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La realizzazione del più grande progetto per la protezione contro le piene della Svizzera può andare avanti. Lunedì il Consiglio nazionale ha approvato lo stanziamento di un miliardo di franchi per la correzione del Rodano in Vallese e nel canton Vaud su una lunghezza di 162 chilometri da Gletsch al Lemano. Il grande cantiere mira a mettere in sicurezza 100'000 persone e a evitare danni che potrebbero raggiungere i 10 miliardi di franchi, ma pure a rinaturalizzare l'importante corso d'acqua rendendolo anche nuovamente accessibile alla popolazione quale area di svago.
Il costo totale delle opere che saranno realizzate nei prossimi decenni (abbassamenti del letto, sistemazione degli argini, allargamenti dell'alveo, adattamenti dei ponti, spostamenti di condotte ecc.) ammonta a 3,6 miliardi di franchi. Parte degli interventi sarà a carico di privati. Il contributo federale (il via libera definitivo è atteso dal Consiglio degli Stati) coprirà circa 2/3 dei costi previsti per gli enti pubblici tra il 2020 e il 2039. A carico del Vallese resteranno 370 milioni. Mentre Vaud contribuirà con 87.
Si tratta della terza grande correzione del Rodano alla quale si mette mano. La prima, completata tra il 1863 e il 1884, riguardò a costruzione delle dighe di protezione e la bonifica del fondovalle. La seconda, dal 1930 al 1960, portò a restringere il letto del fiume. Le grandi alluvioni del 1987, 1993 e 2000 - quando si registrarono danni per 500 milioni - imposero però il passaggio a un nuovo approccio.