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In Australia è una sorta di icona nazionale. Instancabile corridore, Steve Moneghetti è noto per i suoi successi nella disciplina olimpica per eccellenza: la maratona. Pochi sanno però che nelle sue vene (s)corre sangue ticinese.
L'appuntamento è fissato al Racer's Café di Ballarat, cittadina ad un centinaio di km da Melbourne. Una pura coincidenza, incontrare uno tra i maratoneti che hanno scritto la storia sportiva dell'Australia... nel bar dei "corridori".
Steve Moneghetti, calzamaglia nera e scarpe da jogging, mi raggiunge a passo di corsa. «Tento di correre almeno 100 chilometri a settimana». Fisico asciutto e stretta di mano vigorosa, Steve continua a mantenersi in forma. Sempre ad alti livelli, nonostante l'età non proprio giovanile. «Ho 47 anni e nella mia fascia di età penso di essere tra i migliori tre al mondo».
Furto nella cabina telefonica
Australiano doc, come conferma il suo forte accento, Steve Moneghetti ha radici molto lontane. Suo bisnonno ha abbandonato il villaggio ticinese di Monte Carasso nel 1856 per tentare la fortuna in Australia. Era il periodo della corsa all'oro, ma analogamente ad altri emigrati svizzeri italiani non riuscì a realizzare il suo sogno di ricchezza.
«Non avendo trovato l'oro, mio bisnonno iniziò a costruire strumenti e macchinari per gli altri minatori», racconta Steve. «Purtroppo non conosco i dettagli della sua storia. Credo che la moglie e i figli lo abbiano raggiunto in Australia in un secondo momento».
In giro per l'Europa all'età di 22 anni - «ero in viaggio oltremare per una serie di competizioni podistiche» - Steve ha sentito il desiderio di saperne di più sulle proprie origini.
«Ero a Milano per una gara. Ho preso il treno per Bellinzona e poi ho camminato fino a Monte Carasso, dall'altra parte del fiume Ticino».
Steve non conosceva una parola di italiano. Trovare informazioni sui Moneghetti (Monighetti in Ticino) non è stato facile. «Nessuno mi sapeva aiutare. Avevo soltanto un'oretta prima di riprendere il treno per Milano e così sono andato in una cabina telefonica e ho cercato i Monighetti sull'elenco. Ho strappato la pagina con tutti gli indirizzi e l'ho portata in Australia, per la grande gioia di mio padre».
Ticinesi come gli australiani
Col passare degli anni, passo dopo passo, Steve Moneghetti ha iscritto il suo nome tra i maratoneti di maggior successo dell'Australia. Di lui si è parlato anche all'estero ed è stata proprio una sua intervista apparsa su una rivista francese a creare il legame con la famiglia in Ticino.
«Qualcuno ha letto l'articolo e mi ha contattato. Nel 1994 ho approfittato della mia partecipazione alla Stramilano per recarmi nuovamente a Monte Carasso. Ci sono poi tornato qualche anno dopo assieme ai miei genitori. Per loro è stato fantastico visitare il luogo da cui proviene la nostra famiglia».
«Bellinzona ci è piaciuta moltissimo: l'aria fresca e pulita, la vicinanza con le montagne... Ho trovato gente molto cordiale e aperta, come gli australiani. Forse perché condividiamo lo stesso attaccamento alla terra e un forte senso della famiglia».
Le sfide con Gelindo Bordin
Gli avventori del Racer's Café di Ballarat conoscono bene Steve. «Hi, how are you today?», «See you on Saturday, ok Steve?». La nostra intervista è regolarmente interrotta. Dall'altra parte della strada, la pista podistica attorno al lago Wendouree porta persino il suo nome.
«E pensare che a scuola non ero considerato un buon atleta», rammenta Steve. «In effetti nello sprint o nel salto in alto ero alquanto scarso. Sono emerso più tardi, quando si è iniziato a correre su distanze più lunghe. Più le distanze aumentavano e più miglioravo».
La soddisfazione più grande della carriera è quella dei Mondiali di atletica del 1997 in Grecia. «Ho corso la maratona lungo il tragitto originario, da Maratona ad Atene. Sono arrivato terzo, dietro a due spagnoli, ma per me è stato come vincere l'oro».
Indimenticabili pure le sfide con un'altra icona della maratona, l'italiano Gelindo Bordin. «Abbiamo fatto delle belle gare insieme. Ai Mondiali del 1987 abbiamo corso fianco a fianco per oltre 40 km, poi Gelindo mi ha battuto sul finale, conquistando il bronzo. Mi sono comunque rifatto nel 1990 a Berlino, dove ho fatto registrare il miglior tempo mondiale di quell'anno».
Niente maratone tra le montagne
Parlando di sport elvetico, Steve ammette di essere... in ritardo. «Conosco soltanto Roger Federer. Non mi risultano atleti svizzeri famosi nella maratona».
«È curioso», conclude Steve prima di correre (letteralmente!) verso il prossimo appuntamento. «Ad un certo momento nella squadra australiana di maratoneti c'erano Robert de Castella, Danny Boltz ed io: tre atleti di origini elvetiche, dalle tre regioni linguistiche».
«E invece in Svizzera non c'è nessuno. Mah, sarà a causa delle montagne...».
swissinfo, Luigi Jorio, di ritorno da Ballarat
Steve Moneghetti
Stephen (Steve) James Moneghetti nasce il 26 settembre 1962 a Ballarat (Stato del Victoria, Australia).
Inizia la sua carriera di atleta correndo i 10'000 metri. Nel 1986, in occasione della sua prima maratona, vince il bronzo ai Giochi del Commonwealth disputati a Edimburgo.
Nel 1990 a Berlino vince la sua prima maratona con il tempo di 2:08:16 (il record mondiale dell'epoca era di 2:06:50).
Altri risultati di prestigio: vittoria nella maratona di Tokyo (1994); vittoria nella maratona alla 15. edizione dei Giochi del Commonwealth (1994); terzo ai Mondiali di atletica di Atene (1997).
Ha partecipato alle Olimpiadi a quattro riprese: Seoul (1988), Barcellona (1992), Atlanta (1996) e Sydney (2000).
Si è ritirato ufficialmente dalle competizioni nel 2000. Oggi vive con la moglie e quattro figli a Ballarat, ad un centinaio di km da Melbourne.