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La BSI ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale (Taf) contro la decisione dell’Autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA) di sciogliere l’istituto di credito nel giro di 12 mesi a causa di affari poco trasparenti legati al fondo sovrano malese 1MDB (1Malaysia Development Berhad).
La FINMA era arrivata a questa conclusione il 23 maggio scorso poiché la banca ticinese, già sospettata di controlli carenti riguardo al riciclaggio di denaro, aveva continuato ad operare nonostante gli avvertimenti dell’organo di vigilanza. La BSI potrà essere acquisita, come previsto, dalla EFG International, a condizione che venga integrata completamente e poi sciolta entro dodici mesi.
Il provvedimento della FINMA è "sproporzionato e scorretto", secondo la BSI, che ha preso posizione in una nota odierna. Le affermazioni dell’autorità di sorveglianza hanno "minato in modo grave la reputazione della banca e dei suoi impiegati". La banca ticinese giudica la tempistica e il modo di comunicare usato dalla FINMA "completamente inappropriato".
Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) aveva aperto il 23 maggio un procedimento penale nei confronti della BSI. (ats)