Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/93548

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Reputa equo l'aumento dei canoni idrici richiesto dal Consiglio degli Stati, visti gli accesi dibattiti che si sono scatenati alla fine del 2008 in seguito all'annuncio di un aumento delle tariffe dell'elettricità?</p><p>2. Se l'aumento prospettato entrasse in vigore, di quanto incrementerebbe in media il prezzo dell'elettricità?</p><p>3. Come si ripercuoterebbe l'aumento richiesto dei canoni idrici sui costi delle prestazioni di sistema, per i quali il Consiglio federale ha stabilito un limite massimo a livello di ordinanza?</p><p>4. Chi paga in ultima analisi la differenza tra i costi effettivi per le prestazioni di sistema e il limite massimo imposto dal Consiglio federale?</p><p>5. Il collegio è disposto ad autorizzare Swissgrid a produrre elettricità a partire da fonti non rinnovabili per l'approntamento di energia di regolazione?</p><p>6. Nel caso di un aumento del canone idrico, il Consiglio federale è disposto ad allentare le prescrizioni concernenti il grado di efficienza e la compensazione delle centrali idroelettriche combinate a gas per consentire anche a queste ultime di mettere a disposizione energia di regolazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella sua risposta del 10 marzo 2009 in merito all'iniziativa parlamentare "Canoni per i diritti d'acqua adeguati" della CAPTE-S del 10 febbraio 2009, il Consiglio federale in linea di massima approva la nuova regolamentazione proposta dalla commissione. L'iniziativa prevede la compensazione del rincaro dieci anni dopo l'ultimo adeguamento dell'aliquota massima del canone idrico. La nuova regolamentazione permette di tenere conto in modo adeguato delle condizioni economiche dei cantoni d'ubicazione. Il Consiglio federale reputa equilibrata la procedura in due tappe proposta (prima tappa 2011-2015, seconda tappa 2016-2020). L'aliquota massima del canone idrico si situa tuttavia al limite superiore, motivo per cui è opportuno riferirla all'indice nazionale dei prezzi al consumo. Visti i prezzi dell'elettricità in continuo aumento, è infatti importante essere cauti.</p><p>2. Secondo il rapporto della CAPTE-S del 10 febbraio 2009, attualmente l'aliquota del canone ammonta in media a 1,2 centesimi per chilowattora dei costi di produzione delle centrali idroelettriche. Con l'aumento previsto nell'ambito della prima tappa, da 80 a 100 franchi per chilowatt lordo, la quota raggiungerà 1,5 centesimi per chilowattora e, nella seconda tappa, 1,65 centesimi per chilowattora. Secondo l'attuale mix energetico in Svizzera, l'aumento dell'aliquota massima del canone proposto, con relativo trasferimento integrale dei prezzi dei consumatori, equivale a un aumento medio del prezzo dell'elettricità di circa 0,16 centesimi per chilowattora nei primi cinque anni e di ulteriori 0,09 centesimi per chilowattora nel quadro della seconda tappa.</p><p>3. In linea di massima l'aumento dei canoni idrici non incide sui costi delle prestazioni di servizio relative al sistema (cfr. risposta n. 2). Secondo l'articolo 31b OAEI, nel periodo 2009-2013, la società nazionale di rete fattura individualmente, secondo la loro quota di produzione lorda di energia, ai gestori di centrali elettriche con potenza elettrica di almeno 50 megawatt la quota di costi delle prestazioni di servizio relative al sistema che non può essere coperta con la tariffa di 0,4 centesimi per chilowattora.</p><p>4. Non è possibile rispondere in modo generale alla domanda su chi paga la differenza tra i costi delle prestazioni di servizio effettive e i costi imputabili ai consumatori finali. In seguito alla ripartizione secondo il principio di causalità, gli esercenti delle grandi centrali elettriche hanno un interesse aziendale ad aumentare l'efficienza delle reti e a ridurre i costi per la messa a disposizione dell'energia di regolazione.</p><p>5. Secondo l'articolo 26 OAEI, la società nazionale di rete impiega prioritariamente quale energia di regolazione elettricità generata da energia rinnovabile e fissa i prezzi dell'energia di compensazione in modo tale da incentivare un impiego efficiente dell'energia di regolazione e della potenza di regolazione. Tale regolamentazione non esclude l'impiego di energie non rinnovabili. Inoltre, l'OAEI consente alla società nazionale di rete, per quanto tecnicamente possibile, di acquistare energia di regolazione anche oltre confine. </p><p>6. Attualmente, la commissione competente del Consiglio agli Stati (CAPTE-S) sta valutando la revisione parziale della legge sul CO2, che prevede l'introduzione dell'obbligo di compensazione per le centrali termiche a combustibili fossili. La revisione parziale verte sulle condizioni quadro per le centrali termiche a combustibili fossili, in particolare sulla determinazione delle quote di compensazione integrale di CO2 in Svizzera e all'estero nonché sulla definizione di un grado di rendimento minimo che obbliga a sfruttare anche il calore.</p>  Risposta del Consiglio federale.