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Ma perché proprio cinquemila? I multipli di cinquanta nella Bibbia indicano l’azione dello Spirito. I profeti, guidati dallo Spirito, andavano a gruppi di cinquanta. Pentecostè non significa altro che cinquantesimo, il cinquantesimo giorno dopo la Pasqua, ed è il giorno nel quale nella comunità cristiana scende lo spirito. Non più una legge esterna da osservare, ma lo Spirito, una forza interiore da accogliere. Quindi i multipli di cinquanta indicano l’azione dello spirito.
Allora l’evangelista, attraverso questa cifra, vuol far comprendere che, con il pane, è stato comunicato lo Spirito che era alla base del dono. E, infine, il dettaglio “senza contare le donne e i bambini”. Perché questo dettaglio? Perché nel culto sinagogale la celebrazione poteva iniziare soltanto quando erano presenti dieci maschi adulti; la sinagoga poteva essere piena di donne e bambini, ma finché non c’erano dieci maschi adulti non si poteva iniziare il culto.
Allora dando questa indicazione “senza contare le donne e i bambini”, che è una maniera di contare i partecipanti alla sinagoga, l’evangelista vuol far comprendere che con Gesù, in questo episodio della condivisione dei pani, è nato il nuovo culto.
Il nuovo culto non si esercita più in una sinagoga, ma ovunque esista la pratica delle beatitudini, la condivisione generosa.
Il nuovo culto non parte più dagli uomini rivolta a Dio, ma parte da Dio ed è rivolto agli uomini, perché il Gesù di Matteo è il Dio con noi, che chiede di essere accolto perché con lui e come lui l’umanità vada ad essere alimento di vita, di forza, verso ogni uomo che ne ha bisogno.
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