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Niki Lauda è nato il 22 febbraio del 1949 a Vienna. La leggenda austriaca ci ha lasciati il 20 maggio 2019. Aveva 70 anni ed era ricoverato in una clinica Svizzera per un problema ai reni.
Niki Lauda è stato un grande campione del mondo dell’automobilismo, un uomo da ammirare per il suo coraggio ed intelligenza, che esibiva, magistralmente, nell’abitacolo. Dall’inferno delle fiamme del Nürburgring alla gloria eterna dei mondiali F1.
Lauda: “Mi sembra esagerato definirmi gelido, o come un computer. Sono solo un uomo preciso, controllato, che fa un mestiere preciso e pericoloso, un mestiere che non consente errori”.
Figlio di una F1 diversa da quella odierna, Niki è stato in grado di vincere 3 titoli mondiali con due team storici, come la Scuderia Ferrari e la McLaren. L’austriaco, sin da giovanissimo, desiderava con tutto il cuore arrivare a correre in Formula 1. Litigò con la sua famiglia, che lo voleva impiegato di banca, pur di coronare il suo sogno. Da pilota pagante a uomo più pagato del Circus, la vita di Lauda è una storia che merita di essere vissuta e interpretata attraverso le sue migliori massime.
Le frasi celebri di Niki Lauda
“Tutti quelli che hanno corso e che corrono in macchina hanno questa consapevolezza: quando si vince, il 30 per cento di merito va alla macchina, il 40 per cento al pilota, il restante 30 per cento alla fortuna”.
“Preferisco avere il mio piede destro piuttosto che un bel viso”.
“Avrei preferito di gran lunga correre in F1 adesso che ai miei tempi: mi sarei tenuto le orecchie e avrei guadagnato molto di più!”
“Correre in queste condizioni è troppo pericoloso. Ho paura”, in occasione del GP di Fuji 1976.
“In mezzo a quel diluvio ero in preda al panico, non vedevo nulla, avevo la sensazione che chiunque potesse tamponarmi. Ho trovato il coraggio di avere paura, la mia vita è più importante del mondiale”.
“Rispetto gli altri team di F1 la casa di Maranello sembrava la Nasa, con quella pista pazzesca controllata centimetro per centimetro dalla TV a circuito chiuso che consentiva a Enzo Ferrari (grazie a 10 telecamere fisse) di osservare, registrare e rivedere mille volte il comportamento di pilota e macchina in ogni metro della pista rimanendo comodamente seduto in poltrona”.
“Vedremo fra due anni dove sarà la Ferrari e dove sarà Niki Lauda”, dopo aver firmato il contratto con la Brabham.
“L’ambiguità appartiene alla Ferrari come il motore a dodici cilindri”.
“Non girerò più in tondo come un idiota”, durante il weekend di Montreal 1979.
“È solo il mio valore pubblicitario che corrisponde a quella cifra. Per correre chiedo solo un dollaro, tutto il resto è per il mio personaggio”, annunciò a Ron Dennis che gli obiettava di chiedere una cifra altissima per correre per il team McLaren.
“Quello che trascorri guidando a Spa è il tempo più ripagato nella vita di un pilota”.
“Una curva appartiene a chi vi accede per primo”.
“La cosa più importante per capire come va una macchina è il culo”.
“Dalla mia esperienza personale posso dire che vincere è importante ma dalle sconfitte ho sempre imparato di più per il futuro”.
“Non ho mai fatto programmi di vita, se non a breve. Le mie decisioni sono sempre state prese al momento. È un modo per sentirmi libero e ritagliarmi un grande spazio mentale. Mi fanno paura quelli che già sanno che cosa faranno il 22 settembre. Io sono per l’improvvisazione, per la massima flessibilità”.
“Pensando positivo e vivendo sempre fino in fondo tutte le esperienze, Clay Regazzoni mi ha insegnato ad amare la vita. Il gusto della vita l’ho imparato proprio da Clay, e dopo il mio incidente il suo insegnamento è stato ancora più prezioso. Perché se c’era un talento di Clay superiore agli altri questo era il suo pensare positivo”.
“Quando ce la fai sono tutti con te, quando perdi li hai tutti contro. In mezzo non c’è niente”.
“A parte il rigore dell’alimentazione e del sonno, non posso bere nessun alcolico, tranne quel poco di champagne che è d’obbligo dopo ogni vittoria”.
“Con queste Formula 1 potrebbero correre anche delle scimmie”.