Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/98578

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella risposta del 26 novembre 2008 alla mozione Rechsteiner Paul 08.3611, il Consiglio federale, prendendo atto delle richieste del mozionante in riferimento all'assenza di possibilità di sanzioni nell'ambito dell'applicazione dei contratti normali di lavoro (CNL) decretati in virtù delle misure di accompagnamento relative alla libera circolazione delle persone, affermava letteralmente che "non è da escludere che la protezione dei lavoratori esclusivamente dal punto di vista della procedura civile si dimostri in pratica insufficiente per evitare il dumping salariale nei settori interessati. La Confederazione è in stretto contatto con i cantoni onde avere un quadro più chiaro della situazione. Se dagli accertamenti risultasse che tale è il caso, si dovrebbe probabilmente sottoporre al parlamento un progetto di modifica della legge."</p><p>Con la presente chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Se è a conoscenza delle estese violazioni in merito rilevate da una specifica indagine svolta di recente sul settore dei call centers nel canton Ticino da parte delle competenti autorità cantonali? Corrisponde al vero che nelle ditte controllate poco dopo l'introduzione del CNL circa il 44 per cento dei salari di impiegate e impiegati sono risultati inferiori al minimo stabilito dal CNL di categoria, mentre che circa un anno dopo il tasso di non conformità sia salito al 64 per cento circa?</p><p>2. Se è a conoscenza di risultati simili rilevati nel canton Ginevra in relazione ai salari minimi vincolanti nel settore degli istituti di bellezza? Corrisponde al vero che nelle ditte controllate addirittura il 60 per cento dei salari di impiegate e impiegati sono risultati inferiori al minimo stabilito dal CNL di categoria?</p><p>3. In quali altri cantoni sono state effettuate delle indagini per rilevare lo stato di attuazione dei CNL? Quali sono i risultati in questi cantoni?</p><p>4. Non ritiene, alla luce degli sconcertanti risultati, che, nello spirito di quanto il Consiglio federale stesso ha dichiarato un anno fa, siano date le condizioni per modificare la legge nel senso di prevedere l'adozione di sanzioni efficaci per combattere questi abusi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Conformemente alla presa di posizione del Consiglio federale del 26 novembre 2008 in risposta alla mozione Rechsteiner Paul 08.3611 del 2 ottobre 2008, gli organi competenti della Confederazione sono in contatto con i cantoni che hanno emanato dei contratti normali di lavoro (CNL) con salari minimi obbligatori ai sensi degli articoli da 360a a 360f del Codice delle obbligazioni, ovvero i cantoni Ticino, Ginevra e Vallese. Detti organi competenti sono informati in merito ai controlli effettuati dal canton Ticino nel settore dei call center e dal canton Ginevra nel ramo dell'estetica. Tuttavia, l'insieme dei risultati non è ancora stato fornito in dettaglio, per cui i tassi d'infrazione menzionati non possono essere confermati.</p><p>4. L'assenza delle possibilità legali per sanzionare i datori di lavoro svizzeri irrispettosi di un CNL con salari minimi obbligatori è nota al Consiglio federale. A tal proposito va tuttavia ricordata la ferma volontà del legislatore di non adottare simili disposizioni e sottolineata l'esistenza del diritto d'azione delle associazioni che permette di far constatare il rispetto o meno di un CNL con salari minimi obbligatori, il che consente di rafforzare la protezione dei lavoratori mediante la procedura civile.</p><p>Per esaminare la situazione in modo approfondito, è stato convenuto con le autorità cantonali competenti che queste continuino a controllare i settori assoggettati a un CNL con salari minimi obbligatori al fine di poter fornire dati attendibili, raccolti su un periodo di riferimento sufficientemente lungo. Si procederà in seguito a un'analisi dettagliata della situazione al fine di valutare eventuali soluzioni. Considerata la base di dati attualmente disponibile, sarebbe prematuro presentare proposte di modifica delle disposizioni legali.</p>  Risposta del Consiglio federale.