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La legge sulle armi potrebbe presto essere inasprita. Martedì, la Commissione per la politica di sicurezza del Consiglio nazionale ha accolto un'iniziativa presentata dalla verde zurighese Marionna Schlatter (V/ZH), seppure con una maggioranza risicata di 13 voti contro 11. La maggioranza della commissione - ha scritto la deputata nel suo comunicato stampa - ritiene che le statistiche in questo settore darebbero un contributo preventivo alla sicurezza.
La maggioranza della commissione", ha scritto la deputata nel suo comunicato stampa, "ritiene che la statistica in questo settore possa dare un contributo preventivo alla sicurezza. Deplora il fatto che, in assenza di un registro centrale delle armi, non sia possibile sapere esattamente quante armi si trovino attualmente nelle case private svizzere".
Secondo una stima presentata dalla deputata verde gli svizzeri detengono circa 2,3 milioni di armi, "il che fa della Svizzera uno dei Paesi occidentali con la più alta densità di armi". L'esistenza di questo registro permetterebbe di perfezionare "la lotta intercantonale contro la criminalità" e di rispondere a un desiderio espresso dalla stessa polizia.
La minoranza della commissione non lo vuole, ritenendo che la legge sulle armi, che sarà inasprita nel 2019, sia sufficiente ed efficace. Inoltre, una banca dati centralizzata sarebbe contraria al federalismo: "La sovranità della polizia e l'applicazione della legge sulle armi sono di competenza dei Cantoni". Per non parlare del fatto che un tale registro creerebbe "doppioni e lavoro amministrativo aggiuntivo".