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La camera alta francese ha ratificato giovedì gli accordi bilaterali tra Svizzera e UE. Il prossimo 20 novembre, il dossier sarà sottoposto all'Assemblea nazionale. La Francia si avvia quindi ad essere il 13esimo paese ad accettare i trattati.
E sono (quasi) tredici...
Non ancora, almeno per il momento. La procedura di ratifica e di notifica a Bruxelles è conclusa in nove paesi (Austria, Danimarca, Finlandia, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna e Svezia). Tre altri Stati (Germania, Grecia e Olanda) hanno ratificato gli accordi ma devono ancora comunicarlo ufficialmente agli organi comunitari.
Giovedì è iniziata la procedura in Francia, dove la prima camera chiamata ad esprimersi, il Senato, ha accettato l'oggetto con 319 voti contro 2. La seconda, l'Assemblea nazionale, voterà il prossimo 20 novembre.
La ratifica in Francia era prevista già per il mese di giugno ma delle necessità di chiarimenti a proposito della copertura assicurativa dei frontalieri avevano imposto un rinvio.
Solo un accordo necessita di ratifica nazionale
In realtà, gli Stati dell'UE si esprimono soltanto su uno dei sette accordi, quello che prevede la libera circolazione delle persone. "Si tratta dell'unico tema che prevede la cosiddetta competenza mista tra Bruxelles e gli Stati dell'unione" sottolinea José Bessard, capo dell'informazione presso l'ufficio federale dell'integrazione.
"Ciò non significa tuttavia che gli altri trattati possano già essere applicati", precisa José Bessard. "Una clausola condiziona l'entrata in vigore dell'intero pacchetto all'accettazione dei sette accordi da parte di tutte le parti in causa". Soltanto quando anche Francia, Irlanda e Belgio avranno concluso le loro procedure di ratifica, i bilaterali potranno quindi divenire operativi.
La situazione in Irlanda e Belgio
Mentre oltre Manica, sponda irlandese, la questione non sembra accendere particolari entusiasmi, tanto che la procedura di ratifica non è ancora stata abbordata dagli organi dello Stato, in Belgio i primi passi sono già stati compiuti.
Sul piano federale, non ci sono problemi: il Parlamento ed il Senato belgi hanno già approvato l'oggetto. "Il Belgio è tuttavia un caso speciale: oltre agli organi legislativi nazionali, trattati come questo devono essere votati anche da 5 parlamenti regionali" ci dice José Bessard. Due l'hanno già fatto, i tre rimanenti no.
L'immagine svizzera in Belgio è però stata perlomeno danneggiata dal mancato rispetto degli obblighi contrattuali che obbligavano Swissair a versare 200 milioni di franchi per la ricapitalizzazione di Sabena. Il deplorevole episodio avrà delle conseguenze, magari anche a livello di mancata approvazione dei bilaterali da parte di uno dei parlamenti regionali? "Restiamo prudenti e osserviamo la situazione, anche se non constatiamo nessun segnale negativo, semmai abbiamo ottenuto delle assicurazioni da parte di un ministro belga che ha tenuto a sottolineare l'assenza di legami tra i due temi" assicura José Bessard.
Un'impressione confermata anche da diplomatici svizzeri a Bruxelles, secondo i quali l'opinione pubblica belga non sta confondendo la Svizzera con Swissair.
Entrata in vigore il 1. gennaio 2002?
Difficile, ma non impossibile. Per raggiungere l'obiettivo, bisognerebbe che tutti gli Stati ratificassero gli accordi entro la metà di novembre. In caso contrario l'applicazione effettiva slitterebbe nuovamente.
In effetti, non sarebbe la prima volta. Inizialmente si sperava di partire già il 1. gennaio 2001, in seguito la scadenza era slittata al 1. luglio 2001. Ora si spera nell'inizio del 2002.
Secondo José Bessard, "la situazione è comunque normale ed è dovuta alle procedure interne dei diversi paesi. Perché un oggetto venga ratificato da tutti i membri dell'UE ci vogliono solitamente da 2 a 3 anni". Considerando come gli accordi furono conclusi nel giugno del 1999, il calcolo, nella peggiore delle ipotesi, è dunque presto fatto.
Il primo pacchetto dei bilaterali
I primi accordi bilaterali con l'UE (primi, visto che è in corso la fase preparatoria in vista di una seconda ondata di negoziati) sono stati conclusi il 21 giugno 1999. I sette trattati riguardano il trasporto aereo, quello terrestre, i mercati pubblici, l'agricoltura, la ricerca scientifica, l'eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio e la libera circolazione delle persone.
Il 21 maggio 2000 il popolo svizzero, in votazione popolare, aveva espresso in modo sorprendentemente chiaro il proprio sostegno ai bilaterali: ben il 67 % della popolazione si schierò per il sì.
Marzio Pescia
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