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BERNA - Dopo la rinuncia da parte della piattaforma di crowdfounding Wemakeit.ch a finanziare la campagna di votazione, il comitato "No Billag" ha deciso di lanciare un proprio finanziamento partecipativo. Spera così di raggiungere comunque il suo obiettivo: raccogliere 100'000 franchi. Nelle prime 48 ore, i favorevoli all'abolizione del canone radiotelevisivo hanno ricevuto 23'000 franchi.
«Paradossalmente questa disavventura consente alla nostra iniziativa di suscitare simpatie in un pubblico ben più largo di quello auspicato», indica il comitato promotore in una nota odierna. A suo avviso, v'è una «grande incomprensione» nella popolazione riguardo al comportamento di Wemakeit.ch.
Lunedì, i responsabili della piattaforma - una delle più grandi in Europa per il crowdfounding, cioè per la raccolta di denaro a favore di progetti proposti dagli internauti - aveva reso noto di non voler più mettere a disposizione il suo portale per sostenere l'iniziativa popolare "Abolizione del canone Billag" in votazione il prossimo 4 marzo. I responsabili di Wemakeit denunciavano «l'orientamento estremo dell'iniziativa», considerandola «dannosa per le istituzioni politiche».
A causa dei termini giudicati troppo ristretti, la campagna di raccolta fondi - in un primo tempo approvata - non ha potuto essere valutata tempestivamente, spiegavano i responsabili.
Le direttive pubblicate in Internet prevedono che il team di Wemakeit possa rifiutare progetti che non soddisfano le esigenze o non convengano ai suoi responsabili. A loro avviso, il testo è «disastroso per la coesione del Paese e la diversità linguistica». Wemakeit ha promesso di restituire integralmente i soldi ai sostenitori dell'iniziativa.