Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01101.jsonl.gz/813

I cambiamenti climatici e la previdenza per la vecchiaia sono in testa alle preoccupazioni degli svizzeri. Seguono le questioni energetiche e le relazioni con l'UE, mentre il Covid è passato in secondo piano. Anche l'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio di quest'anno ha lasciato il segno in Svizzera: il grande ottimismo per il futuro, che prima era forte, è diminuito in modo significativo. È quanto emerge dal Barometro delle preoccupazioni 2022 realizzato per conto del Credit Suisse.
Il Covid fuori dalla top 10
La questione ambientale (protezione dell'ambiente, cambiamenti climatici e disastri ambientali) è indicata dal 39% degli intervistati come preoccupazione principale. È la stessa percentuale dello scorso anno, ma la tematica è salita di un gradino nella classifica. La pandemia di Covid-19 - primo cruccio per il 51% degli svizzeri nel 2020 e per il 40% nel 2021 - è diventata un problema quotidiano solo per il 13% degli intervistati ed è scomparsa dalle prime dieci preoccupazioni. Il tema dell'AVS e della previdenza per la vecchiaia è invece salito al secondo posto con il 37%.
La guerra in Ucraina scatena una serie di preoccupazioni
La guerra in Ucraina è descritta direttamente come una preoccupazione solo dal 20% della popolazione (all'ottavo posto). Tuttavia, almeno tre tra le principali apprensioni possono essere ricondotte al conflitto. La preoccupazione per le questioni energetiche, ad esempio, è aumentata significativamente fino al 25% (con un incremento di 11 punti percentuali) e ora occupa il terzo posto nella classifica. Per la prima volta, il 21% degli intervistati ha inoltre menzionato l'incertezza degli approvvigionamenti per quanto riguarda l'energia, i medicinali e i generi alimentari (al settimo posto). L'inflazione (5° posto, 24%) è un'altra nuova arrivata nella rosa delle prime cinque preoccupazioni.
Cresce l'insicurezza per il futuro
L'elettorato svizzero è oggi molto meno ottimista sul futuro economico rispetto a qualche anno fa. Secondo il sondaggio, ciò non è dovuto principalmente alla paura di perdere il lavoro. Al contrario: per la prima volta dal 1988, la disoccupazione è uscita dalla classifica delle 10 maggiori preoccupazioni. Si tratta piuttosto dell'incertezza se e come si possa garantire l'approvvigionamento del Paese e il mantenimento del tenore di vita abituale di fronte alle numerose situazioni di crisi attuali. La valutazione della situazione economica individuale non mostra ancora scostamenti rispetto agli anni precedenti: il 65% degli intervistati la considera buona o molto buona e solo il 6% negativa o molto negativa. Lo sguardo ai prossimi dodici mesi mostra tuttavia un quadro chiaramente diverso, con il 19% (più 9 punti percentuali) degli intervistati che teme un peggioramento della propria situazione personale: si tratta del valore più alto mai raggiunto nei 27 anni in cui questa domanda è stata posta.
Fiducia nelle istituzioni
Su questo sfondo, rimane comunque ampia e stabile la fiducia in tre importanti istituzioni, ovvero Consiglio federale (68%), Polizia (67%) e Tribunale federale (66%). A un livello inferiore, dove si osserva una leggera tendenza al rialzo, lo stesso vale anche per le altre istituzioni oggetto dell'indagine, come ad esempio la Banca nazionale svizzera, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati nonché i partiti politici. Anche l'orgoglio di essere svizzeri, seppure in leggero calo di gradimento, si attesta ancora su un livello molto alto, con il 77% (–1 pp). Il maggiore aumento di fiducia è registrato dall'esercito (18 pp al 48%), a conferma dell'accresciuta esigenza di sicurezza in tempi geopolitici incerti.
Identità svizzera sotto pressione, UE compatta
Sempre più spesso la dipendenza dall'economia globale (71%), l'UE e i suoi problemi (67%) e l'immigrazione (60%) sono percepiti come una minaccia per l'identità della Svizzera. Il fatto che i valori occidentali siano sotto pressione nel nuovo braccio di ferro geopolitico è visto dal 68% come una minaccia dei valori elvetici. Fra i rischi interni, gli intervistati citano in primo luogo il calo dell'impegno volontario (79%) e l'incapacità dei politici di trovare soluzioni praticabili ai problemi (78%). Due anni di pandemia e più di mezzo anno di guerra in Ucraina hanno cambiato l'Europa e la visione della Svizzera sull'Unione europea. Il 32% degli elettori ritiene che gli eventi degli ultimi dodici mesi abbiano rafforzato l'UE.
Metodologia
Giunto alla 46esima edizione, il Barometro delle preoccupazioni 2022 è stato realizzato dall'istituto demoscopico gfs.bern, che ha intervistato fra luglio e agosto 1774 persone con diritto di voto di tutte le regioni del paese. Il margine d'errore è di 2,3 punti percentuali.