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BERNA - Condizioni più rigide da inizio gennaio 2021 per la Posta, che dovrebbero tradursi in un miglioramento per i clienti, circa la consegna dei giornali in abbonamento e della corrispondenza. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale adottando le apposite modifiche all'ordinanza sulle poste. Tra le novità figura anche la firma elettronica per la consegna delle raccomandate.
Per la prima volta viene stabilito, così come richiesto dal contenuto di una mozione del 2016 inoltrata da Stefan Engler (PPD/GR) e adottata dal Parlamento, il requisito attinente all'orario di consegna per i quotidiani in abbonamento: in futuro il postino sarà tenuto a distribuirli nelle zone senza recapito mattutino al più tardi entro le ore 12.30.
Una prescrizione, sottolinea una nota governativa odierna, che dovrà essere soddisfatta almeno nel 95% dei casi. La Posta deve dimostrare di aver rispettato questa disposizione nel suo rapporto annuale all'attenzione della PostCom.
Lettere consegnate tutto l'anno - Per la consegna a domicilio, in futuro la Posta sarà tenuta in linea di principio a consegnare la corrispondenza in ogni casa abitata tutto l'anno, sospendendo o riducendo questo servizio soltanto in casi eccezionali, ad esempio se vi sono pericoli per il personale. In ogni caso la Posta deve continuare a offrire una soluzione alternativa.
Attualmente, la Posta è tenuta alla distribuzione a domicilio in tutti gli insediamenti costituiti da almeno cinque case abitate tutto l'anno. In aggiunta deve servire le abitazioni occupate in maniera permanente situate al di fuori di questi insediamenti se la durata del tragitto non supera complessivamente i due minuti.
Ricevuta elettronica - Con la revisione il governo ha anche approvato la base legale per il recapito delle lettere raccomandate mediante autorizzazione elettronica. La Posta può proporre ai destinatari di farsi consegnare direttamente invii raccomandati rilasciando un'autorizzazione digitale che rimpiazza la firma manoscritta su carta o su un apparecchio elettronico di rilevazione. Il vantaggio di questa modifica? Tali invii potranno essere ricevuti anche in caso di assenza.
Il Consiglio federale esige dalla Posta che l'utilizzo di tale servizio avvenga su base volontaria sia per chi spedisce, sia per chi riceve l'invio. Inoltre l'ordinanza stabilisce ora espressamente i requisiti postali per la ricevuta su un apparecchio elettronico di rilevazione. Il Consiglio federale vuole in questo modo evitare una possibile incertezza giuridica nel caso di una firma su un tablet.
Traffico dei pagamenti - Un'altra novità riguarda il traffico dei pagamenti. Finora le attuali disposizioni circa l'estensione e i limiti del servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti si sono rivelate troppo poco efficaci nella pratica giudiziaria.
Secondo il Consiglio federale non era infatti abbastanza chiaro che il servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti deve essere fornito soltanto all'interno della Svizzera e non include pertanto le transazioni transfrontaliere.
L'esecutivo ha anche precisato le condizioni che autorizzano la Posta, in via eccezionale, a negare una relazione contrattuale. PostFinance potrà precludere l'uso delle prestazioni nel settore del traffico dei pagamenti alla clientela per la quale il rispetto dell'obbligo di diligenza prescritto dalla legislazione sul riciclaggio di denaro genera un onere eccessivo.
Stando al diritto attuale, PostFinance può anche rifiutare l'apertura di un conto se disposizioni nazionali o internazionali nell'ambito della legislazione in materia di mercati finanziari, riciclaggio di denaro o embargo si oppongono alla fornitura della prestazione. Oltre a ciò, un rifiuto può essere opposto se vi è il rischio di gravi danni sul piano legale e della reputazione.
Il caso - A tale riguardo, è di qualche giorno fa la notizia che PostFinance è stata trascinata in tribunale dal miliardario russo Viktor Vekselberg; l'imprenditore con residenza in Svizzera - proprietario della società di partecipazioni Renova che in passato ha acquisito importanti fette dell'industria elvetica, Sulzer e OC Oerlikon in primis - accusa la società finanziaria di venir meno al suo compito di servizio universale, non permettendogli di aprire un conto.
Il legale del miliardario russo sostiene che PostFinance si rifiuti di farlo per timore di possibili sanzioni americane contro coloro che dalla stampa vengono spesso citati quali "oligarchi" russi. Vekselberg ha però bisogno di una relazione bancaria, sia per coprire le proprie spese della vita quotidiana, sia ad esempio per pagare le imposte. La filiale della Posta, a questo proposito, avrebbe precisi obblighi, secondo l'avvocato.
Situazione poco chiara - Il legale di PostFinance riconosce che attualmente non è giuridicamente chiaro se la società possa fare eccezione al suo dovere di offrire un servizio universale: l'azienda ritiene però che questo sia effettivamente il caso. Per l'impresa esiste il rischio che, eseguendo una transazione significativa per Vekselberg, si esponga a sanzioni secondarie statunitensi. Per scongiurare questo pericolo si può solo evitare l'esistenza del conto.
Le sanzioni Usa - Nell'aprile 2018 l'amministrazione americana di Donald Trump aveva imposto sanzioni a diversi russi, tra cui Vekselberg, che vive a Zugo ed è considerato vicino al presidente Vladimir Putin. Washington li accusava di arricchirsi attraverso la politica autoritaria e anti-occidentale del Cremlino.
L'imprenditore si era visto congelare miliardi presso le banche elvetiche. Per evitare problemi alle sue imprese controllate aveva ridotto la sua partecipazione nei gruppi industriali svizzeri. Nell'indice dei miliardari di Bloomberg Vekselberg è attualmente accreditato al 116esimo posto al mondo, con 14,8 miliardi di dollari.