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Il cardinale australiano George Pell è stato riconosciuto colpevole in patria di cinque capi d'imputazione nell'ambito del processo per abusi sessuali su minori commessi negli anni '90. Si tratta del giudizio emesso dopo quattro settimane di dibattimento l'11 dicembre scorso e reso noto martedì. Un primo processo si era chiuso senza che la giuria riuscisse a raggiungere l'unanimità sul verdetto. Il prelato 77enne, che si è sempre dichiarato innocente, rischia decine d'anni di carcere, la sentenza sarà annunciata tra qualche giorno.
I reati furono commessi nella sacrestia della cattedrale di St. Patrick a Melbourne su due ragazzi del coro, all'epoca di rispettivamente 12 e 13 anni. L'annuncio della sentenza è stato ritardato per proteggere i giurati chiamati a pronunciarsi su altri fatti imputati al cardinale, ma dopo che la procura ha abbandonato il caso, l'embargo imposto ai media è stato levato.
Negli anni 70 e 80 Pell ha svolto attività di parroco nelle zone rurali in Australia, nel 1996 è diventato arcivescovo prima di Melbourne poi di Sidney, nel 2014 è stato nominato tesoriere del Vaticano e consigliere di papa Francesco.
ff/pon/Reuters