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BERNA - La diffusione di germi resistenti agli antibiotici preoccupa i parlamentari. In risposta a diversi atti, il Consiglio federale non vuole però istituire un nuovo fondo di ricerca o un centro di competenza nazionale, ma sostiene tuttavia l'idea di un approccio globale alla lotta contro il problema, come propone una mozione della consigliera nazionale Maya Graf (Verdi/BL).
Graf chiede al governo di rafforzare la sua strategia One Health integrando un approccio sistemico alla ricerca riguardo alla diffusione delle resistenze agli antibiotici. Nella sua risposta odierna, il Consiglio federale accenna alla strategia svizzera di resistenza agli antibiotici (StAR) già attuata in modo sinergico.
Sulla base dei risultati del programma nazionale di ricerca sul tema e di una valutazione previste per la metà del 2021, il governo modificherà se necessario la propria strategia per rafforzare l'approccio interdisciplinare "One Health" e migliorare ulteriormente la lotta contro le cause della resistenza agli antibiotici, precisa l'esecutivo nella sua risposta.
Tuttavia, il Consiglio federale non ne vuole sapere di un nuovo fondo, come auspicato da Claude Béglé (PPD/VD) in un postulato. "No" anche a una mozione di Lukas Reimann (UDC/AG) volta ad ampliare le opportunità di finanziamento, in particolare per rafforzare la formazione continua in materia di igiene ospedaliera.
Il rischio di contaminazione negli ospedali è stato riconosciuto e il Consiglio federale ha adottato la strategia nazionale per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle infezioni nosocomiali.
Il Consiglio federale non è convinto neppure della creazione di un centro di competenza nazionale per la ricerca sui nuovi antibiotici richiesto nelle mozioni di Bea Heim (PS/SO) e Christoph Eymann (PLR/BS). Secondo lui, le strutture esistenti sono sufficienti per affrontare le sfide della lotta contro la resistenza agli antibiotici.