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Il Gran Consiglio grigionese ha accolto oggi con 97 voti contro 17 lo stanziamento di un credito di 25 milioni di franchi, di cui nove a carico del Cantone, per le spese legate alla candidatura alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali del 2026. Si sono opposti solo i deputati socialisti. Il popolo sarà chiamato ad esprimersi il prossimo 12 febbraio. Durante il dibattito, il PS ha chiesto che gli ambienti economici, all'origine del progetto, partecipassero al credito con 4,5 milioni di franchi: il parlamento si è opposto con 98 voti contro 17.
Dei 25 milioni, destinati a coprire le spese legate alla fase di candidatura fino all'aggiudicazione dei Giochi nell'estate del 2019, nove sono a carico del Cantone, sostengono Governo e parlamento. Swiss Olympic (ente che è simultaneamente Comitato nazionale olimpico e Associazione delle federazioni sportive svizzere che rappresentano discipline olimpiche e no) e la Confederazione in teoria verseranno ciascuno otto milioni di franchi.
La partecipazione finanziaria della Berna federale non è ancora acquisita: dovrà essere oggetto di discussioni, ha detto in parlamento Jon Domenic Parolini (PBD), capo del Dipartimento cantonale dell'economia pubblica e socialità (DEPS). Se gli elettori retici accetteranno il credito in febbraio, saranno nuovamente chiamati ad esprimersi in votazione, probabilmente nell'autunno del 2018, sui piani relativi all'infrastruttura e alla sicurezza. Questa seconda consultazione popolare è però subordinata alla scelta del progetto grigionese da parte di Swiss Olympic quale candidato elvetico alle olimpiadi invernali del 2026.
Il progetto retico è promosso dall'associazione Olympia Graubünden 2026, costituita dagli ambienti economici, in particolare l'unione grigionese delle arti e mestieri, la camera di commercio, l'associazione degli imprenditori dei Grigioni e Hotelleriesuisse Grigioni. Prevede l'utilizzo delle infrastrutture esistenti e del know-how disponibile nei Grigioni per l'organizzazione di grandi manifestazioni. È pure previsto lo sfruttamento di impianti fuori cantone, ad esempio a Zurigo.
Dalla votazione popolare del marzo 2013, quando i cittadini retici respinsero di misura (52,7% dei voti) la candidatura per le Olimpiadi invernali del 2022 a St. Moriz e Davos, la situazione economica è nettamente peggiorata, sostiene il mondo economico.
Questo argomento ha pure dominato il primo giorno di dibattito, ieri, in Gran Consiglio. Parolini ha affermato che non vi è una reale alternativa ai Giochi olimpici per generare impulsi economici di cui tutto il cantone, soprattutto la periferia, ha bisogno. Il parlamento lo ha seguito bocciando, con 98 voti contro 17, una richiesta socialista di rinvio del progetto al Governo. Il gruppo socialista ha sottolineato di non essere contrario per principio alla manifestazione, ma di auspicare maggiore trasparenza e informazioni supplementari, per esempio a proposito dell'impegno preso con la città di Zurigo come partner esterno. Oggi, prima del voto sul credito, i contenuti del dibattito non sono cambiati.
Seguendo il parere del Governo, il Gran Consiglio aveva già adottato lo scorso dicembre a larga maggioranza (73 voti contro 13) una mozione a sostegno di una candidatura retica per il 2026. Negli ultimi decenni i progetti olimpici nei Grigioni però si sono scontrati con la volontà popolare. Prima della votazione del marzo 2013, nel 1980 i "no" avevano raggiunto il 77% dei voti. Stesso risultato nel 1986 in votazioni comunali per una candidatura doppia St. Moritz/Davos.
Complessivamente le candidature svizzere per i Giochi invernali del 2026 sono quattro: oltre a quella dei Grigioni, ci sono The Swiss Winter Games (Cantoni romandi e Berna), Switzerland 2026 (multiregionale) e 2026 - Games for our future (con competizioni in tutta la Svizzera). I relativi dossier devono essere trasmessi entro il 15 dicembre a Swiss Olympic, che ne sceglierà uno il prossimo marzo. L'inoltro ufficiale di una candidatura svizzera al Comitato olimpico internazionale (CIO) è prevista all'inizio del 2018 e l'elezione del sito si terrà nel luglio 2019.
Venerdì scorso il Consiglio federale ha proceduto a un primo esame della possibile candidatura svizzera. Per verificarne la fattibilità, ha deciso di creare un gruppo di lavoro interdipartimentale. Il governo rileva che le Olimpiadi invernali potrebbero rappresentare una grande opportunità per lo sport, l'economia e la società in Svizzera. Nel contempo l'esecutivo è consapevole che una manifestazione sportiva di tali dimensioni non può essere realizzata senza il sostanziale sostegno del settore pubblico.
Finora la Svizzera ha ospitato due volte i Giochi olimpici invernali e sempre a St. Moritz, nel 1928 e nel 1948. Sion (VS) ha presentato due candidature senza però riuscire a ottenere la manifestazione: nel 2002 i Giochi erano stati attribuiti a Salt Lake City (Utah, Usa) e nel 2006 a Torino (I). A Losanna nel 1988 gli elettori avevano bocciato un progetto con una maggioranza del 62%.
(Ats)