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Molti infermieri lasciano il lavoro sopraffati dalla fatica.
/KEYSTONE/EDDY RISCH(sda-ats)
Lavoro faticoso, orari difficili o mancanza di riconoscenza: sono diverse le ragioni che spingono gli infermieri a lasciare l'impiego. Secondo uno studio dell'Osservatorio svizzero della salute (Obsan) pubblicato oggi, bisogna cercare di fidelizzare il personale.
Fra le ragioni menzionate per giustificare la partenza, il 38% ha indicato l'impossibilità di partecipare alle decisioni, il 36% di non poter contare sull'appoggio dei superiori. Oltre un terzo degli infermieri valuta il lavoro faticoso e stressante, e gli orari sono considerati troppo duri. Anche la mancanza di riconoscenza è spesso citata (33%), rendono noto gli autori dello studio.
Quasi tre quarti degli ex infermieri hanno sottolineato la mancanza di possibilità di fare carriera. Questa motivazione ha spinto anche il 75% degli infermieri ancora in attività a cambiare istituto.
Il settore ha carenza di personale e devono essere prese misure per fidelizzare i collaboratori, sostiene lo studio. Serve maggiore sostegno per conciliare vita privata e lavorativa. Inoltre, i salari dovrebbero essere ritoccati e l'orario di lavoro ridotto, in modo da far calare anche il rischio di burnout e proteggere la salute.
Lo studio è stato condotto fra il settembre 2014 e il febbraio 2015. Oltre 15'000 infermieri hanno risposto al questionario. La maggioranza nella Svizzera tedesca (72%), il 23% in Romandia, il 4% nella Svizzera italiana e l'1% in regioni subito oltre il confine.
SDA-ATS