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<h2>SubmittedText<h2><p>La foresta dei Monti Fagsra, nei Carpazi meridionali rumeni è una delle ultime foreste primordiali esistenti in Europa. La singolare faggeta fa parte del patrimonio mondiale dell'Unesco. La comunità internazionale ha così voluto sottolinearne l'importanza. Eccezionale è in particolare anche la biodiversità della foresta: sono infatti oltre 3000 le specie animali che dipendono dalla foresta incontaminata.</p><p>Secondo la Corte dei conti rumena, dalla rivoluzione del 1990 a oggi sono tuttavia stati disboscati quasi 400 000 ettari di foresta primordiale e quanto rimane della foresta è esposto a enormi pressioni. Attualmente tre ettari sono disboscati ogni ora con il beneplacito delle autorità.</p><p>La situazione è simile a quella in Polonia, dove una foresta primordiale di importanza internazionale è stata fortemente disboscata. La foresta di Biaowiea è considerata in Europa l'ultima foresta primordiale in pianura. Il disboscamento è stato fermato solo di recente in seguito alla decisione della Corte di giustizia delle Comunità europea di punire ogni ulteriore abbattimento di alberi, un verdetto che probabilmente non sarebbe mai stato raggiunto senza la pressione diplomatica di singoli Stati e di diverse ONG.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quale contributo potrebbe fornire la Svizzera per fermare il disboscamento della foresta primordiale in Romania?</p><p>2. Esistono progetti (europei) volti a proteggere queste zone uniche a cui la Svizzera potrebbe aderire?</p><p>3. Esistono relazioni diplomatiche con la Romania volte a tematizzare il disboscamento delle foreste primordiali europee?</p><p>4. Quali misure diplomatiche intende adottare il Consiglio federale per arrestare il disboscamento delle foreste primordiali rumene?</p><p>5. La Svizzera importa legname o prodotti in legno provenienti delle foreste protette rumene o polacche? Ci sarebbe modo di vietare l'importazione di questi prodotti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La transizione verso l'economia di mercato dei Paesi dell'Europa dell'Est ha interessato anche il regime di proprietà delle foreste. In Romania, tale processo si è svolto in modo poco consistente a causa dell'incertezza sui diritti di proprietà antecedenti al 1948 come pure i frequenti cambiamenti intervenuti nella legislazione su cui si basava il processo di restituzione. Tenuto conto di tali condizioni, la gestione e l'utilizzazione delle foreste in Romania non sono state per nulla sostenibili. Solo di recente sono stati registrati alcuni progressi, in particolare per quanto attiene all'inventario dei terreni boschivi, a seguito della creazione di un sistema di sorveglianza che ha consentito di ridurre drasticamente il numero di tagli illegali di legno.</p><p>1./2. Nel quadro del suo contributo alla riduzione delle disparità economiche e sociali nell'Unione europea allargata, la Svizzera ha sostenuto un progetto di gestione sostenibile delle foreste in Romania. Tale progetto perseguiva l'obiettivo di rafforzare le capacità dei proprietari di boschi e in particolare della loro associazione nazionale Nostra Silva. Il progetto, per un importo superiore ai 400 000 franchi svizzeri, si è svolto su un periodo di tre anni (fino a giugno 2017). Il progetto della Svizzera ha fornito un contributo importante all'introduzione in Romania di uno standard di certificazione forestale che ha incitato i proprietari di boschi a gestire in modo sostenibile le loro foreste in cambio di prezzi migliori per i loro prodotti (Programme for Endorsement of Forest Certification).</p><p>Un altro progetto conclusosi nell'aprile 2017, pure sostenuto dalla Svizzera nel quadro del programma di cooperazione Svizzera-Romania, ha contributo in misura significativa alla salvaguardia e alla conservazione della natura, e quindi anche della superficie boschiva, nella regione dei Carpazi sudoccidentali. Questa regione fa ora parte del patrimonio mondiale dell'Unesco.</p><p>Da parte sua, l'Unione europea offre segnatamente un supporto tecnico e finanziario a tutti i Paesi membri che intendono partecipare alla rete Natura 2000. L'obiettivo di tale rete è garantire spazi vitali protetti alle specie rare e minacciate, in particolare gli uccelli. Sia la Romania che la Polonia dispongono di un determinato numero di superfici, anche forestali, che sono incluse in questa rete.</p><p>3./4. La Svizzera non intende avviare processi diplomatici in merito al taglio illegale di legno in Romania e Polonia. Le ambasciate svizzere in questi due Paesi seguono comunque l'evoluzione della situazione. L'impegno della Svizzera nei due progetti in Romania menzionati in precedenza dimostra che l'approccio è più che altro di forma cooperativa.</p><p>A livello multilaterale, la Svizzera si è comunque associata alla richiesta della Convenzione di Berna depositata presso il Consiglio d'Europa, affinché ritiri il diploma europeo al parco nazionale di Bialowieza.</p><p>5. L'Unione europea impone un obbligo di vigilanza al momento della prima immissione sul mercato di legno o prodotti derivati al fine di ridurre il rischio di commercializzazione di prodotti provenienti da tagli illegali secondo la legislazione del Paese d'origine. Per tale ragione, è possibile escludere a priori che il legno e i prodotti derivati importati in Svizzera da Paesi membri dell'Unione europea siano di origine illegale. Dal canto suo, in Svizzera vige un obbligo di informazione dei consumatori al momento della consegna sul tipo e sulla provenienza del legno o dei prodotti in legno. Un divieto di importazione non sarebbe quindi possibile tenuto conto della legislazione vigente. Il Consiglio degli Stati e il Consiglio nazionale hanno tuttavia adottato nel dicembre 2017 le mozioni 17.3855 e 17.3843 che chiedevano al Consiglio federale di creare le condizioni quadro per introdurre una normativa identica a quella dell'Unione europea.</p>  Risposta del Consiglio federale.