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adorno Alceo Alcippo alma amante Amarilli Aminta Amor anzi arda ardente ardore bella bellezza beltà bianco candida canto CANZONE celeste ch'a ch'al ch'è ch'in ch'io Chè chiaro chiome ciel Clori Corinna cortese crine d'amore d'aspro d'Eroi Dafne desio diletto dolce dolore Donna dono duol erranti eterno felice Fetonte fiamme figlio fiori fiume fiume volto foco fonti fortuna gelo gentil Giove gloria glorioso gran Imeneo incauto l'ale l'alma l'altra l'arme l'aura lagrime Lasso leggiadre Leucippe lice lieta ligustri lode luce lucente lumi mar Tirreno mille miri mortal morte mostri Ninfe nobil novo occhi omai onore pastori pensier petto piangendo pianto pietà pietoso piropo porpora colora Porta gentil pregio Quinci raggi rime rose saette Scipione Gonzaga sdegno sembiante seno sereno Sileno soave sospiri sovra sparge spirti spoglie stelle suon superba talor teco tempre tenebre terra Tirinto vaghi vago veggio velo vermiglio virtù volto
Seite 176 - Padre, o buon padre, che dal ciel rimiri, Egro e morto ti piansi, e ben tu il sai; E gemendo scaldai La tomba e il letto: or che...
Seite 175 - ... io celato sia da quella cruda e cieca dèa, ch'è cieca e pur mi vede, ben ch' io da lei m'appiatti in monte o 'n valle,. e per solingo calle notturno io mova e sconosciuto il piede ; e mi saetta sì che ne' miei mali mostra tanti occhi aver quanti ella ha strali.
Seite 6 - Colei che sovra ogni altra amo ed onoro fiori coglier vid'io su questa riva; ma non tanti la man cogliea di loro quanti fra l'erbe il bianco pie n'apriva.
Seite 176 - n dura povertà crebbi in quei sì mesti errori ; intempestivo senso ebbi a gli affanni : ch'anzi stagion, matura l'acerbità de' casi e de' dolori in me rendè l'acerbità de gli anni.
Seite 5 - ... l'ali non mostrò già, ma quasi eletta sembrò per darle al mio leggiadro stile. Miracol novo! ella a' miei versi ed io circondava al suo nome altere piume; e l'un per l'altro andò volando a prova.
Seite 14 - Quando avran queste luci e queste chiome perduto l'oro e le faville ardenti, e l'arme de' begli occhi or sì pungenti saran dal tempo rintuzzate e dome, fresche vedrai le piaghe mie, né, come in te le fiamme, in me gli ardori spenti; e rinovando gli amorosi accenti alzerò questa voce al tuo bel nome. E...
Seite 69 - Siccb'alla stella dell'Àmor somiglia, Che, quando il ciel s'imbruna, Si mostra in Occidente, Poi sorge innanzi l'Alba aurea e vermiglia, E dalle liete ciglia Dolci rugiade versa, Onde i fioretti e l'erbe Si fan vaghe e superbe, E par la terra di diamante aspersa : ^4 RIME \MOROSE A te le luci mie Volgo, o stella, che serri ed apri il die.
Seite 85 - De' tuoi secreti adorni, Che dolci e lieti giorni Vi spenderei con tuo diletto e lode! Che vaghe notti e quete, Mille amari pensier tuffando in Lete! Ogni tua scorza molle Avrebbe inciso il nome Delle nuore d'Alcide e delle figlio; Risuonerebbe il colle Del canto, delle chiome E delle guancie candide e vermiglie.