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Nei giorni scorsi, la Svizzera è riuscita a consegnare altro materiale medico e prodotti per rendere potabile l'acqua a diversi ospedali e a varie centrali idriche dell'Ucraina e dell'Ucraina orientale.
Un convoglio di 15 camion con 300 tonnellate di materiale ha raggiunto oggi la regione del Donbass (Est) per fornire acqua potabile depurata a circa 3,5 milioni di persone e materiale medico urgente a quattro ospedali nella regione. Il convoglio era accompagnato da un esperto di idrologia, un medico, uno specialista in logistica e un esperto di sicurezza del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA), riferisce una nota del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
A causa dei numerosi casi di malattie e ferite provocate dal conflitto e dell'elevato numero di rifugiati interni, le strutture ospedaliere ucraine sono sottoposte a una pressione tale da non riuscire più a fornire assistenza a tutte le persone bisognose. I salari arretrati e il mancato versamento delle pensioni impediscono inoltre ai pazienti di pagare le cure mediche, aggiunge il DFAE.
In maggio, la Svizzera aveva già inviato un carico di aiuti umanitari a Donetsk. Quello arrivato oggi è quindi il secondo convoglio umanitario di simili dimensioni ad attraversare la linea di contatto tra la zona controllata dal Governo e l'area controllata dai separatisti dall'inizio del conflitto armato nella regione. Anche in questo caso, il Governo di Kiev ha collaborato con uno Stato terzo per realizzare una vasta azione umanitaria nella zona controllata dal Governo e in quella controllata dai separatisti.
Quest'anno l'aiuto umanitario svizzero ha stanziato un budget supplementare di 3 milioni di franchi per quattro linee di azione bilaterali a favore della popolazione ucraina bisognosa.
SDA-ATS