Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01074.jsonl.gz/911

Martin Marsich, un cittadino italo-serbo residente in Italia, precisamente ad Udine, è sotto processo della Corte Federale di San Francisco per aver hackerato il gioco FIFA della Electronic Arts.
Per questo reato è stato arrestato dalla Polizia di San Francisco lo scorso 8 agosto. Ora, il giudice federale Jacqueline Corley gli ha ordinato di pagare 750mila dollari di cauzione per la propria messa in libertà, cifra che dovrà essere pagata in bitcoin o in qualsiasi altro tipo di criptovaluta che riuscirà a raccogliere.
Va chiarito un punto: negli USA i giudici hanno una grandissima libertà nel definire il tipo di beni che può essere utilizzato come cauzione per il rilascio, tanto che l’assistente procuratore federale, Abraham Simmons, ha affermato che potrebbe non essere la prima volta in cui le criptovalute sono utilizzate a questo scopo, anche se non ci sono dati certi.
Talvolta, perfino gli immobili sono utilizzati come forma di garanzia. In caso di fluttuazioni notevoli nel valore della cauzione, come può accadere con le criptovalute, l’accusato può chiedere una revisione della stessa, anche se la corte non ha nessun obbligo di assecondarlo.
Marsich è accusato di aver violato i server della EA e di aver avuto accesso agli account di oltre 25mila giocatori, utilizzati dagli utenti stessi per comprare e vendere online oggetti utilizzati per il gioco.
Se riconosciuto colpevole, Marsich rischia fino a 5 anni di prigione e una multa che può arrivare fino a 250mila dollari per ogni violazione. Il processo inizierà il prossimo lunedì.
Se le corti federali possono accettare le criptovalute, lo stesso non accade nelle corti locali.
Interrogato sulla materia, il procuratore della contea di San Mateo (Ca) ha risposto che non gli risulta che alcun giudice locale abbia mai accettato questo tipo di valori e che lui accetta come cauzione solo contanti o assegni.