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Se un imprenditore trasforma la sua ditta individuale in una SA non è obbligato a rimborsare i fondi della previdenza professionale.
Gli imprenditori che per mettersi in proprio hanno prelevato i fondi della previdenza professionale (LPP) possono trasformare senza obbligo di rimborso la loro ditta individuale, società in nome collettivo o società in accomandita in una SA o Sagl (società a garanzia limitata, ovvero formata da persone che versano insieme il capitale sociale – minimo 20 000 CHF, massimo 2 milioni di CHF. I soci rispondono in base alla loro partecipazione al capitale e i loro nomi sono pubblicati nel registro di commercio).
I titolari dell’azienda aderiscono successivamente all’istituto di previdenza della propria società (cassa pensioni in base alla legge sulla previdenza professionale LPP) come dipendenti, ricominciando ad accumulare capitale di vecchiaia. I fondi della previdenza professionale riscossi anticipatamente non devono essere rimborsati all’istituto di previdenza (cassa pensioni in base alla legge sulla previdenza professionale LPP) della propria società.
Se si prevede di trasformare in una società di capitali una ditta individuale, una società collettiva o una società in accomandita creata con il capitale del secondo pilastro ritirato in contanti per mettersi in proprio, è opportuno chiarire con gli organi cantonali competenti quali sono le conseguenze fiscali. In caso di ritiro in contanti del capitale del secondo pilastro per intraprendere un’attività in proprio viene verificato che questa sia effettivamente stata avviata. In linea di massima, in mancanza di un motivo legalmente valido, i versamenti in contanti sono sottoposti a regolare tassazione (cfr. sentenza 2C_156/2010 del Tribunale federale del 7 giugno 2011, E. 4).