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Alcuni parlamentari dell'Unione democratica di centro (UDC), tradizionalmente opposta alle aperture verso l'Europa, vanno contro corrente e si schierano in favore del rinnovo della libera circolazione delle persone.Questo contenuto è stato pubblicato il 24 novembre 2008 - 16:03
L'8 febbraio 2009 il popolo svizzero voterà sulla proroga dell'accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e Unione europea (Ue) e sulla sua estensione a Romania e Bulgaria.
Per alcuni esponenti dell'UDC, un "no" alle urne potrebbe avere ripercussioni negative sull'economia elvetica e sul mondo del lavoro. Il comitato favorevole al rinnovo dell'accordo - che riunisce oltre un terzo dei 65 deputati democrentisti in Parlamento - teme che un rifiuto alla libera circolazione possa mettere in pericolo gli altri accordi bilaterali tra Berna e Bruxelles, a causa della clausola detta "ghigliottina".
Una via bilaterale, sottolinea il comitato costituitosi sotto l'impulso del politico e imprenditore Peter Spuhler, che ha permesso alla Confederazione di rafforzare la sua piazza economica e di assicurarsi delle connessioni internazionali, pur mantenendo la sua indipendenza.
Nonostante non abbia sostenuto il referendum (le firme sono state raccolte dai Giovani UDC, dalla Lega dei Ticinesi e dai Democratici Svizzeri), la direzione del partito di destra nazional-conservatrice raccomanda di respingere l'oggetto. Le raccomandazioni di voto definitive saranno stabilite dall'assemblea dei delegati UDC di sabato prossimo.
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