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Il sogno degli Stati Uniti d’Africa
06.03.2012
di Emilio Gentile
Il Ghana fu il primo territorio africano, sottoposto al dominio coloniale europeo, che divenne indipendente, il 6 marzo 1957. Possedimento della Gran Bretagna dal 1874, col nome di Costa d’oro aveva ottenuto l’autogoverno dopo la seconda guerra mondiale, ma ciò non bastò ad arrestare il movimento per l’indipendenza, che fu raggiunta sotto la guida di Kwame Nkrumah. Nato nel 1909 in una famiglia cattolica, Nkrumah aveva studiato in seminario, e dal 1935 aveva proseguito gli studi prima negli Stati Uniti, in una università nera, e poi in Gran Bretagna, addottorandosi in teologia, filosofia, pedagogia e scienze politiche. Rientrato in Costa d’Oro nel 1947, come capo del partito da lui fondato, il Convention People’s Party, vinse le elezioni nel 1952 e fu nominato primo ministro dal governatore britannico.
Con grande abilità, nel 1957 riuscì a portare il Ghana, come egli ribattezzò il suo paese, all’indipendenza, anche se rimaneva alla Corona britannica la nomina del capo di Stato onorifico. Tre anni dopo, fu proclamata la repubblica del Ghana e Nkrumah fu eletto presidente. Dotato di grande carisma, teorico di un eclettico socialismo nazionale, che mescolava il marxismo con la tradizione africana, Nkrumah riteneva di incarnare la nuova nazione che egli voleva formare unificando le diverse etnie, promuovendo lo sviluppo economico e sociale, e assegnando al Ghana la missione di essere promotore di un movimento panafricano per la creazione degli Stati Uniti dell’Africa. Nel giorno dell’indipendenza, Nkrumah aveva dichiarato: “Ora noi dobbiamo mirare a creare la nostra personalità e identità africana. Dobbiamo dedicarci nuovamente a lottare per emancipare le altre nazioni d’Africa. La nostra indipendenza non ha alcun significato se non si collega alla liberazione totale di tutto il continente africano.”
Il sogno era grandioso, ma la fine del colonialismo non preparò la nascita degli Stati Uniti d’Africa. I nuovi Stati erano gelosi della loro indipendenza e molti di essi furono dilaniati dalla guerra civile fra le diverse etnie o furono in guerra fra di loro. Oppure, entrarono in una spirale di dittature e di colpi di Stato. Come accadde al Ghana. Nel 1964 Nkrumah scelse la via del totalitarismo per il suo paese, imponendo il partito unico e facendosi proclamare presidente a vita. “Anche un sistema basato su una costituzione democratica – disse per giustificare la sua azione – ha bisogno di essere sorretto nel periodo successivo all’indipendenza da misure di emergenza di tipo totalitario.” Ma solo due anni dopo, durante un viaggio in Cina, fu deposto da un colpo di Stato militare. Il suo appello alla nazione affinché insorgesse contro i golpisti non fu accolto. Il suo carisma si era da tempo esaurito. Nkrumah morì di cancro, in esilio, nel 1972. Tuttavia, qualcosa del suo sogno panafricano era rimasto, se alla fine del 1999, gli ascoltatori africani della BBC lo proclamarono “uomo del millennio”.
06.03.2012