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A Skopje è cominciata in mattinata la seduta del parlamento macedone che dovrà pronunciarsi sull'accordo con la Grecia che ha stabilito in 'Macedonia del nord' il nuovo nome del Paese ex jugoslavo.
Il voto avverrà al termine del dibattito in aula, sui cui tempi non si hanno indicazioni precise.
Per l'approvazione dell'accordo, che comporta emendamenti alla costituzione macedone, è richiesta la maggioranza dei due terzi, pari a 80 voti sul totale di 120 seggi del parlamento nazionale. Alla maggioranza mancano una decina di voti, e il premier socialdemocratico Zoran Zaev - dopo il fallimento del referendum del 30 settembre per mancanza di quorum - ha avviato una serie di consultazioni e contatti con l'opposizione conservatrice per assicurarsi la maggioranza necessaria.
Nel referendum oltre il 90% dei votanti si era espresso a favore dell'accordo, la cui approvazione è stata posta dalla comunità internazionale come condizione per l'integrazione della Macedonia in Ue e Nato. In concomitanza con la seduta del parlamento, gruppi di oppositori e nazionalisti che contestano l'intesa con Atene hanno organizzato manifestazioni di protesta, chiedendo le dimissioni del governo.