Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/64212

<h2>SubmittedText<h2><p>Gli esperti calcolano che i costi complessivi sostenuti dallo Stato per il trattamento del dolore cronico si situano ai livelli di quelli legati al cancro e alle malattie cardiovascolari. Le assenze dal lavoro di breve o lunga durata, le perdite di guadagno e gli oneri finanziari che ne conseguono gravano in misura crescente sul sistema sociale. Il dolore cronico è uno dei motivi più frequenti di consultazione medica. È quindi compito di ogni singolo medico garantire una diagnostica e una terapia del dolore professionali. Solo intervenendo rapidamente è possibile evitare che il dolore diventi cronico e risparmiare al paziente, alla sua sfera familiare, alla società e allo Stato tutta una serie di conseguenze. Alcuni studi (per es. "Pain in Europe Survey 2003") dimostrano che in Svizzera e nel resto dell'Europa il dolore cronico costituisce un grave problema di politica sanitaria.</p><p>1. Secondo il Consiglio federale, il fatto che il 16 percento della popolazione svizzera soffra di dolori cronici richiede un intervento di politica sanitaria?</p><p>2. Il Consiglio federale prevede di lottare contro l'aumento del numero di pazienti e il relativo rialzo dei costi dovuti alla diagnosi e al trattamento del dolore cronico?</p><p>3. Cosa pensa il Consiglio federale della proposta (l'ASSD chiede la certificazione degli specialisti da parte della FMH) di dispensare agli studenti di medicina una formazione di base e una formazione permanente anche nella diagnostica e nella terapia del dolore cronico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide le preoccupazioni dell'interpellante riguardo alle conseguenze economiche e sociali del dolore cronico, alle sue ricadute sulla qualità di vita degli interessati, al rischio di invalidità precoce e di emarginazione.</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che l'attuale sistema di cure e i suoi meccanismi di finanziamento consentano di farsi carico del trattamento del dolore cronico. A suo avviso, non sussiste quindi una necessità urgente d'intervenire a livello di politica sanitaria, tanto più che, come spiegato nella domanda 2, ha già adottato i provvedimenti necessari affinché il sistema sanitario possa affrontare meglio questa sfida.</p><p>2. In considerazione dell'attuale ripartizione delle competenze in ambito sanitario, la Confederazione ha adottato vari provvedimenti tesi a fronteggiare più adeguatamente il problema del dolore cronico. Per esempio, nel gennaio del 2003 ha approvato il programma nazionale di ricerca "Salute muscoloscheletrica - dolore cronico" (PNR 53) dotato di un budget complessivo di 12 milioni di franchi, di cui 3 milioni destinati specificamente allo studio del dolore cronico. Nel frattempo, i lavori di ricerca sono a buon punto. Alla fine del 2005, il comitato di direzione verificherà l'orientamento dell'applicazione pratica chiesto esplicitamente nell'autorizzazione al progetto e lo consoliderà in vista della fase conclusiva.</p><p>Inoltre, la questione del futuro disciplinamento della prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili, che costituiscono una delle principali cause di dolore cronico, è parte integrante del riesame avviato dal Dipartimento federale dell'interno nell'ambito della prevenzione e della promozione della salute come pure delle attuali disposizioni legali in materia (al riguardo si veda il parere del Consiglio federale al postulato CSSS-S 05.3220 e al postulato Humbel Näf 05.3161).</p><p>Anche il promovimento dell'assistenza integrata, come proposto dal Consiglio federale nel messaggio concernente la modifica della legge federale sull'assicurazione malattie (Managed Care) del 15 settembre 2004 (04.062) contribuirà a migliorare il trattamento e l'assistenza dei pazienti affetti da dolore cronico.</p><p>3. Alla luce dell'andamento demografico e del conseguente incremento delle malattie croniche, accanto alle cure e ai trattamenti in senso stretto, in futuro aspetti come l'assistenza durante la malattia e l'alleviamento del dolore acquisiranno importanza. È quindi necessario che gli studenti di medicina siano maggiormente formati alla diagnostica e alla terapia del dolore cronico, in modo da poter trattare e assistere adeguatamente i pazienti e i loro familiari.</p><p>Il catalogo svizzero degli obiettivi didattici, dichiarato vincolante dalla commissione interfacoltà di medicina svizzera (CIMS) e dalle stesse facoltà tematizza la diagnostica e la terapia del dolore cronico dal profilo dei singoli casi clinici. Nell'ottica attuale, questo sguardo frammentario risulta però insufficiente. Pertanto, l'Ufficio federale della sanità pubblica ha concordato con la CIMS di inserire esplicitamente entro metà 2006, nel catalogo attualmente in fase di revisione, l'obiettivo didattico relativo al dolore cronico. Grazie a questo provvedimento, negli studi di medicina la diagnostica e la terapia del dolore cronico saranno quindi trattate alla stessa stregua delle cure palliative (si veda la mozione Menétrey-Savary 03.3405, Inserire l'aiuto al suicidio tra le materie d'insegnamento delle facoltà di medicina).</p><p>Senza dubbio, gli aspetti del trattamento e dell'assistenza dei pazienti affetti da dolore cronico devono rientrare anche nel perfezionamento dei medici, benché non sia prevista la creazione di un titolo federale in tal senso.</p>  Risposta del Consiglio federale.