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Forum umanitario mondiale: aiuto federale senza base legale, CDF
(Keystone-ATS) Due anni fa la Confederazione aveva versato 1,75 milioni di franchi per la liquidazione della fondazione Global Humanitarian Forum, in difficoltà finanziarie. Stando al Controllo federale delle finanze (CDF) questo contributo non aveva alcuna base legale.
Dal punto di vista formale la base giuridica per un simile sostegno finanziario era insufficiente, ha spiegato oggi il vicedirettore del CDF Armin Vuillemin alla radio svizzerotedesca DRS. Egli ha criticato il fatto che la fondazione privata con sede a Ginevra avesse organizzato “grandi eventi” senza un finanziamento sicuro.
La fondazione dedicata alle conseguenze umanitarie dei cambiamenti climatici era stata costituita nel 2007 dall’allora consigliera federale Micheline Calmy-Rey ed era sostenuta dalla Confederazione con un milione di franchi all’anno. Presidente era l’ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, direttore l’ex capo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) Walter Fust.
L’organizzazione aveva cessato le attività nel marzo 2010. Per evitare un danno alla reputazione il Consiglio federale aveva deciso che era di competenza del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) impiegare i fondi necessari per la liquidazione.
In una presa di posizione scritta, il portavoce del DFAE Adrian Sollberger indica che gli 1,75 milioni di franchi erano stati presi dal budget per l’aiuto umanitario con l’intenzione di coprire la metà del debito dell’organizzazione e pagare salari e contributi sociali dei dipendenti durante il periodo di preavviso di licenziamento.
Nel suo rapporto annuale per il 2011, il CDF scrive che nonostante siano state constatate grosse lacune nella gestione della fondazione, il Consiglio federale ha respinto la raccomandazione dello stesso CDF di far valere pretese di regresso. Sollberger spiega che un’estinzione rapida del debito e una soluzione socialmente sostenibile in tempi brevi sono parsi più importanti che ricorrere alla giustizia, viste le poche possibilità di successo. Non appena appreso delle manchevolezze nella gestione il DFAE è intervenuto, cominciando da un’analisi finanziaria dell’organizzazione.