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Nato ad Atene nel 1937, Elia Zenghelis è conosciuto a livello internazionale non soltanto per la sua professione di architetto, ma anche per la sua lunga carriera nell’insegnamento.
L’architetto greco studia architettura presso la Architectural Association School of Architecture a Londra, laureandosi nel 1961. Il suo avvicinamento al mondo dell’architettura coincide con l’affermarsi, nel panorama internazionale, di idee dalle utopie radicali, di cui ricordiamo i principali nomi quali Archizoom e Archigram.
Erano gli anni della sperimentazione, dove l’architettura era anche utopia, una riformazione concettuale della figura dell’architettura e dell’urbanistica. Questa ricerca denotava la diffusa esigenza di formulare nuove teorie, una ricerca verso una nuova maniera di intendere lo spazio e il rapporto fra forma e funzione.
Nei dieci anni successivi lavora per gli architetti Douglas Stephen and Partners, a Londra, iniziando la carriera di insegnamento, e dal 1963 presso la stessa Architectural Association sotto la guida di Hermann Senkowsky.
Zenghelis divenne un insegnante di spicco nella scuola per aver introdotto nell’insegnamento l’idea dell’avanguardismo radicale, di cui era fortemente convinto già dall’inizio degli studi, inizialmente come fervente sostenitore del pensiero di Archigram, per poi spostarsi verso una visione più a grande scala dell’architettura.
La ricerca urbanistica di Elia Zenghelis
La ricerca urbanistica di Elia Zenghelis inizia già dagli anni accademici, prima con il Tema X e poi con Archigram. L’incontro con Rem Koolhaas, conosciuto mentre quest’ultimo era ancora uno studente della Architectural Association School, si fortifica con la partecipazione al concorso La città come ambiente significante, indetto nel 1971 da Casabella.
Per questo concorso, i due architetti propongono il progetto Exodus, che consisteva in una città lineare, definita da due lunghi muri paralleli e sovrapposta al tessuto di Londra come una sorta di Muro di Berlino invertito.
Dal 1971 al 1975 l’architetto greco collabora con vari studi fra Londra, Parigi e New York, fino alla fondazione dello studio “Office for Metropolitan architecture”, meglio conosciuto come OMA, con lo stesso Rem Khoolaas, Zoe Zenghelis (ex compagna di Elia) e Madelon Vriesendorp.
Dal loro primo incontro, la collaborazione fra Elia Zenghelis e Rem Koolhaas durerà per oltre quindici anni, uniti dal tema comune della grande dimensione dell’architettura, all’interesse, soprattutto dell’architetto olandese per Manhattan, da cui derivarono anche una serie di progetti “immaginari”, come per la “grande città”, che diventerà il tema ricorrente del lavoro di OMA degli anni Settanta e Ottanta.
Fra le opere di Office for Metropolitan Architecture si nota l’influenza centrale di Elia Zenghelis nei primi lavori, fra cui l’ampliamento del parlamento olandese all’Aja (1978), il Parc de la Villette a Parigi (1982), l’alloggio di Checkpoint Charlie a Berlino (1990).
Mentre i primi sono progetti di concorso non realizzati, il progetto per gli alloggi nella zona di checkpoint Charlie, iniziato nel 1982, è stato terminato nel 1990.
Successivamente al progetto di OMA per il Parc de la Villette (Parigi), nel 1982 Zenghelis apre una sezione di OMA ad Atene. Solo cinque anni dopo, nel 1987, lascia definitivamente la partnership con Rem Koolhaas per creare il nuovo studio associato Gigantes Zenghelis, con l’architetto connazionale Eleni Gigantes. Nonostante questo nuovo studio, la prominente attività di Elia Zenghelis rimane comunque l’insegnamento, prima come docente a Düsseldorf, poi a Zurigo, Mendrisio e Rotterdam.
Gli alloggi in zona Check Point Charlie
Il progetto relativo al Check Point Charlie pensato da Zenghelis e OMA sfrutta le qualità latenti del sito. L’edificio funziona come una serie di padiglioni per il controllo delle frontiere che formano un podio: al piano strada, quindi, rimangono le attività legate al controllo della dogana, che interessano anche il resto del sito e includono un parcheggio.
Attualmente, l’edificio si trova nella zona dominata dai resti del periodo pre e post bellico, dal Muro di Berlino e, appunto dal Check Point Charlie, punto di confine fra ciò che era l’Est e l’Ovest della città di Berlino.
Punto di partenza per la stesura del progetto fu la netta separazione fra la funzione militare e quella privata. L’edificio, nei piani superiori, ospita 31 alloggi orientati verso l’interno, dove sono presenti anche piccoli giardini abbinati agli appartamenti dai tagli duplex. Gli appartamenti hanno varie metrature e disposizioni planimetriche, con alloggi simplex, duplex, fino agli attici (questi ultimi sono posti al piano sesto) di metratura differenziata.
Per quanto riguarda la facciata sul lato strada, essa è costituita da un piano verticale, scandito da finestre a nastro, ritmate da sottili telai metallici neri. Esteticamente, la costruzione mostra evidenti legami con l’architettura funzionale, con evidenti rimandi anche alla scuola di Le Corbusier, soprattutto nel trattamento delle facciate e nell’uso delle finestre a nastro. Elia Zenghelis e OMA vanno oltre, introducendo elementi tipici dell’architettura degli anni Cinquanta in facciata, mentre la scelta di differenziare gli appartamenti in varie metrature e dislocati su livelli differenti, è figlia degli interventi residenziali olandesi, attuati negli stessi anni.
Dopo la caduta del muro di Berlino, venendo meno la funzione di frontiera, gli spazi al piano terra sono stati ripensati come spazi ad uso commerciale.
Conclusioni
Una vita dedicata all’architettura radicale, possiamo definire quindi, quella di Elia Zenghelis. Fin dall’inizio degli Anni Sessanta quando, accortosi della crisi che stava vivendo l’architettura (grazie all’Architectural Associate nel quale era inquadrato come insegnante), l’archistar greca riuscì a far giungere a Londra altri grandi professionisti di quel tempo.
Nella lunga carriera di insegnante e teorico dell’architettura, può vantare di essere stato il maestro di grandi nomi dell’architettura contemporanea, come Steven Holl, Rem Koolhaas del quale è stato sia insegnante (in un tempo in cui docenti e studenti aprivano un dibattito continuo sull’architettura) e Zaha Hadid.
Elia Zenghelis e lo studio Mino Caggiula Architects
Elia Zenghelis è stato un “maestro” per Mino Caggiula ed è un “amico” dell’intero studio.
L’architetto svizzero ha conseguito il Master of art in Architecture presso l’Accademia di Mendrisio proprio grazie a un progetto per la riqualifcazione urbana dell’intera laguna di Venezia, elaborato con l’Architetto Elia Zenghelis, vincendo il primo premio SIA, Svizzera, ed il primo premio Regione Veneto.
Come già accennato nella pagina relativa alla descrizione del nostro studio di architettura a Lugano, la collaborazione con Elia Zenghelis ha permesso allo studio di affacciarsi al panorama internazionale e di colmare quella distanza che spesso nasce tra Teoria e Architettura costruita.