Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/12117

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Uno degli obiettivi principali della politica agricola consiste nel creare i presupposti, affinché l'agricoltura contribuisca ad un'occupazione decentralizzata del territorio, assicurando in tal modo posti di lavoro nelle regioni rurali. L'agricoltura potrà continuare a fornire questo contributo grazie alle misure proposte nel quadro della seconda tappa della riforma agraria (PA 2002).</p><p></p><p>Il nuovo orientamento della politica agricola mira ad incoraggiare un'agricoltura più durevole. Ciò dovrebbe ripercuotersi positivamente sull'occupazione poiché questi metodi di produzione maggiormente rispettosi della natura e degli animali richiedono più manodopera rispetto ai metodi tradizionali. Inoltre, mediante i mezzi finanziari stanziati il Consiglio federale intende fare il possibile, affinché venga garantita anche in futuro la gestione dell'intera superficie agricola utile del nostro Paese.</p><p></p><p>La strategia del mantenimento delle quote di mercato e il promovimento della funzione produttiva dell'agricoltura generano un numero maggiore di posti di lavoro rispetto al promovimento di un'agricoltura la cui funzione principale consiste nella cura del paesaggio. La creazione di posti di lavoro a tempo parziale nell'agricoltura rappresenta un'alternativa all'evoluzione accelerata delle strutture, segnatamente nelle regioni marginali e contribuisce a mantenere una densità di popolazione più elevata nelle zone rurali. La produzione agricola consente di garantire posti di lavoro nelle aziende attive nel settore agroalimentare, la cui presenza è considerevole nelle regioni rurali. Occupazione e disoccupazione sono un grande problema che affligge la nostra società; l'agricoltura non sarà in grado di risolverlo da sola.</p><p></p><p>Inoltre, anche nel quadro della riforma della politica agricola il Consiglio federale non intende intervenire direttamente sulle strutture. Com'è il caso per gli altri rami dell'economia, il Consiglio federale non può garantire il mantenimento dei posti di lavoro.</p><p></p><p>Il progresso tecnologico implica che ogni persona operante nel circuito economico aumenta le sue prestazioni. Tale constatazione riguarda anche il settore agricolo. L'incremento della produttività del lavoro ha comportato una continua diminuzione del numero di persone necessarie nel campo limitato della produzione agricola e una aumento dell'utilizzazione di mezzi tecnici. Tra il 1965 e il 1990, il numero di persone attive a tempo pieno nell'agricoltura è diminuito di oltre il 50 per cento, quello delle persone occupate a tempo parziale ha subito una flessione del 35 per cento. Questo processo continua e sarebbe errato ostacolarlo. A lungo andare, qualsiasi intervento a questo livello non farebbe che mascherare la disoccupazione, la quale dovrebbe venir indennizzata mediante le misure della politica agricola. Va inoltre osservato che la diminuzione dei posti di lavoro nell'agricoltura è avvenuta a un ritmo molto più sostenuto nei paesi vicini.</p><p></p><p>Riassumendo è possibile ribadire che nel quadro della seconda tappa della riforma agraria non vengono proposte misure che influiscono direttamente sulle strutture agricole né per accelerarne l'evoluzione né per frenarla ulteriormente. Spetterà agli agricoltori decidere in quale momento intendono cedere la loro azienda. La strategia del Consiglio federale mira piuttosto alla creazione di condizioni quadro che consentano di mantenere un numero possibilmente elevato di posti di lavoro competitivi non soltanto nell'agricoltura, bensì anche nei settori a monte e a valle.</p>  Risposta del Consiglio federale.