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Sono circa seicento i farmaci che attualmente non vengono più riforniti in Svizzera, evidenziando i problemi di approvvigionamento che coinvolgono la Confederazione. L'attuale pandemia ha, di fatto, accentuato il problema poiché anche la Svizzera è fortemente dipendente da paesi come la Cina o l'India, dove vengono prodotti, a costi più contenuti, i principi attivi di tanti medicinali. Inoltre, il lockdown ha portato alla chiusura di diverse fabbriche in queste zone.
"Se riportassimo la produzione in Europa ci vorrebbero degli aiuti statali e degli sgravi fiscali per costruire l'infrastruttura adatta alla produzione di medicinali I vantaggi sarebbero però immensi dato che potremmo ridurre la dipendenza da Paesi come Cina e India", ha affermato Axel Müller, di Intergenerika, Associazione svizzera dei produttori di farmaci generici.
I rifornimenti dunque scarseggiano, il problema è sempre più spinoso, ma ora la politica intende correre ai ripari. "È sicuramente necessaria una collaborazione internazionale perché la Svizzera, da sola, non può permettersi di ricreare un'organizzazione per la produzione di vaccini o farmaci", ha dichiarato Ruth Humbel, presidente della Commissione della sanità del Consiglio nazionale (CSSS).
- RG 8.00 del 24.07.2020 - Il servizio di Anna Maria Nunzi
"È un problema ormai cronico e da tempo esortiamo le autorità ad affrontarlo", ha detto il dott. Carlos Quinto. Il mercato è redditizio solo quando i vaccini sono prodotti in grosse quantità, ma la Svizzera con i suoi pochi milioni di abitanti non è interessante per le aziende specializzate e rischia di rimanere penalizzata quando sarà pronto quello anti-Covid. Queste sono le grosse preoccupazioni del membro del Comitato centrale dell'associazione dei medici (FMH).
Intanto, già nei prossimi mesi potrebbe esserci una nuova penuria, ossia quella legata ai vaccini per la normale influenza.