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<h2>SubmittedText<h2><p>Il dilagare del coronavirus ha dato notevole slancio ai miti del complotto. Anche il recente rapporto sull'antisemitismo 2020 della Federazione svizzera delle comunità israelitiche constata che la pandemia alimenta in particolare miti del complotto razzisti e antisemiti. Aumentano considerevolmente anche le accuse alle autorità, spesso fondate su miti del complotto. I familiari e l'ambiente delle persone che si radicalizzano sono spesso impreparati e impotenti di fronte al fenomeno. Eppure, se assistiti e consigliati con competenza potrebbero contribuire a togliere linfa ai miti del complotto. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Che cosa intende fare contro la crescente diffusione dei miti del complotto?</p><p>2. Ci sono servizi comunali, cantonali o federali che si occupano esplicitamente di miti del complotto e, in caso di necessità, possono aiutare la cerchia delle persone che si sono radicalizzate e consigliare queste ultime? In caso contrario, sono in atto iniziative per introdurne?</p><p>3. Ci sono servizi comunali, cantonali o federali per persone che si sono radicalizzate attraverso miti del complotto? In caso contrario, secondo il Consiglio federale non sarebbe ragionevole istituirne?</p><p>4. È disposto ad associarsi alla campagna della Commissione europea contro la disinformazione sul coronavirus?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale considera un dovere permanente di ogni società democratica impegnarsi per la prevenzione e la lotta ai discorsi d'odio contro persone e gruppi della popolazione (cfr. Ip. Seiler Graf 19.3787, Ip. Wermuth 19.3255 e 20.3686). La sensibilizzazione e l'informazione, come pure il sostegno sotto forma di servizi per le persone radicalizzate e i loro familiari sono strumenti efficaci per prevenire la diffusione di miti del complotto razzisti e antisemiti.</p><p>1. Diversi servizi dell'Amministrazione federale si occupano del problema.</p><p>- Il Consiglio federale ha incaricato l'Ufficio federale della comunicazione (UFCOM) di presentare entro la fine del 2021 un rapporto sull'influenza delle piattaforme (p. es. i social media) sulla formazione delle opinioni e della volontà politica. Il rapporto affronta anche il tema dei discorsi d'odio e proporrà possibili misure e soluzioni. Mediante un bando di concorso (2021-2022), l'UFCOM sostiene inoltre progetti di ricerca sulla disinformazione digitale e i discorsi d'odio in Internet che, soprattutto nel campo della scienza della comunicazione, del diritto o delle scienze politiche, affrontano il fenomeno sotto l'aspetto quantitativo e/o qualitativo e con particolare attenzione al ruolo dei "nuovi" intermediari come i social media, i motori di ricerca, le piattaforme di condivisione video e i servizi di microblogging.</p><p>- Con la sua piattaforma "Giovani e media - Portale informativo per la promozione delle competenze mediali", il programma Giovani e media dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali offre a giovani e genitori informazioni e consigli su come gestire i mezzi di comunicazione digitali. Al tema delle teorie del complotto è dedicata una voce specifica sulla pagina "Fake News e manipolazione". La voce sarà ampliata in base a quanto osservato durante la pandemia.</p><p>- Nel quadro della strategia di comunicazione sulla pandemia di COVID-19, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) mette a disposizione della popolazione informazioni d'attualità oggettive facilmente accessibili. La Swiss National COVID-19 Science Task Force ne sostiene l'impegno, per esempio con contributi su come reagire al negazionismo del coronavirus.</p><p>- Nel quadro della campagna "Così ci proteggiamo", sul portale d'informazione sulla vaccinazione contro la COVID-19 e sui social media sono regolarmente pubblicati video in cui scienziati ed esperti confutano le leggende che circolano sulla malattia. Per arginare la diffusione di miti del complotto, l'UFSP è inoltre in contatto con gestori di social media impegnati nella lotta alla disinformazione nel quadro di un codice di comportamento.</p><p>- Il Servizio per la lotta al razzismo (SLR) elabora misure di prevenzione nel quadro di una strategia globale contro il razzismo digitale fondata sul rapporto "Statu quo e misure contro i discorsi d'odio in Internet: panoramica e raccomandazioni" pubblicato nel 2020, che fornisce un quadro completo del fenomeno, incluso il problema della diffusione di teorie del complotto. Nei prossimi anni, nell'ambito degli aiuti finanziari accordati dal SLR saranno sostenuti prioritariamente progetti contro il razzismo in Internet.</p><p>- In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale (21 marzo), la Commissione federale contro il razzismo ha segnalato come nell'attuale contesto pandemico aumentino paure, intolleranza e pregiudizi e chiesto di combattere con decisione il diluvio di discorsi d'odio e teorie del complotto che si è scatenato. La prossima edizione della rivista "TANGRAM" (autunno 2021) sarà dedicata al problema delle teorie del complotto, dei pregiudizi e degli stereotipi.</p><p>- Inoltre, gli organo federali competenti della sicurezza politica (Comitato ristretto Sicurezza, Giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza) si occupano regolarmente delle attività di manipolazione mirate gestite dall'estero.</p><p>I servizi federali coinvolti nelle misure coordinano le loro attività nel quadro di un gruppo di lavoro interno.</p><p>2./3. Il Piano d'azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l'estremismo violento prevede 26 misure che hanno l'obiettivo di riconoscere e combattere tempestivamente la radicalizzazione e l'estremismo violento in tutte le loro forme. Quale presupposto per l'efficacia del lavoro di prevenzione e la riuscita delle misure di disimpegno e reintegrazione, promuove l'istituzionalizzazione di una cooperazione interdisciplinare. Il servizio di coordinamento nazionale della Rete integrata Svizzera per la sicurezza sostiene la creazione di reti tra attori dello Stato e della società civile e pubblica sul suo sito Internet un elenco di tutti gli organi di contatto cantonali per la prevenzione della radicalizzazione.</p><p>Il SLR promuove la professionalizzazione delle offerte di consulenza cantonali in materia di razzismo e discriminazione razziale con misure mirate, in particolare su come reagire ai discorsi d'odio e alle teorie del complotto in Internet.</p><p>4. Nel contesto della gestione della pandemia, la Svizzera lavora in stretto contatto con l'Unione europea e ne segue con interesse le attività in materia di disinformazione, contribuendo a livello nazionale ad affrontare il problema.</p>  Risposta del Consiglio federale.