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Oltre 100 milioni di dollari appartenenti al fratello dell'ex presidente messicano rimarranno in Svizzera, bloccati nelle casseforti di due banche elvetiche.
Il Tribunale penale federale di Bellinzona si è in effetti opposto al ricorso della moglie di Raul Salinas, che chiedeva di sbloccare una parte dei fondi congelati nel 1995 in seguito a un inchiesta aperta in Messico.
La Svizzera ha trasferito il caso Salinas al Messico cinque anni fa, dopo che né il Ministero pubblico della Confederazione, né la giustizia ginevrina erano riusciti a dimostrare il coinvolgimento del fratello dell'ex-presidente messicano in attività di riciclaggio di denaro proveniente dal narcotraffico.
Il denaro confiscato nel novembre del 1995, che ormai ammonta a circa 130 milioni di dollari, è però rimasto bloccato. Questo dovrebbe permettere alla giustizia messicana di confiscare il denaro se si dovesse arrivare a una condanna.
Il denaro era stato bloccato in seguito all'apertura di un'inchiesta contro Raul Salinas da parte delle autorità messicane, per traffico di droga, riciclaggio e sottrazione di denaro pubblico.
Sentenza definitiva
Il tribunale federale di Losanna si è espresso l'ultima volta nell'autunno del 2003 contro una liberazione del denaro dei Salinas. La sentenza del Tribunale penale federale pubblicata giovedì si riferisce al ricorso inoltrato da Paulina Castañon e da un trust contro i giudici istruttori svizzeri, per ottenere lo sblocco di una parte dei fondi.
Per i giudici di Bellinzona, non è eccezionale bloccare dei conti per dodici anni. Il Tribunale penale federale ricorda che nel caso dei fondi Marcos, il Tribunale federale aveva accordato alle Filippine un ultimo termine per esprimersi sul loro sequestro oltre venti anni dopo il blocco.
Il tribunale precisa però che il blocco dei fondi non può essere mantenuto «quando la procedura all'estero non mostra alcun segno d'avanzamento». Spetta all'Ufficio federale di giustizia seguire «attentamente» le indagini messicane.
Georg Friedli, il legale di Paulina Castañon, ha detto all'agenzia ATS che la decisione del Tribunale penale federale è definitiva. L'avvocato bernese afferma che non intende ricorrere al Tribunale federale.
Sospetto di narcotraffico
Raul Salinas, sua moglie Paulina Castañon e altre persone del loro entourage sono sospettati di aver facilitato il traffico di cocaina colombiana verso gli Stati Uniti. In cambio avrebbero ricevuto importanti somme di denaro, parzialmente trasferite in Svizzera.
Nel novembre 2002, Berna aveva trasmesso al Messico il fascicolo dell'inchiesta aperta in Svizzera per riciclaggio di denaro, dopo che in maggio il giudice istruttore ginevrino Paul Perraudin incaricato del caso aveva delegato il procedimento penale alla magistratura messicana.
Se gli averi patrimoniali di Salinas sequestrati a Zurigo e a Ginevra provengono da fondi pubblici, la Svizzera si vedrà costretta a restituire i fondi al Messico. Al contrario, se verrà provato che la somma depositata nelle banche elvetiche proviene dal traffico di droga, una parte di questa sarà destinata ai paesi che hanno partecipato all'inchiesta, Svizzera compresa.
swissinfo e agenzie
Salinas e la Svizzera
La parte svizzera dell'affare Salinas è iniziata nel 1995. L'allora procuratrice della Confederazione Carla Del Ponte ha aperto un'inchiesta contro Raul Salinas, sospettato dalla Svizzera di riciclaggio di denaro.
Il denaro bloccato in Svizzera proverrebbe dal traffico di droga. La giustizia messicana sospetta che una parte di questi fondi potrebbe provenire anche dalle casse dello stato.
La giustizia svizzera non ha però potuto dimostrare il delitto di riciclaggio, In Messico Raul Salinas ha passato 10 anni in prigione, dal 1995 al 2005, per aver ordinato l'assassinio di suo cognato Francisco Ruiz Massieu, candidato alle elezioni presidenziali nel 1994.