Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01151.jsonl.gz/1539

Un dipendente dell'Ente ospedaliero cantonale è stato licenziato con effetto immediato a seguito di una collutazione avuta con un collega il 27 febbraio 2017 e per aver aggredito la compagna nel parcheggio dell'Ospedale Civico di Lugano il 24 marzo successivo. Già in precedenza l'uomo era stato avvertito per non precisati comportamenti in relazione alla sua ex compagna. La vicenda, riportata da Ticinonews, è venuta alla luce solo perchè l'uomo ha fatto ricorso contro il licenziamento fino ad arrivare al Tribunale federale.
Licenziamento poi confermato da tutte le istanze. L'uomo si era prima rivolto, senza successo, alla Commissione paritetica e in seguito alla Commissione speciale di ricorso con lo stesso risultato. Per la corte i comportamenti dell'ex dipendente dell'EOC "perturbavano il clima di tranquillità e di armonia che deve regnare in un ospedale e tra i suoi dipendenti" tali "da incrinare la relazione con il datore di lavoro, provocando la rottura della fiducia necessaria per continuare il rapporto di lavoro" e ha quindi respinto il suo ricorso il 24 ottobre 2017.
Ultimo tentativo quindi quello dei giudici di Mon Repos a cui l'uomo si è rivolto il 3 novembre successivo dove, oltre a chiedere l'annullamento del licenziamento, pretendeva il versamento di tutti i salari mancanti dal suo allontamento e un indennizzo per licenziamento ingiustificato. Anche in questo caso, come detto, il tentativo è stato infruttuoso.
I giudici federali gli hanno dato torto ritenendo che si fosse "limitato a criticare l'apprezzamento delle prove operato dal Tribunale arbitrale senza formulare alcuna valida censura concernente una qualsiasi manifesta violazione del diritto materiale". Di conseguenza, con sentenza del 2 novembre scorso pubblicata mercoledì, il TF ha respinto il ricorso, ponendo a carico del ricorrente le spese processuali di 2'000 franchi.