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BERNA - Con l'avanzata e la presa del potere dei talebani in Afghanistan, i rifugiati afghani hanno bisogno di un'ammissione almeno temporanea in Svizzera. Ne è convinta la Coalizione dei giuristi indipendenti per il diritto di asilo.
Lo scorso mercoledì la segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha annunciato la sospensione, fino a nuovo avviso, dei rimpatri verso l'Afghanistan «a causa della situazione venutasi a creare nel Paese».
La sospensione dei rimpatri è una misura a breve termine, ma la situazione in Afghanistan non è destinata a migliorare rapidamente, scrive oggi l'organizzazione in una lettera indirizzata al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), alla SEM e al Parlamento. A suo avviso, l'ammissione provvisoria dovrebbe essere concessa agli afghani che sono qui, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno una procedura d'asilo in corso.
Già lo scorso venerdì l'Organizzazione svizzera aiuto ai rifugiati (OSAR) e Amnesty International (AI) avevano applaudito la decisione della Confederazione di sospendere i rimpatri in Afghanistan fino a nuovo ordine. Chiedono tuttavia che ai cittadini afghani con domande d'asilo respinte sia concessa l'ammissione temporanea.
Le varie organizzazioni auspicano anche agevolazioni nei ricongiungimenti familiari e che Berna faciliti la concessione di visti umanitari ai familiari di afghani che hanno ottenuto l'asilo o l'ammissione temporanea in Svizzera, oppure che permetta a persone particolarmente vulnerabili di entrare in Svizzera attraverso il programma di reinsediamento.
2'800 afghani in Svizzera - Attualmente ci sono circa 2'800 richiedenti asilo afghani nella Confederazione e in 130 casi si è nella fase di esecuzione dell'allontanamento, ha spiegato venerdì in conferenza stampa il direttore della SEM Mario Gattiker. Essi, ha sottolineato, sono sospesi da mercoledì 11 agosto, mentre le domande di asilo continueranno a essere elaborate. I preparativi per il rimpatrio verranno portati avanti solo nel caso di persone che hanno commesso reati gravi, ma si concretizzeranno non appena saranno nuovamente possibili, ha precisato il direttore della SEM.
L'Afghanistan aveva già chiesto a inizio luglio alla Svizzera d'interrompere per tre mesi i rimpatri di richiedenti asilo respinti, a causa dell'avanzamento dei talebani e della pandemia di coronavirus. Una sospensione chiesta anche da organizzazioni umanitarie.