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Le origini della parola magica ABRACADABRA
Si racconta che il termine “Abracadabra” derivi da un antichissimo incantesimo ebraico che inizia per l’appunto con Abr Abra Abrak Abraka (ecc.). Universalmente è la parola più usata senza traduzione nelle singole lingue ed è priva di un significato specifico. Ai nostri tempi è sicuramente la parola magica più utilizzata dai prestigiatori durante gli spettacoli d’illusionismo; ma nell’antichità era considerata un incantesimo da utilizzare come maledizione contro febbri e infiammazioni.
Anche lo scrittore Carlo Levi nel suo libro autobiografico “Cristo si è fermato a Eboli”, riferisce in qualità di medico, di aver spesso notato indossare dai contadini della Lucania il triangolo dell’Abracadabra rivolto verso l’alto e portato come ciondolo in metallo o come foglietto scaramantico.
In lingua aramaica la frase veniva utilizzata più come un mezzo per la cura delle malattie piuttosto che come maledizione. Gli studiosi ritengono che la magia sia nata ancor prima della religione e che l’uomo fosse in un certo senso un “animale magico”, quando la proprietà di linguaggio non era uguale a quella odierna e con animale si voleva intendere “creatura”. Nelle civiltà primitive la scrittura era ritenuta una delle arti magiche, secondo gli antichi infatti le parole avevano la forza di un incantesimo e se venivano pronunciate in modo corretto la magia scaturiva il suo potere.