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Il cerchio si restringe attorno alla banca britannica HSBC, al centro di SwissLeaks, il vasto scandalo di frode fiscale e riciclaggio di denaro, avviato con la "Lista Falciani". Oggi la magistratura ginevrina ha perquisito i locali della succursale di Ginevra e avviato un procedimento per riciclaggio aggravato di denaro. La banca ha fatto sapere che continuerà a collaborare.
La perquisizione è stata condotta dal procuratore generale del cantone Olivier Jornot e dal primo procuratore Yves Bertossa, sulla base di un articolo del Codice penale stando al quale un'azienda può venir perseguita indipendentemente dalla punibilità dei suoi dipendenti se le si può contestare di non aver adottato tutte le misure necessarie per impedire infrazioni al suo interno.
Secondo il Ministero pubblico ginevrino, "il procedimento è suscettibile di venir esteso a persone fisiche, sospettate di aver compiuto atti di riciclaggio o di aver partecipato a tale atti".
La filiale elvetica del gruppo britannico da dieci giorni è al centro di un vasto scandalo. Secondo un gruppo di giornali internazionali, che ha pubblicato l'inchiesta SwissLeaks sulla "lista Falciani" (l'ex impiegato della banca all'origine dello scandalo), grazie alla filiale ginevrina sarebbe stata messa in atto una gigantesca frode internazionale, tra il novembre 2006 e il marzo 2007, che consentì di sottrarre al fisco 180 miliardi di euro di oltre 100 mila clienti e 20 mila società offshore.
Stando al lavoro del pool di 150 giornalisti, sarebbero 106 mila i titolari di conti di circa 200 paesi presso la filiale elvetica. Tra di essi figurano nomi di spicco di vari settori, ma anche trafficanti di diamanti sporchi, portaborse di regimi, finanziatori del terrorismo, baroni della droga, trafficanti d'armi.
Continueremo a collaborare
"Abbiamo sempre collaborato con le autorità svizzere fin dalla scoperta del furto di dati nel 2008 e continueremo a collaborare": così, in modo succinto, la filiale ginevrina ha reagito in un comunicato all'apertura del procedimento nei suoi confronti e alle perquisizioni.
Recentemente l'ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey aveva dichiarato che l'apertura di un'inchiesta "sarebbe la minore delle cose", mentre l'ex procuratore generale del Ticino, Dick Marty, aveva detto che in questa vicenda "c'è un evidente sospetto di riciclaggio di denaro".
Fin dalla pubblicazione di SwissLeaks, la banca ginevrina ha indicato che le pratiche denunciate appartengono al passato e che la strategia dopo il 2008 è completamente cambiata, dopo aver fatto pulizia nel suo portafoglio clienti.
L'esperto fiscalista Xavier Oberson, professore all'università di Ginevra, ha dichiarato a "20Minutes" che per accusare la banca di riciclaggio aggravato occorre che il denaro provenga da un reato ai sensi del diritto elvetico, quali il crimine organizzato o il traffico di droga, ma la situazione è giuridicamente delicata, poiché le informazioni che emergono provengono da dati rubati.
Inchieste in altri paesi
L'apertura dell'inchiesta ginevrina avviene a dieci giorni dallo scoppio dello scandalo. Nessun passo finora da parte della Finma, l'autorità elvetica di vigilanza dei mercati finanziari. La banca rischia una grossa multa, ma sono possibili anche pene fino a cinque anni di carcere.
In altri paesi la HSBC Private Bank è già sotto la lente della giustizia. In Francia l'istituto è indagato dal 18 novembre per riciclaggio aggravato dalla frode fiscale e comportamento bancario illecito. Si calcola che gli averi nascosti da quasi 90 mila clienti francesi ammonti a 5,7 miliardi di euro. Proprio questa settimana a Parigi si è aperto il processo per frode fiscale contro l'ereditiera della casa di moda Nina Ricci, accusata di aver nascosto oltre 18 milioni proprio presso HSBC Svizzera. In Belgio la banca è pure accusata degli stessi reati.
Tutta la vicenda ha ripercussioni anche in Gran Bretagna, dove la banca ha la sede centrale. Uno dei più importanti editorialisti del Daily Telegraph, Peter Oborne, si è dimesso in aperto contrasto con la testata da lui accusata di censurare le notizie sulla HSBC finita al centro dello scandalo Swissleaks. Secondo il giornalista, il Telegraph, influenzato da importanti contratti pubblicitari col colosso bancario britannico, avrebbe compiuto una "frode nei confronti dei lettori" arrivando addirittura ad eliminare email e documenti raccolti nel corso di un'inchiesta da parte del suo staff.
Il giornale di area conservatrice ha negato le accuse ma il caso Osborne sta crescendo e si sta sviluppando un dibattito nel Paese sui rapporti fra editoria e pubblicità.
Falciani: non darò mai un nome o conto
Oggi è tornato a parlare Hervé Falciani, l'ingegnere informatico italo-francese che ha diffuso la lista di clienti della filiale di Ginevra di HSBC. In una conferenza stampa, a una domanda sui presunti conti nascosti della madre dell'ex premier greco Giorgios Papandreu, ha detto: "non darò mai un nome o un conto, questo spetta alla giustizia. Ma a livello di frode fiscale in Grecia si può fare un colpo gigante".
"La Grecia ha avuto solo l'uno per cento dei dati. Ma Atene deve averli tutti e così si vedrà subito che non c'è solo un problema con Hsbc o con la Svizzera: anche in Francia o in Italia c'è chi gestisce soldi di evasori fiscali greci".
"Se vogliamo davvero cambiare qualcosa, non serve solo la collaborazione della Svizzera ma della stessa Europa, che non sta collaborando" ha concluso Falciani, che domani sera sarà in diretta sulla televisione italiana La7, nel programma "Servizio Pubblico".
SDA-ATS