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Identificare il più rapidamente possibile i criminali pericolosi e farli figurare in un registro: è questa la richiesta di diversi cantoni dopo il recente assassinio della giovane Marie. Il Centro svizzero di prevenzione della criminalità (CSPC) sostiene questa iniziativa. Il suo direttore Martin Boess ha confermato all'ats un'informazione pubblicata oggi dal "Tages-Anzeiger" e dal "Bund". Oggi si sono intanto svolti i funerali di Marie.
Il CSPC prevede di elaborare proposte per aiutare i cantoni ad attuare un sistema centralizzato di gestione delle minacce, che consenta per esempio uno scambio di dati tra le autorità e le organizzazioni private. Il progetto deve tuttavia ancora essere approvato dalla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia, che finanzia il centro di prevenzione.
Il dramma di Marie ha spinto le autorità cantonali ad attuare un sistema di gestione delle minacce, ha aggiunto Boess. Questo strumento dovrebbe permettere di reagire non appena un individuo si "distingue" per la sua violenza, fisica o verbale. I servizi sociali, la polizia e i dipartimenti della pubblica educazione si riunirebbero in una "tavola rotonda" e deciderebbero insieme le misure da prendere.
Intanto si sono svolte proprio oggi a Villars-sur-Ollon (VD) le esequie di Marie, la 19enne sequestrata il 13 maggio a Payerne e uccisa dal suo rapitore, un uomo di 36 anni condannato nel 2000 a 20 anni di carcere per aver violentato e assassinato l'amica. Alla cerimonia hanno assistito circa 500 persone.
Il padre della vittima ha ringraziato i presenti, definendoli "un baluardo d'amore di fronte all'orrore e all'impensabile". "La gioia di vivere, il sorriso e la generosità di Marie rimarranno impressi nei nostri cuori", ha dichiarato dal canto suo il pastore di Villars.