Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/53505

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>La Delegazione amministrativa, responsabile della sicurezza in Parlamento, ritiene necessarie le misure di protezione, che sono peraltro adeguate ai rischi attuali. I provvedimenti d'urgenza adottati nell'autunno 2001 per migliorare il controllo degli accesi comportavano un impegno finanziario e di personale troppo elevato: per questo motivo la Delegazione ha deciso di adottare un nuovo concetto di sicurezza orientato sul lungo periodo, permettendo così di adempiere il suo mandato. La nuova soluzione è stata concepita come un sistema globale in cui i vari elementi (prevenzione, controllo, allarme e intervento) sono coordinati nel rispetto dei principi di proporzionalità e di omogeneità. Con questo nuovo concetto, la Delegazione amministrativa si propone di migliorare la sicurezza di Palazzo federale mantenendo al minimo i costi di gestione. Concretamente, questo obiettivo andrà raggiunto da un lato con l'adozione di misure tecnico-strutturali destinate ad assicurare il controllo degli accessi, dall'altro con una migliore organizzazione del servizio di sicurezza a Palazzo federale. La protezione del Parlamento e delle persone che si trovano nell'edificio deve essere assicurata in funzione delle possibili minacce. Il rafforzamento delle misure di sicurezza, in particolare per quel che riguarda il controllo degli accessi, deve avere un effetto dissuasivo. Malgrado i provvedimenti adottati, Palazzo federale continua ad essere aperto e vicino ai cittadini: il contatto tra i visitatori e i parlamentari rimarrà possibile.</p><p>Considerato quanto detto, si risponde come segue alle domande dell'interrogante:</p><p>1. Il progetto prevede un investimento di circa 3,6 milioni di franchi. La nuova organizzazione e il sistema di controllo degli accessi sono operativi dal 1o dicembre 2003. I lavori necessari al rafforzamento della sicurezza (infrastrutture e dispositivi tecnici) sono in buona parte già stati realizzati. Finora sono stati spesi circa 3,4 milioni di franchi. Al sistema di sicurezza elettronico bisogna ancora collegare diverse porte interne e l'ascensore per le persone; vanno inoltre previste chiusure per le scale a chiocciola tra il primo e il secondo piano. Considerato che questi interventi interessano solo la struttura interna dell'edificio, sarebbe possibile rinunciare ad essi senza che ciò abbia conseguenze dirette sul controllo esterno degli accessi. Sarebbe invece toccato il concetto delle autorizzazioni proporzionate per l'accesso in determinati locali interni, che in primo luogo serve a garantire un esercizio ordinato, a tutelare l'informazione e a prevenire i furti. Qualora si rinunciasse a queste misure tecnico-strutturali, il personale dovrebbe continuare a svolgere le mansioni di controllo; occorrerebbe anche rinunciare ai lasciapassare elettronici e mantenere l'uso delle chiavi, rinunciando così a uno snellimento dell'esercizio; inoltre, andrebbero adottate limitazioni di tempo per gli accessi. Questi mancati investimenti strutturali farebbero risparmiare 200 000 franchi in un sol colpo, ma non sarebbe più possibile risparmiare 150 000 franchi ogni anno di costi del personale.</p><p>Tutto sommato, si può dire che grazie alla nuova concezione è stato possibile trasformare le precedenti misure provvisorie, onerose tanto sul piano finanziario quanto su quello dell'impiego del personale, in una soluzione più professionale ed efficace. Il ricorso a mezzi tecnici ha permesso di ridurre l'impiego di personale, mentre la realizzazione di adeguati interventi strutturali  ha accresciuto l'efficienza. Le spese d'esercizio per la sicurezza, che superavano i 5 milioni di franchi l'anno, hanno potuto essere in tal modo ridotte di 1,5-1,8 milioni, portandole a circa 3,3-3,5 milioni di franchi. In un paio d'anni l'investimento iniziale compreso fra i 3,4 e i 3,6 milioni sarà quindi ammortizzato.</p><p>2. Il rafforzamento delle misure di sicurezza nel settore della sorveglianza e del controllo degli accessi mira a proteggere tutte le persone che lavorano a Palazzo federale, e quindi la più alta istituzione democratica del nostro Paese. È quasi inevitabile che esso comporti una certa "perdita di confort". La Delegazione amministrativa ne ha spiegato le ragioni ai deputati, chiedendo la loro comprensione. La maggiore innovazione è data dall'adozione di un lasciapassare elettronico, che dà modo a tutti i titolari di un'autorizzazione permanente di accedere a Palazzo federale senza limitazione di orario e senza dover entrare in contatto con gli addetti al controllo e alla sicurezza, grazie all'istallazione di porte di sicurezza automatiche. Si tratta di un sistema razionale e molto diffuso per controllare l'acceso delle persone autorizzate. In tal modo il personale del servizio di sicurezza è sgravato da un compito di routine e può concentrasi sul controllo dei visitatori.</p><p>Le nuove misure di sicurezza si sono dimostate efficaci. Dall'inizio della legislatura sono state controllate circa 30 000 persone. Al controllo bagagli sono state sequestrate armi che non erano state dichiarate: due pistole, 18 coltelli e circa tre dozzine di bombolette di gas lacrimogeno e di spray al pepe. Circa 200 persone sono state allontanate; tre sono state consegnate alla polizia per ulteriori controlli. Il numero dei visitatori che si comporta in modo scorretto a Palazzo federale è diminuito notevolmente.</p><p>Sul piano della sicurezza, le porte interbloccate che danno accesso alle ali est e ovest di Palazzo federale fungono da porte esterne, e questo fino a quando non entrerà in funzione un sistema adeguato per il controllo degli accessi alle due ali. Per la Delegazione amministrativa la sostituzione del sistema di controllo a vista - costoso e poco efficace - con un sistema di controllo elettronico appare giustificata. Essa ritiene che le restrizioni che risultano dal passaggio da un edificio all'altro siano accettabili. La situazione sarà comunque riesaminata una volta migliorato il controllo degli accessi alle ali est e ovest. A tal proposito, la Delegazione amministrativa si rallegra per le decisioni adottate il 13 dicembre 2003 dal Consiglio federale e confida che possano venir presto attuate, dato che queste misure si completano a vicenda e formano un tutt'uno con l'edificio del Parlamento. Per la Delegazione si tratterà naturalmente di coordinare le concezioni generali e i sistemi tecnici. All'interno di Palazzo federale, il secondo piano, denominato ora "piano dei visitatori", costituisce una zona di sicurezza a sé stante, allestita per chi proviene dall'entrata est dell'edificio, appositamente riservata ai visitatori. Misure strutturali e controlli a vista impediscono ai visitatori di accedere alle altre zone, che rimangono comunque accessibili alle persone autorizzate.</p><p>3. Gli addetti alla sicurezza sono armati: con questo non si vogliono imporre misure preventive di polizia, ma solo mettere il personale preposto nella condizione di reagire in caso di legittima difesa o in casi d'emergenza. Considerati i rischi, il porto d'armi costituisce una misura indispensabile. D'altronde, il personale addetto alla sicurezza è chiamato a svolgere essenzialmente compiti di protezione e di controllo ed è quindi normale che sia equipaggiato adeguatamente. Tuttavia, per questioni di sicurezza e d'immagine, dalla sessione primaverile gli agenti di sicurezza non portano più la loro arma in maniera visibile, salvo che nella zona di controllo posta all'entrata principale.</p><p>La Delegazione amministrativa non ritiene sproporzionato il fatto che il personale addetto alla sicurezza svolga il proprio servizio armato: d'altronde, gli agenti della Polizia comunale di Berna, che hanno espletato per anni questo incarico, sono sempre stati armati. Gli agenti del nuovo servizio di sicurezza hanno seguito una formazione specifica e all'interno dell'edificio svolgono in parte le funzioni che erano prima assegnate alla polizia comunale. Una situazione d'emergenza può presentarsi in qualunque momento ed è quindi essenziale che tutti gli addetti alla sicurezza, quale che sia il loro incarico, siano armati e pronti ad adempiere al meglio la loro missione.</p><p>4. Sulla base di uno studio realizzato nel luglio 2003 in 12 parlamenti (Danimarca, Parlamento europeo, Spagna, Grecia, Italia, Portogallo, Finlandia, Svezia, Francia [Assemblea nazionale e Senato], Gran Bretagna e Belgio) si risponde come segue alle domande dell'interrogante:</p><p>- Le misure di sicurezza attuate nell'edificio che ospita il Parlamento svizzero corrispondono a quelle adottate da tutte le istituzioni parlamentari considerate nello studio. L'area circostante Palazzo federale e gli accessi all'edificio sono sorvegliati e chi vi accede viene sottoposto a controllo. All'interno dell'edificio è mantenuta una netta separazione tra zone pubbliche e "zone vietate" (strettamente riservate ai parlamentari nell'adempimento della loro funzione).</p><p>- Tutte le istituzioni summenzionate adottano un sistema di controllo elettronico che permette l'accesso solo a chi dispone di un apposito lasciapassare.</p><p>- Sì. La maggior parte delle istituzioni summenzionate sono sorvegliate da personale armato, tanto all'interno quanto all'esterno degli edifici.</p></text>