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Lo fa sapere l'Agenzia europea della sicurezza aerea (AESA), alla quale partecipa anche la Svizzera.
COLONIA - L'Agenzia europea della sicurezza aerea (AESA) autorizzerà il ritorno in volo del Boeing 737 Max «la prossima settimana», dopo le modifiche effettuate sul velivolo in seguito ai due incidenti dell'ottobre 2018 e del marzo 2019 che sono costati la vita a 346 persone. Lo ha annunciato il direttore del regolatore europeo, Patrick Ky.
«Pensiamo di pubblicare» la direttiva di navigabilità «la prossima settimana»: «Il Max potrà dal nostro punto di vista volare nuovamente (in Europa) a partire dalla settimana prossima», ha spiegato Ky durante una conferenza stampa in video con l'associazione tedesca della stampa aeronautica Luftfahrt-Presse-Club (LPC).
La Svizzera partecipa alle attività dell’AESA dal 2006. Come ricorda l'UFAC sul suo sito, ciò comporta l’obbligo di recepire non solo le attuali regole stabilite dall’AESA, ma anche quelle che saranno sviluppate in futuro.
«Abbiamo raggiunto il livello in cui i nostri quattro prerequisiti sono stati soddisfatti», ha fatto sapere Ky, spiegando che «tutti i fattori che hanno contribuito agli incidenti sono stati regolati», che un certo numero di punti «critici» potrebbero essere verificati dalla stessa AESA e che i piloti siano «correttamente informati ed esercitati».
A novembre, aveva già dato il proprio disco verde l'Agenzia dell'aviazione americana FAA, successivamente anche le autorità brasiliane. Il Canada ha annunciato lunedì che avrebbe autorizzato da mercoledì la ripresa dei voli sul proprio territorio del Boeing 737 Max.
L'autorizzazione a volare in Europa per il 737 Max significa che Boeing, colpita dagli insuccessi dell'ultima generazione dei suoi aerei a medio raggio e dalla crisi del coronavirus, potrà riprendere le proprie consegne nel continente, sperando così di migliorare la propria redditività.