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Un milione. Tanti sono scesi oggi in piazza a Barcellona, cogliendo l'occasione annuale della "Diada" per tornare a chiedere l'indipendenza della Catalogna. I numeri sono stati forniti dalla stessa polizia, superando di oltre il doppio le stime degli stessi organizzatori, che parlavano di 440-460 mila manifestanti.
Un milione, come era accaduto anche lo scorso anno, con la differenza, rispetto ad allora, che l'indipendentismo, che divide il popolo catalano in due, da quasi un anno è stato sconfitto sul piano giudiziario, è politicamente tenuto sotto controllo, con i suoi dirigenti in carcere o in esilio, come l'ex "president" Carles Puigdemont.
Una divisione alla quale la sindaca di Barcellona, Ada Colau, si è opposta, non partecipando né alla manifestazione, né alla deposizione di fiori sul monumento dell'eroe-simbolo del "catalanismo", Rafael Casanova.
Ma oggi il milione di manifestanti ha riempito sei chilometri del Diagonal, il viale più largo di Barcellona, in una nuova prova di forza e di partecipazione. Decine di migliaia le bandiere rosso-gialle catalane e centinaia di migliaia di magliette con la scritta "Stiamo facendo la repubblica catalana".
Poi qualche attimo di silenzio ha avvolto il lunghissimo corteo, prima che un boato improvviso percorresse la folla come una "ola", simboleggiando la caduta del commissariamento dell'autonomia catalana, durata qualche mese. Il boato è avvenuto esattamente alle 17:14, ora che richiama il 1714, anno nel quale la Catalogna cadde sotto la sovranità spagnola al termine della Guerra di successione spagnola. Ogni anno l'11 settembre viene celebrato il Diada Nacional de Catalunya (Il giorno nazionale della Catalogna) per ricordare quell'evento, trasformandolo in una prova di forza indipendentista.
Il presidente catalano, Quim Torra, che ieri ha detto di voler andare avanti con il processo d'indipendenza, ha deposto la tradizionale corona di fiori al monumento di Rafael Casanova, il giurista che comandò la difesa nella Barcellona assediata dai Borbone nel 1714, divenuto eroe-simbolo dell'indipendentismo. La sindaca Colau, ha invece ritenuto il gesto come divisivo.