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Il giorno dopo le dimissioni del presidente della Banca nazionale Philipp Hildebrand il Consiglio di banca della BNS si è riunito oggi per discutere della successione. Finora non sono state fornite informazioni riguardo a eventuali decisioni.
Il portavoce Walter Meier, interpellato dall'ats, dopo aver confermato la riunione non ha voluto commentare informazioni di stampa secondo cui le dimissioni di Hildebrand non sarebbero state così "volontarie" come l'interessato ha lasciato intendere ieri, ma sarebbero avvenute sotto la decisa pressione del Consiglio di banca (CdB) stesso. Citando "tre fonti (fra loro) indipendenti" il "Blick" scrive oggi che il CdB, composto di 11 membri, "ha minacciato le dimissioni in blocco" nel caso di un mancato ritiro di Hildebrand.
Quanto è emerso dallo scambio di mail e note manoscritte sulla vicenda Hildebrand il 15 agosto 2011 scagionano infatti solo in parte il dimissionario presidente, rileva il "Blick". Stando agli estratti pubblicati dal giornale, Hildebrand ha certo scritto al suo consulente finanziario il 16 dichiarandosi "sorpreso" del grosso acquisto di dollari (per 400'000 franchi) effettuato dalla moglie Kashya. Il consulente gli ha tuttavia risposto ricordandogli che nel colloquio avuto il giorno prima Hildebrand gli aveva detto che per lui andava bene se Kashya avesse voluto "aumentare la quota di dollari" in portafoglio.
Della ricerca di un candidato si occuperà una apposita commissione di tre membri del CdB: il presidente Hansueli Raggenbass (a sua volta sotto forte pressione per la vicenda), il professore ginevrino di economia Cédric Tille e il consigliere di Stato neocastellano Jean Studer. Il CdB dovrà presentare poi una proposta al Consiglio federale.
Secondo la legge sulla Banca nazionale svizzera i membri del direttorio della BNS "sono nominati dal Consiglio federale su proposta del Consiglio di banca". Il governo può dunque accettare o rifiutare la persona proposta dal CdB, ma non nominare qualcuno di sua iniziativa. È per contro libero di decidere quale dei tre membri del direttorio designare alla presidenza e alla vicepresidenza.
Per dirigere la BNS potrebbe essere scelto l'attuale presidente ad interim Thomas Jordan, come pure il direttore Jean-Pierre Danthine e il successore di Hildebrand nel direttorio. Rispettano le condizioni legali anche gli attuali membri supplenti Thomas Moser, Thomas Wiedmer e Dewet Moser.
Si citano anche i nomi di alcuni "esterni" per un posto nella direzione della BNS e l'eventuale presidenza: Beatrice Weder Di Mauro, professoressa di economia in Germania, come pure Aymo Brunetti e Serge Gaillard, che lavorano per la Segreteria di Stato dell'economia (Seco). Si è fatto addirittura il nome di Josef Ackermann, CEO svizzero della Deutsche Bank. Non è esclusa neppure la nomina di un outsider proveniente dal mondo finanziario, come era lo stesso Hildebrand.
Sul piano politico la richiesta di una commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) trova sostenitori anche fuori dall'UDC. È tuttavia poco probabile che una simile commissione possa vedere la luce, essendo troppo dissimili i motivi di chi la preconizza.
Il vicepresidente dell'UDC Christoph Blocher vorrebbe una CPI che indaghi su quanto avvenuto all'interno della BNS, in particolare sul ruolo del CdB. Esponenti del PS come il "senatore" Roberto Zanetti (SO) o del PPD come la deputata Ida Glanzmann-Hunkeler (LU) sono invece dell'avviso che una eventuale CPI dovrebbe indagare anche su quel che è avvenuto dietro le quinte per far cadere Hildebrand.
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