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Quando nel 1943 il giovane avvocato Dr. Ettore Tenchio di Roveredo fu eletto in Gran Consiglio, nessuno si sarebbe immaginato che – nel giro di soli quattro anni – sarebbe diventato Consigliere nazionale e in seguito Consigliere di Stato, Presidente cantonale e nazionale di partito, Presidente della SSR e quasi Consigliere Federale. Perché, direte, quasi Consigliere Federale? È giusto accennare anche alla storia del suo unico ma, pur sempre prestigioso, insuccesso politico. Era il 27 settembre del 1962. Il partito popolare conservator-democristiano doveva sostituire il Consigliere federale uscente Jean Bourgknecht. Ettore Tenchio era Consigliere nazionale e Presidente del Partito svizzero, e quindi il candidato preferito. Come ci racconta ancora oggi Piero Stanga, a Roveredo la festa e il suo programma erano già pronti. Purtroppo le cose non andarono come previsto e sperato, e invece del favoritissimo Presidente del Partito, il parlamento elesse il vallesano Roger Bonvin. Questo non scoraggiò Ettore Tenchio, che continuò la sua splendida carriera politica. Pochi anni dopo fu chiamato alla presidenza del Consiglio d'amministrazione della SSR/SRG, che guidò fino al 1980.
In tutta la sua lunga carriera Ettore Tenchio non dimenticò mai la sua Roveredo, la Mesolcina e le Valli grigionitaliane. Quale Consigliere nazionale, Consigliere di Stato e Presidente dell'Ente turistico grigionese si impegnò a fondo per la realizzazione della galleria autostradale del San Bernardino, che fu inaugurata nel 1967. Il tunnel permise finalmente di collegare direttamente e per tutto l'anno anche la Mesolcina e la Calanca a Coira e al resto del Cantone. Nel 2007 Ettore Tenchio ebbe la gioia di partecipare anche ai festeggiamenti per i quarant'anni della galleria (dopo il suo integrale rinnovo) e pronunciò – allora novantaduenne – un brillante discorso ancor oggi vivo nel ricordo dei partecipanti alla giornata.
L'amore per la Svizzera italiana e la diletta lingua di Dante caratterizzò tutta la carriera di Ettore Tenchio. Come Consigliere nazionale fu promotore e sostenitore di numerosi postulati a favore della nostra lingua e del suo insegnamento. Come Presidente del consiglio d'amministrazione SSR/SRG ha poi vigorosamente difeso per un decennio il federalismo e le quattro lingue nazionali, che hanno così potuto svilupparsi e creare le basi di quelle che oggi sono divenute le quattro unità aziendali della Televisione svizzera. Egli è stato senza dubbio un promotore del "service public" ante litteram.
Chi ha avuto il piacere e l'onore di frequentare Ettore Tenchio, ricorda gli aneddoti che egli amava raccontare delle sue importanti frequentazioni spesso anche internazionali, e che sapeva magistralmente ricondurre all'attualità della nostra realtà locale, usandoli per dispensare dei preziosi e mirati insegnamenti.
Egli era anche molto fiero della sua formazione classica; l'uso del latino e delle figure retoriche facevano pare della sua dialettica quotidiana. Nel servizio che gli ha dedicato la RSI, davanti al giornalista che lo intervistava cercando di carpirgli il segreto della sua longevità, si rifugiò nel latino (largire lumen vesprae) delle Sacre scritture, che egli stesso così tradusse: "dona o signore al vespro della nostra vita lo splendore della tua luce".
Così semplice e così profondo era quest'uomo.
(Ettore Tenchio si è spento lo scorso lunedì 27 aprile 2015)
(Testo di Fabrizio Keller, membro del Comitato del Consiglio regionale CORSI)