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Il Consiglio federale ribadisce l’apertura totale del mercato elettrico
Berna, 27.09.2019 - Nell'ottobre 2018, nel quadro della consultazione concernente la revisione della legge sull'approvvigionamento elettrico, il Consiglio federale ha proposto di aprire completamente il mercato elettrico. Dalla consultazione è emerso che una maggioranza dei partecipanti è favorevole a una tale apertura. Buona parte dei partecipanti esige però anche misure di accompagnamento al fine di rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento e di raggiungere gli obiettivi della Strategia energetica 2050. Nella sua seduta del 27 settembre 2019, il Consiglio federale ha così deciso di mantenere l'obiettivo dell'apertura del mercato elettrico. Nel contempo, visti i risultati della consultazione, ha incaricato il DATEC di elaborare un progetto di modifica della legge sull’energia. Come misura di accompagnamento dell’apertura del mercato, sarà necessario migliorare gli incentivi agli investimenti nelle energie rinnovabili indigene e di conseguenza rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento.
Il Consiglio federale ha preso atto degli esiti della consultazione concernente la legge sull'approvvigionamento elettrico. Dai pareri inoltrati emerge che una maggioranza di partecipanti sostiene in linea di principio l'apertura completa del mercato dell'energia elettrica. Numerosi partecipanti chiedono però, come misura di accompagnamento, ulteriori incentivi agli investimenti nelle energie rinnovabili indigene affinché si possa rafforzare la sicurezza d'approvvigionamento e raggiungere gli obiettivi previsti nella Strategia energetica 2050.
Apertura totale del mercato
In considerazione degli esiti della consultazione, il Consiglio federale ha riaffermato la sua decisione di principio volta all'apertura completa del mercato elettrico. Il DATEC è stato quindi ora incaricato di sottoporre al Consiglio federale, nel primo trimestre del 2020, un documento interlocutorio con i punti cardine dell'apertura totale del mercato e le ulteriori necessità di adeguamento della legge sull'approvvigionamento elettrico. Sarà necessario un approfondimento di misure quali la metrologia, la creazione di una riserva di stoccaggio e di un data hub. Con l'apertura totale del mercato, il Consiglio federale vuole fare in modo che i prodotti e i servizi innovativi nonché la digitalizzazione possano affermarsi più rapidamente.
Sicurezza degli investimenti e strumenti di promozione più aderenti al mercato
Approvando nel 2017 la Strategia energetica 2050, il Popolo svizzero ha deciso di rafforzare la produzione di elettricità generata a partire dalle energie rinnovabili. Le misure di promozione sancite nella legge sull'energia giungeranno a scadenza a fine 2022 e a fine 2030. La consultazione sull'apertura del mercato dell'energia elettrica ha mostrato che una maggioranza dei partecipanti auspica che si crei al più presto possibile una certezza di pianificazione in merito alle misure di promozione, poiché la situazione attuale suscita incertezza e frena i necessari investimenti.
Il Consiglio federale ha perciò incaricato il DATEC di presentare, parallelamente ai lavori per l'apertura del mercato elettrico, un progetto di revisione della legge sull'energia da porre in consultazione. In questo progetto dovranno essere sanciti i seguenti punti cardine:
Rafforzare gli incentivi agli investimenti: i valori indicativi sanciti nella legge sull’energia per l'incremento della produzione di elettricità a partire dalla forza idrica e da altre energie rinnovabili devono essere dichiarati vincolanti fino al 2035. Di conseguenza, i contributi d'investimento limitati attualmente al 2030 vengono prorogati fino alla fine del 2035. Viene pure stabilito un valore indicativo fino al 2050. Se l’effettivo incremento della produzione di elettricità generata a partire da fonti rinnovabili indigene dovesse essere di gran lunga inferiore al valore di potenziamento fissato, nel quadro del monitoraggio sancito nella legge sull’energia potranno essere richieste ulteriori misure.
Misure di promozione attraverso la concorrenza: nel settore dell'energia solare deve essere rafforzata la concorrenza, con rimunerazioni uniche per grandi impianti fotovoltaici stabilite attraverso gare pubbliche. Si aggiudicheranno le gare i produttori che producono a minor prezzo una determinata quantità di energia solare. Le gare pubbliche sostituiranno gli attuali contributi d'investimento fissi.
Energia idroelettrica: i mezzi per i contributi d’investimento destinati alle grandi centrali idroelettriche devono essere raddoppiati. L'energia idroelettrica è la colonna portante dell'approvvigionamento elettrico della Svizzera.
Altre energie rinnovabili: a partire dal 2023, gli impianti eolici di nuova costruzione, le piccole centrali idroelettriche, gli impianti a biogas e gli impianti geotermici non riceveranno più la rimunerazione per l’immissione in rete, ma dovranno richiedere fino al 2035 i contributi d'investimento che permetteranno di coprire anche una parte dei costi di pianificazione.
I costi per gli adeguamenti previsti per le misure di promozione ammontano a circa 215 milioni di franchi all'anno. Il finanziamento avviene tramite il supplemento rete già esistente, che rimane invariato al valore massimo di 2,3 ct./kWh. Non sono quindi necessari mezzi finanziari supplementari. Tutto ciò è possibile perché alcune misure di promozione vengono soppresse e sostituite da strumenti più efficienti. Per coprire i picchi di finanziamento inaspettati, la legge sull'energia dovrà consentire il prelievo anticipato temporaneo dal Fondo per il supplemento rete.
Indirizzo cui rivolgere domande
Marianne Zünd, Capo Media e politica UFE, tel. +41 58 462 56 75, <email-pii>
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