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"L'inflazione dovrebbe divenire progressivamente più moderata nel 2023 e nel 2024, ma restare superiore agli obiettivi delle banche centrali fino al secondo semestre del 2024 in gran parte dei Paesi": è quanto si legge nelle Prospettive economiche intermedie dell'Ocse presentate oggi a Parigi. "Nelle economie del G20 - prosegue l'organismo internazionale - l'inflazione dovrebbe scendere dall'8,1% del 2022 al 4,5% del 2024. Nelle economie avanzate del G20, l'inflazione sottostante dovrebbe stabilirsi mediamente al 4% nel 2023 e al 2,5% nel 2024", precisa l'Ocse. "Le politiche monetarie devono restare restrittive fino a quando non si osserveranno chiari segni di riduzione duratura delle tensioni inflazionistiche sottostanti", indica l'Ocse.
I tassi di riferimento "destinati a restare alti"
"Nuovi aumenti dei tassi di interesse restano ancora necessari in numerose economie, in particolare negli Stati Uniti e nella zona euro", sottolinea l'Ocse, aggiungendo: "Vista la lenta contrazione dell'inflazione sottostante, i tassi di riferimento sono probabilmente destinati a restare elevati per buona parte del 2024". Per l'organismo internazionale, bisogna inoltre fare in modo che gli aiuti volti ad attenuare l'impatto dei prezzi alimentari e dell'energia siano "più mirati per chi ne ha più bisogno. Un miglior target e una opportuna riduzione del livello globale degli aiuti contribuirebbe a garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, a tutelare gli incitamenti a ridurre il consumo di energia e a contenere un rilancio della domanda in periodi di elevata inflazione", afferma l'Ocse.