Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/17173

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da alcuni anni la popolazione svizzera dimostra una certa insicurezza riguardo ai valori etici e sociali. Indagini in merito riconducono questa insicurezza non da ultimo alle modifiche strutturali in atto nei settori economico e tecnologico. La popolazione considera la crisi economica e la disoccupazione come problemi da risolvere con urgenza. È poi indubbio che a causa della crescente compenetrazione tra la Svizzera e l'estero (globalizzazione) nell'opinione pubblica si diffonda la paura di perdere l'identità e l'indipendenza nazionali.</p><p></p><p>Gli anni della recessione hanno minato in ampie parti della popolazione la fiducia nella solidità dell'economia nazionale. È pure diminuita la fiducia nelle opportunità e nelle possibilità di azione a livello politico e statale. Probabilmente questa valutazione riflette l'opinione secondo la quale il Governo e lo Stato dispongono di mezzi limitati per pilotare i mutamenti tecnico-economici e le spese sociali che ne conseguono.</p><p></p><p>Questa situazione pone il Consiglio federale di fronte a delicate sfide nel gestire i suoi rapporti con il pubblico. Ne va del rinnovamento della fiducia verso la politica e i suoi attori da parte della popolazione. Il Consiglio federale ritiene comunque che comunicare pubblicamente attraverso trasmissioni televisive non possa influire in maniera determinante sulla propria credibilità. In altre parole, occorre relativizzare l'influenza della televisione sul processo di formazione dell'opinione politica.</p><p></p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande nel modo seguente:</p><p></p><p>1.Come indicano i sondaggi VOX, il grado di informazione dell'elettorato prima di una votazione popolare non dipende innanzitutto dalla televisione, ma dai servizi di approfondimento pubblicati dai giornali da un lato e dalle spiegazioni del Consiglio federale (opuscolo sulle votazioni) dall'altro. La televisione si situa al terzo posto per capacità di influenzare l'opinione pubblica. Essa non può dunque sostituire gli approfondimenti della stampa scritta.</p><p></p><p>2.L'importanza della televisione non va relativizzata solo per quanto concerne il grado di informazione dell'elettorato, bensì anche riguardo al risultato delle votazioni popolari. Ne è un esempio la trasmissione ARENA: secondo l'analisi VOX, essa non ha influito in maniera decisiva sull'esito della votazione del 20 febbraio 1994 (iniziativa delle Alpi). Altri due canali d'informazione, ovvero la stampa e l'opuscolo sulle votazioni del Consiglio federale, esercitano un'influenza nettamente maggiore rispetto alla televisione. Nel comunicare il proprio punto di vista, il Consiglio federale deve quindi potere contare su tutti i media e non privilegiare quello televisivo rinunciando ad altri preziosi canali informativi.</p><p></p><p>3.Il Consiglio federale ritiene che per valutarne la credibilità rimanga determinante il tipo di politica che segue, della cui bontà intende convincere i cittadini con impegno e argomenti concreti. Le apparizioni televisive non sono in grado da sole di migliorare decisamente la fiducia della popolazione nei confronti della politica governativa. Esso deve piuttosto comunicare i suoi intenti e le sue decisioni a tutti i livelli e attraverso i mezzi e i canali più disparati.</p><p></p><p>4.Trasmissioni quali ARENA, che fanno del contraddittorio il loro punto di forza,  sono certamente in grado di rappresentare la politica in maniera interessante, divertente e avvincente. Partecipando a simili trasmissioni, che di solito registrano indici d'ascolto molto elevati, il Consiglio federale può inoltre  spiegare più in dettaglio la propria politica a un vasto pubblico.</p><p>D'altro canto, è innegabile che in trasmissioni quali ARENA l'elemento emozionale prevale sovente sui temi concreti. Il Consiglio federale deve però attenersi ai fatti, rimanendo il più possibile vicino alla realtà. Si troverebbe quindi piuttosto a disagio in discussioni dense di pathos. Inoltre ARENA, essendo una trasmissione che utilizza il contraddittorio, privilegia per sua stessa natura l'aperto scambio di opinioni rispetto alle argomentazioni approfondite, obiettive ed esplicative. Occorre quindi decidere caso per caso sull'opportunità della presenza di un membro  del Consiglio federale.</p><p></p><p>5.I membri del Consiglio federale si sono impegnati strenuamente nella campagna per l'adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo (SEE). L'impegno contemplava numerosi contatti diretti con gli elettori, ai quali andava ad aggiungersi la partecipazione a varie trasmissioni televisive. L'apparizione pubblica del Governo in corpore nell'ambito delle campagne di voto non è invece usuale e potrebbe essere interpretata come un tentativo di influenzare gli elettori. Il Consiglio federale in corpore esprime il proprio punto di vista in primo luogo nell'opuscolo sulle votazioni e nelle dichiarazioni di voto alla radio e alla televisione</p><p>Non esiste un nesso causale tra le apparizioni televisive del Consiglio federale e il no  di Popolo e Cantoni all'adesione della Svizzera al SEE. La televisione non è riuscita a influenzare sostanzialmente né il grado d'informazione dell'elettorato,  né l'esito della votazione. Bisogna piuttosto supporre che il SEE sia stato bocciato perché i fautori dell'adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo non sono stati in grado di dare più risalto alle proprie ragioni di quanto ne abbiano dato gli avversari ai propri argomenti. </p><p></p><p>6.Di primo acchito, la proposta dell'interpellante di lanciare una trasmissione televisiva settimanale ("La parola al Consiglio federale") appare certamente interessante. Se però una simile trasmissione andasse in onda a scadenze regolari, l'interesse del pubblico scemerebbe rapidamente. La proposta contiene inoltre elementi caratteristici di una "televisione di Stato", il che sarebbe porrebbe rilevanti problema rispetto all'indipendenza della radio e della televisione e all'autonomia nella concezione dei programmi, garantite dalla Costituzione federale (art. 55bis cpv. 3 Cost.). Il lancio di una trasmissione di questo genere porterebbe inoltre a una strumentalizzazione della televisione che non sarebbe certo nell'interesse del pubblico.</p><p>Il Consiglio federale si propone piuttosto di sfruttare il mezzo televisivo nel quadro del diritto costituzionale, in base alle esigenze e alle situazioni contingenti e unitamente agli altri media a disposizione.</p>  Risposta del Consiglio federale.