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Secondo i giudici l’ex presidente avrebbe avuto accesso al piano golpista, approvandolo. Arrestato il leader del suo partito: aveva un’arma illegale
L'ex presidente Jair Bolsonaro (Pl) avrebbe avuto accesso al progetto di colpo di stato ritrovato nel cellulare di Mauro Cid (allora suo aiutante di campo), avrebbe chiesto modifiche, e l'avrebbe approvato mantenendo l'arresto del giudice della Corte suprema federale, Alexandre de Moraes. Emerge dalla relazione della polizia federale brasiliana alla base delle perquisizioni, degli arresti e delle altre misure nell'ambito dell'operazione in corso, Tempus veritatis, su piani golpisti.
"Le informazioni raccolte hanno rivelato che l'allora presidente, Jair Bolsonaro, aveva ricevuto un progetto di decreto presentato da Filipe Martins e da Amauri Feres Saad per un colpo di stato", si legge nel documento. Nel piano erano previsti gli arresti di varie autorità, tra cui quelli dei giudici della Corte suprema federale Alexandre de Moraes e Gilmar Mendes, e del presidente del Senato, Rodrigo Pacheco", ma "successivamente, su richiesta dell'allora presidente, furono apportate modifiche, mantenendo la prigione per il ministro de Moraes e nuove elezioni".
La polizia federale brasiliana ha anche sequestrato il passaporto di Bolsonaro. Il documento si trovava nell'ufficio del leader di destra presso la sede della sua formazione politica, il Partito liberale, a Brasilia, dove gli agenti stavano eseguendo un mandato di perquisizione e sequestro nell'ambito dell'inchiesta. Nell'operazione si registra anche l’arresto del presidente del partito di Bolsonaro, Valdemar Costa Neto, in quanto in possesso di un'arma con registrazione irregolare intestata a una terza persona. L'informazione è stata confermata da Paulo Bueno, uno degli avvocati dell'ex presidente, alla G1 della Globo.