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BERNA - Se come sembra il riconoscimento dell'equivalenza della Borsa svizzera da parte dell'Ue non sarà prolungato oltre il 30 giugno, il Piano B deciso dal Consiglio federale entrerà in vigore il 1° luglio. Lo ha precisato oggi il Dipartimento federale delle finanze (DFF).
Da tale data l'Unione europea figurerà nell'elenco delle giurisdizioni che pongono restrizioni al commercio di azioni di società svizzere. Agli operatori dell'UE verrebbe quindi vietato di negoziare azioni sul mercato azionario elvetico.
Oggi circa un terzo delle azioni svizzere sono negoziate all'estero, la maggior parte delle quali nello spazio europeo. Ciò non sarà più consentito in futuro.
Nel presentare queste misure lo scorso novembre, il governo aveva sottolineato che non si tratta di una misura di ritorsione. Il peso della Svizzera è infatti limitato: le azioni elvetiche rappresentano infatti circa il 3% del volume degli scambi nell'UE, di cui il 2,5% è appannaggio della sola Gran Bretagna. Con l'obbligo del riconoscimento si mira a mantenere in Svizzera la negoziazione di azioni.