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Vanno avanti martedì i rilievi dell’inchiesta aperta dalla magistratura per il crollo, avvenuto lunedì, di un viadotto sul fiume Tarn, nei pressi di Tolosa. La pista privilegiata dagli inquirenti, secondo un quotidiano locale, è proprio quella del mancato rispetto del limite di peso a 19 tonnellate da parte di un camion. Un altro cartello vieta a due camion di passare sul ponte contemporaneamente.
Il disastro ha provocato due morti e svariati feriti. La prima vittima è una ragazzina di 15 anni, che era in auto con la madre. La donna si è salvata, l'adolescente è affogata nelle acque del fiume. Lunedì in serata è stato rinvenuto (e poi recuperato nella notte) il secondo corpo. Si tratta dell’autista dell’autotreno che sarebbe all’origine del cedimento del ponte sospeso. Quest’ultimo - lungo 155 metri, largo 6,50 -, non risultava a rischio, nonostante fosse stato inaugurato nel 1935.
Stando alla stampa regionale, ad attraversare il ponte è stato un camion di un’azienda attiva nell’edilizia, seguito da un secondo autocarro della stessa impresa. Avevano lasciato la sede della società - che dista appena 200 metri - poco prima, diretti a un vicino cantiere. Il primo conducente ha violato il divieto nonostante il suo mezzo pesasse oltre 40 tonnellate, più del doppio del consentito, mentre l'altro autista attendeva il passaggio del collega e si è salvato.