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La ‘Coalizione per le multinazionali responsabili’ ha depositato alla Cancelleria federale una petizione munita di 217’509 firme che chiede una legge efficace sulla responsabilità delle multinazionali.
A due anni esatti dalla bocciatura in votazione dell’iniziativa per le multinazionali responsabili – respinta dalla maggioranza dei cantoni, ma accettata dal 50,7% dei votanti – gli iniziativisti hanno depositato una petizione a Berna. In 100 giorni hanno raccolto oltre 200’000 firme.
«Noi stessi siamo impressionati dal numero di firme raccolte in così poco tempo», commenta in una nota Dick Marty, ex consigliere agli Stati (Plr/Ti) e membro del comitato della Coalizione. «L’enorme risposta alla petizione dimostra chiaramente che le persone non vogliono che la Svizzera diventi l’unico Paese in Europa senza responsabilità delle multinazionali», ha aggiunto.
«Se una multinazionale come Glencore viola i diritti umani o distrugge l’ambiente, non viene ancora ritenuta responsabile dei suoi atti», ha dichiarato Chantal Peyer, consulente dell’Aiuto delle Chiese evangeliche svizzere (Aces) e membro del comitato. «Durante la campagna di votazione il Consiglio federale ha promesso una legge ‘coordinata a livello internazionale’. È ora che anche la Svizzera si doti di una legge efficace sulla responsabilità delle imprese multinazionali», sul modello della direttiva dell’Ue.
Dopo il voto sull’iniziativa Multinazionali responsabili, sono stati rivelati nuovi casi di violazioni dei diritti umani e di inquinamento ambientale da parte di multinazionali con sede in Svizzera, osserva la Coalizione. Alla fine di settembre, i giornali Tamedia hanno reso noto che Ubs finanziava multinazionali brasiliane dell’agroalimentare coinvolte nella deforestazione illegale.
La compagnia di navigazione di container Msc, leader mondiale del settore, sta facendo smantellare le sue navi in condizioni catastrofiche sulle spiagge indiane. Inoltre, nuovi documenti rivelano come Syngenta abbia nascosto i pericoli del suo pesticida Paraquat. «Le multinazionali devono essere ritenute responsabili dei danni che causano. Questo è l’unico modo per evitare problemi simili in futuro», conclude Rahel Ruch, direttrice della Coalizione.