Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/209917

<h2>SubmittedText<h2><p>Nei prossimi uno a due anni l'industria svizzera attraverserà una fase molto difficile: la recessione globale iniziata già nel 2019, la crisi dell'industria automobilistica, la forte rivalutazione del franco svizzero rispetto all'euro e le conseguenze della pandemia di COVID-19 pregiudicano la piazza di produzione svizzera. Per il momento l'industria non ha chiesto l'adozione di un piano di ripresa economica. Come in altri settori, occorre tuttavia accelerare i ritmi degli acquisti di beni d'armamento già deliberati e acquistare per quanto possibile produzione svizzera. Le risorse finanziarie a disposizione dei programmi d'armamento dovranno essere pienamente sfruttate: in tal modo si eviteranno residui di credito a fine anno e si assicureranno posti di lavoro in Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è disposto ad accelerare i ritmi degli acquisti di beni d'armamento già deliberati e ad acquistare per quanto possibile produzione svizzera?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a sfruttare pienamente nell'anno in corso le risorse finanziarie a disposizione dei programmi d'armamento, per evitare residui di credito e assicurare posti di lavoro in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale mira a realizzare gli acquisti di armamenti il più rapidamente possibile e riducendo i rischi. In vista di un'accelerazione dei progetti d'acquisto il DDPS ha fatto recentemente analizzare da una ditta esterna gli iter attuali. L'attuazione delle raccomandazioni emerse dall'analisi avverrà nei prossimi mesi. Accelerare gli acquisti di armamenti già decisi non è invece facilmente attuabile. Questi seguono un iter complesso e chiaramente disciplinato, che deve tenere conto delle direttive del diritto in materia di acquisti, delle capacità e dei termini di consegna dell'industria degli armamenti nonché degli ampi programmi di test.</p><p>Entro i margini di manovra prestabiliti, il materiale d'armamento viene già oggi acquistato in Svizzera quando ciò è possibile. Il Consiglio federale continuerà questa prassi anche in futuro. Non sarebbe invece un'opzione aggiudicare a imprese svizzere, allo scopo di sostenere il sistema produttivo Svizzera, acquisti all'estero già approvati. Se gli acquisti (scelta del modello e del fabbricante incluse) sono approvati dal Parlamento, vengono conclusi dei contratti con i fabbricanti. Comporterebbe un grave danno alla reputazione il fatto che la Confederazione Svizzera receda senza gravi motivi da un simile contratto e scelga un altro offerente. Il recesso da un contratto concluso sarebbe inoltre legalmente impugnabile, implicherebbe un obbligo di indennizzo e sarebbe in contrasto con la decisione del Parlamento.</p><p>2. Il Consiglio federale intende realizzare correttamente i progetti d'acquisto e rispettare le condizioni quadro finanziarie. Tuttavia, nel caso di grandi progetti impegnativi e complessi, non è sempre possibile percepire interamente prestazioni entro il termine previsto. Ciò rappresenta una sfida particolare nella situazione attuale in cui, a causa della pandemia di COVID-19, non tutti i progetti possono essere portati a termine come previsto. Le catene di fornitura di componenti di sistema sono state ad esempio interrotte per mesi e non è stato possibile effettuare viaggi di servizio per svolgere test o procedere al collaudo d'accettazione del materiale. Quando sono possibili acconti, il DDPS si avvale di questa possibilità. L'obiettivo è di mantenere i residui di credito al livello più basso possibile, nei limiti consentiti dalla situazione attuale.</p>  Risposta del Consiglio federale.