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Durante il suo anno in qualità di presidente della Confederazione, Micheline Calmy-Rey ha incontrato la popolazione per informarsi delle sue preoccupazioni.
Il suo bilancio? Non tutti approfittano della buona congiuntura e il sentimento di insicurezza è assai diffuso.
La popolazione svizzera deve avere un accesso il più possibile diretto con le autorità, magari attraverso la mediazione del presidente della Confederazione: lo sostiene Micheline Calmy-Rey, che martedì a Berna ha tracciato un bilancio positivo della sua iniziativa personale di organizzare, durante l'anno presidenziale, dieci incontri con gli abitanti di località piccole o medie.
"La mia intenzione era di dare agli abitanti del paese la possibilità di esprimere le loro preoccupazioni. Questa prossimità è stata molto edificante, ho imparato molto", ha sottolineato la ministra degli esteri presentando il rapporto che ha sottoposto ai suoi colleghi di governo.
Sentimenti di insicurezza
Dagli incontri con la popolazione sono emersi sentimenti di insicurezza ed inquietudine che non trovano spazio nelle statistiche. Le preoccupazioni più diffuse riguardano la situazione economica e sociale, la mondializzazione, l'adattamento delle strutture produttive.
Malgrado la situazione economica generale sia piuttosto florida, "nel nostro paese ci sono persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese e che hanno bisogno d'aiuto", ha dichiarato la presidente della Confederazione, riconoscendo i limiti della sua indagine.
È in particolare diffusa l'impressione di una disparità crescente fra le persone normali e le élite economiche: molti non approfittano infatti della buona congiuntura.
Stranieri e violenza
Tra i temi che sono stati spesso abbordati vi sono pure le questioni ambientali e le difficoltà d'integrazione degli stranieri, difficoltà spesso associate all'aumento della violenza, in particolare dei giovani.
"Sono rimasta molto colpita dal constatare che nei comuni con la più grande proporzione di stranieri le opinioni erano molto più sfumate rispetto alle località con pochi stranieri", ha sottolineato la presidente.
Secondo Micheline Calmy-Rey è comunque necessario agire: per tale ragione ha proposto al governo di elaborare una strategia di lotta contro le disparità.
Per quanto concerne gli stranieri e l'insicurezza, la consigliera federale ha lanciato un appello affinché siano messe in atto tutte le misure adottate dal governo in agosto e contenute nel rapporto sulla politica d'incoraggiamento dell'integrazione.
Couchepin seguirà l'esempio?
La risposta ai timori suscitati dalla mondializzazione passa in primo luogo dalla misure d'accompagnamente previste in materia di libera circolazione, ha inoltre dichiarato Micheline Calmy-Rey.
La consigliera federale ha pure suggerito a Pascal Couchepin di seguire il suo esempio l'anno prossimo, quando sarà presidente della Confederazione. "Ha espresso un apprezzamento favorevole, ma non so se riprenderà la formula", ha precisato.
swissinfo e agenzie
La tournée di Micheline Calmy-Rey
Ad ogni incontro della presidente della Confederazione con la popolazione hanno preso parte da 400 a 600 persone.
Le riunione sono state organizzate in località medio-piccole: Monthey (Vallese), Wil (San Gallo), Röthenbach im Emmental (Berna), Moudon (Vaud), Stans (Nidvaldo), Bellach (Soletta), Santa Maria (nella Valle Monastero, nei Grigioni), Biasca (Ticino), Pratteln (Basilea) e Couvet (Neuchâtel).