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Due giorni dopo l'uccisione di due bambini a Flaach (ZH), l'Autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) di Winterthur-Andelfingen ha preso posizione sostenendo di non aver evidenziato alcuna grave minaccia che lasciava presagire il dramma. L'APMA aveva permesso ai bimbi di trascorrere le feste natalizie con la madre, ora fortemente sospettata di aver ucciso i figli.
L'APMA aveva già ricevuto in precedenza segnalazioni concernenti problemi esistenti all'interno della famiglia. Per questo motivo aveva avviato una procedura di verifica, scrive la stessa autorità di protezione in una nota.
Durante tutta la durata della procedura, l'APMA aveva ordinato delle misure preventive. Aveva comunque concesso alla madre la possibilità di vedere i figli nel centro d'accoglienza di Zurigo in cui erano ospitati.
Per le festività natalizie i due bimbi avevano potuto rientrare a casa, a partire dal 19 dicembre. Non era infatti stata evidenziata alcuna minaccia grave per i bambini, afferma ancora l'autorità di protezione. Il 4 gennaio la madre avrebbe dovuto riportarli al centro.
La sera del primo gennaio, la madre, una 27enne di nazionalità svizzera, aveva però segnalato alle forze dell'ordine la morte dei suoi due figli. La donna, che si era autoinflitta delle ferite, era fuggita dall'appartamento prima dell'arrivo delle forze dell'ordine, ma le ricerche immediatamente avviate hanno consentito di arrestarla rapidamente. La polizia sospetta fortemente che sia l'autrice del duplice omicidio.
La presa di posizione dell'APMA arriva dopo che ieri si è saputo che la donna, in una lettera datata 28 dicembre e recapitata a diversi media, aveva accusato l'autorità di protezione di averle portato via i figli.
La decisione di togliere l'autorità parentale seguiva un intervento di polizia del 4 novembre scorso, nell'ambito del quale i genitori furono arrestati per sospetta truffa. La madre fu rilasciata qualche giorno più tardi, mentre il padre si trova tuttora in carcere.
SDA-ATS