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Sul Corriere del Ticino bella e lunga intervista di Flavio Viglezio a Chris McSorley.
"Sai qual è il momento peggiore per un allenatore? Quando perdi e ti rendi conto che 7.000 tifosi sono tornati a casa tristi e delusi. Nel mio lavoro ho a disposizione sessanta minuti per raggiungere un risultato e il mio obiettivo è quello di utilizzare le armi che ho a disposizione per vincere. Ho sessanta minuti per dimostrare di avere carattere e personalità. È importante per la squadra, per il club, per i tifosi e per cercare di avvantaggiarsi sugli avversari. Quando il pubblico torna a casa, non puoi più cambiare il risultato. Celebrare una vittoria è bellissimo, ma la delusione per una sconfitta dura più a lungo. In questi momenti è fondamentale poter contare su un club pronto a sostenerti, che apprezza il tuo impegno e il lavoro che svolgi. A Lugano sono circondato da persone intelligenti e questo è un ottimo punto di partenza".
"Non puoi costruire una casa con venti falegnami, venti elettricisti e altrettanti idraulici. Devi fare delle scelte, fidarti e assegnare ad ognuno un ruolo preciso. Quando arrivano i playoff, devi poi basarti su quello che hai costruito durante la regular season, aumentando però il livello delle emozioni. A Lugano esiste una cultura delle ambizioni e del successo. Questo aiuta parecchio, non dovrò fare ai miei giocatori un disegno di ciò che ci attende e di quello a cui punteremo".