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Il valore della sponsorizzazione non è stato comunicato, ma secondo fonti di stampa si aggirerebbe attorno ai 350 milioni di dollari: tanto pagherà UBS per dare il suo nome, nei prossimi 20 anni, alla nuova arena che ospiterà le partite della squadra di National Hockey League dei New York Islanders, concerti e altri eventi, in tutto circa 150 all'anno.
Che un'azienda si leghi a un impianto sportivo è pratica corrente non solo negli Stati Uniti ma ormai anche in Svizzera (in Ticino, per esempio, già da qualche anno la Resega di Lugano è stata ribattezzata da una banca), ma è una prima per una società elvetica al di fuori dei confini nazionali. A Belmont Park non ci sarà solo il logo UBS sul tetto e sul ghiaccio: l'istituto di credito elvetico avrà a disposizione la "VIP lounge" più grande per i suoi dipendenti e clienti.
Sono però ben altri i motivi per i quali quella della maggiore banca - che nonostante gli scandali di un passato più o meno recente mantiene una forte presenza nella Grande Mela (quasi un terzo dei suoi dipendenti lavora su suolo americano) - "è una mossa molto intelligente". A spiegarlo è Francesco Lurati, economista e professore di corporate communication alla Facoltà di scienze della comunicazione dell'USI. Il rischio "è molto basso" e l'impatto importante, non solo sportivo e pubblicitario, ma anche economico - si tratta di un progetto che con le opere accompagnatorie vale un miliardo e mezzo di dollari e migliaia di impieghi - che sociale. È accompagnato da investimenti in attività filantropiche in particolare per la formazione dei giovani della zona.
L'inaugurazione è prevista in tempo per l'inizio della stagione 2021-2022.