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Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) è molto popolare fra i giovani, sia in Svizzera che in Europa. L'organizzazione fatica però a trovare ogni anno 300 nuovi delegati per le sue operazioni nel mondo intero.Questo contenuto è stato pubblicato il 19 luglio 2000 - 15:28
Fra gli studenti svizzeri, l'organizzazione umanitaria ha un'ottima reputazione come primo datore di lavoro. Stando ad un'inchiesta dell'istituto Universum pubblicata in luglio dalla rivista «Bilanz», il CICR è in sesta posizione fra le preferenze degli studenti in economia dopo SAirGroup, Credit Suisse, UBS, Nestlé e PricewaterhouseCoopers. Per gli studenti di scienze è addirittura al secondo rango. La stessa inchiesta su 100 imprese mondiali è stata realizzata in 14 paesi europei. Il CICR è risultato al 23esimo posto per gli studenti in scienze e al 20esimo per quelli di economia.
Per il responsabile del reclutamento, Bernhard Julier, questi sondaggi dimostrano l'attrattiva del CICR per i giovani. E malgrado ciò, negli scorsi mesi l'organizzazione ha avuto difficoltà a trovare personale adatto. Visto l'aumento delle attività e la rotazione degli effettivi, il CICR deve assumere 300 nuovi dipendenti ogni anno per svolgere una ventina di mestieri diversi.
Circa il 15 percento dei 1200 collaboratori che lavorano sul terreno e dei 600 impiegati della sede ginevrina partono ogni anno. Al CICR in media i dipendenti rimangono cinque anni e gran parte dei delegati lascia l'organizzazione dopo due o tre anni, soprattutto per ragioni di ordine privato.
All'organizzazione mancano quindi quadri con esperienza e diversi specialisti. «Ci manca una riserva di personale qualificato che corrisponda ai posti disponibili», afferma Bernhard Julier. Nel 1999, il CICR ha ricevuto 5402 offerte di lavoro, contro le 3737 del 1998, pari al 44 percento in più. Ha selezionato 315 candidati, fra cui 143 donne. All'inizio di quest'anno le offerte sono di nuovo diminuite del 20 percento.
Secondo il responsabile del reclutamento, le difficoltà nel trovare personale sono dovute al fatto che i giovani attualmente hanno maggiore scelta sul mercato. Inoltre il lavoro al CICR comporta obblighi che altre professioni non hanno, per questo ad esempio l'organizzazione non assume persone con figli piccoli.
I candidati sono pure più sensibili ai problemi di sicurezza, ma secondo Bernhard Julier questo non determina la rinuncia ad una candidatura. La morte di nove delegati nel 1996, tre in Burundi e sei in Cecenia, è stata dimenticata e attualmente il CICR non è confrontato a grosse difficoltà sul terreno.
swissinfo e agenzie
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