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BERNA - Il sistema "di carriera" in vigore nel corpo diplomatico della Confederazione è valido ma è immaginabile anche l'opzione di passare a un regime basato sulla "funzione occupata". È quanto afferma il Consiglio federale in una presa di posizione sul rapporto "Personale idoneo nel servizio diplomatico" della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati.
Il Dipartimento degli affari esteri (DFAE) dovrà esaminare la questione ed esprimersi entro l'inizio del 2017.
Attualmente la carriera dei diplomatici è caratterizzata da una evoluzione professionale fortemente predefinita. Nel rapporto pubblicato a inizio marzo, la commissione proponeva di rivedere il sistema in vigore e invitava il governo a verificare la pertinenza di tale metodo.
Nello studio si illustravano i limiti del meccanismo di promozione praticamente automatica in vigore al momento: gli ostacoli sono rappresentati dal numero ristretto di posti ai piani alti della gerarchia e dalla riduzione delle risorse.
La commissione invitava anche il Consiglio federale a garantire maggior trasparenza sulla procedura e sulle decisioni di promozione e criticava il fatto che gli avanzamenti di carriera siano attribuiti generalmente per anzianità, senza una vera e propria selezione. Un altro punto dolente era quello degli stipendi dei diplomatici, non per forza adeguati ed equi.
Nella presa di posizione odierna il governo si dice "favorevole all'idea" di valutare un eventuale passaggio da un sistema di carriera a quello basato sulla funzione occupata. Il DFAE ha ora circa sei mesi di tempo per analizzare la situazione e fornire raccomandazioni accompagnate da uno studio di fattibilità. Anche per quanto riguarda una corrispondenza tra compiti futuri e competenze effettive del personale diplomatico il Consiglio federale si affida alla valutazione del DFAE.
Riguardo alle richieste di maggior trasparenza sulle assunzioni e promozioni, il governo rileva che "è difficile immaginare un grado di trasparenza più elevato" di quello attuale. "Gli elementi decisionali - ricorda nella presa di posizione - sono definiti in una base legale, la composizione della commissione è trasparente, sussiste il diritto di esigere una decisione impugnabile che elenchi tutti gli argomenti in base ai quali la commissione ha deciso e, non da ultimo, è possibile impugnare una decisione mediante ricorso".
Il governo accoglie infine la raccomandazione della commissione in merito alla verifica delle remunerazioni dei collaboratori del servizio diplomatico, incaricando il DFAE di presentare entro il 30 giugno 2017 un rapporto sulle prestazioni all'estero.