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Gli avvocati dello sviluppatore Ethereum Virgil Griffith sostengono che non abbia violato alcuna legge parlando di criptovalute in Corea del Nord.
La storia risale ad un anno fa, quando Griffith fu addirittura arrestato per aver partecipato ad una conferenza sulle criptovalute in Corea del Nord.
Lo sviluppatore è stato accusato di essersi recato in quel paese senza permesso, e di aver infranto il divieto di fornire servizi alla repubblica nordcoreana. In particolare avrebbe fornito loro informazioni su come aggirare le sanzioni internazionali.
Tuttavia l’avvocato di Virgil Griffith, Brian Klein, ha presentato una mozione per respingere le accuse che il governo degli Stati Uniti ha mosso a Griffith, affermando che l’atto d’accusa del governo nei confronti di Griffith addirittura non specifichi alcun presunto fatto illecito e non contenga alcuna reale accusa di aver violato la legge.
Il developer di Ethereum e la conferenza in Corea del Nord
Formalmente l’accusa nei confronti di Griffith è quella di aver violato l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), ma Klein sostiene che l’atto di accusa non contenga alcun riferimento a fatti avvenuti in violazione di questa legge.
Anzi, l’avvocato afferma che Griffith non abbia fatto altro che fornire informazioni che erano già di pubblico dominio, ed aggiunge che il Presidente degli Stati Uniti non abbia l’autorità di vietare la trasmissione di informazioni di questo tipo.
Inoltre, sottolinea che l’Ufficio per il controllo dei beni esteri (OFAC), ovvero la divisione del Dipartimento del Tesoro che sovrintende all’applicazione delle sanzioni, non abbia pubblicato alcun regolamento o guida per chiarire quali siano i servizi vietati.
Nella mozione Klein ha scritto:
“Sembra che la teoria del governo sia che, partecipando e parlando ad una conferenza blockchain a Pyongyang, il signor Griffith abbia fornito ‘servizi’ perché ‘ha fornito alla RPDC informazioni preziose sulle tecnologie blockchain e crypto, ed ha partecipato a discussioni sull’uso della tecnologia delle criptovalute per eludere le sanzioni e riciclare denaro'”.
Essendo questo il primo caso arrivato in tribunale negli USA che riguardi sanzioni che inerenti alle criptovalute è probabile che sarà attentamente monitorato perché l’esito potrebbe costituire un precedente valido anche per altri casi futuri.
Il passaggio seguente sarà probabilmente la risposta del governo alla mozione di Klein.