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Sam Gilliam era diventato famoso per i suoi "drapes", tele drappeggiate appese al soffitto e alle pareti, ma anche per essere stato il primo artista afroamericano a rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia, nel 1972. Il pittore è morto sabato a Washington, all’età di 88 anni. Il decesso dell’artista nato a Tupelo – in Mississippi – nel 1933 è stato annunciato oggi dalle gallerie che lo rappresentavano, la Pace di New York e la David Kordansky di Los Angeles. Non molti anni fa, l’artista aveva anche partecipato ad Art Basel, era il 2018.
Gilliam è stato doppiamente un’anomalia, come ha ricordato il ‘New York Times’. Come artista afroamericano è stato per lungo tempo ignorato ai vertici del mondo dell’arte, che ne ha riconosciuto la figura solo tardivamente, sebbene l’incarico alla Biennale veneta risalga al 1972. È stato inoltre un devoto dell’astrattismo, creando opere che non contenevano messaggi apertamente politici, a differenza degli altri artisti di origini africane del suo tempo.
Con le sue opere drappeggiate e coloratissime, fin dagli anni Sessanta e Settanta aveva liberato le tele dalla geometrica linearità del telaio, influenzando artisti di successive generazioni tra cui David Hammons, Jessica Stockholder e Rashid Johnson.