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I vertici di Facebook hanno dichiarato che diversi Governi e "soggetti organizzati" tentano di fare propaganda e di manipolare l'informazione sfruttando le "fake news" (bufale) e i profili falsi, puntando a influenzare l'opinione pubblica. Così il social network ammette, implicitamente per la prima volta, l'esistenza di un problema per la democrazia, all'indomani delle polemiche sulla circolazione delle false notizie proprio su Facebook. Mark Zuckerberg, lo ricordiamo, solo poco tempo fa aveva negato il problema, definendo "folle" questa denuncia durante l'ultima campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti.
Oggi (venerdì), invece, si legge nel rapporto che durante le ultime elezioni statunitensi, account falsi sono stati creati per diffondere informazioni rubate da e-mail, anche se il volume di queste attività è stato "statisticamente molto piccolo".
La notizia arriva nel giorno in cui il social pubblica anche il rapporto globale sulle richieste di dati da parte dei Governi, relative alla seconda metà del 2016: sono aumentate del 9% rispetto alla prima parte dell'anno.
ATS/M. Ang.
- RG 18.30 del 28.04.2017: il servizio di Pierre Ograbek