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<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il Consiglio federale è strategicamente importante ridurre l'elevata dipendenza della Svizzera dall'estero in materia di approvvigionamento energetico, aumentando la quota della produzione interna. Il Consiglio federale parte pure dal principio che a medio termine i prezzi dell'energia elettrica torneranno ad aumentare, senza tuttavia spiegare in modo convincente ed esaustivo le ragioni. Tutti gli indicatori segnalano invece un'evoluzione dei prezzi piuttosto contraria: in Germania le sovvenzioni a favore delle energie rinnovabili sono ancora assicurate per almeno dieci anni, il prezzo del CO2 per l'energia fossile resterà basso, senza dimenticare che le maggiori importazioni di gas e di carbone a basso costo dagli USA continueranno a favorire una produzione di elettricità a basso costo da fonti non rinnovabili. Vista e considerata questa energia elettrica a costi contenuti, l'energia idroelettrica indigena finirà per subire forti pressioni e rimarrà poco competitiva ancora a lungo. Inoltre, una parte di questa produzione indigena di energia elettrica neutra a livello di emissioni di CO2 dovrà prima o poi essere addirittura abbandonata. A ciò va aggiunta l'uscita dal nucleare che presuppone una riorganizzazione generale del nostro sistema di approvvigionamento energetico con un enorme dispendio di forze. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Su cosa basa la sua convinzione che i prezzi dell'elettricità a medio termine, in Europa e in Svizzera, torneranno ad aumentare? </p><p>2. Secondo il Consiglio federale, in che misura questo scenario è verosimile?</p><p>3. Intravvede segnali o è a conoscenza di dichiarazioni fatte in Germania o altrove che lasciano presagire una possibile contrazione delle sovvenzioni a favore delle energie rinnovabili? </p><p>4. Quando ciò potrebbe accadere al più presto?</p><p>5. Vi è motivo di supporre un aumento dei prezzi del CO2 tali da rendere meno attrattiva la produzione di energia elettrica a partire dal carbone, disponibile a basso costo, ma con elevate emissioni? </p><p>6. Cosa dovrebbe succedere per far sì che questo scenario si avveri?</p><p>7. Se queste ipotesi, su cui si basa la strategia energetica, non dovessero concretizzarsi, la Svizzera dovrebbe aumentare sensibilmente le importazioni di energia elettrica. Il Consiglio federale ha pronta una strategia per evitare che la Svizzera abbia lo stesso destino dell'Italia, dipendente dall'estero per buona parte del suo approvvigionamento energetico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Attualmente la dipendenza della Svizzera dalle importazioni nel settore dell'energia si situa attorno al 78 per cento. Grazie alle misure definite nella strategia energetica 2050, questa dipendenza scenderà nettamente al di sotto del 60 per cento entro il 2035.</p><p>Oltre ai motivi dell'erosione dei prezzi dell'energia elettrica in Europa menzionati nel testo dell'interpellanza, anche altri fattori esercitano una pressione sui prezzi del settore elettrico: eccedenze di capacità delle centrali, diminuzione della domanda di energia elettrica dovuta alla congiuntura e miglioramento dell'efficienza energetica. A ciò si aggiunge che l'evoluzione del tasso di cambio dell'euro in questi ultimi anni ha ulteriormente inasprito la situazione delle centrali idroelettriche svizzere.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1./2. Allo stato attuale, i prezzi a termine delle borse europee dell'energia elettrica non indicano alcuna ripresa e dovrebbero rimanere a un livello basso anche nei prossimi anni (fino al 2020). L'evoluzione dei prezzi dell'energia elettrica dipende in ampia misura dall'evoluzione su scala europea, in particolare dalla politica climatica, dall'andamento della congiuntura, dall'ulteriore sviluppo del market design sul mercato europeo dell'energia elettrica come pure dalle variazioni del tasso di cambio. Quanto più rapidamente aumenteranno i prezzi del CO2, si riprenderà la congiuntura europea e verranno ridotte le eccedenze di capacità, tanto prima potrà esserci una ripresa dei prezzi dell'energia elettrica.</p><p>3./4. Alcuni Paesi europei, tra cui in particolare la Germania, si adoperano per far avanzare ulteriormente le nuove energie rinnovabili sul mercato, per rallentare in modo significativo l'aumento dei costi della promozione e ridurre considerevolmente la rimunerazione media delle energie rinnovabili per chilowattora. In Germania, in virtù della legge sulle energie rinnovabili (EEG), le uscite per la promozione degli impianti esistenti sono definite per una durata di 20 anni dalla messa in esercizio e non possono essere modificate, conformemente alle disposizioni sul principio del legittimo affidamento.</p><p>5. Sui mercati a termine, attualmente nessun elemento indica un aumento sostanziale dei prezzi del CO2. Nell'Unione europea si sta conducendo una discussione sul proseguimento della politica climatica fino al 2030. La Commissione europea propone di ridurre le emissioni di CO2 del 40 per cento rispetto al 1990. Una simile riduzione influirà sui prezzi attraverso l'offerta dei diritti di emissione. Inoltre, vi sono sforzi politici a livello nazionale per aumentare i prezzi del CO2. Ad esempio, nel Regno Unito è stato introdotto un limite inferiore del prezzo del CO2.</p><p>6. Un inasprimento degli obiettivi climatici dell'Unione europea e la carenza dei diritti di emissione che ne consegue nel quadro del sistema europeo per lo scambio di quote di emissioni porterebbero a un aumento del prezzo dei diritti di emissione di CO2 europei. Anche un miglioramento della performance economica europea tenderebbe a far aumentare i prezzi europei del CO2 a causa della maggiore domanda di energia elettrica.</p><p>7. Lo scopo della strategia energetica 2050 è sviluppare il settore delle nuove energie rinnovabili nazionali, tra l'altro per ridurre la dipendenza dalle importazioni. Con il primo pacchetto di misure verrà aumentato il supplemento di rete al fine di accrescere la disponibilità delle risorse destinate alla promozione. Nel quadro dei lavori preparatori per la seconda fase della strategia energetica 2050 il Consiglio federale sta esaminando in che misura un sistema di incentivazione nel settore del clima e dell'energia permetta di migliorare le condizioni di concorrenza nel campo delle energie rinnovabili. Inoltre, la seconda fase dell'apertura del mercato dell'energia elettrica, annunciata dal Consiglio federale nell'ottobre 2014, deve essere concepita in modo tale da tenere in considerazione i costi dei produttori svizzeri di energia. La regolazione delle tariffe proposta lascia aperta la possibilità di prendere in considerazione, in un mercato liberalizzato e a determinate condizioni, costi di acquisto e di produzione più elevati.</p>  Risposta del Consiglio federale.