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La Svizzera rafforza le sue sanzioni contro la Corea del Nord, a seguito della risoluzione adottata sabato dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu in risposta ai programmi balistici e nucleari di Pyongyang. Nove persone e quattro entità supplementari fanno oggetto di sanzioni finanziarie, nonché di un divieto di soggiorno e di transito in Svizzera, si legge nell’ultimo aggiornamento pubblicato oggi dalla Segreteria di Stato dell’economia (Seco). Due persone sono invece state ritirate dalla lista. Gli individui aggiunti sono in particolare responsabili di differenti entità bancarie legate all’esercito del regime, come la banca llsim, che ha tentato di aggirare le sanzioni dell’Onu.
Tre le altre persone coinvolte, si trovano i responsabili di "Korea Ryonbong General Corporation" e "Tangun Trading Corporation", specializzati nelle acquisizioni di materiale e tecnologie per l’industria della difesa nordcoreana. "Korea Ryonbong General Corporation" si occupa anche della vendita di materiale militare nordcoreano all’estero. Le sue acquisizioni potrebbero portare vantaggi al programma di armi chimiche di Pyongyang. Tra le entità nuovamente oggetto di sanzioni figurano in particolare "Mansudae Overseas Project Group of Companies", implicata nell’esportazione di operai nordcoreani verso altri Paesi per lavorare nel settore della costruzione e generare redditi per il regime. Questa entità è specialmente attiva in Africa e nel sud-est asiatico.
Adottata sabato all’unanimità dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, l’ultima risoluzione rafforza sensibilmente le sanzioni imposte alla Corea del Nord. Il testo, proposto dagli Usa, prevede un pesante taglio all’export di Pyongyang pari a un miliardo di dollari (1,01 miliardi di franchi). Il documento, votato dunque anche dalla Cina, tra l’altro vieta le esportazioni di carbone, ferro, piombo e prodotti ittici. La risoluzione proibisce poi ai Paesi membri di aumentare il numero di nordcoreani che lavorano all’estero, impedisce nuove joint venture con il regime e qualsiasi nuovo investimento in quelle correnti.
La Svizzera applica sanzioni contro Pyongyang dal 2006. L’ultima volta che le aveva inasprite è stato a fine febbraio, dopo il quinto test nucleare effettuato dal regime nordcoreano e una specifica risoluzione dell’Onu a riguardo. Le banche svizzere hanno quindi il divieto di avere succursali, filiali, rappresentanze e conti bancari nel Paese. La cooperazione scientifica e tecnica è inoltre stata sospesa, ma non quella medica.