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BERNA - La Svizzera deve porre un freno alla costruzione di residenze secondarie. Per raggiungere questo obiettivo, il Consiglio degli Stati ha inserito oggi nella revisione parziale della legge federale sulla pianificazione del territorio tutta una serie di provvedimenti. Il dossier torna al Nazionale.
Per i "senatori", la revisione va intesa come controprogetto indiretto all'iniziativa popolare di Franz Weber denominata "Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie", testo che mira a limitare al 20% la quota di abitazioni secondarie rispetto al totale delle unità abitative e della superficie lorda utilizzata a scopo abitativo.
La legge, adottata oggi all'unanimità, chiede ai cantoni di indicare le regioni dove devono essere adottate misure per mantenere un certo equilibrio tra residenze principali e secondarie.
La Camera non vuole tuttavia obbligare i cantoni a stabilire dei contingenti annuali. Una proposta in tal senso difesa da una minoranza è stata respinta per 23 voti a 11. Per Robert Cramer (Verdi/GE), "i contingenti sono il mezzo migliore per contrastare il fenomeno dei letti freddi e delle stazioni turistiche abitate soltanto per alcuni mesi all'anno". "Senza contingenti si corre il rischio che l'iniziativa di Franz Weber venga accolta in votazione popolare", ha messo in guardia, invano, Simonetta Sommaruga (PS/BE).
Ma la maggioranza ha preferito lasciare un margine di manovra maggiore alle autorità sia cantonali che comunali. I comuni turistici potranno per esempio stabilire un tasso di residenze principali oppure indicare zone a destinazione speciale.
Rispetto al Nazionale, gli Stati hanno però voluto indicare nella legge le linee guida in materia per cantoni e comuni. Non si tratta solo di limitare le residenze secondarie, bensì di migliorare anche il tasso di occupazione di questi vani, promuovere il settore alberghiero nonché la costruzione di residenze principali a prezzi abbordabili.
La revisione legislativa definisce anche la nozione di squilibrio tra residenze principali e secondarie. Tale situazione è data quando le residenze secondarie hanno effetti nefasti sul paesaggio, quando i prezzi elevati degli immobili limitano l'offerta di alloggi per la popolazione locale o quando l'attrattiva dell'offerta turistica ne patisce.
Diversamente dal Nazionale, gli Stati non si sono ancora pronunciati sull'iniziativa Weber. A tale scopo, la Camera ha oggi prolungato di un anno l'esame di questo testo per avere il tempo di terminare i lavori sulla revisione della legge sulla pianificazione del territorio.
SDA-ATS