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NEW YORK - New York torna a ballare: dopo 91 anni il consiglio comunale si appresta ad abolire la Cabaret law, la legge dei tempi del proibizionismo che vieta di ballare in tutti gli spazi pubblici che servono cibo e bevande a meno che non abbiano un'apposita licenza.
La legge, entrata in vigore nel 1926, era stata voluta per lanciare un giro di vite contro i jazz club di Harlem e per questo definita dai critici razzista. La norma inizialmente prevedeva anche la messa al bando dell'intrattenimento musicale e ''altre forme di divertimento'', sollevando molte critiche da parte di artisti.
Oggetto di critiche da decenni, la legge è stata attuata in modo severo dall'ex sindaco Rudolph Giuliani, mentre Michael Bloomberg ha tentato senza successo in varie occasioni di rivederla. A New York solo 97 su circa 25'000 locali pubblici in cui si può mangiare e bere ha una licenza di cabaret, e quindi può consentire di ballare.
Bill de Blasio, il sindaco di New York, ''sostiene l'abolizione della legge'' afferma un portavoce del consiglio comunale, sottolineando però che alcuni dei requisiti di sicurezza previsti resteranno in vigore, e fra questi l'uso obbligatorio di telecamere e la presenza di personale di sicurezza.