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<h2>SubmittedText<h2><p>I Verdi liberali sono estremamente preoccupati per la situazione in Ucraina. L'attacco russo ha conseguenze di vasta portata per la democrazia e la sicurezza in Ucraina, ma anche per tutta l'Europa. Condanniamo fermamente l'ingiustificato at-tacco della Russia all'Ucraina. Il nostro pensiero va al popolo ucraino, al quale esprimiamo la nostra solidarietà.</p><p>I Verdi liberali esprimono soddisfazione per l'adozione integrale da parte della Sviz-zera delle sanzioni dell'UE contro la Russia. La Svizzera deve assumersi la respon-sabilità di difendere l'ordine mondiale liberale. Vogliamo che la Svizzera dia anche prova di leadership nella difesa dei trattati internazionali.</p><p>Alla luce della situazione attuale, chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta l'impatto della guerra sull'ordine politico globale e sulla coopera-zione multilaterale, e che ruolo svolge la Svizzera in questo contesto?</p><p>2. Quali rischi in ambito di politica di sicurezza si profilano per la Svizzera negli scenari al momento disponibili e come intende reagirvi?</p><p>3. Condivide l'idea che la Svizzera debba rafforzare la cooperazione europea an-che in materia di politica di sicurezza? Se sì, quali sono i programmi?</p><p>4. Come pensa di partecipare alla gestione delle sfide umanitarie e migratorie, as-sicurandosi di rispettare i principi del diritto internazionale?</p><p>5. Quali sono le conseguenze economiche per la Svizzera e che risposte ha elabo-rato per affrontare la nuova situazione?</p><p>6. Come valuta l'impatto della guerra sull'approvvigionamento energetico della Svizzera? Prevede misure in questo senso a breve, medio e lungo termine e, in caso affermativo, quali?</p><p>7. Chi, in seno al Consiglio federale, è responsabile dell'individuazione tempestiva di situazioni di crisi e quali strumenti vengono utilizzati a tal fine?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'aggressione della Russia contro l'Ucraina mostra la velocità e l'incertezza degli sviluppi e delle minacce nell'ambito della politica di sicurezza, segnata dal perseguimento e dall'affermazione degli interessi di politica egemonica e dalla lotta per le sfere di influenza. Una situazione che il Consiglio federale ha descritto nel suo ultimo rapporto sulla politica di sicurezza nel 2021. La sovranità, l'integrità territoriale, il diritto internazionale, la libertà e la democrazia sono messi in discussione. La comunità di valori occidentale e transatlantica si presenta unita e solidale di fronte alla Russia. La Svizzera ha adottato le sanzioni dell'UE, una scelta conciliabile con il suo statuto di neutralità. Continua a fare il necessario per offrire i suoi buoni uffici e contribuire a una soluzione pacifica del conflitto armato in Ucraina. Si adopererà, tra le altre cose, anche nel quadro dell'OSCE - organizzazione per cui ha presentato uno specifico piano di azione nel 2022 -, pur essendo consapevole del fatto che al momento il margine di azione dell'OSCE è molto ristretto. Nel medio periodo il Consiglio federale analizzerà nel dettaglio le ripercussioni della guerra sull'ordine politico mondiale per trarre conclusioni utili a definire la posizione e il ruolo della Svizzera.</p><p>2. Il Consiglio federale ha ritenuto assolutamente possibile un'escalation militare in questa regione dell'Europa, come ha indicato nel suo rapporto del 23 novembre 2021 sulla politica di sicurezza. Il Consiglio federale ha inoltre rilevato che un grave caso di crisi al confine orientale della NATO rappresenterebbe una grande sfida per l'Europa e potrebbe causare instabilità politica, economica e sociale, interruzioni delle catene di approvvigionamento e movimenti migratori. Questa situazione si è verificata più presto del previsto e con una maggiore brutalità. Gli obiettivi in materia di politica di sicurezza e l'orientamento degli strumenti in questo settore hanno sempre tenuto conto della minaccia posta da un conflitto armato, tanto più che in un tale caso le conseguenze per la Svizzera e la sua popolazione sarebbero gravi. La Delegazione Sicurezza del Consiglio federale si è più volte confrontata, sin dallo scoppio della guerra, con questa situazione e le sue possibili ripercussioni per la Svizzera, e ha incaricato il Comitato ristretto Sicurezza di elaborare un'analisi continua dei rischi e il coordinamento delle misure in diversi settori (tra cui cyber, economia, energia, migrazione).</p><p>3. Nel suo rapporto sulla politica di sicurezza 2021 il Consiglio federale ha messo in evidenza che il rafforzamento della cooperazione internazionale è una componente importante degli sforzi della Svizzera per la sicurezza e la stabilità. In Europa sono in primo piano i partenariati per la pace (con la NATO) e la cooperazione con l'UE. La cooperazione bilaterale si focalizza sugli Stati limitrofi. Tra le misure concrete per una più stretta cooperazione con l'UE, la Svizzera vuole sfruttare le opportunità create dal perfezionamento e dal rafforzamento della politica di sicurezza e di difesa dell'UE. Vi rientrano, per esempio, le cooperazioni militari nel quadro della cooperazione strutturata permanente (PESCO) o un potenziamento dell'impegno svizzero nell'ambito delle missioni di promozione della pace dell'UE. Gli eventi attuali avallano questo modo di procedere del Consiglio federale.</p><p>4. Dopo l'inizio dell'attacco militare russo contro l'Ucraina, il DFAE (la DSC) ha reagito immediatamente mettendo a punto un pacchetto di aiuti di 8 milioni di franchi per sostenere la popolazione ucraina. Questo pacchetto consiste in contributi finanziari alle organizzazioni umanitarie partner e in consegne di beni di soccorso attraverso la Polonia. Le forniture sono coordinate direttamente sul posto da una squadra di pronto intervento del Corpo svizzero di aiuto umanitario e consegnate alle organizzazioni partner al confine con l'Ucraina. Per il Consiglio federale, il rispetto dello stato di diritto e dei diritti umani, in particolare della Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati e del principio del non-refoulement, è la priorità assoluta. La Svizzera ricorda inoltre ai Paesi di prima accoglienza di garantire accesso alla protezione a tutte le persone provenienti dall'Ucraina in cerca di riparo. Inoltre, nell'ambito del credito quadro "migrazione" del secondo contributo svizzero c'è la possibilità di sostenere finanziariamente progetti negli Stati membri dell'UE attraverso il Rapid Response Fund. L'obiettivo di questo fondo è permettere di intervenire rapidamente in caso di crisi migratorie. La Svizzera è infine disposta a inviare esperti ed esperte nel campo della migrazione e della gestione delle frontiere sotto il coordinamento di Frontex negli Stati confinanti con l'Ucraina, se questi richiedono assistenza. .</p><p>5. In termini economici generali, gli effetti diretti sulla Svizzera dovrebbero essere limitati. La Russia e l'Ucraina rappresentano piccole quote del commercio estero svizzero, degli investimenti diretti e dei crediti all'estero del sistema bancario. Più consistenti potrebbero essere gli effetti indiretti del conflitto: l'aumento dei prezzi dell'energia che riduce il potere d'acquisto delle famiglie, mentre la grande incertezza aumenta la pressione al rialzo sul franco. Gli impatti maggiori sarebbero da attendersi nel caso di un pronunciato rallentamento economico, specialmente in Europa, o nel caso di una carenza di fonti energetiche con cali di produzione presso importanti partner commerciali. L'economia svizzera ha dimostrato di essere molto robusta nelle recenti crisi. In particolare, gli stabilizzatori automatici (compresa l'assicurazione contro la disoccupazione) sono stati molto efficaci in passato nell'attutire le fluttuazioni congiunturali e probabilmente lo saranno di nuovo in futuro, se necessario.</p><p>6. Il Consiglio federale monitora continuamente lo stato degli approvvigionamenti e valuta la situazione, e in questo ambito si occupa anche della preparazione a eventuali crisi energetiche. Allo stato attuale, la sicurezza dell'approvvigionamento di elettricità e gas per l'inverno in corso è garantita. Il Consiglio federale ha già adottato misure e commissionato ulteriori lavori per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento nell'inverno 2022-2023. Per la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico, il Consiglio federale preferisce la riserva di energia idroelettrica. Per garantire l'approvvigionamento di gas, sono state create le condizioni affinché il settore svizzero del gas possa procurarsi rapidamente e in modo congiunto capacità di stoccaggio supplementari all'estero nonché gas, GNL e capacità nei terminali GNL, senza dover temere in seguito conseguenze sotto il profilo della legislazione antitrust. Nel medio e lungo periodo, la Svizzera deve abbandonare i combustibili fossili. La legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (21.047) rafforzerà ulteriormente la decarbonizzazione e l'elettrificazione, oltre che la sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera. Anche la nuova legge sul CO2, attualmente in fase di consultazione, dà un importante contributo in tal senso.</p><p>7. Secondo l'articolo 6 della legge federale sulle attività informative, il Servizio delle attività informative della Confederazione è responsabile di valutare la situazione di minaccia, compresi i fatti rilevanti sotto il profilo della politica di sicurezza che avvengono all'estero. Ogni dipartimento è inoltre incaricato dell'individuazione precoce di possibili crisi nelle proprie aree di competenza. La Cancelleria federale sostitene i dipartimenti e il Consiglio federale in questo compito. In particolare, l'individuazione tempestiva delle situazioni di crisi da parte della Cancelleria federale offre una visione esterna e un quadro della situazione del potenziale di crisi al di fuori dell'Amministrazione federale che integra il monitoraggio permanente dei rischi da parte del servizio di coordinamento della gestione dei rischi (RM Bund). L'individuazione tempestiva delle situazioni di crisi si basa sulla valutazione di dati e fonti esterne (istituti di ricerca, università, servizi di informazione basati su internet ecc.) e interne, nonché sul regolare monitoraggio dei media in Svizzera e all'estero. Nella crisi attuale, il DFAE informa continuamente le commissioni competenti sulla situazione e sui suoi sviluppi.</p>  Risposta del Consiglio federale.