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Nucleare: rischio tumore bambini non aumenta vicino a centrali
I bambini che vivono o sono cresciuti nei pressi di una centrale nucleare svizzera "non corrono un rischio significativamente maggiore di ammalarsi di tumori". È quanto indica uno studio realizzato dall'Istituto di medicina sociale e preventiva dell'Università di Berna, dal Registro svizzero dei tumori pediatrici e dal Gruppo d'oncologia pediatrica svizzera. Il risultato contraddice uno studio tedesco del 2007 che dimostrava un rischio di leucemia due volte maggiore per bambini che vivono entro un raggio di 5 km da una centrale nucleare.
La ricerca, pubblicata dall'"International Journal of Epidemiology" e presentata oggi ai media a Berna, è stata commissionata dalla Lega svizzera contro il cancro e dall'Ufficio federale della sanità pubblica. Tra il 1985 e il 2009, lo studio ha esaminato in tutto il Paese 1,3 milioni di soggetti compresi tra gli 0 e i 15 anni.
Per l'esame la Svizzera è stata divisa in quattro zone: zona I, che comprende abitazioni poste tra 0 e 5 km dalla centrale più vicina; zona II tra i 5 e i 10 km; zona III tra 10 e 15 km e zona IV più di 15 km. Il rischio di sviluppare un tumore pediatrico è stato calcolato per ciascuna zona. I casi osservati nelle zone I, II e III sono stati paragonati a quelli attesi nella zona IV (gruppo di riferimento).
L'analisi ha particolarmente preso in esame la leucemia contratta da bambini di età inferiore ai cinque anni, particolarmente sensibili alle radiazioni, ha sottolineato Claudia Kuehni responsabile dello studio. In tale fascia di età sono stati diagnosticati 573 casi di leucemia: 522 di questi sono stati rilevati in bambini nati a oltre 15 km da una centrale nucleare. Nel raggio di 5 km i casi di leucemia diagnosticati sono stati otto, il 20% in più di quello statisticamente atteso. Tra i 5 e i 10 km ne sono stati registrati 12, il 40% in meno di quelli previsti e tra i 10 e i 15 km, 31, pari al 10% in più di quanto atteso.
Tuttavia "a causa di un limitato numero di casi, l'incertezza statistica è relativamente importante", ha puntualizzato Matthias Egger, direttore dell'Istituto di medicina sociale e preventiva.
I dati registrati nella zona situata tra i 5 e 10 km da una centrale nucleare mostrano una diminuzione del rischio di leucemia del 41% rispetto alla zona posta a oltre 15 km. Nel raggio tra 10 e 15 km, i ricercatori hanno notato un aumento del rischio pari al 10%.
Tali risultati sono paragonabili a quelli registrati negli Stati Uniti, in Svezia e Inghilterra, ha dichiarato Kuehni.