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La politica internazionale e le migrazioni sono state al centro della Giornata della donna, commemorata l'8 marzo anche in Svizzera.Questo contenuto è stato pubblicato il 08 marzo 2005 - 20:54
A Berna, 7000 cartoline sono state consegnate al governo per incitare le autorità a rafforzare le misure destinate a combattere la violenza contro le donne.
La Giornata internazionale della donna è stata ancora una volta l'occasione per partiti e organizzazioni di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle questioni femminili.
Eletta proprio martedì alla presidenza della Camera del popolo, la consigliera nazionale Thérèse Meyer ha compiuto il suo primo gesto presidenziale offrendo una rosa gialla - in mancanza della tradizionale mimosa - alle colleghe parlamentari.
La rappresentante del Partito popolare democratico è la settima donna a occupare la massima carica del Parlamento.
700 cartoline postali
A Berna la vice-cancelliera della Confederazione Hanna Muralt Müller ha preso in consegna 7000 cartoline postali depositate a Palazzo federale dai rappresentanti di Amnesty International, dell'Aiuto delle chiese evangeliche della Svizzera (ACES) e dell'associazione femminista «Frauenstelle für Friedensarbeit des Christlichen Friedensdienstes».
Con questo gesto, le tre organizzazioni umanitarie chiedono tra l'altro al Consiglio federale di coinvolgere maggiormente le donne nella sua politica.
Il governo svizzero viene inoltre invitato ad attuare anche nei fatti la «Risoluzione 1325» delle Nazioni Unite, un testo votato all'unanimità dal Consiglio di sicurezza nell'ottobre 2000 che chiede agli Stati membri dell'ONU di garantire la protezione delle donne nei conflitti e la loro partecipazione nei processi di pace.
Consiglio dell'uguaglianza
Da parte sua, la consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha partecipato in serata a Berna alla riunione di un gruppo di donne incontratesi per discutere dell'impegno internazionale della Svizzera riguardo alla questioni femminili. Al dibattito hanno preso parte anche alcune parlamentari federali.
Il Partito socialista (PS) ha colto l'occasione dell'8 marzo per presentare un nuovo organo: il Consiglio federale dell'uguaglianza.
L'obbiettivo principale di questo consiglio, che lavorerà gomito a gomito con il gruppo parlamentare socialista alle Camere federali, è di migliorare la visibilità politica delle questioni legate alla parità fra i sessi.
Come il «vero» Consiglio federale, anche questo organo è composto di sette membri, tutti appartenenti al PS: il presidente Hans-Jürg Fehr, la parlamentare ticinese Marina Carobbio e le consigliere nazionali Pascale Bruderer, Susanne Leutenegger Oberholzer, Josy Gyr, Maria Roth-Bernasconi e Géraldine Savary.
Cortei e danze
Sempre su iniziativa degli ambienti di sinistra, il gruppo socialista al Gran consiglio argoviese ha inoltrato un'interpellanza in cui chiede lumi sulla situazione della parità nell'amministrazione cantonale.
A Basilea un corteo è sfilato per le vie del centro con l'intenzione di consegnare alla nuova consigliera di stato socialista Eva Herzog un catalogo di richieste. A Zurigo la radio LoRa ha organizzato invece un balletto nella stazione centrale.
A Neuchâtel un gruppo di donne ha invitato la gente a un «aperitivo dell'uguaglianza». A Friburgo la giornata è stata articolata attorno al sessismo e al razzismo nella pubblicità. A Ginevra è stato inaugurato un murales sul tema della violenza contro le donne.
Appello in favore delle donne clandestine
L'iniziativa più spettacolare nella Romandia è stata comunque l'occupazione, da parte di una trentina di lavoratrici clandestine, dell'Ufficio cantonale vodese per l'uguaglianza fra uomo e donna di Losanna.
L'azione, durata due ore e mezzo, mirava ad una regolarizzazione collettiva del soggiorno e del lavoro e non a un permesso umanitario, ha precisato un portavoce.
Le occupanti hanno chiesto all'esecutivo vodese di seguire l'esempio del governo ginevrino, il quale chiede la regolarizzazione di migliaia di clandestine che lavorano come domestiche.
«Sono indispensabili per far fronte alla mancanza di strutture di assistenza sia in città che in campagna», ha indicato il Collettivo vodese di sostegno ai sans-papier.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
In Svizzera le donne hanno ottenuto il diritto di voto in ambito federale nel 1971.
Il principio della parità dei sessi è stato ancorato nella Costituzione nel 1981.
Dal 1996 la legge federale sull'uguaglianza dei sessi permette di intervenire in caso di discriminazione.
In breve
L'idea di una giornata mondiale in favore delle donne risale alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenuta nel 1910.
L'anno seguente, numerose manifestazioni si sono svolte in diversi paesi per rivendicare il suffragio femminile.
L'8 marzo è rimasto in seguito un giorno di festa soprattutto nei paesi appartenenti al blocco comunista.
La tradizione dell'8 marzo è stata introdotta definitivamente dall'ONU nel 1975, decretato anno mondiale della donna.
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