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Sono stati tempi duri per le guardie di confine. Oltre al loro duro lavoro quotidiano in condizioni avverse, allo stress mentale e fisico che suppone la sorveglianza dei confini svizzeri, hanno anche dovuto confrontarsi con misure drastiche attuate dal loro datore di lavoro. Ad esempio, hanno dovuto subire perdite dolorose nelle prestazioni di prepensionamento. Di recente, si sono anche adeguate le basi di calcolo per gli affitti degli appartamenti di servizio, il che suppone talvolta un aumento spropositato dell’affitto per le guardie di confine.
Per transfair era dunque chiara la necessità di compensare tali perdite: era ormai da tempo che transfair lottava per ottenere un inquadramento salariale più elevato. Con la delibera dello scorso mercoledì, il Consiglio federale ha quindi onorato questa richiesta e ha equiparato l’inquadramento delle guardie di confine a quello della dogana civile, correggendo così un divario salariale tra l’altro ormai non più sostenibile, in seguito all’inasprimento delle condizioni per il prepensionamento.
Le guardie di confine passeranno dunque dalla classe salariale 13 alla classe salariale 15. Analogamente, le classi salariali delle altre funzioni all’interno del Cgcf verranno aumentate di uno-due livelli. L’implementazione è prevista per il 1º gennaio 2015. Per le guardie di confine, ciò significa un notevole miglioramento delle condizioni di lavoro, nonché un segno importante di apprezzamento dopo tutte le brutte notizie degli anni passati.
Corpo delle guardie di confine