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A differenza del governo Rajoy, secondo cui gli aiuti previsti fino a 100 miliardi di euro comporteranno contropartite solo per il sistema bancario, Almunia ha ricordato che saranno vincolati al rispetto delle regole del Patto di stabilità europeo. "Non parlo solo dell'obbligo di restituire questo prestito, ma anche di altri tipi di condizioni, bisognerà vedere quali", ha osservato il vicepresidente della Commissione europea, senza essere più preciso.
Almunia ha ricordato che gli aiuti in sé non saranno registrati come deficit ma come debito, mentre gli interessi si tradurranno in deficit pubblico. Ed ha confermato che il prestito alla Spagna sarà sottoposto alla supervisione della troika, costituita da Fmi, Bce e Commissione europea, anche se il Fondo monetario internazionale, a differenza dei casi di Grecia, Irlanda e Portogallo, non parteciperà come co-finanziatore.
Intanto la Banca centrale europea ha chiesto alla Spagna di riesaminare e rafforzare i piani per la creazione di una "bad bank" in cui far confluire - e quindi isolare - gli asset immobiliari a rischio in portafoglio degli istituti iberici, per poi venderli. Lo scrive l'agenzia Reuters citando un documento dell'istituto centrale di Francoforte in cui si evidenzia che "rimane non chiaro (...) se il quadro previsto sia sufficiente a raggiungere una separazione efficace dei rischi delle banche".