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Il sonno occupa quasi un terzo del tempo della nostra vita. Ciò nonostante, pochissimi conoscono le fasi del sonno, l'orologio interno o i diversi bisogni di sonno.
Il sonno è una funzione vitale importante. Oltre a favorire la rigenerazione fisica e mentale, il sonno contribuisce a consolidare i contenuti della memoria e dell'apprendimento.
Tuttavia, solo il mattino successivo si capisce se il sonno è stato riposante. Questo perché il sonno non è sempre uguale: da quando chiudiamo gli occhi a quando sbadigliamo il mattino seguente, attraversiamo diverse fasi del sonno.
Ogni notte, i quattro stadi del sonno si ripetono da tre a cinque volte. Le singole fasi hanno lunghezza variabile. Ad esempio, la fase REM del sonno è sempre più lunga nel corso della notte.
Nella cosiddetta fase di addormentamento, la coscienza è ancora attiva. Piccole scosse o contrazioni muscolari sono perfettamente normali, poiché durante l'addormentamento si svolge il passaggio dallo stato di veglia al sonno.
Solo circa 15 minuti dopo, il corpo passa in uno stadio di sonno leggero. Circa metà del tempo del sonno trascorre in questo stadio. La coscienza è ancora parzialmente attiva, tuttavia i muscoli cominciano già a rilassarsi.
Infine, i muscoli si rilassano completamente. Il corpo passa dal sonno leggero alla fase di sonno profondo. La respirazione e il battito cardiaco rallentano; il corpo ha ora il tempo di rigenerarsi. In un adulto, questa fase occupa circa un quinto di tutto il sonno, ma è determinante per una notte riposante.
Alla fase di sonno profondo segue nuovamente una fase di sonno leggero. Successivamente, il corpo cade nel cosiddetto sonno REM, noto anche come fase del sogno. L'abbreviazione inglese REM sta per "Rapid Eye Movement" e indica i rapidi movimenti che compiono gli occhi in questa fase del sonno. Nella fase attiva del sogno, il cervello elabora le informazioni e il vissuto del giorno.
Il ritmo sonno-veglia non solo è influenzato da fattori esterni, quali la luminosità e il buio, ma è anche regolato da un temporizzatore interno, il cosiddetto ritmo cicardiano o anche orologio interno. In questo caso, una piccola parte del cervello si comporta come una centralina. Il passaggio dalle fasi diurne luminose alle fasi notturne buie è molto importante per mantenere un ritmo di 24 ore. Conseguentemente, la sera ci si sente stanchi e la mattina vigili.
Tuttavia, anche senza questo stimolo esterno il corpo continuerebbe a funzionare secondo un ritmo di 24 ore grazie al proprio orologio interno.
Questo temporizzatore interno funziona con estrema precisione e non solo scandisce le fasi del sonno e della veglia, ma influenza anche il nostro livello di attività nel corso del giorno. Così, il cervello è molto efficiente al mattino, mentre il corpo è affaticato a mezzogiorno. Nel tardo pomeriggio, segue un secondo picco.
Nel corso della vita cambiano le abitudini legate al sonno. Nell'uomo, il bisogno di sonno è influenzato dall'età biologica.
Nei lattanti, il bisogno di sonno arriva fino a 16 ore, quindi è nettamente superiore a quello degli adulti. Il bisogno di sonno diminuisce progressivamente fino all'età adulta e, successivamente, subisce in parte intense fluttuazioni. Con l'avanzare dell'età, la durata della fase di sonno profondo tende a ridursi. Oltre all'età, anche altri fattori influenzano il bisogno di sonno. Il sonno rimane comunque sempre una componente fondamentale della vita, sia per i giovani che per gli anziani.