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Il Tribunale federale (TF) si pronuncerà sull'incidente di pullman avvenuto a Sierre (VS) nel marzo 2012, costato la vita a 28 persone, di cui 22 bambini.
Due genitori delle piccole vittime ricorrono contro l'archiviazione del procedimento penale da parte della magistratura vallesana.
La decisione di chiudere l'inchiesta contro ignoti per omicidio colposo e lesioni personali colpose è stata resa il 30 giugno 2014 dal Ministero pubblico vallesano. Dopo aver esaminato tutti gli aspetti della sciagura, gli inquirenti avevano indicato che l'unico possibile responsabile del dramma è l'autista del pullman, forse vittima di un malore o di un attimo di disattenzione.
Insoddisfatti, undici genitori avevano ricorso contro l'archiviazione del procedimento penale, perché convinti che il conducente avesse commesso un suicidio. In quest'ambito avevano chiesto una ricostituzione dell'incidente, nonché una perizia sulla conformità della galleria di Sierre in cui si era schiantato il pullman che trasportava la comitiva.
In marzo, il Tribunale cantonale vallesano ha respinto il ricorso dei genitori, rilevando che il decesso del conducente "dispensa da investigazioni supplementari riguardo a un'ipotesi che non potrà mai sfociare in una condanna penale". Le perizie condotte nel quadro dell'inchiesta hanno dimostrato che il guidatore di 34 anni era affetto da una patologia coronaria, ma nessun elemento concreto ha permesso di attribuire a quest'ultima un eventuale malore.
L'autista assumeva inoltre un antidepressivo contenente paroxetina, una sostanza che può favorire pulsioni suicide agli inizi del trattamento. L'uomo era però in cura da due anni e la dose standard era stata dimezzata agli inizi del 2012 in vista di un arresto completo. Il medico che l'aveva in cura ha indicato di non aver alcun motivo per pensare che il paziente fosse soggetto a tendenze suicide. Gli inquirenti vallesani hanno dunque scartato questo elemento fra le cause possibili dell'incidente.