Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01264.jsonl.gz/844

La commissione giudiziaria del parlamento, per il momento, non svolgerà un controllo di sicurezza dei candidati alla carica di procuratore generale della Confederazione. La legge non lo prevede. Non è comunque escluso che la situazione cambi.
In occasione dell'assunzione di alti funzionari della Confederazione, in particolare dell'esercito, si procede a un accurato controllo della vita dei candidati, onde evitare cattive sorprese. Il fatto che tale valutazione sia stata fatta in un secondo tempo per l'ex capo dell'Esercito Roland Nef, costretto a rassegnare le dimissioni, aveva sollevato molte critiche.
La commissione giudiziaria, incaricata di selezionare le candidature alla carica di procuratore generale della Confederazione in vista della decisione dell'Assemblea federale, si è chiesta se dovesse ricorrere a un controllo di sicurezza. Basandosi su una perizia dell'Ufficio federale di giustizia, la commissione ha confermato oggi in un comunicato che non vi è alcuna base legale che consenta di procedere a una valutazione del genere.
Infatti, il procuratore generale della Confederazione dal 2011 non fa più parte dell'Amministrazione federale e, di conseguenza, non entra nel campo d'applicazione della legge che istituisce misure intese al mantenimento della sicurezza interna. La commissione giudiziaria invita comunque le commissioni degli affari giuridici delle Camere a valutare l'opportunità di cambiare la legge.