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Controllo dei gas sintetici a effetto serra e migliore protezione dello strato di ozono
(Ultima modifica 19.06.2007)
Berna, 30.04.2003 - Limitare le emissioni di gas sintetici a effetto serra e migliorare ulteriormente la protezione dello strato di ozono: sono questi i principali obiettivi della modifica dell'ordinanza sulle sostanze (OSost), approvata oggi dal Consiglio federale. Nei settori della climatizzazione, della refrigerazione e dell'isolamento elettrico e termico l'impiego di gas sintetici verrà limitato allo stretto necessario. I CFC (clorofluorocarburi che distruggono lo strato di ozono) saranno totalmente vietati a partire dal 2004. Le nuove disposizioni, elaborate insieme agli ambienti industriali e commerciali coinvolti, entreranno in vigore il 1° luglio 2003.
Recentemente sono stati lanciati sul mercato dei nuovi gas sintetici (HFC, PFC e SF6) con l'obiettivo di sostituire i CFC, oggetto di un divieto progressivo a causa dei loro effetti distruttivi sullo strato di ozono. La maggior parte di tali gas presenta tuttavia un forte potenziale di effetto serra, da 1 000 a 24 000 volte superiore a quello del CO2, e persiste nell'atmosfera per secoli o millenni. La loro utilizzazione è in costante aumento: sebbene oggi costituiscano solo poco più dell'1% di tutte le emissioni di gas a effetto serra dovute alle attività umane, questa percentuale potrebbe addirittura triplicare entro il 2010 se non verranno adottate le misure necessarie. Si tratta di gas utilizzati prevalentemente per la refrigerazione, l'isolamento elettrico e la produzione di schiume sintetiche, solventi e aerosol.
Sin dall'inizio degli anni '90, nel quadro dell'attuazione di una politica integrata dei prodotti, il Consiglio federale raccomanda la massima moderazione nell'utilizzo di detti gas sintetici. La loro regolamentazione nell'OSost, in cui essi vengono genericamente definiti come sostanze stabili nell'aria, risulta oggi possibile grazie all'esistenza di diverse soluzioni alternative, le quali presentano un bilancio ambientale positivo. Il programma d'azione è imperniato su tre assi principali: limitazione dell'utilizzo di sostanze stabili nell'aria ai soli casi in cui non sussista alcuna soluzione alternativa preferibile, massima riduzione delle emissioni qualora esse non possano essere evitate, segnatamente mediante accordi volontari vincolanti proposti dal settore industriale.
Le nuove disposizioni (cfr. riquadro) sono state elaborate con gli ambienti industriali e commerciali coinvolti. Esse rappresentano un quadro chiaro che permette di attuare in tempi utili le scelte strategiche necessarie al fine di limitare le emissioni di sostanze stabili nell'aria. Sarà comunque verificata la compatibilità di tali disposizioni con la futura regolamentazione europea, in modo da evitare eventuali barriere tecniche ingiustificate.
Sempre in collaborazione con i Cantoni e gli ambienti professionali coinvolti, l'UFAFP redigerà delle raccomandazioni specifiche per il settore della refrigerazione e per quello della produzione di schiume e aerosol.
Divieto totale dei CFC
La modifica dell'OSost rende possibile l'attuazione degli emendamenti al Protocollo di Montréal, adottati nel 1997 e 1999 ratificati dalla Svizzera nell'agosto 2002. Essa prevede, fra l'altro, il divieto di ricarica degli impianti di refrigerazione e/o climatizzazione mediante CFC, che entrerà in vigore nel 2004, la messa a punto di un sistema di autorizzazione per le importazioni e le esportazioni di sostanze che impoveriscono lo strato di ozono e il divieto di esportazione di apparecchi per la refrigerazione e la climatizzazione alimentati con sostanze che distruggono lo strato di ozono e il cui impiego non è permesso in Svizzera. Quest'ultima misura ha, in particolare, l'obiettivo di porre fine alla dipendenza dei Paesi in via di sviluppo nei confronti dei CFC.
Le disposizioni suddette introducono nell'OSost delle misure già ampiamente attuate dai settori industriali e artigianali coinvolti. Esse risultano compatibili con la normativa europea e completano le misure già in vigore in Svizzera in materia di protezione dello strato di ozono.
Disposizioni concrete
- Stop all'SF6 nelle calzature sportive a partire dall'anno prossimo: In Svizzera non è più permesso utilizzare i PCF e l'SF6 per la produzione di pneumatici, finestre isolanti e calzature sportive. Altri tipi di impiego vengono autorizzati a condizione che non sussista alcuna alternativa preferibile e che le emissioni vengano ridotte al minimo per quanto consentito dall'attuale stato della tecnica. Le utilizzazioni di SF6 ai fini della produzione di interruttori e disgiuntori di corrente per cavi ad alta tensione sono disciplinate da un accordo volontario proposto dal settore. Vengono inoltre limitati il livello ed il volume delle emissioni ed è garantito il recupero dell'SF6 ritirato dagli impianti. Ai sensi dell'ordinanza tali utilizzazioni restano dunque autorizzate.
- Produzione di freddo: divieto parziale e più sorveglianza: Nel settore della refrigerazione e della climatizzazione esistono delle alternative alle sostanze stabili nell'aria, le quali risultano altrettanto efficaci dal punto di vista energetico. Le tecniche architettoniche moderne permettono inoltre, talvolta, di rinunciare del tutto all'installazione di impianti di climatizzazione. La regolamentazione prevede quindi:
a) un calendario concernente i divieti di utilizzazione di sostanze stabili nell'aria in alcune categorie di apparecchi domestici (refrigeratori, congelatori, climatizzatori);
b) una procedura cantonale di autorizzazione basata sullo stato della tecnica applicabile ai nuovi impianti di refrigerazione fissi e alle pompe di calore per il cui funzionamento sia necessaria una quantità di sostanze stabili nell'aria superiore a 3 kg;
c) delle misure volte alla riduzione delle emissioni (ad esempio prove di tenuta periodiche, libretto di manutenzione) in tutti gli impianti mobili e fissi contenenti più di 3 kg di fluido refrigerante stabile nell'aria o che impoverisce lo strato di ozono.
- Schiume sintetiche: limitare le utilizzazioni: Senza regolamentazioni, il settore delle schiume sintetiche rischia di diventare per la Svizzera, entro il 2010, una delle principali fonti di emissione di sostanze stabili nell'aria (25% delle emissioni). Le sole misure ancora possibili al fine di garantire un significativo contenimento di tali emissioni vertono essenzialmente sulla limitazione delle utilizzazioni. Per la produzione di schiume sintetiche, l'ordinanza autorizza l'impiego di sostanze stabili nell'aria esclusivamente ai fini dell'isolamento termico e a condizione che non sussista alcuna alternativa preferibile.
- Bombolette aerosol: l'eccezione: Nell'ambito dell'attuale stato della tecnica, l'impiego delle suddette sostanze stabili nell'aria, non infiammabili, risulta ancora necessario negli inalatori-dosatori destinati al trattamento delle affezioni respiratorie croniche, nelle bombolette aerosol utilizzate per la pulizia di apparecchiature elettriche ed elettroniche sotto tensione e nelle bombole di schiuma di montaggio qualora le condizioni di sicurezza lo richiedano.
Pubblicato da
Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
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