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La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ritiene che le nuove richieste di dati statistici bancari da parte degli USA non siano paragonabili al caso UBS. Tuttavia la ministra delle finanze, che non lesina critiche ad alcuni impiegati di banca, invita a rafforzare la sorveglianza.
"Questa situazione è abbastanza frustrante", ha dichiarato Widmer-Schlumpf in un'intervista pubblicata oggi dal domenicale "NZZ am Sonntag". "Sono rimasta scioccata dal fatto che, apparentemente, ex dipendenti di UBS passati ad altre banche con i loro clienti abbiano spudoratamente continuato i loro affari nella stessa maniera", ha aggiunto la ministra del PBD.
"In un tale contesto, posso concepire che gli Stati Uniti esercitino pressioni", ha sottolineato la consigliera federale, la quale non ha voluto commentare la reazione di Washington in seguito alla recente trasmissione di dati alle autorità americane. "Ma si tratta di informazioni puramente statistiche", ha ribadito Widmer-Schlumpf.
Ieri sera al Telegiornale della televisione svizzerotedesca SF, la ministra delle finanze aveva già affermato che quelli trasmessi dal Credit Suisse non sono dati privati, bensì informazioni che istituti bancari si scambiano regolarmente.
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