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LUGANO - «Abbiamo visto il fumo e abbiamo pensato: ci risiamo». Queste erano le parole di alcuni abitanti di Massagno, dopo che lo scorso 26 maggio nello scantinato di un palazzo di via Ceresio qualcuno aveva appiccato un fuoco. Nel quartiere non si trattava del primo rogo di origine dolosa, ma quella volta la polizia aveva individuato l’autore: un cinquantenne che oggi compare alle Criminali di Lugano, presiedute dal giudice Amos Pagnamenta, per rispondere di incendio intenzionale, ripetuto.
L’uomo, difeso dall’avvocato Yasar Ravi, nega ogni addebito. Nel 2010 era comunque già stato condannato per incendio intenzionale aggravato: all’epoca aveva appiccato roghi nelle cantine di cinque palazzine del Luganese, in soli sei giorni. Nei suoi confronti la Corte aveva stabilito una pena sospesa di diciotto mesi a favore di un trattamento stazionario.
Quella sera di maggio i ventiquattro inquilini del palazzo di Massagno avevano dovuto passare la notte fuori casa. E diversi di loro avevano manifestato sintomi di intossicazione. Oggi la Corte ricostruirà i fatti. In aula l’accusa è rappresentata dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri.