Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01258.jsonl.gz/1092

"Non so come ho fatto, mi cadeva la melma addosso, c'erano le piante che venivano giù dietro di me. Aspettavo la morte. C'erano i sassi che passavano. Non vedevo più, pensavo adesso è finita, non vedrò più i miei cari". Il racconto, ai microfoni delle CSI, è di Gianna Negrini, sopravvissuta per miracolo alla frana di tre giorni fa a Bondo. La donna stava organizzando una corsa di orientamento che avrebbe dovuto svolgersi domenica sul sentiero verso la capanna Sasc Furä.
Aveva lasciato da poco il parcheggio e imboccato la strada percorribile solo a piedi, aveva notato "un po' di nebbia" ma solo dopo 500 metri si è detta che c'era "troppo fumo". Ha così deciso di tornare indietro, ma poco dopo ha sentito "un boato tremendo" ed è stata raggiunta dalla colata. Ha corso, è inciampata in una catena, si è rialzata ed è salita su un fianco della montagna senza mai rallentare. A quel punto si è detta "forse ce l'ho fatta" ma non sapeva come proseguire, non sapendo quali fossero le zone pericolose ed essendo priva di telefonino. Solo dopo aver visto gli elicotteri si è detta finalmente "sono salva".
- RG 18.00 La testimonianza della sopravvissuta confezionata da Alessandro Tini e Mattia Brioschi
CSI/pon