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NEW YORK - Alla fine del 2008, quando il sistema finanziario era sull'orlo del collasso, un gruppo di banche in difficoltà ha distribuito circa 2 miliardi di dollari in bonus e altri pagamenti a coloro che, all'interno delle stesse società, guadagnavano di più.
Ora le autorità federali si apprestano a bollare l'80% delle somme elargite come "immeritate". Lo riporta il "New York Times", citando un rapporto che lo "zar dei compensi", Kenneth Feinberg, renderà noto oggi e nel quale si afferma che "17 banche hanno effettuato pagamenti dubbi per 1,58 miliardi di dollari subito dopo aver ricevuto miliardi di aiuti con i soldi dei contribuenti". Fra le banche che hanno distribuito pagamenti dubbi figurano - prosegue il giornale - Goldman Sachs, JPMorgan e Aig.
Ma la denuncia di Feinberg potrebbe non avere seguito: lo zar dei compensi ha infatti le mani legate e poteri limitati per chiedere i soldi indietro. Inoltre la sua forza politica, aggiunge il "New York Times", è stata diminuita dal fatto che molte banche hanno velocemente restituito i fondi ottenuti dal governo.
"Il risultato è che Feinberg si limiterà a proporre che le banche adottino volontariamente una clausola che permetta ai consigli di amministrazione di annullare o alterare il pagamento di bonus o i contratti dei dipendenti della società in caso di future crisi finanziarie. Tutte e 17 le società hanno detto a Feinberg che considereranno l'adozione della clausola, anche se nessuna si è impegnata a farlo".
SDA-ATS