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Inquilini e proprietari dei locali commerciali devono trovare una soluzione consensuale alla questione degli affitti, nel caso in cui la crisi del coronavirus ne renda difficile il pagamento. Respingendo oggi due mozioni di commissioni parlamentari, il Consiglio federale ha ribadito che non intende immischiarsi.
La Commissione dell'economia e dei tributi degli Stati (CET-S) ad esempio domandava di esonerare le piccole imprese e gli indipendenti con una pigione di massimo 5000 franchi, che hanno dovuto chiudere o che hanno subito una perdita del fatturato superiore al 50%. Per il governo però, questa soluzione è troppo generale e non tiene conto della diversità dei contratti di locazione.
Bocciato anch
La commissione proponeva anche di introdurre un sistema di incentivi per gli affitti di oltre 5000 franchi mensili in modo da favorire un accordo tra le parti. Concretamente, se esse trovano un'intesa per ridurre a un terzo la pigione dovuta, la Confederazione dovrebbe pagare per due mesi un terzo della pigione lorda, al massimo 3000 franchi. Secondo l'esecutivo però, ciò sarebbe in contraddizione con la strategia perseguita finora, ovvero un sostegno basato sulla liquidità per locatari e locatori.
Inoltre, fa notare il Consiglio federale, così non si terrebbe sufficientemente conto dei singoli casi. La misura comporterebbe un onere aggiuntivo per le tasche di Berna stimato fra i 35 e i 50 milioni di franchi, oltre che spalancare notevolmente la porta ad abusi, argomenta il governo. Problematico anche il concetto di indennità versata dallo Stato che si verrebbe a creare.
Bocciato pure il suggerimento dell'omonima commissione del Nazionale, che auspicava un taglio del 30% per gli affitti nella ristorazione durante il periodo di chiusura. L'esecutivo non vuole mettere il becco in relazioni contrattuali tra privati e ricorda che le pigioni sono indispensabili per pagare i costi immobiliari.
Accolta invece la mozione della Commissione degli affari giuridici del Nazionale (CAG-N), che mira a prolungare la durata di validità dell'ordinanza sull'attenuazione dell'impatto del coronavirus in materia di locazione di altri tre mesi e mezzo rispetto a quanto previsto inizialmente, ovvero fino al 13 settembre 2020.