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Cinque persone hanno finora lasciato Ginevra per unirsi alla jihad nelle zone di conflitto. Altre quaranta, la cui radicalizzazione potrebbe essere effettiva prossimamente, sono state identificate dai servizi di polizia e sono sotto sorveglianza.
Comunicando questi dati oggi, il consigliere di Stato Pierre Maudet ha indicato che dagli attentati commessi in Francia e in Belgio e in seguito alla minaccia terrorista che ha pesato su Ginevra alla fine del 2015, il Dipartimento della sicurezza ha attuato diverse misure, sia di sicurezza che preventive, di cui ha presentato un bilancio.
I dispositivi di sicurezza all'aeroporto sono stati interamente rivisti e resi più severi. Sul terreno, è stata intensificata la collaborazione con gli operatori sociali, in particolare attraverso una piattaforma comune di prevenzione degli estremismi violenti.
A quest'oggi, cinque persone residenti a Ginevra sono partite per le zone di conflitto: tre sono di nazionalità elvetica, mentre due sono stranieri che vivevano in situazione irregolare. La polizia ha peraltro individuato una quarantina di persone in via di radicalizzazione, che sono ora sotto sorveglianza.
Entro la fine dell'anno sarà creato un sito internet di prevenzione, una piattaforma che dovrebbe permettere a genitori, amici, conoscenti o professionisti di trovare informazioni o un sostegno in relazione con le diverse forme di radicalizzazione. Parallelamente sarà posta in servizio una helpline.
SDA-ATS