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Casaccia (in Bregaglia, Svizzera) è sempre stata nel passato un posto di tappa per chi attraversava il passo del Settimo e del Maloggia. Già prima del 998 esisteva nel villaggio una chiesa con relativo ospizio per i viaggiatori, struttura collegata a una serie di conventi che offrivano asilo per chi andava da Nord a Sud e viceversa. Nel 1359 venne costruita una nuova chiesa più grande e venne rinnovato anche l’ospizio destinato all’accoglienza dei viaggiatori, i cui resti sono da individuarsi nell’attuale edificio detto “il convento”.
Nel 1518 fu costruita una nuova chiesa fuori del paese, scelta dettata da pericoli di frane, che in effetti si avranno nel 1523, 1573 e 1673, causando una parziale copertura del paese, come si può constatare anche oggi. La nuova chiesa fu consacrata, fra gli altri, a S. Gaudenzio, santo molto venerato allora, anche se non si conosceva quasi nulla della sua vita, se non che fu martire in Bregaglia, mentre il vescovo di Novara Gaudenzio è un’altra persona, infatti non esistono tradizioni a Novara riguardo la Bregaglia.
Ai tempi della Riforma un episodio fece scalpore. Il 6 maggio 1551, il riformatore Vergerio predicò con veemenza a Casaccia indicando di fare affidamento solo su Gesù Cristo e non sulle reliquie. Nella notte alcuni giovani, e non il Vergerio stesso come fu messo in giro dalla propaganda avversaria, penetrarono nella chiesa, vi asportarono le presunte ossa del santo e rovinarono alcune statue.
Pochi anni dopo, Casaccia aderirà alla Riforma e quindi la chiesa di S. Gaudenzio passerà alla comunità riformata, che la continuerà ad usare per quasi due secoli. Nonostante questo qualche mal informato racconta che fu Vergerio a distruggere la chiesa.
Nel 1742 venne inaugurata una nuova chiesa al centro del paese, probabilmente sulle rovine della chiesa del 1359, e la chiesa fuori paese divenne pian piano il rudere che conosciamo oggi.