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Malgrado il clima congiunturale ancora difficile, nel 2016 i salari in Svizzera aumenteranno in media tra lo 0,5 e l'1%, secondo il sindacato Travail.suisse che afferma: "troppo poco!". Intende lanciare un'iniziativa popolare per un congedo paternità di 20 giorni.
"Quest'anno le trattative salariali si sono svolte in un contesto difficile", a causa dell'iniziativa Contro l'immigrazione di massa e la sopravvalutazione del franco decisa dalla Banca nazionale, rileva oggi l'organizzazione dei salariati.
Travail.Suisse e le federazioni affiliate, ossia Syna, Hotel & Gastro Union e transfair, hanno cercato di impedire un blocco dei salari che numerose aziende avrebbero voluto, trincerandosi dietro le "incertezze future". E' stato tuttavia possibile ottenere "modesti aumenti, benché insufficienti", scrive il sindacato.
In alcuni settori economici non è stato raggiunto alcun accordo e in altri i salari sono rimasti bloccati, come nel caso delle arti e mestieri, dell'industria o della Confederazione, si rammarica Travail.Suisse, che sollecita i datori di lavoro ad "un vero partenariato sociale".
Per quanto concerne la parità salariale uomo/donna, il sindacato si augura che le indicazioni del Consiglio federale in questo ambito vengano "imperativamente applicate e completate con efficaci misure in materia di controllo e di sanzioni, al fine di raggiungere davvero l'obiettivo della parità".
I miglioramenti relativi al congedo paternità, il cui minimo legale è di un giorno, non sono stati significativi, ad eccezione di tre nuovi contratti collettivi di lavoro alla Posta, presso la catena alimentare Aldi e la compagnia ferroviaria regionale zurighese SZU. Travail.Suisse ha perciò deciso di puntare su una iniziativa popolare.
SDA-ATS