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Età: 62. Professione: principe. Passatempi: fotografia e sci. Ambizione: tenere alto il numero di partecipazioni di Mondiali di sci. Hubertus von Hohenlohe prende parte ai suoi diciannovesimi Campionati del Mondo. "E qui gioco in casa", afferma, dal momento in cui da bambino passava le vacanze sulla neve all’ombra delle Tofane, ospite dei nonni.
Von Hohenlohe si è piazzato 75. nelle qualificazioni per il gigante svoltesi alla vigilia della gara. A dire il vero, non si sarebbe classificato per il tableau dei 100 partenti, ma una regola particolare gliel’ha permesso e cioè quella per la quale ogni nazione partecipante avesse diritto almeno a un concorrente in possesso di punti FIS, al di là dei venticinque tempi migliori.
Hubertus (nome anagrafico corretto: Hubertus Prinz zu Hohenlohe) è nato a Città del Messico il 2 febbraio 1959 come figlio di Ira von Fürstenberg (1940) e di Alfonso Hohenlohe-Langenburg (1924-2003), quando suo padre stava creando l'azienda messicana della Volkswagen.
Nel 1960 Ira von Fürstenberg (nome per intero: Virginia Carolina Theresa Pancrazia Galdina Principessa zu Fürstenberg) iniziò a frequentare l'imprenditore e playboy brasiliano Francisco Pignatari (1916-1977). Ne seguì una spettacolare disputa sui figli, con rapimenti e battaglie giudiziarie. Solo quando fu deciso che i bambini potessero stare con Alfonso, questi ritirò le accuse di adulterio contro la Fürstenberg, ereditiera del noto birrificio tedesco. Tuttavia, Alfonso si oppose alla custodia condivisa ordinata dal tribunale. Di conseguenza, Ira lo fece inseguire senza successo da investigatori privati per riprendersi i bambini. Solo dopo il suo divorzio da Pignatari nel 1964 Alfonso le permise di visitarli nuovamente. E di Ira si vociferò anche di una relazione col principe Ranieri di Monaco.
Quando Hubertus aveva quattro anni, la famiglia si trasferì a Marbella, in Spagna, dove crebbe in parte nell'hotel a cinque stelle del padre; l'appartamento dei genitori nel complesso alberghiero ospitava spesso celebrità del jet-set internazionale. All'età di dieci anni, fu mandato dal padre nel Vorarlberg in una scuola conventuale con collegio per le ragioni, come diceva, di tenerlo lontano dai "ragazzi ricchi di Spagna" che a 14 o 15 anni cominciavano a drogarsi e ad andare fuori di testa. A undici anni, una zia lo trasferisce nella sua famiglia di sette figli in Stiria, dove completò la sua formazione scolastica. Visse e studiò anche in Liechtenstein.
Tornando in pista, rimane così l'unico messicano ai campionati del mondo di Cortina. In virtù del suo luogo di nascita, “Hubsi” detiene la nazionalità di questo paese (e anche quella del Liechtenstein grazie al nonno) per il quale fondò la federsci nazionale, che in tempi lontani si interessò anche all’integrazione del discesista ticinese Luca Pedrini allorché questi non riuscì a entrare nei quadri svizzeri. In gigante è sceso in pista penultimo col pettorale numero 99 subito dopo il nepalese Saphal Ram Shresta e prima dell’indiano Arif Mohd Khan.
La sua qualifica è stata faticosa: "Non avevo più forze per l'ultimo tratto. Se mi stavo divertendo in cima, sono passato a una prova di sopravvivenza in fondo. Scivolavo invece di sciare”. L'artista, fotografo e bonviveur, che oltre alla Spagna vive anche a Vienna, ha accusato un ritardo di 42,99 secondi sul miglior tempo delle qualifiche del canadese James Crawford, miglior tempo in entrambe le manches. Con la 19. partecipazione von Hohenlohe fa già record, aggiungendo: “Ma i criteri di qualificazione sono più difficili ora, dice. E anche gli esotici sono diventati più forti".
Durante la sua carriera egli ha corso anche sulla Streif di Kitzbühel, perdendo solamente nove secondi sul vincitore Franz Klammer. Di questi tempi, in vista di Cortina non ha mai smesso di allenarsi, ma non ha mai torturato il suo corpo come i professionisti. "Probabilmente è il motivo per cui sono in forma". E perché tra un anno sarà anche alle Olimpiadi del 2022 in Cina... probabilmente accompagnato dalla moglie Simona che ha sposato tre anni fa; la “Simi” è una cugina di Alberto Tomba, conosciuta frequentando il campione italiano.
La presenza degli “esotici” alle competizioni di sci è sempre stata un pezzo di puzzle di colore molto gradito. In occasione di un’edizione di Giochi Olimpici ci fu un atleta in pista nel look della Juventus calcistica, essendo parente (lontano) della famiglia Agnelli: Hubertus von Hohenlohe. Qui a Cortina gareggia una Céline Marti, quarantaduenne, passaporto haitiano ma cresciuta in adozione a Ginevra. Visti in gara in passato anche due marocchini nati e cresciuti a Sursee, canton Lucerna. O, a proposito di tasselli di colore, del senegalese Lamine Gueye, spesso rivale diretto in Coppa del Mondo del medesimo von Hohenlohe. Qualcuno si ricorderà del gigante olimpico di Albertville del ’92 quando l’ultimo in gara, Rivi Prest, superò il penultimo, il cinese San Po Pü.