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Incarto n. 15.2002.171 Lugano 11 giugno 2003 EC/fc/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini e Giani segretario: Cassina, vicecancelliere statuendo sul ricorso 6 settembre 2002 di __________ contro l’operato dell’ Ufficio esecuzione di Lugano nell’esecuzione n. __________ promossa dal ricorrente contro __________ in tema di perenzione della domanda di vendita; viste le osservazioni 5 dicembre 2002 dell’UE di Lugano; esaminati atti e documenti; ritenuto in fatto: A. Con PE n. __________ del 6 marzo 2000 notificato al debitore il 9 marzo successivo, __________ procede contro __________ in via esecutiva ordinaria. Il 13 luglio 2000 il creditore ha presentato la domanda di prosecuzione dell’esecuzione. L’11 settembre 2000 l’UE di Lugano ha rilasciato ad __________ l’attestato di carenza beni n. __________. B. Il 20 dicembre 2000 __________, rappresentato dall’avv. __________, ha presentato la domanda di prosecuzione dell’esecuzione ex art. 149 cpv. 3 LEF sulla base dell’attestato carenza beni per fr. 24'807.80. C. Il 15 gennaio 2001 l’UE di Lugano ha emesso a favore del creditore procedente nell’esecuzione n. __________ un nuovo attestato di carenza beni per l’importo dedotto in esecuzione oltre alle spese. D. Il 19 febbraio 2001 l’UE di Lugano ha proceduto ad un nuovo pignoramento annullando l’attestato di carenza beni emesso il 15 gennaio 2001. Nell’ambito di siffatto pignoramento l’Ufficio ha pignorato: - un’autovettura marca __________ del __________ di colore __________, stimandola in fr. 1'000.--; - un furgone marca __________ con ponte ribaltabile, del __________, colore __________, stimandolo in fr. 200.--. E. In occasione del pignoramento il debitore ha dichiarato che l’autovettura è di proprietà di __________, mentre il furgone appartiene alla Comunione ereditaria fu __________, della quale egli non farebbe parte. L’UE di Lugano ha quindi assegnato al creditore un termine perentorio di dieci giorni per contestare le rivendicazioni di proprietà. Avendo il creditore proceduto a tale contestazione, il 6 marzo 2001 l’UE di Lugano ha assegnato agli eredi fu __________ e a __________ il termine di 20 giorni per promuovere l’azione di accertamento dei loro diritti. I rivendicanti hanno omesso di promuovere le relative azioni nei termini indicati dall’ufficio. F. Con provvedimento 25 febbraio 2002 l’UE di Lugano ha annullato l’esecuzione n. __________ per intervenuta perenzione, dandone comunicazione al rappresentante legale del creditore. G. Con atto di ricorso del 6 settembre 2002 __________ ha censurato l’operato dell’UE di Lugano, asseverando in sostanza che i beni pignorati non sono mai stati venduti. H. Con osservazioni 5 dicembre 2002 l’UE ha postulato la reiezione del gravame, atteso che il pignoramento di cui all’esecuzione n. __________ sarebbe stato dichiarato perento il 25 febbraio 2002, in quanto il creditore non avrebbe presentato alcuna domanda di vendita. Considerato in diritto: 1. Ex art. 17 cpv. 2 LEF il ricorso contro i provvedimenti degli organi di esecuzione forzata deve essere presentato entro dieci giorni da quello in cui il ricorrente ebbe notizia del provvedimento. La notificazione avviene con la consegna di un esemplare del provvedimento al destinatario. Se il destinatario ha un rappresentante, la notificazione è fatta a quest’ultimo. Il provvedimento 25 febbraio 2002 con il quale l’UE di Lugano ha annullato l’esecuzione n. __________ per intervenuta perenzione, è stato trasmesso lo stesso giorno al rappresentante legale del creditore. Il termine di 10 giorni per ricorrere era ormai ampiamente scaduto il 6 settembre 2002. Per questo motivo il ricorso 6 settembre 2002 di __________ è irricevibile per tardività. 2. In via abbondanziale va rilevato che per l’art. 116 cpv. 1 LEF il creditore può domandare la realizzazione dei beni mobili, crediti e altri diritti pignorati non prima di un mese né più tardi di un anno dal pignoramento e, quando si tratti di fondi, non prima di sei mesi né più tardi di due anni dal pignoramento. La domanda di realizzazione può anche essere formulata oralmente ( cfr. Jaeger/Walder/ Kull/Kottmann, SchKG, Zurigo 1997, n. 15 ad art. 116). Il termine per domandare la realizzazione comincia a decorrere dal momento del pignoramento e non dalla sua comunicazione al creditore (DTF 115 III 109). La realizzazione degli oggetti pignorati avviene solo su richiesta del creditore escutente e non d'ufficio ( Markus Frey, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, vol. II, n. 1 e 10 ad art. 116): l’esecuzione è perenta se la domanda di realizzazione non è stata fatta nel termine legale o se, ritirata, non fu più rinnovata (art. 121 LEF). A domanda del debitore la realizzazione si può fare anche prima che il creditore sia autorizzato a richiederla (art. 124 cpv. 1 LEF). 3. Nel caso di specie il pignoramento è stato eseguito dall’UE di Lugano il 19 febbraio 2001. __________ non ha presentato, conformemente all’art. 116 cpv. 1 LEF entro il termine di un anno dall’avvenuto pignoramento, la domanda di realizzazione. Per questo motivo l’UE di Lugano con il provvedimento impugnato ha quindi correttamente accertato il non rispetto dei termini imposti al creditore dal diritto esecutivo per chiedere la vendita dei beni pignorati. 4. Il ricorso 6 settembre 2002 __________ è irricevibile per tardività. Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF). Per questi motivi, richiamati gli art. 17, 116 cpv. 1, 121, 124 cpv. 1 LEF; 120 cpv. 1 CPC e 25 LALEF pronuncia: 1. Il ricorso 6 settembre 2002 __________, è irricevibile per tardività. 2. Non si prelevano spese e non si assegnano indennità. 3. Contro questa decisione è dato ricorso entro 10 giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, tramite la scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del tribunale di appello, in conformità dell’art. 19 LEF. 4. Intimazione a: - __________ Comunicazione all’Ufficio di esecuzione di Lugano. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza Il presidente Il segretario

Incarto n. 15.2002.171 Incarto n. 15.2002.171

Incarto n. 15.2002.171 Lugano 11 giugno 2003 EC/fc/fb Lugano

Lugano 11 giugno 2003

11 giugno 2003 EC/fc/fb

EC/fc/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini e Giani Cometta, presidente,

Cometta, presidente, Pellegrini e Giani

Pellegrini e Giani segretario: segretario:

segretario: Cassina, vicecancelliere Cassina, vicecancelliere

Cassina, vicecancelliere statuendo sul ricorso 6 settembre 2002 di

statuendo sul ricorso 6 settembre 2002 di __________ __________

__________ contro contro

contro l’operato dell’ Ufficio esecuzione di Lugano nell’esecuzione n. __________ promossa dal ricorrente contro

l’operato dell’ Ufficio esecuzione di Lugano nell’esecuzione n. __________ promossa dal ricorrente contro __________ __________

__________ in tema di perenzione della domanda di vendita;

in tema di perenzione della domanda di vendita; viste le osservazioni 5 dicembre 2002 dell’UE di Lugano;

viste le osservazioni 5 dicembre 2002 dell’UE di Lugano; esaminati atti e documenti;

esaminati atti e documenti; ritenuto

ritenuto in fatto:

in fatto: A. Con PE n. __________ del 6 marzo 2000 notificato al debitore il 9 marzo successivo, __________ procede contro __________ in via esecutiva ordinaria.

A. Con PE n. __________ del 6 marzo 2000 notificato al debitore il 9 marzo successivo, __________ procede contro __________ in via esecutiva ordinaria. Il 13 luglio 2000 il creditore ha presentato la domanda di prosecuzione dell’esecuzione.

Il 13 luglio 2000 il creditore ha presentato la domanda di prosecuzione dell’esecuzione. L’11 settembre 2000 l’UE di Lugano ha rilasciato ad __________ l’attestato di carenza beni n. __________.

L’11 settembre 2000 l’UE di Lugano ha rilasciato ad __________ l’attestato di carenza beni n. __________. B. Il 20 dicembre 2000 __________, rappresentato dall’avv. __________, ha presentato la domanda di prosecuzione dell’esecuzione ex art. 149 cpv. 3 LEF sulla base dell’attestato carenza beni per fr. 24'807.80.

B. Il 20 dicembre 2000 __________, rappresentato dall’avv. __________, ha presentato la domanda di prosecuzione dell’esecuzione ex art. 149 cpv. 3 LEF sulla base dell’attestato carenza beni per fr. 24'807.80. C. Il 15 gennaio 2001 l’UE di Lugano ha emesso a favore del creditore procedente nell’esecuzione n. __________ un nuovo attestato di carenza beni per l’importo dedotto in esecuzione oltre alle spese.

C. Il 15 gennaio 2001 l’UE di Lugano ha emesso a favore del creditore procedente nell’esecuzione n. __________ un nuovo attestato di carenza beni per l’importo dedotto in esecuzione oltre alle spese. D. Il 19 febbraio 2001 l’UE di Lugano ha proceduto ad un nuovo pignoramento annullando l’attestato di carenza beni emesso il 15 gennaio 2001. Nell’ambito di siffatto pignoramento l’Ufficio ha pignorato:

D. Il 19 febbraio 2001 l’UE di Lugano ha proceduto ad un nuovo pignoramento annullando l’attestato di carenza beni emesso il 15 gennaio 2001. Nell’ambito di siffatto pignoramento l’Ufficio ha pignorato: - un’autovettura marca __________ del __________ di colore __________, stimandola in fr. 1'000.--;

- un’autovettura marca __________ del __________ di colore __________, stimandola in fr. 1'000.--; - un furgone marca __________ con ponte ribaltabile, del __________, colore __________, stimandolo in fr. 200.--.

- un furgone marca __________ con ponte ribaltabile, del __________, colore __________, stimandolo in fr. 200.--. E. In occasione del pignoramento il debitore ha dichiarato che l’autovettura è di proprietà di __________, mentre il furgone appartiene alla Comunione ereditaria fu __________, della quale egli non farebbe parte.

E. In occasione del pignoramento il debitore ha dichiarato che l’autovettura è di proprietà di __________, mentre il furgone appartiene alla Comunione ereditaria fu __________, della quale egli non farebbe parte. L’UE di Lugano ha quindi assegnato al creditore un termine perentorio di dieci giorni per contestare le rivendicazioni di proprietà.

L’UE di Lugano ha quindi assegnato al creditore un termine perentorio di dieci giorni per contestare le rivendicazioni di proprietà. Avendo il creditore proceduto a tale contestazione, il 6 marzo 2001 l’UE di Lugano ha assegnato agli eredi fu __________ e a __________ il termine di 20 giorni per promuovere l’azione di accertamento dei loro diritti. I rivendicanti hanno omesso di promuovere le relative azioni nei termini indicati dall’ufficio.

Avendo il creditore proceduto a tale contestazione, il 6 marzo 2001 l’UE di Lugano ha assegnato agli eredi fu __________ e a __________ il termine di 20 giorni per promuovere l’azione di accertamento dei loro diritti. I rivendicanti hanno omesso di promuovere le relative azioni nei termini indicati dall’ufficio. F. Con provvedimento 25 febbraio 2002 l’UE di Lugano ha annullato l’esecuzione n. __________ per intervenuta perenzione, dandone comunicazione al rappresentante legale del creditore.

F. Con provvedimento 25 febbraio 2002 l’UE di Lugano ha annullato l’esecuzione n. __________ per intervenuta perenzione, dandone comunicazione al rappresentante legale del creditore. G. Con atto di ricorso del 6 settembre 2002 __________ ha censurato l’operato dell’UE di Lugano, asseverando in sostanza che i beni pignorati non sono mai stati venduti.

G. Con atto di ricorso del 6 settembre 2002 __________ ha censurato l’operato dell’UE di Lugano, asseverando in sostanza che i beni pignorati non sono mai stati venduti. H. Con osservazioni 5 dicembre 2002 l’UE ha postulato la reiezione del gravame, atteso che il pignoramento di cui all’esecuzione n. __________ sarebbe stato dichiarato perento il 25 febbraio 2002, in quanto il creditore non avrebbe presentato alcuna domanda di vendita.

H. Con osservazioni 5 dicembre 2002 l’UE ha postulato la reiezione del gravame, atteso che il pignoramento di cui all’esecuzione n. __________ sarebbe stato dichiarato perento il 25 febbraio 2002, in quanto il creditore non avrebbe presentato alcuna domanda di vendita. Considerato

Considerato in diritto:

in diritto: 1. Ex art. 17 cpv. 2 LEF il ricorso contro i provvedimenti degli organi di esecuzione forzata deve essere presentato entro dieci giorni da quello in cui il ricorrente ebbe notizia del provvedimento.

1. Ex art. 17 cpv. 2 LEF il ricorso contro i provvedimenti degli organi di esecuzione forzata deve essere presentato entro dieci giorni da quello in cui il ricorrente ebbe notizia del provvedimento. La notificazione avviene con la consegna di un esemplare del provvedimento al destinatario. Se il destinatario ha un rappresentante, la notificazione è fatta a quest’ultimo.

La notificazione avviene con la consegna di un esemplare del provvedimento al destinatario. Se il destinatario ha un rappresentante, la notificazione è fatta a quest’ultimo. Il provvedimento 25 febbraio 2002 con il quale l’UE di Lugano ha annullato l’esecuzione n. __________ per intervenuta perenzione, è stato trasmesso lo stesso giorno al rappresentante legale del creditore. Il termine di 10 giorni per ricorrere era ormai ampiamente scaduto il 6 settembre 2002. Per questo motivo il ricorso 6 settembre 2002 di __________ è irricevibile per tardività.

Il provvedimento 25 febbraio 2002 con il quale l’UE di Lugano ha annullato l’esecuzione n. __________ per intervenuta perenzione, è stato trasmesso lo stesso giorno al rappresentante legale del creditore. Il termine di 10 giorni per ricorrere era ormai ampiamente scaduto il 6 settembre 2002. Per questo motivo il ricorso 6 settembre 2002 di __________ è irricevibile per tardività. 2. In via abbondanziale va rilevato che per l’art. 116 cpv. 1 LEF il creditore può domandare la realizzazione dei beni mobili, crediti e altri diritti pignorati non prima di un mese né più tardi di un anno dal pignoramento e, quando si tratti di fondi, non prima di sei mesi né più tardi di due anni dal pignoramento. La domanda di realizzazione può anche essere formulata oralmente ( cfr. Jaeger/Walder/ Kull/Kottmann, SchKG, Zurigo 1997, n. 15 ad art. 116). Il termine per domandare la realizzazione comincia a decorrere dal momento del pignoramento e non dalla sua comunicazione al creditore (DTF 115 III 109). La realizzazione degli oggetti pignorati avviene solo su richiesta del creditore escutente e non d'ufficio ( Markus Frey, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, vol. II, n. 1 e 10 ad art. 116): l’esecuzione è perenta se la domanda di realizzazione non è stata fatta nel termine legale o se, ritirata, non fu più rinnovata (art. 121 LEF). A domanda del debitore la realizzazione si può fare anche prima che il creditore sia autorizzato a richiederla (art. 124 cpv. 1 LEF).

2. In via abbondanziale va rilevato che per l’art. 116 cpv. 1 LEF il creditore può domandare la realizzazione dei beni mobili, crediti e altri diritti pignorati non prima di un mese né più tardi di un anno dal pignoramento e, quando si tratti di fondi, non prima di sei mesi né più tardi di due anni dal pignoramento. La domanda di realizzazione può anche essere formulata oralmente ( cfr. Jaeger/Walder/ Kull/Kottmann, SchKG, Zurigo 1997, n. 15 ad art. 116). Il termine per domandare la realizzazione comincia a decorrere dal momento del pignoramento e non dalla sua comunicazione al creditore (DTF 115 III 109). La realizzazione degli oggetti pignorati avviene solo su richiesta del creditore escutente e non d'ufficio ( Markus Frey, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, vol. II, n. 1 e 10 ad art. 116): l’esecuzione è perenta se la domanda di realizzazione non è stata fatta nel termine legale o se, ritirata, non fu più rinnovata (art. 121 LEF). A domanda del debitore la realizzazione si può fare anche prima che il creditore sia autorizzato a richiederla (art. 124 cpv. 1 LEF). 3. Nel caso di specie il pignoramento è stato eseguito dall’UE di Lugano il 19 febbraio 2001. __________ non ha presentato, conformemente all’art. 116 cpv. 1 LEF entro il termine di un anno dall’avvenuto pignoramento, la domanda di realizzazione. Per questo motivo l’UE di Lugano con il provvedimento impugnato ha quindi correttamente accertato il non rispetto dei termini imposti al creditore dal diritto esecutivo per chiedere la vendita dei beni pignorati.

3. Nel caso di specie il pignoramento è stato eseguito dall’UE di Lugano il 19 febbraio 2001. __________ non ha presentato, conformemente all’art. 116 cpv. 1 LEF entro il termine di un anno dall’avvenuto pignoramento, la domanda di realizzazione. Per questo motivo l’UE di Lugano con il provvedimento impugnato ha quindi correttamente accertato il non rispetto dei termini imposti al creditore dal diritto esecutivo per chiedere la vendita dei beni pignorati. 4. Il ricorso 6 settembre 2002 __________ è irricevibile per tardività.

4. Il ricorso 6 settembre 2002 __________ è irricevibile per tardività. Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF). Per questi motivi,

Per questi motivi, richiamati gli art. 17, 116 cpv. 1, 121, 124 cpv. 1 LEF; 120 cpv. 1 CPC e 25 LALEF

richiamati gli art. 17, 116 cpv. 1, 121, 124 cpv. 1 LEF; 120 cpv. 1 CPC e 25 LALEF pronuncia:

pronuncia: 1. Il ricorso 6 settembre 2002 __________, è irricevibile per tardività.

1. Il ricorso 6 settembre 2002 __________, è irricevibile per tardività. 2. Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.

2. Non si prelevano spese e non si assegnano indennità. 3. Contro questa decisione è dato ricorso entro 10 giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, tramite la scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del tribunale di appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

3. Contro questa decisione è dato ricorso entro 10 giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, tramite la scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del tribunale di appello, in conformità dell’art. 19 LEF. 4. Intimazione a: - __________

4. Intimazione a: - __________ Comunicazione all’Ufficio di esecuzione di Lugano.

Comunicazione all’Ufficio di esecuzione di Lugano. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

quale autorità di vigilanza Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario