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Il programma per le scuole maggiori del 1936 è frutto di una profonda revisione dei piani di studio, per la quale le autorità cantonali si ispirano esplicitamente alle raccomandazioni che un anno prima aveva espresso, in una relazione commissionatagli dal Consiglio di Stato, il pedagogista italiano Giuseppe Lombardo Radice. Il programma non prescrive libri di testo. Scritto per una scuola mista, esso differenzia per genere per ciò che concerne l’economia domestica e l’educazione manuale (fornendo indicazioni precise per le classi maschili e quelle femminili).
La riforma provocò comunque discussioni e dibattiti. Ci si può fare un’idea di quelle discussioni leggendo un lungo articolo, inizialmente apparso su “L’Educatore della Svizzera italiana” di due tra le personalità più in voga nella scuola ticinese di quegli anni, Alberto Norzi e Giuseppe Pelloni (qui in pdf). Anche se alcune delle argomentazioni (come quella sulle donne insegnanti nella scuola maggiore) possono oggi apparire francamente incomprensibili, il testo è un utile complemento per comprendere l’organizzazione d’insieme della scuola dell’obbligo e delle formazioni professionali in quegli anni.