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JP Mrgan dovrà pagare un onere supplemnteare di 2,4 milioni di dollari come effetto della riforma fiscale di Trump. Sul lungo periodo sono previsti comunque benefici fiscali per la banca.
La riforma fiscale di Trump ha un impatto maggiore del previsto sugli utili del colosso bancario JP Morgan Chase & Co. Nel quarto trimestre la più grande banca americana per asset ha infatti registrato una contrazione dell'utile del 37%, effetto di un onere di 2,4 miliardi di dollari legato alla nuova riforma fiscale introdotta dall'amministrazione Trump, come riferisce Il Sole 24 Ore.
La banca d'affari statunitense ha realizzato nel quarto trimestre un utile netto di 4,23 miliardi di dollari. Nello stesso periodo del 2016 l'utile netto era stato di 6,73 miliardi. Senza l'impatto della legge fiscale l'utile sarebbe stato di 6,7 miliardi.
"Il 2017 è stato un anno record per JP Morgan in molti parametri", commenta il ceo, Jamie Dimon, "dal momento che abbiamo aumentato i clienti e realizzato un utile per azione record". In merito alla riforma Dimon osserva che "l'emanazione della riforma fiscale nel quarto trimestre è un risultato significativamente positivo per il Paese".
Sul lungo periodo la riforma fiscale avrà tuttavia un impatto positivo sui conti di JP Morgan. Secondo il ceo le aziende Usa con la riforma fiscale "saranno più competitive a livello globale, cosa di cui alla fine beneficeranno tutti gli americani. L'effetto cumulativo dei capitali trattenuti e reinvestiti negli Usa aiuterà l'economia a crescere, facendo quindi aumentare i posti di lavoro e i salari. Abbiamo sempre investito, anche in momenti difficili, sui nostri dipendenti, sulla clientela e sulle comunità come conseguenza del piano fiscale incrementeremo e accelereremo questi investimenti".