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LUCERNA - Un disoccupato può mandare anche per e-mail all'ufficio regionale di collocamento (URC) il formulario che prova gli sforzi personali intrapresi per cercare lavoro, ma è tenuto a farsi certificare che l'invio è arrivato correttamente, altrimenti rischia sanzioni: lo ha stabilito il Tribunale federale (TF) in una sentenza concernente un caso nel canton Vaud.
Nel settembre 2017 un uomo si era visto infliggere dal locale URC la sospensione di 16 giorni di indennità perché l'ufficio non aveva ricevuto il documento che certificava la ricerca attiva di un impiego. Il tribunale cantonale aveva però annullato la sanzione, in quanto il disoccupato aveva potuto provare di aver inviato una e-mail, andata poi probabilmente persa nell'amministrazione: un errore le cui conseguenze, secondo i giudici, non dovevano essere sopportate dall'interessato.
Chiamato in causa da un ricorso, il TF ha ora ribaltato questo giudizio. Secondo l'alta corte l'uso della posta elettronica è di per sé ammissibile, ma non possono essere esclusi problemi di trasmissione. Per questa ragione occorre farsi confermare il ricevimento del messaggio e della relativa documentazione.