Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01202.jsonl.gz/1058

Nunzia Cavarischia, nata a Roma il 23 febbraio 1929, staffetta partigiana "Stella Rossa" del Gruppo 201 Volante nel maceratese, ricorda la sua infanzia e la scuola.
Scrive Nunzia: “Le elementari le ho fatte nella scuola IV Novembre, e lì ho avuto la fortuna di avere per i primi tre anni una bravissima maestra: si chiamava Enrica Gattegna ed era ebrea. Questa maestra mi voleva un sacco bene e mi ha aiutato in tanti modi. (…)
In quarta elementare purtroppo andò via, perché nel 1938 entrarono in vigore le leggi razziali e gli ebrei non poterono più svolgere nessuna funzione pubblica. Per un anno insegnò ai bambini ebrei, che erano stati anche loro allontanati da scuola, ed io, poiché le ero molto affezionata, ogni tanto andavo a trovarla. Poi sparirono e non seppi più niente di loro”.
Nunzia ricorda anche che il regime, attraverso le associazioni giovanili, spingeva ragazzi e ragazze a fare sport: cosa a lei molto gradita dal momento che amava la corsa e il salto in alto.
“Una volta, durante una manifestazione sportiva al Foro Mussolini, passò il Duce, il quale faceva una carezza a noi bambini che eravamo in fila e a me ne toccò una. Tutta contenta andai a casa e mi ricorderò sempre mio padre che severo disse a mia madre di lavarmi con l’acido muriatico. Questo per dire com’era mio padre (antifascista, n.d.r.)“. (tratto da Ricordi di una staffetta, di Nunzia Cavarischia, Capodarco Fermano Edizioni 2011)