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BERNA - La strategia di vaccinazione anti-Covid dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) prevede che il 75% delle persone «particolarmente a rischio» sia vaccinato. In generale, però, il Governo non ha fissato un obiettivo chiaro: non si conosce la percentuale della popolazione totale che deve essere vaccinata per raggiungere la cosiddetta «immunità di gregge», un tasso che insomma fermi la circolazione del virus sul nascere. Ad oggi, il 28,8% degli svizzeri è stato vaccinato con entrambe le dosi volte.
Ciò sta innalzando qualche critica, anche confrontandosi con le scelte di altri Paesi: il Regno Unito ha definito il suo obiettivo: immunizzare il 60% della popolazione adulta. Il Presidente statunitense Joe Biden vuole vaccinare il 70% della popolazione con almeno una dose entro il 4 luglio. Il governo cinese ha detto che vuole vaccinare l'80% degli oltre 1,3 miliardi di persone in Cina entro la fine dell'anno.
«L'UFSP ha paura di fallire»
Avere, e raggiungere una quota di vaccinazione su tutta la popolazione è centrale, secondo il Consigliere nazionale del PBD, Lorenz Hess: «L'UFSP deve urgentemente fissare degli obiettivi più chiari. Molte persone sembrano già demotivate, una quota di vaccinazione da raggiungere aumenterebbe certamente la disponibilità della popolazione a farsi vaccinare».
A (non) far agire l'UFSP, secondo Hess, la paura del fallimento. «Se non si dovesse raggiungere tale quota, ci si troverebbe in un dilemma. Probabilmente, si dovrebbero prendere di nuovo misure e restrizioni più severe. Questa è la situazione che l'UFSP vuole evitare, semplicemente non introducendo quote di vaccinazione mirate».
Anche il Consigliere nazionale del PLR Philippe Nantermod auspica che l'UFSP punti a un certo tasso di vaccinazione. «Dobbiamo raggiungere un alto tasso di vaccinazione per proteggerci da ulteriori ondate. Per le persone vulnerabili, dovremmo idealmente raggiungere livelli ancora più alti».
«Poco margine di manovra»
Il Consigliere nazionale PLR Christian Wasserfallen è meno convinto della quota di vaccinazione.
Secondo lui, si tratterebbe di una cifra troppo arbitraria, con poco margine di manovra. «Vedo la via del ritorno alla normalità molto di più con il certificato Covid. Non appena tutti quelli che lo desiderano saranno vaccinati, bisogna allora abbandonare le misure».
Con una quota di vaccinazione rigida, Wasserfallen teme che la gente debba vivere troppo a lungo con delle restrizioni. Anche perché «non c'è mai una strategia a rischio zero».
Due terzi della popolazione
Alla domanda su una «cifra realistica» su cui dovrebbe puntare l'UFSP, il Medico Cantonale di Basilea Città, Thomas Steffen, ha ammesso che non è facile da stabilire. «Può essere difficile fissarsi troppo su una cifra specifica. Al momento, non è possibile dire scientificamente quando esattamente e in che misura l'immunità di gregge si verificherà».
Però, un fatto è chiaro: «Più persone vengono vaccinate, più facile ed efficiente sarà la lotta contro il coronavirus. Di conseguenza, il maggior numero possibile di persone dovrebbe vaccinarsi». Secondo l'esperto, «Con un tasso di vaccinazione di più di due terzi della popolazione di età superiore ai 16 anni, saremmo in una buona posizione per combattere qualsiasi piccola epidemia locale in modo rapido ed efficiente per mezzo di test e ricerca di contatti».