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NEW YORK - In una riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, il Gruppo "Cinque più Uno" (USA, GB, Francia, Russia, Francia e Cina più la Germania) ha dato il nullaosta ad una bozza di risoluzione sulle sanzioni all'Iran che espande l'embargo delle armi.
La bozza, lunga dieci pagine, prende mira anche le banche sospette e le transazioni finanziarie e assicurative di Teheran, e vieta all'Iran di investire all'estero in "settori sensibili".
La bozza di risoluzione per le sanzioni all'Iran - fatta circolare oggi in Consiglio di Sicurezza dopo un accordo raggiunto nel gruppo "Cinque più Uno" - fa appello alla "vigilanza" globale sui Guardiani della Rivoluzione e su tutte le transazioni bancarie iraniane comprese quelle della Banca Centrale.
Nella bozza di risoluzione sono contemplate ispezioni ai cargo iraniani sospetti nei porti e in mare aperto. L'embargo delle armi riguarda la vendita di otto nuovi tipi di armi all'Iran.
Secondo fonti del Palazzo di Vetro è improbabile che venga approvata in maggio, mese di presidenza di turno libanese del Consiglio.
La nuova intesa è un po' un colpo di scena all'indomani dell'intesa firmata ieri da Teheran con Brasile e Turchia sul trasferimento di uranio in cambio di combustibile nucleare a fini medici. Ma Mosca e Pechino, che finora avevano offerto resistenze allo sforzo guidato dagli Stati Uniti di imporre nuove sanzioni all'Iran, hanno però tolto le loro riserve.
La segretaria di Stato americana Hillary Clinton ha riconosciuto gli "sforzi sinceri" di Turchia e Brasile, ma ha anche evocato i "molti interrogativi irrisolti" che l'intesa sull'uranio ha posto alla comunità internazionale: "Non riteniamo che sia stato per caso che l'Iran abbia accettato mentre ci preparavamo ad andare avanti a New York", ha detto la Clinton. Secondo la segretaria di Stato americana la bozza rappresenta "la risposta più convincente che potevamo dare agli sforzi intrapresi negli ultimi giorni a Teheran".
SDA-ATS