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La Svizzera si è detta preoccupata per il lancio del missile sul mare del Giappone effettuato domenica dalla Corea del Nord.
Nella nota diramata domenica, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) condanna il test effettuato da Pyongyang "in violazione della risoluzione 1718 del Consiglio di sicurezza dell'ONU" e invita "l'insieme dei protagonisti ad astenersi da qualsiasi azione suscettibile di aggravare la situazione".
Il lancio "contribuisce a ravvivare le tensioni nella regione", rileva il DFAE.
Berna chiede a Pyonyang di attenersi alla risoluzione delle Nazioni Unite: la Corea del Nord deve sospendere "immediatamente tutte le attività legate al programma di missili balistici" e "rinunciare completamente, in modo verificabile e irreversibile, a tutte le armi nucleari e a tutti i programmi atomici esistenti".
Su richiesta del Giappone e degli Stati Uniti, il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha deciso di tenere domenica una riunione urgente per studiare la risposta a un atto "che minaccia la pace e la stabilità regionale".
La Corea del Nord ha dal canto suo smentito di aver effettuato un test missilistico. Pyongyang afferma infatti di aver messo in orbita un satellite sperimentale per le telecomunicazioni. Una versione dei fatti che però non convince le fonti di intelligence: in realtà si sarebbe trattato di un test di un missile a lunga gittata del tipo Taepodong-2, ritenuto in grado di montare una testata atomica e di volare per almeno 6.700 chilometri, fino all'Alaska e alle Hawaii.
swissinfo e agenzie
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