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<h2>SubmittedText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il 1°</span><span style="font-family:Arial"> </span><span style="font-family:Arial">gennaio 2022 sono entrate in vigore le nuove disposizioni del Codice delle obbligazioni (CO) per una gestione sostenibile delle imprese per la protezione dell’essere umano e dell’ambiente.</span><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Dal 2024 le grandi imprese svizzere sono tenute a redigere una relazione sui rischi legati all'ambiente, agli aspetti sociali, alle condizioni dei lavoratori, ai diritti umani e alla lotta contro la corruzione, nonché sulle misure adottate per fronteggiare tali rischi. Per il lavoro minorile e i minerali originari di zone di conflitto vigono norme speciali e più severe.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">A settembre 2023 il Consiglio federale ha deciso che in materia di rendicontazione di sostenibilità la Svizzera si sarebbe conformata a livello internazionale, orientandosi alla normativa UE (CSRD) e ai suoi valori soglia. Ha annunciato che il relativo progetto sarebbe stato redatto in base a queste condizioni quadro e inviato in consultazione entro metà 2024. A quanto risulta, il progetto è stato elaborato dal Dipartimento federale di giustizia e polizia e posto in consultazione alcune settimane fa.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">I nuovi obblighi in materia di rendicontazione costituiscono un pesante onere amministrativo già per le grandi imprese: una multinazionale sembra infatti aver destinato 80 collaboratori a tempo pieno a questo compito. Le nuove regole colpirebbero in maniera sproporzionata e talvolta eccessiva molte PMI svizzere, senza peraltro conseguire alcun risultato per il clima o la tutela sociale, dato che quello che contano sono le misure adottate, non i rapporti stilati.</span><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Nel frattempo anche l’UE se n’è resa conto: la Presidente della Commissione vuole infatti «sburocratizzare» il Patto verde (</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">Green Deal)</span><span style="font-family:Arial"> introducendo entro la metà del 2024 agevolazioni per le PMI (ERS LSME). La situazione è ancora meno chiara per quanto riguarda gli obblighi di diligenza delle imprese nella catena di fornitura: a fine febbraio di quest’anno nemmeno un secondo tentativo ha consentito al Consiglio UE di raggiungere una maggioranza che avrebbe permesso di adottare la direttiva in questione (CSDDD). Al momento si ignora se entrerà mai in vigore.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1. Tenuto conto, da un lato, dell’incerta evoluzione del diritto nell’UE e in altri organi internazionali in materia di sostenibilità e, dall’altro, della recente entrata in vigore delle disposizioni svizzere, il Consiglio federale condivide l’opinione secondo cui norme supplementari in Svizzera sarebbero premature e potrebbero persino danneggiare la piazza economica elvetica?</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2. Come intende adeguare la legislazione svizzera «strada facendo» nel caso in cui l’UE dovesse ridurre o rallentare i suoi obblighi di rendicontazione? In questo caso, la Svizzera non dovrebbe anch’essa rallentare o bloccare il suo disciplinamento?</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">3. Perché il Consiglio federale si orienta in maniera unilaterale alla normativa europea, prima ancora della conclusione dei negoziati con l’UE sulle relazioni bilaterali, ignorando che le imprese svizzere, a seconda dei mercati geografici, devono tener conto anche di altri standard globali (p.</span><span style="font-family:Arial"> </span><span style="font-family:Arial">es. GRI o ISSB), poiché né gli Stati Uniti né il Regno Unito né i mercati asiatici prevedono un approccio paragonabile a quello dell’UE?</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">4. La libera scelta delle disposizioni contabili (Swiss GAAP FER, IFRS, US GAAP) ha dato buoni risultati nel quadro della rendicontazione finanziaria. Quindi perché non sarebbe possibile riconoscere uno standard internazionale anche nell’ambito della rendicontazione non finanziaria?</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">5. Il Consiglio federale condivide l’opinione secondo cui la burocrazia e le formalità amministrative costituiscono un importante onere per le PMI svizzere, a cui pertanto non vanno imposte ulteriori regole in materia di rendicontazione di sostenibilità?</span><span style="font-family:Arial"> </span><br /><span style="font-family:Arial">In caso negativo, è anch’esso persuaso della centralità del principio «fatti invece che rapporti» ed è eventualmente disposto a prevedere agevolazioni a favore delle PMI (</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">opting-out</span><span style="font-family:Arial">, principio del valore netto, riconoscimento di servizi privati di certificazione e della guida FER sulla sostenibilità) in un’eventuale nuova normativa?</span></p></div>