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La Roche e la Novartis stanno vagliando la possibilità di limitare le forniture di medicinali ad alcuni Paesi europei, fra cui l'Italia, a causa del ritardo nei pagamenti delle fatture da parte di alcuni ospedali.
In un'intervista a swissinfo, la portavoce di Novartis, Isabel Guerra, spiega che "crescono le preoccupazioni circa la reale possibilità di alcuni paesi di pagare tutti i nostri prodotti", dati i consistenti tagli alla spesa pubblica dei programmi di austerità. Roche, dal canto suo, ha già tagliato la fornitura di alcuni farmaci ad ospedali greci nel 2011.
"Se il settore pubblico deve tagliare, un modo per risparmiare consiste nel ritardare o non pagare le fatture. Se si facesse lo stesso con il corpo medico del proprio paese, ci si confronterebbe con reazioni politiche immediate. Inoltre, si dà per scontato che le multinazionali farmaceutiche abbiano le casse piene di soldi", ha spiegato a swissinfo.ch Peter Zweifel, professore emerito all'università di Zurigo ed esperto di economia sanitaria.
Secondo la Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche (EFPIA), i paesi europei devono dai 12 ai 15 miliardi di euro alle società farmaceutiche, tra cui le svizzere Roche e Novartis.