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SOLETTA - Tre donne si sfideranno domenica prossima nel ballottaggio per due seggi nel Consiglio di Stato solettese. A Marianne Meister spetta il compito di difendere una doppietta liberale radicale, indiscussa da 65 anni; Brigit Wyss intende portare per la prima volta gli ecologisti in governo; ma è la socialista Susanne Schaffner a partire in pole position.
Indipendentemente dalla lotta partitica, la consultazione offre già la certezza che per la prima volta nella storia del Cantone due dei cinque seggi dell'esecutivo - attualmente: due PLR, due PPD, un PS - saranno occupati da donne.
La principale posta in gioco il 23 aprile è la conservazione dei due seggi del PLR e la sfida poggia tutta sulle spalle della 54enne Meister, ma la sindaca di Messen, granconsigliera e presidente dell'Unione delle arti e mestieri solettese nel primo turno del 12 marzo ha ottenuto un risultato tutt'altro che brillante piazzandosi solo terza tra i non eletti.
I liberali radicali fanno campagna insistendo sulla necessità di disporre di una «solida maggioranza borghese» in Consiglio di Stato. Il PLR un mese fa si è assicurato un seggio: il responsabile uscente del Dipartimento dell'educazione e della cultura, il laureato in storia e dottore in teologia Remo Ankli, aveva ottenuto il miglior risultato. Pure riconfermati gli uscenti democristiani Roland Heim e Roland Fürst.
Nella competizione elettorale parte in pole position la granconsigliera e avvocata Susanne Schaffner: la 54enne di Olten, che aveva ottenuto il miglior risultato tra i non eletti al primo turno, dovrebbe accedere al governo e assicurare al PS il seggio del dimissionario Peter Gomm. Nessuno contesta la legittimità di una poltrona socialista.
I Verdi, che potrebbero entrare in governo per la prima volta nella storia del Cantone, si dicono ottimisti. Contano sulla granconsigliera ed ex consigliera nazionale Wyss. Già quattro anni or sono la 57enne di Soletta, giurista specializzata nelle questioni ambientali, aveva conseguito una bella votazione nel primo turno ma poi era stata estromessa nel ballottaggio. Dati i rapporti di forza tra partiti, per lei anche quest'anno si profila il medesimo destino. Le due elette dovrebbero dunque essere Schaffner e Meister.
PS e Verdi corrono indipendentemente l'uno dagli altri per il governo. Sul fronte borghese ufficialmente non vi sono intese, ma cordiali propositi comuni.
L'UDC, che era in competizione per un seggio in governo per la quinta volta ma dopo una pessima votazione ha ritirato il proprio candidato Manfred Küng, raccomanda di eleggere la candidata del PLR. La direzione spiega la propria posizione con il desiderio, "se possibile", di evitare una doppia presenza di sinistra nel Consiglio di Stato. Il PPD, che ha già assicurato i propri due seggi, non ha dato indicazioni di voto. I democristiani vogliono così garantire al loro elettorato una politica centrista indipendente.
Sull'esito della consultazione peserà la capacità delle varie forze politiche di mobilitare le rispettive basi. Al primo turno la partecipazione era stata bassa, fissandosi al 34,7%.