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La Svizzera è una società improntata sulla migrazione. Emigrazione e immigrazione sono parte integrante della vita quotidiana: attualmente in tutto il mondo uno svizzero su quattro ha almeno un secondo passaporto e circa la metà della popolazione ha almeno un nonno immigrato. Oggi quasi un matrimonio su due è misto. Sta scomparendo il quadro di nazione quale gruppo omogeneo di cittadine e cittadini accomunati da diritti civici in virtù della loro provenienza.
Ma cosa sono i diritti civici e cosa hanno a che fare con la cittadinanza?
I diritti civici comprendono:
- Diritti politici (ad es. il diritto di voto oppure il diritto passivo e attivo di eleggibilità)
- Diritti sociali (ad es. il diritto a rendite di vecchiaia e rendite per superstiti oppure a indennità di disoccupazione).
- Diritti civili (ad es. la libertà di riunione, la libertà di espressione o la libertà di associazione)
A livello federale i diritti politici sono riservati alle cittadine e ai cittadini. Questo comporta che oggi circa un quarto della popolazione residente è escluso dai processi politici ufficiali. Dall’altro lato solo il tre per cento dei cittadini che vive all’estero partecipa a elezioni e votazioni in Svizzera. Così facendo resta inutilizzato molto potenziale e know-how.
Ma dove dovrebbero attivarsi politicamente le persone? Nel luogo in cui vivono oppure nel paese che li riconosce come suoi cittadini? Le persone con doppia cittadinanza dovrebbero partecipare alla vita politica in più Stati? Le decisioni democratiche dovrebbero essere prese al di là dei singoli Stati da parte di persone che vivono in più Stati? Un maggiore coinvolgimento della popolazione residente o dei cittadini svizzeri che vivono all’estero consentirebbe di sostenere maggiormente la legittimità delle decisioni democratiche? Tali questioni vengono dibattute nei processi politici di negoziazione.
Introducendo ed estendendo i diritti sociali, gli Stati hanno protetto i loro cittadini da eventuali imponderabilità economiche. I diritti sociali erano la chiave del sistema formativo, del sistema sanitario e delle prestazioni sociali. Mentre i doveri nell’ambito della sicurezza sociale si sono spostati nel corso del tempo dai comuni di appartenenza ad attori statali, i diritti sono stati estesi a ulteriori parti interessate.
Oggi i diritti sociali non sono più subordinati alla cittadinanza. Ai cittadini stranieri domiciliati in Svizzera spettano quasi gli stessi diritti sociali dei cittadini svizzeri. Eppure anche oggi viene dibattuta in modo acceso e controverso la questione su a chi e in che misura debbano spettare i meccanismi di compensazione sociale. Il legislatore ha pertanto inserito nella legge sugli stranieri e sull’integrazione nuovi strumenti con cui gestire gli accessi ai diritti sociali: ad esempio promuovendo l’integrazione e dando la possibilità di retrocedere dal permesso di domicilio al permesso di dimora annuale. Sulla base di contratti di diritto internazionale, oggi la Svizzera coordina sempre più i suoi sistemi di sicurezza sociale con altri Stati.
I diritti civili si sono evoluti in diritti umani universalmente riconosciuti. Tutte le persone devono godere di questi diritti inalienabili. I diritti civili non sono legati a uno stato sociale, ma spettano alle persone per la loro condizione umana. In situazioni precarie le persone fanno affidamento a meccanismi di protezione e di controllo internazionali. Tali meccanismi sono importanti in particolare nel caso in cui le persone non possano far affidamento sulla protezione statale. Le convenzioni internazionali proteggono le persone dall’arbitrarietà e dalla discriminazione statale e aiutano gli Stati a regolamentare e gestire la migrazione oltre i confini territoriali.
Ad esempio la Convenzione europea sui diritti dell’uomo CEDU è rilevante anche per la concezione, interpretazione e applicazione del diritto in materia di migrazione. Essa garantisce che le modifiche della Costituzione federale vengano implementate in modo tale da non violare i diritti basilari spettanti a tutte le persone. Le richieste che vogliono limitare l’effetto del diritto internazionale a favore della sovranità nazionale sono regolarmente oggetto di discussione anche in Svizzera.
Ad eccezione dei diritti politici, gli stranieri stabiliti in Svizzera hanno oggi quasi gli stessi diritti civici dei cittadini svizzeri. Questi ultimi prendono le decisioni politiche determinanti che riguardano in fin dei conti tutta la popolazione. Per ottenere l'accesso a diritti civili, sociali e politici a livello nazionale, gli stranieri devono farsi naturalizzare.
Sui diritti civici si sono svolti e si svolgono tuttora dei confronti accesi. Ad esempio i cittadini hanno sempre dovuto rivendicare di far effettivamente valere i loro diritti politici. Anche l'accesso ai diritti sociali è stato esteso alla popolazione immigrata solo gradualmente. Inoltre devono essere conquistati anche i diritti civili spettanti a tutti. Ad esempio la città di Zurigo si è occupata recentemente della questione se le persone prive di regolare permesso di soggiorno potessero far effettivamente valere i diritti che gli spettano sul territorio della città.
Documentazione
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terra cognita – Rivista svizzera dell’integrazione e della migrazione
- terra cognita 33: Cittadinenza, diritti politici e possibilità di partecipazione
- terra cognita 17: Citoyenneté
Studi
- Schutz für Vertriebene. Konzepte, Herausforderungen und neue Wege (2014) (PDF, 2 MB, 07.05.2015)
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Protection des migrants forcés. État des lieux des concepts, défis et nouvelles pistes (2014) (PDF, 2 MB, 07.05.2015)
(Questo documento non è disponibile in italiano)
- Leben als Sans-Papiers in der Schweiz (2010) (PDF, 1 MB, 05.07.2012)
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Visage des sans-papiers en Suisse (2010) (PDF, 1 MB, 05.07.2012)
(Questo documento non è disponibile in italiano)
Raccomandazioni
Manifestazioni
Opere standard
Shachar, Ayelet, Rainer Bauböck, Irene Bloemraad, Maarten Vink: The Oxford Handbook of Citizenship. Oxford University Press. Oxford, 2017.
Hammar, Thomas: Democracy and the nation state: aliens, denizens, and citizens in a world of international migration, Avebury, 1990.
Marshall, T.H.: Citizenship and Social Class. In Class, citizenship and social development, Chicago University Press, 1963.
Ultima modifica 08.11.2023