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Da "Gazzetta Ticinese" a "Il Giornale", poi al Corriere del Ticino. Marcello Foa nominato al vertice della Rai.
Uno dei più importanti giornalisti italiani, Sergio Zavoli (famoso per le trasmissioni "Viaggio intorno ad un uomo" e soprattutto "Le notti della Repubblica") assunse la presidenza Rai all'inizio degli anni '80 e dopo una lunga carriera giornalistica (ricordiamolo, Zavoli era di area socialista, come tutti i presidenti Rai nella Prima Repubblica e senza ombra di dubbio era ritenuto il "senatore", assieme a Enzo Biagi, dei giornalisti della Rai della Prima repubblica.). Dopo di lui alla presidenza di viale Mazzini è arrivato Enrico Manca, famoso per essere stato un esponente di spicco della sinistra socialista (quella di Giacomo Mancini e Francesco De Martino) e per aver buttato fuori nell'86 Beppe Grillo dalla Rai, per una bella battuta del comico genovese sul viaggio di Craxi in Cina.
A seguire arrivò il professore bocconiano Dematté, dando vita alla stagione della Rai dei professori; lo scrittore di "Gruppo 63" (club intellettuale di scrittori in cui militavano personaggi del calibro di Paolo Volponi, Pier Paolo Pasolini, Edoardo Sanguineti, ... , Umberto Eco) Enzo Siciliano; Lucia Annunziata, un esordio a "Il Manifesto", per poi divenire una delle giornaliste di sinistra più importanti d'Italia, e oggi direttrice dell'"Huffinghton Post Italia"; ma anche l'ex ministro del Governo Berlusconi, poi approdato a Palazzo Marino, Letizia Moratti.
E adesso lui, Marcello Foa, con esordi nel quotidiano più a destra che il Ticino abbia mai avuto, la "Gazzetta Ticinese" di Giovani Casella, per poi approdare a "Il Giornale" di Paolo Berlusconi, dove dopo l'epurazione di Indro Montanelli e seguaci assunse ruoli redazionali più importanti fino ad arrivare, nei primi anni 2000, a dirigere ilGiornale.it (quando la versione cartacea era diretta da Vittorio Feltri, che poi ha dovuto prendere una pausa per la "macchina del fango" inventata di sana pianta nello "scandalo Boffo".). Se Feltri dovette lasciare la direzione della versione cartacea, Marcello Foa approdò in Ticino, dove assunse la carica di ceo (o se si preferisce amministratore delegato) del gruppo editoriale del Corriere del Ticino (da prima denominato Timedia, poi Mediati, poi Corriere del Ticino Group).
Foa diventa presidente della Rai per volontà di Di Maio e Salvini (soprattutto per volontà del secondo) e dunque possiamo dire senza problemi che è il primo presidente Rai di area leghista. Lui, con un passato nelle testate di Berlusconi, che infatti alla fine ha deciso di sostenere l'ex direttore della sua testata ilGiornale.it. Adesso Marcello Foa, che già qualche anno fa tentò di diventare direttore generale della Rsi, candidandosi alla successione di Dino Balestra (ma gli fu preferito Maurizio Canetta), dovrà dimostrare di essere capace di "trottare" sul cavallo di viale Mazzini.