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La donna trovata morta la sera del primo maggio 2010 nel Katzensee, un laghetto nei pressi di Regensdorf (ZH), è stata uccisa dal marito: ne è convinto il Tribunale distrettuale di Zurigo, che ha condannato oggi il 55enne a 15 anni di reclusione per omicidio intenzionale. Si è trattato di un processo indiziario. L'uomo non ha confessato.
La corte non ha dubbi sulla colpevolezza dell'imputato: un intero "mosaico di indizi" è stato raccolto a suo carico, si legge nel dispositivo della sentenza.
Il cadavere era stato trovato per caso nella zona paludosa ai margini del laghetto alle porte di Zurigo. Gli inquirenti avevano subito escluso un suicidio della donna 50enne. Gli indizi raccolti li hanno convinti che è stata uccisa dal marito. La Procura non è però riuscita a stabilire quando e in quale modo.
Diversi gli indizi contro l'uomo. Il cadavere della moglie era zavorrato con due lastre di cemento e un albero a camme di un'auto che in precedenza erano stati visti depositati presso la casa dell'imputato. Anche un sms inviato all'amante in Bosnia depongono a carico dell'imputato.
Inoltre, poco prima di sparire, la moglie aveva detto per telefono a uno zio - che ha testimoniato al processo - di aver avuto una violenta lite con il marito, nella quale si era parlato di divorzio.
L'avvocato della difesa ha chiesto una piena assoluzione, in base al principio "in dubio pro reo": "nel dubbio a favore dell'imputato". Il legale ha sostenuto tra l'altro che le lastre di cemento e il pezzo di ricambio trovati nell'acquitrino e in precedenza visti nel giardino del suo assistito erano liberamente accessibili e avrebbero potuto essere utilizzati anche da qualcun altro.
SDA-ATS