Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/47808

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per il Consiglio federale non è possibile argomentare contro l'innalzamento dell'età del pensionamento adducendo il numero d'incidenti e malattie professionali, visto che questo negli ultimi decenni non ha cessato di diminuire. Quest'evoluzione positiva costituisce un progresso sociale per la grande maggioranza della popolazione attiva. </p><p>Rispetto alle quattro interrogazioni dell'intervento, il Consiglio federale desidera fare le seguenti puntualizzazioni:</p><p>1. Stando ai risultati del programma di ricerca commissionato dal Consiglio federale sul sistema di previdenza di vecchiaia in Svizzera il fabbisogno finanziario dell'AVS aumenterà considerevolmente ed ammonterà all'equivalente di 3,8 punti percentuali IVA nel 2025 e 5,3 nel 2040 (cfr. Rapporto di sintesi del programma di ricerca sul futuro a lungo termine della previdenza per la vecchiaia IDA ForAlt). Se il fabbisogno supplementare venisse finanziato introducendo un aumento di conseguenza dell'IVA quale unica misura, vi sarebbero ripercussioni negative sulla crescita economica. Adottando anche altri provvedimenti, tuttavia, l'aumento dell'IVA può essere limitato. Secondo gli studi eseguiti innalzando di due anni l'età del pensionamento ed adeguando le rendite unicamente all'inflazione il fabbisogno supplementare necessario da qui al 2025 potrebbe essere ridotto di due terzi.</p><p>In questo contesto il 21 maggio 2003 il Consiglio federale ha incaricato il DFI di preparare le basi della 12a revisione AVS e di sottoporne gli elementi principali alla sua decisione all'inizio del 2004. Dal punto di vista secondo del DFI l'eventuale adeguamento dell'età pensionabile all'evoluzione demografica rappresenta un elemento essenziale della revisione. Il DFI presenterà al Consiglio federale diversi modelli (p. es un adeguamento a tappe sull'arco di diversi anni) non mancando di tener conto di quanto avviene nei Paesi limitrofi (p. es. in Germania, dove la Commissione Rürup, istituita dal Governo federale, ha raccomandato l'innalzamento dell'età pensionabile).</p><p>Tuttavia è vero che non tutti gli assicurati raggiungono l'età della pensione godendo dello stesso stato di salute o avendo un lavoro fino all'età della pensione. Questo è il motivo per cui bisognerà offrire delle soluzioni alle persone costrette a ritirarsi dalla vita attiva prima del tempo a causa di una professione estenuante, a coloro che hanno problemi di salute oppure che si ritrovano disoccupati in un'età avanzata a seguito di ristrutturazioni aziendali. La forma e il finanziamento di un sistema di pensionamento più flessibile (analogamente alla soluzione trovata dalle parti sociali nell'edilizia) verranno discussi nel quadro della 12a revisione dell'AVS, parallelamente alla proposta d'aumento progressivo a medio termine dell'età del pensionamento.</p><p>2. Modelli di pensionamento flessibile estesi su un certo numero di anni contributivi o di esercizio dell'attività lucrativa sono già stati argomenti di studio, in particolare nel quadro dell'11a revisione dell'AVS. Le soluzioni proposte avrebbero certamente permesso, a chi fosse entrato presto nel mondo professionale, di uscirne prima e avrebbero in particolare favorito le persone attive nelle professioni più pesanti. Tuttavia questi modelli sono stati oggetto di numerose critiche: essi avrebbero svantaggiato diverse categorie di persone, in particolare le donne, gli invalidi e le persone con una lunga formazione alle spalle, avrebbero causato costi smisurati e sarebbero stati di difficile applicazione. Perciò non si sono dimostrati affatto adatti ad un'assicurazione generale e popolare quale l'AVS. Non sono quindi stati presi in considerazione.</p><p>3. Il budget per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali è dell'ordine di cento milioni di franchi all'anno. Gli organi incaricati di sorvegliare i datori di lavoro e, se del caso, di prendere provvedimenti coercitivi nei loro confronti, sono finanziati dagli stessi datori di lavoro. Il loro contributo consiste in un supplemento di premio fissato dal Consiglio federale attualmente al 6,5 per cento dell'importo netto del premio dell'assicurazione infortuni. </p><p>La prevenzione nell'ambito degli infortuni e delle malattie professionali è molto sviluppata nel nostro Paese. Il numero degli infortuni e delle malattie di questo tipo è in costante diminuzione (secondo le statistiche degli assicuratori contro gli infortuni in Svizzera, esso si sarebbe ridotto del 27 per cento tra il 1990 e il 2001). Ciò che qualcuno chiama il "tributo di sangue" è quindi in costante diminuzione. D'altronde, con l'entrata in vigore della direttiva concernente l'appello ai medici del lavoro e agli altri specialisti della sicurezza sul lavoro (MSSL), i datori di lavoro e i salariati si trovano ad essere alleati. Gli elenchi dei pericoli vengono elaborati insieme, alla stessa stregua della valutazione dei rischi, le cui cause si conta eliminare mediante una procedura comune. Queste misure dovrebbero contribuire a ridurre le assenze del personale.</p><p>Evidentemente ogni infortunio che si produce è di troppo e bisognerà sempre progredire in materia di prevenzione. Provvedimenti atti a rafforzare la prevenzione verranno adottati ogni volta che sarà necessario e possibile. È molto difficile sapere se un tale rafforzamento permetta di abbassare il costo sociale e finanziario degli infortuni e delle malattie professionali, vale a dire di aumentare gli introiti in base ai quali vengono riscossi i contributi destinati a finanziare le prestazioni di vecchiaia. Non bisogna dimenticare che evidentemente non tutti i rischi possono essere eliminati, che la mancanza d'esperienza - spesso legata alla durata dell'impiego - sia un fattore di rischio da non sottovalutare e che i costi cagionati dal potenziamento della prevenzione non implicano necessariamente una diminuzione proporzionale dei costi sociali e finanziari.</p><p>4. Il Consiglio federale ha una visione globale sul nostro sistema di sicurezza sociale. Questa visione si fonda sui risultati presentati durante la seconda metà degli anni '90 dal gruppo di lavoro interdipartimentale incaricato di analizzare le "prospettive finanziarie delle assicurazioni sociali". I problemi emersi dall'analisi come centrali non sono affatto cambiati. Occorre ora trarne le conseguenze da parte dei diversi rami assicurativi. Per il resto il Consiglio federale rinvia alla risposta data all'interpellanza 03.3258 presentata dal Gruppo radicale-democratico.</p>  Risposta del Consiglio federale.