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E’ iniziata mercoledì in Birmania la Conferenza di pace dell'Unione, ambiziosa tornata di negoziati voluta da Aung San Suu Kyi per porre fine a una serie di conflitti etnici attivi da oltre mezzo secolo, ponendo così le basi di un nuovo equilibrio istituzionale nel paese.
Nella capitale Naypyidaw, oltre 800 rappresentanti di Governo, Parlamento e maggiori gruppi etnici partecipano a quella che è stata ribattezzata "Conferenza di Panglong del XXI secolo", riferendosi all'accordo siglato nel 1947 dal generale Aung San (padre di Suu Kyi) con alcuni gruppi etnici. Le sfide che si prospettano sono però enormi.
In una nazione con 135 gruppi etnici riconosciuti e dove la maggioranza Bamar è due terzi della popolazione, la struttura di potere rimane fortemente centralizzata, Bamar-centrica e con un ruolo enorme delle forze armate. Alla conferenza non sono stati invitati rappresentanti della minoranza musulmana Rohingya, di cui 120'000 persone rimangono prigioniere di squallidi campi di sfollati nell'ovest del paese dopo le violenze del 2012.
ATS/EnCa
Dal TG12.30: