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Warren Buffett, amministratore delegato e presidente di Berkshire Hathaway, una holding statunitense in assoluto tra le più grandi del mondo, mostra preoccupazione in merito al fatto che un sito web di exchange crypto sta usando il suo nome.
Questo ciò che si legge nel tweet di Bitcoin News:
“Warren Buffett di Berkshire Hathaway ha emesso una dichiarazione avvertendo che un sito web di scambio cryptocurrency sta usando il suo nome”
Buffett non è mai stato un grande simpatizzante del mondo blockchain, per questo mette in guardia gli utenti assicurando che la sua società non c’entra nulla con il sito web crypto.
Warren Buffett e crypto: nessuna affiliazione
La società Berkshire Hathaway guidata da Warren Buffett ha rilasciato venerdì una dichiarazione in cui avverte che un sito web di exchange di criptovalute sta usando il suo nome.
Berkshire Hathaway ha sottolineato che la società di criptovalute non ha alcuna affiliazione con essa o con il suo presidente e CEO, Warren E. Buffett. Nelle dichiarazioni si legge, infatti:
“Questo pomeriggio è venuto alla nostra attenzione che esiste un’entità che utilizza il nome Berkshire Hathaway. L’entità non ha alcuna affiliazione con Berkshire Hathaway Inc. o il suo presidente e amministratore delegato, Warren E. Buffett”.
Nello specifico, la landing page del sito crypto in questione indica che la società è un exchange di bitcoin. I dettagli in prima pagina del sito web indicano:
“Berkshire Hathaway è una società con sede in Texas creata per offrire ai nostri investitori l’opportunità di ottenere un reddito completamente passivo dagli investimenti nel mining di criptovalute”.
Inoltre, il sito pubblicizza il seguente slogan:
“Otterrai profitti ogni giorno su base continuativa”.
Cosa pensa il CEO di Berkshire Hathaway a proposito delle crypto?
Il CEO di Berkshire Hathaway, Warren Buffett, e il vicepresidente, Charlie Munger, sono entrambi scettici sui Bitcoin e sulle criptovalute in generale. Infatti, Buffett già in precedenza aveva affermato che la criptovaluta è “veleno per topi al quadrato”.
Anche Munger ha definito il Bitcoin “veleno per topi” e ” contrario all’interesse della civiltà”, paragonando persino il BTC alle malattie veneree. Inoltre, recentemente, ha raccomandato di evitare Bitcoin come se “fosse una fogna a cielo aperto, piena di organismi dannosi”.
Non solo, il dirigente di Berkshire Hathaway ritiene che i governi dovrebbero vietare le criptovalute. Dunque, tutto porta a pensare quasi a uno “scherzo” di cattivo gusto, visto lo scetticismo da sempre mostrato di Buffett verso il mondo blockchain.
Ad ogni modo, sicuramente un tipico sito truffa, da evitare ad ogni costo come, purtroppo, molti altri.
Perché il sito a nome di Warren Buffett è una truffa e cosa può farci capire quando un sito non è sicuro?
Il sito Web di exchange di criptovalute Berkshire Hathaway, recentemente creato sotto il nome di Buffett, mostra a tutti gli effetti molti segni di essere una truffa.
Infatti, il sito risulta simile a diversi schemi di cui Bitcoin.com News aveva precedentemente messo in guardia, tra cui Bitcoin Revolution, Bitcoin Superstar, Bitcoin Era e Bitcoin Loophole.
Ad ogni modo, ci sono degli indicatori che possono darci subito il sentore in merito al fatto che alcuni siti, tra cui siti web crypto, possano essere presumibilmente delle truffe colossali.
Ad esempio, come nel caso di Berkshire Hathaway, la piattaforma ha un costo iniziale. Infatti, il sito elenca sette piani di investimento che costano tra $1.000 e $70.000.
Ogni piano afferma di consentire agli utenti di investire e guadagnare fino a un certo importo. I piani garantiscono, inoltre, che gli utenti trarranno profitto ogni giorno su base continuativa, mostrando un elenco di utenti che presumibilmente hanno guadagnato molti soldi utilizzando il sistema.
Questo, dunque, è un primo segnale di allarme. Dopo di che, vediamo che l’indirizzo di contatto indicato sul sito Web appartiene a una casa unifamiliare e non è riportato alcun numero di telefono. Anzi, l’email di contatto utilizza l’indirizzo web di Berkshire Hathaway di Warren Buffett.
Altro fattore che, certamente, mina la credibilità del sito. Poi, il sito afferma di essere “regolamentato da diverse autorità finanziarie”, tra cui la Financial Conduct Authority (FCA) del Regno Unito, la Cyprus Securities and Exchange Commission (CySEC) e il Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.
Tuttavia, il sito Web crittografico del Berkshire non è elencato in nessuno degli elenchi approvati dai regolatori di cui sopra. Dunque, come potrebbe essere possibile?
Non è la prima volta, purtroppo, che molte autorità di regolamentazione in tutto il mondo avvertono che i truffatori sempre più spesso dichiarano di essere registrati con uno dei regolatori sopra citati, cosa ovviamente non vera. Tuttavia, è improbabile che i fondi caricati su uno di questi siti Web vengano nuovamente visualizzati.