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NEW YORK - Ospite al decimo "Women in the World Summit", l’attrice Ashley Judd, come sempre, non ha usato mezzi termini nel raccontare le tragiche esperienze che le hanno segnato la vita. «Sono stata violentata tre volte in passato, in seguito a una di queste violenze rimasi incinta. Sono grata di aver potuto decidere in maniera sicura e legale di abortire. Sono sopravvissuta».
La 50enne ha spiegato chiaramente le sue ragioni: «Non avrei mai potuto condividere il bambino con il mio stupratore, che poteva far valere i propri diritti di paternità. Lo stupratore, che è del Kentucky come me e risiede nel Tennessee, avrebbe avuto il diritto di paternità in quegli stati».
La sostenitrice del movimento #MeToo, che è stata una tra le prime accusatrici di Harvey Weinstein, ha tenuto a sottolineare quanto sia importante decidere del proprio destino: «La democrazia inizia sulla nostra pelle. Non dovrebbero esserci regole su ciò che si vuole fare con il proprio corpo».