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WASHINGTON - Il numero due della giustizia Usa, Rod Rosenstein, ha difeso le indagini sul Russiagate come «appropriate e indipendenti», una affermazione che contrasta con la definizione di Donald Trump, secondo cui si tratta di una «caccia alle streghe», e con lo scetticismo di molti repubblicani.
«La gente ha diritto di essere frustrata, posso accettarlo, ma alla fine l'opinione pubblica confiderà nel fatto che i casi contestati erano fondati su prove e che c'è stato un appropriato uso delle risorse», ha detto in una intervista al Wall Street Journal.
Rosenstein ha sottolineato che l'inchiesta ha già rivelato un ampio sforzo dei russi di interferire nelle presidenziali del 2016.
«Ho la responsabilità solenne di assicurarmi che i casi come questi siano perseguiti, e mi fa piacere che il presidente sostenga» questo sforzo, ha aggiunto il vice attorney general, con cui Trump sembra aver ricucito i rapporti dopo le rivelazioni di stampa secondo cui Rosenstein aveva suggerito di registrare il presidente e di usare il 25esimo emendamento per destituirlo.