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Il Consiglio federale vuole portare avanti una politica energetica fallimentare nonostante il “NO” del popolo alla legge sul CO2. L’UDC esige uno stop immediato a questa politica energetica condotta a tentoni. Il Consiglio federale deve invece garantire l’approvvigionamento elettrico ed energetico.
Con il messaggio sulla revisione della legge sul CO2, il Consiglio federale continua il suo ideologico volo alla cieca nella sua politica energetica. La nuova legge sostituisce le misure limitate al 2025 e prevede interventi massicci nei settori dei trasporti, del volo, degli edifici, ecc.
Allo stesso tempo, aumenterà l’onere finanziario per i privati, le aziende e graverà sul bilancio federale. Le proposte del Consiglio federale rappresentano una stretta. Il popolo ha chiaramente respinto la legge sulla CO2 alle urne. L’UDC si oppone al fatto che il Consiglio federale si limiti ad andare avanti come se il referendum non avesse mai avuto luogo. Ora è necessario almeno un altolà. L’UDC chiede al Consiglio federale di elaborare una nuova legge che riduca le emissioni di CO2 in Svizzera attraverso detrazioni fiscali e altri sgravi finanziari. Sono necessari incentivi e sgravi burocratici, come procedure di autorizzazione semplificate o un uso più agevole dello spazio pubblico, e non nuovi regolamenti e tasse.
In considerazione dell’incombente penuria di energia elettrica, l’UDC chiede di rinviare l’applicazione dei valori obiettivo di CO2 più severi. Invece di continuare con la fallimentare strategia energetica, il Consiglio federale deve dare la massima priorità alla garanzia dell’approvvigionamento di elettricità ed energia. Per assicurare ciò, i programmi di sovvenzione per l’elettrificazione (mobilità, riscaldamento) devono essere sospesi.
Mettere sotto controllo le finanze federali
Il governo vuole ulteriormente appesantire il bilancio federale in altri settori. Il risultato è che le finanze federali sono fuori controllo. Oltre alle spese ordinarie, le spese straordinarie sono in forte aumento nell’anno in corso a causa, tra l’altro, del prestito di 4 miliardi di franchi ad Axpo e ai costi per 1,2 miliardi di franchi relativi ai rifugiati ucraini. Le cose non possono andare avanti così. Il freno all’indebitamento deve essere rispettato in modo coerente.
L’UDC chiede al Consiglio federale di riesaminare i progetti in corso e quelli previsti, di ridurli o di abbandonarli. In particolare, occorre contenere i costi nel settore sociale, della cultura e degli aiuti allo sviluppo. Anche l’amministrazione deve essere snellita e i suoi molteplici e costosi privilegi devono essere aboliti.