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BERNA - Nessuna bella sorpresa in busta paga attende per il 2021 il personale dell'Amministrazione federale, per il quale non è previsto un ritocco generale verso l'alto dello stipendio. Rimane aperta la porta in merito a un raddoppio della durata del congedo paternità.
Oggi, si legge in una nota divulgata dal Dipartimento federale delle finanze (DFF), il consigliere federale Ueli Maurer ha comunicato alle associazioni del personale che il prossimo anno non porterà con sé alcuna misura salariale. La decisione è legata alla difficile situazione dovuta alla crisi innescata dal coronavirus.
Dall'ultimo incontro tra le parti sociali in maggio, il contesto non è cambiato. Secondo le previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione, nel 2020 il rincaro sarà negativo (-0,7 %, stato a ottobre).
Le associazioni hanno però domandato un'estensione del congedo paternità da 10 a 20 giorni. Maurer, riferisce il DFF, sottoporrà la richiesta al Consiglio federale. Le parti hanno inoltre firmato la dichiarazione d'intenti congiunta 2020-2023 per l'Amministrazione federale. Il documento conferma l'impegno a favore del partenariato sociale e del dialogo, illustra le sfide più importanti in materia di politica del personale e definisce le linee guida per affrontarle.