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La Commissione europea ha presentato oggi, mercoledì, un piano per ben 210 miliardi di euro che prevede un'accelerazione del ricorso alle fonti rinnovabili, e al risparmio energetico, al fine di affrancarsi il prima possibile dalle importazioni di gas russo.
"Dobbiamo ridurre al più presto la nostra dipendenza energetica dalla Russia. Possiamo farlo", ha dichiarato oggi a Bruxelles la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. La recente interruzione da parte di Mosca delle forniture di gas a Polonia e Bulgaria ha evidenziato la necessità di agire per rendere sicuri gli approvvigionamenti dell'UE. Si stima che nel 2019 provenisse dalla Russia il 25% dell'energia consumata in Europa.
Al tempo stesso la riduzione delle importazioni di energia fossile è cruciale anche per raggiungere gli obiettivi dell'UE in campo climatico, ossia una diminuzione del 55% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 e la neutralità carbonica ("emissioni zero") nel 2050.
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La Commissione prevede quindi di innalzare entro il 2020 dal 40% al 45% l'obiettivo di una quota di fonti rinnovabili nel mix energetico. A questo proposito conta su un raddoppio delle installazioni fotovoltaiche entro il 2025 e su una riduzione dei vincoli amministrativi per accelerare l'implementazione di progetti nel campo dell'energia solare ed eolica. Concretamente, ha dichiarato von der Leyen, "proponiamo di imporre i 'tetti solari' per gli edifici commerciali e pubblici entro il 2025, ed entro il 2029 per i nuovi immobili residenziali".
Il risparmio energetico, tuttavia, "è il mezzo più rapido ed economico per rispondere all'attuale crisi energetica e ridurre le bollette", sottolinea nelle sue considerazioni la Commissione UE.
Il piano in questione, inoltre, stabilisce un obiettivo pari a 10 milioni di tonnellate di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili, entro il 2030, oltre a importazioni per altri 10 milioni di tonnellate, al fine di sostituire gli idrocarburi in alcuni settori dell'industria e dei trasporti.
Bruxelles, tuttavia, riconosce che l'UE non potrà fare a meno rapidamente di petrolio e gas. Ha quindi già iniziato a diversificare i suoi fornitori, rivolgendosi in particolare a Stati Uniti, Algeria e Medio Oriente. La Commissione prevede inoltre un meccanismo di acquisto congiunto per negoziare prezzi migliori.