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Si è conclusa la lunga battaglia giudiziaria sulla denominazione dei grissini "Flûtes de Champagne". Un accordo extragiudiziale è stato trovato tra il fabbricante vodese Cornu SA e il Comité du vin de Champagne (CIVC), consorzio dei produttori francesi di champagne. Tutte le azioni giudiziarie sono state abbandonate.
"La designazione Champagne non sarà più utilizzata come marca, ma si potrà utilizzare per menzionare le origini del prodotto. Bisognerà modificare il logo sugli imballaggi", ha spiegato oggi all'ATS Marc-André Cornu, "patron" della omonima panetteria industriale con sede nel comune vodese di Champagne. La denominazione "Flûtes de Champagne" era utilizzata dalla panetteria per indicare una sorta di tozzi grissini di sua produzione.
"L'accordo risponde in parte alle nostre attese. A un dato momento, si devono fare concessioni per avanzare", ha proseguito Cornu. Egli si è detto per contro molto deluso del poco appoggio fornito dalle autorità federali.
Il 27 novembre 2008 il Consiglio federale aveva fatto sapere di non voler rinegoziare un trattato stipulato con Parigi nel 1974 e neppure modificare la legge sulla protezione dei marchi. In una mozione, il consigliere nazionale Jean-Pierre Grin (UDC/VD) aveva preso le parti del produttore di grissini di Champagne e aveva chiesto al governo di adottare una disposizione speciale come aveva fatto nel 1971 per l'impiego del nome "Svizzera" sugli orologi.
In precedenza, nell'aprile 2008, dopo un ricorso del CIVC, un tribunale di Parigi aveva vietato alla panetteria vodese di commercializzare i suoi grissini con l'etichetta "Recette de Champagne" e le aveva persino imposto di chiudere il suo sito internet Champagne.ch. per usurpazione di nome.
Nel 2004, il villaggio romando aveva dovuto rinunciare alla denominazione viticola "Champagne" in ossequio agli accordi bilaterali tra Confederazione e Unione europea. Nell'agosto 2007 la Corte europea di giustizia ha dichiarato irricevibile il ricorso inoltrato già nel 2002 da 43 viticoltori locali.