Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01286.jsonl.gz/611

Due lapidi commemorative inaugurate sabato nel comune bernese di Büren an der Aare, in memoria dei soldati e dei civili accolti durante la Seconda guerra mondiale nel campo di internamento (foto). Il campo ospitò fino a 6 mila persone internati.Questo contenuto è stato pubblicato il 16 settembre 2000 - 19:13
Sulla superficie, che oltre cinquant'anni fa ospitò le baracche e l'ospedale del campo, si sono radunate 180 persone. Tra loro anche 20 ex internati. Tra gli invitati alla cerimonia vi erano diversi membri del corpo diplomatico, in rappresentanza di Polonia, Russia, Stati Uniti ed Italia. I consiglieri agli stati bernesi Samuel Schmid e Christine Beerli erano presenti, a nome del Canton Berna.
La rotta dell'esercito francese e inglese nel 1940, di fronte all'avanzata dei tedeschi, ebbe come conseguenza l'internamento in Svizzera di parecchie migliaia di soldati allo sbando.
Furono oltre 40 mila i soldati che nell'estate del 1940 vennero internati in Svizzera: la maggior parte era composta da polacchi - 12 mila -e francesi. Tra di essi si trovavano anche inglesi, nordafricani e belgi.
Di fronte a questa ondata inaspettata, la Svizzera costruì in tutta fretta i primi campi. Uno dei più conosciuti era proprio il campo di Büren an der Aare. Tra il 1940 e il 1946 ospitò fino a 6 mila persone alloggiate in cento baracche.
La maggior parte degli internati era composta da soldati polacchi, russi ed italiani. Tra di loro anche americani e inglesi. Verso la fine del conflitto si aggiunsero profughi ebrei.
swissinfo e agenzie
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>