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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 15.04.2015</b></p><p><b>Maggiore protezione del minore grazie all'estensione dei diritti e degli obblighi di avviso</b></p><p><b>Per rafforzare la protezione del minore, il Consiglio federale intende estendere l'obbligo di avvisare le autorità competenti anche ai casi in cui gli specialisti sospettano che il bene del minore sia esposto a pericolo. Mercoledì il Consiglio federale ha preso atto dei risultati della procedura di consultazione e ha adottato il messaggio sulla pertinente modifica del Codice civile. </b></p><p>Già attualmente le persone che svolgono un'attività ufficiale (p. es. insegnanti oppure operatori sociali) sono tenute ad avvisare l'autorità di protezione dei minori (APMA) se sospettano che il bene del minore sia in pericolo. Il disegno intende estendere l'obbligo di avviso a tutti gli specialisti che, avendo un contatto professionale regolare con minori, intrattengono un rapporto particolare. Si tratta, ad esempio, degli specialisti che operano nei settori dell'assistenza, dell'istruzione, della religione o dello sport. Con la normativa proposta il Consiglio federale adempie la richiesta della mozione Aubert (08.3790).</p><p></p><p>Estendere l'obbligo di avviso agli specialisti che hanno contatti con minori a titolo professionale</p><p>Lo scopo dell'estensione dell'obbligo di avviso è di garantire che l'autorità di protezione dei minori possa adottare tempestivamente le misure necessarie per proteggere il minore in pericolo, evitando così di lasciare i minori soli in una situazione da cui possono risultare danni gravi e durevoli.</p><p>Al contrario di quanto proposto dall'avamprogetto, il disegno prevede l'obbligo di avvisare le autorità competenti soltanto per gli specialisti che hanno contatti con minori a titolo professionale. Le persone che intrattengono contatti con minori unicamente nel loro tempo libero (p. es. allenatori sportivi attivi a titolo volontario) non soggiacciono invece a tale obbligo. Così facendo si limita la cerchia delle persone tenute ad avvisare agli specialisti capaci di valutare se un minore è in pericolo. L'obbligo di avviso sussiste inoltre solo se lo specialista, nell'ambito della sua attività, non è in grado di porre fine alla messa in pericolo del minore.</p><p></p><p>Diritto di avviso anche per chi soggiace al segreto professionale</p><p>Le persone tenute a un segreto professionale tutelato dal Codice penale (art. 321 CP) possono avvisare le autorità di protezione dei minori. Si rinuncia tuttavia ad assoggettarle a un obbligo di avviso, poiché potrebbe deteriorare inutilmente il rapporto di fiducia istaurato con il minore interessato o con terzi e quindi rivelarsi controproducente. Rispetto all'avamprogetto, il disegno prevede un diritto di avviso per tutte le persone tenute a serbare il segreto professionale, quindi anche per medici, psicologi e avvocati. Con la nuova normativa sono invece esplicitamente esonerati dall'obbligo di avviso gli ausiliari delle persone soggette al segreto professionale, quali ad esempio assistenti di studi medici oppure giuristi praticanti.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 26.04.2016</b></p><p><b>No a estensione protezione dei minori </b></p><p><b>Il Codice civile svizzero non necessita di un rafforzamento per quel che riguarda la protezione dei minorenni. È quanto ha deciso questa mattina il Consiglio nazionale, con 96 voti contro 88 e 2 astenuti. </b></p><p>Attualmente la disciplina in materia prevede che gli specialisti che hanno regolarmente contatti con i minorenni sono tenuti ad avvisare le autorità se hanno il sospetto che il bene dei bambini sia in pericolo.</p><p>Tuttavia, questo obbligo riguarda solamente coloro che esercitano un'attività ufficiale. Nella proposta di modifica si sottolinea che anche altre categorie professionali, non di diritto pubblico, si rendono spesso conto già in fase precoce di un pericolo per il minore.</p><p>Proprio per questo motivo il disegno vuole estendere l'obbligo di avvisare le autorità a tutti gli specialisti che hanno regolari contatti professionali con minori.</p><p>"Lo scopo di questa revisione del codice civile è meglio proteggere i bambini dagli abusi, oltre che unificare le pratiche a livello nazionale", ha spiegato Philippe Bauer (PLR/NE), a nome della commissione.</p><p>UDC e PLR hanno sostenuto in aula che il diritto attualmente in vigore è sufficiente. Molti cantoni hanno inoltre già legiferato, e unificare la prassi a livello nazionale non aiuterebbe i minori, specialmente con una disposizione meno incisiva di alcune esistenti a livello cantonale.</p><p>"È illusorio credere che si possa evitare ogni tipo di maltrattamento", ha affermato Yves Nidegger (UDC/GE). Secondo il deputato, il progetto farebbe semplicemente aumentare le false denunce.</p><p>Sinistra, PPD, PBD e Verdi liberali avrebbero invece voluto inasprire le norme. "I casi di abusi non sono un fenomeno isolato, riguardano fra il 10% e il 15% dei bambini", ha ricordato Lisa Mazzone (Verdi/GE). "Il progetto è moderato e permetterà di individuare i maltrattamenti meno visibili", ha vanamente aggiunto Viola Amherd (PPD/VS).</p><p>Nei casi di segreto professionale il progetto non prevede alcun obbligo, ma solamente il diritto di avvisare l'autorità competente. "Relativizzando il valore del segreto professionale questa proposta di revisione potrebbe risultare controproducente: si romperebbe infatti la fiducia fra paziente e professionista", ha affermato Thierry Burkart (PLR/AG).</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.09.2016</b></p><p><b>"Sì" a estensione protezione dei minori </b></p><p><b>Il Codice civile svizzero necessita di un rafforzamento per quel che riguarda la protezione dei minorenni. È quanto ha deciso questa mattina il Consiglio degli Stati, con 33 voti contro 5 e 4 astenuti. Il dossier ritorna al Nazionale che in aprile aveva bocciato l'entrata in materia per 96 voti a 88.</b></p><p>Attualmente la disciplina in materia prevede che gli specialisti che hanno regolarmente contatti con i minorenni sono tenuti ad avvisare le autorità se hanno il sospetto che il bene dei bambini sia in pericolo.</p><p>Tuttavia, questo obbligo riguarda solamente coloro che esercitano un'attività ufficiale. Nella proposta di modifica si sottolinea che anche altre categorie professionali, non di diritto pubblico, si rendono spesso conto già in fase precoce di un pericolo per il minore.</p><p>Proprio per questo motivo il disegno vuole estendere l'obbligo di avvisare le autorità a tutti gli specialisti che hanno regolari contatti professionali con minori.</p><p>"Lo scopo di questa revisione del codice civile è di meglio proteggere i bambini dagli abusi, oltre che unificare le pratiche a livello nazionale", ha spiegato Fabio Abate (PLR/TI), a nome della commissione.</p><p>Taluni "senatori" democentristi - e in particolare Hannes Germann (UDC/SH) che proponeva la non entrata in materia - hanno sostenuto in aula che il diritto attualmente in vigore è sufficiente. Molti cantoni hanno inoltre già legiferato, e unificare la prassi a livello nazionale non aiuterebbe i minori, specialmente con una disposizione meno incisiva di alcune esistenti a livello cantonale.</p><p>"È illusorio credere che si possa evitare ogni tipo di maltrattamento", ha affermato invano Peter Föhn (UDC/SZ). Secondo il "senatore" svittese, il progetto farebbe semplicemente aumentare le false denunce.</p><p>Sinistra, PPD, PLR e PBD si sono invece detti d'accordo per un inasprimento delle norme, così come proposto dal Consiglio federale. "I casi di abusi non sono un fenomeno isolato. Nel 2014, 1400 bambini sono stati ammessi in ospedale per maltrattamenti o abusi in Svizzera. La metà aveva meno di sei anni, e un quarto meno di due anni", ha ricordato la ministra della giustizia Simonetta Sommaruga.</p><p>"Il progetto è moderato e permetterà di individuare i maltrattamenti meno visibili", ha aggiunto Stefan Engler (PPD/GR), che per una volta ha detto di preferire una soluzione "più centralistica" anziché "federalista".</p><p>Il progetto non prevede alcun obbligo, ma solamente il diritto di avvisare l'autorità competente, ha aggiunto la Simonetta Sommaruga.</p><p></p><p>Niente multe</p><p>Nella discussione dettagliata si era in presenza di una proposta di Daniel Jositsch (PS/ZH) che chiedeva di "punire con una multa chiunque violi l'obbligo di avvertire l'autorità o di collaborare".</p><p>Fabio Abate, a nome della commissione, ha tuttavia rilevato che la proposta sarebbe risultata controproducente. Dello stesso avviso Robert Cramer (Verdi/GE), il quale ha sottolineato che "l'introduzione di sanzioni del diritto penale nel diritto civile avrebbe posto problemi giuridici non di poco conto". Alla fine il "senatore" socialista si è detto convinto di queste considerazioni nonché dalle rassicurazioni del governo e ha ritirato la sua proposta.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 28.11.2017</b></p><p><b>Maltrattamenti bimbi, obbligo denuncia va esteso </b></p><p><b>In futuro, anche gli allenatori e non solo gli insegnanti dovrebbero essere tenuti a denunciare casi di maltrattamenti su minori. Dopo che, a differenza degli Stati, nel 2016 si era rifiutato di entrare in materia, oggi il Consiglio nazionale è ritornato sui propri passi approvando una revisione in tal senso del Codice civile per 118 voti a 72. Il dossier ritorna alla Camera dei Cantoni per le divergenze.</b></p><p>La revisione si prefigge di proteggere meglio i bambini, specie quelli in età prescolare, armonizzando le diverse pratiche cantonali in materia. Tutti i professionisti che lavorano con bambini nel settore della custodia, asili per esempio, dell'educazione, della religione o dello sport dovrebbero essere obbligati a denunciare casi di abusi, o sospetti, alle autorità preposte allo scopo.</p><p>Al momento, solo coloro che esercitano un'attività ufficiale, come gli insegnanti o coloro che lavorano in ambito sociale, sono tenuti a farlo.</p><p>Nonostante l'opposizione dell'UDC e di parte del PLR, questa volta il plenum è entrato in materia sulla revisione per 102 voti a 92, seguendo in questo caso le raccomandazioni della commissione preparatoria che ha smussato alcuni aspetti della legge per renderla più appetibile.</p><p>A nome della minoranza, Yves Nidegger (UDC/GE) aveva chiesto di non entrare nel merito, come già fatto la prima volta, giudicando inutile la revisione, revisione che a suo dire non punta al benessere dei bambini, bensì solo ad incrementare il numero di denunce, magari non del tutto fondate. Nel 56% dei casi, simili segnalazioni, ha spiegato, non portano a nulla, ma hanno magari conseguenze nefaste sulle persone interessate.</p><p>Di parere opposto Jean Christophe Schwaab (PS/VD), secondo cui le 1400 denunce di abusi del 2014 da parte degli ospedali rappresenterebbero solo la punta dell'iceberg. L'obiettivo della revisione è fare in modo che vi siano meno abusi, non aumentare le segnalazioni. "Ci sono troppi casi di maltrattamenti, specie in famiglia, che non vengono denunciati", ha dichiarato.</p><p>Per la consigliera federale Simonetta Sommaruga, i maltrattamenti dei bambini sono una triste realtà, purtroppo in crescita. Sovente le vittime sono bambini sotto i 6 anni, del tutto alla mercé di persone senza scrupoli. La revisione serve proprio a proteggere meglio questa categoria di fanciulli.</p><p>Nei Cantoni dove l'obbligo di annuncio è più esteso, come Vaud e Vallese, non è stato constatato un incremento delle denunce infondate, ha affermato a nome della commissione Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE). I Cantoni - 22 dei quali si sono detti favorevoli alla revisione, n.d.r. - dovrebbero quindi preservare la propria autonomia in materia, ha spiegato la consigliera nazionale ginevrina.</p><p>Per 100 voti a 85, il plenum ha seguito questa argomentazione: i Cantoni che hanno raccolto esperienze positive non dovrebbero essere obbligati ad applicare una regolamentazione meno severa.</p><p>Per due soli voti di scarto - 98 a 96 - la camera ha tuttavia accolto una proposta di minoranza di Yves Nidegger volta a precisare la nozione di "benessere del bambino". In futuro, chiunque dovrebbe avere il diritto di avvisare l'autorità di protezione quando "indizi concreti" indicano che l'integrità fisica, psichica o sessuale del bambino è "seriamente" minacciata.</p><p>La versione del Consiglio federale, degli Stati e della commissione non parla di "indizi concreti", né prevede l'avverbio "seriamente". Per PPD e PS, la versione di minoranza rischia di ostacolare l'obbligo di denuncia.</p><p>La revisione prevede anche esenzioni all'obbligo di denuncia, in particolare per quelle persone che lavorano a contatto con bambini a titolo volontario. Eccezioni sarebbero previste anche per le persone sottoposte al segreto professionale, come gli avvocati, i medici e gli ecclesiastici.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 07.12.2017</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha precisato alcune nozioni introdotte dal Nazionale in merito alla modifica del Codice civile volta a rafforzare la protezione dei minorenni. In futuro quando l'integrità fisica, psichica o sessuale di un minorenne pare minacciata, chiunque potrà avvisarne l'autorità di protezione dei minori. Nella versione della camera del popolo, l'annuncio scatta solo quando ci sono "indizi concreti". Seguendo il Nazionale, i "senatori" hanno anche deciso di mantenere l'autonomia cantonale in materia.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 12.12.2017</b></p><p><b>CN: maltrattamenti bimbi, ancora divergenze </b></p><p><b>Tutti i professionisti che lavorano con bambini nel settore della custodia, come ad esempio nell'ambito degli asili, dell'educazione, della religione o dello sport dovrebbero essere obbligati a denunciare maltrattamenti su minori. Su questo punto i due rami del Parlamento sono concordi, dissensi esistono però sul quando far scattare questo obbligo: quando l'integrità pare minacciata o solo in caso di indizi concreti?</b></p><p>Oggi il Consiglio nazionale, con 96 voti contro 85, ha mantenuto la sua posizione. "Se si cerca la qualità delle segnalazioni e non la quantità" bisogna aspettare che ci siano indizi concreti, ha sostenuto Yves Nidegger (UDC/GE). "Un indizio non è un fatto, è una indicazione che qualcosa potrebbe succedere", ha precisato.</p><p>Attendere l'esistenza di indizi concreti potrebbe però essere troppo tardi, ha avvertito, invano, Karl Vogler (PCS/OW). La consigliera federale ha Simonetta Sommaruga ha poi criticato la nozione di "indizio concreto" giudicata poco chiara.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.12.2017</b></p><p><b>CSt: maltrattamenti bimbi, si va in conciliazione </b></p><p><b>Sarà necessaria una conferenza di conciliazione per appianare l'ultima divergenza che ancora oppone i due rami del Parlamento in merito alla modifica del Codice civile volta a rafforzare la protezione dei minorenni. Questa riguarda il momento in cui far scattare l'obbligo di segnalazione di possibili maltrattamenti: quando l'integrità pare minacciata o solo in caso di indizi concreti?</b></p><p>Le due Camere sono concordi sul principio secondo il quale tutti i professionisti che lavorano con bambini nel settore della custodia, come ad esempio nell'ambito degli asili, dell'educazione, della religione o dello sport devono essere obbligati a denunciare maltrattamenti su minori. Per gli Stati questo obbligo deve scattare quando l'integrità pare minacciata.</p><p>Secondo i "senatori" la versione del Nazionale - secondo cui la segnalazione è da fare solo in caso di "indizi concreti" - non è sufficientemente severa. La notifica insomma rischia di essere fatta quando è ormai troppo tardi. La nozione di "indizio concreto" è inoltre ritenuta giuridicamente poco chiara.</p><p></p><p><b>Notizia ATS, 14.12.2017</b></p><p><b>CN+CSt: maltrattamenti minori, approvato obbligo segnalazione </b></p><p><b>Le persone professionalmente attive in ambito religioso o sportivo, ma anche nel settore medico o assistenziale, saranno obbligate ad avvisare le autorità di protezione dell'infanzia se indizi concreti fanno ritenere che l'integrità fisica, psichica o sessuale di un minorenne sia minacciata. È quanto prevede una modifica del Codice civile (CC) approvata oggi dal Parlamento. </b></p><p>Già ora le persone che svolgono un'attività ufficiale (insegnanti oppure operatori sociali) sono tenute ad avvisare le istanze competenti se sospettano che il benessere del minore sia in pericolo. Con la riforma si estende la cerchia di persone obbligate ad annunciarsi.</p><p>La modifica del CC prevede anche che chiunque possa avvisare l'Autorità di protezione dei minori (APMA) quando l'integrità fisica, psichica o sessuale di un minorenne pare minacciata. La modifica legislativa proposta dovrebbe permettere all'APMA di adottare tempestivamente i provvedimenti necessari per il bene dei giovani in pericolo, evitando che per quest'ultimi possano risultare danni gravi e durevoli.</p><p>Per giungere a questa soluzione ci è voluta una conferenza di conciliazione. Il Consiglio degli Stati voleva che la segnalazione potesse scattare in entrambi i casi - ossia per le persone che lavorano a contatto con un minore e per i semplici cittadini - quando l'integrità pare minacciata. Per il Consiglio nazionale la segnalazione era da fare in ogni caso solo in caso di indizi concreti.</p><p>Spiegano la decisione della conferenza di conciliazione, la consigliera nazionale Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE) ha affermato che il compromesso proposto ha senso in quanto le persone professionalmente attive con bambini devono potersi basare su fatti concreti (leggi: indizi, ndr) per procedere a una segnalazione. Per il resto della popolazione attendere "indizi concreti" potrebbe invece essere troppo tardi.</p><p>La modifica del CC prende le mosse dalla mozione della ex consigliera nazionale Josiane Aubert (PS/VD) del 2008 "Proteggere i minori dai maltrattamenti e dagli abusi sessuali", adottata dal parlamento.</p><p>Nel suo atto parlamentare, Aubert auspicava una "modifica del Codice civile o di qualsiasi altra legge affinché l'obbligo di segnalazione alle autorità di protezione dei minori sia generalizzato in tutti i cantoni svizzeri e contribuisca, grazie a una prassi unificata, a lottare efficacemente contro i maltrattamenti e gli abusi sessuali di cui sono vittima ancora troppi minori".</p>