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BERNA - I piani del Consiglio federale per rinnovare i mezzi di difesa dello spazio aereo elvetico hanno suscitato, com'era da aspettarsi, reazioni discordanti fra partiti e organizzazioni economiche.
Il governo aveva posto il 23 maggio in consultazione fino al 22 settembre una "decisione programmatica" soggetta a referendum facoltativo. L'obiettivo del programma, chiamato Air2030 e per il quale sarebbe stanziato «un volume finanziario massimo» di 8 miliardi di franchi, è di sostituire l'attuale flotta giudicata obsoleta degli aerei da combattimento e di aggiornare i sistemi di difesa terra-aria (DTA, o Bodluv nella sigla tedesca), settore in cui si lamenta da tempo «una lacuna» per quanto riguarda la lunga gittata.
L'idea di sottoporre l'acquisto di un nuovo aereo da combattimento al popolo trova ampio sostegno, ma quella di inserirlo in uno stesso pacchetto referendario con la DTA - in genere incontestata - è ritenuta un errore da alcuni. Secondo PLR e PPD, sarebbe preferibile separare formalmente le due acquisizioni, anche se sono strategicamente legate. C'è infatti il rischio che l'intero pacchetto venga respinto, rileva il PPD.
Politicamente, ritengono i due partiti come anche diversi Cantoni, è comprensibile che un nuovo aereo sia sottoposto a referendum, anche se gli acquisti militari di principio non lo sono, visto che il popolo ha già potuto pronunciarsi sulle due precedenti proposte d'acquisto. Mettendo assieme aerei e razzi il governo apre tuttavia la strada a referendum finanziari selettivi per progetti di armamento, avvertono PLR e PPD, che si oppongono dunque all'abbinamento.
Sulla stessa linea, al riguardo, sono anche i Verdi e il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE). Le due formazioni criticano tuttavia soprattutto il fatto che il Consiglio federale chieda parecchi miliardi per l'acquisto di materiale di cui non si conosce né il tipo, né la quantità, né il costo. E questo quattro anni dopo che i cittadini hanno rifiutato l'acquisto degli aerei Gripen per 3,1 miliardi.
Per il Partito socialista, gli 8 miliardi previsti sono troppi: la metà di questa somma sarebbe sufficiente per garantire la sicurezza aerea. Per lo schieramento rosso-verde questa può essere garantita prolungando la durata d'impiego degli F/A 18. Il PS come il GSsE deplorano che non sia stato considerato l'acquisto di aerei da combattimento più leggeri e meno cari.
Sul fronte opposto, l'UDC ritiene che 8 miliardi non siano sufficienti ed esige lo stanziamento di almeno 900 milioni all'anno durante 10 anni.
La Società svizzera degli ufficiali (SSU) e Swissmem, l'organizzazione padronale dell'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica, sostengono l'esigenza fatta ai fornitori esteri scelti di compensare integralmente il valore contrattuale con affari compensatori in Svizzera.
Per l'Unione sindacale svizzera (USS) gli investimenti previsti per un nuovo aereo da combattimento sarebbero più utili altrove: per esempio per finanziare l'AVS o il sistema sanitario.
L'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) sostiene la proposta governativa. Chiede tuttavia che la neutralità sia rispettata e che prevalga sui vantaggi economici. Berna - afferma - non dovrebbe concludere accordi di armamento con Stati che non rispettano l'indipendenza della Svizzera.