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Secondo uno studio di Harvard - a meno che non si potenzino i reparti di terapia intensiva o non si trovino un vaccino e dei trattamenti efficaci contro il COVID-19 – la misura del distanziamento sociale potrebbe essere necessaria per molto tempo ancora.
Lo scorso 26 marzo avevamo riportato di uno studio dell'Imperial College di Londra, nel quale si ipotizzava la difficoltà di un ritorno alla normalità pre-pandemia (vedi qui). Secondo i ricercatori inglesi, infatti, «le misure (per il contenimento della diffusione del virus, ndr.) potrebbero diventare intermittenti, intervenendo quando il numero di contagi dà segni di crescita e togliendole quando i casi calano». Un'ipotesi analoga è ora sostenuta anche da una ricerca della Harvard TH Chan School of Public Health, pubblicata sulla rivista Science. La ricerca dell'istituto statunitense ritiene che sia possibile doversi abituare al distanziamento sociale – seppur a intermittenza – fino al 2022; a meno che la potenziale diffusione del virus COVID-19 non venga assorbita da un aumento globale dei letti di terapia intensiva, o neutralizzata con un vaccino e con trattamenti efficaci.
Come riportato dal portale italiano Wired, «gli scienziati spiegano che è abbastanza probabile il verificarsi di ondate stagionali (invernali) di infezioni per Sars-Cov-2 nei prossimi anni, col rischio di sommarsi alle epidemie influenzali. Questo potrebbe significare che, se le misure di distanziamento sociale funzionano per alleggerire il carico sui sistemi sanitari e sulle terapie intensive, nel momento in cui venissero rilassate e le infezioni riprendono il pericolo del crollo dei sistemi sanitari potrebbe ripresentarsi». Da qui l'idea di mantenere in vigore misure a sostegno del distanziamento sociale.