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La politica "aggressiva" di acquisizioni da parte di aziende cinesi, sia in Svizzera che altrove, ha lasciato il segno oggi in Parlamento.
Con 96 voti a 82 e 15 astenuti, il Consiglio nazionale ha infatti approvato una mozione del "senatore" Beat Rieder (PPD/VS) che chiede di istituire un'autorità competente per il rilascio delle autorizzazioni da parte di investitori stranieri. Gli Stati avevano accolto il testo nel giugno scorso.
La mozione, adottata contro il parere del Consiglio federale e della commissione preparatoria, chiede al governo di istituire le basi giuridiche per controllare gli investimenti diretti esteri nelle imprese svizzere nonché di creare un'autorità competente per il rilascio delle autorizzazioni relative agli affari soggetti a questo tipo di controllo.
Sia il ministro dell'economia, Guy Parmelin, che diversi oratori, tra cui il PLR Christian Lüscher (GE) e l'UDC Thomas Aeschi (ZG) a nome della commissione, hanno criticato la vaghezza del testo, che in pratica ingloba tutte le società attive in Svizzera, e il carattere illiberale della proposta, che di fatto mette sotto tutela i Consigli di amministrazione che non sarebbero più liberi di agire come meglio credono per il bene dell'azienda e dei collaboratori.
Ma alla fine una maggioranza composta dai parlamentari del centro e dalla sinistra nonché da alcuni democentristi e da alcune astensioni hanno fatto pendere la bilancia in favore della mozione.
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