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Il Parlamento cinese ha abolito domenica la norma costituzionale che limitava la durata della presidenza a due mandati quinquennali. Era richiesta la maggioranza dei due terzi dei deputati, che è stata ampiamente superata: a favore si sono pronunciati in 2'958, le astensioni sono state tre e i contrari due.
La via è dunque libera per il 64enne Xi Jinping, che sta imponendo la sua visione di una superpotenza moderna ma sotto lo stretto controllo del Partito comunista e senza ulteriori concessioni alle libertà individuali. Alla guida dello Stato dal 2013, sarà rieletto fra pochi giorni e non dovrà più abbandonare l'incarico nel 2023.
L'articolo soppresso era stato voluto da Deng Xiaoping nel 1982 per evitare un ripetersi dell'era di Mao, durata dal 1949 al 1976. L'idea di cancellarlo era stato annunciata poche settimane fa. Secondo alcuni analisti, Xi non vuole lasciare il potere perché non si sente al sicuro: in 5 anni di campagna anticorruzione, considerata dai critici un modo per liberarsi degli oppositori interni, si è fatto molti nemici.
pon/AFP