creditore appare dubbia, la concessione di un prestito senza garanzie consente la conclusione che il negozio giuridico è stato concluso a condizioni “che non sarebbero state pattuite tra terzi" ( Reich, Verdeckte Vorteilszuwendungen zwischen verbundenen Unternehmen, in ASA 64 609 ss.). 4. La situazione, nel caso in esame, appare del tutto chiara.

4. La situazione, nel caso in esame, appare del tutto chiara. __________ __________ controlla in qualità di azionista non solo la ricorrente ma anche le tre società beneficiarie dei prestiti, che vanno quindi considerate società sorelle.

__________ __________ controlla in qualità di azionista non solo la ricorrente ma anche le tre società beneficiarie dei prestiti, che vanno quindi considerate società sorelle. Come ha avuto modo di spiegare all’udienza l’azionista, signor __________, i prestiti alle tre società sorelle, la __________ __________ __________, la __________ __________ e la __________ __________, sono stati concessi a seguito delle gravi difficoltà di liquidità in cui erano venute a trovarsi quando, dopo un periodo di esuberanza del mercato creditizio, le banche hanno cambiato strategia, invitando i propri creditori a “rientrare”.

Come ha avuto modo di spiegare all’udienza l’azionista, signor __________, i prestiti alle tre società sorelle, la __________ __________ __________, la __________ __________ e la __________ __________, sono stati concessi a seguito delle gravi difficoltà di liquidità in cui erano venute a trovarsi quando, dopo un periodo di esuberanza del mercato creditizio, le banche hanno cambiato strategia, invitando i propri creditori a “rientrare”. Proprio per evitare il fallimento delle tre società sorelle, la ricorrente, nell’intento di salvarle, ha concesso loro i prestiti per i quali ora il fisco non riconosce l’accantonamento a titolo di perdite su debitori.

Proprio per evitare il fallimento delle tre società sorelle, la ricorrente, nell’intento di salvarle, ha concesso loro i prestiti per i quali ora il fisco non riconosce l’accantonamento a titolo di perdite su debitori. In effetti, proprio la circostanza che le banche non erano più disposte a concedere credito alle società in questione e che anzi abbiano esatto il “rientro” dei crediti concessi dimostra che i prestiti, concessi senza garanzie dalla ricorrente, sono stati pattuiti a condizioni che mai avrebbero trovato riscontro in un normale rapporto giuridico tra terzi.

In effetti, proprio la circostanza che le banche non erano più disposte a concedere credito alle società in questione e che anzi abbiano esatto il “rientro” dei crediti concessi dimostra che i prestiti, concessi senza garanzie dalla ricorrente, sono stati pattuiti a condizioni che mai avrebbero trovato riscontro in un normale rapporto giuridico tra terzi. È appena il caso di rilevare che nemmeno l’iniezione di capitali mediante prestiti ha contribuito a salvare le società sorelle. La __________ __________ è nel frattempo fallita; la __________ __________ è ormai "decotta" e la __________ __________ si trova in fase di realizzazione di pegno.

È appena il caso di rilevare che nemmeno l’iniezione di capitali mediante prestiti ha contribuito a salvare le società sorelle. La __________ __________ è nel frattempo fallita; la __________ __________ è ormai "decotta" e la __________ __________ si trova in fase di realizzazione di pegno. Così stando le cose, la decisione dell’UTPG appare ineccepibile, in quanto conforme alla costante giurisprudenza e alla dottrina sviluppatasi attorno alla nozione di distribuzione dissimulata di utili.

Così stando le cose, la decisione dell’UTPG appare ineccepibile, in quanto conforme alla costante giurisprudenza e alla dottrina sviluppatasi attorno alla nozione di distribuzione dissimulata di utili. 5. I numerosi e svariati argomenti sviluppati nel ricorso e riproposti durante l’udienza, non consentono di giungere a una diversa soluzione. Essi sollevano aspetti di principio, in parte di natura economica, ma anche filosofica ed etica, che possono se del caso trovare ascolto in altro contesto e, meglio, “de lege ferenda”, posto che consentano soluzioni innovative praticabili e trovino il consenso necessario.

5. I numerosi e svariati argomenti sviluppati nel ricorso e riproposti durante l’udienza, non consentono di giungere a una diversa soluzione. Essi sollevano aspetti di principio, in parte di natura economica, ma anche filosofica ed etica, che possono se del caso trovare ascolto in altro contesto e, meglio, “de lege ferenda”, posto che consentano soluzioni innovative praticabili e trovino il consenso necessario. Per questi motivi,

Per questi motivi, visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994 dichiara e pronuncia

dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è respinto.

1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali consistenti:

2. Le spese processuali consistenti: a. nella tassa di giustizia di fr. 500.–

a. nella tassa di giustizia di fr. 500.– b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–

b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.– per un totale di fr. 580.–

per un totale di fr. 580.– sono a carico della ricorrente. sono a carico della ricorrente. 3. Intimazione alle parti.

3. Intimazione alle parti. 4. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

4. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994). Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD). per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il Presidente: Il Segretario:

Il Presidente: Il Segretario: