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ZURIGO - Credit Suisse dovrebbe rientrare nelle cifre nere nel 2018. Un ritorno agli utili è previsto non appena la banca avrà terminato, entro la fine dell'anno, il suo processo di ristrutturazione. È quanto ha affermato il CEO Tidjane Thiam in un'intervista alla CNBC.
«Abbiamo eliminato un numero importante di operazioni di negoziazione indesiderate che avremmo dovuto effettuare», ha detto il numero uno di Credit Suisse all'emittente televisiva americana. Thiam ha aggiunto che «ripulire il passato ha provocato perdite».
Il presidente della direzione della seconda banca elvetica ha tuttavia assicurato che il gruppo sta operando in modo «molto redditizio», dopo aver realizzato il 75% dei suoi obiettivi di riduzione dei costi a fine 2017. «Termineremo il processo di ristrutturazione alla fine di quest'anno. Dopodiché il gruppo sarà estremamente redditizio», ha sottolineato Thiam.
Credit Suisse aveva indicato in febbraio di aver risparmiato 3,2 miliardi dal 2015, riportando i costi a 17,7 miliardi di franchi alla fine del 2017.
Il personale ha pagato un pesante tributo in questo processo, avendo la grande banca elvetica soppresso oltre 10'000 posti nel corso degli ultimi due anni, in particolare sul territorio svizzero.
I risparmi non sono tuttavia ancora stati ricompensati. Il deprezzamento di 2,3 miliardi di franchi per la riforma fiscale americana ha avuto ripercussioni negative sul quarto trimestre 2017 e minato i buoni risultati ottenuti durante i primi nove mesi dell'anno scorso. L'esercizio 2017 di Credit Suisse si è chiuso così con una perdita di 983 milioni di franchi.