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Come valutano le PMI svizzere la situazione economica? Quali effetti hanno le difficoltà di fornitura globali e i crescenti prezzi di energia e materie prime sulla loro attività? E come strutturano le loro catene di fornitura in modo più sostenibile? Trovate le risposte a queste domande nella Ricerca sulle PMI.
1. Le PMI svizzere restano fiduciose
Aumento dei prezzi, previsioni congiunturali incerte, difficoltà di fornitura e carenza di personale – la lista delle sfide per le imprenditrici e gli imprenditori è lunga. Tuttavia, le aziende interpellate nell'ambito della Ricerca sulle PMI 2022 valutano l'attuale situazione in modo complessivamente positivo: il 66 per cento ritiene che la situazione politico-economica della Svizzera sia da buona a molto buona. Le PMI interpellate valutano ancora più positivamente la situazione della propria azienda. Il 73 per cento stima la situazione economica da buona a molto buona, il 56 per cento è riuscito persino ad aumentare il fatturato negli ultimi dodici mesi.
Come valuta l'attuale situazione economica della sua azienda?
Nonostante le incertezze economiche e geopolitiche passate in primo piano dallo smorzarsi della pandemia, gli intervistati guardano al futuro con sorprendente fiducia: il 63 per cento prevede per l'anno in corso un aumento di fatturato e il 67 per cento si aspetta nei prossimi anni uno sviluppo degli affari da buono a molto buono. Ciò indica che le PMI svizzere hanno imparato a gestire le crisi e rimangono fiduciose, anche se la pressione è alta. Oltre il 90 per cento degli intervistati dichiara inoltre di essere preparato molto bene, bene o almeno in una qualche misura all'avvento di nuove crisi.
2. Gli elevati prezzi di energia e materie prime creano preoccupazioni
Si osserva tuttavia un certo peggioramento delle prospettive future. Guardando ai prossimi dodici mesi solo il 49 per cento valuta le condizioni quadro politico-economiche da buone a molto buone. Crea preoccupazione soprattutto la crescita dei prezzi di energia e materie prime: l'84 per cento lo considera il principale rischio congiunturale. Pertanto, anche la stragrande maggioranza degli intervistati ritiene che l'andamento dei prezzi futuri sia il fattore principale per il risultato d'esercizio della propria azienda.
L'aumento dei prezzi di energia e materie prime va di pari passo con le difficoltà delle catene di fornitura globali. Questa problematica, generata dalla pandemia, si è accentuata ulteriormente con la guerra in Ucraina. Nel frattempo, il 63 per cento degli intervistati considera la disponibilità delle materie prime un rischio congiunturale. La maggior parte degli intervistati è interessata in prima persona dagli effetti della crisi: oltre due terzi lamentano aumenti di prezzi delle materie prime e dei componenti di base, il 44 per cento interruzioni delle catene di fornitura e il 41 per cento un accesso più difficoltoso alle materie prime e ai componenti primari. Solo il 21 per cento non risente degli effetti della guerra.
Quali sono a suo avviso i principali rischi congiunturali dei prossimi dodici mesi?
A preoccupare le aziende è soprattutto la carenza di manodopera e di personale specializzato. La situazione sta peggiorando e ormai ben il 44 per cento delle aziende intervistate considera l'accesso alla forza lavoro un rischio congiunturale. Questa proporzione è pressoché raddoppiata rispetto al sondaggio dello scorso anno. Altri temi di scottante attualità lo scorso anno sono invece passati in secondo piano: oltre ai rischi globali per la salute hanno perso importanza anche tematiche di politica estera e finanziaria.
3. Impegno crescente per catene di fornitura sostenibili
A causa delle perduranti difficoltà di fornitura nell'approvvigionamento delle materie prime e dei componenti, la sostenibilità delle catene di fornitura per le PMI svizzere sta acquisendo un'importanza sempre maggiore. La fornitura puntuale di prodotti e servizi è diventata in molti settori un criterio centrale di acquisto per la clientela. Il fattore principale per una configurazione più sostenibile delle catene di fornitura è per gli intervistati anche la sicurezza della fornitura, seguita dall'efficienza sul piano dei costi. La priorità maggiore è costituita quindi nel contesto attuale dagli aspetti economici della sostenibilità.
Quanto sono rilevanti i seguenti fattori in riferimento alle vostre catene di fornitura?
Per una grande maggioranza anche i fattori ecologici e sociali sono importanti. E in futuro potrebbero acquisire ulteriore rilevanza, poiché circa la metà degli interpellati ha dichiarato di voler investire ogni anno dall'uno al dieci per cento del fatturato nella sostenibilità sociale e ambientale delle catene di fornitura e dei prodotti. La priorità maggiore è per la maggior parte degli intervistati e delle intervistate la riduzione del CO. Altrettanto importanti sono temi che combinano efficienza dei costi e compatibilità ambientale. Quasi la metà delle aziende intervistate dichiara di voler investire nel miglioramento dell'efficienza energetica e nella riduzione del consumo di materie prime ed energia.
Gli intervistati e le intervistate sperano di ottenere da questi investimenti un miglioramento dell'immagine, un aumento della soddisfazione della clientela e dei collaboratori e delle collaboratrici nonché una più forte differenziazione rispetto alla concorrenza. Vanno tuttavia gestiti alcuni ostacoli – non da ultimo il fatto che le catene di fornitura sostenibili richiedono la collaborazione dei partner più disparati lungo l'intera catena di creazione di valore. Non sorprende quindi che le PMI interpellate vedano tra le sfide principali la motivazione dei propri fornitori e la scelta dei partner giusti.
4. La sostenibilità ha un'elevata importanza strategica
Oltre alle catene di fornitura, nelle aziende svizzere acquisiscono in generale sempre più importanza le dimensioni ecologiche, economiche e sociali della sostenibilità. Dal sondaggio emerge chiaramente che il tema è ampiamente sentito: il 39 per cento lo ritiene molto importante in azienda, il 45 per cento mediamente importante. La maggior parte considera la sostenibilità un'opportunità – e non tanto una sfida.
Quale importanza ha il tema della sostenibilità nella sua azienda e considera la sostenibilità come un'opportunità o una sfida?
Per la maggior parte degli intervistati e delle intervistate la sostenibilità è qualcosa di più di semplice apparenza: tre quarti hanno già implementato iniziative sulla sostenibilità o lo stanno facendo. Circa la metà di queste aziende considera già oggi la sostenibilità e soprattutto le catene di fornitura sostenibili parte integrante della strategia aziendale. Il fatto che lo sviluppo di una strategia di sostenibilità rientri per lo più direttamente nella sfera di responsabilità del CEO indica l'elevata importanza strategica del tema.
Tra i principali propulsori per gli investimenti nella sostenibilità vi è, secondo la maggioranza delle aziende, l'iniziativa propria. Altre motivazioni sono l'andamento dei prezzi di materie prime, energia e altri fattori di input, la maggiore consapevolezza ambientale pubblica, l'impegno contro il cambiamento climatico e la pressione da parte della clientela. Quest'ultima ha un'evidente e fondamentale influenza sugli sforzi in fatto di sostenibilità: il 60 per cento degli intervistati e delle intervistate dichiara che i e le loro clienti attribuiscono un'importanza da media a molto elevata alla compatibilità sociale e ambientale.
5. La transizione energetica e la carenza di manodopera specializzata influenzano l'agenda politica
Il compito principale della politica, secondo le aziende interpellate, è ancora quello di creare solide basi ai rapporti con l'UE. Già per la quarta volta consecutiva questo è il tema principale dell'agenda politica. Ha acquisito una grande importanza l'invito alla politica di portare avanti la transizione energetica. Questo tema si colloca ora al 2° posto. E non c'è da meravigliarsi: le difficoltà di approvvigionamento dei combustibili fossili dall'Est provocano l'aumento dei prezzi dell'energia. Inoltre, le aziende industriali guardano con preoccupazione all'inverno imminente e temono l'imposizione di arresti di produzione.
Quali sono i tre temi principali cui dovrebbe dedicarsi la politica nei prossimi dodici mesi?
Come con i rischi congiunturali, anche con i temi politici la carenza di manodopera specializzata è diventata un problema impellente. Oltre un quarto ritiene che la copertura del fabbisogno di personale specializzato sia uno dei temi principali di cui la politica è chiamata a rispondere. Questo evidenzia il fatto che la disponibilità di personale specializzato ben formato sia un fattore decisivo per la crescita futura. Da questo dipenderà in larga misura il successo futuro delle PMI svizzere.
Svolgimento della Ricerca
La Ricerca sulle PMI viene condotta dal 2018 ogni anno e misura il polso delle piccole e medie imprese svizzere. Nel giugno del 2022 Raiffeisen Svizzera, insieme a Kearney, swiss export, Bystronic Group e Raiffeisen Centro Imprenditoriale RCI ha condotto un sondaggio tra 565 aziende. Quest'anno il sondaggio si è concentrato sul tema della sostenibilità, con un'attenzione particolare sulle catene di fornitura sostenibili.