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20.02.2019
Una maggioranza risicata della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) ha smussato il controprogetto. La proposta attuale esclude di fatto che le multinazionali possano essere chiamate a rispondere di violazioni dei diritti umani o di danni ambientali.
Vince la lobby delle multinazionali
Una maggioranza risicata della commissione del Consiglio degli Stati intende rendere di fatto impossibile la responsabilità civile mediante una «clausola di sussidiarietà», piegandosi alla pressione esercitata dalla lobby delle multinazionali. Questa clausola obbliga le vittime a dimostrare, prima di poter attivare la responsabilità della multinazionale in Svizzera, che all’estero non è possibile condurre un’azione legale conforme allo Stato di diritto contro la filiale.
La sussidiarietà di fatto annulla la responsabilità civile
Tale smorzamento rende la legge inefficace. Infatti si tratta di un nuovo ostacolo per la vittima, che dovrebbe rendere verosimile di fronte a un tribunale svizzero il fatto che un processo consono allo Stato di diritto nel suo Paese d’origine non è possibile. In quali modi una vittima debba provarlo e un tribunale civile svizzero debba giudicare tale conformità in un altro Paese resta molto ambiguo. Inoltre ciò solleva questioni in materia di politica estera. La «clausola di sussidiarietà» è problematica soprattutto perché comporterebbe processi interminabili e imprevedibili riguardo alle competenze di un altro tribunale. Si correrebbe il grave rischio che la questione cada in prescrizione. Tale indebolimento significa mancare il reale obiettivo del progetto, che consiste nell’intensificare la protezione dei diritti umani e dell’ambiente.
Dick Marty: se l’attenuazione sussiste, sarà il popolo a esprimersi
Dick Marty, co-presidente del comitato d’iniziativa: «Le regole contro le violazioni dei diritti umani perpetrate dalle multinazionali funzionano solamente se la loro inosservanza comporta conseguenze. La proposta della commissione del Consiglio degli Stati ha assunto le sembianze di una tigre di carta. Se il Consiglio degli Stati non corregge il progetto, sarà necessaria la votazione popolare sull’iniziativa.»
L’iniziativa
Come previsto, per una maggioranza risicata (7 voti contro 5 e un’astensione) la commissione raccomanda di respingere l’iniziativa. L’iniziativa per multinazionali responsabili chiede che le imprese aventi sede in Svizzera rispettino i diritti umani e le norme ambientali anche all’estero. Affinché pure le multinazionali poco scrupolose rispettino la legge, le violazioni devono avere delle conseguenze. In futuro, le multinazionali dovranno rispondere dei danni provocati direttamente da esse o dalle loro filiali.
L’iniziativa per multinazionali responsabili è sostenuta da 110 organizzazioni della società civile, da un comitato economico composto da oltre 100 imprenditori e da un’ampia campagna nell’ambito delle Chiese.