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NEUCHÂTEL - L'ex capo del Servizio cantonale per la formazione post obbligatoria neocastellano, Laurent Feuz, è stato condannato oggi a 180 aliquote giornaliere sospese per tre anni. L'uomo aveva scambiato messaggi prima su un sito internet d'incontri e poi su WhatsApp con quella che credeva essere una quattordicenne, mentre in realtà era un agente della polizia giudiziaria federale sotto copertura.
Feuz, inoltre, non potrà più insegnare per un periodo di cinque anni. L'uomo è stato processato tramite rito abbreviato dal Tribunale regionale delle Montagne e della Val-de-Ruz poiché non vi era nessuna vittima per i fatti per cui è stato condannato, ha spiegato il suo avvocato Frédéric Hainard.
Secondo il legale, l'inchiesta ha confermato che i fatti in questione riguardavano esclusivamente scambi virtuali. L'agente sotto copertura si era fatto passare per la quattordicenne Tamara a cui l'alto funzionario aveva inviato numerosi messaggi di carattere sessuale.
L'allora 46enne si era giustificato affermando che il suo era un esperimento scientifico per testare l'efficacia della prevenzione. Il contenuto dei messaggi è stato giudicato «riprovevole». Tuttavia, l'accusa di tentati atti sessuali con fanciulli si è sgonfiata dal momento che il reato è stato considerato «impossibile, nella misura in cui nessun atto poteva verificarsi», ha aggiunto Hainard.
Feuz era sotto inchiesta dallo scorso anno per tentati atti sessuali con fanciulli e pornografia. Quest'ultima accusa deriva da una chiavetta USB contenente dati illegali. L'ex alto funzionario si era difeso sostenendo che erano per una presentazione risalente al 2006 legata ai rischi del mondo digitale. «Si rammarica di aver usato mezzi riprovevoli per alimentare la sua riflessione», ha indicato l'avvocato.
Feuz era stato fermato lo scorso 4 aprile, alle sei del mattino, in un parcheggio di La Chaux-de-Fonds, mentre si recava al lavoro. Il 10 maggio la notizia delle sue dimissioni immediate «per ragioni personali», il 13 quella di una inchiesta penale a suo carico.