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La Piattaforma delle Ong svizzere per i diritti umani – associazione che riunisce circa 90 organizzazioni non governative – ha chiesto al Consiglio federale di coinvolgere la società civile nella Conferenza sull’Ucraina e di inserire i diritti umani nell’ordine del giorno per tutti i temi in agenda. I negoziati sulla ricostruzione del Paese si svolgeranno a Lugano il 4 e 5 luglio, durante la conferenza organizzata da Svizzera e Ucraina. Secondo le Ong "la prima conferenza internazionale sull’Ucraina dall’inizio della guerra di aggressione russa offre l’opportunità di porre l’accento sulla promozione della pace, dei diritti umani e dello Stato di diritto nella pianificazione della ricostruzione e delle riforme nel Paese. La discussione sulla guerra e la ricostruzione in Ucraina non possono essere condotte solo dai governi, a porte chiuse" ha affermato Matthias Hui, co-coordinatore.
"Se non verrà fatta chiarezza sui crimini di guerra e se non sarà fatta giustizia per le vittime, non ci saranno prospettive per la pace e la stabilità –, ha da parte sua affermato Alexandra Karle, direttrice di Amnesty International Svizzera –. È ora che debbano essere raccolte e venir messe in sicurezza le prove. I responsabili dei crimini devono essere chiamati a risponderne nell’ambito di processi equi. La conferenza sull’Ucraina è l’opportunità per coordinare e rafforzare a livello internazionale le misure che sono state già messe in atto da alcuni Stati e organizzazioni". Le Ong svizzere auspicano dunque che il governo svizzero sfrutti la conferenza sull’Ucraina "per portare in primo piano una migliore e più ampia comprensione della politica di sicurezza e di pace. Mentre gli armamenti possono dare un senso di sicurezza a breve termine, una politica di sicurezza a lungo termine si basa sull’attuazione coerente e universale dei diritti umani, sulla riduzione della povertà, sulla lotta al cambiamento climatico e sulla conservazione e protezione delle risorse naturali".