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Incarto n. 16.96.00125 16.95.00126 Lugano 28 ottobre 1996 /fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani segretaria: Petralli, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 7 ottobre 1996 presentato nella forma dell’appello da __________ contro i decreti di stralcio 25 settembre 1996 del Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, nella causa a procedura sommaria in tema di esecuzioni e fallimenti contro di loro promossa con istanza 10 settembre 1996 da __________ rappr. dalla __________ con la quale l’istante ha chiesto il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta dai convenuti al PE no. __________dell’UE di Lugano, domanda sulla quale il primo giudice non si è pronunciato avendo stralciato la causa dai ruoli, letti ed esaminati gli atti, considerato in fatto e in diritto: che con istanza 10 settembre 1996 __________ ha chiesto il rigetto dell’opposizione interposta da __________ e __________ al PE sopra menzionato che è stato loro notificato per il recupero di fr. 4’290.- oltre accessori, a saldo di pretese derivanti dal contratto di locazione sottoscritto da entrambi i coniugi __________; che con scritto 24 settembre 1996 il rappresentante dell’istante comunicava alla pretura il ritiro dell’istanza a motivo dell’avvenuto pagamento dell’importo posto in esecuzione; che nonostante l’istante abbia convenuto in causa i coniugi __________ con una sola istanza trattandosi di un debito solidale basato su un identico PE, il pretore ha trattato separatamente le procedure emettendo il 25 settembre 1996 due decreti con i quali ha stralciato le cause dai ruoli in quanto divenute prive di oggetto, addebitando ad ognuno dei convenuti il pagamento della tassa di giustizia di fr. 50.-; che con il presente tempestivo gravame, che deve essere trattato quale ricorso per cassazione in virtù dei combinati disposti di cui agli art. 15 CPC e 13 LOG, _________ e __________ sono insorti contro il dispositivo n. 2 dei predetti decreti postulandone l’annullamento: i ricorrenti rimproverano al primo giudice di aver posto a loro carico le spese processuali nonostante abbiano pagato l’importo controverso entro il termine assegnato dall’istante medesima; che al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni; che in applicazione dell’art. 320 CPC il ricorso presentato con atto unico nei confronti dei decreti 25 settembre 1996 del Pretore di Lugano nelle cause inc. no. EF 96.2818 e EF 96.2819, viene corrisposto con un’unica decisione trattandosi di identica fattispecie fondata sul medesimo rapporto giuridico, ossia il contratto di locazione sottoscritto, quali debitori solidali, dai coniugi _________ e __________ ( Guldener, Schw. Zivilprozessrecht, 1979, pag. 214 segg.; Rep 1989 334); che secondo l’art. 77 cpv. 2 CPC, dopo la notificazione, la domanda può essere ritirata soltanto con il consenso del convenuto: in mancanza di questo consenso il ritiro vale come desistenza; che in caso di desistenza l’istante deve rifondere al convenuto le spese giudiziarie e di patrocinio equitativamente tassate (art. 77 cpv. 3 CPC); che in effetti il recedente, seppure con un largo margine di apprezzamento in ogni singola fattispecie, viene considerato come soccombente totale o parziale ( Cocchi/ Trezzini, CPC annotato, ad art. 148, n. 10), con il conseguente addebito degli oneri processuali e l’obbligo di rifondere alla controparte un’equa indennità per ripetibili; che qualora l’istante voglia garantirsi la rifusione di spese e ripetibili per la causa che ha dovuto inoltrare per il recupero di un credito, nel frattempo saldato - quindi riconosciuto dal convenuto pendente causa - anziché limitarsi al ritiro dell’istanza, deve chiedere l’emanazione del giudizio su spese e ripetibili sostanziando i motivi che dovrebbero indurre il giudice a scostarsi dalla regola fondamentale, rispettivamente ad adattarne l’applicazione alla fattispecie, come testé descritto (cfr. per analogia Cocchi/Trezzini, op.cit., art. 151 n. 2); che nella fattispecie, di fronte all’assenza di richieste in tal senso -ma anche di motivi che lo giustificassero- i giudizi pretorili (limitatamente al dispositivo no. 2) appaiono come una manifesta violazione dell’art. 77 cpv. 3 CPC e devono pertanto essere annullati in virtù dell’art. 327 lett. g CPC; che un nuovo giudizio da parte di questa Camera è possibile in virtù dell’art. 332 cpv. 2 CPC; che, a dipendenza della particolarità della fattispecie, non vengono caricate spese né tassa di giustizia della sede ricorsuale; Per i quali motivi, richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la TarLEF pronuncia: I. Il ricorso 7 ottobre 1996 di _________ e __________ è accolto. Di conseguenza il dispositivo n. 2 di entrambi i decreti di stralcio 25 settembre 1996 del Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5 (incarti EF 96.2818 e EF 96.2819), è annullato e sostituito dal seguente: 2. La tassa di giustizia di fr. 50.-, da anticipare dall’istante, rimane a suo carico. II. Non si prelevano spese né tassa di giustizia. __________ rifonderà ai ricorrenti fr. 60.- a titolo di indennità di questa sede. III. Intimazione a: - __________ Comunicazione alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5 Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Incarto n. 16.96.00125 16.95.00126 Incarto n. 16.96.00125

Incarto n. 16.95.00126

Lugano 28 ottobre 1996 /fb Lugano

Lugano 28 ottobre 1996 /fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani segretaria: segretaria:

segretaria: Petralli, vicecancelliera Petralli, vicecancelliera

Petralli, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 7 ottobre 1996 presentato nella forma dell’appello da

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 7 ottobre 1996 presentato nella forma dell’appello da __________ __________

__________ contro contro

contro i decreti di stralcio 25 settembre 1996 del Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, nella causa a procedura sommaria in tema di esecuzioni e fallimenti contro di loro promossa con istanza 10 settembre 1996 da

i decreti di stralcio 25 settembre 1996 del Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, nella causa a procedura sommaria in tema di esecuzioni e fallimenti contro di loro promossa con istanza 10 settembre 1996 da __________ rappr. dalla __________ __________

__________ rappr. dalla __________

rappr. dalla __________ con la quale l’istante ha chiesto il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta

dai convenuti al PE no. __________dell’UE di Lugano, domanda sulla quale il primo

giudice non si è pronunciato avendo stralciato la causa dai ruoli,

letti ed esaminati gli atti,

letti ed esaminati gli atti, considerato

considerato in fatto e in diritto:

in fatto e in diritto: che con istanza 10 settembre 1996 __________ ha chiesto il rigetto dell’opposizione interposta da __________ e __________ al PE sopra menzionato che è stato loro notificato per il recupero di fr. 4’290.- oltre accessori, a saldo di pretese derivanti dal contratto di locazione sottoscritto da entrambi i coniugi __________;

che con scritto 24 settembre 1996 il rappresentante dell’istante comunicava alla pretura il ritiro dell’istanza a motivo dell’avvenuto pagamento dell’importo posto in esecuzione;

che nonostante l’istante abbia convenuto in causa i coniugi __________ con una sola istanza trattandosi di un debito solidale basato su un identico PE, il pretore ha trattato separatamente le procedure emettendo il 25 settembre 1996 due decreti con i quali ha stralciato le cause dai ruoli in quanto divenute prive di oggetto, addebitando ad ognuno dei convenuti il pagamento della tassa di giustizia di fr. 50.-;

che con il presente tempestivo gravame, che deve essere trattato quale ricorso per cassazione in virtù dei combinati disposti di cui agli art. 15 CPC e 13 LOG, _________ e __________ sono insorti contro il dispositivo n. 2 dei predetti decreti postulandone l’annullamento: i ricorrenti rimproverano al primo giudice di aver posto a loro carico le spese processuali nonostante abbiano pagato l’importo controverso entro il termine assegnato dall’istante medesima;

che al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni;

che in applicazione dell’art. 320 CPC il ricorso presentato con atto unico nei confronti dei decreti 25 settembre 1996 del Pretore di Lugano nelle cause inc. no. EF 96.2818 e EF 96.2819, viene corrisposto con un’unica decisione trattandosi di identica fattispecie fondata sul medesimo rapporto giuridico, ossia il contratto di locazione sottoscritto, quali debitori solidali, dai coniugi _________ e __________ ( Guldener, Schw. Zivilprozessrecht, 1979, pag. 214 segg.; Rep 1989 334);

che secondo l’art. 77 cpv. 2 CPC, dopo la notificazione, la domanda può essere ritirata soltanto con il consenso del convenuto: in mancanza di questo consenso il ritiro vale come desistenza;

che in caso di desistenza l’istante deve rifondere al convenuto le spese giudiziarie e di patrocinio equitativamente tassate (art. 77 cpv. 3 CPC);

che in effetti il recedente, seppure con un largo margine di apprezzamento in ogni singola fattispecie, viene considerato come soccombente totale o parziale ( Cocchi/ Trezzini, CPC annotato, ad art. 148, n. 10), con il conseguente addebito degli oneri processuali e l’obbligo di rifondere alla controparte un’equa indennità per ripetibili;

che qualora l’istante voglia garantirsi la rifusione di spese e ripetibili per la causa che ha dovuto inoltrare per il recupero di un credito, nel frattempo saldato - quindi riconosciuto dal convenuto pendente causa - anziché limitarsi al ritiro dell’istanza, deve chiedere l’emanazione del giudizio su spese e ripetibili sostanziando i motivi che dovrebbero indurre il giudice a scostarsi dalla regola fondamentale, rispettivamente ad adattarne l’applicazione alla fattispecie, come testé descritto (cfr. per analogia Cocchi/Trezzini, op.cit., art. 151 n. 2);

che nella fattispecie, di fronte all’assenza di richieste in tal senso -ma anche di motivi che lo giustificassero- i giudizi pretorili (limitatamente al dispositivo no. 2) appaiono come una manifesta violazione dell’art. 77 cpv. 3 CPC e devono pertanto essere annullati in virtù dell’art. 327 lett. g CPC;

che un nuovo giudizio da parte di questa Camera è possibile in virtù dell’art. 332 cpv. 2 CPC;

che, a dipendenza della particolarità della fattispecie, non vengono caricate spese né tassa di giustizia della sede ricorsuale;

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la TarLEF

pronuncia:

I. Il ricorso 7 ottobre 1996 di _________ e __________ è accolto.

Di conseguenza il dispositivo n. 2 di entrambi i decreti di stralcio 25 settembre 1996 del Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5 (incarti EF 96.2818 e EF 96.2819), è annullato e sostituito dal seguente:

2. La tassa di giustizia di fr. 50.-, da anticipare dall’istante, rimane a suo carico.

II. Non si prelevano spese né tassa di giustizia. __________ rifonderà ai ricorrenti fr. 60.- a titolo di indennità di questa sede.

III. Intimazione a: - __________

Comunicazione alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria