Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01025.jsonl.gz/663

L'intelligenza artificiale svolge compiti sempre più complessi. Numerose aziende fanno ormai capo a questa tecnologia ‒ ad esempio nell'interazione con i clienti. Leggete qui per saperne di più sui compiti che le macchine intelligenti sono in grado di svolgere e sui limiti che è necessario porre. Leggete inoltre tre esempi di aziende che si avvalgono dell'intelligenza artificiale nel settore dell'interazione con i clienti.
Gli esordi dell'intelligenza artificiale
L'idea di macchine dotate di intelligenza non è nuova; già nell'antica Cina vi è traccia di un resoconto relativo a un automa in forma umana e, durante il Rinascimento, Leonardo da Vinci progettava cavalieri meccanici. È tuttavia solo di recente che l'intelligenza artificiale, o AI (dalle iniziali di «Artificial Intelligence»), è diventata realtà. Nel 2014 un programma AI ha superato per la prima volta il «test di Turing»: un essere umano non si è reso conto che stava comunicando per iscritto con una macchina. Nel 2016 il computer «Alpha Go» ha battuto il campione del mondo di Go, un gioco da tavolo cinese molto più complesso degli scacchi. Questa vittoria rappresenta una pietra miliare nella storia dell'AI
L'intelligenza artificiale tenta di riprodurre la rete neuronale del cervello umano, in grado di collegare le informazioni in maniera complessa. A differenza dei comuni programmi per computer, il software AI non si limita a eseguire comandi, ma apprende sempre di più a ogni interazione, proprio come (ci si augura) accade agli esseri umani.
È necessario porre limiti all'intelligenza delle macchine?
L'intelligenza artificiale ci aiuterà a gestire la valanga di dati dovuta alla digitalizzazione. I programmi AI più avanzati sono in grado già oggi di identificare informazioni importanti in questa marea di dati e di elaborarle per noi, per esempio sotto forma di previsioni sugli ordini per le aziende. Altre applicazioni riescono a individuare un cancro dalle radiografie o a guidare un'auto. Ormai capita quasi a tutti di interagire con l'intelligenza artificiale, ad esempio quando Netflix ci consiglia una serie in base ai nostri gusti personali. Secondo le previsioni dei ricercatori, tra qualche anno un'applicazione AI sarà in grado di svolgere più compiti, avvicinandosi sempre di più all'intelligenza umana.
È inevitabile che sorgano delle domande: è necessario porre limiti all'intelligenza delle macchine? Elon Musk, visionario e inventore di Tesla, invita già a farlo. Ma al momento l'AI sta ancora imparando a muovere i primi passi. Riesce però a svolgere già compiti semplici in maniera affidabile, aiutando per esempio le aziende nell'interazione con la clientela. Secondo una ricerca statunitense, tra soli due anni l'85 per cento di tutte le interazioni con i clienti sarà gestito in questo modo. Un ottimo strumento con il quale le PMI possono avvicinarsi all'AI sono i chatbot, dei concierge virtuali integrati sui siti web capaci di rispondere a domande standard a qualsiasi ora del giorno o della notte, alleggerendo così i collaboratori.
L'intelligenza artificiale nella pratica
Tre esempi mostrano dove l'intelligenza artificiale può essere impiegata con profitto nell'attività aziendale quotidiana.
Smistamento delle e-mail e risoluzione dei problemi
Anche le imprese svizzere si avvalgono già oggi dell'intelligenza artificiale. Swisscom, ad esempio, si affida a un programma di AI per la gestione delle mail dei clienti e l'inoltro al destinatario corretto. Il tasso di successo è del 90 per cento; in alcuni casi i collaboratori del supporto passavano giorni interi a cercare il referente giusto. Anche gli operatori del call center possono contare sul supporto dell'AI. Un apposito programma cerca le soluzioni più adatte ai problemi tecnici basandosi su parole chiave.
Google home
«Hey Google»: questo comando consente di attivare il nuovo assistente per la casa di Google, una cassa con microfoni integrati e riconoscimento vocale intelligente. Dopo aver ricevuto istruzioni, Google riproduce una data canzone o informa sulle previsioni meteo in rete. Sono sempre più numerosi i sistemi che vengono progettati per il controllo vocale, come il nuovo servizio «Talk to Books», che analizza milioni di libri.
RAIffi – il nuovo concierge
Dall'inizio dell'anno, presso la sede centrale Raiffeisen di San Gallo, i visitatori vengono accolti da «RAIffi». Il nuovo concierge è un robot «umanoide», cioè un automa sviluppato per l'interazione umana. Basta accarezzargli la testa perché si metta a chiacchierare. RAIffi può anche illustrare ai visitatori l'esposizione artistica allestita all'ingresso e indicare come raggiungere le aule dei corsi di formazione. In futuro potrebbe essere impiegato anche a uno sportello bancario in via sperimentale.