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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di ritornare sulla sua decisione del 28 aprile e di presentare senza indugio al Parlamento il disegno della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche al fine di poterlo discutere.
Motivazione
Il 28 aprile il Consiglio federale ha deciso di non sottoporre al Parlamento il disegno di legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche. Si tratta di una grave offesa alla buona fede. I Cantoni erano stati coinvolti esplicitamente nella preparazione del progetto di legge e in questo contesto si era trovato un accordo riguardo alla creazione in comune di un centro di competenze per il plurilinguismo. A giusto titolo anche la CDPE (Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione) ha chiesto al Consiglio federale di ritornare sulla sua decisione.
Il messaggio a sostegno di una legge sulle lingue non è solo un elemento effettivo del programma di legislatura 2003-2007, ma figura anche come obiettivo annuo 14 del Consiglio federale per il 2004: "Nel primo semestre del 2004 il Consiglio federale adotterà il messaggio concernente una legge sulle lingue (...). Sulla scorta dei risultati della procedura di consultazione e di ulteriori trattative condotte con i Cantoni, l'avamprogetto di legge e i provvedimenti nonché i punti principali da esso previsti sono stati rielaborati."
Ora il Consiglio federale intende stralciare improvvisamente dall'ordine del giorno un progetto elaborato nell'arco di un ventennio e lasciare che la revisione dell'articolo sulle lingue della Costituzione federale (vecchio: art. 116, nuovo: art. 70) del 1996 rimanga un ulteriore diritto costituzionale non trattato.
Con la sua decisione, basata su una miope ottica del "risparmio", il Consiglio federale respinge anche i più piccoli passi di realismo politico. La comprensione tra le comunità linguistiche, la partecipazione della Confederazione a un centro di competenza per il plurilinguismo, la possibilità di sostenere le cosiddette lingue della migrazione non costituirebbero sicuramente delle utopie, ma piuttosto piccoli passi verso una politica delle lingue nella nostra società plurilingue. La Confederazione deve riconoscere il suo ruolo di organo preposto e predestinato a conciliare diversi interessi tra cui anche quelli delle minoranze linguistiche.
Per questi motivi si chiede al Consiglio federale di presentare immediatamente al Parlamento il disegno di legge sulle lingue.
Parere del Consiglio federale
del
22.12.2004
La decisione del Consiglio federale del 28 aprile 2004 di rinunciare a presentare al Parlamento il disegno di una legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche è stata presa nella convinzione che si dispone già degli strumenti necessari per raggiungere gli obiettivi della politica linguistica della Confederazione.
Con questa decisione il Consiglio federale non mette in dubbio il mandato di politica linguistica della Confederazione. Tra i suoi compiti la Confederazione pone le priorità nella politica della parità delle tre lingue ufficiali della Confederazione - il tedesco, il francese e l'italiano - quale premessa importante per la comunicazione all'interno dell'Amministrazione federale e per il contatto con i cittadini. S'impegna anche a promuovere il plurilinguismo all'interno dell'Amministrazione federale e una rappresentanza quantitativa adeguata delle quattro comunità linguistiche. La Confederazione si sforzerà anche in futuro a tenere conto debitamente del romancio quale quarta lingua nazionale.
La decisione del Consiglio federale poggia sulla convinzione che il mandato di politica linguistica deve essere tutelato nell'ambito delle rispettive competenze della Confederazione e dei Cantoni ai sensi dell'articolo 70 capoverso 3 Cost. Ciò vale soprattutto per l'attuazione delle misure di politica linguistica che secondo la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) avrebbero dovuto essere prese prioritariamente in considerazione in una legge sulle lingue, ossia il "promovimento dello scambio" e la "creazione e il sostegno di un centro di competenza per il plurilinguismo". Secondo il Consiglio federale questi compiti sono di competenza dei Cantoni, visto che si occupano di promuovere la competenza linguistica nell'ambito della scuola obbligatoria. Numerose altre misure del disegno di legge avrebbero obbligato la Confederazione a fornire ulteriori aiuti finanziari. Nel frattempo queste nuove misure di promozione non sono più sostenibili nel contesto del freno all'indebitamento e delle altre misure di sgravio indispensabili che ne derivano e nemmeno nel contesto del piano di rinuncia a determinati compiti.
Il Consiglio federale continua ad attribuire un'enorme importanza alla promozione della lingua e della cultura italiana e romancia. Ai sensi della legge federale del 6 ottobre 1995 (RS 441.3) proseguirà la sua attività di promozione a favore del Cantone Ticino e del Cantone dei Grigioni, continuando pertanto a tutelare gli interessi delle minoranze linguistiche.
Se la mozione fosse accolta, il Consiglio federale chiederebbe alla Commissione dell'altra Camera di trasformarla in un mandato di verifica.
Proposta del Consiglio federale
del
22.12.2004
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.