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CANBERRA - Un no deal post Brexit con Bruxelles, evocato dal premier Tory britannico Boris Johnson sul modello del tipo di relazioni esistente fra Ue e Australia (ossia regolato solo dalle norme dell'Organizzazione mondiale del commercio, o Wto) non andrebbe visto come una soluzione «soddisfacente».
L'avvertimento arriva da Malcolm Turnbull, primo ministro liberal-conservatore australiano fra il 2015 e il 2018, intervistato nelle ultime ore dalla Bbc.
Richiesto di commentare le parole di Johnson, secondo le quali il Regno Unito potrà prosperare sia che raggiunga in extremis un accordo di libero scambio con l'Ue "come il Canada", sia che non lo raggiunga e si debba adattare a una "soluzione Australian-style", Turnbull ha risposto che «gli Australiani non guardano alla relazione commerciale attuale con l'Europa come soddisfacente».
«Ci sono barriere fin troppo grandi, dazi pesanti in particolare sui prodotti agricoli e una quantità di frizioni sul fronte del sistema dei servizi» finanziari e non, ha ammonito. Uno scenario non esattamente tranquillizzante ai suoi occhi per il Regno Unito (che ha un interscambio infinitamente più ampio con i 27 rispetto a Canberra); e che la stessa isola dell'Oceania, ha concluso l'ex premier, sta del resto cercando di modificare attraverso negoziati di libero scambio con Bruxelles.