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Da oltre 20 anni, le organizzazioni dei consumatori di tutto il mondo si mobilitano ogni 15 di marzo per difendere i loro diritti.
In occasione di questa giornata, le associazioni svizzere ricordano che i consumatori elvetici non godono degli stessi diritti di quelli europei.
Durante la Giornata mondiale del consumatore - che da 23 anni mobilita le organizzazioni dei consumatori di tutto il mondo - la Federazione romanda dei consumatori (FRC) vuole ricordare i diritti e i doveri di chi acquista.
A questo proposito, cita la Carta per la protezione dei consumatori delle Nazioni Unite, adottata nel 1985 e comprendente otto diritti, di cui i primi quattro fondamentali: il diritto alla sicurezza, alla scelta, all'informazione e all'essere ascoltato; il diritto alla soddisfazione dei bisogni di base, alla riparazione dei torti, all'educazione sul consumo e ad un ambiente sano.
Diritti del consumatore
Soffermandosi sul diritto alla scelta, la FRC ha indicato che «è ben rispettato in Svizzera, sebbene bisogna sempre essere vigili». Secondo l'associazione dei consumatori, una qualità soddisfacente dei prodotti deve essere garantita a prezzi corretti.
Il diritto all'informazione deve dal canto suo garantire che si possa scegliere con cognizione di causa, al riparo da ogni informazione falsa o fuorviante. I consumatori devono ad esempio poter scegliere tra un'alimentazione con o senza organismi geneticamente modificati. «Per questa ragione abbiamo preteso e ottenuto un'etichettatura adeguata», sottolinea la FRC.
Il diritto all'essere ascoltato permette invece al cittadino di essere rappresentato nelle istanze decisionali, in modo che i suoi interessi siano presi in considerazione. «Partecipiamo a numerose commissioni federali, in particolare a quella del consumo», rammenta la FRC.
Troppo peso all'economia
Nonostante i diritti a protezione del consumatore siano riconosciuti a livello internazionale, in Svizzera la situazione non è delle migliori, specialmente se paragonata a quella nell'Unione europea.
Lo afferma la senatrice Simonetta Sommaruga, per la quale il mondo politico elvetico tende a favorire innanzitutto l'economia, a scapito dei consumatori.
A sostegno della sua opinione, Sommaruga cita la legge sull'informazione ai consumatori, la cui revisione (che conteneva ad esempio un rafforzamento delle norme contro la concorrenza sleale) è stata accantonata dal Consiglio federale (Governo) in seguito alle profonde divergenze suscitate dal dossier.
Svizzera in ritardo
«Lo stesso si può dire per gli acquisti su internet», aggiunge la consigliera agli Stati (Camera alta del Parlamento) socialista, rammentando la mancata revisione del codice delle obbligazioni in materia di shopping online.
Questo cambiamento avrebbe permesso di applicare anche a questo settore il diritto di revoca di 7 giorni in vigore per i contratti a domicilio.
Ancora una volta, il consumatore elvetico si ritrova qui svantaggiato rispetto ai cittadini europei, che godono di alcuni diritti in materia.
Una differenza sottolineata anche dalla segretaria generale del Forum dei consumatori, Fabiola Monigatti: «Rispetto alla situazione internazionale, in materia di protezione dei consumatori la Svizzera si situa a un livello piuttosto basso. Siamo al di sotto della media europea in particolare per quanto riguarda le norme sui contratti, il diritto di revoca, l'informazione al consumatore e la legge contro la concorrenza sleale».
Educare i giovani
Il Forum dei consumatori (Konsumentenforum, kf) ricorda inoltre che sono soprattutto i giovani ad aver bisogno di educazione al consumo.
Sempre più ragazzi si rivolgono ai centri di consulenza del kf, con richieste che riguardano spesso servizi per sms o abbonamenti telefonici. Sovente - nota il Forum - i giovani si rendono conto troppo tardi di aver concluso contratti vincolanti, dai quali è difficile ritirarsi.
Informazione e senso di responsabilità sono quindi fondamentali affinché i ragazzi imparino a non prendere decisioni di acquisto avventate e ad essere coscienti dei propri diritti e doveri.
Infine, la Fondazione per la protezione dei consumatori ricorda le rivendicazioni per il diritto a un sistema sanitario finanziariamente sopportabile, al servizio pubblico, alla protezione dei dati e della sfera privata, alla libera scelta alimentare e a condizioni generali oneste e comprensibili dei contratti, nonché alla sicurezza della previdenza di vecchiaia.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Le associazioni dei consumatori sono nate attorno agli anni '60 (1959 per la FRC).
Creata nel 1983, la Giornata mondiale del consumatore è nata da una dichiarazione del presidente statunitense John F. Kennedy fatta di fronte al Congresso nel 1962.
In Svizzera, la necessità di proteggere i consumatori è riconosciuta a livello costituzionale da oltre 20 anni.
In breve
In Svizzera esistono quattro organizzazioni dei consumatori: la Fondazione per la protezione dei consumatori (SKS) e il Forum dei consumatori (KF) attivi nella Svizzera tedesca, la Federazione romanda dei consumatori (FRC) e l'Associazione delle consumatrici della Svizzera italiana (ACSI).
I loro compiti principali sono informare l'opinione pubblica, in particolare attraverso delle riviste, effettuare test sui prodotti, fornire consulenza ai consumatori e rappresentarne gli interessi a livello federale.
Queste organizzazioni partecipano ai lavori di alcune commissioni consultive federali e sono in parte finanziate dalla Confederazione.
Nell'amministrazione federale esistono pure l'Ufficio federale del consumo, incaricato di curare la politica dei consumatori, e il sorvegliante dei prezzi (Mister prezzi), il cui compito è impedire l'aumento abusivo dei prezzi.