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Almeno 32 persone sono morte e un altro centinaio ferite a causa di un'esplosione che ha causato gravi danni alla Torre Pemex, il grattacielo sede centrale dell'azienda statale petrolifera messicana, e provocato un crollo di due piani dell'edificio, che potrebbe tenere ancora intrappolati nelle macerie vari dipendenti della società.
L'esplosione è avvenuta intorno alle 16, ora locale, "i vetri volavano da tutte le parti pezzi di oggetti che non sapevo cos'erano, tutti le macchine che si sono messe a suonare insieme e sono rimasta congelata, senza sapere cosa fare finché ci hanno evacuati", ha raccontato alla stampa Indira Rojas, un'impiegata della Pemex.
L'origine dell'esplosione non è ancora stata stabilita, ma le autorità hanno dichiarato che l'ipotesi del sabotaggio è stata scartata e il coordinatore della Protezione Civile ha detto che secondo lui si è trattato di un'accumulazione di gas in un'istallazione di energia elettrica che fornisce energia alla torre, ma questa possibilità non è stata finora confermata.
Un altro punto poco chiaro è se ci siano ancora persone intrappolate dalle macerie della Torre Pemex: membri della squadra di riscatto Topos, specializzati nel soccorso in costruzioni distrutte da terremoti, hanno indicato alla stampa che nell'edificio B-2 - dove secondo la direzione dell'azienda è avvenuto l'incidente - sono crollate le pareti di due piani dell'edificio, e qualche decina di persone sarebbe restata senza uscita. Il governo messicano, però, non ha voluto confermare questa versione, nemmeno dopo che si è sparsa la voce che almeno 15 cani di gruppi di soccorso della Polizia Federale e di associazioni civili sono arrivati per partecipare alle attività di ricerca.
SDA-ATS