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A mezzanotte, con il nuovo anno, è scattato anche il consueto meccanismo dell'avvicendamento alla presidenza di turno dell'Unione europea, con la Danimarca che rileva dalla Polonia per un semestre. Semestre di presidenza in cui la premier danese, Helle Thorning Schmidt, affiancherà le cariche permanenti dell'Unione, il presidente del Consiglio europeo, Herman Von Rompuy, e la responsabile della politica estera, Catherine Ashton.
Ma la Danimarca avrà soprattutto il compito di dare l'impostazione politica al semestre, e lo farà nel momento più drammatico della storia dell'euro dalla un po' paradossale posizione di Paese fuori dall'Eurogruppo. In quanto Paese firmatario del "Patto di bilancio" salva-euro a 26, il governo danese propone di costruire un ponte fra tutti gli Stati membri, quelli dentro e fuori dall'euro, in modo da contenere le spaccature intervenute negli ultimi mesi e tentare di recuperare al cammino europeo l'unico stato che da quel patto si è chiamato fuori, la Gran Bretagna. Accanto a questo, Copenaghen ha recentemente posto come priorità del suo turno di presidenza Ue la sostenibilità ambientale dell'economia europea e l'efficienza energetica.
Per la Danimarca si tratta del settimo semestre di presidenza da quando è divenuta membro della Comunità europea nel 1973.
Con la mezzanotte sono scattate anche le Presidenze di turno del G8, che passa per un anno agli Stati Uniti e che culminerà in maggio nel vertice a Chicago, la città del presidente Barack Obama. E quella del G20 (i 19 Paesi più industrializzati del mondo più l'Unione europea), che passa al Messico del presidente Felipe Calderon. Il G20 terrà il suo summit in giugno in terra messicana a Los Cabos. Le due organizzazioni rilevano entrambe la presidenza nel 2011 dalla Francia di Nicolas Sarkozy.