Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/190266

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali in modo tale da allineare le tasse sul CO2 riscosse per i veicoli importati che sono stati immatricolati per la prima volta in UE e non dispongono di un'approvazione generale CE con quelle riscosse per i veicoli che invece dispongono di tale approvazione o per i quali è stato chiesto un obiettivo specifico per piccoli costruttori o costruttori di nicchia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da luglio 2012 si applicano in Svizzera prescrizioni sulle emissioni di CO2 riprese in massima parte dalle norme UE. A partire dal 2015 le emissioni delle automobili nuove non devono superare in media 130 grammi CO2 per chilometro, mentre dal 2020 l'obiettivo sarà ridotto a 95 grammi CO2 per chilometro, conformemente a quanto previsto nella legge sull'energia e analogamente alla normativa europea. L'importatore che non rispetti questo obiettivo è tenuto a pagare una sanzione, il cui ammontare è commisurato alle emissioni di CO2 dei veicoli immatricolati. </p><p>In Svizzera, diversamente dalla prassi dell'UE e come già spiegato nella risposta all'interpellanza Walliser 16.3411, "Distorsione del mercato a causa dell'ineguale trattamento di veicoli nel quadro delle prescrizioni sulle emissioni di CO2", viene disciplinato il parco veicoli degli importatori e non quello dei produttori di automobili. Pertanto nel nostro Paese sono soggetti alle prescrizioni sul CO2 anche i veicoli sprovvisti della cosiddetta approvazione generale CE, ossia prevalentemente i modelli di grossa cilindrata delle grandi case automobilistiche americane, che quindi vengono trattati al pari dei veicoli dei grossi produttori provvisti invece di tale approvazione. Per tali veicoli si è voluto evitare di fissare a livello svizzero obiettivi speciali supplementari perché i modelli tipicamente immatricolati per il mercato statunitense non risponderebbero comunque ai criteri previsti dalle norme UE per gli obiettivi per produttori di nicchia nemmeno se disponessero dell'approvazione generale CE. Inoltre, obiettivi speciali svizzeri produrrebbero ulteriori disparità di trattamento a danno dei veicoli equiparabili, quali ad esempio quelli dei grandi produttori premium UE, come pure dei modelli pendant dello stesso produttore autorizzati per il mercato UE. Se, accettando le modifiche proposte nella mozione, i veicoli sprovvisti dell'approvazione generale UE venissero esonerati dall'obbligo di ridurre le emissioni di CO2, si disattenderebbero inoltre gli obiettivi della politica climatica svizzera. </p><p>In sede di attuazione si osserva che i modelli americani sprovvisti dell'approvazione generale CE importati parallelamente e direttamente vengono conteggiati praticamente solo in parchi veicoli di grandi importatori, incluse le borse del CO2. Le emissioni di CO2, talvolta elevate, dei modelli in questione vengono così compensate da quelle dei veicoli più efficienti. Sinora per le automobili americane sprovviste dell'approvazione generale CE non sono state inflitte sanzioni per singoli veicoli. Negli anni passati la quota di questi veicoli rispetto a tutti i veicoli importati soggetti alle prescrizioni sulle emissioni di CO2 è stata pari allo 0,2 per cento circa. </p><p>Vista la notevole importanza della riduzione delle emissioni di CO2 in Svizzera, la flessibilità di cui gode il settore (ad es. pooling, borse del CO2 o raggruppamenti di emissioni) e considerate le esperienze fatte in sede di attuazione, il Consiglio federale ritiene necessario mantenere la regolamentazione attuale. </p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.