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Molti pesci d'acquario muoiono in poco tempo a causa dell'incompetenza e della mancanza di esperienza delle persone che li hanno acquistati. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha pertanto lanciato una campagna per contrastare questo deplorevole trend.
Con tre milioni di esemplari, i pesci d'acquario sono tra gli animali domestici più popolari nelle case svizzere, scrive l'USAV in una nota odierna. I loro colori sgargianti sono infatti un piacere per gli occhi.
Tuttavia, questi pesci non sono oggetti decorativi, avverte l'ufficio federale, che ha dato il via a una campagna di sensibilizzazione sul tema in collaborazione con diverse associazioni del settore ittico e per la tutela degli animali. Con un trattamento adeguato alcune specie possono vivere ben oltre i dieci anni, ma le lacune dei proprietari sono numerose.
I detentori sono spesso inesperti e non riconoscono la sofferenza del pesce, che sovente muore prematuramente entro i primi mesi. Inoltre, le differenti specie sono più di un centinaio, il che rende indispensabile un certo grado di competenza.
Stando all'USAV, si tratta di animali sensibili, dotati di intelligenza sociale e capacità di apprendimento. È però necessario mantenerli in modo appropriato: servono conoscenze sui loro bisogni, sulla qualità dell'acqua, sulle dimensioni dell'acquario, sull'alimentazione e così via.
Insomma, un compito impegnativo che presuppone una riflessione ben ponderata a monte della decisione di procedere con l'acquisto. Come linee guida generali, la campagna sottolinea l'importanza di informarsi adeguatamente, di scegliere acquari grandi, di non mettere insieme pesci che richiedono qualità dell'acqua diverse e di limitarsi, almeno inizialmente, a due o tre specie.
Chi non può o non vuole più tenere i propri pesci ha la possibilità di portarli in appositi "santuari", come AquaLuz di Sursee. La struttura lucernese nel 2020 ha accolto e si è presa cura di circa 17'000 esemplari e a 11'000 è stata trovata una nuova casa.