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La Fondazione per il pensionamento anticipato nell'edilizia a 60 anni deve essere risanata senza ridurre le rendite o innalzare l'età di pensione. Lo indica la Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (SSIC). La questione del lavoro flessibile rimane irrisolta.
I miglioramenti del Contratto collettivo di lavoro (CLL) sono necessari, indica a Keystone-ATS Bernhard Salzmann, vicedirettore e capo Politica e Comunicazione della SSIC, riunita in assemblea dei delegati oggi in assemblea a Sursee (LU). Ciò include anche una maggiore flessibilità dell'orario di lavoro, particolarmente importante nel settore dell'ingegneria civile e dei lavori stradali.
La SSIC non esclude anche aumenti salariali "moderati" tra lo 0,5 e lo 0,75%, indica l'associazione in una nota odierna. A tal fine, sottolinea, occorre che i sindacati facciano anch'essi delle concessioni. L'obiettivo è di trovare delle soluzioni per il prossimo round di trattative, in programma il 28 novembre.
I sindacati sono in attesa delle proposte dei costruttori e ribadiscono le loro condizioni: pensionamento a 60 anni, un aumento del salario reale e nessun deterioramento a livello contrattuale, ovvero nessun aumento della flessibilità dell'orario di lavoro, sostiene Nico Lutz, responsabile delle trattative e del settore costruzione di Unia, interrogato da Keystone-ATS.
I sindacati si dicono interessati a una soluzione tramite i negoziati. Ma, allo stesso tempo, sono anche preparati a una situazione di vuoto contrattuale a partire da fine dicembre e a ulteriori azioni di sciopero.