Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/55477

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di mettere in atto le misure necessarie affinché una quitanza postale sotto forma di ricevuta timbrata e firmata in possesso di un cliente della Posta sia considerata una prova legale del pagamento effettuato. Il Consiglio federale è in ogni caso chiamato ad intervenire affinché l'onere probatorio sia a carico della Posta.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Al momento di effettuare un pagamento presso uno sportello postale, i clienti della Posta sono tenuti a consegnare all'impiegato, oltre alla somma corrispondente, un bollettino di versamento debitamente compilato, oppure a riportare le rubriche di questo bollettino nel libretto giallo da presentare all'impiegato. In contropartita, questi conferma di aver ricevuto la somma, apponendo la propria sigla sulla ricevuta o sul libretto giallo. In caso di sospetto di manipolazioni della quitanza, e d'intesa con il cliente, la Posta ha la possibilità di farla esaminare tecnicamente. Ovviamente, se l'esito dell'indagine è negativo, la somma è accreditata sul conto del destinatario. </p><p>Per i pagamenti effettuati allo sportello, i clienti ricevono dunque già oggi una quitanza postale, che funge da prova legale del pagamento. I clienti hanno diritto a questo documento in virtù delle Condizioni generali della Posta e delle disposizioni del Diritto delle obbligazioni (art. 88 CO). </p><p>Il Consiglio federale non vede la necessità di adottare ulteriori misure legislative in questo campo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.