Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01288.jsonl.gz/145

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
NEW DELHI - Come nel film "Avatar" di David Cameron, una piccola tribù dell'India è riuscita a sconfiggere una compagnia mineraria che voleva distruggere la sua "montagna sacra".
Su proposta di un comitato di esperti, il ministero dell'Ambiente indiano ha respinto oggi il progetto del colosso Vedanta di estrarre bauxite in un distretto orientale dell'Orissa, dove vivono alcune comunità tribali, perché viola una legge sulle foreste e i diritti umani delle popolazioni indigene.
La decisione è stata salutata con soddisfazione dalle organizzazioni ambientaliste come Survival International, che aveva lanciato una campagna mondiale a favore dei Dongra, la tribù che - come gli umanoidi "Nàvi" del film - si è opposta all'invasione del proprio territorio e ha rivolto anche un appello al regista Cameron.
L'iniziativa mineraria era stata sostenuta e approvata anche dallo stato dell'Orissa (dove è al potere l'opposizione del BJP), regione ricca di risorse minerarie ancora da sfruttare. Con il suo "no" odierno, il governo indiano, guidato dal partito del Congresso, ha dimostrato di privilegiare i diritti dei singoli su quelli della grande industria, anche se ciò significa perdere investimenti necessari per lo sviluppo economico.
Secondo il rapporto della commissione guidata dall'esperto Narish Chandra Saxena, la miniera a cielo aperto di bauxite (da cui si estrae l'alluminio) danneggia l'ambiente e compromette la stessa sopravvivenza delle comunità locali.
A nulla è servita l'azione di lobby di Vedanta, gruppo da 7,9 miliardi di dollari con base a Londra e appartenente al miliardario indiano Anil Agarwal, per convincere i "popoli delle foreste" ad accettare l'impresa, che avrebbe portato posti di lavoro e progresso.
Il ministero guidato da Ramesh Jairam, diventato ora un beniamino degli ambientalisti indiani, ha anche accusato le autorità locali di "collusione" con il colosso minerario. Il progetto era stato promosso da Sterlite, filiale indiana di Vedanta, sulle colline di Nyamgiri, nel remoto distretto di Kalahandi. Aveva ricevuto l'OK dalla Corte Suprema due anni fa.
In attesa del via libera governativo c'è anche un altro progetto per un'acciaieria della società sudcoreana Posco, anche questo fortemente contestato dalla popolazione locale. Valutato in 12 miliardi di dollari, si tratta di uno degli investimenti esteri più grandi per l'India.
Secondo Survival International, i Dongria Kondh contano circa 8000 persone e sono una delle tribù indiane più isolate. Vivono alle pendici delle colline Niyamgiri, un'area coperta di dense foreste e con una ricca varietà di fauna e flora. La comunità si considera la "protettrice" della montagna sacra e dei fiumi che scendono dai suoi fianchi.
"L'era in cui le compagnie minerarie potevano permettersi di distruggere impunemente tutti coloro che si trovavano sulla loro strada sta fortunatamente per concludersi", ha commentato il direttore generale Stephen Corry in un comunicato.
SDA-ATS