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BERNA - Non solo maestri e professori. In Svizzera si fa sentire una carenza «massiccia» di logopedisti. Lo ha detto Dorothee Miyoshi dell’Organizzazione svizzera degli insegnanti. Gli studenti aventi diritto a un supporto logopedico rimangono a bocca asciutta «semplicemente perché non ci sono persone qualificate per darlo».
Il risultato? Terapie che arrivano in ritardo. «Sia all’asilo che alle elementari ci sono innumerevoli bambini che sono in lista d’attesa da mesi per una terapia», spiega Miyoshi.
La domanda supera di gran lungo l’offerta, aggiunge, e «negli ultimi anni i deficit linguistici tra i bambini sono aumentati». Il deficit più comune sarebbe il disgrammatismo: chi ne è colpito non riesce a formare frasi grammaticalmente corrette.
L'Associazione logopedica svizzera-tedesca (DLV) conferma la scarsità di personale qualificato. I bambini a volte devono aspettare fino a sei mesi solo per una prima valutazione. I casi, inoltre, sono diventati più complessi, e alcuni studenti hanno mostrato grandi deficit linguistici. «Ad esempio», spiega il membro di direzione Isabelle Ryser, «capita che un bambino di sette anni abbia le abilità linguistiche di un bambino di quattro».
Le terapie tardive possono lasciare degli strascichi, avvertono gli esperti. «Più a lungo un bambino non viene curato, più è probabile che le difficoltà che riscontra si solidifichino, limitandolo negli studi», afferma Ryser. Miyoshi teme che questi deficit andranno poi a pesare anche sulla vita professionale, «mentre le terapie adottate durante la prima infanzia danno buoni risultati».
Gli specialisti concordano sulla necessità urgente di più logopedisti, e Ryser chiede che vengano creati più posti di formazione. «Allo stesso tempo dobbiamo far conoscere meglio la professione».
Ma Miyoshi ritiene responsabili anche i genitori. «Le carenze linguistiche sono aumentate perché le famiglie, a casa, passano sempre più tempo davanti a uno schermo piuttosto che a parlarsi. E i genitori non leggono storie ai loro figli». Inoltre i bambini si muoverebbero troppo poco: «il movimento è essenziale per lo sviluppo del linguaggio».
C'è però anche chi non considera la situazione così allarmante. «Credo che molti bambini vengano curati quando ancora sono troppo piccoli», sostiene l'assistente sociale Karin Birchler Hofbauer. La stessa ritiene che i deficit linguistici possano risolversi da soli, portando un esempio a sostegno della sua tesi: la maestra d'asilo di sua figlia ha immediatamente ritenuto necessaria la terapia quando la bambina mostrava difficoltà a pronunciare correttamente la "R". «Ma poi abbiamo aspettato altri due anni e il problema si è risolto da solo». «È importante dare ai bambini il tempo per lo sviluppo. Se qualcuno continua a dirti che qualcosa non va in te, questo può avere un impatto negativo sulla tua autostima», conclude.