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Tira un'aria
© 2018
L’incapacità del Presidente francese Macron di affrontare (probabilmente anche di cogliere) la portata della protesta popolare sta portando il Paese a un punto di svolta.
Alle Giubbe gialle si sono aggiunti gli studenti, i camionisti, i paramedici delle ambulanze, gli agricoltori: saltare sul carro del vincitore (e fosse soltanto uno che gli assomiglia) è un riflesso umano.
È così interessante osservare il popolo (per autodefinizione) nell’istante in cui coglie la misura di ciò che può muovere.
È così interessante constatare come un movimento che rifiuta la classe politica e il suo modus operandi ne abbia adottato l’abitudine a comunicare attraverso pochi slogan ripetuti all’infinito (“il frigo vuoto”, ad esempio).
La protesta delle Giubbe gialle non potrà sfuggire alla sua trasformazione in movimento o partito politico. Dovrà assecondarla se intende restare espressione democratica della parte dimenticata e trascurata della società.
Per il momento, i partiti all’opposizione stanno giocando con il fuoco, nell’auspicio di raccogliere i dividendi della protesta.
L’alternativa alla trasformazione politica delle Giubbe gialle è l’uomo (o la donna) forte, capace di suggerire l’impressione (l’illusione) di sapere navigare in acque di ogni tipo.