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L'attivista del collettivo Breakfree Switzerland, condannato per danni materiali a un edificio del Credit Suisse a Ginevra durante un'azione dimostrativa svoltasi nel 2018, è stato prosciolto oggi in appello. La Camera penale di appello ha riconosciuto lo "stato di necessità putativo" poiché il giovane ha agito perché riteneva di proteggere in questo modo la sua vita.
"Questo verdetto non costituisce un assegno in bianco per ulteriori danni. Né dovrebbe essere motivo di gioia, in quanto è il riconoscimento di un fallimento imminente", ha detto la presidente del tribunale Gaëlle Von Hove.
La Camera di appello ritiene che al 23enne non possano essere imputate le colpe degli altri partecipanti all'azione che si era svolta nell'ottobre 2018, quando avevano imbrattato con le mani sporche di vernice rossa la sede ginevrina della banca per denunciare gli investimenti della banca nei combustibili fossili. Il giovane infatti aveva usato vernice lavabile.
Inoltre, ha riconosciuto i fatti, non si è sottratto alle sue responsabilità e non ha agito con l'obiettivo di danneggiare. Voleva spingere la banca a rinunciare ai massicci investimenti nei combustibili fossili, proteggendo così la sua vita e la sua integrità fisica, minacciate dal riscaldamento globale. Breakfree tentava di far reagire il Credit Suisse dal 2016, ma senza successo.
Per il tribunale, l'azione "mani rosse" è in linea con le misure propugnate dal Consiglio federale per frenare il riscaldamento globale e che sottolineano il rischio per la reputazione della piazza finanziaria elvetica. La posizione ufficiale della banca però non corrispondeva alla sua effettiva prassi di investimento e l'attivista non aveva nessuna possibilità di agire visto che non è cliente o azionista della banca
La Procura e la banca hanno 30 giorni di tempo per presentare ricorso al Tribunale federale contro questa assoluzione.
Il 23enne era stato condannato nel febbraio di quest'anno dal Tribunale di polizia a 10 aliquote giornaliere da 30 franchi sospese e a pagare le spese di pulizia per un ammontare di 2'250 franchi richiesti dalla banca. La presidente del tribunale e giudice unica aveva diminuito la pena inflitta tramite decreto d'accusa, che era inizialmente di 20 aliquote da 30 franchi sospese.
I fatti contestati riguardano la prima marcia per il clima tenutasi a Ginevra il 13 ottobre 2018. Una quindicina di manifestanti avevano imbrattato con le mani coperte di vernice rossa l'edificio di Credit Suisse con l'obiettivo simbolico di rappresentare le vittime del riscaldamento climatico. Il 23enne era stato fermato al termine dell'azione.