Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/50183

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le scuole universitarie professionali discendono da quelle che erano un tempo le scuole specializzate superiori (scuole tecniche superiori STS, scuole superiori per i quadri dell'economia e dell'amministrazione SSQEA, scuole superiori di arti applicate SSAA). Un elemento centrale della riforma delle scuole superiori è la più ampia gamma di prestazioni previste per questi istituti, che rimpiazza l'incarico di formazione prevalentemente improntato alle discipline di specializzazione delle scuole e che deve includere anche la ricerca applicata e lo sviluppo, la formazione continua e altri servizi. Il 2 marzo 1998 il Consiglio federale ha rilasciato a sette scuole universitarie professionali un'autorizzazione valida fino alla fine del 2003, retroattiva dall'anno scolastico 1997/1998. Il Consiglio federale ha previsto, per questa fase d'istituzione che si concluderà nel 2003, diversi obiettivi, esplicitati nell'allegato dell'ordinanza sulle scuole universitarie professionali. I principali sono:</p><p>- il raggruppamento regionale e sovraregionale dell'attuale offerta di formazione, concentrazione dei cicli di studio;</p><p>- l'istituzione di settori di specializzazione di formazione e ricerca, con un'equa ripartizione dell'offerta a livello geografico e linguistico;</p><p>- la riduzione dei posti di studio in esubero in determinati indirizzi;</p><p>- maggiore ripartizione dei compiti e collaborazione a livello nazionale e internazionale tra le scuole universitarie professionali e le università nel quadro della specializzazione settoriale della formazione e della ricerca.</p><p>Le autorizzazioni rilasciate fino al 2003 sono state condizionate a oneri particolari per tenere appunto conto di tali obiettivi. Ma il processo di concentrazione voluto dalla Confederazione deve essere maggiormente accentuato. Il Consiglio federale ha riconosciuto il problema, è tuttavia convinto che questo compito debba essere assolto insieme agli organi responsabili delle scuole universitarie professionali. La Confederazione, i Cantoni (segnatamente la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione) e rappresentanti del mondo economico stanno definendo in un piano di massima gli obiettivi per lo sviluppo di un sistema concorrenziale di scuole universitarie, puntando soprattutto sull'armonizzazione dell'offerta formativa. Le strutture direttive ed organizzative e l'ulteriore coordinamento degli indirizzi di studio costituiscono punti essenziali di dibattito anche nella procedura per il rinnovo dell'autorizzazione alle scuole universitarie superiori nel 2003. </p><p>La concentrazione delle forze e l'istituzione di reti e centri di competenza riguarda anche la ricerca applicata e lo sviluppo. La Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) ha ricevuto dal Parlamento l'incarico per il periodo 1998-2003 di sostenere specificamente lo sviluppo della competenza delle scuole universitarie superiori nel settore della ricerca applicata e dello sviluppo. Con la creazione di reti di competenza a livello nazionale le SUP riuniranno conoscenze e know-how di natura interdisciplinare e sovraregionale. L'autorizzazione per le reti di competenza nazionale di scuole universitarie superiori è rilasciata dal Dipartimento federale dell'economia (DFE) in base ad una valutazione compiuta da esperti imparziali. Dal 2001 il DFE ha riconosciuto reti di competenza nei seguenti settori: biotecnologia, economia forestale, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, produzione integrata e logistica, microelettronica, e-business ed e-government, materiali, public management, tecnologia per edifici ed energie rinnovabili, tecnologia alimentare. Nel messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2004-2007 è prevista la creazione di reti nazionali di competenza per coadiuvare la collaborazione tra le scuole universitarie e gli operatori economici.</p><p>I cambiamenti auspicati dall'autore della mozione sono in gran parte già in fase di attuazione, in applicazione del diritto vigente. Non è quindi necessaria una revisione più estesa della legge sulle scuole universitarie professionali. Il Consiglio federale è però disposto a prendere in esame, durante la successiva revisione dell'ordinanza, il coordinamento a livello nazionale dei cicli di studio master.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.