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di 3000 anni di storia Siciliana
La Sicilia é tanto il ponte tra l' Europa e l' Africa quando la piattaforma tra il Mediterraneo orientale e quello accidentale. Un tempo era al centro del mondo. I popoli vi si sono susseguiti senza tregua: popoli mitici e popoli storici, gli uni dopo gli altri, spesso gli uni sopra gli altri. "Si narra che i più antichi" scrive Tucidite nel V. sev. a.C. per primi si siano stanziati i SICANI. Dalo loro nome l' isola fu chiamata Sicania, mentre prima era nota come TRINACRIA. In seguito, con l' arrivo dei SICULI, fu chiamata SIKELIA, SICILIA appunto, nome che conserva tuttora. Anche i FENICI, continua Tucidite, l' abitarono qua e la per qualche tempo. Ma quando, d' oltre mare, giunsero in gran numero i GRECI, approdando nei pressi di Taormina all' inizio del' estate intorno al 734 a.C., per la Sicilia fu un' esperienza fondamentale, l' inizio della propria storia. Il nome stesso che i GRECI dettero all' isola ed al meridione d' Italia, MAGNA GRECIA, indica che per i GRECI la Sicilia non fu una semplice avventura coloniale, ma quasi un destino. Non é, infatti, un caso che in Sicilia i Greci rinunciarono al proprio nome di "ELLENI" per acquisire quello di "SIKELIOTES", cioè un nome che nella propria lingua e radice esprime in concetto, l' immagine della Sicilia. Nel giro di alcune generazioni la Sicilia divenne soltanto una "Grande Grecia", ma anche un' isola più ricca e potente. La lingua greca divenne l' idioma per eccellenza degli insulani, con la quale si esprimevano e scrivevano storici, poeti e filosofi. Particolarmente lungo le coste, i Greci fondarono decine di città alcune delle quali, come Siracusa, Catania, Taormina, Gela e Agrigento, sono sopravvissute sino ai nostri giorni. In queste città i Greci edificarono monumenti, teatri e empli che costituiscono il piùprezioso patrimonio culturale della Sicilia del nostro tempo e del'antichitá. Anche i FENICI, che dal Libano si erano stanziati in Sicilia ancor prima dei Greci, avevano creato insediamenti, come MOZIA sull' isoletta nei pressi di Marsala, e Palermo, che sarebbe divenuta la capitale della Sicilia e che attualmente conta oltre seicentomila abitanti. Nel 241 a.C. la Sicilia divenne romana. A differenza dei Greci che l`avevano arricchita con splendide opere d`arte e che avevano fatto di Agrigento una delle più belle città dell' antichità, i romani sottoposero l'isola ad una sistematica spoliazione riducendola, in realtà, a granaio dell' Impero. Nella Sicilia romana, relativamente povera di nuove opere d' arte, gli architetti distrussero i teatri greci trasformandoli in arene per spettacoli cruenti tra i gladiatori e tra questi ultimi e fiere affamate. Ciò che di quel periodo é rimasto sono i ruderi di alcune ville, certune davvero splendide, che tradiscono chiaramente il lusso e il benessere nel quale vivevano i patrizi romani. Dalle SLESIA, attraverso la Germania, la Francia e la Spagna, i VANDALI, in seguito, passarono in Marocco e quindi, superata l' Algeria si erano insediati in Tunisia. Da li, con una potente flotta, erano approdati in Sicilia, che governarono interrotta-mente dal 468 al 476.
Di essi non é rimasto nulla. Neanche degli OSTROGOTI che, sostituiti ai Vandali, vi rimasero sino al 535, allorché la Sicilia fu conquistata dall' Imperio Romano d' Oriente, ossia da BISANZIO. Nel 827 si apre un nuovo capitolo della storia siciliana: lo sbarco dei Musulmani partiti della Tunesia. Palermo si arrende nel 831 e per volere degli occupanti diviene capitale dell' isola che, nel 948, si proclama Emirato Indipendente. I circa 250 anni di dominio arabo hanno avuto un' importanza fondamentale nella storia dell' isola e la hanno dato un' identità e un' impronta che si protrae nei secoli. Nel 1061 inizia la conquista NORMANNA. Dalla Normandia, dove si erano insediati circa un secolo prima, i normanni di origine scandinava (uomini del nord: Vikinghi o Varaghi) erano partiti per occupare contemporaneamente la Sicilia e l'Inghilterra. La campagna di conquista della Sicilia durò trenta anni e si concluse nel 1091. Nel 1130 il Normanno Ruggero II fondò la MONARCHIA SICILIANA e dopo quello greco e quello arabo iniziò con i normanni il terzo grande capitolo della storia siciliana: quelli di un regno Siculo-Normanno, plurientnico e pluriculturale. La luminosa e cosmopolita Corte di Palermo divenne il polo di attrazione della civiltà artistica e scientifica del tempo.
Grazie al mecenatismo di Ruggero II, Palermo accolse i più significativi e rinomati astronomi, geografi, matematici, filosofi, e artisti del XII secolo, inclusi quegli eccellenti architetti e mosaicisti a cui si deve la bellezza delle numerose chiese che i normanni edificarono in tutta la Sicilia.
All' abilità politica dei normanni si deve anche l' amalgama che seppero dare alle diverse culture presenti nell'isola: la normanna, la greca, la musulmana e l' ebraica. Con il matrimonio tra Costanza, figli di Ruggero II, ed Enrico VI, figlio di Federico Barbarossa Imperatore del primo Reich Germanico, la dinastia tedesca degli Hohenstaufen s' impossessò del Regno di Sicilia.
Per merito dell' illuminata genialità di Federico II ancora una volta la Corte di Palermo divenne il centro della cultura europea e a Palermo furano compose le prime poesie in lingua italiana. Nel 1268 la Corona del Regno di Sicilia passò alla Casa Francese degli Angioini contro i quali i siciliani incorsero nei 1282 (I Vespri Siciliani). Venti anni dopo, nel 1302 gli Aragonesi sbarcarono in Sicilia dando cosi inizio al lungo periodo Aragonese-Spagnolo che si concluse nel 1713.
Nel 1815, con il Congresso di Vienna, la Sicilia, con il titolo "Regno delle due Sicilie", fu consegnata ai Borboni di Napoli che la governarono sino al 1860. In quell' anno Garibaldi, con la nota "Spedizione dei Mille", sbarcò in Sicilia e la liberò dai Borboni. Un anno dopo, con un referendum, la Sicilia decise di far parte dello Stato italiano. L' ultimo, grande evento storico avvenne nella notte tra il 9 e il 10 luglio del 1943 con lo sbarco delle truppe alleate che, partite da Tunisi, liberarono l' isola dall' occupazione nazi-fascista (nel 1946 nasce la prima repubblica italiana).
Fine