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“Era un giorno come gli altri; così come i precedenti i bambini nuotavano insieme a Bode per ore: lo adoravano”. Queste le prima parole rilasciate da Morgan Miller, moglie della stella dello sci Bode Miller, in un’intervista andata in onda lunedì dopo la morte accidentale della figlia Emeline di 19 mesi avvenuta lo scorso 18 giugno.
La famiglia quella mattina partecipò a una festa di compleanno mentre Morgan e la piccola Emeline nel pomeriggio si incontrarono con i nonni, prima di tornare a casa per salutare Bode che nel frattempo aveva accompagnata la figlia maggiore a una partita di softball. “Lui ha caricato la macchina quando siamo tornati a casa e gli ho dato un bacio. Improvvisamente Emmy è apparsa e le diedi un altro bacio. Questa cosa ci divertì molto perché era strana. Così ho baciato d nuovo Bode e lei ha fatto nuovamente la stessa cosa. Dopo di che sono entrato in casa con lei ed Emmy ha salutato suo padre”, ha spiegato Morgan molto turbata all’emittente americana NBC.
In seguito la stessa Morgan portò i bambini dai vicini, cosa che faceva regolarmente per poterli fare giocare insieme ai loro amichetti, mentre lei si sarebbe potuta bere un thé. “Emeline non era distante da me neanche 7-8 metri, ma improvvisamente c’è stato troppo silenzio, era tutto troppo tranquillo. Mi sono alzata e sono andata dagli altri bambini, chiedendo dove fosse Emmy. Prima che qualcuno potesse rispondere sapevo già cosa era accaduto: la porta del giardino, che di solito era chiusa a chiave, era socchiusa…. Il mio cuore si bloccò e vidi Emmy galleggiare in acqua”, ha continuato.
Morgan ovviamente saltò subito in acqua, ma ormai era troppo tardi: Emeline Miller, di 19 mesi, era già morta annegata nella piscina dei vicini. I medici non poterono fare nulla per lei, il cervello era rimasto senza ossigeno per troppo tempo.
Da allora, i Miller hanno imparato che l'annegamento è la principale causa di morte per i bambini tra gli uno e i quattro anni. "Nessuno me l'aveva mai detto, neanche un pediatra”, ha commentato Bode.
Ora vogliono mettere in guardia gli altri genitori in modo che nessuno possa vivere quel dramma che è toccato a loro:"Non è facile parlare di questa situazione – sottolinea Bode – ma pensare di poter aiutare a prevenire incidenti simili aiuta in qualche modo il processo di guarigione".