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GINEVRA - In sottoeffettivo cronico, le guardie di confine di Ginevra sono irritate con la Confederazione, che ha rifiutato recentemente di confermare l'assunzione di 20 aspiranti. I rinforzi ticinesi e svizzero-tedeschi non permetterebbero di alleviare il carico di lavoro.
"La situazione è diventata intollerabile", rileva André Eicher, segretario generale del sindacato del personale di dogana e delle guardie di confine, confermando gli articoli pubblicati oggi da diversi media romandi.
André Eicher spiega che l'assunzione degli aspiranti è stata bloccata a causa della volontà di Berna di risparmiare l'1% sul personale federale. La situazione - aggiunge - "è diventata particolarmente esplosiva a causa del forte aumento della criminalità transfrontaliera registrato a Ginevra", la cui frontiera con la Francia totalizza circa 100 chilometri.
Secondo un'ex guardia di confine ginevrina, che ha chiesto l'anonimato, "i colleghi ticinesi e svizzero-tedeschi non sono d'aiuto, perché non conoscono la regione e spesso non parlano il francese". Potrebbero persino diventare un "peso morto" in casi estremi, "quando il tempo di reazione diventa primordiale".
L'assegnazione a Ginevra, inoltre, non è effettuata su una base volontaria e "molti colleghi sono riluttanti a lasciare la famiglia per settimane". La loro presenza genera peraltro costi "ingenti": non disponendo le Dogane di alloggi nel cantone, i funzionari in trasferta sono sistemati in albergo.
SDA-ATS