Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/139949

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di completare gli studi e le analisi in corso sugli effetti della libera circolazione per verificare, con particolare attenzione alle zone di frontiera, l'effetto sui salari a seguito della sostituzione di manodopera residente:</p><p>a. tenendo conto dei casi in cui la sostituzione non avviene a parità di qualifiche (lavoratori con qualifiche superiori che sono assunti per impieghi con meno qualifiche e a condizioni e salari inferiori). </p><p>b. approfondendo il fenomeno di sostituzione della manodopera nel settore terziario, anche a livelli salariali relativamente alti (es. settori bancario e assicurativo);</p><p>c. distinguendo gli ambiti lavorativi in cui il ricorso alla manodopera frontaliera è dovuto prevalentemente a carenza di manodopera residente qualificata, rispetto a quelli dove l'assunzione di lavoratori frontalieri è volto ad assumere lavoratori a condizioni di lavoro più precarie e salari più bassi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che la forte immigrazione non ha provocato un effetto generale di sostituzione della manodopera in Svizzera, come hanno constatato i ricercatori delle università di Zurigo e di Losanna in uno studio dedicato appunto agli effetti di sostituzione, commissionato dal Consiglio federale stesso e pubblicato l'11 giugno 2013. L'unica eccezione visibile, seppur con un tasso di sostituzione debole, riguarda i lavoratori altamente qualificati. Nel campo d'indagine rientravano anche le zone frontaliere.</p><p>Durante l'ora delle domande del 17 giugno 2013 (domanda Carobbio-Guscetti 13.5266), il Consiglio federale ha riconosciuto che le problematiche riguardanti il mercato del lavoro sono più sensibili nelle zone frontaliere e affermato che intendeva rimanere in contatto con le autorità cantonali.</p><p>Il 12 agosto 2013 il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha risposto positivamente a una richiesta del Gran Consiglio ticinese chiedendo uno studio specifico per il Ticino.<b></b>Il 29 novembre 2013, durante l'incontro con le autorità cantonali e la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), è stato deciso di approfondire i livelli dei salari al momento dell'assunzione, il possibile effetto sostitutivo nel cantone e le differenze tra la percezione della libera circolazione e i dati disponibili.<b></b>Lo studio sarà effettuato dall'Istituto di ricerche economiche dell'Università della Svizzera italiana con il sostegno attivo della SECO. I risultati saranno pubblicati nell'autunno 2014.</p><p>In passato la Confederazione ha già sostenuto i cantoni per analizzare il mercato del lavoro. Nel 2008, a richiesta dei cantoni del Giura e di Neuchâtel, la SECO aveva commissionato uno studio per analizzare gli effetti della libera circolazione delle persone lungo l'arco giurassiano. In agosto 2013 il cantone Ginevra ha pubblicato autonomamente uno studio sul rischio di dumping salariale sul territorio cantonale.</p><p>In altre parole, la situazione del mercato del lavoro nelle zone frontaliere più sensibili è già sotto stretta sorveglianza. Queste iniziative rientrano nel mandato di "osservazione del mercato del lavoro" della Confederazione.</p><p>Il postulato, in particolare, chiede che gli studi esistenti esaminino sistematicamente anche l'effetto di sostituzione sui salari e sulle qualifiche, nel settore terziario e con riguardo al ricorso alla manodopera frontaliera. Questo desiderio di approfondire è comprensibile, ma il Consiglio federale reputa che sarebbe più opportuno tener meglio conto delle specificità regionali del mercato del lavoro ed esaminare, con i cantoni che lo richiedono, il fabbisogno di analisi complementari e i relativi contenuti. I problemi che possono emergere sul mercato del lavoro, infatti, non sono gli stessi a seconda che si prendano in considerazione le zone frontaliere della Svizzera romanda, del Ticino o della Svizzera orientale.</p><p>Il Consiglio federale, pertanto, continuerà a esaminare qualsiasi richiesta dei cantoni che desiderano osservare da vicino gli aspetti legati alla libera circolazione delle persone sui rispettivi mercati del lavoro. La Confederazione stessa, inoltre, promuove degli studi di questo tipo quando ad esempio constata la necessità specifica di raccogliere informazioni oppure a richiesta della commissione tripartita federale.</p><p>Il 9 febbraio 2014 popolo e cantoni hanno accettato l'iniziativa "No all'immigrazione di massa". Il Consiglio federale esaminerà entro il prossimo mese di giugno 2014 le possibili modalità di mantenere le misure collaterali in un sistema di contingentamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.