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Formazione ai diritti umani per agenti della polizia e impiegati giudiziari
Le attività pertinenti sono da rafforzare
Raccomandazioni pertinenti
La Svizzera ha accettato le seguenti raccomandazioni nel campo della formazione professionale e permanente:
- 122.38. Avanzare l’offerta di formazione per la polizia, pubblici ministeri, giudici così come avvocati e avvocate riguardo alla portata e l’applicazione della disposizione penale sulle azioni razziste.
- 123.43. Concentrare l’attenzione in particolare sulla formazione delle forze dell’ordine nel campo della lotta contro ogni forma di discriminazione e la promozione dei diritti dell’uomo.
- 123.44. Educazione periodica degli agenti di polizia in questioni inerenti ai diritti dell’uomo.
- 123.48. Avanzare l’impegno per la lotta contro la xenofobia e per la formazione di agenti di polizia, i pubblici ministeri, giudici e futuri avvocati e avvocate riguardo alla portata e l’applicazione delle leggi rilevanti.
Punti di riferimento internazionali
Il programma delle Nazioni Unite sulla formazione ai diritti umani ha come obiettivo di rafforzare gli sforzi nel campo dell’educazione sui diritti umani. La seconda fase (2010-2014) si concentra sulle istituzioni universitarie e certi gruppi professionali come per esempio gli impiegati dello stato, le forze dell’ordine e i militari. Secondo il piano d’azione gli agenti di polizia devono essere educati in maniera esaustiva nel campo dei diritti dell’uomo, così da permettere loro di applicare le norme universalmente riconosciute in materia di diritti dell’uomo nel loro lavoro quotidiano.
Anche la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’educazione e la formazione ai diritti umani statuisce nel articolo 7(4) che gli stati devono assicurare una adeguata formazione del personale di polizia e dei magistrati nella materia dei diritti umani. Secondo l’articolo 4(e) della stessa dichiarazione la formazione ai diritti umani tra l’altro contribuisce a combattere e sradicare qualsiasi forma di discriminazione, razzismo, stereotipizzazione e incitamento all’odio.
All’occasione della conferenza mondiale contro il razzismo a Durban nel 2001 la comunità degli stati ha ritenuto che l’educazione e la formazione del personale di polizia e delle autorità statali in materia di migrazione siano centrali per assicurare che cittadini stranieri siano trattati in conformità con le norme internazionali. La conferenza di revisione di Durban (Durban Review Conference) nel 2009 conferma che l’impegno in questo settore dovrà essere rafforzato.
La situazione in Svizzera
Nel gennaio del 2007 il relatore speciale dell’ONU sulle forme contemporanee di razzismo, Doudou Diène, ha osservato che un numero considerevole di casi di soprusi commessi dalla polizia abbiano avuto toni razzisti o xenofobi e che le persone responsabili spesso rimangono impunite. Per questa ragione ha raccomandato alla Svizzera di promuovere un programma estensivo di educazione e formazione interculturale aggiungendo che la formazione della polizia urbana di Basilea potrebbe servire come esempio di guida.
Anche il comitato ONU contro il razzismo nel 2008 ha rilevato nella sua dichiarazione finale che la formazione del personale di polizia dovesse dare più importanza ai diritti dell’uomo, il razzismo e la discriminazione. Il comitato apprezza l’introduzione di un esame d’ammissione per futuri poliziotti e poliziotte su livello federale che tra l’altro comprende moduli in materia di etica e diritti dell’uomo.
Nel suo rapporto sull’implementazione della seconda fase del programma mondiale delle Nazioni Unite sulla formazione ai diritti umani la Svizzera ha fatto notare che nel 2002 è stato fondato un servizio specializzato per l'estremismo in seno all’esercito, il quale offre ai militari e alle loro famiglie servizi di consulenza, formazione, sensibilizzazione e informazione. Futuri poliziotti e poliziotte devono passare un esame in materia di diritti dell’uomo ed etica. In più si offrono dei corsi di rinfrescamento innanzitutto ai quadri. Inoltre, il rapporto rileva che diversi corpi di polizia cantonali e comunali offrono moduli di formazione nel campo delle competenze interculturali e la diversità. Per quanto riguarda i magistrati si evidenza che i giudici non devono seguire corsi di formazione specifici, ma che in pratica sono selezionati solo giuristi che avrebbero studiato i diritti dell’uomo in maniera approfondita durante i loro studi universitari.
Necessità di agire
Tuttavia è necessario agire. Anche se l’Istituto Svizzero di Polizia offre diversi corsi di educazione e formazione, permangono alcune differenze tra i programmi di formazione (inter-)cantonali. Gli sforzi nel campo dei diritti dell’uomo e la promozione del rispetto e la tolleranza si dovranno armonizzare, dato che queste materie sono rilevanti per tutte le forze di polizia. La riedizione modificata del materiale didattico Diritti dell’uomo ed etica professionale del 2012 è un passo importante in questa direzione.
Inoltre si dovranno offrire corsi specifici di educazione e formazione in materia di diritti dell’uomo ai magistrati e agli altri impiegati giudiziari. Lo studio di giurisprudenza menzionato nel rapporto cui sopra non è sufficiente, poiché il soggetto “Diritti dell’uomo” sovente è trattato solo come parte del diritto internazionale generale nel catalogo dei corsi obbligatori. Finora anche per futuri giuristi un confronto approfondito con la materia spesso occorre solo su base volontaria.
È dunque un fatto positivo che il 27 febbraio 2013 la Svizzera dopo la raccomandazione 122.38 ha accettato anche le raccomandazioni 123.43, 123.44 e 123.48.
14.03.2013