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L’Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA) è contrariata dall’atteggiamento di rifiuto del Consiglio federale rispetto all’iniziativa Vacca da mungere.
Un continuo sviamento dalle reali finalità dei fondi per la strada e un Consiglio federale che assume una posizione rigida e non è disposto ad accettare i necessari compromessi: per l’Unione professionale svizzera dell'automobile (UPSA) questo è troppo. L’UPSA si dispiace dell’atteggiamento di netto rifiuto del governo federale nei confronti dell’iniziativa Vacca da mungere e invita il Parlamento a tutelare i legittimi diritti della strada.
L’Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA) è contrariata dall’atteggiamento del Consiglio federale soprattutto perché «un possibile compromesso sarebbe stato nettamente più costruttivo», come afferma il Presidente centrale dell’UPSA Urs Wernli. I fondi per lo sviluppo e la manutenzione delle strade svizzere – interventi ritenuti assolutamente necessari – sono disponibili, ma vengono regolarmente destinati ad altre finalità. Dei dieci miliardi di franchi svizzeri che le automobiliste e gli automobilisti pagano oggi ogni anno in tasse, imposte e tributi, solo 2,9 miliardi vengono reinvestiti per l'ampliamento e la manutenzione della rete stradale. Il resto finisce nella cassa federale e viene impiegato fra l’altro per lo sviluppo del trasporto pubblico.
Secondo Wernli, solo l’approvazione dell’iniziativa Vacca da mungere può impedire l’aumento dell’imposta sugli oli minerali (e di conseguenza del prezzo della benzina), e assicurare che tali fondi vadano in futuro effettivamente a beneficio dell’ampliamento della rete stradale. Invece, il Consiglio federale ha in programma di impiegare una parte di tali fondi per lo sviluppo di progetti del trasporto pubblico negli agglomerati (fondo per il traffico d’agglomerato). «Questo sviamento dalle reali finalità non è più accettabile», prosegue Urs Wernli. Ciò impedisce anche che l’ampliamento della rete stradale renda possibile una riduzione delle 21’000 ore improduttive annue causate dagli ingorghi, che comportano costi per circa 1,5 miliardi di franchi.
Nell’interesse degli oltre cinque milioni di automobilisti svizzeri, l’UPSA si oppone quindi a questo ulteriore alleggerimento del loro portafoglio e invita il Parlamento a prendere in considerazione i legittimi interessi degli utenti della strada, del settore dell’auto e delle aziende di trasporto durante la discussione sull’iniziativa Vacca da mungere.