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Webinar - Una crisi di sistema. L’Italia nel primo dopoguerra (1919-1922)
La crisi del primo dopoguerra e l’avvento del fascismo costituiscono una questione storiografica su cui generazioni di storici italiani e stranieri si sono confrontati. Il suo connotato è di essere una crisi multifattoriale, che va quindi decifrata nelle sue complesse articolazioni. La Grande guerra si era situata nella storia d’Italia come uno spartiacque. I processi che erano stati innescati o accelerati dal conflitto, nonostante il successo militare, avevano acutizzato la crisi dello Stato liberale. La società italiana si era trasformata ed era pienamente entrata nell’età delle masse. Era divenuta più complessa. Anche il quadro geopolitico dopo la guerra si era complicato. Le sue dinamiche sfidavano la classe dirigente a delineare il profilo della collocazione dell’Italia nei nuovi scenari internazionali in modo adeguato alle ambizioni di potenza e allo stesso tempo alle possibilità del Paese. I fenomeni di brutalizzazione della vita politica, indotti dalla guerra, segnarono profondamente la società italiana, attraversata da un conflitto politico violento che acquisì i connotati di una guerra civile, e costituirono il terreno su cui si affermò la soluzione fascista alla crisi dell’Italia liberale. Il fascismo fu figlio dell’esperienza di guerra, che ne plasmò la cultura politica. Il movimento fascista si venne configurando sin dalle sue origini come un partito-milizia, che fece dell’uso sistematico della violenza un tratto qualificante della sua azione politica.
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