Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/143848

<h2>SubmittedText<h2><p>La sicurezza delle centrali nucleari svizzere viene esaminata periodicamente (ogni dieci anni) o dopo un evento di rilievo per la sicurezza, mediante un'analisi deterministica d'incidente. Tale analisi rappresenta una specie di stress test nel quale viene simulato il comportamento degli impianti nucleari sottoposti a una serie di "stressori" (agenti stressanti). Se dai calcoli effettuati nell'ambito di questa simulazione emerge che le disposizioni in materia di radioprotezione sono rispettate, l'impianto può rimanere in esercizio. Se invece si delinea una violazione di tali disposizioni, l'impianto deve essere messo temporaneamente fuori servizio (art. 3 dell'ordinanza sulla metodica e le condizioni marginali per la verifica dei criteri per la messa fuori servizio temporanea di centrali nucleari, RS 732.114.5).</p><p>Gli "stressori" dell'analisi d'incidente (terremoti, inondazioni, guasto di componenti, caduta di aerei, ecc.) sono indicati nell'ordinanza sulle ipotesi di pericolo e la valutazione della protezione contro gli incidenti negli impianti nucleari (RS 732.112.2). Queste ipotesi di pericolo si basano sulle raccomandazioni dell'AIEA. A questo riguardo, chiedo al DATEC di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Le ipotesi di pericolo indicate nell'ordinanza valgono per tutte le centrali nucleari svizzere esistenti o solo per gli impianti nucleari costruiti dopo l'entrata in vigore della nuova legge sull'energia nucleare (2003)?</p><p>2. La legislazione in materia di energia nucleare consente, in linea di massima, di considerare ipotesi di pericolo diverse da queste? È possibile, in teoria, utilizzare ipotesi di pericolo meno forti come "stressori" per l'analisi d'incidente?</p><p>3. In caso affermativo, quali disposizioni della legislazione in materia di energia nucleare a livello di legge o di ordinanza consentono l'utilizzo di ipotesi di pericolo diverse e su quale base vengono definite le ipotesi di pericolo per le analisi d'incidente delle centrali nucleari esistenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'ordinanza del DATEC del 17 giugno 2009 sulle ipotesi di pericolo e la valutazione della protezione contro gli incidenti negli impianti nucleari (ordinanza sulle ipotesi di pericolo; RS 732.112.2) non distingue fra impianti nucleari nuovi e impianti nucleari esistenti. Di conseguenza, le ipotesi di pericolo valgono sia per gli impianti nuovi che per quelli esistenti.</p><p>2./3. È innegabile che gli impianti esistenti non possano soddisfare in ogni punto i requisiti che verrebbero posti a impianti nuovi. Ciò si rispecchia in diverse disposizioni della legislazione in materia di energia nucleare, in particolare nell'articolo 22 capoverso 2 lettera g della legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (RS 732.1; obbligo di riequipaggiamento) e nell'articolo 24 dell'ordinanza del 10 dicembre 2004 sull'energia nucleare (RS 732.11; frequenza media di danneggiamento del nocciolo per nuove centrali nucleari) e nell'articolo 82 della medesima ordinanza (disposizione transitoria con relativizzazione dei principi di cui agli artt. 7 a 12). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, gli impianti più vecchi non devono sempre essere adeguati al livello di sicurezza di quelli nuovi; piuttosto, se si riscontra un progresso dello stato della scienza e della tecnica occorre decidere caso per caso se si tratta di un progresso rilevante dal punto di vista della sicurezza tecnica. Se il progresso è rilevante, è necessario valutare se per gli impianti esistenti le misure da adottare possono essere realizzate nel rispetto del principio di proporzionalità, o se l'obiettivo di protezione sovraordinato può essere raggiunto anche con altre misure. Sulla base di quanto illustrato, occorrerebbe valutare nel caso concreto quali deroghe all'ordinanza sulle ipotesi di pericolo potrebbero essere ammesse.</p><p>In ogni caso, la sicurezza degli impianti nucleari deve essere sempre garantita. Tutte le centrali nucleari, fin dal momento della loro entrata in servizio, sono oggetto di un processo costante di aggiornamento tecnico e di riequipaggiamento. Di conseguenza, il loro livello di sicurezza è oggi notevolmente maggiore di quello che presentavano al momento dell'entrata in servizio.</p>  Risposta del Consiglio federale.