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Quasi 6'000 casi fra il 2017 e il 2018. Sono gli abusi a sfondo sessuale segnalati negli Stati Uniti durante tragitti in auto private effettuati attraverso Uber. A renderli noti oggi, venerdì, è stata la stessa impresa responsabile dell'applicazione. Per anni si era rifiutata di quantificare la portata del fenomeno.
I fatti in questione riportati in un dettagliato rapporto comprendono palpeggiamenti, tentativi d'aggressione e stupri. L'azienda californiana evidenzia il fatto che i casi concernono unicamente una frazione infinitesimale sull'insieme delle corse effettuate, pur precisando che "anche una sola segnalazione è una di troppo".
I servizi di Uber si trovano adesso esposti ad accuse di inefficienza e cattiva volontà. Lo stesso rapporto fa inoltre stato di un centinaio di incidenti con esito mortale e di una ventina di omicidi. La diffusione di questi dati fa seguito alle pressioni esercitate da istituzioni e associazioni, affinché sia incrementato il livello di sicurezza di chi fa ricorso alla nota app.
AFP/ANSA/ARi