Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/144685

<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È vero che l'inasprimento delle norme in materia di capitale proprio, che lo Stato ha imposto alle banche a seguito della crisi finanziaria, può interessare soprattutto i proprietari di abitazioni che dopo la cessazione dell'attività lucrativa sono direttamente confrontati con una diminuzione del reddito?</p><p>2. Il Consiglio federale dispone di dati statistici relativi a questa carenza in fatto di sostenibilità finanziaria delle ipoteche dovuta al raggiungimento dell'età di pensionamento? Sono in aumento i casi in cui le banche esercitano una particolare pressione sui proprietari anziani di abitazioni per obbligarli a garantire ulteriormente il prestito ipotecario, ad esempio tramite il trasferimento di altri beni patrimoniali presso la stessa banca oppure costituzione in pegno di ulteriori beni patrimoniali?</p><p>3. Il Consiglio federale non ritiene che, sotto il profilo della politica sociale, anche lo Stato debba contribuire affinché gli anziani proprietari di abitazioni possano trascorrere il più a lungo possibile gli ultimi anni della loro vita fra le quattro mura domestiche? Intravvede possibilità per dar seguito anche legalmente alla realizzazione di questo obiettivo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Negli ultimi due anni sono state adottate gradualmente diverse misure per ridurre i rischi sul mercato ipotecario e immobiliare. L'accento è stato posto su tre misure, ovvero la revisione dell'autodisciplina delle banche nell'ambito della concessione dei crediti ipotecari, l'inasprimento delle esigenze in materia di fondi propri per i crediti ipotecari con un elevato carico ipotecario e l'introduzione del cuscinetto anticiclico di capitale. L'autodisciplina riveduta è in vigore dal 1° luglio 2012 (con un periodo transitorio fino a novembre 2012). Gli standard minimi riconosciuti dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari esigono che nell'ambito dei mutui di immobili d'abitazione, le banche detengano una maggiore copertura con fondi propri nel caso in cui il mutuatario non disponga di una quota minima di fondi propri (10 per cento) che non proviene dal secondo pilastro e non sia in grado di ammortizzare adeguatamente il capitale per quanto concerne la durata e l'ammontare (ammortamento del debito ipotecario entro al massimo venti anni ai due terzi del valore di anticipo dell'immobile). Le esigenze inasprite in materia di fondi propri per i crediti ipotecari con un elevato carico ipotecario sono in vigore dall'inizio del 2013 e prevedono che, nel caso in cui il carico ipotecario superi l'80 per cento del corrispondente credito ipotecario, la banca applica alla copertura di fondi propri un fattore di ponderazione del rischio del 100 per cento anziché del 75 per cento. Con la revisione dell'ordinanza sui fondi propri, il 1° luglio 2012 sono state create le basi legali per il cuscinetto anticiclico di capitale. Con questo cuscinetto è possibile obbligare le banche a detenere fondi propri supplementari fino al 2,5 per cento delle posizioni ponderate in funzione del rischio in Svizzera, per rafforzare la loro capacità di resistenza nei confronti dei rischi legati a una crescita eccessiva del crediti o contrastare una crescita eccessiva del credito. Il 30 settembre 2013 è stato attivato un cuscinetto anticiclico settoriale pari all'1 per cento delle posizioni ponderate in funzione del rischio, per le quali un immobile d'abitazione svizzero funge da pegno immobiliare. Il 30 giugno 2014 questo cuscinetto sarà aumentato al 2 per cento. Nessuna di queste tre misure ha ripercussioni specifiche sui proprietari di abitazioni anziani.</p><p>2. Il Consiglio federale non dispone di alcuna statistica sulla carenza in fatto di sostenibilità delle persone in età avanzata. La sostenibilità da parte del mutuatario deve inoltre essere distinta dalla copertura con fondi propri da parte del mutuante. Nel calcolo della sostenibilità, i costi immobiliari vengono confrontati con il reddito del debitore ipotecario. La sostenibilità deve essere garantita a lungo termine. È nell'interesse sia del concessionario del credito ipotecario che del debitore ipotecario accertarsi che la sostenibilità dell'ipoteca sia garantita anche dopo un cambiamento della situazione reddituale. Secondo le attuali direttive in materia di autodisciplina dell'Associazione svizzera dei banchieri, i calcoli della sostenibilità devono basarsi in ogni caso su un reddito duraturo. Una concessione lungimirante dei crediti ipotecari tiene conto di eventuali cambiamenti reddituali dovuti alla cessazione dell'attività lucrativa già al momento della concessione di nuove ipoteche.</p><p>3. Il 20 novembre 2013 il Consiglio federale ha posto in consultazione l'avamprogetto sulla riforma della previdenza per la vecchiaia. Con la riforma sulla previdenza per la vecchiaia 2020" si intende garantire e mantenere nel complesso il livello delle rendite, ciò costituisce un fattore importante per la sostenibilità della proprietà d'abitazione dopo il pensionamento. Gli incentivi economicamente errati a favore dell'indebitamento privato, segnalati anche dal Fondo monetario internazionale nel suo esame dei Paesi pubblicato il 24 marzo 2014, potrebbero essere corretti nel quadro di una riforma dell'imposizione della proprietà abitativa.</p>  Risposta del Consiglio federale.