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Il piccolo azionista, o meglio l'azionista privato ha diverse possibilità di far sentire la propria voce. Spesso però non le conosce.
Hans-Jacob Heitz e la sua associazione dimostrano che anche i piccoli, se si uniscono, possono vincere.
Cosa potrà mai valere un diritto di voto ad un'assemblea generale degli azionisti di una grande società di fronte ai giganti istituzionali e alle banche? Domanda legittima che potrebbe porsi un ipotetico piccolo azionista.
"A condizione di essersi adeguatamente preparati e raggruppati in precedenza, ognuno può contribuire ai destini di un'azienda", risponde l'avvocato zurighese alla testa dell'Associazione di difesa degli investitori svizzeri (SVSA) che oggi conta circa 1500 soci.
"Ogni azionista ha il diritto di essere informato, di porre domande e di esigere risposte scritte o orali dai propri manager, di proporre dei nuovi consiglieri d'amministrazione", sottolinea Heitz. "Chi riesce a riunire azionisti per un equivalente di capitale nominale di almeno 1 milione di franchi può poi inserire delle trattande all'ordine del giorno e richiedere delle revisioni straordinarie".
Diversi successi
La SVSA è nata un anno e mezzo fa esclusivamente a protezione degli azionisti della moribonda Swissair. "Quando, in occasione dell'assemblea generale della compagnia aerea siamo riusciti ad ottenere una revisione straordinaria, l'eco si è diffusa", ricorda Hans-Jacob Heitz.
"Allora abbiamo ricevuto richieste d'aiuto da parte di molti azionisti di altre società. Oggi, oltre alla Swissair/Swiss, ci occupiamo di ABB, Credit Suisse, Zürich Financial Services e Rentenanstalt".
E i successi per la SVSA non mancano. Dopo le azioni, tutt'ora in corso, riguardanti Swissair, l'avvocato Heitz ed i suoi sono stati in prima fila nell'allontanamento di Rolf Hüppi e di Lukas Mühlemann dalle rispettive società.
Ed ora hanno già annunciato che richiederanno un nuovo consiglio d'amministrazione per il gruppo Rentenanstalt/Swiss Life.
Un nuovo Robin Hood?
Perché questa missione? Perché un avvocato borghese e concretamente liberale come Heitz si è lanciato in una tale "crociata" contro gli abusi e le eventuali malefatte di potenti consiglieri d'amministrazione?
La stampa, in passato, lo ha spesso paragonato ad una specie di Robin Hood dell'era moderna. Lui cosa pensa di questo accostamento?
"Non ci siamo. Sono un professionista, sono stato un imprenditore, conosco il mondo dell'economia svizzera", puntualizza Hans-Jacob Heitz. "Con il mio team, agisco dunque nell'interesse dell'economia e della cultura manageriale. Episodi come quelli contro i quali ci battiamo, oltre ai singoli azionisti, danneggiano la credibilità del sistema e dunque l'intero mondo imprenditoriale svizzero. Altro che Robin Hood...".
Marzio Pescia, swissinfo