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È stato un omicidio intenzionale, non un gioco erotico finito male. La Corte d’appello e revisione penale (Carp) di Locarno ha confermato la condanna inflitta in primo grado al 33enne germanico che il 9 aprile del 2019 uccise, in una stanza all’ultimo piano dell’albergo La Palma au Lac sul lungolago di Muralto, la sua compagna, una ragazza inglese di 22 anni. La giudice della Carp, Giovanna Roggero-Will, ha aumentato la pena di sei mesi, rispetto a quanto stabilito dal processo di prima istanza, portandola a 18 anni e 6 mesi. Per l’imputato è stato deciso anche un periodo di espulsione dalla Svizzera più lungo, 14 anni invece di 12. La difesa chiedeva una condanna al massimo per omicidio colposo.
Ricordiamo che si era giunti al processo di fronte alla Corte d’appello e revisione penale dopo che la procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis aveva interposto ricorso contro la prima condanna, ritenendola troppo lieve rispetto alla sua richiesta di pena (aveva proposto 19 anni e 6 mesi). Anche il cittadino germanico si era opposto alla prima sentenza, chiedendo appunto che il reato fosse derubricato a omicidio colposo. Il 33enne ha sempre sostenuto la tesi del gioco erotico finito male.