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Gli aiuti ai media adottati dal Parlamento sono inaccettabili dal punto di vista costituzionale, pericolosi per la democrazia e discriminatori sotto l'aspetto della concorrenza. Citando tali motivazioni un comitato ha lanciato oggi un referendum per opporsi a questo pacchetto.
"È molto semplice: se lo Stato nutre i media, essi diventano controllati dallo Stato", ha riassunto Philipp Gut davanti alla stampa. Il giornalista della "Weltwoche", editore e specialista in comunicazione ritiene importante evitare "l'apparente parzialità dei media".
Il comitato referendario si interroga in primis sulla costituzionalità del pacchetto di aiuti da 150 milioni di franchi. "La Commissione della concorrenza ha condannato la distribuzione diretta di denaro a gruppi editoriali giudicandola contraria alla Costituzione", ha affermato l'ex consigliere nazionale Peter Weigelt (PLR/SG), evidenziando come l'articolo 93, intitolato "Radio e televisione", venga esteso alla stampa.
Solo i media a pagamento incasseranno i soldi pubblici, deplora inoltre il comitato. I membri temono che questo finirà per indebolire l'offerta gratuita online. "Se le misure entreranno in vigore, 20min.ch ad esempio non riceverà un solo centesimo di sovvenzioni", ha dichiarato Alec von Barnekow, presidente dei giovani liberali-radicali friburghesi.
Al contrario, i diretti concorrenti, che hanno un modello economico diverso, otterranno "generosi sussidi". La svolta digitale è avvenuta, constata von Barnekow, giudicando incomprensibile il sostegno finanziario a un mercato che è già cambiato. Gli aiuti frenerebbero poi l'innovazione e influenzerebbero i contenuti, avverte ancora il comitato.
Nel corso della recente sessione estiva, le Camere federali hanno approvato un pacchetto di aiuti ai media. Per quelli online sono previsti 30 milioni di franchi all'anno con lo scopo di favorire la transizione digitale. I contributi versati potranno raggiungere al massimo il 60% del fatturato.
Il progetto estende anche l'aiuto indiretto alla stampa attraverso la legge sulle poste. In futuro, la distribuzione mattutina dei giornali andrà pure sostenuta. Un budget di 120 milioni sarà destinato alla consegna regolare dei quotidiani e dei settimanali agli abbonati.
Infine, anche le agenzie di stampa, come Keystone-ATS, avranno diritto a un supporto finanziario. Per farlo dovranno assicurare un'offerta equivalente in tedesco, francese e italiano. Il pagamento dei dividendi sarà vietato durante il periodo di erogazione di questi sussidi federali.