Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/179837

<h2>SubmittedText<h2><text><p>L'Ufficio è incaricato di presentare all'Assemblea federale una modifica normativa dal contenuto seguente: negli affari economicamente rilevanti per i premi delle casse malati i membri delle CSSS che, dietro compenso, rappresentano un settore (p. es. ospedali, medici, farmacie, aziende farmaceutiche, Cantoni, altri fornitori di prestazioni, casse malati, ecc.) che supera l'un per cento della somma complessiva dei premi dell'assicurazione obbligatoria di base hanno voto consultivo. All'interno della commissione tali membri non hanno diritto di voto.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Negli ultimi anni, la tematica affrontata dall'autore della mozione è stata già sollevata in varie forme con diverse iniziative. Citiamo in particolare le iniziative parlamentari Fetz 08.471, "Obbligo di ricusazione per i mandatari delle casse malati negli affari che concernono l'assicurazione sociale malattie", e Steiert 14.445, "Incompatibilità tra mandato parlamentare e mandato ufficiale. Nessuna eccezione non necessaria", alle quali però non è stato dato seguito.</p><p>Nell'ambito del progetto unico, iniziativa parlamentare della CIP-N 16.457, "Diverse modifiche del diritto parlamentare", sul quale il Consiglio nazionale delibererà durante la sessione invernale, la Commissione ha discusso tra l'altro su vari interventi e iniziative parlamentari in cui venivano trattati l'obbligo d'indicare le relazioni d'interesse e le relazioni d'interesse in generale dei parlamentari, quindi anche sull'iniziativa parlamentare Streiff 14.472, "Maggiore trasparenza nell'indicazione delle relazioni d'interesse dei parlamentari". L'Ufficio ritiene che sarebbe opportuno presentare mediante una proposta la richiesta dell'autore della mozione, che tra l'altro è membro della Commissione incaricata dell'esame preliminare del progetto.</p><p>L'Ufficio non ha tuttavia solo riserve formali in merito alla presente mozione. In linea di massima va detto che nel sistema parlamentare svizzero è consuetudine, se non necessario, che i parlamentari possano fornire ai lavori legislativi le proprie conoscenze professionali e le competenze specialistiche acquisite in varie organizzazioni. Il fatto che i parlamentari rappresentino interessi in una qualsivoglia forma è in sintonia con l'essenza della nostra democrazia rappresentativa. Il tema delle relazioni d'interesse è insito nel sistema stesso e non riguarda soltanto la CSSS, ma in un modo o in un altro tutte le Commissioni.</p><p>L'Ufficio reputa molto problematica la richiesta dell'autore della mozione d'introdurre un obbligo di ricusazione implicito per determinati membri della CSSS, quando si tratta di decisioni relative ai premi delle casse malati. Da un lato è contradditorio che un membro di una commissione tenuto a ricusarsi possa prendere la parola ma non possa votare. Dall'altro lato non è logico che uno stesso parlamentare non possa votare in commissione, ma possa farlo poi alla Camera. La regola della ricusazione è un mezzo di diritto procedurale per risolvere conflitti d'interesse in singoli casi concreti. Il diritto parlamentare vigente non contempla questa regola per il settore della legislazione, seguendo il principio della rigorosa parità di trattamento di tutti i deputati nella loro partecipazione al lavoro legislativo.</p><p>Per i motivi suesposti l'Ufficio respinge la proposta di introdurre un obbligo di ricusazione generale, poiché contraddice il senso della regola della ricusazione pensata a titolo individuale. L'Ufficio ritiene che se il Parlamento intendesse limitare i conflitti d'interesse generali descritti dall'autore della mozione dovrebbe optare per una modifica dei motivi d'incompatibilità generali applicabili (art. 14 LParl).</p></text>