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La sezione germanica dell'Organizzazione degli Svizzeri all'estero ha adottato una risoluzione contro i piani di smantellamento di swissinfo presentati dalla SSR.
Durante l'annuale congresso dei presidenti regionali, gli svizzeri in Germania hanno inoltre scelto il comitato direttivo per i prossimi 4 anni.
La sezione dell'Organizzazione degli Svizzeri all'estero (OSE) in Germania ha chiesto ai dirigenti della SRG SSR idée suisse (Società Svizzera di Radiotelevisione) di mantenere l'offerta in nove lingue di swissinfo «nella forma e con la qualità abituale che l'ha caratterizzata fino ad ora».
Durante il congresso annuale a Siegen (Nord Reno-Westfalia), i presidenti delle varie associazioni dell'OSE in Germania hanno adottato, praticamente all'unanimità (soltanto due le astensioni), una risoluzione contro i piani di ristrutturazione della SSR.
A metà marzo, la direzione della SSR aveva infatti annunciato di voler procedere ad una drastica riduzione di swissinfo a una sola redazione anglofona.
Le altre 8 redazioni del portale verrebbero invece soppresse e un’ottantina di collaboratori licenziati. Secondo i piani, le redazioni in lingua spagnola, portoghese, araba, cinese e giapponese saranno inoltre definitivamente chiuse, mentre le tre lingue nazionali vedrebbero la loro offerta ridotta a un solo giornalista per redazione.
Mantenere il mandato dell'informazione all'estero
L'organizzazione ha motivato la sua risoluzione sottolineando il bisogno di informazione da parte degli svizzeri che risiedono all'estero.
Inoltre, ha ricordato che il servizio fornito dalle lingue non nazionali consente di raggiungere e informare, in tutto il mondo, persone che altrimenti non avrebbero la possibilità di accedere a notizie veritiere e obiettive.
Gli svizzeri in Germania chiedono pure ai responsabili di garantire il mandato dell'informazione all'estero in quanto elemento del servizio pubblico della SSR e come parte integrante della politica della Confederazione.
Il 3 maggio scorso, la Commissione dei trasporti e delle comunicazioni del Consiglio nazionale (Camera bassa) si era anche'essa espressa contro i piani di smantellamento di swissinfo. Con 14 voti a 7, i deputati hanno stabilito che è compito della Confederazione assumersi la metà dei costi del portale d'informazione online dell'azienda radiotelevisiva elvetica.
Berna aveva deciso di interrompere le sovvenzioni nell'ambito del programma di risanamento 2003.
Buoni segnali dalla politica
Di fronte ai delegati intervenuti a Siegen, l'ambasciatore della Quinta Svizzera al Dipartimento degli affari esteri Peter Sutter ha affermato che il mondo politico ha lanciato «buoni segnali» in favore di un rinnovo del sostegno da parte della Confederazione.
La decisione spetta al Parlamento, il quale si chinerà (probabilmente durante la sessione autunnale), oltre che sulla revisione della Legge sulla radio e la televisione (LRTV), anche sull'entità del contributo federale a swissinfo.
In merito alla LRTV - che dovrebbe entrare in vigore nel 2007 - sussistono attualmente ancora divergenze tra le due camere federali.
Voto via internet
Durante il suo discorso, Peter Sutter si è anche soffermato sul voto elettronico.
Secondo l'ambasciatore, entro il 2010 gli svizzeri all'estero dovrebbero poter esercitare il diritto di voto anche a distanza, utilizzando appunto internet.
La messa in atto di questa possibilità sarà di competenza dei singoli cantoni.
Presidente riconfermata
L'incontro dei presidenti dell'OSE in Germania è stato anche l'occasione per scegliere il futuro comitato direttivo. Le elezioni non hanno tuttavia portato a grossi cambiamenti.
Elisabeth Michel, presidente dell'OSE Germania dal 1997, è infatta stata riconfermata per un altro mandato di quattro anni.
Nessun importante cambiamento di rotta neanche per quel che concerne gli altri membri del comitato.
swissinfo, Andreas Kaiser, Siegen (Germania)
(traduzione e adattamento: Luigi Jorio)
Fatti e cifre
17 milioni di franchi: sovvenzioni della Confederazione a swissinfo nel 2004.
5 milioni di franchi: sovvenzioni nel 2005.
Motivi di risparmio hanno spinto la Confederazione a interrompere le sovvenzioni future.
26 posti di lavoro soppressi nel 2004.
Il nuovo piano di ristrutturazione prevede di cancellare 70-80 impieghi.
In breve
Con 70'000 persone, quella in Germania rappresenta la seconda comunità di Svizzeri all'estero più importante.
La più numerosa (166'000 persone) risiede in Francia.
Alla fine del 2004, 623'000 cittadini di nazionalità rossocrociata vivevano all'estero.
In un anno, il loro numero è cresciuto di 10'5000 unità.
Oltre il 60% degli espatriati svizzeri vive nell'Unione europea.
Sono circa 100'000 gli Svizzeri dell'estero che godono del diritto di voto.