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Il Consiglio degli Stati ha respinto oggi (33 voti a 11) l'iniziativa popolare che chiede un incremento del 10% delle rendite AVS, pari a un aumento mensile di 200 franchi per le persone singole e di 350 franchi per i coniugi.
L'iniziativa popolare "AVSplus: per un'AVS forte" lanciata dalla sinistra e dall'Unione sindacale svizzera (USS) e sostenuta in aula dal campo rosso-verde, genererebbe un incremento delle spese dell'AVS di circa 4 miliardi di franchi l'anno e di 5,5 miliardi entro il 2030, hanno sostenuto in aula vari esponenti dei partiti "borghesi".
Per gli avversari di questa modifica costituzionale, l'iniziativa cade in un momento sbagliato, caratterizzato da prospettive economiche incerte dovute al rafforzamento del franco. Pretendere oggi dalle aziende e dai lavoratori un aumento del prelievo sui salari per finanziare l'aumento delle rendite è semplicemente irresponsabile, ha affermato Karin Keller-Sutter (PLR/SG).
Per la "senatrice" sangallese, l'iniziativa non tiene conto nemmeno dell'evoluzione demografica, fenomeno che metterà a dura prova il finanziamento dell'AVS in un futuro prossimo. Invece di ampliare le prestazioni, negli anni a venire si tratterà di garantire almeno lo statu quo, come prevede la Riforma della previdenza 2020 del Consiglio federale.
Quest'ultima prevede già un incremento dell'Iva per garantire le rendite anche nel 2030, anno in cui secondo il Governo l'AVS dovrà colmare un deficit di finanziamento di 9 miliardi.
Per diversi esponenti del Partito socialista, un aumento del 10% delle rendite versate dal primo pilastro deve compensare il ritardo accumulato rispetto all'evoluzione dei salari a partire dal 1980. Per diversi senatori favorevoli all'iniziativa, un rafforzamento delle rendite dovrebbe permettere a molte persone una livello di vita dignitoso senza dover ricorrere alle prestazioni complementari.
Il dossier va al Nazionale.
SDA-ATS