Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/62224

<h2>SubmittedText<h2><p>Sono in molti a non tollerare l'aggiunta di iodio alle derrate alimentari di base, praticata in Svizzera in maniera estesa e non dichiarata, e ad ammalarsi. Le persone allergiche allo iodio e quelle con disturbi alla tiroide sono costrette ad acquistare regolarmente gli alimentari in Francia e in Italia. La profilassi con lo iodio, che in passato era giustificata, per una minoranza della popolazione è diventata ora una "iodazione coatta", in contravvenzione, di fatto, all'articolo 10 sui diritti fondamentali. Invito pertanto il Consiglio federale a prendere in esame le seguenti idee e a proporre dei modi di procedere.</p><p>1. Informazione</p><p>L'UFSP organizza una campagna volta a informare la popolazione in merito ai rischi sanitari causati da un'assunzione eccessiva di iodio, indicando sintomi, provvedimenti e terapie.</p><p>2. Modifica della iodazione del cibo per animali</p><p>Invece dei 40 a 100 mg di iodio per chilogrammo di massa secca (incluse alghe e pietre saline) attualmente ammessi, al cibo per animali convenzionale si può aggiungere un massimo di 5 mg di iodio, mentre al cibo biologico 0 mg. Secondo le esperienze fatte finora, un'aggiunta di 5 mg/kg di iodio non presenta problemi di tolleranza.</p><p>3. Uguaglianza dei prezzi</p><p>Il Consiglio federale garantisce l'uguaglianza dei prezzi tra le derrate alimentari di base senza aggiunte di iodio e quelle iodate.</p><p>4. Obbligo di dichiarazione</p><p>Le aggiunte di iodio devono essere dichiarate per tutte le derrate alimentari, sia che esse siano vendute imballate o sfuse.</p><p>5. Informazione del personale sanitario</p><p>Obbligo d'informare medici, farmacisti e personale ospedaliero in merito ai rischi dell'utilizzo di iodio per la diagnostica, le terapie e le operazioni. Disinfettanti, mezzi di contrasto per radiologia e medicamenti contenenti iodio devono essere dichiarati.</p><p>6. E 127</p><p>Divieto di utilizzare l'E 127 in alimenti e medicamenti, il colorante rosso per derrate alimentari contenente iodio e impiegato sovente.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Se si considera la prassi attuale della iodazione del sale da cucina, l'utilizzo, da parte dell'autore del postulato, del termine "misura coatta" non è adeguato. In effetti, i consumatori hanno la possibilità di acquistare prodotti contenenti sale da cucina non iodato. Il diritto alla vita e alla libertà personale sancito dall'articolo 10 della Costituzione federale non è dunque violato.</p><p>La mancanza di iodio causa diversi problemi alla salute dovuti a un'insufficiente produzione di ormoni della tiroide. Soprattutto i neonati e i bambini necessitano, per il loro normale sviluppo cerebrale, di un sufficiente apporto di iodio. Da oltre 80 anni, in Svizzera, si può acquistare sale iodato. Da allora, i problemi sanitari (in particolare il gozzo) e le gravissime menomazioni (cretinismo), in precedenza molto frequenti (come in tutti i Paesi continentali in cui il consumo di pesce marino è limitato), sono praticamente scomparsi. Il disciplinamento giuridico della iodazione del sale da cucina si fonda sull'articolo 6 dell'ordinanza del 1º marzo 1995 sulle derrate alimentari (ODerr; RS 817.02) e sulle relative disposizioni dell'ordinanza del 26 giugno 1995 sul valore nutritivo (OVn; RS 817.021.55).</p><p>L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda per gli adulti un'assunzione minima di iodio di 150 g al giorno e pone il limite massimo a 600 g al giorno. In Svizzera nel 2004 è stata effettuata un'indagine a livello nazionale presso il Politecnico federale di Zurigo in merito all'assunzione di iodio, prendendo in esame bambini d'età compresa tra i 6 e i 14 anni e donne incinte al secondo e al terzo trimestre. L'eliminazione media di iodio attraverso le urine comportava, nel caso dei bambini, 131 g/l e nel caso delle donne incinte 249 g/l. Ciò significa che, secondo i criteri dell'OMS, l'attuale assunzione di iodio di questi due gruppi di popolazione è ottimale. I tenori di iodio nelle derrate alimentari di base svizzere sono stati recentemente sottoposti a un'analisi presso l'Ufficio federale della sanità pubblica, nel corso della quale è stata determinata l'assunzione media di iodio, che ammonta a 140 g al giorno per persona.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. L'UFSP informa regolarmente in merito alla situazione dell'approvvigionamento di iodio in Svizzera mediante il suo Bollettino, i rapporti annuali sulla sicurezza delle derrate alimentari e pubblicazioni scientifiche. Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuno svolgere una vasta campagna d'informazione.</p><p>2. In seguito alla modifica dell'ordinanza del 15 dicembre 2003 sul libro dei prodotti destinati all'alimentazione degli animali (OLAIA; RS 916.307.1), il tenore massimo di iodio ammesso è di 10 mg/kg di massa secca ed è pertanto molto più basso di quanto asserito dall'autore del postulato.</p><p>3. Secondo quanto affermato dai produttori, non vi sono differenze di prezzo tra sale iodato e non iodato.</p><p>4. La questione della dichiarazione e della messa in evidenza dell'aggiunta, alle derrate alimentari, di sostanze essenziali e utili dal punto di vista nutrizionale-fisiologico è da lungo tempo oggetto di controversie sia nell'UE che in Svizzera. Eventuali modifiche del disciplinamento svizzero in vigore si orienteranno al diritto europeo.</p><p>5. In tutti i preparati omologati da Swissmedic, contenenti iodio sotto forma di sale o legato a complessi organici, lo iodio è dichiarato in quanto componente. Nel caso di preparati per i quali, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, si deve presumere che sussistano problemi di tollerabilità, le informazioni per l'uso includono le relative avvertenze (si tratta soprattutto di mezzi di contrasto e preparati da applicare sulla pelle o sulle mucose o ai quali sono aggiunti grandi quantitativi di iodio). Per quanto attiene a tutti gli altri preparati contenenti iodio, le informazioni per l'uso comprendono, se necessario, anche avvertenze relative alla problematica dello iodio. Questa richiesta dell'autore del postulato è già stata completamente soddisfatta.</p><p>6. Da una valutazione del Joint Expert Committee on Food Additives della FAO/OMS del 2000 emerge che il colorante Eritrosina (E 127), contenente iodio, non provoca né allergia allo iodio né disfunzioni tiroidee. Un divieto di questo colorante non è pertanto giustificato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.