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<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. A fronte delle migliaia di firme spedite al DFI in reazione alla nuova campagna anti-AIDS dell'UFSP, come definisce le immagini proposte?</p><p>2. Ne condivide i contenuti e messaggi?</p><p>3. Come valuta il rischio che bambini e giovani possano vedere queste immagini volgari, diffuse anche via TV e Internet? </p><p>4. Non intravvede incoerenza tra la politica di prevenzione nei confronti della pornografia finanziata dalla Confederazione e una campagna pubblica a contenuto altamente scabroso?</p><p>5. Non teme che proporre immagini di sesso esplicito incentivi comportamenti devianti da parte di minori?</p><p>6. Intende interrompere la campagna e adottare provvedimenti nei confronti dei suoi ideatori?</p><p>7. Non ritiene che la diminuzione dei casi sia piuttosto dovuta ai progressi della medicina anziché all'efficacia di tali discutibili campagne?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Ufficio federale della sanità pubblica informa la popolazione svizzera, dal 1987 in collaborazione con Aiuto AIDS Svizzero e dal 2011 anche con la Fondazione Salute sessuale Svizzera, su come proteggersi dal contagio da HIV. Le campagne informative hanno sempre tenuto conto delle realtà sociali e delle conoscenze scientifiche, contribuendo - nel quadro della strategia nazionale di prevenzione - a evitare un'epidemia di HIV tra la popolazione.</p><p>1. La campagna mira a sottolineare che la sessualità è una componente importante della vita e che ognuno è responsabile in prima persona nei confronti della propria salute e di quella del proprio partner. Il tema della campagna è la protezione durante i rapporti sessuali. Affinché la prevenzione sia efficace, è importante e opportuno parlare della sessualità vissuta nel quotidiano.</p><p>2. Il Dipartimento federale dell'interno è stato informato in merito alla campagna prima del suo avvio. Il Consiglio federale ne appoggia i contenuti e i messaggi.</p><p>3. I bambini e gli adolescenti non sono i destinatari della campagna, ma è possibile che entrino in contatto con essa. La sessualità e, in particolare, le immagini sessualizzate fanno parte del rapporto quotidiano che bambini e adolescenti hanno con i media, ma contrariamente alla maggior parte delle altre immagini, quelle della campagna sono strettamente legate a messaggi di prevenzione.</p><p>Nella sua versione breve, lo spot è stato trasmesso alla televisione in fasce orarie e in contesti di programmazione non destinati ai bambini. Le emittenti che l'hanno trasmesso e se ne sono assunte la responsabilità condividono manifestamente l'opinione che non si tratta di immagini inaccettabili. Lo spot è disponibile anche in Internet dove, a dire il vero, con pochi clic è possibile trovare immagini decisamente peggiori e che non hanno nulla a che vedere con la prevenzione.</p><p>Anche se la campagna non si rivolge esplicitamente agli adolescenti, i messaggi legati alla prevenzione sono importanti anche per loro.</p><p>4. Secondo il Consiglio federale non vi è incoerenza. La campagna non ha nulla a che vedere con la pornografia e non adempie la fattispecie dell'articolo 197 del Codice penale svizzero. Il linguaggio delle immagini sarebbe infatti completamente diverso. La pornografia è finalizzata alla mera soddisfazione dell'impulso sessuale ed esclude altri aspetti importanti della sessualità: emotivi, sociali, legati alla coppia o di altro tipo (in particolare la responsabilità). Pertanto esula completamente dai messaggi della campagna, che invece è focalizzata sull'autodeterminazione e sulla responsabilità presentate come valori fondamentali.</p><p>5. Esperti in pedagogia sessuale sostengono che le immagini della campagna non sono dannose per i bambini e gli adolescenti e non sono suscettibili d'influenzare il loro sviluppo sessuale. Secondo loro, i bambini e gli adolescenti non sviluppano comportamenti devianti a causa delle immagini delle campagne. Se a seguito di queste campagne i bambini pongono domande sulla sessualità, è l'occasione per rispondervi in modo adeguato alla loro età.</p><p>6. Nel primo mese della campagna sono stati espressi 86 000 sì al manifesto LOVE LIFE e lo spot LOVE LIFE è stato visto su YouTube quasi 550 000 volte. Per di più sono state presentate oltre 250 candidature di persone che, identificandosi con il messaggio di LOVE LIFE, sono disposte a farsi fotografare sui relativi manifesti. Quest'ampia risonanza, come pure la grande attenzione dei media che hanno riferito in merito in modo equilibrato, sono la dimostrazione che la campagna è riuscita a porre nuovamente al centro del dibattito pubblico il tema dell'HIV e del sesso sicuro. Per questi motivi, il Consiglio federale intende portare avanti la campagna come previsto.</p><p>7. La trasmissione dell'HIV e di altre malattie sessualmente trasmissibili è scongiurata se si rispettano le regole del sesso sicuro, ossia quelle comunicate con successo attraverso le campagne da oltre 25 anni. Se oggi le malattie trasmissibili rappresentano un rischio nettamente inferiore, il merito va non da ultimo anche all'efficace lavoro di prevenzione condotto negli ultimi decenni.</p>  Risposta del Consiglio federale.