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La spazzatura spaziale, ovvero i frammenti di oggetti creati dall'uomo che vagano in orbita intorno alla Terra, ha raggiunto un livello critico e potrebbe provocare danni fatali ad astronavi o distruggere costosissimi satelliti. L'allarme (come riferisce il sito della BBC) viene da uno studio del Consiglio nazionale delle ricerche americano.
Tra i frammenti ci sono vecchi razzi vettori, satelliti ormai fuori uso o nuvole di particelle causate dalla distruzione di satelliti. Lo studio parla di 22.000 oggetti rilevabili da terra, che ruotano in orbita a una velocità di oltre 28.000 km all'ora. Ma anche oggetti più piccoli secondo il rapporto possono creare seri danni.
I modelli elaborati al computer dicono che la quantità di spazzatura ha raggiunto un livello tale da provocare collisioni tra i frammenti, con la conseguente moltiplicazione di questi e l'aumento del rischio di urti con satelliti e astronavi e con la stazione spaziale.
Ad aggravare la situazione sono stati tre episodi avvenuti di recente. Nel 2007 i cinesi hanno distrutto un satellite in disuso per provare un missile, lasciando in orbita 150.000 frammenti più grandi di un centimetro. Nel 2009 due satelliti, uno in disarmo e uno in funzione, si sono scontrati in orbita, creando altri detriti.
A giugno l'equipaggio della Stazione spaziale orbitante ha dovuto rifugiarsi nelle capsule di fuga perché alcuni frammenti rischiavano di colpire l'impianto, e sono poi passati a breve distanza.
"Abbiamo perso il controllo dell'ambiente", ha commentato il capo della ricerca, l'ex scienziato della Nasa Donald Kessler.
Lo studio del Consiglio nazionale delle ricerche chiede che si elaborino normative internazionali per la spazzatura spaziale. Per le possibili soluzioni al problema, rimanda ad una precedente ricerca commissionata dal Pentagono, il "Darpa Report". Questa ipotizzava arpioni, reti o ombrelli raccogli-detriti, per spingere i rifiuti verso l'atmosfera e farli bruciare, oppure verso orbite più alte e più sicure.