Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/50084

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro della preparazione del suo "Programma di sgravio 2004-2006", il Consiglio federale è pregato di:</p><p>- presentare al Parlamento un'analisi delle ricadute congiunturali e dei rischi di recessione e di deflazione che tale programma comporta;</p><p>- specificare le ricadute delle diverse misure proposte sull'economia, in particolare considerando l'effetto moltiplicatore che numerosi finanziamenti federali hanno sugli impegni dei cantoni, dei comuni, delle imprese federali nonché su quelli dell'economia privata;</p><p>- esaminare in particolare quali perdite subirebbe la Confederazione conseguentemente alle misure di sgravio. Esse potrebbero rivelarsi controproducenti e potrebbero condurre a una diminuzione delle entrate fiscali nonché a un aumento di altri costi (ad es. nell'ambito dell'assicurazione contro la disoccupazione);</p><p>- evitare di ipotecare in questo programma la futura libertà di manovra della Confederazione - esecutivo e legislativo - per il tramite di un'enumerazione dettagliata delle ripercussioni negative sugli investimenti infrastrutturali a venire (2007-2015), come traspare dal progetto posto in consultazione;</p><p>- sottoporre al Parlamento un disegno delle misure a lungo termine che permetterebbero infine alla Confederazione di agire in modo anticiclico nel quadro dei suoi preventivi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è cosciente del fatto che nell'attuale situazione congiunturale le misure di sgravio del bilancio possono fornire segnali che corrono il rischio di essere fraintesi dagli agenti economici se sono prese in un momento che può sembrare inopportuno. A tale proposito è importante osservare che il programma di sgravio esplicherà i suoi maggiori effetti soltanto a partire dal 2005 e che il Consiglio federale intende proporre l'eliminazione graduale dei deficit strutturali entro il 2006, circostanza che consentirebbe deficit maggiori che non procedendo all'eliminazione immediata dei deficit strutturali. Pertanto la politica fiscale di espansione (aumento del deficit) si protrarrà almeno sino al 2004. D'altra parte i problemi ai quali è confrontata l'attuale politica budgetaria sono chiaramente di ordine strutturale. In questo senso le risposte a questo problema devono essere anch'esse di medesimo ordine. La Confederazione deve essere pronta ad assumere un certo onere a breve scadenza per creare condizioni favorevoli a una crescita futura più solida, tanto più che l'onere prospettato è modesto. In merito il rapporto commissionato presso l'istituto di ricerca BAK fornisce i dettagli degli effetti sull'economia attesi dalle misure di sgravio avvalendosi di una simulazione su un modello dell'economia svizzera.</p><p>I rischi di recessione e di deflazione esistono indipendentemente dalla politica budgetaria della Confederazione. Il rischio di deflazione è nondimeno posto in forse da numerosi specialisti che osservano il notevole aumento di liquidità supplementari liberate dalle autorità monetarie attraverso il mondo nel corso di questi ultimi anni. Tali rischi devono essere valutati nell'ambito della situazione attuale. Nel corso degli anni 2001 e 2002 il deficit budgetario della Confederazione è fortemente aumentato, soprattutto se si prescinde dalle entrate straordinarie dovute alla vendita delle azioni Swisscom durante il 2002. Anche la crescita delle spese è stata forte durante questo periodo. Non è quindi possibile accusare la politica budgetaria della Confederazione di avere aggravato la situazione congiunturale attuale. Purtroppo la crescita delle spese - come prevista all'atto dell'allestimento del preventivo 2003 e del piano finanziario 2004-2006 - si rivela insostenibile a mente dell'evoluzione recente a livello di entrate. La riduzione delle spese rispetto ai valori elevati del preventivo 2003 - riduzione che costituisce l'obiettivo del programma di sgravio 2003 - non fa che ripristinare una situazione budgetaria tale da poter essere sostenibile a più lungo termine.</p><p>Il Consiglio federale non intende negare le ripercussioni immediate delle misure del programma di sgravio. Occorre nondimeno sottolineare che entro il 2005 la ripresa congiunturale si sarà verosimilmente concretata. Anzi, per il tramite di finanze pubbliche sane, il programma di sgravio persegue indirettamente un miglioramento delle condizioni quadro dell'attività economica, il che agevolerà molto sicuramente una ripresa della crescita a medio e a più lungo termine. Non è escluso che i benefici di questa politica si facciano già sentire a più breve scadenza attraverso una percezione migliorata delle condizioni quadro e della situazione economica in generale da parte dei consumatori e delle imprese. È importante che gli agenti economici ricevano da parte del Consiglio federale un chiaro segnale della sua intenzione di non avviare una politica di aumento delle imposte a più lungo termine per ovviare a deficit importanti e persistenti. Il programma di sgravio si prefigge di migliorare le condizioni quadro, il che consentirà un'evoluzione più favorevole e più facilmente controllabile della crescita economica e del livello generale dei prezzi.</p><p>Le misure individuali, come pure le ripercussioni del programma di sgravio sono descritte nel relativo messaggio. Un'analisi più dettagliata provocherebbe difficoltà metodologiche poco controllabili, soprattutto se si tiene conto dei termini molto esigui, ma anche a causa dell'assenza di indicatori statistici affidabili, come per esempio i PIL cantonali. Per non avvantaggiare nessuno, il Consiglio federale propone quindi tagli simmetrici. Nella misura del possibile ha evitato di porre in forse i sistemi esistenti o le decisioni politiche già prese, come pure di operare trasferimenti di oneri ai cantoni.</p><p>Il governo ritiene che il programma di sgravio non genererà notevoli ripercussioni controproducenti sulle entrate. Anche se è vero che il mantenimento di una forte crescita delle spese avrebbe potuto ridurre temporaneamente un aumento della disoccupazione, questa circostanza nulla muterebbe alla necessità di effettuare - presto o tardi - aggiustamenti strutturali i cui costi, segnatamente in materia occupazionale, corrono il rischio di aggravarsi con il passare del tempo.</p><p>Il Consiglio federale non nega affatto l'effetto benefico sull'economia degli investimenti in infrastrutture. Nella misura in cui contribuiscono a mantenere se non addirittura a incrementare il livello della produttività, tali investimenti costituiscono una parte considerevole dell'attività dello Stato. Attualmente si tratta di garantire il finanziamento a lungo termine di tutte le spese della Confederazione, consentendo così di mantenere la qualità dei progetti avviati - compresi quelli nel settore delle infrastrutture - senza essere bloccati in modo eccessivo dal pagamento di spese elevate di manutenzione e dall'aumento smisurato del servizio del debito.</p><p>In genere il Consiglio federale è dell'avviso che una politica budgetaria anticiclica è più facilmente attuabile per il tramite di stabilizzatori automatici che non mediante una politica discrezionale. Le esperienze dolorose del passato e quelle fatte in altri paesi mostrano quanto sia difficile coordinare le spese volte al rilancio della crescita con il momento del loro impatto effettivo, ossia all'inizio della recessione. Generalmente i termini di attuazione delle politiche budgetarie sono lunghi e per questo motivo fanno insorgere il rischio di un effetto prociclico.</p><p>Il freno all'indebitamento dovrebbe poi consentire in una fase successiva una politica budgetaria tale da garantire non soltanto la salute finanziaria della Confederazione ma anche di permettere agli stabilizzatori automatici - e in particolare all'assicurazione contro la disoccupazione - di esercitare liberamente i loro effetti anticiclici, tanto più che il freno all'indebitamento prevede l'adeguamento delle spese ordinarie alla situazione congiunturale pronosticata nell'intento di potenziare l'efficacia degli stabilizzatori automatici.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la raccomandazione.