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La nave della ONG Open Arms ha soccorso oltre 100 migranti nel Mediterraneo dopo che l’imbarcazione su cui viaggiavano era affondata. Le operazioni di salvataggio erano cominciate nella tarda mattinata e, secondo la ONG, sono terminate un paio di ore fa. Sono state salvate 111 persone e sono stati portati a bordo anche cinque cadaveri. Un bambino di sei mesi è morto a bordo. Open Arms, su Twitter, ha scritto che aveva chiesto per lei e per altre persone in condizioni gravi «un’evacuazione urgente», che però non è arrivata in tempo. Per ora è impossibile dire se ci siano dispersi. I medici a bordo della nave stanno lavorando per soccorrere i casi più gravi.
Secondo Repubblica, l’imbarcazione era alla deriva da ieri ed era stata identificata da un aereo di Frontex, la guardia costiera europea. La sua posizione (oltre 50 chilometri a nord di Sabratha, in Libia) era stata segnalata a Open Arms. Riccardo Gatti, presidente di Open Arms Italia, ha detto in un video pubblicato su Twitter che l’imbarcazione sarebbe affondata perché avrebbe ceduto il fondo dello scafo.
Secondo Oscar Camps, il fondatore di Open Arms, sulla nave della ONG si trovano attualmente 199 migranti: i 111 salvati oggi più altri salvati ieri. Nella serata di oggi, infine, Open Arms ha soccorso un’altra imbarcazione alla deriva, con 65 persone a bordo.