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Michele Salvi Tutti gli articoli di Michele Salvi
«Run on the Insurance»: irrealistica una corsa agli sportelli assicurativi
Gli assicuratori si differenziano in modo sostanziale dalle banche per il loro modello operativo. Non rappresentano un pericolo per i mercati finanziari globali in caso di crisi.
Il fallimento di Credit Suisse (CS) e i miliardi di garanzie statali tengono impegnata la Svizzera. In realtà, dopo la soluzione di ripiego per UBS nel 2008 l’intenzione era quella di evitare, attraverso disposizioni legali, un salvataggio statale: in quanto banca di rilevanza sistemica globale, CS era «too big to fail» e avrebbe dovuto essere liquidata o risanata senza una partecipazione sostanziale dello Stato in caso di corsa agli sportelli bancari. Come si sa, non è stato così. Gli eventi mostrano chiaramente la rapidità con cui anche un istituto finanziario ben capitalizzato può trovarsi in difficoltà esistenziali nonostante i piani di emergenza e aver bisogno di essere salvato. E con questo sorge la seguente domanda: uno scenario di rovina e salvataggio come quello di CS sarebbe immaginabile anche per un grande assicuratore svizzero?
Il modello operativo degli assicuratori è fondamentalmente diverso da quello delle banche: i contratti assicurativi vengono stipulati prevalentemente sulla base dell’assunzione di un rischio specifico. In altre parole, in cambio del pagamento di un premio di rischio, gli assicuratori promettono di pagare i sinistri futuri concordati contrattualmente: nella maggior parte delle assicurazioni, prima di poter avanzare una richiesta di risarcimento nei confronti dell'assicuratore è quindi necessario che si verifichi un sinistro, ad esempio un incidente stradale.
Solo le assicurazioni vita prevedono di norma un premio di risparmio, vale a dire che i soldi degli assicurati vengono accumulati e investiti di anno in anno. Tuttavia, questi prodotti assicurativi hanno una lunga durata contrattuale. Il passaggio a un altro fornitore richiede inoltre un certo periodo di tempo, soprattutto nel settore della previdenza professionale. Se nel caso delle banche i risparmiatori disorientati possono ritirare rapidamente i fondi investiti, causando così una carenza di liquidità, nel caso delle assicurazioni questo è praticamente impensabile. Una corsa agli sportelli assicurativi è uno scenario irrealistico.
Una corsa agli sportelli assicurativi è uno scenario irrealistico.
Tuttavia, il fatto che il settore assicurativo sia più resistente al rischio non è dovuto solo al suo modello operativo, ma anche a uno speciale sistema di copertura del settore privato: i riassicuratori fungono da assicuratori degli assicuratori. Il loro principio si basa su una diversificazione del rischio globale e quindi molto ampia. Proteggono i bilanci degli assicuratori diretti, garantiscono l’apporto di nuovo capitale e limitano gli effetti di sinistri di grande entità.
Dopo la crisi finanziaria del 2008 anche nel settore assicurativo si sono inasprite le condizioni quadro legali e di vigilanza. I diversi modelli operativi di banche e assicuratori si riflettono nella regolamentazione. Un elemento centrale è rappresentato dai requisiti di capitale secondo il Test svizzero di solvibilità (SST). Il SST mira a valutare i bilanci secondo la loro conformità al mercato e a fissare i requisiti di capitale risultanti in base al rischio. Gli assicuratori in media superano chiaramente di oltre il doppio il requisito minimo del 100 percento della quota STT.
I diversi modelli operativi di banche e assicuratori si riflettono nella regolamentazione.
L’autorità di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha inoltre emanato direttive precise sulle attività di investimento per le compagnie di assicurazione svizzere assoggettate a vigilanza: diversamente da quanto previsto per altri attori del mercato finanziario, per le assicurazioni molte categorie d’investimento sono regolamentate in modo specifico. Gli investimenti devono poter essere convertiti rapidamente in liquidità e le normative lo garantiscono. Le compagnie di assicurazione hanno quindi un margine di manovra molto più ridotto.
Inoltre, l'eventuale insolvenza di una compagnia di assicurazione può essere liquidata su ordine del regolatore. La revisione della legge sulla sorveglianza degli assicuratori ha creato le basi per questo. Non esiste una vera e propria regola «too big to fail» per gli assicuratori e non ce n'è nemmeno bisogno.
Gli assicuratori svizzeri svolgono indubbiamente un ruolo importante nel sistema economico globale: si fanno carico dei rischi che i privati e le imprese non possono assumersi da soli. Tuttavia, per i motivi citati, non rappresentano un rischio di rilevanza sistemica. Il loro modello operativo orientato sul lungo termine e la loro solida dotazione di capitale garantiscono stabilità e resilienza. Da un punto di vista normativo, non è quindi necessario intervenire nel settore assicurativo privato della Svizzera.