Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/36234

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel trasporto di merci pericolose, l'inizio e la fine della catena di trasporto, cioè l'imballaggio o il riempimento in contenitori sicuri, il carico e lo scarico della merce, sono altrettanto importanti quanto il trasporto stesso. Sulla giusta applicazione anche in queste fasi delle severe prescrizioni in vigore devono vegliare gli addetti alla sicurezza del trasporto di merci pericolose.</p><p>Anche a questo scopo il Consiglio federale ha posto in vigore il 1° luglio 2001 la nuova ordinanza sugli addetti alla sicurezza (OSAS), secondo la quale le imprese che trasportano merci pericolose su strada, per ferrovia e per via navigabile o che le imballano, spediscono, caricano o scaricano sono tenute a designare uno o più addetti alla sicurezza per il trasporto di merci pericolose. I compiti degli addetti alla sicurezza comprendono la vigilanza sul rispetto delle prescrizioni relative al trasporto di merci pericolose, la verifica delle relative procedure e misure delle imprese nonché la consulenza delle imprese nella loro attività. In questo modo si riduce il rischio di incidenti relativi al trasporto di merci pericolose.</p><p>Altrettanto importante in tale ambito è l'ordinanza del 27 febbraio 1991 sulla protezione contro gli incidenti rilevanti, concepita per proteggere la popolazione e l'ambiente da danni gravi in seguito a incidenti rilevanti. Se il rischio non è sopportabile, l'autorità esecutiva ordina le necessarie misure supplementari. Vi rientrano, se del caso, anche limitazioni e divieti concernenti l'attività aziendale o il traffico.</p><p>Le autorità esecutive federali e cantonali devono valutare i rischi del trasporto di merci pericolose e adottare le misure necessarie. Per la valutazione dei rischi è necessario basarsi su criteri univoci, ora disponibili grazie alla pubblicazione delle direttive "Criteri di valutazione II relativi all'ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (OPIR)", poste in vigore dal DATEC il 1°agosto 2001. Esse sono valide per tutti i modi di trasporto (ferrovia, strada, Reno) di merci pericolose.</p><p>Per quanto concerne la rete ferroviaria, cui si riferisce in particolare l'autrice della mozione, l'autorità competente, l'Ufficio federale dei trasporti, ha già avviato l'applicazione dell'ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti, iniziando il rilevamento degli attuali potenziali di rischio su tutta la rete ferroviaria. I relativi rapporti brevi sono ora a disposizione e possono essere valutati ai sensi delle direttive poste in vigore. Per i tronchi che presentano potenziali di rischio non sopportabili, devono essere adottate, nel quadro di una procedura conforme allo Stato di diritto, delle misure atte a ridurre i rischi.</p><p>Già all'inizio di marzo del 2001 il capo del DATEC ha incaricato un gruppo di lavoro, composto da rappresentanti dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP), dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT), delle Ferrovie federali svizzere (FFS), della Società Svizzera delle Industrie Chimiche (SSIC) e dell'Ufficio federale delle strade (USTRA), di valutare entro la fine dell'anno delle misure di sicurezza adeguate al fine di ridurre i rischi delle ferrovie al di sotto della soglia critica. Il gruppo di lavoro è parimenti incaricato di valutare i costi e il tempo necessari all'attuazione delle misure.</p><p>Il problema è quindi noto ed è attualmente oggetto di un esame approfondito. Se le merci pericolose non potessero più essere trasportate per ferrovia, questo genere di trasporto passerebbe alla strada. La quantità trasportata sarebbe minore, ma aumenterebbe il numero di viaggi.</p><p>Dopo un esame di tutte le alternative si dovrà stabilire un ordine di priorità delle misure necessarie, da attuare entro termini adeguati. Nell'esecuzione si avrà cura di avviare prima le procedure per i tronchi particolarmente critici.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.