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BERNA - La riduzione dell'aliquota di conversione del secondo pilastro porterebbe "al depauperamento metodico e sistematico" dei futuri pensionati e, più ancora, delle future pensionate. Forte di questa convinzione, l'Associazione dei rappresentanti del personale che opera nelle istituzioni di previdenza (ARPIP) raccomanda ai cittadini, in un comunicato, di respingere la revisione che sarà posta in votazione il 7 marzo.
Senza consultare la base, l'Associazione svizzera delle istituzioni di previdenza (ASIP), ha deciso di schierarsi per la riduzione dell'aliquota, penalizzando l'insieme di chi andrà in pensione in futuro e ciò per garantire a qualche ente assicurativo "succosi redditi supplementari", si afferma nel comunicato.
L'ARPIP accusa inoltre l'ASIP, di aver stampato "senza il minimo scrupolo materiale di propaganda destinato a esser diffuso dalle stesse casse ai loro assicurati, col rischio di suscitare timori e incertezze attorno al secondo pilastro".
Insomma, secondo il personale degli enti di previdenza, l'ASIP "ha varcato la linea rossa, mettendo i suoi mezzi - provenienti dai contributi degli assicurati - al servizio del saccheggio delle rendite".
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