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Surrealismo Svizzera
Il Surrealismo, nato a Parigi a metà degli anni venti attorno alla figura di André Breton, ha un interessante sviluppo autonomo in Svizzera. A differenza di altri ismi del XX secolo, come ad esempio il Cubismo o l’Espressionismo, il Surrealismo non si distingue attraverso determinate caratteristiche formali e stilistiche ma piuttosto per un’attitudine, un approccio alla vita e all’arte che accomuna i suoi interpreti, spesso avversi al contesto politico e sociale conservatore presente in Europa, diventando una fucina di idee progressiste. Seguendo un percorso cronologico, l’esposizione presenta al pubblico i più importanti rappresentanti svizzeri del movimento, cominciando dai due imprescindibili precursori, Hans Arp e Paul Klee. Prosegue presentando i principali interpreti svizzeri che entrano nel gruppo surrealista, sia come membri effettivi del movimento parigino – Alberto Giacometti, Serge Brignoni, Gérard Vulliamy, Kurt Seligmann e Meret Oppenheim – sia come portavoce della nuova arte in Svizzera. Proprio il legame tra gli artisti svizzeri a Parigi e quelli attivi in patria favorisce la diffusione e lo sviluppo delle idee surrealiste anche in Svizzera e promuove la creazione di gruppi progressivi, come “Gruppe 33”, del quale erano membri Otto Abt, Walter Bodmer, Walter Kurt Wiemken e Meret Oppenheim; o “Allianz. Vereinigung moderner Schweizer Künstler” (1937), al quale aderirono Ernst Maass, Leo Leuppi, Hans Erni.
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