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Le rendite vitalizie sono soggette a un'imposizione eccessiva considerato il livello attuale dei tassi d'interesse. È l'opinione del Consiglio federale, che ha adottato oggi un avamprogetto che intende adeguare la pressione fiscale alle condizioni di investimento.
Attualmente, le rendite vitalizie vengono tassate in ragione di una quota forfettaria del 40 per cento, ricorda un comunicato governativo. Considerati i tassi d'interesse attuali, si tratta di una percentuale troppo elevata.
In futuro, la quota di reddito imponibile dovrà essere resa flessibile e adeguata ai tassi d'interesse correnti. Nel caso delle rendite vitalizie, il progetto preliminare prevede che la quota di reddito imponibile venga ricavata applicando una formula basata sul rendimento delle obbligazioni della Confederazione con scadenza a dieci anni.
Nel caso delle assicurazioni di rendita vitalizia, invece, la quota imponibile deve essere calcolata applicando una formula basata sul tasso d'interesse massimo fissato dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA).
Le minori entrate fiscale per la Confederazione vengono stimate in 10 milioni di franchi, mentre quelle dei Cantoni e dei Comuni a circa 50 milioni di franchi. Sul lungo periodo possono registrarsi maggiori o minori entrate, in quanto le ripercussioni finanziarie dipendono dalle future condizioni di investimento.
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