Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01218.jsonl.gz/1060

Il lockdown del 2020, ha prodotto dei benefici dal punto di vista sanitario, ma non solo. Secondo uno studio realizzato dall'Università della Svizzera italiana vi sono stati anche effetti positivi anche dal punto di vista economico. Il confinamento generale della scorsa primavera è stata una misura "molto efficace", ha dichiarato alla RSI Fabrizio Mazzonna, professore associato di economia, coordinatore della ricerca che ha cercato di monetizzare gli effetti della decisione del Consiglio federale.
Si è calcolato che l’obbligo di restare a casa abbia permesso di risparmiare 30'000 vite e altre 5'000 sono state salvate grazie al fatto che si è evitato il sovraffollamento degli ospedali per un valore complessivo di 100 miliardi di franchi. Una cifra che corrisponde a circa il 14% del prodotto interno lordo della Svizzera nel 2019.
Inoltre, sottolineano gli esperti dell’USI, non attuare il lockdown avrebbe avuto a sua volta un impatto, come dimostrato da quanto avvenuto in Svezia. Il paese ha registrato un numero di decessi più elevato di quello dei suoi vicini, ma la sua economia non ha superato la prima ondata molto meglio di quanto abbiano fatto altri paesi europei.
"Non è detto che non intervenire sia la soluzione", sottolinea Fabrizio Mazzonna, evidenziando anche il fatto che la mancata adozione in Svizzera di un lockdown - accompagnato da conseguenti aiuti di Stato per i settori colpiti - durante la seconda ondata sta, a sua volta, provocando conseguenze. Conseguenze che, tra le altre cose, prolungano uno stato di incertezza nocivo per l’economia e, di riflesso, per le prospettive dei giovani.