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26 aprile 1941, inizia la tradizione americana dell'accompagnamento delle partite con l'organo
Il mondo dello sport americano ha diversi tratti distintivi che lo rendono profondamente diverso rispetto a quello europeo, a partire dal coinvolgimento e dal comportamento delle tifoserie, passando dalla struttura che assumono i tornei, sino ad arrivare ad una componente di promozione e di “entertainment” decisamente più marcata rispetto a quanto possiamo osservare alle nostre latitudini.
Tra i tanti aspetti che potremmo citare, non vi è nulla di più “americano” del classico organo che intrattiene il pubblico prima, durante e dopo le partite, scandendo con motivetti decisamente azzeccati le fasi più concitate di gioco.
Questa tradizione, particolarmente in voga nel mondo del baseball, hockey e pallacanestro a stelle e strisce, è nata esattamente 72 anni fa, il 26 aprile del 1941. In quella data, infatti, un organo è stato per la prima volta portato ed utilizzato ad una manifestazione sportiva, ovvero ad una partita di baseball dei Chicago Cubs.
L’iniziativa era nata quasi per caso e doveva avere la durata di una singola partita, con lo stadio del Wrigley Field che sarebbe dovuto essere teatro di questa sorta di esperimento in cui un musicista avrebbe dovuto intrattenere gli spettatori prima e dopo la partita, tra i vari inning ed anche durante le pause di gioco particolarmente prolungate.
Il pubblico di Chicago, però, accolse in maniera talmente positiva questa nuova idea, che la dirigenza dei Cubs si convinse a tenere l’organo al proprio stadio sino al termine della stagione. In meno di un anno, però, quello che era nato come uno scherzo si trasformò in una vera e propria “organ mania” che pervase l’intero mondo del baseball.
I Brooklyn Dodgers imitarono infatti i colleghi di Chicago in tempi brevissimi, assumendo anche il primo organista a tempo pieno della storia del baseball, Gladys Gooding, che assunse un livello di popolarità elevatissimo e divenne anche il protagonista di un tormentone che i tifosi ripeterono scherzosamente per gli anni a venire: “Chi è stato l’unico Dodger a non aver fatto alcun errore in tutta la stagione? Beh... Gladys Gooding!”.
Da quegli anni il baseball ha naturalmente cambiato faccia, ed anche gli organisti si sono evoluti adattandosi alle nuove tecnologie. Questo è l’esempio di Matthew Kaminski, degli Atlanta Braves, il quale utilizza Twitter per dialogare con i tifosi della squadra e ricevere i loro feedback sui motivetti suonati nel corso delle partite.