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In un'epoca di rischi globale, i mercati svizzeri si dimostrano particolarmente attraenti per gli investitori esteri.
Gli avvenimenti dell'11 settembre hanno portato a una fuga degli investitori verso porti più sicuri: il franco svizzero e i collocamenti svizzeri a reddito fisso, appoggiati da un'economia solida e dalla politica monetaria elvetica, tendenzialmente hanno fatto meglio di altri strumenti. Lo indica il Credit Suisse First Boston (CSFB) in uno studio presentato giovedì.
In passato i proventi derivanti dalla ricerca di un porto sicuro scomparivano abbastanza rapidamente, dopo la riduzione dei rischi globali. Ma attualmente vi sono fattori supplementari che spingono gli investitori a tener maggiormente conto dei valori svizzeri nella diversificazione dei portafogli, secondo il CSFB.
Tassi d'interesse bassi e mercato del lavoro flessibile
Nannette Hechler Fayd'Herbe, responsabile di Swiss Fixed Income Research del CSFB, prevede che l'interesse degli investitori esteri per i mercati elvetici crescerà.
La Svizzera è diventata più competitiva, grazie a bassi livelli dei tassi di interesse e alla flessibilità del suo mercato del lavoro, indica la specialista. Il paese ha colmato il deficit di crescita economica rispetto all'Europa.
Inoltre la Banca nazionale svizzera (BNS) attualmente non deve temere né un eccesso di liquidità né rischi d'inflazione. Infine, la Svizzera è riuscita a invertire la tendenza per quanto riguarda il suo deficit strutturale di bilancio, ritrovando un vantaggio di lunga data, ossia uno dei settori pubblici più esigui fra i paesi dell'OCSE, proporzionalmente al prodotto interno lordo, osserva l'esperta.
swissinfo e agenzie