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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Perché, nel quadro dell'OMC, il Consiglio federale si oppone a una limitazione temporanea dei brevetti per i vaccini anti-COVID-19?</p><p>2. Perché la Svizzera non ha aderito al "Solidarity Call to Action" dell'OMS, che chiede una messa in comune globale delle conoscenze e delle risorse per combattere la pandemia di coronavirus?</p><p>3. Le organizzazioni internazionali che si coordinano nell'ACT Accelerator hanno bisogno di ulteriori 27 miliardi di dollari per contenere la pandemia nel 2021. Perché la Svizzera non si impegna di più sul piano finanziario in questo ambito? Il Consiglio federale è disposto a chiedere in tempi rapidi al Parlamento un credito aggiuntivo?</p><p>4. Già soltanto alla COVAX mancano attualmente 22 miliardi di dollari per svolgere i suoi compiti. La DSC ha finora contribuito con appena 20 milioni di franchi. Perché la Svizzera non s'impegna di più in questa iniziativa?</p><p>5. Come sostiene il rispetto dei criteri di equa distribuzione concordati nel quadro della COVAX?</p><p>6. È disposto a mettere gratuitamente a disposizione della COVAX eventuali dosi di vaccino in eccesso?</p><p>7. Quali provvedimenti intende adottare per aumentare le capacità interne di produzione di vaccini?</p><p>8. A che punto è l'accordo sulla sanità Svizzera-UE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per la ricerca e lo sviluppo di vaccini, medicamenti e dispositivi diagnostici anti-COVID-19, come anche per il loro finanziamento, è necessario un quadro internazionale che disciplini i diritti e gli obblighi in relazione ai risultati delle ricerche. L'accordo TRIPS dell'Organizzazione mondiale del commercio offre questo quadro: una sua sospensione si tradurrebbe nell'abrogazione delle regole sulla protezione brevettuale e delle relative deroghe, in vigore da 25 anni e applicate da 164 Stati. Il Consiglio federale è convinto che non sia opportuno sospendere un quadro giuridico internazionale che si è dimostrato valido. L'obiettivo deve essere quello di unire le forze per garantire in modo efficace e quanto più possibile rapido un accesso finanziariamente sostenibile ed equo a vaccini, medicamenti e dispositivi diagnostici anti-COVID-19. Nell'attuale situazione di crisi è particolarmente importante disporre di un quadro giuridico internazionale ben collaudato che possa garantire questo accesso e che, mediante contratti di licenza e il necessario trasferimento di tecnologia e conoscenze, permetta di aumentare la produzione di vaccini.</p><p>2. Il Consiglio federale condivide l'obiettivo generale del Solidarity Call to Action dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e sostiene le istituzioni internazionali che collaborano sotto l'egida dell'ACT Accelerator (ACT-A) e del Medicines Patent Pool (MPP) per garantire l'approvvigionamento di agenti terapeutici e altre tecnologie innovativi ma economici. In questo contesto, la Svizzera punta su approcci cooperativi e volontari in collaborazione con le aziende farmaceutiche e mediche attive nella ricerca e con i titolari dei brevetti per migliorare lo sviluppo, la produzione e l'accesso a dispositivi diagnostici, medicamenti e vaccini anti-COVID-19. In considerazione di questo suo impegno costante e delle riserve espresse sulla complementarietà di questa iniziativa e sulla praticabilità degli approcci proposti (p. es. contratti di licenza globali), la Svizzera non aderisce al Solidarity Call to Action dell'OMS.</p><p>3. e 4. Attualmente la Svizzera versa contributi a diverse organizzazioni internazionali e a quattro pilastri dell'ACT-A, in particolare alla GAVI Alliance, per la quale nel 2020 il Consiglio federale ha stanziato 30 milioni di franchi, 20 dei quali destinati all'Advance Market Commitment (COVAX AMC). Quest'ultimo è parte integrante del pilastro relativo ai vaccini dell'ACT-A, noto anche come strumento COVAX. Un eventuale ulteriore contributo all'ACT-A è attualmente in esame e sarebbe coordinato insieme ad altri partner nazionali e internazionali.</p><p>5. Con la sua partecipazione attiva quale Paese che si autofinanzia e donatore di GAVI nel COVAX AMC, la Svizzera intende contribuire al successo dello strumento COVAX per la ricerca di una soluzione globale finalizzata a un'equa distribuzione dei vaccini anti-COVID-19 in tutti i Paesi. In questo senso, rinuncia a richiedere allo strumento COVAX le dosi di vaccino che ha già acquistato mediante contratti bilaterali. Il nostro Paese s'impegna inoltre, in veste di membro, negli appositi enti degli organi di governance istituiti dallo strumento COVAX.</p><p>6. Al momento la quantità di vaccini disponibile in Svizzera non è tale da rendere di attualità il tema della cessione di vaccini in eccesso.</p><p>7. All'inizio della pandemia, l'Ufficio federale della sanità pubblica ha integrato nella sua valutazione, esaminandoli, diversi progetti di vaccini svizzeri. Tuttavia, nessuno dei candidati ha raggiunto lo stesso livello di sviluppo dei migliori progetti internazionali.</p><p>Inoltre, i vaccini di Moderna e Pfizer/BioNTech omologati in Svizzera vengono già prodotti in territorio svizzero o sono in corso preparativi per una loro futura produzione nel nostro Paese.</p><p>8. Dal 2018 è disponibile un progetto già ampiamente finalizzato di accordo concernente la cooperazione nel settore della sanità tra la Svizzera e l'UE. In termini di contenuti restano in sospeso soltanto pochi elementi tecnici, per esempio la presa in considerazione del nuovo programma europeo dedicato alla salute per il periodo 2021-2027. L'UE vincola tuttavia la firma dell'accordo a una soluzione nell'ambito delle questioni istituzionali.</p>  Risposta del Consiglio federale.