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SAN GALLO - Vi sono state gravi carenze in seno a Raiffeisen nell'ambito dell'acquisizione e della gestione delle partecipazioni in società esterne nell'era dell'ex CEO Pierin Vincenz: lo ha stabilito un rapporto indipendente commissionato dalla banca, che non ha però rilevato prove di condotte penalmente rilevanti.
L'indagine del professor Bruno Gehrig - informa la banca in un comunicato odierno - verteva sulle operazioni effettuate con le partecipazioni da Raiffeisen Svizzera e dalle sue società affiliate dal 2005, sotto la guida di Vincenz, il manager grigionese finito in prigione con l'accusa di aver mischiato interessi privati e professionali quando era presidente della direzione, fra il 1999 e il 2015.
Il rapporto voluto nell'aprile 2018 dal consiglio di amministrazione (Cda) "non ha riscontrato chiare e inconfutabili prove di condotta penalmente rilevante da parte di Pierin Vincenz". Tanto meno l'esperto ha individuato prove di reati penali o di arricchimento personale da parte di altri, precedenti o attuali, manager di Raiffeisen Svizzera. I fatti che sono attualmente già oggetto di un'inchiesta penale non facevano però parte dell'indagine condotta da Gehrig.
Secondo il rapporto è tuttavia certo che l'attività dirigenziale del consiglio di amministrazione e della direzione di Raiffeisen ha evidenziato "gravi carenze nell'attuazione della strategia di diversificazione". Tra il 2012 e il 2015 Raiffeisen Svizzera ha strutturato nuovi settori di attività per un valore superiore a un miliardo di franchi mediante acquisizioni di partecipazioni. Mentre alcune operazioni di partecipazione sono state gestite con la dovuta diligenza, per altre non è andato così. Una gestione e un controllo carenti, omissioni a livello organizzativo e una cultura incentrata sulla persona hanno portato il gruppo ad avere svantaggi finanziari. Soprattutto però si è verificato un danno alla reputazione della società.
Il Cda constata "con profondo rammarico" la portata di tali carenze, si legge nella nota. "Ci vuole un nuovo inizio con una marcata cultura della responsabilità", afferma il presidente Guy Lachappelle, citato nel comunicato.
Dopo aver concluso il processo di rinnovo del Cda nel 2018, con le dimissioni di Patrik Gisel e l'annuncio delle dimissioni di Michael Auer nel novembre 2018 è iniziata una fase di rinnovo anche della direzione. Ieri, Gabriele Burn e il Beat Hodel hanno rimesso le loro funzioni con effetto immediato. Paolo Brügger ha comunicato le sue dimissioni con effetto immediato dalla direzione. In questo modo hanno fatto un passo indietro tutti i membri della direzione che facevano parte dell'organo già prima del 2015.
Raiffeisen ha anche fornito indicazioni sull'esercizio in corso. È previsto "un forte risultato operativo a un livello simile a quello dell'anno precedente". I dati mostrano chiaramente che i clienti nello scorso anno sono rimasti fedeli, sottolinea l'istituto.
Terzo gruppo bancario in Svizzera, Raiffeisen è organizzato in 246 banche giuridicamente indipendenti e con lo statuto di cooperative che fanno capo a Raiffeisen Svizzera - pure una cooperativa - che è alla guida strategica dell'intero gruppo. La banca ha un totale di bilancio di 229 miliardi ed è particolarmente presente nel settore ipotecario, con una quota di mercato non lontana dal 18%.
L'istituto trova le sue origini nell'opera di un sacerdote, Johann Traber, che nel 1899 a Bichelsee (TG) creò la prima cassa Raiffeisen elvetica, mettendo in pratica le idee di Friedrich Wilhelm Raiffeisen (1818-1888), un politico locale tedesco considerato all'origine del movimento cooperativistico in Germania.