Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/27652

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A.</p><p></p><p>Il Consiglio federale sostiene tutti gli sforzi volti alla conclusione di accordi internazionali per un disarmo nucleare possibilmente rapido e completo sotto un effettivo controllo internazionale. Le delegazioni svizzere l'hanno sottolineato numerose volte nei loro interventi, e in particolare nel quadro della Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, della Prima Commissione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e della Conferenza di Ginevra sul disarmo.</p><p></p><p>Nel 1998, durante la sua presidenza della Conferenza sul disarmo, la Svizzera ha portato gli altri membri a riconoscere che solo procedendo sulla via del disarmo nucleare sarà possibile sbloccare la Conferenza, ed è così riuscita a porre le basi per un compromesso su un programma di lavoro per l'anno considerato. La Svizzera appoggia altresì l'iniziativa della cosiddetta "New Agenda Coalition" (Dichiarazione di 8 ministri degli affari esteri del 9 giugno 1998) nella quale, dati gli insoddisfacenti progressi compiuti in materia di disarmo nucleare, sono state proposte misure concrete. Nel 1999, nell'ambito dei preparativi per la Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari del 2000, la delegazione svizzera ha firmato una dichiarazione comune di 44 Stati nella quale sono stati ripresi i concetti contenuti nella "New Agenda Coalition".</p><p></p><p>Il Consiglio federale considera invece attualmente non realistica la procedura proposta nella mozione. In conformità con l'articolo VIII capoverso 2, il Trattato di non proliferazione può essere modificato solo in caso di approvazione da parte di tutti gli Stati contraenti in possesso di armi nucleari. È chiaro sin dal principio che i cinque Stati attualmente in possesso di armi nucleari ai sensi dell'articolo IX capoverso 3 del Trattato non approverebbero l'articolo aggiuntivo proposto dalla mozione.</p><p></p><p>B.</p><p></p><p>Il Consiglio federale sostiene la creazione di nuove zone prive di armi nucleari, per esempio nell'Asia Centrale. Senza garanzie di sicurezza vincolanti da parte degli Stati in possesso di armi nucleari nei confronti degli Stati che ne sono privi, queste zone hanno però poca importanza e anche il divieto di stazionamento militarmente non è più rilevante alla luce della lunga gittata delle armi moderne e dell'impiego di sommergibili.</p><p></p><p>Le direttive adottate lo scorso anno dalla Commissione per il disarmo dell'ONU sulle condizioni relative alla creazione di zone prive di armi nucleari non sono adempite dall'Europa. Tali direttive esigono tra l'altro che tutti gli Stati membri di una medesima regione approvino la creazione di una simile zona e che un eventuale trattato tenga debitamente conto degli altri impegni che possono incombere agli Stati partecipanti in virtù di accordi regionali o internazionali in vigore.</p><p></p><p>Una zona priva di armi nucleari in Europa sarà difficile da realizzare finché le dottrine militari sia della Russia sia della NATO non escluderanno l'impiego e lo stazionamento di tali armi. Neanche il nuovo concetto strategico della Nato del 24.4.99 rinuncia alle armi nucleari. Con l'ampliamento della NATO ai Paesi dell'Est, l'idea di una zona europea è divenuta ancor meno realistica e comunque, la maggior parte degli Stati che avrebbero potuto aderirvi, l'ha esplicitamente declinata a più riprese. Una zona svizzero-austriaca non porterebbe una maggiore sicurezza né alla Svizzera né all'Europa.</p><p></p><p>Con la ratifica del TNP, la Svizzera ha rinunciato alle armi nucleari in modo vincolante ai sensi del diritto internazionale e di fatto è già una zona priva di armi nucleari. Anche ai sensi dell'articolo 7 capoverso 1 della nuova legge sul materiale bellico del 13 dicembre 1996 (RS 514.51), è vietato sviluppare, fabbricare, procurare, acquisire, fornire a chiunque, importare, esportare, far transitare, depositare armi atomiche o disporne in altro modo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.