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Strumenti tecnici non sono impiegati solo per sostituire i sensi mancanti, ma talvolta anche per ampliare le capacità sensoriali.
Video SATW
Neil Harbisson
Neil Harbisson, definito come il primo cyborg, sin dalla nascita non ha la capacità di percepire i colori. Nella foto del suo documento d’identità si vede una piccola apparecchiatura tecnica che sporge dalla sua testa. Si tratta di un sensore per i colori fissato nel suo cranio. Questo sensore registra la lunghezza d'onda del colore di fronte a lui e la trasmette a un chip nella parte posteriore della testa. Là l'informazione viene trasformata in onde sonore e ogni colore tradotto in una nota. Attraverso la conduzione ossea, i toni arrivano al sistema uditivo di Harbisson, in modo che possa udire i colori. Un giro al supermercato con le diverse confezioni colorate dei prodotti produce in lui l’effetto sonoro di una serata in discoteca. Dopo anni di addestramento, Harbisson riesce persino a percepire colori invisibili per l'uomo del campo dell'infrarosso e dell'ultravioletto. Egli, inoltre, percepisce il sensore dei colori come una parte del proprio corpo e non come apparecchiatura.
Harbisson ha fondato insieme alla sua compagna Moon Riba, a Barcellona nel 2010, la Cyborg Foundation. Attraverso magneti impiantati, Riba è in grado di sentire i terremoti. I due perseguono un approccio tendenzialmente artistico e si propongono di offrire agli interessati nuove esperienze sensoriali.
Chip RFID già presenti dovrebbero offrire usi pratici, come aprire la porta di casa, o avere una bussola impiantabile. Questi body hacks sono in parte già disponibili in commercio. Nel mese di febbraio 2018 si è svolta l'ottava Augmented Human International Conference, che aveva come tema anche le tecnologie volte ad ampliare i sensi. L'«uomo bionico» non è più una rappresentazione del futuro, ma si aggira già fra di noi.