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Una intesa è stata raggiunta per consentire la fine, dopo 66 giorni, dello sciopero della fame intrapreso dallo sceicco Khader Adnan, esponente della Jihad Islamica, contro gli arresti amministrativi per un periodo complessivo di quattro mesi decretati nei suoi confronti dalle autorità militari israeliane. Lo riferisce il sito web del quotidiano "Haaretz".
L'intesa, che per l'approvazione dovrà essere sottoposta oggi alla Corte Suprema israeliana, prevede che Khader Adnan, 33 anni, cessi subito lo sciopero della fame e resti ricoverato nell'ospedale Ziv di Safed (Galilea), viste le sue precarie condizioni di salute.
Secondo "Haaretz", se nelle prossime settimane non sopraggiungeranno elementi nuovi a suo carico, lo sceicco sarà rimesso in libertà all'inizio di aprile.
"Khader Adnan rischia di morire in qualsiasi momento" ha avvertito il suo avvocato Jawad Boulos, che ieri lo ha incontrato nell'ospedale Ziv di Safed (Galilea), dove è ricoverato. Nel corso dello sciopero della fame l'uomo ha perso oltre 30 chilogrammi e ieri, ha precisato Boulos, i medici dell'ospedale hanno deciso di sostenere il suo fisico con la somministrazione di un "pacchetto salva-vita" di minerali. "Tuttavia lo sciopero della fame prosegue", ha osservato l'avvocato.
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