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Emmi, leader elvetico nel settore lattiero, sta mettendo in atto un ritocco verso l'alto dei prezzi. La società deve fare i conti con una diminuzione dell'offerta, il che si ripercuoterà sulla clientela al dettaglio con un adeguamento al rialzo delle tariffe.
"La pressione resta brutalmente alta e la decisione è stata difficile da prendere", ha detto il CEO Urs Riedener, in un'intervista concessa oggi all'agenzia finanziaria AWP. Il manager ha assicurato che il rincaro sarà contenuto.
A suo giudizio, i consumatori sono pronti a pagare per la qualità svizzera. Nessuno può forzare Emmi a vendere merce in perdita, ha proseguito Riedener, secondo cui la società prova in tutti i modi a ottenere i migliori prezzi possibili per i prodotti non redditizi, prima di abbandonarli.
"Grazie al nostro posizionamento internazionale disponiamo di canali di vendita alternativi", ha dichiarato il numero uno di Emmi. Le attività fuori dai confini elvetici sono responsabili del 52% dei ricavi. La produzione rimane invece principalmente in Svizzera: una situazione che dovrebbe perdurare in futuro.
L'espansione all'estero è tra le priorità del gruppo lucernese. Nel 2019, Emmi si è impossessata di un sito di produzione di blue cheese (formaggio erborinato) negli Stati Uniti, ha acquisito una partecipazione maggioritaria in un produttore di formaggio di capra austriaco e ha rilevato un fabbricante italiano di dolci. Ha inoltre aumentato la sua presenza in Sudamerica.
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