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La stregoneria "moderna", cioè quella dell'Europa nei secoli XV-XVII, è il risultato della fusione di due elementi distinti: la credenza popolare nella capacità di alcuni uomini e donne di provocare dei malefici e la dottrina sostenuta dai teologi del patto stipulato dalle streghe col diavolo, per trasferire su Satana l'adorazione dovuta a Dio. Questa definizione complessa viene accettata dallo storico inglese Keith Thomas, che considera però poco rilevante per l'Inghilterra la dottrina del patto delle streghe con il diavolo.
La duplice natura della stregoneria presenta alcune implicazioni interessanti. I pretesi malefici delle streghe erano dei reati e come tali di competenza dei tribunali penali statali; i sacrilegi compiuti in combutta con il diavolo rientravano invece nella sfera dell'eresia e i tribunali dell'Inquisizione avanzavano perciò la loro prevalente autorità (anche se poi l'esecuzione dei condannati era materialmente affidata allo stato, come "braccio secolare" della chiesa). Nei paesi cattolici si potevano perciò verificare conflitti di competenza fra i tribunali civili e quelli ecclesiastici, conflitti che in Francia furono risolti abitualmente a favore dei primi. Nei paesi protestanti, dove non esisteva nulla di simile all'Inquisizione, la competenza dei giudici civili era invece esclusiva.