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Abbiamo meno fiducia nel Consiglio federale, e crediamo ancora fortemente nella neutralità.
BERNA - Gli Svizzeri si sentono in generale molto sicuri e hanno grande fiducia nelle istituzioni elvetiche. Tra i timori più diffusi indicano la pandemia, i cyberattacchi, la diffusione di fake news o una crisi economica. È quanto emerge dallo studio annuale edito dall'Accademia militare (ACMIL) e dal Center for Security Studies (CSS) del Politecnico federale di Zurigo.
Tra i mesi di gennaio del 2020 e del 2021 il sentimento di sicurezza degli svizzeri è rimasto immutato: il 95% delle persone che hanno partecipato all'inchiesta provano un sentimento positivo. Il loro entusiasmo per il futuro del Paese è tuttavia leggermente diminuito: sono l'83% a dirsi ottimisti mentre un anno prima erano ancora il 91%.
Un terzo degli intervistati è preoccupato per la situazione politica mondiale. La crisi del coronavirus, la Brexit e l'attacco al Campidoglio di Washington, sede del Congresso degli Stati Uniti, lo scorso 6 gennaio, nonché il successivo insediamento del nuovo presidente americano Joe Biden possono aver avuto un influsso sulle risposte degli interrogati, stando al rapporto.
Nel complesso gli svizzeri non si sentono minacciati. Considerano tuttavia come probabili minacce una pandemia, gli attacchi informatici, la diffusione di false notizie o una crisi finanziaria. La fiducia nei confronti delle istituzioni elvetiche è invece rimasta superiore alla media durante l'epidemia di Covid-19 ed è persino aumentata tra il 2020 e il 2021.
Perdita di slancio del Governo - La fiducia nel Consiglio federale è diminuita in modo significativo in un anno, ma resta superiore alla media. Lo stesso si può dire per quella nei confronti della polizia, della scienza e dei tribunali. Dal canto suo, la fiducia nel Parlamento federale e nei partiti politici è aumentata, pur restando nella media degli ultimi anni.
Gli Svizzeri sono sempre fortemente legati al principio di neutralità. Sono il 96% a sostenerlo. Per la maggioranza degli intervistati la neutralità porta più vantaggi che inconvenienti.
Per quanto riguarda la politica estera, gli elvetici sono inclini all'apertura, ma a determinate condizioni. Se sono globalmente favorevoli alla cooperazione economica con l'UE, respingono per contro a larga maggioranza l'idea di un riavvicinamento o di un'adesione all'Unione europea.
La collaborazione con l'ONU ha guadagnato terreno. Un numero significativamente più elevato di persone ritiene che la Svizzera debba essere più attiva in seno alle Nazioni Unite, in particolare per quel che concerne un seggio nel Consiglio di sicurezza o una partecipazione alle forze di mantenimento della pace dell'ONU.
Esercito apprezzato - L'Esercito svizzero è apprezzato dal 73% delle persone interrogate che lo ritengono necessario. Una maggioranza privilegia l'esercito di milizia (58%) rispetto a uno professionistico (38%). La soddisfazione nei confronti delle prestazioni delle truppe ha raggiunto un picco nell'estate 2020, al culmine dell'emergenza legata al coronavirus. È poi ridiscesa a un livello ordinario all'inizio di quest'anno.
Due terzi degli intervistati sostiene l'idea di un servizio obbligatorio sia per gli uomini che per le donne, con una libera scelta tra servizio militare, civile o sociale. Il servizio militare esclusivamente rivolto agli uomini ha perso terreno. Solo la metà degli interrogati vi è favorevole.
Infine, i giovani adulti (18-29 anni) sono molto più numerosi rispetto alle fasce d'età superiori nel ritenere che le restrizioni legate alla pandemia abbiano influito sulla loro vita lavorativa, sul loro comportamento nel tempo libero e sulla loro salute mentale.
Il sondaggio è stato realizzato telefonicamente lo scorso gennaio dall'istituto LINK su un campione di 1'228 Svizzeri su mandato dell'ACMIL e il CSS del Politecnico federale di Zurigo.
Il padre avrebbe sparato al figlio domenica mattina ad Agno. Ma perché il fatto è avvenuto così lontano da casa?
Intanto nel Comune di Valmara c'è stupore. Il segretario comunale: «Non ci era stati segnalati disagi in merito a queste due persone». Eppure c'è chi parla di liti frequenti.
L'incidente è avvenuto poco prima della 1.30 in piazza Riscossa a Lugano.
L'automobile dell'anziano si è scontrata frontalmente contro la porta di un'autorimessa e poi contro un muro. Per il 72enne, forse vittima di un malore, non c'è stato nulla da fare.
Si moltiplicano le ipotesi sull’identità dello scheletro ritrovato settimana scorsa tra le montagne vallesane.
C’è chi ritiene possa essere di un miliardario tedesco scomparso nei pressi di Zermatt nel 2018. Oppure di una turista giapponese dispersa dal 2000.
Dal lago Verbano ai fiumi Maggia, Tresa e Breggia la situazione è inquietante. Pesci sotto stress.
Le riflessioni di Tiziano Putelli, capo dell'Ufficio cantonale della caccia e della pesca e di Nicola Patocchi, e responsabile scientifico della Fondazione Bolle di Magadino.
Il presidente della Commissione dell'energia elettrica lancia l'allarme e accusa il Governo: «Non ci hanno ascoltati».
Se si concretizzasse lo scenario peggiore, Berna potrebbe prendere misure drastiche che vanno dalla riduzione dell'illuminazione stradale, allo spegnimento dei neon delle vetrine, fino al divieto di acquistare stufe elettriche.
Le insolite temperature delle acque favoriscono lo sviluppo dei Medicane, delle tempeste tropicali simili a uragani.
In autunno questi fenomeni sprigionano tempeste molto violente. Nel 2020 in Grecia, il Medicane Ianos aveva causato ingenti danni e provocato la morte di quattro persone.
Dall'inizio dell'anno in Europa sono andati a fuoco 600mila ettari. Un record pluriennale
Nella notte un altro incendio a Elfingen, in Argovia, ha messo in difficoltà i pompieri per la mancanza di acqua. E nel canton Zurigo si contano i danni (milioni) dopo il rogo in una falegnameria
La pandemia e la guerra in Ucraina hanno fatto esplodere i prezzi, ma i salari (per ora) restano gli stessi.
L'allarme del presidente dell'Unione sindacale svizzera Pierre-Yves Maillard: «Se le paghe non vengono aumentate ora ci saranno conseguenze disastrose per il mercato del lavoro e per i consumi».
Gli organizzatori tracciano un bilancio molto positivo dell'evento che ha accolto 30'000 giovani nella valle di Goms.
Sul posto rimarranno ancora 800 volontari per sistemare la zona: «L'obiettivo è che il 15 agosto il campo sia vuoto e il terreno possa essere restituito ai proprietari».
Il nuovo delegato per la sicurezza lancia l'allarme: «La Svizzera è di fronte a numerose sfide».
Martin von Muralt fa riferimento in particolare a pericoli informatici, carenza d'energia, pandemie e interruzioni delle catene di approvvigionamento, oltre che al cambiamento climatico. «È essenziale che i nostri valori democratici sopravvivano».
Nuovi disagi in Spagna dovuti al rifiuto della compagnia aerea di negoziare un accordo con il personale di cabina.
I sindacati chiedono l'applicazione dei diritti fondamentali del lavoro, oltre che un aumento salariale per contrastare l'inflazione.
Il 52% dei cittadini svizzeri ritiene che i politici non facciano sufficientemente gli interessi del popolo
Inoltre, quasi l'80% delle persone interpellate vorrebbe vedere una maggiore disponibilità al compromesso. La Presidente del Consiglio nazionale Irène Kälin: «Se il popolo è insoddisfatto della situazione, può cambiarla recandosi alle urne».
Gli svizzeri hanno iniziato ad acquistare stufette per riscaldarsi nei mesi invernali (in caso di crisi energetica)
Però, «l'uso di migliaia di dispositivi di questo tipo può portare a una grande instabilità della rete elettrica», ha affermato il direttore delle aziende elettriche svizzere. Non è da escludere che saranno quindi vietate.