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Il Consiglio ha raccomandato al Parlamento di respingere l'iniziativa popolare «Per la sovranità alimentare. L’agricoltura riguarda noi tutti» senza controprogetto. Con l'iniziativa si minerebbero la competitività e lo spirito d'innovazione della filiera agroalimentare elvetica e si limiterebbe il margine di manovra della Svizzera nell’ambito dell’economia estera.
L'iniziativa depositata dal sindacato contadino Uniterre contiene, da un lato, richieste già considerate dall’attuale politica agricola; è il caso, ad esempio, della promozione di un’agricoltura contadina, variata e sostenibile, della protezione delle terre coltive o del divieto di sovvenzioni alle esportazioni dal 2019. Dall’altro richieste in contrasto con la politica agricola della Confederazione, quali, ad esempio, un aumento della quota delle persone attive nel primario attraverso misure statali. Si punta, inoltre, all'imposizione di dazi supplementari sulle importazioni di derrate alimentari che non soddisfano lo standard di sostenibilità svizzero, anche se ciò va contro il diritto commerciale internazionale.
Se lo Stato intervenisse maggiormente sulle strutture e desse seguito alla richiesta di ulteriori interventi statali sul mercato aumenterebbe la differenza di prezzo rispetto ai Paesi limitrofi e sarebbe compromessa la competitività della filiera agroalimentare svizzera. Anche il settore del turismo e della ristorazione subirebbe dei contraccolpi in tal senso. Il margine di manovra della Svizzera nell'ambito dell'economia estera diminuirebbe a causa delle restrizioni alle importazioni con possibili ripercussioni negative sul mercato del lavoro.