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È andato al linguista e filosofo statunitense Noam Chomski, che di recente ha sollevato dure polemiche criticando l'intervento in Afghanistan e l"'assassinio programmato" di Osama Bin Laden, il premio per la pace di Sydney, annunciato oggi e giunto al suo 14/o anno. La Peace Foundation, che in passato ha premiato l'arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, il giornalista radicale John Pilger, l'ex ispettore Onu delle armi di distruzione di massa Hans Blix e l'attivista palestinese Hanan Ashrawi, ha motivato il premio a Chomski (pari a 37 mila euro) con il suo 'inesauribile coraggio morale e analisi critica della democrazia e del potere'.
Il direttore del Peace Prize Stuart Rees ha detto che Chomski, che riceverà il riconoscimento a Sydney in novembre, è uno degli intellettuali più influenti nella causa della pace e lo sfidante più significativo dell'ingiusto potere. "Questa scelta ispiratrice viene in un tempo di violenza e di protesta attorno al mondo. In Medio Oriente persone coraggiose sfidano il dominio autoritario e agognano la libertà".
Chomski ha dichiarato di recente che anche se nessuno vuole che i talebani governino l'Afghanistan, l'intervento militare non aiuta le forze di pace e pro democrazia nel Paese e rende il mondo più pericoloso. Quanto all'uccisione di Osama bin Laden, ha scritto che "è sempre più chiaro che l'operazione è stata un assassinio programmato, che ha violato le norme elementari del diritto internazionale".
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