Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/243074

<h2>SubmittedText<h2><p>Con il software KLARA, a cui partecipano investitori privati nella misura del 50 per cento circa, la Posta intende creare una piattaforma di comunicazione a livello nazionale. L'idea è di integrare in un sistema controllato dallo Stato assicurazioni, social media, autorità, banche, fornitori e tanti altri operatori. Profilandosi come "Stato nello Stato", questo sistema oltrepassa i limiti del mandato di prestazioni della Posta e, a meno di ricorrere a un sovvenzionamento trasversale, non è finanziabile con i mezzi propri dell'azienda. Oltre a ciò, la Posta entra in concorrenza diretta con i fornitori di prestazioni privati. </p><p>1. Che cosa intraprende il Consiglio federale per impedire questo modello aziendale totalmente nuovo della Posta?</p><p>2. A questo riguardo il Collegio è stato informato dalla Commissione della concorrenza?</p><p>3. In che misura un simile modello aziendale viola il diritto dei cartelli?</p><p>4. Come giudica il Collegio il fatto che i proprietari privati di KLARA godano di notevoli privilegi rispetto agli azionisti della concorrenza privata (migliori condizioni per l'ottenimento di crediti, rete statale, potere di mercato, garanzia statale ecc.)? </p><p>5. Quali disposizioni della legge sui cartelli andrebbero modificate per impedire il sorgere di modelli aziendali distorsivi della concorrenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1:</p><p>Come già illustrato a più riprese dal Consiglio federale, negli obiettivi strategici della Posta Svizzera sono definiti i criteri per le partecipazioni e le acquisizioni, il cui rispetto è verificato dal Collegio. Inoltre è stato sottolineato più volte che spetta al Consiglio di amministrazione della Posta dirigere l'azienda. In linea di principio il Consiglio federale non interferisce nell'attività operativa dell'azienda.</p><p>La ripresa della maggioranza delle azioni di KLARA da parte della Posta è oggetto di una denuncia all'autorità di vigilanza, incentrata su domande inerenti alle basi legali su cui poggiano le attività economiche della Posta e sulle relative competenze in materia di vigilanza. A riguardo si potrà esprimere un giudizio soltanto quando la procedura sarà conclusa e cresciuta in giudicato (cfr. anche risposta all'interpellanza 22.3406 Guggisberg. Vuoto di vigilanza presso la Posta?).</p><p>PostCom verifica ogni anno se la Posta rispetta il divieto di sovvenzionamento trasversale secondo l'articolo 19 della legge sulle poste (LPO; RS 783.0). Sinora non è stata riscontrata alcuna inadempienza da parte dell'azienda. In particolare anche in relazione alle denunce all'autorità di vigilanza concernenti KLARA e Livesystems, PostCom è giunta alla conclusione che il divieto di sovvenzionamento trasversale non è stato violato in nessun caso (cfr. comunicato stampa PostCom del 23.6.2022).</p><p>Domande 2, 3 e 5:</p><p>Stando a quanto riportato dai media, presso la Commissione della concorrenza (COMCO) è attualmente pendente una denuncia in relazione a KLARA. La COMCO esaminerà la fattispecie determinante conformemente all'articolo 7 della legge del 6 ottobre 1995 sui cartelli (LCart; RS 251). Non sussiste, per la COMCO, nessun obbligo di informare il Consiglio federale. E non è necessario modificare le disposizioni della legge sui cartelli. La COMCO dispone di ampie competenze sanzionatorie qualora emerga che un'impresa dominante sul mercato compie azioni illecite.</p><p>Domanda 4</p><p>Nel rapporto "Staat und Wettbewerb" dell'8 dicembre 2017 (in adempimento dei postulati 12.4172 e 15.3880, disponibile in tedesco) vengono illustrate e trattate in modo circostanziato le ripercussioni che le aziende parastatali hanno sui mercati della concorrenza. A giudizio del Consiglio federale le conclusioni tratte in tale sede sono tuttora valide.</p>  Risposta del Consiglio federale.