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La Westminster Magistrates Court di Londra ha emesso l'ordine di estradizione negli Stati Uniti per Julian Assange, fondatore di WikiLeaks. Salvo un ricorso dell'ultimo minuto all'Alta Corte, spetta ora alla ministra degli Interni, Priti Patel, dare il suo via libera finale (ritenuto scontato) al trasferimento. Il placet è previsto entro 28 giorni.
L'australiano si trova bloccato da 12 anni in Gran Bretagna: dapprima agli arresti, poi come rifugiato all'ambasciata dell'Ecuador e dal 2019 nuovamente in prigione dove un mese fa ha sposato uno dei suoi ex avvocati. Negli USA rischia una pesantissima condanna per aver contribuito dal 2010 a diffondere documenti riservati su crimini di guerra commessi dalle forze americane in Iraq e Afghanistan. In teoria la pena potrebbe arrivare a 175 anni di galera, dato che, oltre al reato di complicità nell'hackeraggio dell'archivio del Pentagono, gli viene imputata anche la violazione della legge sullo spionaggio.