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CF: nucleare; abbandono progressivo costerà da 2 a 4 miliardi
(Keystone-ATS) La disattivazione delle centrali nucleari costerà caro. Secondo il Consiglio federale, la fattura per coprire in altro modo il fabbisogno energetico sarà compresa tra lo 0,4% e lo 0,7% del prodotto interno lordo (PIL), ovvero tra i 2,2 e i 3,8 miliardi di franchi.
La graduale minore produzione delle centrali nucleari dovrà essere sostituita dall’energia idraulica, dalle energie rinnovabili, dagli impianti di cogenerazione e dalle centrali a gas a ciclo combinato. Nel 2050, l’aumento della quota di elettricità di origine termo-fossile genererà inoltre un incremento delle emissioni di CO2 compreso tra 1,09 e 11,92 tonnellate.
Il proseguimento delle misure di miglioramento della politica energetica dovrebbe tuttavia consentire di ridurre le emissioni di CO2 di 14,4 milioni di tonnellate rispetto al 2009. Di conseguenza, il totale delle emissioni non aumenterà ulteriormente, nonostante la maggiore produzione di elettricità a partire da fonti fossili, si legge nella variante 2 scelta oggi dal Consiglio federale.
Per quel che concerne il finanziamento, il governo sta studiando la possibilità di una tassa di incentivazione, e persino di un centesimo energetico. Il Consiglio federale ha già previsto di fare il punto della situazione sull’argomento quest’autunno.