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BERNA - I rappresentanti dei gruppi di nomadi in Svizzera temono che i Rom della Francia, messi sotto pressione dalla politica di Nicolas Sarkozy, si riversino in Svizzera e occupino aree già insufficienti. Chiedono quindi alle autorità elvetiche di reagire.
Da quando - a metà agosto - la Francia ha iniziato a espellere Rom in situazione irregolare verso la Romania e la Bulgaria, l'Ufficio federale della cultura (UFC), incaricato di migliorare le condizioni di vita dei nomadi, non ha constatato nessun problema. Paul Fink, della sezione cultura e società dell'UFC, ha detto all'ATS di non aver ricevuto segnalazioni di situazioni tese nelle aree di soggiorno né da parte di zingari in Svizzera né da comuni.
Il problema potrebbe acuirsi in primavera, ha affermato da parte sua Daniel Huber presidente della "Radgenossenschaft der Landstrasse", l'organizzazione che rappresenta gli Jenisch in Svizzera. "Quando i Rom lasceranno i luoghi in Francia dove avranno trascorso l'inverno, diverse migliaia di loro potrebbero giungere in Svizzera", ha detto all'ATS. In questo caso i diversi gruppi di nomadi entrerebbero in concorrenza per le zone a loro riservate, già scarse, ha aggiunto.
Le autorità, secondo Huber, dovrebbero quindi intervenire per risolvere il problema relativo alla mancanza di queste aree. Dovrebbero per esempio mettere a disposizione vecchi siti militari. Potrebbe trattarsi di luoghi provvisori, ma la Svizzera non può ignorare le sue minoranze, ha detto.
SDA-ATS