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Benjamin Netanyahu compare oggi in tribunale per rispondere delle accuse mossegli dai procuratori. La più grave è quella di aver corrotto un imprenditore mediatico in cambio del controllo di una testata.
Si apre oggi a Gerusalemme il processo a carico del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che dovrà rispondere delle accuse di corruzione, frode e abuso di potere derivanti da tre distinte inchieste. Si tratta della prima volta che un premier israeliano in carica viene processato. Insieme a lui finiranno sul banco degli imputati anche gli uomini d'affari Arnon Mozes, Shaul e Iris Elovitch. In caso di condanna per l'accusa di corruzione, la più grave delle tre accuse, il leader politico potrebbe essere condannato a più di dieci anni.
Il processo arriva per Netanyahu, che detiene il record di tempo in cui ha svolto la funzione di premier, dopo una settimana dall'aver prestato giuramento per il quarto mandato consecutivo.
Il premier è accusato di aver accettato costosi regali da parte di miliardari, tra cui l'uomo d'affari di Hollywood Arnon Milchan e l'operatore di casinò australiano James Packer, presumibilmente in cambio di favori. La seconda accusa è quella di collusione con il giornale più venduto del Paese, Yedioth Ahronoth, per danneggiare la concorrenza in cambio di una copertura favorevole su di lui e sulla sua famiglia. La terza accusa, la più grave, è quella di aver offerto incentivi per quasi 200 milioni di sterline al fornitore di telecomunicazioni israeliano Bezeq, in cambio di quello che i procuratori definiscono un profondo controllo editoriale di Walla, un noto sito di notizie.