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Il processo d'appello per «soggiorno illegale» contro Max Göldi, uno dei due ostaggi svizzeri in Libia, è stato aggiornato al 24 gennaio.
L’ex dirigente della filiale del gruppo elvetico-svedese ABB in Libia doveva comparire giovedì in tribunale, ma non si è presentato. La notizia è stata confermata dal portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri Lars Knuchel, il quale ha precisato che la nuova udienza per Göldi è stata fissata il 24 gennaio.
Il 24 gennaio è pure la data in cui è stato aggiornato il processo nei confronti di Rachid Hamdani, l’altro ostaggio svizzero in Libia, stando a quanto dichiarato dal suo avvocato libico Salah Zahaf e confermato dal DFAE lo scorso 10 gennaio.
I due svizzeri hanno sempre agito in accordo e quindi non stupisce che anche Max Göldi non si sia presentato in tribunale.
Il 30 novembre scorso, Hamdani e il suo connazionale Max Göldi, che attualmente risiedono all'ambasciata svizzera di Tripoli, sono stati condannati a 16 mesi di carcere e a una multa di 2'000 dinari (circa 1'600 franchi) per violazione delle norme sui visti.
Contro i due ostaggi è pendente anche un altro processo, per «attività economiche illegali». Anch'esso è stato aggiornato a due riprese perché il giudice esigeva la presenza dei due accusati: l'udienza di Max Göldi è ora prevista il 16 gennaio, quella di Rachid Hamdani l'indomani.
I due svizzeri sono trattenuti in Libia dal 19 luglio 2008. In Svizzera la loro vicenda è considerata una ritorsione da parte del regime di Muammar Gheddafi per il fermo a Ginevra, il 15 luglio dello stesso anno, di suo figlio Hannibal e di sua nuora Aline, accusati di maltrattamenti da due domestici maghrebini.
swissinfo.ch e agenzie