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L’Avana, 14 ott (Prensa Latina) La prossima votazione nelle Nazioni Unite di un progetto che sollecita gli Stati Uniti ad alzare il bloqueo che da più di mezzo secolo colpisce Cuba è stata preceduta da numerose espressioni della comunità internazionale contro questa politica di Washington.
Vertici di presidenti, il Consiglio dei diritti umani dell’ONU e la stessa Assemblea Generale dell’ONU sono stati alcuni degli scenari nei quali l’opinione pubblica mondiale ha ripudiato il bloqueo contro l’isola.
Il XXI Vertice dell’Unione Africana, celebrato nel maggio scorso ad Addis Abeba, ha fatto un forte appello al sollevamento del bloqueo economico, finanziario e commerciale contro Cuba.
Questo stesso mese l’organizzazione Centro Europa-Terzo Mondo, l’Associazione Internazionale degli Avvocati Democratici e l’Associazione Americana dei Giuristi ha diffuso una dichiarazione congiunta di denuncia al riguardo.
Inoltre, in maggio di questo anno, durante la presentazione di Cuba all’Esame Periodico Universale del Consiglio dei diritti umani, 22 delegazioni hanno condannato il bloqueo e lo hanno considerato un ostacolo per la realizzazione dei diritti umani nella nazione caraibica.
Il V Incontro dei capi di Stato e di governo dell’Associazione degli Stati dei Caraibi che si è svolto ad Haiti, ha reclamato la sospensione dell’isolamento ad uno dei suoi Stati membri.
In termini simili si è pronunciato il III Vertice dei capi di Stato e di governo dell’Africa e dell’America del Sud che da Malabo, Guinea Equatoriale, ha sollecitato di applicare la risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU 67/4 intitolata “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”.
Da parte sua il I Vertice della Comunità degli Stati dell’America latina e dei Caraibi (CELAC), riunita in Cile agli inizi dell’anno, ha adottato un comunicato speciale condannando in termini energici la politica del bloqueo contro la Maggiore delle Antille.
Il paragrafo 6 della Dichiarazione di Santiago, emessa nel primo Vertice Celac-Unione Europea ha respinto le misure coercitive unilaterali contrarie ai diritti internazionali, come le disposizioni extraterritoriali di Washington contro stati, entità e persone che si relazionano con L’Avana.
Alcuni giorni fa il cancelliere cubano, Bruno Rodriguez, ha presentato il progetto di risoluzione che sollecita, per la 22° volta, agli Stati Uniti di togliere il bloqueo contro Cuba.
Numerosi paesi si sono espressi contro il bloqueo che ha provocato perdite sull’isola per un miliardo 157 mila 327 milioni di dollari.
Questo progetto si è trasformato in risoluzione lo scorso anno col voto a favore di 188 paesi, in appoggio a Cuba. Solo Stati Uniti, Israele e Palau si sono pronunciati a favore del bloqueo, mentre Micronesia e le Isole Marshal si sono astenute.
Nel dibattito, il Gruppo dei 77 più Cina, il Movimento dei Paesi Non Allineati, la CELAC, la Comunità dei Caraibi, l’Organizzazione della Conferenza Islamica, il Gruppo Africano ed il Mercato Comune del Sud, oltre ad altre 17 delegazioni si sono pronunciate a favore della risoluzione presentata da Cuba.
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