Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/149655

<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 1° marzo 2014, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) controlla, in virtù dell'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce (RS; 944.022), se tutte le pellicce e i prodotti di pellicceria in vendita in Svizzera sono dichiarati come prescritto. Lo scopo di questo obbligo di dichiarazione, risalente all'intervento parlamentare Moser 08.3675, è che i consumatori dispongano, grazie a maggiori informazioni sui prodotti di pellicceria, di indicazioni chiare sul tipo di allevamento, sull'origine della pelliccia e sulla specie animale da cui è stata ottenuta e possano pertanto acquistare questi prodotti in base ai propri valori etici e tenendo conto del benessere dell'animale.</p><p>L'USAV, responsabile dell'attuazione dell'ordinanza, dopo alcuni controlli a campione è giunto alla conclusione che "per diversi articoli di pellicceria c'è ancora un margine di miglioramento per la dichiarazione della provenienza e del modo di ottenimento". L'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce è stata applicata correttamente solo in sette punti vendita, altri 41 sono stati invece oggetto di contestazioni.</p><p>Visti questi risultati deludenti, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene ancora che l'obbligo di dichiarazione, sancito dagli articoli 3 a 7 dell'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce, sia il mezzo adeguato per tenere conto delle riserve etiche sulla produzione di pellicce all'estero, soprattutto considerando che, come dichiara l'USAV, per i punti vendita non prettamente specializzati in pellicce è a volte molto difficile conoscere la provenienza e il modo di ottenimento di una pelliccia?</p><p>2. Si aspetta un miglioramento se continueranno ad essere effettuati solo controlli a campione?</p><p>3. A quanto sono ammontati gli emolumenti riscossi nei casi in cui è stata riscontrata una violazione dell'obbligo di dichiarazione ai sensi dell'articolo 11 dell'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce?</p><p>4. Quali emolumenti sono stati addebitati e a chi?</p><p>5. Sono state comminate multe ai sensi dell'articolo 11 della legge federale sull'informazione dei consumatori?</p><p>6. In che modo la Confederazione intende assumere il suo compito di sensibilizzazione? A quanto ammontano i relativi costi?</p><p>7. Il Consiglio federale non ritiene che, visti i risultati deludenti dei controlli a campione, un divieto generale (eventualmente un divieto di importazione) di certi articoli di pellicceria sarebbe una soluzione più efficace e meno burocratica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale condanna la produzione di articoli ottenuti infliggendo sofferenze agli animali. Infatti, in adempimento della mozione Moser 08.3675, "Obbligo di dichiarazione delle pellicce", accolta dal Parlamento nel 2009, e in virtù della legge federale del 5 ottobre 1990 sull'informazione dei consumatori (RS; 944.0), il 7 dicembre 2012 ha emanato l'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce (RS; 944.022). Tale ordinanza prevede obblighi di dichiarazione relativi alla specie animale, all'origine e al modo di ottenimento dei prodotti di pellicceria e mira a rendere più consapevoli i consumatori e a consentire loro di poter decidere con cognizione di causa se acquistare o meno determinati prodotti di pellicceria. Dai risultati dei controlli svolti finora dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) è emerso che per quanto riguarda la corretta dichiarazione vi sono ancora lacune, anche se spesso dopo i controlli i venditori di prodotti di pellicceria forniscono le informazioni necessarie.</p><p>2. L'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce prevede che i controlli siano svolti a campione. Le campionature sono eseguite in base a una valutazione dei rischi e costituiscono un metodo efficiente per verificare l'attuazione delle prescrizioni. L'USAV svolge inoltre controlli mirati quando vi sono motivi fondati per ritenere che una dichiarazione non sia conforme alle disposizioni. Per il futuro si può prevedere che con il tempo la costante informazione degli ambienti interessati (pellicciai, associazioni di commercianti al dettaglio), i regolari controlli e la crescente consapevolezza dei fornitori esteri porteranno automaticamente a un miglioramento dell'attuazione dell'ordinanza.</p><p>3./4. Se da un controllo risulta che la dichiarazione dei prodotti di pellicceria non è conforme all'ordinanza, le spese di controllo sono fatturate con una tariffa oraria di 200 franchi. A questo titolo sono stati riscossi finora emolumenti compresi tra i 40 e i 140 franchi. La strategia consiste nello svolgere il maggior numero possibile di controlli per responsabilizzare i titolari dei negozi, il cui onere consiste soprattutto nel correggere le lacune contestate. Se le lacune persistono, l'USAV può disporre la rettifica della dichiarazione; in tal caso è prevista una tassa amministrativa di 120 franchi. Dal marzo del 2014 sono stati riscossi complessivamente emolumenti per 4328 franchi.</p><p>5. Al momento è in corso un procedimento penale per violazione delle prescrizioni di dichiarazione.</p><p>6. Gli ambienti interessati continueranno a ricevere direttamente i rapporti sulle attività di controllo, per altro resi accessibili al pubblico sotto forma di comunicati stampa. I negozi interessati sono informati - e in tal modo anche sensibilizzati - nell'ambito dei controlli. L'USAV è a disposizione degli interessati per qualsiasi domanda sull'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce e offre sul suo sito Internet informazioni aggiornate in materia. In senso stretto, non è prevista alcuna campagna di sensibilizzazione. I costi per l'informazione e la sensibilizzazione non possono quindi essere presentati separatamente.</p><p>7. L'attuazione integrale dell'obbligo di dichiarazione richiederà un certo tempo. I risultati dei controlli svolti finora rilevano come la sensibilizzazione sia già progredita e come in genere le lacune non siano sostanzialmente gravi. Per il momento non è ancora possibile una valutazione completa e fondata degli effetti dell'ordinanza. Non è dunque urgente valutare la possibilità d'introdurre un divieto di vendita o di importazione per determinate pellicce o particolari prodotti di pellicceria. Nel quadro dell'attuazione del postulato Bruderer Wyss 14.4286 prevista per l'inizio del 2017, il Consiglio federale è tuttavia disposto a presentare un rapporto che comprenda oltre all'analisi degli effetti dell'ordinanza anche lo studio di possibili alternative all'obbligo di dichiarazione. Per altro, eventuali restrizioni alle importazioni devono essere compatibili con il diritto internazionale, in particolare con i principi dell'Accordo generale su le tariffe doganali e il commercio (GATT; RS 0.632.21).</p>  Risposta del Consiglio federale.