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Lo dice il responsabile di UBS. La colpa sarebbe dell'imposta liberatoria e della pressione sugli evasori
"Centinaia di miliardi di franchi" potrebbero abbandonare le banche svizzere in seguito all'imposta liberatoria e in generale alla pressione internazionale sugli evasori: lo sostiene il responsabile della gestione patrimoniale di UBS, Jürg Zeltner, in un'intervista pubblicata oggi dalla rivista "Schweizer Bank".
Per sé stessa UBS si aspetta deflussi di 12-30 miliardi. "Per i piccoli clienti sarà meno attraente avere un conto nella Confederazione, a causa dei costi", spiega Zeltner. "Nell'attività offshore con clienti europei ritengo che dovremmo contare ancora abbastanza a lungo con deflussi".
Credit Suisse soffre ancora di più: dal 2009 sono partiti 32 miliardi. Per i prossimi anni l'istituto si aspetta di perdere altri 25-35 miliardi, aveva spiegato la settimana scorsa il capo delle finanze David Mathers durante una presentazione per gli investitori.
Stando a uno studio della società di consulenza tedesca ZEB, le banche svizzere amministrano circa 2'800 miliardi di clienti esteri, 800 dei quali sarebbero di provenienza europea e non dichiarati. Sempre secondo la ZEB, entro il 2016 gli istituti elvetici potrebbero perdere sino a 200 miliardi. Inoltre i margini peggioreranno a causa delle nuove esigenze normative.