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BERNA - Il nuovo coronavirus non è trasmissibile attraverso l'acqua potabile, ma la chiusura di scuole, impianti sportivi, piscine ed altre strutture accresce indirettamente il rischio di malattie come la legionellosi.
Gli impianti di acqua potabile che rimangono temporaneamente inutilizzati devono essere risciacquati accuratamente, ricorda oggi la Società Svizzera dell'Industria del gas e delle acque (SSIGA). L'acqua stagnante aumenta infatti il rischio di infestazioni da legionella e la diffusione di altri microrganismi.
L'organizzazione che riunisce le aziende distributrici di acqua e gas raccomanda di aprire ogni tre giorni i rubinetti degli edifici che rimangono inutilizzati. I rubinetti andrebbero aperti uno dopo l'altro, preferibilmente dal basso verso l'alto, per almeno 30 secondi. La pompa che assicura la circolazione dell'acqua deve rimanere in funzione.
La SSIGA sconsiglia di disattivare il riscaldamento dell'acqua: il raffreddamento potrebbe infatti causare perdite nei collegamenti delle tubazioni.
Soltanto in casi eccezionali, si dovrebbe verificare se l'impianto dell'acqua potabile dell'edificio può essere disattivato completamente o parzialmente e se la pompa di circolazione può essere spenta. Una simile procedura deve tuttavia essere realizzata in accordo con il gestore della rete idrica e in presenza di un installatore di impianti sanitari.
In allegato il documento del laboratorio cantonale che spiega come comportarsi se un impianto è chiuso da tempo (pagina 16).
Il nuovo coronavirus non è trasmissibile attraverso l'acqua potabile, ma la chiusura di scuole, impianti sportivi, piscine ed altre strutture accresce indirettamente il rischio di malattie come la legionellosi.