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Chi più ha, più riceve
Rapporto USS sulla ripartizione dei redditi: forbice salariale
Con il suo rapporto sulla ripartizione dei redditi, l’USS fornisce una panoramica scientifica sulla ripartizione del reddito e del patrimonio in Svizzera negli ultimi 15 anni. Un documento importante di cui finora non si disponeva.
Il risultato è chiaro: a trarre i maggiori vantaggi negli ultimi 10-15 anni sono state le classi salariali più alte (redditi e capitali). Le 40’000 persone meglio pagate hanno potuto aumentare il loro salario reale del 20 percento, mentre l’aumento per chi percepisce un salario medio-basso oscilla solo tra il 2 e il 4 percento, un dato nettamente inferiore alla crescita della produzione. Questo divario è imputabile a una politica salariale individualista.
La forbice salariale è più ampia nei settori in cui i bonus sono più diffusi (ad esempio banche, assicurazioni). La situazione è migliore nei settori in cui si applicano buoni contratti collettivi (CCL) e una politica attiva in materia di salari minimi. Giorgio Tuti, presidente del sindacato del personale dei trasporti (SEV) e vicepresidente dell’USS, osserva: «Grazie a un grado di organizzazione elevato riusciamo a mantenere rapporti salariali comparativamente adeguati tra le professioni più umili e quelle delle classi salariali più elevate, ma la pressione sulle imprese va chiaramente nella direzione opposta».
Il ceto medio-basso esce perdente
La politica fiscale e tributaria favoriva i salari e i patrimoni delle classi più alte. Il risultato? Nel 2008 una famiglia di reddito alto ha potuto disporre di 14‘800 franchi in più rispetto a dieci anni prima, mentre il ceto medio e soprattutto quello basso riesce appena a mantenersi (2‘700 e 300 franchi).
La conclusione di Daniel Lampart, capo economista USS: «Con la politica salariale individualista e i bonus, i salari medio-bassi perdono la loro quota alla creazione del valore». Per poter avere un rapporto più equo è necessario un aumento generale dei salari. Invece dei bonus, andrebbero corrisposte 13 mensilità. In tutti i settori andrebbero inseriti salari minimi legali di 22 franchi l’ora e CCL, proprio come prevede l’iniziativa sui salari minimi.
La politica fiscale e tributaria deve tutelare i salari medio-bassi. L’USS è contraria alle riduzioni fiscali sulle costruzioni, alla soppressione della tassa d’emissione sulle obbligazioni e alla revisione dell’imposizione della proprietà d’abitazione. Questi fondi pubblici servono per finanziare in modo più giusto l’assicurazione malattia. Sono prioritarie maggiori riduzioni dei premi.
Unione sindacale svizzera (USS), 26.04.2011
Unione sindacale svizzera (USS), 26.04.2011
La versione integrale del rapporto può essere scaricata in tedesco o francese al sito www.verteilungsbericht.ch