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Ogni cosa ha i suoi tempi
Al più tardi quando un bimbo compie un anno ecco arrivare la madre di tutte le domande: «Allora, tuo figlio cammina già?». Se la risposta è no, ai genitori verrà da chiedersi come mai e se il bambino non sia forse interessato da un ritardo dello sviluppo. A volte si ha l'impressione di poter essere considerati dei bravi genitori solo se i figli hanno iniziato a camminare il prima possibile. E sentire gli altri vantarsi di quanto precoci sono stati i loro bambini nell'imparare a gattonare, stare seduti o usare da soli le posate, non aiuta. Certe volte si ha l'impressione di trovarsi nel bel mezzo di una gara a chi si muove di più e meglio.
Peccato che questa gara sia del tutto superflua. Ogni bimbo, infatti, ha i suoi tempi e le sue priorità. C'è quello che pronuncia le sue prime parole già a un anno, ma inizia in compenso a camminare a 18 mesi. E quello che sa arrampicarsi già a otto mesi, ma impara a impugnare correttamente una matita solo a cinque anni. Le possibilità sono infinite.
Quel che possiamo fare noi genitori per aiutare i nostri piccoli è creare delle condizioni ottimali per il loro sviluppo motorio. Nei primi tempi basta cambiare regolarmente posizione al neonato. Anche come dorme o è sdraiato il bimbo nel lettino influisce sulla sua motricità. Nei primi mesi la maggioranza dei bebè dorme prevalentemente sulla schiena. Quando sono svegli li si può di tanto in tanto girare sulla pancia, all'inizio solo brevemente e magari in modo che il busto poggi su un cuscino per l'allattamento. Questa posizione favorisce il rafforzamento della muscolatura di pancia, nuca e schiena. L'ambiente circostante non deve naturalmente presentare pericoli: converrà quindi adagiare i piccolissimi sul pavimento, su una coperta o su un tappetino di gommapiuma. Sdraiette e seggioloni sono una gran bella cosa, ma vanno usati solo per il tempo strettamente necessario. Anche il giusto abbigliamento contribuisce allo sviluppo motorio: puntate sulla comodità, per consentire al piccolo di muoversi agevolmente. Quando il bimbo inizia a spostarsi con una certa autonomia, consiglio di lasciarlo a piedi nudi. Svilupperà così una buona percezione del proprio corpo ed eviterà di scivolare. Se poi dovesse avere freddo ai piedini, fategli indossare un paio di scaldamuscoli.
Il rischio di sbagliare è insomma pressoché nullo. Personalmente, sconsiglio solo di cercare di accelerare lo sviluppo motorio del bimbo mettendolo a sedere o tentando di farlo stare in piedi prima che sia in grado di farlo da solo. I bimbi che vengono messi a sedere con l'aiuto di cuscini, per esempio, si abituano presto a questa posizione e sono contenti di poter osservare quel che accade tutt'attorno. Nello stesso tempo, però, non sono più stimolati a muoversi da soli. E se lo fanno, non lo fanno gattonando o strisciando: cominciano semmai a scivolare sul sedere finendo per allenare i muscoli sbagliati e, in genere, imparano a camminare tardi.
Anche quando sarà più grande, è bene tenere a mente che ogni bimbo è un caso a sé. Ci sono bambini che amano scatenarsi al parco giochi e altri che passano ore intere a lanciare il pallone in un canestro. E poi ci sono quelli che adorano stare in casa a disegnare, giocare o fare bricolage. In entrambi i casi non c'è assolutamente nulla di anomalo. Quel che possiamo continuare a fare noi genitori è creare delle condizioni ottimali per lo sviluppo motorio dei nostri figli portando ogni tanto al parco giochi anche i bambini più casalinghi o facendo un po' di bricolage con i più scatenati. Ma anche fare arrampicata, pattinare o fare un giro in bicicletta con tutta la famiglia è un ottimo modo per incentivare in tal senso i piccoli. E naturalmente è importante limitare al massimo la permanenza davanti a uno schermo, visto che non favorisce in alcun modo lo sviluppo motorio.
Ci sono però anche situazioni in cui conviene rivolgersi a un esperto. Per esempio quando, a diversi mesi dalla nascita, il bebè non è ancora in grado di controllare i movimenti della testa o, più in generale, mostra una scarsa tensione muscolare. Entro i due anni un bimbo dovrebbe essere in grado di camminare senza aiuti. Se dopo aver imparato a camminare da solo senza problemi comincia di nuovo a cadere di frequente, sarà bene parlarne con chi di dovere. Lo stesso vale per qualsiasi altro tipo di regresso motorio. In questi casi la prima persona a cui rivolgersi è il pediatra. Può darsi che il bambino abbia bisogno di sedute di fisioterapia o che occorra fare degli accertamenti di natura neurologica.
In generale trovo ottime le iniziative per la promozione dello sviluppo motorio dei piccoli. Non riuscendo a ruotare bene il capo, da neonati i nostri due figli più grandi hanno fatto della fisioterapia: è stata utile per prevenire l'appiattimento del cranio su un lato e, nello stesso tempo, ha favorito lo sviluppo motorio dei bambini. Più avanti, scuole e asili propongono altre attività come la terapia psicomotoria e l'ergoterapia.
Cari genitori, non disperate se vostro figlio non sa mantenere l'equilibrio alla perfezione o non è portato per i lavori di bricolage più meticolosi: non tutti sono destinati a diventare campioni sportivi o chirurghi.