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Siamo al penultimo giorno di sessione prima delle Federali di ottobre
BERNA - Penultimo giorno di sessione oggi prima delle elezioni federali di ottobre per il rinnovo del Parlamento. Piatto forte al Consiglio nazionale - dalle 08.00 fino alle 19.00 - sarà in apertura dei dibattiti le misure di contenimento dei costi sanitari.
Saranno discusse misure riguardanti le reti di cure, i modelli di prezzo e la trasmissione elettronica delle fatture. Oltre a ciò il programma prevede tutta una serie di atti parlamentari legati alle cure e alla salute. Nel menù anche una sfilza di mozioni e postulati di pertinenza del Dipartimento federale degli affari esteri.
Centri ginevrini
Al Consiglio degli Stati, dalle 08.15 con un'eventuale - ma probabile - continuazione anche nel pomeriggio, i "senatori" dovrebbero concedere un ulteriore credito per il periodo 2024-2027 per un ammontare di 129,7 milioni di franchi a favore del Centro di politica di sicurezza, del Centro internazionale di sminamento umanitario e del Centro per il controllo democratico delle Forze armate, tutti ubicati a Ginevra. Dalla loro fondazione, i tre istituti sono assurti a centri di competenza riconosciuti a livello mondiale.
Materiale bellico
In seguito, il programma contempla una mozione a sostegno della società civile iraniana e un'altra che chiede di introdurre deroghe nella legge sul materiale bellico affinché si possano esportare armi anche in Paesi in guerra (leggi: Ucraina).
L'atto parlamentare vorrebbe introdurre nella Legge sul materiale bellico una deroga di divieto di esportare che verrebbe concessa in circostanze eccezionali e se necessaria per salvaguardare gli interessi di politica estera o di sicurezza del Paese.
Caro-affitti e Legge CO2
Altro tema scottante sui banchi dei "senatori" sono una serie di mozioni inoltrate dalla sinistra per contrastare il caro-affitti. Il Nazionale, che ha già trattato interventi simili, non ha voluto saperne di modificare la prassi attuale.
Ultimo tema all'ordine del giorno: la revisione della Legge sul CO2, il cui esame è cominciato lunedì. L'obiettivo dell'esercizio è dimezzare entro sette anni le emissioni di gas serra rispetto al valore registrato nel 1990. Il progetto consente alla Confederazione di investire negli anni in questione complessivamente circa 4,1 miliardi di franchi nella protezione del clima. L'aliquota di 120 franchi per tonnellata di CO2 rimane invariata.
Le decisioni già prese
Finora, la Camera dei cantoni ha stabilito che la riduzione delle emissioni dovrà farsi per due terzi due terzi in Svizzera e un terzo all'estero. Circa i valori obiettivo di CO2 applicabili alle nuove automobili, nel 2030 le emissioni delle vetture, in riferimento al valore di base determinante per il 2021, non dovranno eccedere il 45%.
Inoltre, non verrà più considerato il peso dei mezzi nuovi negli obiettivi relativi ai parchi veicoli. In questo modo si vuole abolire il falso incentivo che porterebbe a importare auto particolarmente pesanti. L'obbligo di compensazione per gli importatori di carburante, che scade alla fine del 2024, sarà mantenuto e verrà aumentata al 90% la quota massima di emissioni di CO2 da bilanciare.
Nel trasporto aereo, i fornitori dovranno miscelare al cherosene venduto in Svizzera per il rifornimento una determinata quota di carburanti rinnovabili. Come misura di accompagnamento, fino al 2029 verranno promossi progetti pilota per lo sviluppo e la produzione di questo genere di combustibili per l'aviazione.