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Il Giappone ha presentato oggi protesta formale contro Australia e Nuova Zelanda, dove le navi degli ambientalisti di Sea Shepherd trovano di solito rifugio, e Olanda, Paese presso cui sono registrate diverse imbarcazioni, chiedendo "misure efficaci per impedire azioni di disturbo" degli ecopirati contro la flotta baleniera di Tokyo, costretta quest'anno a chiudere anticipatamente la stagione di caccia nelle acque dell'Antartico.
Il segretario del ministero degli Esteri, Yutaka Banno, ha convocato gli ambasciatori dei tre Paesi, esprimendo "forte rammarico" per le azioni violente di Sea Shepherd", ha detto in conferenza stampa, il ministro Seiji Maehara.
"L'azione di ostruzione non può essere perdonata perchè minaccia la vita dell'equipaggio e le stesse navi impegnate in attività di ricerca legale in alto mare", ha aggiunto. "Anche se la percezione sulla caccia alle balene cambia in ogni Paese, riflettendone storia e cultura del cibo, nessuno può impedire la legittima ricerca (scientifica, ndr) da parte del Giappone, per non parlare della Sea Shepherd", ha concluso Maehara.