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N. 48.1999.2 L Lugano, 10 settembre 2001 IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO __________ sedente per statuire sul reclamo presentato il 21 ottobre 1999 dalla __________, e " - se del caso - " dalla __________, (entrambe patrocinate dall'avv. __________) contro la decisione 11 ottobre 1999 del Procuratore pubblico avv. __________, che ha rifiutato il parziale dissequestro di un conto bancario nel procedimento pendente contro __________ (patrocinato dall'avv. __________), per titolo di estorsione aggravata ed altri reati; viste le osservazioni 4 novembre 1999 del magistrato inquirente, che si rimette a giustizia, e di __________ (patrocinato dall'avv. __________), che postula la reiezione del reclamo; preso atto che __________ non ha presentato osservazioni; letti ed esaminati gli atti; ritenuto e considerato in fatto e in diritto: che - nel contesto dell'istruzione formale contro __________ per titolo di estorsione aggravata ed altri reati, come a denuncia di __________, il Procuratore pubblico ha disposto il sequestro del conto n. __________ "__________" presso la succursale di __________ della __________ S.A.; - con decisione 11 ottobre 1999, lo stesso magistrato ha rifiutato il dissequestro parziale di fr. 160'000.- e accessori, chiesto il 5 ottobre 1999 dal menzionato istituto bancario, in forza di pegno costituito a suo favore il 13 agosto 1996; - facendo riferimento alla giurisprudenza (REP 1991, pag. 541), il reclamo insiste per il dissequestro, facendo valere la buona fede della __________ S.A. nell'apertura del conto interessato e nella negoziazione del pegno; - mentre il Procuratore pubblico ha dato atto della correttezza della posizione della banca (" Nell'ambito dell'istruttoria non è emersa alcuna contraddizione oggettiva quo alla buona fede della __________ "), __________ sostiene che quel conto era stato alimentato con proventi dei reati a suo danno e che la __________ S.A. ha mancato della dovuta diligenza, non avendo eseguito la benché minima indagine; - l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al magistrato penale di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che possono avere importanza per l’istruzione del processo alternativamente o cumulativamente come mezzi di prova o in quanto passibili di confisca o devoluzione allo Stato: la norma corrisponde sostanzialmente a quanto in precedenza disposto successivamente dall’art. 120 CPP/1942 e dall’art. 120 CPP/1993, per cui ancora soccorre la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali e di questo Ufficio giudiziario sul tema (REP. 1987, p. 265; 1989, p. 599; sentenze 30 gennaio 1992 in re O.C., CRP 282/91 e 17 marzo 1992 in re G.M., CRP 38/92; decisione 25 settembre 1996 in re V.D., GIAR 468.96.1); - è tuttavia ovvio che oggetto del provvedimento in vista di confisca (come sarebbe qui il caso) può colpire unicamente attivi a libera disposizione e non debiti o impegni presi correttamente e civilmente vincolanti: quindi mantiene logica validità la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali (v. sopra), nel senso che non è passibile di sequestro una garanzia bancaria ed il corrispondente pegno, a patto che il relativo contratto non sia inficiato da sospetto di reato, non essendo discorso di buona fede del terzo, confrontato con una controparte al negozio autrice o sospetta autrice di reato (come all'art. 59 cfr. 1 cpv. 2 CP), ma di contratto perfezionatosi al di fuori da qualsiasi reato (decisione 11 agosto 1999 in re O.R., GIAR __________); - a richiesta di questo giudice e per la notizia della chiusura delle indagini preliminari, con lettera 23 gennaio 2001 il Procuratore pubblico ha comunicato che " a conclusione dell'istruttoria non è emerso alcun nuovo elemento che permetta di considerare modificata la situazione creatasi al momento della presentazione del reclamo in specie quo alla buona fede della __________ "; - con atto del 29 agosto 2001 (ABB __________), il Procuratore pubblico ha abbandonato il procedimento a carico di __________, ritenuto in conclusione che " l'istruzione formale non ha … permesso, nel caso concreto, di raccogliere sufficienti elementi probatori a sostegno della colpevolezza di __________, in particolar modo per quanto concerne la sussistenza di effettivi mezzi di pressione esercitati con successo sul denunciante, la falsificazione della firma di __________ o l'impiego fraudolento di ordini firmati in bianco dal denunciante ": si avvalora quindi e per converso, sotto il profilo penale, la regolarità dei depositi e dei contratti tra __________ e la __________ S.A.; - il citato decreto di abbandono non si pronuncia esplicitamente sui sequestri ordinati in corso di procedura, ma indirettamente dispone il versamento di fr. 1'950'000.- a favore dell'Ufficio esazioni e condoni (dispositivo n. 4), conformemente all'accordo tra quest'ultima autorità ed i coniugi __________, " qualora avvenga il dissequestro penale " (consid. N. 4): riservato un successivo giudizio della Camera dei ricorsi penali (in particolare di accoglienza di atto di accusa proposto dalla parte civile, secondo l'art. 216 CPP), va quindi considerato, semmai automaticamente, siccome dissequestrato il conto n. __________, qui in discussione; - in ogni modo, per le ragioni esposte, il reclamo viene qui tutelato, con la presente decisione impugnabile alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP): la soluzione essendo conseguenza degli accertamenti istruttori completati in corso di pendenza, si prescinde da giudizio sulle spese giudiziarie e sulle ripetibili; per i quali motivi, visti i citati articoli di legge e gli art. 280 ss. CPP, decide: 1. Il reclamo è accolto. 1.1 Di conseguenza è ordinato il dissequestro dell'importo di fr. 160'000.- e accessori, depositati sul conto n. __________ presso la succursale di __________ della __________ S.A. 2. Non si percepiscono spese giudiziarie. 3. Contro la presente decisione e nel termine di dieci giorni dall'intimazione, è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali. 4. Intimazione: - avv. __________, per le reclamanti (con copia delle osservazioni del magistrato inquirente e di __________); - avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle osservazioni del magistrato inquirente); - avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle osservazioni del magistrato inquirente e di __________); - Procuratore pubblico avv. __________, sede (con copia delle osservazioni di __________). giudice __________

N. 48.1999.2 L Lugano, 10 settembre 2001

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO __________

sedente per statuire sul reclamo presentato il 21 ottobre 1999 dalla

__________,

e " - se del caso - " dalla

__________,

(entrambe patrocinate dall'avv. __________)

contro la decisione 11 ottobre 1999 del Procuratore pubblico avv. __________, che ha rifiutato il parziale dissequestro di un conto bancario nel procedimento pendente contro __________ (patrocinato dall'avv. __________), per titolo di estorsione aggravata ed altri reati;

viste le osservazioni 4 novembre 1999 del magistrato inquirente, che si rimette a giustizia, e di __________ (patrocinato dall'avv. __________), che postula la reiezione del reclamo;

preso atto che __________ non ha presentato osservazioni;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto e considerato

in fatto e in diritto:

che

- nel contesto dell'istruzione formale contro __________ per titolo di estorsione aggravata ed altri reati, come a denuncia di __________, il Procuratore pubblico ha disposto il sequestro del conto n. __________ "__________" presso la succursale di __________ della __________ S.A.;

- con decisione 11 ottobre 1999, lo stesso magistrato ha rifiutato il dissequestro parziale di fr. 160'000.- e accessori, chiesto il 5 ottobre 1999 dal menzionato istituto bancario, in forza di pegno costituito a suo favore il 13 agosto 1996;

- facendo riferimento alla giurisprudenza (REP 1991, pag. 541), il reclamo insiste per il dissequestro, facendo valere la buona fede della __________ S.A. nell'apertura del conto interessato e nella negoziazione del pegno;

- mentre il Procuratore pubblico ha dato atto della correttezza della posizione della banca (" Nell'ambito dell'istruttoria non è emersa alcuna contraddizione oggettiva quo alla buona fede della __________ "), __________ sostiene che quel conto era stato alimentato con proventi dei reati a suo danno e che la __________ S.A. ha mancato della dovuta diligenza, non avendo eseguito la benché minima indagine;

- l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al magistrato penale di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che possono avere importanza per l’istruzione del processo alternativamente o cumulativamente come mezzi di prova o in quanto passibili di confisca o devoluzione allo Stato: la norma corrisponde sostanzialmente a quanto in precedenza disposto successivamente dall’art. 120 CPP/1942 e dall’art. 120 CPP/1993, per cui ancora soccorre la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali e di questo Ufficio giudiziario sul tema (REP. 1987, p. 265; 1989, p. 599; sentenze 30 gennaio 1992 in re O.C., CRP 282/91 e 17 marzo 1992 in re G.M., CRP 38/92; decisione 25 settembre 1996 in re V.D., GIAR 468.96.1);

- è tuttavia ovvio che oggetto del provvedimento in vista di confisca (come sarebbe qui il caso) può colpire unicamente attivi a libera disposizione e non debiti o impegni presi correttamente e civilmente vincolanti: quindi mantiene logica validità la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali (v. sopra), nel senso che non è passibile di sequestro una garanzia bancaria ed il corrispondente pegno, a patto che il relativo contratto non sia inficiato da sospetto di reato, non essendo discorso di buona fede del terzo, confrontato con una controparte al negozio autrice o sospetta autrice di reato (come all'art. 59 cfr. 1 cpv. 2 CP), ma di contratto perfezionatosi al di fuori da qualsiasi reato (decisione 11 agosto 1999 in re O.R., GIAR __________);

- a richiesta di questo giudice e per la notizia della chiusura delle indagini preliminari, con lettera 23 gennaio 2001 il Procuratore pubblico ha comunicato che " a conclusione dell'istruttoria non è emerso alcun nuovo elemento che permetta di considerare modificata la situazione creatasi al momento della presentazione del reclamo in specie quo alla buona fede della __________ ";

- con atto del 29 agosto 2001 (ABB __________), il Procuratore pubblico ha abbandonato il procedimento a carico di __________, ritenuto in conclusione che " l'istruzione formale non ha … permesso, nel caso concreto, di raccogliere sufficienti elementi probatori a sostegno della colpevolezza di __________, in particolar modo per quanto concerne la sussistenza di effettivi mezzi di pressione esercitati con successo sul denunciante, la falsificazione della firma di __________ o l'impiego fraudolento di ordini firmati in bianco dal denunciante ": si avvalora quindi e per converso, sotto il profilo penale, la regolarità dei depositi e dei contratti tra __________ e la __________ S.A.;

- il citato decreto di abbandono non si pronuncia esplicitamente sui sequestri ordinati in corso di procedura, ma indirettamente dispone il versamento di fr. 1'950'000.- a favore dell'Ufficio esazioni e condoni (dispositivo n. 4), conformemente all'accordo tra quest'ultima autorità ed i coniugi __________, " qualora avvenga il dissequestro penale " (consid. N. 4): riservato un successivo giudizio della Camera dei ricorsi penali (in particolare di accoglienza di atto di accusa proposto dalla parte civile, secondo l'art. 216 CPP), va quindi considerato, semmai automaticamente, siccome dissequestrato il conto n. __________, qui in discussione;

- in ogni modo, per le ragioni esposte, il reclamo viene qui tutelato, con la presente decisione impugnabile alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP): la soluzione essendo conseguenza degli accertamenti istruttori completati in corso di pendenza, si prescinde da giudizio sulle spese giudiziarie e sulle ripetibili;

per i quali motivi,

visti i citati articoli di legge e gli art. 280 ss. CPP,

decide:

1. Il reclamo è accolto.

1.1 Di conseguenza è ordinato il dissequestro dell'importo di fr. 160'000.- e accessori, depositati sul conto n. __________ presso la succursale di __________ della __________ S.A.

2. Non si percepiscono spese giudiziarie.

3. Contro la presente decisione e nel termine di dieci giorni dall'intimazione, è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali.

4. Intimazione:

- avv. __________, per le reclamanti (con copia delle osservazioni del magistrato inquirente e di __________);

- avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle osservazioni del magistrato inquirente);

- avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle osservazioni del magistrato inquirente e di __________);

- Procuratore pubblico avv. __________, sede (con copia delle osservazioni di __________). giudice __________