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Nucleare
Nessuna deroga al divieto di costruzione delle centrali
Ribaltare il voto contro il nucleare? No grazie ha risposto oggi il Consiglio degli Stati.
I «senatori» hanno bocciato per 24 voti a 8 e 2 astenuti una mozione di Hansjörg Knecht (UDC/AG) con cui chiedeva una modifica di legge che rendesse possibile rilasciare autorizzazioni di massima per la costruzione di nuove centrali atomiche.
Per il democentrista, dal momento che il fabbisogno di corrente aumenterà significativamente entro il 2050 a causa della prevista decarbonizzazione e della costante crescita della popolazione, il potenziamento delle energie rinnovabili, benché benvenuto, non basterà a coprire i bisogni, specie durante i mesi invernali.
Per evitare blackout o carenze di elettricità, senza dover ricorrere all'estero, dovranno a suo avviso essere utilizzate, per un tempo il più limitato possibile a causa delle emissioni di CO2, centrali a gas a ciclo combinato. Le centrali nucleari, invece, forniscono un importante contributo a un approvvigionamento energetico a basse emissioni, garantendo energia in modo sicuro, efficiente, sostenibile e affidabile.
Secondo Knecht, la mozione non comporterebbe in alcun modo la costruzione di nuove centrali atomiche, ma intenderebbe ripristinare la neutralità tecnologica. L'attuale divieto tecnologico de facto inibisce la ricerca e disincentiva gli investimenti e l'innovazione. L'eventuale costruzione di centrali nucleari moderne, d'altra parte, dovrebbe essere vista come un'opzione a lungo termine che assicurerebbe l'approvvigionamento elettrico per i decenni futuri.
Un graduale abbandono del nucleare
Ma per il Consiglio federale, approvando il nuovo orientamento della legislazione in materia energetica nel maggio 2017 l'elettorato ha deciso il graduale abbandono dell'energia nucleare, l'ulteriore potenziamento delle energie rinnovabili e il rafforzamento dell'efficienza energetica. Le attuali centrali possono sì rimanere in funzione finché ne sarà garantita la sicurezza, ma la costruzione di nuovi impianti non è più consentita. Tuttavia, la ricerca nel campo dell'energia nucleare rimane possibile e continuerà ad essere sostenuta, stando al governo, ha ricordato in aula la consigliera federale Simonetta Sommaruga.
Per tutti questi motivi, l'esecutivo non vede alcuna ragione per rimettere in discussione il cambiamento di orientamento deciso dal Popolo. Allo scopo di assicurare l'approvvigionamento elettrico della Svizzera il governo ha d'altronde già adottato numerose misure come la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili con cui intende rafforzare il potenziamento delle energie rinnovabili indigene e la sicurezza dell'approvvigionamento, specialmente in inverno.
La produzione invernale deve essere rafforzata in particolare con l'aumento delle capacità produttive idroelettriche. Per garantire la sicurezza di approvvigionamento a breve e medio termine, il governo intende creare una riserva di energia idroelettrica già nell'inverno 2022/23. Sta anche pianificando centrali elettriche di riserva per far fronte a situazioni di carenza straordinarie.
Inoltre, s'intende semplificare e snellire le procedure di pianificazione e autorizzazione per i più importanti impianti idroelettrici ed eolici, nonché promuovere l'espansione del fotovoltaico.
cp, ats