Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01228.jsonl.gz/1190

La donna sarà anche un testimone chiave del procedimento aperto a Tel Aviv, in Italia incriminata una terza persona
«L'obiettivo è di riportare Eitan in Italia al più presto», commenta la donna che dovrà presto incontrarlo e sarà anche una testimone chiave dell'inchiesta penale aperto dalle autorità israeliana. Al momento, infatti, sulla vicenda indaga per rapimento solamente la Procura di Pavia, dove lei e il bambino vivevano. A tutelare quest'ultimo, riporta il Corriere della Sera, «c'è la convenzione sui minori dell'Aja».
Le cose però, verosimilmente, non si risolveranno immediatamente con una prima udienza davanti al giudice del Tribunale dei minori israeliano attesa entro fine settembre. Non è chiaro se basterà una sessione per permettere il ritorno di Eitan sul territorio italiano.
Per quanto riguarda, invece, il procedimento in Italia - riporta sempre il Corriere - oltre al nonno e alla nonna, l'accusa di sequestro di persona è stata imputata a una terza persona. Si tratterebbe di un cittadino israeliano di 56 anni che avrebbe guidato l'automobile che ha varcato il confine con la Svizzera, in direzione Agno.