Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01176.jsonl.gz/7

Nel 1999, il governo lo presentò come un'ampia riforma del sistema fiscale a livello federale.Questo contenuto è stato pubblicato il 28 ottobre 2004 - 14:16
Ora il progetto di «nuovo ordinamento finanziario» in votazione è ridotto a pochi aggiustamenti.
Introiti della Confederazione derivati da imposta federale diretta e IVA: circa 30 miliardi di franchi
Ca. 60% delle entrate fiscali complessive
L'imposta federale diretta e l'imposta sul valore aggiunto (IVA) costituiscono la principale fonte degli introiti della Confederazione. Insieme ne garantiscono il 60% circa delle entrate fiscali.
La competenza del governo di riscuotere le due imposte è però limitata nel tempo. Le attuali norme transitorie della Costituzione prevedono che tale competenza scada nel 2006.
Per questo motivo, e prevedendo una lunga fase di gestazione, già nel 1999 il governo mosse i primi passi in vista di un nuovo ordinamento finanziario. L'intenzione era di cogliere l'occasione per avviare alcune riforme del sistema fiscale elvetico.
Piccole riforme…
Il Consiglio federale voleva eliminare i limiti temporali alle sue competenze e sottoporre a verifica tutti gli introiti fiscali vincolati. Prevedeva inoltre di integrare nel nuovo ordinamento una riforma in senso ecologico del sistema fiscale, attraverso la tassazione delle energie non rinnovabili.
Il progetto è stato però ben presto ridimensionato. Il testo inviato in procedura di consultazione nel settembre del 2001 (cioè sottoposto a cantoni, partiti e associazioni interessate) non comprendeva più la tassazione dell'energia, bocciata in votazione popolare l'anno prima.
E il governo ha rinunciato anche all'analisi degli introiti fiscali vincolati. In compenso, nel quadro di una semplificazione delle aliquote, ha proposto la soppressione della tariffa IVA ridotta per il settore alberghiero. Centrale è rimasta l'abolizione dei limiti temporali alle competenze fiscali del Consiglio federale.
… respinte in parlamento
In parlamento il progetto, già ridotto all'osso, è stato ulteriormente spolpato. Contro il parere della sinistra, la maggioranza borghese ha respinto l'ipotesi di sopprimere il limite temporale alla possibilità del governo di riscuotere l'imposta federale diretta e l'IVA.
Secondo la destra, la necessità di ridiscutere a scadenze regolari l'ordinamento finanziario contribuisce a frenare la spesa pubblica. Il decreto federale in votazione scade perciò nel 2020.
Neppure l'abolizione dell'aliquota IVA ridotta per il settore alberghiero, voluta da governo e sinistra, ha incontrato il favore della maggioranza parlamentare, secondo cui il turismo, afflitto da problemi strutturali e rivolto all'esportazione, continua ad aver bisogno di questo sostegno particolare.
Il parlamento ha tuttavia respinto anche due proposte dell'Unione democratica di centro, che chiedeva di compensare ogni aumento dell'IVA con una riduzione delle imposte dirette e di fissare all'8% l'aliquota massima dell'imposta federale diretta per le persone giuridiche (proposta quest'ultima sostenuta dagli ambienti economici).
Aliquote minime e massime
II decreto sottoposto a votazione popolare, recependo l'attuale situazione legislativa, fissa l'aliquota all'8,5% (la sinistra l'avrebbe voluta al 9,5%) e cancella l'articolo costituzionale relativo alla tassazione del capitale delle persone giuridiche.
Quanto all'IVA, il decreto conferma l'aliquota normale al 6,5% e pone il limite minimo del 2% per l'aliquota ridotta. Rimane aperta la possibilità di aumentare il tasso dell'1% per finanziare l'Assicurazione vecchiaia superstiti e dello 0,1% per finanziare i grandi progetti ferroviari.
La legge prevede inoltre che il 5% dei proventi dell'IVA siano usati per ridurre i premi dell'assicurazione malattia o per altre misure a favore di chi percepisce uno stipendio modesto.
Dopo un serrato dibattito nelle camere, il parlamento ha approvato il «nuovo ordinamento finanziario» senza opposizione. Trattandosi di una modifica costituzionale, per entrare in vigore dovrà ottenere il sostegno della maggioranza della popolazione e dei cantoni.
swissinfo, Andrea Tognina
In breve
Il Nuovo ordinamento finanziario proroga le competenze fiscali della Confederazione fino al 2020.
Inizialmente il NOF doveva avviare una riforma importante del sistema fiscale elvetico. Il progetto in votazione si riduce però più o meno a confermare l'esistente.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative