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D'ora in poi il metodo di calcolo della propagazione delle onde radio applicato a livello internazionale integrerà le caratteristiche del terreno sul quale le onde si propagano. Il settore radiocomunicazioni dell'Unione internazionale delle comunicazioni (UIT-R) ha adottato il metodo proposto dalla Svizzera, che permette di tener conto degli ostacoli tra l'impianto trasmettitore e quello ricevitore, e quindi anche delle peculiarità di una zona di copertura o della portata dell'antenna, nel calcolo della propagazione delle onde radio: a tutto vantaggio di una migliore trasmissione delle informazioni.
Alexandre Kholod, Divisione Gestione delle frequenze
Lo sviluppo dei servizi di telecomunicazione implica un'adeguata conoscenza della zona di copertura o della portata dell'antenna, che a sua volta non può prescindere da una buona comprensione della propagazione delle onde radio. La propagazione delle onde radio, che permettono la trasmissione dell'informazione, è determinata da regole complesse, in particolare quando si interpongono degli ostacoli fra l'impianto trasmettitore e quello ricevitore.
Sino a questo momento il metodo di calcolo della propagazione delle onde radio applicato dall'UIT-R non teneva in considerazione l'analisi dettagliata del tragitto effettuato dalle onde, la topografia del terreno fra emittente e ricevente. I modelli elaborati sulla base di questi calcoli non potevano essere applicati in Svizzera, in ragione della forte irregolarità del territorio, caratterizzato da rilievi collinari e montuosi. Ne era così precluso l'utilizzo per la pianificazione dei servizi di radiodiffusione nazionali e per la loro coordinazione internazionale. Ora, questi modelli sono indispensabili per scegliere i siti di trasmissione, l'allocazione delle frequenze, definire le potenze, controllare le interferenze tra emittenti distanti, ecc. Per porre rimedio a questo problema, la commissione di studio 3 dell'UIT-R, riunitasi nell'ottobre 2011, ha adeguato la raccomandazione UIT-R P.1812 adottando il metodo sviluppato in Svizzera.
Il modello finora applicato dall'UIT era basato unicamente sull'interpolazione o sull'estrapolazione, a partire da curve di campo determinate empiricamente in funzione della distanza, senza considerare le caratteristiche del terreno. Questo metodo aveva mostrato dei limiti: misurazioni realizzate in Svizzera hanno evidenziato uno scarto enorme (sino a 30 volte) tra i valori misurati sul terreno e quelli calcolati seguendo il modello. Per migliorare la situazione sono quindi stati avviati i lavori nella commissione di studio 3 dell'UIT-R. Dal 2001, la Svizzera ha contribuito attivamente fornendo i risultati delle misurazioni e delle modellizzazioni, per sviluppare un metodo di propagazione che consideri anche la topografia.
In un primo tempo, tra i diversi modelli proposti per la nuova raccomandazione, la preferenza era stata accordata alla proposta inglese. Tuttavia, i lavori della Sezione Tecnologia radio dell'UFCOM, basati da una parte su misurazioni effettuate dalla Sezione Radio monitoring e dalla Scuola ingegneri di Bienne, dall'altra su simulazioni teoriche, hanno permesso di convincere la comunità internazionale che il metodo svizzero risulta più adatto a una modellizzazione della propagazione basata sul tragitto. Questa constatazione trova conferma nelle prove effettuate su diversi tipi di terreni (pianeggianti, irregolari e montuosi) dalle amministrazioni statunitensi, britanniche, australiane e di altri paesi.
In considerazione di questi elementi, la commissione di studio 3 dell'UIT-R ha modificato la raccomandazione UIT-R P.1812 per sostituire il vecchio approccio con il metodo elaborato dalla Svizzera. La raccomandazione nella sua versione aggiornata può ora trovare piena applicazione in Svizzera per determinare le zone di copertura dei servizi di radiodiffusione e realizzare un coordinamento a livello internazionale.