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Oskar Holenweger dovrà rispondere dei propri atti davanti al Tribunale penale federale. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha trasmesso giovedì all'istanza di Bellinzona l'incarto del banchiere privato, accusato di falsità in documenti, amministrazione infedele, riciclaggio aggravato di valori patrimoniali e di corruzione di pubblici ufficiali stranieri.
L'inchiesta penale era stata avviata nel luglio 2003, quando il nome del banchiere è apparso in un'inchiesta della Polizia giudiziaria federale sul trafficante di droga colombiano "Ramos", ha rammentato giovedì il MPC. Secondo quest'ultimo, Holenweger avrebbe offerto i suoi servizi per riciclare i soldi della droga.
Un sospetto che non si è tuttavia concretizzato nel corso delle indagini e questo punto costituisce solamente un capo d'accusa marginale, si legge in un comunicato del MPC.
Oskar Holenweger, ex presidente di direzione della Tempus Privatbank, era stato arrestato nel dicembre 2003 sulla base di indicazioni provenienti da un trafficante di droga colombiano che fungeva da informatore delle autorità svizzere. Nel gennaio 2004 era stato rimesso in libertà.
Durante la sua detenzione, gli inquirenti hanno scoperto indizi secondo cui Holenweger avrebbe gestito conti in nero di società offshore del gruppo industriale francese Alstom.
I fondi sono principalmente serviti per ottenere, mediante corruzione, l'aggiudicazione e la realizzazione di progetti all'estero. Per occultare la provenienza dei fondi della corruzione - indica il MPC - Holenweger li fece transitare attraverso conti di società offshore intercalate e si servì a tal fine anche di contratti e fatture fittizi.
Queste procedure, si legge nella nota, sono penalmente rilevanti e soggette al giudizio del tribunale.
Il caso Holenweger aveva fatto molto parlare a causa delle sue conseguenze politiche. La vicenda "Ramos" è stata al centro di un braccio di ferro tra l'ex consigliere federale Christoph Blocher e l'ex procuratore generale della Confederazione Valentin Roschacher, poi dimessosi.
swissinfo.ch e agenzie