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In vista dell'avvio dopodomani a Montreux (VD) di colloqui tra regime e opposizioni siriane, la Russia sta lavorando per convincere gli Stati Uniti a un accordo quadro mirante a formare un "maxi-governo di unità nazionale" a cui partecipino personalità di entrambe le parti. Lo riferiscono fonti autorevoli citate stamani dal quotidiano panarabo "al-Hayat" edito a Londra.
L'accordo prevede inoltre - secondo le fonti - l'avvio di elezioni presidenziali prima della scadenza del mandato del presidente Bashar al-Assad il prossimo luglio.
Secondo le fonti, il regime avrebbe accettato le proposte di far monitorare le consultazioni elettorali da osservatori internazionali e di concedere alle opposizioni di presentare uno o più candidati in competizione con lo stesso Assad.
Intanto il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov, commentando la minaccia della coalizione nazionale siriana di ritirare la propria partecipazione finché l'Onu non revocherà l'invito a Iran, ha affermato che se Teheran non fosse nella lista dei paesi invitati per la conferenza di pace Ginevra 2 "sembrerebbe una profanazione".
"Circa 40 paesi sono stati invitati alla conferenza, inclusa l'Australia, il Messico, la Corea, il Brasile, l'India e l'Indonesia", ha osservato Lavrov. "Se l'Iran non fosse nella lista, a mio avviso, la conferenza sembrerà una profanazione", ha proseguito, auspicando che tutti i ministri degli esteri invitato si impegnino nella discussione con appelli al governo e all'opposizione siriana "perché concordino tra loro il futuro dei loro popoli in base ai principi stipulati nel comunicato di Ginevra".