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Il livello di vigilanza è stato aumentato nel cantone di Ginevra in seguito ai recenti attentati di Parigi, ma nessuna minaccia specifica è finora stata individuata.
"La Svizzera non è in testa degli obiettivi potenziali dei terroristi", ha dichiarato oggi il consigliere di Stato Pierre Maudet.
A causa della situazione particolare del cantone, le autorità ginevrine hanno avviato un certo numero di riflessioni dopo gli attentati commessi a Parigi in gennaio contro Charlie Hebdo. "Abbiamo accelerato il ritmo dopo le aggressioni di novembre, per anticipare e prevenire simili situazioni, in partenariato con le autorità federali e francesi", ha precisato il capo del Dipartimento della sicurezza e dell'economia.
Diverse misure sono state allestite nelle ultime settimane per rafforzare la sicurezza e Ginevra "è in linea di massima pronta ad affrontare avvenimenti analoghi a quelli svoltisi a Parigi". Secondo la capo della polizia cantonale Monica Bonfanti, "attualmente circa 1400 membri delle forze di polizia ginevrine sono formate per interventi di questo genere".
Nel cantone sono finora stati registrati due casi di partenze per le zone in guerra. Si tratta di un numero inferiore rispetto ad altri paesi - ha sottolineato - "anche se un'accelerazione sembra percettibile". Diversi operatori sociali intervengono presso i giovani per evitare la loro radicalizzazione.
In quest'ambito, Maudet ha annunciato la futura creazione di una piattaforma interdisciplinare di individuazione e di prevenzione della radicalizzazione. Oltre a proporre formazioni specifiche per i professionisti sul terreno, essa fornirà consigli e sostegno alle famiglie e ai giovani confrontati alla questione.
SDA-ATS