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Jakob Kellenberger esige che i belligeranti risparmino le squadre sanitarie di soccorso ai feriti dei combattimenti nella Striscia di Gaza. Il presidente del CICR sottolinea l'emergenza.
"I feriti non possono aspettare diversi giorni per essere sfollati", ha affermato il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), che martedì si è recato nella Striscia di Gaza per verificare la situazione di persona. "È assolutamente necessario e non negoziabile che le equipes mediche, in questo conflitto, siano protette", ha puntualizzato Kellenberger, parlando dall'ospedale Al-Shifa nella città di Gaza, dove un team del CICR è operativo dalla scorsa settimana.
In un comunicato congiunto, il CICR e la Federazione internazionale e società nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa hanno chiesto martedì alle parti in conflitto un corridoio umanitario sicuro per permettere di prestare soccorso e cure mediche alle vittime del conflitto di Gaza.
La richiesta di "togliere tutti gli ostacoli alla circolazione delle squadre mediche per consentire loro di compiere la loro missione vitale" è rivolta "a tutte le parti in conflitto e in particolare a Israele". Il CICR giovedì scorso aveva accusato le autorità israeliane di violare il diritto umanitario internazionale, ostacolando i soccorsi alle vittime dei bombardamenti.
Kellenberger è il più alto responsabile umanitario internazionale ad aver visitato Gaza dal 27 dicembre, quando l'esercito israeliano ha lanciato l'operazione "piombo fuso". Lo svizzero mercoledì proseguirà il viaggio nella regione recandosi in Israele. Il ritorno a Ginevra è previsto per giovedì.