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La Svizzera ha deciso di rinunciare alla candidatura per ospitare la 31esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP31). Berna sceglie così di lasciare via libera all'Australia, interessata a organizzare l'evento previsto nel 2026 in collaborazione con gli Stati insulari del Pacifico.
bt, ats
2.11.2022 - 17:52
Secondo un comunicato diffuso dal governo, oggi il Consiglio federale ha preso atto di un'analisi svolta per esaminare la possibilità di presentare una candidatura. La presidenza di una COP sul clima non comprende solo l'organizzazione della conferenza, della durata di due settimane, bensì anche la preparazione dei contenuti e l'intera gestione dei negoziati, viene ricordato.
I costi per lo svolgimento della COP31 nella Confederazione sono stati stimati in circa 300 milioni di franchi. Alla fine, soppesando opportunità e rischi, nell'analisi si ritiene in linea di massima possibile allestire un evento di tale portata.
Tuttavia, l'esecutivo ha deciso di farsi da parte, soprattutto considerando il grande interesse già manifestato dall'Australia, che fa parte di una regione particolarmente colpita dagli impatti del cambiamento climatico. Inoltre, a differenza della Svizzera, questo Paese non ha mai organizzato una COP.
L'eventualità di candidarsi verrà rivalutata
Il Consiglio federale tornerà comunque in futuro sull'argomento. Più precisamente, valuterà di nuovo l'eventualità di candidarsi quando sarà il turno del gruppo dei Paesi dell'Europa occidentale e altri Stati pianificare una COP (probabilmente nel 2031).
Nel frattempo, nel quadro di una collaborazione partenariale, la Svizzera dovrà cercare di sviluppare iniziative con un'altra presidenza della COP, ad esempio nel settore della finanza sostenibile e dei meccanismi di mercato per la riduzione delle emissioni all'estero. Diverse città elvetiche potrebbero ospitare conferenze internazionali su questi temi.