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SPREITENBACH (ARGOVIA) - Una petizione munita di quasi 14mila firme, per chiedere maggiore trasparenza nella dichiarazione del legname, è stata consegnata oggi dal Fondo Bruno Manser alla sede svizzera del mobilificio Ikea a Spreitenbach (AG).
Ikea nasconde l'esatta origine dei suoi prodotti in legno, afferma citato in una nota il direttore del Fondo Bruno Manser, Lukas Straumann. La petizione chiede inoltre all'azienda svedese di rinunciare all'uso di prodotti in legno a basso costo, dannosi per l'ambiente.
Il Fondo creato dall'attivista svizzero dato per disperso dal 2000 nella foresta tropicale del Sarawak, nella parte malese dell'isola del Borneo, esorta in particolare Ikea a fornire informazioni geografiche precise sul legno proveniente da "paesi ad alto rischio" come la Romania e l'Ucraina. Solo così è possibile controllare in modo indipendente le condizioni delle foreste ed escludere il disboscamento illegale.
Lo scorso 31 agosto, il Fondo Bruno Manser aveva denunciato Ikea davanti al Dipartimento federale dell'economia (DEFR). Quest'ultimo ha quindi ha avviato una procedura penale amministrativa contro l'azienda svedese per presunte false dichiarazioni sulla provenienza del legno.
Si tratta della prima causa di questo tipo aperta in Svizzera contro una società per falsa dichiarazione. E la presunzione di innocenza si applica fino alla conclusione del procedimento, aveva precisato il DEFR.
In Svizzera, il legno e i prodotti in legno devono possedere una dichiarazione secondo la relativa ordinanza federale che specifichi sia il tipo di legno che l'origine. In seguito alla denuncia, l'Ufficio federale del consumo ha riscontrato carenze nella dichiarazione di diversi prodotti presso le filiali Ikea di Aubonne (VD), Lyssach (BE), Pratteln (BL), Spreitenbach (AG) e Vernier (GE).
Ikea Svizzera ha respinto le accuse, sostenendo di non avere alcun interesse a nascondere informazioni. Può succedere che nei negozi si trovino prodotti privi delle etichette, che vengono applicate manualmente. Ma "sappiamo di ogni prodotto, di ogni fornitore, quale legno usa e da dove proviene", aveva dichiarato ai microfoni della SRF un membro della direzione.
L'azienda svedese era stata criticata a maggio perché sospettata di aver utilizzato legname abbattuto illegalmente proveniente dall'Ucraina e dalla Romania. Le accuse sono state formulate da un'organizzazione non governativa britannica e anche il programma "Kassensturz" della Televisione svizzera tedesca ne aveva parlato a giugno.
Una petizione munita di quasi 14mila firme, per chiedere maggiore trasparenza nella dichiarazione del legname, è stata consegnata oggi dal Fondo Bruno Manser alla sede svizzera del mobilificio Ikea a Spreitenbach (AG).