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MOSCA - All'oppositore russo Alexei Navalny non vengono consegnate lettere nel carcere Matrosskaya Tishina, dove è rinchiuso dal 18 gennaio: lo ha detto la sua avvocata, Olga Mikhailova, alla testata online Meduza, che ha recentemente incontrato il dissidente.
«Non ha ricevuto nessuna lettera, nessuna, sono vietati gli incontri coi familiari e le consegne di oggetti, questo a causa della pandemia», ha spiegato la legale, secondo cui Navalny «si trova in un vuoto informativo».
Il 20 gennaio è stato annunciato che «per motivi tecnici» nel carcere dove si trova Navalny avevano smesso di accettare corrispondenza per i detenuti. Lo stesso giorno, la moglie di Navalny, Yulia Navalnaya, aveva fatto sapere su Instagram che il 19 gennaio le era stato comunicato che una sua lettera era stata data al marito ma che successivamente il servizio penitenziario le aveva fatto sapere che in realtà la missiva non era stata consegnata ed era «in fase di elaborazione».
Michel chiama Putin - «Oggi, nella mia telefonata col presidente Vladimir Putin ho ribadito che l'Ue è unita nella sua condanna per la detenzione di Alexei Navalny e ne chiede l'immediata scarcerazione». Così il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, su Twitter. «La Russia deve fare immediatamente un'indagine completa e trasparente sul tentativo di uccidere» l'oppositore, aggiunge.