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Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) sta negoziando con lo Stato islamico (Isis) per ottenere accesso a taluni siti nevralgici come Raqqa (o Raqa), roccaforte del gruppo jihadista nel nord della Siria, e Mossul e Falluja, in Iraq. Lo ha indicato il suo presidente Peter Maurer in una intervista pubblicata oggi nell'edizione domenicale del quotidiano francese "Le Monde", rilevando che per l'azione umanitaria è necessario il dialogo con tutte le parti in conflitto.
"L'Isis non è una organizzazione con una direzione chiaramente identificata che disponga di una porta a cui bussare", afferma Maurer. "In Iraq e in Siria - aggiunge - questi negoziati si fanno in parte con le tribù che ci conducono da interlocutori considerati rappresentanti rappresentanti dell'Isis". Questo lavoro di avvicinamento - prosegue - è necessario per valutare i bisogni umanitari nelle città e province menzionate per poter "negoziare" un accesso.
Non ci sono invece contatti con il vertice della gerarchia dell'Isis, diretta da Abou Bakr al-Baghdadi. "Si tratta principalmente di collegamenti indiretti sul terreno, con chi controlla le città, gli ospedali", precisa Yves Daccord, direttore generale del CICR, in una intervista (reperibile online) al settimanale romando "L'Hebdo".
"Certi gruppi armati comprendono i bisogni della popolazione" aggiunge Daccord: "Abbiamo in Iraq (...) relazioni che durano da quasi trent'anni", ossia da ben prima che l'Isis conquistasse ampie fette di territori nel paese mediorientale.
In Iraq, il CICR ha potuto ottenere "molteplici accessi" a Falluja (centro) all'inizio di quest'anno. Più di recente ha potuto effettuare forniture mediche all'ospedale di Mossul (nord).
"In Siria siamo riusciti due anni fa a stabilire contatti", dice ancora Peter Maurer, e pone l'accento su una "azione maggiore di approvvigionamento e trattamento d'acqua" realizzata all'inizio dell'estate a Raqqa. "Forniamo acqua potabile e infrastrutture sanitarie a otto milioni di persone in Siria, è la nostra più grossa operazione", prosegue il presidente del CICR. A suo avviso, sul territorio a cavallo tra Siria e Iraq controllato dall'Isis vivono attualmente dieci milioni di persone.
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