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In Austria, le emittenti non commerciali, note anche come community media, sono considerate una parte indispensabile del panorama mediatico. Istituite nel 1998, queste emittenti comunitarie non sono orientate al profitto, non dipendono economicamente dalla pubblicità e sono principalmente impegnate alla partecipazione cittadina, l’alfabetizzazione mediatica e della diversità. L’anno scorso, il parlamento austriaco ha approvato un aumento dei finanziamenti per le 18 emittenti attive.
Tuttavia, la posizione politico-mediatica di queste realtà non commerciali è molto più precaria rispetto a quella dei servizi radiotelevisivi pubblici e delle emittenti private. Ad esempio, nella primavera del 2022, il governo di Vienna ha tagliato i fondi all’emittente televisiva comunitaria Okto a metà dell’attuale periodo di finanziamento. Di conseguenza, l’emittente ha dovuto riorganizzarsi e cercare nuove opzioni di finanziamento per continuare a trasmettere.
Questa minaccia esistenziale per i media comunitari solleva la questione della loro importanza strategica. Per questo motivo, abbiamo deciso di esaminare la loro capacità di contribuire alla democrazia e di creare “valore pubblico” – in parole povere, in che modo aiutano la società. Il termine è stato coniato dal professore di Harvard Mark Moore nel 1995. Secondo Moore, per avere un valore pubblico, il bene comunitario deve essere apprezzato dal pubblico stesso.
Il valore pubblico delle trasmissioni comunitarie
Abbiamo deciso di verificare perché e come viene generato il valore pubblico in Austria. Sebbene Moore si concentri sui servizi di radiodiffusione pubblica, abbiamo rilevato come in Austria i broadcasting comunitari siano meglio concepiti per ottenere la partecipazione e l’impegno che caratterizzano il valore pubblico.Dalla metà degli anni Novanta, le emittenti comunitarie si sono organizzate dal basso verso l’alto a partire dalla società stessa. Le 15 stazioni radiofoniche e le tre stazioni televisive si considerano un luogo in cui cittadini, associazioni e ONG si riuniscono e creano programmi basati sulle loro idee. Queste emittenti forniscono l’infrastruttura tecnica, offrono formazione e una rete, e in cambio ricevono contenuti da trasmettere. Abbiamo quindi deciso di concentrarci su queste emittenti comunitarie nel nostro studio Public Value of Non-Commercial Broadcasting, finanziato da Rundfunk und Telekom Regulierungs-GmbH.
Per misurare se e come i media comunitari generano valore pubblico, abbiamo tenuto 15 focus group con le emittenti, esaminando cinque funzioni legate ai valori democratici e al raggiungimento di buoni risultati per il pubblico. Abbiamo definito queste funzioni come la capacità dei media di articolare questi valori, di integrarli e rifletterli, di incoraggiare e facilitare la partecipazione del pubblico, di promuovere l’alfabetizzazione mediatica e di far convergere e fondere senza soluzione di continuità i formati e i risultati dei media tradizionali e moderni. La nostra ricerca ha preso in considerazione anche il quadro politico e giuridico e i contesti in cui operano le emittenti non commerciali in Austria.
Dare vita alla democrazia
I risultati della nostra analisi hanno dimostrato come i media comunitari austriaci generino valore pubblico, in particolare articolando e integrando i valori democratici e facilitando la partecipazione. Questi risultati sottolineano la loro importanza e il fatto che il loro “accesso aperto” promuove e sostiene efficacemente la libertà di espressione e l’empowerment, soprattutto per i gruppi che sono sottorappresentati nella sfera pubblica.
Nei loro programmi, si occupano di argomenti non rappresentati dai media tradizionali o dall’emittenza pubblica, producendo molti contenuti sull’arte e la cultura del territorio e su questioni sociali, politiche ed ecologiche dal punto di vista delle persone coinvolte. Queste emittenti sono radicate nel territorio e nelle comunità locali, dando la possibilità alle persone di contribuire a plasmare il loro ambiente sociale e naturale e sostenendo la coesione della comunità.
Tuttavia, i media comunitari generano valore pubblico agendo non solo come emittenti, ma anche come istituzioni di educazione ai media. Sono particolarmente interessati a lavorare con i bambini e i giovani, ad esempio sotto forma di laboratori scolastici. Inoltre, i media comunitari offrono corsi di formazione per migliorare le competenze digitali. Utilizzano anche i social media per sostenere il coinvolgimento del pubblico e fornire contenuti che possono essere scaricati. Tuttavia, alcune delle loro attività, come la promozione dell’educazione ai media, sono state a lungo ostacolate da problemi di finanziamento.
Dalla loro nascita, 25 anni fa, i media comunitari in Austria hanno sviluppato un’immagine di sé che si riflette nella realizzazione di diversi valori pubblici e che ha indubbiamente contribuito alla loro istituzionalizzazione come terzo pilastro del settore radiotelevisivo. Ovunque operino, le stazioni radiofoniche e televisive non commerciali consentono la partecipazione comunicativa e sociale, assicurano la diversità nell’area locale, rappresentano centri di aggregazione sociale e promuovono un approccio critico ai media. In breve, danno vita alla democrazia.
Per maggiori informazioni sullo studio, cliccare qui.
Articolo tradotto dall’originale inglese.
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Tags:alfabetizzazione mediatica, Community Journalism, democrazia, media austria