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La ‘reporter della gente’ è stata premiata per i suoi servizi equidistanti ed equilibrati. Per la fotografia è stato premiato Alex Kühni.
La vodese Maurine Mercier è stata designata giornalista dell'anno questa sera a Berna nel corso degli Swiss Press Awards 2023. Come fotografo è stato invece premiato il bernese Alex Kühni.
Mercier – reporter da Kiev per la Rts con una lunga esperienza di corrispondente dal Nordafrica – è stata scelta per la qualità dei suoi reportage, definiti "precisi, senza pathos, con la giusta distanza per un lavoro giornalistico: né troppo vicini, né troppo lontani dal soggetto". La donna rifiuta l'etichetta di "reporter di guerra": preferisce definirsi "reporter della gente" e ciò secondo la giuria, racchiude la sua essenza.
La giornalista – che in passato ha ottenuto due volte lo Swiss Press Award nella categoria audio – è stata tra l'altro anche insignita del Premio Bayeux per i corrispondenti di guerra come pure del Premio Jean Dumur, riconoscimento dei media pubblici francofoni. È stata inoltre eletta "Personalità dell'anno" dai lettori e dalle lettrici del quotidiano vodese ‘24 heures’.
La reporter si è anche aggiudicata il primo premio nella categoria "audio" per un reportage dalla città ucraina di Bucha, dove ha raccolto le voci di una madre e una figlia sopravvissute all'occupazione russa, contributo trasmesso da Rts ‘La Prèmiere’.
Kühni lavora a Berna, dove insegna part time fotografia e digital media production alla scuola di design. Si è avvicinato alla fotografia alla fine degli anni 90 durante un viaggio in Asia. Da allora lavora come fotografo di guerra. È membro del Corpo umanitario svizzero, per il quale svolge spesso mandati. Nel 2018 ha vinto il primo premio nella categoria Swiss Press Photo estero e nel 2020 il terzo premio nella stessa categoria.
La categoria "testo" ha visto premiata la giornalista Barbara Achermann per un articolo pubblicato da ‘Die Zeit Schweiz’ sul clima di paura all'accademia di danza di Zurigo. Il riconoscimento per la categoria "online" è andato a un team di tre giornalisti della Srf – Pascal Albisser, Julain Schmidli e Lukas Frischknecht – per un contributo intitolato ‘Am Puls des Planeten’.
Due giornaliste svizzerotedesche hanno infine ottenuto il riconoscimento nelle categorie "video" e "locale": Cristina Karrer, per un filmato incentrato sulla sopravvivenza in periodi di siccità in Kenya, diffuso da Format NZZ, e Martina Brassel, per un contributo dedicato a una vicenda legata all'amministrazione dell'Ufficio caccia e pesca di Appenzello interno.
Gli Swiss Press Awards 2023 sono stati assegnati stasera dalla Fondazione Reinhardt von Graffenried. Per l'occasione è stata eseguita per la prima volta la nona canzone della stampa svizzera, ‘Regarde’, composta appositamente per questa occasione: a interpretarla è stato il musicista e attore di lingua francese che vive a Los Angeles Carlos Leal.
Alla cerimonia ha partecipato anche la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, che ha parlato a lungo della professione del giornalista. Menzionando il 175esimo anniversario della Costituzione federale, la consigliera ha ribadito che esso coincide con la nascita della Svizzera moderna e quindi della libertà di stampa nel nostro Paese. Quest'ultima è sancita dall'articolo 45 della Costituzione del 1848 ed è stata precisata nel 1999 dal Parlamento con l'aggiunta "la censura è vietata".
La mostra ‘Swiss Press Photo 23’ sarà inaugurata il 6 maggio al Museo Nazionale di Zurigo (5 maggio - 25 giugno). In seguito l'esposizione sarà presentata al Museo di Storia di Berna (31 agosto - 29 ottobre), al Castello di Prangins (16 novembre 2023 - 25 febbraio 2024) e infine al Museo Castel Grande di Bellinzona (2 marzo - 25 aprile 2024).