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Pertanto, chiunque presentasse facoltà psicofisiche compromesse sotto l’influsso di alcol, viene considerato incapace di guidare non solo nella circolazione stradale, bensì anche sull’acqua.
Di conseguenza, non è abilitato a condurre natanti. L’Ordinanza sulla navigazione interna ammette una concentrazione di alcol nel sangue non superiore allo 0,5 per mille, indipendentemente dalle dimensioni e dal tipo di imbarcazione.
Non sobrio, ma lei dev'essere in grado di guidare. Attualmente il limite dello 0,50 per mille si applica anche alla guida di un gommone senza motore, ma solo ancora quest'estate.
Dal 2020 entrano in vigore norme meno rigide soprattutto per i conduttori di canotti piccoli non motorizzati. Nella fattispecie, un tasso alcolemico dello 0,5 per mille non significa più automaticamente che si è incapaci di guidarli.
Tuttavia chi prende i comandi anche di un semplice gommone deve essere in grado di condurlo in sicurezza. La polizia è sempre autorizzata ad effettuare le analisi del tasso alcolemico dell’alito ritenute opportune.
Qualora fosse coinvolto in un incidente in barca, dovrà anche in futuro contribuire a far chiarezza sulle cause e la dinamica dei fatti – sia a bordo di uno yacht che di un gommone. Soprattutto se l’incidente causasse feriti o addirittura morti, dovrà inoltre avvertire immediatamente la polizia. Questa potrebbe sottoporla a test etilometrico. Se risultasse che ha bevuto (troppo) ciò potrebbe determinare conseguenze sfavorevoli a suo carico nell’ipotesi di un processo o per il calcolo delle prestazioni assicurative.