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La Banca nazionale svizzera (BNS) lascia invariata la sua politica monetaria: nella sua prima decisione sui tassi dopo l'abolizione del cambio minimo euro/franco, lo scorso 15 gennaio, l'istituto d'emissione mantiene fermo fra il -1,25% e il -0,25% il margine di fluttuazione del Libor a tre mesi, suo principale tasso di riferimento. Vengono anche confermati gli interessi negativi dello 0,75% sui conti giro presso la BNS.
L'orientamento comunicato oggi è perfettamente in linea con le attese della quasi totalità degli analisti, che non si attendevano cambiamenti. Gli effetti dello shock provocato dal rafforzamento del franco sono infatti ancora da determinare.
La BNS ha inoltre abbassato ad "appena appena" l'1% (knapp in tedesco) la sua stima di crescita dell'economia svizzera nel 2015, dal precedente "circa 2%" di dicembre. L'intervento si spiega con le conseguenze del rafforzamento del franco. La congiuntura elvetica sarà però aiutata dalla ripresa attesa a livello mondiale. La disoccupazione dovrebbe aumentare solo in modo "moderato".
SDA-ATS