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Per permettere anche ai "casi sociali difficili" di captare i canali TV non più ricevibili via etere, SRG SSR idée suisse dovrà finanziare loro le antenne satellitari. Lo ha deciso il DATEC.
Il consigliere federale Moritz Leuenberger, capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) intende obbligare SRG SSR idée suisse a contribuire finanziariamente all'installazione di antenne paraboliche da parte di utenti in «condizioni sociali difficili». Si tratta di una vittoria parziale per le associazioni di protezione dei consumatori. Resta tuttavia ancora da definire la nozione di «condizioni sociali difficili».
Dalla diffusione via etere a quella satellitare
La SSR ha deciso di abbandonare la diffusione via etere tramite ripetitori delle reti televisive di altre regioni linguistiche, puntando tutto sul satellite. Chi finora riceveva i canali televisivi nazionali tramite una normale antenna, per continuare a captare quelli delle altre regioni linguistiche deve dunque munirsi di un'antenna parabolica oppure di un allacciamento via cavo.
Rispondendo a una domanda del consigliere nazionale Peter Jossen (PS/VS), Moritz Leuenberger ha affermato lunedì in parlamento che la SSR dovrà contribuire finanziariamente alla trasformazione nei casi di utenti in condizioni difficili. Questi ultimi «sono persone che, nonostante beneficino di una rendita AVS o AI, hanno un reddito inferiore al minimo vitale e perciò non devono pagare alcun canone», ha indicato mercoledì Bernhard Bürki, portavoce dell'Ufficio federale delle comunicazioni (Ufcom).
Soprattutto ticinesi e romandi nella Svizzera tedesca
Per la SSR conta anche un altro criterio. «Il richiedente deve certificare chiaramente l'esecuzione della trasformazione e gli investimenti effettuati», ha precisato la portavoce della società radio-televisiva Josefa Haas. Per il momento la portavoce non è in grado di dire a quanto ammonterà il contributo della SSR.
L'Ufcom valuta a circa 10mila gli abbonati che seguono i programmi televisivi di altre regioni linguistiche via etere. Si tratta soprattutto di ticinesi e romandi che abitano nella Svizzera tedesca.
Nonostante la vittoria parziale, in un comunicato diramato mercoledì le organizzazioni per la protezione dei consumatori denunciano lo smantellamento degli impianti tradizionali costituisce una violazione della concessione.
swissinfo e agenzie