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Condanna a due anni e mezzo con la condizionale parziale per la donna di Bienne che aveva rapito la propria bambina (foto d'archivio).
KEYSTONE/CHRISTOF SCHUERPF(sda-ats)
Trenta mesi con la condizionale parziale per rapimento di minore: è la condanna inflitta oggi dal Tribunale regionale del Giura bernese-Seeland ad una madre di Bienne.
Si tratta della donna che sarebbe stata sostenuta finanziariamente dal consigliere nazionale Pirmin Schwander (UDC/SZ).
Nell'ottobre del 2015, la donna non aveva riportato come convenuto la figlia, allora di un anno e mezzo, presso un istituto minorile. Era quindi scomparsa. La madre aveva dapprima soggiornato a Bienne, poi in Spagna e Italia, ed è stata infine fermata nel giugno scorso in Francia.
La donna, oggi 36enne, è stata condannata per rapimento e sequestro di minore. Per quanto riguarda la prima infrazione, la parte lesa è la figlia della condannata. Per il secondo reato è invece l'Autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA/KESB) di Bienne, che aveva il diritto di custodia della piccola.
La condanna prevede 22 mesi con la condizionale e 8 da scontare. Poiché la donna ha già trascorso questo periodo dietro le sbarre in vista dell'estradizione, in preventiva e in detenzione per ragioni di sicurezza oggi ha lasciato il Tribunale come persona libera.
La procedura è avvenuta con rito abbrevviato: accusa e difesa hanno trovato un accordo in base al quale la donna riconosce il suo reato e accetta una pena moderata.
In relazione a questa vicenda, la giustizia bernese aveva reso noto alla fine dell'estate scorsa che intendeva esaminare se il consigliere nazionale Pirmin Schwander (UDC/SZ) si era reso responsabile di complicità in rapimento di minore. Il procedimento sarebbe ancora pendente, ha pecisato Christof Scheurer della procura generale del canton Berna.
Lo svittese è sospettato di aver aiutato la donna a nascondere la figlia dalle autorità minorili. Mediante l'avvocato della madre, Schwander avrebbe fatto pervenire alla donna 7000 franchi mentre era in fuga all'estero.
Il 31 agosto scorso, alla televisione svizzerotedesca il consigliere nazionale aveva indirettamente confermato i fatti: "la donna aveva bisogno di aiuto", aveva dichiarato.
SDA-ATS