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Battuta d'arresto per il progetto turistico voluto dal leader nordcoreano Kim Jong-un, che prevede la costruzione di un impianto sciistico "di caratura mondiale" all'interno di un complesso polifunzionale, operativo in Corea del Nord già dall'inverno 2013. Diverse forniture di materiale provenienti dalla Svizzera sono state infatti bloccate a causa delle sanzioni adottate nei confronti del paese asiatico dalle Nazioni unite.
La Corea del Nord, paese poverissimo, ha lanciato lo scorso anno il progetto turistico, al quale sta sta lavorando l'esercito: sfruttando l'altitudine di oltre 1360 metri intorno al monte Masik (provincia di Kangwon, non lontano dall'autostrada che collega Pyongyang a Wonsan) punta a realizzare 110 km di piste di difficoltà variabile, cui si sommano hotel, eliporto e impianti di risalita.
L'idea è del 'giovane generale' Kim Jong-un, che ha studiato da teenager in un collegio svizzero per alcuni anni ed ha avuto modo di apprezzare le gioie dello sci sulle piste elvetiche.
La scorsa settimana tuttavia, in applicazione delle sanzioni dell'ONUO, la Svizzera ha interrotto la vendita di equipaggiamenti sportivi alla Corea del Nord, che aveva ordinato materiale per circa 7 milioni di franchi a società elvetiche produttrici di seggiovie e ovovie.
In una nota odierna diffusa dall'agenzia ufficiale Kcna, l'Associazione nord coreana degli sciatori accusa "certi paesi di impedire, dietro pressioni degli Stati Uniti, alla Corea del Nord di importare equipaggiamenti sportivi". Questa pratica - sottolinea l'associazione - è ingiustificata e costituisce una violazione della charta delle Nazioni unite.
SDA-ATS