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economiesuisse - Una buona decisione per l'agricoltura
Zürich (ots) - Il Consiglio nazionale si è occupato per la seconda volta in questa sessione della politica agricola 2014-17. Esso ha seguito a grandi linee il progetto del Consiglio federale confermando in particolare i contributi legati agli animali, ciò che è rallegrante. Questa decisione rappresenta un piccolo passo, anche se importante, verso un'agricoltura competitiva a lungo termine. Secondo economiesuisse è indispensabile un'agricoltura di tipo imprenditoriale.
La scorsa settimana, il Consiglio nazionale aveva dovuto interrompere le deliberazioni sulla politica agricola, anche perché dopo nove ore di dibattiti non si erano potuti esaminare tutti gli articoli di legge. Esso aveva in particolare rinviato la decisione su un punto molto importante, l'articolo 72, per il quale una proposta minoritaria chiedeva la reintroduzione dei contributi legati agli animali. Il Consiglio nazionale ha seguito il Consiglio federale anche su questo punto e rinunciato a reintrodurre questi forfait dannosi. L'orientamento iniziale del progetto del Consiglio federale è dunque stato mantenuto, ciò che economiesuisse approva. La reintroduzione dei contributi legati agli animali - e dunque la retribuzione per la densità di bestiame la più elevata possibile - sarebbe stata particolarmente inopportuna in materia di produzione. Per questo occorre evitare la reintroduzione di forfait dannosi. Il vantaggio della riforma presentata dal Consiglio federale è precisamente la soppressione di simili distorsioni e la focalizzazione sugli obiettivi costituzionali. Inoltre, il progetto non limita i contadini ad essere dei paesaggisti. Oltre il 70% dei pagamenti diretti previsti nella politica agricola 2014-17 sono strettamente legati alla produzione di derrate alimentari e all'allevamento.
Contributi troppo elevati per la sicurezza dell'approvvigionamento I previsti contributi alla sicurezza dell'approvvigionamento sono troppo elevati. Si tratta di versamenti forfettari per un mandato costituzionale che è già soddisfatto. Mai in precedenza, l'agricoltura ha prodotto così tante calorie come oggi. Il progetto prevedeva inizialmente di potenziare maggiormente il sistema dei pagamenti diretti e di destinare 450 milioni circa alla sicurezza dell'approvvigionamento. L'importo preventivato si avvicina ora al miliardo di franchi. Circa la metà di quest'ultimo dovrebbe essere trasformata in versamenti basati sulle prestazioni. In questo modo, le risorse contribuirebbero non solo ad una produzione sostenibile, bensì anche alla creazione di valore del settore agricolo.
Utilizzare le risorse in maniera mirata economiesuisse sosterrà l'importo elevato del budget agricolo a condizione che le risorse siano utilizzate efficacemente e in maniera mirata e che siano realizzate ulteriori misure di apertura. Come proposto dal Consiglio federale, la politica agricola deve focalizzarsi sulla promozione dello spirito imprenditoriale e la diversità dei paesaggi, sul mantenimento di superfici aperte e l'attenuazione degli effetti sociali indotti dall'apertura del mercato. Il Consiglio nazionale ha posto delle basi importanti nella giusta direzione, ciò di cui economiesuisse si rallegra. Il progetto passa ora al Consiglio degli Stati. Speriamo che questo corregga le lacune che sussistono ancora.
Contatto:
Stefan Vannoni, Suppl. Responsabile Settore Politica economica e
Formazione
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Rudolf Minsch, Capo economista e membro della Direzione
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Angelo Geninazzi
Responsabile economiesuisse per la Svizzera italiana
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