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Ridistribuzione dei redditi tramite trasferimenti sociali
Nella seguente analisi l’ampiezza della ridistribuzione è esaminata in base alla variazione delle disparità di reddito prima e dopo i trasferimenti statali. Per reddito primario si intende il reddito prima dei trasferimenti statali e per reddito disponibile quello dopo tali trasferimenti. Il reddito lordo rappresenta un livello intermedio di questo processo di ridistribuzione nel quale, con le prestazioni di trasferimento, si tiene già conto di una parte dei trasferimenti statali sul fronte delle entrate. Le analisi poggiano sui risultati dell’Indagine sul budget delle economie domestiche (IBED).
Per informazioni più dettagliate si vedano le pubblicazioni e le definizioni (cfr. «Informazioni supplementari»).
Distribuzione dei redditi
Nel 2016, il reddito disponibile equivalente mediano in Svizzera ammontava a 4121 franchi al mese. Ciò significa che per una metà della popolazione il reddito è superiore a questo valore, per l'altra è inferiore. Il reddito disponibile equivalente mediano è salito del 19% dal 2000 in poi. Dopo un aumento significativo dal 2008 al 2013, i redditi disponibili ristagnano nel 2014 e 2015. La leggera tendenza al rialzo nel 2016 dovrà essere confermata dai risultati degli anni successivi. Il reddito primario equivalente mediano è aumentato del 22% dal 2000 in poi e ammontava a 4805 franchi nel 2016. Come si evince anche dall'andamento delle due curve, per ampi tratti parallelo, la ridistribuzione dal reddito primario a quello disponibile equivalente è rimasta relativamente costante.
Rapporto interquintile S80/S20
Il rapporto tra quintili S80/S20 confronta la quota di reddito del 20% più ricco della popolazione con quella del 20% più povero. Più il quoziente si discosta da 1, maggiore sarà la disparità di reddito tra i gruppi di popolazione in esame.
Il rapporto interquintile mostra che i redditi dopo dei trasferimenti statali (redditi disponibili) sono ripartiti in maniera meno diseguale rispetto ai redditi prima tali trasferimenti (redditi primari). Ciò è in linea con l'intenzione della politica sociale di ridurre l'iniqua ripartizione dei redditi conseguiti sul mercato (da lavoro e da capitale) per mezzo di imposte e trasferimenti sociali.
L'andamento dei rapporti tra quintili dal 1998 non mostra nel complesso grandi variazioni, tenendo conto degli intervalli di confidenza spesso molto vasti. Tendenzialmente, fino al 2001 si osserva una lieve diminuzione delle disparità dei redditi disponibili, mentre tra il 2003 e il 2007 e dal 2009 al 2013 le ineguaglianze ricominciano ad aumentare lievemente. Dal 2013 le disparità tendono leggermente a diminuire, ma questo calo rimane incluso nel margine di variazione statistica. Queste tendenze sono più pronunciate per quanto riguarda i redditi primari. Gli aumenti delle disparità nei redditi primari sono stati compensati dalla ridistribuzione da parte dello Stato, ragion per cui si ripercuotono in maniera limitata sul reddito disponibile.
Coefficiente di Gini
Il rapporto interquintile considera il 20% delle persone ad ogni estremità della distribuzione del reddito. Di solito va completato con altri strumenti di misura della disuguaglianza che tengano conto della distribuzione complessiva del reddito, tale il coefficiente di Gini. Valori alti del coefficiente indicano una distribuzione diseguale, con il valore 1 che corrisponde alla situazione dove una persona percepisce tutto il reddito del paese. Se invece tutte le persone disponessero dello stesso reddito, il coefficiente di Gini sarebbe pari a 0. Più basso è il valore, meno diseguale è la distribuzione.
Anche il coefficiente di Gini indica per la popolazione complessiva valori sensibilmente maggiori per il reddito primario equivalente, che dipende essenzialmente dal mercato, rispetto al reddito disponibile equivalente. Nel periodo di riferimento non si osservano grandi variazioni delle disparità di reddito. Le tendenze sono le stesse di quelle osservate con il rapporto interquintile: una lieve diminuzione delle disparità fino al 2001, lievi aumenti dal 2003 al 2007 e dal 2009 al 2013 con una successiva stabilizzazione o tendenza ad un calo minimo delle disuguaglianze.