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I delegati dell'Unione democratica di centro hanno deciso di lanciare un'iniziativa popolare per frenare i costi della salute.
Riuniti sabato a Landquart (GR), i delegati hanno preso una decisione di principio in questo senso con 302 voti senza opposizione. Nessuna chance per l'iniziativa sulla riduzione del tempo di lavoro, mentre il presidente Ueli Maurer ha stigmatizzato il modo in cui il Consiglio federale sta conducendo la campagna per l'adesione all'ONU.
Nel suo discorso d'apertura, Maurer ha detto che il governo usa i soldi dei contribuenti per manipolare l'opinione pubblica, impegnandosi inoltre oltre il dovuto a livello personale. Il consigliere nazionale zurighese giudica «grave» questo sbandamento (letteralmente «deragliamento») dell'esecutivo, che mette in pericolo il funzionamento della democrazia diretta. Sul tema in quanto tale i delegati dell'UDC svizzera si erano già espressi il 24 novembre scorso, raccomandando il «no» con 389 voti contro 44.
Maurer si è detto anche favorevole ad una maggiore sicurezza interna. Per raggiungere questo obiettivo occorre però indipendenza e autodeterminazione: per questa ragione l'UDC si oppone ai piani della consigliera federale Ruth Metzler, di costituire un corpo speciale di polizia federale. Il presidente UDC ha inoltre ricordato che il partito è pronto a lanciare il referendum se, nell'ambito della revisione della legge sulla cittadinanza, gli stranieri cui non è stato concesso il passaporto elvetico otterranno la possibilità di ricorrere. Una decisione in questo senso è stata presa ieri dal comitato centrale del partito.
Dopo il discorso di Maurer, i delegati hanno affrontato l'iniziativa per la settimana lavorativa di 36 ore, unico altro oggetto in votazione il 3 marzo oltre all'ONU: la proposta dell'Unione sindacale svizzera è stata seppellita con 302 voti, nessuno si è espresso a favore. I presenti hanno accolto la tesi secondo cui l'iniziativa metterebbe in pericolo la competitività del paese.
Più interesse ha suscitato il lancio di un'iniziativa popolare per frenare i costi della salute e ridurre i premi dell'assicurazione malattia: il principio è stato accolto pure con 302 voti senza opposizione. I delegati non hanno avuto difficoltà a farsi convincere dal consigliere agli stati grigionese Christoffel Brändli, presidente di santésuisse (associazione delle casse malattia), che ha ventilato un nuovo aumento dei premi - pari al 15- 20 per cento - per l'anno prossimo.
Secondo il consigliere nazionale Toni Bortoluzzi, si tratta di intervenire mantenendo il principio dell'obbligatorietà dell'assicurazione malattia ma incentivando risparmi e concorrenza. Il politico zurighese suggerisce un modello a tre pilastri.
Il primo, obbligatorio, riguarda solo le prestazioni «realmente necessarie»: il catalogo delle prestazioni rimborsate sarebbe determinato da una commissione in cui sarebbero rappresentati tutti gli ambienti interessati, e che dovrebbe essere approvato dal parlamento e non più dal Dipartimento federale dell'interno. L'assicurato sarebbe inoltre sempre tenuto a consultare dapprima il suo medico di famiglia. Il secondo pilastro sarebbe facoltativo e includerebbe le prestazioni definite «supplementari», in modo modulare a seconda dei bisogni individuali. Il terzo comprenderebbe le assicurazioni complementari, senza cambiamenti rispetto a oggi.
I delegati dell'UDC si pronunceranno sui contenuti precisi dell'iniziativa solo in secondo tempo, ma probabilmente ancora quest'anno. Per elaborare il testo della proposta di modifica costituzionale, il partito di Ueli Maurer ha lanciato una procedura di consultazione attraverso internet, nelle quattro lingue nazionali.
I risultati del sondaggio - che proporrà domande concrete, p.es. «Siete per o contro l'obbligo delle casse malattia di convenzionare tutti i medici?» - serviranno a definire i contorni dell'iniziativa. Le opinioni del pubblico saranno considerate molto seriamente, ha detto Maurer.
swissinfo e agenzie