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Dopo un dibattito durato quasi tre ore, il Consiglio degli Stati è entrato - tacitamente - nel merito sul progetto "Previdenza per la vecchiaia 2020".
Quest'ultimo - che ha lo scopo di assicurare anche in futuro le rendite pensionistiche - prevede un aumento dell'IVA, una diminuzione del tasso di conversione e l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne a 65 anni. Ed è proprio questo punto che stanno affrontando ora i "senatori" nel dibattito particolareggiato.
"Se non si fa niente, il deficit annuo potrebbe raggiungere anche 9 miliardi di franchi nel 2030 per il Primo pilastro", ha ricordato il consigliere federale Alain Berset. "L'obiettivo della riforma è garantire il livello delle rendite e la sicurezza finanziaria delle assicurazioni sociali fino al 2030", ha sostenuto da parte sua la relatrice della commissione Liliane Maury Pasquier (PS/GE).
L'innalzamento a 65 anni dell'età di pensionamento per le donne è combattuto da una minoranza che vorrebbe mantenere la situazione attuale. Se la proposta sarà confermata, i "senatori" dovranno anche decidere il ritmo di adeguamento: in sei anni come proposto dal Consiglio federale, o in quattro come auspica la commissione.
Il dibattito sull'età pensionabile per le donne dovrebbe essere l'unico grosso tema della riforma discusso oggi. Gli altri - tra i quali figurano l'aumento dell'IVA e l'incremento delle rendite AVS per compensare la diminuzione del tasso di conversione - saranno affrontatati domani e mercoledì.
In base al progetto approvato dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S), l'aliquota di conversione relativa alle rendite del Secondo pilastro dovrebbe passare dall'attuale 6,8% al 6%.
Per fare in modo che le rendite non diminuiscano, la Commissione propone che una parte delle misure di compensazione venga attuata attraverso l'AVS. Le nuove rendite del cosiddetto Primo pilastro dovrebbero così aumentare di 70 franchi, mentre il tetto della rendita per coniugi deve passare dal 150 al 155%.
Le misure relative all'AVS verrebbero finanziate con un aumento dei prelievi sui salari di 0,3 punti percentuali (all'8,7%, una minoranza vorrebbe portarli all'8,9%) e da un aumento dell'IVA dell'1% al massimo. Il governo propone un incremento dell'imposta sul valore aggiunto dell'1,5%.
I dibattiti proseguono.
SDA-ATS