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Fine della banca La FINMA valuta azioni contro i vertici di Credit Suisse
L'autorità di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) sta valutando in che misura il vertice del Credit Suisse possa essere chiamato a rispondere delle proprie azioni. «Non siamo un'autorità penale, ma stiamo esaminando la situazione», ha detto la presidente Amstad.
L'eventuale avvio di un nuovo procedimento è ancora aperto. Dopo l'acquisizione da parte di UBS, l'attenzione si concentrerà sulla fase di transizione – l'integrazione del CS all'interno di UBS – e sulla stabilità finanziaria, ha dichiarato la presidente del consiglio di amministrazione della Finma Marlene Amstad in un'intervista al domenicale zurighese «NZZ am Sonntag».
Tuttavia, i requisiti di capitale e liquidità per il nuovo colosso bancario UBS aumenteranno progressivamente. «Non possiamo pretendere che ciò avvenga già questo lunedì, sono necessari alcuni periodi di transizione. Ma le esigenze aumenteranno».
La FINMA accoglie con favore anche la discussione sui nuovi strumenti di intervento. «Il primo riguarda le sanzioni pecuniarie, applicate dalla maggior parte delle autorità di vigilanza. Il secondo è il cosiddetto regime dei senior manager, che riguarda la definizione delle responsabilità», ha detto la presidente della Finma.
Secondo Amstand, all'interno del CS c'è stato un problema culturale che si è tramutato in una mancanza di responsabilità. «Spesso non si era capito chi fosse responsabile di cosa».
Tuttavia, in molti casi, ha detto Amstad, la sua autorità è comunque in grado di prendere misure drastiche. In passato la Finma è già intervenuta in modo cruciale in casi di violazione delle disposizioni legali in materia di vigilanza. «Negli ultimi anni sono stati condotti sei procedimenti in materia di enforcement contro il CS. Ma, proprio quando prendiamo provvedimenti così drastici, di solito, questi non vengono resi pubblici», ha sottolineato Amstad.
ats