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Il 72% dei francesi sostiene ancora il movimento dei gilet gialli dopo il terzo sabato di manifestazioni, secondo un sondaggio Harris Interactiv per la radio francese RTL e per la tv M6. La cifra è simile a quella registrata alla prima giornata di mobilitazione il 17 novembre. Tuttavia, più di 8 intervistati su 10 disapprovano il ricorso alla violenza. Per il 90%, il Governo non si è mostrato all'altezza.
Oggi, lunedì, intanto, il primo ministro Edouard Philippe, come chiesto domenica dal presidente Emmanuel Macron, riceve, nel corso della giornata, i leader o le delegazioni dei partiti presenti in Parlamento e i portavoce dei gilet gialli che, con una tribuna su Le Journal du Dimanche, si sono detti disponibili al dialogo. L’inquilino dell’Eliseo ha ribadito che nessun' “azione violenta rimarrà impunita” ma ha sorvolato sull'ipotesi di dichiarare lo stato d'emergenza ventilato domenica dal portavoce del governo Benjamin Griveaux che aveva chiesto al ministro dell'Interno, Christophe Castaner, di "riflettere sull'eventuale necessità di adattare il dispositivo di ordine pubblico nei prossimi giorni”.
Tuttavia, i "gilet gialli liberi", il collettivo di dimostranti moderati fra i quali una delle promotrici del movimento, Jacline Mouraud, hanno rivelato ai media francesi di aver ricevuto decine di minacce di morte dopo la loro offerta al Governo di aprire un negoziato. "È chiaro che chi ci minaccia non vuole alcuna soluzione al conflitto, vogliono solo fare casino", ha tra l’altro affermato Mouraud.
ATS/ANSA/AFP/Swing