Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/58130

<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 1° aprile 2004 è entrata in vigore una nuova normativa nell'ambito dell'asilo e degli stranieri, in base alla quale  le persone la cui domanda d'asilo è oggetto di una decisione di non entrata nel merito ricevono al massimo l'aiuto immediato. Questo aiuto è concesso dai cantoni, ai quali spetta anche l'esecuzione dell'espulsione. Nei casi di mancata cooperazione da parte del richiedente l'asilo respinto, i cantoni quale contropartita hanno negato l'aiuto immediato, prendendo così l'unica sanzione a loro disposizione. Questo modo di procedere è stato giudicato in modo differenziato dai tribunali amministrativi. Il 10 novembre 2004 nel cantone di Soletta è stato respinto un ricorso contro tale modo di procedere e il rifiuto dell'aiuto immediato è stato approvato come mezzo di pressione accettabile, mentre il tribunale amministrativo del cantone di Berna, il 15 novembre 2004, ha ammesso un ricorso analogo.</p><p>Queste sentenze contraddittorie creano incertezza giuridica, aggravata dal fatto che i cantoni dispongono di poca esperienza riguardo all'aiuto immediato. Chiediamo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta gli effetti del blocco dell'assistenza ai richiedenti l'asilo respinti sugli abusi in materia d'asilo?</p><p>2. È d'accordo sul fatto che sia scandaloso che persone senza diritto di dimora e che camuffano la propria identità per evitare l'espulsione possano beneficiare illimitatamente dell'aiuto immediato?</p><p>3. È del parere che, già a breve termine, possa verificarsi un aumento delle domande d'asilo in seguito ai falsi segnali trasmessi ai passatori dall'incertezza giuridica creatasi?</p><p>4. Come valuta a medio termine l'effetto della sentenza del tribunale amministrativo di Berna, che ha praticamente concesso a richiedenti l'asilo africani il diritto di camuffare la loro identità? Non condivide il parere secondo cui gli sforzi intesi a diminuire l'attrattiva della Svizzera come Paese d'asilo siano stati in questo modo nuovamente vanificati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad domanda 1</p><p>Negli ultimi due anni il numero delle domande d'asilo è diminuito nella maggior parte degli Stati europei. Al riguardo, la Svizzera fino alla primavera dell'anno scorso si situava nella media. Nel secondo semestre del 2004 invece, mentre il numero delle domande d'asilo in Europa ristagnava o aumentava perfino leggermente, in Svizzera diminuiva in modo sensibile. A fine dicembre 2004 erano state registrate 14 248 nuove domande, il che significa una riduzione del 32,3 per cento rispetto all'anno precedente. Nell'Europa occidentale, nei primi nove mesi del 2004 era stata registrata una diminuzione delle domande d'asilo di circa il 20 per cento, mentre in Svizzera, nello stesso periodo, la diminuzione era stata del 27,3 per cento. A questa riduzione del numero delle domande in Svizzera hanno certamente contribuito anche l'introduzione del blocco dell'aiuto sociale, la forte pressione esercitata su una politica coerente in materia di esecuzione e lo snellimento della procedura d'asilo grazie alle numerose decisioni emesse nei quattro centri di registrazione della Confederazione. Il secondo rapporto concernente il monitoraggio del 14 gennaio 2005 indicava che aveva richiesto l'aiuto immediato il 16 per cento di tutti i richiedenti la cui domanda d'asilo, a partire dal 1° aprile 2004, era stata oggetto di una decisione definitiva di non entrata nel merito. Scopo del blocco dell'aiuto sociale è, da un lato, quello di realizzare ulteriori risparmi nell'ambito dell'asilo e di accrescere la credibilità delle decisioni e, dall'altro, quello di dissuadere dal presentare una domanda coloro che manifestamente non possono far valere alcun motivo d'asilo. In questo senso il Consiglio federale ritiene molto efficace il blocco dell'aiuto sociale.</p><p>Ad domanda 2</p><p>I cittadini stranieri sono tenuti a collaborare all'ottenimento di documenti di viaggio validi (art. 8 cpv. 4 della legge sull'asilo e 13f lett. c della legge sulla dimora e il domicilio degli stranieri). Il Consiglio federale comprende l'irritazione che può insorgere quando richiedenti l'asilo la cui domanda è stata oggetto di una decisione di non entrata nel merito, dopo una procedura corretta e conforme allo stato di diritto omettono di ottemperare all'obbligo di rimpatrio nel loro Paese d'origine o di provenienza, dissimulando la propria identità. L'articolo 12 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 garantisce d'altronde il diritto all'aiuto in situazioni di bisogno. In questo contesto il Tribunale federale ha già stabilito che la persona interessata non ha diritto a un sostegno se, obiettivamente, sarebbe stata in grado di procurarsi con le proprie forze i mezzi necessari alla sopravvivenza (DTF 130 I 77). Finora però il Tribunale federale non ha deciso se l'aiuto immediato può essere negato anche alle persone che, con il loro comportamento, rendono impossibile il rimpatrio nello Stato d'origine deciso in una procedura d'asilo, e dipendono pertanto da un sostegno in Svizzera. La questione è attualmente oggetto di un ricorso di diritto pubblico pendente presso il Tribunale federale. Quest'ultimo il 23 dicembre 2004 ha disposto mediante decisione superprovvisoria che l'aiuto immediato deve essere assegnato al ricorrente per la durata della procedura ricorsuale.</p><p>Ad domande 3 e 4</p><p>Il blocco dell'aiuto sociale nell'ambito dell'asilo rappresenta per la Svizzera una novità a livello legislativo. Questo sistema è invece già applicato in altri Paesi. È vero che la forma dell'aiuto immediato da parte delle autorità cantonali competenti viene interpretata e applicata in modo differenziato. Come già esposto nella risposta alla domanda precedente, è al momento pendente presso il Tribunale federale un ricorso di diritto pubblico che verte sulla questione della limitazione o della revoca dell'aiuto immediato. Il Parlamento avrà inoltre la possibilità di discutere ampiamente, nell'ambito della corrente revisione della legge sull'asilo, di un'eventuale limitazione delle prestazioni di aiuto immediato a livello legislativo. Il Consiglio federale non intraravvede per ora alcun indizio che induca a credere che questa situazione trasmetta falsi segnali ai passatori, e che pertanto si debba prendere in considerazione addirittura un aumento delle domande d'asilo.</p>  Risposta del Consiglio federale.