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LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha respinto un ricorso di Dominique Giroud. Il viticoltore e commerciante di vini vallesano contestava una condanna in ambito fiscale pronunciata nel 2017 dal Tribunale cantonale vallesano sostenendo che era già stato punito per gli stessi fatti nel 2014 dalla giustizia vodese.
Tra il 2007 e il 2009, diverse transazioni tra Weinhandel Edelweiss SA e Giroud Vins SA hanno permesso di ridurre l'importo dovuto all'IVA. Entrambe le società erano in mano a Giroud. Nel dicembre del 2017, la giustizia vallesana ha condannato il viticoltore a 150 aliquote giornaliere di 300 franchi per falsità in documenti e truffa in ambito fiscale.
Tale pena completava una sentenza penale pronunciata nel luglio 2014 dal Ministero pubblico del canton Vaud per violazione della legge sull'imposta federale diretta (IDF) di 180 aliquote giornaliere di 300 franchi. Giroud ha presentato ricorso al TF affermando che la giustizia vallesana lo ha punito per gli stessi fatti della condanna del 2014, violando dunque il principio "Ne bis in idem" secondo cui chi è stato condannato o assolto con decisione passata in giudicato non può essere nuovamente perseguito per lo stesso reato.
Imposta federale diretta e IVA
Nella sentenza pubblicata oggi, il TF respinge il ricorso del vallesano ricordando che il Ministero pubblico vodese lo aveva condannato per aver fornito alle autorità fiscali bilanci truccati per il periodo 2005-2009, omettendo ricavi pari a 8,4 milioni di franchi. Nel caso in esame, invece, le malversazioni riguardano l'IVA, indicano i giudici federali. «Le accuse contro il ricorrente nei due procedimenti non sono le stesse», sottolineano. Riguardano due imposte diverse. Il principio della doppia incriminazione non viene dunque violato.
Il TF ha anche respinto un ricorso di Giroud contro l'ammontare delle aliquote giornaliere, affermando che esso deve essere determinato in funzione delle condizioni finanziarie del condannato. Visto che il viticoltore ha percepito un reddito netto di oltre 300'000 franchi nel 2016, i giudici vallesani non hanno abusato del loro margine di discrezionalità, precisa la corte di Mon Repos.
Il caso Giroud occupa la giustizia dal 2014. A fine luglio, il Tribunale distrettuale di Sion ha trattato la questione delle somme evase per le imposte cantonali e comunali vallesane per cui non vi è ancora una sentenza. (sentenza 6B_133/2018 del 27 luglio 2018)