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Martedì in Sudan è giunto in aula il colpo di stato che portò al potere il deposto presidente Omar al-Bashir nell’ormai lontano 1989. Sul banco degli imputati, oltre a al-Bashir, che all’epoca era colonello dell’esercito, siedono anche ufficiali dell’esercito e islamisti.
La televisione di Stato ha trasmesso in mattinata immagini della prima udienza, ma senza inquadrare al-Bashir, che dopo i fatti dell’aprile 2019, quando i militari lo deposero dopo quattro mesi di proteste popolari, è detenuto in una prigione di Khartoum.
Lo scorso mese di dicembre un tribunale sudanese l’ha infatti giudicato colpevole di corruzione e condannato a due anni di detenzione. Quello cominciato oggi probabilmente non è l’ultimo processo che dovrà affrontare l’ex uomo forte sudanese: al-Bashir è infatti indagato anche per l’uccisione di diversi manifestanti.