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Una politica dell'energia sostenibile non è solo necessaria alla luce degli ultimi sviluppi nel settore, rappresenta anche una chance economica molto interessante. Lo sostiene Swisscleantech, associazione che riunisce 210 aziende attive nel settore delle tecnologie a basso impatto ambientale, che in una conferenza stampa odierna a Berna ha presentato le sue visioni per la Svizzera del futuro.
Bertrand Piccard, presidente del comitato di patrocinio, ha ricordato come 150 anni or sono la Svizzera fosse ancora un paese povero: grazie all'impegno di alcuni pionieri è però riuscito ad accedere al benessere. "Oggi dobbiamo compiere un'analoga scelta", ha detto Piccard. "Se vogliamo rimanere ricchi, dobbiamo partecipare a questa evoluzione": altrimenti altri paesi si inseriranno nel campo. Secondo Piccard, tutte le tecnologie necessarie per il cambiamento sono già disponibili: se non sono ancora utilizzate su larga scala è perché l'uomo ha paura della novità e del cambiamento.
Per Swisscleantech, l'uscita dal nucleare non solo è possibile, ma potrà essere effettuata rispettando gli obiettivi di protezione del clima e senza sacrificare il benessere. L'associazione dice di opporsi alle sovvenzioni - rispondendo quindi così indirettamente a chi nelle scorse settimane ha già paventato la nascita di una sorta di nuova e costosa lobby sul modello di quella agraria - e punta su tasse incitative per spingere imprese e privati ad impostare in modo nuovo il loro approccio all'energia. Secondo l'organizzazione, in un primo tempo i costi energetici aumenteranno del 20-30%, ma sul lungo termine questi rincari saranno ampiamente compensati dai risparmi.
L'associazione attende però chiari segnali dal mondo politico. "Il tempo delle discussioni è passato, ora occorre agire insieme", ha affermato il presidente Nick Beglinger. "Vogliamo diventare ecologici e ricchi", ha sintetizzato Christian Zeyer, autore del documento programmatico energetico di Swisscleantech.
Puntando massicciamente sulle tecnologie pulite entro il 2050 si può infatti ridurre il consumo totale di energia del 50% e le emissioni di CO2 del 50%, sostiene l'organizzazione. Entro la stessa data la Svizzera potrà produrre autonomamente il 73% dell'energia, mentre oggi importa il 70%. La quota di fonti rinnovabili potrebbe salire dall'attuale 19,5% al 73%.
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