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La Bns ha perso, de-facto, la sua indipendenza per salvare l'economia?
Dall'inizio della crisi finanziaria, dieci anni or sono, la Banca nazionale svizzera ha gonfiato il suo bilancio da 117 a 836 miliardi di franchi. Per sostenere l'economia e indebolire il franco rispetto all'euro, la Bns ha investito oltre 733 miliardi di franchi in valuta estera, come spiega un articolo pubblicato sulla SontagsZeitung. Se ciò ha permesso di "salvare" l'economia elvetica, a farne le spese è stata probabilmente l'indipendenza dell'istituto di emissione elvetico. Come conferma alla SonntagsZeitung il portavoce della Bns Walter Meier: "In Svizzera la lotta contro la crisi finanziaria degli ultimi dieci anni si è svolta principalmente attraverso il bilancio della Bns. Quindi, alla fine sulla stampa di banconote. La Banca nazionale può creare infiniti franchi. Lo ha fatto su larga scala, divisa in quattro fasi".
Fra gli investimenti azionari la Bns guarda Oltreoceano. "Negli ultimi cinque anni, da quando la Banca nazionale ha dovuto dichiarare il proprio portafoglio azionario alla US Securities and Exchange Commission, esso è passato da 22 a 80 miliardi", spiega l'articolo. "La Banca nazionale investe principalmente in società tecnologiche statunitensi".
L'economista Alexander Ziegler vede il fulcro della questione nell'andamento della moneta unica europea. Citato dalla SonntagsZeitung spiega che quella della Bns "è una scommessa sulla stabilità della zona euro. Solo che è sempre in crisi. Ieri a causa della Grecia, oggi a causa dell'Italia e del suo governo populista. A seconda che gli italiani si comportino bene o provochino una nuova crisi dell'euro, la pressione sul franco aumenta nuovamente. Sorge quindi la domanda: che cosa fa la BNS nella prossima crisi? gonfiare il bilancio a 1'600 miliardi?".