Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01040.jsonl.gz/1277

FELTRE IN VENETO, CITATA DA GOLDONI E DANTE
- Details
- Redazione
-
Incastonato tra gli argini del fiume Piave e le Dolomiti bellunesi, Feltre è un borgo dalla possente cinta muraria che nei secoli è stato ambito per la sua posizione strategica. Secondo Plinio il Vecchio l'antica Feltria fu fondata dai Reti e secondo alcuni il nome deriva dalla lingua etrusca ("Felthuri", cioè "città di Fel"). Lo stesso Dante cita Feltre nel Paradiso, parlando dell'"empio suo pastor" Alessandro Novello. Passata sotto diversi dominatori, fino ad approdare alla Serenissima nel 1404, Feltre fu rasa al suolo tra il 1509 e il 1511.
Eppure la sua possente cinta continua ancora oggi ad affascinare i visitatori. Del periodo longobardo rimane il Castello di Alboino (in dialetto feltrino "Castèl de Alboìn"), la cui costruzione risale, secondo la tradizione, al 570. Nel 1729 Carlo Goldoni fu impiegato come coadiutore della Cancelleria carceraria di Feltre. Goldoni era ancora lontano dall'essere il famoso riformatore del teatro, ma si mostrava già interessato alla scena e agli attori, tanto che nel 1730 al cinquecentesco Teatro de la Sena di Feltre andarono in scena alcuni suoi lavori teatrali ("Il buon padre" e "La cantatrice"). Il Teatro de La Sena è ospitato al primo piano di Palazzo della Ragione e al suo interno custodisce l’unico sipario conservato realizzato da Tranquillo Orsi. La cittadina è uno scrigno di tesori che attende di essere aperto: la Porta Imperiale celebra a distanza di secoli il passaggio dell’imperatore Carlo IV, mentre gli eleganti palazzi del centro storico, dalle facciate superbamente decorate, gli hanno conferito l’epiteto di "urbs picta". L'eredità storica oggi è dimostrata dai numerosi edifici di interesse artistico e culturale sparsi nel territorio di Feltre. Tra questi, vale la pena visitare: il Castel Lusa, un antico fortilizio, in seguito adattato ad abitazione signorile, sito nel comune di Feltre (VIII-X secolo); la Concattedrale di San Pietro Apostolo, l'edificio di culto più importante del borgo, dove si trova una cripta della seconda metà dell'XI secolo che conserva affreschi di Marco Damello; la Basilica santuario dei Santi Vittore e Corona, monumento nazionale italiano e arroccata sul monte Miesna, costituita dalla basilica vera e propria iniziata nel 1096 e dall'annesso chiostro del 1495; e il Museo Diocesano di Arte Sacra nell'antico Vescovado. E ancora: la Galleria Rizzarda, con le creazioni in ferro battuto di Carlo Rizzarda e la sua collezione di arti decorative; il Museo Civico ospitato all’interno di Palazzo Villabruna e il Museo Archeologico, con le loro collezioni di antichità e opere che raccontano la storia millenaria della città; l’area archeologica, Piazza Maggiore e il castello con le sue torri appena restaurate. In quest'ultimo caso, si tratta della Torre dell’Orologio, antico accesso al Castello di Feltre che risale forse agli anni Venti del Trecento, e della Torre del Campanon di epoca tardo romanica, di circa 34 metri d’altezza, sulla sommità del Colle delle Capre. Menzione speciale per le antiche Prigioni nel Palazzo Pretorio, che ospitano attualmente l’Archivio comunale e che recano ancora evidenti tracce del loro utilizzo passato, mantenuto fino al 1965. A custodire le radici culturali di Feltre, oltre agli edifici storici, permangono i piatti tipici della tradizione culinaria. Piatti come la zuppa di trippa, il fegato alla veneziana, gli asparagi alla bassanese, i bigoli con anatra, il burro alla tonnè, i "casunziei", il pandoro di Verona e il "pearà". Tutti sapori da scoprire per arricchire la propria vita e il proprio viaggio in Veneto.
COME ARRIVARE: L'aeroporto più vicino è quello di Treviso (47 km). A Feltre si trova una stazione, a circa un km dal borgo. In automobile da Roma: guidare da E35, A1 var - Variante di Valico, A1/E35, A13, Superstrada Pedemontana Veneta fino a Rosà, seguire SS 47, SS 50bis e SS 50 fino a Feltre.
ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Da vedere Forte Lisser e Forte Leone. Per chi ama le esperienze da brivido, vale la pena visitare la città fantasma di Fumegai. Il borgo, inoltre, è in una posizione perfetta per esplorare le Dolomiti.