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<h2>SubmittedText<h2><p>In risposta alla mia interpellanza 21.3873, il Consiglio federale ha osservato che l'USAV considera il TFA un metabolita non rilevante. Come dimostrano le indagini condotte in primavera dalla SRF, in alcune zone dell'Altipiano il TFA può essere rilevato in concentrazioni superiori a un microgrammo per litro di acqua potabile. Il Consiglio federale ha precisato inoltre quanto segue: "In base ai risultati della valutazione dei rischi nell'ambito della procedura di omologazione dei PF, l'UFAG non prevede nelle acque sotterranee o nell'acqua potabile concentrazioni di TFA superiori a 10 microgrammi per litro".</p><p>1. Il Consiglio federale può confermare i risultati delle indagini condotte dalla SRF? Cosa sa delle concentrazioni di TFA nella totalità delle zone coltivabili svizzere? La presenza di TFA nelle acque sotterranee può ritenersi ampiamente diffusa?</p><p>2. Se si considerano i risultati di tali indagini, da quando vengono impiegati precursori del TFA nelle zone coltivabili e quali saranno, secondo le previsioni del Consiglio federale, le concentrazioni di TFA nell'acqua potabile delle zone coltivabili tra 10 o 20 anni se non verrà adottata alcuna misura? Quali conclusioni ne trae?</p><p>3. Ritiene che, nell'acqua potabile, il massimo livello di concentrazione di TFA si raggiunga a fronte di concentrazioni di metaboliti del clorotalonil altrettanto elevate? </p><p>4. Nell'UE, alla luce delle proprietà estremamente problematiche dei PFAS, tra i quali rientrano anche il TFA e i relativi precursori, sono in corso lavori per l'introduzione di un divieto generale in tal senso. Considerato il principio di precauzione, intende muoversi in questa direzione anche il Consiglio federale? Diversamente, quale strategia intende adottare?</p><p>5. Da alcuni anni, nell'ambito dell'autorizzazione dei principi attivi, il Consiglio federale distingue tra metaboliti rilevanti e non rilevanti, e questo nonostante sia già successo in più di un caso che, una volta autorizzati, dei metaboliti considerati non rilevanti si siano invece dimostrati rilevanti. Ha intenzione di sospendere questa pratica introdotta di recente ed evidentemente problematica? Diversamente, come giustifica questa distinzione e questa pratica alla luce del principio di precauzione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come menzionato nel parere relativo al postulato 22.3790 Schneider Schüttel, nel 2023 le autorità esecutive cantonali effettueranno una campagna di misurazione dell'acido trifluoroacetico (TFA) e di altri composti alchilici perfluorurati e polifluorurati (PFAS) nell'acqua potabile. Questa campagna di misurazione consentirà tra l'altro di contestualizzare i risultati dell'analisi effettuata da SRF.</p><p>Nel quadro dell'Osservazione nazionale delle acque sotterranee NAQUA, nel biennio 2022-2023, in collaborazione con i servizi cantonali specializzati, si svolge uno studio pilota sul TFA nelle acque sotterranee. I risultati saranno presentati nel 2024 e consentiranno di trarre conclusioni sulle diverse fonti di TFA nelle acque sotterranee. Il TFA è un prodotto di degradazione (metabolita) di numerosi prodotti fitosanitari, biocidi e medicinali. Tuttavia, a seguito di processi fotochimici nell'atmosfera, è presente anche quale prodotto di degradazione di determinati prodotti refrigeranti e gas serra e finisce pertanto nel suolo e nelle acque sotterranee con la pioggia.</p><p>2. Il TFA non è presente solo nelle zone coltivabili e può provenire da fonti diverse. In relazione ai prodotti fitosanitari è noto che, da almeno 50 anni, sono autorizzate sostanze attive che contengono il gruppo funzionale del trifluorometile e rilasciano potenzialmente nell'ambiente il TFA quale prodotto di degradazione. Alcune di queste sostanze attive sono nel frattempo state vietate. Le fonti che possono causare un apporto di TFA dall'atmosfera sono rilevanti dagli anni 1990. Nel caso di altre fonti non è noto da quando sono state immesse sul mercato e utilizzate le sostanze che subisce degrazione in TFA.</p><p>In base ai risultati delle misurazioni finora disponibili non è ancora possibile fare delle previsioni.</p><p>3. Non esiste un nesso di causalità tra la presenza di TFA e di metaboliti di clorotalonil nelle acque sotterranee, poiché questi ultimi non danno origine al TFA.</p><p>4. A livello di UE, sono in fase di preparazione tre progetti per limitare i composti alchilici perfluorurati e polifluorurati (PFAS) nell'allegato XVII del regolamento REACH: il primo concerne i PFAS nelle schiume estinguenti, il secondo l'acido perfluoroesanoico (PFHxA), i suoi sali e precursori, il terzo tutti i PFAS eccetto gli usi imprescindibili dal punto di vista sociale. Il DATEC esaminerà queste limitazioni non appena saranno disponibili i testi giuridici definitivi; in base ai risultati di questo esame, il Consiglio federale richiederà il recepimento di detta regolamentazione nell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81). Il Consiglio federale propone inoltre di accogliere il postulato 22.4585 Moser.</p><p>5. Da oltre dieci anni, in Svizzera la rilevanza dei metaboliti dei prodotti fitosanitari viene verificata nell'ambito della procedura di omologazione sulla base delle linee guida ad hoc dell'UE. L'obiettivo è proteggere in via precauzionale la salute della popolazione e garantire un'elevata qualità dell'acqua potabile.</p><p>Ai sensi della legge federale sulla riduzione dei rischi associati all'impiego di pesticidi (FF 2021 665) nel 2021 il Parlamento ha ulteriormente inasprito la protezione delle acque in via generale e come risorsa idrica potabile in virtù del principio di precauzione sancito dal diritto ambientale. L'omologazione dei pesticidi sarà pertanto esaminata se nelle acque utilizzate come risorsa idrica potabile o previste a tale scopo viene più volte o in misura diffusa superato il valore limite di 0,1 microgrammi/l per i pesticidi o per i loro metaboli rilevanti e non rilevanti. L'omologazione deve essere successivamente adattata in modo che i valori possano essere rispettati in futuro. Nel caso delle nuove omologazioni, nel settore d'alimentazione possono essere utilizzati unicamente prodotti fitosanitari che non determinano concentrazioni di sostanze o metaboliti superiori a 0,1 microgrammi/l.</p>  Risposta del Consiglio federale.