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Tra il 2012 e il 2016 la Confederazione ha investito 19,9 milioni di franchi in 133 progetti di sviluppo di tecnologie innovative che hanno permesso di ridurre il carico ambientale in numerosi settori e di rendere più efficiente l'uso delle risorse da parte delle aziende. Lo indica un rapporto approvato oggi dal Consiglio federale.
Secondo la legge sulla protezione dell'ambiente, Berna può promuovere lo sviluppo di impianti e procedimenti volti a ridurre il carico ambientale. Per il Governo, le innovazioni rispettose dell'ambiente e a basso consumo di risorse forniscono un importante contributo alla soluzione dei problemi ecologici e accelerano il passaggio a un'economia sostenibile ed efficiente nell'uso delle risorse.
Il 75% dei quasi 20 milioni spesi nel lasso di tempo 2012-2016 è stato utilizzato per progetti pilota e di dimostrazione nei settori rifiuti, riciclaggio e cicli delle materie prime, acque, biodiversità, protezione dell'aria, prevenzione dei pericoli, lotta contro l'inquinamento fonico, clima nonché suolo e siti contaminati. Col rimanente 25% sono stati sostenuti progetti destinati a migliorare l'uso efficiente delle risorse e a rafforzare la competitività dell'economia svizzera.
In merito all'inquinamento fonico, per esempio, l'Ufficio federale dell'ambiente ha investito 500 mila franchi in un progetto delle Ferriere Cattaneo di Giubiasco da 1,790 milioni volto a sviluppare un carro merci in grado di sfruttare appieno le capacità fino a una velocità di 120 km/h e ridurre il rumore. Nelle intenzioni della Confederazione, lo sviluppo di questo carro dovrà in futuro contribuire a diminuire il rumore causato dall'aumento di convogli ferroviari di merci attraverso le Alpi.
Dall'inizio della promozione delle tecnologie ambientali 20 anni fa, la Confederazione ha accordato un sostegno a 545 progetti per un importo totale pari a circa 62 milioni di franchi. La promozione delle tecnologie ambientali viene proseguita affinché possa contribuire anche in futuro alla conservazione di un ambiente intatto. In tal senso è stato chiesto al Parlamento di stanziare per il periodo 2019–2023 un credito pari a 22 milioni.