Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01058.jsonl.gz/911

La gestione delle risorse idriche in Svizzera non è adeguatamente preparata ai futuri cambiamenti sociali, economici e climatici. È quanto affermano le conclusioni del Programma nazionale di ricerca "Uso sostenibile delle risorse idriche" (PNR 61) presentate oggi a Berna. Gli specialisti del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) raccomandano pertanto alla Confederazione di elaborare una strategia nazionale dell'acqua.
Il punto principale è l'invito a una maggiore collaborazione tra i vari attori coinvolti. Le differenti basi legali esistenti trattano i temi legati all'acqua in modo isolato. La ripartizione dei compiti tra la Confederazione, i cantoni e i comuni è complessa e non sempre coordinata, ha sottolineato in conferenza stampa a Berna Franziska Schmid della società di consulenza ambientale RisikoWissen.
La Confederazione è in particolare invitata a elaborare una Strategia nazionale dell'acqua redigendo, ad esempio, una legge quadro ad hoc. Ai cantoni viene invece chiesto un rafforzamento delle esigenze in materia di pianificazione del territorio.
I ricercatori hanno inoltre ribadito che il riscaldamento ambientale avrà maggiori conseguenze in alta montagna. I cantoni alpini sono dunque invitati ad agire. Viene ad esempio proposto di tenere maggiormente conto delle questioni legate alla garanzia a lungo termine della disponibilità di acqua nel rinnovo delle concessioni per lo sfruttamento idroelettrico di laghi e fiumi.
A causa dei mutamenti climatici il 90% del volume dei ghiacciai svizzeri sarà destinato a scomparire entro la fine del secolo. Parallelamente il limite delle nevicate tende a salire di quota. Ciò modificherà radicalmente il regime dei corsi d'acqua, ha affermato Manfred Stähli dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL).