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<h2>SubmittedText<h2><p>La settimana scorsa il cantone di Zurigo ha pubblicato la statistica delle persone che nel 2014 hanno usufruito dell'assistenza sociale. Il dato che salta nuovamente all'occhio è quello degli ultracinquantenni, beneficiari degli aiuti in numero superiore alla media dal 2009 ad oggi. Riconosciuta l'urgenza del problema e la necessità di intervenire, il Consiglio federale ha convocato una conferenza nazionale per ovviare ai problemi dei lavoratori più anziani. Alla luce di quanto esposto preghiamo il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure sono già state adottate a livello aziendale e in modo comprovato per consentire ai lavoratori più anziani di seguire corsi di formazione continua o di perfezionamento finanziati? Sono previsti aiuti finanziari a questo fine?</p><p>2. Il PS chiede che ai lavoratori "over 45" sia offerta la possibilità di una consulenza gratuita per appurare la loro situazione professionale e adottare eventuali misure di formazione continua. In questo campo il DEFR si era dichiarato disposto a sostenere un certo numero di progetti pilota. Quanti di questi progetti sono stati sostenuti finora?</p><p>3. Come sono messi i lavoratori anziani stranieri già residenti in Svizzera per quanto riguarda eventuali misure di qualificazione e perfezionamento?</p><p>4. I provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (PML) contemplano la possibilità di percepire i cosiddetti assegni per il periodo d'introduzione (API). In che misura i disoccupati ultracinquantenni ne fanno uso? Cos'ha intrapreso il Consiglio federale per promuovere questi assegni?</p><p>5. Il Tribunale federale ha imposto alle imprese un obbligo d'assistenza più severo per quanto riguarda i loro dipendenti più anziani. Il Consiglio federale è disposto a inserire nel Codice delle obbligazioni l'obbligo di versare indennità più elevate ai lavoratori più anziani che vengono licenziati e a prolungare i termini di preavviso o ad introdurre la possibilità di una rendita transitoria a partire dai 60 anni?</p><p>6. Il Consiglio federale è disposto a emanare una legge di ampia portata in materia di pari trattamento volta a prevenire con chiare procedure giuridiche e sanzioni le discriminazioni dei lavoratori più anziani?</p><p>7. Il Consiglio federale è disposto a migliorare la protezione dalle disdette per i lavoratori più anziani introducendo l'obbligo di motivazione e invertendo l'onere della prova?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La formazione continua è organizzata prevalentemente secondo i principi del libero mercato. Le aziende investono nella formazione continua dei loro collaboratori secondo le loro strategie interne. Oltre alle borse di studio, che sono di competenza dei cantoni, esistono numerose fondazioni e fondi privati che mettono a disposizione capitali per determinati scopi e gruppi di persone. La Confederazione promuove le offerte di formazione professionale continua versando contributi forfettari ai cantoni (art. 53 LFPr).</p><p>2. I servizi cantonali di orientamento professionale, universitario e di carriera affiancano giovani e adulti di ogni età nella scelta di un indirizzo di studio, di una professione o di un percorso di carriera. Nel 2014 questi servizi cantonali di orientamento sono stati definiti prioritari all'interno dei rapporti di partenariato che caratterizzano la formazione professionale. L'articolo 54 LFPr conferisce alla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) la facoltà di sovvenzionare progetti che contribuiscono all'ulteriore sviluppo e alla creazione di strutture innovative nell'ambito della formazione professionale. Rientrano in questa categoria progetti pilota, studi e finanziamenti iniziali. Finora la SEFRI non ha ottenuto domande concernenti un'eventuale consulenza gratuita per lavoratori "over 45" finalizzata ad appurare la loro situazione professionale e adottare eventuali misure di formazione continua.</p><p>3. Nell'ambito dei programmi cantonali d'integrazione è prevista - a complemento delle offerte ordinarie per la formazione professionale e l'assicurazione contro la disoccupazione - la possibilità di sostenere misure di qualificazione per lavoratori stranieri sia giovani sia anziani. Questa possibilità interessa innanzitutto i rifugiati riconosciuti e le persone ammesse provvisoriamente. L'11 febbraio 2015 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di valutare insieme al Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) la possibilità di promuovere in modo mirato questo tipo di misure d'integrazione professionale. A tal proposito il DFGP presenterà un rapporto al Consiglio federale entro la fine del 2015.</p><p>4. Dall'ultima revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) la durata degli assegni per il periodo d'introduzione (API) versati dall'assicurazione contro la disoccupazione ai lavoratori "over 50" può essere estesa fino a 12 mesi (al posto dei 6 mesi precedenti). Grazie a questa revisione e alle misure d'informazione e sensibilizzazione promosse dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) presso gli organi cantonali d'esecuzione, gli API per lavoratori anziani vengono utilizzati molto più spesso. Nel 2010 1163 beneficiari di questi API avevano più di 50 anni, il che costituiva il 21 per cento di tutti i partecipanti a questo provvedimento inerente al mercato del lavoro (PML). Nel 2014 questa percentuale è salita al 34 per cento, con in tutto 1633 beneficiari "over 50". Si tratta di una quota nettamente superiore rispetto a tutti gli altri PML, a cui partecipa soltanto il 22 per cento dei lavoratori più anziani.</p><p>5./7. In ottobre 2010 il Consiglio federale ha aperto una procedura di consultazione su un progetto di revisione del Codice delle obbligazioni, proponendo tra l'altro di aumentare l'indennità massima in caso di licenziamenti abusivi o ingiustificati da 6 a 12 stipendi mensili. Alla luce delle forti resistenze politiche, tuttavia, il Consiglio federale ha sospeso il progetto, commissionando però due studi - uno sulla protezione dei rappresentanti dei lavoratori e l'altro sull'esercizio legale del diritto di sciopero - i cui risultati sono attesi entro la fine del 2015. Gli studi tratteranno anche l'aspetto dei licenziamenti abusivi o ingiustificati, seppure in un'ottica globale. Come constatato dall'OCSE nel suo rapporto sulla Svizzera, proteggere maggiormente i posti di lavoro dei lavoratori più anziani è un'arma a doppio taglio. Per gli anziani che hanno un posto di lavoro, infatti, aumenterebbero le probabilità di mantenerlo. Per i disoccupati di una certa età, invece, diminuirebbero le probabilità di essere assunti. Dato che i problemi dei lavoratori "over 50" sono soprattutto dovuti alle mancate assunzioni, e non tanto ai licenziamenti, il Consiglio federale non intende estendere la protezione dai licenziamenti soltanto a questa categoria di persone. Il collegio attenderà i risultati dei due studi e esaminerà l'eventualità di migliorare la protezione dai licenziamenti in generale. Per promuovere l'integrazione nel mercato del lavoro dei lavoratori più anziani il Consiglio federale confida innanzitutto in un miglioramento delle condizioni quadro economiche, il che favorirebbe la creazione di nuovi posti di lavoro, in un mercato del lavoro efficiente e in una sensibilizzazione dei datori di lavoro, dei lavoratori e dell'opinione pubblica in generale nell'intento di sfatare i pregiudizi negativi nei confronti di questa categoria di lavoratori.</p><p>Con la riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 (14.088, "Previdenza per la vecchiaia 2020. Riforma"), il Consiglio federale propone nell'ambito dell'AVS un nuovo modello di prepensionamento. Come per la rendita transitoria nel cantone di Vaud, si tratta di un modello rivolto alle persone "over 62" dal reddito medio-basso che hanno iniziato precocemente a lavorare e che quindi, rispetto alla media dei pensionati, tendono ad avere un'aspettativa di vita inferiore. Nel caso di un prepensionamento, la rendita di queste persone subirebbe tagli meno forti o rimarrebbe addirittura invariata.</p><p>6. Finora il Consiglio federale ha sempre rifiutato di emanare una legge antidiscriminatoria di ampia portata, adducendo che in caso di discriminazioni la legislazione vigente offre già oggi una protezione sufficiente. Il postulato Naef 12.3543, trasmesso al Consiglio federale il 14 dicembre 2012, offre l'opportunità di verificare l'efficacia di tale legislazione. L'Ufficio federale di giustizia ha pertanto commissionato al Centro svizzero di competenza per i diritti umani uno studio sull'accesso alle vie legali in caso di discriminazioni in Svizzera. I risultati di questo studio sono attesi entro l'estate 2015. Il rapporto farà riferimento alle discriminazioni dovute a sesso, inclinazione sessuale, transessualità e intersessualità, disabilità e razza. Vista l'ampiezza del campo di studio si è tuttavia rinunciato ad analizzare la fattispecie della discriminazione per età. È tuttavia ipotizzabile che sarà oggetto di uno studio futuro.</p>  Risposta del Consiglio federale.