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Niente "messa a riposo" forzata, anche se temporanea, per gli ex ministri, impazienti di mettersi al servizio dell'economia privata dopo aver concluso il mandato pubblico. Questa l'opinione del Consiglio federale che ha risposto picche a una mozione del "senatore" This Jenny (UDC/GL) mediante la quale s'intendeva imporre all'ex magistrato un periodo di riflessione di 4 anni prima di accettare incarichi lavorativi remunerati.
Con quest'atto parlamentare, Jenny ha reagito al mandato nella società di costruzioni Implenia - impegnata tra l'altro nella realizzazione di mandati pubblici, come Alptransit - assunto dall'ex consigliere federale, nonché ministro dei trasporti, Moritz Leuenberger, dopo il suo addio al governo. Una decisione, quella dell'ex ministro socialista di Zurigo, che aveva fatto arricciare più di un naso, anche tra i suoi "compagni" di partito.
Per Jenny, questi comportamenti rischiano di mettere a repentaglio l'indipendenza dei consiglieri federali. A suo avviso, i 200'000 franchi annui destinati a un ex ministro in pensione dovrebbero bastare per condurre un'esistenza dignitosa.
Nella sua presa di posizione scritta, il Consiglio federale afferma che il divieto imposto ai ministri in carica di esercitare un'attività lucrativa basta a garantirne l'indipendenza. Una volta lasciato il governo, l'ex ministro deve essere libero di fare ciò che più gli garba. Inoltre, imporre un divieto di questo tipo rischierebbe di scoraggiare i politici ancora giovani dal puntare alle massime cariche dello Stato.
SDA-ATS