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BERNA - Gli obiettivi climatici della Confederazione restano invariati: entro il 2030 la Svizzera dovrà dimezzare le proprie emissioni rispetto ai valori del 1990. Ma dopo il “no” alla Legge sul CO2 incassato in votazione popolare lo scorso 13 giugno, la strategia è da rivedere.
Ecco dunque che oggi il Consiglio federale ha deciso il seguito da dare alla politica climatica. E lo ha fatto basandosi su un'analisi del risultato della recente votazione, che identifica in linea generale la causa del rifiuto nel timore di un aumento dei costi.
Come si andrà quindi avanti? Nel complesso - come comunicato oggi dalla ministra Simonetta Sommaruga - la futura politica climatica dovrà basarsi su una combinazione di più strumenti: l'effetto d'incentivazione legato alla tassa sul CO2 dovrebbe essere completato da incentivi efficaci e da una promozione mirata.
Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) è dunque stato incaricato di preparare entro la fine dell'anno un progetto di legge da porre in consultazione. E il progetto dovrà tenere conto di tutta una serie di parametri. Non dovranno per esempio essere introdotte nuove tasse. Ma dovranno essere previsti diversi sostegni alla popolazione e ai settori interessati: un ulteriore aiuto finanziario per la sostituzione dei vecchi sistemi di riscaldamento a olio e a gas, promuovere il potenziamento dell'infrastruttura per le auto elettriche, abolire le agevolazioni fiscali a favore degli autobus con motori diesel.
Le varie misure, combinate con il progresso tecnologico e il dinamismo di diversi settori, permettono - sottolinea ancora Sommaruga - di mantenere l'obiettivo di riduzione del 50 per cento delle emissioni entro il 2030.