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<h2>SubmittedText<h2><p>5. Nel suo libro intitolato "La dittatura dei dati" l'ex direttrice di Cambridge Analytica, Brittany Kaiser illustra in modo impressionante quanto sia facile manipolare elezioni e votazioni popolari. La Svizzera, che misure adotta per contrastare o prevenire simili tentativi di manipolazione specialmente dall'estero?</p><p>6. Quali forme di disinformazione e campagne di disinformazione concrete sono note al Consiglio federale?</p><p>7. Le campagne di disinformazione vengono impiegate dagli Stati esteri come mezzi o metodi di intelligence?</p><p>8. Che ruolo hanno i mezzi tecnici (impiego di cosiddetti bot, hacking, ecc.) nell'attuazione delle campagne di disinformazione?</p><p>9. Sono stati riscontrati casi di disinformazione in Svizzera o con riferimento alla Svizzera pilotati dall'estero?</p><p>10. Sono noti casi in cui ci sono stati degli attacchi mirati contro sistemi tecnici d'informazione finalizzati alla disinformazione, e in caso affermativo, di quali casi si tratta?</p><p>11. Quali unità organizzative di quali uffici federali o autorità subordinate si occupano di quelli citati in questa sede e della rispettiva difesa?</p><p>12. Quali misure di prevenzione e informazione della popolazione in riferimento alle campagne di disinformazione ha preso il Consiglio federale?</p><p>13. Quali misure ha preso il Consiglio federale per esplorare i retroscena delle campagne di disinformazione? </p><p>14. Sussiste necessità di intervenire in riferimento alla propaganda tramite computer?</p><p>15. Il Consiglio federale come giudica l'impiego dell'intelligenza artificiale (KI) in relazione a manipolazione delle opinioni, campagne di disinformazione, contenuti illegali, automazioni, ecc. nella rete e a un possibile influenzamento delle elezioni e votazioni? In questo contesto il Consiglio federale prevede l'impiego dell'intelligenza artificiale?</p><p>16. È previsto che in futuro i social network debbano pubblicare sulle loro piattaforme i dati riferiti e le metriche fondamentali relative alle attività, al fine di creare una base di conoscenze trasparente per la formazione della volontà politica, e se non fosse il caso, perché no?</p><p>17. Cosa intraprende il Consiglio federale contro la crescente censura degli operatori di social media esteri contro contributi d'opinione legali in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>5./11./12./13./14. Al fine di prevenire anche in futuro tentativi di influenzare le votazioni, durante la scorsa legislatura gli organi federali interessati, tra cui la Cancelleria federale, il DFAE, il DFGP, il DATEC e il DDPS, hanno intensificato la loro interconnessione e cooperazione. Inoltre le potenziali attività d'influenza sono state tematizzate attivamente anche con i Cantoni. La resilienza della popolazione viene incentivata tramite la sensibilizzazione e la "digital literacy". Anche il Comitato ristretto Sicurezza e la Delegazione Sicurezza del Consiglio federale si sono chinati a più riprese su questo tema. In caso di necessità sottopongono ai dipartimenti o al Consiglio federale misure contro le attività di influenza. Le attività di influenza e disinformazione saranno uno dei temi principali nel nuovo rapporto sulla politica di sicurezza che sarà pronto entro la fine del 2021. Il rapporto illustrerà il parere del Consiglio federale in merito all'importanza delle attività di influenza per la politica di sicurezza nonché il modo in cui intende gestire la tematica.</p><p>6./7./9. Il Consiglio federale si occupa in primo luogo delle attività di influenza rilevanti per la politica di sicurezza. Dal profilo della politica di sicurezza sono rilevanti le attività di influenza perpetrate da uno Stato e rivolte contro il buon funzionamento di uno Stato e di una società con l'intento di minare l'ordinamento democratico di uno Stato. Lo scopo può essere quello di ritardare processi di decisione, pilotare le decisioni in una direzione auspicata oppure, in generale, di indebolire la fiducia nei processi democratici e nell'attività dello Stato. Tali attività comprendono l'impiego coordinato di mezzi e metodi legali e illegali, attività nell'ambito della comunicazione, propaganda e disinformazione, azioni mascherate di servizi di intelligence e pressioni di tipo politico, economico o militare. Questa è la caratteristica che distingue le attività d'influenza dall'abituale tutela degli interessi nel contesto diplomatico. In riferimento alla Svizzera l'attenzione era finora concentrata sulle attività d'influenza da parte della Russia e della Cina. Questi Stati impiegano anche mezzi di intelligence per le loro attività d'influenza.</p><p>In passato alcune istituzioni svizzere e organizzazioni internazionali con sede in Svizzera sono state bersaglio di attività d'influenza russe. Il tutto si relazionava a processi politici e di intelligence che non erano in primo luogo diretti contro la Svizzera. Nel contesto delle attività d'influenza su larga scala in merito al tentato omicidio dell'informatore Skripal è stato preso di mira il laboratorio di Spiez. Alla stessa stregua erano nel mirino delle attività russe anche organizzazioni sportive internazionali.</p><p>C'è da aspettarsi che in futuro anche altri Stati saranno in grado e intenzionati a perpetrare atti simili contro la Svizzera e in Svizzera.</p><p>8. L'impiego di nuovi mezzi tecnologici ha potenziato le campagne di disinformazione rendendole più incisive. Si tratta in primo luogo di tecnologie per l'analisi di cospicui volumi di dati sul comportamento degli utenti dei social media e l'utilizzo di bot per generare e gestire profili falsi. L'hacking, che permette di far trapelare consapevolmente dati e informazioni rubati per influenzare l'opinione pubblica, è usato come mezzo per accrescere ulteriormente l'incertezza diffusa.</p><p>10. Finora il Consiglio federale non è a conoscenza di simili attività in relazione ad attività d'influenza rilevanti per la politica di sicurezza perpetrate in Svizzera, ma è al corrente di simili pratiche all'estero.</p><p>15. In generale, come in altri settori della cibersicurezza, anche nel settore della disinformazione è in atto una corsa alla tecnologia. In riferimento alla disinformazione acquisiranno grande importanza i cosiddetti "deepfakes", usati per generare contenuti mediatici falsificati. Ricorrendo all'intelligenza artificiale è possibile produrre simili contenuti a piacimento. L'impiego di automatizzazioni e intelligenze artificiali fa parte già oggi dell'attività quotidiana nella difesa contro i ciberattacchi e sarà necessario anche per rilevare prodotti mediatici falsificati.</p><p>16./17. Il Consiglio federale ha commissionato un rapporto mirato a rilevare le opportunità e i rischi delle piattaforme per quanto riguarda la comunicazione pubblica, raccogliere risultati empirici disponibili e illustrare possibili misure. Anche la tematica della trasparenza e della censura da parte di intermediari sarà oggetto di questo rapporto. Il rapporto è atteso per la fine del 2021.</p>  Risposta del Consiglio federale.