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La ministra svizzera degli affari esteri ritiene fondamentale ratificare l'intesa – attualmente applicata a titolo provvisorio – con gli Stati Uniti in merito a UBS: in caso contrario, sussiste il rischio di gravi conseguenze.
In particolare, la consigliera federale – nel quadro di un'intervista pubblicata dalla SonntagsZeitung – ha precisato che la controparte americana potrebbe riavviare la procedura civile e quella penale.
Inoltre, «gli Stati Uniti potrebbero anche rifiutare di ratificare la nuova convenzione sulla doppia imposizione, ciò che indebolirebbe notevolmente la piazza finanziaria elvetica». Non possono inoltre essere escluse eventuali ritorsioni unilaterali nei confronti di altre banche svizzere.
Coerentemente con quanto auspicato dal proprio partito, la ministra socialista ritiene necessario che il parlamento – durante la sessione estiva – si pronunci anche sulla problematica dei bonus e delle cosiddette "banche troppo grandi per fallire".
L'accordo con Washington è stato firmato lo scorso anno, in seguito ai problemi giuridici di UBS negli Stati Uniti. Il testo prevede che la Confederazione tratti, nello spazio di un anno, la richiesta americana di assistenza amministrativa.
Attualmente applicato a titolo provvisorio per volere del governo svizzero, l'accordo è stato rimesso in questione dal profilo giuridico dopo una decisione di fine gennaio del Tribunale amministrativo federale.
swissinfo.ch e agenzie