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A cura di Mattia Mantovani
Formato 12.5x21, 282 pp.
Robert Walser è stato scoperto in tutto il suo straordinario valore solo dopo la morte, e oggi viene annoverato tra i più grandi scrittori di lingua tedesca del Novecento. Ma questa riscoperta ha creato alcune leggende intorno alla sua vita e alla sua opera. Una di queste leggende è quella che lo vuole nei pani del poeta sognatore, che vive nella solitudine della propria mansarda, lontano dal mondo. Questa leggenda è falsa, e lo dimostrano chiaramente gli scritti di Walser sulla Svizzera proposti in questo volume per la prima volta in lingua italiana. La Svizzera, infatti, è stata uno dei temi centrali dell'opera di Walser, un tema che Walser ha affrontato in maniera molto lucida, a volte nel segno dell'idillio e a volte nel segno di un disincanto venato di critica e distacco, ma sempre con quella simpatica e affettuosa ironia che rappresenta il filo conduttore dell'intera sua opera. Le sue smaliziate considerazioni di carattere generale, i suoi deliziosi e delicati ritratti di grandi personaggi della storia letteraria e culturale elvetica, la sua spassosa e irriverente rilettura della saga di Tell, le descrizioni e immagini di città, i resoconti i viaggio e gli scritti dedicati alla città natale Bienne si uniscono a formare una piccola storia della Svizzera che è anche la storia della vicenda umana e poetica dello stesso Walser, con l'idillio e l'ironia che lentamente si ritraggono e lasciano infine spazio al disincanto e al silenzio di chi ha capito che è "grandezza" anche "rinunciare alla grandezza".
Robert Walser (Bienne, 1878 - Herisau, 1956) ha scritto quattro romanzi (I fratelli Tanner, L'assistente, Jakob von Gunten e Il brigante), lunghi racconti, il più noto dei quali è La passeggiata, e un vastissimo numero di cosiddetti brani in prosa. Negli anni di gioventù, lasciata la città natale, visse per lo più a Zurigo, lavorando come impiegato presso istituti bancari e assicurazioni. Dal 1905 al 1913 visse a Berlino, dove frequentò tra l'altro una scuola per domestici e lavorò alcuni mesi come valletto in un castello della Slesia. Nel 1913 tornò a Bienne e visse otto anni nella mansarda di un albergo. Nel 1921 si trasferì a Berna, dove rimase otto anni cambiando più volte domicilio. A cinquant'anni di età, nel gennaio 1929, entro nella Clinica Waldau di Berna, e quattro anni dopo venne trasferito nella Clinica Psichiatrica di Herisau, nel Canton Appenzello, dove cessò di scrivere. Morì nel pomeriggio di Natale del 1956, nel corso di una solitaria passeggiata sulla neve.