Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/187802

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di stilare un rapporto in cui fornisce una panoramica delle misure adottate dalla Confederazione, dai Cantoni e dalle città svizzere per prevenire i controlli discriminatori e in altro modo arbitrari delle persone. Particolare interesse rivestono le basi legali, le misure nello sviluppo dell'organizzazione e del personale nonché i provvedimenti nell'ambito dell'intervisione e della supervisione. Dovrà inoltre fare il punto della situazione in merito alla prassi di controllo e alle misure preventive delle autorità di polizia, operando un confronto con la Germania, la Francia, la Gran Bretagna l'Italia e l'Austria. </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Al fine di mantenere l'ordine pubblico e la sicurezza conformemente alla legislazione cantonale in materia di polizia, la polizia ha il compito di effettuare controlli delle persone. Questi controlli si fondano su ricerche, sull'analisi dei rischi e sull'esperienza dei suoi collaboratori.</p><p>L'articolo 8 capoverso 2 della Costituzione federale vieta le discriminazioni in base a caratteristiche personali esteriori o di altro tipo quali il colore della pelle, l'appartenenza etnica o la nazionalità. La medesima garanzia è contenuta negli strumenti internazionali riguardanti la protezione dei diritti dell'uomo quali la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici nonché la Convezione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale.</p><p>Come il Consiglio federale ha già indicato nella risposta all'interpellanza Arslan 17.3601, una formazione adeguata e una regolare sensibilizzazione costituiscono il mezzo più efficace per evitare la profilazione razziale ("racial profiling"). Le scuole di polizia sono sensibilizzate alla questione e la trattano nelle loro formazioni. Vi sono inoltre contatti con i servizi di consulenza e con determinate categorie di persone, mentre i mediatori di strada fungono da collegamento con la polizia. Anche l'eterogeneità culturale del corpo di polizia esplica un effetto preventivo.</p><p>Vari Cantoni e città hanno adottato misure riguardanti la profilazione razziale. Nel quadro del progetto "Polizeiarbeit in urbanen Spannungsfeldern" e fondandosi su un recente studio del Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU), la città di Zurigo ha ad esempio sviluppato misure per la procedura di controllo delle persone. Nel Cantone di Berna esiste il progetto "Dialogue" tra la polizia cantonale bernese, il forum svizzero-africano SAF e il centro di consulenza "gggfon". La polizia cantonale del Cantone di Basilea-Città provvede affinché in occasione del reclutamento la popolazione sia rappresentata in maniera rappresentativa in seno alle forze dell'ordine. Possiamo pure citare la polizia della città di Losanna, che ha lanciato un progetto teso a migliorare le prassi professionali nell'ambito dei controlli delle persone.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che le misure adottate per lottare contro la profilazione razziale siano già sufficientemente note; un rapporto non apporterebbe alcun plusvalore. La parte comparativa è inoltre assicurata con la partecipazione della Svizzera a organi di controllo internazionali e regionali di protezione dei diritti dell'uomo quali il Comitato per l'eliminazione della discriminazione razziale (CERD), il Comitato dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite (HRC) e la Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.