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Un turco di 54 anni, sospettato di essere implicato nella sparatoria che aveva provocato quattro morti a Berna nel 1998 nel tea-room "Safari", è stato arrestato in Turchia, dove sarà giudicato.
L'uomo non può essere estradato dal suo paese e sarà processato dalla giustizia turca, ha precisato domenica la polizia cantonale bernese in una nota, confermando una notizia pubblicata dalla "SonntagsZeitung".
La sera del 27 luglio del 1998 quattro persone erano state uccise nel tea-room "Safari" nella città di Berna. Si trattava di tre turchi - il gestore del locale, un cuoco, un cameriere - e di uno svizzero, che stava istallando una slot-machine. Durante l'indagine la polizia aveva ritrovato varie armi a Schlosswil (BE), a 16 chilometri dal luogo del crimine. Era poi stato accertato che una era stata usata nella sparatoria. Nessuno era stato arrestato.
L'inchiesta è continuata per anni senza dare risultati concreti. Nel 2000 un uomo era stato fermato in Germania e in seguito estradato in Svizzera, ma poi rilasciato perché era risultato estraneo ai fatti.
Il 29 novembre del 2012, grazie a nuove analisi condotte con metodi moderni, gli inquirenti hanno potuto localizzare e arrestare un sospetto in Turchia. L'uomo si trova in detenzione preventiva.
Dal processo turco potrebbero emergere nuovi dettagli sul motivo della sparatoria. L'inchiesta prosegue, ha precisato oggi la polizia e una ricompensa fino a 20'000 franchi offerta in passato resta valida.
SDA-ATS