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Se il 'sì' vincerà al referendum del primo ottobre, l'esercito spagnolo sarà espulso dalla futura 'Repubblica catalana' che prenderà il controllo delle 'frontiere' a nord con la Francia e a sud con il resto della Spagna.
L'attuale presidente regionale Carles Puigdemont diventerà presidente della Repubblica e capo del nuovo Stato.
Sono alcune delle disposizioni previste dagli 92 articoli (3 addizionali) del disegno di legge sulla 'rottura' con la Spagna, che entrerà in vigore "il giorno dopo" la vittoria del 'sì', presentato oggi dai partiti indipendentisti che hanno la maggioranza assoluta nel Parlamento di Barcellona.
La normativa sarà la base giuridica e la norma suprema prevarrà sulle leggi spagnole, fino alla convocazione entro sei mesi di elezioni costituenti e alla formazione dell'Assemblea costituente che dovrà approvare la nuova costituzione della Repubblica Catalana.
Se vincerà il 'no' la legge non entrerà in vigore e saranno invece convocate elezioni regionali per designare un nuovo governo al posto di quello indipendentista di Puigdemont.
Altrimenti, "la Catalogna si costituisce in una repubblica di diritto, democratica e sociale. La presente legge è la norma suprema dell'ordinamento giuridico catalano". I futuri cittadini catalani potranno conservare anche la nazionalità spagnola, le lingue ufficiali della repubblica saranno catalano, castigliano (spagnolo) e aranese (parlato nella valle di Aran, al confine con la Francia) e la raccolta delle imposte sarà responsabilità del governo della Repubblica, che garantirà pensioni, servizi medici e sociali. Il testo prevede un'amnistia per tutti i condannati dai tribunali spagnoli per 'reati politici', come l'ex-presidente catalano Artur Mas.
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