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(31.08.2011) La Svizzera fa parte dei paesi che presentano un grado di specializzazione nelle cleantech inferiore alla media internazionale. Secondo uno studio dell'istituto di ricerche congiunturali (KOF), la percentuale di brevetti svizzeri di invenzioni cleantech ammontava al 2,8% nel 2008, contro il 4,1% su scala mondiale. La Danimarca, l'Austria ed il Giappone sono i paesi più avanzati in tale settore.
I prodotti cleantech utilizzano le risorse naturali in una prospettiva di sviluppo sostenibile, riducendo l'inquinamento ambientale e lo spreco di energia e di materiali. Su scala mondiale, queste tecnologie stanno riscuotendo un successo sfolgorante: il numero di brevetti cleantech è infatti progredito del 227% tra il 2000 ed il 2008. La percentuale di brevetti cleantech è invece salita dal 2,5% al 4,1%. Ciononostante, in Svizzera, questa proporzione ha avuto soltanto un lieve incremento durante il primo periodo, passando dal 2,6% al 2,8%.
In termini di numero di brevetti, la metallurgia e la costruzione delle macchine rappresentano i settori svizzeri più specializzati nelle cleantech. Seguono i settori dei prodotti minerali non metallici, della chimica di base e della costruzione di veicoli. Soltanto la metallurgia ed i prodotti minerali non metallici superano la media internazionale.
Secondo gli obiettivi d'innovazione legati all'ambiente, il 23,5% delle imprese svizzere con più di 5 impiegati può essere classificato nel settore delle cleantech. Questa fetta ammonta al 32% nell'industria, al 16% nella costruzione ed al 14,2% nei servizi.
Il KOF sottolinea che il potenziale di sviluppo dei prodotti cleantech resta particolarmente importante nelle imprese del settore energetico, delle industrie estrattive ed elettroniche.
Ultima modifica 08.09.2015