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TOKYO - Prosegue la carenza di semiconduttori nel settore auto, allargando la sfera dei costruttori nipponici costretti a dover ridurre gradualmente la produzione. Ultima in ordine di tempo la Subaru, che ha annunciato il blocco dell'output per una durata di due giorni in tutti gli stabilimenti in Giappone, seguendo il ridimensionamento della catena produttiva già avvenuto nella sua fabbrica Usa nello stato dell'Indiana.
Si tratta di 'diverse migliaia di unità' a partire da questo mese, ha detto in un comunicato la Subaru, che sta considerando una simile iniziativa per febbraio. Annualmente nello stabilimento di Gunma, in Giappone, vengono prodotti circa 700'000 veicoli col marchio Subaru, e non è ancora chiaro quali saranno le ripercussioni economiche sull'anno fiscale in corso.
L'insufficienza di chip usati nelle diverse componenti delle automobili - dalla funzionalità del motore al sistema frenante - deriva da una domanda oltre le previsioni per il comparto della telefonia e per le infrastrutture di rete necessarie all'avvento della tecnologia 5G.
Nelle scorse settimane Toyota ha deciso un taglio della produzione nella sua fabbrica del Texas, Honda vedrà una riduzione di 4mila unità per mese in Giappone e la chiusura per quattro giorni dello stabilimento di Swindon in Inghilterra, e anche la Nissan ha posto un limite al processo di manifattura del modello Note a Kanagawa, a sud di Tokyo, a causa dei limiti posti dall'approvvigionamento dei semiconduttori.