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BERLINO - Potrebbe prendere il via subito il piano di decarbonificazione della Germania, concordato dal governo federale e dai quattro Länder che ospitano impianti. Un primo blocco di centrali energetiche a carbone - le più vecchie - dovrebbe essere chiuso già a partire dal 2020, ha reso noto la ministra dell'ambiente Svenja Schulze.
Il ministro delle finanze, Olaf Scholz, ha annunciato inoltre un piano miliardario di risarcimento per i gestori colpiti: per quelli dell'ovest sono previsti 2,6 miliardi di euro, per quelli delle centrali dell'est 1,7 miliardi.
L'accordo tra governo federale e Länder interessati è arrivato nella notte tra mercoledì e giovedì. Come segnala la Welt, la relativa proposta di legge dovrebbe essere presentata ancora nel corso di questo mese ed essere approvata entro metà anno.
L'uscita dal carbone dovrà completarsi entro il 2038, ha stabilito un anno fa una commissione mista.
Con il 35% dell'energia elettrica prodotta ancora attraverso la combustione di carbone (dato 2018), quest'ultimo rappresenta per la Germania «la fonte energetica più importante per la produzione di corrente accanto alle energie rinnovabili», sottolinea il Ministero dell'economia e dell'energia tedesco sul proprio sito internet. Al momento, le fonti rinnovabili coprono più o meno la stessa percentuale di produzione di elettricità del carbone.
L'uscita dal carbone è stata decisa a causa delle elevate emissioni di CO2 che comporta. Esse contribuiscono all'aumento dell'effetto serra e, quindi, al riscaldamento globale.