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A partire dal 2004 la posta A e B potranno nuovamente aumentare. I conti della Posta per il 2002 non sono infatti soddisfacenti.
La Posta rischia di chiudere l'esercizio in corso con un deficit: è quanto scrive domenica la "NZZ am Sonntag" che riporta un'intervista di Ulrich Gygi, direttore dell'azienda.
Colpevole di tale andamento non soddisfacente, ha precisato, è il settore degli invii postali, in calo rispetto agli altri anni. Per far fronte alla situazione, Gygi non esclude un aumento delle tariffe per la posta A e B a partire dal 2004.
Evoluzione negativa
In maggio, scrive il settimanale, il numero di invii è stato inferiore dell'1% rispetto al medesimo mese del 2001. "Se simile evoluzione dovesse continuare", ha precisato Gygi, "rischiamo di chiudere l'anno in rosso". "Gli utili derivanti da questo settore", ha aggiunto, "servono a coprire i deficit che registriamo in altre nostre attività".
Per invertire la tendenza, il capo della Posta prevede di riorganizzare i 20 centri di smistamento attualmente funzionanti. "Da due a otto centri potrebbero farci risparmiare grosse somme di denaro".
Decisioni in merito non sono ancora state prese. Ad ogni modo, è prevedibile un innalzamento dei prezzi per la spedizioni: una tale decisione dovrà comunque ottenere il benestare dal capo del Dipartimento delle comunicazioni, Moritz Leuenberger.
Ridurre i costi d'esercizio
Dalla ristrutturazione degli invii di lettere, Gygi si attende una diminuzione dei costi d'esercizio di milioni di franchi all'anno. Ciò sarà possibile grazie ad una maggiore automazione dei processi di lavoro ma implicherà licenziamenti di personale. Il direttore della Posta parla di "almeno 1000 impieghi".
Per migliorare la propria efficienza, la Posta intende anche investire. Ulrich Gygi parla di una somma da uno a due miliardi di franchi. Efficienza significa anche scelta dell'ubicazione degli uffici postali e soppressione degli uffici che non rendono.
Aumenta l'influsso della politica
Alla domanda se l'influsso della politica sulla Posta sta aumentando, il direttore Gygi risponde affermativamente: "Gli anni novanta erano diversi", spiega Gygi, "bisognava stimolare l'economia con misure di liberalizzazione. Uno spirito che si rifletteva anche sulla Posta che all'epoca godeva di leggi che le concedevano molte libertà. Oggi c'è la tendenza a afre marcia indietro".
Il 56enne Ulrich Gygi à alla testa della Posta da due anni e con successo. Uno dei suoi più grandi meriti è stato quello di far accettare alla popolazione la riduzione degli uffici postali. Gygi può anche contare su buone relazioni politiche. Prima di diventare capo della Posta ha infatti guidato per 5 anni l'Amministrazione federale delle finanze.
swissinfo e agenzie