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Circa 2000 persone si sono ritrovati davanti all'Opera House di Sydney per protestare contro l'uso delle sue iconiche "vele" come cartellone pubblicitario per la corsa di cavalli "The Everest".
La cors in programma sabato prossimo è annunciata come la più ricca al mondo con un premio di 13 milioni di dollari australiani (8 milioni di euro).
Gli organizzatori di Racing NSW hanno proiettato 20 minuti di riprese del sorteggio delle posizioni di partenza dei cavalli, ma non appena le vele si sono illuminate la folla ha gridato slogan disturbando la proiezione puntandovi contro raggi laser e torce. Il programma era di proiettare dal vivo l'estrazione a sorte, ma Racing NSW ha preferito condurlo prima in segreto nel timore che la protesta disturbasse la promozione e ha sospeso le scommesso fino alla proiezione dei risultati.
Il governo del New South Wales ha fatto scattare dure polemiche nei giorni scorsi dopo aver revocato la decisione della direzione dell'Opera House di non permettere che l'iconico edificio, parte del patrimonio mondiale UNESCO, fosse usato per un evento strettamente commerciale. In pochi giorni sono state raccolte quasi 300 mila firme per una petizione a favore del divieto, mentre per gli attivisti contro il gioco d'azzardo la vicenda è la dimostrazione del potere politico della lobby delle corse di cavalli e delle scommesse.
Le vele sono state usate in passato per promuovere eventi culturali o sportivi ma non commerciali, oltre ad essere l'attrazione principale con le sue fantasiose immagini in movimento nell'annuale Vivid Festival di luci notturne. E l'Heritage Council del New South Wales, che ha funzioni di consulenza al governo, aveva consegnato una dura lettera alla premier Gladys Berejiklian esprimendo "estremo disappunto" per la decisione di "trasformare in cartellone pubblicitario un capolavoro internazionale di architettura".