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«Supponga che lei si sia sbagliato riguardo all’esistenza di Dio. Supponga che l’intera storia sia vera e che lei giunga ai cancelli del paradiso per venire ammesso da san Pietro. Avengo negato l’esistenza di Dio per tutta la vita, che cosa direbbe a… Lui?». Questa domanda venne posta a Bertrand Russell durante una cena della Voltaire Society 1. Il filosofo rispose: «Bene, andrei da Lui e gli direi: ‘non ci hai dato sufficiente evidenza!’». Berlicche immagina che questa evidenza arrivi:
[V]i pongo questa domanda: e se ci fosse? Se sulle cellule un nuovo microscopio rinvenisse il copyright stilato in caratteri monoatomici ? Se scrutando il cielo con l’ultimissimo satellite si scoprisse la sua mano intenta a tracciare scritta “Va bene, mi avete trovato” in lettere alte tre anni luce? Se il nuovo telescopio a neutrini di Higgs risalendo indietro nel tempo confermasse i racconti evangelici fino all’ultima virgola, resurrezione compresa?
E, giustamente, chiede: «per voi, cosa cambierebbe?» Non ho problemi a rispondere: mi convertirei o, per essere più precisi, mi comporterei in accordo alla nuova immagine del mondo che la scoperta scientifica mi impone (e dubito fortemente che in questa immagine ci stiano tutti i dogmi e precetti morali della religione cattolica, ma questo è un dettaglio). Mi sembra lecito, a questo punto, chiedere a Berlicche: se questo telescopio a neutrini di Higgs confermasse invece il racconto di Piergiorgio Odifreddi?
- Così riporta John Searle in Mente, linguaggio, società, Raffaello Cortina editore, 2000, p. 41.