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Alla fine del 2008 erano 195 i cittadini svizzeri detenuti in prigioni all'estero. Un terzo è stato arrestato per crimini legati agli stupefacenti, come è accaduto qualche giorno fa ad una ragazza 19enne fermata in Perù.
Gli svizzeri che stanno scontando una pena detentiva si trovano in 86 paesi, principalmente in Spagna, Francia, Germania, Olanda, Brasile, Perù e Thailandia.
In questi casi, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si occupa di informare i famigliari e s'impegna a garantire il rispetto dei diritti fondamentali durante la privazione della libertà (ad esempio il diritto a un avvocato difensore e a un traduttore ufficiale).
Il DFAE non può tuttavia far uscire di prigione i cittadini detenuti o influire su un procedimento giudiziario all'estero. Non può neppure adottare provvedimenti che violano le norme giuridiche dello Stato ospite.
Il caso più recente è quello di una giovane svizzera arrestata all'aeroporto di Lima con 3,5 chili di cocaina. La pena detentiva per traffico di droga in Perù è di al minimo cinque anni.
Come indicato da Daniel Graf, portavoce di Amnesty International, le prigioni latinoamericane sono particolarmente sovraffollate. I maltrattamenti e le aggressioni da parte del personale della prigione sono tutt'altro che rari e le condizioni igieniche e l'alimentazione scarse ed insufficienti.