Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01067.jsonl.gz/483

BASILEA - Un tamil che 18 anni fa ha ucciso la sua ex compagna si è visto aumentare la pena da 15 a 17 anni di prigione dal Tribunale d'appello del Canton Basilea Città.
Nel dicembre del 2000 la vittima, allora 23enne e anch'essa originaria dello Sri Lanka, era stata trovata dalla madre con la gola tagliata.
La difesa ha chiesto oggi invano l'assoluzione. «Non sappiamo cosa sia successo quel giorno», ha detto l'avvocato, sottolineando che per una condanna non bastano le speculazioni.
Il Tribunale non ha però dubbi sulla colpevolezza dell'imputato, che ha prima strangolato la sua vittima per poi tagliarle la gola. Il tutto è provato da una lunga catena di indizi. L'aumento della pena è dovuto alla particolare efferatezza del delitto.
L'oggi 46enne si è sempre dichiarato innocente. A differenza delle altre apparizioni in aula ha deciso di rispondere alle domande, senza tuttavia riuscire a chiarire diversi fatti. Alcune affermazioni sono risultate contraddittorie e l'uomo non è stato ad esempio in grado di spiegare perché sia fuggito proprio la notte del delitto.
Dopo il fatto di sangue l'uomo era infatti scappato ed era andato in Nuova Zelanda dove, sotto falsa identità e con falsi documenti, aveva iniziato una nuova vita. Si era sposato, era diventato padre di due bambini e aveva aperto un negozio di alimentari a Auckland.
Più tardi aveva ottenuto anche la nazionalità neozelandese. Alla fine del 2014 era però stato scoperto in seguito a segnalazioni.