Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/170263

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto come garantire sul lungo termine il finanziamento della raccolta e dello smaltimento rispettoso dell'ambiente degli apparecchi elettrici ed elettronici usati e di indicare, se del caso, le basi giuridiche da adeguare.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli anni 1990 del secolo scorso su richiesta del settore è stato decretato a livello di ordinanza l'obbligo gratuito di ripresa dei rottami elettronici. Al contempo, il settore ha allestito un sistema di finanziamento su base volontaria per lo smaltimento di rottami elettronici che prevede un contributo di riciclaggio anticipato (CRA). Questo sistema è gestito dalle tre organizzazioni SENS (Fondazione Smaltimento Svizzera), SWICO Recycling e SLRS (Fondazione Svizzera per il riciclaggio dei dispositivi d'illuminazione e delle lampade), le quali hanno amministrato nel 2015 proventi dalla CRA pari a circa 76 milioni di franchi.</p><p>Il Consiglio federale riconosce che, per i motivi elencati nel postulato, i sistemi su base volontaria sono da alcuni anni sempre più esposti a pressioni finanziarie crescenti. Secondo alcuni studi, SENS perde ogni anno da 3 a 4 milioni di franchi sui proventi complessivi della CRA, pari a 41,5 milioni di franchi. Le perdite sarebbero riconducibili al 60 per cento agli acquisti effettuati all'estero da privati e ditte (acquisti diretti o via Internet) e al 40 per cento ai fabbricanti e importatori in Svizzera che non aderiscono al sistema di finanziamento su base volontaria. Questa situazione ha indotto quest'anno i gestori dei sistemi a disdire i contratti precedentemente stipulati con tutti i punti di raccolta e con le aziende di riciclaggio e a offrirne loro di nuovi a condizioni meno vantaggiose. I punti di raccolta e le aziende di riciclaggio si lamentano sempre di più dei contributi insufficienti elargiti dai sistemi di finanziamento e hanno problemi finanziari sempre maggiori.</p><p>Per far fronte alla situazione, i gestori del sistema ritengono che nel quadro dell'imminente revisione dell'ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (ORSAE; RS 814.620) si debba esaminare se questa possa essere completata con nuovi obblighi di notifica. Secondo le proposte dei gestori del sistema, i fabbricanti e gli importatori dovrebbero notificare all'UFAM sia le quantità di apparecchi elettrici ed elettronici vendute annualmente sul mercato svizzero sia quelle degli apparecchi da loro ripresi. In tal modo si disporrebbe di informazioni più precise sulla quantità di apparecchi che giungono sul mercato svizzero esenti da CRA su base volontaria. I gestori del sistema (SENS, SWICO e SLRS) si attendono che gli obblighi di notifica sollecitino l'adesione allo stesso dei fabbricanti e degli importatori che non partecipano al sistema di finanziamento su base volontaria.</p><p>Inizialmente nel quadro della revisione dell'ORSAE era stato proposto un obbligo di principio per il finanziamento del riciclaggio di rottami elettronici che prevedesse deroghe per gli importatori e i fabbricanti che aderiscono a un sistema su base volontaria. La proposta fu tuttavia abbandonata, poiché tale obbligo sarebbe risultato deficitario. La maggioranza degli importatori e dei fabbricanti avrebbe infatti aderito a un sistema su base volontaria e la Confederazione avrebbe dovuto farsi carico del rischio di deficit.</p><p>Per contro, con l'introduzione di una tassa di smaltimento anticipata (TSA) obbligatoria prelevata su apparecchi elettrici ed elettronici secondo l'articolo 32abis della legge sulla protezione dell'ambiente (RS 814.01), tutti i fabbricanti e importatori con sede aziendale in Svizzera dovrebbero aderire a un sistema di finanziamento obbligatorio. L'adesione obbligatoria consentirebbe di colmare circa il 50 per cento dei finanziamenti attualmente mancanti. I problemi legati agli acquisti effettuati via Internet presso aziende estere e importati direttamente da privati non possono invece essere risolti nemmeno in questo modo.</p><p>Inoltre, sarebbero costretti a chiudere anche i sistemi su base volontaria gestiti con successo da poco più di 15 anni dall'economia privata. I tre gestori del sistema respingono pertanto questa soluzione.</p><p>Sullo sfondo del dibattito parlamentare sull'attuazione dell'"economia verde", incentrata sull'adozione di misure su base volontaria da parte dell'economia, e tenuto conto delle esigue risorse a disposizione della Confederazione, il Consiglio federale non intende introdurre né un sistema di finanziamento obbligatorio né nuovi obblighi di notifica.</p><p>Il Consiglio federale considera sufficienti le informazioni attualmente disponibili sui vantaggi e gli svantaggi dei diversi sistemi. Per tale motivo considera inopportuna l'elaborazione di un rapporto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.