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„Senza l'emancipazione delle donne, il concetto di democrazia sarebbe soltanto ipocrisia e menzogna."
La vita della ginevrina Emilie Gourd è stata interamente segnata dalla lotta per la parità sociale, politica ed economica delle donne. Fortemente influenzata dagli ideali di uguaglianza e libertà scaturiti dalla rivoluzione francese, Emilie Gourd investe il suo tempo e il suo patrimonio nel movimento femminista dell'epoca, autodefinendosi una "femminista di professione". Come presidente di numerose associazioni e organizzazioni s'impegna soprattutto a Ginevra, ma anche sul piano nazionale e internazionale, a favore dei diritti politici delle donne. Nel 1912 fonda il giornale "Le Mouvement féministe" (giunto fino ai giorni nostri con il nome di "L'Emilie"), di cui resta caporedattrice fino alla morte; in questa funzione affronta diverse tematiche correlate all'uguaglianza, come la necessità di un'assicurazione maternità, la parità salariale o il miglioramento delle possibilità di formazione per le ragazze e le donne. Oggi "L'Emilie" è considerato il più antico giornale femminista d'Europa.
Nel 1946, anno della morte di Emilie Gourd, il Cantone di Ginevra respinge per la terza volta il progetto di accordare il diritto di voto e di eleggibilità alle donne. Soltanto nel 1960 si realizza ciò per cui Emilie Gourd ha lottato tutta una vita: le donne di Ginevra ottengono, perlomeno a livello cantonale, la possibilità di esercitare a pieno titolo i loro diritti politici.