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BRUXELLES - Il separatista del nord fiammingo Bart De Wever e il socialista vallone del sud Elio Di Rupo sono i vincitori indiscussi di una campagna elettorale che in Belgio ha radicalizzato il voto, ridimensionando tutti gli altri partiti, dai cristiano-democratici del premier uscente Yves Leterme alla destra xenofoba del Vlaams Belang.
In queste elezioni anticipate, la Nuova alleanza fiamminga N-Va conquista 27 seggi alla Camera federale, ben 19 in più degli 8 di tre anni fa. Non disponendo però di un alter ego francofono, l'N-Va viene scavalcata dalla famiglia socialista, che può sommare i 26 seggi (+6) ottenuti dal Ps vallone di Di Rupo nella comunità di lingua francese ai 13 confermati dall'Sp.a nelle Fiandre, per un totale di 39 seggi.
In Belgio i partiti sono regionali e nel governo federale sono rappresentanti sia quelli espressione della comunità di lingua francese (Vallonia) sia quelli di lingua fiamminga (Fiandre). Solo nella regione di Bruxelles capitale gli elettori possono scegliere sia gli uni che gli altri.
Alle spalle dei due vincitori, gli altri partiti sono tutti sconfitti, tranne gli ecologisti che aumentano di un seggio da 12 a 13. I liberali ne perdono 10 scendendo a 31. I cristiano democratici ne lasciano 13 calando a 27. La destra razzista e xenofoba del fiammingo Vlaams Belang si riduce di un terzo, scendendo da 17 a 12 seggi.
Questo risultato conferma le previsioni della vigilia, che indicavano nel socialista Elio Di Rupo il possibile futuro premier, dopo che De Wever aveva detto di non essere interessato.
SDA-ATS