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L'indennizzo varierà a seconda degli abusi subiti: fino a 10mila franchi o 20mila nei casi più gravi
BERNA - Lo scandalo dei preti pedofili multirecidivi - vicenda tornata alla ribalta in questi giorni in Svizzera con la pubblicazione di un libro - solleva nuovamente la questione degli indennizzi alle vittime di quegli abusi. È in funzione la commissione incaricata di valutare le somme da assegnare.
«Si tratta di una commissione voluta dalla Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), istituita a gennaio, che ha il compito di studiare le richieste di riparazione di chi ha subito gli abusi», ha indicato oggi all'ats Joseph Bonnemain, uno dei sei membri della commissione.
In concreto, la vittima che intende inoltrare richiesta deve rivolgersi alla propria diocesi, che a sua volta trasmetterà la richiesta alla commissione. Quest'ultima dall'inizio dell'anno ha già ricevuto due lettere e altre ne attende. L'indennizzo varierà a seconda degli abusi subiti: fino a 10mila franchi o 20mila nei casi più gravi. Il denaro proviene da un fondo speciale voluto dalla CVS e dotato di mezzo milione, destinato però ai casi caduti in prescrizione, ossia 20 anni dopo la maggiore età.
Lo scorso dicembre la CVS aveva indicato che tra il 2010 e il 2015 era state censite 223 vittime, 49 delle quali avevano meno di 12 anni al momento degli abusi sessuali. Nello stesso periodo sono stati segnalati 204 autori di abusi, tra preti, religiosi e teologi. Le cifre relative al 2016 non sono ancora note, ha precisato Bonnemain, rilevando inoltre che le vittime sono reticenti a farsi avanti e testimoniare. «Ogni volta che la Chiesa viene a conoscenza di episodi incoraggia le vittime a inoltrare denuncia», ha aggiunto.
Per quanto riguarda il prete pedofilo oggi 76enne - di cui si racconta in un libro scritto da Daniel Pittet, 58 anni e padre di famiglia, che dal 1968 al 1972 ha subito abusi - il presidente della Conferenza episcopale Charles Morerod ha promesso un'inchiesta. «Per me queste vicende peseranno come una croce e ci perseguiteranno», ha dichiarato oggi in interviste al Blick e al Matin. La sua diocesi conta 400 preti. «Dalla mia entrata in funzione, nel 2011, circa 30 vittime mi hanno contattato e tre cosi di preti sospetti sono stati denunciati alla magistratura», ha detto, casi tuttavia non del tutto chiari né per le autorità né per gli esperti, in quanto il confine tra atti di pedofilia e comportamento ambiguo non è semplice da stabilire.
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