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Le promesse della Cina di aprire il proprio mercato non si concretizzano. A denunciarlo è la Camera di commercio europea del paese asiatico che esorta Pechino a abolire al più presto le restrizioni che ostacolano gli investimenti esteri, come annunciato dal presidente Xi Jinping a Davos durante l'ultimo WEF.
Il rapporto annuale della Camera presentato martedì in 400 pagine dettaglia barriere e incertezze che continuano a scoraggiare chi vuole operare nella seconda economia mondiale. "Le cifre parlano da sole: gli investimenti cinesi in Europa sono aumentati del 77% l'anno scorso, mentre gli investimenti dell'UE in Cina sono crollati del 23%", ha sottolineato il presidente Mats Harborn.
Le imprese UE "sono stanche di queste promesse", insiste il rapporto, esortando il regime a "sostituire parole con azioni concrete". In Europa i capitali cinesi vengono accolti con favore in numerosi settori: dalla chimica alla finanza. Pechino mantiene invece l'obbligo per gli stranieri di unirsi in joint venture con un partner locale. Ciìo che per molti si traduce in un divieto.
Diem/ATS
- RG 12.30 del 19.09.17: il servizio di Antonio Pollio Salimbeni