Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01138.jsonl.gz/669

Raiffeisen e le banche domestiche sono chiaramente contrarie all'abolizione del divieto di credito e ipoteche per PostFinance, finché questa non è completamente privatizzata. In Svizzera, la Confederazione non ha minimamente motivo d'intervenire sul mercato del credito e delle ipoteche.
Nel settembre 2018, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di elaborare un progetto di consultazione sulla revisione parziale della Legge sull'organizzazione delle poste. L'obiettivo è che PostFinance possa concedere direttamente anche crediti e ipoteche. Ciò non è possibile ai sensi della legge vigente. Non manca solo una base giuridica, ma anche qualcosa di più: secondo un parere giuridico del 2006 dell'Ufficio federale di giustizia, la Costituzione federale non consente alla Confederazione di gestire una banca a pieno titolo. Ciò significa che non solo la legge sull'organizzazione delle poste, ma anche la Costituzione federale dovrebbe essere modificata per consentire a PostFinance di concedere direttamente crediti e ipoteche. In caso contrario, PostFinance dovrebbe essere completamente privatizzata.
Manca ancora una risposta alla domanda fondamentale, ovvero quale sarà l'orientamento strategico futuro in merito a PostFinance. In maggio 2018 la Confederazione ha annunciato di redigere un rendiconto esaustivo per poi prendere di conseguenza una decisione di principio. Tuttavia, il Consiglio federale vuole privilegiare una revisione parziale della Legge sull'organizzazione della Posta Svizzera con un procedimento rapido, prima che venga chiarita la questione principale. E giustifica questa procedura accelerata facendo riferimento ai tassi di interesse che si mantengono bassi dal 2008 e al calo dei ricavi di PostFinance. Questo approccio frettoloso contraddice le dichiarazioni del Consiglio federale, che nella primavera del 2018 non riteneva urgente l'abolizione del divieto di credito.
Il mercato dei crediti e dei mutui ipotecari funziona bene. I clienti beneficiano della concorrenza sana tra più fornitori e di una ricca scelta di offerte. Non esiste una distorsione del mercato che giustifichi l'intervento della Confederazione. Un fornitore del calibro di PostFinance, vista l'attuale concorrenza può guadagnarsi una posizione sul mercato solo con «tariffe aggressive». I crescenti rischi del mercato ipotecario dovuti all'ingresso sul mercato a pieno titolo di PostFinance non giocherebbero dunque a favore della stabilità del mercato finanziario e dei proprietari, né tanto meno dei clienti.
Troverete ulteriori informazioni sulla posizione e sull'impegno di Raiffeisen qui: Il futuro di PostFinance (PDF, 138KB)