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L'Autorità federale di vigilanza dei mercati non farà nuove inchieste sulle responsabilità individuali degli ex alti dirigenti dell'UBS nella vicenda con gli USA. A meno che non le "pervengano prove finora sconosciute di una grave violazione degli obblighi da parte di tali persone".Questo contenuto è stato pubblicato il 26 novembre 2010 - 15:06
La FINMA era stata invitata dalle Commissioni della gestione delle Camere federali a verificare se i massimi organi dirigenti dell'UBS fossero stati al corrente delle violazioni alle prescrizioni statunitensi commesse dalla banca e dai suoi collaboratori.
In una nota diramata venerdì l'Autorità di vigilanza risponde che "non sussistono nuovi indizi che impongano di tornare su precedenti inchieste prudenziali e che in ogni caso gli strumenti di cui dispone (la stessa FINMA, Ndr.) non lo consentirebbero".
Nel comunicato, l'Autorità di vigilanza rammenta che in merito l'allora Commissione federale delle banche (oggi FINMA), al termine di verifiche "approfondite e accurate" sulle operazioni legate alla violazione delle prescrizioni statunitensi in materia di attività transfrontaliere con la clientela privata, "aveva concluso che non sussistevano i presupposti per ordinarne alla banca la rimozione dai rispettivi incarichi".
Presupposti che non esistono nemmeno ora, aggiunge la FINMA, la quale si premunisce comunque esigendo "da tali persone una dichiarazione formale scritta in cui affermano di non essere state a conoscenza delle violazioni degli obblighi rilevanti ai fini del diritto prudenziale svizzero. Qualora dovesse risultare che tale dichiarazione è falsa, ciò comporterebbe il perseguimento per via penale".
La FINMA avverte poi che avvierebbe un procedimento nei confronti di "vari responsabili collocati gerarchicamente al di sotto del livello massimo" qualora costoro, "nei prossimi anni, si candidassero per una funzione di responsabilità nel settore sottoposto a vigilanza".
Accusata di aver ordinato la trasmissione dei dati dei clienti alle autorità statunitensi perché messa sotto pressione dal governo svizzero, la FINMA proclama la "totale indipendenza delle proprie decisioni". Queste ultime "sono determinate esclusivamente dalla fattispecie e dal suo mandato legale e non sono guidate né da tentativi di pressione del governo o di altre autorità né dall'influenza degli assoggettati alla vigilanza", scrive nella nota.
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