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L'Organizzazione degli svizzeri all'estero (Ose) ha ribadito lunedì il proprio convinto sostegno alla libera circolazione delle persone e all'estensione dell'accordo a Romania e Bulgaria.
In vista della votazione dell'8 febbraio, il Consiglio degli svizzeri all'estero – organo supremo dell'Ose – si era chiaramente espresso a favore del «sì» già nel corso del mese di agosto.
Secondo l'organizzazione, mantenere ed estendere l'accordo sulla libera circolazione delle persone costituisce un aiuto fondamentale ai 400'000 svizzeri che risiedono nell'Unione europea (Ue).
L'Ose ha infatti sottolineato che, nel corso degli ultimi sei anni, la libera circolazione ha notevolmente giovato all'economia elvetica e ha facilitato la mobilità per gli espatriati, equiparandoli de facto ai cittadini dell'Ue. Gli effetti positivi, si legge nel comunicato, concernono anche l'accesso alle prestazioni sociali e il riconoscimento dei titoli di studio.
Se il popolo decidesse di bocciare l'accordo, oltre a suscitare incomprensione da parte dell'Ue, per la Confederazione vi sarebbero conseguenze gravi a livello economico, rileva l'Ose. Inoltre, aggiunge l'organizzazione, i rossocrociati sprovvisti di un secondo passaporto sarebbero penalizzati in modo irreversibile.