Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/80190

<h2>SubmittedText<h2><p>Il sistema di navigazione satellitare Galileo permetterebbe di rendere meno dipendente l'Europa dal sistema statunitense Navstar-GPS. Visto che in caso di crisi soltanto l'esercito degli Stati Uniti disporrebbe dei dati precisi di Navstar-GPS, lo sviluppo di un sistema civile alternativo rappresenta un importante contributo per assicurare all'Europa una maggiore indipendenza. Dopo lunghe controversie, il 27 maggio 2003 gli Stati membri dell'Agenzia spaziale europea (ESA) si sono accordati sul finanziamento del sistema. Galileo sarà formato da 30 satelliti controllati da una rete di stazioni terrestri. I costi preventivati ammontano a 3,6 miliardi di euro. Il mandato è stato conferito a un consorzio di otto imprese che però non sono riuscite a mettersi d'accordo su un piano comune per la realizzazione del progetto chiedendo in particolare una maggiore copertura dei rischi da parte degli enti pubblici. A causa dei ritardi, l'Unione europea ha deciso di revocare il mandato al consorzio. Il 23 novembre 2007 i ministri europei delle finanze hanno trovato un accordo sul finanziamento: il progetto sarà interamente realizzato con fondi dell'Unione europea.</p><p>Tenuto conto di quanto precede il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. A quanto ammontano i costi finora sostenuti dalla Confederazione per il sistema di navigazione satellitare europeo Galileo?</p><p>2. Come sono stati impiegati i fondi stanziati?</p><p>3. Secondo quale chiave è stato ripartito il finanziamento del progetto?</p><p>4. Qual è l'importo complessivo dei mandati conferiti alle imprese svizzere per il progetto? A quanto ammonta la differenza tra i crediti stanziati e il volume dei mandati?</p><p>5. Le conoscenze acquisite con Galileo possono essere riprese nel nuovo progetto oppure gli investimenti fatti andranno persi?</p><p>6. Come si prospetta la futura partecipazione finanziaria della Svizzera al sistema di navigazione satellitare? Secondo quale chiave verrebbe ripartito il finanziamento del nuovo progetto? A quanto ammonterebbe il contributo della Svizzera?</p><p>7. Quali conseguenze avrebbe per l'accesso al sistema la non partecipazione della Svizzera? Sarebbe possibile accedere al sistema anche senza partecipazione finanziaria?</p><p>8. A quanto ammonterebbero i costi annuali di manutenzione sostenuti dalla Svizzera in caso di partecipazione al sistema di navigazione satellitare Galileo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il programma Galileo è suddiviso in quattro fasi:</p><p>- fase di definizione (1999-2001): integralmente finanziata dall'ESA (93 milioni di euro);</p><p>- fase di sviluppo e validazione (2002-2010): finanziata per metà dall'ESA e per metà dall'UE (1,5 miliardi di euro);</p><p>- fase di costruzione e installazione (2008-2013): finanziata integralmente dall'UE (3,4 miliardi di euro);</p><p>- fase operativa (dal 2013): costi e loro ripartizione non ancora definiti.</p><p>Alla fine del 2007 i ministri europei delle finanze e dei trasporti hanno deciso di affidare all'ESA la fase di costruzione e installazione e di finanziarla integralmente con i fondi pubblici dell'UE. In questo modo sono state assicurate una solida base finanziaria e una chiara ripartizione dei compiti fino alla fase operativa del programma. I lavori di sviluppo condotti finora possono essere proseguiti senza interruzione.</p><p>1.-3. Tramite il contributo versato all'ESA in qualità di Stato membro, la Svizzera ha finora partecipato ai costi della fase di definizione di Galileo con 3,48 milioni di euro e alla parte dei costi della fase di sviluppo e validazione finanziati dall'ESA con 19,6 milioni di euro, per un totale di 23,08 milioni di euro (situazione: dicembre 2007). Per la parte finanziata dall'UE il Consiglio federale ha accantonato 10 milioni di franchi vincolando tuttavia il versamento a determinate condizioni che, a causa dei ritardi nella realizzazione del progetto, non sono ancora state adempiute.</p><p>I fondi stanziati sono stati impiegati, tra l'altro, per lo sviluppo e la costruzione degli orologi atomici che costituiscono un elemento importante dei satelliti Galileo. Altri contributi forniti dall'industria svizzera sono, ad esempio, i meccanismi di apertura dei pannelli solari e gli apparecchi di sollevamento e di manutenzione dei satelliti al suolo.</p><p>Come già sottolineato, la prima fase del progetto è stata finanziata integralmente dall'ESA, mentre i costi dell'attuale fase di sviluppo e validazione sono ripartiti per metà tra ESA e UE. La Svizzera ha finora partecipato al finanziamento del progetto tramite il contributo versato all'ESA.</p><p>4. Per Galileo, come per tutti gli altri programmi dell'ESA, vige il principio del "juste retour", ossia di un ritorno dei contributi versati dagli Stati che partecipano al programma - dopo deduzione dei costi interni dell'ESA - sotto forma di mandati conferiti all'industria e alla ricerca (v. esempi citati sopra). Nella fase di definizione e in quella di sviluppo e validazione sono stati finora aggiudicati alle imprese svizzere mandati per un importo complessivo oltre 20 milioni di euro.</p><p>5. Le conoscenze acquisite finora non andranno disperse dato che né l'architettura del sistema né i requisiti tecnici subiscono modifiche in seguito alla nuova impostazione finanziaria e organizzativa del progetto. Gli investimenti effettuati sono pertanto stati utili.</p><p>6.-8. Come già evidenziato, l'installazione del sistema di navigazione satellitare è finanziata integralmente dall'UE. Per il momento non sono disponibili dati certi sui costi operativi e sulla loro ripartizione, principalmente perché l'UE non ha ancora preso una decisione in merito alla partecipazione del settore privato alla fase operativa. Nel caso di una partecipazione della Svizzera, l'ammontare di un eventuale contributo ai costi d'installazione e d'esercizio e il valore aggiunto di un impegno contrattuale per l'accesso al sistema saranno negoziati con l'UE. Attualmente sono in corso colloqui esplorativi tra la Svizzera e la Commissione europea. Eventuali trattative potranno essere avviate una volta che il Consiglio federale avrà conferito il relativo mandato.</p>  Risposta del Consiglio federale.