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Giungono le motivazioni dell'annullamento della sentenza che aveva fatto molto discutere in Italia. Fra le motivavazioni dell'assoluzione vi era l'aspetto "mascolino" della giovane. Il processo per decisione della Cassazione è ora da rifare.
La Corte Suprema di Cassazione italiana ha annullato un processo che molto aveva fatto discutere nella vicina Penisola. Si tratta dell'assoluzione di due ragazzi accusati di aver violentato una coetanea a Senigallia, nelle Marche, nel 2013. Le motivazioni dell'assoluzione avvenuta nel 2017, in secondo grado di giudizio, avevano sollevato più di una critica. I magistrati di Ancona avevano fatto riferimento all'aspetto "mascolino" della giovane, sostenendo di fatto che la sudamericana, fosse troppo brutta per essere stuprata. La sentenza, emessa da una corte composta da tre donne, aveva pure portato il Ministro della Giustizia italiano Alfonso Bonafede a disporre un'ispezione.
I giudici della suprema corte italiana annullando la sentenza hanno stabilito che l'aspetto estetico della vittima "non è decisivo" per decidere l'esito di un processo. Inoltre, come riporta Repubblica, la Cassazione sostiene che le colleghe marchigiane avrebbero optato per un "incondizionata accettazione" della narrazione dei fatti fornita dalla difesa, senza alcun "serio raffronto critico" con la sentenza di primo grado (che li aveva invece condannati). Infine le motivazioni fornite dalla corte di Ancona, dicono i giudici della Cassazione, si basano su elementi "irrilevanti in quanto eccentrici rispetto al dato di comune esperienza rispetto alla tipologia dei reati in questione", come "l'aspetto della vittima".
Il processo è ora da rifare, questa volta davanti alla Corte d'Appello di Perugia.