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SIERRE - Ventotto auto immatricolate tra il 2009 e il 2018: è questo l'impressionante bottino di un iraniano 48enne, disoccupato.
L'ammontare del costo di tutti i veicoli coinvolti dovrebbe essere di almeno 120'500 franchi. Secondo le autorità, potrebbero essere state usate per un commercio di veicoli in nero. Tuttavia, «non ho realizzato nessun profitto», ha dichiarato l'uomo, che dal 2009 riceve sussidi dalla Croce Rossa e dai servizi sociali.
La Svizzera è stata molto generosa nei confronti dell'uomo, che ha tenuto però nascoste numerose informazioni. Ad esempio, riceveva una somma di 160 franchi al mese per la cura dei due figli, anche se la figlia maggiore non veniva più a trovarlo da tempo.
Si è inoltre astenuto dal menzionare il suo patrimonio di 14'600 franchi, ossia 10'600 franchi in più rispetto alla soglia legale per gli aventi diritto alle prestazioni sociali. Secondo il dossier, questa somma è andata nell'acquisto di quattro auto, che sono poi state vendute per acquistarne altre, e così via.
Niente espulsione - L'uomo è stato condannato al pagamento di 1'800 franchi in aliquote giornaliere e un'ulteriore multa di 500 franchi.
Il procuratore Catherine Seppey ha deciso di non espellerlo, principalmente poiché la maggior parte dei reati è stata commessa prima dell'approvazione della legge su questo provvedimento. «Titolare di un permesso F, il condannato risiede in Svizzera da molti anni. La sua domanda di asilo è stata accettata. Ha tre figlie, una delle quali nata nel 2018. L'interesse pubblico alla deportazione non ha la precedenza sugli interessi privati», ha detto la giudice.