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Il Passo del San Gottardo fu aperto al grande traffico internazionale attorno al 1230, con la costruzione del Ponte del Diavolo (inizialmente in legno) e il Ponte Gocciolante (Twerrenbrücke), una passerella in legno inizialmente sostenuta da pali e in seguito da catene, lunga 60 m nella Gola della Schöllenen, fra Göschenen e Andermatt.
In Leventina l’antica mulattiera arrivava all’attuale Ponte del Maglio a Faido e poi saliva fino a Piana Selva, che ospitava un antico dazio, le cui rovine della torre erano ancora visibili negli anni Quaranta del secolo scorso. Da qui arrivava a Dalpe grazie a un antico ponte a due archi e poi raggiungeva il fondovalle, superando in questo modo le gole del Piottino.
Attorno alla metà del XIV secolo, molto probabilmente per volere dei commercianti di Milano e con il beneplacito dei Waldstëtten - che avevano esteso nel 1351 la loro influenza politica e militare fino al Piottino - era stata realizzata una nuova mulattiera che, passando a monte dell’abitato di Faido sul versante sinistro della Valle, arrivava fino al Ponte della vicinanza ai piedi del Piottino e da qui si inerpicava per superare la parete di roccia e poi discendeva fino al fondovalle.
A metà del pendio era stato realizzato il Dazio Vecchio, di cui si vedono ancora le rovine e che è nominato per la prima volta in una pergamena del 4 giugno 1383. L’antico Dazio Vecchio cadde in disuso e un nuovo deposito delle merci fu realizzato a Faido attorno al 1359: l’edificio situato nei pressi della Chiesa parrochiale, che veniva un tempo chiamato “sostra” (sosta).
Allo scopo di rendere più comoda la mulattiera e di ridurre di un giorno l’attraversamento della Leventina, attorno alla metà del XVI secolo gli Urani realizzarono una nuova mulattiera, sorretta da ponti, nella Gola del Piottino e costruirono l’attuale “Dazio Grande”, che entrò in funzione nel 1561.
Dr. Fabrizio Viscontini