Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01058.jsonl.gz/780

Il Distretto della Corte Federale di Seattle ha respinto la richiesta dell’Institute of Cetacean Research (Istituto per la Ricerca sui Cetacei, nota di traduzione) (ICR) di imporre delle rigide sanzioni correttive a Sea Shepherd Conservation Society, al suo fondatore, il Capitano Paul Watson e ai sei membri del consiglio direttivo, per mancato rispetto di ingiunzione. Ha altresì rifiutato di obbligare Sea Shepherd a rientrare in possesso delle sue ex-proprietà.
Questa decisione segue a ruota più di due anni del contenzioso riguardante il fatto se Sea Shepherd, Watson e il consiglio direttivo avessero, nel dicembre 2012, rispettato o meno l’ingiunzione preliminare emessa dalla Corte di Appello del 9° Circuito degli Stati Uniti. Tale ingiunzione richiedeva che Sea Shepherd rimanesse ad almeno 500 yarde (circa 457 metri) dalla flotta baleniera dell’ICR durante l’uccisione illegale di balene nell’Oceano Antartico. Sea Shepherd USA, dopo l’ingiunzione, si era dissociata da ogni coinvolgimento nell’organizzazione della Campagna Antartica in difesa delle balene ma la stessa Campagna era comunque andata avanti tramite altre sezioni di Sea Shepherd, incluse Sea Shepherd Australia e Sea Shepherd Netherlands.
Dopo aver respinto la raccomandazione di un perito, la Corte di Appello aveva stabilito che Sea Shepherd USA non avesse rispettato l’ingiunzione preliminare in seguito alle azioni compiute da queste sezioni straniere, in parte a causa del fatto che la MV Bob Barker fosse stata trasferita a Sea Shepherd Netherlands solo dopo l’ingiunzione. La Corte d'Appello aveva inoltre ordinato a Sea Shepherd di rimborsare l’ICR per "danni“ quale risultato del presunto mancato rispetto dell’ingiunzione durante Operazione Zero Tolerance nel 2012-2013.
Malgrado Sea Shepherd abbia recentemente concluso la causa per i danni da mancato rispetto dell’ingiunzione con la Corte d‘Appello, l’ICR aveva presentato una richiesta separata presso la corte distrettuale per ottenere l’imposizione di una cosiddetta „sanzione correttva“ pari a 2 milioni di dollari da Watson, 2 milioni di dollari da Sea Shepherd e 500.000 dollari dai sei membri del consiglio direttivo. In aggiunta, l’ICR aveva richiesto alla corte di obbligare Sea Shepherd a riprendere possesso delle navi e degli equipaggiamenti che l’organizzazione aveva assegnato a sezioni straniere Sea Shepherd, incluse tre navi assegnate ben prima dell’ingiunzione.
La MV Brigitte Bardot era stata assegnata a Sea Shepherd Australia nel dicembre 2010.
La MV Sam Simon era stata assegnata a Sea Shepherd Australia nell’ottobre 2012. La MV Steve Irwin era stata assegnata a Sea Shepherd Netherlands nel marzo 2012. La MV Bob Barker era stata assegnata a Sea Shepherd Netherlands (già parzialmente proprietaria della stessa) nel gennaio 2013, poco dopo l’emissione dell’ingiunzione.
Il Giudice Distrettuale degli Stati Uniti, James L.Robart, ha esaminato la richiesta dell’ICR e l’ha trovata ampiamente infondata. Egli ha indicato nella sua sentenza: "la corte ritiene che le richieste di sanzioni da parte dell’Istituto (per la Ricerca sui Cetacei – ndt) siano inappropriate in quanto esse tentano di fare pressione al di là dell’ambito dell’ingiunzione della Corte di Appello oppure impongono sanzioni amministrative eccessive.“
La corte ritiene che l’ICR non possa stabilire se Sea Shepherd debba rientrare in possesso delle imbarcazioni cedute perchè „non sussiste alcuna indicazione che le navi non siano utilizzate dai rispettivi proprietari a supporto di un‘ininterrotta missione per la conservazione della fauna marina globale“, come richiesto dall’assegnazione originale.
Il Giudice Robart ha rifiutato di imporre sanzioni contro il Consiglio Direttivo di Sea Shepherd. Ha inoltre respinto la richiesta dell’ICR del pagamento, da parte di Sea Shepherd e di Watson, di 2 milioni di dollari ciascuno quali sanzioni correttive.
Ha invece imposto una sanzione amministrativa con sospensione di 5.000 dollari a Watson e di 10.000 dollari a Sea Shepherd, sanzione che diverrà esecutiva solamente se in futuro le parti non rispetteranno l’ingiunzione emessa dalla Corte di Appello.
Queste sanzioni amministrative i con sospensione saranno interamente rimosse se entro un mese Watson e Sea Shepherd presenteranno una dichiarazione giurata indicando la loro intenzione di rispettare l’ingiunzione.
"Sea Shepherd e Paul Watson hanno sempre rispettato l’ingiunzione e intendono rispettarla pienamente anche in futuro, quindi non avranno alcun problema nel presentare questa dichiarazione alla corte“, ha dichiarato Claire Loebs Davis, uno degli avvocati che rappresenta Sea Shepherd e Watson nel contenzioso con l’ICR.
Questa controversia emerge dalla violazione a lungo termine da parte del Giappone della moratoria emessa dalla Commissione Internazionale per la Caccia alla Balena (IWC). Dal 1980 il Giappone ha rilasciato permessi per „ricerca scientifica“ all’ICR, permettendo all’ICR stessa di uccidere più di 1000 balene all’anno nel Santuario die Cetacei in Oceano del Sud, incluse megattere e balenottere comuni (queste ultime a rischio estinzione). Lo scorso anno la Corte Internazionale di Giustizia ha confermato ciò che Sea Shepherd affermava da tempo – e che il mondo da tempo sapeva – e cioè che la motivazione della ricerca, addotta dal Giappone, è una falsità e che la baleneria giapponese viola la legge internazionale.
Immagine di repertorio: l’equipaggio di Sea Shepherd a bordo del gommone allontana la Yushin Maru No.2 durante un inseguimento aggressivo ai danni della Steve Irwin. Foto: Sea Shepherd/Billy Danger.
Articolo originale: http://www.seashepherd.org/…/district-court-rejects-whalers…