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OBERWIL-LIELI - Niente sconti per il Comune di Oberwil-Lieli (AG), che nel 2016 aveva rifiutato di accogliere dieci richiedenti asilo, preferendo versare al cantone una tassa sostitutiva. Il Tribunale amministrativo argoviese ha respinto un ricorso del Comune.
Le autorità comunali contestavano la tariffa di 110 franchi al giorno per ogni richiedente asilo rifiutato contenuta nell'intimazione di pagamento trasmessagli dal governo cantonale. Il comune chiedeva di ridurre la tassa a 50 franchi al giorno e a persona. La decisione del Tribunale amministrativo (Tram) non è ancora definitiva e può essere ancora impugnata davanti al Tribunale federale.
L'obbligo di ospitare dei richiedenti asilo sulla base di una chiave di ripartizione che tiene conto della popolazione residente è fissato nella Legge cantonale sull'aiuto sociale e sulla prevenzione entrata in vigore nel 2016, sottolinea il Tram nella sua decisione.
Il Comune di Oberwil-Lieli (AG) - che conta circa 2200 abitanti - si è fatto conoscere con la decisione di inserire nel preventivo per il 2016 un importo di 290'000 franchi da versare al Cantone per i richiedenti asilo che non intendeva ospitare.
Il sindaco uscente Andreas Glarner (UDC), eletto nell'ottobre 2015 in consiglio nazionale, era balzato agli onori della cronaca con le sue dichiarazioni fatte alla TV pubblica tedesca ARD contro l'accoglienza di richiedenti asilo, che a suo dire erano destinati a diventare dei futuri assistiti sociali.
Nel "ricco" comune è attualmente ospitata una famiglia siriana cristiana di quattro persone. Dopo 12 anni in qualità di sindaco, Andreas Glarner ha deciso di non ricandidarsi alle recenti elezioni comunali e di concentrarsi sulla nuova carica in consiglio nazionale.
Oberwil-Lieli non era il solo comune argoviese restio a farsi imporre richiedenti asilo dal Cantone. Fino alla fine del 2015 i comuni recalcitranti dovevano pagare solo 10 franchi, venendo meno in tal modo a buon mercato ai loro doveri di accoglienza. Dopo il cambiamento delle regole diversi comuni hanno preferito darsi da fare alla ricerca di alloggi supplementari per i richiedenti asilo.