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Maria Collins, irlandese e vittima da bambina di ripetuti abusi di un prete, si è dimessa dalla Commissione internazionale per la tutela dai minori istituita da Papa Francesco nel 2014 e della quale faceva parte dalla fondazione.
Visto che il 6 febbraio 2016 si era dimesso l'ex abusato Peter Saunders, la Commissione non ha più tra i suoi componenti nessun sopravvissuto agli abusi.
Le dimissioni della Collins inoltre sono accompagnate da una sua esplicita critica all'opera della Congregazione per la dottrina della fede, e la Commissione le ha proposto di continuare a collaborare nella educazione e in progetti di formazione della Curia, e lei ha accettato.
Se cioè la Commissione era stata piuttosto fredda di fronte all'abbandono di Saunders, sembra invece molto rammaricata per quella di Collins, e non intende perdere il patrimonio di "expertise" da lei maturato in questi anni di lavoro comune.
La Collins aveva comunicato la propria intenzione di dimettersi al presidente della Commissione, il cardinale Sean O'Malley, lo scorso 13 febbraio, annunciando che le dimissioni sarebbero partire dal primo marzo.
Oggi O'Malley ha diffuso una dichiarazione in cui, a nome di tutti i membri dell'organismo voluto da papa Bergoglio per rafforzare la tutela dei minori dagli abusi, esprime "ringraziamento sincero per lo straordinario contributo da lei dato come membro fondatore della Commissione".
"Certamente - sottolinea il porporato - ascolteremo attentamente tutto ciò che Maria desidera condividere con noi circa le sue preoccupazioni e ci mancherà moltissimo il suo contributo come membro della Commissione".
O'Malley afferma inoltre che la Commissione discuterà più ampiamente il caso Collins nella riunione plenaria del mese prossimo e esprime "profonda gratitudine" per la volontà espressa dalla signora irlandese di "continuare a lavorare con noi nella educazione di leader religiosi, inclusi i prossimi programmi rivolti ai nuovi vescovi e ai dicasteri della Santa Sede".
La nota della Commissione, inoltre, comunica che "il Papa ha accettato le dimissioni della signora Collins con profondo apprezzamento per il suo lavoro nei confronti delle vittime e dei sopravvissuti degli abusi".
Maria Collins ha detto di essersi decisa alle dimissioni dopo il rifiuto, da parte della Congregazione per la dottrina della fede, di una richiesta di cooperazione sul tema fondamentale del lavoro della Commissione in merito alla protezione delle vittime. Si è detta certa che la Commissione riuscirà a superare questa resistenza, ma che questa, per lei personalmente, è "la goccia che fa traboccare il vaso". Dopo le sue dimissioni, fanno parte della Commissione sedici tra esperti, ecclesiastici e studiosi, ma nessuna vittima.
SDA-ATS