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PRISTINA - In piena emergenza per la pandemia di coronavirus, il governo del Kosovo guidato da Albin Kurti e insediatosi solo a inizio febbraio è caduto dopo che ieri sera il parlamento a Pristina ha votato una mozione di sfiducia all'esecutivo presentata da uno dei due partiti della coalizione. A favore della sfiducia hanno votato 82 deputati, i contrari sono stati 32, uno si è astenuto.
In meno di due mesi si è consumato il dissidio sempre latente fra il premier Kurti, leader del partito di maggioranza "Autodeterminazione" (sinistra nazionalista), e Isa Mustafa, ex premier e capo della Lega democratica del Kosovo (LDK, centrodestra), che a fatica e dopo lunghi negoziati avevano concluso un accordo di coalizione. A indurre Mustafa a sfidare Kurti in parlamento era stato il licenziamento nelle scorse settimane del ministro dell'interno Agim Veliu, esponente di LDK.
Ma i contrasti fra i due esponenti politici sono più profondi e riguardano fra l'altro il tema cruciale del dialogo con Belgrado, con i dazi anti-serbi maggiorati del 100% imposti da Pristina nel novembre 2018. Kurti è irremovibile nel mantenere tali dazi, che impediscono la ripresa del negoziato, mentre Mustafa - in linea con il presidente Hashim Thaci e con l'amministrazione americana - ritiene che vadano aboliti al più presto sia per tornare al tavolo negoziale sia per non rovinare irrimediabilmente i rapporti cruciali con gli USA.