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La salute dei lavoratori va tutelata in primo luogo con misure tecniche e organizzative. Ciò significa che le sostanze e le procedure pericolose per la salute devono essere per quanto possibile sostituite con altre meno pericolose e che occorre adottare misure di aspirazione e ventilazione. I dispositivi di protezione delle vie respiratorie devono essere impiegati solo quando non è possibile attuare misure organizzative e tecniche o quando tali misure non sono sufficienti.
I dipendenti devono essere istruiti su come utilizzare correttamente le maschere e gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie. Questi, infatti, sono efficaci soltanto se vengono usati nel modo giusto, tenuti con la dovuta cura e sottoposti a un'adeguata e manutenzione. È fondamentale indossarli correttamente facendo in modo che aderiscano bene alla faccia.
Le maschere e le semimaschere non sono adatte per le persone con la barba perché non è garantita la tenuta ermetica dei bordi dei facciali.
Le maschere e i dispositivi di protezione delle vie respiratorie proteggono da polveri, gas, vapori o aerosol che contengono sostanze o microrganismi nocivi per la salute.
Bisogna distinguere fra respiratori a filtro e apparecchi respiratori indipendenti dall'atmosfera ambiente.
Si distingue tra filtri antiparticolato e filtri antigas. I filtri antigas (filtri a carbone attivo) vengono spesso combinati con un filtro antiparticolato oppure si utilizza il filtro antiparticolato come prefiltro. La classe del filtro fornisce indicazioni sul suo effetto protettivo. Una maggiore efficienza filtrante comporta anche una maggiore resistenza respiratoria.
I respiratori a presa d'aria esterna sono indipendenti dall'atmosfera ambiente. L'aria non inquinata viene prelevata dall'esterno e convogliata al facciale con dei tubi, sotto forma di aria compressa oppure per azione respiratoria. Dato che la lunghezza dei tubi è limitata, gli utilizzatori sono obbligati a muoversi entro un determinato spazio.
I respiratori a presa d'aria esterna devono essere utilizzati quando l'azione protettiva di un dispositivo di protezione delle vie respiratorie con filtro non è sufficiente.
Negli autorespiratori a circuito aperto l'utilizzatore porta su di sé una bombola contenente l'aria respirabile. Negli autorespiratori a circuito chiuso, invece, l'aria espirata viene liberata dell'anidride carbonica e arricchita di ossigeno per essere riutilizzata. Entrambi questi dispositivi sono utilizzati come protezione individuale solo in casi speciali.
Prima di acquistare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie è necessario procedere all'individuazione dei pericoli in azienda. Questa analisi deve contemplare almeno i seguenti punti:
Altri importanti criteri di scelta:
L'utilizzo di maschere di protezione con un'elevata resistenza respiratoria (ad es. sistemi filtranti) causa affaticamento. Il tempo di utilizzo deve pertanto essere limitato. Il periodo d'uso ammesso dipende anche dalla temperatura ambiente e dall'intensità dell'attività fisica. Non è raccomandato lavorare più di tre ore con le maschere con filtro senza supporto di ventilazione. Per le attività che richiedono l'uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie devono essere previste pause fisse, interrompendo il lavoro per almeno mezz'ora.
EN 143: Filtri antipolvere
EN 149: Semimaschere filtranti antipolvere
EN 405: Semimaschere filtranti antigas o antigas e antipolvere dotate di valvole
EN 529: Dispositivi di protezione delle vie respiratorie – Raccomandazioni per la selezione, l'uso, la cura e la manutenzione – Documento guida
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