Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/119096

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro di un progetto di promozione economica il Consiglio federale ha emanato nel 2011 l'ordinanza concernente gli espatriati. Essa prevede deduzioni fiscali per le spese professionali particolari sopportate dai lavoratori specializzati provenienti dall'estero che svolgono la loro attività in Svizzera per un periodo massimo di cinque anni (ad es. spese di alloggio e scolarizzazione dei figli in scuole private con lezioni in lingua straniera). Per numerose imprese che operano in ambito internazionale l'assunzione di quadri provenienti dall'estero è una necessità assoluta e questi dirigenti accettano di trasferirsi in Svizzera unicamente se ai loro figli è data la possibilità di seguire una formazione riconosciuta sul piano internazionale, prevalentemente di tipo anglosassone. Le scuole che offrono questo genere di formazione non sono in concorrenza con la scuola pubblica ma assumono piuttosto il ruolo di offerta formativa complementare. Esse sono finanziate direttamente dai genitori dei giovani che le frequentano, senza far capo ad aiuti statali.</p><p>In questo contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale intende davvero eliminare o procedere a un adeguamento di queste deduzioni fiscali speciali in nome dell'uguaglianza giuridica?</p><p>2. È consapevole il Consiglio federale che questo provvedimento metterebbe in discussione un vantaggio comparativo sostanziale del nostro Paese?</p><p>3. Si può davvero parlare di disuguaglianza giuridica in questo ambito, considerando in primo luogo che si tratta di costi supplementari connessi con la mobilità internazionale del lavoro e con la necessità di offrire ai giovani una formazione a carattere internazionale, e in secondo luogo che le deduzioni sono limitate a un periodo di cinque anni?</p><p>4. Il Consiglio federale ha considerato da un punto di vista macro-economico il fatto che, a confronto con gli altri Stati, la Svizzera registra presso le scuole internazionali la più alta quota di studenti "internazionali" e che questo è un indicatore del grande numero di imprese attive sul piano internazionale domiciliate nel nostro Paese?</p><p>5. È consapevole il Consiglio federale che un marcato indebolimento della competitività del nostro Paese indurrebbe le imprese attive sul piano internazionale a lasciare rapidamente la Svizzera?</p><p>6. A quanto si può stimare l'entità del substrato fiscale che lo Stato perde a seguito dell'ordinanza in questione? A quanto si può stimare l'entità del danno economico che potrebbe causare un eventuale trasferimento all'estero delle imprese attive sul piano internazionale?</p><p>7. Il Consiglio federale sarebbe disposto a ipotizzare una rinuncia al provvedimento in questione nel caso in cui le conseguenze sull'economia dovessero rivelarsi prevalentemente negative?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 10 giugno 2009 la consigliera nazionale Fässler ha inoltrato il postulato 09.3528, "Deduzioni fiscali per gli espatriati", con il quale il Consiglio nazionale viene incaricato di chiarire in un rapporto all'attenzione del Parlamento quale margine d'azione accordino le basi giuridiche all'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) e alle autorità cantonali delle contribuzioni riguardo alle possibilità di deduzione delle spese professionali per i cosiddetti espatriati.</p><p>Il 13 aprile 2011 il Consiglio nazionale ha discusso il postulato presentato dalla consigliera nazionale Fässler, la quale lo ha ritirato dopo che la consigliera federale Widmer-Schlumpf ha dichiarato che avrebbe incaricato l'Ufficio federale di giustizia di avviare una verifica tempestiva dell'ordinanza concernente gli espatriati.</p><p>Nella sua perizia del 6 settembre 2011, che verrà pubblicata a inizio dicembre 2011 nella giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione, l'Ufficio federale di giustizia è giunto alla conclusione che l'ordinanza concernente gli espatriati (RS 642.118.3) è fondamentalmente conforme alla Costituzione e alla legge. Tuttavia, sarebbe auspicabile chiarire alcuni punti a livello di legge (spese per la frequentazione di una scuola) e di ordinanza (parità di trattamento dei contribuenti svizzeri che si trovano nella stessa situazione, computo delle prestazioni del datore di lavoro e relativa procedura). L'AFC prenderà in esame i punti critici segnalati dall'Ufficio federale di giustizia coinvolgendo i cantoni particolarmente interessati da questo tema.</p><p>Inoltre, entro l'estate del 2012 il Consiglio federale presenterà un rapporto esaustivo sulle ripercussioni dell'immigrazione in Svizzera in risposta alle questioni sollevate nei postulati e nelle mozioni pendenti (soprattutto nei postulati Girod 09.4301 e Bischof 09.4311 nonché nella mozione Brändli 10.3721). Già nel parere sulla mozione Sommaruga Carlo 11.3439, il Consiglio federale ha stabilito che gli incentivi fiscali conseguiti tramite la politica fiscale adottata finora e la riforma dell'imposizione delle imprese perseguita determinano un aumento dell'immigrazione e contrastano dunque con l'indirizzo della mozione Brändli con la quale si vorrebbe "aggiustare il tiro della politica migratoria". Di conseguenza, nel quadro di questo rapporto è necessario esaminare anche gli effetti delle deduzioni delle spese professionali per gli espatriati sotto il profilo dell'immigrazione.</p><p>Alla luce di quanto esposto e nell'attesa di ricevere i risultati dello studio in corso, il Consiglio federale rimane dell'opinione che le deduzioni fiscali per le spese professionali particolari a carico degli espatriati attivi temporaneamente in Svizzera siano oggettivamente giustificate. Il Consiglio federale concorda con l'autore dell'interpellanza sul fatto che la possibilità di deduzione delle spese professionali particolari per gli espatriati rappresenti uno strumento importante per la competitività della piazza svizzera a livello internazionale. La regolamentazione di tali deduzioni nell'ordinanza concernente gli espatriati è, come risulta dalla perizia dell'Ufficio federale di giustizia, conforme alla Costituzione e alla legge. </p><p>Pertanto il Consiglio federale non ha al momento alcuna intenzione di eliminare le deduzioni previste dall'ordinanza concernente gli espatriati. In questo senso ritiene che sia attualmente superfluo rispondere in modo dettagliato alle singole domande dell'autore dell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.