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SYDNEY - Le restrizioni imposte dalla pandemia da coronavirus, le difficoltà della 'scuola a casa', specie per le madri improvvisate maestre, stanno causando alti livelli di stress, che almeno in Australia hanno cambiato la relazione con l'alcool per molti, e particolarmente per le donne.
Un sondaggio condotto dall'Università Nazionale Australiana su più di 3'000 persone sopra i 18 anni di ogni Stato e territorio, comparando le abitudini nel bere in maggio con i tre anni precedenti, indica che quasi il 20% degli australiani sta bevendo di più, e che i tassi di consumo sono aumentati più nettamente tra le donne che tra gli uomini.
Le donne hanno aumentato il consumo di alcool in proporzione 1,3 volte più degli uomini, con particolare frequenza fra le donne di età fra 35 e 44 anni e titolari di lauree. È invece diminuito durante il lockdown il consumo di bevande alcoliche fra i giovani da 18 a 24 anni.
I ricercatori, guidati dal professor Nicholas Biddle, direttore del Centro per la Ricerca Sociale dell'ateneo, notano che le donne con maggiori impegni di cura dei figli riferiscono di bere notevolmente di più. «Si è moltiplicato lo stress per le donne che hanno mantenuto il proprio lavoro retribuito, mentre è aumentato quello non retribuito», scrive Biddle. «Per gli uomini in certi modi è l'opposto: sono loro che hanno più tempo a disposizione e per loro questo aumenta il consumo di alcool».
Secondo Biddle, tale differenza è il risultato di squilibri nei rispettivi compiti di accudimento. Il numero di donne il cui principale ruolo è di fornire cure è aumentato, fra l'inizio del 2020 e maggio, dal 18,6 al 20,9%, e circa un terzo di esse riferisce di consumare più alcool di prima. Intanto la proporzione di uomini le cui le responsabilità di accudimento sono aumentate, è salita nei cinque mesi dal 4,1 al 5,9%.