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<h2>SubmittedText<h2><p>Con la riforma Esercito XXI è nata la nozione di "potenziamento": per certi ambiti della difesa vengono istruiti e equipaggiati soltanto singole parti dell'esercito. Qualora si profilasse una minaccia, l'esercito dovrebbe complessivamente procedere a un "potenziamento" delle capacità in precedenza padroneggiate soltanto da un piccolo nucleo. </p><p>Quale conseguenza della grave crisi economica mondiale che si sta profilando, diversi importanti politici si attendono eventi imprevedibili e periodi agitati a causa di minacce difficilmente valutabili. Una tale evoluzione dovrebbe imporre immediatamente l'avvio di misure volte al potenziamento dell'esercito svizzero.</p><p>A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Esso condivide la valutazione della situazione secondo cui attualmente la minaccia più grave è rappresentata dalla sorpresa strategica?</p><p>2. Quali misure prepara in vista di una simile minaccia?</p><p>3. Il Governo federale ha già preso decisioni in merito al potenziamento?</p><p>4. In caso affermativo, quali?</p><p>5. In caso negativo, quando intende avviare sforzi volti al potenziamento?</p><p>6. Come valuta le capacità industriali della Svizzera in considerazione delle esigenze del potenziamento?</p><p>7. Come vede oggi le prospettive temporali e finanziarie per quanto riguarda il potenziamento dell'esercito, dopo che quest'ultimo ha già stimato il tempo necessario per il potenziamento in otto a dieci anni e il fabbisogno finanziario attorno ai quaranta miliardi di franchi?</p><p>8. Ritiene la nozione di "potenziamento" ancora idonea in considerazione delle minacce che nel XXI secolo potrebbero, in determinate circostanze, anche aggravarsi molto improvvisamente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Una sorpresa non è ancora di per sé una minaccia, dipende in ogni caso dalla natura e dal contenuto. Le minacce e i pericoli prevedibili e possibili sono verificati nel corso dei lavori per il nuovo rapporto sulla politica di sicurezza, che sarà licenziato dal Consiglio federale presumibilmente nel dicembre del 2009.</p><p>2. Per quanto riguarda una sorpresa astratta non sono possibili, finché la sua natura e il suo contenuto sono sconosciuti, misure di preparazione che vanno oltre la creazione e il mantenimento della massima flessibilità. </p><p>3.-5. Dalla situazione attuale e dall'evoluzione che si va delineando non è desumibile alcun motivo per adottare misure nel senso di un potenziamento dell'esercito in vista della difesa da un attacco militare. </p><p>6. L'industria d'armamento svizzera è in grado di coprire una parte delle esigenze materiali dell'esercito, solitamente nell'ambito di partenariati industriali con imprese estere. Attualmente si sta rielaborando la strategia nazionale d'armamento. Le dimensioni ridotte del mercato interno, la libera concorrenza forte a livello internazionale tra gli offerenti in materia di armamento e le prescrizioni attuali per l'esportazione di materiale bellico rendono impossibile un potenziamento considerevole dell'industria d'armamento svizzera a condizioni economiche sostenibili. </p><p>7. Se un giorno si rendesse necessario un potenziamento dell'esercito, il tipo della minaccia che si va concretamente delineando sarà decisivo per il tipo, l'entità, i costi e la durata delle misure da adottare per il potenziamento. </p><p>8. Un livello di istruzione, di equipaggiamento e di armamento sufficiente per difendersi in permanenza (senza potenziamento) da tutte le minacce possibili non è finanziabile nel quadro delle risorse disponibili. Anche nel passato l'esercito ha accettato a più riprese l'esistenza di lacune nelle sue capacità, che avrebbero dovuto essere colmate prima di un impiego effettivo.</p>  Risposta del Consiglio federale.