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<h2>SubmittedText<h2><p>L'ascesa al potere dei talebani in Afghanistan ha drammaticamente peggiorato la situazione politica e umanitaria sia nel Paese che nella regione. Anche prima del ritiro delle truppe internazionali, l'Afghanistan era uno dei Paesi più fragili e più poveri del mondo a causa dei numerosi conflitti armati degli ultimi decenni. Le truppe internazionali avevano comunque reso possibile un moderato progresso sociale ed economico. Con il loro ritiro e la rapida ascesa al potere dei talebani, si è spenta in pochissimo tempo ogni speranza di sviluppo sociale ed economico del Paese.</p><p>L'impegno della Svizzera in Afghanistan vanta una lunga tradizione. Già nel 1979, tramite il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), la Svizzera aveva prestato assistenza alle vittime dell'invasione sovietica. Secondo il CICR, l'attuale situazione umanitaria è drammatica. Nel Paese mancano generi alimentari, assistenza sanitaria e acqua. Una situazione che è stata inequivocabilmente confermata anche dalla conferenza dei donatori organizzata dall'ONU a Ginevra. La Svizzera deve contribuire ad alleviare le sofferenze della popolazione colpita e impostare di conseguenza il proprio impegno umanitario. Presumibilmente, gli ultimi avvenimenti in Afghanistan avranno un effetto destabilizzante sull'intera regione e le loro conseguenze geopolitiche si estenderanno ben oltre quest'ultima.</p><p>L'ascesa al potere dei talebani rappresenta una minaccia soprattutto per determinati gruppi di popolazione. La Svizzera deve dichiararsi pronta, in collaborazione con altri Paesi, ad accogliere in particolare le persone vulnerabili oltre il contingente di reinsediamento previsto dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR).</p><p>In relazione a questa crisi, i Verdi Liberali chiedono pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è disposto ad aumentare in modo sostanziale il contributo annuale per l'aiuto umanitario e il proprio impegno prendendo come riferimento il quadro finanziario per gli aiuti in Siria?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto ad accogliere rifugiati particolarmente vulnerabili oltre il contingente stabilito nel quadro del programma di reinsediamento dell'ACNUR?</p><p>3. Quali sono le misure che il Consiglio federale intende adottare, in collaborazione con i Paesi partner, per stabilizzare la regione?</p><p>4. Oltre all'aumento dei flussi di rifugiati, quali sono le conseguenze geopolitiche previste dal Consiglio federale e quali saranno le possibili ripercussioni per la Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'8 settembre 2021 il Consiglio federale ha deciso di rafforzare il proprio impegno umanitario a favore della popolazione bisognosa in Afghanistan e nella regione. Per il 2021 sono previsti contributi supplementari pari a 33 milioni di franchi. Di questi, 23 milioni saranno garantiti attraverso un credito aggiuntivo in merito al quale il Parlamento delibererà durante la sessione invernale del 2021. Per il 2022 sono invece previsti, in base al preventivo, contributi pari a 27 milioni di franchi. Fino alla fine del 2022, Svizzera aiuterà quindi la popolazione bisognosa in Afghanistan e nella regione con un importo di circa 60 milioni di franchi. Il Consiglio federale assegna i contributi sulla base dei bisogni umanitari sul posto e non facendo un confronto con altri contesti.</p><p>2. Un eventuale aumento del contingente di reinsediamento deve inquadrarsi in un'azione di accoglienza coordinata a livello internazionale. In autunno è prevista una conferenza sul reinsediamento organizzata dalla Commissione UE e in tale occasione l'ACNUR dovrebbe comunicare le nuove esigenze concrete. La Svizzera parteciperà al dibattito europeo e, insieme ai Cantoni, esaminerà le richieste dell'ACNUR in questo contesto. La decisione della Svizzera si baserà sull'urgenza dei bisogni umanitari derivanti dalla situazione del momento.</p><p>3. Il 13 settembre 2021 la Svizzera ha partecipato alla conferenza dell'ONU sull'Afghanistan a Ginevra. L'obiettivo della conferenza era richiamare l'attenzione sugli enormi bisogni umanitari in Afghanistan e assicurare aiuti finanziari immediati. La Svizzera è pronta a offrire i suoi buoni uffici, sia come Stato ospite di altre conferenze internazionali sia come facilitatore per colloqui se le parti lo desiderano. Oltre all'impegno umanitario, attualmente per la Svizzera è importante seguire gli sviluppi politici e vagliare costantemente le soluzioni esistenti per contribuire nel miglior modo possibile a stabilizzare la situazione.</p><p>4. La situazione in Afghanistan si ripercuote sulla sicurezza dell'intera regione. Le esperienze del passato hanno dimostrato che le questioni legate alla sicurezza possono avere conseguenze a livello mondiale, per esempio nell'ambito della criminalità e del terrorismo tranfrontalieri. Inoltre, a seguito del ritiro delle truppe USA e NATO, altri attori hanno la possibilità di espandere la loro influenza. Qualora il numero delle persone provenienti dall'Afghanistan che chiedono protezione sia particolarmente elevato, è probabile che inizialmente la maggior parte di loro rimanga nella regione, motivo per cui è importante garantire l'assistenza sul posto. In ogni caso, finora non è stato registrato un esodo su larga scala dall'Afghanistan.</p>  Risposta del Consiglio federale.