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AARAU - Cade una nuova testa nell'ambito dello scandalo di AutoPostale: il presidente della direzione della Banca cantonale argoviese (AKB) Pascal Koradi ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, ha indicato poco fa l'istituto. Koradi è stato dal 2012 al 2016 responsabile delle finanze (CFO) del gruppo Posta Svizzera.
"Con questo passo intendo proteggere la reputazione dell'azienda", afferma il manager in dichiarazioni riportate in un comunicato. "Personalmente sono molto orgoglioso di far parte della storia di successo dell'AKB".
"Sottolineo che continuo a ritenere corrette le mie decisioni prese in qualità di CFO del gruppo Posta Svizzera", prosegue l'economista. "Sono molto dispiaciuto del fatto che a tutt'oggi i responsabili della Posta non abbiano proceduto a un'audizione con me. Sarei molto favorevole a un chiarimento completo di quanto successo".
Nella nota il consiglio di banca ringrazia Koradi per il suo "straordinario impegno" e per i successi ottenuti nella sua funzione. La società ha già trovato il successore, nella persona di Dieter Widmer, attivo presso AKB dal 1998 e membro della direzione dal luglio 2016.
Il passaggio di Koradi a AKB era stato seguito anche dalla stampa nazionale in quanto il salario del presidente della direzione dell'istituto in questione è bloccato: incluso il bonus non può infatti superare i 600'000 franchi. Questo in seguito a una decisione presa nel 2012 dal Gran consiglio argoviese, che dando seguito a una proposta UDC aveva deciso che il numero uno della banca cantonale poteva avere un salario massimo pari al doppio di quello di un consigliere di stato.
All'epoca in un'intervista Koradi aveva detto che era stato pagato bene come CFO della Posta e che lo sarebbe stato anche come CEO di AKB. "Guadagnerò uno stipendio annuale che mi permette di sbarcare bene il lunario", aveva affermato.