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Una vita vissuta per il calcio quella di Gianni Infantino, che per anni ha svolto il ruolo di segretario generale dll'UEFA, e nel 2016 è stato eletto presidente della FIFA, succedendo a quel Joseph Blatter che nel corso dell'ultimo periodo è stato nell'occhio del ciclone a causa dello scandalo corruzione. E proprio una gestione pulita e senza scandali è quella che viene chiesta alla nuova presidenza.
"La FIFA negli ultimi tempi per motivi di malaffare ha conosciuto la crisi più grave della sua storia - commenta il 46enne - senza questa crisi non ci sarebbero state riforme né elezioni, e quindi non sarei qui a parlare come presidente. L'obiettivo deve essere quello di sviluppare il calcio nel mondo e per poterlo fare dobbiamo fare in modo noi per primi che tutto funzioni perfettamente. Il presidente della FIFA deve sempre ricordarsi che è qui per un periodo determinato non per tutta la vita. I protagonisti non siamo noi, noi siamo a disposizione del calcio".
Un altro tema caldo degli ultimi mesi è stato il possibile passaggio da un Mondiale a 32 a uno a 48 squadre, e sull'argomento Infantino ha confermato le sue idee. "Il Mondiale oggi è diventato un evento sociale più che una semplice competizione. Se ti qualifichi per un Mondiale, in tutto il paese c'è un'euforia calcistica dalla fine delle qualificazioni all'inizio della competizione. In un torneo a 48 squadre la qualità sarebbe addirittura più alta rispetto a quella attuale".
- Il servizio con Gianni Infantino (Rete Uno Sport Magazine 17.11.2016)