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"Un cane da guardia UE per la libertà dei media"
Media Freedom Act (MFA) - La Commissione europea propone di istituire un nuovo ente: il Consiglio europeo indipendente per i servizi mediatici
La Commissione europea propone di istituire un nuovo ente indipendente per supervisionare la libertà dei media in Europa. Nel suo Media Freedom Act (Mfa) presentato venerdì mattina, l'esecutivo UE lancia "un cane da guardia europeo per la libertà dei media" composto dalle autorità mediatiche azionali.
"Promuoverà l'applicazione effettiva" delle "nuove regole sulla libertà dei media" e "selezionerà le fusioni" di mercato dei media in modo che non ostacolino la pluralità", ha spiegato il commissario per il Mercato interno, Thierry Breton-.
Il nuovo Consiglio europeo indipendente per i servizi mediatici assisterà la Commissione europea nella preparazione di orientamenti in materia di regolamentazione dei media. Sarà inoltre in grado di emettere pareri su misure e decisioni nazionali che incidono sui mercati dei media e sulle concentrazioni del mercato dei media. Coordinerà anche le misure normative nazionali relative ai media extra-UE che presentano un rischio per la sicurezza pubblica per garantire che tali media non eludano le norme applicabili nell'Unione. Previsto anche un dialogo strutturato tra l'ente, il settore dei media e le Big Tech.
"L'European Media Freedom Act", scrive la Commissione europea nel suo disegno di legge, "garantirà che i media, pubblici e privati, possano operare più facilmente a livello transfrontaliero nel mercato interno dell'UE, senza indebite pressioni e tenendo conto della trasformazione digitale dello spazio dei media".
In fatto di tutela dell'indipendenza editoriale, il regolamento richiederà agli Stati membri di rispettare l'effettiva libertà editoriale dei media e di migliorare la protezione delle fonti giornalistiche. Le organizzazioni dei media dovranno mettere pubblicamente nero su bianco le informazioni relative a proprietari (diretti o indiretti) e azionisti.
Allo stesso modo, vengono stabiliti nuovi requisiti per l'assegnazione della pubblicità statale ai media, in modo che sia trasparente e non discriminatoria.
Il Media Freedom Act include forti garanzie contro l'uso di spyware contro i media, i giornalisti e le loro famiglie. Centrali anche i finanziamenti e le nomine dei media di servizio pubblico.
I finanziamenti, sottolinea l'esecutivo UE, "dovrebbero essere adeguati e stabili, al fine di garantire l'indipendenza editoriale", mentre "il capo e il consiglio di amministrazione dovranno essere nominati in modo trasparente, aperto e non discriminatorio".
Compito del servizio pubblico è fornire "una pluralità di informazioni e opinioni, in modo imparziale, conformemente alla loro missione". La legge rafforzerà inoltre la trasparenza e l'obiettività dei sistemi di misurazione dell'audience, che hanno un impatto sui ricavi pubblicitari dei media, in particolare online.
Nei casi che non comportano rischi sistemici come la disinformazione, le piattaforme tech molto grandi come Facebook che intendono rimuovere determinati contenuti multimediali legali ritenuti contrari alle proprie politiche dovranno informare i media sui motivi prima di agire. Eventuali reclami presentati dovranno essere trattati in via prioritaria da tali piattaforme.
Il Media Freedom Act richiede agli Stati membri di valutare l'impatto delle fusioni di mercato sul pluralismo dei media e sull'indipendenza editoriale. Richiede inoltre che qualsiasi misura legislativa, regolamentare o amministrativa adottata da un Paese membro che possa incidere sui media sia debitamente giustificata e proporzionata.
Nuovi diritti anche per gli utenti: la proposta di regolamento prevede che possano personalizzare l'offerta multimediale su dispositivi e interfacce, come le smart tv. La proposta è accompagnata da una raccomandazione che stabilisce una serie di pratiche volontari che le società di media dovrebbero prendere in considerazione per promuovere l'indipendenza editoriale e una maggiore titolarità della trasparenza, come conferire maggiore potere ai giornalisti per la creazione indipendente di contenuti editoriali.