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Bernhard (che gli amici e i colleghi di lavoro chiamano Beno) Pollinger è nato il 28 febbraio 1950 a St. Niklaus, un paese della vallata della Mattertal che si trova lungo il tragitto che conduce alla famosa località turistica di Zermatt.
A St. Niklaus Bernhard frequentò le scuole dell’obbligo al termine delle quali, su pressione del padre, iniziò un apprendistato quale meccanico presso la Bosch.
Quel lavoro però non gli piaceva perciò decise di cambiare e all’età di 17 anni e mezzo iniziò a Crans-Montana un apprendistato quale cameriere presso Hôtel de l'Etrier. Al termine dell’apprendistato tuttavia decise nuovamente di cambiare professione. Intraprese perciò la formazione di macchinista di macchine edili per conto dell’impresa di costruzioni Imboden di Zermatt.
Nel periodo estivo lavorò sui cantieri, mentre in quello invernale lo trascorse sulle piste da sci. In quegli anni ottenne infatti il diploma di maestro di sci. Svolse questa attività principalmente alla Bettmeralp dove sua sorella gestiva una scuola di sci.
Nell’estate 1975 durante la costruzione della teleferica della Bettmeralp ebbe l’occasione di volare varie volte in qualità di passeggero e vedere al lavoro gli elicotteri della Air Zermatt.
Rimase talmente affascinato da quei mezzi da decidere di diventare anch'egli pilota d’elicottero. Tuttavia non ne parlò subito in famiglia.
Per prima cosa si informò per sapere dov’era possibile seguire la formazione. Visto che né la Air Zermatt né la Air Glaciers all’epoca avevano una scuola di volo, decise di recarsi a Ginevra dove effettuò un volo di prova con l’istruttore George Castella a bordo dello Hughes 269.
Tornato a casa rivelò finalmente alla moglie ed ai genitori le sue intenzioni. Dopo alcune perplessità iniziali avanzate dalla famiglia (all’epoca aveva già due figli piccoli, Mélanie nata nel 1972 e Mischa nato nel 1975) ottenne il necessario sostegno.
Allievo pilota
Dopo essersi trasferito temporaneamente a Berna presso i suoceri il 12 maggio 1977 Bernhard Pollinger iniziò a Belp/BE la scuola di pilota d’elicottero ai comandi del Bell 47G2 HB-XFB insieme all’istruttore Walter Demuth. Il 23 maggio dopo aver compiuto una decina di ore di istruzione effettuò il primo volo solo a bordo. Nei mesi successivi continuò la formazione insieme agli istruttori Walter Tschumi, Jean Seydoux e Andreas Häfele oltre al citato Walter Demuth.
Come altri piloti di quel periodo effettuò la formazione a bordo degli apparecchi della serie Bell 47G2.
Il 28 ottobre 1977 con al suo attivo 38h46’ ore di volo superò l’esame di pilota privato d’elicottero con l’esperto dell’UFAC Gaston Monod.
Il 3 maggio 1978 dopo essere stato formato da Jean Seydoux su Bell 47 e Bell 206 Jet Ranger ottenne la licenza di pilota professionale d’elicottero nr. 253.
Nell’estate 1978, terminata la scuola con 100h14’, ricevette il suo primo incarico quale pilota professionale d’elicottero. Anziché lavorare sui cantieri effettuò diversi voli fotografici per conto della Air Color pilotando principalmente gli elicotteri Bell 47G2 HB-XFB e Agusta-Bell 47G3B-1 HB-XHS.
Come d'abitudine nel periodo invernale continuò a svolgere la professione di maestro di sci sulla Bettmeralp. Alla fine dell’anno aveva accumulato oltre 230 ore di volo.
L’estate successiva riprese con i voli fotografici servendosi dell’elicottero Bell 47G2 HB-XFB. Il 1° ottobre durante un volo fotografico passò il traguardo delle 500 ore di volo.
Tra i ghiacci della Groenlandia
Nell’aprile del 1980, dopo aver concluso la stagione invernale sulla Bettmeralp, Bernhard Pollinger ricevette un’allettante proposta da parte della Heliswiss. Quest’ultima stava cercando un pilota da inviare in Groenlandia per effettuare i trasporti per conto della spedizione geologica GGU. Nonostante qualche riluttanza iniziale (certamente comprensibile in quanto aveva una famiglia con figli ancora piccoli) accettò la proposta.
Lasciò la Svizzera a metà giugno e qualche giorno più tardi iniziò i primi voli ai comandi del Bell 206B Jet Ranger III D-HAFD.
Nel corso dell’estate trasportò i geologi con il loro materiale ed effettuò voli di ricognizione e rifornimento. Rimase in Groenlandia per circa due mesi dopodiché rientrò in Svizzera dove ad attenderlo c’era naturalmente la sua famiglia.
A distanza di molti anni ancora oggi ricorda con molto piacere quell’esperienza che gli insegnò molto anche dal profilo umano.
Dopo due settimane di riposo riprese i voli fotografici servendosi degli elicotteri Agusta-Bell 47G3B-1 HB-XBZ e Bell 47G2 HB-XLK e HB-XFB. In quel periodo girò vari aeroporti tra i quali Grenchen, Domat Ems, Thun. Al termine della stagione aveva accumulato complessivamente oltre 800 ore di volo.
Passaggio sull’Aérospatiale SA 315B Lama
Il 26 gennaio 1981 dopo essersi trasferito a Samedan/GR iniziò a pilotare l’Aérospatiale SA 315B Lama istruito da Ueli Bärfuss. Quest’ultimo lo introdusse anche alla tecnica del trasporto dei carichi sospesi. Nel corso delle settimane successive ebbe modo di effettuare anche dell’eli-ski.
Il 10 marzo effettuò, accompagnato da Ueli Bärfuss, il primo di una lunghissima serie di voli di soccorso. In quell’occasione si recò a Livigno per recuperare un ferito che trasportò all’ospedale di Samedan con l’SA 315B Lama HB-XLC.
Nei mesi successivi dopo una breve parentesi ad Erstfeld dove volò sotto la vigilanza di Toni Aklin, iniziò ad effettuare i primi trasporti di materiale.
L’attività in Vallese
Il 14 luglio 1981 è senz’altro una data storica per Bernhard Pollinger. Quel giorno iniziò infatti la sua attività a Gampel in qualità di pilota e capo-base. Nella piccola località vallesana la Heliswiss aveva infatti da poco costruito un nuovo hangar e stazionato un elicottero SA 315B Lama.
Durante l’estate effettuò molti voli per il trasporto di materiale destinato alla costruzione di un nuovo impianto di sci ad Evolène. Il 21 settembre nel corso di una missione di soccorso per conto della GASS raggiunse le 1'000 ore di volo.
Il giorno successivo si verificò un episodio che difficilmente potrà scordare: urtò infatti un cavo non segnalato. Nell’incidente l’elicottero riportò solo leggeri danni alle pale del rotore principale, ma come lui stesso ammette fu solo una questione di fortuna: le cose sarebbero davvero potute andare molto peggio!
Nel primavera del 1983 la Heliwiss passò nelle mani dell’attuale proprietario, l’avvocato grigionese Jürg Riedi. Tra i vari cambiamenti intercorsi uno toccò personalmente Bernhard Pollinger in quanto lasciò la Heliswiss per passare alle dipendenze della Air Zermatt.
Nel corso dell'estate successiva Bruno Bagnoud, il grand patron di Air Glaciers, gli chiese di entrare a far parte della sua società. Il pilota vallesano accettò la proposta e dal 1° settembre 1983 iniziò a volare per conto della Air Glaciers. E' rimasto alle dipendenze di questa compagnia fino al 1997, dopodiché ha lavorato per la Helog fino all'estate 1999 sempre rimanendo basato a Gampel.
Pilota della Air Zermatt
A partire dal 1° luglio 1999 è entrato nuovamente a far parte del team della Air Zermatt dove lavora tutt’ora.
In occasione dell’intervista gli chiedo qual è il suo elicottero preferito. Senza esitare mi risponde “Certamente il Lama! L’Ecureuil B3 è sicuramente una gran bella macchina, ma sulla serie Lama ed Alouette III ho accumulato all’incirca 9'000 ore di volo. Questi apparecchi sono versatili, rubusti e molto affidabili”.
“All'inizio della mia carriera il mio sogno era quello di volare con l’Agusta-Bell 204B. Poi però passai alla Air Glaciers la cui flotta era principalmente costituita appunto da Alouette III e Lama”.
Nel corso degli anni il pilota vallesano ha ricevuto varie offerte di lavoro. Una di queste gli fu fatta dall’Eliticino all’inizio degli anni Ottanta, mentre più tardi la Rega gli offrì un posto alla base Berna. “Restarmene in ufficio ed aspettare una chiamata di soccorso per avere così l’occasione di volare non fa proprio per me” afferma facendo il gesto di ruotare i due pollici.
All’inizio degli anni Novanta Bernhard fu chiamato a Belp dall’allora capo-pilota Walter Tschumi. Quest’ultimo voleva sapere se fosse intenzionato a volare con il Kamov KA-32 che sarebbe di lì a poco entrato in servizio con la Heliswiss. Per varie ragioni tuttavia quella proposta non si concretizzò ma comunque gli fece molto piacere.
Gli chiedo se ha un ricordo particolare legato alla sua lunga carriera di pilota e dopo aver riflettuto un attimo mi racconta una storia incredibile.
Nel 1984 ricevette una richiesta di soccorso. Un uomo fu colto dal mal di montagna mentre stava scalando il Finsteraahorn (4'274 m/sm) nella regione del Fieschergletscher. Dopo aver atteso parecchio che la meteo migliorasse finalmente decollò con l’assistente di volo Franz Lagger a bordo di un SA 315B Lama. Le condizioni meteo erano però davvero difficili. Riuscì comunque a trovare un buco nella nebbia e a raggiungere l’uomo che venne frettolosamente caricato in cabina dopodiché ebbe inizio il volo di discesa. La visibilità nel frattempo era di nuovo peggiorata ed aveva iniziato persino a nevicare. Per non perdere l’orientamento fu costretto a scendere lentamente tenendo l’elicottero puntato verso la parete rocciosa metro dopo metro. Ad un certo punto il meccanico fu persino costretto ad uscire dalla cabina per raschiare dalle griglie di aspirazione della turbina il ghiaccio che si stava formando. Dopo un tempo che gli parve interminabile atterrò finalmente all’ospedale di Briga dove l'uomo venne preso in consegna dal personale medico. Senza l'intervento di Bernhard l'alpinista sarebbe quasi certamente deceduto. "Quel volo mi è rimasto impresso nella memoria, fu davvero una missione molto impegnativa".
Bernhard, che ha cessato la sua attività di pilota professionale nel febbraio 2015, ha effettuato oltre 2'800 missioni di salvataggio ed ogni genere di trasporto. Conosce ovviamente perfettamente le Alpi Vallesane dove ha svolto gran parte delle oltre 15'000 ore di volo al suo attivo, nonché la Svizzera orientale.
Nel corso della sua carriera ha pilotato i seguenti apparecchi: Bell 47, Bell 206 Jet Ranger, SA 315B Lama, Alouette III, serie AS 350 Ecureuil.
Oltre alla passione per l’elicottero, come molti altri suoi colleghi è appassionato di motociclette e mi spiega anche il perché: “Con entrambi i mezzi bisogna usare la testa ed essere sempre molto concentrati!”.
HAB 02/2015