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Testo depositato
La Confederazione e soprattutto i cantoni hanno organizzato la fiscalità in modo da renderla fortemente concorrenziale rispetto alla fiscalità dei Paesi limitrofi sia per i grandi patrimoni, mediante forfait fiscali, sia per le imprese estere, applicando aliquote d'imposta sull'utile estremamente basse, senza contare gli sgravi supplementari convenuti di volta in volta.
Questo ha attirato in Svizzera non solo diverse persone facoltose, ma anche numerose sedi regionali o mondiali di società (banche, hedge fund, società di trading ecc.). Queste società hanno portato con loro diversi collaboratori. Questi due aspetti della fiscalità sono quindi chiaramente all'origine di una crescita dei nuovi residenti.
Al di là dell'impatto reale a termine sulle entrate fiscali di siffatta politica, lo stabilimento in Svizzera di queste persone costituisce una pressione immediata sul mercato dell'alloggio. Questa pressione è accentuata dal fatto che si concentra nei poli di sviluppo, ossia i grandi agglomerati (Zurigo, Ginevra, Basilea, Arco lemanico), che per motivi strutturali accusavano già una penuria di alloggi. Non solo si registra un'accresciuta penuria, ma anche un rialzo delle pigioni causato dalle pratiche di queste società. Alcune multinazionali si fanno carico dei primi 3 o 5 mila franchi di pigione mensile dei loro collaboratori che fanno venire in Svizzera!
- Il Consiglio federale condivide il parere che vi sia un legame tra l'attrattiva fiscale e la tensione del mercato degli alloggi?
- Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui sul mercato dell'alloggio vi sia un fenomeno di espulsione della popolazione residente?
- Il Consiglio federale come pensa di poter trovare un equilibrio tra l'arrivo immediato di nuovi residenti legato ai vantaggi fiscali e la naturale inerzia del mercato dell'alloggio alla luce dei tempi necessari alla pianificazione del territorio e alla costruzione?
- Non ritiene necessario commissionare uno studio per individuare meglio il legame tra le aliquote d'imposta praticate e l'attrattiva fiscale della Svizzera sul mercato dell'alloggio nel Paese e in particolare negli agglomerati?
Risposta del Consiglio federale
del
25.05.2011
1. È risaputo che le condizioni quadro in materia fiscale influiscono sull'evoluzione delle pigioni e dei prezzi degli immobili. Gli sviluppi dei prezzi più recenti, che differiscono fortemente a seconda delle regioni, potrebbero invece avere altre cause. Secondo gli osservatori del mercato (cfr. Ufficio federale delle abitazioni UFAB e il rapporto di Credit Suisse sul mercato immobiliare 2011) la crescita demografica ha influenzato in modo decisivo l'evoluzione della domanda sul mercato degli alloggi. In genere l'offerta immobiliare si adatta con difficoltà e con relativa lentezza alla crescente domanda. Anche le misure di pianificazione del territorio possono influire sull'evoluzione regionale dei prezzi.
Durante lo scorso decennio è aumentata la costruzione di abitazioni già a partire dal 2003. Nel 2006 è stato raggiunto il livello di produzione attuale che si attesta attorno alle 40 000 abitazioni l'anno. Questi sviluppi si sono verificati pressoché in concomitanza con il forte incremento demografico che ha fatto seguito all'abolizione, il 1° maggio 2007, delle restrizioni alla libera circolazione delle persone per i vecchi Stati membri dell'UE (UE 15 più Cipro e Malta) operate attraverso il contingentamento. Il risultato di questa evoluzione parallela è una quota di alloggi sfitti che dal 2002 si aggira attorno all'1 per cento.
Il Consiglio federale non è a conoscenza di eventuali studi che esaminino se le imprese che si trasferiscono in Svizzera determinano un aumento significativo dei prezzi sul mercato delle abitazioni. Tuttavia gli osservatori del mercato lasciano intendere che almeno nella regione del Lemano si osserva una simile relazione (vedi il giornale elettronico "Schweizer Immobilienbrief" del 29 novembre 2010, pag. 2). Lo stabilimento in Svizzera delle imprese non è un fenomeno dovuto solamente a fattori fiscali, bensì è generato dal buon livello generale di competitività della Svizzera.
2. Alcuni studi dimostrano che le persone abbienti, quelle altamente qualificate e le economie domestiche giovani sono più disposte della media della popolazione svizzera a trasferirsi per motivi fiscali. A causa della mobilità le differenze di oneri fiscali tra diverse regioni si ripercuotono in parte o completamente sui prezzi degli immobili, per cui in comuni fiscalmente vantaggiosi la domanda e quindi i costi degli immobili aumentano, mentre nei comuni con un elevato carico fiscale la domanda e i costi calano. Anche questa relazione è dimostrata da diversi studi nazionali e internazionali.
La progressione delle imposte fa sì che l'aumento del reddito provochi un aumento del carico fiscale medio ma, d'altro canto, una diminuzione della quota del reddito spesa per l'alloggio. Sono per lo più le economie domestiche facoltose a traslocare in comuni fiscalmente vantaggiosi, mentre gli strati della popolazione meno abbienti che vi vivono pagano pigioni e prezzi per gli immobili al di sopra della media e approfittano a malapena del debole carico fiscale dovuto alla progressione. È senz'altro possibile che si verifichi un allontanamento di gruppi di popolazione per lo meno in alcune regioni svizzere.
Per quanto riguarda la libera circolazione delle persone e lo studio delle sue conseguenze sul mercato delle abitazioni, la pubblicazione "Monitor Personenfreizügigkeit und Wohnungsmarkt" fornisce alcuni dati importanti. Secondo tale pubblicazione, a causa della libera circolazione delle persone in alcuni luoghi aumenta la scarsità degli alloggi. Contemporaneamente si può osservare che attraverso l'immigrazione in regioni urbane come Basilea o in regioni rurali i cali della domanda vengono compensati.
3. L'evoluzione delle pigioni e dei costi degli immobili differisce a seconda delle regioni. I cantoni e i comuni possono continuare a stabilire autonomamente le imposte dirette; pertanto è loro compito esaminare possibili misure fiscali e applicarle in modo decentrato.
A sostegno della costruzione di abitazioni di utilità pubblica che nel lungo periodo metterà a disposizione un'offerta di alloggi a costo ridotto e in questo modo contrasterà certe tendenze alla segregazione, la Confederazione costituisce un fondo di rotazione e garantisce i prestiti della Centrale d'emissione per la costruzione di abitazioni di utilità pubblica (CCA).
Nel 2010 l'UFAB e l'Associazione svizzera per la pianificazione nazionale (VLP-ASPAN) hanno pubblicato uno studio sul sostegno alla costruzione di abitazioni di utilità pubblica con mezzi di pianificazione del territorio. Ciò riscuote grande interesse per quei cantoni e comuni che sono colpiti dalla penuria di abitazioni oppure da aumenti dei costi di locazione al di sopra della media. Così come per le misure in ambito fiscale, l'applicazione degli strumenti adeguati resta di competenza dei cantoni e dei comuni.
4. Diversi studi dimostrano che esiste un legame tra le differenze regionali negli oneri fiscali e le pigioni e i costi degli immobili. Seguono alcuni esempi. L. P. Feld e G. Kirchgässner, "Die Kapitalisierung von Steuern und öffentlichen Leistungen in den Mietzinsen: Eine empirische Überprüfung der Tiebout-Hypothese für die Schweiz", in H. Schmid e T. Slembeck, (a c.), Finanz- und Wirtschaftspolitik in Theorie und Praxis, Haupt, Berna, Stoccarda 1997, pagg. 63-92; M. Salvi, P. Schellenbauer e H. Schmidt, "Preise, Mieten und Renditen. Der Immobilienmarkt transparent gemacht", Zürcher Kantonalbank, Zurigo 2004; D. Stadelmann (2010), Which factors capitalize into house prices? A Bayesian averaging approach, in "Journal of Housing Economics", 19(3), pagg. 180-204.
Anche nell'ambito di diversi chiarimenti in occasione dei vari tentativi di revisione del diritto di locazione si è potuto dimostrare che le differenze di onere fiscale costituiscono un importante fattore nella formazione dei prezzi sul mercato immobiliare. Si considerano in particolare le imposte sul reddito. Pertanto il Consiglio federale non ritiene opportuno commissionare uno studio ulteriore.