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SOFIA - In Bulgaria il ministero degli esteri ha dato 72 ore di tempo per lasciare il Paese a due diplomatici russi accusati di spionaggio.
Secondo la procura bulgara, dal 2016 i due raccoglievano informazioni riguardanti le strutture militari bulgare che costituiscono un segreto di Stato. I dati venivano trasmessi all'intelligence militare russa a Mosca.
Sarebbero stati aiutati dietro compenso, sempre secondo la procura, da cittadini bulgari con accesso a informazioni militari. Il procedimento istruttorio contro i cittadini russi è stato sospeso perché godono dell'immunità diplomatica. L'agenzia bulgara Bgnes informa che i due diplomatici lavoravano nella rappresentanza commerciale dell'ambasciata russa.
«Purtroppo l'espulsione ingiustificata dei diplomatici non corrisponde alla natura tradizionalmente costruttiva delle relazioni bilaterali. La Russia si riserva il diritto di adottare misure reciproche», è detto in un comunicato dell'ambasciata russa, secondo la quale «non è stata fornita una prova che i due diplomatici svolgevano attività incompatibile con il loro status».
La Bulgaria, membro della NATO dal 2004 e dell'Unione europea dal 2007, mantiene tradizionalmente strette relazioni politiche ed economiche con Mosca.