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Lo jass è “sessista”. Parola di Susan Arndt, una docente che insegna letteratura e scienze culturali all’Università di Bayreuth, in Germania. In un’intervista al sangallese Tagblatt, la docente tedesca chiede quindi di cambiare le carte del tradizionale gioco elvetico.
“Le carte svizzere dello jass sono sessiste – accusa la docente -, come quelle della maggior parte dei giochi da tavolo”. Il motivo? “Perché il re vale più della dama”.
Le carte dunque non rispetterebbero il principio dell’uguaglianza tra i sessi. E non solo quello. “Le carte – prosegue la docente - seguono una gerarchia che dà maggiore valore ai titoli nobiliari. Un ordine politico e una realtà sociale che appartengono ormai al passato”.
Andrebbero quindi modernizzate. Per esempio aggiungendo al mazzo delle figure LGBT o delle persone di colore. “Il messaggio delle carte non è innocuo – afferma Susan Arndt -. Dicono che le donne valgono meno degli uomini e che le persone non eterosessuali o di colore non devono nemmeno essere prese in considerazione”.
Un messaggio che secondo la docente causerebbe gravi danni. “Queste sono immagini che si solidificano nel nostro subconscio – conclude -. E hanno conseguenze nella quotidianità, per esempio con la sottorappresentazione delle donne o la discriminazione delle persone di colore”.