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L'Unione europea ha firmato un nuovo accordo con gli USA nel quale accetta di trasferire dei dati privati dei passeggeri aerei a differenti autorità statunitensi.
Dal canto suo la Svizzera ha già concluso lo scorso anno un accordo bilaterale in questo ambito con gli Stati Uniti.
Dopo una notte intera di negoziati, in videoconferenza, la presidenza finlandese dell'Unione europea (Ue) e Washington sono infine giunti a un accordo. Al centro della vertenza vi era l'accesso delle agenzie americane incaricate della lotta al terrorismo (come l'FBI e la CIA) ai dati che i passeggeri forniscono alle compagnie aeree al momento dell'acquisto dei biglietti per gli Stati Uniti.
"È un accordo provvisorio valido fino alla fine di luglio 2007 e ci permetterà in questo intervallo di tempo di ridiscutere un sistema sostenibile", ha precisato la ministra finlandese della giustizia Leena Luhtanen. Dopo le ultime verifiche giuridiche sarà approvato la settimana prossima dai Venticinque.
Terrorismo e criminalità organizzata
Dal 2003, le compagnie aeree - minacciate da pesanti sanzioni - sono obbligate a concedere libero accesso alle loro banche dati all'Ufficio americano delle dogane e della protezione delle frontiere. Nel 2004 l'Ue e gli USA erano giunti a fatica a un accordo per legalizzare il trasferimento di tali dati. L'intesa era stata però annullata lo scorso 30 maggio dalla Corte europea della giustizia per un vizio di forma.
Come quello del 2004, l'accordo concluso venerdì prevede che i dati trasmessi possano essere utilizzati solo per lottare contro il terrorismo e la criminalità organizzata e non per un'applicazione più ampia di disposizioni repressive, come auspicato dagli USA.
Inoltre i dati saranno conservati solo per un lasso di tempo limitato, come previsto dalla legislazione europea. Le agenzie americane non avranno accesso elettronico ai dati, dovranno invece farne richiesta ogni volta, giustificando i motivi.
Svizzera-USA: un altro accordo
La Svizzera non è interessata dall'accordo in quanto ne ha negoziato uno direttamente con gli Stati Uniti, valevole fino al settembre 2008, precisa l'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC). Alla fine del mese di marzo del 2007, la Confederazione deciderà se prolungare l'intesa o negoziare dei cambiamenti.
L'accordo del marzo 2005 fra Svizzera e Stati Uniti è più restrittivo rispetto a quello che gli USA hanno firmato venerdì con l'Ue, perché determina con maggiore precisione chi può accedere alle informazioni sui passeggeri. Solo un gruppo ristretto di funzionari dell'ufficio doganale americano infatti ha l'autorizzazione di consultare per un tempo determinato i dati richiesti.
Per quanto riguarda la nuova procedura fra Bruxelles e Washington invece, i dettagli richiesti verranno trasmessi direttamente al Dipartimento americano per la sicurezza interna. Spetterà poi a quest'ultimo distribuire le informazioni alle agenzie statunitensi impegnate nella lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata come FBI e CIA.
swissinfo e agenzie
In breve
Il carattere internazionale dell'aviazione obbliga gli Stati a cooperare in stretta collaborazione fra loro.
Le norme elvetiche si basano essenzialmente sulle norme europee in materia (regolamenti della Comunità europea e raccomandazioni della Conferenza europea dell'aviazione civile), nonché sulle norme e le raccomandazioni dell'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale.
Più precisamente, la strategia della Svizzera in ambito di sicurezza aerea è fissata nel Programma nazionale di sicurezza dell'aviazione (NASP), la cui applicazione è garantita dall'Ufficio federale dell'aviazione civile.