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La criptomoneta che Facebook intende mettere in circolazione dalla seconda metà del 2020 non farà concorrenza alle valute nazionali: i promotori annunciano di voler cooperare con le autorità di regolazione e sottolineano che la tutela del consumatore sarà per loro una priorità come prioritario sarà sostenere gli sforzi nella lotta contro riciclaggio di denaro e terrorismo.
E' quanto ha affermato il responsabile del progetto, lo svizzero David Marcus, sentito dalla commissione bancaria del Senato statunitense, che martedì ha pubblicato i verbali dell'audizione.
La FINMA, l'autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, cui toccherà valutare l'iniziativa dal punto di vista del diritto elvetico, conferma d'essere in contatto con gli ideatori, restando però muta su eventuali procedure in corso.
Chiave di volta della futura moneta virtuale, il cui valore sarà legato a un paniere di divise tradizionali quali dollaro, sterlina, euro e yen, sarà l'associazione ginevrina Libra, cui saranno affiliate 27 società, tra cui Mastercard, Visa, Uber e Spotify. Scopo dell'operazione è accrescere gli scambi e le transazioni fra i 90 milioni di piccole e medie imprese che usano la rete sociale e i privati; l'atteso aumento del traffico dovrebbe avere ricadute positive dal punto di vista pubblicitario.
ATS/dg/SP