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Murat Yakin è il nuovo allenatore della Nazionale di calcio, subentra a Vladimir Petkovic, oggi al Bordeaux. Chi è colui che dovrà qualificare la Svizzera per Qatar 2022?
Murat Yakin è nato nel 1974, alle porte di Basilea. Figlio di immigrati turchi, Murat è cresciuto sui campi da calcio, con il fratellastro maggiore - Ertan Irizik - quale figura di riferimento, calciatore professionista negli anni'80 per il Basilea.
Yakin difensore di grande qualità e quantità
Yakin è stato una figura controversa durante la sua carriera attiva. Commercializzato come uno dei più grandi talenti svizzeri negli anni '90, campione svizzero con il Grashoppers nel 1995 e 1996, Murat non ha però trovato fortuna nei suoi successivi soggiorni all'estero, soprattutto perché i continui infortuni lo hanno frenato. Dopo le esperienze con lo Stoccarda, Fenerbahce e Kaiserslauten Yakin è così rientrato in patria per vestire la maglia del Basilea, al quale sfuggì un decennio prima. Con i renani andrà a vincere tre volte il campionato nazionale ( 2002, 2004, 2005) e due volte la Coppa Svizzera (2002, 2003).
Eletto miglior difensore svizzero per tre anni consecutivi (2002, 2003, 2004) Yakin vestirà la maglia della Nazionale in 49 occasioni, segnando 4 reti.
Allenatore apprezzato
Terminata la carriera di giocatore, Murat Yakin si è fatto un nome come allenatore, conquistando dapprima la prima promozione in Super League con il Thun nel 2010, e diventando poi il nuovo allenatore di suo fratello Hakan al Lucerna, nel 2011. Il basilese è diventato presto uno degli allenatori più ricercati in Svizzera tanto da tornare nella sua Basilea, vincendo il campionato nel 2013 e 2014. Dopo questi successi Murat ha riprovato la strada estera, a Mosca, senza grande fortuna però. Il rientro in Svizzera non regalerà più grandi successi all'ex difensore che passerà dal Grasshoppers al Sion prima di approdare allo Sciaffusa, in Challenge League.
Yakin il filantropo
Un aspetto meno conosciuto del nuovo allenatore della Nazionale riguarda il suo impegno in favore dei bambini svantaggiati. In compagnia di alcuni amici, anni fa Murat Yakin ha creato una fondazione che si occupa di aiutare bambini che per motivi diversi, non hanno le stesse opportunità di altri.
Yakin non ha dimenticato le sue origini, la storia della sua famiglia, che grazie al calcio ha trovato un riconoscimento sociale - ed economico - che per molti immigrati rimane una chimera.
«Molti bambini crescono lontani da casa e senza il calore e la sicurezza così importanti per il loro sviluppo. Altri bambini e giovani vivono in circostanze familiari, ma i mezzi e le opportunità sono limitati o semplicemente non sono disponibili affatto. Questi bambini e giovani mancano sia di opportunità che di prospettive di integrazione. Insieme possiamo aiutarli e permettere loro di trovare la strada verso una vita migliore e un futuro positivo». Questa la missione della 'Murat Yakin Kinder Stiftung'.
«Non è affatto un dittatore, ma è disposto ad ascoltare le opinioni di tutti»
«Murat Yakin apprezza quando un giocatore pensa con la sua testa e ha sempre un orecchio aperto per tutti», questo il commento di Tranquilli, che aggiunge: «Yakin è in grado di ottenere il massimo da qualsiasi giocatore».
Apprezzato per la sua disciplina quasi maniacale e per avere a disposizione un vasto bagaglio di conoscenze tattiche, Yakin è uno con le idee chiare. «Chiunque sia disposto a imparare da lui è nel posto giusto. Ma se qualcuno non lo asseconda, Yakin può prendere provvedimenti», così Giorgio Contini, allora assistente di Yakin allo Sciaffusa.
Yakin è apprezzato come un professionista competente dalle spiccate qualità sociali, uno che dà grande importanza allo spirito di squadra.
«Con lui non sono necessariamente i calciatori più forti a giocare, ma quelli che si adattano meglio alla situazione».
«Non è affatto un dittatore. Ascolta le opinioni di tutti».
A Murat Yakin va l'augurio di un buon inizio sulla panchina della Nazionale. Una sfida oltremodo difficile è raccogliere il testimone lasciato di Vlado Petkovic, e solo il tempo e i risultati diranno se la scelta della Federazione è stata azzeccata quanto coraggiosa.