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Sarà impossibile evacuare tutti coloro che ne avrebbero diritto prima della scadenza del 31 agosto, con le medie attuali
KABUL - Sono oltre 100mila i collaboratori afghani delle truppe statunitensi e della Nato che rischiano di non essere evacuati dall'aeroporto di Kabul entro la scadenza del 31 agosto.
Chi potrebbe partire - È stato il New York Times a fornire le nuove cifre delle operazioni in corso allo scalo della capitale del paese asiatico. «Anche se le forze militari statunitensi dovessero continuare a evacuare intorno alle 20mila persone al giorno» come sta avvenendo, spiega il quotidiano, «non si sarebbe vicini a far partire tutti gli afghani che potrebbero averne diritto». Visti speciali spetterebbero ad autisti, traduttori e consulenti che hanno lavorato negli ultimi 20 anni con il governo di Washington o con altre organizzazioni statunitensi, così come ai loro famigliari.
Gli evacuati dal 14 agosto a oggi sono oltre 82mila. I cittadini statunitensi attualmente ancora presenti sono 1500, come confermato dal segretario di Stato Antony Blinken. Ma, in questo momento, sarebbero 250mila le persone di cittadinanza afghana che avrebbero il diritto di partire.
Esse richiedono di partire temendo per la propria vita: a Kabul circola insistentemente la voce - nonostante le smentite da parte talebana - di liste di "collaborazionisti" che potrebbero essere arrestati, se non peggio. La situazione è molto confusa ed è impossibile fare previsioni sul reale numero di persone che riusciranno a partire e quanti saranno "lasciati indietro". Un'eventualità che fa infuriare i membri delle agenzie d'intelligence e di sicurezza Usa, che la stanno vivendo come una sorta di tradimento nei confronti di chi ha lavorato a stretto contatto con loro per anni, se non decenni.
Gli americani ancora sul terreno - Blinken, incontrando i giornalisti, ha spiegato: «Siamo stati in contatto diretto con altri circa 500 americani e abbiamo fornito istruzioni specifiche su come raggiungere l'aeroporto in sicurezza». I funzionari hanno avuto difficoltà a rintracciare gli altri circa 1000 statunitensi che, si pensa, potrebbero essere ancora nel paese. «Li contattiamo in modo aggressivo più volte al giorno, attraverso più canali di comunicazione - telefono, e-mail, messaggi di testo - per determinare se vogliono ancora andarsene». Alcuni potrebbero averlo fatto senza avvertire le autorità, ipotizza Blinken.
Altri ancora potrebbero optare per restare. «Molti di loro hanno la doppia cittadinanza e possono considerare l'Afghanistan la loro casa. Hanno vissuto lì per decenni e vogliono stare vicino alla famiglia allargata». Per questo motivo «il numero di statunitensi che stanno attivamente cercando di andarsene potrebbe essere significativamente inferiore» ai 1000 preventivati.
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