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Pilatus ha annunciato che intende ricorrere al Tribunale amministrativo federale (TAF) contro la decisione del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) di sospendere tutte le attività del costruttore di aerei in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. Secondo Berna, come reso noto mercoledì, le attività dell'azienda di Stans svolte nelle due nazioni mediorientali sono in conflitto con gli obiettivi di politica estera della Confederazione che ha anche sporto una denuncia al Ministero pubblico della Confederazione per il sospetto che non sia stato rispettato il previsto obbligo di notifica.
In un comunicato la società dichiara di aver appreso "con preoccupazione e incomprensione" del provvedimento del DFAE e di contestare il termine di 90 giorni imposto per porre fine al supporto logistico nei due paesi. "Pilatus si trova economicamente indebolito da questa disposizione, che avrà gravi ripercussioni in futuro", spiega sottolineando che dal segmento dei voli di addestramento dipende direttamente quasi la metà del personale della sede centrale del gruppo che conta circa un migliaio di dipendenti.
"Abbiamo fatto tutto correttamente" afferma il presidente Oscar Schwenk citato nella nota. La Pilatus ritiene la misura un affronto: "il Consiglio federale apparentemente ignorava la portata della decisione del DFAE".