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L’UDC Ticino si rallegra che l’UDC Svizzera abbia deposito per l’esame prelimare del testo, l’iniziativa popolare generica: un miliardo nell’AVS invece che all’estero.
Durante la seconda settimana della sessione parlamentare a Berna, tutti i partiti hanno respinto la mozione UDC 18.3755, con lo stesso obiettivo: un miliardo nell’AVS invece che all’estero. Oggi resta dunque solo la strada dell’iniziativa popolare per fare gli interessi del popolo svizzero.
Come più volte annunciato anche in Ticino dal Vicepresidente svizzero Marco Chiesa, membro del gruppo di lavoro che ha elaborato questa proposta, l'UDC prevede di lanciare un'iniziativa popolare per trasferire una parte dei fondi per l'aiuto allo sviluppo all'AVS.
Il 23 settembre 2019, l’UDC Svizzera ha dunque depositato presso la Cancelleria federale, per l’esame preliminare, l'iniziativa con le varianti del titolo "1 miliardo all'AVS invece che all'estero" o "Assicurare le rendite AVS - limitare miliardi di versamenti all'estero" o "Assicurare le rendite AVS svizzere invece di inviare miliardi all'estero".
L’iniziativa è stata redatta sotto forma di proposta generica e ha la seguente formulazione.
Gli articoli 54 e 112 e ogni altra disposizione della Costituzione federale concernente dovrebbero essere riformulati in tal senso:
1. che, ad eccezione dell'aiuto umanitario, la spesa della Confederazione per l'aiuto allo sviluppo sia ridotto di almeno 1 miliardo di franchi all'anno rispetto a quello versato nel 2017;
2. che tale riduzione avvenga in fasi uguali in un periodo di cinque anni dall'entrata in vigore della disposizione in questione;
3. che i fondi risparmiati siano utilizzati come contributi all'assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS).
Motivazione:
Il finanziamento della più importante opera sociale svizzera, l'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS), si sta notevolmente deteriorando. Il reddito non è semplicemente più sufficiente a finanziare le pensioni correnti. Nel 2017 il disavanzo aveva già raggiunto i 1,039 miliardi di franchi. Una situazione che diventerà sempre più acuta a partire dal 2020, soprattutto a causa del pensionamento dei baby boom. Tra il 2021 e il 2030, il deficit di attribuzione cumulativo sarà di circa 43 miliardi di franchi. D'altro canto, 3,5 miliardi di franchi svizzeri saranno assegnati ogni anno ad aiuti all’estero (non calcolando il miliardo di franchi per la coesione). Una spesa i cui possibili benefici e un effetto positivo non possono essere dimostrati o lo sono difficilmente o non lo sono affatto. Invece di ristrutturare l'assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) con nuove imposte, in particolare un aumento dell'IVA e dei prelievi, 1/3 dell'aiuto allo sviluppo deve essere trasferito all'assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS). Questo spostamento in favore dei pensionati svizzeri comporterà il ritorno ad un versamento corrispondente alla somma al 2007, ossia ad un valore di 2,021 miliardi di franchi. L'aiuto umanitario deve essere garantito.
Le iniziative nella forma generica sono piuttosto rare, motivo per cui un esame preliminare approfondito è fondamentale per il nostro lavoro futuro.
Si prega di rispondere alla seguente domanda: il testo non deve essere inteso nel senso che l'importo in questione debba essere ridotto di un miliardo all'anno ("di almeno 1 miliardo all'anno...."), ma deve essere sempre inteso in relazione all'anno di riferimento 2017. È indicata una formulazione alternativa per evitare ambiguità? In che misura la formulazione dovrebbe essere adattata, se necessario? Vorremmo anche chiedervi di valutare le varianti del titolo.
I membri del comitato d'iniziativa vi saranno comunicati per essere esaminati in un secondo momento.
Ricordiamo infine che 1 miliardo all'anno equivale allo 0,3% dell'IVA o all’incirca all’aumento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni.