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Mentre una volta il lavoro dell’annunciatore richiedeva una buona capacità di reazione, da tempo tali informazioni sono create da un sistema digitale. Ma gli annunci in diretta non sono scomparsi del tutto.
Un giornalista ha descritto la sua voce come «contagiosamente amichevole, come se volesse salutare ogni singolo passeggero». Per oltre 30 anni, le persone che circolavano dalla stazione principale di Zurigo hanno sentito Esther De Carlo annunciare in modo affascinante gli arrivi, le partenze e le coincidenze dei treni.
Veloce e multilingue
Nel 1966 la segretaria del settore merci espresso si era candidata per il posto appena creato di annunciatrice a tempo pieno nella nuovissima cabina di manovra centrale di Zurigo. Ha ottenuto il posto dopo avere registrato alcune parole al telefono. Da allora, ha fatto sentire la sua voce non appena un segnale sul grande tabellone nella cabina di manovra indicava l’apertura di un binario. La sua libertà di espressione era limitata, perché gli annunci erano già formulati in quattro lingue secondo una serie di regole per i messaggi standardizzati dell’altoparlante. Ma era tutt’altro che un lavoro di routine, perché gli imprevisti non mancavano. Soprattutto negli inverni freddi, quando capitava spesso che gli scambi ferroviari si congelassero. «Mi piaceva molto il mio lavoro, tranne i momenti in cui dovevo avvisare la gente in attesa che: L’ora esatta di arrivo e il binario saranno annunciati più tardi», ricorda l’ormai 79enne. Il multilinguismo era un requisito fondamentale. A seconda di dove era diretto il treno o da dove proveniva, doveva dire la frase anche in francese, italiano o inglese. Di madrelingua tedesca, parlava correntemente il francese. Per perfezionare la pronuncia in italiano e in inglese, ha seguito di sua iniziativa dei corsi di lingua di sei mesi in Italia e in Inghilterra. Un consiglio importante le fu dato dalla nota annunciatrice televisiva Dorothea Furrer, dalla quale prese lezioni di dizione e di tecnica di respirazione. «Prima di ogni annuncio, immagina una persona simpatica a cui vuoi dire qualcosa», ricorda Esther De Carlo, andata in pensione nel 1997.
Solo una voce
I giorni in cui dagli altoparlanti delle stazioni in Svizzera risuonava una gran varietà di voci sembrano lontani anni luce. Da molto tempo esiste un’unica voce del trasporto pubblico per le diverse lingue. I passeggeri dall’orecchio fine hanno probabilmente già notato che gli annunci nella Svizzera tedesca, in Ticino e in inglese hanno un suono diverso rispetto all’anno scorso. Poiché il software che controlla gli annunci vocali e su schermo nelle stazioni aveva ormai fatto il suo tempo, le FFS hanno deciso di adottare la nuova soluzione di sintesi vocale text-to-speech (TTS). Questo sistema digitale consente di registrare e digitalizzare le singole parole una volta sola per lingua e poi combinarle per generare frasi in base alle varie necessità. La soluzione TTS permette annunci più comprensibili e una modulazione più naturale della voce.
Negli ultimi 20 anni, le frasi e le parole necessarie per i nuovi annunci dovevano essere registrate e assemblate in sequenze audio ogni anno. Per ragioni di costo e di qualità è stato deciso di provvedere a nuove registrazioni delle voci del trasporto pubblico. A questo fine è stato organizzato un casting sia per gli annunciatori già impiegati dalle FFS sia per i nuovi candidati. Comprensibile, gradevole, simpatica nonché idonea al nuovo sistema tecnico – questi erano, in breve, i criteri di selezione della voce posti dalla giuria di esperti. Mentre per gli annunci in tedesco, italiano e inglese sono stati scelti nuovi annunciatori, nella Svizzera francese è restata la stessa voce che da 20 anni informa i passeggeri sull’arrivo dei treni e su un eventuale cambio di binario. Dall’autunno 2020, la nuova voce dei trasporti pubblici sarà introdotta gradualmente in tutte le stazioni FFS e BLS. Per ragioni di privacy, le FFS mantengono segreta l’identità delle voci che i pendolari sentono ogni giorno in Svizzera.
Ancora «live» nel traffico a lunga distanza
Le nuove voci digitali non saranno introdotte solo nelle stazioni. Nei circa 140 treni della BLS, per esempio, gli annunci programmati e impeccabili sono attivati a distanza e funzionano automaticamente. Tuttavia i circa 46 milioni di passeggeri che viaggiano con la BLS ogni anno non devono abituarsi a voci diverse. Gli annunciatori che per due decenni hanno registrato frammenti di testo e parole continuano a lavorare per la società ferroviaria.
Anche se gli annunci sono tutti formulati in base a regole standardizzate, nel traffico a lunga distanza continua a trasparire un po’ del carattere e dell’umore del personale viaggiante delle FFS. Ascoltando gli annunci in diretta si possono distinguere l’intonazione, il temperamento e la sfumatura dialettale dell’addetto di turno che parla nel microfono. E, come ha insegnato Dorothea Furrer alla sua allieva, i passeggeri sentono se chi si rivolge a loro lo fa con simpatia e stima.
Testo: Juliane Lutz
Foto: Philippe Rawyler
Illustrazione: Nicolas Kristen
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