Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/9728

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La tassa per un visto rilasciato da una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera è di franchi 40.--, indipendentemente dal luogo del rilascio, dalla nazionalità del richiedente o dalla durata del visto. Per i minorenni d'età inferiore ai 18 anni, la tasse è dimezzata. Inoltre, le comitive che, in gruppo, entrano o lasciano la Svizzera possono ottenere un visto collettivo a una tariffa proporzionalmente assai più favorevole.</p><p></p><p>Le tasse svizzere per i visti sono nella media europea. La Danimarca ha fissato tale tassa a franchi 32.-- circa, l'Austria a franchi 47.--. L'Olanda applica una tassa commisurata alla durata del visto; essa corrisponde a franchi 36.-- per un visto valido sino a un mese, e a franchi 48.-- per un visto di durata superiore. In numerosi Stati dell'Europa occidentale valgono regolamentazioni che prevedono tasse molto più elevate (tra 50.-- e 150.-- franchi circa) per visti di lunga durata.</p><p></p><p></p><p>2. Giusta i principi vigenti, l'ammontare delle tasse dev'essere proporzionale al dispendio effettivo, non deve però, secondo il parere del Consiglio federale, in nessun caso avere un carattere dissuasivo. Per i turisti stranieri la tassa per il visto rappresenta soltanto una minima parte del costo globale di viaggio e di soggiorno in Svizzera; la spesa appare quindi sopportabile rispetto all'onere amministrativo. Inoltre, per indigenza o per altri gravi motivi, si può esonerare le persone soggette all'obbligo del visto, che desiderano o devono entrare nel nostro Paese per un motivo differente da quello turistico.</p><p></p><p></p><p>3. L'esame delle domande di visto diventa sempre più gravoso, non da ultimo a causa di sempre più frequenti tentativi di frode e di falsificazione relativi alla procedura di rilascio dei visti. Per motivi di sicurezza sono inoltre indispensabili, in misura sempre maggiore, provvedimenti d'ordine infrastrutturale. Le circostanze attuali non permettono dunque di prendere in considerazione una diminuzione delle tasse per i visti. Anche l'odierna situazione finanziaria della Confederazione non dev'essere tralasciata. D'altro canto il Consiglio federale adegua costantemente la politica dei visti alla situazione di minaccia e mira, in caso di valutazione favorevole, a una soppressione reciproca dei visti. Seguendo questa prassi, la Svizzera ha revocato l'obbligo del visto nei confronti della maggior parte dei Paesi membri del Consiglio d'Europa. Una decisione in tal senso riguardante Paesi ancora soggetti all'obbligo del visto dipende dai criteri essenziali sui quali si fonda la politica in materia di visti. Tali criteri comprendono da un lato, aspetti di sicurezza interna e di controllo dell'immigrazione, d'altro canto tengono conto delle convergenze con la politica degli Stati membri dell'Accordo di Schengen, risp. dell'UE.</p>  Risposta del Consiglio federale.