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Il governo sudcoreano ritiene che i nazionalisti giapponesi di estrema destra tenteranno prima o poi lo sbarco alle Dokdo, in risposta alla visita del presidente Lee Myung-bak alle isole nel mar del Giappone amministrate da Seul e rivendicate da Tokyo con il nome di Takeshima.
Lo riporta il quotidiano "Chosun Ilbo" citando in forma anonima un funzionario secondo cui "le probabilità di un'azione del genere sono più forti che mai", prendendo come spunto gli attivisti cinesi sbarcati sulle Senkaku, isole contese da Pechino e Tokyo.
Il governo di Seul ha messo a punto nel 2005 un piano per contrastare azioni dimostrative alle Dokdo con tanto di esercitazioni annuali dettagliate e modulate in base a sei diversi scenari.
La polizia marittima sudcoreana ha nelle immediate vicinanze motovedette di 3'000-5'000 tonnellate, in grado di intervenire in tempi rapidi e di bloccare anche navi di grandi dimensioni.
Nonostante i piani di sicurezza, la stessa polizia marittima non ha escluso che blitz condotti su mezzi veloci possano centrare l'obiettivo di raggiungere le isole.
Le Dokdo/Takeshima sono circondate da circa 90 formazioni rocciose tra cui due isole principali vicine tra loro, più simili a grandi scogli, nel cui mezzo c'è l'unico porticciolo difficile da raggiungere con onde alte. A complicare il quadro, inoltre, ci sono numerose scogliere sommerse che rendono quanto mai complicato un tentativo di attracco.
SDA-ATS