Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01068.jsonl.gz/1219

I sondaggi di metà luglio danno i democentristi in progressione, rafforzando ulteriormente il loro statuto di partito più votato a livello nazionale
Se le elezioni del Consiglio nazionale si fossero tenute a metà luglio, l'Udc avrebbe guadagnato diversi seggi rafforzando il suo primato come maggiore partito svizzero a livello nazionale.
I Verdi, invece, avrebbero perso diversi scranni, stando all'ultimo sondaggio condotto da Tamedia e 20 Minuten che conferma le tendenze già osservate.
Secondo il sondaggio dell'Istituto Leewas pubblicato oggi, l'Udc avrebbe guadagnato 2,3 punti percentuali rispetto al 2019, con una quota del 27,9% dell'elettorato. Perdendo 2,5 punti percentuali, i Verdi sarebbero scesi al 10,7%. Con questi numeri, difficilmente gli ecologisti potrebbero aspirare al Consiglio federale come chiedono da anni, in particolare dopo il 2019, quando questo partito registrò una forte progressione alle ultime elezioni federali.
Tutti gli altri spostamenti misurati rientrano nel margine di errore statistico di +/-1 punto percentuale. Il Ps sarebbe rimasto la seconda forza politica del Paese con una quota del 17,3% dell'elettorato (+0,5). Il Plr si attesta al terzo posto con il 14,3% (-0,8), appena davanti al Centro col 13,9% (+0,1). Seguono i Verdi, al quinto posto col 10,7% (-2,5) e al sesto i Verdi liberali (8,2%, +0,4). Secondo il sondaggio, il 7,7% degli elettori avrebbe dato il proprio voto a un altro partito.
Secondo il sondaggio, le donne sono più propense degli uomini a votare per il Ps o i Verdi. Gli uomini invece prediligono leggermente l'Udc, il Plr e il Partito verde liberale (Pvl). Il Centro e il Ps riscuotono maggiore simpatia fra le persone di età superiore ai 65 anni. I Verdi sono leggermente più popolari fra i giovani di età compresa tra 18 e 34 anni.
Non sorprende che i sostenitori del Ps, dei Verdi e del Pvl siano sovrarappresentati nelle città e tra le persone con un'istruzione universitaria. L'Udc, invece, ha solide radici nelle aree rurali e urbane, tra le persone con un diploma di tirocinio o che hanno terminato solo la scuola dell'obbligo, nonché tra i lavoratori a basso reddito. Il Plr è invece nettamente in testa tra le famiglie con un reddito superiore a 16mila franchi al mese.
Secondo gli autori del sondaggio, i costi sanitari restano il problema più urgente per l'intera popolazione. Sette persone su dieci lo hanno indicato come la loro principale preoccupazione.
La previdenza vecchiaia e le rendite pensionistiche sono al secondo posto con il 53%, seguite da migrazione/immigrazione col 48%. L'approvvigionamento energetico (43%) e il cambiamento climatico (42%) chiudono questa classifica.
Il cambiamento climatico è una questione urgente per tutti i principali partiti, a eccezione dell'Udc e del Plr. Per gli elettori democentristi, il problema principale del Paese è la migrazione, mentre tra gli altri partiti questo tema è citato solo dalla base del Plr, al terzo posto.
Tra i Verdi e il Ps, un nuovo tema è apparso nella top 5: le abitazioni e i prezzi degli immobili. Il tema delle relazioni con l'Unione europea è stato inserito fra le prime cinque preoccupazioni solo dal Centro, dal Plr e dal Pvl.
Dal 10 all'11 luglio, 25'688 persone provenienti da tutta la Svizzera hanno partecipato al sondaggio online. Le risposte sono state ponderate in base a variabili demografiche, geografiche e politiche per garantire che i risultati fossero rappresentativi di tutti gli elettori.