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Politica monetaria
BNS meno attiva sul mercato dei cambi nel terzo trimestre
La Banca Nazionale Svizzera (BNS) ha ridotto significativamente i suoi interventi sul mercato dei cambi nel terzo trimestre del 2021. Tra luglio e settembre, l'ammontare era di 2,79 miliardi di franchi, riferisce oggi l'istituto di emissione.
Nel secondo trimestre, l'importo aveva raggiunto 5,44 miliardi di franchi, contro 296 milioni nel primo trimestre.
Il 2020 aveva raggiunto dei record in termini di interventi, in un contesto di forte apprezzamento del franco – quale valore rifugio – in seguito allo scoppio della pandemia di coronavirus. La BNS non era stata così attiva sul mercato dei cambi dopo l'abbandono del tasso minimo tra il franco e l'euro nel 2015.
Nel suo ultimo aggiornamento di politica monetaria a metà dicembre, la banca centrale svizzera ha dichiarato la sua intenzione di continuare a intervenire sul mercato dei cambi se necessario. La BNS considera ancora il franco sopravvalutato.
Oggi la valuta svizzera ha raggiunto un nuovo massimo annuale contro l'euro, con quest'ultimo quotato a 1,0337 franchi attorno alle 9.20 circa, il suo livello più basso in sei anni. Ciò è dovuto alla ripresa delle economie svizzera e statunitense rispetto alla zona euro. Anche l'inflazione è più bassa in Svizzera che nel mercato comune. Inoltre, il dollaro e il franco sono visti come rifugi sicuri in tempi di crisi.
A marzo, un euro valeva ancora 1,1153 franchi. Il dollaro è salito del 3% da gennaio a 0,9142 franchi. La moneta unica ha perso l'8% dall'inizio dell'anno contro il biglietto verde.
jb