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L'Ufficio federale della migrazione (UFM) sta adeguando la propria procedura di asilo nei confronti della Grecia e dello Sri Lanka. Per quanto riguarda quest'ultimo Stato, l'UFM ha deciso che il ritorno dei richiedenti l'asilo respinti è nuovamente ammissibile anche nel nord e all'est del Paese, indica una nota odierna.
Dopo attenta analisi, l'UFM è giunto alla conclusione che la situazione nello Sri Lanka si è nettamente stabilizzata sotto il profilo della sicurezza. Pertanto il ritorno dei profughi Tamil è nuovamente ammissibile.
Fanno eccezione le persone il cui ultimo domicilio in patria è situato entro la regione di Vanni, che in passato si trovava sotto il controllo del movimento delle "Tigri per la liberazione dell'Eelam Tamil" (LTTE), e che non dispongono di una rete di relazione al di fuori di tale regione, rileva ancora l'UFM. Non è invece modificata la prassi relativa ai rifugiati conosciuti, i quali possono continuare a soggiornare in Svizzera.
La nuova procedura di allontanamento sarà attuata a tappe. Dal 1. marzo, le domande d'asilo respinte saranno trattate secondo la nuova prassi. Nel giugno 2011, l'UFM comincerà ad esaminare lo status delle persone ammesse, tenendo conto dell'elevato grado di integrazione degli interessati in Svizzera. "Le persone desiderose di partire autonomamente alla volta dello Sri Lanka beneficeranno di un aiuto finanziario e logistico", precisa il comunicato.
A fine 2010, in Svizzera vi erano circa 1'800 cittadini dello Sri Lanka con procedura di asilo pendente in prima istanza, e altri 300 con procedura di ricorso pendente. Circa 2'200 cittadini srilankesi beneficiavano dell'ammissione provvisoria e 25 si trovavano in "procedura di esecuzione". Nel 2010 una cinquantina di persone hanno fatto rientro nel Paese di origine.
Con Atene, rinuncia immediata dell'accordo di Dublino
Per quel che riguarda la Grecia, vista la situazione insoddisfacente che continua a prevalere nel settore dell'immigrazione, l'UFM sottolinea che procederà all'esame delle domande d'asilo fino a quando Atene non sarà nuovamente in grado di ottemperare ai propri obblighi in qualità di Stato di Dublino.
L'Ufficio federale della migrazione ha già deciso nel febbraio 2009 di non più applicare la procedura di Dublino con la Grecia per le persone particolarmente vulnerabili. Anche la maggior parte degli altri Stati di Dublino hanno rinunciato ad attuare l'accordo con Atene, o lo attuano solo in maniera limitata, si legge ancora nel comunicato.
L'UFM terrà comunque conto della situazione difficile in cui vengono a trovarsi i richiedenti l'asilo, segnatamente per quanto riguarda l'accoglienza. Coloro che hanno avuto accesso alla procedura di asilo in Grecia, e per i quali è disponibile un alloggio, non saranno interessati dal cambiamento della prassi.
Tra il dicembre 2008 e la fine del 2010 la procedura di Dublino con la Grecia ha interessato 940 persone. Si è invece rinunciato ad attuare tale accordo per 400 persone particolarmente vulnerabili. Globalmente sono state trasferite verso la Grecia circa 150 persone.
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