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Grosser Rat
Cussegl grond
Gran Consiglio
La stagione di alpeggio 2018 sull'alpe Stutz è stata segnata da diversi gravi episodi. Durante la stagione vi sono stati diversi cambi di pastore. Stando all'UAG sono state notificate 61 pecore perite a seguito di attacchi di lupi. Secondo l'affittuario dell'alpe, prima degli attacchi da parte dei lupi almeno 50 pecore sono però decedute a seguito di malattia (ectima contagioso). Durante l'estate a più riprese delle pecore sono fuggite verso la confinante valle di Safien, dalla quale il pastore locale ha dovuto respingerle. Stando all'UAG, dopo la stagione di alpeggio circa 80 pecore risultavano disperse.
Di fronte a episodi di tale portata estrema sarebbe da attendersi che l'UAG in qualità di ufficio competente intervenga tempestivamente, aumentando i controlli e la presenza sull'alpe. Inoltre sarebbe stato lecito attendersi che le autorità, in considerazione dell'aspra polemica esplosa sui media riguardo all'alpe Stutz, esaminassero i fatti.
Fatte queste premesse pongo al Governo le seguenti domande:
1. Negli ultimi anni, ossia dal riconoscimento dell'alpe Stutz quale alpe con sorveglianza permanente nel 2014, a quanti capi sono ammontate le perdite di pecore a seguito di malattia o incidenti in ciascuna estate?
2. Dopo gli episodi dello scorso anno, quest'estate l'UAG provvederà affinché vengano introdotte efficaci misure di protezione delle greggi con cani da protezione, recinzione notturna e una sorveglianza permanente effettiva?
3. A quanto ammonta il totale dei contributi d'estivazione ed ecologici versati nell'estate 2018 a tutti gli alpi per ovini nel Cantone dei Grigioni?
4. In che modo il Cantone controlla che le prestazioni dovute in cambio dei contributi d'estivazione erogati vengano effettivamente fornite da chi carica l'alpe?
5. Con quale frequenza e da parte di chi vengono controllati gli alpi per ovini?
6. Il numero di pecore e la relativa età notificati il giorno di riferimento all'UAG per il calcolo dei contributi d'estivazione vengono controllati a campione?
7. Si prevede di registrare nel SIG le zone degli alpi per ovini, incluse le recinzioni di pascolo?
Coira, 12 febbraio 2019
Deplazes (Coira), Atanes, Baselgia-Brunner, Cahenzli-Philipp, Caviezel (Coira), Degiacomi, Della Cà, Felix, Gasser, Hofmann, Kappeler, Locher Benguerel, Müller (Felsberg), Noi-Togni, Perl, Preisig, Rettich, Rutishauser, Schwärzel, Thöny, von Ballmoos, Wieland
L'interpellante ripete in parte le domande concernenti l'alpe per ovini Stutz poste in occasione dell'ora delle domande della sessione di febbraio 2019. Di conseguenza si può rinviare alle risposte fornite in tale occasione. Inoltre numerose risposte relative alla protezione delle greggi e alle misure di difesa che possono essere pretese sono già state fornite in occasione del dibattito relativo all'interpellanza Crameri concernente i lupi, la protezione del bestiame e le conseguenze finanziarie tenutosi durante la sessione di agosto 2017, ragione per cui si deve rinviare a esse. Delle 774 pecore affidate per l'estivazione all'alpe Stutz, 80 risultavano disperse al momento dello scarico dell'alpe in autunno. 23 di queste sono state trovate a seguito di ricerche e condotte a valle. Complessivamente sono 57 le pecore che non hanno fatto ritorno.
In merito alla domanda 1: tuttora il Governo non è in grado di rispondere a questa domanda, non avendo a disposizione dati relativi a malattie e incidenti, in quanto questi non devono essere notificati. Nell'estate 2018, delle 57 pecore che non hanno fatto ritorno, almeno 48 sono state vittima di lupi.
In merito alla domanda 2: il gestore responsabile sta pianificando le misure per la prossima estate d'alpeggio insieme agli uffici cantonali competenti, ossia l'Ufficio per l'agricoltura e la geoinformazione (UAG), l'Ufficio per la caccia e la pesca (UCP) e l'Ufficio per la sicurezza delle derrate alimentari e la salute degli animali (USDA), nonché all'incaricato per la protezione del bestiame. Del resto le misure di protezione delle greggi non rappresentano una condizione per beneficiare di pagamenti diretti e l'UAG non può emanare disposizioni a tale riguardo. Un obbligo sussiste soltanto nella misura in cui ciò possa essere rilevante ai fini del diritto in materia di protezione degli animali e qualora solo in tal caso venga versato un indennizzo per le perdite di bestiame. Riguardo alla protezione delle greggi il Cantone offre consulenza ai gestori, definisce le misure di difesa e di protezione delle greggi efficaci ed esigibili e sostiene i gestori nell'attuazione di queste misure. Tra l'altro non si può pretendere da queste aziende che adottino in anticipo misure di protezione in modo generalizzato e sommario.
In merito alla domanda 3: complessivamente nell'estate 2018 alle 154 aziende di estivazione (pascoli comunitari e alpi) sono stati versati contributi d'estivazione pari a 2 524 142 franchi per l'estivazione di ovini. Nel 2018 i 154 alpi hanno ricevuto complessivamente 1 643 988.30 franchi di contributi per la biodiversità. Presso 96 delle 154 aziende d'estivazione vengono estivati anche altri animali oltre agli ovini. I contributi d'estivazione e per la biodiversità non sono sufficienti per coprire le spese d'esercizio. Un'alpe può permettersi una sorveglianza permanente a partire da 600 pecore. La Confederazione eroga un contributo parziale ai costi per la protezione delle greggi. I costi residui di questa misura di protezione supplementare e l'onere lavorativo aggiuntivo non trascurabile sono a carico dell'azienda d'estivazione. I cani da protezione delle greggi provocano inoltre costi anche al di fuori del periodo d'estivazione. I contributi per la biodiversità non servono a indennizzare i costi supplementari per misure di protezione del bestiame.
In merito alle domande 4 e 5: la categoria "sorveglianza permanente" richiede che il gregge sia permanentemente sorvegliato, che le pecore vengano tenute all'interno di settori e che vengano condotte quotidianamente al pascolo da un pastore accompagnato da cani. I singoli settori non possono essere occupati per più di due settimane e in seguito non possono più essere pascolati per quattro settimane. Il pastore deve registrare l'uscita al pascolo nel registro dei pascoli. Trova applicazione il principio dell'autocertificazione. In caso di controlli relativi al rispetto delle prescrizioni concernenti i pagamenti diretti da parte del servizio di controllo, la situazione effettiva viene confrontata con le iscrizioni nel registro dei pascoli. In base a quanto prescritto, di norma le aziende d'estivazione vengono sottoposte a verifica una volta ogni otto anni. Contemporaneamente vengono verificati anche i requisiti relativi alla protezione degli animali. A seconda dei rischi e in caso siano emerse lacune vengono effettuati controlli intermedi.
In merito alla domanda 6: in occasione dei controlli dell'estivazione, sulla base dei documenti di accompagnamento e degli elenchi degli animali viene rilevato il numero di pecore estivate. Successivamente al controllo l'UAG procede al confronto con gli animali annunciati per i pagamenti diretti. Tuttavia, in particolare nel caso di greggi di pecore, verificare il numero di animali risulta particolarmente difficile, dato che il numero e l'età degli animali che compongono vaste greggi può essere accertato soltanto con un onere enorme. In futuro il rilevamento sarà semplificato, poiché a partire dal 1° gennaio 2020 anche tutte le pecore e tutte le capre saranno registrate nella banca dati sul traffico di animali e il luogo in cui si trovano dovrà essere notificato su base continua.
In merito alla domanda 7: l'UAG ha intenzione di registrare i perimetri delle aziende d'estivazione nel sistema d'informazione geografica (SIG). Non è ancora stato deciso se, nel quadro di questo progetto, per gli alpi ovini saranno eventualmente registrate in modo digitale anche le recinzioni delle diverse categorie, poiché la digitalizzazione di queste informazioni è molto onerosa e l'UAG non dispone delle risorse necessarie allo scopo. Inoltre la suddivisione delle recinzioni può variare di anno in anno.
18 aprile 2019