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È formalmente riuscito il referendum contro la modifica della legge federale sulla pianificazione del territorio (Legge sulla pianificazione del territorio, LPT). La Cancelleria federale ha infatti annunciato che delle 70'375 firme raccolte, 69'277 sono valide.
La revisione della LPT prevede che terreni possano essere definiti edificabili solo a severe condizioni e in funzione di bisogni prevedibili per un periodo di non oltre 15 anni. Inoltre, introduce una tassazione dei proprietari che beneficiano di una valorizzazione del loro terreno in seguito a un cambiamento di destinazione.
L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), che ha lanciato il referendum, ritiene in particolare che tre punti della revisione siano inaccettabili: l'obbligo di declassare le zone edificabili sovradimensionate, l'obbligo di costruire entro determinati termini e la regolamentazione federale della tassa sul plusvalore. Secondo l'organizzazione, che riunisce le piccole e medie imprese, queste misure provocheranno una penuria di terreni edificabili e dunque un rincaro dei prezzi dell'immobiliare e del costo dell'abitazione.
La revisione della LPT è un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Spazio per l'uomo e la natura (Iniziativa per il paesaggio)", che chiede una moratoria di vent'anni per le nuove zone edificabili. I promotori sono pronti a ritirarla se entra in vigore la normativa approvata dal parlamento. In caso contrario, l'iniziativa sarà sottoposta al popolo.