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Wayne Rainey, tre volte campione del mondo, parla del Cabroncito. «Vedere Alex in Ducati potrebbe farlo riflettere».
«Ora Marc vive una fase di stallo. Deve limitare gli errori in pista, ma per riuscirci ha bisogno di una moto che gli dia fiducia».
JEREZ - Qualcuno salvi il soldato Marc Marquez. Tra errori suoi, infortuni più o meno ricorrenti e una Honda (troppo) spesso imbizzarrita, il pilota spagnolo fa fatica a vedere la luce in fondo al tunnel. Se la “Casa Alata” ha appena ritrovato il successo in MotoGP con Alex Rins dopo lunga attesa (un lampo), il Cabroncito è ancora ai box dopo il botto di Portimão che lo ha costretto a saltare le ultime due gare.
La speranza è quella che Marc rientri integro il prima possibile - probabilmente già il 30 aprile a Jerez -, ma intanto il suo futuro resta piuttosto nebuloso. E così lo statunitense Wayne Rainey, vincitore di 3 titoli Mondiali nella classe 500 a inizio anni ‘90, dà un consiglio al numero 93.
«Il mio punto di vista è piuttosto semplice: sono dell’idea che potrebbe avere bisogno di aria fresca… magari cambiando moto e Team - spiega il 62enne - Si vede chiaramente che i piloti Honda fanno fatica rispetto agli avversari e Marquez non deve certo dimostrare il suo valore». Insomma non è lui il problema… anzi. Tante volte proprio Marc ha trainato la Honda, team in cui milita dal 2013. Ora però, forzando la mano, è incappato in altre cadute e infortuni.
«Attualmente vive una fase di stallo. Deve limitare i rischi e gli errori in pista, ma per riuscirci ha bisogno di una moto che gli dia fiducia. Sono certo che il pensiero di cambiare team gli stia passando per la testa. E vedere le prestazioni di suo fratello Alex, che ora guida una Ducati, potrebbe condizionare i suoi ragionamenti per il futuro della sua carriera».