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Lo ha detto il ministro della Difesa dello Stato ebraico, Benny Gantz. In Israele non tutti sono stati contenti.
Non è chiaro se Gantz si riferisse ad Abu Dis, sobborgo di Gerusalemme che si trova oltre la Linea Verde.
TEL AVIV - I palestinesi devono avere un'«entità» indipendente con continuità territoriale e c'è «spazio» a Gerusalemme per una capitale palestinese, ma la città «deve restare unita» e Israele non tornerà ai confini del 1967. Lo ha detto in un'intervista al quotidiano di proprietà saudita "Al-Sharq al-Awsat" il ministro della Difesa e primo ministro ad alternanza Benny Gantz, sollevando alcune polemiche in Israele.
«I palestinesi meritano un'entità dove vivere in maniera indipendente», ha detto, aggiungendo che possono chiamarla «stato, regno o quello che vogliono». Per quanto riguarda Gerusalemme, Gantz ha sottolineato che la città «resterà indivisa, ma c'è spazio per una capitale palestinese» aggiungendo subito dopo che «è una città molto accogliente e piena di luoghi santi per tutti».
Non è chiaro se Gantz nella sua sortita abbia inteso riferirsi ad Abu Dis, sobborgo di Gerusalemme che si trova oltre la Linea Verde, indicato dal piano Trump come possibile capitale palestinese.
L'affermazione ha comunque sollevato vari commenti negativi. A partire dall'ex sindaco di Gerusalemme e ora deputato del Likud Nir Barkat, secondo cui «la città è capitale di una sola nazione, capitale dello Stato di Israele». Anche il ministro dell'educazione primaria e secondaria Zeev Elkin (Likud) ha replicato: «Benny è confuso. Non c'è spazio a Gerusalemme riunificata per una capitale palestinese».
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