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Radio e TV
L'ubicazione delle sedi della SSR non va sancite per legge
L'ubicazione delle sedi di produzione della SSR non va sancita a livello di legge. È l'opinione del Consiglio degli Stati che, seguendo il parere della propria commissione preparatoria, ha bocciato oggi cinque iniziative parlamentari e una cantonale in tal senso.
La commissione degli Stati si era già occupata in aprile delle sedi di produzione della SSR e del previsto trasferimento di una parte dello studio radio di Berna a Zurigo.
In quell'occasione aveva proposto di respingere un'iniziativa parlamentare, poi ritirata, di Beat Vonlanthen (PPD/FR), proprio in vista del dibattito odierno.
Separazione geografica necessaria?
Nella sessione di giugno, il Nazionale aveva però dato seguito a cinque iniziative di identico tenore di Gerhard Pfister (PPD/ZG), Regula Rytz (Verdi/BE), Martin Landolt (PBD/GL), Beat Jans (PS/BS) e Albert Rösti (UDC/BE).
Secondo i loro atti parlamentari intitolati «Diversità invece di concentrazione. Garantire una produzione di programmi decentralizzata da parte della SSR», la pluralità mediatica e il confronto delle opinioni possono essere mantenuti solo con una separazione geografica delle redazioni e la politica della SSR SRG deve pertanto definire orientamenti concreti al riguardo.
Trasferimento solo parziale
Dopo tale decisione del Nazionale, la SSR ha annunciato che avrebbe rinunciato a trasferire la redazione di radio SRF da Berna a Zurigo e che avrebbe mantenuto alcuni programmi nella città federale. Berna sarebbe inoltre rimasta il centro di competenza per i temi svizzeri.
Nonostante il trasloco parziale previsto, la SSR rimarrà ben rappresentata nella città di Berna, è stato sottolineato. Secondo Beat Vonlanthen (PPD/FR), «la direzione dell'azienda radiotelevisiva ha ritrovato la ragione».
Facendo un parziale dietrofront, i vertici della SSR rispondono alle iniziative parlamentari che chiedevano di mantenere una produzione decentralizzata e ancorata nelle regioni.
Per il «senatore» friburghese, tuttavia, la politica continuerà a seguire attentamente gli sviluppi della questione. «E se necessario essa agirà», gli ha fatto eco il collega Hans Stöckli (PS/BE).
Non tocca alla politica decidere per la SSR
I «senatori» oggi sono stati ad ogni modo dell'avviso che non sia compito del legislatore mettere in discussione le decisioni strategiche della SSR. Hanno pertanto deciso tacitamente di non dare seguito alle cinque iniziative parlamentari.
All'unanimità la Camera dei cantoni ha successivamente respinto anche un'iniziativa cantonale di Ginevra, sempre sullo stesso tema. Quest'ultima voleva in particolare che a Ginevra fosse mantenuta l'attualità televisiva. Su quest'ultima iniziativa, il Nazionale deve ancora pronunciarsi.Tornare alla home page
ATS