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La Svizzera contribuirà maggiormente al Fondo monetario internazionale. Dopo il Consiglio degli Stati, anche la Camera del popolo ha accolto stamani la proposta di aumentare da 2,5 a circa 18 miliardi di franchi il limite della partecipazione della Banca nazionale svizzera (BNS) ai fondi di crisi dell'istituzione.
Questo aumento, accolto con 94 voti contro 68 e 15 astenuti, rientra nell'ambito dell'estensione dei nuovi accordi di prestito. Versato dalla BNS nel caso in cui i fondi ordinari dell'FMI non bastassero, tale importo sarà rimunerato alle condizioni di mercato e non sarà garantito dalla Confederazione.
Con 98 voti contro 68 e 19 astenuti, il Consiglio nazionale ha pure sostenuto un contributo straordinario di 12,5 miliardi di franchi, limitato a due anni, per aumentare le risorse dell'FMI nell'ambito dell'aiuto monetario internazionale.
Il Nazionale ha anche approvato, con 99 voti contro 63 e 20 astenuti, la concessione di un credito d'impegno di 950 milioni di franchi, destinati a sostenere i paesi a reddito debole. Questa agevolazione di credito, che rientra nel quadro del Fondo fiduciario per la riduzione della povertà e per la crescita (FRPC) dell'FMI, è rimunerato alle condizioni di mercato.
Tutti questi contributi della Svizzera sono stati oggetto di attacchi da parte dell'UDC e dei Verdi. I rappresentanti degli altri partiti hanno respinto le loro argomentazioni, sostenendo che è nell'interesse della Svizzera disporre di un sistema finanziario e monetario internazionale che funzioni a dovere. I socialisti, che condizionavano il loro consenso a un aumento dell'aiuto allo sviluppo, hanno dato via libera in seguito alla decisione favorevole del giorno prima.