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Un cittadino svizzero-brasiliano è stato condannato mercoledì dal Tribunale penale federale di Bellinzona a 16 mesi di detenzione con la condizionale per riciclaggio e corruzione di pubblici ufficiali nell'ambito dello scandalo Petrobras-Odebrecht, che vede implicati anche numerosi politici brasiliani. L'uomo dovrà anche versare un risarcimento di 1,6 milioni di franchi.
Dal 2007 al 2014, il 52enne, banchiere di formazione, aveva prestato servizio come intermediario finanziario in Svizzera e in Brasile garantendo vantaggi indebiti a funzionari pubblici impiegati dalla società statale brasiliana Petrobras, in particolare al suo direttore Paulo Roberto Costa, per un importo superiore ai 35 milioni di dollari. Secondo l'atto d'accusa, che l'imputato ha integralmente accettato visto che il processo si è svolto secondo il rito abbreviato, l'uomo ha anche riciclato un milione e mezzo di franchi in Brasile e in Svizzera, denaro la cui provenienza criminale gli era nota. Questo denaro è stato quindi mescolato con fondi di origine legale che ha utilizzato per ricapitalizzare società e acquistare immobili in Portogallo.
Nel 2015, dopo lo scoppio del caso Petrobras in Brasile e l'arresto di Costa, l'imputato, che nel frattempo aveva deciso di rientrare in Svizzera con la moglie brasiliana, ha venduto i suoi immobili in Brasile per poi annunciarsi spontaneamente alle autorità elvetiche che hanno avviato un procedimento penale nei suoi confronti. La sua piena collaborazione e partecipazione come testimone in altre parti del caso Petrobras in Svizzera gli hanno permesso di beneficiare della procedura semplificata.