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Il 60% dei partecipanti allo studio ha ammesso di aver subito anche il furto di dati sensibili
TOKIO - La sanità continua ad essere nel mirino dei cybercriminali, una tendenza cresciuta con la pandemia. L'86% delle organizzazioni che operano nel settore a livello globale e che sono state colpite da un ransomware, hanno dovuto affrontare l'interruzione delle operazioni e una su quattro ha dovuto fermarsi completamente. Il dato emerge dall'ultima ricerca della società di sicurezza Trend Micro che mostra come il 57% delle organizzazioni sanitarie di tutto il mondo abbia ammesso di essere stato compromesso da un ransomware negli ultimi tre anni.
Delle organizzazioni colpite, secondo l'analisi, il 25% ha quindi affermato di essere stato costretto a interrompere completamente le operazioni, mentre il 60% ha rivelato che alcuni processi aziendali hanno subito delle modifiche come conseguenza. In media, la maggior parte delle organizzazioni che ha partecipato alla ricerca ha impiegato giorni (56%) o settimane (24%) per ripristinare completamente le operazioni. Inoltre, il 60% del campione ha ammesso di aver subito il furto di dati sensibili, aumentando così i rischi alla conformità, i danni reputazionali, i costi di indagine, riparazione e pulizia.
Intanto, dopo una pausa, i messaggi di phishing a tema Covid-19 stanno nuovamente aumentando negli Stati Uniti. Secondo il sito specializzato BleepingComputer, i volumi di spam sono raddoppiati a settembre rispetto ai tre mesi precedenti e sono destinati a crescere. Negli ultimi attacchi, le e-mail di phishing impersonano la Small Business Administration degli Stati Uniti (che si è occupata dei ristori economici) per ospitare pagine che rubano i dettagli personali dei titolari di attività commerciali.