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I bambini che nascono prematuri (prima della 37esima settimana) spesso devono essere separati dai genitori e posti in un'incubatrice nei reparti di terapia intensiva. Per diverse settimane devono seguire terapie mediche di routine che possono risultare anche dolorose (come l'intubazione, il prelievo di sangue, l'alimentazione,...), anche perché si tende a non dare troppi antidolorifici, rischiosi per lo sviluppo.
Ma a quanto pare la natura ha donato ai genitori una medicina naturale. Uno studio dell'Università di Ginevra in collaborazione con l'Ospedale Parini e l'Università della Valle d'Aosta ha infatti scoperto che se la madre parla al piccolo durante gli interventi dei medici, le espressioni di dolore del piccolo diminuiscono, e il livello di ossitocina aumenta in maniera significativa. In pratica la semplice voce della mamma contribuisce a far alleviare la sensazione di dolore al piccolo.
Per giungere a questa conclusione, gli studiosi hanno seguito 20 neonati prematuri all'Ospedale Parini di Aosta, le cui mamme erano presenti durante l'esame quotidiano del sangue, che viene effettuato prelevando alcune gocce dal tallone. Il test si è poi svolto in tre fasi: senza la presenza della mamma, con la mamma che parlava e con la mamma che cantava.
Gli studiosi hanno poi osservato i segni di espressione del dolore, che con la presenza della madre sono risultati essere diminuiti notevolmente. Il livello di dolore (misurato attraverso il Preterm Infant Pain Profile) di quando il piccolo non era accompagnato dalla mamma era di 4.5. Il valore è sceso poi a 3.8 quando la mamma cantava e a 3.0 quando la mamma parlava. La differenza tra parlato e cantato si può forse spiegare con la modulazione delle intonazioni vocali adattate a ciò che percepisce del neonato, che durante il canto sono vincolate dalla struttura melodica, ipotizzano gli scienziati.
Scavando più a fondo, gli studiosi hanno indagato sull'ossitocina. Quest'ultima passava da 0.8 picogrammi per millilitro a 1,4 quando la mamma parlava. «Si tratta di un aumento significativo» si legge nello studio. Entrambi i parametri dunque dimostrano l'importanza della vicinanza della mamma quando i neonati prematuri vengono sottoposti a procedure mediche dolorose.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.
Perché è stata analizzata la voce delle mamme e non dei papà? Per una semplice questione organizzativa: non sempre i papà erano disponibili tutti i giorni a causa del proprio lavoro.