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Nel
1948 un gruppo autodefinitosi di “relatori”, preoccupato
per l’instabilità politica internazionale, prese l’iniziativa
di informare e di orientare la popolazione della Svizzera italiana
sui temi più scottanti dell’attualità dell’epoca.
Gli animatori di quel gruppo erano le stesse persone che già
nel periodo di guerra militarono in “Esercito e Focolare”,
una sezione dell’apparato militare svizzero che aveva quale
scopo quello di avvicinare la popolazione, ma soprattutto di informarla
correttamente su ciò che avveniva dentro e fuori i confini
nazionali.

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Coscienza
Svizzera nacque dunque quale spinta ideale per diffondere senso civico
fra la popolazione della Svizzera italiana. Fu quello un patto non
scritto tra le autorità elvetiche e il cittadino, ma pienamente
assunto da coloro che all’epoca se ne fecero interpreti e divulgatori.
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Quel
tacito patto, pur stemperandosi nel tempo, si è improvvisamente
riacceso nel 1995 sotto una rinnovata pressione internazionale, in
seguito alla vicenda dei fondi ebraici e alla luce di una più
severa rilettura storica del ruolo della Svizzera in guerra.
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Oggi Coscienza Svizzera ha assunto nuovi connotati, adeguati alle
condizioni del nostro tempo, propri di una società in profondo
mutamento e di una nazione alla ricerca di un nuovo ruolo nella comunità
internazionale in pieno fermento.