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L'inverno estremamente freddo mette a dura prova la popolazione. Nella zona colpita dal conflitto, sono complessivamente 11,6 milioni le persone che vivono in condizioni critiche, non soltanto in Siria ma anche in Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto. Alla luce di questa situazione, nell'ambito della conferenza internazionale dei donatori, che si terrà il 15 gennaio 2014 in Kuwait, la Svizzera si impegnerà a stanziare altri 30 milioni di franchi per il 2014 a favore della popolazione colpita dalla crisi siriana. Il sostegno alle vittime della guerra civile in Siria, garantito dalla DSC dal marzo del 2011, sale così a 85 milioni di franchi.
L'ambasciatore Manuel Bessler, delegato del Consiglio federale per l'Aiuto umanitario, confermerà lo stanziamento del contributo in occasione della conferenza organizzata dall'ONU. «Contrastare le conseguenze catastrofiche di questa crisi sulla Siria e sull'intera regione è una priorità della Svizzera», ha affermato Bessler lunedì durante l'incontro con i media.
A metà dicembre, l'ONU ha istituito un ponte aereo dall'Iraq settentrionale per garantire l'approvvigionamento delle zone nord-orientali della Siria non raggiunte dagli aiuti. In questo modo, le agenzie dell'ONU per i rifugiati (ACNUR) e per l'infanzia (UNICEF), nonché il Programma alimentare mondiale (PAM), hanno rifornito oltre 50 000 persone con generi alimentari, coperte termiche, teli in plastica e tende. «Grazie al rapido sostegno finanziario della Svizzera, la popolazione bisognosa ha potuto ricevere, per via aerea, gli aiuti urgenti di cui aveva bisogno e che sono di vitale importanza soprattutto nei freddi mesi invernali», ha spiegato Bessler.
In seguito all'inverno straordinariamente freddo nella regione e all'incessante flusso di profughi verso i Paesi vicini, che stanno ormai giungendo al limite delle proprie capacità, è indispensabile stanziare immediatamente risorse finanziarie sufficienti. «Considerato che ogni giorno circa 5000 cittadini siriani fuggono nei Paesi vicini e che in Libano una persona su cinque è un profugo siriano, la comunità internazionale dei donatori deve fornire il proprio sostegno anche ai Paesi che si assumono questi oneri supplementari», ha aggiunto Bessler, che ha inoltre ringraziato i Paesi confinanti con la Siria per la loro enorme disponibilità. «Negli Stati vicini occorre inoltre fornire supporto a una parte di popolazione, in rapida crescita, che risente ad esempio del notevole aumento del costo della vita in seguito alla crisi siriana», ha concluso Bessler.
L'impegno umanitario della DSC consiste in particolare nel garantire protezione e sostegno alla popolazione interessata dal conflitto in Siria e ai profughi siriani nei Paesi vicini. Le priorità sono tre: 1. sostegno finanziario ai partner umanitari (ONU, CICR, attori internazionali e locali non statali); 2. azioni umanitarie dirette dell'Aiuto umanitario della Confederazione in Giordania e in Libano, come gli aiuti in contanti alle famiglie libanesi che accolgono profughi siriani o il ripristino di scuole per consentire ai figli dei profughi siriani di seguire le lezioni insieme ai bambini del posto; 3. messa a disposizione di esperti del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) per le organizzazioni partner dell’ONU.
Considerata l'estrema gravità della situazione in Siria, la Svizzera si impegna inoltre a favorire il rispetto del diritto internazionale e la ricerca di una soluzione politica equa e duratura. Per questo motivo appoggia gli sforzi dell'inviato speciale dell'ONU e della Lega Araba Lakhdar Brahimi. La Svizzera offre inoltre la propria disponibilità come Paese ospite della conferenza di Ginevra sulla Siria e applica i requisiti specifici fissati dall'ONU in merito a quest'ultima (formazione tecnica nella conduzione di negoziati per i rappresentanti dell'opposizione).
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