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La Svizzera ha definitivamente accordato il suo aiuto giudiziario a Taiwan nella vicenda delle fregate francesi. Respinto l'ultimo ricorso.
Il Consiglio federale ha ritenuto che l'imputato principale, dopo le assicurazioni fornite da Taipei, non rischia la pena capitale.
Via libera alla collaborazione giudiziaria tra Svizzera e Taiwan nella vicenda delle sei fregate vendute all'isola nel 1991 dalla società francese Thomson, vendita che avrebbe comportato un vasto giro di tangenti.
Il Consiglio federale ha respinto un ultimo ricorso, quello di Andrew Wang, il principale intermediario dell'operazione. Già il tribunale federale di Losanna aveva giudicato sufficienti le garanzie fornite dal primo ministro di Taiwan, Frank Hsieh, che il 24 giugno scorso si era impegnato personalmente affinché l'imputato non sia condannato a morte in caso di un verdetto di colpevolezza.
Il Consiglio federale giudica che concedendo la collaborazione giudiziaria a Taiwan, alla Francia e al Liechtenstein non solo non viola gli interessi primari della Svizzera, ma che anzi agisce per il suo bene. Il paese, infatti, he tutto l'interesse a mantenere la sua piazza finanziaria libera da chi intende utilizzarla a fini criminali. E a questo scopo la trasparenza delle transazioni finanziarie è primordiale.
Una vendita conclusa nel 1991
La vendita di fregate era stata conclusa nel 1991 tra il Taipei cinese (il nome che la Cina vuole si usi ufficialmente per definire Taiwan nelle organizzazioni internazionali) e una società nazionale francese. Le transazioni per la vendita erano passate in Svizzera, Francia, Liechtenstein e Taipei.
In relazione a tale vendita erano state avviate procedure penali per riciclaggio di denaro, carente diligenza in operazioni finanziarie, falsità in documenti, omicidio e partecipazione a un'organizzazione criminale.
Nel 2001 e 2002, la Svizzera ha ricevuto richieste d'assistenza giudiziaria da parte di Francia, Liechtenstein e autorità taiwanesi. Nel quadro di tali richieste, il giudice istruttore federale ha ordinato il sequestro dei fondi bloccati per un ammontare di quasi 495 milioni di dollari americani e, con decisione del 28 novembre 2003, ha autorizzato la trasmissione dei documenti bancari a Francia, Liechtenstein e Taipei cinese.
Nessun riconoscimento dell'isola di Taiwan
Finora, la politica del Governo elvetico era sempre stata di sostenere che Taiwan è solo una provincia della Cina, senza personalità giuridica per quanto concerne il diritto internazionale.
L'assistenza giudiziaria è uno strumento il cui uso, però, non è riservato ai soli Stati. Il Consiglio federale ha ritenuto dunque legittima la concessione dell'assistenza giudiziaria anche a un'istituzione diversa dallo Stato. L'istituzione in questione, l'isola di Taiwan, dispone di un potere effettivo ed è in grado di soddisfare tutte le esigenze legali.
L'assistenza giudiziaria concessa dal Consiglio federale all'isola di Taiwan non modifica perciò la sua politica di una sola Cina, costantemente seguita dal 1950, che considera la Repubblica popolare di Cina come unico rappresentante dello Stato cinese.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Le sei fregate sono state consegnate nel 1991 alla marina di Taiwan dall'impresa francese Thomson.
Le navi sono state vendute per 2,5 miliardi di dollari. un prezzo poi risultato gonfiato.
Andrew Wang, all'epoca responsabile della Thomson sull'isola , è sospettato di aver versato centinaia di milioni di dollari a degli ufficiali di Taiwan per ricevere il loro avallo all'acquisto ad un prezzo gonfiato delle navi.
Cento milioni di dollari sarebbero inoltre stati versati al Partito comunista cinese affinché tollerasse la vendita delle fregate alla provincia "ribelle".
500 milioni di dollari sono bloccati su diversi conti in banche svizzere.