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Consigli per la terapia via e-mail e video
Frequenza dei messaggi e delle risposte
La frequenza di contatto influisce sul processo terapeutico.
Frequenza ravvicinata
- La terapia diventa un dialogo costante.
- La/il terapeuta reagisce ai messaggi della/del paziente.
- A volte la/il terapeuta ha difficoltà ad integrare gli interventi pianificati nel processo.
Frequenza settimanale
- La/il terapeuta può adottare un comportamento più direttivo.
- La terapia tende ad essere meno incentrata sul paziente
Attivare le/i pazienti
- Evitare troppe interpretazioni, consigli e suggerimenti.
- Porre molte domande aperte che inducono la/il paziente a pensare, elaborare e lavorare su sé stessi.
- Esempio: «Cosa ha pensato in quella situazione?»
Comunicazione scritta
- La mancanza di reazione non verbale e paraverbale può portare a malintesi.
- La/il terapeuta dev’essere consapevole dell’importanza di comunicare per iscritto tutte le informazioni che vuole trasmettere, comprese quelle non verbali (p. es. la/il paziente non vede quando la/il terapeuta annuisce).
- Prima di inviare un messaggio, rileggerlo per verificare che sia corretto e adeguato.
Regole chiare sulla disponibilità
- I tempi di risposta devono essere chiari sin dall’inizio.
- Comunicare alla/al paziente quando le e-mail vengono lette.
- Definire un calendario e orari fissi per le sedute online.
- Fissare dei limiti è importante anche dal punto di vista terapeutico: siate un modello per le/i pazienti!
- La scrittura ha un’importante funzione terapeutica.
- Quando prepara un’e-mail, la/il paziente sceglie ciò che è importante e utile e ciò che invece vuole omettere.
- La/il paziente pensa, seleziona, riflette e mette ordine nei suoi pensieri.
- Quando scrive, la/il paziente fa propria la prospettiva del narratore e si esercita a esprimere sentimenti, emozioni e pensieri.
- Spesso la/il paziente ne approfittano per rileggere i testi che ha scritto e seguire in prospettiva le fasi del suo sviluppo personale.
Compiti di scrittura ai pazienti
Per trarre pieno vantaggio dalla funzione terapeutica della scrittura, potete affidare alla/al paziente compiti di scrittura.
Esempi:
- «Può descrivere delle esperienze difficili che ha vissuto? Provi a descrivere in dettaglio ciò che le è passato per la mente in quel momento, cosa ha provato e quali sintomi fisici ha avuto.»
- «Per la prossima volta può scrivere un testo sugli obiettivi che vuole raggiungere? Come vorrebbe che fosse la sua situazione tra un mese? Cosa è importante per lei? Come vorrebbe utilizzare il tempo da qui a un mese?»
Aspetti tecnici
- La telecamera non deve puntare direttamente verso una fonte di luce (p. es. una finestra).
- Il viso e il busto devono essere chiaramente visibili (in modo che l’interlocutore possa vedere i gesti).
- Quando si utilizzano computer portatili e tablet, assicurarsi che la telecamera sia fissa (all’incirca all’altezza del viso).
- Se possibile, utilizzare una cuffia con microfono (per evitare rumori sgradevoli).
- Controllare i dispositivi e la tecnica (p. es. assicurarsi che il browser o il programma possa accedere alla telecamera e al microfono).
- Nel limite del possibile chiudere gli altri programmi.
Locali
- Utilizzare una stanza chiusa nella quale non vi sono altre persone.
- Eliminare le fonti di rumore (p. es. chiudere le finestre)
- Spegnere il cellulare, metterlo in modalità silenziosa e allontanarlo (interferenze).
Durante la consultazione
- Ritardi nella trasmissione: spesso gli interlocutori parlano allo stesso tempo o si interrompono a vicenda.
Discutere con la/il paziente le limitazioni della consulenza/terapia mediata con video. Chiarire che il fatto di interrompere l’interlocutore non va inteso come una scortesia. Se è difficile fermare la/il paziente, concordare un segnale per indicare che si vuole prendere la parola.
- La/il paziente può essere disorientata/o vedendosi nella telecamera.
Chiedere alla/al paziente se il fatto di vedersi nella telecamera la/lo perturba; indicare che è possibile ridurre la finestra della webcam.
- La/il paziente non è tranquilla/o perché pensa che la conversazione possa essere registrata.
Chiarire che a nessuno è permesso registrare la consultazione.
- A volte i segnali non verbali sono trasmessi solo parzialmente.
Incoraggiare la/il paziente a porre domande quando qualcosa non è chiaro e chiedere spesso precisazioni per essere sicuri di aver capito bene.
- La connessione può essere interrotta.
Concordare in anticipo che in questi casi tocca alla/al terapeuta tentare subito di ristabilire la connessione.
Fonte
Università di Berna, Dipartimento di psicologia clinica e psicoterapia, Prof. Dr. Thomas Berger. Grazie per il permesso di utilizzare i consigli.