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BERNA - I sindacati denunciano la decisione della Commissione federale della posta (PostCom) di fissare un salario minimo di 18,27 franchi all'ora nel settore della logistica. Secondo loro questa somma "apre completamente la porta al dumping salariale".
L'obiettivo dei sindacati è un salario minimo di 22 franchi. In una prima tappa, la PostCom deve puntare almeno a 20 franchi all'ora, indicano oggi l'Unione sindacale svizzera (USS) e l'alleanza Fairlog - che riunisce SEV, syndicom e Unia - in un comunicato congiunto.
Il Tribunale federale (TF) aveva dato il via libera alla fine di agosto a un salario minimo di 20 franchi nel cantone di Neuchâtel. Aveva ritenuto tale somma conforme al diritto federale e al principio costituzionale della libertà economica.
Commercio online - Secondo i sindacati il settore della logistica ha acquisito una importanza maggiore a causa del commercio online. Con un salario minimo insufficiente si rischia di vedere stabilirsi una pressione sui salari in questo settore in piena crescita come anche, indirettamente, nel commercio al dettaglio.
Oggi il commercio online risente già della concorrenza per i bassi salari di aziende come Amazon e Zalando. Anche la digitalizzazione rischia di andare a scapito dei lavoratori.
La Commissione federale della posta aveva fissato a fine ottobre il salario minimo a 18,27 franchi per i dipendenti di un'azienda attiva nel mercato postale. La durata settimanale del tempo di lavoro passa inoltre a 44 ore.
Secondo PostCom, questo salario minimo corrisponde più o meno al livello dei salari minimi contenuti nei contratti collettivi di lavoro (CCL) per il settore postale. Gli stipendi negoziati dai partner sociali evolvono in una forchetta che va tra 17,50 franchi e 18,31 franchi, con un massimo di 25 franchi.