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L'usurpazione di identità, fenomeno in espansione grazie anche a Internet, deve essere punita con un apposito articolo dei codici penale e civile. Dopo gli Stati, anche il Nazionale ha approvato - tacitamente - una mozione del "senatore" Raphaël Comte (PLR/NE) che chiede al governo di legiferare in materia.
Durante il dibattito al Consiglio degli Stati, Comte aveva ricordato che attualmente la Svizzera non riconosce l'usurpazione come un reato a sé stante: soltanto i reati commessi grazie al furto d'identità sono punibili, il che non include tutti i casi di usurpazione d'identità.
A parere dell'esponente PLR, il fenomeno registra una diffusione inquietante. L'identità delle vittime può essere utilizzata a vari fini per ledere l'onore altrui, ottenere un vantaggio patrimoniale indebito, oppure semplicemente per nuocere a qualcuno senza un fine preciso.
Il governo, pur riconoscendo l'incremento di simili casi, era contrario alla mozione. L'esecutivo sosteneva che le disposizioni legali in vigore permettono già di sanzionare chi abusa dell'identità altrui per fini illeciti.