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Per chi commette reati tramite le reti sociali - Twitter, blog o Facebook - non c'è per il momento bisogno di una legislazione speciale; non così invece per i fornitori di servizi che concedono l'accesso alla rete e gestiscono piattaforme: per costoro potrebbe essere necessario legiferare in materia di responsabilità civile, secondo il Consiglio federale.
Adempiendo a un postulato della consigliera nazionale Viola Amherd (PPD/VS), il governo ha fatto preparare un rapporto sulla situazione legale in materia di media sociali. Sulla base delle esperienze effettuate sinora, nell'ordinamento svizzero "non si riscontrano rilevanti lacune sul piano normativo".
Chi pubblica contenuti illeciti sui media sociali può essere chiamato a risponderne in sede legale. D'altra parte il rapporto considera meno chiara la responsabilità dei fornitori di servizi che concedono l'accesso a una rete.
Il diritto civile lascia irrisolte alcune domande, come riscontrato anche dal Tribunale federale. Di conseguenza il governo ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di chiarire se sia necessario legiferare in materia di responsabilità civile dei fornitori di servizi Internet. Se si dovesse giungere a questa conclusione, il DFGP elaborerà un progetto di legge da porre in consultazione entro la fine del 2015.
Non si può inoltre escludere, secondo il governo, che in futuro debbano essere modificate altre disposizioni di legge. Il rapporto individua infatti diverse problematiche in materia di protezione giuridica dei dati, quali il carente controllo degli utenti sui propri dati, tra cui la creazione di profili della personalità. Un gruppo di lavoro sta analizzando l'intera legge sulla protezione dei dati, in riferimento anche anche alle reti sociali.
Berna sta anche verificando la necessità di introdurre nuove basi giuridiche per la tutela di bambini e giovani a livello federale. "Le sole norme di legge tuttavia non sono sufficienti": è essenziale informare e sensibilizzare le persone, accrescere la loro consapevolezza. "Si dovranno aumentare le competenze mediatiche della popolazione, dei bambini in particolare", conclude il governo.
SDA-ATS