Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/267305

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 18&nbsp;dicembre&nbsp;2023, il Consiglio federale annunciava la sospensione della mediazione sulla protezione contro i licenziamenti abusivi dei lavoratori e dei sindacalisti che difendono i diritti e gli interessi dei loro colleghi, adducendo come giustificazione gli sviluppi dei negoziati con l’UE. La comunicazione lasciava quindi erroneamente supporre che le parti sociali avessero chiesto questa sospensione, mentre sarebbero stati i datori di lavoro a essersi ritirati dalle discussioni. Dopo tre anni di negoziati, questo annuncio solleva domande alle quali il Consiglio federale è invitato a rispondere:<br>&nbsp;<br>1.⁠ ⁠Il Consiglio federale ha davvero fatto tutto il possibile per ottenere risultati concludenti? La sospensione non sembra essere in contraddizione con l’impegno preso nel 2020?<br>&nbsp;<br>2.⁠ ⁠Perché è stata sospesa la mediazione in seguito al ritiro dei datori di lavoro, dando l’impressione di stare dalla loro parte?&nbsp;<br>&nbsp;<br>3.⁠ ⁠Che cos’ha previsto il Consiglio federale per riattivare la mediazione? Con quale tempistica intende garantire il rispetto delle norme internazionali? Il suo atteggiamento attendista riflette una mancanza di volontà nel migliorare la tutela dei rappresentanti del personale e dei sindacalisti?<br>&nbsp;<br>4.⁠ ⁠Con questa sospensione la Svizzera non rischia di ritrovarsi sulla lista nera dell’OIL?</p>