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Il Consiglio vuole vendere armi
La protesta di oltre 150 pastori e pastore zurighesi contro la decisione di vendere armi a paesi in guerra rimane inascoltata
in Svizzera , diritti umani
(ve) Il Consiglio federale svizzero ha deciso di allentare le norme relative alla vendita di armi. Con le nuove disposizioni sarà possibile esportare armi svizzere anche in paesi nei quali è in corso una guerra civile. Contro tale decisione 150 pastore e pastori zurighesi hanno inoltrato una lettera di protesta. Il Consiglio federale ha risposto ribadendo la propria decisione. Il pastore Johannes Bardill, promotore della lettera, ritiene tuttavia che la protesta sia stata efficace.
Rispondendo alla lettera delle pastore e dei pastori zurighesi, il Consiglio federale ribadisce di non voler modificare la propria decisione. È deluso dalla risposta?
Sì, sono deluso, ma non mi attendevo che il Consiglio federale cambiasse parere. Sarebbe anzi strano se lo avesse fatto a motivo della protesta di 150 persone. E non mi sorprende nemmeno il fatto che non risponda alle obiezioni teologiche contenute nel testo. Tuttavia rimango dell'idea che fosse necessario, da parte nostra, reagire.
Ritiene dunque che l'azione non sia stata inutile?
No, non è stata inutile. Mediante quel testo abbiamo fatto capire che noi continueremo a osservare attentamente le mosse del consiglio federale ogni qualvolta esso interverrà per modificare la legislazione riguardante l'esportazione di armi. Certo, siamo solo un granellino di sabbia, il nostro peso è ridotto, tuttavia il Consiglio federale deve sapere che l'opinione pubblica è attenta.
La lettera è stata firmata da un grande numero di pastore e pastori della chiesa riformata di Zurigo. Questo l'ha sorpresa?
Sì, molto, soprattutto se considero il fatto che l'azione è partita all'inizio delle vacanze estive. Non è affatto scontato che teologhe e teologi si uniscano per una causa comune. Evidentemente il tema è scottante. Sono anche sorpreso dal rilievo che i media hanno dato alla nostra lettera.
La risposta del Consiglio federale è da considerare l'ultima parola su questa vicenda?
Posso immaginare che il tema venga ancora dibattuto in qualche parrocchia riformata e che alcuni dei firmatari affrontino l'argomento nella loro attività pastorale nei prossimi mesi.
E lei che cosa farà?
Per prima cosa inviterò uno degli autori del libro "Der lange Schatten Zwinglis" a parlare nella mia parrocchia. Nel libro si affronta un capitolo interessante dell'attività del Riformatore di Zurigo, quello della sua opposizione a un'alleanza militare con la Francia. Ho tratto da quelle pagine l'ispirazione per scrivere la lettera contro l'allentamento delle norme sull'esportazione di materiale bellico svizzero verso paesi in guerra. (ref.ch/Heimito Nollé; adat. P. Tognina)