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Lo spionaggio è all'ordine del giorno nella diplomazia. Secondo il ministro degli esteri Didier Burkhalter "non dobbiamo illuderci": dovunque si cercano soluzioni per le grandi sfide mondiali lo spionaggio è quasi inevitabile.
La cibercriminalità rappresenta una minaccia crescente non solo in Svizzera, ma dappertutto nel mondo, ha dichiarato il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in un'intervista pubblicata oggi dalla NZZ am Sonntag.
In relazione alla conferenza sullo Yemen annunciata per domani a Ginevra siamo ben preparati, "ma non si può evitare tutto", ha dichiarato Burkhalter. Per questo motivo egli chiede più risorse per il controspionaggio. Servono le persone più competenti, il miglior know-how e la prevenzione più efficiente. "In questo ambito dobbiamo adeguarci costantemente", il consigliere federale.
Negli scorsi giorni era emerso che i colloqui sul programma nucleare iraniano svoltisi a inizio anno in un lussuoso albergo di Ginevra sono stati oggetto di un'azione di spionaggio. La Procura federale ha avviato un procedimento penale contro ignoti. "Questo caso dimostra quanto veloci e professionali sono i nostri servizi. Ma se la minaccia tecnologica cresce, bisogna aumentare anche la prevenzione", ha rilevato Burkhalter.
SDA-ATS