Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01081.jsonl.gz/1459

Anche direttore della clinica cardiovascolare, è sospettato di negligenze nella ricerca e di aver fatto i suoi interessi
ZURIGO - L'Università di Zurigo ha avviato un'indagine sul direttore della clinica cardiovascolare dell'Ospedale universitario, da giorni al centro di critiche per un conflitto d'interessi sull'uso di protesi cardiache di aziende in cui ha interessi finanziari.
Il primario, che è anche professore all'Università, è inoltre sospettato di avere abbellito il risultato di studi clinici sugli impianti da lui stesso sviluppati. Su richiesta dell'agenzia Keystone-ATS, la direzione dell'Università ha annunciato oggi l'apertura di un procedimento amministrativo per presunte negligenze nella ricerca scientifica.
L'indagine, affidata a esperti esterni, dovrà chiarire se l'integrità scientifica delle sue pubblicazioni è garantita e si occuperà pure delle relazioni d'interesse con aziende esterne e delle occupazioni accessorie del professore.
L'inchiesta del Tages Anzeiger - l conflitto d'interessi è stato rivelato venerdì scorso dal Tages Anzeiger, che in base a sue ricerche ha avuto accesso ai risultati di una precedente inchiesta ordinata dai responsabili dell'Unispital. L'inchiesta ha evidenziato irregolarità che riguardavano le informazioni ai pazienti, la documentazione sugli studi clinici e i rapporti con le autorità.
Il quotidiano zurighese ha riferito in particolare di un'operazione eseguita nel giugno del 2016 su una paziente di 74 anni dal professore che dal 2014 dirige la clinica cardiovascolare. Alla donna fu impiantata una fascia della valvola tricuspide ("Cardioband tricuspid") sviluppata dal professore.
Il nastro, stretto con un filo dopo l'ancoraggio, avrebbe dovuto scongiurare le perdite della valvola cardiaca. L'intervento fu presentato, con tanto di comunicato stampa e video dell'operazione, come il primo successo a livello mondiale «di riparazione di una valvola tricuspidale con una nuova tecnologia che utilizza un catetere».
Tutto sembrò in effetti funzionare, ma dopo l'intervento il filo che doveva stringere il nastro si ruppe e dopo due giorni fu accertato che la donna continuava ad avere una grave insufficienza a livello della valvola tricuspide.