Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/211268

<h2>SubmittedText<h2><p>Per riprendere in mano la nostra vita sociale, non basta allentare progressivamente le misure di confinamento, aprire i negozi, ripristinare gli orari standard dei mezzi pubblici e rendere nuovamente accessibili ristoranti e bar. Nemmeno le misure di sostegno per la nostra economia sono sufficienti, così come gli orari di lavoro ridotto non garantiranno i nostri posti di lavoro a lungo, tanto più che secondo le ultime previsioni della Segreteria di Stato per l'economia SECO quest'anno dobbiamo aspettarci un calo del PIL del 6,7 per cento e un incremento della disoccupazione del 3,9 per cento. L'economia, e con essa la nostra vita sociale, potrà riattivarsi solo se il consumo interno riprende a crescere. Una misura possibile sarebbe quella di ridurre almeno della metà l'IVA per un periodo di 12 mesi. Il Consiglio federale è quindi invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale come valuta gli strumenti di politica economica e finanziaria interessati (crediti, fideiussioni, lavoro ridotto, ecc.)? Tali strumenti sono sufficienti per rilanciare l'economia?</p><p>2. Nella formulazione delle misure di politica economica e finanziaria nell'ambito della crisi del coronavirus, il Consiglio federale ha verificato anche la possibilità di ridurre provvisoriamente della metà l'IVA per un periodo di tempo limitato?</p><p>3. In caso contrario, per quale motivo?</p><p>4. Quali sarebbero gli effetti statici e dinamici di una riduzione del 50 per cento dell'IVA limitata a 12 mesi?</p><p>5. Quali sarebbero le conseguenze per le finanze dello Stato, se l'IVA fosse ridotta della metà per 12 mesi?</p><p>6. Quali sarebbero le conseguenze per l'economia?</p><p>7. Quali conseguenze avrebbe una tale misura rispetto all'onere amministrativo per i vari settori dell'economia?</p><p>8. Quali conseguenze avrebbe tale misura sull'attrattiva fiscale della piazza elvetica per le imprese, tenuto conto della "tassa occulta"?</p><p>9. Come può essere attuata una tale riduzione temporanea rispettando il principio del freno all'indebitamento?</p><p>10. Supponendo che l'AVS non debba essere penalizzata dalla misura, come si può garantire che l'AVS non subisca perdite?</p><p>11. Come si può garantire che la temporanea riduzione dell'IVA venga effettivamente trasmessa fino all'utente finale, al fine di raggiungere l'obiettivo di incrementare rapidamente i consumi?</p><p>12. Affinché la misura ottenga l'effetto desiderato, dovrebbe essere attuata</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha reagito in tempi rapidi e concretamente all'onda epidemica da coronavirus e alle sue conseguenze economiche. Inoltre sta monitorando attentamente gli sviluppi sia epidemiologici sia economici per essere in grado di rispondere tempestivamente a un eventuale mutamento del quadro generale.</p><p>2.-3. In ambito fiscale, il Consiglio federale ha posto in atto diverse misure per rafforzare la liquidità alle imprese (tra cui la rinuncia agli interessi di mora, la proroga del termine di rendiconto e di pagamento). Attualmente non ritiene opportuno adottare ulteriori misure in materia di IVA.</p><p>4.-6. In base alle stime attuali delle entrate dell'IVA per il 2020 e il 2021, si prevedono minori entrate di circa 11 miliardi di franchi. Questa stima non tiene conto degli ulteriori effetti. Un trasferimento di tale riduzione agli acquirenti stimolerebbe i consumi privati. Si può tuttavia partire dal presupposto che la riduzione non verrebbe trasferita interamente ai clienti. In tal caso i margini delle imprese aumenterebbero, e si potrebbe assistere a una ripresa degli investimenti. Per un esportatore svizzero, la riduzione dell'aliquota non comporterebbe alcun vantaggio: questi infatti non soggiace all'IVA, deve però pagarla nel Paese di destinazione.</p><p>Sul breve termine, l'annuncio di una riduzione temporanea dell'IVA potrebbe tuttavia destabilizzare la domanda di beni di consumo. In vista di una diminuzione dell'IVA, i consumatori potrebbero infatti differire le decisioni di acquisto, per poi adottare il comportamento inverso prima che le aliquote tornino ad aumentare.</p><p>7. L'onere amministrativo delle imprese verrebbe raddoppiato, poiché la riduzione dovrebbe essere anche revocata. Nella risposta all'interpellanza Frick 09.3218 i costi per le imprese a seguito di una modifica generale delle aliquote (aumento o riduzione di tutte le aliquote) sono stati stimati a 150-200 milioni di franchi. Questo ordine di grandezza sembra tuttora realistico. Si dovrebbero quindi prevedere costi per 300-400 milioni di franchi, comprensivi anche della revoca della diminuzione.</p><p>8. L'attrattiva della Svizzera in quanto piazza per gli investimenti non subirebbe ripercussioni. </p><p>9. Le entrate dell'IVA costituiscono circa il 30 per cento delle entrate della Confederazione. Il dimezzamento temporaneo dell'IVA non potrebbe essere compensato all'interno del quadro normativo del freno all'indebitamento.</p><p>10. Una parte delle entrate dell'IVA è a destinazione vincolata, ma la maggior parte confluisce nella cassa generale della Confederazione. La destinazione vincolata dell'IVA a favore dell'AVS e del Fondo per l'infrastruttura ferroviaria è sancita nella Costituzione federale in punti percentuali IVA (art. 130 Cost., disposizioni transitorie comprese).</p><p>Per non modificare le destinazioni vincolate andrebbero ridotte in misura corrispondente esclusivamente le aliquote d'imposta secondo l'articolo 130 capoverso 1 Cost. Una riduzione della metà di tutte le aliquote IVA dovrebbe essere accompagnata da una modifica costituzionale, dal momento che la Costituzione federale prevede per l'aliquota ridotta un'aliquota minima del 2 per cento. Dovrebbe inoltre essere modificato anche l'articolo 25 capoverso 4 LIVA.</p><p>11. Un intervento diretto dello Stato sulla formazione dei prezzi non è compatibile con un ordinamento economico di mercato.</p><p>12. Per motivi costituzionali, un'attuazione basata sul diritto di necessità non è un'opzione praticabile. Mentre una riduzione temporanea delle aliquote IVA per via legislativa ordinaria non contribuirebbe a stabilizzare l'attività economica messa a dura prova dalla pandemia da coronavirus in considerazione della durata dell'iter.</p>  Risposta del Consiglio federale.