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Il governo vodese chiede al Consiglio federale di rinviare al 2015 l'entrata in vigore della legge sulla pianificazione del territorio (LPT) posta in votazione il 3 marzo. Il Consiglio di Stato esprime la sua "estrema preoccupazione" per la messa in opera - qualora dovesse essere approvata - della nuova normativa, in merito alla quale sollecita ulteriori "chiarimenti".
In una lettera firmata dal presidente dell'esecutivo, Pierre-Yves Maillard, il governo vodese rileva che "diverse affermazioni emerse dall'attuale dibattito politico richiedono chiarimenti urgenti". Il documento, reso noto oggi, sollecita una risposta per il 20 febbraio.
Il cantone vorrebbe principalmente sapere se il Piano direttore locale soddisfa le condizioni poste dall'articolo 38a delle disposizioni transitorie e - anzitutto - ottenere la conferma che il divieto imposto ai cantoni di aumentare la superficie complessiva delle zone edificabili non sarà effettivo.
In simile contesto "incerto", Vaud esprime preoccupazione riguardo ad un'entrata in vigore "troppo rapida" della legge e sollecita il rinvio di quest'ultima al 2015.
Richiesta "eccezionale"
Secondo il cancelliere vodese Vincent Grandjean, la domanda di chiarimenti inoltrata da Vaud è "eccezionale e senza dubbio inedita" in Svizzera. L'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) ha "lasciato intendere" che Berna darà prova di "flessibilità", ma il cantone "vuole maggiori garanzie e chiarezza".
Secondo Grandjean, altri cantoni auspicherebbero un rinvio dell'entrata in vigore della LPT al 2015, ma pochi avrebbero chiesto ulteriori chiarimenti. Questi - precisa - riguardano le disposizioni transitorie e non il fondo della questione.