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<h2>SubmittedText<h2><p>In molti campi e rami formativi la proporzione tra donne* e uomini* è rimasta praticamente la stessa negli ultimi 30 anni. Secondo i dati del 2019 dell'Ufficio federale di statistica (UST), la percentuale di donne* nel campo "Architettura e edilizia" è aumentata solo di 0,8 punti percentuali e in quello "Ingegneria e professioni tecniche" solo di 2,7 punti percentuali. </p><p>Anche nella formazione professionale di base si nota una distribuzione ineguale dei sessi. Dal "Rapporto sul sistema educativo svizzero" del 2018 emerge che la situazione è cambiata ben poco negli ultimi anni. Le donne* sono sottorappresentate nelle professioni che richiedono competenze matematiche, mentre ci sono pochi uomini* che lavorano in ambito sociale e sanitario. Da un punto di vista economico, queste grandi differenze legate al genere portano molti svantaggi. Vi è anche mancanza di persone in formazione in singoli settori, soprattutto in quelli in cui vi è carenza di personale qualificato, come nelle professioni sanitarie e tecniche. Inoltre, una parte delle disparità salariali giustificabili può essere ricondotta alle differenze tra i vari settori, dato che le professioni tecniche hanno salari medi più alti rispetto a quelle in ambito sociale. Infine, alcuni studi dimostrano che i gruppi di lavoro misti sono più produttivi. </p><p>In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Come valuta i progressi compiuti negli ultimi decenni nella promozione di scelte professionali libere da stereotipi di genere? </p><p>2. È necessario adottare ulteriori misure per raggiungere un maggiore equilibrio di genere nei diversi rami? </p><p>3 Quali misure ritiene opportune per ridurre le disuguaglianze?</p><p>4 Un esempio positivo in termini di equilibrio di genere è il settore della pittura edile: all'inizio degli anni '80 tra coloro che svolgevano un apprendistato la quota di donne* era ancora inferiore al 10 per cento, mentre dal 2005 è superiore al 40 per cento. Dall'operato di questo settore quali conclusioni possono essere tratte e applicate per analogia ad altri settori? </p><p>5. Come spiega il fatto che, rispetto ai nostri vicini settentrionali, la Svizzera non è riuscita ad attirare le ragazze verso una professione "moderna" come l'informatico/a AFC che richiede qualità come la capacità di lavorare in team e le doti comunicative? </p><p>6. Cosa andrebbe fatto per aumentare l'attrattiva delle professioni MINT (matematica, informatica, scienze naturali e tecnica) per le ragazze?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La legge sulla formazione professionale (LFPr; RS 412.10) stabilisce che la formazione professionale deve promuovere e sviluppare la parità effettiva fra uomo e donna. Negli ultimi anni la Confederazione, i Cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro (oml) si sono adoperati in vari modi per ridurre le discriminazioni.</p><p>Infatti, tutti i generi hanno accesso allo stesso modo alle formazioni professionali. Inoltre, nell'ambito dell'iniziativa "Formazione professionale 2030" è stato creato l'orientamento prioritario "Orientare la formazione professionale all'apprendimento permanente", i cui progetti contribuiscono a rendere la formazione professionale ancora più permeabile, ad esempio offrendo migliori condizioni quadro alle donne che hanno interrotto il proprio percorso formativo o la propria carriera. L'orientamento prioritario "Potenziare le attività di informazione e consulenza durante l'intera carriera formativa e professionale", invece, prevede di incentivare le scelte professionali non legate agli stereotipi di genere. Inoltre, le immagini e i testi contenuti nelle campagne promozionali delle professioni rispettano il principio della neutralità di genere ed è anche disponibile materiale informativo sulla scelta di una professione atipica.</p><p>2./3. Nel Messaggio sulla promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI) negli anni 2021-2024 le pari opportunità rappresentano un tema trasversale. La Confederazione continua a impegnarsi per ridurre le discriminazioni in tutti i settori ERI di sua competenza definendo priorità mirate; nella formazione professionale, ad esempio, si adopera per facilitare le transizioni tra i vari livelli formativi. Inoltre, ha anche la possibilità di sostenere progetti dei Cantoni e delle oml. Nella promozione di progetti ai sensi degli articoli 54 e 55 LFPr vanno imperativamente considerate le esigenze in materia di pari opportunità. Sono possibili eccezioni come ad esempio i progetti specifici legati al genere. I progetti d'informazione professionale, in particolare, vengono spesso realizzati con una precisa attenzione alle questioni di genere. Ne sono un esempio la giornata nazionale "Nuovo futuro" (con progetti improntati alle scelte professionali libere da stereotipi di genere) o le fiere delle professioni, con servizi supplementari per l'uguaglianza di genere. Inoltre, in virtù della legge federale sulla parità dei sessi (RS 151.1), la Confederazione sostiene progetti volti a migliorare l'uguaglianza nella vita professionale, in particolare per promuovere la pari rappresentanza di donne e uomini nelle professioni e nei settori in cui uno dei due generi è sottorappresentato.</p><p>4./5./6. La definizione dei contenuti delle offerte formative e il reclutamento di giovani professionisti qualificati sono di competenza delle oml. Come dimostra l'esempio del settore della pittura edile, le associazioni di categoria e le aziende hanno tutto l'interesse a garantire il ricambio generazionale. È per questo che nelle loro strategie di comunicazione diverse associazioni, anche nel settore MINT e in quello dell'edilizia, si rivolgono in maniera specifica alle giovani donne. Negli ultimi anni, ad esempio, ICT Formazione professionale ha sostenuto la campagna "IT-dreamjobs", rivolta in modo specifico alle ragazze che frequentano una scuola del livello secondario II o il liceo. I ragazzi sono invece il pubblico target delle campagne nel settore sociale e sanitario. La Confederazione e i Cantoni si impegnano per assicurare condizioni quadro ottimali nella scelta della professione e nella formazione professionale. Oltre alle misure già menzionate, il Centro svizzero di servizio Formazione professionale / orientamento professionale, universitario e di carriera (CSFO) ha pubblicato alcuni fogli informativi sulle pari opportunità e sull'approccio corretto riguardo a questo tema per sensibilizzare gli operatori e i responsabili della formazione professionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.