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Il Trattato sulla Carta dell’energia è un trattato internazionale vincolante di protezione degli investimenti e di transito nel settore energetico, sottoscritto attualmente da 50 Stati nonché dall’UE e dall’EURATOM come membri a sé stanti. L’ECT, entrato in vigore nel 1998, è nato per facilitare l’accesso degli investitori occidentali alle risorse energetiche degli Stati dell’ex Unione Sovietica. La Russia lo ha firmato nel 1994 ma non lo ha mai ratificato e nel 2009 ha ritirato la sua firma.
Con 157 cause già note l’ECT è lo strumento di protezione degli investimenti a cui si ricorre più frequentemente a livello mondiale. La maggior parte in assoluto delle controversie note è stata intrapresa da parti di differenti Stati membri dell’UE o riguarda le energie rinnovabili, come ad esempio le cause intentate contro riduzioni retroattive dei sussidi a favore di queste fonti energetiche.
Dal 2020 fino alla metà del 2022 le parti contraenti del Trattato hanno condotto negoziati per modernizzare l’ECT: sono state precisate le disposizioni in materia di protezione degli investimenti, è stato rafforzato il diritto normativo dei singoli Stati, è stata definita in modo più preciso la protezione ambientale e climatica ed è stata aumentata la trasparenza della composizione delle controversie. Il 9 novembre 2022 il Consiglio federale aveva preso atto dell’aggiornamento dell’ECT e lo aveva approvato. L’ECT avrebbe dovuto essere approvato in occasione della Conferenza della Carta dell’energia del 22 novembre 2022, ma una minoranza di Stati membri dell’UE ha bloccato l’approvazione. Attualmente l’UE non dispone di una maggioranza qualificata per un’uscita coordinata dal Trattato né può procedere a un’approvazione dell’aggiornamento a causa della suddetta minoranza di Paesi membri che lo sta bloccando. La modernizzazione dell’ECT sarà nuovamente all’ordine del giorno del prossimo incontro della Conferenza della Carta dell’energia, previsto a novembre 2023.
Il Consiglio federale continua in linea di principio a sostenerla, tuttavia ha discusso sulle opzioni praticabili qualora questo aggiornamento non venisse accolto o, in particolare, se molti Stati dell’UE abbandonassero il Trattato. Tali opzioni potranno però essere valutate in modo definitivo solo quando alla Conferenza della Carta dell’energia verrà presa una decisione in merito all’aggiornamento dell’ECT. Non appena si osserveranno sviluppi rilevanti a questo riguardo, il Consiglio federale deciderà come procedere.
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