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Il Tribunale Federale ha respinto il ricorso di Claude D., che nel 2013 uccise la 19enne nei pressi di Payerne, per il trasferimento in una sezione ‘normale’
Claude D., l’uomo che nel maggio 2013 uccise la 19enne Marie nei pressi di Payerne (VD), continuerà ad essere detenuto nell’unità di sicurezza rafforzata della prigione di Thorberg (BE). Lo ha deciso il Tribunale federale (TF) respingendo due ricorsi in materia.
Claude D. era stato trasferito dalla prigione di La Croisée (VD) a Thorberg a fine luglio 2019. A tal proposito, in una sentenza pubblicata due settimane fa lo stesso TF aveva respinto un ricorso di Claude D. contro lo spostamento.
A Thorberg, il suo soggiorno nel settore di sicurezza rafforzata (“Sicherheitsvollzug B”) è stato prolungato più volte di sei mesi in sei mesi dall’Ufficio vodese dell’esecuzione delle pene (OEP). Nei suoi ricorsi contro queste proroghe, l’assassino ha chiesto il suo trasferimento in un settore “normale” o a “lunga durata”, a Thorberg o in un altro carcere situato in Romandia. In due sentenze molto dettagliate pubblicate oggi, il TF respinge le argomentazioni di Claude D.
La Corte di diritto penale fa notare che secondo la legge bernese il collocamento in una zona di sicurezza rinforzata - meno severa della zona di massima sicurezza (“Sicherheitsvollzug A”) - deve essere rinnovato e motivato almeno ogni sei mesi. Visto che Claude D. soggiorna in una struttura situata nel canton Berna, l’OEP può applicare la legislazione bernese, precisa “Mon Repos”.
Contrariamente a quanto sostenuto da Claude D., la sua detenzione in una struttura di sicurezza rafforzata non viola inoltre la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Il codice penale fornisce una base giuridica sufficiente per l’isolamento, che è relativo in quanto il condannato incontra regolarmente altri detenuti. Dispone inoltre nella sua cella di un computer e un telefono.
Claude D. il 13 maggio 2013 - quando si trovava agli arresti domiciliari dopo essere stato rilasciato di prigione - costrinse la giovane Marie, conosciuta a suo dire su internet, a salire sulla propria automobile e la portò in un bosco di Torny-Le-Grand (FR), vicino a Payerne (VD), dove la strangolò nottetempo. L’uomo venne arrestato il giorno seguente dopo un inseguimento da parte della polizia.
Nel settembre del 2018, il tribunale cantonale vodese ha condannato l’uomo all’ergastolo per assassinio, privazione della libertà, sequestro, coazione sessuale e altri reati. Inoltre è stata ordinata la detenzione ordinaria.