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Un mondo in cui donne e uomini hanno le stesse opportunità non sembra essere dietro l’angolo. Anzi, di questo passo le inuguaglianze rischiano di colmarsi solo fra 99,5 anni, addirittura 257 anni se si guarda unicamente all'ambito professionale. Almeno stando a quanto afferma il World economic forum di Davos (WEF), che ha esaminato la condizione dei due sessi in ambito sanitario, educativo, lavorativo e politico in 153 Paesi: la Svizzera guadagna due posizioni nella speciale classifica (posizionandosi al 18esimo rango generale ma con parecchie diversità settoriali), mentre i gli Stati con minori differenze tra i sessi risultano essere quelli del Nord Europa.
E' vero che la situazione globale media è leggermente migliorata quest'anno rispetto al 2018 e ciò grazie soprattutto ad un aumento significativo della rappresentanza femminile nelle istituzioni politiche, anche se la loro presenza nei parlamenti e nei governi non supera il 25%.
La parità invece si allontana se si guarda al mondo economico e del lavoro. I passi avanti fatti negli ultimi 15 anni non sono costanti: nel 2019 rispetto al 2018 la differenza salariale è aumentata fino a toccare il 40%. Le principali cause sono l'insufficiente presenza nei ruoli dirigenziali (in Svizzera attorno al 21% rispetto alla Francia prima classificata con più del 43%), oltre che nelle nuove professioni più pagate come, per esempio, quelle del settore tecnologico. Le donne occupano, sempre stando alla ricerca del WEF, moltissimi posti destinati ad essere spazzati via dall'automazione.
ATS/RG/Swing