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«Come circa il 30 % degli elvetici, anch'io lavoro occasionalmente da casa o in movimento. Quando scrivo concetti o testi, riesco a farlo meglio in treno o in un caffè, perché i rumori di sottofondo non mi disturbano. In un open space è diverso, perché ogni frase che sento potrebbe riguardarmi.
In ufficio tengo presentazioni, partecipo a riunioni e discuto con i colleghi. Oppure utilizzo uno spazio di coworking, che mi permette di incontrare persone di ambiti diversi e di sviluppare le mie idee. Il coworking è la versione moderna di una piazza, dove ci si trova e si conversa.
L'home office mi consente di evitare i tempi morti dei pendolari o di prendere il treno più tardi, con la sicurezza di trovare un posto libero e poter lavorare produttivamente anche durante il tragitto. Inoltre posso tornare a casa prima, passare più tempo con i miei figli e poi di mettermi di nuovo al computer.
La creatività è imprevedibile: spesso mi viene un'ottima idea per il mio libro mentre lavoro e la annoto subito. Sono gli orari flessibili di Swisscom a consentirmi di farlo.
Per lavorare in maniera flessibile è necessario autodisciplinarsi.
Con l'home office, il datore di lavoro dà ai suoi collaboratori fiducia e libertà. Per me ciò significa anche la responsabilità di fornire dei risultati concreti. Per questo è importante sapersi porre dei limiti».