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NEW YORK - A più di due anni dal matrimonio reale tra il principe Harry e Meghan, che l'ha visto pronunciare un'appassionata omelia, il reverendo Michael Curry ha confessato che cos'abbia significato per lui quel giorno.
«Dopo che ho pronunciato il sermone ricordo che è stato come se potessi sentire le voci degli schiavi» risuonare nella Cappella di San Giorgio al Castello di Windsor, ha confessato a People il vescovo, che è a capo della Chiesa episcopale americana. «È un segno di speranza che un discendente di persone che sono state catturate per il traffico degli schiavi, probabilmente il traffico degli schiavi britannico, sia stato alla presenza della Regina d'Inghilterra e abbia citato una delle loro canzoni», ha aggiunto.
Il canto in questione è "There is a Balm in Gilead". Il prelato 67enne ha precisato che la manifestazione uditiva non era «spettrale», «ma è come se le loro voci fossero state in qualche modo udite quel giorno».
Il reverendo Curry ha fatto queste dichiarazione in occasione dell'uscita del suo ultimo libro, "Love is the Way" ("L'amore è la via").