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La Sua ditta ha appena festeggiato il suo quarto di secolo. Se dovesse ricominciare, sarebbe pronto oggi a rinnovare la sfida della creazione di una tale azienda?
Sì assolutamente. Direi che le condizioni non sono mai state delle migliori! Il mondo è pieno di opportunità. Le barriere geografiche sono sparite, ci vuol poco : una sedia, un PC e una connessione alto debito, tutto è possibile. Importa poco la dimensione della vostra ditta, potete avere un ruolo a livello mondiale. Evidentemente, anche gli altri possono farlo. Tocca a voi togliervi dalla concorrenza..
Ha la fortuna di percorrere il mondo per il Suo lavoro. Quale è la Sua visione delle scuole superiori svizzere sulla scena internazionale?
In quanto capo d'azienda, posso constatare ogni giorno a che punto il capitale umano svolge un ruolo essenziale e permette di fare la differenza quando si tratta di essere competitivi. Una decina di anni fa, degli amici cinesi avevano attirato la mia attenzione sull'importanza che la Cina attribuiva alla formazione e all'educazione. Nei fatti, 30 università a Shanghai, una selezione draconiana, degli studenti ipermotivati, pronti a lavorare molto duro per arrivare alla fine dei loro studi e mostrarsi degni del privilegio di cui godono. Concludendo, penso che per continuare ad esistere accademicamente a livello mondiale, per contribuire allo sviluppo economico del nostro paese, ciò che si è legittimamente in diritto di aspettarsi, le nostre scuole superiori non hanno altra scelta che puntare sull'eccellenza. A noi spetta di fornire dei mezzi adeguati, partendo dall'idea che l'educazione non è una spesa, ma un investimento.
Qual'è la posta in gioco per permettergli di migliorare la sua posizione?
Non murarsi in una torre d' avorio. Essere aperto, essere attento a ciò che accade nel mondo. E soprattutto non avere paura di paragonarsi, di misurarsi ad altre istituzioni. Oggi non si può più vivere grazie a una reputazione o alle esperienze. La notizia circola e la mobilità è all'ordine del giorno. Non potete accontentarvi di essere molto bravi... se gli altri sono migliori! L'eccellenza deve essere all'ordine del giorno, poco importa in che campo. Ed è in questo contesto che i rankings, o altre forme di valutazione, possono rivestire un ruolo salutare.
Al livello del lavoro : quali sarebbero i Suoi consigli per i giovani che desiderano avviare una carriera in una società internazionale?
Conoscere il mondo. Grazie agli stage o agli impieghi «basici», acquistare un'esperienza di vita all'estero. Immergersi nelle altre culture per apprezzarne la ricchezza e la diversità. Ed evidentemente, sapere perfettamente l'inglese, senza trascurare le altre lingue che possono rivelarsi una preziosa carta vincente.
Secondo Lei, bisogna interessarsi ai Paesi dell'Europa dell'est, ai paesi emergenti , come l'India per esempio, o gli Stati Uniti rappresentano l'eldorado ancora per alcuni anni?
Secondo me, gli Stati Uniti continuano ad attirare e a far sognare. È allo stesso tempo un rito di passaggio ed un'esperienza molto valorizzante per la dimensione del mercato, il dinamismo della sua economia, lo spirito d'impresa che vi soffia, e la sua storia. Dunque un must in una carriera. Ma i paesi che cita meritano tutta la nostra attenzione. Come dice, sono paesi emergenti, in particolare la Cina e l'India, ed potrebbero diventare un nuovo Eldorado. Oggi, le loro strutture e le loro mentalità ci sembrano ancora difficili da assimilare, per cui nasce una certa ritenuta. Ma che ne sarà domani?
C'è ancora un posto per i giovani imprenditori in Svizzera?
Certo. E forse più che mai. Le opportunità esistono, ed oggi una società può svilupparsi molto velocemente su scala mondiale. Mi chiedo del resto ancora perché Google o Yahoo non siano nati in Svizzera. Niente infrastrutture pesanti, ma della materia grigia, ciò di cui disponiamo a priori. Grazie ad internet, le comunicazioni sono veloci e facilitate. Potete dunque conservare il contatto con delle unità diffuse nel mondo. E contrariamente a ciò che si vorrebbe credere, per i buoni progetti, il finanziamento esiste in Svizzera.
Domani, le propongono di collaborare ad un progetto con degli studenti: su quale sfida desidererebbe orientarli per sceglierli? ... e quali sarebbero i Suoi criteri?
La passione! Ancora e sempre. Poco importa il progetto. Se non c'è questo motore, non vale neppure la pena di parlarne. Se la gente ci crede, se hanno la fede e la voglia di superarsi, di realizzare qualcosa di «grande»... allora sono pronto.
Ha fondato alcuni anni fa il progetto «swissup»: quali sono i futuri progetti che vuole intraprendere con questa fondazione?
SwissUp è stata creata nel 2001, mentre si parlava "dell'arrivo della società della conoscenza". Per darsi una possibilità di esistere in questa società, la Svizzera doveva poter contare sui migliori cervelli. Da qui la nostra idea di organizzare un ranking di alcuni indirizzi d'insegnamento e di formazione, che ha fatto apparire delle differenze tra le scuole superiori svizzere, e ha nutrito il dibattito sulla qualità della formazione e dell'insegnamento.Benché utile, un paragone limitato alla Svizzera, non era sufficiente. Con la CRUS, swissUp ha potuto includere le scuole superiori tedesche ed austriache, e più recentemente le HES. La forza è di riconoscere che un solo ranking su scala mondiale è interessante. Tenendo conto dei suoi mezzi limitati, swissUp ha dunque dato il cambio alla CRUS ed ai suoi partner che pensano a un modello di ranking suscettibile di verificare le nostre filiali rispetto a quelle d' altre istituzioni reputate, in Europa e nel mondo.
Siamo stati anche all'origine del Salone dello studente, luogo di informazione e di contatto privilegiato tra i giovani e le istituzioni accademiche. Nel quadro del Salone del Libro di Ginevra, questo progetto si prosegue nello spirito dei suoi inizi e continuiamo a sostenerlo, anche se in modo più indiretto.
Infatti, gli scopi della fondazione hanno una logica molto semplice: fare un dibattito sull'importanza della formazione e dell'educazione pubblica. I progetti che abbiamo iniziato si inseriscono in questa prospettiva ed i progetti futuri anche.
Il suo messaggio per gli studenti che La leggono?
Trovate la vostra strada e vivete pienamente la vostra passione. Se non ne avete, condividete quella di qualcun'altro.