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Tuttavia a livello morale ha agito "in maniera indegna per un poliziotto". L'uomo aveva accettato, tra il 2010 e il 2013, regali dalla donna sotto forma di vestiti, articoli elettronici, voli, soggiorni in hotel e sesso. Per il ministero pubblico era chiaro cosa chiedeva in cambio la lucciola: che la polizia chiudesse un occhio durante i controlli su di lei e sul suo salone di massaggi.
Il Tribunale distrettuale di Zurigo, seguendo l'accusa, lo aveva condannato lo scorso febbraio per ripetuta accettazione di vantaggi a una pena pecuniaria sospesa per due anni di 100 aliquote giornaliere da 100 franchi e a una multa di 1000 franchi.
Non ha trovato invece prove valide oggi il Tribunale d'appello di Zurigo. L'accusato ha sì conosciuto la donna anni fa nel quartiere 4 della città sulla Limmat, lei lavorava però nel canton Turgovia, e poi nel quartiere Schwamendingen di Zurigo. Il poliziotto non era quindi responsabile dei controlli sulla squillo e la donna non ha di conseguenza potuto beneficiare di eventuali trattamenti di favore. L'uomo non è quindi condannabile penalmente, ritiene il tribunale.
Il suo comportamento nei confronti della prostituta, anche nella vita privata, non è però conciliabile con il suo lavoro di poliziotto ed è stato ritenuto "indegno" dai giudici. Il 39enne deve imputare la colpa a se stesso se ha perso il "lavoro dei suoi sogni". L'uomo attualmente è attivo in un altro settore.
Il processo è legato indirettamente agli arresti di cinque agenti della polizia della città di Zurigo effettuati nel novembre del 2013 in relazione ad una retata condotta in un locale notturno nel quartiere della Langstrasse. I poliziotti, che facevano parte della squadra che controlla la prostituzione, erano sospettati di corruzione passiva, favoreggiamento e abuso d'autorità.
Il 39enne non faceva parte della buoncostume ma ha collaborato a diverse operazioni per contrastare la prostituzione illegale ed era in stretto contatto con un agente con funzioni dirigenziali di quella squadra. Quest'ultimo, riconosciuto colpevole di corruzione passiva e ripetuta violazione del segreto d'ufficio, si è visto infliggere lo scorso agosto una pena pecuniaria di 160 aliquote giornaliere da 120 franchi sospesa con la condizionale.