Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/197482

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Se l'età di riferimento per la riscossione della rendita per gli uomini e per le donne aumentasse a 66 o 67 anni, quale potrebbe essere approssimativamente l'importo in franchi svizzeri di cui sarebbe sgravata l'AVS, a garanzia delle sue rendite?</p><p>2. Se l'età di riferimento per la riscossione della rendita per gli uomini e per le donne aumentasse a 66 o 67 anni, quale potrebbe essere approssimativamente l'importo in franchi svizzeri di cui sarebbero sgravate le casse pensioni della previdenza professionale LPP, a garanzia delle loro rendite?</p><p>Nell'avamprogetto e nel rapporto sulla riforma della previdenza professionale LPP che il Consiglio federale ha recentemente posto in consultazione, non si parla in alcun modo delle ripercussioni per le casse pensioni di un innalzamento dell'età di riferimento per la riscossione della rendita. Eppure, la popolazione ha recentemente preso coscienza del fatto che, in seguito al netto aumento della speranza di vita dall'introduzione dell'attuale età di pensionamento, la nostra previdenza per la vecchiaia può essere davvero garantita a lungo termine solo con un innalzamento dell'età di riferimento. Le proposte di riforma della LPP formulate dal Consiglio federale comportano trasferimenti estranei al sistema e, come la riforma dell'AVS proposta, vanno anch'esse a gravare eccessivamente sulle giovani generazioni. Le riforme dell'AVS e della LPP costeranno circa 7,5 miliardi di franchi fino al 2030. È dunque assolutamente opportuno mostrare al Popolo anche come si potrebbero ridurre questi costi in caso di innalzamento dell'età di riferimento per la riscossione della rendita.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Se si tiene conto dell'entrata in vigore della riforma AVS 21, l'innalzamento dell'età di riferimento a 66 anni (dagli attuali 64 anni per le donne e 65 per gli uomini) sgraverebbe i conti dell'AVS di circa 4,4 miliardi di franchi l'anno (6,9 senza AVS 21): 1,8 miliardi per il calo delle uscite dovuto alle rendite che verrebbero a cadere (4,5 senza AVS 21) e 3,0 miliardi per entrate contributive supplementari (3,3 senza AVS 21), a cui si aggiungerebbe una riduzione del contributo federale di 0,4 miliardi comportata dal calo delle uscite (0,9 senza AVS 21). Se l'età di riferimento fosse innalzata a 67 anni, i conti dell'AVS sarebbero complessivamente sgravati di circa 8,8 miliardi di franchi l'anno (12,5 senza AVS 21): circa 3,5 miliardi per il calo delle uscite dovuto alle rendite che verrebbero a cadere (7,5 senza AVS 21) e 6,0 miliardi per entrate contributive supplementari (6,5 senza AVS 21). In questo caso la riduzione del contributo federale sarebbe di 0,7 miliardi (1,5 senza AVS 21).</p><p>In base alle attuali proiezioni finanziarie (prezzi del 2019), senza entrate supplementari da altre fonti, tenendo conto dell'entrata in vigore della riforma AVS 21, con un innalzamento a 67 anni dal 2027 si registrerebbero nuovamente risultati di ripartizione negativi a partire dal 2039, mentre in caso di innalzamento a 66 anni questo si verificherebbe già a partire dal 2029. Senza la riforma AVS 21, invece, con un innalzamento a 67 anni dal 2023 si registrerebbero nuovamente risultati di ripartizione negativi a partire dal 2039, mentre in caso di innalzamento a 66 anni questo si verificherebbe a partire dal 2031.</p><p>D'altro canto va rilevato che un innalzamento dell'età di riferimento avrebbe ripercussioni anche su altre assicurazioni del 1° pilastro, comportando ad esempio maggiori uscite nell'assicurazione invalidità pari a 450 milioni di franchi nel 2030 in caso di innalzamento a 66 anni dal 2023 e a 770 milioni di franchi in caso di innalzamento a 67 anni.</p><p>2. Circa il 12 per cento degli assicurati è affiliato a istituti di previdenza operanti esclusivamente nel regime obbligatorio, un ulteriore 25 per cento lo è a istituti con poche prestazioni integrate, mentre gli assicurati rimanenti sono affiliati a istituti di previdenza con ampie prestazioni integrate.</p><p>Pertanto, su oltre 1 500 istituti di previdenza attivi in Svizzera, una grande maggioranza dispone di piani di previdenza che vanno oltre il minimo LPP e applicano già oggi aliquote di conversione attuarialmente corrette, a prescindere dall'età in cui gli assicurati vanno in pensione. Nei casi in cui permettono il rinvio della rendita oltre l'attuale età di pensionamento (64 o 65 anni), questi istituti applicano un'aliquota di conversione adeguata di conseguenza.. Un innalzamento dell'età di riferimento non avrebbe dunque ripercussioni significative su queste casse pensioni con prestazioni integrate, che affiliano circa il 63 per cento degli assicurati.</p><p>Per la minoranza di casse pensioni che offrono un piano di previdenza secondo il minimo LPP o con poche prestazioni integrate, con l'applicazione dell'aliquota minima di conversione legale si avrebbe un margine di circa 0,2 punti percentuali per ogni anno di aumento dell'età di riferimento, il che permetterebbe di ridurre di conseguenza le perdite da pensionamento delle casse. Tuttavia, l'aliquota minima di conversione LPP resterebbe troppo elevata e non verrebbe quindi eliminata la causa delle difficoltà finanziarie di queste casse.</p>  Risposta del Consiglio federale.