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GINEVRA - Il consigliere federale Ignazio Cassis incontrerà il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov mercoledì prossimo a Ginevra. I due, che avevano discusso lo scorso settembre della delicata vicenda di spionaggio motivo di attrito sull'asse Berna-Mosca, parleranno a margine della conferenza ministeriale sull'Afghanistan.
Il faccia a faccia tra Cassis e Lavrov avverrà nell'ambito di un pranzo di lavoro, informa oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), e sarà incentrato sulle relazioni bilaterali e su questioni internazionali. Secondo alcune fonti, i due politici puntano in questo nuovo meeting a conoscersi meglio e ad approfondire la loro relazione personale. Circa due mesi fa, il colloquio tra il ticinese e il capo della diplomazia russa si era tenuto a New York, nel quadro dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
In quell'occasione, il ministro degli esteri aveva invitato il suo omologo in Svizzera. Il clima fra i due Paesi non è dei più sereni: in ottobre il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) è stato autorizzato dal Consiglio federale a portare avanti un procedimento penale per sospetto spionaggio politico nei confronti di due russi.
Già nel marzo 2017, l'MPC aveva aperto un'inchiesta contro due presunte spie di Mosca per un attacco informatico all'Agenzia mondiale antidoping (AMA o WADA in inglese) a Losanna. Gli stessi due sono stati arrestati la scorsa primavera nei Paesi Bassi e rimpatriati: progettavano di recarsi nell'Oberland bernese per ottenere informazioni sul Laboratorio di Spiez, l'istituto federale per la protezione NBC (nucleare, biologica e chimica).
La struttura aveva partecipato alle indagini su presunti attacchi con gas tossico in Siria, come pure alle analisi dell'agente nervino utilizzato per avvelenare a Salisbury, in Inghilterra, l'agente doppio Serghiei Skripal e la figlia Yulia, i quali erano riusciti a sopravvivere.
Il DFAE aveva convocato l'ambasciatore russo chiedendo spiegazioni e lo stesso aveva fatto, denunciando accuse infondate, Mosca con quello svizzero. Da fonti di stampa era inoltre emerso che, secondo un rapporto confidenziale del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), un diplomatico su quattro proveniente dal Paese del presidente Vladimir Putin è in realtà un agente segreto.
Dopo l'incontro di New York, Cassis aveva ammesso che nell'aria, visti i temi abbordati, aleggiava una certa tensione. L'obiettivo è di ristabilire relazioni calme e distese con la Russia, aveva aggiunto il titolare del DFAE, senza precisare se Lavrov si fosse scusato.