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<h2>SubmittedText<h2><p>All'inizio del 2020, il dottor Winfried Stöcker (<a href="http://www.labor-stoecker.de">www.labor-stoecker.de</a>) ha sviluppato un proprio vaccino, che voleva persino mettere a disposizione gratuitamente della Germania. Le autorità non lo hanno però voluto, forse anche perché la direttrice dell'Agenzia europea per i medicinali Emer Cooke è stata per otto anni lobbista di Pfizer e Astra.</p><p>1. Che cosa sa il Consiglio federale di questo vaccino?</p><p>2. Potrebbe essere un'opzione per la Svizzera?</p><p>3. Il Consiglio federale può immaginarsi di acquistarlo e, dato che può essere trasportato e conservato senza refrigerazione, metterlo a disposizione dei Paesi in via di sviluppo o emergenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. Per ridurre al minimo i rischi tecnologici e di produzione, il Consiglio federale ha seguito una strategia di approvvigionamento diversificata, nel corso della quale ha negoziato contratti con fabbricanti di vaccini promettenti. Nel quadro di questa strategia, il vaccino del prof. dr. Winfried Stöcker non è mai stato testato approfonditamente e la Confederazione non è mai entrata in contatto con lo stesso prof. dr. Stöcker. Inoltre, in Svizzera per questo vaccino non è stata presentata alcuna domanda di omologazione. Per ottenere un'omologazione nel nostro Paese devono essere effettuati studi clinici approfonditi al fine di dimostrare l'efficacia, la sicurezza e la tollerabilità del vaccino, che per il prodotto in questione non sono ancora disponibili. Inoltre, allo scopo di proteggere la popolazione svizzera dalla COVID-19 anche nel 2022, il Consiglio federale ha deciso di puntare su vaccini a mRNA sicuri ed efficaci.</p><p>3. Possono essere riallocati in Paesi terzi solo i vaccini che la Svizzera ha acquistato (v. punti 1 e 2) in virtù di contratti diretti con i fabbricanti o mediante procedura di acquisto congiunta con altri Stati e/o con l'Unione europea, oppure per effetto della partecipazione a progetti di acquisto multilaterali (p. es. strumento COVAX). Inoltre, allo scopo di approvvigionare con vaccini anti-COVID-19 i Paesi emergenti e in via di sviluppo, la Svizzera partecipa al COVAX AMC (Advanced Market Commitment). Per essere impiegati in questo contesto, i vaccini devono aver ottenuto l'autorizzazione di un'autorità di omologazione autorevole e/o dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il che non è il caso del vaccino in questione.</p>  Risposta del Consiglio federale.