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Usa - Le bugie, e i giornalisti svogliati che le ripetono
Alcuni giorni fa, diversi media nazionali hanno riportato la notizia di un nuovo studio condotto sulla marijuana, pubblicato sull’edizione dello scorso 5 maggio del Journal of the American Medical Association: cosi’ i vari giornali avevano titoli del tipo "la marijuana piu’ potente, fa aumentare il numero dei consumatori" come ha titolato il Seattle Post-Intelligencer, oppure "aumenta la dipendenza con l’erba piu’ potente" (Los Angeles Daily News).
C’e’ solo un piccolo problema: la teoria secondo la quale la marijuana, diventando piu’ potente (con piu’ alto tasso di Thc) fa aumentare il numero di coloro che ne diventano dipendenti, e’ quasi certamente sbagliata. In nessuno di questi giornali presi in esame, questa ipotesi e’ stata presa in considerazione.
Lo studio governativo sul quale si basano i dati e’ stato condotto dagli scienziati del National Institute on Drug Abuse e del National Istitute on Alcohol Abuse and Dependance, prendendo in considerazione i dati dal 1991-92 al 2001-2002 che indicano un incremento nel consumo, o nella "dipendenza" da marijuana. Il consumo di marijuana, viene definito "dipendenza", dal DSM-IV, il manuale ufficiale usato dall’associazione americana degli psichiatri per le diagnosi nei disturbi mentali. Gli autori dello studio, a questo punto, hanno ipotizzato che il numero piu’ alto di persone "dipendenti" da marijuana fosse da collegarsi all’aumento del Thc nella sostanza.
Il Atlanta Journal-Constitution diceva, ad un certo punto che "non e’ piu’ la marijuana dei tempi di papa’". Gli altri sono andati tutti sulla stessa linea, anche se in modo meno colorito.
Ma tutta l’ipotesi e’ pura speculazione. Come dice Mich Earleywine, professore associato alla University of Southern California, non esiste nessuna prova che la marijuana piu’ potente porti ad una dipendenza maggiore. E questo, non lo dice neanche l’articolo del Journal of the American Medical Association.
Ma l’articolo dell’associazione medica statunitense rivela anche che, secondo lo standard del DSM-IV, le persone diventano "tossicodipendenti" da marijuana al momento in cui hanno "problemi legali correlati all’abuso della sostanza". I rapporti degli arresti dell’Fbi dicono che questi sono passati da 300.000 nel 1991 a piu’ di 700.000 nel 2001. Quello che potrebbe essere un semplicissimo segno di un maggiore intervento delle forze dell’ordine viene presentato come "la minaccia della cannabis ad alto thc". E’ impressionante come l’articolo medico fallisca dell’identificare quale dei criteri di abuso/dipendenza sia cresciuto, e di quanto.
Soltanto questo dovrebbe aver portato un giornalista o due a chiedersi se ci potesse essere una spiegazione alternativa alla teoria della "droga piu’ pesante". Ma questi giornalisti non si sono fatti nessuna domanda neanche al momento in cui notano che lo studio ha qualcosa che dovrebbe destare per lo meno qualche interrogativo: i livelli di "dipendenza" da marijuana sono piu’ alti tra i giovani neri ed ispanici. Nella stessa fascia di eta’ presa in considerazione per questi due gruppi etnici, i giovani bianchi non vedono lo stesso incremento nel consumo di marijuana.
Eppure, i giovani neri ed ispanici non hanno nessun tipo di accesso alla marijuana ad alto Thc diverso dai loro coetanei bianchi, e non esiste nessuna prova che il Thc faccia un effetto diverso sulle persone secondo la provenienza etnica. Ma e’ ben documentato che i ragazzi di colore hanno possibilita’ di finire in prigione piu’ alte degli altri in misura assolutamente sporporzionata. Ma nessuno di questi temi e’ finito sull’Atlanta Journal-Constitution, per non parlare poi dei lanci delle agenzie, che colpiscono, soprattutto, per come somigliano ai comunicati stampa del National Institute on Drug Abuse. Nessuno dei rispettabilissimi giornali che hanno pubblicato la notizia ha pensato di aggiungere all’articolo un paio di righe di un solo esperto scettico della linea governativa. A nessuno di queste persone e’ venuto in mente che questi dati potrebbero essere stati presentati cosi’ per provvedere ad alimentare la guerra alle droghe promossa dal nostro Governo.