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Il principe Harry è arrivato all'Alta Corte di Londra per testimoniare
(Aggiornato alle 13.31) Il principe Harry è arrivato all'Alta corte di Londra per una storica testimonianza nella causa contro il gruppo editoriale del tabloid Mirror sulle presunte intercettazioni illegali ai danni del duca di Sussex nel periodo compreso fra il 1995 e il 2011.
Per la prima volta da oltre un secolo un membro della famiglia reale britannica, in questo caso il figlio del sovrano regnante Carlo III, si presenta per testimoniare in una corte di giustizia del Regno Unito.
Al suo arrivo all'Alta corte Harry è apparso rilassato, a tratti sorridente, mentre in giacca e cravatta scendeva da una Range Rover e percorreva i pochi metri fino all'ingresso del tribunale per incontrare il suo team di legali. Il principe ha ignorato i tanti operatori tv e fotografi assiepati dietro le transenne che chiedevano un commento preparandosi per una giornata per lui molto importante nella sua 'crociata' contro la stampa popolare britannica.
I media del Regno Unito prevedono importanti dichiarazioni da parte del principe «ribelle» che sotto giuramento dovrà affrontare anche il contro esame degli avvocati difensori dei vertici aziendali del Mirror e di quelli dei responsabili giornalistici del periodo al centro dell'azione legale.
Il principe era già apparso proprio all'Alta corte lo scorso marzo sempre in una causa contro i tabloid. Ma è la prima volta che si siede al banco dei testimoni: il precedente storico è quello riguardante Edoardo VII, che depose in un processo per diffamazione nel 1890 prima di diventare sovrano.
«Sono qui per porre fine alla follia della stampa»
«La mia speranza è porre fine alla follia della stampa». Lo ha detto il principe Harry durante la sua testimonianza all'Alta corte di Londra nella causa contro il gruppo editoriale del tabloid Mirror (Mgn).
Il reale ha fatto questa dichiarazione nel corso del contro esame condotto da Andrew Green, l'avvocato di Mgn, che gli aveva chiesto chiarimenti su una frase contenuta nella deposizione scritta presentata al tribunale dal duca di Sussex in cui accusava i giornalisti della stampa scandalistica di avere le dita sporche di sangue.