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L'accordo di libero scambio (TPP) che gli Stati Uniti hanno firmato con diversi paesi dell'area dell'Asia Pacifico rappresenta una sfida anche per l'economia svizzera.
Ne è convinta la Segretaria di stato all'economia Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, secondo cui è necessario rafforzare i contatti bilaterali con le maggiori economie di questi Paesi, onde evitare che i prodotti elvetici vengano discriminati.
Nel corso di un'intervista a radio DRS, Ineichen-Fleisch ha sottolineato l'importanza del TPP. Un'intesa di una simile portata non si vedeva da 20 anni, ossia da quando è stata istituita l'Organizzazione mondiale del commercio, ha spiegato.
Del nuovo spazio economico fanno parte, oltre agli Stati Uniti e al Giappone, l'Australia, il Brunei, il Canada, il Cile, la Malesia, il Messico, la Nuova Zelanda, il Perù, Singapore e il Vietnam. Tutti questi attori insieme rappresentano il 40% della forza economica mondiale. Con sei di questi Stati la Svizzera ha firmato accordi di libero scambio, mentre con Malesia e India si sta negoziando.
Ineichen-Fleisch è preoccupata soprattutto dall'intesa tra gli Stati Uniti e il Giappone. Gli imprenditori dell'arcipelago possono ora fare concorrenza a quelli elvetici su suolo americano, paese col quale Berna non ha un accordo di libero scambio. In particolare sussiste un forte potenziale di discriminazione nell'industria delle auto.
A parere di Ineichen-Fleisch sarebbe possibile attenuare eventuali conseguenze negative derivanti dal TPP mediante modifiche all'accordo di libero scambio che lega attualmente la Confederazione e il Giappone.
In generale, la Segretaria di stato ha sostenuto la necessità di rafforzare le relazioni economiche bilaterali con i paesi dell'area del Pacifico, in particolare con l'India, l'Indonesia, il Vietnam e la Malesia.
Per quanto riguarda questi due ultimi paesi, Ineichen-Fleisch si è detta fiduciosa, anche per quanto attiene alla protezione della proprietà intellettuale, dato che il TTP prevede proprio disposizioni in quest'ambito.
Più difficili invece si prospettano le trattative con l'India: i maggiori ostacoli sono proprio rappresentati dal rispetto della proprietà intellettuale (brevetti, ecc) e dalla sicurezza dei dati. La Segretaria di stato, che tratta personalmente con i partner indiani, si è detta tuttavia fiduciosa, e ciò benché a inizio anno avesse ancora giudicato scarse le possibilità di successo.
SDA-ATS