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Il 16 novembre 2011 il Consiglio federale ha definito il mandato della delegazione svizzera a Durban. L'obiettivo del Governo rimane la conclusione di un accordo globale sul clima a partire dal 2020. La Conferenza di Durban svilupperà le decisioni prese nell'ambito della Conferenza di Cancún. Il Consiglio federale sottolinea ancora una volta la volontà della Svizzera di proseguire il cammino nell'ambito della protezione del clima, di adottare la legge nazionale sul CO2 e di realizzare gli obiettivi di protezione climatica.
Dopo le Conferenza sul Clima di Copenhagen nel 2009 e di Cancún nel 2010, la comunità Internazionale si riunirà a Durban (Sudafrica) per tentare ancora una volta di adottare le misure necessarie per limitare a un massimo di 2 gradi il riscaldamento del globo dovuto ai cambiamenti climatici. Al centro della 17a Conferenza dell'ONU sul clima vi sarà il tema dell'istituzione di un regime che preveda un impegno giuridicamente vincolante a ridurre le emissioni di gas serra per tutti gli emettitori di gas climalteranti. In questo contesto va visto anche il futuro del Protocollo di Kyoto, nel cui ambito la maggioranza dei Paesi industrializzati, con l'eccezione degli Stati Uniti, si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra. Il primo periodo di adempimento va dal 2008 al 2012.
Coinvolgere tutti i grandi emettitori
Il Protocollo di Kyoto, negoziato nel 1997, è una pietra miliare per la protezione del clima, poiché ha costretto i Paesi industrializzati ad ammettere le loro responsabilità. Fino ad allora, questi Paesi causavano infatti oltre la metà delle emissioni di gas serra. Con la ratifica del Protocollo di Kyoto, hanno riconosciuto la loro responsabilità storica. Nel frattempo, la situazione è fondamentalmente cambiata: la forte crescita economica di Paesi emergenti come Cina, India, Brasile contribuisce sempre di più all'aumento delle emissioni di gas serra. Se tali Paesi non si assumono un impegno di riduzione delle emissioni, numerosi Paesi non sono più disposti a rispettare nella forma attuale gli impegni che hanno sottoscritto nell'ambito del Protocollo di Kyoto. La stessa posizione è stata espressa anche nei confronti degli Stati Uniti d'America, i quali non hanno ratificato il Protocollo di Kyoto e, per quanto riguarda la protezione del clima, continuano a proseguire per la loro strada.
Ruolo attivo per la Svizzera nell'ambito del Green Climate Fund
Un altro punto saliente della Conferenza di Durban sarà il contributo finanziario accordato all'attuazione delle misure di protezione climatiche nei Paesi in via di sviluppo. L'intento è quello di dare maggiore concretezza al Green Climate Fund, il fondo per le tecnologie verdi, istituito l'anno scorso a Cancún. La Svizzera era rappresentata nel comitato di transizione dal direttore dell'UFAM Bruno Oberle, il quale ha elaborato al riguardo proposte concrete che verranno discusse a Durban. La Svizzera proporrà inoltre Ginevra come sede del Green Climate Fund.
Un ulteriore obiettivo del nostro Paese sarà quello di dare maggiore concretezza agli impegni su base volontaria di riduzione delle emissioni di gas serra formulati negli ultimi anni da numerosi Paesi, fra cui il nostro, e di creare un sistema incisivo che consenta di verificare l'attuazione degli impegni assunti.
Doris Leuthard rappresenterà il Consiglio federale a Durban
All'incontro ministeriale, previsto dall'8 al 10 dicembre, la Svizzera sarà rappresentata dalla Consigliera federale Doris Leuthard e dal direttore dell'UFAM Bruno Oberle. La delegazione svizzera ai negoziati sarà guidata dall'ambasciatore Franz Perrez, capo della divisione Affari internazionali dell'UFAM. Sarà composta da circa venti membri e comprenderà rappresentanti di DATEC, DFAE, DFI e DFE, come pure i rappresentanti dell'economia, del mondo scientifico, delle associazioni di sviluppo e delle organizzazioni ambientaliste.
Contatti con la delegazione svizzera:
dal 28 novembre al 10 dicembre 2011: Franz Perrez, ambasciatore, capo della delegazione negoziale, UFAM, tel. +41 79 251 90 15;
dal 4 al 10 dicembre 2011: Adrian Aeschlimann, addetto stampa, UFAM, tel. +41 79 277 51 83
Durante il segmento ministeriale (dall'8 al 10 dicembre 2011): Bruno Oberle, direttore dell'UFAM, tel.+41 79 277 51 83 (presente a Durban dal 5 al 10 dicembre 2011)
Informazioni supplementari:
Indirizzo per domande:
Adrian Aeschlimann, addetto stampa, UFAM, tel. +41 79 277 51 83