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Francia Confermata l'incriminazione di Lafarge per le attività in Siria
La Corte d'appello di Parigi ha confermato mercoledì l'incriminazione (mise en examen, nel linguaggio giuridico della Francia) di Lafarge per complicità in crimini contro l'umanità in relazione alle attività in Siria tra il 2013 e il 2014.
La richiesta di revoca dell'incriminazione da parte del gruppo cementifero francese è stata respinta. In base a un comunicato emesso al termine dell'udienza, Lafarge SA – la quale nel 2015 si è unita alla concorrente svizzera Holcim per dare vita a LafargeHolcim, che nel frattempo è tornata a chiamarsi Holcim – «resta incriminata per le accuse» di complicità in crimini contro l'umanità e di messa in pericolo della vita altrui «nell'ambito del proseguimento dell'inchiesta giudiziaria» aperta nel giugno 2017.
La filiale siriana di Lafarge SA (Lafarge Cement Syria, LCS) è nel mirino degli inquirenti per aver versato quasi 13 milioni di euro a gruppi terroristici, tra cui l'Isis, e a intermediari, fra il novembre 2013 e il settembre 2014, allo scopo di mantenere in funzione il suo stabilimento di Jalabiya mentre il paese sprofondava nella guerra.
La Corte di cassazione francese aveva ribaltato lo scorso settembre una decisione presa nel novembre 2019 dai giudici d'appello di Parigi di annullare l'incriminazione per complicità in crimini contro l'umanità, la più grave delle incriminazioni.
Holcim – ha indicato un portavoce all'agenzia AWP – respinge categoricamente la decisione e annuncia che verrà inoltrato appello presso la Corte di cassazione; sottolinea inoltre che la decisione non rappresenta una sentenza. Stando al colosso zughese, Lafarge SA ha nascosto i fatti in Siria al consiglio d'amministrazione della vecchia Holcim durante il processo di fusione dei due gruppi.
sta, ats