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(19.01.2011) Il commercio al dettaglio in Svizzera è solido. Il clima del consumo è piuttosto favorevole, anche se questo settore non dovrebbe raggiungere i livelli record del 2006 e del 2007. Per quanto concerne l'offerta, le regioni turistiche e centrali se la cavano meglio delle regioni di frontiera. È quanto rivela il sondaggio "Retail Outlook", pubblicato da Credit Suisse.
Le prospettive del commercio al dettaglio in Svizzera sono positive: secondo gli specialisti della banca, nel 2011 il fatturato di questo settore dovrebbe aumentare dell'1,5%. Il principale motore di questa crescita è l'immigrazione. Inoltre, con 1,6 m2 di superficie di vendita per abitante, la Svizzera si posiziona in buona posizione rispetto ai suoi partner europei nel campo dell'offerta, come indica il rapporto.
Malgrado questi buoni risultati, gli esperti reputano che nel 2011, la Svizzera non dovrebbe rivivere il boom del consumo fatto registrare nel 2006 e nel 2007. In particolare a causa di un previsto rallentamento della crescita imputabile ai rischi congiunturali legati alla crisi del debito, alla stagnazione del potere d'acquisto e del mercato del lavoro.
Credit Suisse ha creato un nuovo indicatore, il "Retail Provision Index", il quale rappresenta la densità dei commerci al dettaglio, per ogni comune svizzero. Secondo questo indicatore, i grandi centri e le regioni turistiche beneficiano di un'offerta del commercio al dettaglio particolarmente abbondante, al contrario delle regioni di frontiera.
Nella maggior parte delle regioni periferiche e di montagna, la copertura del commercio al dettaglio alimentare è superiore alla media. È addirittura considerata come abbondante, tenuto conto della popolazione. La densità dei commerci non alimentari è invece chiaramente meno presente.
Ultima modifica 07.09.2015