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Tutti pazzi per la Birkin
La Birkin è sopravvissuta a Jane Birkin ed addirittura si può dire che non morirà mai, visto che il mercato dei collezionisti e degli amanti del vintage è molto più vivace di quello delle borse acquistate nel negozio di Hermès. Quanto vale oggi una Birkin? Molte donne, ma anche molti uomini, se lo chiedono, consapevoli del fatto che il prezzo di questa borsa sia dato soprattutto dalla sua storia.
L'incontro in aereo
Una storia abbastanza recente, nata nel 1984 da un incontro casuale in aereo fra Jean-Louis Dumas, amministratore delegato di Hermès (zio di quello attuale, Axel Dumas), e proprio Jane Birkin, che si lamentò della mancanza di una borsa elegante ma soprattutto comoda, per una donna con tanti impegni, anche come mamma. Il resto è storia anche di oggi, anche se la Birkin sarebbe diventata un oggetto del desiderio globale soltanto verso la fine degli anni Ottanta. A un certo punto stancò la stessa attrice anglo-francese, perché le sue dimensioni la inducevano a metterci dentro troppe cose, con il risultato di renderla pesantissima. Il suo giudizio era davvero libero, visto che di fatto dall’uso del suo nome da parte di Hermès ha sempre guadagnato pochissimo: all’inizio solo qualche borsa in regalo, più avanti forse per timore di cause (la Birkin era animalista convinta e protestò contro l’utilizzo della pelle di coccodrillo, una volta saputo delle modalità con cui questi coccodrilli venivano uccisi) Hermès le riconobbe una royalty annuale, comunque non superiore al valore di tre o quattro borse, che lei dava in beneficenza. Certo non era una collezionista di Birkin e riteneva inconcepibile che qualcuno pagasse centinaia di migliaia di dollari per una borsa usata.
Il prezzo
Sì, ma quanto costa una Birkin? Teoricamente in negozio la Birkin 25, il modello più piccolo e più desiderato, si potrebbe avere per circa 10 mila dollari nelle versioni base per arrivare a oltre 30 mila con varianti e collezioni particolari, con piccole differenze da Paese a Paese. Abbiamo detto teoricamente. Perché per le Birkin nuove Hermès ha una lista di attesa mediamente di cinque anni, a meno di usufruire di particolari raccomandazioni, una strategia di marketing formidabile basata sulla scarsità programmata del prodotto. Nessuno al di fuori degli alti dirigenti dell’azienda francese sa infatti quante Birkin si producano esattamente ogni anno, fra l’altro tutte con una lavorazione a mano che pretende l’impegno a tempo pieno di un artigiano per almeno due giorni. Il numero viene di solito dedotto dai nuovi arrivi sul mercato secondario, e non si va lontano dal vero ipotizzando che ogni anno nascano circa 5 mila nuove Birkin. Che dal momento dell’acquisto, faticoso anche al di là degli anni di attesa perché bisogna in qualche modo essere accettati da Hermès (se no non si può nemmeno scegliere il modello), entrano in un circuito che osservato dal di fuori è pazzesco e che ogni giorno fa battere nuovi record.
Victoria in vetta
Fra i record per così dire ufficiali segnaliamo quello della Birkin modello Himalaya, amatissima da Victoria Beckham (supercollezionista, possiede un centinaio di Birkin senza contare il resto) e Kris Jenner, venduta nel 2017 da Christie’s a 317.261 dollari. Record per una Birkin non prodotta in pezzo unico, perché se si va sul pezzo unico non ci sono praticamente limiti, arrivando in molti casi oltre i 2 milioni. Ma sul mercato secondario accessibile alle persone normali una Birkin 25 in pelle conservata in maniera decente si può prendere con 25 mila dollari: basta andare su un sito serio e pagare, senza liste di attesa. E ci sono Birkin 30, 35 0 40, quindi più grandi, che si possono acquistare in zona 10 mila dollari: certo sono borse usate e nemmeno facenti parte di collezioni particolari, nessuno si illuda di poterle rivendere al decuplo del prezzo. Comunque nel mondo si stima che esistano soltanto 200 mila Birkin, quindi un modello ben tenuto non si dovrebbe deprezzare. Ma certo le serie limitate viaggiano su altri prezzi, cosa che del resto accade anche per Chanel, Louis Vuitton e altri marchi di lusso.
Attenti ai segni
Come si fa quindi a stabilire il giusto prezzo di una Birkin sul mercato secondario? Tutte le persone che per averla non hanno voglia di aspettare cinque anni se lo chiedono… Secondo gli esperti di Sotheby’s bisogna tenere conto di più fattori, per non spendere cifre eccessive: colore, dimensioni, anno, materiale e condizioni. Negli ultimi anni la Birkin 25, quindi la più piccola, è stata molto più richiesta, quindi sul mercato del vintage è generalmente più costosa della Birkin 30, della Birkin 35 e della Birkin 40. Va da sé che a parità di modello valga sempre molto di più la Birkin nella scatola originale, magari mai aperta (la situazione che i fanatici definiscono Store fresh): fra i regali non apprezzati ci può essere anche una Birkin, perché no? Non è vero che le Birkin in pelle di animali come coccodrillo o lo struzzo costino di più di quelle classiche in pelle di Togo, anzi è vero il contrario perché si segnano molto di più. È curioso il fatto che le Birkin di colori neutri o comunque chiari costino molto di più di quelle dai colori vivaci, nessuno sa davvero il motivo ma i prezzi di mercato non mentono.
La Kelly
La grande rivale della Birkin è, nell’immaginario collettivo, la Kelly, che ha più o meno la stessa storia anche se Grace Kelly la apprezzava moltissimo e la portò anche in Caccia al ladro (non si chiamava ancora Kelly, però). Le due borse di Hermès oltre a essere diverse, a partire dal manico (la Kelly ne ha uno solo, la Birkin due), sono pensate per due tipi di donna diversi o per la stessa donna, evidentemente ricca e apprezzata dai commessi di Hermès, in due situazioni differenti: vita di tutti i giorni la Birkin, serata elegante la Kelly. Ha quindi senso la mini-Kelly, che in negozio si può acquistare con 8 mila dollari e sul mercato secondario non si rivaluta di tanto, fatta eccezione per collezioni limitatissime (nel 2021 una Kelly Retourné 28 è stata venduta a 513.200 dollari) e pezzi unici. Si può dire che nel caso della Kelly il culto sia nato spontaneo mentre in quello della Birkin sia stato studiato a tavolino, con il manuale del marketing aperto.