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Contano unicamente gli anni di matrimonio trascorsi in Svizzera per stabilire se uno straniero conserva il diritto di soggiornare dopo essersi separato da una persona di nazionalità elvetica o con un permesso di dimora.
Lo ha stabilito mercoledì il Tribunale federale (TF) in una sentenza di principio. La Corte suprema ha precisato che per essere autorizzato a rimanere nel nostro paese dopo una separazione, lo straniero deve aver trascorso almeno tre anni con la moglie ed essere ben integrato.
Il TF ricorda inoltre che la condizione dei tre anni non è sufficiente: i coniugi devono aver trascorso questo periodo in Svizzera e non in altri Stati.
Nel caso specifico, il TF ha respinto la domanda di prolungare il permesso di dimora di un kosovaro. Il 24enne aveva sposato nel gennaio 2005 una connazionale titolare di un’autorizzazione di soggiorno in Svizzera. L’aprile seguente, grazie al matrimonio aveva ottenuto a suo volta un permesso di dimora nella Confederazione.
Nel 2008, quando la coppia si è separata, il kosovaro si è visto rifiutare la proroga del permesso di soggiorno dalle autorità del canton Lucerna, col motivo che il periodo trascorso dagli sposi in Svizzera è inferiore ai tre anni. Ora, la Corte suprema conferma questa decisione delle autorità cantonali.
swissinfo.ch e agenzie