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Il Politecnico di Zurigo (ETH) ha sviluppato un ventilatore di respirazione economico adatto all'uso quotidiano per i Paesi emergenti e in via di sviluppo. La Confederazione mette a disposizione 1,5 milioni di franchi per la produzione dell'apparecchio in Ucraina.
Il "Low Cost Lung Ventilator" (ventilatore polmonare a basso costo) è stato spiegato e presentato questo pomeriggio a Berna dai responsabili dell'ETH. Per l'occasione, il ministro degli Esteri Ignazio Cassis e Artem Rybchenko, ambasciatore ucraino in Svizzera, hanno firmato un memorandum d'intesa. Il contributo federale viene erogato dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Ignazio Cassis ha elogiato il progetto come "esempio di scienza-diplomazia" e di cooperazione con il settore scientifico per lo sviluppo sostenibile.
L'apparecchio, utile per chi ha difficoltà respiratorie dovute al coronavirus, può essere prodotto a basso costo con componenti standardizzati e disponibili localmente, sottolinea il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Gli strumenti scientifici per il ventilatore sono "open source" e quindi accessibili in tutto il mondo.
L'economicità e la costruzione semplice dovrebbe rendere i dispositivi accessibili anche ai Paesi meno abbienti. Nella Repubblica Centrafricana, per esempio, ci sono solo tre ventilatori per cinque milioni di persone, secondo Medici senza frontiere (MSF).
Le attrezzature saranno inizialmente consegnate ai centri sanitari e di primo soccorso in Ucraina, dove la domanda è elevata. In futuro, tuttavia, secondo il DFAE, è ipotizzabile anche l'esportazione nei Paesi in via di sviluppo. Potrebbero essere utilizzati non solo in relazione a sintomi di Covid-19 ma anche nelle ambulanze.