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Le nuove misure contro il Covid decise dal Consiglio federale dovrebbero “essere sufficienti” se la popolazione si comporterà di conseguenza. A dirlo è il presidente dell’associazione dei medici cantonali Rudolf Hauri.
Intervistato dalla “Samstagsrundschau” della radio svizzero tedesca SRF, Hauri non ha voluto fare previsioni, ma ha detto di sperare vivamente che le nuove misure siano sufficienti.
Secondo il medico cantonale di Zugo, il federalismo non rappresenta soltanto uno svantaggio nella lotta alla pandemia. Hauri ha in particolare respinto le critiche secondo cui i cantoni avrebbero sostenuto e attuato misure più blande perché si aspettavano un intervento più deciso del Consiglio federale.
“Le differenze semplicemente esistono”
A suo avviso, il sistema sanitario federale è calibrato per le situazioni quotidiane, con un margine di manovra di riserva per le situazioni eccezionali. Le differenze tra i cantoni fanno parte del sistema svizzero: “Semplicemente esistono”.
Ora ci troviamo di fronte a un evento che non accade ogni decennio. Nel 2009, per esempio, di fronte a una forte ondata di influenza stagionale, si può dire che i cantoni avevano “un po’ esagerato”, se si esamina la situazione a posteriori.
Per Hauri, il criterio per valutare le misure più recenti è la situazione attuale con la variante Delta dominante. Ieri il Consiglio federale ha tuttavia giustificato la nuova stretta con la nuova variante Omicron in arrivo.
Le conoscenze su questa ultima variante sono però ancora “molto vaghe". E se davvero risultasse che con la Omicron le persone si ammalano meno gravemente, "non sarebbe un problema”.
Per quanto riguarda la riduzione a 4 mesi del periodo d’attesa per il richiamo vaccinale (il cosiddetto booster), Hauri non ritiene che i cantoni abbiano perso tempo. Non è possibile mantenere alte ad ogni costo le capacità delle vaccinazioni.
Secondo il presidente dei medici cantonali, il fatto di distribuire nel tempo i richiami potrebbe anche essere un vantaggio per l’immunità di base. Per quel che riguarda il booster, l’importante “è farlo”. “Vedremo se alla fine saremo più lenti di altri paesi”, ha detto Hauri