Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01194.jsonl.gz/1153

Henry Kissinger, figura di punta quanto controversa della diplomazia statunitense e mondiale in particolare negli anni ‘70, è morto mercoledì, all’età di 100 anni nella sua casa in Connecticut. Le cause del decesso non sono state rese note.
Ebreo nato in Baviera nel 1923 (con il nome di battesimo di Heinz Alfred), ma sfuggito con la famiglia all’Olocausto emigrando nel 1938, Kissinger fu segretario di Stato (ruolo che equivale al ministro degli esteri negli Stati Uniti) dal 1973 al 1977 sotto le amministrazioni repubblicane di Nixon e Ford. Era stato il primo a chiamarlo alla Casa Bianca, nel 1969, come consigliere alla sicurezza dopo che si era distinto ad Harvard.
Fra i meriti che gli vengono ascritti da chi ne vede il ruolo di stratega, c’è quello di aver avviato il riavvicinamento fra gli Stati Uniti e la Cina: fu lui a preparare nel 1971 lo storico viaggio di Nixon del 1972, sfociato nel comunicato di Shanghai e nel riconoscimento dell’esistenza di “una sola Cina”. Fu sempre lui a organizzare il ponte aereo in sostegno a Israele durante la guerra dello Yom Kippur, ma anche - una volta passato al contrattacco lo Stato ebraico - a contribuire ai presupposti della pace e dell’avvio di un dialogo con l’Egitto. Sempre suo anche il negoziato che condusse alla firma del SALT I, il primo trattato di disarmo con l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda.
Nel quadro della guerra in Vietnam condusse trattative in gran segreto a Parigi con l’emissario nordvietnamita Le Duc Tho, che portarono alla firma di un cessate il fuoco e che valsero a entrambi il Nobel per la pace del 1973, uno dei più controversi della storia. Le Duc Tho lo rifiutò, Kissinger si fece rappresentare a Oslo dall’ambasciatore statunitense, nel timore di proteste.
Allo stesso conflitto sono legati però anche i bombardamenti sulla Cambogia, che approvò e che fecero strage di civili. E la lista delle ombre sul suo operato, e sulla “realpolitik” che lo caratterizzava, comprende l’appoggio all’invasione di Timor Est nel 1975, risoltasi in un bagno di sangue, e quello nel nome della lotta al comunismo dato ai regimi sudamericani, come la dittatura scaturita nel 1973 dal colpo di Stato di Augusto Pinochet in Cile. Per questo c’è chi lo accusa di essere stato un criminale di guerra, per altro mai perseguito.
Riconoscibile per gli occhiali dalla grande montatura, Kissinger era rimasto una figura lucida (malgrado i problemi di salute, di vista e di udito) e ascoltata fino agli ultimi anni, sebbene fosse uscito di scena all’inizio della presidenza Carter. È stato consulente anche per altri presidenti e Donald Trump lo aveva ricevuto alla Casa Bianca. Kissinger aveva continuato a esprimersi anche su temi di attualità come il conflitto ucraino.
Prima della guerra, si era detto contrario all’adesione di Kiev alla NATO, temendo che spingendo in quella direzione accadesse proprio quanto poi successo, ovvero la reazione militare da parte della Russia. Una volta avvenuta l’invasione, Kissinger un anno fa aveva poi affermato che “a questo punto del processo un’Ucraina neutra non avrebbe più senso” e che l’appartenenza all’Alleanza atlantica “sarebbe la naturale soluzione una volta concluso il conflitto”.
Notiziario delle 06:00 del 30.11.2023
- 30.11.2023
- 05:30