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Giorgio Ghiringhelli dà seguito al suo annuncio e ricorre al Tribunale federale affinché si proceda ad annullare e rifare la votazione sulla legittima difesa, bocciata da una differenza di 426 schede. "Non ho certo atteso l’esito della votazione a me sfavorevole prima di contestare le irregolarità contenute nell’opuscolo", scrive Ghiringhelli, opuscolo informativo "trasmesso dal Consiglio di Stato a tutti i cittadini" che secondo il 'Ghiro' "conteneva delle affermazioni false, illegali e tendenziose che certamente hanno indotto molti cittadini a votare contro l’iniziativa credendola contraria al diritto federale e altrettanto certamente hanno influito sull’esito finale della votazione". Con questa motivazione, "toccherà ai giudici federali – prosegue Ghiringhelli – stabilire se il Consiglio di Stato abbia abusato delle sue competenze e se la volontà popolare sia stata 'manipolata' da un’informazione illegale e tendenziosa, che con ogni evidenza poteva influire negativamente sul voto di molti cittadini. Comunque vada a finire, il ricorso contribuirà a far chiarezza su una questione di fondo molto importante, perché v’è di mezzo la libera formazione d’opinione del cittadino sovrano".