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Trovare "un accordo con gli amici europei in tempo per il Consiglio europeo del 15 ottobre" oppure "accettare entrambi il fatto che non ci sarà un trattato di libero scambio tra noi e andare avanti". È questo il messaggio dell'annunciato intervento odierno del premier britannico Boris Johnson sul dopo Brexit, diffuso integralmente da Downing Street alla vigilia della ripresa dei negoziati sulle relazioni future con Bruxelles, finora in stallo su alcuni punti cruciali, mentre la sterlina arretra.
Nella sua allocuzione, il primo ministro Tory nota che anche l'Ue ha fissato un termine ultimo per i colloqui e, pur ribadendo di auspicare ancora un'intesa sul modello "del Canada", afferma che l'ipotetico no deal di fatto - ossia un futuro di rapporti commerciali con i 27 gestito secondo le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio "come con l'Australia" - sarebbe comunque "un buon epilogo per il Regno Unito".
Le parole di Johnson, accompagnate dalla conferma di Downing Street della volontà d'introdurre norme interpretative nazionali per "chiarire" impegni già sottoscritti con Bruxelles sul confine irlandese, spinge intanto al ribasso la sterlina, in calo dell'1% sul dollaro e dello 0,8% sull'euro.