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MOSCA - La Commissione per la politica informativa della Duma ha approvato degli emendamenti a una legge sui media che prevede che anche i giornalisti che collaborano con testate etichettate come "agenti stranieri" possano ricevere a loro volta tale marchio infamante.
Di conseguenza, i reporter finiti nel mirino delle autorità dovranno presentarsi ai propri lettori o ascoltatori come "agenti stranieri" e sottoporsi periodicamente a severi controlli del lavoro svolto. A stilare una prima lista nera, che attribuiva a certi media ma non ai singoli giornalisti l'etichetta di "agenti stranieri", era stato il ministero della Giustizia, che ne aveva individuati nove.
In futuro, se la nuova versione della legge sarà approvata definitivamente, l'etichetta potrà essere estesa anche ai giornalisti che lavorano per quelle testate. Ad occuparsene saranno il ministero degli Esteri e la Procura generale.
Il progetto di legge, approvato in prima lettura a gennaio, sarà nuovamente sottoposto all'attenzione della Duma la prossima settimana con i nuovi emendamenti. L'etichetta di "agente straniero" è usata già da tempo dal Cremlino per le ong "scomode" accusate di "attività politica" per il solo fatto di criticare le autorità e di ricevere fondi dall'estero. Dalla fine dello scorso anno si applica però anche ai media stranieri. Mosca ha infatti risposto così alla controversa decisione americana di far registrare come "agente straniero" negli Stati Uniti la tv statale filo-Cremlino Russia Today.