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<h2>SubmittedText<h2><p>La via bilaterale della Svizzera con l'UE, sviluppatasi con successo dal 2002, contribuisce in modo decisivo alla prosperità e al benessere economico del nostro Paese. Ciò è particolarmente vero per la Svizzera nord-occidentale, uno dei maggiori esportatori e innovatori nel triangolo Svizzera - Francia - Germania per il quale le relazioni transfrontaliere, la partecipazione a diversi organismi transfrontalieri e gli scambi bilaterali rivestono un'importanza quotidiana.</p><p>Dal punto di vista della Svizzera nord-occidentale, la via bilaterale e le relazioni con l'UE devono essere globalmente garantiti, stabilizzati e ulteriormente aggiornati. In questo contesto, la decisione del Consiglio federale del 26 maggio 2021 di non stipulare un accordo istituzionale Svizzera-UE desta costernazione e grande preoccupazione nella Svizzera nord-occidentale.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come e in quale ambito il Consiglio federale informerà tempestivamente sulle conseguenze per i Cantoni di confine, particolarmente colpiti dal fallimento dei negoziati dell'accordo quadro CH-UE? Dopo quello del 1994 (FF 1994 II 548), il Consiglio federale è disposto a presentare un nuovo rapporto sulla cooperazione transfrontaliera contenente misure concrete?</p><p>2. Quali conseguenze concrete, a breve e medio termine, prevede il Consiglio federale per le regioni di confine svizzere, che risultano ben interconnesse in tutti i settori e che comprendono due terzi dei Cantoni, e in particolare i Cantoni della Svizzera nord-occidentale, e come intende attenuare o evitare queste conseguenze?</p><p>3. Quali sono i prossimi passi concreti che il Consiglio federale ha in programma per garantire sia lo status quo che l'accesso allargato al mercato interno europeo? Come e quando saranno coinvolte le regioni interessate?</p><p>4. Come procederà il Consiglio federale affinché l'imminente aggiornamento del MRA rimanga garantito per tutti i 20 settori interessati, in particolare la tecnologia medica, i dispositivi medici, ecc.?</p><p>5. La piena associazione al programma UE "Orizzonte Europa" (2021-27) è particolarmente importante per la Svizzera nord-occidentale in quanto piazza di formazione, ricerca e innovazione. In risposta alla domanda 21.7400 Brenzikofer, il Consiglio federale ribadisce di non poterne valutare le conseguenze finché non sarà definitivamente nota la posizione dell'UE. Che cosa significa concretamente, in termini di tempistiche, e quali passi sta facendo il Consiglio federale per stipulare un accordo di associazione efficace?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2./3. Il Consiglio federale intrattiene un dialogo costante con i Cantoni sulle questioni di politica economica esterna e di politica europea. È in quest'ottica che va letto il regolare scambio di informazioni sull'andamento delle relazioni Svizzera-UE, promosso nel quadro del Dialogo sull'Europa inaugurato nel 2012.</p><p>La cooperazione transfrontaliera e quella nell'ambito del mercato interno europeo rivestono un'importanza cruciale per l'economia svizzera. L'UE è senza dubbio il principale partner commerciale del nostro Paese ed è anche grazie agli accordi bilaterali che negli scambi commerciali con l'UE le catene del valore transfrontaliere sono particolarmente sviluppate. Il Consiglio federale ritiene che sia nel comune interesse dei due partner proseguire sul sentiero già collaudato della cooperazione bilaterale. Inoltre, sulla base degli accordi bilaterali, si impegna a preservare il partenariato con l'UE nonché, laddove possibile, ad approfondirlo nel reciproco interesse. In questo modo verranno a crearsi condizioni quadro proficue per l'intera Svizzera, incluse le regioni di confine.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che il fallimento dell'accordo istituzionale comporta anche alcuni svantaggi, a cui fa cenno nel "Rapporto riguardante i negoziati per un accordo quadro istituzionale tra la Svizzera e l'UE" del 26 maggio 2021 (n. 3.5). A causa della loro stretta interconnessione con le economie dei Paesi limitrofi, le regioni di confine potrebbero essere maggiormente colpite da determinati effetti negativi, ma le conseguenze dipenderanno anche dall'evoluzione del mercato interno e dalle reazioni dell'UE. In linea di principio gli accordi bilaterali rimangono validi anche senza la sottoscrizione dell'accordo quadro istituzionale. In adempimento dei postulati 13.3151 Aeschi Thomas, 14.4080 Gruppo dei Verdi e 17.4147 Naef il Consiglio federale sta elaborando un rapporto che fornirà una valutazione delle relazioni Svizzera-UE e proporrà misure volte ad assicurare l'accesso della Svizzera al mercato interno e una fruttuosa cooperazione con l'UE.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che sia nell'interesse di entrambe le parti che gli accordi esistenti continuino a essere aggiornati, come quello sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (MRA) che punta ad eliminare gli ostacoli tecnici al commercio, soprattutto per la categoria dei dispositivi medici. La Svizzera deve puntare a evitare divergenze non strettamente necessarie tra il diritto elvetico e quello comunitario nel settore della regolamentazione tecnica, in quanto eventuali divergenze materiali potrebbero comportare un incremento dei costi sostenuti dagli operatori economici e nuovi ostacoli al commercio bilaterale. Tuttavia, obiettivi come l'accesso al mercato interno dell'UE e la rimozione degli ostacoli tecnici al commercio nei settori coperti dall'accordo MRA non possono essere raggiunti solo tramite misure adottate unilateralmente dalla Svizzera.</p><p>Si rende perciò necessario un accordo con l'UE affinché le autorità europee riconoscano l'equivalenza tra la legislazione svizzera e quella comunitaria. Attualmente sono in corso dei colloqui per far sì che almeno i dispositivi medici già certificati in base al diritto previgente continuino a beneficiare delle agevolazioni garantite dall'accordo MRA.</p><p>5. Il 12 luglio la Commissione europea ha informato la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) che per l'anno 2021 e fino a nuovo ordine la Svizzera avrà lo status di Paese terzo non associato per tutti i bandi del programma "Orizzonte Europa", nonché per i relativi programmi e iniziative. L'UE valuta la questione dell'associazione della Svizzera a "Orizzonte Europa" nel contesto globale delle relazioni con il nostro Paese, pertanto non ha ancora approvato alcun mandato per condurre negoziati. Il Consiglio federale ribadisce la volontà di ottenere quanto prima l'associazione al programma. Con l'approvazione del finanziamento da 6,15 miliardi di franchi e l'adozione del mandato negoziale, la Svizzera si è dotata di tutti gli strumenti necessari all'avvio immediato dei colloqui con l'UE. Nel contempo, il decreto federale sul pacchetto Orizzonte 2021-2027 e l'ordinanza sulle misure per la partecipazione della Svizzera ai programmi dell'Unione europea nel settore della ricerca e dell'innovazione, in vigore nella sua versione riveduta dal 1° marzo 2021, consentono alla Confederazione di finanziare direttamente la partecipazione svizzera ai progetti di partenariato valutati positivamente dall'UE, nonché i progetti svizzeri in seno al Consiglio europeo della ricerca (European Research Council, ERC).</p>  Risposta del Consiglio federale.