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ZURIGO - Elezioni cantonali il 24 marzo a Zurigo con un occhio alle federali d'ottobre. In Gran consiglio è in gioco la maggioranza borghese. Nell'esecutivo si liberano due poltrone su sette - una del PLR e una dell'UDC - e si avrà probabilmente una maggioranza di donne.
Due settimane prima delle elezioni in Ticino, i risultati delle cantonali zurighesi sono visti come un test in vista del 20 ottobre. Quattro anni fa, la corsa per i 180 seggi del parlamento aveva decretato la netta ripresa del PLR, salito per la prima volta in 20 anni di 4,4 punti al 17,3% delle preferenze, e la conferma dell'UDC come partito di maggioranza relativa al 30%. Sei mesi più tardi, UDC e PLR erano risultati i principali vincitori delle elezioni federali.
Nel Gran consiglio zurighese, i 54 seggi dei democentristi, sommati ai 31 dei liberali-radicali e ai 5 dell'Unione democratica federale (UDF), danno a questi tre partiti la metà esatta di 90 voti. L'attuale maggioranza di centro-destra tiene conto anche dei 9 deputati PPD, che a livello cantonale sono considerati alleati dei partiti borghesi.
Al centro i verdi-liberali (PVL) controllano 14 seggi, gli evangelici (PEV) 8 e i borghesi-democratici (PBD) 5. A sinistra il PS ha 36 deputati, i Verdi 13 e la Lista alternativa (AL) 5.
Quattro anni fa, l'avanzata dei liberali-radicali era avvenuta soprattutto a scapito dei Verdi (scesi di 2,9 punti all'8%) e dei verdi-liberali (-2,7, pure all'8%).
La questione climatica, ma anche la progressiva urbanizzazione degli agglomerati sono alcuni dei fattori che fanno pensare ad un possibile riorientamento delle forze. Basti pensare che alle "comunali" di un anno fa, l'UDC ha perso un sesto dei suoi seggi nei legislativi dei 13 comuni più grandi.
Gli osservatori non escludono peraltro possibili travasi di consensi del PS verso i Verdi, la sinistra alternativa (AL) o il PVL. Gli elettori di centro-sinistra potrebbero ad esempio seguire l'esempio di Chantal Galladé, che dopo 15 anni da consigliera nazionale per il PS ha deciso una settimana fa di lasciare il partito e di passare ai verdi-liberali, in aperto contrasto con la posizione della sinistra del PS e dei sindacati, contrari all'accordo quadro con l'Ue.
Verso maggioranza donne in governo - Nel governo cantonale, le sette poltrone sono attualmente ripartite fra due rappresentanti dell'UDC, due del PLR, due del PS e una PPD. Due consiglieri di Stato in carica non si ricandidano: il direttore delle costruzioni Markus Kägi (UDC) e quello della sanità Thomas Heiniger (PLR).
Per confermare il secondo seggio, l'UDC lancia nella corsa la consigliera nazionale Natalie Rickli, 42 anni. Consulente indipendente in comunicazione, a Berna da tre legislature, la Rickli è un'esponente di spicco dell'UDC zurighese e un anno fa si era impegnata in prima fila per l'abolizione del canone radiotelevisivo.
Tutti i sondaggi le danno buone possibilità di venire eletta assieme ai cinque consiglieri di Stato che si ripresentano, fra cui tre donne. Una maggioranza di donne nel consiglio di Stato non sarebbe del resto una prima: era già stato il caso fra il 2003 e il 2007.
Meno scontata è invece la conferma della seconda poltrona del PLR, per la quale è in corsa Thomas Vogler, 47 anni, attuale capo-gruppo dei liberali-radicali in Gran consiglio.
I sondaggi prevedono un testa a testa con il deputato dei Verdi Martin Neukom, 32 anni, meno conosciuto di Vogler, ma molto attivo sui social. In corsa ci sono anche Jörg Mäder (PVL), Walter Angst (AL), Rosmarie Quadranti (PBD), Hanspeter Hugentobler (PEV) e Hans Egli (UDF).
Fra gli uscenti, l'ultimo sondaggio di Tamedia vede in testa il direttore della sicurezza Mario Fehr (PS), a sua volta criticato dall'ala sinistra del suo partito per le sue posizioni rigide in materia di migrazione, ma proprio per questo il candidato che nella votazione maggioritaria dovrebbe raccogliere il maggior numero di consensi anche dai partiti borghesi.
La rielezione sembra vicina anche per il direttore delle finanze Ernst Stocker (UDC) e per le altre tre donne in governo: la responsabile dell'economia Carmen Walker Späh (PLR), la titolare dell'educazione Silvia Steiner (PPD) - che quattro anni fa aveva strappato una poltrona a un Verde - e la direttrice della giustizia Jacqueline Fehr (PS).