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La società svizzera è accusata di "abuso di posizione dominante" nella trasmissione di partite di calcio e hockey.
Rispetto ai 143 milioni iniziali del 2016, il Tribunale amministrativo federale ha dimezzato la sanzione.
BERNA - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha confermato una multa di 71,8 milioni di franchi inflitta nel 2016 a Swisscom e alla sua filiale Cinetrade. La società di telecomunicazioni è accusata di aver abusato della sua posizione dominante nel settore della trasmissione in diretta sulla Pay-TV di partite dei campionati di calcio e hockey.
Swisscom e Blue Entertainment - erede di Cinetrade - in una presa di posizione odierna hanno comunicato di essere tuttora convinti della legalità delle loro azioni all'epoca. In un comunicato di oggi, l'operatore di telecomunicazioni indica di valutare la possibilità di presentare un ulteriore ricorso al Tribunale federale (TF). La sanzione pronunciata nel 2016 rappresentava già una riduzione della metà di una sanzione iniziale di 143 milioni.
La conferma da parte del TAF avrà un impatto immediato sulla performance di Swisscom nel secondo trimestre dell'anno in corso. I 71,8 milioni saranno direttamente dedotti dall'utile operativo (Ebitda). Gli obiettivi per l'intero anno rimangono invariati.
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