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BERNA - Mettere da parte scorte di caffè non deve più essere obbligatorio. Lo prevede la procedura di consultazione, avviata oggi dal Consiglio federale, in merito alla modifica dell'ordinanza sulla costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali.
Secondo i criteri attuali, si legge in un comunicato governativo odierno, il caffè non va più considerato come un bene d'importanza vitale. Poiché è praticamente privo di calorie, non ha infatti un valore nutrizionale ai fini della sicurezza alimentare.
Inoltre, precisa l'esecutivo, il rischio riguardante l'approvvigionamento di caffè è da ritenersi minimo: le piantagioni sono distribuite su tre continenti e la raccolta è possibile tutto l'anno.
Nella modifica d'ordinanza è anche inserita l'armonizzazione con il diritto commerciale internazionale dell'obbligo di costituire scorte di riso. D'ora in poi saranno sottoposti a tale imposizione non solo gli importatori di riso commestibile, bensì tutti gli attori del mercato che immettono per la prima volta in commercio nel Paese questo prodotto.