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BELLINZONA - «Un'umiliazione per la professionalità dei poliziotti». «Un danno alla credibilità delle istituzioni democratiche». Il Partito Comunista non usa giri di parole e attacca ferocemente la decisione del Consiglio di Stato di promuovere l'agente che nel 2016 pubblicò sul proprio profilo Facebook alcuni post celebranti il nazismo e il fascismo. «Sembra fantascienza ma è purtroppo tutto vero», scrivono i comunisti in un comunicato stampa. «L'agente di polizia tra poche settimane verrà promosso al grado di sergente maggiore».
Il Partito Comunista si dice «scandalizzato» sia dalla decisione che dalle spiegazioni date dal Governo per giustificare l'attribuzione dell'incarico al poliziotto, ovvero le «capacità professionali dimostrate nell'ultimo periodo della sua attività» e per «il fatto che ha scontato le sanzioni comminategli».
I comunisti accusano poi il Governo di mancanza di coerenza visto che, rispondendo a un'interrogazione di Massimiliano Ay, il Consiglio di Stato aveva affermato che «il bando di concorso per l’assunzione di futuri agenti di polizia richiede (...) una condotta compatibile con la funzione di agente di polizia e una buona reputazione, in particolare non devono risultare comportamenti incompatibili con la funzione a concorso, quali ad esempio una condotta disonorevole o il non rispetto di valori etici condivisi dalla società».
Per questo il Partito Comunista si chiede «come sia possibile» che il Governo abbia deciso di promuovere il poliziotto in questione «lasciando l'amaro in bocca a molti colleghi, sicuramente piu meritevoli».