Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01285.jsonl.gz/465

“Con Goldman Sachs io faccio il lavoro di Dio”. In poche ore, la frase pronunciata da Llyod Blankfein, nel giugno 2010, aveva fatto il giro dei media internazionali e da presidente-direttore generale di Goldman Sach, Blankfein era passato allo statuto di nemico pubblico numero uno.
Motivo : la sua arroganza. Al Sunday Times che lo interrogava sul suo ruolo, aveva risposto : “Sono solo un banchiere che fa il lavoro di Dio”. Nulla di meglio per far scoppiare la rabbia degli anti-banchieri, specialmente su Internet.
Se non fosse stato per il pesante passivo di Goldman Sachs, il tempo avrebbe sicuramente cancellato le parole di Blankfein, ma la banca aveva un passato troppo ingombrante.
In origine vi era stato il caso AIG. Goldman Sachs era sospettata di aver partecipato al crollo del gigante delle assicurazioni, salvato in extremis da un piano di aiuti da 187 miliardi di dollari finanziato dai contribuenti.
Qualche tempo dopo, un articolo sulla rivista Rolling Stones che denunciava le manovre della banca aveva avuto l’effetto di una bomba (l’articolo spiegava il ruolo avuto da Goldman Sachs nello scoppio delle crisi finanziarie degli ultimi decenni).
Vi era poi stata la partecipazione del gruppo nel camuffamento del debito della Grecia. La Banca aveva fatto “sparire” debiti per almeno 3 miliardi di euro.
Nell’aprile 2010 vi era stato l’annuncio della SEC (la commissione per la sicurezza sui mercati finanziari) dell’avvio di un procedimento contro la banca per frode.
Il titolo Goldman Sachs aveva perso il 20% del suo valore. Blankfein, che due mesi dopo avrebbe dichiarato di essere un banchiere che fa il lavoro di Dio, aveva ricevuto un brutto colpo alla sua personale credibilità.
Le peripezie del gruppo bancario avevano scatenato la collera degli specialisti e di un’opinione pubblica sempre più sospettosa nei confronti del settore finanziario.
Con Blankfein, presidente e direttore generale della banca dal 2006, Goldman Sachs opta definitivamente per una strategia offensiva, volta al massimo guadagno, con qualsiasi mezzo, legale o illegale, prudente o rischioso. L’importante è fare soldi, senza guardare in faccia a nessuno.
Nel 2010 Blankfein era stato chiamato a rispondere delle azioni della banca davanti al Senato americano. In sua difesa aveva detto che Goldman Sachs aveva dovuto subire notevoli perdite e ai suoi detrattori aveva ricordato l’anzianità dell’istituto (Goldman Sachs era stata fondata a New York nel 1869) : “Siamo un’azienda centrata sul cliente da 140 anni e se i nostri clienti non credono che meritiamo la loro fiducia non potremmo sopravvivere.”
(Tribuforex.fr)