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Un sacerdote 49enne è stato condannato martedì dalle Assise criminali a 4 anni di carcere per coazione sessuale, violenza carnale e contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti. Nel 2013 aveva costretto una donna allora 18enne a subire rapporti sessuali approfittando della sua posizione e dei problemi psichiatrici della vittima. Nel frattempo la donna è deceduta.
Il dibattimento si è svolto nella forma abbreviata. Il sacerdote ha ammesso infatti tutte le imputazioni contenute nell'atto d'accusa della procuratrice pubblica Chiara Borelli e la corte presieduta dal giudice Amos Pagnamenta ha approvato sia le imputazioni sia la pena proposta di appunto 4 anni di carcere.
La violenza carnale avvenne nel novembre del 2013 a Rimini, dove i due erano andati ad assistere ad un concerto della cantante Emma Marrone. Al rientro in albergo, lei era ubriaca e il prete la violentò. Fu il culmine di un approccio iniziato già mesi prima durante i quali il prete l'aveva baciata e palpeggiata. Lei si era rivolta alla giustizia ma poi non aveva dato seguito alla denuncia.
La svolta avvenne dopo la morte della donna, quando una curante che si occupava di lei segnalò la vicenda alla Diocesi, che a sua volta fece partire la denuncia che portò all'arresto avvenuto lo scorso fine maggio. "L'ho fatto per egoismo", ha risposto al giudice, quando questo gli ha chiesto le ragioni del suo agire.
"Il presbitero è sospeso dall'esercizio del Ministero. - ha scritto la Diocesi di Lugano in una nota emanata al termine del processo - Per quanto riguarda il suo futuro, esiste una precisa normativa emanata dalla Santa Sede, che sarà consultata per competenza".