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Gregg Smith e il suo collega Michael Nowak, entrambi ex dirigenti di JP Morgan all’epoca dei fatti, sono stati condannati per frode, per aver manipolato i prezzi nel mercato dei metalli preziosi e spoofing in un programma di 8 anni.
I due ex dirigenti di JP Morgan che hanno manipolato il mercato delle commodity
Da quanto si evince, l’ex Direttore Esecutivo e commerciante alla scrivania dei metalli preziosi di JP Morgan a New York e l’Amministratore Delegato del Desk Globale dei metalli preziosi della Banca d’affari, Michael Nowak, hanno frodato per anni gli investitori, e non solo. Si sono macchiati di crimini come l’alterazione dei prezzi del mercato e di spoofing in un sistema durato dagli 8 ai 10 anni.
I due ex dirigenti, hanno dato ordini che sarebbero stati repentinamente annullati prima dell’esecuzione al fine di gonfiare i prezzi degli ordini a cui volevano dare eseguito sul lato opposto del mercato, in particolare sul New York Mercantile Exchange Inc. (NYMEX) e Commodity Exchange Inc. (COMEX), le Borse merci gestite da CME Group Inc.
Polite Jr. A., Vice Procuratore Generale della divisione penale del Dipartimento di Giustizia, ha dichiarato:
“Il verdetto odierno della giuria dimostra che coloro che cercano di manipolare i nostri mercati finanziari pubblici saranno ritenuti responsabili e assicurati alla giustizia. Con questo verdetto, il Dipartimento ha assicurato le condanne di dieci ex trader di istituzioni finanziarie di Wall Street, tra cui JPMorgan, Bank of America/Merrill Lynch, Deutsche Bank, The Bank of Nova Scotia e Morgan Stanley. Queste convinzioni sottolineano l’impegno del Dipartimento nel perseguire coloro che minano la fiducia del pubblico investitore nell’integrità dei nostri mercati delle materie prime”.
Il Vicedirettore, Luis Quesada, della Divisione Investigativa Criminale dell’FBI, ha continuato poi incalzando:
“Per anni gli imputati avrebbero piazzato migliaia di ordini falsi per metalli preziosi, creando uno stratagemma che ha indotto altri a fare scambi svantaggiosi. La convinzione di oggi dimostra che, indipendentemente da quanto sia complesso o lungo un piano, l’FBI si impegna a consegnare alla giustizia coloro che sono coinvolti in crimini come questo”.
Ritornano a galla anche vicende passate
In un recente passato un episodio analogo era già accaduto e sempre in casa JP Morgan.
John Edmonds e Christian Trunz, sono stati condannati in casi simili nell’ottobre del 2018. Edmonds si è dichiarato colpevole nel distretto del Connecticut e Tunz lo seguì a ruota poco tempo dopo.
Anni dopo la verità venne finalmente a galla e per recuperare la fiducia dei risparmiatori, JP Morgan stessa fu quasi costretta a fare un passo importante ed ammise di aver commesso una frode telematica nel 2020.
La confessione avvalorò l’ipotesi per cui la regia fosse nei piani più alti e avesse natura sistemica. La cosa scagionò in parte gli ex dirigenti del gruppo che ad ogni modo si resero complici.
La banca è stata condannata a un pagamento dilazionato in tre anni di una somma pari a circa 920 milioni di dollari in una sanzione pecuniaria penale, per sboccatura criminale e risarcimento delle vittime con risoluzioni parallele della Commodity Futures Trading Commission e della Securities and Exchange Commission annunciate in concomitanza della condanna.