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Il consigliere nazionale Christophe Clivaz (Verdi/VS) propone l'introduzione di una nuova forma di tassa sui carburanti. Per non penalizzare le persone che abitano molto lontano dai trasporti pubblici queste dovrebbero beneficiare di un indennizzo.
"Chi vive ad esempio a Ginevra o Zurigo non otterrebbe un simile rimborso mentre chi vive in fondo a una valle mal servita riceverebbe la compensazione massima", spiega Clivaz in un'intervista pubblicata oggi da "Le Temps".
Ma ciò soltanto quando "verrà introdotta una vera tassa d'incitamento sui carburanti, cosa non ancora prevista nella legge sul CO2 di cui dibattiamo" attualmente. Questa per ora prevede un incremento del prezzo del carburante di al massimo 10 centesimi al litro (12 dal 2025), così come la creazione di un fondo per il clima alimentato da diverse fonti, tra cui le entrate della tassa sul CO2.
Secondo Clivaz ciò rappresenta solo un primo passo: "per avere un vero effetto di incentivo servirebbero da 5 a 10 centesimi di più all'anno, come dimostrato da uno studio del Politecnico federale di Losanna". Il principale obiettivo di queste tasse è di "modificare i comportamenti, di immettere sul mercato veicoli più puliti e di utilizzare maggiormente i trasporti pubblici". Se il consumatore cambia le proprie abitudini "non subirà alcun effetto. Per i meno virtuosi gli importi resteranno moderati".
La Svizzera è uno dei maggiori emittenti di gas a effetto serra pro capite. Ma la metà della nostra impronta di carbonio proviene dall'importazione di prodotti, spiega Clivaz. A suo avviso la Svizzera deve chiedere, nell'ambito degli accordi internazionali che sottoscrive, standard di produzione ecologici e sociali simili a quelli elvetici.
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