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L'Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES) approva il nocciolo della Strategia energetica 2050 del Consiglio federale, ma auspica cambiamenti rispetto al progetto in consultazione fino a dopodomani. Per l'AES manca in particolare una visione coordinata dello sviluppo della produzione, della rete elettrica e dello stoccaggio dell'energia.
Secondo l'associazione, che ha tenuto una conferenza stampa stamani a Berna, senza un quadro legale che tenga conto di tutti questi aspetti contemporaneamente vi è il rischio di compromettere la sicurezza degli investimenti.
L'AES chiede pure un'estensione delle convenzioni per la promozione dell'efficienza energetica a livello delle piccole e medie imprese (PMI): anche le società con consumi compresi tra 100 e 500 megawattora (MWh) all'anno devono impegnarsi a risparmiare. Le aziende elettriche sostengono poi che la promozione delle energie alternative deve essere fatta dipendere dalla domanda.
La Strategia energetica 2050 è lo strumento che il Consiglio federale si è dato per una svolta in materia a livello nazionale. L'aspetto più appariscente è costituito dall'abbandono del nucleare. Globalmente la strategia intende ridurre i consumi di energia, diminuire la dipendenza dagli agenti fossili e promuovere le fonti rinnovabili. Il consumo energetico pro capite all'anno nel 2035 dovrebbe essere limitato del 35% rispetto al 2000 e l'utilizzazione di corrente dovrebbe essere stabilizzata dal 2020.
Il governo aveva annunciato l'orientamento della nuova politica la scorsa primavera e alla fine di settembre ha poi lanciato la procedura di consultazione su un progetto dettagliato.
SDA-ATS