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ZURIGO - Swiss torna sui suoi passi. Ma solo parzialmente. Dopo aver annunciato a inizio maggio un taglio del personale pari a 780 dipendenti, la compagnia ha avviato una procedura di consultazione con i partner sociali, gli impiegati e i sindacati, e sembra essere scesa a compromessi: i posti cancellati saranno 550. Il ridimensionamento deciso quest'anno è stata motivato da «una trasformazione strutturale del mercato e una riduzione della domanda a medio termine del 20%». Questa decisione dovrebbe far risparmiare all'azienda circa 500 milioni di franchi.
Tagli radicali - Tenendo conto dei posti di lavoro già saltati dal 2020, «di cui due terzi da misure volontarie e attraverso la naturale fluttuazione del personale», la riduzione degli effettivi equivarrebbe a circa 1'700 posti a tempo pieno, che rappresenterebbe un calo di oltre il 20%. Come già previsto, la flotta di 90 aerei sarà ridotta del 15% rispetto ai numeri del 2019. «Consapevole della propria responsabilità», scrive l'azienda, «SWISS si sforza di rendere i licenziamenti collettivi il più accettabili possibile sul piano sociale».
Un male necessario - Queste le parole di Dieter Vranckx, CEO di SWISS: «Sono sinceramente dispiaciuto per tutti i dipendenti colpiti da questi licenziamenti. È molto doloroso per me dover imporre misure così drastiche, ma sono state rese inevitabili dalla trasformazione strutturale del settore dell'aviazione. Siamo convinti che questo sia il modo giusto per rimborsare il prestito bancario che ci è stato concesso e per rimettere SWISS in condizione di investire ed essere competitiva».