Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/87657

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'articolo 2 capoverso 2 dell'ordinanza concernente dati ed informazioni elettronici (OeIDI; RS 641.201.1) affinché siano eliminate le contraddizioni con l'articolo 2 lettere a-c della legge sulla firma elettronica (FiEle; RS 943.03).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I dati elettronici rilevanti per l'imposta sul valore aggiunto (IVA) devono essere trasmessi e conservati in modo che non possano essere modificati senza lasciare traccia. Per quanto riguarda le fatture trasmesse elettronicamente, la provenienza e l'integrità dei dati sono garantite mediante la firma elettronica.</p><p>La legge sulla firma elettronica (FiEle; SR 943.03) menziona la firma semplice e quella avanzata, ma si limita a regolamentare esclusivamente la firma qualificata e le condizioni alle quali i prestatori di servizi di certificazione possono essere riconosciuti. Se è rilasciata da un prestatore riconosciuto, la firma qualificata è equiparata alla firma autografa ai sensi dell'articolo 14 capoverso 2 del Codice delle obbligazioni.</p><p>I dati utilizzati nell'ambito dell'IVA non necessitano di una firma equiparata alla firma autografa. È sufficiente la firma avanzata. Elementi importanti distinguono quest'ultima dalla firma qualificata. Essa risulta quindi idonea ad essere usata come firma collettiva ed è ideale per la corrispondenza commerciale.</p><p>Tuttavia, anche per le questioni inerenti all'IVA è indispensabile definire chiaramente le condizioni che devono essere soddisfatte dai servizi di certificazione che rilasciano questo genere di firme. È proprio questo lo scopo dell'ordinanza del DFF concernente dati ed informazioni elettronici (OelDI; RS 641.201.1), che peraltro è stata modificata nel 2007. La possibilità di utilizzare la firma avanzata nella corrispondenza commerciale, introdotta con la suddetta modifica, è stata accolta favorevolmente da tutte le imprese consultate.</p><p>Non vi è dunque contraddizione con la FiEle. L'OelDI non è un'ordinanza di esecuzione della FiEle. Essa si applica unicamente ai dati e alle informazioni rilevanti ai fini dell'IVA. Le basi legali sono contenute nell'articolo 90 capoverso 2 lettera h della legge sull'IVA (LIVA; RS 641.20) e nell'articolo 43 dell'ordinanza relativa alla legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto (OLIVA; RS 641.201).</p><p>È pur vero che attualmente il mercato dei servizi di certificazione non funziona ancora in modo soddisfacente e che i prezzi di questi certificati sono relativamente alti in Svizzera, ma ciò non ha nulla a che vedere con le prescrizioni dell'OelDI. L'OelDI non eccede le disposizioni della FiEle. Senza le disposizioni dell'OelDI, bisognerebbe usare sempre, anche per gli scopi dell'IVA, la firma qualificata, per la quale sono previste condizioni più severe rispetto a quelle richieste per le altre firme elettroniche. Questo non è nell'interesse dell'economia.</p><p>L'OelDI è in vigore dal 1° marzo 2002 a dimostrazione che il DFF è aperto agli sviluppi nel campo della corrispondenza commerciale elettronica, sviluppi che anche l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) sorveglia regolarmente in virtù dell'articolo 13 dell'OelDI. Se hanno constatazioni da fare, le cerchie interessate possono rivolgersi all'AFC.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.