Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/11157

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Nel 1990, l'autore della mozione ha presentato un intervento di analogo contenuto, il quale è stato approvato dal Parlamento nel 1991 ed è attualmente ancora pendente. Contrariamente alla proposta del Consiglio federale, le Camere hanno accolto tale intervento in forma di mozione. Infatti, pur riconoscendo che la richiesta dell'onorevole Kühne avrebbe dovuto rivestire la forma del postulato, l'Assemblea federale ha ritenuto opportune ricorrere a quella della mozione per far pressione sull'Esecutivo. Sollecitato dalla mozione summenzionata, il Consiglio federale ha presentato, nel messaggio sulla LOGA del 1993, un progetto di riforma del Governo articolato in due fasi: nella prima non erano previste modifiche costituzionali, mentre nella seconda si sarebbe fra l'altro dovuto discutere circa l'aumento del numero dei consiglieri federali. Il 6 ottobre 1995, adottando la legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione, le Camere hanno materialmente approvato siffatta procedura. In linea di massima, la reiezione della LOGA nella votazione popolare del 9 giugno 1996 non rimette in discussione la riforma in due fasi. Il Consiglio federale lo ribadirà nel suo nuovo messaggio concernente la seconda versione della LOGA.</p><p></p><p>Esso è quindi pienamente consapevole del fatto che occorrerà ancora discutere in merito al numero dei suoi membri. Dispone già di tre possibili modelli di governo, scelti fra quelli elaborati dal GLSDC: aumento del numero dei consiglieri federali, scissione dell'Esecutivo in due organi, istituzione di un Governo collegiale con un presidente della Confederazione a tempo pieno (Consiglio federale di otto membri). Tuttavia, ritiene per il momento prematuro approfondire il dibattito. Inoltre, non sussiste attualmente alcun consenso politico a favore di uno dei tre modelli. Qualora invece l'intervento fosse accolto in forma di mozione, il Consiglio federale - per applicare correttamente questo strumento, a differenza di quanto è stato fatto nel 1991 - sarebbe tenuto a presentare immediatamente al Parlamento una proposta di revisione costituzionale concernente il numero dei membri dell'Esecutivo (9 o 11 membri). Procedendo in tal modo, si adotterebbe una decisione (quella relativa al modello di governo) originariamente prevista per la seconda fase, senza fra l'altro aver sottoposto la questione alla (indispensabile) procedura di consultazione. Nelle discussioni sin qui intavolate, il Consiglio federale ha sempre affermato - e continua ad affermare, anche dopo la votazione dello scorso mese di giugno - che sarebbe a suo avviso prematuro prendere decisioni definitive già nel corso della prima fase, la cui attuazione è stata ora ritardata dall'esito negativo della votazione sopraccitata. Occorre che il Governo e l'Assemblea federale si riservino un margine di manovra sufficientemente ampio per poter scegliere nella seconda fase la soluzione più idonea alle circostanze del momento.</p><p></p><p>Si rinvia inoltre alla risposta fornita in data odierna dal Consiglio federale alla mozione Grendelmeier (96.3269).</p></text>