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La società californiana vuole scegliere quali giornali avere nella futura sezione "notizie". Intanto, New Media Investment Group e Gannett preparano la fusione.
I social network sono ormai diventati uno dei più grandi canali di trasmissione per le notizie scritte dai giornali, i quali cercano di sfruttare i nuovi media per attrarre lettori. Allo stesso tempo, però, i giganti del web si accaparrano buona parte degli introiti pubblicitari, un tempo destinati ai media tradizionali. Basti pensare che, come riportato dall'edizione digitale del Corriere della Sera, "Facebook e Google lo scorso anno si sono accaparrati da soli il 60% di tutti gli introiti derivanti dal traffico pubblicitario digitale negli Stati Uniti".
Facebook starebbe generosamente cercando di controbilanciare questa tendenza monopolistica, "offrendo ai principali giornali 3 milioni di dollari l'anno per i diritti a pubblicare i loro articoli". Secondo le informazioni fornite dal Wall Street Journal, l'offerta di Facebook sarebbe stata fatta a Washington Post, Abc News, Bloomberg e al medesimo Wall Street Journal.
Mark Zuckerberg e la sua società, però, difficilmente deciderebbero di fare beneficenza a importanti strutture mediatiche. Infatti, come rilevato dal Corriere della Sera, in ballo vi sarebbe "una nuova sezione notizie, in cui far convergere tutte quelle prodotte dai media partecipanti all'iniziativa (non si sa ancora chi abbia accettato): un modo in più per tenere gli utenti il più a lungo possibile sulla piattaforma".
A sconvolgere il mondo dell'editoria statunitense, però, vi è anche la notizia della fusione tra due dei più importanti gruppi mediatici: la New Media Investment Group e la Gannett. Come indicato dal Corriere della Sera, "la singola, nuova, società possiederà un giornale su sei di tutti quelli stampati in America". Business Insider, invece, ha sottolineato come "la fusione creerà una mega-compagnia che sarà proprietaria di 263 testate nel Paese, senza contare centinaia di settimanali. La tiratura si aggirerà intorno agli 8,7 milioni di copie: una cifra enorme considerato che la seconda più grande società di pubblicazioni arriva a 1,7 milioni".