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No alla castrazione chimica automatica nei confronti di stupratori e pedofili recidivi. Lo indica il Consiglio federale rispondendo al postulato del consigliere nazionale Pierre Rusconi (UDC) con cui chiedeva al Governo di esaminare il ricorso alla farmacologia per ridurre il rischio di ricaduta tra questi criminali una volta liberi.
Nella sua risposta, il Consiglio federale ricorda che la castrazione chimica per autori di reati sessuali viene praticata in Svizzera da decenni.
Stando alle esperienza raccolte nei cantoni, questo metodo non riduce il rischio di recidiva di tutti coloro che si macchiano di crimini a sfondo sessuale, precisa il Governo.
SDA-ATS