Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/177412

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le possibilità di applicare una tassa sul CO2 sui prodotti provenienti da Paesi che non si impegnano a favore della protezione del clima e che non sostengono l'Accordo di Parigi. In tale ambito è opportuno analizzare una procedura coordinata a livello internazionale contro gli opportunisti, ossia l'integrazione di sanzioni nel meccanismo di regolazione dell'Accordo di Parigi sul clima.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'unica sanzione prevista dall'Accordo di Parigi sul clima è un cosiddetto meccanismo di attuazione (art. 15). Tale meccanismo deve avere un effetto di sostegno e non portare a sanzioni. Inoltre, queste possono essere inflitte solo alle Parti contraenti. Una volta usciti dall'Accordo, gli Stati Uniti non beneficierebbero più di tale statuto, valido non prima di novembre 2020 secondo i termini sanciti dall'Accordo. Solo il Nicaragua e la Siria non hanno sottoscritto l'Accordo. La compatibilità della cosiddetta compensazione fiscale alla frontiera con il diritto OMC è controversa. Una tassa di questo genere sul CO2 potrebbe violare l'Accordo generale su le tariffe doganali e il commercio (General Agreement on Tariffs and Trade, GATT; RS 0.632.21) dell'OMC. L'articolo XX lettere b e g del GATT consente l'adozione di misure necessarie alla protezione della sanità e della vita delle persone e degli animali nonché alla conservazione dei vegetali e delle risorse naturali in deroga al principio del divieto di discriminazione. Tali misure non devono essere applicate in maniera da essere un mezzo di discriminazione arbitraria o ingiustificata. Una tassa sul CO2 non dovrebbe quindi ad esempio essere applicata in modo forfettario a tutte le importazioni di un Paese che non ha sottoscritto l'Accordo di Parigi, ma essere stabilita per ogni prodotto specifico tenendo conto delle emissioni grigie supplementari rispetto ad altri prodotti comparabili. Nel caso degli Stati Uniti occorre inoltre prestare attenzione al fatto che singoli Stati federati e numerose aziende rinomate intendono attenersi alle misure di protezione climatica. La procedura proposta sarebbe problematica dal punto di vista del diritto dell'OMC e non potrebbe resistere a un'eventuale querela. Inoltre, l'applicazione di una tassa sul CO2 non forfettaria implicherebbe notevoli costi amministrativi e una regolamentazione supplementare. Per tali motivi il Consiglio federale non ritiene opportuno introdurre una tassa sul CO2 applicata alle emissioni grigie ai sensi di una compensazione fiscale alle frontiere.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.