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BERNA - I pendolari stanno piano piano tornando sui treni. In effetti, nel traffico regionale il tasso d'occupazione dei convogli FFS ha raggiunto il 75% di quello del 2019. Ma coi treni più pieni, peggiora la qualità dell'aria. È quanto denunciano degli attivisti su Twitter, che hanno rilevato una concentrazione decisamente troppo elevata di CO2. A bordo di un Regioexpress, una passeggera ha misurato una concentrazione di quasi 4'000 ppm.
Cosa significa? L'8% dell'aria presente nel treno in precedenza si trovava nei polmoni di un'altra persona. E visto che i coronavirus si trasmettono attraverso gli aerosol presenti nell'aria, un peggioramento della qualità dell'aria corrisponde a un maggiore rischio di contagio. La taskforce scientifica nazionale raccomanda, pertanto, di mantenere la concentrazione di CO2 sotto i 1'000 ppm.
Ora per la prima volta le FFS ammettono che alcuni casi questo valore viene effettivamente superato. È quanto emerge da un'analisi interna condotta dall'azienda stessa. «In pochissimi casi, la concentrazione di CO2 raggiunge per pochi minuti valori compresi tra i 1'700 e i 1'860 ppm» si legge in un recente contributo pubblicato sul blog delle FFS. In generale, sono tuttavia stati rilevati valori in un intervallo da normale a sufficiente, quindi non pericoloso per la salute (750 ppm e 1'400 ppm).
Qualità dell'aria monitorata - Le FFS sottolineano che ogni ora l'aria presente nei vagoni viene sostituita più volte. E che in generale sui treni non si ha un rischio aumentato di contagio. Inoltre, la qualità dell'aria è monitorata per mezzo di sensori. «Non appena la concentrazione di CO2 aumenta, il sistema regola la climatizzazione in modo tale da incrementare la fornitura di aria fresca e proveniente dall'esterno» spiega una portavoce.
Ma questo non basta, secondo gli attivisti che ruotano attorno all'account Twitter #SBBAirQuality. E invitano i pendolari a misurare loro stessi la qualità dell'aria, rendendo noti i risultati, e di chiedere che non venga superato il valore di 1'000 ppm. Inoltre, sui convogli potrebbero essere adottati degli specifici filtri per ridurre il rischio di contagio.
In ogni caso, le FFS starebbero in effetti valutando la possibilità di equipaggiare i vagoni con dei filtri. L'azienda sta seguendo gli sviluppi della tecnologia e afferma che l'eventuale installazione dei dispositivi sarà annunciata.