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L'Iran ha avviato la produzione di uranio metallico, per servirsene come combustibile in uno dei suoi reattori nucleari. Lo ha reso noto mercoledì sera l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA).
Anche se la quantità prodotta risulta esigua, ciò si configura come una nuova violazione dell'accordo sul nucleare del 2015. Tale materiale è infatti sfruttabile per la fabbricazione di ordigni nucleari. L'AIEA, come riferito in una comunicazione trasmessa all'agenzia AFP, ha proceduto lo scorso 8 febbraio "alla verifica di 3,6 grammi di uranio metallico nel sito di Isfahan", che si trova nel centro del Paese.
Il piano d'azione siglato 6 anni fa dalla Repubblica islamica e da Stati Uniti, Cina, Russia, Gran Bretagna, Francia e Germania, implica un divieto della durata di 15 anni per ciò che attiene alla "produzione o acquisizione di metalli di plutonio, uranio o leghe" di questi materiali. La stessa intesa prevede che l'Iran possa essere autorizzato a iniziare proprie ricerche sulla produzione di combustibile a base d'uranio "in piccole quantità", nell'arco di 10 anni, ma unicamente con l'avallo degli altri Paesi signatari.