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Un gol del difensore Rojo all'86' ha proiettto l'Argentina agli ottavi di finale. È avvenuto il miracolo che tutti gli argentini sognavano, ma al quale pochi credevano. La vittoria contro la Nigeria e la contemporanea sconfitta dell'Islanda contro la Croazia (entrambe le partite si sono chiuse sul 2-1) ha ribaltato la classifica del gruppo D, proiettando agli ottavi, al fianco della Croazia, Messi e compagni. Dopo quella di ieri con l'altalena tra Spagna, Portogallo e Iran, è stata un'altra serata al cardiopalma, nel corso della quale il nome della seconda qualificata è cambiato in più di un'occasione. L'Argentina l'ha messa subito sul piano del gioco e dopo un quarto d'ora si è ritrovata in vantaggio grazie a un gol di Messi propiziato da un fantastico controllo coscia-piede. Rispetto alla disastrosa prestazione contro la Croazia, l'Albiceleste ha notevolmente alzato il livello del gioco (e, soprattutto, del ritmo), per lo meno nel corso del primo tempo. Oltre al gol della Pulce, prima della pausa vanno segnalate occasioni per Di Maria e per lo stesso Messi (palo su punizione).
Dopo la pausa, però, le coordinate sono cambiate, a seguito di un calcio di rigore trasformato da Moses al 51', frutto di un ingenuo fallo di un Mascherano gladiatore (ha giocato per tutta la ripresa con il sangue che colava dalla fronte), ma troppo spesso in difficoltà contro fisicità e velocità degli africani. Il gol del pareggio, che proiettava agli ottavi la Nigeria, ha mandato in confusione i sudamericani, i quali si sono buttati in avanti affidandosi soltanto a cuore e grinta. Dopo un'occasione clamorosamente fallita da Higuain (e dopo l'ennesima bocciatura di Dybala, al quale è stato preferito l'inserimento di Meza), Rojo è riuscito a deviare al volo un centro dalla destra e infilare l'angolino basso. Un gol che ha sollevato l'Argentina, anche perché pochi secondi dopo sull'altro campo la Croazia ha trovato il gol del 2-1.
Alla fine passano le due squadre maggiormente accreditate, ma se Modric e soci hanno mostrato una qualità di gioco che ne fa una delle possibili sorprese, l'Argentina andrà ad affrontare la Francia negli ottavi con mille domande e quasi nessuna risposta, se non la consapevolezza di aver disputato un buon primo tempo. Contro i “galletti” occorreranno “garra” e cuore, ma da soli difficilmente basteranno. Per ora l'incubo dell'eliminazione è scongiurato, mentre a Islanda e Nigeria non resta che leccarsi le ferite per una colossale occasione sciupata.