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Lo chiede al governo un’interrogazione Mps che fa il paio con un’iniziativa parlamentare: ‘Si elabori una proposta di legge per regolarle’
Due atti parlamentari diversi ma con lo stesso intento: fare chiarezza sulle procedure di consultazione a livello cantonale. A presentare al governo un’interrogazione e un’iniziativa parlamentare generica sul tema sono i tre deputati Mps Matteo Pronzini, Simona Arigoni e Angelica Lepori. Con la prima chiedono al Consiglio di Stato quali sono i criteri che determinano la partecipazione alle procedure di consultazione a livello cantonale, mentre nella seconda domandano allo stesso di elaborare una proposta di legge che regoli a livello cantonale tali procedure.
Le due richieste sorgono dalla constatazione che "scorrendo l’elenco delle consultazioni di legge passate e quelle attualmente in vigore, si nota una grande diversità per i destinatari della procedura di consultazione, e questo a prescindere dal fatto che si tratti di una revisione parziale o totale della legge" scrivono i tre granconsiglieri, che portano due esempi recenti: "La procedura di consultazione sulla revisione totale della legge cantonale sulla polizia non prevede tra i suoi destinatari i partiti politici presenti in parlamento, mentre la revisione della legge cantonale sui giovani sì". Secondo gli interroganti, "questa differenza non sembra apparentemente poggiare su alcun criterio oggettivo e comprensibile al cittadino". Ecco dunque le ragioni dei due atti parlamentari.
Per sottolineare l’importanza di questo strumento viene citato il Messaggio del Consiglio federale del 21 gennaio 2004 concernente la legge federale sul tema che recita: "La procedura di consultazione si è affermata in Svizzera come elemento essenziale della procedura legislativa e come strumento centrale per coinvolgere i Cantoni, i partiti e gli ambienti interessati nella definizione dell’opinione della Confederazione e nell’elaborazione delle sue decisioni. Consente alla Confederazione di informare l’opinione pubblica sui progetti pianificati e di verificarne l’esattezza materiale, l’idoneità all’attuazione e il consenso che essi raccolgono".
Facendo le debite proporzioni, sostengono i deputati Mps, "gli stessi principi sono applicabili a livello cantonale", e quindi: "La consultazione permette al Cantone di prendere conoscenza delle posizioni di partiti, ambienti interessati e società civile in merito ai progetti di legge che porta avanti. Ciò permette a tutte e tutti, e non solo ai partiti che formano gruppo nel parlamento cantonale, di partecipare veramente e attivamente alla formazione della volontà politica del Paese in cui vivono".