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La strategia del governo britannico sul coronavirus è stata "un fallimento". Lo sostiene Richard Horton, direttore della prestigiosa rivista scientifica The Lancet.
In un duro editoriale spiega perché l'idea di "contenere, mitigare, ritardare la diffusione del virus" inizialmente adottata dal premier Boris Johnson si è rivelata del tutto inefficace e il nuovo piano, "adottato troppo tardi", ha reso il servizio sanitario nazionale, l'Nhs, "completamente impreparato".
La strategia di contenimento, scrive Horton, "è fallita in parte perché i ministri non hanno seguito le raccomandazioni dell'Oms di 'testare, testare, testare' ogni caso sospetto. Non hanno imposto l'isolamento né la quarantena. Non hanno rintracciato tutti i contatti delle persone infette".
"I principi base di salute pubblica di fronte a malattie infettive sono stati ignorati per ragioni che rimangono misteriose", scrive il direttore sottolineando che l'allarme era già stato sollevato da ricercatori cinesi in un articolo pubblicato il 31 gennaio proprio su The Lancet. Basandosi sull'epidemia scoppiata a Wuhan, il ricercatore Joseph Wu e i suoi colleghi avvertivano che il coronavirus poteva diventare una pandemia ed era necessario preparare piani da attuare con rapidità.
Nell'editoriale Horton riporta anche molte testimonianze di operatori del Nhs che rivelano "rabbia e frustrazione mai viste prima". Messaggi che, scrive il direttore, sono "stressanti quanto spaventosi". C'è chi parla di "caos totale e mancanza di linee guida", chi chiede le dimissioni di tutto il vertice del servizio sanitario nazionale e chi definisce la gestione della crisi uno "scandalo nazionale" e un "atteggiamento criminale".
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