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Il ritiro rende la relativa procedura di misure cautelari priva di oggetto, e di conseguenza il Tribunale amministrativo federale ha stralciato la causa
Il Tribunale amministrativo federale ha emanato una decisione di stralcio in seguito al ritiro della domanda di misure cautelari presentata da Credit Suisse Group Sa in relazione all’ordine dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) di azzerare i Contingent Capital Awards.
Il 19 marzo scorso, la Finma aveva infatti ordinato a Credit Suisse di azzerare tutti gli strumenti di capitale «Additional Tier 1» (strumenti AT1) e di informare di ciò i creditori interessati. Secondo il Credit Suisse, la decisione non includeva i Contingent Capital Awards non emessi dalla stessa banca, ma assegnati da altre società del gruppo ai rispettivi collaboratori come elemento di retribuzione. Tuttavia, in una decisione del 22 marzo, la Finma non aveva accolto questa posizione.
Perciò, il 24 aprile, Credit Suisse ha inoltrato al Tribunale amministrativo federale (Taf) una domanda di misure cautelari, accolta dai giudici a condizione che Credit Suisse impugnasse la decisione del 22 marzo entro il termine di ricorso. Il 9 maggio Credit Suisse ha comunicato al Taf di aver deciso di non interporre ricorso e ha ritirato la sua domanda.
Il ritiro rende la relativa procedura di misure cautelari priva di oggetto, e di conseguenza il Taf ha stralciato la causa, decisione che può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.
Contro la decisione della Finma del 19 marzo concernente l’ordine di azzeramento degli strumenti AT1 sono pervenuti al Taf circa 230 ricorsi, che coinvolgono circa 2'500 ricorrenti in totale. Questi procedimenti sono ancora pendenti e il Taf non si esprime circa la possibile data del giudizio.