Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/238744

<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 02.02.2022</b></p><p><b>Coronavirus: il Consiglio federale approva un'aggiunta straordinaria al preventivo 2022</b></p><p><b>Nella sua seduta del 2 febbraio 2022 il Consiglio federale ha approvato, tramite un messaggio speciale, la prima aggiunta A al preventivo 2022. Sottopone al Parlamento tre crediti aggiuntivi dell'ordine di 3,4 miliardi di franchi per ulteriori provvedimenti volti ad attenuare le conseguenze della pandemia da coronavirus.</b></p><p>Nella sessione invernale il Parlamento ha prorogato alcune misure di sostegno contenute nella legge COVID-19. Ne risulta un fabbisogno finanziario supplementare per l'anno in corso. I crediti aggiuntivi riguardano l'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus (1,7 mia.), la partecipazione della Confederazione agli aiuti per i casi di rigore (0,9 mia.) e il contributo federale all'assicurazione contro la disoccupazione per le indennità per lavoro ridotto (0,8 mia.). Tutti gli aumenti vengono chiesti come fabbisogno finanziario eccezionale.</p><p>Per attenuare le conseguenze della pandemia, per il 2022 finora sono state decise uscite pari a 7,2 miliardi complessivi, compresi questi tre crediti aggiuntivi. Negli anni 2020-2021, per affrontare la crisi causata dal coronavirus la Confederazione ha sostenuto uscite pari a circa 30 miliardi.</p><p></p><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 30.03.2022</b></p><p><b>Coronavirus: il Consiglio federale approva la prima aggiunta B al preventivo 2022 </b></p><p><b>Nella sua seduta del 30 marzo 2022 l'Esecutivo ha approvato la prima aggiunta B ordinaria al preventivo 2022. Sottopone al Parlamento 17 crediti aggiuntivi dell'ordine di 2,7 miliardi di franchi, legati prevalentemente alla pandemia da coronavirus. </b></p><p>Dei complessivi 2,7 miliardi di franchi, 2,4 sono contabilizzati come fabbisogno finanziario eccezionale per affrontare la crisi COVID. Con 2,1 miliardi di franchi, il maggior fabbisogno riguarda il contributo federale all'assicurazione contro la disoccupazione per le indennità per lavoro ridotto. In seguito a una sentenza del Tribunale federale, la Confederazione deve sostenere pagamenti arretrati relativi ai due anni precedenti. Un'altra aggiunta consistente concerne l'acquisto di vaccini (314 mio.). </p><p>Nel contesto della guerra in Ucraina, il Consiglio federale ha deciso di mettere a disposizione 80 milioni di franchi per l'aiuto umanitario. A tal fine si rende necessario un credito aggiuntivo di 61 milioni di franchi.</p><p>Per attenuare le conseguenze della pandemia, finora per il 2022 sono state decise uscite per un importo di 7,3 miliardi. Se si include la presente prima aggiunta B, l'importo totale ammonta a 10 miliardi di franchi. Di questi, 9,1 miliardi sono attribuibili al bilancio straordinario. Negli anni 2020-2021, per affrontare la crisi causata dal coronavirus la Confederazione ha già sostenuto uscite pari a circa 29 miliardi. </p><p>Per l'anno in corso, inclusi i crediti aggiuntivi chiesti con la prima aggiunta A e la prima aggiunta B, risulta un deficit di finanziamento preventivato pari a 8,6 miliardi di franchi.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Disegno 1 e 2</b></p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 01.03.2022</b></p><p>Il Consiglio nazionale ha approvato i crediti aggiuntivi pari a 3,4 miliardi di franchi per finanziare le misure destinate a ridurre l'impatto economico e sociale della pandemia di Covid-19. Rispetto al progetto governativo, il plenum ha accolto un aumento del credito destinato alla protezione delle greggi dal lupo. </p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 03.03.2022</b></p><p><b>Altri 3,4 miliardi contro pandemia Covid-19</b></p><p><b>Anche gli Stati, come il Nazionale, hanno approvato stamane un credito supplementare di 3,4 miliardi di franchi per contrastare le ripercussioni negative della pandemia quale prima aggiunta al preventivo 2022. Il dossier ritorna alla Camera del popolo.</b></p><p>Tale supplemento, incluso nel messaggio del Consiglio federale alle Camere, prevede tre crediti che riguardano rispettivamente l'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus (1,7 miliardi), la partecipazione della Confederazione agli aiuti per i cosiddetti casi di rigore (900 milioni) e il contributo federale all'assicurazione contro la disoccupazione per le indennità per lavoro ridotto (800 milioni). Tutti gli aumenti vengono chiesti come fabbisogno finanziario eccezionale.</p><p>Il plenum ha approvato la richiesta del governo anche se, fondandosi sulle ultime decisioni governative circa l'odierna situazione pandemica e le conoscenze attuali, tale importo potrebbe non essere interamente utilizzato.</p><p>Rispetto al Nazione, i "senatori" hanno deciso di mettere a disposizione 100 milioni supplementari destinati a riservare e ad acquistare medicamenti contro il Covid-19 per le persone immunodepresse. Qualora anche la Camera del popolo accetti la proposta, i fondi potranno essere sbloccati soltanto se sussistono le basi legali pertinenti, indicano ancora i servizi del Parlamento.</p><p>Sempre nel corso della discussione, i "senatori" hanno anche accettato l'idea di innalzare di 5,7 milioni il contributo destinato a lottare contro i danni causati dal lupo. Infine, come il Nazionale, anche gli Stati hanno approvato un'ulteriore aggiunta di 11 milioni al credito iniziale accordato per ultimare la costruzione di un edificio al Politecnico federale di Zurigo.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 10.03.2022</b></p><p><b>Aggiunta al preventivo, resta divergenza su farmaci covid</b></p><p><b>Rimangono delle divergenze in merito alla prima aggiunta al preventivo 2022 della Confederazione dopo il secondo passaggio al Consiglio nazionale, che non ha voluto sbloccare fondi supplementari per acquistare medicamenti anti-covid. La decisione è stata presa con 105 voti favorevoli, 82 contrari e 4 astenuti.</b></p><p>Tale supplemento, che non figurava nel messaggio del Consiglio federale, era stato inserito nel progetto dal Consiglio degli Stati. Concretamente si tratta di mettere a disposizione 100 milioni di franchi per riservare e acquistare medicamenti contro il Covid-19 per le persone immunodepresse.</p><p>Diversi parlamentari borghesi, pur dicendo di capirne le ragioni, hanno fortemente criticato la procedura: "siamo rimasti sorpresi che gli Stati hanno inserito questi 100 milioni supplementari, che non erano stati richiesti dal governo", ha ad esempio affermato Alois Gmür (Centro/SZ).</p><p>In molti si sono rifiutati di approvare una somma così importante senza un messaggio governativo. "Non abbiamo niente di scritto, tutto si è svolto oralmente", ha denunciato Lars Guggisberg (UDC/BE) dicendo che si potrà tranquillamente discuterne nella sessione di giugno quando si dibatterà della seconda aggiunta al preventivo.</p><p>"Siamo in disaccordo con la procedura scelta, ma non contestiamo la necessità di agire", in questo senso non serve aspettare il messaggio formale del Consiglio federale, a farne le spese saranno le persone immunodepresse che non possono essere vaccinate, ha replicato Peter Schilliger (PLR/LU). "Il coronavirus è ancora ben presente nella società", ha detto Sarah Wyss (PS/BS) ricordando l'aumento dei casi positivi e il long-covid.</p><p>Il consigliere federale Ueli Maurer ha confermato che il governo ha già deciso di chiedere questi 100 milioni nella seconda aggiunta al preventivo. L'esecutivo non sarebbe comunque dispiaciuto se le camere dovessero sbloccare questi fondi già oggi, ha aggiunto il ministro delle finanze.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 14.03.2022</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha mantenuto per 29 voti a 9, diversamente dal Nazionale, la proposta di concedere al Consiglio federale 100 milioni di franchi per l'acquisto di farmaci anticovid destinati alle persone immunodepresse. Tale somma va inserita nella prima aggiunta al preventivo 2022 della Confederazione del valore di 3,4 miliardi di franchi. </p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 15.03.2022</b></p><p><b>Aggiunta al preventivo, "sì" a acquisto farmaci anti-covid</b></p><p><b>Via libera alla prima aggiunta al preventivo 2022 della Confederazione. Oggi il Consiglio nazionale ha eliminato l'ultima divergenza che l'opponeva agli Stati e che concerneva lo sblocco - approvato - di fondi supplementari per acquistare medicamenti anti-covid. La decisione è stata presa con 100 voti favorevoli, 62 contrari e 16 astenuti.</b></p><p>Tale supplemento, che non figurava nel messaggio del Consiglio federale, era stato inserito nel progetto dal Consiglio degli Stati. Concretamente si tratta di mettere a disposizione 100 milioni di franchi per riservare e acquistare medicamenti contro il Covid-19 per le persone immunodepresse.</p><p>Il consigliere federale Ueli Maurer ha da parte sua spiegato che il Governo ha già formalmente deciso di chiedere questi 100 milioni nella seconda aggiunta al preventivo. L'esecutivo non sarebbe comunque dispiaciuto se le camere dovessero sbloccare questi fondi già oggi, ha aggiunto il ministro delle finanze.</p><p>Contrariamente alla documentazione ricevuta la settimana scorsa, ieri sera durante la seduta della commissione l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha indicato che c'è una certa urgenza, ha sottolineato il suo relatore Heinz Siegenthaler (Centro/BE).</p><p>Sbloccando oggi questi fondi si potrebbe concludere contratti per la fornitura di farmaci già adesso, ha aggiunto il bernese. Per questo motivo, pur criticando la procedura, la commissione ha deciso di approvare il credito aggiuntivo, ha detto Siegenthaler.</p><p>In diversi si sono rifiutati di approvare una somma così importante senza un esplicito messaggio governativo. "Non mettiamo in dubbio la necessità del credito ma pensiamo che bisognerebbe discutere a fondo i dettagli", ha denunciato Lars Guggisberg (UDC/BE). "Lo dobbiamo al contribuente", ha aggiunto.</p><p>"Non è perché c'è scritto 'Covid-19' che si può spendere centinaia di milioni senza riflettere", ha sostenuto Guggisberg chiedendosi perché non si possa aspettare la sessione estiva. Insomma, per il bernese "non è un modo di fare accettabile".</p><p>Nelle sedute precedenti, Consiglio nazionale e degli Stati si erano già messi d'accordo sullo stanziamento, quale prima aggiunta al preventivo 2022, di 3,4 miliardi di franchi per contrastare le ripercussioni negative della pandemia.</p><p>Tale supplemento, prevede tre crediti che riguardano rispettivamente l'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus (1,7 miliardi), la partecipazione della Confederazione agli aiuti per i cosiddetti casi di rigore (900 milioni) e il contributo federale all'assicurazione contro la disoccupazione per le indennità per lavoro ridotto (800 milioni). Tutti gli aumenti vengono chiesti come fabbisogno finanziario eccezionale.</p><p></p><p><b>Disegno 3, 4 e 5</b></p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 30.05.2022</b></p><p><b>Aggiunta al preventivo; continuare con acquisto vaccini Covid</b></p><p><b>La Confederazione deve poter acquistare vaccini contro il Covid-19 anche nel 2023. Ne è convinto il Consiglio nazionale, che oggi ha sostenuto - con 138 voti a 54 - la prima aggiunta al preventivo 2022 proposta dal Governo, pari a 2,7 miliardi di franchi. I crediti supplementari più consistenti sono ancora destinati alla lotta al coronavirus.</b></p><p>Della somma complessiva, 2,4 miliardi sono infatti contabilizzati come fabbisogno finanziario eccezionale per affrontare la crisi pandemica, ha dichiarato Anna Giacometti (PLR/GR) a nome della commissione.</p><p>Dopo ampie discussioni, il plenum ha deciso di seguire in tutti i punti la linea del Consiglio federale. Particolarmente controverso è stato l'ulteriore credito per riservare e acquistare altre dosi di vaccino contro il Covid-19 per il 2022 e il 2023. Con 111 voti contro 79, il Nazionale ha alla fine approvato il credito aggiuntivo e quello d'impegno per un importo rispettivamente di 314 e 780 milioni di franchi.</p><p>Una minoranza UDC, sostenuta da taluni parlamentari del Centro, riteneva che il numero delle dosi da comprare fosse troppo elevato e voleva che al termine dell'anno in corso si ponesse fine al finanziamento da parte della Confederazione, riducendo di conseguenza i fondi.</p><p>A sostegno del credito aggiuntivo si è espresso anche il ministro delle finanze Ueli Maurer: "il Consiglio federale è giunto alla conclusione che bisogna garantire l'acquisto dei vaccini, per poterli poi mettere a disposizione della popolazione" in caso di bisogno.</p><p><b></b></p><p>2,1 mia per assicurazione contro disoccupazione</p><p>La Camera del popolo ha inoltre scelto, per 139 voti a 51 e 3 astenuti, di sostenere il Consiglio federale anche sul rinnovato contributo della Confederazione all'assicurazione contro la disoccupazione, pari a 2,1 miliardi di franchi. Si tratta in questo caso di finanziare i pagamenti supplementari nell'indennità per lavoro ridotto divenuti necessari a seguito di una decisione del Tribunale federale (TF).</p><p>Alcuni democentristi, guidati da Thomas Aeschi (UDC/ZG), spingevano per rendere molto più restrittiva l'erogazione di questi pagamenti retroattivi e proponevano di ridurre il credito aggiuntivo a 100 milioni di franchi.</p><p><b></b></p><p>Altre minoranze UDC</p><p>Altre minoranze - tutte UDC - hanno anche tentato invano di stralciare le risorse supplementari per l'Ufficio federale della sanità pubblica, i contributi più elevati destinati alla protezione della salute a alla prevenzione, il credito d'impegno per la compensazione all'estero delle emissioni di gas serra dell'Amministrazione federale nonché la compensazione di parte delle spese necessarie per alloggiare le persone in cerca di protezione provenienti dall'Ucraina nell'ambito della cooperazione bilaterale allo sviluppo (61 milioni). Ma con una maggioranza dei due terzi il plenum ha respinto tutti questi tentativi.</p><p>Per attenuare le conseguenze della pandemia, per il 2022 sono state decise finora uscite per un importo di 7,3 miliardi. Se si include la prima aggiunta, l'importo totale ammonta a 10 miliardi. Di questi, 9,1 miliardi sono attribuibili al bilancio straordinario. Negli anni 2020-2021, per affrontare la crisi causata dal coronavirus la Confederazione ha sostenuto uscite pari a circa 29 miliardi.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 01.06.2022</b></p><p><b>CSt: aggiunta al preventivo; ridurre spesa acquisto vaccini Covid</b></p><p><b>La Confederazione deve poter acquistare vaccini contro il Covid-19 anche nel 2023, ma il numero di dosi prevista è troppo elevata. Ne è convinto il Consiglio degli Stati, che oggi ha sostenuto a larga maggioranza una proposta di ridurre il credito supplementare nell'ambito dell'esame della prima aggiunta al preventivo 2022, pari a 2,7 miliardi di franchi.</b></p><p>I crediti aggiuntivi più consistenti sono ancora destinati alla lotta al coronavirus. Della somma complessiva, 2,4 miliardi sono infatti contabilizzati come fabbisogno finanziario eccezionale per affrontare la crisi pandemica, ha dichiarato Johanna Gapany (PLR/GR) a nome della commissione.</p><p><b></b></p><p>Acquisto dosi di vaccino</p><p>Dopo ampie discussioni, il plenum ha deciso di non seguire in tutti i punti la linea del Consiglio federale e del Nazionale. Particolarmente controverso è stato l'ulteriore credito per prenotare e acquistare altre dosi di vaccino contro il Covid-19 per il 2022 e il 2023. Con 29 voti contro 9 e 3 astenuti, la Camera dei cantoni ha alla fine seguito la maggioranza borghese e ridotto il credito aggiuntivo e quello d'impegno per un importo rispettivamente di 68 milioni e 300 milioni di franchi rispetto ai 314 e 780 milioni di franchi proposti dal Governo e sostenuti dal Nazionale.</p><p>A far pendere la bilancia per un'aggiunta al preventivo meno onerosa su questo punto è stato il fatto che il numero di dosi di vaccino anti-Covi acquistate sia stata giudicata troppo elevata. Inizialmente il Governo aveva stimato l'acquisto in 33 milioni di dosi. Secondo la maggioranza, 20 milioni sarebbero sufficienti.</p><p>Una minoranza di sinistra, guidata da Eva Herzog (PS/BS), riteneva invece che il numero delle dosi da comprare non fosse troppo elevato e che non voleva assumersi il rischio che in autunno vengano a mancare dosi per garantire la protezione a tutta la popolazione. Per questo la "senatrice" socialista ha chiesto invano di non ridurre i fondi federali.</p><p>A sostegno del credito aggiuntivo si è espresso anche il ministro delle finanze Ueli Maurer: "il Consiglio federale è giunto alla conclusione che bisogna garantire l'acquisto dei vaccini, per poterli poi mettere a disposizione della popolazione" in caso di bisogno. Il consigliere federale ha comunque dichiarato che "si può tranquillamente vivere con questa divergenza e una nuova discussione in commissione".</p><p><b></b></p><p>2,1 mia per assicurazione contro disoccupazione</p><p>La Camera dei cantoni ha invece deciso di sostenere il Consiglio federale sul rinnovato contributo della Confederazione all'assicurazione contro la disoccupazione, pari a 2,1 miliardi di franchi. Si tratta in questo caso di finanziare i pagamenti supplementari nell'indennità per lavoro ridotto divenuti necessari a seguito di una decisione del Tribunale federale (TF).</p><p>Alcuni "senatori" borghesi hanno tentato invano di convincere il plenum a rendere molto più restrittiva l'erogazione di questi pagamenti retroattivi, riducendo il credito a 300 milioni di franchi. Ma alla fine - con 25 voti contro 17 - la maggioranza del Consiglio degli Stati ha seguito - come il Nazionale lunedì - la proposta governativa.</p><p>Contro l'eventuale riduzione, si è espresso in particolare il "senatore" Ruedi Noser (PLR/ZH). A suo avviso e secondo altri oratori, sarebbe sbagliato non accordare versamenti retroattivi di indennità per vacanze e giorni festivi relativi a decisioni, considerata anche la fiducia che le aziende hanno concesso alle autorità durante la crisi pandemica.</p><p><b></b></p><p>Altri crediti accolti</p><p>Sono invece state accolte senza opposizioni le risorse supplementari per l'Ufficio federale della sanità pubblica, i contributi più elevati destinati alla protezione della salute a alla prevenzione, il credito d'impegno per la compensazione all'estero delle emissioni di gas serra dell'Amministrazione federale nonché la compensazione di parte delle spese necessarie per alloggiare le persone in cerca di protezione provenienti dall'Ucraina nell'ambito della cooperazione bilaterale allo sviluppo (61 milioni).</p><p>Per attenuare le conseguenze della pandemia, per il 2022 sono state decise finora uscite per un importo di 7,3 miliardi. Se si include la prima aggiunta proposta dal governo, l'importo totale ammonta a 10 miliardi. Di questi, 9,1 miliardi sono attribuibili al bilancio straordinario. Negli anni 2020-2021, per affrontare la crisi causata dal coronavirus la Confederazione ha sostenuto uscite pari a circa 29 miliardi.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 08.06.2022</b></p><p><b>Fondi per vaccini, ancora divergenze</b></p><p><b>Il credito d'impegno volto all'acquisto di vaccini per il 2023 va mantenuto a 780 milioni. Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale discutendo della prima aggiunta al preventivo 2022 della Confederazione. Il credito aggiuntivo per l'anno in corso va invece ridotto da 314 a 234,3 milioni.</b></p><p>La settimana scorsa, ha ricordato la relatrice commissionale Anna Giacometti (PLR/GR), la Camera dei cantoni aveva diminuito il credito aggiuntivo e quello d'impegno per un importo rispettivamente di 68 milioni e 300 milioni di franchi.</p><p>Durante le discussioni agli Stati era emerso che Berna aveva forse firmato contratti per importi non ancora approvati dal Parlamento. L'esame effettuato nel lungo week-end di Pentecoste ha rivelato che, a parte due eccezioni, i contratti stipulati con i produttori di vaccini si basano su un credito d'impegno approvato dal Parlamento, ha aggiunto Giacometti evocando i risultati degli accertamenti presentati oggi dal Dipartimento federale dell'interno (DFI).</p><p>Con la verifica è stato ricalcolato anche il fabbisogno aggiuntivo di mezzi per il 2022, che è stato corretto verso il basso: è ora quantificato in 234,3 milioni, somma come detto approvata oggi dal Consiglio nazionale. La verifica ha anche permesso di stabilire che tale credito aggiuntivo non può essere inferiore a 172 milioni di franchi. In tal caso, infatti, i contratti già firmati con i produttori di vaccini non potrebbero essere rispettati.</p><p>Durante le discussioni l'UDC ha chiesto di restare ai 68 milioni sostenuti dagli Stati. "Noi - il Parlamento, ndr. - non abbiamo firmato i contratti e quindi non dobbiamo cedere", ha sostenuto invano Sandra Sollberger (UDC/BL).</p><p>Il Nazionale ha invece approvato la proposta di Alex Farinelli (PLR/TI), che voleva mantenere il credito d'impegno per il 2023 a 780 milioni (la commissione preparatoria proponeva di ridurlo a 672 milioni). Dal suo punto di vista si tratta di un investimento per il futuro: bisogna garantire l'acquisto dei vaccini, per poterli poi mettere a disposizione della popolazione in caso di bisogno, ha sostenuto.</p><p>Bocciate quindi le proposte dell'Alleanza del Centro e dell'UDC di ridurre credito d'impegno. A loro avviso il numero di dosi di vaccino anti-Covi da acquistare è troppo elevato.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.06.2022</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha mantenuto una divergenza col Nazionale per quanto riguarda il credito d'impegno 2023 per l'acquisto di vaccini. Gli Stati, adeguandosi a una proposta di minoranza per 30 voti 11, hanno deciso di concedere 560 milioni di franchi per l'acquisto di 7 milioni di dosi, invece di 780 milioni come chiedeva il Governo (pari a 14 milioni). Il ministro delle finanze Ueli Maurer ha messo in guardia i presenti, dicendo che i contratti dovranno essere firmati entro fine mese e che, in caso di problemi più avanti, non sarà così semplice ordinare altri vaccini. Eliminata invece la divergenza riguardante il supplemento 2022 per i vaccini, stabilitosi a 234 milioni invece dei 314 chiesti dall'esecutivo dopo una verifica sul fabbisogno. </p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.06.2022</b></p><p>Il Consiglio nazionale ha mantenuto una divergenza con gli Stati per quanto riguarda il credito d'impegno 2023 per l'acquisto di vaccini. Ieri i "senatori" hanno deciso di concedere 560 milioni di franchi per l'acquisto di 7 milioni di dosi. Oggi il Nazionale ha ribadito la necessita di stanziare 780 milioni, per 14 milioni di dosi. "Questo credito non riguarda tanto le questioni finanziarie, quanto piuttosto su quali basi e con quali rischi siamo disposti a seguire la strategia elaborata dagli esperti e confermata dal Consiglio federale", ha sostenuto Alex Farinelli (PLR/TI). </p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.06.2022</b></p><p><b>CSt: fondi per vaccini, si va in conciliazione</b></p><p>Sarà necessaria una conferenza di conciliazione per decidere il destino della prima aggiunta al preventivo 2022 della Confederazione. Le due Camere si oppongono per quel che concerne l'acquisto di vaccini anti-covid-19 per il 2023.</p><p>Ieri il Nazionale ha per la terza volta sostenuto la proposta del Consiglio federale di stanziare 780 milioni per l'acquisto di 14 milioni di dosi. Oggi gli Stati - con 29 voti contro 14 e una astensione - hanno nuovamente detto di non essere disposti a spendere più di 560 milioni (per 7 milioni di dosi).</p><p>Questa riduzione, ha spiegato la relatrice commissionale Johanna Gapany (PLR/FR), tiene conto dell'evoluzione sanitaria. "Bisogna procedere a tappe, senza precipitazione", ha aggiunto. Inutile l'appello di Eva Herzog (PS/BS), che ha invitato i colleghi a non correre rischi sanitari.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 16.06.2022</b></p><p><b>Acquisto vaccini, 560 milioni invece di 780</b></p><p><b>Il credito d'impegno per l'acquisto di vaccini contro il coronavirus per il 2023 ammonterà a 560 milioni di franchi invece di 780 milioni come chiesto dal Consiglio federale. Il Consiglio nazionale ha respinto oggi la proposta della Conferenza di conciliazione con 100 voti a 83. Ciò significa che sarà mantenuta la versione più economica del Consiglio degli Stati.</b></p><p>l "no" del Nazionale rende inutile un voto alla Camera dei Cantoni. Stando a Anna Giacometti (PLR/GR), con 560 milioni sarà pur sempre possibile prenotare la metà delle dosi desiderate dal governo, ossia sette milioni invece di quattordici.</p><p>Nella politica finanziaria è importante avere una "base seria" e analizzare la situazione, ha affermato Pirmin Schwander (UDC/SZ) a sostegno della scelta per la somma più bassa. Di diverso avviso, Sarah Wyss (PS/BS), secondo cui questa scelta al ribasso obbligherà la Confederazione a rinegoziare i contratti per il 2023. "Sarete responsabili se non avremo i vaccini più efficaci e se non avremo abbastanza dosi", ha messo in guardia la consigliera nazionale socialista.</p><p>I deputati al Nazionale hanno sempre seguito il governo, che aveva proposto un credito d'impegno di 780 milioni di franchi. Il Consiglio degli Stati, e soprattutto il campo "borghese", si è invece sempre opposto a una simile somma, considerata esagerata, temendo che molte dosi sarebbero rimaste inutilizzate.</p><p>I 17 crediti richiesti con la prima aggiunta al Preventivo 2022 della Confederazione ammontavano a un totale di 2,7 miliardi, ora portati a 2,6 miliardi. L'aumento riguarda principalmente i contributi federali al lavoro ridotto.</p><p>Il supplemento include, tra l'altro, un credito aggiuntivo di 61 milioni per l'aiuto umanitario destinato all'Ucraina, per un totale di 80 milioni, e altri 44 milioni per consentire a InnoSuisse di sostenere progetti innovativi nel 2022.</p><p>Il Parlamento ha inoltre approvato il credito per l'acquisto dei vaccini Covid per il 2022. Il credito iniziale di 314 milioni è stato ridotto a 234,3 milioni dopo che si è scoperto che la Confederazione aveva firmato contratti per importi non ancora approvati dal Parlamento.</p>