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In seguito a numerosi interventi parlamentari che sollecitavano il ritorno a pene più dissuasive, il governo propone una revisione del Codice penale che reintroduce le detenzioni di breve durata e abolisce la sospensione condizionale per le pene pecuniarie.
Per alcune persone qualche giorno dietro le sbarre è più dissuasivo. L'effetto di un multa su persone benestanti fermate mentre guidano sotto l'effetto di alcool o droghe, ad esempio, è relativo, ha detto mercoledì in conferenza stampa la ministra della giustizia Eveline Widmer-Schlumpf.
Il progetto di revisione, in consultazione fino al 30 ottobre, è stato elaborato a seguito delle numerose critiche suscitate dal sistema di sanzioni introdotto nel primo gennaio 2007, che aveva abolito le pene detentive inferiori ai sei mesi.
Saranno quindi reintrodotte la pene di prigione a partire da tre giorni, con o senza condizionale. La pena pecuniaria sarà ridotta da 360 a 180 aliquote giornaliere del valore di 30 franchi o più. Il diritto attuale fissava solo un tetto massimo di 3'000 franchi. La condizionale per le pene pecuniarie sarà abolita. Nella pratica era poco utilizzata: solo nel 10% dei casi era stata concessa la sospensione condizionale, ha aggiunto la Widmer-Schlumpf.
L'uso del bracciale elettronico, introdotto a titolo di prova in sette cantoni, sarà iscritto nel codice penale come pena privativa della libertà da uno a sei mesi. Questo offre a tutti i cantoni la possibilità di utilizzarlo.
Il progetto prevede pure la reintroduzione dell'espulsione giudiziaria pronunciata al termine di un processo pubblico davanti a un tribunale. Secondo il governo questa ha un effetto preventivo maggiore rispetto all'espulsione amministrativa sancita dal diritto degli stranieri. La decisione di reintrodurre l'espulsione giudiziaria è indipendente dall'iniziativa per il rimpatrio degli stranieri criminali, ha affermato la ministra.
L'esecutivo federale propone pure di aumentare da 22 a 25 anni l'età massima per l'esecuzione di una pena nel diritto dei minori. Attualmente alcuni giovani sono in libertà perché hanno raggiunto l'età limite anche se non è "stato possibile trasmettere loro tutti i principi necessari perché possano condurre una vita regolare".
swissinfo.ch e agenzie