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Buon primo semestre per Alpiq: il gruppo energetico è tornato in zona utili dopo un 2020 in rosso e ha sensibilmente aumentato il fatturato. Tuttavia l'intero esercizio 2021 resterà probabilmente inferiore rispetto a quello precedente.
Nel periodo in rassegna il fatturato netto del gruppo è aumentato del 48% a 2,66 miliardi di franchi, indica oggi Alpiq in una nota. L'utile operativo (Ebitda), senza tenere conto di effetti straordinari, è stato di 80 milioni di franchi. L'utile netto è stato di 54 milioni di franchi, contro la perdita di 84 milioni del primo semestre 2020.
Tutte e tre le divisioni commerciali di Alpiq hanno contribuito positivamente al risultato, precisa il comunicato. Con 15 milioni, la produzione svizzera di energia elettrica è diminuita rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (48 milioni), ma ciò era previsto. A causa dello scioglimento tardivo delle nevi nelle Alpi elvetiche, Alpiq ha infatti prodotto meno elettricità da energia idroelettrica. Inoltre, a causa della pandemia, la revisione della centrale nucleare di Leibstadt prevista per il 2020 è stata rinviata a quest'anno.
Nella produzione internazionale di elettricità, l'utile operativo è salito a 42 milioni rispetto ai 28 milioni dell'anno precedente. Nella terza divisione aziendale, la commercializzazione di energia, il risultato operativo è stato di 41 milioni, inferiore quindi a quello dell'anno precedente (61 milioni). Ha avuto un impatto negativo il forte aumento dei prezzi dell'energia nella prima metà del 2021.
Insieme ai risultati commerciali del primo semestre, Alpiq ha annunciato oggi anche un cambiamento a livello di personale. Il responsabile del segmento Digital & Commerce, Michel Kolly, lascia l'azienda dopo 15 anni. Kolly era anche un membro della direzione del gruppo. Le ricerche di un successore sono state avviate.
Alpiq continua a prevedere un risultato operativo positivo per il 2021, ma questo sarà probabilmente inferiore ai 262 milioni raggiunti nell'anno precedente. I prezzi dell'elettricità e dei certificati CO2 in franchi svizzeri sui mercati all'ingrosso avranno anche quest'anno un impatto positivo, mentre la revisione di Leibstadt peserà sul bilancio.
Alpiq ha sede a Losanna e dà lavoro a oltre 1200 persone. Il gruppo è nato nel 2009 dalla fusione fra Atel (Aare e Ticino SA di Elettricità) ed Eos (Energie Ouest Suisse). Messa in difficoltà dall'evoluzione del mercato dell'energia elettrica, nel 2018 l'azienda aveva venduto le sue attività industriali, riducendo in tal modo le sue dimensioni.
La società è attiva a livello internazionale offrendo ai clienti soluzioni nel campo della produzione e della commercializzazione di energia. Produce energia idroelettrica da oltre cento anni e ha anche partecipazioni in due centrali nucleari elvetiche (Gösgen e Leibstadt), nonché in impianti termici, eolici e fotovoltaici in Europa. Nel 2019 i principali azionisti hanno tolto il gruppo dalla borsa.