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Continuiamo la nostra serie di articoli sui protagonisti dell’automobile (Silvio Moser, Gianni Varrone). Questo breve contributo è dedicato a Ernest Guglielminetti. Nonostante l’asfalto fosse già stato ampiamente usato – per esempio per ricoprire le stive delle navi – fu il primo a riconoscerne l’utilità per le strade, all’epoca sterrate e piene di polvere.
Ernest Guglielminetti nasce a Briga il 23 novembre 1862. Il padre Antonio – già volontario nelle truppe Garibaldine – era originario di Domodossola, la madre invece era Louise Furrer. Rimane a Briga solo per le scuole dell’obbligo, poi studia alle università di Friburgo e Berna dove ottiene la laurea in medicina.
Nel 1886, viaggia a Giava, Padang nell’isola di Sumatra e Borneo come medico per conto del governo olandese, poi lavora per la London Borneo Tobacco Company. In queste regioni molto remote vive innumerevoli avventure, andando a caccia di tigri, rinoceronti ed elefanti. Guglielminetti s’interessa anche all’anatomia comparata, tanto che ha come animale domestico un Orang-utan.
Quando viene a sapere della morte di sua madre nel 1890, torna in Svizzera. L’anno seguente partecipa come medico alla spedizione di Jules Janssen (1824-1907) al Monte Bianco per determinare la fattibilità della costruzione di un osservatorio vicino alla cima. È in questa occasione che conduce numerosi esperimenti e studi fisiologici. Qualche anno più tardi, sviluppa un apparecchio di respirazione che grazie al costante sviluppo, diventa di grande utilità per pompieri, alpinisti, aeronauti, piloti e sommozzatori, e contribuendo quindi significativamente a migliorare le tecniche di anestesia.
Nel 1894 gode già di grande fama e, su raccomandazione dei professori F.-A. Forel e C. Vogt, viene nominato medico a Monaco. In questo periodo le strade producevano molta polvere, intaccando le via respiratorie. Mentre si trova a Monaco si ricorda di quando lavorava nell’ospedale militare di Padang (Sumatra), dove i pavimenti di legno era intonacati di catrame, materiale che li rendeva impermeabili e facili da pulire.
Guglielminetti ottiene dal principe Alberto I il permesso di utilizzare il catrame delle officine di gas del Principato, che altrimenti veniva semplicemente gettato in mare come prodotto di scarto. Il 13 marzo 1902, viene effettuato il primo test su 40 metri di strada sterrata vicino alla fabbrica – un successo completo.
Il 19 aprile, Guglielminetti tiene la sua prima conferenza sull’argomento a Monaco. A settembre si reca a Ginevra, dove “asfalta” un tratto della strada per Losanna a scopo dimostrativo. A Parigi, il nuovo metodo viene accolto con entusiasmo. Guglielminetti fonda quindi la Lega Internazionale per la lotta alla polvere, che in poche settimane raccoglie il denaro necessario per asfaltare la strada tra Nizza e Monte Carlo.
Nonostante le critiche dei circoli di protezione del patrimonio, che si oppongono agli effetti negativi del catrame sulla vegetazione e sul paesaggio e il timore degli animalisti per i cavalli e per gli asini che potevano scivolare sulle superfici vischiose, il progresso avvenne molto rapidamente.
Sulla base dell’idea di Monaco Ernest Guglielminetti, implementa anche la prima macchina in grado di riscaldare il catrame direttamente sulla strada.
Contemporaneamente il suo apparecchio per l’ossigeno viene ulteriormente sviluppato dall’industriale tedesco Johann Heinrich Dräger.
L’azienda di Dräger esiste ancora oggi, ma il ruolo del medico svizzero nel successo del dispositivo è stato completamente dimenticato. Il 10 marzo 1906 l’Europa è colpita dal più devastante disastro minerario della sua storia: l’incidente di Courrières (dipartimento del Pas-de-Calais) con 1099 morti. Grazie ai respiratori Guglielminetti-Dräger, i soccorritori tedeschi arrivati come rinforzi riescono a penetrare nelle gallerie piene di gas tossici.
Come se non bastasse, durante la Prima Guerra Mondiale Guglielminetti, perfetto poliglotta e umanista, fa da tramite tra tedeschi e francesi per difendere i prigionieri di guerra. Convinto animalista conduce anche una campagna incessante contro le crudeltà della corrida e della vivisezione.
L’instancabile Guglielminetti, che non ha mai brevettato nessuna delle sue invenzioni, è riconosciuto ovunque, tanto che è stato il primo cittadino elvetico a ricevere la prestigiosa Légion d’honneur e ad essere premiato con la medaglia d’oro da parte dell’Automobile Club de France.
Nonostante l’asfalto abbia avuto anche dei critici – per esempio a causa della tendenza a sciogliersi in giornate molto calde – Guglielminetti, rimane una delle personalità più interessanti. Già il 4 gennaio 1903, il giornale sportivo francese L’Auto-Vélo scriveva: “Grazie al procedimento del dottor Goudron [il dottor Asfalto], la polvere è scomparsa”. Guglielminetti muore a Ginevra il 20 febbraio 1943.