Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/118276

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto la posizione a livello internazionale dell'imposizione svizzera delle imprese, i rischi di reputazione e legali ivi connessi nonché la strategia che intende adottare per lottare contro le forme aggressive di pianificazione fiscale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella concorrenza internazionale tra piazze economiche quasi tutti gli Stati si adoperano per offrire alle imprese condizioni quadro vantaggiose. Le economie nazionali che dispongono di un grande mercato interno sono in una posizione di partenza migliore rispetto a Stati dall'economia nazionale piccola e aperta. Questi ultimi si vedono quindi obbligati a offrire alle imprese condizioni quadro fiscali più vantaggiose per resistere alla concorrenza, cosa che ha portato a un'intensificazione della concorrenza fiscale.</p><p>Negli ultimi decenni Consiglio federale e Parlamento si sono costantemente espressi a favore di una piazza fiscale svizzera attrattiva. Questa politica ha dato buoni risultati. Le entrate provenienti dall'imposizione delle imprese danno un contributo importante al gettito fiscale e in tal modo al finanziamento delle uscite di Confederazione, cantoni e comuni. L'attrattiva della piazza svizzera è tuttavia riconducibile soltanto in parte all'onere fiscale inferiore alla media internazionale. Sono piuttosto altri fattori, come la disponibilità di personale qualificato, la flessibilità del mercato del lavoro, lo standard dell'infrastruttura, la qualità di vita, la stabilità politica e l'elevata certezza del diritto e della pianificazione a livello nazionale, che hanno un effetto positivo.</p><p>Il 10 dicembre 2008 il Consiglio federale ha annunciato una prossima riforma dell'imposizione delle imprese. Obiettivo di questa riforma è rafforzare la posizione della Svizzera nella concorrenza fiscale internazionale e migliorare le prospettive di crescita nazionale. A tal fine occorre da un lato diminuire gli oneri fiscali delle imprese. Dall'altro, è necessario adeguare lo statuto fiscale cantonale delle società holding e delle società di gestione per aumentare l'accettazione internazionale e quindi la certezza del diritto e della pianificazione. Nel quadro di questa riforma il Consiglio federale si occuperà in modo approfondito della posizione della Svizzera nell'ambito della concorrenza internazionale. I dati statistici sull'effettivo onere fiscale delle imprese di oltre 80 piazze nel mondo sono già disponibili e vengono regolarmente aggiornati nel BAK-Taxation Index per le imprese.</p><p>La pianificazione fiscale è un mezzo legittimo delle imprese per ottimizzare le loro spese aziendali. Le autorità fiscali possono intervenire laddove vengono superati i limiti permessi e vi sono abusi, segnatamente in caso di elusioni e sottrazioni d'imposta. La Svizzera è inoltre attiva in organismi multilaterali che si occupano di tali questioni, ad esempio l'OCSE. Le conoscenze al riguardo, per quanto rilevanti, confluiscono nei lavori sulla riforma III dell'imposizione delle imprese. Non è pertanto necessario un ulteriore rapporto del Consiglio federale sull'imposizione svizzera delle imprese.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.