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Zurigo – La Svizzera rimane numero uno al mondo nella gestione patrimoniale transfrontaliera: tuttavia nel 2020 il volume dei patrimoni depositati nella Confederazione da clienti privati stranieri è cresciuto più lentamente rispetto al mercato nel suo complesso, rivela uno studio della società di consulenza Deloitte.
Con i suoi 2’600 miliardi di dollari la repubblica dei 26 cantoni resta al primo posto, ma il vantaggio su Gran Bretagna e Stati Uniti si sta assottigliando. Fra i grandi Stati attivi in questa competizione globale la crescita maggiore è stata registrata dal Lussemburgo (+21%), davanti a Usa (+15%) e Regno Unito (+13%). In Svizzera la progressione si è limitata al +7%, inferiore al +11% del mercato complessivo.
Stando a Deloitte il paese di Ubs e Credit Suisse non è stato in grado di attrarre nuovi fondi in maniera significativa nel 2020: l’aumento dei volumi è dovuto principalmente al rafforzamento del franco rispetto al dollaro durante la pandemia, ciò che peraltro riflette la stabilità del sistema politico e del sistema finanziario elvetici.
Nel complesso, tuttavia, nella valutazione di Deloitte la Svizzera rimane il paese più competitivo, seguita da vicino da Singapore e Hong Kong. La società di consulenza raccomanda però ai gestori patrimoniali elvetici di sviluppare nuovi modelli di interazione digitale con i clienti.