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Christoph Blocher ha rinunciato finora alla pensione da ex consigliere federale. Adesso ha cambiato idea, e la richiede retroattivamente. Per lo Stato i costi si aggirano sui 2,7 milioni di franchi. Questa è la prima volta che viene chiesto un pagamento retroattivo, ma potrebbe essere anche l'ultima.
Sì, perché il Consiglio federale, approvando la richiesta di Blocher che doveva rimanere discreta e invece è finita sulla stampa, ha anche incaricato la Cancelleria federale di chiarire come si possa escludere in futuro questa possibilità.
Questo ci fa capire quanto l'aspetto della retroattività sia sorpredente anche dal punto di vista formale/giuridico, oltre che da quello personale, visto che Christoph Blocher appare regolarmente sulla lista dei miliardari in Svizzera. Come mai Blocher vuole questi soldi ai quali ha rinunciato per anni? Ne ha veramente bisogno?
Blocher stesso al Tages-Anzeiger dice: "Non mi devo giustificare, è un mio diritto". E afferma che ora che ha compiuto 80 anni ritiene sia giunto il momento di ritirare la pensione.
La Schweiz am Wochenende, che ha rivelato questa notizia, espone però ragioni finanziarie. Blocher è miliardario grazie al suo patrimonio, ma questo non significa che abbia anche un reddito agli stessi livelli, anche perché l'azienda gioiello di famiglia, la EMS Chemie, l'ha ceduta ai figli quando entrò in Consiglio federale, non incassa quindi più i dividendi. Sulle sue proprietà - come immobili e altre partecipazioni - deve però pagare l'imposta sulla sostanza.
La decisione presa mercoledì scorso dal Consiglio federale comunque non è ancora definitiva, prima che la rendita venga versata ha chiesto il via libera della delegazione delle finanze del Parlamento.