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Il partito laburista australiano, salito al governo dopo le elezioni di un mese fa, è diviso sul possibile aiuto da conferire al concittadino Julian Assange, dopo la decisione del Regno Unito di approvare la sua estradizione negli Stati Uniti.
A quanto riferisce oggi il quotidiano The Australian, il vice primo ministro Richard Marles ha frenato le aspettative sul livello di supporto che Assange e i suoi sostenitori si possono aspettare dal Governo di Canberra. "Questa è una questione che riguarda il Regno Unito. Come con ogni altro cittadino australiano soggetto a procedimenti giudiziari all’estero, gli sarà fornita assistenza consolare", ha dichiarato.
I sostenitori di Assange, tra cui diversi parlamentari laburisti, hanno invece sollecitato il neo primo ministro Anthony Albanese a fare di più per premere gli Stati Uniti affinché sia abbandonato il caso, che si protrae dal 2010 quando il suo sito WikiLeaks pubblicò un gran numero di documenti e cablogrammi diplomatici trapelati riguardanti le guerre in Afghanistan e in Iraq. Si moltiplicano gli appelli al primo ministro perché sollevi il caso di Assange personalmente con il presidente degli Usa Joe Biden e con il primo ministro britannico Boris Johnson, quando parteciperà la settimana prossima al vertice della Nato a Madrid (Spagna).
Secondo l’ex ministro degli esteri laburista Bob Carr, Albanese dovrebbe persuadere il presidente Biden a liberare Assange, allo stesso modo in cui il suo predecessore Barack Obama aveva graziato Chelsea Manning, che aveva passato a WikiLeaks informazioni classificate quando era un analista di intelligence dell’esercito degli Usa.
Secondo il ministro del lavoro Tony Burke la posizione del governo è che la causa è andata avanti troppo a lungo e che "sono in corso conversazioni". "Non intendiamo condurre diplomazia con il megafono (...). La questione deve essere portata a conclusione (...). L’Australia non è parte del procedimento e ciascun paese ha il suo sistema legale", ha dichiarato.
"Continueremo a esprimere le nostre aspettative che al signor Assange sia accordato il diritto a un giusto processo, a un trattamento umano ed equo, assistenza medica appropriata e accesso al suo team legale", dichiarano in un comunicato congiunto i ministri degli esteri Penny Wong e della giustizia Mark Dreyfus. "Il Governo australiano è stato chiaro nella nostra posizione che il caso del signor Assange si è trascinato troppo a lungo e che deve essere portato a conclusione", ha aggiunto.