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Sarebbero già oltre cinquemila, secondo le stime fatte dalle organizzazioni per i diritti umani, i lavoratori che hanno perso la vita in Qatar nella creazione delle infrastrutture legate ai Mondiali di calcio del 2022. Una cifra che ha sollevato parecchia indignazione a livello internazionale, tanto che sono diverse le organizzazioni che stanno ora valutando il boicottaggio della Coppa del Mondo. Una problematica questa che è stata anche sollevata all'interno della Federazione svizzera di calcio. "Ogni incidente, ogni morte è una tragedia umana - ha affermato il presidente dell'ASF Dominique Blanc - Crediamo che in Qatar, come altrove, si debba fare di tutto per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori nei cantieri. Puntiamo però sul dialogo, non sul boicottaggio".
L'ASF ha già in questo senso una strategia in mente. "Vogliamo usare il nostro dialogo con Amnesty International e la FIFA per fare una campagna attiva per il rispetto dei diritti umani e il miglioramento dei diritti dei lavoratori, sfruttando così al massimo la nostra influenza - ha continuato Blanc - Anche Amnesty non è a favore del boicottaggio. Siamo convinti che il calcio sia un potente strumento per promuovere valori fondamentali come la tolleranza, il rispetto o l'uguaglianza. Ma sempre usando il dialogo e non coi mezzi del boicottaggio, che secondo noi è meno efficace".