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Tre persone che lavoravano sul set sostengono che quanto avvenuto sul set «era largamente prevedibile»
HOLLYWOOD - Un'altra denuncia ai danni di Alec Baldwin. Tre persone che lavoravano sul set hanno depositato in tribunale una causa in cui sostengono che quanto avvenuto sul set «era largamente prevedibile».
I tre si chiamano Ross Addiego, Doran Curtin e Reese Price che sul set ricoprivano rispettivamente i ruoli di operatore del dolly, costumista e capo attrezzista, ed erano presenti quando Baldwin ha fatto fuoco, uccidendo la direttrice della fotografia Halyna Hutchin.
Stando ai tre sarebbero state ignorate numerose misure di sicurezza. In 17 giorni di riprese su 21 sarebbero state usate armi sul set in grado di sparare dei veri e propri colpi se caricate, invece di imitazioni, oggetti di scena o effetti speciali. Affermano, inoltre, riporta il magazine di gossip Tmz, che l'armaiola Hannah Gutierrez-Reed sia stata assunta «nonostante fosse noto che mancasse di esperienza» e che lo stesso regista Dave Halls non si sia attenuto in diverse occasioni i protocolli di sicurezza.
Inoltre sostengono che l'armaiola non abbia avuto modo di controllare la pistola prima di consegnarla al regista che, affermando fosse «fredda», l'ha quindi data in mano all'attore,
I tre, in sostanza, invitano gli inquirenti a indagare anche sui giorni precedenti al fatto, in quanto sono convinti che quanto accaduto sia il risultato di tutta una serie di errori in fatto di sicurezza che sarebbero stati commessi nel corso delle riprese. La causa è stata quindi intentata per negligenza e per inflizione intenzionale di stress emotivo in quanto i tre affermano di essere dovuti intervenire per cercare di fermare il sangue e che questo ha causato in loro un danno irreparabile.