Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/62457

<h2>SubmittedText<h2><p>Sulla base dell'esenzione fiscale degli utili in capitale conseguiti nella realizzazione della sostanza privata di cui agli articoli 16 capoverso 3 LIFD e 7 capoverso 4 LAID, il Consiglio federale è invitato a creare le premesse legali affinché i rispettivi utili rimangano esenti da imposta indipendentemente dalla persona, dalla forma giuridica e dal finanziamento dell'acquirente. Per evitare abusi, l'imposizione deve essere limitata ai casi in cui vi è abbastanza liquidità sotto forma di riserve distribuibili.</p><p>Di fronte all'attuale incertezza del diritto e agli ostacoli posti dalle regolamentazioni in materia di successioni di imprese nel settore delle PMI, il Consiglio federale è invitato a procedere quanto prima alla modifica di legge.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel messaggio sulla legge federale sul miglioramento delle condizioni quadro fiscali per le attività e gli investimenti imprenditoriali (legge sulla riforma II dell'imposizione delle imprese), approvato il 22 giugno 2005 dal Consiglio federale, vengono eliminate le "trappole fiscali" criticate dall'autore della mozione in relazione alle regolamentazioni in materia di successioni di imprese. Pertanto, in futuro, in caso di alienazione di un pacchetto di azioni non si terrà conto né della persona, né della capacità finanziaria dell'acquirente. Determinante è unicamente se l'azionista precedente influiva sulla politica di distribuzione degli utili della società alienata e se l'acquisto in qualità di impresa viene tassato. Tuttavia in caso di vendita di elementi della sostanza privata a un altro investitore privato, a cui è applicato il principio del valore nominale, la liquidazione parziale indiretta continuerà a essere esclusa, poiché l'acquirente privato - contrariamente all'acquirente obbligato a tenere libri di commercio - si assume l'intero onere fiscale latente. L'imposizione sarà molto meno ampia di oggi. Si limiterà ai casi in cui vi sono liquidità trattenute e immobilizzi facilmente realizzabili e non necessari all'azienda. Assunzioni di società finanziate attraverso i crediti ottenuti con la vendita di azioni a una società holding o i cosiddetti "management buy-out" non verranno quindi più "puniti" dal punto di vista fiscale, in ogni caso non lo saranno finché con la società alienata non verrà venduto il "portamonete pieno". La vendita alla società di management e a una società solvibile è trattata allo stesso modo.</p><p>L'obiettivo dell'autore della mozione corrisponde ampiamente a quello del Consiglio federale. La presente mozione non può tuttavia essere accolta poiché bisognerebbe adottare anticipatamente una "soluzione di ripiego" senza attendere i risultati degli ampi dibattiti attorno alla legge sulla riforma II dell'imposizione delle imprese. Una "soluzione di ripiego" di questo genere servirebbe soltanto a eliminare il blocco delle regolamentazioni in materia di successioni di piccole e medie imprese originato dalla sentenza del mese di giugno 2004 del Tribunale federale. Il Consiglio federale comprende le richieste della mozione, ma non vuole togliere dal contesto della legge sulla riforma II dell'imposizione delle imprese la ventilata soluzione per la liquidazione parziale indiretta e permettere quindi che nuove concezioni riguardanti ad esempio il principio degli apporti di capitale, l'imposizione parziale dei dividendi e la norma relativa al commercio quasi professionale di titoli entrino in vigore solo in un secondo tempo. Il Consiglio federale non ritiene necessario introdurre anticipatamente una normativa legale per risolvere la problematica della liquidazione parziale indiretta. Il Parlamento ha la facoltà di iscrivere quanto prima all'ordine del giorno il messaggio approvato il 22 giugno 2005 concernente la riforma II dell'imposizione delle imprese e di portare avanti in modo rapido i dibattiti. Il Consiglio federale non può tuttavia escludere che alcune parti del pacchetto vengano trattate in modo prioritario. Sarà il Parlamento a dover decidere al riguardo.</p><p>Va da sé che fino all'entrata in vigore della legge sulla riforma II dell'imposizione delle imprese, le regolamentazioni in materia di successioni di piccole e medie imprese debbano essere trattate secondo la prassi e la giurisprudenza vigenti. Alla luce dei numerosi interventi parlamentari e della ventilata regolamentazione legale, l'AFC ha deciso di trasmettere le informazioni relative alla prassi vigente fino all'entrata in vigore della legge sulla riforma II dell'imposizione delle imprese sotto forma di progetto di circolare. La situazione giuridica è pertanto chiara e non sussiste alcuna incertezza del diritto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.