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Il Dipartimento federale degli esteri (DFAE) ha annunciato che i tre funzionari svizzeri impiegati nell'ufficio di sviluppo e cooperazione (DSC) di Kabul, devono essere rimpatriati al più presto. La decisione, come ha spiegato la segretaria di Stato Livia Leu a Berna, è stata presa a causa del peggioramento della situazione in Afghanistan, dove l'offensiva dei talebani sta andando avanti più velocemente di quanto previsto, dopo il ritiro delle forze statunitensi.
Il personale dell'ufficio di cooperazione - istituito nel 2002 - era già stato ridotto ed erano rimasti solo tre funzionari, che ora dovranno lasciare il Paese per motivi di sicurezza (la Confederazione non ha un'ambasciata in Af. Il personale locale (circa 40 impiegati) che vuole andarsene può richiedere un visto umanitario svizzero, ha aggiunto Leu.
Venerdì, anche la Danimarca e la Norvegia hanno annunciato la chiusura provvisoria delle loro rispettive ambasciate a Kabul e l'evacuazione di tutto il personale. Proprio per garantire il ritiro in sicurezza del proprio personale diplomatico, gli Stati Uniti giovedì hanno disposto l'invio di truppe nella capitale afghana. Un esempio seguito subito dal Regno Unito.