Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/216461

<h2>SubmittedText<h2><p>La diffusione di informazioni sul coronavirus, sull'evoluzione della pandemia e sulle offerte di assistenza e aiuto (p. es. servizi di consegna) sui siti Internet, nelle conferenze stampa e sui manifesti ha mostrato di non essere priva di barriere. Le persone con disabilità visiva o uditiva o quelle con limitazioni cognitive non hanno accesso alle informazioni o vi hanno accesso in misura insufficiente.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come garantisce la Confederazione che la sua comunicazione e quella dei Cantoni e dei fornitori privati di servizi di assistenza e aiuto (p. es. servizi di consegna) tengano conto dei bisogni specifici delle persone con disabilità?  </p><p>2. Cosa può fare la Confederazione per evitare che le persone dispensate per motivi medici dall'obbligo della mascherina vengano stigmatizzate?</p><p>3. Cosa fa la Confederazione per garantire che sia disponibile un numero sufficiente di mascherine con finestra trasparente certificate?</p><p>4. Come garantiscono la Confederazione e i Cantoni che le persone in ristrettezze finanziarie possano dotarsi del materiale di protezione (p.es. mascherine) necessario per proteggere sé stesse e gli altri (p. es. il personale infermieristico)?  </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale attribuisce molta importanza a che le persone con disabilità fisica o mentale dispongano di informazioni accessibili e comprensibili. A questo scopo sono state adottate diverse misure nel quadro della pandemia di COVID-19, soprattutto riguardo alla comunicazione on-line e sul sito dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP): sottotitolazione e audiodescrizione di video, video in lingua dei segni e adattamento di testi in lingua facile. Il sito Internet dell'Amministrazione federale è inoltre pensato in modo da rendere le informazioni proposte fruibili anche da ipovedenti e non vedenti. Come ricordato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Porchet 20.3254 "Emergenza coronavirus. E il diritto all'informazione delle persone sorde?", l'Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità (UFPD) ha formulato raccomandazioni sulla pubblicazione di informazioni sul coronavirus in lingua facile e in lingua dei segni. L'UFPD incoraggia inoltre gli uffici cantonali competenti a diffondere le informazioni fornite dalla Confederazione in forma accessibile. Non sono state adottate né al momento sono previste misure specifiche per i fornitori di servizi privati.</p><p>2. Il Consiglio federale è impegnato a garantire pari opportunità alle persone con disabilità e intende evitare che siano vittime di discriminazione. Per quanto riguarda le discriminazioni che potrebbero subire le persone esentate dall'obbligo di portare la mascherina per motivi di natura medica (art. 3a cpv. 1 lett. b ordinanza COVID-19 situazione particolare; RS 818.101.26), l'UFPD e l'UFSP, in coordinamento con le organizzazioni che difendono i diritti delle persone disabili, stanno discutendo le misure di comunicazione da adottare.</p><p>3. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di disporre di una quantità sufficiente di mascherine trasparenti certificate per non ostacolare la comunicazione delle persone non udenti e ipoudenti con i loro interlocutori nelle situazioni in cui si deve portare la mascherina. In quest'ottica, sono in corso discussioni sulla fornitura di questo tipo di mascherine da parte della Confederazione. Al momento non sono però disponibili sul mercato mondiale in quantità e qualità adeguate.</p><p>4. La Confederazione fornisce ai Cantoni al prezzo di acquisto le mascherine delle sue scorte e i Cantoni rimborsano alla Confederazione le spese per le mascherine fornite loro di cui la Confederazione ha assunto l'acquisto (art. 18 ordinanza 3 COVID-19; RS 818.101.24). I Cantoni e i Comuni sono liberi di adottare provvedimenti per garantire l'accesso al materiale di protezione alle persone in difficoltà economiche che vivono sul loro territorio. In conformità alle raccomandazioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS), diversi Cantoni hanno già preso questo genere di provvedimenti nell'ambito dell'aiuto sociale. Nella comunicazione n° 428 alle casse di compensazione AVS e agli organi d'esecuzione delle prestazioni complementari (PC), l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha inoltre raccomandato di rimborsare le mascherine ai beneficiari di prestazioni complementari come spese di malattia e d'invalidità e di informare gli interessati di questa possibilità.</p><p>Per quanto riguarda il personale infermieristico, ai sensi dell'articolo 6 della legge sul lavoro (LL; RS 822.11) e dell'articolo 10 dell'ordinanza COVID-19 situazione particolare, il datore di lavoro è tenuto a proteggere la salute dei suoi collaboratori e a garantire le misure di prevenzione della COVID-19 sul posto di lavoro. Pertanto, le istituzioni che operano nel settore delle cure infermieristiche e i professionisti della salute indipendenti devono procurarsi essi stessi i dispositivi di protezione. I beneficiari del contributo per l'assistenza dell'Assicurazione per l'invalidità (AI) sono datori di lavoro. Come tali devono sostenere essi stessi tutte le spese correlate alla fornitura delle prestazioni di lavoro. Il forfait orario per il contributo per l'assistenza è definito in modo tale da coprire tutte le spese, in questo caso i costi per il materiale di protezione e d'igiene.</p>  Risposta del Consiglio federale.