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Da quando, quattro anni fa, è stato introdotto il monitoraggio sistematico degli allontanamenti forzati sono stati fatti progressi per quanto riguarda il trattamento riservato ai rimpatriati e l'applicazione delle misure coercitive.
Lo afferma la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT), che ha tracciato un bilancio su 43 trasferimenti all'aeroporto e 53 rinvii coatti per via aerea monitorati tra maggio 2015 e aprile 2016.
"Ciò nonostante - si legge in un comunicato - la CNPT continua a ritenere che l'impiego sistematico dell'immobilizzazione parziale nei voli speciali nazionali sia inadeguato, visto che la prassi nei voli UE è meno severa".
Nel periodo in esame la Commissione afferma di aver nuovamente riscontrato diversi casi in cui i membri di una famiglia sono stati rimpatriati separatamente perché un suo componente era stato dichiarato non idoneo al volo. In un caso due minori sono stati rimpatriati nel loro Paese d'origine accompagnati solo dal nonno, senza i genitori latitanti.
La CNPT lamenta anche che si continui a ricorrere alla prassi dell'immobilizzazione, parziale o integrale, dei genitori in presenza dei figli. Raccomanda quindi alle autorità di tenere dovutamente conto degli interessi dei minorenni nell'esecuzione degli allontanamenti.
Nel complesso la Commissione reputa che nel periodo in rassegna l'applicazione delle misure coercitive abbia interessato solo i rimpatriati che hanno opposto forte resistenza.
SDA-ATS