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BUENOS AIRES - Il Senato argentino ha respinto oggi con 38 voti contrari e 31 favorevoli un progetto di Legge sulla interruzione volontaria della gravidanza.
Il voto di rigetto del provvedimento trasmesso dalla Camera, che lo aveva approvato in giugno di stretta misura, non è giunto inatteso ed era stato previsto da analisti e media fin da prima dello svolgimento del dibattito, cominciato ieri alle 10:30 locali (le 15:30 svizzere).
Subito dopo la bocciatura del progetto di legge, un gruppo di una trentina di militanti favorevoli alla legge hanno lanciato oltre le barriere divisorie - all'altezza dell'Avenida Rivadavia - bottiglie e oggetti verso i manifestanti pro-vita. La polizia ha risposto con gas lacrimogeni ed almeno una persona è rimasta ferita. Nel frattempo, i 'fautori della vita' riuniti sulla piazza davanti al Congresso di Buenos Aires hanno festeggiato con fuochi d'artificio. Minori di numero rispetto alle migliaia di persone favorevoli alla legge, i 'fautori della vita', per lo più di area cattolica o evangelica - caratterizzati da fazzoletti celesti al collo - hanno inoltre scandito slogan per la tutela della vita "fin dal momento della concezione". I manifestati favorevoli alla legge portavano al collo fazzoletti verdi.
Cosa prevedeva la legge
Il principale elemento di novità della Legge appena respinta era la possibilità per tutte le donne di interrompere la gravidanza entro la 14/ma settimana, mentre con la normativa attuale, che si rifà al codice penale del 1921, autorizza l'aborto solo quando la gravidanza è frutto di uno stupro o vi sia pericolo per la vita della madre. Inoltre, il progetto di legge prevedeva che l'aborto potesse essere eseguito in qualsiasi ospedale o clinica pubblica o privata, senza costo per l'intervento, le medicine e le eventuali terapie di appoggio.
Secondo la legge argentina, il 'no' del Senato significa che per un anno non sarà possibile ripresentare una nuova legge sullo stesso tema. Inoltre, il 2019 sarà un anno elettorale e quindi poco opportuno per l'esame di temi con un contenuto di forte tensione sociale.
Le parole del presidente argentino Macri
Il presidente argentino Mauricio Macri ha sostenuto oggi, dopo il rigetto da parte del Senato del progetto di legge che regolamentava l'aborto, che il dibattito ha dimostrato che "siamo un Paese che avanza attraverso il dialogo e la tolleranza".
Conversando con i giornalisti accreditati alla Casa Rosada, Macri ha aggiunto che "lavoreremo con le province del Nord e con la provincia di Buenos Aires, perché è la dove abbiamo la maggior quantità di gravidanze non desiderate. Il problema esiste - ha aggiunto - e queste ragazze hanno bisogno di un modo per pianificare la loro vita".
Il Paese, ha infine detto il capo dello Stato, ha bisogno di "più dialogo ed educazione" sottolineando che il tema dell'aborto è uno di "una serie di dibattiti che cominciano e continueranno". La mia preoccupazione, ha concluso, "è far inserire nei programmi scolastici l'educazione sessuale".