Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/179467

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 1° gennaio 2018 l'aliquota ordinaria dell'IVA passerà dall'8 al 7,7 per cento. I consumatori saranno i primi interessati da questa riduzione poiché l'IVA è un'imposta sul consumo. Le imprese dovrebbero quindi trasferire sui prezzi questa diminuzione dell'IVA dello 0,3 per cento. Non sarebbe infatti giustificato mantenere artificiosamente i prezzi più elevati mentre l'aliquota è stata ridotta. Tuttavia, come nel caso della crisi del 2011 dovuta al franco forte, la riduzione dei prezzi non è affatto automatica. Vi è quindi il rischio che alcune imprese approfittino della riduzione dell'IVA per aumentare il proprio margine di guadagno a discapito dei consumatori.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che la riduzione dell'IVA debba ripercuotersi interamente sui prezzi?</p><p>2. Se non dovessero verificarsi ripercussioni sui prezzi praticati dalle imprese a seguito della riduzione dell'IVA, l'Ufficio federale di statistica ne trarrebbe la conclusione che l'indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) è aumentato dello 0,3 per cento?</p><p>3. Se si rendesse necessario un nuovo aumento dell'aliquota d'imposta per finanziare altri progetti, come si potrebbe assicurare che soltanto le imprese che hanno abbassato i prezzi nel 2018 trasferiscano l'aumento dell'IVA sui prezzi? In altre parole, come si potrebbe evitare che dopo aver incrementato il loro margine di guadagno nel 2018, le imprese alzino i prezzi a seguito di un nuovo aumento dell'IVA?</p><p>4. La Commissione della concorrenza verificherà che non vengano presi accordi sui prezzi come conseguenza della riduzione dell'IVA?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. È auspicabile che la diminuzione dell'aliquota IVA sia trasferita sui prezzi. In linea di massima, la portata del trasferimento delle variazioni, sia al rialzo che al ribasso, dell'aliquota IVA sui prezzi dipende dal livello di concorrenza che prevale sui vari mercati. Le diminuzioni di prezzo a seguito di riduzioni dell'aliquota IVA si verificano generalmente su un periodo più lungo e sono quindi meno osservabili rispetto agli aumenti. Va sottolineato che la riduzione dell'aliquota principale dell'IVA dall'8 al 7,7 per cento prevista il 1° gennaio 2018 rappresenta un'eventuale diminuzione dello 0,28 per cento dei prezzi dei beni e servizi che soggiacciono a questa aliquota. L'aliquota ridotta per gli alimenti e le bevande analcoliche non verrà modificata, mentre l'aliquota speciale per il settore alberghiero diminuirà soltanto di 0,1 punti percentuali. L'effetto complessivo della modifica delle aliquota IVA sui prezzi può quindi essere soltanto di entità molto limitata rispetto all'effetto di altri fattori importanti nella determinazione dei prezzi. Sarà pertanto difficile valutare l'effetto reale di questa variazione di aliquota sui prezzi. Analogamente, non si conosce con precisione l'incidenza sui prezzi dell'aumento dell'aliquota principale IVA dal 7,6 all'8 per cento, introdotto il 1° gennaio 2011.</p><p>2. L'indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) include le imposte indirette, tra cui l'IVA. La mancata incidenza della diminuzione dell'IVA sui prezzi non potrebbe quindi essere all'origine di un rialzo dell'IPC.</p><p>3. Al pari della neutralità concorrenziale e dell'economicità del pagamento e della riscossione, la trasferibilità dell'imposta è uno dei principi che disciplinano l'IVA. Tuttavia la dottrina e la giurisprudenza riconoscono che da questi principi non deriva alcun diritto soggettivo. Come menzionato in precedenza, la trasferibilità dell'imposta dipende dalle possibilità di fissazione dei prezzi, che sono stabilite principalmente dalle condizioni di mercato e dalla concorrenza. La libertà economica garantita dall'articolo 27 della Costituzione federale implica - come espressione della libertà contrattuale - di fissare liberamente i prezzi da parte di privati. Non è quindi possibile, né auspicabile, che lo Stato intervenga nella fissazione dei prezzi, anche nel caso in cui determinate imprese avessero aumentato i propri margini a seguito della modifica dell'aliquota IVA. Si possono garantire prezzi bassi per i consumatori mantenendo una concorrenza efficace e sopprimendo gli ostacoli nel commercio.</p><p>4. La Commissione della concorrenza valuta autonomamente se avviare o meno un'inchiesta in caso di sospetto di accordo sui prezzi.</p>  Risposta del Consiglio federale.