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A) L’importanza della creazione
Ero a “L’Abri”[3] nel mese di dicembre del 1968, e là sentii dire da Francis Schaeffer che se egli avesse dovuto trascorrere un’ora in un aereo con qualcuno che non conosce Dio, avrebbe impiegato cinquantacinque minuti per parlargli della creazione ad immagine di Dio e dell’origine dell’uomo, prima di trascorrere gli ultimi cinque minuti per annunciargli l’evangelo della salvezza. Schaeffer riteneva che è un madornale errore l’evitare il soggetto primario, che è quello di comprendere come ci troviamo qui, perché siamo ciò che siamo, chi ci dirige, secondo quali regole ci dobbiamo comportare e quali sono i criteri in base ai quali saremo giudicati. Egli aveva capito che se non si risponde a queste domande fondamentali, che sono nel cuore di ciascuno, per passare direttamente all’evangelo della salvezza, si priva chi cerca la verità dell’effetto maggiore offerto dalla realtà delle cose.
Attenersi pienamente alla dottrina biblica della creazione è importante per un altro motivo: ci aiuta a vedere che la Bibbia è da prendere sul serio quando essa parla del mondo reale. Trascurando di occuparsi di ciò che dice la Scrittura a proposito della creazione del mondo reale, si favorisce la tendenza già presente nella religione a dissociarsi dal mondo, in altre parole, per usare un esempio immaginoso, si spinge ancora di più la Scrittura e il cristianesimo in un armadio, da dove non si può più influenzare lo spazio-tempo.
È proprio ciò che notava, verso la fine dell’800, il teologo scozzese James Denney: «La separazione fra la scienza e la religione si trascinerà dietro la separazione fra la verità e la religione; ciò significa che la religione andrà a scomparire presso gli uomini sinceri». Al contrario, se la Chiesa si preoccupa di parlare della creazione, la gente comprende immediatamente che Dio agisce sul mondo reale in cui si vive, che egli dirige la storia, lo spazio e il tempo. Il risultato sarà che la Bibbia potrà divenire molto importante per la loro vita di ogni giorno e per il loro destino personale. In altri termini, la dottrina della creazione con cui comincia la Parola di Dio dev’essere presentata come il fondamento della Rivelazione, giacché è di là che Dio ha cominciato. Ciò mostrerà che, essendo Dio la fonte di ogni realtà, la sua Parola è veritiera e può quindi essere applicata nella vita di tutti i giorni. Se invece si adotta, riguardo alle origini del mondo, il punto di vista della filosofia incredula, si dà ai primi capitoli della Genesi un significato puramente religioso, e di conseguenza la Bibbia e la religione vengono confinate in un dominio irreale, senza una reale importanza… e le chiese si svuotano di credenti. È quanto è accaduto nella maggior parte dei paesi europei nel XIX secolo e in America negli anni 20 del ‘900, secondo un’analisi di Michael Denton nella sua recente critica dell’evoluzionismo.
Ancora un motivo, fra i molti altri, per attribuire una grande importanza alla dottrina della creazione: senza il fondamento della dottrina di una creazione ad opera di Dio, non è possibile dare al mondo e alla vita il loro vero senso. Uno dei compagni di Calvino a Strasburgo (verso il 1525), Wolfgang Capiton, ha scritto un’opera intitolata Hexameron, Sive Opus Sex Dierum (Il libro dei sei giorni), in cui egli dichiara molto giustamente che aderire alla dottrina della creazione ad opera di Dio è «la base primaria della divina filosofia». Ciò vuol dire che la creazione non è soltanto la prima azione di Dio nella storia, essa è anche la prima azione come base fondamentale assolutamente necessaria alla comprensione di tutto ciò che è venuto dopo, fino alla stessa redenzione. W. Capiton ha avuto ragione nel dire che non si può dare un senso alla propria vita mettendo da parte l’insegnamento della Genesi; tutte le cose sono state create dall’Iddio infinito e personale, per la sua gloria e per la nostra benedizione.
In altre parole, e per dirlo con parole semplici, se la Parola di Dio ha inizio con la dottrina della creazione, ciò significa che questo soggetto dev’essere di un’importanza fondamentale per tutto quanto viene dopo. La creazione ad opera di Dio è la base di tutto il resto nella Scrittura, vale a dire che essa dà il senso nello stesso tempo sia della natura sia dell’uomo e della loro redenzione. Se fondiamo il nostro pensiero su basi false, allora sarà tutto l’edificio, tutta la casa ad essere costruita male, e inevitabilmente essa crollerà.
Ma per comprendere bene la natura della pervicace resistenza degli intellettuali di fronte alla concezione biblica delle origini del mondo, bisogna tener conto dell’importanza della loro teoria delle origini del mondo.