Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/106781

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a presentare al Parlamento un avamprogetto per la modifica degli articoli 29 a 31 della legge sulla Banca nazionale che preveda che per la determinazione e la divisione dell'utile della Banca nazionale possono essere distribuiti soltanto utili derivanti dalle transazioni e non utili di valutazione sulle riserve monetarie in oro, divise, titoli ecc.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sulla Banca nazionale (LBN) offre già la garanzia che le distribuzioni rimangano in qualsiasi momento entro un limite accettabile e le riserve monetarie siano mantenute al livello necessario.</p><p>La gestione delle riserve monetarie rientra fra i compiti principali della Banca nazionale (art. 5 LBN). La Banca nazionale definisce nella propria sfera di competenze, in particolare, la composizione delle riserve monetarie e la loro collocazione (art. 46 LBN). Prende decisioni legate agli investimenti principalmente in base a riflessioni in materia di politica monetaria e valutaria e non è obbligata a ridurre involontariamente le riserve monetarie per finanziare le distribuzioni.</p><p>La LBN prevede che siano costituiti accantonamenti che consentano alla Banca nazionale di mantenere le riserve monetarie al livello richiesto dalla politica monetaria e valutaria. In quest'ottica, la Banca nazionale si orienta all'evoluzione dell'economia svizzera (art. 30 LBN). Il consiglio di banca approva il volume degli accantonamenti (art. 42 cpv. 2 lett. d LBN). Il prodotto residuo che ne consegue costituisce l'utile che può essere distribuito (art. 30 cpv. 2). In questo modo, la Banca nazionale decide in linea di massima autonomamente sull'utile da distribuire e impedisce ripartizioni insostenibili.</p><p>Con la convenzione sulla ripartizione degli utili (basata sull'art. 31 cpv. 2 LBN) si garantisce innanzitutto che le distribuzioni siano livellate nel corso degli anni e che non superino un determinato valore. Contemporaneamente si statuisce che la Banca nazionale distribuisca a medio termine solo quello di cui non ha bisogno per la politica monetaria e valutaria.</p><p>La convenzione sulla ripartizione degli utili sarà sottoposta a riesame al più tardi nel 2013, tenendo in considerazione l'entità della riserva di distribuzione, le esigenze della politica in materia di accantonamenti e i ricavi potenziali degli attivi della Banca nazionale. La convenzione stabilisce anche a quali condizioni deve essere ridotta o sospesa la distribuzione. Quest'ultima è ridotta nel caso in cui la riserva, dopo la distribuzione dell'utile, scenda al di sotto di meno 5 miliardi di franchi. Un'eventuale riduzione della distribuzione è effettuata in modo che la riserva, dopo la distribuzione, ammonti esattamente a meno 5 miliardi di franchi. La distribuzione è sospesa se, dopo l'utilizzo dell'utile, la riserva scende al di sotto di meno 5 miliardi di franchi anche senza distribuzione.</p><p>Attualmente sono distribuiti alla Confederazione e ai cantoni 2,5 miliardi di franchi all'anno. Una parte della distribuzione è finanziata con i ricavi correnti. L'altra parte è costituita dalla riduzione della riserva di distribuzione. A seguito della diminuzione di quest'ultima, la distribuzione alla Confederazione e ai cantoni risulterà più bassa, cioè sarà orientata soltanto al potenziale dei ricavi della Banca nazionale.</p><p>Grazie a queste normative, la Banca nazionale può garantire che siano sempre effettuate soltanto distribuzioni sostenibili. Non si devono temere riduzioni involontarie o trasferimenti indesiderati delle riserve monetarie. Pertanto, per stabilire l'utile da distribuire non è necessario separare i ricavi ottenuti da quelli non realizzati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.