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L'incidente aereo che il 24 novembre 2001 causò la morte di 24 persone e il ferimento grave di altre nove nei pressi di Bassersdorf, nel canton Zurigo, non avrà conseguenze penali per i vertici della Crossair.
Il Ministero pubblico della Confederazione ha infatti rinunciato ad impugnare la sentenza del Tribunale penale federale che, il 16 maggio, aveva scagionato il fondatore e presidente del Consiglio di amministrazione dell'ex Crossair, Moritz Suter, e il direttore André Dosé dall'accusa di omicidio colposo e lesioni colpose gravi.
Il procuratore federale Carlo Bulletti aveva chiesto due anni di carcere con la condizionale per i due dirigenti e pene oscillanti tra i 12 e i 18 mesi per altri quattro imputati. L'atto di accusa parlava di una «cultura della paura» instaurata all'interno della compagnia per ridurre i costi a spese della sicurezza. La Corte aveva però giudicato la richiesta di Bulletti «priva di fondamento», seguendo le argomentazioni della difesa. La Confederazione sarà dunque chiamata a versare ad ognuno un risarcimento per le spese giudiziarie compreso tra i 108'000 e i 161'000 franchi
Nel rapporto del gennaio del 2004, l'Ufficio d'inchiesta sugli infortuni aeronautici era giunto alla conclusione che il disastro aereo era stato causato da errori del pilota. Al momento dell'atterraggio sulla pista 28 dello scalo zurighese, il comandante di bordo non aveva rispettato l'altezza minima di volo e aveva ignorato i numerosi i segnali di allarme per nebbia e neve. Il rapporto aveva pure messo in luce che il pilota non era tra i più affidabili. In particolare, aveva fallito diverse volte esami relativi alla sicurezza e non era riuscito ad ottenere brevetti per altri tipi d'aereo a causa di prestazioni insufficienti.