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Da oggi il Sudan del Sud è il 193/o Paese dell'Onu: l'Assemblea Generale lo ha deciso per acclamazione, senza voto. Sudan del Nord e del Sud hanno ora due diverse delegazioni al Palazzo di Vetro, e per ricavare il nuovo seggio gli osservatori di Palestina e Santa Sede dovranno stringersi e condividere lo stesso banco.
Riek Mashar, vice presidente del Sud, si è rivolto in Assemblea agli "ex compatrioti" di Khartoum e ha promesso impegno per "risolvere le nostre differenze con il dialogo".
L'ambasciatore del Sudan del Nord, Daffa-Alla Elhag Ali Osman, ha dichiarato chiusa la pagina della guerra civile: "Le ferite della guerra devono essere lasciate nel passato - ha detto - ora dobbiamo iniziare un'era all'insegna della solidarietà e della cooperazione".
Alle Nazioni Unite, i delegati del Sud siedono ora tra i colleghi di Spagna e Sudafrica (la disposizione segue l'ordine alfabetico). Per ricavare il nuovo seggio si sono dovuti sacrificare i delegati dell'Autorità nazionale Palestinese, che sono all'ultima fila, accanto a quelli del Vaticano, con cui dovranno da oggi condividere lo stesso banco.
I diplomatici palestinesi, che all'Onu hanno lo status di osservatori, hanno peraltro intenzione di fare richiesta per diventare uno Stato a pieno titolo, proprio come ha fatto il Sudan del Sud. E proprio oggi hanno incassato il sostegno della Lega Araba, che a Doha ha deciso di appoggiare la richiesta del riconoscimento all'Onu dello Stato palestinese.
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