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Le bande di truffatori nigeriani negli ultimi mesi hanno intensificato le attività di criminalità economica in Svizzera. L'Ufficio federale di polizia (UFP) raccomanda perciò a chi riceve offerte sospette, con promesse di lauti guadagni, di non rispondere assolutamente, bensì di distruggere tali lettere, fax o e-mail.Questo contenuto è stato pubblicato il 24 luglio 2001 - 12:44
Anche una semplice risposta negativa offre ai malviventi la possibilità di «entrare in possesso della firma originale, della carta intestata, del numero di telefono o delle coordinate bancarie, impiegabili successivamente per finalità truffaldine, ovvero per procure, domande di credito o transazioni di banca», avverte l'UFP in un comunicato diramato martedì.
Gli autori della missiva si spacciano per rappresentanti di banche oppure di istituzioni statali, ecclesiastiche o sociali e chiedono ai destinatari di mettere a disposizione il loro conto, su cui temporaneamente deve venir depositata un'enorme somma di denaro, spiega l'UFP. Per indennizzo promettono un premio che varia dal 15 al 35 per cento del totale del fondo.
Un'altra tecnica escogitata dai truffatori - prosegue il comunicato - consiste nell'ordinare una spedizione di campioni con assegni falsi. Siccome gli assegni sono prelevabili solo quando la merce è già stata inviata, i fornitori si accorgono della truffa solo troppo tardi.
Fra le costanti che consentono di riconoscere le missive truffaldine, l'UFP segnala che l'indirizzo sulle lettere è generalmente scritto a mano e le missive sono quasi sempre in inglese, anche se ultimamente ne sono state ritrovate di scritte in tedesco molto scorretto e quasi incomprensibili. Quasi sempre il testo comincia con «The managing director» o «The president» e i mittenti sono raggiungibili in Nigeria.
Gli scritti sono per lo più contrassegnati con «confidential», «strictly confidential», «urgent». In calce spesso si presentano frasi del genere «please treat this transaction as strictly confidential», «this information is highly confidential»; «this subject is classified sensitive».
Spesso si richiama l'attenzione sull'assoluta urgenza con cui si deve concludere l'affare, che consiste generalmente nel trasferimento a breve termine sul conto della vittima di somme elevate (dai 25 ai 90 milioni di dollari). Il guadagno promesso ammonta generalmente al 15 fino al 35 per cento del capitale totale.
Le missive provengono in maggioranza dalla Nigeria, dal Ghana, dal Congo e dal Sudafrica; ne sono tuttavia state inviate anche dalla Costa d'Avorio, dal Benin, dal Togo, dagli Stati Uniti o da un paese europeo. Le bande di truffatori dispongono di una rete di collegamento molto ben organizzata in tutto il mondo, che si basa su ditte fittizie o autorità inesistenti. Con questi sistemi a livello internazionale si registrano annualmente truffe per 40 milioni di dollari.
Bande di truffatori nigeriani sono attive da oltre un decennio in Svizzera, così come nel resto dell'Europa e negli Stati Uniti.
Negli ultimi mesi hanno moltiplicato gli sforzi ed hanno modificato le strategie di raggiro. L'UFP ritiene che i truffatori in futuro si adegueranno alle nuove situazioni e svilupperanno nuove «tecniche» di lettere sospette.
Queste bande penalizzano l'attività di persone d'affari serie di nazionalità nigeriana. L'UFP consiglia a «chi intende intraprendere nuove relazioni d'affari con partner nigeriani ed è incerto se ha a che fare con interlocutori seri o dei truffatori» di richiedere informazioni presso la propria banca, l'Ufficio svizzero per l'espansione commerciale o l'ambasciata di Svizzera a Lagos.
swissinfo e agenzie
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