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La legge d'applicazione dell'iniziativa dell'UDC "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati" entrerà in vigore il prossimo primo ottobre. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, 5 giorni dopo il no popolare alla cosiddetta "iniziativa per l'attuazione".
Le modifiche al Codice penale approvate dal parlamento il 20 marzo dello scorso anno comportano disposizioni più severe per l'allontanamento degli stranieri che delinquono. Una clausola per i casi di rigore permette tuttavia ai giudici di tenere conto di situazioni particolari, ad esempio per gli stranieri di seconda generazione.
L'entrata in vigore delle modifiche richiede anche l'adeguamento di numerose leggi cantonali e ordinanze federali. Circa la metà dei cantoni non dovrà tuttavia eseguire adeguamenti, o dovrà fare solo modifiche di poco conto. L'altra metà ha invece previsto ristrutturazioni consistenti, soprattutto nell'ambito dei pubblici ministeri, dei tribunali, degli uffici della migrazione e delle polizie, come pure adeguamenti dei corrispondenti atti legislativi in materia di organizzazione ed esecuzione.
Questi cantoni hanno pertanto chiesto un periodo di preparazione sufficientemente lungo, superiore ad un anno. Il Consiglio federale ritiene però che la popolazione si attenda una rapida attuazione dell'iniziativa espulsione ed ha quindi deciso per l'introduzione delle modifiche al Codice penale.
Tenendo conto che le nuove norme concerneranno solo i reati commessi dopo il 1° ottobre - per via del principio della non retroattività - trascorreranno probabilmente alcuni mesi fino al passaggio in giudicato delle prime sentenze con un'espulsione. I Cantoni disporranno quindi di questo periodo supplementare per adeguare i loro atti legislativi.
L'entrata in vigore delle nuove disposizioni richiede anche l'adeguamento di numerose ordinanze a livello federale. Queste dovrebbero entrare in vigore il 1° gennaio 2017. L'entrata in vigore scaglionata è possibile poiché le ordinanze in questione concernono principalmente l'esecuzione dell'espulsione e trascorreranno vari mesi prima del passaggio in giudicato delle prime sentenze. Anche il casellario giudiziale andrà corretto.
Le modifiche al Codice penale prevedono un'espulsione automatica per un periodo di 5-15 anni che sarà in linea di principio riservata ai crimini. L'allontanamento dalla Confederazione è previsto per gli atti di violenza e i delitti a sfondo sessuale punibili con almeno 3 anni di detenzione, nonché per i reati previsti dall'iniziativa accettata da popolo e cantoni nel novembre 2010, ossia rapina, traffico di stupefacenti e abuso di prestazioni sociali.
I giudici potranno eccezionalmente rinunciare all'espulsione se la misura dovesse porre il condannato in una situazione grave e l'interesse pubblico non dovesse prevalere su quelli del diretto interessato a rimanere in Svizzera. Si dovrà dovrà anche tener conto del caso particolare di una persona nata e cresciuta nella Confederazione.
La riforma prevede anche la reintroduzione delle espulsioni non obbligatorie. Nei casi di lieve entità, come il "turismo del crimine", i giudici potranno decretare l'allontanamento dalla Confederazione per un periodo di 3-15 anni.