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«I fornitori cinesi di Apple lasceranno il Dragone prima del previsto»
Non è un mistero: Apple e i suoi partner stanno progettando di lasciare la Cina e spostare altrove la propria produzione. Dopo le forti proteste, a novembre, dei dipendenti della fabbrica Foxconn a Zhegzhou — e considerate le crescenti tensioni fra Washington e Pechino —, l'azienda di Cupertino punta a nuovi lidi: primo fra tutti, l'India. Da anni, del resto, il primo ministro Narendra Modi promuove l'iniziativa Make in India, che punta a incoraggiare le compagnie di tutto il mondo a investire nel Paese. Ma Nuova Delhi non è l'unica a strizzare l'occhio ad Apple e ai suoi partner. GoerTek, fornitore cinese di Apple e produttore dei celebri AirPods, ha infatti già investito anche nel Vietnam. E un trasferimento totale della produzione, ha rivelato il vicepresidente Kazuyoshi Yoshinaga a Bloomberg, potrebbe avvenire «molto più rapidamente di quanto previsto».
Le pressioni statunitensi
Fra i partner più importanti di Apple, GoerTek non scherza sull'idea di una delocalizzazione. Il fornitore cinese ha dichiarato di aver investito ben 280 milioni di dollari in un nuovo stabilimento in Vietnam. «A partire dal mese scorso, molti clienti ci fanno visita quasi ogni giorno», ha rivelato Yoshinaga a Bloomberg. «L'argomento che domina le discussioni è sempre uno: "Quando potete andarvene?"». A fare maggiori pressioni, va da sé, le aziende tecnologiche statunitensi.
Su aziende come GoerTek e Foxconn, il gigante di Cupertino ha costruito, negli ultimi decenni, la sua strategia, dando lavoro a milioni di persone: è anche per questo che Apple ha sempre accuratamente evitato di commentare le voci di un suo addio alla Cina. Ma, dietro le quinte, 9 su 10 dei più importanti fornitori di Apple potrebbero preparare trasferimenti su larga scala in Paesi come l'India. Vari analisti hanno stimato che il processo per spostare anche solo il 10% della capacità produttiva di Apple al di fuori della Cina potrebbe prendere qualcosa come otto anni. Ma secondo il dirigente di GoerTek, un simile trasferimento potrebbe avvenire in modo molto più rapido proprio a causa dell'insistenza dei clienti.
«Non siamo gli unici sotto pressione», ha spiegato Yoshinaga al sito d'informazione statunitense. «Direi che attualmente il 90% dei produttori cinesi si trova nella stessa situazione. Nel complesso, il flusso di produzione è diretto verso l'esterno della Cina. Ed è un processo a senso unico: non credo si tornerà indietro».
Perché il Vietnam
E allora, dicevamo, Apple e partner guardano all'India, sì, ma anche al Vietnam. GoerTek sta lavorando a un nuovo complesso da 62 ettari previsto a Bac Ninh (nel Nord del Paese): produrrà prodotti per i principali marchi statunitensi e dovrebbe essere operativo entro un anno, ha dichiarato il dirigente a Bloomberg. «Il Vietnam produrrà più della metà dei nostri ricavi globali in tre anni».
Ma perché proprio il Vietnam? Le ragioni sono molteplici. La vicinanza del Vietnam alla Cina, la rete costiera di porti e la forza lavoro giovane e istruita rendono il Paese del Sud Est asiatico un luogo ideale per la produzione tecnologica. È vero, recentemente una campagna anti-corruzione ha scosso lo Stato, incidendo anche su mercato e investitori. Ma il Vietnam è ancora abbastanza stabile da rappresentare una golosa alternativa alla Cina e all'India.
GoerTek ha avviato le sue attività nel Paese una decina di anni fa e gestisce già otto stabilimenti minori. Entro maggio, ha rivelato Yoshinaga, GoerTek progetta di raddoppiare la sua forza lavoro locale a 40.000 unità per prepararsi al picco delle vendite natalizie.