Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01270.jsonl.gz/1247

Nel 2006, Ramiro Gonzales confessò di aver, cinque anni prima, rapito la 18enne Bridget Townsend dalla casa del suo spacciatore e di averla portata in una sezione remota di un ranch di Hill Country, dove la violentò prima di spararle a morte.
Gonzales era condannato anche per aver rapito e stuprato, nel 2002, un agente immobiliare della contea di Bandera.
Condannato a due ergastoli, avrebbe dovuto ricevere l’iniezione letale il 10 agosto del 2006, ma fu procrastinato il suo “braccio della morte”.
Gonzales non si pentì mai di aver trucidato la 18enne, “Era proprio la cosa giusta da fare”, aveva detto Gonzales durante un’intervista alla Polunsky Unit di Livingston, e fu lui stesso a condurre lo sceriffo della contea di Bandera al corpo decomposto di Bridget Townsend in un remoto un ranch dove aveva lavorato suo padre.
“Non ho paura di morire”, aveva inoltre dichiarato. “Non mi importa. È solo una via d’uscita dalla prigione”.
Ora, il detenuto texano condannato a morte, ha pensato di fare prima di chiedere, attraverso i suoi legali, un rinvio di 30 giorni dell’esecuzione del loro assistito per poter permettere la donazione di un rene.
Ramiro Gonzales dovrebbe ricevere l’iniezione letale il 13 luglio, ma sostiene di essere mosso a donare un rene “a qualcuno che ne ha urgente bisogno”, come anche confermato dal pastore ebreo Michael Zoosman che con Gonzales ha tenuto una lunga corrispondenza.
Ramiro Gonzales ha infatti un gruppo sanguigno raro, come confermato da un team di trapianti presso l’Università del Texas Medical Branch a Galveston.