Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01080.jsonl.gz/1172

GINEVRA - Nuove grane giudiziarie per Viagogo, la piattaforma online specializzata nella vendita di ticket per eventi con sede a Ginevra. Due cabarettisti austriaci l'hanno denunciata a Vienna per aver rivenduto a prezzi maggiorati biglietti per i loro spettacoli.
L'inoltro della denuncia - depositata da Monika Gruber e Viktor Gernot, appoggiati anche dall'Autorità austriaca di vigilanza sulla concorrenza - è stato annunciato dal quotidiano Volksblatt e confermato all'agenzia di stampa apa dal legale dei due cabarettisti.
Gruber e Gernot chiedono un risarcimento di 35'000 euro. Rimproverano a Viagogo di rivendere sul mercato nero biglietti per le loro esibizioni aggiungendo tasse di commissione. I ticket sarebbero offerti a tariffe fino a cinque volte superiori a quelle originali.
In Svizzera sono pendenti due cause nei confronti di Viagogo. La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha avviato una azione civile presso il Tribunale commerciale di Zurigo. La SECO intende in questo modo "rendere più trasparente il sito internet di questo rivenditore di biglietti a livello mondiale", fondato in Inghilterra ma che dal 2012 ha sede sociale a Ginevra.
La SECO vuole che sulla pagina web venga "chiaramente" segnalato, per tutta la procedura d'acquisto, il "prezzo effettivo da pagare per i biglietti". Questo costo deve anche comprendere l'IVA e tutti i supplementi non facoltativi, come le spese amministrative e di spedizione. Viagogo dovrà inoltre indicare inequivocabilmente sul proprio portale di essere una piattaforma di rivendita di biglietti.
L'altra denuncia è stata inoltrata presso il Ministero pubblico ginevrino dalla Federazione romanda dei consumatori (FRC). L'associazione, che afferma di avere ricevuto da inizio 2017 quasi un centinaio di segnalazioni, accusa la piattaforma online di essere vaga riguardo le tariffe dei biglietti, di condurre modalità di vendita aggressive, di indicare una quantità di posti ancora disponibili spesso falsa e di presentare il sito come la pagina ufficiale di una manifestazione.
Nel mese di aprile dello scorso anno era stata l'Autorità garante della concorrenza e del mercato italiana (AGCM) a infliggere una multa di 300'000 euro a Viagogo e ad altre quattro piattaforme. Le contestazioni rivolte agli operatori, sia pure in misura diversa per ciascuna piattaforma esaminata, hanno riguardato "la carente o intempestiva informazione" relativa a diversi elementi "essenziali di cui il consumatore ha bisogno per assumere una decisione consapevole di acquisto".