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Marea nera, BP pagherà miliardi
Sancito in appello il risarcimento a residenti e imprese danneggiati dall'incidente del 2010 nel Golfo del Messico
Una corte di appello statunitense ha confermato l’accordo fra la BP da una parte, i residenti e le imprese danneggiate dalla marea nera del 2010 nel Golfo del Messico dall’altra. Il colosso petrolifero aveva raggiunto un’intesa da 7,8 miliardi di dollari con migliaia di querelanti nel 2012. La somma era stata rivalutata a 9,2 miliardi di dollari in ottobre e secondo l’azienda britannica dovrebbe ancora aumentare.
La BP aveva rimesso in causa i calcoli degli esperti, che a suo avviso permettevano anche a chi non aveva subito danni diretti di partecipare alla spartizione del risarcimento, ma sia nel giudizio di primo grado che in quello di secondo grado le è stato dato torto.
La piattaforma Deepwater Horizon, gestita dalla BP al largo di New Orleans, era esplosa ed in seguito affondata l’11 aprile di 4 anni fa, causando 11 morti e la maggiore catastrofe ambientale nella storia degli Stati Uniti. Il greggio aveva inquinato le coste dal Texas all’Alabama, con conseguenze per i pescatori, gli allevatori di ostriche e il turismo.
ATS/pon