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Incarto n. 80.97.00200 Lugano 10 febbraio 1998 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello composta dai giudici: Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi segretario: Fiorenzo Gianinazzi statuendo sul ricorso del 4 dicembre 1997 in materia di: IC/IFD 97/98 presentato da: __________ __________, __________ __________, ritenuto in fatto ed in diritto 1. Il 17 novembre 1997 l’Ufficio di tassazione di __________ notificava a __________ __________ la decisione su reclamo relativa al periodo fiscale 1997-98, con cui determinava il reddito imponibile in fr. 39'408.--. 2. La contribuente presentava ricorso il 4 dicembre 1997, limitandosi a contestare genericamente la decisione su reclamo e a chiedere di essere sentita. Il 5 dicembre 1997 questa Camera impartiva alla ricorrente un termine fino al 20 dicembre per precisare i fattori della tassazione che venivano contestati e a esporne i motivi, con l’avvertenza che, se questo termine fosse scaduto infruttuoso, il ricorso sarebbe stato dichiarato irricevibile. Con lettera raccomandata del 30 dicembre 1997 la ricorrente inviava i giustificativi, senza tuttavia precisare gli elementi della tassazione che contestava e fornirne i motivi. Ribadiva nuovamente la richiesta di essere sentita. 3. Secondo l'art. 227 cpv. 1 LT 1994, se il ricorso non soddisfa i requisiti stabiliti dalla stessa norma, secondo la quale cioè il ricorrente deve indicare le conclusioni, i fatti sui quali esse sono fondate e i mezzi di prova, mentre i documenti probatori devono essere allegati o designati esattamente, allora al ricorrente è assegnato un congruo termine per rimediarvi con la comminatoria dell'irricevibilità. Lo stesso principio vale anche in materia di imposta federale diretta, in virtù dell'art. 140 cpv. 2 LIFD, che contiene una norma analoga a quella cantonale (cfr. CDT n. __________.__________.__________ del 28 agosto 1995 in re N. e L. R.; CDT n__________.__________.__________ dell' 11 ottobre 1996 in re G.P.; v. inoltre Meister, Rechtsmittelsystem der Steuerharmonisierung – Der Rechtsschutz nach StHG und DBG, Berna/Stoccarda/Vienna 1995, p. 191-192; X. Oberson, Le contentieux fiscal, in : Ordre romand des experts fiscaux diplômés [a cura di], Les procédures en droit fiscal, Berna/Stoccarda/Vienna 1997, p. 147). Secondo la più recente giurisprudenza del Tribunale federale, l’esigenza di una motivazione e di una conclusione costituisce, un presupposto processuale, indispensabile per l’esame del gravame ( STF del 21 novembre 1997 in re R. SA, inedita, consid. 4c-d, con riferimenti a dottrina e giurisprudenza). 4. Lo scritto della contribuente del 4 dicembre 1997 disattende manifestamente le condizioni di ricevibilità di un ricorso, poste sia dal diritto cantonale (art. 227 cpv. 1 LT 1994) sia dal diritto federale (art. 140 cpv. 2 LIFD). Esso non contiene infatti né conclusioni né motivazioni di sorta, limitandosi a esporre i passi sin qui effettuati dalla contribuente e a indicare che il suo caso è stato “definito da troppe persone difficile”. Questa Camera ha pertanto impartito alla contribuente un termine di grazia per emendare le lacune dell’atto ricorsuale, con l’avvertimento che, se ciò non fosse avvenuto, il ricorso sarebbe stato dichiarato irricevibile. La contribuente ha purtroppo lasciato trascorrere infruttuoso questo termine, cosicché il ricorso deve essere respinto in quanto irricevibile. Lo scritto e la documentazione inviati il 30 dicembre sono manifestamente tardivi. 5. 5.1. Non occorre quindi nemmeno chiedersi, in simili condizioni, se la lettera del 30 dicembre soddisfi le condizioni di ricevibilità del ricorso, anche se ciò appare di primo acchito quanto meno problematico. Nuovamente infatti la ricorrente non specifica gli elementi della tassazione che intende contestare, né tanto meno ne specifica i motivi (cfr., ad esempio, STF del 19 maggio 1978 in Sammlung BGE no 558; da ultimo: STF del 21 novembre 1997 in re R. SA, inedita, consid. 4a). La mera produzione di documenti non basta, poiché, a tenore degli articoli 227 cpv. 1 LT 1994 e 140 cpv. 2 LIFD, essa è intesa a suffragare, ma non a sostituire la motivazione e le conclusioni del ricorso. 5.2. Né basta a sopperire a tali mancanze formali la richiesta di essere sentiti dal giudice. Un ricorso non può, sia sotto il profilo dell'IFD sia dell'IC, esaurirsi e limitarsi alla richiesta di essere sentiti, poiché ciò equivarrebbe a negare il carattere di perentorietà insito nel termine di grazia previsto dai succitati articoli (cfr. CDT n. 16 del 29 gennaio 1985 in re G.D; CDT n. 7 del 22 febbraio 1991 in re D. e V. G.). La richiesta di essere sentito oralmente non può dunque essere sostitutiva della motivazione del gravame, e della produzione dei mezzi di prova ( Masshardt, Wehrsteuerkommentar, ed. 1980, ad art 106, nota 10, p. 417). Perché si dia seguito alla richiesta di essere sentiti sui fatti rilevanti per il giudizio occorre che la domanda sia formulata correttamente, cioè contenuta e presentata nel gravame formalmente ricevibile ( CDT n. 358 del 6 ottobre 1986 in re M.S.). 6. A mero titolo abbondanziale, si vuole comunque precisare che il ricorso non avrebbe avuto un diverso esito neppure se la Camera di diritto tributario avesse potuto entrare nel merito. Da un esame della dichiarazione fiscale della ricorrente e della notifica di tassazione da lei contestata, nonché della decisione su reclamo dell'Ufficio di tassazione, si evince in modo abbastanza chiaro che le sole divergenze fra autorità fiscale e contribuente concernono il diritto alle detrazioni sociali per figli e carico e, limitatamente all’imposta cantonale, per figli agli studi. Orbene, entrambe le deduzioni rivendicate dalla ricorrente vengono riconosciute, nel caso in cui i genitori siano divorziati o separati, solo a quel genitore che non ha già diritto alla detrazione del contributo alimentare versato all’altro genitore ( Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149; inoltre, Circolare n. 18 del 16 gennaio 1995 della Divisione delle contribuzioni, par. 2.1. e 4.1. e Circolare n. 14 del 29 luglio 1994 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, par. 2.a). Altrimenti, se si ammettesse che entrambi abbiano diritto alle deduzioni sociali, i genitori divorziati o separati sarebbero ingiustamente avvantaggiati rispetto a quelli che vivono insieme. Solo quando l’obbligo di mantenimento si spinge fin oltre la maggiore età e viene meno perciò il diritto alla deduzione degli alimenti (che è riservata al mantenimento dei figli minorenni), il genitore che continua a versare il contributo alimentare per il figlio maggiorenne può rivendicare la deduzione sociale per figli ( Agner/Jung/Steinmann, op. cit., n. 9 ad art. 33 LIFD, p. 130 e n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149). Del resto, quelle che fa valere la ricorrente sono essenzialmente spese per viaggi in Sardegna e dalla Sardegna a __________, per sé e per i figli, e per telefonate da casa a __________, ove i figli vivono con il padre. In tutti i casi, non sono costi che servono al vero e proprio sostentamento dei ragazzi, ma piuttosto spese – senz’altro giustificate – per mantenere i contatti personali della ricorrente con i suoi figli affidati al padre. Si tratta pertanto, secondo la legislazione tributaria, di «spese per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia», che sono espressamente dichiarate non deducibili (art. 34 lett. a LIFD, art. 33 lett. a LT). 7. Il ricorso deve dunque essere dichiarato irricevibile. Si rinuncia tuttavia a porre a carico della ricorrente la tassa di giustizia e le spese processuali, in considerazione della particolarità del caso. Per questi motivi, visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994 dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è irricevibile. 2. Non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali. 3. Intimazione alle parti. 4. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994). Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD). per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il Presidente: Il Segretario:

Incarto n. 80.97.00200 Incarto n. 80.97.00200

Incarto n. Lugano 10 febbraio 1998 Lugano

Lugano 10 febbraio 1998

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello composta dai giudici: composta dai giudici:

composta dai giudici: Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi segretario: segretario:

segretario: Fiorenzo Gianinazzi Fiorenzo Gianinazzi

Fiorenzo Gianinazzi statuendo sul ricorso del 4 dicembre 1997

statuendo sul ricorso del 4 dicembre 1997 in materia di: IC/IFD 97/98

in materia di: IC/IFD 97/98 presentato da: presentato da:

presentato da: __________ __________, __________ __________, __________ __________, __________ __________,

__________ __________, __________ __________, ritenuto

ritenuto in fatto ed in diritto

in fatto ed in diritto 1. Il 17 novembre 1997 l’Ufficio di tassazione di __________ notificava a __________ __________ la decisione su reclamo relativa al periodo fiscale 1997-98, con cui determinava il reddito imponibile in fr. 39'408.--.

2. La contribuente presentava ricorso il 4 dicembre 1997, limitandosi a contestare genericamente la decisione su reclamo e a chiedere di essere sentita.

Il 5 dicembre 1997 questa Camera impartiva alla ricorrente un termine fino al 20 dicembre per precisare i fattori della tassazione che venivano contestati e a esporne i motivi, con l’avvertenza che, se questo termine fosse scaduto infruttuoso, il ricorso sarebbe stato dichiarato irricevibile.

Con lettera raccomandata del 30 dicembre 1997 la ricorrente inviava i giustificativi, senza tuttavia precisare gli elementi della tassazione che contestava e fornirne i motivi. Ribadiva nuovamente la richiesta di essere sentita.

3. Secondo l'art. 227 cpv. 1 LT 1994, se il ricorso non soddisfa i requisiti stabiliti dalla stessa norma, secondo la quale cioè il ricorrente deve indicare le conclusioni, i fatti sui quali esse sono fondate e i mezzi di prova, mentre i documenti probatori devono essere allegati o designati esattamente, allora al ricorrente è assegnato un congruo termine per rimediarvi con la comminatoria dell'irricevibilità. Lo stesso principio vale anche in materia di imposta federale diretta, in virtù dell'art. 140 cpv. 2 LIFD, che contiene una norma analoga a quella cantonale (cfr. CDT n. __________.__________.__________ del 28 agosto 1995 in re N. e L. R.; CDT n__________.__________.__________ dell' 11 ottobre 1996 in re G.P.; v. inoltre Meister, Rechtsmittelsystem der Steuerharmonisierung – Der Rechtsschutz nach StHG und DBG, Berna/Stoccarda/Vienna 1995, p. 191-192; X. Oberson, Le contentieux fiscal, in : Ordre romand des experts fiscaux diplômés [a cura di], Les procédures en droit fiscal, Berna/Stoccarda/Vienna 1997, p. 147).

Secondo la più recente giurisprudenza del Tribunale federale, l’esigenza di una motivazione e di una conclusione costituisce, un presupposto processuale, indispensabile per l’esame del gravame ( STF del 21 novembre 1997 in re R. SA, inedita, consid. 4c-d, con riferimenti a dottrina e giurisprudenza).

4. Lo scritto della contribuente del 4 dicembre 1997 disattende manifestamente le condizioni di ricevibilità di un ricorso, poste sia dal diritto cantonale (art. 227 cpv. 1 LT 1994) sia dal diritto federale (art. 140 cpv. 2 LIFD). Esso non contiene infatti né conclusioni né motivazioni di sorta, limitandosi a esporre i passi sin qui effettuati dalla contribuente e a indicare che il suo caso è stato “definito da troppe persone difficile”.

Questa Camera ha pertanto impartito alla contribuente un termine di grazia per emendare le lacune dell’atto ricorsuale, con l’avvertimento che, se ciò non fosse avvenuto, il ricorso sarebbe stato dichiarato irricevibile.

La contribuente ha purtroppo lasciato trascorrere infruttuoso questo termine, cosicché il ricorso deve essere respinto in quanto irricevibile. Lo scritto e la documentazione inviati il 30 dicembre sono manifestamente tardivi.

5. 5.1.

Non occorre quindi nemmeno chiedersi, in simili condizioni, se la lettera del 30 dicembre soddisfi le condizioni di ricevibilità del ricorso, anche se ciò appare di primo acchito quanto meno problematico. Nuovamente infatti la ricorrente non specifica gli elementi della tassazione che intende contestare, né tanto meno ne specifica i motivi (cfr., ad esempio, STF del 19 maggio 1978 in Sammlung BGE no 558; da ultimo: STF del 21 novembre 1997 in re R. SA, inedita, consid. 4a). La mera produzione di documenti non basta, poiché, a tenore degli articoli 227 cpv. 1 LT 1994 e 140 cpv. 2 LIFD, essa è intesa a suffragare, ma non a sostituire la motivazione e le conclusioni del ricorso.

5.2.

Né basta a sopperire a tali mancanze formali la richiesta di essere sentiti dal giudice. Un ricorso non può, sia sotto il profilo dell'IFD sia dell'IC, esaurirsi e limitarsi alla richiesta di essere sentiti, poiché ciò equivarrebbe a negare il carattere di perentorietà insito nel termine di grazia previsto dai succitati articoli (cfr. CDT n. 16 del 29 gennaio 1985 in re G.D; CDT n. 7 del 22 febbraio 1991 in re D. e V. G.). La richiesta di essere sentito oralmente non può dunque essere sostitutiva della motivazione del gravame, e della produzione dei mezzi di prova ( Masshardt, Wehrsteuerkommentar, ed. 1980, ad art 106, nota 10, p. 417). Perché si dia seguito alla richiesta di essere sentiti sui fatti rilevanti per il giudizio occorre che la domanda sia formulata correttamente, cioè contenuta e presentata nel gravame formalmente ricevibile ( CDT n. 358 del 6 ottobre 1986 in re M.S.).

6. A mero titolo abbondanziale, si vuole comunque precisare che il ricorso non avrebbe avuto un diverso esito neppure se la Camera di diritto tributario avesse potuto entrare nel merito. Da un esame della dichiarazione fiscale della ricorrente e della notifica di tassazione da lei contestata, nonché della decisione su reclamo dell'Ufficio di tassazione, si evince in modo abbastanza chiaro che le sole divergenze fra autorità fiscale e contribuente concernono il diritto alle detrazioni sociali per figli e carico e, limitatamente all’imposta cantonale, per figli agli studi. Orbene, entrambe le deduzioni rivendicate dalla ricorrente vengono riconosciute, nel caso in cui i genitori siano divorziati o separati, solo a quel genitore che non ha già diritto alla detrazione del contributo alimentare versato all’altro genitore ( Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149; inoltre, Circolare n. 18 del 16 gennaio 1995 della Divisione delle contribuzioni, par. 2.1. e 4.1. e Circolare n. 14 del 29 luglio 1994 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, par. 2.a). Altrimenti, se si ammettesse che entrambi abbiano diritto alle deduzioni sociali, i genitori divorziati o separati sarebbero ingiustamente avvantaggiati rispetto a quelli che vivono insieme. Solo quando l’obbligo di mantenimento si spinge fin oltre la maggiore età e viene meno perciò il diritto alla deduzione degli alimenti (che è riservata al mantenimento dei figli minorenni), il genitore che continua a versare il contributo alimentare per il figlio maggiorenne può rivendicare la deduzione sociale per figli ( Agner/Jung/Steinmann, op. cit., n. 9 ad art. 33 LIFD, p. 130 e n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).

Del resto, quelle che fa valere la ricorrente sono essenzialmente spese per viaggi in Sardegna e dalla Sardegna a __________, per sé e per i figli, e per telefonate da casa a __________, ove i figli vivono con il padre. In tutti i casi, non sono costi che servono al vero e proprio sostentamento dei ragazzi, ma piuttosto spese – senz’altro giustificate – per mantenere i contatti personali della ricorrente con i suoi figli affidati al padre. Si tratta pertanto, secondo la legislazione tributaria, di «spese per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia», che sono espressamente dichiarate non deducibili (art. 34 lett. a LIFD, art. 33 lett. a LT).

7. Il ricorso deve dunque essere dichiarato irricevibile. Si rinuncia tuttavia a porre a carico della ricorrente la tassa di giustizia e le spese processuali, in considerazione della particolarità del caso.

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

dichiara e pronuncia

dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è irricevibile.

2. Non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.

3. Intimazione alle parti.

4. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD). per la Camera di diritto tributario

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

del Tribunale d’appello Il Presidente: Il Segretario:

Il Presidente: Il Segretario: