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Svizzera
Schwaller: «Avrei dovuto affrontare prima la questione PostFinance»
Il presidente uscente del consiglio d'amministrazione (Cda) della Posta ha ammesso omissioni in relazione al progetto per la privatizzazione di PostFinance.
«A posteriori devo concedere che avrei dovuto affrontare prima il dossier», afferma in un'intervista pubblicata oggi dal «Blick».
Il divieto di concessione di crediti e ipoteche non ha giocato alcun ruolo per molto tempo perché le operazioni sulle differenze di interesse – ossia il margine tra gli interessi applicati sugli investimenti patrimoniali e il patrimonio dei clienti – ha portato abbastanza soldi nelle casse del gruppo, spiega l'ex consigliere agli Stati e di Stato democristiano friburghese alla trasmissione «Samstagsrundschau» di Radio SRF. Con il crollo di tali affari la situazione è cambiata; l'ampiezza era però difficilmente prevedibile, sostiene Schwaller.
La Posta avrebbe dovuto richiedere prima una decisione di principio sull'apertura della Posta, afferma ancora il 69enne che lascerà a fine mese l'incarico rivestito dall'aprile 2016. Attualmente una revoca del divieto di concedere crediti e ipoteche e una privatizzazione, con lo scorporo dal gruppo Posta, è oggetto di discussione in parlamento. Il Consiglio federale ha varato a fine giugno una bozza di modifica della legge sull'organizzazione della Posta (LOP).
«Se PostFinance non riceve nuove possibilità per guadagnare soldi non potrà continuare ad essere di rilevanza sistemica», afferma ancora Schwaller sulle pagine del «Blick». «A medio termine dovremmo ridurre ulteriormente i rischi finanziari per la Posta.»
Due terzi, pari a 6,3 miliardi di franchi, del capitale proprio del gigante giallo sono riservati a PostFinance e la Posta assume una garanzia di 1,5 miliardi all'anno per la sua filiale finanziaria. Poiché con i suoi 2,7 milioni di clienti è considerata un istituto finanziario di rilevanza sistemica, PostFinance ha bisogno di un certo capitale d'emergenza.
Intanto PostFinance ha avviato una riduzione dei patrimoni amministrati a 91 miliardi di franchi. Se il parlamento dovesse dire no alla concessione di crediti e ipoteche Schwaller prevede un ulteriore rimpicciolimento: «mi stupirebbe se senza ampliare le attività di PostFinance si arrivasse a un'altra soluzione con lo stesso numero di clienti e gli stessi patrimoni.»
ot, ats