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Grazie all'impegno di Alicia De Barrantes e di Luise Sinnhuber il modello SOS prende corpo anche in Nicaragua.
In seguito al terremoto che distrugge Managua nel 1972, SOS Villaggi dei Bambini decide di iniziare ad operare in Nicaragua.
Il primo Villaggio SOS apre nell'aprile del 1973 ad Esteli, nel nord ovest del paese. La maggior parte dei bambini accolti è rimasta orfana dopo la catastrofe.
A causa della disoccupazione e delle condizioni di povertà di molte famiglie, SOS costruisce altri Villaggi SOS nella parte occidentale del Nicaragua.
Per aiutare le mamme single e le famiglie con molti bambini durante le ore di lavoro, vengono attivati diversi Centri Sociali SOS, per la cura diurna dei bambini.
Gli anni della guerra civile, iniziata nel 1978, lasciano il Nicaragua in una situazione economica precaria. Solo poche città dispongono del numero adeguato di strutture scolastiche e molte famiglie non riescono a garantire l'istruzione ai propri figli.
Per questo i Villaggi SOS costruiscono sia scuole elementari sia medie. Oggi queste istituzioni scolastiche sono riconosciute ufficialmente ed hanno un'eccellente reputazione.
Nell'ottobre del 1998 l'uragano Mitch distrugge buona parte del Nicaragua. SOS Villaggi dei Bambini attiva immediatamente un programma di emergenza che fornisce cibo a 11.500 persone e medicine agli ospedali. A Leon SOS accoglie in emergenza bambini con le loro mamme.
Nel 2003 SOS Villaggi dei Bambini del Nicaragua ha attivato un programma di Rafforzamento Familiare, per evitare che i bambini vengano abbandonati o sfruttati dalle loro famiglie in difficoltà.
Oggi in Nicaragua ci sono 6 Villaggi SOS, 4 Case del Giovane SOS, 2 Scuole SOS Hermann Gmeiner, 1 Centro di Formazione Professionale SOS e 20 Centri di Sviluppo Sociale SOS.