Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/173814

<h2>InitialSituation<h2><p><b>Compendio</b></p><p>Con un deficit di 13 milioni il preventivo 2018 è praticamente in pareggio. Negli anni del piano finanziario si prevedono eccedenze in aumento. Se si considera tuttavia il previsto Progetto fiscale 17 che non è ancora contemplato nelle cifre, il margine di manovra del bilancio rimane limitato.</p><p></p><p>Evoluzione dei conti pubblici</p><p>Nel preventivo 2018 risulta un deficit ordinario di finanziamento di 13 milioni. Il risultato è conforme alle direttive del freno all'indebitamento: a seguito del persistente scarso sottoutilizzo della capacità produttiva sarebbe stato ammesso un margine di manovra congiunturale pari a 144 milioni. Questo margine non è stato sfruttato completamente; l'eccedenza strutturale ammonta a 131 milioni. Non sono previste entrate o uscite straordinarie.</p><p>Negli anni del piano finanziario 2019-2021 sono attese eccedenze che da 160 milioni saliranno a circa 1 miliardo. La situazione di bilancio a prima vista positiva risulta dall'evoluzione stabile delle entrate, favorita dalla crescita congiunturale. Nel contempo diversi fattori straordinari comportano maggiori entrate e uscite, in particolare l'integrazione del Fondo per il supplemento rete nel bilancio della Confederazione 2018 e l'aumento delle aliquote IVA per il finanziamento parziale della riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 nel 2021.</p><p>Le cifre non contengono gli oneri supplementari attesi con il Progetto fiscale 17, al quale il Consiglio federale attribuisce un'importanza prioritaria e che porrà in consultazione in autunno. Verso la fine del periodo di pianificazione il progetto dovrebbe gravare il bilancio della Confederazione di 800 milioni circa. Se si terrà conto di questo aspetto, il bilancio risulterà pressoché in pareggio soltanto nel 2021. Malgrado gli sforzi di consolidamento il margine di manovra del bilancio rimane limitato.</p><p></p><p>MISURE DI RISPARMIO NEL PREVENTIVO 2018 CON PICF 2019-2021</p><p>Per rispettare il freno all'indebitamento nel preventivo 2018 si sono rese di nuovo necessarie misure di risparmio. Diversamente dalle misure di risparmio nel preventivo 2016 e dal programma di stabilizzazione 2017-2019, adottati come conseguenza dell'apprezzamento del franco nel 2015, le attuali misure di risparmio si sono rese necessarie a seguito di vari oneri supplementari di natura strutturale.</p><p>Da un lato, il Parlamento ha aumentato le uscite in diversi settori andando oltre le proposte formulate dal Consiglio federale (in particolare FOSTRA, esercito, riforma della previdenza per la vecchiaia 2020), dall'altro, le uscite nel settore della migrazione sono nettamente cresciute a seguito del numero elevato di domande di asilo nel 2015. Per rispettare il freno all'indebitamento nel preventivo, le uscite sono state ridotte di 1 miliardo circa attraverso una correzione del rincaro, riduzioni delle uscite proprie e riduzioni mirate nei settori che negli ultimi anni hanno avuto un'espansione particolarmente sostenuta.</p><p></p><p>INDICATORI ECONOMICI E PROSPETTIVE A MEDIO TERMINE</p><p>Gli indicatori economici sui quali poggia il preventivo 2018 corrispondono alle previsioni congiunturali formulate il 26 giugno 2017 dal gruppo di esperti della Confederazione, che prevedono una notevole accelerazione della dinamica economica. Con un aumento del prodotto interno lordo reale dall'1,4 per cento (2017) all'1,9 per cento (2018) il tasso di disoccupazione scenderà al 3,1 per cento nel 2018. Il livello dell'inflazione dei prezzi al consumo rimane basso in entrambi gli anni, oscillando tra lo 0,5 per cento e lo 0,2 per cento.</p><p>Le prospettive a medio termine prevedono per il 2019 un ulteriore aumento del PIL, che si attesterà al 2 per cento, e il ritorno a una crescita tendenziale dell'1,7 per cento nei due anni successivi. La forte evoluzione economica comporta un'ulteriore flessione del tasso di disoccupazione, mentre il rincaro salirà dell'1 per cento fino al 2021.</p><p></p><p>EVOLUZIONE DELLE ENTRATE E DELLE USCITE</p><p>Rispetto alla stima per il 2017, nel 2018 le entrate aumentano sensibilmente (+5,2 %). Oltre alla ripresa congiunturale la crescita si spiega essenzialmente con effetti straordinari: in particolare l'attesa doppia distribuzione di utile della BNS (+333 mio.), l'integrazione del Fondo per il supplemento rete nel bilancio della Confederazione (+1,1 mia.) e la conversione in capitale azionario del mutuo concesso a SIFEM AG (+374 mio.) determinano cospicue entrate supplementari. Le ultime due voci di entrata comportano uscite di pari entità e non hanno quindi incidenza sul bilancio. Di conseguenza anche l'evoluzione sul fronte delle uscite è caratterizzata da questi due fattori straordinari.</p><p>Le uscite preventivate superano di 3,3 miliardi (+4,9 %) quelle dell'anno precedente, malgrado l'attuazione di misure di risparmio nell'ordine di circa 1 miliardo. Corretta dei citati fattori straordinari senza incidenza sul bilancio (supplemento rete, SIFEM), la crescita ammonta al 2,8 per cento. Questo aumento si fonda essenzialmente sulla riforma della previdenza per la vecchiaia, sull'entrata in vigore del Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA) e sugli aumenti decisi per l'esercito. Questi settori influenzano anche la crescita negli anni del piano finanziario.</p><p>Rispetto alla stima per il 2017, fino al 2021 l'aumento delle entrate ammonta in media al 3,2 per cento. Con una crescita media del 2,8 per cento, le uscite progrediscono meno velocemente sull'arco dell'intero periodo di pianificazione. I fattori che incidono notevolmente in questo contesto sono l'attuazione del programma di stabilizzazione 2017-2019 e le misure di risparmio per la correzione del preventivo 2018. Oltre al livello costantemente elevato delle uscite nel settore della migrazione la crescita delle uscite è fortemente caratterizzata dall'evoluzione delle partite transitorie.</p><p></p><p>DEBITO LORDO</p><p>Dopo l'aumento del debito nel 2017, riconducibile ai nuovi principi della presentazione dei conti per gli strumenti finanziari, nel 2018, il debito lordo dovrebbe diminuire di 3,3 miliardi passando a 100,8 miliardi. Questa diminuzione è dovuta al rimborso di un prestito esigibile pari a 6,8 miliardi e a nuove emissioni di soli 4 miliardi. Per gli anni del piano finanziario si prevede un lieve calo dei debiti.</p><p></p><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 29.09.2017</b></p><p><b>Annuncio ulteriore a complemento del preventivo 2018 dopo l'affossamento della riforma della previdenza per la vecchiaia </b></p><p><b>La bocciatura della riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 comporta uno sgravio pari a circa 440 milioni nel preventivo 2018. Nonostante il miglioramento del risultato, il Consiglio federale intende mantenere le misure di risparmio decise e prevede di aumentare soltanto il conferimento al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria. Nel quadro di un annuncio ulteriore a complemento del preventivo 2018 l'Esecutivo informa le Commissioni delle finanze, che il 2 ottobre inizieranno a deliberare sul preventivo.</b></p><p>L'affossamento della riforma si ripercuote sul bilancio come segue: </p><p>- il finanziamento supplementare dell'AVS mediante l'imposta sul valore aggiunto pari a 0,3 punti percentuali ciascuno negli anni 2018 e 2021 (2018: minori entrate e minori uscite di 670 mio. ciascuno) decade;</p><p>- la quota federale del 17 per cento sulla percentuale IVA rimane a carico del bilancio della Confederazione (minori uscite di circa 500 mio.); </p><p>- l'età di pensionamento delle donne permane a 64 anni, il che comporta maggiori uscite a carico dell'AVS. Ne consegue anche un aumento del contributo della Confederazione all'AVS (19,55 % delle uscite dell'AVS; maggiori uscite di 50-80 mio.). È incluso il mancato incremento di 70 franchi delle nuove rendite AVS; </p><p>- il contributo della Confederazione a favore delle prestazioni complementari all'AVS è più elevato dato che le donne percepiscono una rendita già dai 64 anni, mentre le prestazioni complementari all'AI vengono sgravate (2018: maggiori uscite di 1 mio.). </p><p>Nel preventivo 2018 gli sgravi ammontano a 442 milioni (-0,6 % delle uscite). Di conseguenza l'eccedenza strutturale aumenta a ben 540 milioni, tenuto conto del credito aggiuntivo chiesto per attenuare la riduzione del tasso d'interesse tecnico presso PUBLICA. </p><p></p><p>Investimenti nell'infrastruttura e margine di manovra per gli anni a venire</p><p>Il Consiglio federale vuole impiegare questa maggiore eccedenza per gli anni a venire. Chiede quindi al Parlamento di rinunciare alla prevista riduzione del conferimento al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria e di versare invece l'importo massimo ammesso (+295 mio.). Aumentando al massimo il conferimento al Fondo nel 2018, la possibilità prevista nella Costituzione di trattenere una parte dei proventi della TTPCP nel bilancio federale potrà essere mantenuta per gli anni successivi qualora fosse necessario controfinanziare riforme prioritarie. I rimanenti 245 milioni dell'eccedenza strutturale devono essere impiegati per ridurre il debito. Per i prossimi anni sono previste diverse grandi riforme che graveranno il bilancio della Confederazione. Si tratta in particolare del Progetto fiscale 2017, di una nuova riforma della previdenza per la vecchiaia e dell'eliminazione della penalizzazione fiscale dei coniugi. In questo modo il Consiglio federale rimane fedele alla sua strategia e ricava un congruo margine di manovra per gli anni a venire dalla riduzione del debito e dagli investimenti nell'infrastruttura.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Notizia ATS, 14.12.2017</b></p><p><b>CSt+CN: preventivo 2018, bocciata proposta conciliazione su AVS </b></p><p><b>L'AVS non riceverà 370 dei 442 milioni risparmiati dopo la bocciatura alle urne della Previdenza 2020. Con 25 voti contro 16 e 2 astenuti, il Consiglio degli Stati ha bocciato oggi la proposta della Conferenza di conciliazione in merito al preventivo 2018 della Confederazione. La totalità della somma risparmiata servirà quindi all'abbattimento del debito.</b></p><p>Dopo un tira e molla durato tre settimane, alla Camera dei cantoni la maggioranza composta da PLR e PPD ha fatto pendere la bilancia per la bocciatura della proposta della conciliazione.</p><p>La sinistra, per bocca di Paul Reichsteiner (PS/SG), ha tentato invano di convincere il plenum che "un versamento all'AVS sarebbe stato un buon segnale per i pensionati" in attesa di un nuovo progetto di riforma della previdenza vecchiaia.</p><p>"Questa somma rappresenterebbe soltanto una mezza goccia d'acqua nell'oceano", gli ha replicato Jean-René Fournier (PPD/VS). Inoltre, la soluzione della Conferenza di conciliazione "violerebbe i principi di buona gestione". Vari oratori borghesi hanno ricordato come non vi sia alcuna base legale per versare i soldi all'AVS. Essa avrebbe dovuto essere elaborata l'anno prossimo.</p><p></p><p>Decisione Nazionale non più necessaria</p><p>La soluzione emersa dalla conciliazione era nettamente più vicina a quella della Camera del popolo, che voleva destinare all'AVS la totalità dei soldi risparmiati dopo la votazione del 24 settembre scorso. I "senatori" avevano invece sempre ribadito di voler attribuire parte dei soldi - 295 milioni - al Finanziamento del fondo per l'infrastruttura ferroviaria e il rimanente - 147 milioni - all'abbattimento del debito.</p><p>Sulla proposta avrebbe dovuto pronunciarsi in mattinata anche il Nazionale. Tuttavia in materia di preventivo o di crediti aggiuntivi, se una delle due Camere respinge le proposte della conciliazione prevale la decisione della terza deliberazione che prevede l'importo più basso.</p><p></p><p>Taglio di 41 milioni nell'asilo</p><p>Quindi la decisione del Nazionale non è più necessaria. Ciò significa che sulle altre divergenze che sussistevano tra i due rami del Parlamento, prevale la versione meno onerosa: vi sarà quindi un taglio di 41 milioni all'aiuto sociale per i richiedenti asilo, a causa di un probabile calo delle domande, come proposto dalla Camera del popolo.</p><p>Si rinuncerà inoltre all'attribuzione di 25,6 milioni supplementari alla formazione professionale superiore e di 1,94 milioni in più all'Amministrazione federale delle dogane per aumentare di 30 posti gli effettivi delle guardie di confine. Su queste ultime proposte prevale il preventivo più basso deciso dagli Stati nella terza deliberazione.</p><p></p><p>Formazione e ricerca e agricoltura</p><p>Per quanto riguarda i restanti crediti, i due rami del Parlamento si erano già messi d'accordo in precedenza. In materia di formazione e ricerca, le Camere hanno deciso di aumentare di 53 milioni rispetto al progetto governativo il contributo ai Politecnici federali. La Confederazione spenderà inoltre di più per le università (+6 milioni), le Scuole universitarie professionali (+11,3 milioni), gli istituti di ricerca di importanza nazionale (+16 milioni) e l'Istituto universitario federale per la formazione professionale (+0,6 milioni).</p><p>Il Parlamento si è mostrato inoltre più generoso del governo nei confronti dell'agricoltura. Ha proposto di spendere 84 milioni in più per i pagamenti diretti e ha pure mantenuto la sovvenzione di circa 3 milioni destinata all'assicurazione sulla qualità del latte.</p><p></p><p>Personale federale e altre organizzazioni</p><p>Le Camere si sono invece mostrate meno generose nei confronti dell'amministrazione federale: non hanno infatti voluto destinare al personale federale 64 milioni supplementari a titolo di compensazione dei contributi del datore di lavoro per attenuare il calo della tasso di conversione della cassa pensioni PUBLICA. Quale contropartita, il Parlamento ha però accettato di versare 32,8 milioni per adeguamenti salariali, in particolare per la compensazione al rincaro.</p><p>Rispetto al progetto iniziale, Nazionale e Stati hanno apportato altre piccole modifiche: hanno deciso di non ridurre l'aiuto culturale (300 mila franchi) alla città di Berna in quanto capoluogo federale. Le Camera hanno inoltre fatto un gesto in favore delle attività extrascolastiche di bambini e giovani (+689'000 franchi) e delle organizzazioni famigliari (+439'000 franchi).</p><p>Il budget uscito dai dibattiti odierni prevede quindi un saldo positivo di 295 milioni di franchi, mentre il margine rispetto al freno all'indebitamento è chiaramente rispettato (437 milioni).</p>