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Più di 500 scienziati del mondo intero sono riuniti da lunedì a Parigi per fare il punto sul dossier climatico. Presenti anche numerosi svizzeri.
Prevista per venerdì la pubblicazione di una sintesi dei lavori destinata ai politici. Questo documento, che si annuncia allarmante, farà fede per i prossimi cinque anni.
L'effetto serra è "molto probabilmente" causato dall'attività umana, ritiene il Gruppo d'esperti intergovernativo sull'evoluzione del clima (Giec) secondo le dichiarazioni di due suoi delegati che preferiscono restare anonimi.
Ciò significa che gli specialisti dei 113 paesi riuniti a Parigi stimano al 90% la probabilità di una responsabilità umana nel surriscaldamento climatico.
Il Giec riunisce i migliori ricercatori mondiali. Nato nel 1988 su iniziativa dell'Organizzazione meteorologica mondiale e del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, è stato in particolare all'origine del Protocollo di Kyoto.
Questa settimana a Parigi, più di 500 scienziati si sono chinati sulla redazione di un rapporto di una quindicina di pagine destinato alle autorità del pianeta. Si tratta di una sintesi della prima parte del quarto rapporto del Giec.
Come spiega José Romero, a Parigi in qualità di aggiunto scientifico responsabile degli affari climatici internazionali presso l'Ufficio federale dell'ambiente, il documento darà una valutazione scientifica del fenomeno.
La seconda e la terza parte del rapporto, dedicate all'impatto dei cambiamenti climatici e alle misure da adottare per frenarli, saranno pubblicate in aprile e maggio.
Azione dell'uomo in causa
"L'obiettivo è quello di fornire ai governi un testo comprensibile senza limitare l'integrità scientifica del rapporto", sottolinea José Romero.
Il precedente rapporto del Giec data del 2001. "Da allora si sono compiuti importanti progressi scientifici nella rilevazione del fenomeno e nell'attribuzione delle sue cause all'attività umana", conferma il delegato svizzero.
"Il nuovo rapporto del Giec potrà affermare che l'effetto serra esiste e che sta accelerando. Negli ultimi 10 anni, sia le concentrazioni di CO2 nell'atmosfera sia le temperature sono aumentate molto più rapidamente che nel passato", aggiunge Romero.
Secondo i dati che circolavano prima della riunione, per il 2100 gli esperti potrebbero annunciare un raddoppio delle concentrazioni di CO2 (a 550 parti per milione) rispetto all'era preindustriale.
Nello stesso lasso di tempo, le temperature potrebbero crescere da 2 a 4.5 gradi. Un balzo enorme se si considera che rispetto all'ultima era glaciale, verificatasi 10'000 anni fa, l'attuale temperatura media è salita soltanto di 5 gradi.
Una rete unica
Dalla sua fondazione, il Giec ha un ruolo d'intermediario tra il mondo della ricerca e quello della politica. I suoi rapporti sono riconosciuti dai 192 Stati membri dell'ONU.
"Si tratta di un'organizzazione esemplare e senza equivalenti. Secondo un sistema di milizia, mobilita scienziati provenienti da tutto il mondo. L'obiettivo è quello di disporre dei migliori ricercatori e di un mosaico rappresentativo di tutte le regioni del pianeta", spiega Romero.
Finanziato dai governi, il Giec dispone di un budget medio di 5 milioni di franchi all'anno. "Ma i lavori degli scienziati non sono retribuiti", precisa il delegato svizzero.
La Svizzera contribuisce con 120-150mila franchi annui e accoglie a Ginevra il segretariato del gruppo nonché numerose riunioni dei suoi membri.
Forte partecipazione elvetica
Ma non è tutto. Tra i 552 autori di rapporti figurano anche 23 esperti svizzeri, tra i quali 5 autori principali e 2 coordinatori: Thomas Stocker dell'Università di Berna e Andreas Fischlin del Politecnico federale di Zurigo.
Come ricorda José Romero, la ricerca svizzera ha saputo profilarsi nello studio dei ghiacciai, delle foreste e degli aerosol. È ugualmente al vertice per quel che riguarda la storia del clima e l'impatto locale dei modelli climatici.
swissinfo, Frédéric Burnand
(traduzione: swissinfo, Marzio Pescia)
In breve
Nel 1992, i primi lavori del Giec avevano spinto la comunità internazionale ad elaborare la Convenzione ONU sui cambiamenti climatici. Nel 1997 era invece stato il turno del Protocollo di Kyoto per lottare contro l'effetto serra.
Il quarto rapporto, che ha mobilitato 2500 ricercatori negli ultimi 2 anni, servirà da base scientifica per i negoziati del "dopo Kyoto" nel 2012.
Verso un'organizzazione mondiale dell'ambiente
Il ministro dell'ambiente Moritz Leuenberger rappresenta la Svizzera alla conferenza per una gestione ecologica mondiale che si tiene venerdì a Parigi nella scia della riunione del Giec.
Convocata su iniziativa del presidente francese Jacques Chirac, la conferenza riunisce circa 150 ministri e responsabili politici.
Si concluderà sabato con un appello ad un maggior impegno internazionale a favore della protezione dell'ambiente.
Nell'occasione, il presidente francese intende promuovere l'idea di un'organizzazione mondiale dell'ambiente.