Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/201413

<h2>SubmittedText<h2><p>L'Accordo di Parigi sul clima, ratificato dalla Svizzera, prevede di limitare l'aumento della temperatura a un livello nettamente inferiore a 2 gradi Celsius rispetto a quello preindustriale; l'obiettivo perseguito sono 1,5 gradi Celsius. Le conseguenze del limite massimo, per il quale si parla di 1,7-1,8 gradi Celsius, sarebbero molto più gravi per numerosi rischi chiave. In particolare, con l'aumento di 2 gradi Celsius si prevede un punto di non ritorno globale in cui un effetto domino spingerà irrimediabilmente il clima verso un periodo caldo sconosciuto alla storia dell'umanità. Già le conseguenze dell'attuale riscaldamento di più di un gradi Celsius sono gravi, sia a livello globale che in Svizzera. Sulla base delle emissioni attuali, pari a 42 gigatonnellate CO2 per anno, il rapporto speciale dell'IPCC dell'ottobre 2018 (SR15) presenta un bilancio globale di CO2 di 420 gigatonnellate CO2. Il CO2 è emesso dalla combustione, dai processi di cambiamento del suolo e dalla produzione di cemento. L'SR15 stima che entro il 2100 lo scioglimento del permafrost possa liberare 100 gigatonnellate CO2. Ulteriori 100 gigatonnellate circa saranno prodotte entro il 2100 dai processi chimici di produzione del cemento. Tenuto conto delle corrispondenti riserve per il permafrost e il cemento, il bilancio globale sarà quindi sufficiente per altri cinque anni circa. I modelli dell'SR15 richiedono un saldo netto di zero emissioni fino al 2050 circa, in quanto a) non prevedono simili riserve, b) presuppongono emissioni negative tecnicamente non realizzabili e rischiose (stoccaggio di CO2) e c) presuppongono un "overshoot", cioè un superamento decennio dopo decennio di 1,5-1,8 gradi Celsius. La Strategia energetica 2050 non affronta obiettivi corrispondenti per l'attuazione dell'Accordo e sarebbe quindi ben lungi dal raggiungerli.</p><p>1. Qual è l'obbligo che il Consiglio federale deriva dall'SR15 per la sua azione?</p><p>2. Il Consiglio federale orienta la sua azione all'obiettivo di 1,5 gradi Celsius o al limite superiore previsto dall'Accordo? Per quale motivo?</p><p>3. Qual è la quota del bilancio globale richiesta dal Consiglio federale per la Svizzera?</p><p>4. Che cosa sta facendo il Consiglio federale per tenere conto delle ristrettezze di bilancio nei programmi politici e di promozione e nelle basi giuridiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale intende orientare la politica climatica della Svizzera a un limite di riscaldamento globale di 1,5 gradi Celsius rispetto all'era preindustriale. Con la pubblicazione del rapporto speciale dell'IPCC, il Consiglio federale ha constatato che l'obiettivo indicativo di riduzione per il 2050 annunciato nel quadro dell'Accordo di Parigi non è in linea con le più recenti conoscenze scientifiche. Per questo motivo, dopo un'analisi preliminare, il 28 agosto 2019 ha deciso di puntare a un saldo netto pari a zero emissioni entro il 2050. Le emissioni di gas serra residue fino a tale scadenza e inevitabili saranno compensate mediante prestazioni biologiche e tecniche di assorbimento o con misure all'estero.</p><p>3./4. Il Consiglio federale non adotta un approccio di bilancio, ma fissa obiettivi di riduzione in linea con gli impegni internazionali della Svizzera rispetto all'anno di riferimento 1990. Per l'attuazione dell'Accordo di Parigi, con cui la Svizzera si impegna a dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto al 1990, il Consiglio federale ha presentato al Parlamento le sue proposte per la prossima fase della politica climatica nel messaggio del 1° dicembre 2017 sulla revisione della legge sul CO2. Il Parlamento è libero di tenere conto dei recenti sviluppi nelle sue deliberazioni e di adottare ulteriori misure o fissare obiettivi più ambiziosi.</p>  Risposta del Consiglio federale.