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Kinski: "Gli attori sono fatti per inventare storie"
Lei è stata a lungo un'icona del cinema d'autore e tutto ha avuto inizio dal suo incontro con Wim Wenders, con cui ha poi lavorato in molte occasioni. Come andò questo precoce battesimo (aveva quattordici anni) e come si è evoluta la vostra relazione?
Grazie, ma a dire il vero ero più giovane, avevo dodici anni, quasi tredici, quando Wim Wenders mi scelse per Falso Movimento e fu in effetti Lisa Kreuzer, attrice e poi moglie di Wim, che per prima parlò con me. Era un set tranquillo e creativo, la troupe era meravigliosa. Poi ho lavorato con Wim altre due volte, ma già dopo il primo iniziai a lavorare con Wolfgang Petersen e Roman Polanski. Tess fu la mia introduzione al cinema francese, ma anche al cinema internazionale. Con Wim ho fatto poi Paris,Texas e Così vicino, così lontano. Lavorare con Wim è stata una cosa naturale dall'inizi, era calmo, estremamente creativo, non imponeva nulla ma alla fine volevi sempre far parte della sua visione di cinema, gli sono molto grata, è stato il mio primo regista, senza di lui non credo sarei diventata un'attrice.
Un'altra figura chiave nella sua carriera è stata Roman Polanski, fu lui a introdurla all'Actors Studio e a sceglierla come protagonista per Tess, per il quale lei si aggiudicò il Golden Globe. Cosa ricorda di quel periodo?
Sì, Roman è stato molto importante per me, è un regista straordinario e mi ha fatto vedere film da tutto il mondo, soprattutto ho grazie a lui il ricordo della proiezione di uno dei miei film preferiti, il Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli. E naturalmente mi fece vedere anche tutti I suoi film, e mi fece incontrare Isabelle Adjani, Catherine Deneuve e Romy Schneider, a cui volevo molto bene. Mi diede da leggere Tess of the d’Ubervilles di Thomas Hardy e mi disse che voleva trarne un film.Ci tenevo molto e un anno dopo l'abbiamo girato. E poi sono arrivata ia Golden Globe dove incontrai Audrey Hepburn, Gregory Peck, Sydney Poitier, Jodie Foster, Robert De Niro, Wim Wenders, Wolfgang Petersen, Roman Polanski, Francis Ford Coppola, Paul Schrader. Persone incredibili. Era come essere in un film.
Cosa ci può raccontare della sua collaborazione con un altro grande autore come Paul Schrader, per il remake di un classico come Cat People?
Girare un remake, se così lo vogliamo chiamare, dato che è un film con uno stile tutto suo, è sempre strano e rischioso, ma in quel caso il nostro regista ci disse: “Facciamolo nostro”. Paul Schrader è un grande sceneggiatore, ha scritto Taxi Driver e altri bellissimi film. Per Cat People dovevamo seguirlo e fidarci di lui come regista. Come attori dovevamo seguire la sua idea, e un giorno Paul disse a Malcolm, John e me che David Bowie avrebbe scritto la canzone dei titoli. Paul stava creando un'atmosfera particolare, con David e Giorgio Moroder. Quindi il film stava assumendo una sua unicità. Ero eccitata e un po' spaventata, ma in fondo è questo che facciamo noi attori, inventiamo delle storie...Lorenzo Buccella
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