Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01226.jsonl.gz/819

BERNA - Il ruolo delle autorità è centrale nel caso di spionaggio che vede coinvolta la Crypto, l'azienda elvetica che sarebbe stata usata per decenni dai servizi segreti stranieri per spiare oltre 100 Stati. Interpellato a questo proposito da "Radio Rhône FM", l'ex consigliere federale Pascal Couchepin ha affermato di non essere stato al corrente.
«Non ho mai sentito parlare di un collegamento tra una società con sede a Zugo e la CIA», ha detto oggi Couchepin ai microfoni dell'emittente vallesana.
«Credo di poter dire che durante i miei undici anni in Cons;iglio federale non abbiamo mai discusso di questi temi. Siccome ho una memoria piuttosto buona, mi ricorderei di qualcosa di così straordinario. Posso dirvi che non ne abbiamo mai discusso in Consiglio federale», ha ribadito l'ex ministro vallesano.
Negli scorsi giorni l'attenzione si è concentrata sull'ex consigliere federale Kaspar Villiger, il cui nome compare apparentemente nei documenti dei servizi segreti. L'interessato, interpellato da diversi media, ha negato di essere a conoscenza dello spionaggio portato avanti tramite la Crypto.
«Le annotazioni della CIA non sono corrette», ha affermato l'ex membro della governo (1989-2003, fino al 1995 come ministro della difesa) ed ex presidente del consiglio di amministrazione di UBS (2009-2012) in una dichiarazione riportata dalla trasmissione di approfondimento Rundschau di SRF. Una «informazione dettagliata» su una questione così problematica in termini di politica di neutralità, lo avrebbe immediatamente allarmato, ha aggiunto Villiger.
Couchepin, compagno di partito di Villiger, esprime il suo sostegno all'ex collega di governo: «A priori mi fido di Kaspar Villiger», dice il vallesano, che è stato in Consiglio federale tra il 1998 e il 2009 per il PLR.