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Il Tribunale penale federale ha chiesto al Ministero pubblico della Confederazione di completare il suo atto d'accusa. Ma i tempi stringono
BELLINZONA - Il Tribunale penale federale (TPF) ha invitato il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) a completare il suo atto d'accusa nei confronti di ex dirigenti del mondo calcistico nell'ambito dello scandalo finanziario relativo ai Mondiali (di calcio) giocati in Germania nel 2006. Se però i giudici non pronunceranno una sentenza in prima istanza entro la fine del prossimo aprile, i fatti andranno in prescrizione.
L'inizio del dibattimento era previsto per lo scorso lunedì, ma le parti sono state informate pochi giorni prima di un nuovo slittamento, sostiene la Neue Zürcher Zeitung (NZZ), aggiungendo che probabilmente la nuova data è fissata al prossimo 9 marzo.
Quanto richiesto dal TPF permette di esaminare i fatti sotto un altro angolo, ha sottolineato l'MPC contattato da Keystone-ATS, aggiungendo che il TPF ha respinto la richiesta di un imputato di interrompere il procedimento e quelle di tutti gli imputati che volevano un rinvio dell'accusa.
Tale misura, che non è però imperativa e non è da confondere con il rinvio dell'atto d'accusa, è prevista dal codice di diritto processuale penale svizzero, ha indicato l'MPC, commentando la notizia della NZZ.
Le precisazioni chieste al Ministero pubblico della Confederazione riguardano uno dei procedimenti giudiziari condotti per presunti reati finanziari nei confronti di ex dirigenti legati a Federazioni calcistiche.
Scandalo FIFA e DFB - Lo scorso agosto l'MPC ha promosso l'accusa contro tre ex funzionari della Federazione di calcio tedesca (DFB) - Horst Rudolf Schmidt e i due ex presidenti Theo Zwanziger e Wolfgang Niersbach - oltre che l'ex funzionario elvetico della FIFA Urs Linsi.
Schmidt, Zwanziger e Linsi sono accusati di truffa in correità, mentre Niersbach di complicità in truffa. Inizialmente l'MPC aveva anche ritenuto il riciclaggio di denaro ma questa accusa è ormai prescritta dallo scorso luglio.
Gli imputati sono accusati di aver ingannato con astuzia i membri di un'organizzazione di vigilanza del comitato organizzatore della DFB per i Mondiali del 2006.
La vicenda - La vicenda giudiziaria è piuttosto complessa. Dalle indagini emerge che nell'estate 2002 Beckenbauer ha contratto dall'ex CEO di Adidas Robert Louis-Dreyfus un prestito - a proprio nome - di 10 milioni di franchi. La cifra è stata impiegata a favore di un'impresa qatariota di Mohammed Bin Hammam, allora membro del comitato esecutivo e della commissione finanziaria della FIFA. Le indagini non hanno potuto chiarire in modo definitivo lo scopo di questo versamento.
Stando alle informazioni fornite da Beckenbauer, la cifra è stata chiesta da Mohammed Bin Hammam, rispettivamente dalla commissione finanziaria della FIFA, come contropartita al Comitato per i Mondiali 2006, per un fondo pari a 250 milioni lasciato a libera disposizione della Federazione internazionale di calcio (FIFA). Siccome la DFB non ha voluto mettere a disposizione questa cifra, Beckenbauer l'ha personalmente versata servendosi del prestito.
Nell'aprile 2005 il debito personale di Beckenbauer è stato estinto trasferendo 6,7 milioni di euro (che in base al cambio dell'epoca corrispondevano alla somma dovuta in franchi) da un conto della DFB, rispettivamente del Comitato organizzatore, alla FIFA e poi, ancora nello stesso giorno, a un conto svizzero di Robert Louis-Dreyfus. L'accusa del MPC concerne il rimborso del prestito eseguito dagli imputati.
Beckenbauer, Schmidt, Zwanziger e Niersbach componevano la presidenza del Comitato organizzativo. Linsi era allora segretario generale della FIFA e quindi primo interlocutore della presidenza del Comitato.
Gli imputati sapevano che la commissione presidenziale, che andava assolutamente coinvolta per un pagamento di questa entità, non avrebbe approvato l'estinzione del prestito con fondi della DFB. Per ottenere il rimborso, gli imputati lo hanno quindi presentato alla commissione come un cofinanziamento della DFB per un programma della FIFA a sfondo culturale.
Il caso Beckenbauer - Nel luglio 2019 il MPC ha disgiunto il procedimento contro Beckenbauer per condurlo separatamente. Un giudizio comune ritarderebbe inutilmente il procedimento contro gli altri imputati, poiché, secondo la prognosi attuale, lo stato di salute dell'ex calciatore non permette una sua partecipazione al dibattimento al TPF o una sua audizione dinanzi alla giustizia.
Inoltre, lo scorso ottobre l'MPC ha chiesto all'Austria, dove risiede, una perizia sullo stato di salute di Beckenbauer per stabilire se il procedimento può essere portato avanti.
A fine agosto anche il Il Tribunale superiore del Land di Francoforte sul Meno ha dato il via libera alla presentazione delle accuse contro i quattro funzionari. Secondo la Corte tedesca, vi è un sufficiente sospetto che gli imputati abbiano commesso il reato di evasione fiscale rimborsando il prestito di 6,7 milioni di euro.