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Il Consiglio federale ha adottato oggi una serie di misure per ovviare alla carenza di personale qualificato sfruttando maggiormente la manodopera svizzera. La decisione, presa nel corso di una seduta di clausura, si inserisce nel quadro di un progetto in questo senso promosso nel 2011 dal Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
Le disposizioni - di una durata di quattro anni - mirano per esempio ad aiutare i lavoratori più anziani nell'esercizio di un'attività lucrativa, a conciliare meglio lavoro e famiglia oppure a sostenere l'accesso alla formazione e alla formazione continua, si legge in una nota della Segreteria di Stato dell'economia (SECO).
La Confederazione intende inoltre rafforzare la promozione nel campo della sanità, della matematica, dell'informatica, della scienza, della tecnica e della formazione professionale superiore. I Cantoni e i partner sociali adotteranno da parte loro disposizioni supplementari nei rispettivi ambiti di competenza.
Con l'attuazione di questa serie di misure - descritte dettagliatamente in un rapporto stilato il 21 maggio scorso - la carenza di personale qualificato potrà essere attenuata, ma non eliminata, sottolinea la SECO, aggiungendo che l'immigrazione continua a essere importante, poiché soddisfa il bisogno di personale specializzato nei settori in cui la manodopera qualificata svizzera è carente.
In maggio si è tenuta una tavola rotonda con rappresentanti di Confederazione, Cantoni e parti sociali per discutere quali strategie adottare per contrastare la carenza di personale specializzato. I partecipanti si erano messi d'accordo sulla definizione di misure da attuare nei propri ambiti di competenza.
SDA-ATS