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<h2>SubmittedText<h2><p>Il terremoto e lo tsunami in Giappone hanno causato una catastrofe. Anche le centrali nucleari sono state fortemente danneggiate. Tutti i provvedimenti di sicurezza hanno fallito, si sono verificate esplosioni incontrollate e l'ambiente è stato esposto a radiazioni nucleari. Non è ancora possibile valutare l'entità precisa e le conseguenze degli incidenti nucleari. La situazione in Giappone fa però sorgere diversi dubbi sulla sicurezza delle centrali svizzere:</p><p>1. Standard di sicurezza: gli standard di sicurezza nucleare in Svizzera sono simili a quelli giapponesi? Quali sono le differenze?</p><p>2. Sistemi di raffreddamento: le centrali nucleari sono dotate di sistemi di raffreddamento e di approvvigionamento elettrico d'emergenza analoghi a quelli utilizzati in Giappone? Quali sono le differenze?</p><p>3. Sistemi di raffreddamento: come sono protetti i sistemi di raffreddamento e di approvvigionamento elettrico d'emergenza di una centrale nucleare nel caso di catastrofi naturali, atti terroristici o incidenti?</p><p>4. Evacuazione: nel caso di una catastrofe simile a quella verificatasi in Giappone, quante persone dovrebbero essere evacuate nelle zone vicine alle centrali nucleari svizzere?</p><p>5. Aree esposte a radiazioni: nel caso di un grave incidente nucleare come quello nipponico, quale sarebbe l'estensione dell'area contaminata in Svizzera?</p><p>6. Costi: a quanto ammonterebbero i costi di un grave incidente nucleare simile a quello giapponese in Svizzera? Qual è la quota che dovrebbe coprire la Confederazione?</p><p>7. Provvedimenti: come intende procedere il Consiglio federale per prevenire incidenti nucleari del tipo verificatosi in Giappone?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), con sede a Vienna, pubblica gli standard per la sicurezza nucleare, ripresi in seguito nelle normative nazionali degli Stati membri dell'AIEA. Non è possibile valutare in quale misura il Giappone abbia ripreso gli standard di sicurezza dell'AIEA, senza procedere a un esame dettagliato molto oneroso. In Svizzera, gli standard AIEA sono contemplati nella legislazione sull'energia nucleare e nelle direttive dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN).</p><p>2. I sistemi di raffreddamento e di approvvigionamento elettrico d'emergenza utilizzati in Giappone sono simili a quelli svizzeri; si rilevano tuttavia sostanziali differenze:</p><p>- Tutte le centrali nucleari svizzere dispongono di sistemi di spegnimento e di postrefrigerazione del reattore d'emergenza, installati in bunker e a prova di terremoto e inondazioni, che si attivano anche nel caso di un guasto degli altri sistemi di sicurezza. I generatori diesel di emergenza autonomi rappresentano un elemento importante dei sistemi di emergenza. Nelle prime dieci ore dopo l'incidente, i sistemi d'emergenza funzionano in modo autonomo e non richiedono l'intervento di operatori.</p><p>- Tutte le centrali nucleari svizzere sono dotate di un doppio contenimento, vale a dire di un rivestimento interno in acciaio spesso diversi centimetri e di un rivestimento di cemento armato esterno. Il contenimento interno assicura l'isolamento in caso di fughe di sostanze radioattive dovute a perdite del circuito primario. Il contenimento esterno protegge da influssi esterni e funge da ulteriore barriera per la ritenzione di sostanze radioattive.</p><p>- Tutte le centrali nucleari svizzere dispongono di sistemi di decompressione del contenimento dotati di filtri. In caso di emergenza, è possibile decomprimere in modo mirato il contenimento, impedendo pericolose fuoriuscite di sostanze radioattive nell'ambiente. I filtri permettono di trattenere praticamente tutte le sostanze radioattive, fuoriescono solo i gas inerti. La decompressione avviene attraverso un percorso a prova di sisma che porta al camino.</p><p>- Tutte le centrali nucleari svizzere hanno adottato una serie di misure contro gli incidenti gravi e dispongono, in particolare, di sistemi tecnici di gestione degli incidenti (Severe Accident Management Guidance) per impedire - o perlomeno minimizzare - l'impatto sull'ambiente.</p><p>3. Per la valutazione del dimensionamento delle centrali nucleari svizzere, secondo l'articolo 5 capoverso 4 dell'ordinanza del DATEC del 17 giugno 2009 sulle ipotesi di pericolo e la valutazione della protezione contro gli incidenti negli impianti nucleari (RS 732.112.2), devono essere considerati i pericoli la cui frequenza è superiore o uguale a una volta su 10 000 anni. Il dimensionamento deve inoltre considerare margini di sicurezza sufficienti per garantire la sicurezza o limitare le ripercussioni anche nel caso di un'intensità maggiore dell'evento naturale.</p><p>Per affrontare le ripercussioni di un terremoto sono previste diverse prescrizioni esaustive, applicabili nel caso di incidenti e di situazioni di emergenza. Sono disponibili strumenti decisionali tecnici (Severe Accident Management Guidance) per prevenire, o perlomeno minimizzare, i danni di un insufficiente raffreddamento del nocciolo e delle relative ripercussioni sull'ambiente. È stata elaborata una serie di misure di gestione degli incidenti (accident-management) per consentire il raffreddamento del nocciolo anche nel caso di un guasto dei sistemi di raffreddamento del nocciolo di emergenza.</p><p>Inoltre, ogni centrale nucleare è protetta in modo per quanto possibile completo contro il rischio di un attacco terroristico. I principi di sicurezza applicati alle centrali nucleari, ai materiali nucleari e alle scorie radioattive sono sanciti nell'allegato 2 dell'ordinanza del 10 dicembre 2004 sull'energia nucleare (OENu; RS 732.11). In seguito all'attentato terroristico dell'11 settembre 2001, la Svizzera ha esaminato in modo approfondito la sicurezza delle centrali nucleari nel caso di un attentato aereo. Da tale analisi risulta che le centrali nucleari svizzere vantano un elevato grado di sicurezza nel caso di un attentato aereo intenzionale. Ogni impianto è dotato di sistemi d'emergenza autonomi installati in bunker che rafforzano ulteriormente il grado di sicurezza. La protezione delle centrali nucleari da atti terroristici è inoltre oggetto della verifica periodica della sicurezza degli impianti nucleari. Per ragioni di protezione contro il sabotaggio, non è però possibile svelare dettagli tecnici al riguardo.</p><p>4. In prossimità delle centrali nucleari svizzere sono definite delle zone di protezione. La zona 1 comprende un area con un raggio da 3 a 5 chilometri; la zona 2 confina con la zona 1 e include un raggio di circa 20 chilometri, il resto della Svizzera è considerata zona 3. Se dovesse essere necessario evacuare una zona 1, a dipendenza della centrale nucleare, la misura interesserebbe 2500 a 30 000 persone. Se fosse invece necessario evacuare anche la zona 2, il numero di interessati salirebbe a 200 000 a 550 000 persone.</p><p>5. Nel caso di un incidente analogo, a dipendenza della situazione meteorologica, è prevedibile una contaminazione nel raggio di circa 100 chilometri dalla centrale danneggiata.</p><p>6. I costi causati da un incidente nucleare sono difficilmente pronosticabili; sono infatti molto contestati gli studi che analizzano questo aspetto.</p><p>Secondo la legge del 18 marzo 1983 sulla responsabilità civile in materia nucleare (LRCN; 732.44), l'esercente di un impianto nucleare risponde senza limitazione finanziaria dei danni nucleari. Esso deve disporre di una copertura assicurativa di un miliardo di franchi svizzeri. Se i danni superano la copertura assicurativa, l'esercente dell'impianto nucleare risponde con tutto il suo patrimonio. Per i danni non coperti, nel quadro della regolamentazione sui grandi sinistri, la Confederazione eroga contributi finanziari supplementari e stabilisce i principi generali per la ripartizione equa di tutti i mezzi finanziari disponibili. Secondo la nuova LRCN, non ancora entrata in vigore, la copertura assicurativa dovrà essere aumentata a 1,2 miliardi di euro.</p><p>7. A seguito degli eventi in Giappone, il 18 marzo 2011 l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) ha ordinato ai gestori delle centrali nucleari svizzere un'analisi immediata della sicurezza dei loro impianti in casi di terremoti e inondazioni. Inoltre i gestori sono stati invitati a rispondere ad alcune domande inerenti all'alimentazione delle piscine di stoccaggio del combustibile con liquido refrigerante e al raffreddamento delle stesse. Quale misura di sicurezza supplementare da attuare immediatamente, dal 1° giugno 2011 le centrali nucleari svizzere devono inoltre avere accesso a un deposito esterno per il materiale da impiegare in caso di incidenti gravi che sia a prova di terremoti e di inondazioni. Nel frattempo, i gestori hanno presentato i loro primi rapporti entro le scadenze richieste. In aprile l'IFSN ha esaminato la documentazione, individuato i punti da migliorare e richiesto alcune prove supplementari. Nell'ambito delle analisi sugli eventi in corso, possono essere ordinate altre misure. Il 4 maggio 2011 il Consiglio federale ha disposto l'istituzione di un gruppo di lavoro interdipartimentale incaricato di esaminare le misure di protezione d'emergenza in caso di eventi estremi in Svizzera. L'organo avrà il compito di verificare se e quali nuovi provvedimenti legislativi e organizzativi devono essere adottati.</p>  Risposta del Consiglio federale.