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Pyongyang / Seul
Pyongyang risponde, riapre la «linea rossa» tra le due Coree
La Corea del Nord ha risposto per la prima volta dopo diversi giorni alle chiamate della Corea del Sud, riattivando ufficialmente la «linea rossa» di comunicazione militare diretta e dando attuazione all'annuncio fatto da entrambe le parti la scorsa settimana.
Nonostante fossero state tecnicamente riattivate sia quella occidentale sia quella orientale, Pyongyang non aveva finora dato segnali positivi.
«Questa mattina, abbiamo chiamato nuovamente il Nord all'ora stabilita tramite la rete internazionale della marina mercantile e abbiamo ricevuto una risposta», ha riferito un funzionario del ministero della Difesa, citato dalla Yonhap. Sempre la stessa agenzia di stampa ha dato conto che l'apertura dei canali, quale tentativo di schiarita all'altezza del 38/esimo parallelo, è stata avviata «su richiesta del leader nordcoreano Kim Jong-un», secondo quanto detto dai vertici dell'intelligence di Seul in una periodica audizione parlamentare.
La settimana scorsa, l'Ufficio del presidente sudcoreano Moon Jae-in aveva annunciato che le due Coree avevano concordato di riattivare le linee dirette di collegamento transfrontaliero e stavano riprendendo le comunicazioni intercoreane, rimuovendo il blocco deciso unilateralmente dal Nord 13 mesi in segno di protesta contro i volantini di «propaganda controrivoluzionaria» provenienti dal Sud.
«Attraverso le linee di comunicazione riconnesse, Sud e Nord possono parlare regolarmente al telefono due volte al giorno», ha aggiunto l'intelligence, secondo cui «da aprile, i due leader, attraverso gli scambi di lettere personali, hanno espresso l'impegno a recuperare la fiducia e a migliorare le relazioni tra le due Coree». Insomma, un primo passo con le «aspettative del Nord che il governo di Seul svolga un ruolo nel rilanciare le relazioni tra Corea del Nord e Stati Uniti in futuro».
Pyonyang, alle prese con la crisi economica e agricola, amplificate dalla chiusura delle frontiere come misure contro il Covid, sta attualmente chiedendo il permesso di esportare minerali e importare petrolio raffinato e altri beni essenziali per «la vita quotidiana dei suoi cittadini» come prerequisito per rilanciare il dialogo con Washington, ha proseguito l'intelligence, fornendo un dettaglio rilevante. Tuttavia, l'agenzia di spionaggio ha anche messo in guardia sulle imminenti esercitazioni estive militari congiunte Usa-Corea del Sud. La potente sorella del leader, Kim Yo-jong, ha avvertito domenica che il Nord seguirà la reale naturale delle manovre tra Seul e Washington, che potrebbero «offuscare il futuro delle relazioni intercoreane». In altri termini, il Nord potrebbe aspettarsi un gesto di apertura per la ripresa diretta del dialogo. In aggiunta, il direttore dell'agenzia di intelligence (Nis) , Park Jie-won, ha suggerito che Seul dovrebbe rivedere i modi per gestire «in modo flessibile» le manovre congiunte per il bene della causa più ampia della denuclearizzazione del Nord, suggerendo di fatto la sospensione delle esercitazioni annuali.
SDA