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Primo aumento dei suicidi in più di 10 anni in Giappone nel corso del 2020, con un incremento che riguarda in modo allarmante le donne e gli adolescenti.
I dati pubblicati dal ministero della salute nipponico evidenziano come 21'081 persone si siano tolte la vita l'anno scorso, un rialzo del 4,5% rispetto al 2019, con poco più di 7'000 casi di donne, il 15% in più dall'anno precedente (mentre per gli uomini vi è stato un lieve calo), e 311 giovani sotto i 20 anni di età, con un +44% in confronto con il 2019. Nella fascia d'età tra i 20 e i 29 l'incremento è stato del 32% a 837 casi.
Gli esperti medici ritengono che la pandemia del coronavirus abbia contribuito in generale a rendere le persone più apprensive e mentalmente instabili circa il futuro, in particolare a causa dell'evolversi della crisi economica che ha alterato le attività del quotidiano.
Per quanto concerne i giovani, una rappresentante del centro di assistenza per i minori Childline Support, Junko Kobayashi, riferisce che occorre un aumento degli sforzi dei genitori e degli insegnanti per individuare gli studenti che appaiono vulnerabili, dal momento che l'ambiente domestico è diventato più stressante durante l'emergenza sanitaria.
"Il virus ha tolto ai giovani quelle opportunità di interconnessione con altri studenti e la compagnia dei loro partner di gioco preferiti durante le attività scolastiche e pomeridiane, creando un senso di afflizione e disturbo per gran parte della giornata", ha detto Kobayashi.
In base alle interpretazioni dell'Agenzia di polizia, la crescita dei suicidi tra le donne è da imputare ai problemi familiari e difficoltà economiche, assieme al sospetto dei casi di emulazione dopo i suicidi di celebrità avvenute nel paese tra luglio e settembre, che hanno riscosso un grande impatto mediatico.