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I Fratelli Musulmani egiziani, che hanno vinto a grande maggioranza le prime elezioni del dopo-Mubarak, hanno negato di aver garantito a Washington il rispetto del trattato di pace tra Egitto e Israele, risalente al 1979.
La smentita arriva dopo che ieri Victoria Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato Usa, ha affermato in conferenza stampa che il partito islamico ha assicurato che rispetterà una serie di trattati internazionali firmati negli anni scorsi, tra cui quello con Israele.
I trattati in oggetto, secondo Essam al-Erian, vice presidente del Partito Libertà e Giustizia, legato alla Fratellanza, "sono sotto la responsabilità del popolo e delle istituzioni statali e nessuno può parlare per conto del popolo egiziano". Al quotidiano panarabo al-Hayat, al-Erian ha dichiarato: "Non siamo in una posizione tale da poter dare assicurazioni".
Solo la scorsa settimana, anche Rashad al-Bayoumi, numero due dei Fratelli Musulmani, aveva dichiarato sempre ad al-Hayat che il movimento "non riconoscerà Israele in alcun caso e potrebbe mettere a referendum il trattato di pace con lo stato ebraico".
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