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Tra i 150 e i 200 viticoltori, soprattutto romandi, sono scesi in piazza, lunedì a Berna, per chiedere limitazioni delle importazioni di vini esteri, venduti a prezzi che in Svizzera sarebbe impossibile praticare, tenuto conto dei costi di produzione e dei vincoli ambientali.
Malgrado la dimostrazione non si sia svolta davanti a Palazzo federale, poiché l'area è vietata in tempo di sessioni per questo genere di assembramenti, i partecipanti si sono rivolti proprio al rinnovato Parlamento nel tentativo di sensibilizzare gli eletti sulle minacce che incombono sul settore e, più generale, su tutto il primario.
Un incontro col consigliere federale Guy Parmelin, capo del Dipartimento dell'economia, è previsto il 17 dicembre.