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L’essenziale in breve
Il freno all’indebitamento è un meccanismo semplice per il controllo delle uscite totali della Confederazione che serve ad evitare l’insorgenza di deficit cronici e, di conseguenza, un aumento del debito. Esso gode di un forte sostegno nella popolazione: nel 2001 questa disposizione costituzionale è stata accolta dall’85 per cento degli elettori e anche 20 anni dopo la sua introduzione, risalente al 2003, continua a riscuotere un ampio consenso nella popolazione e in Parlamento.
Con un tasso d’indebitamento del 30 per cento circa del prodotto interno lordo, la Svizzera occupa una posizione eccellente nel confronto internazionale. Il freno all’indebitamento non ha contribuito soltanto a far sì che la Svizzera riuscisse a gestire relativamente bene varie crisi, ma ha anche permesso di abbattere in modo considerevole il debito della Confederazione. Grazie alla riduzione del debito effettuata negli anni precedenti la crisi pandemica, la Confederazione continua a risparmiare cospicui importi nelle uscite a titolo di interessi.
La pandemia da coronavirus ha rappresentato finora il vero banco di prova del freno all’indebitamento. Per arginare le conseguenze economiche, la Confederazione ha erogato in brevissimo tempo 30 miliardi di franchi. Ciò è stato possibile grazie all’impostazione flessibile della regola in materia di uscite. Questo debito deve tuttavia essere nuovamente ridotto. A tal fine, mediante una modifica di legge il Parlamento ha prorogato il termine fino al 2035. Ne consegue che le ripercussioni della pandemia incideranno ancora a lungo sulle finanze federali.
La necessità di procedere a ulteriori adeguamenti è oggetto di ripetute discussioni; anche quale sia il «giusto» ammontare del debito pubblico dà adito ad accesi dibattiti. Fondamentalmente però i risultati ottenuti grazie al freno all’indebitamento sono inconfutabili.
Elementi principali
Gli elementi principali del freno all’indebitamento sono sanciti nell’articolo 126 della Costituzione federale:
- Principio: la Confederazione equilibra a lungo termine le sue uscite ed entrate.
- Regola in materia di uscite: L’importo massimo delle uscite totali da stanziare nel preventivo dipende dalle entrate totali stimate, tenuto conto della situazione economica.
- Eccezione: in caso di fabbisogno finanziario straordinario, l’importo massimo di cui al capoverso 2 può essere aumentato adeguatamente.
- Sanzioni: Se le uscite totali risultanti dal conto di Stato superano l’importo massimo di cui ai capoversi 2 o 3, le uscite che eccedono tale importo sono da compensare negli anni successivi.
- Attuazione: la legge disciplina i particolari.
Perché un freno all’indebitamento?
Negli anni Novanta i conti pubblici erano in squilibrio. In pochi anni i deficit miliardari hanno causato un notevole incremento dell’indebitamento, che è stato ulteriormente accentuato dal finanziamento delle casse pensioni della Confederazione e delle imprese parastatali.
Il principio secondo cui la Confederazione deve equilibrare a lungo termine uscite ed entrate era già sancito nella Costituzione, ma era rimasto lettera morta. Questo è un fenomeno ricorrente in politica: tutti concordano sul principio, ma appena si tratta di affrontare un caso concreto sorgono sempre motivi per evitarlo.
Con questa esperienza politico-finanziaria è aumentata la disponibilità del Consiglio federale e del Parlamento a sottostare, nell’ambito della politica finanziaria, a una regola concreta ed efficace in materia di uscite, affinché i buoni propositi diventino realtà. Secondo il freno all’indebitamento, le uscite non possono essere superiori alle entrate strutturali, ossia alle entrate corrette in funzione della congiuntura. Le uscite possono essere aumentate solo se il loro finanziamento è assicurato da ulteriori entrate o corrispondenti rinunce.
L’effetto del freno all’indebitamento
L’obiettivo del freno all’indebitamento è di stabilizzare almeno il livello del debito. Dal 2003 al 2019 è stato possibile ridurre il debito della Confederazione di circa 27 miliardi di franchi grazie alle eccedenze strutturali. Queste ultime si sono prodotte soprattutto perché le uscite erano inferiori a quanto preventivato. Durante la pandemia da coronavirus il debito è di nuovo aumentato a causa delle elevate uscite straordinarie.
Funzionamento del freno all’indebitamento
A medio termine, cioè nell’arco di un ciclo congiunturale, le finanze federali restano equilibrate grazie al freno all’indebitamento: nei periodi di alta congiuntura si devono realizzare delle eccedenze per poter compensare i deficit dei periodi di recessione. Le uscite ordinarie non possono superare le entrate strutturali, ossia le entrate corrette in funzione della congiuntura.
Ciò consente un’evoluzione equilibrata delle uscite ed evita una politica discontinua.
Efficace e comunque flessibile
Il freno all’indebitamento si applica al preventivo e stabilisce l’importo massimo che la Confederazione può spendere. Alla fine dell’anno, il consuntivo indica se questo limite massimo è stato rispettato per le uscite ordinarie. Il cosiddetto conto di compensazione tiene una contabilità in merito. Se il conto di compensazione riporta un deficit, la normativa contiene un chiaro meccanismo sanzionatorio: il disavanzo deve essere compensato per intero.
Affinché una norma di politica finanziaria sia efficace deve essere severa e vincolante, ma deve anche lasciare un margine di manovra sufficiente per poter reagire a sviluppi esterni. Il freno all’indebitamento garantisce questa flessibilità, poiché tiene conto della situazione economica attuale. Inoltre, esso prevede una deroga: in situazioni eccezionali e in situazioni che sfuggono al controllo della Confederazione (pandemia o catastrofe naturale) è possibile derogare alla norma ed effettuare spese straordinarie, che però devono essere compensate negli anni successivi se non possono essere coperte da entrate straordinarie degli anni precedenti. In questo modo si intende evitare di ricorrere indebitamente alla deroga.
La pandemia da coronavirus ha mostrato che le regole esistenti volte a compensare i disavanzi erano troppo restrittive per uscite di tale portata. Di conseguenza, si è resa necessaria una revisione temporanea della legge per non compromettere la ripresa economica con programmi di risparmio o inasprimenti fiscali. Tuttavia, la Confederazione si è attenuta allo sperimentato principio del freno all’indebitamento.
Efficacia dimostrata
Dalla sua introduzione nel 2003, il freno all’indebitamento ha dimostrato la sua efficacia a più riprese:
- grazie alla sua natura vincolante, esso ha contribuito a riequilibrare rapidamente le finanze federali;
- il freno all’indebitamento ha impedito che le maggiori entrate fiscali degli anni favorevoli da un punto di vista economico venissero impiegate per uscite supplementari. È stato invece possibile conseguire eccedenze e ridurre il debito;
- il fatto di impostare la regola alla congiuntura ha inoltre impedito che si dovessero ridurre le uscite nei periodi di recessione;
- il freno all’indebitamento ha dimostrato la sua efficacia anche durante le crisi. Grazie alla deroga è stato possibile effettuare elevate uscite straordinarie senza compromettere l’adempimento ordinario dei compiti della Confederazione. Infine, il meccanismo del freno all’indebitamento ha permesso di stabilizzare UBS durante la crisi finanziaria del 2008 e di attenuare le ripercussioni economiche durante la pandemia da coronavirus del 2020–2022.
Sfide attuali e future
Il freno all’indebitamento e la volontà politica di rispettarne le direttive hanno fornito un importante contributo al risanamento delle finanze federali.
Alla luce della dinamica della crescita nei settori di compiti fortemente vincolati per legge (ad es. la previdenza sociale a causa dell’invecchiamento della popolazione), la sfida di carattere politico-finanziario a lungo termine sarà quella di soddisfare anche altre esigenze. Nel contempo occorre vigilare affinché il finanziamento delle prestazioni statali rimanga sopportabile per i bilanci pubblici e privati.
Dall’introduzione del freno all’indebitamento le uscite sono sempre rimaste al di sotto dei valori preventivati, il che è riconducibile a un impiego parsimonioso delle risorse. In questo modo la Confederazione non deve indebitarsi per finanziare le sue attività ordinarie. Tuttavia, anche le entrate in costante crescita hanno facilitato il rispetto della regola in materia di uscite: una recessione più lunga e la conseguente flessione delle entrate fiscali metterebbero a dura prova il freno all’indebitamento. Un nuovo evento estremo con uscite elevate rappresenterebbe un altro banco di prova.
Bilancio positivo
Nel confronto internazionale, le finanze pubbliche della Svizzera occupano una buona posizione. Oltre alla Confederazione, anche la maggior parte dei Cantoni ha adottato un freno all’indebitamento.
Il successo del freno all’indebitamento supera i confini della Svizzera: nel 2011 la Germania ha introdotto un meccanismo simile basandosi sul modello svizzero. La crisi del debito che ha colpito l’Europa ha inoltre indotto la maggior parte dei Paesi dell’UE a ratificare il patto di bilancio del 2012, impegnandosi così a sancire il principio del freno all’indebitamento nella loro legislazione nazionale.
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Ultima modifica 17.08.2023