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Ha “rivinto” anche la Ducati, la Ferrari invece ancora dorme
Quindici anni fa, in Brasile, un piccolo capolavoro fece gongolare (per l’ultima volta) la Ferrari.
SAN PAOLO - Dici Gran Premio del Brasile e viene in mente quello del 21 ottobre 2007, l’ultima volta che la Ferrari festeggiò un pilota campione del mondo. Kimi Raikkonen completò a San Paolo una rimonta strepitosa. A due gare dalla fine aveva 27 punti da recuperare ad Hamilton e 5 ad Alonso. Alla vigilia della prova di San Paolo era ancora a 7 lunghezze dal britannico e a 3 dallo spagnolo. In Brasile vinse la gara e si portò a casa tutto. Era lo stesso anno in cui la Ducati conquistò il suo primo titolo piloti con Casey Stoner. L’altro giorno la casa di Borgo Panigale ha chiuso il cerchio rivincendo con un pilota italiano. La Ferrari è invece ancora qui ad aspettare l’erede di Kimi, che nel frattempo è andato in pensione a crescere il figlio prodigio.
Passano le stagioni, ma per la Rossa quella buona sarà ancora la prossima. Dal 2007 a oggi ha avuto la grande chance di Massa, l’anno dopo, e poi un paio di occasioni con Alonso e una con Vettel. Insomma è stata ancora protagonista fino alla fine. Quello che si pensava potesse accadere anche in questo campionato, partito benissimo ma che ora rischia di chiudersi addirittura con il sorpasso della Mercedes. A due gare e una sprint race dalla fine il Cavallino ha 40 punti di vantaggio sulle Frecce d’argento. Non troppi, anche se il peggio probabilmente è passato con la gara ai 2’200 metri di Città del Messico.
A San Paolo ci sarebbe da onorare la memoria di Mauro Forghieri, uno dei grandi geni della Casa di Maranello, andatosene a 87 anni la scorsa settimana: vincere per lui, come a Monza nel 1988 si vinse per Enzo Ferrari nel primo Gran Premio d’Italia dopo la morte del Commendatore. Corsi e ricorsi potrebbero essere graditi.
Sulla carta anche in Brasile il favorito è Max Verstappen. La sua Red Bull è imprendibile, lui non sbaglia più. Ha già vinto 14 volte quest’anno. Potrebbe allungare un record già suo, arrivando a 16 successi. E per fortuna c’è ancora chi racconta che quest’ultima Formula 1 è stata più equilibrata. Alla fine il bottino se lo sono però divise fin qui due sole scuderie. Di equilibrio, dunque, ce n’è stato pochino. Soprattutto nella seconda parte dell’annata. L’augurio è che l’anno prossimo la situazione possa cambiare con i limiti di sviluppo imposti a chi chiude davanti in classifica. L’obiettivo è quello, è riportare in auge la competizione. Per ora sembra lontano dall’essere raggiunto.