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Nel 2002 Martin Woodtli è andato in vacanza in Tailandia con la madre malata. Ora gestisce un centro d'assistenza per persone affette da demenza.
Nel nord della Tailandia pazienti svizzeri colpiti da Alzheimer sono assistiti amorevolmente e si sentono come a casa.
La 77enne Margrit Woodtli, che soffre di Alzheimer, non è più così sicura sulle gambe. Som, la sua infermiera, l'aiuta a raggiungere il sofà, dove la signora Woodtli gioca con un puzzle raccomandato per bambini di tre anni. Lei è orgogliosa di essere riuscita a mettere i pezzi di legno nel posto giusto. Anche Som è contenta e abbraccia l'anziana signora.
Martin Woodtli si rallegra del risultato. Si congratula con la madre, che a sua volta ringrazia il gentile signore. Già da alcuni anni lei non sa più che questo è suo figlio. Lui dirige Baan Kamlangchay (accompagnamento del cuore), un'istituzione da lui stesso creata per persone affette da demenza a Chiang Mai, nel nord della Tailandia.
Adesso la signora Woodtli vuol fare qualcosa d'altro. Ha un grande bisogno muoversi, cosa tipica di chi soffre di Alzheimer. Si mette a piegare con grande impegno pezzi di stoffa. Le piace anche uscire di casa: va in giardino oppure a mangiare al ristorante, accompagnata dalla sua infermiera. Altre volte va a visitare lo zoo. Con lei deve sempre «succedere qualcosa».
«Non si può costringere la gente a stare ferma con la forza». Martin Woodtli capisce perché la madre si comporta in questo modo. Grazie all'aiuto di tre persone che seguono la madre 24 ore al giorno, è stato possibile evitare la somministrazione di calmanti. «In una casa di cura svizzera tutto questo impiego di personale sarebbe quasi impossibile» afferma a swissinfo.
Più libertà
Anche Kurt Häusermann, ex impiegato della Swissair, gode di cure individuali. Dopo un colpo apoplettico è rimasto tre settimane in una casa di cura svizzera. Ne aveva abbastanza. Abituato a viaggiare e a conoscere molte cose, non sopportava il ritmo ripetitivo delle giornate di cura.
Qui a Chiang Mai può muoversi abbastanza liberamente grazie all'aiuto del suo infermiere. Di tanto in tanto vanno insieme in città la sera con un taxi (costa circa 6 franchi tra andata e ritorno). Vanno a seguire uno spettacolo o un avvenimento sportivo. Allo svizzero piacciono le lotte dei pugili tailandesi e non disdegna uno sguardo alle ballerine tai. Il tutto è accompagnato da una birra e una sigaretta. Kurt Häusermann è più che contento.
Curano con grande impegno
Anche se gli infermieri conoscono solo poche parole di tedesco, la comunicazione non è un problema. Riescono a comunicare con in pazienti anche senza parole. E' veramente impressionante e commovente vedere con quanta tenerezza e attenzione si occupano dei loro malati.
«I tailandesi si prendono cura degli anziani con molto impegno perché hanno un grande rispetto per loro». In Tailandia praticamente non ci sono case per anziani e quindi sono i familiari a prendersi cura di genitori e nonni. «I tailandesi imparano sin da bambini a prendersi cura degli anziani per questo sanno come trattarli» afferma Woodtli.
I pazienti affetti da una malattia cerebrale non hanno bisogno solo di cure individuali. Per loro è altrettanto importante essere insieme e prendere parte a pasti o gite in comune. Si è rivelata positiva anche la località scelta per Kaan Kamlangchav. Si trova in un piccolo quartiere alle porte di Chaing Mai, la seconda città per importanza tailandese. I pazienti e le pazienti fanno parte della vita del quartiere. Anche i bambini si occupano di loro. Così sono e si sentono integrati.
Forti differenze di costi
Un posto in una casa di cura in Svizzera costa da 8000 a 10 000 franchi al mese. Molta gente non può far fronte a questi costi e per questo deve intervenire lo stato.
In Tailandia un posto di cura viene a costare circa 3000 franchi al mese. Una cifra che può essere pagata anche per chi non dispone in vecchiaia di una situazione economica molto agiata.
Tuttavia chi vuole farsi curare in Tailandia solo per risparmiare non è un buon candidato per Martin Woodtli. Prima di accettare un paziente discute a fondo la situazione al telefono o il paziente deve ricorrere ai consigli di una persona specializzata in Svizzera di questioni relative alla vecchiaia.
Le persone interessate devono compilare un questionario molto dettagliato. In questo modo Woodtli vuole costringere la gente a riflettere sulle vere ragioni della loro scelta, ma anche capire se i familiari dei pazienti vogliono semplicemente sbarazzarsi dei loro congiunti.
Il responsabile della casa di cura parla di un «grande» interesse per la sua offerta. Alla fine solo il 20 % delle richieste per un soggiorno a Baan Kamlangchay soddisfano i requisiti. Lui non è interessato ad una crescita troppo rapida.
Oltre ai suoi 4 pensionati di lunga durata offre posti di vacanza per malati mentali e i loro familiari. Adesso vuole rendere accessibile con la sedia a rotelle una nuova abitazione che fa parte della casa di cura.
swissinfo Etienne Strebel, Chiang Mai, Tailandia
traduzione: Anna Luisa Ferro Mäder
Fatti e cifre
Per demenza si intende il decadimento delle facoltà mentali.
La malattia dell'Alzheimer è la forma più comune di demenza. All'inizio si manifesta con semplici vuoti di memoria. Questo fenomeno aumenta col passare del tempo e può portare alla perdita completa delle capacità cognitive e della personalità. Per il momento si tratta di una malattia incurabile. Grazie a nuove terapie di trattamento oggi è possibile ritardare l'evoluzione della malattia.
In breve
Martin Woodtli, 44 anni, cura la madre malata di Alzheimer dal 2002. Dopo una vacanza comune nel nord della Tailandia ha fondato lì, grazie alla positiva esperienza con il personale di cura tailandese, Baan Kamlangchay.
Questo istituto offre vacanze per persone malate di demenza e ai loro familiari, ma anche soggiorni prolungati.
Grazie al fatto che in passato aveva operato in Tailandia per conto di una organizzazione umanitaria, Martin Woodtli conosce la cultura tailandese e parla bene la lingua locale.