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Ristrutturazione in vista per Philip Morris in Svizzera. Il fabbricante di sigarette prevede di cancellare l'anno prossimo 350 posti di lavoro nei suoi siti di ricerca e sviluppo di Neuchâtel e Losanna, stando a informazioni pubblicate oggi da vari media romandi.
Secondo il quotidiano vodese 24 Heures, i dipendenti di Philip Morris International (PMI) hanno appreso da una e-mail del loro CEO André Calantzopoulos che saranno pronunciati licenziamenti e saranno trasferiti impieghi all'estero.
L'intera divisione delle finanze potrebbe essere dislocata in Polonia, Paese a basso costo della manodopera, dove il gruppo americano ha già cominciato a sviluppare delle attività.
Interrogata dalla RTS, la segretaria del sindacato Unia di Neuchâtel, Catherine Laubscher, ha precisato che la ristrutturazione non riguarda il sito di produzione, ma piuttosto le attività di ricerca e sviluppo di PMI.
Stando alla sindacalista, "persone che lavorano a PMI hanno ricevuto un'informazione secondo la quale 350 posti potrebbero sparire prossimamente tra Neuchâtel e Losanna".
Contattata dall'agenzia Keystone-ATS, il servizio stampa del fabbricante di sigarette americano ha indicato che il gruppo si trova in un processo di trasformazione "per fronteggiare le ambizioni di un mondo senza fumo".
"Stiamo valutando la migliore organizzazione possibile per le nostre funzioni centrali, per essere sicuri di far fronte alle nuove sfide", è stato indicato, senza precisare quanti posti saranno eliminati o localizzati altrove.
Dal canto suo, l'agenzia finanziaria AWP ha tentato inutilmente di raggiungere il servizio di comunicazione della filiale elvetica della multinazionale.
Philip Morris International è presente in Svizzera dal 1957 e ha in organico 3'000 dipendenti sui suoi siti di Losanna, Neuchâtel e Zurigo.
Negli ultimi anni, il gigante americano si è concentrato sullo sviluppo della tecnologia Iqos, che riscalda il tabacco senza bruciarlo, alternativa alle sigarette tradizionali. Questo sistema ha riscontrato un successo crescente in Svizzera. Il numero di adepti negli ultimi dodici mesi è raddoppiato fino a raggiungere circa 100'000 persone.
Nel 2017, le diverse alternative alla sigaretta tradizionale hanno rappresentato il 13% del giro d'affari mondiale di PMI. Questa quota dovrebbe raggiungere il 38% nel 2025, ha indicato lo scorso il fabbricante di tabacco all'AWP.
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