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Nel 2001 sono però scesi gli utili di Roche. Clariant ha pagato caro il prezzo della ristrutturazione.
Roche
Il gruppo farmaceutico basilese Roche ha aumentato del 6 % il giro d'affari, raggiungendo 29,2 miliardi di franchi. L'utile consolidato è però sceso a 3,7 miliardi di franchi, il 57 per cento in meno dell'anno scorso. Senza fattori straordinari, tenendo in particolare conto degli utili realizzati nel 2000 con la vendita di titoli Genentech, la contrazione si limita al 4 per cento.
Il calo rilevato nel 2001 è attribuito anche a imposte più elevate, ai costi di ristrutturazione della divisione Pharma, che comunque è in crescita, e alle conseguenze della vicenda degli accordi illeciti sul prezzo delle vitamine, per cui Roche ha ricevuto multe salatissime negli Stati Uniti e nell'Unione Europea.
La crescita della divisione farmaceutica sarà influenzata quest'anno dallo scadere del brevetto Roaccutan/Accutan negli USA. Grazie ai prodotti in portafoglio e all'introduzione di nuovi farmaci, quale il Pegasys destinato alla cura dell'epatite C, la Roche ritiene di poter creare condizioni favorevoli ad una crescita conforme al mercato nel 2003.
Il piano di ristrutturazione ha comportato costi per 777 milioni di franchi. Era stato annunciato a fine maggio e prevede la soppressione di 3 000 posti di lavoro, di cui 600 in Svizzera.
Gli azionisti e i detentori di buoni di godimento non subiranno le conseguenze dalla flessione dell'utile. Per la quindicesima volta consecutiva infatti il consiglio di amministrazione propone un aumento del dividendo, che passa a 1,30 franchi (+13 per cento). L'assemblea dovrà anche esprimersi sulla nomina di due nuovi amministratori: si tratta dell'economista americano Julius DeAnne e del politologo tedesco Horst Telschik.
Clariant
L'altro importante gruppo chimico basilese ha visto scendere del 7% la cifra d'affari: in particolare le vendite sono diminuite nettamente nel secondo semestre. Il gruppo è stato confrontato a difficoltà generali del settore e ai costi della ristrutturazione. La perdita registrata è di 1,24 miliardi di franchi, contro un beneficio di 505 milioni nel 2000.
Gli utili sono calati del 72% in rapporto all'anno precedente. Il gruppo, pur giudicando insoddisfacente il proprio risultato, propone un dividendo di 0,3 franchi. Nel 2000 era stato di 11 franchi.
Clariant è comunque riuscita a ridurre i propri debiti, passati da 5,14 a 4,28 miliardi di franchi: nell'esercizio in corso Clariant spera di approfittare della ripresa annunciata negli Stati Uniti e poi in Europa generando cash-flow.
In Asia, ma non in Giappone, Clariant si attende poi un'evoluzione positiva degli affari, anche grazie al continuo calo del prezzo delle materie prime.
swissinfo e agenzie