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La riorganizzazione delle dogane solleva critiche. Alcune decisioni sono state prese ancor prima che la relativa legge sia stata adottata, mettendo il Parlamento di fronte al fatto compiuto. Questa la conclusione di una commissione di sorveglianza parlamentare pubblicata oggi.
L’Amministrazione federale delle dogane (AFD), recentemente rinominata Ufficio federale della dogana e della protezione dei confini (UDSC), sta attraversando una profonda trasformazione. Nel 2018 è stato lanciato il programma di semplificazione dei processi e di digitalizzazione DaziT, che sarà portato a termine nel 2026, mentre nel 2019 è stata decisa una riforma dello sviluppo organizzativo dell’unità amministrativa.
La Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-CS) ha esaminato diversi aspetti della riorganizzazione.
Per quanto riguarda la fusione tra l’Amministrazione federale delle dogane e il Corpo delle guardie di confine, la commissione rileva che "l’UDSC e il Dipartimento federale delle finanze (DFF), anticipando la prevista revisione della legge sulle dogane, hanno preso decisioni la cui opportunità è politicamente discutibile", si legge nel rapporto.
La nuova organizzazione risulterebbe problematica se il Parlamento si discostasse dal progetto del Consiglio federale, che potrebbe essere necessario rivedere sotto alcuni aspetti. Per la commissione, questa situazione non deve ripetersi. La libertà del legislativo non dev’essere ostacolata da misure di riorganizzazione già in atto.
In attesa dell’entrata in vigore della nuova legge, la commissione formula due raccomandazioni. I dipendenti civili delle dogane non devono portare armi e indossare uniformi. Entro lo stesso termine non andrebbero peraltro aumentati gli effettivi del personale di sicurezza con armi e uniformi autorizzato ad accedere a dati sensibili.
La commissione ritiene inoltre che la portata della riorganizzazione prevista non possa essere dedotta dal messaggio del Consiglio federale sul programma DaziT trasmesso al Parlamento nel 2017. Il Consiglio federale è pertanto invitato a informare i parlamentari in modo trasparente e più dettagliato.
Per quanto riguarda il personale, la commissione osserva che il processo di trasformazione è sostenuto da una chiara maggioranza. Tuttavia, dalle audizioni con i sindacati e gli ex dipendenti è emerso che la situazione all’interno della AFD era tesa e "probabilmente è ancora almeno in parte tesa", si legge nel rapporto. Le autorità avrebbero dovuto prestare maggiore attenzione all’accompagnamento del personale.
Il Consiglio federale è invitato a prendere posizione sul rapporto entro il 23 settembre 2022.