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Una trentina di aziende e ricercatori hanno lanciato con annunci sui giornali svizzero-tedeschi un appello al Consiglio federale affinché le riduzioni di gas ad effetto serra entro il 2020 siano portate al 40% rispetto al livello del 1990, ossia il doppio dell'obiettivo attuale. Entro il 2030 il calo delle emissioni di CO2 dovrebbe essere del 60%, chiede l'appello lanciato da swisscleantech e WWF.
Secondo i sostenitori della campagna - fra gli altri Coop, Aldi, Ikea, McDonalds, Solar impulse, gli ostelli delle gioventù ed alcune agenzie di viaggio - Berna dovrebbe annunciare mercoledì gli impegni del governo in materia di politica climatica oltre il 2020. La legge sulle emissioni di anidride carbonica, entrata in vigore l'anno scorso, consente al Consiglio federale di migliorare gli obiettivi.
Finora è stato annunciato solo quello per il periodo 2013-2020. Aziende e ricercatori lo ritengono insufficiente. La Germania, ad esempio, ha già fissato una riduzione del CO2 del 40%. Le rivendicazioni sono analoghe a quelle del Gruppo intergovernativo dell'ONU sul cambiamento climatico (IPCC), che raccomanda di ridurre entro il 2050 le emissioni di gas ad effetto serra dal 40 al 70% rispetto al livello del 2010. La quota di fonti energetiche non fossili e rinnovabili dovrebbe salire ad oltre l'80%.
Senza una svolta energetica radicale sarà impossibile limitare il riscaldamento planetario a soli due gradi rispetto all'inizio dell'era industriale, scrivono i ricercatori nel loro appello.
SDA-ATS