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Un cane d’accompagnamento supporta il bambino affetto da autismo e la sua famiglia nella vita di tutti i giorni (ad esempio, mentre va a scuola, a fare la spesa o durante la visita da un medico) e protegge il bambino dai pericoli, specialmente nel traffico stradale. Il bambino, il genitore e il cane si muovono sempre in trio: un genitore conduce il cane al guinzaglio e gli impartisce dei comandi acustici. Il bambino è collegato al cane tramite una cintura, tiene la maniglia della bardatura e segue il cane. Il cane si siede o si sdraia a terra non appena sente il bambino tirare la bardatura da lavoro. In questo modo il cane per autistici aiuta a fermare il bambino prima che corra in strada o si diriga verso qualcosa che lo interessa.
In che modo il bambino autistico e la sua famiglia possono beneficiare di un cane d’accompagnamento per bambini con autismo?
- Apre la porta verso il mondo esterno: Il cane aiuta le famiglie a uscire di nuovo e a partecipare alla vita quotidiana. Per le altre persone è più facile entrare in contatto con la famiglia parlando del cane e in questo modo quest’ultima percepisce una maggiore accettazione per il proprio bambino autistico nella popolazione.
- Supporto emotivo nella vita di tutti i giorni: Il bambino ha un amico che gli è fedele, lo ascolta pazientemente e riesce a calmarlo in momenti di stress.
- Valore aggiunto per tutta la famiglia: Se da un lato il cane d’accompagnamento per bambini con autismo è un compagno sicuro per il bambino e i genitori all'esterno quando indossa la bardatura da lavoro, dall’altro a casa porta gioia a tutto il nucleo famigliare come cane di famiglia.
- Compagno nella migliore indipendenza possibile del bambino: A breve termine, il cane d’accompagnamento per bambini con autismo consente al bambino una maggiore libertà di movimento fuori casa, poiché i genitori non devono più tenerlo per mano. A lungo termine esso può aiutare il bambino a percepire il suo ambiente in modo più consapevole, contribuendo alla massima autonomia possibile. Il livello di autonomia è molto soggettivo a seconda del bambino.