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Nuovo capitolo nella vicenda dei manifesti elettorali del cosiddetto Comitato di Egerkingen, pubblicati anche in internet, in cui il PLR viene accusato di "proteggere gli islamisti radicali in Svizzera".
La procura bernese ha archiviato un procedimento penale aperto dopo che tali affissi non erano stati ritirati malgrado l'intimazione di un giudice. All'origine della vertenza vi è un manifesto pubblicato dal Comitato di Egerkingen in vista delle elezioni federali dello scorso ottobre. Il cartellone mostrava i volti di quattro politici di spicco del PLR.
Il 3 ottobre una corte di Andelfingen (ZH), con una misura superprovvisionale (una misura cautelare senza ascolto della parte avversa), aveva vietato di continuare a pubblicare i manifesti e gli annunci sui social media e ne aveva intimato la rimozione nel giro di 24 ore.
Visto che la disposizione non era stata rispettata, in particolare nel canton Berna, il PLR aveva sporto denuncia per disobbedienza a decisioni dell'autorità. Nel corso dell'inchiesta che ne era seguita, la procura ha però potuto stabilire che il Comitato di Egerkingen ha subito inviato un'e-mail alla società di affissione interessata per chiedere la rimozione dei manifesti.
Contattato da Keystone-ATS, il portavoce del PLR Martin Stucki afferma che il suo partito accetta la decisione. Questa riguarda tuttavia unicamente la misura superprovvisionale. I quattro esponenti del PLR hanno ancora tempo fino al 2 marzo per comunicare al tribunale se intendono intentare una causa. Secondo la corte di Andelfingen, ciò porterebbe a un processo.
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