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La revisione della Legge sull'ingegneria genetica (LIG) si fonda sui risultati del Programma nazionale di ricerca 59 (PNR 59) sulle piante geneticamente modificate che non ha rilevato rischi significativi né per la salute dell'uomo né per l'ambiente.
Gli obiettivi della revisione di legge sono di evitare "mescolanze indesiderate" tra prodotti convenzionali e ogm, di salvaguardare "la libertà di scelta dei consumatori tra i diversi tipi di prodotti" e di impedire "le disseminazioni non controllate di ogm nell'ambiente", indica un comunicato odierno del Dipartimento federale dell'ambiente (DATEC).
Il nocciolo della LIG è costituito dal principio della "coesistenza" tra le colture tradizionali e le colture di ogm. Gli agricoltori che opteranno per piante transgeniche dovranno rispettare "distanze di isolamento e l'obbligo di informare le autorità". Inoltre durante tutto il processo di produzione dev'essere garantita la "separazione dei flussi".
L'Ordinanza sulle misure adottate nel settore agricolo per la coesistenza fra le piante geneticamente modificate e le piante non geneticamente modificate (OCoes), che concretizza le disposizioni della LIG, è pure sottoposta alla consultazione che si concluderà il 15 maggio.
In seguito all'accettazione di un'iniziativa popolare, dal 2005 l'impiego di ogm nell'agricoltura è vietato da una moratoria in vigore fino alla fine di quest'anno. Lo scorso 12 dicembre il parlamento ha prorogato tale moratoria fino a fine 2017.
Per il governo tale proroga darà al legislativo il tempo necessario per completare la legislazione attuale che, "come dimostrato anche dal PNR 59, non è sufficiente per garantire una sicurezza giuridica".