Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/231555

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di non prorogare l'obbligatorietà generale per l'IP Latte finché quest'ultima non garantirà un miglioramento a livello di creazione di valore e sicurezza della pianificazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>All'Assemblea dei delegati del giugno 2021, l'Interprofessione latte (IP Latte) ha deciso di modificare puntualmente il suo Regolamento per il contratto standard, le modalità per la prima e la seconda fase di acquisto nonché la segmentazione, migliorando ulteriormente la pianificazione e la trasparenza per i rivenditori di latte, in particolare per i produttori di latte. In base a queste nuove disposizioni, anche in caso di condizioni invariate, occorre informare i rivenditori di latte su quantità e prezzi. Ciascun acquirente di latte è quindi tenuto a notificare a tutti i fornitori i prezzi e le quantità dei singoli segmenti. La sola notifica di prezzi misti non è più ammessa. L'IP Latte ha altresì presentato al Consiglio federale una domanda tesa a conferire per altri quattro anni (1.1.2022-31.12.2025) il carattere di obbligatorietà generale al contratto standard secondo l'articolo 37 della legge sull'agricoltura (LAgr; RS 910.1).</p><p>Secondo l'IP Latte, gli elementi richiesti nella mozione 19.3952 "Attendibilità del contratto standard dell'IP Latte" non solo non permettono di ottenere alcun miglioramento, ma potrebbero persino comportare un peggioramento del sistema di segmentazione e quindi anche della stabilità di tutto il mercato. Ad esempio, se fosse necessario comunicare il prezzo del latte con tre mesi di anticipo, il prezzo del latte effettivamente pagato sarebbe inferiore, poiché con più largo anticipo si stabilisce il prezzo del latte, maggiore è la probabilità che gli acquirenti del latte tengano conto del rischio di fluttuazioni sul mercato nel momento in cui fissano il prezzo. Per questo motivo anche i rappresentanti dei produttori di latte in seno all'IP Latte si sono dichiarati contrari a un simile sistema, più stabile ma, nel complesso, più penalizzante per i produttori. Se possono contare sul latte del segmento B, gli addetti alla trasformazione hanno la certezza che con i prodotti da esso derivati rimangono concorrenziali nel comparto liberalizzato del mercato del latte. Se la fornitura di latte del segmento B fosse facoltativa per i produttori di latte, i principali addetti alla trasformazione utilizzerebbero più latte del segmento A per fabbricare gli attuali prodotti del segmento B e di conseguenza anche il prezzo pagato per il latte del segmento A diminuirebbe. L'IP Latte è convinta che la fornitura facoltativa di latte del segmento B segnerebbe la fine per il latte del segmento A pagato di più, mettendo a rischio il successo del modello di segmentazione. Pertanto anche i rappresentanti dei produttori di latte in seno all'IP Latte sono contrari.</p><p>Il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca si è adoperato, come sollecitato, affinché l'IP Latte integrasse le richieste della mozione 19.3952 nel contratto standard. Il contenuto del contratto standard è tuttavia di competenza dell'IP Latte. Nel messaggio sulla Politica agricola 2014-2017, in merito all'articolo 37 LAgr si afferma che le organizzazioni di categoria del settore lattiero sono quelle più adatte a decidere quali siano gli elementi e le modalità necessari e conformi alle esigenze della pratica per un contratto standard di acquisto di latte. Per questo motivo l'elaborazione di un contratto standard spetta alle organizzazioni di categoria del settore lattiero.</p><p>L'IP Latte ha peraltro fornito anche una motivazione in merito alla mancata attuazione delle richieste della mozione 19.3952. Nel complesso le disposizioni del contratto standard dell'IP Latte contribuiscono considerevolmente a migliorare l'obbligatorietà e la trasparenza nel commercio di latte crudo con conseguente rafforzamento anche della sicurezza della pianificazione e della creazione di valore per i produttori di latte.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.