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Per l'Unione europea l'uso di armi chimiche in Siria sarebbe "totalmente inaccettabile", ma "non è ancora chiaro" se tali armi sono state davvero usate come invece ipotizzano Israele e gli Usa.
L'Ue perciò "vuole un monitoraggio maggiore" e "una indagine dell'Onu", ha detto Michael Mann, portavoce della rappresentante per la politica estera europea Catherine Ashton.
"I rapporti americani - ha detto Mann - non sono completamente definitivi. Vogliamo un monitoraggio maggiore. Dovrebbe essere l'Onu a fare una indagine approfondita" sull'uso di armi chimiche che, secondo quanto più volte detto dal presidente Barack Obama, sarebbe la linea rossa varcata la quale potrebbe scattare l'intervento armato occidentale in Siria.
"Il regime - ha rilevato il portavoce - non sembra aver rispetto per la vita umana, ma potremo prendere posizione solo quando avremo la prova definitiva dell'uso di armi chimiche".