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La politica è la scienza “che ha per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica”. Così recita il Devoto-Oli, e c’è poco da aggiungere: la politica riguarda lo stato, le sue leggi e la sua amministrazione.
Politiche sono le azioni, e quindi anche quel tipo particolare di azioni che sono le discussioni, che hanno come oggetto e fine lo stato.
Tuttavia il dizionario avverte che Politica deriva dal termine greco polítēs, che significa cittadino. La politica quindi non riguarda lo stato, ma il cittadino: e tutte le persone sono cittadine. Ecco che emerge un nuovo significato: la politica riguarda l’uomo nel suo vivere comune. E politiche divengono quindi tutte le azioni compiute dall’uomo: ogni gesto è un gesto politico.
La realtà è che si ha a che fare con una parola ombrello: un termine dal significato complesso e sfumato che, proprio come un ombrello, arriva a coprire più spazi diversi.
Quando ho scritto che Il caimano di Nanni Moretti non è un film politico, il termine era da intendere nella prima accezione: il film non è una proposta di legge e neppure un comizio elettorale. Ma scivolando verso la seconda accezione, l’affermazione diventa palesemente falsa: la pellicola di Moretti è politica, è una riflessione rivolta ad un pubblico di persone, di cittadini.
Tutti i film sono politici, anche quelli più stupidi e banali.