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BERNA - Le denunce volte ad imporre la parità salariale fra uomo e donna sono un importante strumento per combattere le ingiustizie, ma chi agisce in tal senso deve avere coraggio e molta pazienza poiché i tempi giudiziari sono molto lunghi. La messa in guardia viene dal sindacato Unia, che rivendica controlli sistematici e possibilità di sanzioni.
"Sono in particolare i rami professionali del terziario, con la loro forte presenza femminile, a presentare salari generalmente bassi e differenze salariali spesso marcate", afferma in un comunicato odierno Christine Michel, incaricata alle pari opportunità di Unia.
Da 33 anni le donne in Svizzera devono lottare per questo diritto costituzionale, sottolinea Corinne Schärer, membro del Comitato direttore di Unia. "Per imporre ovunque la parità salariale, occorre obbligare tutte le imprese a controllare ad intervalli regolari che i propri salari rispettino il principio di parità e pubblicare i risultati di tali controlli", aggiunge.
Il sindacato ritiene che la proposta di revisione della legge sulla parità salariale espressa dal Consiglio federale in autunno vada nella giusta direzione ma non sia ancora sufficiente.
Per fare pressione su governo e parlamento, organizzazioni femminili, partiti di sinistra e donne PPD organizzano una manifestazione nazionale per il prossimo 7 marzo.
Ats