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Simili violazioni si riscontrano in tutti i paesi in via di sviluppo ed emergenti, come Kenya e Ghana, e in alcune nazioni dell'Europa meridionale e orientale quali Spagna, Italia, Grecia e Ungheria. Oggi il oltre 90% della frutta e della verdura importata da questi paesi proviene da produttori che applicano standard sociali riconosciuti.
Un risultato notevole che è frutto del grande impegno profuso da Coop negli ultimi anni: nel 2012 solo un quarto di loro ottemperava tali requisiti. Con il nostro operato contribuiamo così a creare migliori condizioni di lavoro, dando frutti concreti e buoni, in tutti i sensi.
Nella produzione e raccolta di frutta e verdura il lavoro viene svolto in prevalenza da immigrati. Per garantire loro migliori condizioni di vita, esigiamo dai fornitori l'applicazione degli standard sociali minimi SA8000, amfori BSCI Primary Production e GRASP (GlobalG.A.P. Risk Assessment on Social Practice) oltre a quelli Fairtrade Max Havelaar.
Tali standard prevedono tra l'altro contratti di lavoro scritti per tutti, il rispetto dell'orario di lavoro massimo e la corresponsione dei salari minimi previsti dalla legge. (Foto: Heiner H. Schmitt)