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di Pio Eugenio Fontana
Molto interessante questo post, dovuto alla penna del dottor Pio Eugenio Fontana, che risponde al dottor Christian Garzoni, il quale esclama “Basta uccidere la terra!”, con riferimento alle foreste dell’Amazzonia.
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Christian, l’articolo del CdT di oggi che hai citato è un interessante riassunto di notizie faziose ed affermazioni terroristiche prive di fondamento e rientra nella campagna mediatica scatenata dalle élites al potere dopo il rifiuto, da parte del Sovrano, della autolesionista legge sulla CO2.
Sono sufficientemente vecchio per ricordarmi come, negli anni ‘80, gli stessi esperti che ora ci propinano la tesi del riscaldamento globale indotto dall’uomo, affermavano che, sempre a causa delle malefatte umane, saremmo stati decimati dalla drastica riduzione della temperatura. Negli anni ‘90, invece, si prevedeva la scomparsa delle foreste nell’Europa centrale a causa dell’inquinamento (foreste che, oggi, sono rigogliose ed in piena espansione a causa della riduzione della pastorizia e dell’agricoltura di montagna).
Che cosa sappiamo di sicuro sui cambiamenti climatici degli ultimi secoli? Che sino alla metà del 1300 il clima era decisamente più caldo, i ghiacciai alpini erano presenti solo alle quote più elevate e la gente viveva meglio, in particolare poteva coltivare più facilmente quel che serviva per nutrirsi. La Groenlandia era verde ed i Vichinghi la coltivavano e l’abitavano. L’Europa non era per nulla sommersa, né gli abitanti arrostiti dal sole.
A metà del 1300 iniziarono degli inverni più freddi, delle estati meno calde, molti raccolti andarono a male e un bel po’ di gente morì di fame. Poi arrivò la peste e fece i disastri che sappiamo. Ma fu dal 1500 in poi che la temperatura diminuì sul serio, i ghiacciai scesero a valle, molte terre gelarono e diventarono inabitabili (come la Groenlandia, che fu abbandonata da una parte dei suoi abitanti, gli altri morirono di fame) e la vita diventò più dura per tutti. Ancora nella prima metà del 1800 il Tamigi gelava d’inverno e a Londra era percorribile da slitte trainate da cavalli. Fu, questa, la Piccola Glaciazione.
Finí nella seconda metà del 1800 e da allora, la temperatura è salita lentamente (in media di 0.8 gradi centigradi dal 1850 al 2010). Il clima è diventato più mite (cioè più favorevole alla vita delle persone) ma ad oggi non è ancora tornato come era ai tempi degli antichi Romani e della prima parte del Medioevo.
Questo è quanto possiamo dire con certezza, il resto sono congetture e manipolazioni. È sulla CO2 cosa sappiamo di certo, oltre al fatto che dove aumenta rende le piante più forti? Su questo tema mi sono espresso in dettaglio e, soprattutto, ho fatto esprimere qualche scienziato più competente di me sul CdT. In questa sede, mi limiterò a ricordare quanto avrebbe scritto sullo stesso giornale il Prof. Giaccio (il massimo esperto italiano di economia delle fonti di energia) se l’articolo non fosse stato rifiutato: la sola vendita dei crediti di CO2 costituisce un affare di 3-4 miliardi di dollari all’anno. Poi c’è tutta l’altra parte, gigantesca, del business della CO2 e del riscaldamento globale antropico. Sennò, perché pensate che siano così in tanti a scaldarsi su questo argomento?