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Diritti dell'uomo e conflitti
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) assegna un ruolo importante alla promozione dei diritti dell'uomo nei processi di pace. Nell’ambito dei negoziati tesi alla risoluzione di un conflitto armato, gli attori coinvolti si trovano spesso di fronte a un dilemma: i diritti dell'uomo hanno validità assoluta e devono essere ripresi negli accordi di pace? Oppure sono negoziabili, in modo da offrire ai mediatori maggiori margini di manovra?
Queste domande si ricollegano direttamente al tema della rivisitazione del passato che rientra fra gli obiettivi prioritari degli sforzi della Svizzera in materia di politica di pace. Rivisitare i fatti violenti del passato, ad esempio processando gli autori di violazioni dei diritti dell'uomo commessi durante un conflitto violento, riveste un ruolo essenziale ai fini di una garanzia di pace a lungo termine.
La Svizzera ha partecipato al finanziamento di uno studio del rinomato "International Council on Human Rights Policy“. Quest’ultimo giunge alle seguenti conclusioni:
• il rafforzamento dei diritti dell'uomo e la promozione della pace non si intralciano a vicenda, ma costituiscono bensì obiettivi complementari;
• nella pratica, i governi dispongono di un certo margine di manovra;
• la sostanza della protezione internazionale dei diritti dell'uomo non può essere in nessun caso messa in discussione.
La Svizzera sfrutta le conclusioni di questo studio nell’ambito dei propri sforzi di mediazione e contribuisce alla loro diffusione e al loro ulteriore sviluppo.