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WELLINGTON - I cittadini della Nuova Zelanda hanno votato sì alla legalizzazione dell'eutanasia, e allo stesso tempo si sono espressi contro la legalizzazione della cannabis.
Sono questi i risultati preliminari dei due referendum che hanno portato la popolazione neozelandese al voto, come riporta il New Zealand Herald.
Preliminari perché al momento manca la conta dei voti definiti "speciali" (che riguardano coloro che non sono in grado di visitare un seggio elettorale). I risultati definitivi saranno comunicati il 6 novembre. Ciononostante, servirebbe una giravolta clamorosa per cambiare la sorte dei referendum.
Sì all'eutanasia - È passata la legalizzazione dell'eutanasia per coloro che hanno una malattia terminale: verrà loro data così la possibilità di scegliere come e quando concludere il loro percorso di vita. Le morti assistite saranno amministrate dal Ministero della Salute.
Secondo i risultati preliminari annunciati dalla commissione elettorale: il 65,2% degli aventi diritto ha votato sì alla legalizzazione, mentre il 34,8% ha votato no.
Il risultato era più o meno aspettato: per anni il sostegno all'eutanasia si è aggirato intorno al 60-70% nei sondaggi, con un ampio sostegno in tutto lo spettro politico, dal primo ministro Jacinda Ardern al leader dell'opposizione Judith Collins.
Il voto fa della Nuova Zelanda il settimo paese al mondo a legalizzare la morte assistita.
No alla cannabis - Solo il 46,1% dei neozelandesi ha invece votato per legalizzare la cannabis, mentre il 53,9% ha votato no.
Nel periodo precedente alle elezioni di ottobre i sondaggi hanno mostrato un paese parecchio diviso su questo tema; il sostegno alla legalizzazione della cannabis oscillava tra il 30 e il 50%.
La legge mirava a regolare l'uso e la vendita della cannabis, in modo comunque severo, per le persone di età superiore ai 20 anni.