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Un uomo di 51 anni è stato fermato per essere interrogato
CITTÀ DEL CAPO - Sono drammaticamente peggiorate le condizioni dell'incendio che ha interessato questa mattina il Parlamento sudafricano, a Città del Capo. In un primo momento le fiamme parevano essere «sotto controllo», come assicurato dalle stesse autorità, ma poi la situazione è degenerata e ora i funzionari ammettono che l'intero complesso parlamentare è gravemente danneggiato.
La polizia ha dichiarato ai media che un 51enne è stato trattenuto per essere interrogato in relazione all'incendio. Il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa, da parte sua, ha aggiunto che l'impianto antincendio dell'edificio non ha funzionato correttamente - le sirene avrebbero cominciato a suonare quando le operazioni di spegnimento erano già in corso - e ha elogiato l'opera dei pompieri, intervenuti a decine sul posto. Senza di essi la sede dell'Assemblea nazionale sarebbe stata ridotta in «cenere». Si tratta, ha dichiarato il leader sudafricano, di un «evento terribile e devastante». La gran quantità di tappeti e pavimenti di legno ha complicato parecchio il lavoro dei pompieri, tanto che l'incendio non si può ancora considerare domato.
«L'aula dove si riuniscono i parlamentari è bruciata interamente» ha dichiarato il portavoce dell'Assemblea nazionale Moloto Mothapo.
Si presume che le fiamme siano partite da un ufficio al terzo piano e che abbiano poi raggiunto il tetto e si siano diffuse nei locali della Camera bassa del Parlamento, provocando gravi distruzioni. Una colonna di fumo si è levata nel centro di Città del Capo. Nessuna persona sarebbe rimasta ferita.
Ramaphosa ha assicurato che, nonostante il grave incidente, i lavori dell'Assemblea nazionale proseguiranno senza interruzioni.
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