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Renault è finita nel mirino della giustizia francese, nell’ambito dell’inchiesta aperta nel 2017 sullo scandalo Dieselgate, che accusa la casa automobilistica di frode sui dati delle emissioni dei motori della serie Euro 5 (2009-2011) e Euro 6B (2013-2017).
L’azienda ha comunicato che dovrà depositare 20 milioni di euro per eventuali multe e altri 60 milioni per possibili risarcimenti danni, ma contesta l’accusa. Il gruppo assicura di non aver impiegato nessun tipo di programma per falsare i risultati dei test sulle emissioni, come quelli impiegati da Volkswagen.
L'ex patron di Renault, Carlos Ghosn, è stato interrogato in qualità di testimone a fine maggio a Beirut dai magistrati francesi, secondo fonti giudiziarie libanesi e francesi.