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Altre tre aziende impegnate nei trasporti pubblici hanno beneficiato di sovvenzioni troppo elevate. Le imprese in questione, come si è appreso oggi, giovedì, sono i Trasporti pubblici friburghesi (TPF), la Bus Ostschweiz AG e la funicolare St. Imier-Mont Soleil.
Le rispettive procedure di rimborso, secondo quanto riferito in una nota dall'Ufficio federale dei trasporti (UFT), "sono già avviate o in preparazione". L'importo complessivo ammonta a quasi 12 milioni di franchi più interessi.
Per TPF è stata riscontrata una mancata contabilizzazione delle entrate da pubblicità e dei ricavi da assicurazioni. L'impresa ha così riscosso in una decina d'anni sussidi eccessivi per quasi 6 milioni di franchi. Più articolato il discorso per Bus Ostschweiz AG, che nel 2020 aveva venduto bus totalmente ammortizzati ad un'affiliata: quest'ultima però, fra il 2012 e il 2019, aveva noleggiato gli stessi veicoli a costi eccessivi alla sovvenzionata società madre. Il sospetto ora, secondo l'UFT, è che questo sistema sia stato escogitato "per aggirare l'esplicito divieto di ammortamento sotto lo zero, in vigore dal 2011". In ogni caso ne derivano danni quantificabili per circa 5 milioni e mezzo di franchi, oltre agli interessi. Circa infine la funicolare, sono state accertate irregolarità contabili e indizi su "sovvenzionamenti trasversali a carico di comparti beneficiari di indennità".
Dopo il clamore del caso AutoPostale, emerso nel 2018, UFT e cantoni hanno accertato sovvenzioni eccessive anche presso le FFS, la BLS e Verkehrsbetriebe Luzern. La maggior parte degli importi in questione, per circa 300 milioni di franchi, è già stata restituita alla Confederazione e ai cantoni.