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ZURIGO/LONDRA - UBS intende raggiungere entro il 2013 le quote di capitale proprio prescritte dall'accordo Basilea III. È quanto indica un documento diffuso oggi a Londra nel corso di una conferenza per gli analisti alla quale ha partecipato il direttore delle finanze della banca John Cryan, secondo cui questo obiettivo potrebbe essere raggiunto senza un aumento di capitale. Tenuto conto degli obblighi internazionali, gli azionisti dovranno rinunciare ancora "per un certo tempo" al versamento di un dividendo.
UBS crede di poter rispettare i nuovi criteri decisi a Basilea entro il 2013 mediante utili non distribuiti. La banca ha formulato queste previsioni sulla base degli obiettivi di redditività diffusi finora. Nel luglio scorso, UBS aveva già detto di non poter versare un dividendo per il triennio 2010-2012.
In seguito all'applicazione di Basilea III, a fine giugno scorso gli attivi della banca ponderati in funzione del rischio ammontano a 400 miliardi di franchi, contro i 205 miliardi calcolati sulla base dei criteri di Basilea II. UBS intende ridurre tale somma a 300 miliardi di franchi. In seguito si tratterà di applicare le nuove prescrizioni volute da Basilea III.
Anche il Credit Suisse aveva stimato - sulla base delle nuove norme - in 400 miliardi di franchi gli attivi ponderati a seconda del rischio, a fronte di 233 miliardi col regime Basilea II. Le due banche elvetiche, scrive oggi la Reuters, sono gli unici grandi istituti a livello internazionale ad aver pubblicato simili cifre.
SDA-ATS