Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/77700

<h2>SubmittedText<h2><p>Dal giugno 2002 gli averi di Duvalier, pari a 7,6 milioni di franchi, sono bloccati in Svizzera su ordine del Consiglio federale. Invece di essere restituiti alla Repubblica di Haiti, saranno verosimilmente liberati conformemente alla legislazione attuale. Affinché una tale retrocessione non sia più possibile in futuro, il Consiglio federale è invitato a indicare se è disposto a proporre una revisione legislativa volta a colmare le attuali lacune del diritto svizzero e a impedire che una simile situazione catastrofica si ripeta.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera ha tutto l'interesse a evitare che si abusi della sua piazza finanziaria depositando averi di origine illecita. A tale scopo, segnatamente, nel 1996 è stata rafforzata la legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP) e nel 1998 è entrata in vigore la legge sul riciclaggio di denaro, leggi costituenti i principali meccanismi per identificare, bloccare, confiscare e restituire averi illeciti.</p><p>Secondo l'attuale legislazione, la lotta contro la criminalità finanziaria è di pertinenza principalmente delle autorità giudiziarie (procuratori, tribunali). Gli esempi dei casi Marcos, Montesinos e Abacha mostrano che in generale questo sistema funziona bene: riconosciuto a livello internazionale e pratico, offre inoltre agli accusati le garanzie procedurali necessarie. Tuttavia, alcuni casi quali quelli di Duvalier e Mobutu hanno evidenziato certi limiti delle procedure esistenti: in entrambi, per lo meno sino a ora, le autorità dello Stato richiedente non sono state in grado di richiedere assistenza giudiziaria o di soddisfare i requisiti e le condizioni dell'AIMP. Così, dal 1986, anno in cui gli averi di Duvalier sono stati bloccati in esecuzione di una richiesta haitiana, la Svizzera cerca una soluzione per rimpatriarli. Siccome la procedura è rimasta infruttuosa, nel 2002 il Consiglio federale ha deciso per quanto attiene a tali averi di bloccarli in virtù dell'articolo 184 capoverso 3 della Costituzione federale. Una simile misura non offre tuttavia che una soluzione temporanea poiché gli averi non potrebbero essere confiscati dal Consiglio federale in assenza di una base legale formale che l'autorizzi; quanto alla loro consegna allo Stato richiedente ai fini della confisca, di regola essa necessiterebbe di una sentenza definitiva ed esecutoria di quest'ultimo.</p><p>Peraltro, pur se una restituzione di averi allo Stato richiedente risulta possibile, esso non è sempre in grado di gestirli in modo trasparente e di assicurarne una destinazione equa e durevole a fini di pubblica utilità. Esistono diverse soluzioni, applicate in passato per assistere gli Stati in simili situazioni onde garantire che gli averi non siano sottratti di nuovo: in taluni casi la Svizzera ha cooperato con istituzioni internazionali quali la Banca mondiale per assicurare un utilizzo equo, in altri gli averi sono stati destinati a progetti concreti e gestiti, o di cui si è curata la supervisione, mediante meccanismi svizzeri.</p><p>Il Consiglio federale sta esaminando le varie procedure esistenti per restituire averi bloccati in Svizzera e le possibilità offerte attualmente dal diritto per gestire situazioni implicanti Stati che non sono in grado di soddisfare le esigenze di una procedura d'assistenza giudiziaria. Lo studio concerne, da una parte, l'attuale legislazione e, dall'altra, le modalità e i mezzi a disposizione per garantire un utilizzo corretto degli averi restituiti a fini di pubblica utilità. Se dovesse evidenziare lacune nell'attuale legislazione, lo studio potrebbe all'occorrenza sfociare nella proposta di adeguare il quadro legale per casi dove è palese che la disfunzione del sistema giudiziario di un dato Paese è la causa della sua impossibilità di richiedere l'assistenza giudiziaria o di soddisfare i requisiti e le condizioni dell'AIMP.</p>  Risposta del Consiglio federale.