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Il ministro della sanità, Alain Berset, intende autorizzare nuovamente entro breve tempo gli eventi culturali e sportivi e persino le grandi manifestazioni in estate. Il Consiglio federale ne discuterà prossimamente, afferma la SonntagsZeitung, che ha ottenuto conferma dal responsabile della comunicazione del Dipartimento dell'interno, Peter Lauener.
La decisione dovrebbe essere presa nelle prossime settimane, al più presto il 17 marzo. Anche se il consigliere federale intende pigiare sull'acceleratore, la decisione potrebbe giungere troppo tardi per i grandi festival all'aperto. “Se il Consiglio federale o le autorità non danno un segnale entro dieci giorni, molti organizzatori dovranno annullare”, afferma Stefan Breitenmoser, membro del consiglio dell'Associazione degli organizzatori di concerti e open air SMPA, intervistato dal domenicale.
Gli organizzatori però dovranno fare i conti con misure di protezione ben definite. “La prossima estate non sarà come quella del 2019”, precisa il portavoce di Berset. Se il governo deciderà di autorizzare di nuovo gli eventi su larga scala, dovrà essere fatta chiarezza per sapere “a quali condizioni tali eventi possono essere tenuti in estate”, aggiunge. Gli organizzatori di festival temono requisiti molto alti, come l'obbligo di presentare un test con esito negativo o un certificato vaccinale, e sono quindi scettici sulla possibilità di organizzare effettivamente gli eventi. Chiedono al Consiglio federale di coprire fino al 90% della perdita in caso di annullamento di un concerto, un open air o una fiera a causa della pandemia. Una simile proposta è al vaglio della competente commissione del Nazionale che deciderà giovedì.
Per i piccoli eventi culturali, con un massimo di 300 spettatori, le prospettive sono migliori visto che saranno di nuovo ammessi a partire dalla fine di marzo. “Nel quadro della seconda tappa di apertura del 22 marzo, il Consiglio federale vorrebbe - se la situazione sanitaria lo consente - autorizzare di nuovo eventi culturali come concerti o spettacoli teatrali con un numero limitato di spettatori”, afferma Lauener precisando che sarà sempre in vigore l'obbligo di indossare la mascherina e di mantenere le distanze sociali.
Il settore culturale intanto chiede alla Confederazione direttive chiare già nei prossimi giorni per permettere agli organizzatori di pianificare l'attività. “Le associazioni culturali sono pronte a discutere con le autorità federali per determinare i prossimi passi concreti e stabilire le linee guida”, afferma la Taskforce Cultura in un comunicato. La riapertura deve rispondere a criteri pratici, ma non deve però essere un obbligo poiché molte aziende non posso permettersi di riaprire in condizioni molto restrittive che non consentirebbero loro di coprire i costi.
Indipendentemente dal calendario di riapertura, è necessario tener presente che le conseguenze della crisi avranno effetti ancora a lungo tempo. I ritardi nella produzione dovuti alla chiusura dell'anno scorso, i numerosi rinvii e i lunghi tempi di pianificazione necessari per i grandi eventi interromperanno il normale ritmo del settore culturale per molti mesi a venire, scrive ancora la Taskforce creata dagli ambienti culturali.
Il settore lancia quindi un appello al Parlamento, che inizierà domani la sessione primaverile, e all'amministrazione, affinché colmino le lacune negli aiuti e a semplifichino le procedure per fare in modo che i sostegni finanziari arrivino a destinazione al più presto.
La modifica della legge Covid-19 non “permette un eccesso di ottimismo”, prosegue la nota. Gli ambienti culturali sono soddisfatti della proposta per una compensazione retroattiva delle perdite finanziarie, ma ritengono che il messaggio del Consiglio federale non tenga conto di molte altre richieste del settore, in particolare della possibilità di accedere alle indennità di perdita di guadagno per gli indipendenti e gli intermittenti dello spettacolo.