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Il Consiglio centrale dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) ha deciso di interrompere “ogni forma di coordinamento per la sicurezza con Israele”.
Lo ha reso noto lo stesso comitato in un documento diffuso giovedì sera motivando la decisione con la “sistematica violazione” da parte dello Stato ebraico dei suoi obblighi in relazione agli accordi di Oslo sull’autonomia dei territori occupati firmati nel 1994.
"Tel Aviv si assuma le proprie responsabilità"
Il Consiglio ha chiesto a Tel Aviv di “assumersi tutte le responsabilità verso la popolazione nella Palestina occupata, in Cisgiordania, a Gerusalemme est e a Gaza”. Una decisione in tale senso rischia di avere pesanti conseguenze, compresa la dissoluzione dell’Autorità palestinese del presidente Mahmoud Abbas, creata anch’essa nel 1994.
Il testo sembra destinato a suggellare una fase di escalation, già segnata – dopo il rifiuto del governo di Netanyahu di congelare le colonie e dopo l’interruzione dei negoziati appoggiati dagli USA – dalla battaglia diplomatica sul riconoscimento dello Stato palestinese da parte dell’assemblea generale dell’ONU.
afp/ansa/mrj