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Nel 1927, a dodici
anni, fui portato all'ospedale di Samedan per un intervento chirurgico. Un
giorno, ero ormai in convalescenza, un'infermiera mi portò un mazzo
di matite a colori che mi arrecarono una gioia incredibile. Fu per me la scoperta
dei colori. Vedo ancora oggi quei rosa e viola chiaro.
In primavera e in autunno, come pastorello, osservando il cielo blu e chiudendo poi gli occhi, vedevo un affascinante gioco di colori meravigliosi. Amavo specialmente le farfalle. Mi sembravano gli esseri più belli del Creato.