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Gli incidenti avvenuti negli ultimi anni hanno rilanciato le polemiche sull'esistenza o meno di razze canine pericolose.
I casi di aggressioni notificati in Svizzera non permettono di trarre conclusioni precise.
Soltanto il 25% della popolazione canina svizzera è considerata "ufficialmente" di razza, ossia dispone di un pedigree riconosciuto dalla Società cinologica svizzera (SCS). In base alle indicazioni fornite dai proprietari, circa il 70% dei cani sarebbero invece di razza e il 30% sono frutto di un incrocio.
Secondo gli esperti, nessun studio ha permesso finora di stabilire che determinate razze abbiano un maggiore potenziale di aggressività. In base ai dati disponibili in Svizzera, la maggior parte degli incidenti sono provocati dalle razze più rappresentate, ossia cani pastore (tedesco, belga, ecc.), labrador, golden retriever e bovari svizzeri.
Anche se alcune razze sono relativamente sovrarappresentate per quanto riguarda la proporzione di aggressioni, per spiegare le ragioni di questi incidenti occorrerebbero studi approfonditi sui fattori di rischio. Andrebbero tra l'altro analizzati il comportamento dei proprietari, il loro rapporto con i cani, la situazione che ha portato all'aggressione e le caratteristiche della vittima.
La prudenza s'impone
Dal momento che la maggior parte dei casi di incidenti sono dovuti a cani che non presentano anomalie del comportamento, gli esperti raccomandano di seguire alcune regole fondamentali nel rapporto con i cani. Ogni persona che si trova di fronte a cani apparentemente aggressivi dovrebbe ad esempio: non alzare la voce, rimanere immobile, evitare il contatto diretto con lo sguardo e non gesticolare.
Ai proprietari si raccomanda invece di far esaminare da un esperto ogni cane che manifesta un comportamento anomalo o aggressivo in generale. In ogni regione della Svizzera, le associazioni cinofile organizzano inoltre corsi di istruzione di base per proprietari e per i loro fedeli compagni.
swissinfo