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L'aumento delle tariffe nel trasporto pubblico, in particolare su tram e autobus, solleva titubanze poiché questi mezzi risultano sempre meno concorrenziali rispetto all'auto privata. Lo rileva uno studio dell'associazione ambientalista "Umverkehr", che ha esaminato la situazione in 53 città e agglomerati. Le possibilità di miglioramento sono notevoli, anche in Ticino.
Dopo analoghe inchieste effettuate nel 2003 e nel 2006, l'associazione ha esaminato per la terza volta l'offerta dei trasporti pubblici, prendendo in considerazione costi, velocità e l'offerta di posti a sedere.
Il responsabile del progetto e co-presidente di "Umverkehr" Christian Harb, pur dicendosi soddisfatto per i miglioramenti registrati negli ultimi anni, ha indicato un punto debole: gli aumenti delle tariffe. "Rispetto al test del 2003, i costi degli abbonamenti mensili nelle città esaminate sono aumentati in media del 19%. Nello stesso periodo il rincaro generale è però stato solo del 7%", ha affermato.
A suo parere nella scelta del mezzo di trasporto i prezzi alti sono un vero e proprio "argomento killer" a sfavore del trasporto pubblico, che "perde concorrenzialità rispetto all'automobile privata". I prezzi alti colpiscono particolarmente le piccole città.
Molte critiche vengono espresse nello studio all'offerta di trasporto pubblico a Bellinzona: "non è al passo coi tempi - dice Harb -, non ci sono molte corse d'autobus e spesso non c'è coincidenza fra le diverse linee. Alle fermate mancano i piani delle linee, che sono importanti per potersi orientare, e mancano pensiline per proteggersi dal maltempo".
SDA-ATS