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Antesignana del movimento per l’assistenza ai giovani, Mentona Moser (1874-1971) partecipa all’istituzione del lavoro sociale moderno e, comunista convinta, aderisce al movimento femminista socialista.
Moser nasce in una famiglia benestante altoborghese e cresce in diversi luoghi, tra l’altro nella Germania e in Svizzera. Nel 1891 inizia a studiare zoologia, dapprima all’Università di Zurigo e in seguito a Londra. In Gran Bretagna, sviluppa un crescente interesse per i moderni approcci della politica e dell’assistenza sociali. Sull’onda del movimento progressista britannico-americano Settlement, dopo il 1898 lavora in un centro sociale londinese e intraprende una formazione in lavoro sociale con orientamento pratico della durata di due anni. Al suo rientro in Svizzera, nel 1903, continua a impegnarsi a favore della politica sociale. Tiene conferenze, redige brevi scritti, fonda una società per i ciechi e il primo centro di assistenza per tubercolotici a Zurigo, città in cui inoltre si adopera per la progettazione di colonie operaie. In conflitto con l’assistenza ai poveri di Zurigo, di stampo tradizionalista, nel 1907 lancia insieme ad altre compagne di battaglia alcunicorsi di ispirazione anglosassone per l’assistenza alle donne, dai quali nascerà poi la Scuola di lavoro sociale di Zurigo. Nel 1908, a causa di divergenze politiche, Moser abbandona il progetto. In quel periodo, si definisce socialista e intrattiene contatti con l’ala sinistra della socialdemocrazia. Dopo la Rivoluzione di ottobre, simpatizza per il comunismo e nel 1921 contribuisce alla fondazione del Partito comunista svizzero. Nei primi anni 1920 lavora per Pro Juventute come direttrice del servizio di assistenza alle madri e ai neonati e apre un consultorio per la prevenzione delle gravidanze a Zurigo. Inoltre, intensifica i propri sforzi a favore della concessione del diritto di voto alle donne. Dalla metà degli anni 1920, le sue convinzioni politiche la portano sempre più spesso all’estero: soggiorna diverse volte in Unione sovietica, dove nel 1929 investe una parte della sua eredità per aprire un ospizio internazionale per bambini orfani nelle vicinanze di Mosca, e all’inizio degli anni 1930 trascorre anche lunghi periodi a Berlino, dove partecipa attivamente agli scontri tra nazisti e comunisti. Nel 1934 fugge in Svizzera e vi rimane fino alla fine della Seconda Guerra mondiale, quando i suoi contatti comunisti la portano nella Repubblica democratica tedesca (RDT). Su invito di Wilhelm Piecks, il primo presidente della RDT, nel 1950 si trasferisce a Berlino Est, dove si spegne nel 1971.
Literatur / Bibliographie / Bibliografia / References: Ramsauer, Nadja (2000), „Verwahrlost“. Kindswegnahmen und die Entstehung der Jugendfürsorge im schweizerischen Sozialstaat 1900-1945, Zürich. Moser, Mentona (1986), Ich habe gelebt. Nachwort von Roger Nicolas Balsiger, Zürich. HLS / DHS / DSS: Moser, Mentona.
(12/2014)