Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/225316

<h2>SubmittedText<h2><p>Per rendere possibile un'uscita rapida e controllata dalla pandemia di COVID-19, per rafforzare la fiducia della popolazione nei provvedimenti necessari e per dare una prospettiva ai settori colpiti ci vogliono diverse misure immediate, in particolare in materia di basi di dati, strategia di test e di vaccinazione e digitalizzazione. Chiediamo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Per le fasi di riapertura ci vogliono indicatori chiave chiari, coerenti e comprensibili che permettano di disporre di un quadro quotidianamente aggiornata di tutti i dati rilevanti per la valutazione della pandemia di COVID-19. Quali sono secondo il Consiglio federale questi indicatori? Perché le persone risultate positive non sono rilevate esclusivamente sulla base dei test PCR?</p><p>2. Il Consiglio federale è in grado oggi di valutare in modo affidabile dove la popolazione si contagia?</p><p>3. Quali insegnamenti si possono trarre dai test di massa effettuati nel Cantone dei Grigioni? Quali effetti incentivanti possono avere una strategia di test di massa mirata e un tracciamento dei contatti che funziona bene sulle singole fasi di riapertura a livello cantonale e federale?</p><p>4. Il Consiglio federale persegue una strategia informativa per accrescere la fiducia della popolazione nella vaccinazione? Come si presenta questa strategia?</p><p>5. Quale strategia (impatto sulle libertà fondamentali) prevede il Consiglio federale a partire dal momento in cui tutti coloro che vogliono farsi vaccinare potranno farlo?</p><p>6. Entro quando sarà disponibile una soluzione informatica nazionale che permetterà una gestione ineccepibile dei dati per i test e le vaccinazioni? Ci vuole una base legale specifica?</p><p>7. Le fasi di riapertura devono essere accompagnate da un tracciamento dei contatti che funziona in tutti i Cantoni. Come vengono potenziate le possibilità tecniche per migliorare il sistema? Come può essere resa utilizzabile a questo scopo l'app SwissCovid?</p><p>8. Il Consiglio federale prevede di adattare le basi legali in modo che gli organizzatori di eventi privati possano richiedere l'app come requisito per l'ammissione?</p><p>9. Per restare al passo coi tempi, deve essere creato un certificato "COVID free" elettronico a prova di falsificazione (per le vaccinazioni, per sufficienti anticorpi dopo la malattia o per un test negativo recente) utilizzabile su base volontaria. Entro quando il Consiglio federale intende creare le necessarie premesse tecniche e legali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per il Consiglio federale è importante fornire un'informazione trasparente sulla situazione epidemiologica e la sua evoluzione. Sin dall'inizio della crisi COVID-19 sono pubblicati quotidianamente gli indicatori casi confermati in laboratorio, ospedalizzazioni confermate in laboratorio e decessi confermati in laboratorio. Da allora i contenitori e i canali d'informazione sono costantemente ottimizzati. Dal 15 giugno 2020 è pubblicato online un rapporto settimanale e dal 5 novembre 2020 il dashboard (www.covid19.admin.ch) dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) fornisce una panoramica sulla situazione epidemiologica in Svizzera. Il dashboard è aggiornato quotidianamente e, oltre alle informazioni sull'evoluzione epidemiologica, mette a disposizione dati sul tasso di riproduzione effettivo (Re), sulle capacità degli ospedali e sulle vaccinazioni.</p><p>È indubbio che una valutazione completa dell'epidemia deve considerare diversi indicatori. Per le prossime riaperture il Consiglio federale si basa sui seguenti indicatori: il tasso di positività, il tasso di occupazione dei letti nei reparti di terapia intensiva, il numero di riproduzione medio negli ultimi sette giorni e l'incidenza della malattia calcolata su 14 giorni. Per la sua decisione il Consiglio federale valuterà questi indicatori nel loro complesso.</p><p>In situazioni specifiche, i test antigenici rapidi si sono dimostrati uno strumento sufficiente per notificare un contagio. Rispetto ai test PCR, hanno il vantaggio di permettere una notifica molto più rapida dei casi di coronavirus consentendo così di interrompere tempestivamente le catene di trasmissione.</p><p>2. I casi di infezione si verificano in tutte le situazioni in cui le persone si trovano a stretto contatto senza appropriate misure di protezione. È impossibile raccogliere dati attendibili sul luogo di infezione in ogni singolo caso, anche perché molte persone non sanno dove si sono contagiate. Quanto più numerosi sono i contatti, tanto più difficile è determinare con esattezza il luogo di infezione. Inoltre, le persone risultate positive al test sono spesso restie a dare informazioni precise sui luoghi che hanno frequentato perché vogliono evitare conseguenze per le altre persone presenti. I dati sul luogo di infezione saranno integrati nella banca dati nazionale per il tracciamento dei contatti, che è ora operativa.</p><p>3. Per quanto concerne l'efficacia dei test effettuati sulle persone asintomatiche nel Cantone dei Grigioni, tutte le prime tendenze rilevate fanno ritenere che l'utilizzo su larga scala di test a ripetizione possa ridurre i contagi.</p><p>Per arginare la diffusione del coronavirus è di fondamentale importanza disporre di un sistema di tracciamento dei contatti efficace in caso di infezione. Come esposto al punto 7, i Cantoni hanno messo in atto gli sforzi necessari. Le esperienze maturate nei Cantoni mostrano che test mirati, finanziati dalla fine di gennaio dalla Confederazione, nei luoghi dove si è constatato o supposto un aumento dei contagi hanno permesso di prevenire e di contenere efficacemente diversi focolai. Il 12 marzo 2021, il Consiglio federale ha perciò deciso che la Confederazione assumerà i costi dei test effettuati sulle persone asintomatiche, ponendo così le basi per una massiccia estensione e promozione dei test.</p><p>4. Per il Consiglio federale è fondamentale che la popolazione sia informata in maniera efficace, coerente, completa e differenziata e possa accedere facilmente alle informazioni rilevanti per la vaccinazione. Affinché la vaccinazione sia accolta favorevolmente, è necessario un dialogo obiettivo e fondato sui benefici, sull'accessibilità e sui possibili effetti collaterali. La campagna informativa dell'UFSP fornisce informazioni complete e trasparenti sulla vaccinazione anti-COVID 19 in modo che le persone possano decidere autonomamente e con cognizione di causa. La strategia della campagna prevede un'informazione in diverse fasi. La prima fornisce informazioni complete sulla vaccinazione e segnala il portale d'informazione (www.ufsp-coronavirus.ch &gt; Vaccinazione) e la Infoline vaccinazione COVID-19, operativa a livello nazionale. Nelle tappe successive saranno approfonditi i benefici e la disponibilità del vaccino e le possibilità di vaccinarsi. Il piano vaccinale deve considerare l'andamento dei contagi e lo stato dell'omologazione e dell'approvvigionamento dei vaccini e deve essere costantemente aggiornato e adeguato.</p><p>5. L'adozione di provvedimenti statali nei confronti della popolazione è necessaria soltanto fino a quando non è disponibile una quantità sufficiente di vaccini efficaci e tutte le persone che lo desiderano non sono vaccinate. Pertanto, l'effetto protettivo della vaccinazione anti-COVID-19, soprattutto nel contenimento della diffusione del virus, riveste una grande importanza per eventuali allentamenti dei provvedimenti. Tuttavia, lo stato attuale delle conoscenze scientifiche non permette ancora di trarre conclusioni definitive su questi aspetti fondamentali. Attualmente si sta accertando in che misura si possano allentare singoli provvedimenti per le persone vaccinate senza mettere in pericolo la salute pubblica e a quali condizioni (p.es. certificato nazionale di vaccinazione). Sul lungo periodo, l'incremento della copertura vaccinale, soprattutto tra le persone particolarmente a rischio, ridurrà la necessità di applicare provvedimenti restrittivi all'intera popolazione e a tutte le strutture. Il Consiglio federale è quindi fiducioso che la progressiva copertura vaccinale, accompagnata da un'evoluzione epidemiologica favorevole, permetterà con il tempo di sostituire la strategia di lotta basata su provvedimenti con una strategia fondata sulla prevenzione vaccinale, così come già avviene per altre malattie contro cui si può essere vaccinati (p. es. l'influenza).</p><p>6. Vi sono già soluzioni informatiche per la raccolta, la valutazione e la presentazione dei dati di test e di vaccinazione. Le pertinenti basi legali sono disponibili.</p><p>In virtù dell'articolo 24 della legge sulle epidemie (LEp: RS 818.101), i dati cantonali sono raccolti, valutati e presentati tramite il sistema informatico realizzato dall'UFSP per il monitoraggio della copertura vaccinale. I Cantoni possono trarne serie di dati anonimizzati su tutte le vaccinazioni registrate nel proprio territorio e su tutti i vaccini somministrati ai loro cittadini in tutta la Svizzera. Nel quadro del monitoraggio della copertura vaccinale, la Confederazione e i Cantoni dispongono soltanto di dati anonimizzati.</p><p>Per quanto riguarda i risultati dei test, vi è un sistema di dichiarazione basato sull'articolo 11 LEp mediante il quale tutti i risultati dei test devono essere notificati all'UFSP dai servizi soggetti all'obbligo di dichiarazione.</p><p>7. Negli ultimi mesi i Cantoni hanno migliorato il loro sistema di tracciamento, per esempio automatizzando il sistema di segnalazione ai casi positivi e la raccolta delle informazioni sui contatti avvenuti. Inoltre hanno compiuto enormi sforzi per mettere a disposizione risorse e per la formazione dei team addetti al tracciamento, che sono ora in grado di prendere rapidamente a carico le persone risultate positive al test e i loro contatti stretti. Ultimamente sono stati messi in atto ulteriori sforzi per il controllo delle nuove varianti. La priorità è stata chiaramente attribuita a un colloquio approfondito con le persone risultate positive al test, alla gestione dei focolai e alla ricerca delle fonti di contagio.</p><p>È inoltre operativa la banca dati nazionale per il tracciamento dei contatti, alla quale hanno aderito finora 25 Cantoni. Si lavora continuamente per migliorare la qualità dei dati al fine di renderne le analisi sempre più attendibili.</p><p>L'app SwissCovid contribuisce ad arginare la propagazione del coronavirus identificando i potenziali contatti a rischio non rilevati dal tracciamento classico.</p><p>8. Secondo l'articolo 60a capoverso 3 LEp, la partecipazione al sistema di tracciamento della prossimità per il coronavirus SARS-CoV-2 (sistema TP) è volontaria per tutti. Nessuno può essere favorito o penalizzato da autorità, aziende e privati per la partecipazione o non partecipazione al sistema TP. Il Consiglio federale non ha la facoltà di prevedere autonomamente deroghe a questa disposizione e non intende proporre modifiche al Parlamento. L'utilizzo facoltativo dell'applicazione era stato richiesto dalle Commissioni delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati (mozioni 20.3144 e 20.3168). L'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza, la Commissione nazionale di etica per la medicina umana e l'Ufficio federale di giustizia hanno sottolineato che l'utilizzo dell'app deve essere fondato su una scelta volontaria.</p><p>9. Attualmente si sta valutando a livello federale se sia necessario creare un certificato di vaccinazione per quanto possibile non falsificabile nell'ottica di un'eventuale differenziazione dei provvedimenti in base allo stato vaccinale e, se sì, quali condizioni quadro giuridiche, etiche e tecniche andrebbero considerate. Per introdurre un libretto di vaccinazione nazionale o una certificazione nazionale del libretto di vaccinazione occorrerebbe una base legale formale. Lo stesso dicasi per altre certificazioni ufficiali, per esempio quella degli anticorpi o del test negativo.</p><p>Il Consiglio federale s'impegna a far avanzare gli ulteriori lavori il più rapidamente possibile, in modo da consentire alle persone vaccinate in Svizzera che intendono recarsi all'estero di certificare appropriatamente, ove necessario, il proprio stato vaccinale.</p>  Risposta del Consiglio federale.