Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/98388

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al comitato misto, secondo l'articolo 18 dell'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE (ALC), un progetto di revisione di tale accordo al fine di frenare l'aumento delle costi delle assicurazioni sociali svizzere e, in particolare, della cassa disoccupazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue costantemente l'evoluzione dell'immigrazione in Svizzera, in particolare quella dei lavoratori provenienti dall'UE e dall'AELS. Nella sua seduta del 4 dicembre 2009 ha constatato che il numero di permessi di dimora (permessi B) e di permessi per dimoranti temporanei (permessi L) rilasciati a cittadini dell'UE-17 e dell'AELS esercitanti un'attività lucrativa era in netto calo. Tra il 1°giugno 2009 e il 30 novembre 2009 le autorità competenti hanno rilasciato a questa categoria di stranieri 25 073 permessi B, ossia 8040 in meno rispetto a quelli accordati nello stesso periodo del 2008, il che rappresenta una diminuzione del 24,3 per cento. Nel medesimo lasso di tempo il numero di permessi L rilasciati a tale categoria di stranieri è diminuito del 13,6 per cento (da 26 031 a 22 487 unità). In realtà, la crisi sul mercato del lavoro si è quindi tradotta, seppure con un leggero ritardo, in una diminuzione dell'immigrazione dei lavoratori provenienti dall'UE e dall'AELS. Negli ultimi venti anni si è d'altronde constatato che l'emigrazione di manodopera straniera tende ad aumentare leggermente nei periodi di crisi.</p><p>Il Consiglio federale è preoccupato per la situazione della disoccupazione in Svizzera. L'attuale aumento del numero di persone alla ricerca di lavoro è dovuto principalmente alla crisi finanziaria internazionale e ai suoi effetti sull'economia. I lavoratori stranieri che avevano trovato un impiego in Svizzera durante gli anni Novanta sono proporzionalmente rappresentati in misura superiore alla media nei dati riguardanti la disoccupazione in Svizzera, soprattutto perché erano attivi in settori industriali che richiedono meno qualifiche professionali e la cui attività si è fortemente ridotta. Tuttavia il fabbisogno di manodopera altamente qualificata per determinati settori di nicchia è sempre attuale e tali qualifiche non sono reperibili sul mercato indigeno. In linea generale, il tasso medio di disoccupazione degli stranieri non è aumentato in maniera sproporzionata rispetto a quello dei cittadini svizzeri e l'esplosione del debito dell'assicurazione contro la disoccupazione non è dovuta principalmente alla presenza di cittadini dell'UE/AELS disoccupati, che rappresentano il 21,6 per cento dei disoccupati che percepiscono indennità in Svizzera. Una revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione è attualmente in corso, al fine di garantire in futuro l'equilibrio finanziario di tale istituto.</p><p>L'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) vieta una disparità di trattamento (divieto di discriminazione) e quindi proibisce di favorire unilateralmente gli Svizzeri nell'applicazione delle disposizioni nazionali. Secondo un primo bilancio (cfr. messaggio del Consiglio federale del 14 marzo 2008 concernente il rinnovo dell'ALC e la sua estensione alla Bulgaria e alla Romania; FF 2008 1823; n. 2.4.2), le conseguenze finanziarie per la Svizzera constatate nei primi anni dopo l'entrata in vigore della libera circolazione sono state decisamente meno importanti di quanto previsto. In generale, le spese supplementari nell'assicurazione contro la disoccupazione e nell'assicurazione malattia sono infatti risultate inferiori alle stime. Le prime analisi hanno dimostrato che la somma dei contributi versati dai cittadini UE/AELS nel primo pilastro è stata superiore a quella delle prestazioni da loro percepite. Nuove analisi saranno effettuate nella primavera del 2010 nell'ambito del rapporto annuale dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE, al fine di esaminare gli effetti attuali dell'ALC sulla situazione economica e sociale del nostro Paese e le eventuali misure da adottare in tale ambito. Inoltre l'Ufficio federale della migrazione ha già commissionato uno studio sull'integrazione dei cittadini UE/AELS sul mercato svizzero del lavoro.</p><p>Dopo aver esaminato i vantaggi e gli svantaggi di tale misura, il Consiglio federale è pertanto dell'avviso che, in questa situazione, non occorre sottoporre al comitato misto un progetto di riesame dell'ALC conformemente al suo articolo 18. Inoltre un tale riesame richiederebbe non soltanto l'accordo delle competenti istituzioni dell'UE, ma anche dei suoi 27 Stati membri, conformemente alle loro rispettive procedure costituzionali.</p><p>Dato che differenti aspetti della presente mozione sono trattati anche in altri oggetti parlamentari, si rinvia inoltre alle risposte fornite ai rispettivi interventi, in particolare alla mozione del gruppo UDC 09.4024.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.