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LONDRA - Non accenna a placarsi la polemica sulle recenti dichiarazioni, giudicate transfobiche, di J.K. Rowling.
A intervenire è Daniel Radcliffe, che ha portato sul grande schermo la più celebre delle creature della scrittrice, ovvero il maghetto Harry Potter. L'attore ha rilasciato una dichiarazione a The Trevor Project, associazione per la prevenzione dei suicidi nella comunità Lgbt, nella quale spiega di essere grato a Rowling («È indubbiamente responsabile per il corso che ha preso la mia vita») ma che «come essere umano, mi sento in dovere di dire qualcosa in questo momento».
Radcliffe chiarisce che non si tratta di un attacco personale alla scrittrice, ma di una sua profonda convinzione: «Le donne transgender sono donne. Ogni affermazione contraria cancella l'identità e la dignità delle persone trans e va contro ogni parere dato dalle associazioni dei professionisti della salute».
Il 30enne afferma che bisogna fare di più per sostenere le persone transgender e di genere non-binario, «non invalidarne le identità e causare loro ulteriore dolore». Infine, Radcliffe spera che le dichiarazioni della 54enne «non contamino» Harry Potter agli occhi dei fan in tutto il mondo.
Non accenna a placarsi la polemica sulle recenti dichiarazioni, giudicate transfobiche, di J.K. Rowling.