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WASHINGTON - «Voglio assicurare a questa commissione e a gli americani che le Poste sono totalmente in grado di consegnare la posta elettorale in modo sicuro e tempestivo. Questo sacro dovere è la mia priorità numero uno tra oggi e l'election day»: lo ha garantito il "postmaster general" Louis DeJoy, il capo delle Poste chiamato a testimoniare al Senato dopo i timori che i suoi tagli al servizio possano compromettere il voto per corrispondenza, associato da Donald Trump ai brogli elettorali.
Nei giorni scorsi il dirigente, travolto dalle polemiche, aveva fatto marcia indietro annunciando la sospensione delle sue modifiche sino alle elezioni.
DeJoy, nominato dal tycoon in maggio, è un grande donatore del partito repubblicano ed è stato il responsabile finanziario della convention repubblicana 2020 sino al nuovo incarico. È finito nel mirino dem anche per possibili conflitti d'interesse, essendo stato il numero uno di una azienda fornitrice delle Poste.