Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/126016

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 16 dicembre 2009, il Consiglio federale ha pubblicato il rapporto in adempimento del postulato Graber Konrad 09.3209. Nel rapporto il governo illustra più indirizzi strategici tra cui "rafforzare la competitività internazionale del settore finanziario" (pag. 34 del rapporto).</p><p>In questo contesto, l'affermazione di Patrick Raaflaub durante la conferenza annuale della FINMA tenutasi il 27 marzo 2012 mi lascia perplesso. Raaflaub ha difatti sostenuto che "il nostro compito non consiste nel ... promuovere la competitività internazionale del settore". Questa sua dichiarazione è in contrasto con il testo sopracitato.</p><p>Vista la globalizzazione del settore bancario e finanziario, la Svizzera non è l'unico Paese a dover gestire la questione della competitività. In Lussemburgo, ad esempio, c'è una forte intesa tra il mondo della politica, l'amministrazione e la piazza finanziaria sulla necessità di contribuire allo sviluppo di questo settore, in particolare per quanto riguarda i fondi di investimento (si veda l'articolo del "Financial Times" pubblicato il 27 maggio 2012, nel quale il Lussemburgo ostenta di essere il primo Stato ad aver implementato la direttiva europea sui gestori di fondi di investimento alternativi AIFM). Non è un caso se il Lussemburgo svolge un ruolo di primo piano nel settore superando di gran lunga la Svizzera. </p><p>A Singapore invece, la competitività è un elemento chiave delle attività dell'autorità di vigilanza locale. È sufficiente consultare il sito dell'autorità (www.mas.gov.sg) per constatare che la promozione della piazza finanziaria fa parte degli obiettivi principali del MAS, che ha costituito un'apposita unità al suo interno a questo scopo. La vigilanza sui mercati è assegnata ad un'ulteriore unità al fine di evitare qualsiasi conflitto di interessi. Tuttavia l'unità di vigilanza e il gruppo di promozione lavorano di concerto. Tutti i banchieri attivi sul mercato di Singapore sanno che la promozione della piazza finanziaria non avviene a scapito della qualità della vigilanza.</p><p>Alla luce di quanto sopra esposto appare chiaro che il diritto svizzero non è sufficientemente dinamico per quanto riguarda la competitività internazionale. La legislazione del nostro Paese può inoltre dar luogo a dei malintesi, come si può dedurre dalle recenti dichiarazioni del direttore della FINMA. </p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a indicare se si dissocia dalle affermazioni fatte da Raaflaub e se ritiene che sia necessario rafforzare le norme contenute nella LFINMA sulla competitività internazionale della piazza finanziaria svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene il rafforzamento della competitività, il miglioramento dell'accesso al mercato e della resistenza alla crisi del settore finanziario come pure la garanzia dell'integrità della piazza finanziaria indirizzi centrali della sua politica dei mercati finanziari (cfr. rapporto del 16 dicembre 2009 "Indirizzi strategici della politica svizzera in materia di mercati finanziari").</p><p>Conformemente agli obiettivi della vigilanza sui mercati finanziari disciplinati nella legge federale concernente l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (LFINMA), la FINMA si prefigge la protezione dei creditori, degli investitori e degli assicurati, nonché la funzionalità dei mercati finanziari. Essa contribuisce in tal modo a rafforzare la reputazione e la concorrenzialità della piazza finanziaria svizzera (art. 5 LFINMA). La FINMA deve inoltre considerare le ripercussioni che la regolazione ha sulla concorrenza, sulla capacità di innovazione e sulla concorrenzialità a livello internazionale della piazza finanziaria svizzera (art. 7 LFINMA). Il Consiglio federale è del parere che le sopracitate basi legali siano sufficienti per garantire il rispetto della concorrenzialità da parte della FINMA e pertanto non ritiene necessario modificarle.</p><p>La FINMA è tenuta ad attuare le direttive legali. Essa esercita però la sua attività di vigilanza in modo autonomo e indipendente.</p>  Risposta del Consiglio federale.