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NEW YORK - Donald Trump con una mossa a sorpresa apre a un rientro degli Stati Uniti nella Trans-Pacific Partnership, l'accordo di libero scambio fra 11 Paesi che si affacciano sul pacifico. E Wall Street brinda, con i listini che avanzano di oltre l'1%.
A un anno di distanza dall'uscita definita degli States dalle trattative per la TTP, decisa nei suoi primi giorni di presidenza, Trump torna sui suoi passi e chiede ai suoi consiglieri economici di studiare un possibile rientro nell'alleanza. Si tratta di una svolta importante nella politica dell'America First del presidente americano. Un mossa con cui punta a tutelare gli agricoltori americani, che rischiano di cadere vittime e di pagare il prezzo più pesante di una possibile guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina.
Le trattative per la Trans-Pacific Partnership erano state avviate da Barack Obama nonostante l'opposizione di democratici e repubblicani. La decisione di Trump di sfilare gli Usa dall'intesa è stata però accolta da altrettante critiche, tanto che 25 repubblicani avevano inviato una lettera aperta al presidente chiedendo di riconsiderare la decisione. Sforzi che erano caduti nel vuoto, con Trump convinto che gli accordi bilaterali siano più vantaggiosi di quelli multilaterali.
Il cambio di rotta della Casa Bianca, accusata da più parti di protezionismo, è recente ed è legata a una possibile guerra commerciale con la Cina, che colpirebbe soprattutto gli agricoltori, ovvero la base elettorale del presidente. Pechino ha risposto infatti alle minacce di Trump su dazi su 150 miliardi di dollari di prodotti cinesi in tono altrettanto duro: ha fatto aleggiare lo spettro di dazi sui prodotti agricoli americani, prendendo di mira soprattutto i semi di soia.