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<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua risposta del 22 febbraio 2012 all'interpellanza 11.4113, "Libera circolazione in Ticino, davvero non ci sono problemi?", il Consiglio federale si produce in una serie di affermazioni che non possono essere condivise, in quanto non corrispondono alla realtà del territorio ticinese così come viene rilevata dall'Ufficio del lavoro.</p><p>Il Consiglio federale scrive che "non ha trovato alcun elemento di prova di un soppiantamento dei lavoratori residenti da parte dei frontalieri. Tuttavia i dati non consentono neppure di escludere un fenomeno di questo tipo". Quest'ultima frase rappresenta una pregevole novità, purtroppo subito contraddetta da quella successiva: "Dall'analisi dei dati suddetti non è emersa l'esistenza di una particolare pressione salariale nei cantoni di confine".</p><p>Il Consiglio federale informa inoltre che nel 2012 "presterà particolare attenzione all'andamento dei salari d'ingresso nelle regioni di confine. A tale scopo sono previste verifiche dei salari versati ai frontalieri occupati nei settori più vulnerabili di alcuni cantoni di confine, come il cantone Ticino". </p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quali sono i settori "più vulnerabili" nei quali verranno effettuate delle verifiche dei salari versati ai frontalieri?</p><p>2. Cosa si intende in concreto con "verifiche"? Con quale frequenza e con quali mezzi verrebbero effettuate le verifiche? Con quali sanzioni?</p><p>3. Come valuta il Consiglio federale il risultato della recente inchiesta Vimentis, dalla quale emerge un vasto malcontento nei confronti della libera circolazione delle persone (il 43 per cento degli Svizzeri vorrebbe rinegoziare l'accordo, il 36 per cento mantenerlo, il 16 per cento disdirlo, mentre il 5 per cento non esprime un'opinione)?</p><p>4. In Ticino nel 2011 secondo i dati dell'Ufficio del lavoro del DFE sono state svolte ben 628 000 giornate lavorative da artigiani e ditte italiane, nell'ambito delle notifiche di breve durata (max. 90 giorni), per una cifra d'affari stimabile a mezzo miliardo di franchi. Non ritiene il Consiglio federale che questa situazione renda necessari degli interventi?</p><p>5. Il Consiglio federale non reputa che la presenza, sulla piazza luganese, di segretarie frontaliere pagate poco più di 1000 euro al mese per un impiego a tempo pieno costituisca una pressione sui salari?</p><p>6. Il Consiglio federale è consapevole che la libera circolazione delle persone in Ticino causa non solo problemi vistosi, ma si scontra con un crescente rifiuto da parte della popolazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha analizzato le conseguenze delle misure collaterali per gli spazi economici transfrontalieri nel rapporto elaborato in adempimento del postulato Müller Walter 07.3901 del 21 dicembre 2007. Effettivamente in Svizzera vengono constatati casi di offerte di salari inferiori a quelli usuali. Tuttavia, stando ai dati attuali, le disposizioni in materia di condizioni salariali e lavorative vengono generalmente rispettate. Ciò dimostra che, globalmente le misure collaterali alla libera circolazione delle persone sono efficaci. Inoltre, mediante la legge federale sull'adeguamento delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone, il Consiglio federale intende colmare le lacune constatate. Questo progetto di legge prevede la lotta al fenomeno dell'indipendenza fittizia tra i fornitori di servizi esteri nonché la possibilità di sanzionare i datori di lavoro in caso di inadempimento delle disposizioni in materia di salari minimi obbligatori, previsti da contratti normali di lavoro ai sensi dell'articolo 360a CO.</p><p>1. Ogni anno la Commissione tripartita federale stabilisce quali settori devono essere oggetto di osservazione mirata in Svizzera. Anche i cantoni possono definire ulteriori settori da monitorare a livello cantonale. Nell'ambito dell'osservazione del mercato del lavoro, rispetto agli altri rami nei settori oggetto di osservazione mirata i controlli salariali vengono intensificati. Inoltre nel 2012 il Consiglio federale svolgerà uno studio specificamente concernente l'evoluzione dei salari corrisposti ai lavoratori frontalieri occupati in settori particolarmente vulnerabili (es.: rami accessori dell'edilizia, commercio al dettaglio, fornitura di personale a prestito). Saranno analizzati i rami lavorativi scelti dalla Confederazione d'intesa con i cantoni di confine interessati, prendendo in considerazione anche i settori già oggetto di osservazione mirata.</p><p>2. Da un lato le verifiche menzionate si basano sull'analisi svolta nell'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari. Dall'altro, la Segreteria di Stato dell'economia valuta se vi siano altre fonti d'informazione come, in particolare, i dati rilevati mediante le autorizzazioni e le notifiche presso i cantoni di confine. I dati verranno raccolti nel corso del 2012. Se gli organi esecutivi rilevano infrazioni della legge sui lavoratori distaccati in Svizzera (LDist) o delle disposizioni di un contratto collettivo di lavoro vengono applicate le sanzioni e le misure previste.</p><p>3./6. Il Consiglio federale sottolinea la fondamentale importanza della libera circolazione delle persone per l'economia svizzera. D'altronde il popolo svizzero ha ripetutamente confermato di essere favorevole all'accordo sulla libera circolazione delle persone. Ciononostante il Consiglio federale pone grande attenzione ai timori della popolazione. Nel 2011 ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale a livello federale (DFGP, DFAE, DFE), incaricato di valutare gli effetti della libera circolazione delle persone e dell'immigrazione. Le attività di questo gruppo di lavoro sono volte a definire una strategia in relazione alle questioni inerenti alla libera circolazione delle persone e all'immigrazione nonché, in seguito, a proporre misure a breve e medio termine. A tale riguardo vengono presi in considerazione i seguenti ambiti: mercato del lavoro e economia; educazione, formazione e riconoscimento dei diplomi; pianificazione del territorio; mercato abitativo e immobiliare; ambiente; infrastrutture di trasporto; consumi energetici.</p><p>4./5. L'accordo sulla libera circolazione delle persone permette, tra le altre cose, alle parti contraenti (Svizzera e Stati membri dell'UE/AELS) di fornire liberamente servizi transfrontalieri per una durata di 90 giorni. Con ogni probabilità un salario mensile di 1000 euro non corrisponde alle condizioni salariali usuali per il luogo e la professione. È per questo motivo che, parallelamente all'introduzione graduale della libera circolazione delle persone con l'UE, sono entrate in vigore le misure collaterali. Esse sono finalizzate alla tutela dei lavoratori svizzeri, e dei lavoratori distaccati in Svizzera, dalle offerte di salari e condizioni lavorative inferiori a quelle in uso nel nostro Paese.</p>  Risposta del Consiglio federale.