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<h2>SubmittedText<h2><p>Con effetto dal 1o luglio 2005, il Consiglio federale ha stralciato dal catalogo delle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie ai sensi della LAMal cinque prestazioni di medicina alternativa e complementare. Il rapporto di valutazione non è stato dibattuto e le commissioni parlamentari competenti non sono state consultate. Due giorni dopo la decisione del Consiglio federale il signor Brunner, vicedirettore dell'UFSP, ha prospettato anche lo stralcio della psicoterapia e della riabilitazione. Chiediamo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono le basi costituzionali su cui si fonda nel prendere le sue decisioni?</p><p>2. La riduzione del catalogo delle prestazioni non è in contrasto con lo spirito della legge sull'assicurazione malattie, in particolare per ciò che concerne la scelta della cura?</p><p>3. Intende addossare le eccedenze di costi sugli assicurati, creando in questo modo una medicina a due velocità?</p><p>4. Vuole attuare l'iniziativa popolare dell'UDC ancora prima di aver sottoposto al Parlamento il relativo messaggio?</p><p>5. Quali modifiche della LAMal prevede per poter stralciare altre prestazioni dal relativo catalogo dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie?</p><p>6. Vi è un legame tra la sua decisione relativa alla medicina alternativa e la pubblicità fatta immediatamente dopo dal Groupe mutuel per assicurazioni complementari che coprono le prestazioni stralciate?</p><p>7. Sul piano prettamente giuridico, le casse malati possono semplicemente modificare nel corso dell'anno i contratti vigenti, su cui si basano i premi?</p><p>8. Dopo lo stralcio di prestazioni dal relativo catalogo, le casse malati sono tenute a ridurre i premi per la seconda metà dell'anno?</p><p>9. Sul piano finanziario, provvedimenti di questo genere servono a contenere o addirittura ridurre i costi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie?</p><p>10. In questo dibattito, per trovare strumenti in grado di contenere i costi della sanità pubblica non ci si dovrebbe concentrare maggiormente sul consumo di prestazioni e sul ruolo dei medici nel coordinamento delle cure?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'articolo 117 capoverso 1 della Costituzione federale (Cost.; RS 101) conferisce alla Confederazione un'ampia competenza legislativa nel campo dell'assicurazione contro le malattie e gli infortuni. L'articolo 33 capoverso 1 della legge federale del 18 marzo 1994 sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) autorizza il Consiglio federale a designare le prestazioni fornite da medici e chiropratici i cui costi non sono assunti dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie o lo sono soltanto a determinate condizioni. Nell'articolo 33 capoverso a dell'ordinanza del 27 giugno 1995 sull'assicurazione malattie (OAMal; RS 832.102), il Consiglio federale ha delegato questa competenza al Dipartimento federale dell'interno (DFI). La decisione di quest'ultimo di sopprimere l'obbligo di rimborso da parte degli assicuratori malattie delle prestazioni di medicina antroposofica, omeopatia, terapia neurale, fitoterapia e medicina tradizionale cinese non è pertanto contestabile sul piano del diritto di delega delle competenze.</p><p>2. La libera scelta della terapia è indubbiamente un principio fondamentale dell'attuale sistema dell'assicurazione malattie. Tale libertà concerne però esclusivamente le prestazioni che rispondono ai criteri legali dell'efficacia, dell'appropriatezza e dell'economicità. La decisione di stralciare le cinque prestazioni di medicina complementare è stata determinata proprio dal fatto che l'adempimento dei criteri legali non era sufficientemente provato.</p><p>3./4./5./10. Nel suo messaggio del 22 giugno 2005 (FF 2005 3895), il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa popolare "Sì al ribasso dei premi delle casse malati nell'assicurazione di base" soprattutto per il fatto che la riduzione dei premi promessa nel titolo dell'iniziativa potrebbe in realtà essere raggiunta unicamente mediante una riduzione delle prestazioni dell'assicurazione di base. Il Consiglio federale è contrario ad una tale riduzione perché per l'evoluzione dei costi non è determinante il fatto che la prestazione sia a carico dell'assicurazione di base, ma piuttosto il volume delle prestazioni superflue in un caso individuale. L'obiettivo di una vera strategia di contenimento dei costi deve quindi essere quello di agire sul volume delle prestazioni superflue. A tal fine il Consiglio federale ha proposto al Parlamento diverse misure, quali l'introduzione della libertà contrattuale o il rafforzamento del ruolo dei medici, menzionato nell'interpellanza, tramite il promovimento di modelli managed care. Non sono pertanto previsti provvedimenti legislativi volti a ridurre il catalogo delle prestazioni. Questo non esclude tuttavia che anche in futuro prestazioni dimostratesi inefficaci, inappropriate o non economiche siano escluse dall'obbligo di rimborso da parte delle casse malati. L'amministrazione federale sta svolgendo internamente lavori preliminari in questo senso, al fine di valutare se determinate prestazioni attuali, ad esempio nel settore dei medicamenti o dei mezzi e degli apparecchi, adempiano i requisiti legali dell'efficacia, appropriatezza ed economicità.</p><p>6. Non vi è alcun legame diretto tra lo stralcio delle cinque prestazioni summenzionate e l'avvenuta pubblicizzazione di assicurazioni complementari. Tuttavia la scadenza dell'obbligo di rimborso per le cinque prestazioni di medicina complementare, fissata al 30 giugno 2005, era menzionata esplicitamente nell'ordinanza. Ogni assicuratore poteva quindi ritenere lo stralcio di queste prestazioni un'eventualità quantomeno teoretica.</p><p>7./8. Nella procedura di approvazione dei premi, l'UFSP tiene conto dei preventivi stabiliti dagli assicuratori, che presentano un certo grado di incertezza legato all'evoluzione dei costi. I premi incassati devono complessivamente coprire le prestazioni pagate, indipendentemente dai fattori di costo (medici, ospedali, medicamenti). Una stima dei costi per eccesso o per difetto si traduce in un beneficio o in una perdita. Il risultato, sia negativo che positivo, si ripercuote integralmente sulle riserve, che sono prese in considerazione al momento dell'approvazione dei premi. Lo stralcio o l'aggiunta di una particolare prestazione nel catalogo dell'assicurazione di base ha quindi solo poca influenza sui premi di un determinato anno e/o di un determinato assicuratore.</p><p>Una riduzione dei premi in seguito allo stralcio di una prestazione dal relativo catalogo non è prevista nel sistema di finanziamento della LAMal. Qualsiasi modifica dei premi comporta tutta una procedura di fissazione, approvazione e comunicazione dei nuovi premi. Conformemente all'articolo 7 LAMal, la comunicazione di un nuovo premio dà ad ogni assicurato il diritto di cambiare assicuratore. Una tale procedura sarebbe sproporzionata rispetto alle ripercussioni relativamente modeste dello stralcio di una prestazione nel corso dell'anno sui costi e quindi sui premi dell'anno in questione.</p><p>9. I costi complessivi delle prestazioni di medicina complementare stralciate dal catalogo delle prestazioni sono stimati a circa 60-80 milioni di franchi all'anno. Le ripercussioni finanziarie di un'applicazione sistematica delle disposizioni legali (efficacia, appropriatezza, economicità) non sono prevedibili. Al riguardo possono però interessare le seguenti considerazioni: </p><p>- in base alle esperienze fatte nei modelli managed care è realistico ipotizzare risparmi tra il 20 e il 30 per cento (tenuto conto dei fattori di morbilità, senza diminuzione della qualità);</p><p>- questi risparmi non avranno però ripercussioni immediate e dirette sui costi complessivi e sugli importi dei premi, in primo luogo perché i costi dipendono fortemente dalle strutture esistenti e secondariamente perché in determinati campi della medicina vi è un ritardo da colmare. I risparmi realizzati stralciando prestazioni poco efficaci, appropriate o economiche rendono inoltre disponibili risorse per terapie nuove e più efficaci, ma anche più costose. I risparmi permettono così di continuare a rendere accessibili a tutti gli assicurati i veri progressi della medicina e di impedire al meglio la creazione di una medicina a due velocità.</p>  Risposta del Consiglio federale.