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Crisi umanitaria
CICR via da Mariupol: impossibile operare, Maurer
I collaboratori del CICR hanno dovuto lasciare la settimana scorsa la città assediata di Mariupol, in Ucraina, a causa della situazione drammatica in cui si trova.
Non è «più possibile svolgervi un lavoro umanitario ragionevole», ha affermato oggi il presidente dell'organizzazione Peter Maurer.
Intervistato dalla RTS di ritorno a Ginevra dopo una visita di cinque giorni in Ucraina, Maurer ha aggiunto che ora il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) aspetta che i belligeranti forniscano garanzie per permettere un ritorno nella città sul Mare d'Azov.
«La situazione nella città (di circa 350'000 persone, per lo più russofoni) è estremamente complessa. Entrambe le parti l'hanno resa una questione di prestigio, e le evacuazioni sono molto difficili», ha proseguito Maurer.
Su altri fronti, i team del CICR sono stati in grado di trovare accordi con i belligeranti per evacuare decine di migliaia di persone. «Incoraggiamo entrambe le parti a parlarsi, ma abbiamo bisogno di qualcosa di più delle intenzioni (per garantire la sicurezza dei civili)», ha detto Maurer. Le strade sono spesso disseminate di munizioni.
La situazione è tesa anche a Lviv, con un'insicurezza ormai diffusa che probabilmente renderà ancora più difficili le condizioni per fornire aiuti umanitari nelle prossime settimane, secondo il CICR.
Le esigenze in Ucraina sono diverse da quelle di altri conflitti, ha poi aggiunto Maurer, precisando che la situazione è in qualche modo paragonabile a quella della Siria dieci anni fa. «Oggi la Siria è un paese povero. Spero che non si arrivi a questo punto in Ucraina».
mh, ats