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“Troppo costosa, inutile, antisociale e ingiusta, la benzina e il diesel aumenterebbero di 12 centesimi al litro, la tassa sull'olio da riscaldamento e sul gas raddoppierebbe, i sistemi di riscaldamento a nafta e a gas verranno praticamente vietati. A farne le spese saranno soprattutto i redditi medio-bassi”: sono i motivi che un comitato economico ha illustrato martedì, appoggiando il no alla Legge sul CO2, in votazione il 13 giugno.
Anche chi risiede in periferia e deve usare l’auto per spostarsi sarebbe svantaggiato, sostengono i contrari. Inoltre, la tassa sui biglietti aerei non avrebbe effetto sul clima globale, perché la Svizzera è responsabile solo dello 0,1% delle emissioni globali di CO2.
Il comitato comprende associazioni come l'unione svizzera dei venditori e importatori all'ingrosso, la federazione Gastrosuisse, l'Associazione svizzera dei proprietari fondiari, e associazioni legate al settore automobilistico e dell'olio da riscaldamento. La scorsa settimana, oltre 200 associazioni economiche e aziende hanno presentato le loro argomentazioni a favore della legge.