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L'invecchiamento della popolazione rappresenta una sfida maggiore per l'economia elvetica. Sebbene attualmente la Svizzera presenti un elevato benessere e una bassa disoccupazione, nei prossimi decenni i cambiamenti demografici peseranno ancor più sul mercato del lavoro. È quanto emerge da un rapporto approvato oggi dal Consiglio federale.
Rispetto ad altri Paesi europei, la Confederazione è valutata positivamente: si conferma come una delle economie più floride al mondo e, grazie al livello elevato dei salari, il potere d'acquisto della popolazione è tra i più forti della zona dell'Organizzazione della cooperazione e dello sviluppo economico. Inoltre, le imprese elvetiche si collocano ai vertici internazionali in diversi settori, indica una nota governativa odierna.
Tuttavia, negli ultimi anni, la Svizzera ha perso slancio. Dalla crisi finanziaria del 2008/2009 il prodotto interno lordo (Pil) pro capite si è sviluppato a un ritmo inferiore alla media.
Ma la sfida maggiore, precisa il Consiglio federale, è rappresentata dall'invecchiamento della popolazione. Entro il 2045, il numero dei pensionati dovrebbe aumentare di circa un milione. Ne risulterà una riduzione della percentuale della popolazione attiva, che nei prossimi dieci anni, secondo le previsioni, dovrebbe indebolire la dinamica di crescita del PIL di circa lo 0,5% all'anno.
Stando all'esecutivo, questi effetti potrebbero essere attenuati da una maggiore partecipazione al mercato del lavoro prima e soprattutto dopo l'età di pensionamento ufficiale. Per rendere più dinamica la produttività, il Consiglio federale ritiene necessario "ridurre gli ostacoli all'accesso al mercato in modo da rafforzare la concorrenza, ridurre l'onere amministrativo e praticare una politica di apertura economica".
Il Governo, si legge nel comunicato, ha già previsto una serie di misure, "come l'apertura del mercato dell'elettricità e del gas, la modernizzazione del controllo delle fusioni, la dichiarazione sistematica dei costi della regolamentazione per progetti importanti, nonché l'abolizione dei dazi industriali o l'Accordo di libero scambio con i Paesi Mercosur" (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, ndr.).