Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01058.jsonl.gz/178

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
La Cina è diventata ufficialmente la seconda economia al mondo nel 2010 a spese del Giappone: lo ha ammesso lo stesso governo nipponico con l'annuncio dei dati sul Pil del quarto trimestre dell'anno scorso che hanno visto in termini reali una flessione dello 0,3% sui tre mesi precedenti e una annualizzata dell'1,1%.
L'economia giapponese, dopo il tonfo del quarto trimestre, ha segnato nell'intero 2010 una crescita del 3,9%, cedendo la posizione di seconda economia al mondo alla Cina, mantenuta ininterrottamente alle spalle degli Stati Uniti dal lontano 1968.
La flessione di ottobre-dicembre, che è migliore delle stime degli analisti (in media -0,5-6% trimestrale e -2,2-2,4% su base annualizzata), ha scontato la fine a settembre dei finanziamenti statali per l'acquisto di beni durevoli, tra cui le auto a basso impatto ambientale, nonchè la stangata del 40% sui prezzi delle sigarette e l'effetto superyen che ha indebolito l'export.
Il Giappone, così, è scivolato ufficialmente al terzo posto nella classifica delle potenze economiche del pianeta perchè il Pil nominale si è attestato nel 2010 a 479.223 miliardi di yen, che equivalgono a 5.474 miliardi di dollari, meno dei 5.879 miliardi di dollari della Cina.
Il sorpasso, per quanto ampiamente atteso, è un ulteriore elemento di difficoltà per l'azione del premier Naoto Kan, alle prese con un'economia in perenne deflazione, un parlamento diviso sull'approvazione del bugdet 2011-12, un debito pubblico esploso al 200% del Pil e un gradimento popolare precipitato, in base ai sondaggi, sotto il 20%.
SDA-ATS