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È stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Westminster, a Londra, l'ex trader di UBS e Citigroup Tom Hayes, accusato di truffa nell'ambito dello scandalo Libor. Hayes, 33 anni, incriminato martedì dal Serious Fraud Office (SFO) britannico, dovrà comparire di nuovo in tribunale per un'udienza preliminare il 4 luglio.
I capi d'imputazione riguardano otto casi di truffa (conspiracy to defraud nella Common Law britannica) tra l'agosto 2006 e il settembre 2010 in associazione con altri dipendenti di UBS, Citigroup, JP Morgan Chase, Royal Bank of Scotland (RBS), Deutsche Bank, ICAP, RP Martin, Tulley Prebon, Rabobank e HSBC, compiuti "con l'intenzione di arrecare danno agli interessi economici di terzi e/o di ottenere un vantaggio personale per se stesso o terzi", secondo la giustizia britannica. Durante la sua breve apparizione in aula Hayes ha solamente confermato il proprio nome, indirizzo e data di nascita.
Arrestato lo scorso dicembre e poi rilasciato su cauzione, il 33enne è nel mirino anche delle autorità americane, che lo ritengono una figura centrale nello scandalo sul tasso di riferimento nei mercati finanziari. Il trader ha lavorato per UBS dal 2006 al 2009, poi era passato a Citigroup.
Oltre a Hayes il SFO aveva arrestato e interrogato in dicembre anche altri due cambisti. Pochi giorni dopo negli Stati Uniti furono rinviati a giudizio Hayes e l'ex trader di UBS Roger Darin.
Sempre lo scorso dicembre UBS aveva concordato il versamento di 1,5 miliardi di dollari alle autorità americane e britanniche. La britannica Barclays aveva patteggiato nel giugno 2012 una multa di 453 milioni di dollari, Royal Bank of Scotland in febbraio un'ammenda di 612 milioni di dollari.
Ieri in un rapporto di una commissione parlamentare di Westminster è stato chiesto di adottare pene più severe contro i banchieri che violano le regole.