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In una lunga intervista rilasciata al Blick, Vladimir Petkovic ha spiegato per la prima volta i motivi che lo hanno spinto ad accettare le lusinghe del Bordeaux a dispetto di un contratto valido sino a fine 2022 con l'ASF. Motivazioni che, sostanzialmente, si racchiudono in due tematiche: la volontà dopo sette lunghi anni di provare una nuova sfida e la possibilità di riportare il Bordeaux tra le grandi del calcio francese nel giro di tre anni.
"Dopo tanto tempo si genera una certa routine e per me era il momento ideale per cambiare, per cercare una nuova challenge. Penso pure che delle nuove idee e un po' d'aria fresca possano fare bene anche alla squadra e a tutto l'ambiente della Nazionale - ha affermato il 57enne - Perché Bordeaux? C'è un progetto ambizioso con un nuovo proprietario (Gérard Lopez, ndr), che vuole cambiare un po' di cose: l'obiettivo è tornare in Europa in tre anni". E per riuscirci, come indica il Blick, il club francese dovrebbe passare da un budget di 60-70 milioni ad uno di 110-115 milioni.
Il tecnico, ex Bellinzona e Lazio tra le altre, ha spiegato anche le discussioni che hanno portato alla risoluzione dell'accordo con l'ASF: "Non direi che sono state complicate, ma appassionanti. Ci sono stati dei momenti meno semplici, ma alla fine abbiamo trovato un'intesa comune. Parto a testa alta, con gli auguri della maggior parte delle persone. Tami? Non c'è nulla di personale, ho sempre diviso i rapporti personali da quelli lavorativi e non ci siamo chiusi alcuna porta".
Il discorso si è poi spostato sul campo, sui risultati e il futuro: "È vero, l'exploit con la Francia ha cambiato molte cose, ma al di là di questa impresa sono fiero di questi sette anni. Il più grande successo è avere cambiato la mentalità di questa squadra e di avere stimolato una nuova generazione di calciatori". Calciatori che ora saranno chiamati a portare la Nati ai Mondiali in Qatar: "L'Italia è favorita, ma ciò non dovrebbe porre problemi per la qualificazione tramite gli spareggi. E poi nel 2016 abbiamo battuto il Portogallo alla prima partita da campione d'Europa. Perché non ripetersi?"