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Il Consiglio di Stato neocastellano stila un bilancio positivo dell'introduzione, nel 2017, del salario minimo: le disposizioni sono sostanzialmente rispettate e non c'è stato alcun freno alla creazione di impieghi.
"L'introduzione del salario minimo nel cantone non ha avuto effetti negativi, né ha frenato la dinamica della creazione di posti di lavoro", ha indicato oggi l'esecutivo in una nota. Contemporaneamente si è anzi osservato una diminuzione del ricorso all'aiuto sociale, ha indicato il Consiglio di Stato ammettendo comunque la difficoltà nel determinare fino a che punto le due cose siano effettivamente legate.
Su 30 casi - riguardanti 233 lavoratori - osservati nel periodo 2017-2018, la Commissione tripartita di osservazione del mercato del lavoro ha identificato nove dossier che non rispettavano il salario minimo previsto. Ma in tutti questi casi i datori di lavoro hanno poi seguito le raccomandazioni emesse.
Neuchâtel è stato il primo Cantone a disporre di una legge che stabilisce una busta paga minima. L'ammontare della retribuzione è regolato nella legge. Il Gran Consiglio lo ha fissato a 20 franchi all'ora, somma che va adeguata all'inflazione. Per il 2019 è quindi pari a 20,08 franchi all'ora.
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