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NEW YORK - Un dipendente di Facebook che ha criticato la decisione del social di Mark Zuckerberg di non agire contro i post del presidente americano Donald Trump sulle proteste per la morte di George Floyd denuncia di essere stato licenziato dalla società.
Secondo quanto riportano i media americani, Brandon Dail afferma di essere stato allontanato per non aver criticato pubblicamente il silenzio di un collega su Trump.
Decine di dipendenti di Facebook, incluso Dail e altri sei ingegneri nel suo team, hanno abbandonato nei giorni scorsi la loro postazione di lavoro e criticato la società su Twitter per la gestione dei post del presidente americano, da loro considerati dei messaggi d'incitamento alla violenza.
Il tweet che ha causato il suo licenziamento, aggiunge Dail, era riferito a un collega che aveva rifiutato di manifestare il suo appoggio ad alcuni dei documenti che lo stesso Dail stava pubblicando, di fatto criticando il suo silenzio sulla controversia della mancata azione di Facebook su Trump.