Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01218.jsonl.gz/1306

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
BEIRUT - Al termine di un viaggio che ha lo condotto negli Stati Uniti, in Francia e in Turchia, il primo ministro libanese Saad Hariri è rientrato poco fa in Libano, dove due giorni fa undici ministri del suo esecutivo si sono dimessi aprendo ufficialmente la crisi di governo.
Questa mattina Hariri ha incontrato il premier turco Tayyip Erdogan ad Ankara, dove è giunto la notte scorsa da Parigi dopo un incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy. Mercoledì era a Washington, a colloquio con il presidente Barack Obama, proprio nello stesso momento in cui 10 ministri dell'opposizione guidata dal movimento Hezbollah più uno indipendente rassegnavano le dimissioni.
Il presidente Michel Suleiman avvierà lunedì le consultazioni con i gruppi parlamentari per individuare una personalità a cui conferire l'incarico di formare un nuovo governo. Diverse fonti danno pressoché per scontato che l'incarico andrà allo stesso Hariri, la cui coalizione ha vinto le ultime elezioni, nel giugno 2009.
Fonti del movimento Hezbollah hanno però fatto sapere che il movimento sciita intende indicare un personalità politica conosciuta per il suo "sostegno alla resistenza", ovvero lo stesso movimento Hezbollah, che è da mesi ai ferri corti con Hariri sulla questione del Tribunale intarnazionale (Tsl) che indaga sull'assassinio nel 2005 dell'ex premier Rafik Hariri.
Da mesi il movimento Hezbollah chiede a Saad Hariri (figlio ed erede politico di Rafik) di interrompere ogni collaborazione con il Tsl, che ha sede in Olanda, è presieduto dal giudice italiano Antonio Cassese, e che secondo molte indicazioni nelle prossime settimane dovrebbe emettere le prime incriminazioni, chiamando in causa alcuni esponenti del movimento Hezbollah.
SDA-ATS