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PASSIONE ENGADINA
Ferrari 330 GTO, 1962-1963
by DAVIDE PIAZZA
Chiariamo subito: non esiste una Ferrari 330 GTO. Non si sa bene il motivo ma ancora oggi viene denominata 330. In realtà il nome esatto è 250 GTO. L’equivoco nasce dal fatto che venne dotata di un motore da 4000 cc e, come spiegavo all’inizio, qualcuno la battezzò 330.
La 250 GTO venne sviluppata per partecipare alle gare. Era una evoluzione della 250 Testarossa (vi ricorda qualcosa?) che prevedeva di montare il V12 della Testarossa su di un telaio a passo corto. Questo creò una tensione tra Enzo Ferrari e l’ingegnere capo Giotto Bizzarrini che sfociò in una vera e propria rissa tra i due. Bizzarrini venne licenziato in tronco insieme ad altri ingegneri e il progetto venne affidato ad un altro ingegnere che diventerà un mito per gli appassionati. Mauro Forghieri che all’epoca, era il 1962, era giovanissimo. Ferrari gli affiancò il carrozziere Scaglietti. Il design di quest’icona delle automobili si deve al genio di loro due, nessun designer venne coinvolto.
Miracoli del mondo delle automobili di allora. Il motore era un V12 di 2953 cc. Aveva una potenza specifica di 102 cv/litro. Se avete capito bene, 102. Un missile. Le regole della FIA del 1962 obbligavano la costruzione di almeno 100 esemplari per un specifico modello per concedere l’omologazione per partecipare alle gare per vetture Gran Turismo Gruppo 3. In realtà ne vennero costruite solo 39: 36 con motore 3000 cc e 3 con motore 4000 cc. Questo consentì ad Enzo Ferrari di praticare una selezione rigidissima. Decideva lui a chi vendere l’auto. I potenziali clienti venivano a Maranello per l’acquisto e Il Drake li lasciava sulle spine fino allo sfinimento prima di decidere per un sì o per un no. Il no era inappellabile ovviamente. Un noto attore che Ferrari trovava maleducato fu cortesemente messo alla porta. Tra l’altro Ferrari eluse le regole della FIA con lo stratagemma di non marchiare i telai delle GTO con dei numeri sequenziali, per avere piena libertà di scelta.
Inutile dire che la 250 divenne subito una protagonista delle gare. Dei 39 esemplari prodotti solo 2 non erano di colore rosso. Erano verde BP (British Petroleum) ma solo una aveva la guida a destra, l’altra venne ridipinta quasi subito del classico colore Ferrari. Un altro esemplare venne approntato per un importante dirigente Ferrari, con il passo allungato di 5 cm: era alto 2 metri, all’epoca le auto esclusive erano fatte davvero su misura.
La 250 GTO è stata definita la migliore Ferrari di tutti i tempi ed è tuttora ambitissima dai collezionisti di tutto il mondo. Nel 2012 un esemplare appartenente al batterista dei Pink Floyd, Nick Mason, con un numero di telaio 3757 è stato valutato 35 milioni di dollari. Nel 2013 un altro esemplare è stato venduto alla cifra stratosferica di 52 milioni di dollari!