Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01065.jsonl.gz/310

Berna deve cedere terreno per quanto riguarda "alcuni prodotti agricoli" e "lo svolgimento di servizi da parte di persone fisiche". Quali esempi la Ineichen-Fleisch menziona specialisti indiani nelle tecnologie dell'informazione o cuochi cinesi, che dovrebbero poter operare in Svizzera a condizioni migliori di quelle attuali.
"India e Cina ritengono che con l'apertura dei loro mercati ci avvantaggino talmente tanto da meritare qualcosa in più dell'apertura del nostro mercato", dice la direttrice della SECO.
Per rinsaldare le relazioni bilaterali, la Ineichen-Fleisch - che parla cinese - sarà del resto a Pechino la settimana prossima. È persuasa che "troveremo una soluzione entro la fine dell'anno" per entrambi gli accordi di libero scambio.
Con New Delhi il Consiglio federale, che aveva iniziato le trattative nell'ambito dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) nel gennaio 2008, contava di condurre in porto l'accordo entro un anno. In seguito la SECO aveva previsto la conclusione dell'intesa entro la fine del 2011. "Con l'India i negoziati procedono lentamente", dice la Ineichen-Fleisch. Le discussioni con Pechino, avviate all'inizio dello scorso anno, avanzano invece "dritte" e "in modo pragmatico".
Per la direttrice della SECO gli accordi di libero scambio sono centrali "per approfittare delle opportunità offerte dalla forte crescita dei paesi emergenti e per evitare che i nostri imprenditori siano discriminati". È pure importante che Berna raggiunga un'intesa prima dell'Unione europea (Ue) e del Giappone, altrimenti le società elvetiche saranno penalizzate.
Questo problema appare anche "quando due paesi concludono un accordo migliore". È per questo che sono necessari nuovi negoziati con la Corea del sud. L'Ue ha infatti appena raggiunto un'intesa che offre ai formaggi europei condizioni migliori di quelle concesse a quelli elvetici. Lo scopo dei negoziatori svizzeri è di ottenere dalla Corea le stesse condizioni di cui godono i formaggi dell'Ue.