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La maggior parte delle iniziative popolari in Svizzera viene bocciata. Ma quella "contro le retribuzioni abusive" sarà probabilmente un'eccezione. Secondo i sondaggi, anche per gli altri due temi su cui si vota domenica –sulla pianificazione del territorio e la politica familiare – si profila un sì.Questo contenuto è stato pubblicato il 02 marzo 2013 - 17:00
Due settimane prima del giorno della votazione federale sull'iniziativa che vuol lottare contro le rimunerazioni faraoniche dei top manager, l'ammontare dell'accordo è stato svelato: il presidente dimissionario del consiglio di amministrazione della Novartis, il 60enne Daniel Vasella, avrebbe ricevuto una buonuscita di 72 milioni di franchi, in cambio del suo impegno a non lavorare per la concorrenza.
La notizia ha provocato una tale ondata di indignazione popolare, politica e mediatica, che dopo pochi giorni Vasella ha annunciato di rinunciare a quella somma. Un gesto intervenuto anche in seguito alle pressioni dalle cerchie economiche, preoccupate dall'influsso che la collera popolare avrebbe potuto avere sull'imminente votazione sull'iniziativa "contro le retribuzioni abusive".
Ma il danno era ormai stato fatto. Vasella, che per anni è stato il dirigente più pagato della Svizzera, è definitivamente diventato il simbolo di una cultura di gratifiche e stipendi manageriali plurimilionari. Secondo molti osservatori, il "manager arraffa-soldi" per eccellenza avrebbe così spinto gli elettori ancora indecisi nel campo dei sostenitori dell'iniziativa e avrebbe persino indotto parte degli oppositori a cambiare posizione.
Una cosa è certa: se domenica dalle urne uscisse un no all'iniziativa "contro le retribuzioni abusive" sarebbe una grande sorpresa. Già prima del nuovo episodio Vasella, il testo godeva dei favori di una chiara maggioranza dell'elettorato. Nell'ultimo sondaggio condotto dall'istituto gfs.bern per conto della Società svizzera di radiotelevisione (SSR), il 64% si è espresso per il sì.
Più potere agli azionisti
Lanciata dall'imprenditore sciaffusano senza partito Thomas Minder, che nel frattempo è stato eletto alla Camera alta del parlamento svizzero, l'iniziativa propone un rafforzamento del potere degli azionisti, nell'intento di evitare che gli alti dirigenti si attribuiscano paghe stratosferiche.
Il testo prevede che ogni anno l'assemblea generale degli azionisti delle società anonime svizzere quotate in borsa elegga il presidente e i membri del consiglio di amministrazione e che voti sulle loro rimunerazioni e quelle della direzione. Indennità di partenza e altri "paracaduti dorati" sarebbero vietati
Salari minimi
Se a livello nazionale domenica l'elettorato vota su un'iniziativa per impedire rimunerazioni indecentemente elevate per i top manager, nel Giura il popolo si esprime anche su una proposta per impedire quelle indecentemente basse per i dipendenti.
Lanciata dalla Gioventù socialista e progressista giurassiana, l'iniziativa "Un Giura dai salari decenti" chiede la creazione di una base legale nel cantone per introdurre dei minimi salariali nei rami economici e nelle aziende in cui non vige un contratto collettivo di lavoro. L'importo non sarebbe uguale per tutte le attività, ma fissato in base al salario mediano nazionale della professione.
Sostenuto dalla sinistra e dai sindacati, il testo è combattuto dalla destra e dalle organizzazioni economiche.End of insertion
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Il parlamento ha adottato una revisione del diritto societario e del diritto contabile, come controprogetto indiretto all'iniziativa Minder. Se quest'ultima nella votazione di domenica fosse respinta, si dovrebbe mettere in vigore il controprogetto. Nella revisione sono riprese disposizioni simili a quelle previste dall'iniziativa, ma in una forma più flessibile. Ad esempio, all'assemblea degli azionisti è data la possibilità di ammettere indennità di partenza e retribuzioni anticipate in circostanze eccezionali, come anche di stabilire se il voto sulle retribuzioni dei manager è vincolante o consultivo.
L'iniziativa lanciata da Thomas Minder è sostenuta dai partiti socialista, ecologista, cristiano sociale ed evangeligo, mentre è combattuta da quelli di centro destra e di destra. Almeno a livello nazionale. Diverse sezioni cantonali e giovanili hanno posizioni opposte a quelle dei loro partiti a livello nazionale.
Lotta contro la cementificazione
La campagna sul voto degli altri due oggetti in votazione non è stata così emozionale. La revisione della legge sulla pianificazione del territorio (LPT) ha lo scopo di lottare contro il cementificazione del territorio e la perdita di terreni agricoli. Funge da controprogetto a una iniziativa dell'organizzazione Pro Natura. Soddisfatti del controprogetto, gli autori dell'iniziativa sono stati d'accordo di ritirare il loro testo, a condizione che domenica sia approvata la revisione.
Olimpiadi
Oltre che sui tre temi federali, il 3 marzo si tengono anche parecchie votazioni ed elezioni a livello cantonale.
Lo scrutinio più seguito fuori dai confini cantonali sarà quello nei Grigioni in cui l'elettorato si pronuncerà sulla candidatura di St. Moritz e Davos alle Olimpiadi invernali del 2022.
Per la precisione vi sono tre votazioni: una a livello cantonale e le altre due nei due comuni direttamente interessati dal progetto.
Se anche in una sola di queste tre votazioni dalle urne uscisse un responso negativo, l'intero progetto sarebbe archiviato.End of insertion
La modifica legislativa mira a limitare le aree edificabili all'equivalente delle necessità previste per i prossimi quindici anni. Cantoni e comuni che hanno ampliato troppo abbondantemente le zone edificabili sarebbero costretti a ridurle e a risarcire i proprietari.
Inoltre, i proprietari il cui terreno sarebbe trasformato in zona edificabile dovrebbe pagare una tassa di almeno il 20% della plusvalenza realizzata se il terreno fosse edificato o venduto. E lo Stato potrebbe imporre al proprietario di costruire entro un determinato termine al fine di lottare contro l'accaparramento dei terreni.
La revisione della LPT è sostenuta dai partiti di sinistra e di centro destra, da associazioni per la tutela dell'ambiente e da organizzazioni agricole. È invece osteggiata dai partiti di destra, così come dalle cerchie legate all'economia e al settore immobiliare.
Dai sondaggi, la riforma sembra avviata verso un successo nella votazione di domenica. Nell'ultima inchiesta demoscopica del gfs.bern i sì erano il 59%, in progressione di 5 punti percentuali rispetto a un mese prima.
Politica familiare
Il terzo oggetto sottoposto al voto è un nuovo articolo costituzionale volto a migliorare le condizioni di vita dei genitori che desiderano conciliare lavoro e famiglia. Anche se la parola non vi figura esplicitamente, l'articolo costituzionale mira soprattutto a creare un maggior numero di asili nido, un settore in cui la Svizzera è in ritardo rispetto ad altri paesi.
Il testo incarica semplicemente la Confederazione e i Cantoni di promuovere la conciliabilità tra la vita familiare e l'esercizio di un'attività lucrativa o una formazione. In particolare, devono sostenere i genitori con figli a carico, accordando loro mezzi supplementari, sgravi fiscali e potenziando le strutture di custodia complementari alla famiglia. Se questi sforzi non fossero sufficienti, le autorità federali avrebbero il diritto di fissare degli obiettivi.
Sostenuta dai partiti di sinistra e del centro, questa modifica costituzionale è combattuta dai partiti di destra e dagli ambienti economici. In particolare, L'Unione democratica del centro (UDC, destra conservatrice) ha espresso tutto il male che ne pensa in un foglio distribuito in tutte le cassette delle lettere della Svizzera. Tiratura: 4 milioni di copie.
Solitamente, questo genere di proposte molto generali – quindi poco vincolanti – supera comodamente lo scoglio delle urne. Ma l'ultimo sondaggio del gfs.bern attestava solo il 55% di sì. Un rifiuto appare comunque poco probabile.