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Il Bridge
e la sua Storia
Che cos'è il Bridge
Il Bridge è un gioco delle carte universalmente conosciuto e praticato in ogni parte del mondo con le stesse regole di base. E' praticato da diversi milioni di agonisti e da decine di milioni di amatori e appassionati di tutti i livelli. La straordinaria diffusione del gioco è da ascriversi principalmente al fatto che può essere praticato da chiunque possegga buone doti intellettuali e di memoria, a qualunque età e in qualsiasi luogo, con costi modesti e accessibili a tutte le borse. Costituisce occasione di incontro, aggregazione e socializzazione ed è elemento formativo per i giovani, che sono spinti all'osservanza e al rispetto delle regole, all'analisi, alla sintesi, alla deduzione, al ragionamento logico in funzione delle decisioni da prendere. Da ultimo va sottolineato il contributo offerto agli anziani per i quali costituisce una preziosa e insostituibile palestra di esercitazione mentale.
Il Bridge è definito lo sport della mente per eccellenza, sicché da semplice gioco diventa competizione e attività agonistica nell'ambito delle varie Leghe nazionali e Organismi Internazionali che coordinano le attività e organizzano competizioni a tutti i livelli.
Di regola le gare si disputano nei circoli di bridge, ma in presenza di manifestazioni di particolare importanza si utilizzano Centri Congressuali, Palazzetti dello Sport e, perché no, anche una piazza attrezzata allo scopo.
Il Bridge è stato promosso sport dimostrativo alle Olimpiadi invernali del 2002, svoltesi a Salt Lake City, Utah, USA. Sono state vinte nella categoria uomini dal Canada, nelle donne dalla Francia e negli juniori dallla squadra Panamericana.
Il Bridge si gioca in quattro, a coppie contrapposte. A differenza di altri giochi, le carte rappresentano solamente lo strumento necessario per sviluppare le manovre specifiche al gioco (licitazione per aggiudicarsi il "contratto", fare le prese necessarie per realizzare l'impegno). E' praticamente impossibile spiegare in poche righe il meccanismo di questo gioco relativamente complesso.
Brevi cenni storici
Il gioco del bridge vanta antiche radici ed è una derivazione del "Whist", gioco praticato in Inghilterra sin dal XVI secolo e poi codificato in regole precise nel 1742 da Sir Edmund Hoyle che pubblica a Londra il cosiddetto "short Treatise", un volumetto sulla tecnica del gioco. La locuzione "according to Hoyle" diventa sinonimo di comportamento esemplare e signorile persino al di fuori del gioco. Hoyle ebbe l'intuizione di concepire un interessante gioco delle carte impiegato come veicolo sociale con profondi significati morali. Il gioco è ancora individuale e soltanto più tardi nasce il "Whistbridge" praticato, come il bridge moderno, da quattro giocatori in due coppie contrapposte. Parallelalmente nel Medio Oriente si diffonde un gioco analogo di origine russe, il "Biritch". Il Whistbridge viene gradualmente modificato e la gerarchia dei colori assume la configurazione definitiva ed attuale (fiori, quadri, cuori e picche), con la determinazione tuttavia casuale della briscola (atout), lasciata al mazziere o al suo partner. Nel 1892 lo statunitense John T. Mitchell pubblica un volume sul modo di praticare agonisticamente il whist e si cominciano a disputare i campionati americani.
Dal ventesimo secolo l'evoluzione del gioco diventa rapidissima. Nel 1904 nasce l'"Auction bridge" a cura di F. Roe che prevede fra l'altro la determinazione dell'atout attraverso un'asta tra i giocatori. Queste regole hanno immediatamente una larga diffusione in Francia e negli Stati Uniti. Nel 1918, in Francia fa capolino il "Plafond bridge", che apporta leggeri ritocchi e nel 1925, grazie a Harold Stirling Vanderbilt, vengono sancite mediante un accordo tra il Portland Club di Londra, il Whist Club di New York e la Commission Française de Bridge, le regole del "Contract Bridge" che sono praticamente quelle ancora oggi in vigore (via via affinate nel Règlement International).
Tra il 1927 e il 1932, grazie a Ely Culbertson il gioco ha negli Stati Uniti uno straordinario sviluppo. Sua moglie Josephine Murphy, considerata la più esperta giocatrice di bridge degli USA, fonda la prima rivista di bridge "Bridge World", che è ancora oggi la più autorevole pubblicazione di bridge al mondo. In Europa si costituisce la European Bridge League - E.B.L. - e nel 1932 viene fondata la International Bridge League, trasformatasi poi in World Bridge Federation, che ha organizzato a Budapest nel 1937 il primo Campionato Europeo e il primo Campionato mondiale a squadre vinto dall'Austria.