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LOSANNA - Un simpatizzante jihadista dovrà restare altri quattro anni in un centro adeguato per seguire una misura terapeutica. Lo ha deciso il Tribunale federale respingendo un ricorso dell'interessato.
L'uomo era stato riconosciuto colpevole nel 2016 dalla giustizia vallesana di vie di fatto, estorsione, minaccia, coazione, nonché di violazione delle leggi sugli stupefacenti e sulle armi. I giudici lo avevano condannato a 15 mesi di reclusione.
Visti i suoi disturbi mentali la pena era stata sospesa a favore di un trattamento della durata di cinque anni. Al termine di questo periodo, una nuova perizia psichiatrica ha portato il Tribunale per l'applicazione delle pene e delle misure a prorogare il trattamento per altri quattro anni.
Una decisione, quest'ultima, confermata anche dal Tribunale federale. Nella sentenza pubblicata oggi i giudici affermano che la misura è proporzionata alla luce delle conclusioni degli esperti, che ritengono elevato il rischio di recidiva.
Nella sua precedente decisione, la giustizia vallesana ha sottolineato come l'uomo avesse consultato video di decapitazioni e postato una foto che lo ritraeva travestito da combattente jihadista accompagnata dall'immagine di un Kalashnikov. L'interessato aveva anche avuto contatti telefonici con persone definite come "soldati" che vivevano in Iraq.