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Tre morti nelle ultime ore hanno portato a 18 il numero delle persone decedute durante l'ondata di proteste iniziata venerdì scorso in Cile, scoppiate per via dell'aumento delle tariffe della metropolitana a Santiago ed estese ad altre regioni del Paese.
Il sottosegretario agli Interni, Rodrigo Ubilla, ha confermato la morte di tre persone nelle ultime 24 ore, compreso un uomo che è morto nell'ospedale Posta Central di Santiago, dopo essere stato picchiato dalla polizia, secondo quanto denunciano i familiari.
La vittima è Alexis Nuez Sandoval, "del comune di Maipú, che ieri è morto nel Posta Central. La causa, secondo quanto affermato dalla sua famiglia, sarebbe un pestaggio realizzato dalla polizia", ha detto Ubilla, aggiungendo che sono in corso due procedimenti giudiziari: una denuncia dell'Istituto nazionale dei diritti umani (Indh) e un'indagine della procura.
Ubilla ha anche confermato che "ci sono una serie di denunce, non solo da parte dell'Indh, per diverse situazioni di trattenimenti illegittimi. Attendiamo che tutte queste cose siano chiarite, fanno parte delle indagini in corso".
Il funzionario ha inoltre riferito che gli arrestati per atti violenti sono diminuiti, mentre sono aumentati quelli dovuti a violazioni del coprifuoco, da 438 a 592. Anche la partecipazione alle manifestazioni è aumentata, raggiungendo 220'000 persone in tutta la nazione. Per quanto riguarda i feriti, ha riferito di 95 appartenenti alle forze armate e 102 civili.
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