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Le 5 C del cieco Bartimeo
di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Udito che chi passava era Gesù
il Nazareno, si mise a gridare e a dire: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!» E molti lo
sgridavano perché tacesse, ma quello gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!»
Gesù, fermatosi, disse: «Chiamatelo!» E chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio, àlzati!
Egli ti chiama». Allora il cieco, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
E Gesù, rivolgendosi a lui, gli disse: «Che cosa vuoi che ti faccia?» Il cieco gli rispose: «Rabbunì,
che io ricuperi la vista». Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato».
In quell'istante egli ricuperò la vista e seguiva Gesù per la via.
(Marco 10:46-52)
Al tempo di Gesù; i sordi, i ciechi, gli zoppi ricoprivano lo scalino più basso della società, chi aveva una menomazione fisica era destinato ad una vita da mendicante. Il motivo era semplice: avevano sempre bisogno di qualcuno che li aiutasse in ogni piccola situazione della loro vita che andava dal vestirsi, al curarsi o al mangiare, per aiutarli o accompagnarli.
In quei tempi non esistevano scuole o corsi che potessero aiutare queste persone e renderle autonome. Il Compito che la società destinava a queste persone era solo quello di mendicare, con un certo mantello che li faceva riconoscere dai passanti.
Nei versetti citati ci troviamo di fronte a un cieco, di lui viene detto poco ma c’è da notare che ci viene riportato il nome e la paternità come se degno di nota rispetto a molti altri infermi che si trovano nei vangeli. Il suo nome era Bartimeo figlio di Timeo. Egli è una bella figura di credente che con l’aiuto di Dio ci accingeremo ad analizzare in particolar modo cinque aspetti fondamentali del suo carattere.
1. La Costrizione
Il primo punto che risalta leggendo il brano e che Bartimeo viveva in uno stato di costrizione, cioè di bisogno e necessità. Egli riflette sui suoi bisogni personali sia fisico che spirituale, pensa per quanto tempo ha avuto bisogno degli altri, anche per le piccole cose; ma ora voleva cambiare vita, voleva essere diverso, egli desiderava essere guarito, perché stanco della vecchia vita e deluso dalle altre persone, desiderava essere autonomo e autosufficiente. E forse voleva aiutare gli altri che si trovavano in quello stesso stato.
Anche noi siamo come Bartimeo, ciechi, non sappiamo dove andare, abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci guida, ci consiglia, e perché no, possa prendere anche decisioni al nostro posto.
Anche noi siamo in uno stato di costrizione, spirituale e/o fisica. Perché siamo nel peccato Romani 5:12 e da soli non possiamo salvarci Romani 3:10-18.
Ma grazie a Dio, perché vicino a noi sta passando una persona straordinaria, la stessa che passò vicino Bartimeo, Egli è presente e vivente oggi come 2000 anni fa. Dobbiamo avere, come lo ebbe Bartimeo, il desiderio, e la coscienza di capire in quale stato di costrizione, di necessità, di aiuto versiamo.
2. La Caparbietà
Si nota inoltre nel carattere di questa persona la caparbietà ossia: l’ostinazione, la costanza, la testardaggine.
Si trovava nella costrizione ma voleva uscirne a tutti i costi, allora udendo che Gesù passava di là si mise a gridare e a dire: “Gesù appi pietà di me”. È da notare che non chiede la guarigione ma la pietà. Ma la numerosa folla che seguiva e precedeva Gesù, gli intimarono di tacere. Egli invece di tacere gridava più forte nella speranza che Gesù potesse sentirlo. Avrebbe potuto arrendersi e tacere, facendosi vincere dalle circostanze, ma egli continuò con caparbietà, perché aveva bisogno che Gesù si fermasse e gli parlasse.
Anche noi attraversiamo simili momenti quando capiamo di avere bisogno di Gesù, c’è sempre qualcuno o qualche circostanza che cerca di fermarci e sussurra: “Ma Gesù è troppo impegnato, non vedi la folla, guarda quanta gente, e quanti di loro hanno più bisogno di te. In fin dei conti non stai così male”. Ma anche in questi casi come Bartimeo gridiamo ancora più forte, perché Gesù è presente e vicino a noi, basta essere caparbi e volere a tutti i costi il Suo aiuto. Rivolgiamoci a Lui, chiedendo quello che ci necessità, bramando la Sua mano nella nostra vita, il Suo amore, la Sua santità, e gridare di avere pietà.
3. La Conoscenza
Bartimeo conosceva bene chi era Gesù, egli si rivolge a Gesù come pochi hanno fatto nella storia, lo chiama figlio di Davide. Con questo atto lo riconosceva come il Messia, come il profeta che doveva venire, il legittimo erede al trono. Anche se era impossibilitato nel vederLo, aveva una profonda conoscenza di Gesù, conosceva la Sua storia, le profezie che parlano di Lui, e quello che aveva fatto.
Poteva Gesù a quel grido disperato, insistente e anche così colto, passare oltre senza fermarsi?
Gesù si fermò e disse solo una parola: “Chiamatelo!” e i mormorii contro quel mendicante cessarono.
E noi che conoscenza abbiamo di Gesù? Conosciamo cosa ha fatto per la nostra vita e per l’intera umanità. Come Bartimeo approfondiamo la nostra conoscenza di Gesù, chi è, cosa ha fatto e cosa vuole fare nella mia e nella tua vita. Non bisogna leggere libri o fare delle ricerche particolari. Tutto quello che abbiamo bisogno lo troviamo nella Bibbia leggiamo ed indaghiamo in essa su chi è Gesù.
4. La certezza
Il quarto aspetto del carattere di Bartimeo è la certezza, la fede, la sicurezza che Gesù può guarirlo. Alla semplice domanda di Gesù “cosa vuoi che ti faccia?”, Bartimeo senza esitazione risponde “Maestro, che recuperi la vista!”. Bartimeo era sicuro di quello che chiedeva ma era anche sicuro a chi lo chiedeva. Notiamo anche che Gesù non ha bisogno di operare in alcun modo per rafforzare la fede di Bartimeo, Egli dice solo “ va la tua fede ti ha salvato”.
La fede in Gesù come il cristo, il Salvatore, il Messia, come colui che doveva venire non solo l’ha guarito ma la anche salvato dai peccati.
Anche noi vogliamo andare a Cristo con certezza e convinzione che Egli è Dio, e può operare nella nostra vita in tutto quello che gli chiediamo nella sua volontà, basta un pizzico di fede e se non abbiamo questa fede o siamo mancanti chiediamogliela ad Egli esso (Giacomo 1:5).
5. La contentezza
Infine l’ultimo aspetto del suo carattere è la contentezza, non a guarigione avvenuta ma già prima quando Gesù lo fa chiamare. Bartimeo con un balzo si alzo in piedi e getto via il mantello, come se volesse dire: “non mi servirà più per mendicare. La mia vita sta per avere una svolta. sto per incontrare il messia, colui che mi salverà” era entusiasta e la gioia gli sprizzava da tutti i pori.
Pensiamo dopo la guarigione e la salvezza, la gioia che trasmetteva agli altri e come raccontava quello che Gesù ha fatto nella sua vita, che prima era tetra, buia, oscura. Ma che ora è piena di vita, di luce e felicità.
Lasciamo Dio operare nella nostra vita e anche noi trasmetteremo questa pace gioia e serenità. Anche nei momenti meno felici, e difficili se abbiamo Cristo vicino ci sembreranno meno bui.
Se come Bartimeo siamo anche noi dei mendicanti spirituali andiamo anche noi Gesù come fece Bartimeo e riflettiamo: sullo stato di costrizione nel quale versiamo, diveniamo caparbi, approfondiamo la nostra conoscenza di Gesù, diveniamo fiduciosi che Cristo può ogni cosa, e siamo contenti in ogni momento perché Gesù è sempre vicino a noi e ci ama.