Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01209.jsonl.gz/1423

La Camera dei Comuni britannica ha detto sì alla richiesta avanzata martedì dalla premier conservatrice, Theresa May, di un mandato per cercare di ridiscutere con l'UE l'accordo in merito alla Brexit e di "depurarlo" dal cosiddetto backstop sul confine tra Eire e Irlanda del Nord. Con "backstop" si intende una soluzione "di sicurezza" sullla frontiera tra le due Irlande nel caso in cui i negoziatori europei e britannici non arrivino a definire un'intesa complessiva.
I deputati hanno infatti approvato con 317 contro 301 l'emendamento alla mozione May presentato dal deputato Graham Brady - e fatto proprio dal Governo - che impegna l’inquilina del 10 di Downing Street a negoziare di nuovo con Bruxelles per un piano B che integri "soluzioni alternative" rispetto all’eventualità del backstop.
La premier ha intanto accolto con favore l'emendamento non vincolante contro una Brexit "no deal" approvato in serata dalla Camera dei Comuni ma ha avvertito però che "opporsi a un’uscita senza intese concrete non basta". Theresa May si è detta convinta che vada trovato un agreement e ha rilanciato l'invito a Jeremy Corbyn per un confronto diretto.
Un invito che il leader laburista eccezionalmente ha accettato martedì sera dopo averlo già respinto in passato, avendo ritenuto soddisfatta la precondizione su un impegno della May a scongiurare l'epilogo di un'uscita dall'Europa comunitaria senza accordi.
Ma il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha commentato l'esito della votazione a Westminster ricordando che "l'accordo raggiunto è e resta il migliore e unico modo per assicurare un'uscita "ordinata" della Gran Bretagna dall'UE. Il backstop fa parte di quell'accordo e non è un'intesa aperta a nuovi negoziati".