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Incarto n. 14.2022.146 Lugano 21 dicembre 2022 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello composta del giudice: Jaques, presidente vicecancelliera: Bertoni statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2022.4311 (fallimento) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 9 settembre 2022 dalla CO 1 contro RE 1 (patrocinata dall’avv. PA 1, ) giudicando sul reclamo del 18 novembre 2022 presentato dalla RE 1 contro la decisione emessa il 9 novembre 2022 dal Pretore; ritenuto in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Lugano del­l’Ufficio d’esecuzione, il 9 settembre 2022 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 1'648.22 oltre a interessi e spese. B. All’udienza di discussione del 9 novembre 2022 nessuno è comparso. C. Statuendo con decisione dello stesso 9 novembre 2022 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00 ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive. D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 18 novembre 2022 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 21 novembre 2022 il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni dell’8 dicembre 2022, la CO 1 si è rimessa alla decisione della Camera, pur rilevando che la sua esecuzione non è ancora stata saldata. Considerando in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 10 novembre 2022, il termine d’impu­gnazione è scaduto domenica 20 novembre, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 21 novembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato tre giorni prima (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo. 2. In v irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. 2.1 Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento ( nova autentici o in senso proprio, denominati in tedesco “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova o “unechte Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non ven-gono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2). L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugna­to. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre sem­plici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus Simoni in: Basler Kommentar, SchKG II, 3 a ed. 2021, n. 26 d ad art. 174 LEF ). 2.2 Nel caso in esame la reclamante ha prodotto un estratto bancario (doc. E), da cui si evince il versamento di fr. 1'697.40 all’Ufficio d’esecuzione, che questa Camera ha verificato essere stati accreditati l’11 novembre 2022 a saldo dell’esecuzione promossa dal­l’i­stante, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto. La somma, messa in conto dall’Ufficio, verrà girata al­l’istante dopo la notifica del giudizio odierno. 2.3 Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizio­ne indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – la reclamante allega che già con la vendita di uno dei palazzi di sua proprietà, che sono iscritti a bilancio per fr. 21'360'000.– a fronte di un indebitamento ipotecario di fr. 20'096'265.55, potrebbe estinguere tutte le esecuzioni dirette nei suoi confronti (43 per oltre fr. 560'000.– complessivi, di cui 17 allo stadio del pignoramento per quasi fr. 240'000.– e 4 a quello della comminatoria di fallimento per oltre fr. 35'000.–) e ad ogni modo è in procinto d’incassare un credito di fr. 300'000.–, sufficienti a pagare le esecuzioni non so spese da opposizione. Aggiunge di aver già ottenuto un mutuo del­lo stesso importo dal prossimo 25 novembre da una società solvibile, l’__________. Orbene, la Camera ha verificato d’ufficio (art. 255 lett. a CPC) che la reclamante ha effettivamente versato all’Ufficio d’esecuzione fr. 300'000.–, che sono serviti a estinguere tutte le esecuzioni dirette nei suoi confronti non sospese da opposizione. Sono tuttora pendenti 17 esecuzioni sospese da opposizioni per quasi fr. 275'000.– complessivi (ha però versato direttamente ai rispettivi creditori il capitale delle esecuzioni n. __________, __________, __________ e __________, v. doc. G accluso al reclamo), ma non sono stati rilasciati attestati di carenza di beni nei suoi confronti. Ciò porta a ritenere che la sua sopravvivenza economica non sia minacciata a breve. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato. Non si può però non rilevare che la reclamante dovrà intraprendere serie misure di risanamento per far fronte in particolare alle esecuzioni sospese da opposizione, quasi tutte promosse per con­tributi di diritto pubblico. In caso di un nuovo fallimento che dovesse impugnare, la reclamante non potrebbe infatti contare sulla stessa indulgenza manifestata dalla Camera nel giudizio odierno. 3. La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [ RS 281.35] ), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo. La tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede. Per questi motivi, pronuncia: I. Il reclamo è accolto e di conseguenza: 1. La dichiarazione di fallimento pronunciata il 9 novembre 2022 dalla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, nei confronti della RE 1 è annullata. 2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito, è posta a carico della RE 1. 3. Le spese dell’Ufficio dei fallimenti, da anticipare come di rito, sono poste a carico della RE 1 II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico della RE 1. La parte eccedente dell’anticipo corrisposto dalla reclamante in questa sede, pari a fr. 80.–, è versata alla CO 1 quale rimborso della tassa di giustizia di primo grado di cui al soprastante dispositivo n. I.2. III. Notificazione a: – ; – ; – Ufficio d’esecuzione, Lugano; – Ufficio dei fallimenti, Viganello; – Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca; – Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Lugano, Lugano. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente La vicecancelliera Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).

Incarto n. 14.2022.146 Incarto n. 14.2022.146

Incarto n. Lugano 21 dicembre 2022 Lugano

Lugano 21 dicembre 2022

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello La Camera di esecuzione e fallimenti

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

del Tribunale d’appello composta del giudice: composta del giudice:

composta del giudice: Jaques, presidente Jaques, presidente

Jaques, presidente vicecancelliera: vicecancelliera:

vicecancelliera: Bertoni Bertoni

Bertoni statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2022.4311 (fallimento) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 9 settembre 2022 dalla

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2022.4311 (fallimento) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 9 settembre 2022 dalla CO 1 CO 1

CO 1 contro contro

contro RE 1 (patrocinata dall’avv. PA 1, ) RE 1

RE 1 (patrocinata dall’avv. PA 1, )

(patrocinata dall’avv. PA 1, ) giudicando sul reclamo del 18 novembre 2022 presentato dalla RE 1 contro la decisione emessa il 9 novembre 2022 dal Pretore;

giudicando sul reclamo del 18 novembre 2022 presentato dalla RE 1 contro la decisione emessa il 9 novembre 2022 dal Pretore; ritenuto

ritenuto in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Lugano del­l’Ufficio d’esecuzione, il 9 settembre 2022 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 1'648.22 oltre a interessi e spese. in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Lugano del­l’Ufficio d’esecuzione, il 9 settembre 2022 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 1'648.22 oltre a interessi e spese. B. All’udienza di discussione del 9 novembre 2022 nessuno è comparso.

B. All’udienza di discussione del 9 novembre 2022 nessuno è comparso. C. Statuendo con decisione dello stesso 9 novembre 2022 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00 ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.

C. Statuendo con decisione dello stesso 9 novembre 2022 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00 ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive. D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 18 novembre 2022 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 21 novembre 2022 il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni dell’8 dicembre 2022, la CO 1 si è rimessa alla decisione della Camera, pur rilevando che la sua esecuzione non è ancora stata saldata.

D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 18 novembre 2022 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 21 novembre 2022 il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni dell’8 dicembre 2022, la CO 1 si è rimessa alla decisione della Camera, pur rilevando che la sua esecuzione non è ancora stata saldata. Considerando

Considerando in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 10 novembre 2022, il termine d’impu­gnazione è scaduto domenica 20 novembre, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 21 novembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato tre giorni prima (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo.

Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 10 novembre 2022, il termine d’impu­gnazione è scaduto domenica 20 novembre, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 21 novembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato tre giorni prima (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo. 2. In v irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

2. In v irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. 2.1 Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento ( nova autentici o in senso proprio, denominati in tedesco “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova o “unechte Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non ven-gono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2).

2.1 Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento ( 2.1 Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento ( nova nova autentici o in senso proprio, autentici o in senso proprio, denominati in tedesco denominati in tedesco denominati in tedesco “echte Nova” “echte Nova”, in contrapposizione agli, in contrapposizione agli pseudonova pseudonova o o “unechte Nova” “unechte Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non ven-gono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non ven-gono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2). agosto 2011, consid. 2). L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugna­to. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre sem­plici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus Simoni in: Basler Kommentar, SchKG II, 3 a ed. 2021, n. 26 d ad art. 174 LEF ).

L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugna­to. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre sem­plici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus Simoni L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugna­to. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre sem­plici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus Simoni sem­plici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus iroud/Theus Simoni in: Basler Kommentar, SchKG II, 3 a ed. 2021, n. 26 d ad art. 174 LEF in: Basler Kommentar, SchKG II, 3 a ed. 2021, n. 26 d ad art. 174 LEF ). ). 2.2 Nel caso in esame la reclamante ha prodotto un estratto bancario (doc. E), da cui si evince il versamento di fr. 1'697.40 all’Ufficio d’esecuzione, che questa Camera ha verificato essere stati accreditati l’11 novembre 2022 a saldo dell’esecuzione promossa dal­l’i­stante, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto. La somma, messa in conto dall’Ufficio, verrà girata al­l’istante dopo la notifica del giudizio odierno.

2.2 Nel caso in esame la reclamante ha prodotto un estratto bancario (doc. E), da cui si evince il versamento di fr. 1'697.40 all’Ufficio d’esecuzione, che questa Camera ha verificato essere stati accreditati 2.2 Nel caso in esame la reclamante ha prodotto un estratto bancario (doc. E), da cui si evince il versamento di fr. 1'697.40 all’Ufficio d’esecuzione, che questa Camera ha verificato essere stati accreditati l’11 novembre 2022 a saldo dell’esecuzione promossa dal­l’i­stante, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto. La somma, messa in conto dall’Ufficio, verrà girata al­l’istante dopo la notifica del giudizio odierno. l’11 novembre 2022 a saldo dell’esecuzione promossa dal­l’i­stante, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto. La somma, messa in conto dall’Ufficio, verrà girata al­l’istante dopo la notifica del giudizio odierno. l’11 novembre 2022 a saldo dell’esecuzione promossa dal­l’i­stante, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto. La somma, messa in conto dall’Ufficio, verrà girata al­l’istante dopo la notifica del giudizio odierno. 2.3 Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizio­ne indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – la reclamante allega che già con la vendita di uno dei palazzi di sua proprietà, che sono iscritti a bilancio per fr. 21'360'000.– a fronte di un indebitamento ipotecario di fr. 20'096'265.55, potrebbe estinguere tutte le esecuzioni dirette nei suoi confronti (43 per oltre fr. 560'000.– complessivi, di cui 17 allo stadio del pignoramento per quasi fr. 240'000.– e 4 a quello della comminatoria di fallimento per oltre fr. 35'000.–) e ad ogni modo è in procinto d’incassare un credito di fr. 300'000.–, sufficienti a pagare le esecuzioni non so spese da opposizione. Aggiunge di aver già ottenuto un mutuo del­lo stesso importo dal prossimo 25 novembre da una società solvibile, l’__________. Orbene, la Camera ha verificato d’ufficio (art. 255 lett. a CPC) che la reclamante ha effettivamente versato all’Ufficio d’esecuzione fr. 300'000.–, che sono serviti a estinguere tutte le esecuzioni dirette nei suoi confronti non sospese da opposizione. Sono tuttora pendenti 17 esecuzioni sospese da opposizioni per quasi fr. 275'000.– complessivi (ha però versato direttamente ai rispettivi creditori il capitale delle esecuzioni n. __________, __________, __________ e __________, v. doc. G accluso al reclamo), ma non sono stati rilasciati attestati di carenza di beni nei suoi confronti.

2.3 Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizio­ne indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – la reclamante allega che già con la vendita di uno dei palazzi di sua proprietà, che sono iscritti a bilancio per fr. 21'360'000.– a fronte di un indebitamento ipotecario di fr. 20'096'265.55, potrebbe estinguere tutte le esecuzioni dirette nei suoi confronti (43 per oltre fr. 560'000.– complessivi, di cui 17 allo stadio del pignoramento per quasi fr. 240'000.– e 4 a quello della comminatoria di fallimento per oltre fr. 35'000.–) e ad ogni modo è in procinto d’incassare un credito di fr. 300'000.–, sufficienti a pagare le esecuzioni non so spese da opposizione. Aggiunge di aver già ottenuto un mutuo del­lo stesso importo dal prossimo 25 novembre da una società solvibile, l’__________. Orbene, la Camera ha verificato d’ufficio (art. 255 lett. a CPC) che la reclamante ha effettivamente versato all’Ufficio d’esecuzione fr. 300'000.–, che sono serviti a estinguere tutte le esecuzioni dirette nei suoi confronti non sospese da opposizione. Sono tuttora pendenti 17 esecuzioni sospese da opposizioni per quasi fr. 275'000.– complessivi (ha però versato direttamente ai rispettivi creditori il capitale delle esecuzioni n. __________, __________, __________ e __________, v. doc. G accluso al reclamo), ma non sono stati rilasciati attestati di carenza di beni nei suoi confronti. 2.3 Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizio­ne indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – la reclamante allega che già con la vendita di uno dei palazzi di sua proprietà, che sono iscritti a bilancio per fr. 21'360'000.– a fronte di un indebitamento ipotecario di fr. 20'096'265.55, potrebbe estinguere tutte le esecuzioni dirette nei suoi confronti (43 per oltre fr. 560'000.– complessivi, di cui 17 allo stadio del pignoramento per quasi fr. 240'000.– e 4 a quello della comminatoria di fallimento per oltre fr. 35'000.–) e ad ogni modo è in procinto d’incassare un credito di fr. 300'000.–, sufficienti a pagare le esecuzioni non so spese da opposizione. Aggiunge di aver già ottenuto un mutuo del­lo stesso importo dal prossimo 25 novembre da una società solvibile, l’__________. Orbene, la Camera ha verificato d’ufficio (art. 255 lett. a CPC) che la reclamante ha effettivamente versato all’Ufficio d’esecuzione fr. 300'000.–, che sono serviti a estinguere tutte le esecuzioni dirette nei suoi confronti non sospese da opposizione. Sono tuttora pendenti 17 esecuzioni sospese da opposizioni per quasi fr. 275'000.– complessivi (ha però versato direttamente ai rispettivi creditori il capitale delle esecuzioni n. __________, __________, __________ e __________, v. doc. G accluso al reclamo), ma non sono stati rilasciati attestati di carenza di beni nei suoi confronti. Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizio­ne indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – la reclamante allega che già con la vendita di uno dei palazzi di sua proprietà, che sono iscritti a bilancio per fr. 21'360'000.– a fronte di un indebitamento ipotecario di fr. 20'096'265.55, potrebbe estinguere tutte le esecuzioni dirette nei suoi confronti (43 per oltre fr. 560'000.– complessivi, di cui 17 allo stadio del pignoramento per quasi fr. 240'000.– e 4 a quello della comminatoria di fallimento per oltre fr. 35'000.–) e ad ogni modo è in procinto d’incassare un credito di fr. 300'000.–, spese da opposizione. Aggiunge di aver già ottenuto un mutuo del­lo ai rispettivi creditori il capitale delle esecuzioni n. __________, __________, Ciò porta a ritenere che la sua sopravvivenza economica non sia minacciata a breve. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato.

Ciò porta a ritenere che la sua sopravvivenza economica non sia minacciata a breve. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato. Ciò porta a ritenere che la sua sopravvivenza economica non sia minacciata a breve. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato. Non si può però non rilevare che la reclamante dovrà intraprendere serie misure di risanamento per far fronte in particolare alle esecuzioni sospese da opposizione, quasi tutte promosse per con­tributi di diritto pubblico. In caso di un nuovo fallimento che dovesse impugnare, la reclamante non potrebbe infatti contare sulla stessa indulgenza manifestata dalla Camera nel giudizio odierno.

Non si può però non rilevare che la reclamante dovrà intraprendere serie misure di risanamento per far fronte in particolare alle esecuzioni sospese da opposizione, quasi tutte promosse per con­tributi di diritto pubblico. In caso di un nuovo fallimento che dovesse impugnare, la reclamante non potrebbe infatti contare sulla stessa indulgenza manifestata dalla Camera nel giudizio odierno. Non si può però non rilevare che la reclamante dovrà intraprendere serie misure di risanamento per far fronte in particolare alle esecuzioni sospese da opposizione, quasi tutte promosse per con­tributi di diritto pubblico. In caso di un nuovo fallimento che dovesse impugnare, la reclamante non potrebbe infatti contare sulla stessa indulgenza manifestata dalla Camera nel giudizio odierno. esecuzioni sospese da opposizione, quasi tutte promosse per con­tributi 3. La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [ RS 281.35] ), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo. La tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede.

3. La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [ RS 281.35] ), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo. La tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede. La tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede. Per questi motivi,

Per questi motivi, pronuncia: I. Il reclamo è accolto e di conseguenza:

pronuncia: I. Il reclamo è accolto e di conseguenza: 1. La dichiarazione di fallimento pronunciata il 9 novembre 2022 dalla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, nei confronti della RE 1 è annullata.

1. La dichiarazione di fallimento pronunciata il 9 novembre 2022 dalla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, nei confronti della RE 1 è annullata. 2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito, è posta a carico della RE 1.

2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito, è posta a carico della RE 1. 3. Le spese dell’Ufficio dei fallimenti, da anticipare come di rito, sono poste a carico della RE 1

3. Le spese dell’Ufficio dei fallimenti, da anticipare come di rito, sono poste a carico della RE 1 II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico della RE 1. La parte eccedente dell’anticipo corrisposto dalla reclamante in questa sede, pari a fr. 80.–, è versata alla CO 1 quale rimborso della tassa di giustizia di primo grado di cui al soprastante dispositivo n. I.2.

II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico della RE 1. III. Notificazione a:

III. Notificazione a: – ; – ; – Ufficio d’esecuzione, Lugano; – Ufficio dei fallimenti, Viganello; – Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca; – Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Lugano, Lugano. – ;

– ; – ;

– ; – Ufficio d’esecuzione, Lugano;

– Ufficio d’esecuzione, Lugano; – Ufficio dei fallimenti, Viganello;

– Ufficio dei fallimenti, Viganello; – Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca;

– Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca; – Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Lugano, Lugano.

– Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Lugano, Lugano. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente La vicecancelliera

Il presidente La vicecancelliera Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).