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La Svizzera, con un milione di franchi, è il principale donatore nel programma dell'Unesco di ricostruzione dei mausolei di Timbuctu, nel nord del Mali, distrutti dai jihadisti nel 2012.
Il costo totale del restauro dei monumenti è di 11 milioni di dollari (10,8 milioni di franchi), ma finora sono stati raccolti solo 3 milioni.
Lo ha indicato all'ats Marcel Stoessel, direttore supplente della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) in Mali, confermando un'informazione di Radio France internationale (RFI).
Per ora il programma dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco), in stretta collaborazione con il ministero della cultura, dell'artigianato e del turismo del Mali, ha permesso il ripristino di quattro mausolei, sui quattordici contemplati nel programma. I monumenti sono ricostruiti come copie identiche degli originali, utilizzando gli stessi materiali.
Gli edifici sono quelli che onorano i "333 Santi dell'Islam", religiosi - molti dei quali della corrente sufi - tuttora al centro di una venerazione e per questo odiati dai jihadisti che li considerano il simbolo di una religione che ha perso la purezza originaria.
Il progetto ha permesso di creare 140 posti di lavoro per persone del posto. "Oltre a coinvolgere le comunità interessate nell'opera di conservazione del loro patrimonio, i lavori contribuiscono così a rilanciare l'economia della regione. Gli operai assunti per il ripristino dei monumenti devono avere una specifica formazione e conoscere le tecniche ancestrali di costruzione con la terra cruda", indicava lo scorso 12 marzo un comunicato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) riferendo di un convegno internazionale sul salvataggio del patrimonio culturale del Mali settentrionale.
In realtà il contributo di Berna supera il milione di franchi, si legge nella nota. In effetti le attività della Confederazione riguardano anche il restauro di diverse moschee, biblioteche storiche e dei manoscritti che vi sono conservati.