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Su iniziativa della Svizzera: far patire la fame alla popolazione durante le guerre civili diventa un crimine di guerra
Berna, 06.12.2019 - La Corte penale internazionale potrà in futuro perseguire come crimine di guerra il fatto di affamare deliberatamente la popolazione civile durante i conflitti armati. L’Assemblea degli Stati membri della Corte penale ha preso oggi questa decisione all’unanimità. L’innovazione è il frutto di un’iniziativa della Svizzera. La decisione migliora la protezione delle vittime di guerra.
La maggior parte degli oltre 800 milioni di persone che soffrono la fame vive in zone di conflitto, dove affamare in modo intenzionale la popolazione civile quale metodo di conduzione della guerra è un problema rilevante. Il fatto che la Corte penale possa ora perseguire questo crimine durante le guerre civili contribuisce a prevenirlo e a rendere giustizia alle vittime.
La Svizzera appoggia fortemente la lotta contro l’impunità. In linea con la sua tradizione umanitaria, si impegna a garantire che i civili siano risparmiati dai conflitti. In qualità di depositaria delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera, grazie alla sua neutralità e al ruolo centrale di Ginevra nell’attività umanitaria, ha una posizione particolare a livello internazionale.
La Corte penale internazionale permanente conta 122 Stati membri, che si sono incontrati questa settimana all’Aia, nei Paesi Bassi, per la loro assemblea annuale. La città ospita la sede della Corte, che si occupa del perseguimento del genocidio, dei crimini contro l’umanità, dei crimini di guerra e del crimine di aggressione. Può dichiararsi competente solo se uno Stato non vuole o non è in grado di perseguire direttamente i reati.
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