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Nome dato alla disputa che ebbe luogo dalla metà del XIX sec. sulla professione di fede apostolica nella liturgia del battesimo, della cresima e della comunione in seno alle Chiese rif. nazionali della Svizzera ted. La controversia vide da un lato i teol. liberali che auspicarono l'affrancamento dalla tradizione dogmatica e rifiutarono l'obbligo del Credo per ragioni sia formali sia contenutistiche: l'origine non apostolica del Credo, l'omissione del riferimento alla dottrina della giustificazione per fede e all'etica di Gesù, la tendenza a "cattolicizzare" (nozione di Chiesa, nascita della Vergine) e la discesa di Gesù agli inferi erano secondo il loro giudizio in aperta contraddizione con lo spirito prot. e il pensiero moderno. Dall'altro lato, i teol. cosiddetti "positivi" difesero il Credo considerandolo un significativo compendio di "fatti storici" inerenti alla vita di Gesù, oltre che un elemento di coesione fra i cristiani di tutte le confessioni.
La controversia principale iniziò nel 1845 all'interno della Soc. sviz. dei predicatori e al sinodo di San Gallo, dove l'istanza di soppressione del Credo dalla liturgia battesimale non raccolse però l'adesione della maggioranza. Nel 1854 Alois Emanuel Biedermann riaprì la discussione a Zurigo, dove una liturgia riformata, che prevedeva sia per il battesimo sia per la comunione due distinte versioni, l'una inclusiva del Credo e l'altra senza, fu approvata nel 1868. Nel 1874 il sinodo del cant. Turgovia istituì una formulazione unica e obbligatoria che non contemplava la professione apostolica, provocando la scissione delle Comunità evangeliche libere. Negli anni successivi al 1870 anche i sinodi di Basilea e Berna furono teatro di accesi dibattiti, accompagnati da una serie imponente di scritti polemici. Alla fine del decennio, l'obbligo del Credo apostolico fu soppresso nella maggior parte delle Chiese nazionali sviz., l'introduzione alla professione di fede fu riformulata in maniera meno vincolante e la pratica delle liturgie di altre chiese cant. fu autorizzata. Le Costituzioni delle chiese rif. sviz. trovano ancora oggi il fondamento esclusivo della loro professione apostolica nelle Scritture. Mentre in Germania la disputa sul Credo non portò all'abrogazione dello stesso, in Svizzera permise l'affermazione del liberalismo teol.
Bibliografia
– G. Schmid, «Die Aufhebung der Verpflichtung auf das Apostolikum in der zürcherischen Kirche», in Schweizerische theologische Umschau, 1950, 83-92
– R. Gebhard, Umstrittene Bekenntnisfreiheit: der Apostolikumstreit in den Reformierten Kirchen der Deutschschweiz im 19. Jahrhundert, 2003
Autrice/Autore: Rudolf Gebhard / mdi