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In questo periodo, molti centri sciistici svizzeri registrano presenze record: gli alberghi sono pieni e gli impianti di risalita sono ben utilizzati.
Questi ottimi dati a breve termine nascondono però i problemi strutturali di cui soffrono le località alpine e sciistiche elvetiche.
Grazie all'abbondante neve caduta quest'anno, al bel tempo e alle basse temperature i pernottamenti di gennaio 2006 segnano un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, rilevano le associazioni turistiche.
"Svizzera turismo", la piattaforma nazionale per la promozione della Svizzera, pronostica, sulla base di queste cifre, che la stagione invernale sarà positiva.
Un buon inverno non significa un anno in attivo
Questi dati positivi non devono comunque far dimenticare che molte imprese che gestiscono impianti di risalita stanno attraversando un periodo difficile.
I gestori di questi impianti devono fronteggiare costi sempre più alti e devono fare nuovi investimenti. I prezzi per le carte giornaliere, settimanali e stagionali sono aumentati negli ultimi 5 anni di circa il 10%.
Negli ultimi anni, il turismo invernale svizzero attrae meno giovani sciatori e meno amanti dello snowboard. Le famiglie trascorrono sempre meno spesso o per meno tempo le loro vacanze in centri sciistici e invernali tradizionali svizzeri. Ciò si spiega solo parzialmente col fatto che i costi per alberghi e impianti di risalita, ma anche per gli equipaggiamenti sono sempre più elevati.
Promuovere le settimane bianche
Secondo "Svizzera Turismo" una misura importante per promuovere gli sport invernali tra i giovani sono le settimane bianche scolastiche. Alle scuole pubbliche svizzere mancano però sempre più spesso i soldi per organizzarle.
Secondo l'Ufficio federale dello sport, negli ultimi 10 anni è calato del 10% il numero delle colonie giovanili e sportive. Questa tendenza dovrebbe continuare anche nei prossimi anni. Attualmente si tengono solo 6000 campi di sci e la metà è sostenuta dalla Confederazione.
Offerte attraenti per invertire la rotta
Non mancano gli sforzi per contrastare questo calo. L'organizzazione "Pro sci" creata nel 2004 cerca, in collaborazione con le funivie svizzere, Swiss snowsport, Swiss sci, l'Associazione svizzera del turismo e altre organizzazioni di promuovere l'interesse per gli sport invernali con misure mirate e di semplificare l'accesso alle piste innevate alpine.
Per l'organizzazione di colonie è possibile accedere via internet ad una piattaforma dove si possono prenotare alloggi, insegnanti sportivi e cuochi locali.
Il prodotto "inverno"
Anche se molti giovani sono meno attratti dalla neve e dalle piste, il consumo globale del prodotto "inverno" da parte della popolazione svizzera è pur sempre impressionante.
Secondo uno studio dell'Istituto per i servizi pubblici e il turismo dell'università di San Gallo, gli svizzeri trascorrono ogni anno 24,1 milioni di giorni su piste.
In testa troviamo il Vallese (7,1 milioni di giorni), seguito da Grigioni (5,7 milioni). Subito dopo viene l'Oberland bernese (4,5 milioni) e la Svizzera centrale con 2,3 milioni di giornate. In coda troviamo le Alpi vodesi (1,2 milioni).
Lo studio mostra che le giornate redditizie sono suddivise tra poche regioni. Questo ha ripercussioni per tutto il settore.
Unirsi, ristrutturare e sopravvivere
Gli impianti di risalita al di sotto di una certa dimensione non riusciranno a sopravvivere. Circa i due terzi degli skilift e delle funivie potranno sopravvivere a medio termine se si fondono e se ristrutturano in tempo.
La maggior parte degli impianti sciistici svizzeri risale agli anni '70. Per motivi di sicurezza e confort, oggi questi impianti devono essere risanati e rinnovati. I costi annuali ammontano a circa 150-200 milioni di franchi.
Secondo calcoli fatti dalla organizzazione mantello delle funivie svizzere, la gestione di una funivia costa per anno e chilometro 10 milioni di franchi.
Non sono meno cari i costi per la preparazione delle piste da sci e da snowboard. Un chilometro costa 40 mila franchi all'anno. Se le piste sono innevate artificialmente si devono aggiungere altri 20 mila franchi a chilometro.
Bisogna fare i conti con l'Austria
Nella regione alpina, la concorrenza è molto dura per la conquistata di ogni sportivo invernale. Esperti del settore temono che a ridurre l'interesse per gli sport invernali non siano stati i costi per le piste e gli impianti di risalita, ma le offerte troppo care per il tutto compreso o i pacchetti.
I prezzi svizzeri sono superiori a quelli praticati dalla dura concorrenza austriaca.
swissinfo: Erwin Dettling, Zurigo
traduzione: Anna Luisa Ferro Mäder
Fatti e cifre
In Svizzera, ci sono circa 650 imprese che gestiscono circa 2400 funivie e skilift.
Le imprese delle funivie occupano circa 11 mila persone e hanno un giro d'affari di circa 840 milioni di franchi all'anno.
La funivia che trasporta annualmente il maggior numero di passeggeri (3 milioni di persone) è quella che da Lugano città porta alla stazione ferroviaria. Al secondo posto c'è la funivia del Politecnico di Zurigo (1,6 milioni).
Il tragitto più corto (105 metri) è percorso dalla funivia del Marzili a Berna. Il più lungo (9482 metri) collega Zermatt con il piccolo Cervino.