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Gli sforzi per contenere il coronavirus e i timori per la sua diffusione hanno rallentato le industrie di tutto il mondo. Numerose fiere e manifestazioni internazionali sono state annullate e altre sono in forse, come Baselworld: la fiera dell'orologeria prevista a maggio.
Intanto, in Asia, l'edizione di quest'anno di Art Basel Hong Kong, che era prevista a marzo, è stata cancellata. "Il 70% dei visitatori viene dalla Cina e noi avevamo pianificato numerose serate per lanciare un nuovo orologio", racconta Oliviero Bottinelli, membro del consiglio di amministrazione della marca svizzera di orologi Audemars Piguet, partner principale della fiera.
"A causa del virus ci siamo chiesti se annullare oppure no", spiega, precisando che alla fine "le gallerie straniere avevano paura", e quindi "è stato meglio così". I danni economici per ora non sono stati calcolati. L'azienda punterà sulle edizioni di Miami e Basilea.
La più grande responsabilità, prosegue Bottinelli, "è verso il nostro personale in Cina. Se hanno paura, dobbiamo tranquillizzarli o farli lavorare da casa. Abbiamo già mandato 2'000 mascherine dei nostri uffici e continueremo a farlo. Siamo in contatto giornaliero per sapere se aprire o tenere chiusi i negozi. Siamo rimasti aperti a Pechino e Shanghai, ma a Macao, visto che le sale da gioco sono vuote non serve a nulla tenere aperte le nostre due boutique".