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di Loris Prandi
Oggi la Formula uno è ferma per tutti. Quarant'anni fa esatti un cedimento ai freni della sua Ensign sul circuito di Long Beach mise fine alla corsa di Clay Regazzoni, e alla vita del baffuto pilota ticinese per come l'aveva vissuta fino a quel giorno. La notizia rimbalzò dalla California gelando gli appassionati di tutto il mondo: Regazzoni paralizzato agli arti inferiori.
La sua tempra, la sua volontà, le terapie, gli innumerevoli interventi non riuscirono a smentire quella diagnosi crudele. Crudele soprattutto per uno come lui, pieno di vita e che della vita amava gustare tutto il bello. Uno che non si era ancora arreso nemmeno anni dopo essere stato scaricato dalla Ferrari (dopotutto, otto mesi prima dell'incidente aveva regalato il primo successo alla scuderia di Frank Williams). Eppure, in quella primavera del 1980, cominciò per lui una seconda vita altrettanto piena e vivace, dedicata anche a diverse iniziative per migliorare le condizioni dei paraplegici e raccogliere fondi per la ricerca.
Verso la Formula uno divenne vieppiù critico, fino a diventarne quasi distante. Ma la sua popolarità rimase intatta. Il Gran Premio Kart città di Lugano del 2004, per esempio, si svolse il giorno del suo sessantacinquesimo compleanno. Era dunque già trascorso quasi un quarto di secolo da quel terribile schianto. Ma ricordo distintamente l'ammirato affetto della folla quando Clay fece una sorta di giro d'onore sul tracciato, il sorriso inconfondibile, gli occhi ammiccanti e la battuta bonariamente rivolta ad un giovanissimo kartista che gli si era avvicinato: "Vai piano". Quel ragazzino era Alex Fontana.
I numeri di Clay Regazzoni
Clay Regazzoni (5 settembre 1939 – 15 dicembre 2006) corse 132 gran premi di Formula uno tra il 1970 e il 1980, con Ferrari, Ensign, Williams, BRM e Shadow. Ne vinse 5, conquistò 5 pole position, ottenne 15 volte il giro più veloce e salì 28 volte sul podio. Fu vicecampione del mondo nel 1974 dietro ad Emerson Fittipaldi.
- Il servizio sulla vittoria di Clay Regazzoni a Silverstone il 14.07.1979 (Rete Uno Sport 30.03.2020, 12h30)
«Clay Regazzoni. Il successo, la tragedia e l'impegno» - dossier «lanostraStoria.ch»