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La Federal Trade Commission (FTC) degli USA sta indagando su Voyager Digital per marketing ingannevole e sleale riguardo i servizi crypto offerti in passato.
Summary
Voyager Digital, la società crypto accusata di marketing ingannevole
Voyager Digital Holdings era creditrice di Three Arrows Capital (3AC), il fondo crypto fallito a giugno 2022, ed anche a causa dei crediti non esigibili nei confronti di 3AC andò in grave dissesto finanziario.
In particolare 3AC non pagò una rata da 25 milioni di dollari, su un prestito complessivo da 350 milioni, mandando così in difficoltà Voyager.
A causa di questa mancanza Voyager fu poi costretta a sospendere i prelievi, dato che a quel punto aveva grossi problemi di liquidità non risolvibili.
La società offriva rendimenti sui depositi in criptovalute dando queste in prestito a fronte del pagamento di interessi, così come fatto ad esempio con 3AC.
Però, secondo la FTC, alcuni atti e pratiche di debitori, dipendenti, direttori e funzionari della società potrebbero essere configurate come “marketing ingannevole e sleale di criptovalute al pubblico”.
La vendita a Binance
La questione è stata sollevata proprio in relazione al tentativo di Binance di acquistare ciò che resta della società.
A gennaio il giudice fallimentare Michael Wiles aveva approvato il piano con cui i debitori di Voyager avrebbero venduto le attività a Binance.US per oltre 1 miliardo di dollari.
La FTC però ha presentato un’obiezione a questo piano, in cui afferma che alcune delle parti coinvolte nella procedura fallimentare di Voyager non dovrebbero essere esentati dalle accuse di “falsa rappresentazione” e “false pretese”.
In altre parole il piano di acquisizione di Binance rischia di saltare se verranno accolte le obiezioni della FTC, o comunque di essere temporaneamente sospeso.
Si tratta quindi allo stesso tempo sia di un tentativo di fare chiarezza sulle clausole legali del piano, sia di un ulteriore atto di accusa nei confronti di Voyager.
Infatti le accuse di marketing ingannevole sono rivolte proprio a dipendenti, amministratori e funzionari di Voyager, anche se nel documento presentato dalla FTC alla corte fallimentare del distretto meridionale di New York non vengono riportati ulteriori dettagli.
Il marketing ingannevole
Negli USA la legge federale protegge i consumatori dalle aziende che vogliono ingannarli o approfittarsi di essi. La FTC è proprio l’agenzia responsabile di vigilare sulle eventuali violazioni di queste leggi.
In particolare la FTC controlla che la pubblicità sia veritiera, ovvero non ingannevole, non sleale e con prove a sostegno delle affermazioni che fa.
Quindi nello specifico si tratta di ciò che viene detto ai clienti, o potenziali clienti, per convincerli ad acquistare.
Una pubblicità viene considerata ingannevole se contiene o omette informazioni in modo da indurre in errore i consumatori che agiscono in modo razionale, date le circostanze, ad esempio nascondendo informazioni importanti riguardo la decisione di acquistare o utilizzare il prodotto.
Una pubblicità o una pratica commerciale viene considerata sleale, o scorretta, se può causare al consumatore un danno sostanziale che non sarebbe ragionevolmente in grado di evitare, e che non sia controbilanciato da adeguati vantaggi.
Si tratta pertanto di questioni prettamente legali, che però hanno un impatto significativo sull’esperienza di acquisto dei clienti.
Ad esempio la FTC si concentra su quelle pubblicità che rendono difficile per il consumatore comprendere se affermano la verità o meno.
Le accuse rivolte a Voyager in tal senso potrebbero riguardare proprio l’impossibilità da parte dei clienti di comprendere se ciò che veniva loro promesso fosse realistico oppure no. Questa però allo stato attuale è solamente un’ipotesi.
Va detto che non è stata solo Voyager Digital a promettere guadagni crypto nascondendo gli elevati rischi sottostanti ai propri servizi, dato che molti venditori di tali servizi li hanno spacciati per sicuri sapendo benissimo in realtà che non lo erano.