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NEW YORK - La variante Delta gela il mercato del lavoro americano complicando i piani della Fed e infliggendo uno schiaffo a Joe Biden che, in difficoltà per la pioggia di critiche sulle modalità di ritiro dall'Afghanistan, scommette ora tutto sulla politica interna e sull'economia.
I posti di lavoro creati in agosto sono stati solo 235'000, ben al di sotto degli oltre 700'000 attesi. Il tasso di disoccupazione è però sceso al 5,2%, mentre i salari sono saliti dello 0,6% rispetto a luglio e del 4,3% sullo stesso mese dell'anno scorso.
L'analisi dei dati del Bureau of Labor Statistics mostra, a sorpresa, come in agosto non sono stati creati nuovi posti nel settore dell'ospitalità, che negli ultimi sei mesi è cresciuto in media di 350'000 posizioni al mese. La frenata dell'occupazione precede la fine degli aiuti federali ai sussidi alla disoccupazione, che svuoterà i portafogli degli americani e che fa temere per la tenuta dei consumi motori dell'economia a stelle e strisce.
Ostentando sicurezza e ottimismo, il presidente americano parla di una ripresa "forte e duratura". Ma ammette: "Nonostante i progressi l'economia non è dove dovrebbe essere. Delta ha pesato sul mercato del lavoro in agosto". Da qui l'impegno a fare di più sul Covid e l'invito al Congresso ad approvare la sua agenda economica con la quale investire nell'America per creare "buoni posti di lavoro" e ammodernare un sistema infrastrutturale che ne ha bisogno, come dimostrato da Ida.
L'uragano ha causato infatti ingenti danni dalla Louisiana a New York, evidenziando come le infrastrutture non siano adeguate a un Ventunesimo secolo in cui gli effetti del cambiamento climatico iniziano a farsi sentire con tutta la loro forza. "Con le mie misure combatteremo il cambiamento climatico creando milioni di posti di lavoro", ha detto Biden secondo il quale le sue misure economiche potrebbero essere finanziate anche con un aumento delle tasse sui ricchi che "non pagano abbastanza".
Il rallentamento dell'occupazione è una grana anche per la Fed, impegnata al suo interno nel dibattito sulla riduzione degli acquisti di asset che al momento procede a una velocità di 120 miliardi di dollari l'anno. Molti esponenti della banca centrale americano premono per un annuncio sul via libera del tapering in settembre.
Il presidente Jerome Powell dal palco di Jackson Hole ha aperto a una riduzione degli acquisti entro la fine dell'anno. Il dato di agosto sull'occupazione sembra stemperare il pressing su Powell per un annuncio a stretto giro pur non risolvendo il dilemma della Fed su quando e come ritirare i maxi stimoli all'economia in un contesto di inflazione elevata e di un mercato del lavoro che migliora ma non decolla. Tanto che gli americani ancora senza lavoro rispetto al febbraio 2020 sono 5,3 milioni.