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Principi fondamentali della politica dei premi
Ogni assicuratore deve determinare autonomamente i premi nell’assicurazione delle cure medico-sanitarie necessari per coprire le proprie spese. In linea di principio, gli assicurati di un determinato assicuratore devono versare lo stesso premio: non devono versare premi differenziati in funzione di diversi fattori di rischio (ad es. l’età, il sesso, lo stato di salute), né in base al reddito. Un’eccezione è costituita dalla riduzione del premio pari ad almeno il 50 percento per bambini e giovani adulti in formazione. Il sistema dei premi individuali rafforza la responsabilità personale degli assicurati, nonché la trasparenza del sistema sanitario e dei costi.
I premi seguono l’andamento dei costi delle prestazioni. Il sistema di ripartizione impedisce che si accumulino deficit a carico delle generazioni future, permettendo comunque una gestione solidale e socialmente responsabile dell’onere finanziario. Attraverso la riduzione individuale dei premi accordata dai Cantoni e sostenuta dalla Confederazione, le persone di condizione economica modesta ricevono un aiuto finanziario: in questo modo, la politica finanziaria corregge quando necessario i premi individuali. Nel 2013 la riduzione dei premi è stata pari a 4 miliardi di franchi, cioè 1'500 franchi pro capite, il 58 percento della media dei premi annuali. Hanno diritto a una riduzione dei premi 2,2 milioni di persone, ovvero circa il 30 percento di tutti gli assicurati.
Sono ammesse differenziazioni regionali dei premi di un assicuratore, perché i costi sanitari variano da una regione all’altra e dipendono dalle misure di politica sanitaria adottate a livello cantonale. A seconda della situazione, può anche verificarsi che all’interno dello stesso Cantone coesistano due o tre regioni di premio. L’UFSP determina le regioni di premio per tutti gli assicuratori malattie. Una moderata differenziazione regionale dei premi risponde al principio di causalità.
Nell’assicurazione sociale contro le malattie le spese devono essere coperte dalle entrate correnti secondo il metodo di ripartizione delle spese. Gli assicuratori devono fissare i premi in modo da riuscire a coprire le prestazioni dovute per il periodo in questione. Essi devono garantire l’equilibrio tra le entrate e le uscite per un periodo di due anni.
L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è competente per l’approvazione delle tariffe dei premi degli assicuratori malattie. Gli assicuratori devono inoltrare le tariffe dei premi per l’approvazione al più tardi cinque mesi prima della loro applicazione. Nella procedura di approvazione dei premisi è verificato ripetutamente che l’UFSP abbia approvato tariffe che non coprivano i costi. Ciò genera una distorsione della concorrenza tra gli assicuratori e produce correzioni dei premi per gli anni successivi che sono politicamente indesiderate, esose sotto il profilo amministrativo e in parte gravose per gli assicurati.
La partecipazione ai costi degli assicurati consiste in un contributo fisso annuale da poter scegliere liberamente tra sei livelli di aliquote differenziate (franchigia), un’aliquota percentuale pari al 10 percento dei costi eccedenti la franchigia e un contributo giornaliero ai costi di degenza ospedaliera pari a 15 franchi.
Quale obiettivo si prefigge la politica?
Nel rapporto “Sanità2020”, il Consiglio federale s’impegna in nome delle “pari opportunità” a “preservare la sostenibilità finanziaria del sistema sanitario aumentandone l’efficienza”. Con ciò intende una “stabilizzazione della crescita dei costi nel settore dei medicamenti, un rafforzamento delle tariffe forfettarie a discapito di quelle per singola prestazione e una concentrazione della medicina altamente specializzata”. La sua intenzione è richiedere un rafforzamento dell’influenza statale e un ampliamento delle competenze in materia di direzione strategica per la Confederazione e, in parte, anche per i Cantoni. Non sono presenti né incentivi per un comportamento economico, né elementi di vera concorrenza nella lotta contro l’esplosione dei costi sanitari e quindi anche contro l’aumento costante dei premi dell’assicurazione malattie.
Il Consiglio federale ha altresì annunciato una semplificazione del sistema dell’assicurazione malattie, anche tramite la soppressione o riduzione delle regioni di premio intracantonali, nonché l’attuazione di correzioni delle franchigie.
Visana…
- invita ad adottare misure stringenti contro gli aumenti dei costi sanitari che includano principalmente elementi di concorrenza e non un rafforzamento dell’influenza statale e delle regolamentazioni (libertà contrattuale, budget globali, interazione dei fornitori di prestazioni a livello regionale, finanziamento monistico, eliminazione delle incompatibilità tra i molteplici ruoli dei Cantoni, negoziazioni dirette dei prezzi tra industria farmaceutica e assicuratori malattie);
- punta su una politica sostenibile dei premi, lasciando immutato l’attuale sistema dei premi individuali invece di puntare su premi che alimentano il dumping e insufficienti coperture nell’assicurazione delle cure medico-sanitarie;
- chiede che l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) approvi solo premi che coprono i costi e che vengano impedite correzioni dei premi a posteriori;
- esige che la politica non utilizzi impropriamente le riserve come elementi di direzione strategica dei premi;
- pretende una verifica del sistema delle riduzioni dei premi, in costante peggioramento;
- richiede un aumento della partecipazione ai costi e un adeguamento al rincaro (aliquota percentuale e franchigia) per rafforzare la responsabilità individuale degli assicurati;
- respinge le limitazioni previste per le franchigie, poiché minano l’autoresponsabilità e la solidarietà, in particolare perché coinvolgono assicurati sani e giovani e le famiglie e perché rappresenta un altro passo indesiderato verso una soluzione unica statale.
- incoraggia la possibilità per gli assicuratori di negoziare contratti pluriennali vincolanti, al fine di lanciare un segnale contro i costosi cambi di assicurazione annuali;
- esorta la soppressione degli adeguamenti annuali dei premi e l’attuazione di tali adeguamenti solo in presenza di una necessità aziendale, pratica quest’ultima che gli assicuratori privati adottano da anni nell’interesse generale;
- promuove la richiesta di verifica / semplificazione delle regioni di premio, pur esigendo che le stesse continuino a essere determinate in base a calcoli oggettivi e verificabili e che si tralascino soluzioni univoche dissimulate;
- attua coerentemente programmi propri volti al miglioramento dell’efficienza, rigidi controlli delle fatturazioni e severe negoziazioni tariffali, riduce al minimo i costi amministrativi a vantaggio degli assicurati (sotto il 5 percento, con tendenza al ribasso) e contribuisce a non sottoporre i crescenti costi sanitari a un’ulteriore, inutile pressione.
Come si evolverà la situazione?
La soppressione ovvero l’allentamento dell’obbligo di contratto rimane un tema dell’agenda politica. Adeguamenti di franchigie, aliquota percentuale e durata contrattuale devono essere inseriti nell’agenda. L’efficacia sociopolitica e le conseguenze sui costi della riduzione dei premi devono essere sottoposte a verifica periodica. La procedura di consultazione relativa agli adattamenti delle franchigie si è conclusa il 12 novembre 2015. In seguito a un eco molto negativo, il Consiglio federale ha dovuto sospendere a inizio febbraio 2016 la revisione dell’ordinanza pianificata. Ulteriori accertamenti interni ed eventuali nuove proposte sono attesi per la prima metà del 2017. Il progetto potrebbe dunque anche prendere una direzione, sostenuta da Visana, diversa da quella auspicata dal Consiglio federale. In Parlamento è in sospeso una mozione che esige l’adattamento della franchigia allo sviluppo dei costi dell’assicurazione malattie obbligatoria. Tale mozione ha buone probabilità di essere accettata.