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Durante una manifestazione — in favore di alcuni anarchici presunti ecoterroristi — davanti al tribunale penale federale di Bellinzona, è apparso il seguente striscione: “La lotta la biotech non si ferma”.
Striscioni e manifestazioni non sono le sedi ideali per dibattiti approfonditi. Un blog è una sede già più adatta, e quindi chiedo: perché il biotech diventa qui qualcosa contro cui lottare, una sorta di incarnazione del male? Che cosa si intende qui con biotech? Per quale motivo è una cosa da combattere?
Freeman Dyson ha scritto un bell’articolo per la New York Review of Books: Our Bioetech Future.
Cercando di riassumere in poche righe un articolo di una decina di pagine, Dyson propone una analisi delle tanto temute biotecnologie basandosi su un confronto con le altre tecnologie, ad esempio l’informatica.
La paura di HAL9000, il computer impazzito di 2001: Odissea nello spazio, viene superata quando i computer hanno cessato di essere presenti nei laboratori e nelle sedi delle grosse aziende e sono finalmente entrati nelle nostre case.
Similmente, Dyson prevede che parte dell’attuale diffidenza verso le biotecnologie finirà quando esse entreranno nelle nostre case permettendoci, ad esempio, di “disegnare” piante e animali in base alle nostre esigenze. Continua a leggere “Tecnologia verde, tecnologia grigia”