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Compravendita deputati: Razzi, "le mie mani sono pulite"
LUCERNA/ROMA - Il deputato "svizzero" alla Camera italiana Antonio Razzi è al centro delle polemiche dopo il suo passaggio dall'opposizione al partito di governo alla vigilia del voto di sfiducia. In un'intervista pubblicata oggi sulla "Neue Luzerner Zeitung" (NLZ) Razzi si difende dalle accuse di aver venduto il suo voto.
"Le mie mani sono pulite", ha dichiarato il 62enne. Per "chi vuole vedere i miei libri, li tengo aperti", ha sottolineato reagendo alle accuse di essere stato comprato dal premier Silvio Berlusconi. Razzi sostiene di aver abbandonato spontaneamente l'Italia dei Valori (IdV) per allearsi con il presidente del consiglio, e nessuno ha cercato di convincerlo.
Pochi giorni prima del suo cambio di opinione, la procura di Roma ha aperto un'inchiesta sulla presunta compravendita di deputati. Lo stesso Razzi in settembre aveva dichiarato che la maggioranza aveva cercato di comprarlo con proposte "allettanti", come il pagamento del mutuo, incarichi di governo e la rielezione assicurata per la prossima legislatura. Il deputato ha però detto alla NLZ di aver più volte smentito.
Anche in Svizzera è in corso un procedimento penale contro Razzi: dal marzo 2009 l'Ufficio del giudice istruttore di Hochdorf (LU) esamina l'accusa di appropriazione indebita o amministrazione infedele. Simon Kopp, portavoce dell'autorità giudiziaria, ha confermato oggi le informazioni pubblicate dal "SonntagsBlick".
L'indagine ruota attorno al Centro regionale abruzzese di Lucerna, ha dichiarato Kopp. I sospetti sono che Razzi, fondatore e per molti anni presidente dell'associazione di immigrati abruzzesi, si sia indebitamente appropriato di denaro.