Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01269.jsonl.gz/790

È stata confermata la richiesta della procuratrice pubblica Chiara Borelli di carcere a vita per la 40enne russa che ha ideato il delitto e convinto il marito – un 50enne ticinese – a uccidere l'ex moglie per non doverle versare i contributi di mantenimento. Alla luce del pentimento mostrato dall'uomo che confessò i fatti da lui commessi e in considerazione della lieve scemata imputabilità stabilita da una perizia psichiatrica, l'autore materiale del gesto dovrà invece scontare 16 anni di carcere, due in più rispetto a quanto chiesto dalla pp Borelli.
È quanto ha stabilito la Corte delle assise criminali (composta anche dalla giuria popolare) al termine del processo iniziato settimana scorsa al Tribunale penale di Lugano. Il giudice Amos Pagnamenta ha spiegato che la Corte non ha ritenuto credibile la versione della donna – che respingeva le accuse a suo carico – avendo essa tutta l'inchiesta e in aula "mentito su tutto e su tutti". L'avvocato difensore della donna, Yasar Ravi, ha già annunciato che ricorrerà in Appello.