Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/205394

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di emanare disposizioni che vietino dal 2025 a banche e assicurazioni svizzere di distribuire dividendi e riacquistare azioni fino a quando le loro attività non saranno compatibili con l'obiettivo di 1,5 gradi fissato nell'Accordo di Parigi sul clima riguardante l'innalzamento massimo della temperatura media globale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Considerata la posizione economica centrale degli istituti finanziari, la disposizione proposta dall'autore della mozione interesserebbe una parte molto ampia dell'economia. Inoltre, gli utili derivanti da crediti e finanziamenti di progetti dannosi per il clima o la biodiversità sarebbero sottoposti a normative più rigide rispetto ai progetti stessi. L'attuazione della disposizione proposta sarebbe molto difficoltosa, poiché mancano chiari criteri distintivi per valutare se le attività commerciali concrete di un'impresa siano compatibili o meno con l'obiettivo di 1,5 gradi Celsius fissato nell'Accordo di Parigi sul clima e, se del caso, in quale misura. L'obiettivo dell'Accordo di Parigi (1,5°C) tange l'intera economia. In questo contesto il Consiglio federale è contrario a un disciplinamento speciale per le banche e le assicurazioni svizzere.</p><p>Già oggi sempre più istituti finanziari svizzeri attivi a livello internazionale applicano standard internazionali che prevedono l'attuazione degli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima. Si tratta ad esempio degli standard sostenuti dall'ONU quali i "Principles for Responsible Banking" (PRB), "Principles for Sustainable Insurance" (PSI) o i "Principles for Responsible Investing" (PRI).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.