Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/28879

<h2>SubmittedText<h2><p>Risale a poco fa la pubblicazione dei dati sull'evoluzione più recente dei salari reali. Malgrado la migliorata congiuntura, i salari continuano a mantenersi su una traiettoria di stabilità, analogamente a quanto avvenuto lungo tutto il decennio appena concluso. Questa evoluzione ha d'altronde comportato una ragguardevole riduzione del potere d'acquisto della popolazione, poiché è nel frattempo intervenuto un aumento degli oneri sociali, della fiscalità (IVA e altre tasse) e soprattutto dei premi dell'assicurazione malattia.</p><p>Alla luce di questa realtà, che mantiene numerose famiglie in una situazione di accresciuto disagio, appare allarmante la decisione della Banca nazionale svizzera di rialzare i tassi di riferimento. Per disinnescare pericoli di inflazione, si creano le premesse per una ulteriore penalizzazione dei cittadini, attraverso - segnatamente - l'aumento dei tassi ipotecari.</p><p>Chiedo perciò al Consiglio federale se e in che misura intenda fare presente alla Banca nazionale svizzera lo stato di disagio e di apprensione della popolazione (che, dopo dieci anni di crisi, avrebbe il sacrosanto diritto di "tirare il fiato").</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Banca nazionale svizzera (BNS) conduce una politica monetaria indipendente nell'interesse generale del Paese. Il compito principale della BNS è di fornire denaro in misura adeguata all'economia in modo che possa sfruttare il suo potenziale produttivo senza mettere in pericolo a medio termine la stabilità dei prezzi. Poiché nel lungo termine inflazione e deflazione si rivelano sempre come la conseguenza di un errore di sviluppo nell'approvvigionamento di denaro, spetta in primo luogo alla politica monetaria il compito di garantire la stabilità dei prezzi. Allo stesso tempo, misure di politica monetaria hanno - anche in un'economia aperta come quella svizzera - ripercussioni sullo sviluppo economico. Nelle sue decisioni la BNS tiene quindi conto dello sviluppo congiunturale. Prezzi stabili e uno sviluppo congiunturale equilibrato giovano in fin dei conti a tutta la popolazione. Creano tra l'altro le condizioni favorevoli per gli investimenti e hanno ripercussioni positive sulla produttività del lavoro e quindi anche sullo sviluppo dei salari.</p><p>Non può invece essere compito della BNS compensare l'aumento di imposte e di tributi alle assicurazioni sociali ricorrendo ad un allentamento della sua politica monetaria. Un tale comportamento si ripercuote alla fine in una maggiore inflazione, che a sua volta non accresce solo il pericolo di pianificazioni e investimenti sbagliati, ma finisce di regola per colpire anche le economie domestiche con un reddito basso in misura più incisiva che non quelle agiate.</p><p>Per quanto riguarda l'attuale indirizzo della politica monetaria, bisogna evidenziare che a partire dalla metà dello scorso anno la crescita economica svizzera ha registrato un'importante accelerazione. Per l'anno in corso è prevista una crescita del PIL dell'ordine del 3 per cento. Una crescita così importante è stata registrata l'ultima volta nel 1990. Grazie all'elevato dinamismo dell'economia, il numero dei disoccupati e delle persone in cerca d'impiego è diminuito sensibilmente. In diversi segmenti del mercato del lavoro aumentano le tendenze a scarsità di personale. La crescita potenziale in Svizzera è valutata tra l'1,5 e il 2 per cento. L'economia svizzera non può quindi mantenere a lungo l'attuale ritmo di crescita senza che si giunga a un sensibile aumento dei prezzi. Dal punto di vista dell'economia globale appare quindi adeguato che la Banca nazionale irrigidisca progressivamente la politica monetaria.</p><p>Il problema secondo cui, a seguito del vigente diritto in materia di locazione, elevati interessi si ripercuotano relativamente in fretta sulle pigioni non è ancora risolto. Questo meccanismo degli affitti non facilita la politica monetaria. Sono comunque in atto tentativi per dissociare i canoni di locazione dai tassi d'interesse ipotecari.</p><p>Nel complesso non è quindi necessario che il Consiglio federale fornisca ulteriori spiegazioni alla BNS. L'Esecutivo continuerà comunque a tenere regolari discussioni con la Banca nazionale sulla situazione economica e monetaria, ad esempio nell'ambito dei colloqui che avvengono più volte all'anno tra la direzione generale e la giunta del Consiglio federale per la politica economica generale.</p>  Risposta del Consiglio federale.