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Salgono a 47 i morti della violenta esplosione che ieri pomeriggio ha devastato l'impianto chimico della Tianjiayi Chemical e le aree limitrofe a Yancheng, nella provincia orientale del Jiangsu. È l'ultimo bollettino diffuso dalle autorità locali e rilanciato dai media cinesi. In base agli ultimi dati, quando sono ancora in corso gli sforzi dei soccorritori, ci sono anche 32 feriti in condizioni critiche e diverse altre decine in condizioni gravi.
La violenta esplosione di ieri ha interessato l'impianto chimico della Tianjiayi Chemical e le aree limitrofe a Yancheng, provincia orientale del Jiangsu. L'esplosione ha poi innescato una serie di incendi in stabili situati nelle vicinanze, alcuni dei quali crollati. Intorno alla stessa ora, l'agenzia cinese sui terremoti ha registrato una scossa di magnitudo 2.2 a Lianyungang, città vicina a Yancheng, lasciando ipotizzare un legame con la potenza dell'esplosione.
Il presidente cinese Xi Jinping, in visita in Italia, ha disposto il massimo degli sforzi possibili nei soccorsi in corso all'impianto chimico. Xi ha chiesto che sia fatto di tutto per recuperare le persone intrappolate nel crollo degli edifici, tenendo sotto controllo i rischi di inquinamento visto che l'impianto produce fertilizzanti. L'incidente è tra i più gravi degli ultimi anni: circa 1'000 persone sono state evacuate intorno alla struttura per motivi di sicurezza visto che non si escludono nuove esplosioni. Le finestre nel raggio di 6 chilometri sono andate in frantumi per l'onda d'urto della detonazione, mentre la municipalità di Yancheng ha reso noto che oltre 3'500 medici ed esperti sono mobilitati nei soccorsi coinvolgendo 16 ospedali.