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La Federazione Infra - organizzazione che raggruppa 250 aziende attive nella costruzione di infrastrutture - è a favore del raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo che, con il risanamento di quella attuale, permetterebbe di circolare su quattro corsie. A tal fine è però necessario lanciare un'iniziativa popolare. Lo ha detto il direttore di Infra, Benedikt Koch, al convegno tenutosi oggi a Lucerna, al quale è intervenuta anche la ministra dei trasporti Doris Leuthard.
Il direttore di Infra ha affermato che la mobilità ecologica può migliorare la qualità di vita solo se è affidabile. Ciò significa che la rete stradale e quella ferroviaria non devono presentare criticità e devono essere sottoposte a regolari interventi di manutenzione e rinnovo. Per questo occorrono basi di finanziamento sicure.
Koch si detto fermamente contrario all'iniziativa popolare lanciata dall'Associazione traffico e ambiente (ATA) che propone di destinare la metà dei proventi dell'imposta sui carburanti alla promozione del traffico ferroviario. È invece favorevole alla costruzione di una seconda galleria al San Gottardo, ma per riuscire nell'intento è necessario - a suo dire - promuovere un'iniziativa popolare. "Ogni altra proposta non è né politicamente credibile né tanto meno sensata dal punto di vista economico".
La consigliera federale Doris Leuthard ha ricordato che, malgrado lo stato delle finanze federali sia migliorato sensibilmente, va avviata una discussione sui finanziamenti supplementari necessari per le infrastrutture. Nei prossimi vent'anni occorreranno infatti somme molto ingenti per la manutenzione, l'eliminazione dei punti critici e l'ampliamento mirato delle infrastrutture.
La Leuthard, che dirige il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), ha inoltre affermato che occorre rivedere e ripensare gli standard tecnici e puntare ad ottenere il consenso della popolazione. La qualità e la sicurezza dovranno continuare ad avere la massima priorità, ma bisognerà rimettere in discussione sia la perfezione tecnica sia le procedure di pianificazione, autorizzazione e costruzione, talvolta lunghe e complesse.