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L'ex dittatore di Haiti Jean Claude Duvalier nel suo primo intervento dal ritorno in patria dall'esilio ha comunicato la sua "profonda tristezza" per chi ha sofferto sotto il suo regime ed ha invitato il paese alla riconciliazione.
Ma "Baby Doc", 59 anni, imputato di corruzione, furto e associazione a delinquere, non ha presentato scuse formali per gli omicidi e le torture avvenuti durante i suoi 15 anni di potere, dal 1971 al 1986.
"Colgo questa opportunità - ha detto presentandosi ai giornalisti per leggere un comunicato con voce flebile - per esprimere ancora una volta la mia profonda tristezza per quelli dei miei concittadini che a giusto titolo si considerano vittime del mio governo". Duvalier ha detto di essere tornato "per mostrare solidarietà in questo momento estremamente difficile per la vita della nazione".
"Quando sarete certi che la campana della riconciliazione nazionale risuona in tutti i cuori (...) e in ogni distretto, quartiere e casa, allora giungerà presto il giorno in cui tutti i bambini, uomini e donne di Haiti, nel paese e nella diaspora, potranno marciare mano nella mano senza esclusioni e partecipare insieme alla rinascita di Haiti", ha concluso Duvalier.
SDA-ATS