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Musicista polivalente, Daniel Haefliger si è distinto nel corso della sua carriera come solista, musicista da camera, insegnante, organizzatore e produttore di concerti, docente, traduttore e ha anche avviato numerosi progetti educativi e musicologici. Violoncellista formato da Pierre Fournier e André Navarra, ha regolarmente suonato come solista o musicista da camera nei più importanti centri musicali come Berlino, Londra, Lucerna, Parigi, Tokyo, Newcastle o Sydney con musicisti come Heinz Holliger, Dénes Várion o Patricia Kopatchinskaia e direttori come Thierry Fischer, Pascal Rophé, Peter Eötvös o Magnus Lindberg. Ha girato l’Europa con il Zehetmair Quartet, che ha vinto le più importanti menzioni discografiche e suona i suoi repertori a memoria.
Profondamente coinvolto nella musica del suo tempo, ha lavorato a stretto contatto con tutti i compositori che hanno segnato la sua generazione quali György Kurtág, Brian Ferneyhough, György Ligeti, Elliott Carter, Heinz Holliger, Helmut Lachenmann, Klaus Huber, Luciano Berio, Franco Donatoni, Pascal Dusapin, e continua a eseguire innumerevoli opere della nuova generazione di compositori svizzeri. Alla fine del millennio, ha avviato la più grande serie di musica da camera con concerti in Svizzera a Ginevra, Zurigo, Basilea e Lugano, gli Swiss Chamber Concerts, dei quali assicura la direzione artistica e amministrativa. Nella sua carriera è stato violoncello solo di Ensemble Modern di Francoforte, Camerata Bern, Ensemble Contrechamps e membro fondatore delle edizioni musicologiche che portano lo stesso nome. Docente appassionato, è professore della classe di musica da camera all’HEM di Losanna e nel 2014 ha fondato l’Accademia svizzera per Quartetto d’archi, un luogo di intenso lavoro e di scambio tra giovani musicisti e i più grandi artisti della scena contemporanea. Numerose registrazioni radiofoniche e CD con etichette come Forlane (F), Stradivarius (I), Claves (CH), Neos (D), ECM (D) testimoniano il suo talento come interprete. Daniel Haefliger suona uno strumento del liutaio milanese Giovanni Grancino (1695).