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mercoledì 21 giugno 2017.

Tribunale cantonale: GR: incidente Cresta Run, "lesioni colpose gravi"
(ats) È sopravvissuto all’Iraq come capitano dell’esercito
britannico, ma la battaglia più importante l’ex militare 41enne
l’ha forse vinta oggi davanti al tribunale cantonale grigionese,
che ha condannato a risarcirlo il gestore di un club di skeleton
per un incidente avvenuto quasi dieci anni fa sulla pista Cresta
Run di St.Moritz. L’ultima parola potrebbe ancora spettare tuttavia
al Tribunale federale.
L’incidente, che cambiò la vita dell’allora 32enne originario del
sud dell’Inghilterra, avvenne il 25 gennaio 2008: nel tratto
inferiore del canale di ghiaccio naturale lungo 1,2 km, in una
curva l’uomo ha urtato contro il bordo superiore della pista e ha
sbattuto una gamba contro un palo di legno così violentemente che
il piede si è praticamente staccato al di sopra della caviglia.
Il palo di legno, che serviva a fissare un telone per proteggere la
pista dal sole, era fissato ad una distanza di appena 10-12
centimetri dalla parete divisoria del canale. Entro le successive
48 ore fu spostato ad una distanza di circa mezzo metro.
Secondo il tribunale cantonale la pericolosità del palo, data
dall’eccessiva vicinanza, avrebbe dovuto essere riconosciuta.
Pertanto, nel processo di appello arrivato oggi alla sua
conclusione, si è parlato di gravi danni fisici causati da
negligenza. L’allora segretario e gestore del club che gestisce lo
skeleton, un 68enne inglese, è stato quindi condannato ad una multa
di 1’000 franchi e dovrà risarcire la vittima con 33’000 franchi.
Davanti al giudice, l’imputato ha argomentato che era sì
responsabile della gestione del canale ma non del posizionamento
del palo di legno incriminato. Gli avvocati della difesa hanno
chiesto l’assoluzione argomentando che si è trattato di un
incidente specifico di uno sport notoriamente rischioso.
Per la vittima, dopo l’incidente è iniziato un vero e proprio
calvario: ha dovuto infatti subire dieci operazioni, nell’ultima
delle quali è stato necessario amputargli la parte del polpaccio
rimanente al di sotto del ginocchio. Davanti al tribunale l’uomo è
apparso con una protesi nascosta dai pantaloni.
Non si è trattato solo di una battaglia medica: l’uomo voleva le
scuse dal club, del quale tra l’altro era membro.