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Per la prima volta da sette anni, i paperoni di tutto il mondo non sono diventati più ricchi: nel 2018 il loro patrimonio complessivo è anzi diminuito, principalmente a causa della contrazione del mercato azionario. Il numero dei milionari in dollari è leggermente calato, anche in Svizzera.
Secondo un recente studio della società di consulenza Capgemini, l’anno scorso il patrimonio dei ricchi di tutto il mondo è sceso di quasi il 3% rispetto al 2017 a 68,1 bilioni di dollari. È stato il primo segno meno in sette anni. «Un calo dei mercati azionari di solito ha un impatto particolarmente forte», ha detto l’esperto di Capgemini Klaus-Georg Meyer.
Nel contempo anche il Club dei milionari si è ridimensionato, per la prima volta dalla crisi finanziaria ed economica globale del 2008. In Svizzera, il numero di persone con un patrimonio superiore a un milione di dollari è sceso dell’1%, attestandosi intorno alle 384’000 unità. Anche in questo caso a lasciare il segno è stato il crollo dei mercati borsistici. L’indice leader della borsa svizzera, lo SMI, ha perso lo scorso anno circa l’11%.
Le statistiche indicano che nel 2018 in tutto il pianeta c’erano 18 milioni di milionari in dollari, lo 0,3% in meno rispetto a dodici mesi prima. Nella lista dei Paesi con il maggior numero di milionari, la Svizzera occupa il settimo posto. In testa alla graduatoria figurano gli Stati Uniti, seguiti da Giappone, Germania e Cina. Secondo Capgemini, questi quattro paesi insieme riuniscono il 61,2% di tutti i più facoltosi del mondo. Anche Francia e Gran Bretagna contano più milionari della Svizzera.
Secondo lo studio, le maggiori perdite finanziarie sono state registrate dagli ultra-ricchi, che hanno a disposizione oltre 30 milioni di dollari. Il loro patrimonio totale è diminuito di circa il 6%. «Il declino globale della ricchezza è chiaramente focalizzato su questo gruppo», ha detto Meyer.
L’incertezza dovuta ai conflitti commerciali internazionali e al raffreddamento dell’economia globale hanno peraltro spinto i ricchi a dar prova di cautela nei loro investimenti.
Secondo un’indagine condotta su 2500 persone, i ricchi di tutto il mondo nel primo trimestre del 2019 hanno parzialmente sostituito i loro pacchetti azionari con denaro contante, che ora rappresenta il 28% delle disponibilità, mentre le azioni sono scivolate al secondo posto con poco meno del 26% (-5%). «Il denaro contante è una classica posizione di parcheggio in tempi di incertezza», ha spiegato Meyer.