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Il Consiglio agli Stati respinge l'iniziativa che chiedeva l'abolizione della franchigia doganale di 300 franchi.
Nonostante la sostanziale concordanza sul fatto che il turismo degli acquisti rappresenti un pericolo per il commercio al dettaglio svizzero, il Consiglio degli Stati ha scelto di non approvare oggi l'iniziativa sangallese che chiedeva l'abolizione del limite di 300 franchi per il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto sulle merci acquistate all'estero. Analogamente ha respinto anche due mozioni che intendevano tutelare il commercio al dettaglio svizzero dalla concorrenza di quello estero.
La Camera Alta ha respinto l'abolizione del limite di 300 franchi di franchigia doganale, seguendo le indicazioni della Commissione dell'economia e dei tributi (CET). Tuttavia il presidente, il liberale Ruedi Noser, ha ammesso la necessità di agire su questo fronte. I consiglieri agli Stati non escludono dunque di tornare sul tema, attendendo però il "rapporto globale" del Consiglio federale che si pronuncerà sul tema (previsto per fine primavera). "Stiamo lavorando intensamente su questo argomento", ha detto il consigliere federale a capo del Dipartimento delle finanze Ueli Maurer (Udc), come riporta il St. Galler Tagblatt, che respinge le accuse che il Governo non stia facendo nulla su questo fronte. "750'000 autovetture attraversano ogni giorno il confine svizzero”, ha detto e secondo il consigliere federale è impossibile controllare ogni individuo, indipendentemente dalla normativa applicata.
A pronunciarsi sull'iniziativa dovrà essere ora il Consiglio nazionale, mentre una simile iniziativa del Canton Turgovia deve ancora essere affrontata dalle due Camere.