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BERNA - Le infrastrutture energetiche importanti, centrali idroelettriche, reti di distribuzione per la corrente e il gas, devono rimanere in mani svizzere. È quanto chiede un'iniziativa parlamentare con cui s'intende evitare che investitori stranieri, siano essi privati o Stati, possano appropriarsi di strutture essenziali al buon funzionamento del Paese.
L'iniziativa inoltrata dalla consigliera nazionale Jacqueline Badran (PS/ZH), indica una nota odierna della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N), vuole sottoporre le infrastrutture energetiche alla legge federale sull'acquisizione di immobili da parte di stranieri, ossia la legge Koller. Al voto, la commissione ha accolto l'atto parlamentare per 13 voti a 9 e 1 astensione.
Per la CAPTE-N è legittimo riflettere sul pericolo che potrebbe rappresentare la cessione a entità estere di infrastrutture d'importanza capitale per l'approvvigionamento del Paese in energia, indica il comunicato.
Per la CAPTE-N bisognerà quindi esaminare quali strumenti giuridici potrebbero essere applicati affinché ciò non accada. La legge Koller ha infatti come primo obiettivo limitare l'acquisto di beni immobili da parte di stranieri. Prima di mettersi al lavoro, la CAPTE-N dovrà tuttavia ottenere il via libera dell'omologa commissione del Consiglio degli Stati.