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Toccherà all'assemblea dei delegati, il 22 agosto, esprimersi sulla nomina del ticinese alla presidenza del partito.
Non percepirà alcun salario, ma un rimborso spese «adeguato». Diventerebbe il primo presidente che proviene dalla Svizzera latina
BERNA - Il comitato direttivo dell'UDC suggerisce il ticinese Marco Chiesa quale candidato unico alla presidenza. «Il consigliere agli Stati si impegna a fondo per il benessere della Svizzera e per raggiungere gli obiettivi del partito», si legge in un comunicato odierno. Il voto decisivo si terrà il 22 agosto all'assemblea dei delegati in programma a Brugg (AG).
Uno dei vantaggi di Chiesa, oltre all'attaccamento ai valori del partito, è la provenienza dalla Svizzera latina, dove l'UDC ha il maggiore potenziale di crescita, indica il comunicato. Fra le varie cose, il comitato ha deciso che il presidente non percepirà alcun salario, «ma un adeguato rimborso spese».
Provenendo da un cantone di confine, Chiesa lotta da anni contro l'immigrazione incontrollata, il traffico sulle strade, i crescenti prezzi degli immobili e la concorrenza sleale sui mercati, che provocano dumping salariale. Fra i punti che hanno colpito di più il comitato, vi sono il suo impegno per l'indipendenza della Svizzera e il suo sguardo critico sui tentativi di pressione da parte dell'Unione europea.
Giovedì scorso la Commissione cerca aveva suggerito ai vertici di presentare solamente Chiesa alla candidatura e il consiglio è stato seguito. Fin da subito era stato inserito nella lista dei favoriti e il diretto interessato ha già reso noto di accettare la candidatura.
Chiesa - sposato e padre di due bambini - si è laureato in economia d'impresa presso l'Università di Friburgo. Parla correntemente italiano e francese, così come un buon tedesco. Se venisse effettivamente votato dalla maggioranza dei delegati il 22 agosto, il 45enne diventerebbe il primo presidente dell'UDC proveniente dalla Svizzera latina.
Secondo esperti contattati da Keystone-ATS nei giorni scorsi Chiesa, pur essendo fedele alla linea classica del partito, si distingue per i suoi modi garbati e la ricerca del dialogo, cosa che potrebbe aver fatto la differenza nella selezione del candidato.
Quale vicepresidente al posto del ticinese per il biennio 2020-2022 verrà invece proposto il nome del consigliere nazionale lucernese Franz Grüter.
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