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Giovanni del fu Lafranco «Tomaxii» di Intragna, agente a nome proprio e dei suoi fratelli Martinolo e Giacomo, aveva venduto a Franzino del fu Pietro Sasselli di Intragna, procuratore del comune di Intragna e Golino, un appezzamento di terreno prativo e silvato con alberi di castagne nel territorio di Intragna, al prezzo di 150 lire di denari nuovi, come contenuto in una vendita del 4 febbraio 1477 (v. Intragna 33). In seguito aveva venduto a Tognino del fu Tommaso detto Gaspare «de Carale» di Golino, procuratore di detto comune, un appezzamento di terreno a gerbido e a selva con castagni nel territorio di Intragna «ad Codigam in Spardis (?)», al prezzo di 50 lire di denari nuovi, come contenuto in una vendita dell'8 maggio 1489. Tognino, agente a nome della chiesa di S. Giorgio di Golino, aveva poi investito a titolo di locazione Giovanni dei detti beni al canone di 8 lire di denari nuovi, da consegnare per s. Martini alla chiesa. In seguito detto Giovanni «Tomaxii», da una parte, e Antonio del fu Maffeo «olim Domini Togni» di Golino, caneparo della chiesa, e mastro Giacomo del fu Albertone di Golino, procuratore del comune, avevano eletto stimatori Piero detto «Pezio» del fu Giacomo, console di Intragna, e Domenico detto «Manicha» di Golino, per stimare il valore delle migliorie sui beni, che ammontano a 70 lire di denari nuovi. Ora Giovanni del fu Lafranco vende a mastro Giacomo del fu Albertone di Golino, procuratore e agente a nome del comune, tutte le migliorie per un valore complessivo di 70 lire di denari nuovi, a completa soluzione dei debiti contratti verso la chiesa di S. Giorgio di Golino.
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