Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01188.jsonl.gz/149

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
La statua di Cristoforo Colombo al Columbus Circle, a New York (foto d'archivio).
KEYSTONE/AP/BEBETO MATTHEWS(sda-ats)
I newyorkesi inviano un messaggio chiaro al sindaco Bill de Blasio: "Cristoforo Colombo non si tocca".
Durante l'annuale parata nel Bronx, alla vigilia del Columbus Day vero e proprio, oltre mille persone hanno firmato una petizione per salvare la statua del navigatore a Columbus Circle, che il sindaco sta valutando di rimuovere in risposta alle richieste di chi lo accusa di essere un simbolo del colonialismo.
In segno di protesta, de Blasio non è stato neppure invitato a partecipare alla manifestazione. Il sindaco sfilerà invece questa mattina sulla Fifth Avenue, a Manhattan. In difesa di Colombo si è schierato anche il presidente Donald Trump, mentre alcune città americane - ad esempio Los Angeles - hanno cancellato le celebrazioni.
Intanto, con i festeggiamenti per il navigatore italiano trasformati nella festa dei nativi americani in oltre 50 città americane - tra cui Los Angeles, Seattle, Denver, Phoenix, Portland, Tulsa, Austin e Salt Lake City - monta la protesta. Iniziative in questo senso anche in diverse università, tra cui quella di Berkeley.
A guidare il movimento è la metropoli di Los Angeles, la cui amministrazione ha di recente abolito le celebrazioni del Columbus Day sostituendole con l'Indigenous Peoples Day. A seguire questo esempio decine di città, dallo stato di Washington alla California, dall'Alaska al Minnesota, Maine, Utah e Vermont.
SDA-ATS