Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/14443

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si dichiara  profondamente scioccato dagli atti efferati che vengono perpetrati in Algeria. Deplora l'elevato numero di vittime e desidera esprimere la sua partecipazione al dolore delle famiglie toccate da tali abominevoli atti. Questi ultimi sono ingiustificabili e pregiudicano i tentativi di riconciliazione nazionale. Tuttavia, gli attentati non hanno paralizzato il Paese né interrotto la vita sociale, economica e amministrativa.</p><p></p><p>La Svizzera continua a seguire attentamente gli sviluppi della situazione in Algeria. Il Governo algerino ritiene che, sul suo territorio, non ci sia guerra civile ai sensi del diritto internazionale, ma piuttosto una situazione di conflitto interno. In via informale, la nostra disponibilità al dialogo è stata segnalata e si è discusso di un eventuale ruolo di intermediario della Svizzera. Ciononostante  non si è dato seguito alle discussioni e ai segnali dati dalla Svizzera o da altri Stati, tra i quali la Francia. Anche l'appello lanciato dal Segretario generale delle Nazioni Unite il 30 agosto 1997 è stato respinto dal Governo algerino che lo ha considerato un'"ingerenza negli affari interni".</p><p></p><p>Il Consiglio federale chiederà agli amministratori svizzeri che operano in seno alle Istituzioni di Bretton Woods di esaminare le possibilità d'azione di queste istituzioni finanziarie, in primo luogo del FMI, nel senso del rispetto dei principi di governo in Algeria. Il Consiglio federale è altresí consapevole che il Governo algerino non è il solo responsabile della complessa situazione creatasi in Algeria.</p><p></p><p>Per ragioni di sicurezza, il personale svizzero della nostra Ambasciata ad Algeri è stato ritirato nel settembre 1994. L'Amministrazione federale sta vagliando la possibilità di riaprire l'Ambasciata. La nostra presenza in loco contribuirebbe  ad una migliore difesa dei nostri interessi, ad un'analisi più precisa della situazione, in particolare riguardo alla situazione dei diritti umani e alla politica d'asilo, nonché allo sviluppo del dialogo politico.</p>  Risposta del Consiglio federale.