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Bulat Chagaev, il proprietario del fallito Neuchâtel Xamax, rimarrà in detenzione preventiva fino al 27 febbraio. Lo ha deciso ieri sera il giudice delle misure coercitive di Ginevra, accogliendo la richiesta del procuratore Yves Bertossa, che ieri ha sottoposto il ceceno arrestato giovedì a un secondo interrogatorio.
Il giudice ha giustificato il provvedimento adducendo il rischio di collusione con il vicepresidente del club calcistico Islam Satuyev, a sua volta arrestato giovedì a Neuchâtel, ha indicato all'ats Jacques Barillon, l'avvocato di Chagaev.
Il ceceno continua a contestare i capi d'accusa di falsità in documenti e amministrazione infedele e si dice vittima di un "linciaggio", ha dichiarato ieri alla stampa Barillon. L'avvocato ha detto che può ancora in qualsiasi momento presentare una richiesta di scarcerazione.
Barillon ha proposto una misura alternativa alla detenzione preventiva: consegna del passaporto, braccialetto elettronico e assegnazione a domicilio coatto. Il procuratore Bertossa ha chiesto in più una cauzione di cinque milioni di franchi, ha detto l'avvocato. Il suo cliente non ha però accettato, perché - ha sostenuto il legale - vuole pagare i salari dei "piccoli dipendenti" dello Xamax.
Una riunione è in programma la settimana prossima tra magistrati di Ginevra e Neuchâtel per decidere chi debba assumersi il procedimento penale.
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