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Incarto n. 11.2010.149 Lugano 28 marzo 2011 /rs In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti segretaria: Rossi, vicecancelliera sedente per statuire nella causa n. 417.2009/R.52.2010 (ricorso contro atti del curatore) della Divisione degli interni, Sezione degli enti locali, Autorità di vigilanza sulle tutele, che oppone l ' AO 1 alla AO 1,, e a PI 1,, curatore di G__________ (1920),; esaminati gli atti, posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 10 dicembre 2010 presentato da AP 1 contro la decisione emes sa il 19 novembre 2010 dall'Autorità di vigilanza sulle tutele; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto in fatto: A. __________ è deceduto il 31 agosto 1978, lasciando quali eredi la moglie G__________ nata __________ (1920) con i figli M__________ (1956), S__________ (1957) e O__________ (1960). Tra i beni indivisi figura la particella n. 521 RFD di __________, su cui sorge una casa d'abitazione in cui risiedono G__________ e il figlio S__________. Il 1° settembre 2009 la AO 1 ha istituito una curatela amministrativa e di rappresentanza (art. 392 n. 1 e 393 n. 2 CC) in favore di G__________ __________, designando quale curatore PI 1. Un ricorso dell'8 settembre 2009 presentato da AP 1 contro l'istituzione della curatela è stato respinto il 12 novembre 2009 dall ' Autorità di vigilanza sulle tutele. B. Il 1° febbraio 2010 PI 1 ha chiesto a AP 1 di rimuovere materiale vario da lui depositato nella lavanderia dell ' abitazione ad __________. AP 1 si è rivolto il 3 febbraio 2010 alla AO 1, opponen­dosi alla richiesta. Interpellati dalla Commissione tutoria regionale, PI 1 ha ribadito la richiesta il 10 febbraio 2010, mentre M__________ e O__________ hanno osservato il 22 e il 24 febbraio 2010 che il fratello occupa da anni la lavanderia, da lui“trasformata” in magazzino. Con risoluzione del 27 aprile 2010 la Commissione tutoria regionale ha confermato la decisione del curatore, togliendo effetto sospensivo a un eventuale ricorso. C. Contro decisione appena citata AP 1 ha adito il 5 maggio 2010 l ' Autorità di vigilanza sulle tutele. Statuendo il 19 novembre 2010, questa ha respinto il ricorso, dichiarando la decisione immediatamente esecutiva. La tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 300.– sono state poste a carico del ricorrente. D. Il 10 dicembre 2010 AP 1 è insorto a questa Camera con un appello in cui chiede – previa restituzione dell'effetto sospensivo all'appello – di riformare la decisione presa dall'Autorità di vigilanza sulle tutele, annullando quella della Commissione tutoria regionale. Con decreto del 31 dicembre 2010 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta intesa alla restituzione dell ' effetto sospensivo. L ' appello non ha formato oggetto di intimazione. Considerando in diritto: 1. Le decisioni comunicate dall'Autorità di vigilanza sulle tutele fino al 31 dicembre 2010 erano appellabili entro venti giorni dalla notificazione ( art. 48 della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele, RL 4.1.2.2, cui rinviava anche l'art. 39 vLAC ). La procedura era quella ordinaria degli art. 307 segg. CPC ticinese, con le particolarità dell'art. 424 a CPC ticinese (RDAT II-2003 pag. 51 consid. 1). Tempestivo, sotto questo profilo il rimedio in esame è pertanto ricevibile. 2. L ' appellante insta per un ' ispezione del registro fondiario. La richiesta, ancorché proponibile (art. 424 a cpv. 2 CPC ticinese), è superflua, nell ' incarto della Commissione tutoria regionale figurando già un estratto del registro fondiario relativo proprio alla particella n. 521 RFD di __________. E che su tale fondo non sia iscritto alcun diritto d'usufrutto in favore di G__________ è pacifico. 3. Nella decisione appellata l ' Autorità di vigilanza, appurata la legittimazione a ricorrere di AP 1, ha ritenuto che ripristinare l'uso della lavanderia nell'abitazione della curatelata costituisse un atto rientrante nella libera disponibilità del curatore, “essendo conforme al mandato ricevuto e pure alla salvaguardia degli interessi della curatelata”, alla cui prosperità concorreva la facoltà di “lavare abiti e biancheria in casa propria”. Secondo l'Autorità di vigilanza inoltre il bisogno della curatelata era attuale, il maggior costo dovuto alla necessità di far capo a una lavan­deria esterna essendo a carico della pupilla. E siccome la decisione del curatore era conforme agli interessi di G__________, il ricorso andava respinto e l 'operato di PI 1 confermato. 4. L ' appellante ribadisce anzitutto di avere un interesse proprio a contestare la decisione della Commissione tutoria regionale, l ' iniziativa del curatore essendo lesiva dei suoi “diritti di proprietario comune dell ' immobile”. L'argomentazione però cade nel vuoto, la legittimazione di AP 1 a ricorrere contro le decisioni della Commissione tutoria regionale essendo già stata accertata dall'Autorità di vigilanza. In proposito non giova quindi attardarsi. 5. Per l'appellante la Commissione tutoria regionale ha autorizzato “i lavori di ripristino del locale lavanderia” senza verificare se la curatelata potesse decidere da sé sola l'esecuzione di simili interventi, l'immobile essendo in proprietà comune con altri eredi. La decisione del curatore sarebbe quindi contraria al diritto tutorio, a quello successorio e a quello dei diritti reali. Se poi – egli soggiunge – la Commissione tutoria regionale non fosse stata competente per dirimere controversie di natura civile, come riconosce anche l'Autorità di vigilanza, sarebbe bastato sospendere la procedura amministrativa in attesa della sentenza del giudice civile. 6. Il curatore nominato per amministrare o sorvegliare una sostanza (art. 367 cpv. 2 in fine CC) – come in concreto – deve limitarsi agli atti necessari per la conservazione della medesima (art. 419 cpv. 1 CC). Non può eccedere tali limiti senza speciale autorizzazione del rappresentato o, se questi non è capace di rilasciarla, senza l'autorizzazione dell ' autorità tutoria (art. 419 cpv. 2 CC). Fra gli atti di ordinaria amministrazione che incombono a un curatore amministrativo rientrano quelli destinati al mantenimento e alla funzionalità di un immobile, inclusa l ' esecuzione di piccola manutenzione (cfr. Biderbost in: Basler Kommentar, 3 ª edi­zione, n. 10 ad art. 419 CC; Deschenaux/Steinauer, Personnes physiques et tutelle, 4 ª edizione, pag. 425 n. 1137). 7. Che, dovendosi amministrare la sostanza di una curatela, l'interesse di quest'ultima sia prioritario è indubbio. L'autorità tutoria chiamata a autorizzare l'atto di un curatore deve quindi verificare previamente l'interesse della pupilla. Nella fattispecie AP 1 non contesta che l'uso di una lavanderia propria rientri nell'interesse della madre. Sostiene che la madre, e per lei il cura tore, non poteva decidere autonomamente di eseguire interventi nell'edificio, l'immobile essendo in proprietà comune con altri eredi. Ora, che la particella n. 521 appartenga in comune a G__________, M__________, S__________ e O__________ __________ quali membri della comu­nione ereditaria fu C__________ so è pacifico. Pacifico è altresì che, a parte casi particolari, decisioni importanti o anche solo misure di amministrazione corrente di beni in proprietà comune vadano prese all'unanimità (art. 602 cpv. 2 e 653 cpv. 2 CC). Sta di fatto che in concreto PI 1 non ha deciso interventi suscettibili di alterare alcunché. Si è semplicemente prefisso di ripristinare l'uso della lavanderia, “riempita da AP 1 con un'infinità di cose, come se fosse un deposito”, compreso “un motore marino di notevole dimensione e peso” (lettera del­l'11 febbraio 2010 nell'incarto della CTR 14). Ciò posto, la pulizia di un vano nell'intento di rendere quest'ultimo conforme all'uso per il quale è stato previsto non costituisce “un atto di disposizione” della proprietà comune né una misura di amministrazione corrente nel senso dell'art. 602 cpv. CC. Non assurge invero ad atto destinato alla conservazione del bene né ad atto inteso a curare affari giuridici in corso ( Schaufelberger in: Basler Kommentar, ZGB II, 2 ª edizione, n. 16 ad art. 602 CC; Weibel in: Praxis­kom­mentar Erb­recht, Basilea 2007, n. 25 ad art. 602 CC). Ciò premesso, nel caso in esame il curatore non abbisognava dell'unanimità di tutti gli eredi né di una speciale autorizzazione a norma dall'art. 419 cpv. 2 CC. Privo di fondamento, l'appello è pertanto destinato all'insuccesso. 8. Gli oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC ticinese). Non si pone invece problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato per osservazioni. 9. Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), l'approvazione di atti del curatore può formare oggetto di ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 5 LTF). Spetterà tuttavia all'appellante rendere verosimile dinanzi al Tribunale federale che il valore litigioso raggiunge la soglia di fr. 30 000.– (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF) ai fini di un ricorso in materia civile. Per questi motivi, vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria, pronuncia: 1. L ' appello è respinto e la decisione impugnata è confermata. 2. Gli oneri processuali, consistenti in: a) tassa di giustizia fr. 550.– b) spese fr. 50.– fr. 600.– sono posti a carico dell ' appellante. Non si assegnano ripetibili. 3. Intimazione a: Comunicazione alla Divisione degli interni, Sezione degli enti locali, Autorità di vigilanza sulle tutele. Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello Il presidente La segretaria Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Incarto n. 11.2010.149 Incarto n. 11.2010.149

Incarto n. 11.2010.149 Lugano 28 marzo 2011 /rs Lugano

Lugano 28 marzo 2011 /rs

28 marzo 2011 /rs In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello La prima Camera civile del Tribunale d'appello

La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti G. A. Bernasconi, presidente,

G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti

Giani ed Ermotti segretaria: segretaria:

segretaria: Rossi, vicecancelliera Rossi, vicecancelliera

Rossi, vicecancelliera sedente per statuire nella causa n. 417.2009/R.52.2010 (ricorso contro atti del curatore) della Divisione degli interni, Sezione degli enti locali, Autorità di vigilanza sulle tutele, che oppone l '

sedente per statuire nella causa n. 417.2009/R.52.2010 (ricorso contro atti del curatore) della Divisione degli interni, Sezione degli enti locali, Autorità di vigilanza sulle tutele, che oppone l ' AO 1 AO 1

AO 1 alla alla

alla AO 1,, e a PI 1,, curatore di G__________ (1920),; AO 1,, e a

AO 1,,, e a PI 1,, curatore di

PI 1,, curatore di G__________ (1920),;

G__________ (1920),; esaminati gli atti,

esaminati gli atti, posti i seguenti

posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 10 dicembre 2010 presentato da AP 1 contro la decisione emes sa il 19 novembre 2010 dall'Autorità di vigilanza sulle tutele;

punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 10 dicembre 2010 presentato da AP 1 contro la decisione emes sa il 19 novembre 2010 dall'Autorità di vigilanza sulle tutele; da AP 1 contro la decisione emes 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto

Ritenuto in fatto: A. __________ è deceduto il 31 agosto 1978, lasciando quali eredi la moglie G__________ nata __________ (1920) con i figli M__________ (1956), S__________ (1957) e O__________ (1960). Tra i beni indivisi figura la particella n. 521 RFD di __________, su cui sorge una casa d'abitazione in cui risiedono G__________ e il figlio S__________. Il 1° settembre 2009 la AO 1 ha istituito una curatela amministrativa e di rappresentanza (art. 392 n. 1 e 393 n. 2 CC) in favore di G__________ __________, designando quale curatore PI 1. Un ricorso dell'8 settembre 2009 presentato da AP 1 contro l'istituzione della curatela è stato respinto il 12 novembre 2009 dall ' Autorità di vigilanza sulle tutele. in fatto: A. __________ è deceduto il 31 agosto 1978, lasciando quali eredi la moglie G__________ nata __________ (1920) con i figli M__________ (1956), S__________ (1957) e O__________ (1960). Tra i beni indivisi figura la particella n. 521 RFD di __________, su cui sorge una casa d'abitazione in cui risiedono G__________ e il figlio S__________. Il 1° settembre 2009 la AO 1 ha istituito una curatela amministrativa e di rappresentanza (art. 392 n. 1 e 393 n. 2 CC) in favore di G__________ __________, designando quale curatore PI 1. Un ricorso dell'8 settembre 2009 presentato da AP 1 contro l'istituzione della curatela è stato respinto il 12 novembre 2009 dall ' Autorità di vigilanza sulle tutele. B. Il 1° febbraio 2010 PI 1 ha chiesto a AP 1 di rimuovere materiale vario da lui depositato nella lavanderia dell ' abitazione ad __________. AP 1 si è rivolto il

B. Il 1° febbraio 2010 PI 1 ha chiesto a AP 1 di rimuovere materiale vario da lui depositato nella lavanderia dell ' abitazione ad __________. AP 1 si è rivolto il 3 febbraio 2010 alla AO 1, opponen­dosi alla richiesta. Interpellati dalla Commissione tutoria regionale, PI 1 ha ribadito la richiesta il 10 febbraio 2010, mentre M__________ e O__________ hanno osservato il 22 e il 24 febbraio 2010 che il fratello occupa da anni la lavanderia, da lui“trasformata” in magazzino. Con risoluzione del 27 aprile 2010 la Commissione tutoria regionale ha confermato la decisione del curatore, togliendo effetto sospensivo a un eventuale ricorso.

3 febbraio 2010 alla AO 1, opponen­dosi alla richiesta. Interpellati dalla Commissione tutoria regionale, PI 1 ha ribadito la richiesta il 10 febbraio 2010, mentre M__________ e O__________ hanno osservato il 22 e il 24 febbraio 2010 che il fratello occupa da anni la lavanderia, da lui“trasformata” in magazzino. Con risoluzione del 27 aprile 2010 la Commissione tutoria regionale ha confermato la decisione del curatore, togliendo effetto sospensivo a un eventuale ricorso. C. Contro decisione appena citata AP 1 ha adito il

C. Contro decisione appena citata AP 1 ha adito il 5 maggio 2010 l ' Autorità di vigilanza sulle tutele. Statuendo il

5 maggio 2010 l ' Autorità di vigilanza sulle tutele. Statuendo il 19 novembre 2010, questa ha respinto il ricorso, dichiarando la decisione immediatamente esecutiva. La tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 300.– sono state poste a carico del ricorrente.

19 novembre 2010, questa ha respinto il ricorso, dichiarando la decisione immediatamente esecutiva. La tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 300.– sono state poste a carico del ricorrente. D. Il 10 dicembre 2010 AP 1 è insorto a questa Camera con un appello in cui chiede – previa restituzione dell'effetto sospensivo all'appello – di riformare la decisione presa dall'Autorità di vigilanza sulle tutele, annullando quella della Commissione tutoria regionale. Con decreto del 31 dicembre 2010 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta intesa alla restituzione dell ' effetto sospensivo. L ' appello non ha formato oggetto di intimazione.

D. Il 10 dicembre 2010 AP 1 è insorto a questa Camera con un appello in cui chiede – previa restituzione dell'effetto sospensivo all'appello – di riformare la decisione presa dall'Autorità di vigilanza sulle tutele, annullando quella della Commissione tutoria regionale. Con decreto del 31 dicembre 2010 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta intesa alla restituzione dell ' effetto sospensivo. L ' appello non ha formato oggetto di intimazione. Considerando

Considerando in diritto: 1. Le decisioni comunicate dall'Autorità di vigilanza sulle tutele fino al 31 dicembre 2010 erano appellabili entro venti giorni dalla notificazione ( art. 48 della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele, RL 4.1.2.2, cui rinviava anche l'art. 39 vLAC ). La procedura era quella ordinaria degli art. 307 segg. CPC ticinese, con le particolarità dell'art. 424 a CPC ticinese (RDAT II-2003 pag. 51 consid. 1). Tempestivo, sotto questo profilo il rimedio in esame è pertanto ricevibile. in diritto: 1. Le decisioni comunicate dall'Autorità di vigilanza sulle tutele fino al 31 dicembre 2010 erano appellabili entro venti giorni dalla notificazione ( art. 48 della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele, RL 4.1.2.2, cui rinviava anche l'art. 39 vLAC ). La procedura era quella ordinaria degli art. 307 segg. CPC ticinese, con le particolarità dell'art. 424 a CPC ticinese (RDAT II-2003 pag. 51 consid. 1). Tempestivo, sotto questo profilo il rimedio in esame è pertanto ricevibile. 2. L ' appellante insta per un ' ispezione del registro fondiario. La richiesta, ancorché proponibile (art. 424 a cpv. 2 CPC ticinese), è superflua, nell ' incarto della Commissione tutoria regionale figurando già un estratto del registro fondiario relativo proprio alla particella n. 521 RFD di __________. E che su tale fondo non sia iscritto alcun diritto d'usufrutto in favore di G__________ è pacifico.

2. L ' appellante insta per un ' ispezione del registro fondiario. La richiesta, ancorché proponibile (art. 424 a cpv. 2 CPC ticinese), è superflua, nell ' incarto della Commissione tutoria regionale figurando già un estratto del registro fondiario relativo proprio alla particella n. 521 RFD di __________. E che su tale fondo non sia iscritto alcun diritto d'usufrutto in favore di G__________ è pacifico. 3. Nella decisione appellata l ' Autorità di vigilanza, appurata la legittimazione a ricorrere di AP 1, ha ritenuto che ripristinare l'uso della lavanderia nell'abitazione della curatelata costituisse un atto rientrante nella libera disponibilità del curatore, “essendo conforme al mandato ricevuto e pure alla salvaguardia degli interessi della curatelata”, alla cui prosperità concorreva la facoltà di “lavare abiti e biancheria in casa propria”. Secondo l'Autorità di vigilanza inoltre il bisogno della curatelata era attuale, il maggior costo dovuto alla necessità di far capo a una lavan­deria esterna essendo a carico della pupilla. E siccome la decisione del curatore era conforme agli interessi di G__________, il ricorso andava respinto e l 'operato di PI 1 confermato.

3. Nella decisione appellata l ' Autorità di vigilanza, appurata la legittimazione a ricorrere di AP 1, ha ritenuto che ripristinare l'uso della lavanderia nell'abitazione della curatelata costituisse un atto rientrante nella libera disponibilità del curatore, “essendo conforme al mandato ricevuto e pure alla salvaguardia degli interessi della curatelata”, alla cui prosperità concorreva la facoltà di “lavare abiti e biancheria in casa propria”. Secondo l'Autorità di vigilanza inoltre il bisogno della curatelata era attuale, il maggior costo dovuto alla necessità di far capo a una lavan­deria esterna essendo a carico della pupilla. E siccome la decisione del curatore era conforme agli interessi di G__________, il ricorso andava respinto e l 'operato di PI 1 confermato. 4. L ' appellante ribadisce anzitutto di avere un interesse proprio a contestare la decisione della Commissione tutoria regionale, l ' iniziativa del curatore essendo lesiva dei suoi “diritti di proprietario comune dell ' immobile”. L'argomentazione però cade nel vuoto, la legittimazione di AP 1 a ricorrere contro le decisioni della Commissione tutoria regionale essendo già stata accertata dall'Autorità di vigilanza. In proposito non giova quindi attardarsi.

4. L ' appellante ribadisce anzitutto di avere un interesse proprio a contestare la decisione della Commissione tutoria regionale, l ' iniziativa del curatore essendo lesiva dei suoi “diritti di proprietario comune dell ' immobile”. L'argomentazione però cade nel vuoto, la legittimazione di AP 1 a ricorrere contro le decisioni della Commissione tutoria regionale essendo già stata accertata dall'Autorità di vigilanza. In proposito non giova quindi attardarsi. 5. Per l'appellante la Commissione tutoria regionale ha autorizzato “i lavori di ripristino del locale lavanderia” senza verificare se la curatelata potesse decidere da sé sola l'esecuzione di simili interventi, l'immobile essendo in proprietà comune con altri eredi. La decisione del curatore sarebbe quindi contraria al diritto tutorio, a quello successorio e a quello dei diritti reali. Se poi – egli soggiunge – la Commissione tutoria regionale non fosse stata competente per dirimere controversie di natura civile, come riconosce anche l'Autorità di vigilanza, sarebbe bastato sospendere la procedura amministrativa in attesa della sentenza del giudice civile.

5. Per l'appellante la Commissione tutoria regionale ha autorizzato “i lavori di ripristino del locale lavanderia” senza verificare se la curatelata potesse decidere da sé sola l'esecuzione di simili interventi, l'immobile essendo in proprietà comune con altri eredi. La decisione del curatore sarebbe quindi contraria al diritto tutorio, a quello successorio e a quello dei diritti reali. Se poi – egli soggiunge – la Commissione tutoria regionale non fosse stata competente per dirimere controversie di natura civile, come riconosce anche l'Autorità di vigilanza, sarebbe bastato sospendere la procedura amministrativa in attesa della sentenza del giudice civile. 6. Il curatore nominato per amministrare o sorvegliare una sostanza (art. 367 cpv. 2 in fine CC) – come in concreto – deve limitarsi agli atti necessari per la conservazione della medesima (art. 419 cpv. 1 CC). Non può eccedere tali limiti senza speciale autorizzazione del rappresentato o, se questi non è capace di rilasciarla, senza l'autorizzazione dell ' autorità tutoria (art. 419 cpv. 2 CC). Fra gli atti di ordinaria amministrazione che incombono a un curatore amministrativo rientrano quelli destinati al mantenimento e alla funzionalità di un immobile, inclusa l ' esecuzione di piccola manutenzione (cfr. Biderbost in: Basler Kommentar, 3 ª edi­zione, n. 10 ad art. 419 CC; Deschenaux/Steinauer, Personnes physiques et tutelle, 4 ª edizione, pag. 425 n. 1137).

6. Il curatore nominato per amministrare o sorvegliare una sostanza (art. 367 cpv. 2 in fine CC) – come in concreto – deve limitarsi agli atti necessari per la conservazione della medesima (art. 419 cpv. 1 CC). Non può eccedere tali limiti senza speciale autorizzazione del rappresentato o, se questi non è capace di rilasciarla, senza l'autorizzazione dell ' autorità tutoria (art. 419 cpv. 2 CC). Fra gli atti di ordinaria amministrazione che incombono a un curatore amministrativo rientrano quelli destinati al mantenimento e alla funzionalità di un immobile, inclusa l ' esecuzione di piccola manutenzione (cfr. Biderbost in: Basler Kommentar, 3 Biderbost ª edi­zione, n. 10 ad art. 419 CC; Deschenaux/Steinauer, Personnes physiques et tutelle, 4 Deschenaux/Steinauer, ª edizione, pag. 425 n. 1137). 7. Che, dovendosi amministrare la sostanza di una curatela, l'interesse di quest'ultima sia prioritario è indubbio. L'autorità tutoria chiamata a autorizzare l'atto di un curatore deve quindi verificare previamente l'interesse della pupilla. Nella fattispecie AP 1 non contesta che l'uso di una lavanderia propria rientri nell'interesse della madre. Sostiene che la madre, e per lei il cura tore, non poteva decidere autonomamente di eseguire interventi nell'edificio, l'immobile essendo in proprietà comune con altri eredi.

7. Che, dovendosi amministrare la sostanza di una curatela, l'interesse di quest'ultima sia prioritario è indubbio. L'autorità tutoria chiamata a autorizzare l'atto di un curatore deve quindi verificare previamente l'interesse della pupilla. Nella fattispecie AP 1 non contesta che l'uso di una lavanderia propria rientri nell'interesse della madre. Sostiene che chiamata a autorizzare l'atto di un curatore deve quindi verificare nell'interesse della madre. Sostiene che la madre, e per lei il cura tore, non poteva decidere autonomamente di eseguire interventi nell'edificio, l'immobile essendo in proprietà comune con altri eredi nell'edificio, l'immobile essendo in proprietà comune con altri eredi. Ora, che la particella n. 521 appartenga in comune a G__________, M__________, S__________ e O__________ __________ quali membri della comu­nione ereditaria fu C__________ so è pacifico. Pacifico è altresì che, a parte casi particolari, decisioni importanti o anche solo misure di amministrazione corrente di beni in proprietà comune vadano prese all'unanimità (art. 602 cpv. 2 e 653 cpv. 2 CC). Sta di fatto che in concreto PI 1 non ha deciso interventi suscettibili di alterare alcunché. Si è semplicemente prefisso di ripristinare l'uso della lavanderia, “riempita da AP 1 con un'infinità di cose, come se fosse un deposito”, compreso “un motore marino di notevole dimensione e peso” (lettera del­l'11 febbraio 2010 nell'incarto della CTR 14). Ciò posto, la pulizia di un vano nell'intento di rendere quest'ultimo conforme all'uso per il quale è stato previsto non costituisce “un atto di disposizione” della proprietà comune né una misura di amministrazione corrente nel senso dell'art. 602 cpv. CC. Non assurge invero ad atto destinato alla conservazione del bene né ad atto inteso a curare affari giuridici in corso ( Schaufelberger in: Basler Kommentar, ZGB II, 2 ª edizione, n. 16 ad art. 602 CC; Weibel in: Praxis­kom­mentar Erb­recht, Basilea 2007, n. 25 ad art. 602 CC). Ciò premesso, nel caso in esame il curatore non abbisognava dell'unanimità di tutti gli eredi né di una speciale autorizzazione a norma dall'art. 419 cpv. 2 CC. Privo di fondamento, l'appello è pertanto destinato all'insuccesso.

Ora, che la particella n. 521 appartenga in comune a G__________, M__________, S__________ e O__________ __________ quali membri della comu­nione ereditaria fu C__________ so è pacifico. Pacifico è altresì che, a parte casi particolari, decisioni importanti o anche solo misure di amministrazione corrente di beni in proprietà comune vadano prese all'unanimità (art. 602 cpv. 2 e 653 cpv. 2 CC). Sta di fatto che in concreto PI 1 non ha deciso interventi suscettibili di alterare alcunché. Si è semplicemente prefisso di ripristinare l'uso della lavanderia, “riempita da AP 1 con un'infinità di cose, come se fosse un deposito”, compreso “un motore marino di notevole dimensione e peso” (lettera del­l'11 febbraio 2010 nell'incarto della CTR 14). Ciò posto, la pulizia di un vano nell'intento di rendere quest'ultimo conforme all'uso per il quale è stato previsto non costituisce “un atto di disposizione” della proprietà comune né una misura di amministrazione corrente nel senso dell'art. 602 cpv. CC. Non assurge invero ad atto destinato alla conservazione del bene né ad atto inteso a curare affari giuridici in corso ( Schaufelberger in: Basler Kommentar, ZGB II, 2 “un motore marino di notevole dimensione e peso” (lettera del­l'11 Schaufelberger ª edizione, n. 16 ad art. 602 CC; Weibel Weibel in: Praxis­kom­mentar Erb­recht, Basilea 2007, n. 25 ad art. 602 CC). Ciò premesso, nel caso in esame il curatore non abbisognava dell'unanimità di tutti gli eredi né di una speciale autorizzazione a norma dall'art. 419 cpv. 2 CC. Privo di fondamento, l'appello è pertanto destinato all'insuccesso. 8. Gli oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC ticinese). Non si pone invece problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato per osservazioni.

8. Gli oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC ticinese). Non si pone invece problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato per osservazioni. 9. Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), l'approvazione di atti del curatore può formare oggetto di ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 5 LTF). Spetterà tuttavia all'appellante rendere verosimile dinanzi al Tribunale federale che il valore litigioso raggiunge la soglia di fr. 30 000.– (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF) ai fini di un ricorso in materia civile.

9. Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), l'approvazione di atti del curatore può formare oggetto di ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 5 LTF). Spetterà tuttavia all'appellante rendere verosimile dinanzi al Tribunale federale che il valore litigioso raggiunge la soglia di fr. 30 litigioso raggiunge la soglia di fr. 30 000.– (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF) ai fini di un ricorso in materia civile. Per questi motivi,

Per questi motivi, vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria, pronuncia: 1. L ' appello è respinto e la decisione impugnata è confermata. pronuncia: 1. L ' appello è respinto e la decisione impugnata è confermata. 2. Gli oneri processuali, consistenti in:

2. Gli oneri processuali, consistenti in: a) tassa di giustizia fr. 550.–

a) tassa di giustizia fr. 550.– b) spese fr. 50.–

b) spese fr. 50.– fr. 600.–

fr. 600.– sono posti a carico dell ' appellante. Non si assegnano ripetibili. sono posti a carico dell ' appellante. Non si assegnano ripetibili. 3. Intimazione a:

3. Intimazione a: Comunicazione alla Divisione degli interni, Sezione degli enti locali, Autorità di vigilanza sulle tutele.

Comunicazione alla Divisione degli interni, Sezione degli enti locali, Autorità di vigilanza sulle tutele. Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello

Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.