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Il governo indiano ha deciso di revocare lo statuto speciale di autonomia di cui godeva il Kashmir perché il Pakistan lo utilizzava per diffondere il terrorismo e sentimenti anti-indiani, ha affermato oggi in un discorso alla nazione il primo ministro indiano Narendra Modi.
“Ho piena fiducia che con questo nuovo sistema saremo in grado di liberale in Jammu e Kashmir dal terrorismo e dal separatismo”, ha detto Modi, che guida il partito nazionalista BJP.
Lo Stato del Jammu e Kashmir – dove la popolazione è maggioritariamente musulmana - è stato diviso in due territori sotto il controllo federale senza più il diritto di avere una propria Costituzione. Le norme che limitavano gli acquisti di proprietà e i trasferimenti di residenza sono state modificate, alimentando le preoccupazioni di chi teme una “colonizzazione” indù.
Il nazionalista Modi, trionfatore alle elezioni di maggio, è riuscito a far passare la decisione davanti ad una opposizione indebolita e divisa. Anche i partiti regionalisti dell’India meridionale lo hanno sostenuto, nel timore di vedere compromesso – in caso contrario - il sostegno finanziario del governo centrale alle loro regioni.
L’anno prossimo l’India si recherà alle urne per rinnovare un terzo del Senato, dove attualmente il BJP non ha la maggioranza. Tutti gli esperti prevedono un nuovo trionfo.