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mercoledì 22 novembre 2017.

Governo retico chiede scusa a vittime misure coercitive
(ats) Questa mattina, nel corso di un evento commemorativo a Coira,
il Governo grigionese ha presentato ufficialmente le proprie scuse
per le sofferenze causate alle vittime di misure coercitive a scopo
assistenziale e di collocamenti extrafamiliari.
A scusarsi in nome dell’esecutivo retico per il triste capitolo di
storia svizzera, nel quale, tra l’altro, i Grigioni hanno avuto un
ruolo pionieristico, è stato il consigliere Jon Domenic Parolini.
Fino agli anni ’80, - spiega un comunicato odierno dell’esecutivo -
nei Grigioni, come in tutta la Svizzera, sulla base della
legislazione allora vigente, decine di migliaia di bambini e
adolescenti furono strappati alle loro famiglie e collocati presso
istituti e aziende agricole. Le donne venivano messe sotto forte
pressione affinché abortissero o dessero in adozione il proprio
figlio. Le persone il cui comportamento non corrispondeva ai valori
sociali e morali venivano internate per decisione amministrativa,
in parte senza un decreto giudiziario.
Il Governo retico - prosegue il comunicato - ha deciso che nel
Cantone dei Grigioni venga creata una testimonianza commemorativa,
incaricando un gruppo di vittime e di esperti di elaborare delle
proposte. Intanto, alla presenza di numerose vittime, Parolini ha
piantato un albero come simbolo del torto arrecato. In quel punto,
l’anno prossimo verrà realizzato un luogo di commemorazione con
panchine e una fontana.
Il ruolo "pioniere" dei Grigioni
Uno studio - commissionato dal Cantone ad un team di ricercatori
dell’Università di Berna e presentato a maggio - aveva evidenziato
che i Grigioni furono tra i primi Cantoni a disporre di una "casa
di lavoro" per "fannulloni" e "vagabondi". Già nel 1840 fu aperto
lo Zwangsarbeitsanstalt Fürstenau (casa di lavoro forzato), uno dei
primi istituti in Svizzera, che nel 1855 fu trasferito nella "casa
di correzione" di Realta a Cazis, dove lo studio stima che tra il
XIX e il XX secolo gli internamenti amministrativi abbiano
riguardato 1’500 persone, spesso senza che avessero neppure
commesso un reato. L’istituto è stato uno dei luoghi di coercizione
più importanti in Svizzera fino alla metà degli anni Settanta.
Per quanto riguarda i collocamenti extrafamiliari di bambini, una
tappa fondamentale nei Grigioni fu l’entrata in vigore del Codice
civile svizzero nel 1912 che, in nome della protezione dei minori,
consentiva alle autorità di procedere a collocamenti extrafamiliari
o interdire e internare adulti a scopo assistenziale.
Prima dei Grigioni altri Cantoni si erano scusati per il capitolo
inglorioso della recente storia svizzera. La consigliera federale
Simonetta Sommaruga espresse le scuse in nome del Consiglio
federale nell’aprile 2013 in occasione di una commemorazione a
Berna.