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Tra il 1914 e il 1915 Alina Borioli sospese provvisoriamente la sua carriera di insegnante per trasferirsi a Ginevra e seguire i corsi di pedagogia presso il rinomato istituto Rousseau. Purtroppo però, proprio in quel periodo, iniziarono a manifestarsi i sintomi della malattia degenerativa che l’avrebbe resa completamente cieca. Rientrata in Leventina e costretta ad abbandonare definitivamente l’insegnamento si dedicò, con un certo successo, alla scrittura. Nel corso della sua vita collaborò inoltre con numerose riviste cantonali e tra il 1955 e il 1963 scrisse regolarmente per il settimanale Cooperazione firmandosi con lo pseudonimo di Abete.