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Rispettando regole e autorizzazioni severe la Svizzera partecipa alla fabbricazione e all’esportazione di materiale bellico come pistole, fucili d’assalto o carri armati. Il finanziamento, la fabbricazione e la commercializzazione di armi atomiche, biologiche e chimiche, mine antiuomo o bombe a grappolo sono invece vietati per legge.
L’iniziativa ritiene la legge attuale insufficiente: intende così vietare il finanziamento di tutto il materiale bellico, senza distinzione. Sarebbero vietati non solo la concessionedi crediti alle aziende che producono armi ma anche la detenzione di azioni e prodotti finanziari legati ad aziende che producono materiale bellico. Nota bene: l’iniziativa considera produttore di materiale bellico ogni azienda che realizza oltre il 5% della sua cifra di affari annua dalla produzione di armi. La Svizzera dovrebbe inoltre impegnarsi affinché questo divieto sia applicato in tutto il mondo a banche e assicurazione.
Pur comprendendo le motivazioni del comitato d’iniziativa, Consiglio federale e Parlamento ritengono che l’iniziativa non garantirebbe la diminuzione della produzione di armi, né il numero di conflitti nel mondo. Inoltre, le conseguenze economiche e finanziarie per la Svizzera sarebbero dannose, cosi come per la previdenza vecchiaia e l’AVS/AI - che vedrebbero ridursi le loro possibilità d’investimento -, o per l’industria e le PMI - che secondo i criteri dell’iniziativa potrebbero venir considerati produttori di materiale da guerra e di conseguenza privati di finanziamenti.