Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/214832

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di fare in modo che nell'ambito degli appalti di progetti e mandati legati alla strategia di collaborazione internazionale venga data la priorità agli offerenti svizzeri con sufficiente esperienza e competenza.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli acquisti della cooperazione internazionale (CI) sono soggetti all'ordinanza sugli acquisti pubblici (RS 172.056.11). Anche nella legislazione riveduta sugli appalti pubblici, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2021, il legislatore ha deciso di non escludere gli acquisti della CI dal campo di applicazione della legge federale sugli appalti pubblici (LAPub; RS 172.056.1). La richiesta della mozione non è compatibile con questa situazione giuridica. Un'attuazione della mozione alla lettera (ossia "[...] è incaricato di fare in modo che nell'ambito degli appalti [...] venga data la priorità agli offerenti svizzeri [...]" richiederebbe una revisione della legge. Poiché la LAPub è stata sottoposta a revisione nel 2019, il Consiglio federale non vede la necessità di un'ulteriore modifica.</p><p>Anche in caso di aggiudicazione per incarico diretto o di procedura mediante invito devono essere rispettati i requisiti di legge, in particolare i principi procedurali del trattamento paritario e non discriminatorio degli offerenti, della trasparenza e del promovimento di una concorrenza efficace ed equa (cfr. art. 2 del nuovo testo LAPub). Nelle procedure di gara (procedura mediante invito e pubblico concorso) l'appalto viene aggiudicato all'offerta più vantaggiosa (art. 41 del nuovo testo LAPub). Dare la priorità agli offerenti svizzeri nonostante le offerte più vantaggiose di altri offerenti sarebbe discriminatorio e violerebbe i principi procedurali menzionati nonché l'articolo 41 del nuovo testo LAPub.</p><p>Le procedure di bando consentono di selezionare gli esperti più adatti per garantire che i fondi siano impiegati nella maniera più efficace possibile. Incentivano la trasparenza, l'innovazione, l'efficienza, la durata e la redditività dei progetti. Gli effetti positivi della messa a concorso su questi indicatori della CI svizzera sono rilevati anche a livello internazionale: studi dell'OCSE hanno dimostrato che i cosiddetti aiuti vincolati, che obbligano a preferire gli offerenti nazionali, aumentano del 15-30 per cento i costi dei progetti.</p><p>La revisione della legislazione sugli appalti pubblici e dell'Accordo sugli appalti pubblici dell'OMC (RS 0.632.231.422) migliorerà le condizioni quadro per la piazza economica svizzera e offrirà l'opportunità di tenere maggiormente conto degli aspetti legati alla qualità e alla sostenibilità. Anche le nuove Direttive della DSC per la collaborazione con le ONG svizzere (2019) prevedono che tra i requisiti per l'aggiudicazione si possa indicare la disponibilità di competenze svizzere. Il valore aggiunto della CI svizzera, uno dei tre criteri della Strategia CI 2021-2024, si basa su approcci, competenze e conoscenze specialistiche svizzeri. Gli offerenti svizzeri si impongono quindi regolarmente grazie alla loro specifica competenza tematica e alla loro conoscenza della CI svizzera, e dimostrano la loro competitività nelle gare d'appalto internazionali.</p><p>Il Consiglio federale userà il margine di manovra concesso dal quadro giuridico esistente per tenere in considerazione gli offerenti svizzeri che soddisfano i requisiti. Inoltre, la DSC sostiene già oggi le ONG svizzere con contributi a programmi internazionali riservati alle organizzazioni non governative con sede in Svizzera. Nel 2019 tali contributi ammontavano a 126 milioni di franchi (nel periodo 2021-2024 saranno 136 milioni all'anno).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.