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Dedicando la nostra vita allo sport del tennis, è giusto accennarne qualcosa della biografia, una breve storia di come questo sport è nato ed è arrivato fino a noi, cambiando nel tempo ed evolvendosi tra guerre e rivoluzioni fin dal 1521 data che riconosciamo come il primo utilizzo di quella che oggi chiamiamo racchetta. Si, perché qualcosa di simile si giocava già molto prima, ma senza “arnesi”. Il gioco nacque in Inghilterra, si colpiva la pallina a mani nude o con un guantone di cuoio giocando in spazi interni e chiusi; questo gioco si espanse a macchia d’olio, velocemente in tutta Europa.
Nel 1874 venne depositato alla Camera dei Mestieri di Londra il brevetto di un nuovo gioco definito con il nome di «Lawn-Tennis»
In questo periodo in Europa, insieme allo sport, nasce, anche un po dalla natura dell’uomo, il desiderio di poter competere e ogni nazione si prodigò a far nascere diversi Club. La necessità di organizzare un torneo crebbe rapidamente. L’Inghilterra si aggiudicò la “gara” creando nel 1877 il primo, e tutt’ora più importante, torneo mondiale, il «Torneo di Wimbledon», seguirono, citando tra i più importanti, Open di Francia, conosciuto anche come Roland Garros, US open, Australian Open, Coppa Davis, Fed Cup e così tanti altri minori.
«Tuttavia la storia del tennis non è stata tutta rosa e fiori. Nel 1967 vennero creati i primi due circuiti di tennis maschile: il World Championship Tennis (WCT) e la National Tennis League (NTL). Ben presto i due iniziarono a controllare tutto il gioco tanto da imporre ai giocatori, che erano sotto loro contratto, a quale torneo partecipare.
Per paura dell’egemonia, l’ITF (al tempo denominata International Lawn Tennis Federation – ILTF), nel 1969 approvò la nascita del Gran Prix di cui facevano parte i tre grandi Slam ad esclusione di quello australiano. I contrasti tra i circuiti erano talmente forti che uno vietò di partecipare ai tornei dell’altro e viceversa.
I giocatori, probabilmente stufi di essere manovrati come marionette, fondarono un proprio sindacato: nel 1972 nacque l’Association of Tennis Professionals (ATP) che sanciva i diritti dei tennisti, proteggendoli dalla ILTF e dal WCT. Nel 1973 venne fondata anche la Women’s Tennis Association (WTA) la principale associazione del tennis femminile.»
(cit. La Storia del Tennis)
Siamo passati dai giocatori nobili a giocare con i sindacati perché il tennis è un po così, è un passione che prende tutti, da professionisti ad amatori, perché una volta in campo si è tutti uguali, ognuno con i propri obbiettivi, incertezze e pensieri ma tutti con la voglia di continuare a giocare e perchè no, anche vincere…
ph . Howard Bouchevereau