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L'ex presidente egiziano Mohamed Morsi, il leader islamista deposto nel luglio 2013, è stato condannato a morte insieme ad un centinaio di imputati per l'evasione dal carcere dei vertici della Fratellanza musulmana del 2011.
La sentenza è stata letta nell'Accademia di polizia, ma per l'esecuzione dovrà esserci il via libera del Gran Muftì.
La condanna pronunciata oggi al Cairo, riguarda solo l'evasione di massa avvenuta dal carcere dal Wadi el Natroun nel gennaio del 2011. Morsi ha invece scampato la pena capitale nel processo per spionaggio a favore di Hamas.
Insieme a Morsi, il Tribunale penale del Cairo ha condannato a morte altri due esponenti di spicco dei Fratelli Musulmani, il numero due della Confraternita Khairat al-Shater e il segretario generale Mohammed el-Beltagi.
Ora la parola finale spetterà al Grand Mufti, la massima autorità legale islamica dell'Egitto, che dovrà decidere se approvare le condanne.
L'invio della sentenza al Gran Mufti è il primo passo nell'iter legale necessario ad applicare la pena capitale. La decisione del Mufti non è vincolante, ma dopo la sua decisione il tribunale emetterà un verdetto finale, previsto per Morsi il 2 giugno. Una volta che questo sarà reso noto, gli imputati potranno ricorrere in appello.
SDA-ATS