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La Svizzera ha già attivato dispositivi e misure per rispondere alla situazione di guerra.
Una delegazione del governo segue gli sviluppi.
È già operativa la delegazione di sicurezza del Consiglio federale che è responsabile di coordinare l'attività dell'esecutivo. Il comitato ristretto segue gli sviluppi della crisi irachena per conto del Consiglio federale.
Ne fanno parte, sotto la presidenza della ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, anche Samuel Schmid della difesa e Ruth Metzler del Dipartimento di giustizia e polizia.
Fra le misure prese c'è in primo luogo il potenziamento dei servizi di sicurezza delle ambasciate e dei servizi consolari a Berna e a Ginevra. Non si è invece ancora dato seguito alla richiesta statunitense di espellere i diplomatici iracheni.
Aiuti potenziati
Sul fronte umanitario, la Direzione per lo sviluppo e la collaborazione (DDC) ha già stanziato per il 2003 4,5 milioni di franchi per l'Iraq. A questa somma si aggiungono in via urgente ancora 2,5 milioni.
Questi fondi andranno essenzialmente all'Alto commissariato ONU per i rifugiati e al programma alimentare mondiale. La DDC ha inoltre aumentato i suoi contributi alla Croce rossa e alla Mezza luna rossa per le loro attività nella zona del conflitto.
Queste misure erano già state accordate durante la conferenza umanitaria di febbraio, indetta dalla Svizzera in febbraio.
swissinfo