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Anna Göldi fu l'ultima "strega" a essere condannata a morte in Europa. Decapitata nel 1782, è stata riabilitata mercoledì dal parlamento del canton Glarona.
La decisione del legislativo glaronese era quasi scontata, dopo che anche il governo del cantone si era espresso in tal senso, annullando la condanna perché espressa da un'istanza non competente e in violazione dello stesso ordinamento giuridico dell'epoca.
Il governo aveva chiesto al parlamento di riconoscere che Anna Göldi è stata vittima di un «assassinio giudiziario». Il legislativo glaronese aveva già approvato nel novembre scorso una mozione che chiedeva la riabilitazione della donna, contro il parere del governo, che all'epoca riteneva una riabilitazione superflua e proponeva piuttosto di realizzare uno studio storico sulla vicenda.
Anche il consiglio sinodale della Chiesa riformata del canton Glarona (la condanna fu pronunciata da un tribunale riformato) aveva deciso un anno fa di rinunciare ad un «atto formale» per la riabilitazione di Anna Göldi, argomentando che la vicenda è stata sufficientemente studiata e che nei fatti Anna Göldi è già stata riabilitata.
La decisione del legislativo glaronese è una prima mondiale. Nessun parlamento al mondo ha finora riabilitato una donna condannata per stregoneria – anche se a dire il vero Anna Göldi non fu formalmente condannata per «stregoneria», bensì per «avvelenamento».
Una lunga vicenda
Dal punto di vista giuridico, la riabilitazione di Anna Göldi segna la fine di una vicenda che aveva suscitato ampi dibattiti nella stampa tedesca già all'epoca dei fatti - la decapitazione di Anna Göldi avvenne decenni dopo le ultime condanne per stregoneria in Germania. Di recente si è scoperto che fu il cancelliere del canton Glarona, contrario alla pena di morte e all'uso della tortura, a passare gli atti del processo ad alcuni giornalisti tedeschi.
Negli ultimi decenni del XX secolo, la storia di Anna Göldi è stata resa nota al grande pubblico da un romanzo di Eveline Hasler («L'ultima strega» nell'edizione italiana) e da un film di Gertrud Pinkus. Il caso è diventato paradigmatico dei residui di oscurantismo e fanatismo nell'antica Confederazione in pieno secolo dei lumi e pochi anni prima della Rivoluzione francese.
Un anno fa, in occasione del 225esimo anniversario dell'esecuzione, un nuovo libro pubblicato dal giornalista glaronese Walter Hauser ha contribuito a riaprire il caso. L'opera ha avuto un ruolo centrale nell'innescare il processo di riabilitazione e ha avuto ampia eco anche all'estero. La stessa BBC ha dedicato un servizio all'autore e alla storia di Anna Göldi.
Abuso di potere
Nel libro di Hauser è dato particolare rilievo al ruolo di Johann Jakob Tschudi nel processo e nella condanna della donna. Tschudi era magistrato, membro di una delle più influenti famiglie del notabilato glaronese e datore di lavoro di Anna Göldi,.
Secondo l'autore, il magistrato ebbe una relazione sessuale con la sua domestica. Il timore di uno scandalo, che avrebbe messo in pericolo la sua reputazione, lo indusse a far di tutto per ottenere la condanna di Anna Göldi.
Nata nel 1734 nel canton San Gallo in una famiglia di modestissime condizioni economiche, Anna Göldi fu costretta fin dalla prima giovinezza a lavorare come domestica. Attorno al 1765 partorì un figlio che morì la stessa notte del parto. Per questo fu condannata alla gogna e agli arresti domiciliari per infanticidio.
Nel 1780 entrò al servizio della famiglia Tschudi a Glarona. Poco tempo dopo la figlia dei Tschudi cominciò ad avere delle convulsioni e, secondo la testimonianza dei familiari, a vomitare degli spilli. Anna Göldi, sospettata di aver avvelenato la bambina, fu licenziata. Ma la donna si rivolse al magistrato per difendersi dalle accuse. Johann Jakob Tschudi la denunciò allora per stregoneria e avvelenamento.
Condannata a morte, Anna Göldi fu decapitata sulla piazza di Glarona il 13 giugno 1782.
swissinfo, Andrea Tognina
In breve
Le prime persecuzioni per presunti atti di stregoneria risalgono al Medio Evo, ma la pratica è rimasta in vigore fino all'Età moderna e si è anzi inasprita.
A lungo considerata come una forma di eresia, la stregoneria è stata criminalizzata soltanto dopo il 1500. La maggior parte dei processi si sono tenuti nel XVII secolo.
Protestanti e cattolici si sono accaniti contro la stregoneria con lo stesso fanatismo.
Tra le decine di migliaia di vittime, la maggior parte erano donne. Il 20% dei processi riguardava degli uomini.
Fatti & cifre
Nel 2007, in occasione del 225esimo anniversario della morte di Anna Göldi, il giornalista glaronese Walter Hauser ha pubblicato il suo libro inchiesta «Der Justizmord».
Nello stesso anno, è stata inaugurata una fondazione in ricordo dell'ultima strega, il cui scopo è l'impegno a favore degli emarginati e delle minoranze.
A settembre è stato aperto il museo Anna Göldi a Mollis, nel canton Glarona, dove saranno esposti anche i documenti ritrovati da Walter Hauser.