Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/76595

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di decretare un divieto, a partire dal 2020, dei voli in elicottero a scopi puramente turistici, ovvero il cosiddetto eliski, per tutelare i paesaggi alpini e di alta montagna e la relativa fauna.</p><p>In un primo tempo, per il 2012, si chiede la soppressione delle sette aree di atterraggio in montagna che si trovano nel perimetro della regione Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn, patrimonio mondiale dell'Unesco.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ottobre del 2000 il Consiglio federale aveva adottato il piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (PSIA), affidando tra l'altro all'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) l'incarico di riesaminare le attuali aree di atterraggio in montagna. A norma del diritto aeronautico, in Svizzera potrebbero essere ammesse fino a 48 aree di questo tipo; finora ne sono state designate 42.</p><p>In collaborazione con diversi servizi federali e cantoni, nonché alcune associazioni interessate quali il Club alpino svizzero, la fondazione svizzera per la tutela del paesaggio, l'Aeroclub svizzero e la Swiss Helicopter Association, l'UFAC ha sintetizzato in un'apposita concezione le basi per una verifica dettagliata delle aree di atterraggio in montagna; il 27 giugno 2007 il documento è stato approvato dal Consiglio federale. Prossimamente l'UFAC procederà alla verifica di tutte le aree, suddivise in sei gruppi regionali, tenendo adeguatamente conto delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, ossia ambiente, società ed economia. Per principio, lo sfruttamento delle aree di atterraggio in montagna non deve pregiudicare gli obiettivi di protezione per gli oggetti definiti nella legge del 1° luglio 1966 sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN; RS 451) e nella legge del 20 giugno 1986 sulla caccia (LCP; RS 922.0). Anche al di fuori di queste zone, l'utilizzazione delle aree non deve comportare un eccessivo carico per il territorio e l'ambiente. I conflitti tra le attuali aree di atterraggio in montagna e gli obiettivi di protezione secondo la LPN e la LPC vengono risolti nell'ambito delle schede di coordinamento. Al riguardo, gli interessi pubblici sono da considerarsi prioritari rispetto a quelli privati. In linea di massima, l'attuale rete delle aree di atterraggio in montagna si è rivelata adeguata nell'ottica del settore aeronautico (istruzione di volo, corsi di addestramento).</p><p>Nel quadro della verifica, che avverrà in collaborazione con le autorità e le organizzazioni interessate, si tratterà di eliminare, o quantomeno ridurre, l'attuale potenziale di conflitto tra l'utilizzazione delle aree di atterraggio, da una parte, e gli interessi della protezione della natura e dell'ambiente dall'altra. Nella concezione è fissato il principio secondo cui, in presenza di pregiudizi agli obiettivi di protezione secondo la LPN e la LCP, occorre ordinare restrizioni all'uso delle aree di atterraggio in montagna. Tali restrizioni devono tuttavia tenere adeguatamente conto dei requisiti posti alla formazione e al perfezionamento professionale dei piloti. Tra i possibili provvedimenti da adottare vi sono il divieto temporaneo di utilizzazione delle aree, la definizione di precise rotte di volo o il trasferimento di singole aree di atterraggio (spostamento di qualche centinaio di metri delle coordinate di un'area di atterraggio, in linea di massima all'interno di una stessa regione). Se queste misure non consentono di risolvere i conflitti, si può addirittura prevedere la soppressione dell'area in questione o, in presenza di uno specifico interesse da parte dei cantoni o delle regioni, la sua sostituzione. Per quanto possibile, occorre ugualmente tenere conto delle esigenze connesse alla designazione di alcune regioni come patrimonio mondiale dell'Unesco.</p><p>È inoltre necessario valutare caso per caso su quali aree, e in quale misura, l'offerta turistica dell'eliski debba continuare a sussistere. Per principio il Consiglio federale si è dichiarato favorevole al mantenimento dell'eliski quale attività turistica sulle aree di atterraggio in montagna. Perché un'area possa essere adibita a questo scopo, in futuro le autorità federali chiederanno tuttavia la prova che sussiste un interesse turistico generale, ad esempio sotto forma di un piano di sviluppo regionale. Costituendo un complemento al programma di addestramento ordinario, l'eliski serve alla formazione aeronautica dei piloti e pertanto, indirettamente, a una migliore preparazione delle squadre di soccorso in montagna.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.