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Il divieto d’utilizzo dell'amianto è in vigore dal 1990. Come ci si è arrivati
Fibre letali: il rischio rappresentato dall'amianto è stato a lungo tenuto nascosto. Per un lungo periodo, c'è stata una mancanza di consapevolezza in ampi settori della popolazione, soprattutto perché le malattie legate all'amianto richiedono molto tempo per manifestarsi. Negli anni Ottanta, i sindacati e i loro alleati hanno lanciato con successo una campagna per vietare l'amianto: il divieto è in vigore dal 1° marzo 1990.
La Svizzera è stata uno dei primi paesi a vietare l’amianto. Il Consiglio federale ha deciso la sua messa al bando nel 1989. Il divieto è entrato in vigore il 1° marzo 1990. Questo era tutt'altro che scontato poiché la Confederazione ospitava uno dei maggiori produttori di materiali contenenti amianto: Eternit SA.
La Germania ha seguito l’esempio nel 1993 e dal 2005 è in vigore il divieto dell'amianto in tutta l'Unione europea. In Canada, per lungo tempo uno dei maggiori produttori di amianto al mondo, il divieto è in vigore solo dal 2017. L'utilizzo dell'amianto è ancora diffuso in molti paesi in via di sviluppo ed emergenti. Un divieto mondiale dell'amianto non è ancora realtà.
Divieto d’utilizzo dell’amianto in altri paesi
L'amianto è vietato attualmente solo in 67 paesi. Più di 125 milioni di persone entrano ancora in contatto con l’amianto ogni anno e più di 100.000 muoiono a causa di malattie legate all’esposizione al materiale.
L’insabbiamento dei pericoli legati all’amianto
Fino alla fine degli anni Settanta, i rischi per la salute in relazione all'amianto erano quasi solo un argomento per gli esperti. La lobby dell'industria dell'amianto ha fatto in modo che i pericoli fossero tenuti nascosti per molto tempo. Il gruppo denominato «Arbeitskreis Asbest» dell'industria del cemento ha condotto in Svizzera con successo una campagna a favore di un ritardo nella classificazione dell'amianto tra i materiali nocivi.
Cifre della Suva dal 1939 al 2017
L’opinione pubblica si è resa conto dell'incombente disastro sanitario solo molto tardi. Un motivo importante è che il periodo di latenza tra il contatto con l'amianto e l'insorgenza di una malattia va dai 15 ai 40 anni. Ogni anno in Svizzera muoiono circa 120 persone a causa di malattie legate all'amianto.
Risveglio dell’interesse pubblico e politico
Il problema dell'amianto in Svizzera è giunto all'attenzione dell'opinione pubblica e della politica solo quando i sindacati, insieme ai loro alleati, hanno lanciato una campagna pluriennale per la messa al bando dell'amianto. Essi furono sollecitati da:
- la Federazione internazionale dei lavoratori dell'edilizia e del legno, che già all'inizio degli anni Ottanta aveva invitato le associazioni che ne facevano parte, tra cui il Sindacato edilizia e legno (SEL, oggi Unia), a intervenire.
- i primi divieti di amianto introdotti nei paesi scandinavi.
- esperte/i e attiviste/i attivi legati al movimento dei lavoratori.
Grazie a questa campagna, la questione è stata portata all'attenzione dell'opinione pubblica e della politica. L'obiettivo era quello di rendere visibili gli enormi problemi e di prendere iniziative. L'interesse pubblico ha aumentato la pressione sull'industria dell'amianto e sulle autorità.
La svolta: l’amianto è vietato
Decine di iniziative politiche in seno ai parlamenti a livello locale, cantonale e nazionale hanno successivamente portato alla svolta. Ciò non sarebbe stato possibile senza la collaborazione di altre forze sociali, come gli ambienti medici e quelli legati alla protezione dell'ambiente. Tuttavia, anche in seno all'industria dell'amianto si cominciò a muovere qualcosa. Questo portò a processi produttivi più sicuri a partire dagli anni Settanta.
Gli sforzi congiunti di tutte le parti coinvolte hanno dato i loro frutti. Il divieto d'uso dell'amianto è entrato in vigore. Per saperne di più sul divieto: Amianto: vietato da 30 anni, ma attuale come sempre – bilancio e prospettive dal punto di vista sindacale
Ciò che è stato fatto a partire dal 1990
Anche se spesso sono state necessarie controversie difficili e prolungate, dal 1990 sono state fatte molte cose per affrontare la catastrofe dell'amianto:
- L’attività di prevenzione è stata fortemente rafforzata.
- Le norme legate alla prescrizione sono state riviste.
- È stato istituito un fondo di risarcimento e istituito un Care Service per le vittime dell’amianto.
- Il carico dei premi assicurativi è stato più equamente distribuito tra i rami della Suva.
L’amianto nel mondo
In molte zone del mondo l’amianto non è vietato. Anche la Svizzera corre il rischio di importare illegalmente o inconsapevolmente prodotti contenenti amianto. Senza contare poi che ogni anno muoiono migliaia di persone per malattie causate dall’amianto. Quelli che ancora sono in vita necessitano di un divieto. Insieme a Solidar Suisse, Unia sostiene la campagna per una migliore protezione dei lavoratori che entrano in contatto con l’amianto e per un divieto mondiale di questo materiale.