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L'ascesa al trono è stata immediata dopo la morte di Elisabetta. Ma per la cerimonia bisognerà attendere l'anno prossimo
LONDRA - Non c'è vuoto sul trono britannico. Quando il regno di un sovrano giunge alla sua fine, sia essa determinata dalla natura o dalla scelta, ha subito inizio quello del suo successore. L'ascesa. La proclamazione ufficiale da parte dell'Accession Council. E, infine, la cerimonia d'incoronazione, che - secondo le anticipazioni del Telegraph - dovrebbe avere luogo tra la primavera e l'estate del prossimo anno.
È un'attesa necessaria. Ossequiosa della tradizione. Da un lato serve a consentire alla popolazione un'adeguata elaborazione del lutto; e la cerimonia funebre di ieri ha mostrato quanto il legame dei cittadini britannici con la casa reale si mantenga tutt’oggi saldo. Dall'altro, come si può facilmente immaginare, c'è la questione dei tempi tecnici che l'organizzazione di un tale evento richiede; anche se i preparativi della cosiddetta "Operazione Globo d'oro", considerata la longevità del regno della regina Elisabetta, non sono di certo iniziati ora.
E torniamo per un attimo all'alba di quest'ultimo. Elisabetta II ascese al trono il 6 febbraio del 1952, mentre si trovava lontana dal Regno. Era in visita in Kenya (che ancora non faceva parte del Commonwealth) assieme al marito, il principe Filippo - e proprio lui fu ambasciatore della notizia, annunciandole la dipartita di re Giorgio VI. L'incoronazione di Elisabetta II avvenne però solamente il 2 giugno 1953, quindi a oltre un anno di distanza. E fu una cerimonia dai contorni monumentali, con più di 8'000 invitati provenienti da 129 paesi diversi. Una solennità d'altri tempi e, lo possiamo dire a posteriori, una cornice proporzionata a quello che sarebbe stato uno dei regni più duraturi della storia (secondo solo a quello de "le Roi Soleil", Luigi XIV di Francia).
Più snella si annuncia invece la cerimonia, che sarà celebrata dall'arcivescovo di Canterbury, in cui Carlo presterà giuramento. E ci rifacciamo anche in questo caso a quanto riportato nelle colonne del Telegraph. Dovrebbero essere, nelle previsioni, al massimo 2'000 le persone che assisteranno "da vicino" al momento in cui il sovrano andrà a sedersi sulla sedia di re Edoardo, nell'Abbazia di Westminster, con lo scettro nella mano destra e il globo dorato accomodato nel palmo della sinistra.
Un numero ridotto, rispetto al passato, motivato da questioni di sicurezza e salute pubblica. Ma secondo fonti vicine a Buckingham Palace, il tono "minore" - virgolette che sono d'obbligo - si inserisce pure nel solco della volontà del nuovo sovrano di voler ridisegnare una monarchia britannica con contorni più moderni. Consapevole che c'è un prima e un dopo Elisabetta II. E che l'affetto che centinaia di migliaia di sudditi hanno dimostrato in questi ultimi giorni alla defunta regina non si pone in antitesi alla crescente spinta verso un cambio di paradigma istituzionale. Affaire à suivre.
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