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Dignità, personalità e salute delle persone sono beni che vanno tutelati durante le varie fasi di una ricerca. È l'obiettivo che si pone la legge sulla ricerca sull'essere umano, che concretizza l'articolo costituzionale omonimo, approvata oggi all'unanimità dalla Camera dei cantoni.
Per Theo Maissen (PPD/GR), la legge protegge i partecipanti ai progetti di ricerca senza intralciare con inutili laccioli il lavoro degli scienziati.
Nel corso della discussione, la Camera dei cantoni ha modificato alcuni punti della legge approvata dal Nazionale, in particolare per quanto attiene alla protezione dei partecipanti a ricerche.
In caso di danni scaturiti dopo la fine dell'esperimento, la parte lesa potrà richiedere una risarcimento fino a dieci anni dopo la conclusione del progetto. Diversamente dal Nazionale, per 17 voti a 15 i "senatori" hanno respinto la proposta di dare al Consiglio federale la facoltà di estendere questo termine per determinati esperimenti.
I progetti di ricerca sull'essere umano dovranno ricevere il nullaosta da una commissione etica, dando a queste istanze il tempo necessario per decidere. "No" quindi all'idea del Nazionale di concedere solo due mesi di tempo dal deposito del progetto di ricerca per pronunciarsi. La fretta non è mai buona consigliera, ha argomentato una maggioranza di "senatori".
Con 18 voti contro 14, la Consiglio degli Stati vuole che i cantoni istituiscano organi di mediazione. "I cantoni nei quali vengono eseguiti pochi progetti, potranno designare un'istanza comune", ha ricordato Maissen, rispondendo a coloro che avrebbero preferito non inserire quest'obbligo nella legge, non previsto nel progetto governativo.
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