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Bitcoin nasce come una criptovaluta non pre-minata. In altri termini, quando Satoshi Nakamoto iniziò per primo ad utilizzare il protocollo Bitcoin, il 3 gennaio 2009, non era ancora stato creato nessun token BTC.
I primi Bitcoin creati da Satoshi Nakamoto
I primi 50 BTC li creò Satoshi stesso minando il primo blocco.
Tuttavia c’è chi sostiene che, essendo lui uno dei pochissimi miner di Bitcoin all’epoca, abbia di fatto creato molti dei primi BTC, come se li avesse “pre-minati”. In altri termini li avrebbe minati prima che un numero significativo di altre persone si mettesse a minarli.
Si stima che Satoshi Nakamoto abbia minato più di 1 milione di BTC, che oggi avrebbero un controvalore in dollari superiore ai 60 miliardi, anche se non risulta che li abbia mai utilizzati. Infatti Satoshi è letteralmente scomparso dal 2011, e nessuno ha mai più avuto alcuna notizia di lui.
Per quanto se ne sa, il milione di BTC minati da Satoshi non è mai stato utilizzato, e potrebbe non esserlo mai. In molti sono convinti che Satoshi sia morto, e che non abbia lasciato a nessuno le chiavi di accesso ai suoi Bitcoin, nonostante vi sia in corso una disputa legale tra Craig Wright ed il fratello di Dave Kleiman per riprendere possesso del cosiddetto “Tulip Trust” in cui sarebbero conservati tali chiavi.
Pochi giorni dopo aver minato il primo blocco, Satoshi iniziò a minarne altri in sequenza, e dopo pochi giorni creò la prima transazione inviando dei BTC ad Hal Finney, anch’egli ormai deceduto.
Il pre-mining di Bitcoin
All’epoca c’erano pochissime persone ad usare, e minare Bitcoin, tanto che la stragrande maggioranza dei blocchi li minava lo stesso Satoshi. È da ricordare che all’epoca non esisteva alcuna piattaforma per vendere BTC in cambio di dollari o altre monete fiat. Il valore dei singoli token BTC era paragonabile a zero.
La sequenza di tutti i blocchi minati da Satoshi è chiamata “Patoshi“, e c’è chi sostiene che si sia trattato di fatto di una specie di pre-mining, perchè Satoshi minò la stragrande maggioranza dei blocchi.
L’accelerazione del mining di Bitcoin
Fino a novembre 2012 ogni blocco dava 50 BTC in premio, quindi minandone circa uno ogni dieci minuti si potevano ottenere in premio anche due milioni e mezzo di BTC in un anno.
Da notare che invece al 31 dicembre 2009 risultavano minati solamente poco meno di 1,6 milioni di BTC, quindi in realtà in quell’anno non venne minato in media un blocco ogni dieci minuti.
Questo smentisce l’ipotesi, sostenuta da qualcuno, che Satoshi accelerò il block-time per minare di più, e rivela invece che di fatto lo rallentò, minando meno di quanto avrebbe potuto.
Satoshi didn't pre-mine bitcoin, just look at the block timestamps.
Patoshi didn't even "fast mine" bitcoin, but actually throttled down his miners. https://t.co/5DH1r9QL2s
— Jameson Lopp (@lopp) November 12, 2021
L’anno successivo però il mining accelerò, tanto che vennero creati 3,4 milioni di BTC. In totale in due anni vennero creati 5 milioni di BTC, ovvero meno dei 5,2 milioni che avrebbero potuto essere creati qualora il block-time medio fosse stato proprio di 10 minuti.
Anzi, proprio a gennaio 2010 vi fu un’impennata nella velocità con cui vennero minati i blocchi, mentre a maggio dello stesso anno terminò il Patoshi. A partire da luglio la velocità tornò nella norma.
Perché Satoshi non ha fatto pre-mining
Questo sembra indicare che nel 2010 a Satoshi si aggiunse qualche altro grosso miner di Bitcoin, e che forse lo stesso Satoshi smise di minare a partire da giugno.
Alla luce di questi dati sembra davvero scorretto affermare che Satoshi abbia “pre-minato” un milione di BTC, sebbene sicuramente sia stato l’indiscusso protagonista della prima fase del mining di Bitcoin, in particolare nel 2009.
Ovviamente qualora una fetta rilevante di quel milione di BTC minati da Satoshi dovesse finire sul mercato potrebbe avere un impatto notevole sul prezzo, facendolo crollare. Ma visto che fino ad oggi non è mai accaduto, sembra improbabile che possa accadere in futuro.