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Più di 36 anni dopo i fatti, potrebbe infine essere definitivamente identificato l'assassino che il 5 giugno 1976 uccise a fucilate cinque persone a Seewen, nel canton Soletta: il più grave delitto non ancora elucidato della storia criminale elvetica.
Una nuova, inattesa testimonianza è attualmente al vaglio della Procura e della polizia, che stanno valutando in quale forma procedere, visto che il caso è ormai andato in prescrizione.
Il testimone è un uomo di 66 anni e ha rilasciato le sue dichiarazioni per iscritto, ha detto oggi all'ats il portavoce della polizia cantonale Bruno Gribi, confermando informazioni pubblicate ieri dal "SonntagsBlick". Secondo il teste, un conoscente della sua famiglia è implicato nel caso: un meccanico d'auto oggi 65enne che frequentava a Basilea Carl Doser, principale indiziato nel massacro ma irreperibile dal 1977, nonostante un mandato di cattura internazionale.
La strage di Seewen scosse la Svizzera il 6 giugno del 1976, domenica di Pentecoste, quando in una casetta di villeggiatura per il fine-settimana situata nel comune solettese furono trovati i cadaveri di cinque persone.
SDA-ATS