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Solo se il popolo accetterà l'aumento della "vignetta" da 40 a 100 franchi il Consiglio federale potrà procedere all'ampliamento della rete delle strade nazionali investendo 4 miliardi di franchi nei prossimi 20 anni. Un no alle urne bloccherebbe l'ampliamento di circa 400 chilometri di strade rilevate dai cantoni. Lo ha ribadito stamane in una conferenza stampa a Berna la ministra dei trasporti Doris Leuthard, dando ufficialmente avvio alla campagna in vista della votazione del 24 novembre prossimo.
L'ampliamento previsto non si potrà fare senza aumento del contrassegno autostradale poiché il Parlamento ha collegato a livello giuridico questo progetto con il decreto sulla rete stradale, ha sostenuto la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente e dei trasporti (DATEC).
Tra i nuovi tratti inseriti nel decreto sulla rete stradale vi sono, ad esempio, la Bellinzona-Locarno, la Berna-Bienne e la strada del passo dello Julier. La Confederazione subentrerà inoltre nei progetti di circonvallazione previsti sui nuovi tratti.
La rete delle strade nazionali svizzera - rammenta un comunicato del DATEC - si estende per circa 1800 chilometri. I tratti che ne fanno parte sono stati definiti dal Parlamento nel 1960 e sanciti nel decreto federale concernente la rete delle strade nazionali. Da allora, la rete ha subito soltanto esigui adeguamenti, sebbene nel frattempo la popolazione sia passata da 5,4 a 8 milioni di abitanti e il traffico stradale sia quintuplicato.
Per adeguare la rete delle strade nazionali alle mutate esigenze, il Parlamento ha deciso di integrarla con circa 400 chilometri di strade cantonali, modificando di conseguenza il decreto sulla rete stradale. Questi nuovi tratti consentiranno di migliorare il collegamento alla rete delle strade nazionali di città medio-grandi, agglomerati, regioni di montagna e regioni periferiche, e molte regioni potranno essere meglio collegate e decongestionate mediante circonvallazioni, ha rilevato Doris Leuthard.
L'aumento del prezzo del contrassegno autostradale e l'introduzione di una "vignetta" bimestrale di 40 franchi - ha spiegato la consigliera federale - servirà a coprire i costi aggiuntivi annui di circa 300 milioni di franchi generati dal rilevamento delle strade cantonali.
I costi per la manutenzione invernale, la cura delle aree verdi, i risanamenti e gli altri lavori di manutenzione e di esercizio ammontano a circa 100 milioni, ossia un terzo del totale. I rimanenti due terzi, ossia 200 milioni, verranno impiegati per i lavori di sistemazione, in particolare per le circonvallazioni, le misure contro l'inquinamento acustico e per la protezione da valanghe e altri pericoli naturali, nonché per incrementare la sicurezza di svincoli, incroci e gallerie.
Il nuovo decreto consentirà alla Confederazione di realizzare progetti nei prossimi 20 anni per un valore complessivo di circa 4 miliardi di franchi. "La popolazione disporrà di un sistema di vie di comunicazione migliore, sarà sgravata dal rumore grazie alle circonvallazioni e beneficerà di una maggiore sicurezza", ha detto Doris Leuthard. Anche passando a 100 franchi - ha sostenuto - il prezzo del contrassegno rimane comunque moderato rispetto all'estero: spesso, in Francia, Italia o Spagna, già soltanto per utilizzare l'autostrada durante una vacanza si pagano pedaggi ben più elevati di quanto si spende in Svizzera per utilizzare le strade nazionali per un anno intero. L'ultimo adeguamento del prezzo risale a quasi 20 anni fa.
I proventi della Confederazione sul contrassegno stradale sono destinati interamente al finanziamento speciale del traffico stradale. Il prezzo del contrassegno verrà aumentato soltanto a partire dal momento in cui le riserve di tale fonte di finanziamento saranno inferiori a un miliardo di franchi. Si garantisce così che la tassa non venga prelevata in anticipo. Stando alla pianificazione finanziaria e se il progetto relativo al contrassegno verrà accettato in votazione popolare, l'aumento avrà luogo verosimilmente all'inizio del 2016, ritiene il DATEC.