Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/18891

<h2>SubmittedText<h2><p>Poniamo il caso che un cittadino germanico venga in Svizzera e che egli acquisti - pagando regolarmente, s'intende - un anello o altro oggetto di valore. E poniamo pure che, trattandosi di merce destinata ad esportazione permanente e definitiva (il cittadino germanico intende difatti portarla con sé nel suo paese d'origine), l'acquirente si presenti all'ufficio doganale di Basilea per chiedere e per ottenere il regolare rimborso dell'imposta sul valore aggiunto, come noto oggi equivalente al 6,5 percento della cifra corrisposta. Sino a qui, si dirà, tutto regolare e tutto nella prassi nonché nelle regole. Allo scrivente risulta tuttavia che a questo punto l'Autorità fiscale elvetica - per il tramite della Direzione generale delle dogane - si faccia parte diligente per informare il fisco della nazione da cui proviene l'acquirente: e questo comporta inevitabilmente l'avvio di indagini - per l'appunto a carattere fiscale - sulla persona in questione.</p><p>Data la facoltà concessami, rivolgo agli onorevoli membri del Consiglio federale i seguenti quesiti:</p><p>1. È vera e credibile una vicenda di questo genere, ed è soprattutto vero quanto asserito da più parti, ovvero che l'Autorità fiscale elvetica compie un'effettiva opera di spionaggio per conto dell'autorità fiscale di un altro paese?</p><p>2. Qualora l'episodio riferito o altro analogo risulti vero, in base a quale ordinanza aliter legge aliter accordo tale opera viene compiuta?</p><p>3. Sempre con riferimento a quanto esposto nelle domande di cui alle cifre 1 e 2, quando et in quale situazione fu eventualmente ratificata dal Parlamento tale ordinanza aliter legge aliter accordo?</p><p>4. Non credono gli onorevoli membri del Consiglio federale che questo atteggiamento da parte dell'Autorità fiscale elvetica costituisca un grave danno e vada a serio detrimento delle attività economiche del nostro paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera ha concluso con l'Unione europea (UE) un accordo di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale, firmato il 9 giugno 1997 (protocollo aggiuntivo all'accordo di libero scambio tra la Confederazione svizzera e la Comunità economica europea del 22 luglio 1972 relativo all'assistenza amministrativa reciproca in materia doganale; FF 1998 I 683). L'accordo di assistenza amministrativa viene applicato provvisoriamente dal 1 luglio 1997. A tenore del suddetto protocollo le parti si prestano "assistenza reciproca per garantire la corretta applicazione della legislazione doganale, segnatamente mediante la prevenzione, l'individuazione delle operazioni contrarie a tale legislazione e conducendo delle indagini su di esse" (art. 2). Le parti contraenti si prestano tale assistenza reciproca non solo su richiesta ma anche di propria iniziativa.</p><p>2. L'assistenza amministrativa fornita senza la rispettiva richiesta (cosiddetta assistenza spontanea) si fonda sull'articolo 4 del succitato protocollo aggiuntivo. Le notifiche spontanee alle autorità doganali estere concernenti persone che lasciano la Svizzera sono ammesse solo se sussistono fondati motivi di ritenere che esse commettano o abbiano commesso operazioni contrarie alla legislazione doganale. "Motivi di ritenere" significa che vi è un sospetto fondato. Le semplici supposizioni non bastano. Di solito le notifiche vengono effettuate solo se si tratta di merce proibita oppure se sono in gioco tributi per un ammontare rilevante.</p><p>3. L'accordo di assistenza amministrativa reciproca tra la Svizzera e l'UE del 9 giugno 1997 è stato accettato dal Parlamento il 10 marzo 1998.</p><p>4. L'Amministrazione federale delle dogane ha applicato l'articolo 4 dall'inizio con reticenza. Se la Svizzera non fornisse assistenza amministrativa nemmeno quando vi sono sospetti evidenti e motivati, le si rimproverebbe in misura crescente di favorire le infrazioni fiscali a scapito dell'estero. Tali critiche sono sempre meno nell'interesse del nostro paese e della sua economia.</p><p>A lungo termine l'assistenza amministrativa non dovrebbe essere pregiudizievole per al piazza economica svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.