Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01150.jsonl.gz/845

Monta la polemica nel canton Berna dopo che è emerso che la Ceo di BKW, alla testa dell'azienda elettrica controllata dal Cantone, ha guadagnato 2 milioni di franchi nel 2018: non vi è alcuna giustificazione, afferma il professore di diritto pubblico Markus Müller.
"La presidente della direzione di una azienda statale è organizzativamente nient'altro che la numero uno di un'unità amministrativa", sostiene Müller in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano Der Bund. "Uno stipendio speciale non si giustifica quindi in alcun modo". Avvenuta la settimana scorsa, la pubblicazione del rapporto d'esercizio 2018 di BKW - azienda che gestisce fra l'altro la centrale nucleare di Mühleberg (BE), che tanto fa discutere - ha provocato accese controversie per il compenso riservato alla Ceo Suzanne Thoma: 2,0 milioni di franchi, una cifra esplosa (+54%) rispetto agli 1,3 milioni del 2017. Da anni la società controllata per il 52,54% dal Canton Berna cresce con una energica politica di acquisizioni di ditte più piccole che, fra l'altro, non ha raccolto solo consensi.
Thoma ha sostenuto che BKW non è un'azienda statale, ma Müller la smentisce. "Spiego sempre ai miei studenti che il mantello giuridico privato di un'impresa non significa automaticamente che la ditta sia privata", afferma il professore di diritto pubblico e amministrativo all'università di Berna. Lo Stato può organizzarsi come crede, anche ricorrendo a società anonime (SA). "Decisivo per la classificazione quale azienda statale è sapere se lo Stato ha una partecipazione maggioritaria e quindi controlla la struttura". Nel caso della BKW il Gran Consiglio ha ancorato nella legge la partecipazione maggioritaria del Cantone.