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Il progetto governativo approvato dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale.
BERNA - Anche la Svizzera, come molti altri Paesi europei, potrebbe introdurre un'imposta sul tonnellaggio delle navi. È quanto prevede un progetto governativo approvato (15 voti a 10), con qualche modifica, dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N).
Il disegno di legge, indica una nota odierna dei servizi parlamentari, sarà trattato nel plenum durante la sessione invernale. Lo scopo del progetto elaborato dal Consiglio federale consiste nel rafforzare l'attrattiva della piazza economica elvetica.
L'imposta sul tonnellaggio è un metodo alternativo per determinare l'imposta sull'utile: viene presa in considerazione la stazza netta (volume di carico della nave) moltiplicata per una tariffa scaglionata e per il numero di giorni di esercizio. L'utile così determinato viene poi tassato.
Stando all'esecutivo, l'imposta sul tonnellaggio è ampiamente accettata a livello internazionale: una regolamentazione analoga è già in vigore in 21 Stati Ue. Il disegno di legge si ispira, negli aspetti fondamentali, alle normative esistenti nell'UE. L'assoggettamento avviene su base volontaria. L'opzione si esercita per ciascuna nave per un periodo di dieci anni.
Nel suo progetto, il governo ha introdotto criteri ambientali, con agevolazioni fiscali per le imprese di navigazione che rispettano la natura. Le società che impiegano navi più ecologiche verranno meno tassate.
Nell'esaminare il dossier, la CET-N ha introdotto poche modifiche al disegno governativo: propone tuttavia di includere il trasporto di persone a fini di crociera tra gli scopi che giustificano l'assoggettamento all'imposta sul tonnellaggio e di subordinare l'assoggettamento a condizioni più restrittive, in particolare prevedendo che la gestione strategica e commerciale della nave in questione debba situarsi in Svizzera.