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BERNA - Come in Germania, anche in Austria l'accordo fiscale raggiunto oggi con Berna ha dato adito a critiche. A Vienna l'intesa dovrebbe comunque superare l'ostacolo del parlamento senza grossi problemi. I banchieri svizzeri hanno accolto bene l'intesa.
Per il Partito austriaco della libertà (FPÖ, estrema destra), il testo rappresenta una "benedizione per chi evade il fisco" e ieri il suo capo Heinz-Christian Strache aveva affermato che il testo "toglierà alla gente qualsiasi motivazione all'onestà fiscale".
Il vice-capogruppo dei Verdi in parlamento, Werner Kogler, ha rimproverato alla ministra delle finanze, Maria Fekter, di minimizzare l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro. E si è chiesto in quale altro paese chi ha commesso una frode fiscale "possa acquistare una amnistia completa in cambio di una parte del bottino?"
Per il leader dell'Alleanza per l'avvenire dell'Austria (BZÖ, nato dalla scissione dalla FPÖ), Josef Bucher, la ministra delle finanze dovrebbe "finalmente rappresentare gli interessi dei cittadini e delle cittadine che adempiono onestamente in Austria il loro dovere fiscale".
Mettendosi nella prospettiva dell'Unione europea, il capo del gruppo socialdemocratico nel Parlamento europeo, l'austriaco Hannes Swoboda, ritiene "infelice" che alcuni paesi membri concludano separatamente accordi fiscali con la Svizzera. Esprimendosi alla televisione austriaca, ha deplorato questa tendenza e dichiarato che "se tutti i membri dell'UE avessero dato mandato alla Commissione europea di negoziare con la Svizzera, si sarebbe ottenuto molto di più".
Esprimendosi alla radio nazionale, il ministro dell'economia austriaco, Reinhold Mitterlehner, ha sostenuto l'accordo perché avrà da una parte un effetto positivo sul bilancio e dall'altro perché è meglio risolvere ora la problematica in modo "più o meno giusto" piuttosto che "mai in modo preciso".
Da notare che FPÖ, BZÖ e Verdi sono in minoranza nelle due Camere del parlamento austriaco e la ratifica dell'accordo non dovrebbe incontrare grandi ostacoli anche se vi sono delle critiche da alcuni socialisti.
L'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) si rallegra che l'accordo non preveda un pagamento anticipato da parte delle banche. Trova anche positivo che non siano previste misure supplementari di controllo, ciò che rappresenta un segnale per analoghe intese con altri paesi europei. A differenza di Germania e Gran Bretagna, l'Austria non ha ricevuto così nessuna garanzia di pagamento.
ATS