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Un gruppo di ricercatori della Carnegie Mellon Univesity è riuscito a ricreare in cuore umano, in tutte e sue parti, con un nuovo metodo di stampa 3D.
La rivista accademica Science ha pubblicato un importante contributo, per il ramo dell'ingegneria biomedica, proveniente dalla Carnegie Mellon University di Pittsburgh (USA). Dei ricercatori dell'istituto statunitense, infatti, sono riusciti a ricreare e ad assemblare tutte le parti di un cuore dell'essere umano, dalle dimensioni di quello di un neonato, prodotto con un nuovo metodo di stampa 3D chiamato Fresh v2.0. Grazie a tale tecnica, gli scienziati hanno potuto produrre interi tessuti (dai capillari ai ventricoli) e - in particolar modo - sono riusciti a ricreare il collagene, ovvero la principale proteina del tessuto connettivo negli animali.
La stampa 3D del collagene risulta essere particolarmente difficile, come sottolineato Andrew Hudson - co-primo autore dello studio - secondo cui il collagene artificiale "nel primo stadio, ha la struttura di un fluido. Per questo è complicato riprodurlo sulla piattaforma di costruzione, dove crea una sorta di pozzanghera e non riesce a solidificarsi". Tramite Fresh v2.0, però, i ricercatori sono riusciti far sì che il collagene venga artificialmente creato, senza deformarsi. Il collagene, infatti, viene immerso in un gel che consente la sua solidificazione e che, in un secondo tempo, si disperde, lasciando unicamente la struttura di collagene solidificata.
Lo sviluppo della tecnica Fresh v2.0 potrebbe avere importanti applicazioni in svariati aspetti della medicina rigenerativa, dalla citata ingegneria biomedica, alla riparazione delle ferite e dei tessuti lesi.