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Chiesa di San Vigilio
Separata dalla matrice diventata Parrocchia nel 1463, la Chiesa di Gandria è dedicata a San Vigilio, vescovo di Trento, martire cristiano. Sembra che la devozione al santo sia introdotta nel secolo XII dai gandriesi ingaggiati nella costruzione del Duomo di Trento, lavori diretti da Adamo da Arogno.
Come spiega Plinio Grossi in Gandria, sebbene sia impossibile risalire alla data di costruzione della matrice originale, sono conservati, sul lato meridionale della chiesa, "i resti di una muratura di forma medievale, con lesene ed una serie di archetti di stile gotico che posano su disadorne mensolette", il tutto accostato alla costruzione più recente, in stile barocco.
L'interno
Non appena sorta, la Chiesa è di umile costruzione, non è costituita che da una lunga navata, da due cappelle disadorne, una delle quali - quella di destra - dedicata alla Madonna del Rosario e, in fondo alla chiesa, dalla cappelletta con il Battistero. Per quanto semplice fosse, la Chiesa gode ancora della presenza del Trittico, l'Ancona di Gandria, ora al Museo nazionale svizzero di Zurigo.
Nei secoli seguenti vengono aggiunte quattro cappelle due di esse, quella di San Carlo e quella di San Giovanni Evangelista, costruite all'inizio del secolo XVII. Nel contempo, la cappella non ancora dedicata diventa la Cappella della Beata Vergine del Rosario accoglie la statua lignea della Madonna scolpita da Antonio Pino.
Nella seconda metà del secolo vengono costruite anche le due cappelle restanti, quella di San Antonio (1677-1678) e quella di San Giuseppe (1685). Proprio nel 1685, il pittore Carlone da Rovio si dedica alla decorazione della chiesa di San Vigilio e di quella di San Antonio, poste l'una di fronte all'altra.
Nel 1674 il coro della chiesa viene rialzato. L'anno seguente vengono costruiti la balaustra e i tre scalini di marmo dell'altare maggiore. Nel 1679, Giovanni Pietro Giorgioli di Meride è incaricato di fare il nuovo tabernacolo, successivamente, nel 1688, scolpisce quattro busti di santi.
Nel secolo XVIII la Chiesa parrocchiale di Gandria è praticamente terminata. Con il rimpatrio dei fratelli Vigilio e Pietro Rabaglio, architetti e stuccatori, si può intraprendere il progetto del coro, concluso nel 1777. Seguirà, entro la fine del 1784 l'innalzamento del tetto e della volta.
Secondo l'interpretazione di Bruno Bordoni negli atti della Vicinanza trovati nell'Archivio parrocchiale, il grande quadro a olio, situato sopra l'altare maggiore e raffigurante il martirio di San Vigilio, risalente al 1785, è opera dei fratelli Giuseppe e Antonio Torricelli. In Opere dei pittori luganesi Torricelli a Gandria, articolo apparso sul Bollettino Storico della Svizzera Italiana nel 1967, Bruno Bordoni afferma che anche l'affresco sulla volta della Chiesa parrocchiale è opera di Giuseppe Torricelli, così come il Battesimo di Gesù, nella seconda cappella a destra, e l'Immacolata, dipinta sulla porticina del tabernacolo nella Cappella di Sant'Antonio da Padova.
La facciata
Nel 1867, anno in cui viene rifatta la pavimentazione, viene decisa la ricostruzione della facciata. Il progetto viene affidato all'ingegnere Francesco Banchini di Neggio. Comprendeva la demolizione dell'Ossario; la lavorazione della pietra di Saltrio da parte del marmista Giacomo Pinardi; la realizzazione di due statue in pietra raffiguranti San Vigilio e la Beata Vergine Immacolata, da parte dello scultore Girolamo Buzzi di Viggiù e quattro figure di santi da affrescare negli appositi vani. Purtroppo, oggi non v'è traccia alcuna di tali affreschi, come del resto non si hanno notizie certe dell'aspetto della facciata prima della ricostruzione.
Il campanile
Alto 25 metri, di pietra, in stile tardo romanico, simile alla torre di una fortezza, il campanile della Chiesa di San Vigilio - secondo un'iscrizione incisa sulla porticina ad arco a tutto sesto, nel basamento a sud - sembra risalire al 25 gennaio 1525. Ma una porta ora murata, identica a quella menzionata, sembrerebbe conducesse, tramite un gradino ascendente, alla Chiesa, il cui pavimento doveva essere, allora, ben un metro più alto di quello attuale. Si presume, infatti, che nel 1463, Gandria fosse dotata di una Chiesa con campanile, sui cui resti è stata edificata la Chiesa di San Vigilio.
Nel 1615 viene posata la prima campana; nel 1683 la seconda. Il 7 marzo 1790, la torre è dotata pure di un orologio. Cinque anni dopo, il 19 marzo 1795, Giuseppe Bizzozzero viene incaricato di fondere le due campane, ma nel 1890 le campane vengono nuovamente rifuse e, alle due preesistenti, ne sono aggiunte tre. Per far posto alle nuove campane, il campanile viene modificato: è così che scompaiono le "finestre ad arco rotondo, accoppiate nella mezza colonnetta d'ordine toscano, poggiate su un elegante e candido capitello".
Informazioni tratte da: Plinio Grossi, Gandria, Edizioni San Giorgio Muzzano 1984