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Le elezioni che si sono tenute domenica nelle regioni indipendentiste di Donetsk e Lugansk, in Ucraina, hanno confermato la maggioranza alle forze filorusse. Al vertice dei Parlamenti delle due autoproclamate Repubbliche indipendentiste, si sono confermati, come previsto, i leader Denis Pushilin e Leonid Pasechnik.
Il voto, riconosciuto solo da Mosca e non dalla comunità internazionale, ha sancito così un ulteriore distacco del Donbass da Kiev, che ha definito le elezioni "illegali". Secondo gli Stati Uniti si è trattato di una "farsa" per dare falsa legittimità ai leader approvati dal Cremlino.
A oltre quattro anni dall'inizio della guerra che ha spaccato l'Ucraina, il processo di pacificazione sembra ancora più in salita. Nonostante gli scontri si siano affievoliti dopo gli accordi di Minsk del 2015, il conflitto - secondo le stime dell'ONU - ha provocato 10'000 fino ad ora.