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La crisi e le conseguenti misure d'austerità adottate dai governi hanno colpito in modo sproporzionato le donne e messo in pericolo i progressi che erano stati fatti per garantire il rispetto dei loro diritti. A lanciare l'allarme è il commissario dei diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks.
Il commissario accusa i governi di aver "aggravato" con le misure di austerità introdotte le condizioni già precarie in cui molte donne si sono trovate a causa della crisi. Il commissario, attraverso numerosi esempi, avverte che le donne sono state colpite molto duramente, e molto più degli uomini dalla crisi.
Molte hanno perso il lavoro oppure la casa o entrambe diventando quindi ancora di più dipendenti dalle politiche sociali ed economiche portate avanti nei vari Paesi. Questo è il motivo per cui dei tagli incondizionati agli aiuti offerti dagli Stati ai propri cittadini vanno a incidere più pesantemente sulle donne, dice il Commissario.
Miuznieks chiede quindi agli Stati di assicurarsi che nessuna delle misure d'austerità che vengono adottate abbia un impatto discriminatorio sulle donne, incluse le immigrate, le donne più giovani e anziane, quelle disabili o che appartengono a una minoranza etnica o religiosa. "C'è urgente bisogno di una valutazione sistematica dell'impatto che la crisi economica e le misure prese hanno sull'uguaglianza tra i sessi", ha affermato il Commissario.