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CANBERRA - Alla radice dell'accumulo compulsivo potrebbe esserci la mancanza di calore emotivo sperimentato nei primi anni di vita, che spinge alcune persone ad attaccarsi agli oggetti. Lo evidenzia uno studio guidato dal professor Mike Kyrios della Flinders University, pubblicato su Clinical Psychology and Psychotherapy.
«Non avendo un forte senso di appartenenza emotiva - spiega Kyrios - le persone che accumulano si aggrappano agli oggetti personali, per 'mimare' un maggiore senso di sicurezza e controllo. Il forte attaccamento ai beni compensa i loro sentimenti di incertezza».
"Inoltre, la necessità di mantenere gli oggetti stessi in vista - aggiunge Kyrios - compensa la scarsa fiducia nella loro memoria. Fanno i conti con la paura di prendere decisioni aggrappandosi a ciò che possiedono, anche quando il disordine che ne risulta è dannoso per la loro qualità di vita".
Per arrivare a questa conclusione sono state prese in esame oltre 100 persone, che hanno riportato la gravità dell'accumulo, le prime esperienze di sviluppo (ad esempio, ricordi di calore e sicurezza nella propria famiglia) e una serie di altri indicatori.
È emerso che la terapia per l'accumulo compulsivo necessita di "decomprimere" molti fattori che contribuiscono al problema: questo include ad esempio l'esame della storia familiare iniziale e la comprensione del modo in cui chi ha questo problema pensa.