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BERNA - L'UDC si schiera a favore dell'acquisto di 55 o almeno 40 nuovi aerei da combattimento. «La sicurezza non ammette nessuna mezza misura», indica il consigliere nazionale bernese Adrian Amstutz, presidente dimissionario del gruppo parlamentare del suo partito, in un'intervista pubblicata oggi sul "Neue Zürcher Zeitung".
Lo scorso maggio il gruppo di esperti istituito dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha presentato quattro varianti che propongono soluzioni da 20 fino a 70 aerei. Secondo Amstutz, le due varianti minime non garantirebbero efficacemente la protezione della popolazione svizzera.
«L'UDC è a favore di una variante efficace con 55 o almeno 40 nuovi aerei da combattimento», rileva il consigliere nazionale. Tuttavia, il partito sostiene l'opzione con 40 jet solo se accompagnato da un sistema di difesa terra-aria BODLUV per poter assicurare interamente la protezione del Paese. «Tutte le altre soluzioni rappresentano un pericolo pubblico».
Questa variante, per un investimento di 9 miliardi, prevede l'acquisto di 40 nuovi aerei e un sistema di difesa terra-aria che potrebbe coprire una larga superficie, ma in questo caso le truppe al suolo e le opere importanti saranno protette solo parzialmente.
L'opzione più costosa proposta dagli esperti prevede l'acquisto da 55 fino a 70 nuovi aerei da combattimento abbinato a un sistema di difesa terra-aria BODLUV, il cui costo si dovrebbe aggirare tra i 15 e i 18 miliardi di franchi.
Trenta aerei e un sistema BODLUV esteso è invece la terza opzione presentata, per un costo di 8 miliardi di franchi. Questo progetto ha ottenuto la maggioranza dei voti da parte del gruppo d'accompagnamento esterno, istituito anch'esso dal DDPS. Mentre la variante minima prevede l'acquisto di 20 jet da combattimento e un sistema BODLUV più semplice per un totale di circa 5 miliardi.
Amstutz ha sostenuto la decisione del ministro della difesa Guy Parmelin in merito al congelamento dell'acquisto del sistema BODLUV, aggiungendo che il provvedimento chiaro «era importante». Le Commissioni della gestione (CDG) si sono dimostrate critiche nei confronti del parere del consigliere federale, ma hanno tuttavia deciso di concludere la loro indagine lo scorso settembre dal momento che è stato rilanciato un nuovo progetto in merito all'acquisto di un sistema di difesa terra-aria.