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BERNA - La distribuzione del reddito in Svizzera è rimasta sostanzialmente stabile. Dopo imposte e contributi sociali, il cosiddetto reddito disponibile mediano equivalente, nel 2016, era di 4121 franchi mensili: ciò significa che la metà dei residenti in Svizzera aveva disponibilità finanziarie superiori a questa cifra, e l'altra metà ne aveva di meno.
I dati sono stati comunicati dall'Ufficio federale di statistica (UST). Mettendo in relazione i redditi disponibili del 20% di fascia alta della popolazione con quelli del 20% della fascia più bassa, risulta che i ricchi (8447 franchi) avevano a disposizione 4,4 volte più soldi dei poveri (1920 franchi). La stabilità si deve al fatto che la disuguaglianza dei redditi primari viene compensata dalla ridistribuzione statale, in particolare attraverso imposte e prestazioni sociali.
Un altro strumento di misurazione dell'ineguaglianza è il cosiddetto coefficiente Gini, variante da zero a uno. Lo zero risulta quando tutti i cittadini hanno lo stesso reddito, mentre il valore 1 corrisponde alla situazione dove una sola persona percepisce tutto il reddito del paese mentre tutti gli altri hanno reddito nullo.
«Più basso è il valore, più uguale è la distribuzione», osserva l'UST. Nel 2016 il dato in Svizzera era di poco superiore a 0,4 per il reddito primario (prima dei trasferimenti statali) e inferiore allo 0,3 per il reddito disponibile (dopo tali trasferimenti). Sul lungo periodo si osserva una leggera diminuzione della disuguaglianza fino al 2001, un leggero aumento dal 2003 al 2007 e dal 2009 al 2013 e in seguito una stabilizzazione o una tendenza ad una leggera diminuzione.