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Il ministro britannico per la Brexit Dominic Raab si è dimesso stamane. "Non posso sostenere l'accordo con l'UE", ha affermato. Poco prima aveva dato le dimissioni per protesta anche il sottosegretario per l'Irlanda del Nord, Shailesh Vara.
Raab, figura chiave nell'ultima fase dei negoziati e 'brexiteer' convinto, afferma di non poter "sostenere in buona coscienza i termini dell'accordo con l'UE proposto".
Nella sua lettera di dimissioni indirizzate alla premier Theresa May afferma di "comprendere" i motivi per i quali il governo abbia deciso a maggioranza di sposare la bozza d'intesa e di "rispettare il diverso punto di vista" espresso che ha spinto la premier e "altri colleghi" a dare il via libera al testo "in buona fede".
Personalmente, afferma tuttavia di non poter accettare un accordo che a suo dire nella soluzione proposta per l'Irlanda del Nord rappresenta "una minaccia reale all'integrità del Regno Unito", e nemmeno accettare un meccanismo di "backstop indefinito" (il mantenimento di un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord fino alla definizione complessiva delle relazioni post Brexit).
Raab - secondo ministro per la Brexit a lasciare in questi mesi dopo David Davis - non chiede le dimissioni di May. Ma il suo dare forfait significa comunque un colpo duro sia per il governo e per il contesto negoziale, mentre non si escludono ora possibili defezioni di altri ministri Tory dissidenti.