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Il Consiglio nazionale ha bocciato oggi un'iniziativa parlamentare a riguardo di Alexandre Berthoud.
BERNA - Anche in futuro il canone radiotelevisivo non potrà essere dedotto dal reddito imponibile nella dichiarazione dei redditi. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale bocciando con 105 voti contro 84 una iniziativa parlamentare di Alexandre Berthoud (PLR/VD).
Nel giustificare il suo atto parlamentare, il vodese ha ricordato il carattere obbligatorio del canone, che deve essere pagato indipendentemente dal possesso di un apparecchio. A suo dire, ciò ne giustifica la deduzione dal reddito imponibile. Pur essendo di entità limitata, lo sgravio fiscale che ne risulterebbe sarebbe inoltre un gradito contributo in un contesto di aumento del costo della vita e dei prezzi dell'energia.
A beneficiarne sarebbero soprattutto i contribuenti più agiati e non quelli il cui potere d'acquisto è attualmente più sotto pressione a causa dell'inflazione, ha replicato Jürg Grossen (PVL/BE) a nome della commissione. I risparmi sarebbero inoltre molto limitati: in media 8 franchi all'anno per l'imposta federale diretta.
Grossen, convincendo il plenum, ha poi fatto notare che l'attuazione di questa iniziativa parlamentare comporterebbe oneri amministrativi non indifferenti sia per i contribuenti che per le autorità fiscali. Il canone radiotelevisivo viene infatti riscosso per economia domestica e non per persona.