Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/93268

<h2>SubmittedText<h2><p>In considerazione del fatto che la tutela della salute dei richiedenti l'asilo e di chi lavora in questo settore è stata messa in dubbio, sorgono diverse domande da porre al Consiglio federale:</p><p>1. È a conoscenza dei casi di tubercolosi manifestatisi tra i richiedenti l'asilo e il personale dei centri di transito del cantone di Zurigo? Vi sono altri centri di transito in cui richiedenti l'asilo e/o impiegati sono stati colpiti dalla tubercolosi nel 2008? Se sì, quanti sono?</p><p>2. Vi sono altre malattie infettive manifestatesi nei centri di transito? Se sì, quali e quanti casi si sono verificati?</p><p>3. È stato registrato un aumento dei casi di tubercolosi dopo che si è rinunciato a sottoporre i richiedenti l'asilo a un esame ai raggi X al loro arrivo?</p><p>4. Che tipo di assistenza medica viene offerta attualmente ai richiedenti l'asilo al loro arrivo in Svizzera?</p><p>5. Come dovrebbe essere organizzata l'assistenza medica nei centri di transito? Corrisponde al vero che il personale dei centri non deve disporre di conoscenze mediche? Se sì, perché? Se no, di che tipo di conoscenze deve disporre?</p><p>6. Come è organizzata l'informazione (chi è informato, come e quando) nel caso d'insorgenza di tubercolosi o di malattie infettive in un centro di transito (ospiti del centro, impiegati, popolazione)?</p><p>7. Come dovrebbe essere organizzata l'assistenza medica negli alloggi d'emergenza per i richiedenti l'asilo la cui domanda è stata respinta? Sono state previste misure di prevenzione contro la diffusione delle malattie infettive? Vi sono persone ammalate di tubercolosi tra quelle che hanno ottenuto aiuti urgenti nel 2008? Se sì, quante sono?</p><p>8. Vi erano persone colpite da tubercolosi o da altre malattie infettive tra quelle sottoposte nel 2008 alle misure coercitive previste dal diritto degli stranieri o dal diritto all'asilo (carcerazione in vista del rinvio coatto, carcerazione cautelativa, area di transito di un aeroporto, ecc.)?</p><p>9. Il Consiglio federale come pensa di contrastare la diffusione della tubercolosi e di altre malattie infettive, al fine di garantire la tutela della salute dei richiedenti l'asilo e della popolazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La tubercolosi può essere trasmessa tramite l'aria da una persona che tossisce a un'altra persona. Tuttavia è necessario un contatto molto stretto, come è tipico, per esempio, in ambito familiare. Soltanto il 10 per cento delle persone infette si ammalano effettivamente di tubercolosi. In genere la malattia è facilmente curabile. In certi casi può tuttavia avere esito letale, soprattutto tra le persone immunodepresse.</p><p>Dato che un terzo della popolazione mondiale ne è infetta, la tubercolosi si manifesta anche tra i richiedenti l'asilo. Dei 500 casi di tubercolosi dichiarati annualmente in Svizzera, di cui una ventina con esito letale, due terzi interessano la popolazione migrante. Nonostante l'immigrazione, i casi registrati tra la popolazione indigena non sono aumentati in alcun Paese sviluppato. Al contrario, in Svizzera sono in diminuzione da diversi decenni.</p><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza di questi casi. Il sistema di dichiarazione delle malattie infettive registra dal 1991 i casi di tubercolosi tra i richiedenti l'asilo e i rifugiati e i loro cantoni di residenza. In totale, negli anni 2006, 2007 e 2008 sono stati registrati a livello nazionale rispettivamente 72, 74 e 102 casi tra queste categorie di persone, il che corrisponde al 14, 16 e 19 per cento di tutti i casi di tubercolosi in Svizzera. Il cantone di Zurigo è interessato dal problema proporzionalmente alla dimensione della sua popolazione. Non sono disponibili dati nazionali sull'esatta situazione abitativa, e le informazioni sui casi di malattia tra il personale dei centri di registrazione e di transito non sono recensite sistematicamente.</p><p>2. La tubercolosi è l'unica malattia infettiva soggetta all'obbligo di dichiarazione per la quale è fatta una distinzione tra richiedenti l'asilo e altri stranieri. La visita profilattica è effettuata ancora in modo sistematico soltanto per la tubercolosi ed è valutata sulla base dei dati rilevati.</p><p>3. Dall'entrata in vigore delle modifiche dei provvedimenti del Servizio sanitario di confine nel 2006, a livello nazionale non è stato registrato un aumento dei casi di tubercolosi. Negli anni dal 2003 al 2005 sono stati segnalati in totale 1804 malati, mentre nel periodo 2006 a 2008 solo 1523.</p><p>4. Il personale di cura interroga ogni richiedente l'asilo domande sulla tubercolosi, valuta il suo stato di salute generale e se necessario lo affida a un medico. Nel corso della permanenza nei centri di registrazione e di procedura della Confederazione, è sempre garantito l'accesso al sistema sanitario.</p><p>5. La grande maggioranza dei richiedenti l'asilo è in buona salute; i centri di transito non sono quindi istituti medici. Spetta ai cantoni organizzare l'esercizio dei centri di transito e l'accesso al sistema sanitario in modo da garantire ai richiedenti l'asilo un'assistenza adeguata in caso di malattia, per esempio mediante il personale di cura specializzato. In base alle informazioni a disposizione del Consiglio federale, i richiedenti l'asilo ricevono la necessaria assistenza medica.</p><p>6. Se un richiedente l'asilo si ammala, il personale di assistenza lo affida al medico incaricato dell'istituto. Se il medico diagnostica una tubercolosi è avviato un trattamento a base di antibiotici e se necessario il malato viene isolato per evitare ulteriori contagi. Al contempo il medico del centro deve notificare il caso di tubercolosi al medico cantonale, che deciderà quali ulteriori provvedimenti adottare, inclusa l'informazione delle persone di contatto. Nel caso di altre malattie infettive, le misure prese dipenderanno dalle specificità della patologia (vie di contagio, possibilità di prevenzione, ecc.).</p><p>7. Il disciplinamento dell'esercizio delle strutture cantonali di soccorso d'emergenza compete ai cantoni. L'assistenza medica necessaria deve essere garantita. Essa è coperta dalla somma forfettaria per il soccorso d'emergenza versata dalla Confederazione e comprende le misure di base per contrastare la diffusione di malattie infettive, ma non le vaccinazioni secondo il piano svizzero di vaccinazione. La Confederazione non dispone di cifre sui malati di tubercolosi che fanno ricorso al soccorso d'emergenza. Nei limiti del possibile questi malati vengono però curati in Svizzera fino alla guarigione.</p><p>8. La Confederazione non dispone di dati relativi alle malattie infettive in relazione alle misure coercitive.</p><p>9. Nel caso della tubercolosi, il rischio di contagio reciproco tra richiedenti l'asilo è ridotto mediante una diagnosi rapida e il trattamento. Per quanto riguarda altre malattie infettive, tale rischio può pure essere ridotto facendo ricorso alla vaccinazione volontaria. In tal modo i pericoli per la popolazione in generale sono ridotti al minimo. Il Consiglio federale ritiene non vi sia la necessità di un ulteriore intervento.</p>  Risposta del Consiglio federale.