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Impresa specializzata nella fabbricazione di macchine da caffè di alta gamma, Thermoplan esporta i suoi prodotti in tutto in mondo. In un contesto di franco forte, il suo direttore Adrian Steiner punta sulla crescita e invoca una diversificazione dei mercati.
Creata nel 1974, l'impresa Thermoplan doveva inizialmente commercializzare sistemi di ventilazione. Ma il suo fondatore Domenic Steiner cambia subito idea ed inventa una macchina per la crema chantilly, poi un'altra per il cappuccino ed infine da caffè. Nel 1999 un accordo di fornitore esclusivo con il gigante americano del caffè Starbucks fa volare la cifra d'affari e la fama dell'impresa. Dall'ottobre del 2009 Adrian Steiner tiene le redini della società di oltre 200 impiegati e con base a Weggis, nel canton Lucerna.
Quale parte della vostra produzione esportate?
Adrian Steiner: La nostra società è quasi interamente orientata all'esportazione. Il 97% dei nostri prodotti sono venduti all'estero, in 62 paesi. I mercati più importanti sono tutti situati al nord della Svizzera: l'Inghilterra, la Russia (sempre di più) e soprattutto la Germania, paese in cui possediamo una filiale per vegliare con cura sulle evoluzioni in loco. Inoltre, la nostra filiale negli Stati Uniti si occupa dei nostri più grandi clienti americani, fra cui McDonald's, Subway e chiaramente Starbucks.
Come vi collocate tra la concorrenza su scala mondiale?
Steiner: Dal 1995 la produzione di macchine da caffè automatiche rappresenta la nostra attività principale. Siamo in competizione con delle imprese tedesche ed italiane, ma i nostri concorrenti più acerrimi sono svizzeri. Attualmente ci troviamo nella top 3 dei venditori sul mercato mondiale. Contiamo sulla qualità e l'alta gamma per imporci nel mondo. Ad esempio, abbiamo recentemente sviluppato degli apparecchi per produrre del cappuccino di altissima qualità. L'innovazione resta quindi un vettore per noi essenziale per il successo ed è per questo che ci avvaliamo da diversi anni di 24 ingegneri che lavorano a tempo pieno nella ricerca e lo sviluppo.
Quale impatto ha avuto il franco forte sulle vostre attività?
Steiner: Il franco forte ha senz'altro complicato le nostre vendite e le relazioni con i nostri clienti internazionali. Gli scorsi mesi di settembre e di ottobre sono stati particolarmente calmi e l'insieme dei costi si è fatto sentire più del solito. Tuttavia, permane una forte domanda per i nostri prodotti ed i nostri impegni restano piuttosto costanti dall'inizio della crisi del franco forte. Le nostri macchine sono sempre molto apprezzate. Si situano all'interno dell'alta gamma ed i nostri clienti sono pronti ad investire nei beni di grande valore aggiunto e di qualità.
Quali misure avete preso per far fronte a questa situazione?
Steiner: A causa della dipartita di certi nostri clienti e l'handicap del franco forte, abbiamo seguito la logica della diversificazione iniziata negli anni 2000 per tentare di guadagnare indipendenza rispetto a Starbucks. Da diversi mesi raddoppiamo gli sforzi nella ricerca di partenariati su nuovi mercati all'estero e dirigiamo sempre più prodotti verso nuovi settori come quello alberghiero e la ristorazione.
Ma abbiamo anche negoziato molto con i nostri fornitori. Oggi l'85% dei componenti delle nostre macchine sono prodotti in Svizzera. Discutendo con queste imprese con sede in Vallese e nel canton Berna, abbiamo trovato degli accordi molto positivi, che ci permettono di respirare un po' in questi tempi difficili.
Come vede il futuro di Thermoplan?
Steiner: Thermolan è un'impresa che non cessa di crescere dalla sua creazione e dovrebbe poter continuare la sua progressione se restiamo flessibili. Per me questa è la principale garanzia di successo. Le imprese che riescono sono quelle che sanno ascoltare il mercato e reagire al ritmo delle sue fluttuazioni. Non ci si deve accontentare di aspettare tempi migliori, soprattutto sapendo che un mercato come quello delle macchine da caffè high tech rimane molto competitivo.