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CLARINETTO
Il clarinetto è uno strumento musicale a fiato ad ancia semplice appartenente alla famiglia dei legni. Il suono del clarinetto è limpido e grintoso. Nella sua estensione si divide in diversi registri, ognuno con le proprie particolarità. Il registro grave è dolce, vellutato e malinconico, quello centrale è goliardico e allegro mentre quello acuto è chiaro e cristallino.
Il clarinetto fu inventato intorno al 1700 dal costruttore di flauti tedesco Johann Christoph Denner a partire da uno strumento precedentemente diffuso, lo chalumeau. Dopo il 1840 furono sviluppati due nuovi e complessi sistemi di chiavi e diteggiatura: il sistema Boehm, utilizzato in molti paesi e brevettato nel 1844 dal costruttore francese Auguste Buffet, che adattò il sistema inventato per il flauto dal costruttore tedesco Theobald Boehm; e il sistema del costruttore belga Eugène Albert sviluppato intorno al 1860 e meno diffuso del precedente. I clarinetti furono introdotti in orchestra a partire dal 1780.
Fra le prime composizioni che prevedono partiture per clarinetto possiamo ricordare una ouverture per due clarinetti e corno (c. 1742) di George Friederich Händel e il concerto per clarinetto (1791) di Wolfgang Amadeus Mozart. In orchestra lo strumento non assunse ruoli solistici di particolare rilievo fino alla metà del XIX secolo, se si escludono alcune pagine di Schubert (nell’Incompiuta) e di Weber (nel Franco cacciatore). Con Brahms e Cajkovskij il clarinetto raggiunse maggiore importanza in ambito orchestrale.
Nel corso del XX secolo compositori come Bartók e Ravel hanno frequentemente utilizzato il clarinetto a causa della sua notevole estensione e della straordinaria agilità nei passaggi solistici, e anche come strumento di raddoppio di altri strumenti soprani.
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