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Passeggiando nella foresta con i suoi tre Svittesi, questa è l’immagine che vogliono conservare i cacciatori del Giura di Leon Schaller, qui, nella regione di Rebeuvelier, con sullo sfondo la Raimeux.
Léon Schaller è morto a seguito di un cancro alla fine dello scorso mese di maggio.
Nato nel 1925 a Rebeuvelier, completa la sua istruzione scolastica nel villaggio e la terminerà nella classe di Georges Rueflin, maestro appassionato della natura e della caccia. Figlio di una guardia forestale allievo di un insegnante che è stato in grado di comunicare ai suoi allievi la sua passione, con logica, Léon ha staccato la sua prima patente di caccia alla fine degli anni cinquanta. Nel 1958, ha acquistato la sua prima cagna svittese, Arlet di Golats, tramite il suo anziano maestro di scuola e fa parte del Club Segugio Svizzero dal 1961, club, dove Georges Rueflin era allora segretario.
Alla ricerca di un segugio svittese per la mia prima stagione di caccia nel 1964, il mio collega di caccia Georges Rueflin mi ha proposto di interessarmi presso la cucciolata di Arlet di Golats. E’ stato così che ho acquistato Tambelle di Noirbois e che è nata la simpatia reciproca con Léon. Ho subito apprezzato in suo carattere forte, la sua sensibilità, le sue doti di comunicatore e soprattutto, il suo senso di ospitalità a Coutételle, dove visse dopo il suo matrimonio con Marie Charmillot, cittadino di questo paese.
Era quindi, nel 1961, l’inizio dell’allevamento dei segugi svittesi con l’affisso del canile di Noirbois. La sua attività di allevatore e la sua passione per la caccia hanno portato Léon a formarsi quale giudice per le prove pratiche di caccia per cani segugi svizzeri e giudice per le prove di traccia su sangue. Al beneficio di una salute robusta, ha potuto percorrere i suoi territori di caccia preferiti fino a età avanzata: il Mont, Raimeux, Montaigu, Grande Schönenberg, e così via; ma anche il Mittelland Bernese prima del 1979, quando il capriolo era ancora abbondante nel Giura, o ancora nella regione dell’Ajoie, qualche anno fa, finché il capriolo si è fatto più discreto nella Vallée.
È quindi naturale che Léon si sia impegnato nelle varie attività del Club del segugio svizzero, in particolare nel gruppo regionale del Giura. Con tanta gratitudine verso la sua persona, mi ricordo la nostra collaborazione nell’organizzazione delle prime esposizioni del Club e nella presentazione dei gruppi di allevamento, in compagnia del suo compagno Alfred Maeder, alle assemblee dei delegati. Una collaborazione ricca d’incontri e di scambio d’esperienze! Che ci ha portato in quasi tutti i cantoni svizzeri e alcune volte in Francia.
I cacciatori della Diana di Delémont perdono oggi con Léon Schaller un membro fedele. Quest’amicizia cinegetica esemplare serve d’esempio da condividere con tutti i cacciatori durante le assemblee e le riunioni, o con semplicità durante la caccia.
I membri del gruppo Nord-Ovest della Svizzera del Club del segugio svizzero rendono tributo ad un allevatore competente e a un giudice di lavoro coscienzioso, costantemente impegnato, pertinente e pieno di proposte costruttive.
Coloro che lo conoscevano e che erano attaccati a lui si devono impegnare a far rivivere la sua memoria con le loro azioni cinegetiche e cinologiche. Una memoria che invita a non guardare indietro, a dimenticare i vostri limiti e i vostri errori, e che vi permetterà di rilassarvi e di rifiorire nella natura.
Alla famiglia di Léon, dico: restate sereni, come è stato Léon quando ha parlato ai suoi amici delle varie sfaccettature di ciò che é stata la sua esistenza.
Jean-Pierre Boegli