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BERNA - Gli accordi di libero scambio conclusi dalla Svizzera nell'ambito dell'AELS non devono essere per forza esclusi dalla prassi referendaria. Il Parlamento vuole discutere della questione prima di prendere una decisione definitiva.
Nel giugno scorso, durante il dibattito agli Stati sull'accordo tra i Paesi dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) e la Georgia, il Consiglio federale aveva invece proposto di non più sottoporre in futuro a referendum facoltativo trattati paragonabili a questo.
Come la Camera dei cantoni, anche la Commissione di politica estera del Nazionale (CPE-N) ritiene che la questione debba essere trattata in un progetto distinto. Con 23 voti favorevoli e un astenuto, la CPE-N propone quindi al plenum di stralciare la disposizione dal decreto federale, si legge in una nota odierna dei servizi del Parlamento. Con 11 voti favorevoli, 0 contrari e 13 astenuti, la commissione si è comunque espressa a favore della conclusione di un accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e la Georgia.
Con 16 voti contro 8, ha pure respinto la proposta di istituire un forum di rappresentanti della società civile allo scopo di garantire la presentazione di un rapporto sull'attuazione delle disposizioni concernenti lo sviluppo sostenibile.