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Un'inchiesta dovrà far luce sulle attività dell'unità d'intervento della polizia giudiziaria federale "Tigris". La rivelazione della sua esistenza ha sollevato numerose reazioni nel mondo politico svizzero, che non ha dimenticato lo scandalo provocato negli anni '90 dai gruppi segreti P26 e P27.
Una tigre in bianco su sfondo nero: è il marchio dell'unità speciale "Tigris", la cui esistenza è stata pubblicamente divulgata il 19 marzo dalla Weltwoche. Sollevando dubbi sulla sua legittimità, il settimanale svizzero tedesco ha parlato di un reparto che lavora "senza mandato politico, senza budget trasparente e senza controllo parlamentare".
La notizia ha destato forti emozioni. La maggior parte dei parlamentari, memore della vicenda della P26 e della P27, le due organizzazioni segrete scoperte in seguito allo scandalo delle schedature, nel 1990, diffida del segreto nei campi della polizia e dell'esercito.
Una raffica di domande e di reazioni non si è dunque fatta attendere. L'Ufficio federale di polizia (fedpol) ha perciò immediatamente diramato un comunicato nel quale conferma l'esistenza di "Tigris", ma nega la tesi di un'unità segreta che agisce senza mandato politico.
fedpol precisa che il gruppo di 14 membri è stato creato nell'ambito del progetto d'efficacia destinato alle autorità federali di perseguimento giudiziario. Il suo controllo - aggiunge fedpol - incombe alle Commissioni della gestione delle Camere federali.
Punti interrogativi
Maria Roth-Bernasconi - deputata socialista ginevrina e presidente della sottocommissione della gestione che si occupa del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) - ha tuttavia dichiarato ai media di ignorare l'esistenza di tale struttura. Anche altri membri dell'organismo di controllo hanno espresso il loro stupore.
Volendo saperne di più, Maria Roth-Bernasconi ha chiesto un'analisi da parte delle Commissioni parlamentari della gestione. Lo scopo è di conoscere le basi di questa unità e valutare se la sua creazione non avrebbe dovuto essere stata sottoposta all'approvazione del parlamento.
Altri interrogativi sono stati sollevati dai cantoni. I comandanti delle polizie cantonali sono stati informati su "Tigris" nel settembre 2005 a Ginevra. Apparentemente, però, tali informazioni non sarebbero state trasmesse ai capi dei Dipartimenti cantonali della giustizia e della polizia.
Ciò nonostante che la polizia di sicurezza sia una prerogativa dei cantoni. La maggior parte di essi, peraltro, dispone di una propria unità speciale.
Non è dunque escluso che la Confederazione abbia agito con discrezione per evitare conflitti di competenze con i cantoni. In ogni caso, fedpol ha precisato che il gruppo speciale "interviene soltanto su incarico del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), dell'Ufficio dei giudici istruttori federali (UGIF) o dell'Ufficio federale di giustizia (UFG), nel contesto di procedimenti di polizia giudiziaria, istruzioni preparatorie o procedure di assistenza giudiziaria".
Nel comunicato è pure puntualizzato che questa unità "coordina tutti i propri interventi con le autorità cantonali di polizia competenti nei singoli casi".
Ministri al corrente
Rassicurazioni all'indirizzo dei cantoni sono venute la scorsa fine di settimana dalla ministra elvetica di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf. "Un gruppo d'intervento federale può essere impiegato solo in collaborazione con i corpi di polizia cantonali, salvo in casi specifici, in particolare con implicazioni internazionali. Per tutto il resto la politica di sicurezza è di competenza dei cantoni", ha dichiarato al settimanale "Zentralschweiz am Sonntag".
La ministra ha d'altra parte annunciato di avere ordinato un'inchiesta per stabilire se il corpo d'élite abbia svolto missioni che oltrepassano il suo mandato, come pure quali cantoni erano al corrente e quali no.
Secondo Eveline Widmer-Schlumpf, se numerosi parlamentari erano all'oscuro dell'esistenza di Tigris ciò è dovuto al fatto che le Camere federali sono state rinnovate nell'ottobre 2007.
Per quanto la riguarda, la ministra ha detto di essere stata al corrente dell'esistenza di questa unità che aveva ricevuto l'avallo nel 2003 dall'allora direttrice del DFGP Ruth Metzler. Anche il successore di quest'ultima, l'ex consigliere federale Christoph Blocher, ne era a conoscenza.
L'ex ministro ha precisato che a suo tempo l'unità non si chiamava ancora "Tigris", bensì "Gruppo d'intervento mirato". Un cambiamento di nome che potrebbe anche parzialmente spiegare la sorpresa attuale di molti parlamentari.
Un problema di comunicazione
Per Jacques Baud, ex membro dei servizi svizzeri di intelligence e autore di numerose pubblicazioni su temi di sicurezza, questo polverone sarebbe stato evitabile.
"Tigris è certamente stata creata apertamente, ma con discrezione. Se tali unità necessitano evidentemente di discrezione nell'ambito delle loro attività operative, a livello di concezione hanno anche una dimensione dissuasiva, in particolare contro la criminalità organizzata. Vale dunque la pena dare loro una certa risonanza mediatica", spiega.
La maggior parte degli Stati dispone di unità analoghe che agiscono direttamente sotto l'autorità del Ministero della Difesa, oppure dell'Interno o della Giustizia. Baud ritiene "legittimo che la Confederazione abbia in mano i mezzi per rispondere a situazioni alle quali i cantoni non sarebbero forzatamente in grado di far fronte".
A suo avviso, il ritorno dello spettro della P26 non è dunque lo scenario giusto. Ma se l'amministrazione federale avesse imparato a comunicare meglio in materia di sicurezza, avrebbe potuto impedire che la vicenda si trasformasse di nuovo in uno scenario disastroso.
swissinfo, Carole Wälti
(Traduzione dal francese di Sonia Fenazzi)
In breve
L'idea di una polizia federale, che agisce a livello sovracantonale non è nuova.
Nel 1978, la sua creazione fu proposta dall'allora consigliere federale Kurt Furgler. Ma il progetto fu bocciato in votazione popolare.
Nel 2002, un progetto simile dell'allora consigliera federale Ruth Metzler è naufragato in parlamento.
La creazione dell'unità "Tigris", approvata nel 2003 da Ruth Metzler, trae origine dal cosiddetto "Progetto Efficienza", adottato dal parlamento nel 1999. Esso ha affidato nuove competenze alla Confederazione per lottare più efficacemente contro la criminalità organizzata.
Un terreno che scotta
In Svizzera la sorveglianza poliziesca e militare è un tema particolarmente sensibile dal cosiddetto scandalo delle schedature, scoppiato nel 1989 nell'ambito dell'inchiesta sulla consigliera federale Elisabeth Kopp per violazione del segreto di funzione.
La Commissione parlamentare d'inchiesta scoprì che la polizia federale aveva schedato dalle 700mila (cifre ufficiali) alle 900mila fra persone e organizzazioni durante la guerra fredda.
Sulla scia di tale vicenda, fu aperta un'inchiesta sul Dipartimento militare federale. Nuova rivelazione scioccante: esistevano due cellule segrete, sprovviste di qualsiasi base legale, denominate P26 e P27.
Per riacquistare la fiducia della popolazione e dei politici, nel 1992 la sorveglianza dell'attività della polizia federale fu affidata alla delegazione delle Commissioni della gestione del parlamento.