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Si è concluso con una condanna a 24 mesi di detenzione, sospesa condizionalmente per 5 anni, il processo nei confronti di un 42enne italiano domiciliato nel Bellinzonese ritenuto colpevole di ripetuti abusi sessuali commessi tra il 2012 al 2014 ai danni della figlia minorenne (di età fra i 13 e i 15 anni all’epoca dei fatti) dell’allora moglie. È questa la sentenza pronunciata nel tardo pomeriggio dal giudice Marco Villa, presidente della Corte delle Assise criminali di Bellinzona riunite a Lugano. La Corte ha inoltre riconosciuto la richiesta di risarcimento per torto morale pari a 20mila franchi, sollecitata dall’accusatore privato Cesare Lepori, patrocinatore della vittima.
Prima di pronunciare la sentenza il giudice ha ribadito la gravità dei fatti nonostante la confessione da parte dell’uomo, il quale questa mattina ha riconosciuto tutti i capi d’accusa nei propri confronti dopo aver invece negato, durante l'inchiesta, la grande maggioranza dei reati. Stamane il procuratore pubblico Zaccaria Akbas al termine della requisitoria aveva proposto una pena di 2 anni e 10 mesi, di cui 6 da espiare, da sospendere condizionalmente per un periodo di 3 anni. Il difensore (avvocato Stefano Camponovo) si era invece battuto per una condanna a 24 mesi sospesa per due anni di prova.