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Il Wwf chiede alle banche centrali e alle autorità di vigilanza dei mercati finanziari di rafforzare le loro misure a favore della natura e del clima. Anche la Svizzera deve fare la sua parte, ha sottolineato oggi la Ong in un comunicato.
"Senza misure urgenti che permettano di capire e gestire meglio i rischi climatici e naturali, questi ultimi avranno conseguenze macroeconomiche significative", ha avvertito, citata nel comunicato, Margaret Kuhlow, responsabile della finanza sostenibile di Wwf International.
In quest’ottica la Banca nazionale svizzera (Bns) e l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) non fanno abbastanza, secondo il Wwf. Quest’ultimo chiede loro di considerare i rischi finanziari legati al riscaldamento globale e alla perdita di biodiversità come parte della loro missione principale.
Per la Ong il riscaldamento climatico e la perdita di biodiversità devono essere affrontati come una "doppia crisi". "Questa situazione richiede misure coordinate, che mettano l’accento sulle attività economiche più nefaste, poiché queste comportano anche il rischio finanziario più elevato".
Il Wwf chiede alla Bns e alla Finma di obbligare gli istituti finanziari a pubblicare piani di transizione credibili che tengano conto degli aspetti legati alla biodiversità e al cambiamento climatico.
"Ecosistemi sani potrebbero assorbire il 37% dei gas a effetto serra necessari per limitare a 1,5 gradi l’aumento della temperatura globale", scrive il Wwf. Ma il riscaldamento climatico, la distruzione degli habitat e la perdita della diversità minano questo processo e rilasciano più carbonio.
La piazza finanziaria svizzera svolge un ruolo importante in questo contesto, sottolinea la Ong, secondo la quale la Bns gestisce più di 1’000 miliardi di franchi e il settore finanziario svizzero più di 2’790 miliardi di franchi. "Questo denaro ha un’influenza sull’ambiente ed è influenzato dall’ambiente".