Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/93708

<h2>SubmittedText<h2><p>La rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica a partire da fonti rinnovabili è disciplinata dall'ordinanza del 14 marzo 2008 sull'approvvigionamento elettrico. Essa si applica a partire dal 1° gennaio 2009 agli impianti messi in esercizio dopo il 1° gennaio 2006.</p><p>Nella "Newsletter" numero 8 pubblicata dall'Ufficio federale dell'energia (UFE) nel settembre dal 2008, i gestori e i promotori di questi impianti hanno appreso che l'IVA è oramai inclusa nella rimunerazione, contrariamente a quanto avviene nel sistema di finanziamento dei costi supplementari (FCS) che è sempre in vigore per gli impianti messi in esercizio prima del 1° gennaio 2006.</p><p>In altre parole, ciò significa una riduzione del 7,6 per cento della rimunerazione per l'immissione in rete a copertura dei costi (RIC) decisa dal Parlamento.</p><p>Sulla base di queste considerazioni, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che:</p><p>1. l'IVA è riscossa due volte sullo stesso prodotto, visto che il consumatore finale la paga sulla RIC?</p><p>2. essendo l'IVA inclusa nella RIC, in caso di futuri aumenti dell'aliquota IVA verrà conseguentemente modificato anche il prezzo a copertura della produzione?</p><p>3. esiste una disparità di trattamento tra i produttori sottoposti al regime FCS e quelli sottoposti al regime RIC?</p><p>4. l'obiettivo fissato dal Consiglio federale di produrre 5400 gigawattore di energia elettrica da fonti rinnovabili non potrà essere raggiunto, visto il basso rendimento finanziario di un gran numero di impianti sottoposti al regime RIC?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'imposta sul valore aggiunto (IVA) è un'imposta sul consumo. Solo il consumo alla fine di una catena produttiva dovrebbe essere gravato dell'imposta. Questo obiettivo è raggiunto, poiché ogni anello della catena può dedurre, a titolo di imposta precedente, l'IVA gravante sui suoi acquisti dall'imposta dovuta sulla cifra d'affari. Finché ogni anello di una catena produttiva assoggetta all'imposta tutte le sue operazioni e di conseguenza può dedurre tutte le imposte precedenti, non sussistono oneri fiscali (tassa occulta) nella catena produttiva.</p><p>1. In base all'ordinanza sull'energia del 7 dicembre 1998 (RS 730.01), l'Ufficio federale dell'energia (UFE) calcola l'ammontare della rimunerazione per l'immissione in rete a copertura dei costi (RIC) che spetta ai singoli produttori di energia rinnovabile per l'immissione della stessa in rete. Nella RIC è compresa l'IVA del 7,6 per cento perché l'UFE considera quest'imposta un fattore di costo. Ciò è confermato anche da una decisione dell'EIcom, reperibile sul suo sito Internet.</p><p>I produttori di energia rinnovabile vendono l'energia al gruppo di bilancio per le energie rinnovabili che è contrattualmente tenuto a pagarla secondo la rimunerazione per l'immissione in rete a copertura dei costi, stabilita dall'UFE per ogni singolo produttore.</p><p>Se è assoggettato all'imposta, il produttore fattura al gruppo di bilancio per le energie rinnovabili la rimunerazione che gli spetta esponendo chiaramente l'importo dell'IVA. Il gruppo di bilancio chiede in restituzione all'AFC come imposta precedente l'IVA trasferita. Questa procedura è neutrale sotto il profilo dell'imposta sul valore aggiunto. Tra l'altro, il produttore di energia rinnovabile assoggettato all'imposta può dedurre tutte le imposte precedenti che gravano sui suoi investimenti (costruzione dell'impianto ecc.). Poiché si può beneficiare della RIC soprattutto per gli impianti nuovi o quelli ampliati, la deduzione delle imposte precedenti sugli investimenti genera notevoli risparmi.</p><p>Se non raggiunge la cifra d'affari di 75 000 franchi e quindi non è assoggettato all'IVA, il produttore non deve pagare detta imposta sulla sua RIC. In tal caso, non può però nemmeno dedurre le imposte precedenti gravanti sui suoi investimenti. Il produttore non assoggettato all'imposta non è pertanto favorito rispetto al produttore contribuente.</p><p>Le imposte precedenti non deducibili del produttore non assoggettato all'imposta non confluiscono nel prezzo finale come tassa occulta, poiché nella determinazione della RIC non sono considerate fattori di aumento del prezzo. L'IVA sulla RIC è dunque pagata una sola volta dal consumatore finale nella sua bolletta dell'elettricità. Nella catena di creazione del valore aggiunto non si genera alcun cumulo di imposte indesiderato.</p><p>2. Un aumento dell'aliquota IVA, come quello previsto in relazione al risanamento dell'AI, comporta una riduzione della RIC per ogni singolo produttore. In caso di modifica dell'aliquota, l'UFE prenderà in esame l'adeguamento del tasso di rimunerazione.</p><p>3. L'attuale finanziamento dei costi supplementari (FCS) si differenzia radicalmente dal modello della RIC. Quest'ultima è calcolata come tariffa a copertura dei costi dei produttori di energia rinnovabile. Il FCS compensa i costi supplementari che le imprese incaricate dell'approvvigionamento energetico sopportano a causa della remunerazione garantita per l'energia prodotta dai produttori indipendenti. Per questo motivo, i sistemi non sono paragonabili e non si può avere una disparità di trattamento a livello di imposta sul valore aggiunto.</p><p>4. Il numero di notifiche, sorprendentemente alto, ha superato tutte le aspettative. Pertanto, la preoccupazione che il numero di progetti notificati sarebbe esiguo è ingiustificata e il rendimento degli oltre seimila progetti notificati è pressoché indubbio. Si sono potute emettere decisioni positive per una probabile produzione di 4067 gigawattore. L'obiettivo ancorato nella legge di un aumento di 5400 gigawattore fino al 2030 della produzione di energia non deve basarsi solo sul meccanismo della rimunerazione per l'immissione in rete di energia; anche la produzione sul mercato dell'energia ecologica può contribuire a ottenere tale aumento. Inoltre, per conseguire questo obiettivo, dal 2016 il Consiglio federale potrà esigere dalle imprese incaricate dell'approvvigionamento energetico quote di energia da fonti rinnovabili.</p>  Risposta del Consiglio federale.