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In seguito all'impatto della crisi del coronavirus e al calo del prezzo del petrolio, Sulzer ristrutturerà le sue attività legate a quest'ultimo settore.
Il gruppo industriale zurighese, che ha accantonato a tale scopo 60 milioni di franchi, prevede per il primo semestre un utile netto nettamente inferiore a quello dello steesso periodo del 2019.
I dettagli delle misure previste nelle attività legate al petrolio e al gas, in particolare la produzione di attrezzature per le raffinerie, saranno rivelati con i risultati semestrali del gruppo il prossimo 24 luglio, scrive oggi la società con sede a Winterthur (ZH) in un comunicato.
In occasione della pubblicazione dei risultati del primo trimestre, Sulzer aveva indicato che l'impatto della pandemia si sarebbe fatto sentire nel secondo trimestre. In particolare, la società aveva previsto un calo degli investimenti nell'industria petrolifera, uno dei suoi principali mercati, a causa del calo del prezzo dell'oro nero.
Sulzer si aspettava che anche le altre sue attività avrebbero sofferto a causa del rallentamento dell'economia. Per far fronte alla situazione, il gruppo aveva annunciato una riduzione di 60 milioni di franchi degli investimenti propri e un taglio di 60 milioni dei costi operativi.
Tra gennaio e la fine di marzo, il conglomerato industriale ha ricevuto commesse che hanno superato le aspettative degli analisti. Gli ordinativi sono aumentati organicamente del 3,2% su base annua, raggiungendo i 993,8 milioni di franchi, con una buona resistenza di tutte le divisioni del gruppo. Le vendite sono diminuite del 2,2% a causa della chiusura temporanea, sempre a causa della pandemia, dei siti in Cina e India.
Il gruppo aveva abbandonato i suoi obiettivi annuali, ma per il 2019 versa ancora un dividendo di 4 franchi per azione.