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L'iniziativa popolare auspica un maggiore rigore in molti campi dell'accoglienza dei rifugiati e del loro soggiorno in attesa della decisione delle autorità competenti.
Secondo i promotori il testo sarebbe compatibile con il diritto internazionale.
Stato terzo
L'UDC chiede che non si dia seguito a una richiesta di asilo qualora sia stata inoltrata da una persona transitata da uno Stato terzo considerato sicuro prima di entrare in Svizzera.
Nel caso normale si tratta dunque di un paese europeo. In pratica l'accesso sarebbe solo permesso via aereo da un paese in cui i diritti umani non sono rispettati. Ma anche le compagnie aeree che non controllano i passeggeri potrebbero venir sanzionate.
Tale soluzione, ha precisato il presidente del partito Ueli Maurer, non solo non viola il diritto internazionale ma è in linea con quanto già fanno altri stati europei».
La controversa revisione legislativa in corso prevede delle misure analoghe. Con il testo dell'iniziativa, il principio sarebbe fissato nella Costituzione, attribuendogli un effetto maggiore.
Militi alle frontiere
Per fare in modo che tale riforma sia anche efficace, l'UDC ritiene necessario rafforzare il controllo alle frontiere mediante un aumento degli effettivi.
«Gli accordi di riammissione con gli Stati che ci circondano solitamente funzionano - ha poi aggiunto il presidente del partito - ma per fare in modo che siano veramente efficaci è necessario aumentare la vigilanza alle frontiere anche facendo ricorso all'esercito, come avviene attualmente in Austria».
«Arginare la criminalità»
Tali proposte hanno l'obiettivo di lottare contro l'immigrazione clandestina. Con questa soluzione, l'UDC pensa inoltre di arginare il problema della criminalità tra i richiedenti l'asilo - a suo parere grave, specie tra gli africani - soprattutto per quanto attiene al traffico di droga.
Stando all'UDC, il mercato della droga - in particolare eroina e cocaina - controllato da certe cerchie di richiedenti l'asilo genera un fatturato di 3 miliardi di franchi e ha portato anche a un calo del prezzo di certe sostanze.
Niente attività lucrativa
La proposta dell'UDC prevede anche sanzioni nei confronti di quelle compagnie aeree che non effettuano controlli d'identità sufficienti.
Per diminuire l'attrattiva della Svizzera quale luogo d'accoglienza per futuri asilanti, essa prevede un giro di vite sulle prestazioni assistenziali - soprattutto mediche - e, soprattutto, il divieto di esercitare un'attività lucrativa.
Tutto ciò, ha detto Maurer, «onde evitare di integrare le persone nel tessuto sociale dando loro l'illusione di poter rimanere pur sapendo che la loro domanda ha scarse possibilità di essere accettata».
È il caso di persone che provengono da paesi in guerra - Kosovo - ma che passata la bufera devovo rientrare nel loro paese. Queste persone potranno esercitare un'attività nel quadro di programmi d'utilità pubblica.
swissinfo e agenzie