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Rispetto all'anno scorso il passo avanti della Rossa è stato enorme, ma non sufficiente per vincere il campionato.
Charles Leclerc occupa la seconda posizione in classifica con 170 punti, dietro a Max Verstappen (233). Dal canto suo Carlos Sainz è quarto (144).
La morale del Gran premio di Francia è che la Ferrari non è ancora pronta per il Mondiale. Ogni volta le manca uno degli ingredienti fondamentali per cucinare il piatto perfetto. Un giorno si rompe il motore, un altro giorno al muretto sbagliano le strategie e quando tutto questo funziona, quando meno te lo aspetti, ecco l’errore del pilota.
La memoria ci riporta indietro nel tempo ai primi anni dell’era Schumacher, dal 1996 fino al 2000. Mancava sempre qualcosa. All’inizio si rompevano i motori, poi si sbagliava ai box e lo stesso Michael a Montecarlo nel 1996 come Jerez nel 1997 non era stato senza macchia. Allora bastò avere pazienza, respingere l’assalto che da Torino volevano fare a Jean Todt chiedendo a Montezemolo la sua testa. E – dopo il dolore di una gamba di Schumi spezzata a Silverstone, nel giorno del centesimo compleanno della Fiat – arrivò il primo titolo Costruttori e poi iniziò l'epopea vincente degli 11 mondiali in 6 anni.
La Ferrari di Binotto sembra essere sulla strada giusta per tornare a vincere un Mondiale. Ha una macchina veloce, probabilmente la più veloce in pista in questo momento, ma ancora un po’ fragile. Ha una squadra che sbaglia meno del passato, ma ogni tanto (come con Carlos a Le Castellet) ci infila una gaffe. Ha un pilota che ha collezionato sette pole e sul giro secco è imbattibile, ma che poi in gara ha infilato due errori che gli hanno fatto perdere 32 punti (i conti li ha fatti lui direttamente) tra Imola e Le Castellet, due gare in casa sua. Avrebbe anche un secondo pilota migliore di quelli che ha mai avuto Schumacher ai suoi tempi, ma questo è un altro discorso. Per battere la Red Bull di Verstappen è però necessario che tutto giri come in un orologio svizzero. Tutto deve essere perfetto, altrimenti a vincere è sempre Max, che lo ha già fatto sette volte in 12 gare.
Un anno fa la Ferrari rientrò da Le Castellet con l'11esimo posto di Carlos e Leclerc doppiato. Il passo avanti è stato enorme, ma ancora insufficiente per vincere il campionato. Deve continuare su questa strada e completare l’opera. Lo deve fare sapendo che l’avversario da battere è un pilota che ormai non sbaglia più nulla. Max ha raggiunto un grado di maturazione impressionante. È arrivato addirittura a dire che «a volte devi capire che non puoi attaccare al massimo, ma devi attendere fino alla fine della gara». E lui ha imparato ad attendere: quattro delle sue sette vittorie sono arrivate dopo una pole di Leclerc. La Ferrari, al contrario, tra il sabato e la domenica ha visto evaporare come un bicchiere d’acqua lasciato solo al sole la bellezza di 121 punti (91 con Charles e 30 con Carlos). Numeri che spiegano tanto, forse addirittura tutto.
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