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MÜNCHWILEN - Ha messo in vendita su diverse piattaforme online telefonini che non sono stati mai forniti agli ignari acquirenti ed ha ordinato prodotti alimentari, apparecchi elettronici e un collegamento telefonico, fornendo un indirizzo falso. Responsabile della truffa è una donna 30enne, condannata nel canton Turgovia a 36 mesi di prigione, 18 dei quali da scontare.
Il Tribunale distrettuale di Münchwilen (TG) ha riconosciuto la donna colpevole di truffa per mestiere, falsità in documenti e ingiuria. La sentenza non è ancora passata in giudicato.
Oltre alla pena detentiva, dalla quale saranno sottratti 122 giorni di preventiva, la donna è stata condannata a una pena pecuniaria di 5 aliquote giornaliere da 30 franchi. La 30enne dovrà inoltre risarcire le vittime della truffa: l'atto d'accusa elenca 91 casi per una somma totale di 52'000 franchi.
Nel corso del dibattimento, che si è tenuto due settimane fa, la donna ha ammesso i fatti. La difesa aveva chiesto l'assoluzione dalle imputazioni più gravi, sostenendo che le persone truffate avrebbero omesso di prendere le più semplici misure di precauzione. I proventi della truffa sarebbero serviti alla donna per il sostentamento dei figli. La corte ha in gran parte seguito le richieste della procuratrice.