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"Ho potuto constatare personalmente gli intensi bombardamenti, provenienti dall'artiglieria e dai mortai, ancora in corso sui sobborghi di Homs". Lo ha detto il capo degli osservatori dell'ONU in Siria, generale Babacar Gaye, dopo la sua prima visita nella terza città siriana.
E il vicino centro di Ar Rastan, è "gravemente danneggiato dall'uso di intensi bombardamenti e dai feroci combattimenti", ha aggiunto il capo della missione.
Sulla strada per Ar Rastan, gli osservatori dell'ONU hanno potuto vedere diversi "tank governativi danneggiati e abbandonati sui lati delle strade" mentre "le infrastrutture statali, come i ponti, sono stati distrutti", ha spiegato Gaye in una nota inviata da Damasco.
"Le case situate nelle principali strade della città sono ampiamente danneggiate" ha aggiunto Gaye spiegando di aver incrociato "famiglie, donne e bambini, nei sobborghi della città" mentre solo "pochi negozi erano aperti e vendevano cibo".
A Homs, il capo degli osservatori dell'ONU ha incontrato il governatore della città, mentre Ar Rastan, dalle immagini fornite dall'ONU, appare in larga parte controllata dai ribelli. Lì Gaye ha incontrato il colonnello Qassem Saad Eddine, dell'Esercito Libero Siriano, secondo il quale Ar Rastan "viene colpita quotidianamente da 200-300 bombe e missili".
In entrambi gli incontri il capo della missione Unsmis "ha provato a valutare la disponibilità delle parti ad impegnarsi nel dialogo", si legge ancora nella nota.
SDA-ATS