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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione
Il Paese è un’isola nell’Oceano Pacifico Meridionale, a Sud delle Isole Marshall, con una popolazione di circa 10.300 abitanti. Nauru la più piccola repubblica del mondo.
Il preambolo della Costituzione riconosce: «Dio in quanto Signore onnipotente ed eterno e datore di tutte le cose buone»1. In base alla Carta, ogni persona ha il diritto di «manifestare e diffondere la propria religione o credo, da solo o con altri, attraverso il culto, l’insegnamento, la pratica e l’osservanza». Ognuno ha inoltre il diritto di cambiare religione o credo. Tali diritti possono essere limitati dalla legge soltanto «quando sia ragionevolmente richiesto nell’interesse della difesa, della pubblica sicurezza, dell’ordine pubblico, della moralità pubblica o della salute pubblica», oppure quando necessario per permettere a qualcuno di praticare la propria religione «senza interventi non richiesti da parte di membri di altre religioni».
In base alla Costituzione, gli alunni non sono tenuti a frequentare corsi di educazione religiosa, oppure funzioni religiose se di una fede diversa dalla loro. Le scuole pubbliche non sono tenute a offrire un’educazione religiosa. Alcune Chiese gestiscono scuole private oppure offrono corsi di educazione religiosa all’interno delle scuole pubbliche.
Secondo il Factbook della CIA, più della metà dei protestanti che vivono a Nauru sono membri della Chiesa congregazionale (35,7 percento), mentre i cattolici rappresentano il 33 percento della popolazione2. Più del 10 percento degli abitanti aderisce invece alla religione tradizionale cinese. A partire dall’apertura di un centro di detenzione per immigrati, sull’isola vi sono anche qualche centinaia di musulmani.
Per poter officiare i matrimoni, fare proselitismo, costruire edifici religiosi o svolgere funzioni in pubblico, i gruppi religiosi sono tenuti a registrarsi presso lo Stato. Per potersi registrare ogni gruppo deve avere un minimo di 750 membri. Al momento sono registrate la Chiesa cattolica, la Chiesa congregazionale, le Assemblee di Dio e la Chiesa indipendente di Nauru. Non sono state riportate discriminazioni nella gestione delle domande di registrazione. Inoltre alcune piccole comunità religiose che non hanno membri a sufficienza per potersi registrare, hanno riferito di non subire discriminazioni giacché la registrazione è strettamente richiesta soltanto per celebrare matrimoni riconosciuti dallo Stato.
Da quando le autorità locali hanno permesso all’Australia di istituire un centro di detenzione per richiedenti asilo sull’isola, vi sono state gravi accuse di maltrattamenti ai danni dei detenuti del centro. Le stesse autorità di Nauru sono state accusate di aver negato visti di ingresso ai giornalisti al fine di impedire loro di rendere nota la situazione3.Tuttavia, non vi sono prove di limitazioni alla libertà religiosa inflitte all’interno del centro di detenzione e gli osservatori indipendenti affermano che il governo generalmente rispetta tale diritto4.
Nel 2008, le autorità hanno eliminato le limitazioni imposte all’attività missionaria dei testimoni di Geova, ai cui membri era stato in passato negato il visto d’ingresso nel Paese5. Anche i rappresentanti della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni non hanno riportato alcuna difficoltà nella concessione dei visti ai propri predicatori6, così come i missionari di altre denominazioni cristiane attestano di poter operare liberamente sull’isola.
Episodi rilevanti
Nel periodo in esame, non sono state riportate discriminazioni religiosamente motivate da parte del governo o della società ai danni di individui o gruppi.
Prospettive per la libertà religiosa
Non vi è nulla che possa indicare che il rispetto della libertà religiosa nel Paese possa cambiare o deteriorare nel prossimo futuro.
- Costituzione di Nauru del 1968, in seguito emendata, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Nauru_2015.pdf?lang=en
- “Nauru”, The World Factbook, Central Intelligence Agency, https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/print_nr.html
- Ben Doherty, “A short history of Nauru – Australia’s dumping ground for refugees”, Guardian, 10 agosto 2016, https://www.theguardian.com/world/2016/aug/10/a-short-history-of-nauru-australias-dumping-ground-for-refugees
- “Nauru”, Freedom in the World 2016, Freedom House, https://freedomhouse.org/report/freedom-world/2016/nauru
- Richard Hunter, “The Church of Jesus Christ of Latter-Day Saints Newsroom – Nauru”, https://www.mormonnewsroom.org/facts-and-statistics/country/nauru
- Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Nauru”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper