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“Donald Trump è un ciarlatano, un impostore. Le sue promesse sono vuote. Ci prende per degli stupidi – aveva dichiarato qualche mese fa Mitt Romney, candidato repubblicano alle elezioni presidenziali del 2012 e tra i maggiori detrattori di Donald Trump. Ora, il presidente eletto starebbe pensando di affidare a Romney la carica di Segretario di Stato.
Dopo la sconfitta del 2012, l’ex governatore del Massachusetts si era ritirato dalla vita pubblica. Ne era uscito lo scorso marzo, quando aveva pesantemente attaccato Donald Trump e la sua campagna elettorale. Oggi, il nuovo presidente americano sembra essere passato oltre gli insulti di Romney, e valuterebbe di nominarlo Segretario di Stato. Una carica per la quale si era già auto-candidato l’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani.
Trump e Romney sono due persone molto diverse. Mitt Romney è un severo politico di stampo mormone che appartiene all’establishment repubblicano, la categoria contro la quale Trump ha costruito il suo successo in campagna elettorale.
Se venisse nominato Segretario di Stato, un posto che nel protocollo di Washington viene subito dopo il vice-presidente, Romney potrebbe sì ricorrere alla sua notorietà mondiale, ma ha poca esperienza di diplomazia. Inoltre dovrebbe allinearsi con Trump circa la politica nei confronti della Russia. Donald Trump sta moltiplicando i propositi positivi nei confronti di Vladimir Putin, mentre Mitt Romney considera la Russia il nemico geopolitico numero uno degli Stati Uniti.
I due uomini si sono incontrati nella proprietà di Trump nel New Jersey e ai giornalisti non hanno confermato se, effettivamente, Romney è finalista per diventare capo della diplomazia di Washington.
“Abbiamo avuto una buona conversazione sui diversi scenari mondiali dove gli Stati Uniti hanno interessi significativi. Abbiamo discusso questi temi e scambiato i nostri punti di vista, una discussione completa e approfondita – ha dichiarato Mitt Romney dopo l’incontro.
“E’ andata bene – si è limitato a dire Donald Trump.