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Il neo-premier egiziano, Hazem Beblawi, non esclude la presenza di rappresentanti dei Fratelli musulmani nel nuovo governo. "Se faranno un nome qualificato, la proposta potrà essere esaminata", ha detto all'agenzia France Presse. "Non mi preoccupa l'appartenenza politica.
Se qualcuno verrà proposto dal Partito della libertà e Giustizia (Plj, il braccio politico dei Fratelli musulmani, ndr) e se quella persona è qualificata per l'incarico potrà essere considerata", ha detto il premier. I Fratelli musulmani, così come i salafiti, hanno annunciato ieri che non intendono partecipare al governo.
Il nuovo governo egiziano - aveva indicato in precedenza - dovrebbe essere pronto nei primi giorni della prossima settimana. "Sono ancora in corso i colloqui con i vari candidati e mi aspetto di finalizzare la formazione del nuovo governo nei primi giorni della prossima settimana", ha detto Beblawi aggiungendo di non aver ancora scelto il ministro delle finanze.
Gli Stati Uniti ribadiscono da parte loro l'impegno a difendere le loro relazioni con l'Egitto. Lo afferma il Pentagono in una nota, specificando però come "in seguito agli eventi della scorsa settimana il presidente Barack Obama ha ordinato ai dipartimenti e alle agenzie federali di competenza di rivedere il programma di aiuti al governo del Cairo". Ma per quel che riguarda la consegna dei jet F16 all'Egitto, assicura il dipartimento alla Difesa, tutto resta come programmato.
Intanto fonti della sicurezza egiziane hanno riferito che uomini armati hanno aperto il fuoco ieri contro l'auto di un alto responsabile militare nella penisola del Sinai, che è uscito indenne dall'attacco. Secondo un portavoce dell'esercito l'auto del militare si è trovata sotto un fuoco nutrito. "Ne è seguita una sparatoria tra forze di sicurezza e elementi terroristi", ha precisato il portavoce.