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Potrebbe essere la causa per cui diversi aerei negli Stati uniti hanno ricevuto l'ordine di non decollare o di atterrare
PYONGYANG - Quello di martedì era proprio un missile ipersonico. E Kim Jong-un ha vegliato personalmente sul suo lancio. Dichiarata oggi come un'esercitazione, ha messo in qualche modo in allarme gli Stati Uniti, che ha fermato il decollo di alcuni voli e intimato un atterraggio di emergenza ad altri.
I media statali nordcoreani hanno affermato sulle loro pagine che martedì mattina (lunedì sera in Svizzera) un missile è stato lanciato e ha viaggiato per circa 1'000 chilometri prima di colpire il suo bersaglio in mare. È il terzo test confermato dal Paese in cui viene utilizzata un'arma ipersonica, che ha la particolarità di viaggiare anche cinque volte oltre la velocità del suono e che, data la sua manovrabilità, non è vincolato a una traiettoria precisa ed è quindi potenzialmente in grado di evitare dei missili balistici di difesa.
Come riporta la Bbc, Kim Jong-un era presente al momento del lancio e ha vegliato personalmente allo svolgimento del test. Secondo gli analisti di Reuters, il fatto che fosse sul luogo in modo ufficiale vuol dire che «non è preoccupato di essere personalmente associato con i test delle principali nuove tecnologie». All'inizio dell'anno il leader nordcoreano ha affermato di voler rafforzare la sua capacità militare.
Mentre il test aveva luogo, negli Stati Uniti è scattato un allarme. Il sistema di sorveglianza nordamericano (Norad) avrebbe avvisato il Paese che la Corea del nord aveva lanciato un missile. In seguito, diversi aeroporti e aerei, non è dato sapere quanti, hanno ricevuto l'ordine di ritardare il decollo o di effettuare immediatamente un atterraggio di emergenza. Non è chiaro se sia stato proprio il test dell'arma ipersonica a causare disagi ai voli, il Norad e le Forze armate statunitensi non hanno voluto fornire informazioni a riguardo.