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Terza trasposizione nella dimensione giapponese del poliziesco americano il romanzo di Ed McBain) da parte del grande regista. Gondo (il mitico Toshiro Mifune) è il direttore di un calzaturificio. Il giorno in cui investe tutto il proprio capitale per acquistarne la maggioranza delle azioni, apprende che l'amico del cuore del proprio figliolo, è stato rapito.
Nella contrapposizione fra la sua villa sontuosa che domina dalla collina la megalopoli sottostante di Yokohama (Le ciel et l'enfer del titolo francese) Gondo dovrà decidere se rinunciare alla propria fortuna e le ambizioni di una vita per salvare il figlio di un suo umile impiegato.
Esaltati da un uso straordinario del cinemascope, i 52 minuti della prima parte traducono allora, nella clausura incredibilmente creativa delle immagini, tutta la dimensione morale e filosofica della situazione.
Sceso nella seconda parte nel formicaio umano sottostante fra drogati e prostitute, Kurosawa si pone sulle tracce dello studente in medicina autore del ricatto. E capovolge clamorosamente il film. Che si fa a quel punto immersione realistica e infernale in un universo radicalmente desolato, vicino a certi echi cari a Shakespeare e Dostoievski che da sempre hanno accompagnato l'arte dell'autore. Indimenticabile.