Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01213.jsonl.gz/1033

«Sotto la presidenza del signor Primo Busato parecchi musicisti dilettanti si riunirono in una sala del ristorante Motor, il 6 dicembre 1917, allo scopo di fondare qui in Bodio una Società Musicale». Questo, verbalizzato come di prammatica, rappresenta pur nella sua semplicità l’atto costitutivo dell’attuale Filarmonica Bodiese.
In quell’inizio di secolo caratterizzato da diverse forze direttrici, politiche economiche e sociali, la spinta verso la costituzione di una società musicale provenne da tendenze indubbiamente disparate. Il movimento operaio ebbe forse una parte preponderante e a questo originario impulso se ne aggiunsero in breve altri. Si giunse in tal modo alla creazione di una Società Musicale che si proponeva di diffondere nel popolo, al disopra di ogni corrente politica od ideologia religiosa, il culto della buona musica.
Al momento della costituzione pochi erano i suonatori o ritenuti tali: le prove settimanali erano basati soprattutto su un minimo di formazione teorica per poi passare in breve tempo alla pratica strumentale. Si tenevano in un locale del ristorante Motor dapprima, del caffé Wilson po. Le dirigeva il Mo. Marcello Mascanzoni (1868 – 1932), appassionato musicante di origine veronese, già direttore della musiche di Carasso e di Roveredo, che poteva contare sull’apporto entusiasta e competente di Alfredo Jeunet, valido e brioso clarinettista.
L’acquisto dei primi strumenti fu reso possibile grazie all’intervento disinteressato del signor Carlo Corecco, che aiutò la neo costituita società sia dal profilo finanziario come da quello morale. Gli strumenti, esposti con comprensibile vanto nei negozi bodiesi, vennero definitavemente pagati con l’aiuto di una riuscita festa Pro Musica, tenuta nelle sale dell’Hotel de la Gare (10.2.1918) e grazie al provento della prima festa campestre, tenuta sull’argine sinistro del fiume (29 e 30 giugno). L’entusiasmo dei primi aderenti si allargò in breve ad una cerchia più vasta: il 1919 sarà infatti caratterizzato da un notevole numero di domande di ammissione pervenute alla nuova società.
Il 1920 segnò una tappa fondamentale per la Società Musicale e l’inizio di un periodo in cui, ai primi entusiasmi, farà riscontro una ponderatezza critica, un istradamento definitivo. La svolta presa sul piano organizzativo è da attriuirsi quasi per intero all’opera del nuovo presidente, Ing. Vito Tognola, che divenne in breve l’animatore instancabile e generoso del sodalizio. Le innovazioni di questo periodo risulteranno basilari per lo sviluppo futuro. Basti ricordare l’ormai storica assemblea nella quale si giunse all’attuale denominazione della società (Filarmonica Bodiese), la revisione degli statuti, l’ottenimento del primo sussidio comunale e infine la dotazione della bandiera sociale, opera di squisita fattura dell’artista luganese Emilio Ferrazzini, tenuta a battesimo il 16 settembre 1923 (madrina Signora Maria Pervangher). A dimostrazione della dirittura morale e intransigenza che animava il comitato si possono citare due episodi di grande, indicativa evidenza: la decisione di sospendere le prove per un periodo di sei mesi, risultando evidente la mancanza di una salda formazione teorica e il cliema di austerità, iniziato nel 1923, per fronteggiare la precaria situazione finanziaria dovuta al perdurare della crisi industriale. Le conseguenze di quest’ultima decisione furuno indubbiamente onerose per i soci attivi che dimostreranno la loro maturità civica rispondendo di buon grado alle sollecitazioni impartite: si ritornò al principio delle tasse mensili per ogni suonatore (Fr. 2.50!), si addebitarono ai soci le spese di riparazione estrumenti, si rinforzò l’ormai conosciuto Concertino (antesignano dell’attuale Bandella) affinché, con le sue produzioni, portasse un beneficio finanziario alla società. Nel 1923 all’Ing. Tognola subentrava un’altra persona che avrà modo più tardi di dimostrare non comuni doti organizzative e delicata sensibilità musicale: il signor Giuseppe Camporini.
A testimonianza di un periodo denso di fervida attività e del desiderio di fattiva collaborazione altre persone si alterneranno alla presidenza della filarmonica: i Signori Tozzi, Haefeli, Paoloni, Vitali, Leonardi e ancora Camporini (1938).
Non si può sorvolare per contro sulla continua, instancabile presenza, sin dalla formazione, del segretario per antonomasia: il signor Stefano Franscini, come pure l’opera svolta dal signor Walter Agustoni e dal defunto Antonio Arcangeli.
A riprova della buona armonia esistente nel seno della società si può ricordare la simpatica consuetudine instaurata dai suonatori di riunirsi, al termine delle prove settimanali, nei diversi ritrovi pubblici: Ristorante Cacciatori, Wilson, Delizie, Unione, Biaschina… nomi orma scomparsi, velati di quell’alone di poesia che è insito in tutto quanto susciti ricordi. Il 1920 segnò inoltre il cambio di guardia della direzione musicale: al Mo. Mascanzoni succedeva il Mo. Astore Gandolfi (Ferrara 1887 – Lugano 1957): resterà nei ricordi unanimi l’animatore vitale delle filarmoniche vallerane (Faido, Biasca, Piotta) alle quali dedicò le cure più assidue e i sacrifici più oscuri, eccellendo soprattutto nell’istruzione e nell’educazione dei giovani musicanti. Sotto la sua guida la Filarmonica Bodiese, ormai entrata a far parte della Federazione Bandistica Ticinese (1927) e della Società Federale di Musica, si cimenterà con successo nei Convegni cantonali di Locarno, Lugano, Biasca e Mendrisio. Nel 1934 oserà cercare gloria al di fuori dei confini cantonali, partecipando in 3a. categoria al Concorso cantonale di Altdorf e ottenendo la massima distinzione: corona d’alloro a frange d’oro. La Filarmonica condecorava pure degnamente avvenimenti di notevole importanza, come la Fondazione della Società Demopedeutica a Bodio e l’inaugurazione del Monumento dei Sassi Grossi a Giornico (1937).
Frattanto era giunta la prima, nuova uniforme (1933), confezionata a tempo record: quasi un palese ringraziamento agli attivi per i risultati raggiunti nel campo musicale. Si era inoltre concluso quel continuo girovagare alla ricerca di un locale sociale: nell’ultimo decennio la sede si trovava nello Stallone degli eredi fu Giuliano Pedroli, presa in affitto dopo lungo tergiversare. Nella nuova Casa Comunale (1930) la Filarmonica troverà finalmente la sua sede definitiva.
E non è che tutto risultasse facile in questo periodo, o mancassero le difficoltà da sormontare: fu forse questo il momento più delicato per la vita del sodalizio in quanto era sorta una seconda società Musicale, con risultati che facilmente si possono intuire. Si trattò, fortunatamente, di una parentesi breve, ma densa di orgasmo e di risentimenti.
Nel 1939 al dimissionario Mo. Gandolfi subentra il Mo. Sante Ferrario, scelto dal Comitato per i positivi requisiti e gli eccellenti risultati ottenuti in altre società (Balerna, Faido). Non deluderà le aspettative e sotto la sua direzione, energica e signorile, la Filarmonica toccherà vertici di tutto rilievo.
La sua attività iniziale fu però oscurata dalla minaccia da tempo incombente sull’Europa, espressasi in tutta violenza nella catastrofe bellica. In quegli anni di raccoglimento e riflessione il corpo bandistico, dopo un breve periodo di sospensione completa dell’attività, limiterà la stessa alle lezioni, peraltro regolari, e a poche manifestazioni esteriori. Sono di quel tempo la partecipazione all’inaugurazione dei campi del Tennis Club Bodio (1941) e alla commemorazione della carta di Biasca (1942).
Il profilarsi all’orizzonte della pace indusse il Comitato a tenere, nel 1944, l’organzizzazione della Festa Campestre. La novità era soprattutto rappresentata dalla nuova zona scelta quale campo della Festa: dalle Gannelle, sede in precedenza di tali manifestazioni, si passava definitivamente ai Grotti, centro di tutti i ritrovi susseguenti.
La fine della guerra è caratterizzata, per quanto concerne la Filarmonica, da una lenta ma continua ripresa dell’attività sociale, in diretta correlazione con l’ascesa economica della regione. A partire dal Convegno Cantonale di Bellinzona (1946), la Filarmonica presenzierà in seguito a tutte le susseguenti rassegne di Chiasso, Locarno, Lugano, Biasca, Mendrisio e Ascona. Dopo molti e comprensibili ripensamenti viene decisa, nel 1953, la partecipazione al Convegno Federale di Friborgo. Per tale occasione il sodalizio si rinnovò esteticamente, grazie alla nuova uniforme, frutto di un’intensa attività amministrativa e del sostegno incondizionato della popolazione. L’esito del Convegno fu trionfale, come del resto il viaggio di ritorno, rimasto impresso in tutti i cuori di coloro che provarono il caldo incoraggiamento e il simbolico abbraccio della popolazione bodiese.
L’esecuzione della sinfonia «La dama di picche» di Franz von Suppé valse al nostro corpo bandistico la massima onorificenza e un referto critico altamente positivo.
Nel 1956 per motivi di forza maggiore, il signor Giuseppe Camporini, che dal 1938 guidava ininterrottamente con mano ferma e grande competenza le sorti della società, lascerà il posto all’ing. Gino Scolari, da tempo vice-presidente. Sarà sotto la sua direttiva, aperta e intelligente, che la Filarmonica cercherà nuovamente gloria al Convegno Federale di Zurigo (1957).
Anche qui, come a Friborgo, il Corpo Musicale raggiunse un’altra tappa luminosa del suo commino: la massima distinzione, corona a frange d’oro, ricompensava in giusta misura i non pochi sacrifici sopportati e le molte apprensioni celate nell’intimo. L’esecuzione del pezzo scelto «Cavalleria Leggera» di Franz von Suppé, strappò alla critica commenti lusinghieri.
Il 1964 segna la fine di un periodo ricco di intrinseche soddisfazioni e il profilarsi di una flessione in seno alla Filarmonica. La mancanza di nuovi, giovani elementi e il fatale invecchiamento del corpo bandistico ne sono segni premonitori.
In questo momento particolarmente delicato si può riscoprire lo spirito che ha animato la Banda sin dagli inizi: la “vecchia guardia” tiene duro, per orgoglio e passione, così che la crisi è superata. Al dimissionario Ing. Scolari subentra quale presidenza l’Ing. Giovanni Nizzola, dinamico ed entusiasta, al Mo. Sante Ferrario succede il Mo. Mario Cairoli, già direttore della Civica di Mendrisio.
Sotto la sua guida, sicura e accalorata ad un tempo, valido incentivo per traguardi più alti, la Filarmonica si reca al Convegno Cantonale di Balerna (2 luglio 1966) riscuotendo que successo, unanimamente riconosciuto, che da anni ricercava in analoga manifestazione. E’ alla luce di quest’ultimo risultato artistico che si può guardare al futuro con una punta di ottimismo permeato da legittime speranze.
L’attenzione di tutti è inoltre rivolta al Campo dei Festeggiamenti, dove nulla sarà trascurato per la dignitosa riuscita di una manifestazione tanto importante.
Raccogliendo l’esempio dei soci Leonardi e Franscini, veramente instancabili nel sacrificare intere giornate nei preparativi di tutte le precedenti feste sociali, anche la Filarmonica attuale si è mossa per tempo. IL munifico gesto dell’Autorità Patriziale bodiese, che ha donato il sedime necessario e l’altrettanto generoso aiuto della ditta Elvezio Capoferri, che si è assunta il lavoro di sistemazione, hanno dato l’avvia ai preparativi.
La costruzione di una nuova cantina rappresenterà in modo tangibile il sentimento di fattiva operosità che sta alla base della Filarmonica.
Il comitato, incaricato dall’assemblea, ha rivolto un caloroso appello alle personalità. più attive del borgo, affinché nell’anno del cinquantesimo si affiancassero al comitato, onde poter degnamente festeggiare la tappa raggiunta. La risposta a questo appello è stata immediata ed estremamente generosa nei confronti della nostra Società. L’ing. Giovanni Merini, l’ing. Fiorenzo Tognola, l’ing. Fabio Nizzola, la signora Carmen Sibilia, i signori Valentino Mattioli, Giuliano Minotti, Libero Romerio, Alberto Guzzi, Aldo Tomamichel e Mario Solari si sono associati al nostro comitato per formare un competente e attivissimo motore dell’organizzazione di tutti i festeggiamenti indetti per il giubileo.
Il munifico gesto dell’Autorità Patriziale bodiese, che ha donato il sedime necessario e l’altret¬tanto generoso aiuto della ditta Elvezio Capoferri, che si è assunta il lavoro di sistemazione, hanno dato l’avvio ai preparativi per i festeggiamenti del cinquantesimo.
La costruzione di una nuova cantina rappresenterà in modo tangibile il sen¬timento di fattiva operosità che sta alla base della Filarmonica.
Diverse manifestazioni hanno sottolineato la ricorrenza. Da ricordare la stampa di un opuscolo commemorativo che riassume i primi 50 anni di vita della società. Durante il concerto di Gala del 25/26 novembre la direzione è stata affidata ai due maestri Cairoli e Ferrario.
Dal 1972 al 1977 la Filarmonica fu diretta dal maestro Eros Guelfi, in questo periodo oltre agli usuali servizi è stata curata un’incisione di marce per la radio.
Dal 1977 la direzione è passata al Maestro Romano Rossi, è pure stata inaugurata una nuova bandiera con il padrino Giuseppe Camporini, presidente onorario e la madrina Ines De Maria.
Nel 1982 la società ebbe l’onore, in collaborazione con le filarmoniche della zona, di organizzare il 19° convegno bandistico a Giornico.
Nel 1985 il sodalizio si è dotato di una nuova divisa con la quale ha partecipato ai convegni di Chiasso, di Bellinzona nel 1988, e ai festeggiamenti del maestro Mario Cairoli a Balerna.
Dal 1995 al 1998 c’è stata una pausa dall’esibizione in pubblico a causa di problemi di effettivi e mancanza di organico strumentale, ma i soci rimasti hanno continuato con le prove e la scuola allievi.
Nel 1998 si sono potuti nuovamente garantire alcuni servizi.
Nel 1999, dimostrando particolare impegno, competenza e attaccamento, dopo ben 23 anni dedicati anche alla direzione della banda, il prof. Romano Rossi ha ceduto la bacchetta alla maestra Paola Benzoni per tornare a sedersi tra i suoi musicanti e dar fiato al suo strumento “storico”: il clarinetto. Dopo il periodo di silenzio durato quattro anni, la Filarmonica si è ripresentata con un concerto che ha riscosso calorosi applausi e positivi commenti da parte del numeroso pubblico.
Dopo 23 anni di dedizione alla società, Otto Scheurer ha ceduto l’onere della presidenza a Orlando Gallarotti,
Nel 2004 la società ha partecipato alla 2° festa della musica a Faido.
Nel 2007 oltre all’adempimento degli impegni ricorrenti annualmente, uniti in un solo organico con la Filarmonica Airolese ha partecipato al concerto conclusivo della rassegna “Airolo in transizione”. In agosto ha presentato un concerto a Carì e in ottobre è stata presente alle manifestazioni di Expo Piumogna. Inoltre sei musicanti bodiesi hanno partecipato in qualità di suonatori alla cerimonia di apertura del Festival internazionale del cinema di Locarno componendo con musicanti di altre società una grande banda.