Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01070.jsonl.gz/1204

Il colosso potrà contare pure sull'altro co-fondatore e (potenzialmente) su centinaia di dipendenti che potrebbero andarsene da OpenAI.
NEW YORK - Un fine settimana di fuoco per OpenAI si è risolto in un colpaccio per Microsoft. Il colosso di Redmond ha assunto Sam Altman e gli ha consegnato la guida di una squadra ad hoc per la ricerca nell'intelligenza artificiale.
L'ex amministratore delegato della società a cui fa capo ChatGPT potrà contare sull'altro co-fondatore di OpenAI Greg Brockman, anche lui assunto da Microsoft, e - potenzialmente - su centinaia di altri dipendenti di OpenAI. Più di 500 su un totale di 770 hanno infatti firmato una lettera aperta minacciando di dimettersi se il consiglio di amministrazione non lascerà e Altman non tornerà al comando.
«Non siamo in grado di lavorare per e con persone che mancano di competenza, giudizio e attenzione per la nostra missione»: con la rimozione di Altman e Brockman «la vostra condotta mostra chiaramente che non avete la competenza per guidare OpenAI. Microsoft ci ha assicurato che ci sono posizioni per tutti i dipendenti di OpenAI nella nuova divisione nel caso decidessimo di farvi parte», si legge nella lettera aperta.
Fra i firmatari ci sono l'altro co-fondatore e membro del cda Ilya Sutskever, colui che ha informato Altman del suo siluramento, ma anche Mira Murati, nominata venerdì amministratore delegato a interim dopo il licenziamento di Altman ma ora già sostituita con Emmet Shear, il co-fondatore del servizio di video-streaming Twitch.
I veri motivi del licenziamento di Altman, il volto dell'industria dell'intelligenza artificiale, non sono ancora chiari. «Il comportamento e la mancanza di trasparenza di Sam nelle interazioni con il CDA hanno messo a rischio la capacità del consiglio di supervisionare in modo efficace la società come richiesto» dal suo mandato, ha spiegato il consiglio di amministrazione in una email ai dipendenti domenica sera, al termine di 48 ore di panico in cui Altman è stato prima licenziato in tronco e poi contattato, su pressing dei maggiori investitori di OpenAI guidati da Microsoft, per tornare.
Le trattative per un suo reintegro sembravano procedere ma poi si sarebbero incagliate sulla richiesta di Altman di un nuovo CDA. E così Microsoft si è fatta avanti e assunto il 38enne, in una mossa a sorpresa piovuta su un'industria dell'IA ancora sotto shock per il rapido susseguirsi di eventi senza spiegazione.
Il licenziamento di Altman ha portato l'attenzione sul dilemma che affligge e spacca la comunità dell'intelligenza artificiale. Da un lato coloro che ritengono che la nuova tecnologia sia la più importante da quando sono stati creati i browser per il web e coloro che sono convinti che muoversi troppo velocemente nel settore sia troppo pericoloso.
Il cda di OpenAI, secondo quanto trapelato, era convinto che Altman si stesse muovendo con una velocità eccessiva, tutto concentrato sulla parte business tralasciando così i pericoli legati all'IA. Per questo - sempre secondo indiscrezioni - sarebbe intervenuto e lo avrebbe rimosso. Una decisione dalle conseguenze inattese che rischia di mettere in pericolo il futuro di OpenAI, trasformata da Altman da una piccola no profit in un gigante la cui ascesa ha sorpreso colossi come Meta e Google.