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Condividendo l'idea che i comprensori edificabili vadano meglio divisi da quelli non edificabili, il Consiglio federale intende affiancare un controprogetto indiretto all'iniziativa "Contro la cementificazione del nostro paesaggio", testo che raccomanda però di respingere.
L'iniziativa popolare depositata l'8 settembre scorso dalle associazioni promotrici riunire sotto l'etichetta "Sì alla natura, al paesaggio e alla cultura della costruzione" chiede che il principio fondamentale della pianificazione del territorio concernente la separazione dei comprensori edificabili da quelli non edificabili venga ora sancito nella Costituzione federale.
Inoltre, la Confederazione e i Cantoni devono provvedere affinché nei comprensori non edificabili il numero degli edifici e la superficie da essi occupata non aumentino. Il testo dell'iniziativa contiene pure diverse disposizioni e principi in relazione alle costruzioni al di fuori delle zone edificabili.
Stando a una nota governativa odierna, però, con la limitazione del numero degli edifici e della superficie da essi occupata al di fuori delle zone edificabili restano tuttavia da chiarire questioni importanti.
In caso di un "sì" alle urne, per un lungo periodo non sarebbe chiaro se la limitazione possa essere applicata direttamente ed entro quale termine debba essere soddisfatta. Inoltre, la questione se la limitazione sia da considerare come una prescrizione fissa in termini numerici o un obiettivo flessibile potrebbe provocare accesi dibattiti.
Poiché il Consiglio federale vuole evitare simili incertezze, ha deciso di respingere l'iniziativa, opponendole però un controprogetto a livello legislativo e non costituzionale che riprenda la principale richiesta dei sostenitori dell'iniziativa ossia il rafforzamento del principio di separazione dei comprensori edificabili da quelli non edificabili.
I punti cardine del controprogetto prevedono nuovi approcci a livello legislativo per poter recuperare terreni agricoli e l'idea che utilizzazioni più estese al di fuori delle zone edificabili verrebbero concesse solo se compensate significativamente;l'obiettivo è quello di ottenere un risultato complessivo migliore per il paesaggio.
Oltre a ciò, non verrebbero create ulteriori eccezioni per le costruzioni al di fuori delle zone edificabili e le attuali eccezioni non verrebbero più applicate sistematicamente su tutto il territorio nazionale, ma solo in quei Cantoni che recepiscono le eccezioni nel diritto cantonale.
Attualmente, sottolinea l'esecutivo nella nota, la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) sta discutendo la seconda fase della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio (LPT 2).
Non appena verrà presentato il progetto preliminare della CAPTE-S, il Consiglio federale rivaluterà il dossier e deciderà se rinunciare o meno a porre in consultazione un proprio controprogetto indiretto.
Se i lavori della CAPTE-S vanno in un'altra direzione oppure se i dibattiti sulla LPT 2 non sono ancora conclusi la prossima primavera, sulla base dei punti cardine summenzionati il Consiglio federale avvierà una consultazione, al più tardi entro maggio 2021, su un proprio controprogetto indiretto. Ciò si rende necessario al fine di poter trattare le iniziative popolari nel rispetto dei termini vigenti.