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No della commissione di politica estera degli Stati alla iniziativa dei giovani "Sì Europa"
Divise invece le deputazioni dei partiti di governo: favorevoli i socialisti, opposizione di radicali e Udc, mentre il Pdc propone un proprio controprogetto.
La commissione di politica estera del Consiglio degli Stati, con 10 voti contro 2, ha invitato venerdì il Plenum a respingere l'iniziativa popolare «Sì all'Europa». Con 8 voti contro 5, la commissione non è entrata in materia su un controprogetto.
Dopo la votazione popolare, che domenica scorsa aveva approvato col 67 per cento i trattati bilaterali tra la Svizzera e l'Unione Europea, l'attenzione politica s'era spostata sull'iniziativa "Sì all'Europa" sulla quale in giugno dovrà pronunciarsi il Parlamento.
Martedì scorso la Commissione esteri del Consiglio nazionale aveva deciso di proporre al plenum della Camera del popolo l'accettazione dell'iniziativa e di chiedere al Consiglio federale di riattivare la domanda di adesione all'UE prima della fine del 2003.
Ora, la Commissione esteri del Consiglio degli Stati, ha preso una decisione diametralmente opposta e raccomanda alla Camera dei cantoni di non entrare in materia né sull'iniziativa popolare, né sul controprogetto. "L'iniziativa è la via sbagliata", ha detto in una conferenza stampa il presidente della Commissione, il democristiano svittese Bruno Frick.
"Il nostro no" - ha aggiunto Frick - "è un no al venir meno politicamente alla parola data: vogliamo mantenere la promessa che abbiamo fatto prima della votazione di domenica scorsa", e cioè che l'approvazione dei bilaterali non avrebbe significato un via libera all'adesione all'UE.
Il presidente Frick ha anche detto che l'obiettivo della maggioranza della Commissione è quello di mantenere aperte tutte le opzioni possibili, da esaminare però dopo aver valutato gli effetti dell'entrata in vigore degli accordi bilaterali.
Questa affermazione rimane però in contrasto con la raccomandazione al plenum della Camera alta, di non approvare il decreto che darebbe al Consiglio federale la competenza di aprire i negoziati di adesione con l'UE. Tale decreto - ha precisato Frick - sarebe giuridicamente troppo vincolante per il Parlamento e per lo stesso Consiglio federale.
Tra venerdi e sabato è poi stato il turno delle deputazioni alle Camere dei partiti di governo affrontare la questione "Si all'Europa". La deputazione parlamentare socialista ha dato il proprio accordo a iniziativa e controprogetto, mentre i radicali sostengono invece una politica pragmatica e raccomandano un ritiro dell'iniziativa.
Chiara l'opposizione da parte dell'Udc, mentre i democratici cristiani propongono un loro controprogetto che segue le grandi linee della strategia europea adottata dal Consiglio federale.
Silvano De Pietro/swissinfo
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