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Vendeva missile, svizzero arrestato
Tre persone in manette in Italia nel quadro di un'inchiesta sulla detenzione di armi in ambienti di destra. Fra di loro un 42enne con ditta a Bissone
C'è anche un cittadino svizzero con ditta a Bissone, attivo nella compravendita e nell'intermediazione di beni e servizi nel settore aereo meccanico, tra le tre persone arrestate lunedì in Italia nell'ambito di un'inchiesta della Digos di Torino legata alla detenzione di armi in ambienti di estrema destra. Fermato vicino all'aeroporto di Forlì insieme a un italiano di 51 anni, stando agli inquirenti sarebbe coinvolto nel tentativo di mettere in commercio un missile aria-aria Matra perfettamente funzionante e in uso dalle forze armate del Qatar.
Il razzo, che si trovava insieme ad altro materiale in un hangar aeroportuale nel Pavese, è di fabbricazione francese ed è stato assemblato nell’ottobre del 1980. Da un'intercettazione risulta che il terzo arrestato, un 50enne ex ispettore doganale che anni fa si era candidato al Senato italiano per Forza Nuova, ne proponeva la vendita a 470'000 euro. Tra i possibili acquirenti figurava anche un funzionario di uno Stato terzo.
L'indagine ha portato a perquisizioni anche a Milano, Varese e Novara, che hanno condotto al sequestro di numerose armi da guerra, tra cui fucili d'assalto automatici di ultima generazione. Gli inquirenti erano partiti dal monitoraggio di cinque ex combattenti italiani con ideologie oltranziste, che in passato avevano partecipato ai combattimenti nella regione ucraina del Donbass.