Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/45029

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Ufficio federale dei rifugiati era orientato riguardo alle disposizioni penali rumene, menzionate dall'interpellante, riguardanti il passaggio illegale delle frontiere in uno Stato straniero.</p><p></p><p>Le conseguenze ricordate dall'interpellante - pena della detenzione tra 3 mesi e 2 anni e revoca del passaporto fino a 5 anni - costituiscono le pene massime e colpiscono nella prassi soltanto in caso di recidiva. Le persone che per la prima volta contravvengono a questa disposizione penale devono attendersi una multa e la revoca del passaporto per un periodo da 2 a 3 anni. La disposizione penale non ha effetto discriminatorio, essendo applicabile a tutti i cittadini rumeni. In assenza di seri pregiudizi ai sensi dell'articolo 3 della legge sull'asilo e di un'esposizione concreta a un pericolo conformemente all'articolo 14a della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, la disposizione penale non è rilevante nell'ambito dell'asilo né ha ripercussioni sulla ragionevolezza dell'allontanamento. Il comportamento nella procedura d'asilo di molti Rom entrati recentemente in Svizzera lo ha confermato: molti Rom hanno ritirato la domanda d'asilo e sono rimpatriati in Romania volontariamente.</p><p></p><p>La Romania ha emanato la disposizione penale menzionata su espressa richiesta dell'Unione Europea. D'altro canto è stato abrogato nello spazio di Schengen l'obbligo del visto per i cittadini rumeni. Il Consiglio federale è del parere che la disposizione rumena di cui si tratta rientri esplicitamente nell'ambito d'applicazione dell'articolo 12 capoverso 2 del Patto ONU sui diritti civici e politici, anche se questa limitazione della libertà di movimento del singolo individuo potrebbe di primo acchito essere vista come non giusta tenendo conto dell'insieme dele circostanze.</p>  Risposta del Consiglio federale.