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MADRID - Persino nei parchi naturali ormai i fiumi 'fallisconò il test antidroga. È successo in Spagna, dove uno studio pubblicato dalla rivista Analytical and Bioanalytical Chemistry ha trovato tracce di otto sostanze illecite nelle acque del parco nazionale di L'Albufera, vicino a Valencia.
"I nostri risultati confermano la presenza fra gli altri di cocaina, anfetamine e cannabis nelle acque del parco - spiega Yolanda Picò, che ha condotto la ricerca - e i livelli variano tra 0,06 e 78,78 nanogrammi per litro".
I residui sono stati trovati soprattutto nella parte nord del parco, dove vive il 70% della popolazione dell'area, e sono arrivati nelle acque probabilmente attraverso gli scarichi.
"Sono ormai centinaia gli studi che hanno trovato tracce di composti farmaceutici e droghe nelle acque - commenta al sito di Discovery Channel Paul Sibley, un tossicologo dell'università dell'Ontario - e altri hanno trovato tracce di queste sostanze nei tessuti degli animali. Nella maggior parte dei casi si tratta di quantità minime, e quindi non pericolose, ma ci sono alcune eccezioni".
Per il momento, spiega l'esperto, gli studi sugli effetti sugli animali acquatici si sono limitati ai residui di farmaci, ma è giunto il momento di verificare anche quelli delle sostanze illecite. Nel primo caso ci sono molti esempi di danni provocati, da una moria di pesci in India causata dai farmaci antinfiammatori allo sviluppo di colonie di batteri resistenti agli antibiotici. A rischio sono anche i residui delle pillole anticoncezionali, che provocano disturbi ormonali negli animali.
"Sono convinto che sostanze come la cocaina e la cannabis siano negli scarichi di praticamente tutte le città del mondo - conclude l'esperto - è il momento di studiarne gli effetti".
SDA-ATS