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I cittadini friburghesi non si esprimeranno in merito al Centro Svizzero Islam e Società (CSIS) dell'Università di Friburgo.
Il Gran Consiglio ha decretato oggi l'anticostituzionalità dell'iniziativa presentata dall'UDC, volta ad impedire le attività dell'istituto, che hanno preso avvio agli inizi del 2015.
In un'atmosfera tesa, i deputati hanno approvato il decreto che invalida l'iniziativa con una maggioranza di 63 voti contro 18 (tutti UDC, tranne un deputato PLR) e 1 astenuto. Il testo inoltrato la scorsa estate aveva riunito 9000 firme, mentre ne occorrevano 6000.
Esso chiedeva l'inserimento nella Costituzione friburghese di una base legale "che non autorizzi la creazione di un centro 'islam e società' e impedisca l'instaurazione di una qualsiasi formazione statale di imam".
Ad inizio anno, il Consiglio di Stato aveva invitato il parlamento cantonale ad invalidare l'iniziativa, dopo aver sollecitato due pareri di diritto, secondo i quali l'iniziativa è contraria alla Costituzione federale in quanto discriminatoria nei riguardi di persone appartenenti ad una sola religione.
In merito all'eventuale futura formazione di imam, gli iniziativisti sostenevano che non è compito dello Stato finanziare una formazione teologica relativa ad una religione a cui non è riconosciuto lo statuto di diritto pubblico.
Entrato in attività nel 2015, l'istituto si occupa di ricerca e dialogo interreligioso, aveva precisato a suo tempo il direttore Hansjörg Schmid. Il centro intende inoltre offrire agli imam e alle persone di riferimento delle comunità musulmane conoscenze utili all'integrazione in Svizzera. Esso si rivolge pure alle persone che, nella loro professione, sono in contatto con musulmani. In maggio, il centro ospiterà un simposio sull'assistenza spirituale in ambito ospedaliero.
Il Centro Islam e Società è sostenuto finanziariamente da diversi partner, fra i quali la Segreteria di Stato della migrazione, il Servizio di lotta contro il razzismo, nonché la Fondazione Mercator Svizzera.
SDA-ATS