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La società friborghese Infré conquista rapidamente nuovi mercati nel settore del tè decaffeinato. Intervista al suo presidente, Martin Hodler.
Con sede a Semsales (FR), Infré è uno dei leader mondiali della produzione di tè senza caffeina (anche chiamata teina). La società è stata fondata nel 1946, a Vevey, da Theodor Grethe. Dagli anni '80 appartiene in parti uguali alla famiglia Zesiger ed alla società italiana Bonomelli (Gruppo Montenegro). Con i suoi 32 impiegati, nel 2013 esporterà più di 3'200 tonnellate di tè decaffeinato e continuerà a fornire dei giganti del mondo del tè (dei quali preferisce non svelare l'identità). Lo scorso anno, la società è riuscita ad aumentare la sua produzione del 25%.
Quali sono le vostre attività principali sul mercato del tè decaffeinato?
Martin Hodler: Commercializziamo il nostro tè decaffeinato in Svizzera ed in Italia con la marca Infré, ma questo costituisce soltanto il 5% della nostra cifra d'affari, che si situa attorno ai CHF 10 milioni. La metà della nostra attività consiste invece nel fornire alcuni giganti della distribuzione che rivendono il tè con i loro marchi. Abbiamo appena sottoscritto un contratto di esclusività con uno dei leader del tè decaffeinato, che prima si riforniva presso uno dei nostri concorrenti principali. Certi altri clienti ci fanno pervenire il loro tè per l'estrazione, un'attività che ricopre il 40% della nostra cifra d'affari.
Come riuscite ad estrarre la caffeina dal tè?
Hodler: Utilizziamo un solvente tipico dell'industria alimentare chiamato cloruro di metilene. Si tratta di un processo a circuito chiuso, in quanto il solvente viene poi distillato per essere riutilizzato. Questo processo permette di ottenere un tè decaffeinato di qualità superiore e meno caro rispetto a quello ottenuto dagli altri due metodi di estrazione principali, il CO2 e l'acetato di etile.
Potete recuperare la caffeina estratta?
Hodler: Sì. Vendiamo la caffeina grezza ad alcune società specializzate nella purificazione della caffeina naturale. Queste società rivendono poi la caffeina all'industria alimentare (Coca Cola, Red Bull, ecc.), così come al settore della farmaceutica che la utilizza per combattere gli effetti della sonnolenza indotti da certi medicamenti, come ad esempio delle pillole contro il mal di testa. Quando sono arrivato nell'impresa nel 1992 come membro del Consiglio d'amministrazione, pagavamo CHF 1 per ogni kilo di caffeina estratta per eliminarla. Ora ne ricaviamo diversi euro al kilo.
Come evolve la domanda di tè decaffeinato?
Hodler: Una percentuale ancora modesta, ma crescente, di bevitori di tè desidera consumare meno caffeina, una sostanza talvolta troppo stimolante. Soprattutto in Gran Bretagna, il nostro primo mercato, dove le persone hanno l'abitudine di bere fino a 5 tazze di tè al giorno. All'incirca il 6% del tè che vi viene consumato è decaffeinato. Al contrario, certi mercati come la Russia, il maggior importatore di tè al mondo (160'000 tonnellate all'anno), non conoscono ancora la versione senza caffeina. Resta dunque un forte margine di progressione: il 15% del caffè venduto su scala mondiale non contiene caffeina, contro meno dell'1% per quanto concerne il tè.
Quali risultati avete ottenuto sull'arco degli ultimi dieci anni?
Hodler: Abbiamo fatto registrare un tasso di crescita annuale medio di quasi il 5%, in quanto abbiamo la fortuna di far parte di una nicchia con una richiesta crescente. Il mercato del tè rimane stabile, ma le persone sono sempre più sensibili agli effetti negativi della caffeina. Il franco forte ci ha senz'altro penalizzati, dato che esportiamo praticamente tutta la nostra produzione.
Avete adattato le vostre infrastrutture per sostenere questa crescita?
Hodler: Tra il 2005 ed il 2007 abbiamo costruito una nuova fabbrica a Semsales, che ha richiesto un investimento di CHF 20 milioni. Inoltre, abbiamo appena aggiunto una nuova ala di deposito di 600 m2 per CHF 700'000. Questo ci ha permesso di istallare un nuovo sistema di miscela dei tè provenienti da diverse piantagioni. Stiamo anche per assumere una quarta squadra per rispondere alla domanda crescente.
E per quanto concerne la ricerca?
Hodler: Siamo conducendo un progetto con la Scuola universitaria professionale di Zurigo (ZHAW) per tentare di decaffeinare il tè in maniera naturale, senza l'utilizzo di solventi. Per questo progetto siamo sostenuti finanziariamente dalla Commissione Tecnologia e Innovazione (CTI). Alcuni tentativi sono stati soddisfacenti, ma da qui alla costruzione di una nuova fabbrica dotata di queste tecnologie vi è ancora molta strada da percorrere. Produciamo comunque quasi 1'000 kili di tè decaffeinato all'ora!
Quali sono i vostri obiettivi?
Hodler: Desideriamo superare le 4'000 tonnellate di tè decaffeinato all'anno in un futuro prossimo. Vi è una continua crescita della domanda in Gran Bretagna e noi cerchiamo di aumentare la nostra capacità per rispondervi, e se il mercato russo dovesse ad esempio aprirsi al tè senza caffeina, avremmo delle fantastiche opportunità.
Quale consiglio darebbe a dei giovani imprenditori?
Hodler: La mia visione manageriale predilige la concentrazione. È davvero necessario essere coscienti che ogni punto di vista è soggettivo, compreso il proprio! In periodi di stabilità, l'ascolto dei collaboratori è quindi primordiale per trovare delle buone soluzioni ai problemi e delle buone idee per assicurare la perennità della società. In tempi di crisi, invece, il manager deve avere il coraggio di prendere delle decisioni senza tergiversare, se la situazione lo richiede. Deve essere pronto a correre dei rischi e ad esporsi ad eventuali critiche.