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FIRENZE - La corte di appello di Firenze ha condannato a 7 anni Mauro Moretti ex ad di Ferrovie dello Stato (Fs) e di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) al processo per la strage di Viareggio del 2009. La procura generale aveva chiesto 15 anni e 6 mesi: anche in primo grado Moretti venne condannato a 7 anni.
Il dirigente, che non era in aula, era imputato di disastro, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, incendio. Moretti è stato condannato dalla corte di appello non solo come ex ad di Rfi, ma anche come ex ad di Fs. Il tribunale di Lucca, invece, in primo grado aveva considerato la condanna solo rispetto alla sua funzione di amministratore delegato di Rfi.
La corte di appello di Firenze ha condannato anche Michele Mario Elia (ex ad di Rfi) e Vincenzo Soprano (ex ad Trenitalia) a 6 anni, nel processo per la strage di Viareggio per accuse, a vario titolo, di omicidio plurimo colposo e disastro ferroviario. Il tribunale di Lucca li aveva tutti condannati il 31 gennaio 2017.
Per Elia la procura generale aveva chiesto in requisitoria 14 anni e 6 mesi (in primo grado era stato condannato a 7 anni e 6 mesi), per Soprano 7anni e 6 mesi (come la condanna in tribunale).
È invece assolto Giulio Margarita (ex dirigente della direzione tecnica di Rfi e oggi dirigente di Ansf, l'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria) che in primo grado era stato condannato a 6 anni e sei mesi. Il Pg aveva chiesto 12 anni e sei mesi. Per i giudici "il fatto non sussiste".
Nel processo i giudici della corte di appello di Firenze in camera di consiglio hanno dovuto tener conto della prescrizione scattata nel maggio 2018 per i reati di incendio e lesioni plurime colpose contestati a numerosi imputati. La prescrizione in questo processo 'vale' 6 mesi di sconto di pena. La stessa procura generale, nella requisitoria, aveva evidenziato l'obbligo legale di applicare la prescrizione in modo lineare a tutte le posizioni in caso di riforma della sentenza di primo grado.
Moretti era intervenuto durante una delle udienze a cui ha assistito - quella dell'11 febbraio scorso - annunciando alla corte di volervi rinunciare.
La corte ha inoltre confermato la sentenza del tribunale di Lucca riguardo ai risarcimenti alle parti civili e le relative provvisionali, fra cui quelle per i familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009. Anche Moretti, condannato a 7 anni, deve risarcire le parti.
10 anni dopo, tra sentenza e un muro di colori - Una nuova sentenza e un muro da pitturare sono gli elementi nuovi con cui Viareggio si appresta a celebrare l'anniversario numero dieci della strage ferroviaria che il 29 giugno 2009 la devastò con un incendio violentissimo, che superò i binari, entrò nelle case e uccise 32 persone.
La sentenza è quella di appello letta oggi a Firenze e che fa seguito a una lunga vicenda giudiziaria pazientemente seguita dai familiari delle vittime.
Il muro è quello che in questi giorni s'inizia a decorare in via Ponchielli con graffiti, disegni o affreschi, parola nobile spesa da chi, per un rione popolare, vuole alludere alla pittura murale di chiese e palazzi. Non è un muro qualsiasi e, forse, è un simbolo.
Quel muro, a protezione del rione di via Ponchielli, epicentro del disastro, è la barriera parafiamme (o paraurti) che gli abitanti lungo la ferrovia chiedevano di erigere da anni a difesa delle loro vite. Tutti in città sono convinti che, se ci fosse già stato, avrebbe potuto almeno mitigare le conseguenze dell'esplosione del vagone merci con gas gpl che deragliò per un'avaria. Il muro poi è stato fatto e ora, in queste settimane, le autorità hanno deciso di farlo colorare.
In quella zona alle 23.48 del 29 giugno 2009 il fuoco dell'esplosione invase Viareggio distruggendola come in un fronte di guerra. Gli effetti furono simili a un bombardamento, le conseguenze analoghe. Ci furono le vittime, gli ustionati gravi, le distruzioni, gli eroismi come quello del macchinista del treno merci che accortosi dell'incidente mantenne sangue freddo e tirò via dalla stazione quello che rimaneva del convoglio affinché non ci fossero altri scoppi, conseguenze peggiori.