Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/161032

<h2>SubmittedText<h2><p>In una società liberale come la Svizzera, lo Stato deve limitarsi alle sue funzioni principali e lasciare al settore privato i compiti che quest'ultimo può svolgere in maniera migliore e a costi inferiori. Da anni, invece, accade il contrario: anziché limitarsi ai compiti stabiliti dalla Costituzione e attenersi al principio di sussidiarietà, lo Stato estende sempre di più il suo campo d'intervento finendo col fare concorrenza all'economia privata, già pesantemente sotto pressione dopo l'abolizione del tasso minimo di cambio franco-euro. Il fenomeno ha ormai assunto proporzioni inaccettabili.</p><p>La crescita smisurata della spesa pubblica e il rapido aumento della mole di lavoro amministrativo sono il segno tangibile di questa evoluzione; l'economia privata si trova così a corto di personale qualificato ed è costretta a reclutarne all'estero. Il risultato è una forte immigrazione non desiderabile sul piano sociopolitico.</p><p>Citiamo l'esempio più recente: il programma sull'efficienza energetica nelle PMI lanciato dall'Ufficio federale dell'energia. Per questo programma vengono spesi ogni anno per consulenze in materia energetica almeno 3,2 milioni di franchi dei contribuenti, facendo concorrenza diretta alle aziende di consulenza private, se non addirittura sottraendo a queste ultime le loro attività. Ma si possono ricordare anche le numerose campagne di informazione e sensibilizzazione sull'alimentazione dell'Ufficio federale della sanità pubblica destinate a consumatori maggiorenni, ai quali si vuole prescrivere quello che possono mangiare, mettendo inoltre al bando i beni voluttuari.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giustifica la concorrenza del programma sull'efficienza energetica lanciato dall'Ufficio federale dell'energia nei confronti delle aziende di consulenza private? Qual è la base legale che giustifica tale concorrenza?</p><p>2. Esistono programmi o compiti analoghi in altri uffici federali che potrebbero essere affidati all'economia privata? Quanto costano ai contribuenti?</p><p>3. Ci sono servizi offerti sia dallo Stato che dall'economia privata, ossia doppioni, e se sì, quali?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a restituire all'economia privata i compiti che quest'ultima potrebbe svolgere, sostenendo così l'economia svizzera? Se sì, quali potrebbero essere i settori interessati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Conformemente all'articolo 10 della legge sull'energia, l'Ufficio federale dell'energia e i cantoni informano e consigliano l'opinione pubblica e le autorità sulle possibilità di un impiego parsimonioso e razionale dell'energia nonché sull'impiego di energie rinnovabili. Il programma sull'efficienza energetica nelle PMI è incentrato sulle piccole e medie imprese. Queste imprese in genere non sono soggette agli articoli cantonali sui grandi consumatori e non possono di norma, nel quadro di convenzioni sugli obiettivi, né farsi esentare dalla tassa sul CO2 né beneficiare del rimborso del supplemento di rete. Il programma mira quindi ad aiutare queste PMI a sfruttare al meglio il loro potenziale negli ambiti delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica e a ridurre in questo modo i costi. Le imprese possono chiedere una consulenza energetica standard in loco cofinanziata, eseguita da esperti accreditati esterni e indipendenti che le imprese possono scegliere liberamente. Questo compito può essere svolto da tutte le imprese di consulenza qualificate o da fornitori di energia. Non viene quindi fatta concorrenza alle imprese di consulenza private e, anzi, si vengono a creare nuove attività commerciali. La segreteria del programma si occupa unicamente delle attività di divulgazione dei contenuti del programma e delle offerte, della garanzia della qualità delle consulenze e del coordinamento dei sussidi. Il programma è stato sviluppato con diversi gruppi d'interesse e si differenzia in maniera chiara dalle attività dell'Agenzia dell'energia per l'economia (AEnEC) e dell'Agenzia Cleantech Svizzera (act). Queste ultime si concentrano, con il sostegno della Confederazione e mediante convenzioni sugli obiettivi, su grandi imprese con un consumo energetico elevato che vogliono farsi esentare dalla tassa sul CO2, fare richiesta per un rimborso del supplemento di rete o che sottostanno agli articoli cantonali sui grandi consumatori.</p><p>2.-4. Il postulato del gruppo liberale-radicale 12.4172, "Garantire la libertà economica e combattere le distorsioni della concorrenza create dalle imprese statali", adottato dal Consiglio nazionale, chiede un rapporto sulle eventuali distorsioni della concorrenza create dalle imprese statali. Il Parlamento ha accolto anche il postulato Schilliger 15.3880, "Lo Stato fa concorrenza all'economia? Urgono chiarimenti" che a sua volta chiede che sia presentato un rapporto sulla situazione della concorrenza tra imprese parastatali o di prevalente proprietà dello Stato e aziende private. Per questo motivo il Consiglio federale sta al momento redigendo un rapporto in adempimento dei due suddetti postulati che sollevano interrogativi simili a quelli della presente interpellanza. Il Consiglio federale discuterà tali questioni e sulla base di esempi esaminerà nel suo rapporto la situazione della concorrenza. Un esame esaustivo e sistematico di tutte le attività della Confederazione da questo punto di vista implicherebbe invece un onere sproporzionato rispetto ai benefici che apporterebbe.</p><p>Va comunque ricordato che l'attività economica statale è già soggetta a limitazioni. Le attività dello Stato sui mercati competitivi presuppongono un interesse pubblico e una base legale; devono in particolare rispettare le condizioni quadro stabilite agli articoli 27 e 95 della Costituzione federale. Il legislatore ha stabilito che le imprese parastatali possano agire liberamente sul mercato nel quadro del rispettivo atto normativo che le regolamenta.</p>  Risposta del Consiglio federale.