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Il diritto di revoca per le vendite a distanza va limitato solo agli acquisti per telefono. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale per 95 voti a 84, esaminando le modifiche al Codice delle obbligazioni sulla base di un'iniziativa parlamentare dell'ex "senatore" Pierre Bonhôte (PS/NE).
Lo scorso giugno, esaminando quale prima Camera il progetto di legge, gli Stati avevano deciso di estendere anche alle vendite per Internet, e non solo per telefono, il diritto di revoca di 14 giorni.
Oggi, invece, il plenum ha preferito una proposta difesa dalla destra. Per Giovanni Merlini (PLR/TI), un termine di 14 giorni per la revoca di un acquisto effettuato su Internet è irrealistico e genera insicurezza nei venditori. Per Merlini i consumatori sono persone responsabili che possono scegliere tra un acquisto online oppure recandosi direttamente in un negozio.
La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha invano tentato di convincere il plenum ad includere anche le vendite via Internet, dal momento che oggi è sempre più difficile distinguere i due sistemi di comunicazione, che sovente si compenetrano, come nel caso di Skype o degli SMS.