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BERNA - Tre società che producono fiori di canapa a basso tenore di THC si vedranno restituire 33 milioni di franchi di tasse sul tabacco riscosse illegalmente. L'Amministrazione federale delle dogane (AFD) reagisce così ad una sentenza del Tribunale federale di metà febbraio.
L'agenzia di stampa Keystone-ATS è in possesso di una lettera postdatata, inviata dalla AFD ai produttori di cannabis con un contenuto di THC inferiore all'1% (la cosiddetta "canapa legale" a base di CBD o CBG), in cui viene annunciato il rimborso delle tasse.
L'ufficio stampa della AFD ha confermato il rimborso con effetto retroattivo delle imposte sul tabacco, per una somma complessiva di 33 milioni di franchi interessi compresi. I produttori saranno informati con una lettera lunedì prossimo.
Finora l'Amministrazione federale delle dogane era dell'idea che le decisioni fiscali notificate ai produttori fino al 14 dicembre 2019 non potevano venir contestate. Sebbene il Tribunale federale non si sia ancora espresso sul rimborso delle tasse già pagate, si è deciso di restituire i 33 milioni «per evitare lunghe e costose controversie legali», scrive la AFD in una presa di posizione.
Alla metà di febbraio il Tribunale federale aveva pubblicato due sentenze che hanno dichiarato inammissibili e incostituzionali le tasse sul tabacco prelevate sui fiori di canapa CBD o CBG. A ricorrere davanti alla massima istanza giudiziaria erano state tre società produttrici, prima fra tutte a inizio 2017 la Canway Schweiz GmbH (ex Green Passion GmbH).
Nella sua decisione, il TF ha constatato che la legislazione sull'imposizione del tabacco non menziona espressamente le infiorescenze di canapa. Questi prodotti non possono peraltro essere considerati come sostituti del tabacco.
Il prelievo dell'imposta sul tabacco era previsto da una circolare pubblicata dalla Direzione generale delle dogane (DGD) nel 2017. I produttori di fiori di "canapa legale", che già dal 2016 vendevano i loro prodotti in esenzione dall'imposta sul tabacco, hanno quindi dovuto versare per tre anni alla AFD un'aliquota pari al 25% del prezzo di vendita.
A quanto si è appreso, i responsabili delle ditte che si vedranno rimborsati i 33 milioni non hanno ancora deciso se i clienti potranno beneficiare di una riduzione dei prezzi. «L'intenzione però c'è», ha detto a Keystone-ATS Thomas Baer, uno dei ricorrenti.