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18 luglio 1959, William Wright è il primo afroamericano a vincere un torneo delle Major Championships
Il golf è noto ai più come uno sport particolarmente costoso e praticato da persone appartenenti ad una ben precisa cerchia sociale, i quali considerano la mazza e la pallina anche uno status symbol, oltre che un’attività fisica ed agonistica.
È dunque facile immaginare come negli Stati Uniti degli anni ‘50 la partecipazione in un torneo delle Major Championships di un atleta di colore rappresentasse un evento decisamente fuori dal comune e destinato a creare parecchio rumore.
Questo è quanto successo esattamente 54 anni orsono, il 18 luglio del 1959. Il golfista in questione era tale William Wright, il quale non si limitò però a partecipare (in fondo, altri afroamericani prima di lui avevano calcato il green della Majors) ma riuscì addirittura a vincere! Il torneo si svolse presso il Wellshire Golf Course nelle vicinanze di Denver, in Colorado.
Durante l’arco dell’incontro, Wright riuscì ad ottenere un “birdie” alla prima, quarta, quinta, sesta, settima, ottava e nona buca, utilizzando un numero limitato di mazze e lasciando i presenti letteralmente a bocca aperta. L’atleta di colore coronò così il suo sogno di vincere un importante torneo, completando un percorso nel mondo del golf che lo aveva visto ispirarsi al padre e a Charlie Sifford, golfer afroamericano che ebbe un ruolo fondamentale nell’eliminazione di vincoli razziali all’interno della PGA (Professional Golferss Association of America).
L’impresa di William Wright avvenne in un periodo decisamente particolare per il Golf nordamericano. Nel 1943, infatti, la PGA adottò un regolamento secondo il quale non era permesso ad alcuna persona di colore di richiedere la tessera di membro dell’associazione, escludendoli così di riflesso da ogni competizione professionistica.
Questa legge, nota come “Caucasian Clause” sarebbe dovuta rimanere in vigore fino al 1961 ma - fortunatamente per William Wright e per tutti gli altri giocatori di colore - già dal 1950 diversi campi aprirono i loro cancelli anche agli appassionati afroamericani, contribuendo così ad aumentare il loro tasso tecnico.
La perfetta dimostrazione la si ebbe proprio quel 18 luglio del 1959, quando William Wright dimostrò a tutti l’insensata scelta di discriminare i giocatori del suo stesso colore della pelle. I golfisti afroamericani si erano guadagnati il diritto di gareggiare senza alcuna limitazione e, guardando ai giorni nostri, è interessante notare come proprio un giocatore di colore sia diventato uno dei migliori di sempre: Tiger Woods!