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Il Vangelo secondo Marco, il Vangelo secondo Matteo, il Vangelo secondo Luca e quello secondo Giovanni. I quattro più antichi Vangeli – che narrano la vita, la morte e la resurrezione di Gesù – sarebbero in conflitto più spesso di quanto siano in accordo.
Da “The Templar Legacy”, di Steve Berry, 2006, Random House Publishing Group:
“I primi cristiani credevano che Gesù sarebbe tornato subito, ma dopo quarant’anni, quando si capì che il Salvatore non sarebbe tornato, diventò importante trasmettere la sua vita e i suoi insegnamenti.
Fu allora che il primo Vangelo, quello di Marco, venne scritto. Quelli di Matteo e Luca furono redatti qualche anno più tardi. Il Vangelo di Giovanni invece venne composto verso la fine del I. secolo e questo probabilmente è il motivo per cui differisce tanto dagli altri.
Il Vangelo di Giovanni dice molte cose che gli altri tre ignorano del tutto. Anche il linguaggio è più raffinato, Giovanni è un evangelista diverso dagli altri.
Ma alcune delle contraddizioni più eclatanti sono in Luca e Matteo, gli unici che parlano della nascita di Gesù e dei suoi antenati.
Matteo dice che Gesù era un aristocratico, un discendente di David, nella linea degli eredi al trono.
Luca è d’accordo sulla parentela con David ma indica una classe sociale molto inferiore.
Marco va in una direzione molto diversa, dipinge l’immagine di un povero falegname.
Allo stesso modo la nascita di Gesù è descritta da diversi punti di vista. Luca dice che vennero in visita dei pastori. Matteo li chiama uomini saggi. Luca riferisce che la sacra famiglia abitava a Nazareth e fece un viaggio a Betlemme, dove la nascita avvenne in una mangiatoia. Matteo sostiene che la famiglia abitava a Betlemme e che Gesù nacque in una casa.
Ma è intorno alla crocefissione che i racconti divergono nettamente. I Vangeli non sono d’accordo neppure sulla data. Giovanni parla del giorno prima di Pasqua, gli altri tre dicono il giorno dopo. Luca descrive Gesù come un mite, un agnello, Matteo punta nella direzione opposta : per lui Gesù porta la spada, non la pace.
Persino le ultime parole di Gesù variano. Matteo e Marco sostengono che furono “Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?”. Luca dice che furono “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Giovanni è ancora più breve : “Tutto è compiuto”.
Anche il racconto della resurrezione è un enigma. Ogni Vangelo dà una versione diversa di chi si recò sulla tomba e di cosa vi trovò. Persino i giorni della settimana non sono chiari e in quanto all’apparizione di Gesù dopo la resurrezione, nessun resoconto è d’accordo su un solo punto.
I Vangeli sono stati oggetto di migliaia di studi e queste contraddizioni – lì fin dall’inizio – sono sempre state ignorate, soprattutto nei tempi antichi poiché di rado i quattro Vangeli apparivano insieme. Essi furono disseminati in varie regioni della cristianità; un racconto funzionava meglio in certi posti piuttosto che in altri.”