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<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi mesi il franco svizzero ha subito un forte apprezzamento, soprattutto rispetto alle valute dei principali partner commerciali. Ad esempio l'euro ha perso rispetto al franco il 14,2 per cento negli ultimi cinque anni, il 18,3 per cento negli ultimi tre anni e il 6,5 per cento negli ultimi sei mesi. Il deprezzamento del dollaro rispetto al franco è stato rispettivamente del 24,7, dell'8,9 e del 13,2 per cento. Per la competitività dei prezzi delle imprese esportatrici è determinante il tasso di cambio reale. Secondo i calcoli della BNS, l'apprezzamento reale del franco dallo scoppio della crisi finanziaria è stato del 14 per cento circa.</p><p>Per quanto riguarda le ripercussioni economiche, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. In termini di economia reale, quali conseguenze si devono prevedere qualora il franco resti così forte, in particolare per quanto riguarda il mercato del lavoro, gli occupati e l'evoluzione salariale?</p><p>2. Sussiste il pericolo che il perdurare di questa situazione comprometta una ripresa durevole dopo la crisi finanziaria?</p><p>3. Per il momento l'industria dell'export è risultata solida. Quali sono le prospettive a medio termine dell'industria (incluso il turismo) e delle PMI a livello di esportazioni? Quali settori sono colpiti dal forte apprezzamento? E in quale misura?</p><p>4. Fino a che punto i consumatori e le PMI possono beneficiare del forte apprezzamento della nostra valuta attraverso la riduzione dei prezzi all'importazione?</p><p>5. Di quanto il corso attuale del franco supera il tasso di cambio equilibrato? Gli strumenti di politica monetaria della BNS sono sufficienti per impedire una costante rivalutazione del franco?</p><p>6. Quali misure prevede il Consiglio federale per evitare o rallentare i danni in termini di economia reale riconducibili al forte apprezzamento del franco (cfr. anni 1970)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dall'inizio del 2011, l'indice reale del corso di cambio del franco, su base commerciale, è al livello più alto dalla metà degli anni Novanta ad oggi. Quest'evoluzione pregiudica la competitività sui prezzi dei settori dell'esportazione e del turismo. Attualmente, tuttavia, l'economia svizzera vanta un buono stato di forma e beneficia della situazione favorevole che vige su alcuni mercati di sbocco importanti quali quello tedesco e quello asiatico. </p><p>Alle singole domande il Consiglio federale risponde nel modo seguente: </p><p>1. In ragione delle esperienze maturate in passato si può affermare che, nei prossimi trimestri, l'attuale forza del franco graverà notevolmente sulla crescita delle esportazioni. Dall'estate 2010 le indagini congiunturali evidenziano primi sintomi di un'alterazione del clima presso le imprese esportatrici. Nel 2011, l'indebolimento dell'economia d'esportazione previsto si tradurrà con tutta probabilità in un rallentamento congiunturale. Il gruppo di esperti della Confederazione prevede che quest'anno la crescita del PIL rallenterà dal 2,7 per cento del 2010 all'1,5 per cento, il che comporterebbe un arresto provvisorio del calo della disoccupazione. </p><p>2. Alla luce delle previsioni attualmente disponibili, una ricaduta nella recessione nei prossimi mesi appare poco probabile. Il 12 maggio 2010, il Consiglio federale ha istituito il gruppo di lavoro interdipartimentale "Stabilità finanziaria nell'UE". Questo gruppo ha il compito, tra l'altro, di seguire da vicino gli sviluppi sul fronte dell'euro. Anche i rischi per l'economia mondiale (derivanti, tra l'altro, dalla crisi del debito sovrano nell'area della moneta europea) e le loro eventuali ripercussioni sull'andamento dei tassi di cambio continuano ed essere seguiti con particolare attenzione.</p><p>3. Considerata la forte concorrenza estera, il settore del turismo - di natura molto sensibile alle fluttuazioni monetarie - dovrebbe risentire in modo particolarmente marcato della debolezza dell'euro. Anche l'industria tessile e determinati settori dell'industria delle macchine sono oltremodo sensibili alle fluttuazioni dei corsi di cambio.</p><p>4. I minori prezzi all'importazione attenuano, anche per le PMI, gli effetti negativi che i corsi di cambio stanno esplicando sulla congiuntura. Secondo diversi esponenti del mondo economico, pronunciatisi durante le consultazioni sul problema del franco forte, all'importazione di prestazioni preliminari il trasferimento degli utili di cambio ai consumatori lascerebbe a desiderare. Nell'ambito delle misure tese ad attenuare la forza del franco, il Consiglio federale ha perciò incaricato l'amministrazione di approfondire la questione e di identificare eventuali aree problematiche.</p><p>5. Un tasso di cambio equilibrato non è una grandezza calcolabile in modo esatto come lo è, ad esempio, il tasso d'inflazione. Si tratta piuttosto di un concetto teorico che si basa su modelli di calcolo fondati su varie ipotesi. Questi parametri sono poco sicuri e differiscono notevolmente tra di loro a seconda del modello di calcolo usato. Il Consiglio federale non intende lanciarsi in speculazioni su quello che sarebbe un corso di cambio equilibrato. La Banca nazionale svizzera vanta uno strumentario sufficientemente ampio per poter raggiungere i suoi obiettivi in materia di politica della stabilità. </p><p>6. La politica economica e finanziaria della Svizzera, di responsabilità del Consiglio federale e del Parlamento, rinuncia in ampia misura a misure di interventismo e di distorsione del mercato, che possono essere le sovvenzioni, ed è sostanzialmente orientata a sostenere le imprese in Svizzera mediante la creazione di condizioni quadro generalmente favorevoli. Occorrerebbe per contro portare avanti con particolare determinazione tutte le misure di politica di crescita a lungo termine tese a migliorare le condizioni quadro dell'industria d'esportazione, tra cui figurano gli accordi di libero scambio con i Paesi emergenti più dinamici. Alla luce del timore che il franco svizzero possa rimanere forte per diverso tempo a causa di fattori strutturali, questi provvedimenti lungimiranti tesi a un miglioramento strutturale dei fattori chiave della nostra piazza economica sono particolarmente opportuni.</p><p>A titolo complementare, il Consiglio federale ha deciso di adottare determinati provvedimenti volti a sostenere le imprese nel superamento della fase di adeguamento alla forza del franco. In tal modo si mira a promuovere lo sviluppo economico e a mantenere posti di lavoro. Oltre al suddetto approfondimento della problematica degli utili di corso, i provvedimenti consistono in un incremento dei fondi destinati al marketing del turismo, in un intervento di sostegno nell'ambito dell'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE), in un aumento dei mezzi a favore della Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) nonché nel proseguimento del monitoraggio della situazione relativa al finanziamento delle imprese.</p>  Risposta del Consiglio federale.