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La Commissione della concorrenza (Comco) ha annunciato martedì la decisione di impugnare la sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) che ha annullato una multa di 333 milioni di franchi inflitta all'ex regia federale.
La sanzione era stata inflitta dalla Comco a Swisscom per «imposizione illecita di tasse di terminazione di telefonia mobile», ossia le tariffe chieste da un operatore di telefonia mobile a un altro per l'inoltro di una chiamata sulla sua rete. L'organo era giunto alla conclusione che Swisscom abusava della sua posizione dominante sul mercato, imponendo prezzi eccessivamente elevati e violando in tal modo la Legge sui cartelli.
Nella sua sentenza di inizio marzo, il TAF – accogliendo il ricorso del principale operatore svizzero – aveva confermato la posizione dominante di Swisscom in relazione alla terminazione mobile, respingendo tuttavia l'accusa di abuso e annullando quindi la multa.
Stando al TAF, non era soddisfatta la condizione prevista dalla legge per infliggere una multa, ovvero l'imposizione di prezzi troppo elevati. I giudici hanno sottolineato che gli operatori concorrenti Orange e Sunrise avrebbero potuto presentare un ricorso alla Commissione delle comunicazioni contro le tariffe giudicate eccessive, ma non l'hanno fatto.
Secondo la Comco, invece, «nell'ambito dei mercati regolamentati – come è già stato confermato dal Tribunale federale in un altro contesto – la Legge sui cartelli deve essere applicabile parallelamente ai regolamenti specifici». L'organo di vigilanza è convinto che il fatto di trovarsi in una posizione dominate sia sufficiente e che non vada analizzato separatamente per provare un abuso su mercati regolati.
Anche Swisscom ricorrerà contro la sentenza del TAF, poiché non ritiene di detenere una posizione dominante, come invece affermato dai giudici. Attraverso il suo portavoce Carsten Roetz, l'azienda ha contestato tale conclusione vista la presenza di due concorrenti sul mercato.
swissinfo.ch e agenzie