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Il Consiglio di Stato vallesano ha avviato un'inchiesta disciplinare nei riguardi del capo del servizio cantonale dell'insegnamento Jean-Marie Cleusix, nonché del segretario della commissione di ricorso in materia fiscale. Entrambe sono state affidate ad un esperto friburghese, il cui rapporto sarà consegnato al più tardi il 31 marzo 2015.
Dandone l'annuncio oggi, il presidente dell'esecutivo vallesano Jean-Michel Cina precisa che il governo ha aderito in questo modo alle raccomandazioni emesse inizio ottobre dalle commissioni di gestione (Cogest) e di giustizia (Coju) del Gran consiglio.
Cleusix è sospettato di aver confuso vita privata e attività professionali, inviando una stagista del suo servizio ad una conferenza stampa convocata dal comune di Leytron, con il quale il funzionario intrattiene da anni una vertenza fiscale. Ha inoltre chiesto alla stagista di presentarsi quale membro del servizio d'informazione del Cantone.
Secondo quanto indicato oggi dall'esecutivo cantonale, è stato il capo del dipartimento Oskar Freysinger a chiedere a Cleusix di ottenere informazioni sulla conferenza stampa. Gli appunti raccolti dalla stagista sono stati comunicati al consigliere di Stato, prima oralmente poi per iscritto. Il Consiglio di Stato afferma di non esserne venuto a conoscenza.
Una seconda inchiesta disciplinare è stata avviata parallelamente contro il segretario della commissione di ricorso in materia fiscale (CCR), accusato dalla Coju di passività nella vertenza sorta fra Cleusix e il comune di Leytron. Nel loro rapporto, i granconsiglieri raccomandano peraltro lo scioglimento della CCR, auspicando che le sue competenze vengano attribuite al Tribunale cantonale.
Al riguardo, l'esecutivo vallesano suggerisce di incaricare una commissione extraparlamentare di studiare la questione. Nell'attesa, l'effettivo della CCR è stato provvisoriamente rafforzato.
Seguendo anche in questo caso le raccomandazioni della Cogest, il Consiglio di Stato applicherà d'ora in poi nuove modalità di assunzione del personale statale: i candidati dovranno fornire informazioni relative alla loro "integrità" e la loro situazione fiscale. Sarà pure rafforzata e resa "più trasparente" la comunicazione delle informazioni in seno allo stesso governo, "in modo da consolidare la direzione collegiale di temi che interessano diversi dipartimenti o che sono in relazione con la reputazione dello Stato".