Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/213817

<h2>SubmittedText<h2><p>La legge sulle epidemie (LEp), segnatamente il suo articolo 35, autorizza il Governo a mettere in quarantena le persone sospette malate o sospette contagiate e a mettere in isolamento le persone malate, contagiate o che espellono agenti patogeni. In una situazione simile, l'Esecutivo non dovrebbe allentare anche la legislazione relativa al versamento del contributo per l'assistenza per i beneficiari di assegni per grandi invalidi dell'AI? In tempi di crisi, questo contributo deve poter servire a indennizzare i familiari per il lavoro che hanno fornito per forza di cose.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 20 marzo 2020 il Consiglio federale ha predisposto diverse misure per attenuare le conseguenze economiche della diffusione del coronavirus. Tra queste rientra anche l'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus concessa ai salariati, agli indipendenti e ai genitori che hanno dovuto interrompere l'attività lucrativa perché la custodia dei figli da parte di terzi non era più garantita, in particolare a causa della chiusura delle scuole. Il 16 aprile 2020 il Consiglio federale ha esteso il diritto all'indennità ai genitori di figli con disabilità fino a 20 anni compiuti che frequentano istituzioni o scuole speciali chiuse in seguito ai provvedimenti adottati per combattere il coronavirus. Le prestazioni previste dall'ordinanza COVID-19 perdita di guadagno del 20 marzo 2020 (RS 830.31) saranno versate fino al 16 settembre 2020.</p><p>Inoltre, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha adottato diverse misure per facilitare le procedure di attuazione dell'assicurazione invalidità. Ad esempio, è stata garantita la possibilità di continuare a versare il salario agli assistenti che non potevano più fornire le loro prestazioni, consentendo nel contempo di aumentare il grado di occupazione di altri assistenti. L'aumento dell'importo disponibile durante la chiusura delle scuole o delle strutture diurne era anche inteso a permettere agli assistenti di fornire più ore di aiuto in modo da coprire il bisogno di assistenza supplementare.</p><p>Il Consiglio federale riconosce che le persone che si prendono cura di familiari con problemi di salute hanno bisogno di un maggiore sostegno per poter svolgere questi compiti fondamentali in modo ottimale. Tuttavia, ritiene che allentare la legislazione per permettere di indennizzare i familiari tramite il contributo per l'assistenza sarebbe eccessivo. Da un lato, sarebbe poco ragionevole concedere questa possibilità soltanto durante un periodo transitorio e, dall'altro, il ricorso ai familiari contrasta con l'obiettivo del contributo per l'assistenza, che è proprio quello di ridurre l'onere a carico dei familiari.</p><p>La legge federale concernente il miglioramento della conciliabilità tra attività lucrativa e assistenza ai familiari (Messaggio relativo alla legge federale concernente il miglioramento della conciliabilità tra attività lucrativa e assistenza ai familiari; FF 2019 3381), adottata dal Parlamento il 20 dicembre 2019, prevede in particolare di introdurre nel Codice delle obbligazioni il diritto a un congedo pagato di tre giorni per evento e di estendere il diritto agli accrediti per compiti assistenziali alle persone che assistono conviventi, il che consentirà di occuparsi meglio di un familiare o del partner e di conciliare in modo più soddisfacente l'assistenza a malati con lo svolgimento di un'attività lucrativa.</p>  Risposta del Consiglio federale.