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BRIGA – Ma come mai così poche persone tra i 30 e i 50 anni frequentano le piste da sci svizzere? Una delle ragioni è sicuramente la globalizzazione. Grazie alla riduzione dei prezzi di viaggio, si può raggiungere una spiaggia delle Canarie durante l'inverno con la stessa facilità di una gelida montagna sulle Alpi. Spesso un soggiorno di una famiglia per una settimana in una stazione balneare è purtroppo più economico di una vacanza sciistica.
Secondo i dati forniti dall’associazione di categoria Funivie Svizzere, uno skipass giornaliero per adulti costava nella stagione 2018/19 in media 61 franchi, ossia oltre un quinto in più rispetto alla stagione 2004/2005, quando per la prima volta sono stati confrontati i prezzi dei biglietti di 39 stazioni sciistiche. Un rapporto dell'Ufficio federale dello sport indica che la proporzione di sciatori tre le persone con redditi elevati è superiore. E non è una grande scoperta.
Le stazioni sciistiche svizzere sono perfettamente consapevoli della necessità di ridurre i prezzi. Hanno quindi cercato di riconquistare i clienti nazionali offrendo opzioni più vantaggiose. Saas-Fee ha iniziato due anni fa, lanciando uno skipass stagionale a soli 222 franchi. Una mossa strategica basata su un approccio di crowdfunding: se entro una determinata data 77'777 persone avessero sottoscritto uno stagionale, ogni partecipante lo avrebbe ottenuto per 222 franchi. L'operazione è stata annunciata dai ‘maghi del marketing’ un successo ed è stata ripetuta nella corrente stagione. Dopo un aumento del 17,7% dei pernottamenti durante la prima stagione invernale, la valle di Saas prevedeva un aumento medio di almeno il 10 %. Così non è stato.
Pirmin Zurbriggen, leggenda dello sport elvetico, campione polivalente, atleta di punta della squadra degli anni ottanta, nel suo palmarès vanta tra l'altro un titolo olimpico, quattro iridati, quattro coppe del mondo e sette di specialità. Pirmin è anche albergatore (di successo) a Saas-Almagell, ambasciatore per la candidatura olimpica Sion 2026 (dove si è scottato, con tanto di denuncia, per aver inscenato la fiamma olimpica sul Cervino) e membro del consiglio d’amministratore degli impianti della valle della Saas. In questo caso è stato uno dei promotori della stagionale superscontata. L’operazione, inizialmente giudicata geniale e invidiata da tutti, si è purtroppo trasformata in un gigantesco flop. Può succedere, ma truccare le statistiche per salvare l’immagine non è assolutamente sportivo, caro Pirmin & Co.
Testo a cura di Claudio Rossetti
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