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La Grecia si oppone all'ipotesi di un embargo petrolifero contro l'Iran, da attuarsi nell'ambito di un nuovo pacchetto rafforzato di sanzioni europee, dopo le nuove rivelazioni dell'Aiea sugli scopi militari del programma nucleare iraniano.
Lo riferiscono fonti diplomatiche europee, precisando che anche l'Irlanda è contraria. L'Italia è invece favorevole "a dare un mandato" ad un gruppo di lavoro "per esaminare e considerare anche l'ipotesi di restrizioni petrolifere" contro Teheran.
Il mandato non fa riferimento ad un embargo petrolifero, ma a restrizioni che possono essere inflitte a questo settore, come a quello finanziario e dei trasporti, così come a misure specifiche contro i guardiani della rivoluzione.
La questione dell'embargo petrolifero contro l'Iran è molto sensibile, considerato che nel 2010 l'Unione europea ha importato il 5,8% del petrolio grezzo dall'Iran, vale a dire 30,3 milioni di tonnellate. La Spagna, la Grecia e l'Italia sono i paesi della Ue che più beneficiano del petrolio iraniano che rappresenta rispettivamente il 14,6%, il 14% e il 13,2% delle loro importazioni petrolifere.
A spingere per colpire anche il settore energetico sono soprattutto la Gran Bretagna, la Francia e la Germania. Ma una decisione richiede l'unanimità dei 27. La questione arriva irrisolta sul tavolo dei ministri degli esteri della Ue, che domani decideranno come procedere.
"Si tratta di prendere le decisioni giuste, perchè bisogna colpire prima di tutto l'Iran e non solo gli interessi europei", sottolineano le fonti diplomatiche. Scontata invece l'approvazione del congelamento di beni e visti a nuove 143 società iraniane e a 37 nuove persone legate al regime.