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Il consigliere federale non proporrà di modificare la Costituzione per poter privare dell'aiuto urgente quei candidati all'asilo che si oppongono al rimpatrio.
Qualche settimana fa, il Tribunale federale aveva stabilito che una simile misura è anticostituzionale.
Christoph Blocher si piega alla sentenza dell'Alta corte elvetica: il consigliere federale dell'Unione democratica di centro (destra populista) ha dichiarato di non volere modificare la Costituzione per permettere di interrompere l'aiuto urgente ai candidati all'asilo colpiti da una decisione di rimpatrio forzato.
La Svizzera non lascerà morire di fame nessuno, ha detto il ministro di giustizia e polizia in un'intervista apparsa domenica sulla «SonntagsZeitung» e su «Le Matin Dimanche».
Per il Tribunale federale misura anticostituzionale
A metà marzo, il Tribunale federale (la più alta istanza giuridica elvetica) aveva stabilito che i richiedenti l'asilo colpiti da una decisione di non entrata in materia hanno comunque diritto ad aiuti urgenti, come ad esempio cibo e vestiti, anche se non cooperano o rifiutano di lasciare il paese.
L'Alta Corte, che aveva sconfessato la giustizia del canton Soletta dando ragione ad un richiedente l'asilo a cui erano stati tagliati i viveri, aveva fatto riferimento al carattere intoccabile del diritto al minimo esistenziale previsto dall'articolo 12 della Costituzione.
Il verdetto era in aperto contrasto con la decisione adottata qualche giorno prima dal Consiglio degli Stati – e proposta da Christoph Blocher - che aveva stabilito di limitare o addirittura negare l'aiuto sociale ai richiedenti l'asilo la cui domanda era stata rifiutata.
Diverse organizzazioni internazionali, tra cui l'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati (HCR), avevano aspramente criticato questa modifica legislativa, definendola contraria ai diritti dell'uomo.
Dopo aver preso atto della sentenza del Tribunale federale, il ministro di giustizia e polizia aveva affermato che la decisione della Corte non aveva valore definitivo e si era detto pronto a modificare la Costituzione
Pressione verrà comunque mantenuta
Pur dicendosi oggi contrario a un cambiamento costituzionale, Blocher non rinuncia tuttavia a far pressione sui recalcitranti e vuole proporre un'aggiunta alla revisione della legge sull'asilo attualmente in corso.
«Con il Consiglio federale siamo dell'idea che una soluzione può essere trovata affinché la revisione della legge sull'asilo rispetti la Costituzione», afferma Blocher nell'intervista pubblicata dalla stampa domenicale.
«Non è ancora tutto stato chiarito nel dettaglio – prosegue - si tratta comunque di non aiutare più i richiedenti l'asilo che non collaborano cui è stata definitivamente decretata l'espulsione. Ma occorrerà trovare una nuova regola per combattere questo abuso».
Questa nuova variante, di cui non si conosce il contenuto, è stata approvata mercoledì scorso a grandi linee dal Consiglio federale, ha dichiarato il ministro di giustizia e polizia. Giovedì, Blocher ha informato la Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale che a metà maggio dovrà occuparsi della revisione della legge sull'asilo.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
L'aiuto umanitario urgente copre i bisogni alimentari, le cure medico-dentarie e altre necessità di base.
Queste prestazioni possono essere fornite tramite il versamento di 21 franchi giornalieri.
Le domande d'asilo nel 2004 sono state 14'248, il 32,3% in meno rispetto al 2003.
A fine dicembre, la procedura d'asilo concerneva 55'103 persone.
Nel 2004, l'asilo è stato concesso a 1'555 persone (1'636 nel 2003)
Le decisioni negative sono state 10’080.
In breve
Il Consiglio degli Stati aveva accettato lo scorso marzo una revisione della legge sull'asilo che comprende diverse misure controverse.
In particolare vengono escluse dall'assistenza sociale tutte le persone la cui domanda d'asilo è stata respinta e chi non collabora con le autorità non ha più diritto a un aiuto d'urgenza.
I richiedenti privi di documenti vengono pure esclusi dalla procedura.
Le norme per l'ammissione provvisoria per motivi umanitari sono inoltre inasprite.