Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/31528

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le questioni legate alla rimunerazione del credito d'imposta preventiva sono state </p><p>ampiamente analizzate nel 1993 e nel 1994. A quel tempo, il capo del Dipartimento </p><p>federale delle finanze aveva fatto allestire un rapporto completo riguardo all'iniziativa </p><p>parlamentare Reimann Maximilian. Nel rapporto si giunge alle seguenti conclusioni:</p><p></p><p>- Una rimunerazione alle persone fisiche del credito d'imposta preventiva a </p><p>decorrere dal 1° gennaio dell'anno in cui è inoltrata la dichiarazione d'imposta </p><p>costerebbe alla Confederazione circa 130-150 milioni di franchi.</p><p>- In casi di rigore le persone fisiche possono usufruire del rimborso anticipato </p><p>previsto dall'articolo 29 capoverso 2 della legge federale del 13 ottobre 1965 </p><p>sull'imposta preventiva (LIP) e della procedura di notifica disciplinata negli </p><p>articoli 24 - 26 dell'ordinanza d'esecuzione della LIP (OIPrev).</p><p>- Una rimunerazione alle persone giuridiche del credito d'imposta preventiva a </p><p>decorrere dal 1° gennaio dell'anno in cui è inoltrata la dichiarazione d'imposta </p><p>costerebbe alla Confederazione circa 240 milioni di franchi.</p><p>- Non è vero che nell'era dell'informatica una simile rimunerazione potrebbe essere </p><p>introdotta senza grandi problemi. In particolare i Cantoni dovrebbero affrontare un </p><p>grande lavoro di programmazione. Laddove la riscossione e il rimborso delle </p><p>imposte sono gestiti da differenti sistemi informatici, questi ultimi dovrebbero </p><p>essere potenziati in parte anche in modo considerevole. In tutti i Cantoni in cui i </p><p>sistemi sono già al limite delle loro capacità sarebbero necessari considerevoli </p><p>investimenti supplementari.</p><p>- Per quanto riguarda il rimborso dell'imposta preventiva a persone giuridiche, </p><p>quando si prevedono importi elevati da rimborsare, vi è sempre la possibilità dei </p><p>rimborsi per acconti disciplinati nell'articolo 65 OIPrev.</p><p></p><p>Anche se nel suo rapporto il Dipartimento federale delle finanze aveva presentato </p><p>quattro varianti di soluzioni, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio </p><p>nazionale (CET-N) aveva considerato di difficile attuazione la variante con la </p><p>restituzione degli interessi maturati a partire dal 1° gennaio dell'anno in cui veniva </p><p>inoltrata l'istanza di rimborso. Il 16 agosto 1994 decise di elaborare ulteriormente due </p><p>varianti volte ad accelerare il rimborso (cfr. il rapporto della CET-N del 14 novembre </p><p>1995 pubblicato nel Foglio federale 1996 II 237).</p><p>2. Nell'ambito della procedura di consultazione presso i Cantoni la problematica </p><p>legata all'attuazione ha avuto un forte peso. Da 19 Cantoni era giunta l'annotazione </p><p>che se doveva esservi restituzione degli interessi, bisognava trovare una soluzione </p><p>più semplice. In primo piano si trovava la proposta di rimborsare, invece della </p><p>dedotta imposta preventiva del 35 per cento, un importo più elevato del 35,5 o del </p><p>36 per cento.</p><p>Nel suo parere del 28 febbraio 1996 sul citato rapporto della CET-N, il Consiglio </p><p>federale aveva rilevato che l'idea di una rimunerazione forfettaria dei crediti d'imposta </p><p>preventiva non era nuova (FF 1996 II 253). Egli aveva citato un passaggio tratto dal </p><p>messaggio del 18 ottobre 1963 concernente il disegno di legge federale sull'imposta </p><p>preventiva (FF 1963 1556):</p><p>"Ci si può immediatamente domandare se sia giusto ed equo concedere a </p><p>colui che ha dovuto attendere soltanto tre mesi per ottenere il rimborso il </p><p>medesimo interesse come a colui la cui istanza, per esempio, è stata accolta </p><p>quindici mesi dopo la deduzione dell'imposta. Le differenze che senza dubbio </p><p>dovrebbero essere fatte in casi del genere implicherebbero altre </p><p>complicazioni importanti, ritarderebbero i rimborsi e cagionerebbero nuove </p><p>spese, le quali, come l'interesse bonificato, sarebbero per finire sopportate </p><p>dai contribuenti stessi. Anche qui occorre rendersi conto che ogni credito che </p><p>viene fatto valere nei confronti dello Stato deve, in definitiva, essere pagato </p><p>dal cittadino".</p><p></p><p>Sapendo che qualsiasi rimunerazione forfettaria dei crediti d'imposta preventiva </p><p>avrebbe comportato nuove disuguaglianze, il Consiglio nazionale ha respinto l'ultima </p><p>variante citata (Bollettino ufficiale 1996, Sessione primaverile, pag. 214).</p><p></p><p>3. Gli sviluppi succedutisi nel settore del diritto tributario e delle finanze della </p><p>Confederazione hanno comportato le seguenti modifiche essenziali:</p><p>- modifiche della situazione finanziaria della Confederazione;</p><p>- modifiche nel settore del diritto tributario.</p><p></p><p>Per quanto riguarda la situazione finanziaria della Confederazione si può </p><p>fortunatamente asserire che essa è decisamente migliorata. Ne consegue che, come </p><p>giustamente rilevato dall'autore della mozione, vengono avanzate molte nuove </p><p>richieste. Per questo motivo il Consiglio federale ha optato per una visione d'insieme </p><p>e propone di non ripartire gli sgravi nel settore delle imposte correggendo singoli </p><p>dettagli, di per sé auspicabili, bensì di concentrarli laddove essi sono particolarmente </p><p>necessari. Il pacchetto fiscale 2001 si fonda su questa riflessione.</p><p></p><p>Dalla pubblicazione del rapporto nel 1994, i seguenti elementi del diritto tributario si </p><p>sono evoluti:</p><p>- Numerosi Cantoni sono passati alla tassazione postnumerando. Spesso, a </p><p>seguito di questo cambiamento, l'imposta preventiva è considerata un'imposta </p><p>cantonale e comunale pagata in anticipo e quindi frutta interessi.</p><p>- Per le persone giuridiche sono stati introdotti miglioramenti nell'ambito dei </p><p>rimborsi per acconti. Chi, ad esempio, incassa dividendi da partecipazioni </p><p>esclusivamente nel primo trimestre, riceve già alla fine di questo primo trimestre </p><p>un importante acconto del rimborso.</p><p>- Per le persone giuridiche sono state sensibilmente ampliate le possibilità di </p><p>ricorrere alla procedura di notifica. Se una società di capitali o una cooperativa </p><p>partecipa direttamente al 20 per cento del capitale sociale o azionario di un'altra </p><p>società, essa può ordinarle di optare per la procedura di notifica anziché versare </p><p>l'imposta preventiva.</p><p></p><p>4. A seguito di questi sviluppi la questione legata alla rimunerazione del credito </p><p>d'imposta preventiva si è pacata.</p><p></p><p>Un obbligo di rimunerazione generale della Confederazione avrebbe ampie </p><p>conseguenze sulle disposizioni in materia di riscossione delle imposte e quindi sulla </p><p>tesoreria dei Cantoni.</p><p></p><p>Una rimunerazione a decorrere dal 1° gennaio dell'anno civile in cui è stata </p><p>presentata l'istanza di rimborso avrebbe conseguenze urtanti segnatamente quando </p><p>una persona fisica o giuridica inoltrasse l'istanza di rimborso soltanto verso la fine </p><p>dell'anno XY, ma riceverebbe gli interessi già a partire dal 1° gennaio di quello stesso </p><p>anno.</p><p></p><p>Una rimunerazione comporterebbe inoltre considerevoli investimenti nell'EED ed </p><p>elevati costi di realizzazione, da cui né le persone fisiche né le persone giuridiche </p><p>trarrebbero un vantaggio diretto. Pertanto, il Consiglio federale respinge una </p><p>rimunerazione non soltanto perché ritiene che i mezzi in questione siano meglio </p><p>utilizzati per sgravi fiscali nell'ambito del pacchetto fiscale 2001, ma soprattutto </p><p>perché una rimunerazione a partire dal 1° gennaio in molti casi comporterebbe </p><p>favoritismi ingiustificati e sarebbe in contraddizione con un importante obiettivo della </p><p>legislazione tributaria che consiste nell'introdurre semplificazioni e nel sopprimere </p><p>regolamentazioni poco chiare.</p><p>Attualmente, in seno alla Commissione di esperti "Imposizione delle imprese neutrale </p><p>nella forma giuridica" (ERU) sono sviluppati modelli che permetteranno di rivedere la </p><p>valutazione della doppia imposizione economica e quindi, almeno in parte, anche il </p><p>trattamento del pagamento dei dividendi. Il Consiglio federale ritiene che - </p><p>nell'interesse di un miglioramento a lungo termine della giustizia e dell'attrattiva della </p><p>piazza finanziaria - simili modifiche fondamentali dell'ordinamento debbano ricevere </p><p>l'assoluta priorità e che non si debbano operare correzioni a singoli dettagli del </p><p>sistema vigente.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.