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Le grandi banche internazionali non lasceranno Londra a causa della Brexit. Ne è convinto John Major già primo ministro britannico, nonché ex banchiere di Credit Suisse, invitato dall’istituto alla Global Megatrends Conference di Singapore.
Cancelliere dello scacchiere per sette anni fino al 1997, Major ha dichiarato, all’indomani dell’annuncio del nuovo voto da parte di Theresa May, di biasimare la scelta del popolo di lasciare l’Ue, mossa economicamente deplorevole per tutti gli inglesi così come per gli europei.
Tuttavia “le banche non spariranno da Londra”, sostiene l’ex premer specificando che L’Ue non può replicare la City con la quale continuerà a intrattenere rapporti commerciali. Londra, comunque, dovrebbe resistere sul medio termine, finché l’industria dei servizi finanziari non sarà più capace di attrarre nuovi investimenti. “Non ci sarà una catastrofe economica nell’immediato futuro”garantisce Major, “solo un graduale declino”.
Circa un terzo dei britannici si ritroverà, nel 2020, in una posizione economicamente più debole rispetto al 2006, prima della crisi finanziaria. I timori su un tracollo fanno parte del fenomeno Brexit considerato dall’ex leader britannico, un errore storico che indebolirà la Gran Bretagna nei confronti di superpotenze quali Usa e Cina.