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Un'iniziativa che mira di gran lunga oltre l’obiettivo
Dal 1983 il numero di esperimenti sugli animali è diminuito del 72%
La ragione del vasto rifiuto è ovvia: il testo dell’iniziativa è estremo, senza compromessi e la sua approvazione avrebbe gravi conseguenze per tutti. Perché gli esperimenti sugli esseri umani e sugli animali sono indispensabili per la ricerca e lo sviluppo medico. È vero che oggi ci sono metodi alternativi che possono sostituire molti esperimenti sugli animali ed è addirittura obbligatorio farlo quando possibile. Infatti, dal 1983, il numero di esperimenti sugli animali in Svizzera è diminuito del 72%. Tuttavia, non ha senso, nell’immediato futuro, farne completamente a meno. O vorreste dare al vostro gatto domestico una medicina che non è mai stata testata su un altro gatto prima? Ingoiereste una medicina che nessun essere umano ha mai assunto prima di voi?
Saremo in balia di future pandemie
Inoltre, l’iniziativa proibisce anche l'importazione di nuove medicinali e terapie che sono state testati su animali o esseri umani altrove. Il vaccino contro il coronavirus ne è l'esempio più evidente. Se l'iniziativa fosse già in vigore, non ci sarebbe stato nessun vaccino in Svizzera. Il nostro paese sarebbe dunque impotente di fronte a future pandemie. Questo vale anche per le malattie degli animali, ed è per questo che anche le associazioni di medicina veterinaria si oppongono chiaramente all'iniziativa. La scienza e la ricerca stanno facendo grandi sforzi per ridurre ulteriormente il numero di esperimenti sugli animali. Ma questa iniziativa mira chiaramente oltre l’obiettivo.