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ALBINEN - Hanno offerto soldi per contrastare lo spopolamento del paese e attirare nuove famiglie. Ora, a distanza di otto mesi, il sindaco di Albinen conferma a Keystone-Ats che la strategia utilizzata sta funzionando: «Gli incentivi economici stanno dando i loro frutti. Proseguiamo su questa strada».
Sono due le richieste “serie” ricevuto dal Comune. Inoltre, altre tre domande vengono attualmente prese in considerazione e «potrebbero a breve avere successo». All’inizio di ottobre una famiglia con due bambini si stabilirà nel villaggio a 1300 metri sul livello del mare, tra Leuk e Leukerbad. Si tratta di una famiglia argentina che ha acquistato una casa e riceverà pertanto un incentivo di 70’000 franchi.
La decisione di cambiare era stata presa dal Comune lo scorso autunno e gli abitanti di Albinen avevano accettato un regolamento per la ripopolazione del villaggio che in 80 anni era passato da 367 a 243 abitanti. L’offerta prevede un aiuto finanziario di 25’000 franchi per ogni adulto, 50’000 per ogni coppia e 10’000 per i bambini. La notizia aveva fatto il giro del mondo e il comune dell'Alto Vallese era stato sommerso da richieste, che però non soddisfacevano i requisiti. Perché il regolamento pone alcune condizioni: gli interessati devono avere meno di 45 anni, devono impegnarsi a risiedere ad Albinen per almeno due anni e il montante minimo del loro investimento nel villaggio (ristrutturando o costruendo una nuova casa) dev’essere di 200’000 franchi. Residenze secondarie e complessi immobiliari costituiti da gruppi di investitori sono esclusi. Inoltre i cittadini stranieri devono già essere in possesso di un permesso C.
Non solo nuovi arrivi, il Municipio ha pensato anche a chi già abita ad Albinen, incoraggiando i residenti a restare e a investire nella costruzione. «Un cittadino del nostro comune ha avviato un’importante ristrutturazione di una vecchia abitazione» ha spiegato il sindaco. «E a breve altre due persone dovrebbero depositare le domande di costruzione».
Nel villaggio di montagna dell'Alto Vallese la scuola è chiusa. Attualmente ci sono infatti solo due bambini che frequentano le elementari e cinque ragazzi di scuola media, ma devono andare a Leukerbad o a Leuk, a 20 minuti di autobus. «Se nei prossimi cinque anni riusciremo ad attirare cinque nuove giovani famiglie - ha concluso il sindaco Beat Jost - sarà un successo. Arrivare a dieci sarebbe oltre ogni aspettativa».