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L'Unione europea non rinnoverà l'equivalenza borsistica concessa temporaneamente alla Svizzera fino alla fine di giugno. Il consigliere federale Ignazio Cassis ha confermato questa decisione giovedì alla radio SRF. La Confederazione ha quindi messo in atto una contromisura, il cosidetto piano B (vedi articoli correlati). Le banche e gli intermediari finanziari con sede nell'Unione europea non potranno più trattare direttamente con azioni quotate alla Borsa svizzera a partire dal primo luglio.
"L'attuazione della misura sarà accompagnata e monitorata da vicino dalle autorità svizzere", fa sapere il DFF. Una soluzione temporanea? Ignazio Cassis ha espresso la speranza che queste misure saranno solo una soluzione temporanea. Il capo del Dipartimento degli affari esteri parla di un malinteso, con l'Unione europea che accusa la Svizzera di prendere tempo. "Non possiamo semplicemente decidere come Consiglio federale e dire che le cose stanno così e non altrimenti", ha aggiunto Cassis. Bruxelles come condizione per l'estensione dell'equivalenza pretende dei progressi nelle discussioni sull'accordo quadro tra l'UE e la Svizzera, accordo che non è ancora stato approvato dal Berna.