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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è pronunciato a più riprese in merito al valore e alla portata della neutrali-tà e sulla compatibilità della stessa con l'adesione all'ONU. Lo ha segnatamente fatto nel rappor-to sulla neutralità del 1993, nel messaggio del 2000 concernente l'iniziativa popolare per l'adesione all'ONU e nelle risposte a diversi interventi parlamentari. La Svizzera resterà neutrale anche quale membro dell'ONU. Come già annunciato, nella domanda di adesione della Svizzera - che sarà presentata al Segretario generale delle Nazioni Unite all'inizio dell'estate - si dichiara espressamente che il nostro Paese rimarrà neutrale. Il mantenimento della neutralità sarà ribadito nella prima dichiarazione che il presidente della Confederazione farà il prossimo mese di settem-bre dinanzi all'Assemblea generale dell'ONU.</p><p></p><p>1.Il Dipartimento federale degli affari esteri e il Consiglio federale non hanno mai affermato che in seno all'ONU la Svizzera dovrà conformarsi ai pareri dell'UE.</p><p></p><p>2 e 3.Il Consiglio federale resta fedele alla neutralità. Sul piano internazionale, quest'ultima sa-rà anzi rafforzata se potrà anche formalmente, nel quadro dell'ONU, essere messa al ser-vizio della pace e della giustizia, in particolare nell'ambito dei buoni uffici (cfr. n. 4). L'adesione all'ONU e una presenza attiva e credibile del nostro Paese in seno a tale orga-nizzazione costituiscono quindi un mezzo atto a rafforzare la posizione internazionale del-la Svizzera e contribuiscono ad assicurare il rispetto della sua neutralità.</p><p></p><p>4.L'adesione all'ONU rafforza la posizione internazionale della Svizzera. I diritti derivanti dall'appartenenza alle Nazioni Unite consentono al nostro Paese di promuovere e tutelare più efficacemente i suoi interessi. Gli permettono inoltre di impegnarsi in modo più visibi-le quale Paese neutrale. Tali diritti fanno della Svizzera un interlocutore più interessante e meglio ascoltato, nella misura in cui essa può esprimersi liberamente e sostenere - quando corrispondono ai suoi interessi - le proposte di altri Stati. Dalla votazione popolare del 3 marzo 2002, diversi Paesi hanno espresso il desiderio di rafforzare la loro cooperazione con la Svizzera in seno alle Nazioni Unite.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha fissato le priorità per il primo anno di partecipazione della Svizze-ra - quale Stato membro - all'Assemblea generale dell'ONU. Tali priorità sono state co-municate alle Commissioni della politica estera del Parlamento, che avranno pertanto la possibilità di discuterne durante l'estate. Tra le priorità sopraccitate figurano segnatamen-te l'azione umanitaria, la promozione della pace e la stabilizzazione post-conflittuale.</p><p></p><p>Per quanto concerne più specificamente i buoni uffici, va ricordato che questi ultimi sono da lungo tempo parte integrante della politica estera del nostro Paese. Il Consiglio federale esamina regolarmente le possibilità di offrire efficacemente i nostri buoni uffici. La prassi degli ultimi anni mostra che i buoni uffici sono sempre più sovente prestati nell'ambito delle Nazioni Unite o proposti dall'ONU stessa. Il Consiglio federale è pertanto convinto che l'adesione all'ONU e un impegno credibile e visibile della Svizzera in seno alle Na-zioni Unite siano atout importanti per la nostra politica dei buoni uffici. Lo conferma la recente nomina, da parte del Segretario generale delle Nazioni Unite, di una svizzera, l'Ambasciatore Heidi Tagliavini, quale Rappresentante speciale dell'ONU per la Georgia. La scelta del Segretario generale è un segnale concreto del ruolo costruttivo che la Svizze-ra può svolgere in seno all'ONU e sulla scena internazionale. Nella sua nuova funzione, l'Ambasciatore Tagliavini dirigerà la Missione d'osservazione delle Nazioni Unite in Ge-orgia (MONUG). Composta di circa 350 persone, la Missione è principalmente incaricata di osservare il cessate il fuoco firmato nel 1994 dalle Parti al conflitto abcaso-georgiano e di aiutarle a trovare una soluzione politica completa a tale conflitto.</p><p></p><p>5.La politica estera della Svizzera è definita in modo indipendente e sovrano. Per essere ef-ficace, qualsiasi politica estera deve tuttavia tenere debitamente conto dell'atteggiamento di altri Paesi che condividono, in taluni settori, gli stessi interessi e le medesime preoccupazioni. In seno all'ONU si tratta anzitutto dei gruppi di Paesi cui la Svizzera appartiene, ossia il WEOG (Gruppo Europa occidentale e altri Stati) e il Gruppo consultivo JUSKANZ (Giappone, Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, Islanda e Corea del Sud), o di altri gruppi importanti quali l'UE e il gruppo dei Paesi in sviluppo (Gruppo dei 77).</p>  Risposta del Consiglio federale.