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Il Consiglio federale ha deciso di stanziare 36 milioni di franchi entro il 2012 per sostenere la ricostruzione e lo sviluppo dell'isola di Haiti, colpita due mesi fa da un devastante terremoto.
La Svizzera si assocerà agli sforzi internazionali per ricostruire quello che è uno dei paesi più poveri al mondo. Il violento terremoto che il 12 gennaio 2010 ha devastato la capitale di Haiti, Port-au-Prince, e altre città della regione ha provocato 220'000 morti e 300'000 feriti. Molte infrastrutture essenziali sono andate distrutte.
La maggior parte delle azioni della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) saranno condotte in regioni fortemente toccate dal sisma al di fuori di Port-au-Prince, soprattutto nelle città e nelle zone rurali a sud-ovest della capitale. L'Aiuto svizzero si concentrerà soprattutto sulla ricostruzione, secondo criteri antisismici, di scuole e ospedali.
Saranno inoltre promossi progetti per rendere l'acqua potabile e per il risanamento e la risistemazione delle strutture già esistenti. Stando a un comunicato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), la DSC sosterrà anche progetti di sviluppo rurale, di sicurezza alimentare e di riforestazione.
Il contributo della Svizzera alla ricostruzione economica, sociale e politica, spiega il DFAE, sarà possibile grazie alla riorganizzazione dei crediti quadro esistenti. I 36 milioni vanno ad aggiungersi ai 55 milioni di franchi raccolti dalla Catena della solidarietà.
Il programma svizzero di sostegno alla popolazione haitiana sarà presentato alla conferenza ministeriale "Verso un nuovo futuro per Haiti", in programma il 31 marzo 2010 a New York su iniziativa delle Nazioni Unite. La delegazione elvetica sarà guidata da Martin Dahinden, direttore della DSC.
swissinfo.ch e agenzie