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BERNA - Non è attualmente possibile garantire un corretto prelievo dell'IVA sulle merci vendute per corrispondenza e provenienti dall'estero, afferma il Controllo federale delle finanze (CDF) in un rapporto. La perdita di entrate fiscali è stimata a 60 milioni di franchi per il 2019.
Dal 2019, tutte le imprese estere di vendita per corrispondenza con una cifra d'affari annua di oltre 100'000 franchi su piccole spedizioni in Svizzera sono soggette all'IVA e devono registrarsi presso l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), sottolinea il CDF. Per le imprese straniere con una cifra d'affari inferiore a 100'000 franchi, attualmente non viene riscossa l'imposta sul valore aggiunto sulle piccole spedizioni se l'importo è inferiore a 5 franchi.
Entro la metà del 2020, più di 200 aziende straniere si erano registrate all'AFC. Hanno generato circa 26 milioni di franchi di entrate IVA nel 2019. Alcune società straniere però non si sono annunciate e non è possibile identificarle a causa della mancanza d'informazioni e di dati.
Secondo il CDF, esistono difficoltà per quanto riguarda le imprese straniere di vendita per corrispondenza. È difficile individuare le merci non tassate o le false dichiarazioni nella massa di spedizioni di piccole merci, che superano i 30 milioni all'anno, aggiunge il rapporto.
I problemi comunque sono stati identificati e sono previste misure correttive nell'ambito della revisione parziale della legge sull'IVA. Una delle proposte è di assoggettare le piattaforme elettroniche all'IVA per le merci acquistate attraverso di esse. Questo dovrebbe ridurre notevolmente la perdita fiscale.