Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/178752

<h2>SubmittedText<h2><p>Il consumo eccessivo di zucchero provoca danni alla salute ed è all'origine di malattie quali obesità, diabete, ipertensione e problemi cardiovascolari. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria ha pertanto chiesto ai fabbricanti di yogurt e cereali per la colazione di ridurre il tenore di zucchero nei loro prodotti. Per le bibite zuccherate, invece, non si è intrapreso ancora nulla. Eppure queste bevande costituiscono un ulteriore e importante apporto di zuccheri a una dieta che ne è già ricca.</p><p>Un rapporto di recente pubblicazione indica che tra il 1990 e il 2016 il prezzo delle bevande zuccherate è diminuito in molti Paesi, tra cui la Svizzera (Global Trends in the Affordability of Sugar-Sweetened Beverages, 1990-2016, <a href="https://www.cdc.gov/pcd/issues/2017/16_0406.htm">https://www.cdc.gov/pcd/issues/2017/16_0406.htm</a>).</p><p>La tendenza è preoccupante, tanto più che il prezzo è un fattore decisivo nelle scelte di acquisto dei giovani, grandi consumatori di bevande zuccherate. I giovani vanno protetti anche dai rischi medici summenzionati: fare leva sui prezzi sarebbe una misura efficace. Occorre dunque evitare che queste bibite siano più convenienti dell'acqua. Nei distributori automatici Selecta, per esempio, l'acqua minerale meno cara costa 2,50 franchi, la bibita più a buon mercato 2 franchi (Capri-Sun, un'acqua zuccherata contenente due cucchiai di succo di frutta).</p><p>Alla luce di quanto precede, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Di confermare che negli ultimi anni il prezzo delle bevande zuccherate è diminuito rispetto al reddito e di indicare in che misura?</p><p>2. Vorrei inoltre conoscere la percentuale dei punti vendita (o distributori di bibite) in cui una bevanda zuccherata è più conveniente dell'acqua minerale meno cara. </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal sondaggio nazionale sull'alimentazione menuCH condotto nel 2014 dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, nel quale circa 2000 persone di età compresa tra i 18 e i 75 anni sono state interpellate sui loro consumi alimentari e sulle loro abitudini culinarie e nutrizionali, è emerso che i giovani consumano più bevande zuccherate degli anziani. Allo stesso tempo, però, bevono anche molta più acqua. Nel complesso gli interpellati hanno dichiarato di bere in media al giorno molta più acqua che bevande zuccherate. Il prezzo non è dunque l'unico criterio per la scelta delle bevande. Giocano un ruolo anche i gusti personali, le abitudini, l'ambiente sociale e la disponibilità e varietà dell'offerta. Inoltre l'acqua del rubinetto, che in Svizzera si può bere senza problemi, rappresenta un'alternativa gratuita, o comunque economica, alle bevande zuccherate.</p><p>La Confederazione non dispone di informazioni sull'andamento dei prezzi delle bevande zuccherate in Svizzera né è a conoscenza della percentuale di punti vendita in cui le bevande zuccherate sono più convenienti dell'acqua minerale, pur rallegrandosi di quelli in cui avviene il contrario. Il Consiglio federale è dell'avviso che sia più efficace promuovere in generale l'importanza di un'alimentazione sana ed equilibrata e con essa anche il consumo di acqua. Non a caso, nel giugno del 2017 il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha approvato la Strategia nutrizionale svizzera 2017-2024 (www.usav.admin.ch &gt; L'USAV &gt; Strategie &gt; Strategia nutrizionale svizzera), che ha l'obiettivo di dare a tutti la possibilità di scegliere uno stile di vita sano, indipendentemente dall'età, dalla provenienza e dal reddito. Il DFI continua inoltre la sua collaborazione volontaria con l'industria privata. In questo quadro sarà valutato se le misure introdotte con successo per yogurt e cereali per la colazione possano essere applicate anche ad altri prodotti.</p>  Risposta del Consiglio federale.