Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/178552

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel Cantone di Vaud, la fondazione MART ha denunciato maltrattamenti intollerabili negli allevamenti di suini. Il Consiglio di Stato ha per finire deciso di adottare misure volte a sanzionare tali pratiche e a migliorare le condizioni di detenzione dei maiali da allevamento. Quanto verificatosi ha rivelato il modo scandaloso in cui trattiamo i maiali che finiscono sui nostri piatti e il pessimo funzionamento dei controlli, considerato che sono stati i ripetuti interventi di un'ONG e non i controlli ufficiali a smascherare queste pratiche illecite.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Reputa sufficienti i controlli negli allevamenti, in particolare di suini, nel Cantone di Vaud e in generale?</p><p>2. Sarebbe giustificato inasprire le disposizioni federali per rafforzare tali controlli?</p><p>3. Per essere efficaci, i controlli non dovrebbero avvenire sempre senza preavviso?</p><p>4. Le associazioni di protezione degli animali non dovrebbero essere coinvolte nei controlli per aumentarne la credibilità?</p><p>5. I consumatori sono rimasti profondamente sconvolti dalle condizioni di detenzione indegne permesse per i maiali dalle disposizioni federali, persino da quelle riviste. Non sussiste una differenza di trattamento ingiustificabile tra bovini e suini, in particolare per quanto riguarda lo spazio, la sistemazione degli interni e l'accesso ad aree all'aperto?</p><p>6. Crede che allevare animali privandoli della luce del giorno e della possibilità di uscire all'aperto, su un suolo sprovvisto di paglia e in uno spazio di circa 1 metro quadrato per capo, a temperature che possono raggiungere valori estremi e con un rumore che può farsi assordante sia rispettoso della loro dignità e del loro benessere ai sensi delle definizioni di cui all'articolo 3 lettere a e b LPAn?</p><p>7. È disposto a migliorare ulteriormente le disposizioni della relativa ordinanza per assicurare un allevamento rispettoso dei bisogni di questi animali?</p><p>8. Il Cantone di Vaud ha imposto requisiti specifici in materia di formazione degli allevatori di maiali e di presenza sul posto. Requisiti del genere non dovrebbero diventare obbligatori in tutti i Cantoni, su scala federale?</p><p>9. Considerate le infrazioni ripetute e le recidive, ritiene che le violazioni delle disposizioni che disciplinano l'allevamento degli animali siano sanzionate in misura sufficiente e in maniera abbastanza dissuasiva?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Situazioni analoghe a quelle scoperte e documentate nel settembre del 2016 negli allevamenti di suini del Cantone di Vaud violano la legge e sono inaccettabili per il Consiglio federale. In questi casi è compito del Cantone avviare le misure che s'impongono, cosa che il Cantone di Vaud ha fatto.</p><p>Il sistema di controllo per la protezione degli animali prevede controlli di base e controlli successivi qualora si constatino carenze negli allevamenti di animali da reddito. Su segnalazione di terzi o in caso di sospetto sono inoltre effettuati controlli senza preavviso. L'attuale sistema di controllo funziona bene nel complesso, ma è suscettibile di miglioramenti, peraltro già previsti. Il competente Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria valuterà, in collaborazione con i Cantoni, il contenuto e la portata in particolare dei controlli di base e predisporrà i miglioramenti eventualmente necessari. Con la revisione della legislazione sulla protezione degli animali sono stati creati nel 2008 i presupposti per attuare efficacemente le prescrizioni in materia e controllarne con efficienza il rispetto. Non è necessario un ulteriore inasprimento delle pertinenti disposizioni.</p><p>3. Almeno il 10 per cento dei controlli di base deve essere svolto senza preavviso (ordinanza sul coordinamento dei controlli delle aziende agricole; RS 910.15). Il Consiglio federale è disposto a riesaminare i requisiti minimi per i controlli di base a sorpresa. Già oggi solitamente i controlli a seguito di notifiche di terzi o in caso di sospetto e i controlli successivi avvengono senza preavviso.</p><p>4. L'organizzazione e lo svolgimento dei controlli per la protezione degli animali competono ai Cantoni, che possono affidare questo compito anche a organizzazioni non governative accreditate, comprese le associazioni di protezione degli animali. I controlli devono essere eseguiti da persone indipendenti e debitamente qualificate, ma sono le autorità cantonali a dovere intervenire qualora si constatino irregolarità. Il Consiglio federale ritiene che in questo modo siano garantite la qualità e la credibilità dei controlli e l'applicazione della legge.</p><p>5. Le prescrizioni per la detenzione degli animali vengono emanate tenendo conto delle conoscenze scientifiche e del progresso tecnico, sono più rispettose degli animali di quelle della maggior parte degli altri Paesi e nel complesso più severe di quelle europee. Si ponderano sempre gli interessi degli animali e l'interesse delle aziende a una produzione di carne concorrenziale. Le differenze tra le prescrizioni in materia di protezione degli animali previste per i bovini e i suini non sono dovute a una discriminazione di fondo dei suini, ma alle diverse esigenze delle singole specie. L'ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn; RS 455.1) prevede solo per i bovini tenuti legati la possibilità di uscire all'aperto almeno 90 giorni all'anno. Per i bovini nelle stalle a stabulazione libera non sono prescritte possibilità supplementari di uscita all'aperto. I suini invece non possono assolutamente essere tenuti legati. I programmi per il benessere degli animali per "uscite regolari all'aperto" (URA) e per "sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli animali" (SSRA) condotti dall'Ufficio federale dell'agricoltura e connessi ai pagamenti diretti valgono anche per i suini e, grazie a questi stessi programmi, il 60 per cento dei suini vive in condizioni migliori rispetto a quelle minime prescritte dall'OPAn.</p><p>6./7. Il Consiglio federale ritiene che le prescrizioni vigenti proteggano adeguatamente il benessere e la dignità dei suini. L'OPAn vieta di tenere gli animali costantemente al buio. I suini devono avere la possibilità di soddisfare le loro esigenze comportamentali in qualsiasi momento con paglia, foraggio grezzo o altro materiale equivalente. I locali in cui gli animali soggiornano in prevalenza devono essere illuminati con luce naturale e nei porcili realizzati dopo il 2008 vi deve essere la possibilità di rinfrescarsi in caso di caldo intenso. È inoltre vietato esporre gli animali a rumori eccessivi per un lungo periodo. Il 31 agosto 2018 scade il termine transitorio per adeguare tutti i porcili. Ne conseguono miglioramenti nella detenzione dei suini, che dovranno disporre in particolare di un settore di riposo separato dall'area di foraggiamento e di defecazione.</p><p>8. Secondo l'OPAn, chiunque detiene più di tre suini deve possedere un attestato di competenza. I detentori sono inoltre tenuti a controllare, con una frequenza variabile a seconda delle necessità, il benessere degli animali e lo stato delle attrezzature.</p><p>9. Il Consiglio federale reputa che le norme penali previste nella legge sulla protezione degli animali (pena detentiva sino a tre anni o pena pecuniaria corrispondente) siano sufficientemente severe. Spetta alle autorità penali cantonali decidere la pena in considerazione della gravità dell'infrazione e delle sofferenze inflitte all'animale.</p>  Risposta del Consiglio federale.