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ADELAIDE - Il panico d'acquisto durante la pandemia di coronavirus, con la gente che si affretta a fare scorte di viveri e di altri prodotti nei supermercati, colpisce in prevalenza i genitori, le donne, le persone sotto i 55 anni e chi ha un'educazione universitaria.
È il risultato di una ricerca dell'Università di Adelaide in Australia, che ha intervistato 1000 consumatori durante giugno e luglio dello scorso anno e ha identificato come una persona su quattro fa la spesa in stato di panico d'acquisto.
La responsabile della ricerca Wendy Umberger, docente di agricoltura ed economia alimentare, scrive nel sito dell'università stessa che le persone che manifestano panico d'acquisto temono di rimanere a corto di cibo e hanno una tendenza più forte della media a programmare in anticipo.
Lo studio mostra inoltre che hanno alti livelli di fiducia nel governo nazionale e sono profondamente preoccupate di poter provvedere alla famiglia. «I compratori in eccesso sono persone con più probabilità di andare in ansia quando vi è incertezza nella vita quotidiana», scrive Umberger.
All'inizio della pandemia i supermercati, in Australia come altrove, hanno imposto restrizioni all'acquisto di prodotti come pasta, carne macinata, farina, zucchero, uova e riso, dopo le prime ondate di panico d'acquisto.
Ma perché una così forte domanda di carta igienica? Un motivo sta nel fatto che è uno degli articoli più voluminosi nei supermercati ed è quindi limitata la quantità esposta sugli scaffali. «La percepita scarsità induce gli acquirenti ad accumulare scorte», spiega la studiosa. «Le persone temono di restare senza carta igienica e ne comprano il più possibile».