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1. Che cosa si intende per impresa superstite?
Le nuove imprese « ex-nihilo » di un anno di riferimento t formano una coorte che è seguita nel corso degli anni compresi tra t+1 e t+5. All’interno di questa coorte, le imprese sono considerate come superstiti se si ritrovano nella popolazione delle imprese attive degli anni successivi. Nel caso particolare in cui l’attività di un’impresa scomparsa viene rilevata da una nuova unità creata appositamente per rilevare i fattori di produzione dell’unità che cessa la propria attività, l’impresa originale è pure considerata come superstite attraverso la società che ne rileva l’attività. A partire dal momento che un’impresa non è più attiva, essa « esce » dalla coorte e non può più ritornarci. La popolazione osservata nel contesto dei tassi di sopravvivenza riguarda pertanto solo le unità che sono state attive senza interruzione durante il periodo di osservazione. La presente definizione si basa sulle direttive del Manuale congiunto di Eurostat e dell'OCSE sulle statistiche demografiche delle imprese e consente di eseguire raffronti internazionali dei tassi di sopravvivenza delle nuove imprese.
2. Come vengono prodotti i dati sui tassi di sopravvivenza delle nuove imprese?
La produzione dei dati è effettuata in due tappe a partire dai dati delle nuove imprese « ex-nihilo » e della popolazione delle imprese attive :
- per le imprese create « ex-nihilo » nell’anno t, bisogna innanzitutto determinare se queste unità sono ancora presenti nella popolazione delle imprese attive nell’anno t+1. Le imprese che adempiono questo criterio sono delle imprese superstiti (tasso di sopravvivenza dopo 1 anno) ;
- in un secondo tempo, per le imprese che non sono presenti nella popolazione delle imprese attive nell’anno t+1, si tratta di determinare se queste unità sono state coinvolte in eventi demografici quali fusioni o acquisizioni. In quest’ottica vengono utilizzate principalmente le informazioni contenute nel registro delle imprese e degli stabilimenti dell’UST. Nel caso in cui non sia osservato nessun evento demografico, le imprese sono considerate comme non superstiti e sono pertanto escluse dalla statistica. Nel caso in cui un’impresa scompaia in seguito a fusione o acquisizione da parte di un’impresa già esistente, essa è pure considerata comme non superstite e esclusa dalla statistica. Nel caso in cui l’attività di un’impresa scomparsa venga rilevata da una nuova unità creata appositamente per rilevare i fattori di produzione dell’unità che ha cessato la propria attività, le imprese originali sono considerate comme superstiti (attraverso la società che ne rileva l’attività) dopo 1 anno allo stesso titolo di quelle che sono ancora presenti nella popolazione delle imprese attive.
Sulla base dello stesso procedimento, si determina in seguito quante imprese superstiti nell’anno t+1 sono superstiti nell’anno t+2 (tasso di sopravvivenza dopo 2 anni), e così via sino alla sopravvivenza nell’anno t+5 (tasso di sopravvivenza dopo 5 anni).
3. Come viene calcolato il tasso di sopravvivenza delle nuove imprese?
Il tasso di sopravvivenza delle nuove imprese è un indicatore che si definisce come la percentuale d’imprese create « ex-nihilo » ancora attive tra 1 sino a 5 anni dopo la loro creazione (a seconda del periodo di sopravvivenza osservato).
4. Perché i dati sui tassi di sopravvivenza delle nuove imprese sono disponibili unicamente a partire dall’anno di sopravvivenza 2014?
Nel 2016, la statistica sulle nuove imprese è stata totalmente rivista e adeguata al nuovo universo della statistica strutturale delle imprese (STATENT), ciò che ha provocato una rottura di serie rispetto al vecchio metodo di produzione. Sulla base dei dati disponibili, non è possibile calcolare dei risultati per le nuove imprese basati sulla STATENT per gli anni anteriori al 2013. Di conseguenza, è stato possibile produrre per la prima volta i tassi di sopravvivenza delle nuove imprese grazie ai dati della popolazione delle imprese attive nel 2014 (tasso di sopravvivenza delle nuove imprese 2013 nel 2014). In seguito al cambiamento di universo, l’UST è oggi in grado di pubblicare annualmente dei risultati sui tassi di sopravvivenza delle nuove imprese. Il passaggio al nuovo universo permette di seguire una coorte di nuove imprese di anno in anno, mentre tale monitoraggio era precedentemente realizzato a cadenza irregolare.
5. Perché per una coorte di nuove imprese nell’anno t i dati sui tassi di sopravvivenza delle nuove imprese non sono disponibili per tutti gli anni di sopravvivenza da t+1 a t+5?
Secondo le raccomandazioni internazionali, che costituiscono il quadro di riferimento per la statistica sui tassi di sopravvivenza delle nuove imprese, ogni nuova creazione deve essere monitorata per un periodo di 5 anni. Allo stato attuale, i dati più vecchi sulle nuove imprese sono quelli del 2013, mentre i dati più recenti per la popolazione delle imprese attive sono quelli del 2017. È pertanto al massimo possibile di calcolare dei tassi di sopravvivenza dopo 1, 2, 3 e 4 anni. A partire dall’anno di riferimento 2018, sarà possibile produrre la prima serie completa su 5 anni. Si tratterà della sopravvivenza da 1 sino a 5 anni della coorte di nuove imprese 2013.