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BERNA - I centri federali d'asilo si trovano oggi sotto pressione per affrontare il forte afflusso di rifugiati ucraini in cerca di un alloggio e del rilascio dello statuto di protezione, entrato in vigore oggi, che permette a chi scappa dalla guerra in Ucraina di rimanere in Svizzera per un anno, senza dover chiedere asilo.
La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha lanciato un appello ai profughi che possono contare sull'accoglienza privata di aspettare a inoltrare una domanda di riconoscimento del nuovo status. Dispongono di un diritto di residenza di 90 giorni e c'è quindi abbastanza tempo, ha indicato a Keystone-ATS un portavoce della SEM.
L'autorità è al momento molto impegnata a far fronte alle domande nei centri e viene sostenuta dall'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR). Vi sono comunque posti a sufficienza: «Nessuno sarà costretto a trascorrere la notte all'aperto», è stato assicurato.
Oggi pomeriggio la SEM contava 2475 rifugiati ucraini registrati: 1643 ospitati in centri federali d'asilo, 832 privatamente.
Primo statuto S a Boudry - Qualche ora prima, alle 09.45 nel centro federale d'asilo di Boudry (NE), è stato concesso il primo statuto S, come annunciato su Twitter dalla Segreteria di stato della migrazione (SEM). L'attivazione dello statuto consente di accordare protezione collettiva a un determinato gruppo di persone esposte a un grave pericolo generale, in particolare durante una guerra: conferisce un diritto di soggiorno di un anno, prorogabile, e prevede il ricongiungimento familiare.
Dopo almeno cinque anni di soggiorno i titolari dello statuto S ottengono un permesso B di durata limitata fino alla revoca della protezione temporanea. Chi ha il permesso S può viaggiare all'estero e tornare in Svizzera senza autorizzazione. È inoltre consentito esercitare un'attività lucrativa (anche indipendente) senza periodo di attesa.