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La partecipazione a Schengen/Dublino è affiancata da una serie di altri strumenti nel cui quadro la Svizzera potenzia la cooperazione transfrontaliera con l’UE in materia di politica della giustizia, della sicurezza e della migrazione.
Esempi:
Europol
L’Ufficio di polizia europeo (Europol) ha il compito di sostenere e potenziare la cooperazione tra gli Stati membri ai fini della prevenzione e della lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata e ad altre forme gravi di criminalità. Europol entra in scena quando una questione interessa due o più Stati membri, rendendo necessaria un’azione concertata. I suoi compiti principali sono i seguenti:
- acquisire, registrare, elaborare, analizzare e scambiare informazioni;
- informare gli Stati membri sulle connessioni tra i reati che li riguardano;
- aiutare gli Stati membri nelle indagini e sostenerli con informazioni e analisi;
- chiedere agli Stati membri di avviare, effettuare o coordinare le indagini in determinati casi e raccomandare l’impiego di squadre inquirenti comuni;
- stilare valutazioni della situazione di pericolo e altri rapporti.
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Accordo del 24 settembre 2004 tra la Confederazione svizzera e l’Ufficio europeo di polizia
(RS 0.362.2)
Estensione delle aree criminali coperte da:
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Scambio di note del 7 marzo 2006/22 novembre 2007 tra la Svizzera e l’Ufficio europeo di polizia Europol
(RS 0.362.21)
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Scambio di note del 19 dicembre 2017/1° ottobre 2018 tra la Svizzera e l’Ufficio europeo di polizia Europol
(RS 0.362.22)
Eurojust
L’Eurojust ha il compito di incrementare l’efficienza del lavoro delle autorità inquirenti ed esecutive nel perseguimento delle forme gravi di criminalità transfrontaliera e organizzata, affinché i criminali siano consegnati alla giustizia in modo rapido ed efficace.
EASO/EUAA
L’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (European Asylum Support Office, EASO) sostiene i paesi partecipanti a livello della cooperazione pratica in materia di asilo, aiutandoli per esempio nell’individuazione di valide pratiche da adottare, organizzando sessioni formative a livello europeo o coordinando lo scambio d’informazioni rilevanti sui Paesi di provenienza tra Stati membri (Country of Origin Information, COI). Fornisce inoltre appoggio tecnico e operativo agli Stati membri sottoposti a "pressioni particolari" (che ricevono cioè molte domande d’asilo) distaccando temporaneamente sul posto team di esperti in materia di asilo, i quali forniscono un appoggio tecnico e operativo alle autorità.
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Accordo del 10 giugno 2014 tra la Svizzera e l’UE
(RS 0.142.392.681)
L'EASO è stato sostituito nell'UE dall'Agenzia europea per l'asilo (EUAA), che ha iniziato le sue attività il 19 gennaio 2021. Fino alla conclusione di un accordo successivo con l'UE, la Svizzera parteciperà ai lavori dell'EUAA sulla base e nel quadro dell'accordo EASO esistente.
Prüm
La cooperazione di Prüm mira a migliorare la cooperazione transfrontaliera di polizia tra gli Stati dell'UE partecipanti. Il cuore dell'accordo, che garantisce la partecipazione della Svizzera, è lo scambio automatizzato di profili di DNA e di impronte digitali per identificare i criminali. Nel corso del processo, questi dati vengono confrontati con quelli dei database nazionali in una procedura "hit/no hit" ("colpito" o "non colpito"). In caso di riscontro positivo, ossia se il modello di dati è disponibile nella banca dati di un altro paese partecipante, la trasmissione dei dati personali corrispondenti viene richiesta attraverso i consueti canali ufficiali o di assistenza legale. Inoltre, la Prüm prevede ulteriori misure di cooperazione transfrontaliera di polizia: La possibilità di effettuare pattugliamenti congiunti e procedure investigative, lo scambio di dati sulle targhe dei veicoli e sui detentori, nonché la trasmissione di informazioni in caso di eventi importanti e per la prevenzione di reati terroristici.
L'accordo consente, come l'accordo di associazione Schengen, il suo adattamento attraverso una procedura semplificata (sviluppo). È stato ratificato il 28 aprile 2022 ed è entrato in vigore il 1° marzo 2023. Tuttavia, al momento l'accordo non è ancora pienamente applicabile. Infatti, prima di poter avviare il previsto scambio di profili DNA, dati dattiloscopici e dati sulle targhe dei veicoli e sui titolari, è necessario creare i prerequisiti tecnici per lo scambio di dati e superare con successo i test necessari. La relativa decisione dell'UE non è prevista prima del 2025.
Ultima modifica 14.03.2023