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Stéphanie Gibaud, ex quadro di UBS Francia, accusa la banca di aver avuto una rete di intermediari in America Latina incaricati di aiutare le persone a nascondere i loro averi alle autorità fiscali, in particolare argentine. L'istituto respinge gli addebiti.
Secondo Gibaud, citata in un comunicato pubblicato a Buenos Aires, non disponendo di alcuna succursale in Argentina, la banca faceva ricorso a una rete di una trentina di intermediari che si recavano nel paese come turisti per partecipare a cene ed eventi per scovare ricchi clienti locali. Esisterebbe un manuale con istruzioni da seguire per attirare potenziali evasori.
UBS ha definito le dichiarazioni di Gibaud "assolutamente false": sono state fatte da un'ex dipendente che non ha mai partecipato ad attività al di fuori della Francia. Inoltre, viene affermato in una presa di posizione, la donna muove già da tempo "accuse infondate" contro l'istituto.
La giustizia francese aveva riconosciuto in marzo che la donna, licenziata da UBS nel 2012 e che si era rifiutata di distruggere documenti suscettibili di dimostrare un sistema di evasione fiscale, era stata vittima di mobbing. La filiale francese della banca fu condannata a versarle 30'000 euro. Gibaud ne aveva chiesti 1,7 milioni.
SDA-ATS