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Dopo UBS, Credit Suisse, la Banca cantonale di Zurigo e Raiffeisen, anche un dissesto di Posfinance potrebbe danneggiare notevolmente il sistema finanziario elvetico. Per questo, la Banca nazionale svizzera (BNS) sta esaminando se non sia il caso di inserire Postfinance nella categoria degli istituti "too big to fail" - o a rischio sistemico - ossia troppo grandi per fallire.
Lo ha dichiarato all'agenzia economica AWP il portavoce di Postfinance Johannes Möri, confermando le dichiarazioni rilasciate dal responsabile dei servizi finanziari della Posta svizzera, Hansruedi Köng, alla "Neue Zürcher Zeitung" in edicola oggi.
Köng ha affermato al quotidiano zurighese di aver ricevuto la settimana scorsa una missiva da parte della BNS in cui si annunciava la volontà dell'istituto di emissione centrale di esaminare un'eventuale rilevanza sistemica di Postfinance.
Dal canto suo, Möri ha precisato di non poter fornire informazioni sulla durata di questa analisi né sul suo risultato. Stando all'articolo, Köng ha dichiarato che Postfinance ha già adottato misure in seguito ad un eventuale esito positivo delle indagini condotte dalla BNS.
Köng ha citato la costruzione di un secondo centro informatico a Zofingen. Inoltre, ha specificato che la quota di fondi propri è pari al 22,2%, ben oltre i limiti posti da Basilea III e dell'Autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA).
A causa della sua posizione nel mercato finanziario elvetico, Postfinance veniva già considerata una possibile candidata per un'indagine approfondita da parte della BNS.