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Il giudice Bruce Reinhart ha dato ragione a Ira Kleiman nella causa sul cosiddetto Faketoshi, costringendo di fatto Craig Wright a pagargli la metà dei bitcoin (BTC) minati da Satoshi Nakamoto.
La vicenda parte da lontano, ovvero direttamente da Satoshi Nakamoto stesso, la cui identità è ancora ignota. Satoshi è letteralmente sparito nel 2011, ma nel frattempo aveva minato 1,1 milioni di BTC che aveva messo nel cosiddetto “Tulip Trust“. Questo trust era gestito da Satoshi Nakamoto, Dave Kleiman e Craig Wright.
Dave Kleiman morì nel 2013, quindi una volta sparito Satoshi e morto Kleiman, Wright avrebbe dovuto reimpossessarsi degli 1,1 milioni di BTC minati da Satoshi.
Il fratello di Dave Kleiman, Ira, ha però fatto causa a Craig Wright, chiedendo il 50% di quei bitcoin. Wright ha provato a difendersi sostenendo di essere in realtà Satoshi Nakamoto, cioè il vero proprietario dei BTC del Tulip Trust, ma il giudice gli ha dato torto.
La conseguenza è che Wright dovrà versare al fratello di Kleiman la metà dei bitcoin del Tulip Trust, pari a più di 5 miliardi di dollari.
La conferma è arrivata da un’intervista rilasciata dallo stesso Craig Wright, detto “Faketoshi” a causa del fatto di aver provato a spacciarsi per Satoshi.
Il giudice della Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale della Florida ha stabilito che Satoshi Nakamoto sia in realtà un’associazione di tre persone, di cui una scomparsa e ignota, e l’altra deceduta, ma con eredi. Pertanto la proprietà degli 1,1 milioni di BTC minati è per metà di Craig Wright, e per l’altra metà di Ira Kleiman, legittimo erede del fratello Dave.
“Il giudice mi ha ordinato di inviare poco meno di 500.000 BTC a Ira”.
Pertanto i due si spartiranno i bitcoin conservati fino ad ora nel Tulip Trust.
Ora il punto è: una volta che Ira Kleiman e Craig Wright saranno entrati in possesso di quell’immensa fortuna in BTC, cosa ne faranno? Qualora decidessero di venderli in gran parte, quasi sicuramente questo potrebbe avere un impatto sul prezzo di bitcoin.
Wright però sostiene che non venderà e riferisce che Kleiman dovrebbe versare le tasse di successione, pari al 40% dell’importo ereditato, circa 2 miliardi di dollari.