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17.02.2021
Il bilancio della Confederazione chiude l’esercizio 2020 con un disavanzo record pari a 15,8 miliardi di franchi.Il deficit è riconducibile alla pandemia da coronavirus: da un lato il crollo congiunturale ha comportato un calo delle entrate, dall’altro la Confederazione ha sostenuto elevate spese straordinarie per attenuare gli effetti economici negativi. Nella seduta del 17 febbraio 2021 il Consiglio federale è stato informato sul risultato d’esercizio provvisorio. Al contempo ha stabilito il quadro politico-finanziario per il prossimo processo di preventivazione e prevede una lenta ripresa negli anni 2023–2025.
Il bilancio della Confederazione ha chiuso l’esercizio 2020 con un disavanzo record pari a 15,8 miliardi di franchi a fronte dell’eccedenza di 344 milioni preventivata. Il peggioramento di 16,1 miliardi è provocato dalle ripercussioni della pandemia da coronavirus. Da un lato, il crollo congiunturale dovuto alle misure di contenimento ha comportato minori entrate (-3,7 mia. o -5,0 %), dall’altro la Confederazione ha sostenuto elevate spese straordinarie per attenuare gli effetti economici negativi (14,7 mia.).
Tabella 1: Risultato del conto di finanziamento 2020
Rispetto all’anno precedente le entrate ordinarie sono diminuite del 3,5 per cento, che corrisponde approssimativamente al calo atteso del prodotto interno lordo nominale (-3,9 %). La contrazione delle entrate (-2,6 mia.) è principalmente riconducibile all’imposta preventiva (-3,1 mia.). Nel 2020 le imprese sono state più prudenti con la distribuzione di dividendi e il riacquisto di azioni. Di conseguenza, i ricavi sono stati nettamente inferiori rispetto all’anno precedente. Anche il gettito dell’imposta sul valore aggiunto (-4 mia.) e dell’imposta sugli oli minerali (-0,3 mia.) segna una flessione rispetto al 2019. Per contro, l’imposta federale diretta ha registrato un’ulteriore crescita (+0,9 mia.), dato che concerne prevalentemente i redditi e gli utili conseguiti nel 2019.
Nel 2020 le uscite effettive per contrastare la pandemia sono ammontate a 15 miliardi di franchi e riguardano principalmente l’indennità per lavoro ridotto (10,8 mia.) e l’indennità per perdita di guadagno a seguito del coronavirus (2,2 mia.). Le uscite inerenti al programma per i casi di rigore esplicheranno i loro effetti soltanto sul consuntivo 2021. Nel 2020 sono stati stanziati circa 31 miliardi per le misure COVID-19. La grande differenza rispetto alle uscite effettive risiede soprattutto nelle indennità per lavoro ridotto e per perdita di guadagno in seguito alla pandemia. Questi mezzi sono stati calcolati nella primavera del 2020 in base alle ripercussioni della pandemia, che allora era possibile stimare solo a grandi linee. Nel complesso il crollo economico nel 2020 è però stato meno forte del previsto. L’allegato al presente comunicato stampa fornisce una panoramica delle uscite sostenute nel 2020 per le misure anti COVID.
Secondo le stime attuali, nell’anno in corso le uscite straordinarie per contrastare la pandemia (c. 17 mia.; preventivo e prima aggiunta A) provocheranno un deficit di finanziamento di circa 20 miliardi di franchi. Per gli anni 2022–2024 la Confederazione si attende un saldo di bilancio equilibrato o leggermente positivo.
Aumento del debito e del disavanzo del conto di ammortamento
Nel 2020 il debito netto è cresciuto di 15,5 miliardi e rispecchia quindi il deficit di finanziamento. Per coprire l’elevato fabbisogno di mezzi necessari per le misure anti COVID-19, nel corso del 2020 la Confederazione ha, da un lato, aumentato lʼindebitamento e, dall’altro, ridotto la liquidità, ovvero i suoi beni patrimoniali. Negli scorsi anni la liquidità era cresciuta in misura considerevole in particolare per effetto dell’imposta preventiva. Impiegando tale liquidità la Confederazione ha potuto limitare il nuovo indebitamento. Nel 2020 il debito lordo è dunque cresciuto «soltanto» di 6,7 miliardi e a fine anno si attestava a 103,7 miliardi.
Tabella 2: Evoluzione del debito e del conto di ammortamento
Il conto di ammortamento rappresenta la statistica del freno all’indebitamento per il bilancio straordinario. Secondo la vigente legge federale sulle finanze della Confederazione, un disavanzo deve essere compensato entro sei anni, ma il Parlamento può prolungare i termini. Un disavanzo può essere compensato tramite entrate ordinarie o eccedenze strutturali nei preventivi. Tuttavia, in considerazione dell’elevato disavanzo attualmente prevedibile, che a fine 2021 potrebbe toccare 27 miliardi, questi strumenti non saranno sufficienti, ragione per cui si impone una revisione della legge. L’avvio della consultazione è previsto per l’estate del 2021. A seconda degli sviluppi della pandemia, il disavanzo potrebbe crescere ulteriormente.
Ultima modifica 17.02.2021