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Tecniche di fecondazione assistita per gravidanze pianificate
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I ritmi della società moderna, l’affermazione professionale ed il raggiungimento della stabilità economica, portano la donna a posticipare il progetto di maternità. In Europa l’età media del primo concepimento si è avvicinata ai 30 anni. E’ però un dato di fatto che la fertilità dopo i 35 anni comincia rapidamente a diminuire.
La crioconservazione degli ovociti offre alle donne la possibilità di avere a disposizione una riserva ovocitaria per pianificare la gravidanza nei tempi da loro ritenuti idonei e di conservare la fertilità anche quando siano necessarie terapie antitumorali.
La crioconservazione permette di conservare un certo numero di ovociti (in relazione all’età della donna, a patologie concomitanti, a interventi pregressi sull’apparato genitale, ecc.) che possono essere utilizzati in un secondo tempo per iniziare una procedura di fecondazione assistita.
La vitrificazione (congelamento ultra rapido degli ovociti) è una tecnica di crioconservazione con alti livelli di sopravvivenza e di fecondazione.
In condizioni naturali, la donna produce un uovo maturo ogni 28 giorni, tuttavia la probabilità di una crioconservazione e di una successiva fecondazione con un solo ovocita è molto bassa.
Per aumentare le probabilità di sopravvivenza delle uova e la possibilità di fecondarle dopo la crioconservazione, la donna si sottopone a una stimolazione ormonale per produrre un maggior numero di ovociti. Segue il prelievo ovocitario in sedazione assolutamente indolore.
Gli ovociti vengono crioconservati in azoto liquido in piccole provette (paillettes) dove possono rimanere diversi anni.
Per iniziare una gravidanza gli ovociti ottenuti dopo scongelamento vengono inseminati con la tecnica di microinseminazione (ICSI). Avvenuta la fecondazione gli embrioni vengono trasferiti nell’utero della donna dopo circa 2-3 giorni.