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L'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE) preme perché l'e-voto sia esteso il prima possibile su scala mondiale.
Secondo l'OSE, il voto elettronico potrebbe avvicinare gli emigrati alla madrepatria. Il successo del primo esperimento, lo scorso novembre nei cantoni Zurigo e Neuchâtel, fa ben sperare.
La prima volta è stata nel 2003 ad Anières, nei dintorni di Ginevra, dove gli elettori hanno potuto votare via Internet. Nello scorso ottobre i residenti di Bülach, nel canton Zurigo, hanno votato grazie ai loro telefoni cellulari.
Il voto via sms si è ripetuto a novembre a Bülach, nelle vicine Bertschikon e Schlieren e a Neuchâtel. I residenti all'estero presenti nelle liste elettorali, però, non hanno potuto ususfruire del suffragio elettronico, ma hanno dovuto utilizzare le tradizionali schede postali.
Revisione in corso
Le autorità federali aspettano per il prossimo giugno un primo resoconto sul progetto, ma ci vorranno probabilmente anni prima che si decida se estenderlo a livello nazionale e se includere gli svizzeri residenti all'estero.
"Ci hanno detto che l'e-voto non sarà disponibile su larga scala prima del 2010, ma saremmo più felici se ci si riuscisse prima", racconta a swissinfo Marc Demierre, responsabile per la comunicazione dell'OSE.
"Cercheremo di fare pressione per accelerare questo processo", aggiunge Demierre, "Perché se è vero che il voto per posta funziona più o meno bene, la possibilità di esprimersi per e-mail o sms potrebbe risparmiare problemi pratici come i ritardi che talvolta si verificano con le poste".
"Il voto è uno strumento molto importante per restare in contatto con la patria d'origine, per gli svizzeri che vivono all'estero. Sono cittadini che, in genere, tendono a votare più spesso su temi internazionali, come per esempio le relazioni con l'Unione Europea"
E-voto fra un paio di anni
Daniel Braendli è a capo del progetto per l'e-voto presso la Cancelleria federale e spiega a swissinfo che una decisione definitiva potrebbe arrivare nell'arco di un paio di anni.
Anzitutto, però, bisognerà discutere di una serie di punti cruciali, che vanno da chi dovrà finanziare il voto elettronico, a come garantire l'affidabilità della tecnologia e come evitare le frodi elettorali.
Braendli, ad ogni modo, si dichiara convinto che non saranno le difficoltà tecniche a impedire agli emigrati svizzeri di utilizzare questo strumento.
"Non li abbiamo inclusi nella fase sperimentale perché abbiamo pensato che questo avrebbe potuto dare luogo a delle ingiustizie".
"Non possiamo riconoscere il diritto di votare per sms a un elettore residente all'estero che è iscritto nelle liste elettorali di Bülach e negarlo ad un altro elettore registrato altrove", commenta Braendli.
"Per il momento, per votare via sms bisogna comporre un numero di telefono locale, ma non credo che sarà un problema introdurre un numero internazionale per farlo".
"È chiaro che l'e-voto può rappresentare un grande beneficio per gli svizzeri che vivono all'estero e in questo senso ci sembra assolutamente ragionevole la loro richiesta di poterne usufruire", conclude.
swissinfo, Matthew Allen
(traduzione di Serena Tinari)
Fatti e cifre
Sono circa 630mila gli svizzeri residenti all'estero
100mila sono registrati per votare nella Confederazione
Il primo voto via internet risale al 2003, nel comune ginevrino di Anières
Nel 2010 dovrebbe essere disponibile l'e-voto su larga scala
In breve
Il comune di Bülach ha chiesto di estendere il voto elettronico anche alle elezioni locali che si terranno nel prossimo aprile.
Un rapporto sull'esito della sperimentazione portata avanti finora sarà presentato dalle autorità federali entro giugno dell'anno prossimo.