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"I dati degli Usa confermano la versione della Turchia" sull'abbattimento del jet russo. Lo dice l'ambasciatore americano presso la Nato, Douglas E.
Lute, specificando che "l'aereo russo era in Turchia, è stato 'ingaggiato' in Turchia ed è stato ripetutamente avvertito".
Lute aggiunge che quella "non era la prima incursione" russa nello spazio aereo turco e che nello scambio di informazioni concordato con la Russia "di sicuro non c'era un piano di volo che prevedesse la violazione dello spazio aereo della Nato".
Intanto, per prima volta i jet Sukhoi Su-34 russi sono partiti per eseguire raid in Siria non solo con bombe, ma anche con missili aria-aria per la loro difesa, dopo l'abbattimento del Su-24 ai confini turco-siriani.
Lo ha detto il portavoce delle forze aeree e spaziali russe, Igor Klimov. I jet "sono partiti per le missioni non solo con bombe aeree Ofab-500 e bombe guidate Kab-500 ma anche con missili aria-aria di corta e media gittata. Sono dotati di missili per la loro difesa e possono colpire obiettivi in aria a distanza di 60 km".
SDA-ATS