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Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) abbandona l'accusa di criminalità organizzata nel procedimento penale contro il clan dell'ex presidente egiziano Hosni Mubarak. Una parte dei fondi congelati in Svizzera potrebbero venir sbloccati.
Il MPC indaga dalla primavera 2011 contro il clan per sospetta partecipazione e sostegno ad organizzazioni criminali e riciclaggio di denaro. Complessivamente in Svizzera sono bloccati 620 milioni di franchi.
In questi giorni il MPC ha rilasciato un parziale decreto d'abbandono "relativo all'infrazione di criminalità organizzata", ha indicato oggi all'ats il portavoce André Marty confermando una notizia pubblicata dal portale online della NZZ. "Archivieremo la procedura riguardante questo punto per tutti e 13 gli accusati", ha precisato Marty. Il procedimento per riciclaggio prosegue per tutti gli incriminati che appartenevano all'entourage dell'anziano presidente.
Conseguenze dirette per fondi congelati
Il blocco dei fondi sequestrati viene per ora mantenuto, ha affermato Marty. Tuttavia l'abbandono parziale del procedimento ha dirette conseguenze sugli importi congelati di terzi. Secondo il MPC devono essere sbloccati se cadrà l'accusa di organizzazione criminale.
Il parziale abbandono è stato comunicato alle varie parti coinvolte nel procedimento penale svizzero, ha aggiunto Marty. La decisione può essere impugnata davanti al Tribunale penale federale (TPF). Anche lo Stato egiziano ha diritto di ricorrere poiché figura quale querelante nella procedura. "Il MPC è in stretto contatto con il ministero pubblico egiziano", ha precisato Marty.
Secondo il MPC e il procuratore generale Michael Lauber l'abbandono del procedimento penale per il sospetto di partecipazione e sostegno ad organizzazioni criminali è una battuta d'arresto. Né le indagini condotte in Svizzera e neppure le informazioni ottenute dall'Egitto hanno potuto consolidare i sospetti, sostiene Marty.
SDA-ATS