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WASHINGTON- «Pensa prima di twittare»: è il suggerimento dato da Barack Obama in un intervento a New Delhi, nel suo tour asiatico, nel quale ha criticato Donald Trump senza però mai nominarlo. L'ex presidente americano lo ha attaccato anche difendendo l'accordo di Parigi sul clima «nonostante una piccola pausa nella leadership americana», mentre quando gli è stato chiesto chi riflette meglio l'America fra Donald Trump e Donald Duck non ha risposto direttamente ma ha detto che in Usa «ci sono tendenze politiche che non condivido o non tollero».
Obama è stato attento ad evitare ogni citazione diretta del suo successore, ma il suo discorso era pieno di riferimenti malcelati a Trump, da Twitter al clima, e ha strappato spesso le risate della platea al Hindustan Times Leadership Summit.
L'ex inquilino della Casa Bianca ha ammonito che «i social media sono uno strumento potente, nel bene e nel male», e che bisogna controllare bene l'ortografia e la punteggiatura. Vedo persone che hanno problemi con i loro tweet, ha osservato, aggiungendo che dovrebbero seguire il vecchio consiglio di pensare prima di parlare: «Pensare prima di twittare, è lo stesso principio», ha suggerito, con palese riferimento a Trump.
Obama ha voluto puntualizzare anche di avere 100 milioni di follower su Twitter, «più di altre persone che lo usano più spesso» (per la precisione ne ha 97 milioni, contro i 44 di Trump).
L'ex presidente ha detto poi che non potrebbe discutere del cambiamento climatico con chi lo ritiene una bufala (come lo definì Trump, ndr): «Se dici che è una bufala non c'è modo di superare le nostre differenze in modo costruttivo».
Quanto all'accordo di Parigi sul clima, «anche se abbiamo una piccola pausa nella leadership americana, è un accordo che darà ai nostri figli una possibilità di combatterlo». Alla domanda su Trump/Duck, Obama ha replicato che gli americani possono essere spesso gentili e nobili, ed altre volte crudeli e miopi: «È la cacofonia della vita. E questo genera ogni genere di varietà».