Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/126871

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a sospendere le esportazioni di materiale bellico verso l'India, poiché i conflitti armati in diversi Stati federati e il reclutamento di bambini-soldato sono in contrasto con i criteri per l'autorizzazione di cui all'articolo 5 dell'ordinanza sul materiale bellico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In termini di politica di sicurezza l'India vive in un contesto volatile. Nonostante la distensione degli ultimi anni, il Paese continua a intrattenere rapporti difficili con il Pakistan, suo vicino. L'India deve inoltre affrontare il problema del terrorismo transfrontaliero e risolvere varie sfide interne. Tuttavia, la situazione attuale in India e i suoi rapporti con il Pakistan non corrispondono in senso stretto a ciò che la legge federale sul materiale bellico definisce un conflitto armato.</p><p>Fin dalla sua fondazione l'India è stata una democrazia stabile, e questo in una regione dove ciò costituisce piuttosto l'eccezione che non la regola. Il suo esercito, controllato democraticamente, esercita la sua funzione nel quadro della legislazione vigente e viene impiegato all'interno del Paese soltanto in modo sussidiario. </p><p>L'India vanta un paesaggio mediatico liberale con una tradizione di giornalismo investigativo, molto vigile sul rispetto delle leggi e su eventuali violazioni dei diritti umani. Pertanto, le irregolarità e i misfatti degli organismi statali vengono resi pubblici.</p><p>In qualità di Stato sovrano, l'India ha un legittimo interesse a proteggere il suo sistema democratico e ad imporre il rispetto della sua legislazione, facendo uso - se necessario - anche del monopolio statale della violenza.</p><p>Dal canto suo, la Svizzera ha tutto l'interesse ad avere nell'India un partner economico affidabile e un garante della stabilità regionale (e, tra l'altro, della libertà di navigazione sui mari arabi, sull'oceano indiano e nello stretto di Malacca).</p><p>Per quanto concerne il reclutamento di bambini-soldato occorre ricordare che lo Stato indiano condanna questa prassi (adottata ed esempio dai naxaliti) e che, secondo le informazioni di cui dispone il Consiglio federale, l'esercito indiano non arruola bambini.</p><p>Lo Stato indiano si adopera in vari modi per impedire questo tipo di reclutamenti e per ovviare ai problemi che ne risultano. Il governo nazionale dell'India e i governi di vari stati federali hanno adottato una serie di provvedimenti, tra cui in particolare la creazione delle basi legali necessarie e la loro messa in atto attraverso i poteri giudiziari (cfr. p. es. la sentenza della Corte suprema sui soldati-bambino del luglio 2011), la "capacity-building", l'istituzione della "National Commission for Protection of Child Rights" o l'estensione di un progetto pilota finalizzato a rispondere in modo globale alle esigenze dei bambini (protezione, formazione, salute e alimentazione). Queste misure hanno già prodotto successi parziali (dal 2009 gli assalti alle scuole sono in calo). Anche se non sono ancora state applicate per intero, è chiaro che il governo nazionale si stia adoperano per risolvere non solamente la questione dei soldati-bambino, ma anche i problemi regionali, sociali ed economici che vi stanno alla base.</p><p>Il 20 marzo 2009 il Consiglio federale si è occupato l'ultima volta dell'esportazione di materiale bellico verso l'India, sottoponendo la sua consueta prassi a una valutazione dettagliata. In tale occasione il collegio ha confermato la decisione del 2005 di aprire il mercato indiano al materiale bellico.</p><p>La prassi d'autorizzazione svizzera per l'esportazione di materiale bellico figura già oggi tra le più restrittive dei Paesi industrializzati occidentali. Una tale prassi prevede inoltre che tanto il Consiglio federale quanto l'amministrazione siano in grado di reagire in modo flessibile a eventuali cambiamenti della situazione. Come prescritto dalla legge, ogni domanda d'esportazione viene esaminata singolarmente e valutata secondo i criteri della legislazione sul materiale bellico.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.