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ZURIGO - Al processo che lo vede imputato assieme all'ex Ceo di Raiffeisen Pierin Vincenz, anche Beat Stocker, ex numero uno di Aduno, ha respinto le accuse. Le partecipazioni in società poi rilevate dalla banca e dalla società di carte di credito erano impegni puramente imprenditoriali. Beat Stocker ha detto di non essersi arricchito con quegli investimenti occulti, come invece gli rimprovera il Ministero pubblico.
Secondo l'accusa, Stocker e Vincenz avrebbero deliberatamente agito per l'acquisizione del fornitore di terminali per i pagamenti senza contanti Commtrain da parte della società di carte di credito Aduno, che controllavano. Quelle transazioni, (che risalgono a 15 anni fa e che rischiano quindi di andare in prescrizione, ndr.), avrebbero permesso loro di spartirsi un "bottino" privato di 3,6 milioni di franchi.
«Non sarebbe cambiato nulla»
Stocker ha ammesso davanti al Tribunale distrettuale di non aver rivelato la sua partecipazione al consiglio di amministrazione di Aduno. Dopo quanto emerso dall'inchiesta il 61enne ha ammesso: «Oggi mi troverei meno nei guai se lo avessi informato». Ma anche se ciò fosse accaduto «non sarebbe cambiato nulla»: l'acquisizione sarebbe andata avanti senza modifiche, ha detto Stocker.
Come aveva già fatto ieri - al primo giorno del processo - Pierin Vincenz, anche Beat Stocker ha negato di essersi fatto rimborsare spese private come spese aziendali. Le visite in locali a luci rosse sarebbero servite a curare relazioni con importanti clienti di Aduno.