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BERNA - La politica di crescita 2016–2019 della Confederazione procede bene, anche se alcune misure accusano un certo ritardo. È quanto emerge da un rapporto sul tema approvato oggi dal Consiglio federale.
Diverse tappe importanti sono state raggiunte, come ad esempio il mantenimento della via bilaterale con l'Unione europea (UE), l'Analisi globale della politica agricola 2022–2025 o le misure nel settore dell'economia digitale, si legge in un comunicato governativo.
In altri ambiti si sono però registrati ritardi: ad oggi non sono stati ad esempio conclusi nuovi accordi sull'accesso al mercato con l'UE. Il sistema di incentivazione nel settore del clima e dell'energia (KELS), che doveva sostituire le misure di sostegno esistenti con un sistema di gestione efficiente, è stato poi respinto in Parlamento.
Secondo l'esecutivo, nella seconda metà della legislatura dovranno essere adottate nuove misure impegnative. Tra queste figurano ulteriori lavori per agevolare le importazioni, i negoziati sull'ulteriore sviluppo di accordi di libero scambio con Messico e Cile, l'attuazione di mandati d'esame nell'economia digitale e l'elaborazione delle basi della politica agricola per il periodo 2022–2025.
La cosiddetta "Nuova politica di crescita 2016–2019" consiste in un pacchetto di riforme che comprende in tutto 14 provvedimenti volti a contribuire a una crescita economica sostenibile in Svizzera. Con il rapporto approvato oggi il Consiglio federale ha stilato un primo bilancio.