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BRUXELLES - Lo Stato belga ha trenta giorni di tempo per revocare le misure eccezionali intraprese per contenere la diffusione del coronavirus.
È quanto ha ordinato oggi un tribunale di Bruxelles al governo belga, come riporta il quotidiano Le Soir. In caso contrario, verrà applicata una multa di 5'000 euro per ogni giorno di ritardo nell'applicazione della sentenza, fino a un massimo di 200mila euro.
L'azione legale a riguardo è stata intentata tre settimane fa dall'associazione "Lega dei diritti umani", i cui avvocati sostengono che il Belgio abbia applicato misure che violano le libertà fondamentali «in barba alle norme costituzionali e/o giuridiche». Secondo i legali del gruppo, inoltre, il decreto ministeriale che applica le misure «viola il principio di sussidiarietà del diritto penale, l'obbligo di consultare il Consiglio di Stato e il principio della certezza del diritto».
La Corte ha oggi dato ragione all'accusa. Secondo il tribunale, infatti, non c'è una base giuridica valida sui cui si basa l'ordinanza ministeriale del 28 ottobre 2020 e quelle successive. Il Governo ha basato le proprie decisioni sulla legge del 15 maggio 2007 sulla società civile, ma secondo i giudici la situazione del Covid-19 non rientra nei canoni di tale legge.
La chiusura di vari impianti (culturali, festivi, sportivi, ricreativi, eventi, alberghi e ristoranti), la sospensione della scuola dell'obbligo, la restrizione delle riunioni pubbliche o private, la restrizione del movimento verso e dal Belgio non sono insomma coperti da nessuna base giuridica.
Lo Stato non ha per ora commentato la decisione, ma come comunicano i quotidiani belgi, la previsione è che farà appello a questa sentenza.