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La pandemia sta provocando un assalto alle Alpi e il turismo di massa rischia di distruggere la sua stessa essenza, il territorio, un fattore determinante per il benessere di ogni essere umano: è l'allarme lanciato da Raimund Rodewald, direttore della Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio (FP), che fra gli esempi in positivo cita invece una perla del Ticino: la Valle di Muggio.
"Il coronavirus ha fatto crescere il bisogno di spazi naturali, aree ricreative e di relax, nonché, di conseguenza, la sensibilità per queste regioni", afferma Rodewald in un'intervista pubblicata lunedì dalla Neue Zürcher Zeitung. "Soprattutto le zone vicino alla città sono diventate molto popolari: questo dimostra quanto siano importanti. Tuttavia, sono insufficienti in termini di qualità e di spazio", aggiunge.
"Allo stesso tempo, i punti più interessanti della regione alpina vengono ora presi d'assalto: le ferrovie sono affollate, turismo di massa come non mai", si lamenta l'esperto. L'esempio negativo è quello della funivia in fase di ultimazione a Grindewald, che dovrebbe portare un milione di turisti all'anno sullo Jungfraujoch, ma compromette la vista sulla parete nord dell'Eiger.
"Molto spesso manca la consapevolezza di preservare il bello. Turismo consapevole significa autentica esperienza individuale e non turismo di massa", conclude.