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Sono pienamente partecipe!
Per Anu Sivaganesan, acquisire la nazionalità svizzera contribuisce a «farsi un’identità».
Ormai la giovane si è fatta strada in Svizzera, partecipa alla vita del paese e ha il diritto di voto, annuncia quasi euforica.
Bisogna accontentarsi di quello che si ha – un passaporto mi basta
Ha optato per il passaporto rossocrociato; dal 2009, è una cittadina svizzera.
Era arrivata in Svizzera con sua madre all’età di 12 anni nell’ambito di un classico ricongiungimento familiare. Suo padre e suo fratello sono arrivati all’inizio degli anni 90 a causa della situazione politica nello Sri Lanka.
Andare a scuola in Svizzera è stata una sfida e da un giorno all’altro, non era più la prima della classe. Oggi, la giovane avvocatessa è felice di aver potuto raggiungere i suoi obiettivi scolastici in Svizzera.
Attualmente sta scrivendo la sua tesi, un confronto tra sei paesi, compreso lo Sri Lanka, in merito alle misure prese contro il matrimonio forzato.
Anu Sivaganesan non ha mai avuto nostalgia del suo paese
Ritornare nello Sri Lanka non è mai stata una possibilità presa in considerazione.Per la donna, acquisire la nazionalità svizzera contribuisce a «farsi un’identità». Ormai la giovane si è fatta strada in Svizzera, partecipa alla vita del paese e ha il diritto di voto, annuncia quasi euforica. Sono pienamente partecipe!
Naturalmente, le sue origini srilankesi sono sempre presenti e la conducono a confrontare identità e patria.
Sivaganesan stima che troppa identità possa essere pregiudizievole, per esempio quando un patriottismo esacerbato costituisce un fattore di esclusione.
Al contrario, poca identità impedisce l’integrazione.