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A partire dal maggio 2003 il gigante giallo, in collaborazione con UBS, offrirà a privati e aziende ipoteche, crediti in conto corrente e prestiti.
L'obiettivo è di conseguire nuovi ricavi e legare maggiormente a sé la clientela, indica la Posta in un comunicato diramato venerdì.
Postfinance (la divisione finanziaria dell'ex PTT) sarà responsabile della definizione dei prodotti e delle condizioni di vendita, mentre l'UBS assumerà la gestione dei rischi e dei capitali, nonché il relativo rifinanziamento.
A medio termine - vale a dire entro il 2008 - Postfinance pensa che il settore credito genererà ricavi per 10 milioni di franchi, cui se ne aggiungono altri 10-20 grazie al cross-selling (vendita di altri prodotti finanziari). A medio termine rinunciare a offrire crediti avrebbe causato la partenza di numerosi clienti verso altri istituti, ciò che porterebbe ad una perdita di altri 30-40 milioni di franchi, si legge nel comunicato.
La Posta focalizzerà la sua attenzione su una gamma di prodotti facilmente comprensibile e altamente standardizzata, rivolgendosi ad una clientela retail classica. «Non si punta invece sulla leadership a livello di prezzi, anche perché tale strategia non sarebbe realizzabile», afferma la nota.
Forte dei suoi due milioni di clienti, Postfinance mira a finanziare dall'1 al 2 % delle ipoteche di proprietari privati di immobili (si tratterebbe di 20'000 ipoteche a tasso fisso e variabile, per un volume di prestiti pari a 6 miliardi di franchi) e a fornire crediti al 5 % delle piccole e medie imprese (9'000 prestiti per una somma complessiva di 550 milioni).
Per quanto riguarda gli enti pubblici, l'obiettivo è coinvolgere il 30 % dei comuni e dei cantoni, per un volume di crediti di 500 milioni di franchi. I prestiti saranno discussi nei centri di consulenza, ma anche i normali uffici postali avranno un'importanza particolare quali primo punto di contatto con la clientela.
La Posta intensifica quindi la sua cooperazione con l'UBS, cui era legata già dal 1997 attraverso i Fondi Gialli, e reagisce alla battuta d'arresto imposta dal consiglio federale in ottobre. Allora il governo aveva respinto il progetto di una banca postale fortemente voluto dal direttore Ulrich Gygi e ma osteggiato dagli ambienti bancari elvetici. Nello stesso tempo la Posta aveva ottenuto la possibilità di ampliare i suoi servizi finanziari nell'ambito del diritto vigente, stabilendo collaborazioni con le banche.
swissinfo e agenzie