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(25.12.2013) La manodopera straniera è considerata vitale per molte imprese svizzere. L'80% delle società interpellate dall'istituto BAK Basel considera la libera circolazione delle persone importante, molto importante o addirittura indispensabile.
Il sondaggio è stato condotto presso 426 imprese membri delle associazioni mantello Swissmem, hotelleriesuisse, Associazione svizzera dell'industria tessile TVS, scienceindustries, economiesuisse, associazione svizzera degli assicuratori SVV, associazione padronale delle banche AGV, Associazione Svizzera Frutta e cliniche private svizzere. Ha avuto luogo nei medi di settembre ed ottobre 2013 su richiesta di questi diversi settori d'attività.
Secondo gli autori dello studio, due terzi degli interpellati reputa che l'attuale politica europea della Svizzera sia adattata ai bisogni dell'economia nazionale. Rimettere in questione l'accesso degli stranieri ai posti di lavoro disponibili in Svizzera, tema che sarà il fulcro della votazione federale del 9 febbraio 2014, sarebbe perciò nefasto.
Infatti, la stessa proporzione (66%) d'imprenditori interpellati afferma di affrontare già ora una penuria di manodopera qualificata. Questa mancanza di lavoratori è più forte nell'industria. Concerne essenzialmente i compiti specializzati, ma riguarda anche posti di management medio-basso.
Quasi sette datori di lavoro su dieci reputano che l'assunzione di collaboratori provenienti dalla zona euro sia il solo modo per fronteggiare questa situazione. Interpellati da BAK Basel sulle conseguenze di un eventuale contingente, più della metà dei proprietari d'impresa risponde che la loro competitività, la loro crescita ed i loro utili ne risentirebbero negativamente.
Ultima modifica 15.09.2015