Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/109806

<h2>SubmittedText<h2><p>In virtù delle disposizioni cui soggiace, il Fondo monetario internazionale può aiutare i Paesi a superare le difficoltà di riequilibrio della bilancia dei pagamenti. Un contributo a sostegno di unioni monetarie o l'assunzione di debiti da parte del Fondo monetario internazionale sembra tuttavia sprovvisto di base legale.</p><p>1. Il Consiglio federale considera legali le concessioni di credito del Fondo monetario internazionale a favore dei Paesi dell'Unione europea (UE) o dell'European financial stability facility (EFSF; fondo europeo per la stabilità finanziaria)? Il Fondo monetario internazionale ha il compito di salvare unioni monetarie come quella dell'euro?</p><p>2. Il Consiglio federale considera sufficienti i piani di risanamento presentati dai Paesi a rischio di insolvenza? Come si comporterà il Consiglio federale se i Paesi beneficiari degli aiuti non mantengono le loro promesse nei prossimi due anni? In tal caso detrarrebbe dal Fondo monetario internazionale la somma del credito concesso? </p><p>3. I crediti concessi dal Fondo monetario internazionale ad alcuni Paesi dell'UE non servono a riequilibrare la bilancia dei pagamenti o a superare le crisi dovute a catastrofi naturali, ma a salvare i crediti delle banche estere, soprattutto tedesche e francesi, che hanno concesso tali crediti ai Paesi insolventi. Per quale ragione il contribuente svizzero dovrebbe salvare banche di Paesi che di recente hanno ancora iscritto la Svizzera in liste nere?</p><p>4. Paesi come la Grecia hanno ingannato l'opinione pubblica mondiale manipolando e abbellendo i conti, e persino la Germania e la Francia hanno più volte violato i trattati di Maastricht. Perché ci si dovrebbe aspettare che ora questi Paesi si attengano a nuovi accordi? I più recenti accordi sono già stati nuovamente violati con la concessione alla Grecia di una proroga del termine di rimborso, concessione che equivale in pratica a una dichiarazione di insolvenza, rispettivamente a una conversione del debito. La sostituzione dell'EFSF temporaneo con un meccanismo anticrisi permanente (European stability mechanism; ESM) indica in effetti che sono previste ulteriori proroghe della durata dei crediti. Come reagirà il Consiglio federale a simili proroghe o a ulteriori violazioni degli accordi?</p><p>5. L'aumento dell'importo dei nuovi accordi di credito (NAC) scade il 16 novembre 2012. Dopodiché le Parti contraenti dovranno decidere in merito a un'eventuale continuazione dei NAC. I crediti concessi dal Fondo monetario internazionale ai Paesi dell'UE sono tuttavia già previsti fino al 2013 ed è inoltre prevista anche una proroga della durata. La Svizzera avrà ancora la reale possibilità di rinunciare alla proroga dell'impegno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La concessione di crediti a Paesi della zona euro è pienamente in sintonia con il mandato del FMI. In caso di acuto fabbisogno finanziario, uno dei compiti del FMI è concedere ai suoi membri crediti temporanei per sostenerli a garantire l'adeguamento macroeconomico. Un rigoroso programma di politica economica, concordato tra il rispettivo Paese e il FMI, costituisce parte integrante della concessione del credito. La concessione dei crediti ai Paesi avviene indipendentemente dal fatto che applichino un cambio flessibile o fisso oppure che siano membri di un'unione monetaria. Il FMI concede crediti anche ai membri delle altre tre grandi unioni monetarie - entrambi i blocchi dell'Africa centrale e occidentale la cui valuta è il franco CFA (Communauté Financière de l'Afrique) nonché l'unione monetaria dei Caraibi orientali (ECCU).</p><p>Il FMI può concedere crediti esclusivamente a singoli Paesi e su loro richiesta. Di conseguenza non partecipa direttamente né al meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (EFSM) della Commissione europea, né all'European financial stability facility (EFSF; fondo europeo per la stabilità finanziaria). Nel caso di ulteriori concessioni di crediti a Paesi della zona euro, la direzione del FMI prevede tuttavia di parteciparvi nella medesima proporzione in cui ha sostenuto la Grecia e l'Irlanda - ovvero in ragione di circa un terzo. </p><p>2. I programmi d'emergenza del FMI (come quelli per la Grecia e l'Irlanda) contengono sempre drastici interventi di risanamento regolarmente sottoposti a verifica prima di versare tranche di credito. I programmi del FMI vengono concordati con le autorità dei Paesi. Il consiglio esecutivo deve ogni volta approvare i programmi e i pertinenti controlli. I relativi documenti vengono di regola pubblicati.</p><p>Nel consiglio esecutivo del FMI, la Svizzera ha approvato i programmi del FMI concordati in relazione all'attuale crisi finanziaria ed economica. L'obiettivo di questi programmi è sostenere un adeguamento politico-economico ordinato. Il Consiglio federale ritiene che grazie a questi programmi, volti soprattutto a stabilizzare la zona euro, il FMI contribuisce in modo determinante a minimizzare i costi per il sistema. Se un Paese non riuscisse più a raggiungere in modo duraturo gli obiettivi concordati nel programma, la Svizzera sarebbe disposta a respingere la continuazione del relativo programma - come ha fatto nel caso dell'Argentina. Sostanzialmente la Svizzera è del parere che in situazioni d'indebitamento non persistenti debba essere presa in considerazione una ristrutturazione ordinata nel quadro di un programma del FMI, come è accaduto per l'Uruguay. </p><p>3. Secondo l'articolo V dello statuto del FMI, le fluttuazioni delle riserve monetarie possono essere un motivo per ricorrere ai fondi del FMI. Queste flutuazioni possono prodursi ad esempio - come nel caso dei Paesi dell'UE in questione - a seguito del servizio del debito esterno o della ricapitalizzazione del settore bancario. Anche se in fin dei conti si tratta di motivi fiscali, possono essere però strettamente correlati con la stabilità della posizione sul piano internazionale di un Paese - nella stessa misura in cui il classico impiego di riserve monetarie può essere effettuato per stabilizzare la valuta in base all'esigenza (fiscale) della stabilizzazione del debito esterno. </p><p>Non corrisponde al vero che lo scopo dei programmi del FMI è salvare le grandi banche internazionali. L'obiettivo dei programmi decisi dal FMI (come quelli per sostenere la Grecia e l'Irlanda) è promuovere un adeguamento politico-economico ordinato. In questo modo si fornisce un contributo alla stabilizzazione del sistema finanziaria. </p><p>4. Il programma del FMI a favore della Grecia di circa 40 miliardi di dollari (di cui sono stati utilizzati finora 14 miliardi di dollari) prevede un rimborso trimestrale al più tardi entro cinque anni dall'ultima transazione. Questi termini non possono essere prorogati. In occasione del secondo controllo dei programmi di adeguamento, la Grecia ha espresso il proprio interesse nell'effettuare future transazioni attraverso un'altra facilitazione (Extended Fund Facility, EFF). L'EFF, utilizzata anche dall'Irlanda, è prevista per adeguamenti profondi e ha pertanto termini di rimborso più lunghi. Un'eventuale richiesta dovrà essere presentata al consiglio esecutivo del FMI. In linea di massima, un passaggio all'EFF dovrebbe essere preso in considerazione unicamente se si rivela necessario per raggiungere gli obiettivi fissati nel programma di adeguamento - ovvero in particolare il ritorno della Grecia ai mercati finanziari. </p><p>5. Come in passato, la durata dei nuovi accordi di credito (NAC) deve essere regolarmente prorogata, la prossima volta alla fine del 2012. Questa proroga dovrebbe fornire l'occasione per decidere una riduzione dei mezzi NAC che dovrebbe compensare almeno in parte l'imminente aumento dei fondi ordinari del FMI mediante le quote. L'aumento delle quote, deciso nel mese di dicembre del 2010 dai governatori del FMI, prevede un incremento complessivo a 476,8 Diritti speciali di prelievo (circa 710 miliardi di franchi). L'aumento delle quote potrà entrare in vigore dopo la ratifica da parte di una maggioranza qualificata degli Stati membri. Eventuali crediti a titolo dei NAC verrebbero quindi sostituiti con l'aumento dei fondi regolari del FMI.</p>  Risposta del Consiglio federale.