Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01226.jsonl.gz/28

CONSULENZA
LEGALE
A tempo parziale
I giorni festivi di chi lavora al 60 per cento, la rinuncia alla quota di proprietà e il certificato di lavoro.
AVVOCATO
MICAELA ANTONINI LUVINI
Nell’azienda in cui lavoro (commercio al dettaglio) tutti i giorni festivi infrasettimanali sono parificati alle domeniche. Io lavoro al 60% (giovedì, venerdì e sabato) e sono pagata a mese. Cosa succede se un giorno festivo cadesse in uno dei giorni lavorativi? Perdo ore o sono costretta a lavorare un altro giorno?
Se un giorno festivo riconosciuto cadesse durante il suo orario di lavoro, lei avrebbe diritto ad essere pagata per la giornata in questione. Questo di principio, poiché la risposta dipende anche in gran parte dal tipo di contratto che le è stato proposto. Se si tratta di un contratto ad ore, oppure di un contratto su chiamata, la risposta potrebbe essere diversa. Per i normali contratti di lavoro, considerato che chi lavora a tempo pieno ha diritto alle vacanze durante il giorno festivo, anche chi lavora a tempo parziale ha lo stesso diritto.
Abbiamo una casa con un’ipoteca di fr. 55.000. L’immobile è di proprietà per il 50% di una zia nubile, l’altra metà per il 25% di mia mamma e il restante 25% di una comunione ereditaria (io e le mie due sorelle). Cosa succederebbe se una delle cinque parti dovesse decidere di rinunciare alla sua quota di proprietà? Bisognerà modificare l’iscrizione all’ufficio registri? Gli altri membri sono tenuti al versamento della quota corrispondente?
Una parte non può decidere di rinunciare alla sua proprietà; trattandosi di un immobile, non si può abbandonarlo come con un oggetto qualsiasi. L’iscrizione a Registro fondiario riporta proprio il nominativo dei proprietari. Eventualmente uno dei comproprietari può lasciare la propria porzione a un altro, ma ciò presuppone l’accordo del donatario. Senza tale accordo, la donazione o la vendita non avviene. In quest’ultima ipotesi, poi, andrebbe segnalato a registro fondiario l’avvenuto trapasso e il nominativo del nuovo proprietario.
Si può?
Il mio datore di lavoro non vuole rilasciarmi, alla fine del contratto, un certificato di lavoro. È corretto?
Direi proprio di no. Il certificato di lavoro deve essere rilasciato alla fine del rapporto di lavoro, deve indicare per quanto tempo il dipendente è stato al servizio, le sue mansioni ed eventualmente il grado di soddisfazione e la qualità del lavoro svolto. Lo scopo del certificato è di permettere al lavoratore di trovare un altro impiego e dare le necessarie informazioni al nuovo datore di lavoro. Infine, deve essere veritiero nella misura del possibile: in caso contrario, il suo estensore potrebbe essere responsabile per eventuali danni.