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A due mesi dal voto del 6 giugno, la questione dell'armamento dei soldati svizzeri in missione all'estero, trova consensi nella maggioranza della popolazione. Lo dice un sondaggio della DRS, secondo il quale sarebbe invece respinta l'istruzione militare con partner stranieri.Questo contenuto è stato pubblicato il 13 aprile 2001 - 16:30
Se si votasse ora, l'invio all'estero di soldati armati verrebbe accettato dalla maggioranza degli elettori. Infatti, secondo un sondaggio reso noto giovedì sera dalla radio-televisione della Svizzera tedesca DRS, che lo ha commissionato all'istituto GfS, circa la metà delle 1'205 persone interrogate in tutta la Svizzera si sono espresse per le armi di autodifesa dei soldati in missione all'estero. Contrari sono il 39 per cento degli interrogati, mentre gli indecisi o i senza opinione sono l'11 per cento.
I ticinesi sono molto più tiepidi sull'argomento: dal sondaggio risulta che nel nostro cantone gli avversari costituiscono il 49 per cento degli elettori, e sono più numerosi dei fautori del progetto, che raccoglierebbe soltanto il 39 percento dei voti.
Per quanto riguarda infine l'istruzione militare con partner stranieri, la maggioranza degli svizzeri è contraria alla proposta.
swissinfo e agenzie
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