Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01233.jsonl.gz/729

LONDRA - A tutti i componenti del governo britannico è stato chiesto di annullare qualsiasi impegno per oggi e rientrare a Londra. Lo riferisce Sky News, citando una fonte vicine all'esecutivo, secondo la quale un voto di sfiducia alla premier Theresa May è a questo punto "probabile".
L'invito ad annullare tutti gli impegni, che farebbe pensare all'imminente possibilità di un voto sulla sfiducia, non riguarda in realtà ministri e sottosegretari ma soltanto i cosiddetti "whip", figure che nell'ordinamento britannico aiutano a coordinare i lavori parlamentari.
Il "Chief whip", membro del gabinetto con il ruolo di sottosegretario al Tesoro, si trova già in questo momento a Downing Street 10, sede dell'esecutivo e residenza di Theresa May.
Gove rifiuta il posto di Raab e pensa alle dimissioni - Il ministro per l'Ambiente britannico Michael Gove avrebbe rifiutato l'offerta della premier Theresa May di nominarlo ministro per la Brexit, prendendo il posto del dimissionario Dominic Raab.
Il diniego sarebbe arrivato dopo che la stessa May non gli avrebbe permesso di rinegoziare l'accordo siglato due giorni fa e che ha gettato nello scompiglio il governo del Regno Unito.
Lo riporta la BBC, secondo la quale Gove starebbe addirittura considerando l'ipotesi di dimettersi dall'esecutivo.
Aggiornamento - Gove non si dimette e divide i "brexiteers" - Niente dimissioni dal governo di Theresa May per il ministro dell'Ambiente, Michael Gove. Lo annunciano fonti a lui vicine smentendo indiscrezioni circolate al riguardo dopo il suo presunto rifiuto di sostituire Dominic Raab al dicastero per la Brexit.
L'annuncio ferma l'emorragia di esponenti "brexiteers" dall'esecutivo e delude i conservatori più ultrà nella corrente dei falchi. Mentre dalla presidenza del partito arriva un segnale di rassicurazione: May ha i numeri per "vincere" in caso di mozione di sfiducia alla sua leadership.
Aggiornamento - May difende intesa e confida nella disciplina del partito - «Ciò che stiamo facendo è negoziare un accordo che ci permetterà di riprendere il controllo dei nostri confini e di mettere fine alla libertà di movimento una volta per tutte, nonché di riprendere il controllo sui nostri soldi, una vasta somma di denaro che non sarà più versata all'Ue ogni anno». Così Theresa May è tornata a difendere oggi la bozza d'intesa sulla Brexit in un filo alla Radio Lbc.
La premier conservatrice, nonostante le manovre interne al partito per un voto di sfiducia contro la sua leadership, si è mostrata sicura di poter restare in sella. E anche di riuscire a ricomporre alla fine i ranghi Tory in parlamento nel voto conclusivo sull'intesa con Bruxelles. Mentre ha ammesso di non poter dare oggi le stesse garanzie per "tutti i deputati" del Dup, piccola forza alleata della destra unionista nordirlandese.
La premier ha quindi respinto seccamente il paragone di un ascoltatore con Neville Chamberlain, l'uomo dell'appeasement col nazismo, mentre ha ipotizzato la nomina di un nuovo ministro per la Brexit domani o nei prossimi giorni.