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Dopo tanti attacchi con il fioretto, il tre volte campione del mondo di scacchi Magnus Carlsen lunedì aveva deciso di affondare i colpi con la sciabola, accusando pubblicamente su internet Hans Niemann, il suo giovanissimo rivale americano, di «aver barato, e più recentemente di quanto non dica». Una chiara allusione a ciò che aveva dichiarato lo stesso Niemann in un’intervista, in cui ammise di aver imbrogliato due volte quand’era ragazzino, ma in occasione di partite online e mai davanti a una scacchiera. Ciò è comunque bastato a far sì che il sito chess.com, la più grande piattaforma scacchistica online, decidesse di bannare il diciannovenne astro nascente americano degli scacchi.
Le accuse della superstar norvegese Magnus Carlsen, contenute nell’articolata lettera diffusa via Twitter, non hanno tardato a destare l’attenzione della Federazione scacchistica internazionale, che oggi ha deciso di allestire un’apposita commissione d’inchiesta. Stando a quanto riporta il sito t-online, tale commissione sarà composta da tre persone, chiamate a indagare in tutte le direzioni, quindi non soltanto nei confronti di Niemann. «Da una parte – spiega il funzionario tedesco Klaus Deventer – dovremo valutare se esistono fatti che giustifichino le accuse di frode, e se del caso faremo appello davanti alla Commissione etica della Fide (la Federazione internazionale di scacchi, ndr). Tuttavia, faremmo lo stesso nel caso in cui dovessimo appurare che quelle accuse sono false».
Carlsen aveva accusato il suo avversario di utilizzare mezzi illeciti per vincere le partite: in occasione della Sinquefield Cup di St. Louis, la superstar scandinava era stata battuta tra la sorpresa generale dal giovanissimo rivale e aveva poi scelto di ritirarsi dal torneo, cosa che non aveva mai fatto prima in carriera. «So che le mie azioni hanno frustrato molti nella comunità scacchistica, ma anche io sono frustrato: voglio giocare a scacchi, voglio continuare a farlo ai massimi livelli nei migliori eventi. Credo che Niemann abbia imbrogliato più di quanto abbia ammesso pubblicamente, e più di recente. I suoi progressi sulla scacchiera sono stati insoliti e durante la nostra partita alla Sinquefield Cup ho avuto l’impressione che non fosse teso e che non si concentrasse pienamente sul gioco nei momenti critici, mentre mi batteva con le pedine nere in un modo che credo sia riuscito a pochi giocatori. Questa partita ha contribuito a cambiare la mia prospettiva. Dobbiamo fare qualcosa contro gli imbrogli e, da parte mia, non voglio giocare contro persone che hanno imbrogliato in passato, perché non so cosa saranno in grado di fare in futuro. Spero che la verità su questa vicenda venga fuori, qualunque essa sia».