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Lo scorso anno la Suva ha investito oltre 1,6 milioni di franchi in misure di reinserimento professionale per vittime d'infortunio. In questo modo ha permesso di risparmiare oltre 20 milioni di franchi di spese per le indennità giornaliere e le rendite. Ciò va a vantaggio di tutti gli assicurati, che beneficeranno di una riduzione dei premi, precisa in una nota odierna.
Nel 2020 il programma di reinserimento ha permesso alle aziende di offrire una nuova opportunità professionale a 67 infortunati (63 uomini e 4 donne) di cui 35 nel settore dell'edilizia e 32 in quello dell'industria e dell'artigianato, precisa il comunicato.
L'età media di queste persone era di 52 anni, la più giovane aveva 29 anni e la più anziana 63. L'88% di loro ha potuto continuare a lavorare nella stessa azienda. Il resto ha trovato un nuovo datore, aggiunge la Suva, precisando che gli incidenti più frequenti sono lesioni a spalle e ginocchia e il trauma cranio-cerebrale.
Il programma di reinserimento offre alle vittime nuove prospettive professionali. Ciò presuppone che queste persone non abbiano diritto a un provvedimento professionale dell'assicurazione invalidità (AI). "Il rientro al lavoro favorisce la guarigione, previene il rischio di isolamento, motiva, gratifica e aiuta inoltre a ridurre i costi legati alle rendite", rileva, citata nella nota, Natalie Grichting, responsabile formazione reinserimento. "In questo processo è fondamentale la collaborazione di tutti gli attori".
Il sistema di incentivi per il reinserimento in azienda è stato creato dalla Suva nel 2016. Se i requisiti sono soddisfatti, l'assicurazione può assumere i costi di reinserimento fino a 20'000 franchi. Dal 2016 sono state reinserite 267 vittime di infortuni.