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Swizzera
Berna, 12.02.2020 - Il Consiglio federale ritiene che tutte le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari anteriori al 1981 dovrebbero, per quanto possibile, ricevere un contributo di solidarietà, scrive il consiglio federale.
Per questo motivo sostiene la proposta della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG S) di abrogare il termine per la presentazione della domanda per tale contributo, come osserva nel suo parere del 12 febbraio 2020. Con il suo sostegno, il Consiglio federale ribadisce che prende sul serio l’analisi esaustiva e il riconoscimento dell’ingiustizia e delle sofferenze inflitte alle vittime. In adempimento dell’iniziativa parlamentare "Vittime di misure coercitive.
Proroga del termine" (19.471) e in conformità con una raccomandazione della Commissione peritale "Internamenti amministrativi" (CPI), la CAG‑S propone di abrogare il termine per la presentazione delle domande per un contributo di solidarietà. L’abrogazione permette alle vittime, che per diversi motivi non sono state in grado di farlo, di presentare senza pressione una domanda entro il termine previsto.Già l’autunno scorso il Consiglio federale ha sottolineato che il processo di riparazione e analisi non è ancora concluso.
Ritiene fondamentali gli sforzi per una più ampia rielaborazione ed è tuttora del parere che il processo di riparazione debba concentrarsi soprattutto su un maggiore sostegno finanziario dei progetti di aiuto reciproco e sulla diffusione dei risultati della ricerca scientifica. Nella sessione invernale 2019, il Parlamento ha nettamente aumentato i pertinenti crediti per i prossimi quattro anni..
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