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Il favorito Petro, ex guerrigliero, dovrà vedersela con l’indipendente Rodolfo Hernandez
"Trovare un milione di voti per il ballottaggio del 19 giugno": È questa la sfida proposta ai suoi sostenitori dal senatore Gustavo Petro, vincitore, come era ampiamente nelle previsioni, del primo turno in Colombia delle elezioni presidenziali. Leader della coalizione Pacto Histórico ed ex guerrigliero del M19, Petro ha 62 anni, e tenta per la terza volta di insediarsi nel palazzo di Nariño che in agosto lascerà l’uscente conservatore Iván Duque.
Al termine dello scrutinio, il Registro nazionale elettorale ha assegnato a lui e alla sua vice afro-discendente Francia Márquez 8.527.768 voti, equivalenti al 40,32% del totale. Un buon risultato, ma inferiore alle aspettative, per cui ora Petro dovrà vedersela nel ballottaggio con l’outsider indipendente 77/enne, Rodolfo Hernández. Quest’ultimo, ricco imprenditore edilizio con una scarsa oratoria, grazie a una campagna elettorale atipica, senza grandi manifestazioni popolari e senza partecipare a dibattiti con rivali, ma utilizzando unicamente le reti sociali, ha raccolto con la Liga de Gobernantes Anticorrupción 5.953.209 voti (28,15%), assicurandosi la seconda posizione, e quindi il diritto al ballottaggio.
Un elettore di Rodolfo Hernandez a Bogotà (Keystone)
Se il primo turno non ha permesso di identificare il nome del nuovo capo dello Stato, ha tuttavia dato un verdetto indiscutibile: la sconfitta del centro destra e della destra estrema del cosiddetto ‘uribismo’, che per 20 anni hanno governato la Colombia dopo l’insediamento alla presidenza nel 2002 di Alvaro Uribe. Il candidato di questa area politica, Federico Gutiérrez, era dato dai sondaggi come sicuro sfidante di Petro in un eventuale spareggio, ma invece ha raccolto molto meno del previsto: poco più di cinque milioni di voti, equivalenti al 23,91%.
Gli analisti sono d‘accordo nel sostenere che Hernández - ’l’ingegnere’, come ama farsi chiamare - è in sostanza il vincitore politico delle votazioni, perché il suo potenziale elettorale può essere arricchito dalla convergenza di gran parte dei suffragi dei candidati battuti. E in questo senso ha già ottenuto un appoggio dello sconfitto Gutiérrez. Sicuramente le prossime tre settimane saranno intense, perché Petro dovrà difendere il vantaggio attuale cercando di convincere l’elettorato moderato e conservatore che il suo sfidante non rappresenta il reale cambiamento di cui ha bisogno il Paese.
Un murale contro l’ex presidente Uribe a Calì (Keystone)