Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01173.jsonl.gz/28

Impieghi del servizio civile durante la pandemia di COVID-19: domande e risposte
Quanti civilisti sono stati impiegati durante la pandemia di COVID-19?
Circa 4000 civilisti a settimana. Nella maggior parte dei casi si è trattato di «impieghi ordinari» nel settore sociosanitario. Per «impieghi ordinari» si intendono quelli che sono stati disposti indipendentemente dalla pandemia; di conseguenza non cambia nulla per quanto riguarda le prestazioni fornite dai civilisti negli istituti in questione, messi a dura prova dal virus. Qualora necessario le mansioni dei civilisti sono state adeguate in funzione della situazione epidemiologica.
Qual è il ruolo del servizio civile durante la pandemia?
Il ruolo del servizio civile è definito nel capitolo 3.2.6 del Piano svizzero per pandemia influenzale 2018. Inoltre, esiste uno studio esterno del 2013 elaborato dalla società «Ernst Basler + Partner» sul ruolo del servizio civile nei diversi scenari di catastrofi e situazioni di emergenza.
Il servizio civile affianca in maniera complementare gli altri operatori e, in quanto strumento della Confederazione, sostiene in via sussidiaria gli attori comunali e cantonali come ad esempio la protezione civile. In caso di crisi il servizio civile è in grado di rafforzare la capacità di resistenza degli altri operatori e si presta ad aiutarli nella fase di rigenerazione.
L’organizzazione del servizio civile si basa sulle esigenze effettive: senza un istituto d’impiego e un mansionario che elenchi i compiti da svolgere l’impiego non può avere luogo. Questo principio vale sia per gli impieghi ordinari che per quelli straordinari. Poiché il servizio civile non è un’organizzazione di primo intervento, come invece la protezione civile, non è in grado di mobilitare in poco tempo un grande numero di civilisti. Dalle verifiche svolte in passato è emerso che non è necessario trasformare il servizio civile in un’ulteriore organizzazione di primo intervento.
Tra le particolarità del servizio civile vi è quella di non avere una propria struttura direttiva in loco che gestisce gli impieghi dei civilisti, concepiti secondo il diritto pertinente come impieghi individuali e non di squadra. Inoltre, gli istituti d’impiego del settore sociosanitario normalmente non hanno le risorse per dirigere un numero elevato di civilisti e nemmeno l’Ufficio federale del servizio civile (CIVI) con i suoi 140 collaboratori può assumersi questo compito. Tuttavia, se i Cantoni ne fanno richiesta, è possibile distaccare gruppi più o meno grandi di civilisti presso le organizzazioni di protezione civile, gli organi direttivi comunali, regionali e cantonali o i servizi medici cantonali.
Quali tipi di impieghi sono stati svolti durante la pandemia?
Ci sono gli «impieghi ordinari» ovvero presso istituti d’impiego con appositi mansionari che esistono a prescindere dalle situazioni di emergenza. Nel caso di una pandemia come quella di COVID-19 è importante che gli istituti del settore sociosanitario dispongano di risorse sufficienti e che i civilisti possano essere impiegati rapidamente a seconda della situazione.
Poi ci sono gli impieghi per far fronte alle situazioni d’emergenza, istituiti in seguito al coronavirus e basati su mansionari specifici, che sono operativi dalla fine di marzo. Per questi impieghi i civilisti e gli istituti d’impiego possono concordare termini di convocazione più brevi (14 giorni per gli impieghi che durano fino a 26 giorni). Diversamente da quanto avviene per gli impieghi ordinari, gli istituti non versano alcun tributo alla Confederazione.
Inoltre, il legislatore ha previsto la possibilità di convocare i civilisti per svolgere impieghi straordinari, che devono essere ordinati dalla Confederazione. In questi casi il servizio civile funge da riserva strategica: anche i civilisti senza giorni di servizio residui possono essere convocati tramite decisione del Consiglio federale per prestare servizio civile straordinario (analogamente al servizio d’appoggio dell’esercito). Al momento non c’è bisogno di queste prestazioni.
In che modo il CIVI ha mobilitato i civilisti?
Le risorse necessarie sono state coordinate e assegnate tramite il processo di gestione delle risorse della Confederazione d’intesa con gli altri fornitori federali di prestazioni. Il CIVI ha evaso poco più di 100 richieste da parte di servizi cantonali e federali fornendo i civilisti necessari. Finora è stato possibile coprire il fabbisogno tramite appelli specifici e, in qualche caso, tramite trasferimenti di civilisti impegnati in altri impieghi.
Attualità
Giornate d’introduzione annullate fino al 31 maggio 2020
Considerate le circostanze attuali l’Ufficio federale del servizio civile (CIVI) ha deciso di non svolgere più alcuna giornata d’introduzione fino al 31 maggio 2020. Il CIVI informerà i richiedenti direttamente interessati mediante lettera personale. Il CIVI ottempera alla decisione del Consiglio federale del 16.03.2020 e alle raccomandazioni attuali dell’Ufficio federale della sanità pubblica.
Chi ha già concordato la data per una giornata d’introduzione non potrà partecipare. Anche i richiedenti che non l’hanno ancora prenotata dovranno pazientare. La scadenza è prorogata fino alla fine del mese di luglio 2020 per tutti i richiedenti.
Il nuovo calendario delle giornate d’introduzione verrà pubblicato su E-ZIVI a fine marzo. Per domande rivolgersi al centro regionale competente.
Il Centro di formazione sospende temporaneamente lo svolgimento dei corsi di formazione
Dal 16 marzo fino al 3 aprile 2020 l'Ufficio federale del servizio civile (CIVI) sospenderà lo svolgimento dei corsi di formazione per i civilisti presso il Centro di formazione di Schwarzsee (FR). In seguito, come ogni anno, il Centro rimarrà chiuso fino al 19 aprile per le vacanze di Pasqua. L'Ufficio federale del servizio civile deciderà entro metà aprile, sulla base di una valutazione della situazione, se i corsi riprenderanno il 20 aprile 2020.
Provvedimento mirato
Per molti impieghi negli ospedali e nelle case anziani, i corsi di formazione a Schwarzsee della durata di cinque giorni sono obbligatori. Nelle prossime tre settimane circa 800 civili provenienti da tutta la Svizzera avrebbero svolto dei corsi presso il Centro di formazione. Questi civilisti saranno invece ora attivi nei rispettivi istituti d’impiego. Tale provvedimento andrà a beneficio soprattutto degli ospedali e delle case per anziani.
In tutta la Svizzera attualmente i civilisti impiegati nell’ambito della sanità sono 798, mentre sono 2651 quelli impiegati in ambito sociale.
In considerazione della progressiva diffusione del coronavirus, è importante che tutti i civilisti che attualmente svolgono il servizio civile siano a disposizione degli istituti d’impiego. In questa situazione particolare, il CIVI attribuisce a questo aspetto una priorità maggiore rispetto alla necessità di completare un corso di formazione. Inoltre, tale misura mira a ridurre la mobilità dei civilisti e quindi il rischio di infezione degli stessi, delle persone di cui hanno cura e di terzi.
La maggior parte dei civilisti interessati dal provvedimento sono già in servizio e seguono in questo caso le istruzioni dei rispettivi istituti d’impiego. I civilisti che avrebbero dovuto frequentare il corso «Comunicazione e assistenza» prima dell’inizio dell’impiego devono contattare direttamente il centro regionale competente.
Sono interessati da questo provvedimento 53 corsi che si sarebbero svolti nelle prossime tre settimane. Tutti i civilisti e gli istituti d’impiego coinvolti saranno informati individualmente.
Il CIVI segue da vicino la situazione attuale della diffusione del coronavirus e segue le raccomandazioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica UFSP.
Informazioni ai civilisti
Ogni giorno sono in servizio in media 4500 civilisti. Oltre il 70 % di essi sono impiegati nei servizi sanitari e sociali. Il sostegno fornito da questi impieghi è attualmente particolarmente rilevante.
Come potete proteggere voi stessi e gli altri durante gli impieghi?
Con la campagna «Così ci proteggiamo» dell’Ufficio federale della sanità pubblica UFSP vengono descritte le regole di igiene e di comportamento corretto. Queste regole si applicano senza restrizioni anche a tutti gli impieghi dei civilisti. Gli impieghi vengono svolti come previsto. Se la situazione dovesse cambiare, sarete informati in anticipo direttamente dal centro regionale competente.
Se avete ulteriori domande, contattate direttamente il centro regionale competente. Per domande generali sulla salute, si prega di contattare il Coronavirus Infoline +41 58 463 00 00. Vi ringraziamo per gli impieghi che svolgete!
Ultima modifica 27.07.2020