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Il gruppo UDC si è riunito a Berna per preparare la sessione estiva delle Camere federali. Le cifre della disoccupazione pubblicate ieri hanno fortemente preoccupato i parlamentari UDC. La disoccupazione non cessa infatti d’aumentare in Svizzera. Essa raggiunge quasi il 10% fra gli stranieri, mentre che l’immigrazione resta a un livello elevato. È una ragione in più per applicare rapidamente l’articolo costituzionale sulla gestione e la limitazione dell’immigrazione, che popolo e cantoni hanno0 approvato. Il gruppo invita inoltre il Consiglio degli Stati a rispettare la Costituzione federale esaminando il progetto dell’estensione della libera circolazione delle persone alla Croazia. Questa misura è infatti esclusa dalle norme costituzionali in vigore.
Avendo il Consiglio federale e il Consiglio nazionale accettato, semplicemente e contro la volontà dell’UDC, l’estensione della libera circolazione delle persone alla Croazia, la Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati sembra avere dei dubbi riguardo a questa decisione. La situazione è chiara: un’estensione della libera circolazione delle persone viola in maniera stridente l’articolo costituzionale sulla gestione e la limitazione dell’immigrazione che popolo e cantoni hanno approvato. L’UDC invita il Consiglio degli Stati a dar prova di rigore e a rispettare la Costituzione federale. La noncuranza che il Consiglio federale e il Consiglio nazionale manifestano nei confronti dello Stato di diritto svizzero non può essere accettata.
Non statalizzare i bambini e gli adolescenti
L’iniziativa parlamentare esigente una base costituzionale per una legge sulla promozione e la protezione dell’infanzia e della gioventù, mira a dare al Consiglio federale la competenza costituzionale per emanare delle prescrizioni supplementari volte a incoraggiare e proteggere l’infanzia e la gioventù. Non esiste tuttavia alcuna necessità di agire a questo livello. Le basi legali in vigore sono sufficienti. Per la promozione e la protezione dell’infanzia e della gioventù, la Confederazione ha speso nel 2013 un importo stimato circa 100 milioni di franchi nei settori di G+S, dei programmi UE per la gioventù, come pure per la protezione e la promozione della gioventù. Entrata in vigore nel 2013, la Legge federale sulla promozione delle attività extrascolastiche di fanciulli e giovani (LPAG) permette al Consiglio federale di reagire a ulteriori necessità. Le spese dei cantoni per la famiglia, la gioventù, lo sport, la cultura e il tempo libero, sono stimate circa un miliardo di franchi l’anno. Infine, il volume del lavoro benevolo effettuato in particolare nelle associazioni e nelle società giovanili, dimostra l’importanza del contributo che la società apporta in questo settore. La Confederazione deve quindi dar prova di moderazione legiferando in politica dell’infanzia e della gioventù. Da cui la logica conclusione del gruppo UDC: lo Stato deve smetterla d’immischiarsi in questo settore.
UDC Svizzera