Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01047.jsonl.gz/545

I rappresentanti degli svizzeri all'estero da Lugano mandano una richiesta al Consiglio federale
LUGANO - Gli svizzeri all'estero esortano il Consiglio federale a definire una strategia chiara e trasparente per mantenere la libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE. La richiesta è contenuta in una risoluzione adottato oggi a Lugano in occasione del 98° Congresso degli svizzeri all'estero.
Il Consiglio degli Svizzeri all'estero (CSE) si dice estremamente preoccupato per lo sviluppo delle relazioni tra la Svizzera e l'UE e teme conseguenze negative in caso di interruzione dei negoziati.
Attualmente, circa due terzi degli svizzeri all'estero vivono in un paese dell'UE, ha sottolineato l'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE) dopo la riunione di quello che è considerato il "parlamento della quinta Svizzera".
Di questi, il 25% ha solo la nazionalità svizzera e dipende quindi direttamente dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC), ad esempio per il riconoscimento dei diplomi o per il ricongiungimento familiare.
Famiglie a rischio - Se la libera circolazione delle persone venisse abolita, il ricongiungimento familiare non sarebbe più garantito. Ci sarebbero anche effetti negativi sulla partecipazione della Svizzera al programma di ricerca e istruzione Horizon Europe.
Secondo il presidente dell'OSA Filippo Lombardi, la questione della libera circolazione delle persone è quindi in cima alla lista delle priorità. "Vogliamo che il Consiglio federale faccia tutto il possibile per trovare una soluzione alla libera circolazione delle persone", ha dichiarato Lombardi alla vigilia del congresso.
E-ID e voto elettronico - I congressisti hanno inoltre autorizzato il Consiglio a presentare una risposta alla consultazione a favore dell'identità elettronica (e-ID). Secondo l'OSA, una persona su quattro che vive all'estero manifesta il desiderio di partecipare al processo politico in Svizzera.
L'introduzione del voto elettronico (e-voting), che sarebbe reso possibile dall'e-ID, ha quindi la priorità assoluta. L'e-government semplificherebbe anche i contatti con le autorità in Svizzera.
Si sono inoltre tenute le elezioni suppletive per i seggi delle ex consigliere nazionali Regula Rytz (Verdi/BE), a cui subentra Nicolas Walder (Verdi/GE), e Isabelle Moret (PLR/VD), a cui succede Anna Giacometti (PLR/GR).
Domani con Cassis e Kälin - Domani l'assemblea plenaria si aprirà con i discorsi di apertura del presidente della Confederazione Ignazio Cassis e della presidente del Consiglio nazionale Irène Kälin. Seguiranno interventi di personalità di spicco della politica, dell'economia, della scienza e della società sui temi discussi durante il congresso.
Secondo l'OSE, alla fine del 2021 gli svizzeri all'estero erano circa 780'000. Quasi l'80% di loro aveva più di 18 anni e quindi disponeva del diritto di voto.
Lo dice la Casa Bianca. Putin: «Le regioni annesse sono per sempre nostre». Kiev chiede di entrare nella Nato
Il presidente ucraino Zelensky: «Non negozieremo finché Putin sarà presidente». La Nato: «Supportiamo Kiev, ma sull'ingresso serve l'unanimità»
L'olandese, dopo il pasticcio nelle qualifiche di Singapore, è pessimista: «Gara compromessa. Non siamo a Spa o Monza».
L'olandese parte dall'ottava piazza: «Sorpassare è molto difficile, finirò facilmente per restare bloccato dietro agli altri». Semaforo verde alle 15.00.
Dopo quattordici anni di Governo, il consigliere federale lascerà la carica a fine anno. «È il momento giusto».
«Ho preso questa decisione nell'estate di un anno fa», ha precisato durante la conferenza stampa indetta per annunciare l'addio.
I biancoblù tornano al successo: Rapperswil sconfitto 4-3 alla Gottardo Arena.
Passati per la prima volta in vantaggio al 50' con una magia di Pestoni, i leventinesi - riacciuffati al 58’ da Jensen - si sono infine imposti al supplementare, dove Hedlund è andato "all in" richiamando Nyffeler.
L'uomo ha abusato di minori che avevano tra gli uno e i dodici anni.
«Non ha riconosciuto la loro dignità umana. Gli piaceva giocare al dottore e non ha ancora capito quanto li ha fatti soffrire», così la procuratrice pubblica Pamela Pedretti.