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I settori economici più colpiti dalla pandemia di Covid-19 hanno ufficialmente lanciato un’iniziativa popolare, preannunciata esattamente un anno prima, per regolare la questione della compensazione finanziaria in caso di interruzione delle attività a causa di epidemie. Sono sostenuti da tutti i principali partiti, fatta eccezione dei Verdi liberali (Pvl).
La Legge sulle epidemie permette di prendere misure restrittive per proteggere la salute della popolazione, ma durante la crisi del Covid-19 «non c’era un concetto globale su come compensare le persone colpite», dice il presidente della Federazione dell’albergheria e della ristorazione svizzera (GastroSuisse) Casimir Platzer, puntando il dito contro un mosaico di provvedimenti federali e cantonali.
Di conseguenza, le persone colpite sono state compensate in modo insufficiente e troppo lentamente. A queste carenze bisogna porre rimedio, sostiene Platzer. GastroSuisse, insieme a numerose associazioni di commercianti, organizzatori di eventi e attori culturali, ha quindi lanciato l‘iniziativa ’Per indennità regolamentate in caso di epidemia (Iniziativa sulle indennità)’, da ieri pubblicata sul Foglio federale.
Tra le altre cose, l’iniziativa esige che sia pagato un risarcimento a chiunque sia significativamente danneggiato economicamente da una misura ufficiale temporanea a causa di un’epidemia. Di conseguenza, i costi correnti non coperti e la perdita di guadagno devono essere compensati. Secondo il testo dell’iniziativa, l’indennizzo deve essere pagato dall’autorità che ha stabilito le misure restrittive. Il diritto al risarcimento è sussidiario ad altri diritti legali o contrattuali.
Gli iniziativisti hanno dunque tempo fino al 29 settembre per raccogliere le 100’000 firme necessarie per il successo della loro proposta di modifica costituzionale.