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Premio ecumenico a Sibel
La Giuria ecumenica ha scelto un film che parla di libertà e dignità
in cultura , ecumenismo
(ve) La Giuria Ecumenica del Festival del Film di Locarno ha conferito il Premio 2018 a Sibel di Guillaume Giovanetti e Çağla Zencirci (Francia, Germania, Lussemburgo, Turchia 2018).
La trama del film
Il film racconta la storia di una giovane donna, Sibel, che vive in un villaggio vicino al Mar Nero in Turchia. Gli abitanti conservano gelosamente le tradizioni ancestrali e in particolare uno speciale linguaggio, fatto di fischi. Sibel è emarginata perché è muta. Trascorre la maggior parte del suo tempo nella foresta dove cerca di vivere quella libertà che le viene negata nel villaggio. La giovane incontra un misterioso fuggiasco, del quale si innamora. Attraverso il legame con quell'uomo, Sibel raggiunge la consapevolezza del proprio essere donna e riesce ad emanciparsi dalla sua comunità.
La motivazione del premio
La Giuria ecumenica ha attribuito il proprio premio a "Sibel" in quanto "il film crea una potente immagine di un personaggio che sfida le strutture patriarcali e identitarie diventando un esempio di dignità per le altre donne della comunità”.
La Giuria ecumenica ha inoltre assegnato due menzioni speciali, a "Diane", di Kent Jones (USA, 2018) e a "A Land Imagined", di Yeo Siew Hua (Singapore, Francia, Paesi Bassi, 2018).
Riformati e cattolici
La giuria ecumenica del Festival di Locarno assegna, dal 1973, un premio ai registi che con il loro talento artistico riescono a richiamare l'attenzione del pubblico su valori religiosi, umani o sociali. La giuria interpella le visioni dei registi sulla giustizia, la pace, il rispetto e le dimensioni spirituali.
Il premio, messo a disposizione dalle Chiese evangeliche-riformate e dalla Chiesa cattolico-romana svizzera, è dotato di 20’000 franchi svizzeri ed è legato alla distribuzione in Svizzera del film premiato. (catt.ch/Paolo Tognina)