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Il Parlamento europeo ha approvato un testo controverso che «mira a evitare l'ambientalismo di facciata»
STRASBURGO - «Un giorno nefasto per il clima». Il Parlamento europeo si è espresso mercoledì a favore dell'inclusione di gas naturale ed energia nucleare negli investimenti nella transizione "verde". Un voto, quello di oggi, largamente criticato dagli attivisti per il clima e anche dalla comunità scientifica.
Durante la seduta plenaria che ha luogo a Strasburgo dal 4 al 7 luglio, il Parlamento europeo ha respinto una mozione contro l'inclusione del gas e del nucleare tra le attività economiche eco-sostenibili. In sostanza, salvo obiezioni entro l'11 luglio, il primo gennaio del 2023 entrerà in vigore un atto delegato sulla tassonomia che prevede l'approvazione di investimenti, a determinate condizioni, a favore delle due fonti energetiche controverse.
Stando al testo approvato oggi, per ottenere la "patente verde" il gas naturale potrà essere classificato come "investimento sostenibile" se e solo se «la stessa capacità energetica non può essere generata con fonti rinnovabili». In relazione alla questione atomica, le centrali potranno ricevere sovvenzioni se si impegnano a occuparsi delle scorie radioattive. In un comunicato stampa diramato dal parlamento europeo viene riportato che il piano di azione «mira a promuovere gli investimenti verdi e a evitare l'ambientalismo di facciata, o greenwashing».
Eppure, interpellato dal Guardian, il vicepresidente della commissione ambiente del Parlamento europeo Bas Eickhout ha affermato che «questo è un giorno nefasto per la transizione climatica ed energetica». La scienziata Svitlana Krakovska, che è membro dell'Intergovernmental Panel on Climate Change si è detta invece scioccata. «Non vedo in che modo l'Europa possa proteggere il nostro pianeta». E chinandosi sul fronte guerra: «In questo modo si aumentano i finanziamenti al gas naturale russo».