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La situazione economica delle aziende forestali svizzere migliora, anche se continuano a registrare perdite. Grazie ad un aumento della domanda di legno da sfruttare quale fonte di energia, nel 2013 nel bosco svizzero è stato tagliato più legname rispetto all'anno precedente, stando alla Statistica forestale pubblicata oggi.
Nel 2013, la quantità di legno raccolta ha raggiunto i 4,78 milioni di metri cubi, 120 000 metri cubi in più rispetto all'anno precedente (+3% su un anno). Tale rialzo è dovuto a un aumento della domanda di legno da energia: +8%. La quantità di legname destinata a tale funzione è cresciuta del 60% nell'ultimo decennio.
Nei boschi di proprietà pubblica, in particolar modo quelli appartenenti a comuni e corporazioni, la quantità di legno raccolta è aumentata solo leggermente, in quelli privati invece l'incremento è stato del 7%. I maggiori volumi sono stati registrati nel canton Berna, con circa 930'000 metri cubi (+8%) seguito da Vaud (466 000 m3, +1%) e Grigioni (433 000 m3, +9%).
Globalmente, le aziende forestali hanno potuto ridurre del 26% lo scoperto portandolo a 43 milioni, grazie a un lieve aumento del ricavato del legname venduto, a una leggera diminuzione dei costi di raccolta e a un incremento degli utili per i servizi e la produzione di beni.
Secondo la Rete pilota di aziende forestali della Svizzera (TBN), nel 2013 i proprietari di boschi hanno registrato, per la raccolta del legname, una perdita media di 7 franchi per metro cubo di legname.
Dopo il computo dei costi d'esercizio per la cura del bosco, gli allacciamenti forestali, le prestazioni a favore delle funzioni ricreative, l'infrastruttura e l'amministrazione, i costi scoperti per l'utilizzazione di un metro cubo di legname ammontano a 14 franchi.
Se nell'Altipiano e nel Giura è stato possibile coprire i costi di raccolta, nei boschi di montagna e di protezione la raccolta, e quindi anche la cura, non sarebbero realizzabili senza i contributi pubblici, precisa un comunicato dell'Ufficio federale dell'ambiente.
SDA-ATS