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Dal 2008, la Svizzera ha introdotto il concetto di riduzione del danno nelle sue politiche in materia di dipendenze [1]. Il rapporto “Défi addictions” [2] raccomanda un ampliamento coerente della politica sulle dipendenze in termini di salute pubblica. L’avvento dei vaporizzatori personali è un’inaspettata opportunità di includere la dipendenza da nicotina in un approccio globale e coerente della politica svizzera sulle dipendenze. Questi rispondono al principio costituzionale di tutela della salute con la riduzione dei rischi, senza entrare in conflitto con il principio costituzionale di libertà economica. La politica di riduzione del danno dovrebbe essere estesa a tutti i consumatori che sono a rischio, a prescindere dalla sostanza che stanno assumendo.
La situazione attuale è particolarmente incoerente da un punto di vista di salute pubblica. I prodotti del tabacco destinati ad essere fumati sono in libera vendita, mentre i liquidi contenenti nicotina non possono essere commercializzati. Gli interessati possono importare dall’estero 150 ml di liquidi con nicotina ogni 60 giorni per il loro consumo personale.
È dunque molto più facile acquistare prodotti che causano la morte prematura di un utente su due, piuttosto che prodotti che potrebbero ridurre di oltre il 99% i rischi legati alla dipendenza da nicotina [3]. L’accesso facilitato ai vaporizzatori personali e ai liquidi con nicotina è un fattore importante della loro efficacia nella lotta contro il tabagismo.
Questo divieto di vendita dei liquidi contenenti nicotina e la disinformazione sui vantaggi dello svapo rispetto al consumo di tabacco fumato sono le ragioni che limitano l’adozione diffusa dei vaporizzatori personali da parte dei fumatori svizzeri desiderosi di prendere in mano la propria salute, come è il caso in Europa e negli Stati Uniti.
Il 17 marzo 2014, il Policlinico Medico dell’Università di Losanna ha pubblicato un rapporto che riassume le opinioni di una quarantina di esperti nazionali in tabaccologia intervistati nel quadro di uno studio condotto tra settembre 2013 e febbraio 2014 [4].
Il portavoce dell’Unione dei trasporti pubblici ha annunciato che l’uso dei vaporizzatori personali sarà vietato su treni, bus e tram svizzeri a partire dal 15 dicembre 2013 [5]. L’argomento principale è stato che per i controllori è difficile fare la differenza tra un vaporizzatore personale e una sigaretta. Questa decisione presa troppo in fretta si basa su un argomento risibile. A Ginevra, il direttore del Dipartimento del Commercio ha espresso la volontà di voler vietare i vaporizzatori personali nei luoghi pubblici ai sensi dell’articolo 176 della Costituzione ginevrina [6]. Questa posizione è insostenibile nella misura in cui questo articolo si riferisce solo al fumo di tabacco [7]. Nello stesso Cantone, il Consiglio di Stato ha vietato l’uso dei vaporizzatori personali negli uffici dell’amministrazione, in considerazione del fatto che possono emettere sostanze nocive o illegali [8]. È pertanto necessario chiarire rapidamente lo status dei vaporizzatori personali per evitare nei prossimi mesi il fiorire di divieti derivanti dall’incomprensione del fenomeno.
Il Consiglio federale ha incaricato l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) di elaborare una legge sui prodotti del tabacco. Questa legge consoliderà tutti i testi relativi al tabacco, attualmente distribuiti in diverse leggi. Sarà anche la base giuridica che permetterà al Parlamento di adottare la Convenzione quadro per il controllo del tabacco dell’OMS (FCTC) che è stata firmata dalla Svizzera ma non ancora ratificata [9]. Questo disegno di legge sarà messo in consultazione entro l’estate 2014. Il Consiglio federale intende includere i vaporizzatori personali e i liquidi con nicotina in questo disegno di legge tenendo conto delle decisioni prese a livello internazionale, pur rilevando che la riduzione dei rischi è un elemento fondamentale delle strategie per la prevenzione delle dipendenze. Intende anche sottomettere l’uso dei vaporizzatori personali alla Legge sulla protezione contro il fumo passivo [10].
Riferimenti:
[1] Votazione popolare del 30 novembre 2008 sulla modifica della Legge federale sugli stupefacenti e le sostante psicotrope (Legge sugli stupefacenti, LStup)
[2] Gruppo di controllo delle Commissioni federali per i problemi inerenti all’alcol, per le questioni relative alla droga e per la prevenzione del tabagismo (2010): Rapporto “Défi addictions” http://www.bag.admin.ch/herausforderung_sucht/index.html?lang=it
[3] Prof. J-F Etter (2013): La vérité sur la cigarette électronique, Fayard
[4] Comunicato PMU Losanna, marzo 2014 http://redirectwww.chuv.ch/getnews-attach?url=actualite/chuv-17.03.2014_11_27-1.pdf
[5] http://www.rsi.ch/home/channels/comunicazione/info_on_line/2013/11/12–Altri-divieti-per-le-sigarette (il testo di questo regolamento è introvabile)
[9] Ufficio federale della sanità pubblica, Division Programmes Nationaux de Prévention, Section Tabac, Infomail janvier 2013 http://www.bag-tabac.ch/Infomail-tabac/Fr/BAG-NL-FR-0113.html
[10] Risposta del Consiglio federale del 20.11.2013 all’interpellanza Comte 13.3997, Nuova legge sui prodotti del tabacco. Sono previste disposizioni differenziate secondo i prodotti? http://www.parlament.ch/i/suche/Pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20133997
Risposta del Consiglio federale del 20.11.2013 all’interpellanza Parmelin 13.3675, Tabagismo, sigarette elettroniche, salute e fiscalità. Quale strategia intende perseguire il Consiglio federale? http://www.parlament.ch/i/suche/Pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20133675
Risposta del Consiglio federale del 26.02.2014 all’interrogazione Buttet 13.1086, Sigarette elettroniche. Svapare o non svapare? http://www.parlament.ch/i/suche/Pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20131086