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BERNA - Le discussioni tra Svizzera e Unione europea al momento non hanno compiuto progressi sufficienti per prolungare il riconoscimento dell'equivalenza borsistica elvetica. È quanto afferma in una lettera il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis.
Alla luce di queste dichiarazioni il consigliere nazionale Marco Chiesa depositerà domani a Berna un’interrogazione urgente, considerato che «l’eventuale rifiuto del riconoscimento dell'equivalenza da parte delle autorità europee alla Borsa svizzera è a tutti gli effetti di un'inaccettabile misura di ritorsione nei confronti del nostro Paese per la lentezza dei negoziati nell'ambito dell'accordo istituzionale tra la Confederazione elvetica e l'UE».
Ecco le domande dell’interrogazione:
• Corrisponde al vero che il Vicepresidente della Commissione europea ha confermato per iscritto che il riconoscimento dell'equivalenza della borsa elvetica non dev'essere prorogato oltre il mese di dicembre 2018?
• Il CF è ancora fiducioso in una soluzione di questa vertenza?
• Il CF è pronto ad affrontare l’eventuale sospensione del riconoscimento dell’equivalenza della Borsa Svizzera dal 1° gennaio 2019?
• Il CF ha preparato delle contromisure per fronteggiare una tale decisione arbitraria da parte della Commissione europea? Ed è pronto a metterle in atto?