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Gli immigrati provenienti da Paesi terzi potrebbero essere esclusi dall'aiuto sociale, per un periodo iniziale da tre a cinque anni dall'entrata in Svizzera. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi una mozione in tal senso del gruppo libero-radicale.
Gli Stati devono ancora pronunciarsi.
Nel 2012, il 32% dei beneficiari dell'aiuto sociale erano immigrati da Stati terzi, ossia da Stati al di fuori dell'UE e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), ha sottolineato in aula Philippe Nantermod (PLR/VS).
"Al fine di evitare che tali immigrati possano venir integrati quasi in maniera diretta nel nostro sistema sociale, occorre fare in modo che essi siano esclusi dall'assistenza almeno per un periodo iniziale da tre a cinque anni", ha aggiunto il consigliere nazionale vallesano.
"Si tratta di argomenti infondati", gli ha risposto la consigliera federale Simonetta Sommaruga. A suo avviso, il Consiglio federale non dispone della competenza costituzionale per escludere in maniera generalizzata dall'aiuto sociale le persone provenienti da Paesi terzi: si tratta di rifugiati riconosciuti che hanno diritto a tali prestazioni o persone in situazione di ricongiungimento famigliare.
Gli argomenti della ministra della giustizia non hanno però fatto breccia. La Camera del popolo ha sostenuto il testo con 125 voti contro 64 e 4 astenuti.
SDA-ATS