Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01185.jsonl.gz/890

"L'ingresso di PostFinance sul mercato creditizio e ipotecario deve essere accompagnato dalla cessione della partecipazione maggioritaria della Posta (e quindi indirettamente della Confederazione) in PostFinance": è quanto scrive il Consiglio federale, che dopo aver valutato l'esito della consultazione ha deciso di modificare il progetto di revisione parziale della legge sull'organizzazione della Posta, aggiungendo per l'appunto l'elemento della privatizzazione della filiale del gigante giallo.
I dubbi sorti riguardavano la costituzionalità, la neutralità della concorrenza, il federalismo e la stabilità del mercato finanziario. La modifica di legge si impone, in quanto lo scorporo presupporrà una riorganizzazione del servizio universale: nel traffico dei pagamenti, per non citare che un esempio, esiste una forte interdipendenza con le altre società del gruppo.
Una volta separata, Postfinance potrebbe allargare i suoi orizzonti a nuovi ambiti, diventando "una vera e propria banca commerciale orientata alla clientela svizzera".
Il PS rifiuta l'ipotesi
La prima reazione alle intenzioni del Consiglio federale è arrivata dal partito socialista che "rifiuta la via semplicistica della privatizzazione". Il PS, tramite una nota, fa sapere di chiedere che PostFinance si trasformi in una "banca del clima", al servizio del bene comune e della transizione energetica solidale e che nella sua trasformazione il Consiglio federale non segua la logica della concorrenza ad ogni costo.
Sulla stessa lunghezza d'onda anche le successive prese di posizione dei comunisti e dei sindacati Travali.Suisse e syndicom che si oppongono ad un'idea che, sottolineano, rappresenta un pericolo per il servizio pubblico e un peggioramento delle condizioni per i piccoli clienti.