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Moses Dobruska, pensatore moravo d’origine ebraica, tra i protagonisti della Rivoluzione francese, fu ghigliottinato assieme a Danton durante il Terrore di Robespierre. Giunto a Parigi nel 1792, pubblicò in Francia la "Philosophie sociale", con l’intento di studiare la società con metodo scientifico, un capolavoro elogiato da Immanuel Kant. Ad eccezione della biografia di Dobruska scritta alla fine degli anni Settanta dal filosofo, teologo e semitista israeliano Gershom Scholem, grande studioso di "qabbalah", l’autore e la sua opera sono stati a lungo dimenticati dalle scienze sociali europee. Li ha riscoperti il recente il libro di Silvana Greco, docente di Sociologia presso la Freie Universität Berlin e il Politecnico di Dresda, "Il sociologo eretico. Moses Dobruska e la sua philosophie sociale" edito da Giuntina. Silvana.
Ne parliamo con l’autrice, il filosofo Raphael Ebgi dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e lo storico Chaim Burstin che insegna all’Università degli Studi Milano-Bicocca.