Document ID: /entscheidsuche_html/filtered/documents_0239.jsonl.gz/516

Incarto n. 16.95.00125 Lugano 12 agosto 1996 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani segretaria: Petralli, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 28 luglio 1995 presentato da __________ rappr. da __________ Contro la sentenza 17 luglio 1995 del Pretore della giurisdizione di Mendrisio nord nella causa a procedura speciale per azioni derivanti da contratto di lavoro promossa con istanza 15 marzo 1995 nei confronti della __________ patr. dall’avv. __________ con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 2’904.90 oltre accessori, domanda che il primo giudice ha accolto limitatamente a fr. 404.90; così come ha accolto limitatamente a fr. 1’013.70 la domanda riconvenzionale proposta dalla convenuta e tendente alla condanna dell’istante al pagamento di fr. 2’888.50 oltre accessori; letti ed esaminati gli atti, considerato in fatto e in diritto: 1. __________ ha lavorato alle dipendenze della ditta __________ dal 13 aprile 1993 sino al 31 dicembre 1994, data per la quale ha notificato la disdetta del contratto di lavoro (doc. B). Nonostante le parti abbiano pattuito una retribuzione mensile lorda di fr. 3’200.-, sin dall’inizio dell’attività il lavoratore ha percepito uno stipendio mensile lordo di fr. 3’434.-. Con istanza 15 marzo 1995 __________ ha convenuto in giudizio la sua ex datrice di lavoro al fine di ottenere il pagamento di fr. 2’904.90 quale rimborso dell’eccedenza trattenuta a titolo di premi LPP (fr. 404.90) oltre a fr. 2’500.- indebitamente trattenuti sullo stipendio del mese di dicembre 1994. La convenuta si è opposta alla pretesa avversaria giustificando la trattenuta di fr. 2’500.- a motivo del mancato ossequio da parte dell’istante dell’accordo sottoscritto il 6 ottobre 1993 (doc. C) a tenore del quale essa avrebbe mantenuto lo stipendio effettivamente versato al dipendente - superiore a quello pattuito - compensando questa differenza con la rinuncia del lavoratore all’indicizzazione per gli anni 1994 e 1995, ciò che presuppo-neva la continuazione del rapporto di lavoro perlomeno sino alla fine del 1995. Avendo il dipendente interrotto il rapporto di lavoro per la fine del 1994, la convenuta chiede la restituzione di fr. 2’888.50, importo ridotto al dibattimento finale a fr. 2’853.50 e corrispondente alla differenza tra il salario effettivamente versato al dipendente (fr. 3’434.- mensili) e quello pattuito (fr. 3’200.- mensili), dedotto l’importo di fr. 2’500.- già trattenuto e riconoscendo all’istante fr. 35.- a titolo di indennità per vacanze non godute. 2. Con il querelato giudizio il primo giudice, previa interpretazione dell’accordo 6 ottobre 1993 nel senso che la disponibilità della convenuta a versare uno stipendio superiore a quello inizialmente pattuito era condizionata alla durata dell’impiego perlomeno sino alla fine del 1995, ha calcolato quanto di spettanza dell’istante sulla base di uno stipendio mensile lordo di fr. 3’200.- nel 1993, indicizzato nel 1994. Il pretore ha quindi riconosciuto all’istante fr. 404.90, a titolo di maggiori deduzioni LPP, mentre ha riconosciuto alla convenuta il diritto alla restituzione di fr. 1’013.70, pari alla differenza tra lo stipendio versato al dipendente rispetto a quello dovuto. 3. Con il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro il predetto giudizio chiedendone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, in particolare l’accordo 6 ottobre 1993 dal quale non è possibile -a suo dire- desumere che il riconoscimento di uno stipendio mensile lordo di fr. 3’434.- fosse condizionato alla continuazione dell’attività sino alla fine del 1995. Postula che la domanda riconvenzionale sia accolta solo limitatamente a fr. 396.05. L’insorgente rimprovera inoltre al primo giudice di aver erroneamente calcolato le rispettive pretese giungendo al riconoscimento alla controparte di un importo per ripetibili che egli ritiene sproporzionato rispetto all’effettivo grado di soccombenza. Con osservazioni 14 agosto 1995 la controparte postula la reiezione del gravame. 4. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo ( DTF 121 I 114 consid. 3a; 119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a). 5. Controversa nella concreta fattispecie è l’interpretazione dell’accordo 6 ottobre 1993 (doc. C). Qualora le parti non riconoscano in un accordo da loro sottoscritto un identico contenuto, spetta al giudice valutare lo stesso alla luce di quella che poteva essere la loro volontà al momento della sua sottoscrizione. Simile valutazione deve essere effettuata in base al principio dell’affidamento per il quale è determinante il senso che, secondo le regole della buona fede, ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente dare alle dichiarazioni di volontà dell’altro ( DTF 113 II 50 e riferimenti; Honsell/Vogt/Wiegand, Obligationenrecht I, n. 33 ad art. 18). Se applicando questo principio il giudice può dare un senso chiaro e conferire effetto giuridico alle dichiarazioni di volontà, un’interpretazione più approfondita è superflua ( DTF 111 II 287; II CCA 4 maggio 1994 in re B./Q.). 6. Nel caso particolare dal testo dell’accordo 6 ottobre 1993 la ditta __________ deduce un impegno del lavoratore a non lasciare la ditta prima della fine del 1995: ciò costituisce il presupposto fattuale del credito litigioso. Sennonchè dal documento C non risulta questa pattuizione sulla durata del contratto di lavoro come non emerge da alcun altro elemento dell’istruttoria; nemmeno, in particolare dalla testimonianza __________ che, su questo punto, è almeno equivoca. Ciò basta, tanto più in una vertenza derivante da contratto di lavoro, per considerare effettivamente arbitraria la deduzione fatta dal pretore. L’accordo in questione può infatti solo significare che, per il 1994 e il 1995, il signor __________ avrebbe percepito un determinato salario (superiore al dovuto), contro rinuncia all’indicizzazione corrispondente verosimilmente al rincaro. Se ne deve concludere che, per il 1994, il lavoratore ha percepito il salario più alto, a valere come approssimativa indicizzazione (“per compensare la differenza”), mentre per il 1995 questa operazione compensativa non ha dovuto essere attuata: non per questo la datrice di lavoro può vantare un credito suscettibile di trattenuta sul salario dovuto all’istante, né ha titolo alcuno per pretendere la rifusione della differenza salariale percepita dall’istante nel 1993 e 1994 (doc. 1), corrispondendo quanto effettivamente versato a __________ a una pattuizione esplicita e non a una cifra versatagli senza causa giuridica. Non è oggetto di questa procedura ricorsuale la richiesta dell’istante relativa ai contributi LPP. 7. Il ricorso per cassazione, ricorrendo gli estremi dell’art. 327 lett. g CPC dev’essere così accolto e la sentenza pretorile va di conseguenza modificata (art. 332 cpv. 2), così come proposto dal ricorrente in via principale. Le ripetibili (pure oggetto di censura) vanno ricalcolate sulla base del diverso esito della lite. Per i quali motivi richiamati gli art. 327 segg. e 417 lett.. e CPC pronuncia: I. Il ricorso per cassazione di __________ è accolto. Di conseguenza la sentenza del Pretore di Mendrisio nord è annullata e sostituita dal seguente giudicato: 1. L’istanza 15 marzo 1995 di __________ è accolta § Di conseguenza __________ è condannata a versare all’istante la somma di fr. 2’904.90 oltre interessi del 5% dal 1.1.1995. 2. Non si prelevano spese nè tassa di giustizia. La convenuta verserà all’istante fr. 500.-- a titolo di ripetibili 3. La domanda riconvenzionale di __________ è respinta. 4. Non si prelevano spese né tassa di giustizia. La convenuta verserà a __________ fr. 420.-- a titolo di ripetibili. II. Non si prelevano spese né tassa di giustizia. __________ verserà a __________ l’importo di fr. 350.-- a titolo di ripetibili della sede ricorsuale. III. Intimazione a: - __________ Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Incarto n. 16.95.00125 Incarto n. 16.95.00125

Incarto n. Lugano 12 agosto 1996 Lugano

Lugano 12 agosto 1996

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani segretaria: segretaria:

segretaria: Petralli, vicecancelliera Petralli, vicecancelliera

Petralli, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 28 luglio 1995 presentato da

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 28 luglio 1995 presentato da __________ rappr. da __________ __________

__________ rappr. da __________

rappr. da __________ Contro Contro

Contro la sentenza 17 luglio 1995 del Pretore della giurisdizione di Mendrisio nord nella causa a procedura speciale per azioni derivanti da contratto di lavoro promossa con istanza 15 marzo 1995 nei confronti della

la sentenza 17 luglio 1995 del Pretore della giurisdizione di Mendrisio nord nella causa a procedura speciale per azioni derivanti da contratto di lavoro promossa con istanza 15 marzo 1995 nei confronti della __________ patr. dall’avv. __________ __________

__________ patr. dall’avv. __________

patr. dall’avv. __________ con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 2’904.90 oltre accessori, domanda che il primo giudice ha accolto limitatamente a fr. 404.90; così come ha accolto limitatamente a fr. 1’013.70 la domanda riconvenzionale proposta dalla convenuta e tendente alla condanna dell’istante al pagamento di fr. 2’888.50 oltre accessori;

con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 2’904.90 oltre accessori, domanda che il primo giudice ha accolto limitatamente a fr. 404.90; così come ha accolto limitatamente a fr. 1’013.70 la domanda riconvenzionale proposta dalla convenuta e tendente alla condanna dell’istante al pagamento di fr. 2’888.50 oltre accessori; letti ed esaminati gli atti,

letti ed esaminati gli atti, considerato

considerato in fatto e in diritto:

in fatto e in diritto: 1. __________ ha lavorato alle dipendenze della ditta __________ dal 13 aprile 1993 sino al 31 dicembre 1994, data per la quale ha notificato la disdetta del contratto di lavoro (doc. B). Nonostante le parti abbiano pattuito una retribuzione mensile lorda di fr. 3’200.-, sin dall’inizio dell’attività il lavoratore ha percepito uno stipendio mensile lordo di fr. 3’434.-.

Con istanza 15 marzo 1995 __________ ha convenuto in giudizio la sua ex datrice di lavoro al fine di ottenere il pagamento di fr. 2’904.90 quale rimborso dell’eccedenza trattenuta a titolo di premi LPP (fr. 404.90) oltre a fr. 2’500.- indebitamente trattenuti sullo stipendio del mese di dicembre 1994.

La convenuta si è opposta alla pretesa avversaria giustificando la trattenuta di fr. 2’500.- a motivo del mancato ossequio da parte dell’istante dell’accordo sottoscritto il 6 ottobre 1993 (doc. C) a tenore del quale essa avrebbe mantenuto lo stipendio effettivamente versato al dipendente - superiore a quello pattuito - compensando questa differenza con la rinuncia del lavoratore all’indicizzazione per gli anni 1994 e 1995, ciò che presuppo-neva la continuazione del rapporto di lavoro perlomeno sino alla fine del 1995. Avendo il dipendente interrotto il rapporto di lavoro per la fine del 1994, la convenuta chiede la restituzione di fr. 2’888.50, importo ridotto al dibattimento finale a fr. 2’853.50 e corrispondente alla differenza tra il salario effettivamente versato al dipendente (fr. 3’434.- mensili) e quello pattuito (fr. 3’200.- mensili), dedotto l’importo di fr. 2’500.- già trattenuto e riconoscendo all’istante fr. 35.- a titolo di indennità per vacanze non godute.

2. Con il querelato giudizio il primo giudice, previa interpretazione dell’accordo 6 ottobre 1993 nel senso che la disponibilità della convenuta a versare uno stipendio superiore a quello inizialmente pattuito era condizionata alla durata dell’impiego perlomeno sino alla fine del 1995, ha calcolato quanto di spettanza dell’istante sulla base di uno stipendio mensile lordo di fr. 3’200.- nel 1993, indicizzato nel 1994. Il pretore ha quindi riconosciuto all’istante fr. 404.90, a titolo di maggiori deduzioni LPP, mentre ha riconosciuto alla convenuta il diritto alla

restituzione di fr. 1’013.70, pari alla differenza tra lo stipendio versato al dipendente rispetto a quello dovuto.

3. Con il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro il predetto giudizio chiedendone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, in particolare l’accordo 6 ottobre 1993 dal quale non è possibile -a suo dire- desumere che il riconoscimento di uno stipendio mensile lordo di fr. 3’434.- fosse condizionato alla continuazione dell’attività sino alla fine del 1995. Postula che la domanda riconvenzionale sia accolta solo limitatamente a fr. 396.05. L’insorgente rimprovera inoltre al primo giudice di aver erroneamente calcolato le rispettive pretese giungendo al riconoscimento alla controparte di un importo per ripetibili che egli ritiene sproporzionato rispetto all’effettivo grado di soccombenza.

Con osservazioni 14 agosto 1995 la controparte postula la reiezione del gravame.

4. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove.

Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo ( DTF 121 I 114 consid. 3a; 119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a).

5. Controversa nella concreta fattispecie è l’interpretazione dell’accordo 6 ottobre 1993 (doc. C).

Qualora le parti non riconoscano in un accordo da loro sottoscritto un identico contenuto, spetta al giudice valutare lo stesso alla luce di quella che poteva essere la loro volontà al momento della sua sottoscrizione. Simile valutazione deve essere effettuata in base al principio dell’affidamento per il quale è determinante il senso che, secondo le regole della buona fede, ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente dare alle dichiarazioni di volontà dell’altro ( DTF 113 II 50 e riferimenti; Honsell/Vogt/Wiegand, Obligationenrecht I, n. 33 ad art. 18). Se applicando questo principio il giudice può dare un senso chiaro e conferire effetto giuridico alle dichiarazioni di volontà, un’interpretazione più approfondita è superflua ( DTF 111 II 287; II CCA 4 maggio 1994 in re B./Q.).

6. Nel caso particolare dal testo dell’accordo 6 ottobre 1993 la ditta __________ deduce un impegno del lavoratore a non lasciare la ditta prima della fine del 1995: ciò costituisce il presupposto fattuale del credito litigioso. Sennonchè dal documento C non risulta questa pattuizione sulla durata del contratto di lavoro come non emerge da alcun altro elemento dell’istruttoria; nemmeno, in particolare dalla testimonianza __________ che, su questo punto, è almeno equivoca. Ciò basta, tanto più in una vertenza derivante da contratto di lavoro, per considerare effettivamente arbitraria la deduzione fatta dal pretore. L’accordo in questione può infatti solo significare che, per il 1994 e il 1995, il signor __________ avrebbe percepito un determinato salario (superiore al dovuto), contro rinuncia all’indicizzazione corrispondente verosimilmente al rincaro.

Se ne deve concludere che, per il 1994, il lavoratore ha percepito il salario più alto, a valere come approssimativa indicizzazione (“per compensare la differenza”), mentre per il 1995 questa operazione compensativa non ha dovuto essere attuata: non per questo la datrice di lavoro può vantare un credito suscettibile di trattenuta sul salario dovuto all’istante, né ha titolo alcuno per pretendere la rifusione della differenza salariale percepita dall’istante nel 1993 e 1994 (doc. 1), corrispondendo quanto effettivamente versato a __________ a una pattuizione esplicita e non a una cifra versatagli senza causa giuridica. Non è oggetto di questa procedura ricorsuale la richiesta dell’istante relativa ai contributi LPP.

7. Il ricorso per cassazione, ricorrendo gli estremi dell’art. 327 lett. g CPC dev’essere così accolto e la sentenza pretorile va di conseguenza modificata (art. 332 cpv. 2), così come proposto dal ricorrente in via principale. Le ripetibili (pure oggetto di censura) vanno ricalcolate sulla base del diverso esito della lite.

Per i quali motivi

Per i quali motivi richiamati gli art. 327 segg. e 417 lett.. e CPC

richiamati gli art. 327 segg. e 417 lett.. e CPC pronuncia:

pronuncia: I. Il ricorso per cassazione di __________ è accolto.

Di conseguenza la sentenza del Pretore di Mendrisio nord è annullata e sostituita dal seguente giudicato:

1. L’istanza 15 marzo 1995 di __________ è accolta § Di conseguenza __________ è condannata a versare all’istante la somma di fr. 2’904.90 oltre interessi del 5% dal 1.1.1995.

2. Non si prelevano spese nè tassa di giustizia.

La convenuta verserà all’istante fr. 500.-- a titolo di ripetibili

3. La domanda riconvenzionale di __________ è respinta.

3. La domanda riconvenzionale di __________ è respinta. 4. Non si prelevano spese né tassa di giustizia.

4. Non si prelevano spese né tassa di giustizia. La convenuta verserà a __________ fr. 420.-- a titolo di ripetibili.

La convenuta verserà a __________ fr. 420.-- a titolo di ripetibili. II. Non si prelevano spese né tassa di giustizia. __________ verserà a __________ l’importo di fr. 350.-- a titolo di ripetibili della sede ricorsuale.

III. Intimazione a:

- __________

Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria