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Le munizioni Nato all'uranio impoverito, impiegate nel 1999 in Kosovo, non mettono in pericolo, neppure a lungo termine, la salute di uomini e animali. A questa conclusione sono giunti due esperti svizzeri del laboratorio AC di Spiez , nel Canton Berna, che avevano prelevato campioni di materiale in otto località kosovare per conto del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP).Questo contenuto è stato pubblicato il 03 aprile 2001 - 18:09
Il Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha pubblicato martedì soltanto i risultati dettagliati delle analisi dei due specialisti elvetici, le cui conclusioni erano già state prese in considerazione nel rassicurante rapporto Onu pubblicato lo scorso 13 marzo.
Gli esperti di Spiez - precisa il DDPS - hanno analizzato 61 campioni di terreno, nove campioni di materiale tratto dai fori di proiettile, quattro rivestimenti di proiettili, due proiettili interi e una scheggia di proiettile.
Con l'impiego di munizione contenente uranio impoverito viene «inquinato» lo strato superiore del terreno, hanno rilevato i due periti. Tale «inquinamento» è tuttavia giudicato inferiore a quello causato dall'uranio naturale già contenuto nel terreno, fatta eccezione per i pochi centimetri nelle immediate vicinanze del luogo d'impatto.
Il tenore di plutonio nei proiettili è d'altro canto così piccolo che non ha praticamente alcun influsso sulla «velenosità» del proiettile, afferma il comunicato del Ddps. Un periodico controllo della falda freatica è tuttavia auspicato.
I due tecnici svizzeri hanno effettuato l'esame delle radiazioni insieme a colleghi provenienti da Finlandia, Svezia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Gli scienziati dell'Onu hanno prelevato e analizzato complessivamente oltre 350 campioni di suolo, acqua e piante in Bosnia e in Kosovo ed hanno concluso che l'esposizione alle radiazioni, emesse dalle munizioni all'uranio impoverito, può essere giudicata molto debole. I rischi di contaminazione radioattiva o chimica sono «trascurabili e persino inesistenti», afferma il UNEP.
swissinfo e agenzie
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