Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/169651

<h2>SubmittedText<h2><p>Le azioni del cittadino algerino Rachid Nekkaz in Ticino non vanno forse qualificate come istigazione alla violazione del divieto di dissimulare il viso su area pubblica (art. 2 lett. i LOrP TI) e, in caso affermativo, non meritano la pronuncia di un divieto d'entrata in applicazione dell'articolo 67 capoverso 2 lettera a della legge federale sugli stranieri?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 2 della legge del Canton Ticino sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici, entrata in vigore il 1° luglio 2016, è punito con una multa da 100 a 10 000 franchi chiunque dissimula il proprio volto negli spazi pubblici. L'articolo 5 capoverso 3 dichiara esplicitamente punibili il tentativo, la complicità e l'istigazione a commettere tale infrazione.</p><p>Spetta alle autorità inquirenti cantonali giudicare se un'azione viola una disposizione penale cantonale. Per quanto riguarda il divieto di dissimulare il volto, la competenza spetta in primo luogo alle autorità comunali. In virtù di una decisione che condanna Rachid Nekkaz per violazione del divieto di dissimulare il volto, la Segreteria di Stato della migrazione potrebbe vagliare se emanare un divieto d'entrata in virtù dell'articolo 67 capoverso 2 lettera a della legge federale sugli stranieri. Tuttavia, in considerazione del principio di proporzionalità, di norma una violazione isolata non giustificherebbe all'atto pratico l'emanazione di un divieto d'entrata.</p><p>Infrazioni ripetute che dimostrano una palese inosservanza di prescrizioni legali e decisioni delle autorità (art. 80 cpv. 1 lett. a dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa) possono comportare l'emanazione di un divieto d'entrata, indipendentemente dalla cittadinanza dell'interessato.</p>  Risposta del Consiglio federale.