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In questa puntata di Rewind vi proponiamo uno spezzone di una recente puntata della trasmissione Rai Report. Nel servizio si spiega che, durante la fase di sperimentazione dei vaccini di Pfizer e Moderna, sembrerebbe che i volontari siano stati sottoposti al tampone unicamente nel caso in cui abbiano sviluppati dei sintomi della COVID-19. Ne consegue che non è possibile determinare se le persone vaccinate contribuiscano o meno alla diffusione del virus, nel caso in cui non si ammalino. Secondo quanto riportato dal servizio di Report, i parametri degli studi sui vaccini sarebbero stati dettati da Pfizer e Moderna. L'efficacia dei vaccini, quindi, non sarebbe stata calcolata tenendo in considerazione gli asintomatici? In base all'indagine condotta da Report sarebbe proprio così e, perciò, le persone vaccinate potrebbero continuare ad essere dei potenziali diffusori del virus.
L'idea che il vaccino possa essere fatto altruisticamente e, quindi, non solo per proteggere sé stessi ma anche e soprattutto le altre persone, potrebbe essere sbagliata. Non sapendo se il vaccino possa fermare i contagi, l'iniezione avrebbe unicamente lo scopo di proteggere i soggetti vaccinati. Considerando questo contesto, è giusto porsi delle domande relative al futuro della campagna di vaccinazione in corso in buona parte del mondo. Se una persona vaccinata può essere asintomatica, è giusto obbligare a vaccinarsi? Può essere utile fare una campagna di vaccinazione capillare, oppure si potrebbe più semplicemente concentrare le vaccinazioni sui soggetti a rischio?
TM