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BERNA - C'è grande attesa per mercoledì, il giorno in cui il Consiglio federale comunicherà quali sono le nuove misure decise - dopo la consultazione con i Cantoni degli scorsi giorni - che entreranno in vigore per frenare la corsa del coronavirus. L'idea di un possibile "slowdown", come è stato definito di recente, o di coprifuochi e limitazioni spaventa diversi settori, fra i quali anche quello dei centri fitness.
Nei cantoni di Berna, Vallese, Giura e Neuchâtel, le palestre hanno infatti già dovuto riporre i bilancieri e chiudere, in attesa che la situazione migliori. Succederà lo stesso anche a livello nazionale? Per la Federazione svizzera dei centri fitness e di salute (SFGV) - che ha scritto al Consiglio federale- sarebbe un errore «fatale».
«Per molti centri, un'altra chiusura sarebbe di fatto un colpo mortale», ha detto il vicepresidente della federazione, Roland Steiner, spiegando che l'industria ha già subito un duro colpo quest'anno.
Dopo la riapertura, molti clienti - anche per paura - non hanno voluto rinnovare la propria iscrizione. Inoltre, nella missiva viene sottolineato come i centri fitness professionali non siano attività ricreative ma «al contrario, offrono un importante contributo alla salute pubblica».
Il fattore su cui però la federazione punta maggiormente è relativo al concetto di protezione in vigore nelle strutture stesse, sviluppato sulla base delle specifiche definite dall'Ufficio federale della sanità pubblica. La speranza, ha detto Steiner, è che a Berna «capiscano che i centri fitness non sono focolai e non contribuiscono alla diffusione del virus».