Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/160762

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Nel 2007, 2011 e 2015, l'OSCE ha inviato missioni ufficiali in Svizzera incaricate di osservare le elezioni per il Consiglio nazionale e per il Consiglio degli Stati, fondandosi sui normali standard internazionali. L'OSCE ha riassunto quanto emerso da queste missioni di osservazione elettorale nei rapporti finali del 3 aprile 2008 e del 30 gennaio 2012, che contengono raccomandazioni al nostro Paese sulle quali occorre riflettere. La Svizzera non adempie costantemente i normali standard internazionali e c'è un potenziale di miglioramento. Le raccomandazioni della missione d'osservazione elettorale dell'OSCE 2015 non sono state ancora pubblicate, ma dovrebbero esserlo nei prossimi mesi. Finora esiste unicamente un interessante rapporto del 13 luglio 2015 sulla missione di chiarimento delle necessità.</p><p>1. In che modo il Consiglio federale ha attuato le raccomandazioni delle missioni di osservazione elettorale dell'OSCE contenute nei rapporti finali del 3 aprile 2008 e del 30 gennaio 2012? Quali di queste raccomandazioni ha accolto integralmente e quali parzialmente? E quali non ha messo in atto? Per quale motivo?</p><p>2. Un gran numero di raccomandazioni rientra nell'ambito di competenza dei cantoni. Nel contempo l'OSCE sottolinea che le elezioni per un Parlamento nazionale andrebbero, per quanto possibile, organizzate a condizioni analoghe. Quanto federalismo intende preservare il Consiglio federale e quali uniformazioni reputa sensate affinché tutti i membri del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati vengano eletti con la stessa procedura?</p><p>3. Come si pongono i cantoni e la Conferenza svizzera dei cancellieri dello Stato nei confronti delle raccomandazioni dell'OSCE?</p><p>4. In quale forma il Consiglio federale ha informato l'OSCE dello stato d'avanzamento dell'attuazione delle raccomandazioni da parte della Confederazione e dei cantoni?</p><p>5. Il Consiglio federale informerà anche le competenti commissioni del Parlamento dello stato d'avanzamento dell'attuazione?</p><p>6. Su quali basi giuridiche poggiavano finora le missioni di osservazione elettorale dell'OSCE? Tali basi sono sufficienti o singoli aspetti andrebbero disciplinati in maniera più circostanziata?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1. Il Consiglio federale ha preso atto delle raccomandazioni dell'OSCE/ODIHR del 2008 e del 2012. Le raccomandazioni sono state discusse approfonditamente con i cantoni, competenti per lo svolgimento delle elezioni del Consiglio nazionale, e sono state prese in considerazione nei processi legislativi. Introducendo gli incontri istituzionalizzati tra i responsabili cantonali e federali in materia di votazioni ed elezioni, la Cancelleria federale (CaF) ha creato una piattaforma che consente ai cantoni di identificare e scambiare reciprocamente le buone prassi. Inoltre, un gruppo di lavoro convocato dalla Conferenza svizzera dei cancellieri di Stato (CSS) ha valutato le elezioni federali del 2011 e ha elaborato raccomandazioni all'attenzione dei cantoni in vista delle elezioni future. Infine, diversi punti trattati dall'ODIHR sono stati ripresi anche nella circolare inviata dal Consiglio federale ai governi cantonali in occasione delle elezioni del 18 ottobre 2015 per il rinnovo integrale del Consiglio nazionale (FF 2014 7405). Le raccomandazioni riguardanti questioni di competenza della Confederazione sono state in gran parte attuate, soprattutto grazie alla revisione della legge federale sui diritti politici (LDP, cfr. FF 2013 7909) e all'introduzione di nuove basi legali nel settore del voto elettronico. Invece non sono state ancora attuate le raccomandazioni riguardanti l'obbligo di trasparenza concernente le campagne elettorali dei candidati e dei partiti: dopo aver sentito le parti, il 12 novembre 2014 il Consiglio federale ha deciso di rinunciare a disciplinare tale questione per via legislativa. Rimane inattuata anche la raccomandazione riguardante l'introduzione di una base legale per l'osservazione elettorale internazionale e nazionale, dopo che il Parlamento, in occasione della revisione della LDP del 2014, ha respinto una modifica in tal senso proposta dal Consiglio federale.</p><p>2. Le differenze che intercorrono tra un cantone e l'altro nel diritto di eleggere i membri del Consiglio degli Stati si basano sul principio di autonomia dei cantoni sancito dalla Costituzione e non contravvengono agli standard internazionali (cfr. perizia della CaF - GAAC 1/2014 del 6 marzo 2014). Il Consiglio federale non ritiene opportuno unificare le modalità di elezione con una modifica costituzionale.</p><p>3. Nel quadro della piattaforma di scambio della Confederazione e dei cantoni summenzionata, i cantoni e la CSS cooperano attivamente per valutare ed eventualmente attuare le raccomandazioni dell'ODIHR.</p><p>4. Nel quadro della valutazione delle necessità riguardanti le elezioni 2011 e 2015, la CaF ha informato l'OSCE/ODIHR in merito allo stato di attuazione delle ultime raccomandazioni. L'attuazione delle raccomandazioni concernenti le elezioni 2011 è stata inoltre illustrata dettagliatamente nel rapporto di autovalutazione della Svizzera relativo alla sua presidenza dell'OSCE nel 2014.</p><p>5. Non si prevede di informare formalmente le commissioni del Parlamento in merito allo stato d'avanzamento dell'attuazione.</p><p>6. Le missioni di osservazione elettorale dell'OSCE/ODIHR si basano sugli obblighi internazionali della Svizzera previsti dal documento di Copenaghen 1990 (paragrafo 8) e dallo Statuto per la sicurezza europea di Istanbul 1999 (paragrafo 25). Nel quadro dei dibattiti parlamentari sulla revisione della LDP del 2014 (cfr. segnatamente BU 2014 N 1511 segg., BU 2014 N 1673 seg. e BU 2014 S 899 segg.) la maggioranza del Parlamento era dell'opinione che tali disposizioni internazionali fossero direttamente applicabili e che non fosse dunque necessario trasporle esplicitamente nel diritto nazionale.</p></text>