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Avenir Suisse stima che negli ultimi mesi oltre 200.000 svizzeri siano stati costretti agli «arresti domiciliari».
Solo una piccola parte, però, è risultata positiva. Per questo motivo la richiesta di rivedere le regole di quarantena.
BERNA - Avenir Suisse chiede un adeguamento delle misure di quarantena svizzere. Secondo uno studio del think tank indipendente, il non poter lasciare le proprie quattro mura per dieci giorni non è «né appropriato, né necessario».
Per queste ragioni «il regime di quarantena dovrebbe essere riconsiderato», afferma Jürg Müller, coautore del rapporto. «Ad esempio, dovrebbero essere consentite passeggiate all'aria aperta, possibilmente con la condizione d'indossare una mascherina».
Essere messi agli "arresti domiciliari" per 10 giorni viene vista come «una massiccia violazione della libertà personale», sostiene Müller.
Oltre 200.000 persone sono state messe in quarantena - Anche se il Governo federale pubblica settimanalmente quante persone in Svizzera sono in quarantena a causa di un contatto a rischio, o di un viaggio in un'area a rischio, fino a ora non ci sono dati disponibili sul numero totale dei "quarantenati" svizzeri e su quanti di loro siano risultati effettivamente positivi.
Ecco perché Avenir Suisse ha effettuato una stima. Sulla base dei dati cantonali, Avenir Suisse arriva a ipotizzare 265.000-270.000 persone in quarantena dall'inizio della pandemia.
La quarantena spesso non mira a nulla - È stata esaminata anche la "precisione" delle misure di quarantena. Sulla base dei dati cantonali, i ricercatori ipotizzano che massimo un terzo delle circa 50.000 persone risultate positive tra la fine di giugno e il 19 ottobre fosse già in quarantena al momento del test.
Il think tank stima che meno dell'8% delle persone messe in quarantena dall'estate sia risultato positivo. Di conseguenza, circa 184.000 persone sarebbero rimaste "invano" chiuse dentro casa.
Per questo gli economisti concludono che è urgente e necessario un dibattito sul regime di quarantena. In primo luogo, dovrebbero essere raccolti dati affidabili. «È irritante che nessuna autorità in questo paese dichiari di sapere quante persone sono risultate positive durante la quarantena per essere tornati da zone a rischio», viene sottolineato.
In secondo luogo, le misure non sono sufficientemente «mirate». «La quarantena per i viaggi di ritorno deve essere radicalmente riconsiderata, in particolare alla luce degli ultimi sviluppi in Germania», viene quindi chiesto al Consiglio federale.
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