Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01030.jsonl.gz/630

# 06 / 2018
26.04.2018
Iniziativa per alimenti equi: no a una tutela costosa
- Introduction L’essenziale in breve | Posizione di economiesuisse
- Chapter 1 Di che cosa si tratta?
- Chapter 2 Mostroso apparato burocratico impossibile da attuare
- Chapter 3 Derrate alimentari più costose e scelta minore per i consumatori
- Chapter 4 Dannosa per il commercio al dettaglio, l'industria alimentare e il turismo
- Chapter 5 L'iniziativa creerebbe problemi anche gli agricoltori
- Chapter 6 L’iniziativa viola accordi internazionali e non giova a nessuno
- Chapter 7 La tendenza segue la direzione giusta, perciò la messa sotto tutela è superflua
- Chapter 8 Conclusione: un chiaro no dal punto di vista dell'economia
Conclusione: un chiaro no dal punto di vista dell'economia
Cinque ragioni per cui l'economia svizzera respinge chiaramente l'Iniziativa per alimenti equi:
- L’iniziativa crea un costoso apparato burocratico. I funzionari svizzeri dovrebbero controllare al confine e all'estero se le derrate alimentari importate adempiono le disposizioni di produzione particolari della Svizzera. In caso di derrate alimentari altamente trasformate ciò significa che le condizioni di produzione di ogni singolo ingrediente dovrebbero essere controllate. Per le lasagne surgelate occorrerebbe controllare tra le altre cose il fertilizzante utilizzato nella coltivazione del frumento, le condizioni di lavoro presso il mugnaio e quelle di trasporto per i manzi tra l'allevatore e il macellaio. Con 4 milioni di tonnellate di derrate alimentari importate ogni anno, l'impresa sarebbe impossibile.
- A lungo termine, in Svizzera i prezzi delle derrate alimentari aumenterebbe massicciamente. Ciò colpisce in particolare le famiglie con un reddito modesto. Contemporaneamente la scelta di derrate alimentari si riduce, siccome le importazioni vengono limitate in modo importante. Di conseguenza, il turismo degli acquisti aumenterebbe ulteriormente.
- Tutti gli attori subiscono svantaggi: dagli agricoltori ai commercianti, passando per l'industria alimentare. Gli agricoltori non potrebbero più differenziare i loro prodotti. Le iniziative volontarie nel commercio verrebbero rese impossibili. L'industria alimentare orientata all'esportazione perderebbe concorrenzialità. Il settore turistico subirebbe ulteriormente la pressione dei costi. Complessivamente l'iniziativa minaccia degli impieghi.
- L'iniziativa crea degli ostacoli al commercio e isola ulteriormente il mercato agricolo. I rischi politici ed economici aumentano poiché l'iniziativa viola il diritto commerciale e gli impegni internazionali. Bisogna attendersi contromisure da parte dei partner commerciali che rimettono in questione l'accesso al mercato da parte dell’industria d’esportazione.
- La domanda di derrate alimentari sostenibili è in piena crescita. Dal 2011 la cifra d'affari legata ai prodotti del commercio equo è raddoppiata. I consumatori acquistano in modo sempre più coscienzioso, i produttori ampliano costantemente l'offerta di derrate alimentari sostenibili e lo Stato promuove la sostenibilità con condizioni quadro adeguate. Il mercato funziona bene. Non è necessario un intervento con ulteriori disposizioni.