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Persino la sua curatrice aveva paura di lui. Una volta aveva dovuto chiudersi a chiave nel proprio ufficio per difendersi dalla sua furia cieca. Un’altra volta la vittima era stato un controllore che l’aveva sorpreso senza biglietto sul treno. Lui l’aveva stretto per il collo e l’aveva più volte colpito in testa. Un’altra volta invece a subire la sua violenza era stata una donna, che se l’era visto entrare in casa. Lui l’aveva picchiata e sbattuta contro un armadio, prima di ripulirle la casa.
Lui è un cittadino di Capo Verde, classe 1986, che durante la sua permanenza in Svizzera non ha mai lavorato, ma ha accumulato debiti per centinaia di migliaia di franchi ed è stato condannato penalmente 19 volte.
Lesioni, furti, rapine, minacce e violenza contro le autorità, “dal 2005 non ha smesso di occupare i servizi di polizia”, come si legge nella sentenza pubblicata oggi dal TAF.
Una sentenza con la quale i giudici confermano la decisione della SEM di vietare l’entrata in Svizzera al cittadino capoverdiano per un periodo di dieci anni.
Lui, che era giunto in Vallese nell’ambito di un ricongiungimento familiare, ha provato a sostenere di essere pentito dei propri errori e di voler cambiare vita. Ma i giudici gli hanno