Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/78440

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di far uso delle possibilità legali previste dalla LRTV e vietare i sistemi di codifica proprietario per i canali televisivi in chiaro inclusi nell'offerta di base diffusa in digitale nelle reti via cavo, oppure, se viene impiegato un sistema di codifica, introdurre uno standard aperto a tutti i fornitori di hardware.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Introduzione</p><p>L'autrice della mozione chiede in primo luogo che venga garantita la libertà di scelta del set-top-box onde evitare qualsiasi dipendenza da un prodotto, in questo caso da quello di Cablecom. A tal fine propone due misure: un divieto generale di codifica dei programmi televisivi in chiaro o perlomeno, una disposizione che consenta di decodificare i programmi con altri apparecchi oltre a quello venduto dall'operatore via cavo (sistema operativo aperto). </p><p>Nel corso della redazione dell'ordinanza sulla radiotelevisione il Consiglio federale ha esaminato entrambe le misure, respingendole infine a causa dei loro effetti collaterali.</p><p>2. Codifica di base</p><p>Codifica di base significa che sono trasmessi in forma codificata tutti i programmi diffusi in digitale. La decodifica avviene mediante il set-top-box.</p><p>Sussistono interessi legittimi che giustificano una codifica di base. Questo sistema permette innanzitutto di lottare più efficacemente contro il problema dei telespettatori e ascoltatori pirata di quanto non lo permetta la piombatura tradizionale, facilmente eludibile. I programmi sono decodificati solo dopo che il destinatario si è effettivamente abbonato. Inoltre, nei confronti della tecnologia attuale, questo metodo di diffusione mirata consente di meglio rispettare le esigenze legali relative alle zone di copertura per i programmi televisivi regionali con partecipazione al canone. Ai sensi dell'articolo 38 capoverso 5 LRTV, questi ultimi sono, in effetti, autorizzati a diffondere solo nella loro zona di copertura.</p><p>Un'eventuale misura onde evitare qualsiasi dipendenza da un determinato set-top-box potrebbe essere quella di obbligare gli operatori via cavo a fornire moduli di decodifica da inserire nei decoder normalmente disponibili in commercio. Tuttavia, questi ultimi dovrebbero avere un'interfaccia compatibile e, modulo compreso, costerebbero molto di più ad esempio del set-top-box di Cablecom (150 franchi) venduto con un sistema di decodifica integrato. </p><p>Visto quanto precede, il Consiglio federale ha rinunciato a prendere misure in merito. Determinante è stata anche la convinzione evocata qui di seguito, secondo cui anche vietando la codifica di base o rendendo obbligatoria la messa a disposizione dei moduli di decodifica non si crea una vera libertà di mercato.</p><p>3. Il sistema operativo</p><p>La questione della libertà di scelta del decoder non va considerata unicamente sotto l'aspetto della codifica. Al pari dei personal computer, i set-top-box contengono un determinato sistema operativo che garantisce loro la comunicazione con la rete cablata. Senza questo sistema non sarebbe possibile ricevere i servizi supplementari proposti dell'esercente di rete via cavo.</p><p>Questi servizi supplementari, la cui diffusione è tra l'altro prescritta dalla legge, comprendono tra l'altro l'interpretazione di una parte delle trasmissioni in linguaggio gestuale per i telespettatori audiolesi, la guida elettronica ai programmi, che permette al pubblico di orientarsi nella fitta giungla di programmi, i servizi ampliati di teletext, la possibilità di captare più canali audio o di programmare un videoregistratore su disco rigido.</p><p>Attualmente i sistemi operativi non sono standardizzati e presentano differenze sostanziali da un modello di decoder all'altro. Se i consumatori acquistassero uno dei set-top-box (il cosiddetto zapping-box) in vendita nei negozi, non potrebbero più captare i servizi supplementari, dato che tali apparecchi sono sprovvisti della necessaria base software. Da un lato, i consumatori sarebbero confrontati con alcuni problemi pratici (ad es. il videoregistratore a disco rigido non può più essere programmato automaticamente), dall'altro, gli operatori via cavo non potrebbero più fornire ai consumatori i servizi supplementari obbligatori per legge.</p><p>Vietando solo la codifica di base non è possibile offrire ai consumatori una vera e propria libertà di scelta. Occorrerebbe anche definire standard tecnici per il sistema operativo. Tuttavia, per il momento è ancora troppo presto dato che non si è ancora imposto nessuno standard a livello internazionale. Una soluzione creata appositamente per la Svizzera farebbe salire alle stelle i costi di produzione dei set-top-box svizzeri ripercuotendosi negativamente sui consumatori. Cablecom, che appartiene al più grande operatore via cavo europeo, mette sul mercato svizzero gli stessi decoder che la società madre distribuisce in tutto il continente. Una regolamentazione precipitosa comporta il rischio che lo standard scelto venga rapidamente sorpassato a causa dell'innovazione tecnica impedendo pertanto ai consumatori e agli operatori via cavo di beneficiare di questi nuovi sviluppi.</p><p>Stando a questi fatti, il Consiglio federale non ritiene opportuno definire degli standard per i sistemi operativi dei set-top-box. Secondo l'articolo 56 ORTV, il DATEC può ritornare su questa posizione se uno standard internazionale dovesse imporsi e se questo fosse necessario per garantire la pluralità delle opinioni.</p><p>4. Concorrenza benefica per i consumatori</p><p>Definire standard per il sistema operativo o per la decodifica svantaggerebbe notevolmente gli esercenti via cavo. Per le offerte basate sul protocollo Internet come Bluewin TV, queste esigenze sarebbero difficilmente realizzabili sia dal punto di vista legale che tecnico e comprometterebbero seriamente l'introduzione di queste offerte. Non si creerebbe la concorrenza tra i vari sistemi che, a lungo termine, permetterà ai consumatori di disporre di reali possibilità di scelta.</p><p>Inoltre, se Bluewin TV venisse esclusa dalla regolamentazione, si creerebbe una distorsione ingiustificata della concorrenza a scapito degli operatori via cavo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.