Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01021.jsonl.gz/1232

Il Museo nazionale di Zurigo ripercorre un momento cruciale della storia svizzera: a 100 anni di distanza, una mostra che potrà essere visitata fino al prossimo 20 gennaio si occupa dello sciopero generale del 1918 e delle conseguenze di quegli eventi per il paese.
Il 12 novembre 1918, subito dopo la fine della Prima guerra mondiale, più di 250'000 persone entrarono in sciopero in tutta la Svizzera. I lavoratori - scrivono gli organizzatori della mostra - chiedevano tra le altre cose una previdenza per la vecchiaia, il suffragio femminile e la settimana lavorativa di 48 ore.
Contro gli scioperanti furono impiegati 95'000 soldati, schierati dal Consiglio federale per garantire l'ordine. Gli animi erano accesi e ci furono anche dei morti.
La protesta fu interrotta dopo tre giorni e molte delle richieste dei lavoratori confluirono in seguito nel dibattito politico: nel 1919 fu introdotta la settimana di 48 ore, nel 1925 fu creata la base costituzionale per l'Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS), entrata in vigore in seguito a una votazione popolare del primo gennaio 1948.