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La Commissione ha svolto in maggio un’ampia audizione (cfr. comunicato stampa CSEC-N) rendendo così possibile un’accurata ponderazione degli interessi. Con 20 voti contro 1 e 2 astensioni ha deciso di entrare in materia sul progetto 21.049, confermando in tal modo il chiaro verdetto emesso dal Consiglio nazionale durante la sessione estiva (cfr. 19.4225 n Mo. Consiglio nazionale (Aebi Andreas). Proroga della moratoria sull’ingegneria genetica). La maggioranza della Commissione ritiene che, prima di poter decidere un’eventuale revoca della moratoria, occorra rispondere a interrogativi di natura giuridica, in particolare nel settore delle nuove procedure in materia di ingegneria genetica.
La Commissione si è occupata in modo approfondito del cosiddetto editing genomico (nuove tecniche di ingegneria genetica) nell’ambito del quale i ricercatori recidono il materiale genetico nel genoma e vi inseriscono le volute modifiche. Invero la maggioranza, come pure il Consiglio federale, è contraria a escludere determinate piante sottoposte a editing genomico dall’applicazione del diritto in materia di ingegneria genetica. Con 13 voti contro 2 e 9 astensioni la Commissione ha tuttavia deciso, in vista di un’eventuale allentamento della moratoria, di incaricare il Consiglio federale di presentare al Parlamento un rapporto che risponda agli interrogativi ancora aperti riguardanti una possibile coesistenza di diversi tipi di agricoltura, la libertà di scelta dei consumatori e i rischi di queste nuove tecnologie di ingegneria genetica (postulato 21.3980). Una minoranza propone di escludere le nuove procedure di ingegneria genetica dalla legge sull’ingegneria genetica subito dopo la scadenza dell’attuale moratoria (ossia dal 1° gennaio 2022). Tale proposta è stata respinta con 22 voti contro 3.
La Commissione ha adottato il progetto con 22 voti contro 1 e 2 astensioni all’attenzione del Consiglio nazionale per la sessione autunnale.
Legge sul cinema: la Commissione concorda con il Consiglio degli Stati
Nella fase di eliminazione delle divergenze sulla revisione della legge sul cinema (20.030) la CSEC-N ha concordato con la decisione del Consiglio degli Stati su tutti i punti in sospeso. Con 14 voti contro 10 si è espressa a favore di un obbligo d’investimento pari al 4 per cento. Con quest’obbligo gli operatori che offrono film su piattaforme elettroniche sono tenuti a investire nell’industria cinematografica svizzera indipendente. La maggioranza della Commissione ritiene che l’obbligo di cui sopra contribuisca, da un lato, a creare le medesime condizioni per i fornitori sia svizzeri che esteri e, dall’altro, a rafforzare l’industria cinematografica svizzera in modo duraturo. Ritenendo che i costi finirebbero per venir trasferiti sui consumatori, una minoranza propone di fissare l’obbligo d’investimento al 2 per cento. Un’altra minoranza propone di stralciare l’obbligo d’investimento dal progetto (proposta respinta con 15 voti contro 8 e 1 astensione).
Con 13 voti contro 10 la Commissione propone di escludere esplicitamente dall’obbligo d’investimento soltanto la SRG SSR, concordando anche su questo punto con il Consiglio degli Stati. Dato che le emittenti televisive regionali non sono comunque interessate dal nuovo disciplinamento, la maggioranza della Commissione è del parere che non occorra prevedere eccezioni specifiche. La minoranza propone di mantenere la decisione del Consiglio nazionale poiché, vista l’esiguità dei mezzi a loro disposizione, le emittenti televisive regionali non potrebbero comunque occuparsi di promozione culturale.
Anche in considerazione delle prestazioni pubblicitarie computabili, con 15 voti contro 9 la Commissione propone di allinearsi alla decisione del Consiglio degli Stati. Dato che oggi una gran parte del sostegno proviene dalle prestazioni pubblicitarie, la maggioranza della Commissione è favorevole a proseguire su questa strada. Una minoranza propone di aumentare l’importo massimo computabile per le prestazioni pubblicitarie a un milione di franchi all’anno. Tale proposta è stata respinta in seno alla Commissione con 14 voti contro 10.
Con la conclusione delle deliberazioni della Commissione, la revisione della legge sul cinema (20.030) è pronta per la sessione autunnale del Consiglio nazionale.
La Commissione chiede l’iscrizione dell’autorità parentale nel registro degli abitanti
La Commissione ha deciso, senza controproposta, di incaricare mediante una mozione il Consiglio federale di esaminare nuove basi legali relative all’iscrizione dell’autorità parentale nei registri comunali e cantonali degli abitanti. Tale richiesta dovrebbe essere attuata sulla base di uno studio di fattibilità e soltanto nel caso in cui non comporti ostacoli sostanziali (motion 21.3981). La richiesta della Commissione si riconduce a un rapporto del Consiglio federale in adempimento al postulato 16.3317.
Presieduta dalla consigliera nazionale Valérie Piller Carrard (PS, FR), la Commissione si è riunita a Sion il 2 e 3 settembre 2021. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale e responsabile del DATEC, Simonetta Sommaruga, e il consigliere federale e capo del DFI, Alain Berset. La Commissione è stata ricevuta a Sion da una delegazione del Consiglio di Stato vallesano, segnatamente dai consiglieri di Stato Christophe Darbellay e Mathias Reynard (presidente della CSEC-N fino a maggio di quest’anno), e ha avuto un intenso scambio di opinioni con il presidente del PFL, Martin Vetterli, nonché con scienziati nel campus annesso al PFL. Ha inoltre reso visita a Les Arsenaux nonché al centro Ferme-Asile.