Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/76430

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Nella risposta alla mia interpellanza 06.3649, "Raccolta di firme intralciata da inutili angherie", il Consiglio federale ricorda che "attualmente secondo la dottrina dominante non è possibile prevedere un obbligo di autorizzazione per la raccolta di firme da parte di piccoli gruppi mobili privi di installazioni". La dottrina è pertanto in contraddizione con la giurisprudenza, ormai superata, e con l'attuale prassi dei comuni. Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le possibilità a disposizione della Confederazione per fare in modo che a livello nazionale i comuni applichino una prassi liberale in materia di raccolte di firme nel senso della dottrina dominante attualmente.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Il Consiglio federale ritiene convincente l'attuale giurisprudenza. La critica della dottrina dominante gli appare fortemente orientata alla teoria. Non è infatti opportuno contrapporre i diritti politici ad altri diritti. Non è soltanto l'utilizzazione a fini commerciali che nelle aree pubbliche di un comune potrebbe entrare in concorrenza con i diritti politici, bensì anche la libertà di riunione (art. 22 della Costituzione) o la libertà di movimento (art. 10 della Costituzione). Per poter funzionare la democrazia diretta necessita di tutti questi diritti! Soltanto i comuni conoscono a sufficienza la situazione locale per poter evitare i conflitti tra legittimi interessi opposti. E non si può contestare la loro facoltà di gestire eventuali conflitti dovuti a situazioni precarie per motivi di spazio o di tempo per mezzo di autorizzazioni di polizia. La Cancelleria federale è tuttavia disposta, nell'ambito della Conferenza svizzera dei cancellieri di Stato, a intervenire presso i cantoni affinché essi vincolino i loro comuni ad applicare una prassi d'autorizzazione gratuita e orientata ai diritti fondamentali in base alla quale le autorizzazioni possono venir rifiutate soltanto per motivi fondati (p. es. in caso di conflitto tra pretese derivanti da diritti fondamentali).</p></text>