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REYKJAVíK - Anche se l'Islanda è abituata alle scosse di terremoto, trovandosi sul confine tra la placca nordamericana e la placca eurasiatica, questi sono giorni particolarmente insoliti per la maggior parte degli abitanti dell'isola. In una settimana sono infatti stati registrati più di 18'000 terremoti nella regione sud occidentale di Reykjanes. La maggior parte vengono rilevati solamente dagli apparecchi, ma tanti vengono percepiti anche dalla popolazione.
«Tutto è cominciato il 24 febbraio con una scossa di magnitudo 5.7» ci racconta Marco di Marco, esperto di geologia, che ama definirsi "cacciatore di vulcani", e che da tre anni abita in Islanda. Lo sciame è poi proseguito con numerosi episodi ogni giorno. «Ormai ho perso il conto di quante scosse ho sentito nell'ultima settimana. Ieri ero in auto in attesa di sviluppi, a 8 chilometri della zona degli epicentri, le scosse erano continue e chiaramente percepibili».
Le scosse finora hanno fortunatamente causato pochi danni, solo qualche crepa a livello stradale e qualche piccola frana.
Presto un'eruzione? - Stando al servizio meteorologico islandese, da ieri ci sono evidenze di movimento di magna ed è probabile un'eruzione vulcanica in Islanda. I terremoti, prima probabilmente di origine tettonica, adesso suggeriscono intrusione magmatica nella crosta. Ed è quindi possibile che prossimamente si verifichi un'eruzione nei pressi di Keilir. «Reykjavík non è in pericolo» precisa di Marco. «Non verrà rasa al suolo o invasa dalla lava. Probabilmente l'eruzione sarà piuttosto contenuta. Le forze dell'ordine hanno già circoscritto la zona più pericolosa, e nessuno può avvicinarsi».
Nel frattempo prosegue il monitoraggio attraverso i sensori e i satelliti.
«Episodi simili nell'area di Reykjanes sono ciclici. L'ultimo è avvenuto tra il 940 d.C. e il 1240 d.C., e quello precedente risale a 850-900 anni prima. Quello che stiamo osservando da quasi un anno e mezzo così come questo sciame sismico sono probabilmente riconducibili all'inizio di un nuovo ciclo. Ciò non significa che ci saranno eruzioni continue, ma saranno intermittenti, con intervalli di mesi o anni. Ma stando al record storico, l'attività potrebbe durare anche decenni» prosegue di Marco.
Come precauzione, è stato alzato il livello di allerta per l'aviazione nella zona. Il colore è passato da giallo ad arancione (possibili disordini intensi).