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Nelle sei scene dell’atto unico, Dallapiccola riassume gli episodi principali del romanzo Vol de nuit di Saint-Exupéry. Il direttore di compagnia di navigazione aerea Rivière ha istituito i voli notturni per accelerare il traffico postale e, sul far della notte, è in attesa del rientro degli aerei postali dal Cile, dal Paraguay e dalla Patagonia. I primi due fanno ritorno alla base, mentre il pilota del corriere della Patagonia, Fabien, dà notizia dell’avvicinarsi di un uragano. La penuria di carburante e la furia della tempesta gli impediscono di superare le Ande. Via radio, la moglie di Fabien assiste alla lotta senza speranza del pilota contro la forza degli elementi della natura, ponendo a Rivière il problema del sacrificio e del dolore del singolo rispetto all’azione suprema di conquista da lui intrapresa. Benché sconfitto, Rivière non rinuncia ai voli notturni e, quella stessa notte, ordina la partenza del corriere d’Europa. Come dice Rivière, «lo scopo è forse discutibile, ma l’azione libera dalla morte», dal momento che «solo l’avvenimento in cammino ha importanza».
Nell’opera la signora Fabien assume maggiore importanza che nel romanzo di Saint-Exupéry; Dallapiccola le affida una visione della vita alternativa a quella eroica di Rivière, nella quale egli maggiormente si riconosce. I colloqui della signora Fabien con l’ispettore di volo Robineau e con Rivière, nella scena quarta, proiettano infatti uno spiraglio dialettico nella fermezza del direttore della compagnia aerea. Una visione dialettica che si riflette anche nell’episodio finale, quando Rivière ormai solo si trova a mormorare sommessamente le parole della donna, in cui è implicito un’interrogativo sul destino del singolo, contrapposto all’imperativo della missione comune: «Rivière il grande, Rivière il vittorioso, solo trascina la catena della sua pesante vittoria».