Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/37800

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale persegue una politica d'ammissione dei lavoratori stranieri fondata su un sistema d'ammissione binario. Tale politica di reclutamento autorizza le cerchie economiche a reclutare prioritariamente cittadini di Stati membri dell'UE e dell'AELS, consentendo l'ammissione di cittadini di Stati terzi solo se qualificati e suscettibili di integrarsi a lungo termine nel mercato del lavoro e nella società. Il Consiglio federale si è impegnato, nei confronti del popolo svizzero, a rispettare questi principi (in occasione delle votazioni sugli accordi bilaterali e sull'iniziativa popolare per una regolamentazione dell'immigrazione [iniziativa del 18 %]) ed è convinto che per il momento non è opportuno derogare al principio della priorità nel reclutamento a favore dei paesi dell'Europa centrale e orientale (PECO).</p><p></p><p>Il Consiglio federale si è recentemente pronunciato, in occasione della risposta ad altri interventi parlamentari (mozione Fattebert 00.3506, mozione Suter 01.3200, interpellanza urgente Cornu 01.3283), in margine alla questione della liberalizzazione della politica d'ammissione nei confronti dei lavoratori extracomunitari. Al proposito, esso ricorda che le cerchie economiche sono chiamate a consentire maggiori sforzi onde reclutare lavoratori in seno all'UE e all'AELS, accordando condizioni salariali e lavorative suscettibili di incitare i cittadini di questi Stati a venire a lavorare in Svizzera. L'eventuale apertura del mercato del lavoro alla manodopera proveniente da Stati terzi potrà comunque essere considerata unicamente allorquando saranno visibili i primi effetti dell'entrata in vigore dell'Accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone. </p><p></p><p>Il Consiglio federale si attiene al principio dell'ammissione limitata di cittadini di Stati terzi. Come evocato nel contesto della risposta all'interrogazione Rennwald (01.1057), una strategia migratoria volta a sostenere strutture economiche piuttosto deboli mediante il ricorso a manodopera ausiliare favorisce una crescita per quel che concerne le dimensioni, non però dal profilo della produttività; e poi non può, da sola, compensare gli effetti legati all'invecchiamento della popolazione. Occorre pertanto dare la priorità alla manodopera qualificata, meno minacciata dalla disoccupazione, nonché all'integrazione nel mondo del lavoro e nella società di tutte le forze lavorative della popolazione residente permanente, in modo da garantire anche in avvenire la prosperità del nostro Paese e il finanziamento delle assicurazioni sociali. </p><p></p><p>Il progetto di nuova Legge sugli stranieri (LStr), elaborato sulla base di vari rapporti di esperti e accolto favorevolmente in sede di consultazione dalla maggior parte delle cerchie consultate, si fonda parimenti sui principi sopra descritti ed è volto a preservare lo sviluppo socioeconomico a lungo termine nonché a rafforzare la politica d'integrazione. Il Consiglio federale sta tuttora elaborando il relativo messaggio, il quale terrà conto dei risultati della procedura di consultazione e sarà sottoposto alle Camere federali nel corso del 2002. Il Consiglio federale non intende pertanto prendere decisioni di principio su questioni fondamentali della politica in materia di stranieri, anticipando così la procedura legislativa in corso concernente la LStr. Questo problema  potrà essere esaminato nell'ambito della medesima procedura amministrativa.</p><p></p><p>Il Consiglio federale approva la necessità di una concezione globale e coerente in materia di migrazione, con un orientamento a lungo termine e che tenga conto adeguatamente dell'evoluzione internazionale. In tale contesto va detto che, in occasione della Conferenza europea sulle migrazioni, tenutasi a Bruxelles il 16 ottobre 2001 sotto la presidenza dell'UE (Belgio) e alla quale la Svizzera era invitata a partecipare, è stata trattata la questione degli stranieri che risiedono in un Paese d'accoglienza senza un pertinente titolo di soggiorno. I ministri degli Stati membri dell'UE responsabili in materia di immigrazione hanno sottolineato che una politica di regolarizzazione collettiva non costituisce una soluzione adeguata alla problematica dei migranti illegali.</p><p></p><p>Va detto infine che la prima ondata di adesioni all'UE da parte di PECO non è prevista prima del 2004 e che l'estensione della libera circolazione ai lavoratori dei nuovi Stati membri sottostarà verosimilmente a regimi transitori. In questo contesto, un qualsiasi impegno del Consiglio federale per quel che concerne l'estensione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone con la CE ai PECO sarebbe per il momento prematuro. </p><p></p><p>Considerati i motivi suesposti, il Consiglio federale non condivide l'opinione dell'autore della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.