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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 05.06.2015</b></p><p><b>Il Consiglio federale adotta i messaggi concernenti le basi legali per lo scambio automatico di informazioni </b></p><p><b>In data odierna il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento il messaggio che approva la Convenzione del Consiglio d'Europa e dell'OCSE sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale e il messaggio sulle necessarie basi legali per l'attuazione dello standard per lo scambio automatico di informazioni a fini fiscali. Nel quadro della procedura di consultazione la maggioranza dei Cantoni, dei partiti politici e degli ambienti interessati hanno accolto positivamente i progetti. </b></p><p>Il primo progetto riguarda la Convenzione del Consiglio d'Europa e dell'OCSE sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale (Convenzione sull'assistenza amministrativa), firmata dalla Svizzera il 15 ottobre 2013. Essa disciplina l'assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale e prevede tre forme di scambio di informazioni, ovvero quello su domanda, lo scambio spontaneo di informazioni e lo scambio automatico di informazioni. Il Consiglio federale mantiene la riserva già espressa nell'avamprogetto relativa al campo di applicazione materiale e temporale della Convenzione sull'assistenza amministrativa. Per creare le basi legali necessarie alla sua attuazione in Svizzera il Consiglio federale richiede modifiche specifiche nella legge sull'assistenza amministrativa. </p><p>Il secondo progetto sottoposto al Parlamento riguarda l'Accordo multilaterale tra autorità competenti sullo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari (Multilateral Competent Authority Agreement; MCAA), firmato dalla Svizzera il 19 novembre 2014. Per poter applicare le disposizioni di questo accordo e dello standard globale dell'OCSE per lo scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali è necessaria una nuova legge federale. La legge federale sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali (LSAI) contiene disposizioni concernenti l'organizzazione, la procedura, i rimedi giuridici e le disposizioni penali applicabili. </p><p>L'attuazione dello standard per lo scambio automatico di informazioni può avvenire in due modi, ovvero tramite un accordo bilaterale, come quello firmato il 27 maggio 2015 tra la Svizzera e l'Unione europea, oppure tramite l'MCAA, che si fonda a sua volta sulla Convenzione sull'assistenza amministrativa. Per l'introduzione dello scambio automatico di informazioni a fini fiscali tra la Svizzera e l'Australia è stata scelta la seconda variante. L'avamprogetto è attualmente in consultazione. </p><p>La procedura di consultazione dei due avamprogetti si è svolta dal 14 gennaio al 21 aprile 2015. Le Camere federali avvieranno le discussioni in merito nell'autunno 2015. Così anche venisse impugnato un referendum sarebbe possibile mettere in vigore le basi legali all'inizio del 2017 e procedere al primo scambio di informazioni con gli Stati partner nel 2018. Questo è quanto aveva prospettato la Svizzera in occasione della conferenza del Forum globale tenutasi nel mese di ottobre del 2014. Nella stessa occasione, circa 100 Stati si sono impegnati a introdurre lo standard per lo scambio automatico di informazioni, circa 50 di questi già a partire dagli anni 2016/2017 e gli altri, tra cui anche la Svizzera, dagli anni 2017/18. Con l'attuazione del nuovo standard per lo scambio automatico di informazioni la Svizzera contribuisce in modo importante alla lotta contro l'evasione fiscale.</p><p>Il Parlamento dovrà decidere non solo sulle basi legali ma in un secondo tempo anche sugli accordi firmati dalla Svizzera. Oltre all'accordo con l'Australia e l'UE sono in corso negoziati per ulteriori accordi.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 02.12.2015</b></p><p><b>Sì a scambio automatico, ma niente amnistia fiscale </b></p><p><b>(ats) Il segreto bancario per i clienti esteri degli istituti finanziari elvetici dovrebbe avere le ore contate. Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha oggi approvato, senza l'appoggio di alcuni deputati UDC, due progetti governativi per il passaggio allo scambio automatico di informazioni in materia fiscale. Rispetto alla Camera del popolo, ha invece avuto meno fortuna una proposta di amnistia fiscale in vista proprio dell'introduzione dello scambio automatico nel 2018.</b></p><p>I "senatori" hanno infatti bocciato - con 37 voti contro 7 - l'amnistia fiscale difesa in aula da Fabio Abate (PLR/TI), che in settembre era stata approvata a sorpresa dal Nazionale su proposta di Fabio Regazzi (PPD/TI). Il plenum ritiene infatti che la possibilità introdotta nel 2008 della denuncia spontanea non punibile sia già sufficiente. Prova ne è il numero di contribuenti, in crescita questi ultimi anni, che hanno legalizzato in questo modo la loro situazione.</p><p>L'introduzione dello scambio automatico di informazioni a livello internazionale non può in alcun caso giustificare una misura supplementare che andrebbe innanzitutto a beneficio dei contribuenti meno onesti, secondo la maggioranza degli Stati. Abate ha sottolineato invano che l'amnistia è necessaria a causa del rafforzamento delle sanzioni, del rallentamento economico e delle difficoltà della piazza finanziaria. A suo avviso, le casse cantonali e federali ne hanno bisogno.</p><p>Secondo la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, la discussione circa un'eventuale amnistia potrebbe essere ripresa quando si discuterà della fine del segreto bancario per i contribuenti svizzeri.</p><p></p><p>Numero AVS quale identificatore delle informazioni all'estero</p><p>Il Consiglio degli Stati ha inoltre apportato alcuni ritocchi alla versione accolta dal Nazionale. Rispetto alla Camera del popolo, quella dei cantoni ha in effetti sostenuto - con 36 voti contro 4 e 2 astenuti - una proposta della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze di utilizzare il numero AVS, e non un numero speciale, quale identificatore delle informazioni date all'estero.</p><p>A suo avviso questa soluzione sarebbe molto più semplice e facile da attuare senza ripercussioni sulla protezione dei dati, come invece sostenuto dal Nazionale e dal Consiglio federale.</p><p>Contro il parere della sua commissione preparatoria, i "senatori" hanno invece seguito la Camera del popolo per quanto riguarda la sanzione cui incorrono le banche che violano i loro obblighi di diligenza per negligenza. Con 22 voti contro 19, hanno infatti sostenuto la proposta di Filippo Lombardi (PPD/TI) di sopprimere la multa fino a 100'000 se l'autore ha agito per negligenza. Si tratta di una penalizzazione abusiva dei dipendenti, ha sostenuto con successo il consigliere agli Stati ticinese.</p><p></p><p>Scambio automatico effettivo dal 2018</p><p>Nelle intenzioni del Consiglio federale, lo scambio automatico basato su standard uguali per tutti quegli Stati che intendono aderire a queste disposizioni dovrebbe diventare effettivo per la Svizzera nel 2018.</p><p>Berna intende negoziare con l'Ue lo scambio automatico, come anche con gli Stati Uniti. Altri accordi verranno discussi bilateralmente, in primis con i Paesi importanti economicamente e politicamente per la Confederazione. La Svizzera tenterà anche di legare gli accordi alla possibilità di ottenere un accesso agevolato al mercato finanziario locale.</p><p>Il plenum ha anche confermato quasi in toto le raccomandazioni della sua commissione preparatoria cui sono stati sottoposti due oggetti: la Convenzione del Consiglio d'Europa e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale con le relative modifiche alle pertinenti norme in vigore in Svizzera, e la Legge federale sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali (LSAI).</p><p>L'elaborazione di quest'ultima norma - che contiene disposizioni concernenti l'organizzazione, la procedura, i rimedi giuridici e le disposizioni penali applicabili - si è resa necessaria per attuare l'Accordo multilaterale tra autorità competenti sullo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari (MCCA).</p><p>Lo stesso MCCA si basa sulla Convenzione OCSE: quest'ultima disciplina l'assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale e prevede tre forme di scambio di informazioni: su richiesta - già applicato da Berna dal 2009 - spontaneo e automatico.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 07.12.2015</b></p><p><b>Fisco, numero AVS quale identificatore dati forniti all'estero </b></p><p><b>(ats) Nel quadro dello scambio automatico di informazioni in materia fiscale il numero AVS dovrebbe essere utilizzato quale identificatore dei dati forniti all'estero. Il Consiglio nazionale ha accettato oggi tacitamente questa proposta della conferenza dei direttori cantonali delle finanze, accolta la settimana scorsa dagli Stati.</b></p><p>"Questa soluzione è molto più semplice e facile da attuare senza ripercussioni sulla protezione dei dati", ha sottolineato Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL) a nome della commissione.</p><p>Il dossier ritorna comunque agli Stati, perché il Nazionale ha voluto apportare un ritocco formale su questo punto.</p><p></p><p>Bocciata l'amnistia fiscale</p><p>Su un altro aspetto la Camera del popolo si è invece allineata in toto a quella dei Cantoni: è stata infatti bocciata la proposta di amnistia fiscale di Fabio Regazzi (PPD/TI) in vista proprio dell'introduzione dello scambio automatico nel 2018. In settembre, il Nazionale aveva approvato a sorpresa l'amnistia.</p><p>Come i "senatori" la settimana scorsa, oggi il plenum ha tuttavia ritenuto che la possibilità introdotta nel 2008 della denuncia spontanea non punibile sia già sufficiente. Prova ne è il numero di contribuenti, in crescita questi ultimi anni, che hanno legalizzato in questo modo la loro situazione.</p><p>Secondo la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, la discussione circa un'eventuale amnistia potrebbe essere ripresa quando si discuterà della fine del segreto bancario per i contribuenti svizzeri.</p><p></p><p>Scambio automatico effettivo dal 2018</p><p>In precedenza, le due Camere si erano già accordate su un punto essenziale della riforma, ovvero che il segreto bancario per i clienti esteri degli istituti finanziari elvetici dovrebbe avere le ore contate.</p><p>Avevano infatti approvato, pur senza l'appoggio della maggioranza dei deputati UDC, due progetti governativi per il passaggio allo scambio automatico di informazioni che dovrebbe diventare effettivo per la Svizzera nel 2018.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 14.12.2015</b></p><p><b>CSt: basta segreto bancario per clienti bancari esteri </b></p><p><b>(ats) I clienti esteri delle banche elvetiche non potranno più trincerarsi dietro il segreto bancario per evadere il fisco. Eliminando una divergenza formale con la Camera del popolo, oggi il Consiglio degli Stati ha finalizzato la riforma che permetterà il passaggio allo scambio automatico di informazioni, standard al quale hanno aderito le maggiori economie mondiali.</b></p><p>Solo un numero ristretto di cittadini svizzeri con conti all'estero è coinvolto dalla riforma. Le riforme di legge approvate oggi permetteranno alla Confederazione di fornire informazioni su richiesta e, novità, anche spontaneamente.</p><p>Nelle intenzioni del Consiglio federale, lo scambio automatico basato su standard uguali per tutti quegli Stati che intendono aderire a queste disposizioni dovrebbe diventare effettivo per la Svizzera nel 2018.</p>