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BERNA - In Svizzera deve essere possibile "spiare" un beneficiario di una assicurazione sociale se vi è il sospetto di abusi, anche ricorrendo ai localizzatori satellitari. È quanto prevede la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) approvata oggi dal Consiglio degli Stati con 32 voti conto 8 e una astensione.
In seguito ad alcune sentenze - del Tribunale federale (TF) e della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) -, le autorità hanno sospeso le sorveglianze dei presunti impostori a causa di una mancanza di basi legali. Per poter rapidamente riprendere la lotta contro gli abusi nel campo delle assicurazioni sociali è dunque necessario modificare la LPGA per creare tali fondamenti giuridici.
La Camera dei Cantoni ha discusso oggi a lungo sulla possibilità di sorvegliare i presunti impostori tramite localizzatori satellitari e a quali condizioni. Il governo e la sinistra non volevano autorizzare l'impiego di segnalatori GPS per garantire la protezione della personalità e la proporzionalità dell'ingerenza nella sfera privata.
Per la maggioranza questo tipo di sorveglianza è invece più che giustificato. Con 29 voti contro 13 e una astensione, i "senatori" hanno però deciso che per poter ricorrere ai localizzatori satellitari occorrerà l'approvazione preliminare di un giudice in ogni singolo caso.
Seguendo il parere del governo, gli Stati hanno poi limitato la sorveglianza dei presunti disonesti a un massimo di 30 giorni d'osservazione spalmabili su sei mesi, rinnovabili una volta. Nel progetto iniziale della commissione era possibile prorogare il "pedinamento" a tempo indeterminato.
La limitazione nel tempo è necessaria affinché l'ingerenza nella sfera privata non diventi sproporzionata. Secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo, inoltre, la durata massima dell'osservazione deve essere disciplinata chiaramente.
La legge disciplina anche i luoghi in cui si possono svolgere le osservazioni, le condizioni per poterle commissionare a specialisti esterni e per impiegare il materiale di terzi relativo all'osservazione nonché le modalità e i tempi per l'informazione delle persone interessate. Regolamentata è anche la consultazione e la distruzione del materiale raccolto. Il dossier passa ora al Nazionale.
Le sentenze
A metà luglio il Tribunale federale (TF) ha stabilito che non esistono basi legali sufficientemente chiare e dettagliate che permettano di sorvegliare i beneficiari di una rendita AI.
Pochi mesi prima la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) aveva dato ragione a una zurighese di 62 anni posta sotto sorveglianza dalla sua assicurazione contro gli infortuni. I giudici di Strasburgo avevano ritenuto la sorveglianza subita dalla donna contraria al rispetto della vita privata e famigliare.
Anche se l'assicurata era stata "spiata" esclusivamente nei luoghi pubblici - aveva rilevato la Corte - gli investigatori l'avevano sorvegliata in modo sistematico e dunque contrario alla Convenzione dei diritti umani.
In riferimento a questa decisione, il TF ha affermato che in tali ambiti la legislazione elvetica è priva di sufficienti basi legali sia per quel che riguarda l'assicurazione contro gli infortuni che per l'assicurazione invalidità (AI).