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Il governo intende cedere la sua partecipazione maggioritaria a Swisscom. Il leader delle telecomunicazioni sarebbe così totalmente privatizzato.
Con questa decisione, il Consiglio federale vuole conferire all'ex-monopolio federale un più ampio margine di manovra e migliorare le sue capacità di stringere alleanze.
In vista della cessione, il governo ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di elaborare un progetto di revisione della legge sull'azienda delle telecomunicazioni (LATel) da sottoporre al parlamento.
L'abbandono della partecipazione pubblica potrebbe rafforzare le capacità dell'operatore di stringere alleanze, puntualizza il Dipartimento federale delle comunicazioni (DATEC) in una nota diramata giovedì.
Procedere senza indugi
D'altra parte la Confederazione non dovrebbe più assumere i rischi imprenditoriali a cui Swisscom è esposta.
Secondo il Consiglio federale, la legislazione garantisce «l'approvvigionamento di base del Paese in materia di telecomunicazioni» anche senza la partecipazione statale all'operatore.
Nella nota si sottolinea la necessità di procedere a passo spedito nell'elaborazione del progetto di riforma. La creazione dei presupposti legali in vista di un disimpegno della Confederazione richiede infatti da due a tre anni. «Se si indugiasse fino al momento in cui dovesse verificarsi la necessità di un intervento urgente, l'amministrazione e il parlamento sarebbero esposti a forti pressioni di tempo», afferma il governo.
Quando sarà pronto, il progetto governativo di revisione legislativa dovrà essere sottoposto alle Camere. La parola finale potrebbe anche spettare al popolo, qualora contro il testo adottato dal parlamento fosse lanciato un referendum.
Gallina dalle uova d'oro
La Confederazione attualmente detiene i due terzi del capitale di Swisscom. Il valore di mercato di queste azioni supera i 17 miliardi di franchi.
Fino ad ora, il leader delle telecomunicazioni si è rivelato una gallina dalle uova d'oro per il governo elvetico che, fra il 1999 e il 2005, ha incassato solo in dividendi 3,8 miliardi di franchi, secondo dati forniti dal Dipartimento federale delle finanze. Calcolando anche gli altri proventi - rimborsi di valori nominali, riscatti o vendita di azioni - la cifra raggiunge i 9 miliardi di franchi.
Il titolo Swisscom, quotato in borsa dal 5 ottobre del 1998, ha subito negli anni una serie di fluttuazioni. Il prezzo di emissione delle azioni del «gigante blu» era di 340 franchi. Spinto dall'euforia che caratterizzò all'epoca il mercato delle telecomunicazioni il titolo era poi salito sino a 738 franchi nella primavera 2000, per poi scendere l'anno seguente al minimo di 340,30 franchi nella scia del crollo borsistico. Oggi vale circa 420 franchi.
Nel corso delle ultime settimane, il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz ha più volte appoggiato la tesi della vendita delle azioni.
swissinfo e agenzie
In breve
Prima della Svizzera, altri Stati europei hanno ceduto la loro partecipazione maggioritaria a un monopolio statale nel settore delle telecomunicazioni.
Attualmente, la Germania possiede il 37% di Deutsche Telekom e la Francia il 33% di France Telecom. Lo Stato austriaco detiene dal canto suo il 38% di Austria Telekom.
Telecom Italia è stata privatizzata nel 2002. Nel 1999 è stata acquistata dalla società informatica e di telecomunicazioni Olivetti. Fino ad allora, lo Stato aveva mantenuto il 3,5% delle partecipazioni.
Swisscom ha perso il proprio monopolio otto anni fa.
Da allora il mercato è stato parzialmente liberalizzato. È ora possibile scegliere fra vari operatori.
Fatti e cifre
La Confederazione possiede il 66% delle azioni di Swisscom.
Il loro valore di mercato è di 17 miliardi di franchi.
Swisscom ha altri 64,000 azionari, in gran parte svizzeri.
Fra questi, 12 azionari possiedono oltre 100'000 azioni.