Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01220.jsonl.gz/1207

Dimenticato per decenni, riscoperto dal Museo del Cinema di Torino e da un ricercatore di Roma, Leonardo De Franceschi, “Il Nero” ritornerà presto sul grande schermo, grazie ad un restauro lungo e meticoloso. Girato a metà degli anni '60 tra Napoli e Roma, il film metteva in scena per la prima volta le vite dei neri italiani, anticipando discussioni e battaglie sociali dei decenni successivi.
Protagonisti, due 'figli della madonna', termine con cui a Napoli si designavano i bambini nati fuori dal matrimonio e abbandonati ancora in fasce alle porte dei conventi della città. Tra loro, anche i figli di donne napoletane e di militari afromericani che - con la 92a divisione di fanteria statunitense - parteciparono alla liberazione, stazionando nel capoluogo campano tra il 1943 e il 1945.
Seguendo la vita quotidiana di Mario Monaco e Silvano Manera, ventenni afro-italiani, “Il Nero” mostrava uno spaccato di società che l'Italia, forse, non era pronta a vedere. Dopo la prima al festival di Berlino nel 1967, infatti, il film non fu distribuito, scomparendo negli archivi di Emilia Vento, figlia del regista Claudio Vento.
Mentre le nostre società si interrogano su migrazioni, discriminazioni e identità complesse, “Il Nero” debutterà nuovamente a fine novembre, al Festival del Cinema di Torino, per poi essere distribuito a livello internazionale.