Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/153609

<h2>InitialSituation<h2><p><b>Compendio</b></p><p>Per il 2016 è atteso un deficit ordinario di finanziamento di circa 400 milioni. Il peggioramento del risultato rispetto all'anno precedente (ca. -800 mio.) è dovuto in particolare alla debole evoluzione delle entrate. A ciò si aggiunge l'abolizione del tasso di cambio minimo da parte della Banca nazionale svizzera (BNS). Il forte apprezzamento del franco nell'anno in corso comporta un rincaro negativo e rallenta in secondo luogo la crescita economica. A seguito del rallentamento congiunturale che ne consegue, le stime delle entrate hanno dovuto essere riviste nettamente al ribasso. Di conseguenza, è stato necessario adottare consistenti misure correttive per rispettare il freno all'indebitamento.</p><p>Alle attese entrate ordinarie di 66,7 miliardi si contrappongono uscite ordinarie di 67,1 miliardi. A causa della debole capacità economica, il freno all'indebitamento ammetterebbe un deficit congiunturale di al massimo 601 milioni. Rimane un'eccedenza strutturale di 199 milioni. Le direttive del freno all'indebitamento vengono pertanto rispettate.</p><p>Il preventivo soddisfa gli obiettivi di politica finanziaria del Consiglio federale. Da una parte, grazie a un'eccedenza strutturale, viene assicurato il rispetto delle direttive del freno all'indebitamento e, dall'altra, la progressione delle uscite è nettamente inferiore alla crescita economica. In questo modo è possibile stabilizzare e addirittura ridurre la quota delle uscite.</p><p>Con l'approvazione del Pacchetto di consolidamento e di verifica dei compiti (PCon 2014), grazie al quale nel 2016 i conti pubblici saranno sgravati di 630 milioni, il Parlamento ha creato i presupposti per un Preventivo 2016 conforme al freno all'indebitamento. Inoltre, il Consiglio federale ha deciso di conseguire risparmi di 1,3 miliardi rispetto a quanto previsto nel piano finanziario per rispettare le direttive del freno all'indebitamento. A ciò si aggiungono rettifiche delle stime sulle uscite fortemente vincolate (tra l'altro partecipazioni di terzi alle entrate della Confederazione, interessi passivi, contributi ad assicurazioni sociali) e su quelle con un debole grado di vincolo, che sgravano il bilancio. Complessivamente nel Preventivo 2016 le uscite sono di circa 3,8 miliardi più basse rispetto a quelle del Piano finanziario 2016-2018. In questo contesto ha svolto un ruolo importante anche il ritardo di un anno dell'integrazione del nuovo fondo supplemento rete nel bilancio della Confederazione (-0,8 mia.).</p><p>I parametri economici del preventivo si fondano sulle previsioni del 16 giugno 2015 del gruppo di esperti per le previsioni congiunturali della Confederazione. È previsto un aumento nominale del PIL dello 0,0 per cento (2015) e dell'1,4 per cento (2014) con un rincaro negativo, ovvero basso (-1,0 % e 0,3 %; PIL reale: +0,8 % e +1,6 %). Le previsioni si basano sull'ipotesi di un sensibile indebolimento della crescita economica dovuto all'improvviso apprezzamento del franco svizzero. L'abolizione del corso minimo dell'euro rappresenta una grande sfida in particolare per l'industria svizzera di trasformazione e il turismo e grava di conseguenza il bilancio commerciale svizzero. Grazie alla consistente richiesta interna dovrebbe essere possibile evitare una recessione. Con la crescita reale del PIL dello 0,8 per cento risulta tuttavia la più debole crescita economica dalla crisi dei mercati finanziari. Una ripresa economica è prevista soltanto nel 2016. Sussistono numerosi rischi che potrebbero determinare un andamento che si discosta dallo scenario di base. Il maggior rischio è costituito dalla persistente forza del franco.</p><p>Rispetto al preventivo dell'anno precedente le entrate ordinarie diminuiscono dell'1,2 per cento. Poiché nell'anno in corso occorre contare con minori entrate rispetto al preventivo, la crescita delle entrate effettivamente attesa è tuttavia più elevata (2,0 %). L'aumento è dovuto a tutte le importanti voci di entrata. Un importante impulso di crescita per il 2016 è dato in particolare dall'imposta sul valore aggiunto, i cui ricavi rispecchiano tra l'altro la ripresa congiunturale. Dato che le entrate crescono in misura maggiore rispetto al PIL nominale (+1,4 %), l'aliquota d'imposizione sale leggermente, passando dal 9,4 per cento (secondo la stima per il 2015 del mese di maggio) al 9,5 per cento.</p><p>Con una progressione marginale di 18 milioni (+0,03 %) le uscite ordinarie rimangono pressoché invariate rispetto ai valori di preventivo dell'anno precedente (crescita pari a 0). La crescita delle uscite è quindi nettamente inferiore alle previsioni relative alla crescita economica nominale nel 2016 (+1,4 %). La stagnazione è riconducibile ai tagli menzionati in precedenza. Inoltre, il persistente basso livello del rincaro nonché la riduzione del debito degli ultimi anni combinata con il livello storicamente basso degli interessi determinano uno sgravio del bilancio della Confederazione. A seguito della costituzione del Fondo per l'infrastruttura ferroviaria soltanto le uscite per i Trasporti crescono più velocemente rispetto del PIL nominale. Tutti gli altri settori di compiti crescono in misura minore o registrano addirittura una flessione delle uscite. Unitamente all'attesa crescita della capacità economica nazionale, la quota della uscite scende dal 10,4 per cento (nel 2015 secondo la previsione del PIL del 16.6.2015) al 10,2 per cento (nel 2016).</p><p>Nel bilancio straordinario sono nuovamente comprese, nel 2016, entrate dall'attribuzione delle frequenze di telefonia mobile (145 mio.). Si tratta dell'importo residuo risultante dalla vendita all'asta effettuata nel 2012. Al momento non sono previste uscite straordinarie. Tenuto conto del bilancio straordinario, il deficit nel conto di finanziamento si riduce a 257 milioni.</p><p>Per il 2016 è attesa una diminuzione del debito lordo di circa 200 milioni a 105,9 miliardi. La prevista riduzione di 9,4 miliardi al netto in ambito di prestiti è pressoché compensata dall'atteso aumento degli impegni finanziari a breve termine, ciò che spiega la relativamente debole riduzione del debito. Sebbene il debito abbia registrato in termini nominali solo variazioni di lieve entità, sulla base della crescita del PIL (+1,4 %) il tasso di indebitamento cala dal 17,2 per cento (2015) al 16,1 per cento (2016) ed è dunque di oltre 10 punti percentuali più basso rispetto al picco del 2005.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Ok a preventivo 2016, più mezzi a agricoltura </b></p><p><b>(ats) Dopo un lungo tira e molla, il Parlamento ha approvato definitivamente oggi il preventivo 2016 della Confederazione. Il Consiglio nazionale si è allineato alle proposte della Conferenza di conciliazione, rinunciando a tagliare 125,2 milioni di franchi alla voce "beni e servizi" e altri 5 milioni alla promozione della ricerca.</b></p><p>Il budget della Confederazione prevede un deficit di 496 milioni di franchi, compensato in parte da entrate straordinarie di 145 milioni. Le uscite globali ammontano quindi a 67,229 miliardi e le entrate, in calo di circa 800 milioni, a 66,733 miliardi. Il Consiglio federale aveva già proceduto ad operare misure di risparmio per 1,3 miliardi rispetto al piano finanziario.</p><p>Il Consiglio degli Stati aveva già eliminato nei giorni scorsi le maggiori divergenze con la Camera del popolo, approvando un incremento dei pagamenti diretti per i contadini (+61 milioni) e per l'export di prodotti agricoli trasformati (+26,7 milioni). Il Nazionale voleva assolutamente dotare i contadini di maggiori mezzi, soprattutto per compensare i bassi prezzi del latte.</p><p>I "senatori" hanno sempre respinto tuttavia, contrariamente all'altra camera, una "sforbiciata" lineare di 125 milioni alla voce "beni e servizi", a causa delle ricadute negative, in particolare per l'esercito e la manutenzione delle strade. No nemmeno a una diminuzione dei crediti di 5 milioni alla ricerca, soldi che sarebbero stati trasferiti alla voce di bilancio "Crediti d'investimento per l'agricoltura".</p>