Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/36958

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il mozionante esige che gli stranieri che hanno perpetrato un reato all'estero ma per motivi giuridici non possono essere rinviati nello Stato interessato vengano incarcerati. Nella propria risposta all'interrogazione semplice Dunant (01.1004) il Consiglio federale ha segnalato che in siffatti casi possono essere applicate le norme dell'assistenza giudiziaria internazionale. Laddove queste norme non hanno effetto, se ad esempio la Svizzera rifiuta l'estradizione per motivi di diritto internazionale, nel quadro della revisione totale delle disposizioni generali del Codice penale (articolo 7 capoverso 2 del disegno) dovrebbe essere introdotto o ampliato il principio della giustizia penale delegata. La pertinente disposizione proposta dal Consiglio federale e dal Consiglio degli Stati è stata, dal Consiglio nazionale durante la sessione estiva 2001, completata come segue: gravi infrazioni contro principi giuridici generalmente riconosciuti dalla comunità internazionale, commesse da stranieri all'estero, potrebbero essere perseguite anche in Svizzera anche se non è fatta dall'estero né una richiesta di giustizia penale delegata né una richiesta d'estradizione. Nella sessione autunnale 2001 il Consiglio degli Stati ha respinto quest'aggiunta. La procedura di componimento delle differenze non è però terminata. Se tuttavia fosse la norma proposta dal Consiglio nazionale a imporsi, un perseguimento penale in Svizzera presupporrebbe allora che per quanto riguarda l'acquisizione delle prove indispensabili si dovrebbe eventualmente cooperare da vicino anche con gli Stati di provenienza e di origine dello straniero, ciò che in molti casi potrebbe risultare oneroso e difficile. </p><p></p><p>Oltre alle possibilità esistenti nel diritto penale il mozionante esige soluzioni legali nell'ambito della revisione parziale della legge sull'asilo. Il diritto vigente prevede già adesso diversi provvedimenti grazie ai quali è possibile limitare il soggiorno in Svizzera della categoria di persone citate dal mozionante. È cosí che le relative procedure vengono di norma eseguite in tempi rapidi e quando è possibile, si esamina l'esclusione della persona dall'usufrutto delle disposizioni del diritto in materia di asilo. C'è poi nel diritto in materia di asilo e di stranieri la possibilità di ordinare misure coercitive, tra le quali la carcerazione preliminare e quella in vista di sfratto. Queste misure coercitive non rientrano però nel perseguimento penale bensí servono a garantire l'esecuzione dell'allontanamento dei richiedenti l'asilo respinti e l'espulsione di stranieri che non hanno alcun diritto a rimanere in Svizzera. In casi in cui, per motivi di diritto internazionale, l'allontanamento o l'espulsione non sono possibili, tali misure coercitive non potranno essere applicate siccome l'esecuzione dell'allontanamento o dell'espulsione non è realizzabile. </p><p></p><p>Per contro la competente autorità cantonale può ingiungere a uno straniero, che minaccia o turba l'ordine e la sicurezza pubblica, di non lasciare il territorio assegnato. La violazione di tale ingiunzione è punibile con la detenzione fino a un anno o con la carcerazione. Il Consiglio federale è d'avviso che ciò costituisce già una misura efficace per limitare la libertà di movimento di una categoria di persone dal comportamento dubbio, purché necessaria e giustificata. È praticamente esclusa la determinazione di altre possibilità di incarceramento per stranieri il cui perseguimento penale in Svizzera non è possibile e il cui allontanamento o espulsione in patria o nel paese di provenienza non è ammissibile per ragioni di diritto internazionale. </p><p></p><p>Il Consiglio federale è consapevole che in base al vigente diritto in materia d'asilo e di stranieri, in determinati casi non è possibile prendere misure adeguate contro le categorie di persone descritte dal mozionante. Contemporaneamente è d'avviso che si debbano rispettare i principi guida del diritto internazionale. Ma il Consiglio federale è disposto a esaminare se nell'ambito della sicurezza interna non sia possibile prendere altre misure contro categorie di persone dal comportamento dubbio, alfine di garantire la sicurezza pubblica.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.