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La Fortezza di Bellinzona
La Fortezza di Bellinzona è l’unico esempio di architettura militare medievale ancora visibile in tutto l’arco alpino costituita da diversi castelli, collegati da una cinta muraria che sbarrava l’intera valle del Ticino, e da bastioni che circondavano la città a difesa della popolazione civile. Le sue origini risalgono alla fine dell’Antichità, quando un primo nucleo si stabilì sul promontorio roccioso di Castel Grande. Tuttavia, l’aspetto dei sistemi di difesa è dovuto principalmente agli ampi lavori realizzati dai duchi di Milano nel XVe secolo.
Fu allora che vennero create queste potenti fortificazioni, che sbarravano l’intera valle, per fermare le mire espansionistiche dei Confederati e per controllare le vie di transito attraverso alcuni tra i principali colli dell’arco alpino. La grave crisi del ducato, innescata dalla discesa in Lombardia del re francese Carlo VIII (1494), si concluse con la fuga di Luigi il Moro da Milano nel 1499; questo evento aprì la strada alle milizie straniere. L’occupazione di Bellinzona da parte degli eserciti francesi durò fino ai primi mesi del 1500, quando una rivolta armata della popolazione bellinzonese portò alla sua espulsione. La cattura di Ludovico il Moro (10.4.1500) spinse la popolazione a seguire l’esempio di Leventia, Blenio e della Riviera, sottomettendosi alla Lega Svizzera il 14.4.1500. Con la firma del Trattato di pace di Arona (1503), il villaggio fortificato di Bellinzona e la campagna circostante divennero possedimenti amministrati direttamente dai Cantoni di Uri, Svitto e Nidvaldo.
Questo sistema di governo rimase praticamente inalterato fino all’aprile del 1798, quando i tre cantoni, in seguito all’invasione della Confederazione da parte delle truppe napoleoniche, rinunciarono alla sovranità sui Baliaggi italiani. La Fortezza rivestì varie funzioni durante il XIXe secolo e venne in parte abbandonata. Nel XXe secolo emerse una nuova sensibilità nei confronti del patrimonio storico, secondo cui i castelli facevano parte del patrimonio artistico che doveva essere protetto e il cui carattere doveva essere preservato attraverso restauri. Nel 1925, la collina fu quindi dichiarata proprietà cantonale. Nei decenni seguenti furono realizzati diversi restauri che portarono la Fortezza allo stato attuale, culminati dall’inscrizione del sito nella Lista del patrimonio mondiale UNESCO nel 2000.