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par Victor Desarnaulds et Yves Loerincik
In diverse chiese d'Europa, di cui 20 circa si trovano in Svizzera, furono scoperti dei vasi acustici nelle mura. Un esame sistematico di questi speciali recipienti fu fatto nelle chiese di Syens, Grandson, Villette e Granges-près-Marnand nel Cantone Vaud.
Di norma, dal XIII sec. fino al XV sec., venivano utilizzati come vasi acustici recipienti di uso quotidiano. Per questo motivo non hanno una forma specifica, bensì presentano una molteplicità di forme tipiche dei vasi di uso quotidiano. I vasi acustici venivano «incastonati» nelle pareti di alcune chiese per migliorarne l'acustica. L'utilizzo di questi vasi era probabilmente già noto nell'antichità, allorquando venivano inseriti vasi di bronzo sotto le gradinate degli anfiteatri.
Durante il Medioevo invece questi vasi acustici venivano per lo più inseriti nelle volte delle chiese oppure nelle pareti in prossimità delle finestre. La disposizione era molto semplice, infatti venivano inseriti seguendo uno schema geometrico molto semplificato. Vi sono alcune fonti scritte risalenti al Medioevo che descrivono l'uso di questi vasi per l'amplificazione o la risonanza della musica o della lingua parlata. Tuttavia oggi vi sono diverse interpretazioni per quanto concerne gli effetti acustici di questi vasi.
Come risulta da esami fisici moderni, in un specifico caso il vaso acustico può aumentare il suono delle singole frequenze e prolungare la risonanza; mentre in un altro caso la risonanza viene ridotta e il suono attutito.
Traduzzione: Christian Saladin, Basilea/Origlio
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: Schalltöpfe in Kirchen des Mittelalters , Yves
Mittelalter – Moyen Age – Medioevo – Temp medieval, Zeitschrift des Schweizerischen Burgenvereins, 6. Jahrgang 2001, Heft 3, .