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LASER
Mercoledì 1. marzo 2017 alle 09:00
Replica alle 22:35
- L’utopia linguistica di Zamenhof
Cento anni fa moriva a Varsavia Ludwig Zamenhof. Originario di Bialystok, città dell’est polacco, ebreo, medico di professione, poliglotta, inventò nella seconda metà dell’800 l’esperanto. È ancora parlato da due milioni di persone e, grazie a Internet, la sua base si sta allargando.
In questo “Laser”, intervistando i responsabili del centro Zamenhof di Bialystok e del Museo dell’esperanto di Vienna, oltre che il rispettato esperantista italiano Carlo Minnaja, ripercorriamo la storia di questo idioma: il più famoso tra quelli definiti “ausiliari”. E il più politico. Tra le due guerre fu la lingua di riferimento del movimento pacifista internazionale. I totalitarismi nazista e comunista, inoltre, non risparmiarono le comunità esperantiste.
In questa vicenda anche la Svizzera ha la sua importanza. Ginevra, dal 1908 alla fine delle seconda guerra mondiale, fu la sede del Movimento universale esperantista. I suoi uffici furono un grande centro di smistamento per la corrispondenza tra paesi in guerra e per il ricongiungimento di famiglie separate dal tuonare dei cannoni.