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<h2>SubmittedText<h2><p>Il 1° agosto 2009 è entrato in vigore il Concordato HarmoS, l'accordo intercantonale per la scuola obbligatoria. A 13 anni di distanza la questione dell'insegnamento delle lingue nazionali è sempre d'attualità. Nel rispetto dell'autonomia cantonale in materia scolastica, la Confederazione ha un interesse essenziale a preservare la vitalità delle lingue nazionali nei Cantoni, con la scuola obbligatoria che svolge in questo ambito un ruolo primordiale.</p><p>1. Di quali informazioni dispone il Consiglio federale e quale valutazione dà sullo sviluppo concreto dell'offerta di insegnamento delle lingue nazionali nelle scuole obbligatorie cantonali? A chi compete la vigilanza sul Concordato HarmoS?</p><p>2. Il Consiglio federale dispone di informazioni se i cantoni ottemperano all'art. 4 cpv. 2 che prescrive "un'offerta appropriata d'insegnamento facoltativo di una terza lingua nazionale è proposta durante la scuola obbligatoria"?</p><p>3. Corrisponde al vero che alcuni cantoni non rispettano la citata norma, oppure che organizzano questo insegnamento nel pomeriggio di vacanza settimanale o in momenti della giornata scolastica che possono scoraggiarne la frequenza?</p><p>4. Il Consiglio federale ha emanato in data 15 febbraio 1995 l'Ordinanza concernente il riconoscimento degli attestati liceali. La sua revisione, prevista a breve, non deve assolutamente mettere in discussione la posizione dell'italiano. A che punto è tale revisione? Quale attenzione sarà prestata all'italiano?</p><p>5. La ricerca del Forum per l'italiano in Svizzera "La posizione dell'italiano in Svizzera: uno sguardo sul periodo 2012-2020 attraverso alcuni indicatori" ha segnalato la mancanza di dati sugli allievi che studiano le lingue nel corso della loro scolarità. È noto che ogni anno l'Ufficio federale di statistica realizza il censimento scolastico degli allievi. Nell'intento di poter disporre di dati attendibili sul numero di allievi che studiano una lingua nazionale e/o un'altra lingua straniera e di disporre di dati sull'evoluzione dell'insegnamento delle lingue e del plurilinguismo degli studenti nel nostro Paese, perché il Consiglio federale non valuta la possibilità di incaricare l'Ufficio federale di statistica, in collaborazione con i cantoni, di svolgere periodicamente questo rilevamento nel quadro del citato censimento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1., 2. e 3. Per adempiere all'obbligo di armonizzare alcuni elementi fondamentali della scuola obbligatoria (art. 62 cpv. 4 Cost.) i Cantoni hanno elaborato congiuntamente il Concordato HarmoS, emanato il 14 giugno 2007 (www.edk.ch &gt; Documentazione &gt; Atti normativi &gt; Raccolta delle basi giuridiche). La Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) riferisce periodicamente sull'attuazione del concordato tramite appositi rapporti. L'ultimo, pubblicato il 27 giugno 2019, traccia un bilancio complessivamente positivo dell'armonizzazione (www.edk.ch &gt; Temi &gt; Scuola obbligatoria). La Confederazione condivide questo giudizio, confermando che l'attuazione del mandato costituzionale è già a buon punto e viene portata avanti con coerenza.</p><p>Dal rapporto della CDPE emerge inoltre che nel livello secondario I la maggior parte dei Cantoni mette a disposizione un'offerta appropriata d'insegnamento facoltativo di una terza lingua nazionale (art. 4 cpv. 2 Concordato HarmoS). Oltre alle consuete lezioni in presenza, l'offerta comprende anche formati più innovativi come la didattica a distanza o gli scambi di classi. Manca però una statistica a livello svizzero sugli allievi che scelgono una terza lingua nazionale come materia facoltativa. Nel suo programma d'attività 2021-2024 (www.edk.ch &gt; Documentation &gt; Communiqués de presse &gt; Communiqué de presse du 30.10.2020) la CDPE prevede di esaminare insieme agli uffici scolastici cantonali alcune opzioni per migliorare il monitoraggio.</p><p>4. La revisione dell'ordinanza concernente il riconoscimento degli attestati liceali di maturità (ORM; RS 413.11) e dell'omonimo regolamento (RRM) fa parte del progetto "Sviluppo della maturità liceale", con il quale Cantoni e Confederazione intendono adeguare la formazione liceale alle sfide presenti e future e garantire sul lungo periodo l'accesso senza esami alle università, ai PF e alle alte scuole pedagogiche. In questo contesto si punta a promuovere la conoscenza e la comprensione delle specificità culturali del nostro Paese tramite misure appropriate. Pertanto, la lingua italiana non perderà importanza nei licei. L'avvio della procedura di consultazione pubblica è previsto per l'inizio dell'estate 2022.</p><p>Parallelamente, sono in corso altre iniziative per promuovere l'italiano nei licei, come quella della CDPE che sta svolgendo un'apposita indagine in applicazione dell'articolo 9 capoverso 7 ORM/RRM, secondo il quale nella disciplina fondamentale "seconda lingua nazionale" deve essere offerta una scelta tra almeno due lingue. Inoltre, dal 2016 la Confederazione sostiene alcuni progetti pilota per l'insegnamento bilingue nei licei con lo scopo di incentivare l'italiano.</p><p>5. Poiché non si occupano di raccogliere dati sulle singole discipline, le statistiche federali non rilevano nemmeno il numero di allievi che scelgono come materia facoltativa una o più lingue straniere. Inoltre, sono pochi i Cantoni che svolgono statistiche approfondite sul numero di allievi che studiano l'italiano come disciplina opzionale. Sarà possibile ottenere dati attendibili sulla diffusione dell'italiano nel livello secondario I e nei licei grazie ai sondaggi cantonali previsti dal programma d'attività 2021-2024 della CDPE e all'indagine in applicazione dell'articolo 9 capoverso 7 ORM/RRM citata nella risposta alla domanda 4.</p>  Risposta del Consiglio federale.