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ZURIGO - Con il forte incremento di pazienti in terapia intensiva che necessitano di ventilazione, durante la prima ondata di coronavirus tutto il mondo (quindi anche la Svizzera) era confrontato con una carenza di respiratori. Nel nostro paese circa 800 dei 1'400 posti in cure intense erano equipaggiati di tale apparecchio. E riserve non ce n'erano. La scorsa primavera c'è quindi stata una corsa all'acquisto. E ora anche in Svizzera si contano troppi respiratori, come riferito dalla NZZ.
Molti apparecchi sono stati ordinati dall'unico produttore presente in Svizzera, la Hamilton Medical. L'azienda, con sede nei Grigioni, ha fornito 1'500 apparecchi per circa 20'000 franchi l'uno. I nuovi respiratori - va detto - non sono soltanto più moderni e robusti, ma anche molto più convenienti. In precedenza costavano oltre 50'000 franchi.
Si stima che quest'anno a livello mondiale siano stati prodotti tra i 300'000 e i 400'000 apparecchi. Si tratta di un quantitativo di cinque volte superiore al 2019. La Svizzera avrebbe ordinato circa 1'600 respiratori. Venti volte di più che nell'anno precedente.
Ora la Svizzera dispone quindi di un numero di respiratori che permetterebbe di equipaggiare anche «la riserva della riserva di mille letti in terapia intensiva» scrive la NZZ. La maggior parte degli apparecchi si trova attualmente nei magazzini della Farmacia dell'esercito.