Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01180.jsonl.gz/599

Eveline Widmer-Schlumpf, una figlia d’arte
La politica grigionese è stata eletta mercoledì a sorpresa in governo al posto di Christoph Blocher. Widmer-Schlumpf renderà noto giovedì 13 dicembre alle 8, se accetterà o meno l'elezione.
Forte di una solida esperienza politica Eveline Widmer-Schlumpf è conosciuta per le sue competenze anche fuori dal suo cantone. Figlia dell’ex consigliere federale Leon Schlumpf, la 51enne democentrista è il ministro delle finanze grigionesi.
Eveline Widmer-Schlumpf, avvocato e notaio, vanta una vasta esperienza politica nella fila dell’Unione democratica di centro (UDC, destra nazionalista) del canton Grigioni. È stata la prima donna eletta 9 anni fa nel governo cantonale grigionese. È conosciuta e apprezzata a livello nazionale e da tutti i partiti per il lavoro svolto in veste di direttrice delle finanze. Dal 2001 presiede la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze.
Nata il 16 marzo del 1956, è madre di tre figli di 24, 22 e 17 anni. Ha studiato diritto all’Università di Zurigo, ottenendo la laurea nel 1981 e un dottorato nel 1990. Nel 1983 ha ottenuto l’abilitazione all’avvocatura e nel 1986 quella al notariato.
Carriera politica
Eveline Widmer-Schlumpf è figlia d’arte, poiché il padre Leon Schlump (82 anni) è stato consigliere federale dal 1979 al 1987 in rappresentanza dell’UDC. Dal 1994 al 1998 è stata deputata al Gran Consiglio (parlamento) grigionese. Nel 1998 è stato eletta in governo. Rieletta anche nel 2002 Eveline Widmer-Schlumpf aveva ottenuto il secondo miglior risultato in occasione delle elezione cantonali nel 2006. Ha quindi iniziato il suo terzo mandato in seno al governo grigionese, che ha presieduto nel 2001 e nel 2005.
Dal maggio del 2004 è membro del Consiglio di banca della Banca nazionale svizzera, dal maggio 2007 vicepresidente dello stesso consiglio.
A livello nazionale si era profilata in particolare nel 2004 con l’opposizione al pacchetto di sgravi fiscali condotta insieme ad altri 70 membri di governo cantonali. Un esempio senza precedenti di opposizione cantonale a una decisione presa dal parlamento federale.
swissinfo e agenzie
Rispetto al partito nazionale i rappresentanti cantonali dell’UDC grigionese si distinguono per una linea moderata, ragionevole e aperta al dialogo con le altre forze politiche.
Questa divergenza programmatica ha spinto il gruppo parlamentare UDC nazionale ad escludere dalle commissioni legislative i due consiglieri nazionali grigionesi, Brigitta Gadient e Hansjörg Hassler, perché non fedeli alla linea del partito.
L’UDC grigionese ha reagito in modo deciso a questa esclusione, comunicata il 5 dicembre, difendendo i propri esponenti cantonali e ha chiesto al partito nazionale di fare chiarezza sul proprio liberalismo politico, mentre i deputati defenestrati criticano la decisione, giudicata autoritaria.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative