Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/233306

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di pianificare uno sviluppo dell'esercito con un effettivo regolamentare di 80 000 militari.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera tiene conto dei cambiamenti in atto nell'ambito delle forme di conflitto e in futuro si concentrerà ancor più sui conflitti ibridi. Questo obiettivo figura anche nel nuovo rapporto del Consiglio federale del 24 novembre 2021 sulla politica di sicurezza della Svizzera. Di conseguenza, l'esercito deve essere in grado di proteggere in modo efficace il Paese, la popolazione e le infrastrutture contro l'intera gamma di minacce ibride e in caso di tensioni persistenti. Per garantire una migliore risposta delle capacità militari a forme di conflitto ibrido, il 15 maggio 2019 il Consiglio federale ha deciso di orientare maggiormente le truppe di terra verso formazioni d'impiego mobili, impiegabili in maniera modulare ed equipaggiate in modo più unitario. Ciò include anche il rafforzamento delle cibercapacità dell'esercito, che vengono costantemente ampliate.</p><p>Il 18 marzo 2016, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno fissato le basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito e quindi anche l'effettivo regolamentare di 100 000 militari. Una riduzione dell'effettivo regolamentare di 20 000 militari, comporterebbe un adeguamento del profilo prestazionale dell'esercito. Ciò ridurrebbe le capacità e la prontezza dell'esercito nell'intera gamma degli impieghi, dall'appoggio a favore delle autorità civili alla difesa in caso di conflitto armato. Per esempio, un'efficace protezione fisica delle infrastrutture critiche in periodi di accresciute tensioni richiede un numero elevato di militari. Una riduzione dell'effettivo dell'esercito limiterebbe in particolare la capacità di resistenza durante missioni che possono durare settimane o mesi. Una riduzione dell'effettivo regolamentare non è quindi opportuna dal punto di vista della politica di sicurezza; di fronte a un'ampia gamma di minacce e pericoli l'esercito deve poter essere impiegato in modo rapido e flessibile ed equipaggiato adeguatamente.</p><p>L'impiego dell'esercito e della protezione civile per appoggiare le autorità civili nella lotta contro la pandemia di COVID-19 mostra che l'attuale sistema di prontezza e di mobilitazione funziona. Inoltre, anche il servizio civile ha fornito il proprio sostegno alle autorità civili. Tutti gli impieghi dell'esercito, della protezione civile e del servizio civile sono stati coordinati, verificati e decisi dalla Gestione delle risorse della Confederazione.</p><p>Tuttavia, il Consiglio federale è consapevole che gli effettivi dell'esercito e della protezione civile non potranno probabilmente essere garantiti a lungo termine con l'attuale sistema dell'obbligo di prestare servizio. Poiché gli effettivi della protezione civile sono già ora minacciati, il 30 giugno 2021 il Consiglio federale ha adottato misure per migliorare gli effettivi della protezione civile nell'ambito della prima parte del rapporto concernente l'apporto di personale in seno all'esercito e alla protezione civile. Le misure per stabilizzare gli effettivi dell'esercito saranno esaminate entro la metà del 2023 nel quadro del rapporto finale sull'attuazione dell'ulteriore sviluppo dell'esercito (USEs). Le possibili varianti concernenti gli adeguamenti a lungo termine del sistema dell'obbligo di prestare servizio saranno illustrate nella seconda parte del rapporto concernente l'apporto di personale in seno all'esercito e alla protezione civile.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.