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La Suva contrasta in modo sistematico le frodi assicurative. Nel 2018 ha impedito che venissero percepiti in modo ingiustificato 17,3 milioni di franchi. Con l'introduzione della normativa sulle osservazioni nel corso di quest'anno, sarà nuovamente possibile avvalersi degli investigatori in caso di sospetto motivato.
Nel 2018 la Suva ha impedito che venissero percepite prestazioni ingiustificate per 17,3 milioni di franchi, ossia 4,8 milioni in più rispetto all'anno precedente. I casi di sospetta frode esaminati sono stati 1727 (+ 35 per cento rispetto al 2017) a fronte dei quasi 240 000 casi in cui ha versato un'indennità giornaliera. L'86 per cento dei casi di sospetta frode notificati è stato liquidato nel corso dell'anno. Negli ultimi anni si è registrato un progressivo aumento del numero dei casi trattati e di quelli chiusi con conferma del sospetto. Nel 2018, la Suva ha quindi sospeso le prestazioni o richiesto la restituzione di pagamenti già effettuati su un totale di 407 casi (2017: 251 casi), con un risparmio medio di 42 500 franchi per ciascun caso (2017: 49 800 franchi). Da quando è stato istituito nel 2007, il servizio antifrode ha fatto risparmiare alla Suva oltre 164 milioni di franchi.
Il chiaro «sì» che il 64,7 per cento della popolazione svizzera ha espresso lo scorso anno nei confronti della normativa sulle osservazioni consentirà di avvalersi nuovamente degli investigatori a partire dal 2019, quando entreranno in vigore le relative disposizioni. In questo modo si potrà inoltre impedire lo sperpero di milioni di franchi per prestazioni illegittime, a danno della grande maggioranza di assicurati onesti che pagano i premi regolarmente. La Suva, quale assicurazione sociale responsabile, si impegna a verificare il rispetto del principio di solidarietà, a proteggere con la dovuta serietà la sfera privata dei suoi assicurati e a ricorrere alle osservazioni solo in ultima istanza e in caso di sospetto motivato nell'ambito della lotta alle frodi.
Gli specialisti della Suva verificano ogni indizio riferito ad una possibile frode assicurativa. Gli indizi nascono dalle incongruenze negli atti. Spesso la Suva riceve segnalazioni dalle agenzie, da altri assicuratori, da enti amministrativi o dalla popolazione. Negli scorsi anni il tema delle frodi assicurative è stato più volte al centro di discussioni e dibattiti che hanno coinvolto l'opinione pubblica, il che ha contribuito a sensibilizzare la popolazione al riguardo.
«La stragrande maggioranza degli assicurati percepisce legittimamente le prestazioni» sostiene Roger Bolt, responsabile del team anti-frode alla Suva. Una minoranza tuttavia è in grado di arrecare danni per milioni di franchi, a scapito di chi paga i premi e si comporta correttamente. Perciò, se sussiste un'ipotesi di frode, la Suva interviene in modo coerente e sistematico per tutelare le persone oneste.
Maggiori informazioni sul tema «frodi assicurative» sono disponibili qui.
Operante dal 1918, oggi la Suva occupa circa 4200 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,2 miliardi di franchi, la Suva assicura circa 129 000 imprese, ossia 2,0 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva, che dal 2005 gestisce anche l’assicurazione militare su mandato della Confederazione. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.