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BIENNE - Catapultato alla transenna del Bienne dopo l’esonero di Kevin Schläpfer a novembre, Mike McNamara - con entusiasmo, grande competenza e umiltà - ha portato i suoi ai playoff dove è poi andato in scena l’attesissimo derby con il Berna. Cinque partite, una serie fin troppo rapida dove a farne le spese sono stati proprio i Seelanders, piegati 4-1 dai campioni svizzeri in carica. L’head coach nordamericano ha qualcosa da rimproverare alla squadra?
«Sì e no, la stagione è stata positiva, ma è finita con una delusione - spiega McNamara - Potevamo concludere la regular season anche al quinto posto ed evitare Berna o Zurigo, ed invece con quattro sconfitte (3 di misura, ndr) abbiamo chiuso ottavi, trovando proprio gli Orsi».
Le serie dei quarti è stata molto intensa. «Soprattutto in trasferta abbiamo giocato tre buone partite. A tratti, come in gara-5, siamo stati anche meglio di loro, ma abbiamo sbagliato troppe occasioni. La serie è finita 4-1, ma non ho trovato un Berna eccezionale, è stato molto passivo. Dopo la sconfitta all’overtime in gara-1 abbiamo sbagliato il secondo match, ma le altre sono state belle partite. Potevamo farcela».
"Dove" l’ha vinta il Berna? «Genoni è stato stellare. Ha commesso forse un errore in gara-3, ma nelle altre sfide è stato incredibile con percentuali del 96, 97%. È difficile vincere quando un portiere para così… La differenza è stata che loro hanno sfruttato le occasioni, noi no».
Ora sulla strada degli Orsi c’è il Lugano: i bianconeri hanno la possibilità di spuntarla? «Di sicuro. Gli Orsi sono forti, in 5 contro 5 è difficile perforarli e in più hanno un Genoni in formissima, ma non è la squadra aggressiva della passata stagione. Per la prima volta abbiamo visto un Berna che "porta" poche cariche, meno fisico: con Jalonen gioca un altro hockey, più disciplinato e attendista. Hanno pazienza e non vanno mai in panico. Certo sono temibili, ma di solito vedevamo un altro Berna».
Quale sarà il fattore chiave della serie? «Merzlikins dovrà giocare alla pari con Genoni. Poi ovviamente boxplay e powerplay: entrambe stanno facendo bene in 5 contro 5, forse la serie verrà decisa dagli special team».
Sarà importante anche il duello tra stranieri. «Quelli del Berna fin qui hanno segnato tanti gol. Arcobello in pista si vede… e non solo per il casco giallo da Top Scorer: crea tantissimo ed è pericoloso. Ebbett è un vero opportunista, lesto nello slot e sui rebound: si vede meno, ma è furbo e pericoloso. Lasch non è un giocatore dominante o che trascina, ma abile nel concretizzare le occasioni. Noreau contro di noi è stato molto bravo (probabilmente l’ex biancoblù salterà però per infortunio tutta la semifinale, ma c’è comunque Aaron Gagnon, ndr)».
In casa bianconera invece gli stranieri fin qui hanno inciso meno. «Sì, ma il Lugano è squadra. Forse dagli stranieri ci si aspetta un po’ troppo, ma hanno comunque segnato reti importanti. Klasen non ha più il “ghiaccio” che aveva prima, però il gruppo è molto più efficace. Prima Klasen era il faro e a volte teneva un po’ troppo il disco, ora sono più imprevedibili. Nei playoff avere più varianti è fondamentale».
Contro i Lions il Lugano ha sfruttato al meglio le armi a propria disposizione. Difesa, disciplina e concretezza: potrà ripetersi contro il Berna? «Sì. Lo Zurigo per me ha fatto anche meglio del Lugano, a volte la pressione era asfissiante, ma Elvis ha parato tutto. I Lions erano all’altezza, hanno giocato bene, ma Merzlikins ha fatto la differenza. Nei playoff è così. Il Lugano è stato anche bravo a difendersi e colpire al momento giusto, è stato proprio il nostro problema, quello che ci è mancato», conclude Mike McNamara.