Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01135.jsonl.gz/734

L’Energy Charter Treaty è entrato in vigore nel 1998 e include 50 Paesi, tra cui Unione Europea ed EURATOM come membri a sé stanti.
Come muoversi con la Carta dell’Energia? Se n’è parlato in Consiglio federale, per capire cosa fare se un certo numero di Paesi dovesse distaccarsi da Trattato sulla Carta dell’Energia, oppure se le richieste di aggiornamento da parte della Svizzera dovessero essere approvate.
Come funziona la Carta dell’Energia
La Carta dell’Energia è un trattato firmato da 50 Stati, che include anche l’Unione Europea e l’EURATOM come membri a sé stanti. Nota anche come ECT Energy Charter Treaty, l’obiettivo del trattato internazionale entrato in vigore nel 1998 è proteggere gli investimenti per le energie rinnovabili. La Russia aveva prima firmato il documento nel 1994, ma senza ratificarlo, per poi ritirare la firma nel 2009. Il Governo svizzero ritiene che il documento si debba aggiornare, ma questi cambiamenti sono frenati da alcuni Paesi europei che hanno firmato l’accordo. Infatti, dal 2020 al 2022 si è cercato di modernizzare l’impianto della normativa con nuove disposizioni per la protezione finanziaria, con un rafforzamento del diritto dei singoli Paesi membri e con un modo preciso per proteggere l’ambiente e il clima. L’aggiornamento prevede anche maggiore trasparenza nella gestione delle controversie, dato che il trattato è intervenuto in 157 cause fino a questo momento. Per poter procedere con questa discussione internazionale, il 22 novembre 2022 si è tenuta la Conferenza della Carta dell’Energia.
Cosa sta succedendo
Alcuni Paesi dell’Unione Europea hanno bloccato gli aggiornamenti durante la conferenza internazionale e l’Unione non ha avuto più la maggioranza qualificata per poter uscire dal trattato. La situazione è tale che l’UE non può neanche approvare i cambiamenti indicati, perché non ha più la maggioranza per via del blocco di questi Paesi. La soluzione potrebbe arrivare dalla prossima Conferenza della Carta dell’Energia, prevista per novembre 2023.
Le decisioni del Consiglio federale
Il Consiglio federale vorrebbe sostenere la Carta dell’Energia e il suo aggiornamento, ma la discussione interna con il Governo elvetico è necessaria per capire cosa fare se il cambio delle normative fosse bloccato da altri Paesi, oppure se un certo numero di Stati decidesse di uscire dal trattato. In caso di trattati internazionali, più Paesi firmano e più forza ed efficacia ha il documento stesso. Al momento quella del Consiglio federale è solo una valutazione sul da farsi, dato che la Svizzera non può intervenire finché non si procede con la prossima conferenza internazionale nel merito.
In Svizzera il tema delle energie rinnovabili è molto sentito. Infatti, ci sono startup innovative nel settore ed è stato dedicato anche un set di monete per celebrare le forme di energia rispettose dell’ambiente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Iscriviti alla newsletter