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Gli azionisti di Aston Martin hanno approvato il ritorno della marca britannica in Formula 1 a partire dal 2021. Lo ha annunciato la scuderia Racing Point che dalla prossima stagione diventerà Aston Martin F1 Team.
«Lunedì 30 marzo gli azionisti di Aston Martin Lagonda hanno approvato lo stanziamento di 536 milioni di sterline (607 milioni di franchi, ndr), sostenuto da un'iniezione di 260 milioni di capitale da parte della Yew Tree Consortium, gruppo di investimento diretto da Lawrence Stroll (attuale proprietario della Racing Point, ndr) – si può leggere in un comunicato –. Nel quadro di questo investimento, il signor Stroll diventerà presidente esecutivo di Aston Martin e Aston Martin creerà una propria scuderia di F1», a partire dalle strutture della Racing Point basata a Silverstone.
«Un lavoro sul punto di iniziare con la creazione di gruppi di ingegneri e di gruppi di lavoro incaricati di gettare le basi del successo della scuderia e dello sviluppo delle vetture», prosegue il comunicato.
Il progetto, legato a un piano di salvataggio che dovrebbe far uscire Aston Martin da una cattiva situazione commerciale e finanziaria, era tato annunciato il 31 gennaio. La sua finalizzazione giunge in un momento nel quale la crisi del coronavirus ha colpito in pieno il mondo della Formula 1, con le prime otto prove del Mondiale annullate o posticipate. Tutte le scuderie sono attualmente bloccate nelle loro attività, così come lo sono le catene di montaggio nelle fabbriche dell'Aston Martin nel Regno Unito.
Aston Martin, sponsor principale della Red Bull fino al 2020, aveva preso parte ad alcune prove nel 1959 e nel 1960 per conto della scuderia David Brown, per altro senza ottenere grandi successi. In seguito, aveva brillato nel campionato del mondo endurance. Racing Point, invece, era stata creata nel 2018 dopo il fallimento di Force India e il suo acquisto da parte di Lawrence Stroll.