Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/170563

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il Consiglio federale è incaricato di illustrare quali ripercussioni in materia di elezioni e votazioni potrebbe comportare l'utilizzazione dei big data e di proporre misure che consentano di tutelare la democrazia diretta da abusi commessi per mezzo di tali dati.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Il fenomeno della digitalizzazione tocca anche l'esercizio dei diritti politici e le campagne che precedono elezioni e votazioni. Non è una novità che chi conduce tali campagne cerchi di trasmettere agli elettori le sue informazioni e i suoi argomenti nel modo più mirato e adeguato possibile. Gli strumenti tecnologici attualmente disponibili consentono di gestire in modo più preciso e differenziato questi flussi informativi. La trasmissione mirata di argomenti e posizioni non può essere considerata un'attività di manipolazione delle opinioni. Le analisi di voto commissionate dal Consiglio federale indicano inoltre che gli elettori formano la loro opinione utilizzando numerose fonti (cfr. studi VOTO, pagina Internet <a href="http://www.voto.swiss/etudes-et-donnees/">http://www.voto.swiss/etudes-et-donnees/</a>).</p><p>Come già indicato nella risposta all'interpellanza Derder 15.4253, il Consiglio federale è consapevole delle sfide - ma anche delle opportunità - connesse con il fenomeno dei big data. Nel mese di giugno del 2015 ha quindi lanciato il Programma nazionale di ricerca Big Data (PNR 75) menzionato dall'autrice del postulato, che comprende anche un modulo concernente le pertinenti sfide nel contesto sociale ed educativo e nell'ambito della regolamentazione. Nel corso dell'ultimo trimestre del 2016 il gruppo direttivo e il Consiglio nazionale della ricerca hanno concluso le procedure relative al concorso e alla selezione dei progetti di ricerca da promuovere. Inoltre, in adempimento della mozione Rechsteiner Paul 13.3841, il Dipartimento federale delle finanze ha istituito il gruppo di esperti per il futuro del trattamento e della sicurezza dei dati che esaminerà anche gli aspetti sociali, politici ed economici dei big data. Nell'aprile del 2016 il Consiglio federale ha inoltre approvato la strategia Svizzera digitale e il relativo piano d'azione che comprende altre attività concernenti le ripercussioni sociali del processo di digitalizzazione.</p><p>Per quanto attiene alla protezione dei dati, alla fine del 2016 il Consiglio federale ha posto in consultazione una revisione totale della legge sulla protezione dei dati (LPD; RS 235.1) che mira segnatamente a incrementare la trasparenza in materia di elaborazione dei dati e a rafforzare la padronanza e il controllo delle persone sui propri dati, come pure le competenze dell'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT). Fra gli obiettivi del Consiglio federale per il 2017 figura anche l'adozione del relativo messaggio, prevista per la seconda metà dell'anno. Va però detto che anche le disposizioni attualmente in vigore considerano degni di particolare protezione i dati personali concernenti le opinioni e le attività politiche (art. 3 lett. c n. 1 LPD). Ad esempio non è permesso utilizzare per altri scopi i dati derivanti da raccolte di firme per iniziative popolari o referendum.</p><p>Le diverse misure avviate testimoniano del fatto che il Consiglio federale prende sul serio i rischi e le opportunità connesse con i fenomeni dei big data e della digitalizzazione. Attualmente il Governo non ritiene quindi vi sia motivo per elaborare un rapporto in merito alle possibili ripercussioni dei big data sulle elezioni e le votazioni.</p></text>