Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01042.jsonl.gz/1347

BERNA - Circa 8880 persone hanno richiesto finora un contributo di solidarietà nell'ambito della riparazione in favore delle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale. Lo ha comunicato oggi all'agenzia telegrafica svizzera (ats) l'Ufficio federale di giustizia (UFG).
Secondo le stime del governo le persone ancora in vita che hanno subito collocamenti coatti dovrebbero essere tra 12'000 e 15'000.
Per poter destinare a tutti un contributo solidale di un massimo di 25'000 franchi il Parlamento ha stanziato 300 milioni di franchi. Le vittime avevano tempo sino alla fine di marzo 2018 per presentare una domanda di contributo. I primi versamenti sono stati effettuati all'inizio dell'anno.
In Svizzera, prima del 1981, decine di migliaia di persone sono state internate sulla base di un provvedimento amministrativo, senza la decisione di un tribunale. Molte donne sono state costrette a sottoporsi a una sterilizzazione o ad abortire, migliaia di bambini sono stati dati in adozione contro la volontà delle loro madri o collocati in istituti e costretti a lavorare senza remunerazione.
Alla fine del 2014 l'imprenditore Guido Fluri ha consegnato una iniziativa popolare per la riparazione che chiedeva 500 milioni di franchi per le vittime. A distanza di neanche due anni le Camere hanno approvato un controprogetto indiretto che prevedeva un fondo per il contributo solidale di 300 milioni.