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Galenica apprendistato:

Autrice: Bianca Buser
secondo testi in MedPop

Cura, illustrazioni, collegamenti:
L?apparato digerente è deputato all?assunzione degli alimenti, alla loro digestione, assorbimento e all' eliminazione dei loro residui. Si estende dalla cavità orale all?ano, ed è formato da un lungo tubo digerente (ca. 10m). Si distinguono in esso, procedendo dall?alto verso il basso: la cavità orale, la faringe, l?esofago, lo stomaco, l?intestino, quest?ultimo suddiviso in tenue e crasso.
|I più frequenti disturbi sono:
||con sintomi di:

Visto che anche il fegato, la bile e il pancreas fanno parte del sistema digerente, anche le loro patologie e disturbi fanno parte dei disturbi digestivi.
L'apparato digestivo decompone gli alimenti ingeriti
I principali processi biofisici e chimici sono:
Gli enzimi digestivi sono numerosi e si classificano in tre tipi:
Le immagini dimostrano le trasformazioni, l'assorbimento e il riassorbimento di diverse sostanze nell'apparato digestivo.
L'assorbimento di lipidi avviene tramite la linfa e poi tramite la circolazione generale sono assorbiti ed elaborati nel fegato. Le altre sostanze raggiungono direttamente, tramite la circolazione addominale e la vena porta il fegato, dove vengono elaborate e poi ripartite in tutto l'organismo.
La diarrea è un sintomo che accompagna anzitutto infezioni intestinali ma può essere anche provocata da un "colon irritabile" oppure da infiammazioni intestinali.
Di solito la diarrea ha la funzione di liberare l'intestino dai germi. È antiterapeutico intervenire nei primi due o tre giorni con rimedi antidiarroici. Importante è anzitutto la sostituzione di sodio, potassio e acqua con brodi, Coca Cola e salatini.
La costipazione è un sintomo di cattiva digestione. Spesso è un effetto tardivo di cure dimagranti, abuso di lassativi vegetali o "cure depurative". Spesso si tratta anche di una "fissazione" in quanto i ritmi di defecazione sono individuali: si ritiene "normale" un ritmo tra quattro volte al giorno fino a due volte la settimana.
Fattori promotori della costipazione sono una netta mancanza di liquidi causata da pasti secchi e mancanza di movimento (< 20 min per giorno).
La cura di vere e croniche costipazioni è un'impresa per esperti e non va presa alla leggera, perché in certi casi si rischia un peggioramento della situazione pur avendo successi immediati.
Una persona con una normale alimentazione produce ca. un litro e mezzo di gas intestinale al giorno. Persone che si nutrono con molti vegetali producono un multiplo di questo, specie se il cibo è per lo più crudo.
Eccessiva flatulenza è molto raramente un sintomo da "curare", perché significa un vivo funzionamento della flora intestinale. Chi si sente disturbato degli odori sgradevoli sopprime una gran parte di loro con l'ingerimento di alte dosi di clorofilla.
(o pancia)
Il dolore di pancia è spesso un insieme di gonfiore e compressione; alle volte pure accompagnato da rutti, bruciore di stomaco e pienezza (conseguenza di abbuffate).
I motivi possono essere molto diversi e non c'è da meravigliarsi se pensiamo ai molti organi che si trovano all?interno dell?addome.
Prima di tutto cercate di individuare le possibili cause dei dolori addominali. Importante è accertarsi:
I dolori addominali possono avere parecchie cause, dovuti ai molti organi posti in quella regione.
Se conosciamo la causa o almeno possiamo seguirne l?indizio, diventa più facile eliminare o alleviare il problema.
Risciacqui e gargarismi di preparati fitoterapeutici non solo per patologie boccali, ma anche per tonsille, faringe e laringe e per l'igiene boccale.
Si usano le seguenti droghe singole o combinate:
Adulti
La causa potrebbe essere provocata da infezioni dentarie o gengivali. Comunque è consigliabile rivolgersi a un dentista!
Nella medicina popolare e come aiuto momentaneo potrebbe servire:
Bimbi
Per alleviare il mal di denti, ci capita di consigliare alle mamme di mettere una goccia di olio essenziale di mandarino sul cuscino (non macchia) oppure sul fazzolettino (che il bimbo può mettere in bocca e, se vuole, anche succhiare).
L'olio essenziale ha un aroma delicato, molto simile a quello del frutto fresco ed é caratterizzato da una colorazione giallo-dorata.
Grazie alla sua natura delicata, l'olio essenziale di Mandarino é considerato come il "l'olio dei bambini" e viene usato come leggero anestetico per calmare il loro mal di denti.
Il Mandarino è uno degli oli più sicuri da utilizzare in gravidanza, perchè non risulta nocivo né per la madre né per il feto.
Controindicazione:
Allergie agli agrumi.
Il medico viennese Dr. Bernhard ASCHNER, nella sua opera "Konstitutionstherapie" (HAUG), ha descritto il suo poco ortodosso trattamento consigliato a pazienti con disturbi gastrointestinali. Di seguito, mi permetto di riportare la sintesi di un suo piano curativo per "pazienti distonici/dispeptici", la cui applicazione effettuata per qualche mese, ha migliorato notevolmente la situazione di diversi miei pazienti:
Prevenzione e cura di gastriti e ulcera peptica.
Indicato dalla medicina popolare come tisana "rilassante", in realtà agisce come leggero antiinfiammatorio e protettivo per lo stomaco. Indicato in caso di gastrite cronica.
Decotto (dose consigliata 1/2 litro al giorno):
Mettere una piccola manciata di capolini di Camomilla comune per 1/2 litro di acqua fredda (visto che l'acqua evapora, aggiungete la quantità evaporata alla dose prescritta). Portare ad ebollizione e cuocere a fuoco lento per 5 fino a 10 minuti (per far evaporare lo sgradevole odore della Camomilla). Lasciare in infusione per 5 minuti, filtrare, aggiungere un pizzico di sale e non addolcire. Mettere in una Thermos e bere a sorsi nel corso della giornata.
Posologia media:
Mettere 30 gocce in un bicchiere d'acqua e ingerire mezz'ora prima dei pasti.
La comunissima Camomilla ha un'azione antiinfiammatoria e spasmolitica a livello della mucosa gastrica e ciò ne favorisce la guarigione.
Tuttavia, proprio nel caso delle malattie allo stomaco, il liquido ingerito deve entrare in contatto con la mucosa gastrica sia nelle quantità sia per la durata, ambedue i fattori devono essere sufficienti per poter ottenere un effetto curativo.
Questo é il motivo per il quale é indicata la cura di rotolamento con il decotto o l'estratto di Camomilla.
Procedura:
Bevete a sorsi il liquido (vedi ricette), sdraiatevi per la durata di 5 minuti sulla schiena, altrettanto sul lato sinistro, poi sul ventre e alla fine rimanete ancora sdraiati per altri 5 minuti sul fianco destro.
Continuare a bere a sorsi il decotto di Camomilla nel corso della giornata.
L'olio essenziale di Rosmarino svolge un'efficace azione digestiva ed è un eccellente "grassodigerente" per il fegato e la cistifellea.
Per l'uso orale, a scopo digestivo, si possono utilizzare gli oli essenziali di Rosmarino però soltanto quelli privi di canfora. Non deve mai essere utilizzato prima dei pasti e neppure su una zolletta di zucchero. Ciò potrebbe causare acidità di stomaco!
Dopo i pasti grassi mettere una goccia di olio essenziale direttamente sulla lingua.
L'olio essenziale di rosmarino deve essere utilizzato con cautela e solo in quantità infinitesimali, perché la sua azione é veloce e penetrante.
E' indicato per i disturbi gastrointestinali quali senso di pienezza, flatulenze, leggeri fenomeni spastici. Il carminativo é un rimedio che toglie l'aria che si é accumulata nello stomaco e nell'intestino e lenisce i dolori (detti coliche) che ne derivano.
Masticare questi semi favorisce la digestione:
Semi di Zucca (Cucurbita pepo L.) Cucurbitaceae
La pianta dei semi di Zucca abitualmente coltivata ovunque, fornisce un frutto usato comunemente come alimento, ricco soprattutto di fibre, acqua, minerali e vitamine.
La tradizione popolare, particolarmente in alcune regioni francesi, a scopo medicinale utilizzava invece i semi della zucca, contenenti la cucurbitina che è un aminocacido presente in quantità variabili nelle sue diverse speci, dotato di attività antielmintica; paralizza infatti i vermi intestinali facendoli distaccare dalla parete intestinale.
Un tempo,contro i vermi intestinali, veniva consigliata l'assunzione di una pasta a base di semi di zucca e miele o zucchero:
Posologia
2 g per kg di peso (sia per un adulto, per un bambino e per un animale).
Esempio ricetta
140 g di semi maturi di zucca, sbucciati e pestati in un mortaio con 60 g di miele (si può usare anche zucchero o latte), fino a ridurli ad una pasta omogenea. Viene assunta a cucchiai durante la giornata; fa poi seguito la somministrazione di un lassativo drastico (olio di ricino, ma solo se la flora intestinale non è lesa), al fine di eliminare i vermi morti (tenia ed ascaridi).
Avvertenza
Dopo 10 giorni è importante rifare la cura perché i vermi depongono le uova nell'intestino.
Gli impacchi caldi recano quasi sempre sollievo nei dolori addominali aspecifici. Sono comunque indicati in caso di dolori infiammatori dell'addome, costipazione, dolori al fegato e alla bile, diarrea e infiammazione intestinale.
Impacchi caldi
Il calore distende e calma e gli impacchi hanno un'azione antispastica, migliorano l'irrorazione sanguigna degli organi addominali e sono indicati nel caso di dolori all'addome, nelle coliche gastriche ed epatiche. Per mantenere più a lungo il calore dell'impacco, stendeteci sopra un panno di lana o un asciugamano e una borsa d'acqua calda. L'impacco va rinnovato non appena si raffredda.
Avvertenza
Disturbi digestivi di neonati sono dovuti:
Un metodo molto efficace per scogliere spasmi addominali è l'uso di un asciugacapelli a temperatura tra 35 e 40 gradi. Il caldo soffiato sulla zona addominale (sopra l'abbigliamento) spesso fa miracoli.
Un altro rimedio tradizionale ed efficace è il tè di finocchio non addolcito o semmai con lattosio (in farmacia).
Si dà a cucchiaini di caffè, perchè nel biberon toglie l'appetito e squilibria l'equilibrio idroelettrolitico.
Il cambiamento di nutrizione di un bimbo è sempre delicato: la flora intestinale si deve adattare alla nuova composizione alimentare. Inoltre il cambiamento da meno grasso e dolce a più proteico deve avvenire lentamente. L'adattamento della flora richiede da 2 ...a 4 settimane.
Anche l'adattamento del gusto avviene solo molto lentamente: ci sono dei meccanismi biologici (molto sani) che rifiutano gusti non noti. E in un bimbo l'intelligenza e la memoria "enterale" è altamente sviluppata. Rifiuta inizialmente tutto ciò che non è grasso e dolce. Altri gusti richiedono tra 2 ... 4 settimane finchè vengono accettati (o meno).
In bimbi un pò più grandi possono riscontrarsi disturbi digestivi come:
Il grafico riprodotto sopra elenca dei rimedi tradizionali e approvati per i diversi disturbi digestivi infantili.
Ma più importante è un'osservazione cauta, delle riflessioni misurate circa la causa e solo dopo (eventualmente) il ricorso a un rimedio. Normalmente un organismo sano si cura da solo.
I disturbi digestivi in infanzia sono molto frequenti perchè la flora intestinale è in via di formazione per cui non è il caso di intervenire al minimo problema.
Consultatevi con il vostro medico di famiglia o farmacista di fiducia.
La fitoterapia non è solo la progenitrice della medicina ufficiale, ma un suo completamento fondamentale: numerosi farmaci, infatti, ancora oggi sono a base di estratti derivati da piante, oppure da molecole di sintesi chimica costituite a immagine e somiglianza dei principi attivi delle erbe.
Negli ultimi anni, sono stati effettuati numerosi studi per verificare l?efficacia delle piante indipendentemente dalle indicazioni della tradizione popolare tramandate da millenni. I ricercatori hanno scoperto che si, le erbe funzionano: basta rispettare i dosaggi e le indicazioni corrette, ma hanno anche messo in luce che si possono verificare effetti collaterali, interazioni con farmaci e altre sostanze.
(Taraxaci radix, Tarxaxi folium, Taraxaci flos)
Il tarassaco è una delle erbe più note e diffuse della cultura popolare.
E? molto comune nelle nostre regioni e diffusa nei prati e ai margini dei sentieri, volgarmente chiamata anche cicoria selvatica o di campagna, dente di leone, piscialetto, soffione.
E? una pianta erbacea perenne con un rizoma a fittone. I fiori sono gialli e riuniti in capolini portati singolarmente all?apice dei fusti. I fusti sono disposti a forma di ombrello e sono dotati di un ciuffo (pappo bianco) che favorisce la disseminazione.
Il rizoma del tarassaco si raccoglie in settembre-ottobre o in febbraio, prima che la pianta fiorisca. Si lava bene per liberarlo dalla terra e si tagliano le radici laterali.
Il rizoma si essica poi al sole o sulla stufa, a temperature moderate, e si conserva in vasi di vetro al riparo da luce e umidità.
Le radici raccolte in autunno (quando sono ricche di inulina) vengono o venivano tostate ed utilizzate come surrogato del caffè.
Oltre alla tisana e alle tinture vengono utilizzati per le cure anche i succhi ricavati dalla spremitura della pianta fresca. Soprattutto nei Paesi latini è diffusa l?utilizzazione come insalata delle foglie fresche raccolte in primavera, per le cosiddette ?cure depurative di primavera?.
Il tarassaco viene impiegato per alleviare i disturbi digestivi, soprattutto in caso di difficoltà di digestione dei grassi. Inoltre, in caso di alterazioni del deflusso biliare, il tarassaco può alleviare i disturbi grastrointestinali quali senso di pienezza, flatulenze e i disturbi digestivi in generale.
Nella medicina popolare, la radice della pianta viene utilizzata come cosidetto ?depurativo del sangue?, come blando lassativo e diuretico.
Il maggior beneficio dall?uso del tarassaco riguarda il fegato e la colecisti, ma è nota anche un?azione capace di normalizzare i valori alti di colesterolo. La radice di tarassaco è pure indicata in caso di inappetenza perché stimola l?appetito.
Occlusione delle vie biliari, ilei (segmento dell?intestino tenue).
Come per tutte le droghe a principi amari, possono compararire disturbi gastrici da iperaciditià.
Fabio Firenzuoli dirige il Centro di Medicina Naturale dell'Ospedale S. Giuseppe di Empoli, centro di riferimento per la fitoterapia della Regione Toscana.
Nel suo libro: "Interazioni tra erbe, alimenti e farmaci", edizione tecniche nuove, ISBN 88-481-1211-0, che vi consiglio di sfogliare, a pagina 213 si legge:
Il Tarassaco è conosciuto anche come Dente di leone, o Soffione, o Piscialetto. Le parti oggi utilizzate a fini medicinali possono essere le foglie o le radici. Quest'ultima può contenere, in relazione al periodo di raccolta, fino al 40% di inulina, similmente alla cicoria. Altri importanti costituenti attivi sono: lattoni sesquiterpenici (eudesmanolidi e germacranolide), polifenoli derivati dell'acido idrossifelinacetico e dell'acido caffeico, triterpeni, fitosteroli, sali di potassio.
Sappiamo che il Tarassaco stimola la secrezione cloridro-peptico dello stomaco (foglie), migliora la esprezione della bile dal fegato (foglie), esercita una modesta attività diuretica (foglie), attività lassativa, unicamente in relazione al contenuto in inulina (radice). Il Tarassaco e i suoi estratti sono oggi indicati nelle atonie gastriche, dispepsie e microcalcolosi biliari, mentre è controindicato nei soggetti con iperacidità gastrica oppure patologie ostruttive delle vie biliari o, ancora, da sofferenza del parenchima epatico come nei casi di epatite. Gli estratti ottenuti dalla radice e titolati in inulina possono invece essere razionalmente impiegati anche nei soggetti con stitichezza. Non è consigliato, invece, per i soggetti affetti da obesità o sovrapeso (francamente non mi è chiara l'ultima frase. Indagherò!).
Controindicazioni
Interazioni
Possibile interazioni per somma di effetti. "
Le tenere rosette delle foglie primaverili vengono consumate in insalata o cotte come verdura depurativa. Molto ricercata perchè è realmente una delle migliori verdure primaverili da presentare sulle nostre mense: spesso viene infatti appositamente coltivata. E' comunque meglio servirsi del tarassaco selvatico che si raccoglie con l'aiuto di un coltello. Dopo averlo mondato di terra e radici, il tarassaco viene consumato generalmente come verdura cotta. Il suo gusto amarognolo dispone l'organismo alla digestione quindi fa della pianta un contorno ideale. Le foglie del tarassaco sono spesso utilizzate crude come insalata fresca, condita con olio, aceto e sale. Anche in questo caso i risultati sono ottimi.
Si raccoglie la pianta intera. Le foglie tenere sono utilizzate per le insalate, le minestre, le frittate. I boccioli come capperi. La radice, lessata e condita. I fiori, per fare un miele con lo zucchero stracotto.
(salvo diversa prescrizione)
Come infuso: 1 cucchiao di radice di Tarassaco tagliata per 1 tazza d'acqua.
Come decotto: 3-4 g di radice sminuzzata o polverizzata di Tarassaco per 1 tazza d'acqua.
(Tormentillae rhizoma)
I rizomi della Tormentilla sono ricchi di tannini e da sempre, se assunta per via orale, costituiscono un rimedio vegetale contro la diarrea grazie all'elevato contenuto di tannini, i quali, in opportune concentrazioni, esercitano sull'organismo umano proprietà astringenti intestinali utili nei dolori di ventre, gastroenteriti e nella dissenteria.
Uso interno (rizoma):
Come astringente intestinale e andidiarroico.
Si mette 1 cucchiaino circa (2-3 g) di rizoma di Tormentilla in acqua bollente (150 ml circa), lasciando bollire per circa 10 minuti ed infine filtrandolo ancora caldo attraverso un colino.
Tintura - 3 fino a 4 cucchiaini da tè nell'arco della giornata.
Il rizoma della Tormentilla va sminuzzato per decotti ed infusi nonchè per altre preparazioni galeniche da assumere per via orale.
Durata di utilizzo
L'utilizzo andrebbe limitato a 3-4 giorni; qualora la diarrea dovesse persistere, si consulti un medico.
(Rosmarinus officinali L.) Labiatae
Dopo la lavanda, il rosmarino é forse la pianta della famiglia delle Labiate più usata in aromaterapia.
La pianta del Rosmarino è nota a tutti come aromatizzante culinario, ma fornisce in particolare un olio essenziale sfruttabile anche a fini terapeutici. Si deve tuttavia specificare che esistono tre chemiotipi di Rosmarino, che si differenziano proprio per l'olio essenziale prodotto:
Controindicazioni
Interazioni
(Matricaria recutita L.)
La pianta é tradizionalmente usata nelle preparazioni domestiche e nel nostro paese è patrimonio della medicina popolare. In medicina viene usata per le sue proprietà antiinfiammatorie e antispastiche sulla muscolatura liscia del tubo digerente. E' indicata nelle gastriti, esofagiti, ulcera peptica, coliti, piuttosto che come blando sedativo. Del resto, non esistono studi clinici circa l'impiego come sedativo neppure con estratti concentrati della pianta, smentendo quella che sembrava una tradizione quanto consolidata conoscenza.
Controindicazioni
Interazioni
(Anthemis nobilis L.)
Il fiore della Camomilla romana, al contrario della Camomilla comune, viene utilizzato per infusi nelle gastriti croniche con atonia e pesantezza, ed il suo impiego é invece controindicato nelle gastriti acute e nei pazienti affetti da ulcera gastrica o duodenale.
Essendo più forte l'odore tipico della "camomilla" nell'anthemis nobilis, quest'ultima viene spesso aggiunto alle spezie di camomilla officinalis in prodotti a buon mercato.
(Cynara scolymus L.) Asteraceae
Il Carciofo, apprezzato ortaggio del quale in cucina si consuma il ricettacolo del fiore, é tuttavia da sempre apprezzato anche dalla medicina popolare come tradizionale rimedio per curare il fegato, migliorare la digestione e depurare il sangue. E non mancano studi sperimentali, così come ricerche di fitochimica che hanno permesso di comprendere meglio l'esatta composizione e verificarne le proprietà biologiche.
Innanzi tutto, a scopo medicinale, si utilizzano le foglie caulinari e non quindi la parte edibile. I costituenti chimici più importanti sono rappresentati dai polifenoli: flavonoidi, tannini e i derivati dell'acido clorogenici, fra i quali molta importanza veniva attribuita alla cinarina. A questo proposito oggi sappiano che la cinarina, un tempo ritenuta il principio attivo del carciofo, in realtà non é presente nella pianta, ma si forma soltanto durante il processo di essicamento, dall'acido 1,3-dicafeilchinico.
Il realtà le proprietà farmacologiche attribuite al Carciofo e ai suoi estratti, sono:
Controindicazioni
Interazioni
Possibile irritazione della mucosa gastroenterica.
(Salvia officinalis) Labiatae
Indicazioni
Infiammazioni di gengive, mucose orofaringee; come coadiuvante nel trattamento delle infiammazioni gastrointestinali.
La Salvia viene impiegata, soprattutto in forma di gargarismi, come antiflogistico nelle infiammazioni della regione orofaringea (gengiviti e stomatiti), ma anche come tisana per disturbi digestivi, flatulenze, infiammazioni delle mucose intestinali, diarree.
Controindicazioni
non vanno assunti durante la gravidanza.
La tisana di Salvia non va assunta per periodi prolungati.
Effetti collaterali
Da prevedere soltanto in caso di sovradosaggio (più di 15 g di foglie di salvia per dose) o di utilizzo prolungato. Il tujone, componente tossico dell'olio essenziale, porta a sintomi quali tachicardia, vampate di calore, crampi e sensi di vertigine.
Interazioni
Posologia e forma d'impiego
|Uso interno. Dose giornaliera:
||Per gargarismi e sciacqui:

|Spennellature: Estratto alcolico non diluito.|
Dosi di foglie di Salvia da mettere in acqua bollente:
Dopo 10 minuti si filtra il liquido attraverso un colino.
Salvo diversa prescrizione, in caso di disturbi gastrointestinali si beva una tazza di tisana calda più volte al giorno, mezz'ora prima dei pasti.
Contro le infiammazioni delle mucose orofaringee si effettuino più volte al giorno sciacqui o gargarismi con la tisana ancora calda.
Preparazione della tisana
(Mentha piperita L.) Labiate
La Menta piperita viene utilizzata anche in gastronomia, la pianta fornisce materia prima soprattutto per l'industria liquoristica, in quanto gli estratti ottenuti dalle foglie esplicano attività "eupeptica", cioè favoriscono la digestione, e come tali entrano nella composizione di numerosi amari. La Menta entra come correttore del gusto in numerosi alimenti, tisane, preparazioni galeniche e farmaci, anche se la medicina popolare la identifica come il rimedio digestivo per eccellenza. La ricerca scientifica ha tuttavia fornito una serie di informazioni preziose per definirne il contenuto, le attività biologiche e le indicazioni terapeutiche, riconoscendole un ruolo di pianta medicinale a tutti gli effetti. Le foglie, infatti, oltre a flavonoidi, acidi fenolici e triterpeni, contengono un olio essenziale che rappresenta il cuore dell'estratto dal punto di vista farmacologico, costituito per la maggior parte da mentolo (35-55%) e mentone (10-35%).
Indicazioni
La Menta piperita è nota soprattutto come rimedio per i disturbi digestivi; infatti, grazie alla sua benefica azione sullo stomaco, il fegato e gli intestini, si rivela utile in caso di coliche, diarrea, indigestione, vomito e mal di stomaco, anche perché ha un effetto antispasmodico sulla muscolatura liscia dello stomaco e dell'intestino.
Preparazione della tisana
Le foglie di Menta sono la tradizionale preparazione popolare usata a scopo digestivo. Versare acqua bollente su 1-1-5g di droga lasciando in infusione per circa 10 minuti in recipiente coperto; indi filtrare. Come carminativo contro disturbi digestivi di grado lieve, si beva 1 tazza più volte al giorno. Un cucchiaino da tè corrisponde a circa 0,7 g. Assumere dopo i pasti.
Olio essenziale
Grazie alle sue proprietà stimolanti, l'olio essenziale di Menta piperita viene talvolta usato come misura d'emergenza in caso di nausea; a questo scopo basterà metterne una goccia direttamente sulla lingua (é molto penetrante) oppure alcune gocce su di un fazzoletto o inalarlo direttamente dalla boccetta.
Per l'effetto analgesico e antispastico l'olio essenziale è ben tollerato anche dai soggetti affetti da ulcera peptica, per i quali anzi costituisce anche un complemento terapeutico; in questi pazienti sono invece controindicati la tintura e l'estratto fluido.
Controindicazioni
Interazioni
con Farmaci gastrolesivi.
I farmacisti, droghisti, erboristi, speziali e medici di una volta classificavano le piante anche secondo il loro uso come rimedio. Questa tradizione è ancora oggi molto utile, perché permette il raggruppamento di piante molto diverse fra di loro per un specifico disturbo.
P.es. Carminativo → contro flatulenza e "gonfiore della pancia" → Finocchio, Cumino, Camomilla, ... .
D'altra parte una singola pianta può appartenere a diverse indicazioni fitoterapiche, visto la molteplicità di sostanze terapeuticamente attive che può contenere. P.es. Tarassaco: → Epatico, mite Diuretico, mite lassativo, ... .
Carminativi sono rimedi che facilitano la digestione con effetti spasmolitici sulla muscolatura striata intestinale e l'espulsione di gas intestinali.
Un carminativo è una sostanza utilizzata per favorire e regolare l'espulsione dei gas intestinali (Flatulenza ):
Sono in genere sostanze ricche di oli essenziali che calmano lo stomaco e nel medesimo tempo aumentano la peristalsi e sopprimono i processi di putrefazione intestinale (non solo scomodi ma anche "malsani" per via della produzione di Metanolo nell'intestino).

Cumino

Finocchio

Cardamome

Anice
Digestivi sono rimedi e sostanze che facilitano la digestione prevalentemente lipidica tramite la stimolazione di fegato e bile. Di solito sono amari:
Amara
Gli amara aumentano la secrezione gastrica (prima dei pasti) e tonificano il sistema digestivo. Una parte di loro sono anche ottimi epatici.
Usi:
Gli amari possono risultare utili anche in casi di disturbi non direttamente gastrointestinali:
Lassativi e purghe rimediano la Stitichezza promuovendo lo svuotamento degli intestini tramite diversi meccanismi:
Un antidiarroico è una sostanza che elimina o attenua la Diarrea.
La diarrea non è una malattia bensì una reazione intestinale a:
L'antidiarroico può essere quindi solo una misura palliativa finché l'organismo stesso o il terapista ha potuto rimediare alla causa a monte.
La diarrea disturba anzitutto e immediatamente l'equilibrio idro-elettrolitico (acqua e sali) di tutto l'organismo e nelle persone con poche riserve di grassi dopo poco tempo anche l'approvvigionamento energetico. Come pronto soccorso si ricorre, prima di somministrare degli antidiarroici, alla sostituzione di liquidi, sali e zuccheri: Coca-Cola (liquidi, zuccheri e soluzioni leggermente astringenti), salatini (sodio, un po' di potassio) sono efficaci e piacciono ai bambini. Il meglio è bere brodi (animali o vegetali e tisane con miele in alternanza).
Solo dopo si ricorre agli antidiarroici:
Molte spezie come rosmarino, pepe, noce moscata, garofano... e tutti i carminativi e aromatici sono considerati miti antibiotici per via degli olii essenziali contenuti, elaborati dalle piante in difesa contri vari microorganismi.
Anche gli astringenti sono "antibiotici" perché sono capaci di coagulare delle proteine e renderle così disfunzionali. Visto che la membrana di batteri, di miceti e anche di tanti virus sono proteiche, vengono lese efficacemente.
Del resto: lasciare al medico la cura di infezioni serie che non possono essere domate dal sistema immunitario.
Rimedio per la ricostruzione della flora intestinale
Per la ricostruzione della flora intestinale noi consigliamo di:
Il Bactisubtil in goccie sarebbe indicato per i bambini e persino per i neonati. Nel caso dei neonati però, per prudenza, informatevi dal nostro farmacia, dott. Luca Milesi, Farmacia San Provino ad Agno in Svizzera, no. di telefono: +41 091 605 49 59 che vi darà istruzioni più precise, in quanto conosce bene il rimedio.
L'astringenza è data dalla presenza di tannini, che astringono la superficie della pelle e delle mucose, formando una sottile membrana causata dalla coagulazione proteica che provocano. Utilizzati per la coagulazione del sanguinamento capillare, per le escrezioni plasmatiche (siero) e la guarigione di ferite. Sono nello stesso tempo dei germostatici, perché coagulano anche la superfice proteica dei germi.
Piante
Acacia catechu (Acacia) ◊ Agrimonia eupatoria (Eupatoria) ◊ Alchemilla vulgaris (Alchemilla) ◊ Arctostaphylos uva-ursi (uva ursina) ◊ Bellis perennis (margheritina) ◊ Bidens spp. (Bidens) ◊ Camellia sinensis (tè) ◊ Carduus benedicta (Cardo santo) ◊ Filipendula ulmaria (olmaria) ◊ Geranium maculatum (Geranio) ◊ Geum urganum ◊ Hamamelis virginiana (Amamelide) ◊ Krameria triandra (Crameria) ◊ Polygonum bistorta (Poligonio) ◊ Potentilla erecta (Tormentilla) ◊ Quercus spp. (quercia) ◊ Rosmarinus officinalis (rosmarino). ◊ Salvia officinalis (salvia) ◊ Vaccinium myrtillus foglie (mirtillo)
Il seme di Zucca è un vecchio rimedio popolare, utilizzato come vermifugo.
Interessando inoltre l'olfatto, direttamente connesso con il limbico , influiscono in modo potente (e inconscio) le emozioni, gli umori e gli stati d'animo, ciò che viene largamente sfruttato nell'Aromaterapia con gli olii essenziali.
Assolutamente da rispettare sono i sottilissimi dosaggi e le simpatie e avversità individuali, proprio perché si tratta di meccanismi non volontariamente controllabili. Esempio: usare l'aglio per una persona che lo detesta o nelle dosi individualmente esagerate è molto malsano (perché organicamente stressante), malgrado le sue proprietà "antisclerotiche".
Le preparazioni acquose, specie i macerati e gli infusi, non si conservano a lungo perché vengono facilmente invasi da microrganismi che si propagano velocemente, consumando le sostanze nutritive e producendo residui solitamente poco salutari.
Estratti acquosi (macerati, infusi, decotti) concentrati si fanno per estrarre dalle piante sostanze specificatamente idrosolubili. Come passo seguente (dopo l'estrazione) viene evaporata molta acqua:
Per gli agenti farmaceutici sensibili al calore si esegue l'evaporazione a basse temperature e sotto vuoto. Le forme non secche sono molto delicate e soggette a contaminazioni microbiotiche. Per questo motivo noi preferiamo le preparazioni galeniche alcoliche (vedi preparazioni alcoliche).
→ Galenica
Con le preparazioni acquose dall'erba, radice fresca o essiccata si estraggono delle sostanze attive facilmente solubili (idrofile). Secondo il tipo, la temperatura e la durata dell'estrazione si distinguono in:
Porre 1-3 g (un cucchiaino da tè corrisponde a circa 1,2 g) del rizoma di tarassaco finemente tagliato in acqua fredda e lasciarlo bollire brevemente in acqua (150 ml circa) , filtrando dopo 15 minuti di infusione. Salvo diversa prescrizione, va bevuta 1 tazza di tisana fresca, calda, alla mattina e alla sera oppure fino a tre tazze al giorno, a sorsi e lontano dai pasti.
Come infuso: 1 cucchiao di droga tagliata per 1 tazza d'acqua.
Come decotto: 3-4 g di droga tagliata o polverizzata per 1 tazza d'acqua.
→ Galenica
Soluzione di zucchero con estratti di droghe. Si usa spesso per i bambini, per rendere un rimedio di cattivo sapore più amabile, come gli sciroppi contro la tosse.
La ricetta base per preparare uno sciroppo è:
Ingredienti:
300 gr di fiori freschi di tarassaco (solo fiori),
1 manciata di fiori di farfara,
1 manciata di piantaggine (solo foglia),
1 kg. zucchero,
2 limoni,
3 arance,
1 stecca di vaniglia
Procedimento:
Mettere tutto in 2 litri di acqua e bollire per 10 minuti. Raffreddare e macerare per 24 ore, in seguito filtrare. Aggiungere lo zucchero e il succo dei limoni e arance e la vaniglia. Cuocere a fuoco lento per 2 ore. Imbottigliare a caldo.
Posologia: Bere a cucchiai o allungato con acqua.
Sono preparazioni di piante nelle forme ?zuccherose? e raramente vengono considerati come ?rimedi?; più che altro come alimentari. Ciononostante rimane il fatto che marmellate ed elettuari di piante medicinali sono rimedi ?gastronomici?.
Le marmellate sono passati, decotti o succhi di frutta con aggiunta di ca. la stessa quantità di zucchero (per conservarli) e (per decotti o succhi) sostanze gelatinose come gelatina, pectina o agar-agar per renderli più consistenti.
Gli elettuari sono estratti di piante o succhi di frutta con aggiunta di ca. la stessa quantità di zuccheri e inspessiti per cottura fino ad arrivare alla consistenza del miele.
Conservati in vasi sterilizzati ed ermeticamente chiusi (per evitare la formazione di muffa e la fermentazione) si mantengono per parecchio tempo e sono una bontà per il palato oltre ad essere dotati di più o meno doti curative. Essendo dolci servono spesso da ?rimedi sovversivi? per la cura dei bambini.
Riporto due esempi di elettuari poco conosciuti in auge nella mia infanzia, ma che meritano di essere ricordati:
I fiori di tarassaco (non concimati) sono da raccogliere nei prati lontani almeno 200m dalle strade trafficate. Non calpestare i prati, perchè il contadino deve falciarli per fare il fieno.
(Vini), Ferm.vin
In tempi non tanto remoti, si usava preparare dei vini medicinali, non con il mosto di uva, ma con qualsiasi soluzione di zuccheri (miele da cucina, sciroppi, estratti di frutta). Di seguito una ricetta saporita:
Gli ingredienti costituenti (acqua, zuccheri e lievito di birra) garantiscono la fermentazione, perché i miceti del lievito decompongono tramite processi metabolici gli zuccheri in alcol e anidride carbonica (bollicine). Invece dello zucchero si possono usare anche dei succhi di frutta (sambuco, mele, pere, pesche, ecc. ev. concentrati per l'ebollizione, al fine di raggiungere la gradazione desiderata) che vanno ?corretti? con del miele e degli zuccheri fino a raggiungere una gradazione sufficiente ed ev. con degli ?acidi? (limone, acido citrico, ecc.) per garantire un equilibrio dolce/acido gradevole. Il processo di fermentazione alcolica di un macerato e decotto, rende queste forme ?conservabili? e gustose.
La fermentazione vinosa di Rimedi principali e coadiuvanti può essere fatta quasi con qualsiasi pianta come anche i ?corrigens? che di solito sono delle spezie aromatiche. La relativa composizione richiede non solo delle conoscenze farmaceutiche, ma altrettante doti creative gastronomiche. Mia nonna usava fare vino con tutti gli avanzi di frutta e bacche e utilizzava molte erbe e spezie per arricchirlo di doti curative.
Sarebbe un compito nobile risvegliare queste capacità proprie della traditione popolare.
Esempio: Vino di fiore di denti di leone
sidenote per gli immagini tabellari
All'inizio conviene sperimentare molto facendo piccole dosi. La minima svista, lavoro o materiale ?inadeguato? fa andare il risultato in ?aceto? (spore di microrganismi acetosi che trasformano l'alcol in aceto).
(Extr., Extr.fluid., Extr. spiss., Extr.sicc.)
Estratti acquosi (macerati, infusi, decotti) concentrati si fanno per estrarre specificatamente dalle piante solo sostanze idrosolubili. Come passo successivo (dopo l'estrazione) si fa evapora molta acqua,
Per agenti farmaceutici sensibili al calore si esegue l'evaporazione sotto vuoto a basse temperature. Le forme non secche sono parecchio sensibili alle contaminazioni microbiche.
Più frequenti sono gli estratti alcolici (normalmente macerati per percolazione simili a tinture come operazione di partenza). Secondo la concentrazione di alcol/acqua e l'acidità/basicità, dalla pianta vengono estratti sostanze idrosolubili (glicosidi, alcaloidi, zuccheri, mucillaginosi, ecc.) e altre come lipidi, resine, alcaloidi, eterici, ecc. La concentrazione per evaporazione è come quella degli estratti acquosi con le seguenti differenze:
Esempi di prodotti divulgati:
Per il commercio e per i farmacisti gli estratti sono di grande comodità:
Come terapista mi servo degli estratti nei casi in cui non ho a portata di mano la tintura. Visto che in ogni preparazione di estratto (Fluid. spiss. sicc.) è perfettamente determinata la concentrazione relativa alla pianta secca e visto che l'estratto è usabile per tutte le preparazioni che intendo preparare, spesso l'Extractum è il "Santo ausiliatore", perché per fare le tinture posso anche diluirlo nell'alcol.
(ripetizione per via delle nuove allieve)
Posologia: (salvo diversa prescrizione) tintura: 20...40 gocce, 3 volte al giorno
(eterici)
→ 2) Respirazione
(ripetizione per via delle nuove allieve)
Posologia: Cave! non usare (salvo per specifici casi descritti) gli oli eterici puri. Diluirli con oli vegetali o alcol a concentrazioni sensate.
alla pagina 3) Gastroenterologia
Le ricette galeniche in merito si trovano sotto:
Antidiarroico gtt. ◊ Antidiarroico past. ◊
Apparato digerente: ◊ Bocca - esofago - stomaco: ◊
Carminativo ◊ Cura gengive ◊ Diverticolite: base ◊
Fegato - cistifellea - pancreas: ◊
Flatulenza ◊ Foglietti illustrativi: indice ◊ Gengivite ◊
Intestino - infezioni - parassiti: ◊ Modulo/Titolo ◊
Stomatite ◊ Stomatite, Glossite ◊
Il tema è approfondito:
|Autrice: Bianca Buser||a cura di D. Rüegg|
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