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Una madre, il cui figlio minorenne partì nel 2013 per combattere al fianco della jihad in Siria, chiede al tribunale di Parigi di condannare lo stato a versarle 110.000 euro di risarcimento per non aver impedito al ragazzo di lasciare il territorio francese.
Il giovane aveva 16 anni quando, due giorni dopo un Natale trascorso in famiglia a Nizza, partì senza avvertire nessuno per la Siria. Da poco convertito all'islam, il ragazzo - che a detta della madre non sembrava avere comportamenti fondamentalisti - si imbarcò su un aereo diretto a Istanbul. Da lì raggiunse la Siria, paese in cui si troverebbe tuttora e dal quale avrebbe parlato per telefono con la madre.
Al controllo dell'aeroporto di Nizza, il minorenne presentò la carta d'identità per un viaggio "verso la Turchia, notoriamente porta d'ingresso per la Siria, senza insospettire la polizia", fa sapere la legale dei familiari.
Da qualche giorno, la madre ne aveva denunciato la scomparsa. "Lasciarlo partire, minorenne non accompagnato, con un biglietto di sola andata in Turchia e senza bagaglio è stato un grave errore", accusa l'avvocato.
SDA-ATS