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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 18 giugno 2003 il Consiglio degli Stati ha deciso di togliere di ruolo il punto 1 della mozione 01.3089 "Sette misure per una politica di crescita" in quanto già realizzato, di trasmettere i punti 2 e 4 sotto forma di postulato e i punti 3, 5, 6 e 7 sotto forma di mozione, dopo che il Consiglio nazionale aveva trasmesso l'intero testo dell'intervento sotto forma di mozione il 5 giugno 2002. Lo stralcio del punto 1 della mozione fa seguito alla pubblicazione, nella primavera 2002, del rapporto sulla crescita del DFE. Il rapporto ha indotto il Consiglio federale a istituire un gruppo di lavoro interdipartimentale (GLI Crescita) incaricato di concretizzare le 22 linee direttive per una politica economica incentrata sulla crescita definite nel rapporto. Il GLI Crescita ha presentato il suo rapporto il 18 dicembre 2002 e il Consiglio federale ne ha preso atto il 22 gennaio 2003. È stato così compiuto un passo importante per la realizzazione del punto 2 della mozione 01.3089. </p><p>Sulla base di queste considerazioni, rispondiamo come segue alle domande dell'interpellanza:</p><p>1. Il Consiglio federale deciderà più avanti i termini precisi dei principali temi che caratterizzeranno la legislatura 2003-2007 e ritiene prematuro impegnarsi già oggi sugli aspetti di fondo. Attende infatti che si svolgano gli incontri del 28 novembre 2003 con i Governi cantonali, ai quali attribuisce grande importanza e di cui non vuole pregiudicare l'esito. </p><p>Occorre tuttavia menzionare i lavori del GLI Crescita. Nel suo rapporto, quest'ultimo ha enunciato quattro sfide fondamentali alle quali la Svizzera dovrebbe dare una risposta di principio nel corso della prossima legislatura. Si tratta più precisamente del proseguimento dell'integrazione in Europa (sfida di politica economica esterna), del rafforzamento della concorrenza fra le piazze economiche a livello globale (sfida fiscale), del passaggio a una società della conoscenza (sfida in materia di formazione) e dell'invecchiamento della popolazione (sfida soprattutto per le assicurazioni sociali).Gli obiettivi della mozione 03.3224 sono stati in tal modo integrati nell'elaborazione del programma di legislatura. </p><p>2. Al fine di conferire alla politica della crescita il necessario riconoscimento istituzionale, il Consiglio federale, in occasione della discussione del rapporto finale del GLI Crescita svoltasi il mese di gennaio 2003, ha deciso di non sciogliere questo organo, bensì di incaricarlo di presentargli annualmente un rapporto sullo stato di avanzamento delle misure che ha avviato o prospettato per favorire la crescita.</p><p>3. Misure che vanno oltre le proposte formulate nel rapporto del GLI Crescita non sono da escludere. Esse possono derivare in particolare dai rapporti annuali che il GLI Crescita è tenuto a presentare al Consiglio federale. Si prevede di impostare questi rapporti sul modello dei rapporti sulle riforme strutturali presentati annualmente dagli Stati membri dell'UE nell'ambito del processo di Cardiff. Questi rapporti costituiscono un importante criterio di valutazione dei progressi compiuti in relazione alla strategia di Lisbona, ai termini della quale l'UE si prefigge di diventare la regione con l'economia e lo know-how più competitivi del mondo. </p><p>4. Lo strumentario normativo dello Stato è oggetto da alcuni anni di un'analisi critica. Un ampio ventaglio di misure, dall'apertura di mercati sottoposti a un monopolio di Stato, alla modifica delle disposizioni di alcune ordinanze che ostacolano lo sviluppo dell'economia, è già stato adottato in vari settori. Questo processo di riforme prosegue. Oltre alle novità proposte dagli uffici, vi sono tre strumenti, i cui effetti si estendono a più dipartimenti, che permettono di evidenziare i settori che richiedono un intervento:</p><p>- determinati ostacoli sono rilevati grazie agli strumenti volti a migliorare le condizioni quadro (interventi parlamentari, valutazione dell'impatto normativo, valutazioni delle legislazioni, test di compatibilità PMI, Forum PMI, futuro monitoraggio della regolamentazione, ma anche l'obbligo di rendere compatibile il nostro diritto tecnico con quello dei nostri principali partner commerciali conformemente alla LOTC, ecc.); </p><p>- la necessità di riforme più incisive in determinati settori economici è regolarmente aggiornata dai negoziati che la Svizzera ha già intavolato o che avvia con i suoi partner commerciali; così un accordo generale sui servizi con l'UE comporterebbe importanti modifiche del diritto economico svizzero; </p><p>- occorre infine menzionare la pressione esercitata in favore di nuove riforme dall'esame per paese effettuato da alcune organizzazioni internazionali, quali l'OCSE, il FMI e l'OMC.</p><p>La periodicità degli esami delle organizzazioni internazionali già di per sé garantisce la continuità delle analisi necessarie.</p><p>5. Come indicato precedentemente, i rapporti annuali del GLI Crescita segnaleranno le misure adottate nel periodo trascorso allo scopo di ridurre o di eliminare gli ostacoli alla crescita. I rapporti di gestione del Consiglio federale informeranno sull'attuazione delle misure annunciate dai suoi obiettivi annuali.</p><p>6. Il Consiglio federale ha deciso mediante direttiva, il 15 settembre 1999, lo schema in base al quale si effettuerà la valutazione dell'impatto normativo. Oltre ai primi due punti da esaminare, riguardanti la necessità e la possibilità dell'intervento statale nonché l'impatto della riforma sulle cerchie direttamente interessate, è opportuno soffermarsi sul terzo punto, riguardante le conseguenze sull'insieme dell'economia. Quest'ultimo deve stilare una sorta di bilancio delle considerazioni formulate nei primi due punti, prima di prendere in considerazione altre soluzioni e di esaminare i problemi concreti legati all'esecuzione dell'atto legislativo. Tale bilancio permette di evidenziare le conseguenze indirette delle nuove regolamentazioni, che non sempre sono valutabili con esattezza (ad es. aumento della pressione alla delocalizzazione di unità di produzione in seguito a un'aumento dell'imposizione fiscale o effetti nefasti per l'innovazione dovuti all'infittirsi delle regolamentazioni). Gli strumenti che creano questo rapporto tra il quadro normativo e il successo della crescita devono però ancora essere sviluppati. In tale contesto, un ruolo essenziale è assunto dai confronti internazionali, che permettono di determinare le pratiche migliori, mettendo in risalto i fattori che spiegano il vantaggio dei paesi concorrenti sulla Svizzera nei settori in cui si rivelano più competitivi e più attrattivi. </p><p>7. Per quanto riguarda le PMI, i poteri pubblici intervengono a due livelli: determinano le condizioni quadro economiche mediante la legislazione e sono direttamente in contatto con le PMI nell'esecuzione dei diversi atti legislativi. Una politica efficace deve tenere conto di entrambi gli aspetti poiché si tratta, da un lato, di favorire condizioni quadro che garantiscano alle imprese un sufficiente margine di manovra e, dall'altro, di semplificare le relazioni con le autorità, sia alleggerendo l'onere amministrativo che grava sulle imprese sia facendo in modo che i servizi dello Stato offrano loro prestazioni e misure di sostegno efficaci. Il Consiglio federale non applica quindi una politica improntata sul modello tedesco, che prevede misure (promozionali) per una specifica categoria di imprese. La sua politica si basa sulla seguente constatazione: in Svizzera si contano circa 1000 imprese che occupano più di 250 persone, contro le 300'000 che contano da 1 a 250 dipendenti. Le normative dello Stato si rivolgono dunque principalmente a imprese che non dispongono di servizi centrali strutturati. Allorché le condizioni quadro comportano difficoltà per queste imprese, esse generalmente non decidono di delocalizzarsi ma il loro dinamismo ne risente. L'aumento dei posti di lavoro nei settori a forte valore aggiunto è un buon barometro del successo della politica della Confederazione, ma anche delle altre collettività pubbliche. Date le loro competenze in materia di fiscalità, di formazione e di infrastrutture di base (ad es. salute pubblica), i Cantoni e i Comuni esercitano una notevole influenza sull'estensione e sulle prospettive del settore lasciato all'iniziativa dei privati.</p>  Risposta del Consiglio federale.