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Lo scandalo sulle emissioni anti smog rivelato la scorsa settimana dalla Mitsubishi Motors, potrebbe costare alla compagnia giapponese l'intero utile per l'anno fiscale 2015, pari a oltre 100 miliardi di yen (800 mln di euro).
È quanto sostengono gli analisti interpellati dalla Jiji Press, che mettono a confronto le stime sull'utile consolidato dell'anno concluso a marzo, e le spese presunte che l'azienda dovrà affrontare solo per i 4 modelli di minicar coinvolti nelle manipolazioni di cui si ha conferma.
Dopo aver rivelato la scorsa settimana metodi inadeguati per i test anti smog su 4 modelli di mini car, per un totale di 625.000 vetture, il gruppo auto nipponico ha ammesso che la pratica scorretta è stata adottata per almeno 25 anni, a partire dal 1991.
I costi di maggiori danni legati a rimborsi sembrano prendere più consistenza man a mano che aumenta il numero dei modelli inquadrati nelle falsificazioni dei dati. Alcuni analisti ritengono che i modelli possano essere almeno una dozzina, che significherebbe milioni di vetture.
Il costruttore auto dovrà inoltre pagare le tasse e restituire le sovvenzioni accordate dal governo per le erronee indicazioni riportate. Un portavoce del ministero dei Trasporti giapponese ha dichiarato che il governo sta acquisendo maggiori informazioni e ha istituito una task force con allo studio misure per prevenire il verificarsi di queste contingenze.
sda-ats