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Governo
CF: professioni regolamentate se necessario
Medici, psicoterapeuti o elettricisti devono soddisfare alcune condizioni per poter esercitare, ma tali restrizioni sono dettate da motivi di interesse pubblico. Non esiste però un'iperregolamentazione nell'esercizio delle professioni, secondo il Consiglio federale.
Il governo ha approvato oggi un rapporto redatto a seguito di un postulato del consigliere nazionale Philippe Nantermod (VS/PLR) che analizza il quadro legale delle professioni cosiddette «regolamentate», per le quali vigono particolari condizioni in materia di qualifiche professionali.
Secondo il deputato vallesano, Confederazione e Cantoni adottano sempre più spesso una politica protezionista per quanto riguarda l'esercizio delle professioni ponendo come requisti il conseguimento di un diploma, l'iscrizione in un registro o l'obbligo di domicilio. A suo avviso, questi ostacoli frenano l'innovazione e la mobilità professionale e non sono compatibili con il libero mercato.
Il Consiglio federale ammette che negli ultimi 15 anni sono state emanate nuove leggi in questo campo, ad esempio per gli psicoterapeuti o guide alpine, ma sono servite a sostituire direttive cantonali e non comportano ulteriori criteri. Inoltre, tutte le regolamentazioni introdotte sono giustificate da un chiaro interesse pubblico, afferma il governo. Al momento nulla lascia presupporre quindi che la Confederazione intervenga in modo eccessivo nel caso delle professioni regolamentate.
Il Consiglio federale riconosce però che la decisione di introdurre criteri per una determinata professione è dettata anche da considerazioni di natura politica e, pertanto, proporrà nuove condizioni di accesso solo se strettamente necessario. Ricorda inoltre che esistono già strumenti – come l'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR) e il nuovo articolo 141 capoverso 2 della legge sul Parlamento – che impongo al governo di salvaguardare la responsabilità individuale e il margine di manovra dei privati.Tornare alla home page
ATS