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Per i sindacati gli effetti della libera circolazione sono meno rosei di quelli presentati oggi dalla Segreteria di stato dell'economia (SECO) nel suo bilancio pluriennale. Quest'ultimo contraddice quanto vive ogni giorno la popolazione, in particolare nelle regioni di confine, sostiene Travail.Suisse. Per l'Unione sindacale svizzera (USS), l'evoluzione dei salari nei settori senza protezione è inquietante. Molto scettica anche l'UDC, mentre hanno espresso soddisfazione alcune organizzazioni padronali.
"Concludere che tutto va per il meglio perché non ci sono conseguenze catastrofiche sarebbe sbagliato", scrive Travail.Suisse in una nota. Secondo la confederazione sindacale erede della tradizione cristiano-sociale, nelle regioni a forte immigrazione e con molti frontalieri dovrebbero essere rafforzate le misure di accompagnamento, con più controlli, rendendo di obbligatorietà generale i contratti collettivi di lavoro (CCL) e con la promulgazione di contratti-tipo.
Secondo l'USS la pressione sui salari è una realtà innegabile. La situazione è problematica nei settori sprovvisti di CCL e dunque senza protezione né salari minimi. I controlli salariali hanno permesso di constatare che i datori di lavoro cercano di reclutare manodopera "a buon mercato" all'estero e che un datore su dieci versa salari troppo bassi. Nella realtà la situazione dovrebbe ancora essere peggiore, ritiene la maggiore confederazione sindacale elvetica.
Sul fronte opposto critiche giungono dall'Unione democratica di centro. "Come ogni anno la SECO abbellisce la libera circolazione delle persone", scrive l'UDC in una nota, aggiungendo che "come un mulino da preghiere" la Segreteria "si accontenta di ripetere le cifre e i fatti che quadrano con le sue idee preconcette".
Delle conclusioni della SECO si rallegra invece l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM): l'associazione nazionale del piccolo e medio padronato non vede motivo di rimettere in questione la libera circolazione e respinge qualsiasi tentativo di reintrodurre un contingentamento dell'immigrazione.
Secondo la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) il rapporto conferma che le commissioni paritetiche controllano in modo intensivo se le disposizioni in materia di salari e di lavoro sono rispettato nel settore edile. La SSIC sottolinea che il "Contratto nazionale mantello" in vigore nel settore e uno dei CCL più favorevoli ai lavoratori in Svizzera.