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Incarto n. 12.96.00086 Lugano 29 aprile 1996 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Cocchi, presidente Chiesa e Zali segretario: Petrini sedente per statuire nella causa inc. no. 12'851 della Pretura del distretto di Bellinzona promossa con petizione 7 novembre 1995 da __________ rappr. dall’avv. __________ contro __________ rappr. dalla sua liquidatrice __________ in materia di disconoscimento di rivendicazione di proprietà (art. 109 LEF) che il Pretore, con sentenza 9 aprile 1996, ha accolto così giudicando: 1.1. È accertato che alla __________ non compete alcun diritto, né di proprietà, né di pegno, né di altro tipo, sulla somma di Fr. 30’951.45 depositata sul conto corrente postale __________ intestato a __________, oggetto del sequestro N. __________ dell’Ufficio esecuzione di Losanna-Ovest, che viene pertanto confermato. 1.2. È accertato che l’avere in conto sequestrato è di spettanza della __________. Ed ora sull’atto di ricorso 19 aprile 1996 della liquidatrice della parte convenuta. Letti ed esaminati gli atti ed i documenti di causa. Considerato in fatto ed in diritto che, a seguito di un sequestro degli averi depositati su di un conto corrente postale intestato personalmente alla signora __________, quest’ultima, nella sua veste di liquidatrice della società __________ ha rivendicato la proprietà del saldo del conto sequestrato a favore dell’anonima; che, nel termine di 10 giorni assegnatole ai sensi dell’art. 109 LEF, la sequestrante __________, succursale di __________ ha promosso, nei confronti della __________, azione di disconoscimento della rivendicazione presso la competente, per territorio, Pretura di Bellinzona; che la convenuta, non avendo presentato la risposta alla petizione, nemmeno nel termine di grazia assegnatole ai sensi dell’art. 169 CPC, è stata preclusa in causa e di conseguenza mancando ogni e qualsiasi prova a sostegno della sua rivendicazione, il cui onere le incombeva, l’azione di disconoscimento della rivendicazione di proprietà è stata integralmente accolta; che la signora __________ ha presentato un tempestivo ricorso, redatto in lingua francese, contro la sentenza del Pretore; che il ricorso di __________ non adempie ai requisiti dell’art. 117 CPC per il quale il processo deve svolgersi in lingua italiana ma ciononostante si può eccezionalmente rinunciare al rinvio dell’atto per traduzione (art. 117 cpv. 2 CPC ed art. 142 cpv. 3 CPC) poiché il contenuto dell’atto non adempirebbe nemmeno i requisiti posti dall’art. 309 CPC (cfr. I CCA 5 giugno 1993 in re Autorità di vigilanza sulle tutele c. J.; II CCA 27 marzo 1996 in re A. c. P.); che infatti nel ricorso si cercherebbe inutilmente qualsiasi argomentazione riguardante la proprietà del danaro depositato sul conto corrente o qualsiasi domanda intesa, contrariamente alla conclusione del Pretore, a far dichiarare di spettanza dell’anonima quel deposito ed a far respingere, di conseguenza, l’azione di disconoscimento della proprietà avviata dall’attrice; che invece nel ricorso, senza nemmeno poter capire se la ricorrente fa valere pretese sue personali oppure della società della quale è liquidatrice, si parla delle traversie susseguenti all’acquisto da parte sua delle azioni della __________ e si chiede di annullare tutti i crediti gravanti l’immobile di __________ di proprietà dell’anonima, di restituirle tutte le azioni della stessa, di annullare tutte le cessioni di credito presso la __________ e di versarle un’indennità di Fr. 500’000.-; che, in queste condizioni, anche se l’applicazione dell’art. 309 cpv. e litt. f) CPC che fa obbligo all’appellante di motivare in fatto ed in diritto l’appello pena la sua nullità (art. 309 cpv. 5 CPC) non può essere troppo rigorosa, non vi è, nel ricorso all’esame, alcuna enunciazione dei motivi per i quali il primo giudizio sarebbe sbagliato e di conseguenza non è possibile una verifica dello stesso con l’inevitabile conseguenza della nullità del ricorso ( Cocchi/Trezzini, CPC, ad art. 309 n. 2, 3 e 20); che così non risulta la volontà di appellare la sentenza del Pretore (cfr. a contrario Cocchi/Trezzini, CPC, ad art. 309 n. 21) quanto piuttosto, per le domande formulate, di mettere in discussione altre situazioni che stanno a monte del limitato litigio sulla proprietà dei beni sequestrati oggetto del presente procedimento; che per economia di giudizio, stante la palese nullità dell’atto ricorsuale, si può evadere la procedura, già all’occasione dell’esame preliminare dell’art. 313bis CPC; Per i quali motivi visti, per le spese, l’art. 148 e la vigente TG dichiara e pronuncia 1. Il ricorso (recte appello) 19 aprile 1996 di __________ è inammissibile. 2. La tassa di giustizia (Fr. 80.-) e le spese (Fr. 20.-), per complessivi Fr. 100.- sono a carico della ricorrente. 3. Intimazione a: - __________ Comunicazione alla Pretura di Bellinzona Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il segretario

Incarto n. 12.96.00086 Incarto n. 12.96.00086

Incarto n. Lugano 29 aprile 1996 Lugano

Lugano 29 aprile 1996

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Cocchi, presidente Chiesa e Zali Cocchi, presidente Chiesa e Zali

Cocchi, presidente Chiesa e Zali segretario: segretario:

segretario: Petrini Petrini

Petrini sedente per statuire nella causa inc. no. 12'851 della Pretura del distretto di Bellinzona promossa con petizione 7 novembre 1995 da

sedente per statuire nella causa inc. no. 12'851 della Pretura del distretto di Bellinzona promossa con petizione 7 novembre 1995 da __________ rappr. dall’avv. __________ __________

__________ rappr. dall’avv. __________

rappr. dall’avv. __________ contro contro

contro __________ rappr. dalla sua liquidatrice __________ __________

__________ rappr. dalla sua liquidatrice __________

rappr. dalla sua liquidatrice __________ in materia di disconoscimento di rivendicazione di proprietà (art. 109 LEF) che il Pretore, con sentenza 9 aprile 1996, ha accolto così giudicando:

1.1. È accertato che alla __________ non compete alcun diritto, né di proprietà, né di pegno, né di altro tipo, sulla somma di Fr. 30’951.45 depositata sul conto corrente postale __________ intestato a __________, oggetto del sequestro N. __________ dell’Ufficio esecuzione di Losanna-Ovest, che viene pertanto confermato.

1.2. È accertato che l’avere in conto sequestrato è di spettanza della __________.

Ed ora sull’atto di ricorso 19 aprile 1996 della liquidatrice della parte convenuta.

Letti ed esaminati gli atti ed i documenti di causa.

Considerato

in fatto ed in diritto

che, a seguito di un sequestro degli averi depositati su di un conto corrente postale intestato personalmente alla signora __________, quest’ultima, nella sua veste di liquidatrice della società __________ ha rivendicato la proprietà del saldo del conto sequestrato a favore dell’anonima;

che, nel termine di 10 giorni assegnatole ai sensi dell’art. 109 LEF, la sequestrante __________, succursale di __________ ha promosso, nei confronti della __________, azione di disconoscimento della rivendicazione presso la competente, per territorio, Pretura di Bellinzona;

che la convenuta, non avendo presentato la risposta alla petizione, nemmeno nel termine di grazia assegnatole ai sensi dell’art. 169 CPC, è stata preclusa in causa e di conseguenza mancando ogni e qualsiasi prova a sostegno della sua rivendicazione, il cui onere le incombeva, l’azione di disconoscimento della rivendicazione di proprietà è stata integralmente accolta;

che la signora __________ ha presentato un tempestivo ricorso, redatto in lingua francese, contro la sentenza del Pretore;

che il ricorso di __________ non adempie ai requisiti dell’art. 117 CPC per il quale il processo deve svolgersi in lingua italiana ma ciononostante si può eccezionalmente rinunciare al rinvio dell’atto per traduzione (art. 117 cpv. 2 CPC ed art. 142 cpv. 3 CPC) poiché il contenuto dell’atto non adempirebbe nemmeno i requisiti posti dall’art. 309 CPC (cfr. I CCA 5 giugno 1993 in re Autorità di vigilanza sulle tutele c. J.; II CCA 27 marzo 1996 in re A. c. P.);

che infatti nel ricorso si cercherebbe inutilmente qualsiasi argomentazione riguardante la proprietà del danaro depositato sul conto corrente o qualsiasi domanda intesa, contrariamente alla conclusione del Pretore, a far dichiarare di spettanza dell’anonima quel deposito ed a far respingere, di conseguenza, l’azione di disconoscimento della proprietà avviata dall’attrice;

che invece nel ricorso, senza nemmeno poter capire se la ricorrente fa valere pretese sue personali oppure della società della quale è liquidatrice, si parla delle traversie susseguenti all’acquisto da parte sua delle azioni della __________ e si chiede di annullare tutti i crediti gravanti l’immobile di __________ di proprietà dell’anonima, di restituirle tutte le azioni della stessa, di annullare tutte le cessioni di credito presso la __________ e di versarle un’indennità di Fr. 500’000.-;

che, in queste condizioni, anche se l’applicazione dell’art. 309 cpv. e litt. f) CPC che fa obbligo all’appellante di motivare in fatto ed in diritto l’appello pena la sua nullità (art. 309 cpv. 5 CPC) non può essere troppo rigorosa, non vi è, nel ricorso all’esame, alcuna enunciazione dei motivi per i quali il primo giudizio sarebbe sbagliato e di conseguenza non è possibile una verifica dello stesso con l’inevitabile conseguenza della nullità del ricorso ( Cocchi/Trezzini, CPC, ad art. 309 n. 2, 3 e 20);

che così non risulta la volontà di appellare la sentenza del Pretore (cfr. a contrario Cocchi/Trezzini, CPC, ad art. 309 n. 21) quanto piuttosto, per le domande formulate, di mettere in discussione altre situazioni che stanno a monte del limitato litigio sulla proprietà dei beni sequestrati oggetto del presente procedimento;

che per economia di giudizio, stante la palese nullità dell’atto ricorsuale, si può evadere la procedura, già all’occasione dell’esame preliminare dell’art. 313bis CPC;

Per i quali motivi

visti, per le spese, l’art. 148 e la vigente TG

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso (recte appello) 19 aprile 1996 di __________ è

inammissibile.

2. La tassa di giustizia (Fr. 80.-) e le spese (Fr. 20.-), per

complessivi Fr. 100.- sono a carico della ricorrente.

3. Intimazione a: - __________

Comunicazione alla Pretura di Bellinzona

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario