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PERIODICO DI INFORMAZIONE
DEL MUNICIPIO DI LUGANO
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Indice
Lettere alla città
Articolo
4
Novembre
1998
Un quarantotto
dimenticato?
Egregio signor Direttore,
leggo regolarmente con molto interesse il periodico da Lei curato e mi felicito per il Suo accurato impegnativo lavoro.
L’ editoriale di luglio mi ha indirizzato i pensieri sul fatto che forse, mi corregga, le commemorazioni del 1798 e del 1848 federale, hanno fatto dimenticare che il Ticino ha attivamente partecipato ai moti lombardi e milanesi del famoso Quarantotto. Il quale viene perfino ricordato nella parlata popolare, per designare il gran casino che coinvolse anche le nostre regioni, lasciandone non poche ripercussioni di varia natura.
Durante le mie ricerche storico-genealogiche sulle famiglie Delmenico di Novaggio, che hanno tenuto un convegno a fine agosto a.c., ho trovato, accenni importanti al coinvolgimento di ticinesi a quei famosi moti.
La lapide posata sulla facciata del Museo della Malpensata ricorda il contributo dato da volontari ticinesi a quelle lotte: tra i nomi che vi figurano , in basso a sinistra, quelli del capitano Provino Delmenico e del soldato Giacomo Delmenico, fratello di mio bisnonno... Essi con alcune centinaia di uomini, entrarono a Milano, dopo le fatidiche 5 Giornate, il 4 marzo !
Ma tali rapporti “militareschi” furono preceduti e seguiti da moti libertari, che fervevano nel Canton Ticino e che favorirono la venuta dei grandi come Carlo Cattaneo.
Ho in corso, presso i discendenti del Provino Delmenico, a Besozzo, Varese, le ricerche di un carteggio che sarebbe stato scambiato tra Carlo Cattaneo e quel Provino. Infatti questo ultimo, ritornato in patria dopo la sconfitta di Novara a opera degli austriaci, si diede da fare per organizzare corpi di difesa civica, a protezione delle elezioni contro la reazione, e fu in contatto epistolare anche con Carlo Cattaneo. Forse il Presidente della Società Carlo Cattaneo, Avv. Franco Masoni, le potrà essere utile, qualora Lei volesse approfondire.
Ing. Aldo Massarotti
Viale cattaneo e
non via Ciani e altre notizie
Leggo molto volentieri questo mensile di comunicazione in quanto porta novità e notizie particolari della Città. Imparo sempre, anche se ho sorpassato gli 80 anni.
Vi scrivo la presente per segnalarvi un piccolo errore. L’articolo “Grazie a un ricordo”, porta un evidente sbaglio. Il Maestro Guido Vicari, non ha mai abitato in via Ciani ma unicamente in Viale Carlo Cattaneo, angolo via Landriani.
È la “Casa dei Vicari”, conosciuta anche per il bellissimo ulivo che ci sta davanti ed è vecchissimo.
E questo lo posso affermare con tutta sicurezza in quanto io sono nato all’Istituto Landriani indi mi sono spostato in viale Carlo Cattaneo, nella casa accanto ai Vicari, per essere precisi quella dei Rimoldi, dove troneggiava la famosa “Magnolia grandiflora” che il Prof. Rodolfo Ridolfi nel suo libro, definiva: “..che la Magnolia grandiflora della Casa Rimoldi, era il più bell’esemplare esistente sul territorio svizzero”.
Ma dirò ancora oltre. Nel 1938 quando era previsto l’arrivo della pattuglia militare a Bellinzona, io svolgevo il mio servizio militare in qualità di Caporale mitragliere alla Scuola Reclute di Bellinzona.
Quel giorno ero stato scelto quale Cpl. comandante del distaccamento che avrebbe dovuto sorvegliare i velivoli giunti da Dubendorf, durante la notte. Verso il tardo pomeriggio ci annunciarono che i velivoli non sarebbero arrivati per cui non si faceva il servizio di guardia. Più tardi, ci venne comunicata la triste disgrazia.
Ecco Signori alcune notizie, senza volere andare troppo nei dettagli e senza pretendere di essere “un personaggio che sa moltissimo ma...gli anni sono molti”.
Augurandovi buon lavoro, porgo i miei cordiali saluti.
Dino Rovelli
Le risposte
della Redazione
Per prima cosa ringraziamo coloro che scrivono offrendo consigli, suggerimenti e precisazioni. Il nostro è un giornale aperto che porta la sua attenzione ai fatti della città di ieri e di oggi. Sappiamo che tanti avvenimenti soprattutto se lontani sfuggono alla memoria, soprattutto a quella di chi, come chi scrive, è più giovane dei fatti narrati. È quindi opportuno precisare e correggere là dove necessario.
In riferimento alla lettera dell’Ing. Massarotti, non possiamo che convenire questa mancanza del riferimento al contributo dato dai ticinesi alle vicende del 1848 milanese. Il nostro Sindaco lo ha ricordato in occasione delle recenti celebrazioni, affermando in relazione, ai fatti del febbraio 1798, “che un popolo quando trova la libertà e ne riconosce l’importanza è anche pronto a lottare per quella degli altri” e così fu nel caso delle lotte del Risorgimento. Accogliamo perciò l’invito di approfondire l’argomento da Lei indicato in uno dei prossimi numeri.
In riferimento alla lettera del Signor Rovelli, non possiamo che scusarci dell’indebita sostituzione di via Ciani con Viale Cattaneo così come lo ringraziamodella segnalazione del vecchissimo ulivo e della “Magnolia grandiflora”, di Casa Rimoldi.
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