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<h2>SubmittedText<h2><p>Cablecom, l'esercente della più grande rete via cavo in Svizzera ha annunciato una nuova grande offensiva sul mercato della telefonia fissa. A partire dal 1° luglio Cablecom estenderà il suo servizio "digital phone" alla maggior parte dei suoi clienti affinché possano telefonare gratuitamente alla sera e durante i fine settimana. Ciononostante, non tutti gli abitanti della Svizzera potranno approfittarne. Swisscom da parte sua, ha annunciato di voler diffondere programmi televisivi sulla propria rete. Questo è dunque l'inizio della concorrenza nel settore dei collegamenti a banda larga; tuttavia non è ancora chiaro chi ne trarrà vantaggio. La legge del 1998 sulle telecomunicazioni mirava tra l'altro a permettere una concorrenza efficace nella fornitura dei servizi di telecomunicazione, lasciando aperta la possibilità di concorrenza tra le infrastrutture di rete. Cedendo alle pressioni congiunte da parte della Commissione dei cartelli e della Commissione sulla concorrenza (Comco), il Consiglio federale ha instaurato un sistema di concorrenza tra le infrastrutture di rete intimando nel dicembre del 1999 a Swisscom di vendere la sua partecipazione a Cablecom.</p><p>In questo campo si affrontano dunque due attori principali, con opportunità diverse: Swisscom, che gode di un'ottima salute finanziaria, e Cablecom, piena di debiti!</p><p>Alla luce degli ultimi sviluppi annunciati sul mercato delle telecomunicazioni, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Seguendo le raccomandazioni della Commissione dei cartelli e della Comco, nel 1999 il Consiglio federale ha obbligato Swisscom a vendere la sua partecipazione a Cablecom, instaurando così una concorrenza tra le due infrastrutture di rete che ha riscontrato poco successo. Ritiene questa decisione ancora idonea ed economicamente ragionevole? Quale bilancio ne trae in termini economici e sociali?</p><p>2. È in grado di valutare l'onere economico supplementare provocato dall'installazione e dallo sviluppo di due reti a banda larga nel nostro Paese? Quali vantaggi economici e sociali si aspetta per la popolazione e l'economia?</p><p>3. Ritiene che la "guerra commerciale" tra Swisscom e Cablecom torni a vantaggio dei consumatori?</p><p>4. Non crede che i nuovi sviluppi annunciati rendano superflua ogni decisione in merito alla liberalizzazione dell'ultimo chilometro?</p><p>5. Qual è la sua opinione in merito al monopolio di fatto detenuto da Cablecom nel settore della TV via cavo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1:</p><p>Nella legge federale del 30 aprile 1997 sulle telecomunicazioni il legislatore si è pronunciato sia per la concorrenza in materia d'infrastrutture, sia per la concorrenza in materia di servizi. A queste condizioni il Consiglio federale ritiene tuttora economicamente ragionevole che Swisscom abbia venduto la sua partecipazione a Cablecom nel marzo 2000. Questa vendita era effettivamente molto importante per instaurare una concorrenza efficace nel settore delle tecnologie della comunicazione. Cablecom esercita una sua grande rete di collegamento ed è in grado di offrire ai consumatori servizi di radiodiffusione e di telecomunicazione nelle sue zone di copertura in Svizzera. Al termine della ristrutturazione finanziaria, dal novembre 2003 in poi, la situazione economica di Cablecom è considerevolmente migliorata. I nuovi proprietari dichiarano di volersi impegnare per l'impresa e il suo sviluppo. </p><p>Finora, la concorrenza tra i servizi di telecomunicazione offerti dalle due società ha procurato un netto beneficio alla popolazione e alle imprese contribuendo, con altri fattori, a una buona copertura per quanto riguarda i collegamenti a banda larga. In questo settore, il tasso di penetrazione del mercato in Svizzera si colloca dunque al quarto posto nel confronto europeo (stato luglio 2003: 8,7% della popolazione)1. La stessa cosa ci si può attendere se Swisscom offre servizi di radiodiffusione mediante la sua infrastruttura. Inoltre, l'attuale duopolio può essere ampliato ad altri concorrenti se questi ultimi hanno la possibilità di proporre servizi di telecomunicazione e di radiocomunicazione grazie alla disaggregazione della rete locale. In vista dell'evoluzione della società dell'informazione in Svizzera, la concorrenza in materia di copertura (vantaggiosa, innovativa e di qualità) è da valutare in modo positivo. </p><p>Domanda 2:</p><p>Le due infrastrutture sono state allestite in gran parte prima dell'apertura del mercato, in un'epoca in cui la tendenza alla convergenza delle reti e dei servizi non esisteva ancora. Ai tempi non si trattava di duplicare delle reti simili ma di costruire infrastrutture destinate a servizi ben precisi. Nel frattempo, i costi iniziali sono stati in gran parte ammortizzati e dunque non sono più rilevanti. L'ampliamento delle reti esistenti in vista di una copertura a banda larga si colloca in uno sviluppo logico osservato anche all'estero. È difficile valutare esattamente quanto hanno investito gli esercenti di rete poiché le società in questione non pubblicano esplicitamente queste cifre. Secondo la statistica delle telecomunicazioni, negli ultimi tre anni, gli investimenti annui complessivi nelle installazioni d'esercizio per i servizi di telecomunicazione ammontavano a circa 2,1 -- 2,3 miliardi di franchi svizzeri. </p><p>I vantaggi economici e sociali delle reti a banda larga per la popolazione e l'economia si riflettono nella posizione favorevole che detiene la Svizzera nella sua evoluzione verso una società dell'informazione. Nel confronto internazionale la Svizzera dispone per esempio di un numero elevato di collegamenti a banda larga, in particolare grazie alla concorrenza tra le reti in questo settore. Questa situazione incoraggia l'utilizzo delle nuove tecnologie dell'informazione, accrescendo sia il margine di manovra delle società moderne, sia l'efficacia e l'attrattività della piazza economica svizzera. I cittadini beneficiano così di un accesso rapido e semplice all'informazione e al sapere approfittando delle relazioni semplificate con le autorità (e-government). Sempre più società praticano il commercio elettronico (e-business), lavorando in modo più efficace.</p><p>Inoltre, questi effetti positivi non si manifestano soltanto là dove entrambe le infrastrutture sono presenti e si concorrenziano effettivamente ma anche in regioni che ad esempio non hanno collegamenti Cablecom e dispongono soltanto dell'ADSL. Dunque, anche le regioni periferiche approfittano della forte concorrenza presente nei centri. </p><p>Domanda 3:</p><p>Con la legge federale del 30 aprile 1997 sulle telecomunicazioni, il legislatore si è posto l'obiettivo di offrire a tutta la popolazione e agli ambienti economici dei servizi di telecomunicazione variati, vantaggiosi, di qualità e concorrenziali sul piano nazionale e internazionale. Il Consiglio federale è convinto che la concorrenza tra i vari esercenti d'infrastruttura sia necessaria al raggiungimento di questo obiettivo. Una società che si trova in posizione dominante sul mercato non mette spontaneamente in pericolo i propri prodotti per cui, se non sottostà a una forte pressione concorrenziale, le conviene innovare a basso regime. In generale, solo una tale pressione può incitare gli operatori a lanciare nuovi servizi. I consumatori approfittano già a breve termine di una scelta più vasta per quanto riguarda i servizi. A medio termine, la pressione della concorrenza spinge a innovare, effetto che avrà delle ripercussioni positive per i consumatori.</p><p>Domanda 4:</p><p>La disaggregazione permette ai fornitori di servizi di telecomunicazione che non dispongono di una propria rete di collegamenti di accedere alla loro clientela. Attualmente, la problematica della dominazione del mercato per quanto riguarda la rete dei collegamenti resta sempre rilevante. Laddove sono disponibili due reti di collegamento (ad es. Swisscom e la Tv via cavo), si pone eventualmente la questione di sapere se il cablo operatore occupa pure una posizione dominante sul mercato ed è dunque costretto a disaggregare. Il Consiglio federale continua a sostenere l'obbligo di disaggregazione poiché promuove l'arrivo sul mercato di altri fornitori nel campo dei collegamenti; ciò può migliorare l'offerta, rendendo i servizi di telecomunicazione variati, vantaggiosi e di qualità. </p><p>Domanda 5:</p><p>Cabelcom è senza dubbio il maggiore esercente della rete via cavo in Svizzera, tuttavia è lungi dall'essere il solo. Oltre a Cablecom, alla fine del 2002, 254 fornitori erano annunciati presso Swisscable, la federazione svizzera degli esercenti delle reti via cavo, mentre altri 169 esercenti non sono membri di Swisscable. Cablecom conta 1'500'000 clienti, che fanno capo alla sua infrastruttura e 500'000 clienti presso reti partner. Con i suoi 1,5 milioni di clienti collegati alla rete via cavo la sua quota di mercato ammonta al 55%. Nella sua zona di copertura, può essere considerato come dominante sul mercato per quanto concerne la ripartizione dei programmi radio e TV. Per attenuare gli effetti negativi di questa situazione, gli esercenti delle reti cablate sottostanno alla regolamentazione dei prezzi mediante la sorveglianza dei prezzi (vedi comunicati stampa del 25 novembre 1999 e del 6 settembre 2001 del sorvegliante dei prezzi). </p><p>In fondo anche qui sarebbe auspicabile una certa concorrenza sul piano dell'infrastruttura. L'intenzione di Swisscom di proporre programmi televisivi sulla sua rete a banda larga potrebbe contribuire a ridurre le eventuali ripercussioni negative dovute alla dominazione regionale del mercato degli operatori della rete via cavo.</p>  Risposta del Consiglio federale.