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<h2>SubmittedText<h2><p>L'esperimento avviato al CERN di Ginevra con il nuovo acceleratore di particelle LHC (Large hadron Collider) ha suscitato forti critiche. Nel frattempo è stato bruscamente interrotto, per motivi poco chiari e trasparenti. Pongo pertanto al Consiglio federale le domande seguenti:</p><p>1. Si è procurato informazioni sull'esperimento con l'acceleratore LHC prima del suo avvio? Qual è l'interesse pubblico del progetto? Il Consiglio federale è in grado di affermare con sufficiente sicurezza che l'esperimento non comporta alcun pericolo? Ha esaminato in modo più approfondito le critiche rivolte al progetto e chiesto ai servizi responsabili del CERN un parere in merito?</p><p>2. Conosce i motivi della brusca interruzione dell'esperimento? A cosa è dovuta? Che cosa ribatte a coloro i quali affermano che l'interruzione è già un segnale implicito della pericolosità del progetto?</p><p>3. Ritiene anch'esso che il CERN non abbia spiegato a sufficienza all'opinione pubblica l'utilità del progetto? Non va dimenticato che anche la Svizzera vi ha investito ingenti fondi pubblici.</p><p>4. Non teme che, in questo modo, il dibattito scientifico sull'importanza, il pericolo e gli effetti dell'esperimento resti confinato perlopiù all'interno del CERN, invece di aprirsi e coinvolgere maggiormente l'opinione pubblica? Questa situazione non è forse indizio di una pericolosa tendenza antidemocratica nel dibattito scientifico?</p><p>5. Il CERN gode di un'immunità assoluta. Chi risponde in caso di danni causati da un esperimento del CERN alla popolazione residente a Ginevra e nei dintorni? Il Consiglio federale trova che questa immunità assoluta sia giustificata? In caso affermativo, perché?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. La strategia scientifica del CERN è raccomandata dal "Scientific Policy Committee", un organo composto di specialisti di calibro internazionale, riconosciuti nel campo della fisica delle particelle e nominati dal consiglio del CERN. Quest'ultimo, organo supremo dell'organizzazione nel quale ciascuno dei venti Stati membri è rappresentato da un fisico attivo nel campo della ricerca e da un rappresentante governativo, delibera sugli orientamenti strategici (in particolare sui programmi più importanti), stabilisce gli obiettivi annuali, definisce le modalità di supervisione della loro attuazione e approva il preventivo annuale. Anche la realizzazione di progetti di ricerca o di esperimenti della portata di quello dell'acceleratore LHC è decisa dal consiglio del CERN.</p><p>Il Consiglio federale ha approvato esplicitamente la costruzione dell'impianto LHC quando, con decreto del 19 ottobre 1994, ha autorizzato la delegazione svizzera del CERN a votare, in seno al consiglio del CERN, per la costruzione dell'acceleratore LHC e il suo finanziamento nell'ambito del preventivo ordinario dell'organizzazione. Negli ultimi anni diversi membri del Consiglio federale hanno visitato il CERN e si sono informati sul collisionatore LHC. Il Consiglio federale ha inoltre studiato il dossier CERN nel quadro di diverse decisioni finanziarie.</p><p>Il Consiglio federale è a conoscenza del dibattito pubblico sui presunti rischi dell'acceleratore LHC e prende molto sul serio i timori espressi dalla popolazione. Tiene comunque a precisare che il CERN ha pubblicato diversi pareri sui rischi potenziali, disponibili sul suo sito Internet. Peraltro, riconoscendo l'importanza di individuare con esattezza i rischi potenziali legati all'uso dell'acceleratore LHC, il consiglio del CERN ha sostenuto la direzione dell'organizzazione nel suo impegno per aggiornare il rapporto sulla sicurezza del 2003 alla luce di nuovi risultati sperimentali e di conoscenze teoriche più approfondite. Nel 2008 il CERN ha quindi affidato l'aggiornamento del rapporto al gruppo di lavoro "Sicurezza dell'acceleratore LHC", composto di esperti indipendenti dall'organizzazione. Il rapporto attualizzato è stato verificato dal "Scientific Policy Committee" e valutato da un gruppo di cinque ricercatori indipendenti. Tutti i rapporti sulla sicurezza sono disponibili sul sito del CERN (www.cern.ch) e confermano che l'acceleratore LHC non presenta alcun rischio dimostrabile.</p><p>2. L'incidente del 19 settembre 2008 che ha portato alla disattivazione dell'impianto LHC è stato causato dalla difettosità di un collegamento elettrico superconduttore tra due magneti nell'anello dell'acceleratore. L'incidente si è verificato durante un test dei magneti. I sistemi di sicurezza hanno funzionato come previsto. Durante i test l'accesso al tunnel è rigorosamente vietato a tutti gli addetti, in modo da escludere qualsiasi rischio per le persone e per l'ambiente. Sono previste le stesse norme di sicurezza per l'esercizio ordinario dell'acceleratore. L'incidente del 19 settembre 2008 è stato trattato in un rapporto tecnico dettagliato disponibile sul sito del CERN.</p><p>4. Gli orientamenti strategici del CERN sono definiti nell'ambito di una collaborazione internazionale con istituti universitari di fisica. Gli obiettivi da perseguire e i fondi da stanziare sono stabiliti da assemblee scientifiche che dibattono, a volte aspramente, tenendo ampiamente conto dei principi democratici. Si tratta di un dibattito necessario, visto che questi stessi istituti di ricerca si assumono la responsabilità della progettazione, della costruzione e dell'esercizio dei rilevatori. Questo meccanismo si è innescato anche in rapporto agli esperimenti con l'acceleratore LHC. Al riguardo è opportuno rilevare che l'approvazione delle decisioni scientifiche di principio spetta sempre e comunque al consiglio del CERN. Le decisioni strategiche sono così sostenute anche dagli Stati membri che vengono coinvolti giocoforza nel dibattito scientifico. In caso di temi controversi, come l'attivazione dell'acceleratore LHC, vengono organizzati confronti tra sostenitori e oppositori.</p><p>5. Lo statuto giuridico del CERN in Svizzera è disciplinato dall'accordo di sede concluso l'11 giugno 1955 tra il Consiglio federale e il CERN e approvato dal Parlamento il 29 settembre 1955. Secondo l'articolo 6 dell'accordo, l'organizzazione gode dell'immunità per qualsiasi forma di azione giudiziaria. Questa immunità è istituita allo scopo di garantire, in qualsiasi circostanza, il libero funzionamento dell'organizzazione e la completa indipendenza dei suoi agenti (art. 22). In contropartita l'organizzazione è tenuta a prendere i provvedimenti necessari per regolare in modo soddisfacente le contestazioni (art. 24). Il CERN adempie a questo obbligo con la soluzione dell'arbitrato. Nonostante l'immunità giuridica di cui beneficia alla stregua di qualsiasi altra organizzazione intergovernativa, il CERN è responsabile dei danni derivanti dalla propria attività. Per tutelarsi ha stipulato un'assicurazione di responsabilità civile. I danni per i quali l'organizzazione sarebbe riconosciuta responsabile e che non sarebbero coperti dall'assicurazione verrebbero indennizzati attingendo dai fondi del bilancio, alimentato dai contributi degli Stati membri. Infine alla Svizzera non deriva alcuna responsabilità internazionale dall'attività dell'organizzazione o dagli atti dei suoi rappresentanti sul territorio elvetico (art. 25).</p>  Risposta del Consiglio federale.