Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/240054

<h2>SubmittedText<h2><p>Imprese, scuole universitarie, istituti e altri importanti attori del mercato del lavoro constatano che la carenza di personale qualificato nel settore dell'IT è un dato di fatto ed è in aumento. Secondo "ICT-Journal", nel 2030 in Svizzera mancheranno quasi 40 000 informatici. Ma non preoccupano soltanto le prospettive future, perché già oggi nel settore manca personale qualificato. Molte imprese svizzere lamentano infatti difficoltà nel reperirlo e i centri di formazione non hanno abbastanza studenti per rispondere alla crescente domanda. L'esempio più recente di quanto sia reale questa carenza è quello della Posta, che aprirà il suo nuovo centro di sviluppo IT in Portogallo. La decisione è stata motivata con l'impossibilità di reclutare il personale specializzato necessario in Svizzera. </p><p>Tanto più stupisce allora il parere relativo all'interpellanza Gysin 22.3590 "Carenza di personale qualificato nel settore dell'IT. Azioni concrete per attirare talenti", nel quale il Consiglio federale afferma che "non vede la necessità di adottare misure supplementari" per quanto riguarda la carenza di personale nel settore dell'IT perché in Svizzera esisterebbero già diverse opzioni per aggiornarsi e specializzarsi. </p><p>Creare posti di formazione è importante, ma devono esserci abbastanza persone a occuparli. È urgente creare nuovi incentivi per fare in modo che soprattutto i più giovani (la generazione Z, ossia quella dei nati dal 2000 in poi) si interessino alle professioni informatiche e scelgano una formazione in questo settore. </p><p>- Come valuta il Consiglio federale la decisione della Posta di aprire un centro di sviluppo IT in Portogallo? </p><p>- È consapevole del fatto che in futuro le imprese svizzere stabiliranno sempre più spesso i loro centri informatici all'estero se non si contrasta in maniera chiara e tempestiva il problema della carenza di personale? </p><p>- Condivide l'opinione che la piazza economica svizzera viene indebolita dalla creazione di centri di sviluppo IT all'estero? </p><p>- Conferma la sua valutazione, ossia che nella situazione attuale non sia necessario adottare misure supplementari (cfr. risposta all'interpellanza Gysin 22.3590)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale assegna alla Posta obiettivi strategici, ma non interviene sul piano operativo. Per svolgere le sue attività, la Posta deve poter contare su un vasto know-how informatico. Per quanto riguarda l'apertura di un campus IT a Lisbona, i motivi alla base della decisione sono stati comunicati ai dipartimenti proprietari DATEC e DFF (AFF) specificando che non sarebbero stati trasferiti né collaboratori né compiti.</p><p>In compenso la Posta intende creare 200 nuovi posti in ambito informatico in Svizzera. La responsabilità finale della decisione relativa alla creazione di un centro di sviluppo informatico spetta al Consiglio d'amministrazione della Posta.</p><p>La carenza di personale qualificato nelle professioni in cui la domanda è in forte crescita, tra le quali rientrano senza dubbio le professioni informatiche, è un fenomeno internazionale. Garantendo buone condizioni quadro, la Confederazione fa in modo che le offerte di formazione e formazione continua possano adeguarsi ai cambiamenti della domanda di qualifiche diverse, una parte della quale può essere soddisfatta in via complementare con specialisti reclutati all'estero. Inoltre, il Consiglio federale ritiene che la Svizzera sia un polo altamente attrattivo per le attività informatiche e intende mantenere questo status.</p><p>Il fatto che alcune imprese svizzere spostino una parte delle attività all'estero, investendovi direttamente, non indebolisce la nostra piazza economica. Per rimanere competitive, infatti, le imprese svizzere devono sfruttare le opportunità offerte dalla divisione internazionale del lavoro. In questo modo si rafforza la piazza economica, con benefici sull'occupazione nel nostro Paese. Viceversa, la Svizzera trae vantaggio da numerosi investimenti diretti di imprese straniere, anche nel settore informatico.</p><p>Nella sua risposta all'interpellanza Gysin Greta (22.3590) il Consiglio federale afferma che attualmente c'è carenza di posti di tirocinio per la formazione professionale di base di informatico AFC, ma che non mancano i giovani interessati. Pertanto, i Cantoni e ICT-Formazione professionale si impegnano insieme per creare ulteriori posti di tirocinio. Negli ultimi anni sono state inoltre create alcune nuove formazioni professionali di base, come "operatrice informatica/operatore informatico AFC" e "sviluppatrice/sviluppatore business digitale AFC". Reclutare personale qualificato è nell'interesse dell'economia e delle organizzazioni del mondo del lavoro. Per questo motivo sono le imprese e le associazioni di categoria a essere in primo luogo responsabili del cosiddetto "marketing delle professioni". In base alla legge sulla formazione professionale (art. 54 e 55 LFPr; RS 412.10), a livello sovraordinato la Confederazione sostiene la promozione della formazione professionale, contribuendo per esempio al finanziamento delle fiere regionali delle professioni e dei campionati nazionali e internazionali delle professioni. Per quanto riguarda invece la formazione professionale superiore, i titoli nell'ambito dell'informatica e dell'informatica aziendale vengono costantemente aggiornati (esami federali, scuole specializzate superiori). Ad esempio, per rispondere al fabbisogno di specialisti del settore recentemente sono stati istituiti gli esami federali di "Cyber Security Specialist con attestato professionale federale" e di "Digital Collaboration Specialist con attestato professionale federale".</p><p>La promozione delle nuove leve in campo informatico è un tema prioritario anche nel settore universitario, ossia per swissuniversities e la Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU). Il lavoro fatto ha dato i suoi frutti: tra il 2012-13 e il 2021-22 nelle università e nei politecnici federali il numero di studenti di informatica nei livelli bachelor e master è passato da 2368 a 5862 (+148 %) e nelle scuole universitarie professionali da 4102 a 7008 (+71 %).</p><p>Il Consiglio federale riconosce che vi sia un fabbisogno, ma non vede nel suo ambito di competenza la necessità di attivarsi al di là delle già numerose iniziative esistenti. A suo avviso è importante che le condizioni quadro rimangano buone per tutte le iniziative pubbliche e private.</p>  Risposta del Consiglio federale.