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PROF. DAVIDE ROSSI (…) Materiale e simbolico concorrono così a scardinare la farsesca alternanza tra forze liberali di centro-destra e di centro-sinistra, mettendo sotto scacco quel liberalismo che uscito distrutto dalla ferita epocale della Grande Guerra, da cui erano scaturiti un nuovo mondo e ordini politici inauditi, quelli che la critica liberale definisce sbrigativamente come totalitarismi, mentre rappresentano da un lato l’affermazione delle masse per secoli oppresse attraverso il socialismo e dall’altro il contenimento di quelle istanze espresse dalle masse con il compromesso tra le borghesie e i fascismi.
Il liberalismo si presentato poi vincitore in Occidente alla fine del secondo conflitto mondiale, quindi su tutta la terra dopo la fine della Guerra Fredda, non aveva fatto i conti con l’emergere di una nuova istanza di carattere multipolare che nasceva da nazioni più capaci di esprimere una efficace capacità di sintesi tra richieste popolari e livello decisionale e socialmente giuste, come la Cina socialista, la Russia di Putin, il Venezuela bolivariano e l’Iran della Rivoluzione islamica.
Si è scoperto così che la storia non è finita, ma è a pieno titolo entrata nella guerra successiva a quella Fredda, la guerra attualmente in corso, uno scontro mediatico ed economico che vede contrapposto l’Occidente contro le nazioni sopracitate, volte alla costruzione di un mondo multipolare e di pace, nel quale, secondo le indicazioni del pensiero cinese, solo nella crescita e nel benessere di tutti, nessuno escluso, sta il benessere di ciascuno, una visione diametralmente opposta al furto delle materie prime energetiche e alimentari praticato dall’Occidente, che poi maschera sotto la bandiera liberale della libertà il motivo delle diseguaglianze.
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Il professor Davide Rossi, che frequenta il Ticino e conosciamo personalmente, è un pensatore comunista tutto d’un pezzo. Oratore dotato e accattivante, autore di numerose opere, dedica la sua vita alla propaganda dell’ideale marxista.
La presente citazione è tratta da un suo lungo post. Da un lato bisogna sottolineare che il discorso di Rossi è fortemente impregnato di Utopia; d’altro canto la sua polemica contro il cosiddetto “Occidente” prende forza e ha successo, perché stigmatizza un mondo decadente dove larghe fasce della popolazione sono preda di un incretinimento programmato.