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BERNA - Il Consiglio nazionale tornerà oggi a discutere dell'iniziativa popolare "Per imprese responsabili" e del relativo controprogetto. Quest'ultimo, elaborato dalla Commissione degli affari giuridici della Camera del popolo (CAG-N), era stato bocciato in marzo dagli Stati.
Oggi il Nazionale dovrà quindi unicamente decidere se mantenere la sua controproposta o se rinunciarvi e allinearsi così alla Camera dei cantoni. Con 15 voti a 10, la CAG-N propone al plenum di mantenere la propria decisione.
L'iniziativa, depositata il 10 ottobre 2016, chiede che le imprese che hanno la loro sede statutaria, l'amministrazione centrale o il centro d'attività principale in Svizzera debbano rispettare, sia nella Confederazione che all'estero, i diritti umani riconosciuti e le norme ambientali internazionali. Le imprese potranno inoltre essere chiamate a rispondere non soltanto dei propri atti, ma anche di quelli delle aziende che controllano economicamente senza parteciparvi sul piano operativo.
Il controprogetto approvato dal Nazionale un anno fa non va così lontano, in particolare in materia di responsabilità. Nelle intenzioni della Camera del popolo, devono essere esclusi dalla responsabilità i gestori e dirigenti delle società madri per comportamenti scorretti di società controllate. Inoltre la responsabilità riguarda solo i danni alla vita e all'integrità personale o la violazione del diritto di proprietà.
Il Consiglio degli Stati si occuperà da parte sua del progetto che prevede di aumentare - da 10'100 a 25'000 franchi - il tetto massimo delle deduzioni fiscali per la cura dei figli complementare alla famiglia. Il progetto, che intende migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia, si iscrive nell'iniziativa nata per contrastare la penuria di personale indigeno qualificato: l'obiettivo dell'esecutivo è insomma di incitare le madri in possesso di buone qualifiche ad esercitare una attività professionale.