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È deceduto oggi all’età di 70 anni lo scrittore cileno Luis Sepúlveda. Ad ucciderlo è stato il coronavirus, lo riferiscono diversi media spagnoli informati da fonti vicini alla famiglia dello scrittore. L’uomo sarebbe deceduto in un ospedale di Oviedo, in Spagna, dove era ricoverato da febbraio.
Nato il 4 ottobre del 1949 a Ovalle, in Cile, Sepúlveda si contraddistingue per le sue qualità di scrittore sin da giovane. A soli 20 anni pubblicò il suo primo libro di racconti per il quale vince il Premio Casa de las Americas e una borsa di studio per un periodo a Mosca, all’Università Lomonosov, dove tuttavia rimane per pochi mesi espulso a causa di una relazione amorosa con un’insegnante di letteratura.
Successivamente entrò a far parte dell’Esercito di liberazione nazionale in Bolivia e una volta tornato in patria si diplomò come regista teatrale. Si tratta di un periodo prolifico in cui scrive racconti, allestisce spettacoli e fa il giornalista radiofonico. La sua attività politica tuttavia lo porta ad aderire al Partito socialista e diventare la guardia personale del presidente Salvador Allende. Nello stesso periodo approfondisce la sua conoscenza dei più grandi pensatori di sinistra.
Nel 1973, dopo il colpo di stato del generale Augusto Pinochet, Sepúlveda viene arrestato e tenuto in carcere per due anni e mezzo, dove subisce maltrattamenti e torture. Grazie al continuo impegno di Amnesty International riesce ad ottenere la liberazione ma al costo di 8 anni di esilio, che passa tra Brasile, Paraguay, Nicaragua ed Ecuador.
Dal 1996 viveva in Spagna e negli ultimi anni era diventato un punto di riferimento per i movimenti ecologisti. Da sempre idealista e difensore degli ultimi aveva dichiarato: “la buona notizia è che la Storia vera è stata la storia dei perdenti perché i vincenti si sono fatti riscrivere la storia a modo loro. È a noi scrittori che tocca dare voce ai dimenticati”.
È famoso per aver scritto romanzi come Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, Il Potere dei sogni, e l’intramontabile Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.