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Dopo l’effetto placebo, arriva l’effetto nocebo. Tutti sappiamo cos’è l’effetto placebo, cioè la sensazione di sentirsi meglio assumendo sostanze che si suppone ci debbano far stare meglio, ma che in realtà sono inattive. L’effetto nocebo è il contrario: la sensazione di sentirsi peggio in seguito all’assunzione di sostanze inattive, ma che crediamo ci facciano male.
Le persone che assumono il nocebo hanno la percezione di subire effetti collaterali in seguito all’assunzione di farmaci che in realtà non hanno nessun effetto sul loro organismo. La cosa sorprendente di questo studio è che i pazienti avevano la percezione di soffrire maggiormente quanto più il costo dei farmaci assunti veniva dichiarato alto. Anche con l’effetto placebo il risultato è lo stesso: quanto più è alto il costo del farmaco, tanto più è elevata la percezione di benessere provata dai pazienti assumendolo.
Ma come si fa a provare realmente dolore assumendo un nocebo? L’idea dei ricercatori è che le regioni cerebrali responsabili dei processi cognitivi possano influenzare la percezione del dolore a livello del midollo spinale. In pratica il nostro cervello, consapevole di dover provare dolore in seguito all’assunzione di quel farmaco, manda al nostro corpo degli impulsi dolorosi.
Per avvalorare questa ipotesi un team di ricercatori ha sottoposto un gruppo di volontari a un test che prevedeva l’uso di una crema contro il prurito, che in realtà non conteneva principi attivi. Ai volontari era stato detto che uno degli effetti collaterali dell’uso di quella crema sarebbe potuto essere un aumento della sensibilità al dolore. Inoltre ad una parte del gruppo di volontari era stato fatto credere che il costo della crema fosse piuttosto elevato. Il gruppo a cui era stato fatto credere che la crema fosse costosa aveva mostrato una maggiore sensibilità al dolore. Attraverso l’osservazione cerebrale era stato scoperto che questo gruppo aveva elaborato diversamente dall’altro le informazioni relative al costo del farmaco.
Questo studio è interessante e fa capire come la percezione del consumatore possa essere falsata dalle informazioni che trova nel bugiardino. È pertanto necessaria una corretta comunicazione medico – paziente riguardo alle informazioni sugli effetti collaterali e sulle prospettive di miglioramento a seguito dell’assunzione di un farmaco.