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Hernando de Soto
Maurizio Ferraris
Stefano Rodotà
John Searle
Barry Smith
Nicola Arigliano Quintet
Letture Il mistero dell’ontologia sociale di John Searle Il mistero del Capitale di Hernando de Soto Atti Documentali di Barry Smith Il diritto al segreto di Stefano Rodotà Documentalità e telefonini di Maurizio Ferraris
Coordina Riccardo Chiaberge
Concerto
Il nostro grande swing di Nicola Arigliano Quintet
Entrata libera fino ad esaurimento posti (apertura alle ore 20:00)
Come Searle ha ricordato recentemente, se nella seconda metà del secolo scorso la filosofia della mente ha preso il posto della filosofia del linguaggio nel ruolo di “filosofia prima”, è perché la maggior parte dei filosofi ha riconosciuto che la filosofia del linguaggio era solo una parte della filosofia della mente.
Il 24 maggio è stato conferito a John Searle il premio “Mente e Cervello”. Un “cocktail” di Searle è il discorso tenuto per l’occasione da Maurizio Ferraris.
Lettura interessante: un efficace riassunto del poliedrico pensiero di Searle con un accostamento (bisogna vedere quanto gradito) alle teorie di Derrida.
Jackie Derrida. Ritratto a memoria è un interessante libro di Maurizio Ferraris che raccoglie diversi scritti sul filosofo francese.
Il primo di questi testi, intitolato Scripta manent, è stato originariamente pubblicato su «Il Sole 24 Ore» del 10 ottobre 2004, giorno dopo la morte di Derrida.
Ferraris citava una intervista che Derrida aveva concesso durante un convegno in suo onore a Rio de Janeiro. In realtà l’intervista era avvenuta a Parigi, subito prima della partenza per Rio.
Una piccola imprecisione dovuta alla fretta, che Ferraris volutamente lascia segnalando in nota l’errore. È interessante come introduce e di fatto spiega l’errore: Citavo a memoria; in realtà…
Ecco, Ferraris citava a memoria, non si era documentato, non aveva controllato, non aveva letto le fonti prima di scrivere. E da questo suo non leggere è seguita una cosa non vera, non reale, perché in realtà Derrida non era stato intervistato a Rio.
La memoria non è affidabile, lo scritto, la traccia sì. Scripta manent, certamente, ma anche e soprattutto in scripta veritas, nello scritto c’è la verità.
Quanta filosofia in una piccola nota a piè di pagina!
Primo appunto al testualismo debole di Ferraris: non sempre vengono effettuate iscrizioni su carta o su memoria magnetica. Molte promesse e pagamenti avvengono oralmente, magari in assenza di testimoni. Dov’è l’iscrizione in questi casi?
Per Ferraris la promessa è registrata nelle cellule cerebrali dei soggetti coinvolti. La mente è una tabula, un libro in grado di accogliere iscrizioni e di conservarle per un po’ (p. 106). Quella della tabula non è solo una metafora, bensì un trascendentale. In altre parole: non è tanto il linguaggio che permette di descrivere la mente come tabula, quanto l’essere tabula della mente che permette il linguaggio e la conoscenza (p. 123). Più che una scrittura vera e propria, è una archiscrittura. Continua a leggere Dov’è scritto?
Ci son più cose in cielo e in terra che non sogni la tua filosofia: questo è forse il più efficace riassunto della seconda parte del saggio di Ferraris Dove sei? Ontologia del telefonino.
La filosofia è più povera del reale perché fatica a riconoscere l’esistenza e lo statuto degli oggetti sociali come promesse, obblighi, pagamenti eccetera: oggetti particolari, che non hanno una consistenza fisica precisa come sassi e automobili, ma che non sono neppure eterei come i sogni e, soprattutto, non dipendono dalla volontà. Continua a leggere Testualismo debole
Le formiche, come le lucertole e i ragni, sono in grado di arrampicarsi sui muri. L’uomo no, ma tutto sommato sopravvive lo stesso.
Una formica può sollevare più del doppio della propria massa corporea. Un uomo non particolarmente allenato al massimo riesce a tenere sollevato a lungo la metà del proprio peso, ma tutto sommato sopravvive lo stesso.
Quel “sopravvive lo stesso” è una dimostrazione della tesi di Ferraris: il mondo è pieno di oggetti di taglia media, né troppo grandi né troppo piccoli.
Per le formiche, invece, il mondo è pieno di oggetti grandi, talmente grandi che hanno bisogno di poteri sovrumani per sopravvivere.
Un buon punto di partenza per una ontologia che non voglia ridurre il mondo a un sogno umano.
Una delle tesi sviluppate da Ferraris in Dove sei? riguarda il rapporto tra scrittura e comunicazione.
Indubbiamente la scrittura serve a comunicare: una lettera, uno sms, un appunto lasciato al partner sul frigorifero sono indubbiamente tutte comunicazioni scritte. E tutte comunicazioni che potrebbero più o meno agevolmente avvenire oralmente: una telefonata, un messaggio sulla segreteria telefonica. Continua a leggere Scrivere per scrivere
Maurizio Ferraris; Dove sei? Ontologia del telefonino; Milano, Bompiani, 2005
Il titolo dell’ultimo lavoro di Maurizio Ferraris è parziale: non si tratta soltanto di una ontologia del telefonino ma anche, e soprattutto, una ontologia a partire dal telefonino.
L’ontologia si occupa di ordinare e descrivere tutto quello che c’è o, per usare un linguaggio più filosofico, che esiste.
Iniziamo dalla prima questione: che tipo di oggetto è il telefonino? L’intuizione di Ferraris, debitore in questo a Derrida, è che il telefonino non è una semplice estensione del telefono, non è uno strumento legato esclusivamente alla dimensione orale: il telefonino è essenzialmente una macchina da scrivere. Continua a leggere Ontologia in movimento