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Il finanziamento dei partiti in Svizzera non sarà regolamentato in una legge per migliorarne la trasparenza. Lo ha ribadito oggi il Consiglio federale malgrado le critiche formulate dal Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d'Europa (GRECO).
Nel 2011 il GRECO aveva effettuato una valutazione e concluso che Berna avrebbe dovuto rendere più trasparente il finanziamento dei partiti. La Svizzera e la Svezia sono gli unici Stati del Consiglio d'Europa a non prevedere alcuna normativa nazionale in materia.
Secondo il Consiglio federale le peculiarità elvetiche come il federalismo e la democrazia diretta rendono difficile una maggiore trasparenza nel finanziamento dei partiti, anche se tre cantoni (Ticino, Ginevra e Neuchâtel) hanno già introdotto una normativa.
Inoltre, sostiene il governo, i cantoni dispongono di un'ampia autonomia: un disciplinamento uniforme su scala nazionale non sarebbe compatibile con la tradizione federalistica elvetica. Infine, aggiunge l'esecutivo, la popolazione ritiene che la vita politica e il finanziamento dei partiti siano prevalentemente una questione privata e non statale. Grazie al sistema politico di milizia il fabbisogno finanziario dei partiti è decisamente inferiore a quello di altri Paesi.
La valutazione del GRECO riguardava anche le disposizioni penali contro la corruzione. In quest'ambito gli esperti avevano chiesto alla Confederazione misure più efficaci contro la corruzione di privati. Nel 2013 il GRECO aveva ritenuto insufficienti gli sforzi di Berna in quest'ambito e chiesto di porvi rimedio. In un secondo rapporto, adottato nel giugno di quest'anno, i progressi nella normativa penale anticorruzione sono stati giudicati soddisfacenti.
Le raccomandazioni riguardo al finanziamento dei partiti continuano invece a non essere applicate. Entro il 2015 la Svizzera dovrà presentare al GRECO un nuovo rapporto su come intende procedere.