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ZURIGO - È un rapporto anomalo quello tra il Covid e la studentessa 23enne Luisa Laemmel. Il 15 dicembre la ragazza era risultata positiva a un test PCR. «Era il mio secondo test positivo, dallo scorso inverno», racconta a 20 Minuten. Dopo oltre due settimane, il 2 gennaio, la sorpresa: un altro test PCR positivo.
«Ho pensato di non vederci bene», scherza la studentessa che si guadagna da vivere come modella. Vaccinata a maggio, e positiva per la seconda volta in dicembre, si aspettava di essere immune, almeno per un po'.
Contrariamente a tutte le aspettative, invece, è di nuovo in isolamento. Tra l'altro piena di acciacchi, avendo contratto il Covid in forma sintomatica. «Ho la gola irritata, il naso che cola e starnutisco di continuo», spiega.
«Virus imprevedibile» - Laemmel ha eseguito entrambi i test dopo essere entrata in contatto con persone risultate positive. Queste erano tutte vaccinate con due se non addirittura tre dosi, racconta la zurighese. La ragazza era consapevole che il rischio di infezione a Natale e Capodanno sarebbe stato estremamente alto. Pertanto, il test positivo di dicembre non l'aveva colta di sorpresa.
Lo ha fatto invece la terza infezione, dopo così poco tempo. «Il mio esempio mostra quanto sia imprevedibile il virus. Inoltre, non sappiamo ancora fino a che punto siamo protetti dalle altre varianti dopo aver contratto il virus o essere stati vaccinati».
«Contenta di essere vaccinata» - Laemmel è comunque contenta di essere stata vaccinata. «Avrei potuto soffrire come la prima volta. In quel caso ho avuto gravi sintomi influenzali. Poi è arrivato il Long-Covid, per il quale ho sofferto per quasi un anno intero».
Test positivi per settimane - La prima ipotesi dell'immunologo Daniel Speiser è che la 23enne non sia stata infettata di nuovo. «In alcune persone capita che i test risultino positivi per settimane dopo l'infezione». Nel caso della studentessa, insomma, la positività recente potrebbe essere strascico dell'infezione contratta in dicembre. «I sintomi attuali possono anche essere causati da un altro virus», spiega.
Tuttavia, secondo Speiser, nuove infezioni in breve tempo non sono impossibili, anche se molto rare. «Con Omicron potrebbe accadere più spesso», aggiunge. Il suggerimento dell'immunologo è quello di effettuare un test dopo la guarigione. «Solo un test negativo tra due positivi può dimostrare chiaramente una reinfezione».
È un rapporto anomalo quello tra il Covid e la studentessa 23enne Luisa Laemmel. Il 15 dicembre la ragazza era risultata positiva a un test PCR. «Era il mio secondo test positivo, dallo scorso inverno», racconta a 20 Minuten. Dopo oltre due settimane, il 2 gennaio, la sorpresa: un altro test PCR positivo.