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NEW YORK - Alcuni sintomi che riguardano la pelle in pazienti con il Covid-19 potrebbero fungere da spia per la presenza di problemi di coagulazione. Lo afferma un editoriale pubblicato dalla rivista Jama Dermatology, secondo cui le malattie cutanee potrebbero essere usate per decidere ad esempio se somministrare anticoagulanti.
Nell'articolo i ricercatori del Weill Cornell Medical College di New York descrivono quattro casi di pazienti con Covid gravi che avevano delle manifestazioni cutanee come la porpora palpabile, che possono essere interpretati come segni della presenza di trombi, piccoli coaguli di sangue, nei vasi sanguigni cutanei.
Tutti e quattro i pazienti hanno effettivamente poi sviluppato una trombosi. «I medici che si occupano di pazienti con Covid-19 - scrivono gli autori - dovrebbero sapere che questi sintomi sono delle potenziali manifestazioni di uno stato di ipercoagulazione del sangue».
Non è la prima volta che si suggerisce che i problemi della pelle possano entrare a far parte dell'elenco dei sintomi del Covid-19. Già a fine aprile un altro editoriale, sempre sulla stessa rivista, aveva ipotizzato che alcuni tipi di rash, o arrossamento cutaneo, fossero riconducibili alla malattia e che quindi potessero essere usati dai dermatologi per ipotizzare una diagnosi di Covid-19.