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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel febbraio 2013, l'allora presidente della Confederazione e capo del DDPS Ueli Maurer e l'allora capo del governo del Liechtenstein Klaus Tschütscher hanno firmato una dichiarazione d'intenti in occasione di una conferenza sulla sicurezza tra i due Stati tenutasi a Vaduz. In questa dichiarazione sono state definite diverse misure e tematiche, in particolare in che modo e sotto quali aspetti occorre rafforzare questa collaborazione, tenendo conto degli interessi della politica di sicurezza dei due piccoli Stati nel cuore dell'Europa. Al contrario del Lussemburgo, Stato membro dell'UE, il Principato del Liechtenstein quale membro del SEE non è membro della NATO e, come la Svizzera, è improntato su una politica della neutralità. Ad esempio si è previsto che il Liechtenstein debba essere coinvolto maggiormente nella Rete integrata Svizzera per la sicurezza di recente creazione come pure nei suoi organi. Inoltre, bisognerebbe potenziare il coinvolgimento reciproco e lo scambio automatico d'informazioni in diversi ambiti come ad esempio la gestione dei cyberrischi, la protezione delle infrastrutture critiche o le esercitazioni. Nella dichiarazione d'intenti si è pure stabilito che la collaborazione può essere estesa anche ad altri temi, qualora sia nell'interesse delle due parti.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è per il governo l'importanza della collaborazione con il Principato del Liechtenstein nel settore della sicurezza?</p><p>2. Qual è lo stato attuale dell'attuazione di questa dichiarazioni d'intenti?</p><p>3. Quanto è concreta la collaborazione negli ambiti citati nella dichiarazione d'intenti, soprattutto alla luce dell'attuale situazione di minaccia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Vista la vicinanza geografica e le varie interconnessioni in molti settori, la Svizzera intrattiene una stretta collaborazione con il Principato del Liechtenstein. Anche nel settore della sicurezza vi è una collaborazione di lunga data e ben collaudata, disciplinata da diversi accordi (es. l'accordo di polizia con l'Austria; l'accordo quadro sulla cooperazione in materia di rilascio del visto, di entrata e di soggiorno nonché sulla cooperazione di polizia nell'area di confine; l'accordo bilaterale sull'assistenza reciproca in caso di catastrofe). Si tengono incontri regolari tra i membri del Consiglio federale e il governo del Liechtenstein, nei quali si discute della cooperazione nel settore della sicurezza. Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande:</p><p>1. Visti gli sviluppi degli ultimi anni in materia di politica di sicurezza (es. cyberminacce sempre più importanti, creazione della Rete integrata Svizzera per la sicurezza) è stata ampliata e intensificata la collaborazione con il Liechtenstein nel settore della sicurezza. Oltre a un maggiore coinvolgimento del Liechtenstein nei processi di informazione e di consultazione, il potenziamento della collaborazione operativa acquisisce particolare importanza. I settori di maggior rilievo sono i seguenti: la collaborazione nell'ambito della polizia (il Liechtenstein è membro di diverse piattaforme svizzere della polizia) e nell'ambito della protezione della popolazione. Sul territorio del Liechtenstein il corpo delle guardie di confine collabora inoltre strettamente con la polizia nazionale del Principato e l'Ausländer- und Passamt nell'ambito dei controlli alla frontiera e dei controlli di polizia di sicurezza.</p><p>2./3. Nella dichiarazione d'intenti del 2013 sono stati stabiliti i seguenti ambiti nei quali si mira ad una maggiore collaborazione: Rete integrata Svizzera per la sicurezza, cyberrischi, protezione della popolazione, allarme ed esercitazioni comuni. La collaborazione è stata sviluppata in tutti gli ambiti.</p><p>Dal 2013 il Liechtenstein è coinvolto nei lavori della Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS). Partecipa agli incontri regolari della RSS (es. incontro informativo annuale, incontro nazionale "Cyberlandsgemeinde").</p><p>Il Liechtenstein è rappresentato, come lo sono i cantoni, nei gruppi di lavoro per l'attuazione della Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyberrischi e partecipa anche a progetti sull'analisi dei rischi e sulle misure di prevenzione nel cyberspazio e sulla gestione di crisi relative al cyberspazio. Nel 2013 il Liechtenstein è stato inoltre ammesso nella cerchia chiusa della Centrale d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione (Melani) e al suo interno partecipa allo scambio di informazioni sui cyberrischi.</p><p>Nell'ambito della protezione della popolazione il coinvolgimento del Liechtenstein è stato provato e consolidato negli organi già esistenti (es. conferenza annuale dei capiufficio cantonali, Conferenza sulla protezione della popolazione). Vi è una stretta collaborazione con la Centrale nazionale d'allarme. Dal 2006 il Liechtenstein utilizza la rete radio di sicurezza (Polycom) e dal 2015 l'allarme alla popolazione viene dato attraverso il sistema di sirene della Svizzera (Polyalert). La Svizzera sostiene inoltre il Liechtenstein nei lavori necessari per la protezione delle infrastrutture critiche (es. creazione di un inventario delle infrastrutture critiche, come trattare le interdipendenze tra le infrastrutture critiche della Svizzera).</p><p>Per quel che riguarda le esercitazioni solitamente il Liechtenstein è invitato a partecipare alle grandi esercitazioni nazionali (es. esercitazioni della Rete integrata Svizzera per la sicurezza) o regionali che riguardano il Liechtenstein.</p>  Risposta del Consiglio federale.