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Il fondatore di Wikileaks Julian Assange, indebolito fisicamente, non ha potuto partecipare giovedì nemmeno in videoconferenza alla seconda udienza in tribunale a Londra sulla domanda di estradizione presentata dalla giustizia statunitense, che è stata quindi rinviata. "Non sta bene", ha spiegato il suo avvocato Gareth Pierce, ha perso molto peso ed è ricoverato nel reparto ospedaliero della prigione di Belmarsh, dove è detenuto. Il prossimo appuntamento con la corte è fissato per il 12 giugno.
Il 47enne cittadino australiano era stato prelevato dalla polizia l'11 aprile nell'ambasciata dell'Ecuador, dove si era rifugiato negli ultimi sette anni. È stato quindi condannato a 50 settimane di detenzione per aver violato le norme della libertà vigilata.
Washington lo accusa di cospirazione e altri 17 capi di imputazione relativi allo spionaggio informatico, per aver diffuso attraverso il suo sito centinaia di migliaia di documenti confidenziali, fra cui rapporti militari provenienti da Afghanistan e Iraq. Ha sempre detto di temere un trasferimento oltre Atlantico, dove rischia una pesante condanna.