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Focus
Dubbia decisione del Consiglio federale sulla franchigia
Discutibile e incomprensibile
La ridistribuzione fra gli assicurati decisa dal DFI non è un contributo per contenere l’aumento dei costi dell’assistenza sanitaria. Il Parlamento dovrebbe prendere in mano le redini per correggere le decisioni del Consiglio federale.
Dopo il risultato palese della consultazione del 2015 per l’abolizione delle franchigie e la riduzione dei loro sconti, molti hanno tirato un sospiro di sollievo. Quando il Consiglio federale ha comunicato il 28 giugno 2017 che il sistema si era dimostrato efficace, come se si volesse mantenerlo, in molti hanno erroneamente creduto al segnale di cessato allarme. In realtà, era stato deciso ciò che era stato respinto (tranne che dal SP) durante la procedura di consultazione: la riduzione degli sconti per le franchigie più alte.
Dubbia decisione del Consiglio federale
Con lo sguardo rivolto al saldo delle singole franchigie e alla politica del Parlamento, tesa a rafforzare la responsabilità personale, la decisione presa dal Consiglio federale sotto l’auspicio del DFI è semplicemente incomprensibile. Anche l’affermazione secondo cui grazie alla correzione degli sconti per le franchigie più elevate «anche le franchigie medie possono essere ottimali per gli assicurati» è tecnicamente sbagliata. A seconda della situazione sanitaria, la scelta ottimale corrisponde ancora alla franchigia più alta oppure a quella ordinaria. Santésuisse è del parere che il Parlamento dovrebbe prendere saldamente in mano le redini e chiarire il quadro giuridico, cosicché in futuro non sia più possibile prendere decisioni sbagliate per motivi politici.