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Vediamo e commentiamo alcuni punti del documento che regola il lezionario, il suo uso e la celebrazione della Liturgia della Parola (questa, assieme alla Istruzione generale del Messale romano).
Si tratta dell'Ordinamento delle Letture della Messa, pubblicato dalla Sacra Congregazione per i Sacramenti e il Culto Divino il 21 gennaio 1981.
La tradizione liturgica ha affidato il compito di proclamare le letture bibliche nella celebrazione della Messa a determinati ministri: ai lettori e al diacono.
In mancanza del diacono o di un altro sacerdote, legga il Vangelo lo stesso sacerdote celebrante; se poi manca anche il lettore, legge lui stesso tutte le letture. [...]
"Il lettore ha nella celebrazione eucaristica un suo ufficio proprio, che deve esercitare lui stesso, anche se sono presenti ministri di ordine superiore". Il ministero del lettore, conferito con rito liturgico, deve quindi essere tenuto in onore. I lettori istituiti, se presenti, compiano il loro ufficio almeno nelle domeniche e nelle feste, specialmente durante la celebrazione principale. Si potrà affidar loro anche il compito di dare un aiuto nel predisporre la liturgia della Parola e, se necessario, di preparare gli altri fedeli che per incarico temporaneo debbano proclamare le letture nella celebrazione della Messa.
L'assemblea liturgica non può fare a meno dei lettori, anche se non istituiti per questo compito specifico. Si cerchi quindi di avere a disposizione alcuni laici, che siano particolarmente idonei e preparati a compiere questo ministero. Se ci sono più lettori e si devono proclamare più letture, è bene distribuirle fra i vari lettori.
Il Signore Gesù ha sempre voluto che giunga a tutti gli uomini la sua parola di salvezza, di perdono, di consolazione e di speranza. In molti casi Dio si serve degli uomini perché la sua Parola venga diffusa, ricevuta e di nuovo consegnata ad altri. Da qui viene per ogni cristiano il compito di trasmettere la Parola di Dio divenendone strumento e servitore.
Compito ministeriale del lettore è innanzitutto la proclamazione della parola di Dio nell'assemblea liturgica. È questa la sua funzione originaria e originale, che esige particolari capacità e accorgimenti anche tecnici, ma soprattutto la consapevolezza gioiosa di essere il porta parola, il "profeta" di cui Dio si serve per suscitare, risvegliare e far vibrare la fede di quanti ascoltano.
Il lettore deve «proclamare» la Parola di Dio, cioè farla udire con forza e chiarezza al Suo Popolo. Questo, perché lo scopo cui egli mira non consiste nell'informare, piuttosto nel rendere possibile la “conversione del cuore” attraverso un annuncio che deve essere una vera rivelazione personale e scon¬olgente […].
Proclamare, infatti, non equivale solo a ben leggere, ma a rendere pubblico, acclamare, confessare e rivelare. Per questo colui che proclama deve impegnarsi per farsi udire da tutti, anche usando ogni accorgimento personale e tecnico.
Proclamando si acclama e si venera la Parola di Dio, se ne dichiara pubblicamente il valore e l’importanza, si confessa la propria fede in colui da cui si è inviati; di conseguenza la proclamazione agisce sugli uditori perché entrino nell’atteggiamento di fede, con la coscienza di trovarsi di fronte all’Autore del messaggio (e non semplicemente al suo “strumento umano”).
Quale ministro della Parola di Dio, il lettore, perciò, dovrà lasciarsi dominare dalla Parola che proclama, sentendosene in pari tempo il banditore, il tramite, il canale, il servo docile, il discepolo attento.
Riferendosi alla lettura biblica pubblica, il teologo luterano tedesco D. Bonhëffer scrive qualcosa che si può facilmente applicare anche al servizio dei lettori:
Ci si accorgerà presto che non è facile leggere la Bibbia agli altri. Più l'atteggiamento interno verso il testo sarà spoglio, umile, obiettivo, più la lettura sarà adeguata [...]. Una regola da osservare per leggere bene un testo biblico è di non identificarsi mai con l'io che vi è espresso. Non sono io ad irritarmi, a consolare, ad esortare, ma Dio. Certo, non si deve leggere il testo con tono monotono e indifferente; al contrario, lo leggerò sentendomi io stesso interiormente impegnato e interpellato. Ma tutta la differenza fra una buona e una cattiva lettura apparirà quando, invece di prendere il posto di Dio, io accetterò semplicemente di servirlo. Altrimenti rischio [...] di attirare l'attenzione dell'uditore sulla mia persona e non sulla parola: è il vizio che minaccia ogni lettura della bibbia.
Per arrivare a questo, il lettore dovrà curare costantemente la propria formazione sulla sacra Scrittura e nella comprensione di essa, sull'anno liturgico e i singoli tempi che lo costituiscono, la storia della formazione della Messa, i contenuti e le finalità delle singole parti che compongono i formulari della Messa[...]. Tale formazione gli consente di situare la lettura nel contesto generale della Bibbia e nello spirito del tempo liturgico.
Soprattutto una buona, sana e costante vita di preghiera consentirà al lettore un migliore svolgimento dei suoi compiti, rimanendo sempre in dialogo con Colui del Quale deve essere il fedele portavoce.
Nelle Messe senza diacono, il compito di suggerire le intenzioni della preghiera universale venga affidato o al cantore, specialmente se è previsto il canto, o al lettore o ad altra persona.
Il sacerdote, il diacono e il lettore istituito, allorché salgono all'ambone per proclamare la parola di Dio nella celebrazione della Messa con il popolo, devono indossare la veste sacra propria del loro ufficio. Coloro invece che esercitano il ministero di lettore in singoli casi o anche abitualmente, possono salire all'ambone in abito comune, salve però le consuetudini delle varie regioni.
"Perché i fedeli maturino nel loro cuore, ascoltando le letture divine, un soave e vivo amore della sacra Scrittura, è necessario che i lettori incaricati di tale ufficio, anche se non ne hanno ricevuta l’istituzione, siano veramente idonei e preparati con impegno". Questa preparazione deve essere soprattutto spirituale; ma è anche necessaria quella propriamente tecnica. La preparazione spirituale suppone almeno una duplice formazione: quella biblica e quella liturgica. La formazione biblica deve portare i lettori a saper inquadrare le letture nel loro contesto e a cogliere il centro dell'annunzio rivelato alla luce della fede. La formazione liturgica deve comunicare ai lettori una certa facilità nel percepire il senso e la struttura della liturgia della Parola e le motivazioni del rapporto fra la liturgia della Parola e la liturgia eucaristica. La preparazione tecnica deve rendere i lettori sempre più idonei all'arte di leggere in pubblico, sia a voce libera, sia con l'aiuto dei moderni strumenti di amplifcazione. [...]