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<h2>SubmittedText<h2><p>Fondata negli Stati Uniti come piattaforma d'intermediazione on line di servizi di trasporto professionali e privati, Uber propone diversi modelli di attività: nell'ambito dell'offerta "Uber Pop", ad esempio, i conducenti utilizzano la propria auto e devono sborsare di tasca propria il denaro necessario per il carburante, la manutenzione e le assicurazioni sociali. Ciononostante, Uber incassa una commissione d'intermediazione pari al 20 per cento (o più) delle entrate. Il reddito dei conducenti è quindi ancora più basso di quello dei taxisti "normali", un elemento che è fonte di pressione. Per i proprietari dell'azienda, invece, l'attività è estremamente redditizia: il valore in borsa di Uber si aggira sui 50 miliardi di dollari.</p><p>Nelle città svizzere il modello commerciale di Uber è in contrasto con i regolamenti locali per i taxi. Per questo motivo, il cantone di Ginevra ha negato alla ditta l'autorizzazione; una decisione, questa, confermata anche dal Tribunale federale. I servizi di Uber sono in conflitto anche con l'ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli leggeri per il trasporto di persone e di automobili pesanti (OLR 2).</p><p>Secondo l'articolo 3 OLR2 "sono considerate professionali le corse effettuate ... almeno due volte a intervalli di tempo inferiori ai 16 giorni. Il profitto economico è dato qualora sia richiesto un prezzo del trasporto che superi le spese del veicolo nonché il rimborso delle spese del conducente. Sono equiparati ai trasporti professionali di persone i trasporti di persone con veicoli noleggiati con autista."</p><p>Si pongono le seguenti domande:</p><p>1. Le offerte di Uber rientrano nel campo di applicazione dell'OLR 2 e devono quindi rispettare le disposizioni relative all'uso dell'odocronografo e la durata del tempo di lavoro, di guida e di riposo stabilita dalla legge?</p><p>2. Come è definita e controllata tale durata per gli autisti (pseudo)autonomi di Uber?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che tutti i servizi di trasporto commerciali debbano competere ad armi pari e rispettare le stesse norme di qualità vincolanti per la sicurezza dei clienti?</p><p>4. Come intende prevenire la diffusione di condizioni di lavoro precarie tra i taxisti?</p><p>5. È necessaria a tal fine una "lex Uber"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sì, se tali offerte sono considerate professionali in base all'articolo 3 capoverso 1bis dell'ordinanza del 6 maggio 1981 sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli leggeri per il trasporto di persone e di automobili pesanti (OLR 2; RS 822.222).</p><p>2. Per la subordinazione alle prescrizioni relative al trasporto professionale di persone, il cui rispetto è controllato dalla polizia, il fatto che l'autista sia lavoratore autonomo o dipendente non è rilevante, tranne che per la durata massima dell'orario di lavoro. Questa infatti non si applica ai liberi professionisti (tenuti invece a osservare i tempi di guida), che sono soggetti inoltre a prescrizioni commerciali cantonali controllate dai rispettivi dipartimenti dell'economia.</p><p>3. Sì, purché si tratti di offerte paragonabili.</p><p>4. Il Consiglio federale non può intervenire sulle condizioni di lavoro dei taxisti poiché di competenza di cantoni e comuni, i quali possono tenere debitamente conto delle diverse condizioni locali.</p><p>I lavoratori e i datori di lavoro del settore possono negoziare contratti collettivi di lavoro.</p><p>5. Nell'ambito delle mozioni Nantermod 16.3066, "Taxi, noleggio con conducente e Uber. Per una concorrenza più leale", e Derder 16.3068, "Adeguare la legge sulla circolazione stradale alle nuove offerte", il Consiglio federale si è dichiarato disposto ad adeguare le prescrizioni riguardanti il trasporto di terzi alla luce delle nuove offerte (professionali e non) presenti sul mercato. In adempimento del postulato Derder 14.4296, "Promuovere l'economia partecipativa, inquadrarla e anticipare le sfide future", sta inoltre elaborando un rapporto sulle principali condizioni quadro per l'economia digitale, nel quale saranno trattate anche questioni relative alla cosiddetta sharing economy, e quindi anche nuove realtà come Uber, identificando l'eventuale necessità di intervento della Confederazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.