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di Piergiorgio Giambonini
Mentre Antonio Ferretti si avvia verso la conclusione della sua carriera agonistica, a metà degli anni Ottanta un altro ticinese si lancia sulla scena professionistica. Nato a Fano nel 1960 ma cresciuto a Viganello, nell’83 Marco Vitali debutta con la Del Tongo, poi passa alla Cilo-Aufina, quindi alla Frank-Toyo ed infine alla Jolly Componibili. Da professionista tra il 1985 e il 1990 Vitali - studente fuori corso di filosofia - conquista cinque successi, nell’ordine la generale della Sei giorni del Sole, una tappa al Giro d’Italia, il GP Sanson al Trittico Veneto e due volte il "suo" GP di Lugano, dove già si era imposto da dilettante. Al suo attivo anche un secondo posto al Giro 1988, due terzi alla Vuelta 1984 e la partecipazione con l’Italia al Mondiale 1989.
Proprio la "corsa rosa", disputata sei volte, regala al ticinese il giorno più bello: Vitali - che già si era imposto nel 1985 nella cronosquadre Busto Arsizio-Milano - vince infatti la 17a tappa dell’edizione 1987. L’8 giugno si parte da Canazei e si arriva a Riva del Garda, con pioggia e vento. A 140km dal traguardo Marco va in fuga con altri sei (tra i quali il compagno di squadra Urs Freuler), poi con lui rimangono solo gli italiani Paganessi e Giovannetti, e "il filosofo" li batte alla grande in volata.