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Gli economisti di Credit Suisse prevedono un primo aumento dei tassi di riferimento della Banca nazionale svizzera (Bns) al più presto nell'estate del 2020. In attesa di quella scadenza l'istituto centrale dovrebbe mantenere invariata la sua politica monetaria.
Gli esperti hanno rivisto i loro calcoli adeguandoli alle previsioni di un'inflazione moderata e di una minore crescita economica nella zona euro. Pesano inoltre le incertezze politiche che stanno contribuendo a mantenere alto il tasso di cambio del franco, ha indicato l'economista Maxime Botteron in uno studio pubblicato oggi. In precedenza gli esperti di Credit Suisse si aspettavano che la Bns aumentasse i tassi già in settembre.
L'attuale periodo di tassi negativi applicati dalla Banca nazionale dovrebbe pertanto proseguire fino al giugno del 2020, quando è previsto un primo aumento di 0,25 punti percentuali in un periodo giudicato favorevole visto che si calcola che anche la Banca centrale europea (Bce) alzerà i propri tassi nel primo trimestre di quell'anno. Un secondo intervento da parte della Bns potrebbe avvenire in dicembre.
Secondo Botteron, nella prossima riunione di politica monetaria di marzo la Banca nazionale dovrebbe ridurre le previsioni di inflazione a causa del rallentamento dell'economia mondiale, allineandosi ad altre banche centrali, compresa la Federal Reserve statunitense. Viste le incertezze legate alla Brexit e la controversia commerciale tra Usa e Cina non ci si può attendere un indebolimento del franco.