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Un nuovo trattamento aumenta sensibilmente il tasso di sopravvivenza dei pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin.
Uno studio clinico durato due anni, condotto in Svizzera, Belgio e Francia, ha dimostrato l'efficacia di un nuovo trattamento della Roche per il linfoma non-Hodgkin, una forma particolarmente veloce e aggressiva di tumore del sistema linfatico, che colpisce nel mondo più di un milione e mezzo di persone. L'incidenza della malattia cresce ogni anno del 3-4 per cento negli Stati Uniti e in Europa.
Il rituximab, il farmaco prodotto dalla compagnia di Basilea, è un anticorpo monoclonale, ovvero una molecola costruita in laboratorio che agisce come un anticorpo naturale: si lega a una specifica proteina presente sulla superficie delle cellule B del sistema linfatico, quelle colpite dalla malattia, e scatena contro di loro le difese immunitarie dell'organismo. Al termine del trattamento, il midollo spinale produce nuove cellule B, sane, che vanno a sostituire quelle distrutte dal farmaco.
Normalmente, ai pazienti che soffrono di linfoma non-Hodgkin viene somministrata una combinazione di quattro chemioterapici: ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone. Nel corso dello studio, descritto sull'ultimo numero della rivista New England Journal of Medicine, a questi quattro farmaci è stato aggiunto il rituximab. Il tasso di sopravvivenza nell'arco dei due anni di durata dell'esperimento è stato del 57 per cento per i pazienti trattati solo con la terapia tradizionale e del 70 per cento per i pazienti a cui era stato somministrato anche il rituximab.
Tasso di guarigione veramente incoraggiante
È opinione comune degli esperti che una persona sopravvissuta per oltre due anni al linfoma non-Hodgkin ha l'80 per cento di probabilità di guarire completamente dalla malattia. "Il tasso di guarigione completa che abbiamo ottenuto con questo nuovo trattamento è veramente incoraggiante", ha commentato Bertrand Coiffier, direttore del Dipartimento di Ematologia dell'Ospedale Civile di Lione, in Francia, che ha coordinato lo studio, "erano vent'anni che non registravamo un progresso simile nei risultati della terapia."
Il rituximab, in vendita in Europa dal 1998 con nome commerciale di Mab Thera, è stato impiegato finora solo per la cura di una particolare forma di linfoma non-Hodgkin, quello follicolare. Attualmente il farmaco è in attesa dell'approvazione da parte delle autorità sanitarie europee per essere usato anche nel trattamento della forma più aggressiva di linfoma non-Hodgkin.
Maria Cristina Valsecchi