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A due anni dal lancio della piattaforma "Dialogo sulla parità salariale", un progetto promosso per eliminare le disuguaglianze di trattamento tutt'ora esistenti tra i sessi all'interno delle aziende, i promotori hanno tenuto oggi una conferenza stampa per fare un bilancio dell'operazione, che è negativo.
L'obiettivo era convincere 20 imprese all'anno di verificare se gli stipendi da loro versati fossero in linea con il principio della parità salariale. Queste società dovrebbero poi dovuto impegnarsi a eliminare le eventuali disparità entro quattro anni. In 24 mesi si sono però complessivamente annunciate solo quattordici aziende. Il bilancio è dunque deludente, ha detto la consigliera federale Simonetta Sommaruga davanti ai media di Palazzo federale.
Per giustificare il difficile avvio del progetto, i promotori invocano le difficoltà iniziali e il fatto che molte aziende sono convinte di non discriminare le donne.
Le statistiche mostrano però che per un lavoro equivalente il sesso femminile continua ancora a guadagnare meno degli uomini. QUANTO? Il direttore dell'Unione svizzera degli imprenditori (USI) Thomas Daum e il presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) Paul Rechsteiner hanno pertanto dichiarato che le aziende devono fare ulteriori sforzi.
A inizio 2009, quanto la piattaforma "Dialogo sulla parità salariale" fu lanciato, l'allora consigliere federale Pascal Couchepin aveva parlato di "momento storico". Il progetto continuerà comunque fino al 2014, quando verrà fatto un nuovo bilancio. Oltre ai partner sociali, partecipano all'iniziativa l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU), l'Ufficio federale di giustizia (UFG) e la Segreteria di Stato dell'economia (SECO).
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