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Nelle ultime 6 settimane, 600 delfini senza vita sono stati ritrovati sulle spiagge francesi di Vendée, Charente Maritime e Gironda. Queste morti sono solo la punta dell’iceberg dato che l’80% dei corpi, spesso sventrati, finisce sui fondali. La maggior parte dei delfini ritrovati sono mutilati, con le pinne amputate, segni di arpioni, tagli profondi e rostri spezzati, segni evidenti di cattura con metodi di pesca. Questi delfini, che trascorrono l’inverno nel Golfo di Biscaglia, sono vittime non intenzionali delle attività di pesca (inclusa quella a strascico, con reti a circuizione danesi e con reti da posta) i cui obiettivi sono la spigola e il nasello destinati al mercato francese. Alcuni ricercatori che hanno documentato queste morti, affermano che i delfini vengono uccisi anche da imbarcazioni sia francesi che straniere impegnate in alto mare nella pesca industriale per il surimi ed altre preparazioni a base di pesce.
“Stiamo fronteggiando un’assurda politica a favore della pesca che autorizza l’utilizzo di strumenti estremamente distruttivi e non selettivi in aree molto delicate a causa della stagione di riproduzione della spigola, dove specie protette come i delfini sono particolarmente vulnerabili alla cattura”, dichiara Lamya Essemlali, Presidente di Sea Shepherd France.
“Siamo stufi di vedere che gli allarmi degli scienziati vengono ignorati anno dopo anno nonché l’indifferenza della Commissione e del Ministro della Pesca, i quali hanno finto per 20 anni di lavorare alla soluzione del problema”, dichiara Essemlali. “Sea Shepherd ha deciso di pattugliare notte e giorno quell’area. Ci concentreremo sullo sterminio silenzioso dei delfini al largo delle nostre coste affinché i pescatori, i politici e i consumatori vengano finalmente considerati responsabili di tutto ciò.”
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Da Gennaio a Marzo, sulla costa occidentale della Francia, una media di 6,000 delfini vengono uccisi ogni anno da grandi pescherecci a strascico e da pescherecci accoppiati (con reti posizionate tra le due imbarcazioni). Quella cifra può arrivare a 10,000 esemplari, secondo il Pelagis Observatory con sede a La Rochelle, ed è più del totale dei delfini massacrati nelle isole danesi delle Faroe e nella baia di Taiji (Giappone) messi insieme. Queste imbarcazioni hanno come obiettivo la zona di riproduzione della spigola durante il relativo periodo, appunto, di riproduzione. I delfini, che tipicamente vivono assieme alle spigole, rimangono intrappolati nelle reti dei pescatori che catturano indiscriminatamente ogni essere vivente lungo il loro tragitto. La maggior parte dei delfini muore nelle reti e quelli che vengono tirati in superficie generalmente muoiono a causa delle ferite inflitte loro dai pescatori a bordo delle imbarcazioni. Questa pratica non solo minaccia la popolazione di spigole ma è anche mortale per i delfini che accidentalmente rimangono intrappolati e annegano nelle reti. Nel febbraio 2018 la nave di Sea Shepherd Bob Barker, in transito a La Rochelle, filmò i pescherecci a strascico Jeremi Simon e Promethée mentre issavano le loro reti con due delfini intrappolati all’interno delle stesse.
La popolazione di delfini rischia di essere spazzata via dalla costa atlantica della Francia.
Anno dopo anno, il Pelagis Observatory ha pubblicato relazioni allarmanti sul declino della popolazione di delfini, inclusa una relazione del 2016 firmata dal Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica (CNRS), da Pelagis e dall’Università de La Rochelle, che prevede il rischio a medio termine della sopravvivenza di questa popolazione, a causa della mortalità provocata dai pescherecci. Rapporti volutamente poco chiari sul numero di catture non intenzionali tengono la popolazione all’oscuro. By-catch (non intenzionale, ndt) è il termine vago usato per descrivere l’ecatombe di delfini che ha luogo, ogni anno, lungo le coste francesi, un massacro che avviene in una totale e ben protetta oscurità. Infatti, malgrado la legge richieda che i pescatori dichiarino le catture di delfini, lo Stato non ha in pratica designato nessun ente che raccolga tali dati. Questa mancanza impedisce di fatto il monitoraggio della mortalità inflitta ai mammiferi marini da parte dei pescherecci. Il Pelagis Observatory è qualificato e in grado di ricevere questi dati ma non ha ricevuto l’autorizzazione per poterlo fare. Oltretutto nessun finanziamento è stato stanziato per implementare l’utlizzo di tecniche di pesca più selettive, sebbene questi finanziamenti esistano. La pesca industriale in Francia è largamente sovvenzionata ma la riduzione della mortalità dei delfini non è tra le priorità delle politiche di Stato sulla pesca.
Traduzione a cura di Marina Fenestrelli