Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/245059

<h2>SubmittedText<h2><p>Il presidente Xi Jinping e il suo Governo sembrano determinati ad affermare il loro predominio nel Mare Cinese. Occupano già, in maniera del tutto illegale, alcune isole situate nelle acque territoriali dei Paesi vicini, tra questi le Filippine. Questo stesso Governo minaccia persino apertamente di compiere rappresaglie contro coloro che proverebbero a utilizzare corridoi marittimi nonostante siano considerati acque internazionali.</p><p>Violando gli impegni presi dal suo Paese nel 1984, il Governo di Xi Jinping ha messo fine brutalmente e violentemente al principio di "Un Paese, due sistemi", ossia il modello adottato da Pechino per Hong Kong dopo il ritorno di quest'ultima alla Cina. Oggi la Repubblica popolare cinese (RPC) minaccia le libertà e l'autonomia dei 23 milioni di abitanti di Taiwan, la cui stragrande maggioranza desidera continuare l'esperimento democratico.</p><p>D'altro canto, il Governo cinese considera ufficialmente depravati i valori occidentali e sostiene apertamente una revisione del diritto internazionale che lasci poco spazio alla democrazia liberale e ai diritti umani così come li conosciamo oggi.</p><p>Infine, la situazione delle minoranze e degli oppositori politici nella RPC sta peggiorando al punto tale che il rapporto dell'Alta commissaria dell'ONU accenna a possibili crimini contro l'umanità. </p><p>Per tutte queste ragioni, oggi le relazioni tra la RPC e le potenze occidentali, prime fra tutte Stati Uniti e UE, si stanno deteriorando con estrema rapidità. Una situazione che avrà sicuramente ripercussioni sul nostro Paese. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.</p><p>- Continua a considerare opportuno il fatto di favorire una crescita degli scambi economici tra la Svizzera e la RPC?</p><p>- Esiste un piano per ridurre la dipendenza della Svizzera dalla RPC diversificando le fonti di approvvigionamento?</p><p>- Esiste un piano per proteggere le istituzioni e i settori economici strategici della Svizzera dalle eventuali velleità bellicose delle autorità di Pechino?</p><p>- In generale, il Consiglio federale intende rivedere la sua Strategia Cina per prendere in considerazione le conseguenze del prevedibile deterioramento delle relazioni tra la RPC e le democrazie occidentali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>- Il Consiglio federale si attiene ai principi di cooperazione definiti nella sua Strategia Cina. Questa cooperazione continua a essere guidata dagli interessi e dai valori svizzeri. Oggi la Cina è il terzo partner commerciale del nostro Paese (dopo l'Unione europea e gli Stati Uniti), ed è uno dei Paesi prioritari globali della nostra politica estera. La Cina è senza dubbio diventata una delle principali potenze mondiali a livello politico ed economico. Alla luce di questi fatti il Consiglio federale, in linea con la Strategia Cina, ritiene che sia ancora opportuno rafforzare gli scambi economici e, al contempo, adoperarsi per migliorare le condizioni quadro che possono favorire investimenti e relazioni economiche sostenibili.</p><p>- Per quanto riguarda la sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera, il Consiglio federale sottolinea l'importanza centrale del settore privato che, meglio di chiunque altro, conosce le proprie catene di approvvigionamento e le proprie vulnerabilità e lavora costantemente per rafforzare la sua resilienza nel proprio interesse economico. Il Consiglio federale svolge solo un ruolo sussidiario in questo ambito. Nel suo rapporto del 31 agosto 2022 in adempimento della mozione 20.3268 Häberli-Koller ha dichiarato che vi sono solo pochi beni essenziali per cui la Cina rappresenta la principale fonte d'importazione diretta.</p><p>- Dal 2012 il Consiglio federale ha adottato strategie nazionali per la protezione delle infrastrutture critiche (PIC) e per la protezione della Svizzera contro i ciber-rischi (SNPC). Il principio da osservare è che l'attuazione delle strategie avvenga principalmente all'interno di processi definiti e di strutture e responsabilità esistenti.</p><p>- Come indicato nella Strategia Cina, l'interesse della Svizzera è quello di difendere valori come la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani, elementi fondamentali non solo per il funzionamento della Svizzera come modello di successo, ma anche quale base per relazioni estere di successo. Quando si tratta di questi valori, spesso le posizioni della Svizzera e della Cina non sono allineate. Il Consiglio federale è convinto che, anche in futuro, la Svizzera potrà tutelare i propri interessi e valori nella maniera più efficace attraverso un dialogo critico e costruttivo e attraverso relazioni ampie e diversificate con la Cina.</p>  Risposta del Consiglio federale.