Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/136368

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un progetto di revisione della legge federale del 5 ottobre 2007 sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (LLing) e di adottare le seguenti due misure per rafforzare il plurilinguismo svizzero:</p><p>1. conferire all'inglese uno statuto specifico legato al contesto comunicativo;</p><p>2. vincolare l'ottenimento di un permesso di lavoro in Svizzera alla padronanza di una delle lingue nazionali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione chiede di conferire all'inglese uno statuto specifico e di vincolare l'ottenimento di un permesso di lavoro alla padronanza di una lingua nazionale.</p><p>1. La Svizzera, che ha riconosciuto costituzionalmente quattro lingue nazionali, è un modello di promozione della diversità linguistica. La legge sulle lingue (LLing, RS 441.1), entrata in vigore nel 2010, prevede misure di promozione delle lingue che cominciano a dare primi risultati concreti. Il Consiglio federale ritiene che sia prematuro procedere a una revisione della LLing e reputa necessario consolidare prima le priorità fissate in questo quadro legale. Esso è peraltro consapevole della crescente importanza delle lingue straniere, in particolare dell'inglese, e dell'uso sempre maggiore di queste lingue in campi specifici come l'economia e la formazione. Nondimeno considera che, allo stato attuale, l'inglese non abbia bisogno di un sostegno specifico da parte dello Stato: la sua presenza è già ben consolidata nella società, in particolare nel campo dell'istruzione. Numerose università svizzere, per esempio, offrono un numero considerevole di formazioni interamente o parzialmente in inglese. Inoltre, le autorità mettono a disposizione numerosi testi e rapporti anche in inglese (e in altre lingue) per facilitare i contatti con le persone alloglotte (v. segnatamente l'art. 6 LLing).</p><p>2. Nella vigente legge federale sugli stranieri (LStr, RS 142.20), le conoscenze linguistiche rientrano già tra i criteri per l'ottenimento di un permesso di dimora da parte di cittadini di Paesi terzi (art. 23 LStr). In virtù degli accordi internazionali, il rilascio di un permesso di dimora ai cittadini dell'UE e dell'AELS e ai loro familiari non può essere vincolato alla padronanza di una lingua nazionale. È possibile esigere dai cittadini dell'UE e dell'AELS che vogliono accedere al mercato del lavoro svizzero determinate conoscenze linguistiche soltanto se queste sono richieste in relazione alla natura dell'impiego offerto, se sono d'interesse pubblico e se sono proporzionate all'obiettivo perseguito. Anche nel progetto di modifica della LStr, attualmente in corso, le competenze linguistiche rientrano tra i criteri di cui le autorità devono tenere conto nel valutare l'integrazione degli stranieri in vista del rilascio del permesso di domicilio (art. 34 e 58a del disegno). La partecipazione a una misura di promozione linguistica potrà essere oggetto di un accordo d'integrazione (per i cittadini di Stati terzi) o di raccomandazioni per l'integrazione (per i cittadini dell'UE e dell'AELS e i loro familiari; art. 58b del disegno).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.