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Prima nazionale
Pointless
ideazione e coreografia di Jeroen Verbruggen
Momentum
ideazione e coreografia di Emio Greco e Pieter C. Scholten
Le punte rappresentano l’espressione della massima perfezione nell’evoluzione della danza classica? Se è così, siamo giunti al termine di questa evoluzione? Sicuramente no.
Il lavoro sulle punte rappresenta ben più di una prodezza tecnica, necessita anni di studio e richiede uno sforzo continuo per averne padronanza. Inventata originariamente per innalzare i danzatori dal suolo, la tecnica crea l’illusione dell’assenza di gravità e avvicina i danzatori al cielo, alle stelle, a Dio… mostra che si può volare sfidando la forza di gravità. Questi tentativi sono ovviamente delle finzioni, e dimostrano che l’uomo può sfuggire alla ragione preferendo la logica emotiva alla realtà.
Su questa comune visione si basano le due pièce di questo programma, che include una creazione di Emio Greco e Pieter C. Scholten e una di Jeroen Verbruggen. Ciascun coreografo utilizza il proprio vocabolario creando relazioni tra punti di vista apparentemente contradditori nelle due creazioni, le quali si trovano al limite tra danza contemporanea e classica, e potrebbero essere definite come balletto contemporaneo.
L’uso delle punte in frasi coreografiche strettamente contemporanee induce i coreografi, da un lato, a ripensare alle loro intenzioni e ai loro dogmi visivi, e dall’altro incita i danzatori a rivedere la propria preparazione tecnica per ottenere l’effetto visivo voluto e il giusto impatto emotivo.
Il programma non trova ispirazione nella forma o nell’allure delle punte, ma nell’espressione di un dialogo interiore per comprendere in che modo, oggi, l’uso delle punte possa essere un prolungamento pertinente del balletto contemporaneo.