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La Procura zurighese ha aperto un'indagine preliminare per "discriminazione razziale" contro Egemen Bagis: il ministro turco per gli Affari Europei, giunto in Svizzera a fine gennaio per il Forum economico mondiale (WEF) di Davos, avrebbe negato il genocidio armeno del 1915 e violato quindi la norma antirazzismo del codice penale.
Le dichiarazioni contestate sarebbero state fatte lo scorso 28 gennaio a Zurigo dove Bagis ha partecipato a un concerto della cantante sua connazionale Sezen Aksu. Secondo il giornale turco in lingua inglese "Today's Zaman", a margine del concerto il ministro ha dichiarato: "Ci troviamo oggi in Svizzera e io dico che i fatti del 1915 non sono stati un genocidio. Lasciate che vengano e mi arrestino".
Diversi media turchi hanno riferito le dichiarazioni di Bagis. Queste non sono piaciute all'Associazione Svizzera-Armenia, che munite di ritagli di giornali si è rivolta alla Procura.
"Abbiamo avviato indagini di polizia", ha dichiarato oggi all'ats un rappresentante di quest'ultima, confermando una informazione della "NZZ am Sonntag". "Trattandosi di un reato perseguibile d'ufficio siamo costretti ad occuparci della faccenda", ha proseguito, aggiungendo di non poter precisare per il momento se sarà o no aperto un procedimento penale.
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