Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/123531

<h2>SubmittedText<h2><p>Le forze dell'ordine sono messe a dura prova: l'aumento e la radicalizzazione della criminalità, il moltiplicarsi degli atti di inciviltà e così via costituiscono ormai il pane quotidiano delle persone impegnate a garantire l'ordine e la sicurezza dei loro concittadini.</p><p>Se questa è ormai una realtà quotidiana per i membri della polizia, ancora più inquietante è il comportamento del cittadino medio nei confronti degli agenti delle forze pubbliche, un tempo rispettati e persino temuti, ora regolarmente vittime di aggressioni verbali o addirittura fisiche.</p><p>Questa tendenza attuale si riscontra anche in una certa misura nelle autorità politiche, che talvolta non difendono a sufficienza i loro dipendenti o perlomeno mettono sistematicamente in discussione l'uso della forza.</p><p>In vari casi tragici la polizia si è vista costretta a impiegare la forza e, nel peggiore dei casi, a uccidere un criminale. Alcune reazioni seguite a tali interventi ci lasciano perplessi. Troppo spesso la polizia passa per il cattivo di turno. Sembra che un poliziotto debba quasi farsi ammazzare prima di avere il diritto a reagire. Questo è inaccettabile!</p><p>Questa situazione va presa sul serio prima che la nostra polizia si ritrovi a dover far fronte a casi ancora più difficili a causa del mancato sostegno da parte della popolazione e delle autorità.</p><p>Anche se la polizia è anzitutto di competenza dei cantoni, la Confederazione deve anticipare i problemi che potrebbero interessare tutta la popolazione svizzera proponendo opzioni ai cantoni, che potrebbe quindi decidere con cognizione di causa.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale è consapevole dell'evoluzione negativa di tale situazione?</p><p>2. Ha previsto di adottare misure speciali per garantire una maggiore protezione (giuridica, fisica, psicologica, ecc.) agli agenti di polizia, in particolare a quelli che hanno ferito o ucciso un sospettato?</p><p>3. Ha analizzato altre opzioni tese a garantire al meglio, in futuro, la sicurezza degli svizzeri grazie al rispetto delle forze dell'ordine (potenziamento delle sanzioni per insulti e vie di fatto nei confronti di un agente delle forze dell'ordine, ecc.)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole del degrado delle condizioni di lavoro degli agenti di polizia. È a conoscenza della campagna della Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP) "Stop alla violenza contro gli agenti di polizia" e della petizione che la FSFP stessa ha presentato al Parlamento (petizione 10.2016). Il Consiglio nazionale ha conferito alla sua Commissione degli affari giuridici l'incarico di elaborare un'iniziativa o un'interpellanza parlamentare (BU 2010 N 1647).</p><p>2. I cantoni e la Confederazione sono ciascuno responsabili della protezione dei propri collaboratori, in particolare in virtù della legge sul lavoro e delle norme della SUVA nonché delle varie disposizioni che disciplinano i rispettivi rapporti di lavoro.</p><p>Mediante la formazione (p. es. autodifesa), l'equipaggiamento (di protezione, armi, ecc.) e il sostegno psicologico, la Confederazione garantisce già una protezione maggiore ai collaboratori che assumono compiti di polizia.</p><p>Nella parte speciale il Codice penale svizzero punisce i reati contro la vita e l'integrità della persona come pure quelli contro l'onore. Inoltre, la legislazione svizzera prevede anche una norma penale specifica che permette di punire la violenza contro la polizia o contro i funzionari. Il Consiglio federale ricorda che spetta ai tribunali applicare tali norme con rigore, in particolare in caso di recidiva.</p><p>3. Visto quanto illustrato, il Consiglio federale non intende adottare misure supplementari.</p>  Risposta del Consiglio federale.