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ZUGO - A Zugo è stata confermata in secondo grado la condanna nei confronti del Blick per violazione dei diritti della personalità di Jolanda Spiess-Hegglin, con articoli pubblicati nel dicembre 2014 sulla vicenda che ha coinvolto l'allora granconsigliera ecologista e il collega dell'UDC Markus Hürlimann.
La corte ha comunque accolto parzialmente il ricorso dell'azienda mediatica Ringier, abbassando la riparazione morale da 20'000 a 10'000 franchi. Respinte invece le richieste di scuse. «Ci scuseremo lo stesso con Jolanda Spiess-Hegglin», ha però scritto oggi sul portale il CEO di Ringier Marc Walder dopo la pubblicazione della sentenza.
La causa riguarda un articolo pubblicato dal Blick il 24 dicembre 2014, nel quale il quotidiano zurighese pubblicava nome e foto degli allora deputati cantonali di Zugo Spiess-Hegglin e Hürlimann e titolava: "Scandalo sessuale per un politico UDC: l'ha violentata?".
La sentenza è ancora impugnabile. All'articolo in questione ne erano seguite altre decine, sullo stesso giornale e su altri media, tutti incentrati su quanto fosse realmente avvenuto tra Hürlimann, allora presidente dell'UDC cantonale, e la collega dei Verdi durante una festa, bagnata dall'alcol, per la nomina nel nuovo landamano (presidente del Consiglio di Stato).
L'allora 34enne Jolanda Spiess-Hegglin, sposata e madre di tre figli, aveva rimproverato a Hürlimann di aver approfittato di lei versandole nel bicchiere di vino gocce di stupefacente (la cosiddetta droga dello stupratore, o GHB) durante i festeggiamenti. Hürlimann ha sempre contestato questa versione, pur ammettendo che vi era stato un rapporto sessuale consenziente. Il procedimento per violenza carnale contro l'uomo è stato archiviato. I due protagonisti hanno raggiunto un accordo extragiudiziale nel marzo 2018: Hürlimann ha ritirato la denuncia per calunnia e diffamazione nei confronti dell'ex collega.