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Rientrato dagli Stati Uniti dopo tre mesi di autoesilio avverte: Lula, non avrai vita facile
Terminato un esilio volontario di tre mesi negli Stati Uniti, l'ex presidente Jair Bolsonaro è rientrato oggi in Brasile deciso a svolgere un ruolo politico di primo piano e a rendere la vita difficile al suo successore, Luiz Inacio Lula da Silva.
A bordo di un aereo della compagnia Gol dedicato alla saga di Harry Potter, Bolsonaro è volato da Orlando, in Florida, all'aeroporto di Brasilia, dove da prima dell'alba si era riunita una piccola folla di sostenitori che però non ha potuto incontrarlo.
Quando è giunto in città lo ha accolto un comitato di benvenuto formato dal suo ex vicepresidente, generale Walter Braga Neto, dall'ex ministro della Salute, generale Eduardo Pazuello, e da Valdemar Costa Neto, presidente del Partito liberale (Pl). Con loro l'ex capo dello Stato ha sostenuto che "è giunto il momento di dare spazio alle nostre energie positive", avvertendo che il governo di Lula "non avrà vita facile per fare quello che vuole per il futuro della nostra Nazione". Qui ha anche colto l'occasione per rammaricarsi del fatto che il governo non voglia concedergli un'auto blindata.
Fan di Bolsonaro (Keystone)
La prossima settimana sarà ufficializzato per lui l'incarico di presidente onorario del Pl, e di conseguenza l'inizio dell'attività politica che, nelle sue intenzioni, dovrebbe essere di principale leader dell'opposizione. C‘è la sensazione a Brasilia che, almeno a breve termine, il cammino di Bolsonaro non sarà intralciato dall'attività dei numerosi magistrati che si stanno occupando delle sue vicende passate.
Sono almeno 22 le istruttorie che lo riguardano. Sei presso il Supremo tribunale federale (Stf), legate anche alle sue possibili implicazioni nell'assalto l'8 gennaio alle sedi del potere a Brasilia, e ben 16 attivate invece da giudici del Tribunale supremo elettorale (Tse). Sono queste ultime che potrebbero creargli problemi, nel caso un giudice decidesse di privarlo della possibilità di candidarsi nelle presidenziali del 2026.
Al rientro l'ex presidente è tornato sulla vicenda dei gioielli ricevuti dai governanti sauditi. Ha assicurato che "tutto è stato regolarmente registrato", e minimizzato la questione di un orologio d'oro Rolex tempestato di diamanti: "Io, come vedete, continuo a usare il mio orologetto da quattro soldi". Tuttavia lui e il suo aiutante di campo, il tenente colonnello Mauro Cid, sono stati convocati dalla polizia federale il 5 aprile, per il momento come semplici testimoni.
Nella sede del Pl, Bolsonaro ha tessuto l'elogio degli Stati Uniti dove ha vissuto negli ultimi tre mesi. Quella nazione, ha spiegato, "assomiglia allo Stato dei miei sogni. Là c’è già tutto quello che vogliamo realizzare anche qui: libertà di espressione, proprietà privata, l'atteggiamento nei confronti della criminalità, il legittimo diritto alla difesa". Quindi si è chiesto: "Quali sono le cose più importanti? La libertà di lavorare e di esprimersi. Non uno Stato che si gonfia per cercare di crescere".