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La carta indicativa della distribuzione potenziale del permafrost in Svizzera riporta le aree il cui terreno è presumibilmente ghiacciato per tutto l’arco dell’anno. La carta costituisce dunque una base uniforme per la valutazione della distribuzione del permafrost sull’arco alpino.
Il termine permafrost indica il materiale del sottosuolo come roccia, pietrisco o detriti che presenta una temperatura inferiore a zero gradi sull'arco dell'intero anno. Ampiamente diffuso sull'arco alpino, il permafrost può seriamente compromettere la stabilità di costruzioni e dare origine a pericoli naturali.
La carta indicativa della distribuzione potenziale del permafrost in Svizzera consente di effettuare una prima valutazione delle zone di permafrost. Inoltre, fornisce indicazioni sulla necessità e sul grado di precisione di analisi dettagliate per la pianificazione e la manutenzione di costruzioni nelle aree di distribuzione del permafrost. La carta fornisce spunti per la valutazione di pericoli naturali quali le colate detritiche e i crolli di roccia, che sono direttamente correlati allo scioglimento del permafrost.
Carta indicativa dell'evoluzione potenziale del permafrost
Web-SIG dell'UFAM - Altri layer sul tema pericoli naturali e versione a schermo intero delle carte
Distribuzione del permafrost
In Svizzera il permafrost si forma in genere al di sopra del limite del bosco. A seconda delle condizioni, lo strato di permafrost può raggiungere uno spessore di diverse centinaia di metri. La presenza e le caratteristiche del permafrost sono determinate soprattutto dal clima, dalla topografia e dalle caratteristiche del sottosuolo, mentre la distribuzione spaziale del fenomeno è molto eterogenea. Il permafrost può interessare falde detritiche, morene e pareti rocciose. Le classiche forme generalmente associate a questo fenomeno sono i ghiacciai rocciosi, le pareti di ghiaccio e i ghiacciai pensili.
Il permafrost è ricoperto da uno strato di diversi metri di spessore che a temperature elevate si scioglie. In superficie, pertanto, il permafrost non è direttamente visibile. La raccolta di prove della presenza di zone di permafrost e la loro caratterizzazione precisa possono avvenire solo in situ, ad esempio mediante carotaggio. Per una stima globale della distribuzione del permafrost si applicano invece diversi modelli computerizzati. Secondo alcuni modelli di calcolo, l'estensione del permafrost in Svizzera è pari al cinque per cento circa della superficie nazionale (a confronto la superficie dei ghiacciai è pari a circa il 2,5%).
Modellizzazione della carta
La carta indicativa della distribuzione potenziale del permafrost in Svizzera è stata realizzata nel 2005 in base a un modello empirico. Ciò ha consentito di definire diversi parametri territoriali, ad esempio l'altitudine e l'esposizione, che esercitano un influsso importante sull'esistenza o sullo spessore del permafrost. Tali parametri hanno consentito di calcolare l'indice di permafrost distinguendo il materiale sciolto dalla roccia. L'indice di permafrost rappresenta un'unità di misura per:
- la temperatura media annua stimata per il suolo in profondità;
- la probabilità di insorgenza del fenomeno;
- la distribuzione del fenomeno (sporadica o capillare);
- l'intensità del fenomeno.
L'indice di permafrost consente dunque di distinguere le categorie di distribuzione impiegate nella carta.
Impiego e limitazioni
La carta indicativa della distribuzione potenziale del permafrost in Svizzera è stata creata in base a un modello approssimativo e pertanto non tiene conto delle condizioni locali. Non sono ad esempio state considerate le zone di permafrost localizzate in punti particolarmente ombreggiati a un'altitudine molto inferiore ai 2000 metri. La carta non sostituisce pertanto le valutazioni locali in situ.
Allo stato attuale delle conoscenze, maggiore è la profondità del permafrost e più ritardata è la sua reazione ai cambiamenti climatici. Nonostante la temperatura dell'aria e della superficie terrestre sia in rapido aumento, lo scioglimento del permafrost può dunque perdurare per diversi decenni se non per secoli. Sebbene illustri la situazione del 2005, la carta indicativa può essere pertanto utilizzata ancora per diversi anni come base di valutazione delle zone potenzialmente pericolose. A medio termine si prevede una nuova valutazione o un nuovo calcolo della carta in base alla rete svizzera di misurazione del permafrost PERMOS. Ciò consentirebbe un'analisi capillare dei cambiamenti nelle zone di permafrost.
Ultima modifica 28.09.2018