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Il Parlamento dovrà nuovamente pronunciarsi sull'articolo 293 del codice penale, che punisce le persone che pubblicano un atto tenuto segreto per legge.
La regola rappresenta un pomo della discordia da anni, poiché punisce chi pubblica l'informazione e non chi vìola il segreto.
Sulla base di un'iniziativa parlamentare dell'ex consigliere nazionale Josef Lang (Verdi/ZG), le Camere dovranno discutere un'ulteriore volta dell'articolo. Il testo chiede che venga abolito, poiché limita troppo la libertà di stampa.
La maggioranza della commissione degli affari giuridici del Nazionale si è opposta all'abolizione, suggerendo piuttosto di completare la norma, esentando da punizioni le pubblicazioni che non vanno contro alcun interesse pubblico o privato. Questa versione si avvicinerebbe a quella della Corte europea dei diritto dell'uomo.
Media a favore dell'abolizione
Nel corso di una procedura di consultazione, i media si sono invece pronunciati con forza a favore dell'abolizione dell'articolo 293. La sezione svizzera di Reporter senza frontiere (RSF) critica il fatto che la norma si basa su una definizione formale della preservazione del segreto.
"Giornalisti possono venire condannati senza che i fatti pubblicati siano veramente di natura sufficiente a essere tenuta segreta", ha affermato RSF. Secondo l'organizzazione, la "versione addolcita" dell'articolo, proposta dalla commissione, minaccia il diritto costituzionale della collettività a essere informata.
Secondo Syndicom, questa reliquia giuridica deve essere soppressa senza essere rimpiazzata. Contravviene all'evoluzione sociale e politica nei confronti dei segreti di Stato e "rimane ancorata allo spirito della Guerra fredda". La proposta della commissione non fa poi altro che delegare il problema ai tribunali.
Anche l'organizzazione professionale dei giornalisti Impressum e l'associazione per un utilizzo critico dei media ARBUS non ne vogliono più sapere dell'articolo 293. "I media devono poter svolgere senza disturbo il loro ruolo di vigilanza dello Stato e della sua amministrazione", sostiene ARBUS.
Lotta in Parlamento
Le opinioni dei partiti sul tema sono divergenti. Il PS sostiene i giornalisti, e si batte quindi per l'abolizione dell'articolo del codice penale. UDC e PLR sono a favore dello status quo.
Secondo i democentristi la soppressione avrebbe come conseguenza "una lacuna nella protezione contro la divulgazione di segreti". Il PPD sostiene invece una modifica della legge, ma è più favorevole all'idea di un compromesso.
SDA-ATS