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La banca elvetica dovrà risarcire per oltre 431 milioni di dollari (456 milioni di franchi) la ditta italo-francese STMicroelectronics a causa di un contenzioso su prodotti finanziari. Lo ha stabilito mercoledì un tribunale di New York.
La Corte federale del distretto di New York ha confermato la decisione presa nel febbraio 2009 da una commissione arbitrale dell'autorità regolatoria del settore finanziario americano (FINRA), ha comunicato la stessa STMicroelectronics.
Il produttore italo-francese di semiconduttori, che accusava la banca di averlo tratto in inganno con la vendita di titoli ARS (Auction Rate Securities), sottolinea che la corte distrettuale federale ha respinto il ricorso del Credit Suisse contro il risarcimento.
Ha invece accolto la richiesta di STMicroelectronics di ordinare al Credit Suisse di pagare alla società il saldo della somma dovuta. La banca elvetica, che ha già versato 75 milioni di dollari, dovrà pagare ulteriori 354 milioni, montante che include circa 23 milioni di interessi.
Alex Piscaro, portavoce del Credit Suisse, ha dichiarato che la banca non è d'accordo con tale decisione e sta valutando se presentare ricorso.
STMicroelectronics, con sede a Ginevra, aveva affidato oltre 450 milioni di dollari al Credit Suisse, con il mandato di investirli in titoli senza rischi. Gran parte del denaro è però stato investito in titoli ARS, un mercato che dall'inizio della crisi non trova più acquirenti.
La decisione della Corte newyorchese era molto attesa, siccome potrebbe incitare altri gruppi vittime di cattiva gestione a passare alle vie legali. Lo scorso mese di ottobre, l'elvetica Roche (farmaceutica) aveva querelato il Credit Suisse per la stessa ragione. Nel frattempo le due parti hanno raggiunto un accordo extragiudiziale, ha indicato Piscaro.
swissinfo.ch e agenzie