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“L’Unione europea resta fortemente impegnata a fornire ulteriore sostegno militare per aiutare l’Ucraina ad esercitare il suo diritto intrinseco di autodifesa contro l’aggressione russa e a difendere la sua integrità territoriale e la sua sovranità. A tal fine, il Consiglio europeo invita il Consiglio a lavorare rapidamente su un ulteriore aumento del sostegno militare”. È quanto si legge nelle conclusioni del Consiglio europeo approvate questa sera sull’Ucraina. Nel testo non c’è un riferimento al fondo European Peace Facility. Nelle bozze iniziali, tra parentesi, era prevista la possibilità di un ulteriore tranche di finanziamenti militari da dare a Kiev attraverso l’European peace Facility. Ma poi il riferimento al fondo da 5,7 miliardi di euro è sparito. Secondo fonti europee, sullo strumento da usare per inviare ulteriori armi all’Ucraina non ci sarebbe infatti un consenso unanime tra le capitali. E le stesse fonti spiegano come, “difficilmente”, entro le prossime settimane, sarà erogata una nuova tranche di fondi dall’European Peace Facility. Nelle conclusioni, inoltre, “il Consiglio europeo condanna risolutamente gli attacchi indiscriminati della Russia contro i civili e le infrastrutture civili ed esorta la Russia a ritirare immediatamente e incondizionatamente tutte le sue truppe e i suoi equipaggiamenti militari dall’intero territorio dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti. Il diritto umanitario internazionale, anche per quanto riguarda il trattamento dei prigionieri di guerra, deve essere rispettato”.