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Incarto n. 15.2009.96 Lugano 29 settembre 2009 CJ/fp/fb In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Pellegrini, presidente, Walser e Roggero-Will segretario: Jaques statuendo sul ricorso 3 settembre 2009 di RI 1 rappr. dall’ RA 1 contro l’operato dell’CO 1, e meglio contro il verbale di sequestro n. 1365305-02 eseguito il 13 agosto 2009 nella procedura esecutiva promossa dal ricorrente nei confronti di PI 1 (I) rappr. dall’avv. __________, __________ viste le osservazioni 21 settembre 2009 di PI 1 e 22 settembre 2009 dell’CO 1; esaminati atti e documenti; ritenuto in fatto e considerato in diritto: che il ricorrente chiede alla Camera di dichiarare nullo il verbale di sequestro del 13 agosto 2009, in quanto sarebbe “del tutto impreciso o comunque non chiaro” ; che, per quanto qui d’interesse, in realtà il verbale indica chiaramente alla posizione 1 (recte 1.1) un conto della debitrice PI 1 presso la PI 2 (in seguito PI 2) con un saldo di fr. 109,82 e alla posizione 1.2 altri conti presso la medesima banca, già pignorati in precedenza a favore di altri creditori, ammontanti complessivamente a fr. 2'660'336,26, sui quali PI 2 vanta a suo favore un diritto di pegno; che d’altronde PI 2 non ha contestato il verbale di sequestro (allestito dopo il suo scritto 17 luglio 2009); che comunque non risulta né dai documenti prodotti dal ricorrente né dall’incarto che la banca abbia formalmente sollevato l’ec­cezione di compensazione, sicché non vi sono motivi per ritenere che i crediti pignorati si siano nel frattempo estinti; che non si può ragionevolmente congelare la procedura esecutiva per il timore che PI 2 possa in futuro opporre la compensazione – ciò che sarebbe autorizzata a fare persino dopo l’aggiu­dicazione dei crediti in questione (DTF 95 II 235 segg.); che del resto il ricorrente non allega che si possa, allo stadio attuale della procedura, obbligare la banca a scegliere tra l’ecce­zione di compensazione e la rivendicazione di un diritto di pegno manuale; che in queste condizioni non vi sono validi motivi per pronunciare la nullità del verbale di sequestro impugnato e nemmeno per annullarlo, ritenuto comunque che eventuali accertamenti complementari da parte dell’Ufficio andavano chiesti entro il termine di ricorso di 10 giorni dalla ricezione del verbale di sequestro (art. 17 cpv. 2 LEF), ovvero nel caso concreto entro il 27 agosto, mentre il ricorso è stato inoltrato solo il 3 settembre 2009; che parimenti l’assegnazione del termine dell’art. 108 LEF contenuta nel verbale contestato va confermata; Richiamati gli art. 17, 20 a, 108, 275 LEF; 61, 62 OTLEF; pronuncia: 1. Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Intimazione a: – avv. RA 1, __________; – avv. __________, __________. Comunicazione all’CO 1. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza Il presidente Il segretario Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10 (dieci) giorni dalla notificazione, rispettivamente entro 5 (cinque) giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.

Incarto n. 15.2009.96 Incarto n. 15.2009.96

Incarto n. 15.2009.96 Lugano 29 settembre 2009 CJ/fp/fb Lugano

Lugano 29 settembre 2009

29 settembre 2009 CJ/fp/fb

CJ/fp/fb In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Pellegrini, presidente, Walser e Roggero-Will Pellegrini, presidente,

Pellegrini, presidente, Walser e Roggero-Will

Walser e Roggero-Will segretario: segretario:

segretario: Jaques Jaques

Jaques statuendo sul ricorso 3 settembre 2009 di

statuendo sul ricorso 3 settembre 2009 di RI 1 rappr. dall’ RA 1 RI 1

RI 1 rappr. dall’ RA 1

rappr. dall’ RA 1 contro contro

contro l’operato dell’CO 1, e meglio contro il verbale di sequestro n. 1365305-02 eseguito il 13 agosto 2009 nella procedura esecutiva promossa dal ricorrente nei confronti di

l’operato dell’CO 1, e meglio contro il verbale di sequestro n. 1365305-02 eseguito il 13 agosto 2009 nella procedura esecutiva promossa dal ricorrente nei confronti di PI 1 (I) rappr. dall’avv. __________, __________ PI 1 (I)

PI 1 (I) rappr. dall’avv. __________, __________

rappr. dall’avv. __________, __________ viste le osservazioni 21 settembre 2009 di PI 1 e 22 settembre 2009 dell’CO 1;

viste le osservazioni 21 settembre 2009 di PI 1 e 22 settembre 2009 dell’CO 1; esaminati atti e documenti;

esaminati atti e documenti; ritenuto in fatto e considerato in diritto:

ritenuto in fatto e considerato in diritto: che il ricorrente chiede alla Camera di dichiarare nullo il verbale di sequestro del 13 agosto 2009, in quanto sarebbe “del tutto impreciso o comunque non chiaro” ;

che il ricorrente chiede alla Camera di dichiarare nullo il verbale di sequestro del 13 agosto 2009, in quanto sarebbe “del tutto impreciso o comunque non chiaro” ; che, per quanto qui d’interesse, in realtà il verbale indica chiaramente alla posizione 1 (recte 1.1) un conto della debitrice PI 1 presso la PI 2 (in seguito PI 2) con un saldo di fr. 109,82 e alla posizione 1.2 altri conti presso la medesima banca, già pignorati in precedenza a favore di altri creditori, ammontanti complessivamente a fr. 2'660'336,26, sui quali PI 2 vanta a suo favore un diritto di pegno;

che, per quanto qui d’interesse, in realtà il verbale indica chiaramente alla posizione 1 (recte 1.1) un conto della debitrice PI 1 presso la PI 2 (in seguito PI 2) con un saldo di fr. 109,82 e alla posizione 1.2 altri conti presso la medesima banca, già pignorati in precedenza a favore di altri creditori, ammontanti complessivamente a fr. 2'660'336,26, sui quali PI 2 vanta a suo favore un diritto di pegno; che d’altronde PI 2 non ha contestato il verbale di sequestro (allestito dopo il suo scritto 17 luglio 2009);

che d’altronde PI 2 non ha contestato il verbale di sequestro (allestito dopo il suo scritto 17 luglio 2009); che comunque non risulta né dai documenti prodotti dal ricorrente né dall’incarto che la banca abbia formalmente sollevato l’ec­cezione di compensazione, sicché non vi sono motivi per ritenere che i crediti pignorati si siano nel frattempo estinti;

che comunque non risulta né dai documenti prodotti dal ricorrente né dall’incarto che la banca abbia formalmente sollevato l’ec­cezione di compensazione, sicché non vi sono motivi per ritenere che i crediti pignorati si siano nel frattempo estinti; che non si può ragionevolmente congelare la procedura esecutiva per il timore che PI 2 possa in futuro opporre la compensazione – ciò che sarebbe autorizzata a fare persino dopo l’aggiu­dicazione dei crediti in questione (DTF 95 II 235 segg.);

che non si può ragionevolmente congelare la procedura esecutiva per il timore che PI 2 possa in futuro opporre la compensazione – ciò che sarebbe autorizzata a fare persino dopo l’aggiu­dicazione dei crediti in questione (DTF 95 II 235 segg.); che del resto il ricorrente non allega che si possa, allo stadio attuale della procedura, obbligare la banca a scegliere tra l’ecce­zione di compensazione e la rivendicazione di un diritto di pegno manuale;

che del resto il ricorrente non allega che si possa, allo stadio attuale della procedura, obbligare la banca a scegliere tra l’ecce­zione di compensazione e la rivendicazione di un diritto di pegno manuale; che in queste condizioni non vi sono validi motivi per pronunciare la nullità del verbale di sequestro impugnato e nemmeno per annullarlo, ritenuto comunque che eventuali accertamenti complementari da parte dell’Ufficio andavano chiesti entro il termine di ricorso di 10 giorni dalla ricezione del verbale di sequestro (art. 17 cpv. 2 LEF), ovvero nel caso concreto entro il 27 agosto, mentre il ricorso è stato inoltrato solo il 3 settembre 2009;

che in queste condizioni non vi sono validi motivi per pronunciare la nullità del verbale di sequestro impugnato e nemmeno per annullarlo, ritenuto comunque che eventuali accertamenti complementari da parte dell’Ufficio andavano chiesti entro il termine di ricorso di 10 giorni dalla ricezione del verbale di sequestro (art. 17 cpv. 2 LEF), ovvero nel caso concreto entro il 27 agosto, mentre il ricorso è stato inoltrato solo il 3 settembre 2009; che parimenti l’assegnazione del termine dell’art. 108 LEF contenuta nel verbale contestato va confermata;

che parimenti l’assegnazione del termine dell’art. 108 LEF contenuta nel verbale contestato va confermata; Richiamati gli art. 17, 20 a, 108, 275 LEF; 61, 62 OTLEF;

Richiamati gli art. 17, 20 a, 108, 275 LEF; 61, 62 OTLEF; pronuncia:

pronuncia: 1. Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto.

1. Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Intimazione a: – avv. RA 1, __________;

3. Intimazione a: – avv. RA 1, __________; – avv. __________, __________.

– avv. __________, __________. Comunicazione all’CO 1.

Comunicazione all’CO 1. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

quale autorità di vigilanza Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10 (dieci) giorni dalla notificazione, rispettivamente entro 5 (cinque) giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.