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Condannato l'anno scorso al pagamento di una multa per aver prescritto un farmaco letale ad un paziente che lamentava dolori intollerabili, un medico neocastellano è stato assolto oggi dal Tribunale cantonale, al quale aveva inoltrato ricorso.
Prima di rivolgersi al proprio medico, il paziente di 89 anni aveva già tentato di suicidarsi di propria iniziativa. Al dottore, il pensionato aveva indicato di non avere l'intenzione di sottoporsi ad esami volti a chiarire la causa dei dolori che lo tormentavano.
Nel febbraio 2011, sospettando la presenza di un cancro verosimilmente incurabile, il medico ha consigliato al paziente di rivolgersi ad Exit. Gli ha inoltre prescritto la sostanza impiegata dall'associazione di assistenza al suicidio, con la quale il paziente si è tolto la vita l'indomani.
Nel luglio 2013, il medico era stato condannato ad una multa simbolica di 550 franchi per aver prescritto la sostanza al proprio paziente, senza aver verificato la gravità del suo stato di salute con esami appropriati. La sentenza aveva tenuto conto del fatto che il medico aveva agito per motivi onorevoli.
Nella sua decisione, il Tribunale cantonale neocastellano ritiene che l'anamnesi effettuata dal medico era sufficiente per valutare le condizioni del paziente. Il Ministero pubblico dispone di 30 giorni per presentare ricorso presso il Tribunale federale.