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Nella Svizzera tedesca si sono chiesti tutti come ha fatto un ex consigliere di Stato a farsi rieleggere all’Esecutivo cantonale di Ginevra, due anni e mezzo dopo le sue dimissioni per aver commesso un reato di corruzione.
Pierre Maudet, fa di nuovo ingresso nel Consiglio di Stato di Ginevra con 48’345 preferenze raccolte al 2° turno delle elezioni cantonali nella lista del suo nuovo partito Libertà e giustizia sociale. Un sesto posto su sette eletti, determinando uno spostamento a destra della maggioranza di governo.
Nel settembre 2018 era stato sospettato di aver accettato un “vantaggio”, e ha ammesso di aver mentito sulla natura e sul finanziamento di un viaggio ad Abu Dhabi nel 2015. Viaggio per il quale è stato condannato nel febbraio 2021. Assolto in appello, l’ex consigliere di Stato è stato giudicato effettivamente colpevole dal Tribunale Federale il 16 novembre 2022, a seguito di un ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Ginevra.
Per questo motivo, il consiglio di Stato gli ha revocato tutte le responsabilità nell’Esecutivo, ed è stato espulso anche dal partito PLR.
“È con grande emozione che ho appreso dei risultati delle elezioni. Questo inatteso punteggio elettorale è la prova che da soli non si può fare nulla. È grazie a tutte le persone che mi hanno sostenuto e alla forza del movimento Libertà e Giustizia Sociale che il risultato di questa giornata è reso possibile. Innanzitutto vorrei ringraziare calorosamente gli elettori ginevrini che hanno scelto di votare per un candidato indipendente”, questo il comunicato stampa di Maudet rilasciato il 30 aprile dopo lo spoglio dei voti.
La sua campagna elettorale l’ha passata all’interno dei negozi, nei bistrot, nei garage e nei tanti locali dove ha organizzato dibattiti pubblici dimostrando la sua vicinanza ai piccoli imprenditori. Ha creato un centro di consulenza per le aziende, aiutando a preparare la difficile documentazione per gli imprenditori colpiti dalla pandemia. Ha distribuito cioccolata ai pendolari che erano in stazione e ha convinto la gente dei quartieri socialmente disagiati a votare per la prima volta.
È stato il successo di una campagna elettorale locale stando più vicino alle persone per ascoltarle. E gli elettori oggi gli concedono una seconda possibilità.
Maudet lo sa questo per la rinnovata fiducia. “Non la vedo come un’assoluzione dei miei errori passati, ma al contrario come il requisito di un’aspettativa di risultato e di una ricercata umiltà”, ha dichiarato Maudet.