Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/114426

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a non sovvenzionare più la cessione in proprietà dell'arma d'ordinanza al proscioglimento dall'obbligo di prestare servizio militare: il prezzo non deve perlomeno rappresentare un incentivo alla rivendita per scopi speculativi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La cessione in proprietà dell'arma personale al termine del periodo di servizio è disciplinata nell'ordinanza del 5 dicembre 2003 sull'equipaggiamento personale dei militari (OEPM; RS 514.10), nell'ordinanza del 5 dicembre 2003 sul tiro fuori del servizio (RS 512.31), nell'ordinanza del DDPS dell'11 dicembre 2003 sul tiro fuori del servizio (RS 512.311) e nell'ordinanza del DDPS del 9 dicembre 2003 sull'equipaggiamento personale dei militari (OEPM-DDPS; RS 514.101). Dal 1° gennaio 2010, in caso di cessione in proprietà di un'arma, i militari devono presentare un permesso d'acquisto di armi. In occasione dell'ottenimento di tale permesso, l'arma viene registrata unitamente al proprietario. L'ordinanza del 5 dicembre 2003 sull'equipaggiamento personale dei militari (OEPM; RS 514.10) stabilisce che dal momento della cessione in proprietà dell'arma personale sono applicabili le disposizioni della legislazione sulle armi. Di conseguenza, una rivendita oppure un'acquisizione di un'ex arma dell'esercito per eredità deve parimenti avvenire con un permesso d'acquisto di armi, poiché si tratta di un'arma soggetta ad autorizzazione. Quali ulteriori condizioni, il militare deve aver prestato servizio militare per almeno sette anni e avere assolto negli ultimi tre anni almeno due volte il programma obbligatorio e due volte il tiro di campagna a 300 metri. La cessione dell'arma al termine dell'obbligo di prestare servizio militare, nel pieno rispetto delle condizioni menzionate sopra, rappresenta un riconoscimento nei confronti del militare per i servizi resi. Inoltre, in tal modo gli si consente di continuare a essere attivo nell'ambito del tiro fuori del servizio.</p><p>Tutte le armi cedute in proprietà vengono contrassegnate dalla base logistica dell'esercito (BLEs) e registrate in una banca dati SAP. Dal 12 dicembre 2008, conformemente alla legge federale del 20 giugno 1997 sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni (legge sulle armi, LArm; RS 541.54), le informazioni relative all'arma ricevuta in proprietà e alla persona che la riceve vengono trasmesse all'Ufficio federale di polizia (fedpol). </p><p>I fucili d'assalto (tipo 57/90) consegnati vengono trasformati tecnicamente in armi semiautomatiche per il fuoco colpo per colpo. La BLEs effettua la modifica, la contrassegnazione e la registrazione dei dati per la cessione in proprietà dell'arma fatturando tutte le spese al nuovo proprietario. Il contributo di 30 franchi per la pistola, 60 franchi per il fucile d'assalto 57 e di 100 franchi per il fucile d'assalto 90 copre quindi integralmente le spese derivanti.</p><p>Nelle scuole reclute, le armi, conformi ai requisiti dell'esercito, vengono consegnate personalmente ai militari. Le armi cedute in proprietà hanno subìto, a causa del loro pluriennale impiego in servizio militare, una certa usura. Di conseguenza, i prezzi di mercato, fortemente diminuiti negli ultimi anni e che per quanto riguarda la precisione dell'arma si fondano su standard propri al tiro sportivo e di competizione e non su requisiti militari, in ampie parti non risulterebbero conformi.</p><p>La tendenza ad acquistare l'arma è da anni in diminuzione. Negli ultimi anni circa il 7,4 per cento dei prosciolti hanno ricevuto in proprietà la loro arma. Una cessione a prezzi di mercato ridurrebbe ulteriormente la quota di armi cedute in proprietà, ma per la Confederazione non comporterebbe maggiori ricavi percettibili.</p><p>Dal punto di vista del Consiglio federale, un aumento del contributo per la trasformazione o la consegna, oppure la cessione in proprietà delle armi a prezzi di mercato, non sono necessari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.