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Il Consiglio federale ha ribadito oggi che non s'impongono misure a sostegno dell'economia svizzera a causa dell'alto corso del franco svizzero. La situazione congiunturale resta buona e la politica monetaria è comunque di competenza della Banca nazionale svizzera (BNS), rammenta il governo in una nota odierna.
Secondo il Consiglio federale, il controllo dei movimenti di capitali, i tassi d'interesse negativi, la riduzione temporanea dell'IVA per il settore alberghiero o per l'industria d'esportazione, come pure misure protezionistiche per i mercati pubblici, sono inefficienti e controproducenti per l'economia svizzera. Anche la riduzione dell'aliquota fiscale sugli utili delle aziende orientate all'esportazione, oppure la concessione di sussidi diretti, non costituiscono una soluzione.
Nella seduta settimanale, il Consiglio federale si è detto convinto che le conseguenze negative a lungo termine per l'economia e la politica economica supererebbero di gran lunga i benefici a breve termine per gli imprenditori. Nell'ambito del programma di crescita, il governo ha già adottato una serie di misure per sostenere in modo particolare l'industria d'esportazione e in generale la piazza economica svizzera.
Per il resto, l'esecutivo fa affidamento sulla BNS "che dispone delle capacità di adottare le misure più consone alla situazione attuale". Se la situazione dovesse deteriorarsi, il Consiglio federale riesaminerebbe l'opportunità di prendere misure.
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