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I media europei riferiscono di crescenti tensioni fra l'UE e i produttori del vaccino per i ritardi nelle consegne. Secondo un rapporto dell'Economist i Paesi più poveri non raggiungeranno l'immunizzazione prima del 2024.
In Europa si continua a discutere in merito ai ritardi delle forniture di vaccini contro il covid e salgono le tensioni fra la politica e i produttori dei vaccini.
In Italia il premier (dimessosi ieri) Giuseppe Conte aveva dichiarato di voler dfar causa ai produttori AstraZeneca e Pfizer per i ritardi nella consegna delle dosi concordate. Anche la Svezia ha minacciato di non pagare per le forniture in ritardo. Oggi la Reuters, che cita un funzionario dell’UE, riferisce che AstraZeneca si è ritirata da un incontro programmato mercoledì, inerente le forniture del vaccino. La scorsa settimana AstraZeneca aveva comunicato che era in ritardo rispetto ai suoi obiettivi a causa di problemi nel processo di produzione. Anche Pfizer/BioNTech aveva comunicato simili problemi. L’UE in risposta ha affermato che d'ora in poi le aziende che producono vaccini dovranno "fornire una notifica tempestiva ogni volta che vogliono esportare vaccini in paesi terzi". Per quanto riguarda il vaccino Pfizer/BioNTech è giunta oggi la notizia dell'accordo con la casa farmaceutica Sanofi, che darà a BioNTech i suoi stabilimenti per produrre ulteriori 125 milioni di dosi destinate all'UE, che arriveranno però in estate.
Secondo il sito Politico.eu la cancellazione dell’incontro con AstraZeneca sarebbe proprio da ascrivere a una "escalation di dispute" tra le due parti. “La cancellazione segue un'intervista esplosiva del ceo di AstraZeneca Pascal Soriot martedì sera, in cui ha insistito che la società non aveva un obbligo contrattuale, ma piuttosto a fare il "miglior sforzo" per fornire all'UE il suo vaccino”. “Invece della riunione”, spiega Politico, “l’azienda risponderà per iscritto alla richiesta di maggiori informazioni del commissario per la salute Stella Kyriakides, ha detto il funzionario della Commissione. AstraZeneca non ha immediatamente confermato questo piano”.
Allargando la visione a livello globale sulle forniture di vaccini si prospettano tuttavia problemi ancora più grandi. Infatti la maggior parte dei paesi poveri non raggiungerà l'immunizzazione di massa almeno fino al 2024 e alcuni potrebbero non arrivarci mai, secondo una previsione fatta dalla Intelligence Unit dell’Economist. Se Paesi come il Regno Unito, gli Stati Uniti, Israele e quelli dell'UE raggiungeranno probabilmente una "copertura vaccinale diffusa" entro la fine del 2021 e saranno seguiti da una serie di altri paesi sviluppati entro la metà del 2022 e poi dalla maggior parte dei paesi a medio reddito entro la fine dello stesso anno, i Paesi con meno risorse no, spiega il rapporto, citato dal Guardian. Gli 84 Paesi che costituiscono i più poveri del mondo non riceveranno abbastanza dosi per immunizzare la popolazione almeno per un altro anno dopo il 2022.