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Per la prima volta in quasi 20 anni, il nome di Carlos Ghosn è stato rimosso dal board della Nissan - una decisione resa nota oggi durante il Cda straordinario del costruttore auto nipponico tenutosi nella sede di Yokohama. L'ex presidente dell'alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi Motors sarà sostituito da Jean-Dominique Senard.
L'ex tycoon 65enne è stato arrestato a metà novembre con l'accusa di aver sottostimato i propri compensi a partire dal 2010, per un importo superiore agli 80 milioni di dollari, oltre a una serie di illeciti finanziari, tra cui abuso di fiducia aggravata. Rilasciato su cauzione dopo 108 giorni di carcere, l'ex dirigente è stato arrestato nuovamente lo scorso giovedì con fresche imputazioni che riguardano trasferimenti fittizi di fondi societari in una succursale in Oman, di cui avrebbe beneficiato tramite società prestanome.
Ad oggi Ghosn contesta tutte le accuse rivolte dal pubblico ministero, affermando di essere vittima di un complotto all'interno della casa auto nipponica. Arrivato in Giappone nel 1999 dopo l'accordo di partnership tra Nissan e Renault, Ghosn è considerato il salvatore della casa auto nipponica dalla quasi certa bancarotta grazie a un piano di riduzione dei costi considerato temerario per gli standard giapponesi.
Diventato presidente di Nissan nel 2000, e aver ricoperto il ruolo di amministratore delegato tra il 2001 e il 2017, sotto la sua guida l'alleanza dei tre costruttori è diventata la seconda a livello mondiale dopo la Volkswagen. La Renault controlla il 43,4% di Nissan, mentre quest'ultima possiede appena il 15% dell'azienda d'Oltralpe, ma senza diritti di voto; una condizione considerata sfavorevole dalla Nissan che oggi - a differenza del passato - genera gran parte dei ricavi dei gruppo.