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Volkswagen è finita sotto accusa in Francia per frode nello scandalo delle emissioni dei suoi motori diesel. Il gruppo comunica di aver dovuto versare una cauzione di 10 milioni di euro, oltre a costituire un fondo da 60 milioni per eventuali risarcimenti.
L’azienda nel 2018 aveva già pagato in Germania una multa di un miliardo di euro per i motori truccati, inclusi i veicoli venduti in Francia, e ritiene quindi che il caso dovrebbe finire in prescrizione per evitare una doppia condanna per gli stessi fatti.
L'ex amministratore delegato sotto accusa
Martin Winterkon, alla guida di Volkswagen fino allo scoppio del Dieselgate, è finito a sua volta sotto accusa in Germania per falsa testimonianza. La commissione d’inchiesta parlamentare sullo scandalo ritiene che abbia mentito consciamente ai deputati sul momento in cui è stato informato sulla presenza nei veicoli di software per ingannare i test sulle emissioni. Secondo l’accusa ne era a conoscenza dal maggio 2015, mentre Winterkon in Parlamento aveva affermato di averlo scoperto in settembre, poco prima che il caso venisse alla luce.
Risarcimenti per Volkswagen
Il gruppo automobilistico ha anche confermato che Winterkorn ha accettato di versare 11,2 milioni di euro di risarcimento, parte di un accordo tra l'azienda e diversi ex dirigenti, che prevede un rimborso totale di 288 milioni di euro, di cui 270 coperti da assicurazioni con le quali VW aveva sottoscritto una copertura per la responsabilità dei suoi vertici.