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Quando sono sotto lo sguardo altrui, in una situazione sociale, mi sento angosciato.
Di entrare in un ufficio, e di dover domandare quanto mi serve. Di trovarmi in banca, e di dover firmare un documento sotto gli occhi di un funzionario.
Di trovarmi in un ristorante, e di dover chiedere la carta, o il conto.
Di essere interrogato a scuola, anche se so bene la lezione.
Di dovermi esprimere in un gruppo di lavoro. Se entro in un ambiente dove ci sono altre persone, mi sento osservato: mi pare che tutti gli sguardi si rivolgano verso di me, e mi scrutino in modo sgradevole.
Mi spaventa sentirmi giudicato da altre persone, e mi sento come imbarazzato, come se avessi vergogna.
Mi sento molto intimorito e insicuro tra la gente.
Queste difficoltà mi rendono difficile la vita quotidiana, come girare in luoghi pubblici, o avere a che fare con la gente sul lavoro o a scuola.
A scuola avevo una continua paura di essere interrogato, anche quando la risposta la sapevo. Una volta cominciato a lavorare, sopportavo malissimo di incontrarmi con il mio capo e con i colleghi. Non potevo neppure andare a mangiare con i miei colleghi. Mi immaginavo che mi avrebbero squadrato e giudicato, e mi chiedevo che cosa non andasse in me. Il mio cuore batteva all’impazzata, e sudavo abbondantemente ad ogni incontro professionale.
Più si avvicinava l’avvenimento che temevo, peggio stavo. Talvolta non potevo dormire o mangiare per giorni prima di un avvenimento