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Dal 1999 il Consiglio di sicurezza dell'ONU, basandosi sulla risoluzione 1267 (e su diverse risoluzioni successive), ha imposto una serie di obblighi agli Stati membri dell'ONU per lottare contro il terrorismo. Essi comprendono sanzioni mirate in materia finanziaria, restrizioni ai viaggi e un embargo sulle armi contro persone fisiche e giuridiche sospettate di avere rapporti con Al Qaida o con i Talebani. Attualmente circa 500 persone fisiche e giuridiche sono sulla lista di questo regime di sanzioni.
Finora non esisteva una procedura sufficientemente equa per essere cancellati dalla lista delle sanzioni. Mancava in particolare un meccanismo che consentisse agli interessati di far esaminare la loro presenza sulla lista da un'istanza indipendente e imparziale. Sin dall'inizio, la Svizzera ha fatto notare questa lacuna e nell'estate 2005, assieme a una coalizione di Stati che avevano la stessa opinione (“like-minded”), ha lanciato un'iniziativa per migliorare la procedura delle sanzioni, in modo da tutelare meglio i diritti degli interessati. Nell'estate 2008 ha sottoposto al Consiglio di sicurezza dell'ONU una proposta concreta per istituire un'istanza d'esame indipendente. Nel frattempo anche diversi tribunali nazionali e regionali e diversi parlamenti hanno criticato la protezione giuridica lacunosa.
Il Consiglio di sicurezza ha ora reagito alla richiesta della Svizzera e di altri Stati a favore di una procedura più equa. Secondo la nuova risoluzione, le persone che figurano sulla lista delle sanzioni contro Al Quaida e i Talebani hanno il diritto di essere informate sui motivi delle sanzioni adottate contro di loro e di presentare all'ombudsman una domanda per essere cancellate dalla lista. L'ombudsman esamina il caso in modo indipendente e imparziale e sottopone al Comitato delle sanzioni del Consiglio di sicurezza i motivi pro o contro la cancellazione dalla lista. La risoluzione prescrive inoltre che il Segretario generale dell'ONU nomini come ombudsman una persona eccezionale, di alta moralità, imparzialità e integrità.
La Svizzera è soddisfatta di questo miglioramento della procedura attuale. In questo modo si tiene conto dei diritti dell'individuo a livello internazionale e si rafforza la legittimità del sistema delle sanzioni dell'ONU. La Svizzera seguirà con attenzione l'attuazione della nuova risoluzione.
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