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La Svizzera dovrebbe dotarsi di una norma specifica contro il terrorismo, che punisca anche il sostegno e l'apologia di questi atti.
È quanto suggerisce al Plenum la commissione della politica di sicurezza del Nazionale, che con 15 voti a 9 ha dato seguito a un'iniziativa parlamentare del PLR.
Prima che un progetto concreto venga redatto, serve l'avallo della commissione degli Stati. Si tratta di riprendere un'idea lanciata dal Consiglio federale nel 2002 alla quale le Camere non avevano dato seguito, si legge oggi in un comunicato dei servizi del Parlamento.
La maggioranza della commissione vuole dare un segnale forte per prevenire e limitare le attività terroristiche di ogni genere. Si tratta di prendere in considerazione anche gli atti preparatori e l'apologia del terrorismo, fatti di cui il diritto in vigore non tiene sufficientemente conto. Un'altra motivazione per nuove norme specifiche è l'aumento crescente del numero di candidati alla jihad.
Il testo dell'iniziativa parlamentare prevede che sarà punito anche chi si associa o sostiene un gruppo terroristico, chi fornisce risorse umane o materiali, chi organizza azioni di propaganda o raccoglie adepti. La pena sarà di almeno un anno di prigione.
In caso di atti gravi, volti a ferire o uccidere un gran numero di persone, la pena andrà da almeno dieci anni fino all'ergastolo. La preparazione concreta di un atto terroristico sarà sanzionata con massimo cinque anni di carcere. L'apologia sarà invece punita con massimo tre anni di prigione. La giustizia potrà ridurre la pena in caso di collaborazione con le autorità.
SDA-ATS