Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/68742

<h2>SubmittedText<h2><p>Dall'11 al 14 ottobre scorso si è tenuto a Sion un seminario internazionale sui diritti dei bambini portatori di handicap, organizzato dall'Istituto Kurt Bösch di Bramois in collaborazione con la DSC. Quest'ultima aveva concesso ai rappresentanti dei Paesi africani e di quelli in via di sviluppo più poveri un contributo senza il quale la loro partecipazione non sarebbe stata possibile. All'ultimo istante, si è saputo che i beneficiari di tale contributo non avevano ottenuto il visto per entrare in Svizzera. La vicenda ha inevitabilmente pregiudicato la buona riuscita dell'incontro.</p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale di spiegare le ragioni precise di questa spiacevole mancanza di coordinamento. Ha forse giocato un ruolo il Paese di provenienza o la situazione personale dei partecipanti? Se sì, per quale motivo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le rappresentanze svizzere all'estero non intendono in alcun modo complicare l'organizzazione di manifestazioni in Svizzera. Esse sono tenute tuttavia a rispettare le normative in materia di concessione di visti, anche se il richiedente desidera recarsi in Svizzera per frequentare un seminario che beneficia del sostegno di un servizio dell'amministrazione federale. Da alcuni accertamenti è emerso che, in molti casi, le domande di visto menzionate nell'interrogazione sono state presentate troppo tardi o non sono state presentate affatto. In altri casi, i dati forniti erano incompleti o inesatti e, in alcuni casi isolati, sono stati riscontrati abusi da parte del richiedente. Le rappresentanze svizzere all'estero sono tenute a esaminare le domande di visto a prescindere dal Paese di provenienza o dalla situazione personale del richiedente.</p>  Risposta del Consiglio federale.