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BERNA - Alle elezioni federali del prossimo anno, il PLR vuole diventare il secondo partito svizzero, dietro all'UDC e davanti ai socialisti. Lo ha dichiarato la presidente liberale-radicale Petra Gössi in una intervista pubblicata oggi dal Bund e dal Tages-Anzeiger.
Secondo la consigliera nazionale svittese le possibilità di riuscita sono concrete: alle legislative del 2015 il PLR era progredito di 1,5 punti e aveva convinto il 16,4% degli elettori. Il PS era invece rimasto stabile (+0,1 punti al 18,8%).
Per Gössi uno dei temi che contrassegneranno la campagna elettorale sarà senza dubbio il dossier europeo: si discuterà infatti delle iniziative dell'UDC «contro i giudici stranieri» e contro la libera circolazione delle persone, così come della revisione della legge sulle armi.
Sul tema Europa, Gössi ricorda che il suo partito si oppone all'adesione della Confederazione all'Ue, sostenendo invece la via bilaterale. Il PLR intende anche concentrarsi sulla digitalizzazione dell'economia e le sue opportunità. Se la Svizzera non sarà ai vertici, il Paese perderà posizioni in materia di competitività economica, ha osservato.
Gössi è anche preoccupata dal constante declino del PPD, che alle federali del 2015 aveva perso 0,7 punti all'11,6%. Il sistema politico svizzero tende sempre più a concentrarsi in tre poli, uno socialista, uno nazional-conservatore e uno liberale. Questa tendenza è problematica per il PLR poiché c'è il rischio che lo schieramento conservatore venga ancora rafforzato da «transfughi» popolari-democratici.
Sul piano personale, Gössi resta sul vago circa una sua possibile candidatura al Consiglio federale. «La questione non si pone», afferma sostenendo che il suo obiettivo è condurre il partito alle prossime elezioni federali.