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Nello scritto del 23 settembre, pubblicato dal CdT in questa rubrica, ho illustrato il punto 3 del programma elettorale dei Liberisti, che, come spiegato in quell’occasione, può sintetizzarsi nell’impegno di portare a Berna l’idea di un nuovo modo dello stare insieme, fondato su: 1- la centralità istituzionale dei Comuni e un nuovo modello di «democrazia pura», 2- un esercito nazionale forte, 3- la libertà monetaria e la soppressione della riserva frazionaria delle banche commerciali, sostituendola con l’obbligo di riserva intera.
Per illustrare oggi agli elettori ticinesi i punti 1 e 2 di questo programma può tornare utile un breve excursus sulla democrazia costituzionale in Svizzera. La costituzione del 1848 fu la prima legge fondamentale della Stato federale, nato dalla guerra del Sonderbund (1847), vinta dai cantoni radicali, desiderosi di conferire alla Confederazione un potere centrale forte, contro i cantoni conservatori, che volevano invece perpetuare lo spirito originario del patto del Grütli limitando l’intesa confederale alla sola mutua assistenza militare. Con questa costituzione la Confederazione svizzera cessò di essere una Confederazione e diventò uno Stato federale (benché il nome di Confederazione venisse comunque mantenuto).
Una nuova costituzione venne approvata dal popolo svizzero nel 1874. Pur comportando un consolidamento dello Stato federale essa segnò il passaggio dalla democrazia rappresentativa a quella semidiretta, favorendo la riconciliazione fra conservatori e Stato federale radicale. Dunque la democrazia semidiretta nacque con l’intento di un riequilibrio dei poteri tra la Confederazione, diventata Stato federale, e il popolo. Oggi la democrazia semidiretta viene invece utilizzata dai partiti per bastonarsi a vicenda con l’intento di far iscrivere nella Costituzione, cioè in quella che dovrebbe essere ”il santuario” dei princìpi condivisi, dai quali far discendere le nostre leggi, i propri particolarissimi punti di vista. Non va bene. È giunto il momento di scegliere tra la teoria tolemaica e quella copernicana: devono essere i princìpi (il sole) a ruotare intorno alle leggi (i pianeti) o viceversa? Non ho dubbi in proposito: devono essere le leggi (i pianeti) a ruotare intorno ai princìpi (il sole).
E cosa sono i princìpi? I princìpi esistono indipendentemente da chi li scopre, li seleziona, li formula, li custodisce e li difende. Essi, come le lingue, sono il risultato di un processo spontaneo di selezione culturale di usi e convenzioni di successo, e dovrebbero essere scoperti, selezionati, formulati, custoditi e difesi man mano che vengono scoperti, selezionati e formulati. Nessuna legge, nessuna norma, e neppure nessun provvedimento di rango gerarchicamente inferiore alle leggi e alle norme, dovrebbe essere varato se in contrasto con uno solo dei princìpi condivisi.
L’intento dei Liberisti è quello di farsi latori a Berna di una profonda riflessione su quelli che dovrebbero essere i princìpi alla base del nostro nuovo modo dello stare assieme e dai quali far discendere le nostre leggi. Diversamente saranno i princìpi ad essere creati, a maggioranza, per legge. Come oggi accade e come non è più tollerabile che accada. Siamo infatti in pieno “positivismo giuridico”, dove non si fa più distinzione tra legalità e legittimità. Il punto più ostico da superare è quello di definire una volta per tutte se è legittimo violare a maggioranza la proprietà privata altrui, definita come «l’insieme dei beni corporali, spirituali e materiali, che un individuo possiede» e se sia condivisibile il principio che «ogni cittadino, da solo, in associazione o in comunità con altri cittadini, può agire come vuole se, così facendo, non aggredisce la proprietà privata altrui».
Basterebbe superare questo scoglio, cioè cementare con questo principio la nostra concordia civica, per rendere inutile ogni forma di competizione partitica e riportare i Comuni al centro della nostra vita istituzionale in un contesto di democrazia “pura”, dove i cittadini si avvicenderebbero per estrazione a sorte e a rotazione nell’amministrazione del loro Comune in un rinnovato clima di concordia civica (punto 1). La Confederazione dovrebbe occuparsi della sola difesa armata della patria con un esercito forte e dissuasivo (punto 2). Dal sito www.liberisti.org è possibile scaricare la bozza della riforma costituzionale a nome CODEX HELVETICUS, sulla quale i Liberisti ticinesi intendono aprire una seria discussione a Berna e nel paese.
Rivo Cortonesi, candidato al Consiglio nazionale per “I Liberisti”
(articolo pubblicato nel CdT e riproposto con il consenso dell’Autore)