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Svizzera, 20 gennaio 2021
Ada Marra esulta: “Grazie alla corte europea si può tornare a mendicare”
Grazie alla consigliera nazionale Addolorata Marra (PS) apprendiamo che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha accolto il ricorso di una cittadina rumena contro il divieto di mendicare a Ginevra. La donna dovrà ora essere risarcita dal canton Ginevra, che dovrà dal canto suo riaprire le proprie porte ai mendicanti.
“Gioia! - commenta Marra su Twitter -. La Corte europea dei diritti dell’uomo ritiene che il divieto generale di mendicare a Ginevra violi l’articolo 8 della Convenzione! Ginevra e altri cantoni con la stessa legge dovranno tornare indietro. Combattiamo la povertà, non i poveri!!!”
In effetti la Corte europea ha condannato il canton Ginevra per aver multato nove volte la signora Violeta Sibianca Lacatus - cittadina rumena appartenente alla comunità rom, classe 1992, analfabeta e senza lavoro - la quale aveva mendicato sulla pubblica via in città. Ogni volta alla mendicante era stata comminata una multa di 100 franchi ma alla fine, non avendo pagato nessuna delle nove multe, era stata condannata a cinque giorni di detenzione.
La Corte europea ha giudicato illegale il divieto di mendicare vigente
nel canton Ginevra, per altro da oltre sessant’anni. “Si tratta in questo caso – si legge nella sentenza – di un’ingerenza molto grave che ha avuto delle ripercussioni importanti sull’esercizio da parte della ricorrente dei diritti garantiti dalla Convenzione”.
“La Corte ritiene – si legge ancora nella sentenza – che la sanzione inflitta alla ricorrente non costituiva una misura proporzionata né all’obiettivo della lotta contro la criminalità organizzata, né a quello della protezione dei diritti dei passanti, dei residenti e dei proprietari di commerci. La Corte ritiene che la misura con la quale la ricorrente, che è una persona estremamente vulnerabile, è stata punita per i suoi atti in una situazione in cui non aveva verosimilmente altri mezzi di sussistenza e, quindi, nessuna altra scelta oltre all’elemosina per sopravvivere, ha ferito la sua dignità umana e l’essenza stessa dei diritti protetti dall’articolo 8”.
La Corte europea ha quindi accolto il ricorso della mendicante rom, obbligando inoltre la Svizzera a versarle 1000 franchi a titolo di risarcimento.