Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01071.jsonl.gz/439

La comunione unisce e divide
L'annuncio fatto dalla Conferenza episcopale tedesca, di voler ammettere all'eucaristia partner evangelici di matrimoni misti, suscita reazioni divergenti
in cattolicesimo , ecumenismo , protestantesimo
(Paolo Tognina) Un non cattolico può essere ammesso all'eucaristia? Di regola no. Ma in casi particolari - come l'essere in punto di morte - possono essere fatte delle eccezioni.
La Germania è un Paese nel quale i matrimoni tra un partner cattolico e uno evangelico sono piuttosto diffusi. In base al divieto cattolico che esclude l'ammissione all'eucaristia per il partner non cattolico, le coppie miste non possono però partecipare insieme alla comunione. E questo costituisce, per molti, un problema.
Cambiamenti in vista?
Al termine dell'assemblea primaverile della Conferenza dei vescovi cattolici in Germania, a Ingolstadt, il presidente, cardinale Reinhard Marx, si è soffermato sul tema, ha riconosciuto che il problema esiste e ha annunciato che sono in preparazione delle direttive, destinate ai preti e ai vescovi, relative all’ospitalità eucaristica per le coppie sposate in cui uno dei due partner sia luterano, riformato oppure membro della Chiesa unita. Il presidente dei vescovi tedeschi ha precisato che non si tratta di trovare soluzioni generali per cattolici e protestanti, ma di permettere la partecipazione alla comunione valutando caso per caso se il coniuge non cattolico che chiede l'ammissione condivide "la fede della Chiesa cattolica". In caso positivo, l'eccezione potrà essere fatta.
Reazioni protestanti
Il presidente della Chiesa evangelica della Renania, Manfred Rekowski, ha salutato positivamente l'annuncio della pubblicazione delle direttive. "Sarebbe un gesto incoraggiante", ha dichiarato all'agenzia evangelica epd, "se grazie a ciò le coppie miste potessero vivere più facilmente la fede insieme". Gli ha fatto eco il presidente della Chiesa evangelica in Germania EKD, il vescovo Heinrich Bedford-Strohm, il quale ritiene che le direttive possano indicare la via da seguire. La possibilità di partecipare insieme alla comunione, ha detto Bedford-Strohm, "è un altro passo avanti importante sul cammino ecumenico".
In Italia, il pastore Luca Baratto, responsabile per le relazioni ecumeniche internazionali della Federazione delle chiese evangeliche, ha dichiarato all'agenzia nev che l’apertura dei vescovi tedeschi nei confronti delle coppie interconfessionali è rilevante: "Per la prima volta una conferenza episcopale cattolica riconosce ufficialmente che qui c’è una necessità reale e sentita".
Domande scomode
Ma non tutti condividono la stessa soddisfazione degli evangelici. Il professor Helmut Hoping, cattolico, docente di dogmatica alla Albert-Ludwigs-Universität di Freiburg, ritiene che le direttive non definiranno altro che un nuovo "caso particolare" in base al quale ammettere dei non cattolici alla comunione. Il vero nodo, secondo Hoping, sta nella fede cattolica che il partner evangelico deve condividere. "Che cosa intendono con ciò i vescovi?", si chiede. "La fede nella presenza reale di Cristo nel pane e nel vino? O quella che viene espressa nella preghiera eucaristica in cui si parla della comunione con i vescovi e con il papa?". Secondo Hoping, dovrebbe essere la seconda, e i casi dovrebbero essere verificati con cura. Ma il teologo di Freiburg teme che l'opinione pubblica finirà per chiedere un'ammissione generalizzata, senza particolari verifiche.
Il vero problema è che ai partner cattolici continuerà ad essere vietata, da parte dei vescovi, la partecipazione alla santa Cena nelle chiese evangeliche (Ulrich Körtner)
Un pasticcio ecumenico
Per il teologo Ulrich Körtner, docente presso la Facoltà evangelica di teologia dell'Università di Vienna, l'annuncio fatto dal cardinale Reinhard Marx dev'essere relativizzato. "La Conferenza dei vescovi cattolici tedeschi è in ritardo rispetto alla prassi vissuta nelle parrocchie, dove ormai molti non perdono più tempo intorno ai dettagli teologici", ha dichiarato all'agenzia epd. "Le direttive serviranno probabilmente ai vescovi solo per salvare la faccia e approvare tacitamente ciò che quotidianamente avviene già". Per il teologo evangelico il vero problema è un altro, e cioè il fatto che ai partner cattolici continuerà ad essere vietata, da parte dei vescovi, la partecipazione alla santa Cena nelle chiese evangeliche. "Si tratta di un vero pasticcio ecumenico", ha affermato Körtner, il quale ha proseguito polemicamente: "Purtroppo le autorità protestanti sembrano non vedere questi problemi".