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Il Pakistan ha detto che la condanna del medico Shakil Afridi per aver aiutato la Cia a scovare Osama bin Laden "è un affare interno" e che la comunità internazionale "deve rispettare il verdetto della giustizia pachistana". Lo ha riferito oggi il portavoce del ministro degli Esteri, Moazam Ahmed Khan, ai giornalisti locali.
Il chirurgo Afridi è stato condannato a oltre 30 anni di carcere per "alto tradimento" in quanto, per conto dell'intelligence americana, aveva organizzato una finta campagna pubblica di vaccinazione con l'obiettivo di avere accesso al covo di Abbottabad e raccogliere campioni di Dna della famiglia che vi abitava.
Subito dopo la sentenza, pronunciata ieri da un tribunale del distretto tribale di Khyber, era arrivata una reazione negativa da Washington. "Continuiamo a non vedere basi per le incriminazioni o per la detenzione di Afridi", aveva detto la portavoce del Dipartimento di Stato Victoria Nuland.
Secondo fonti di stampa, Afridi, trasferito ieri in un carcere di Peshawar, sarebbe in cattive condizioni di salute.
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