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Il consigliere del primo ministro finisce al centro delle polemiche per aver violato la quarantena, mentre aveva sintomi da coronavirus.
In Gran Bretagna a finire nei guai per aver violato la quarantena è niente meno che il consigliere del premier Boris Johnson, Dominic Cummings. Cummings è stato ascoltato dalla polizia per violazione del lockdown, dopo che è stato visto a Durham, a centinaia di chilometri dalla sua casa di Londra. Ciò nonostante fosse in isolamento per sintomi potenzialmente riconducibili al coronavirus. A riferire della vicenda è stato il Guardian, che spiega come Cummings sia stato visto a Durham, dove risiede la madre, il 5 aprile. Sarebbe stato un cittadino a segnalare il fatto.
La vicenda ha coinvolto anche il Governo, accusato di voler insabbiare l’accaduto, dopo che si era rifiutato di fornire chiarimenti. Alla fine è stato Cummings a parlare, sostenendo di essersi “comportato in modo ragionevole e legale”, per stare assieme alla sua famiglio in caso di malattia.
L’ex capo ella polizia di Durham, Mike Barton, interpellato dal Guardian, ha “invece sostenuto che “è ovvio per tutti che questo infrange le regole. Quindi dovrebbe essere particolarmente chiaro alle persone che le hanno create”.