Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/191921

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare una modifica del diritto della concorrenza che risponda agli obiettivi seguenti:</p><p>1. Concedere alle parti il diritto di consultare gli atti nella fase dell'inchiesta preliminare della Commissione della concorrenza (COMCO) sul modello di quanto prevede la legge sulla procedura amministrativa.</p><p>2. Esonerare dalle spese e da altre tasse le aziende che accettano spontaneamente di modificare una pratica oggetto di un'inchiesta preliminare della Segreteria della Commissione della concorrenza in seguito a un semplice parere o a una raccomandazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Diversamente dall'inchiesta vera e propria (art. 27 della legge sui cartelli; LCart, RS 251), l'inchiesta preliminare (art. 26 LCart) è una procedura informale e rapida che permette alla Segreteria della Commissione della concorrenza (COMCO) di raccogliere in breve tempo le informazioni necessarie sul fatto denunciato e di decidere in merito all'eventuale apertura di un'inchiesta.</p><p>L'inchiesta preliminare mira anche a favorire una risoluzione amichevole per fatti non passibili di sanzioni. Considerato il suo carattere informale e dato che non tutte le imprese coinvolte hanno qualità di parte, la LCart non prevede in questa fase il diritto di consultare gli atti (art. 26 cpv. 3 LCart). Le persone fisiche o giuridiche che hanno presentato la denuncia (p. es. i concorrenti) non hanno quindi accesso ai documenti dell'impresa accusata, il che permette di evitare l'onere di verificare se questi ultimi contengono potenziali segreti aziendali. Questa disposizione mira anche a proteggere l'anonimato delle persone che denunciano un dato comportamento alle autorità della concorrenza. Ciò detto, si tratta di una disposizione facoltativa, e la Segreteria della COMCO dispone di un margine di manovra per giudicare di volta in volta se si può accordare o meno il diritto di consultare gli atti. Infine, in ogni caso, dal momento in cui l'autorità apre un'inchiesta in base all'inchiesta preliminare, l'impresa ha accesso a tutti i documenti dell'inchiesta preliminare pertinenti alla procedura avviata nei suoi confronti. Se invece l'inchiesta preliminare viene chiusa senza seguito, l'impresa non ha generalmente un interesse particolare a consultare tali atti. Il Consiglio federale non considera quindi necessario abrogare la disposizione dell'articolo 26 capoverso 3 LCart.</p><p>2. Conformemente all'articolo 53a capoverso 1 lettera a LCart, la COMCO riscuote emolumenti per le decisioni relative a inchieste concernenti limitazioni della concorrenza ai sensi degli articoli 26-31 LCart. Se l'inchiesta preliminare non rileva indizi di limitazioni illegali della concorrenza, i costi vengono assunti dalla Confederazione e non dalle parti (art. 3 cpv. 2 lett. b dell'ordinanza sugli emolumenti LCart, OEm-LCart; RS 251.2). Se invece emergono indizi di limitazioni illegali, ma l'impresa rinuncia al comportamento verosimilmente contrario alla LCart, la procedura diventa priva di oggetto; l'impresa può però essere obbligata a pagare un emolumento (art. 2 OEm-LCart). Questa pratica corrisponde ai principi generali applicabili alla riscossione di emolumenti. Il Consiglio federale ritiene che la regolamentazione contenuta nella LCart e nell'OEm-LCart sia equilibrata e conforme agli interessi delle parti coinvolte. In particolare, ciò permette di evitare che i poteri pubblici e quindi i contribuenti subiscano le conseguenze finanziarie dei comportamenti potenzialmente illeciti di alcune imprese private.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.