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Le persone con domicilio permanente in Svizzera possono farsi rimborsare l’imposta sul valore aggiunto delle merci acquistate all’estero. Per un valore massimo della merce di 300 franchi al giorno e a persona non si presenta nessuna imposta sul valore aggiunto svizzera. Se la merce ha un valore superiore, è comunque possibile ottenere il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) del paese in cui si è acquistato, si è però tenuti a pagare l’IVA della Svizzera.
Due semplici esempi di calcolo mostrano che la richiesta di rimborso dell’IVA conviene sempre. Immaginiamo di acquistare un giubbotto da sci in Germania per una somma che, convertita, è pari a 300 franchi. L’imposta sul valore aggiunto tedesca ammonta al 19 per cento (57 CHF). Di questi 57 franchi è possibile ottenere il rimborso totale. Se si acquista un paio di sci per una somma convertita pari a 1000 franchi, è possibile vedersi rimborsare il 19 per cento del totale (190 CHF), si è però tenuti a pagare l’8 per cento di IVA svizzera (80 CHF). In totale si arriva comunque a un risparmio di 110 franchi.
La merce deve essere esportata nel giro di 30 giorni dall’acquisto. È necessario dichiarare il giubbotto e gli sci alla dogana svizzera e versare l’IVA svizzera sugli sci. Dopodiché si può richiedere il rimborso dell’IVA del 19 per cento nel negozio dove si è acquistato il materiale da sci.
Anche nel caso di altri paesi è conveniente chiedere il rimborso dell’IVA. L’Austria, la Gran Bretagna e l’Italia, ad esempio, hanno un’imposta sul valore aggiunto del 20 per cento, la Francia del 19,6 per cento. Fanno eccezione determinate categorie di merci, quali ad esempio generi alimentari e libri, per cui molti paesi offrono tassi di IVA ridotti.