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Tra le questioni prioritarie che la Commissione federale degli stranieri vuole affrontare nel 2001 vi è quella delle naturalizzazioni. L'obiettivo è il conferimento del diritto automatico al passaporto rossocrociato agli stranieri nati in Svizzera.Questo contenuto è stato pubblicato il 03 gennaio 2001 - 16:16
La Svizzera ha tutto l'interesse a naturalizzare gli stranieri che sono integrati nel paese, se non vuole diventare il «Kuwait dell'Europa» con il 50 per cento di stranieri, ha affermato mercoledì durante la conferenza stampa della Commissione federale degl stranieri (CFS) il vicepresidente Schmid
La CFS auspica che i figli stranieri della terza generazione siano svizzeri dalla nascita, ha spiegato Schmid. A suo modo di vedere, tuttavia, questa naturalizzazione automatica dovrebbe poter essere respinta da coloro che non la desiderano. Si dovrà anche chiarire l'aspetto della doppia nazionalità.
L'introduzione del cosiddetto «jus solis», il «diritto del suolo», per gli stranieri nati in Svizzera, rappresenterebbe un'importante novità rispetto alla tradizione giuridica elvetica che tende a vedere la nazionalità come un «diritto del sangue», collegando il conferimento della nazionalità alla discendenza da genitori svizzeri.
Per la seconda generazione, che ha seguito le scuole in Svizzera, l'ottenimento del passaporto rossocrociato - secondo quanto chiede la CFS - dovrà essere agevolato. Dopo il rifiuto popolare di un progetto in questo senso nel 1994, il governo intende mettere in consultazione una nuova versione in primavera.
La consigliera federale Ruth Metzler si era dichiarata disponibile ad accogliere quest'idea, ha ricordato il vicepresidente della CFS. Schmid ha comunque ammesso che, per eliminare certi timori tra la popolazione svizzera, occorre compiere ancora molto lavoro informativo.
swissinfo e agenzie
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