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PASADENA - Un tonfo cosmico, che parrebbe risalire a miliardi di anni fa. È ciò che hanno sentito nel maggio del 2019 numerosi astronomi, e dai risultati dello studio che ha analizzato e decifrato il segnale, pubblicati negli scorsi giorni, si tratterebbe del più grande evento cosmico dai tempi del big bang.
Secondo i ricercatori, il rumore sarebbe stato causato da due buchi neri che si sono scontrati circa 7 miliardi di anni fa, creando un'intera classe di oggetti stellari mai vista prima.
«È il più grande botto dai tempi del big bang», ha detto al Guardian il professore di fisica del California Institute of Technology (Caltech) Alan Weinstein, che fa parte del team di ricerca che ha pubblicato sul Physical Review Letters i risultati dello studio che ne è conseguito.
Nel maggio 2019, lo ricordiamo, due rivelatori (uno in Europa, e uno negli Stati Uniti) hanno captato un segnale che si è rivelato essere l'energia di due buchi neri stellari che si scontravano l'uno contro l'altro. Erano immensi, in quanto uno era 66 volte la massa del nostro sole, mentre l'altro addirittura 85 volte la sua massa. Dall'impatto ne è risultato un buco nero ancor più mastodontico: 142 volte la massa del sole.
In quanto i rilevatori permettono agli scienziati di captare le onde gravitazionali come segnali audio, i ricercatori hanno effettivamente potuto sentito la collisione. Nonostante l'evento sia di carattere stratosferico, il segnale è durato solo un decimo di secondo. «Si è sentito solo un breve tonfo» disse Weinstein.
Altre collisioni tra buchi neri sono state osservate in passato, ma i buchi neri coinvolti erano più piccoli, e anche dopo la fusione non sono cresciuti oltre le dimensioni tipiche dei buchi neri stellari. Questa nuova scoperta può ora offrire un indizio sull'origine di questi fenomeni, in quanto non è ancora chiaro agli scienziati come si formino i buchi neri supermassicci.
«In astrofisica, ci troviamo sempre di fronte a delle sorprese», ha concluso Weinstein.
I buchi neri
I buchi neri sono corpi celesti con un campo gravitazionale così intenso da non lasciare sfuggire né materia, né radiazione elettromagnetica, si legge sul Treccani. Infatti, nemmeno la luce può sfuggire loro. Finora gli astronomi li avevano catalogati solo in due categorie: quelli più piccoli, chiamati buchi neri stellari, che si formano quando una stella collassa e che sono più o meno delle dimensioni di piccole città, e quelli enormi: buchi neri supermassicci che sono milioni, forse miliardi, di volte più massicci del nostro sole e attorno ai quali ruotano intere galassie.
Un tonfo cosmico, che parrebbe risalire a miliardi di anni fa. È ciò che hanno sentito nel maggio del 2019 numerosi astronomi, e dai risultati dello studio che ha analizzato e decifrato il segnale, pubblicati negli scorsi giorni, si tratterebbe del più grande evento cosmico dai tempi del big bang.