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Il Consiglio federale ha discusso l’esito della sessione straordinaria
Berna, 19.04.2023 - Nella seduta del 19 aprile 2023 il Consiglio federale ha preso atto del fatto che, nell’ambito della sessione straordinaria tenutasi l'11 e il 12 aprile 2023, il Consiglio nazionale ha respinto due volte lo stanziamento di crediti d’impegno urgenti per le garanzie a favore della Banca nazionale svizzera (BNS) e di UBS. Il Parlamento si è espresso in merito a tali crediti riconoscendo la premessa secondo cui un rifiuto non ha alcun effetto giuridico sugli impegni urgenti che la Confederazione ha assunto nei confronti della BNS e di UBS. Il Consiglio federale condivide questa interpretazione giuridica. Senza tali impegni l’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS e quindi la stabilizzazione del sistema finanziario non sarebbero state possibili. Nondimeno, nel quadro del suo futuro operato e delle sue decisioni l’Esecutivo terrà conto nel miglior modo possibile della posizione espressa dal Parlamento in questa occasione.
Nella seduta straordinaria che ha avuto luogo l'11 e il 12 aprile 2023 il Consiglio degli Stati ha approvato i decreti federali concernenti i crediti d’impegno chiesti dal Consiglio federale, mentre nella votazione sul complesso il Consiglio nazionale li ha respinti due volte, rinviando pertanto formalmente l’affare al Consiglio federale.
Il Consiglio federale ha preso atto della decisione del Parlamento nella seduta del 19 aprile 2023. L’Esecutivo conferma che tale risoluzione non ha alcun effetto giuridico sugli impegni che la Confederazione ha previamente assunto nei confronti di terzi (ovvero BNS e UBS), poiché si tratta di obblighi dichiarati vincolanti in virtù dell’ordinanza di necessità. Secondo quanto disposto all’articolo 28 capoverso 1 della legge federale sulle finanze della Confederazione (LFC), l’assunzione di tali impegni necessitava tuttavia il previo consenso della Delegazione delle finanze delle Camere federali, che si è pronunciata il 19 marzo 2023. Il Consiglio federale ribadisce che, date le circostanze straordinarie e l’estrema urgenza, gli impegni e le garanzie contratti il giorno stesso nei confronti della BNS e di UBS erano necessari per impedire una crisi finanziaria e conseguenti gravi danni all’economia svizzera. Se la mancata approvazione di crediti da parte del Parlamento dovesse comportare l’obbligo della Confederazione di recedere del tutto o in parte dagli impegni assunti, la capacità di agire del Consiglio federale in situazioni di crisi risulterebbe pesantemente limitata; ciò contraddirebbe la volontà del Parlamento, espressa con la revisione puntuale della pertinente procedura varata nel 2010. Nel caso presente, l’obiettivo di stabilizzare il sistema finanziario non avrebbe potuto essere raggiunto. Questo vale sia per la garanzia nei confronti della BNS sia per la garanzia della Confederazione nei confronti di UBS.
Il Consiglio federale sottolinea che anche le decisioni del Parlamento si basano su tale interpretazione giuridica. In una nota del 24 marzo 2023, la Segreteria delle commissioni delle finanze ha fatto presente che una decisione negativa del Parlamento non avrebbe influito sui rapporti giuridici nei confronti di terzi, poiché dopo il consenso della Delegazione delle finanze la Confederazione aveva già impegnato interamente i fondi: da un lato tramite la conclusione del contratto tra Confederazione e BNS concernente una garanzia in caso di dissesto pari a 100 miliardi di franchi e, dall’altro, mediante l’assicurazione da parte del Consiglio federale nei confronti di UBS di una garanzia a copertura di eventuali perdite pari a 9 miliardi di franchi, che era e rimane per la banca una condizione per l’acquisizione di Credit Suisse. Nei dibattiti parlamentari tale interpretazione giuridica non è stata contestata né prima né durante la sessione straordinaria, come emerso anche dal discorso di entrata in materia della presidente del Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati dell'11 aprile 2023.
La valutazione giuridica del Consiglio federale e della Segreteria delle commissioni delle finanze si basa sull’analisi della documentazione relativa alla LFC (v. anche nota della Segreteria delle commissioni delle finanze e scheda informativa del DFF). Anche l’Ufficio federale di giustizia condivide l’opinione secondo cui nel rapporto giuridico nei confronti di terzi i fondi per le garanzie a favore della BNS e di UBS sono già impegnati in modo vincolante.
Il Consiglio federale terrà conto della posizione del Parlamento
L’operato del Consiglio federale mantiene quale priorità la riduzione al minimo dei danni e dei rischi per lo Stato, i contribuenti e l’economia nazionale. Nel quadro delle sue future azioni e decisioni terrà conto della posizione espressa dal Parlamento. Ciò vale sia per le trattative con UBS sul contratto di garanzia – purché non venga messa a rischio l’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS e, di conseguenza, la raggiunta stabilizzazione – sia per i lavori nel quadro dell’esame dettagliato degli eventi e dell’adempimento dei postulati trasmessi dal Parlamento (che sollevano anche questioni riguardanti il diritto di necessità). In tale contesto il Consiglio federale valuterà inoltre se la situazione giuridica vigente permette di coinvolgere adeguatamente il Parlamento nell’ambito di decisioni urgenti in ambito finanziario oppure se sono necessari e possibili adeguamenti che non limitino le competenze costituzionali della Confederazione e, pertanto, la capacità di agire dello Stato in situazioni di crisi.
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