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«L'incarto lascia aperte varie interpretazioni, e i dubbi circa lo svolgimento dei fatti non possono che andare a beneficio dell’imputato». Si è espresso così il giudice Amos Pagnamenta prima di assolvere il 62enne ex municipale di Olivone e Blenio, prosciolto oggi dalla Corte delle assise correzionali dai reati di truffa processuale e falsità in documenti, così come richiesta dall'avvocato difensore Niccolò Giovanettina.
Per la giustizia ticinese, in virtù del principio in dubio pro reo, non ci sono prove schiaccianti che l'uomo abbia agito in malafede per assicurarsi un appalto pluriennale di 126mila franchi relativo al servizio di calla neve sul tratto di strada Olivone-Campra. La Corte non ha potuto accertare se l'uomo fosse effettivamente a conoscenza che la data di produzione di uno dei macchinari del suo consorzio risaliva al 1992, ciò che lo avrebbe tagliato fuori dal bando di concorso uscito cinque mesi dopo la richiesta – formulata dal 62enne alla ditta di produzione del veicolo – di verificare la reale data di produzione del mezzo, dal momento che la carta grigia indicava l'immatricolazione nel 2001. «La ditta è stata quantomeno leggera nel rilasciare la nuova targhetta datata 2001, ma tuttavia la targhetta l'ha fornita», ha affermato il giudice.
Quanto alla possibilità che l'uomo sapesse i requisiti del concorso con cinque mesi di anticipo (e che questo lo abbia dunque spinto a muoversi ad aprile quando il concorso era invece stato pubblicato nel mese di agosto), «l'ipotesi non è peregrina, tuttavia non ha trovato alcun riscontro oggettivo», ha affermato il giudice.
Non ha quindi retto la tesi accusatoria della procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti, che proponeva una pena pecuniaria composta da 140 aliquote giornaliere da 30 franchi sospesa con la condizionale per un periodo di due anni. Stando all'accusa, l'uomo ha agito con astuzia facendo in modo che il veicolo risultasse fabbricato nel 2001, così da assicurarsi l'appalto. Era stata la denuncia di una ditta concorrente bleniese a far scattare le indagini della magistratura e la successiva decision del Tribunale amministrativo cantonale (datata 2017) di annullare la delibera. «Effettivamente – ha affermato Pagnamenta – non si capisce perché il consorzio fosse improvvisamente determinata a voler stabilire l'anno di fabbricazione della fresa, e come mai l'imputato non abbia chiesto una consulenza alla Sezione della circolazione anziché rivolgersi direttamente alla ditta».