Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01153.jsonl.gz/383

TEHERAN - Da una parte il coroner parla di una morte, forse, favorita dall'assunzione di farmaci. Dall'altra non mancano le speculazioni circa il singolare decesso di S.B., la diplomatica svizzera misteriosamente precipitata dal 18esimo piano di un palazzo a Teheran lo scorso martedì.
Il quotidiano Hamshahri, in particolare, offre un resoconto dettagliato che alimenta le congetture avanzate su quello che fino ad ora è stato descritto come un incidente.
Tramite tra Usa e Iran - La donna, primo segretario dell'ambasciata svizzera, è precipitata dalla sua residenza, in un grattacielo della capitale iraniana. La 51enne rappresentava da molto tempo gli interessi statunitensi e iraniani nei due paesi, che non intrattengono relazioni diplomatiche dal 1980, in seguito a quella che è nota come "la crisi degli ostaggi"*.
L'accaduto - Il giornale iraniano, in termini molto generali, concorda con il breve rapporto dell'agenzia di stampa della magistratura iraniana, che riferisce della caduta della donna dal suo appartamento e del ritrovamento del corpo nel giardino all'esterno dell'edificio, proprio sotto il balcone dell'abitazione.
Stando al quotidiano, alcuni residenti del palazzo avrebbero sentito un forte rumore, come di un'esplosione, diversi minuti dopo la mezzanotte di martedì. Quasi otto ore prima che il corpo della 51enne fosse trovato da una donna delle pulizie. Viene citato pure un esperto dell'ufficio del medico legale il quale conferma che il decesso è avvenuto proprio otto ore prima del ritrovamento del cadavere.
Una 20enne che lavorava nell'appartamento della diplomatica come collaboratrice domestica riferisce di essere arrivata come al solito alle 8 del mattino, utilizzando il codice di accesso, e di non aver sospettato nulla. «Pensavo fosse andata a lavorare fino a quando, un'ora dopo, non ho scoperto cos'era accaduto», ha raccontato. «Sono rimasta scioccata», ha aggiunto.
Nessun segno di un eventuale coinvolgimento di terzi - Secondo Hamshahri, B. indossava abiti casual, appropriati per stare in casa, e un cappello. Il giornale, citando fonti interne alla polizia, sostiene che «non c'erano segni di disordine nell'abitazione e il balcone da cui è caduta aveva una ringhiera alta 110 centimetri». Gli investigatori non hanno trovato nemmeno sangue o segni di colluttazione.
Le ultime volontà su un foglietto - Il quotidiano iraniano fornisce un ultimo dettaglio, il più rilevante. La polizia infatti, avrebbe trovato su di un tavolo, nella stanza degli ospiti, un foglio scritto a mano senza una data o una firma. Su di esso, le ultime volontà della donna: «Dopo la mia morte, riportatemi in Svizzera e informate mio figlio. Quindi cremate il mio corpo e seppellitelo accanto a il mio figlio morto. Inoltre, date tutti i miei averi all'altro mio figlio». Sembra che la donna avesse mostrato nell'ultimo tempo segni di depressione, ma ultimamente dava segni di miglioramento.
Crisi diplomatica
La crisi degli ostaggi fu una crisi diplomatico-politica sorta fra gli Stati Uniti e l'Iran quando furono presi in ostaggio 52 membri dell'ambasciata statunitense a Teheran, dal 4 novembre 1979 al 20 gennaio 1981, dopo che un gruppo di studenti aveva occupato l'ambasciata durante una fase della rivoluzione iraniana.
Da una parte il coroner parla di una morte, forse, favorita dall'assunzione di farmaci. Dall'altra non mancano le speculazioni circa il singolare decesso di S.B., la diplomatica svizzera misteriosamente precipitata dal 18esimo piano di un palazzo a Teheran lo scorso martedì.