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LOSANNA - Il pubblico ministero del canton Sciaffusa dovrà occuparsi della morte in Turchia di una richiedente asilo respinta. Lo ha stabilito il Tribunale federale, che ha annullato la decisione della giustizia cantonale di non entrare in materia su una denuncia presentata dalle due figlie della donna.
Nell'agosto 2019, le due donne avevano presentato una denuncia al tribunale di Sciaffusa per omicidio o per omicidio colposo. Ritenevano che la loro madre avesse sofferto di denutrizione durante il suo soggiorno nel cantone, che le cure ricevute all'ospedale cantonale fossero state inadeguate e che i servizi sociali non avessero preso sul serio la situazione.
Le giovani ritenevano anche la Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM) colpevole per aver ordinato il rimpatrio della donna, nonostante le sue cattive condizioni di salute. Quest'ultima è morta nel febbraio 2018 in Turchia.
La procura sciaffusana aveva rifiutato di prendere in considerazione la denuncia, decisione confermata dalla Corte Suprema del cantone, secondo cui i motivi addotti erano insufficienti.
Il Tribunale federale, chiamato in causa dalle due figlie, ha ora deciso diversamente. In una sentenza pubblicata oggi precisa che le due ricorrenti hanno presentato un dossier completo che descriveva in dettaglio le loro denunce. In queste circostanze, il tribunale precedente non poteva affermare che le accuse erano difficili da capire e non sufficientemente motivate.
Il caso torna quindi alla giustizia sciaffusana, che dovrà prendere una nuova decisione sull'entrata in materia.