Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01073.jsonl.gz/697

martedì 21 agosto 2018.

Il Consiglio federale raccomanda di respingere l’iniziativa popolare «Per la sovranità alimentare. L’agricoltura riguarda noi tutti»
Il 23 settembre 2018 gli elettori svizzeri saranno chiamati alle urne per esprimersi sull’iniziativa popolare «Per la sovranità alimentare. L’agricoltura riguarda noi tutti». Quest’ultima punta a una politica agricola che intervenga in maniera più incisiva su mercati e strutture e che si orienti verso un’agricoltura contadina. L’accettazione dell’iniziativa sarebbe un passo indietro, pregiudicherebbe le relazioni commerciali internazionali e comporterebbe costi elevati per la popolazione e la Confederazione.
L’iniziativa popolare «Per la sovranità alimentare. L’agricoltura riguarda noi tutti» è stata depositata nel 2016 da un comitato di iniziativa sostenuto dal sindacato agricolo Uniterre. Per i promotori dell’iniziativa la vigente politica agricola del Consiglio federale va nella direzione sbagliata. Chiedono che la Confederazione s’impegni per prezzi alla produzione equi e garantisca un reddito più alto ai contadini e ai lavoratori agricoli.
Un anno fa la politica agricola è stata chiaramente avallata con l’approvazione del controprogetto all’iniziativa popolare «Per la sicurezza alimentare». Risponde già a determinate richieste dell’iniziativa oggetto della votazione del 23 settembre prossimo o addirittura va oltre. Grazie ai suoi strumenti di politica agricola la Confederazione può già adottare provvedimenti che tengono conto delle aspettative di tutti gli attori.
Inoltre le economie domestiche devono avere accesso a un’ampia gamma di prodotti a prezzi abbordabili. Se l’iniziativa venisse accettata, s’intensificherebbero gli interventi statali e aumenterebbero i dazi. Ciò comporterebbe maggiori costi sia per i consumatori sia per il bilancio pubblico.
Infine, alcune richieste dell’iniziativa sono in contraddizione con il diritto commerciale internazionale. Ad esempio, vietare l’importazione di prodotti che non rispondono agli standard di qualità svizzeri sarebbe incompatibile con gli accordi internazionali in vigore e potrebbe spingere i nostri partner commerciali a imporci sanzioni.
Il Consiglio federale crede fermamente nell’importanza di un’agricoltura orientata al futuro e alle esigenze di mercato nonché in grado di rispondere alle aspettative sociali. Tuttavia, ritiene superfluo introdurre una nuova disposizione costituzionale, sebbene condivida alcune priorità dell’iniziativa. Per tali motivi raccomanda di respingere l’iniziativa.