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Nel mondo ogni due minuti un bambino muore di malaria. Questa malattia, che imperversava anche in Europa fino agli anni 1960, blocca lo sviluppo economico e sociale di molti Stati africani. Per questo la Svizzera deve assumere un ruolo di leader nel suo sradicamento.
È quanto chiedono diversi parlamentari di PS, PLR, Verdi liberali e PBD, che hanno sottoscritto oggi a Berna una dichiarazione in tal senso.
Stando alla "Dichiarazione di Berna contro la malaria", promossa dallo Swiss Malaria Group, la Svizzera deve continuare a svolgere un ruolo di pioniere nella lotta contro questa malattia infettiva, che è anche "una lotta contro la povertà".
Gli investimenti nello sradicamento della malaria sono una delle opportunità di sviluppo più redditizie nella sanità mondiale: per una diminuzione del 10% della malaria basta un aumento dello 0,3% del Prodotto interno lordo (PIL) annuo.
Con la firma odierna, i parlamentari svizzeri intendono associarsi al terzo obiettivo dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che stipula che i malati di malaria devono diminuire del 40% entro il 2020 e del 90% entro il 2030.
"Quale cittadina svizzera, sono fiera che il nostro Paese - in occasione della Giornata mondiale della lotta contro la malaria - intenda garantire il suo ruolo di leader per ridurre drasticamente questa piaga", ha dichiarato la presidente del Consiglio nazionale Christa Markwalder, intervenendo sulla Piazza federale, in cui per l'occasione troneggiava una zanzara gigante.
Swiss Malaria Group è stata creata nel 2008 da enti pubblici (come la Direzione dello sviluppo e della cooperazione), privati e società civile allo scopo di moltiplicare gli interventi sul campo e di sensibilizzare maggiormente la popolazione sul dramma sanitario che rappresenta la malaria in numerosi Paesi del Sud.
sda-ats