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Per la prima volta un alto quadro di SRG SSR ha ammesso - indirettamente - che il nuovo canone radiotelevisivo in futuro aumenterà, invece di scendere di 60 franchi come sostenuto dal Consiglio federale e dai vertici della stessa SSR.
Il direttore generale della SSR Roger de Weck intende aumentare la quota di produzioni proprie dal 20 al 60%, riferisce l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), promotrice del referendum contro una modifica della legge federale sulla radiotelevisione in votazione il prossimo 14 giugno, in un comunicato odierno che fa riferimento a un articolo della "Aargauer Zeitung". Nel giornale il presidente della SSR per la regione Argovia e Soletta Peter Moor afferma che "chi auspica più produzioni proprie deve essere consapevole del fatto che in tal modo la SSR diverrà più cara".
A suo dire la trasmissione della seria americana "Grey's Anatomy" costa 100 franchi al minuto, mentre quella del telefilm "fatto in casa" "Il becchino" circa 10'000. Pertanto il canone - che verrà riscosso presso tutte le economie domestiche e le aziende con un fatturato annuo superiore ai 500'000 franchi, anche se non in possesso di apparecchi radio o tv - dovrà irrimediabilmente salire.
Secondo l'USAM è pure sbagliata l'affermazione secondo cui tutte le piccole imprese trarranno profitto dal nuovo sistema progressivo: oggi la "Neue Zürcher Zeitung" scrive che le aziende che realizzano elevati fatturati ma margini bassi saranno fortemente penalizzate. Il giornale fa l'esempio di un commerciante di oro vecchio con 10-15 salariati che dovrà pagare 15'600 franchi all'anno dato che il suo giro d'affari è compreso tra 100 milioni e un miliardo di franchi.
SDA-ATS