Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/217901

<h2>SubmittedText<h2><p>Quando un agricoltore cessa la sua attività lucrativa, può decidere di mantenere interamente o in parte la sua fattoria situata in una zona edificabile per viverci con la famiglia oppure affidarla ai figli. Tuttavia, in entrambi i casi, l'agricoltore è attualmente confrontato con una doppia penalizzazione: d'un canto, deve cessare la sua attività economica, dall'altro, l'autorità fiscale tassa il valore venale dell'immobile sul reddito dell'agricoltore, considerandolo un utile. Il Consiglio federale deve porre rimedio a questa prassi che ha gravi conseguenze finanziarie per le famiglie contadine interessate.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Se i lavoratori indipendenti cessano la loro attività lucrativa dopo il compimento dei 55 anni o per incapacità di esercitare tale attività in seguito a invalidità, le riserve occulte realizzate nel corso degli ultimi due esercizi sono sommate e imposte congiuntamente, ma separatamente dagli altri redditi, a un'aliquota ridotta. Se, dopo la cessazione della loro attività, gli agricoltori trasferiscono fondi dalla sostanza commerciale nella sostanza privata, in linea di principio l'utile derivante dall'aumento di valore è imponibile, poiché a fini fiscali il trasferimento è equiparato a un'alienazione.</p><p>Su domanda del contribuente, in caso di trasferimento di fondi dalla sostanza commerciale nella sostanza privata l'imposizione dell'utile derivante dall'aumento di valore è differita (cfr. circolare AFC n. 26, n. marg. 2.1 e circolare AFC n. 38, allegato 2). In questi casi è imposta solo la differenza fra il valore determinante ai fini dell'imposta sul reddito e i costi d'investimento (ammortamenti recuperati) al momento della cessazione dell'attività.</p><p>Nel caso di un differimento, l'utile derivante dall'aumento di valore è quindi imposto solo quando l'agricoltore aliena il fondo a terzi, ovvero quando riceve una controprestazione finanziaria. Il Consiglio federale ritiene che questa regolamentazione sia appropriata e di conseguenza non ravvisa alcuna necessità di intervento.</p><p>Nella mozione 12.3172 "Imposizione di fondi agricoli e silvicoli" era stata domandata una modifica della legislazione fiscale: Leo Müller aveva chiesto che gli utili derivanti da tutti i fondi agricoli e silvicoli detenuti nella sostanza commerciale fossero assoggettati all'imposta sul reddito soltanto fino a concorrenza delle spese di investimento. Aveva inoltre proposto che l'utile derivante dall'aumento di valore fosse esentato dall'imposta federale diretta e assoggettato all'imposta cantonale sugli utili da sostanza immobiliare. Questa modifica sarebbe stata applicabile anche in caso di cessazione dell'attività commerciale.</p><p>Il Consiglio federale ha attuato la suddetta mozione con il disegno di legge federale sull'imposizione di fondi agricoli e silvicoli (16.031). Il progetto è poi stato abbandonato perché le due Camere non sono entrate nel merito a causa di dubbi sulla costituzionalità e di considerazioni politico-finanziarie.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.