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L’UDC accoglie con favore l’avvio, da parte del suo consigliere federale Ueli Maurer, di negoziati con la Gran Bretagna in vista della stipulazione di un accordo sui servizi finanziari. Il settore delle finanze e delle assicurazioni avrà così un accesso transfrontaliero al mercato. Il grande vantaggio di questo progetto d’accordo è che la Svizzera non è costretta a sottomettersi a una potenza straniera perché, contrariamente all’UE, la Gran Bretagna non esige né integrazioni istituzionali, né il diritto alla libera immigrazione dei suoi cittadini.
L’UDC si rallegra di vedere il consigliere federale Ueli Maurer e il ministro britannico delle finanze, Rishi Sunak, avviare dei negoziati allo scopo di stipulare un accordo sui servizi finanziari fra la Gran Bretagna e la Svizzera. Questa convenzione dovrebbe facilitare l’accesso transfrontaliero al mercato per un ampio ventaglio di servizi finanziari nei settori assicurativo, bancario e di gestione di beni e di infrastrutture del mercato di capitali. Avviando queste discussioni, il ministro UDC delle finanze Ueli Maurer conferma ancora una volta la sua lungimiranza perché, a seguito della Brexit, l’UE ha perso il più importante mercato finanziario accanto a quello di Zurigo.
Nella crisi, la libera circolazione delle persone costerà ancora più cara alla Svizzera
Se l’UDC approva questo progetto di trattato, è anche perché esso dimostra che la Svizzera può benissimo stipulare degli accordi bilaterali a suo vantaggio e su piede di parità con il suo partner, quindi senza integrazione istituzionale e, soprattutto, senza accordare un diritto alla libera immigrazione.
La situazione è esattamente inversa negli accordi conclusi con l’UE, perché Bruxelles esige che la Svizzera si sottometta al diritto UE e le impone la libera circolazione delle persone. Questo vizio di fondo inerente ai rapporti con l’UE è costato molto caro alla Svizzera dall’introduzione completa della libera circolazione delle persone nel 2007, e le costerà ancora più caro in avvenire a causa del degrado della situazione economica. Confrontati con circa 14 milioni di disoccupati, i paesi membri dell’UE sono infatti colpiti dalla crisi più duramente che non la Svizzera. Ciò significa che il nostro paese diventa ancora più attrattivo per una manodopera a buon mercato che affluisce dall’UE per trovare un lavoro o per sistemarsi nel nostro generoso sistema sociale. Grazie alla libera circolazione delle persone, tutta questa gente ha il diritto di venire in Svizzera.