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ZURIGO - Presso Charles Vögele a rischio sono soprattutto i posti di lavoro nella sede di Pfäffikon (SZ), non quelli delle singole succursali: lo afferma il presidente della direzione Markus Voegeli, che in un'intervista ha parlato dell'acquisizione da parte di Sempione Retail, una società di partecipazione con sede a Zurigo controllata da investitori italiani.
«Vogliamo offrire al maggior numero di persone una prospettiva di carriera e per la gran parte del personale di vendita questo è possibile», afferma Voegeli in dichiarazioni riportate dal portale finanziario Cash.ch.
L'azienda attiva nel settore dell'abbigliamento - spiega il CEO - non ha un problema nella struttura dei costi di vendita, quanto nella centrale. «Se ci sarà un taglio di impieghi, interesserà soprattutto le funzioni centrali a Pfäffikon (SZ), non presso il personale di vendita».
L'insegna Charles Vögele rimarrà sulle facciata dei negozi ancora per la maggior parte del 2017: le collezioni primaverile ed estiva sono già state acquistate. Nel corso dell'anno vi sarà poi il cambiamento graduale verso il marchio OVS, impresa italiana che vende vestiti per uomo, donna e bambino e che controlla il 35% di Sempione Retail. Non è ancora stato stabilito il momento preciso in cui ciascuna filiale cambierà nome. La sede centrale rimarrà comunque per il momento a Pfäffikon (SZ).
Voegeli ritiene che l'acquisizione avrà successo. Tutto è ora in mano agli azionisti: l'offerta pubblica è partita il 20 ottobre e durerà quattro settimane. Sarà considerata riuscita se gli acquirenti otterranno almeno il 70% delle azioni. Il prezzo di 6,38 franchi per titolo viene ritenuto equo dal CEO di Vögele.
Il consiglio di amministrazione della società fondata nel 1955 da Charles Vögele e dalla moglie Agnes raccomanda all'unanimità di accogliere la proposta. L'azienda di lunga tradizione è nelle cifre rosse dal 2011: nel maggio di quell'anno il corso dell'azione era ancora di 70 franchi, contro gli attuali 6.
Secondo il CEO Vögele potrebbe sopravvivere anche autonomamente: ma per un'impresa di medie dimensioni il contesto europeo si è fatto sempre più difficile. Con OVS - prosegue il manager 55enne - la società ottiene un marchio forte che può avere successo anche in Svizzera. Il gruppo italiano - con il nome Oviesse - è stato peraltro in passato già presente nella Confederazione, da dove si era ritirato nel 2004.