Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/110036

<h2>SubmittedText<h2><p>In virtù degli articoli 78 e segguenti della legge federale sulla radiotelevisione la Fondazione Mediapulse provvede al rilevamento di dati scientifici sull'audience in Svizzera. Le emittenti svizzere devono disporre di dati sufficienti sull'utenza radiotelevisiva. Come indicato nel rapporto di gestione 2009 di Mediapulse, i dati raccolti fungono da riferimento e misura di valore. </p><p>Gli studi sull'audience radiofonica sono effettuati su un campione rappresentativo costituito da 26 000 persone munite di un apposito orologio da polso. I risultati devono in seguito essere interpretati. I dati raccolti acquistano la precisione e l'utilità necessarie solo se si riferiscono a un certo numero di utenti e a un lasso di tempo ben definito. Questo modo di procedere favorisce le grandi radio (facenti per lo più capo alla SSR), mentre comporta svantaggi notevoli per le emittenti di nicchia o dedicate ai giovani. L'attuale sistema di rilevamento può infatti indurre a credere che per diversi giorni nessuno si sia sintonizzato sulla frequenza delle piccole stazioni.</p><p>Nel caso delle emittenti che si rivolgono a un pubblico giovane, il fattore consumo Internet è molto rilevante. Lo strumento utilizzato per il rilevamento non permette tuttavia ancora di misurare la quota di utilizzo di questo mezzo di comunicazione. L'orologio si rivela altresì inutile quando i programmi vengono ascoltati in cuffia.</p><p>Le radio di nicchia della SSR sfruttano i punti deboli dell'attuale sistema di rilevamento a proprio vantaggio. Radio Virus, ad esempio, riprendendo regolarmente il notiziario di DRS 3, può di fatto vedersi attribuire gli ascoltatori sintonizzati su DRS 3 in quel preciso momento. Questo modo di calcolare il numero degli ascoltatori pone determinati problemi dal punto di vista del diritto della concorrenza, poiché non permette alle emittenti private di battersi ad armi pari.</p><p>Risultati negativi o non rappresentativi della realtà possono avere conseguenze nefaste per un'azienda e portare al calo degli introiti pubblicitari.</p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale:</p><p>1. Come giudica la discriminazione nei confronti delle piccole emittenti private (radio di nicchia e dedicate ai giovani) riconducibile all'attuale sistema di studio dell'audience?</p><p>2. Condivide l'opinione secondo cui le cifre relative al numero di ascoltatori non rispecchiano la situazione reale, come nel caso di Radio Virus sopra esposto?</p><p>3. Non ritiene forse che il consumo radio su Internet debba imperativamente essere considerato? Si sta facendo qualcosa per rimediare a questa lacuna? Qual è la scadenza fissata dal Consiglio federale?</p><p>4. E prevista l'adozione di misure mirate per migliorare la ricerca sull'utenza radiofonica e in particolare favorire le radio private?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Fondazione Mediapulse è incaricata per legge della ricerca sull'utenza radiotelevisiva in Svizzera. Il suo consiglio di fondazione è costituito da rappresentanti di tutti gli operatori del mercato che si avvalgono dei dati raccolti; essi godono di un ampio potere decisionale in materia di dati da rilevare e metodi di ricerca. In Svizzera la ricerca sull'utenza radiofonica si riferisce a un campione molto più esteso rispetto alla media internazionale, il che consente di rispettare le disposizioni legali che impongono il rilevamento di dati differenziati anche per le emittenti private più piccole.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande dell'autore dell'interpellanza:</p><p>1. L'attuale ricerca svizzera sull'utenza radiotelevisiva non sfavorisce ma semmai avvantaggia le piccole emittenti private poiché, viste le dimensioni ridotte delle loro zone di diffusione, il campione d'analisi che le riguarda è in proporzione superiore a quello analizzato per le emittenti più grandi; ciò corrisponde, del resto, a quanto sancito dalla legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40). Se il monitoraggio delle radio destinate al pubblico giovanile venisse intensificato, i costi della ricerca crescerebbero del 10 per cento circa: fino ad oggi il settore non è stato disposto a farsene carico.</p><p>2. I radioascoltatori di DRS 3 non vengono attributi a Radio Virus. Al momento dell'analisi, infatti, i dati rilevati dall'apposito orologio da polso vengono opportunamente distinti per evitare qualsiasi distorsione.</p><p>3. Nonostante attualmente il consumo della radio attraverso Internet si limiti in tutto il Paese ancora ad un esiguo 3 per cento, il Consiglio federale ritiene necessario avviare studi su tale forma di utilizzo. Una decisione in merito alle relative modalità di rilevamento è attesa nel corso dell'anno. Non occorre quindi che il Consiglio federale fissi alcuna scadenza, anche perché le sue competenze esulano da decisioni o direttive sulle metodiche della ricerca.</p><p>4. La ricerca sull'utenza radiotelevisiva evolve continuamente. Ciò è indispensabile anche a fronte dell'inarrestabile progresso delle tecnologie di diffusione e di ricezione dei tradizionali media elettronici e di Internet. La mancanza di cambiamento sarebbe segno di regresso e come tale inaccettabile per gli operatori del mercato che siedono nel consiglio della Fondazione per la ricerca sull'utenza radiotelevisiva e qui rappresentano i propri interessi. Il miglioramento dei metodi di rilevamento dei dati porta vantaggi a tutti i media interessati, radio private comprese.</p>  Risposta del Consiglio federale.