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L'ex presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Jean-Pierre Roth critica la politica ultraespansiva della Banca centrale europea (Bce). Ha effetti fatali, mette in guardia l'economista in un'intervista alla radio SRF.
"Ritengo che la politica della Bce si sia spinta troppo oltre", sostiene Roth: l'Europa non può risolvere i suoi problemi con un diluvio di denaro a buon mercato. "L'appetito per le riforme non c'è più. Non serve una politica monetaria ancora più espansiva: sono necessarie riforme", afferma il presidente del consiglio di amministrazione della Banca cantonale di Ginevra, che dal 2001 al 2009 ha guidato la BNS.
Di recente il presidente della Bce Mario Draghi ha evocato la possibilità di ulteriori misure di stimolo per far crescere l'inflazione: un passo che potrebbe mettere di nuovo sotto pressione il franco.
Roth sostiene inoltre la decisione della BNS di abolire la soglia di cambio minima: a suo avviso si è trattato di un passo doloroso ma giusto. In generale per Roth la capacità di adattamento dell'economia elvetica viene notevolmente sottovalutata. Basta guardare ai dati sulla crescita, che non si sono rivelati troppo negativi: nel secondo trimestre la Svizzera non è entrata in recessione, contrariamente alle attese, e per l'insieme dell'anno la BNS si aspetta una progressione del prodotto interno lordo dell'1%.
SDA-ATS