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Le zoonosi sono malattie trasmissibili dall'animale all'uomo o viceversa. Spesso gli animali si ammalano senza manifestare sintomi e possono contagiare l'uomo tramite le derrate alimentari. È quindi fondamentale sorvegliare le zoonosi negli animali, nell'uomo e nelle derrate alimentari.
Attualità
Vaiolo delle scimmie: il ruolo di animali domestici e da compagnia
08.06.2021 : Al momento sono diversi i Paesi che segnalano casi di vaiolo delle scimmie nell’essere umano. Una persona infetta può trasmettere il virus agli animali e viceversa? Quali animali sono particolarmente ricettivi? Quali sintomi manifestano gli animali infetti?
Le risposte a queste e ad altre domande nelle FAQ qui sotto.
FAQ sul vaiolo delle scimmie
Che cos’è il vaiolo delle scimmie?
Il «vaiolo delle scimmie» è una malattia virale, causata dal virus del vaiolo delle scimmie Orthopoxvirus simiae (in inglese Monkeypox virus, MPXV), appartenente al gruppo degli orthopoxvirus. Il virus è imparentato con i classici virus umani del vaiolo (Variola virus, in inglese Smallpox virus) e con i virus del vaiolo bovino (zoonosi).
In quali Paesi il vaiolo delle scimmie è endemico?
La malattia è presente in forma endemica nell’Africa centrale e occidentale, in Paesi come la Repubblica Centrafricana, la Repubblica democratica del Congo, il Ghana e la Nigeria. In queste zone si osservano da decenni infezioni umane, per altro aumentate negli ultimi dieci anni. Soltanto in casi isolati il virus ha superato i confini africani.
Quali animali sono il serbatoio naturale del vaiolo delle scimmie?
Questo aspetto non è stato ancora del tutto chiarito. Il vaiolo delle scimmie è stato identificato in Africa in varie specie di roditori (scoiattoli, ratti e ghiri) e nei toporagni. Negli Stati Uniti il virus è stato trasmesso a cani della prateria tenuti come animali domestici attraverso il contatto con roditori importati dall’Africa.
Le scimmie e gli esseri umani sono considerati «ospiti accidentali» del virus e possono infettarsi e anche ammalarsi attraverso il contatto con un ospite serbatoio. Si hanno scarse informazioni sui focolai tra le scimmie in Africa, dato che questi casi non vengono registrati sistematicamente.
Come viene trasmesso l’agente patogeno?
La malattia si trasmette tramite il contatto stretto con un ospite serbatoio infetto o il contatto diretto con materiali contenenti il virus, come le croste cutanee. La trasmissione può avvenire anche con l’inalazione di goccioline infette. Il virus si trova in concentrazioni particolarmente elevate nelle lesioni cutanee tipiche di questa malattia. Le vie di ingresso più comuni sono microlesioni cutanee e tutte le mucose, eventualmente anche le vie respiratorie.
Quali sintomi manifestano gli animali infetti?
Gli ospiti serbatoio infetti quali i roditori non sviluppano di norma alcun sintomo oppure possono manifestare sintomi molto lievi. Inizialmente tutti gli ospiti accidentali come scimmie, gatti o esseri umani infetti possono sviluppare sintomi simili a quelli dell’influenza (p. es. febbre, spossatezza, inappetenza, linfonodi ingrossati). Dopo alcuni giorni si manifestano le tipiche lesioni cutanee, molto simili a quelle del vaiolo classico. In casi rari negli ospiti accidentali il decorso è grave e in casi molto rari può essere letale.
L’agente patogeno può essere trasmesso all’essere umano?
Il vaiolo delle scimmie è una tipica zoonosi, ossia una malattia che può essere trasmessa all’essere umano da animali infetti. Il decorso della malattia è spesso molto simile a quello di una debole infezione da vaiolo umano. Non mancano tuttavia i decorsi gravi o addirittura letali. La trasmissione da animale a essere umano può avvenire tramite il contatto diretto con animali infetti (morsi, secreti, escreti, manipolazioni ravvicinate, carcasse di animali durante l’attività di caccia, materiale contaminato da MPXV). Inoltre, l’agente patogeno può essere trasmesso attraverso il consumo di carne di animali infetti non sufficientemente cotta. Anche le goccioline possono avere un ruolo nella trasmissione della malattia.
È inoltre possibile la trasmissione da persona a persona che di norma avviene tramite il contatto molto ravvicinato o diretto con materiale contenente il virus (anche secreti, escreti). Le vie di ingresso più comuni sono microlesioni cutanee o le mucose (occhi, bocca, naso, organi genitali). Anche se è piuttosto bassa, la trasmissibilità del virus può comunque portare a una diffusione della malattia, sia pure limitata.
In Africa le infezioni avvengono soprattutto nelle regioni dove la malattia è endemica. I casi segnalati al di fuori dell’Africa sono stati finora per lo più associati a viaggi in queste regioni.
Come trattare gli animali domestici in una casa dove ci sono persone infette dal vaiolo delle scimmie?
Le persone infette devono evitare il contatto diretto con gli animali domestici e prestare particolare attenzione alle misure igieniche, come lavarsi accuratamente le mani e pulire e disinfettare le superfici.
Gli animali domestici possono contagiarsi tra di loro?
Non si può escludere una trasmissione in caso di contatto molto stretto tra gli animali o di contatto diretto con materiale contenente il virus (p. es. croste cutanee). Tuttavia, è importante evitare in primo luogo che siano gli essere umani a infettare gli animali.
Gli animali domestici infetti possono trasmettere il vaiolo delle scimmie all’essere umano?
Questo non si può escludere in caso di contatto stretto. È noto un focolaio scoppiato negli Stati Uniti nel 2003: in quel caso i cani della prateria tenuti come animali domestici si erano infettati e tramite il contatto avevano trasmesso la malattia a circa 70 persone.
Il vaiolo delle scimmie può trasmettersi anche agli animali da reddito come maiali o bovini?
Finora non ve ne sono indizi, nemmeno nell’Africa centrale e occidentale, dove la malattia è endemica.
Le diverse vie di contagio
I due terzi degli agenti patogeni emergenti sono relativi a zoonosi. Le zoonosi sono malattie trasmissibili dall'animale all'uomo o viceversa. L'uomo può essere contagiato in vari modi, ad esempio tramite le derrate alimentari, per contatto diretto, ecc. Alcune zoonosi interessano solo poche specie animali, altre (quasi) tutte. Analogamente, una malattia può colpire solo singoli individui o interi gruppi di persone (malattie di gruppo correlate alle derrate alimentari).
Il rischio di contrarre numerose zoonosi può essere maggiore in alcune mete turistiche molto frequentate o in Paesi con standard igienici carenti. Nei Paesi industrializzati, la campilobatteriosi e la salmonellosi sono le due zoonosi più diffuse.
Nel caso di alcune zoonosi, gli animali non manifestano alcun sintomo pur essendo portatori dell'agente patogeno (cosiddette infezioni asintomatiche). In questi casi è possibile determinare la presenza dell'infezione solo con una sorveglianza attiva e con analisi effettuate nei laboratori diagnostici. I laboratori diagnostici competenti e riconosciuti rivestono quindi un ruolo fondamentale.
Diverse forme di sorveglianza
Le zoonosi selezionate vengono sorvegliate mediante programmi specifici. Per alcune di loro vengono raccolti dati ad ogni livello della produzione di derrate alimentari (vale a dire dall'animale al prodotto reperibile nei supermercati). Per altre zoonosi si applica invece solo una sorveglianza passiva, basata quindi sui casi segnalati. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è responsabile della raccolta dei dati relativi all'uomo. Le basi giuridiche sono costituite dall'ordinanza del Dipartimento federale dell'interno (DFI) concernente le dichiarazioni di medici e laboratori. La sorveglianza di animali e derrate alimentari è di competenza dell'USAV e le basi giuridiche sono rappresentate dall'ordinanza sulle epizoozie, dall'ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d'uso e dall'ordinanza del DFI concernente l'esecuzione della legislazione sulle derrate alimentari (vedi «Ulteriori informazioni»). I risultati delle analisi sono uno degli elementi che entrano in gioco per decidere se è necessario applicare o correggere i provvedimenti di lotta. L'USAV mette inoltre a disposizione informazioni su come proteggersi dal contagio e su come consumare in modo sicuro le derrate alimentari (vedi «Ulteriori informazioni»).
Zoonosi al centro dell'attenzione
La situazione relativa alle zoonosi soggette a sorveglianza viene pubblicata annualmente nel Rapporto sulla sorveglianza delle zoonosi e dei focolai di malattie provocate da derrate alimentari (vedi «Ulteriori informazioni»).
Inoltre, un esaustivo rapporto svizzero sulle zoonosi viene redatto per l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Basandosi sui rapporti di tutti i Paesi UE e della Svizzera, ogni anno l'EFSA redige «The European Union summary report on trends and sources of zoonoses, zoonotic agents and food-borne outbreaks». Tale rapporto consente di valutare la posizione della Svizzera paragonata a quella degli altri Paesi europei (vedi «Ulteriori informazioni»).
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Legislazione
Ultima modifica 08.06.2022