Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01102.jsonl.gz/686

"Sono molto riconoscente, sono simpatici a Stoccolma, ma non sono solo e quello ricompensato con il Nobel è un lavoro collettivo che risale a 30 anni fa": sono queste le parole pronunciate in conferenza stampa all'Università di Losanna da Jacques Dubochet, il professore svizzero che con altri due ricercatori, uno attivo negli Stati Uniti e l'altro in Gran Bretagna, è stato insignito del prestigioso riconoscimento per la chimica.
Davanti ai media, il 75enne vodese (28mo Nobel elvetico della storia, l'ottavo in questa disciplina, alla Confederazione manca solo l'economia) ha raccontato anche alcuni elementi biografici, come la sua dislessia, individuata molti anni fa da un responsabile scolastico. In gioventù "sono stato il primo dislessico riconosciuto del cantone", ha spiegato, "e anche un po' asociale, ma adesso non va male e ogni 10 anni mi dico che va meglio".
Ha preso poi la parola anche la rettrice Nouria Hernandez, per manifestare la fierezza dell'istituto. "È un premio meritato, adesso iniziamo a preparare il prossimo", ha detto.
pon/ATS
- RG 18.30 del 04.10.2017 La corrispondenza di Gabriele Fontana
- RG 18.30 del 04.10.2017 La criomicroscopia elettronica spiegata da Lara Rossi