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Dopo la fine della guerra, Hans Liska, illustratore di giornali diplomato, viene assunto come grafico alla Mercedes-Benz e inizia a realizzare cataloghi e manifesti. Con il rientro della Casa di Stoccarda nel mondo delle corse bisogna anche ricominciare a documentare i suoi trionfi, come ad esempio i successi della 300 SL a Le Mans, sul circuito di Nürburgring e alla Panamericana. Liska, dotato di un grande spirito di osservazione – come Henri Rudaux mezzo secolo prima – è vincolato a severe direttive. Ciò nonostante egli riesce a conferire ai suoi manifesti una qualità emozionale e una coerenza formale. Tuttavia, i giorni di questa forma di rappresentazione naturalistica e oggettiva sono contati anche per la Mercedes-Benz. Nel 1955, la Casa automobilistica tenta una coraggiosa svolta verso l'arte moderna, compiendo un passo molto controverso anche a livello interno. Il suo volto è Anton Stankowski, oggi considerato "il padre dell'arte concreta".