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Per il secondo semestre le previsioni della Fed indicano un crollo del PIL che potrebbe raggiungere il 30%, per poi riprendersi. La disoccupazione potrebbe toccare il 25%.
Sono scenari inimmaginabili fino a qualche mese fa quelli forniti dalla Federal Reserve (Fed), la banca centrale statunitense, in relazione all’impatto della crisi coronavirus sull’economia.
Il presidente della Fed Jerome Powell ipotizza una contrazione del PIL nel secondo trimestre del 20-30%, con un tasso di disoccupazione che potrebbe raggiungere il 25%. Intervistato dalla Cbs ha affermato ce per ora non è all’orizzonte la misura di tassi di interesse sotto lo zero, misura su cui si espresso favorevolmente il presidente Usa Donald Trump.
Per Powell la Fed non ha tuttavia non ha “esaurito le munizioni”. La Fed potrebbe intervenire mettendo a disposizione delle imprese ulteriore liquidità. Powell ha invitato inoltre la politica, in particolare il Congresso, ad impegnarsi ulteriormente (dal punto di vista finanziario) nelle misure per l’economia. Il presidente della Fed si “dissocia” tuttavia dal parallelo fatto dia diversi fra questa crisi e la Grande Depressione degli anni ’30, “grazie a una economia forte prima della crisi e a banche solide”. Secondo Powell dopo il crollo del secondo trimestre nella seconda parte dell’anno si potrebbe assistere a una ripresa, “sempre che non si materializzi una seconda ondata di contagi”.