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WASHINGTON - Il ministro della Giustizia Jeff Sessions si è dimesso con effetto immediato su richiesta di Donald Trump. Lo riportano i media americani.
Sessions, uno dei primi sostenitori di Trump nel 2016, è nel mirino del presidente da mesi, da quando ha annunciato la sua astensione alle indagini sul Russiagate. Sessions ha consegnato le sue dimissioni al capo dello staff della Casa Bianca, John Kelly. "Caro presidente, su sua richiesta rassegno le mie dimissioni", ha scritto Sessions nella missiva.
«Ringraziamo il ministro della Giustizia Jeff Sessions, e gli auguriamo il meglio». Lo twitta Trump, annunciando che Matthew Whitaker, capo dello staff di Sessions, sarà temporaneamente ministro della giustizia ad interim. «Un sostituto permanente sarà nominato successivamente».
Pelosi: «Un tentativo di stop al Russiagate» - «È impossibile leggere il licenziamento dell'attorney general Jeff Sessions come qualcosa di diverso da un altro spudorato tentativo di Donald Trump di minare e mettere fine all'inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller»: lo twitta la leader democratica alla Camera Nancy Pelosi, invitando Matthew Whitaker, che ha assunto l'interim, a ricusarsi «per le sue precedenti minacce di minare e indebolire l'indagine". Pelosi invita anche il Congresso ad intervenire per proteggere l'inchiesta.
Pelosi inoltre ritiene che, «sullo sfondo delle notizie che il presidente statunitense Trump potrebbe licenziare (il procuratore) Rod Rosenstein, lo speaker della Camera Paul Ryan debba consentire un voto su una legge che protegga la capacità di Mueller di seguire i fatti».
....We thank Attorney General Jeff Sessions for his service, and wish him well! A permanent replacement will be nominated at a later date.— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 7 novembre 2018