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Il gioco del bridge vanta antiche radici ed è una derivazione del "Whist", gioco praticato in Inghilterra sin dal XVI secolo e poi codificato in regole precise nel 1742 da Sir Edmund Hoyle che pubblica a Londra il cosiddetto "short Treatise", un volumetto sulla tecnica del gioco. La locuzione "according to Hoyle" diventa sinonimo di comportamento esemplare e signorile persino al di fuori del gioco. Hoyle ebbe l'intuizione di concepire un interessante gioco delle carte impiegato come veicolo sociale con profondi significati morali. Il gioco è ancora individuale e soltanto più tardi nasce il "Whistbridge" praticato, come il bridge moderno, da quattro giocatori in due coppie contrapposte. Parallelalmente nel Medio Oriente si diffonde un gioco analogo di origine russe, il "Biritch". Il Whistbridge viene gradualmente modificato e la gerarchia dei colori assume la configurazione definitiva ed attuale (fiori, quadri, cuori e picche), con la determinazione tuttavia casuale della briscola (atout), lasciata al mazziere o al suo partner. Nel 1892 lo statunitense John T. Mitchell pubblica un volume sul modo di praticare agonisticamente il whist e si cominciano a disputare i campionati americani.