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Sono circa 2,2 milioni, su 3 milioni di aventi diritto, gli elettori registrati per designare oggi il nuovo parlamento della Giordania, nelle prime elezioni che si tengono nel regno hashemita dopo la Primavera Araba.
Le urne si sono aperte ufficialmente alle 7 ora locale (le 5 in Svizzera). Sono circa 1.400 i candidati in lizza per i 150 seggi che compongono la Camera di Amman. I seggi chiuderanno alle 19 ora locale e i primi risultati ufficiosi sono attesi dopo due ore. Per l'ufficialità invece bisognerà attendere domani.
Oltre 7.500 gli osservatori locali e internazionali monitoreranno le operazioni di voto che saranno supervisionate anche da una Commissione elettorale indipendente di recente costituzione. Sul voto odierno pesa tuttavia l'appello al boicottaggio dei Fratelli Musulmani, il principale movimento di opposizione in Giordania, che contesta la nuova legge elettorale, a loro parere troppo favorevole ai fedelissimi del governo.
Per questo motivo, gli osservatori ritengono che i risultati del voto non avranno un impatto significativo sulla vita politica del Paese, dove re Abdullah II ha il potere di nominare un governo, sciogliere il parlamento e indicare i vertici della magistratura. La scorsa settimana, il re ha annunciato che il nuovo parlamento formerà il prossimo governo dopo "consultazioni" con la Corte Suprema.
SDA-ATS