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Il mandato affidato alla SSR di contribuire all'integrazione a livello di regioni linguistiche, favorendo così la coesione nazionale, è estremamente importante. Lo ribadisce il Consiglio federale.
Rispondendo ad un'interpellanza della consigliera nazionale Silva Semadeni (PS/GR), l'esecutivo sottolinea che le prime a fare le spese della soppressione del canone sarebbero le minoranze linguistiche.
La deputata grigionese si interroga sui cambiamenti in corso nel paesaggio mediatico svizzero e sulle loro conseguenze sulla coesione nazionale a livello linguistico e culturale. La Semadeni solleva anche la questione delle ripercussioni di una riduzione significativa del canone o della sua soppressione totale, come vorrebbe l'iniziativa "No Billag".
Nella sua risposta, il governo sottolinea come in un paese plurilingue ed eterogeneo come la Svizzera sia "di sostanziale importanza disporre di media di qualità". Il modello attuale - una grande emittente di servizio pubblico e numerose emittenti locali - è il migliore per affrontare le sfide future, a patto che l'offerta del servizio pubblico sia costantemente adeguata al contesto mediatico.
Senza l'apporto del canone il mercato radiotelevisivo elvetico disporrebbe di meno della metà dei fondi attuali, con gravi conseguenze soprattutto per le minoranze linguistiche. È infatti soltanto grazie "alla perequazione finanziaria interna alla SSR" che oggi è possibile produrre programmi radiotelevisivi equivalenti in tutte le lingue ufficiali.
Il Consiglio federale ricorda che il 24,5% degli introiti complessivi della SSR, composti principalmente dal canone e dalle entrate pubblicitarie e della sponsorizzazione, provengono dalla Svizzera romanda, il 4,5% dalla Svizzera italiana e il resto dalla Svizzera tedesca. Attualmente questi mezzi sono ripartiti in modo solidale tra le regioni linguistiche, alle emittenti francofone della SSR spetta infatti il 32,7%, mentre a quelle italofone il 21,8%.
La SSR ha un ruolo molto importante per quanto concerne l'integrazione a livello di regione linguistica, favorendo così la coesione nazionale.
SDA-ATS