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Lo Stato vallesano ha agito correttamente nella vicenda del produttore di vini Dominique Giroud, condannato a 180 aliquote giornaliere per infrazione alla legge sull'imposta federale ma non per aver adulterato del St-Saphorin.
La volontà di trasparenza ha preso il sopravvento su ogni altra considerazione, secondo il rapporto pubblicato martedì dalla commissione della gestione del Gran Consiglio.
Il consigliere di Stato Maurice Tornay, che dirigeva la fiduciaria autrice della revisione dei conti di Giroud, è stato poco tempestivo nell'informazione ma non si è indebitamente intromesso nel dossier.
pon/ATS