Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/117466

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge sul CO2 allo scopo di destinare, per un periodo massimo di 20 anni, l'intero gettito della tassa sul CO2 alla riduzione delle emissioni di CO2 e alla promozione della ricerca e dello sviluppo nel settore delle energie rinnovabili. </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2010 il Parlamento ha deciso di destinare al finanziamento del Programma Edifici un terzo dei proventi della tassa sul CO2 prelevata sui combustibili (al massimo, tuttavia, 200 milioni di franchi). Mentre due terzi dei 200 milioni di franchi sono utilizzati per risanare le superfici di tamponamento, un terzo è destinato all'impiego delle energie rinnovabili negli edifici, all'impiantistica e al recupero del calore residuo. Quest'ultimo terzo viene erogato sotto forma di contributi globali ai cantoni, i quali integrano la somma con mezzi propri dell'ordine di 80 a 100 milioni di franchi.</p><p>Attualmente le Camere federali stanno dibattendo la revisione della legge sul CO2 che fungerà da controprogetto indiretto all'iniziativa sul clima. La legge sul CO2 riveduta disciplina gli obiettivi e le misure di politica ambientale da attuare entro il 2020. In questo contesto si discute anche dell'aumento, a 300 milioni di franchi all'anno, dei mezzi a destinazione vincolata impiegati per il Programma Edifici. In caso di incremento del gettito della tassa sul CO2 prelevata sui combustibili, sarà possibile, se non addirittura necessario per il raggiungimento degli obiettivi, aumentare i mezzi a destinazione vincolata.</p><p>Il Consiglio federale si oppone tuttavia a una modifica sostanziale del carattere della tassa sul CO2, ovvero a una destinazione vincolata dell'intero gettito. La tassa sui combustibili, introdotta nel 2008 e concepita come tassa incitativa, premia tutti coloro che consumano meno combustibili fossili. In tal modo, l'economia e la popolazione vengono invogliate a ridurre il consumo di combustibili fossili. Con una destinazione vincolata dell'intero gettito della tassa sul CO2 verrebbe indebolito l'effetto incitativo per l'economia e la popolazione e il finanziamento delle misure di promozione passerebbe in primo piano. La tassa perderebbe così la sua importante funzione faro; inoltre determinati settori economici verrebbero finanziati trasversalmente. È poco probabile che le cerchie beneficiarie di mezzi finanziari maggiori riescano ad assorbire investimenti di questo ordine di grandezza senza che si crei un "effetto bolla". Si può inoltre presumere che, con il massiccio aumento dei contributi, diminuirebbe il profitto marginale degli investimenti. Per questi motivi, il Consiglio federale respinge l'idea di destinare ad altri scopi la tassa incitativa sul CO2 prelevata sui combustibili.</p><p>Nel quadro della nuova Strategia energetica 2050, il collegio valuterà la necessità di introdurre una tassa per incentivare le energie rinnovabili, l'efficienza energetica, la ricerca e lo sviluppo. A tempo debito le Camere federali avranno la possibilità di esprimersi al riguardo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.