Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01277.jsonl.gz/394

La Resistenza ha prodotto un corpus di canti largamente ereditati dalla Grande Guerra o già diffusi in ambiente partigiano, altri nacquero da melodie conosciute (Bella Ciao, Fischia il vento) mentre solo un’esigua minoranza furono canti inediti. L’epopea della Resistenza prese forma nell’immediato Dopoguerra grazie al nuovo cinema neorealista e a una certa letteratura d’impegno. Il merito di fissare nella memoria quel repertorio è ascrivibile al gruppo dei Cantacronache e al Nuovo Canzoniere Italiano, che negli anni Sessanta lo diffusero su disco e attraverso spettacoli come "Bella Ciao" (1964), presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto. La memoria della Resistenza ha prodotto però molte canzoni in ambito cantautorale, e ha ispirato artisti di area rock, pop e folk. Una riflessione sulla guerra di liberazione è iniziata negli anni Novanta, innestandosi su sentimenti diffusi di antifascismo e rappresentando un ‘colpo di coda’ di quella canzone politica esplosa negli anni Sessanta sull’onda dei movimenti di protesta.
Nella puntata si ripercorre la parabola della Resistenza cantata, dai canti partigiani alle rivisitazioni contemporanee, fra cui spicca il lavoro di Gian Piero Alloisio con il suo spettacolo "Resistenza Pop". Ospiti di Claudio Farinone e Giovanni Conti, Marilisa Merolla, docente di Storia Contemporanea all’Università La Sapienza e il musicologo genovese Paolo Prato.