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TOKYO - Cento calci, cento schiaffi, la "scossa" e la "palla", il calcio-uragano e mitici "haduken" e "shoryuken". Quante innumerevoli battaglie sono state combattute negli anni '90 con queste assai poco convenzionali armi! "Street Fighter 2", atterrato nelle sale giochi e nei bar attorno al 1991 - pure alle nostre latitudini - era un vero e proprio pilastro tecnologico: animazioni super dettagliate, una combriccola di lottatori memorabili, il super picchiaduro ad incontri di Capcom non solo rese popolare un genere dettandone le regole ma influenzò in maniera importante anche l'immaginario della cultura popolare di quegli anni.
Un'icona culturale degli anni '90 - Oltre all'immancabile merchandise fra fumetti, pupazzetti, cartoni animati e un film con Van Damme (dimenticabilissimo), "Street Fighter 2" contribuì a ridefinire l'epica degli scontri uno-contro-uno a mani nude. Il motivo di tutto questo successo? Al di là del suo effettivo valore in termini di gioco - comunque elevato - il titolo assemblava con abilità tutta una serie di elementi da prodotti noti e popolari: dai film di Bruce Lee, passando per il manga "Dragon Ball" (che era giovanissimo a quell'epoca) arrivando fino alla sua più evidente ispirazione, il film d'azione "Senza esclusione di colpi" sempre con l'inossidabile Van Damme.
Lottatori da tutto il mondo - Il titolo di Capcom in qualche modo riusciva - a suon di cazzotti - a unire in maniera organica immmaginari e sensibilità occidentali (americane) e orientali (giapponesi e hongkonghesi). Ad aiutare questo piccolo esempio di integrazione videoludica un cast variegatissimo per l'epoca con lottatori provenienti da tutto il globo: come dimenticare Ryu, Ken, il bestiale Blanka, il malvagio Bison e il colossale wrestler russo Zangieff? E c'era pure una lottatrice, la cinese Chun-li, che come icona videoludica femminile può essere considerata seconda solo a Lara Croft.
Un titolo, cento vite - Poiché squadra che vince non si cambia nel corso degli anni '90, Capcom ha continuato a riproporre il suo fuoriclasse in diverse versioni senza dargli un vero e proprio seguito. Ed ecco sbarcare in sala e nei salotti di tutto il mondo "Street Fighter 2 Champion Edition", "Street Fighter 2 Turbo", "Super Street Fighter 2" e "Super Street Fighter 2 Turbo". Una sequela di nomi altisonanti che però, di fatto, non ne ha mai veramente cambiato la sostanza.
Mazzate festive - Per celebrare i 30 anni della saga (contando dal primo e poco conosciuto "Street Fighter"), Capcom ha deciso di ributtare nella mischia il suo tanto venerato "nonnetto". "Ultra Street Fighter 2 Turbo" arriva sugli schermi ibridi di Nintendo Switch proprio questa settimana. Si tratta di un titolo a prezzo ridotto (va per i 49.90 fr.) pieno zeppo di features, curato ma - come vedremo - dal cuore non poi così grande.
Impianto grafico in HD - La novità che salta subito all'occhio - che novità non è poi così tanto - è la grafica completamente ridisegnata per l'HD in stile decisamente manga. Una trovata che era già stata proposta su Xbox 360 e Playstation 3 in "Super Street Fighter 2 Turbo HD Remix" (sì, si chiamava davvero così). Al roster dei lottatori, inoltre, si aggiungono altri due combattenti: Evil Ryu e Violent Ken due versioni malvagie dei celebri karateka che portano il totale di ceffi (e ceffe) da controllare a 19.
Le cinture nere vorranno di più - Il cuore del gioco è sempre quello: tre pugni e tre calci, mezzelune e mosse a caricamento. Roba solida se, e solo se, riuscite a venire a patti con le levette analogiche dei joy-con o non siete poi troppo esigenti. Se invece siete delle cinture nere a caccia della performance perfetta è meglio puntare subito al Pro Controller. Insomma, se da un lato con la Switch ci si guadagna in accessibilità - potendo giocare ovunque - dall'altro ci si perde un po' in precisione.
C'è tanto, forse pure troppo - Fra le altre chicche presenti nel pacchetto la possibilità di switchare (sic) la grafica in pixel e 4:3, una modalità cooperativa 2 contro 1, un editor di colori e una gallery con immagini e bozzetti d'epoca. Non poi così degna di nota, invece, una bizzarra e mal realizzata modalità in prima persona nella quale si tirano "haduken" usando i joy-con contro orde di soldati cattivi.
Online piacevole, ma a singhiozzo - Delicata la questione del multiplayer online. Da una parte è facilissimo trovare avversari con cui giocare (ne arrivano davvero a fiotte) dall'altra il sistema soffre un po' per quanto riguarda la connessione che volentieri va a singhiozzo e per un game in cui ogni frazione di secondo conta può essere un problema. Ovvio, dipende anche dalla connessione nostra e del nostro avversario ma in un presente in cui si gioca in decine contemporaneamnte a roba ben più impegnativa (penso agli shooter online) una defaillance di questo tipo lascia un po' interdetti.
Caruccio senz'anima - In definitiva, "Ultra Street Fighter 2 Turbo" è una discreta edizione del super-classico per eccellenza ma non ci ha fatto davvero impazzire. Ci è piaciuta molto la possibilità di giocare ovunque e con chiunque ci ha convinto assai meno la precisione dei controller (anche se i joy-con assemblati non sono poi malissimo). Un'altra cosa che non ci è piaciuta molto è la generale sensazione di trovarsi di fronte a un'accozzaglia non poi così organica piuttosto che a un bel prodotto rifinito e fatto con il sentimento che merita.
VOTO: 7,5
"Ultra Street Fighter 2" è disponibile in esclusiva per Nintendo Switch.