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Il trattamento, a base di interleuchina-2, si è dimostrato efficace su alcuni pazienti allo stadio avanzato della malattia.Questo contenuto è stato pubblicato il 16 ottobre 2000 - 12:23
L'interleuchina-2 è una proteina sintetizzata dalle cellule del sistema immunitario, che la usano come messaggero chimico per segnalare la presenza di un intruso nell'organismo. Somministrata ai pazienti che soffrono di melanoma, attiva la risposta del sistema immunitario contro le cellule tumorali.
Una sperimentazione clinica internazionale, che ha coinvolto nove centri di ricerca in Svizzera, Belgio, Olanda, Germania e Gran Bretagna, ha dimostrato l'efficacia del trattamento a base di interleuchina-2 su alcuni pazienti affetti da melanoma allo stadio avanzato. Il melanoma è una forma di tumore della pelle dovuta alla proliferazione maligna dei melanociti, le cellule responsabili dell'abbronzatura.
All'inizio si presenta come una chiazza scura superficiale, che si allarga progressivamente. Se non viene identificato e asportato in questa fase precoce, il tumore invade gli strati più profondi della pelle e si diffonde in tutto l'organismo attraverso le vie linfatiche e i vasi sanguigni.
A questo punto è difficile tenerlo sotto controllo e sconfiggerlo. I 363 pazienti sottoposti allo studio erano tutti in fase avanzata. Sono stati suddivisi in due gruppi. Quelli del primo hanno ricevuto il normale trattamento con farmaci chemioterapici, mentre quelli del secondo gruppo hanno ricevuto in aggiunta anche l'interleuchina-2.
I pazienti che presentavano già metastasi diffuse e sintomi evidenti della malattia, non hanno ottenuto alcun beneficio dal nuovo farmaco. "Al contrario, il trattamento ha aiutato quei pazienti che non avevano ancora manifestato i sintomi della diffusione del tumore nell'organismo", ha riferito Ulrich Keilholz, oncologo dell'Università di Berlino.
La sperimentazione, coordinata dal gruppo di studio sul melanoma dell'Organizzazione Europea per la Ricerca e il Trattamento del Cancro, continuerà ancora per un anno.
Maria Cristina Valsecchi
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