Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/190941

<h2>SubmittedText<h2><p>Con la seguente mozione si chiede al Consiglio federale l'abolizione della Commissione federale contro il razzismo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale concorda con l'autore della mozione che, visto che un quarto della popolazione residente è straniera e un terzo ha un retroterra migratorio, la politica d'integrazione svizzera è fondamentalmente riuscita. Non è una cosa ovvia, perché per mantenere la coesione sociale è necessario che tutti gli attori sociali, a tutti i livelli statali, facciano regolarmente la loro parte. Con le sue numerose minoranze (linguistiche, regionali, culturali, religiose ecc.), la Svizzera vanta una lunga esperienza nel rinegoziare continuamente le basi della convivenza sociale.</p><p>La popolazione svizzera è perfettamente consapevole di questa sfida: il 56 per cento ritiene l'integrazione dei migranti da buona a molto buona, ma un terzo si sente disturbato da persone percepite come "diverse". Il 66 per cento considera il razzismo un problema sociale importante e il 30 per cento si aspetta dallo Stato misure supplementari (UST, indagine sulla convivenza in Svizzera, 2016).</p><p>L'articolo 8 della Costituzione federale vieta ogni forma di discriminazione e l'articolo 35 obbliga tutti coloro che svolgono funzioni statali a contribuire ad attuare i diritti fondamentali. Lo Stato è pertanto obbligato ad affrontare in modo proattivo, mediante strumenti adeguati, potenziali conflitti derivanti dal razzismo o dalla xenofobia. La Commissione federale contro il razzismo è uno di questi strumenti. Combatte qualsiasi forma di discriminazione razziale diretta o indiretta, presta particolare attenzione a misure di prevenzione efficaci e promuove una migliore comprensione tra persone diverse per razza, colore della pelle, origine, appartenenza nazionale o etnica, o religione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.