Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01063.jsonl.gz/674

comitato sev
Pensioni più alte, più parità emigliore protezione dal licenziamento
Nella seconda seduta di quest’anno, i membri del Comitato SEV hanno discusso di finanze e di temi politici di attualità, tra cui lo sciopero femminista del 14 giugno e la preparazione di un’iniziativa per una migliore protezione contro i licenziamenti. Il Comitato ha adottato all’unanimità il consuntivo del 2022.
La seduta del Comitato inizia con un minuto di silenzio per Werner Schwarzer. È stato per 27 anni presidente centrale della sottofederazione TS e quindi anche membro del Comitato SEV. Avrebbe compiuto 67 anni tra poco.
Diversi temi politici sono attualmente al centro dell’attenzione del SEV. Il presidente Matthias Hartwich ha spiegato quali votazioni occuperanno il SEV nei prossimi mesi. Da un lato, i sindacati e i partiti di sinistra promuoveranno un referendum contro la riforma della LPP. Dall’altro, l’elettorato potrà finalmente votare sull’iniziativa per la tredicesima AVS alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo. È molto probabile che il governo federale sottoponga all’elettorato entrambe le proposte di legge contemporaneamente.
Pagare di più, ricevere di meno
La riforma della LPP (previdenza professionale), approvata dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati nella sessione primaverile del 17 marzo, per i sindacati è una pura provocazione (vedi editoriale in prima pagina). Invece di rafforzare la previdenza delle donne e delle persone a basso reddito, come inizialmente promesso, il disegno di legge è degenerato in una pura legge di tagli. Dopo il fallimento dell’ultima riforma sulle casse pensioni, il Consiglio federale ha incaricato le parti sociali di elaborare una proposta per risolvere i problemi più urgenti del 2° pilastro. La proposta di riforma raggiunta dopo intensi negoziati è stata adottata dal Consiglio federale e presentata al Parlamento. Avrebbe modernizzato la LPP, stabilizzato le pensioni e migliorato immediatamente quelle dei lavoratori a tempo parziale e dei redditi bassi. Ma le cose sono andate diversamente. Il Parlamento, dominato dal centro-destra, ha deciso una riforma di cui beneficeranno solo le banche e le assicurazioni. Per i sindacati è chiaro che dobbiamo intervenire. Il foglio firme per il referendum sarà presumibilmente allegato al prossimo giornale del SEV.
La votazione per la tredicesima AVS è dunque diventata ancora più importante. A causa dell’aumento degli affitti e dei premi delle casse malati e dell’impennata dei prezzi dovuta al rincaro più alto degli ultimi decenni, i pensionati e le pensionate si ritrovano con sempre meno soldi nel portafoglio. Dopo che le rendite delle casse pensioni sono già diminuite da anni, è urgente rafforzare l’AVS con una tredicesima mensilità. Dopo tutto, chi ha lavorato tutta la vita merita una buona pensione. L’iniziativa, sostenuta anche dal SEV, offre una buona soluzione in tal senso.
Giornata di protesta per la parità
Non sono solo le pensioni a essere svantaggiose per le donne, ma anche i salari e molto altro ancora. Dallo sciopero delle donne del 2019 è stato fatto troppo poco in termini di parità. Di conseguenza, la prossima grande azione politica nazionale – sostenuta anche dal SEV – è lo sciopero femminista del 14 giugno. Janine Truttmann della Commissione donne SEV racconta come procedono i preparativi e quanto sia importante considerare la giornata come un giorno di protesta. «Se si vuole scioperare, bisogna essere sicuri di avere un sindacato alle spalle», spiega Janine Truttmann. Per molte donne scioperare nel vero senso della parola comporta un rischio. È logico che le donne che vogliono veramente scioperare debbano prima contattare i loro sindacati per assicurarsi di essere coperte. Per il SEV è chiaro che le donne dovrebbero usare questa giornata per lottare per una maggiore uguaglianza e una minore discriminazione, ma chi sciopera o adotta altre misure di lotta per ottenere migliori condizioni di lavoro corre il rischio di essere licenziato. E questo è un grosso problema in Svizzera, perché il nostro Paese ha una protezione molto scarsa contro il licenziamento. Già nel 2003 l’OIL, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, ha criticato la Svizzera per la sua inadeguata protezione contro il licenziamento. Anche in questo caso, la politica svizzera non ha fatto abbastanza per proteggere meglio lavoratori e lavoratrici. L’Unione sindacale svizzera (USS) intende quindi dare maggior peso alla questione elaborando un’iniziativa popolare.
Cifre positive e negative
Oltre alle questioni politiche, il Comitato si è chinato anche sulle finanze. Ha approvato all’unanimità i conti del SEV per il 2022. Rispetto agli anni precedenti, nel 2022 le cifre dei membri hanno avuto un andamento positivo. Tuttavia, l’anno 2022 è stato un «annus horribilis» nel settore degli investimenti, come ha detto ai membri del Comitato il responsabile delle finanze del SEV Aroldo Cambi. Fortunatamente, la perdita può essere coperta dalle riserve dei contributi del datore di lavoro e dalle riserve d’esercizio. Quindi, nonostante la situazione di crisi internazionale, il SEV si trova ancora in una buona posizione finanziaria. E questo è importante per le numerose sfide che ci attendono.
Michael Spahr
Enable JavaScript to view protected content.