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Il Comitato dell'Unione svizzera dei contadini (USC) ha deciso oggi di non associarsi al progetto di iniziativa popolare annunciato martedì da alcuni esponenti dell'UDC con l'obiettivo di garantire un tasso di approvvigionamento in derrate alimentari indigene "il più alto possibile". Gli agricoltori preferiscono attenersi al loro progetto di "Iniziativa per la sicurezza alimentare".
I due testi sono molto vicini, scrive l'USC in un comunicato. Tuttavia - critica l'Unione - il terzo capoverso di quello caldeggiato dai rappresentanti dell'UDC accresce la dipendenza delle famiglie contadine dai sussidi federali.
Il testo dell'USC può contare su un ampio sostegno fra i contadini e avrebbe buone possibilità di essere accettato in una votazione popolare, prosegue la nota. I delegati dell'associazione decideranno il 20 novembre riguardo al lancio dell'iniziativa, che mira a proteggere meglio i terreni agricoli e a garantire l'auto-approvvigionamento del paese.
La raccolta delle firme per l'iniziativa d'area UDC dovrebbe dal canto suo essere avviata all'inizio del 2014. Essa può contare sul sostegno dell'intero partito svizzero secondo il presidente Toni Brunner, che martedì ha criticato l'iniziativa dell'USC, affermando che il testo proposto "manca di consistenza". Il "Blick" non ha mancato di sottolineare i dissidi, titolando martedì un suo articolo "Guerra dei contadini!".
Il progetto UDC di articolo costituzionale chiede alla Confederazione di garantire superfici agricole a sufficienza e di ridurre "al minimo necessario" il carico amministrativo al quale sono sottoposti gli agricoltori. Il testo è stato elaborato all'indomani del fallimento del referendum sulla Politica agricola 2014-2017, adottata dalle Camere nel corso della sessione primaverile.
SDA-ATS