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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 30.09.2016</b></p><p><b>Fondo fiduciario del FMI: il Consiglio federale licenzia il messaggio concernente la garanzia di un mutuo della BNS per la lotta contro la povertà </b></p><p><b>In occasione della sua seduta odierna il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente la garanzia di un mutuo della Banca nazionale svizzera (BNS) al Fondo fiduciario del Fondo monetario internazionale (FMI) per la lotta contro la povertà e per la crescita di 500 milioni di diritti speciali di prelievo (ca. 690 mio fr.). Attraverso il Fondo fiduciario, il FMI concede crediti agevolati agli Stati membri più poveri, per dare loro la possibilità di portare avanti adeguamenti strutturali e gettare le basi per una crescita economica duratura. </b></p><p>Affinché la capacità del FMI di concedere crediti ai Paesi più poveri sia garantita anche in futuro, il FMI ha chiesto alla Svizzera di versare un altro contributo per aumentare la consistenza del conto prestiti del Fondo fiduciario. L'ultimo contributo è stato versato nel 2011. La nuova richiesta di risorse è riconducibile al fatto che nel luglio del 2015 il FMI ha innalzato i limiti massimi per la concessione di crediti a favore dei Paesi più poveri e gli impegni attuali superano la media annua della capacità di credito del Fondo fiduciario. Data l'incertezza in cui si trova l'economia mondiale, il FMI prevede un aumento del fabbisogno di mezzi.</p><p>La legge sull'aiuto monetario prevede che la Svizzera versi tramite il FMI contributi a favore dei Paesi a basso reddito. Il Consiglio federale può chiedere alla BNS di concedere il mutuo con garanzia della Confederazione. Per poter fornire la garanzia, il Consiglio federale sottopone alle Camere federali un messaggio concernente un credito d'impegno di 800 milioni di franchi. Questo importo comprende una riserva per le fluttuazioni dei tassi di cambio. I programmi di credito del FMI sono uno strumento efficace volto a rafforzare il quadro macroeconomico dei Paesi in sviluppo. Attualmente, nel quadro dei programmi di credito, il FMI accorda attraverso il Fondo fiduciario prestiti rimborsabili a circa 20 Paesi poveri.</p><p>Dal 1988 la Svizzera partecipa alle facilitazioni del FMI per i Paesi in sviluppo. Quale economia aperta, dotata di una piazza finanziaria importante e una valuta propria, la Svizzera è interessata a un sistema monetario e finanziario globale possibilmente integrato e sviluppato. La concessione dell'aiuto monetario garantisce la sua posizione nel sistema finanziario internazionale e le consente di difendere in modo credibile ed efficace il proprio punto di vista nelle questioni di stabilità finanziaria in seno agli organismi internazionali.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 28.02.2017</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha approvato - con 43 voti senza opposizioni - lo stanziamento di 800 milioni di franchi al Fondo monetario internazionale (FMI) per l'aiuto ai Paesi più poveri. Questa somma dovrebbe servire quale garanzia al prestito accordato dalla Banca nazionale svizzera (BNS) all'FMI. </p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.06.2017</b></p><p><b>AIUTO ALL'FMI</b>: Il Consiglio nazionale ha approvato - con 118 voti contro 60 - lo stanziamento di 800 milioni di franchi al Fondo monetario internazionale (FMI) per l'aiuto ai Paesi più poveri. Questa somma dovrebbe servire quale garanzia al prestito accordato dalla Banca nazionale svizzera (BNS) all'FMI. La BNS dovrebbe infatti concedere un mutuo pari a 500 milioni di diritti speciali di prelievo (circa 690 milioni di franchi) al Fondo fiduciario per la lotta contro la povertà dell'FMI. La Svizzera partecipa ai programmi dell'FMI dal 1988. L'ultimo contributo è stato versato nel 2011. A fine febbraio anche gli Stati avevano accettato il progetto con 43 voti senza opposizioni.</p>