Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/160097

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento il piano finanziario di legislatura 2017-2019 senza riduzioni d'imposte. La convocazione di una tavola rotonda con partiti politici, partner sociali, rappresentanti dei cantoni e della Confederazione può rappresentare una valida piattaforma per la preparazione di un piano finanziario di legislatura 2017-2019 equilibrato sul fronte delle entrate e delle uscite.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nonostante le misure di risparmio adottate nel preventivo 2016, nel piano finanziario di legislatura 2017-2019 si delineano disavanzi strutturali. Già nel corso dell'estate il Consiglio federale ha pertanto deciso i principi generali del programma di stabilizzazione 2017-2019, con il quale intende sgravare il bilancio della Confederazione riducendo le uscite fino a un miliardo di franchi rispetto alla pianificazione attuale. A medio termine ciò dovrebbe consentire di ripristinare l'equilibrio strutturale del bilancio della Confederazione. Nel mese di novembre del 2015 il Consiglio federale avvierà la relativa consultazione.</p><p>I disavanzi strutturali non sono riconducibili né a riforme fiscali passate né a quelle previste. La loro causa prima è da ricercare nella debole evoluzione delle entrate dell'imposta federale diretta e nelle ripercussioni dell'apprezzamento che il franco svizzero ha registrato nell'anno in corso. Dopo la recessione del 2009 si è notevolmente affievolito il dinamismo delle entrate dell'imposta federale diretta, che non sono aumentate in linea con le attese. Il Consiglio federale ha approfondito i motivi della debole evoluzione in due rapporti. L'apprezzamento del franco nell'anno in corso ha frenato la crescita economica e indotto un calo dell'inflazione. L'atteso livello delle entrate ha quindi dovuto subire una notevole correzione al ribasso. Di conseguenza è necessario anche adeguare l'evoluzione delle uscite alla crescita più contenuta delle entrate per rispettare le direttive del freno all'indebitamento.</p><p>Alla luce di quanto detto, le riforme fiscali non sono la causa dei disavanzi strutturali che si delineano nel piano finanziario di legislatura 2017-2019. Inoltre, secondo le attuali basi di pianificazione, gli aumenti dell'imposizione prevalgono rispetto alle diminuzioni del gettito. Alle minori entrate dovute all'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio (ca. 250 milioni di franchi dal 2017) si contrappongono le maggiori entrate per il fondo per l'infrastruttura ferroviaria derivanti dal limite di deducibilità delle spese per i trasporti nell'ambito dell'imposta federale diretta (ca. 250 milioni dal 2016) e dall'1 per mille dell'imposta sul valore aggiunto a durata determinata (ca 350 milioni dal 2018) nonché il 3 per mille dell'imposta sul valore aggiunto a favore dell'AVS (ca. 900 milioni dal 2018 secondo la decisione del Consiglio degli Stati quale Camera prioritaria). Anche la tassa sul CO2, che dal punto di vista giuridico non è da considerare un'imposta, sarà aumentata dal 2016.</p><p>In tale ottica il Consiglio federale respinge la moratoria della riduzione dell'imposta.</p><p>Peraltro, gli attuali dibattiti parlamentari fanno pesare sul piano finanziario 2017-2019 un rischio di uscite supplementari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.