Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01237.jsonl.gz/799

Dopo la sua visita a Mosca di venerdì, la cancelliera tedesca Angela Merkel è volata domenica a Kiev, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Dall'inizio della crisi tra Russia e Ucraina nel 2014, la cancelliera tedesca ha assunto il ruolo di mediatrice. Un compito, però, reso sempre più complicato dalla mancanza di progressi nel processo di pace. Pesano anche gli accordi energetici tra Germania e Russia, in particolare sul Nord Stream 2. Il gasdotto, al quale Washington si è opposto a lungo, permetterà di trasportare il gas naturale dalla Russia direttamente in Germania, senza passare dall’Ucraina.
A Kiev, dunque, la cancelliera ha sollecitato un nuovo vertice sulla situazione ucraina, cui dovrebbero prendere parte i leader del cosiddetto formato Normandia, cioè la stessa Ucraina, la Russia, la Francia e la Germania. "Questo ci porterebbe un passo avanti", ha affermato Angela Merkel. Zelensky ha ringraziato la cancelliera: "Noi contiamo sulla Germania, è il nostro partner più stretto in Europa dalla crisi della Crimea". Alla Merkel, giunta alla fine del suo ultimo mandato, Zelensky ha detto: "Sarà sempre la benvenuta in Ucraina, a qualsiasi titolo ci verrà". Il presidente ha anche aggiunto di sperare che la cancelliera rimarrà attiva nella politica europea.
Durante il vertice, però, Zelensky ha espresso preoccupazione per il nuovo gasdotto."Noi guardiamo a Nord Stream 2 dal punto di vista della sicurezza e la vediamo come un'arma geopolitica pericolosa da parte del Cremlino", ha detto il presidente ucraino in conferenza stampa. Angela Merkel, da parte sua, ha affermato che il progetto non deve essere appunto "un'arma". Successivamente, rispondendo a una domanda, Zelensky ha insistito che "si tratta di un'arma contro l'Ucraina e tutta l'Europa" e che è un errore non vederla così.