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Dopo le due clamorose figuracce rimediate dapprima sui luoghi principali dove in Svizzera ci si contagia e, poi, sull'aver dato per morto un ragazzo tra i 20 e i 30 anni del Canton Berna a causa di un formulario compilato male, l'Ufficio federale della sanità pubblica vuole migliorare la raccolta dei dati, abolendo di fatto la carta.
Medici, ospedali e cantoni saranno quindi caldamente invitati a inviare in maniera digitale la documentazione, per evitare imbarazzanti malintesi. Finora infatti era data loro facoltà di scegliere il mezzo a loro più consono: pur esistendo un modulo elettronico, rimaneva la possibilità comunque di inoltrare i documenti tramite posta elettronica o addirittura ancora via fax. "Chi segnalava ha così potuto scegliere il sistema a loro più pratico", ha rilevato il responsabile della trasformazione digitale dell'Ufsp Sang-Il Kim alla Srf.
Per evitare errori e confusione, ha aggiunto, l'Ufficio della sanità pubblica chiederà che "tutto ciò che può essere trasmesso in digitale, sia inviato in digitale".
Venerdì l'Ufsp si era reso protagonista di un imbarazzante malinteso. In un incontro con la stampa, Stefan Kuster, responsabile per le malattie trasmissibili presso l'Ufsp, aveva confermato il decesso per coronavirus di un paziente tra i 20 e i 30 anni domiciliato nel canton Berna. Ma la notizia è stata smentita poche ore dopo dal Dipartimento bernese della sanità, il quale ha affermato che si trattava di un errore e che l'informazione sbagliata era dovuta a una confusione nel rapporto clinico di una persona in isolamento e che non presenta sintomi gravi della malattia.
Non era la prima volta che l'Ufsp commette un errore nella presentazione dei dati. Ad inizio agosto l'ufficio federale ha pubblicato una tabella in base alla quale il rischio di infezione era maggiore nei locali notturni e nei ristoranti. Pochi giorni dopo le informazioni sono state corrette e l'Ufsp ha dichiarato che la maggior parte dei contagi avviene all'interno dei nuclei famigliari.