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BERNA - L'iniziativa popolare "No all'allevamento intensivo in Svizzera" ha raccolto un numero sufficiente di firme. Lo ha affermato la responsabile della campagna Meret Schneider al Blick precisando che le sottoscrizioni hanno raggiunto quota 124'000. Il testo sarà depositato alla Cancelleria federale in settembre.
L'iniziativa prevede un'aggiunta all'articolo 80 sulla protezione degli animali della Costituzione federale, con l'inserimento dell'articolo 80a che vieta l'allevamento intensivo, ossia industriale, «finalizzato alla produzione più efficiente possibile di prodotti animali, nell'ambito del quale il benessere degli animali è leso sistematicamente".
Stando al nuovo articolo, la Confederazione "stabilisce criteri riguardanti in particolare il ricovero e la cura rispettosi dell'animale, l'accesso a spazi esterni, la macellazione e le dimensioni massime del gruppo per stalla". Anche le importazioni sarebbero sottoposte agli stessi criteri. Il termine transitorio per le disposizioni d'esecuzione è fissato a 25 anni al massimo.
Tra i promotori dell'iniziativa, lanciata il 12 giugno 2018, ci sono la presidente della Fondazione Franz Weber, Vera Weber, il consigliere nazionale Bastien Girod (Verdi/ZH) e Greenpeace.