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Si chiude, il 4 febbraio, la stagione Play&Conduct 2021: protagonista del quarto appuntamento è il violoncellista franco-tedesco Nicolas Altstaedt. Dopo il riconoscimento del Credit Suisse Artist Award nel 2012, Altstaedt vanta già collaborazioni e residenze d’eccellenza.
Nel programma della serata, due pagine “moderne” si inseriscono nella cornice formata da due opere maestre di Franz Joseph Haydn, lo spettacolare Primo Concerto per violoncello e orchestra in do maggiore e la Sinfonia n. 60 detta il Distratto. Questa sinfonia è un’originale rielaborazione di alcune musiche di scena che progressivamente dona l’impressione voluta di disordine, con i musicisti che interrompono il Prestissimo finale per accordare gli strumenti. Una sinfonia in sei movimenti colma di idee e melodie popolaresche polacche, francesi e bulgaro-balcaniche, che ha indicato la via per usare il materiale folclorico ai compositori della scuola ungherese come Sándor Veress. Il compositore elvetico-magiaro si inserisce in questa tradizione con la prima delle due opere “moderne” in programma, le Quattro danze transilvane per orchestra d’archi. La seconda opera cameristica racchiusa fra le opere di Haydn ne discende per lo spirito umoristico e scanzonato, si tratta de La joie de vivre, opera dell’insigne docente Wilhelm Killmayer, per decenni colonna della Hochschule für Musik di Monaco di Baviera.