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Le disposizioni sulla naturalizzazione agevolata devono applicarsi anche agli stranieri in unione domestica registrata con cittadini svizzeri.
È l'opinione della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) che, con 17 voti contro 6, ha deciso di depositare una iniziativa parlamentare a tale scopo.
Oggi, ricorda la CIP-N, i cittadini stranieri che vivono in unione domestica registrata sono decisamente svantaggiati rispetto agli stranieri sposati regolarmente con uno svizzero. Mentre questi ultimi (a condizione che vivano da almeno tre anni in unione coniugale e abbiano risieduto nella Confederazione complessivamente per cinque anni) possono presentare domanda di naturalizzazione agevolata, i partner registrati che desiderano ottenere la cittadinanza svizzera devono affrontare la procedura molto più onerosa della naturalizzazione ordinaria.
Grazie al progetto presentato oggi si potrà porre rimedio a questa disparità di trattamento che non rispetta il divieto costituzionale di discriminazione. Concretamente, la commissione propone una revisione della Costituzione e modifiche legislative che conferiranno alla Confederazione la competenza di disciplinare l'acquisizione e la perdita della cittadinanza non solo per origine, matrimonio e adozione, ma anche per unione domestica registrata.
Una minoranza della Commissione propone di non entrare in materia sul progetto. Dal suo punto di vista le agevolazioni presenti nel diritto vigente sono sufficienti.
SDA-ATS