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BERNA - Il progetto riguardante le prestazioni transitorie da corrispondere alle persone che hanno esaurito il diritto all'indennità contro la disoccupazione dopo i 60 anni proposto dal Consiglio federale è stato accolto piuttosto positivamente in in consultazione, ad eccezione dell'UDC.
Nella loro risposta alla procedura di consultazione conclusasi oggi, i democentristi sottolineano che il progetto governativo non è altro che «una campagna dello Stato, finanziata con milioni provenienti dalle imposte, contro l'iniziativa per la limitazione (Iniziativa popolare per un'immigrazione moderata, ndr.)».
Il versamento di una «rendita ponte» - scrive l'UDC - premia proprio quegli imprenditori che sostituiscono i loro dipendenti più anziani con immigrati più giovani e quindi «causano in modo significativo l'eccessiva migrazione verso il nostro piccolo paese».
Meno negativi gli altri ambienti di area borghese, che chiedono tuttavia misure più restrittive per evitare abusi. Il PLR raccomanda di portare l'età da 60 a 62 anni per avere diritto a una prestazione transitoria, mentre i Verdi liberali accolgono il progetto con «forti riserve». A loro modo di vedere, il versamento di una rendita ponte corrisponde di fatto a un pensionamento anticipato ed è quindi la strada sbagliata da percorrere.
Il PPD, dal canto suo, appoggia l'introduzione della rendita ponte, ma chiede che siano definite condizioni chiare e che le prestazioni siano limitate.
L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) esprime anch'essa «grandi riserve»: l'introduzione della prestazione transitoria comporterebbe costi annui compresi tra i 200 e i 350 milioni di franchi svizzeri e avrebbe anche un «grande potenziale di abuso». Pertanto, l'età per questa prestazione dovrebbe essere aumentata da 60 a 62 anni.
Sull'altro fronte, il PS sostiene la necessità di introdurre questa rendita transitoria a partire dai 55 anni e non dopo i 60 anni. Il partito ritiene inoltre che la proposta di legare questa prestazione al fatto di aver conseguito un reddito lavorativo pari almeno al 75% della rendita massima di vecchiaia dell’AVS sia discriminatorio nei confronti delle donne, che generalmente guadagnano meno degli uomini.
Sulla stessa linea l'Unione sindacale svizzera (USS), secondo cui della nuova prestazione dovrebbero godere le persone che hanno compiuto 57 anni. La centrale sindacale chiede che vengano elaborate misure preventive, tra cui la partecipazione attiva dell'industria, una migliore protezione dai licenziamenti, una protezione efficace contro la discriminazione basata sull'età, una formazione continua parallela all'attività lavorativa e un servizio di collocamento pubblico orientato alle esigenze dei disoccupati anziani. Rivendicazioni analoghe sono state avanzate anche dal sindacato Travail.Suisse.
Nella sua risposta, la Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (CSIAS) critica la condizione posta dal governo di dover essere stati assicurati all’AVS per gli ultimi dieci anni immediatamente prima dell'esaurimento del diritto alla prestazione. Ciò va a svantaggio ad esempio di madri o padri che hanno interrotto la carriera lavorativa per motivi familiari.
Per i Verdi il progetto governativo costituisce un «passo importante» per proteggere il capitale di vecchiaia, prevenire i pensionamenti anticipati e le conseguenti riduzioni delle rendite pensionistiche e risparmiare a molte persone la «vergogna» di dover ricorrere all'assistenza sociale.
Migliorare sicurezza sociale disoccupati anziani - Il governo, motivando le sue proposte, in giugno aveva sottolineato che i lavoratori anziani con un lungo periodo di disoccupazione alle spalle faticano molto a reinserirsi nel mercato del lavoro. Se esauriscono il diritto alle indennità dell'assicurazione contro la disoccupazione devono consumare la loro sostanza, riscuotere anticipatamente la rendita AVS e spesso anche attingere ai loro averi.
Tra il 2011 e il 2017 la quota di aiuto sociale dei 60-64enni è aumentata del 47%, ossia in misura superiore a quella delle altre fasce d'età. Per tale ragione l'esecutivo aveva deciso di intervenire per migliorare in modo mirato questa situazione. Il progetto prevede diverse misure per il reinserimento nel mondo nel lavoro ma, qualora questo non dovesse riuscire, una prestazione transitoria garantirebbe una copertura sociale nel periodo del passaggio al pensionamento.
Per ottenere questa indennità bisognerà adempiere determinati criteri, come ad esempio aver perso il lavoro dopo i 58 anni di età, aver esaurito l'indennità disoccupazione, essere stati assicurati all'AVS almeno 20 anni, disporre di una sostanza inferiore a 100'000 franchi per le persone sole e a 200'000 franchi per le coppie sposate.
I costi della prestazione transitoria dovrebbero ammontare a 40 milioni di franchi il primo anno (2022), successivamente aumenteranno progressivamente, stabilizzandosi a circa 260 milioni di franchi all'anno dopo il 2030. In compenso le prestazioni complementari (PC) realizzeranno risparmi per 30 milioni di franchi inizialmente e in seguito per 50 milioni di franchi all'anno.