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ZURIGO - Gli attivisti di Greenpeace arrestati in occasione del vertice sul clima di Copenaghen e tenuti per venti giorni in detenzione preventiva non sono ancora stati incriminati. Il direttore della sezione elvetica dell'organizzazione ambientalista Kaspar Schuler non è a conoscenza di alcuna udienza in tribunale.
Insieme a altri tre militanti, il 17 dicembre lo svizzero Christian Schmutz si era confuso tra gli ospiti del ricevimento dato dalla regina Margherita. Dopo l'arresto gli era stato detto che sarebbe stato rilasciato l'indomani, per poi essere portato al confine ed essere espulso come centinaia di altri stranieri che avevano partecipato ad azioni di protesta durante il vertice, ha spiegato oggi Schmutz davanti ai media a Zurigo. Il giorno dopo aveva invece scoperto di essere stato posto in detenzione preventiva.
I motivi della lunga carcerazione preventiva restano poco chiari, ha affermato Schuler. Subito dopo l'arresto Greenpeace ha comunicato alle autorità danesi di non avere nulla da nascondere in merito all'innocua azione.
Stando a Schmutz per i militanti di Greenpeace è stato relativamente facile introdursi fra gli ospiti. Fin dall'inizio l'obiettivo è stato di piazzare il messaggio nel foyer, dove si trovavano i media di tutto il mondo. Andare oltre non era previsto.
SDA-ATS