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Il gruppo specializzato in biancheria intima e costumi da bagno ha annunciato la soppressione di 1'930 impieghi in Thailandia e 1'660 nelle Filippine. La decisione ha suscitato proteste anche in Svizzera, dove la multinazionale ha sede.
Secondo quanto reso noto da Triumph International, che dà lavoro a circa 40'000 persone, il taglio è stato reso necessario in seguito al crollo della domanda dovuto alla crisi mondiale. Gli interventi sul fronte dell'impiego nei due paesi asiatici si inseriscono inoltre nel quadro di un vasto programma di ristrutturazione internazionale.
I dipendenti interessati sono stati informati personalmente e per iscritto, nel pieno rispetto delle normative locali e internazionali, ha aggiunto la direzione del gruppo internazionale. Proseguono inoltre i colloqui con i sindacati e con i rappresentanti dei lavoratori.
In Svizzera, l'organizzazione terzomondista Dichiarazione di Berna (DB) e il sindacato Unia hanno accusato invece Triumph International di violare i diritti sindacali, procedendo in modo intimidatorio ai licenziamenti. Fra maggio e giugno intere fabbriche sono state chiuse o si apprestano ad esserlo, senza che i rappresentanti dei lavoratori siano stati informati e dovutamente consultati.
Sempre stando a quanto indicato da Unia e DB, gruppi di lavoratori hanno manifestato venerdì davanti alle ambasciate svizzere di Bangkok e Manila, in segno di protesta contro la politica aziendale del gruppo internazionale, la cui sede si trova a Bad Zurzach, nel canton Argovia.
swissinfo.ch e agenzie
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