Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/160667

<h2>SubmittedText<h2><p>La Commissione della concorrenza ha approvato la prevista joint venture delle imprese SSR, Swisscom e Ringier. L'autorizzazione senza condizioni dimostra chiaramente che la creazione della più grande e potente azienda per la commercializzazione pubblicitaria è una questione politica piuttosto che di diritto della concorrenza. Tutto si focalizza attorno alla procedura ancora in corso all'UFCOM. Tuttavia l'UFCOM e il DATEC non hanno finora soddisfatto le richieste degli editori privati avanzate il 1° ottobre 2015 e non hanno permesso loro né di esprimere il proprio parere né di poter esaminare gli atti. Evidentemente anche l'UFCOM ha solo vaghe informazioni sulla joint venture. Le 29 pagine "ricoperte d'inchiostro" della SSR, inoltrate all'UFCOM quale domanda, in cui non si vuole permettere agli editori privati di prendere posizione in materia, sono state pubblicate sabato nella "Basler Zeitung". Dimostrano chiaramente quanto sia importante creare una situazione trasparente. </p><p>A prescindere dalle conseguenze in materia di diritto sui cartelli, il progetto previsto violerebbe l'obbligo di rispetto dei media statali verso i privati (art. 93 cpv. 4 Cost.). Secondo le considerazioni della SSR, la procedura in corso all'UFCOM è una procedura di vigilanza e non di autorizzazione, il che significa che a partire da oggi la joint venture sarà realizzata se il Consiglio federale non interviene. L'esigenza di un intervento è quindi acuta.</p><p>I seguenti punti devono essere analizzati in modo critico:</p><p>1. Come si può garantire che nell'ambito della procedura di vigilanza in corso all'UFCOM, le altre imprese mediatiche, interessate direttamente dalle attività annunciate dalla SSR e la cui esistenza è in gioco, siano consultate nella procedura e coinvolte in quanto parti interessate?</p><p>2. Come garantirà il DATEC che la joint venture tra le imprese SSR, Swisscom e Ringier non sia già realizzata prima della conclusione dell'esame? </p><p>3. Come si può impedire alla SSR e a Swisscom, d'ufficio e tramite il rappresentante della Confederazione in seno al consiglio d'amministrazione di Swisscom, la realizzazione della prevista joint venture fino a nuovo avviso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Al momento, nel quadro di una procedura ai sensi dell'articolo 29 della legge sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40), l'UFCOM appura quali conseguenze potrebbe avere la partecipazione della SSR alla joint venture costituita con Swisscom e Ringier. Se necessario, il DATEC può imporre delle condizioni alla SSR, nel caso in cui la cooperazione dovesse pregiudicare l'adempimento del mandato di programma o limitare considerevolmente il margine di sviluppo di altre aziende mediatiche.</p><p>Si tratta di una procedura di vigilanza, i cui risultati potranno essere sottoposti a un esame giudiziario (da parte del Tribunale amministrativo federale e del Tribunale federale). Inoltre il DATEC ha svolto colloqui informali con dei rappresentanti del settore mediatico e pubblicitario.</p><p>1. Nell'ambito della procedura, l'UFCOM interpella oltre alla SSR anche rappresentanti del settore mediatico e pubblicitario per conoscere il loro punto di vista in merito ai possibili effetti della joint venture. La questione relativa all'ammissione formale in qualità di parte è disciplinata secondo il diritto procedurale applicabile. Spetta al DATEC decidere in merito a tale aspetto nell'ambito della verifica.</p><p>2. Subito dopo che la Commissione della concorrenza (COMCO) ha autorizzato la costituzione dell'alleanza senza condizioni, l'UFCOM ha temporaneamente vietato alla SSR di accedere al mercato nel quadro della joint venture. Questa misura precauzionale è stata ordinata fino al 30 marzo 2016 o fino alla decisione del DATEC nella procedura secondo l'articolo 29 LRTV. Se il DATEC emanerà una decisione soltanto dopo questa data, l'UFCOM vaglierà se prorogare la validità della misura precauzionale.</p><p>3. La procedura secondo l'articolo 29 LRTV menzionata è una procedura amministrativa di vigilanza da parte del DATEC nei confronti della SSR. Questa procedura terminerà con una decisione che potrà essere sottoposta a un esame giudiziario. Per il momento, il margine di manovra della SSR all'interno della joint venture è limitato (cfr. risposta alla domanda 2). È già stata effettuata una verifica sul piano del diritto della concorrenza. Le questioni legate alla politica dei media devono essere dissociate da queste condizioni quadro giuridiche. Per il Consiglio federale è importante che i media svizzeri sviluppino modelli innovativi in modo che il loro finanziamento sia assicurato a medio-lungo termine. Se in questo ambito dovessero risultare necessarie nuove condizioni quadro di natura politica o giuridica, il Consiglio federale avvierà una discussione in merito.</p><p>Il Consiglio federale prescrive a Swisscom degli obiettivi strategici. La joint venture con la SSR e Ringier rispetta questi obiettivi. Swisscom è un'impresa quotata in borsa, soggetta alla libera concorrenza e non riceve alcuna sovvenzione. Tramite il rappresentante della Confederazione nel consiglio di amministrazione di Swisscom e il regolare scambio di informazioni con i dipartimenti competenti, si garantisce l'adempimento degli obiettivi strategici del Consiglio federale da parte di Swisscom. Alla luce di tali considerazioni non sarebbe giustificato chiedere al rappresentante della Confederazione in seno al consiglio di amministrazione di opporsi alla joint venture.</p>  Risposta del Consiglio federale.