Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/73141

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È stata esaminata la partecipazione della Svizzera ad uno dei programmi Daphne?</p><p>2. A quali condizioni e in che modo la Svizzera può partecipare al programma Daphne III?</p><p>3. Condivide la valutazione secondo cui un coordinamento e uno scambio d'informazioni con organizzazioni e istituzioni attive nell'ambito della prevenzione della violenza sia ragionevole anche oltre i confini del nostro Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza dei programmi Daphne I e II e delle attività dell'UE in questo ambito. Finora non è stata esaminata una partecipazione della Svizzera ad uno di questi programmi, in quanto potevano parteciparvi esclusivamente gli Stati membri dell'UE e gli Stati dell'AELS che hanno sottoscritto l'accordo SEE (ovvero Norvegia, Islanda e Liechtenstein).</p><p>2. Il 24 maggio 2006 la Commissione europea ha presentato la proposta modificata di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce per il periodo 2007-2013 il programma specifico "Lotta alla violenza (Daphne)" nell'ambito del programma generale "Diritti fondamentali e giustizia" (COD 2005/0037 A). La partecipazione a titolo ufficiale della Svizzera non vi è prevista, in quanto il programma Daphne III è destinato in particolare ai 27 Stati membri dell'UE e agli Stati dell'AELS che hanno sottoscritto l'accordo SEE. Tuttavia, le organizzazioni svizzere interessate potrebbero partecipare a singoli progetti del programma Daphne III a titolo di partner associati, se questo fosse utile per il progetto. Esse non riceverebbero però alcun aiuto finanziario da parte dell'UE. Si è già proceduto in questo modo per altri programmi, ad esempio nell'ambito dei programmi di formazione dell'UE. Va però osservato che, nel caso del programma Daphne, le procedure di richiesta e di selezione sono lunghe (fino a nove mesi) e complicate. Solo pochi dei progetti presentati sono sostenuti finanziariamente.</p><p>3. Il Consiglio federale condivide la valutazione secondo cui un coordinamento e uno scambio d'informazioni con organizzazioni e istituzioni attive nell'ambito della prevenzione della violenza sia ragionevole anche oltre i confini della Svizzera. Tuttavia, viste le altre sue attività, non ritiene necessario adottare provvedimenti che permettano ad organizzazioni del nostro Paese di partecipare al programma Daphne. Va da sé che le organizzazioni svizzere interessate sono libere di cercare organizzazioni partner in altri Paesi per progetti nell'ambito di questo programma e di utilizzare per la realizzazione di questi ultimi in Svizzera fonti di finanziamento esistenti, ad esempio il fondo dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali per progetti di prevenzione dei maltrattamenti. Inoltre l'esecutivo raccomanda di tenere conto dei rapporti e delle esperienze risultanti dai programmi Daphne già realizzati, disponibili sul sito Internet della Commissione europea.</p><p>La Confederazione è già attiva a livello internazionale nell'ambito della prevenzione della violenza:</p><p>La Confederazione partecipa a comitati del Consiglio d'Europa incaricati di prevenire e combattere la violenza contro i bambini. Il comitato di esperti sull'infanzia e la famiglia, ad esempio, ha trattato regolarmente nei suoi lavori e promosso diverse misure e attività relative alle diverse forme di violenza e agli abusi sessuali sui bambini. Dal canto suo, il comitato di esperti sulla protezione dei bambini contro lo sfruttamento sessuale sta elaborando un progetto per una convenzione europea sulla protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali con particolare riferimento alle disposizioni penali.</p><p>La Confederazione è rappresentata in seno al comitato direttivo per l'uguaglianza tra donne e uomini (CDEG), che ha lanciato una serie di iniziative volte a promuovere la protezione delle donne contro la violenza. Partecipa inoltre alle diverse conferenze del Consiglio d'Europa o delle Nazioni Unite sulla tematica della violenza, collabora ai diversi studi e rapporti di queste organizzazioni (ad es. studio dell'ONU 2006 sulla violenza contro i bambini) e si sottopone regolarmente agli esami di queste ultime per quanto riguarda l'applicazione degli strumenti internazionali che ha ratificato (ad es. Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo).</p>  Risposta del Consiglio federale.