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BERNA - Il numero di jihadisti svizzeri si è stabilizzato. 65 sono quelli censiti dal Servizio delle attività informative della Confederazione nell'ultimo mese.
Il tasso di mortalità tra i cittadini con passaporto rossocrociato partiti per la Jihad è alto: sarebbero dieci gli svizzeri morti, ossia uno ogni sei, ma il servizio delle attività informative della Confederazione conferma soltanto cinque decessi.
Il numero di combattenti è schizzato verso l'alto in coincidenza con l'inizio del conflitto in Siria e in Iraq. Negli ultimi mesi sono stati 43 i presunti jihadisti partiti dalla Svizzera. 25 si troverebbero ancora nelle zone di guerra, ma secondo il Servizio delle attività informative della Confederazione, sarebbero soltanto dodici quelli impegnati attivamente nei combattimenti.
Dodici sono le persone tornate in Svizzera dalla guerra. Sempre secondo l'intelligence elvetica, soltanto uno su due avrebbe preso parte in modo effettivo alla Jihad: non solo quella combattuta in Siria e Iraq, ma anche in altri conflitti tra cui l'Afghanistan, il Pakistan, la Somalia e lo Yemen.
Tre reduci sarebbero stati in Afghanistan e Pakistan, mentre uno in Somalia. Anche per questi quattro casi mancano conferme. I servizi elvetici ritengono che non è possibile affermare con certezza che buona parte di queste persone siano partite per motivi legati alla lotta armata.
I servizi svizzeri presumono che siano sei i nuovi casi di svizzeri partiti per la Jihad. La loro meta non è stata riferita.