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Basf ha varato un piano di riorganizzazione che prevede il taglio di 6'000 posti di lavoro nel mondo fino alla fine del 2021. Il gruppo tedesco ha annunciato una razionalizzazione di costi e gestione e una semplificazione dei processi per generare risparmi che contribuiranno per 2 miliardi di euro sui profitti annuali a partire dalla fine del 2021.
L'annuncio è stato dato nell'ambito di una riorganizzazione globale della struttura produttiva del gigante industriale tedesco, che impiega oltre 120'000 persone in tutto il mondo di cui circa 50'000 solo in Germania. Nello stabilimento principale di Ludwigshafen, che con i suoi circa dieci chilometri quadrati è considerato il più grande impianto chimico al mondo, Basf ha 39'000 dipendenti.
"Creeremo la nuova organizzazione sfruttando le sinergie - ha dichiarato in una nota il ceo Martin Brudermüller - riducendo le interfacce e rafforzando flessibilità e creatività".
Già a metà giugno Brudermüller aveva annunciato che il gruppo avrebbe fatto tagli significativi quest'anno. L'obiettivo è risparmiare 300 milioni di euro. Le prime modifiche alla nuova struttura societaria entreranno in vigore all'inizio di gennaio 2020. L'utile operativo rettificato di Basf (Ebit) è diminuito di un quarto fissando 1,7 miliardi nel primo trimestre.