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La leader dell'opposizione birmana Aung San Suu Kyi è attesa oggi per la sua prima visita in Cina, che avviene in un momento di tensione sul confine tra i due Paesi.
Il governo di Pechino è stato negli anni scorsi un ferreo alleato della giunta militare del Myanmar (o Birmania), che ha tenuto la leader dell'opposizione e premio Nobel per la pace agli arresti domiciliari per 15 anni. Ma il suo partito, la Lega nazionale per la democrazia, potrebbe vincere le elezioni previste per novembre e assumere un ruolo di primo piano nelle relazioni tra Myanmar e Cina.
Negli ultimi mesi, l'esercito birmano sta combattendo contro i ribelli nella regione del Konkan, al confine tra i due Paesi, e migliaia di cittadini birmani di etnia cinese hanno trovato rifugio nella provincia cinese dello Yunnan. Le relazioni tra i due Paesi, già difficili per i buoni rapporti instaurati dal governo birmano con gli Stati Uniti e alcuni dei loro alleati asiatici, si sono ulteriormente raffreddate.
Secondo voci difficili da confermare nel gruppo dirigente cinese si sarebbero manifestate opinioni diverse sull'opportunità di invitare Aung San, che è per tutto il mondo un simbolo della lotta per la democrazia. La leader birmana è stata invitata dal Partito comunista, non dal governo cinese. I responsabili della visita hanno annunciato che Aung San incontrerà il presidente Xi Jinping e il premier Li Keqiang, senza fornire altri dettagli sulla visita. Gli eventi legati agli incontri della leader birmana saranno aperti solo alla stampa di Stato cinese, hanno aggiunto.
SDA-ATS