Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/123926

<h2>SubmittedText<h2><p>Nelle votazioni popolari il popolo svizzero si è espresso più volte a favore dei trasporti pubblici. In particolare ha accolto la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP), intesa a promuovere il trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia.</p><p>In Svizzera la riforma delle ferrovie è attuata come segue:</p><p>- liberalizzazione del trasporto in treni completi, la forma più redditizia del traffico merci;</p><p>- monopolio di fatto di FFS Cargo nel trasporto a carri completi isolati, un settore per definizione più impegnativo e meno proficuo.</p><p>FFS Cargo è quindi sottoposta alla concorrenza di imprese che presentano una struttura dei costi molto più favorevole e che possono concentrarsi su trasporti più redditizi. Inoltre, FFS Cargo è tenuta a realizzare un risultato economico equilibrato (in questo caso non si tiene conto dell'indennizzo per il trasporto combinato).</p><p>Molti clienti di FFS Cargo si lamentano degli effetti delle ristrutturazioni che si susseguono una dopo l'altra; denunciano frequenti cambi di interlocutori e incontrano difficoltà a ottenere risposta persino alle loro richieste di nuovi trasporti su rotaia. Hanno insomma la netta impressione di essere sgraditi.</p><p>Sul piano operativo, in Svizzera, contrariamente ad altri Paesi in cui l'esercizio ferroviario è stato liberalizzato, FFS Cargo detiene il monopolio della distribuzione capillare sebbene vi siano imprese di trasporto concessionarie ben radicate a livello regionale in grado di assicurare tale servizio in modo flessibile e adeguato alle esigenze.</p><p>Attualmente FFS Cargo è impegnata in un processo di ridimensionamento che mira a chiudere circa 150 dei 500 punti di servizio esistenti. Il motivo addotto per lo smantellamento di questi punti è l'esiguità del volume di trasporto che assicurano. FFS Cargo ha quindi avviato un processo analogo a quello attuato nei Paesi vicini. L'esperienza mostra però che provvedimenti simili, invece di garantire la sopravvivenza del sistema, hanno portato a ulteriori riduzioni.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale non ritiene che la soppressione dei punti di servizio o di vendita summenzionati sia in contraddizione con la volontà politica chiaramente espressa di trasferire il traffico merci dalla strada alla rotaia, anche se la legislazione concerne formalmente solo il traffico merci transalpino?</p><p>2. È stato dimostrato che la chiusura dei 150 punti di servizio consentirà notevoli risparmi? Ne sono stati analizzati tutti gli effetti secondari?</p><p>3. L'acquisizione della clientela è stata veramente effettuata con il dovuto impegno alla luce del fatto che, ad esempio, dal 2000 nel Giura neocastellano e nei dintorni non sono stati acquisiti nuovi clienti?</p><p>4. Se su metà del territorio svizzero non sarà più possibile spedire le merci per ferrovia, è lecito supporre che queste regioni e la loro popolazione continueranno a sostenere le tariffe attuali della TTPCP pur non potendo trasferire le merci alla rotaia sul loro territorio?</p><p>5. Se parte della rete ferroviaria sarà utilizzata solo per il traffico regionale, non bisogna temere smantellamenti dell'infrastruttura e soppressioni di tratte?</p><p>6. I problemi di FFS Cargo non sono forse dovuti a tutt'altri motivi, come la perdita di importanti clienti come le fabbriche di Attisholz e Biberist e la grande segheria di Domat/Ems?</p><p>7. Il Consiglio federale è disposto a rivedere gli obiettivi strategici di FFS Cargo per evitarne una riduzione dei servizi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per quanto concerne il traffico merci non transalpino, attualmente la normativa svizzera non prevede un mandato esplicito di trasferimento, al contrario del traffico merci transalpino per il quale nel 1994, accogliendo l'iniziativa delle Alpi, popolo e cantoni hanno richiesto un trasferimento per quanto possibile completo alla rotaia. Il Consiglio federale ritiene che non sia opportuno definire un mandato di trasferimento o di servizio esplicito e/o quantificato per il traffico non transalpino e che il traffico merci su ferrovia debba svolgere un ruolo importante laddove presenta vantaggi comparativi rispetto ad altri vettori di trasporto, in particolare la strada.</p><p>2. FFS Cargo ha sottoposto alla Confederazione un'analisi globale degli effetti sui trasporti, i clienti, i rami professionali e i proprietari dei binari di raccordo, della ripartizione geografica dei punti di servizio interessati e delle condizioni politico-finanziarie generali. Il Consiglio federale è giunto alla conclusione che il ridimensionamento della rete di servizio previsto per il 2013 non inciderà negativamente sulle discussioni politiche concernenti la futura strategia globale del traffico merci ferroviario non transalpino.</p><p>3. Secondo le sue stesse informazioni, FFS Cargo è presente anche nella Svizzera occidentale, dove attua un'attiva strategia per la vendita di servizi di trasporto estesi a tutto il territorio nazionale. Anche negli ultimi anni sono stati avviati nuovi servizi, soprattutto nella Svizzera occidentale, ad esempio trasporti combinati (Pistoir) o di materiale edile (filiali Aldi). Il Consiglio federale si attende che FFS Cargo sviluppi la propria attività sulla base degli obiettivi strategici, della valutazione del mercato e dell'evoluzione della domanda nelle diverse regioni. A questo proposito va detto che si sta delineando un indebolimento o una contrazione della domanda di trasporti su rotaia nelle regioni strutturalmente più deboli, tra cui rientra anche una parte della Svizzera occidentale.</p><p>4. Ai sensi dell'articolo 85 della Costituzione, per definire la TTPCP vengono considerati in primo luogo i costi che il traffico pesante provoca alla collettività e che non sono coperti da altre prestazioni o tasse; oltre a quelli infrastrutturali, vale a dire i costi di costruzione, esercizio e manutenzione delle vie di comunicazione, comprendono i cosiddetti costi esterni del traffico pesante a carico della collettività (incidenti, inquinamento dell'aria, rumore, danni ambientali). Nell'articolo 1 capoverso 2 della legge sul traffico pesante è menzionato come scopo ulteriore della tassa quello di migliorare le condizioni quadro della ferrovia sul mercato dei trasporti. La tassa è fissata però solo sulla base dei costi infrastrutturali ed esterni provocati dal traffico pesante; non dipende quindi dalla reale effettuazione di servizi di trasporto di merci su rotaia in una determinata regione ed è applicata con le stesse modalità e tariffe su tutto il territorio svizzero.</p><p>5. L'esperienza dimostra che il venir meno del traffico merci non è un motivo sufficiente per la soppressione di una tratta ferroviaria. In Svizzera su molte ferrovie a scartamento ridotto e diverse tratte secondarie a scartamento normale il traffico merci non è più effettuato da tempo. Spesso è cessato in seguito alla perdita di grossi clienti e quindi a causa dell'evoluzione della domanda e non per carenza di offerta. La quota del traffico merci sul volume totale di trasporto è piuttosto ridotta anche per le tratte secondarie sulle quali i trasporti di merci non hanno subito contrazioni. Poiché il traffico regionale viaggiatori viene invece continuamente ampliato, è soprattutto quest'ultimo a determinare il mantenimento dell'infrastruttura ferroviaria regionale.</p><p>6. Il traffico merci svizzero su ferrovia è molto importante per l'approvvigionamento del nostro Paese; nel traffico interno la quota della ferrovia, di oltre un quarto, è nettamente superiore alla media europea. FFS Cargo è di gran lunga la maggiore impresa svizzera attiva nel settore del traffico merci, di cui il trasporto a carri completi è un elemento fondamentale. Questo stato di cose non è ovvio: in tutta Europa le ferrovie incontrano notevoli difficoltà a gestire tale offerta in condizioni di autofinanziamento. In due dei Paesi limitrofi il trasporto a carri completi isolati è stato praticamente abbandonato. Il Consiglio federale accoglie con favore l'avvio da parte di FFS Cargo del pacchetto di risanamento e ritiene comprensibile che ciò abbia implicato una verifica dei punti di servizio la cui gestione non risulta redditizia a causa dell'esiguo volume di trasporto. Il traffico merci su ferrovia rafforza l'economia nazionale; il Consiglio federale ritiene che svolga un ruolo importante in particolare laddove presenta vantaggi comparativi rispetto agli altri vettori di trasporto (possibilità di raggruppamento e di pianificazione, grandi volumi di merci).</p><p>7. Il Consiglio federale ha preso atto del programma di chiusura dei punti di servizio compreso nel piano di risanamento di FFS Cargo, rilevando altresì che in linea di massima gli operatori del settore (e tra l'altro alcuni clienti direttamente interessati) hanno mostrato molta comprensione per questo provvedimento. È inoltre dell'avviso che l'impresa continuerà a fornire un servizio adeguato alle esigenze poiché la chiusura interesserà solo il 6 per cento dei trasporti finora effettuati con il sistema a carri completi isolati.</p>  Risposta del Consiglio federale.