Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01134.jsonl.gz/768

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
SARAJEVO - Le Donne di Srebrenica, una organizzazione non governativa bosniaca, hanno avviato una raccolta di firme per mettere sotto accusa Carla Del Ponte, ex procuratrice capo del Tribunale penale dell'Aja (Tpi), ritenuta responsabile della distruzione di documenti e effetti personali appartenenti alle vittime del massacro di Srebrenica.
Secondo quanto riferito dai media a Sarajevo, la Del Ponte sarebbe stata tra i firmatari di una delibera che autorizzava la distruzione di più di mille documenti e oggetti personali delle vittime di Srebrenica.
"Hanno distrutto i nostri ricordi e la nostra memoria, e Carla Del Ponte deve rispondere per questo", ha detto la ONG in un comunicato nel quale si annuncia la raccolta di firme per processare l'ex procuratrice del Tpi. "Erano gli ultimi ricordi che avevamo e sono stati distrutti. La Del Ponte non avrebbe dovuto farlo senza contattare le famiglie".
L'attuale procuratore capo del Tpi Serge Brammertz ha confermato che nel maggio dello scorso anno un migliaio di documenti e altri oggetti personali recuperati dalle fosse comuni intorno a Srebrenica sono stati distrutti all'Aja. Il motivo per una tale procedura da lui definita "usuale" era stata l'impossibilità di archiviare il materiale.
Carla Del Ponte è oggetto anche di un'inchiesta preliminare avviata dal TPI a seguito delle accuse dell'ultranazionalista serbo Vojislav Seselj. Quest'ultimo, sotto processo all'Aja per crimini di guerra e crimini contro l'umanità, sostiene che l'ex procuratrice e due suoi collaboratori avrebbero esercitato pressioni su alcuni testimoni.
La magistrata, ora ambasciatrice svizzera in Argentina, si è detta "sorpresa che simili accuse vengano lanciate diversi anni dopo i fatti". In una presa di posizione trasmessa all'ATS, Carla Del Ponte "deplora il fatto che i testimoni in questione non l'abbiano messa al corrente all'epoca delle accuse" e aggiunge di "avere piena fiducia" negli ex collaboratori che erano incaricati di indagare ed interrogare i testimoni. Ha "piena fiducia" anche nell'inchiesta preliminare e si tiene a disposizione del Tpi, conclude la nota.
SDA-ATS