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La "accoltellatrice dell'autosilo" di Zurigo rimarrà internata. Nell'ambito di un riesame chiesto dalla difesa, il Tribunale distrettuale di Zurigo è arrivato alla conclusione che il rischio di recidiva è ancora troppo alto.
La decisione non è ancora passata in giudicato e la detenuta ha ancora la possibilità di ricorrere davanti al Tribunale cantonale.
In una nota diffusa oggi, la corte distrettuale scrive che una nuova perizia ha attestato dei piccoli miglioramenti nella detenuta: non è più considerata incurabile e vorrebbe sottoporsi ad una terapia, ma il rischio di recidiva è comunque alto.
La donna, oggi 44enne, è stata condannata nel 2001 all'ergastolo e all'internamento per duplice assassinio, tentato assassinio, una cinquantina di incendi dolosi e altri delitti. Considerata un pericolo per il pubblico, è incarcerata da più di quindici anni in isolamento nella prigione bernese di Hindelbank (BE).
Il primo assassinio risale al 26 giugno 1991, quando la condannata aveva 18 anni: una donna argoviese di 29 anni che si era recata a Zurigo per ritirare l'abito da sposa fu accoltellata alla schiena nel parcheggio sotterraneo "Urania", in pieno centro cittadino.
La vicenda suscitò forte emozione nella città sulla Limmat e rilanciò la discussione sulla sicurezza delle donne nei garage e nei parcheggi sotterranei.
Nel gennaio 1997, la donna uccise, pure a coltellate, una 61enne che passeggiava nei pressi del Giardino cinese di Zurigo. Un anno più tardi pugnalò nella città vecchia di Zurigo una pensionata di 75 anni, che abbandonò sulla strada credendola morta ma che sopravvisse nonostante le gravi ferite. La condannata si è inoltre resa responsabile di una cinquantina di incendi dolosi che hanno causato danni milionari.
SDA-ATS