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La Commissione degli affari giuridici agli Stati, sull'iniziativa ticinese che le vuole protette per legge per 12 mesi
BERNA - L'iniziativa del canton Ticino secondo cui le madri che lavorano non devono poter essere licenziate nei 12 mesi successivi alla nascita del figlio non piace alla Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S), che l'ha bocciata per 7 voti contro 5. Essa ritiene che l'attuale protezione contro la disdetta per le neomamme sia sufficiente.
Oltre alla protezione contro il licenziamento, l'iniziativa vuole che nell'anno seguente al parto le madri debbano poter fruire di un congedo non retribuito pari al massimo al 30% del proprio grado di occupazione previsto dal contratto.
La maggioranza della commissione proporrà però al plenum di non accogliere il testo. La decisione, si legge in una nota dei servizi parlamentari, si basa su studi pertinenti che evidenziano come la maggior parte delle giovani madri possano raggiungere un accordo amichevole con i propri datori di lavoro. Non vi è dunque la necessità di potenziare la protezione a questa voce.
Una minoranza pensa invece che un intervento sia doveroso e pertanto chiede di dare seguito all'iniziativa ticinese. A suo avviso, molte neomamme lasciano il proprio posto dopo che questo passo è stato suggerito loro dal datore di lavoro oppure perché non sono riuscite a ridurre il grado di occupazione. Si tratterebbe di casi non presi in considerazione dai sopraccitati studi.
La questione verrà affrontata dal Consiglio degli Stati nel corso della sessione invernale.