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In seguito alla decisione del Segretariato per la migrazione di rivedere i dossier di 3200 rifugiati e richiedenti l’asilo eritrei, revisione che potrebbe avere come conseguenza il loro rimpatrio in Eritrea, il portale “20 minuten” ha intervistato Toni Locher, console onorario in Eritrea per la Svizzera, sulla situazione nel paese e sui richiedenti l’asilo eritrei. Secondo Locher “nessun eritreo verrebbe perseguitato al suo ritorno” e il 99% degli eritrei accolti in Svizzera come rifugiati sono in verità migranti economici. Sarebbe in realtà la difficile situazione economica nel paese africano a spingere centinaia di migliaia di eritrei a lasciare il paese e non il fatto di essere perseguitati. E sarebbe la stessa difficile situazione economica a rendere difficili i rimpatri, perlomeno quelli volontari, in quanto nessun eritreo farebbe ritorno a casa senza avere un lavoro o senza inecntivi finanziari.
Locher propone quindi che agli eritrei attualmente accolti in Svizzera sia dato una somma di 15’000.- per incentivarli a fare ritorno al loro paese. Locher critica anche la politica del Consiglio federale, in particolare di Simonetta Sommaruga in carica dell’asilo, riguardante gli eritrei. Quest’ultimi sarebbero spesso accolti non come rifugiati ma a titolo provvisorio, ciò che gli spingerebbe verso il precariato economico. Per questo ritiene sia meglio incentivare gli eritrei a fare ritorno piuttosto che mantenerli in Svizzera, nel precariato e senza garanzie sul loro futuro.
(Foto: 20 minuten)