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I tribunali svizzeri potrebbero essere presto chiamati a pronunciarsi su un gran numero di cause intentate da vittime dell'amianto o da loro famigliari. Sono almeno una quarantina, infatti, quanti vogliono rivolgersi alla giustizia, dopo che una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell'Uomo ha stabilito che i termini di prescrizione vigenti nella Confederazione sono troppo brevi.
La giurisprudenza del Tribunale federale stabiliva che il diritto a un risarcimento decade una volta trascorsi i 10 anni da quando il danno era stato arrecato. Un termine troppo breve, secondo i giudici di Strasburgo, chiamati in causa da un ricorso. Le conseguenze sulla salute derivati dal contatto con la sostanza tossica possono manifestarsi infatti anche dopo decenni.
Prendendo atto della sentenza, venerdì Mon Repos aveva deciso di posticipare il suo verdetto sul caso di un uomo morto di tumore nel 2006, 30 anni dopo aver trascorso l'infanzia vicino alla fabbrica della Eternit a Niederurnen (GL). La massima istanza giudiziaria intende aspettare una revisione di legge: il Consiglio federale ha licenziato un messaggio in novembre, per portare il termine a 30 anni.
ATS/Radiogiornale/pon
RG 12.30 del 07/06/2014 Il servizio di Roberto Scolla
- 07.06.2014
- 12:22