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La dissidente bielorussa Maria Kolesnikova "ha compiuto atti per prevenire il suo spostamento attraverso la frontiera" con l'Ucraina, ha scritto su Facebook il vice ministro dell'Interno ucraino Anton Gherashchenko.
"Non è stata una partenza volontaria, era una deportazione coercitiva dal Paese natio", ha affermato Gharashchenko, secondo cui "non si è riusciti a deportarla perché questa donna coraggiosa ha compiuto atti per prevenire il suo spostamento attraverso la frontiera" ed "è rimasta in territorio bielorusso. Tutta la responsabilità sulla sua vita e salute ricade personalmente su Lukashenko".
La dissidente bielorussa Maria Kolesnikova non ha attraversato la frontiera ucraina perché durante "il tentativo di deportazione di fatto" all'estero contro la sua volontà ha strappato il suo passaporto, sostiene una fonte citata dall'agenzia Interfax-Ukraina.
"Durante il tentativo di una deportazione di fatto - ha detto la fonte - ha strappato il passaporto e non poteva essere lasciata entrare dalle guardie di frontiera in territorio ucraino".
Precedentemente il portavoce del Comitato di confine di Stato bielorusso Anton Bychkovsky aveva dichiarato all'agenzia Tass che i membri del Consiglio di coordinamento dell'opposizione bielorussa Maria Kolesnikova, Ivan Kravtsov e Anton Rodnenkov erano passati attraverso la dogana al confine con l'Ucraina.
"Confermiamo che hanno passato il controllo al valico di frontiera di Alexandrovka alle 4 del mattino". Kolesnikova è stata però arrestata. Secondo quanto riportato dal canale televisivo Belarus-1, "avrebbe cercato di fuggire illegalmente dalla Bielorussia ed è stata trattenuta alla frontiera".