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Kit Armstrong
Matematica, scienze, giochi per computer, origami... oh sì, e musica.
Sono tanti i talenti di un prodigio del pianoforte come Kit Armstrong che LuganoMusica è felice di presentare nuovamente, dopo la sua prima apparizione nel 2018.
Classe 1992, Armstrong ha raggiunto la piena maturità anche come compositore. Nel frattempo la sua ricerca in geometria algebrica lo ha portato ben oltre il livello di dottorato. In una vena più leggera egli è in grado di creare origami elaborati e complessi come i migliori maestri giapponesi di quell’arte.
Quando Alfred Brendel lo sentì suonare per la prima volta a tredici anni disse che era nato per suonare Bach. Non fu molto diverso il commento dell’insegnante di Kit alla Royal Academy, quando lo vide undicenne imparare a memoria un formidabile pezzo di otto pagine di Debussy in quarantacinque minuti senza mai toccare il pianoforte. ≪Non mi piace abusare della parola genio≫ disse ≪ma questo è molto più di un semplice talento≫.
Armstrong si presenta con un programma che mostra una ricca gamma di colori e mette al centro William Byrd, uno dei migliori compositori del periodo Tudor. Lo spettro di influenze da cui il compositore elisabettiano ha tratto ispirazione suggerisce un genio versatile come i grandi maestri barocchi e classici. Così a tre dei sui componimenti più celebri, Armstrong accosta una selezione di Corali di Bach, eseguiti al pianoforte, e incastonati tra tre Sonate di Mozart.
La ricchezza melodica e ritmica e l’energia rimbalzante e giovanile della musica annunciano un pianista chiaramente consapevole delle proprie capacità, ma soprattutto in grado di comunicare il suo piacere agli ascoltatori.