Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/160382

<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 41 capoverso 4 della legge federale sull'assicurazione malattie prevede che "d'intesa con l'assicuratore, l'assicurato può limitare la propria scelta ai fornitori di prestazioni designati dall'assicuratore secondo criteri finanziariamente più vantaggiosi". Questa disposizione permette agli assicuratori di proporre prodotti assicurativi che prevedono l'obbligo per l'assicurato di consultare dapprima uno specialista in medicina interna generale - comunemente noto come "medico di base" - in cambio di uno sconto sul premio.</p><p>Basandosi su questo disciplinamento, un'importante cassa malati ha escluso per molti anni dall'elenco dei medici di base gli specialisti in medicina interna generale titolari di una seconda specializzazione, come ad esempio l'allergologia.</p><p>Nella sua decisione del 22 settembre 2015, il Tribunale federale ha ritenuto che la prassi di questa cassa malati fosse contraria al diritto, in quanto violava il principio del divieto dell'arbitrio e la libertà economica (consid. 9). Questa sentenza ha obbligato la cassa malati a reinserire nell'elenco dei medici di base circa 200 medici del cantone di Vaud (v. articolo apparso su "24 heures" il 14 novembre 2015).</p><p>L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), cioè l'organo incaricato di esercitare la vigilanza sulle casse malati nell'ambito dell'assicurazione malattie obbligatoria, aveva sempre tollerato la prassi discriminatoria della cassa malati in questione. Nella sua risposta all'interpellanza Moret 14.3984, "Esclusione di medici dall'elenco dei medici di base nel quadro del modello del medico di famiglia", il Consiglio federale ha tentato di giustificare l'apatia dell'UFSP sostenendo che l'Ufficio "può intervenire presso gli assicuratori in qualità di autorità di vigilanza solo se questi ultimi non osservano la legge".</p><p>1. Essendo oggi assodato che la cassa malati ha agito in modo contrario al diritto per molti anni, perché l'UFSP si è sempre rifiutato d'intervenire? L'ufficio dispone delle competenze necessarie per interpretare correttamente le prescrizioni legali?</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che l'UFSP abbia esercitato il suo dovere di vigilanza con la dovuta diligenza?</p><p>3. Che insegnamenti ha tratto dalla decisione del Tribunale federale del 22 settembre 2015 in materia di organizzazione della vigilanza sulle casse malati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per i trattamenti ambulatoriali, la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) permette all'assicurato di scegliere liberamente tra i fornitori di prestazioni autorizzati e idonei a curare la sua malattia. D'intesa con l'assicuratore, l'assicurato può limitare la propria scelta ai fornitori di prestazioni designati dall'assicuratore secondo criteri finanziariamente più vantaggiosi.</p><p>Gli assicuratori possono quindi offrire forme particolari d'assicurazione (modelli assicurativi) con scelta limitata del fornitore di prestazioni. La LAMal conferisce al Consiglio federale la facoltà di disciplinare i dettagli. Quest'ultimo ha tuttavia emanato soltanto poche disposizioni al riguardo (art. 99-101a dell'ordinanza sull'assicurazione malattie, OAMal; RS 832.102), preferendo lasciare agli assicuratori ampia libertà di stabilire l'impostazione di tali modelli. Gli assicuratori definiscono i diritti e i doveri degli assicurati nelle loro condizioni generali di assicurazione (CGA) e vi precisano inoltre i "criteri finanziariamente più vantaggiosi" sulla base dei quali selezionano i fornitori di prestazioni per le forme particolari d'assicurazione.</p><p>Sulla scorta di queste basi giuridiche, gli assicuratori offrono diversi modelli assicurativi con scelta limitata dei fornitori di prestazioni. Secondo tali modelli, le persone assicurate devono per esempio consultare dapprima un determinato medico (spesso designato come "medico di famiglia") o rivolgersi in primo luogo a un'istituzione che dispensa cure mediche ambulatoriali. Finora la prassi non richiedeva l'approvazione delle CGA da parte dell'autorità di vigilanza.</p><p>Secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), come del resto anche secondo la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (cfr. rapporto del 13 agosto 2014 sull'iniziativa parlamentare Feller 13.433, "Non discriminazione dei medici specialisti in medicina interna generale aventi un secondo titolo specialistico"), gli assicuratori non erano tenuti ad autorizzare ogni singolo medico che esercita nel quadro delle forme particolari d'assicurazione con scelta limitata dei fornitori di prestazioni.</p><p>Nella decisione del 22 settembre 2015 menzionata dall'autore dell'interpellanza, il Tribunale federale ha concluso che, per i modelli con esclusione di determinate categorie di fornitori di prestazioni, gli assicuratori devono dimostrare che senza questa esclusione i costi delle prestazioni sarebbero più elevati. Nel caso in questione, l'assicuratore non è stato in grado di fornire tale prova.</p><p>Il 1° gennaio 2016 è entrata inoltre in vigore la nuova legge sulla vigilanza sull'assicurazione malattie che introduce, per gli assicuratori, l'obbligo di sottoporre le loro CGA all'approvazione dell'UFSP. Questa regola permette all'UFSP di verificare anche i criteri di selezione per le forme particolari d'assicurazione. In considerazione delle disposizioni transitorie, l'obbligo di approvazione entrerà in vigore soltanto il 1° gennaio 2018.</p><p>2./3. L'UFSP ha provveduto a segnalare la decisione del Tribunale federale agli assicuratori. Il Consiglio federale non ha motivo di dubitare che l'Ufficio abbia esercitato il suo dovere di vigilanza con la dovuta diligenza. Pertanto non ritiene necessario intervenire nell'organizzazione della vigilanza sulle casse malati.</p>  Risposta del Consiglio federale.