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Dell'UE Berna attua il decimo pacchetto di sanzioni contro la Russia
Il Consiglio federale ha adottato oggi ulteriori sanzioni contro la Russia, aderendo alle ultime misure emanate dall'Unione Europea nel suo decimo pacchetto. I provvedimenti sono entrati in vigore alle 20.00.
L'Ue ha emanato queste sanzioni il 25 febbraio. Il 1. marzo, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha modificato l'allegato corrispondente di sua competenza e approvato l'estensione delle sanzioni svizzere ad altre 120 persone ed organizzazioni, ricorda un comunicato diramato in prima serata dall'esecutivo.
A decorrere da oggi il Consiglio federale adotta le restanti misure del decimo pacchetto, che comprendono modifiche agli obblighi di notifica in ambito finanziario, ma anche il divieto per i cittadini russi di esercitare funzioni negli organi direttivi dei proprietari o degli operatori di infrastrutture critiche, oltre che inasprimenti delle misure in ambito commerciale.
Esenzioni umanitarie
Nello specifico, questi ultimi prevedono nuovi controlli e limitazioni per l'esportazione di diversi beni, tra cui beni a duplice impiego, beni per il rafforzamento militare e tecnologico o per lo sviluppo del settore della difesa e della sicurezza, beni che contribuiscono al rafforzamento dell'industria russa e beni per l'aviazione e l'industria spaziale. L'importazione di beni economicamente rilevanti per la Russia viene inoltre ulteriormente limitata.
È stato inoltre introdotto un adeguamento per quanto riguarda le esenzioni a scopi umanitari. Dopo aver deciso, lo scorso 3 marzo, di facilitare le attività umanitarie in Siria, il Consiglio federale ha ora concesso un'esenzione a scopi umanitari in relazione con la fornitura di determinate prestazioni a organizzazioni russe. L'esenzione si applica alle attività svolte da organismi pubblici svizzeri o da organizzazioni che ricevono contributi della Confederazione per le loro attività umanitarie.
Interessi specifici dell'economia svizzera
Il Consiglio federale crea inoltre la possibilità di autorizzare in singoli casi la messa a disposizione di averi o di risorse finanziarie a persone fisiche, imprese od organizzazioni se si tratta di tutelare interessi svizzeri.
Ciò si è reso necessario per evitare che le partecipazioni delle due società svizzere Sulzer e medmix AG finissero in mano a due banche russe sanzionate. In seguito alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti a Viktor Vekselberg nel 2018 e alle sanzioni emanate dalla Svizzera nei confronti delle due banche russe, Tiwel Holding (azionista di maggioranza di Sulzer e medmix detenuta dallo stesso Vekselberg) non poteva più onorare il prestito concesso dagli istituti di credito russi, presso i quali ha depositato come garanzia le sue quote in Sulzer e in medmix.
Viktor Vekselberg, che è nato in Ucraina, è un miliardario russo che fino a poco tempo fa aveva la residenza Zugo e ha importanti interessi in Svizzera. Considerato vicino al Cremlino, è stato inserito sulla lista delle sanzioni degli Usa nel 2018, in seguito all'annessione russa della Crimea.
Il Consiglio federale ha già sottolineato in passato la sua intenzione di ridurre al minimo le conseguenze economiche indirette delle sanzioni sulle imprese svizzere nell'ambito del quadro giuridico applicabile. Con la decisione odierna impedisce alle banche russe sanzionate di entrare in possesso di grosse partecipazioni in due società svizzere di alta tecnologia.
ns, ats