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Nel suo ultimo rapporto Save the children ha intervistato decine di ragazze che stanno migrando che hanno tra i 9 e i 24 anni
TRIPOLI - Una giovane migrante su tre intervistate in Nord Africa ha subito o assistito ad abusi sessuali o altre forme di violenza di genere mentre fuggiva dal proprio Paese verso l'Italia o la Spagna. Lo riporta lo studio "Girls on the Move in North Africa" di Save the Children in collaborazione con il centro Samuel Hall.
Le ragazze intervistate dalla Ong hanno tra i 9 e i 24 anni, vengono principalmente dall'Africa sub-sahariana e hanno viaggiato attraverso Libia, Tunisia e Marocco per arrivare in Europa. Una su cinque scappava da violenze familiari, mentre una su sette fuggiva da matrimoni forzati.
«Le mie sorelle sono scappate di casa e ancora oggi non abbiamo notizie di loro. Quando mio padre l'ha scoperto, mi ha bruciato i piedi per impedirmi di uscire», ha raccontato Rainatou, 20 anni, che oggi vive in Spagna e che nel proprio Paese era vittima del padre, che la picchiava e tentava di darla in sposa a un uomo anziano con tre mogli.
Marie, 14 anni, ha invece intrapreso il viaggio dal Camerun con la madre. «Sono venute delle persone a prenderci per portarci in un posto con donne e bambini - ha raccontato - Siamo rimasti alcuni giorni senza uscire da lì, senza mangiare né bere. In questo luogo violentavano le persone e anche i bambini. Stavano per violentare anche me, ma mia madre è riuscita a salvarmi».
«Le ragazze che migrano hanno bisogno di un sostegno mirato che tenga conto dei rischi e delle barriere di genere che devono affrontare - ha spiegato Tory Clawson, direttore dell'Iniziativa Migrazioni e Sfollamenti di Save the Children -. A partire dai loro Paesi d'origine, le ragazze e le loro famiglie hanno bisogno di un migliore accesso alle informazioni sulla migrazione prima della partenza, in modo da poter prendere decisioni informate e adottare misure per rendere il viaggio il più sicuro possibile».