Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01124.jsonl.gz/916

I 100 ANNI DEL FOOTBALL CLUB CHIASSO
Il Football Club Chiasso nacque il 16 ottobre 1905, allorquando una quarantina di giovani appassionati sancì la nascita ufficiale della società rossoblù. Almeno quattro generazioni hanno gioito, sofferto e palpitato per una squadra capace di illustrarsi degnamente nella massima categoria di gioco o di appisolarsi nel limbo delle leghe interregionali.
Tutto cominciò al Grotto del Carlino, uno dei più popolari ritrovi della Chiasso di inizio Novecento, fedele ancor oggi alla sua denominazione e ubicazione. Promotori della nascita della società furono Felice Regli e Cesare Chiesa, impiegati presso l'ufficio telegrafi delle Ferrovie Federali Svizzere, ai quali si aggiunsero Angelo Somaglino e Romeo Sorio, dipendenti delle ferrovie italiane. Sin dai primi anni il club si contraddistinse per la sua attività, prova ne sia l'organizzazione della Coppa Chiasso, un torneo ad inviti che dal 1906 al 1908 vide destreggiarsi sul vecchio Campo del Gas squadre ticinesi e milanesi. Nelle tre edizioni disputate vinse sempre il Milan. Addirittura nel 1908 i rossoneri per conquistare definitivamente il trofeo dovettero superare in finale i nerazzurri dell'Interazionale in quella che gli annali calcistici considerano essere il primo derby assoluto tra le due compagini.
Il Campo del Gas fu inaugurato il 1° aprile 1906 e sino al 1910 fu teatro delle gesta della squadra di confine, come il 23 ottobre 1910, allorquando si disputò il primo incontro di campionato svizzero su suolo ticinese: vinse 3-1 il Lugano. Le due squadre sottocenerine, infatti, furono le prime ad affiliarsi alla federazione che le inserì in Serie C, il terzo e più basso gradino della gerarchia calcistica elvetica. Il 12 marzo 1911 venne inaugurato il campo di via Brogeda che passerà alla storia come il mitico campo di via Comacini (nome utilizzato a partire dagli anni Trenta in virtù della nuova denominazione stradale). Nel 1913 il club di confine, trovando insufficiente l'attività calcistica su suolo elevetico, decise di iscriversi al campionato italiano. Non fu un'impresa facile per i dirigenti di allora, ma, grazie anche all'appoggio di uno dei più illustri personaggi del calcio della vicina penisola, l'avvocato Giovanni Mauro, presidente del Comitato Regionale Lombardo della Federazione Italiana Giuoco Calcio, le pratiche ebbero esito positivo. Nel maggio 1914 il Chiasso venne chiamato a disputare due gare contro le prime classificate della serie Promozione (la seconda categoria di gioco) al fine di determinare il titolo sportivo dei rossoblù per la stagione successiva. Sul campo del Mornello di Maslianico, che sarà teatro di tutti gli incontri casalinghi del Chiasso durante il periodo italiano, i rossoblù sconfissero Cremonese e Savoia Milano. Grazie a quelle vittorie il Chiasso fu ammesso in Prima Categoria, l'allora Serie A. La parentesi italiana durò sino al 1923, anno durante il quale si decise il rientro nei ranghi della federazione elevtica.
Il 12 giugno 1927, battendo a Zurigo il Veltheim Winterthur per 5-1 in una gara di spareggio, la squadra di confine ottenne la prima promozione nella massima categoria elvetica. Capitano e allenatore Egildo Raimondi. Era la squadra di Tullio Grassi e Francesco Lupi i quali furono i primi rossoblù a vestire la maglia della Nazionale. I due fecero il loro esordio in rossocrociato il 6 ottobre 1929 a Praga (Cecoslovacchia - Svizzera 5-0).