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AARAU - 25.000 franchi di aiuto sociale al mese per una madre e i suoi quattro figli. E' questa la cifra fornita dalla Aargauer Zeitung riguardante il caso di una famiglia eritrea che sta facendo discutere in Argovia, ma non solo.
I cinque componenti eritrei, marito, moglie e quattro figli, vivono in Svizzera da quattro anni e la loro richiesta di asilo è stata accettata definitivamente.
La famiglia proveniente dall'ex colonia italiana, risiedeva ad Aarburg, ma ora non più. Il padre di famiglia picchiava la moglie e i suoi quattro figli. Una situazione che ha costretto la donna e i quattro minorenni a trovare rifugio in una casa protetta per donne e bambini maltrattati. Una permanenza che costa 25mila franchi al mese, ossia 5.000 franchi a testa.
Per quattro anni è stato il Canton Argovia a finanziare i costi di mantenimento, mentre presto sarà il Comune di Aarburg che dovrà accollarsi i costi di assistenza. Una situazione difficile per il comune argoviese che ha un alto tasso di persone beneficiarie dell'aiuto assistenziale. Se a livello cantonale la media è del 2,1%, ad Aarburg il tasso 5,9%.
Secondo Bircher questa situazione è dovuta al fatto che gli affitti relativamente bassi nel comune argoviese hanno attirato un importante numero di richiedenti asilo che beneficiano dell'aiuto sociale.
Bircher ritiene che la consistenza dell'aiuto sociale debba essere rivista e limitata. La consigliera comunale vorrebbe che, in futuro, venisse impedito che il denaro ottenuto dall'aiuto sociale venga trasferito in Patria con le rimesse.
La Consigliera nazionale PS, Yvonne Feri, ritiene invece necessario risolvere i problemi dei cittadini in difficoltà, non ha importanza se svizzeri o stranieri, attraverso un aiuto assistenziale fatto in modo professionale. Secondo Feri soltanto in questo modo si può evitare che queste persone restino dipendenti ancora più a lungo dagli aiuti assistenziali.