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Brady Dougan si ritira dalla direzione di Credit Suisse e dalla fine di giugno 2015 sarà sostituito dal franco-ivoriano Tidjane Thiam, Ceo delle compagnia di assicurazioni londinese Prudential Plc. Dougan è al vertice del numero due bancario elvetico dal 2007.
Urs Rohner, presidente del consiglio di amministrazione, citato in una nota, ha testimoniato grande riconoscenza al Ceo dimissionario. "Brady Dougan ha modellato in maniera significativa e con successo il nostro gruppo, ha mantenuto sulla buona strada la nostra banca in questi ultimi anni, malgrado un ambiente complesso e grandi sfide per l'industria finanziaria globale".
Per Rohner, il successore designato Tidjane Thiam è un leader rispettato e di valore, che vanta successi impressionanti nell'industria globale dei servizi finanziari. "La sua vasta esperienza internazionale costituisce una solida garanzia per dirigere Credit Suisse."
Nato in Costa d'Avorio, Tidjane Thiam, 52 anni, è cresciuto in Francia, dove ha studiato. Dopo vari anni passati presso McKinsey & Company, ha lavorato per il governo ivoriano, anche come ministro dello sviluppo, carriera poi interrotta a causa di un colpo di stato militare nel 1999.
Nel 2000 è tornato a lavorare per McKinsey e dal 2002 al 2008 ha esercitato funzioni dirigenti presso l'assicuratore Aviva, prima di raggiungere Prudential come direttore delle finanze. Nel 2009 è stato nominato direttore generale, diventando il primo nero alla testa di una delle 100 più grandi società britanniche quotate in borsa. Sposato e padre di due figli, Thiam parla francese, inglese e tedesco.
Brady Dougan è entrato in Credit Suisse First Boston nel 1990 e nel 2003 è diventato membro della direzione di Credit Suisse Group. È uno dei pochi dirigenti delle più grandi banche ad essere uscito indenne dalla crisi finanziaria, che Credit Suisse ha superato senza dover ricorrere ad aiuti statali.
Le sue dimissioni sono state evocate più volte e di recente è stato nell'occhio del ciclone dopo la multa di 2,8 miliardi di dollari inflitta negli USA all'istituto a causa delle note vertenze fiscali. Dougan è anche uno dei manager più pagati al mondo. Durante il suo mandato ha percepito un salario annuo medio di 12 milioni di franchi, senza contare le gratifiche, né il controverso bonus di 71 milioni incassato nel 2009.
La notizia della nomina di Thiam ha sorpreso più di un osservatore, ma è stata accolta favorevolmente dagli esperti di finanza. Secondo Roger Degen, analista di Julius Bär, la scelta è stata giudiziosa. Andreas Venditti, analista di Vontobel, ha sottolineato che il futuro numero uno di Credit Suisse non proviene dal mondo bancario: come capo della britannica Prudential ha comunque esperienza dei mercati asiatici, una regione di massima importanza.
Andreas Brun, analista della Banca cantonale di Zurigo, prevede che Thiam riorienterà le attività, puntando in modo più deciso sulla gestione patrimoniale, più stabile e più redditizia sul lungo periodo.
Oggi in una conferenza stampa il presidente del cda Urs Rohner ha tenuto a sottolineare che l'avvicendamento ai vertici non provocherà nessun cambiamento strategico fondamentale. Gli obiettivi di Credit Suisse rimangono validi. "È chiaro che proseguiremo sulla via" di un rafforzamento della gestione patrimoniale e di una riduzione dei rischi, ma non sono previsti cambi di strategia. Il nuovo Ceo, che si trasferirà in Svizzera, riceverà una retribuzione "usuale per una simile posizione", ha detto Rohner senza fornire cifre.
SDA-ATS