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Il Comune di Amatrice ha sporto querela contro il settimanale satirico francese per le vignette sul terremoto che ha colpito il centro Italia lo scorso agosto. L'accusa è di diffamazione aggravata.
È stata depositata questa mattina presso la Procura di Rieti la querela per diffamazione aggravata sporta dal Comune italiano di Amatrice nei confronti del periodico satirico francese Charlie Hebdo.
Il settimanale satirico all'indomani del terremoto aveva pubblicato una vignetta che raffigurava le vittime del terremoto “in modo tale da somigliare a degli stereotipati piatti della tradizione culinaria italiana”, come si legge nell'esposto dei legali del Comune italiano, seguita da un'altra, in seguito alle polemiche che la prima vignetta aveva sollevato, che “aveva attribuito la colpa della devastazione del centro Italia alla mafia”.
“Si tratta di un macabro, insensato e inconcepibile vilipendio delle vittime di un evento naturale", spiega l’avvocato Mario Cicchetti. "La critica, anche nelle forme della satira, è un diritto inviolabile sia in Italia che in Francia, ma non tutto può essere ‘satira’ e in questo caso le due vignette offendono la memoria di tutte le vittime del sisma, le persone che sono sopravvissute e la città di Amatrice”. Secondo il legale "appare assolutamente configurabile la diffamazione aggravata e non si può ritenere in alcun modo sussistente l’esimente del diritto di critica nella forma della satira".