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La federazione della Svizzera italiana dell'Associazione svizzera degli inquilini (ASI) ha lanciato in Ticino un'iniziativa popolare per obbligare a informare i nuovi inquilini sulla pigione pagata da chi li precedeva (vedi articoli correlati). La raccolta firme — sostenuta anche dai partiti PS, PC, I Verdi del Ticino, Montagna viva e dai sindacati OCST, UNIA, VPOD — partirà questo fine settimana.
"Il codice delle obbligazioni prevede che l'inquilino possa contestare la pigione precedente, ma difficilmente questo dato è accessibile", ha detto mercoledì ai microfoni della RSI (ascolta l'audio) Elena Fiscalini, presidente dell'ASI nella Svizzera italiana. "E il nuovo inquilino non è messo nelle condizioni per esercitare questo diritto", ha aggiunto.
"Il mercato non funziona, ci sono alloggi sfitti, ma sono nelle zone dove c'è meno bisogno, nelle aree più discoste, oppure alloggi nei centri molto cari", ha ribadito la vicepresidente nazionale dell'ASI, Marina Carobbio. "Questi hanno uno standard molto elevato e non sono accessibili a molte economie domestiche, alle famiglie", ha concluso.
Le Camere nel 2016 non avevano accolto una misura avanzata dal Consiglio Federale e sei cantoni (tra cui Zurigo) si sono mossi in autonomia, introducendo il formulario ufficiale a inizio locazione, dove la cifra pagata in passato è riportata nero su bianco, con il proprietario di casa tenuto a giustificare i possibili aumenti. Il Gran consiglio ticinese aveva bocciato, a gennaio, una mozione in questo senso della socialista Pelin Kandemir Bordoli.
CSI/px
- CSI 18.00 del 18.04.2018 — Il servizio di Christian Gilardoni