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La Suva risponde spesso per infortuni nel tempo libero che in realtà sono infortuni professionali: se uno sportivo percepisce uno stipendio da una società, quest'ultima sarebbe infatti responsabile per l'assicurazione infortuni. A tutt'oggi sono tuttavia pochi i club ad aver stipulato una simile assicurazione.
Ci sono sportivi professionisti che fanno fatica a vivere del loro stipendio. D'altro canto ci sono sportivi dilettanti che riescono a guadagnare molto; i loro stipendi sono spesso conteggiati tramite spese e altre indennità, prevalentemente senza contratto. Le società sportive che versano stipendi, spese o premi ai loro giocatori sono tuttavia considerate datori di lavoro, e in quanto tali sono obbligate ad assicurare i loro dipendenti contro gli infortuni e a versare contributi AVS.
Se un calciatore dilettante che riceve delle indennità consistenti dalla società si rompe una gamba, l'evento è considerato un infortunio sul lavoro e non può essere notificato alla Suva come infortunio nel tempo libero. A tutt'oggi sono tuttavia poche le società che assicurano i loro sportivi contro gli infortuni.
Tutte le società sportive sono state informate sull'obbligo di stipulare un'assicurazione infortuni. Nell'autunno 2015 la cassa suppletiva LAINF ha inviato una lettera a tutte le società chiedendo loro di regolare la propria situazione assicurativa. Chi versa degli stipendi deve stipulare un'assicurazione contro gli infortuni. L'assicuratore può essere scelto liberamente. Se vi sono dubbi sul fatto di considerare le indennità versate come stipendio, occorre rivolgersi alla cassa di compensazione competente.
Ogni anno in Svizzera si verificano circa 260 000 infortuni non professionali, un numero decisamente superiore ai circa 180 000 infortuni professionali. Gli infortuni nel tempo libero causano anche costi per le imprese, poiché spesso comportano parecchi giorni di assenza dal lavoro. Vi invitiamo pertanto a sostenerci nella notifica degli infortuni e a informarci se la persona infortunata ha un eventuale «secondo» datore di lavoro, ossia la società per la quale pratica un'attività sportiva.
I nostri specialisti ritengono che molti infortuni sportivi non vengono notificati correttamente: ciò che sembra un infortunio nel tempo libero è in verità un infortunio sul lavoro. Per questo motivo, in futuro la Suva chiarirà gli infortuni sportivi con maggiore attenzione esaminando la situazione della vittima e del suo club. Se la persona infortunata percepisce dalla società delle indennità che sono da considerare stipendio, la Suva non è tenuta a fornire prestazioni. L'attenzione è puntata sulle discipline sportive in cui sono spesso versate indennità, fra cui calcio, pallamano e hockey su ghiaccio.
Un calciatore riceve annualmente 4000 franchi di premi partita nonché indennità di spesa. Durante una partita si infortuna e subisce una lacerazione del legamento crociato. Il calciatore notifica l'infortunio alla falegnameria presso cui lavora in settimana. La falegnameria trasmette l'infortunio alla Suva per il trattamento del caso. La Suva nota che lo sportivo ha un «secondo» datore di lavoro e non versa alcuna prestazione, in quanto la competenza spetta all'assicurazione infortuni della società.
Se la società non ha ancora stipulato un'assicurazione contro gli infortuni, la competenza ricade sulla cassa suppletiva LAINF.