Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01164.jsonl.gz/772

STOCCOLMA - Il Primo Ministro svedese ha ordinato di aprire un'inchiesta sulla decisione del Paese di non imporre un "lockdown" all'arrivo della pandemia di coronavirus. Questo dopo che il Paese ha avuto migliaia di decessi in più rispetto ai suoi vicini scandinavi.
«Abbiamo migliaia di morti», ha detto Stefan Lofven ieri in conferenza stampa, ammettendo che la gestione del Paese ha messo a nudo le «carenze» della Svezia. Lo ha riferito il Times, come riportato dal Business Insider.
«Ora la questione non è più se la Svezia deve cambiare, ma come» ha aggiunto Lofven.
A differenza della maggior parte degli altri Paesi europei, la Svezia non ha attuato delle severe misure di blocco in risposta alla pandemia. Ha invece permesso a gran parte delle aziende di rimanere aperte e agli studenti di continuare a frequentare la scuola.
L'epidemiologo statale svedese Anders Tegnell aveva giustificato questa risposta affermando che i Paesi che avrebbero imposto un rigido blocco sarebbero andati incontro a una seconda ondata devastante nel corso dell'anno, mentre la Svezia sarebbe stata meno colpita.
Tuttavia, la strategia sembra essere fallita, con gli ultimi dati che suggeriscono che il virus si è diffuso più velocemente in Svezia, rispetto ai vicini, e che non è nemmeno riuscito a stimolare anticorpi sufficienti nella comunità per prevenire una seconda ondata.
Uno studio pubblicato a maggio ha suggerito infatti che solo il 7,3% degli abitanti di Stoccolma ha sviluppato anticorpi contro il coronavirus, mettendo in dubbio la possibilità che la Svezia possa raggiungere l'immunità di gregge nel prossimo futuro. Il Paese ha registrato nell'ultima settimana 1'000 nuovi casi, rispetto ai meno di 500 di metà maggio.
5'370 persone in Svezia sono morte a causa del Covid-19, collocando il Paese scandinavo tra i più colpiti al mondo in termini di decessi pro capite.