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In oltre 20 anni di coaching, mi sono spesso imbattuta nella questione dell’allievo che rifiuta di allenarsi e vuole abbandonare la scherma.
È sempre stato molto difficile per me separarmi dai ragazzi, e penso che l'allenatore e i genitori dovrebbero cercare, in questi casi, di lasciare il figlio nel club.
Ci sono molte ragioni per cui un bambino non vuole più allenarsi:
1. Il motivo più comune è la mancanza di risultati tangibili nella scherma competitiva. L'atleta prova, impiega tempo e fatica, sacrifica gli incontri con gli amici, rinuncia a tante cose, non perde mai gli allenamenti, eppure non conquista vittorie e medaglie. In questo caso, molto rapidamente la motivazione e l'interesse scompaiono.
Tuttavia, molti atleti di livello mondiale non hanno ottenuto risultati elevati da cadetti e da juniores, il che non ha impedito loro di vincere in seguito le fasi di Coppa del mondo, i Grand Prix, i Campionati del Mondo o di Europa.
Succede anche l’opposto. Da cadetti e juniores vincono medaglie, poi nell’età adulta perdono e spariscono.
È necessario in questi frangenti comprendere e accettare una verità piuttosto semplice: ognuno ha il proprio tempo.
Se ti piace la scherma, è bene avere resistenza e perseveranza, andare dritti all'obiettivo, non importa quale. Ovviamente si vorrà ottenere tutto subito, ma ci sono esempi che vale la pena considerare. Ad esempio, Nikolai Novoselov, un atleta estone, due volte campione del mondo, vincitore del campionato europeo di scherma maschile nella spada. Da giovane non vantava risultati eclatanti nelle gare internazionali, non era considerato un miglior schermidore da piccolo, ma la sua tenace dedizione alla scherma, la sua diligenza e perseveranza hanno poi portato grandi risultati, il che dimostra che gli sforzi non sono stati vani.
D'altra parte, anche senza medaglie, gli sforzi e i sacrifici degli atleti non sono mai vani. La scherma è una scuola di vita, di nuove conoscenze, di capacità comunicativa. E’ allo stesso tempo forma fisica e sport, entrambi necessari per gli adolescenti di oggi, che trascorrono molto tempo su Internet. E’ educazione all'indipendenza, alla capacità di prendere decisioni e a molte altre competenze importanti.
2. Un altro motivo comune per cui gli adolescenti lasciano lo sport è la scuola. La grande mole di lavoro, i compiti a casa, le attività scolastiche, lo scarso rendimento, gli esami: non c'è mai tempo per tutto. Ed è allora che molti adolescenti, ma ancor più i loro genitori, credono sia giunto il momento di scegliere: o lo sport o la scuola. Tuttavia, il bambino non è fisicamente in grado di studiare 24 ore al giorno, e neanche 12 ore al giorno, anzi ha bisogno di riposo mentale, magari anche attraverso un altro tipo di occupazione.
Per questo, è ideale l'attività motoria, poiché aiuta ad alleviare la tensione, distraendosi. Pertanto, è importante non interrompere l'allenamento in una società sportiva.
Se l’impegno scolastico è notevole, ha senso magari rivedere il piano di allenamento, la durata, il carico, ma non bisogna mai interrompere completamente le lezioni di scherma per bambini e giovani.
Lo sport non può interferire con lo studio. E’ dimostrato. A interferire sono la disorganizzazione e l'incapacità di stabilire le priorità. Molti dei miei allievi schermitori di successo si sono diplomati al liceo con merito e sono poi andati all’università. Lo sport non è mai stato un ostacolo, ma anzi un aiuto.
3. I bambini crescono, cambiano, si innamorano. Vanno a scuola, ad allenamento e a casa. Non c'è tempo per l'amore. Qualcosa deve essere sacrificato. Scuola e casa non si possono sacrificare, quindi tendono a sacrificare lo sport, soprattutto se in quell’ambito le cose procedono con difficoltà.
Insomma, l'amore è anche un motivo piuttosto comune di abbandono dello sport.
Io consiglio di ricordare al ragazzo o ragazza con cui si ha una relazione, che ha scelto una persona per quello che è, quindi insieme ai suoi interessi. Che è attraente proprio e anche in virtù dei suoi hobby e dei suoi interessi personali. È anche una questione di rispetto verso la persona scelta. Senza contare che i due ragazzi avranno sempre qualcosa di cui parlare, qualcosa di cui discutere. Pertanto, non dobbiamo pensare di abbandonare lo sport, ma a come trovare il tempo per continuare a fare attività fisica.
Il modo migliore per unire l'utile al dilettevole è portare il proprio partner all’allenamento, per catturarlo con ciò che per te è di grande importanza. E se poi si interessasse alla scherma? Si potrebbe trascorrere più tempo insieme, andare insieme alle competizioni e ai camp sportivi.
4. Non voglio fare niente! Sono stanco! Sono stufo di tutto! Non voglio andare all’allenamento!
Di tanto in tanto, i genitori ascoltano dai loro figli queste esclamazioni.
Niente panico. A tutti capita di essere stanchi, non solo ai bambini. A ciascuno di noi capita di essere stufi di qualcosa e di non volerlo fare.
Ma questo non è un motivo per abbandonare immediatamente uno sport, se mai è un motivo per fermarsi, riposarsi, e concedersi il tempo di valutare i pro e i contro di un eventuale abbandono.
È importante non prendere decisioni affrettate, di cui ci si pentirà in seguito. Ricorda che puoi tornare a praticare il tuo sport, e non sarà una cosa semplice, perché dovrai raggiungere i tuoi avversari, che nel frattempo si saranno allenati e saranno migliorati, mentre tu cercavi di capire te stesso.
Il riposo, le nuove esperienze… meglio lasciare che il ragazzo si prenda il suo tempo per pensare, senza insistere.
Dopo un paio di settimane, magari si potrà tornare a parlare di allenamento. Non rinviate però questo discorso: più a lungo il ragazzino non fa nulla, più sarà difficile per lui sentirsi di nuovo coinvolto.
Una volta più sereno e calmo, probabilmente vorrà riprendere le lezioni. Ma se davvero non sarà più interessato e non vorrà assolutamente andare in palestra, potrebbe valere la pena lasciarlo in pace.
Il nostro compito è trasmettere ai ragazzi la conoscenza e l'esperienza che abbiamo acquisito, e il compito dei ragazzi è proprio fare le loro scelte.