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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'iniziativa in questione ("Nuova piazza del mercato transatlantico / New Transatlantic Marketplace - NTM"), lanciata dal commissario Leon Brittan, riveste in questa fase un carattere politico. Non si può pertanto giudicare anticipatamente quale andamento concreto prenderà. Secondo le informazioni provenienti dalla Commissione europea, tale iniziativa avrebbe lo scopo di: a) eliminare gli ostacoli tecnici agli scambi di merci, segnatamente tramite accordi di mutuo riconoscimento; b) eliminare, entro il 2010, tutte le tariffe industriali basandosi sulla clausola della nazione più favorita; c) istituire una zona di libero scambio nel settore dei servizi; d) adottare regole più vincolanti rispetto a quelle previste dall'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) nei settori degli acquisti pubblici, della proprietà intellettuale e degli investimenti. Essa persegue in tal modo obiettivi paragonabili a quelli della politica economica esterna della Svizzera. Il Consiglio federale ha pertanto preso atto con interesse di questa iniziativa, di cui seguirà con attenzione gli ulteriori sviluppi. All'occorrenza, esso potrebbe essere indotto a intraprendere dei passi al fine di parteciparvi.</p><p></p><p>2. Il Consiglio federale constata che gli strumenti di libero scambio a livello regionale o interregionale sono oggetto di un rinnovato interesse. Infatti, i Paesi o gruppi di Paesi partecipanti cercano con questi mezzi di rafforzare la loro cooperazione economica sottoscrivendo impegni che vanno al di là di quelli assunti nell'ambito multilaterale dell'OMC. Del resto, la Svizzera stessa ha concluso nel corso degli ultimi anni, sia individualmente che in collaborazione con i suoi partner dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), tutta una serie di accordi di questo genere, in particolare con alcuni Paesi mediterranei e dell'Europa orientale. Più di recente sono stati inoltre avviati negoziati a titolo esplorativo con il Canada in vista dell'elaborazione di un tale strumento. Come è stato sottolineato a più riprese dal Consiglio federale, analoghe relazioni economiche preferenziali potrebbero essere instaurate anche con gli Stati Uniti.</p><p></p><p>3. Nella misura in cui questi accordi vengono realizzati conformemente alle regole previste dall'OMC, il sistema multilaterale non può che uscirne rafforzato. Ciò significa che tali accordi devono facilitare il commercio tra le parti contraenti senza frapporre ulteriori ostacoli al commercio con gli altri Membri dell'OMC. In caso contrario le iniziative in questione potrebbero effettivamente contribuire all'erosione del sistema commerciale multilaterale. A questo punto occorrerebbe intervenire contro una simile evoluzione.</p><p></p><p>4. Secondo gli elementi a disposizione, i diversi capitoli dell'iniziativa NTM sarebbero aperti ai Paesi esterni all'Unione europea e agli Stati Uniti, da un lato, e conformi alle regole dell'OMC dall'altro. La soppressione dei dazi sui prodotti industriali non dovrebbe comportare svantaggi, nella misura in cui essa sarebbe attuata secondo il principio della clausola della nazione più favorita, vale a dire nella misura in cui concernerebbe tutti gli Stati membri dell'OMC. Occorre osservare che, come è stata concepita, l'iniziativa NTM in materia di tariffe industriali prevede, per diventare effettiva, un'ampia partecipazione supplementare da parte dell'Unione europea e degli Stati Uniti. Ciò non è il caso per quanto concerne altri aspetti di questa iniziativa - segnatamente il capitolo dei servizi - che prevedono la creazione di una zona preferenziale in conformità con gli obblighi dell'OMC. In tal caso il Consiglio federale cercherebbe di partecipare a questo capitolo dell'iniziativa NTM o di negoziare accordi equivalenti.</p><p></p><p>5. Per quanto attiene all'agricoltura svizzera, iniziative di questo genere nell'ambito dell'OMC possono avere le seguenti conseguenze:</p><p></p><p>a) Un accordo di libero scambio è ritenuto conforme all'Organizzazione se copre sostanzialmente tutto il settore del commercio ("substantially all the trade"). In tal caso e nell'ipotesi di una partecipazione della Svizzera, quest'ultima dovrebbe definire i prodotti agricoli che non entrerebbero in considerazione per un libero scambio con i suoi partner.</p><p></p><p>b) Indipendentemente dalla NTM, un negoziato è previsto già fin d'ora in seno all'OMC a partire dal 2000, al fine di compiere una nuova tappa nella liberalizzazione progressiva dell'agricoltura.</p>  Risposta del Consiglio federale.