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<h2>SubmittedText<h2><p>Gli attuali negoziati dell'OMC sono caratterizzati da esigenze di liberalizzazione espresse da singole categorie e partner negoziali. Nel settore agricolo tale necessità è particolarmente sentita da tempo, il che comporta un aumento della pressione anche sull'orticoltura svizzera. Gli sforzi profusi dalla popolazione al fine di orientare la produzione verso principi ecologici sono minacciati dalla prevista riduzione dei dazi doganali della concorrenza estera, la quale non applica gli stessi principi di produzione. Quali vantaggi di questa situazione vengono di norma evocati gli interessi dei consumatori e il probabile calo dei prezzi. Tuttavia, non vi è alcuna certezza che ciò soddisfi effettivamente le esigenze dei consumatori svizzeri.</p><p>Alla luce di quanto sopra, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale le conseguenze di una riduzione dei dazi doganali nel settore orticolo? Condivide il parere secondo cui, in tal modo, l'orticoltura svizzera sarebbe esposta ad una concorrenza proibitiva di cui farebbero le spese i consumatori elvetici consapevoli dell'importanza della qualità del prodotto?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui un adeguato autoapprovvigionamento di ortaggi dalle aziende vincolate all'economia di mercato sociale è opportuno ed importante?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto ad adottare provvedimenti in materia e, all'occorrenza, ad impegnarsi a favore del mantenimento dell'attuale sistema di contingentamento doganale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La quinta Conferenza dei ministri dell'OMC tenutasi a Cancun (10 - 14 settembre 2003) si è conclusa senza che si giungesse ad un accordo. Benché le trattative sul fascicolo agricolo procedessero piuttosto bene, divergenze d'opinione insormontabili in merito ai temi di Singapore (investimenti, concorrenza, agevolazioni commerciali, mercati pubblici) ne hanno comportato l'interruzione. Il 1° agosto 2004, in occasione della riunione del Consiglio generale svoltasi a Ginevra, i 147 Paesi membri dell'OMC hanno trovato un consenso su una serie di temi e decisioni che dovrebbero permettere di rilanciare i negoziati commerciali del Programma di Doha per lo sviluppo. La Svizzera ha potuto accettare tale risultato senza dover modificare il mandato conferito a suo tempo dal Consiglio federale in vista della Conferenza dei ministri di Cancun.</p><p>Nell'ambito dei negoziati agricoli, la Svizzera è a capo di un'alleanza di importatori netti di derrate alimentari che rappresenta 10 Paesi ed è denominata "G 10". Durante la Conferenza dei ministri di Cancun e la riunione del Consiglio generale di Ginevra, il "G 10" si è opposto a un drastico smantellamento dei dazi, alla limitazione di tutti i dazi a un'aliquota massima ("capping") e all'estensione obbligatoria di tutti i contingenti doganali. Gli adeguamenti del testo di Derbez di Cancun contenuti nella Decisione del 1° agosto 2004 del Consiglio generale dell'OMC tengono conto di tali opposizioni sollevate con molta determinazione. Gli aspetti principali del quadro entro cui si svolgeranno i negoziati agricoli possono essere riassunti come segue. </p><p>La Decisione del 1° agosto 2004 del Consiglio generale dell'OMC prevede una riduzione sostanziale e armonizzata dei dazi doganali: quelli più elevati saranno ridotti in modo più massiccio rispetto a quelli più bassi. È poco probabile che si opterà per il concetto di una limitazione massima ("capping"), che tuttavia deve ancora essere valutato. In questo ambito il testo della Decisione ha un tono nettamente minore rispetto al testo di Derbez di Cancun. Alcuni prodotti sensibili potranno beneficiare di una riduzione doganale inferiore a quella prevista dalla formula di riduzione generalizzata. Quale contropartita è richiesto un determinato aumento dei contingenti doganali oppure una riduzione supplementare dei dazi doganali.</p><p>Alla luce delle considerazioni suesposte, alle domande specifiche poste nell'interpellanza si risponde come segue. </p><p>1. I negoziati dell'OMC in corso non hanno finora dato risultati tangibili per quanto riguarda la formula da applicare per ridurre i dazi doganali. Le conseguenze per l'agricoltura, e in particolare per il settore orticolo, non possono essere valutate in modo preciso. Tuttavia, l'impatto dei negoziati attuali sul settore primario sarà di gran lunga maggiore di quello dell'Uruguay Round. La politica agricola dovrà subire due ulteriori riforme (PA 2007 e PA 2011) affinché le misure previste possano venir applicate in modo socialmente sostenibile. Il ritmo degli adeguamenti strutturali necessari potrà essere stimato solo quando si conosceranno gli impegni definitivi; tuttavia non potrà certamente essere inferiore a quello previsto nel quadro della PA 2007.</p><p>La Confederazione promuove metodi di produzione ecologici versando pagamenti diretti. A tal riguardo gli orticoltori hanno profuso notevoli sforzi. Oggi l'83 per cento della verdura proviene dalla produzione integrata e il 12 per cento dall'agricoltura biologica. Inoltre, secondo le più recenti analisi di mercato, i consumatori svizzeri hanno fiducia nei prodotti agricoli indigeni e nei rispettivi metodi di produzione (rispetto dell'ambiente). Con la crescente apertura dei mercati aumenta l'importanza di una comunicazione professionale. Spetta al settore orticolo, ed in particolare ai produttori di verdura, continuare a garantirsi la fiducia dei consumatori e la loro preferenza per i prodotti svizzeri tramite provvedimenti atti a promuovere lo smercio. La Confederazione partecipa già al finanziamento delle misure per la promozione delle vendite della verdura svizzera.</p><p>2. Nel 2003, in Svizzera sono state coltivate 504'000 tonnellate di verdure. Rispetto agli anni precedenti vi è stato un lieve incremento; tra il 1990 e il 2002 l'aumento medio è stato del 18 per cento. Nell'ultimo decennio il grado di autoapprovvigionamento si è costantemente fissato attorno al 60 per cento. Se si considera solo il periodo in cui si offre verdura svizzera, il grado di autoapprovvigionamento raggiunge l'80 per cento. Per motivi climatici e al fine di garantire un'offerta variata, sono necessarie importazioni che integrano la gamma di verdure svizzere. La conclusione dei negoziati dell'OMC comporterà la riduzione della protezione doganale e, con essa, un aumento della concorrenza. L'offerta sarà determinata dalla reazione dei produttori di fronte alle nuove condizioni di concorrenza e da altri fattori quali le mutevoli preferenze dei consumatori. Non si può escludere che il grado di autoapprovvigionamento diminuisca. L'orticoltura svizzera opera secondo i principi della produzione sostenibile. Il Consiglio federale ritiene opportuno mantenere il grado di autoapprovvigionamento a un livello adeguato.</p><p>3. L'abolizione dei contingenti doganali non è oggetto degli attuali negoziati dell'OMC (Doha Round). La maggior parte dei membri dell'OMC considera i contingenti doganali uno strumento adeguato a garantire l'accesso al mercato. Tuttavia, si osserva che nell'assegnazione dei contingenti doganali si possono riscontrare problemi. A livello internazionale la Svizzera si è impegnata e, fintanto che l'accesso sarà effettivamente garantito, continuerà ad impegnarsi per il mantenimento della libera scelta del tipo di assegnazione. A livello interno l'articolo 22 della legge sull'agricoltura (RS 910.1) sancisce che i contingenti doganali devono essere ripartiti tenendo conto dei principi della concorrenza. Il Consiglio federale deve costantemente verificare che tale condizione sia rispettata e, se necessario, deve adeguare l'assegnazione sulla base delle più recenti esperienze. Per determinati prodotti il passaggio dal sistema dell'aliquota di dazio del contingente e dell'aliquota di dazio fuori contingente ad uno di dazio unico potrebbe presentare più vantaggi che svantaggi. Tale cambiamento potrebbe venir attuato nel quadro del ciclo di negoziati di Doha e comporterebbe una procedura di deconsolidamento in seno all'OMC. Il Consiglio federale vaglierà le possibilità di soppressione selettiva dei contingenti doganali alla luce degli sviluppi dei negoziati agricoli.</p>  Risposta del Consiglio federale.