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Potrebbe essere stata una singola mutazione genetica a far sì che il virus Zika, conosciuto da decenni e considerato poco pericoloso, diventasse invece un pericolo soprattutto se contratto in gravidanza. Lo suggerisce uno studio cinese pubblicato da Science.
La questione di cosa abbia reso il virus più capace di colpire il sistema nervoso, provocando la microcefalia nei nascituri e problemi neurologici negli adulti, è stata molto discussa negli ultimi anni.
I ricercatori dell'istituto di microbiologia ed epidemiologia di Pechino hanno confrontato con un sotftware le sequenze del virus che ha colpito in questi ultimi anni soprattutto in America Latina con quelle di un ceppo isolato da un paziente in Cambogia nel 2010, trovando che una singola mutazione, in cui l'amminoacido serina viene sostituito dall'asparagina, poteva essere rilevante per gli effetti del virus.
L'ipotesi è stata poi testata infettando dei topi appena nati con versioni differenti di Zika ottenute in laboratorio. Quelli esposti al virus con la mutazione hanno avuto i maggiori danni alle cellule cerebrali. Anche se servono ulteriori conferme, affermano gli autori, lo studio dà già delle indicazioni utili. "I test di vaccini e farmaci dovrebbero essere condotti su virus che hanno la mutazione - spiegano - e allo stesso tempo se si usa un virus attenuato per ottenere un vaccino sarebbe meglio che non fosse del tipo più aggressivo".