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Il Codice sul Volo degli Uccelli di Leonardo da Vinci sono 18 fogli contenuti in una copertina rigida fitti di scritti e disegni, conservati presso la Biblioteca Reale di Torino.
Progetti di macchine volanti, descrizioni dei movimenti alari e della fisionomia degli uccelli, della resistenza dell’aria e delle correnti, disegni ed appunti creati da Leonardo intorno al 1505.
La datazione del manoscritto è confermata da una citazione dello stesso Leonardo, su una pagina in cui aveva scritto la data del giorno in cui aveva visto un uccello spiccare il volo.
Con quest’opera, il grande maestro toscano non aveva unicamente elaborato un’analisi del volo degli uccelli, ma era andato ben oltre, tentando di far luce sui meccanismi che permettono di alzarsi in volo.
In questo Codice si trova infatti, abilmente celato tra le varie raffigurazioni, anche il progetto del Grande Nibbio, l’elaborata macchina volante pensata da Leonardo e così chiamata in onore dell’uccello che aveva preso come ispirazione.
Per studiare i movimenti della macchina, Leonardo aveva progettato due uccelli meccanici : il pipistrello meccanico e la Vite aerea (quest’ultima considerata il precursore del moderno elicottero).