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Sony Music annuncia di avere acquistato l’intero catalogo delle registrazioni di Bob Dylan compresi i diritti su tutti i suoi album e “su multiple future incisioni”. Gli estremi finanziari dell’accordo raggiunto lo scorso luglio non sono stati resi noti, ma la vendita dovrebbe portare in tasca a Dylan quanto (o più di quanto) incassato da Bruce Springsteen, che l’anno scorso ha ceduto sempre alla Sony il suo intero catalogo, testi e incisioni compresi, per mezzo miliardo di dollari.
Alla fine del 2020 l’ormai ottantenne premio Nobel per la letteratura aveva venduto alla rivale Universal il suo catalogo editoriale per una cifra stimata tra i 300 e i 400 milioni, e ora, secondo Billboard, i diritti alle registrazioni potrebbero esser stati pagati altri 200 milioni alla luce di una stima di 16 milioni di dollari di redditi worldwide. L’intesa è rimasta per sei mesi sotto chiave, un fatto raro nell’industria discografica. Le vendite, negli ultimi tempi, hanno riguardato anche nomi del calibro di Neil Young, Paul Simon, Tina Turner, Mick Fleetwood dei Fleetwood Mac, e gli eredi di Bowie. La regina del country Dolly Parton ci sta ancora pensando.