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Questa la decisione del giudice Siro Quadri: all'Ente è stata inflitta una multa di 60mila franchi per il reato di lesioni colpose gravi per carenza organizzativa
60mila franchi. È la multa inflitta all'Ente ospedaliero cantonale (Eoc) per il caso di contagio di epatite C all'ospedale Civico di Lugano, avvenuto il 19 dicembre 2013. L'Eoc è stato riconosciuto colpevole del reato di lesioni colpose per carenze organizzative.
Nella commisurazione della pena il giudice della Pretura penale Siro Quadri, ha valutato grave la negligenza – in dispregio di tutte le norme che impongono l'utilizzo di materiale monouso – e la lacuna organizzativa di una struttura che non è stata in grado di individuare l'operatore sanitario che ha compiuto, nell'ambito di un esame di Tomografia assiale computerizzata (Tac), l'errore di aver aspirato la soluzione fisiologica da un flacone sterile multiuso iniettandola nella vena di un paziente. Riutilizzando la medesima siringa per aspirare altra soluzione fisiologica dalla stesso flacone, l'operatore del Civico aveva contaminato il contenuto. E il virus si era diffuso in questo modo – visto che il primo paziente aveva l'epatite C –, contagiando tre persone.
Una sentenza costruita in base alla legge cantonale sanitaria e le norme Iso 9001: entrambe prevedono obblighi di diligenza che impongono la tracciabilità di ogni operatore che effettua un trattamento come la Tac.
L'accusatore privato, uno dei pazienti contagiati, ha subito gravi conseguenze dopo i fatti: oltre alla rabbia, la delusione e lo scoramento, anche se è guarito grazie all'Eoc, gli è stato ridotto il lavoro di una percentuale del 60%. Durante il dibattimento di inizio luglio, il suo legale Stefano Pizzola aveva evidenziato come in questo procedimento non si sia potuto risalire al nome del responsabile che ha usato la siringa quel giorno. Il suo assistito, aveva aggiunto l'avvocato, è stato contagiato dopo essere stato in ospedale, luogo in cui ci si reca per farsi curare.
È molto probabile che l’Eoc impugnerà la sentenza al Tribunale d'appello.