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BERNA - Dal 2018, le donne al beneficio dell'invalidità non dovrebbero più essere discriminate in caso di maternità. Tenendo conto di una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), il Consiglio federale ha rivisto la prassi in materia abolendo le disparità generate dal cosiddetto "metodo misto" di calcolo delle rendite.
Nel febbraio 2016, i giudici di Strasburgo - in una sentenza poi confermata nel luglio successivo dalla stessa CEDU dopo un ricorso della Confederazione - avevano dato ragione a un'assicurata sangallese a cui l'Assicurazione per l'invalidità (AI) aveva soppresso la rendita dopo la nascita di due gemelli.
L'AI si era fondata sul "metodo misto" che si applica agli assicurati che lavorano a tempo parziale. È un sistema di calcolo complesso in cui vengono accertati separatamente e poi ponderati i gradi di invalidità per l'attività lucrativa da un lato e per i compiti domestici e famigliari (le cosiddette "mansioni consuete") dall'altro. Utilizzandolo, l'AI aveva deciso che la donna non avesse più diritto ad alcuna rendita dopo la nascita dei figli.
Metodo discriminatorio - Il "metodo misto", politicamente controverso già ben prima della sentenza della CEDU, per sua natura molto spesso penalizza i lavoratori a tempo parziale. A questi ultimi viene di regola riconosciuto un grado di invalidità inferiore a quello di un assicurato con un'invalidità lucrativa al 100% al momento dell'apparizione dell'infermità. In un rapporto del luglio 2015, il Consiglio federale riconosceva il problema e precisava che il metodo di calcolo è applicato nel 98% dei casi a donne.
La sentenza di Strasburgo aveva costretto il Tribunale federale a modificare la sua giurisprudenza lo scorso dicembre con una sentenza relativa alla madre sangallese. Da allora ha ribadito la sua prassi in altri tre casi di donne discriminate.
La modifica dell'ordinanza, che entrerà in vigore il prossimo primo gennaio, intende mettere fine a questa disparità di trattamento. In base al nuovo metodo di calcolo, i gradi di invalidità per l'attività lucrativa e per le "mansuete consuete" continueranno a essere rilevati separatamente, ma i due ambiti saranno ponderati allo stesso modo, indica una nota governativa odierna.
16'200 persone - Il nuovo modello di calcolo, oltre a soddisfare gli imperativi della CEDU, dovrebbe permettere a circa 16'200 persone di ottenere una rendita più elevata, il che genererà spese supplementari di circa 35 milioni di franchi all'anno. Gli uffici AI riesamineranno sistematicamente tutti i casi.
Saranno quindi prese in considerazione anche le persone per le quali dall'applicazione dell'attuale "metodo misto" è derivato un grado di invalidità inferiore al 40% e a cui finora non era accordato il diritto a una rendita.
Poiché non sarà effettuata una revisione d'ufficio, il Consiglio federale raccomanda alle persone interessate di inoltrare una nuova richiesta al competente ufficio AI il più rapidamente possibile. Per loro non è possibile formulare una stima attendibile delle maggiori spese poiché mancano i dati necessari, precisa ancora la nota.