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Una proposta di legge chiede di equiparare l'interruzione di gravidanza all'omicidio. E non è la prima volta
Il progetto è stato presentato dal parlamentare repubblicano Bryan Salton: «I nascituri stanno morendo a un ritmo più elevato dei pazienti di Covid»
AUSTIN - Interruzione di gravidanza e pena di morte. È un binomio difficile da immaginare, ma è quanto evoca una controversa proposta di legge, che è stata presentata ieri in Texas dal parlamentare repubblicano Bryan Slaton.
Andando con ordine, il progetto di legge consentirebbe di equiparare la pratica dell'aborto a un omicidio, ossia un reato che nel "Lone Star State" è punibile con la pena capitale. E questa potrebbe quindi essere l'estrema conseguenza per le donne che ricorrono all'interruzione di gravidanza e i medici che le assistono.
La proposta HB 3326 ovviamente non associa i due fatti in modo esplicito. Ma - come confermato dal procuratore del distretto del Texas Shannon Edmonds al Texas Tribune - chi si sottopone a un aborto e chi pratica l'interruzione della gravidanza può essere accusato di aggressione o di omicidio.
Il progetto non include neanche eccezioni nel caso una donna sia stata vittima di stupro o d'incesto. L'unica eccezione riguarda invece le gravidanze ectopiche, ossia quando l'impianto dell'embrione avviene fuori dall'endometrio della cavita uterina. In altre parole, citando il promotore, quando «una valida alternativa per salvare sia la vita della madre che quella del nascituro non esiste».
«Muoiono a un ritmo superiore dei pazienti Covid»
«È ora che il Texas protegga il diritto naturale alla vita anche per i cittadini texani più piccoli e innocenti», ha dichiarato Slaton, che ha definito il progetto come uno strumento che mette «fine alle pratiche discriminatorie che pongono fine alla vita di bambini innocenti» e garantirebbe «eque tutele di fronte alla legge a tutti i texani, non importa quanto giovani».
«È ora che i Repubblicani dicano chiaramente che per noi l'aborto è come un omicidio. I nascituri stanno morendo a un ritmo più elevato dei pazienti di Covid, eppure il Texas non sta prendendo questa crisi degli aborti sul serio», conclude il parlamentare. La proposta non è tuttavia una prima per lo Stato. Nel 2019, il deputato repubblicano Tony Tinderholt aveva presentato un disegno di legge - poi bocciato - del tutto simile.
Una "crociata" non solitaria
Nel frattempo, nello Stato dell'Arkansas è stata approvata la legge più restrittiva in materia di aborto tra quelle in vigore negli Stati Uniti. Il provvedimento - che il governatore, il repubblicano Asa Hutchinson, si è già impegnato a firmare - pone il divieto di interruzione alla gravidanza se non per «salvare la vita della madre incinta in caso di emergenza medica». Non sono invece previste eccezioni nel caso violenze sessuali o di malformazioni del feto. E la violazione comporterà il rischio di multe fino a 100mila dollari e la detenzione fino a un massimo di 10 anni.
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