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BRISSAGO – In riferimento all'intervento di polizia avvenuto la notte del 07.10.2017 in una struttura privata che ospita asilanti a Brissago, e che vide la morte di un 38enne richiedente l'asilo dello Sri Lanka, si ricorda che lo scorso 11.11.2019 il Procuratore pubblico Moreno Capella aveva emanato un decreto di abbandono del procedimento nei confronti dell'agente che aprì il fuoco. Il Ministero pubblico comunica ora che la Corte dei reclami penali (CRP) ha respinto il reclamo inoltrato dai congiunti della vittima contro tale decisione.
In particolare, la CRP ha concluso che il diritto dei reclamanti ad un'inchiesta efficace ed approfondita non è stato in alcun modo violato, stabilendo che tutti i mezzi di prova rilevanti sono stati raccolti in modo imparziale, in tempi brevi, rispettivamente sono stati approfonditi da periti laddove si trattava di accertamenti di tipo scientifico. Sia l'imputato, sia l'accusatore privato hanno inoltre potuto partecipare all'assunzione di tali mezzi di prova, e tutte le circostanze fattuali rilevanti sono state oggetto di contraddittorio.
Come si ricorderà, in sede di abbandono del procedimento, sulla scorta di un'attenta ricostruzione dei fatti, era stato stabilito che l'impiego della pistola d'ordinanza era "da ritenersi giustificato e le modalità messe in atto, proporzionate alle circostanze". Questo alla luce del fatto che "malgrado l'esito finale letale" tali modalità erano l'unica soluzione possibile per evitare che l'aggressore potesse attuare le sue intenzioni essendo la vita di terze persone realmente in pericolo. Come stabilito ora anche dalla CRP, l'agire dell'agente era giustificato da legittima difesa esimente, per proteggere terze persone