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Lo scorso anno è aumentato in Svizzera il numero dei residenti stranieri. Gli europei dell’Est aggirano i contingenti tramite permessi di soggiorno di breve durata. I partiti chiedono nuove misure per controllare la situazione.
Malgrado lo scorso maggio il Consiglio federale abbia deciso di limitare l’afflusso di cittadini europei tramite una speciale clausola di salvaguardia, le cifre dell’Ufficio federale delle migrazioni da gennaio a novembre 2012 fanno stato di 78’000 nuovi residenti.
Il record, che aveva fatto seguito all’introduzione della libera circolazione delle persone con l’Unione europea, appartiene al 2008, quando in Svizzera erano giunti 100’000 nuovi residenti.
La crescita migratoria proviene essenzialmente dall’Unione europea, più precisamente dai paesi UE-8 : Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, per i quali in maggio il governo aveva introdotto contingenti dei permessi di dimora annuali.
La misura adottata dal Consiglio federale viene aggirata dai cittadini di questi paesi attraverso la richiesta di permessi di soggiorno di breve durata, non soggetti a contingentamento.
La maggior parte dei partiti di governo chiede nuove restrizioni, anche se queste potrebbero contrariare l’Unione europea.
Philip Müller, presidente del PLR, ritiene che il Consiglio federale debba invocare ancora la clausola di salvaguardia e contingentare i soggiorni di breve durata. Un’opinione sostenuta anche da PPD e UDC.
(Fonte : Le Matin.ch)