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È polemica a Belgrado per la decisione del comitato organizzatore delle cerimonie commemorative per il 21esimo anniversario del massacro di Srebrenica di dichiarare persone non grate i dirigenti serbi.
Il sindaco della cittadina bosniaca Camil Durakovic, riferiscono i media serbi, è intervenuto per sottolineare che la decisione è stata presa per il persistere nella "negazione del genocidio (di Srebrenica) e il mancato rispetto per le vittime e le loro famiglie".
Il premier serbo Aleksandar Vucic aveva partecipato lo scorso anno alle commemorazioni dell'11 luglio per il 20esimo anniversario del massacro di oltre ottomila musulmani da parte dei serbo-bosniaci, ma era stato attaccato con insulti e lanci di pietre da gruppi di oltranzisti musulmani al cimitero-memoriale di Potocari, alle porte di Srebrenica. Lo stesso Vucic ha detto oggi di aver capito il messaggio proveniente da Srebrenica.
"Hanno diritto a volere e a non volere qualcuno. Non creeremo problemi e accettiamo la loro idea che non siamo ben accetti a Srebrenica. Loro da noi sono sempre i benvenuti. E anche noi siamo stati benvenuti mesi fa", ha detto Vucic. Delusione e irritazione hanno espresso il ministro degli esteri Ivica Dacic e da altri esponenti del governo serbo.
sda-ats