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A questo punto penserai che potrei mettere i miei effetti personali da qualche altra parte. Magari! Il problema è che, quando cerco di aprire il primo cassetto della mia cassettiera, mi rendo conto di non averne una. Allora mi autoconvinco che non è poi così male (WTF!), perché ho appena iniziato a lavorare qui e mi ci vuole un po' di tempo per abituarmi. E può succedere che l’azienda abbia bisogno di due mesi per fornire tutti i mobili.
Subito dopo, però, vengo a sapere che i nuovi dipendenti non riceveranno una cassettiera per la loro scrivania. Il motivo: si tratta di un «ufficio senza carta».
Come se avessi mai avuto bisogno di un cassetto per riporre le scartoffie dell’ufficio. Finora l’avevo sempre visto come quella parte dell'arredamento che dava un po' di privacy sul lavoro. Il pacchetto grande di fazzoletti ne faceva parte tanto quanto il tè, il cioccolato per le emergenze, un ombrello e altre cose che non voglio elencare.
Sapevi che il 24 ottobre si celebra il «World Paper Free Day», cioè la Giornata mondiale senza carta? Nemmeno io. Lo trovo comunque molto significativo, però, perché tutti gli altri giorni festivi mi danno parecchio sui nervi. Non è ipocrita regalare fiori (troppo cari) alla tua ragazza/moglie solo a San Valentino? Perché comprare regali per Natale quando in realtà si tratta semplicemente del solstizio d'inverno, che i cristiani hanno posticipato di tre giorni dopo l'evangelizzazione dell'Europa? Perché elargire caramelle per Halloween, quando i bambini nel mondo occidentale già soffrono di dolori articolari all'età di dodici anni?
Ma prima di fare una digressione epica, ecco la definizione dell’ufficio senza carta. L'ufficio è privo di carta...
Circa un terzo della superficie svizzera è coperto da foreste. Dal 1876 è in vigore una legge sulle foreste (ex legge federale sulle foreste) che disciplina la protezione contro la deforestazione e il disboscamento. Questo garantisce che nel nostro Paese le foreste disboscate siano sempre rimboschite altrove.
Ogni volta che uso la carta, mi sento in colpa. Perché la carta ricavata dal legno è tutt'altro che sostenibile. La canapa o il lino crescerebbero molto più rapidamente e permetterebbero di ottenere prodotti più ecologici, ma ciò che ha funzionato per migliaia di anni non trova necessariamente posto in un sistema capitalista. Per questo motivo la nostra economia rinuncia a tutto ciò che porta pochi soldi.
Perché rivestire di smalto ogni padella, quando il teflon si danneggia tre volte più velocemente e dopo pochi anni costringe il cliente a tornare in negozio? Perché dotare le lampadine di tungsteno se poi bruciano per più di 100 anni? Perché costruire una rete di stazioni di rifornimento a idrogeno in Europa finché si può guadagnare con benzina e gasolio?
L'ufficio senza carta mi sta molto a cuore, anche perché mi piace abbracciare gli alberi. Eppure, non posso e non voglio rinunciare alla carta nel 100% dei casi. Però cerco di utilizzarne il meno possibile, sia in bagno che in ufficio.
A proposito:
in Svizzera, vengono prodotti 700 kg di rifiuti all'anno pro capite, di cui 194 in carta. In media ogni cittadino svizzero consuma 11,7 kg di carta igienica.
Gli svizzeri sono i campioni mondiali del riciclo. Ma è piuttosto ipocrita vantarsene, considerando che siamo sempre noi a produrre il maggior numero di rifiuti pro capite! A nostra discolpa possiamo dire anche che molti Paesi pubblicano statistiche incomplete. Se facciamo una passeggiata per le foreste italiane, insieme ad alberi e animali possiamo ammirare vecchie lavatrici, pneumatici e altri rifiuti.
Sì, cari amici di Basilea, cosa ne pensate di vietare il lancio di coriandoli l'anno prossimo? Non lo chiedo solo per ragioni ecologiche; sono anche un po' stanco di dovermi grattare e graffiare (!) tutto il corpo a causa del prurito.
Sprechiamo le nostre materie prime come se avessimo più di un pianeta. Quindi è bene reagire e, per esempio, trovare soluzioni come l'ufficio senza carta (o addirittura abolire il neoliberalismo, subito). Ma la carta è ancora necessaria in molte situazioni. E il fatto che le vendite delle stampanti non siano stagnanti lo dimostra.
Ecco perché abbiamo ancora bisogno della carta in ufficio:
I produttori di stampanti continuano a incassare ottime vendite, anche nel 2018. La cosa non sorprende, perché a differenza degli anni '90, non sono più necessariamente progettate per durare nel tempo. L'ho dovuto sperimentare sulla mia pelle non molto tempo fa:
non sto cercando di mandare messaggi subliminali a Samsung, ma il mio LaserJet è morto due settimane fa, subito dopo la scadenza della garanzia*. E la cosa mi puzza di Ops!, la garanzia è scaduta proprio nel momento più opportuno. Così ho abbandonato Samsung e ho messo le mani su una stampante multifunzione del marchio Brother. Vediamo se Brother offre ancora la stessa qualità degli anni '90 (ci risentiamo al più tardi tra 5 anni per dirti se sono soddisfatto).
* Avevo appena sostituito la cartuccia, che non mi è sembrata proprio economica. Appena 50 stampe più tardi, era già finita. Il foglio è pieno di strisce perché l’inchiostro non voleva saperne di esaudire i miei desideri.
Grazie a questo sistema, noi, come individui, non abbiamo praticamente alcuna influenza sull’impatto ambientale quotidiano delle nostre aziende. Ma possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo. Più persone prestano attenzione al loro consumo di legno e di altre materie prime, più è probabile che questo pensiero prenda piede collettivamente.
Sì, credo davvero nella teoria del caos e che, come editore, nel mio piccolo ho il potere di cambiare segretamente il mondo. Una sola fiamma può essere sufficiente per innescare un incendio. Più esprimiamo la nostra opinione sull’ambiente che ci circonda, maggiori saranno le possibilità che la nostra idea sia ben accolta e diffusa.
Ma, per ora, non credo che un ufficio senza carta abbia molto senso. Naturalmente, se usata in modo corretto e sostenibile, la carta serve. Nel posto giusto e al momento giusto, può anche essere carta a cinque strati.
Mi auguro che queste linee di bilancio diano adito a una riflessione. E che l'azienda possa ancora ripensarci e darmi una bella cassettiera per la mia scrivania.
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