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Il Consiglio degli Stati ha rifiutato a forte maggioranza l’espulsione sistematica degli stranieri criminali. Questa decisione costituisce un evidente disprezzo della decisione popolare del 28 novembre 2010. L’UDC s’attende dal Consiglio nazionale che rimanga fermo sulla sua posizione e che mantenga il suo progetto d’applicazione dell’articolo sull’espulsione sulla base dell’iniziativa d’attuazione depositata dall’UDC. Se ciò non fosse il caso, il popolo dovrà imporre una volta per tutte l’espulsione degli stranieri criminali con una nuova votazione. L’aspetto più inquietante del dibattito alla Camera alta è che ben 16 consiglieri agli Stati dai ranghi di PS, Verdi, Verdi liberali, PPD e PLR hanno voluto invalidare l’iniziativa d’attuazione per ragioni puramente politiche de senza alcuna base costituzionale. Il loro unico motivo è che questa iniziativa è stata lanciata dall’UDC e che ha buone chance di essere accettata dal popolo. Questi deputati negano in realtà all’UDC e ai 155’000 firmatari della sua iniziativa il diritto di utilizzare questo strumento democratico, il che è mostruoso.
Solo circa 500 stranieri criminali possono attualmente essere espulsi ogni anno verso il loro paese d’origine. Si tratta di una lacuna del nostro sistema giuridico che popolo e cantoni hanno deciso di colmare il 28 novembre 2010 accettando l’iniziativa per l’espulsione, che impone un’espulsione automatica degli autori di delitti gravi. Grazie a questo nuovo articolo costituzionale, le cittadine e i cittadini potrebbero essere protetti da circa 18’000 criminali stranieri (calcolo fatto dal Consiglio federale per il 2012), i quali dovrebbero lasciare la Svizzera non appena espiata la pena. Nonostante il Consiglio nazionale si sia accordato su un compromesso basato sull’iniziativa d’attuazione lanciata dall’UDC, la grande maggioranza del Consiglio degli Stati ha deciso, come il Consiglio federale, di ignorare la volontà del popolo. Volendo introdurre una cosiddetta clausola per i casi di rigore, che permetterebbe in realtà d’impedire qualsiasi espulsione, la Camera alta riprende il controprogetto all’iniziativa che popolo e cantoni hanno chiaramente rifiutato.
La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha avuto un atteggiamento particolarmente ambiguo durante il dibattito del Consiglio degli Stati, tentando di attribuire agli iniziativisti la responsabilità di false informazioni diffuse dal suo attuale dipartimento che, prima della votazione del 2010, aveva sottostimato le possibili espulsioni.
Per l’UDC le cose sono chiare: se la soluzione del Consiglio nazionale non finisce per essere adottata dal Parlamento, il popolo avrà l’occasione d’imporre definitivamente l’espulsione degli stranieri criminali grazie all’iniziativa d’attuazione. È decisamente increscioso che siano già passati quattro anni dall’accettazione dell’iniziativa per l’espulsione. Con le loro manovre ostruzionistiche e il loro rifiuto di applicare la volontà del popolo, il Consiglio federale e il Consiglio degli Stati sono responsabili di fronte alle innumerevoli vittime di atti criminali commessi nel frattempo da stranieri.
UDC Svizzera
Berna, 10 dicembre 2014