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La smentita arriva dal presidente serbo
BELGRADO - Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha smentito che Belgrado stia ammassando proprie truppe al confine col Kosovo, sottolineando che le forze serbe non supereranno in nessun caso la linea amministrativa di demarcazione, come Belgrado definisce la frontiera con il Kosovo del quale non riconosce l'indipendenza.
In dichiarazioni oggi al Financial Times, riportate in parte dai media serbi, Vucic ha detto che al contrario il numero dei militari serbi nella zona di frontiera verrà in parte ridotto. Definendo una «pura menzogna» le notizie secondo cui la Serbia starebbe inviando truppe supplementari verso il confine con il Kosovo, il presidente ha osservato che la messa in guardia degli Usa a tale riguardo è sproporzionata dal momento che in realtà è in atto una riduzione nella presenza di truppe.
«Lo scorso anno avevamo 14 mila uomini nei pressi della linea amministrativa, oggi sono 7500, e prossimamente verranno ridotti a 4 mila», ha detto Vucic. A suo dire, un rafforzamento della presenza militare serba e una escalation del conflitto sul Kosovo danneggerebbe la prospettiva di integrazione europea della Serbia, e al tempo stesso non favorirebbe la sua posizione nel negoziato con Pristina che si tiene sotto l'egida della Ue. «La Serbia non vuole la guerra», ha detto.