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Malgrado la bonifica tra il 2002 e il 2003, nelle acque sotterranee del sito, in cui operava una ditta decenni fa, sono finite tracce di cromo esavalente
Un credito netto di 11,125 milioni di franchi e l’autorizzazione a spendere altri 18,54 milioni, per risanare il sito contaminato "ex Galvachrom/ex Tugir" del Comune di Monteceneri. Sono queste, in estrema sintesi, le cifre contenute nel messaggio che il Consiglio di Stato sottoporrà al Gran Consiglio in una delle prossime sedute.
Tocca infatti al Cantone assumersi le spese della bonifica, siccome "il perturbatore per comportamento", come scrive il governo cantonale nel messaggio, non essendo più reperibile, non può essere chiamato in causa. Stiamo parlando della Galvachrom Sa è stata attiva industrialmente dal 1948 al 1958, producendo, in questo periodo, sali di acido cromico (e forse anche acido cromico), ricavati dalla cromite, importata tramite ferrovia dalla Turchia. La società venne radiata dal Registro di commercio nel 1967.
Delle quantità di cromo esavalente, continua il messaggio, nel corso degli anni sono finite nelle acque sotterranee e superficiali, contaminandole. Una prima bonifica del sito è avvenuta nel periodo tra il 2002 e il 2003, sulla base della decisione di risanamento del Consiglio di Stato del 2001. I costi vennero addossati interamente alle Ffs. Grazie a tale intervento furono rimossi 5’000 metri cubi di materiale inquinato (rifiuti edili e materiale di scavo) contenenti una tonnellata di cromo esavalente.
Dai successivi monitoraggi delle acque di falda risultò, però, che sussisteva ancora un "dilavamento importante di cromo nelle acque, rendendo di fatto necessaria una nuova bonifica". Così, visto che i fondi sono di proprietà delle Ffs, "queste ultime sono le più idonee a eseguire i provvedimenti e sono in grado di provvedere a queste misure. Saranno le Ffs a eseguire il risanamento anticipando i costi. La spesa totale è di circa 26 milioni di franchi. Di questi, 11,5 sono a carico del Cantone, 7,9 a carico delle Ffs e i restanti 7,4 milioni saranno coperti dal contributo federale tramite il fondo per il risanamento dei siti contaminati.