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“Stimo che in Svizzera il 30% dei tessili offerti resta invenduto e viene bruciato”. Lo afferma Andrea Weber-Hansen, professoressa alla scuola universitaria professionale di Lucerna (HSLU), in un intervista rilasciata al periodico K-Tipp.
Un commerciante ha confermato alla rivista che i negozi non vendono circa un terzo della merce nuova. Un altro terzo trova un compratore solo con uno sconto, e solo un terzo viene venduto al prezzo originale. Dopo due anni nell’outlet, gli abiti vengono eliminati, per proteggere i prezzi. Molti rivenditori acquistano quantità maggiori di quelle che possono smerciare in quanto il costo unitario di un capo di abbigliamento è molto più conveniente quando ne vengono ordinati tanti.
Per gli impianti di incenerimento elvetici l’accettazione di merci nuove di zecca è cosa di routine, anche perché bruciare i vestiti è relativamente molto economico. Stando all’UE, nel 2021 sono stati distrutti indumenti per un valore di 2,9 miliardi di franchi. In Francia dal 2022 è vietato distruggere vestiti nuovi.
SEIDISERA del 26.11.2022 - Sprechi nella moda, l'approfondimento di John Robbiani
- 26.11.2022
- 17:12