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Willi Vögtlin, pianificatore del programma di National League da un quarto di secolo, è dell'idea che se bisogna l'hockey nazionale sacrificherà i playoff.
In una lunga intervista concessa al Blick.ch Willi Vögtlin ha raccontato le difficoltà del momento e i possibili scenari per il campionato di National League.
Willi Vögtlin non è un personaggio troppo conosciuto, non è una star dell'hockey, nè tantomeno un allenatore di successo. Non è presidente, nè arbitro, ma il suo ruolo è da sempre fondamentale: da venticinque anni Vögtlin prepara i calendari di National League e Swiss League, cercando di districarsi tra impegni di Champions Hockey League, Coppa Svizzera, indisponibilità degli impianti e oggi, deve tener conto dei problemi legati al Covid-19.
Un compito che assorbe molte energie, che tiene occupata la mente di Vögtlin a volte anche di notte.
Finora in National League sono già state rinviate 19 partite - in Swiss League 16, cinque partite di Coppa Svizzera, oltre a diverse partite dei campionati juniores elite U20 e U17.
Si riuscirà a terminare la Regular Season?
«Sarà difficile, - ha detto Vögtlin - dobbiamo tenere conto di diversi aspetti e variabili. I club sono comunque concordi che la sopravvivenza degli stessi è prioritaria. Inoltre, si cercherà di far giocare il numero massimo di partite».
Tuttavia, un mese fa si era partiti sapendo che gli stadi potevano essere riempiti per due terzi. Oggi, la situazione è cambiata. Il 1° dicembre si deciderà se e come proseguire il campionato.
Quali scenari?
«Ci sono piani per abbreviare i turni dei playoff. Nel peggiore dei casi, le tre serie sarebbero giocate in modalità 'best-of-3'. Se dovessimo anche rinunciare ai playoff, potremmo giocare fino all'11 maggio».
Un campionato senza Playoff? Ancora?
Vögtlin ha le idee chiare in merito ad un'eventuale rinuncia ai playoff, perchè anche i club sono chiari in merito.
«È meglio giocare tutte le 52 partite e dover rinunciare ai playoff. Si tratta in primo luogo di questioni economiche: ci sono diritti TV e contratti con gli sponsor da rispettare».
Rinvii, rinvii, rinvii
Willi Vögtlin racconta come con il suo team riesce a far fronte a tutti i rinvii, cercando di mantenere intatto lo spirito e il programma dei vari campionati. L'altro giorno, in dieci ore di lavoro, il responsabile della programmazione ha dovuto affrontare ben 122 chiamate.
«Rimando sempre una partita alla prima data disponibile perché non so cosa succederà tra due o tre mesi».
Questo si traduce in un'alta densità di partite in certi periodi. I club sono consapevoli di ciò, inoltre Vögtlin ricorda di aver esperienza a sufficienza «per sapere cosa è ragionevole e cosa non lo è».
Comprensione e visione ridotta
«Non ho nessun genere di discussioni con i CEO delle varie società. I direttori sportivi invece, non sempre mostrano la stesso atteggiamento. Il problema è che alcuni di loro sono centrati sui loro club e perdono di vista il quadro generale della situazione».
Le date bloccate dei diversi impianti sono diminuite di molto, dato che quasi nessun grosso evento può essere organizzato. Un vantaggio per l'hockey.
Le esigenze di MySport
«Noi cerchiamo comunque di riprogrammare il maggior numero possibile di partite nello stesso giorno, questo per soddisfare le esigenze di MySports. Il gigante televisivo preferirebbe dei turni completi. Io cerco anche di evitare che i club debbano giocare quattro partite di fila in trasferta».
Un compito complesso quello al quale è chiamato il signor Vögtlin e i suoi collaboratori.
Il 1° dicembre verrà deciso se e come il campionato di National League - e gli altri minori - potrà continuare.