Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/210483

<h2>SubmittedText<h2><p>Oggi nell'ambiente finisce molta plastica. Le modalità di immissione sono diverse. Un esempio tratto dal settore agricolo sono le corde per piccole balle di fieno, che spesso vengono abbandonate nei campi. Questa plastica può eventualmente finire nel mangime degli animali e quindi anche negli alimenti umani sotto forma di microparticelle. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Ci sono alternative più ecologiche a dette corde di plastica?</p><p>2. Gli agricoltori sono sostenuti dalla Confederazione (o da altri enti) nella ricerca di alternative ecocompatibili ai prodotti in plastica, ad esempio prodotti biodegradabili?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che sia necessario intervenire per aumentare l'impiego di prodotti ecocompatibili in agricoltura attraverso un'adeguata sensibilizzazione, formazione e ricerca?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1)</p><p>I rifiuti di plastica non devono finire nell'ambiente, ma devono essere riciclati o valorizzati termicamente a fini energetici. Le corde di plastica per piccole balle di fieno comunemente usate devono essere sostituite con prodotti alternativi, se ciò è tecnicamente possibile (resistenza alla rottura durante la legatura o lo stoccaggio), sopportabile sotto il profilo economico e opportuno dal punto di vista ecologico. Il bilancio ecologico dei prodotti alternativi dovrebbe essere migliore rispetto alla variante in plastica. Tuttavia, nemmeno le corde fabbricate con prodotti biodegradabili si decompongono del tutto in natura. Affinché i materiali biodegradabili possano decomporsi quasi del tutto, devono sussistere condizioni quadro ideali (umidità, calore, tempo). Tali condizioni sono riscontrabili solo negli impianti di compostaggio e di fermentazione industriali. La norma europea EN 13432 esige una decomposizione pari ad almeno il 90 per cento entro sei mesi. Per i materiali di plastica i cui residui rimangono nel suolo (p. es. materiali di pacciamatura), tale norma prevede una decomposizione di almeno il 90 per cento entro 24 mesi. Gli impianti agricoli di biogas, di compostaggio a bordo campo o di compostaggio domestici non raggiungono le temperature necessarie per soddisfare i requisiti che tale norma prescrive. L'utilizzo di materiali biologicamente degradabili aumenta inoltre il rischio che tali prodotti vengano sempre più abbandonati nei campi, presumendo una loro rapida e completa decomposizione.</p><p>2)</p><p>Non è compito della Confederazione trovare alternative ecocompatibili ai prodotti di plastica utilizzati nell'agricoltura. Può tuttavia sostenere progetti pilota e di ricerca in tal ambito. Insieme ai settori interessati, la Confederazione si sta al momento concentrando su come aumentare la quota di riciclaggio delle pellicole di plastica utilizzate in agricoltura. Inoltre, accompagna dal punto di vista tecnico gli sforzi compiuti dall'organizzazione settoriale Kunststoff.swiss (ex Swiss Plastics) al fine di migliorare il riciclaggio delle pellicole di plastica utilizzate in agricoltura. Insieme ai portatori d'interesse si vuole esaminare se un sistema di riciclaggio di dette pellicole affermato all'estero può eventualmente essere adottato in Svizzera.</p><p>3)</p><p>Il Consiglio federale è dell'avviso che l'eventuale sensibilizzazione e la promozione della ricerca di prodotti sostitutivi siano di competenza in primo luogo dell'industria in questione e del settore agricolo.</p><p>Attualmente, la Confederazione sostiene un progetto di ricerca sul processo di decomposizione nei suoli agricoli di materiali di pacciamatura biologicamente degradabili. I risultati potranno poi essere diffusi nei canali d'informazione, ad esempio il centro di consulenza agricola AGRIDEA, come pure attraverso i servizi cantonali specializzati e misure di formazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.