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BERNA - «La Confederazione ha acquistato mascherine inefficaci» durante la fase calda della pandemia. La bomba è stata sganciata ieri sera dalla trasmissione della SRF "Kassensturz". In effetti le mascherine igieniche devono soddisfare un certo standard di protezione, essendo ufficialmente considerate come un prodotto medico.
Tre tipi certificati - Nell'Unione europea le tre mascherine certificate - solitamente di colore blu o verde - filtrano tra il 95% e il 98% dei batteri presenti nell'aria. Swissmedic consiglia «molta cautela» con le mascherine che non raggiungono questo standard. Ed è proprio qui che casca l'asino. Perché Berna, in piena emergenza e per ovviare a una carenza di materiale protettivo, ha consentito all'acquisto di 18 milioni di mascherine VBS non necessariamente conformi agli standard europei per distribuirli a rivenditori e farmacie. «Il marchio CE - precisa l'esperta Margit Widmann alla trasmissione svizzero-tedesca - dà (la falsa) impressione che questa maschera soddisfi i requisiti europei. Guardando i caratteri scritti in piccolo si scopre però che questo standard cinese fa riferimento all'inquinamento atmosferico. Per questo mi chiedo se queste maschere siano adatte contro il Covid-19».
La conseguenza è che diverse mascherine vengono vendute (e acquistate) per quello che non sono. Esse infatti non soddisfano gli standard europei e quindi dovrebbero venire denominate come "non mediche". E secondo la SRF, non sarebbero poche. «Se la certificazione è incompleta, non so se la mascherina che ho acquistato serva davvero a proteggermi», conclude l'esperta.
Ora la Confederazione dovrà, gioco forza, sorvegliare il mercato e ritirare i prodotti non conformi. Perché i consumatori che in futuro vorranno acquistare una mascherina devono poter contare su una dichiarazione che certifichi la qualità «chiara e corretta».