Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/230800

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo Provisiogas, l'organizzazione incaricata di costituire scorte obbligatorie di gas naturale, quest'ultimo copre circa un ottavo del fabbisogno energetico della Svizzera. Nel nostro Paese non esistono né giacimenti né grandi capacità di immagazzinamento per questa risorsa. I consumi devono quindi essere coperti al 100 per cento dalle importazioni. Dal punto di vista dell'approvvigionamento del Paese, la costituzione di scorte obbligatorie di gas naturale è quindi particolarmente importante.</p><p>In caso di penuria di gas, l'approvvigionamento economico del Paese ha lo scopo di ridurre i consumi agendo sul fronte della domanda. Le scorte obbligatorie di gas naturale sono costituite da olio da riscaldamento extra leggero. In situazione di penuria, i consumatori di gas naturale dotati di impianti bicombustibili passano all'uso di tale olio.</p><p>Affinché questo principio funzioni, è necessario che i consumatori di gas naturale possano commutare i propri impianti dal gas naturale all'olio da riscaldamento (o eventualmente ad altre fonti di energia). Di solito ai consumatori con impianti bicombustibili viene offerto un incentivo sotto forma di riduzione del corrispettivo di rete (prodotto di rete "interrompibile").</p><p>In seguito all'attuale dibattito politico sulla sicurezza dell'approvvigionamento, i consumatori di gas naturale interrompibili dovrebbero effettivamente acquisire importanza ed essere valorizzati di conseguenza. Sul mercato, tuttavia, si sta apparentemente verificando il contrario, come nel caso dei Services industriels de Lausanne (SIL). Questi ultimi hanno rinunciato ai loro prodotti di rete interrompibili a partire dal nuovo anno del gas, eliminando così l'incentivo per i clienti con impianti bicombustibili a investire nella sicurezza dell'approvvigionamento. Inoltre, da quanto risulta, vi sarebbero alcuni gestori di rete che offrono il loro prodotto di rete interrompibile solo se i clienti non acquistano il gas naturale tramite un fornitore terzo.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta la situazione della sicurezza dell'approvvigionamento di gas naturale in Svizzera?</p><p>2. Se non si ricorre al corrispettivo di rete, con quali altri mezzi si può creare un incentivo sufficientemente forte affinché gli acquirenti di gas naturale investano negli impianti bicombustibili e quindi nella sicurezza dell'approvvigionamento in Svizzera?</p><p>3. Il Consiglio federale è a conoscenza di altri casi in cui i gestori di rete abbandonano i loro prodotti di rete interrompibili o non li offrono a fornitori terzi?</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene queste tendenze problematiche e, in caso affermativo, cosa intende fare in proposito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale considera buona la sicurezza dell'approvvigionamento di gas naturale della Svizzera. Lo sviluppo della rete di trasporto con i Paesi vicini (16 punti di attraversamento della frontiera), l'accesso garantito all'impianto di stoccaggio di Etrez, in Francia, e il flusso inverso del gasdotto Transitgas dal Sud al Nord, entrato in funzione nel 2018, vi contribuiscono ampiamente. Anche in caso di guasto alla principale infrastruttura di gas al confine (punto di attraversamento di Wallbach), la Svizzera sarebbe in grado di soddisfare un'elevata domanda di gas e di rifornire tutti i clienti in Svizzera.</p><p>Quest'autunno il livello di riempimento degli impianti di stoccaggio europei è piuttosto basso rispetto agli altri anni. Le previsioni dell'associazione dei gestori europei delle reti di trasporto gas (ENTSOG), di cui fanno parte come osservatori anche gestori svizzeri delle reti di trasporto, confermano a livello europeo che la sicurezza dell'approvvigionamento è garantita in linea di principio anche per l'inverno 2021/2022. A tale riguardo, è importante che i volumi d'importazione rimangano normali (come negli ultimi anni) e che gli impianti di stoccaggio non vengano svuotati troppo rapidamente - anche se, naturalmente, i volumi necessari dipenderanno dal rigore dell'inverno.</p><p>Per monitorare la situazione, l'Associazione svizzera dell'industria del gas (ASIG) presenta periodicamente un rapporto all'Approvvigionamento economico del Paese (AEP). L'ordinanza sull'organizzazione del settore del gas per garantire l'approvvigionamento economico del Paese (OOSG), attualmente in consultazione, prevede un rafforzamento delle attività di monitoraggio. In caso di penuria di gas è possibile ridurre del 20 per cento il consumo totale di gas in Svizzera commutando gli impianti bicombustibili dal gas naturale all'olio da riscaldamento. Per questo motivo vengono costituite scorte obbligatorie di olio da riscaldamento extra leggero in sostituzione del gas naturale.</p><p>2.<b></b>Il 20 per cento circa del consumo nazionale di gas naturale è rappresentato dagli impianti bicombustibili. Tuttavia, la quota di impianti bicombustibili non è la stessa in tutte le parti del Paese e da alcuni anni è generalmente in calo. Per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento a breve termine anche in condizioni mutevoli, l'AEP sta attualmente esaminando, unitamente al settore del gas naturale, diverse opzioni.</p><p>In vista dell'obiettivo del Consiglio federale di ridurre a zero le emissioni nette di gas a effetto serra in Svizzera entro il 2050 (zero emissioni nette), a medio termine si deve trovare il modo per preparare a questo obiettivo gli impianti bicombustibili che attualmente funzionano con gas naturale o olio da riscaldamento oppure si devono trovare altre soluzioni.</p><p>3. Le tariffe del gas a livello nazionale sono consultabili sul sito della Sorveglianza dei prezzi. A differenza del settore dell'elettricità, nel settore del gas non esiste ancora un obbligo legale specifico di proporre tariffe per l'utilizzazione della rete dissociate dalle tariffe di fornitura del gas naturale. Inoltre, diversi gestori della rete del gas stipulano contratti di diritto privato a condizioni preferenziali con clienti finali che hanno un alto consumo di energia. La Confederazione non ha quindi una visione d'insieme delle tariffe attualmente offerte dai gestori della rete del gas per i clienti con impianti bicombustibili. Tuttavia, l'AEP osserva i cambiamenti nel mercato e i loro effetti sull'approvvigionamento.</p><p>4. Il fatto che un gestore della rete del gas non voglia più offrire una tariffa di utilizzazione della rete più vantaggiosa per gli impianti bicombustibili esistenti quando i proprietari degli impianti vogliono cambiare fornitore di gas naturale potrebbe costituire una violazione della legge sui cartelli. Il progetto di legge sull'approvvigionamento del gas posto in consultazione prevede che i gestori debbano anche garantire un esercizio non discriminatorio delle loro reti e un accesso alla rete senza discriminazioni. In particolare, le tariffe della rete di distribuzione devono rispecchiare i costi di rete insorti.</p>  Risposta del Consiglio federale.