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BRUXELLES - Il 90% degli artisti dell'Unione europea dichiara di non ricevere alcuna remunerazione per l'utilizzo in streaming delle proprie opere o di ricevere un compenso inferiore ai 1'000 euro all'anno (ca. 1'080 franchi). Lo rivela un sondaggio condotto nell'ambito della campagna #Payperformers.
Lo comunica in una nota la società di riscossione indipendente "Itsright", che si occupa della gestione dei diritti connessi alla musica registrata. Nel sondaggio sono stati coinvolti oltre seimila musicisti europei.
«I risultati del sondaggio sono sconfortanti soprattutto se letti nel pieno dell'emergenza Coronavirus, che oltre a mettere in ginocchio migliaia di artisti e addetti ai lavori, allo stesso tempo ha visto il mercato dello streaming crescere esponenzialmente a solo vantaggio dei produttori e delle piattaforme», dichiara Itsright.
L'obiettivo della campagna è chiedere agli Stati membri di riconoscere agli artisti un'equa remunerazione per la musica condivisa via streaming dalle piattaforme on demand, come previsto dalla direttiva europea sul diritto d'autore.
Dal sondaggio emerge inoltre che il 68% degli intervistati è favorevole ad affidare alle società di riscossione la raccolta e la distribuzione dei propri diritti streaming, ritenendo efficace il loro ruolo nella raccolta dei compensi per la musica trasmessa in televisione, radio o luoghi pubblici.