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PECHINO / WASHINGTON - La cooperazione sul cambiamento climatico tra Cina e Stati Uniti «dipende dal buon rapporto generale tra le due potenze mondiali».
Lo ha dichiarato oggi il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi, durante una visita in Cina dell'inviato USA per il clima John Kerry.
Vista l'importanza e il ruolo due più grandi inquinatori del mondo nella lotta contro il cambiamento climatico, c'è molta attenzione sullo sviluppo di una relazione che potrebbe deteriorarsi se peggiorassero le relazioni tra i due Paesi. In particolare poiché le relazioni sino-americane sono state caratterizzate da momenti di tensione negli ultimi mesi, con le dispute sui diritti umani nello Xinjiang, la situazione di Hong Kong e le discussioni sull'origine del Covid-19.
«La palla è ora nel campo degli Stati Uniti, che dovrebbero smettere di vedere la Cina come una minaccia e un avversario», ha poi detto Wang Yi, come riferisce l'agenzia di stampa AFP.
La risposta statunitense
Da parte sua, John Kerry ha ricordato che la Cina «gioca un ruolo cruciale» nella lotta contro il riscaldamento globale.
«Il mondo non può risolvere la questione del riscaldamento globale senza l'impegno totale della Cina, che produce il 27% delle emissioni di gas serra del mondo», ha detto Kerry.
Dopo aver sottolineato che la Cina deve «fare di più per ridurre le emissioni», in ogni caso, Kerry ha aperto uno spiraglio verso le richieste cinesi, affermando che gli Stati Uniti erano disposti a «migliorare le comunicazioni» tra i due Paesi.
Infine, l'inviato per il clima ha ribadito l'impegno degli Stati Uniti «a cooperare con il mondo per affrontare la crisi climatica, che dev'essere affrontata con la serietà e l'urgenza che richiede».
Pechino, lo ricordiamo, ha fissato l'obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2060, ma il Paese è ancora fortemente dipendente dal carbone, che costituisce il 60% del suo mix energetico.