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Amministrazione infedele
Processo bis per l'ex direttore delle ARL
È tornato in aula oggi, lunedì, il caso dell'ex direttore delle Autolinee regionali Luganesi, accusato di amministrazione infedele aggravata.
Il 70enne - assente al processo in appello per motivi di salute - era stato prosciolto in primo grado di giudizio dalla pretura penale nell'ottobre di un anno fa, ma i vertici dell'azienda di trasporto, costituitasi accusatore privato, avevano interposto ricorso.
L'uomo ha impiegato tre dipendenti dell'ARL per 10 mesi tra il 2016 e il 2017 per ristrutturare il rustico della moglie, quale compensazione - ha giustificato a posteriori - per vacanze arretrate e indennità e rimborsi cumulati.
La difesa si è battuta ancora per l'assoluzione: la prassi di impiegare del personale esternamente a favore di terzi - ha detto - era stata instaurata per ottimizzare ore improduttive ed era nota ai vertici dell'azienda. Il procuratore pubblico Daniele Galliano ha chiesto invece una pena pecuniaria sospesa: gli scopi erano privati e non esiste un conteggio del valore dei lavori eseguiti, ha sottolineato.
La sentenza sarà comunicata alle parti nelle prossime settimane.
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