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Fino al 2014 i dipendenti SRG/SSR erano esentati dal pagamento del canone radiotelevisivo. Dal 2014 l'azienda decise di revocare questo privilegio, dal momento che dal 2019 il sistema di riscossione del canone sarebbe cambiato e tutti, indipendentemente dal fatto che avessero un apparecchio atto alla ricezione dei programmi radio e TV o meno, avrebbero dovuto pagare la tassa.
Ora tuttavia la SRG/SSR, come riferisce "20 minuten", ha fatto un passo indietro. Dopo una trattativa con il sindacato SMM, il sindacato dei mass media, ha deciso di rimpiazzare l'esentamento del pagamento del canone (pari a 365 franchi annuali) con un versamento una tantum di oltre 800 franchi a dipendente per tempo pieno senza aumenti salariali.
Dal momento che SRG/SSR conta 4959 posti di lavoro a tempo pieno nel 2019 il costo della misura ammonta a circa 3,96 milioni di franchi svizzeri.
La decisione è stata criticata da Andreas Kleeb dell'associazione No Billag, il quale trova scioccante il fatto che SRG/SSR continui a compensare il costo per i suoi dipendenti "dalla porta di servizio". "È stato sempre sottolineato che questo status speciale sarà abolito - e ora SRG/SSR e i sindacati hanno trovato un modo per garantire questo privilegio. È difficile spiegare agli altri contribuenti Serafe spiegare perché i dipendenti della SRG/SSR hanno il canone pagato, mentre tutti gli altri non possono aggirare il prelievo 365 franchi all'anno".
E a quanto pare non sembrano pochi a pensarla come Kleeb. Nell'articolo di "20 minuten" sulla questione (lo trovate qui, in tedesco) è stato proposto un sondaggio in cui è stato chiesto agli utenti se condividono o meno la misura. L'82% di chi ha risposto ha risposto negativamente, su un totale di 4776 partecipanti, mentre solo il 16% si dice d'accordo (il 2% ha risposto "non so").