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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 13 dicembre 1996, il Parlamento ha adottato il Decreto federale concernente le ricerche storiche e giuridiche sulla sorte degli averi giunti in Svizzera a causa del regime nazionalsocialista e, il 19 dicembre dello stesso anno, il Consiglio federale ha nominato i membri della Commissione d'esperti Svizzera - Seconda guerra mondiale (CIE). I lavori di ricerca affidati alla CIE sono dunque espressione della volontà del Parlamento di sottoporre a una valutazione storica e giuridica indipendente certi aspetti della nostra storia all'epoca della Seconda guerra mondiale.</p><p>Ovviamente, la questione sul ruolo della Svizzera durante la Seconda guerra mondiale è stata affrontata nell'ambito di ricerche storiche già prima che se ne occupasse la CIE. Il dibattito pubblico era d'altronde già vivace prima della creazione della CIE. Ma a partire dall'istituzione della CIE, le attese dell'opinione pubblica si sono concentrate sulle sue future pubblicazioni. Durante i cinque anni stabiliti dal mandato, la CIE ha presentato i risultati delle sue ricerche alimentando le discussioni e il dibattito pubblico sulla memoria storica della Svizzera. La ricerca non si esaurirà con i lavori della CIE, al contrario questi stimoleranno certamente altri studi storici. Occorre inoltre aggiungere che numerose istituzioni, quali la Biblioteca nazionale, gli Archivi federali o la Biblioteca militare mettono a disposizione del pubblico un'ampia documentazione, varie pubblicazioni sulla Svizzera durante la Seconda guerra mondiale e un vasto materiale archivistico. Il Consiglio federale ha sempre tenuto a precisare che giudica questo processo molto positivamente e intende incoraggiarlo. Esso considera i lavori della CIE un importante contributo per conoscere meglio la storia svizzera e valuta positivamente l'eco suscitata dai lavori degli storici tra gli specialisti e il largo pubblico. Va ricordato che il rapporto intermedio sulla politica svizzera nei confronti dei profughi ha avuto una tiratura di 13'000 esemplari. Il Consiglio federale spera che il rapporto finale possa interessare un pubblico ancor più numeroso. La risonanza nazionale e internazionale prova quanto sia importante il confronto con il passato per un Paese e una collettività.</p><p>Nella valorizzazione dei risultati ottenuti dalla CIE le scuole svolgono un ruolo essenziale; il Consiglio federale si impegna in questo senso e invita i Cantoni a impegnarsi a loro volta e, nel limite delle sue competenze e possibilità finanziarie, agirà di concerto con i Cantoni sostenendo le misure che intenderanno prendere.</p><p></p><p>Dal canto suo, il Consiglio federale nell'ambito delle sue competenze ha già tratto dai risultati della CIE le debite conseguenze. In occasione della pubblicazione del primo rapporto della CIE intitolato La Svizzera e i profughi all'epoca del nazionalsocialismo, ha espresso la speranza che il processo di presa di coscienza in corso potesse permettere di trarre dalla storia lezioni per il futuro in modo da non ripetere gli errori del passato. Il 6 dicembre 1999, ha pertanto deciso di impegnarsi maggiormente nell'ambito della sensibilizzazione sui diritti umani e sulla lotta al razzismo, sempre nel pieno rispetto delle competenze cantonali. L'espressione tangibile di questa volontà è rappresentata dal Fondo Progetti per i diritti umani e l'antirazzismo, istituito il 21 febbraio 2001. Dotato di 15 milioni di franchi distribuiti su un arco di tempo limitato a cinque anni (2001-2005), il fondo è destinato a sostenere, anche e particolarmente in ambito scolastico, progetti di formazione, di sensibilizzazione e prevenzione, come pure consultori per le vittime e per la risoluzione dei conflitti.</p><p></p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande dell'autrice dell'interpellanza come segue.</p><p></p><p>Domanda 1</p><p>I risultati delle ricerche della CIE constano dei rapporti intermedi (La Svizzera e le transazioni in oro durante la seconda guerra mondiale; La Svizzera e i profughi all'epoca del nazionalsocialismo con i suoi cinque annessi) la cui pubblicazione è stata affidata all'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL, il vecchio UCFSM) e dei 25 studi e contributi di ricerca affidati per la pubblicazione all'editore Chronos.</p><p>Per le pubblicazioni edite dall'UFCL i prezzi sono relativamente bassi e il loro accesso su Internet è garantito. Inoltre è stato possibile effettuare la distribuzione gratuita alle biblioteche e ai centri di ricerca, come pure a una vasta cerchia di persone interessate.</p><p>Per evidenti ragioni legate ai costi di produzione e ai vincoli commerciali, l'editore Chronos non ha potuto assicurare le stesse condizioni di prezzo e di accesso a Internet. Comunque, Chronos ha messo a disposizione dei servizi del Parlamento un lotto della serie completa degli studi con uno sconto del 60%. Chronos ha pure previsto un prezzo preferenziale per le persone che acquistano la serie completa. Secondo Chronos, gli studi riscuotono un buon successo nelle librerie e reggono senz'altro il confronto con altre opere scientifiche analoghe.</p><p></p><p>Per quanto riguarda il volume "di sintesi", esso consterà di 600 pagine, sarà pubblicato in quattro lingue e dovrebbe essere venduto al prezzo 48 franchi. La CIE ha espresso il desiderio che venga diffuso da un editore privato. Il Consiglio federale ha accolto questa richiesta, ma ha imposto d'intesa con la CIE che il contratto stipulato tra l'UFCL e l'editore Pendo preveda l'accesso in Internet simultaneamente all'uscita dell'opera. Il contratto permette inoltre la produzione di versioni notevolmente accorciate e chiaramente distinte dalla produzione originale. È prevista pure la distribuzione gratuita ai parlamentari e 1000 esemplari gratuiti del rapporto saranno a disposizione dell'amministrazione.</p><p></p><p>La possibilità di diffondere gratuitamente i lavori della CIE dipende dunque soprattutto dai vincoli editoriali e di produzione. Se il Consiglio federale non può dunque garantire una distribuzione gratuita al pubblico, si premura perché le condizioni di diffusione siano il più possibile vantaggiose. Nelle risposte all'interrogazione ordinaria del Consigliere nazionale Nils de Dardel (99.1191) e alla mozione della Consigliera nazionale Ursula Koch (00.3066), il Consiglio federale aveva sottolineato le difficoltà pratiche per assicurare una distribuzione a tutti i fuochi. Se da un lato aveva rifiutato la mozione Koch, il Consiglio federale era comunque disposto a procurare per le scuole esemplari gratuiti del rapporto sui rifugiati. Nella stessa risposta, il Consiglio federale aveva formulato alcune perplessità sull'opportunità di inviare alle scuole opere voluminose e pedagogicamente poco adatte. Queste osservazioni restano pertinenti. In tal senso, esso vede di buon occhio iniziative mirate nel settore educativo.</p><p></p><p>Domanda 2</p><p>Al contrario di quanto presupposto nell'interpellanza, non è compito della Confederazione garantire la divulgazione dei risultati di ricerche storiografiche. Da un lato il Consiglio federale deve opporsi per principio a una storiografia unilaterale e perfino statale, d'altro canto la competenza per l'allestimento dei programmi scolastici spetta ai Cantoni. La Confederazione ha un certo spazio di manovra nell'ambito della formazione professionale, tuttavia limitato alla formulazione di programmi quadro, che per loro stessa natura sono redatti in modo decisamente meno dettagliato rispetto ai programmi di insegnamento. In generale, nel sommario accluso bisognerà prestare particolare attenzione alla formazione e all'aggiornamento professionali del corpo insegnante, perché dipenderà soprattutto dall'iniziativa quotidiana dei docenti se e in che misura le questioni qui discusse saranno affrontate nell'insegnamento. Ovviamente, quanto detto non vale solo per la formazione professionale ma per tutti gli ordini scolastici.</p><p></p><p>Il Consiglio federale prende atto con soddisfazione che grazie all'ampio dibattito pubblico l'interesse sia degli insegnanti che degli scolari per il tema è cresciuto in modo evidente. È convinto che questo avrà un influsso diretto sull'organizzazione dell'insegnamento della storia e di riflesso anche sulla realizzazione di nuovi piani di studio e strumenti didattici o sull'aggiornamento di quelli già in uso. In tal senso, già ora non mancano gli esempi.</p><p></p><p>Domanda 3</p><p>Il Consiglio federale concorda con l'autrice dell'interpellanza nel rilevare l'esigenza di valorizzare i risultati dei rapporti della CIE. Dall'inizio dei lavori della CIE, si sono già tenute diverse discussioni tra i servizi federali competenti e la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE). Entrambe le parti convengono che nell'applicazione di eventuali misure vadano osservate le attuali sfere di competenza. Poiché la formazione spetta in primo luogo ai Cantoni, la responsabilità principale non ricade pertanto sulla Confederazione.</p><p></p><p>Non può essere perciò compito della Confederazione sviluppare un pacchetto di misure per la formazione e l'aggiornamento del corpo insegnanti o per la creazione di nuovi strumenti didattici. Tuttavia, la Confederazione vede di buon occhio simili iniziative e, nell'ambito delle sue limitate competenze e possibilità finanziarie, è ben disposta a contribuire attivamente alla loro riuscita. D'altra parte, questa posizione è confermata dai passi che ha sinora intrapreso.</p><p></p><p>-Nel 1999 è stato possibile pubblicare un numero speciale (tiratura totale 60'400) sul tema "La Svizzera durante la Seconda guerra mondiale" in collaborazione con le rispettive riviste specialistiche, distribuito a gran parte del corpo insegnante svizzero: Schweizerische Lehrzeitung n. 2/99 (tiratura 40'000), Educateur del dicembre 1999 (tiratura 12'300), Scuola Ticinese n. 232 (tiratura 8'100).</p><p>-La formazione e in particolare la scuola sono i settori privilegiati nei quali andranno realizzati i progetti sostenuti dal Fondo Progetti per i diritti umani e l'antirazzismo. In accordo con la CDPE è stato affidato alla Fondazione Formazione e sviluppo il mandato di seguire i progetti in ambito scolastico. A tale scopo le è stato messo a disposizione un credito di 500'000 franchi all'anno rispettivamente 1/6 della somma totale approvata annualmente dal Parlamento. La fondazione sarà per i prossimi cinque anni e oltre il partner di riferimento a livello nazionale per il settore scolastico sui temi razzismo e diritti umani.</p><p>- Già nel 2001 è stato possibile finanziare nel settore scolastico 12 progetti innovativi e già consolidati con circa 240'000 franchi; anche nel settore extrascolastico vengono sostenuti numerosi progetti con orientamento pedagogico destinati ai giovani. Per quanto riguarda i progetti, si tratta di offerte formative e pubblicazioni pedagogiche che affrontano i temi razzismo, xenofobia e rifugiati, oppure azioni di prevenzione dei conflitti e progetti teatrali interattivi quali strumenti di intervento contro la xenofobia e il razzismo. Per il bando di concorso 2002 è stato fissato per il settore extrascolastico il tema "Progetti di e per giovani e bambini".</p><p>- Il Servizio per la lotta al razzismo, insediato presso la Segreteria generale del DFI nell'autunno 2001, ha il compito di coordinare all'interno dell'amministrazione federale le misure contro razzismo, antisemitismo e xenofobia, di promuovere il confronto sulla problematica in collaborazione con Cantoni, Comuni, altri interessati e di accordarsi a livello internazionale. Il Servizio si occupa anche dell'amministrazione del Fondo Progetti per i diritti umani e l'antirazzismo. Esso segue e valuta i progetti sostenuti con finanziamenti della Confederazione e si occupa delle pubbliche relazioni.</p><p></p><p>Domande 4 e 5</p><p>Non spetta al Consiglio federale presentare i lavori della CIE, ma alla Commissione stessa che ha appunto indetto una conferenza stampa per il 22 marzo prossimo per presentare il suo volume "di sintesi". Come annunciato il 30 agosto 2001, in questa occasione il Consiglio federale si pronuncerà sull'insieme dei lavori della CIE. A questo riguardo il Consiglio federale valuta positivamente le iniziative che contribuiscono alla diffusione dei risultati. La CIE sta preparando, in collaborazione con la Cancelleria federale, un'esposizione in cui presentare i suoi lavori. In quest'ambito è pure prevista l'organizzazione di dibattiti pubblici e di incontri con i testimoni della Seconda guerra mondiale sulla questione del rapporto con la storia. La possibilità di una partecipazione finanziaria da parte della Confederazione è in esame.</p><p></p><p>In risposta alla domanda concernente il Museo nazionale svizzero, il Consiglio federale desidera segnalare che nel quadro del progetto "Museums21"  e della risistemazione del Museo nazionale di Zurigo è previsto di accordare una maggiore importanza al recente passato della Svizzera. D'altro canto, il Consiglio federale considera come scontato che gli aspetti trattati nei lavori della CIE vengano affrontati nei progetti d'esposizione in elaborazione dei musei del gruppo "Musée suisse".</p><p></p><p>Infine, esiste la possibilità di sostenere finanziariamente progetti che ottemperano ai requisiti del Fondo Progetti per i diritti umani e l'antirazzismo. Il Consiglio federale auspica pertanto un'ampia partecipazione ai bandi di concorso dei fondi.</p>  Risposta del Consiglio federale.