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WASHINGTON - A 13 anni, malata di un raro cancro al fegato, dopo 6 mesi di terribili infusioni di chemioterapia, Kylee Dixon voleva usare solo terapie naturali, con olio di cannabis ed altri integratori: ma un giudice dell'Oregon ha sentenziato oggi che la ragazza deve seguire i consigli dei medici ufficiali. Ossia, subire un intervento chirurgico e affrontare nuovi trattamenti farmacologici.
La madre, Christina Dixon, che aveva appunto fatto sospendere le terapie tradizionali sulla figlia, ha perso la custodia di Kylee, affidata ora ad un familiare. Non potevo più vedere mia figlia soffrire sotto chemio - ha raccontato ai media di Portland la donna - «era come guardarla andare nella stanza delle esecuzioni».
La stessa Keely ha registrato un video toccante in cui implora le autorità di lasciarla seguire i trattamenti olistici e non costringerla ad altre sofferenze: «Sono nel braccio della morte per il cancro», ha dichiarato la tredicenne. Ma la contea in cui risiedevano mamma e figlia ha fatto causa per negligenza e danni all'adolescente. Ed il giudice ha dato ragione alle autorità locali.
L'opinione pubblica è divisa. In molti però sostengono la madre, accusando lo Stato di «rapimento di minore a fini medici».