Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/186687

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di valutare la possibilità di introdurre un "barometro svizzero delle minacce terroristiche".</p><p>Oggigiorno il terrorismo è diffuso ai quattro angoli del globo. Ogni anno nel mondo si registrano oltre 5000 attacchi terroristici. Finora la Svizzera è stata risparmiata, ma rappresenta un possibile obiettivo di attacchi terroristici in quanto parte del mondo occidentale.</p><p>La valutazione delle minacce terroristiche sta acquisendo sempre maggior importanza nella gestione dei rischi delle imprese, in particolare per i gestori di infrastrutture critiche e per gli organizzatori di grandi eventi quali manifestazioni sportive, fiere e mercati, concerti, congressi, simposi ecc. Le imprese sono le prime responsabili della sicurezza, ma oggi non dispongono delle informazioni necessarie che riguardano la minaccia terroristica, ovvero non hanno accesso a valutazioni ufficiali, oggettive e non politicizzate che presentino la situazione di minaccia attuale senza edulcorarla né amplificarla. </p><p>La Confederazione pubblica i livelli di allerta che riguardano terremoti, gelo, temporali, canicola, inondazioni, valanghe, pioggia, incendi boschivi, strade scivolose ecc. Per i viaggi all'estero la popolazione svizzera riceve inoltre informazioni sui possibili rischi nei Paesi di destinazione. Manca però un barometro della minaccia terroristica in Svizzera. Questo strumento dovrebbe indicare costantemente il livello di minaccia terroristica e dovrebbe idealmente essere completato da raccomandazioni riguardanti la collaborazione con le autorità di sicurezza e le misure adeguate da adottare a seconda del livello di allerta. Il barometro creerebbe i presupposti per consentire alle imprese coinvolte di attuare le misure adeguate per la sicurezza delle persone e delle infrastrutture tenendo conto delle peculiarità regionali e della situazione specifica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Strategia della Svizzera per la lotta al terrorismo, adottata dal Consiglio federale il 18 settembre 2015, prevede la "rinuncia all'introduzione di un sistema di allarme antiterrorismo basato su diversi livelli di allerta" (obiettivo 5, FF 2015 6143). In effetti, un sistema di allarme con numeri o codici di colori, come viene utilizzato in certi Paesi, è considerato troppo rigido e schematico. La Svizzera dispone già di strumenti adeguati per gestire eventi particolari e il dispositivo attuale, in particolare con il Comitato ristretto Sicurezza della Confederazione e la task force TETRA, permette di reagire caso per caso e di diffondere le informazioni, consentendo alle autorità competenti di decidere le misure necessarie al loro livello. È il motivo per cui il Consiglio federale aveva già respinto una domanda simile e il Consiglio nazionale aveva dato seguito a questo parere nel giugno 2017 (mozione Addor 15.4248, Per un piano Vigipirate svizzero).</p><p>D'altra parte, le raccomandazioni per quanto riguarda le misure da adottare e la collaborazione con le autorità di sicurezza così come le presenta l'autore del postulato esulano dal quadro di competenze della Confederazione. Conformemente alla Costituzione federale infatti, la responsabilità di tutelare la sicurezza pubblica spetta in primo luogo ai Cantoni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.