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La scelta radicale dell'asso del "Go" Lee Sedol, già sconfitto più volte dalla A.I. di Google: «Una volta ho vinto, ma era un bug»
HONG KONG - Su cinque partite contro l'intelligenza artificiale di Google AlphaGo, ne aveva vinta solamente una. Era il 2016 e la quasi totale sconfitta, a quanto pare, lo ha toccato nel profondo.
Tre anni dopo, infatti, il campione di "Go "sudcoreano Lee Sedol ha deciso di ritirarsi dopo 24 anni di onorata carriera. Il motivo? Non sarà mai possibile sconfiggere le intelligenze artificiali: «Da quando le A.I. hanno iniziato a giocare a "Go" ho capito che non sarei mai potuto diventare il migliore, nemmeno allenandomi costantemente», ha spiegato all'agenzia coreana Yonhap, «anche diventando il più forte giocatore al mondo ci sarà sempre un'entità in grado di battermi».
Un gioco antico e complesso
Il Go, che ha origini cinesi, si gioca su una tavola di 19 x 19 caselle. L'obiettivo è quello di circondare con le proprie pedine quelle dell'avversario. Si tratta di un gioco di strategia estremamente complesso, lungo e con pressoché infinite variabili. Per questo motivo, è materia particolarmente ostica per le intelligenze artificiali. Nel suo invincibile AlphaGo, Google, sfrutta due reti neurali profonde per la selezione delle mosse da un database di 30 milioni possibili, prese da match storici.
Da quella partita nel 2016, AlphaGo ha continuato a crescere - riporta la Cnn - battendo svariati altri campioni del gioco di strategia asiatico. «Quella volta che ho vinto», ha spiegato Lee, «è probabilmente per via di un bug, ho usato una mossa non convenzionale e l'A.I. si è un po' impiantata e ha risposto male».
Per l'ex-campione, che ha 36 anni, il futuro è nell'allenamento... di altre intelligenze artificiali, come la sudcoreana HanDol: «Ci giocherò il mese prossimo e so già che anche se sarò in vantaggio, non riuscirò a vincere».