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Prima messa cattolica dalla Riforma nella cattedrale di Ginevra
di Gino Driussi
L’aggettivo “storico” è talvolta abusato, ma ci sta sicuramente tutto per descrivere l’evento che avrà luogo sabato 29 febbraio , vigilia della prima domenica di Quaresima, alle ore 18.30 nella cattedrale protestante di San Pietro a Ginevra: vi verrà infatti celebrata la prima messa cattolica dai tempi della Riforma, cioè dopo ben cinque secoli!
La Riforma protestante è stata ufficialmente introdotta a Ginevra nel 1536 in seguito alla predicazione di Guillaume Farel e di Giovanni Calvino e da allora Ginevra viene spesso definita “la città di Calvino” o “la Roma protestante”. La sua cattedrale, sede del vescovo di Ginevra a partire dal IV secolo, passò al protestantesimo (cacciato, il vescovo diocesano Pierre de la Baume si era rifugiato ad Annecy, in Francia, tre anni prima) e la messa cattolica venne abolita già nel 1535. Il cattolicesimo ginevrino conobbe ancora dei periodi turbolenti nei secoli successivi. Il culto cattolico romano venne riammesso nella città e nel cantone, occupati dalla Francia, nel 1798, ma sorsero nuove difficoltà nel 1873, quando Pio IX nominò Gaspard Mermillod (già vescovo ausiliare dal 1864 e futuro cardinale) vicario apostolico di Ginevra. Questo fu considerato dal Consiglio di Stato un tentativo di restaurazione della diocesi di Ginevra, Mermillod venne espulso dalla Svizzera per decisione del Consiglio federale e si rifugiò in Francia, dove rimase in esilio per 10 anni. Nel contempo, il governo cantonale ginevrino, a connotazione radicale, “nazionalizzò” il cattolicesimo romano creando una Chiesa nazionale a struttura democratica, la Chiesa cattolica cristiana, tuttora presente. La Chiesa cattolica romana potè poi essere equiparata alle altre due Chiese nel 1907, quando venne decretata nel cantone la separazione tra Stato e Chiese e abolito il contributo ai culti, per porre fine a un clima spesso conflittuale.
Ottime relazioni
Da quei tempi, molta acqua è passata sotto i ponti e le relazioni tra cattolici e protestanti a livello locale possono essere considerate ottime, tanto da spingere la parrocchia evangelica di Saint Pierre-Fusterie – con il benestare della Chiesa cantonale protestante – ad invitare i cattolici a celebrare una messa il 29 febbraio nella cattedrale della città, proprio nel luogo dove Calvino predicò fino alla sua morte, nel 1564. A presiedere l’eucarestia sarà il vicario episcopale per Ginevra della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo don Pascal Desthieux. “Questa messa – ha affermato – è il segno che i tempi sono veramente cambiati e questo clima positivo lo si era già percepito in occasione della visita di papa Francesco a Ginevra, segnatamente al Consiglio ecumenico delle Chiese, nel 2018. La nostra collaborazione pastorale con i protestanti è già realità in tanti luoghi: ad esempio negli ospedali, nelle carceri, nelle case per anziani”.
Con la celebrazione dell’eucarestia nel feudo del protestantesimo ginevrino (come avviene già, praticamente una volta all’anno dal 2004, nella cattedrale di Losanna) , i cattolici si guardano bene da qualsiasi trionfalismo (la liturgia sarà caratterizzata da un rito penitenziale che unirà tutti i presenti: l’imposizione delle ceneri), anche se nel canton Ginevra essi costituiscono attualmente il 36 per cento della popolazione – grazie principalmente all’immigrazione e alla forte presenza di diplomatici nelle numerose istituzioni internazionali – a fronte dell’11 per cento di protestanti. Nemmeno Ginevra sfugge alla secolarizzazione e alla disaffezione cui sono confrontate le Chiese storiche in Svizzera e in generale in Occidente.