Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01118.jsonl.gz/535

Il 26 maggio 2017, nell’ambito di una richiesta di assistenza giudiziaria della Tunisia, di cui è responsabile il Ministero pubblico della Confederazione, la Svizzera ha restituito un nuovo importo di circa 3,5 milioni di euro. Il denaro bloccato in Svizzera era legato alle attività di una persona vicina all’ex presidente ed è stato trasmesso alle autorità tunisine con il suo accordo. Spetta ora alle autorità del Paese nordafricano decidere la destinazione di questi soldi in base all’esito delle procedure in corso.
All’inizio del 2011, il Consiglio federale ha reagito immediatamente agli eventi politici in Nord Africa e ha bloccato i fondi depositati in Svizzera dal deposto presidente Ben Ali e dalle persone del suo entourage. Scopo del blocco era prevenire una eventuale fuga di capitali di presunta origine illecita e agevolare così la cooperazione giudiziaria con la Tunisia.
Da allora, in Svizzera e in Tunisia sono state avviate inchieste penali e inoltrate richieste di assistenza giudiziaria. La cooperazione giudiziaria, che funziona bene tra i due Paesi, aveva già ottenuto un primo risultato nel maggio del 2016, quando la Svizzera ha proceduto alla restituzione di una somma pari a circa 250 000 franchi.
Questa nuova restituzione è una manifestazione tangibile della buona collaborazione tra Svizzera e Tunisia e non è solo un successo dal punto di vista dell’assistenza giudiziaria, ma segna anche una tappa importante nel lungo e complesso processo di recupero di fondi di provenienza illecita di persone politicamente esposte in cui la Svizzera è impegnata da anni.
Indirizzo per domande:
Informazione DFAE
Palazzo federale ovest
CH-3003 Berna
Tel.: +41 58 462 31 53
Fax: +41 58 464 90 47
E-Mail: <email-pii>