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Rapporto: Esecuzione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’Unione europea nel 2016
Berna, 11.05.2017 - Nel 2016 è stato possibile mantenere a un livello elevato l’intensità di controllo svolta nell’ambito delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone. Gli organi di controllo hanno verificato le condizioni lavorative e salariali svizzere presso circa 42 000 aziende e 164 000 persone. Gli organi d’esecuzione si impegnano a effettuare controlli in maniera mirata e in funzione dei rischi sul mercato del lavoro.
Nel 2016 gli organi d’esecuzione delle misure collaterali hanno verificato il rispetto delle condizioni lavorative e salariali presso 164 000 persone e 42 000 aziende, mantenendo così un alto livello di controllo. Nell’anno in rassegna i controlli sul rispetto delle condizioni lavorative e salariali in vigore in Svizzera hanno riguardato il 36% dei lavoratori distaccati e il 32% dei prestatori di servizi indipendenti provenienti dall’UE/AELS.
Nel 2016 è stato controllato il 7% delle imprese svizzere. I controlli sono stati svolti in tutte le regioni e settori d’attività. Nel 2016 le verifiche hanno riguardato soprattutto i prestatori di servizi attivi nell’edilizia e nell’industria manifatturiera. Per quanto concerne le imprese svizzere, fra i settori più monitorati vi è quello alberghiero e della ristorazione.
I controlli sono più intensi nei settori e nelle regioni in cui gli organi d’esecuzione individuano un rischio particolarmente alto. Pertanto, le violazioni dei contratti collettivi di lavoro (CCL) di obbligatorietà generale e le percentuali di dumping salariale rispetto ai salari usuali riportate nel rapporto non riflettono la situazione globale del mercato del lavoro, ma solo quella dei settori e delle aziende selezionati in base alle strategie degli organi di controllo.
Imprese svizzere: rispetto delle condizioni lavorative e salariali
Le commissioni tripartite cantonali sono incaricate di monitorare in maniera generale il mercato del lavoro e di svolgere i controlli in loco nei settori in cui le parti sociali non hanno disciplinato le condizioni lavorative e salariali all’interno di CCL di obbligatorietà generale. Poiché le commissioni tripartite cantonali hanno svolto le loro verifiche presso datori di lavoro svizzeri, la maggior parte dei controlli hanno riguardato i cosiddetti «servizi alle imprese» e il commercio. Anche in questi settori nel 2016 sono stati scoperti molti casi di dumping. Nel periodo 2015-2016 il 12% dei controlli presso aziende svizzere ha fatto emergere casi di dumping salariale. Tuttavia, i criteri dei controlli possono essere diversi a seconda delle regioni, mentre il numero di casi scoperti varia da un settore all’altro in funzione della strategia adottata dalla commissione tripartita. Il 45% delle procedure di conciliazione con le aziende svizzere sono state concluse con successo nel periodo 2015-2016 In questo ambito hanno effettuato 10 296 controlli.
Prestatori di servizi dell’UE: rispetto delle condizioni lavorative e salariali
Infatti, poiché la differenza tra il livello dei salari svizzeri e quello dei Paesi d’origine dei prestatori di servizi provenienti dall’UE è molto marcata, aumenta il rischio di dumping salariale. Nel 2016 le commissioni paritetiche, incaricate dal legislatore di verificare il rispetto dei (CCL di obbligatorietà generale da parte delle imprese che distaccano lavoratori, hanno svolto 7444 controlli aziendali (18 432 persone). Nel 25% dei controlli aziendali conclusi nel 2016 è stata rilevata una violazione delle disposizioni salariali. Le commissioni paritetiche hanno inflitto 1429 pene convenzionali nei confronti delle aziende inadempienti. Le commissioni tripartite cantonali hanno effettuato 5667 controlli presso aziende che distaccano lavoratori (13 599 persone) scoprendo 706 violazioni delle condizioni salariali usuali.
Nel periodo 2015-2016 il 16% dei controlli in questo tipo di aziende ha evidenziato casi di dumping salariale. D’altro canto, oltre il 70% delle procedure di conciliazione avviate dalle commissioni tripartite con le imprese inadempienti si sono concluse con successo.
Inoltre, gli organi di controllo hanno esaminato lo status dei prestatori di servizi indipendenti provenienti dall’UE. Su 7000 persone controllate il 6 % è stato sospettato di svolgere un’attività di “pseudo-indipendente”.
Le misure collaterali alla libera circolazione delle persone tutelano i lavoratori dal rischio di un peggioramento delle condizioni salariali e lavorative svizzere. Inoltre, garantiscono condizioni di concorrenza identiche per le imprese locali e quelle straniere.
L’esecuzione delle misure collaterali rappresenta un compito congiunto che può essere svolto in maniera mirata ed efficace solo se le parti sociali, le commissioni tripartite e le autorità statali uniscono le loro forze.
Quest’anno il rapporto si presenta sotto una nuova forma: oltre al resoconto vero e proprio è stato aggiunto un allegato con i dati statistici forniti dagli organi d’esecuzione. Inoltre, è stato pubblicato un video che spiega il funzionamento delle misure collaterali (cf. i seguenti link).
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