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LOS ANGELES - Dal telefono alla camera da letto. Nel documentario "Controlling Britney Spears" è stato rivelato che la cantante veniva monitorata e spiata da dei detective privati assunti dal padre.
Rilasciato venerdì, il film del New York Times sui 13 anni di Britney passati sotto la tutoria di Jamie Spears, ha rivelato che le conversazioni della donna con i propri figli e con il fidanzato venivano seguite in remoto da un iPad.
Lo ha affermato in un'intervista nel documentario un ex dipendente di Black Box Security, Alex Vlasov, che ha lavorato con il team della cantante per quasi nove anni. La società aveva "ricopiato" il telefono della popstar su un iPad, creando così un accesso diretto al suo account iCloud. Inoltre un dispositivo di ascolto era stato posizionato nella sua camera da letto.
L'avvocato di Jamie ha risposto alle accuse dicendo che tutto ciò che è stato fatto rientrava nei parametri dell'autorità conferita al padre e che c'era consenso dal lato di Britney. La prossima udienza è prevista per il 29 settembre, dove l'avvocato Matthew Rosengart chiederà ufficialmente che la condizione di tutela della cantante sotto il padre venga rimossa.