Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01021.jsonl.gz/304

Al termine della Prima guerra mondiale, il 26 maggio 1918, fu fondata a Sessa l'Associazione consumatori di carne. Come si legge nel manifesto costitutivo il «calmiere» – una figura paragonabile all'odierno Mister prezzi – aveva fissato il valore di vendita di vitelli, vitelloni e bovine a un prezzo considerato «derisorio», mentre il costo d'acquisto della carne era esageratamente alto, tanto da essere fuori portata degli scarsi borsellini di quegli anni di magra. Occorre ricordare che allora, e fino agli anni '50 del secolo scorso, in quasi ogni famiglia di Sessa e Monteggio si allevavano mucche, vitelli e maiali: mentre questi ultimi erano macellati e lavorati in casa, il bestiame bovino sottostava a regole sanitarie ben strutturate e il macellaio doveva disporre di una regolare patente. Esisteva già una società di allevatori del bestiame bovino, con scopi assicurativi, ma i suoi statuti non permettevano la macellazione. All'Associazione consumatori di carne aderirono come soci fondatori 269 famiglie di Sessa e Monteggio. Da notare come i capi famiglia che firmavano l'iscrizione erano sovente donne, perché gli uomini, a maggio, erano lontani dal paese «a fare la stagione». Negli anni seguenti, entrarono nell'associazione anche famiglie dai villaggi vicini e pure dalla periferia di Lugano. Presidente fu nominato l'allora ventitreenne Antonio Pani, dalla fresca patente di insegnante. L'associazione non aveva scopi di lucro: tolte le spese (macellaio e usciere) e trattenuto un fondo cassa, il rimanente serviva a definire il prezzo di vendita della carne ai soci. L'associazione ebbe vita breve: solo quattro anni e fu sciolta il 5 febbraio 1922. Le cause dello scioglimento si evincono dal rapporto del comitato all'assemblea. Il potere d'acquisto scemava lentamente, presagio della Grande depressione di cui il mondo intero avrebbe sofferto dal 1929. Diverse famiglie potevano ormai comprare la carne solo per Natale ed erano così costrette a vendere altrove gli animali da macello, accontentandosi del misero prezzo ufficiale. Il fondo cassa di 234 franchi e 18 centesimi fu suddiviso tra l'asilo infantile di Sessa e Monteggio e l'Opera di assistenza di Lugano Campagna.
Adelio Galeazzi