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La realtà virtuale immersiva, con tanto di ''terapista'' virtuale potrebbe aiutare a ridurre la paura dell'altezza patologica. La dimostrazione arriva da un lavoro pubblicato sulla rivista The Lancet Psychiatry, il primo trial clinico a dimostrare che la realtà virtuale funziona bene da sola, quindi senza la necessità della presenza di un terapista in carne e ossa. Lo studio è stato condotto da Daniel Freeman della University of Oxford, ed ha coinvolto 100 pazienti con diagnosi clinica di fobia dell'altezza, una tra le più comuni che arriva a interessare una persona su 5, una su 20 in modo grave.
Nella sperimentazione 49 dei cento partecipanti dovevano partecipare a sei sessioni (30 minuti l'una) nell'arco di due settimane di 'terapia virtuale', a cominciare con il dialogo con un coach 'immaginario' a video che dà consigli generali su come gestire la fobia. Nel training i pazienti dovevano fare esercizi legati alla loro paura, ad esempio giocare a palla vicino al margine di un pendio, camminare su una piattaforma nel vuoto e altre 'prove' molto difficili per chi ha paura del vuoto. Gli altri partecipanti al trial semplicemente dovevano continuare le cure standard, che spesso significava nessuna terapia. Ebbene, è emerso che coloro che hanno eseguito le due settimane di prove virtuali hanno visto ridursi significativamente la propria fobia del vuoto, con effetti che perdurano anche a un anno dal trattamento.
Si tratta di un approccio promettente, sottolineano gli autori, perché mostra la possibilità di fare terapia senza dover far riferimento a un terapeuta in carne e ossa, cosa che potrebbe aiutare a trattare un numero maggiore di persone e potrebbe essere estesa anche ad altre forme di fobia patologica.