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Su circa 2,8 milioni di dosi di vaccino inoculate, finora sono 1953 le notifiche di casi sospetti di effetti indesiderati dei due preparati anti-Covid approvati in Svizzera. Di queste, 1252 sono classificate come "non serie", mentre 701 sono state giudicate più gravi.
I dati raccolti e pubblicati oggi da Swissmedic, l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici, indicano che "le notifiche di effetti indesiderati finora ricevute e analizzate non incidono sul profilo rischi-benefici positivo dei vaccini utilizzati in Svizzera".
Le reazioni più comuni notificate nei casi classificati come "seri" sono state febbre, cefalea/emicrania, dispnea (difficoltà a respirare), herpes zoster (causato dalla riattivazione del virus della varicella zoster), affaticamento, dolori muscolari, malessere, ipersensibilità/reazioni anafilattiche, nausea, brividi di freddo, vomito e aumento della pressione sanguigna.
Spesso, una singola notifica può anche riportare più di una reazione, spiega Swissmedic in un comunicato, precisando che in totale finora sul totale delle notifiche sono state registrate 5118 reazioni (ossia una media di 2,6 reazioni per notifica).
Delle 1953 notifiche, 870 si riferiscono al preparato di Pfizer/BioNTech e 1061 a quello di Moderna. In 22 casi non viene invece specificato il vaccino.
Le notifiche confermano il profilo di effetti collaterali noto dagli studi di omologazione e menzionato nelle informazioni sul medicamento, sottolinea Swissmedic, rimarcando ulteriormente come i benefici siano superiori ai rischi.
Attualmente, del totale di dosi somministrate, solo nello 0,07% dei casi sono state segnalate notifiche di casi sospetti. Una quota che scende a poco più dello 0,02% per i casi più seri. Tuttavia, spiega Swissmedic, il tasso di notifica approssimativo dovrebbe attestarsi attorno allo 0,1%. Prendendo i dati delle scorse settimane - poiché spesso gli effetti indesiderati vengono notificati con ritardo e la loro valutazione accurata richiede tempo - si registra in media solo una notifica ogni mille dosi iniettate.
Le notifiche riguardavano in gran parte le donne (69,2%), il 27,8% gli uomini e in alcune notifiche (3,1%) non è stato indicato il genere, precisa la nota.
Le persone colpite da effetti indesiderati avevano in media 64,8 anni e il 38,1% di essi aveva un'età pari o superiore ai 75 anni. Nei casi classificati come seri - 701 in totale - l'età media è salita a 67,7 anni.
In 76 casi seri le persone sono decedute a differenti intervalli di tempo dalla vaccinazione. Swissmedic però chiarisce: a provocare il decesso di queste persone - che avevano in media 82 anni e nella maggior parte dei casi gravi patologie pregresse - sono state malattie che si manifestano a prescindere dalle vaccinazioni come infezioni, eventi cardiovascolari o malattie polmonari e respiratorie.
Anche a livello internazionale, non vi sono al momento indicazioni atte a confermare che i due vaccini a mRNA - Pfizer e Moderna - siano all'origine di un aumento dei casi di morte, spiega l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici.
Le notifiche sono state esaminate da Swissmedic in collaborazione con i centri regionali di farmacovigilanza, in particolare con il centro di riferimento ticinese presso l'Ente ospedaliero cantonale (EOC).