Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01126.jsonl.gz/1153

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
DELÉMONT - A un anno e mezzo dalle elezioni federali del 2011, l'UDC rilancia uno dei suoi principali cavalli di battaglia: l'Unione europea. Nel corso dell'assemblea dei delegati a Delèmont, Christoph Blocher ha invitato gli svizzeri a opporsi a ogni avvicinamento a Bruxelles. Come prima di lui il presidente Toni Brunner, l'ex consigliere federale ha inoltre criticato la gestione della crisi libica da parte del governo.
Blocher ha tratteggiato un ritratto di un'Ue allo sbaraglio, con la moneta unica che perde di valore e gli Stati confrontati a ingenti deficit: "quest'Ue è condannata al fallimento. Non l'Europa, ma l'Ue", ha enfatizzato il vicepresidente dell'UDC.
Per l'ex consigliere federale, la Svizzera si trova in una situazione molto più invidiabile rispetto ad altri paesi europei, grazie alla democrazia diretta: la Confederazione, per preservare la propria sovranità, non dovrà quindi più concludere alcun accordo con l'Ue.
Blocher non ha risparmiato critiche a Berna per la gestione della crisi libica, parlando di operato amatoriale: i suoi strali hanno colpito in particolare la consigliera federale socialista Micheline Calmy-Rey. "Non vogliamo un esercito che intervenga all'estero", ha aggiunto il "tribuno" zurighese, secondo cui un intervento militare elvetico all'estero per liberare i due ostaggi avrebbe potuto generale rappresaglie da parte libica.
SDA-ATS