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Ebbene si, anche se il suo ovaio non funziona più, nel senso che non le permette di accedere alla gravidanza è sempre possibile ricorrere all'ovodonazione.
L’ovodonazione è una tecnica che viene effettuata quando una donna non è in grado di usare i propri ovociti per avere un bimbo. Fino a poco tempo fa, non avevano alcuna possibilità di rimanere incinta e di dare vita ad un figlio. Ci si serve di donatrici sane, che donano le loro uova, le quali vengono fertilizzate con il seme del marito delle pazienti. Gli embrioni così ottenuti “in vitro” vengono poi trasferiti nell’utero delle pazienti riceventi.
Oggi, grazie all'ovodonazione, donne colpite da queste forme d'infertilità possono avere la possibilità e la gioia del parto ed iniziare una famiglia propria. Il programma di ovodonazione offerto dallo studio aiuta donne infertili a costruire una famiglia usando ovociti di una donatrice.
Nella maggior parte dei casi, nel mio programma, le destinatrici d'ovociti sono donne che precedentemente non sono state in grado di ottenere una gravidanza con i propri mezzi per l'assenza o a una ridotta riserva ovarica, oppure dopo un accumulo d'insuccessi di procreazione medicalmente assistita, (PMA) utilizzando i propri ovociti.
Altre donne hanno scelto l'ovodonazione alla PMA perchè volevano evitare la possibilità di trasmettere malattie congenite delle quali sapevano di essere portatrici sane.
L'ovodonazione di una donatrice sana, offre a queste donne la possibilità di realizzare il loro sogno: quello di creare una famiglia. In un ciclo d'ovodonazione, alla donatrice vengono somministrati gli stessi medicinali che vengono utilizzati per una fecondazione in vitro. Nel frattempo, la destinataria assume degli ormoni per sincronizzare il suo ciclo con quello della donatrice e per preparare l'endometrio all’impianto.
Gli ovociti vengono prelevati dall'ovaio della donatrice. Successivamente, questi ovociti vengono fecondati con lo sperma del compagno della destinataria o con quello di un donatore, per poi trasferire gli embrioni prodotti nell'utero della paziente. Di solito, vengono trasferiti solo due embrioni di buona qualità alla volta, per evitare gravidanze multiple. I restanti embrioni possono essere crioconservati (a meno 170 gradi) per transfer futuri, che diventano particolarmente utili nell'eventualità che il transfer iniziale non produca una gravidanza.
Il dono del seme maschile è autorizzato in Svizzera, mentre sorprendentemente quello femminile no. Si tratta palesemente d'una discriminazione di diritti fra donna e uomo. Speriamo che la legislazione svizzera possa rispondere con intelligenza a questa discriminazione e possa essere ben presto modificata. Nell'attesa di questa modifica, siamo obbligati a ricorrere ad altri paesi. Attualmente lavoro con la Spagna, Cipro e in Repubblica Ceca.
Non esitate a prendere contatto con lo studio per discutere sulla possibilità d'un ovodonazione.