Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/191546

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua risposta del 9 maggio 2018 all'interpellanza 18.3013, il Consiglio federale rileva che, in virtù della legge sulle poste (LPO), nell'ambito dei prezzi di distribuzione dei pacchi la Posta deve rispettare il principio del pari trattamento tra tutti i suoi clienti, anche nel caso degli invii di massa, ossia ad esempio quando un cliente come Amazon ha concluso un particolare contratto con la Posta.</p><p>Nella sua risposta, il Consiglio federale scrive fra l'altro quanto segue: "Secondo l'articolo 22 capoverso 2 lettera h LPO la Commissione federale delle poste (Postcom) è responsabile della verifica dei prezzi secondo l'articolo 16 capoverso 2 LPO. Secondo tale articolo i prezzi per i servizi postali del servizio universale sono stabiliti indipendentemente dalla distanza e secondo principi uniformi, in particolare dev'essere garantito il pari trattamento di tutti i clienti. Ad oggi la Postcom non ha constatato irregolarità a tale riguardo."</p><p>In risposta alla domanda 18.5219, in occasione dell'ora delle domande del 4 giugno 2018, la consigliera federale Leuthard ha precisato quanto segue: "Per gli invii di massa la Posta deve usare le stesse basi di calcolo applicate a prestazioni paragonabili; deve porre tutti i mittenti sullo stesso piano. I gruppi di clienti comparabili devono beneficiare di condizioni identiche. Ad oggi la Postcom non ha constatato alcuna irregolarità."</p><p>Tramite lettera del 27 agosto 2018 abbiamo chiesto alla Postcom di confermarci che, per quanto riguarda gli invii di massa, in particolare nel caso dell'accordo concluso con Amazon, la Posta applicava dei prezzi che rispettano il quadro legale generale, in particolare l'esigenza della parità di trattamento di tutti i clienti.</p><p>Con lettera del 7 settembre 2018 la Postcom ci ha risposto che non era competente per controllare i prezzi applicati dalla Posta agli invii di massa.</p><p>1. Come può il Consiglio federale affermare che la Postcom è competente per controllare i prezzi applicati agli invii di massa (aggiungendo che sinora non ha constatato alcuna irregolarità!) mentre la Postcom si dichiara non competente per effettuare questo tipo di controlli? Chi è che si sbaglia?</p><p>2. Chi, all'interno della Confederazione, è incaricato di vigilare affinché la Posta rispetti il quadro legale applicabile ai prezzi di distribuzione dei pacchi, in generale e nel particolare caso del contratto concluso con Amazon?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La legge sulle poste (LPO; RS 783.0) prevede che la Posta Svizzera debba stabilire i prezzi dei pacchi del servizio universale indipendentemente dalla distanza e secondo principi uniformi (art. 16 cpv. 2 LPO). La nomenclatura della LPO e le deliberazioni in Consiglio nazionale attestano la volontà del legislatore di far sì che i principi per la determinazione dei prezzi si applichino a tutto il servizio universale, e quindi anche agli invii di massa. È compito della Commissione federale delle poste (Postcom) verificare il rispetto delle prescrizioni legali concernenti i prezzi nel servizio universale (art. 22 lett. h LPO). La portata di tale competenza o a quali disposizioni e invii si riferisca sono questioni che possono essere chiarite solo tramite una decisione giudiziaria nell'ambito di un procedimento di vigilanza concreto.</p><p>2. Lo sdoganamento all'importazione di lettere e pacchi nonché il loro recapito sull'ultimo miglio rientrano nelle competenze principali della Posta. Oltre ad Amazon, la Posta offre tali prestazioni anche ad altri clienti. L'assetto delle relazioni con la clientela costituisce un affare operativo della Posta. Nel quadro delle disposizioni legali l'azienda dispone di libertà imprenditoriale. Lo sdoganamento all'importazione non è una prestazione del servizio universale, non rientra quindi nel campo di applicazione della legislazione sulle poste. Per il controllo dei prezzi di questi servizi sono responsabili le autorità in materia di diritto della concorrenza (Sorveglianza dei prezzi, Commissione della concorrenza).</p>  Risposta del Consiglio federale.