Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/29930

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La legge sulle scuole universitarie professionali non distingue fra offerenti pubblici e privati. Le esigenze, gli oneri e le condizioni quadro fanno stato per tutti indistintamente. È opportuno menzionare che la legge sulle scuole universitarie professionali separa l'autorizzazione per l'istituzione di una SUP dal diritto ai sussidi. Anche in questo ambito non si fa alcuna distinzione tra offerenti pubblici e privati. La maggior parte degli offerenti privati non persegue un obiettivo di lucro e beneficia pertanto di sussidi federali alla stregua delle scuole pubbliche.</p><p>2. Per soddisfare le esigenze poste dal mandato di prestazioni allargato, le scuole universitarie professionali (SUP) hanno uniformato il calcolo dei costi e delle prestazioni (cfr. Manuale dell'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia relativo al calcolo dei costi nelle SUP). Le SUP devono infatti essere in grado di presentare costi e ricavi relativi alle singole prestazioni. Questa misura si rende necessaria perché non tutte le prestazioni beneficiano di sussidi.</p><p>Sulla base dei rapporti presentati all'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT), nei quali i costi e i ricavi figurano separatamente per ogni prestazione, la Confederazione può farsi un'idea del modo in cui le scuole finanziano le singole prestazioni. Questa primavera, le SUP hanno presentato, per la prima volta, i propri conti secondo il nuovo metodo. </p><p>3. Come già menzionato al punto 2, le SUP hanno introdotto un calcolo armonizzato delle spese e delle prestazioni. Su mandato dell'UFFT, una ditta esterna ha proceduto nel corso del 1999 a una verifica del sistema per valutare se i metodi contabili impiegati rispondevano alle esigenze. Si può qui osservare che tutte le SUP hanno fatto grandi sforzi per sviluppare, in tempi relativamente brevi, soluzioni convincenti sia dal profilo concettuale che da quello sistematico. La Confederazione continua a sostenere le SUP nello sviluppo del metodo di calcolo dei costi e delle prestazioni affinché possa essere migliorata la comparabilità dei dati.</p><p>4. La formazione continua costituisce parte integrante del mandato di prestazioni allargato che le SUP sono chiamate a soddisfare. Il Consiglio federale è cosciente del fatto che la formazione postdiploma è in parte cofinanziata con sussidi della Confederazione. Le esperienze hanno dimostrato che la gestione delle formazioni postdiploma, in particolare nel settore tecnico (ingegneria, architettura, chimica e agricoltura), non è in grado di coprire i costi e ciò a causa di infrastrutture relativamente costose e del limitato numero di partecipanti. L'offerta di formazioni postdiploma delle SUP riveste tuttavia un'importanza particolare per la competitività; inoltre essa non è normalmente confrontata con la concorrenza dell'offerta privata. I nuovi strumenti (calcolo dei costi e delle prestazioni) e la trasparenza nella struttura dei prezzi consentiranno di prevenire distorsioni della concorrenza.</p><p>5. Il Consiglio federale sa che la Commissione per la tecnologia e l'innovazione viene accusata di privilegiare la tecnologia e la ricerca di cui beneficia direttamente l'economia. Tuttavia, questa immagine non corrisponde più alla realtà. La CTI è infatti molto cambiata negli ultimi dieci anni. A dispetto della T contenuta nel suo nome, la CTI ha abbandonato ormai da tempo il suo orientamento puramente tecnico e si è aperta ad un campo tematico molto più ampio. Negli ultimi dieci anni essa ha infatti sostenuto numerosi progetti riguardanti un approccio globale dell'evoluzione tecnica e sociale. Con il metodo "MTO Mensch-Techik-Organisation (trad: UTO Uomo-Tecnica-Organizzazione) il prof. Eberhard Ulich (anche membro del Consiglio delle scuole universitarie professionali della Svizzera nordoccidentale e di Soletta) si è impegnato con forza e successo, in qualità di scienziato e mentore, affinché nella sua attività di promovimento, la CTI tenesse conto dei metodi e degli approcci sociologici. In questo modo è indubbiamente garantita la parità di trattamento fra i singoli settori.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che non vi siano distorsioni della concorrenza. L'assegnazione dei mezzi finanziari della CTI avviene secondo le regole della concorrenza. In questo contesto, la CTI si ispira al principio "bottom-up": l'iniziativa dei progetti viene dai richiedenti, ossia dai partner economici e dagli istituti di ricerca che determinano autonomamente i temi dei progetti. Le domande sono poi valutate sulla base del loro contenuto economico e scientifico. Poiché la CTI promuove la ricerca e lo sviluppo incentrati sulla pratica, essa esige che i beneficiari dei risultati dei progetti vi partecipino. Per quanto riguarda le scuole universitarie professionali dei settori dell'economia e delle arti applicate, la CTI ha esteso la cerchia dei beneficiari. Infatti, oltre alle imprese, vi fanno ora parte anche le amministrazioni pubbliche e le organizzazioni senza scopo di lucro.</p><p>6. L'offerta di servizi a terzi rientra parimenti nel mandato di prestazioni definito dalla legge. L'articolo 11 della legge federale del 6 ottobre 1995 sulle scuole universitarie professionali definisce le pertinenti condizioni quadro: "In caso di servizi forniti dall'economia privata in modo equivalente, la concorrenza non deve essere distorta." L'articolo 7 capoverso 3 dell'ordinanza sulle scuole universitarie professionali precisa: "I servizi sono di principio fatturati ai prezzi praticati sul mercato. Gli organi responsabili delle scuole universitarie professionali garantiscono trasparenza nella struttura dei prezzi." Il Consiglio federale è convinto che non solo il nuovo modello per il calcolo dei costi favorisca notevolmente la trasparenza in materia di costi ma che anche il sussidiamento in funzione delle prestazioni sia un eccellente strumento per prevenire eventuali distorsioni della concorrenza. Nel caso in cui dette distorsioni si verificano fra scuole universitarie professionali e offerenti privati spetta alla Commissione della concorrenza esaminare, sulla base della legge sui cartelli , i problemi che si pongono. La Commissione della concorrenza e la sua segreteria hanno già esaminato casi di questo tipo ed hanno attirato l'attenzione dell'UFFT su questa problematica.</p>  Risposta del Consiglio federale.