Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/168797

<h2>SubmittedText<h2><p>A Valacrêt (nella regione di Moudon, Cantone di Vaud) Armasuisse ha appena disdetto il suo contratto per l'acquisto di legna con il gruppo forestale per privilegiare un riscaldamento unicamente a nafta mentre questo fino ad oggi rappresentava solo un'alimentazione integrativa di soccorso. Ragione: con 80 000 franchi è possibile prolungare la durata di vita dell'impianto attuale fino al 2022 (ad oggi data in cui Armasuisse lascerà l'impianto) mentre la caldaia a legna è giunta al termine del suo ciclo di vita e la sua sostituzione costerebbe 2 milioni di franchi.</p><p>Questa politica a breve termine si basa sull'idea di uno smantellamento del sito dopo il 2022, mentre non è ancora sicuro che l'esercito vi rinunci, che non sia possibile un altro tipo di utilizzo a livello federale e che, all'occorrenza, non vi siano buone probabilità che lo stesso sito sia in seguito destinato a progetti regionali e/o cantonali.</p><p>Inoltre, nel momento in cui il Consiglio federale pone in consultazione un progetto che mira a diminuire la CO2 del 50 per cento entro il 2030, con prospettive di proibizione della nafta o dell'obbligo di sostituirla con pompe di calore nel caso delle caldaie che hanno raggiunto la fine del loro ciclo di vita, la decisione di Armasuisse di sostituire legna indigena con nafta inquinante e d'importazione sembra essere particolarmente inopportuna.</p><p>Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. il Consiglio federale pensa seriamente di abbandonare il sito di Valacrêt alla fine del 2022, che questo avvenga per Armasuisse o per un altro tipo di utilizzo a livello federale?</p><p>2. Se no, il Consiglio federale è disposto a imporre ad Armasuisse il riscaldamento a legna piuttosto che quello a nafta e di tenere quindi un comportamento da proprietario responsabile rispetto agli impegni presi dal Consiglio federale a Parigi?</p><p>3. Se sì, il Consiglio federale è disposto a incontrare a breve le autorità vodesi e comunali per definire il futuro del sito e il modo in cui si potrebbe trovare un finanziamento condiviso e duraturo per una nuova caldaia a legna?</p><p>4. Visto il carattere esemplare della politica energetica e climatica che il Consiglio federale sostiene di promuovere a lungo termine per la sua amministrazione, è disposto a intraprendere una vasta campagna di sensibilizzazione degli organi a lui subordinati per evitare che alcuni di detti organi screditino la sua politica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La riduzione delle emissioni di CO2 è uno dei principali obiettivi ambientali del Consiglio federale, che, tra l'altro, ha avviato il programma "La Confederazione: energia esemplare" (www.energie-vorbild.admin.ch) a cui partecipa anche il DDPS. Per questo motivo una delle principali misure adottate da Armasuisse consiste nell'installare, in linea di principio in tutte le ubicazioni utilizzate a lungo termine dall'esercito, generatori di calore che sfruttano energie rinnovabili. Il DDPS è già oggi ai primi posti per quanto riguarda l'impiego di energie rinnovabili per generare calore.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Nella sua risposta all'interpellanza Grin 15.3147 il Consiglio federale ha già stabilito che l'esercito si ritirerà dalla piazza d'armi di Moudon negli anni 2022-2025. Non è ancora stato definito se e come sarà utilizzata l'ubicazione dopo il ritiro dell'esercito. Nelle sue risposte alle interpellanze Grin 15.3147, Recordon 13.4130 e Voruz 13.4146 il Consiglio federale ha ribadito il suo parere secondo cui la conversione dell'impianto di Moudon in centro della Confederazione per richiedenti l'asilo rappresenti un'opzione da esaminare.</p><p>2./3. Sulla piazza d'armi di Moudon erano sinora in funzione un riscaldamento a legna e un riscaldamento a nafta. Entrambi necessitavano di un risanamento, non essendo più conformi alle disposizioni dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (RS 814.318.142.1). Nell'estate del 2016 il riscaldamento a nafta è stato quindi sostituito con una spesa pari a circa 70 000 franchi. Poiché il nuovo riscaldamento a nafta coprirà da solo il fabbisogno di energia termica per la durata di utilizzazione residua di sei a otto anni, l'impianto di riscaldamento a cippato potrà essere messo fuori servizio a metà 2017. Per il risanamento del riscaldamento a legna risulterebbero costi più elevati vista la vetustà dell'impianto che, in considerazione della durata di utilizzazione residua di sei a otto anni, sarebbero sproporzionati.</p><p>In presenza di una successiva utilizzazione civile concreta, l'investimento in un riscaldamento a legna o in un sistema di riscaldamento alternativo (ad es. teleriscaldamento) può essere sensato. Tuttavia, una premessa per la realizzazione sarebbe in particolare l'accertamento del fabbisogno di energia termica. Il DDPS è disposto a incontrarsi con le autorità cantonali e comunali per discutere concretamente la questione della futura utilizzazione e dell'approvvigionamento di calore. In questo contesto chiarirà anche la questione dell'economicità di un risanamento del riscaldamento a legna per rispettare le disposizioni dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico.</p><p>4. Il Consiglio federale ha già lanciato diversi programmi per adeguare le attività dell'amministrazione federale alla politica climatica ed energetica della Confederazione. Oltre al programma "La Confederazione: energia esemplare" già menzionato, vi è in particolare il programma "Gestione delle risorse e management ambientale dell'amministrazione federale" (RUMBA). I rapporti concernenti i due programmi riconoscono all'amministrazione federale progressi di tutto rispetto nel raggiungimento degli obiettivi energetici e climatici. Il Consiglio federale prosegue la sensibilizzazione degli organi interessati nel quadro dei programmi esistenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.