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BERNA - Nessun test di depistaggio sistematico e rappresentativo contro il coronavirus. È quanto sostiene il Consiglio federale che respinge una mozione in tal senso della consigliera nazionale Verena Herzog (UDC/TG).
Informazioni imprecise - Stando all'esecutivo, analisi su larga scala che utilizzano campioni rappresentativi della popolazione prevalentemente sana e priva di sintomi non forniscono informazioni precise sulla situazione epidemiologica. «La probabilità di ottenere risultati fuorvianti è infatti elevata», precisa il governo.
Anticorpi - Inoltre, il campionamento è una procedura invasiva che lo Stato non può imporre facilmente. Il Consiglio federale si oppone anche ai test generalizzati per la ricerca di anticorpi, sviluppati da persone entrate in contatto col virus, poiché non è ancora chiara l'importanza dei risultati.
La mozione - Nella sua mozione, Verena Herzog chiede all'esecutivo di avviare test regolari e rappresentativi per il coronavirus e gli anticorpi. A suo avviso, solo in questo modo è possibile valutare adeguatamente la situazione nelle diverse regioni interessate della Svizzera e adottare misure mirate.
Verso un'assicurazione ad hoc? - l Consiglio federale sta valutando la possibilità di istituire un'assicurazione contro le pandemie "efficace, praticabile ed economica". Lo scrive oggi il Consiglio federale rispondendo a una mozione della consigliera nazionale Prisca Birrer-Heimo (PS/LU). Il governo deciderà gli ulteriori passi da compiere entro l'inizio del 2021, aggiunge l'esecutivo. Pur respingendo la mozione, l'esecutivo comprende l'obiettivo della deputata di fornire una migliore protezione contro i rischi di pandemie in futuro. La lucernese sottolinea l'alto numero di aziende costrette a chiudere a causa della crisi del coronavirus. Crede che la Svizzera abbia trovato una "soluzione esemplare" per le catastrofi naturali con l'assicurazione dei danni causati da eventi naturali e che questo modello potrebbe essere applicato anche alle epidemie.