Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/56071

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare quanto prima la legislazione delle prestazioni complementari affinché i piccoli proprietari che vivono con mezzi molto modesti non siano esclusi dal sistema sociale complementare. Le modifiche riguardano in particolare i punti seguenti:</p><p>a. l'obbligo imposto ai Cantoni di anticipare le prestazioni complementari nel quadro di un prestito ipotecario,</p><p>b. il raddoppio della franchigia per le persone proprietarie dell'immobile in cui vivono, attualmente fissata a 75 000 franchi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'attuale legge federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC) offre già le due possibilità menzionate dall'autore della mozione, ovvero quella di aumentare la franchigia sulla sostanza fino a concorrenza di 150 000 franchi per le persone che vivono in un immobile di loro proprietà e quella di anticipare le prestazioni complementari nell'ambito di un credito ipotecario (art. 5 cpv. 3, lett. c e d LPC). Se 25 Cantoni hanno optato per il sistema della franchigia (AG, NW e ZH: 150 000 franchi; FR e JU: 100 000 franchi; altri: 75 000 franchi), il Ticino ha preferito adottare quello del prestito ipotecario. </p><p>Questa normativa è stata introdotta con la 3a revisione della LPC, in vigore dal 1° gennaio 1998, per evitare che una richiesta di prestazioni complementari debba essere respinta per il semplice fatto che il richiedente è proprietario dell'immobile in cui abita. La possibilità di raddoppiare la franchigia minima di 75 000 franchi prevista dalla normativa federale (art. 3c cpv. 1 lett. c LPC) era espressamente riservata ai Cantoni affinché potessero tener maggiormente conto delle peculiarità locali (cfr. messaggio concernente la 3a revisione PC, FF 1997 I 1096 seg.).</p><p>Nell'unico Cantone in cui è stato adottato, il sistema degli anticipi nell'ambito di un credito ipotecario non ha avuto successo. Nonostante la semplicità della procedura amministrativa da seguire e l'adeguata informazione dei cittadini, finora si è registrato un solo caso d'applicazione, tuttora d'attualità. Il Consiglio federale non ritiene quindi utile obbligare i Cantoni ad introdurre anche tale sistema. </p><p>Nel calcolo della sostanza determinante per la fissazione delle prestazioni complementari, un immobile utilizzato quale alloggio dallo stesso proprietario va computato al valore fiscale (e non al valore venale come gli altri immobili; art. 17 dell'ordinanza sulle prestazioni complementari). Dato che il valore venale è di molto superiore a quello fiscale le persone che vivono in un immobile di loro proprietà sono doppiamente privilegiate: da un lato perché viene presa in considerazione una franchigia più elevata, dall'altro perché si tiene conto unicamente del valore fiscale della loro abitazione. Di conseguenza, il Consiglio federale è del parere che non sia il caso di estendere ulteriormente questo privilegio rendendo obbligatoria una franchigia di 150 000 franchi. La principale conseguenza di un tale provvedimento, contrariamente a quanto avviene nel regime degli anticipi nell'ambito di prestiti ipotecari, potrebbe essere che le prestazioni complementari siano utilizzate per salvaguardare le aspettative degli eredi della persona interessata. Infine va ricordato che il raddoppio generale della franchigia immobiliare, nel caso in cui fosse adottata la nuova perequazione finanziaria (NPC), provocherebbe un aumento dei costi dell'ordine di 34 milioni di franchi, in gran parte a carico della Confederazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.