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"Un momento storico, bisognava agire immediatamente ". Così l'allora presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga, ad un anno dalla dichiarazione della situazione straordinaria in Svizzera. "Un altro pensiero è stata la certezza che la nostra vita sarebbe cambiata in tutto, dopo questa decisione".
Era il 16 marzo del 2020, giornata della storica decisione del Consiglio federale. Da allora sono passati dodici mesi esatti, mesi dilatati dalle restrizioni e dalla progressiva decelerazione delle nostre vite. Eppure l'allora presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ricorda bene quali furono i suoi pensieri in un periodo mai vissuto prima.
Presente anche nei momenti peggiori
Per quanto riguarda l'approccio con i cittadini durante le conferenze stampa, Simonetta Sommaruga sottolinea l'importanza della vicinanza alla popolazione: "La cosa più importante era l'essere sincera", afferma, "Essere lì, come presidente, anche quando non era facile dire certe cose, come chiudere i negozi o i ristoranti... Sapevo che avrebbe fatto male alle persone, era una situazione difficile. Quello che mi ha aiutato", dice Sommaruga, "è conoscere le tre lingue nazionali, anche per avere una vicinanza con le persone".
Era dalla Seconda Guerra mondiale che il Governo non aveva così tante sedute. "Per me, come presidente", racconta Simonetta Sommaruga, "era importante avere un Consiglio federale unito, anche con opinioni diverse. Non era sempre facile. Sono contenta che fosse il mio secondo anno come presidente", conclude, "ed avere già esperienza alle spalle".