Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/218641

<h2>SubmittedText<h2><p>Come intende il Consiglio federale garantire che, nell'ambito dello smaltimento di rifiuti contaminati da PFAS esportati dalla Svizzera, emissioni nocive di tali inquinanti non contaminino l'aria, il suolo o le acque? Come valuta il Consiglio federale le vie di smaltimento e il trattamento all'estero? Sono conformi ai requisiti stabiliti in Svizzera dall'ordinanza sul traffico di rifiuti (OTRif)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I movimenti transfrontalieri di rifiuti sono disciplinati dalla Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione (RS 0.814.05) e dalla decisione del Consiglio dell'OCSE C(2001)107/FINAL relativa alla modifica della decisione C(92)39/FINAL sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati a operazioni di recupero (RS 0.814.052) e attuati nella legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb, RS 814.01) e nell'ordinanza sul traffico dei rifiuti (OTRif, RS 814.610).</p><p>Nel quadro della procedura di autorizzazione per l'esportazione di rifiuti, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) verifica se sono soddisfatti i requisiti per il rilascio di un'autorizzazione secondo l'articolo 17 OTRif. Lo smaltimento all'estero deve, tra l'altro, essere ecocompatibile e corrispondere allo stato della tecnica svizzero. Questa condizione è verificata sulla base di informazioni tecniche sulla procedura di smaltimento e a test di laboratorio eventualmente necessari. In tal modo si garantisce che gli standard ambientali svizzeri non possano essere aggirati esportando i rifiuti all'estero.</p><p>La procedura di autorizzazione si applica anche alle esportazioni di rifiuti contenenti sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS). Il requisito del trattamento ecologico è soddisfatto se i PFAS vengono distrutti mediante un trattamento termico superiore a 1000 °C. Se sono soddisfatte anche le altre condizioni, l'UFAM può approvare l'esportazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.