Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/28974

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La violazione delle norme constatata dall'UFCOM il 1° settembre scorso non riguardava direttamente la potenza di trasmissione di radio RTN 2001, bensì il superamento della larghezza di banda assegnata nello spettro delle frequenze e della potenza massima del segnale multiplex. L'UFCOM è intervenuto su denuncia di Radio Emme, poiché le modifiche contestate disturbavano la ricezione dei programmi di questa radio. Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Le misurazioni effettuate nell'ambito della sorveglianza statale hanno effettivamente dimostrato che alcune emittenti radiofoniche svizzere violano le norme tecniche relative all'utilizzazione di stazioni di trasmissione. In particolare non vengono rispettate le disposizioni relative al segnale Multiplex, per cui, a causa del superamento dei valori limite, l'ascoltatore ha l'impressione di percepire una maggiore intensità sonora. Ciò, oltre a peggiorare la qualità originale del suono del programma, che non può più essere trasmesso fedelmente, provoca disturbi alle vicine bande di frequenze. Infine va rilevato che queste modifiche non favoriscono il lavoro di pianificazione delle autorità, il cui obiettivo è l'utilizzo efficace dello spettro delle frequenze nell'interesse delle emittenti.</p><p>2. L'attività di sorveglianza dell'UFCOM si basa da una parte su controlli puntuali e dall'altra, come nel caso in questione, su interventi successivi ad una denuncia. Una sorveglianza costante su tutto il territorio nazionale non è opportuna nell'ottica di un impiego efficiente delle risorse, né tantomeno necessaria a soddisfare le esigenze pubbliche. Se le misurazioni permettono di rilevare delle violazioni, all'emittente verrà intimato di ripristinare la situazione conforme alla legge. Il rispetto delle norme tecniche non è solamente importante nel principio, ma è anche nell'interesse di un impiego efficiente dello spettro di frequenze. L'obiettivo di una copertura ottimale dei bacini di utenza può essere pianificato e raggiunto solo se le singole emittenti osservano esattamente le norme contenute nella concessione. Questo principio vale in modo particolare per un territorio piccolo e irregolare come quello svizzero, sul quale trasmettono per via terrestre su frequenze UOC 46 radio locali e 11 radio della SSR, con conseguente densa utilizzazione dello spettro delle frequenze. Per questo motivo, le emittenti svizzere hanno tutto da guadagnare nell'attenersi alle regole. </p><p>3. Il 10 giugno 1985 è stata ratificata la Convenzione di Ginevra del 1984, che disciplina l'assegnazione delle frequenze ultracorte agli Stati europei e regola le condizioni tecniche per l'utilizzazione di dette frequenze. Gli Stati contraenti (tra cui anche Francia e Svizzera) si sono impegnati a rispettare i relativi parametri. Malgrado gli obblighi assunti, alcune radio locali francesi situate vicino al confine con la Svizzera nonché alcune stazioni appartenenti alle maggiori reti nazionali attualmente non osservano tutte le prescrizioni internazionali. Questo vale probabilmente, ma in diversa misura, anche per determinate emittenti radiofoniche di altri Paesi vicini.</p><p>4. Affinché sia garantito il rispetto delle norme internazionali, in particolare da parte delle emittenti radiofoniche francesi, l'UFCOM è in contatto permanente con le autorità di sorveglianza francesi (l'Agence Nationale des Fréquences e il Conseil supérieur de l'audiovisuel). Se rileva violazioni che arrecano disturbi alle emittenti svizzere o provocano distorsioni di mercato, l'UFCOM interviene presso gli enti competenti, sollecitandoli a ripristinare le condizioni conformi alla legge. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che il buon funzionamento del complesso sistema delle frequenze è garantito solo se vengono rispettate le relative regole nazionali ed internazionali e a questo scopo sostiene tutte le iniziative in tal senso.</p>  Risposta del Consiglio federale.