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La crisi sviluppatasi con la Turchia ed i suoi possibili sviluppi futuri sono stati esaminati oggi dal premier israeliano Benyamin Netanyahu con gli otto ministri a lui più vicini e con i responsabili alla sicurezza. Lo ha riferito la radio militare.
Secondo l'emittente si è trattato di un esame approfondito, protrattosi per oltre quattro ore. Sono stati presi in esame sia i risvolti diplomatici, sia quelli attinenti alla sicurezza, ha aggiunto la radio.
Ieri Netanyahu aveva cercato di evitare di ribattere ai continui attacchi verbali contro Israele del premier turco Recep Tayyp Erdogan limitandosi a rilevare: "Il buon senso e le fredde valutazioni in definitiva dovrebbero prevalere". Il viceministro degli esteri Dany Ayalon aveva aggiunto, da parte sua, che in questi giorni "Israele stringe i denti" per non rispondere ad Erdogan.
Nel frattempo da un sondaggio di opinione condotto oggi dal quotidiano Haaretz emerge che una forte maggioranza di israeliani condividono la posizione del loro governo secondo cui Israele non deve presentare scuse alla Turchia per l'abbordaggio della nave Marmara (maggio 2010), in cui nove attivisti umanitari turchi rimasero uccisi. Israele si è limitato finora ad esprimere rammarico per la perdita di vite umane, ma non intende scusarsi per aver bloccato in alto mare una nave che si accingeva a forzare il blocco navale imposto alla Striscia di Gaza.