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La società Logistep non potrà più identificare dalla Svizzera le persone che offrono illegalmente su Internet materiale protetto dal diritto d'autore: lo ha stabilito il Tribunale federale.
Per smascherare i colpevoli di pirateria informatica, Logistep individuava gli indirizzi IP degli internauti che mettevano gratuitamente a disposizione video o audio, e li trasmetteva poi alle società detentrici dei diritti d'autore. Queste ultime potevano quindi sporgere denuncia.
I giudici hanno reso noto mercoledì di avere avallato la decisione del Preposto federale alla protezione dei dati, che riteneva tale modo di procedere contrario alla legge. In una raccomandazione del 2008, Hanspeter Thür aveva infatti sottolineato che questa attività viola la sfera privata degli internauti, in quanto l'indirizzo IP costituisce un dato protetto.
Al termine di un iter giuridico che ha coinvolto anche il Tribunale amministrativo federale, il Tribunale federale ha dunque deciso di vietare a Logistep di raccogliere e trasmettere gli elementi in questione, protetti dalla legge sulla protezione dei dati. La maggioranza dei giudici ha ritenuto che non sussiste un interesse preponderante: lo Stato deve tutelare la sfera privata.
Il Tribunale federale ha evidenziato che la sua decisione non costituisce un incitamento alla pirateria, puntualizzando che per agire come Logistep è necessaria una base legale, oggigiorno non presente. Un'azienda privata non può dunque assumere il ruolo di "poliziotto" della Rete.
Logistep ha dal canto suo comunicato l'intenzione di spostare le sue attività in Germania, mentre Hanspeter Thür ha salutato la decisione, vista come un segnale contro la tendenza che vede entità private arrogarsi dei compiti che spettano allo Stato.
swissinfo.ch e agenzie