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LUGANO - Passa anche dalla Svizzera la compravendita di voti all'estero denunciata ieri da un servizio della Iene. Nel filmato, andato in onda su Italia 1, si sente nominare chiaramente e in più occasioni uno "svizzero" al soldo di un politico presunto autore di brogli elettorali.
Al centro dei brogli c'è il sistema del voto per corrispondenza sfruttato dagli italiani all'estero. Il servizio mostra la transazione illecita, avvenuta in una tipografia a Colonia, tra questo personaggio proveniente dalla Svizzera per comprare migliaia di schede elettorali e un "cacciatore di plichi" (un soggetto che ruba o compra le schede elettorali per il voto dall'estero e le rivende al miglior offerente, perlopiù candidati all'estero).
A poche ore dalla messa in onda del servizio la procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, per ora senza indagati.
La compravendita di voti sarebbe avvenuta in Canada e in Germania. Delle indagini - riferisce la Stampa - erano già state avviate nei mesi scorsi su segnalazioni di alcuni Consolati. Il programma di Italia 1, inoltre, aveva più volte denunciato la possibilità di brogli con il voto degli italiani all’estero, grazie alla testimonianza di questi “cacciatori di plichi”. Uno di loro racconta davanti alle telecamere quello che è diventato quasi un mestiere: «C’è stata una battaglia fino all’ultimo sangue perché era tanta la concorrenza però i miei risultati li ho portati lo stesso. Ho guadagnato oltre 3 mila euro vendendo schede bianche ai candidati».