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Il Tribunale federale federale non si occuperà della vicenda di una madre che ha confessato di aver ucciso nel 2007 i suoi due gemellini di 7 anni e nel 1999 la primogenita che aveva sette settimane di vita. La donna ha infatti ritirato il proprio ricorso.
La notizia è stata data oggi dal suo avvocato, Thomas Fingerhut. Alla fine del 2013 il tribunale cantonale di Zurigo aveva condannata la quarantenne all'ergastolo per assassinio plurimo e omicidio intenzionale.
Nell'istanza alla massima autorità giudiziaria, ora ritirata, il legale chiedeva la sospensione della pena detentiva in favore di una terapia psichiatrica stazionaria. Fingerhut ha precisato che la sua assistita è rinchiusa , come in passato, in un reparto specializzato del penitenziario di Hindelbank (BE).
L'infanticidio è venuto alla luce in tribunale nel corso di una confessione choc: la donna ha ammesso di aver soffocato nel sonno i due gemellini l'antivigilia di Natale del 2007 a Horgen (ZH) e otto anni prima la primogenita, che continuava a piangere, tappandole la bocca. All'epoca gli inquirenti pensarono a un caso di morte improvvisa.
Con la conferma della condanna all'ergastolo la donna potrà chiedere di tornare in libertà al più presto dopo aver scontato 15 anni di carcere.