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Caso 561 del 01/04/2024
Quando l’ARP perde la competenza a favore del Giudice?
In una sentenza del 17 agosto 2023 il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:
Di principio l’ARP conclude i procedimenti in corso al momento dell’avvio del procedimento giudiziario. Ai sensi dell’art. 298b cpv. 3 CC e dell’art. 298d cpv. 3 CC, la competenza dell’ARP cessa tuttavia solo con l’”azione”, o meglio la “petizione” e non con la sola presentazione dell’istanza di conciliazione relativamente agli aspetti alimentari.
Nota a cura dell'avv. Alberto F. Forni
La coppia non sposata ha un figlio nato il 28 dicembre 2016. Il bambino vive con la madre, con autorità parentale esclusiva. Il padre si è rivolto all’Autorità Regionale di Protezione (in seguito ARP) il 26 agosto 2021 chiedendo di esercitare congiuntamente con la madre l’autorità parentale sul figlio. Il 18 ottobre 2022 la madre si è rivolta al giudice con l’obbligatoria istanza di conciliazione chiedendo anche la regolamentazione degli aspetti relazionali e alimentari. Nel frattempo, con decisione 20 ottobre 2022, l’ARP ha assegnato ad entrambi i genitori l’autorità parentale. La madre ha impugnato la decisione dapprima al Tribunale cantonale superiore ed in seguito al Tribunale federale. La ricorrente solleva la censura secondo cui l’ARP non sarebbe più stata competente quando ha preso la sua decisione il 20 ottobre 2022 in considerazione dell’istanza di conciliazione presentata al Giudice il 18 ottobre 2022.
Se i genitori non sono sposati tra loro, l’ARP è generalmente competente per decidere sull'affidamento dei figli. Resta riservato il diritto di adire il tribunale competente per il pagamento degli alimenti o per la modifica del contributo alimentare; in questo caso, il tribunale decide anche sull'affidamento dei figli e su altre questioni relative ai figli (art. 298b cpv. 3 CC e art. 298d cpv. 3 CC). Ai sensi dell'art. 197 CPC, la procedura decisionale è preceduta da un tentativo di conciliazione presso un'autorità di conciliazione. La procedura di conciliazione non ha luogo nelle cause sul mantenimento e sulle altre questioni riguardanti i figli, se uno dei genitori si è rivolto all’ARP prima che fosse promossa la causa davanti al Giudice (art. 198 lett. b bis). Secondo l'ordinamento giuridico, l'autorità di protezione dei minori può approvare gli accordi di mantenimento dei genitori (Art. 134 cpv. 3 CC e art. 287 cpv. 1 CC), ma non può prendere decisioni se questo ambito risulta controverso. Se il Giudice si occupa della questione degli alimenti, decide anche in merito alle questioni di affidamento e le altre questioni relative ai figli nel senso di una delega di autorità. L'autorità decisionale dell’ARP nei procedimenti in corso è quindi derogata solo in relazione alle richieste di alimenti e pertanto solo in casi eccezionali. Il principio è che l’ARP conclude i procedimenti in corso al momento dell'avvio del procedimento giudiziario (DTF 145 III 436, consid. 4). Ai sensi dell'art. 298b cpv. 3 CC e dell'art. 298d cpv. 3 CC, la competenza dell’ARP cessa solo con l’"azione", o meglio la “petizione”. La petizione (art. 220 CPC) è lo strumento utilizzato per avviare il procedimento ordinario, ossia la procedura decisionale, e per stabilire il rapporto giuridico processuale tra le parti e tra le parti e il tribunale (ERIC PAHUD, in: Brunner/Gasser/Schwander, ZPO Schweizerische Zivilprozessordnung, Kommentar, 2a ed., 2016, N 1 ad Art. 220 ZPO). Secondo il testo della legge, quindi, la competenza del Tribunale non è già stabilita al momento della presentazione dell’istanza di conciliazione, ma solo al momento della presentazione della petizione (cfr. anche SAMUEL ZOGG, Selbständige Unterhaltsklagen mit Annexentscheid über die weiteren Kinderbelange - verfahrensrechtliche Fragen, in: FamPra.ch 2019 pag. 4).
Secondo il Tribunale federale ZOGG sottolinea giustamente che una parte potrebbe anche rinunciare al diritto di intentare l’azione se non è stato raggiunto un accordo nella procedura di conciliazione (ZOGG, loc. cit.). Se la competenza dell’ARP venisse meno con la sola presentazione di una istanza di conciliazione, un genitore avrebbe il potere di vanificare una decisione dell’ARP semplicemente avviando una procedura di conciliazione (senza poi proseguirla), soprattutto se il mantenimento dei figli non è ancora stato oggetto di discussione presso l’ARP, come nel caso in questione. Alla luce di quanto sopra, nel caso di specie, in cui l’ARP non si è occupata degli aspetti alimentari, ma solo della controversia sull'affidamento e di altre questioni relative ai minori, non vi è alcun motivo per basare la competenza sugli art. 298b cpv. 3 CC e sull'art. 298d cpv. 3 CC, tenuto conto della sola presentazione dell’istanza di conciliazione del 18 ottobre 2022. Questo risultato è anche in linea con il principio già menzionato, secondo cui l’ARP conclude i procedimenti in corso al momento dell'avvio del procedimento giudiziario.
Nel caso concreto il Giudice di primo grado ha quindi giustamente concluso che la competenza dell’ARP cessa solo quando l'azione (petizione) viene presentata al Giudice che si occupa degli aspetti alimentari. Per questo motivo il ricorso della madre è stato respinto.
Nota: con l’entrata in vigore del nuovo art. 198 let b bis CPC al 01.01.2025 la procedura di conciliazione non avrà più luogo per le azioni di mantenimento, per cui la questione che si è posta nel caso concreto sarà superata.
Data modifica: 01/04/2024