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"Mi sono disinnamorata della recitazione". Sono le parole di Gwyneth Paltrow in un'intervista rilasciata alla stazione radiofonica Sirius XM, nella quale l'attrice ha motivato la sua scelta di dire addio al cinema. "Credo - ha dichiarato – che quando sei al centro dell'obiettivo e sei una persona trascinata dalle scadenze che francamente non ama tanto la recitazione, ti senti come, 'Ora chi devo essere? Cosa sono? Dove sono diretta?'".
Paltrow ha anche spiegato che parte del glamour del suo lavoro è scomparso a causa dello scrutinio pubblico cui si è costantemente sottoposti. Inoltre, ha aggiunto, "ho perso il senso della direzione dopo aver vinto l'Oscar nel 1999 per Shakespeare in Love e non mi ha aiutato dover lavorare con una persona come Harvey Weinstein", il produttore cinematografico caduto in disgrazia dopo le accuse di violenze e molestie sessuali da parte di numerose attrici. Paltrow accusò Weinstein nel 2017 per fatti che risalivano a quando era ancora un'attrice ai primi passi. La stessa attrice rivelò anche che il fidanzato di allora, Brad Pitt minacciò, il produttore per l'accaduto.
Gli ultimi ruoli di Gwyneth Paltrow risalgono a 'Mortdecai' (2015), seguito dalle interpretazioni del personaggio Pepper Potts in 'Avenger Infinity War' e 'Endgame', oltre che in 'Spider-Man: Homecoming'.