Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/175715

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiediamo al Consiglio federale di aprire immediatamente un'ambasciata in Eritrea.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dall'indipendenza dell'Eritrea (1993) la Svizzera si impegna nel Paese con il proprio personale e risorse finanziarie. Nel 2006, a causa dei rapporti molto difficili con le autorità eritree che hanno reso impossibile portare avanti in maniera sostenibile i progetti, la DSC ha interrotto le sue attività e ha chiuso l'ufficio di cooperazione.</p><p>Dal punto di vista diplomatico le relazioni con l'Eritrea sono curate dall'ambasciata di Svizzera a Khartum attraverso un accreditamento collaterale. Anche la maggior parte degli Stati europei mantiene relazioni con l'Eritrea a partire dagli Stati confinanti (in particolare il Sudan) senza avere un'ambasciata ad Asmara.</p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione espressa nella mozione che sia importante stabilire e curare relazioni con le autorità eritree. In tal senso la Svizzera, insieme ad altri Stati, ha avviato un dialogo con il governo eritreo (ved. il parere del Consiglio federale del 25 maggio 2016 riguardo alla mozione Béglé 16.3155, "Intensificare le relazioni con l'Eritrea. Ridurre i flussi dei migranti eritrei").</p><p>Il Consiglio federale condivide inoltre la convinzione degli autori della mozione in merito al significato della rete esterna. Come ha affermato nella strategia di politica estera 2016-2019, la rete esterna della Svizzera è uno strumento fondamentale per l'attuazione della politica estera. La presenza all'estero è un valore aggiunto, importante per la tutela degli interessi del nostro Paese. Ma anche nel caso della rete esterna è necessario tenere conto di restrizioni di ordine politico e finanziario.</p><p>Il Consiglio federale è pronto a procedere gradualmente nella direzione delineata dagli autori della mozione, rafforzando la presenza della Svizzera in Eritrea. Come primo passo, un addetto svizzero soggiornerà periodicamente ad Asmara per incentivare e curare maggiormente i contatti bilaterali. Il DFAE ha già avuto dei colloqui con alcuni Paesi europei per consentire la regolare presenza della Svizzera appoggiandosi alle loro rappresentanze in loco. Si può inoltre riflettere sulla creazione di una rappresentanza svizzera permanente in Eritrea. La condizione è un buon rapporto costi-benefici e un valore aggiunto a livello politico. Ma è importante anche che il governo eritreo sia pronto ad avviare con la Svizzera un dialogo che affronti in particolare la situazione dei diritti umani, le questioni legate alla migrazione e lo sviluppo economico.</p><p>Una riduzione delle dimensioni dell'ambasciata di Svizzera a Khartum come quella proposta nella motivazione degli autori della mozione non avrebbe effetti positivi dal punto della politica migratoria. Il Sudan infatti costituisce il crocevia delle rotte migratorie dall'Africa verso l'Europa e partecipa al processo di Khartum, che coordina gli sforzi fatti dagli Stati interessati (Paesi di origine, di transito e di destinazione) per contenere la migrazione irregolare. Centinaia di migliaia di profughi provenienti dai Paesi limitrofi - anche dall'Eritrea - hanno trovato rifugio in Sudan e si sono stabiliti lì.</p><p>Il Consiglio federale condivide la richiesta degli autori della mozione di rafforzare il dialogo con l'Eritrea e la presenza svizzera ad Asmara. In base a considerazioni di politica estera, di politica nell'ambito della migrazione e di politica finanziaria ritiene però che per attuare al meglio quanto richiesto sia necessario procedere per gradi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.