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Gli uomini gay e bisex potranno donare il sangue negli Stati Uniti, a patto che dimostrino di essere stati casti per un anno intero: sono queste le nuove linee guida della Food and drug administration (Fda).
La Fda si appresta a porre fine al divieto delle donazioni dagli omosessuali. Il bando entrò in vigore 33 anni fa, all'inizio dell'epidemia di Aids, quando il timore della trasmissione del virus Hiv aveva raggiunto livelli allarmanti, e la sindrome da immunodeficienza acquisita ancora poco compresa.
Negli ultimi anni gli stessi esperti hanno più volte però sostenuto che il bando alle donazioni di sangue dei gay non ha senso: sin dal 2006, la Croce Rossa ha fatto presente che la regola "non è supportata da alcun dato scientifico o clinico".
Il sangue donato viene difatti in ogni caso sottoposto a screening sulla presenza del virus Hiv, ma il timore di alcuni si appunta su quella finestra di 10 giorni dal momento in cui l'infezione viene trasmessa e quando usualmente viene identificata dalle analisi.
L'Agenzia per il regolamento dei farmaci e dei prodotti clinici ed alimentari negli Usa, ha appena pubblicato le nuove raccomandazioni. Come da regolamento, commenti sulla proposta possono venire presentati entro 60 giorni, dopo i quali a meno di un improvviso dietro-front, le linee-guida verranno approvate ed entreranno in vigore.
In questo modo, gli Stati Uniti si allineeranno alle politiche al riguardo di Australia, Giappone e Gran Bretagna. Anche in questi tre Paesi, i gay possono donare sangue, ma solo se si sono astenuti da rapporti sessuali per un anno intero.
La proposta della Fda è stata definita dalle associazioni a difesa dei diritti degli omosessuali "un passo nella giusta direzione, sia pure non sufficiente in quanto continua a stigmatizzare i gay".
SDA-ATS