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BERNA - Lo stato delle relazioni bancarie per la "Quinta Svizzera" e il voto elettronico sono stati i temi al centro dei dibattiti del Consiglio degli svizzeri all'estero (CSE) oggi a Berna.
I cittadini confederati che vivono all'estero hanno dal 2008 sempre più difficoltà ad aprire conti in Svizzera e intrattenere relazioni bancarie con la Svizzera, scrive sul suo sito web l'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE).
Quest'ultima ha quindi deciso lo scorso agosto di agire su tre assi coinvolgendo la politica: le banche d'importanza sistemica in primo luogo, quelle pubbliche in seguito, quelle private per finire.
Questa strategia ha avuto successo, assicura l'organizzazione. Sono state condotte discussioni con le banche di importanza sistemica che hanno portato a un'intesa per rafforzare l'informazione destinata agli svizzeri all'estero. Queste istituzioni forniranno in futuro precisazioni sulle differenti tappe necessarie per il trasferimento all'estero, durante il soggiorno e al loro rientro in patria.
Altro oggetto del dibattito è stato il voto elettronico. Da una parte il consigliere nazionale Franz Grüter (UDC/ZH) ha annunciato il lancio di una iniziativa popolare contro questo modo di votare per paura della cybercriminalità e dall'altra Claudia Pletscher, responsabile dello sviluppo e innovazione all'interno della Posta, la quale ha sottolineato che "il voto elettronico sia usato con successo in Svizzera da oltre 15 anni. Non si deve quindi fermare lo sviluppo di questo canale di voto".
L'E-voting è spesso la sola possibilità per gli svizzeri all'estero di esercitare il loro diritto democratico, in quanto il materiale di voto arriva loro spesso troppo tardi. Il numero di questi cittadini elvetici iscritti nel registro elettorale aumenta ogni anno: attualmente ammonta a 158'000.