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SYDNEY - Nonostante le polemiche suscitate su scala internazionale, il governo del Territorio del Nord dell'Australia ha confermato la decisione di eliminare nei prossimi 12 mesi altri 60 mila dei circa 300 mila dromedari selvatici che vagano nell'interno del continente devastando il fragile ecosistema dell'entroterra e distruggendo le condutture dell'acqua e delle fognature per abbeverarsi.
Il ministro dell'Ambiente del Territorio, Karl Hampton, ha detto che 2000 animali sono stati uccisi da giugno da tiratori scelti a bordo di aerei, e che l'operazione si estenderà alla cattura e macellazione. "Senza un'azione immediata, il loro numero si raddoppierà entro un decennio", ha aggiunto.
"Oltre a distruggere la vegetazione nativa, i dromedari selvatici causano milioni di dollari di danni ai terreni pastorizi e alle infrastrutture di comunità remote, e causano forti emissioni di gas serra. Danneggiano luoghi sacri aborigeni e risorse naturali di cibo".
I dromedari, introdotti nel XIX secolo come animali da carico nel deserto, si sono moltiplicati a dismisura in assenza di predatori naturali, e l'Australia ha ora la popolazione di dromedari selvatici più alta nel mondo.
SDA-ATS