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Quanto vale dunque questo francobollo?
Pianificato con largo anticipo, e infine annullato: a causa della pandemia di coronavirus, il Campionato mondiale di hockey su ghiaccio previsto per maggio in Svizzera non ha avuto luogo. Tuttavia, il francobollo speciale che la Posta ha dedicato al grande evento continua a essere disponibile e in corso di validità. Non è una contraddizione? Ed è mai capitato prima d’ora che venisse realizzato un francobollo per un evento che poi non si è verificato? Ecco sette domande e risposte su questo argomento.
1. È già successo che la Posta lanciasse un francobollo per un evento successivamente annullato?
No, o almeno non esattamente. A fine luglio del 2016 la Posta ha immortalato in un francobollo il «Solar Impulse 2». Peccato che sul margine del francobollo, in cui si vede il velivolo a energia solare di Bertrand Piccard attorniato dai raggi del sole, l’anno indicato sia il 2015, ovvero l’anno in cui il giro del mondo sarebbe dovuto terminare. Sarebbe, appunto: a causa delle condizioni meteorologiche, infatti, il progetto ha subito ripetute battute d’arresto, tanto che il percorso di volo con i suoi 43’000 chilometri è stato completato solo il 25 luglio 2016. Per il bene dell’ambiente, la Posta ha rinunciato a una ristampa e il francobollo è stato immesso sul mercato con un anno di emissione «sbagliato».
2. Il fatto che l’evento non si sia mai tenuto farà aumentare il valore del francobollo per il Campionato mondiale di hockey su ghiaccio nel lungo termine?
«È una domanda più che legittima per chi non è del campo», afferma Cyrill Walter, titolare dell’omonimo negozio specializzato in filatelia a Zurigo ed esperto filatelico. A suo parere, tuttavia, le probabilità che il francobollo acquisti valore nel corso del tempo sono decisamente limitate. «Gli attuali valori di tiratura sono semplicemente troppo elevati perché ciò accada». Dello stesso parere anche Kurt Strässle, responsabile Gestione cultura e partner presso Filatelia Posta, che afferma con convinzione: «Questa circostanza non avrà alcun effetto sul valore del francobollo, né in termini monetari né di altro genere».
3. Il francobollo sull’hockey ha le carte in regola per diventare, almeno potenzialmente, un cult tra gli appassionati?
Per i collezionisti lo stimolo all’acquisto può essere effettivamente maggiore, ma saranno i dati di vendita a dimostrare se è effettivamente così. Finora le vendite hanno registrato un andamento «in linea con le aspettative». Bisognerà attendere per dare risposta a questa domanda. La Posta custodisce gelosamente i dati sulle vendite dei suoi francobolli, un po’ come il druido Panoramix con la sua speciale pozione magica. L’effettiva tiratura di un francobollo viene resa nota su richiesta un anno dopo la fine della vendita. E si tratta di dati a cui si interessano quasi esclusivamente i collezionisti.
4. È stata mai considerata l’idea di rimuovere dall’assortimento il francobollo dedicato al campionato?
Assolutamente no. I francobolli sono sempre anche testimonianze della storia passata. Questo francobollo ci ricorderà ancora a lungo che nel 2020 un piccolo virus ha impedito lo svolgimento di una grande festa sportiva.
5. Attualmente ci si chiede se il Campionato mondiale di hockey su ghiaccio del 2023 si terrà o meno in Svizzera. In tal caso si potrebbe nuovamente fare ricorso al motivo del francobollo del 2020?
Purtroppo non ho la sfera di cristallo. Ma, prendendo in prestito le parole di James Bond: «Mai dire mai».
6. La pandemia ci ha insegnato che non possiamo dare nulla veramente per scontato. Questa consapevolezza spingerà la Posta a modificare le sue prassi per i francobolli realizzati in vista di un evento?
Difficilmente. Ancora Kurt Strässle, responsabile Gestione cultura e partner presso Filatelia Posta: «Anche in futuro avremo con assoluta certezza francobolli commemorativi o speciali per celebrare le grandi manifestazioni o gli eventi di grande richiamo popolare».
7. Ci sono già stati altri casi di «fallimenti, sventure e incidenti» legati a francobolli speciali o commemorativi?
Un esempio eclatante: quando nel giugno 1999 Torino si è aggiudicata la candidatura per i Giochi olimpici invernali del 2006 strappandola a Sion, il francobollo commemorativo era già stato stampato. A parte le spese, nulla di grave… La Posta ha dovuto mandare la serie al macero, alcuni esemplari sono anche stati venduti come souvenir. Anche alle poste austriache si è verificato un incidente simile. Per i 70 anni del Dalai Lama, nel 2015, l’azienda aveva in programma l’emissione di un francobollo con l’effigie del premio Nobel per la pace, ma non aveva fatto i conti con il lungo braccio della Cina. Il francobollo non è mai andato in stampa. Un altro esempio degno di nota: per protestare contro l’invasione dell’Afghanistan da parte dei sovietici, il Liechtenstein ha distrutto il proprio francobollo speciale dedicato alle Olimpiadi di Mosca del 1980, sotto la sorveglianza della polizia. Ciò non ha impedito tuttavia che alcuni esemplari sfuggissero all’iniziativa e continuassero a essere oggetto di scambio nel corso degli anni. Questo motivo è tuttora un pezzo molto ambito dai collezionisti.
Nota bene: naturalmente, «Il mondo dei francobolli» ha ancora molto altro in serbo da offrire. Vi interessa saperne di più? Potete trovare informazioni aggiornate e altri retroscena sul portale della Posta cliccando qui.