Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/123901

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Ritiene anche il Consiglio federale che, conformemente all'articolo 5 della legge federale sulla Banca nazionale svizzera, sia compito della Banca nazionale svizzera (BNS) dare la massima priorità alla stabilità dei prezzi e quindi alla lotta all'inflazione?</p><p>2. Il governo come giudica in tale contesto la politica monetaria e valutaria condotta dalla BNS negli ultimi due anni?</p><p>3. In relazione alla politica monetaria e valutaria della BNS è necessario intervenire dal punto di vista legislativo?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a riprendere e a trattare in un rapporto le domande alle quali non può rispondere nell'ambito delle brevi risposte alla presente interpellanza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 99 della Costituzione federale, la Banca nazionale deve condurre una politica monetaria nell'interesse generale del Paese. A tale scopo, come precisato dalla legge sulla Banca nazionale (art. 5), essa deve garantire la stabilità dei prezzi e tenere conto dell'evoluzione congiunturale.</p><p>Al momento, la politica dei tassi d'interesse è sfruttata appieno e non può essere utilizzata per allentare ulteriormente la politica monetaria. Grazie a una valuta rimasta autonoma, in questa situazione è possibile effettuare variazioni di politica monetaria. Il limite inferiore di corso rispetto all'euro costituisce una tale misura di politica monetaria, che però non può essere equiparata a un ancoraggio della valuta nazionale all'euro.</p><p>Le misure degli ultimi due anni per attenuare la forza del franco sono state realizzate in considerazione della stabilità dei prezzi. Dopo aver ridotto il tasso d'interesse praticamente a zero, senza che tuttavia questo strumento d'intervento classico le consentisse di allentare ulteriormente la politica monetaria, nel periodo tra marzo 2009 e maggio 2010 la Banca nazionale è intervenuta sul mercato delle divise contrastando un indesiderato inasprimento delle condizioni quadro della politica monetaria attraverso i tassi di cambio. A tale riguardo va ricordato che nel 2009 in Svizzera predominava una fase prolungata di rincaro negativo, in cui la ripresa congiunturale si è delineata chiaramente solo nel corso del 2010. Gli interventi effettuati allora dovrebbero aver contenuto il rischio di deflazione e contribuito a superare con celerità la recessione del 2009. Nel 2010 la crescita economica si è attestata al 2,6 per cento e la stabilità dei prezzi - indicatore principale del successo di una politica monetaria - è stata mantenuta. Anche l'introduzione del limite inferiore di corso rispetto all'euro è uno strumento inteso a garantire la stabilità dei prezzi. Il forte apprezzamento del franco ha condotto a una diminuzione dei prezzi che è stata contenuta grazie al limite inferiore di corso.</p><p>Non si può quindi accusare la Banca nazionale di agire al di fuori dei limiti giuridici con la sua politica monetaria e valutaria. Inoltre bisogna tenere presente che anche la stabile evoluzione congiunturale rappresenta un obiettivo di politica monetaria sancito dalla legge.</p><p>Nel caso dovesse sorgere un rischio d'inflazione, la Banca nazionale ha a disposizione un insieme di strumenti di politica monetaria. I provvedimenti finora intrapresi non le impediscono soprattutto di ricorrere, se necessario, nuovamente allo strumento della politica dei tassi d'interesse.</p><p>Un adeguamento degli attuali strumenti di politica monetaria è inopportuno. Tuttavia, in vista del possibile inasprimento delle condizioni del mercato valutario, il Consiglio federale ha istituito una task force, composta da rappresentanti della BNS e dell'amministrazione federale (DFF e DFE), e l'ha incaricata di esaminare le misure supplementari che richiedono una collaborazione tra Confederazione e BNS. La task force esporrà i risultati delle sue analisi in un rapporto.</p><p>Dato che la politica monetaria incentrata sulla stabilità dei prezzi non offre però nessuna garanzia per la stabilità del sistema finanziario è necessario rivedere la vigilanza macroprudenziale per eventualmente potenziarla. A tal fine, un gruppo di lavoro istituito dal DFF ha esaminato l'attuale strutturazione della vigilanza macroprudenziale in Svizzera. Nel suo rapporto pubblicato a marzo 2012 ha proposto di completare gli strumenti macroprudenziali con un ammortizzatore anticiclico di capitale e di rafforzare la dotazione di fondi propri per le ipoteche.</p>  Risposta del Consiglio federale.