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BERNA - La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati vuole sanzionare più duramente le persone che nel corso di disordini partecipano ad azioni violente. Come il Consiglio federale, propone - con 7 voti contro 5 - di quadruplicare l'attuale pena minima (120 al posto di 30 aliquote giornaliere).
La presa di posizione, viene spiegato in un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento, è stata definita nell'ambito delle discussioni sull'armonizzazione delle pene.
A differenza di codici penali di altri Stati, in quello svizzero i reati sono formulati in modo piuttosto generico e il ventaglio delle pene comminate è di conseguenza piuttosto vasto. I tribunali dispongono pertanto di un ampio margine di apprezzamento che consente loro di sanzionare di volta in volta, in modo adeguato alla colpa, i casi molto lievi, ma anche quelli particolarmente gravi.
La commissione condivide il parere del governo sull'opportunità di intervenire con aumenti mirati delle pene. In particolare, una lesione personale grave dovrà in futuro essere sanzionata con una pena detentiva minima di un anno (finora sei mesi). Suggerito anche l'inasprimento della pena per i reati di violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari commessi nel corso di disordini.
Per quel che riguarda le azioni violente nel corso di disordini, una minoranza propone che in casi gravi la punizione debba essere una pena detentiva fino a tre anni, e che le sanzioni pecuniarie vengano utilizzate solo in casi lievi.
Il disegno nel suo insieme è stato accolto all'unanimità. Il dossier sarà esaminato dal Consiglio degli Stati nella sessione primaverile.