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La Svizzera e altri otto Stati daranno il 10% delle proprie dosi di vaccino contro l'influenza A (H1N1) a paesi in via di sviluppo. Sul piano interno, i costi per la vaccinazione della popolazione elvetica saranno assunti da Confederazione, cantoni e assicuratori malattie.Questo contenuto è stato pubblicato il 18 settembre 2009 - 12:20
Secondo l'ultimo bilancio dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), nel mondo il virus A (H1N1) ha finora ucciso almeno 3'486 persone. Nell'ultima settimana vi sono stati 281 morti. Oltre un terzo dei paesi nel mondo non ha alcun accesso al vaccino, ha sottolineato venerdì un portavoce dell'OMS, salutando la decisione di Svizzera, Italia, Francia, Norvegia, Gran Bretagna, Brasile, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia di rispondere all'appello dell'organizzazione e riservare il 10% delle loro scorte a quei paesi che non possono comperarlo.
Il portavoce ha d'altra parte indicato che secondo le indicazioni fornite dai fabbricanti, la produzione sarà "nettamente inferiore" al previsto. La capacità produttiva di 94 milioni di dosi di vaccino per settimana non basta peraltro a coprire i bisogni della popolazione mondiale.
Pure di venerdì l'approvazione del governo federale di un contratto fra Confederazione, cantoni e assicuratori malattie sull'organizzazione della vaccinazione in Svizzera e la ripartizione dei costi. Berna ha acquistato 13 milioni di dosi del vaccino presso la Novartis e la GlaxoSmithKline. Le dosi saranno fornite a scaglioni a partire dalla fine di settembre. La priorità sarà data al personale sanitario e ai gruppi a rischio.
swissinfo.ch e agenzie
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