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Díaz-Canel ringrazia il presidente sudafricano per la proposta di nominare i medici cubani per il Nobel per la pace
Cyril Ramaphosa e Miguel Díaz-Canel Bérmudez, 30 ottobre 2018
Il presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bérmudez, ha ringraziato mercoledì il suo omologo sudafricano, Cyril Ramaphosa, e il suo gabinetto per la proposta di nominare il contingente internazionale di medici specializzati in situazioni di catastrofi e gravi epidemie Henry Reeve per il Premio Nobel per la Pace 2021.
“Il suo riconoscimento onora la nobile missione dei nostri medici”, ha detto il presidente.
Il giorno prima, durante un discorso televisivo alla nazione sullo stato del COVID-19, Ramaphosa ha fatto un inciso dedicato specialmente al contributo cubano in questo
Solo in Africa, ha sottolineato nell’argomentare la proposta, alla fine di novembre 2020 la Brigata Medica Cubana ha curato più di 38.000 persone.
Attualmente, gruppi di personale sanitario cubano sono ancora attivi in molti paesi, anche in Sudafrica, ha detto il presidente, riferendosi al contingente della Brigata Henry Reeve di poco più di 200 membri che dallo scorso aprile è in prima linea nella lotta contro il Covid-19 in Sudafrica.
Di conseguenza, ha sottolineato Ramaphosa, estendiamo i nostri più sinceri ringraziamenti al popolo di Cuba per questa grande dimostrazione di solidarietà e umanità.
Lo scorso settembre il Consiglio Mondiale della Pace ha formalmente registrato la candidatura dopo aver evidenziato le grandi sfide di COVID-19 e il ruolo essenziale della solidarietà internazionale di fronte a questa emergenza.
Una rappresentanza di decine di comitati nazionali per la pace di circa cento paesi ha firmato la lettera di candidatura inviata al Comitato norvegese per il Nobel.
Diverse organizzazioni, personalità e funzionari pubblici hanno aderito alla proposta che ha già avuto un precedente nel 2015, quando i sindacati in Norvegia hanno proposto ai medici dell’isola delle Antille di ricevere il premio, nel contesto della loro presenza in Africa occidentale per affrontare Ebola.
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