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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole che i premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie costituiscono un carico che incombe in modo crescente sugli assicurati e, in particolare, sulle famiglie. Nell'attuale sistema individuale dei premi pro capite, la riduzione dei premi rappresenta il correttivo sociale per eccellenza che garantisce che l'onere dei premi sopportato dagli assicurati venga ammortizzato in modo sociale. Nell'ambito della seconda revisione parziale della LAMal il Consiglio federale ha proposto una riforma del sistema di riduzione dei premi. L'obiettivo principale della riforma è conseguire una riduzione mirata dei premi per le famiglie con figli. Nel nuovo sistema la quota personale massima viene ridotta gradualmente per tutti gli aventi diritto in base al reddito netto soggetto all'imposta federale. I Cantoni prevedono limiti inferiori per le famiglie con figli: per quelle nella categoria di reddito più bassa la quota personale massima ammonterebbe al 2 per cento del reddito netto soggetto all'imposta federale mentre per quelle nella categoria di reddito più alta essa ammonterebbe al 10 per cento. Per gli altri aventi diritto è prevista una quota personale massima del 4 per cento (categoria di reddito più bassa) e del 12 per cento (categoria di reddito più alta). I Cantoni possono tuttavia anche ridurre interamente i premi. Con questa revisione parziale si mira al sostegno degli strati della popolazione a basso reddito, in particolare delle famiglie con figli.</p><p>Il 5 per cento del ricavo sull'imposta sul valore aggiunto è vincolato al parziale finanziamento della riduzione dei premi. Nel quadro della riforma dell'ordinamento finanziario il Consiglio federale ha chiesto che tale quota vincolata, limitata fino alla fine del 2003, sia mantenuta anche successivamente. Il dibattito presso le Camere federali è attualmente ancora in corso.</p><p>In previsione della tassazione dell'energia, il Consiglio federale ribadisce l'obiettivo a lungo termine del trasferimento del carico fiscale dal lavoro all'energia senza incidere sul volume delle entrate fiscali. In un'ottica economica e di politica ambientale è ragionevole conseguire l'auspicato effetto di incitamento mediante una tassa sull'energia e contemporaneamente ridurre i costi salariali complementari senza incidere sul volume delle entrate fiscali. Nel caso venisse rilanciato un dibattito sull'introduzione di una tassa sull'energia, bisognerebbe comunque tener conto delle esperienze già fatte sia in Svizzera che all'estero. Perciò, entro il 2003 il Consiglio federale intende presentare un rapporto in cui viene riesaminata la questione del trasferimento del carico fiscale dal lavoro all'energia senza incidere sul volume delle entrate fiscali, tenendo conto dell'eventuale introduzione di una tassa sul CO e degli sviluppi nel campo della politica energetica all'estero.</p><p>Il Consiglio federale respinge l'introduzione, domandata nella mozione, di una tassa sulle energie non rinnovabili volta a una riduzione generale dei premi dell'assicurazione contro le malattie. Da un lato, una riduzione generale dei premi basata su "meccanismi ad annaffiatoio" non è giustificabile né dal punto di vista economico né sotto l'aspetto dell'equità. Dall'altro, anche se di principio si sostiene una maggiore imposizione dell'energia, tuttavia, non si ha tanto l'obiettivo di costituire una nuova fonte di finanziamento, quanto quello di ridurre i costi salariali accessori. Complessivamente, l'onere fiscale per l'economia non dev'essere aumentato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.