Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01159.jsonl.gz/461

BERNA - "Un po' ce l'aspettavamo", ha dichiarato Mathias Reynard (PS/VS) dopo il delinearsi dell'accettazione della modifica della legge sulla medicina della procreazione (LPAM). Anche se la campagna ha permesso al comitato referendario di avere certe garanzie, il deputato conta di restare "molto attento".
"C'era il rischio visto che la popolazione doveva pronunciarsi sul voto dell'anno scorso". Malgrado la delusione, Reynard, membro del comitato interpartitico di oppositori, sottolinea alcuni vantaggi della campagna.
"Si tratta di un tema complicato che è stato oggetto di campagne di sensibilizzazione, le persone si sono ben informate", ha constatato. I sostenitori, che siano essi il Consiglio federale, o all'interno del Parlamento o tra gli esperti, hanno in effetti tentato di rassicurare contrastando gli argomenti degli oppositori. Queste garanzie sono "belle promesse", ma devono essere mantenute, insiste il consigliere nazionale vallesano.
Favorevole al progetto di legge del Consiglio federale, Reynard si è opposto con il comitato interpartitico al testo concepito dal Parlamento, che "va troppo oltre, in particolare a causa dell'individuazione precoce riguardo le anomalie cromosomiche".
"Ormai controlleremo che la legge non vada ancora oltre, che gli handicappati, abbiano sempre posto nella società, che la lista delle malattie non venga estesa".
Gli oppositori riorientano la battaglia - "Lo temevamo", ha detto all'ats Christa Schönbächler dell'associazione Insieme dopo l'accettazione della modifica della legge sulla medicina della procreazione da parte dei cittadini. "Non siamo soddisfatti del risultato ma contenti del dibattito" scaturito dal tema.
La votazione sulla diagnosi preimpianto (DPI) ha affinato la presa di coscienza degli abitanti su questa problematica e ha accresciuto le loro conoscenze, ha sottolineato Schönbächler. Inoltre ha potuto aver luogo una vera discussione sulle questioni etiche che tale pratica pone.
La responsabile di Insieme Svizzera (federazione svizzera delle associazioni di genitori di persone mentalmente handicappate) ha indicato che è stato particolarmente difficile per gli oppositori spiegare ai votanti la differenza tra l'articolo costituzionale e il testo della legge sottoposto al popolo.
Occorre ormai che i sostenitori del sì mantengano le loro promesse in particolare che l'autorizzazione della DPI non comporti una discriminazione delle persone che vivono con un handicap, ha detto Schönbächler. L'associazione teme in particolare che le prestazioni degli assicuratori legate all'handicap peggiorino.
Sulla stessa linea Inclusion Handicap, l'associazione di categoria delle organizzazioni elvetiche di persone handicappate, si batterà affinché la società continui a "testimoniare una comprensione e una solidarietà totale ai genitori che danno alla luce un bambino disabile". In un comunicato, l'associazione si spinge oltre dicendo che i genitori non devono essere "spinti a effettuare un qualunque esame".