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Jens Alder, presidente della direzione di Swisscom, ha annunciato le sue dimissioni. Sarà rimpiazzato dal direttore di Swisscom Mobile, Carsten Schloter.
Le dimissioni giungono mentre l'azienda sta discutendo con il governo – suo maggiore azionista – sulla strategia futura della società
Il presidente della direzione di Swisscom Jens Alder lascia il suo incarico: lo ha annunciato venerdì mattina l'operatore telefonico elvetico.
Lo sostituirà da subito Carsten Schloter, ex direttore di Swisscom Mobile. Alder è stato alla testa di Swisscom per sei anni.
Nel comunicato dell'ex-regia federale si legge che Alder «rassegna spontaneamente le proprie dimissioni da CEO di Swisscom con decorrenza dal 20 gennaio 2006.»
Con questo gesto - indica l'operatore - Alder «trae le conseguenze personali del cambiamento dei piani di espansione voluto dal Consiglio federale».
La nuova strategia aziendale, attualmente in fase di definizione, sarà perseguita dal suo successore.
Contributo straordinario
Diventato membro della direzione del Gruppo nel 1998, Alder è salito ai vertici dell'azienda nel 1999.
«Jens Alder ha fornito un contributo straordinario a Swisscom in un'epoca di grande dinamismo», afferma Markus Rauh, presidente del consiglio di amministrazione, nella nota diffusa da Swisscom.
Il suo successore, Carsten Schloter, nato nel 1963, è già stato direttore di Swisscom Mobile e membro della direzione del gruppo.
Schloter, cittadino tedesco è economista aziendale e tecnico informatico, ha studiato e lavorato a Parigi e parla tedesco, francese e inglese.
Prima di passare a Swisscom nell'anno 2000, ha lavorato per Mercedes e debitel in Francia e in Germania.
Alla sua guida - si legge nel comunicato - Swisscom Mobile ha raddoppiato il numero di clienti superando la soglia dei quattro milioni.
Schloter è sposato, ha tre figli e dal 2000 abita nella regione di Friburgo.
Dimissioni annunciate
Le dimissioni di Alder non giungono certo inaspettate. Gli avvenimenti degli ultimi tempi lasciavano presagire una possibile rinuncia del patron a continuare la sua missione a capo del gigante blu.
Lo scorso mese di novembre il governo aveva infatti annunciato l'intenzione di privatizzare Swisscom cedendo la sua quota maggioritaria.
La decisione aveva scatenato un acceso dibattito nell'opinione pubblica.
Il consiglio federale aveva poi bloccato la possibilità per Swisscom di espandersi all'estero, interrompendo così bruscamente la trattativa in corso con la compagnia irlandese Eircom.
In quell'occasione, Alder aveva dichiarato che la decisione del governo aveva procurato "danni significativi" all'azienda.
Nei nuovi obiettivi strategici, comunicati in dicembre, l'esecutivo ha poi ammorbidito il veto alle acquisizioni all'estero.
Il documento prevedeva inoltre misure per il mantenimento del servizio universale e limitava la possibilità per operatori esteri di acquistare Swisscom.
Anche questa decisione non è stata accolta favorevolmente, in particolare dagli analisti finanziari, secondo i quali in borsa vanno bene solo i gruppi suscettibili di essere acquistati anche da società estere.
Reazioni
Il sindacato della comunicazione spera che l'abbandono di Adler porti ad una svolta nella politica del personale di Swisscom.
"Ci aspettiamo da Carsten Schlotter un cambio di rotta nella soppressione d'impieghi", ha dichiarato il vice presidente Giorgio Pardini.
Pur riconoscendo all'ex patron di aver fatto dell'ex monopolio un'azienda florida, il sindacato deplora tuttavia i numerosi licenziamenti.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
23 novembre 2005 : Il Consiglio federale annuncia l'intenzione di cedere la sua quota maggioritaria in Swisscom (66,1% delle azioni).
Pochi giorni dopo, il governo blocca le acquisizioni di Swisscom all'estero.
La trattativa con l'operatore irlandese Eircom viene bruscamente interrotta.
2 dicembre 2005: Il governo precisa che il veto alle acquisizioni all'estero riguarda solo gli operatori nazionali di telefonia fissa.
20 gennaio 2006: In disaccordo con il riorientamento strategico del Consiglio federale sulla politica d'espansione del gigante blu, Jens Adler, direttore generale, rassegna le dimissioni.
In breve
Fino al 1998 Swisscom, l'«operatore storico», ha detenuto il monopolio sul mercato delle telecomunicazioni in Svizzera.
In quell'anno è cominciata la liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni e Swisscom ha fatto la sua entrata in borsa.
Attualmente il mercato è parzialmente aperto, con diversi operatori sia nella telefonia mobile che in quella fissa.
In quest'ultimo segmento, Swisscom mantiene ancora il monopolio sull"ultimo chilometro ("last mile"), ossia il collegamento finale che raccorda l'utente alla rete.