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Migliaia di persone sono giunte tra ieri e oggi alla chiesa di Santa Anna nel centro di Praga per rivolgere l'ultimo saluto all'ex presidente ceco Vaclav Havel. "Grazie di tutto, presidente, cerchiamo di non deluderla", è la promessa pronunciata da molti a bassa voce, davanti alla bara. Sopra la bara, un mazzo di rose rosse, riposto dall'attrice Dagmar, la moglie di Havel.
Per entrare in chiesa la gente ha atteso in coda a lungo: la fila durava fino a 3 ore. Ogni ora sono passate davanti alla salma del presidente 350 persone. Oltre ai fiori e alle candele, la gente ha portato con sé oggetti simbolici: c'è chi ha lasciato un mazzo di chiavi come ricordo della "rivoluzione di velluto" del 1989, della quale Havel fu artefice.
La chiesa sconsacrata di Sant'Anna, costruita oltre mille anni fa sotto il nome di San Lorenzo - situata in una delle viuzze poco note della Città Vecchia di Praga - è dal 2004 sede della fondazione "Vize 97", nata per volontà dei coniugi Havel. Il luogo è concepito come l'incrocio spirituale di Praga.
Domani mattina la bara sarà trasferita a bordo di un carro antico, trainato da cavalli, nella Sala Vladislao al Castello di Praga. La celebrazione funebre, ispirata a quella del primo presidente cecoslovacco Tomas Garrigue Masaryk (1850-1937), si svolgerà venerdì nella Cattedrale di San Vito.