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BERNA - Il previsto accordo fiscale fra Svizzera e Germania "non avrà un grande impatto" per Credit Suisse: lo sostiene il vicepresidente Urs Rohner, secondo cui rimangono al momento difficili da prevedere sia l'entità dell'imposta liberatoria, sia quella dei deflussi di denaro dall'istituto.
La banca conosce il numero di clienti tedeschi, ma non sa ancora quanti di loro dovranno sottostare alle nuove regole e quanti faranno uso degli strumenti a loro disposizione, ha spiegato Rohner in un'intervista diffusa oggi dalla radio DRS.
Il banchiere, che nel 2011 dovrebbe assumere la presidenza del consiglio di amministrazione, non ha voluto esprimersi riguardo a un possibile trasferimento di soldi da parte di clienti verso altre piazze, come per esempio Singapore. Questo perché non sono ancora noti i termini concreti dell'intesa che va delineandosi.
Per quanto concerne i requisiti che la Svizzera vuole imporre agli istituti con rischio sistemico Rohner vede la Confederazione assumere un ruolo di guida a livello internazionale. Le proposte fatte finora sono comunque al limite di quanto la banca può sopportare per far fronte alla concorrenza degli altri paesi.
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