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Dopo quasi due anni da "colomba", la Federal Reserve statunitense si è fatta "falco" annunciando mercoledì un radicale cambio di rotta che la porterà ad accelerare la fine delle sue misure di sostegno all'economia, colpita dalla crisi del coronavirus.
I tassi di interesse di riferimento (ora nella forchetta 0-0,25%) rimangono per il momento invariati ma cresceranno l'anno prossimo una volta concluso il programma di acquisto di obbligazioni, che terminerà in marzo e non in giugno come previsto finora, ha annunciato il numero uno Jerome Powell dopo due giorni di riunione. I ritocchi verso l'alto potrebbero essere tre nel corso del 2022, anche se ci si muoverà con prudenza per non soffocare la ripresa, minacciata dalle incertezze legate alla diffusione della variante Omicron.
La congiuntura è molto positiva (si stima un +5,5% del PIL nel 2021) e la disoccupazione in netto calo tanto che a fine anno dovrebbe situarsi al 4,3%. Si vuole però contrastare la forte inflazione che penalizza le economie domestiche, ha spiegato Powell. In novembre, su base annua, l'aumento dei prezzi ammontava al 6,8%, dato che non si vedeva negli Stati Uniti dal 1982 e che rappresenta oltre il triplo dell'obiettivo che la Fed stessa si era prefissata.