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22 dicembre 2016 agvs-upsa.ch - Il 1° luglio 2012 sono entrate in vigore anche in Svizzera - come già nell'UE - le prescrizioni sulle emissioni di CO2 per le automobili nuove. Tali disposizioni hanno introdotto l'obbligo per gli importatori svizzeri di automobili di ridurre le emissioni delle nuove auto a 130 grammi di CO2 per chilometro. Nonostante l'obiettivo 2015 sia stato oltrepassato di 5 grammi, la maggior parte degli importatori è riuscita a rispettare il proprio obiettivo individuale e le sanzioni dovute sono state pertanto contenute.
Conformemente al mandato dell'ordinanza sul CO2, il Datec ha presentato alle competenti commissioni parlamentari un rapporto sul raggiungimento degli obiettivi individuali di riduzione delle emissioni di CO2 e sull'efficiacia del sistema delle sanzioni per il periodo 2012-2015. Il rapporto indaga l'evoluzione delle emissioni medie di CO2 del nuovo parco auto e il grado di raggiungimento degli obiettivi individuali. Con una media di 135 g di CO2 per chilometro, l'obiettivo di 130 g CO2/km fissato dalla legge per il 2015 è stato mancato; la maggior parte dei singoli importatori, tuttavia, ha potuto raggiungere il proprio obiettivo individuale grazie alle diverse modalità di attuazione previste, tra cui ad esempio il calcolo degli obiettivi individuali in funzione del peso a vuoto del veicolo e la definizione di obiettivi specifici per singole marche di auto.
Le sanzioni corrisposte a causa del superamento dell'obiettivo individuale si sono mantenute a livelli bassi, con una media annua compresa tra qualche milione e poche decine di milioni di franchi. Gli importatori hanno sfruttato il margine di manovra a loro disposizione per raggiungere l'obiettivo, come rivela la maggiore riduzione delle emissioni di CO2 registrata soprattutto nel 2015, anno in cui per la prima volta le sanzioni sono divenute applicabili all'intero parco delle nuove auto immatricolate.
L'analisi degli effetti delle prescrizioni sul mercato automobilistico e sulla concorrenza rivela che non si sono prodotte distorsioni significative. Le cifre delle vendite si sono mantenute elevate e la quota degli importatori diretti e paralleli si attesta stabilmente intorno al 7%, ossia oltre la media degli anni precedenti l'introduzione delle prescrizioni.
A causa del crescente divario tra i consumi standardizzati misurati sul banco di prova e quelli effettivi di un veicolo in strada le emissioni totali del traffico stradale non sono ancora diminuite nella misura auspicata. Il motivo principale è da ricercarsi nei miglioramenti apportati dai costruttori di auto per le misurazioni del CO2 effettuate sul banco di prova. Tra il 2012 e il 2015 le emissioni assolute di CO2 dell'intero traffico automobilistico in Svizzera sono rimaste pressoché invariate nonostante il continuo aumento dei veicoli e il maggior numero di chilometri totali percorsi: le prescrizioni sulle emissioni di CO2 hanno pertanto contribuito a mantenere stabili le emissioni di CO2.
Il rapporto contiene anche raccomandazioni per l'ulteriore sviluppo delle misure e per possibili miglioramenti operativi: l'attuale obiettivo medio di 130 g/km varrà presumibilmente fino al 2019; la prossima priorità sarà l'introduzione anche in Svizzera del nuovo metodo per la misurazione dei consumi e delle emissioni di CO2 dei veicoli (WLTP) che l'UE adotterà a partire dal 2017: esso permetterà di ottenere valori delle emissioni di CO2 più realistici e di aumentare di conseguenza l'efficacia effettiva delle misure. Nell'ambito del primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050 si prevede di ridurre entro il 2020 l'obiettivo di emissioni per le automobili a 95 g CO2/km e di introdurre per la prima volta anche per gli autofurgoni e i trattori a sella leggeri un obiettivo di 147 g CO2/km.