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Il glifosato è una delle sostanze più utilizzate al mondo per i prodotti fitosanitari.
Il glifosato è una delle sostanze più utilizzate al mondo per i prodotti fitosanitari.
Attualità
Nessun rischio per la salute dei consumatori da residui di glifosato nelle derrate alimentari
Nella la seduta del 9 maggio 2018 il Consiglio federale ha approvato il rapporto sulle ripercussioni del glifosato in Svizzera elaborato in risposta a un postulato della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale. I risultati dello studio condotto dall’USAV coincidono con le valutazioni di organismi internazionali. Nelle derrate alimentari analizzate i residui di glifosato non costituiscono un fattore cancerogeno. Dal punto di vista sanitario non sono quindi necessari interventi.
(09.05.2018)
Prima di poter essere distribuiti e utilizzati, i prodotti fitosanitari sono soggetti a una procedura di autorizzazione complessa e onerosa. All'USAV compete l'analisi dei rischi e la definizione delle concentrazioni massime per le derrate alimentari, mentre l'Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) autorizza o vieta i prodotti fitosanitari.
Quantità trascurabile di glifosato nelle derrate alimentari
In risposta al postulato della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale i laboratori dell’USAV hanno avviato nel 2016 un monitoraggio delle derrate alimentari allo scopo di determinare quanto la popolazione sia esposta a questo erbicida. Sono stati analizzati più di 230 campioni di derrate alimentari, suddivise in 19 categorie (es. miele, vino, pane, patate e verdura, alimenti per lattanti).
Dai risultati emerge che circa il 40 % delle derrate alimentari presenta tracce di glifosato esigue, ma quantificabili. Tuttavia, il suo tenore e quello del suo metabolita, l’acido aminometilfosfonico (AMPA), sono sempre inferiori ai limiti fissati dalla legislazione. Anche se i valori trovati per questi prodotti sono bassi, le principali fonti di esposizione sono la pasta, i cereali per la prima colazione e i legumi.
Il monitoraggio dei dati misurati conferma la ridotta presenza di residui di glifosato nelle derrate alimentari e l’assenza di rischi per la salute. I risultati sono stati pubblicati in una rivista scientifica (peer-reviewed) (vedasi «Ulteriori informazioni»).
Nessun rischio per la salute umana
Sulla base dei primi risultati è possibile dedurre che un adulto dovrebbe consumare in un giorno 71 kg di pasta del campione maggiormente contaminato (421 µg/kg) per raggiungere la dose giornaliera massima ammissibile (30 mg per un adulto), ossia la quantità di sostanza che una persona può assorbire giornalmente e per tutta la vita senza danni visibili per la salute.
In Svizzera la popolazione consuma in media 10 kg di pasta all’anno, per un valore giornaliero nettamente inferiore a quello ammissibile. Il consumo delle derrate alimentari più contaminate, come la pasta, e quindi di quelle meno contaminate, è considerato privo di rischi per la salute dell’uomo.
Ulteriori informazioni
Ultima modifica 09.05.2018