Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01154.jsonl.gz/1084

Un impegno di oltre un miliardo per la coesione UE, senza però ottenere una promessa contropartita: l'equivalenza della borsa svizzera a quelle dell'Unione. È la brutta sorpresa incassata dal Consiglio federale, dopo la recente visita a Berna di Jean-Paul Juncker, presidente della Commissione europea.
In assenza di un accordo con Bruxelles su questo dossier, la borsa elvetica non potrebbe più, a partire dal 3 gennaio prossimo, effettuare operazioni su titoli quotati contestualmente in Svizzera e sulle piazze europee.
Il Governo, accettando di stanziare 1,3 miliardi di franchi per la coesione europea, confidava in assicurazioni in materia da parte di Juncker. Quest'ultimo tuttavia, durante la sua visita in Svizzera dello scorso 23 novembre, si è limitato ad anticipare che il dossier sarebbe stato trattato dalla Commissione europea a inizio dicembre.
Dalle riunioni della Commissione del 7 e del 13 dicembre scorsi non è però scaturita la tanto attesa firma. L'ultima riunione dell'organismo UE, prima della fine dell'anno, è ora in programma per mercoledì prossimo.
Inevitabile il disappunto del Governo, per il quale l'assenza di un accordo in questo ambito potrebbe implicare il ritiro dello stanziamento a favore della coesione europea. "Dagli europei ci aspettiamo che il 20 dicembre accettino l'equivalenza dei nostri sistemi finanziari. Questa è una conditio sine qua non", ha dichiarato alla SRF il ministro Johann Schneider-Ammann.
SRF/RG/ARi
- RG 18.30 del 16.12.17 - Roberto Porta in studio con Luisa Orelli