Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/55242

<h2>SubmittedText<h2><p>Il DDPS sta liquidando del materiale che il passaggio a Esercito XXI ha reso superfluo. Al riguardo sorgono vari interrogativi sulla vendita di beni d'armamento passibili di un impiego bellico. Tra questi figurano segnatamente i carri armati.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Viene prestata la necessaria attenzione agli aspetti di politica estera di tali affari in materia d'armamento? Durante la vendita di beni d'armamento da parte dello Stato svizzero viene tenuto debitamente conto del fatto che si debbano anche considerare dei criteri che non sono applicabili a una società d'armamento privata?</p><p>2. Il Consiglio federale può assicurare che gli obiettivi della politica svizzera di sviluppo e di diritti umani sono pure presi in considerazione nel corso di tali vendite?</p><p>3. Il DDPS provvede a che i beni d'armamento utilizzati abitualmente nelle operazioni offensive non siano venduti a Stati che hanno partecipato recentemente ad azioni belliche senza mandato dell'ONU o senza trovarsi in una situazione di autodifesa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Durante la vendita di materiali e armi che con il passaggio a Esercito XXI risultano eccedenti, le considerazioni finanziarie sono unicamente determinanti nel caso in cui esse non contravvengono ai principi di politica estera e di politica di sicurezza della Svizzera come esposti nei rapporti del Consiglio federale in materia di politica estera e di politica di sicurezza. Inoltre, sono ovviamente rispettate le disposizioni della legge sul materiale bellico e dell'ordinanza sul materiale bellico. In tal modo vengono stralciati dalla lista dei clienti potenziali numerosi Stati, segnatamente per quanto concerne le armi e i sistemi d'arma.</p><p></p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande dell'autore dell'interpellanza come segue:</p><p>1. Durante la vendita di beni d'armamento in esubero il DDPS tiene conto dei principi di politica estera e di politica di sicurezza della Svizzera; una massimizzazione del profitto viene perseguita entro tali limiti.</p><p></p><p>2. Le esportazioni di materiale bellico necessitano sempre di un'autorizzazione. Quale autorità preposta al rilascio delle autorizzazioni, conformemente all'articolo 13 dell'ordinanza sul materiale bellico, il Segretariato di Stato dell'economia (Seco) decide su tutte le domande di esportazione d'intesa, ove occorra, con i servizi competenti del Dipartimento federale degli affari esteri. In tale ambito esso tiene conto di tutti gli aspetti previsti dall'articolo 22 della legge sul materiale bellico e dall'articolo 5 dell'ordinanza sul materiale bellico, quindi anche degli obiettivi della politica di sviluppo e umanitaria svizzera.</p><p></p><p>3. Prima di una vendita il Consiglio federale e il DDPS valutano l'entità del rischio che i beni d'armamento forniti dalla Svizzera possano essere utilizzati per impieghi bellici contrari al diritto internazionale. Al riguardo hanno un ruolo la politica e la prassi in tempi recenti dello Stato destinatario, ma anche la valutazione se operazioni analoghe siano probabili in futuro, nonché se un impiego dei beni d'armamento forniti dalla Svizzera in tali operazioni future sia realisticamente possibile. Devono inoltre essere possibili riacquisti da parte del fornitore originario o da parte del produttore.</p>  Risposta del Consiglio federale.