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Va portata a 65 anni l'età pensionabile per le donne. Dopo gli Stati anche il Nazionale ha approvato l'innalzamento che in questo senso è previsto dalla riforma AVS 21.
La Camera del popolo si è pronunciata a favore oggi, mercoledì, con 124 voti contro 69.
La misura consentirà di sgravare l'AVS di 1,4 miliardi di franchi nel 2030, ha dichiarato a nome della commissione competente Thomas de Courten (UDC/BL). Nei primi anni di applicazione delle nuove disposizioni, le donne che andranno in pensione riceveranno una compensazione, ha quindi aggiunto il deputato democentrista.
Le rendite delle lavoratrici sono inferiori del 40% a quelle degli uomini se si considerano il primo e il secondo pilastro: "Perché allora avviare una riforma che punisce ancora di più le donne, già oggi penalizzate?", ha invece dichiarato il Pierre-Yves Maillard (PS/VD).
ATS/ARi
- RG 12.30 del 09.06.2021 La corrispondenza di Mattia Serena
AVS, no a risanamento con utili della BNS
Gli utili della Banca nazionale svizzera (BNS) generati dagli interessi negativi non sono lo strumento adeguato per risanare l'AVS: ne è convinto il Consiglio degli Stati che per 27 voti a 18 ha respinto una mozione di Alfred Heer (UDC/ZH). Il dossier è archiviato. La mozione è stata adottata l'anno scorso (marzo 2020) dal Consiglio Nazionale per 108 voti a 79. Era stata sostenuta in aula da una maggioranza formata da democentristi, PS e Verdi. Contrari invece PLR, PPD e PBD, così come il Consiglio federale. Oggi in aula, il consigliere federale Ueli Maurer ha sostenuto che l'AVS ha bisogno di cambiamenti strutturali che garantiscano entrate permanenti e sostenibili affinché questa assicurazione possa ottemperare ai propri obblighi previdenziali. A suo parere, seguito dalla maggioranza del plenum, la mozione non consentirebbe di risanare l'AVS in modo sostenibile.