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Entro il 2030 la domanda globale di assistenza sanitaria creerà oltre 40 milioni di nuove opportunità di lavoro nei paesi ad alto reddito. A rilevarlo è l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
I paesi poveri invece dovranno affrontare la mancanza di 18 milioni di operatori sanitari per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Onu.
Un problema, quello della mancanza di medici e operatori, che sarà aggravato dalla crescente emigrazione a livello internazionale di questi professionisti dai paesi poveri. Una disparità che pone una minaccia alla stabilità dei sistemi sanitari e la sicurezza globale della salute, secondo l'Oms.
A tal fine le Nazioni Unite hanno annunciato la nomina di una Commissione sul lavoro sanitario e la crescita economica, che sarà presieduta dal presidente francese, Francois Hollande, e quello sudafricano, Jacob Zuma, mentre il direttore generale dell'Oms, Margareth Chan, sarà vicepresidente, insieme ad Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse e a Guy Ryder, direttore generale dell'Ilo.
Compito della Commissione sarà quello di elaborare delle strategie nei prossimi 15 anni per sviluppare le risorse umane in campo sanitario, creando delle fonti locali sostenibili di lavoro, modi innovativi di finanziamento per massimizzare gli investimenti in campo socio-sanitario, e analizzare i rischi globali e locali di uno squilibrio nella distribuzione degli operatori sanitari. La Commissione inizierà a lavorare questo mese e consegnerà le sue raccomandazioni finali a settembre 2016.
SDA-ATS