Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01052.jsonl.gz/1478

26 agosto 1972, Bobby Orr diventa il primo giocatore di hockey con un contratto milionario
L’hockey è diventato negli ultimi decenni uno sport caratterizzato da stipendi vertiginosi, con la NHL che ha addirittura introdotto un tetto agli stipendi per evitare che la situazione sfuggisse loro di mano.
Non è però sempre stato così, dato che sino agli anni ‘70 anche i giocatori più quotati al mondo non potevano vantare un portafoglio particolarmente gonfio. Questo è cambiato esattamente 40 anni or sono, il 26 agosto 1972, quando il giocatore dei Boston Bruins, Bobby Orr, firmò il primo contratto milionario della storia dell’hockey!
In quella storica giornata, infatti, il canadese accettò un accordo valido per 5 campionati ed una remunerazione di 200’000 dollari a stagione, scuotendo così dalle fondamenta il mondo dell’hockey e creando una situazione che sarebbe poi stata presto imitata da altre società.
Orr dimostrò immediatamente la stagione successiva di valere ogni singolo centesimo del suo stipendio record, vincendo per la terza volta consecutiva l’Hart Trophy, ovvero il premio dedicato al miglior giocatore della lega.
Il difensore classe 1948 vinse inoltre in carriera due Stanley Cup - nel 1970 e nel 1972 - ed è ancora oggi considerato come uno dei migliori giocatori di tutti i tempi.
La cifra guadagnata da Orr, però, come prevedibile impallidisce di fronte a quelle percepite dai migliori giocatori della nostra generazione. Considerando che, a causa del “salary cap”, nella NHL non è possibile percepire una remunerazione superiore ai 12 milioni di dollari, questa cifra verrà percepita da ben quattro giocatori, ovvero Shea Weber (Nashville Predators), Sidney Crosby (Pittsburgh Penguins), Zach Parise e Ryan Suter (Minnesota Wild).