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Troppo lavoro alla scrivania e costi elevati: i viticoltori indipendenti protestano contro nuove norme della Confederazione. Ad essere particolarmente agguerriti sono i romandi.
I rappresentanti del settore chiedono di essere ascoltati dall'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG). In segno di protesta numerosi viticoltori hanno impedito l'accesso dei funzionari alle cantine per i controlli.
Le rimostranze sono iniziate in gennaio, con una lettera inviata al consigliere federale Guy Parmelin. Per ora alla "ribellione" si sono uniti 80 vignaioli, quasi tutti in Romandia, si legge in un comunicato odierno dell'Associazione svizzera viticoltori-vinificatori .
"Le nuove norme chiedono gli stessi requisiti imposti a un grande commercio. La conseguenza è un netto aumento dei costi amministrativi in proporzione al tempo necessario alle ispezioni delle cantine effettuate dal Cantone", afferma il presidente dell'associazione Willy Cretegny.
Il settore è inoltre fortemente preoccupato che l'attuale situazione sul mercato svizzero, con i prodotti elvetici che ogni anno perdono terreno rispetto alle importazioni.
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