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Dopo la sentenza del Tribunale federale, Franco Maria Mattioli, promotore finanziario italiano, ha presentato un’istanza di risarcimento alla Pretura
Un promotore finanziario italiano, Franco Maria Mattioli, ha chiesto un risarcimento danni di 11,4 milioni di euro (pari a circa 11 milioni e 212mila franchi) all’ex banca Cial Suisse (oggi banca Cic). L’uomo ritiene di essere stato danneggiato a seguito del suo coinvolgimento in un’inchiesta giudiziaria in Ticino, relativa a vicende che cointeressavano l’istituto di credito e dalle quali dopo anni è stato assolto definitivamente. Mattioli ha pertanto presentato un’istanza di conciliazione alla Pretura di Lugano. Questo dopo che la sentenza pronunciata nel 2017 dal Tribunale federale, lo ha prosciolto dalle accuse di truffa, riciclaggio e appropriazione. L’indagine riguardava un’operazione di investimento, avvenuta nel 2002, che coinvolse Cial Suisse e l’ex Banca di Credito Cooperativo di Bassano Romano e Capranica. L’inchiesta venne avviata nel 2005 per recuperare una perdita di capitale generata da un precedente acquisto di titoli finanziari di circa 6 milioni di euro con la succursale luganese della banca. Risale invece a fine 2011 il rinvio a giudizio dell’uomo che curò l’operazione. Poi, si scoprì che i soldi della banca italiana finirono sul conto gestito indebitamente da un bancario di Lugano. L’istituto di credito di Lugano non è stato condannato per questa vicenda, anche perché la banca italiana ha recuperato il dovuto, ma Mattioli ritiene che la banca svizzera sia in qualche modo responsabile di quel conto anomalo.