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Il picco dell'epidemia in Svizzera non è ancora stato raggiunto ed è troppo presto per pensare di fare anche solo una parziale marcia indietro sulle misure restrittive che pesano sull'attività economica: lo ha detto il responsabile della sezione malattie infettive dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Daniel Koch, nella conferenza stampa di giovedì a Berna.
L'UFSP sta lavorando a pieno regime per tracciare un trend affidabile dell'evoluzione della malattia nel paese. Koch ha anche insistito sul fatto che non bisogna prestare troppa attenzione alle cifre fornite quotidianamente dalle autorità federali, che presentano forti fluttuazioni (l'ultimo aggiornamento, per esempio, un balzo di 58 morti in un solo colpo). I dati, infatti, arrivano dai cantoni a un ritmo molto irregolare ed è per questo che esistono forti discrepanze pure tra il totale federale e quello aggregato da un sito come corona-data.ch (161 morti contro 181 vittime e 10'714 contro 11'636 casi).
Sollecitato sulla possibilità, Koch ha scartato infine l'idea di esporre una parte della popolazione al virus, per ottenere la cosiddetta immunità di gregge. A suo giudizio, percorrere questa strada "sarebbe eticamente impensabile".
pon