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I serbi nel nord del Kosovo hanno attuato in mattinata varie forme di protesta contro le istituzioni centrali di Pristina e per manifestare la loro ferma contrarietà ai piani per una loro integrazione nelle strutture statali del Kosovo.
Su alcune strade sono stati attuati posti di blocco temporanei, che non hanno tuttavia creato eccessivi disagi alla circolazione. La protesta è stata diretta anche contro l'intervento della polizia kosovara nei confronti dei serbi che nei giorni scorsi si sono recati in Kosovo per l'anniversario della battaglia contro i Turchi nel 1389, e contro la confisca delle nuove targhe del Kosovo emesse in Serbia, ma che Pristina considera illegali.
Una protesta contro l'autorità centrale di Pristina si è svolta anche a Gracanica, enclave serba non lontano dalla capitale. Le manifestazioni e i raduni si sono svolti senza incidenti di rilievo.
Ieri il Gruppo internazionale di orientamento sul Kosovo (Isg), riunito a Vienna, aveva annunciato che il Kosovo acquisterà la piena sovranità in settembre, quando cesserà la sorveglianza internazionale sull'indipendenza proclamata nel febbraio 2008. Ciò alla luce dei progressi compiuti dal Paese balcanico nell'affermazione dello stato di diritto e delle riforme democratiche. Il premier Hashim Thaci, presente alla riunione, aveva annunciato la presentazione in tempi rapidi di un piano per la piena integrazione dei serbi del nord nel resto delle strutture statali. "I serbi (del nord, ndr) sono cittadini del Kosovo", aveva detto.
SDA-ATS