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MARIKANA - Solo il 27% dei lavoratori della miniera di Marikana, 100 km a sudovest della capitale sudafricana Johannesburg, teatro giovedì della strage in cui hanno perso la vita 34 minatori e 78 sono rimasti feriti (vd video e suggeriti) è tornato oggi al lavoro. Ad annunciarlo è la società Lonmin, proprietaria della miniera, che ieri aveva lanciato l'ultimatum: chi non tornerà al lavoro sarà licenziato.
Oltre un migliaio di lavoratori, sui 3000 complessivi, si sono invece radunati e hanno rifiutato di ricominciare a lavorare. Alla borsa di Londra, il titolo Lonmin perdeva, in mattinata, il 4,7%. Forse anche per questo la società e i sindacati hanno tenuto una conferenza stampa comune alle 14 per «far tornare i lavoratori al proprio posto», proprio alla miniera di Marikana dove si estrae platino. Si è così appreso che slitta a domani l'ultimatum di tornare al lavoro, pena il licenziamento. La decisione è stata presa dalla multinazionale britannica dopo le consultazioni avute in mattinata con i rappresentanti sindacali dei minatori.
La società ha annunciato anche che «i minatori in sciopero illegale che non hanno ripreso il lavoro oggi non saranno licenziati». In Sudafrica è statio proclamato oggi il lutto nazionale per una settimana.