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"Venerdì per la protezione della rivoluzione", "La rivoluzione non muore", sono alcuni degli slogan gridando i quali migliaia di egiziani, di diversa collocazione politica, si sono riunite a Piazza Tahrir al Cairo a un mese circa dalle annunciate elezioni presidenziali, previste per il 23 e 24 maggio.
Alla protesta partecipano diversi movimenti: dai Fratelli Musulmani, ai giovani del 6 Aprile, ai sostenitori del candidato salafita escluso dalla corsa alla presidenza, Hazem Abu Ismail. Comitati popolari hanno bloccato l'accesso alla piazza agli autoveicoli e consentono l'ingresso a piedi attraverso un varco istituito vicino alla sede della Lega Araba, come durante i giorni della rivoluzione del 25 gennaio 2011.
"Siamo insieme per proteggere la rivoluzione, per confermare il trasferimento dei poteri dai militari ai civili il 30 giugno e per dire no ai resti del vecchio regime", ha dichiarato a giornalisti un esponente del 6 Aprile, Mohamed Abdullah, osservando che si tenta di unificare le richieste dei gruppi diversi, raccogliendo gli oratori su un solo palco piuttosto che sui diversi palchi già installati.
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