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Un gay o una lesbica deve poter adottare il figlio del partner: si tratta di una "scelta opportuna, nell'interesse del bambino", ma il Consiglio federale è contrario a concedere a queste coppie un diritto generalizzato all'adozione. Spetterà al parlamento decidere.
Questa la risposta alla mozione "Diritto in materia di adozione: pari opportunità per tutte le famiglie", presentata dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati, sulla spinta di una petizione inoltrata da associazioni di gay e lesbiche.
Il governo afferma di nutrire comprensione per la richiesta di permettere al partner registrato del padre o della madre di adottarne il figlio nato da una precedente relazione o proveniente da una precedente adozione. Sebbene già oggi molti bambini siano allevati da coppie omosessuali, essi non godono delle medesime tutele giuridiche di cui beneficiano i figli di genitori sposati. L'adozione dei figliastri anche per le coppie omosessuali equiparerebbe giuridicamente i bambini allevati da partner registrati a quelli cresciuti da coppie sposate, scrive il Consiglio federale.
L'esecutivo è invece contrario a permettere in generale alle coppie omosessuali di adottare un bambino. Nella sua risposta rammenta che contro la legge sull'unione domestica registrata, entrata in vigore il 1. gennaio 2007, era stato lanciato il referendum. È convinto che il popolo abbia accolto la legge a grande maggioranza perché elimina la discriminazione delle persone omosessuali senza permettere alle coppie in unione registrata di adottare un bambino e di ricorrere alla procreazione assistita.
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