Document ID: /entscheidsuche_html/filtered/documents_0248.jsonl.gz/981

Incarto n. 15.2022.54 Lugano 19 agosto 2022 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza composta del giudice: Jaques, presidente vicecancelliere: Cortese statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) sul ricorso 27 aprile 2022 di RI 1 (rappresentato dall’associazione RA 1, __________) contro l’operato dell’ Ufficio d’esecuzione, sede di Bellinzona, o meglio contro le domande di realizzazione presentate il 17 settembre 2020, l’8 settembre 2021 e il 5 gennaio 2022 nelle esecuzioni promosse nei confronti del ricorrente da Confederazione Svizzera, Berna (es. n. __________) Stato del Cantone Ticino, Bellinzona (es. n. __________, __________ e __________) (rappresentati dall’Ufficio esazione e condoni, Bellinzona) PI 3, __________ (es. n. __________) ritenuto in fatto e considerando in diritto: che il ricorrente impugna “la domanda di realizzazione” presentata dai creditori appena citati, chiedendo, previo conferimento dell’ef­fetto sospensivo, di rimandare l’incarto all’UEF ( recte: UE) “per una nuova decisione che tenga in conto l’ordine di pignoramento sulla base dell’articolo 95 ss LEF” e di assegnare alla sua rappresentan­te un’adeguata indennità d’inconvenienza giusta l’art. 95 cpv. 3 CPC; che il ricorso è firmato da una persona – __________ – che non è abilitata a rappresentare una parte in una procedura di ricorso all’autorità di vigilanza giusta l’art. 15 della legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento (LPR, RL 280.200), che riserva la rappresentanza ai rappresentanti legali (curatore, organo di una persona giuridica, ecc.), agli avvocati ammessi al libero esercizio della professione nel Cantone e ai loro praticanti nonché ai fiduciari con l’autorizzazione cantonale (sentenza della CEF 15.2016.24 del 15 aprile 2016); che il ricorso è pertanto irricevibile; che non è necessario assegnare al ricorrente un termine per sanare tale vizio, dal momento che il ricorso si rivela irricevibile per altri motivi; che, in effetti, con il ricorso all’autorità di vigilanza si possono contestare solo provvedimenti emessi dagli organi dell’esecuzione forzata, come gli uffici di esecuzione o fallimenti (art. 17 cpv. 1 LEF), e non atti delle parti a un’esecuzione, sicché in quanto diretto contro le domande di realizzazione degli escutenti il ricorso è manifestamente irricevibile (oltre che tardivo, le ultime domande risalen­do al 5 gennaio 2022); che il ricorrente ha invero prodotto quali atti impugnati le due richieste di anticipo spese emesse dalla sede di Bellinzona dell’Uf­ficio d’esecuzione (UE) il 25 febbraio 2022; ch’egli non ha però indicato quale interesse degno di protezione avrebbe a contestare delle richieste che pongono obblighi solo a carico degli escutenti, di modo che il ricorso è una volta di più irricevibile sotto questo aspetto; che a ben vedere il vero oggetto delle doglianze del ricorrente risulta essere il pignoramento di un suo immobile, in quanto il suo stipendio (il cui ammontare non è precisato) coprirebbe i crediti posti in esecuzione, ancorché, in modo contraddittorio (e incomprensibile), afferma poi che il fondo va pignorato prima dello stipendio per evitare un avviso al datore di lavoro; che, sia come sia, il pignoramento contestato è stato eseguito il 28 ottobre 2019 a favore del gruppo n. 2, il 20 aprile 2020 a favore del gruppo n. 3 e l’8 giugno 2021 a favore del gruppo n. 6, sicché anche sotto questo profilo il ricorso è ampiamente tardivo e pertanto irricevibile; che le esecuzioni oggetto del ricorso si sono del resto estinte il 3 agosto 2021 in seguito alla ripartizione del provento della realizzazione, di modo che il ricorso appare anche senza oggetto; che stante l’esito del giudizio odierno, la domanda di effetto sospensivo è senza oggetto; che per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20 a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [ RS 281.35 ] ); che l’art. 95 cpv. 3 CPC (lett. c) in base al quale il ricorrente chiede l’assegnazione di un’ indennità d’inconvenienza si applica nelle cause giudiziarie civili ed esecutive (art. 1 CPC) e non in quelle davanti all’autorità di vigilanza, in cui vige in linea di massima il principio della gratuità della procedura (art. 20 a cpv. 2 n. 5 LEF e 16-17 LPR). Per questi motivi, pronuncia: 1. Il ricorso è irricevibile. 2. Non si prelevano spese né si assegnano indennità. 3. Notificazione all’associazione RA 1. Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, Bellinzona. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.

Incarto n. 15.2022.54 Incarto n. 15.2022.54

Incarto n. Lugano 19 agosto 2022 Lugano

Lugano 19 agosto 2022

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza La Camera di esecuzione e fallimenti

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza composta del giudice: composta del giudice:

composta del giudice: Jaques, presidente Jaques, presidente

Jaques, presidente vicecancelliere: vicecancelliere:

vicecancelliere: Cortese Cortese

Cortese statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) sul ricorso 27 aprile 2022 di

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) sul ricorso 27 aprile 2022 di RI 1 (rappresentato dall’associazione RA 1, __________) RI 1

RI 1 (rappresentato dall’associazione RA 1, __________)

(rappresentato dall’associazione RA 1, __________) contro contro

contro l’operato dell’ Ufficio d’esecuzione, sede di Bellinzona, o meglio contro le domande di realizzazione presentate il 17 settembre 2020, l’8 settembre 2021 e il 5 gennaio 2022 nelle esecuzioni promosse nei confronti del ricorrente da

l’operato dell’ Ufficio d’esecuzione, sede di Bellinzona, o meglio contro le domande di realizzazione presentate il 17 settembre 2020, l’8 settembre 2021 e il 5 gennaio 2022 nelle esecuzioni promosse nei confronti del ricorrente da Confederazione Svizzera, Berna (es. n. __________) Stato del Cantone Ticino, Bellinzona (es. n. __________, __________ e __________) (rappresentati dall’Ufficio esazione e condoni, Bellinzona) PI 3, __________ (es. n. __________) Confederazione Svizzera, Berna (es. n. __________)

Confederazione Svizzera, Berna (es. n. __________) Stato del Cantone Ticino, Bellinzona (es. n. __________, __________ e __________)

Stato del Cantone Ticino, Bellinzona (es. n. __________, __________ e __________) (rappresentati dall’Ufficio esazione e condoni, Bellinzona)

(rappresentati dall’Ufficio esazione e condoni, Bellinzona) PI 3, __________ (es. n. __________)

PI 3, __________ (es. n. __________) ritenuto in fatto e considerando in diritto:

ritenuto in fatto e considerando in diritto: che il ricorrente impugna “la domanda di realizzazione” presentata dai creditori appena citati, chiedendo, previo conferimento dell’ef­fetto sospensivo, di rimandare l’incarto all’UEF ( recte: UE) “per una nuova decisione che tenga in conto l’ordine di pignoramento sulla base dell’articolo 95 ss LEF” e di assegnare alla sua rappresentan­te un’adeguata indennità d’inconvenienza giusta l’art. 95 cpv. 3 CPC;

che il ricorrente impugna “la domanda di realizzazione” presentata dai creditori appena citati, chiedendo, previo conferimento dell’ef­fetto sospensivo, di rimandare l’incarto all’UEF ( recte: UE) “per una nuova decisione che tenga in conto l’ordine di pignoramento sulla base dell’articolo 95 ss LEF” e di assegnare alla sua rappresentan­te un’adeguata indennità d’inconvenienza giusta l’art. 95 cpv. 3 CPC; che il ricorso è firmato da una persona – __________ – che non è abilitata a rappresentare una parte in una procedura di ricorso all’autorità di vigilanza giusta l’art. 15 della legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento (LPR, RL 280.200), che riserva la rappresentanza ai rappresentanti legali (curatore, organo di una persona giuridica, ecc.), agli avvocati ammessi al libero esercizio della professione nel Cantone e ai loro praticanti nonché ai fiduciari con l’autorizzazione cantonale (sentenza della CEF 15.2016.24 del 15 aprile 2016);

che il ricorso è firmato da una persona – __________ – che non è abilitata a rappresentare una parte in una procedura di ricorso all’autorità di vigilanza giusta l’art. 15 della legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento (LPR, RL 280.200), che riserva la rappresentanza ai rappresentanti legali (curatore, organo di una persona giuridica, ecc.), agli avvocati ammessi al libero esercizio della professione nel Cantone e ai loro praticanti nonché ai fiduciari con l’autorizzazione cantonale (sentenza della CEF 15.2016.24 del 15 aprile 2016); che il ricorso è pertanto irricevibile;

che il ricorso è pertanto irricevibile; che non è necessario assegnare al ricorrente un termine per sanare tale vizio, dal momento che il ricorso si rivela irricevibile per altri motivi;

che non è necessario assegnare al ricorrente un termine per sanare tale vizio, dal momento che il ricorso si rivela irricevibile per altri motivi; che, in effetti, con il ricorso all’autorità di vigilanza si possono contestare solo provvedimenti emessi dagli organi dell’esecuzione forzata, come gli uffici di esecuzione o fallimenti (art. 17 cpv. 1 LEF), e non atti delle parti a un’esecuzione, sicché in quanto diretto contro le domande di realizzazione degli escutenti il ricorso è manifestamente irricevibile (oltre che tardivo, le ultime domande risalen­do al 5 gennaio 2022);

che, in effetti, con il ricorso all’autorità di vigilanza si possono contestare solo provvedimenti emessi dagli organi dell’esecuzione forzata, come gli uffici di esecuzione o fallimenti (art. 17 cpv. 1 LEF), e non atti delle parti a un’esecuzione, sicché in quanto diretto contro le domande di realizzazione degli escutenti il ricorso è manifestamente irricevibile (oltre che tardivo, le ultime domande risalen­do al 5 gennaio 2022); che il ricorrente ha invero prodotto quali atti impugnati le due richieste di anticipo spese emesse dalla sede di Bellinzona dell’Uf­ficio d’esecuzione (UE) il 25 febbraio 2022;

che il ricorrente ha invero prodotto quali atti impugnati le due richieste di anticipo spese emesse dalla sede di Bellinzona dell’Uf­ficio d’esecuzione (UE) il 25 febbraio 2022; ch’egli non ha però indicato quale interesse degno di protezione avrebbe a contestare delle richieste che pongono obblighi solo a carico degli escutenti, di modo che il ricorso è una volta di più irricevibile sotto questo aspetto;

ch’egli non ha però indicato quale interesse degno di protezione avrebbe a contestare delle richieste che pongono obblighi solo a carico degli escutenti, di modo che il ricorso è una volta di più irricevibile sotto questo aspetto; che a ben vedere il vero oggetto delle doglianze del ricorrente risulta essere il pignoramento di un suo immobile, in quanto il suo stipendio (il cui ammontare non è precisato) coprirebbe i crediti posti in esecuzione, ancorché, in modo contraddittorio (e incomprensibile), afferma poi che il fondo va pignorato prima dello stipendio per evitare un avviso al datore di lavoro;

che a ben vedere il vero oggetto delle doglianze del ricorrente risulta essere il pignoramento di un suo immobile, in quanto il suo stipendio (il cui ammontare non è precisato) coprirebbe i crediti posti in esecuzione, ancorché, in modo contraddittorio (e incomprensibile), afferma poi che il fondo va pignorato prima dello stipendio per evitare un avviso al datore di lavoro; che, sia come sia, il pignoramento contestato è stato eseguito il 28 ottobre 2019 a favore del gruppo n. 2, il 20 aprile 2020 a favore del gruppo n. 3 e l’8 giugno 2021 a favore del gruppo n. 6, sicché anche sotto questo profilo il ricorso è ampiamente tardivo e pertanto irricevibile;

che, sia come sia, il pignoramento contestato è stato eseguito il 28 ottobre 2019 a favore del gruppo n. 2, il 20 aprile 2020 a favore del gruppo n. 3 e l’8 giugno 2021 a favore del gruppo n. 6, sicché anche sotto questo profilo il ricorso è ampiamente tardivo e pertanto irricevibile; che le esecuzioni oggetto del ricorso si sono del resto estinte il 3 agosto 2021 in seguito alla ripartizione del provento della realizzazione, di modo che il ricorso appare anche senza oggetto;

che le esecuzioni oggetto del ricorso si sono del resto estinte il 3 agosto 2021 in seguito alla ripartizione del provento della realizzazione, di modo che il ricorso appare anche senza oggetto; che stante l’esito del giudizio odierno, la domanda di effetto sospensivo è senza oggetto;

che stante l’esito del giudizio odierno, la domanda di effetto sospensivo è senza oggetto; che per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20 a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [ RS 281.35 ] );

che per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20 a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF RS 281.35 ); che l’art. 95 cpv. 3 CPC (lett. c) in base al quale il ricorrente chiede l’assegnazione di un’ indennità d’inconvenienza si applica nelle cause giudiziarie civili ed esecutive (art. 1 CPC) e non in quelle davanti all’autorità di vigilanza, in cui vige in linea di massima il principio della gratuità della procedura (art. 20 a cpv. 2 n. 5 LEF e 16-17 LPR). indennità d’inconvenienza si applica nelle cause giudiziarie civili ed esecutive (art. 1 CPC) e non in quelle davanti all’autorità di vigilanza, in cui vige in linea di massima il principio della gratuità della procedura (art. 20 a cpv. 2 n. 5 LEF e 16-17 LPR). Per questi motivi,

Per questi motivi, pronuncia: 1. Il ricorso è irricevibile. pronuncia: 1. Il ricorso è irricevibile. 2. Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

2. Non si prelevano spese né si assegnano indennità. 3. Notificazione all’associazione RA 1.

3. Notificazione all’associazione RA 1. Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, Bellinzona.

Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, Bellinzona. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere

Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.