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Le riserve di divise detenute dalla Banca nazionale svizzera (BNS) sono diminuite in marzo, scendendo di 3,1 miliardi e attestandosi alla fine del mese a 765,6 miliardi, contro il dato di febbraio di 768,8 miliardi.
L'insieme delle riserve (oro escluso) è passato da 774,3 a 771,1 miliardi di franchi, ha indicato oggi l'istituto sul suo sito internet. Le riserve di valuta sono quindi calate, in contro tendenza rispetto a febbraio (+5,1 miliardi), ma sulla scia dei dati rilevati in gennaio (-7,4) e dicembre (-12,2).
Dalle tabelle non si può capire se la BNS sia intervenuta sul mercato per indebolire il franco e, se lo ha fatto, in quale misura. Spesso la ragione principale degli scarti è infatti da identificare negli sviluppi dei corsi delle divise. A fine marzo l'euro era scambiato a 1,0588, contro l'1,0644 di un mese prima.
Per inquadrare il dato sulle riserve della BNS può anche essere utile tracciare un confronto con il prodotto interno lordo (Pil) dell'intero paese: nel 2018 questo si è attestato a 690 miliardi di franchi.
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