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CANBERRA - È un tweet scorato quello con cui un ex giocatore della Nazionale australiana di rugby a 15 ha comunicato tutta la sua frustrazione per essersi visto negare «(di nuovo)» la cittadinanza australiana. Allibito, il 33enne ha fatto notare di aver difeso i colori del Paese in campo in 70 partite: «A quanto pare, di questi tempi non è abbastanza», ha commentato sarcastico.
«Uno strano momento quando il governo australiano respinge la tua richiesta di naturalizzazione (di nuovo)», ha twittato Quade Cooper condividendo le immagini della lettera con cui il Ministero dell'interno australiano gli comunica il rifiuto della nazionalità. Nella stessa, si legge che il rugbista non soddisfa due criteri per vedersi riconosciute deroghe particolari sul conteggio degli anni di residenza: «Aver svolto attività a beneficio dell'Australia» (sigh!) e «Svolgere particolari tipi di lavoro che richiedano viaggi regolari fuori dall'Australia».
Nato in Nuova Zelanda, Paese del quale detiene la cittadinanza, Cooper si è trasferito in Australia con i genitori all'età di 13 anni. Divenuto rugbista professionista, tra il 2008 e il 2017 ha giocato in verde-oro per i Wallabies, la Nazionale australiana di rugby a 15.
«Non si discute minimamente che sia stato un fantastico atleta, una fonte d'ispirazione per così tanti australiani, ma conferire la cittadinanza a qualcuno non è una decisione che il governo prenda mai alla leggera», ha dichiarato a radio 4BC la ministra dell'Interno australiana, Karen Andrews, come riporta ABC News. «Dobbiamo accertarci che (la gente, ndr) segua i giusti procedimenti - ha continuato -. C'è certamente l'opportunità per le persone di seguire quei procedimenti se hanno un caso da far riesaminare».
A differenza, per esempio, dei mondiali di calcio o dei giochi olimpici, un giocatore di rugby a 15 non deve per forza avere la cittadinanza di un Paese per giocare per la nazionale dello stesso. Basta al contrario che abbia vissuto in quello Stato per almeno tre anni prima di essere selezionato.