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In 66, fino allo scorso mese di marzo, sono partiti dalla Svizzera per unirsi alla jihad. Lo evidenzia uno studio presentato oggi dall'Alta scuola zurighese di scienze applicate (ZHAW), che prende spunto dai dati del Servizio delle attività informative della Confederazione.
Secondo lo studio, tuttavia, mancano strutture adeguate per farvi fronte. La ZHAW propone in particolare la creazione di due appositi centri di competenza, uno in Svizzera tedesca e l'altro in quella romanda, oltre a un servizio telefonico di consulenza a disposizione dei giovani e dei genitori.
La maggior parte dei combattenti sono uomini e donne con un'età compresa tra i 20 e i 35 anni, ma ci sono anche sei giovani tra i 15 e i 19 anni. La cifra complessiva comprende 12 persone convertite all'Islam, 52 di fede musulmana (provenienti da paesi dell'ex Iugoslavia e della Somalia) e 2 di cui non si conosce il credo religioso.
ATS/ads
Dal Tg12.30: