Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/176799

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di introdurre un prezzo di intervento di 75 centesimi al chilogrammo per l'80 per cento della produzione totale di latte industriale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore della mozione chiede al Consiglio federale di introdurre un prezzo d'intervento per il latte di latteria di 75 centesimi al chilogrammo. Laddove il prezzo scendesse al di sotto di tale soglia il Consiglio federale dovrebbe intervenire sul mercato, onde garantire ai produttori di latte di latteria il prezzo d'intervento per l'80 per cento del quantitativo di latte commercializzato.</p><p>Osservando l'andamento dei prezzi del latte di latteria in atto dal 2009, si nota che nella media annuale questo è rimasto notevolmente al di sotto del prezzo di intervento richiesto di 75 centesimi al chilogrammo. Nel 2014 è stata toccata la media annuale più alta pari a 65,15 centesimi al chilogrammo di latte di latteria, nel 2016 la più bassa, pari a 60,64 centesimi al chilogrammo. Il prezzo del latte in Svizzera è stato notevolmente influenzato dall'evoluzione dei prezzi del latte nell'UE nonché da altri fattori esogeni quali il corso del cambio e le misure della politica agricola comune (p. es. abbandono delle quote latte al 1° aprile 2015). Per poter garantire il prezzo d'intervento ai produttori lattieri sarebbero dunque costantemente necessari interventi sul mercato che comporterebbero costi elevati per la Confederazione. Per di più il Parlamento dovrebbe innanzitutto creare le basi legali per questi provvedimenti nella legge sull'agricoltura (LAgr; RS 910.1). Il Consiglio federale attualmente non dispone di strumenti, neanche in virtù dell'articolo 5 LAgr, per attuare misure di sgravio a tempo indeterminato sul mercato lattiero.</p><p>L'introduzione di un sistema d'intervento, inoltre, contrasterebbe chiaramente con gli sviluppi osservati finora sul mercato lattiero svizzero e nella politica agricola. Il prezzo di base unitario e garantito per il latte è stato abolito nel 1999 e il contingentamento lattiero statale è stato smantellato nel 2009. Anche il sostegno del mercato lattiero vincolato ai prodotti per il mercato indigeno e d'esportazione è stato gradualmente abolito e convertito in pagamenti diretti a favore dei produttori lattieri. Queste tappe di riforma sono state importanti per accrescere la competitività dell'economia lattiera svizzera. L'introduzione di un sistema d'intervento statale permanente con un prezzo garantito pregiudicherebbe quest'evoluzione positiva. Va inoltre osservato che dallo smantellamento del contingentamento lattiero il consumo di latte e latticini in Svizzera è aumentato maggiormente rispetto all'offerta.</p><p>Il Consiglio federale è convinto che le prospettive future dell'economia lattiera svizzera siano buone. Nel rapporto in adempimento del postulato della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale 15.3380 del 14 aprile 2015 è stato evidenziato che il settore lattiero svizzero possiede alcune importanti caratteristiche di unicità rispetto al contesto internazionale come, ad esempio, aziende a conduzione familiare tradizionali, attenzione particolare al benessere degli animali, vacche al pascolo (elevata partecipazione al programma URA), foraggiamento basato sulla superficie inerbita, produzione casearia prevalentemente artigianale (latte crudo) ed elevata immagine di qualità della Svizzera. Si tratta di valori aggiunti reali che, secondo il Consiglio federale, in futuro dovranno essere veicolati meglio e inseriti nella comunicazione del settore lattiero-caseario all'interno del Paese e all'estero. Per questo serve una visione comune e una chiara strategia dell'intera filiera del latte.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.