Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/85570

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di istituire un registro nazionale dei chip RFID, permanenti o temporanei, utilizzati nel Paese.</p><p>Questo registro nazionale deve essere accessibile al pubblico, contenere tutte le informazioni di base che permettono ai cittadini e alle loro associazioni di essere informati sull'esistenza e l'impiego di tali chip.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 25 giugno 2008 il Consiglio federale ha preso atto di un rapporto peritale sui rischi legati alla tecnologia RFID, redatto in risposta al postulato Allemann 05.3053, "Interventi necessari nel campo della tecnologia RFID". La sigla RFID designa diversi dispositivi tecnici che consentono di identificare oggetti o persone a distanza grazie a un sistema di trasmissione di dati via radio. Nel suo rapporto, il gruppo peritale ha valutato il quadro istituzionale e normativo esistente per tale tecnologia giungendo alla conclusione che le condizioni quadro richieste sono essenzialmente soddisfatte. Il rapporto contiene inoltre una serie di raccomandazioni che sottolineano innanzitutto la necessità di seguire costantemente l'evolversi della tecnologia RFID, che si sta sviluppando in modo molto rapido. Si tratta di verificare a scadenze regolari che vi sia il giusto equilibrio fra lo sviluppo legittimo di questa tecnologia importante per l'economia e la prevenzione degli eventuali rischi (in particolare nell'ambito della protezione della personalità) legati ai sistemi RFID.</p><p>La tecnologia RFID è già impiegata correntemente nella logistica, nei sistemi di controllo dell'accesso o per l'identificazione degli animali. Inoltre, radio-etichette sono apposte sempre più spesso su beni di consumo, farmaci e altri prodotti. Pertanto è già in circolazione un grande numero di chip RFID. Se dati personali sono raccolti o trattati mediante una radio-etichetta, la collezione e lo scopo devono essere riconoscibili oppure le persone interessate ne devono essere informate, in particolare quando la procedura mira a raccogliere dati personali degni di particolare protezione (p.es. dati medici) o a costituire profili della personalità (art. 4 e 7a della legge federale sulla protezione dei dati, LPD; RS 235.1). Anche se i dati registrati sulle radio-etichette riguardano soltanto oggetti, la trasparenza è d'obbligo dal momento che, in funzione dell'uso previsto, i dati relativi a oggetti possono essere associati a dati personali. Le informazioni relative a un prodotto contenute in un chip RFID possono ad esempio essere combinate con informazioni concernenti una persona registrate su una carta-cliente al momento del pagamento del prodotto in questione. Per quanto riguarda i beni di consumo, il gruppo peritale è dell'avviso che i prodotti muniti di radio-etichette debbano essere contrassegnati chiaramente.</p><p>La creazione di un registro per i diversi chip RFID comporterebbe tuttavia oneri amministrativi che non è possibile stimare. Inoltre è poco probabile che un tale registro permetta di aumentare la trasparenza in questo ambito. Per i consumatori sarebbe senza dubbio seccante dover consultare ogni volta un registro per verificare se i prodotti acquistati sono muniti di una radio-etichetta. Inoltre occorrerebbero risorse notevoli per far rispettare l'obbligo di notifica in un tale registro.</p><p>Se rischi specifici importanti dovessero farsi più concreti, in particolare nell'ambito della protezione dei dati e della personalità, occorrerebbe eventualmente valutare se introdurre un controllo preliminare dei sistemi di trattamento dei dati basati sulla radio-identificazione. In tal caso, un'autorità di sorveglianza dovrebbe assicurarsi che i dispositivi in questione rispettano le norme legali vigenti e in particolare che le misure necessarie per garantire la sicurezza dei dati personali sono state adottate.</p><p>Già oggi i privati che raccolgono direttamente o indirettamente dati personali tramite la tecnologia RFID sono tenuti, conformemente all'articolo 11a LPD, a notificare le loro collezioni se trattano dati personali degni di particolare protezione o profili della personalità o se comunicano regolarmente a terzi i dati personali raccolti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.