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LAUFEN - Sono passati 25 anni da quando il distretto di Laufen ha cambiato cantone, passando da Berna a Basilea Campagna il primo gennaio del 1994. Un trasferimento caduto nel dimenticatoio, di cui si è tornati a parlare di recente, alla luce del caso di Moutier.
Allo scoccare della mezzanotte «ciò che era bernese è diventato basilese», scrisse allora la Basler Zeitung. La bandiera di Basilea Campagna è stata issata in cima al municipio dopo 179 anni di convivenza con Berna.
Geograficamente e storicamente il distretto appartiene alla regione di Basilea, ma durante il Congresso di Vienna del 1815 viene assegnato a Berna, insieme a sei distretti giurassiani della diocesi di Basilea. Con la creazione del canton Giura nel 1979, Laufen diventa un'enclave bernese.
Gli anni si fanno movimentati per i 15'000 abitanti del distretto. Nel 1983 rifiutano di aderire a Basilea Campagna con il 56,7% delle preferenze e il caso sembra chiuso. Cinque anni dopo però il Tribunale federale invalida il voto. Emerge infatti che il governo bernese ha segretamente dato fondi al movimento per la permanenza di Laufen nel canton Berna.
Gli abitanti decidono di cambiare cantone nel 1989, con il 51,7% di voti e una partecipazione del 93,6% allo scrutinio. Due anni dopo anche Basilea Campagna dice di "sì" al trasferimento. L'ultima parola è quella del popolo svizzero, che dà la sua benedizione nel 1993, con il 75% delle preferenze.
I pro bernesi ci sono ancora, ma non sono più organizzati. Due di loro, ex presidenti dell'associazione di fedeli a Berna, sono stati intervistati dalla Berner Zeitung in relazione al caso di Moutier, in bilico fra Berna e Giura. Hans Herter ha messo in guardia i pro giurassiani dalle false speranze. «Non credete a tutto ciò che il nuovo cantone vi promette, non sarà realizzato», ha ammonito.
Guido Karrer si è dal canto suo rivolto ai pro bernesi, affermando che «il canton Berna non vi difenderà a tutti i costi, dopo la vicenda dei pagamenti illeciti non osa più». Per entrambi, solo il tempo può calmare gli animi. Ci vogliono almeno 25 anni, asseriscono, quando una generazione viene sostituita dalla successiva.