Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01142.jsonl.gz/590

Descrizione
Il sangue dei vinti è un saggio storico scritto da Giampaolo Pansa ed edito da Sperling & Kupfer. Il libro racconta delle esecuzioni e dei crimini compiuti da partigiani e da altri individui dopo il 25 aprile 1945, a Liberazione ormai compiuta, verso fascisti e presunti tali o antifascisti non comunisti. La tesi centrale del libro è che tra i giustiziati e le vittime vi furono persone responsabili di crimini sia militari che civili, ma anche persone che, pur legate al fascismo, non avevano compiuto direttamente atti criminosi. Secondo tale tesi, tra le esecuzioni sommarie di quei giorni vi sarebbero stati anche diversi omicidi di partigiani non comunisti e di giornalisti uccisi in quanto avevano denunciato le vessazioni e le violenze operate nel cosiddetto “triangolo della morte“. Le tesi di Pansa, presentate in questo libro e ulteriormente sviluppate in altri due successivi, hanno sollevato notevoli critiche da parte della sinistra italiana, ed in particolar modo da parte dell’ANPI.
AUTORE:
Giampaolo Pansa (Casale Monferrato, 1º ottobre 1935) è un giornalista, saggista e scrittore italiano. Nativo di Casale Monferrato, dopo gli studi classici si iscrisse a Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Torino, dove ebbe come docente Alessandro Galante Garrone. Si laureò con una tesi intitolata Guerra partigiana tra Genova e il Po. Sposato con Lidia, nel 1962 ha avuto un figlio, Alessandro, ex amministratore delegato di Finmeccanica. (Fonte: Wikipedia)