Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/69672

<h2>SubmittedText<h2><p>Se entrambi i genitori esercitano un'attività lucrativa, la custodia dei bambini deve talvolta essere affidata a terzi. Tuttavia, per le economie domestiche che dispongono di due redditi e per le famiglie monoparentali, spesso essa pone non solo problemi organizzativi, bensì anche finanziari. Bisogna quindi garantire, oltre all'introduzione di orari fissi nelle scuole e alla custodia parascolastica, anche la custodia di bambini in età prescolastica.</p><p>1. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui, vista l'evoluzione demografica, bisognerebbe creare incentivi alla permanenza duratura delle donne nel processo lavorativo e, di conseguenza, applicare una politica familiare non più imperniata esclusivamente su aiuti finanziari, ma piuttosto su misure atte a conciliare meglio famiglia e professione, in particolare sviluppando l'offerta di custodia di bambini in età prescolastica?</p><p>2. Uno dei modelli di riforma in discussione prevede di passare dal finanziamento dei fornitori di prestazioni a quello dei genitori mediante il versamento di accrediti. Cosa pensa il Consiglio federale di un tale cambiamento, in cui il finanziamento dell'offerta sarebbe sostituito con quello della domanda?</p><p>3. Attualmente gli assegni per figli e per la formazione vengono concessi fino al compimento dei 25 anni. Nell'ambito di un sistema transitorio adeguato alle realtà familiari, il Consiglio federale potrebbe considerare d'impiegare l'intera somma degli assegni per figli o una parte di essa per finanziare la custodia di bambini in età prescolastica?</p><p>4. Il Consiglio federale è anch'esso del parere che un tale modello avrebbe effetti positivi sulla crescita economica? Sarebbe disposto, tramite il DFI, a sostenerlo presso i cantoni e ad avviare con loro uno studio di fattibilità ovvero un modello sperimentale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide il parere che una migliore integrazione delle donne nel processo lavorativo costituisca un obiettivo politico prioritario. La politica familiare non deve più promuovere soltanto la compensazione degli oneri familiari. Bisogna piuttosto porre l'accento sulla conciliabilità tra famiglia e professione, anche se è difficile separare le due tematiche. Ad esempio, l'aumento della deduzione per le economie domestiche che dispongono di due redditi, proposto dal Consiglio federale per quanto riguarda l'imposta federale diretta, permette di sgravare finanziariamente le coppie in cui entrambi i coniugi svolgono un'attività lucrativa. Questa misura mira però anche a sopprimere gli ostacoli, esistenti nel diritto vigente, cui devono far fronte le donne sposate che intendono esercitare un'attività lucrativa.</p><p>Nel parere concernente la mozione Fehr Jacqueline 03.3603 il Consiglio federale si è detto per principio disposto a presentare misure volte a conciliare famiglia e professione. L'esecutivo ha però anche osservato che si dovrà prestare particolare attenzione alla ripartizione delle competenze sancita dalla Costituzione - secondo la quale la competenza nel settore della custodia dei bambini incombe in primo luogo ai cantoni e ai comuni - e alla situazione ed alle prospettive delle finanze pubbliche.</p><p>2. Il Consiglio federale segue i dibattiti concernenti il modello di riforma nel settore degli asili nido menzionato nella presente interpellanza. Il DFI ha anche chiesto di redigere una nota di discussione che contenga riflessioni di base sui sistemi di buoni e valuti le esperienze fatte all'estero. Per principio l'esecutivo è favorevole ai modelli di riforma che rafforzano la concorrenza. Tuttavia le esperienze all'estero mostrano che un cambiamento di sistema pone diversi problemi. Un'eventuale riforma dovrebbe quindi essere attuata con estrema accuratezza.</p><p>3. Il 24 marzo 2006 le Camere federali hanno adottato la legge federale sugli assegni familiari (il termine di referendum scadrà il 13 luglio 2006). Nei dibattiti l'adeguatezza degli assegni familiari non è mai stata contestata. Gli assegni per figli e per la formazione permettono di compensare in parte i costi cagionati dal sostentamento dei figli. Al riguardo si applica il principio secondo cui le misure di politica familiare devono essere impostate in modo tale che ne possano beneficiare tutte le famiglie, a prescindere dalla ripartizione dei ruoli e dalla forma di vita familiare scelte. Le famiglie devono avere la massima libertà di scelta. A seconda della situazione professionale e personale vi possono essere anche buoni motivi per optare per una ripartizione tradizionale dei ruoli.</p><p>Gli assegni familiari sono finanziati di fatto esclusivamente dai datori di lavoro perché, storicamente, erano prestazioni facoltative che questi versavano ai dipendenti con figli. Qualora i fondi per gli assegni dovessero essere destinati ad un altro scopo, bisognerebbe trovare un nuovo consenso in merito al finanziamento.</p><p>4. Il Consiglio federale prevede che il potenziamento della custodia di bambini complementare alla famiglia avrà effetti positivi sulla crescita economica. Questo è stato uno dei motivi per cui, nel messaggio del 10 marzo 2006, si è pronunciato a favore del proseguimento del programma d'incentivazione volto a promuovere la custodia di bambini complementare alla famiglia.</p><p>L'esecutivo è per principio favorevole a modelli di riforma che rafforzano la concorrenza. Qualora un cantone o una città prevedesse di attuare un progetto pilota in questo ambito, sarebbe senz'altro disposto ad esaminare in che misura, tenendo conto dei fondi disponibili, potrebbe contribuire alla sua realizzazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.