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WASHINGTON / ZURIGO - La Federal Reserve (Fed), la banca centrale americana, ha ordinato a Credit Suisse di rafforzare le sue misure di lotta al riciclaggio di denaro negli Stati Uniti dopo aver riscontrato «carenze» nelle attività americane.
La seconda maggiore banca elvetica ha 90 giorni di tempo per presentare un piano con misure concrete per migliorare il sistema di buongoverno e la compliance.
In questo contesto Credit Suisse ha firmato un accordo con la Fed, si legge in un documento pubblicato oggi da quest'ultima. La banca centrale americana richiede una maggiore sorveglianza delle attività potenzialmente illecite ed esige che l'istituto finanziario trasmetta regolarmente dei rapporti sui propri progressi.
Stando a un portavoce del Credit Suisse l'accordo non riguarda un caso in particolare, ma fa seguito a indagini condotte regolarmente dalla Federal Reserve Bank of New York lo scorso anno, in cui sono stati constatati problemi inerenti al rispetto della legge sul segreto bancario (Bank Secrecy Acts) e delle disposizioni per evitare il riciclaggio di denaro (Anti-Money Laundering) attraverso le operazioni americane. La banca non deve pagare alcuna multa e non le sono state imposte restrizioni alle attività attuali e future negli Stati Uniti, ha aggiunto il portavoce all'agenzia AWP.
In una presa di posizione Credit Suisse scrive inoltre che attuerà «in tempi brevi e scrupolosamente» quanto previsto dall'accordo. L'istituto, viene aggiunto, ha già cominciato ad applicare un piano per l'ottimizzazione dei relativi processi nella sua succursale newyorchese.