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Per la prima volta dal 1990, i primi 3 scelti al Draft della Major League Baseball (MLB) sono giocatori di High School, tutti classe 1999. Si tratta di Royce Lewis (interbase della Sierra High School in California; lo hanno scelto i Minnesota Twins), Hunter Greene (lanciatore della High School Notre Dame in California, nella foto di copertina con la maglia della nazionale; Cincinnati Reds) e Mackenzie Gore (lanciatore mancino della High School Whitehill in North Carolina; San Diego Padres).
I primi 10 giocatori scelti al Draft riceveranno tutti bonus di firma superiori ai 4 milioni di dollari. Per le prime scelte, ovviamente, si parla di cifre molto superiori.
Royce Lewis dovrebbe firmare per poco meno di 8 milioni. Corre da casa a prima in meno di 4 secondi e secondo gli scout rappresenta: “una combinazione unica di qualità esplosive”. Era un predestinato, ma ha comunque preso un accordo con l’Università della California-Irvine. Che verosimilmente salterà sulla base del bonus milionario.
Tra i 7 e gli 8 milioni si colloca anche il premio per la firma di Hunter Greene, il giocatore più pubblicizzato del Draft. Anche lui ha una borsa di studio (di UCLA, University of California Los Angeles) che lo aspetta, ma sicuramente la lascerà dov’è. La sua palla veloce è stata misurata a 102 miglia orarie ed è per questo che i Reds (“abbiamo preso il giocatore che volevamo”) non cadranno nella tentazione di utilizzarlo anche come interno, cosa che fece la nazionale americana al Mondiale Under 18 del 2015.
Mackenzie Gore a sua volta avrebbe l’opportunità di andare al College (East Carolina University). Non è pompato come i primi 2, ma a livello di High School è considerato imbattibile. Secondo gli scout, non ci metterà molto ad arrivare nella rotazione di Major League, visto che come pitcher appare pronto per i professionisti fin da subito.
Il Draft regala anche storie curiose.
Ci sono 2 giocatori che sono stati scelti nonostante abbiano problemi al gomito. Parlo del lanciatore destro Clarke Schmidt, che gli Yankees hanno selezionato al sedicesimo posto assoluto nel primo turno e che viene dall’Università della South Carolina. E parlo del seconda base Keston Hiura, scelto come nono assoluto dai Milwaukee Brewers nonostante sia destinato a subire l’intervento Di Tommy John al gomito destro. Hiura, che ha giocato all’Università della California Irvine, è ritenuto il miglior battitore disponibile nell’intero Draft.
Tra i giocatori prescelti, solo 3 non sono cittadini degli Stati Uniti o del Canada.
Si tratta dell’interbase del Chipola College Jose Caballero (panamense, classe 1996, batte ambidestro), scelto come numero 202.
Originario delle Isole Vergini è il prima base del Cochise College Jaromi Blash. Alto quasi 2 metri, è nato nel 1995 ed è stato la scelta numero 703.
Viene infine dall’Australia il seconda base Cameron Warner (scelta numero 845). Classe 1994, ha un fisico imponente e proviene dalla Texan Christian University.
TUTTO sul DRAFT dal sito MLB
Una storia importante è quella di Chris Singleton, esterno centro della Charleston Southern University. Lo hanno scelto i Cubs al round numero 19 e al posto 585, quindi tecnicamente non è uno dei nomi caldi. La sua storia però è estremamente commovente. La madre Sharonda risulta tra le 9 persone uccise dal ventunenne Dylann Roof (un fanatico razzista, ammiratore del Sudafrica dell’Apartheid, con l’obiettivo di eliminare i neri dalla faccia della terra) mentre studiava la Bibbia alla Chiesa Metodista Africana Emanuel in centro a Charleston. Sharonda Singleton era una madre single di 45 anni, che insegnava Terapia del Linguaggio ed era un’allenatrice di atletica.
Il giorno dopo l’omicidio della madre, Chris Singleton ha chiesto di parlare ai suoi compagni di squadra a Charleston e ha detto: “L’amore vince sempre sull’odio. Se riuscissimo ad amare come era capace di fare mia madre, non avremmo odio vicino a noi”.
Dopo il Draft, Chris Singleton ha voluto ringraziare Stuart Lake, il suo coach al College e la persona che lo ha accolto nella sua famiglia dopo la morte della madre.
Lake ha risposto attraverso il sito dei Cubs: “Sono io che devo ringraziarlo. Quello che ha dato a me, mia moglie e mio figlio vale molto di più di quello che abbiamo dato noi a lui”.
Sulla storia di Chris Singleton ha realizzato una puntata di E 60 il network ESPN