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All’inizio del 2011 il Consiglio federale aveva immediatamente reagito alle rivolte arabe ordinando, a titolo preventivo, di bloccare gli averi depositati in Svizzera riconducibili al presidente decaduto Ben Ali e alle persone del suo entourage. L’Esecutivo ha deciso un blocco analogo anche nel contesto della crisi ucraina scoppiata nel febbraio del 2014.
La legge sui valori patrimoniali di provenienza illecita (LVP), entrata in vigore il 1° luglio 2016, regola la durata dei blocchi e le condizioni per il loro rinnovo a cadenza annuale. Questo è possibile se e quando la cooperazione nel quadro dell’assistenza giudiziaria si rivela proficua.
Prorogati di un anno con decisioni del Consiglio federale del 9 dicembre 2016 e del 20 dicembre 2017, i blocchi legati a Tunisia (56 mio. CHF) e Ucraina (70 mio. CHF) scadranno rispettivamente nei mesi di gennaio e febbraio del 2019. Contro i principali protagonisti sono stati aperti vari procedimenti e le autorità dei due Paesi interessati portano avanti i casi sul piano giudiziario. Ciononostante sono ancora necessarie sentenze per stabilire se l’origine degli averi bloccati è illecita. Visto che i blocchi preventivi del Consiglio federale non hanno ancora raggiunto pienamente i loro obiettivi e che le condizioni legali per una proroga sono soddisfatte, il loro prolungamento è giustificato. Il rinnovo di un anno permetterà di agevolare possibili restituzioni.
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