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BERNA - Dare la possibilità ai migranti qualificati di svolgere la loro professione costituisce un investimento vincente per l'economia elvetica. Lo sostiene l'Aiuto delle chiese evangeliche della Svizzera (ACES), secondo cui si guadagnerebbe in know-how attutendo nel contempo il problema della mancanza di manodopera qualificata.
Profughi altamente qualificati provenienti da stati terzi incontrano enormi difficoltà sul mercato del lavoro elvetico: si trovano quindi senza impiego o a svolgere occupazioni che nulla hanno a che vedere con la loro formazione. È il caso di un'avvocata messicana assunta da una ditta di pulizie; di un ingegnere ambientale malgascio che lavora come manovale; di un'informatica siriana impiegata come inserviente nella cucina di un ospedale.
"Si tratta di un enorme potenziale non sfruttato", sottolinea ACES, che lancia oggi la campagna "Parità di opportunità, un investimento vincente", per dare un volto a queste persone e per stimolare economia e politica a muoversi in questa direzione.
L'ente ha creato una piattaforma online - www.ils-sont-la-solution.ch (in tedesco, francese e inglese) - indirizzata principalmente alle aziende elvetiche, sulla quale sono pubblicati i profili di una ventina di candidati ritenuti validi: migranti che posseggono un titolo universitario, una formazione qualificata o che vantano una lunga esperienza professionale nel loro paese.
L'associazione vuole così creare un accesso al mondo del lavoro elvetico per queste persone, offrendo nel contempo alle aziende interessate la mediazione necessaria. "Perché in fin dei conti - sottolinea ACES - il fatto che una persona venga assunta dipende anche dalle possibilità che essa ha avuto in partenza".