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Su ordine della procura speciale bulgara questa sera è stato disposto l'arresto per 24 ore, dopo un lungo interrogatorio, del ministro dell'Ambiente e delle Acque, Neno Dimov.
L'arresto è stato deciso nell'ambito di un'operazione su vasta scala condotta dalla procura speciale unitamente al Servizio per la sicurezza nazionale (Dans), in una inchiesta per accertare i responsabili del drastico regime di razionamento dell'acqua nella città di Pernik e in altri centri abitati, e dell'importazione illegale di rifiuti dall'Italia.
Sono stati interrogati anche dirigenti degli enti specializzati per la gestione delle risorse idriche e per i permessi di stoccaggio e lavorazione di rifiuti provenienti da altri paesi. Nel dicembre scorso era stata sequestrata in Italia una spedizione di balle di rifiuti non in regola che, secondo le indagini dei carabinieri di Milano, dovevano essere trasportate in Bulgaria.
Secondo gli osservatori, è molto probabile che il ministro Dimov si dimetta, senza però provocare una crisi parlamentare nel paese.
Intanto l'opposizione socialista ha annunciato un voto di sfiducia al governo ritenuto incapace di gestire le risorse idriche del paese.
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