Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01150.jsonl.gz/184

MOUTIER BE - Ore di tensione a Moutier: i suoi 7500 abitanti sapranno lunedì mattina se la votazione sul trasferimento della cittadina dal canton Berna al Giura è stata convalidata o annullata. La procedura di esame dei ricorsi presentati dagli antiseparatisti è durata quasi 17 mesi.
La prefetta del Giura bernese Stéphanie Niederhauser porrà fine a questa lunga attesa, anche se potrà essere una fine temporanea soltanto, visto che sono prevedibili ulteriori ricorsi fino al Tribunale federale.
La rappresentante del governo cantonale nella regione francofona - esponente del PLR, che a Moutier si è battuto per la permanenza nel canton Berna - emetterà un'unica decisione per l'insieme delle lamentele avanzate nei sette ricorsi presentati da antiseparatisti. Costoro contestano lo svolgimento del voto del 18 giugno 2017, quando i cittadini avevano deciso, con 137 voti di scarto (2067 "sì", ossia il 51,72%, contro 1930 "no" e 45 schede bianche), di unirsi al cantone del Giura.
Uno dei ricorsi mette in discussione la regolarità del voto per corrispondenza, mentre un altro contesta la lista dei nomi degli elettori allestita per la votazione. Un altro ancora denuncia un editoriale scritto dal sindaco autonomista Marcel Winistoerfer (PPD) sul giornale locale pubblicato dal Comune.
Qualunque sarà la decisione della prefetta Niederhauser la vertenza non si concluderà lunedì. Sia gli autonomisti sia gli antiseparatisti hanno fatto sapere che ricorreranno al Tribunale amministrativo bernese e poi al Tribunale federale in caso di verdetto loro sfavorevole.
La decisione della prefetta sarà dapprima trasmessa alle parti prima di essere resa nota ai media alle 09.30. C'è totale incertezza al riguardo. Il governo cantonale giurassiano ha previsto due orari diversi per la sua conferenza stampa, che terrà al completo: alle 10.15 se il voto sarà convalidato, alle 14.00 nel caso contrario.
Per gli attivisti autonomisti, è impensabile che la votazione del 18 giugno 2017 sia annullata. Il Mouvement autonomiste jurassien (MAJ) e il comitato Moutier Ville jurassienne sottolineano che il voto popolare, tenutosi sotto la supervisione di osservatori federali, si è svolto in modo esemplare. Per l'Ufficio federale di giustizia (UFG) è stato addirittura il voto più sorvegliato della storia svizzera.
Gli ambienti contrari al trasferimento di Moutier hanno denunciato invece zone d'ombra riguardo al registro elettorale. La Cancelleria bernese - hanno fatto valere - non ha ricevuto, come aveva richiesto, l'elenco dei nomi degli aventi diritto di voto dal municipio di Moutier e si è per questo rivolta alla Confederazione.
Il capo degli osservatori federali ha ottenuto l'elenco definitivo degli elettori solo sabato 17 giugno, il giorno successivo all'apertura delle urne. È stato però verificato che solo gli iscritti nella lista avevano votato. Non sono state trovate prove di manipolazione.
La Confederazione continuerà a svolgere il suo ruolo di mediatore, anche se ritiene che la "questione giurassiana" sia ufficialmente risolta con lo scioglimento dell'Assemblea intergiurassiana (AIJ).
Inizialmente, il cantone del Giura voleva dare il benvenuto a Moutier nel 2021. La data è già stata però posticipata diversi mesi fa.