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È quanto indica uno studio coordinato della Northwestern University di Chicago e pubblicato su Jama Pediatrics
Anche se somministrato nelle primissime settimane di gravidanza, il vaccino contro Covid-19 non è legato a un aumento del rischio di malformazioni del nascituro. Uno studio coordinato dalla Northwestern University di Chicago e pubblicato su Jama Pediatrics aggiunge un nuovo tassello alla comprensione del profilo di sicurezza dei vaccini anti-Covid.
"Anche se i dati suggeriscono che i vaccini contro Covid-19 sono sicuri ed efficaci durante la gravidanza, continua a esserci preoccupazione sul fatto che siano associati a rischi per il feto", annotano i ricercatori.
La ricerca ha preso in considerazione la somministrazione del vaccino in quel periodo che è ritenuto il più sensibile per la comparsa di malformazioni fetali: il primo trimestre. "Durante la prima parte della gravidanza, quando gli organi si stanno formando, possono insorgere anomalie nel modo in cui questi si strutturano e ciò può assumere la forma di difetti alla nascita con serie implicazioni per la vita del bambino", spiega una delle autrici dello studio, Emily S. Miller.
Complessivamente sono state seguite 3’156 donne: 2’622 di esse avevano fatto il vaccino, 1’149 delle quali durante le prime 14 settimane di gravidanza o nelle settimane immediatamente precedenti al concepimento.
Le ecografie eseguite durante la gravidanza hanno escluso un qualunque rischio per il feto: era presente qualche anomalia fetale nel 4,4% dei piccoli di donne non vaccinate, nel 4% di quelle che si erano vaccinate nelle prime 14 settimane di gravidanza e nel 4,2% di quelle che si erano vaccinate nelle settimane successive. Lo stesso rischio presentavano anche le donne che si erano sottoposte alla vaccinazione nei 30 giorni precedenti al concepimento.
"I nostri risultati suggeriscono che la vaccinazione Covid-19 all’inizio della gravidanza non è associata a un aumentato rischio di anomalie strutturali fetali identificate con l’ecografia", scrivono i ricercatori. "I medici possono utilizzare queste prove per consigliare le loro pazienti sulla sicurezza della vaccinazione".