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Una delle idee forti che la sinistra liberale ha coltivato e difeso nel secondo dopoguerra è stata quella che vede la società borghese in costante e generale evoluzione. Non ha mai contemplato, di là di alcune battute d’arresto che però non riguardavano direttamente le democrazie occidentali, la possibilità di una vera regressione politica e civile.
I mutamenti strutturali indotti dalla rivoluzione scientifica e tecnica in atto, quelli connessi con i nuovi assetti economici e geopolitici, il tema del lavoro e le dinamiche demografiche, le migrazioni e le disuguaglianze, sono tutti problemi che si pensava (e si pensa) di poter ricondurre nell’alveo del tradizionale riformismo grazie all’impegno delle forze progressiste e liberali della società, al generale miglioramento delle condizioni sociali e civili che pure vi è stato.