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Nenad Stojanovic, l'ex deputato socialista al Gran Consiglio ticinese.
KEYSTONE/ANTHONY ANEX(sda-ats)
Il referendum contro la legge di applicazione dell'articolo costituzionale sull'immigrazione non è riuscito: sono state infatti raccolte soltanto 13 mila delle 50 mila firme necessarie, che sono comunque state consegnate alla Cancelleria federale.
Promotore della consultazione è stato il politologo ticinese Nenad Stojanovic, il quale già nei giorni scorsi aveva dichiarato che soltanto un miracolo poteva permettere la riuscita dl referendum.
Il referendum è rivolto contro la legge d'applicazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" approvata dal parlamento nell'ultima sessione invernale. Annunciandolo a fine dicembre con un tweet, l'ex deputato socialista al Gran Consiglio ticinese Stojanovic aveva giudicato il voto alle urne "assolutamente necessario", poiché altrimenti l'UDC potrebbe lamentarsi per anni del fatto che la volontà popolare non sia stata rispettata. "Senza referendum, corriamo il rischio che i politici populisti insultino senza sosta il Parlamento nei prossimi anni. Si tratterebbe di un veleno per la nostra democrazia", aveva aggiunto il politologo.
L'UDC, pur criticando aspramente la legge d'applicazione della sua iniziativa, ha deciso, durante l'assemblea dei delegati dello scorso 14 gennaio, di non associarsi al referendum. Un referendum è utile se si vuole mantenere una situazione anteriore, ha argomentato il leader storico del partito Christoph Blocher. In questo caso - ha affermato - l'UDC vuole che le cose cambino e che la decisione popolare sia rispettata.
SDA-ATS