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Scambio di quote di emissioni dell’UE: conferito il mandato negoziale per l’adesione
Berna, 16.12.2009 - Durante la sua seduta odierna, il Consiglio federale ha deciso di avviare le trattative per l’adesione della Svizzera al sistema europeo di scambio di quote di emissioni. L’obiettivo è di stipulare un accordo bilaterale che parifichi i diritti di emissioni delle aziende svizzere e di quelle della zona UE ancora prima del 2013.
Dal 2008, il DATEC sta conducendo dei colloqui esplorativi sull'adesione della Svizzera al sistema di scambio di quote di emissioni dell'Unione europea. A fine luglio 2009, il Consigliere federale Leuenberger e il Commissario europeo dell'ambiente Dimas ne hanno discusso ribadendo l'interesse reciproco. Il Consiglio federale ha conferito in data odierna il mandato per avviare i negoziati con la Commissione europea. L'obiettivo è di fissare il riconoscimento reciproco dei crediti di emissione in un accordo bilaterale. In una fase successiva saranno consultate le Commissioni della politica estera del Consiglio nazionale e di quello degli Stati.
Due sistemi, un mercato
Sia la Svizzera che l'Unione europea dispongono attualmente di un sistema di scambio di quote di emissioni chiuso (v. riquadro). Le aziende svizzere non possono quindi trasferire i crediti di emissione dall'Unione europea né vendere i propri diritti all'interno della stessa. La situazione cambierà al più tardi a partire dal 2012: il Consiglio federale intende rafforzare lo strumento dello scambio di quote di emissioni per la futura politica climatica ed estenderlo ad altri settori e fonti di emissione in vista di un suo adattamento a quello dell'Unione europea. In futuro, oltre alle aziende con un elevato consumo energetico, attualmente esonerate dalla tassa sul CO2 e attive nello scambio di quote di emissioni, dovrebbero poter essere integrate in tale sistema anche le raffinerie, determinati impianti di approvvigionamento energetico e dell'industria chimica nonché il trasporto aereo. A fine agosto 2009, il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento l'apposita modifica della legge sul CO2 per il periodo successivo al 2012.
Ripercussioni sull'economia
Le ripercussioni economiche sono paragonabili a una liberalizzazione del mercato dei beni. Le aziende integrate nel sistema di scambio di quote di emissioni potrebbero accedere a un mercato più importante e con maggiore liquidità e godere, quindi, di una più elevata flessibilità per adempiere i propri impegni di riduzione. In linea di massima si parte dal principio che in ampie parti dell'Unione europea i costi di riduzione per tonnellata di CO2 siano inferiori a quelli registrati in Svizzera. Questo fatto favorisce soprattutto le industrie con un elevato consumo energetico, come i cementifici o gli impianti di trattamento degli oli minerali.
Secondo uno studio commissionato dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) alla FirstClimate & Econability, l'adesione della Svizzera al sistema europeo di scambio di quote di emissioni deve essere valutato positivamente per il complesso dell'economia nazionale. Poiché i margini di cui la Svizzera dispone per ridurre le emissioni sono limitati, l'interesse all'adesione aumenta con la crescente necessità di ridurre le emissioni. Tale aspetto diventerà sempre più importante nel medio-lungo periodo.
RIQUADRO:
Sistema di scambio di quote di emissioni
L'attuale normativa svizzera in base alla legge sul CO2
La tassa sul CO2 applicata dal 1° gennaio 2008 ai combustibili costituisce la base dell'attuale sistema nazionale di scambio di quote di emissioni. Le aziende svizzere possono essere esentate dal pagamento di tale tassa se si impegnano formalmente a ridurre le loro emissioni di CO2. Dette aziende ricevono diritti di emissione negoziabili. Se riducono le loro emissioni di CO2 oltre l'obiettivo fissato, le aziende possono vendere le quote eccedenti sul mercato del CO2. Se per contro non riescono a raggiungere tale obiettivo devono acquistare crediti supplementari.
Direttiva dell'Unione europea sullo scambio di quote di emissioni
Dal 2005, oltre 10 000 gestori di grandi impianti industriali hanno aderito al sistema europeo di scambio di quote di emissioni, il quale copre circa il 45 per cento delle emissioni di gas serra dell'Unione europea. In seguito al cambiamento di rotta intrapreso dall'Unione europea nella primavera 2009 in materia di politica climatica è certo che lo scambio di quote di emissioni rimarrà l'elemento centrale di tale politica e che verrà ulteriormente esteso anche dopo il 2012. A partire da tale data, il sistema di scambio di quote di emissioni interesserà ad esempio anche il trasporto aereo.
La direttiva europea sullo scambio di quote di emissioni prevede la possibilità di concludere accordi con Paesi terzi a condizione che dispongano di un sistema di scambio compatibile con quello dell'Unione europea.
Indirizzo cui rivolgere domande
Andrea Burkhardt, capo della sezione Clima, UFAM, tel. 079 687 11 64
Tilman Renz, capo dell’informazione, Ufficio dell’integrazione DFAE/DFE, tel. 031 322 26 40
Pubblicato da
Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
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