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LOSANNA - Un macedone padre di famiglia si è visto revocare il permesso di domicilio a causa di una condanna per omicidio intenzionale e un'aggressione a pubblico ufficiale. La decisione, presa dal Consiglio di Stato di Zurigo, è stata confermata oggi dal Tribunale Federale (TF).
Dieci anni fa l'uomo, schiantandosi ad alta velocità con la sua auto, ha provocato la morte di un passeggero 17enne: per questo motivo nel 2004 è stato condannato per omicidio intenzionale. Tre anni dopo, in occasione di un congedo, è stato protagonista di un'aggressione ai danni di un agente di polizia.
L'anno scorso il Consiglio di stato zurighese ha deciso di revocare il suo "permesso C", decisione confermata in ultima istanza dal TF, che ha respinto tutti gli argomenti di difesa del macedone. L'uomo, in Svizzera dall'età di nove anni, è sposato ed è padre di due figli, di cui uno già in età scolastica.
Visto che l'uomo - a causa di un percorso professionale caotico e della stessa incarcerazione - non è in grado di mantenere la sua famiglia se non con gli aiuti sociali, una revoca del permesso di domicilio è giustificata.
La decisione è infatti conforme all'articolo 8 della Convenzione europea, che garantisce il diritto alla protezione della vita privata e famigliare. Questo anche se sua moglie dovesse decidere di non seguirlo in Macedonia, conclude il TF.
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