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I media e i governi hanno l’abitudine di mettere in evidenza gli studi relativi ai presunti pericoli della canapa per la salute e ignorano le diverse prove scientifiche che dimostrano il contrario, scrive il portale Express.be.
“Mentre questi studi denigranti sono incoraggiati – prosegue l’articolo – conclusioni scientifiche che riguardano gli effetti positivi della canapa vengono sistematicamente ignorati.
Ecco cinque esempi di scoperte scientifiche che i media passano sotto silenzio :
1. Il consumo di canapa è associato a un rischio di mortalità più basso nei pazienti che presentano disordini psicotici
Mentre per decenni la febbre della propaganda anti-canapa, conosciuta come Reefer Madness, ha veicolato l’idea che il consumo di canapa porta a reazioni psicotiche e a comportamenti aggressivi in chi ne fa consumo, diversi studi scientifici sostengono il contrario.
E’ il caso delle ricerche condotte presso la Maryland School of Medecine negli Stati Uniti e l’Università Inje nella Corea del sud, che hanno dimostrato che il consumo di canapa è associato a un rischio di mortalità più basso nei pazienti affetti da schizofrenia e disordini psicotici.
I ricercatori hanno studiato l’impatto della canapa sulla mortalità di 762 persone sofferenti di schizofrenia e disordini mentali. Hanno osservato una variabile del rischio di mortalità inferiore in chi faceva uso di canapa rispetto a chi non ne faceva uso.
2. Il consumo di canapa è associato a un numero inferiore di suicidi
Dei ricercatori americani hanno valutato il tasso di suicidi prima e dopo l’applicazione di leggi concernenti l’uso medico di canapa. Hanno determinato che il tasso di suicidi scende negli Stati dove vengono applicate le leggi sull’uso terapeutico della canapa, mentre sale negli Stati che non hanno mai applicato queste leggi. I ricercatori hanno concluso che l’uso medico della canapa può condurre a un miglioramento del benessere psicologico dei giovani adulti, traducendosi in un calo dei suicidi.
3. Gli effetti del fumo della canapa sono meno dannosi per i polmoni che non quelli del tabacco
L’Agenzia Reuters ha affermato che il rischio di un cancro ai polmoni provocato dal fumo della canapa è superiore a quello della sigaretta. In termini di rischi cancerogeni, questa informazione sostiene che farsi una canna equivale a fumare 20 sigarette.
Lo scorso gennaio, i ricercatori del Journal of The American Association hanno dimostrato che l’esposizione a livelli moderati du fumo di canapa, anche sul lungo termine, non è associata a effetti negativi sulla funzione polmonare.
Inoltre, gli scienziati dell’Università della California hanno affermato che i loro risultati suggerivano che il consumo occasionale di canapa non poteva essere associato a conseguenze negative per i polmoni. Inoltre non vi è alcuna relazione fra il cancro ai polmoni e il consumo di canapa, nemmeno fra chi ne fa un assiduo consumo.
4. L’uso di canapa ha pochi effetti sugli automobilisti
L’anno scorso la BBC scriveva che gli automobilisti che fanno uso di canapa causano il doppio degli incidenti rispetto a chi non ne fa uso.
Tuttavia, uno studio congiunto dell’Università di Aalborg in Danimarca e del Institute of Transport Economics di Oslo, ha determinato che i conduttori che fumano canapa causano meno incidenti di chi assume oppiacei, calmanti, antidepressivi, cocaina, anfetamina, ansiolitici e alcoolici.
5. La classifica della canapa come droga di classe 1 (negli Stati Uniti) è una perfetta menzogna scientifica.
Negli Stati Uniti la canapa è classificata come una sostanza di classe 1, il che significa che non possiede alcuna virtù terapeutica e costituisce un pericolo per la salute, come l’eroina.
Scientificamente non è corretto. La FDA, Food and Drug Administration e studi condotti per anni dal Center for Medicinal Cannabis Research dell’Università della California hanno mostrato che la canapa ha effetti positivi nel trattamento di dolori neuropatici, della spasticità relativa alla sclerosi a placche, dell’emicrania e del cancro.