Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/61057

<h2>SubmittedText<h2><p>Il programma nazionale di ricerca PNR 42+ "Le relazioni tra la Svizzera e il Sudafrica" ha messo in evidenza che il Consiglio federale e l'amministrazione federale hanno a varie riprese e coscientemente ingannato il Parlamento e l'opinione pubblica nazionale e internazionale per quanto concerne il Sudafrica; per gli alti funzionari il controllo democratico era soltanto un ostacolo all'adempimento dei loro compiti. </p><p>Nei comunicati stampa relativi al PNR 42+ Jörg Künzli aveva affermato che la Svizzera era autorizzata dal diritto internazionale pubblico a reagire con misure di ritorsione proporzionate alle violazioni del diritto internazionale pubblico commesse dal regime dell'apartheid. Contrariamente a quanto affermava il Consiglio federale, non vi era nessuna disposizione del diritto internazionale che avrebbe potuto limitare il margine di manovra della Svizzera. Secondo Jörg Künzli sarebbe stato ad esempio possibile regolare con intermediari esteri il commercio nei settori del materiale d'armamento e del materiale nucleare.</p><p>Nello stesso comunicato, a proposito delle esportazioni illegali di armi effettuate dalla Örlikon Bührle si afferma che lo scandalo Bührle del 1968 legato a questo commercio non ha impedito all'impresa di portare a termine liberamente gli affari in corso. In questo contesto le autorità avrebbero agito con negligenza a causa della preparazione insufficiente, con una tolleranza cosciente e con una collaborazione attiva.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come spiega il suo atteggiamento contraddittorio per quanto concerne la questione delle sanzioni nei confronti del Sudafrica e dell'Iraq?</p><p>2. Quali provvedimenti intende prendere al fine di garantire in futuro un livello più alto di good governance?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 1999 un gruppo di lavoro interdipartimentale presieduto dall'ambasciatore Pierre-Louis Girard è stato incaricato di esaminare le relazioni della Svizzera con il Sudafrica. A proposito delle sanzioni nei confronti del Sudafrica e dell'Iraq il rapporto precisa che il Consiglio federale ha sempre rifiutato l'idea di sanzioni economiche nei confronti del Sudafrica. Ogni volta che i parlamentari sono stati chiamati a pronunciarsi sulla questione, una grande maggioranza di essi ha condiviso detto punto di vista. L'elenco delle sanzioni richieste - e respinte - per mezzo di interventi parlamentari è piuttosto lungo. Esso comprende la sospensione (nel 1978) della garanzia contro i rischi dell'esportazione e l'abrogazione dell'accordo di doppia imposizione entrato in vigore nel 1968, nonché il congelamento dei crediti al governo e alle organizzazioni parastatali, la sospensione dei collegamenti aerei, il divieto di importare Krügerrand e il divieto di vendere materiale e brevetti relativi alla tecnologia nucleare e all'informatica (1985). L'iniziativa parlamentare Rechsteiner Paul del giugno del 1989 chiedeva, tra l'altro, di vietare i nuovi investimenti e le importazioni di oro, diamanti, carbone, ferro, acciaio e prodotti agricoli. Dette sanzioni non sono state adottate. Il rapporto precisa inoltre che con la fine della guerra fredda il Consiglio federale ha proceduto a una nuova valutazione della sua posizione in materia di neutralità. Nel suo rapporto del 29 novembre 1993 sulla neutralità ha confermato la posizione adottata in occasione della Guerra del Golfo (1990) in base alla quale la Svizzera è in linea di principio disposta a partecipare alle sanzioni decretate dal Consiglio di sicurezza dell'ONU. Il Consiglio federale rinvia parimenti al suo rapporto sulla neutralità del 1993 e al suo recente rapporto sulla neutralità alla prova nel conflitto in Iraq in risposta al postulato Reimann 03.3066 e alla mozione del gruppo UDC 03.3050.</p><p>Si può pertanto constatare come il Consiglio federale abbia presentato ogni volta, in risposta a diversi interventi parlamentari, la sua posizione al Parlamento.</p><p>2. Dal periodo esaminato dal PNR 42+ sono stati creati diversi strumenti, segnatamente nel settore delle esportazioni di materiale bellico (legge federale sul materiale bellico, del 1996) e in quello dell'applicazione di sanzioni economiche (legge federale sull'applicazione di sanzioni internazionali, del 2002).</p>  Risposta del Consiglio federale.