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I media americani la definiscono 'monster storm': è la supertempesta di neve e ghiaccio che si è abbattuta sul nordest degli Stati Uniti uccidendo almeno undici persone - quasi tutte in incidenti stradali - e provocando disagi enormi nella regione più popolosa d'America.
Cento milioni - quasi un americano su tre - le persone che in 22 Stati Usa sono interessate dall'ondata di maltempo, caratterizzata da temperature polari fino a 30 gradi sotto lo zero. Quasi 5.000 i voli cancellati (2.300 venerdì e 2.600 giovedì) per la chiusura dei principali scali nazionali e internazionali, e per le raffiche di vento che in molti casi hanno raggiunto gli 80 chilometri orari.
New York - come Boston, Chicago, Detroit e la capitale Washington Dc - si è ritrovata improvvisamente 'chiusa' per neve. Ferme le scuole, gli uffici pubblici, gli aeroporti. Porte chiuse anche al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, e serrande abbassate per molti negozi e grandi magazzini. Pochissime le automobili in circolazione, con i newyorkesi che hanno accolto l'appello del neo sindaco Bill de Blasio a restare in casa e a non muoversi se non per estrema necessità.
E il primo vero banco di prova per il nuovo primo cittadino della Grande Mela - insediatosi il primo dell'anno - sembra tutto sommato essere stato superato in maniera brillante. Nonostante l'intensa nevicata, i servizi pubblici hanno continuato a funzionare regolarmente, dalla metropolitana agli autobus, e le principali arterie stradali hanno retto grazie all'incessante lavoro dei camion spalaneve e spargisale.