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Era il 10 di luglio del 2000 quando si dette avvio ai lavori di scavo al portale sud della galleria di base del Gottardo. Quello fu l'anno in cui la popolazione di Pollegio e della Bassa Leventina fu confrontata per la prima volta con la realtà del cantiere del secolo, un cantiere che durò sino alla metà del 2016, anno d'inaugurazione del nuovo collegamento ferroviario ALPTRANSIT.
Per ben 16 anni la popolazione di Pollegio è stata costretta a convivere con questo enorme cantiere situato nelle immediate vicinanze dell'abitato e con importanti disagi di tipo ambientale da esso prodotti. Tutti i terreni agricoli a nord dell'abitato furono sacrificati al cantiere e su questi sedimi sorsero importanti depositi di inerti. Il materiale movimentato tramite nastri trasportatori era causa di costanti immissioni foniche e di polveri; anche il traffico di autocarri e macchine da cantiere si sviluppò in modo esponenziale nelle immediate vicinanze delle case e i disagi per la popolazione locale aumentarono a livelli talvolta insopportabili.
Ora che finalmente il cantiere è stato smantellato, i terreni agricoli ricoltivati e pronti per ritornare agli agricoltori locali, ecco che gli "specialisti" dell'USTRA (Ufficio Federale delle Strade) già pensano ad un nuovo "regalo" di tipo ambientale per Pollegio, pianificando un nuovo cantiere che dovrebbe servire al trasporto del materiale di scavo della seconda galleria autostradale del San Gottardo alla Buzza di Biasca.
Questi sono i motivi per cui ribadiamo la nostra ferma opposizione a tale progetto che, contrariamente a quanto avvenuto per il cantiere di ALPTRANSIT, non avrà nessuna ricaduta economica importante e duratura per la regione!
Il cantiere con il quale Pollegio ha dovuto convivere per quasi vent'anni (foto: A.Taddei)
Pollegio oggi (foto: A.Taddei)