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Marco Cagnotti, fisico e direttore della Specola Solare Ticinese: «Come nel 1859, l'astro potrebbe scatenare una tempesta geomagnetica»
Il mondo potrebbe spegnersi se, come accaduto nel 1859, il Sole scatenasse una tempesta geomagnetica e la indirizzasse verso la terra. A riportare l'attenzione su un evento - è bene sottolinearlo - «raro ma possibile» è lo studioso Marco Cagnotti, fisico solare e direttore della Specola Solare Ticinese. L'occasione di tornare su un avvenimento "sepolto" dalla galassia del tempo, è la messa online del patrimonio di 65 anni di osservazioni della stella solare, «con i dati di tutti i disegni e di tutti i gruppi di macchie solari», effettuate presso la Specola.
«Guardi che arriva - ci ricorda invitandoci a non prendere sottogamba la questione - e una grossa tempesta geomagnetica potrebbe danneggiare e interrompere le telecomunicazioni e la distribuzione di energia. È un problema molto serio. L'ultima grande tempesta geomagnetica è avvenuta all'inizio di settembre del 1859. Le conseguenze allora furono minime, presero la scossa gli operatori del telegrafo, ma oggi come oggi un evento come quello provocherebbe dei blackout su vaste regioni della terra che durerebbero intere settimane».
Un evento non prevedibile e quasi impossibile da fronteggiare qualora si verificasse, su cui in molti - lamenta Cagnotti - non riservano la giusta considerazione: e fa una comparazione con quanto accaduto in campo sanitario.
«Si ricorda le dichiarazioni dei medici alle prese con i primi ceppi di Sars? Gli esperti dicevano "guardate la Sars riusciamo a contenerla ma prima o poi una grande pandemia arriverà". E tutti gli Stati dicevano di essere pronti a fronteggiarla, c'erano i piani pandemici. In questo caso l'esperto sono io e le posso dire: prima o poi una grande tempesta geomagnetica come quella del 1859 arriva sicuramente e sarà un macello. È solo questione di tempo. Io ho dei seri dubbi che saremo pronti così come non eravamo pronti per la pandemia».
Lo studioso fa qualche esempio riguardo lo scenario che potrebbe palesarsi: «Guardi che salta tutto - ripete - per esempio negli ospedali non funzioneranno più neanche i generatori di emergenza».
Un vero e proprio ritorno «all'età della pietra» dice: «Pensi lei che cosa significhi, per la nostra società, restare non in una cittadina di medie dimensioni come può essere Locarno o Bellinzonaa ma in un intero Paese o continente senza corrente elettrica per settimane? Niente frigo, niente internet, il mondo si ferma. Guardi che in Canada negli anni '80 vi è stato un blackout di qualche giorno dovuta a una tempesta geomagnetica». Dunque, la lunghezza del blackout varia in ragione dell'ampiezza della tempesta? «Esatto!».
Ma davvero nemmeno con l'attività di osservazione si potrà prevederne l'arrivo un po' come fanno i meteorologi con le tempeste climatiche e dunque fare un minimo di prevenzione?
«L'unica cosa che si potrebbe fare - risponde lo studioso - è identificare le regioni attive del sole più pericolose, più potenzialmente a rischio e tenerle sotto controllo e siccome la materia arriva dopo la luce, quando si vede una regione attiva manifestare una particolare attività, quello che si pensa è che la cosa migliore per tutti è provocare, nell'attesa che arrivi la vera tempesta geomagnetica, provocare dei blackout artificiali».