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<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta l'importanza dell'accesso ai collegamenti aerei della Svizzera verso l'Europa e il resto del mondo?</p><p>2. In assenza di un accordo aereo viene a mancare il libero accesso al mercato dei voli di apporto. In questo caso sarebbe compromessa anche l'ampia offerta di voli intercontinentali dalla Svizzera, un'offerta oggigiorno economicamente sostenibile e che può essere gestita in una prospettiva a lungo termine? </p><p>3. Quale scenario sarebbe ipotizzabile se l'accordo aereo venisse a mancare in ragione della rescissione degli "accordi bilaterali" da parte dell'UE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Per la Svizzera, i collegamenti aerei sono di fondamentale importanza. L'accordo sul trasporto aereo con l'UE disciplina i collegamenti con l'Europa e consente alle compagnie aeree svizzere di accedere al mercato liberalizzato del trasporto aereo europeo. Grazie alla reciproca concessione dei diritti di traffico e al divieto di discriminazione, le imprese svizzere di trasporto aereo sono ampiamente equiparate alle loro concorrenti europee.</p><p>Più di tre quarti dei voli da e verso gli aeroporti nazionali avvengono tra la Svizzera e l'UE: numerosi aeroporti europei sono raggiungibili dalla Svizzera. Allo stesso tempo, le compagnie europee volano da diverse destinazioni europee verso gli aeroporti nazionali e regionali svizzeri. La buona infrastruttura e le condizioni giuridiche armonizzate hanno un impatto positivo soprattutto sullo sviluppo dell'aeroporto di Zurigo in quanto hub. Ciò si riflette nel fatto che numerosi passeggeri scelgono lo scalo di Zurigo come aeroporto di transito, circostanza che rende la gestione di molti collegamenti a lungo raggio economicamente sostenibile. Non è possibile stabilire con certezza se l'accordo sul trasporto aereo con l'UE sia all'origine di tale sviluppo, ma le condizioni favorevoli scaturite dall'accordo hanno senza dubbio un effetto positivo.</p><p>3. In caso di rescissione dell'accordo sul trasporto aereo con l'UE, i vecchi accordi con i singoli Stati membri dell'UE riacquisterebbero validità. Tuttavia, tali accordi non sono stati rinnovati da oltre vent'anni e sono di gran lunga meno vantaggiosi dell'accordo sul trasporto aereo stipulato con l'UE. In effetti, sarebbe necessario negoziare in tempi molto brevi dei nuovi accordi con gli Stati membri dell'UE. Inoltre le compagnie aeree svizzere perderebbero flessibilità con il ritorno dei rigidi sistemi bilaterali poiché non avrebbero il diritto di istituire e gestire collegamenti all'interno dell'Europa alle stesse condizioni delle compagnie europee. Già solo la miriade di condizioni e requisiti diversi, che risulterebbero dai numerosi accordi stipulati con i singoli Stati europei, sarebbe sfavorevole per le compagnie aeree e l'industria in Svizzera.</p><p>Nel 2015 la SECO ha esaminato i possibili effetti economici dell'abolizione degli accordi bilaterali I. In questo contesto, due istituti di ricerca esterni (BAK e Ecoplan) hanno analizzato l'importanza dei singoli accordi. Per la simulazione della rescissione dell'accordo è stato modellato lo scenario sopra menzionato, ovvero il ritorno agli accordi bilaterali sul traffico aereo con i singoli Stati membri. Ne conseguirebbe un minor numero di collegamenti aerei a prezzi più elevati, che avrebbe un impatto negativo sui viaggi d'affari e turistici nonché sui costi di trasporto delle imprese in Svizzera. È stato dimostrato che proprio l'aeroporto di Zurigo, per la sua funzione di hub, sarebbe particolarmente colpito dalla risoluzione dell'accordo. Nel complesso, i collegamenti aerei della Svizzera col mercato europeo del trasporto aereo peggiorerebbero, fatto che ridurrebbe l'attrattività della Svizzera e che si ripercuoterebbe su tutte le attività economiche. Nel periodo di simulazione, i minori investimenti e il calo dei consumi hanno determinato un PIL più basso rispetto allo scenario che non prevedeva la rescissione dell'accordo.</p><p>Infine, la Svizzera non farebbe più parte dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea, il che comporterebbe l'abolizione del riconoscimento delle certificazioni svizzere da parte di Stati terzi e svantaggi per i costruttori di aeromobili e le imprese di manutenzione provenienti dalla Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.