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In uno dei bollettini seguenti (giugno-luglio 1924), viene riportato l’elenco delle riunioni parrocchiali. Quella della corale maschile è prevista giovedì alle 20.30 all’oratorio e quella della corale femminile la domenica, ore 15.
Sul ”Verbale per le adunate in sede del Reparto Esploratori Cattolici Svizzeri di Tesserete“, in data 8 dicembre 1924, sta scritta la seguente cronaca:
”Festa dell’Immacolata, per la prima volta la Corale di Santa Cecilia da una sua produzione in chiesa, alcuni esploratori compaiono tra le fila dei cantori. Il Foglia in divisa con alcuni esploratori e quasi tutti i lupetti assistono alla Santa Messa.“
Ecco quindi quella che deve essere stata, a tutti gli effetti, la prima uscita in pubblico della corale della parrocchia di Tesserete. Ancora non è dato da sapere se si trattasse della corale maschile o di quella femminile (i ragazzi erano forse ancora nell’età delle voci bianche?). Si può considerare anche una terza ipotesi: quella della produzione d’assieme delle due corali.
Sui bollettini parrocchiali del 1925 vengono riportate anche le date delle prove della corale di fanciulli (che si svolgevano il giovedì pomeriggio) e di una ”prova d’assieme per sezioni riunite“.
Il parroco era allora don Carlo Mondini. Fu certamente lui stesso il primo maestro, anche perché era ben conosciuto il suo talento musicale. Sappiamo anche che la corale si diede il nome di Santa Cecilia, mettendosi così sotto la protezione della patrona della musica. In onore della stessa, la corale concelebrava ogni anno una santa messa, nel giorno dedicato alla santa e cioè il 22 novembre.
Nella memoria collettiva sono rimasti due concerti: quello tenuto in occasione dei restauri dell’organo della prepositurale e quello eseguito in occasione della commemorazione dell’onorevole Giuseppe Motta, più volte presidente della Confederazione Svizzera. Si ricorda anche che la corale era sempre impegnata a condecorare i festeggiamenti per la Festa nazionale del primo d’agosto.
Al parroco don Mondini succedette, nel 1945, don Osvaldo Crivelli. Nei primi anni Quaranta la corale parrocchiale non lascia grandi tracce, nemmeno sul bollettino parrocchiale, sappiamo però che restarono attive solamente le donne. A fare riprendere vigore all’attività canora in Capriasca fu don Rodolfo Poli, giunto come vicario a Tesserete nel 1945. Sotto la guida di don Poli la corale eseguì anche due messe a più voci e due operette: ”La pianella perduta nella neve“ e ”Marco il pescatore“. All’allora vicario don Poli succedette, nel 1949, don Franco Buffoli, coadiuvato dalla mamma che era maestra di pianoforte.
Fu il vicario don Angelo Moresino, esperto musicista, giunto a Tesserete nel 1960, a ridare vigore alla società che ora si chiama Santo Stefano, prendendo il nome dal patrono della parrocchia. Nel pieno dello splendore, la corale vantava una quarantina di voci femminili, accompagnate da circa quindici voci bianche che rendevano più brillanti le esecuzioni. Vennero eseguite anche cantate di Francesco Rusca, autore del 1600.
Nel 1970 la direzione venne affidata ad un laico: Mario Testorelli. Il maestro diversificò il repertorio, introducendo il canto folcloristico, interpretato in alternanza a quello religioso. Vennero effettuate molte trasferte, sia nella Svizzera interna che nella vicina Italia. La corale partecipava a manifestazioni popolari come il Corteo della vendemmia a Lugano e nel 1977 si fece preparare un costume, ispirato ai vestiti della vicina Val Colla. Il repertorio popolare veniva eseguito anche nei numerosi momenti di convivialità che seguivano i concerti, dove tutti si ritrovavano a cantare in amicizia e in allegria e dove non mancava mai la fisarmonica del maestro.
Negli anni Ottanta ci furono alcune tensioni e incomprensioni che portarono ad una scissione. Parte della corale restò sotto l’etichetta di Coro Santo Stefano, al quale venne aggiunto il nome di ”Vos dra Capriasca“ per le occasioni dove veniva interpretato il patrimonio popolare. Altri coristi formarono un nuovo gruppo canoro che prese il nome di ”Corale di Tesserete“, e che si occupò soprattutto della musica popolare.
Nel 1994 diventa direttore il milanese Romano Longoni, diplomatosi presso il Conservatorio Verdi di Milano. Musicista di professione, Longoni porta la corale ad esplorare nuovi campi proponendo, in particolare, concerti che vedono coinvolti anche orchestre e giovani solisti. Sono così stati eseguiti l’oratorio di Natale di Camille Saint-Saëns e il Gloria di Vivaldi, accompagnando artisti ormai affermatisi nel campo della musica lirica come la soprano Anna Chierichetti, il mezzo soprano Marina De Liso, ma anche Patrizio Saudelli e Paolo Bordogna. Nel campo della musica popolare, il coro ha interpretato ”Solito Paese“, brano vincente del Concorso Nuovi Canti indetto dalla Radio della Svizzera Italiana nel 1997. Sono state realizzate anche tre ”Serate capriaschesi“, spettacoli che accompagnano al canto altre forme d’arte (pittura, letteratura, storia).
Indimenticabile è stata la Serata capriaschese del 2 giugno 2001 dove, con lo spettacolo ”Una comunità che canta“, si è salutata la partenza verso Chiasso del prevosto, don Gianfranco Feliciani.
Nel 2003, dopo 10 anni alla guida del Coro Santo Stefano, Romano Longoni passa il testimone a Paolo Sala, da Como, anche lui un grande professionista della musica essendo impegnato come artista stabile nel Teatro della Scala di Milano. È un inizio col botto: il Concerto di Natale si fa nella chiesa di Tesserete stracolma di gente, con la presenza di Luciana Serra, una delle più conosciute artiste di musica lirica al mondo. Paolo Sala approfondisce il lavoro musicale insistendo sulla vocalità e proponendo un nuovo brano di musica sacra eseguito con orchestra: il Magnificat di Vivaldi. Il coro ha nel suo repertorio un notevole numero di musiche natalizie ed esegue regolarmente la Messa di Gounod e la Messa di Hassler.
Nelle vesti di ”Coro Vos dra Capriasca“, partecipa a varie manifestazioni canore, in Ticino e nella Svizzera tutta. Una su tutte: la festa federale di canto svoltasi a Weinfelden nel 2008, dove ottiene la menzione ”molto buono“. Memorabile la trasferta del 2010 a Ripatransone, nelle Marche, in occasione della rassegna corale internazionale.
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