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L'ultimo discorso di Pier Paolo Pasolini
È la sera di sabato 6 settembre 1975. A Firenze, nel parco delle Cascine, è in corso il Festival Nazionale dell'Unità. Nel grande spazio dei dibattiti, davanti a migliaia di persone, sono seduti uno di fronte all'altro il filosofo marxista Cesare Luporini, uno degli intellettuali di punta del Partito Comunista Italiano, e Pier Paolo Pasolini. Lo scrittore e cineasta eretico.
L'uomo che ormai da un paio d'anni, dalle colonne del Corriere della Sera, sta scuotendo in profondità la società italiana con i suoi «scritti corsari».
Nessuno può saperlo, ma quell'incontro sarà l'ultimo discorso pubblico di Pasolini, la cui vita sarebbe finita tragicamente, due mesi dopo, schiacciata sotto le ruote della sua stessa auto, sulla spiaggia dell'idroscalo di Ostia.
A quasi 50 anni di distanza, una sbobinatura parziale dell'intervento di Pasolini a Firenze è stata recuperata dallo scrittore Francesco Cataluccio e pubblicata, adesso, in volume a cura di Giacomo Marramao ed edito da Mimesis. Il titolo? Pasolini inattuale. Corpo, potere, tempo.
A voi la recensione del nostro Dario Campione. Buon ascolto.