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Obbligazioni: cosa c’è da sapere?
Le obbligazioni sono indispensabili per costruire un portafoglio bilanciato. A fronte del rialzo dei tassi, la componente obbligazionaria è tornata ad essere una classe d'investimento appetibile. A cosa bisogna prestare attenzione quando si investe in obbligazioni?
Cosa è un’obbligazione?
Un'obbligazione (nota anche con l’anglicismo "bond") permette ad esempio a uno Stato, un cantone o un’azienda di prendere in prestito denaro sul mercato dei capitali per un determinato periodo di tempo e a un tasso d’interesse predefinito, la cosiddetta cedola. È quindi chiaro che le obbligazioni sono costituite da due flussi di pagamento: il rimborso al termine del periodo di maturità e il pagamento di cedole periodiche nel corso della durata finanziaria del titolo.
Un'obbligazione è un titolo di debito e non, come nel caso delle azioni, una partecipazione. Pertanto, a differenza degli azionisti, gli obbligazionisti non hanno diritto di voto nelle assemblee generali.
Perché integrare il portafoglio con delle obbligazioni?
Le obbligazioni sono spesso consigliate come componente fissa di una strategia d'investimento per motivi di diversificazione, al fine di compensare i rischi delle azioni. Negli ultimi 20 anni circa, le obbligazioni hanno spesso contribuito a conferire stabilità al portafoglio quando i corsi azionari sono scesi del 15 percento o più (grafico). Solo durante la crisi innescata dall'aumento dell'inflazione e dalla guerra in Ucraina nel 2021 non è stato così.
Le banche centrali cercano di contrastare l'inflazione aumentando i tassi di riferimento, il che ha determinato un forte calo dei corsi obbligazionari. Se l'economia globale non dà cenni di ripresa e il forte clima di incertezza permane, le obbligazioni torneranno a essere una componente stabilizzante.
Il resoconto mensile sull’andamento dei mercati finanziari:
In cosa consiste il rischio di tasso d’interesse?
Le oscillazioni dell'attuale tasso d’interesse di mercato influenzano il prezzo ossia il corso di borsa delle obbligazioni già in circolazione. Gli investitori che forniscono capitale a un'azienda o a uno Stato vengono remunerati con un tasso d'interesse predefinito nell’arco dell'intera durata. Se i tassi d'interesse aumentano nel corso della durata finanziaria, le obbligazioni in circolazione subiscono un deprezzamento, poiché quelle di nuova emissione hanno un tasso d'interesse più elevato. Se i tassi d’interesse invece si abbassano, si assiste a un rovescio della medaglia: i prezzi aumentano.
Check del deposito: gli errori più frequenti degli investitori
Per calcolare il rischio di oscillazione del corso, il parametro di riferimento è quello della "duration", ossia della durata finanziaria di un titolo. Questo indicatore esprime l’oscillazione del prezzo di un'obbligazione se il tasso d’interesse di mercato aumenta o diminuisce di un punto percentuale.
Le obbligazioni a lunga scadenza risentono maggiormente delle variazioni dei tassi d'interesse, poiché il rimborso del capitale richiede più tempo. Le obbligazioni societarie tendono ad avere una durata inferiore rispetto ai titoli di Stato e quindi comportano un rischio di tasso d'interesse minore.
È importante tenere a mente che il valore nominale delle obbligazioni viene rimborsato alla data di maturità, tranne in caso di fallimento. Pertanto, se il corso di un'obbligazione oscilla nel corso della durata finanziaria, l'investitore non deve preoccuparsi, purché resti in possesso delle obbligazioni fino alla data di maturità.
Perché è importante il rating?
È importante preservare il valore delle obbligazioni. Per questo motivo, le obbligazioni di emittenti con un rating positivo (merito creditizio) rappresentano un solido investimento. Per valutare il merito creditizio sono importanti le valutazioni di rinomate agenzie di rating come Standard & Poor's, Fitch o Moody's. In caso di rating da "BBB" in su, si parla di obbligazioni "investment grade", ossia di titoli di qualità medio-alta. Il segmento investment grade comprende spesso obbligazioni del settore pubblico e di aziende con solidi finanziamenti.
Il rating del debitore ha un impatto diretto sull'importo della cedola e quindi sul rendimento periodico di cui beneficia l’obbligazionista. Gli investitori richiedono un tasso d'interesse più elevato sui titoli di emittenti con un cattivo rating, perché nel prestare il proprio denaro si fanno carico di un rischio maggiore rispetto a un prestito accordato a un debitore con un buon profilo di solvibilità. La Svizzera è uno dei pochi Paesi al mondo a essere valutato con i voti migliori da tutte e tre le principali agenzie di rating, Standard & Poor's, Moody's e Fitch. Per questo le obbligazioni emesse dalla Confederazione, note agli addetti ai lavori anche come "prestiti federali", rientrano nella classe di titoli con le cedole più basse.
Anche il merito creditizio è un fattore importante che influenza il corso di un'obbligazione. Se il bilancio di un’azienda subisce dei contraccolpi per via di una performance commerciale non redditizia o dell'aumento del debito derivante da un'acquisizione, le agenzie di rating possono attribuire all’azienda un voto inferiore nella scala di valutazione. Ciò in genere si ripercuote negativamente sul corso delle obbligazioni societarie, il quale è espresso in percentuale del valore nominale: può scendere, ad esempio, dal 110 al 95 percento. Tuttavia, la cedola e l'importo del rimborso rimangono invariati.
Le aziende valutate con un basso merito creditizio si finanziano spesso con obbligazioni ad alto rendimento (in inglese "high yield"). Tali obbligazioni sono appetibili dal punto di vista del rendimento, ma sono associate a un rischio di insolvenza decisamente più elevato. Per gli investitori più propensi al rischio, le obbligazioni ad alto rendimento costituiscono un valore aggiunto nel proprio portafoglio, purché siano presenti in percentuale nettamente inferiore rispetto alle obbligazioni investment grade.
Qual è il modo migliore per investire in obbligazioni?
Ad esempio, è possibile acquistare direttamente singole obbligazioni, ricevere sistematicamente gli interessi per un dato periodo di tempo e alla fine il rimborso del capitale. Gli investimenti diretti comportano, da un lato, lo svantaggio per l’investitore che deve monitorare l’andamento delle obbligazioni e provvedere al reinvestimento degli interessi e dei rimborsi, dall’altro un rischio di concentrazione se si investe in titoli di uno o pochi debitori. L'eventuale insolvenza di uno di questi debitori si traduce in un forte impatto sulla performance dell'intero portafoglio.
Come scegliere l'ETF giusto
Gli ETF obbligazionari o i fondi obbligazionari non hanno una scadenza limitata e il reinvestimento delle obbligazioni rimborsate e degli interessi correnti è garantito dalla gestione del fondo. Un notevole vantaggio degli ETF e dei fondi è dato dall’ampia diversificazione del rischio, poiché il loro portafoglio è spesso composto da un massimo di 100 obbligazioni singole.
In caso di default di un singolo prestito obbligazionario, il patrimonio del fondo si contrarrebbe solo in minima parte.
I fondi gestiscono attivamente i loro portafogli con l'obiettivo di sovraperformare il mercato. Tuttavia, i costi elevati derivanti da una gestione attiva fanno sì che solo in pochi riescano a tagliare questo traguardo. Il modo migliore per investire in obbligazioni è attraverso gli ETF. Gli ETF replicano gli indici di borsa e sono quindi molto più convenienti dei fondi attivi. Le commissioni di gestione annuali degli ETF obbligazionari sono spesso inferiori allo 0,3 percento del capitale investito, mentre per i fondi obbligazionari raggiungono il più delle volte l'1 percento.
Attualmente sono disponibili oltre 400 ETF obbligazionari su SIX Swiss Exchange in vari segmenti e scadenze. Possono essere negoziati come le azioni durante gli orari di apertura della borsa. Un altro vantaggio: spesso gli investimenti in ETF obbligazionari possono partire già da 50 franchi, alle volte anche meno. Il taglio delle obbligazioni, invece, parte solitamente da 1000 franchi in su.
Cosa considerare per le obbligazioni in valuta estera?
Le obbligazioni in valuta estera di solito fruttano un tasso d'interesse più elevato rispetto alle obbligazioni in franchi. Tuttavia, una diversificazione delle valute spesso non è conveniente. Le osservazioni a lungo termine confermano che il rischio valutario è superiore alle ulteriori opportunità di rendimento. Le perdite valutarie di solito annullano il vantaggio del tasso d'interesse, perché il franco svizzero è una delle valute più forti al mondo. Nel peggiore dei casi, l'investimento può rivelarsi un fiasco. Gli investitori svizzeri dovrebbero quindi concentrarsi principalmente su obbligazioni denominate in franchi svizzeri o su ETF obbligazionari in cui il rischio valutario è completamente coperto.
Attenzione: il fatto che la valuta di un ETF sia espressa in franchi svizzeri non garantisce una copertura valutaria. Gli investitori devono assicurarsi in ogni caso che l'ETF riporti la dicitura "CHF hedged".
Come ottimizzare le imposte sulle obbligazioni?
Gli obbligazionisti ricevono ogni anno un pagamento fisso per gli interessi, il quale andrà poi tassato come reddito. Una volta giunta a scadenza, l'obbligazione viene rimborsata alla pari. Nel corso della durata finanziaria, la domanda e l'offerta influenzano il corso dell'obbligazione. Se il livello generale dei tassi d'interesse si abbassa, il corso delle obbligazioni in circolazione aumenta, perché sono più appetibili per gli investitori rispetto alle obbligazioni di nuova emissione con una cedola d'interesse inferiore. A determinate condizioni, gli investitori possono dunque conseguire un utile di corso esente da imposte, se vendono l’obbligazione nel corso della sua durata finanziaria.
L’investitore che detiene l’obbligazione alla scadenza deve pagare le imposte sull’intero interesse annuo. Se l’obbligazione viene venduta poco prima della scadenza degli interessi, gli interessi maturati che si riflettono nel corso rimangono esenti da imposte. Viceversa non è consigliabile, sempre per ragioni fiscali, acquistare obbligazioni poco prima della scadenza di una cedola d’interesse.