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Coira, iniziativa contro nuovo cinema slitta voto
È rimandata a data da definirsi la votazione popolare,prevista inizialmente il 19 maggio, sull'iniziativa "Per un centrostorico vivo - iniziativa a favore del cinema di Coira", contro la costruzione di un nuovo complesso cinematografico nella parte ovest del capoluogo grigionese. Dopo che lo scorso 7 marzo il Consiglio comunale di Coira ha dichiarato non valida parte dell'iniziativa popolare, il comitato promotore ha impugnato la decisione davanti al tribunale amministrativo. A comunicare la decisione e lo slittamento del voto una nota odierna della cancelleria comunale. L'iniziativa, che aveva raccolto 816 firme (800 il numero minimo per presentare un'iniziativa popolare presso il Comune di Coira) ed era stata depositata a luglio 2018, si oppone alla costruzione di una nuova struttura con la quale il vecchio cinema non potrebbe competere. Il comitato promotore è sotto la guida di Markus Kalberer che appartiene all'amministrazione del cinema cittadino, la quale gestisce due strutture in due zone della città. I promotori mirano ad una modifica della legge comunale sull'edilizia, la quale prescrive che la zona 1, dedicata ad attività lavorative, sia circoscritta ad aziende che operano nei settori dell'industria, del commercio e dei servizi. La modifica chiede che si aggiunga "escluso i cinema", che rientrerebbero altrimenti nei servizi. Questa modifica, a detta del municipio, è ammissibile. Non lo è invece la disposizione transitoria secondo cui la modifica suddetta dovrebbe essere retroattiva e, in particolare, applicabile a tutte le domande di costruzione che al momento dell'accettazione dell'iniziativa non abbiano ancora ricevuto un permesso definitivo. Perché questa seconda parte sia stata dichiarata non valida lo ha spiegato a Keystone-ATS il consigliere comunale responsabile Tom Leibundgut: "in sintesi, l'effetto retroattivo sarebbe eccessivo in termini di tempo, creerebbe marcate disparità a livello di legge e violerebbe il principio di proporzionalità e il principio della buona fede". Non sapendo quando il tribunale amministrativo si pronuncerà sulla questione resta aperta anche la nuova data in cui la popolazione cittadina sarà chiamata ad esprimere il proprio voto sull'iniziativa. La vicenda controversa era peraltro già approdata davanti al Tribunale federale: dopo che il Tribunale amministrativo grigionese aveva respinto l'opposizione contro la costruzione della struttura, sei oppositori avevano richiesto l'effetto sospensivo, rifiutato dai giudici supremi.