Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01134.jsonl.gz/185

Lo Zimbabwe si riaffida ancora una volta a Robert Mugabe, 89 anni, isolato a livello internazionale. Il padre padrone di Harare, da 33 anni alla guida del Paese dell'Africa australe ottiene il suo settimo mandato consecutivo come presidente, mentre l'opposizione guidata dal suo rivale Morgan Tsvangirai denuncia brogli.
L'Unione europea si dice preoccupata di fronte alle presunte irregolarità e invita a "mantenere la calma e l'ordine".
I risultati definiti delle elezioni di mercoledì scorso - presidenziali, politiche e amministrative - erano attesi per lunedì prossimo. Poi nel primo pomeriggio di oggi la Commissione elettorale annuncia i dati ufficiali, scontati per gli osservatori: "il partito del presidente, lo Zau-Pf, ha vinto le elezioni politiche aggiudicandosi oltre i due terzi dell'Assemblea nazionale, il parlamento".
Immediata la replica da parte dell'opposizione. Il premier Tsvangirai - che è anche leader del Movimento per il Cambiamento democratico (Mdc) - annuncia che il suo partito rigetta totalmente i risultati e che li contesterà davanti alla giustizia. Dal premier anche la minaccia che le nuove istituzioni che verranno fuori dal voto saranno boicottate anche perché ci sono prove dimostrabili che il suo partito è il vero vincitore.
Un'ora dopo arriva un nuovo annuncio della Commissione: "Mugabe è stato rieletto presidente". Al potere dal 1980, anno dell'indipendenza del Paese dalla Gran Bretagna, l'eterno leader si aggiudica al primo turno il 61% dei voti, mentre lo sfidante Tsvangirai il 34% dei consensi.
Preoccupazione viene espressa da Bruxelles "per le sospette irregolarità" del voto, così come per le "debolezze identificate nel processo elettorale e la mancanza di trasparenza". L'Alta rappresentante Ue per la politica estera Catherine Ashton invita "tutte le parti" coinvolte a "mantenere la calma e l'ordine", assicurando che l'Unione europea "continuerà a seguire gli sviluppi e lavorare con i partner internazionali".
L'Unione europea non aveva dei propri osservatori alle elezioni e si è dovuta affidare alla lettura dei rapporti dell'Unione africana che ieri avevano affermato che il voto era stato "libero", ma che non si poteva comunque affermare che fosse stato completamente onesto.