Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/94778

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di chiedere alle imprese della Confederazione di partecipare al dialogo sulla parità salariale fra donna e uomo. I datori di lavoro delle singole aziende devono sottoscrivere accordi con le rispettive associazioni del personale nel contesto del dialogo sulla parità salariale. Gli accordi stabiliscono le modalità in base alle quali esaminare il sistema di retribuzione per identificare eventuali discriminazioni salariali nonché le misure da adottare per eliminare tali discriminazioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In virtù della Costituzione federale, il governo ha già espresso a più riprese la sua fedeltà al principio "salario uguale per un lavoro di uguale valore". Questa regola costituisce il cardine della politica salariale della Confederazione.</p><p>Oltre alla legge federale del 24 marzo 1995 sulla parità dei sessi (LPar), che vieta segnatamente tutte le discriminazioni in materia di retribuzione, le più grandi imprese della Confederazione sottostanno alla legge sul personale federale del 24 marzo 2000, che prevede l'attuazione di misure adeguate per garantire le stesse opportunità alle donne e agli uomini e la loro parità di trattamento.</p><p>Con riferimento agli istituti e alle imprese della Confederazione, il Consiglio federale non interviene nella loro organizzazione del lavoro, poiché essi sono competenti per adottare misure adeguate. Inoltre, presentano notevoli differenze per quanto riguarda le opportunità offerte al Consiglio federale di esercitare un'influenza a livello di direzione d'impresa e di politica del personale. In virtù della loro situazione giuridica, alcune di queste imprese gli forniscono annualmente rapporti sull'attuazione della politica del personale, in particolare riguardo ai progressi compiuti nell'applicazione del principio della parità dei sessi. Altre imprese non sono invece tenute a trasmettere al Consiglio federale rapporti sui loro obiettivi in materia di politica del personale.</p><p>Considerata la specificità della situazione giuridica di ciascuno di questi organi della Confederazione, il Consiglio federale non può esigere la loro partecipazione al "dialogo sulla parità salariale". Tuttavia, essendo convinto che la concretizzazione della parità salariale garantita dalla LPar faccia parte della cultura d'impresa degli istituti e delle imprese della Confederazione, esso li incoraggia a partecipare al dialogo e sostiene i loro sforzi, al pari di quelli compiuti dall'economia privata, per realizzare infine la parità salariale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.