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Chi parla di sicurezza fa spesso riferimento ad una percezione personale. È al sicuro chi non si sente in pericolo. L’incidente di Fukushima ha privato molte persone di questa sensazione di sicurezza. D’altronde, ciò che è accaduto in Giappone non potrebbe verificarsi in qualunque momento anche in Svizzera?
La sicurezza è l’obiettivo primario dell’IFSN, obiettivo raggiunto soprattutto grazie alla tecnologia, cui oggi si aggiunge un aspetto umano: la sicurezza infatti si ottiene anche tramite le azioni compiute dagli uomini. La sicurezza degli impianti nucleari quindi si basa non solo su una molteplicità di misure tecniche, ma anche sull’ottima formazione impartita ai collaboratori nelle centrali, sulla consapevolezza della loro responsabilità e sulla concentrazione nel lavoro con grande attenzione alla sicurezza. Inoltre la sicurezza viene garantita grazie al gioco di forze tra i gestori da un lato e l’IFSN e la Commissione federale per la sicurezza nucleare dall’altro.
Che cosa significa «sufficientemente sicuro»? A questa domanda più persone rispondono in maniera diversa. Per tale motivo alcuni anni fa in Svizzera abbiamo introdotto un processo democratico per stabilire il significato della parola «sicuro» in relazione all’energia nucleare. La legislazione sull’energia nucleare prevede chiare norme al riguardo.
L’IFSN vigila sull’osservanza di tali norme. Come autorità federale, l’IFSN si impegna per l’applicazione delle disposizioni emanate dal Consiglio federale e dal Parlamento. L’incidente di Fukushima non ha determinato alcun cambiamento di tali disposizioni, sebbene esso abbia modificato la percezione della sicurezza da parte di molte persone. L’incidente non ha portato l’IFSN ad adeguarsi a nuovi standard di sicurezza e non ha spinto il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni DATEC a ritirare l’autorizzazione a qualche centrale nucleare.
Ciò non significa tuttavia che Fukushima non abbia influenzato in alcun modo l’attività di vigilanza. A differenza di molti altri Paesi, la legislazione svizzera impone un costante miglioramento della sicurezza nelle centrali nucleari. Quando vengono diffuse nuove conoscenze che contribuiscono ad aumentare il livello di sicurezza, ai gestori degli impianti viene imposto di dotare la struttura del riequipaggiamento, anche quando ciò comporta notevoli esborsi. Il principio secondo cui «la sicurezza non è uno stato, la sicurezza è un processo» in Svizzera si è trasformato in legge e grazie ad esso, per esempio, in merito alla frequenza di danneggiamento del nocciolo, le centrali nucleari più vecchie sono oggi 100 volte più sicure rispetto al giorno in cui entrarono in funzione.
Qualora il gestore di una centrale nucleare non rispetti le disposizioni di sicurezza sancite per legge, la centrale in questione dovrà essere disattivata secondo quanto stabilito dall’Ordinanza per la messa fuori servizio. Se invece i requisiti di legge vengono rispettati, il funzionamento della centrale può proseguire. Questa chiara normativa garantisce la necessaria sicurezza giuridica. Solo attenendosi alle disposizioni di legge, i gestori delle centrali nucleari potranno ottenere il diritto di continuare a far funzionare i loro impianti e solo con la garanzia della sicurezza giuridica costoro saranno disposti ad approntare i necessari investimenti per il miglioramento della sicurezza.
L’autorità di vigilanza controlla che i gestori rispettino l’obbligo di apportare costanti miglioramenti alla sicurezza degli impianti. Secondo quanto stabilito dalla Legge federale sull’energia nucleare, i gestori devono «riequipaggiare l’impianto nella misura richiesta dall’esperienza e dallo stato della tecnica di riequipaggiamento e prendere provvedimenti ulteriori sempreché contribuiscano a un’ulteriore riduzione del pericolo e siano adeguati». A tale scopo, i gestori degli impianti nucleari devono seguire lo sviluppo della scienza e della tecnica, nonché le esperienze in materia di impianti simili.
L’incidente di Fukushima ha impegnato intensamente l’IFSN negli ultimi dodici mesi e lo terrà impegnato anche in futuro. La dinamica dell’incidente è stata analizzata minuziosamente e più volte state disposte misure per il continuo miglioramento della sicurezza delle centrali nucleari svizzere. Anche l’IFSN ha messo criticamente in discussione la sua attività di vigilanza sulla base delle conoscenze derivanti dall’incidente giapponese.
Inondazioni, terremoti, eventi atmosferici estremi, incidenti aerei, interruzioni dell’alimentazione elettrica, ma anche il guasto di componenti importanti, sono tutti scenari che vengono attentamente verificati nella valutazione della sicurezza delle centrali nucleari. Oggi si sta nuovamente procedendo alla verifica del pericolo causato dagli eventi naturali. La valutazione prende in considerazione anche eventi naturali catastrofici che si verificano al massimo ogni 10 000 anni. Dal 2007, sotto la responsabilità di swissnuclear, viene condotto il PEGASOS Refinement Project. Questo progetto mira ad individuare in maniera ancora più dettagliata rispetto a quanto fatto finora le ipotesi di pericolo per sismi in Svizzera. Alla fine del 2012 dovrebbero essere disponibili i risultati consolidati. L’IFSN si occupa inoltre di definire in modo ancora più preciso l’ipotesi del pericolo di inondamento grazie alla collaborazione con esperti e uffici pubblici. Nell’ambito del piano d’azione, introdotto dall’IFSN a seguito dell’incidente di Fukushima, vengono ancora una volta studiati gli scenari in caso di eventi meteorologici estremi.
Ciononostante, chi può assicurare che ciò che è avvenuto in Giappone non possa verificarsi anche in Svizzera in qualsiasi momento? Nessuno può escludere con assoluta certezza il verificarsi di un grave incidente in una centrale nucleare, proprio come non è possibile escludere ad esempio il verificarsi in Svizzera di un terremoto devastante. Le centrali nucleari svizzere, tuttavia, si attengono a standard di sicurezza particolarmente elevati. La legge federale sull’energia nucleare impone inoltre il costante miglioramento della sicurezza. Grazie a ciò la Svizzera fa parte dei Paesi leader nel mondo nell’ambito della sicurezza delle centrali nucleari.
Le centrali nucleari rispettano i requisiti di sicurezza stabiliti nel corso di un processo democratico. In qualità di Presidente del Consiglio dell’IFSN posso legittimamente affermare che le centrali nucleari svizzere sono sicure. L’IFSN e il Consiglio dell’IFSN non si adageranno però su tale affermazione, ma continueranno a lavorare anche in futuro per il costante miglioramento della sicurezza.
Dott.ssa Anne Eckhardt
Presidente del Consiglio dell’IFSN