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(23.10.2013) Nonostante una domanda estera in aumento, l'ottimismo degli imprenditori elvetici è in diminuzione. L'indicatore export delle PMI di Credit Suisse e di Switzerland Global Enterprise ammonta a 59,3 punti all'inizio del quarto trimestre, contro 63,4 di tre mesi fa.
Questo indice viene calcolato a partire dalle aspettative dei proprietari d'impresa per il trimestre in corso, così come dalle esportazioni effettivamente realizzate durante gli ultimi tre anni. Un valore superiore ai 50 punti significa che le piccole e medie imprese prevedono una crescita delle loro vendite al di fuori dalle frontiere.
Nonostante le prospettive siano meno rosee rispetto all'inizio del terzo trimestre, tutti i settori prevedono delle esportazioni in aumento entro la fine dell'anno. Le PMI attive nella chimica e la farmaceutica sono le più ottimiste. Seguono i settori della metallurgia, dei beni di consumo e dell'elettronica. Sul fronte opposto, l'industria di precisione si mostra piuttosto esitanti, mentre le società di costruzione meccanica e della carta di mostrano più prudenti.
Per quanto concerne le esportazioni, il bilancio è differenziato. Le aspettative relative alla domanda dei paesi industrializzati sono favorevoli, mentre le vendite verso i grandi paesi emergenti si preannunciano negative. Un incremento significativo delle esportazioni è atteso per gli Stati Uniti, il Giappone, la Gran Bretagna ed anche per diversi paesi del nord e dell'est Europa. La zona euro dovrebbe pure essere più desiderosa di prodotti svizzeri. Ma la flessione constatata in Francia e in Grecia proseguirà.
Ultima modifica 15.09.2015