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Quasi all'unanimità (334 voti a 2 e 2 astensioni), il partito raccomanda di bocciare l'iniziativa "Più abitazioni a prezzi accessibili", che sarà posta in votazione il 9 febbraio. Per l'UDC il testo nuoce al diritto della proprietà privata iscritto nella Costituzione federale.
L'intervento dello Stato in questo ambito non è necessario, ha commentato il consigliere nazionale Hansjörg Knecht (UDC/AG). Le forze del mercato bastano a regolare il settore, ha aggiunto, facendo notare che negli ultimi 20 anni non c'è mai stato un numero così elevato di alloggi vuoti come ora.
Il bisogno di appartamenti è cresciuto in particolare a causa dell'aumento di abitanti dovuto alla forte immigrazione, ha da parte sua rilevato il consigliere federale Ueli Maurer. Con i bassi tassi di interesse è diventato più facile costruire e oggi ci sono troppi alloggi, ha aggiunto il presidente della Confederazione.
Invitato a difendere il "sì" all'iniziativa, il consigliere nazionale Louis Schelbert (Verdi/LU) non è riuscito a convincere i delegati. Egli ha ricordato che c'è ancora una penuria di alloggi, in particolare nelle città e negli agglomerati e che gli affitti sono cresciuti in media di circa il 30% in Svizzera tra il 2005 e il 2016.
L'iniziativa, lanciata dall'Associazione Svizzera Inquilini (ASI) chiede a Confederazione e Cantoni di promuovere la costruzione di alloggi a pigione moderata e a evitare progetti speculativi sul poco spazio edificabile rimasto. Il testo prevede inoltre che il 10% degli alloggi di nuova edificazione siano di proprietà di enti pubblici.
(sda/ats)