Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01234.jsonl.gz/1075

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Il Consiglio nazionale durante la seduta odierna.
KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE(sda-ats)
Le modifiche alla Costituzione cantonale ticinese introdotte con l'iniziativa popolare "salviamo il lavoro in Ticino" sono conformi al diritto federale. Dopo gli Stati, oggi anche il Nazionale gli ha conferito - tacitamente - la necessaria garanzia federale.
L'iniziativa, lanciata dai Verdi e approvata il 14 giugno 2015, chiede l'introduzione in Ticino di salari minimi per settore economico, che assicurino "un tenore di vita dignitoso". Il testo non precisa a quanto debbano ammontare le retribuzioni minime. Queste vanno applicate a tutti i settori sprovvisti di contratti collettivi di lavoro.
Nel suo messaggio destinato al Parlamento licenziato in febbraio, il Consiglio federale spiegava che l'introduzione di normative sui salari minimi "devono essere giustificate da un interesse pubblico che non è già completamente protetto dalle norme federali". Queste non devono inoltre violare gli articoli 27 (Libertà economica) e 36 (Limiti dei diritti fondamentali) della Costituzione federale.
Visto che la modifica costituzionale ha lo scopo di lottare contro la povertà e rispetta il principio di proporzionalità - le nuove norme non vanno applicate ai settori dove c'è già un contratto collettivo (CCL) o normale di lavoro (CNL) - le nuove disposizioni "possono essere interpretate e applicate in modo conforme alla Costituzione federale e possono ricevere la garanzia federale", affermava il governo chiedendo alle Camere di approvare la revisione.
SDA-ATS