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Il Consiglio federale difende suo malgrado il prezzo fisso dei libri, in votazione federale l'11 marzo in seguito a referendum. Contrario sin dall'inizio a questa nuova legge, il governo si è visto costretto a schierarsi con la posizione del Parlamento. Difendendo oggi il progetto, il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann ha dunque fatto buon viso a cattiva sorte.
La regolamentazione del prezzo del libro è stata messa a punto dalle Camere, contro il parere del governo. Quest'ultimo riteneva il progetto contrario al libero mercato e dubitava che permettesse di mantenere un'ampia offerta e l'accesso al maggior numero di libri possibile.
Nel 2007, il Consiglio federale si era opposto all'introduzione del prezzo unico che prevaleva nella Svizzera tedesca. Il parere dell'esecutivo - ha ammesso Schneider-Ammann, ricordando alla stampa che è la legge che lo costringe a difendere la posizione del Parlamento - resta lo stesso. Le opinioni divergono e spetterà al popolo decidere.
Il libro è un bene culturale di alto valore e il prezzo fisso deve garantire la diversità del mercato. Le esperienze fatte nelle regioni senza regolamentazione mostrerebbero che le opere proposte sul mercato sono mediamente più care. Solo il prezzo dei "best-seller" è diminuito. Orbene - ha spiegato Schneider-Ammann - non sono soltanto quest'ultimi, ma anche le opere specializzate o poco note a dover essere vendute a un prezzo giusto.
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