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È iniziata oggi in Slovenia la campagna elettorale per le elezioni politiche anticipate indette per il 4 dicembre prossimo dopo che il governo di centro-sinistra di Borut Pahor è stato sfiduciato per l'opposizione alle riforme strutturale, in primo luogo al sistema pensionistico che prevedeva l'innalzamento dell'età pensionabile.
Tutti i sondaggi mostrano che i partiti tradizionali, soprattutto le formazioni socialdemocratiche e liberali che hanno formato il governo uscente, inclusi i Democratici sociali (Sd) di Pahor, non riuscirebbero neanche a superare lo sbarramento del 4 per cento, mentre i favoriti sono alcune nuove liste formate nelle ultime settimane. Il centrista Gregor Virant, ex ministro dell'amministrazione pubblica nel governo di centro destra, con la sua lista indipendente è riuscito in pochi giorni dall'annuncio della candidatura a classificarsi primo nella maggioranza dei sondaggi con il 28 per cento delle preferenze. Janez Jansa, già primo ministro dal 2004 al 2008, è il suo Partito democratico sloveno (Sds, conservatori) è secondo con il 20 per cento.
A sinistra, lo spazio lasciato vuoto dai "vecchi partiti", potrebbe essere riempito dal sindaco di Lubiana, Zoran Jankovic, indipendente ma legato ai partiti liberali, con il 18 per cento delle preferenze. Per queste radicali novità sulla scena politica slovena e la sfiducia degli elettori nei vecchi leader è per ora impossibile prevedere un esito, anche perchè la classifica nei sondaggi dei tre principali candidati al premierato continua a cambiare praticamente ogni giorno.
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