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BANGKOK - La Corte suprema birmana ha acconsentito a esaminare un nuovo ricorso - il terzo - di Aung San Suu Kyi contro la sua condanna agli arresti domiciliari, il cui termine in ogni caso è previsto il prossimo 13 novembre. Lo ha rivelato oggi Khin Htay Kywe, uno dei legali del premio Nobel per la Pace, spiegando che "speriamo sempre per il meglio".
La data dell'udienza di appello, che si terrà di fronte a tre giudici nella nuova capitale Naypyidaw, non è stata ancora annunciata. I precedenti sono comunque tutti negativi per Suu Kyi, anche perché il potere giudiziario in Birmania è ampiamente considerato un mero esecutore della volontà della giunta militare.
L'icona della dissidenza, 65 anni di cui 15 degli ultimi 21 passati in detenzione, è prigioniera in casa ininterrottamente dal 2003, ma l'ultima estensione le è stata comminata in seguito alla breve ospitalità data a un intruso americano nel maggio 2009. La condanna a ulteriori tre anni, dimezzata su ordine del generale Than Shwe, è appunto in scadenza il 13 novembre, sei giorni dopo che il Paese avrà tenuto le sue prime elezioni dal 1990.
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