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Il cargo russo Progress sta correndo verso la Terra alla velocità di 8 chilometri al secondo. L'impatto nell'atmosfera, destinato a distruggere questo gigante da 7 tonnellate e lungo 7 metri, è previsto nella notte, intorno alle 3,36.
Potrebbero cadere eventuali frammenti in una zona ancora impossibile da delimitare con precisione, ma che sicuramente esclude l'Europa.
Il cargo sta percorrendo un'orbita quasi circolare, nella quale perde progressivamente energia. "La finestra di incertezza nel calcolo della traiettoria di rientro del veicolo si sta riducendo progressivamente", ha detto Alessandro Rossi, dell'Istituto di Fisica applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifac-Cnr) di Firenze e membro del Coordinamento internazionale per il monitoraggio dei detriti spaziali (Iadc).
Si conclude così l'avventura di questo veicolo spaziale impazzito, lanciato il 28 aprile dalla base russa di Baikonur (Kazahstan) per consegnare sulla Stazione Spaziale tre tonnellate di rifornimenti e materiali scientifici. Subito dopo il lancio un problema al razzo Soyuz ha portato il cargo su un'orbita più alta di quella prevista e ha cominciato a farlo ruotare come una trottola, rendendolo di fatto incontrollabile.
Dal giorno dell'incidente decine di ricercatori e radar, dalla Russia agli Stati Uniti, hanno continuato a tenere d'occhio il cargo, ricalcolandone continuamente l'orbita. "Sono misure indispensabili per ridurre l'incertezza", ha detto Luciano Anselmo, dell'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione del Consiglio nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr) di Pisa.
Al momento sono del 60% le probabilità che eventuali frammenti del cargo possano cadere nell'oceano e resta un margine di incertezza sul possibile rischio per alcune zone di Africa e Asia. Attualmente, ha osservato Anselmo, la traiettoria del veicolo riguarda tre fasce larghe 300 chilometri che attraversano la Cina, una delle quali vicino al confine occidentale, una fascia della stessa ampiezza che attraversa l'India ed un'area analoga che percorre l'Africa in modo marginale nella direzione da Sud-Ovest a Nord-Est.
"Al momento tutte queste zone sono a rischio nello stesso modo, ma bisogna considerare che il margine di incertezza è ancora molto ampio", ha detto ancora l'esperto. "Bisogna infatti considerare - ha aggiunto - che il cargo si muove alla velocità di 8 chilometri al secondo. Di conseguenza anche un'incertezza di un'ora e mezza corrisponde ad una fascia ampia 40.000 chilometri. Per una precisione maggiore bisognerà quindi attendere i nuovi calcoli dell'orbita percorsa dal Progress.
SDA-ATS