Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01025.jsonl.gz/1074

A depositarli è stato Ronald Keala Kua Maria, residente alle Hawaii, che si è definito “AKA Satoshi Nakamoto“.
In altri termini, in questi documenti Ronald Keala Kua Maria sostiene di essere il vero Satoshi Nakamoto.
Inoltre, sul sito satoshinakamoto.ws, dedicato proprio a Bitcoin Cash, si legge che l’autore sarebbe Satoshi Nakamoto, “pseudonimo di Ronald Keala Kua Maria”, nato nel 1971 e cittadino degli Stati Uniti d’America.
Curiosa l’affermazione che si legge sul sito: “Io, Ronald Keala Kua Maria, noto anche come Satoshi Nakamoto, inventore della tecnologia bitcoin e blockchain, dichiaro che i miei diritti d’autore includono un sistema di pagamento elettronico in contanti”.
Questa ultima affermazione suona molto strana, perché è molto distante dai principi della comunità cypherpunk all’interno della quale Satoshi è stato molto attivo mentre stava sviluppando Bitcoin, condividendo la sua invenzione dopo averla rilasciata.
Vista la celeberrima attenzione per la privacy di Satoshi, il sito satoshinakamoto.ws appare ridicolo.
Infine, il riferimento esplicito a Bitcoin Cash ha tutta l’aria di essere un banale tentativo di pubblicizzare come “vero Bitcoin” la nuova valuta creata con il fork del primo agosto 2017.
La storia di Ronald Keala Kua Maria è decisamente travagliata. Nel 2001 fu accusato insieme alla madre di un furto di container e di aver truffato dei residenti hawaiani per un totale di due milioni di dollari.
La truffa dei container addirittura iniziò nel lontano 1979, ma a quanto pare fu scoperta solamente nel 2001.
Kua Maria inoltre rivendica la proprietà di molti domini di siti Web relativi a BCH, come thesatoshinakamoto.com, bitcoincopyrights.com, bitcoincashcopyright.com, bchcopyright.com e altri.
Su questi siti, i visitatori però vengono reindirizzati all’URL del sito di Kua Maria, rkm.world, che offre dei “piani base gratuiti”.
Sul medesimo sito dichiara che “agli utenti del piano di reddito di base può essere richiesto di pagare il 2% di royalties su transazioni superiori a 800 dollari”. Qui il livello del ridicolo sfonda il limite massimo, visto che il vero Satoshi si presume possieda circa 1 milione di BTC, pari a circa 6 miliardi e mezzo di dollari.