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Il conto economico è un metodo per calcolare il risultato commerciale di un’impresa entro un periodo di tempo ben definito. Oneri (costi) e ricavi (fatturato) vengono messi a confronto per calcolare il risultato d’esercizio. Il conto economico è obbligatorio per le persone giuridiche, come anche per le società di persone e le ditte individuali con un fatturato annuo da 500’000 franchi in poi, ma è consigliabile anche per start-up e PMI con un fatturato inferiore. Questo articolo del blog risponde alle domande più importanti.
- Che cos’è un conto economico?
- Qual è la differenza tra conto economico e bilancio?
- A cosa serve un conto economico?
- Il conto economico è obbligatorio?
- Come è strutturato il conto economico?
- Cosa rientra nel conto economico?
- Quali forme di conto economico esistono?
- Quali strumenti di ausilio ci sono?
Il conto economico mette a confronto gli oneri (costi) e i ricavi (fatturato) e calcola così l’utile o la perdita di un’impresa entro un determinato periodo di tempo.
Insieme al bilancio e all’allegato, costituisce il conto annuale di un’impresa. Con il conto economico si determina se un’impresa ha generato un utile o una perdita nell’arco di un determinato periodo di attività (solitamente un anno, spesso vengono calcolati anche i valori del trimestre e del semestre). A questo scopo, gli oneri vengono messi a confronto con i ricavi. Sono considerati oneri, tra l’altro, i beni e i servizi acquistati, i salari e le spese di gestione. Dei ricavi più importanti fanno parte le entrate derivanti dalla vendita di beni e servizi ma ad esempio anche i redditi locativi. Se la differenza tra ricavi e oneri (saldo) è positiva, il risultato sarà un utile mentre, se è negativa, il risultato sarà una perdita.
💡 Buono a sapersi
Il conto economico indica quindi sempre il risultato dell’attività imprenditoriale, che può essere un utile (risultato positivo) oppure una perdita (risultato negativo).
Può sembrare strano che in caso di risultato positivo, l’utile si trovi dalla parte degli oneri (e in caso di risultato negativo la perdita si trovi dalla parte dei ricavi). Il motivo è semplice: in questa forma di presentazione alla fine dei conti da entrambe le parti, ovvero negli oneri e nei ricavi, deve esserci lo stesso risultato. Entrambe le parti devono essere infatti bilanciate, in equilibrio tra loro. Il termine bilancio deriva dal latino “bilanx”, bilancia a due piatti, e indica infatti la necessità di contrappesare.
Il conto economico mostra lo sviluppo finanziario in un determinato periodo di tempo, il bilancio mostra la situazione finanziaria in un determinato momento.
Il conto economico consente di capire se in un determinato periodo contabile avete ottenuto un utile oppure una perdita. Se il ricavo è maggiore degli oneri, potete contabilizzare un utile mentre, nel caso contrario, dovrete registrare una perdita. Per questo motivo, quello che in Svizzera viene chiamato comunemente conto economico, in Germania si chiama conto profitti e perdite. Il bilancio comprende invece tutte le componenti patrimoniali di un’impresa e viene redatto a una data fissa, la data di riferimento del bilancio, ovvero alla chiusura annuale oppure all’inizio dell’esercizio. Il bilancio mostra quindi la situazione patrimoniale attuale dell’impresa. Con la contabilità in partita doppia potete redigere il vostro conto economico e anche il bilancio.
Il conto economico è lo strumento di controlling più importante. Sulla base dei dati aziendali, esso vi consente di pianificare e controllare in modo mirato la vostra impresa e di gestirla complessivamente. Potete usare inoltre le informazioni del conto economico per determinare ad esempio le spese di produzione e i prezzi delle offerte. Il compito principale è quello di registrare in modo completo i costi e il fatturato della vostra offerta di prestazioni.
Il conto annuale, di cui fa parte il conto economico, è obbligatorio per quelle imprese che hanno l’obbligo di tenere una contabilità in partita doppia. Esso deve rappresentare «la situazione economica dell’impresa in modo tale da consentire ai terzi di farsene un’opinione attendibile», come previsto dall’articolo 958 del Codice delle obbligazioni svizzero (CO).
In Svizzera, sono le seguenti società ad avere l’obbligo di contabilità e presentazione dei conti secondo quanto definito dal Codice delle obbligazioni (art. 957 ss.):
- persone giuridiche come le società anonime, Sagl, società cooperative, associazioni e fondazioni
- ditte individuali e società di persone con un fatturato di almeno 500’000 franchi nell’ultimo esercizio
Queste imprese devono allestire obbligatoriamente un conto economico. Per ditte individuali e società di persone con un fatturato inferiore a 500’000 franchi, le regole sono meno rigide. Per queste è sufficiente infatti una contabilità semplificata, che comprende solo le entrate, le uscite e la situazione patrimoniale. Tuttavia, è consigliabile allestire un conto economico anche quando la vostra impresa non è tenuta per legge a farlo, soprattutto se volete pianificare e gestire lo sviluppo della vostra impresa in modo consapevole.
Fondamentalmente viene fatta una distinzione tra conto economico a uno o più stadi. La variante a uno stadio fornisce una rapida panoramica sulla situazione finanziaria dell’impresa, sanza grandi dettagli. Il conto economico a più stadi vi consente invece di farvi un’idea più precisa della situazione finanziaria dell’impresa. Questo conto fa luce sulle cifre chiave di rilievo come profitto lordo, EBITDA (inglese per il margine lordo operativo, ovvero il profitto esclusi interessi, imposte, deprezzamenti e ammortamenti) e EBIT (inglese per profitto al lordo di interessi e imposte). Queste cifre chiave possono fornire indicazioni sulla stabilità, sulla redditività e sul risultato dell’impresa.
Il conto economico a uno stadio mette a confronto le entrate con le uscite. Il risultato è la performance aziendale, sotto forma di un utile d’impresa o di una perdita. Questo metodo consente di capire semplicemente come si sta sviluppando l’impresa, niente di più e niente di meno.
Il conto economico a due stadi è composto da due settori.
- Il settore aziendale comprende tra l’altro le materie prime utilizzate, i ricavi da interessi e il fatturato derivante dalle vendite, ma anche i salari, gli ammortamenti e i costi di locazione. Da questi dati è possibile calcolare se l’impresa ha ottenuto un utile d’esercizio oppure una perdita d’esercizio.
- Il secondo stadio consiste nel settore neutro. Gli oneri neutrali sono quegli oneri ai quali non si contrappongono dei costi oppure, in altre parole, sono quegli oneri che non sono provocati dal processo di performance aziendale. Di essi fanno parte tra l’altro gli oneri estranei all’esercizio (ad es. donazioni a istituti caritativi), gli oneri straordinari (ad es. sinistri non coperti dall’assicurazione) e gli oneri relativi ad altri periodi contabili (ad es. anticipi per affitti). Lo stesso si applica analogamente anche per la parte dei ricavi. Questa parte termina con l’utile d’impresa o con la perdita d’impresa.
Questa GIF mostra la differenza tra un conto economico a uno stadio e uno a due stadi.
Se il risultato viene calcolato su tre livelli, ai due livelli del conto a due stadi si aggiunge il settore commerciale. Esso costituisce il primo livello, che contrappone i ricavi derivanti dalla vendita di merci e servizi agli oneri dovuti alla produzione e all’approvvigionamento di essi. Il risultato è l’utile lordo. Alla fine del settore aziendale viene indicato l’utile o la perdita d’esercizio. Se addizionate e sottraete tutte le posizioni, otterrete il risultato dell’impresa, nel nostro esempio l’utile d’impresa.
Questa GIF mostra la differenza tra un conto economico a due e uno a tre stadi.
Chi è tenuto per legge a presentare un conto economico deve attenersi alle indicazioni del legislatore in merito ai requisiti minimi a livello di contenuti e di struttura del conto economico stesso. Questi requisiti minimi sono definiti e indicati in dettaglio nell’articolo 959b del CO. Per l’impostazione del conto economico avete fondamentalmente due opzioni.
- Il metodo del costo complessivo comprende tutti i ricavi e gli oneri di un periodo di tempo, indipendentemente dal fatto che i prodotti fabbricati siano stati davvero venduti o si trovino ancora in magazzino. Per questo motivo, tale metodo viene chiamato anche conto economico della produzione. I vostri vantaggi: la maggior parte dei dati può essere ripresa direttamente dalla contabilità, i costi sono ripartiti in modo dettagliato e la situazione attuale è rappresentata in modo realistico. Svantaggi: elevati costi di inventario, nessuna informazione sul risultato di singoli prodotti o gruppi di merci.
- Con il metodo del costo del venduto gli oneri vengono contrapposti solo ai prodotti effettivamente venduti. Questo metodo è infatti conosciuto anche come conto economico della vendita. I principali vantaggi: non serve nessun inventario (spesso dispendioso), la valutazione del programma di produzione può essere svolta in modo più semplice e rapido poiché il risultato viene mostrato per gruppo di prodotti. Gli svantaggi: onere contabile maggiore, complicato confronto dei valori derivanti dal metodo del costo del venduto con quelli della contabilità.
Anche se il legislatore indica quali sono i requisiti minimi da soddisfare per un conto economico, a seconda dello scopo e del destinatario il conto economico può essere strutturato in modo diverso. Di seguito trovate una breve panoramica sulle diverse forme.
Il conto economico interno è per lo più un conto di costi e prestazioni ma comprende anche la pianificazione finanziaria e il conto degli investimenti. Si rivolge principalmente ai manager che lo utilizzano come base decisionale.
Il conto economico esterno si rivolge ai gruppi target al di fuori dell’impresa, tra questi ad esempio l’amministrazione delle imposte e le banche ma anche gli azionisti e altri investitori. Il conto economico esterno è costituito dalla contabilità finanziaria complessiva con la chiusura di bilancio e dal conto economico fiscale.
Il conto economico fiscale ha lo stesso significato del bilancio fiscale. Il suo scopo principale è quello di calcolare l’utile sul quale l’impresa dovrà pagare le imposte. Questo conto economico è impostato sulle normative fiscali allo scopo di indicare l’utile sul quale verranno calcolate poi le imposte.
Il periodo di conteggio del conto economico ordinario nella chiusura di bilancio è troppo lungo per un’analisi a breve termine del risultato aziendale. Affinché le persone responsabili possano influire in modo mirato sul risultato, sono necessari dei valori calcolati entro intervalli di tempo più brevi. In questo modo è ad esempio possibile determinare quali prestazioni di mercato hanno un rendimento particolarmente positivo. Il conto economico a breve termine calcola il risultato di esercizio. In questo caso, gli oneri e i ricavi neutrali non vengono presi in considerazione.
È utile conoscere i principi della contabilità e saper interpretare una chiusura di bilancio. Sarebbe tuttavia sbagliato dare per scontato che neofondatrici e neofondatori di successo debbano avere conoscenze approfondite in tutti gli aspetti di finanza aziendale. Ci sono soprattutto due strumenti di ausilio che possono risparmiarvi molto lavoro in relazione al conto economico.
- Software di contabilità: i programmi di contabilità moderni, fatti su misura per le esigenze delle PMI, semplificano la contabilità fino alla chiusura di bilancio poiché sono in grado di automatizzare molti processi. In questo modo, potete ottenere in qualsiasi momento il bilancio e il conto economico attuali, direttamente dal sistema. Un esempio è il software di contabilità gratuito del nostro partner Swiss21.org,
- Specialisti esterni: soprattutto all’avvio di una nuova impresa è importante porre le finanze su una base solida. La contabilità fa parte di questa base. Se nel gruppo costitutivo dell’impresa non vi sono specialisti finanziari, fareste bene a cercare un aiuto esterno, ad esempio rivolgendovi a uno studio fiduciario. I nostri partner Gryps e Fasoon vi aiutano a trovare il partner giusto nelle vostre vicinanze, mentre voi potete occuparvi della vostra attività principale.