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Il premier della Repubblica ceca, Jiri Rusnok, ha rassegnato oggi al Castello di Praga le dimissioni del suo esecutivo tecnico nelle mani del presidente Milos Zeman.
Le dimissioni, che arrivano dopo che l'esecutivo non ha ottenuto la scorsa settimana la fiducia in Parlamento, rimarrà in carica fino alle elezioni anticipate programmate a ottobre. L'esecutivo dei tecnici aveva sostituito quello formato dalla coalizione di centro destra (Civici democratici, Top 09 e Lidem) guidata dal premier Petr Necas, caduta a giugno in seguito allo scandalo corruzione e abuso di potere.
L'esecutivo dei tecnici di ispirazione zemaniana era stato formato il 10 luglio scorso, contro la volontà della maggioranza in Parlamento.
Dopo la sconfitta di Rusnok alla prova del voto di fiducia e dopo il crollo della fragile maggioranza dei 101 (su 200 in tutto) della vecchia coalizione di centro destra, la Repubblica ceca si dirige verso le elezioni anticipate. Il voto per lo scioglimento del Parlamento è previsto martedì prossimo, 20 agosto.
Zeman ha anticipato di "non tardare a confermare lo scioglimento" per poter procedere ad elezioni anticipate entro 60 giorni.