Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01181.jsonl.gz/988

NEW YORK - Un’azienda può favorire una migliore rappresentazione delle donne all’interno della sua forza lavoro perché è giusto in un’ottica di pari opportunità. Oppure può farlo perché conviene. Una nuova ricerca condotta da Morgan Stanley rivela infatti che le compagnie che impiegano una percentuale maggiore di donne vanno anche meglio in borsa.
Nello specifico, nel periodo che va dal 2011 al 2019 le imprese con la proporzione di donne più alta nella loro gerarchia aziendale hanno ottenuto rendimenti annuali del 2,8% superiori a quelle con la presenza femminile più bassa. Tale tendenza è globale, ma è particolarmente pronunciata nei mercati asiatici, dove il divario tra i rendimenti di chi impiega molte donne e quello di chi ne impiega poche sale a 3,9 punti.
Come fa notare Bloomberg, l’analisi di Morgan Stanley conferma i risultati di un numero crescente di ricerche che dimostrano che una forza lavoro più variegata garantisce risultati migliori. A determinare questa tendenza sono la spinta dei legislatori e di un crescente numero di investitori verso un maggiore equilibrio tra i generi.