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L'amministrazione Trump avrebbe in programma la vendita della quota statunitense della Stazione spaziale internazionale.
Un settore che sicuramente è stato poco remunerativo fino ad oggi è quello dell'esplorazione spaziale, visti gli enormi investimenti che esso richiede. Questo settore però già oggi ha attirato investimenti provenienti dal settore privato. Un esempio su tutti e Space-X di Elon Musk, che proprio negli scorsi giorni è riuscita a spedire nello spazio una Tesla e soprattutto far riatterrare i razzi "riutilizzabili" usati per il trasporto (guarda qui il video), dimostrando di avere una marcia in più rispetto ai concorrenti, compresa la Nasa, da anni alle prese con lo sviluppo del vettore che dovrà sostituire lo Space Shuttle.
Fra qualche anno però pure la Stazione spaziale internazionale (Iss) potrebbe finire in mani private, o almeno per quanto riguarda la sua "quota" statunitense. L'amministrazione Trump infatti sarebbe intenzionata a privatizzare la parte Usa dell'Iss a partire dal 2024, anno in cui finiranno teoricamente i finanziamenti della Casa Bianca al progetto. Stando a quanto riferito dal Washington Post la Nasa avrebbe scritto in un documento che “la decisione di mettere fine al sostegno federale alla Iss nel 2024 non significa che la piattaforma stessa sarà messa fuori orbita in quel momento, è possibile che l’industria possa continuare a gestire determinati elementi o funzionalità dell’Iss come parte di una futura piattaforma commerciale”.
L'Iss è stata mandata in orbita nel 1998 come progetto di collaborazione fra varie nazioni e da allora funge in particolare da laboratorio particolarmente utile alla ricerca per la sua condizione di microgravità. Il solo costo di mantenimento di questo laboratorio si aggira attorno ai 4 miliardi di dollari annui.