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<h2>SubmittedText<h2><p>La digitalizzazione avanza in tutti gli ambiti della vita. Servono quindi reti di dati veloci. Lo stesso vale per i veicoli a guida autonoma, che consentiranno di ottimizzare i flussi del traffico e delle infrastrutture di trasporto e ridurre il numero di incidenti. Il più grande fattore di rischio in tale ambito è infatti attualmente l'uomo. Occorre dunque chiedersi di quali reti di comunicazione mobili e fisse si dovrà disporre in futuro.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Per portare avanti la digitalizzazione in Svizzera e per lo sviluppo dei veicoli a guida autonoma è necessario potenziare la rete di radiocomunicazione mobile passando allo standard 5G?</p><p>2. Il Consiglio federale intende inglobare la tecnologia di radiocomunicazione mobile 5G nella concessione per il servizio universale e garantire per questo nuovo standard una copertura capillare in tutta la Svizzera, anche nelle regioni periferiche e di montagna?</p><p>3. Qual è l'orizzonte temporale previsto?</p><p>4. Come intende conciliare l'introduzione di una copertura all'avanguardia sotto il profilo della tecnologia di radiocomunicazione mobile con le paure della popolazione circa le ripercussioni sulla salute delle radiazioni non ionizzanti?</p><p>5. Come si può migliorare lo stato delle conoscenze in merito alle conseguenze a lungo termine sulla salute delle radiazioni emesse dalle antenne di radiocomunicazione mobile? A che punto è oggi il monitoraggio RNI preannunciato (cfr. domanda Vogler 17.5397)?</p><p>6. È possibile introdurre lo standard 5G in modo capillare rispettando gli attuali valori limite dell'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti, e cosa occorrerebbe a questo scopo?</p><p>7. I collegamenti di rete fissa possono rappresentare un'alternativa al potenziamento della rete di radiocomunicazione mobile con il passaggio all'ultima generazione?</p><p>8. Come valuta il Consiglio federale il raggruppamento delle reti all'interno di una società nazionale di rete?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene importante sfruttare le opportunità offerte dalla digitalizzazione in tutti gli ambiti di vita. Per questo motivo, il 20 aprile 2016 ha adottato la sua strategia "Svizzera digitale". Quanto alla disponibilità e all'utilizzo di servizi a banda larga sia su rete mobile che fissa, il suo obiettivo è che la Svizzera sia ai primi posti nelle classifiche internazionali. Il potenziamento dell'infrastruttura dovrebbe essere guidato dalla dinamica di mercato.</p><p>1. Disporre di reti di radiocomunicazione mobile performanti e di una buona infrastruttura di rete fissa è la base per la digitalizzazione della Svizzera e per lo sviluppo di nuovi servizi. Al momento a livello internazionale sono in corso i lavori di standardizzazione per la nuova generazione di sistemi di radiocomunicazione mobile (5G). La Commissione federale delle comunicazioni, ente responsabile del rilascio delle concessioni per le reti di radiocomunicazione mobile, sta preparando l'attribuzione di frequenze supplementari e ha già svolto una consultazione pubblica in merito.</p><p>La tecnologia 5G dovrebbe consentire in particolare di controllare praticamente in tempo reale gli oggetti attraverso la rete di radiocomunicazione mobile, di allestire sistemi di trasporto intelligenti e di condurre i veicoli a guida autonoma.</p><p>2./3. Il servizio universale disciplinato dalla legge sulle telecomunicazioni ha l'obiettivo di fornire un'offerta di base di servizi di telecomunicazione che consenta in tutto il Paese e a tutte le categorie della popolazione di partecipare alla vita economica e sociale. Non è volto a promuovere determinate tecnologie: le prescrizioni relative alla fornitura sono infatti formulate in modo tecnologicamente neutro.</p><p>Non sussiste né l'intenzione né la necessità di rinunciare a questo principio iscrivendo nel servizio universale singole tecnologie come il 5G.</p><p>4. I servizi di radiocomunicazione mobile sono oggi sfruttati da ampie cerchie della popolazione e dell'economia. Secondo alcuni sondaggi, tuttavia, una buona metà della popolazione svizzera teme che le radiazioni emesse dalle antenne di radiocomunicazione mobile comportino rischi per la salute (UST: rilevazioni omnibus 2011 e 2015). L'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI) prevede limiti di immissione che proteggono dagli effetti acuti accertati. Non esistono prove scientifiche relative a danni per la salute causati da un'esposizione prolungata. La ricerca continuerà ad essere strettamente osservata.</p><p>Tuttavia, per consentire la realizzazione e il potenziamento delle reti di radiocomunicazione mobile in un quadro giuridico chiaro, il Consiglio federale ha fissato nell'ORNI ulteriori valori limite dell'impianto, in base al principio di prevenzione della legge sulla protezione dell'ambiente. Tali valori hanno lo scopo di limitare l'esposizione prolungata della popolazione in luoghi in cui le persone si fermano regolarmente a lungo (ad es. abitazioni, scuole, uffici) e ridurre così il rischio di eventuali e ancora ignote ripercussioni sulla salute.</p><p>5. Per migliorare lo stato delle conoscenze in merito alle conseguenze a lungo termine per la salute, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) segue e analizza le varie pubblicazioni scientifiche. Dal 2014 lo fa anche avvalendosi del sostegno e della consulenza forniti da un gruppo di esperti di RNI (Berenis). Inoltre, l'UFAM commissiona studi e pubblica rapporti in merito all'attuale stato delle conoscenze. Finora mancavano i finanziamenti per il monitoraggio RNI volto a rilevare l'esposizione della popolazione alle radiazioni. Il 6 settembre 2017, con l'adozione del messaggio sulla revisione della legge sulle telecomunicazioni, il Consiglio federale ha proposto una possibile base per il finanziamento di tale monitoraggio.</p><p>6. Gli attuali valori limite dell'ORNI consentono l'introduzione capillare dello standard 5G sotto il profilo meramente tecnico. Secondo i fornitori di servizi di radiocomunicazione svizzeri, a causa dei valori limite il contingente di radiazioni non ionizzanti nelle zone urbane è al momento esaurito in oltre il 90 per cento delle ubicazioni di antenne esistenti. Viste le condizioni attuali occorrerebbe dunque allestire numerose ubicazioni (antenne) supplementari, con conseguenti ritardi e costi aggiuntivi per l'introduzione del 5G.</p><p>A suo tempo, la messa fuori servizio di vecchie tecnologie di radiocomunicazione mobile (in particolare il 2G) aveva consentito di liberare una certa capacità nelle ubicazioni di antenne esistenti, che ha potuto essere sfruttata per l'introduzione dello standard attuale (4G). Come illustrato dal Consiglio federale nella risposta alla domanda Vogler sulla potenziale riduzione di alcune delle prestazioni del 5G a causa della severa legislazione in materia di tutela ambientale (domanda Vogler 17.5396, "Beschneidung von 5G-Features der nächsten Mobilfunkgeneration wegen strenger Umweltschutzgesetzgebung"), quanto era stato fatto allora non può essere replicato per l'introduzione del 5G: le reti 3G e 4G attualmente in funzione non potranno infatti essere parzialmente messe fuori servizio in favore della tecnologia 5G.</p><p>7. Nell'ottica della digitalizzazione la Svizzera deve poter contare su infrastrutture di rete fissa e reti di radiocomunicazione mobile performanti e moderne. Un utilizzo mobile dei servizi di telecomunicazione è possibile unicamente grazie alle reti di radiocomunicazione. Dal canto suo, l'esercizio di reti di radiocomunicazione mobile moderne presuppone l'esistenza di infrastrutture di rete fissa performanti (prime su tutte quelle in fibra ottica) per collegare le antenne di radiocomunicazione.</p><p>8. L'obiettivo della legge sulle telecomunicazioni è offrire alla popolazione e all'economia una vasta gamma di servizi di telecomunicazione di qualità, competitivi su scala nazionale e internazionale, a prezzi convenienti (art. 1 della legge sulle telecomunicazioni). Tale obiettivo può essere raggiunto in particolare con una concorrenza efficace sia a livello di servizi che di rete. Di conseguenza, la Svizzera può oggi vantare una copertura eccezionale nel raffronto internazionale, sia per quanto riguarda la rete fissa che le radiocomunicazioni mobili. Siamo sulla strada giusta e occorre continuare così. Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuno raggruppare le reti all'interno di un'apposita società nazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.