Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/54065

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Un aumento dell'imposta sull'alcool è stato già considerato nell'ambito del programma di risanamento delle finanze federali nell'intento d'arginare l'aumento del consumo di bevande distillate quali il whisky o la vodka. La Regìa federale degli alcool in quell'occasione aveva previsto d'accordare ai piccoli produttori svizzeri le stesse agevolazioni fiscali accordate ai loro concorrenti germanici e austriaci. Una volta consultate, le cerchie interessate hanno però evidenziato delle opinioni divergenti, temendo in modo particolare una distorsione della concorrenza sul mercato indigeno e delle reazioni negative dei paesi membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Il Consiglio federale a pertanto rinunciato ad inserire un aumento d'imposta sull'alcool all'interno del programma di risanamento delle finanze federali, a causa delle ripercussioni negative che sarebbero intervenute per la produzione indigena. Il Consiglio federale ha così rinunciato anche al progetto d'agevolazione proposto a favore dei piccoli produttori.</p><p>Per quanto attiene alla vendita diretta dei prodotti degli agricoltori, queste ultime sono autorizzate nell'ambito della loro azienda. Queste vendite sono assoggettate all'aliquota d'imposta vigente. Per contro, la legge sull'alcool vieta la vendita di bevande distillate sulle vie e le piazze pubbliche. In effetti, queste vendite dovrebbero essere tollerate allorquando si tratta di prodotti ottenuti da materie prime proprie provenienti dal proprio podere agricolo, nell'ambito di mercatini settimanali nel caso in cui i prodotti fanno parte dell'assortimento di prodotti della propria azienda agricola. In ogni caso, si prevede d'abrogare questo divieto in occasione della prossima revisione della legge.</p>  Risposta del Consiglio federale.