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Nel 2010 le catastrofi naturali e quelle provocate dall'uomo hanno provocato la morte di quasi 304'000 persone, il numero più elevato dal 1976. I danni economici sono ammontati a 218 miliardi di dollari (201 miliardi di franchi), tre volte in più che nel 2009 (68 miliardi). Sull'arco di un anno i costi a carico degli assicuratori sono progrediti del 60%, raggiungendo 43 miliardi di dollari.
Stando all'ultimo studio Sigma realizzato dal riassicuratore elvetico Swiss Re, il 2010 si piazza al settimo posto - per danni coperti da polizze - dal 1970, primo anno in cui sono stati effettuati i rilevamenti di questo tipo. Sono stati censiti 167 sinistri naturali e 137 di natura tecnica: la fattura per gli assicuratori è stata rispettivamente di 40 e 3 miliardi. I danni maggiori (15 miliardi) sono stati registrati in Nordamerica.
Quasi un terzo dei costi per gli assicuratori è stato provocato da terremoti: il più grave - sempre dal punto di vista finanziario delle società attive nel settore - è stato quello in Cile (8 miliardi di dollari), seguito dal sisma in Nuova Zelanda (4). La tempesta invernale Xynthia in Europa ha avuto un impatto di 2,8 miliardi. Due miliardi sono costate le tempeste negli USA e altrettanto le inondazioni in Australia in dicembre, un miliardo la marea nera nel Golfo del Messico.
Ben diverso si presenta il quadro della situazione se si considerano i costi in vite umane. Il cataclisma di gran lunga più grave diventa il terremoto di Haiti nel gennaio 2010, che ha provocato 222'000 morti. La canicola e gli incendi che hanno interessato la Russia in estate hanno da parte loro causato 56'000 vittime, le inondazioni in Cina e Pakistan hanno spazzato via 6'200 persone.
SDA-ATS