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Con un gesto "rivoluzionario" a metà degli anni Settanta Roland Barthes recupera un sentimento considerato inattuale in tempi di esasperato oggettivismo, dedicandogli forse il suo libro più famoso: "Frammenti di un discorso amoroso".
Il saggio, uscito nel 1977, è difficilmente classificabile, come molti dei testi del semiologo francese che è considerato un maître à penser del secondo Novecento in Francia.
L'amore non è soltanto un sentimento, ma un discorso, conosciuto da tutti, eppure ignorato, o peggio schernito perché caratterizzato da luoghi comuni apparentemente banali. Luoghi comuni di cui Barthes svela i retroscena e i significati, attraverso l'autobiografia e l'intertestualità, inventando una forma che rende questo saggio ancora attuale e unico nel suo genere.
Il semiologo Gianfranco Marrone ci guida attraverso il testo di Barthes.