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Secondo la Nzz la pratica del cabotaggio, ovvero l'utilizzo di trasportatori stranieri per trasporti interni in Svizzera, vietata, sarebbe molto più diffusa di quanto emerge dalle statistiche.
Le autorità doganali questa settimana hanno scoperto un grande caso di violazione del divieto di trasporto interno da parte di aziende straniere. Un'indagine della Neue Zürcher mostra che le aziende svizzere ricorrono spesso illegalmente ad autisti stranieri a basso costo. "Per anni c'è stata una spietata guerra dei prezzi per le strade. Se non puoi guidare a buon mercato come spedizioniere, sei subito fuori dalla porta. Gli autotrasportatori stranieri rappresentano una minaccia per i fornitori locali, poiché gli autisti dei paesi vicini guadagnano dal 40 al 50% in meno che in Svizzera. I salari nell'Europa orientale sono ancora più bassi", spiega la Nzz. L'Amministrazione federale delle dogane (Afd) ha riferito che tra il 2014 e il 2017 un'impresa di trasporti svizzera di medie dimensioni ha collaborato illegalmente con imprese straniere. L'azienda avrebbe effettuato 1'500 trasporti all'interno della Svizzera, affidandosi a trasportatori stranieri. L'Afd esige ora una multa di 218'000 franchi. Essa avrebbe violato il regolamento che vieta il cabotaggio, ovvero vieta agli stranieri di trasportare merci e persone all'interno della Svizzera. Un divieto che fa parte dell'accordo sui trasporti terrestri con l'Unione europea.
Secondo la Nzz la multa inflitta all'azienda sarebbe solo la punta dell'iceberg. David Piras, segretario generale dell'associazione di categoria Les Routiers Suisses, non è stupito che sia stato scoperto un caso importante: "Sono sorpreso che l'amministrazione doganale non abbia scoperto un simile caso prima", spiega alla Nzz. Secondo Piras i trasportatori stranieri, anche in collaborazione con aziende svizzere, cercheranno di estromettere dal mercato gli autisti locali.
A settembre, Routiers Suisses ha invitato i suoi membri a segnalare tali operazioni. I risultati sarebbero allarmanti: 73 autisti su 98 che hanno risposto all'appello hanno dichiarato di aver riscontrato violazioni del divieto di cabotaggio. 14 autisti hanno detto che era giornaliero, 25 che era settimanale e 14 che era mensile. 22 autisti hanno ancora osservato tali violazioni due o tre volte all'anno. In dodici casi segnalati il datore di lavoro era il cliente per i trasporti illegali.
A non compilare statistiche sulle violazioni del divieto di cabotaggio è invece l'amministrazione federale delle dogane. L'Associazione dei conducenti professionisti chiede da tempo controlli più severi. I posti di lavoro di autisti indigeni minacciati dalla pratica sarebbero 3'400.