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Quando lo sentiamo, Joshua Wong sta sorseggiando un caffè in tutta fretta. Sono ore cruciali per il movimento pro-democrazia di Hong Kong, di cui è il volto più noto. A soli 23 anni è già una celebrità: le riviste Time e Fortune lo hanno riconosciuto come uno dei leader più influenti per il ruolo nel movimento degli ombrelli del 2014.
Quattro anni più tardi è stato nominato per il Premio Nobel per la pace. Ci ringrazia per dargli l’opportunità di lanciare ancora una volta un appello alla comunità internazionale su cui conta per salvare l’ex colonia britannica dalla forza di Pechino. Durante le proteste del 2019, Wong ha contribuito a convincere gli Stati Uniti a firmare una legge, che sostiene i manifestanti e i diritti umani, ma proprio le interferenze straniere sono ciò che il Governo centrale cerca di arginare con la legge sulla sicurezza nazionale, in discussione al Parlamento cinese, che punirebbe le attività di carattere secessionista e sovversivo.
Per molti Hong Kong dovrà rassegnarsi a perdere l’autonomia garantita fino al 2047 dall’accordo sino-britannico, ma Wong non lascerà che questo avvenga senza lottare.
- Modem del 27.5.2020
- RG 12.30 del 27.05.2020: l'intervista di Loretta Dalpozzo