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La questione del finanziamento delle Chiese e comunità religiose è il costante nodo delle discussioni riguardo alle relazioni tra la Chiesa e lo Stato. Tale questione invade talvolta il dibattito. Ciò ha avuto nel nostro paese un effetto riduttivo nel senso che non si tocca la questione fondamentale, ma astratta, dei ruoli dell’uno e dell’altra. Ci si concentra subito sulla questione del finanziamento. E questo dibattito, ridotto alla questione materiale, è rapidamente chiuso in un’alternativa: o la Chiesa ovvero le Chiese principali sono riconosciute dallo Stato cantonale e quest’ultimo garantisce loro le risorse necessarie direttamente dal suo bilancio generale o indirettamente attraverso la concessione del diritto di ricevere un’imposta da parte dei fedeli; oppure, secondo termine dell’alternativa, prevale il regime della separazione e lo Stato si astiene da qualsiasi aiuto materiale alle Chiese. Tale dualismo semplicistico non corrisponde affatto alla complessa realtà del nostro paese, in particolare a quella della Svizzera occidentale. In effetti se si considera la questione del finanziamento pubblico nei cantoni della Svizzera francese si scopre un ventaglio di sistemi molto differenti che passano dall’aiuto massiccio dello Stato e dei comuni (Vaud) alla rinuncia a qualsiasi aiuto diretto (Ginevra). Occorre tuttavia sottolineare da subito come i cantoni francesi, come tutti gli altri cantoni svizzeri, assicurino dei contributi a una o più Chiese.
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