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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 28 febbraio 2005, la BNS ha pubblicato i valori di riferimento del proprio bilancio, compreso l'utile annuo. Poiché la decisione del Consiglio federale di distribuire, con iscrizione all'attivo, il ricavato della vendita dell'oro a Confederazione e cantoni è stata presa solo il 2 febbraio 2005, il controvalore delle 1300 tonnellate di oro - circa 21 miliardi di franchi - non figurava ancora nel risultato d'esercizio pubblicato dalla BNS alla fine di gennaio. Dai chiarimenti fatti è ora emerso che la distribuzione dell'utile dell'esercizio 2004 è possibile anche a pubblicazione avvenuta dei dati di riferimento del bilancio. Il manuale svizzero di revisione economica stabilisce infatti che gli eventi divenuti noti dopo il giorno di chiusura del bilancio vanno presi in considerazione sino all'allestimento del risultato d'esercizio, purché siano stati generati prima del suddetto giorno. La seconda decisione di non entrata in materia che il Consiglio degli Stati ha preso il 16 dicembre 2004 costituisce un simile evento. La decisione del 2 febbraio 2005 del governo ha unicamente fatto in modo che tale decisione di non entrata in materia divenisse efficace. Se la distribuzione del patrimonio aureo avverrà in tempi rapidi, la BNS sarà sgravata dal suo doppio ruolo di autorità della politica monetaria da una parte e di amministratrice del patrimonio dell'ente pubblico dall'altra.</p><p>2./3. Durante la campagna per la votazione del settembre 2002, il Consiglio federale ha affermato testualmente che "qualsiasi nuova destinazione" presuppone una base costituzionale o legislativa. Tuttavia, l'applicazione del diritto vigente non costituisce una nuova destinazione del patrimonio aureo. Se si fosse derogato al diritto costituzionale dei cantoni, sarebbe stata invece necessaria una base costituzionale; per un'eventuale destinazione vincolata del terzo spettante alla Confederazione si dovrebbe creare però una base legale. Del resto, con il messaggio del 20 agosto 2003 concernente l'utilizzazione delle 1300 tonnellate di oro della Banca nazionale svizzera (FF 2003 5340) il Consiglio federale ha mantenuto la promessa di non distribuire semplicemente l'oro in caso di doppio no.</p><p>4. Il Consiglio federale ha presentato al Parlamento un progetto concernente l'utilizzazione delle 1300 tonnellate di oro. Con la sua decisione di non entrata in materia, il Consiglio degli Stati ha fatto naufragare il progetto. In tal modo, si è rinunciato a modificare la chiave di ripartizione vigente e a determinare una nuova destinazione per l'utilizzazione del patrimonio. Dopo l'ulteriore fallimento di un progetto sull'oro, l'applicazione del diritto vigente democraticamente legittimato costituisce la conseguenza logica. </p><p>5. La base giuridica per la distribuzione del patrimonio aureo non è costituita dalla decisione di non entrata in materia bensì dall'articolo 99 capoverso 4 della Costituzione federale e dall'articolo 31 capoverso 2 della LBN. L'affare concernente l'utilizzazione del controvalore delle 1300 tonnellate di oro ha per molti aspetti un carattere unico e non è possibile stabilire parallelismi. Tuttavia non è inconsueto che il fallimento di un progetto e la conseguente rinuncia a creare nuove destinazioni vincolate amplino il margine di manovra politico-finanziario. </p><p>6. Il Consiglio federale ha preso la decisione di distribuire il patrimonio aureo nel dicembre del 2004 dopo il fallimento in Parlamento del suo progetto sull'oro. Non sarebbe stato legittimo rimandare la decisione in vista dell'iniziativa COSA: un'iniziativa popolare pendente o altri interventi politici non possono infatti produrre in anticipo i propri effetti; se così fosse, a seconda del tenore dell'iniziativa, essi potrebbero costituire un ostacolo per l'economia nazionale o paralizzare i processi politici. Se nella fattispecia avesse deciso di aspettare a distribuire il patrimonio aureo, il Consiglio federale avrebbe indirettamente consentito che l'iniziativa COSA esplicasse in anticipo i propri effetti e creato in tal modo un pericoloso precedente. Del resto, sino al momento del fallimento del progetto sull'oro, i fautori dell'iniziativa COSA hanno sempre chiaramente affermato che la loro iniziativa riguardava i futuri utili della Banca nazionale e non espressamente il patrimonio aureo.</p><p>7./8. L'istoriato e lo scopo dell'articolo 31 capoverso 2 sono descritti in modo chiaro nel messaggio concernente la revisione della legge sulla Banca nazionale. I redditi netti annui della BNS possono variare fortemente da un anno all'altro in funzione delle fluttuazioni del tasso d'interesse e del corso di cambio. Se la BNS distribuisse l'utile effettivamente conseguito rispettivamente sospendesse, anche in caso di perdite, per uno o due anni la distribuzione, per la Confederazione e i cantoni sarebbe impossibile allestire un piano finanziario attendibile. In particolare su richiesta dei cantoni, viene quindi distribuito un importo costante dell'utile d'esercizio. Alla base dell'articolo di legge non vi sono dunque ragioni di politica monetaria. Il suo unico scopo è di migliorare la pianificabilità delle entrate per la Confederazione e i cantoni. </p><p>Per il patrimonio aureo, che è stato accumulato in passato e che ora viene distribuito, non sussiste questa esigenza in merito alla distribuzione costante e alla pianificabilità. Anzi, in questo caso, una distribuzione costante ai cantoni renderebbe più difficile realizzare l'intenzione di impiegare il patrimonio per l'abbattimento del debito. Questo articolo non ostacola quindi la distribuzione del patrimonio aureo.</p><p>Esso non stabilisce neppure che il DFF e la BNS possono concludere un accordo sulla distribuzione degli utili unicamente se questo accordo contempla una distribuzione costante a medio termine. Se, come nella fattispecie, si tratta della distribuzione straordinaria di una somma importante è necessario un accordo sullo scaglionamento temporale, affinché la BNS possa neutralizzare con adeguate operazioni sul mercato monetario la creazione di denaro provocata dalla distribuzione. </p><p>9. Nel proprio sito Internet il Comité pour la sécurité AVS afferma: "La nostra iniziativa non riguarda le riserve di oro. Le riserve auree eccedenti possono essere utilizzate per l'AVS o per altri scopi." Dichiarazioni dello stesso tenore sono state formulate dal presidente del Comité, il CN Rechsteiner, in occasione delle sedute di commissione, durante le quali ha sostenuto fra l'altro che con l'iniziativa popolare i suoi fautori non intendono escludere l'oro. </p><p>10. La determinazione dell'ammontare delle riserve monetarie necessarie ai fini della politica monetaria è di competenza della BNS. La BNS è dell'avviso che, dopo lo scorporo delle 1300 tonnellate di oro e l'utilizzazione della riserva per il livellamento delle distribuzioni, disponga di riserve monetarie adeguate per svolgere la politica monetaria.</p>  Risposta del Consiglio federale.