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Il Consiglio federale propone di mantenere l'aliquota massima del canone annuo sino al 2024
Berna, 23.05.2018 - Nella sua seduta del 23 maggio 2018 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la modifica della legge federale sull'utilizzazione delle forze idriche. Fino alla fine del 2024 l'aliquota massima del canone annuo sarà mantenuta, come sinora, a 110 franchi per chilowatt lordo (fr./kWl). Stando al Consiglio federale verrà elaborato un nuovo modello per il canone annuo non appena saranno noti i principi basilari del nuovo design del mercato elettrico, da definire nel quadro della prossima revisione della legge federale sull'approvvigionamento elettrico.
L'aliquota massima del canone annuo fissata attualmente nella legge federale sulle forze idriche (LUFI) è pari a 110 franchi/kWl. La durata di validità di questa norma è limitata a fine 2019. La legge federale sull'utilizzazione delle forze idriche incarica il Consiglio federale di sottoporre per tempo all'Assemblea federale un progetto di atto legislativo volto a definire l'aliquota massima del canone annuo per il periodo successivo al 1° gennaio 2020.
Nel 2016, ai Cantoni e agli operatori del settore è stata data l'opportunità di inoltrare congiuntamente delle proposte per un nuovo sistema di canone annuo. I relativi si sono tuttavia conclusi senza esito concreto.
In occasione della procedura di consultazione relativa alla revisione della LUFI il Consiglio federale aveva proposto di ridurre l'aliquota massima per tre anni a 80 fr./kWl, ponendo inoltre in discussione l'introduzione successiva di un modello per un canone annuo flessibile nonché la riduzione di tale canone unicamente per le centrali deficitarie.
Esiti della consultazione
La consultazione, durante la quale sono stati inoltrati 215 pareri, si è svolta dal 22 giugno al 13 ottobre 2017. La riduzione temporanea dell'aliquota massima del canone annuo non ha raccolto i consensi della maggioranza. La proposta flessibilizzazione del canone annuo è sì stata accolta positivamente nelle sue grandi linee, ma ritenuta prematura. Negli anni scorsi i gestori e le aziende di approvvigionamento energetico avevano richiamato l’attenzione sulle lacune finanziarie nel settore idroelettrico; gran parte dei Cantoni e dei Comuni ritiene che le ragioni di tali lacune non siano da ricondurre al canone annuo bensì a decisioni errate a livello politico e imprenditoriale. Per questo motivo in sede di consultazione si sono espressi a favore del mantenimento dell'attuale aliquota massima del canone. La maggioranza degli operatori del settore elettrico definisce la regolamentazione attuale (modello di canone annuo rigido e finanziamento da parte dei produttori in un mercato parzialmente liberalizzato) un errore di sistema. Si esprime pertanto a favore dell'immediata introduzione di una normativa flessibile in materia di canone annuo nonché di un finanziamento solidale di una parte o di tutto il canone annuo. L'idea di ridurre il canone annuo soltanto per le centrali deficitarie è stata respinta da gran parte degli ambienti consultati, che ritengono l'attuazione discriminatoria e onerosa. E` stata inoltre oggetto di forti critiche la rigida limitazione temporale della norma a tre anni. Quale alternativa, si propone di attendere la definizione delle future condizioni quadro, ad es. con un nuovo design del mercato.
Elementi chiave del progetto
Nel suo messaggio concernente la revisione della LUFI il Consiglio federale propone la seguente regolamentazione:
- l'aliquota massima del canone, prevista dal diritto federale dal 1° gennaio 2015, viene mantenuta sino a fine 2024 a 110 fr./kWl;
- le nuove centrali elettriche a beneficio di un contributo d'investimento conformemente all'articolo 26 della legge sull'energia sono esentate dal canone annuo per i primi dieci anni di esercizio; gli impianti esistenti, che vengono ampliati o rinnovati in misura considerevole, sono esentati, per la potenza lorda supplementare, dal canone annuo durante un periodo di 10 anni a partire dalla messa in esercizio dell'impianto ampliato o rinnovato;
- le competenze del DATEC nel settore dell'utilizzazione delle forze idriche per procedure che interessano le centrali idroelettriche di frontiera vengono precisate e fissate nella legge. La competenza per la stipula di accordi internazionali nell'ambito dell'utilizzazione delle forze idriche di corsi d'acqua di frontiera è delegata al Consiglio federale.
Motivazione
Con la proposta revisione della LUFI, il Consiglio federale, adempiendo il mandato conferitogli, presenta tempestivamente un disegno di atto legislativo per il periodo successivo al 1° gennaio 2020. Si evita così una lacuna nella regolamentazione.
Alla luce degli esiti della procedura non appare opportuno mantenere la variante posta in consultazione. L'attuale regolamentazione viene pertanto prorogata sino a fine 2014. Una nuova normativa in materia di canone annuo verrà elaborata non appena saranno note le future condizioni quadro, da definire nel quadro degli attuali lavori di revisione della legge sull'approvvigionamento elettrico. Tale revisione è incentrata su temi quali il design e la liberalizzazione del mercato elettrico, la presentazione di un modello orientato al mercato, richiesto dalla legge sull'energia, e il previsto accordo sull'elettricità tra la Svizzera e l'UE. Il Consiglio federale incarica sin d’ora il DATEC di analizzare e sviluppare diversi nuovi modelli per il canone annuo.
Nel 1908 la Confederazione ha ottenuto una competenza di principio per poter legiferare in materia di utilizzazione delle risorse idriche (cfr. art. 24bis, oggi art. 76 cpv. 2 Cost.). La sovranità sulle acque e sulla riscossione di tasse, invece, era rimasta una prerogativa dei Cantoni. Con l'emanazione della legge sulle forze idriche del 1916 la Confederazione ha fissato prescrizioni generali in materia di utilizzazione delle risorse idriche, introducendo anche l'aliquota massima del canone annuo.
Il canone annuo è una tassa pubblica per il diritto di sfruttamento di un corso d'acqua pubblico, in un determinato luogo, esclusivamente per produrre energia elettrica. Il canone annuo massimo ammesso per una centrale idroelettrica si calcola moltiplicando la potenza lorda media per l'aliquota massima del canone annuo, conformemente alla legge sulle forze idriche. La potenza lorda media si calcola sulla base dei salti utili e dei deflussi medi utili di una centrale idroelettrica.
Nel diritto federale vengono definiti soltanto il metodo di calcolo e l'aliquota massima del canone annuo. Nel quadro della normativa federale i Cantoni sono liberi di fissare il canone annuo da riscuotere sul proprio territorio.
Indirizzo cui rivolgere domande
Marianne Zünd, Responsabile Media e politica UFE
tel: 058 462 56 75, <email-pii>
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Ultima modifica 05.01.2016