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Tony Cragg è il protagonista del quarto video de La Collezione, che questa volta indaga l'opera Minster realizzata dall'artista nel 1992; un'opera che ben rappresenta parte delle esperienze passate di Cragg, così come le sue ispirazioni principali, tra cui la Land Art e l'Arte Povera, movimenti che negli anni Settanta guardarono alla natura.
Le strutture architettoniche primarie di Cragg fanno rivivere forme primitive nell'allestimento dedicato alla collezione permanente del MASI Lugano al LAC, in dialogo con altre opere che indagano l'archetipo e le immagini originarie.
Tony Cragg
Tony Cragg, è un artista inglese nato a Liverpool nel 1949, ma che dalla metà degli anni Settanta abita a Wuppertal in Germania.
Minster, ovvero cattedrale, appartiene a una serie di opere con lo stesso titolo che Cragg ha creato a partire dalla metà degli anni Ottanta impilando oggetti metallici a sezione circolare di dimetro sempre minore. Gli elementi che compongono queste guglie sono tutti di recupero: si va dai grandi ingranaggi industriali, che vediamo alla base, fino alle piccole candele d'automobile e ai bulloni che concludono in alto le costruzioni.
Come in molte delle sue opere, Cragg cerca di donare una nuova funzione ad oggetti usati; ciò che ha perso valore nel mondo della produzione e del consumo, trova infatti nuova vita in opere d'arte, mentre prodotti artificiali vengono trasformati in elementi naturali.
In Minster, come in molte altre opere, si riconoscono infatti numerosi riferimenti alla natura: le guglie di metallo potrebbero essere stalagmiti generatesi nel corso dei secoli, forme vegetali cresciute anno dopo anno. Abbiamo infatti l'impressione che contando gli elementi che compongono ognuno dei coni di quest'opera, potremmo dedurne l'età, così come questa si evince, per gli alberi, dal numero degli anelli nella sezione del tronco.