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TIRANA - La Corte per i reati gravi di Tirana ha condannato questa sera a 5 anni di reclusione per "abuso d'ufficio" l'ex ministro dell'Interno Saimir Tahiri. A causa del rito abbreviato la condanna viene ridotta a 3 anni e 4 mesi di affidamento in prova al servizio sociale e il divieto per lo stesso periodo di svolgere funzioni pubbliche.
Con la sua sentenza la Corte ha respinto la richiesta della procura che proponeva una condanna a 12 anni di reclusione per le accuse di "traffico di sostanze stupefacenti" e "associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga".
L'ex ministro del governo del premier socialista di Edi Rama, in carica fino allo scorso marzo 2017, è finito sotto inchiesta a seguito delle indagini condotte in Italia, e che hanno portato, nell'ottobre dello stesso anno, allo smantellamento di un'organizzazione criminale composta da italiani ed albanesi dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di armi.
Tahiri è stato sospettato di aver avuto legami con due membri dell'organizzazione, i fratelli Moisi e Florian Habilaj, il primo arrestato in Italia mentre il secondo è ancora ricercato. Gli Habilaj sono parenti dell'ex ministro, il cui nome è spuntato parecchie volte nelle intercettazioni effettuate dagli inquirenti italiani. Nel maggio del 2018, Tahiri si è dimesso dal parlamento, finendo subito dopo agli arresti domiciliari, per essere poi indagato a piede libero.
Dopo la sentenza, l'ex ministro si è detto stupefatto. «Per due anni sono stato indagato come parte di un gruppo criminale. Adesso mi hanno condannato solo perchè alcuni miei cugini hanno fatto il mio nome», ha detto non senza ironia Tahiri, annunciando che farà immediatamente appello.