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LUGANO/BELLINZONA/SAN JOSÈ - Un medico 77.enne del Luganese, spinto da un impulso ecologista (ma anche finanziario), si è adoperato contro la deforestazione in Costa Rica comprando alberi da mettere a dimora (con la prospettiva di incassare i proventi della vendita del legno). Un'idea che ha fatto proseliti tra i suoi familiari e alcuni suoi pazienti (31 in tutto) che, tramite una sua società con sede nel Luganese, hanno seguito il suo esempio. Il loro investimento – oltre 280.000 franchi – è però sfumato qualche anno più tardi, in seguito a problemi che hanno colpito la società costaricana con cui erano in affari.
E ora la vicenda ha un risvolto penale, ma non per la scomparsa dei soldi (fra cui quelli del dottore stesso). Bensì perché il medico e l'amministratore unico della società Luganese (un contabile 49.enne della regione) sono accusati di aver agito come una banca, senza avere le necessarie autorizzazioni. Loro affermano che non potevano sapere di stare violando questa norma.
Per chiarire la vicenda i due erano in aula ieri al Tribunale penale federale, dopo essersi opposti a una decisione penale. L'accusa da combattere era l'accettazione indebita di depositi del pubblico, una violazione della legge sulle banche. I loro legali hanno chiesto il proscioglimento. Se condannati, gli verrà comminata una pena pecuniaria sospesa.