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Le delegazioni serba e kosovara si sono incontrate oggi a Bruxelles per il sesto round di negoziati diretti a risolvere tutta una serie di questioni pratiche nei rapporti fra Kosovo e Serbia, che non riconosce l'indipendenza di Pristina.
Si tratta della prima presa di contatto fra Belgrado e Pristina dopo la nuova fiammata di violenze e scontri avutasi a fine luglio nel nord del Kosovo, nell'abito di una guerra commerciale fra le parti, che osservano un reciproco embargo commerciale. In quell'occasione un poliziotto kosovaro era stato ucciso e un posto di dogana di pristina dato alle fiamme.
Al centro dei colloqui odierni figura in primo luogo la questione dei timbri doganali, insieme ai problemi dell'energia, delle telecomunicazioni e dei registri catastali. Secondo il giornale kosovaro Koha Ditore, la Ue - che funge da mediatore nel negoziato - avrebbe preparato una proposta per un timbro con la dizione neutra 'Dogana del Kosovò, senza alcun emblema o bandiera nazionale. Tale dizione potrebbe essere accettata da entrambe le parti, che potrebbero interpretarla a proprio piacimento, per Belgrado sarebbero le dogane della propria provincia meridionale del Kosovo, per Pristina si tratterebbe invece delle dogane dello stato indipendente del Kosovo.
Cauto ottimismo alla vigilia dei colloqui - cominciato lo scorso 8 marzo - hanno espresso i due capi delegazione, il serbo Borko Stefanovic e la kosovara Edita Tahiri.
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