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BERNA - «Anche quale liberale-radicale sono convinta che le misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone siano necessarie». È quanto ha dichiarato ai media Karin Keller-Sutter nel corso della sua prima conferenza stampa da consigliera federale, visibilmente meno tesa rispetto a quando si trovava in aula durante l'elezione.
«La protezione dei lavoratori deve essere garantita e il livello dei salari svizzeri deve essere mantenuto», ha spiegato la sangallese, che proviene da una regione di frontiera. «Una votazione sull'accordo quadro non potrebbe essere vinta senza il sostegno di tutti i partner sociali, compresi i sindacati», ha aggiunto.
La consigliera federale eletta ha tuttavia tenuto a precisare che venerdì spetterà all'attuale Consiglio federale pronunciarsi sulla questione scottante dell'accordo quadro con l'Unione europea, quindi senza di lei.
Interrogata sulla giornata storica che ha visto due donne elette in Governo, la liberale-radicale sangallese ha detto di essere contenta della sua elezione e di quella di Viola Amherd. Ma piuttosto che parlare di politica femminista, preferisce insistere sulla politica delle pari opportunità, per la quale si batterà anche in seno all'esecutivo.
Per quanto riguarda la sua visione liberale della società e dell'economia, Keller-Sutter ha detto di non discostarsi molto dal suo predecessore in Governo, Johann Schneider-Ammann, anche se ha sottolineato che ognuno appartiene alla propria generazione e ha un percorso diverso dagli altri. Invocando il suo orientamento politico liberale, a suo avviso lo Stato non può garantire che tutti arrivino allo stesso risultato.
La sangallese si è pure detta consapevole dell'ampiezza delle nuove responsabilità che incombono su di lei e del fatto che la sua vita cambierà. Si è detta particolarmente soddisfatta della maniera «serena» in cui si sono svolte stamane le elezioni in Parlamento. «Ho tirato un grande sospiro di sollievo e ora provo una grande gioia in vista dell'inizio della mia nuova attività», ha detto.
La liberale-radicale sangallese si è anche definita una «donna di emozioni». La sua elezione l'ha molto coinvolta emotivamente, soprattutto dopo lo smacco di otto anni fa quando il Parlamento le preferì proprio Johann Schneider-Ammann per succedere al dimissionario Hans-Rudolf Merz. Oggi ha sentito le molte aspettative rivolte nei suoi confronti nella sala del Nazionale, dove erano presenti anche i suoi famigliari.