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“Flames in The Silence” ritrae le 141 autoimmolazioni tibetane avvenute finora in Tibet per protestare contro le politiche coloniali repressive cinesi.
La mostra dà visibilità a questa dolorosa questione, onora il loro sacrificio e diventa un memoriale senza fine che amplifica le loro richieste. Inoltre, facilita una discussione costruttiva su questa controversia per aiutare a comprenderla e, infine, a evitare che si ripeta.
L’intento di Pau non è quello di esprimere un giudizio, ma di riflettere una realtà che ci viene nascosta dalla censura cinese. Finora questi dipinti sono stati esposti, non senza polemiche, a Barcellona (Spagna), a Dharamshala (India) e a Ostrava (Repubblica Ceca) con un’ottima accoglienza sia da parte del pubblico occidentale sia soprattutto da parte dei rifugiati tibetani in esilio, che hanno espresso la loro sincera gratitudine per questo lavoro. Questi dipinti evitano in un certo senso che la questione finisca nell’oblio.