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No a esigenze minime in fatto di efficienza energetica emanate dal Consiglio federale per chi intende sostituire o installare un impianto di riscaldamento.
Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati per 23 voti a 15, respingendo la proposta di minoranza (PS, Verdi e Verdi liberali) che intendeva confermare su questo aspetto della strategia energetica 2050 le decisioni adottate lo scorso dicembre dal Consiglio nazionale.
Per la "senatrice" Pascale Bruderer (PS/AG), il fatto che la Confederazione possa emanare esigenze minime in fatto di rendimenti e efficienza per il riscaldamenti, compresi quelli elettrici, non viola le competenze dei cantoni in questo settore, come sostenuto invece dagli avversari di questa disposizione voluta dal Nazionale.
La consigliera agli stati argoviese ha fatto notare che il miglioramento dell'efficienza rappresenta uno degli aspetti centrali dell'intera strategia energetica volta a ridurre i consumi.
Agire sui riscaldamenti significa inoltre contribuire in maniera importante al raggiungimento di questi obiettivi, visto che rappresentano una delle fonti di consumo - e di sprechi - più importanti.
Per una parte del plenum, tale aggiunta voluta dal Nazionale è inutile. Il Consiglio federale può già promulgare disposizioni sugli apparecchi prodotti in serie, installazioni e veicoli al fine di ottenere una riduzione dei consumi, tenendo conto dei progressi della tecnica e del contesto internazionale.
SDA-ATS