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STOCCOLMA - Invece di rispondere ai clienti, restava in chiamata con sé stesso (tramite il suo cellulare), risultando così occupato e trasmettendo le chiamate in entrata ad altri colleghi.
È lo stratagemma elaborato da un consulente svedese 28enne, tra marzo e maggio, per evitare di lavorare.
Come riporta l'agenzia di stampa AFP, però, uno dei suoi superiori ha notato che le sue telefonate erano «insolitamente lunghe» rispetto alla media degli altri colleghi. Ciò che ha portato ad un interrogatorio, nel quale il furbetto ha ammesso che le chiamate sospette «non erano di lavoro», senza specificare altro.
Un'indagine interna avviata nel frattempo, però, ha dimostrato che ha continuato a chiamarsi anche dopo il primo colloquio con i superiori. In totale, dal rapporto disciplinare dell'autorità fiscale svedese è stato calcolato che l'uomo è stato al telefono con sé stesso per un totale di 55 ore.
Convocato nuovamente, l'uomo - che sarà con tutta probabilità licenziato - ha infine dovuto svelare il suo piano, difendendosi dicendo che la sua motivazione a lavorare era «estremamente bassa».