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(update 25.11.2020) Questa pagina viene regolarm ente aggiornata con gli ultimi sviluppi relativi all'epidemia di coronavirus che riguardano le aziende. Presenta inoltre tutte le misure attualmente in vigore per sostenere le PMI svizzere.
Il Consiglio federale adotta l’ordinanza COVID-19 sui casi di rigore
Nella seduta del 25 novembre 2020 il Consiglio federale ha adottato l’ordinanza che disciplina i dettagli del programma sui casi di rigore di Confederazione e Cantoni. L’avamprogetto è stato adeguato in base ai risultati della procedura di consultazione e agli esiti della consultazione di entrambe le Commissioni dell’economia e dei tributi. L’ordinanza disciplina in particolare la modalità con cui le risorse della Confederazione saranno ripartite fra i Cantoni e le condizioni alle quali le imprese hanno diritto ad aiuti per i casi di rigore.
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Coronavirus: il Consiglio federale adegua i provvedimenti di sostegno per affrontare la seconda ondata
Nella sua seduta del 18 novembre 2020 il Consiglio federale ha deciso di proporre al Parlamento adeguamenti mirati della legge COVID-19 da sottoporre con urgenza al dibattito parlamentare nella sessione invernale. In tal modo sarà possibile reagire meglio agli sviluppi attuali della seconda ondata della pandemia. La proposta di modifica prevede di incrementare gli aiuti finanziari del programma per i casi di rigore fino a un importo complessivo di 1 miliardo di franchi e di aumentare la quota della Confederazione a circa due terzi. In aggiunta il Consiglio federale propone di estendere le prestazioni nell’ambito del lavoro ridotto. Nel settore dello sport intende sostenere i club di livello professionistico e semiprofessionistico anche con contributi a fondo perduto.
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Prolungamento del diritto all’indennità di perdita di guadagno anche per i lavoratori indipendenti e le persone in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro indirettamente colpiti
Molti lavoratori indipendenti o in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro continuano o tornano a essere fortemente colpiti dai provvedimenti per combattere il coronavirus, anche se non sono costretti a chiudere la loro impresa. Queste persone potranno continuare a richiedere l’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus, dato che con la nuova legge COVID-19 il Parlamento ha prolungato e ampliato questo sostegno. Nella sua seduta del 4 novembre 2020, il Consiglio federale ha adottato le relative modifiche di ordinanza. Il nuovo disciplinamento entra in vigore con effetto retroattivo dal 17 settembre 2020 e ha una durata limitata al 30 giugno 2021.
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Indennità per lavoro ridotto per i collaboratori su chiamata
Il 28 ottobre 2020 il Consiglio federale ha modificato l'ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione. In base al nuovo testo i lavoratori su chiamata impiegati a tempo indeterminato hanno diritto all’indennità per lavoro ridotto. La modifica entra retroattivamente in vigore il 1° settembre 2020. Il diritto è limitato al 30 giugno 2021.
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Indennità per lavoro ridotto (ILR)
Il 12 agosto 2020 il Consiglio federale ha deciso di modificare e prolungare la validità dell’ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione (AD) (v. comunicato stampa). La maggior parte delle misure straordinarie decade e si torna al sistema ordinario di indennità per lavoro ridotto e disoccupazione. Restano invece applicabili fino a fine dicembre 2020 la procedura semplificata per il preannuncio del lavoro ridotto e la procedura sommaria per il conteggio. Le modifiche entrano in vigore il 1° settembre 2020.
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- Indennità per lavoro ridotto (ILR)
(lavoro.swiss)
Moratoria COVID-19
Il Consiglio federale ha introdotto una nuova moratoria temporanea, la cosiddetta moratoria COVID‑19, per le piccole e medie imprese (PMI) con problemi di liquidità a causa della crisi dovuta al coronavirus. Questa misura permette di concedere alle PMI, rapidamente e senza ostacoli burocratici, una moratoria temporanea di tre mesi. In questo modo hanno più tempo per riorganizzare i loro affari e prepararsi al dopo-crisi. La procedura e i requisiti della moratoria sono volutamente semplici affinché il maggior numero di imprese possa beneficiarne.
Ogni debitore che riveste la forma giuridica dell’impresa individuale, della società di persone o di una persona giuridica può chiedere al giudice del concordato una moratoria provvisoria di al massimo tre mesi (moratoria COVID-19), se a fine 2019 non presentava un’eccedenza di debiti o se oggi sussistono relegazioni a un rango inferiore ai sensi dell’articolo 725 capoverso 2 CO per l’intera eccedenza di debiti.
Le società pubbliche e le grandi aziende invece non beneficiano della moratoria COVID-19: per loro si applica soltanto la moratoria concordataria.
A differenza della moratoria concordataria, la moratoria COVID-19 non esclude che il debitore accenda un mutuo ai sensi dell’ordinanza sulle fideiussioni COVID-19.
Il debitore, in particolare per convincere il giudice che non era indebitato al 31 dicembre 2019, deve fornirgli la documentazione disponibile. Normalmente si tratta del bilancio e del conto d’esercizio 2019, anche se provvisori e non verificati da un revisore. Se il debitore non dispone ancora di questi documenti, può tuttavia avvalersi della moratoria COVID-19. In tal caso deve presentare al giudice la propria situazione patrimoniale. Se risulta indebitato, ma oggi sussistono relegazioni a un rango inferiore ai sensi dell’articolo 725 capoverso 2 CO per l’intera eccedenza di debiti, è tenuto ad avvisarne il giudice.
Diversamente dalla moratoria concordataria, nel caso della moratoria COVID-19 si rinuncia alla nomina di un commissario (tranne nei casi qualificati, ad esempio per una grande azienda o a fronte di casistiche complesse). In tal modo si tiene conto del carattere collettivo di questa moratoria limitando così al minimo gli oneri amministrativi e i costi per tutte le parti in causa.
Sono soggetti alla moratoria soltanto i crediti ad essa anteriori, mentre quelli posteriori non vengono registrati. Una volta concessa la moratoria, ciò consente al debitore di continuare la propria attività. La moratoria non contempla i crediti di prima classe (art. 219 cpv. 4 LEF), in particolare quelli su stipendi e alimenti. Per questi crediti, tuttavia, può essere avviata nei confronti del debitore soltanto la procedura di pignoramento o di esecuzione forzata, e non la procedura fallimentare. Il debitore deve comunicare attivamente ai suoi creditori la moratoria e un’eventuale proroga, onde evitare l’avvio di procedimenti inutili da parte di creditori ignari della pubblicazione della moratoria.
ulteriori informazioni vedi anche sotto downloads :
Nuovo coronavirus: sito web SECO
La SECO ha lanciato un sito web completo "Nuovo coronavirus" incentrato sulle conseguenze economiche della propagazione del coronavirus. Il sito web spiega in dettaglio gli strumenti e delinea i vari approcci delle persone e dei settori interessati, come le imprese, i lavoratori indipendenti, la cultura e lo sport. Maggiori informazioni sono disponibili su questa pagina:
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Concetti di protezione per le associazioni di categoria e le imprese
Su backtowork.easygov.Swiss, le associazioni di categoria e le imprese possono compilare piani di protezione.
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Offerte di sostegno da parte del settore privato
Numerose istituzioni, fondazioni e aziende si offrono di aiutare le PMI in difficoltà a causa della crisi del coronavirus fornendo finanziamenti o consulenza.
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Informazione
SECO Infoline
Conferenza stampa
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Verschnaufpause für 600 000 Kleinbetriebe (PDF, 114 kB, 23.06.2020)Fonte: K-Tipp Nr. 10, 20. Mai 2020, Michael Krampf (in tedesco)
Ultima modifica 25.11.2020