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È 'occupy' la parola dell'anno 2011. Lo hanno sentenziato i linguisti dell'American Dialect Society, che si sono riuniti a Portland, in Oregon, nella loro conferenza annuale. Il sostantivo ha avuto la meglio su 'Fomò, acronimo di Fear of Missing Out, ossia il senso di ansia che prende alle persone inondate da informazioni sui social network, e su '99%'.
"Occupy è una parola molto antica - ha spiegato Ben Zimmer, presidente della Commissione parole nuove della Ads - che nel giro di pochi mesi si è totalmente ravvivata ed è andata in direzioni inaspettate grazie ad un movimento di ispirazione globale". Il movimento di Occupy Wall Street è iniziato lo scorso settembre a Lower Manhattan, per chiedere una più equa distribuzione delle ricchezze e per protestare contro l'avidità del mondo della finanza, e nel giro di poche settimane ha contagiato la comunità mondiale.
Negli anni precedenti, hanno vinto parole come 'App', 'Tweet' e 'BailOut'.
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