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Il 19enne giordano residente a Bienne (BE) incriminato a inizio giugno in Kenya per sospetti legami con jihadisti non potrà, fino a nuovo ordine, entrare in Svizzera. L'Ufficio federale di polizia (fedpol) ha infatti emesso nei suoi confronti un divieto d'entrata a tempo determinato, mentre l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha aperto una procedura di revoca dell'asilo.
La decisione è stata presa "dopo aver valutato attentamente tutte le informazioni a disposizione - fornite in particolare dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) - e previo accordo con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE)", si legge in una nota odierna dell'UFM.
"Vi sono seri indizi che la persona in questione si sia trattenuta in Somalia in regioni in cui gruppi jihadisti svolgono un ruolo attivo in un conflitto - continua la nota - e che abbia intrattenuto contatti con elementi islamistici in Svizzera".
Le autorità keniane hanno comunicato al DFAE che il giovane - patrocinato da un avvocato - sarà immediatamente sottoposto alla tutela dell'ufficio locale dell'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati (UNHCR). Contro la decisione, l'interessato può fare ricorso presso il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
In virtù della legge sugli stranieri (LStr) fedpol può vietare l'entrata nella Confederazione a uno straniero allo scopo di salvaguardare la sicurezza interna o esterna della Svizzera. Negli ultimi anni sono stati emanati circa 150 divieti d'entrata all'anno.
Arrestato in maggio in Kenya, il 6 giugno scorso il giovane è stato incriminato da un tribunale di Nairobi per sospetti legami con la milizia jihadista somala Al Shabaab.