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La questione è espressa in modo chiaro nella Costituzione: qualora una persona sia parzialmente o totalmente inabile al lavoro a causa di invalidità o limitazioni imposte dal proprio stato di salute, le rendite AI devono garantire il livello minimo di sussistenza. In caso contrario, la persona interessata ha diritto alle prestazioni complementari (PC). Ora: questo non è più il caso per numerose persone e molti sono tormentati da preoccupazioni finanziarie. Una causa delle ristrettezze economiche è rappresentata dall’affitto. Le PC prevendono un tetto massimo per i contributi alle pigioni di 1’100 franchi al mese per le persone sole e 1250 franchi per le coppie e le famiglie. Chi necessita di un’abitazione accessibile con sedia a rotelle ha diritto a un supplemento di 300 franchi al mese. Questi importi sono stati stabiliti nel 2001. Da allora gli affitti in Svizzera sono aumentati del 20% circa e oggi è quasi impossibile trovare un alloggio a questi prezzi.
Come primo passo uno sviluppo positivo per le PC
Questo problema deve essere risolto e l’aumento della pigione massima è la priorità di Inclusion Handicap e dei suoi soci, inclusa la Società SM. Sarebbe ad esempio ragionevole suddividere le pigioni massime in base alle regioni, perché i prezzi degli affitti cambiano a seconda della zona. Il Consiglio federale aveva proposto un aumento dei contributi per il canone di locazione a un massimo di 1’370 franchi per le persone sole e 1’620 franchi per le coppie, al quale si sarebbero aggiunti 500 franchi per le persone in sedia a rotelle.
Nel corso dell’ultima sessione estiva, il Consiglio degli Stati ha approvato questo adeguamento, successivamente respinto dal Consiglio nazionale, che puntava inoltre a realizzare risparmi in modo intollerabile, ad esempio riducendo le sovvenzioni per il fabbisogno dei bambini o per le casse malati. La posizione di Inclusion Handicap è chiara: una tale riduzione delle prestazioni è inaccettabile e questa situazione dovrebbe assolutamente essere sottoposta a referendum. Fortunatamente, durante la procedura di appianamento delle divergenze, il Consiglio degli Stati ha mantenuto la sua posizione. Ora la decisione spetta alla Grande Camera (presumibilmente durante la sessione autunnale).
Adesso tocca alla riforma dell’AI
La riforma dell’AI si trova allo stadio iniziale. Il disegno di legge del Consiglio federale non prevede alcun taglio e dovrebbe ampliare le «misure di reintegrazione professionale», allo scopo di consentire alle persone con SM di riprendere la propria vita lavorativa o mantenerla. L’attenzione è focalizzata sui giovani con disabilità fisiche, ma sono previste anche misure delle quali le persone con SM possono approfittare: se esiste il rischio di una (parziale) inabilità al lavoro o se è ad es. necessaria una riqualifica, i datori di lavoro possono in futuro fruire di consulenza e accompagnamento per permettere ai propri dipendenti di rimanere nel mercato del lavoro, anche se non sono iscritti all’AI. Le prime decisioni della commissione preparatoria del Consiglio nazionale confermano questa direzione. Inclusion Handicap si prepara tuttavia a duri scontri. Oggetto di discussione, ad esempio, è l’eliminazione della rendita AI per le persone al di sotto dei 30 anni: una proposta inaccettabile. L’autunno si preannuncia infuocato per il mondo politico, nella lotta per un sistema di assicurazione sociale più equo.