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A poche ore di distanza dalla dichiarata intesa per la formazione di un nuovo governo in Israele, l'accordo tra il Likud di Benjamin Netanyahu e Blu-Bianco di Benny Gantz è tornato in alto mare.
Con un'altalena tipica di annunci e contro annunci - ad un anno quasi esatto dalle prime elezioni di aprile 2019 - il faticoso cammino per un esecutivo di unità nazionale, in piena emergenza coronavirus, in queste ore sembra aver subito una forte battuta di arresto, tanto che Blu-Bianco ha dichiarato "interrotte" le trattative con il Likud.
Questa volta il dissenso - superato a quanto sembra il contrasto sull'annessione di parte della Valle del Giordano e degli insediamenti ebraici in Cisgiordania - ha riguardato la nomina dei giudici le cui regole il Likud, secondo Blu-Bianco, vorrebbe cambiare. "Li abbiamo informati - hanno detto fonti del partito di Gantz, citate dai media - che fino a quando non ci diranno che non ci sono cambi sul Comitato di selezione dei giudici, non c'è nulla di cui parlare".
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