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Fino a 30'000 cittadini svizzeri all'estero non hanno ricevuto il materiale di voto per lo scrutinio del 27 settembre o lo hanno ricevuto troppo tardi.Questo contenuto è stato pubblicato il 24 settembre 2020 - 21:00
- Deutsch Corona verschärft Frust: Tausende Schweizer im Ausland können nicht abstimmen
- Español La COVID aumenta su frustración: miles de suizos en el extranjero no pueden votar
- Português Trinta mil suíços do estrangeiro não podem votar
- Français Le coronavirus exacerbe la frustration: des milliers de Suisses de l’étranger ne peuvent pas voter
- English Swiss Abroad furious about missing voting documents
La Covid-19 colpisce anche la democrazia. A causa della pandemia, la votazione federale del 17 maggio in Svizzera è stata rinviata al 27 settembre. Per questo, domenica prossima il popolo dovrà pronunciarsi su cinque quesiti nazionali.
Questo denso scrutinio comporta problemi per gli svizzeri all'estero: migliaia di loro non hanno ricevuto i documenti di voto o li hanno ricevuti troppo tardi. E questo nonostante che il governo federale, in una circolare del 1° luglio, abbia reso attenti gli esecutivi cantonali sull'importanza, alla luce dell'attuale della situazione, di una spedizione tempestiva.
Numerosi svizzeri all'estero si lamentano sui social media della mancata recapitazione. Katja Wallimann Gates è una delegata del Consiglio degli svizzeri all'estero (CSE), il quale rappresenta gli interessi dei quasi 800'000 cittadini elvetici espatriati nei confronti della Confederazione. La nativa di Zurigo che vive in Australia ha stimato il numero di persone colpite: "Presumo che circa 30'000 svizzeri all'estero non abbiano ricevuto i documenti di voto o li abbiano ricevuti troppo tardi". Lei stessa è in questa situazione. "Questo mi è successo solo due volte nei miei 25 anni in Australia".
Critiche alle autorità elvetiche
Nel catalogo elettorale sono iscritti 190'000 svizzeri all'estero. Se la stima è corretta, ciò significa che quasi uno su sei di loro non potrà esercitare il diritto di voto domenica. "E questa è una stima prudente", aggiunge Katja Wallimann Gates. Secondo quanto riferito da svizzeri all'estero, solo il materiale di voto spedito dai cantoni di Vaud e Vallese sarebbe arrivato puntualmente.
I ritardi riguarderebbero essenzialmente le regioni più lontane dalla Svizzera. "In linea di massima, gli svizzeri all'estero in Europa e in Nord America sembrano aver ricevuto i documenti in tempo utile", afferma Katja Wallimann Gates. Ma per esempio in Australia, solo il nove per cento degli svizzeri all'estero registrati per votare li avrebbe ricevuti tempestivamente.
La delegata del CSE critica le autorità. Dato che la votazione popolare del 17 maggio è stata fusa con quella del 27 settembre, gli interessati avrebbero di fatto perso due votazioni importanti. "È come se gli abitanti di una città delle dimensioni di Zugo o di un piccolo cantone non potessero votare", sottolinea Katja Wallimann Gates. "Si tratta di una distorsione della volontà dell'elettorato".
Caos postale
La ragione del ritardo è apparentemente il caos nel traffico postale internazionale, causato dalla Covid-19. Per settimane non è stato possibile consegnare lettere o pacchi in regioni remote, come l'Australia o la Nuova Zelanda. "Non capisco perché i cantoni non abbiano spedito prima il materiale di voto, sapendo che il traffico postale in tutto il mondo era bloccato", lamenta Katja Wallimann Gates.
La Cancelleria federale, responsabile delle votazioni federali, non sa quanti svizzeri all'estero sono interessati dal problema. In una presa di posizione ha scritto che "potrebbero esserci problemi con la consegna dei documenti di voto". La Cancelleria rammenta poi la circolare summenzionata. "I Cantoni sono stati sollecitati a far fronte alle difficoltà di consegna all'estero inviandoli in anticipo agli svizzeri all'estero". La portavoce Ursula Eggenberger scrive inoltre che "la puntualità della consegna dipende in gran parte dalla qualità dei servizi postali esteri".
I cantoni declinano le responsabilità dei ritardi
Gli svizzeri all'estero partecipano alle elezioni e alle votazioni utilizzando le normali buste di voto inviate a tutto l'elettorato elvetico. Votano nell'ultimo comune di domicilio prima di trasferirsi all'estero o in quello d'origine se non sono mai stati domiciliati in Svizzera. I cantoni sono responsabili dell'invio dei documenti di voto. Certi cantoni affidano questo compito ai comuni. Zurigo, il cantone più popolato della Svizzera, lo ha affidato alla città di Zurigo. La portavoce Christina Stücheli scrive che "i fattori decisivi per la spedizione sono al di fuori della nostra sfera di controllo".
I tempi della procedura di spedizione sono determinati da diverse regole e direttive. I tempi per l'elaborazione e la stampa dei documenti e della logistica sono molto ristretti. Di conseguenza anche quelli per la spedizione. In altri termini, le mani dei cantoni sono legate a causa dei processi amministrativi e parlamentari.
In attesa del voto elettronico
Queste giustificazioni non sono affatto di conforto per gli svizzeri all'estero che non ricevono la documentazione in tempo utile per poter esercitare il loro diritto costituzionale di voto. Molti di loro sono frustrati, anche perché il 27 settembre si voterà sull'iniziativa "Per la limitazione" e sull'acquisto di nuovi aerei da combattimento, vale a dire su questioni importanti.
Fino all'inizio del 2019, in dieci cantoni era possibile votare online. Ma i sistemi di e-voting utilizzati fino ad allora in fase sperimentale sono stati sospesi per motivi di sicurezza. "Noi svizzeri all'estero dipendiamo dal voto elettronico, perché anche prima della Covid-19 a molti di noi i documenti elettorali e di voto pervenivano ripetutamente troppo tardi", afferma Katja Wallimann Gates.
Una task force composta di rappresentati della Confederazione, dei Cantoni e di fornitori di sistemi di e-voting sta attualmente lavorando per reimpostare la fase sperimentale del voto elettronico. "L'obiettivo è di raggiungere un'operatività stabile con sistemi dell'ultima generazione interamente verificabili", precisa la Cancelleria federale sul suo sito Web. Quando e se un simile sistema sarà disponibile rimane per ora un interrogativo aperto.
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