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L'arte, la guerra, l'esilio
© 2018 FdR Zain Al Ahmad (clicca sull'immagine per ingrandire)
Non soltanto il giornalismo: anche l'arte racconta la guerra. Lo fa da prima, da sempre. Basterebbero I disastri della guerra di Goya per capire non soltanto che cos'è la guerra, ma ciò di cui è capace l'essere umano. Che è un modo più preciso di attribuire le responsabilità.
Goya è l'artista preferito di Azza Abo Rebieh, una giovane artista siriana alla quale il New York Times dedica oggi ampio spazio.
La storia di Azza è una delle tante di cui non si parla, quando si parla della guerra in Siria: le donne messe in prigione con l'accusa di avere simpatizzato con le proteste del 2011.
Azza, che è stata arrestata nel 2015 e rilasciata un anno dopo, ma senza che il suo caso sia stato chiuso, oggi vive in Libano. Durante la prigionia ha realizzato una serie di ritratti delle sue compagne di cella, di cui il Nyt riproduce una serie.
L'esilio è la condizione che accomuna buona parte degli artisti siriani.
Il quadro nella fotografia del titolo è stato realizzato da Zain Al Ahmad. Si intitola: L'ultima scena e mostra un palazzo di Aleppo in fiamme. Proprio ad Aleppo il padre di Zain, un grande collezionista e mercante d'arte siriano, aveva le sue gallerie.
Durante la guerra è riuscito, in modo rocambolesco, a mettere in salvo centinaia di opere portandole dapprima a Beirut e da lì a Istanbul. Per un lungo periodo le ha tenute nel suo piccolo appartamento nella periferia della città sul Bosforo. Oggi, Adnan Al Ahmad è proprietario di due gallerie d'arte a Istanbul.
La sua storia è stata raccontata nella raccolta di scritti di Gianluca Grossi Il Senso del taccuino (Salvioni Edizioni) e può essere letta qui.
Numerosi artisti siriani vivono in Europa. Alcuni sono giunti prima della guerra, molti a partire dal 2011, proprio a causa della guerra.
A Parigi è stata lanciata un'iniziativa per conoscerli e per scoprire le loro opere: Porte aperte sull'arte siriana contemporanea. Il progetto offre fino a dicembre visite agli atelier degli artisti siriani nella Capitale francese.
Nella sezione le Interviste, FdR pubblica un approfondimento.