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In carcere per essere caduti dalla propria bicicletta, senza aver ferito nessuno né causato alcun danno. È successo a Siggi Suhr, 66enne tedesco, che si è ritrovato in prigione nel canton Sciaffusa con la condanna di "perdita di controllo del veicolo".
I fatti sono stati raccontati dal quotidiano tedesco "Südkurier" e ripresi dal "Blick" e hanno avuto luogo l'estate scorsa. Residente a Friburgo in Brisgovia, in Germania poco lontano dal confine svizzero, Siggi Suhr ha voluto fare un giro in bicicletta lungo il Lago di Costanza. Dopo aver preso il treno per Sciaffusa è poi salito in bici e si è avviato ma, nel centro della città, è caduto dopo aver attraversato un dosso. È quindi finito in ospedale con una costola rotta.
In ospedale, racconta Suhr, la polizia lo ha interrogato sulle circostanze dell'incidente. Il tedesco, sul momento si è detto che si trattasse di una procedura di routine. Ma sei settimane dopo riceve una lettera dalla procura di Sciaffusa e che gli comunica che è stato condannato a una multa di 150 franchi. Ma lui si è rifiutato di pagare. "Perché dovrei pagare? Non avevo bevuto e non ho fatto del male a nessuno", ha detto al" Südkurier".
Suhr avrebbe violato l'articolo 31 capoverso 1 della legge federale sul traffico stradale la quale stabilisce che "Il conducente deve mantenere costantemente il controllo del proprio veicolo in modo da poter adempiere ai doveri di prudenza".
Con questo articolo applicato alla lettera, coloro che perdono il controllo delle loro biciclette possono essere condannati se i tribunali ritengono di essere responsabili della loro caduta, anche se non hanno messo in pericolo nessun altro.
Una logica che il tedesco non ha accettato e, ritenendo di essere ingiustamente punito, Siggi Suhr ha rifiutato ostinatamente di pagare la multa, multa che alla fine è stata convertita in una pena detentiva. Ed è così che il 6 e 7 gennaio Suhr si ritrova in una "piccola cella" di una prigione a Sciaffusa. "Aveva un odore così cattivo che non riuscivo a dormire", racconta.
Siggi Suhr afferma tuttavia che non si pente della sua decisione e continua a giudicare assurda la sua condanna. "Certamente non promuove il turismo in Svizzera", afferma.
Casi comparabili sembrano rari, ma quello che è successo a Siggi Suhr non è unico. Nel settembre 2016, per esempio, un abitante del canton Neuchâtel aveva testimoniato ad esempio a "Le Matin" di essere stato multato di 130 franchi per aver perso il controllo della sua bicicletta cadendo su una pista ciclabile.
Nel gennaio dello stesso anno, "La Gruyère" riferì che una ciclista di 27 anni era stata multata per essere caduta in una strada deserta a Bulle, nel canton Friborgo. Si ritrovò con una multa di 100 franchi per "perdita di controllo del veicolo a causa di inesperienza", somma a cui vanno aggiunti 144 franchi di spese processuali e 40 franchi per una tassa e altri costi.