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Il 31 dicembre è scaduto il termine per la richiesta di indennizzo al fondo tedesco e svizzero per le vittime del nazismo.
Oltre mezzo milione di persone tra ex «schiavi di Hitler», rifugiati e altre vittime del nazismo, si sono annunciati al fondo tedesco e svizzero per ricevere un indennizzo. Il termine per inoltrare una domanda è scaduto il 31 dicembre.
A New York, la «Claims Conference» ha ricevuto 220 mila richieste di ex lavoratori forzati ebrei, ha affermato giovedì all'ats la portavoce Hillary Kessler-Goden. Di questi, circa 58 mila hanno già ricevuto un indennizzo.
La Kessler-Goden stima che dopo una prima scrematura - domande infondate o multiple - resteranno ancora circa 180 mila persone da risarcire. Le somme saranno prelevate soprattutto dal fondo messo a disposizione dalle industrie tedesche (8 miliardi di franchi).
A questa cifra si aggiungerà parte dei 1,25 miliardi di dollari previsti dall'accordo globale siglato tra banche svizzere e organizzazioni ebraiche. A questo proposito, la «Claims Conference» ha ricevuto 4500 richieste di ex rifugiati ebrei respinti dalla Svizzera o maltrattati dopo esservi stati ammessi. Saranno indennizzati con i soldi dell'accordo globale.
A Ginevra, l'Organizzazione internazionale delle migrazioni ha ricevuto all'incirca 293 mila richieste di indennizzo di ex lavoratori forzati non ebrei e altre vittime del nazismo ha dichiarato all'ats Delbert Field, direttore aggiunto dei programmi di compensazione. La maggior parte di queste persone - 280 mila - sarà risarcita tramite il fondo tedesco mentre circa 13 mila domande riguardano il fondo elvetico.
Il Tribunale arbitrale CRT di Zurigo ha ricevuto dal canto suo 500 richieste. Esse riguardano essenzialmente polizze assicurative «in giacenza».
swissinfo e agenzie