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1. Iniziativa per premi meno onerosi
I premi dell’assicurazione malattie dovrebbero rappresentare al massimo il dieci per cento del reddito disponibile – questo è quanto vuole il PS con la sua iniziativa per premi meno onerosi. Secondo l’iniziativa, tutto ciò che supera il dieci per cento dovrebbe essere coperto dalle riduzioni sui premi. Il Consiglio nazionale, con un controprogetto all’iniziativa, vuole responsabilizzare maggiormente i Cantoni: questi dovrebbero spendere un importo totale minimo per la riduzione dei premi. Nella scorsa sessione invernale, il Consiglio degli Stati non ha sostenuto il controprogetto. In seguito, il Consiglio nazionale ha accolto il controprogetto in primavera.
Dopo che nell’aprile 2023 la Commissione della sanità del Consiglio degli Stati ha raccomandato di approvare la proposta del Consiglio nazionale con le modifiche, ora la suddetta è stata adottata dal Consiglio degli Stati. I Cantoni saranno quindi in effetti obbligati a corrispondere un importo minimo per la riduzione dei premi, ma tale importo sarà tuttavia inferiore a quello previsto dal Consiglio federale. L’Alleanza del centro è stata decisiva per il cambio di rotta nel Consiglio degli Stati e ha votato per il compromesso della sua commissione con poche eccezioni. L’UDC ha votato contro, mentre il PLR si è diviso. La questione ritorna così al Consiglio nazionale.
2. Iniziativa per un freno ai costi
I costi nel settore sanitario sono in aumento. Il Centro vuole rallentare questo sviluppo con l’iniziativa per un freno ai costi. L’iniziativa per un freno ai costi non ha trovato una maggioranza in Parlamento, ma c’è consenso sul fatto che i costi non devono continuare a crescere incontrollatamente. Per questo il Parlamento sta elaborando un controprogetto. Entrambe le Camere auspicano che il Consiglio federale fissi degli obiettivi di costi e qualità per i prossimi quattro anni. Anche i Cantoni possono fissare i loro obiettivi di costi e qualità – la proposta del Consiglio federale deve servire da guida. Ma cosa succede se gli obiettivi non vengono raggiunti? In questo caso la proposta non prevede alcuna indicazione. Gli oppositori mettono in guardia da un’economia pianificata, i sostenitori sperano in una maggiore trasparenza dei costi della salute.
Nella sessione estiva le Camere hanno avuto difficoltà ad accordarsi sui punti per i quali non vi era ancora un consenso. Il punto su cui sono riuscite ad accordarsi è che il Consiglio federale non debba intervenire sulla struttura tariffale ambulatoriale TARMED. Inoltre è stata definitivamente eliminata la questione riguardante la libertà contrattuale dei laboratori. Le due Camere continuano però ad essere in disaccordo per quanto riguarda l’assegnazione di competenze sussidiarie al Consiglio federale nell’ambito stazionario. Il Consiglio degli Stati continua a essere contrario, mentre il Consiglio nazionale rimane favorevole. Il Consiglio nazionale ha anche sottolineato che devono essere terzi indipendenti a verificare l’efficacia, l’appropriatezza e l’economicità di una prestazione. La fine delle trattative è prevista per la sessione autunnale 2023.
3. Riserve
Ogni anno gli assicuratori malattia cercano di stimare i costi della salute per l’anno successivo. Se le previsioni indicano che i costi sanitari sono in aumento, anche i premi aumenteranno, mentre se la stima dei costi sanitari sarà verso il basso anche i premi diminuiranno. Ma i costi non possono mai essere previsti con esattezza – per questo tutti gli assicuratori malattia devono avere delle riserve, che non possono scendere sotto un livello minimo.
Alcuni interventi parlamentari chiedono che le riserve siano ridotte se superano una determinata quota. Nella primavera del 2023 il Consiglio degli Stati ha deciso contro una riduzione obbligatoria delle riserve, perché il sistema attuale è in grado di assorbire bene le fluttuazioni e garantisce anche la solvibilità degli assicuratori malattia. Anche il ministro della Sanità Alain Berset mette in guardia da possibili aumenti dei premi in caso di introduzione di un tale automatismo. Il Consiglio nazionale si occuperà di questo tema nella sessione estiva.
Anche il Consiglio nazionale, come il Consiglio degli Stati, ha deciso di non approvare gli interventi, che sono pertanto irrilevanti.
Punto di vista della riserva SWICA
Gli assicuratori malattia svizzeri sono tenuti per legge a costituire riserve nell’assicurazione di base per poter garantire la propria solvibilità anche in caso di eventi avversi straordinari. L’ammontare delle riserve è determinato in funzione del coefficiente di solvibilità: per ora, gli assicuratori sono tenuti a disporre di riserve pari ad almeno il 100 percento della quota prescritta dall’Ordinanza. L’Ordinanza sulla vigilanza sull’assicurazione malattie prevede ora per le assicurazioni malattia la possibilità di una riduzione volontaria delle riserve, a condizione che restino disponibili le riserve minime. In pratica, un assicuratore malattia dovrà garantire la propria solvibilità almeno per un anno, anche se in tale periodo si dovesse verificare un evento avverso straordinario. I fondi risultanti dalla riduzione delle riserve sono destinati agli assicurati.
Le riserve di SWICA sono solide, ma non eccessivamente elevate. La strategia di SWICA è quella di ridurre al massimo l’aumento dei premi o di evitarlo completamente. Per questo motivo il calcolo dei premi viene fatto senza margine di sicurezza. SWICA mette in conto che in determinate regioni i risultati siano appena in positivo o addirittura in negativo; questi ultimi vengono compensati attingendo alle riserve. L’obiettivo è che il tasso di solvibilità con il tempo si attesti attorno al 150 per cento.
Riteniamo irresponsabile l’attuale richiesta di ridurre le riserve al tasso di solvibilità minimo del 100 percento, perché renderebbe molto più probabili aumenti repentini dei premi, eventualmente anche nel corso dell’anno. Simili riduzioni delle riserve per motivi politici sono già state effettuate due volte da quando è entrata in vigore la LAMal. In entrambi i casi ne sono conseguiti improvvisi aumenti dei premi. Anche l’aumento dei premi a partire dal 1° gennaio 2023 riflette la pressione sulle riserve. Un’eventuale riduzione delle riserve va pertanto pianificata con la massima cura e in rigorosa ottemperanza alle disposizioni legali.