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LOS ANGELES - Jason Priestley per i fan di "Beverly Hills 90210" sarà solo e sempre Brandon Walsh, l'adolescente idealista e sognatore, da lui interpretato nei lontani anni '90.
L'attore, oggi 46enne, ha rivelato di non soffrire i continui accostamenti al suo vecchio personaggio e alla serie televisiva che - a suo modo di vedere - ha «rivoluzionato» il modo di fare televisione.
Alla domanda se sia infastidito dai riferimenti a Brandon, Priestley ha risposto a IO Donna: «Niente affatto, parlo sempre volentieri dei miei esordi: Beverly Hills 90210 ha rappresentato 10 anni cruciali non solo della mia carriera ma anche della mia vita, insomma un fenomeno mondiale che ha cambiato per sempre il modo di fare tv, almeno per i giovani. A guardarsi indietro sembra sia passata un'eternità...».
Nella sua autobiografia "Jason Priestley. A memoir", Jason denuncia il modello di perfezione fisica a cui gli attori devono aspirare per tentare la scalata al successo. «Lo star system richiede un prezzo maggiore, come il maggior tempo da dedicare alla palestra. Gli attori devono sottoporsi a standard di fitness elevatissimi, per cui il 30% di grasso corporeo non è più accettabile, al massimo ti lasciano passare l'8%».
Il modello di riferimento di Jason è un divo hollywoodiano degli anni '50 e '60: «Paul Newman: ho avuto il privilegio di conoscerlo, poco prima della sua scomparsa, perché anche lui era appassionato di corse automobilistiche come me e ho scoperto che non era solo un grande professionista ma anche un essere umano straordinario».