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Dopo un decennio di calo, dal 2014 il numero delle vittime delle mine antiuomo è tornato ad aumentare. L'impegno della Svizzera per cercare di ridurre il bilancio non si è mai fermato e nel 2019 ha stanziato 17,6 milioni di franchi per sostenere progetti sul campo in diversi Paesi.
Oltre al sostegno finanziario, dodici esperti sono stati inviati per partecipare e sostenere programmi delle Nazioni Unite. La Confederazione si dice convinta che con lo sminamento si possa fornire un importante contributo alla sicurezza, alla pace, all'impegno umanitario e allo sviluppo sostenibile.
Nella seconda metà dello scorso anno, la Svizzera ha anche assunto la presidenza della seconda Convenzione sulle munizioni a grappolo, che promuove il diritto internazionale umanitario, vietando un'intera categoria di armi e decretando nuovi obblighi nell'assistenza alle vittime.