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Bilancio dell'inverno 2017/18
Durante le intense nevicate di gennaio, l'SLF ha previsto in ampie zone del paese il più alto grado di pericolo valanghe (5, "molto forte"). Le numerose valanghe di dimensioni grandi e molto grandi che si sono distaccate durante questo periodo hanno causato alcuni danni materiali, ma nessun danno personale. Durante il resto dell'inverno, 26 appassionati di sport invernali hanno perso la vita in incidenti da valanga.
Dopo tre anni caratterizzati da poca neve, questa volta la natura ci ha concesso un inverno lungo e molto innevato, ma solo in montagna. Nei mesi di novembre, dicembre e soprattutto gennaio ci sono state intense nevicate. Inoltre, nel mese di gennaio le temperature sono state estremamente alte: questo è stato il gennaio più caldo da quando MeteoSvizzera ha iniziato le misurazioni nel 1864. Di conseguenza, alle quote più basse le precipitazioni si sono manifestate per lo più sotto forma di pioggia. Ad alta quota (al di sopra dei 2000 m), dalla fine di dicembre al 23 gennaio sono caduti in alcune regioni dai 2,5 ai 5 m di neve, con le punte più alte nel Vallese (tradizionalmente piuttosto asciutto): in alcune località un innevamento simile si registra solo una volta ogni 75 anni. Le stazioni meteo pluriennali di Saas-Fee e Zermatt hanno registrato il record di neve fresca per il mese di gennaio da quando sono iniziate le misurazioni oltre 70 anni fa (204 cm rispettivamente 210 cm).
Se si considera l’intero inverno, per le quote situate al di sopra dei 1500 m si tratta dell’inverno più ricco di neve degli ultimi 30 anni. Per contro, al di sotto dei 1000 m c’era appena la metà della neve rispetto alla media. La fine dell’inverno è poi arrivata a grandi passi: nel mese di aprile, estremamente caldo, la neve si è sciolta molto più velocemente del solito.
Il più alto grado di pericolo a gennaio
Per la prima volta dal 1999, il 22 gennaio l’SLF ha nuovamente previsto in ampie zone del paese il più alto grado di pericolo (5, "molto forte"). Soprattutto nel Vallese e nei Grigioni si sono distaccate numerose valanghe di dimensioni grandi e in parte molto grandi. La neve umida presente alle quote di media montagna ha tuttavia frenato la corsa verso valle delle valanghe nubiformi distaccatesi più in alto, evitando così che raggiungessero i centri abitati. In alcuni casi, questi ultimi sono stati tuttavia mancati per un soffio. Complessivamente le opere di protezione edili, organizzative e di pianificazione del territorio si sono dimostrate efficaci: in questo periodo hanno infatti subito danni alcuni beni materiali come una linea dell’alta tensione, alcuni bivacchi alpini, strade e boschi, ma nessuna persona.
La situazione è stata comunque molto meno estrema rispetto alle valanghe del febbraio 1999. Nei 30 giorni precedenti, allora era caduto un terzo di neve in più rispetto al periodo valanghivo di questo inverno, e per di più fino a bassa quota. Il numero e le dimensioni delle valanghe e dei danni sono stati nettamente più alti nel 1999.
26 appassionati di sport invernali hanno perso la vita a causa delle valanghe
Fino alla fine di aprile, l’SLF ha ricevuto segnalazioni relative a oltre 250 valanghe catastrofiche (con danni personali o materiali). Complessivamente 26 persone hanno perso la vita in 19 incidenti da valanga. Si tratta di una cifra superiore alla media pluriennale, che al giorno di riferimento del 30 aprile è di 21 vittime. In un intero anno idrologico (dal 1° ottobre al 30 settembre dell’anno successivo) si registrano mediamente 22 vittime da valanga.
Per quanto riguarda le vittime dell’inverno 2017/18, si tratta esclusivamente di appassionati di sport invernali. Gli incidenti non sono stati provocati unicamente da valanghe di neve a lastroni, ma anche da due valanghe per scivolamento di neve. 18 persone (cioè circa due terzi delle vittime) stavano effettuando un’escursione, 7 persone stavano praticando attività fuoripista, mentre una persona è stata travolta da una valanga mentre stava percorrendo un sentiero escursionistico invernale aperto. In occasione di due grandi incidenti da valanga sono morte rispettivamente una volta tre e l’altra volta quattro persone.
Bollettino delle valanghe
Il bollettino delle valanghe viene ancora pubblicato quotidianamente. Può essere visualizzato sul sito www.slf.ch o tramite l’app "White Risk" sviluppata dall’SLF. Abbonatevi alle nostre notifiche push o al servizio SMS per restare informati anche in estate e autunno sulla pubblicazione di un bollettino delle valanghe (per abbonarsi al servizio: inviare un SMS con il testo “START SLF SOMMER” al numero 9234, per interrompere il servizio: inviare un SMS con il testo “STOP SLF SOMMER” al numero 9234, costo 0.20 CHF/SMS).
Informazioni sulle condizioni meteo in montagna sono disponibili anche nel bollettino meteo alpino di MeteoSvizzera all’indirizzo www.meteosvizzera.ch, tel. 0900 162 138 (1.20 CHF/min.) così come sull’app MeteoSwiss.
Per saperne di più
Informazioni dettagliate sull’inverno sono disponibili nel nostro “Winterflash” (tedesco o francese)