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Nel 2020, in Svizzera sono stati spesi 935,4 milioni di franchi per prodotti del commercio equo, una cifra mai raggiunta prima. Con un aumento del 5,5 per cento, il fatturato tocca quota 108 franchi pro capite.
A causa delle serrate e della chiusura di ristoranti, bar e fioristi dettate dalla pandemia di coronavirus, le categorie «Bevande» (caffè, tè, succhi di frutta) e «Fiori/piante» hanno subìto un calo. Si constata invece un aumento nelle categorie «Prodotti lattiero-caseari» e «Altri nel settore non alimentare», in particolare l’oro. Ciò comporta una crescente diversificazione nella ripartizione del fatturato e dimostra che il commercio equo sta prendendo vieppiù piede anche al di fuori delle classiche categorie di prodotti. Queste ultime, a cominciare dalla frutta fresca e dal cioccolato, rispettivamente dai prodotti del cacao, restano comunque i segmenti più forti (ognuno 21,9 per cento).
Nel 2020, i consumatori svizzeri hanno speso 108 franchi a testa per prodotti del commercio equo e stabilito così un nuovo record. La Svizzera resta il paese con il maggior consumo al mondo di tali prodotti.
Swiss Fair Trade rileva ogni anno le cifre riguardanti il commercio equo in Svizzera basandosi sul fatturato di tutti i prodotti che vengono trattati o certificati dai suoi membri, i quali incarnano gli stessi ideali del commercio equo, e ne abbracciano i principi e gli standard.
Il commercio equo è sinonimo di rapporti commerciali duraturi e onesti, di prezzi stabili e trasparenti, di condizioni di lavoro giuste e di metodi di coltivazione sostenibili, e consente alle persone di tutto il mondo di ottenere con il proprio lavoro un reddito dignitoso e di migliorare il proprio standard di vita.