Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/217121

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare l'opportunità di fornire un sostegno statale ai progetti di cooperazione internazionale di organizzazioni non governative (ONG) che hanno partecipato a campagne politiche e di interrompere il flusso di fondi federali in caso di violazioni degli standard generali a cui devono attenersi le attività no profit in materia di propaganda politica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale definisce le principali caratteristiche delle ONG nella sua risposta del 24 febbraio 2021 all'interpellanza Bourgeois 20.4501 "Trasparenza nel sostegno finanziario delle ONG da parte della Confederazione". Nel suo parere del 18 novembre 2020 alla mozione Noser 20.4162 "L'esenzione fiscale per scopi di pubblica utilità delle persone giuridiche che perseguono obiettivi politici è giustificata?", il Consiglio federale stabilisce che, se non è di misura tale da attribuire un profilo politico all'intera organizzazione, l'attività politica non è di ostacolo all'esenzione fiscale. Finanziare campagne politiche e attività lobbistiche con fondi della Confederazione era e resta esplicitamente vietato, ma ciò non esclude che le ONG, in quanto parti della società civile, partecipino alla vita politica del Paese, a prescindere dal fatto che ricevano o no fondi della Confederazione. Una società civile forte e variegata è un aspetto caratterizzante della cultura politica svizzera.</p><p>Conformemente alle rispettive basi legali, la Confederazione collabora con le ONG in diversi ambiti, ad esempio nel contesto delle politiche in materia di sanità, migrazione, agricoltura, ricerca, ambiente e vecchiaia. Le ONG si occupano dell'adempimento di compiti a cui la Confederazione ha interesse, conformemente alla legislazione in materia di sussidi, o di compiti su incarico della Confederazione, come disciplinato dal diritto concernente gli acquisti pubblici. Il lavoro delle ONG svizzere rappresenta un imprescindibile contributo all'attuazione della cooperazione internazionale (CI), anche grazie al loro impegno di lungo termine e alla loro esperienza, al loro radicamento capillare nella società svizzera, in cui godono di ampia fiducia, alla loro collaborazione con i Comuni, i Cantoni, le scuole universitarie e il settore privato del nostro Paese, alla promozione del volontariato nonché alla sensibilizzazione alle sfide dello sviluppo sostenibile. Il Consiglio federale non vede motivi di escludere dai finanziamenti della Confederazione le ONG che operano nella CI e che rappresentano i loro interessi anche da un punto di vista politico, né di trattarle diversamente da quelle attive in altri settori della politica.</p><p>In un singolo caso, nel 2020 una ONG ha utilizzato illecitamente alcuni contributi di programma della DSC per una campagna di voto. I fondi sono stati restituiti e il loro utilizzo da parte di detta ONG è attualmente oggetto di una verifica globale; sulla base dei relativi risultati, la DSC deciderà se continuare la collaborazione [v. risposta del Consiglio federale del 24 febbraio 2021 all'interpellanza Schneider-Schneiter 20.4611 "Caso "Solidar" e conseguenze per la cooperazione internazionale (CI)"]. Tutte le altre ONG hanno confermato di non aver utilizzato fondi della DSC per attività lobbistiche o campagne politiche in Svizzera. Il chiarimento repentino di questo caso, ottenuto mediante un impegno attivo, mostra che i meccanismi di controllo della DSC funzionano.</p><p>Nessun altro settore politico viene sottoposto a tante valutazioni quanto la CI. In tutto, negli ultimi 12 anni, i contributi di programma della DSC sono stati esaminati sei volte dalla Commissione della gestione e dal Controllo federale delle finanze (CDF), le ultime nel 2017, nel 2019 e nel 2020. Gli organismi di verifica sono stati sempre soddisfatti dai risultati dei controlli. Il CDF eseguirà la prossima verifica delle sovvenzioni nel 2021.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.