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Le clausole di imposizione dei prezzi nei confronti delle aziende alberghiere devono essere vietate
Berna, 11.11.2020 - L’11 novembre 2020 il Consiglio federale ha avviato una procedura di consultazione sulla modifica della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI). Una nuova norma contenuta nella legge intende vietare l’utilizzo di clausole di imposizione dei prezzi nei contratti tra le piattaforme di prenotazione on line e gli alberghi.
Il divieto delle clausole di imposizione dei prezzi è sancito nel nuovo articolo 8a AP-LCSI. L’obiettivo di questa disposizione è permettere alle aziende alberghiere di fissare liberamente i prezzi. Il divieto consente loro di promuovere la vendita diretta tramite i propri siti internet rendendole così più competitive.
Il nuovo articolo 8a AP-LCSl è una norma di diritto civile e non contempla sanzioni di tipo penale. Tramite le azioni previste dalla LCSI i soggetti legittimati ad agire possono difendere i propri diritti. Si tratta in primo luogo delle aziende alberghiere, dei concorrenti nonché delle associazioni professionali ed economiche. Se però sono in gioco interessi collettivi, può intervenire anche la Confederazione.
Con la modifica legislativa prevista il Consiglio federale adempie la mozione Bischof «Vietare le clausole di parità tariffaria stabilite dalle piattaforme di prenotazione on line a scapito degli albergatori», che chiede di vietare le cosiddette clausole di parità tariffaria nei contratti tra le piattaforme di prenotazione on line e gli alberghi.
La procedura di consultazione termina il 26 febbraio 2021.
Agisce in modo sleale chiunque, in quanto gestore di una piattaforma on line per la prenotazione di servizi di alloggio, utilizza condizioni commerciali generali che limitano la fissazione dei prezzi da parte delle strutture alberghiere tramite clausole di imposizione dei prezzi. Le clausole di imposizione dei prezzi sono da intendersi come un concetto generale che include sia le clausole di parità tariffaria sia le clausole in base alle quali una struttura alberghiera si impegna a non offrire un prezzo inferiore a quello stabilito dal gestore della piattaforma on line. La parità tariffaria può essere ampia o ristretta. Con la clausola di parità tariffaria ristretta un’azienda alberghiera si impegna nei confronti di una piattaforma di prenotazione on line a non richiedere sul proprio sito web tariffe più basse rispetto a quelle pubblicizzate sulla piattaforma in questione. Con la clausola di parità tariffaria ampia un’azienda alberghiera si impegna a non offrire in nessun altro canale di vendita, né al telefono né via e-mail e nemmeno su una piattaforma on line concorrente, tariffe più basse rispetto a quelle pubblicizzate sulla piattaforma on line.
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Ultima modifica 03.11.2023