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L’aragosta del Maine finisce nella lista nera e alcuni ristoranti la tolgono dal menù. Il crostaceo, fulcro dell’economia ittica dello stato Usa, secondo alcuni gruppi ambientalisti rappresenta un rischio eccessivo per i rari esemplari di balene del Nord Atlantico (ne sono rimasti 340) a causa delle reti gettate in mare per cacciarle.
Come riportano i media statunitensi, le balene possono essere ferite o anche morire se rimangono impigliate nell’ingranaggio collegato alle reti sul fondo dell’oceano, e così Seafood Watch, organizzazione con sede al Monterey Bay Aquarium in California che valuta la sostenibilità di diversi prodotti ittici, ha affermato di aver aggiunto la pesca dell’aragosta americana e canadese alla sua "lista" di specie da evitare.
Migliaia di aziende utilizzano i consigli di Seafood Watch per informare sulle decisioni di acquisto e molte si sono impegnate a evitare qualsiasi articolo che compaia nella lista nera. Un portavoce di Blue Apron, il rivenditore di kit per pasti di New York, ha dichiarato dopo la diffusione del rapporto che non offrirà più aragoste. Stessa decisione seguita da HelloFresh, la società di kit per i pasti con sede in Germania, e la maggiore del settore che opera negli Stati Uniti.
I membri dell’industria della pesca dell’aragosta hanno invece respinto la valutazione di Seafood Watch: Patrice McCarron, direttore esecutivo della Maine Lobstermen’s Association, ha spiegato che non c’è stata alcuna interazione documentata con una balena in quasi due decenni. "L’aragosta è una delle attività di pesca più sostenibili al mondo grazie alle pratiche di gestione efficaci tramandate da generazioni, che includono protezioni rigorose", ha aggiunto McCarron.