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Grave incidente nei cieli parigini. L'aereo non è potuto atterrare e un altro ha dovuto interrompere una manovra in corso
PARIGI - Si trovava nel tratto di avvicinamento finale, poi l'aereo «ha fatto un po' come voleva». Dal nulla è virato a sinistra e i piloti hanno dovuto riprendere quota, non potendo più atterrare in sicurezza. Il Bureau d'Enquêtes et d'Analyses pour la sécurité de l'aviation civile (Bea) ha descritto l'incidente come «grave».
L'aereo è un Boeing 777-300 di Air france, costruito nel 2005. Arrivava da un volo partito dall'aeroporto di New York Jfk con atterraggio a Roissy-Charles-de-Gaulle. Ma, quando si trovava a circa 370 metri dal suolo, i piloti hanno perso il controllo del velivolo. In un audio, ascoltabile qui sotto, si possono sentire le voci provenienti l'una dall'abitacolo dell'oggetto e l'altra dalla torre di controllo.
Prima ci sono gli allarmi e poi un pilota dice «Stop! Stop!». Poi comunica al collega a terra che lo ricontatterà. Questo, che capisce subito che qualcosa non va, contatta un altro aereo, ordinandogli di fermare la salita verso il cielo per non interferire. Poi ecco il B777: «Abbiamo interrotto la procedura di avvicinamento, ci troviamo a 4'000 piedi, li manteniamo, vi ricontattiamo». Infine aggiunge: «Abbiamo avuto un problema ai comandi, l'aereo ha fatto un po' come voleva».
Il Bea ha annunciato in un comunicato ripreso da Le Parisien di aver aperto un'indagine per la sicurezza. Ha descritto quanto avvenuto come un «incidente grave», che ha causato «la perdita di controllo dei comandi in avvicinamento finale, interruzione della procedura di atterraggio e oscillazione di traiettoria». Air France ha invece cercato di rassicurare la popolazione: «L'equipaggio ha padroneggiato la situazione, riuscendo ad atterrare in sicurezza in un secondo momento».
L'incidente è avvenuto poco prima della 1.30 in piazza Riscossa a Lugano.
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Dall'inizio dell'anno in Europa sono andati a fuoco 600mila ettari. Un record pluriennale
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Gli organizzatori tracciano un bilancio molto positivo dell'evento che ha accolto 30'000 giovani nella valle di Goms.
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Martin von Muralt fa riferimento in particolare a pericoli informatici, carenza d'energia, pandemie e interruzioni delle catene di approvvigionamento, oltre che al cambiamento climatico. «È essenziale che i nostri valori democratici sopravvivano».
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