Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01099.jsonl.gz/214

attualità
Viva il giorno di Venere
Giorno lavorativo ma vigilia del weekend: il venerdì è per molti un giorno speciale. Abbiamo fatto un piccolo tour del Ticino che vive questo giorno in modo particolare.
Servizio
TESTO: RAFFAELLA BRIGNONI - FOTO: SANDRO MAHLER
Il venerdì spesso è più spensierato degli altri giorni lavorativi. A meno che non cada il 13 del mese, come questa settimana. Allora i superstiziosi correranno ai ripari. Ma per molti altri sarà un semplice venerdì, e come tale, il preludio del fine settimana. Eppure i due giorni che, soprattutto per chi lavora in ufficio, sono sinonimo di tempo libero, sono piuttosto recenti. Se la domenica, da tradizione cristiana, è un giorno festivo da secoli, è solo da pochi decenni che anche il sabato è libero.
«Nel 1905, con una prima piccola revisione della legge sul lavoro nelle fabbriche, il sabato si scese a 9 ore di lavoro contro le 11 per gli altri giorni – ci spiega Bernard Degen, collaboratore scientifico del Dipartimento di Storia dell'Università di Basilea –. Ma per molti il sabato divenne un giorno libero durante la prima guerra mondiale. Il motivo non fu una politica sociale progressista ma la necessità di risparmiare energia. Infatti, allora c'era carenza di carbone e di olio combustibile e le fabbriche, tenendo chiuso il sabato, potevano risparmiare energia. Nella seconda guerra mondiale, si arrivò alla settimana lavorativa di 5 giorni in diverse fabbriche, che, di nuovo per una carenza di carbone e di olio, non potevano lavorare 6 giorni di fila. Anche dopo la guerra alcune fabbriche mantennero la settimana lavorativa di 5 giorni, ma era intensa perché l'orario di lavoro era di 48 ore. Quello che permise di generalizzare la settimana lavorativa di 5 giorni fu la diminuzione delle ore lavorative settimanali, quando da 48 si scese a 45, 44, e questo accadde alla fine degli anni '50 e inizio degli anni ‘60».
E così, da una sessantina d'anni, anche il venerdì si è guadagnato uno statuto particolare. Giorno lavorativo sì, ma vigilia di due giorni liberi. In alcune ditte vige il casual Friday, gli impiegati possono vestirsi in modo più rilassato. E, come sottolinea Degen, il traffico dei pendolari nei pomeriggi di venerdì ha il suo picco prima rispetto agli altri giorni. In che cos'altro è un giorno speciale? Nelle prossime pagine vi presentiamo quattro persone per cui il venerdì ha una valenza particolare.
M. Zori
Maurizio Zori, chef al Ristorante Lago Maggiore a Tenero
Se per molti il venerdì è una giornata leggera in vista del weekend, dietro ai fornelli di un ristorante invece è una giornata molto impegnativa, e dato che nell'aria si respira già il weekend, molta gente apprezza di mangiare fuori casa, servita e riverita. «Il venerdì si nota che i clienti sono più rilassati e che hanno meno fretta. Per noi invece inizia il vero lavoro. C'è un po' di stress perché i tavoli da servire sono tanti, certo, ma a me piace lavorare quando c'è questo ritmo intenso, ho bisogno di questa adrenalina in cucina» sorride Maurizio Zori, lo chef del ristorante Lago Maggiore di Tenero, dove, da anni, il venerdì è un giorno speciale anche per un altro motivo. Da tradizione, il menù di mezzogiorno infatti prevede sempre specialità a base di pesce, già da prima che Zori approdasse qui cinque anni fa. «Mi piace cucinare il pesce perché ha colori più vivaci rispetto alla carne e perché permette di creare piatti più invitanti e fantasiosi. Si mangia prima con gli occhi, no? E poi anche il gusto del pesce è più delicato rispetto a quello della carne» spiega il cuoco, che per questo venerdì ha previsto di cucinare un antipasto di tartare di tonno con vele di pane profumato al rosmarino, e come primo delle pennette ai frutti di mare. Buon appetito!
V. Panizza
Valeria Panizza, grafica e dj
«Come grafica freelance, in verità per me il venerdì è un giorno come un altro. Ma è comunque il giorno in cui si organizzano feste e mi capita di venir invitata come dj sia per serate in locali pubblici che per feste private. E poi è a partire da venerdì sera che Lugano si trasforma in una vera città» ci racconta Valeria Panizza, grafica freelance di Lamone e da un anno anche dj con il nome di LAM-1. «È durante l'anno Erasmus a Berlino che è nata la mia passione per il clubbing – spiega la giovane – . Ho iniziato a fare la dj perché mi sembrava che la musica fosse tutta uguale e perché trovo che ci siano poche donne in questo settore. Fare la dj è bellissimo: è emozionante vedere la gente entusiasta muoversi sulla musica che scelgo. L'hanno scorso per esempio, mixavo a una festa sulla scogliera di Paradiso, aveva iniziato a piovere ma la gente continuava a ballare! Mi piace il contatto con il pubblico, è più onesto e spontaneo che durante i concerti, dove gli applausi partono quasi programmati». E la prossima occasione per scatenarsi sulla musica elettronica selezionata da LAM-1 sarà al Buskers Festival di Lugano, questa volta non di venerdì ma giovedì 19 luglio, dalle 18 alle 21.Scopri la musica di Valeria Panizza
A. Lo Cicero
Alessio Lo Cicero, tenente di polizia
«L'impegno principale del venerdì è legato sostanzialmente alla circolazione stradale e alla gestione del traffico». Mentre parla Alessio Lo Cicero, sopra gli schermi sulla grande parete della centrale del traffico di Camorino è un continuo accendersi di luci e attivarsi di segnali acustici. I due assistenti di polizia davanti ai monitor tengono sotto controllo la situazione del traffico, in un venerdì di inizio giugno relativamente tranquillo. A parte una colonna di autovetture e mezzi pesanti al portale sud della galleria del San Gottardo, su tutta la rete viaria cantonale si viaggia senza problemi. «Un'eccezione, dovuto al ponte del Corpus Domini» spiega il tenente Alessio Lo Cicero, classe 1985, da inizio 2018 responsabile della nuova centrale comune d'allarme, detta Cecal.
«Statistiche alla mano, nel 2017 non c'è differenza rispetto agli altri giorni. Il numero di incidenti è un po' più elevatosoltanto per quanto riguarda i danni materiali, ma non per quanto concerne feriti e vittime». Anche in relazione all'alcolemia, i dati a disposizione non forniscono particolari scostamenti rispetto alla norma. «Il sabato si registrano dati più elevati rispetto al venerdì» precisa Lo Cicero, mentre in sottofondo la musica aiuta alla concentrazione i due operatori di centrale che monitorano minuto per minuto la situazione del traffico.
Oltre al traffico, Lo Cicero aggiunge che si rileva, nel fine settimana, anche un aumento delle denunce per violenza domestica. «Questo è un dato da leggere posotiviamente in quanto attesta come vi sia stata un'emersione del fenomeno. Questo grazie anche alle campagne di sensibilizzazione degli ultimi anni che hanno portato ad un aumento delle denunce» precisa il tenente.
S. Radouan Jelassi
Samir Radouan Jelassi, imam a Viganello
«Il venerdì per noi musulmani è il giorno più importante della settimana, un giorno sacro, un giorno di festa religiosa – spiega l'imam di Viganello Samir Radouan Jelassi – . Grandi eventi cadono il venerdì, il giorno in cui Dio ha creato Adamo, il padre di tutta l'umanità, e il giorno in cui ci sarà il Giudizio Universale. La preparazione al venerdì avviene già la sera precedente, siccome il venerdì per noi comincia già dopo il tramonto del giovedì, come anche nella tradizione ebraica. È così per esempio, che il giovedì pomeriggio si va nei cimiteri a salutare i propri cari, oppure si invitano i famigliari a cena, inoltre tanti matrimoni si celebrano il giovedì sera, dato che è una notte benedetta. Il venerdì invece inizia con una doccia rituale, che ha lo scopo di purificare. Poi è consigliabile leggere il capitolo coranico della caverna; indossare i più bei vestiti e profumarsi per andare alla cerimonia del venerdì alla moschea, e versare un'elemosina. Il venerdì è importante perché è anche un momento di incontro per la comunità, che si riunisce in questo unico giorno della settimana. La cerimonia inizia alle 13:10 e finisce alle 14. In questo modo, anche chi lavora ha l'occasione di parteciparvi durante la pausa pranzo» sottolinea l'imam. C'è più tempo per stare insieme invece in occasione del Ramadan, il mese sacro dei musulmani, che si è concluso qualche settimana fa.
«È stato un mese intenso, una bella occasione per stare insieme. Dato che qui sono rappresentate diverse generazioni e circa una ventina di nazionalità, alla rottura del digiuno, la sera, le famiglie a turno hanno organizzato la cena con le specialità dei loro Paesi di origine. La gioia di stare insieme si è rispecchiata sulla tavola imbandita del Ramadan» sorride l'imam.