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L'esercito tedesco può intervenire con mezzi militari anche dentro i confini nazionali. In questi termini la sentenza di oggi della Corte costituzionale di Karlsruhe rompe un tabù, in Germania. Si tratta però di uno degli effetti (tardivi) dell'attentato al World Trade Centre di New York del 2001. I giudici autorizzano l'esercito ad entrare in azione con armi militari in caso di avvenimenti di "dimensione catastrofica".
E correggono un precedente giudizio (del 2006) sulla legge per la sicurezza aerea concepita contro il terrorismo, che escludeva invece questa possibilità. Dal 1951 solo 4 volte l'Alta corte si era pronunciata sulla controversa questione di come possa essere impiegato l'esercito nel paese che ha vissuto il trauma del nazionalsocialismo, fa notare Spiegel. Ed è chiaro che a questo punto ci sia di che discutere. I giudici delineano alcuni presupposti indispensabili.
Spetterà sempre al governo nel suo insieme stabilire la necessità di un intervento militare. La tutela della sicurezza in via ordinaria resta compito della polizia, che in Germania è addirittura regionalizzata. L'esercito non potrà intervenire in un assembramento della folla, e resta proibito l'abbattimento di un velivolo con passeggeri civili a bordo, anche se dirottato da un terrorista. Si completa così l'articolo 35 della legge fondamentale che autorizza l'impiego dell'esercito in casi di "catastrofe naturale" o di incidenti gravi.
La sentenza è stata accolta positivamente da diversi esponenti politici e governativi. "La decisione conferma la visione sostanziale del diritto del governo federale", hanno detto in un comunicato congiunto il ministro dell'Interno Hans-Peter Friedrich e della Difesa di Thomas de Maiziere. "La sicurezza dei cittadini, proprio in casi estremi, è uno dei compiti più importanti dei nostri Stati", aggiungono sottolineando che si verificheranno le conseguenze di questo giudizio.
Più critica la posizione assunta dalla ministra della Giustizia Sabine Leutheusser Schnarrenberger: "La Repubblica federale è cresciuta col principio che l'esercito non è un agente ausiliare della polizia. La separazione fra sicurezza interna ed esterna resta giusta. Non tutto quello che è costituzionalmente possibile è politicamente giusto". La sentenza non è certamente immune dalle polemiche. "Il problema - scrive ad esempio Spiegel -: la decisione lascia spazio alle interpretazioni".