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Sulla questione del contributo di mantenimento per un figlio maggiorenna in formazione, in una sentenza dell’11 gennaio 2017 la prima Camera civile del Tribunale d’appello ha deciso quanto segue: un figlio maggiorenne che può sopperire al suo fabbisogno minimo con il proprio reddito e gli assegni familiari (“di formazione”) non può pretendere contributi alimentari in aggiunta.
Va anche osservato che in questo caso il padre si opponeva al versamento di qualsivoglia contributo di mantenimento perché il figlio rifiutava qualsiasi contatto.
La questione è però delicata: se è vero che, di principio, un genitore non può essere tenuto a sostentare un figlio maggiorenne con cui non abbia alcun rapporto per volontà esclusiva del figlii, il problema è in questi casi che l’esistenza di una responsabilità esclusiva di un figlio difficilmente può essere dimostrata.