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Attualità
Le opere scultoree di Markus Müller (*1970, CH) presentate nella mostra del Museo d'arte dei Grigioni ruotano attorno al potenziale della ristrutturazione ed esplorano l'importanza di passaggi e spazi intermedi. L'artista basilese con origini grigionesi crea un'installazione simbolica che reinterpreta lo spazio espositivo in una soffitta. Markus Müller crea un luogo rivolto verso l'interno, un locale intimo in cui vengono forgiati dei piani, ideati modelli (di pensiero) e conservati ricordi.
Il laboratorio quale spazio espositivo al piano superiore del nuovo edificio e le sue dimensioni specifiche stimolano Markus Müller a realizzare qui una soffitta temporanea. A questo scopo l'artista integra le travi del tetto tipiche delle soffitte. Tuttavia non le riveste di legno, bensì con la fibra naturale iuta. Al primo colpo d'occhio, il locale presenta le caratteristiche tipiche di una soffitta. Il soffitto è basso, le travi limitano la visuale e la luce è crepuscolare. Contemporaneamente la costruzione si rivela essere un'imitazione e rende quindi noto un aspetto centrale dell'opera di Müller. Nel libro d'artista Rauch queste questioni plastiche vengono pure messe in evidenza. Al suo interno, quale specchio della mostra viene illustrato il mezzo artistico della scultura in relazione alla sua storia e alla sua importanza nella nostra società. Per la prima volta l'artista apre così un accesso ai fondamenti del suo lavoro di scultore. Nell'interazione tra mostra e libro, lo spazio diventa un palcoscenico sul quale si discutono il significato dell'aspetto decorativo nella nostra cultura così come le domande fondamentali sulla natura stessa del processo di lavoro artistico.
In occasione della mostra, edition fink pubblica il libro d'artista Rauch con saggi di Katharina Dunst, Mohomodou Houssouba, Damian Jurt, Annaïk Lou-Pitteloud, Muda Mathis e Markus Müller.