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La Svizzera ha speso 4,4 miliardi di franchi per le sue importazioni di gas da inizio anno, una cifra record che supera di sei volte quanto pagato in media nell'ultimo decennio, secondo un'analisi dell'agenzia AWP basata sulle cifre del commercio estero pubblicate martedì dall'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini. Questo nonostante un quantitativo acquistato in leggerissimo calo.
RG 12.30 del 20.09.22: commercio estero elvetico, l'analisi di Marzio Minoli
- keystone
- 20.09.2022
- 12:40
L'esplosione del costo si spiega naturalmente con la guerra in Ucraina: lo scorso anno il 43% del gas veniva dalla Russia in particolare attraverso la Germania, la quale da sola rappresenta quasi i tre quarti delle forniture alla nostra economia. Per un volume analogo, a Berlino sono stati versati oltre 3 miliardi invece dei 440 milioni del 2021. Per la Confederazione il gas è comunque una fonte di energia di secondaria importanza (15% del totale).
La Svizzera non ha però fonti proprie e nemmeno le strutture per costituire riserve autonome, dipende quindi interamente da quelle estere. Accanto al gas, anche elettricità e prodotti petroliferi sono rincarati. La quota del primo nelle importazioni elvetiche è passata dall'1 al 3% nei primi otto mesi del 2022, quella complessiva della voce energia è del 9% (14 miliardi di franchi). Si tratta di un valore quasi triplicato rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.
A corto di energia | Puntata intera del 16.09.2022
Di Federica Bonetti e Lorenzo Pomari
- 16.09.2022
- 19:00