Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01164.jsonl.gz/331

Asia Bibi
Giungono brutte notizie sul caso di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte in Pakistan con l’accusa di blasfemia, per la cui liberazione si era mobilitato anche il Giornale del Popolo.
Questa mattina l’Alta Corte di Lahore, tribunale di secondo grado pakistano, ha confermato il giudizio in prima istanza, che prevedeva per lei la condanna a morte. La conferma arriva dall’Agenzia Fides, per bocca di uno degli avvocati che si occupa della difesa della donna, Naeem Shakir. L’udienza, durata circa quattro ore, si è tenuta alla presenza del collegio presieduto dal giudice Anwar ul Haq. I difensori non sono riusciti a far valere le loro argomentazioni che, a loro avviso, smontavano tutte le accuse rivolte all'imputata e ne minavano la credibilità.
“Il giudice ha ritenuto valide e credibili le accuse delle due donne musulmane (due sorelle) che hanno testimoniato sulla presunta blasfemia commessa da Asia. Sono quelle con cui Asia aveva avuto l’alterco e da cui è nato il caso”, ha spiegato Shakir. E ha concluso: “La giustizia è sempre più in mano agli estremisti”. La difesa, d’accordo con il marito di Asia, ha deciso di presentare ricorso alla Corte Suprema, terzo e ultimo grado di giudizio in Pakistan.