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QUANDO
NACQUE GESÙ?
"Abbiamo visto la sua stella"
Di Giovanni
Pellegri
Quale evento astronomico convinse i Magi che qualcuno di molto importante stava per nascere in Palestina? Sulla base di quale osservazione astronomica i Magi decisero di intraprendere un viaggio di 900 km alla ricerca di un re di cui non sapevano nulla? Trasformiamoci per un attimo in sapienti magi d'oriente e vediamo se sulla base dei pochi indizi a disposizione è possibile capire che cosa successe nei cieli di Palestina nel primo Natale della storia. II materiale a disposizione sono alcune frasi tratte dai Vangeli e qualche scarsa annotazione di antiche osservazioni astronomiche. L'analisi, se svolta con diligenza, permette di arrivare ad un risultato affascinante: la data del primo Natale della storia. Facile, diranno in molti. Gesù bambino è nato il 25 dicembre dell'anno 1 d.C. E quello che pensò anche il monaco Dionigi il Piccolo quando nell'anno 525 d.C. tentò di determinare l'inizio della nostra era. Dopo laboriosi calcoli, determinò che Cristo nacque nell'anno 754 dalla fondazione di Roma, cioè 1998 anni fa. Si sbagliò, ma come vedremo non di molto. Nessuno, comunque, gli rimproverò l'errore, tanto che ancora oggi contiamo gli anni riferendoci a quell'imperfetta datazione. Anche il mese di dicembre e il giorno 25, che furono scelti a partire dal IV secolo, non corrispondono al mese e al giorno della nascita di Cristo. II 25 dicembre coincideva originariamente con la festa pagana del dio Sole celebrata attorno al solstizio d'inverno, che segna il momento in cui i giorni cominciano ad allungarsi. I ripetuti paragoni di Cristo con la luce o il Sole (cfr. Lc 1, 78; Is 60, 1 3; MI 3, 20) fecero sostituire il natale del sole con la celebrazione della nascita di Cristo, permettendo di contrapporre una festa cristiana a quella pagana e rendendola, nello stesso tempo, ricca di simbologia. Ma allora quando nacque Gesù? Due piste possono essere seguite. La prima è un'indagine storica basata sui pochi dati riportati dalla letteratura antica e dai Vangeli (vedi articolo a fianco). La seconda è un'indagine scientifica che si basa sul fenomeno celeste descritto nel vangelo di Matteo: "Abbiamo visto sorgere la sua stellá e siamo venuti per adorarlo': Questa seconda via potrebbe anche essere completamente errata se Matteo si riferì alla stella per aggiungere al Vangelo un segno allegorico e non un evento astronomico reale. Tuttavia, nell'intervallo di tempo plausibile della nascita di Cristo, avvennero alcuni particolari fenomeni astronomici, degni di essere analizzati. Ricordiamo innanzitutto che Matteo pronuncia quattro volte la parola stella senza aggiungere dettagli sulla sua natura. Infatti, contrariamente ai babilonesi o ai cinesi, le antiche conoscenze astronomiche della cultura ebraica erano scarse. II termine stella potrebbe quindi indicare anche un fenomeno celeste più preciso o complesso come una nova (esplosione di una stella), una cometa, un pianeta o una congiunzione planetaria.
TRE
POSSIBILITÀ PER LA STELLA DI BETLEMME
1. Una nova
Come testimoniato negli antichi trattati cinesi, vi furono a quel tempo alcuni spettacolari eventi astronomici che avrebbero potuto incuriosire i Magi. Uno di questi fu l'apparizione di una nuova stella nella costellazione dell'Aquila nell'aprile del 4 a.C. Fu visibile per 70 giorni a est, qualche ora prima dell'alba. Forse di trattò di una nova, una stella che a causa di una violentissima esplosione aumenta in modo rapido e transitorio la sua luminosità di un fattore compreso tra 10'000 e 1'000'000 volte. Nel 1054 gli astronomi cinesi annotarono allo stesso modo l'apparizione di un'altra nuova stella. In questo caso le precise informazioni riportate permisero di concludere che si trattò effettivamente di una nova. In quel punto del cielo ancora oggi si possono osservare con i telescopertine/copi i resti di quella immensa esplosione. II fenomeno fu spettacolare tanto che la stella divenne per alcune settimane brillante come il pianeta Giove e per 23 giorni fu visibile addirittura anche in pieno giorno. I vangeli apocrifi descrivono la stella di Betlemme proprio come una nova: "Una stella molto grande splendeva sulla grotta, dalla sera al mattino: così grande, che non ne fu vista mai una eguale al mondo" (pm. 13 14). Lipotesi della nova come stella di Betlemme fu formulata già da Keplero nel 1614 e in seguito ripresa dall'astronomo Foucquet nel 1729. Tuttavia le scarse informazioni a disposizione non permettono di concludere se il nuovo astro apparso nell'aprile del 4 a.C. fu effettivamente una nova o una cometa.
2. Una cometa
Nell'antichità il passaggio di una cometa era messo in relazione con un evento straordinario. Le credenze attribuite alle comete come segni celesti apportatori di cambiamenti, sciagure, nascita o morte di un re, dominano l'Europa fino all'inizio del XVII secolo. Tutti i sovrani hanno avuto un segno celeste per la loro nascita, incoronazione o morte. La tradizione vuole che la Stella che guidò i Magi fino a Betlemme sia una cometa, magari quella di Halley. Tuttavia questa antica credenza non si basa sulla narrazione di Matteo, dove l'evangelista parla più genericamente di una stella (Mt 2, 1 2). Non stupisce quindi, che in un clima culturale dominato da credenze e superstizioni, l'iconografia cristiana abbia interpretato la Stella di Matteo come una cometa. "L'Adorazione dei Magi" di Giotto, che si trova nella Cappella degli Scrovegni a Padova, è forse la raffigurazione più celebre della Stella di Betlemme intesa come cometa. Giotto ebbe la fortuna di potersi inspirare direttamente dalla famosa cometa di Halley, apparsa qualche anno prima dell'esecuzione del dipinto e da un'altra cometa apparsa dopo la Halley. Tuttavia la Stella che secondo il Vangelo di Matteo e alcuni vangeli apocrifi, guidò i Magi non poteva essere la celebre Halley: il suo periodo di circa 76 anni la fece passare nelle vicinanze della terra nell'anno 12 a.C. La nascita di Gesù avvenne tre il 4 a.C. e il 8 a.C., pertanto la bella Halley arrivò troppo presto per i Magi! Un'altra cometa fu presente attorno alla nascita di Cristo. Apparve nell'anno 5 a.C. nella costellazione del Capricorno. Purtroppo le informazioni riguardanti questo astro sono alquanto scarse. Si può comunque intuire che la Stella di Betlemme si rivelò importante per i Magi, non per il suo splendore, ma piuttosto per il suo significato astrologico: infatti né Erode né i sapienti della sua corte si accorsero di questo strano evento celeste. Secondo questo identikit dobbiamo quindi escludere dalla discussione le grandi comete o novae dell'epoca e cercare quale altro fenomeno, sicuramente meno appariscente, accadde nei cieli della Palestina negli anni 4 7 a.C.
3. Una congiunzione planetaria
Nel corso dell'anno 7 a.C. avvenne una tripla congiunzione planetaria nella costellazione dei Pesci, due pianeti, Giove e Saturno, visti dalla Terra si trovarono uno a fianco all'altro per ben tre volte nello stesso anno. Le congiunzioni planetarie non sono fenomeni rari, tuttavia quella precisa congiunzione nella costellazione di Pesci avviene mediamente ogni 900 anni. Questo evento di per sé non ebbe nulla di spettacolare, e questo spiega perché passò inosservato ad Erode e alla sua corte, ciononostante fu previsto e registrato dagli astrologi del tempo, come testimonia una scritta in caratteri cuneiforme dei I secolo a.C. rinvenuta presso Babilonia, luogo plausibile di provenienza dei Magi. I Magi, che probabilmente erano al corrente delle attese del popolo ebraico, capirono che qualcosa di importante stava per accadere semplicemente leggendo l'osservazione celeste in chiave astrologica: la congiunzione avvenne nella costellazione dei Pesci, astrologicamente associata al popolo ebraico; Giove era l'astro dei re; Saturno che per i Babilonesi indicava la Siria, secondo una tradizione I rabbinica medievale era la stella dei Giudei. Per i Magi il messaggio fu chiaro: un re stava per nascere in Palestina. A rafforzare il significato di questa triplice congiunzione se ne aggiunse un'altra nel febbraio del 6 a.C. Giove, Saturno e Marte raggruppati nella costellazione dei Pesci. Questi segni astrali convinsero i Magi che bisognava partire per verificare quanto le stelle avevano scritto in cielo.
Se forziamo
questa ipotesi fino in fondo si può immaginare che i Magi prepararono
la partenza alla data della prima congiunzione (29 maggio del 7 a.C.), giunsero
a Gerusalemme dopo un viaggio di circa 900 km durante la seconda congiunzione
(29 settembre), e adorarono Gesù appena nato a Betlemme nell'autunno
dell'anno 7 a.C. Si può escludere che la nascita di Cristo sia avvenuta
in dicembre (data della terza congiunzione) visto la presenza di pastori e greggi
all'aperto.
È REALMENTE ESISTITA LA STELLA DI BETLEMME?
Le scarse informazioni riguardanti le antiche osservazioni astronomiche e l'incertezza della data di nascita di Gesù rendono impossibile determinare con precisione la natura della Stella di Betlemme. Lipotesi della nova ha a suo vantaggio la durata del fenomeno (alcuni mesi) ma a suo sfavore il fatto che la nova rimane fissa rispetto alle altre stelle. Matteo ci informa che l'oggetto era in movimento. La cometa dell'anno 5 a.C. ha a suo favore il movimento sulla sfera celeste e la durata del fenomeno, ma poco sappiamo su tale oggetto celeste. La congiunzione planetaria permette di dare un forte significato astrologico alla stella di Betlemme e sicuramente a differenza degli altri due fenomeni fu possibile prevederla con largo anticipo. Matteo parla però di una sola stella e non di più oggetti. La Stella di Betlemme potrebbe anche non essere stata una cometa o una nova, o chissà quale altro avvenimento cosmico. Forse la simbologia che collega Cristo alla luce ha voluto che nel racconto di Matteo fosse introdotto questo elemento astronomico che serve ad arricchire di elementi simbolici la venuta di Gesù. La Stella di Betlemme, di cui i vangeli di Luca, Marco e Giovanni non dicono nulla, potrebbe essere unicamente una leggenda, piena di significato allegorico con una finalità comunicativa. I Vangeli sono stati scritti inizialmente per un pubblico ebraico. Nessun re o sovrano di allora nacque senza una manifestazione celeste.La stella fu un elemento fondamentale da inserire per accreditare le profezie del Vecchio Testamento (Numeri 24,17) e per segnare in modo inequivocabile la nascita del Re dei re.
Le indicazioni cronologiche nei Vangeli:
"Gesù nacque a Betlemme al tempo di re Erode"
I Vangeli di Luca e Matteo ci forniscono le indicazioni cronologiche per situare nella storia l'evento dell'incarnazione. La ricostruzione degli eventi storici però non è facile. L'analisi dei Vangelo di Matteo sotto un aspetto storico evidenzia infatti vari punti di contraddizione. È possibile che alcuni elementi siano stati inseriti in questo Vangelo unicamente per richiamare il parallelismo esistente tra la vita di Crìsto e la nascìta e I'ìnfanzia di alcuni personaggi biblici. Infatti; testamentario ricorrente nell'infanzia di alcuni eroi biblici: il segno (la stella), l'interpretazione del segno, la condanna del neonato, la persecuzione. È importante ricordare che gli altri tre Vangeli non dicono nulla su questi elementi (la stella, i magi, la strage degli innocenti, la fuga in Egitto). II Vangelo di Luca, molto più preciso per quanto riguarda le indicazioni storiche, riporta ugualmente qualche contraddizione forse dovuta a errori di traduzioni. In ogni caso i riferimenti cronologici presenti nei due Vangeli ci permettono di fissare un torno di tempo preciso; ma non una data inequivocabile per la nascita di Gesù. Il primo riferimento storico, che permette di determinare un limite cronologico superiore per la nascita di Gesù, è nel Vangelo di Matteo (Mt 2, 1): "Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo di re Erode." Qualche indizio supplementare riguardo a Erode ci viene dato dallo storico Flavio Giuseppe (I secolo): nelle sue Antichità Giudaiche affermò che Erode morì alcuni giorni prima dell'inizio della Pasqua e subito dopo un'eclissi di Luna visibile da Gerico. L'eclisse è quella avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 marzo del 4 a.C; la Pasqua corrispondente è quella che iniziò I'11 aprile dello stesso anno. Si può pertanto concludere che Erode morì tra il 12 marzo ,e I'11 aprile del 4 a.C. Gesù nacque prima di questa data, infatti quando Erode morì, Gesù si trovava in Egitto con i suoi genitori (Mt 2, 19), per sfuggire alla strage dei bambini ordinata dal re. Possìamo quindi considerare il 4 &C. come il limite superiore per la nascita di Gesù. II secondo riferimento storico che troviamo nel Vangelo di Luca, ci permette invece di fissare un limite inferiore. Luca ci informa che Cesare Augusto decretò un censimento quando Quirino era governatore della Siria (Le 2,1 2). II censimento descritto da Luca fu ordinato nell'anno 8 a.C. Tuttavia, nella traduzione dello scritto dell'evangelista c'è un evidente imprecisione: Quirino divenne governatore nell'anno 6 d.C. Secondo diversi esegeti la frase di Luca dovrebbe essere tradotta così: "Questo censimento fu antecedente rispetto a quello tenutosi allorché Quirino era governatore di Siria." Altri esegeti o storici credono che in occasione del censimento, Quirino, ha effettivamente sostituito con potere straordinario, Saturnino che governava in Siria negli anni in questione. Quirino, era allora legato di Galazia ma poteva intervenire con potere eminente anche Siria, per esempio per reggere temporaneamente il governo della provincia durante le spedizioni belliche di Saturnìno. Il censimento fu quindi ordinato nell'8 a.C., e questo è il limite inferiore della data di nascita di Gesù. Visto la lentezza delle comunicazioni dell'epoca, il censimento, che fu l'origine del viaggio di Giuseppe e Maria a Betlemme, potrebbe dunque aver avuto luogo con un anno di ritardo cioè nell'anno 7 a.C. Riepilogando, i Vangeli permettono quindi di situare la data di nascita possibile di Cristo tra I'8 a.C. e il 4 a.C., quella più probabile si colloca verso gli anni 7 6 a.C. GP
NATALE IN SETTEMBRE
Alcune annotazioni nel Vangelo di Luca ci permettono di formulare un'ipotesi sul mese della nascita di Gesù. Luca ci informa che Gesù fu concepito quando Elisabetta, la mamma di Giovanni Battista, era già al sesto mese di gravidanza. (Le 1, 26; Le 1, 36). Sappiamo anche che Zaccaria, padre di Giovanni Battista, era un sacerdote dell'ordine di Abìa (Le 1, 5). Secondo le modalità liturgiche ebraiche i gruppi sacerdotali si succedevano durante l'anno per la celebrazioni delle funzioni (Le 1, 8 9). II servizio svolto dall'ordine degli Abìa avveniva durante la sesta settimana dopo la Pasqua, cioè attorno alla seconda settimana di giugno. È proprio in quella circostanza che l'Angelo Gabriele apparve a Zaccaria per annunciare il concepimento di Giovanni Battista (Le 1, 11 14). Se ipotizziamo per Elisabetta, nonostante l'età avanzata, una normale gravidanza, Giovanni Battista nacque circa 280 giorni dopo il ritorno di Zaccaria, cioè a fine marzo. Di conseguenza Gesù nacque a fine settembre, 6 mesi dopo Giovanni Battista. Questa conclusione è simile a quella determinata dall'ipotesi della congiunzione planetaria che situa la nascita di Cristo nell'autunno del 7 a.C. La data è pure in accordo con il fatto che sulle colline di Betlemme sostavano dei pastori con i lori greggi. Nel Talmud troviamo infatti scritto che i pastori ritirano dai pascoli i lori greggi, dai primi di novembre fino a fine marzo.