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Come mai spesso si fa tutto il possible per non percepire i segnali di una catastrofe, soprattutto se si tratta di un disastro ambientale? Per paura di essere accusati di codardia? Per un irrazionale convincimento che l’uomo abbia sott
omesso la natura? In questa novella, realistica e di grande attualità, il lettore non ètestimone oculare dello scoscendimento che l’11 settembre del 1881 ha distrutto una frazione di Elm (nel cantone svizzero di Glarona) e ucciso 115 persone, ma viene guidato esclusivamente dalle percezioni di una bambina di sette anni, la sola ad ascoltare le sue sensazioni, la sola ad ammettere le proprie paure di fronte agli eventi naturali e alle proprie fantasie, la sola a porre delle domande quando gli adulti ostentano sicurezze. In un crescendo narrativo Franz Hohler rende plausibile il «no» che la piccola protagonista Katharina dice alla nonna quando deve scendere a valle insieme a lei e al fratellino, un «no» che le salva la vita.
Quando la piccola Katharina Disch di sette anni, insieme al fratello Kaspar di quattro, venerdì 9 settembre 1881 entrò nella casa di sua nonna, non sapeva che se ne sarebbe andata da lì solo il giorno delle sue nozze.
Franz Hohler (Biel, 1943). Cabarettista, cellista e scrittore. Ha scritto racconti, drammi e poesie per adulti e bambini. Le sue opere sono state tradotte in molte lingue, Die Steinflut (Diluvio di pietre ) anche in nepalese e hindi. Come cabarettista si è esibito in più di trenta paesi europei ed extraeuropei.