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Un anno dedicato a Karl Barth
Il 10 dicembre si aprono le commemorazioni in onore del teologo evangelico basilese che si protrarranno per tutto il 2019
in protestantesimo , teologia , Svizzera
(Paolo Tognina) Cinquant'anni fa, il 10 dicembre 1968, moriva a Basilea il teologo protestante Karl Barth, un gigante del pensiero cristiano nel 20.esimo secolo. L’“anno barthiano”, dal titolo "Gott trifft Mensch" (“Dio incontra l’uomo”), e comprendente numerose manifestazioni ed eventi, è promosso congiuntamente dalle chiese evangeliche svizzere e tedesche e si protrarrà per tutto il 2019.
Un partigiano di Dio
Nemico dei nazionalismi che portarono alla prima guerra mondiale, vicino agli ambienti socialdemocratici e attento alle rivendicazioni della classe operaia nel periodo tra i due conflitti, oppositore del regime nazista in Germania - dove era stato chiamato quale docente di teologia -, pioniere del dialogo ecumenico e promotore di una "terza via" negli anni della guerra fredda, Karl Barth fu uno dei protagonisti del rinnovamento biblico nella teologia e ribadì la centralità della Parola di Dio nella vita e nella predicazione cristiana. Il teologo basilese amava ripetere che il contenuto della Bibbia non è costituito "dai giusti pensieri degli uomini su Dio", ma "dai giusti pensieri di Dio sugli uomini".
Oppositore di Hitler
Il nome di Karl Barth cominciò a circolare negli ambienti teologici svizzeri e internazionali quando, cent'anni fa, nel 1919, pubblicò il suo primo commento alla lettera dell'apostolo Paolo ai Romani. In quel testo espose idee radicali in merito al carattere "totalmente altro" di Dio, in contrapposizione alla teologia liberale che identificava il Regno di Dio con il progresso umano e giustificava la guerra ricorrendo al "Gott mit uns". Le tesi di Barth fecero scalpore e il giovane teologo venne chiamato a insegnare teologia in Germania.
All'inizio degli anni Trenta, Barth fu testimone dell'ascesa al potere di Hitler e divenne un tenace oppositore del nazismo. Il teologo basilese fu tra gli autori della Dichiarazione teologica di Barmen, nel maggio 1934, quando rappresentanti delle chiese riformate, luterane e unite, riunitesi a Wuppertal-Barmen, formularono un testo comune, alla base della "Chiesa confessante" che si oppose al nazismo. La Dichiarazione intendeva contrastare i cosiddetti "cristiani tedeschi" (Deutsche Christen), che sostenevano la politica di Adolf Hitler e da questi erano appoggiati.
Nuove pubblicazioni
In occasione dell'anno barthiano, escono numerose pubblicazioni. Oggi, presso l'università di Basilea, verrà presentata una biografia del teologo, corredata da molte fotografie, intitolata "Karl Barth. Bilder und Dokumente aus seinem Leben", a cura di Peter Zocher (archivista della Karl-Barth-Haus di Basilea), pubblicata dal Theologischer Verlag Zürich. È uscita una nuova biografia di Barth, opera di Christiane Tietz, "Karl Barth. Ein Leben im Widerspruch", edita da C. H. Beck. Il saggista e teologo Klaas Huizing ha dato alle stampe "Zu dritt. Karl Barth, Nelly Barth, Charlotte von Kirschbaum", Klöpfer & Meyer Verlag, un romanzo nel quale viene narrata la vicenda del legame a tre che ha unito il teologo alla moglie e alla segretaria-amante, Charlotte "Lollo" von Kirschbaum.
Lettere a Carlotta
Con l’anno nuovo è in programma la pubblicazione in italiano dell’epistolario tra Karl Barth e Charlotte von Kirschbaum dal titolo: “Lettere a Carlotta”. A cura di Fulvio Ferrario e Beata Ravasi uscirà per la Claudiana editrice nella collana “Piccola biblioteca teologica”. Il volume di 192 pagine presenta una scelta di lettere della corrispondenza nel decennio 1925-35 tra il grande teologo svizzero, sposato e padre di cinque figli, e l’ex-infermiera tedesca, diventata sua collaboratrice e, a sua volta, teologa. Con un’introduzione di Fulvio Ferrario.
Karl Barth e Charlotte von Kirschbaum
Anniversario barthiano
A segnare l’inizio delle celebrazioni si svolge oggi a Basilea la consegna del Karl-Barth-Preis, creato nel 1986 dall’Unione delle chiese evangeliche in Germania (Union Evangelischer Kirchen, UEK). Il laureato 2018 è il notaio e avvocato Bernhard Christ, da oltre un quarto di secolo presidente della Karl-Barth-Stiftung di Basilea. Tra i laureati delle precedenti edizioni figurano il teologo Eberhard Jüngel (1988), il poeta Kurt Marti (2002) e l’ex presidente tedesco Johannes Rau (2005). Nel 2006 la prima donna è stata una teologa sudcoreana, Meehyun Chung.
Le celebrazioni in memoria di Karl Barth sono organizzate dall’Unione delle chiese evangeliche in Germania (UEK), dall’Alleanza riformata tedesca, dalla Chiesa evangelica in Germania (EKD) e dalla Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera (FCES).