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Ha stabilito che la politica unilaterale degli Stati Uniti contro Cuba viola il diritto internazionale e le norme universali per la coesistenza pacifica.
Giuristi di fama internazionale valutano le prove presentate nel primo giorno del Tribunale Internazionale contro il blocco di Cuba. Foto: Siempre con Cuba
Un tribunale internazionale, riunitosi a Bruxelles per due giorni (16 e 17 novembre 2023), ha stabilito che il blocco degli Stati Uniti contro Cuba viola il diritto internazionale e le norme universali per la coesistenza pacifica.
Ha inoltre sottolineato che l’assedio economico, commerciale e finanziario imposto da Washington viola la Carta delle Nazioni Unite, che sancisce la sovranità dei Paesi, la Dichiarazione universale dei diritti umani e gli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, tra le altre norme.
Dopo aver ascoltato le accuse e le testimonianze del Procuratore sui danni umani ed economici del blocco, la Corte ha ricordato che gli Stati Uniti hanno applicato questo sistema unilaterale di misure coercitive per più di 60 anni, influenzando le condizioni di vita di un intero popolo, il suo sviluppo e le prestazioni dei vari settori della società.
Allo stesso modo, la decisione dei giudici riflette la portata extraterritoriale del blocco, una componente contraria al diritto internazionale, la natura ingiustificabile dell’assedio e la sua intensificazione con l’inclusione dell’isola nella lista dei “presunti sponsor del terrorismo”.
Il parere letto dai giudici, guidati dal giurista tedesco Norman Peach, ha anche indicato il blocco come una violazione del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali del 1966.
In un altro dei suoi punti, la sentenza cita la Convenzione del 1948 sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio e la possibilità che l’ostilità di Washington e la sua determinazione a causare danni collettivi sistematici rientrino in questo crimine.
Il tribunale internazionale ha esortato gli Stati Uniti a porre fine al blocco contro Cuba e a risarcire le imprese e i cittadini colpiti.
Il presidente dell'Istituto cubano di amicizia con i popoli, Fernando González, ha ringraziato gli eurodeputati, gli organizzatori e i partecipanti al forum. Foto: Prensa Latina, 17/11/2023
Dopo la sentenza, il presidente dell’Istituto cubano di amicizia con i popoli, Fernando González, ha ringraziato gli eurodeputati, gli organizzatori e i partecipanti al forum.
In una conferenza stampa congiunta, González e l’europarlamentare Sandra Pereira hanno affermato che, sebbene la decisione dei giudici non sia legalmente vincolante, essa rappresenta un valido strumento per continuare la lotta per la fine dell’assedio.
A questo proposito, hanno sottolineato l’importanza di far conoscere la sentenza al mondo e hanno riconosciuto la profondità delle testimonianze fornite durante il processo da testimoni cubani, europei e statunitensi sull’impatto di una politica illegale ed extraterritoriale.
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