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Esplodono i focolai in Corea del Sud e in Iran, le nuove frontiere del coronavirus. Mentre in Cina, dopo gli oltre 500 casi registrati in cinque carceri, il contagio allarma Pechino: sotto la guida del presidente Xi Jinping, il Politburo ha assicurato "tutti gli sforzi necessari per il controllo dell'epidemia" nella capitale all'indomani dei 36 casi in un ospedale del centro.
L'OMS si è invece detta preoccupata per l'aumento dei contagi in Iran, dove ci sono stati 18 casi e quattro decessi. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha assicurando che l'organizzazione sta fornendo al paese i kit per i test. Lo stesso direttore generale ha annunciato che un team di esperti si recherà sabato a Wuhan "per continuare a lavorare nell'epicentro dell'epidemia".
I numeri che però ha fatto circolare il ministro della Salute turco Fahrettin Koca dopo un colloquio con il collega iraniano, sono ancora più allarmanti: cinque morti ma soprattutto 750 casi sospetti. Mentre, a parte il caso della nave Diamond Princess in Giappone, è la Corea del Sud "il paese con il maggior numero di contagiati fuori dalla Cina".
Tralasciando l'Italia, sono Germania e Francia i due paesi europei nei quali si è finora registrato il maggior numero di contagi, rispettivamente con 16 e 12 casi. L'unico morto fino a questo momento accertato nel vecchio continente proviene da Parigi: un cittadino cinese di 80 anni. Da segnalare, in ogni caso, che gli altri dieci pazienti sono tutti guariti.