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LOSANNA - Per ottenere la custodia alternata dei figli in caso di separazione o divorzio tra i due genitori deve sussistere una buona comunicazione. Il Tribunale federale (TF) ha confermato una decisione della Corte di giustizia di Ginevra che ha scelto di non concederla al papà di due bambini di rispettivamente quattro e sette anni.
In seguito alla separazione, avvenuta nel 2014, il tribunale di prima istanza aveva scelto per i due bimbi una custodia alternata. I piccoli vivevano quindi una settimana presso la madre e quella successiva dal padre.
Non d'accordo con tale decisione, la madre aveva presentato ricorso alla Corte di giustizia che le ha dato ragione accordando solo il diritto di visita esteso al padre. In ultima istanza, il TF conferma questa soluzione in una sentenza pubblicata oggi.
Anche se dal 2014 è entrata in vigore l'autorità parentale congiunta, essa non implica necessariamente l'istituzione della custodia alternata. A risultare determinante nell'instaurazione di quest'ultima è il bene del bambino, afferma il TF in un comunicato odierno in cui spiega i criteri che i giudici devono tenere in considerazione per prendere una decisione.
Bisogna prima di tutto valutare se entrambi i genitori siano in grado di educare il figlio. È poi necessario verificare la loro volontà e capacità di comunicare e di cooperare nonché l'esistenza di misure organizzative e di una regolare trasmissione di informazioni.
Da tenere in considerazione sono anche la situazione geografica e la distanza che separa le due abitazioni, la relazione di un bambino con fratelli e sorelle, l'appartenenza alla cerchia sociale e l'età. Anche se il bimbo, per motivi d'età, non ha ancora la capacità di giudizio, si deve tener conto dei suoi desideri.
Infine - afferma il TF - nessuno studio psicologico dell'infanzia si è mai pronunciato in modo assoluto a favore o contro l'introduzione di questo modello di accudimento.
Nella fattispecie, il TF ricorda che la Corte di giustizia ha principalmente motivato il suo rifiuto d'instaurare la custodia alternata per l'assenza di comunicazione tra i due genitori. Tale lacuna ha causato malintesi e la mancanza di informazioni che non permettono di considerare la custodia alternata nell'interesse dei figli. (sentenza 5a_904/2015 del 29 settembre 2016)