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L'elettricità di base fornita ai consumatori dovrebbe provenire unicamente da centrali svizzere che producono corrente da fonti rinnovabili.
La commissione dell'energia del consiglio nazionale ha accolto oggi con 17 voti a 5 e 1 astensione una proposta in tal senso volta a favorire il settore idroelettrico.
L'energia prodotta grazie a incentivi non potrà far capo a questo modello, si legge in una nota odierna dei servizi del Parlamento. Oltre al nucleare e all'elettricità importata, questo sistema escluderebbe quindi anche l'eolico e il solare, che potrebbero essere distribuiti solo nel libero mercato.
Nessuna tassa supplementare sarà prelevata presso i clienti finali, garantisce la commissione, che assicura di volere per i consumatori tariffe eque e basate sui costi di produzione generati da una centrale efficiente.
Secondo la commissione, è necessario legiferare rapidamente per trovare una soluzione transitoria che consenta di rafforzare la produzione idroelettrica. La manutenzione e l'estensione delle capacità delle dighe svizzere sono infatti complicate dai bassi prezzi dell'elettricità. Il modello potrebbe essere applicato dal 2018. Il Consiglio federale è chiamato a redigere le regole relative alla fissazione delle tariffe.
La commissione ha preso la sua decisione nel quadro dell'esame di una disposizione introdotta dal Consiglio degli Stati nella revisione della legge sull'approvvigionamento elettrico. Essa prevede che le aziende produttrici siano autorizzate a ripercuotere sui clienti finali tutti i loro costi di produzione.
Attualmente, in base al metodo del prezzo medio, il beneficio che il gestore della rete trae dall'accesso al mercato deve essere riportato proporzionalmente sui consumatori finali.
Più in generale il progetto, che fa parte della Strategia energetica 2050, mira a migliorare le condizioni quadro della ristrutturazione della rete, riducendo in particolare la durata delle procedure di autorizzazione di costruzione.
SDA-ATS