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Gli attivisti in difesa dei diritti umani in Senegal hanno chiesto la fine della discriminazione basata sulla casta, dopo che gli anziani di un villaggio non hanno consentito la sepoltura di una donna perché secondo loro avrebbe portato sfortuna. La defunta, che apparteneva alla casta dei ‘griot’, cioè dei musicisti e dei narratori orali di storie, è stata finalmente seppellita in un villaggio vicino dopo giorni di litigi e tensioni seguiti alla sua morte avvenuta il giorno di Natale, come hanno riportato oggi i media locali.
Un video condiviso sui social ha mostrato una donna del posto che si lamentava degli anziani di Pout Dagne – a circa cento chilometri dalla capitale Dakar – perché non avevano consentito la sepoltura della defunta nel loro villaggio. La donna ha chiesto l’intervento del presidente, Macky Sall, lamentando che gli anziani “credono che la sepoltura nel villaggio avrebbe portato sfortuna”. “Perché noi non dovremmo avere il diritto di seppellire un nostro morto nel nostro stesso Paese, come se non fossimo senegalesi?”, è stata la sua domanda senza risposta. Quest’appello, infatti, unito a quello degli attivisti, non ha portato finora a dichiarazioni ufficiali, né da parte delle autorità di Dakar, né dai capi anziani del villaggio di Pout Dagne.
In Africa occidentale, i ‘griot’ sono considerati come guardiani della tradizione e della conoscenza orale, ma in alcune parti del Senegal persiste un’antica credenza per cui essi sarebbero “impuri”.