Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01088.jsonl.gz/949

Iraq: intesa partiti per chiedere permanenza istruttori USA
Le principali forze politiche irachene hanno raggiunto un accordo con il primo ministro Nuri al Maliki per chiedere la permanenza di un numero limitato di militari americani oltre la data prevista per il ritiro totale, il 31 dicembre prossimo, al fine di addestrare le forze armate irachene nell'uso delle nuove armi acquistate.
La decisione, adottata nella serata di ieri dopo quattro ore di discussioni, è stata resa nota in una dichiarazione di Nuri Shawis, rappresentante del leader curdo Massud Barzani. All'accordo si è opposto soltanto il movimento del leader radicale sciita Moqtada Sadr, che da tempo chiede il ritiro di tutte le forze americane - in base ad una accordo firmato nel 2008 tra Washington e Baghdad - minacciando in caso contrario azioni armate contro di loro.
L'intesa prevede che ai militari americani che resteranno nel Paese non verrà garantita l'immunità da procedimenti legali da parte della magistratura irachena per reati o errori eventualmente commessi durante l'espletamento del loro lavoro. Una richiesta sulla quale gli Usa avevano insistito.
Prima del vertice di ieri sera, l'ambasciatore americano a Baghdad, James Jeffrey, aveva incontrato il presidente iracheno Jalal Talabani, al quale aveva riaffermato "il continuo sostegno degli Usa all'Iraq e al processo democratico", secondo quanto riferito dalla presidenza. Il mese scorso l'Iraq ha firmato tra l'altro un contratto per comprare dagli Stati Uniti 18 aerei da caccia F-16. Secondo una fonte militare americana il valore del contratto è di "circa tre miliardi di dollari".