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Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha ottenuto la proroga dello stato d'emergenza fino al 6 giugno dopo che oggi in parlamento aveva lanciato un appello all'unità per il bene del paese.
Dopo quasi sei ore di dibattito la camera dei deputati ha approvato il prolungamento con 177 voti a favore, 162 contrari e 11 astensioni.
L'accordo per l'estensione di due settimane, questa volta Sanchez lo ha raggiunto con Ciudadanos e i baschi di Pnv ma non con Erc, la formazione catalana che con la sua astensione per l'investitura all'esecutivo dopo le elezioni di novembre ha consentito al leader del Psoe di formare il governo con Podemos, il primo governo di coalizione della Spagna democratico.
Un equilibrio però molto precario e che è adesso a rischio, dal momento che Erc, critico del dialogo del governo con Ciudadanos, ha confermato il suo voto negativo ma ha anche messo in guardia sullo sgretolamento dell'accordo che ha portato il leader del Psoe alla Moncloa, sottolineano i media spagnoli.
Il portavoce di Esquerra, Gabriel Rufian, ha infatti accusato Sanchez di aver "spazzato via, forse in maniera irrimediabile, lo spirito dell'investitura", riferisce l'agenzia Efe.
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