Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01204.jsonl.gz/476

Negli USA la Commissione Federale per le Elezioni aveva deciso di consentire ai candidati di accettare donazioni in bitcoin.
Tuttavia, i singoli uffici finanziari che si occupano delle campagne elettorali nei singoli Stati possono stabilire proprie regole per i candidati delle elezioni dello Stato.
E così la Carolina del Nord ha deciso di proibire le donazioni elettorali in bitcoin o altre criptovalute.
Il caso che ha fatto scattare il divieto è stata la richiesta di un candidato repubblicano per le elezioni di medio termine del 2018, Emmanuel Wilder, inviata al Board of Elections e Ethics Enforcement dello Stato, in cui suggeriva il modo con cui avrebbero dovuto prendere in considerazione queste donazioni.
Wilder ha scritto: “So che questa è una novità, ma c’è la grande opportunità di dimostrare che la Carolina del Nord è veramente aperta nei confronti dei nuovi mercati emergenti”.
La risposta è arrivata questo mese da parte del direttore esecutivo del Consiglio di Stato, Kim Westbrook Strach, che ha giustificato il rifiuto: i limiti monetari alla raccolta di donazioni elettorali sono espressi in dollari statunitensi e il valore delle criptovalute non può essere calcolato in dollari in modo affidabile.
Westbrook Strach ha scritto: “Non abbiamo la sicurezza di poter regolare adeguatamente i contributi a una campagna politica nella Carolina del Nord in criptovalute”.
La giustificazione appare debole, forse nasconde altre motivazioni non dichiarate, come ad esempio l’anonimato dei donatori, che per quanto concerne le donazioni ai politici negli Stati Uniti è considerato un problema rilevante.
Non a caso Jen Jones, portavoce di Democracy North Carolina, aveva già avuto modo di esprimersi a riguardo dicendo che, per ricevere donazioni elettorali in criptovalute, bisognerebbe garantire anche il rispetto del requisito di divulgazione della fonte.
Anche in altri Stati americani, come il Kansas e il Missouri, ci sono stati problemi con le donazioni in criptovalute, o perché proibite dagli Stati medesimi o per problemi di calcolo del valore per il rispetto dei limiti massimi.