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Potranno lasciare la Russia, una volta che saranno risolte tutte le questioni giuridiche, gli attivisti di Greenpeace - tra cui figura lo svizzero Marco Weber - arrestati a settembre in Russia con l'accusa di teppismo per il blitz contro una piattaforma petrolifera di Gazprom e poi rilasciati su cauzione. Lo ha affermato oggi il capo dell'amministrazione del Cremlino, Serghiei Ivanov.
"Una volta risolte le questioni (giuridiche, ndr) potranno lasciare la Russia, nessuno li fermerà", ha precisato Ivanov, sottolineando la mancanza di visti russi per gli attivisti, ha reso noto l'agenzia Ria Novosti.
Il Tribunale internazionale per il diritto marittimo ha chiesto ieri di liberare la nave di Greenpeace Arctic Sunrise e gli attivisti e farli rimpatriare. Ma Mosca aveva subito replicato che si riservava di esaminare la sentenza del tribunale, partendo però dal presupposto che tale Corte non ha giurisdizione sulla vicenda. La Russia non reagirà in "alcun modo, noi non abbiamo intenzione di partecipare a questo processo", ha aggiunto oggi Ivanov in proposito.
Gli attivisti di Greenpeace, rimessi in libertà dietro cauzione nei giorni scorsi, non possono lasciare il territorio russo stando a quanto hanno deciso i tribunali di San Pietroburgo.
SDA-ATS