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BERLINO - allarme in Germania dopo la scoperta di uova alla diossina e mangimi contaminati destinati a pollame e suini: il governo della cancelliera Angela Merkel ha lanciato un appello al Paese spiegando che sarebbe "assolutamente esagerato" rinunciare adesso alla carne e alle uova, ma migliaia di animali sono già stati soppressi, i consumi di questi prodotti sono in "forte calo" e lo scandalo ha già oltrepassato i confini nazionali.
Se da una parte le associazioni dei consumatori invitano i cittadini a non acquistare pollame, carne suina e uova, infatti, dall'altra un portavoce del ministero dell'Agricoltura - Holger Eichele - ha confermato che 136mila uova sospette sono state spedite il 3 e il 5 dicembre scorsi da un'azienda della Sassonia-Anhalt a una società olandese di Barneveld, una cittadina a circa 60 km a sudest di Amsterdam.
La società di Uetersen Harles und Jentzsch ha consegnato fino a 3mila tonnellate di grasso per mangimi contaminato da diossina a 25 produttori. Questi, a loro volta, hanno venduto i mangimi contaminati ad allevatori in otto regioni (Brandeburgo, Amburgo, Bassa Sassonia, Nord Reno-Westfalia, Sassonia, Sassonia-Anhalt, Schleswig-Holstein e Turingia), come ha spiegato il ministro dell'Agricoltura e della protezione dei consumatori tedesco, Ilse Aigner.
"Al momento sappiamo che sono coinvolte otto regioni", ha detto la Aigner. Da parte loro, i manager della Harles und Jentzsch si sono giustificati dicendo che una sostanza chimica industriale normalmente usata nella produzione della carta è stata utilizzata per errore nei grassi per mangimi. La Aigner non ha commentato questa versione dei fatti, ma secondo un portavoce del ministero la spiegazione "non è affatto attendibile".
Per il momento, comunque, il caso sembra essere confinato alla Germania e all'Olanda. La Commissione europea non ha lanciato alcun allarme generale, anche se segue il caso con attenzione.
SDA-ATS