Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/187952

<h2>SubmittedText<h2><p>Entro il 2026 il programma di trasformazione globale DaziT porterà l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) nell'era digitale. Occorre ora illustrare, anno per anno fino al 2026, le riduzioni di personale previste nell'AFD in seguito a questa trasformazione e al conseguente incremento dell'efficienza. Il Consiglio federale è quindi incaricato di elaborare una proposta su come trasferire i posti soppressi, o parte di essi, nel Corpo delle guardie di confine (CGCF) e di sottoporre un relativo rapporto al Parlamento entro la primavera 2019. La riduzione di personale correlata a DaziT deve essere paragonata all'aumento di personale annuale nel CGCF.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il programma DaziT dell'AFD ha l'obiettivo di semplificare i processi e garantire in tal modo un'efficace digitalizzazione. Questa trasformazione consente effettivamente di aumentare l'efficienza e liberare risorse. Nel messaggio relativo al programma DaziT (FF 2017 1473) il Consiglio federale ipotizza, sulla scorta di progetti analoghi in Svizzera e all'estero, un potenziale di risparmio nello svolgimento di lavori amministrativi pari al 20 per cento. Per quanto riguarda i 1500 posti a tempo pieno interessati da DaziT occorre pertanto prevedere che la digitalizzazione farà risparmiare circa 300 posti. Mentre questa conseguenza positiva potrebbe essere percepita in parte già dal 2022, si prevede che gli effetti completi saranno visibili solo con la conclusione del progetto nel 2026.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che l'impiego delle risorse liberate non debba avvenire attraverso trasferimenti puntuali e a breve termine. L'AFD intende piuttosto assumersi la propria responsabilità in materia di gestione imprenditoriale e di politica del personale nonché presentare una pianificazione a medio-lungo termine nel quadro di un piano globale. Le risorse all'interno dell'AFD non devono pertanto essere impiegate unilateralmente a favore di unità già predefinite, bensì nel rispetto delle disposizioni sovraordinate e in modo orientato agli obiettivi e alle priorità, al fine di potenziare l'attività di controllo. Da un lato, ciò include la garanzia della sicurezza al confine da parte del CGCF. Dall'altro lato, occorre tuttavia svolgere anche compiti in ambito doganale molto importanti, ad esempio, per l'economia e la protezione della salute, come il sequestro di medicamenti e orologi contraffatti nel commercio online, in rapida crescita. Le priorità degli interventi devono ancora essere fissate e tale compito compete in modo determinante anche al Parlamento. Nel rapporto in adempimento del postulato 17.3361 "Esecuzione di disposti di natura non doganale da parte dell'Amministrazione federale delle dogane. Gestione e definizione delle priorità", il Consiglio federale presenterà quindi al Parlamento una base decisionale per i dibattimenti che si terranno nel 2019.</p><p>Infine, considerate la futura definizione delle priorità, la progressiva digitalizzazione e la crescente necessità di impieghi di personale flessibili, è evidente che occorre riconsiderare l'attuale ripartizione dei compiti tra CGCF e Dogana. Ciò significa orientare la formazione e il perfezionamento dei collaboratori al mutato fabbisogno e a nuovi profili professionali polivalenti.</p><p>Partendo da questi presupposti, il Consiglio federale ritiene opportuno non impiegare le risorse liberatesi solo in modo isolato nell'ottica del rafforzamento del CGCF, bensì prevedere una pianificazione complessiva e a lungo termine nel quadro di un progetto globale dell'attività di controllo futura.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.