Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/156918

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di valutare l'opportunità di sanzionare, d'ufficio o a querela di parte, coloro che praticano abitualmente la vendita di biglietti per accedere a manifestazioni sportive, culturali o commerciali senza l'autorizzazione dell'organizzatore e a prezzi eccessivi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già illustrato dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza Fässler 10.3078, "Mercato grigio per i biglietti di concerti ed eventi sportivi", e nel parere alla mozione Frehner 14.3478, "Vietare la rivendita di biglietti a prezzo maggiorato", il diritto vigente offre una discreta protezione contro gli abusi e le truffe legati alla rivendita dei biglietti. La legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl) sanziona infatti il comportamento ingannevole attuato sia nei confronti dell'organizzatore, celando l'intenzione di rivendere i biglietti, sia nei confronti degli acquirenti nascondendo loro il prezzo ufficiale del biglietto. Anche il fatto di offrire biglietti di cui l'organizzatore non ha ancora autorizzato la vendita è un comportamento che può dare luogo a una truffa ai danni degli acquirenti. Le violazioni della LCSI sono punibili a querela di parte (art. 23 cpv. 1 e 2). È legittimato a sporgere querela chi è leso o minacciato da concorrenza sleale nella clientela, nel credito, nella reputazione professionale, negli affari o in genere negli interessi economici (art. 23 in combinato disposto con l'art. 9 LCSI). Possono sporgere querela anche le associazioni professionali ed economiche autorizzate dai loro statuti a difendere gli interessi economici dei loro membri (art. 23 cpv. 2 in combinato disposto con l'art. 10 cpv. 2 lett. a LCSI). Inoltre, tutti questi soggetti possono presentare azioni per cessazione dell'atto e per soppressione dello stato di fatto (art. 9 cpv. 1 LCSI). In altre parole, gli attori del mercato (organizzatori, membri di un'associazione, ecc.) hanno il diritto di intervenire per tutelarsi contro comportamenti da loro ritenuti sleali nel mercato grigio.</p><p>Pertanto, secondo il Consiglio federale spetta ai singoli organizzatori o alle loro associazioni difendersi dagli abusi legati alla vendita degli biglietti tramite apposite azioni legali o querele. Inoltre, in caso di vendita o di distribuzione gratuita dei biglietti, gli organizzatori devono sfruttare tutte le possibilità a loro disposizione, anche a livello organizzativo, per impedire che si verifichino abusi. Infine, anche in caso di rivendita a prezzi maggiorati, non bisogna dimenticare che il fatto di partecipare a un evento non costituisce una costrizione. Ognuno è libero di decidere quanto è importante per lui partecipare e se è disposto ad acquistare il biglietto anche a un prezzo maggiorato. Per tutti questi motivi il Consiglio federale ritiene che il controllo del mercato grigio dei biglietti non costituisce un compito statale urgente, come sarebbe invece nel caso delle sanzioni per un reato perseguibile d'ufficio. Gli organizzatori conoscono meglio il mercato e sanno come controllarlo ed eventualmente avviare azioni sanzionatorie.</p><p>Infine, ricordiamo che imporre restrizioni alla rivendita di beni legalmente acquistati è in contrasto con i principi fondamentali della libera concorrenza, della libertà economica e della garanzia della proprietà.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.