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1. Che cosa devono sapere al momento i diabetici?
Un rischio di complicanze sussiste in tutte le infezioni delle vie aeree, anche in quelle causate dai virus influenzali annuali. Pertanto, le attuali regole di comportamento sono assennate, indipendentemente dalla situazione corrente con il coronavirus. Fortunatamente il tasso di complicanze nelle persone sotto i 65 anni di età infettate con il coronavirus è molto basso.
2. Quali gruppi di persone sono particolarmente a rischio secondo l’UFSP?
Sono particolarmente a rischio di ammalarsi gravemente di un’infezione delle vie aeree le persone di età pari e superiore a 65 anni e coloro che hanno una di queste malattie pregresse:
- Ipertensione arteriosa
- Diabete
- Malattie cardiovascolari
- Malattie croniche delle vie respiratorie
- Malattie e terapie che indeboliscono il sistema immunitario
- Cancro
Quando l’UFSP indica in termini generali il «diabete» come un fattore di rischio per decorsi più gravi, il riferimento è attualmente al diabete mellito di tipo 2 che si presenta perlopiù nelle persone anziane in combinazione con altri fattori di rischio (sovrappeso, ipertensione, disturbi del colesterolo, problemi renali, malattie cardiovascolari). Queste persone sono particolarmente a rischio, non tanto perché hanno il diabete, bensì per via delle numerose patologie concomitanti.
3. Quali sono le implicazioni per i quasi 400’000 pazienti diabetici in Svizzera?
Al momento non si sa se il solo «diabete mellito» costituisca uno specifico fattore di rischio per la malattia da coronavirus o per decorsi più gravi.
In linea di principio, il rischio di infezione e soprattutto il rischio di ammalarsi per le persone con diabete che presentano una glicemia stabile e ben controllata (HbA1c inferiore al 7,5%)1 e senza patologie concomitanti gravi o ulteriori fattori di rischio non è aumentato, vale a dire si applicano le raccomandazioni dell’UFSP generalmente valide per la prevenzione di un’infezione.
Nelle persone con diabete scarsamente controllato il rischio di complicanze può essere aumentato. Un maggior rischio di ammalarsi sussiste anche in caso di diabete non sufficientemente controllato (HbA1c superiore all’8,5%) che si accompagna a patologie concomitanti non controllate (malattie cardiocoronariche, BPCO, insufficienza renale cronica ecc.) nonché in individui in età più avanzata.
4. A cosa devono prestare attenzione le persone più anziane con diabete?
Le raccomandazioni dell’UFSP per le persone a rischio si riferiscono soprattutto al cosiddetto «social distancing» per prevenire un contagio o una trasmissione:
- Evitare i mezzi di trasporto pubblico nelle ore di punta.
- Fare la spesa al di fuori delle ore di maggiore affluenza o farsela consegnare a casa, per esempio da familiari, amici, vicini di casa ecc.
- Evitare le manifestazioni pubbliche (teatri, concerti, manifestazioni sportive).
- Evitare le riunioni professionali e private non indispensabili.
- Evitate gli appuntamenti per il lavoro e privati non necessari
- Riducete al minimo le visite nelle case per anziani, negli istituti di cura e negli ospedali
- Evitate i contatti con le persone malate
Alle persone a rischio consigliamo anche di evitare viaggi nelle aree a rischio o, in caso di dubbio, di prendere previamente contatto con il medico di famiglia o il diabetologo per discutere della propria situazione individuale. Per sapere come proteggere voi stessi e gli altri da un contagio, visitate la pagina dell’UFSP: Così ci proteggiamo.
5. A quali sintomi bisogna prestare attenzione?
In caso di tosse connessa a disturbi respiratori, brividi e/o febbre che si mantiene sopra i 38.5° o se le condizioni di salute generali peggiorano sensibilmente, contattate il vostro medico di famiglia – dapprima con una telefonata.
6. Aumentano i timori che gli antipertensivi favoriscano il contagio da coronavirus. Cosa devono fare i diabetici che assumono antipertensivi?
Al momento non è noto se gli antipertensivi, in particolare gli ACE-inibitori come il lisinopril o i sartani, influenzino effettivamente la malattia da coronavirus. È però noto che le persone di età superiore a 65 anni, ipertese e con diabete e malattie cardiovascolari, sono esposte a un aumentato rischio di un decorso più grave. Per questo motivo è importante non interrompere i medicamenti antipertensivi senza aver consultato il medico curante.
7. Mio figlio che è diabetico deve continuare ad andare a scuola?
I bambini e gli adolescenti con diabete di tipo 1 ben controllato e senza patologie concomitanti possono frequentare la scuola o l’azienda formatrice in conformità con le direttive del proprio Cantone. Valgono le raccomandazioni generali dell’UFSP per la prevenzione come nel caso dei non diabetici.
8. Come devono comportarsi i familiari verso i pazienti diabetici?
Le precauzioni per i diabetici e i non diabetici sono le stesse (lavarsi spesso le mani, salutarsi mantenendo la massima distanza possibile ecc.). Conformemente alle istruzioni dell’UFSP, occorre evitare al momento riunioni con familiari anziani o la custodia dei bambini da parte dei nonni.
9. Sono diabetico e lavoro tutti i giorni a contatto con clienti (gastronomia ecc.), in un ufficio open space o nel trasporto pubblico. Come diabetico, posso farmi esentare?
Si tratta di questioni assolutamente individuali, la risposta dipende dalla situazione. Non tutte le persone diabetiche sono esposte a particolare rischio, vanno considerati anche l’età e il luogo di lavoro.
I dipendenti particolarmente a rischio esposti a un maggior rischio di contagio sul posto di lavoro devono avere la possibilità di tenersi a distanza in azienda. Se ciò non è realizzabile o non è possibile trasferirli temporaneamente ad altre mansioni, i datori di lavoro devono considerare per queste persone l’assenza dal lavoro.
In caso di dubbio, raccomandiamo alle persone diabetiche di discutere della situazione concreta con il datore di lavoro per cercare alternative, in quanto il datore di lavoro ha un obbligo di tutela nei confronti dei collaboratori. Non è tuttavia consentito assentarsi dal lavoro senza certificato medico.
10. Aspetto un bambino e ho il diabete gestazionale. Faccio parte del gruppo a rischio?
Per le donne in gravidanza non vi sono al momento indicazioni di sintomi più frequenti. In caso di dubbio, consigliamo di rivolgersi al proprio medico curante.
11. Se ho il diabete, devo ancora andare al lavoro?
Estratto dell'ordinanza 2 del Consiglio federale del 16 marzo 2020:
" Sezione 5: Persone particolarmente a rischio
Art. 10b - Principio
1 Le persone particolarmente a rischio devono restare a casa ed evitare gli assembramenti di persone.
2 Sono considerate particolarmente a rischio le persone a partire dai 65 anni e le persone che soffrono in particolare delle seguenti patologie: ipertensione arteriosa, diabete, malattie cardiovascolari, malattie croniche delle vie respiratorie, malattie o terapie che indeboliscono il sistema immunitario, cancro.
Art. 10c - Obbligo del datore di lavoro
1 Le persone particolarmente a rischio svolgono da casa le mansioni previste dal loro contratto di lavoro. Nel caso questo non fosse possibile, sono poste in congedo dal datore di lavoro con continuazione del pagamento dello stipendio.
2 I lavoratori attestano la loro condizione di persone particolarmente a rischio mediante un’autodichiarazione. Il datore di lavoro può esigere un certificato medico. "
1 L’HbA1c misura la media della glicemia negli ultimi tre-quattro mesi e viene definita anche glicemia a lungo termine.