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ZURIGO - «La Svezia non ha fatto nulla di sbagliato». Lo ha detto recentemente Pietro Vernazza, primario del reparto infettivologia dell'ospedale di San Gallo, in un'intervista rilasciata alla SonntagsZeitung. Ma a suo dire non sarebbe ancora possibile stabilire quale sia la strategia migliore contro la diffusione del coronavirus, se quella svizzera o quella svedese.
La vedono diversamente venticinque medici e ricercatori del paese scandinavo, che prendono posizione in una lettera aperta pubblicata su Usatoday.com. E mettono in guardia: «Non seguite il modello svedese, non funziona».
La strategia svedese - Non è chiaro per quale motivo nella lotta contro il coronavirus le autorità svedesi abbiano adottato un approccio soft. «Altri paesi che hanno scelto questa strategia hanno velocemente cambiato direzione, in quanto il numero dei morti cominciava a salire» affermano gli esperti. E quindi altrove si era poi optato per un lockdown. Una misura che la Svezia non ha mai adottato, restando così fedele alla propria scelta.
Gli esperti presumono che si puntasse a raggiungere un'immunità di gregge. Questo spiegherebbe la decisione di tenere aperte le scuole e la tendenza della autorità a minimizzare l'importanza dei test Covid-19 come pure la diffusione da parte di persone asintomatiche. Il numero dei test è stato aumentato, ma la Svezia ha continuato a mantenere la sua linea sull'impiego non obbligatorio della mascherina. E questo nonostante l'Organizzazione mondiale della sanità condannasse la strategia dell'immunità di gregge, si legge ancora nella presa di posizione.
Un errore non ammesso? - Il risultato? «Attualmente meno del dieci percento degli svedesi presenta gli anticorpi al coronavirus». E il tasso di mortalità è particolarmente alto e decisamente «preoccupante». Si parla di un numero di vittime più alto che negli Stati Uniti: «556 morti per milione di abitanti, contro i 425 degli States (dato del 20 luglio)». Per gli esperti è probabile che i responsabili delle decisioni prese in Svezia fossero davvero convinti della strategia. «Forse è per questo motivo che l'autorità ha continuato a seguire la propria strada». E gli autori della presa di posizione parlano quindi di «riluttanza ad ammettere l'errore e ad assumersi la responsabilità per migliaia di morti inutili»
«Un esempio da non seguire» - Secondo gli esperti, il risultato della strategia svedese è quindi chiaro: «Ha portato morte, sofferenza e dolore». E non solo: non ci sarebbe nessun segnale, secondo cui l'economia svedese attualmente stia meglio che quella di altri paesi. «Abbiamo fornito al resto del mondo un esempio da non seguire nella lotta contro una malattia infettiva mortale» affermano.
L'esperienza svedese non sarebbe comunque stata del tutto inutile. Medici e ricercatori ritengono infatti che possa servire da modello per comprendere quanto siano davvero efficaci il social distancing volontario e l'adozione di misure soft rispetto a restrizioni più severe e l'impiego di mascherina di protezione. E concludono con un appello: «Speriamo nel vaccino. Nel frattempo tenete duro. E non fate come la Svezia».