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L'esercito svizzero saprà mercoledì se disporrà del credito di 917 milioni di franchi richiesti per gli acquisti militari per il 2009. La Camera del popolo ha accettato martedì di esaminare il programma d'armamento, osteggiato sia dall'Unione democratica di centro (UDC, destra nazional conservatrice) sia dai rosso-verdi. Il dibattito si preannuncia infuocato.Questo contenuto è stato pubblicato il 23 settembre 2008 - 16:55
Il ministro della difesa Samuel Schmid ha vinto la prima battaglia davanti al Consiglio nazionale (Camera bassa). Ma vincere la guerra appare ancora una missione estremamente difficile.
Il programma d'armamento gode del sostegno dei deputati liberali radicali (PLR) e popolari democratici (PPD). È invece rifiutato in blocco dall'UDC e dai Verdi. Più sfumata la posizione del Partito socialista (PS), che offre il proprio assenso, a condizione che dal piano sia stralciata la spesa di 404 milioni per l'ammodernamento della flotta degli aerei da combattimento F/A-18. I socialisti chiedono che questo capitolo sia trattato separatamente in una fase ulteriore.
Il PS rappresenta dunque l'ago della bilancia nelle decisioni su questo oggetto. Martedì l'ha fatta pendere dalla parte dei sostenitori.
Al termine di due ore di aspre discussioni, la Camera bassa ha bocciato due proposte dell'UDC: quella di sospendere il dibattito, finché il governo non presenta un rapporto di ristrutturazione del Dipartimento della difesa (DDPS) e dell'esercito, con 131 voti a 49 e 12 astensioni, quella di rinviare il dossier al governo, con 125 voti a 48 e 21 astensioni. La stessa sorte è stata subita dalla proposta dei Verdi di non entrare in materia, respinta con 166 voti a 31 e 2 astensioni.
Mercoledì ci sarà dunque l'esame particolareggiato del piano. I socialisti hanno già annunciato che se la loro richiesta di scorporo non sarà accettata, alla fine non daranno l'avallo al programma d'armamento.
Gli aerei della discordia
Il mantenimento, per una quindicina d'anni, delle capacità degli F/A-18 è collegato alla sostituzione parziale dei 54 aviogetti Tiger: la gara d'appalto da circa 2,2 miliardi di franchi è attualmente in corso. Samuel Schmid ha tuttavia recentemente affermato che, prima di concretizzare l'operazione, dovranno essere effettuate verifiche in merito ai costi d'esercizio e al ricambio generazionale dei piloti.
Secondo il Gruppo per una Svizzera senza esercito, i verdi e i socialisti, l'operazione risulterebbe però molto più costosa rispetto a quanto indicato dal DDPS, accusato di non considerare nel quadro del preventivo gli importi necessari per la manutenzione. Una spesa che considerano inutile, poiché, a loro avviso, gli aviogetti non servirebbero ai compiti di difesa dell'esercito svizzero.
Tra gli argomenti sollevati dagli oppositori figura pure la questione ambientale: essi affermano infatti che gli aerei da combattimento di nuova generazione sono estremamente inquinanti, sia per quanto concerne le emissioni di CO2, sia per quelle foniche.
Il Dipartimento federale della difesa sostiene invece la necessità di sostituire i Tiger: in caso contrario, i soli F/A-18 non sarebbero in grado di garantire la sicurezza dello spazio aereo svizzero 24 ore su 24. Un orientamento, questo, condiviso dalla maggioranza dei liberali radicali e dei popolari democratici, secondo i quali l'esercito deve essere messo nella condizione di svolgere i compiti che gli sono assegnati.
Motivazioni diverse
Benché gli oratori democentristi, martedì in aula, lo abbiano negato, l'opposizione dell'UDC al programma d'armamento mira a sabotare il loro ex rappresentante in governo: il ministro della difesa Samuel Schmid, che ha sempre sottolineato l'assoluta necessità del credito.
Il consigliere federale è inoltre confrontato a un serio problema di credibilità, in seguito al suo comportamento nell'ambito del recente scandalo che ha condotto alle dimissioni del capo dell'esercito Roland Nef. A questo proposito, l'UDC esigeva che l'intero dipartimento fosse oggetto di un esame approfondito.
Dal canto suo, la Commissione di gestione del Consiglio nazionale ha affidato alla sua sottocommissione per la vigilanza del Dipartimento federale della difesa il mandato di svolgere un'inchiesta sulla vicenda.
Samuel Schmid ha preso pubblicamente posizione in merito alla domanda di dimissioni avanzata dall'UDC, affermando che tali richieste «compromettono la stabilità dell'esercito e l'adempimento delle sue missioni costituzionali».
Il ministro ha inoltre aggiunto: «Non è accettabile che l'esercito e il Dipartimento della difesa diventino ostaggi di un partito politico», sottolineando che le forze armate svolgono adeguatamente il loro compito, come dimostrato in occasione di Euro 2008.
A mezzo stampa, il ministro ha fatto sapere che non si dimetterà nemmeno qualora il programma d'armamento fosse bocciato. Schmid ha richiamato martedì i deputati alle loro responsabilità, esortandoli a mettere da parte temporaneamente le tattiche partitiche e pensare invece alla politica di sicurezza.
Raccolta di firme
Dal canto suo, il Gruppo per una Svizzera senza esercito ha lanciato un'iniziativa a favore di una moratoria dal 2010 al 2019 per l'acquisto di nuovi velivoli da combattimento. In pochi mesi sono già state raccolte 45'000 firme.
Secondo un sondaggio realizzato dal Politecnico federale di Zurigo nel quadro dello studio «Sicurezza 2008», il 42% degli interpellati è favorevole all'acquisto dei nuovi aviogetti, mentre il 49% si oppone.
In ogni caso, anche se dovessero essere raccolte le 100'000 firme necessarie, prima di sottoporre l'oggetto al verdetto popolare il parlamento dovrà esprimere il suo parere.
swissinfo, Andrea Clementi
Programma d'armamento 2008
Il Programma d'armamento 2008 (PA 08), approvato dal Consiglio degli Stati (Camera dei cantoni) in giugno, prevede investimenti per 917 milioni di franchi.
In particolare, stando alla proposta del PA, dovranno essere acquistati nuovi veicoli speciali e mantenuta la prontezza all'impiego degli aerei da combattimento F/A-18 per la seconda metà della loro durata d'utilizzo (2009-2015).
594 milioni delle commesse risultanti dal PA 08 affluiranno all'economia svizzera sotto forma di partecipazioni dirette e indirette.
L'atteso dibattito al Consiglio nazionale (Camera del popolo) - che in un primo tempo era in programma il 25 settembre - è stato anticipato al 23 e 24 settembre per consentire alla ministra di giustizia Eveline Widmer-Schlumpf di sostituire nei dibattiti parlamentari il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz, vittima di un malore cardiaco.