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Il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann intende ridurre il costo del lavoro in Svizzera e a tale scopo convocherà rapidamente due "tavole rotonde": una per gli esponenti dell'economia, l'altra per i vertici delle parti sociali.
Bisognerà in particolare trovare soluzioni per semplificare la burocrazia aziendale e rendere più flessibili i tempi di lavoro. Eventuali tagli salariali sono da considerare solo un'ultima ratio e se il potere d'acquisto è mantenuto grazie ad una diminuzione dei prezzi, ha affermato in un'intervista pubblicata oggi dai quotidiani svizzero tedeschi "Tages-Anzeiger" e "Der Bund". "Non voglio certamente diminuire le paghe", ha chiarito in seguito con un giornalista dell'ats al margine del Forum economico mondiale (WEF) di Davos.
È evidente - ha detto il ministro all'ats - che il livello salariale gioca un ruolo nella gestione di una situazione difficile come quella attuale. Ma le aziende svizzere fanno tutto il possibile per aumentare l'efficienza e rimanere concorrenziali. "Ed è anche quello che mi aspetto da loro", ha sottolineato.
Schneider-Ammann ritiene che "in questa difficile situazione sia assolutamente realistico che le paghe non aumentino". Ma - ha aggiunto - con la stabilità dei prezzi è possibile sbarcare il lunario con la stessa paga. Inoltre per gli imprenditori i tagli alle remunerazioni sono l'ultimo mezzo a cui fare ricorso in situazioni estreme. E comunque egli sottolinea che non è compito suo immischiarsi nelle questioni salariali: esse sono di competenza della parti sociali.
D'altro canto, il ministro dell'economia non crede che negli ultimi anni le aziende svizzere non si siano preparate ad una situazione difficile, prevedibile e scontata. Tutte - ha detto all'ats - hanno saputo innovare, hanno migliorato la struttura dei costi e hanno registrato utili. E questi ultimi non sono stati distribuiti in misura insensata. Per molti imprenditori però il corso di 1,20 franchi per un euro è stata una sfida enorme da affrontare. "Non credo che nel frattempo siano riusciti ad accumulare molte riserve".
Di fronte alla forte valutazione del franco, l'obbiettivo del capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) è di mantenere il livello di occupazione più alto possibile in tutti i settori e di evitare una deindustrializzazione della Svizzera. Ma "se non si abbattono i costi perdiamo impieghi", avverte nell'intervista ai quotidiani il consigliere federale.
SDA-ATS