Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01163.jsonl.gz/201

In autunno prenderà il via uno studio per stabilire se il calo della qualità dello sperma degli svizzeri, risultato sotto gli standard dell'Oms in base a uno studio dell'Università di Ginevra, si causato da sostanze chimiche.
Dopo lo studio secondo cui la quallità dello sperma degli svizzeri è in calo la Confederazione vuole sapere se ciò è dovuto a sostanze inquinanti. Uno studio su larga scala inizierà in autunno.
La notizia era emersa la scorsa settimana in seguito alla pubblicazione di uno studio dell'Università di Ginevra.
I ricercatori hanno esaminato la qualità dello sperma di circa 2'500 cittadini svizzeri di età compresa tra i 18 e i 22 anni sottoposti al servizio militare. In quasi due terzi dei campioni esaminati (62%), almeno uno dei parametri era inferiore allo standard fissato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Anche l'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) sta affrontando la questione. Il portavoce dell'Ufsp Daniel Dauwalder dichiara al SonntagsBlick che "l'L'Ufsp sta progettando un progetto pilota sul cosiddetto biomonitoraggio umano. L'obiettivo è quello di verificare se e in quale misura la popolazione è inquinata da sostanze nocive al fine di adottare misure nel settore sanitario e, se necessario, limitare le sostanze".
Le possibili sostanze sul "banco degli imputati" potrebbero essere detersivi, vernici, cosmetici, alimenti, mobili o articoli in plastica, che possono entrare nell'organismo umano attraverso i polmoni, il tratto gastrointestinale o la pelle e a seconda della loro concentrazione e delle loro specifiche proprietà, possono avere effetti negativi sul sistema nervoso, immunitario e ormonale, influendo negativamente sulla fertilità o sullo sviluppo del feto. Lo studio riguarderà un campione di 1000 persone.