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La Svizzera
A cosa corrisponde l’abbreviazione CH? Quali sono le lingue parlate in Svizzera? Quanti stranieri vivono in Svizzera? Troverete tutte queste informazioni e altre ancora nella rubrica dedicata alla Svizzera!
Perché la Svizzera è definita un'isola?
La Svizzera è situata nel cuore dell’Europa occidentale, ma non è membro dell’Unione Europea (EU). Per questo motivo viene indicata talvolta come isola. La Svizzera è il punto d’incontro delle tre maggiori aree linguistiche europee: tedesca, francese e italiana.
La posizione centrale assegna alla Svizzera un ruolo decisivo negli scambi stradali e ferroviari attraverso le Alpi. Uno dei principali legami nord-sud è rappresentato dal Gottardo.
Con una superficie di 41'300 km2, la Svizzera è considerata un piccolo Stato europeo, paragonabile alla Danimarca ed equivalente a metà dell’Austria.
La popolazione conta più di 8 milioni di abitanti, di cui il 60% ha un’età compresa tra i 20 e 64 anni. Gli uomini hanno una speranza di vita di 80 anni, mentre le donne raggiungono in media gli 84 anni.
(Fonte dei dati demografici: Ufficio federale di statistica, fine 2013).
Com’è strutturata geograficamente la Svizzera?
Geograficamente, la Svizzera è divisa in tre zone: le Alpi, l’altopiano e il Giura. La superficie è piccola e densamente popolata, tutto risulta vicino, ma le differenze tra regioni sono marcate.
Solo il 10% della popolazione vive sulle Alpi, la maggior parte degli abitanti vive nella zona dell’altipiano, tra il lago Lemano e il lago di Costanza, in grandi agglomerati urbani che non cessano di svilupparsi: Zurigo, Ginevra, Basilea, Berna e Losanna.
Attraversando le Alpi si passa velocemente dal clima mediterraneo del Ticino alle colline verdeggianti dell’altopiano fino ai paesaggi di montagna delle Alpi, disseminate di laghetti e ghiacciai. Si scopre una grande varietà di paesaggi naturali, architetture urbane e zone linguistiche.
La fauna e la flora svizzere (ossia gli animali e le piante) sono ricche di specie. Si stimano circa 40'000 specie animali e più di 25'000 specie di piante, funghi e licheni viventi in Svizzera. Tuttavia, una buona parte di esse sono considerate specie minacciate.
(Fonte: Ufficio federale dell’ambiente).
A cosa corrisponde l’abbreviazione CH?
La sigla CH corrisponde a Confederatio Helvetica, appellazione latina di Confederazione svizzera. La denominazione è stata adottata ufficialmente in modo da non sfavorire nessuna lingua nazionale. Il codice del paese è dunque CH.
Qual è l’origine della croce svizzera?
La bandiera nazionale della Svizzera è di forma quadrata, ha una croce bianca centrale su sfondo rosso, denominata anche croce federale o croce svizzera.
Il primo utilizzo della croce svizzera risale alla battaglia di Laupen del 1339, dove i soldati si cucivano una croce bianca sui vestiti e sulle armature come simbolo di riconoscenza. All’epoca, le uniche raffigurazioni ufficiali di sovranità erano gli stemmi dei Cantoni.
Durante la guerra del Sonderbund nel 1847, la croce svizzera si è imposta. Il conflitto opponeva i valori tradizionali e l’autonomia locale contro la volontà di instaurare una società moderna e di centralizzare lo Stato. Vinsero i Cantoni favorevoli alla centralizzazione e scelsero la bandiera svizzera come simbolo nazionale. Fu ufficialmente adottata come emblema nazionale nel 1889.
Quali lingue si parlano in Svizzera?
Il plurilinguismo è una delle caratteristiche della Svizzera. Esistono quattro lingue nazionali ufficiali: il tedesco, il francese, l’italiano e il romancio. Nelle scuole s’insegnano almeno due delle lingue nazionali, ma nel quotidiano è utilizzata generalmente solo la lingua materna. I gruppi linguistici hanno un peso variabile:
- 64,9% della popolazione parla i vari dialetti svizzero tedeschi e il tedesco come lingua ufficiale
- 22,6% parla francese
- 8,3% parla italiano
- 0,5% parla romancio
La popolazione immigrata contribuisce pure alla diversità linguistica: il 21 % parla una lingua diversa da una delle quattro lingue nazionali (Dati raccolti dall’Ufficio federale di statistica nel 2013).
Le frontiere linguistiche non seguono sistematicamente i confini cantonali. In 18 Cantoni si parlano i dialetti svizzero tedeschi, quattro Cantoni sono francofoni e tre bilingui (tedesco e francese), L’italiano è parlato in Ticino e nelle valli a sud del canton Grigioni, unico Cantone trilingue (tedesco, italiano e cinque varianti del romancio). Ci sono solo due città ufficialmente bilingue: Friborgo (Fribourg-Freiburg) e Bienne (Bienne-Biel).
Quali sono i principali settori dell’economia svizzera?
L’economia svizzera è caratterizzata da uno sviluppo stabile e avanzato. Questo sviluppo è stato reso possibile grazie al sistema economico liberale, alla stabilità politica, alle relazioni strette che la Svizzera ha saputo tessere all’estero e grazie a una manodopera ben formata, che offre un lavoro di qualità. Nel 2010, il giornale americano “Fortune” fa figurare 15 aziende svizzere nelle 500 aziende più potenti del pianeta.
Il principale settore economico della Svizzera è il settore dei servizi, rappresentato da banche e da assicurazioni, dal turismo, dal commercio all’ingrosso e al dettaglio, dall’amministrazione pubblica e dalle assicurazioni sociali. Il settore industriale è comunque importante e comprende l’industria meccanica, elettronica e metallurgica, l’industria chimica e farmaceutica, le tecnologie mediche, l’industria alimentare e quella orologiera. Il settore economico più piccolo è quello dell’agricoltura.
Nel 2008, il mercato svizzero contava più di 310'000 aziende, di cui i tre-quarti appartenevano al settore terziario. Più del 99% delle aziende svizzere sono delle piccole e medie imprese, ossia delle aziende con meno di 250 impiegati. Circa l’87% sono micro-imprese, con meno di 10 impiegati. In Svizzera, solo un terzo dei salariati lavora in una grande impresa.
(Fonte: Ufficio federale di statistica, cifre del 2008).
Quali sono le materie prime disponibili in Svizzera?
La Svizzera possiede pochissime materie prime. Si estrae della ghiaia, del calcare, dell’argilla, del granito e del sale, ma è soprattutto l’acqua che gioca un ruolo importante. Alimenta il Paese con acqua potabile e produce elettricità, circa il 55% dell’elettricità prodotta in Svizzera proviene da centrali idroelettriche.
Grazie ai suoi 1'500 laghi, ai numerosi fiumi e ruscelli, e grazie ai ghiacciai, la Svizzera dispone di una grande riserva di acqua ed è definito il serbatoio d’acqua potabile europeo. Il 6% della riserva d’acqua dolce del continente si concentra nelle Alpi svizzere, ma il consumo eccessivo di acqua e il surriscaldamento climatico, che causa il ritiro dei ghiacciai, possono minacciare nel lungo termine l’approvvigionamento di acqua potabile. Per questo motivo stanno nascendo diversi progetti per proteggere e preservare le risorse idriche esistenti.
I principali fiumi svizzeri sono il Reno, l’Aar e il Rodano. L’Aar confluisce nel Reno, che a sua volta versa i due terzi delle acque svizzere nel mare del Nord. Il Rodano sfocia nel Mediterraneo occidentale.
In che modo è organizzato il sistema educativo svizzero?
L’organizzazione del sistema educativo di uno Stato è una delle mansioni più importanti che deve assolvere. La Confederazione, i Cantoni e i Comuni svizzeri si ripartiscono i compiti, tuttavia la responsabilità principale incombe sui Cantoni, i quali devono assumersi il 90% dei costi di formazione, sostenuti dai Comuni.
Le leggi scolastiche sono diverse per ogni Cantone e i Comuni beneficiano di una grande autonomia, così da adottare delle soluzione adatte ai bisogni locali e alle diverse lingue e culture.
Dopo aver frequentato la scuola dell’infanzia, i bambini iniziano la scuola elementare all’età di sei o sette anni. A dipendenza del Cantone, questa scolarità primaria dura dai quattro ai sei anni. Gli allievi passano poi alla scuola media, che dura in media tre anni (in Ticino quattro anni). I corsi seguono vari modelli scolastici in base alle materie insegnate. L’obiettivo è di fornire una formazione generale di base e di preparare gli studenti alla formazione professionale o alle scuole superiori. Il livello terziario distingue le formazioni seguite nelle scuole professionali superiori, le università, i politecnici o le scuole specializzate superiori.
Informazioni sul sistema educativo svizzero
La Svizzera, polo di ricerca?
La Svizzera è un polo di ricerca riconosciuto sul piano internazionale. Esistono vari istituti di ricerca, per esempio gli istituti politecnici federali (ETH/EPF) di Zurigo e Losanna, e le università sparse nelle grandi città svizzere che godono di una buona reputazione e attraggono studiosi e professori da tutto il mondo. Il Laboratorio europeo per la ricerca nucleare (CERN) di Ginevra e il Laboratorio europeo dell’industria informatica americana IBM di Zurigo giocano un ruolo di primo piano a livello internazionale.
La Svizzera ha formato numerosi ricercatori illustri nel settore della chimica, fisica e medicina. Dal 1975, sono almeno sette gli studiosi che hanno ricevuto un premio Nobel in una di queste categorie. Il più celebre è senza dubbio Albert Einstein, fondatore della teoria della relatività.
Inoltre, la Svizzera partecipa attivamente all’esplorazione dell’universo presso l’Agenzia Spaziale Europea (ASE). La ricerca spaziale viene effettuata anche in varie università e scuole specializzate superiori del Paese.
Informazioni sulle scuole superiori svizzere
Qual è la ricchezza della vita culturale svizzera?
La vita culturale svizzera è marcata dal plurilinguismo e dalla posizione geografica nel cuore dell’Europa. Ne risultano degli scambi e delle influenze arricchenti in ambiti come la letteratura, l’arte, l’architettura e la musica. Le creazioni artistiche delle varie regioni sono caratterizzate dall’impronta dei paesi limitrofi.
Varie informazioni sulla società svizzera
Quali religioni sono rappresentate in Svizzera?
La religione cristiana è la più estesa nel Paese, rappresentata innanzitutto dalla chiesa cattolica e da quella protestante. Sono entrambe delle confessioni dominanti nei vari Cantoni. Nel 2010, il 38,6% della popolazione si dichiarava cattolica e circa il 28% protestante.
Tuttavia, esistono altri culti praticati in Svizzera: il 4,5% degli abitanti è musulmano e circa lo 0,2% è di fede ebraica.
Negli ultimi anni, si è assistito al distacco di numerose persone dalla chiesa. È aumentato il numero di persone che dichiarano di non seguire nessuna confessione religiosa; erano il 20,1% della popolazione nel 2010, e questa percentuale da allora è sicuramente aumentata.
(Fonte: Ufficio federale di statistica, cifre del 2010)
Varie informazioni sulla società e le religioni in Svizzera
Cosa significa il diritto alla libertà di credo?
In Svizzera, la Chiesa e lo Stato sono separati. Nella Costituzione federale è iscritto il diritto alla libertà di credo, di coscienza e di culto; ognuno è quindi libero di scegliere se seguire un culto religioso, e quale.
Chiunque ha il diritto di cambiare credo e fede religiosa ed esprimere liberamente le sue convinzioni. Questo principio si applica sia agli individui sia alle comunità religiose. Ogni persona ha il diritto di compiere delle azioni legate a un culto, praticare una religione o dei rituali religiosi, da solo o in gruppo.
Quanti stranieri vivono in Svizzera?
Nel 2013, gli stranieri rappresentavano il 23,8% della popolazione in Svizzera, ossia 1,9 milioni di persone, la maggioranza dei quali è residente (fonte: Ufficio federale di statistica, cifre del 2013). In Svizzera, una persona su tre è immigrata o ha dei parenti che lo hanno fatto.
I migranti rappresentano oggi una parte importante della società svizzera. Garantiscono il buon funzionamento di numerosi settori dell’economia, come quello della salute, della ricerca e dell’edilizia. Partecipano alla stabilità demografica del paese, rallentando l’invecchiamento della popolazione causato dal debole tasso di natalità.
Quali sono le regole comportamentali e gli usi diffusi in Svizzera?
Gli svizzeri sono conosciuti per alcune delle loro abitudini locali, per esempio:
- Puntualità: bisogna arrivare in orario agli appuntamenti, sia nella sfera professionale, sia in quella amministrativa o privata. Se vi rendete conto di essere in ritardo, è meglio avvisare.
- Saluti: per salutarsi, ci si stringe la mano soprattutto negli incontri formali. Tra amici, si danno tre baci sulle guance. Ma attenzione: le modalità di saluto possono variare tra regioni. Guardatevi attorno e imitate le gestualità degli abitanti di quella zona.
- Incontri: se s’incontra qualcuno passeggiando in un piccolo Comune (più raramente in città), lo si saluta anche se non ci si conosce.
- Visite: una gran parte degli svizzeri non amano le visite spontanee a casa loro. È consigliabile chiamare e chiedere se potete passare a fare visita. Prima di entrare in casa, chiedete se dovete togliervi le scarpe.
- Inviti: se siete invitati a un pranzo o una cena, è d’uso portare un piccolo regalo (una bottiglia di vino, dei cioccolatini, un dessert o dei fiori, per esempio). Ma attenzione alla scelta dei fiori: le rose rosse sono considerate un regalo tra partner amorosi, i crisantemi si portano in cimitero.
- A tavola: prima di iniziare a mangiare, ci si augura buon appetito e prima di bere del vino, si brinda alla salute dei presenti, facendo incontrare i bicchieri tra loro e guardandosi negli occhi.
- Conversazioni telefoniche: quando si chiama qualcuno, è consigliato salutare la persona e poi presentarsi. La persona chiamata risponde con un “pronto” introduttivo e solitamente dice il suo nome.
Questi comportamenti possono variare tra regioni linguistiche, gruppi sociali e persone. Se in una situazione particolare vi sentite a disagio, chiedete a chi vi sta attorno quale comportamento è meglio adottare.
A che punto si trova la Svizzera in materia di uguaglianza tra uomo e donna?
Il diritto all’uguaglianza fra donna e uomo è iscritto nella Costituzione federale dal 1981, ed un Ufficio federale specifico è stato creato nel 1988. La legge sull’uguaglianza è entrata in vigore nel 1996 e comprende il divieto di qualsiasi forma di discriminazione nell’ambito della vita professionale, in tutti suoi aspetti: l’assunzione, il salario, le promozioni, la formazione continua o il licenziamento. Sono vietate le discriminazioni basate sullo stato civile, la situazione familiare o la gravidanza.
L’uguaglianza dovrebbe essere intesa come qualcosa di più che la semplice parità di diritti, integrando anche gli aspetti sociali e culturali. Per esempio, implica anche l’equilibrio nella suddivisione dei compiti tra uomo e donna. La legge sull’uguaglianza permette alle donne e agli uomini di difendersi contro le discriminazioni dirette e indirette, nella vita familiare, sociale e professionale e in caso di molestie sessuali sul posto di lavoro.
Il diritto matrimoniale svizzero si basa, dal 1988, sul principio del diritto d’uguaglianza fra donne e uomini. Conformemente alla legge, il coniuge che si occupa dei lavori domestici, che cresce i figli o che aiuta e sostiene il partner nella sua professione ha diritto a disporre liberamente di una parte ragionevole del reddito o dei beni del coniuge.
Associazione Dialogare-Incontri : Consultorio Sportello Donna