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<h2>SubmittedText<h2><p>Democrazia, Stato di diritto e rispetto dei diritti fondamentali fanno parte dei principi costituzionali e rappresentano in un certo senso il fondamento della concezione di Stato della Svizzera. Questi valori contano non solo nella politica interna ma costituiscono le linee direttrici della politica estera svizzera. Secondo la Costituzione federale la Confederazione deve perciò adoperarsi per il rispetto dei diritti dell'uomo e il promovimento della democrazia nel mondo. Sullo sfondo di questi obiettivi costituzionali chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nei media due consiglieri federali hanno criticato la pubblicazione nei giornali svizzeri delle caricature controverse e hanno invocato limiti etici alla libertà di opinione. Il Consiglio federale non ritiene che non spetti alle autorità politiche giudicare singoli articoli della stampa?</p><p>2. La Svizzera nelle sue prese di posizione ha finora espresso molta comprensione per il malumore dei musulmani riguardo alle caricature e condannato qualsiasi volontà di nuocere al loro credo o di ferire i loro sentimenti religiosi. Noi condividiamo questa idea. Ogni religione ha diritto al rispetto e a essere tutelata dalla diffamazione. Per contro la Svizzera ha omesso di condannare inequivocabilmente gli attacchi violenti contro talune istituzioni europee, di esprimere solidarietà ai Paesi colpiti e di rafforzare il valore delle libertà fondamentali. Ritiene il Consiglio federale che farsi garante delle libertà fondamentali universalmente valide rappresenti una provocazione per i Paesi islamici e che debba dunque essere evitato?</p><p>3. Secondo la politica attuale, la neutralità non ha finora impedito al Consiglio federale di prendere posizione; neutralità non significa neutralità delle convinzioni. Questo atteggiamento di fondo è tuttora valido o il Consiglio federale prevede cambiamenti nella sua politica di neutralità attuale?</p><p>4. Secondo l'attuale prassi il diritto di neutralità è applicato nei conflitti armati internazionali. La politica di neutralità serve a convincere gli altri Stati della capacità e della disponibilità della Svizzera a comportarsi in modo neutrale nell'eventualità di futuri conflitti armati. Il Consiglio federale reputa che nel caso di questa disputa si tratti di un conflitto rilevante per la neutralità e che sia opportuno fare appello alla neutralità? Il Consiglio federale ritiene che un avallo inequivocabile delle libertà fondamentali e un'espressione di solidarietà ai Paesi le cui istituzioni sono state attaccate e i cui cittadini sono stati minacciati sia incompatibile con la politica di neutralità praticata?</p><p>5. Nella discussione i due consiglieri federali hanno detto che la Svizzera, in qualità di Paese neutrale e per la sua tradizione umanitaria (Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, sede della Croce Rossa), svolge un ruolo particolare in seno alla comunità internazionale e per questo motivo non può intervenire a favore dell'una o dell'altra parte. Il Consiglio federale condivide tale opinione? Se sì, può specificare in che cosa consiste questo ruolo specifico nell'ambito della cosiddetta questione delle caricature e spiegare quali sono le parti tra le quali la Svizzera deve comportarsi in modo neutrale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In linea di principio non è compito delle autorità politiche criticare gli articoli della stampa. Tuttavia, ogni membro delle autorità è libero di esprimere apertamente il proprio parere. Non vi è sostanzialmente nulla da obiettare alla partecipazione di rappresentanti delle autorità politiche a discussioni pubbliche su temi di società importanti.</p><p>2. La libertà di culto e di opinione sono due libertà fondamentali riconosciute universalmente che vanno difese in ogni caso. Tuttavia, proprio come la maggior parte dei diritti dell'uomo anche la libertà di culto e di opinione possono essere limitate a determinate condizioni. Gli articoli 18 e 19 del Patto dell'ONU relativo ai diritti civili e politici prevedono, tra l'altro, che questi diritti possano essere sottoposti alle restrizioni previste dalla legge necessarie per la tutela della sicurezza pubblica, dell'ordine pubblico, della morale pubblica o degli altrui diritti e libertà fondamentali. Al contempo, queste libertà fondamentali richiedono tolleranza e rispetto reciproco. Il Consiglio federale è dell'opinione che la comprensione tra le società e le culture può essere raggiunta soltanto attraverso il dialogo e la disponibilità ad ascoltare. Di conseguenza, si adopera nell'ambito della politica dei diritti dell'uomo per l'osservanza di questi diritti, il dialogo tra tutte le parti, la tolleranza e il rispetto reciproco. Violenza e minacce non sono ammesse a nessuna condizione. Del resto, il Dipartimento federale degli affari esteri ha espresso apertamente la sua preoccupazione per gli atti di violenza in relazione con le controversie e le caricature.</p><p>3. La neutralità, ai sensi della prassi tradizionale della Svizzera, non significa neutralità di pensiero. Le dichiarazioni del Consiglio federale contro le violazioni ai diritti dell'uomo e altre violazioni dei diritti fondamentali sono conformi ai principi della neutralità svizzera.</p><p>4./5. Il diritto di neutralità vieta ai Paesi neutrali di partecipare militarmente a un conflitto tra altri Stati. La politica di neutralità garantisce la credibilità della neutralità permanente. Quando all'inizio degli anni 1990 il Consiglio federale ha adattato questa politica, ha ritenuto importante precisare che "non diventi una politica di opportunità e che continui invece a distinguersi per la sostanza e l'attendibilità che le hanno valso in passato il rispetto internazionale" (rapporto sulla neutralità del Consiglio federale del 1993). Per questo motivo, il Consiglio federale ha definito in quell'occasione anche i principi della politica estera della Svizzera validi tuttora. Il primo principio è il mantenimento e la promozione della pace. In virtù di questo principio, il Consiglio federale è solito prendere posizione per promuovere il dialogo e la comprensione reciproca. Intende in tal modo evitare che la situazione si deteriori, come è avvenuto nel caso delle caricature di Maometto.</p>  Risposta del Consiglio federale.