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BELLINZONA - Al processo in corso al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona, il Ministero pubblico della Confederazione ha chiesto una pena di 36 mesi per Jérôme Valcke, l'ex segretario generale della Federazione internazionale di calcio (FIFA) accusato di amministrazione infedele aggravata, falsità in documenti e corruzione passiva.
L'accusa ha comunque ammesso l'eventualità di una parte della pena con la condizionale per Valcke e i due co-imputati: il presidente di Paris Saint-Germain Nasser Al-Khelaifi e un uomo d'affari greco. Per questi ultimi due il procuratore federale Joel Pahud ha chiesto rispettivamente 28 e 30 mesi, per istigazione all'amministrazione infedele e corruzione.
Pahud ritiene che Valcke abbia tradito la grande fiducia riposta in lui dalla FIFA in quattro occasioni. Ha violato le regole che lui stesso aveva contribuito a mettere in atto. Inoltre, si è lasciato corrompere tre volte, distorcendo la concorrenza per 789 milioni di franchi in relazione all'assegnazione dei diritti televisivi per diversi campionati mondiali e altre competizioni FIFA.
Sono infrazioni gravi, ha detto. Il procuratore ha invece considerato una violazione "basso-media" per le due falsità in documenti commesse a favore della sua società Sportunited.
«Valcke ha sofferto professionalmente negli ultimi anni. Non ha trovato lavoro dopo la FIFA», ha sottolineato il pubblico ministero, secondo il quale l'imputato ha pagato personalmente a caro prezzo e ciò è un'attenuante.