Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/133853

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 20 febbraio 2013, il ministro tedesco dell'ambiente, Peter Altmaier, membro della CDU (Unione cristiano-democratica), parlando con la "Frankfurter Allgemeine Zeitung" ha dichiarato che l'abbandono dell'energia nucleare entro il 2022 e il passaggio alle energie rinnovabili entro la fine del terzo decennio di questo secolo potrebbe costare alla Germania 1000 miliardi di euro. Quest'importo corrisponde, in particolare, alle sovvenzioni per gli esercenti di impianti a energie rinnovabili (energia solare, eolica o da biomassa) e ai costi per il potenziamento delle reti ad alta tensione, per la mobilità elettrica e per il risanamento degli edifici.</p><p>Per il ministro tedesco non si tratta di scatenare un dibattito sull'abbandono del nucleare, quanto piuttosto di stimare i costi di tale operazione e di presentarli in maniera trasparente all'opinione pubblica.</p><p>Vorrei pertanto chiedere al Consiglio federale se ha l'intenzione, alla luce delle recenti stime del ministro tedesco dell'ambiente, di fornire una valutazione specifica dei costi delle misure previste nella Strategia energetica 2050 per abbandonare l'energia nucleare.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si permette di riprendere parzialmente la risposta all'interpellanza 12.3735, "Procedere in tempi rapidi a un'analisi delle conseguenze economiche dell'abbandono del nucleare".</p><p>Il 25 maggio 2011 il Consiglio federale ha deciso di abbandonare gradualmente l'energia nucleare. Dopo l'esame di tre varianti di offerta in materia di approvvigionamento elettrico, ha stabilito che il futuro approvvigionamento elettrico della Svizzera si dovrà basare sulla variante 2, secondo la quale le attuali centrali nucleari dovranno essere disattivate al termine del loro ciclo di vita stabilito in funzione di criteri di sicurezza tecnici senza essere sostituite con nuove centrali nucleari. La variante 1 prevedeva lo "status quo", con la continuazione dell'attuale sistema di produzione di energia elettrica e l'eventuale sostituzione anticipata delle tre centrali nucleari più vecchie, per garantire la massima sicurezza possibile; la variante 3 contemplava l'abbandono anticipato del nucleare con disattivazione delle attuali centrali nucleari prima dello scadere del loro ciclo di vita.</p><p>Dopo che sono state accolte la mozione del gruppo dei Verdi11. 3257, "Abbandonare il nucleare", del 18 marzo 2011, la mozione del gruppo del Partito borghese democratico 11.3426, "Nessuna nuova autorizzazione di massima per la costruzione di centrali nucleari", del 14 aprile 2011, e la mozione Schmidt Roberto 11.3436, "Abbandono graduale dell'energia nucleare", del 14 aprile 2011, sia il Consiglio degli Stati (in data 28 settembre 2011) che il Consiglio nazionale (in data 6 dicembre 2011) hanno avvallato la decisione del Consiglio federale di abbandonare il nucleare.</p><p>Fra settembre 2012 e gennaio 2013 ha avuto luogo la procedura di consultazione sulla Strategia energetica 2050. Nel contempo sono stati pubblicati sul sito Internet dell'Ufficio federale dell'energia (UFE), fra l'altro, i seguenti rapporti (disponibili solo in tedesco) che analizzano in maniera approfondita gli effetti sull'economia nazionale della Strategia energetica 2050:</p><p>- Die Energieperspektiven für die Schweiz bis 2050: Energienachfrage und Elektrizitätsangebot in der Schweiz 2000-2050 (UFE, Prognos e Infras 2012);</p><p>- Energiestrategie 2050 - volkswirtschaftliche Auswirkungen (UFE e Ecoplan 2012);</p><p>- Volkswirtschaftliche Massnahmenanalyse zur Energiestrategie 2050 (SECO 2012).</p>  Risposta del Consiglio federale.