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Una delle nuove rotte per l'ingresso in Europa dell'eroina è quella del Pakistan. Le sostanze psicoattive, invece, raggiungono il Vecchio continente ora anche dall'India e dalla Cina. A dirlo è la Relazione europea sulla droga 2019 che è stata illustrata questa mattina a Roma dal Consiglio nazionale delle ricerche alla vigilia della Giornata internazionale delle droghe. "L'eroina - spiega il Rapporto - entra in Europa attraverso quattro rotte di traffico principali. Le due più importanti sono la 'rotta dei Balcani' e la 'rotta meridionale'. La prima e più significativa corre attraverso la Turchia e i paesi balcanici (Bulgaria, Romania o Grecia) per poi giungere in Europa centrale, meridionale e occidentale. È anche emersa una diramazione della rotta dei Balcani che interessa la Siria e l'Iraq. Negli ultimi anni - spiega quindi la Relazione - ha acquisito importanza la rotta meridionale, in cui le partite provenienti dall'Iran e dal Pakistan entrano in Europa via mare o aerea, direttamente o transitando attraverso i paesi africani. Altre rotte comprendono la 'rotta settentrionale' che va dall'Afghanistan all'Asia centrale e alla Russia, e una rotta che si sviluppa attraverso il Caucaso meridionale e il Mar Nero".
Il rapporto affronta poi la questione dei sequestri e sottolinea che per quanto riguarda la cocaina "nel 2017 il numero e la quantità sequestrata nell'Unione europea hanno raggiunto i livelli più alti mai registrati, con oltre 104.000 sequestri segnalati per un totale di 140,4 tonnellate". La maggior parte dei sequestri - 86% tonnellate, il 61% di tutti i sequestri nella Ue - sono stati fatti in Belgio (45 tonnellate) e in Spagna (41 tonnellate), seguiti da Francia (17,5 tonnellate) e dai Paesi Bassi (14,6 tonnellate)". Inoltre, si segnala, "la purezza della cocaina al dettaglio è in aumento dal 2010" mentre "il prezzo al dettaglio è rimasto stabile". Considerati nel loro insieme, questi indicatori fanno supporre che la disponibilità di cocaina sia a un massimo storico" conclude il rapporto.