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Reazioni contrastanti dal mondo politico ed economico alla decisione del governo di liberalizzare l'ultimo miglio.
I partiti borghesi hanno accolto positivamente la decisione del Consiglio federale. Critiche sono state invece espresse dal Partito Socialista (PSS) e dai sindacati.
L'Unione democratica di centro (UDC) si è detta globalmente soddisfatta per una decisione che il partito reclamava da tempo. Secondo il portavoce dell'UDC Simon Glauser, il servizio di base dovrà essere coperto al cento per cento da operatori privati.
Per il Partito liberale radicale (PLR) con questa decisione ci saranno solo vincitori. Il segretario generale del partito Guido Schommer sottolinea l'importanza di questo passo per un servizio a favore dei cittadini ed una concorrenza con misura. Il mantenimento del monopolio rappresenta uno svantaggio rispetto all'Europa. A suo avviso, Swisscom ha così l'opportunità di guadagnare credibilità.
Il Partito popolare democratico (PPD) vuole impedire che gli operatori si concentrino solo sulle regioni lucrative. Chiede inoltre che siano evitate grosse differenze di tariffe fra le singole regioni.
Il Partito Socialista disapprova la decisione: è una questione di competenza del parlamento, non è accettabile che il Consiglio federale definisca da solo la via da intraprendere, ha dichiarato il portavoce del partito Jean-Philippe Jeannerat.
L'Unione sindacale svizzera (USS) si oppone alla decisione, che giudica «avventata, perché presa dopo appena quattro anni di apertura del mercato delle telecomunicazioni». La più grande confederazione dei salariati della Svizzera rimprovera inoltre al Consiglio federale di aver «invertito il funzionamento normale di qualsiasi procedura decisiva»: il governo ha infatti dapprima adottato una decisione di massima e poi ordinato un'analisi delle relative questioni giuridiche ed economiche.
L'opposizione di Swisscom
«Deploriamo la decisione del Consiglio federale», ha detto Christian Neuhaus, portavoce di Swisscom. È ancora troppo presto per valutare le conseguenze dell'apertura dell'ultimo miglio alla concorrenza sull'andamento degli affari di Swisscom Fixnet, la divisione che si occupa di telefonia fissa, ha aggiunto.
Swisscom ha già preannunciato che si batterà «contro gli interventi in un comparto in cui vige già la concorrenza». In altre parole, Swisscom intende andare fino al Tribunale federale. Secondo il portavoce, con la decisione odierna svanisce l'interesse di Swisscom a investire nell'ultimo miglio, ossia nell'ultimo tratto della rete tra la centrale e l'apparecchio telefonico. Con tutto ciò che implica per le regioni periferiche.
Incognite sul servizio
«È una soddisfazione», ha osservato Fulvio Caccia, presidente della ComCom. «Ciò mostra che il Consiglio federale ci ha ascoltati e che ha valutato la situazione nello stesso modo della ComCom», ha aggiunto, dicendo di sperare in una liberalizzazione rapida.
La Fondazione per la protezione dei consumatori saluta l'apertura del mercato, a patto che l'approvvigionamento di base di tutto il Paese sia assicurato. «Una maggiore concorrenza naturalmente va a vantaggio dei consumatori», ha detto Jacqueline Bachmann, direttrice della Fondazione.
Interessati soddisfatti
L'operatore Tele2 si felicita della liberalizzazione della rete locale. «Attendiamo con interesse le disposizioni esecutive», ha precisato Beat Geiser, direttore del marketing della filiale svizzera dell'operatore svedese, riferendosi ai tempi ed alle condizioni commerciali poste da Swisscom.
Anche sunrise si mostra soddisfatta: occorre tuttavia che la decisione sia messa in atto rapidamente, ha rilevato la portavoce Monika Walser.
Per Cablecom l'annuncio odierno non ha attualmente alcun influsso, dato che la rete via cavo sta appena entrando nel campo della comunicazione telefonica, ha rilevato la portavoce Mina Dello Buon.
swissinfo e agenzie