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© Marcel Burkhardt
Uccelli e pesca
Gli specchi e i corsi d’acqua svizzeri sono importanti habitat per specie animali e vegetali in parte minacciate. Allo stesso tempo, sono utilizzati dall’uomo in molti modi diversi: la pesca, come il prelievo di acqua potabile, la produzione di corrente elettrica, lo sfruttamento industriale, gli sport acquatici, le attività di svago, la caccia o l’osservazione della natura, è uno di essi. Con ogni utilizzo possono sorgere conflitti tra i diversi gruppi d’interesse o con gli obiettivi per la protezione della natura formulati nelle basi giuridiche.
Da parte degli ambienti della pesca, le specie di uccelli piscivori più grandi vengono spesso considerate in maniera critica. Ciò concerne soprattutto il Cormorano, l’Airone cenerino e lo Smergo maggiore. Quali specie di uccelli che si nutrono esclusivamente o in gran parte di pesce, vengono considerati concorrenti e/o responsabili della diminuzione delle popolazioni ittiche. Una questione particolarmente conflittuale riguarda il Cormorano, che è in grado di strappare i pesci dalle reti dei pescatori professionisti, danneggiandole.
Viceversa, esiste un potenziale conflitto tra la pesca e la protezione degli uccelli: regolarmente uccelli annegano nelle reti dei pescatori professionisti; ami e lenze portano a lesioni o a una morte spesso dolorosa degli uccelli; i disturbi derivanti dalle attività di pesca possono, ad esempio, diminuire il successo riproduttivo degli uccelli acquatici; il ripopolamento ittico può modificare l’habitat naturale degli uccelli e la loro base alimentare. Non entriamo qui nel merito di queste problematiche, ma ci limitiamo agli attuali punti di discussione che riguardano il Cormorano, l’Airone cenerino e lo Smergo maggiore.
Principi di base
Negli specchi e nei corsi d’acqua le reti alimentari sono molto diversificate. Pesci e uccelli fanno parte di questo ecosistema naturale che va salvaguardato e, se necessario, rivalorizzato. La pesca, come altri utilizzi da parte dell’uomo, è ammissibile se non pregiudica l’ecosistema naturale ed è sostenibile.
In Svizzera, specchi e corsi d’acqua sono sottoposti a un numero sempre crescente di pressioni. In particolare nei corsi d’acqua, gli effettivi di molte specie ittiche sono fortemente diminuiti: più della metà di esse si trovano sulla Lista Rossa delle specie animali minacciate. Le cause della diminuzione di molte specie di pesci, soprattutto nei corsi d’acqua, sono molteplici (incanalamenti, morfologia modificata dell’acqua, sostanze chimiche, sfruttamento idroelettrico, riscaldamento dell’acqua, ecc.). Dove, a causa del degrado dei loro habitat, le popolazioni ittiche sono minacciate, la predazione da parte di uccelli piscivori, come pure lo sfruttamento da parte della pesca possono rappresentare localmente un ulteriore fattore negativo. Nel contesto di un programma di conservazione in favore di specie ittiche minacciate, può quindi essere utile valutare anche misure per proteggere i pesci da un eccessivo prelievo da parte di uomini e animali.
Misure contro uccelli piscivori devono essere prese in considerazione solo se basate sull’ultimo stato delle conoscenze scientifiche. La presenza di questi uccelli e il semplice fatto che si nutrano di pesce non rappresentano ancora una prova che minaccino le popolazioni ittiche. È necessaria anche un’approfondita valutazione se le misure siano efficaci e proporzionate. Occorre inoltre valutare se gli interventi non mettono in pericolo le popolazioni di uccelli interessate e se non hanno influssi negativi su altre parti dell’ecosistema.
Se vengono prese misure contro gli uccelli, esse devono far parte di un pacchetto globale di misure in favore di specie ittiche minacciate. Negli specchi e nei corsi d’acqua naturali dovrebbero essere prese soprattutto misure per migliorare gli habitat dei pesci. Allo stesso tempo, deve essere valutata anche la gestione della pesca, sia per quanto riguarda i ripopolamenti, sia per quanto riguarda la regolamentazione delle catture. Se vengono prese misure contro gli uccelli, bisogna far ricorso in primo luogo a misure non letali. Nelle piscicolture vanno promosse attrezzature tecniche.
Abbattimenti o la distruzione di covate di uccelli necessitano di verifiche particolarmente approfondite. La Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici fornisce la base legale per eventuali interventi, facendo la distinzione tra specie cacciabili (Cormorano) e specie protette (Airone cenerino, Smergo maggiore). Le specie cacciabili sono primariamente di competenza dei Cantoni e i loro effettivi possono essere regolati, mantenendo un periodo di protezione. Nel caso delle specie protette, la Legge sulla caccia autorizza i Cantoni, in caso di danni notevoli, ad abbattere “singoli individui che provocano danni”. Una regolazione degli effettivi è invece permessa solo con l’autorizzazione della Confederazione.
La Stazione ornitologica svizzera è del parere che l’abbattimento di singoli individui che provocano danni può essere giustificato se, ad esempio, alcuni uccelli si sono specializzati a prelevare pesci dalle piscicolture e le misure di dissuasione non letali si sono rivelate inefficaci.
Cormorano
Status
Dopo che gli effettivi di Cormorano erano fortemente diminuiti a causa dell’intensa persecuzione durata secoli e che la specie era scomparsa da ampie aree dell’Europa centrale, i suoi effettivi sono ora aumentati a livello europeo. A seguito di una migliore protezione, il Cormorano ha di nuovo ampliato il suo areale di distribuzione. Negli anni 1980, in Svizzera il numero dei cormorani di passo e svernanti era fortemente aumentato, per poi diminuire di nuovo all’inizio degli anni 1990; da allora si è stabilizzato su effettivi di gennaio che oscillano attorno a 5000-6000 individui. Dal 2001 la specie nidifica anche in Svizzera; la prima colonia al Fanel, sul lago di Neuchâtel, è ancora la più grande. Fino al 2018 il Cormorano si riproduceva, in totale, in 20 luoghi ma le colonie più piccole non erano occupate tutti gli anni. Nel 2018 hanno nidificato in totale 2414 coppie in 15 colonie. Quasi tutte le colonie si trovano in zone di protezione della natura sui laghi.
In Svizzera il cormorano è cacciabile. Secondo la statistica venatoria federale, tra il 2010 e il 2017 sono stati abbattuti annualmente in media 1485 cormorani (tiri speciali inclusi). Nella Lista Rossa 2010 il Cormorano figura come “non minacciato” (LC).
Conflitti e misure
La maggior parte dei cormorani si nutre sui laghi. Un influsso sullo sviluppo degli effettivi dei pesci nei laghi non ha potuto essere dimostrato scientificamente. Lungo i fiumi, i cormorani catturano anche specie ittiche minacciate, tra cui il Temolo, minacciato a livello europeo a causa delle cattive condizioni dei suoi habitat. Lungo alcuni tratti di fiume, non può essere esclusa un’ulteriore messa in pericolo delle popolazioni di Temolo da parte dei cormorani che, date le loro dimensioni, sono in grado di catturare pesci adulti pronti a deporre le uova.
Nel 1995 Confederazione e Cantoni, organizzazioni per la pesca e la protezione della natura hanno sviluppato, con la collaborazione delle istituzioni scientifiche EAWAG e Stazione ornitologica, un piano di misure, rivisto nel 2005. Quest’ultimo si basa sul principio di allontanare il Cormorano con misure dissuasive dai fiumi ma di non intervenire sui laghi. Su questi ultimi un particolare problema è rappresentato da occasionali danni alle reti dei pescatori professionisti, che non vengono indennizzati da Confederazione e Cantoni. Soprattutto in estate, questi danni sono considerati gravi dai pescatori professionisti. I rappresentanti degli ambienti della pesca chiedono quindi una regolazione degli effettivi di Cormorano nelle colonie di nidificazione, in particolare al Fanel.
Posizione della Stazione ornitologica
La Stazione ornitologica svizzera continua a considerare il piano d’azione del 2005 una base adeguata per ridurre la pressione sulle popolazioni di Temolo, consentendo azioni dissuasive mirate dei cormorani, in particolare nei luoghi di fregola. La Stazione ornitologica è invece contraria a una regolazione degli effettivi nidificanti tramite abbattimenti, come pure alla distruzione di covate. Interventi nelle colonie di nidificazione sarebbero anche in contraddizione con gli obiettivi di protezione delle zone di protezione degli uccelli. Non ci si può inoltre aspettare che con la distruzione delle covate sia possibile ridurre i danni alle reti dei pescatori professionisti e aumentare le catture. Come mostrano esperienze dall’estero, gli interventi nelle colonie di nidificazione sono inoltre associati anche a effetti collaterali poco prevedibili. In particolare, i cormorani potrebbero fondare un maggior numero di nuove colonie, effetto sicuramente indesiderato da parte dei pescatori.
Airone cenerino
Status
In Svizzera l’Airone cenerino è sia una specie nidificante, sia un ospite invernale. Gli effettivi nidificanti comprendono 1600-1800 coppie, gli effettivi invernali ca. 1500 individui. Censimenti nazionali degli effettivi nidificanti mostrano che dal 2010 il numero di coppie è leggermente aumentato e la specie recentemente si è insediata in alcune vallate all’interno delle Alpi. Dall’inizio dei censimenti nel 1967, gli effettivi invernali mostrano una tendenza all’aumento, non da ultimo probabilmente poiché inverni più miti e meno ricchi di neve facilitano una permanenza della specie durante l’inverno.
In Svizzera, l’Airone cenerino è considerato “non minacciato” (LC). Secondo la Legge federale sulla caccia la specie è protetta.
Conflitti e misure
L’Airone cenerino pesca sui laghi e lungo i fiumi e piccoli torrenti, ma si nutre anche di piccoli mammiferi nelle zone agricole. I conflitti nascono soprattutto nelle piscicolture. I pescatori per hobby considerano l’Airone cenerino come un concorrente lungo fiumi e torrenti. Un eventuale influsso della specie sullo sviluppo delle popolazioni ittiche non è dimostrato.
Nel 1984 un gruppo di lavoro nazionale aveva formulato raccomandazioni per la concessione di autorizzazioni eccezionali per l’abbattimento di singoli individui che provocano danni. Secondo queste raccomandazioni, eventuali abbattimenti dovrebbero essere autorizzati solo “qualora siano provati, da un lato, i danni e, dall’altro, l’impossibilità di altre misure tecniche di prevenzione”, misurando i danni sulla base del tasso di lesioni subito dai pesci. È inoltre richiesto un controllo del successo delle misure e raccomandato il coinvolgimento di ornitologi locali. Alcuni fatti sembrano indicare che queste raccomandazioni sono applicate in modo molto diverso da un Cantone all’altro. Secondo la statistica federale della caccia, tra il 2010 e il 2017 sono stati abbattuti annualmente 56 aironi cenerini.
Posizione della Stazione ornitologica
La Stazione ornitologica continua a considerare le raccomandazioni del 1984 come direttive adeguate, a condizione che vengano applicate in maniera completa. Ciò significa, in particolare, che il danno deve essere provato, che gli abbattimenti si limitino effettivamente a “singoli individui dannosi” e che tutte le possibilità di misure dissuasive non letali siano state esaurite. Le motivazioni per la concessione di autorizzazioni eccezionali, il numero di individui abbattuti e i risultati dei controlli sul successo delle misure devono essere resi pubblici.
Smergo maggiore
Status
La popolazione nidificante di Smergo maggiore delle Alpi è geograficamente e geneticamente indipendente. La Svizzera ha quindi una particolare responsabilità per la sua conservazione. Gli effettivi nidificanti svizzeri sono in aumento e nel 2013-2016 sono stati stimati a 600-800 coppie. La maggior parte degli smerghi maggiori nidifica sui laghi della Svizzera occidentale. Negli ultimi decenni la specie ha ampliato il suo areale in direzione della Svizzera nordorientale e ha iniziato a riprodursi anche a sud delle Alpi. In inverno agli uccelli indigeni si aggregano ospiti invernali provenienti dall’Europa settentrionale. Considerando anche specchi e corsi d’acqua lungo il confine, gli effettivi invernali ammontano a circa 5000 individui. Anche in inverno lo Smergo maggiore utilizza principalmente laghi, ma anche fiumi.
Sulla Lista Rossa 2010, lo Smergo maggiore è considerato “vulnerabile” (VU) e, secondo la Legge federale sulla caccia, è protetto.
Conflitti e misure
Lo Smergo maggiore viene considerato un concorrente dai pescatori per hobby, poiché lungo i corsi d’acqua si nutre tra l’altro di trote. A differenza del Cormorano, cattura soprattutto i pesci più piccoli, soggetti in ogni caso a un’elevata mortalità naturale. Non è stato dimostrato un influsso sullo sviluppo degli effettivi di pesci nei corsi d’acqua. In alcuni Cantoni smerghi maggiori vengono abbattuti con autorizzazioni eccezionali. Secondo la Statistica federale della caccia, tra il 2010 e il 2017 sono stati abbattuti annualmente 30 smerghi maggiori.
Posizione della Stazione ornitologica
A causa dell’elevata responsabilità della Svizzera per la popolazione alpina di Smergo maggiore, abbattimenti di smerghi maggiori sono fondamentalmente da respingere. Eccezioni a questo principio possono essere concesse solo in modo estremamente restrittivo e localmente limitato, nell’ambito di progetti di conservazione in favore di specie di pesci minacciate. Premessa indispensabile sono inoltre fondate indicazioni che la predazione da parte dello Smergo maggiore pregiudichi il successo del progetto di conservazione delle specie e che misure di dissuasione non letali non abbiano avuto successo. Le motivazioni per la concessione di autorizzazioni eccezionali, il numero di individui abbattuti e i risultati dei controlli sul successo delle misure devono essere resi pubblici.
Sebbene, sulla Lista Rossa, lo Smergo maggiore sia considerato “vulnerabile” (VU), al momento non sono necessarie misure specifiche per la conservazione della specie. La Stazione ornitologica raccomanda di astenersi dalla posa di nidi artificiali per promuovere nuovi insediamenti.