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Il programma di legislatura del Consiglio federale fissa le priorità del governo per i prossimi quattro anni. Esso riassume gli obiettivi strategici fissati dal Consiglio federale e le misure che saranno adottate. Lo sviluppo sostenibile riguarda tutti i settori politici. Gli sviluppi ecologici, sociali ed economici devono essere concertati e la responsabilità della Svizzera all’estero deve essere tenuta in considerazione. L’Agenda 2030 dell’ONU e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) in essa formulati costituiscono il quadro di riferimento riconosciuto dal Consiglio federale. L’Agenda 2030 fissa l’obiettivo di un mondo in pace in cui nessuno deve soffrire la fame, gli ecosistemi sulla terra e nell’acqua sono protetti e i consumi e la produzione non superano i limiti planetari. Nel programma di legislatura 2019-2023 il Consiglio federale vi fa riferimento nel capitolo sulla strategia per uno sviluppo sostenibile (SSS) 2030. La nuova edizione di questa strategia sarà sottoposta a consultazione nel corso dell’anno.
Dal confronto tra il programma di legislatura 2019-2023 e l’Agenda 2030 emerge rapidamente che il Consiglio federale non ha ancora grandi ambizioni di raggiungere gli obiettivi dell’ONU in materia di sostenibilità. I suoi obiettivi sono ben lontani dal necessario allontanamento dal business as usual. Le misure non sono sufficienti nemmeno per raggiungere gli obiettivi fissati, neppure i meno ambiziosi. Tuttavia, la valutazione della situazione attuale contiene certamente delle affermazioni fondamentali per la sostenibilità e mette in evidenza la necessità di agire in Svizzera.
Ad esempio, c’è l’indicazione (non nuova) che l’impronta ecologica della Svizzera è pari a 2,8 pianeti Terra. Il rapporto conclude giustamente che il nostro consumo attuale va a scapito delle generazioni future e di altre parti del mondo. Se il Consiglio federale vuole veramente assicurare la prosperità della Svizzera durevolmente (indirizzo politico 1), dovrebbe adottare misure adeguate per ridurre drasticamente la nostra impronta ecologica senza mettere in pericolo l’offerta di servizi di base e il benessere della popolazione. Tuttavia, gli obiettivi formulati nell’ambito del corrispondente indirizzo politico si concentrano unilateralmente su obiettivi di politica finanziaria e fiscale. Il Consiglio federale intende ridurre ulteriormente il rapporto debito/PIL della Svizzera, che per gli standard internazionali è decisamente basso. Tuttavia, la svolta verso lo sviluppo sostenibile richiede adesso investimenti nell’innovazione tecnica e sociale, nelle infrastrutture per città e mobilità sostenibili e nelle energie rinnovabili. Dopo un buon decennio con ricorrenti eccedenze miliardarie nei conti nazionali, la Svizzera dispone di risorse sufficienti per effettuare questi investimenti. L’obiettivo 6 relativo alle infrastrutture di trasporto e alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione deve essere integrato in modo tale che non solo sia finanziato in modo solido, ma che promuova anche la mobilità sostenibile e la costruzione di insediamenti sostenibili. Per raggiungere questo obiettivo, devono contribuire sia alla protezione dell’ambiente che alla riduzione delle emissioni di gas serra, oltre che alla riduzione delle disuguaglianze sociali.
Con l’indirizzo politico 2, il Consiglio federale intende rafforzare la coesione nazionale e contribuire al rafforzamento della cooperazione internazionale. Per quanto riguarda la questione dell’uguaglianza, ci sono importanti obiettivi per la parità di genere e la coesione tra le regioni linguistiche. Tuttavia, non sono stati formulati né obiettivi né misure per migliorare l’integrazione delle persone con disabilità. La digitalizzazione offre al contempo l’opportunità di abbattere le barriere. Oltre agli auspicati guadagni di efficienza, la digitalizzazione deve essere accompagnata dal raggiungimento di obiettivi in materia di accessibilità e partecipazione attiva di tutte le persone. L’obiettivo 2 dell’indirizzo politico 1 deve essere completato di conseguenza.
Per promuovere la coesione nazionale, il Consiglio federale prevede anche obiettivi in materia di sanità, previdenza per la vecchiaia e servizi sociali. Anche in questo caso, tuttavia, si concentra unilateralmente sugli obiettivi finanziari. I sistemi corrispondenti dovrebbero quindi essere finanziariamente sostenibili e non eccessivamente costosi. Tuttavia, per valutare la sostenibilità dei nostri sistemi di previdenza sociale, non è sufficiente misurare la loro solidità finanziaria. Si tratta piuttosto di analizzare in che misura essi contribuiscono ad una sicurezza sociale di base per tutti, in linea con il principio guida dell’Agenda 2030, “Leave no one behind”. Una previdenza per la vecchiaia finanziariamente equilibrata che accetti l’aumento della povertà in età avanzata non può essere sostenibile. Gli obiettivi 9 e 10 devono quindi essere completati con una componente sociale. Inoltre, manca l’aspetto della disuguaglianza sia nell’analisi che negli obiettivi.
La Svizzera deve inoltre contribuire maggiormente alla cooperazione internazionale per implementare l’Agenda 2030 nei Paesi del Sud e dell’Est. Il Consiglio federale deve inoltre impegnarsi maggiormente nelle organizzazioni internazionali per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. L’obiettivo 11 riprende questi due aspetti. Ora bisogna ancora disporre delle risorse necessarie in conformità con la decisione parlamentare del 2011.
Il programma di legislatura del Consiglio federale per il periodo 2019-2023 segue una concezione obsoleta della sostenibilità che considera gli sviluppi della politica economica e finanziaria separatamente dagli sviluppi sociali e ambientali. Solo alla fine del documento troviamo obiettivi in materia di ambiente e di clima poco ambiziosi e scarsamente concreti. Un programma di legislatura della Svizzera che si propone di promuovere lo sviluppo sostenibile collega esplicitamente gli obiettivi tra di loro. Si tratta di un documento di sintesi degli obiettivi e delle misure del Consiglio federale per una legislatura. Nessun altro documento strategico del Consiglio federale si presta così bene alla formulazione di obiettivi tra i vari dipartimenti. E lo sviluppo sostenibile non deve essere visto come se si trattasse di una questione tra le tante, ma piuttosto come un progetto politico fondamentale al quale tutti i dipartimenti devono dare il loro contributo.
Si spera che il Parlamento, che nei prossimi mesi discuterà la pianificazione legislativa del governo, la modifichi di conseguenza e apponga un marchio di sostenibilità all’attuale legislatura.
L'autrice Eva Schmassmann dirige l'ufficio di coordinazione della piattaforma della società civile Agenda 2030 a Berna.