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Testo depositato
Il Consiglio federale è invitato a individuare misure per alleggerire l'onere dei locatari dovuto al forte aumento dei prezzi dell'olio da riscaldamento.
Motivazione
Anche quest'anno i locatari dovranno far fronte a un forte incremento delle spese di riscaldamento. In tre anni i prezzi sono quasi raddoppiati. In un normale appartamento di quattro locali con un elevato consumo energetico ciò equivale ad un aumento di circa 1000 franchi.
Gli uffici competenti della Confederazione e dei cantoni chiedono vivamente un risanamento energetico negli edifici. L'intervento è veramente auspicabile poiché in questo modo si potrebbero contenere i costi energetici a lungo termine. Attualmente, tuttavia, diversi locatari si trovano di fronte a una trappola finanziaria: alcuni pagano spese di riscaldamento eccessivamente elevate prima del risanamento e altri sono confrontati con un forte aumento degli affitti netti dopo il risanamento.
Il Consiglio federale deve intervenire per poter contrastare l'eccessivo onere dei locatari. Si propongono i seguenti interventi:
- un programma di promozione destinato soprattutto a risanare gli edifici con una pessima efficienza energetica;
- ulteriori sussidi finanziari per la promozione del risanamento energetico degli edifici: i sussidi del centesimo per il clima sono stati spesso così contenuti da avere solamente un lieve effetto frenante sulle pigioni;
- inserimento in un quadro legale del diritto a una riduzione delle spese di riscaldamento per i locatari di edifici con una pessima efficienza energetica. I locatari di questi edifici, dopo un periodo transitorio, oltre al diritto in caso di irregolarità devono poter diminuire una determinata percentuale delle spese di riscaldamento.
Tali misure possono avere notevoli conseguenze per i locatari e per l'efficienza energetica e in tal modo risolvere il conflitto tra l'obiettivo di abitazioni accessibili e protezione del clima:
- la volontà di risanamento interessa in particolare gli edifici che necessitano di un più urgente intervento;
- verranno privilegiati i locatari e i proprietari di abitazioni con spese di riscaldamento particolarmente elevate;
- saranno contenuti gli incrementi, talvolta molto elevati, delle pigioni in seguito a risanamenti;
- i locatori saranno tenuti a occuparsi della costante manutenzione dell'edificio in modo che il loro stabile non sia declassato nella categoria che ha diritto alla riduzione.
Parere del Consiglio federale del 03.09.2008
Il Consiglio federale è consapevole che a causa degli elevati prezzi dell'olio da riscaldamento aumentano notevolmente i costi abitativi dei locatari e dei proprietari che utilizzano questa fonte energetica per il riscaldamento dell'ambiente e per la produzione di acqua calda. Tra i piani d'azione della politica energetica approvati dal Consiglio federale il 20 febbraio 2008 vi sono pertanto incentivi alla produzione di calore per gli edifici attraverso energie rinnovabili e un pacchetto di provvedimenti per aumentare l'efficienza energetica. Un effetto di queste misure sarà tra l'altro la riduzione tendenziale dei costi energetici a carico dei inquilini. Nei prossimi mesi si dovranno concretizzare questi provvedimenti ed esaminare le possibilità di finanziamento. Ciò vale anche per le misure di risanamento degli edifici menzionate nel postulato, per l'attuazione delle quali occorrerà esaminare come possono essere adeguate in modo mirato per gli edifici particolarmente inefficienti sul piano energetico e per le persone che necessitano di alloggi a prezzi moderati.
Al Consiglio federale appare dubbia la proposta di sancire a livello legale il diritto alla riduzione delle spese di riscaldamento per i locatari di edifici con una pessima efficienza energetica. È vero che l'introduzione di un simile diritto indurrebbe maggiormente a effettuare misure di risanamento; si tratterebbe tuttavia di una misura univoca a favore degli inquilini e i proprietari non avrebbero la certezza di potere far ricadere, nelle dovute proporzioni, i costi di rinnovamento sui canoni di locazione. In tal modo sarebbero soltanto i proprietari a correre il rischio che le loro pigioni - più elevate in seguito al risanamento degli edifici - non corrispondano più ai prezzi di mercato, sebbene tale risanamento comporti una notevole riduzione dei costi energetici. Essi inoltre non beneficerebbero neanche di una copertura per gli eventuali alloggi sfitti e le relative perdite di guadagno.
Proposta del Consiglio federale del 03.09.2008
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.