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(21.05.2014) Sono sempre di più le imprese elvetiche, PMI in testa, a soffrire a causa dei crediti non saldati. Secondo l'indice europeo dei pagamenti 2014 stabilito da Intrum Justitia, gli importi calcolati perdite e profitti raggiungono CHF 8,3 miliardi, contro i 7,8 miliardi dell'anno precedente.
Quasi il 41% delle società svizzere interpellate nell'ambito di questa inchiesta internazionale mette in risalto i problemi di liquidità che scaturiscono dai pagamenti tardivi. Al momento dell'edizione precedente dell'indice soltanto il 36% si trovava in questa situazione.
Circa il 15% dei dirigenti svizzeri rinuncia ad assumere a causa dei crediti non saldati. Il 10% è poi costretto a licenziare del personale per le stesse ragioni. Gli autori dello studio sottolineano che le piccole e medie imprese sono le più toccate da questa reazione a catena.
Su scala europea, il totale dei crediti calcolati perdite e profitti raggiunge EUR 360 miliardi. In molti paesi, la disoccupazione è fortemente alimentata dai non paganti. In Germania, circa il 35% delle società lamenta conseguenze sui licenziamenti. In Inghilterra, in Spagna ed in Francia, le percentuali rispettive sono del 30%, 28% e 25%. Globalmente sul continente, quattro imprenditori su dieci devono rinunciare ad accrescere i propri effettivi, mentre il 25% è costretto a sopprimere dei posti.
Gli specialisti di Intrum Justitia elencano nel loro studio una serie di raccomandazioni all'attenzione dei dirigenti d'impresa, destinate a migliorare il loro "cash flow" e a prevenire i mancati pagamenti. Consigliano in particolare di stabilire ed applicare delle direttive di credito vincolanti, di sorvegliare ogni tappa del processo di gestione dei crediti, di conoscere bene i clienti e concludere con loro delle convenzioni chiare, o anche di instaurare un sistema di richiami rapido ed efficace.
Ultima modifica 12.10.2016