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Per combattere il rafforzamento del franco, il Ceo di Stadler Rail, Peter Spuhler, propone di aumentare settimanalmente il tempo di lavoro di due ore, ma esclude tagli salariali.
In questo momento i salari non devono essere decurtati, ha sottolineato il CEO del fabbricante turgoviese di materiale ferroviario in un'intervista rilasciata alla "SonntagsZeitung". Anche l'economia ritiene un errore il fatto di ridurre ora il potere di acquisto della popolazione, ha aggiunto.
Secondo l'ex consigliere nazionale UDC aumentare il tempo di lavoro settimanale rappresenterebbe per contro una soluzione intelligente. "Gli impiegati sosterrebbero questa misura se resta temporanea", ha assicurato.
Quanto alle sovvenzioni federali supplementari riguardo alla disoccupazione parziale, Spuhler ritiene che non aiuterebbero le imprese, ma a lungo termine potrebbero rivelarsi "molto assennate", come avvenuto nelle ultime crisi, quando si è potuto mantenere dipendenti altamente qualificati, preservando così il know-how nell'impresa.
Il Ceo di Stadler Rail vedrebbe anche di buon occhio "un impegno da parte della Confederazione per diminuire i costi". Secondo Spuhler, una riduzione di imposte e tasse come anche una minore burocrazia aumenterebbero la concorrenza.
Sulla stessa lunghezza d'onda appare il CEO di UBS Sergio Ermotti: in un'intervista alla "Schweiz am Sonntag" sul tema della concorrenzialità ha detto:"Possiamo per esempio prendere misure riguardanti le imposte e le infrastrutture".
Secondo il Ceo del numero uno bancario elvetico, misure vanno introdotte ancora prima che le conseguenze della decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) si facciano sentire. I primi effetti saranno percepibili al più presto verso la fine dell'anno, prevede Ermotti.
Come Spuhler, Ermotti chiede più chiarezza nel posizionamento della Svizzera nei confronti dell'Europa, in particolare per quanto concerne l'immigrazione del personale qualificato. Per contro il Ceo di UBS non vuole sentire parlare di sovvenzioni.
SDA-ATS