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Con l'obiettivo di diminuire i prezzi, la Commissione della concorrenza ha approvato un accordo tra le società emittenti di carte di credito e le banche.
L'accordo limita le commissioni fatturate dalle società emittenti alle banche e autorizza i rivenditori ad applicare prezzi diversi per il pagamento in contanti o con carta di credito.
In futuro fare acquisti con la carta di credito potrebbe essere più caro che pagare in contanti. E questo a seguito di una serie di misure presentate mercoledì durante una conferenza stampa a Berna dalla Commissione della concorrenza (Comco). Con le nuove misure, la Comco vuole stimolare la competitività fra i vari gestori attivi nel settore delle carte di credito.
Le nuove disposizioni prevedono in particolare l'abolizione della «clausola di non discriminazione», stando alla quale il prezzo della merce deve essere lo stesso, sia per chi paga con la carta di credito, sia per chi paga in contanti.
Inoltre, il nuovo documento sancisce la riduzione della commissione di interscambio fra gli istituti che emettono le carte di credito e le società stipulanti i contratti con i commercianti che accettano il pagamento senza contanti.
Un sistema complesso
Il sistema attuale che regola il traffico dei pagamenti con il «denaro di plastica» prevede quattro partner: il titolare della carta di credito, l'istituto bancario che emette la tessera (chiamato «Issuer»), il commerciante che accetta il pagamento con la carta e la società che stipula i contratti con questi ultimi (detta «Acquirer»).
Per ogni transazione l'Acquirer paga all'Issuer una commissione, chiamata «Domestic Multilateral Interchange Fee» (DMIF), che attualmente è compresa fra l'1,65% e l'1,7%.
La Comco accetta tali accordi fra istituti e società, a patto però che la DMIF scenda del 15% all'inizio del 2006 e del 25% entro tre anni.
Al momento ci sono quattro Issuer (Cornèr Banca, Credit Suisse, UBS e Viseca card services) e due «Acquirer» svizzeri: Telekurs Multipay e Aduno (filiale di Viseca Card Services che recentemente ha rilevato il settore dell'acquiring della Cornèr Banca di Lugano). Le intese riguardano sia il circuito Visa che Mastercard e dureranno quattro anni. La Comco continuerà nel frattempo a osservare la situazione.
Commissioni legate ai costi
Secondo l'organo guidato da Walter Stoffel la commissione deve essere definita unicamente sulla base dei costi legati al sistema delle carte di credito. L'attuale DMIF - spiega la Comco - non si limita ai costi oggettivi di tale sistema, per questa ragione essa costituisce un accordo illecito sui prezzi che limita notevolmente la concorrenza. Con la riduzione della commissione all'1,3-1,35%, «la Svizzera si situerà nella media europea o persino al di sotto», ha detto Stoffel davanti ai media.
La seconda misura presentata mercoledì - che potrebbe entrare in vigore verso la metà di febbraio se non ci saranno ricorsi - contempla l'abrogazione della «clausola di non discriminazione» che vieta ai commercianti di recuperare i costi risultanti dell'utilizzo delle carte di credito o di accordare un ribasso per i clienti che decidono di pagare in contanti.
L'obiettivo - evidenzia la Comco - è di rafforzare la concorrenza tra i diversi mezzi di pagamento. I commercianti potranno recuperare le loro commissioni lasciando la scelta al consumatore sia di pagare con la carta di credito l'intero prezzo (commissione della carta di credito inclusa), sia di usare un altro mezzo di pagamento, quali i contanti, pagando unicamente il prezzo netto.
Più trasparenza
In terzo luogo, la Comco ha deciso di favorire la trasparenza. Gli «Acquirer» saranno tenuti in futuro a comunicare ai commercianti che ne facciano richiesta l'ammontare della DMIF rilevante per il settore. Ciò permetterà agli esercenti - sottolinea la Comco - di beneficiare di una migliore posizione nelle trattative con le imprese di carte di credito: i commercianti potranno far valere il calo annunciato della DMIF al fine di negoziare una diminuzione delle loro commissioni.
Tutto ciò dovrebbe ripercuotersi positivamente sul prezzo finale pagato dai consumatori. Se non ci dovessero essere effetti in tal senso, la Comco si riserva la possibilità di aprire un procedimento sul mercato dell'emissione di carte («Issuing»).
swissinfo e agenzie
In breve
Si calcola che in Svizzera vi siano 3,4 milioni di carte di credito (dei circuiti Visa, Mastercard, American Express e Diners).
Esistono oltre 360'000 punti di vendita che accettano questo mezzo di pagamento. Nel 2004 sono stati effettuati 82 milioni di pagamenti con il denaro di plastica, per un volume di transazione di 15 miliardi di franchi.
Il giro d'affari totale degli Issuer in Svizzera nel 2003 ammontava, secondo le cifre in possesso della Comco, a 840 milioni di franchi. Di questi, 160 milioni provengono dalla commissione pagata alla società emittente dall'Aquirer.