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Va eliminata la discriminazione degli svizzeri rispetto ai cittadini di altre nazionalità per quel che concerne l'autorizzazione di soggiorno per familiari. È quanto pensa il Consiglio nazionale che ha approvato, con 137 voti contro 54 e una astensione, una iniziativa parlamentare di Angelo Barrile (PS/ZH).
In base al diritto attualmente in vigore, un cittadino dell'UE che risiede in Svizzera ed è sposato con una persona proveniente da un Paese terzo può far venire i suoi suoceri in Svizzera. Questo diritto non è concesso a uno svizzero che si trova nella sua stessa situazione. L'atto parlamentare vuole porre fine a questa disparità di trattamento.
Il Tribunale federale ha rilevato questa differenza già dieci anni fa. Nella sua sentenza ha affermato che i cittadini di Paesi terzi devono essere trattati allo stesso modo dei cittadini dell'AELS e dei Paesi dell'UE ai sensi dell'accordo sulla libera circolazione delle persone, ha ricordato Ada Marra (PS/VD) a nome della commissione. È quindi tempo di modificare di legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI).
L'UDC era contrario: si tratta di un problema marginale, ha affermato Piero Marchesi (UDC/TI). Non bisogna incoraggiare la migrazione per le persone che non vengono in Svizzera per lavorare, ha invano aggiunto il ticinese.
L'iniziativa parlamentare passa ora al vaglio degli Stati.