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Dal primo maggio 2010, dieci anni fa, non è più possibile fumare in ristoranti e bar della Svizzera. I ristoratori temevano un crollo degli affari, mentre gli anti-tabagisti esultavano.
Un anno dopo il divieto, il 93% dei membri di GastroSuisse lamentava un calo degli affari di circa il 10%, con alcuni club e bar che parlavano del 20%. I dati dell'Ufficio federale di statistica (UST) sono però molto diversi e le cifre delle attività non hanno in realtà mai smesso di crescere.
Alcuni esercizi, approfittando del fatto di possedere un angolo fumatori, hanno visto addirittura un'esplosione del numero di clienti.
Salute migliorata
Il divieto ha ad ogni modo cominciato ad avere un effetto positivo sulla salute della popolazione. Nel 2008, i Grigioni registravano ad esempio 229 infarti e nel 2009 242. Un anno dopo la modifica di legge, il numero è sceso del 22% a 183. Anche se gli oppositori si rifiutano di vedere un nesso fra le due cose.
L'effetto positivo è certo per i lavoratori del settore. Indagini hanno mostrato che, prima del divieto, un cameriere inalava in un quarto d'ora di lavoro sostanze inquinanti come se avesse fumato cinque sigarette. Un dato che è sceso di 16 volte dopo il divieto.
C'è chi vuole di più
I settori della prevenzione chiedono ora che in Svizzera si faccia ancora di più. Oltre un quarto della popolazione fuma ancora (27% nel 2017, 28% nel 2007). L'Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo sostiene che la Confederazione potrebbe fare di più, mentre i Paesi vicini continuano ad adottare misure più decise, come l'aumento dei prezzi o imballaggi neutri per i pacchetti di sigarette.
In Irlanda, il Paese con le regole più severe in questo settore (un pacchetto di sigarette arriva a costare 13,50 euro), fra il 2015 e il 2019 la quota di fumatori è passata dal 23% al 17%.
Eretici
Alcuni fumatori amano dire di sentirsi demonizzati. Questa frase ha in effetti basi storiche solide. Il primo fumatore identificato in Europa è infatti stato condannato come eretico. Il marinaio Rodrigo de Jerez, membro dell'equipaggio di Cristoforo Colombro nel 1492, ha importato dal Nuovo Mondo l'abitudine di fumare tabacco.
L'inquisizione non era però entusiasta della cosa: una persona che fa uscire fumo dalla bocca non può che essere il diavolo. Anche papa Urbano VII ha giudicato la pratica blasfema, vietandola nel 1590 e minacciano la scomunica. Il divieto verrà tolto nel 1724 da papa Benedetto XIII, incallito fumatore.
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