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Niente sorrisi e pacche sulle spalle con i potenti del mondo al prossimo WEF di Davos per Boris Johnson e per i ministri del suo governo conservatore. L'ordine di scuderia di boicottare l'appuntamento, scrive il Daily Telegraph, è arrivato dal premier in persona.
Reduce da un trionfo elettorale che ha visto il suo partito assicurarsi la maggioranza grazie anche e soprattutto all'avanzata in diversi collegi storicamente "rossi" - dominati da una "working class" in maggioranza pro Brexit - Johnson appare deciso a cambiare l'immagine della parrocchia Tory, scrive il "Telegraph". E a farsi paladino di un "governo popolare" anti-austerità più sensibile alla giustizia sociale.
Un governo i cui ministri sono dunque sollecitati (proprio mentre Tony Blair incalza al contrario il Labour sconfitto a liberarsi di Jeremy Corbyn e a riavvicinarsi a politiche d'establishment) a evitare di farsi fotografare mentre brindano a champagne col mondo delle "élite" incarnato da appuntamenti come quello del Forum economico mondiale di Davos.
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