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La ripresa della domanda di auto verso gli Stati Uniti contribuisce al recupero dell'export giapponese rispetto al mese precedente, quando il Paese si è dovuto confrontare con una serie di disastri naturali, tra cui il terremoto di magnitudo 7 nell'isola di Hokkaido.
Secondo il ministero delle Finanze nipponico, in ottobre le esportazioni sono cresciute dell'8,2%, rispetto alla contrazione dell'1,3% registrata in settembre.
Nello specifico, le consegne di auto verso gli Stati Uniti hanno segnato il primo aumento in 5 mesi, con un'accelerazione del 3%. Le importazioni di merci Usa, tuttavia, sono aumentate del 34,3%, guidate dall'approvvigionamento di gas liquefatto, di petrolio e mais, riducendo il surplus del Giappone verso gli Usa dell'11%, di poco più di 5 miliardi di dollari.
Nell'ultimo incontro di settembre il premier Shinzo Abe e il presidente Usa Donald Trump si erano accordati per l'avvio di negoziati in gennaio, che consentissero una maggiore apertura del mercato agricolo nipponico alle merci statunitensi, in cambio di una possibile esenzione dei dazi alle importazioni di auto nipponiche sul mercato a stelle e strisce. Il settore auto da solo vale due terzi dell'avanzo commerciale annuale giapponese, pari a circa 70 miliardi di dollari all'anno, nei confronti di Washington.