Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/16166

<h2>SubmittedText<h2><p>L'ampiezza della problematica del lavoro in nero è nota, come conosciute sono le conseguenze dal punto di vista economico, ma anche da quello delle entrate fiscali per le collettività pubbliche. Si parla di miliardi di franchi che sfuggono all'imposizione fiscale e alle trattenute per le assicurazioni sociali. I mezzi d'informazione riferiscono che gli uffici federali preposti al controllo di quelle attività, UFIAML in particolare, si dichiarano impotenti a fronteggiare il fenomeno.</p><p>I sottoscritti chiedono al Consiglio federale se non ritiene</p><p>1. di esaminare la possibilità di coinvolgere i vari settori dell'amministrazione, in particolare l'Amministrazione federale delle contribuzioni, nella verifica dell'esistenza presso aziende di prestazioni produttive retribuite con modalità extracontabili, in nero cioè,</p><p>2. di dare disposizioni all'autorità fiscale federale competente, in applicazione dell'articolo 110 capoverso 2 della legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD) di trasmettere i dati eventualmente raccolti alle autorità preposte al controllo (UFIAML). Questo attraverso disposizioni a livello di ordinanze o se necessario attraverso modifiche di legge.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si sta occupando già da parecchio tempo del tema riguardante il "lavoro in nero". L'impiego illegale di manodopera straniera e la sottrazione di imposte e delle trattenute per le assicurazioni sociali sono due delle molteplici forme in cui si manifesta l'attività nell'economia sommersa.</p><p>1. Secondo il parere dell'interpellante le autorità fiscali, in particolare l'Amministrazione federale delle contribuzioni, nel corso di loro controlli hanno la possibilità di verificare l'esistenza del lavoro in nero. Occorre però specificare che le attività retribuite con modalità extra-contabili sono in generale individuate dalle autorità fiscali solo se queste ultime ricevono da altre fonti indicazioni sulla loro esistenza. Ciò vale anche nei casi dell'impiego illegale di manodopera straniera. Bisogna infatti considerare che tale manodopera, se è per l'appunto utilizzata illegalmente, di regola viene anche retribuita dai datori di lavoro con fondi "in nero", vale a dire non tassati. Queste retribuzioni non figurano quindi nei libri contabili del datore di lavoro e nemmeno vengono emesse le relative pezze giustificative. Il denaro "sporco" del datore di lavoro rimane così nel circuito finanziario clandestino. Perlomeno in questi casi di lavoro in nero, certamente molto frequenti, i controlli effettuati da parte delle autorità fiscali si rivelerebbero inefficienti.</p><p>2. Conformemente all'articolo 110 capoverso 1 LIFD chiunque è incaricato dell'esecuzione di questa legge è soggetto al dovere di discrezione. L'esecuzione della LIFD è esercitata principalmente dalle autorità fiscali cantonali visto che i cantoni tassano e riscuotono l'imposta federale diretta sotto la vigilanza della Confederazione. Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) esercita la vigilanza della Confederazione, mentre l'AFC esercita la vigilanza diretta (art. 102 cpv. 1 e art. 103 LIFD). L'articolo 110 capoverso 2 LIFD prevede che le autorità fiscali possono fornire un'informazione nella misura in cui esista un fondamento legale nel diritto federale. Per permettere una trasmissione di dati raccolti dalle autorità fiscali cantonali e federali all'Ufficio federale dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro (UFIAML), come proposto dall'interpellante, occorrerebbe quindi una base legale. Essa potrebbe essere inclusa nella legge sul lavoro (LL), visto che l'UFIAML si occupa dell'esecuzione di questa legge. Occorre però sottolineare ancora una volta che tali dati possono essere trasmessi solo se e nella misura in cui i controlli delle autorità fiscali permettono di accertare l'esistenza di lavoro nero.</p><p>Come già esposto dal Consiglio federale nelle sue risposte scritte alle mozioni Imhof e Eymann del 9 ottobre 1997, l'UFIAML intende fare allestire un rapporto sui possibili abusi da parte dei datori di lavoro e dei lavoratori nell'ambito dell'assicurazione contro la disoccupazione; i risultati non sono ancora noti. Successivamente, d'intesa con altri uffici (del DFF, DFI e DFGP) toccati da questa problematica, l'UFIAML intende avviare uno studio approfondito sul tema "lavoro in nero". Lo studio dovrebbe indicare spazi di manovra concreti. Nell'ambito di questo studio sarà pure data l'opportunità di analizzare più da vicino le possibilità di controllo da parte delle autorità fiscali per accertare l'esistenza di lavoro in nero.</p>  Risposta del Consiglio federale.