Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01029.jsonl.gz/1055

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Malcolm Turnbull
KEYSTONE/AP/ROB GRIFFITH(sda-ats)
Si attende un finale al fotofinish nelle elezioni federali di domani in Australia, fra il governo di coalizione dei partiti liberale e nazionale guidato da Malcolm Turnbull e l'opposizione laburista di Bill Shorten.
I verdi di Richard Di Natale aspirano a rafforzare il ruolo di ago della bilancia in Senato, eletto col sistema proporzionale che favorisce i partiti minori e gli indipendenti.
Sono in lizza 57 partiti e numerosi indipendenti e sono iscritti a votare circa 15.680.000 elettori, che dovranno scegliere fra 994 candidati per 150 seggi alla Camera e fra 631 candidati per i 76 seggi al Senato.
Il maggiore rischio per la rielezione del governo è la tendenza anti-establishment che ha preso piede anche in Australia: ben il 27% degli elettori si dichiarano a favore dei verdi (al 13%), dei partiti minori e degli indipendenti. È ampiamente prevista tuttavia, anche nel mercato delle scommesse, una rielezione dei conservatori con maggioranza ridotta e un Senato 'ingovernabile' con numerosi verdi e indipendenti.
Malcolm Turnbull, un brillante passato di avvocato civilista, di merchant banker e di direttore di grandi compagnie, già ministro delle Comunicazioni, è stato eletto dal gruppo parlamentare del partito lo scorso settembre in sostituzione dell'impopolare Tony Abbott. Ha indetto elezioni anticipate l'8 maggio, dando inizio a una lunga e stancante campagna elettorale.
Turnbull propone agli elettori una scelta netta, fra un chiaro piano economico per la crescita e l'occupazione "in questo periodo di incertezza nei mercati globali in seguito al Brexit", e il "caos" di un governo laburista di minoranza costretto ad un'alleanza con i verdi e con indipendenti.
SDA-ATS