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Il Consiglio federale lo ha ribadito: l’iniziativa popolare "Per la libertà e l’integrità fisica", che mira a vietare l’obbligo vaccinale, va respinta. Se approvata, essa genererebbe un’incertezza del diritto in molti settori, inoltre, già oggi nessuno può essere obbligato a vaccinarsi.
Nel licenziare il messaggio a destinazione del Parlamento, nel quale rinuncia a formulare un controprogetto, il governo ha insomma ribadito il concetto espresso lo scorso 18 marzo: "Il testo dell’iniziativa si spinge ben oltre il tema della vaccinazione e chiede in generale che il diritto fondamentale all’integrità fisica e psichica possa essere limitato dallo Stato solo con il consenso della persona interessata".
Ciò comporterebbe incertezze giuridiche in diversi ambiti della società, come per esempio in materia di perseguimento penale o di protezione dei minori e degli adulti.
L’iniziativa riguarda dunque il monopolio statale nell’uso della forza (come polizia, perseguimento penale, esecuzione delle pene, militare). In caso di accettazione dell’iniziativa, la polizia, senza il consenso dell’interessato, non potrebbe arrestare più nessun sospettato e lo Stato non potrebbe espellere un criminale straniero o rinviare nel suo Paese di origine un richiedente asilo respinto.
Per giustificare le sue obiezioni, il governo fa notare che il testo dell’iniziativa non contiene alcun riferimento esplicito alle vaccinazioni. A proposito di vaccini, il governo conferma che "già oggi in Svizzera nessuno può essere obbligato a vaccinarsi contro la sua volontà".
La legge sulle epidemie – accettata in votazione popolare nel 2013 ed entrata in vigore nel 2016 – prevede che i Cantoni o il Consiglio federale possano dichiarare obbligatorie le vaccinazioni per determinate persone se esiste un pericolo considerevole e se la popolazione non può essere protetta con altre misure meno incisive.
Le persone che non adempiono tale obbligo di vaccinazione possono talvolta subire determinate conseguenze, come il trasferimento in un altro reparto dell’ospedale nel caso dei professionisti della salute. Un tale regime di vaccinazione non è tuttavia mai stato adottato a livello federale, neppure durante le fasi più acute della pandemia di Covid-19.