Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/38165

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione richiede una modifica anticipata della legge in vigore (LDDS). L'obiettivo è di concedere ulteriori permessi di dimora per paesi non EU o AELS ai cantoni, in base alle esigenze della loro economia. Contemporaneamente vuole permettere ai settori del turismo e dell'agricoltura di assumere forza lavoro straniera. La mozione va quindi nella stessa direzione della mozione Fattebert (00.3506) e dell'interpellanza urgente Cornu (01.3283), entrambe respinte dal Consiglio federale.</p><p></p><p>Con l'apertura del mercato del lavoro, la Svizzera offrirà presto, senza formalità burocratiche, posti di lavoro a circa 150 milioni di europei qualificati e meno qualificati, concedendo permessi di dimora a tempo determinato o permanente. Il recente rallentamento congiunturale dell'economia mondiale si farà sentire in futuro anche in Europa e in Germania. Questa tendenza, congiuntamente al fatto che l'introduzione della libera circolazione delle persone all'interno dell'UE renderà le nostre regole di soggiorno nuovamente interessanti, dovrebbe contribuire ad allentare leggermente la situazione sul mercato del lavoro. Contrariamente alle lamentele del settore, l'impiego di stagionali (tale statuto è valido solo per cittadini dell'UE o AELS), ad esempio, è salito fino al 30% nell'arco di due anni sino alla fine di agosto 2001. E nello stesso periodo il numero di stagionali portoghesi è aumentato di esattamente un terzo.</p><p></p><p>La prevista introduzione della libera circolazione delle persone con l'UE richiede da un lato riflessioni politico-economiche e dall'altro contegno nel rilascio di permessi ai lavoratori provenienti da paesi non UE o AELS. In altre parole un ingresso controllato per i lavoratori qualificati provenienti dai paesi terzi. I rapidi cambiamenti della congiuntura giustificano ancor più questa posizione.</p><p></p><p>Questo atteggiamento di fondo è stato chiaramente espresso in occasione della votazione per una regolamentazione dell'immigrazione (iniziativa del 18%) e confermato dal Consiglio federale dopo la votazione. Anche il Consiglio federale, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati avevano consigliato di respingere l'iniziativa poiché prospettavano, nei confronti dei paesi terzi, una netta limitazione dell'ammissione di forza lavoro qualificata di cui si ha urgente bisogno. Anche il progetto per una nuova legge federale sugli stranieri (LStr), che il Consiglio federale elaborerà sulla base dei risultati della consultazione e approverà e sottoporrà al Parlamento, riprende questa teoria.</p><p></p><p>Obiettivo di questa politica nei confronti dei paesi terzi è quello di organizzare l'immigrazione di forza lavoro dall'estero in maniera che sia sostenibile da un punto di vista socio-politico e garantisca un equilibrio duraturo sul mercato del lavoro. L'impiego di lavoratori provenienti da paesi terzi dovrebbe pertanto essere possibile laddove vi sia un interesse economico e politico sul lungo periodo. Questo significa quindi che in linea di principio è ammessa la forza lavoro qualificata e specializzata proveniente da paesi non membri dell'UE. A questo proposito il Consiglio federale rimanda alla risposta dell'interrogazione Rennwald (01.1057). Un aumento dell'offerta di forza lavoro mediante immigrazione di lavoratori poco qualificati favorisce la crescita della nostra economia politica, tuttavia senza la necessaria crescita produttiva, indispensabile per garantire il nostro livello di benessere.</p><p></p><p>Per questi motivi, allo stato attuale delle cose e prima di avere visto i primi effetti dell'accordo sulla libera circolazione delle persone, il Consiglio federale non è disposto ad avviare una revisione in una questione di fondo così importante come la politica degli stranieri e ad anticipare il procedimento legislativo in corso per la LStr. Pertanto respinge la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.