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LONDRA - L'Organizzazione Non Governativa (ONG) Oxfam chiuderà 18 dei suoi uffici in tutto il mondo e taglierà quasi 1'500 posti di lavoro, ovvero quasi un terzo del suo personale.
Queste misure sono il risultato della diminuzione delle risorse a disposizione dell'ONG, a causa della pandemia di coronavirus.
Oxfam ha spiegato in un comunicato stampa pubblicato mercoledì sera che la crisi sanitaria ha accelerato la riorganizzazione delle sue attività internazionali, una riforma che era già pianificata dal 2018. I lockdown imposti in molti Paesi hanno inoltre costretto l'ONG a chiudere i suoi negozi e ad annullare gli eventi che le permettevano di raccogliere fondi.
Privata dei finanziamenti, l'ONG ha deciso di ridurre il proprio organico. Le finanze dell'azienda erano comunque già fragili dopo il calo delle donazioni in seguito allo scandalo degli abusi sessuali del 2010 ad Haiti.
L'ONG manterrà la sua presenza in 48 Paesi. Oxfam ha poi assicurato che questa ristrutturazione le permetterà di orientarsi meglio verso alcuni Paesi in cui ritiene che la sua azione abbia un impatto maggiore e più importante.
«La riorganizzazione era pianificata da tempo, ma abbiamo accelerato il processo decisionale alla luce degli effetti della pandemia globale», ha affermato Chema Vera, Direttore generale di Oxfam.