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ORBE - Non si tratterebbe di omicidio. O perlomeno questo è quanto emerge dal risultato dell’autopsia eseguita sulle spoglie della donna ritrovata lo scorso ottobre sotterrata in un’abitazione a Orbe, nel canton Vaud. E così l’ex marito della donna - reo confesso dell’occultamento del cadavere - ha potuto tornare in libertà in quanto, come confermato dal procuratore Laurent Contat, «le condizioni per la detenzione non sussistono più». L’inchiesta in ogni caso non si arresta in quanto il cinquantenne potrebbe ancora essere accusato di turbamento della pace di un defunto.
Lo scorso ottobre, la polizia aveva rinvenuto la salma della 55enne in uno spazio ricavato sotto la scalinata che conduceva al seminterrato dell’abitazione dell’ex marito. A segnalare alle autorità dove trovare il corpo della donna fu la figlia dopo che lo stesso padre - che in un primo momento l’aveva rassicurata dicendole che la madre era partita in vacanza in Corsica - ammise di aver nascosto il cadavere, indicandole inoltre il luogo esatto della sepoltura.
Unico sospettato, l’uomo fu quindi accusato di omicidio, omissione di soccorso e di turbamento della pace dei defunti e si difese affermando di aver trovato il corpo della ex moglie dopo che questa si era impiccata. I due, che assieme avevano due figli, erano separati da anni ma continuava a vivere sotto lo stesso tetto.