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Relazioni internazionali
La Cina la Nuova Zelanda e punisce l'Australia
La Cina non risparmia elogi al governo laburista della Nuova Zelanda, che pur dichiarando di non essere d'accordo su questioni di sicurezza e di diritti umani, sostiene che tali differenze non dovrebbero compromettere i proficui scambi commerciali tra i due paesi.
Intanto nel chiaro tentativo di alzare una barriera tra i due stretti alleati dell'emisfero sud continua a «punire» l'Australia, in particolare per aver rescisso due memorandum Belt and Road stipulati con lo stato di Victoria. Pechino ha inoltre sospeso tutte le attività previste dal Dialogo economico strategico Cina-Australia, uno dei principali meccanismi diplomatici tra i due Paesi.
Il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin ha lodato un discorso della prima ministra Jacinda Ardern dedicato alle relazioni con la Cina, in cui ha dichiarato che vi sono questioni sulle quali la Cina e la Nuova Zelanda «non sono, non possono e non saranno d'accordo», ma ha sottolineato che «tali differenze non dovrebbero determinare le relazioni economiche».
Secondo Wang Wenbin, «il lungo percorso di 49 anni di legami diplomatici tra i nostri due paesi dimostra che finché mostriamo rispetto reciproco, cerchiamo terreno comune e accantoniamo le differenze, finché ci trattiamo da uguali e seguiamo una cooperazione win-win, potremo conseguire solidi progressi nelle relazioni bilaterali».
«Interessi e valori difficili da riconciliare»
Il portavoce ha tuttavia sorvolato sul messaggio chiave del discorso di Ardern a leader imprenditoriali dei due paesi, durante il China Business Summit tenutosi la settimana scorsa a Auckland, in cui ha riconosciuto che le differenze di valori e di interessi fra la Nuova Zelanda e la Cina «stanno diventando più difficili da riconciliare, mentre il ruolo di Pechino nel mondo continua a crescere e a evolversi e mentre le differenze fra i nostri due sistemi – e fra gli interessi e i valori che formano i nostri sistemi – diventano più difficili da riconciliare».
Wang Wenbin inoltre non ha menzionato la mozione approvata all'unanimità dal parlamento della Nuova Zelanda in cui denuncia «severi abusi dei diritti umani» commessi contro gli Uiguri nella regione di Xinjiang. La mozione parlamentare chiede al governo di «operare con tutti gli strumenti del diritto internazionale per mettere fine a questi abusi».
Mentre elogia la Nuova Zelanda come partner modello, Pechino negli ultimi mesi ha imposto sanzioni commerciali alle esportazioni australiane di orzo, carbone, rame, cotone, zucchero e legno.
SDA