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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2014 la Svizzera ha ratificato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CDPD) pronunciandosi così a favore dell'inclusione a livello nazionale e internazionale delle persone con disabilità.</p><p>Nella nuova Strategia di politica estera digitale 2021-2024 la Svizzera definisce i campi di azione di questa politica per i prossimi anni. La Strategia afferma che "nel mondo digitale i diritti umani hanno la stessa validità che in quello fisico" e fa riferimento al lavoro del segretario generale dell'ONU volto a rafforzare la cooperazione digitale globale e la relativa roadmap.</p><p>La Strategia di politica estera digitale 2021-2024 del Consiglio federale non tratta tuttavia i diritti delle persone con disabilità. A queste persone le nuove tecnologie offrono possibilità di partecipazione, ma comportano anche rischi e barriere insormontabili se l'accessibilità non è garantita.</p><p>L'articolo 9 della CDPD sottolinea che l'accessibilità alle tecnologie è una parte integrante dei diritti delle persone con disabilità e parla dell'accesso all'informazione, alla comunicazione e ad altri servizi, compresi quelli elettronici e di emergenza. L'importanza dell'accessibilità digitale è evidenziata anche nell'Agenda 2030.</p><p>Anche la roadmap sulla cooperazione digitale del segretario generale dell'ONU, a cui si riferisce il Consiglio federale, definisce l'"inclusione digitale" come segue: "l'accessibilità digitale sarà garantita non solo attraverso l'accesso fisico e lo sviluppo di competenze, ma anche in base alla loro ideazione che terrà conto delle esigenze di tutte le persone, comprese le persone con disabilità [...].". L'esperienza dimostra che i diritti delle persone con disabilità vengono regolarmente dimenticati se non sono menzionati in modo esplicito.</p><p>A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande sulla politica estera digitale 2021-2024:</p><p>- Con quali misure la Strategia svizzera di politica estera digitale intende garantire l'attuazione della CDPD (in particolare dell'art. 9) e della roadmap internazionale sulla cooperazione digitale (in particolare l'inclusione digitale)?</p><p>- In che modo il Consiglio federale vuole consultare e coinvolgere attivamente le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative ai sensi dell'articolo 4.3 CDPD per attuare la Strategia di politica estera digitale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1. La digitalizzazione e l'accessibilità sono due priorità della politica della Confederazione in materia di disabilità e si applicano a tutte le politiche, compresa la politica estera digitale. A tale scopo, per l'attuazione (tecnica) la Confederazione può avvalersi del sostegno della Segreteria per l'accessibilità elettronica presso l'Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità (UFPD).</p><p>Sul piano della politica estera, la Svizzera è impegnata nello specifico nell'ambito della cooperazione internazionale: garantisce che i gruppi di popolazione particolarmente vulnerabili, specialmente le persone con disabilità, abbiano accesso ai servizi pubblici e adotta l'approccio delle società inclusive con l'obiettivo di uno sviluppo sostenibile in campo sociale, economico e ambientale. A tale scopo, ad esempio, per il periodo 2021-2022 sono stati stanziati contributi per oltre 35 milioni di franchi per diversi programmi internazionali gestiti da ONG svizzere [Alliance Leaving no one behind (LNOB), Christoffel Blindenmission, FAIRMED e due organizzazioni mantello: Kooperationsgemeinschaft (KoGe) e Interaction]. Queste ONG operano nel Sud del mondo per fornire servizi di base alle persone con disabilità e garantire loro l'accesso all'assistenza sanitaria e ai servizi sociali. Inoltre, la Svizzera si impegna a favore di un accesso aperto a Internet e all'informazione, rafforzando il ruolo della Ginevra internazionale quale epicentro della governance digitale.</p><p>Domanda 2. Il DFAE intrattiene uno scambio regolare con le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità, ad esempio nell'ambito degli incontri annuali del Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) con la piattaforma delle ONG svizzere per i diritti umani, dove vengono affrontate anche questioni relative all'inclusione delle persone con disabilità. Dal 2019, inoltre, la Svizzera è membro della rete internazionale Global Action on Disability (GLAD). Nell'ambito di questa adesione, mantiene contatti regolari con altri Paesi donatori riguardo alle migliori pratiche per l'inclusione delle persone con disabilità nell'attuazione dei programmi di sviluppo. La rete è particolarmente attiva anche nel contesto della crisi di COVID-19.</p>  Risposta del Consiglio federale.