Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/96033

<h2>SubmittedText<h2><p>1. In che modo il Consiglio federale vuole garantire che anche nel caso di procedure di riesame la conversione religiosa fatta valere come motivo d'asilo sia esaminata con l'adeguata competenza?</p><p>2. Come garantisce che l'esame delle domande e la decisione avvengano sulla base di conoscenze tanto dell'atto di conversione quanto dell'Islam e della nuova religione?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto ad istituire una commissione di esperti (pastori/preti, esperti di religione, psicologi) che audizioni personalmente i richiedenti l'asilo i cui motivi d'asilo si fondano sulla conversione e ad esigere che al momento di decidere l'UFM prenda in considerazione tale parere?</p><p>4. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui le decisioni d'asilo mettono in gioco beni fondamentali dell'essere umano e che pertanto - anche per evitare indesiderate prassi speciali nel campo dell'asilo - deve essere possibile l'appello dinanzi al Tribunale federale per il riesame di decisioni d'asilo da parte dell'autorità superiore?</p><p>5. Con quali garanzie si rinviano in Afghanistan i richiedenti l'asilo convertiti, sapendo che è stata ripristinata la polizia religiosa islamica, che qualsiasi attività religiosa non islamica è perseguita senza tregua e che le persone convertite sono passibili della pena di morte nella più assoluta violazione degli accordi sui diritti dell'uomo ratificati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Ufficio federale della migrazione (UFM) verifica sempre d'ufficio se un'ulteriore domanda presentata dopo la conclusione della procedura d'asilo rappresenta una nuova domanda d'asilo o una domanda di riesame. In entrambi i casi l'Ufficio federale è obbligato ad accertare la fattispecie giuridicamente rilevante, conformemente alle disposizioni legali vigenti. Chi nella domanda di riesame è in grado di rendere verosimile il fatto di essere soggetto a persecuzione ottiene la protezione necessaria. Questo vale anche per le persone che temono di essere perseguitate a causa della loro conversione.</p><p>2. Se in una procedura d'asilo è fatta valere una conversione religiosa, l'UFM esamina in ogni singolo caso la verosimiglianza di tale affermazione (ciò vale anche per le seconde domande e le domande di riesame). Se la conversione è dimostrata o perlomeno resa credibile (art. 7 della legge sull'asilo; LAsi), in un secondo tempo occorre valutare se la persona in questione rischia di conseguenza di essere esposta a seri pregiudizi ai sensi dell'articolo 3 LAsi nel Paese d'origine o di provenienza. I collaboratori dell'Ufficio federale responsabili delle decisioni dispongono di eccellenti qualifiche professionali, vantano ampie conoscenze generali della situazione culturale, religiosa, politica e sociale nei Paesi di provenienza, ricevono una formazione specifica per il loro compito e hanno accesso a tutte le informazioni rilevanti. </p><p>3. Come il Consiglio federale ha già spiegato nella sua risposta all'interpellanza Donzé (08.3255), procedure speciali per le persone che fanno valere una conversione al cristianesimo potrebbero essere percepite come discriminatorie da parte dei credenti di altre religioni o degli atei. Conformemente alle regole generali della procedura amministrativa, l'UFM accerta d'ufficio la fattispecie avvalendosi dei mezzi di prova necessari. In particolare, ricorre alle informazioni fornite da terzi o a perizie. Inoltre, come già indicato, i collaboratori dell'Ufficio federale sono appositamente formati per valutare le domande; se del caso possono fare capo a esperti. L'UFM è pertanto in grado di valutare accuratamente anche questioni complesse e di prendere decisioni competenti. Di conseguenza, non è necessario istituire una commissione speciale. </p><p>4. Le persone interessate possono impugnare le decisioni dell'UFM presso il Tribunale amministrativo federale (art. 105 LAsi). Secondo la legge federale sul Tribunale federale (LTF), entrata in vigore il 1° gennaio 2007, un ricorso al Tribunale federale è inammissibile in caso di decisioni sulla concessione o sul rifiuto dell'asilo (art. 83 lett. d LTF). Tale disposizione derogatoria figurava già nella precedente legge sull'organizzazione giudiziaria. Licenziando la LTF il Parlamento ha di recente confermato tale norma. </p><p>L'introduzione di una seconda istanza di ricorso allungherebbe considerevolmente la durata media della procedura fino al passaggio in giudicato della decisione. Sarebbe dunque in contrasto con l'obiettivo di procedure d'asilo rapide.</p><p>Inoltre bisognerebbe considerare che molti richiedenti presenterebbero ricorso dinanzi al Tribunale federale anche in casi senza possibilità di successo, poiché di regola i ricorsi contro l'esecuzione dell'allontanamento prevedono l'effetto sospensivo. Ciò accrescerebbe ulteriormente il carico di lavoro del Tribunale federale. Anche il Parlamento si è già occupato della questione e per gli stessi motivi non ha dato seguito a una petizione in tal senso (cfr. 08.2018, Petizione Centro di assistenza legale per richiedenti l'asilo di San Gallo/Appenzello. Per una seconda autorità di ricorso nella procedura d'asilo, Rapporto del 26 agosto 2008 della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati).</p><p>5. Se possono rendere verosimile di essere in pericolo a causa della loro conversione al cristianesimo, ai richiedenti l'asilo provenienti dall'Afghanistan è riconosciuta la qualità di rifugiato ed è concesso l'asilo in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.