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<h2>SubmittedText<h2><p>L'11 gennaio 2021 si è tenuto il quarto "One Planet Summit" organizzato dalla Francia, dalla Banca Mondiale e dalle Nazioni Unite. Considerata la drammatica riduzione della diversità biologica su scala mondiale, questa edizione dell'incontro è stata dedicata alla biodiversità. L'evento virtuale, al quale la Svizzera era ufficialmente rappresentata dalla direttrice dell'UFAM, ha prodotto una serie di iniziative concrete e l'assunzione, da parte di attori statali e non statali, di impegni finanziari finalizzati ad arrestare la perdita di biodiversità e a sottolineare l'urgenza di intervenire sul piano politico in vista della prossima grande Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità (CBD COP15).</p><p>Tra i vari annunci emerge in particolare la costituzione della "High Ambition Coalition for Nature and People" presieduta da Francia, Gran Bretagna e Costa Rica. Inoltre, Francia e Gran Bretagna hanno reso noto che in futuro destineranno il 30 per cento del proprio finanziamento climatico alla protezione e alla conservazione della biodiversità e degli ecosistemi, dal momento che il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità si influenzano reciprocamente e le cosiddette soluzioni climatiche naturali - ossia basate sulla protezione, il ripristino e la gestione di foreste, praterie e zone umide - potrebbero contribuire al massimo fino a un terzo alla riduzione delle emissioni necessaria entro il 2030 per raggiungere gli obiettivi fissati nell'Accordo di Parigi. Anche l'agenzia francese per lo sviluppo "Agence Française de Développement" ha recentemente fissato l'obiettivo di aumentare al 30 per cento entro il 2025 la percentuale del proprio finanziamento climatico con effetti positivi sulla biodiversità.</p><p>In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale come intende garantire che il finanziamento climatico e il finanziamento per la biodiversità della Svizzera vengano concepiti e stanziati in modo maggiormente congiunto?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale, a quanto ammonta il potenziale di conseguimento di effetti positivi sulla biodiversità nel contesto del contributo svizzero al finanziamento per il clima?</p><p>3. In che modo il Consiglio federale intende mobilitare maggiori investimenti pubblici e privati in soluzioni climatiche naturali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1) Una strategia comune di finanziamento per il clima e la biodiversità può aumentare le sinergie e l'efficacia di politiche e misure. A livello internazionale, laddove possibile e opportuno, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) desiderano integrare maggiormente il tema della biodiversità anche nell'ambito del finanziamento internazionale per il clima e tenerne conto sin dall'inizio nella pianificazione di progetti e programmi. Idealmente, i progetti e i programmi contribuiscono a mitigare i cambiamenti climatici e, al contempo, a migliorare la biodiversità.</p><p>2) Il potenziale per intervenire positivamente sulla biodiversità in progetti di protezione del clima, e viceversa, è difficilmente quantificabile. Le misure di promozione della biodiversità possono contribuiscono a mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici. Per contro, vi sono misure di protezione del clima e provvedimenti di adattamento che possono ripercuotersi negativamente sulla biodiversità (p. es. progetti di rimboschimento con monocolture), il che va per quanto possibile evitato. Nel 2019, circa il 28 per cento dei progetti e dei programmi nel quadro del finanziamento internazionale per il clima della Svizzera ha contribuito sia alla protezione del clima, sia alla salvaguardia della biodiversità.</p><p>3) La revisione della legge sul CO2 consentirà di avviare in futuro progetti di compensazione del settore privato a livello nazionale al fine di aumentare la funzione di pozzo di carbonio del bosco. A livello internazionale, la lotta ai cambiamenti climatici è uno dei quattro obiettivi principali del Messaggio concernente la strategia di cooperazione internazionale 2021-2024, che comprende anche il sostegno alla gestione sostenibile delle risorse naturali e la conservazione della biodiversità. In tal senso, tra le priorità vi è una maggiore cooperazione con il settore privato. La Svizzera si impegna a favore di soluzioni climatiche rispettose della natura e di una cooperazione più intensa con il settore privato, in particolare nell'ambito del Fondo mondiale per l'ambiente (GEF), del Fondo verde per il clima (GCF) e in partenariato con l'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN).</p>  Risposta del Consiglio federale.