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L'ex numero 1 Marat Safin, oggi 39enne, racconta di non essere mai stato un 'party animal' e incorona Federer come miglior giocatore di sempre, con largo distacco sugli tutti gli altri.
Il due volte vincitore di un torneo del Grand Slam, nonchè ex numero 1 al mondo, ha smentito l'immagine che lo voleva un festaiolo - durante la carriera da professionista - e ha parlato degli attuali migliori tennisti al mondo, non avendo dubbi sul fatto che Federer è stato il migliore di sempre.
«La gente che mi ha sempre screditato dipingendomi come un party animal è gente che non ha mai vinto nulla. Sono dei perdenti. Io non sono mai stato il numero 1 della notte».
È un immagine che gli sta scomoda, e a 39 anni Marat Safin non vuole più essere riconosciuto per essere stato il grande festaiolo del circuito ATP, ma piuttosto per le sue gesta sui campi da tennis, per i suoi tornei vinti, il suo stile di gioco creativo, coraggioso e potente.
Il suo problema più grande risiedeva nel fatto che non aveva fiducia in se stesso. Per fortuna incontrò due coach - Tiriac e Andrey Chesnokov - che lo aiutarono molto a livello emotivo, oltre che tennistico ovviamente.
Diciannove anni fa, dopo aver battuto Pete Sampras in finale degli US Open, l'allora ventenne Safin celebrò tutta la notte in una discoteca di New York in compagnia del musicista Lenny Kravitz. Dopo una sola ora di sonno il tennista russo si presentò ai giornalisti per la tradizionale intervista.
«Sinceramente non ricordo i festeggiamenti di quella notte, ma i miei famigliari mi raccontano quanto incredibile è stata».
Safin non nega che quella notte scorsero fiumi di vodka e champagne: «Bere molto ti fa sentire come un supereroe. Questo non significa che lo facessi sempre».
La tematica cambia. Si parla della generazione corrente di grandi tennisti, Novak Djokovic compreso; Safin è convinto che Roger Federer sia il migliore di tutti, di sempre, e con un grande distacco su tutti gli altri.
«Federer usa lo slice, serve e fa le vollée, rimane dunque imprevedibile - dice l'ex campione russo - inoltre usa molto la testa. Molti giocatori possono pensare di essere bravi quanto Federer, ma alla fine, nessuno gli si avvicina».
«Se guardo Tomas Berdych, Grigor Dimitrov o Milos Raonic, giocano tutti lo stesso tennis», continua Safin.
«Non solo giocano alla stessa maniera - secondo l'ex tennista russo - ma sono addirittura noiosi, e questo non è certo un bene per lo sviluppo di questo sport».
«A dir la verità - continua Safin - questi proprio non giocano a tennis, sono solo dei robot. Il motto generale sembra essere: 'colpire la palla più forte che si può e vedere poi cosa succede».
Secondo Safin anche Djokovic e Wawrinka giocano in questa maniera.
Le parole dell'ex tennista Dominik Hrbaty descrivono bene il Safin giocatore, quello che nei pensieri sopra esposti si è preso il diritto di calare critiche tanto dure nei confronti degli attuali giocatori...
«Marat era un giocatore molto diverso da tutti gli altri. Aveva delle buonissime mani, era velocissimo e con un fisico impressionante, ma allo stesso tempo era molto disteso in campo. Quando giocavi contro di lui non potevi non sentire l'enorme potenziale di cui disponeva. Dovevi aspettarti qualsiasi colpo, anche ciò che tu non potevi immaginare, ma che lui sapeva fare».