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BERNA - La Svizzera dovrebbe accrescere il proprio aiuto allo sviluppo di 640 milioni di franchi nei prossimi due anni. È quanto vuole la maggioranza (14 a 10) della commissione di politica estera del Consiglio nazionale, che ha pure appoggiato un aumento dei contributi ai fondi di crisi dell'FMI.
La commissione si allinea così al Consiglio degli Stati, che nella sessione invernale ha accettato un credito quadro per portare, come stabilito in precedenza, entro il 2015 le spese di aiuto allo sviluppo allo 0,5% del Reddito nazionale lordo (RNL).
Dei 640 milioni, 570 dovrebbero andare alla Direzione per lo sviluppo e la cooperazione (DSC) e 70 milioni alla Segreteria di Stato per l'economia (SECO).
La presidente della commissione, Christa Markwalder (PLR/BE), ha detto ai giornalisti che una minoranza chiederà alle Camere di limitare l'incremento a 462 milioni di franchi, fino ad un massimo dello 0,45% del RNL.
Per 14 voti a 9, la commissione del Nazionale ha pure dato il nulla osta per portare da 2,5 miliardi di franchi a 18 miliardi il tetto massimo di partecipazione elvetica alle riserve del Fondo monetario Internazionale (FMI) per le crisi del debito pubblico.
Il partito socialista ha accolto "con immensa soddisfazione" la decisione odierna della Commissione. Se anche il Consiglio Nazionale dovesse accettare le proposte della sua commissione non è comunque certo che i crediti superino il voto del parlamento, dove il freno all'indebitamento impone in seconda votazione la maggioranza assoluta.
SDA-ATS