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I prezzi di benzina e diesel sono corretti.
- TCS e ATA supportano la legge. Anche a loro avviso il potenziale aumento è accettabile.
- Il trasporto su strada è responsabile di un quarto dei gas ad effetto serra generati in svizzera. La legge sul CO2 ridurrà tali emissioni.
- La legge impone ai rivenditori di automobili di contribuire in modo da non addossare i costi alle generazioni future. La vendita di vetture più efficienti risulterà ancor più conveniente. Entro il 2030, in media una nuova auto consumerà solo la metà della benzina o del diesel rispetto a un veicolo nuovo del 2020: un risparmio circa otto volte superiore al supplemento sul prezzo della benzina, pari a max. 6%. Di conseguenza, grazie alla nuova legge sul CO2 la spesa delle famiglie per benzina e diesel diminuirà in modo significativo.
- Anche gli importatori di carburanti dovrebbero prestare il proprio contributo e finanziare progetti di protezione del clima in futuro a titolo di risarcimento dei danni da loro causati, al fine di compensare una quota delle emissioni di CO2 di benzina e diesel. Questo è un bene per il clima. Il rincaro del prezzo che ne risulterà è proporzionato.
- L’aumento dell’attuale supplemento massimo di 5 cent. per litro di benzina ad un massimo di 12 cent. dal 2025 è modesto rispetto alle fluttuazioni del mercato dei prezzi dei carburanti. Il Consiglio federale può ridurlo in caso di difficoltà (crisi economica, aumento del prezzo del petrolio)
Come la tassa sull’olio combustibile e il gas orienta il consumo di combustibili fossili.
- Secondo le stime dell’Associazione Svizzera Inquilini (ASI), la nuova legge implica solo un impatto marginale su questa categoria.
- Il riscaldamento di circa il 40% degli edifici residenziali è già privo di combustibili fossili e non genera quindi nessuna tassa sul CO2.
- La tassa sul CO2 è una tassa di incentivazione. Due terzi del gettito vengono ridistribuiti alla popolazione. Chi emette meno CO2 rispetto alla media ne trarrà un beneficio finanziario. Poiché le famiglie a basso reddito utilizzano in media una superficie abitativa riscaldata inferiore per persona, sono proprio le persone a basso reddito a subire un aggravio minore, addirittura beneficiando della legge sul CO2 grazie alla restituzione. Pertanto, la maggior parte degli inquilini riceve di più di quanto paga con l’aumento della tassa sull’anidride carbonica.
- Per quanto concerne le aziende: ora tutte le imprese potranno sottrarsi dal prelievo se concludono un accordo di riduzione delle emissioni con la Confederazione. La combinazione tra prelievo sul CO2 e la possibilità di esenzione si è dimostrata efficace ed economicamente redditizia dal 2008. Le imprese che non possono essere esentate beneficiano della ridistribuzione fiscale tramite uno sconto sul contributo AVS del datore di lavoro.
Gli impianti di riscaldamento e la loro sostituzione: qual è l’impatto sui proprietari degli immobili e sugli affittuari?
- Il settore edile è responsabile di un quarto delle emissioni svizzere di CO2: un potenziale di riduzione enorme .
- Grazie all’attuale legge sul CO2, molti edifici vengono oggi riscaldati in modo più efficiente e sono meglio isolati. Questo percorso proseguirà con la revisione della legge sul CO2.
- Nel caso di ristrutturazioni edilizie, il relativo programma fornisce sostegno grazie ai fondi provenienti dalla tassa sul CO2. La nuova legge proseguirà tale programma e renderà più interessante per i Cantoni la riscossione dei finanziamenti anche a Berna, da erogare ai proprietari degli immobili. Più fondi sono disponibili, meno gli inquilini dovranno far fronte ai costi di ristrutturazione, beneficiando peraltro di minori costi di riscaldamento in sede di liquidazione dei costi accessori.
- Secondo le stime dell’Associazione Svizzera Inquilini (ASI), la nuova legge implica solo un impatto marginale su questa categoria.
- I nuovi programmi di finanziamento e leasing sgravano i proprietari di casa dal passaggio a un riscaldamento rinnovabile. Il passaggio alle pompe di calore comporta costi di affitto accessori inferiori per gli inquilini.
Cosa comporta la legge sul CO2 per il mio budget per le vacanze?
- La legge sul CO2 rinuncia ai divieti nel campo della mobilità, implicando piuttosto di dover far fronte ai propri costi in prima persona, senza addossarli alle generazioni future. Ecco perché TCS, UTP, ATA e i partiti liberali come PLR o PVL dicono Sì.
- Saranno promosse tecnologie di volo rispettose del clima.
- Il trasporto aereo è responsabile del 27% delle emissioni di gas serra in Svizzera. La legge sul CO2 ridurrà le enormi quantità di tali emissioni.
- L’aviazione gode di numerosi privilegi (tra cui nessuna imposta sugli oli minerali, nessuna tassa di compensazione né IVA). La legge sul CO2 crea un equilibrio. I vettori aerei e gli aeromobili privati di più grandi dimensioni dovranno versare la tassa sul clima.
- La metà delle nuove tasse di incentivazione per il clima viene ridistribuita alla popolazione. Le modellizzazioni mostrano che solo il 10% circa della popolazione (ovvero chi vola sovente) si troverà al netto a dover pagare; gli altri (90%) godranno di un rimborso. Le famiglie figurano tra coloro che viaggiano poco e riceveranno quindi un rimborso (si veda lo studio Sotomo).
- I’altra metà confluisce nel Fondo per il clima e sostiene, l’espansione di opzioni di mobilità verde (ad es. i treni notturni) nonché carburanti e aeromobili più rispettosi del clima. Viaggiare sarà ancora possibile! I costi vengono semplicemente corrisposti laddove vengono causati.
Qual è il prezzo esatto?
- Per una famiglia media di quattro persone, entro il 2030 i costi aggiuntivi da sostenersi ammonteranno a circa 100 franchi l’anno. Tuttavia, riscaldando in modo più efficiente, passando a un’automobile più economica o volando meno, è possibile pagare meno o addirittura ricevere un rimborso più ingente rispetto a quanto versato in tasse.
- Le cifre della lobby petrolifera sono enormemente esagerate. L’UDC le presenta in modo parziale e per una famiglia non comune, con un consumo di energia fossile molto elevato, senza inoltre calcolare le ridistribuzioni, prevedendo ovunque aliquote fiscali aumentate al massimo del potenziale e presumendo che questa famiglia in 10 anni non avrà alcun miglioramento in termini di efficienza, nonostante la legge sul CO2. Un simile approccio fazioso potrà anche servire come strumento necessario nella battaglia elettorale, ma in realtà è assolutamente errato.
- Non dimentichiamo inoltre che la legge avrà ricadute economiche importanti in vari settori, ad esempio contribuisce a contenere l’aumento dei danni causati dai cambiamenti climatici, migliora la qualità dell’aria e pertanto riduce i costi sanitari dovuti alle polveri fini (oggi di 6.5 miliardi all’anno), riduce anche la dipendenza del nostro paese verso fonti energetiche importate dalla Russia e dai Paesi arabi, a tutto vantaggio di maggiori investimenti interni nelle energie pulite e nel risanamento degli edifici. Questo crea posti di lavoro.