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La ripartizione del canone radiotelevisivo dovrebbe essere più favorevole alle emittenti private e la quota a loro dovrebbe riservata dovrebbe quindi aumentare. È quanto chiede il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri in una mozione inoltrata al Consiglio federale. Dopo che gli aiuti ai media sono stati bocciati in votazione, per Quadri ciò che ha fatto pendere l'ago della bilancia verso il no sono stati gli aiuti ai giornali cartacei e i sussidi ai media online. Un modo per aiutare i media senza ledere alla volontà popolare potrebbe essere quindi quello di aumentare la quota del canone radiotelevisivo, attualmente al 6%, destinata alle emittenti private.
“Una misura che nessuno ha contestato è, per contro, l’aumento della quota parte dei proventi del canone radioTV a beneficio delle emittenti private”, spiega Quadri. Attualmente è fissata una “forchetta” del 4-6% (nel 2019 il Consiglio federale ha stabilito la quota al 6%), mentre il pacchetto respinto dalle urne prevedeva una “forchetta” del 6-8%. Di conseguenza “aprire alla possibilità di un modesto aumento della quota-parte dei proventi del canone radioTV a beneficio delle emittenti private costituisce un passo positivo e compatibile con la volontà popolare”.