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ROMA - Quindici milioni di posti di lavoro, entro il 2011. Sono quelli necessari per riportare il mercato occupazionale dei Paesi Ocse ai livelli precedenti alla crisi economica che dura ormai da più di due anni.
È il dato allarmante che emerge da un Focus dell'Ocse sul mercato occupazionale, nel quale l'organizzazione parigina sottolinea che, "anche se le loro economie si stanno riprendendo, i Paesi Ocse dovranno fare i conti con un gap di 15 milioni di disoccupati entro la fine del 2011". E, spiega il rapporto, "questo è il numero di posti di lavoro che devono creare per riportare la disoccupazione ai livelli antecedenti alla recessione".
L'Ocse invita anche a non abbassare la guardia nei confronti di livelli occupazionali così bassi come non si vedevano da tempo: "la disoccupazione - si legge infatti - sta crescendo da talmente tanto tempo che è facile abituarsi a questo fenomeno. Ma come molti rapporti dell'Ocse hanno sottolineato, siamo di fronte ad una crisi che non si vede da decenni". E dalla quale, avverte l'Ocse, non sarà facile uscirne.
In primo luogo, perchè "molte economie dell'area stanno recuperando dalla recessione, ma in modo molto lento. E anche se alcune stanno mettendo a segno buoni tassi di crescita, non stanno facendo molto dal punto di vista della creazione di nuovi posti di lavoro". Proprio per questo motivo, in alcuni Paesi stanno crescendo i timori su una ripresa "senza lavoro" e su una disoccupazione che diventi "strutturale nel lungo periodo".
SDA-ATS