Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01197.jsonl.gz/329

Legge sulla parità dei sessi: un nuovo studio analizza la giurisprudenza del Tribunale federale.
Berna, 21.01.2021 – Il Tribunale federale ha accolto il 27 per cento dei ricorsi interposti in virtù della legge sulla parità dei sessi. Questo il risultato di uno studio commissionato dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo. Dallo studio emerge inoltre che due terzi dei casi giudicati avevano per oggetto la discriminazione salariale e che oltre la metà riguardavano professioni del settore sanitario o della formazione. Il rapporto raccomanda tra l’altro di agevolare l’accesso alla giustizia delle lavoratrici e dei lavoratori in caso di discriminazione nella vita professionale.
Lo studio analizza le 81 sentenze pronunciate dal Tribunale federale in virtù della legge sulla parità dei sessi tra il 2004 e il 2019. In due terzi dei casi si tratta di ricorsi per discriminazione salariale, il 40 per cento dei quali accolti. I ricorsi per molestie sessuali sono stati accolti nel 29 per cento dei casi, quelli per licenziamento discriminatorio nel 7 per cento dei casi. Questo non significa però che in questi casi la parte salariata vinca anche la causa, perché spesso il Tribunale federale rinvia il caso all’autorità inferiore per una nuova decisione.
Oltre la metà dei casi sottoposti al Tribunale federale riguardavano professioni del settore sanitario o della formazione. Il 63 per cento delle sentenze aveva per oggetto rapporti di lavoro retti dal diritto pubblico. Lo studio non ha potuto stabilire con certezza se le persone che hanno un impiego retto dal diritto privato ricorrano meno al Tribunale federale perché temono maggiormente di perdere il posto. Dall’analisi emerge per altro che a rivolgersi all’Alta Corte sono soprattutto i privati – le organizzazioni esercitano con molta prudenza il proprio diritto di azione.
Lo studio commissionato dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo all’Università di Ginevra amplia le conoscenze sulla prassi giudiziaria relativa alla legge sulla parità dei sessi. Nel 2017 era già stata analizzata la giurisprudenza cantonale.
Lo studio formula una serie di raccomandazioni finalizzate a migliorare l’accesso alla giustizia in caso di discriminazione nella vita professionale, per esempio rafforzando il diritto di azione delle organizzazioni o riconsiderando l’opportunità di estendere l’alleviamento dell’onere della prova ai casi di molestie sessuali e discriminazione nelle assunzioni. Quest’estensione significherebbe che le o i ricorrenti non dovrebbero più dimostrare la discriminazione, ma soltanto renderla verosimile. Secondo lo studio andrebbe inoltre migliorata la formazione continua delle e dei giudici, delle avvocate e degli avvocati e dei membri delle autorità di conciliazione e rafforzata l’informazione del pubblico sulla legge sulla parità dei sessi.
La legge sulla parità dei sessi, entrata in vigore nel 1996, vieta la discriminazione di genere nella vita professionale. L’effettiva parità fra donna e uomo nel mondo del lavoro è di fondamentale importanza anche per il Consiglio federale e costituisce uno dei temi prioritari della strategia per la parità dei sessi che si prevede di adottare quest’anno.