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La galleria ferroviaria di base del Monte Ceneri, a causa dei ricorsi per gli appalti, sarà probabilmente messa in esercizio soltanto nel dicembre 2021 invece che a fine 2019, con un costo supplementare di 100 milioni di franchi, ma non è escluso neppure che si debba aspettare fino all'inizio del 2023, a dipendenza delle decisioni delle autorità giudiziarie. Lo afferma in una nota la società committente Alptransit San Gottardo SA (ATG), che ha oggi informato "dettagliatamente" i parlamentari della Delegazione di vigilanza della NFTA (Nuova ferrovia transalpina).
La Delegazione parlamentare (DVN) preme adesso sul Tribunale federale, affinché deliberi velocemente sui ricorsi relativi agli appalti. "La DVN rispetta la divisione dei poteri. Ma ha un forte interesse a vedere chiarificata la situazione attraverso una veloce decisione del TF", si legge in un comunicato diramato poco fa in concomitanza con una conferenza stampa a Olten (SO).
La delegazione - continua la nota - ha in passato più volte fatto presente i rischi in materia di scadenze e di costi legati all'assegnazione degli ultimi grandi mandati del Ceneri.
Nel settembre 2013 erano stati inoltrati al Tribunale amministrativo federale (TAF) due ricorsi contro le aggiudicazioni di tecnica ferroviaria per la galleria di base ad altrettanti consorzi. Lo scorso marzo il TAF ha parzialmente accolto questi ricorsi, inoltrati da una società concorrente.
Le aggiudicazioni impugnate erano state così revocate e rinviate per un nuovo giudizio ad ATG, che ha deciso di interrompere le procedure e di indire al più presto un nuovo bando di concorso. In relazione alla procedura di aggiudicazione, sono al momento pendenti diversi ricorsi sia dinanzi al TAF che dinanzi al Tribunale federale, indica la società nel comunicato.
Alla luce delle valutazioni di ATG, lo scenario "più probabile", è la messa in esercizio nel mese di dicembre 2021. E ciò nel caso in cui il procedimento giudiziario permetta a un nuovo bando di concorso di entrambi i lotti ancora nel corso del 2014. Il mantenimento prolungato di impianti, installazioni e organizzazione ammonterà a circa 100 milioni di franchi.
Secondo le analisi svolte da ATG, la tempistica che era stata prevista per la messa in esercizio della galleria al cambio di dicembre 2019 potrà essere mantenuta soltanto se la decisione di affidare i lavori alle imprese aggiudicatarie originarie passerà in giudicato entro la fine di settembre 2014. I costi supplementari ammonterebbero in questo caso a circa 10 milioni di franchi.
A dipendenza delle decisioni delle autorità giudiziarie potrà pure "essere presa in considerazione una messa in esercizio alla fine del 2020 o anche solo a inizio 2023". Secondo le analisi di ATG, nella peggiore delle ipotesi i maggiori costi ammonterebbero a 144 milioni di franchi.
SDA-ATS