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LUGANO - L'edificio dell'ex Hotel Bellariva situato in Riva Caccia va salvato dalle ruspe. È questo in sostanza quanto chiede la Società ticinese per l'arte e la natura (STAN) al Municipio di Lugano. In una lettera viene sollecitata l'istituzione di una zona di pianificazione per il comparto tra Riva Caccia e via Domenico Fontana.
«Qui sorgono tre edifici meritevoli di misure di salvaguardia provvisorie, come previsto dalla Legge sulla protezione dei beni culturali. Si tratta dell'ex Hotel Bellariva e di due edifici retrostanti: il primo a firma Paolo Zanini, il secondo attribuito a Mario Chiattone» si legge nella lettera.
Per la STAN la demolizione dell'edificio «costituirebbe una violazione flagrante di quanto raccomandato dall'Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere e priverebbe la città di una preziosa testimonianza ancora ben conservata».
Una zona di pianificazione consentirebbe - lo scrive ancora la società - di considerare appieno il valore dei singoli edifici e della parcella, «pur senza impedire l'edificazione».