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BERNA - Il presidente del PPD Gerhard Pfister vede nero in merito all'accordo istituzionale quadro con l'Unione europea: «tutti i partiti hanno evitato per anni di dire per primi che esso è morto», afferma sulle colonne del "Tages-Anzeiger" di oggi.
L'intesa non ha mai vissuto, ha aggiunto Pfister. L'esito dei negoziati supplementari senza un sostanziale miglioramento per la Svizzera è insufficiente.
«Dobbiamo finalmente discutere del problema di fondo: la sovranità. Il ruolo della Corte di giustizia dell'Unione europea nell'accordo quadro è tossico», ha sottolineato il presidente del PPD. È inammissibile che un tribunale europeo parziale decida in merito ai rapporti tra l'UE e un Paese non membro, ha spiegato.
L'accordo istituzionale quadro con l'UE è la grande bugia del Consiglio federale, ha criticato Pfister. I membri del governo hanno creduto troppo a lungo che si poteva regolare tutto in un modo o nell'altro, sostiene il 57enne zughese.
Per quanto riguarda la protezione dei salari, se si riuscirà a garantire il livello attuale la Svizzera troverà una soluzione con l'UE, si dice convinto il popolare-democratico. «Il più grande punto di frizione è la direttiva concernente la cittadinanza europea. La Svizzera verrebbe di fatto integrata nell'UE», ha sostenuto Pfister.
La direttiva estende l'idea della libera circolazione delle persone. Con essa i cittadini dell'Unione avrebbero diritto a prestazioni sociali e rendite per le quali non hanno praticamente versato contributi, ha aggiunto il presidente del PPD. Egli nutre forti dubbi sul fatto che Bruxelles sia pronta a venire incontro a Berna in questo ambito. «È assolutamente possibile che l'UE giunga alla conclusione che l'accordo è morto».