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Il brano segna il ritorno di Sebalter sulla scena musicale, due anni e mezzo dopo "Gente simpatica"
BELLINZONA - Un nido, delle uova e una rete metallica: non bisogna essere per forza dei grandi appassionati di cinema per capire il riferimento a un capolavoro come "Qualcuno volò sul nido del cuculo", film di Milos Forman del 1975 che fruttò a Jack Nicholson il suo primo premio Oscar. Ed è proprio lui, il divo di Hollywood, a dare il titolo al nuovo singolo di Sebalter, che torna sulla scena musicale due anni e mezzo dopo l'uscita di quello che è il suo ultimo album, "Gente simpatica".
Cosa rappresenta Jack Nicholson, o meglio il suo sguardo «così umano e privo di speranza»?
«Il suo è uno sguardo estremamente espressivo e naturale, pur nel suo essere distorto. Per questo lo ritengo molto rappresentativo della nostra umanità piena di maschere, di contraddizioni. Quando ho scritto questa canzone il pensiero era rivolto (e la cover lo mostra) a "Qualcuno volò sul nido del cuculo". Quindi un Jack Nicholson assolutamente affascinante, umano e con uno sguardo capovolto sulla società».
Cosa hai voluto descrivere?
«Un'umanità che si muove tra il digitale e il fisico, due mondi che s'influenzano a vicenda. Soprattutto negli ultimi due anni e mezzo il digitale ha avuto un ruolo primario, ma impedisce - a mio modo di vedere - di guardare negli occhi una persona e scoprirla nel profondo».
Chi ha collaborato con te a questo brano?
«Una prima bozza l'ho scritta a Parigi nel 2020 con i miei amici e compagni di musica Martin Chourrout e Simon Beaudoux, con i quali ho collaborato per "Gente simpatica". L'ho poi affinata e prodotta con Fabio "Mago" Martino, il fisarmonicista dei The Vad Vuc. Da lui sto incidendo diversi brani, in questo periodo».
Questa canzone come si posiziona nel tuo percorso musicale? In continuità o hai voluto tentare una soluzione nuova?
«Credo s'inserisca in modo coerente nel solco tracciato con "Gente simpatica", ma andrà a toccare sonorità un poco più acustiche. Da questo punto di vista "Jack Nicholson" è una sintesi, che mette insieme chitarre acustiche e sintetizzatori. Nei prossimi lavori torneranno i suoni acustici, ma con una presenza elettronica sempre marcata».
C'è un nuovo disco all'orizzonte?
«Uscirò a cadenze regolari, ogni due-tre mesi, con canzoni nuove - ma non con un album. Questo per valorizzare ogni brano. Il prossimo sarà a febbraio».