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LUGANO - "Era un personaggio unico nel suo genere. Una donna molto schietta e diretta e pure molto pungente nei giudizi". La ricorda così il sindaco di Lugano Giorgio Giudici. La morte di Mariuccia Medici lo ha colto di sorpresa durante le sue vacanze. "È stata un'icona per il nostro Paese. Non solo in ambito teatrale, ma proprio come immagine di riferimento del Ticino". "Un personaggio amati da tutti - sottolinea Giudici - e di fronte alla sua presenza non si poteva che sorridere".
Mariuccia Medici abitava nello stesso stabile in cui Giorgio Giudici aveva il suo studio di architettura. "Qualche volta capitava di incrociarci. Una volta fui invitato in una trasmissione televisiva. C'era anche lei. Mi vide e ironicamente mi disse: "Ma lü chi ca l'è?". Come per dire che prima quando la incontravo non la fermavo mai mentre quel giorno ero andato perfino in tv a salutarla. Era il suo modo di fare, come se la vita fosse un grande palcoscenico".
E lei il palcoscenico lo amava davvero sia come attrice sia come spettatrice. Spesso - raccontava l'attrice - quando abitava ancora in centro a Lugano, si affacciava sul balcone e restava per ore a guardare i passanti gustandosi lo spettacolo della vita quotidiana. "Oggi - disse amaramente una volta in tv - i passanti a Lugano non ci sono più, la gente non abita più in centro e non si vede più nessuno passeggiare di sera".
In allegato, l'intervista doppia tra Mariuccia Medici e Rita Abate concessa a zero91magazine.