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Il governo turco ha deciso di sbloccare l'accesso a Twitter dopo la sentenza della corte costituzionale di Ankara che ieri ha dichiarato illegittima la misura adottata il 20 marzo scorso, riferisce "Hurriyet" online.
Fonti dell'autorità governativa delle telecomunicazioni Tib - riferiscono i media - hanno indicato che la procedura per la revoca del blocco è stata avviata. Il bando di Twitter era scattato nella notte fra il 20 e il 21 marzo, dopo che Recep Tayyip Erdogan in un comizio aveva annunciato che avrebbe "sradicato" la rete sociale, sulla quale da settimane uscivano rivelazioni compromettenti per il premier e per altre personalità del regime. La misura aveva provocato una pioggia di critiche da tutto il mondo. Il capo dello stato Abdullah Gül si era dissociato. Una settimana dopo il governo turco aveva bloccato l'accesso anche a YouTube.
La settimana scorsa la corte amministrativa di Ankara aveva ordinato la sospensione del blocco, ma la sentenza fino ad oggi non era stata applicata. Ieri la Corte suprema aveva accolto tre ricorsi contro il bando di Twitter e dichiarato illegittimo il blocco, che viola la libertà d'espressione e i diritti fondamentali garantiti dalla costituzione, ordinandone la revoca immediata. Il presidente Gul oggi si è pronunciato per una revoca immediata. "L'interdizione di twitter e di YouTube deve essere tolta. L'ho detto al ministro responsabile e alle autorità" ha affermato. Nonostante le accuse di corruzione e gli scandali, il premier Erdogan ha vinto le elezioni amministrative di domenica con il 45% dei voti, contro il 28% al principale partito di opposizione, il Chp.
SDA-ATS