Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/71456

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a studiare misure concrete volte a incoraggiare la scelta, da parte dei lavoratori, del proprio tempo e degli orari di lavoro. Questo per favorire una migliore suddivisione delle attività private (famiglia, svago, formazione, ecc.) e professionali, in particolare del lavoro rimunerato e di quello non rimunerato, tra i due sessi. I datori di lavoro saranno così tenuti ad accordare almeno un colloquio a ogni dipendente che auspica modificare, al rialzo o al ribasso, il suo tempo e/o i suoi orari di lavoro e a giustificare per iscritto un eventuale rifiuto.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il tempo e gli orari di lavoro sono determinati innanzitutto dal contenuto dell'accordo tra il lavoratore e il datore di lavoro. Il fatto di stabilire il tempo e gli orari di lavoro in una convenzione offre sicurezza e prevedibilità ai lavoratori. Qualsiasi modifica ulteriore necessita dell'accordo delle due parti. Deroghe puntuali al quadro convenzionale sotto forma di istruzioni unilaterali del datore (art. 321d CO) o di lavoro straordinario da prestare (art. 321c CO) devono rispondere a un bisogno oggettivo dell'impresa e poter essere pretese dal lavoratore, tendendo conto in particolare della sua vita familiare (Streiff/von Kaenel, Arbeitsvertrag, 6 ed., 2006, n. 2 ad art. 321c CO e n. 3 ad art. 321d CO; Aubert, Commentaire romand, n. 4 ad art. 321d CO; cfr. anche art. 36 LL) o di un'altra attività a tempo parziale (Staehelin, Zürcher Kommentar, n. 54 ad art. 319 CO). Del resto, il datore deve consultare e informare i lavoratori in merito all'organizzazione del tempo di lavoro e agli orari da lui fissati (art. 47 cpv. 1 lett. a e 48 cpv. 1 lett. b LL e art. 69 OLL 1).</p><p>Il tempo e gli orari di lavoro possono anche essere convenuti in modo più flessibile. Un orario di lavoro flessibile permette per esempio al lavoratore, entro certi limiti, di organizzare il proprio tempo di lavoro in maniera autonoma (cfr. p. es. DTF 123 III 469). Il diritto in vigore pone i limiti necessari ai contratti che prevedono la fissazione unilaterale del tempo di lavoro da parte del datore (DTF 124 III 249; 125 III 65). </p><p>Secondo il Consiglio federale, il diritto attuale offre un quadro adeguato affinché il tempo e gli orari di lavoro siano fissati venendo incontro alle esigenze di ogni parte. Le situazioni che permangono insoddisfacenti devono e possono essere risolte dai lavoratori e dai datori di lavoro in questione nel quadro legale attuale. In tal modo è possibile meglio tener conto delle esigenze specifiche di ogni settore, di ogni impresa e di ogni lavoratore.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.