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La progressione delle misure di sostegno ai media temporaneamente rallentata
22.425 | Aiuto ai media. Sviluppare ciò che funziona[1]
L’iniziativa parlamentare della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale (CTT-CN) intendeva estendere le misure generali di promozione dei media già esistenti. Questo, mentre il popolo ha respinto il pacchetto di aiuti ai media il 13 febbraio 2022. Concretamente, le modifiche della legge sulla radiotelevisione (LRTV), che costituivano la seconda parte del pacchetto di misure a favore dei media, sarebbero dovute essere messe in vigore rapidamente. Si tratta, in particolare, di sostegno agli istituti di formazione e di perfezionamento, alle agenzie di stampa e agli organismi di autoregolazione, come pure agli investimenti informatici. Inoltre, la quota di canone a favore delle radio e televisioni private avrebbe dovuto essere aumentata. Su questo punto, il finanziamento deve essere assicurato dal canone obbligatorio per la radio e la televisione. Il Consiglio nazionale ha fatto fallire il progetto con 92 voti contro 87, grazie al rigetto unanime di UDC e PLR.
La camera alta sostiene un aumento del budget dell’esercito all’1% del PIL entro il 2030
22.3374 | Graduale aumento delle spese per l’esercito[2]
La mozione depositata al consigliere agli Stati UDC Werner Salzmann chiede che le spese per l’esercito siano aumentate ogni anno a partire dal 2023, per raggiungere l’1% del PIL entro al più tardi il 2030. Mentre che una minoranza rossoverde proponeva di respingere la mozione, il Consiglio degli Stati l’ha infine adottata con 32 voti contro11. La camera alta ha così reagito rapidamente alla guerra in Ucraina, pronunciandosi a favore di un rafforzamento della difesa nazionale svizzera. Una mozione dello stesso tenore era già stata adottata dal Consiglio nazionale (22.3367 | Graduale aumento delle spese per l’esercito)[3].
[1] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20220425
[2] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20223374
[3] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20223367
Solo l’UDC sostiene una diminuzione delle tasse sulla benzina e sul Diesel – gli altri partiti lasciano il ceto medio a bocca asciutta
22.3243 | Misure di sgravio a favore della popolazione e dell’economia[1]
22.3244 | Misure di sgravio a favore della popolazione e dell’economia[2]
22.3249 | Misure di sgravio a favore della popolazione e dell’economia[3]
22.3289 | Ridurre l’aumento esplosivo dei prezzi di benzina, diesel e combustibile per il ceto medio e il settore commerciale[4]
22.3356 | Ridurre l’aumento eccessivo dei prezzi di benzina, diesel e combustibile per il ceto medio e il settore commerciale[5]
22.3281 | Sgravare il ceto medio a seguito del forte aumento dei prezzi di benzina e Diesel. Aumentare a 6000 franchi la deduzione delle spese professionali per il trasporto dal domicilio al luogo di lavoro[6]
22.3228 | Sgravare il ceto medio a seguito del forte aumento dei prezzi di benzina e diesel. Aumentare a 6000 franchi la deduzione delle spese professionali per il trasporto dal domicilio al luogo di lavoro[7]
A causa dell’urgenza di sgravare le famiglie, il ceto medio e l’artigianato di fronte al rincaro della benzina e del gasolio, l’UDC ha convocato una sessione straordinaria. Dato che lo Stato trae profitto dall’aumento dei prezzi dei carburanti e dei combustibili tramite l’IVA, l’UDC chiedeva una riduzione delle tasse sugli oli minerali. Quasi un franco per litro di benzina fluisce oggi nelle casse dello Stato, ragione per cui l’UDC sosteneva una riduzione del prezzo nell’ordine di 40 centesimi al litro come minimo. L’UDC chiedeva inoltre il raddoppio della deduzione fiscale per i pendolari, al fine di alleggerire fiscalmente le persone che non vivono nei centri urbani ben serviti dai trasporti pubblici, dalle conseguenze di una benzina troppo cara. La maggioranza del Parlamento non ha tuttavia sostenuto le rivendicazioni efficaci e pragmatiche dell’UDC.
La sinistra e il centro vogliono sacrificare la neutralità estendendo il regime svizzero delle sanzioni
19.085 | Legge sugli embarghi. Modifica[8]
Il Consiglio federale intende modificare la legge sugli embarghi sotto due aspetti. In primo luogo, vuole rendere più facile il controllo degli embarghi e delle sanzioni esistenti. In secondo luogo, vuole essere in grado di imporre più facilmente le sanzioni e di colpire gli Stati che le eludono. L’UDC ha cercato di allineare questo progetto alla neutralità, ma la maggioranza del Consiglio si è opposta. Finora, la Svizzera poteva imporre sanzioni solo se uno Stato violava il diritto internazionale. La versione del Consiglio nazionale della legge sugli embarghi consente ora alla Svizzera di decidere autonomamente sulle sanzioni e di imporre sanzioni anche a paesi che non condividono la stessa visione del mondo. In questo modo, la Svizzera interviene direttamente nella sovranità di altri Stati e diventa essa stessa parte in causa nei conflitti. Si tratta di una chiara violazione della neutralità svizzera. Il caso è ora nella procedura di appianamento delle divergenze.
Costo del controprogetto all’iniziativa sui ghiacciai: 3,2 miliardi di franchi
21.501 | Controprogetto indiretto all’Iniziativa per i ghiacciai. Saldo netto delle emissioni di gas serra pari a zero entro il 2050[9]
Il controprogetto indiretto adottato dal Consiglio nazionale contro la volontà dell’UDC mira a sancire per legge l’obiettivo di zero emissioni nette di gas serra entro il 2050. La bozza prevede una riduzione graduale dei requisiti per tutte le nuove auto e i nuovi veicoli a motore a 0g di CO2/Km, un obiettivo di orientamento dei flussi finanziari rispettoso del clima e altre misure. Queste nuove misure vincolanti costeranno 3,2 miliardi di franchi svizzeri. Il Consiglio di Stato si occuperà ora della questione.
Il Consiglio nazionale favorevole al controprogetto indiretto all’iniziativa « Iniziativa per premi meno onerosi»: costi supplementari di 2,2 miliardi di franchi l’anno!
21.063 | Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi). Iniziativa popolare e il suo controprogetto indiretto.[10]
L’iniziativa popolare lanciata dal PS per il finanziamento della riduzione dei premi dell’assicurazione malattia è stata respinta sia dal Consiglio federale che dal Consiglio nazionale. L’iniziativa prevede che nessuno debba pagare più del 10% del proprio reddito disponibile per i premi dell’assicurazione malattia. A tal fine, la Confederazione e i Cantoni dovrebbero contribuire maggiormente alla riduzione dei premi. Sia il Consiglio federale che il Consiglio nazionale riconoscono il problema dei premi elevati e presentano un controprogetto indiretto all’iniziativa. Il Consiglio federale biasima alcuni Cantoni che negli ultimi anni non hanno aumentato il loro contributo alla riduzione dei premi nella stessa misura della Confederazione, motivo per cui dovrebbero essere chiamati a contribuire finanziariamente in misura maggiore. Il Consiglio nazionale si è spinto oltre, formulando diverse eccezioni relative alle spese cantonali che non vengono prese in considerazione nel calcolo dei contributi cantonali minimi per la riduzione dei premi. Nel suo controprogetto, il Consiglio nazionale intende ridurre i premi per un importo stimato di 2,2 miliardi di franchi. Inoltre, verrà introdotto un nuovo modello di riduzione individuale dei premi. Ciò colpirà in modo sproporzionato i cantoni rurali, che hanno costi sanitari significativamente più bassi e che ora dovranno pagare per gli alti costi delle aree urbane.
Imprese sovvenzionate anziché garanzia di approvvigionamento elettrico
22.031 | Aiuti finanziari concessi a titolo sussidiario per salvare le imprese del settore dell’energia elettrica di rilevanza sistemica. Legge federale e credito d’impegno[11]
Il 16 giugno 2022, il Consiglio degli Stati ha deciso di istituire un fondo di salvataggio di 10 miliardi di franchi svizzeri per le società energetiche, al fine di proteggerle dai rischi economici legati al mercato, anziché adottare misure per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. Il gruppo UDC ha chiesto che il disegno di legge venga rimandato indietro con il chiaro mandato di concentrarsi sulla sicurezza delle forniture di energia elettrica e non sul salvataggio delle persone giuridiche. L’UDC chiede che il Consiglio federale dia finalmente la massima priorità a un approvvigionamento energetico sicuro, indipendente ed economico per le persone e le imprese in Svizzera, visti gli effetti catastrofici dell’imminente carenza di energia.
[1] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20223243
[2] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20223244
[3] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20223249
[4] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20223289
[5] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20223356
[6] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20223281
[7] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20223228
[8] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20190085
[9] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20210501
[10] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20210063
[11] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20220031