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L'allentamento delle misure precede le modifiche nella politica della 'tolleranza zero' duramente contestata dalla popolazione
PECHINO - Le attività commerciali, in alcuni casi già da ieri, sono state riaperte e i requisiti per i test anti-Covid a Pechino e in altre città sono stati allentati, mentre la Cina si avvia a modificare la politica della 'tolleranza zero' perseguita con insistenza negli ultimi tre anni, all'origine delle proteste diffuse nel Paese di due settimane fa.
Il Covid si sta indebolendo, hanno riferito i media statali tra cui Yicai, citando un esperto in forma anonima, secondo cui il Covid potrebbe essere declassato da malattia di categoria A a categoria C.
A Pechino, i residenti non sono più tenuti a mostrare un test all'acido nucleico negativo fatto nelle 48 ore per l'uso dei mezzi pubblici. Stessa regola anche a Shanghai, strozzata dal duro lockdown di due mesi ad aprile e maggio scorsi. La vicina Hangzhou si è spinta oltre: stop ai test di massa regolari per gli oltre 10 milioni di residenti, a eccezione di coloro che vivono o visitano case di cura, scuole e asili.
Ad Urumqi, il capoluogo dello Xinjiang dove più di due settimane fa morirono 10 persone in un incendio salito a catalizzatore delle recenti proteste, hanno riaperto oggi supermercati, hotel e ristoranti. La città, con oltre 4 milioni abitanti, ha sperimentato una delle chiusure anti-pandemia più lunghe della Cina, con aree bloccate da agosto a novembre.
Le autorità di Wuhan, la città dove il coronavirus è stato rilevato per la prima volta a fine 2019, e dello Shandong hanno eliminato domenica l'obbligo di test per i trasporti pubblici. E Zhengzhou, la sede della più grande fabbrica di iPhone del mondo, domenica ha dichiarato che le persone potranno entrare nei luoghi pubblici, prendere i mezzi pubblici ed entrare nei loro complessi residenziali senza un risultato negativo del test di 48 ore. Tra l'altro, a Pechino come in altre città sono stati smantellati velocemente molte postazioni per i test che restano obbligatori, creando lunghe attese.
La Cina ha registrato domenica quasi 30'000 nuovi casi, ha riferito la Commissione sanitaria nazionale, di cui 3752 Pechino, 4822 a Chongqing e quasi 6000 nel Guangdong.