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Papandreou: gli aiuti arrivino dall'Ue
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Aiuti si, ma meglio se europei. Il messaggio che George Papandreou ha fatto passare ieri a Bruxelles è stato chiaro. La Grecia, nel caso le misure di austerità non dovessero essere sufficienti a far rientrare il debito, preferirebbe che le sovvenzioni arrivassero dall'Ue anziché doversi rivolgere all'Fmi.
Per la serie i panni sporchi si lavano in casa. Nonostante, probabilmente, Atene non si trovi nella posizione per scegliere, il ragionamento del premier greco non uscirebbe così tanto dal seminato.
Si è voluto fare l'Europa Unita? Allora gli stati membri dovrebbero soccorrere i propri ""fratelli"nel momento del bisogno. Dello stesso parere non sembra essere la Germania, dal momento in cui la Merkel ha dichiarato al parlamento di Berlino la propria idea di introdurre la possibilità di espellere dall'Ue quei paesi che non dovessero rispettare le regole in modo continuativo.
Tuattavia, a detta di Papandreu, quello che di cui la Grecia ha bisogno in questo momento non sono i liquidi, ma strumenti efficaci per arginare il pericolo degli speculatori, nell'interesse di tutta l'Europa e non solo per se stessa.
Papandreou ha voluto ricordare l'impegno della sua nazione nei confronti di Eurolandia attraverso misure drastiche che hanno già creato non pochi problemi a livello della popolazione. Il premier ellenico ha voluto ricordare di fronte all'intero parlamento europeo che la Greciaè entrata nell'Ue in modo onesto, senza frodare. La faccenda legata ai credit default swapè stata un malinteso inquanto all'epoca la pratica era considerata legale.
ticinofinanza.ch, 18 marzo 2010
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