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Con il concetto di «resolvability» s’intende la creazione delle condizioni necessarie affinché, in caso di crisi, una banca di rilevanza sistemica possa essere risanata senza pregiudicare la stabilità finanziaria, oppure possa essere fatta uscire dal mercato attraverso una procedura di fallimento. La resolvability delle banche di rilevanza sistemica attive a livello internazionale (G-SIB) viene valutata con cadenza regolare mediante i seguenti processi istituzionalizzati:
Le valutazioni attuali circa la resolvability delle banche di rilevanza sistemica in Svizzera sono riportate nella Sezione III. Di seguito viene fornita una spiegazione dettagliata dei singoli processi.
Il Comitato per la stabilità finanziaria (Financial Stability Board, FSB), in veste di organo internazionale, ha istituito il Resolvability Assessment Process (RAP), in base al quale le autorità nazionali competenti degli Stati membri del FSB valutano annualmente la resolvability delle proprie G-SIB. Il resolvability assessment è condotto dalla FINMA di concerto con le principali autorità estere rilevanti per le G-SIB svizzere. La FINMA redige ogni anno un rapporto all’attenzione del presidente del FSB in merito allo stato della resolvability, in cui espone i progressi compiuti nel periodo in esame e gli ostacoli rimanenti al suo raggiungimento. Il FSB attinge poi a questi rapporti per elaborare un quadro completo dello stato generale della resolvability di tutte le G-SIB.
La legislazione svizzera in materia di too big to fail (TBTF) prevede un sistema di incentivi con il quale, in un’ottica di miglioramento della rispettiva resolvability globale, le due grandi banche ottengono agevolazioni (i cosiddetti «sconti») sulle esigenze relative al capitale gone concern. Gli sconti sono concessi soltanto sulle esigenze di capitale gone concern per il gruppo e per le case madri, e non hanno ripercussioni sulle esigenze di capitale gone concern delle unità svizzere (UBS Switzerland AG e Credit Suisse (Svizzera) SA). Inoltre, gli sconti non vengono concessi sulle esigenze going concern (cfr. a tale riguardo Esigenze di capitalizzazione per le banche di rilevanza sistemica).
Dal 2016 la FINMA valuta ogni anno l’idoneità delle grandi banche agli sconti sulla base delle misure da esse attuate. Sono premiate con uno sconto solo le misure che vanno oltre i requisiti minimi di legge.
Nell’ambito della propria valutazione, la FINMA deve consultare la Banca nazionale svizzera (BNS). All’occorrenza può inoltre interpellare le autorità estere di vigilanza e di insolvenza.
Nel global resolution plan la FINMA spiega le modalità di esecuzione dell’intervento di risanamento o di liquidazione di una banca da essa ordinato. La FINMA valuta la resolvability delle grandi banche anche in funzione del fatto che esse abbiano attuato o meno le misure preparatorie per la riuscita del piano. A questo scopo, l’Autorità di vigilanza ha definito, in particolare sulla base degli standard internazionali elaborati dal Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB), i requisiti rilevanti in quattro ambiti tematici, i quali risultano in ampia misura in linea con i criteri determinanti per il RAP e per il processo di sconto, creando così coerenza e incentivi orientati nella stessa direzione.
I primi tre ambiti tematici riguardano il decentramento delle dipendenze interne al gruppo e la riduzione di quelle esterne, per esempio nei confronti delle infrastrutture del mercato finanziario. In particolare, il gruppo nella sua totalità e le singole unità non devono, nella misura del possibile, essere compromesse dal dissesto di una società del gruppo o dall’inadempienza di un soggetto terzo. Il quarto ambito tematico si focalizza sulla questione delle capacità operative (capabilities) che le banche devono possedere in modo tale da suffragare in misura sufficiente il piano di resolution della FINMA.