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BERNA - «Una votazione del c...»: così si è espresso il capo dell'esercito Philippe Rebord durante un evento ufficiale lo scorso mese di aprile.
Il progetto di Berna - La colorita espressione riguardava il possibile referendum contro il progetto finalizzato a rendere meno attrattivo il servizio civile. Lo scorso mese di febbraio il Consiglio federale ha fatto sapere di aver intenzione di ridurre sensibilmente il numero delle ammissioni. I dati del primo trimestre 2019 confermano il trend in aumento, con una crescita dell'1,7%. Verrebbero introdotte otto misure (le sette misure proposte in consultazione più una aggiuntiva) che dovrebbero consentire di frenare la “fuoriuscita” di militari che hanno adempiuto la scuola reclute, di specialisti e quadri dell’esercito.
«Attirare l'attenzione» - Cosa intendeva dire Rebord nel corso dell'evento svoltosi a Ittingen, nel canton Turgovia, sull'eventuale votazione? Secondo il portavoce dell'esercito Stefan Hofer - contattato da 20 Minuten - non si tratta di un'espressione di disperazione: «Con quella scelta di vocaboli, per lui estremamente insolita, voleva attirare l'attenzione e sottolineare la situazione in cui un possibile referendum porterebbe l'esercito». Hofer ha aggiunto che i risultati del servizio civile in Svizzera sono riconosciuti e apprezzati, ma sottolinea come l'esercito investa molto nella formazione e vedersi sfuggire gli specialisti sarebbe una perdita «di un sacco di tempo e di denaro».
Troppo attrattivo - In Parlamento c'è chi la pensa allo stesso modo: il consigliere nazionale Udc Werner Salzmann ritiene che attualmente il servizio civile sia troppo attrattivo. «L'esercito non può più competere con i suoi numerosi vantaggi». Come, ad esempio, decidere dove e quando adempiere agli obblighi e dormire a casa propria. Se l'aumento proseguirà anche in futuro le conseguenze saranno fatali, prevede il deputato bernese: «In pochi anni l'esercito avrà troppo poco personale per poter funzionare».
I militari hanno paura? - Il previsto inasprimento della legge dimostra la mancanza di rispetto dell'esercito per il servizio civile, afferma Lewin Lempert del Gruppo per una Svizzera senza Esercito. «Questo è un tentativo di ostacolare coloro che svolgono un servizio alla comunità, giovani che fanno qualcosa di significativo per la società». L'esercito dovrebbe chiedersi perché viene abbandonato in maniera crescente, aggiunge. I toni usati da Rebord dimostrano a suo dire - al contrario di quanto assicurato dal portavoce dell'armata - che i militari temono una sconfitta alle urne.
BERNA - «Una votazione del c...»: così si è espresso il capo dell'esercito Philippe Rebord durante un evento ufficiale lo scorso mese di aprile.