Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/128735

<h2>SubmittedText<h2><p>Nello scorso mese di settembre, il Consiglio federale ha messo in consultazione il rapporto sulla realizzazione del profilo di 4 metri nelle gallerie ferroviarie sull'asse Nord-Sud, al fine di far passare il transito di vagoni merci. Dalla lettura di questo rapporto, si è preso atto che il Consiglio federale è disposto a finanziare infrastrutture per il trasbordo delle merci dalla strada alla ferrovia fuori dai nostri confini. Non sarà quindi indifferente per la Svizzera dove verrà realizzata questa infrastruttura. Progetti in Italia, quali Grandate (Como), il nuovo progetto di Cermenate (Como) o alternative quali Milano Smistamento o Piacenza sembrano oggi progetti solo sulla carta. Dal punto di vista svizzero, l'interesse è quello di avere il carico delle merci il più lontano possibile dai nostri confini.</p><p>Considerato quanto sopra, chiedo al Consiglio federale:</p><p>Prima dell'investimento e della scelta definitiva, terrà conto pure della posizione e dell'ubicazione dei porti "entro-terra" al fine di avere vicino ai porti marittimi immediatamente un terminal per il carico delle merci dalla strada alla ferrovia ed evitare che i trasporti su gomma arrivino nei pressi delle nostre frontiere, con tutte le conseguenze ambientali e finanziarie che ne conseguono?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In sede di esame delle misure necessarie alla realizzazione del corridoio da 4 metri lungo l'asse del San Gottardo, il Consiglio federale ha considerato l'attuale dotazione di terminali in Europa. Per garantire l'operatività del trasporto combinato e il trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia è necessario che i terminali dispongano di capacità sufficienti. Lungo il corridoio merci europeo 1 Anversa/Rotterdam-Genova esistono già terminali intermodali in tutti i principali porti interni e marittimi, i quali permettono di trasbordare le merci direttamente dalle navi alla ferrovia. Altri terminali interni completano la rete di trasporto. Dal canto suo, la Confederazione Svizzera finanzia terminali in territorio nazionale (ad es. Frenkendorf, Rekingen, Birsfelden, Chavornay, Basilea) e all'estero (ad es. Busto-Arsizio/Gallarate, Melzo, Duisburg, Anversa).</p><p>Con l'apertura del corridoio da 4 metri saranno aumentate le capacità per il trasporto combinato transalpino a sagoma alta. I pieni benefici del corridoio da quattro metri sono garantiti solo se esso si estende fino ai vari impianti di trasbordo per il trasporto combinato, in particolare a sud delle Alpi. In questo contesto la disponibilità di terminali nell'Italia settentrionale può diventare una grave restrizione per il processo di trasferimento: esistono carenze di capacità poiché i principali terminali lavorano già prevalentemente a pieno regime (ad es. quello di Busto Arsizio-Gallarate); stime approssimative ipotizzano che nell'Italia settentrionale si dovranno creare fino al 2030 capacità aggiuntive di trasbordo per almeno 500 000 spedizioni. Attualmente si presume che nell'area di Milano occorra costruire o ampliare da due a quattro terminali di maggiori dimensioni (a seconda del dimensionamento dei singoli terminali). Un ampliamento delle capacità terminalistiche nell'area di Milano è necessario indipendentemente dal corridoio da 4 metri, a causa dei volumi di trasporto delle merci.</p><p>Una dichiarazione d'intenti (Memorandum of Understanding) firmata il 17 dicembre 2012 documenta la volontà comune dell'Italia e della Svizzera di realizzare nell'Italia settentrionale un'infrastruttura idonea per il trasporto combinato. In primo piano vi è, tra l'altro, il cambiamento d'uso dello scalo di Milano Smistamento per il trasporto combinato. La dichiarazione prevede inoltre l'ampliamento della sagoma limite anche sulle tratte d'accesso su territorio italiano. Il Consiglio federale ritiene che la dichiarazione d'intenti permetta la realizzazione dei terminali necessari nel Norditalia.</p><p>La realizzazione e il finanziamento dei terminali non sono oggetto del progetto di realizzazione e finanziamento di un corridoio da 4 metri per il traffico merci su rotaia lungo l'asse del San Gottardo. In base all'ordinanza sul promovimento del trasporto di merci per ferrovia la Confederazione può concedere mutui e contributi sotto forma di aiuto agli investimenti per progetti che prevedono la realizzazione di terminali. Secondo la prassi attuale basata su detta ordinanza, per gli impianti realizzati nei Paesi esteri limitrofi gli aiuti agli investimenti della Confederazione Svizzera possono ammontare al massimo all'80 per cento dei costi.</p>  Risposta del Consiglio federale.