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Rilevare l'età e il sesso dei votanti in tutti i cantoni: è la soluzione proposta dalla presidente della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio Nazionale Cesla Amarelle dopo gli errori di calcolo dell'analisi VOX riguardo alla partecipazione dei giovani alla votazione del 9 febbraio sull'iniziativa UDC "Contro l'immigrazione di massa". Sul tema si sono espressi anche altri politici.
La soluzione potrebbe venire da un'armonizzazione della pratica in tutta la Svizzera. "Ogni persona dovrebbe indicare sulla sua scheda l'età e il sesso", avanza la consigliera nazionale Cesla Amarelle (PS/VD), "Il modello ginevrino funziona in modo simile". "I votanti riempiono una carta di voto sulla quale indicano la loro data di nascita", precisa Pascal Sciarini, autore principale dell'analisi dell'ultima votazione per conto dell'istituto gfs. berna diretto da Claude Longchamp.
"Ma l'anonimato deve essere garantito", avverte Amarelle. Ciò rappresenta una sfida "poiché in alcuni piccoli villaggi" gli impiegati comunali potrebbero immediatamente "sapere chi ha votato cosa, in base all'indicazione dell'età".
Di opinione simile, la consigliera nazionale Aline Trede (Verdi/BE) annuncia di voler depositare una mozione in occasione della sessione straordinaria della Camera del popolo in maggio. "L'idea è di modificare la legge sui diritti politici al fine di stabilire un registro nazionale, gestito dall'Ufficio federale di statistica (UST)".
Rilevare questi dati comporterebbe tuttavia un sovraccarico di lavoro e quindi costi ingenti, avverte il presidente dell'associazione dei comuni svizzeri Hannes Germann. "Se la Confederazione vuole una tale statistica, non ho nulla in contrario. Ma dovrà assumersene le spese", sostiene il presidente del consiglio degli Stati (UDC/SH).
SDA-ATS