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<h2>SubmittedText<h2><p>La pressione finanziaria della Confederazione impone all'esercito un'accelerazione del ridimensionamento delle infrastrutture logistiche. Concretamente, ciò significa una diminuzione delle spese d'esercizio, la riduzione delle scorte, la liquidazione di immobili, armi e apparecchi e, soprattutto, una ristrutturazione in materia di personale. Nel settore dipartimentale "Difesa" i posti di lavoro interessati dal ridimensionamento saranno 2500 entro il 2010. Tutte le regioni della Svizzera ne patiranno sensibilmente, non da ultimo a causa del ritmo imposto. Le regioni periferiche, nelle quali l'esercito continua ad essere un importante datore di lavoro, soffriranno particolarmente della riduzione degli effettivi dato che il mercato del lavoro non presenta la stessa flessibilità che negli agglomerati o nelle città.</p><p>Queste decisioni sono comprensibili sia dal punto di vista politico che settoriale. Esse hanno tuttavia un effetto deleterio a livello di politica nazionale. Nell'ottica delle regioni periferiche le riduzioni previste sono risentite come una catastrofe. Delle sedi nelle quali sino a pochi anni fa si investivano ancora somme considerevoli sono improvvisamente poste in discussione e vengono confrontate a un futuro incerto. Ne risulta una situazione difficile per le aziende interessate, ma anche per i governi cantonali che, nella fattispecie, si ritrovano con le mani legate. È deplorevole che la  Confederazione divenga un partner imprevedibile e poco affidabile nell'ambito dei posti di lavoro offerti dall'esercito. Questo non può certo essere un obiettivo da conseguire. </p><p>In ultima analisi, il DDPS non è responsabile per tale situazione. La discussione verte piuttosto sulla politica di risparmio e di sgravi praticata dalla Confederazione. Sinora, tutti i programmi di sgravio obbedivano al principio della simmetria dei sacrifici. Secondo le mie valutazioni le ultime misure di sgravio messe in atto dal Consiglio federale hanno sempre richiesto uno sforzo importante al settore dell'esercito. Il DDPS ha dovuto regolarmente assumere una parte importante dei risparmi con conseguenti sacrifici. Rivolgendo lo sguardo agli altri Dipartimenti dell'Amministrazione federale si ha pertanto l'impressione che il principio della simmetria dei sacrifici è scardinato oltremisura nell'ambito dell'esercito.</p><p>Dato che l'infrastruttura logistica è attualmente in discussione, la riflessione sulla dissimmetria dei sacrifici deve essere estesa alle regioni periferiche. L'esercito non è l'unico a risparmiare oltremisura. Anche le regioni periferiche pagano un tributo molto alto agli sforzi di risparmio della Confederazione, ciò che, a mio avviso, è pure in contraddizione con una politica nazionale equilibrata nei confronti delle regioni.</p><p>Sulla base di queste considerazioni, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito alla simmetria dei sacrifici nei suoi programmi di sgravio?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide il parere secondo il quale il DDPS - e in particolare l'esercito - hanno prestato negli ultimi anni un contributo sufficiente alle misure di sgravio e che, di conseguenza, l'accelerazione del ridimensionamento delle strutture logistiche è politicamente inopportuna?</p><p>3. La rapida e accelerata attuazione del ridimensionamento dell'infrastruttura logistica non è in contraddizione con una politica regionale equilibrata e sostenibile? </p><p>4. Il prospettato passaggio dal "principio attivo" al "principio passivo" non va ugualmente valutato dal punto di vista ambientale? Poiché finora l'istruzione degli autisti militari ha  anche avuto luogo nel quadro della consegna del materiale, il nuovo concetto condurrà ad un aumento del traffico sulla rete stradale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Nei suoi programmi di sgravio rispettivamente di risparmio il Consiglio federale non ha perseguito una rigorosa "simmetria dei sacrifici". In considerazione della straordinaria entità del risanamento si è tuttavia imposto un approccio globale in base al quale si sono dovuti verificare tutti i settori di compiti tenendo conto degli equilibri politici.</p><p>Gli sforzi di risanamento risultanti dall'obiettivo di bilancio 2001 e dall'introduzione del freno all'indebitamento hanno tuttavia lasciato tracce visibili nel settore della difesa nazionale e segnatamente nell'ambito dell'esercito: rispetto alla pianificazione iniziale, dall'entrata in vigore del programma di stabilizzazione 1998 fino all'aggiornamento del piano finanziario 2007, sono risultati ulteriori riduzioni del budget dell'ordine di 2,7 miliardi di franchi, senza considerare eventuali tagli nel quadro del programma di sgravio 2004. </p><p>Il Consiglio federale e il Parlamento hanno preso atto degli sforzi di risparmio, particolarmente importanti rispetto agli altri Dipartimenti, forniti dal DDPS e hanno concesso al settore "Difesa", nel quadro del Programma di sgravio 2003, un limite delle spese quadriennale dell'ammontare di 16 miliardi. In considerazione delle costanti necessità in materia di risanamento, il Consiglio federale è costretto, conformemente al decreto federale del 10 giugno 2004, a chiedere nuovi tagli nel settore "Difesa" nonostante il limite delle spese summenzionato e le gravi ripercussioni che una simile misura comporterà per tale settore. Dal punto di vista odierno, è possibile che le conseguenze di questi ripetuti tagli portino ad adeguamenti del mandato di prestazione dell'esercito e delle basi legali determinanti.</p><p>Allo scopo di compensare l'eccezionale spinta al risparmio sul DDPS e l'esercito, il Dipartimento deve ridurre imperativamente sia le spese per gli investimenti sia le spese d'esercizio. Le misure di ridimensionamento annunciate il 26 febbraio 2004 sono parte integrante di una pianificazione globale e la logica conseguenza della nuova concezione della logistica stabilita dal Parlamento nell'atto normativo concernente l'organizzazione dell'esercito. A causa delle severe opzioni di risparmio esercitate sul DDPS e l'esercito tali misure dovranno essere realizzate più rapidamente. Di conseguenza, un acceleramento della soppressione di posti di lavoro nell'ambito del personale è purtroppo inevitabile.</p><p>Il Consiglio federale si sforza di coinvolgere i Cantoni nell'attuazione di tali misure. L'elaborazione di una concezione globale dell'infrastruttura militare è prevista entro fine autunno 2004, dopodiché seguirà una discussione con i Cantoni. Il Consiglio federale rileva tuttavia che a causa della spinta al risparmio la libertà d'azione per tener conto di tutti gli interessi di politica regionale nel corso del ridimensionamento è estremamente ridotta.</p><p>3. La ristrutturazione dell'infrastruttura logistica deve essere orientata ai bisogni dell'esercito. Se si tiene conto della spinta al risparmio, ciò comporta una riduzione e soprattutto una concentrazione delle strutture. È purtroppo esatto che tali misure concerneranno numerosi piccoli esercizi e installazioni della logistica situati nelle regioni periferiche. Malgrado ciò, i presupposti e le condizioni quadro della riorganizzazione lasciano poco margine di manovra per soddisfare anche i menzionati interessi di politica regionale.</p><p>4. Il passaggio dal "principio attivo" al "principio passivo" nell'ambito del processo di approvvigionamento dell'esercito è realizzabile senza un deterioramento della sicurezza d'approvvigionamento e corrisponde a moderni principi economico-aziendali che eserciti stranieri hanno già concretizzato da lungo tempo. Tale passaggio non condurrà a un aumento del traffico a carico dell'ambiente, poiché i percorsi rimangono per principio identici. Al contrario, in base ai progressi tecnologici (EED) i bisogni della truppa possono essere coperti su misura; ne consegue de facto che deve essere trasportata una quantità inferiore di merci.</p><p>L'impiego di autisti militari per il ritiro del materiale e la relativa istruzione non è messo in forse dal principio passivo orientato ai bisogni e può continuare a essere sfruttato a sostegno degli esercizi della logistica.</p>  Risposta del Consiglio federale.