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Si è spento, nella sua casa di Cambridge, all’età di 90 anni il critico letterario George Steiner.
Steiner, conosciuto saggista, scrittore, insegnante e critico letterario, è stato per oltre 30 anni il critico del New Yorker, dal 1966 al 1997.
Al centro della sua concezione, come sottolineato da lui stesso nel suo Grammars of Creation, vi era lo “stupore, che può sembrare ingenuo alla gente, davanti al fatto che si può usare il discorso umano per amare, costruire, perdonare, ma anche per torturare, odiare, distruggere e annichilire”.
A questo proposito, nella sua opera si è spesso dedicato al paradosso del potere morale della letteratura e della sua impotenza di fronte ad un evento come l’Olocausto.
Nelle sue memorie intitolate Errata: An Examined Life, del 1998, Steiner aveva sottolineato come sulla sua formazione avesse influito il fatto di essere cresciuto poliglotta, parlando il francese, il tedesco e l’inglese.
In Italia la maggior parte della sua opera è stata pubblicata da Garzanti che sta ristampando molti titoli introvabili. Il più recente è Una certa idea di Europa nella collana PGL (Piccoli Grandi Libri) (Fonte: ANSA).