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Power Index, Cina dietro a Usa per influenza in Asia.
Il potere della Cina in Asia si è ridotto rispetto agli Stati Uniti negli ultimi quattro anni, secondo l’Annual Power Index del centro di ricerca australiano Lowy Institute, che spiega come i crescenti limiti di capacità e la sempre minore influenza diplomatica e culturale, non assicurino a Pechino “un chiaro percorso verso un primato indiscusso nell’Indo-Pacifico”.
L’indice 2021 ha classificato 26 Paesi della regione secondo otto parametri, fra cui risorse economiche, spese militari e influenza culturale e diplomatica, usando 131 indicatori.
Gli Usa sono in cima alla classifica, superando la Cina di un netto 2,1%, con miglioramenti largamente attribuiti ai progressi dell’amministrazione Biden nell’affrontare la pandemia di Covid-19, ai miglioramenti nell’economia e alle nuove alleanze internazionali.
È la prima volta che gli Stati Uniti rafforzano il loro potere nella regione, da quando l’Annual Power Index è stato istituito nel 2018, e dopo il netto declino del 2020, quando gli Usa erano in preda alla pandemia di Covid-19.
Il calo di rating cinese è invece attribuito a crescenti debolezze strutturali, fra cui il rapido invecchiamento della popolazione, l’ineguale distribuzione dell’acqua e il pesante carico del debito.
Dopo le due superpotenze, rimangono invariate le posizioni delle quattro medie potenze: nell’ordine Giappone, India, Russia e Australia. Seguono Corea del Sud, Singapore, Indonesia e Thailandia.