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Tra i critici enologici più autorevoli al mondo, Robert Parker ha sviluppato un sistema di valutazione su scala centesimale, che rappresenta il Metro di valutazione con la M maiuscola del settore vitivinicolo: basti pensare che i prezzi dei Bordeaux e degli altri vini oscillano sulla base del punteggio assegnato dall'esperto. Recentemente Parker ha annunciato la vendita della sua prestigiosa rivista, "The Wine Advocate", cedendo ad altri esperti la critica dei vini, fatta eccezione per i Bordeux. Il ritiro del guru del vino ha suscitato numerose perplessità nel settore, che si domanda se la scala di valutazione continuerà a esercitare la medesima influenza. Alcuni parlano di un "people power", secondo cui in futuro la vera autorità sarà rappresentata dagli stessi consumatori che condividono le proprie valutazioni su blog e Twitter. Personalmente non credo sarà così, poiché per mancanza di tempo la maggior parte degli appassionati non riesce a elaborare un'opinione strutturata sulle diverse etichette del mondo. Ampiamente affermata nel panorama enologico, la scala Parker di 100 punti continuerà dunque a essere un fondamentale metro di giudizio: analogamente a quanto accade nell'industria cinematografica, nello sport o per la verifica della solvibilità di un'azienda o un Paese, l'attribuzione di premi e la suddivisione in categorie permette anche a chi non opera "in prima linea" di comprendere valori e capacità.
La maggior parte dei consumatori sa bene che la qualità di un vino e l'andamento dell'intera annata dipendono dalle uve. Il 2013, ad esempio, è stato definito "un anno difficile" per la maggior parte delle regioni vitivinicole europee, colpite da una combinazione di piogge, grandine, gelo, temporali e condizioni climatiche instabili durante la vendemmia, con conseguente maturazione critica delle uve e malattie delle viti. Ciò non significa però che l'intera annata sia compromessa, poiché il lavoro tra i vigneti e nelle cantine è oggi così accurato e meticoloso che fortunatamente è quasi impossibile trovare vini di scarsa qualità. Va detto però che le annate giudicate "mediocri" hanno un risvolto positivo, innanzitutto perché ci permettono di apprezzare la qualità di quelle eccellenti; inoltre i vini di annate più fredde presentano una maggiore acidità e un corpo snello, che ne fanno ottimi vini da pasto. Da segnalare infine che in regioni come il Bordolese, la Borgogna o la Toscana, la qualità dell'annata ha conseguenze immediate sul prezzo delle migliori bottiglie, rendendole accessibili nelle stagioni meno osannate.