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Grande scandalo ha suscitato a Sarajevo la notizia di una festa privata interrotta dalla polizia la scorsa notte, organizzata in un noto ristorante cittadino alla quale hanno preso parte 19 persone, senza quindi le misure sanitarie.
Nessuno degli obblighi relativi alla pandemia da coronavirus è stato messo in atto: il divieto di raduno, la chiusura dei ristoranti, indossare mascherine e guanti e rispettare le distanze di sicurezza nei locali, violazioni per le quali sono previste multe salate.
Si è trattato della festa di compleanno di Jusuf Sabanovic, primario della clinica di chirurgia del Centro ospedaliero di Sarajevo e alla cosiddetta "corona party" hanno preso parte, tra gli altri, anche il ministro del commercio estero Stasa Kosarac e il decano della Facoltà di veterinaria Nihad Fejzic. Quest'ultimo è anche membro del Comitato scientifico per l'osservazione e l'analisi della situazione epidemiologica del Cantone di Sarajevo.
Il ministro della sanità e la direttrice del Centro clinico ospedaliero questa mattina hanno sollevato Sabanovic e Fejzic dai loro incarichi per aver "potenzialmente messo a rischio la salute dei loro pazienti e quella dei colleghi".
Da parte sua Milorad Dodik, membro serbo della Presidenza tripartita bosniaca, ha dichiarato che il ministro Kosarac, esponente del suo partito Snsd, "ha chiuso per ciò che riguarda la politica del nostro partito" ed ha aggiunto che Kosarac non è né può essere più un suo stretto collaboratore.
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