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Dopo aver gestito AutoPostale ad interim dallo scorso febbraio, oggi a Berna Thomas Baur ha ceduto la direzione al nuovo responsabile Christian Plüss.
Come simbolico passaggio di testimone, Baur ha consegnato al suo successore il volante di un autopostale, augurandogli buon viaggio verso un futuro di successo.
Dopo il periodo turbolento passato dalla compagnia, si vuole ristabilire la fiducia attraverso il dialogo. "Dobbiamo essere trasparenti con i nostri impiegati, ma anche con Comuni e Cantoni", ha spiegato Plüss ai media presenti.
Nove mesi dopo la scoperta dello scandalo delle sovvenzioni che ha investito AutoPostale, il nuovo responsabile vuole anche maggiormente prendere in considerazione il punto di vista dei clienti.
Lo scandalo era scoppiato in febbraio, quando era emerso che l'azienda di trasporto della Posta, tra il 2007 e il 2015, aveva effettuato trasferimenti illeciti di utili dal traffico regionale viaggiatori (TRV) sovvenzionato ad altri settori di attività, ottenendo indebite indennità federali e cantonali.
L'ex quadro dirigente di Alpiq Plüss ha ammesso di aver esitato prima di accettare la nuova sfida, ma analizzando la situazione si è convinto: "AutoPostale è un marchio conosciuto che attraversa una situazione eccezionale", ha detto.
Baur ha dal canto suo stilato il bilancio dei nove mesi passati al vertice dell'azienda, ed ha affermato di aver raggiunto tre obiettivi: restituire il denaro percepito indebitamente della società, assicurare la sua sopravvivenza e presentare una nuova struttura.
In relazione allo scandalo la Posta ha raggiunto un accordo e risarcirà a Confederazione, Cantoni e Comuni 188,1 milioni di franchi per i sussidi ricevuti indebitamente dal 2007. A questi si aggiungeranno altri 17,2 milioni a titolo di "restituzione spontanea" per le irregolarità precedenti cadute in prescrizione, per un totale di 205,3 milioni.
L'accordo raggiunto ha chiuso la vicenda per quanto riguarda l'aspetto finanziario. Rimane invece ancora aperto il capitolo giudiziario. Lo scorso 27 febbraio il Consiglio federale ha affidato all'Ufficio federale di polizia (fedpol) il procedimento penale amministrativo contro la Posta, i cui uffici alla sede centrale di Berna sono stati anche oggetto di una perquisizione il 15 agosto.