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La sicurezza e la riforma delle nazioni Unite. Sono questi i temi principali sui quali la Svizzera s'impegnerà maggiormente nei prossimi anni a livello internazionale, ha detto all'ats il Consigliere federale Didier Burkhalter, a margine della 67esima Assemblea generale dell'Onu a New York. In particolare, Berna chiede che il Consiglio di sicurezza non possa porre il veto in presenza di crimini di guerra, crimini contro l'umanità o genocidio.
In generale, Burkhalter si è detto soddisfatto di come sono andati i lavori a New York. Il capo della diplomazia elvetica ha pure espresso soddisfazione per la nomina di Carla Del Ponte nella commissione Onu che indaga sulla Siria. "Questa scelta riflette l'impegno della Svizzera affinché i crimini commessi in questo Paese non rimangano impuniti", ha precisato.
In precedenza, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si era espresso sul terrorismo nucleare. Per contrastare questo fenomeno, la Svizzera punta sul rafforzamento dei trattati internazionali già esistenti in in materia.
"Il terrorismo nucleare rappresenta una delle maggiori minacce per la sicurezza del pianeta", ha affermato Burkhalter. I governi devono utilizzare maggiormente gli strumenti internazionali esistenti per prevenire atti barbarici, ha sostenuto il ministro, secondo cui la strategia antiterrorismo messa a punto nel 2006 in seno all'ONU deve essere applicata pienamente.
La Svizzera, ha sottolineato il consigliere federale, ha firmato tutti i trattati che regolano questo dossier. Purtroppo, ha rilevato Burkhalter, la Convenzione per la repressione degli atti di terrorismo internazionale introdotta nel 2005 è stata ratificata in un primo tempo solo da 79 su 193 paesi membri dell'ONU. "Troppo poco", per il capo del DFAE, secondo cui è urgente concludere al più presto un accordo sul materiale nucleare.
Per il ministro neocastellano è anche importante dare maggior potere all'AIEA in materia di sicurezza nucleare. Disarmo nucleare e sicurezza sono collegati per Burkhalter. La diminuzione di testate nucleari e il calo della produzione di materiale radioattivo sono elementi chiave per una strategia efficace contro il terrorismo nucleare.
SDA-ATS