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Il personale del Comitato internazionale della Croce rossa (CICR) è sempre più cosmopolita. Nel 2001, la proporzione dei delegati svizzeri è scesa al 60 %.
I delegati stranieri provengono principalmente da paesi occidentali, ma anche Asia e Medio Oriente sono rappresentati.
Alla fine dell'anno scorso, l'organizzazione umanitaria con sede a Ginevra contava 588 delegati «sul terreno», tra cui 237 non svizzeri. Max Hadorn, capo del reclutamento, conferma che le candidature dall'estero sono in netto aumento. A suo avviso, l'accesso al CICR facilitato via internet spiega in parte il fenomeno. Il sito del CICR ha subito un lifting nel maggio 2001, precisa Hadorn.
Neutralità e mutamenti geopolitici
La decisione politica di allargare il reclutamento fuori dal territorio elvetico risale al 1992. Fino ad allora, l'incarico di delegato era riservato ai cittadini svizzeri. Grégoire Tavernier, responsabile delle risorse umane al CICR, spiega questo esclusivismo con il fatto che la neutralità elvetica permetteva di intervenire nella maggior parte delle situazioni. A suo avviso, i mutamenti geopolitici sopravvenuti all'inizio degli anni '90 hanno modificato questo dato di fatto.
I delegati internazionali si integrano e si identificano facilmente nel CICR, sottolinea Hadorn. La chiarezza del mandato e dei principi dell'organizzazione spiegano in gran parte a suo avviso l'interesse manifestato dagli stranieri. Infatti, questo punto è spesso menzionato dai candidati stranieri, che per la maggior parte hanno già lavorato per altre organizzazioni umanitarie.
Il massacro di sei delegati lo scorso aprile nella Repubblica democratica del Congo non ha avuto conseguenze negative sul numero delle candidature. Hadorn afferma che il CICR non ha avuto problemi di reclutamento nel 2001.
swissinfo e agenzie