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Il consigliere federale Alain Berset
KEYSTONE/PETER KLAUNZER(sda-ats)
L'idea di alcuni Cantoni tedescofoni di spostare l'insegnamento del francese dalla scuola elementare al ciclo secondario obbligatorio non piace al Consiglio federale.
A suo avviso, l'insegnamento di una seconda lingua nazionale deve cominciare già nei primi anni di scuola.
Quest'ultimo ha adottato oggi tre varianti, inviate in consultazione fino al 14 ottobre, in vista di una eventuale modifica della legge sulle lingue volta a rafforzare l'apprendimento di un idioma nazionale durante la scuola dell'obbligo.
È da ormai alcuni anni che diversi Cantoni tedescofoni contestano gli obiettivi del concordato Harmos entrato in vigore nel 2009 e volto ad armonizzare l'insegnamento obbligatorio tra i Cantoni.
Il modello 3/5 prevede l'apprendimento di due idiomi "stranieri" durante la scuola primaria: una seconda lingua nazionale e l'inglese. Nulla viene detto sull'ordine di introduzione dell'insegnamento, anche se nella maggioranza dei cantoni tedescofoni l'inglese ha la precedenza.
Il consigliere federale Alain Berset ha più volte sostenuto di voler intervenire, come indica la Costituzione, qualora i cantoni "riottosi" decidessero di prendere una strada diversa da quella prevista dal concordato Harmos.
Per questo motivo ha inviato in consultazione fino al 14 ottobre tre varianti volte a modificare la legge sulle lingue qualora le divergenze sul concordato Harmos non potessero venir appianate.
La variante prediletta dal Governo (terza variante) "stabilisce che l'insegnamento della seconda lingua nazionale deve iniziare nella scuola elementare e proseguire fino al termine del livello secondario I" (ossia al termine della scuola obbligatoria).
La procedura serve a sottoporre a discussione per tempo possibili soluzioni senza pregiudicare le competenze dei Cantoni, ha spiegato davanti ai media Alain Berset, che ha più volte sottolineato l'importanza del plurilinguismo per la coesione nazionale.
La variante preferita dall'Esecutivo è quella, secondo il capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI), che "lascia maggiore margine di manovra ai Cantoni".
SDA-ATS