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Incarto n. 11.2000.00033 Lugano, 5 aprile 2000 /ld In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: G. A. Bernasconi, vicepresidente, Giani e Pellegrini segretario: Ambrosini, vicecancelliere sedente per statuire nella causa n. __________.__________/__________.__________.__________ (esecuzione amministrativa) della Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, che oppone la Delegazione tutoria di __________ a __________ ed __________ __________, __________ (patrocinati dall'avv. __________ __________ -__________, __________) in merito alla riconsegna del bambino __________ __________ (1997), __________ (rappresentato dal curatore avv. __________ __________, tutore ufficiale, __________) alla madre __________ __________ __________, __________ (patrocinata dall'avv. __________ __________, __________); esaminati gli atti, posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 20 marzo 2000 presentato da __________ ed __________ __________ contro la decisione emessa il 24 febbraio 2000 dalla Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto in fatto: che con decisione del 18 maggio 1999 la Delegazione tutoria di __________ ha reintegrato __________ __________ __________ nella custodia parentale del figlio __________ (1997), provvisoriamente affidato il 10 marzo 1998 alle cure dei nonni paterni __________ ed __________ __________; che contro tale decisione __________ ed __________ __________ sono insorti l'8 giugno 1999 alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, la quale statuendo il 23 settembre 1999 ha respinto il ricorso e ha ingiunto ai coniugi di riconsegnare il bambino alla madre; che un appello introdotto il 2 ottobre 1999 da __________ ed __________ __________ avverso la decisione predetta è stato respinto in quanto ricevibile da questa Camera, la quale ha confermato la decisione impugnata con sentenza del 26 ottobre 1999 (inc. __________.__________.__________); che un ricorso per riforma presentato il 3 dicembre 1999 da __________ ed __________ __________ al Tribunale federale è stato dichiarato inammissibile il 27 gennaio 2000; che un parallelo ricorso di diritto pubblico introdotto da __________ ed __________ __________ è stato respinto in quanto ammissibile dal Tribunale federale con sentenza dello stesso 27 gennaio 2000; che, ciò premesso, la Delegazione tutoria di __________ ha intimato il 9 febbraio 2000 a __________ ed __________ __________ un “decreto esecutivo” in cui ordina la riconsegna immediata di __________ __________ alla madre, “e per essa al personale designato dalla Casa __________. __________ __________ __________ ”, sotto comminatoria dell'art. 292 CP; che il 23 febbraio 2000 __________ ed __________ __________ hanno impugnato il “decreto esecutivo” davanti alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, la quale con decisione del 24 febbraio 2000 ha respinto il ricorso e ha posto una tassa di giustizia di fr. 400.– a carico dei ricorrenti in solido; che contro il giudizio appena citato __________ ed __________ __________ si sono appellati il 20 marzo 2000 a questa Camera, chiedendo l'annullamento dell'atto e il rinvio della causa alla Delegazione tutoria per una nuova decisione “che tenga conto del bene e dell'interesse del minore”; che in via cautelare i ricorrenti postulano l'immediato riaffidamento del bambino alle loro cure o – quanto meno – la fissazione di un loro diritto di visita sull'arco di più giorni settimanali; che l'appello non è stato oggetto di intimazione; e considerando in diritto: che la sentenza del 26 ottobre 1999 con cui questa Camera ha confermato la decisione presa il 23 settembre 1999 dall'autorità di vigilanza è passata in giudicato, il ricorso per riforma esperito da __________ ed __________ __________ essendo stato dichiarato inammissibile e quello di diritto pubblico respinto in quanto ammissibile dal Tribunale federale; che il “decreto esecutivo” emesso il 9 febbraio 2000 dalla Delegazione tutoria si configura dunque come l'attuazione di quanto ha disposto questa Camera, la cui sentenza ha giuridicamente sostituito – dato il pieno effetto devolutivo dell'appello – la decisione dell'autorità di vigilanza (sul principio v. Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. I, Berna 1990, pag. 332 in alto); che, invero, le sentenze dei tribunali civili andrebbero attuate seguendo il procedimento esecutivo degli art. 488 segg. CPC; che nondimeno, ove l'esecuzione di una sentenza civile competa – come in concreto – all'autorità amministrativa da cui emana il provvedimento impugnato, tale esecuzione avviene nei modi e nelle forme previste dall'art. 34 cpv. 3 LPAmm e incombe sempre all'autorità di primo grado, quand'anche la sua decisione sia stata riformata dall'autorità di ricorso ( Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, pag. 178, n. 3a); che in tali circostanze l'autorità di primo grado emette – salvo casi urgenti – “una diffida inappellabile ad adempiere entro breve tempo” (art. 34 cpv. 5 LPAmm), dopo di che attua la decisione a spese dell'obbligato o fa uso di coercizione diretta nei confronti di lui, eventualmente con l'ausilio della forza pubblica; che il “decreto esecutivo” emanato il 9 febbraio 2000 dalla Delegazione tutoria costituisce pertanto una diffida inappellabile nel senso dell'art. 34 cpv. 5 LPAmm; che simile diffida non può essere oggetto – come esplicitamente prescrive la norma medesima – di alcun rimedio giuridico; che nella sua motivazione principale, del resto, l'autorità di vigilanza giunge sostanzialmente alla medesima conclusione (con riferimento a RDAT I-1998, pag. 152, n. 40); che l'opinione dei ricorrenti, secondo cui il menzionato “decreto esecutivo” costituirebbe in realtà una nuova decisione (“un nuovo ordine”: appello, pag. 7 in alto), non può lontanamente essere condivisa; che contrariamente all'asserto degli appellanti, per vero, la Delegazione tutoria si è limitata a ingiungere l'adempimento di quanto l'autorità di vigilanza ha stabilito il 23 settembre 1999 (e questa Camera ha confermato il 26 ottobre 1999); che, ciò posto, tale diffida era insindacabile e il gravame all'autorità di vigilanza avrebbe dovuto essere dichiarato irricevibile; che, di riflesso, improponibile si rivela l'appello a questa Camera, non essendo data al proposito alcuna via di ricorso; che l'inammissibilità dell'appello rende superfluo esaminare le argomentazioni di merito addotte dall'autorità di vigilanza a titolo abbondanziale; che fatti nuovi, sopravvenuti dopo l'emanazione del giudizio da parte di questa Camera, potranno essere considerati – se mai – nel quadro di una nuova procedura a tutela del minorenne (art. 307 segg. CC), non nell'esecuzione di una sentenza passata in giudicato; che la situazione non potrebbe essere diversa nemmeno secondo il comune buon senso, giacché in caso contrario, dati i mutamenti suscettibili di intervenire in pendenza di ricorso al Tribunale federale, una sentenza cantonale non potrebbe mai essere eseguita; che l'emanazione del giudizio odierno rende senza oggetto la domanda di misure cautelari contestuale all'appello; che gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma la tassa di giustizia è adeguatamente ridotta per tenere conto del fatto che l'appello non si conclude con un giudizio di merito (art. 21 LTG); che non si giustifica in ogni modo di attribuire ripetibili né alla madre né al curatore del bambino, cui l'appello non è nemmeno stato intimato; in applicazione dell'art. 313 bis CPC, pronuncia: 1. L'appello è irricevibile. 2. Gli oneri processuali, consistenti in: a) tassa di giustizia fr. 150.– b) spese fr. 50.– fr. 200.– sono posti a carico dei ricorrenti in solido. Non si assegnano ripetibili. 3. Intimazione: – avv. __________ __________ -__________, __________; – avv. __________ __________, __________; – avv. __________ __________, Ufficio del tutore ufficiale, __________. Comunicazione: – Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele; – Delegazione tutoria di __________. Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello Il vicepresidente Il segretario

Incarto n. 11.2000.00033 Incarto n. 11.2000.00033

Incarto n. 11.2000.00033 Lugano, 5 aprile 2000 /ld Lugano,

Lugano, 5 aprile 2000 /ld

5 aprile 2000 /ld In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello La prima Camera civile del Tribunale d'appello

La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: G. A. Bernasconi, vicepresidente, Giani e Pellegrini G. A. Bernasconi, vicepresidente, Giani e Pellegrini

G. A. Bernasconi, vicepresidente, Giani e Pellegrini segretario: segretario:

segretario: Ambrosini, vicecancelliere Ambrosini, vicecancelliere

Ambrosini, vicecancelliere sedente per statuire nella causa n. __________.__________/__________.__________.__________ (esecuzione amministrativa) della Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, che oppone la

sedente per statuire nella causa n. __________.__________/__________.__________.__________ (esecuzione amministrativa) della Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, che oppone la Delegazione tutoria di __________ a Delegazione tutoria di __________

Delegazione tutoria di __________ a

a __________ ed __________ __________, __________ (patrocinati dall'avv. __________ __________ -__________, __________) __________ ed __________ __________, __________

__________ ed __________ __________,, __________ (patrocinati dall'avv. __________ __________ -__________, __________)

(patrocinati dall'avv. __________ __________ -__________, __________) in merito alla riconsegna del bambino

in merito alla riconsegna del bambino __________ __________ (1997), __________

__________ __________ (1997), __________ (rappresentato dal curatore avv. __________ __________, tutore ufficiale,

(rappresentato dal curatore avv. __________ __________, tutore ufficiale, __________)

__________) alla madre

alla madre __________ __________ __________, __________

__________ __________ __________,, __________ (patrocinata dall'avv. __________ __________, __________);

(patrocinata dall'avv. __________ __________, __________); esaminati gli atti,

esaminati gli atti, posti i seguenti

posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 20 marzo 2000 presentato da __________ ed __________ __________ contro la decisione emessa il 24 febbraio 2000 dalla Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele;

punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 20 marzo 2000 presentato da __________ ed __________ __________ contro la decisione emessa il 24 febbraio 2000 dalla Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto

Ritenuto in fatto: che con decisione del 18 maggio 1999 la Delegazione tutoria di __________ ha reintegrato __________ __________ __________ nella custodia parentale del figlio __________ (1997), provvisoriamente affidato il 10 marzo 1998 alle cure dei nonni paterni __________ ed __________ __________;

in fatto: che con decisione del 18 maggio 1999 la Delegazione tutoria di __________ ha reintegrato __________ __________ __________ nella custodia parentale del figlio __________ (1997), provvisoriamente affidato il 10 marzo 1998 alle cure dei nonni paterni __________ ed __________ __________; che contro tale decisione __________ ed __________ __________ sono insorti l'8 giugno 1999 alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, la quale statuendo il 23 settembre 1999 ha respinto il ricorso e ha ingiunto ai coniugi di riconsegnare il bambino alla madre;

che contro tale decisione __________ ed __________ __________ sono insorti l'8 giugno 1999 alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, la quale statuendo il 23 settembre 1999 ha respinto il ricorso e ha ingiunto ai coniugi di riconsegnare il bambino alla madre; che un appello introdotto il 2 ottobre 1999 da __________ ed __________ __________ avverso la decisione predetta è stato respinto in quanto ricevibile da questa Camera, la quale ha confermato la decisione impugnata con sentenza del 26 ottobre 1999 (inc. __________.__________.__________);

che un appello introdotto il 2 ottobre 1999 da __________ ed __________ __________ avverso la decisione predetta è stato respinto in quanto ricevibile da questa Camera, la quale ha confermato la decisione impugnata con sentenza del 26 ottobre 1999 (inc. __________.__________.__________); che un ricorso per riforma presentato il 3 dicembre 1999 da __________ ed __________ __________ al Tribunale federale è stato dichiarato inammissibile il 27 gennaio 2000;

che un ricorso per riforma presentato il 3 dicembre 1999 da __________ ed __________ __________ al Tribunale federale è stato dichiarato inammissibile il 27 gennaio 2000; che un parallelo ricorso di diritto pubblico introdotto da __________ ed __________ __________ è stato respinto in quanto ammissibile dal Tribunale federale con sentenza dello stesso 27 gennaio 2000;

che un parallelo ricorso di diritto pubblico introdotto da __________ ed __________ __________ è stato respinto in quanto ammissibile dal Tribunale federale con sentenza dello stesso 27 gennaio 2000; che, ciò premesso, la Delegazione tutoria di __________ ha intimato il 9 febbraio 2000 a __________ ed __________ __________ un “decreto esecutivo” in cui ordina la riconsegna immediata di __________ __________ alla madre, “e per essa al personale designato dalla Casa __________. __________ __________ __________ ”, sotto comminatoria dell'art. 292 CP;

che, ciò premesso, la Delegazione tutoria di __________ ha intimato il 9 febbraio 2000 a __________ ed __________ __________ un “decreto esecutivo” in cui ordina la riconsegna immediata di __________ __________ alla madre, “e per essa al personale designato dalla Casa __________. __________ __________ __________ ”, sotto comminatoria dell'art. 292 CP; che il 23 febbraio 2000 __________ ed __________ __________ hanno impugnato il “decreto esecutivo” davanti alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, la quale con decisione del 24 febbraio 2000 ha respinto il ricorso e ha posto una tassa di giustizia di fr. 400.– a carico dei ricorrenti in solido;

che il 23 febbraio 2000 __________ ed __________ __________ hanno impugnato il “decreto esecutivo” davanti alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, la quale con decisione del 24 febbraio 2000 ha respinto il ricorso e ha posto una tassa di giustizia di fr. 400.– a carico dei ricorrenti in solido; che contro il giudizio appena citato __________ ed __________ __________ si sono appellati il 20 marzo 2000 a questa Camera, chiedendo l'annullamento dell'atto e il rinvio della causa alla Delegazione tutoria per una nuova decisione “che tenga conto del bene e dell'interesse del minore”;

che contro il giudizio appena citato __________ ed __________ __________ si sono appellati il 20 marzo 2000 a questa Camera, chiedendo l'annullamento dell'atto e il rinvio della causa alla Delegazione tutoria per una nuova decisione “che tenga conto del bene e dell'interesse del minore”; che in via cautelare i ricorrenti postulano l'immediato riaffidamento del bambino alle loro cure o – quanto meno – la fissazione di un loro diritto di visita sull'arco di più giorni settimanali;

che in via cautelare i ricorrenti postulano l'immediato riaffidamento del bambino alle loro cure o – quanto meno – la fissazione di un loro diritto di visita sull'arco di più giorni settimanali; che l'appello non è stato oggetto di intimazione;

che l'appello non è stato oggetto di intimazione; e considerando

e considerando in diritto: che la sentenza del 26 ottobre 1999 con cui questa Camera ha confermato la decisione presa il 23 settembre 1999 dall'autorità di vigilanza è passata in giudicato, il ricorso per riforma esperito da __________ ed __________ __________ essendo stato dichiarato inammissibile e quello di diritto pubblico respinto in quanto ammissibile dal Tribunale federale;

in diritto: che la sentenza del 26 ottobre 1999 con cui questa Camera ha confermato la decisione presa il 23 settembre 1999 dall'autorità di vigilanza è passata in giudicato, il ricorso per riforma esperito da __________ ed __________ __________ essendo stato dichiarato inammissibile e quello di diritto pubblico respinto in quanto ammissibile dal Tribunale federale; che il “decreto esecutivo” emesso il 9 febbraio 2000 dalla Delegazione tutoria si configura dunque come l'attuazione di quanto ha disposto questa Camera, la cui sentenza ha giuridicamente sostituito – dato il pieno effetto devolutivo dell'appello – la decisione dell'autorità di vigilanza (sul principio v. Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. I, Berna 1990, pag. 332 in alto);

che il “decreto esecutivo” emesso il 9 febbraio 2000 dalla Delegazione tutoria si configura dunque come l'attuazione di quanto ha disposto questa Camera, la cui sentenza ha giuridicamente sostituito – dato il pieno effetto devolutivo dell'appello – la decisione dell'autorità di vigilanza (sul principio v. Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. I, Berna 1990, pag. 332 in alto); Poudret che, invero, le sentenze dei tribunali civili andrebbero attuate seguendo il procedimento esecutivo degli art. 488 segg. CPC;

che, invero, le sentenze dei tribunali civili andrebbero attuate seguendo il procedimento esecutivo degli art. 488 segg. CPC; che nondimeno, ove l'esecuzione di una sentenza civile competa – come in concreto – all'autorità amministrativa da cui emana il provvedimento impugnato, tale esecuzione avviene nei modi e nelle forme previste dall'art. 34 cpv. 3 LPAmm e incombe sempre all'autorità di primo grado, quand'anche la sua decisione sia stata riformata dall'autorità di ricorso ( Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, pag. 178, n. 3a);

che nondimeno, ove l'esecuzione di una sentenza civile competa – come in concreto – all'autorità amministrativa da cui emana il provvedimento impugnato, tale esecuzione avviene nei modi e nelle forme previste dall'art. 34 cpv. 3 LPAmm e incombe sempre all'autorità di primo grado, quand'anche la sua decisione sia stata riformata dall'autorità di ricorso ( Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, pag. 178, n. 3a); Borghi/Corti che in tali circostanze l'autorità di primo grado emette – salvo casi urgenti – “una diffida inappellabile ad adempiere entro breve tempo” (art. 34 cpv. 5 LPAmm), dopo di che attua la decisione a spese dell'obbligato o fa uso di coercizione diretta nei confronti di lui, eventualmente con l'ausilio della forza pubblica;

che in tali circostanze l'autorità di primo grado emette – salvo casi urgenti – “una diffida inappellabile ad adempiere entro breve tempo” (art. 34 cpv. 5 LPAmm), dopo di che attua la decisione a spese dell'obbligato o fa uso di coercizione diretta nei confronti di lui, eventualmente con l'ausilio della forza pubblica; che il “decreto esecutivo” emanato il 9 febbraio 2000 dalla Delegazione tutoria costituisce pertanto una diffida inappellabile nel senso dell'art. 34 cpv. 5 LPAmm;

che il “decreto esecutivo” emanato il 9 febbraio 2000 dalla Delegazione tutoria costituisce pertanto una diffida inappellabile nel senso dell'art. 34 cpv. 5 LPAmm; che simile diffida non può essere oggetto – come esplicitamente prescrive la norma medesima – di alcun rimedio giuridico;

che simile diffida non può essere oggetto – come esplicitamente prescrive la norma medesima – di alcun rimedio giuridico; che nella sua motivazione principale, del resto, l'autorità di vigilanza giunge sostanzialmente alla medesima conclusione (con riferimento a RDAT I-1998, pag. 152, n. 40);

che nella sua motivazione principale, del resto, l'autorità di vigilanza giunge sostanzialmente alla medesima conclusione (con riferimento a RDAT I-1998, pag. 152, n. 40); che l'opinione dei ricorrenti, secondo cui il menzionato “decreto esecutivo” costituirebbe in realtà una nuova decisione (“un nuovo ordine”: appello, pag. 7 in alto), non può lontanamente essere condivisa;

che l'opinione dei ricorrenti, secondo cui il menzionato “decreto esecutivo” costituirebbe in realtà una nuova decisione (“un nuovo ordine”: appello, pag. 7 in alto), non può lontanamente essere condivisa; che contrariamente all'asserto degli appellanti, per vero, la Delegazione tutoria si è limitata a ingiungere l'adempimento di quanto l'autorità di vigilanza ha stabilito il 23 settembre 1999 (e questa Camera ha confermato il 26 ottobre 1999);

che contrariamente all'asserto degli appellanti, per vero, la Delegazione tutoria si è limitata a ingiungere l'adempimento di quanto l'autorità di vigilanza ha stabilito il 23 settembre 1999 (e questa Camera ha confermato il 26 ottobre 1999); che, ciò posto, tale diffida era insindacabile e il gravame all'autorità di vigilanza avrebbe dovuto essere dichiarato irricevibile;

che, ciò posto, tale diffida era insindacabile e il gravame all'autorità di vigilanza avrebbe dovuto essere dichiarato irricevibile; che, di riflesso, improponibile si rivela l'appello a questa Camera, non essendo data al proposito alcuna via di ricorso;

che, di riflesso, improponibile si rivela l'appello a questa Camera, non essendo data al proposito alcuna via di ricorso; che l'inammissibilità dell'appello rende superfluo esaminare le argomentazioni di merito addotte dall'autorità di vigilanza a titolo abbondanziale;

che l'inammissibilità dell'appello rende superfluo esaminare le argomentazioni di merito addotte dall'autorità di vigilanza a titolo abbondanziale; che fatti nuovi, sopravvenuti dopo l'emanazione del giudizio da parte di questa Camera, potranno essere considerati – se mai – nel quadro di una nuova procedura a tutela del minorenne (art. 307 segg. CC), non nell'esecuzione di una sentenza passata in giudicato;

che fatti nuovi, sopravvenuti dopo l'emanazione del giudizio da parte di questa Camera, potranno essere considerati – se mai – nel quadro di una nuova procedura a tutela del minorenne (art. 307 segg. CC), non nell'esecuzione di una sentenza passata in giudicato; che la situazione non potrebbe essere diversa nemmeno secondo il comune buon senso, giacché in caso contrario, dati i mutamenti suscettibili di intervenire in pendenza di ricorso al Tribunale federale, una sentenza cantonale non potrebbe mai essere eseguita;

che la situazione non potrebbe essere diversa nemmeno secondo il comune buon senso, giacché in caso contrario, dati i mutamenti suscettibili di intervenire in pendenza di ricorso al Tribunale federale, una sentenza cantonale non potrebbe mai essere eseguita; che l'emanazione del giudizio odierno rende senza oggetto la domanda di misure cautelari contestuale all'appello;

che l'emanazione del giudizio odierno rende senza oggetto la domanda di misure cautelari contestuale all'appello; che gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148

che gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma la tassa di giustizia è adeguatamente ridotta per tenere conto del fatto che l'appello non si conclude con un giudizio di merito (art. 21 LTG);

cpv. 1 CPC), ma la tassa di giustizia è adeguatamente ridotta per tenere conto del fatto che l'appello non si conclude con un giudizio di merito (art. 21 LTG); che non si giustifica in ogni modo di attribuire ripetibili né alla madre né al curatore del bambino, cui l'appello non è nemmeno stato intimato;

che non si giustifica in ogni modo di attribuire ripetibili né alla madre né al curatore del bambino, cui l'appello non è nemmeno stato intimato; in applicazione dell'art. 313 bis CPC,

in applicazione dell'art. 313 bis CPC, pronuncia: 1. L'appello è irricevibile. pronuncia: 1. L'appello è irricevibile. 2. Gli oneri processuali, consistenti in:

2. Gli oneri processuali, consistenti in: a) tassa di giustizia fr. 150.–

a) tassa di giustizia fr. 150.– b) spese fr. 50.–

b) spese fr. 50.– fr. 200.–

fr. 200.– sono posti a carico dei ricorrenti in solido. Non si assegnano ripetibili. sono posti a carico dei ricorrenti in solido. Non si assegnano ripetibili. 3. Intimazione:

3. Intimazione: – avv. __________ __________ -__________, __________;

– avv. __________ __________ -__________, __________; – avv. __________ __________, __________;

– avv. __________ __________, __________; – avv. __________ __________, Ufficio del tutore ufficiale, __________.

– avv. __________ __________, Ufficio del tutore ufficiale, __________. Comunicazione:

Comunicazione: – Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele;

– Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele; – Delegazione tutoria di __________.

– Delegazione tutoria di __________. Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello Il vicepresidente Il segretario

Il vicepresidente Il segretario