Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/175860

<h2>SubmittedText<h2><p>Sulla base dell'"Internal evaluation of Swiss Confederations Food Aid Programme" dell'Alta scuola di scienze agronomiche, forestali e alimentari, il Consiglio federale è invitato a mantenere gli aiuti alimentari con prodotti lattieri di origine svizzera, nella misura attuale e in modo adeguato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide la richiesta di portare avanti in modo adeguato il programma di aiuti alimentari. Ritiene tuttavia opportuno apportare alcune modifiche al programma attuale sulla base della valutazione commissionata dal DFAE nel 2015 e menzionata dall'autore della mozione.</p><p>Il rapporto di valutazione sul programma di aiuti alimentari è stato pubblicato (in inglese) a maggio 2016 (<a href="http://www.admin.ch">www.admin.ch</a> &gt; Documentazione &gt; Studi &gt; Numero della referenza 2016.682). Secondo questa valutazione, in alcuni Paesi dove la denutrizione è cronica, come per esempio in Corea del Nord, il Programma alimentare mondiale (PAM) dell'ONU continua a impiegare latte in polvere. Nelle crisi alimentari, invece, un aiuto vincolato sotto forma di forniture di latte in polvere non è adatto per garantire la necessaria assistenza in tempi rapidi a un numero il più possibile elevato di persone bisognose (cfr. pagg. 25, 35 e segg. e 91 della valutazione).</p><p>Nelle situazioni di carestia è sempre più diffuso l'impiego di pacchi di generi alimentari proteici, la cui produzione rappresenta comunque un'opportunità di mercato per le aziende svizzere di trasformazione del latte. Per garantire un programma più pertinente, mirato ed efficiente, il DFAE ha quindi deciso di rendere più flessibili gli aiuti alimentari con prodotti lattieri svizzeri e di destinare integralmente le relative risorse finanziarie al Programma alimentare mondiale dell'ONU a partire dal 2018. Il Consiglio federale esorta tuttavia il PAM, in caso di acquisto di latte in polvere (p. es. per la Corea del Nord), a dare la priorità ai fornitori svizzeri se il latte in polvere in questione è prodotto con latte del segmento B.</p><p>Come ha affermato il Consiglio federale nel suo parere relativo alla mozione Bertschy 16.4135, "con questa nuova prassi, inoltre, la Svizzera adempie gli impegni assunti nel quadro della Dichiarazione di Parigi sull'efficacia degli aiuti, della decisione della conferenza ministeriale dell'OMC a Nairobi del dicembre 2015 e della Convenzione sull'assistenza alimentare ratificata nel 2012".</p><p>L'agricoltura continua a rivestire un ruolo importante nell'aiuto umanitario e nella cooperazione allo sviluppo anche al di là degli aiuti alimentari. La DSC mette l'agricoltura e la sicurezza alimentare al primo posto nell'ambito della cooperazione bilaterale allo sviluppo. Sia la DSC sia l'Ufficio federale dell'agricoltura si impegnano attivamente per migliorare la sicurezza alimentare, garantire la conservazione delle risorse naturali e assicurare redditi adeguati nell'agricoltura. Il 23 marzo 2017 i due uffici hanno firmato un accordo di cooperazione per sfruttare in modo ancora più mirato le sinergie. L'impegno di entrambi gli uffici a favore della sicurezza alimentare nel mondo giova anche all'agricoltura svizzera: grazie al partenariato della DSC con il consorzio internazionale dei centri di ricerca agricola (Gruppo consultivo per la ricerca agricola internazionale, CGIAR), i coltivatori di piante svizzeri possono usufruire delle banche dei geni delle piante coltivate in tutto il mondo messe a disposizione dal CGIAR.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.