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La paleontologia studia gli organismi viventi dell'epoca preistorica, allo scopo di ricostruirne l'evoluzione nel corso della storia terrestre. Le fonti prese in considerazione sono i fossili, vale a dire residui e tracce di antichi organismi sedimentatisi nella roccia. Quale scienza che analizza oggetti di origine organica, la paleontologia è una branca della Biologia, di cui condivide le problematizzazioni e l'approccio metodologico, e risulta strettamente apparentata alla Geologia. La paleontologia descrive e denomina i fossili e risale ai relativi organismi, di cui opera una classificazione e studia i rapporti di parentela, le abitudini di vita e la diffusione temporale e spaziale. I risultati di queste ricerche forniscono prove sull'evoluzione delle specie (filogenesi) e preziose indicazioni sugli sviluppi e i mutamenti degli antichi gruppi di esseri viventi e del loro ambiente di vita. A causa di tale evoluzione, ogni era geologica si caratterizza per una peculiare fauna e flora. Grazie ai fossili, e in particolare ai cosiddetti fossili guida, è stato così possibile elaborare una cronologia relativa della storia terrestre.
Già nel 1451 Felix Hemmerli di Zurigo considerò i fossili come resti di antichi organismi viventi. Pur non conoscendo la vera natura di questi reperti, Konrad Gessner, studioso universale zurighese, fu tra i primi al mondo a collezionare fossili e a pubblicarne accurate riproduzioni (1565). Johann Jakob Scheuchzer (1672-1733), medico e studioso di vasta cultura di Zurigo, interpretò molti fossili della sua ampia collezione come testimonianze del diluvio universale e contribuì all'affermazione della tesi secondo cui i fossili erano residui di esseri viventi di epoche remote. La paleontologia ascese al rango di disciplina scientifica autonoma solo verso la fine del XVIII sec. con lo zoologo franc. Georges Cuvier. Attraverso studi di anatomia comparata sulle ossa, nel 1796 quest'ultimo dimostrò scientificamente che le specie animali e vegetali coeve erano state precedute da altre specie ormai estinte. Grazie alla crescente curiosità nei confronti dei dinosauri diffusasi anche in Svizzera dal 1970 e all'apertura di nuovi musei (Aathal, Frick, Meride), la paleontologia, in precedenza scienza poco nota, riscuote interesse in ampie fasce della pop. Per ragioni geologiche, la Svizzera non rappresenta però un classico "Paese di dinosauri" e la ricerca paleontologica si è quindi focalizzata su altri ambiti di ricerca. I paleontologi dei vertebrati della scuola di Basilea (Hans Georg Stehlin, 1870-1941) studiarono in particolare i sedimenti del Terziario in Svizzera, mentre quelli della scuola di Zurigo (Emil Kuhn-Schnyder) analizzarono sauri e pesci marini rinvenuti nei depositi triassici, in particolare quelli del Monte San Giorgio. Oltre che nella paleontologia dei vertebrati, gli scienziati sviz. si sono distinti anche nell'ambito dei fossili invertebrati, della biostratigrafia e della micropaleontologia. I micropaleontologi in buona parte furono attivi su scala intern. nelle prospezioni petrolifere. Tra i più importanti ricercatori e docenti sviz. di paleontologia del XIX-XX sec. figurano Louis Agassiz, Ludwig Rütimeyer, Oswald Heer e Bernhard Peyer.
La Svizzera dispone di numerosi e ricchi depositi fossiliferi di rilevanza scientifica. Per l'eccezionale abbondanza di fossili di sauri e pesci marini del Triassico medio, nel 2003 il Monte San Giorgio è stato inserito nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO. Sono noti in tutto il mondo anche i giacimenti di plateosauri nei pressi di Frick, le tracce di dinosauri giganti nelle rocce della catena del Giura e i pesci, uccelli e tartarughe dei giacimenti glaronesi di ardesia del Paleogene.
Bibliografia
– E. Kuhn-Schnyder, Paläontologie als stammesgeschichtliche Urkundenforschung, 1967
– U. Leu, «Geschichte der Paläontologie in Zürich», in Paläontologie in Zürich, 1999, 11-76
– AA. VV., Rapport scientifique 2007: études et projets scientifiques, paléontologie A16, 2008
Autrice/Autore: Hans Rieber / mdi