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Possono sembrare strumenti semplici e banali, invece le pinzette sono indispensabili in molti contesti. Pensate, senza di loro non ci sarebbero né i computer, né i telefoni cellulari!
Negli ultimi anni, le prestazioni richieste alle pinzette sono aumentate. Per questo, sono diventate sempre più sofisticate. Per ripercorrere brevemente la storia di Outils Rubis, abbiamo incontrato proprio la sua dinamica e tenace condottiera: Fides Baldesberger.
Signora Baldesberger, la storia di Outils Rubis è iniziata nel 1961 con la produzione di pinzette di precisione?
Sì, proprio così! Nei primi anni di attività, le pinzette prodotte all’azienda venivano prevalentemente utilizzate dalle più lussuose case orologiere svizzere per fabbricare i movimenti meccanici. In quel periodo, le vendite dell’azienda sembravano al sicuro: negli anni ’60 l’industria orologiera aveva il vento in poppa ed era in piena espansione. Purtroppo, negli anni ’70 l’industria orologiera entrò in una profonda crisi. Fortunatamente, Rubis riuscì a sopravvivere facendosi strada nell’emergente industria dei semiconduttori negli Stati Uniti. Tuttavia, all’inizio degli anni ’80 – a causa dell’incipiente migrazione della produzione dei semiconduttori verso l’Asia, di un’obsolescenza del proprio parco macchine e di una gestione aziendale poco attenta – la sopravvivenza dell’azienda fu messa nuovamente in serio pericolo…
Fu proprio a metà degli anni ’80 però, e più precisamente nel 1984, che lei, Fides, entrò provvidenzialmente in scena: prese gradualmente in mano le redini dell’azienda – che suo padre Paul aveva rilevato dai fondatori a metà degli anni ’60 – e la portò alla salvezza?
È vero, grazie a un’analisi lungimirante dei problemi e a una serie di decisioni oculate, riuscii a rendere Rubis nuovamente competitiva e pronta ad affontare nuove sfide. Riorganizzai la produzione e l’amministrazione, mi recai in Asia per stabilire contatti commerciali con l’industria dei semiconduttori in rapida crescita (ponendo così fine alla dipendenza unilaterale dalle esportazioni statunitensi), diversificai i mercati di vendita. Decisiva, per la rinascita dell’azienda, fu l’idea di entrare nel mercato cosmetico.
A proposito dell’ingresso di Rubis nel mercato cosmetico. L’idea fu ottima, però la strada verso il successo si rivelò lunga e tortuosa?
Ero giovane, sola e senza alcuna esperienza imprenditoriale: non avevo di certo a disposizione un team marketing e, soprattutto, il budget di una multinazionale! Mi sono dovuta occupare di tutto in prima persona: sviluppare e progettare prodotti nuovi e attraenti, costruire un marchio svizzero di successo e promuoverlo. All’inizio del nuovo millennio, il processo era compiuto e cominciarono finalmente ad arrivare i primi importanti riconoscimenti internazionali: la rivista di moda «Vogue» arrivò a definire le pinzette Rubis «il meglio del meglio»; la famosa truccatrice e imprenditrice della cosmetica americana, Bobbi Brown, dichiarò che «Rubis è la Ferrari delle pinzette»; infine, il «South China Morning Post» – dopo aver confrontato la versatilità delle pinzette per sopracciglia Rubis con quella del coltellino svizzero – scrisse: «Le pinzette Rubis sono come un coltellino svizzero per le sopracciglia». I numerosi premi di design che ci sono stati attribuiti negli anni, attestano la stima di cui godevano e godono tuttora i nostri prodotti.
Quanto è importante, per un’impresa manifatturiera come Outils Rubis, la tradizione artigianale?
Direi che è fondamentale! Anche se oggi esistono i robot industriali, il centro della nostra produzione è tuttora rappresentato dai nostri collaboratori, con i loro anni di lavoro e di esperienza alle spalle. Il loro know-how, la loro propensione alla perfezione e la sensibilità nella lavorazione dell’acciaio inossidabile costituiscono il nostro valore aggiunto e rendono le creazioni Rubis davvero uniche. Detto ciò, le porte della nostra azienda sono sempre aperte alle innovazioni tecnologiche e a nuove specializzazioni, in un’ottica di costante sviluppo e di diversificazione dei settori di riferimento, tant’è vero che oggi produciamo pinzette e attrezzature destinate a svariati ambiti: l’elettronica, la meccanica di precisione, l’orologeria, l’industria dei semiconduttori, le telecomunicazioni, la cosmetica, la medicina, la ricerca e le biotecnologie. Finché sapremo rimanere creativi e innovativi, il futuro non potrà che sorriderci.
Nei prodotti Rubis ci sono l’eccellenza, la precisione e la ricerca della perfezione tipicamente svizzere?
La Swissness fa parte del DNA di Rubis. Tutti i nostri prodotti sono realizzati al 100 % in Svizzera e, mi piace sottolinearlo, incarnano i classici valori associati allo Swiss Made: innovazione, qualità e design. Questa identità soddisfa le aspettative della clientela e la fidelizza nei confronti del nostro marchio.
Simona Galli, AITI