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Dopo la batosta del 18 maggio 2003, l’Associazione svizzera degli inquilini ci riprova con un referendum contro la revisione del diritto di locazione avallata dalle camere.
Una modifica di legge voluta per meglio proteggere gli inquilini. Ma che secondo i referendisti avrebbe proprio l’effetto contrario.
In occasione del voto sull’iniziativa popolare denominata “Per delle pigioni corrette”, sonoramente bocciata nel maggio dello scorso anno, i cittadini ed i cantoni avevano chiaramente seguito le raccomandazioni di voto del Consiglio federale.
Il parlamento aveva tuttavia deciso di opporre un controprogetto indiretto all’iniziativa, chinandosi sulla revisione del diritto di locazione. Una legge in vigore dal 1990 che, nel corso degli anni, ha suscitato critiche sia da parte degli inquilini che dei proprietari d’immobili.
La votazione finale delle camere sul nuovo testo è avvenuta il 13 dicembre del 2002. Il Consiglio degli Stati ha accettato la revisione con 36 voti contro 5. Il Consiglio nazionale per 98 voti a 71.
A favore si sono espressi i parlamentari dei tre grandi partiti borghesi: PLR, PPD e UDC. La minoranza contro la revisione era invece composta dal blocco rosso-verde e da alcuni “dissidenti” borghesi.
L’Associazione svizzera degli inquilini (Asloca) ha immediatamente annunciato il referendum che, corredato da 90 224 firme, è stato depositato nel mese di maggio 2003.
Inflazione, non tassi ipotecari
Il nuovo sistema si vuole più semplice e comprensibile. Per questo, secondo il parlamento, migliorerà i rapporti tra proprietari ed inquilini e contribuirà a ridare slancio ad un settore, quello degli alloggi, sempre più anemico.
L’aspetto essenziale della revisione riguarda l’abbandono dell’adattamento delle pigioni in funzione del tasso ipotecario, per indicizzarle in base all’indice dei prezzi al consumo. Lo stesso di cui si tiene conto per l’evoluzione dei salari.
Secondo il ministro dell’economia Joseph Deiss, lo sganciamento dal tasso ipotecario impedirà improvvisi aumenti degli affitti.
Tuttavia, uno studio dell’Ufficio federale delle abitazioni ha concluso che se la soluzione proposta dal Parlamento fosse stata attuata 40 anni fa, il livello medio delle pigioni sarebbe oggi superiore.
Lotta agli abusi
Altra novità: agli occhi dei suoi fautori, la revisione permetterà di meglio determinare eventuali affitti abusivi. In effetti, se la nuova legge fosse adottata, abusiva sarà considerata ogni pigione superiore di oltre il 15% a quelle di alloggi paragonabili.
Gli inquilini potranno far valere questo nuovo argomento entro 30 giorni dalla conclusione del contratto di locazione. Una verifica potrà essere richiesta ogni 5 anni.
La revisione prevede poi, in particolare, il frazionamento nel tempo di eventuali aumenti delle pigioni e nuove disposizioni di protezione nel caso di utilizzo di locali commerciali.
Spirale verso l’alto
Secondo i referendisti dell’Asloca, le nuove norme originerebbero una nuova spirale di aumenti delle pigioni.
In particolare si contesta il legame bidirezionale tra affitti ed indice dei prezzi. In effetti, spiegano i rappresentanti degli inquilini, gli affitti, in ragione del 22%, sono compresi nel calcolo dell’indice dei prezzi. E quest’ultimo, nello spirito della revisione, stabilirà a sua volta i nuovi affitti.
Da ogni aumento ne scaturirà dunque uno successivo. Per l’Asloca si entrerebbe quindi in un circolo vizioso.
Non piace neppure la nuova nozione di affitti abusivi: i referendisti temono che le pigioni più moderate si allineeranno presto a quelle elevate.
Da notare infine che anche la Federazione romanda dei proprietari d’immobili ha deciso di non sostenere la revisione della legge. Per ragioni contrarie a quelle dell’Asloca.
A suo dire, infatti, il nuovo concetto di abuso, condurrebbe a delle pigioni politiche, inferiori a quelle di mercato.
swissinfo, Marzio Pescia
Fatti e cifre
Nel 2000, il 65.6% degli svizzeri viveva in appartamenti in affitto;
Il 18 maggio 2003, l’iniziativa “per delle pigioni corrette” è stata respinta dal 67.3% dei votanti.
In breve
Si torna a votare su un oggetto che riguarda pigioni ed affitti.
Dopo l'iniziativa "per delle pigioni corrette" bocciata da popolo e cantoni il 18 maggio 2003, l'Asloca ha lanciato un referendum contro la revisione del diritto di locazione.
La revisione della legge è stata presentata dal parlamento come un controprogetto indiretto alla prima iniziativa dell'Associazione degli inquilini.
Il referendum è stato firmato da 90'224 cittadini.