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Secondo diversi resoconti dei media di oggi, i diplomatici dell’UE non hanno ancora dato il via libera a un mandato negoziale sulle questioni istituzionali con la Svizzera. Ciò non dovrebbe disturbare la Confederazione, perché è l’UE che auspica tale accordo che obbligherebbe la Svizzera alla ripresa dinamica del diritto UE e alla subordinazione alla giurisdizione UE. L’UDC combatterà con tutti i mezzi a sua disposizione un legame istituzionale che equivarrebbe a una subdola adesione della Svizzera all’UE.
La Svizzera non deve in alcun caso fare la minima concessione per facilitare l’avvio di negoziati su un accordo istituzionale con l’UE. Questa constatazione vale anche per il dossier concernente la Croazia. Dopo la votazione del 9 febbraio, un accordo che preveda la libera circolazione con la Croazia sarebbe inaccettabile come qualsiasi altra concessione nei riguardi dell’UE. L’accettazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa ha posto fine alla libera circolazione delle persone, che sfuggiva a qualsiasi controllo, sostituendola con una gestione autonoma dell’immigrazione. Al più tardi entro tre anni, l’immigrazione dalla Croazia dovrà essere regolamentata come quella proveniente da altri paesi, compresa l’UE. Il Consiglio federale deve quindi presentare rapidamente un modello d’applicazione di questa iniziativa accettata da popolo e cantoni.
UDC Svizzera