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"Zurigo è bella - ma non voglio più viverci" è il titolo di un articolo che la giornalista tedesca Susanne Resch ha scritto su Travelbook.de, il portale di viaggi più visitato della Germania con quasi tre milioni di lettori al mese.
Nel testo, di cui il "SonntagsZeitung" riportava domenica un riassunto, comincia con l'illustrare i molti vantaggi della più grande città della Svizzera: una bella posizione sul lago, le Alpi all'orizzonte, il pittoresco centro storico. In breve: Zurigo ha "almeno tanti assi nella manica quanti sono i buchi dell'Emmental svizzero", scrive Resch. Ma per quanto riguarda i suoi abitanti, la città è meno idilliaca secondo la giornalista tedesca: c'è il custode che voleva controllare la raccolta differenziata nel suo appartamento; il vicino che le ha chiesto ripetutamente di non asciugare "la sua biancheria oscena" nella lavanderia comune; l'uomo che le avrebbe offerto dei soldi per tornare in Germania, gli zurighesi che la davano della "Schiess-Dütschi" ("tedesca di m****a") alle spalle o scarabocchiavano la sua targa tedesca e la coprivano di gomma da masticare. "Nei quattro passati a Zurigo, non sono riuscita a stringere nemmeno un'amicizia", dice Resch.
L'articolo è stato pubblicato all'inizio di settembre e nel frattempo ha ricevuto centinaia di commenti, di cui il 95% si diceva d'accordo con la giornalista tedesca. Stefan Calefice, presidente del club tedesco di Zurigo interpellato dalla SonntagsZeitung, ha detto di essere consapevole delle difficoltà incontrate dai suoi compatrioti in Svizzera. Tuttavia, consiglia ai tedeschi che vogliono venire a vivere in Svizzera di imparare a non passare per arroganti. L'attitudine "da comandanti" che spesso hanno i tedeschi è mal vista in Svizzera, avverte Calefice.