Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01164.jsonl.gz/388

Una nuova fonte di clorofluorocarburi sta compromenttendo lo strato di ozono nell'atmosfera.
L’atmosfera si tinge di giallo, non per la colorazione di qualche fumo o gas, ma per il mistero che circonda l’improvviso ritorno dei clorofluorocarburi. Questi gas sono responsabili del “buco dell’ozono”. L’ozono, nocivo a basse quote, compone oltre i 15 chilometri di altitudine l’ozonosfera, fondamentale per filtrare i raggi ultravioletti provenienti dal sole. I clorofluorocarburi erano stati messi al bando nel 1987 dal Protocollo di Montreal e da allora erano praticamente spariti. Dal 2013 però le misurazioni registrano una nuova fonte di questo gas, come evidenziano i dati di uno studio condotta dal National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti, secondo cui 13’000 tonnellate di Cfc-11 o triclorofluorometano, il gas più dannoso per lo strato di ozono, sono state immesse nell’atmosfera. Ciò rischia di ritardare la “ricucitura” del buco dell’Ozono, anche se la presenza di clorofluorocarburi nell'atmosfera risulta comunque in calo. Se bloccata subito, la nuova fonte di gas nocivi per l'ozono, i ricercatori stimano che la riparazione dell'Ozonosfera possa essere ritardata di 10 anni. Gli scienziati non sono invece riusciti a capire quale sia la nuova fonte di clorofluorocarburi, anche se puntano il dito contro qualche "fabbrica segreta" fra Cina e Mongolia.