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<h2>SubmittedText<h2><p>Le prospettive energetiche pubblicate dall'UFE si basano su un prezzo del petrolio di 30 dollari al barile (scenario massimo dei prezzi: 50 dollari). Nel frattempo il prezzo del greggio oscilla tra i 90 e i 100 dollari al barile; anche le altre energie non rinnovabili hanno subito un notevole rincaro fino a decuplicare il loro prezzo (uranio). Al contrario, le tecniche connesse alle energie rinnovabili sono in continua ascesa e regolarmente ogni 18 mesi (fotovoltaico) o ogni 36 mesi (energia eolica) registrano un raddoppio dei nuovi impianti, diventando pure sempre più convenienti.</p><p>1. Anche il Consiglio federale è dell'opinione che le prospettive energetiche debbano essere aggiornate sulla base di questi nuovi principi?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a procedere ad una nuova valutazione della valenza delle tecniche di efficienza e delle energie rinnovabili?</p><p>3. Il collegio è in grado di presentare in una forma semplice e comprensibile le dichiarazioni implicite delle "prospettive energetiche" in merito a una sostituzione, possibile da un punto di vista tecnico, delle centrali nucleari con energie rinnovabili, così come è stato fatto per la prima volta da Prognos in occasione della conferenza organizzata dalla Fondazione svizzera dell'energia? (cfr. Almut Kirchner, Vincent Rits: Scenari per il futuro dell'elettricità in Svizzera, lucidi 52 e 53, http://www.energiestiftung.ch/files/ses_fachtagung/</p><p>Fachtagung_2007/praesentation_kirchner_</p><p>rits_ses_08_31.pdf - disponibile solo in tedesco)</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le prospettive energetiche sono state elaborate a lungo termine e non tengono in considerazione le evoluzioni dei prezzi a breve termine. I prezzi contenuti nelle prospettive energetiche si rifanno ad ipotesi dell'Agenzia internazionale dell'energia, la quale, sulla base delle riserve oggi conosciute, non prevede una carenza di petrolio prima del 2030. A lungo termine, di conseguenza, i prezzi del petrolio rimangono costanti, almeno fino a quando vi saranno sufficienti soluzioni di sostituzione (p. es. gas, carbone o uranio).</p><p>Lo scenario di riferimento prevede un prezzo del petrolio di 30 dollari al barile (in termini reali, base 2003) con una forbice fino a 50 dollari al barile. In termini nominali, ciò corrisponde ad un prezzo al barile nel 2035 pari a rispettivamente 59 e 88 dollari. L'influenza di un prezzo elevato a lungo termine del petrolio sulla crescita economica, sui cambiamenti strutturali e sulla domanda e l'offerta energetica è stata analizzata nell'ambito di uno studio complementare alle prospettive energetiche. Questo studio giunge alla conclusione che un prezzo del petrolio costantemente superiore ai 100 dollari è irrealistico, viste le alternative esistenti e le possibilità di sostituzione disponibili.</p><p>Il prezzo dell'uranio ha registrato un'impennata. Tuttavia, considerando che i costi del combustibile rappresentano meno del 10 per cento dei costi di elettricità di una centrale nucleare, le ripercussioni sono sensibilmente più contenute rispetto alle centrali alimentate da energie fossili. Al riguardo va notato che, oltre ai costi dell'uranio e dei vettori energetici fossili, sono aumentati pure i costi dell'acciaio e del rame, materie prime utilizzate, ad esempio, per la costruzione di impianti eolici. Questo aumento dei prezzi e la forte crescita della domanda di energie rinnovabili comportano un notevole aumento dei costi di costruzione. Secondo i calcoli dell'Ufficio federale dell'energia, i costi dell'energia eolica sono aumentati quasi del 50 per cento rispetto a quelli presentati nel 2003 nell'ambito della strategia sull'energia eolica.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Il Consiglio federale non condivide l'opinione secondo la quale le prospettive energetiche devono essere aggiornate. Esse tengono conto, sotto diversi aspetti e nella misura necessaria per una prospettiva a lungo termine, degli attuali sviluppi e offrono quindi sufficienti garanzie.</p><p>2. Il 21 febbraio 2007, riguardo alla strategia energetica della Svizzera, il Consiglio federale ha definito nuovi principi in materia di politica energetica. La strategia poggia su quattro pilastri: misure di efficienza energetica, promovimento delle energie rinnovabili, politica estera in materia energetica e impianti di grande potenza. Il 21 febbraio 2008, il Consiglio federale ha adottato, tra l'altro, misure contemplate nei piani d'azione sull'efficienza energetica e sulle energie rinnovabili, elaborate dall'Ufficio federale dell'energia, confermando così la notevole valenza delle questioni. Per tutte le tecnologie e i vettori energetici va tuttavia considerato il bilancio ecologico globale.</p><p>3. Le possibilità tecniche di sostituzione delle centrali nucleari mediante energie rinnovabili sono presentate in maniera dettagliata nelle prospettive energetiche 2035 (volume 2). Se l'energia nucleare figura ancora nei grafici come mezzo per colmare deficit elettrici, ciò è dovuto al fatto che le centrali di Gösgen e Leibstadt saranno messe fuori esercizio solo dopo il 2035. Il rapporto di sintesi delle prospettive energetiche presenta un riassunto dei potenziali delle energie rinnovabili necessari per colmare interamente, secondo lo scenario III, le lacune di elettricità.</p>  Risposta del Consiglio federale.