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LONDRA - Tutti i vaccini approvati o in corso di approvazione contro il Covid-19 comportano la necessità di somministrare due dosi del preparato a 3-4 settimane di distanza l'una dall'altra. Un doppio dispendio di tempo per chi è impegnato nella campagna vaccinale che rischia di rallentare l'immunizzazione di quante più persone a rischio possibile nel più breve tempo possibile.
Per scongiurare questa eventualità, il Regno Unito ha deciso di sfruttare in maniera creativa le indicazioni sul tempo da lasciar trascorrere tra la prima e la seconda inoculazione del vaccino. Considerando che l'efficacia dei prodotti approvati è già apprezzabile dopo la prima dose, ha risolto di fare la prima puntura a quante più persone a rischio possibile e rimandare la seconda anche di tre mesi rispetto alla prima.
Sia per il vaccino di Pfizer/BioNTech sia per quello di AstraZeneca, appena autorizzato da Londra, i dati forniti all'agenzia britannica per i medicamenti (MHRA) «dimostrano che, benché l'efficacia sia ottimizzata dopo l'amministrazione della seconda dose, entrambi offrono una protezione considerevole dopo la prima dose, almeno a breve termine», si legge in un comunicato odierno dei Medici capi regionali del Regno Unito. «La Commissione congiunta per la vaccinazione e l'immunizzazione (JCVI) ha conseguentemente raccomandato che la prima dose del vaccino sia somministrata a quante più persone possibile sulla lista prioritaria della JCVI», recita la nota.
La raccomandazione è ora di inoculare la seconda dose del vaccino di Pfizer/BioNTech tra le 3 e le 12 settimane dopo la prima e quella di AstraZeneca tr le 4 e le 12 settimane dopo. «I quattro Capi medici del Regno Unito concordano con la JCVI sul fatto che, in questa fase della pandemia, dare priorità alla prima dose del vaccino per quante più persone possibile sulla lista prioritaria proteggerà il maggior numero di persone a rischio nel minor tempo possibile e avrà il maggior impatto nel ridurre la mortalità, la malattia grave e le ospedalizzazioni», assicurano le autorità mediche britanniche.