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LUGANO/ZURIGO - Capelli blu, pelle bianca come il latte e un gran sorriso. Così Anja, in arte Kings Elliot, appare agli occhi del mondo. È metà zurighese e metà inglese e da cinque anni ha lasciato la Svizzera per rincorrere il suo sogno, cantare. L'abbiamo incontrata in occasione di un suo ritorno su suolo confederato.
Da bambina guardava gli adulti e si chiedeva chi sarebbe diventata. A sei anni già cantava. Come racconta, «fingevo che nessuno potesse sentirmi». Ed è stato verso gli otto anni che ha finalmente realizzato che da grande avrebbe voluto essere una cantante. Così è iniziato il suo percorso, un po' traviato sia per i suoi disturbi borderline e di ansia sociale, che la portano ad avere dei pensieri molto invadenti, sia per alcuni aspetti esterni, «perché tutti pensano che non sia possibile farcela. E poi in Svizzera avevo quest'impressione che le persone pensassero "perché non si trova un lavoro in banca? Può benissimo cantare ai matrimoni"».
Ma Anja non crede che in Svizzera sia impossibile diventare cantanti a livello professionale, semplicemente lei si sentiva in imbarazzo. «Non potevo essere completamente me stessa. Quello che scrivo è davvero personale perché riguarda la salute mentale e tutti quei pensieri che ci sono nella mia testa. Mi sentivo in difficoltà a espormi lì dove le persone mi conoscono».
E per poter essere onesta e parlare di ciò che prova ha scelto di adottare un nome d'arte. «In un'intervista, a Lorde veniva chiesto per quale motivo si fosse chiamata così e lei aveva risposto: "perché puoi essere chiunque nel mondo dell'intrattenimento". E questa cosa mi ha ispirata. Perché le persone la chiamano Lorde che è praticamente Dio e lo trovo davvero figo. E ho deciso che mi sarei data un nome maschile, reale e plurale. E Kings è tutto quello che non sono perché sono insicura e sono una sola persona». Il nome le è venuto in mente mentre viaggiava in aereo, in un momento «spirituale», come se le fosse stato dato dall'alto. «Elliot invece è il mio nome di famiglia dal lato inglese».
A Londra Kings Elliot ha frequentato l'Academy of Contemporary Music. «Mi sono dovuta costruire una rete di contatti, facevo cinque lavori contemporaneamente sia durante il periodo a scuola che durante quello dopo. Sono solo due mesi che vivo grazie alla mia musica e posso dedicarmi a questa tutti i giorni». Recentemente ha firmato un contratto con la Universal Music, che, a titolo di esempio, conta tra i suoi cantanti Post Malone, Lady Gaga e Eminem.
Il genere è quello che è riuscito ad affermarsi negli ultimi anni con Lana del Rey e Lorde, che Elliot vede come artiste a cui ispirarsi, e più recentemente Billie Eilish: nostalgico e triste. «Cerco di creare un mondo in cui si possa andare per fuggire dalla realtà. Con me funziona e spero che anche chi ascolta abbia la stessa sensazione. Voglio che le persone non si sentano sole nelle loro sofferenze, perché tutti abbiamo dei problemi».
Canta esclusivamente in inglese, «forse perché con il tedesco non riesco a veicolare le stesse emozioni. Con mia madre ho sempre parlato inglese e le canzoni con cui sono cresciuta sono in questa lingua. Magari un giorno proverò a scrivere qualcosa in tedesco. Adesso sto lavorando ad alcune canzoni che penso usciranno nei prossimi mesi sotto forma di EP».
Capelli blu, pelle bianca come il latte e un gran sorriso. Così Anja, in arte Kings Elliot, appare agli occhi del mondo. È metà zurighese e metà inglese e da cinque anni ha lasciato la Svizzera per rincorrere il suo sogno, cantare. L'abbiamo incontrata in occasione di un suo ritorno su suolo confederato.