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Le autorità americane non saranno le sole a poter ottenere l'aiuto della Svizzera per individuare gruppi di contribuenti sfuggiti al fisco. Allineandosi al Consiglio degli Stati, con 130 voti contro 54, il Nazionale ha accettato oggi la possibilità di domande raggruppate nell'ambito della legge sull'assistenza amministrativa fiscale.
Soltanto l'Unione democratica di centro ha combattuto questa estensione. "Si tratta di un pasticcio", ha dichiarato Caspar Baader (UDC/BL). Accettare le richieste raggruppate significa affossare definitivamente il segreto bancario per gli stranieri.
Dal 18 luglio scorso, gli Stati membri dell'OCSE devono accettare le domande raggruppate. La Svizzera non può permettersi di provocare questa organizzazione, ha sottolineato Fulvio Pelli (PLR/TI), distanziandosi dall'opposizione iniziale del suo partito all'accettazione di questo genere di domande. Anche il PPD ha cambiato idea.
Finora le domande raggruppate sono previste soltanto nell'accordo concluso - ma non ancora ratificato - con gli Stati Uniti; è giunto il momento di porre fine a questa disparità di trattamento, ha denunciato la sinistra. Opporsi significherebbe esporsi nuovamente alla possibilità di essere iscritti su una lista grigia o nera.
Tutti i Paesi che hanno concluso una convenzione di doppia imposizione potranno inoltrare una richiesta, ma soltanto per fatti che si sono svolti dall'entrata in vigore della legge, che la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf ha detto di auspicare per il primo gennaio 2013. La Camera del popolo non ha invece votato sull'eventualità di un effetto retroattivo, anche se l'argomento è stato dibattuto in aula.
SDA-ATS