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Dopo aver consultato gli ambienti interessati, il governo giurassiano mantiene la proposta, già formulata lo scorso anno, di introdurre un salario minimo "di natura sociale" di 19,25 franchi l'ora. Gli ambienti padronali ritengono la paga troppo elevata, mentre per i sindacati l'importo è insufficiente.
La soluzione proposta è tuttavia considerata "globalmente soddisfacente" dagli interlocutori, indica il Cantone in un comunicato odierno. Il salario "sociale" di 19,25 franchi l'ora - spiega - è il risultato di un compromesso dettato in particolare dal diritto federale, che non consente ai Cantoni di fissare salari minimi "di natura economica".
La retribuzione proposta dal governo giurassiano ha quale obiettivo di permettere ad una persona impiegata a tempo pieno di soddisfare le sue necessità vitali, secondo i criteri stabiliti dalla legislazione sulle prestazioni complementari AVS e AI ("salario sociale"), precisa il comunicato.
Non è invece stato trovato un compromesso in merito all'applicazione del salario minimo nell'agricoltura. Considerati i pesanti orari di lavoro vigenti in questo ramo economico - rileva il governo giurassiano - le paghe calcolate in base all'importo minimo risulterebbero troppo elevate per i datori di lavoro, le cui aziende agricole potrebbero essere messe in pericolo.
Per non penalizzare l'attività agricola, il governo giurassiano propone di escluderla dal campo di applicazione della futura legge, anche se quest'eccezione è considerata alla stregua di una disparità di trattamento da determinati organismi consultati.
Il disegno di legge è stato elaborato dopo l'accettazione in votazione popolare, nel 2013, di un'iniziativa intitolata "Un Giura con salari decenti". A Neuchâtel, dove una proposta analoga è riuscita a imporsi nel 2011, l'introduzione del salario minimo, prevista per gennaio 2015, tarda a concretizzarsi.
Lo scorso settembre, il Tribunale federale (TF) ha concesso l'effetto sospensivo ai ricorsi contro il disegno di legge che prevede una retribuzione minima di 20 franchi l'ora, presentati dall'associazione degli esercenti GastroNeuchâtel e da diversi datori di lavoro dei settori della ristorazione, delle pulizie e alimentare.