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Chi è Oliver Anthony, lo sconosciuto che domina le classifiche USA
Il brano si intitola Rich Men North of Richmond e, a sorpresa, occupa la prima posizione della classifica americana. L'autore, e interprete, si chiama Oliver Anthony. Fino a pochi giorni fa, nessuno sapeva chi fosse. Né che faccia avesse. Anthony, non a caso, è il primo artista a debuttare in vetta alla Billboard Hot 100 senza aver mai firmato, in precedenza, un'altra hit. Chiamatelo pure record.
Nato con il nome di Christopher Anthony Lunsford nel 1992 o, forse, nel 1993, cantante, chitarrista e appunto autore, Anthony ha iniziato a caricare la propria musica su Spotify due anni fa. Scegliendo come nome d'arte quello del nonno, cresciuto all'epoca della Grande Depressione. Impiegato a suo tempo in una carriera, a lungo disoccupato con annessi problemi di disagio mentale e alcolismo, lo scorso luglio ha deciso di svoltare definitivamente e, soprattutto, di dedicarsi anima e corpo alla musica. Su richiesta di una radio locale della West Virginia, ha inciso Rich Men North of Richmond riscuotendo subito grande successo: 17,5 milioni di streaming e 147 mila download nella settimana del 14 agosto, cui bisogna aggiungere gli oltre 30 milioni di visualizzazioni su YouTube.
«Ho scritto la musica che ho scritto perché soffrivo di problemi mentali e di depressione» ha spiegato Anthony su Facebook. »Queste canzoni mi hanno messo in connessione con milioni di persone a un livello così profondo perché sono cantate da qualcuno che le vive nell'esatto momento in cui le canta». E ancora: «Niente editing, niente agente, niente cazzate. Solo uno scemo e la sua chitarra». In effetti, il cantautore ha pubblicato i suoi brani in modo del tutto indipendente. Al momento, sembrerebbe propenso anche a rifiutare contratti di case discografiche e organizzatori di concerti. Di suo, Rich Men North of Richmond è un pezzo anti-sistema. L'espressione «north of Richmond» indica Washington, la capitale. Nel testo si trovano temi quali lo sfruttamento proletario, la tassazione, l'aumento del costo della vita o meglio l'inflazione, per tacere del controllo da parte delle istituzioni.
Di riflesso, a stretto giro di posta la canzone è diventata un vero e proprio inno della destra americana più reazionaria e conservatrice. Ricevendo l'appoggio di figure come Joe Rogan e Matt Walsh. Uno dei versi della canzone – «I wish politicians / Would look out for miners / And not just minors on an island somewhere» – sembra un riferimento alla vicenda di Jeffrey Epstein, il miliardario morto suicida in carcere dopo essere stato condannato per abusi sessuali su minori, e in generale alle strampalate teorie complottiste di QAnon, secondo cui i politici di Washington e gli attori hollywoodiani sarebbero coinvolti in un giro internazionale di sfruttamento minorile.
Il successo, improvviso, di Oliver Anthony si inserisce in un filone oramai consolidato negli Stati Uniti. La cosiddetta pancia del Paese sta conquistando fette sempre più importanti del mainstream. La stampa, al riguardo, cita quale altro esempio l'ottimo risultato al botteghino di Sound of Freedom, un film sulla lotta al traffico di minori pieno zeppo di messaggi religiosi e, di nuovo, riferimenti anche espliciti alle citate teorie di QAnon.