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La prima donna prima ministra svedese, la 54enne socialdemocratica Magdalena Andersson, era stata confermata dal Parlamento svedese mercoledì scorso. Una nomina avvenuta quasi cento anni dopo che il paese scandinavo ha esteso alle donne il diritto di voto.
Poche ore dopo aver assunto l’incarico però, la Andersson è stata costretta a dimettersi quando un membro del partito dei Verdi appartenente alla coalizione di centro-sinistra di governo, si è dimesso per protestare contro il Parlamento che aveva approvato un disegno di legge di bilancio sostenuto dai partiti moderati conservatori.
I Verdi svedesi hanno lasciato il governo dopo che la proposta alternativa del partito socialdemocratico era stata respinta in Parlamento per il mancato sostegno al bilancio del partito di centro, facendo crollare la sua coalizione. Il paese si è trovato nuovamente di fronte ad una incertezza politica.
Dopo le sue dimissioni, il Parlamento svedese ha nuovamente approvato lunedì, dopo un’intesa settimana politica e con soli due voti di margine, la sua (ri)nomina a primo ministro dopo aver presentato una squadra di 22 ministri che compongono il nuovo governo a partito unico, come qualcosa di completamente nuovo.
Ma la strada per quello che appare un governo di minoranza, non sarà facile. Per far passare la sua politica, la Andersson avrà bisogno di cercare sostegno da più parti politiche in diverse questioni.
Gli analisti lo vedono come il governo più debole in termini di mandati dal 1978. Il partito socialdemocratico senza i partiti ambientalisti, può contare infatti soltanto su 100 dei 349 seggi parlamentari.
Nelle ultime elezioni parlamentari i socialdemocratici hanno sempre perso qualche seggio. La Andersson ha una strada difficile verso le prossime elezioni che si terranno nel 2022, per mantenere il confine a sinistra, dovendo accettare la cooperazione di partiti all’opposizione. È costretta ad esempio, a concretizzare diverse proposte della destra, come la riduzione delle tasse sulla benzina.
Le priorità per la Andersson sono fondamentalmente tre: riprendere il controllo del welfare, un problema sociale sempre caro ai socialdemocratici, accelerare le leggi a favore del cambiamento climatico e fermare la grave violenza criminale.
Per quest’ultimo obiettivo è stata particolarmente chiara sul fatto che gli investimenti nella magistratura non sono sufficienti per schiacciare il crimine di gruppo, ma ha già annunciato nuove misure che oggi non sono consentite. Come ad esempio, la possibilità per la polizia di avere il diritto di leggere i telefoni cellulari dei sospetti utilizzando le loro impronte digitali o il riconoscimento facciale.
Laureata in economia, ha studiato a Stoccolma, a Vienna e all’università di Harvard negli Stati Uniti. Per sette anni, ha ricoperto la carica di ministro della Finanze, prima di diventare prima ministra.