Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/156243

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È disposto a migliorare le condizioni quadro giuridiche vigenti, affinché la lavorazione soprattutto dei film svizzeri sostenuti finanziariamente avvenga maggiormente nel nostro Paese, ossia affinché, analogamente al progetto Swissness, i film svizzeri siano il più possibile svizzeri? </p><p>2. Che posizione assume nei confronti delle istituzioni (p. es. la Cineteca svizzera) e di altri attori del settore sovvenzionati con fondi pubblici per fare in modo che assegnino il maggior numero possibile di incarichi di restauro e altri mandati in Svizzera e non all'estero?</p><p>3. Intende influire sulla SRG SSR affinché collabori più assiduamente con imprese e professionisti svizzeri indipendenti del settore della tecnica audiovisiva e cinematografica? Questo consentirebbe di investire in Svizzera, come sede di lavorazione di film, le tasse di ricezione riscosse.</p><p>4. Vede altre possibilità di migliorare le condizioni quadro attuali e future per la lavorazione di film in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che le basi giuridiche vigenti, definite dalla legge sul cinema, e gli accordi internazionali di coproduzione fissino requisiti sufficientemente conformi ai principi di Swissness. Inoltre la futura promozione della piazza svizzera, prevista dal messaggio sulla cultura 2016-2020, dovrebbe migliorare la situazione della Svizzera come sede di produzioni cinematografiche e quindi le condizioni quadro per le imprese di tecnica cinematografica attive nel nostro Paese.</p><p>2. Il Consiglio federale si è già espresso in merito alle istituzioni sovvenzionate, segnatamente la Cineteca svizzera, nella sua risposta all'interpellanza Aebischer Matthias 13.3047: gli aiuti finanziari a favore del restauro e della conservazione di film devono essere reinvestiti possibilmente anche in Svizzera per salvaguardare il sapere specialistico presente nel nostro Paese e per costituire nuove competenze che durino nel tempo. Nell'assegnare mandati di restauro, la Cineteca svizzera è tenuta a impiegare in modo parsimonioso ed efficiente i fondi che le sono stati concessi. Privilegiare fornitori svizzeri non deve provocare una costosa distorsione della concorrenza.</p><p>3. In base alla concessione, la SRG SSR ha l'obbligo di assegnare una parte adeguata di mandati all'industria audiovisiva svizzera indipendente (art. 2 cpv. 6 lett. c Concessione SSR del 28 novembre 2007; FF 2011 7089, 2012 7991, 2013 2747). Il volume di mandati ammonta attualmente a circa 100 milioni di franchi all'anno.</p><p>L'obbligo di considerare l'industria audiovisiva svizzera indipendente non esclude tuttavia che la SRG SSR possa affidare singoli mandati ad imprese all'estero, se ragioni economiche, di risorse o di know how lo richiedono. Infatti l'articolo 35 capoverso 1 della legge sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) esige che la SRG SSR operi secondo criteri economici nell'adempimento del suo mandato. L'obbligo di limitarsi alla Svizzera per i mandati finanziati con il canone presupporrebbe una chiara base giuridica.</p><p>4. Lo strumento di promozione della piazza cinematografica svizzera, previsto a partire dal 2016, mira a un ulteriore miglioramento delle condizioni quadro in Svizzera. I servizi amministrativi competenti assumono la responsabilità per l'applicazione di criteri conformi ai principi di Swissness.</p>  Risposta del Consiglio federale.