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In occasione dell'amichevole di calcio di questa sera tra le nazionali di Austria e Svizzera a Vienna le autorità escludono una minaccia terroristica. Le misure di sicurezza saranno tuttavia rafforzate.
Dopo gli attacchi di venerdì a Parigi avvenuti anche all'esterno dello Stade de France in cui si disputava l'incontro tra Francia e Germania, qualcosa può sempre accadere anche a Vienna, ma sappiamo che l'Austria non è il principale obiettivo del terrorismo jihadista, ha dichiarato il responsabile delle finanze e dell'organizzazione della Federazione austriaca di calcio Bernhard Neuhold, interrogato dall'agenzia di stampa nazionale Apa.
Fondamentalmente identica l'analisi della situazione fornita dalla polizia di Vienna: "non ci sono minacce concrete", ha riferito il portavoce Thomas Keiblinger.
Dopo un vertice, tenuto ieri, tra responsabili della sicurezza locale e nazionale, a cui hanno partecipato anche rappresentanti elvetici, sono comunque stati adottati due pacchetti di misure, uno simbolico e uno operativo, ha spiegato Neuhold.
In omaggio alle vittime di Parigi verrà osservato un minuto di silenzio, giocatori e arbitri porteranno una fascia da lutto e, prima dell'incontro, si rinuncerà all'usuale esecuzione della marcia di Radetzky.
L'aspetto operativo è costituito da dieci misure di sicurezza, che prevedono tra l'altro il rafforzamento del pattugliamento, anche con cani, e controlli più severi all'ingresso dello stadio, pure tramite rivelatori di metalli e cani addestrati per il riconoscimento di esplosivi.
SDA-ATS