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E il rischio di contagio è ben mille volte più basso che durante una cena con otto persone
Lo mostra il risultato di uno studio del Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA)
BERNA - Il rischio di contrarre il coronavirus durante una risalita in cabinovia di dodici minuti è cento volte inferiore a quello di una giornata lavorativa di otto ore in un ufficio di due persone. È il risultato di uno studio realizzato dal Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA) sulle funivie di Engelberg (OW).
La ricerca ha anche permesso di stabilire che il rischio è circa mille volte più basso che durante una cena con otto persone in un locale con finestre chiuse. Tale dato parte dal presupposto che le finestre della cabina siano aperte.
I ricercatori dell'EMPA, guidati da Ivan Lunati, hanno utilizzato sensori mobili per misurare il ricambio d'aria su tre cabine di diverse dimensioni: una piccola per un massimo di otto sciatori con un volume di cinque metri cubi, una media di quaranta metri cubi e una più grande di cinquanta metri cubi per circa ottanta passeggeri ciascuna.
Il test ha permesso di scoprire che, con le finestre aperte, l'aria viene scambiata 138 volte all'ora nella cabina più piccola, 180 volte in quella media e solo 42 volte in quella più grande. La scarsa ventilazione di quest'ultima si spiega con il fatto che dispone solo di piccoli lucernari sul tetto e di nessuna finestra apribile sui lati.
Tale dato è comunque notevolmente più elevato rispetto a quello di un vagone ferroviario passeggeri, dove l'aria viene cambiata mediamente solo da 7 a 14 volte all'ora. In un ufficio solo due volte all'ora.
Per le tre diverse cabine, il rischio di contrarre il coronavirus in caso di altri passeggeri contaminati è più o meno simile. Ciò è dovuto al fatto che i tragitti con le grandi funivie durano meno di quelli con le cabinovie. Con le finestre chiuse, il rischio aumenta però notevolmente, avverte Lunati.
Da notare, infine, che il rischio è stato calcolato per il caso in cui le persone non indossano mascherine protettive, che se portate correttamente forniscono un'ottima protezione, soprattutto contro l'emissione delle goccioline più grandi, quelle prodotte quando si parla, ha spiegato Lunati a Keystone-ATS.