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Uno dei quattro workshop dell’MS State of the Art Symposium 2023 ha approfondito nozioni di base relative all’analisi di campioni di liquido cerebrospinale nelle persone con SM. Sono state inoltre presentate nuove conoscenze recentemente acquisite sulla base di tali campioni.
L’analisi del liquido cerebrospinale (liquor) in persone con sintomi indicanti una malattia neurologica può contribuire a formulare la diagnosi corretta. Come ha spiegato il Dr. med. Axel Regeniter (laboratorio Medica di Zurigo), nel 1937 fu creato un dispositivo che consentiva di separare le componenti proteiche del siero (sangue dopo la rimozione delle cellule ematiche) e determinarne la quantità. Cinque anni dopo, nel 1942, lo stesso dispositivo fu utilizzato per la prima analisi di un campione di liquor. Ciò consentì di rilevare che la composizione proteica del siero e del liquor differisce notevolmente.
Grazie ai moderni dispositivi di analisi attuali, è oggi possibile determinare la concentrazione di molte proteine differenti in piccole quantità di sangue o di liquor. Qualora si sospetti che dietro determinati sintomi si possa celare una SM, il tipo e la concentrazione di determinate proteine in un campione di liquor possono fornire indicazioni sull’effettiva presenza di processi infiammatori nel sistema nervoso centrale. Unitamente ai risultati di altri studi, ciò può in ultima analisi condurre a formulare una diagnosi di SM. Durante la sua relazione, il Dr. Regeniter ha anche illustrato cosa si deve considerare nell’interpretazione dei risultati delle analisi del liquor per trarre da esse le giuste conclusioni.
Le componenti del liquor forniscono nuove conoscenze
La Dr.ssa med. Johanna Oechtering (Ospedale universitario di Basilea) ha successivamente presentato diverse nuove conoscenze scientifiche basate sull’analisi di campioni di liquor. Ad esempio, i partecipanti alla coorte svizzera sulla SM (un progetto di ricerca supportato dalla Società svizzera SM) hanno analizzato i campioni di liquor raccolti all’inizio della malattia nell’ambito della diagnostica di routine. Tra le analisi rientra anche la determinazione dell’immunoglobulina M (IgM), una classe di anticorpi che fa parte del sistema immunitario umano e la cui produzione è presente nel sistema nervoso centrale in circa il 25% delle persone con SM. Si è riscontrato che la sintesi intratecale dell’IgM si associa a un decorso della malattia più attivo e più grave, che pertanto richiede un più tempestivo e più frequente utilizzo di terapie maggiormente efficaci. L’IgM intratecale potrebbe quindi essere utilizzata per prevedere meglio il decorso della malattia e adeguare la terapia tempestivamente durante il decorso, in modo da poter eventualmente prevenire disabilità.
La Dr.ssa Oechtering ha inoltre presentato i risultati di studi attuali sulle proteine denominate catene leggere libere di tipo kappa (κFLC), anch’esse rilevabili nel liquor. Come è emerso, tali proteine, complementarmente alle analisi finora utilizzate, potrebbero essere idonee alla diagnosi della SM. Tuttavia, a tal fine, i metodi per il rilevamento delle κFLC devono essere ulteriormente migliorati e uniformati. Inoltre, è stato dimostrato che nelle persone con un primo evento indicante SM ed elevati livelli di tali catene leggere libere nel liquor si è arrivati più rapidamente a una SM certa.
«MS State of the Art Symposium»
L’«MS State of the Art Symposium», il più importante congresso specialistico sulla sclerosi multipla in Svizzera, è organizzato dalla Società svizzera SM e dal suo Consiglio medico-scientifico. Quest’anno il simposio si è svolto il 28 gennaio 2023 presso il KKL Luzern.
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