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BERNA - Gli utili della Banca nazionale svizzera (BNS) devono essere impiegati per ridurre il debito causato dal coronavirus. È quanto ritiene il Consiglio nazionale, che oggi ha approvato di stretta misura - 95 voti a 91 e 4 astensioni - una mozione in tal senso.
«In tempi straordinari occorrono misure straordinarie», ha affermato Thomas Matter (UDC/ZH) a nome della commissione dell'economia, all'origine della proposta. L'obiettivo è incaricare il Consiglio federale di utilizzare al più presto la quota destinata alla Confederazione nella distribuzione ordinaria e in quelle straordinarie della BNS per ridurre i debiti generati dal Covid-19. Le principali agenzie attribuiscono alla Svizzera ancora un rating AAA, ma bisogna stare attenti a non essere declassati, ha chiuso.
Concretamente, un importo di 1,3 miliardi di franchi all'anno dovrebbe essere destinato esclusivamente alla riduzione del debito. Ciò comporterebbe tagli del 5% delle spese non vincolate - soprattutto nei settori della ricerca, della formazione, nella difesa, nell'agricoltura e nella cooperazione allo sviluppo.
«Non vogliamo spostare il debito legato al coronavirus sui contadini o rendere impossibile la ricerca», ha criticato Franziska Ryser (Verdi/SG), chiedendo di bocciare la mozione. Il denaro verrà a mancare nelle casse federali, ha aggiunto, ricordando che non ci saranno risorse a sufficienza per rispettare il freno all'indebitamento, e tutto ciò farà incrinare pericolosamente il bilancio.
Ci sono momenti in cui le decisioni devono essere prese rapidamente, come all'inizio della pandemia, ha proseguito Ryser. Ce ne sono altri in cui si deve attendere prima di definire la destinazione, controllare i percorsi e solo allora prendere una decisione. «È qui che siamo ora».
Non abbiamo tempo all'infinito, ha replicato il ministro delle finanze Ueli Maurer. Potrebbe sopraggiungere un'altra crisi, ancora sconosciuta e non possiamo contrarre debiti e ripagarli lentamente, ha aggiunto. Il Consiglio federale si occuperà della questione in una seduta di clausura prossimamente, ha annunciato. È meglio attendere i risultati delle discussioni e bocciare questa mozione, ha concluso invano.
Il dossier passa agli Stati.
Proventi degli interessi negativi nell'AVS - I proventi della Banca nazionale svizzera (BNS) derivanti da tassi d'interesse negativi devono confluire nell'AVS. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi una mozione in tal senso di Alfred Heer (UDC/ZH) con 108 voti favorevoli, 79 contrari e 6 astensioni.
A spuntarla è stata una maggioranza formata da democentristi, PS e Verdi. Si sono invece opposti PLR, PPD e PBD, così come il Consiglio federale.
Gli interessi negativi rappresentano un peso considerevole per le assicurazioni sociali, in particolare per l'AVS e le casse pensioni, ha rilevato Heer. Essi comportano una rimunerazione del capitale più bassa per chi effettua pagamenti a tali casse e gravano sugli attuali e sui futuri beneficiari di prestazioni.
La Confederazione approfitta quindi di questa situazione, a spese dei lavoratori e dei pensionati perché di fatto, sulle nuove obbligazioni federali non sorgono interessi passivi, anzi, si ottiene addirittura un'eccedenza di interessi, ha aggiunto. I proventi della BNS derivanti da tassi d'interesse negativi dovrebbero quindi, a suo modo di vedere, confluire nell'AVS al momento della distribuzione degli utili generati dall'istituto di emissione.
Il ministro delle finanze Ueli Maurer si è opposto alla mozione. L'AVS ha bisogno di entrate permanenti e sostenibili per garantire i suoi obblighi previdenziali, ha rilevato, aggiungendo che la proposta non consentirà di risanare l'AVS in modo sostenibile.
Inoltre, l'AVS ha problemi strutturali che devono essere risolti e questa mozione non fa che ritardare la ricerca di una soluzione duratura, ha proseguito il consigliere federale. La mozione farebbe perdere alla Confederazione tra i 333 e i 666 milioni di franchi all'anno. Il deficit annuo dell'AVS dovrebbe raggiungere i 7,5 miliardi di franchi nel 2030.
Il dossier passa agli Stati.