Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/83490

<h2>SubmittedText<h2><p>Il rapporto dell'OCSE sulle performance ambientali della Svizzera pubblicato nel 2007 giunge alla conclusione che, dall'ultima analisi condotta, il nostro Paese non ha potuto arginare l'erosione della biodiversità. Al contrario: rispetto all'ultima rilevazione, la maggior parte delle specie monitorate è in calo. Inoltre, secondo l'OCSE, il volume dei fondi stanziati nel 2006 (50,4 milioni di franchi) non dovrebbe essere sufficiente per finanziare le attività di rilievo previste nei prossimi anni. I fondi stanziati nel 2008 per la protezione della natura ammontano soltanto a 48 milioni di franchi. L'OCSE ha formulato una serie di raccomandazioni che la Svizzera dovrebbe mettere in atto se intende conservare la propria diversità biologica e paesaggistica. Questa diversità, infatti, riveste un'importanza anche economica.</p><p>A un anno dalla pubblicazione del rapporto, il Consiglio federale è pregato di fare un bilancio della situazione.</p><p>1. Il rapporto dell'OCSE del maggio 2007 sulle performance ambientali della Svizzera come ha influito sulla politica di protezione del paesaggio adottata dal Consiglio federale?</p><p>2. Quali raccomandazioni sono già state attuate ed entro quando saranno realizzate le altre?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il rapporto dell'OCSE sulle performance ambientali e il rapporto svizzero sull'ambiente non considerano soddisfacente lo stato della biodiversità nel nostro Paese. In Svizzera, la metà delle specie animali, tre quarti degli anfibi e dei rettili, un terzo delle felci e delle piante a fiori e circa due quinti dei muschi sono minacciati. Come già illustrato nella risposta all'interpellanza Fluri 08.3222, "Anno internazionale della biodiversità 2010. Attività della Confederazione", nell'ambito delle loro attività volte a proteggere la biodiversità, la Confederazione e, in particolare, l'Ufficio federale dell'ambiente hanno posto l'accento sulla protezione delle specie, settore in cui, secondo i rapporti dell'OCSE, la Svizzera presenta dei deficit. </p><p>Nel quadro della nona Conferenza ONU sulla biodiversità tenutasi a Bonn, la Svizzera si è impegnata anche a livello internazionale per il riconoscimento della diversità delle specie come una questione vitale. Secondo la Svizzera, la scomparsa della biodiversità assume a lungo termine un'importanza e una portata simili a quella dei cambiamenti climatici.</p><p>2. Il rapporto dell'OCSE sulle performance ambientali raccomanda alla Svizzera di elaborare una strategia nazionale a favore della biodiversità, di limitare il consumo degli spazi agricoli e naturali e di contenere la dispersione degli insediamenti. Consiglia anche di rendere più preciso l'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale, di realizzare una rete ecologica nazionale, di estendere le reti di zone protette di portata internazionale della Convenzione di Ramsar e di garantire la funzione di "bene pubblico" del bosco. L'attuazione di queste raccomandazioni è stata avviata con diverse attività. Fra queste figurano in particolare la revisione totale della legge federale sulla pianificazione del territorio, la realizzazione e il finanziamento di parchi allo stato pressoché naturale, la designazione di zone Smeraldo, il progetto per una selvicoltura seminaturale e per gli inventari delle paludi, delle zone golenali e dei prati secchi. Lo scopo di questi interventi è quello di garantire sufficienti spazi in cui la diversità naturale abbia la priorità e non sia esposta a inutili sollecitazioni su ampia scala.</p>  Risposta del Consiglio federale.