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– Policy Brief –
I vantaggi economici di una vaccinazione più rapida
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Sommario
La campagna di vaccinazione contro il COVID-19 include aspetti sanitari, etici e politici oltre che economici. Questi ultimi in particolare sollevano la questione di confrontare i costi diretti di una vaccinazione più rapida con i benefici economici attesi.
Paragonando la situazione attuale con un mondo immaginario senza COVID-19, si evince che la pandemia ha causato perdite di prodotto interno lordo (PIL) stimate a circa 3 miliardi di franchi mensili nei mesi di gennaio e febbraio (ossia 50 milioni al giorno). Circa la metà delle perdite è dovuta al rallentamento dell’economia internazionale e quindi delle esportazioni elvetiche. L’altra metà è imputabile a un calo dei consumi interni legato da un lato alle misure emanate dal governo per contenere l’epidemia (chiusura di ristoranti o negozi ecc.) e dall’altro ai mutati comportamenti spontanei della popolazione (come la limitazione di spostamenti e uscite).
I consumi interni dovrebbero tornare a livelli più o meno normali una volta che una parte sufficientemente ampia della popolazione sarà stata vaccinata. Secondo le nostre proiezioni (di certo in parte arbitrarie date le inevitabili incertezze), tale soglia, definita intorno al 75% della popolazione, sarà raggiunta alla fine del mese di agosto 2021. Fino ad allora, le perdite economiche interne mensili di 1,5 miliardi si sommeranno, per un totale di circa 4,5 miliardi. Questa stima si basa su un modello che presuppone un progresso lineare della campagna vaccinale e un allentamento delle misure per arginare l’epidemia in proporzione al numero di persone vaccinate. Dunque, le perdite totali del PIL diminuiranno (o aumenteranno) di 25 milioni di franchi per ogni giorno di anticipo (o di ritardo) necessario a raggiungere un’ampia vaccinazione della popolazione. Ciò equivale a un risparmio di 750 milioni di franchi se la Svizzera raggiunge l’obiettivo con un mese di anticipo, pari a circa 155 franchi per ogni persona vaccinata.
Tale calcolo tiene conto soltanto della riduzione delle perdite del PIL. A ciò va aggiunto l’effetto positivo sulle finanze pubbliche (meno lavoro a orario ridotto, meno casi di gravi difficoltà economiche ecc.), oltre agli evidenti benefici sanitari (un numero ridotto di decessi e di decorsi gravi di COVID-19 nonché meno danni psicologici dovuti alle misure di contenimento dell’epidemia). Secondo alcune stime, il valore economico di questi effetti indiretti è pressappoco equivalente a quello delle ridotte perdite del PIL, andando così a raddoppiare l’effetto netto di un’accelerazione dell’immunizzazione.
Le misure che offrono la possibilità di accelerare la vaccinazione – aumentare le dosi di vaccino disponibili e migliorare la logistica per una somministrazione più rapida del vaccino – presentano un rapporto costi-benefici vantaggioso. Possono generare vantaggi economici molto significativi, anche se a prima vista sembrerebbero costose. È altrettanto importante avviare rapidamente riflessioni sugli approvvigionamenti futuri, nel caso in cui si rivelassero necessarie ulteriori dosi per far fronte alle varianti del virus.