Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/177158

<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni diverse imprese svizzere (Syngenta, Gategroup, Swissport, SR Technics) sono state rilevate da imprese cinesi, controllate o finanziate dallo Stato.</p><p>Alla luce degli interessi di politica estera del nostro Paese, come valuta il Consiglio federale queste acquisizioni e gli obiettivi geopolitici che perseguono?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue con grande attenzione la progressiva globalizzazione dell'economia svizzera. L'apertura della Svizzera è un fattore importante per garantire un'economia efficiente, competitiva e innovativa. Crescita e benessere sono infatti tra gli obiettivi di politica estera del nostro Paese.</p><p>In passato, l'impressione di un sommarsi di acquisizioni da parte di un determinato Paese ha sempre destato attenzione, o addirittura preoccupazione, come nel caso delle acquisizioni da parte degli Stati Uniti negli anni Sessanta o del Giappone negli anni Settanta. Alcuni Paesi industrializzati attuano dei meccanismi di verifica degli investimenti e delle acquisizioni dettati innanzitutto dalla necessità di difendere i propri interessi politici in materia di sicurezza e di proteggere le imprese strategicamente importanti.</p><p>Il legislatore svizzero ha impostato in modo liberale il diritto in materia di proprietà (p. es. nel diritto azionario), fatta eccezione per l'acquisto di terreni da parte di stranieri. Nella nostra economia liberale i proprietari di imprese svizzere - svizzeri o stranieri - hanno facoltà di decidere in merito alle attività dell'impresa e alla cessione delle loro quote azionarie. Per esempio, nel caso di Syngenta, la maggioranza delle azioni era già detenuta da stranieri prima dell'acquisizione da parte di Chem China. Venditori e acquirenti devono attenersi al diritto della concorrenza svizzero e a eventuali disposizioni speciali, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture sensibili (cfr. anche la risposta all'interpellanza Vogt 17.3387).</p><p>La Svizzera ha sempre preso le distanze da una politica industriale. Tuttavia, il Consiglio federale è consapevole del fatto che la Cina, come molti altri Stati, persegue e attua invece apertamente una politica industriale. Proprio con la Cina le relazioni bilaterali sono però ben supportate a livello giuridico e da un dialogo istituzionale in numerosi settori, permettendo alla Svizzera di tutelare i propri interessi di politica estera.</p>  Risposta del Consiglio federale.