Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/65077

<h2>SubmittedText<h2><text><p>L'entrata in vigore, nel 2002, del "progetto efficienza" ha comportato l'istituzione di una sede decentralizzata del Ministero pubblico della Confederazione a Losanna e di una sede decentralizzata dell'Ufficio dei giudici istruttori federali (UGIF) a Ginevra. Si potrebbe legittimamente pretendere da tali giurisdizioni federali il rispetto del principio della territorialità delle lingue e l'impiego della lingua francese per le inchieste istruite in Svizzera romanda. </p><p>In pratica, tuttavia, questo non è sempre il caso: in occasione di un'inchiesta condotta nei confronti di persone soggiornanti in Svizzera romanda, difese da avvocati romandi, il procuratore federale, anche lui romando, che aveva istruito il caso in francese sin dall'inizio, chiese espressamente che anche la procedura presso l'UGIF fosse condotta in francese. Nonostante tale richiesta, il giudice istruttore federale competente rese le decisioni in tedesco. In un considerando separato, quest'ultimo si è addirittura concesso il lusso di rilevare che gli avvocati che lavorano in Svizzera devono conoscere le lingue nazionali (non ha nemmeno detto ufficiali ....).</p><p>Sulla base di quanto precede, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è la regola che va applicata in via prioritaria per quanto attiene alla lingua che deve essere impiegata dalle parti e dagli inquirenti, per la ripartizione dei dossier in seno all'UGIF, tra i giudici dell'Ufficio centrale a Berna e quelli della sede decentralizzata a Ginevra?</p><p>2. I magistrati che lavorano a Ginevra presso la sede decentralizzata romanda dell'UGIF sono talmente oberati di lavoro da essere costretti a delegare allUfficio centrale dell'UGIF a Berna il trattamento di dossier che non sembrano esulare dalle pratiche usuali di competenza delle autorità federali di perseguimento penale?</p><p>3. In un caso simile a quello descritto sopra, è ammissibile che il giudice istruttore federale conduca la procedura in tedesco, apparentemente soltanto per motivi di comodità?</p><p>4. Considerato il principio della territorialità delle lingue e, in ogni caso, il rispetto per le minoranze linguistiche, non ci si deve invece aspettare che un magistrato che lavora per una giurisdizione federale conduca una simile procedura in francese?</p><p>5. In futuro, quali misure intende prendere il Consiglio federale per evitare simili abusi da parte della maggioranza germanofona, la quale, manifestamente, non contribuisce a far accettare le giurisdizioni federali nella Svizzera romanda?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Ai sensi dell'articolo 118 capoverso 4 LParl, i postulati, le interpellanze e le interrogazioni sono rivolti ai tribunali della Confederazione se si riferiscono alla loro gestione o alle loro finanze. L'Ufficio dei giudici istruttori federali è sottoposto, dal punto di vista dell'organizzazione e della competenza, alla sorveglianza del Tribunale penale federale.   Per questo motivo, l'interpellanza concernente un giudice istruttore federale è diretta al Tribunale penale federale. Giusta l'articolo162 capoverso 2 LParl, il presidente del Tribunale federale presenta ai consigli e alle commissioni i pareri dei tribunali federali in merito a tali interventi.</p><p>1. La questione di sapere in quale lingua deve essere espletata una procedura - nel caso concreto un controllo giudiziario del carcere preventivo nell'ambito di una procedura penale federale - è un problema giurisprudenziale. Un'interpellanza parlamentare può unicamente avere come oggetto le domande riguardanti la gestione o le finanze dei tribunali federali, ma non le questioni relative al contenuto materiale delle decisioni. Anche nell'ambito della sorveglianza, rispettivamente dell'alta sorveglianza, le Commissioni della gestione e l'Assemblea federale non possono pronunciarsi in merito alla giurisprudenza del Tribunale federale o dei tribunali federali di prima istanza (cf. messaggio sulla revisione totale della legge sull'organizzazione giudiziaria, FF 2001 3839, 3912, 3930). La separazione dei poteri e l'indipendenza della giustizia quale terzo potere non permettono di rispondere ad un'interpellanza afferente la lingua utilizzata in una decisione di un giudice istruttore federale, poiché tale questione concerne la giurisprudenza.</p><p>2. I principi giurisprudenziali in materia di scelta della lingua nell'ambito della procedura penale federale sono d'altronde i seguenti:</p><p>2.1 La scelta della lingua di procedura nell'ambito d'inchieste di polizia giudiziaria e di un'istruzione preparatoria in una procedura penale federale, dipende in particolare dalla lingua ufficiale parlata dalla maggioranza della persone implicate nel procedimento, da quella utilizzata nel luogo di esecuzione delle misure coercitive e dalle lingue conosciute dalle parti in causa. Quando una lingua di procedura è scelta, la si conserva in generale dall'inizio sino alla fine per tutti gli atti di procedura, al-fine di conferire un'unità allo svolgimento della procedura. Questo principio è fra l'altro applicabile all'istruzione preparatoria (decisione del 13 febbraio 2006, BB.2005.114, consid. 3.2). Il fatto di aver  provvisoriamente scelto la lingua di procedura penale non dispensa l'autorità giudiziaria dall' esaminare se, in casi particolari, non sia necessario rendere certe decisioni in un'altra lingua nazionale (ATF 121 I 196 consid. 5a-5d; decisione del Tribunale federale 1S.6/2004 dell'11 gennaio 2004, consid. 2.5). L'autorità d'istruzione penale non può scegliere la lingua di procedura secondo la propria convenienza o secondo criteri che attengono unicamente all'organizzazione del lavoro (in questo senso, decisione del Tribunale federale 1S.2/2004 del 6 agosto 2004, consid. 1.3).</p><p>2.2 Occorre inoltre fare una distinzione fra la lingua del prevenuto e quella del suo avvocato. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, ci si può in principio attendere da un avvocato che esercita in Svizzera una conoscenza almeno passiva delle tre lingue ufficiali (decisione del Tribunale federale 1A.235/2003 consid. 1 dell' 8 gennaio 2004).</p></text>