Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01053.jsonl.gz/822

Berna – Il "Rapporto sulla politica di sicurezza" è una solida base concettuale su cui costruire in futuro. È l’opinione della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S), che invita la sua camera a prenderne atto. Tuttavia, vista la situazione geopolitica attuale, ritiene necessarie misure di accompagnamento concrete, in particolare l’aumento delle spese dell’esercito.
Nel rapporto, pubblicato lo scorso mese di novembre per la prima volta dal 2016, il Consiglio federale analizza gli sviluppi a livello mondiale in materia di sicurezza e illustra l’approccio con cui intende affrontare un contesto internazionale divenuto più aspro e teso. Inoltre, l’esecutivo stabilisce nove obiettivi per la Confederazione nei prossimi anni.
In una nota odierna dei Servizi del Parlamento, la CPS-S sottolinea come il documento costituisca una delle basi concettuali solide sulle quali la Svizzera può costruire la sua politica di sicurezza futura. La Commissione accoglie positivamente il supplemento annunciato dalla consigliera federale Viola Amherd, capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), in particolare la parte concernente le lezioni apprese dalla guerra in Ucraina.
La maggioranza della CPS-S ritiene che alla luce della situazione di minaccia attuale e della guerra in corso, l’esercito sia di fronte a un numero crescente di sfide che rendono necessario un aumento della spesa. Per anni essa è stata costantemente ridotta - sottolinea la Commissione - "e questo ha condotto a un ritardo nella modernizzazione dell’esercito e a un equipaggiamento non sufficiente delle formazioni".
Con 10 voti contro 2 la CPS-S ha quindi presentato una mozione che chiede un aumento progressivo delle spese per l’esercito a partire dal 2023, in modo da raggiungere almeno l’1% del PIL al più tardi nel 2030, corrispondente a un budget militare di circa 7 miliardi di franchi.
Una minoranza della Commissione ha sottolineato che un eventuale aumento della spesa dell’esercito dovrebbe essere discusso in un quadro più ampio per potere avere una visione di insieme. Per questa ragione ritiene che si debba procedere prima di tutto a un’analisi approfondita dell’attuale situazione di conflitto. In questa maniera, si potranno definire necessità e bisogni delle forze armate che andranno accompagnati con misure.
Il rapporto sulla politica di sicurezza sarà esaminato dal Consiglio degli Stati durante la sessione estiva.