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<h2>SubmittedText<h2><p>I media giornalistici indipendenti sono un requisito essenziale per una moderna democrazia. Consentono ai cittadini di informarsi sulla situazione mondiale in modo oggettivo, farsi delle opinioni, discuterle e, infine, prendere decisioni. Affinché possano svolgere la propria funzione, i media necessitano di buone condizioni quadro che ne salvaguardino la pluralità e la qualità. In seguito alla trasformazione digitale e alla comparsa di piattaforme digitali e di testate gratuite, i tradizionali modelli commerciali della stampa (abbonamenti e pubblicità) sono messi a dura prova e portano a una crescente concentrazione delle testate in pochi grandi gruppi editoriali. Ad eccezione dei maggiori agglomerati della Svizzera tedesca, il panorama mediatico della Svizzera subisce un progressivo impoverimento, come evidenziano la recente chiusura della rivista romanda "L'Hebdo" e la riduzione d'organico nella redazione di "Le Temps".</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Come valuta l'attuale situazione dei media in Svizzera e in particolare nella Romandia? La funzione democratica dei media è garantita sul lungo periodo in tutte le regioni del Paese?</p><p>2. Paesi come la Finlandia, la Norvegia o la Danimarca puntano sul sostegno diretto al fine di assicurare la pluralità dei media nelle regioni rurali e per le minoranze linguistiche. Il Consiglio federale ritiene che questa misura potrebbe servire a contrastare il crescente processo di accentramento e smantellamento dei media in atto anche in Svizzera?</p><p>3. Come valuta l'idea di introdurre una tassa generale per i media e di integrare all'attuale politica di sostegno ai media (proventi del canone al settore dei media elettronici, sovvenzionamento indiretto della stampa) un piano di sussidio ai contenuti redazionali, indipendente dal mezzo di comunicazione?</p><p>4. È disposto, in particolare, a devolvere un sostegno mirato ai media d'informazione nella Svizzera romanda?</p><p>5. È possibile fare appello all'articolo 103 della Costituzione (Politica strutturale) per disporre misure a breve termine?</p><p>Articolo 103 della Costituzione, "Politica strutturale"</p><p>La Confederazione può sostenere le regioni del Paese economicamente minacciate nonché promuovere rami economici e professioni che, nonostante le misure di solidarietà che si possono ragionevolmente esigere da loro, non riescono ad assicurare la propria esistenza. Se necessario, può derogare al principio della libertà economica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La presente interrogazione urgente ha come oggetto il sostegno ai media da parte della Confederazione. Il Consiglio federale si è esaustivamente pronunciato al riguardo nel suo rapporto del 5 dicembre 2014 "Garantire le funzioni dei media in termini di politica statale e democratica".</p><p>Il settore dei media si trova in una fase di profondi mutamenti strutturali il cui termine non è prevedibile. Sia il pubblico che l'economia pubblicitaria si rivolgono sempre di più ai media online, facendo confluire gli introiti pubblicitari soprattutto dai tradizionali giornali in abbonamento ai media online. Tuttavia, non sono le offerte giornalistiche online le principali beneficiarie, bensì altri servizi (soprattutto i motori di ricerca e i social media). Le perdite registrate dalla stampa non possono in ogni caso essere compensate con le offerte giornalistiche in Internet. Inoltre, nell'ambito della stampa, i giornali gratuiti per pendolari rappresentano ormai le piattaforme pubblicitarie più ambite, essendo quelle a tiratura più elevata, e privando così i giornali in abbonamento di introiti importanti.</p><p>La chiusura del settimanale "L'Hebdo" è l'esempio più recente di un'evoluzione che, negli ultimi anni, ha determinato anche lo smantellamento del giornalismo di qualità. Il Consiglio federale aveva già accennato a un tale sviluppo nel suo rapporto del 29 giugno 2011 "Mantenere la pluralità della stampa".</p><p>Il Consiglio federale è consapevole della grande sfida che un tale cambiamento strutturale rappresenta per il settore dei media e soprattutto per la stampa. I media colpiti si trovano a dover reagire a tali trasformazioni ricorrendo a modelli commerciati adeguati.</p><p>1.-4. È lecito chiedersi come e con quali mezzi i media potranno in futuro svolgere adeguatamente la propria funzione per la democrazia e la società. Per compiere questa valutazione occorre analizzare globalmente tutti i media: oltre alla stampa, il mezzo di comunicazione che più di altri subisce la ristrutturazione in atto, vanno considerate anche la radiotelevisione e le offerte giornalistiche online.</p><p>I media possono assumere il loro compito essenziale volto alla formazione delle opinioni nella democrazia soltanto in presenza di un giornalismo di qualità. Nell'ambito della stampa alla Confederazione mancano le basi costituzionali per poter contrastare gli sviluppi negativi tramite misure di sostegno diretto. In passato, questo tipo di sostegno è stato più volte respinto dal Parlamento.</p><p>Nell'ambito dei media elettronici, il Consiglio federale sfrutterà appieno le proprie possibilità affinché, in tutte le regioni linguistiche, la popolazione possa disporre di offerte mediatiche equivalenti, oggettive e di qualità. Nel "Rapporto sulla verifica della definizione e delle prestazioni del servizio pubblico della SSR in considerazione dei media privati elettronici" del 17 giugno 2016, il Consiglio federale ha trattato la questione in modo esauriente e ha presentato proposte su come promuovere e rinforzare in futuro il servizio pubblico a livello locale/regionale e di regione linguistica.</p><p>In futuro le misure di sostegno a favore di un giornalismo di qualità dovranno comprendere anche il settore online. Nella primavera del 2018 il Consiglio federale prevede di avviare la consultazione sull'avamprogetto per una nuova legge sui media elettronici intesa a sostituire l'attuale legge sulla radiotelevisione (LRTV). La nuova legge disciplinerà anche il sostegno diretto ai media, che sarà finanziato dalla tassa generale per i media. Ciò è possibile anche nell'attuale ordinamento costituzionale (art. 93 Cost.).</p><p>Nell'ambito del sostegno ai media, il Consiglio federale prenderà in debito conto anche il contesto in cui operano i media nelle diverse regioni linguistiche.</p><p>A breve termine l'ordinanza sulla radiotelevisione potrebbe essere adeguata affinché, a partire dal 2019, l'Agenzia telegrafica svizzera (Ats) possa essere sostenuta finanziariamente tramite i proventi della tassa generale per i media. L'Ats fornisce informazioni in diverse lingue, un fatto particolarmente rilevante proprio per la Svizzera romanda. Nell'autunno di quest'anno si prevede di avviare una consultazione pubblica in merito a questo progetto.</p><p>5. In una perizia giuridica del 2004, l'Ufficio federale di giustizia ha negato la possibilità di finanziare una fondazione per la promozione della stampa svizzera sulla base dell'articolo 103 della Costituzione (Politica strutturale). In quell'occasione, però, non era stato messo in dubbio il fatto che le imprese mediatiche rappresentano un settore economico. Peraltro all'epoca l'obiettivo era soprattutto quello di conservare la pluralità nel panorama della stampa, non quello di rafforzare economicamente il settore nel suo complesso. Se, a seguito del trasferimento degli introiti pubblicitari alle piattaforme dei media sociali, fosse invece messa a repentaglio l'esistenza stessa delle testate giornalistiche, sarà necessario verificare la possibilità di attuare misure di sostegno a breve termine in virtù dell'articolo 103 della Costituzione.</p><p>La scomparsa de "L'Hebdo" è espressione di una fase di profondi mutamenti strutturali in atto nel settore mediatico, una trasformazione che non può essere fermata con provvedimenti di politica industriale o strutturale. La pressione grava soprattutto sulla stampa, in particolare sui giornali e sui periodici in abbonamento, ma non sono in pericolo né l'economia di un'intera regione né tutto il settore della stampa. Eventuali misure di sostegno dovranno essere destinate a tutto il settore, e non a singole testate, in modo da non falsare la concorrenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.