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Depressione in aumento e bisogni specifici ignorati: due organizzazioni invocano l'estensione dello statuto speciale fino ai 25 anni
Ai giovani deve essere concessa maggiore libertà nonostante la pandemia. Preoccupate per le ripercussioni del semi-confinamento sui ragazzi, le organizzazioni giovanili pertanto chiedono che lo statuto speciale, con cui si consente ad esempio di praticare sport fino ai 16 anni, sia esteso a tutti gli under 25. La situazione attuale è preoccupante, avvertono in un comunicato odierno la Federazione svizzera delle associazioni giovanili e l'Associazione mantello svizzera per l'animazione socioculturale dell'infanzia e della gioventù. Gli studi dimostrano infatti che l'epidemia intacca in modo particolare la salute mentale di questa fascia della popolazione.
Di conseguenza, la depressione è in aumento, così come i ricoveri nei reparti psichiatrici e i tentativi di suicidio. Ciò non deve sorprendere, si legge nella nota, dato che i bisogni specifici dei più giovani sono stati ignorati dalle misure anti-coronavirus. Relazionarsi coi coetanei e fare le proprie esperienze sono aspetti essenziali a quell'età e non un lusso, avvertono le associazioni. Le due società hanno dunque deciso di rivolgersi con una lettera direttamente al Consiglio federale. Nel testo avanzano alcune richieste, tra cui quella di estendere lo statuto speciale, attualmente accordato ai minori di 16 anni, fino ai 25 anni. Inoltre, l'offerta di attività andrebbe ampliata, i campi pasquali ed estivi permessi e le regole riguardanti la dimensione dei gruppi semplificate. Infine, per i bambini andrebbe abolita la norma relativa al distanziamento, in quanto non applicabile.