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Il diserbante "Roundup" della Monsanto ha contribuito al cancro alla pelle del 70enne Edwin Hardeman dopo 26 anni d’utilizzo. Lo ha sentenziato mercoledì una giuria federale statunitense, infliggendo un altro colpo al colosso agrochimico che è stato condannato in una causa analoga la scorsa estate.
I giurati hanno ritenuto che il pensionato avesse dimostrato che il Roundup (prodotto a base di glifosato) era "un fattore sostanziale" nel suo cancro, chiudendo così la prima fase di questo processo iniziato il 25 febbraio. Su richiesta del gruppo tedesco Bayer (che ha acquisito la Monsanto l'anno scorso), i dibattiti sono stati organizzati in due fasi: una "scientifico” dedicato alla responsabilità del Roundup nella malattia e una seconda per affrontare la possibile responsabilità aziendale.
Al momento del verdetto il pensionato e i suoi avvocati si sono abbracciati. “Siamo molto soddisfatti”, ha detto uno degli difensori di Hardeman, Jennifer Moore. Intanto la vicenda è alla base del tonfo in borsa dei listini della Bayer, che a Francoforte perde l'11,59% a 61,62 euro. Il legame fra i tumori e il glifosato è una questione fortemente controversa. La società negava (e nega tuttora) qualsiasi collegamento tra il prodotto e la malattia riscontrata.