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L'industria svizzera è contenta degli affari di compensazione previsti in relazione con il progettato acquisto degli aerei da combattimento svedesi Gripen. "Dal punto di vista dell'economia non ci sono più obiezioni contro i Gripen", ha dichiarato al "Sonntagsblick" Hans Hess, presidente di Swissmem, l'organizzazione padronale dell'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica.
Un anno fa Swissmem si era rivolta al Consiglio federale e al produttore svedese Saab per manifestare l'insoddisfazione delle imprese elvetiche per gli affari compensativi. Il bilancio è ora invece positivo: Saab ha capito il messaggio, afferma Hess nell'intervista pubblicata oggi.
"Andiamo nella buona direzione", ha confermato all'ats. Lo scopo era di ottenere contratti per 300 milioni di franchi prima della decisione definitiva sull'acquisto dei Gripen. "L'obiettivo è stato raggiunto", ha detto Hess. Notevoli progressi sono stati realizzati quest'anno. Saab si è inoltre sforzata di tener conto anche delle imprese romande, una delle tre condizioni poste da Swissmem.
L'organizzazione padronale aveva anche chiesto che le imprese svizzere non ottenessero soltanto lavori di routine e che dei contratti beneficiassero pure le Pmi. Secondo Hess, queste ultime figurano fra le 160 imprese considerate e grandi aziende hanno accettato di offrire loro lavori in subappalto.
Hess ritiene che ci sia ancora da fare per quanto riguarda la manutenzione. Questi contratti sono infatti interessanti perché coprono l'intera durata di vita degli aerei, ossia circa 30 anni. I negoziati sono ancora in corso, ma Saab ha mostrato molta "buona volontà", secondo il presidente di Swissmem.
Lo sviluppo e la produzione degli alloggiamenti dei reattori e della parte posteriore del Gripen dovrebbero avvenire in Svizzera, ha assicurato Hess. E questo, ha precisato, non soltanto per i 22 caccia che Berna ha intenzione di ordinare, ma anche per i 60 apparecchi previsti per l'aeronautica svedese.
Se la Svizzera dovesse veramente acquistare il Gripen, Saab si è impegnata a concludere contratti con imprese elvetiche per oltre 2,5 miliardi di franchi. Per il caccia svedese la Confederazione dovrebbe sborsare 3,1 miliardi.
Alla fine dello scorso anno Saab e i suoi partner avevano concluso ordini da 102 imprese svizzere per un totale di 250 milioni di franchi. Un mese fa si era appreso che quest'anno sono già stati firmati altri 37 contratti per un totale di 54 milioni.