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«Sono carico». Roger Federer non usa giri di parole alla vigilia del suo primo impegno al torneo di Wimbledon: sull'erba di Londra il basilese andrà a caccia del suo ventunesimo titolo in un torneo maggiore. A dieci giorni dalla sua sconfitta nel secondo turno contro Felix Auger-Aliassime sull'erba di Halle, dove a condannarlo è stato prima di tutto il suo atteggiamento mentale, Roger Federer si dice dunque «pronto» per il suo appuntamento preferito del Grande Slam. Ad Halle, un torneo che ha vinto dieci volte e dove era il campione in carica, «le cose sono andate fuori strada mentalmente per me. Ci sono modi e modi per perdere, e io ho fissato un certo standard per me stesso... La cosa buona è che so che non succederà più qui: sono pronto, non vedo l'ora, sono carico e so che posso fare molto meglio», assicura basilese, che compirà quarant'anni l'8 agosto.
«Ora sono a Wimbledon e ho una possibilità. So che se giocando bene le mie carte potrò raggiungere la seconda settimana, che ora come ora rappresenta il mio obiettivo a corto termine. Da lì innanzi so che il mio gioco potrà crescere, e a quel punto tutto diventerà possibile», avverte Federer, il cui esordio sull'erba londinese è previsto per martedì contro il francese Mannarino. «Sono mentalmente forte, molto più che ad Halle, dove non ero al livello giusto». Battuto dopo una finale epica nel 2019, e dopo la cancellazione dell'edizione 2020, l'elvetico aggiunge di «non vedere l'ora» di tornare a Wimbledon. «Sono sinceramente impaziente di essere qui dopo l'anno difficile che abbiamo avuto tutti, e i miei infortuni».
Il renano spende poi qualche parola a riguardo delle Olimpiadi di Tokyo. A cui intende ancora prendere marte, rimandando però la decisione definitiva dopo l'appuntamento londinese, il cui ultimo atto è previsto per l'11 luglio: «Voglio andare ai Giochi, ma con la mia squadra abbiamo deciso di lasciar passare Wimbledon, sederci e decidere cosa fare dopo. Con il mio team abbiamo deciso di rivalutare la situazione dopo questo torneo perché, logicamente, lo stesso avrà un suo peso sulla decisione, a seconda che io giochi molto bene o molto male. Vorrei giocare più tornei possibili, ma vedremo dopo Wimbledon».