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Geotermia profonda petrotermale:
elettricità (e calore) per quartieri, aziende commerciali e industriali, nonché agricoltura
Tra i 4 e i 5 chilometri di profondità, il sottosuolo ha temperature che possono raggiungere i 150°C. La geotermia petrotermale sfrutta le rocce calde del basamento cristallino (graniti, gneiss). Siccome questa roccia è compatta, l’acqua non può circolarvi o solo in maniera minima. Per permettere delle circolazioni d’acqua, la roccia deve essere fratturata artificialmente. Per fare questo, dell’acqua fredda viene pressata con elevate pressioni nel sottosuolo profondo tramite una pozzo. Si creano così numerose piccole fissure nella roccia. L’acqua vi circola e si riscalda nel grande scambiatore di calore creato in seno al massiccio roccioso. L’acqua bollente ripompata verso la superficie grazie ad un secondo pozzo può essere utilizzata per la produzione di energia. Questo procedimento viene denominato «Hot Dry Rock», «Deep Heat Mining» oppure «Enhanced Geothermal System (EGS)»
In Svizzera, la geotermia petrotermale é destinata in primo luogo a produrre elettricità. In questo modo, il Consiglio Federale si è posto l’obiettivo di produrre circa 4.4 milliardi di kWh all’anno di energia elettrica entro il 2050. Ciò corrisponde praticamente alla metà della produzione annuale della centrale nucleare di Gösgen o una volta e mezza la produzione della centrale nucleare di Mühleberg. Con il processo di produzione di energia elettrica risultano grandi quantità di calore residuo. Quest’energia termica può riscaldare tramite reti di teleriscaldamento degli impianti industriali o interi quartieri, oppure fornire calore per processi industriali.