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La Swiss Football League ha presentato le sue misure contro la violenza negli stadi: perquisizioni e controlli d'identità
Alla Swiss Football League (SFL) il concordato contro la violenza negli stadi elaborato dai cantoni non piace. Oggi ha presentato misure volte ad attenuarne gli effetti. In particolare, per evitare che ogni partita sia sottoposta ad autorizzazione, la SFL propone perquisizioni dei tifosi e controlli d'identità più severi.
All'inizio di febbraio, la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) ha presentato un nuovo concordato per mettere fine alla violenza dentro e fuori dagli stadi. Tra le nuove misure introdotte dai cantoni figura l'obbligo di sottomettere ad autorizzazione ogni partita. Stando al testo, il via libera cantonale può essere completato di volta in volta da misure per inquadrare i tifosi, limitare la vendita di bevande alcoliche o rafforzare i controlli all'ingresso. La SLF aveva manifestato la sua opposizione al concordato e chiesto alla CDDGP di limitarsi alle partite a rischio.
La controproposta della SFL prevede il rafforzamento delle perquisizioni dei fan e della sorveglianza durante le sfide della lega superiore, facendo ad esempio ricorso a telecamere di alta qualità identiche in tutti gli stadi. Lo scopo principale è di evitare l'utilizzazione di razzi pirotecnici, ha precisato in una conferenza stampa a Berna Christian Schöttli, responsabile della sicurezza presso la SFL. Altri provvedimenti riguardano il controllo dei sostenitori delle squadre all'arrivo e alla partenza in treno. La prevenzione per l'associazione sportiva passa anche attraverso misure architettoniche o il divieto di portare maschere.