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Adozioni dallo Sri Lanka: il Consiglio federale deplora le mancanze delle autorità svizzere
Berna, 14.12.2020 - Il Consiglio federale riconosce le mancanze delle autorità svizzere e deplora il fatto che le adozioni dallo Sri Lanka non siano state bloccate fino agli anni Novanta, nonostante i talora gravi indizi di irregolarità. Il Consiglio federale ne ha preso atto nella seduta dell’11 dicembre 2020, sottolineando la necessità di sostenere maggiormente le persone che sono state adottate in Svizzera all’epoca nella ricerca delle loro origini. Inoltre, riesaminerà in modo critico la prassi attuale in materia di adozione.
Nel rapporto in adempimento del postulato 17.4181 «Fare luce sulle adozioni illegali dalla Svizzera di bambini provenienti dallo Sri Lanka negli anni Ottanta», il Consiglio federale riconosce le mancanze delle autorità dell’epoca. Nonostante i chiari indizi di pratiche illegali di intermediazione per le adozioni dallo Sri Lanka, Confederazione e Cantoni non hanno adottato tempestivamente misure adeguate per contrastare le irregolarità, come già dimostrato dall’analisi storica effettuata dalla Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), pubblicata lo scorso febbraio.
Il Consiglio federale deplora le mancanze delle autorità
Le mancanze delle autorità svizzere continuano ad avere ripercussioni sulla vita delle persone adottate all’epoca. Il Consiglio federale si rammarica che la Confederazione e i Cantoni non si siano assunti le loro responsabilità nei confronti dei minori adottati e si dichiara pronto a sostenere con ulteriori mezzi gli adottati nella ricerca delle loro origini. Un gruppo di lavoro composto da rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni, degli adottati e di organizzazioni private valuterà quali misure andranno assunte.
Il Consiglio federale intende inoltre approfondire l’indagine storica sulle adozioni illegali in Svizzera. Un lavoro di ricerca complementare all’analisi effettuata dalla ZHAW avrà l’obiettivo di dimostrare se vi sono indizi di irregolarità sistematiche anche nelle procedure di adozione da altri Paesi d’origine. Un gruppo di esperti esaminerà inoltre il sistema attuale per identificare eventuali punti deboli a livello di struttura organizzativa, responsabilità e procedure di adozione. Se dall’analisi emergeranno lacune, il Consiglio federale proporrà le opportune modifiche legislative.
Indirizzo cui rivolgere domande
Joëlle Schickel, Ufficio federale di giustizia UFG, T +41 58 463 41 32
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Ultima modifica 11.06.2020