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Circa 600 fra professori e ricercatori di università svizzere ed europee hanno pubblicato oggi sulla "Neue Zürcher Zeitung" un annuncio a tutta pagina in cui criticano il modo in cui è stato gestito il "caso Mörgeli". I firmatari chiedono che sia fatta finalmente luce sugli "annosi disservizi" all'interno dell'Istituto di storia della medicina.
L'istituto in questione ospita il museo che era diretto fino ad un anno fa dal consigliere nazionale UDC Christoph Mörgeli. Il suo licenziamento è stato deciso dai vertici dell'ateneo in seguito alla pubblicazione di articoli di stampa che citavano estratti di un rapporto interno e "confidenziale" in cui veniva criticato il suo lavoro. La fuga di notizie aveva portato pure all'apertura di un'inchiesta penale contro altri due collaboratori dell'istituto.
L'annuncio a pagamento di oggi è una reazione diretta al licenziamento della professoressa Iris Ritzmann, di cui i firmatari chiedono il reintegro. La professoressa è sospettata di essere la "talpa" che un anno fa trasmise al "Tages Anzeiger" i documenti confidenziali sull'operato di Christoph Mörgeli.
Finita sotto inchiesta per violazione del segreto d'ufficio assieme al marito, che pure lavorava nel medesimo istituto, la Ritzmann era stata sospesa un anno fa dall'incarico e una settimana fa i vertici dell'ateneo hanno annunciato il suo licenziamento, motivandolo con "il rapporto di fiducia irrimediabilmente compromesso" e il "grave danno" creato all'università. L'inchiesta penale nei confronti della professoressa e del marito non è ancora conclusa.
La bufera sollevata dall'intera vicenda ha portato due giorni fa ad un altro annuncio a sorpresa: le dimissioni con effetto immediato del rettore dell'Università Andreas Fischer. Una partenza anticipata - Fischer sarebbe comunque andato in pensione l'anno prossimo - interpretata dai più come il tentativo di allentare le tensioni ai vertici dell'ateneo.
SDA-ATS