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E’ rientrata l’allerta tsunami lanciata nel pomeriggio dalle autorità filippine e di altri paesi del Pacifico dopo che un sisma di magnitudo 7,6 sulla scala Richter, verificatosi nell’Oceano al largo dell’isola di Mindanao, aveva fatto temere il peggio.
Le autorità avevano già chiesto ai cittadini che abitano le coste delle prefetture meridionali di allontanarsi per prudenza e dirigersi nell’entroterra, temendo l’arrivo di onde alte fino a tre metri. Anche il Giappone aveva diramato un allerta.
Tuttavia, alcune ore dopo il sistema di monitoraggio degli Stati Uniti ha affermato che non esiste più un rischio di tsunami, al massimo si potrebbero verificare innalzamenti del mare di lieve entità.
L’epicentro del sisma è stato localizzato a 32 chilometri di profondità sotto il fondale dell’Oceano Pacifico, molto lontano dalla costa. Le Filippine si trovano sulla cosiddetta “cintura di fuoco” del Pacifico, una zona che si estende dal Giappone passando per il sudest asiatico dove eruzioni e terremoti sono quotidiani, ma quasi sempre di debole intensità.
Rinascere dopo lo tsunami
- 11.03.2020
- 05:45