Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01088.jsonl.gz/730

A 21 anni ha già alle spalle due tentativi di omicidio e per questo dovrà passare 9 anni in carcere e poi espulsa verso il suo paese d'origine. Una condanna particolarmente pesante, nota il "Tages-Anzeiger" che riporta il processo della giovane, poiché la donna, di nazionalità kosovara, è nata e cresciuta in Svizzera.
I giudici avrebbero avuto la possibilità di rinunciare all'espulsione in considerazione della particolare situazione. Perché oltre ad essere nata in Svizzera, la giovane donna non aveva mai vissuto in un altro paese. In questo caso, tuttavia, hanno ritenuto che gli interessi della Svizzera fossero più importanti di quelli della 21enne. Hanno sottolineato l'altissimo rischio di recidiva dell'imputata.
L'udienza si è svolta a porte chiuse, poiché la giovane era ancora minorenne al momento del primo reato commesso. Tuttavia, in un comunicato stampa, il tribunale di Zurigo ha descritto brevemente la biografia della giovane, nata nel 1999 e cresciuta in un ambiente familiare "problematico e violento". I problemi psicologici sono stati individuati precocemente quando era ancora a scuola. La donna non si è mai diplomata e non ha portato a termine alcuna formazione. Ha commesso una serie di reati e si è trasferita da un istituto all'altro, sottoponendosi a trattamenti terapeutici. Secondo un'attuale valutazione psicologica, soffre di un grave disturbo d'identità dissociativo. Gli esperti hanno anche rilevato sospetti di schizofrenia.
Il primo tentato omicidio per il quale è stata condannata risale al marzo 2017. Aveva 17 anni ed era in cure presso la Clinica Psichiatrica Universitaria di Basilea. Un giorno aveva tentato di strangolare una paziente di 12 anni con una sciarpa. Il personale è stato in grado di intervenire in tempo e di salvare la vita della ragazza. Il secondo episodio è avvenuto nel gennaio 2018 quando aveva aggredito un paziente del centro psichiatrico di Rheinau, sempre nel canton Zurigo. Ha iniziato a strangolarlo con tutte le sue forze prima dell'intervento di un impiegato della struttura che è riuscito ad evitare il peggio. Visto il pericolo costante che la giovane kosovara rappresenta per chi le sta vicino, il giudice ha deciso che dopo aver scontato la pena detentiva la donna dovrà essere espulsa nel suo paese d'origine senza poter far ritorno in Svizzera per almeno 10 anni.