Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/71581

<h2>SubmittedText<h2><p>Invitiamo il Consiglio federale a fare della promozione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) in tutti i settori (infrastruttura, formazione, accesso, economia, e-government) l'obiettivo principale del suo programma di legislatura 2007-2011.</p><p>Invitiamo altresì il Collegio a disciplinare in modo chiaro le responsabilità del processo di trasformazione verso una società del sapere, affidandone la direzione al Dipartimento federale dell'economia (DFE).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che il passaggio dalla società industriale a quella dell'informazione e del sapere abbia una grande importanza per l'economia e la società stessa. Pertanto, ha adottato una strategia per la promozione della società dell'informazione in Svizzera già nel febbraio del 1998, modificandola nel gennaio 2006. Con questa strategia, il collegio mira a servirsi del potenziale non ancora sfruttato delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) per incrementare la produttività, per promuovere le innovazioni nel nostro Paese, per la crescita economica e l'occupazione, facendo in modo che i risultati ottenuti durino nel tempo.</p><p>Il processo di trasformazione verso una società del sapere è fondamentale per lo sviluppo economico, ma la sua importanza va ben oltre. Anche i settori quali formazione, relazioni con le autorità, formazione democratica delle opinioni, cultura e sanità sono toccati da questo mutamento. Pertanto, la strategia pone certamente l'accento sul settore economico, ma contiene anche obiettivi e provvedimenti negli altri settori sopraccitati.</p><p>Affinché la strategia possa essere attuata in modo efficace, il Consiglio federale ha fissato chiare priorità, conferendo ai dipartimenti competenti incarichi concreti. Tra le priorità figurano l'elaborazione di una strategia nazionale di e-government, affinché l'amministrazione pubblica svizzera sfrutti il potenziale di ottimizzazione delle TIC, per fornire servizi di qualità in modo trasparente, efficiente, economico. Tra l'altro, grazie a relazioni semplificate con le autorità, le imprese, e in particolare le PMI, verrebbero sgravate da un lavoro oneroso. Viene elaborato un progetto per l'archiviazione digitale nell'amministrazione federale, in modo da creare i presupposti per l'applicazione del principio di trasparenza e per un lavoro amministrativo efficiente. È inoltre in corso l'elaborazione di una strategia e-health nazionale, che garantisca alla popolazione svizzera l'accesso a servizi sanitari di qualità, efficienti, sicuri ed economici.</p><p>I lavori sono coordinati dal comitato interdipartimentale sulla società dell'informazione, nel quale sono rappresentati tutti i dipartimenti e la Cancelleria federale. Il suo mandato scade alla fine del 2008. Oggigiorno, per passare alla società dell'informazione e del sapere non si tratta di creare nuovi processi, ma piuttosto di adeguare quelli già affermati nei vari settori specifici e aprirli a nuove possibilità tecnologiche. Solo allora i vantaggi dell'impiego delle TIC nell'interesse dell'economia e della società avranno pieno effetto. Quest'obiettivo può essere raggiunto solo se i servizi specializzati competenti per i processi sostengono il cambiamento e dunque l'attuazione della strategia, partecipandovi attivamente. Per questo motivo il Consiglio federale è favorevole a un intervento decentralizzato coordinato, che ha confermato nel gennaio 2006. Inoltre, adottando il messaggio "Vereinfachung des unternehmerischen Alltags" (Semplificare il lavoro quotidiano delle imprese) ha dato un chiaro segno della sua volontà di ridurre l'onere amministrativo mediante l'e-government.</p><p>Alla luce di quanto precede non vi è la necessità di ulteriori interventi e la mozione va respinta. Il collegio è invece disposto ad integrare la promozione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel programma legislativo 2007-2011.</p><p>Il Consiglio federale si riserva di richiedere alla seconda Camera di modificare la mozione in mandato di esame, se la mozione, contrariamente alla sua richiesta, dovesse essere accolta in Consiglio nazionale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.