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I giornalisti siete voi
© 2019 FdR
La morte di Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello "Stato islamico", non risolve i problemi con i quali l'Occidente (e il Medio Oriente) sono confrontati relativamente all'ideologia (o pseudotale) che lo ha nutrito e che esso ha disseminato.
L'Occidente ricorda le vittime innocenti provocate da chi si ispira(va) al culto dell'Isis, e l'Oriente, perlomeno quello di mezzo, fa la stessa cosa.
La morte di al-Baghdadi ci permette però di concludere perlomeno questo: staremo a vedere.
È interessante notare come negli Stati Uniti l'annuncio dato oggi dal presidente Trump sia già fonte di polemiche sulla stampa e sui social. Sotto la lente delle analisi è la notizia in sé, certo , ma soprattutto come è stata data, con quale linguaggio e quale retorica (e quindi: con quali immagini che la retorica suggerisce). Il paragone sollecitato è con l'annuncio dato otto anni fa da Barak Obama, quando a essere ucciso fu il leader di Al Qaeda, Osama bin Laden.
La polemica non tarderà a raggiungere l'Europa. Giusto che sia così: ai politici vanno fatte le pulci.
Tuttavia: siccome il giornalismo non è (più) interpretabile (anche se qualcuno lo fa ancora) come babysitting dell'opinione pubblica (lo è stato per lungo tempo) FdR propone ai suoi lettori e alle sue lettrici un esercizio di indipendenza proiettata sull'esperienza e l'interpretazione della realtà.
Lo sforzo e il tempo investiti per farlo vi renderanno proprietari delle vostre conclusioni e come tali anche responsabili (diciamo: autori e autrici) delle vostre convinzioni.
Vi toverete d'accordo con questa o quella versione o forse anche con una terza non tematizzata da alcuno, e lo avrete fatto (straordinario risultato) lavorando con la vostra testa.
Qui di seguito troverete l'annuncio dato oggi da Donald Trump e, subito dopo, quello dato nel 2011 dal presidente Obama.
Dapprima Trump (dal minuto 7.35):
© Youtube
E ora l'annuncio dato dall'ex presidente Barak Obama domenica 1° maggio 2011:
© Youtube