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La moneta unica dell'eurozona, l'euro, ha rappresentato un serio freno alla crescita economica di quasi tutti i membri del blocco, secondo uno studio del think tank tedesco, il Center for European Politics (CEP).
A beneficiare dell'euro sarebbero stati solamente la Germania e i Paesi Bassi. La moneta unica ha innescato il boom del credito e degli investimenti estendendo i benefici del basso tasso di interesse tedesco in tutti i paesi dell'eurozona. Tuttavia, questi debiti sono diventati difficili da sostenere dopo la crisi finanziaria del 2008, con Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo e Cipro costretti a chiedere aiuti finanziari mentre la crescita rallentava e l'accesso ai finanziamenti diventava scarso.
Secondo il CEP, per tutto il periodo dal 1999, i tedeschi sono diventati, mediamente, più ricchi di 23'000 euro dall'introduzione dell'euro mentre gli olandesi sono più ricchi di 21'000 euro. Diversamente, italiani e francesi sono diventati più poveri di 74'000 euro e 56'000 euro, rispettivamente.
Il problema dell’euro, si afferma nello studio, riguarda in particolare la competitività e le disuguaglianze sociali.