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La Confederazione ha già ricevuto offerte per un terzo dei suoi 54 velivoli Tiger F-5. I primi 18 apparecchi potrebbero essere venduti già nel 2014
BERNA - Se il prossimo 18 maggio il popolo si pronuncerà in favore dell'acquisto dei 22 Gripen svedesi, il futuro dei vecchi aerei da combattimento sarà segnato. La Confederazione ha già ricevuto offerte per un terzo dei suoi 54 velivoli Tiger F-5, ha assicurato in un'intervista alla "Nordwestschweiz" Christian Catrina, del Dipartimento federale della difesa (DDPS).
"I primi 18 apparecchi potrebbero essere venduti già nel 2014", ha precisato il capo della sezione Politica di sicurezza del DDPS. I 36 altri aerei dovrebbero essere messi fuori servizio al più tardi entro la metà del 2016, ha aggiunto Catrina.
Tra i potenziali acquirenti v'è anzitutto la Marina americana. "Una parte dei Tiger potrebbe essere rivenduta a società private americane, che auspicano utilizzare gli aerei da combattimento per addestrare futuri piloti", ha spiegato Catrina. La Confederazione potrebbe riscuotere fino a mezzo milione di franchi per apparecchio.
Secondo il capo della sezione Politica di sicurezza, "difficilmente non si troverà alcun acquirente". In questa eventualità, gli aerei saranno distrutti in Svizzera.
Ripartizione importante
Se la Svizzera acquistasse davvero i Gripen, il fabbricante svedese Saab si è impegnato a concludere contratti con società elvetiche per oltre 2,5 miliardi di franchi. Il contratto d'acquisto dei 22 velivoli da combattimento ammonta a 3,1 miliardi di franchi.
Catrina si è pure espresso sulla chiave di ripartizione regionale di questi affari compensatori. Saab aveva promesso che il 30% dei 2,5 miliardi toccherebbero l'industria romanda. "È sacrosanto" che aziende di tutte le regioni linguistiche sottopongano offerte concorrenziali.
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