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CANBERRA - Le autorità sanitarie australiane lanciano l'allarme: nelle ultime settimane c'è stato un vero e proprio boom d'intossicazioni dovute al consumo di funghi tossici o potenzialmente mortali.
Il Guardian riferisce che i centri antiveleni sparsi sul territorio nazionale stanno vivendo il periodo di maggiore attività degli ultimi decenni. Le richieste arrivano anche da medici di pronto soccorso, che chiedono come comportarsi di fronte a casi d'ingestione di funghi velenosi. Nello stato di Victoria sono stati otto i ricoveri nelle ultime due settimane e la vicedirettrice dell'Ufficio della sanità si è trovata costretta a indire una conferenza stampa. La popolazione è stata ammonita: «A meno che non siate degli esperti, non raccogliete e mangiate funghi selvatici». Le intossicazioni sono raddoppiate rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Ma cosa ha spinto gli australiani a trasformarsi improvvisamente in "fungiatt"? Un mix di fattori: il clima calmo e umido, che ha portato a un'esplosione di funghi nei boschi e parchi, unito a un affollamento da record delle aree verdi da parte delle persone che compiono attività fisica durante il lockdown causato dal coronavirus. Ne consegue che molti si sono improvvisati cercatori e hanno raccolto e consumato funghi simili a quelli commestibili, ma che possono risultare tossici.
Il micologo del Royal Botanic Gardens Victoria Tom May ha dichiarato alla sezione australiana del quotidiano britannico: «Non penso di essere mai stato tanto occupato come quest'anno, nei parecchi decenni che faccio questo lavoro».
Le autorità sanitarie australiane lanciano l'allarme: nelle ultime settimane c'è stato un vero e proprio boom d'intossicazioni dovute al consumo di funghi tossici o potenzialmente mortali.