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Le elezioni presidenziali non sono ancora terminate, ma a tenere banco è la questione legata alla validità dei conteggi, che Donald Trump intende contestare in caso di sconfitta. Le ire del presidente sono rivolte soprattutto al voto per corrispondenza e si è detto pronto a invocare la Corte suprema.
"Già prima delle elezioni aveva detto che aveva bisogno di un Corte suprema al completo nel caso in cui fosse chiamata a decidere sul risultato delle elezioni al termine di una serie di ricorsi giuridici. Ora ha una Corte a maggioranza conservatrice, 6 giudici contro 3 progressisti. Se si trattasse per loro di decidere il vincitore delle presidenziali, tralasciando il diritto, è difficile immaginarsi una maggioranza contro Donald Trump", ha spiegato la storica delle istituzioni statunitensi Nicole Bacharan.
La sua strategia sembra chiara e decisa: "Da tempo sostiene che vincerà e se dovesse perdere significa che sono state truccate. Da mesi dice che una frode massiccia si nasconde nel voto per corrispondenza, ma ciò è totalmente falso. Il voto per corrispondenza esiste da tempo ed è ovvio che le cifre cambino con l'arrivo di quelle schede", conclude Bacharan.