Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/254036

<h2>SubmittedText<h2><p>Nelle ultime settimane, decine di migliaia di cittadini preoccupati hanno inviato appelli urgenti per posta ai Parlamentari federali. In queste lettere si esprimono chiaramente contro la fornitura di armi all'Ucraina, il che comporterebbe la perdita della neutralità permanente, armata e integrale. Pro Svizzera, l'organizzazione succeduta ad ASNI, ha fornito un supporto logistico a questi cittadini nel processo di invio.</p><p>Dopo che il Consiglio degli Stati si è espresso contro la fornitura indiretta di armi respingendo la mozione 22.3557, ieri dalle ore 15 il Consiglio nazionale ha dibattuto sulla mozione 23.3005, che avrebbe permesso la fornitura indiretta di armi all'Ucraina.</p><p>Allo stesso tempo, sempre ieri alle ore 15.00, i Servizi del Parlamento hanno informato i Consiglieri nazionali che le lettere postali in cui decine di migliaia di cittadini preoccupati mettono in guardia contro la perdita della neutralità permanente, armata e integrale non sarebbero state consegnate ai Parlamentari a causa del "grande lavoro di smistamento". Nella comunicazione in questione si afferma falsamente che si tratta di "lettere postali di Pro Svizzera", il che non è vero.</p><p>Alla luce di queste considerazioni si pongono le seguenti domande al DATEC e alla Posta Svizzera:</p><p>1. Nei 174 anni di storia della Posta Svizzera è mai successo che gli invii postali non siano stati recapitati a causa del loro contenuto politico o del "grande lavoro di smistamento"?</p><p>2. Come gestisce la Posta Svizzera gli invii postali non recapitati: la Posta non fa tutto il possibile per poterli consegnare ai destinatari indicati, soprattutto in considerazione del fatto che gli indirizzi di tutti i Parlamentari sono accessibili sul sito Internet del Parlamento a tutta la popolazione?</p><p>3. I servizi del Parlamento hanno annunciato che "archivieranno" gli invii postali non recapitati. Come gestisce la Posta gli invii non recapitati? Anche questi vengono "archiviati" o, se non è stato possibile determinare l'indirizzo di recapito corretto, vengono rispediti al mittente?</p><p>4. A quanto pare lo smistamento della posta sovraccarica i Servizi del Parlamento. Se questi non hanno capacità logistiche sufficienti per smistare autonomamente la posta interna, la Posta Svizzera sarebbe disposta a fornire ai Servizi del Parlamento un supporto logistico nello smistamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. No. La Posta Svizzera è tenuta per legge ad assicurare il servizio universale attraverso i servizi postali. Il mandato di servizio universale comprende l'obbligo di accettare, trasportare e distribuire invii postali. La Posta deve recapitare gli invii che le vengono dati in consegna osservando i tempi di recapito previsti dalla legge, indipendentemente dall'onere per lo smistamento o altri processi operativi. Nel 2022, il 97,2 per cento delle lettere di posta A e il 99,3 per cento delle lettere di posta B sono state consegnate in tempo, superando nettamente la soglia prescritta del 95 per cento. Il contenuto di un invio postale è protetto dal segreto postale ed epistolare.</p><p>2. Quando l'indirizzo indicato è incompleto, la Posta rispedisce al mittente le lettere non recapitabili se questo può essere identificato. Per la corrispondenza commerciale, gli invii vengono trattati secondo le istruzioni del mittente. Le stesse regole si applicano alle lettere indirizzate recapitate correttamente ma respinte dal destinatario.</p><p>3. Fino al recapito tutti gli invii rimangono di regola di proprietà del mittente. La Posta non può eliminarli senza un ordine corrispondente. Nel caso di lettere senza una chiara indicazione del mittente, la Posta cerca di scoprire chi è il mittente. A questo scopo, le lettere vengono aperte da impiegati autorizzati della Posta per trovare indizi sul mittente. Se la ricerca è infruttuosa, la Posta conserva la lettera per tre mesi, nel caso in cui il mittente o il destinatario si facessero vivi.</p><p>4. Lo smistamento della posta all'interno di Palazzo federale compete ai Servizi del Parlamento. Secondo indicazioni rilasciate dalla Posta Svizzera, questa sarebbe pronta a prendere in considerazione la possibilità di fornire sostegno se richiesto dai Servizi del Parlamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.