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<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 2008, l'organo d'esecuzione del servizio civile impiega con successo persone soggette al servizio civile (qui appresso PSSC) nel quadro di misure di prevenzione della violenza negli spazi pubblici. Queste attività delle PSSC sono volte ad impedire che si verifichino situazioni di conflitto e violenza nei parchi pubblici, nelle strutture scolastiche e nelle aree di svago. </p><p>Alla luce dei numerosi atti di violenza commessi proprio da giovani frequentatori di spazi pubblici, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quale ruolo può svolgere il servizio civile nella prevenzione della violenza sociale, soprattutto per quanto riguarda la violenza giovanile e gli spazi pubblici?</p><p>2. L'offerta di corsi di formazione sul tema della gestione non violenta dei conflitti, previsti dall'articolo 80 capoverso 1 lettera f OSCi, può essere estesa ad un numero maggiore di PSSC?</p><p>3. In caso affermativo, per quale ragione finora ciò non è stato fatto dal Consiglio federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'uso della violenza nella vita quotidiana è un problema urgente che preoccupa in misura crescente l'opinione pubblica. Il Consiglio federale si è occupato a diverse riprese di questo problema.</p><p>Nell'elenco degli obiettivi previsti all'articolo 3a della legge sul servizio civile, il servizio civile è incaricato di contribuire a costituire strutture volte al consolidamento della pace e ad arginare il potenziale di violenza. Le persone soggette al servizio civile sono particolarmente idonee a svolgere questo tipo di compito, poiché il conflitto di coscienza che impedisce loro di prestare servizio militare ha molto spesso le proprie radici nel rifiuto della violenza. La maggior parte delle persone soggette al servizio civile si è quindi interrogata personalmente in modo approfondito sulle questioni della violenza e della sua prevenzione. Di conseguenza il loro rapporto personale con questo tema le predestina a svolgere un impiego in cui operano contro la violenza. </p><p>L'Organo d'esecuzione del servizio civile offre da due anni corsi di cinque giorni destinati ad acquisire le diverse tecniche di prevenzione della violenza. I primi periodi d'impiego per la prevenzione della violenza negli spazi pubblici hanno avuto luogo nel 2008 e nel 2009 nel quadro di un progetto pilota. Dalla sua valutazione è risultato che tali impieghi hanno permesso di ottenere una riduzione significativa degli atti di violenza pubblica e hanno contribuito ad arginare la violenza giovanile nei luoghi in cui essa era particolarmente presente. Per questo motivo occorre ora conferire a questo progetto una base più ampia: da un lato si tratta di creare ulteriori possibilità d'impiego che vadano nel senso dell'articolo 3a della legge sul servizio civile. Dall'altro esso deve permettere che tali corsi, destinati ad acquisire le diverse tecniche di prevenzione della violenza, siano resi accessibili ad altre persone che prestano servizio civile.</p><p>In merito alle domande poste dall'autrice dell'interpellanza, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. Le persone soggette al servizio civile che sono state formate, istruite e assistite adeguatamente possono fornire importanti contributi alla prevenzione della violenza, in modo particolare nell'ambito della violenza giovanile e della violenza negli spazi pubblici, ma anche in altri settori. Questi periodi d'impiego devono svolgersi in istituti specializzati a tale scopo e possono rafforzare notevolmente gli effetti del lavoro di questi ultimi. Le persone che prestano servizio civile sono adatte per interventi in situazioni non critiche che permettono di evitare manifestazioni di violenza prevedibili, ma non per l'applicazione di provvedimenti di polizia. Tali persone saranno in possesso per tutta la vita delle conoscenze così acquisite e potranno quindi applicare e trasmettere questo sapere anche in un ambiente privato e professionale al di fuori degli impieghi del servizio civile. Il Consiglio federale lo considera un contributo importante per ridurre il potenziale di violenza presente nella nostra società civile.</p><p>2. A partire dal 2011 i corsi effettuati finora verranno estesi a tutte le persone soggette al servizio civile che frequentano un corso di formazione specifico, finalizzato allo svolgimento di un periodo d'impiego nell'ambito dei servizi sociali o della sanità, e che curano o assistono persone durante il loro impiego di servizio civile. Per sapere se in avvenire occorrerà formare alla prevenzione della violenza tutte le persone soggette al servizio civile, tutto dipenderà dai risultati della valutazione di tali corsi.</p><p>3. Il DFE e l'Organo d'esecuzione del servizio civile hanno scelto la via dei piccoli passi allo scopo di accumulare esperienze utili. Infatti gli interventi effettuati in situazioni di tensione sono sempre delicati. Per questo motivo la via più adatta consisteva nello svolgimento di un progetto pilota.</p>  Risposta del Consiglio federale.