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<h2>SubmittedText<h2><p>A fine giugno 2017 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione sull'attuazione della "preferenza indigenza light", decisa dal Parlamento nel mese di dicembre 2016. Il progetto prevede che i datori di lavoro appartenenti a un gruppo professionale il cui tasso di disoccupazione è pari almeno al 5 per cento segnalino i posti vacanti in primo luogo agli uffici regionali di collocamento (URC). Questi ultimi hanno poi tre giorni di tempo per proporre alle imprese candidati con un profilo corrispondente ai posti annunciati. La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ritiene che, per far fronte a questo nuovo obbligo di notifica, bisognerà creare negli URC circa 270 nuovi impieghi in tutta la Svizzera. Il Consiglio federale deciderà prossimamente quali disposizioni di esecuzione adottare in base all'esito della consultazione.</p><p>Il successo della "preferenza indigena light" dipende essenzialmente dalla capacità degli URC di proporre rapidamente alle imprese candidati adeguati per i posti vacanti segnalati. Come riportano vari articoli di stampa, l'attuazione del nuovo obbligo di notifica risulterà tuttavia problematica per i sistemi informatici degli URC. Uno dei problemi è a quanto pare costituito dal fatto che il software attuale non permette di incrociare automaticamente i profili dei candidati con i requisiti dei posti di lavoro annunciati. Inoltre, sembrerebbe che le informazioni registrate nei profili delle persone in cerca d'impiego non siano sufficienti per consentire di associare efficacemente queste informazioni e il posto vacante. Stando a un articolo apparso l'8 agosto 2017 sul quotidiano "Le Temps", non sarà possibile giungere a una soluzione informatica efficiente in grado di rispondere alle nuove esigenze prima del 2020.</p><p>Questa situazione inquieta gli esperti e gli uffici cantonali, che mettono in discussione la tabella di marcia prevista dal Consiglio federale per l'attuazione della "preferenza indigena light". Dal punto di vista politico un simile ritardo sarebbe estremamente problematico e minerebbe la credibilità del Consiglio federale e del Parlamento. Le difficoltà di attuazione potrebbero inoltre far sì che, nonostante gli elevati oneri amministrativi supplementari sostenuti, ai datori di lavoro non vengano proposti candidati adeguati.</p><p>È interessante notare che varie organizzazioni e agenzie di collocamento private dispongono già oggi di strumenti che permettono di incrociare in maniera efficace i profili degli canditati con i requisiti dei posti vacanti. Un articolo apparso il 20 settembre 2017 sul quotidiano "La Liberté" menziona ad esempio il sistema informatico utilizzato dalla Fondazione svizzera per l'occupazione e la formazione. La possibilità di incrociare automaticamente i dati dei candidati con quelli dei posti vacanti consente di trattare in maniera rapida ed efficace un elevato numero di dossier.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene che i sistemi informatici attuali degli URC siano sufficienti per garantire un'applicazione efficace della "preferenza indigena light" entro i termini stabiliti?</p><p>2. Quali sono i tempi previsti per un eventuale miglioramento dei sistemi informatici negli URC in vista dell'applicazione della "preferenza indigena light"? A quanto stima i costi di un simile potenziamento?</p><p>3. È disposto a testare gli strumenti informatici utilizzati dalle organizzazioni private, rivelatisi efficaci, per assicurare che la "preferenza indigena light" sia introdotta senza ritardi?</p><p>4. È a suo parere possibile, adottando sistemi informatici efficienti, ridurre i costi dell'attuazione della "preferenza indigena light", in particolare i costi legati ai 270 nuovi impieghi che, secondo la SECO, dovranno essere creati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che i sistemi informatici già oggi a disposizione del servizio pubblico di collocamento siano fondamentalmente adeguati e sufficienti per attuare in maniera efficace l'obbligo di notifica dei posti vacanti deciso dal Parlamento e concretizzato dal Consiglio federale. Inoltre, per far fronte ai nuovi compiti derivanti da questo obbligo, i sistemi informatici esistenti sono attualmente sottoposti a modifiche e perfezionamenti che tengono conto dei compiti in questione e dei relativi processi. La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) sta tra l'altro sviluppando ulteriormente uno strumento già esistente che permette di incrociare le informazioni sui posti vacanti con i profili delle persone in cerca d'impiego in base alle competenze e conoscenze specifiche per la professione. La SECO sta inoltre esaminando in che modo ulteriori strumenti informatici, e in particolare uno strumento per incrociare i dati basato sulle competenze, potrebbero supportare gli organi d'esecuzione cantonali (v. risposta alla domanda 3).</p><p>2. In base ai risultati della procedura di consultazione si prospetta già la possibilità che l'obbligo di notifica verrà introdotto in maniera graduale al termine di un periodo transitorio in modo da poter creare le condizioni necessarie al buon esito dell'attuazione. Ciò permetterebbe all'economia e al servizio pubblico di collocamento di adeguare i propri sistemi informatici e processi amministrativi e di attuare efficacemente e per quanto possibile senza problemi l'obbligo di notifica. Questa soluzione verrà adottata se compatibile con i risultati della consultazione delle CIP delle due Camere riguardo alla modifica di ordinanza e in conformità con la decisione definitiva del Consiglio federale.</p><p>L'adeguamento dei sistemi informatici comporta per la SECO sia costi interni che costi esterni.</p><p>Questi ultimi sono legati alla convenzione sulle prestazioni che la SECO ha concluso con l'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione. L'entità di questi costi e la relativa suddivisione (interni/esterni) potrà essere determinata in modo preciso soltanto al termine di un'analisi dettagliata degli adeguamenti voluti.</p><p>3. Indipendentemente dall'obbligo di notifica dei posti vacanti stabilito, i Cantoni hanno già segnalato nel 2016 la necessità di trovare nuove soluzioni che possano aiutarli nelle loro attività di collocamento e l'hanno ribadita in vista dell'attuazione dell'obbligo di notifica. La SECO sta attualmente esaminando la possibilità di acquisire e introdurre uno strumento per incrociare i dati dei posti vacanti con i profili dei candidati basato sulle competenze. A questo proposito sta verificando le esigenze dei Cantoni e dei datori di lavoro per quanto riguarda un simile strumento. La commissione di sorveglianza per il fondo di compensazione dell'assicurazione contro la disoccupazione - nella quale sono rappresentati anche i Cantoni - deciderà probabilmente nel primo trimestre 2018 in merito a queste misure di ottimizzazione. Nell'eventualità in cui si proceda ad un'acquisizione esterna, ciò avverrà imperativamente nel rispetto delle disposizioni in materia di acquisti pubblici. I test di sistema con singoli fornitori prima di un eventuale appalto pubblico sono problematici in quanto possono compromettere la parità di trattamento nonché l'equità e la trasparenza delle condizioni di concorrenza. Per questo motivo la SECO rinuncerà a simili test.</p><p>4. Il Consiglio federale è consapevole che l'attuazione dell'obbligo di notifica dei posti vacanti comporterà difficoltà per le autorità cantonali del mercato del lavoro - in particolare per quanto riguarda il reclutamento e la formazione di specialisti del collocamento e di consulenti del personale. Il Consiglio federale ne terrebbe conto prevedendo un'introduzione graduale. Lo sviluppo dei sistemi informatici esistenti aiuterà gli organi d'esecuzione a gestire i nuovi compiti. Gli uffici regionali di collocamento riceveranno un ulteriore sostegno grazie all'ottimizzazione dei processi per quanto riguarda l'incrocio dei dati. In particolare, uno strumento per incrociare i dati basato sulle competenze è in grado di aumentare la qualità e l'efficienza del collocamento pubblico. L'incrocio efficace dei dati presuppone un'elevata qualità dei dati e pertanto una loro gestione precisa e costante da parte degli utenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.