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BERNA - Non va riconosciuto alcun contributo a quegli allevatori che decidono di non tagliare le corna agli animali, siano essi capre, mucche o tori. È quanto pensa la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S), che per 8 voti a 1 ha respinto l'idea di un controprogetto avanzato dall'omologa commissione del Nazionale all'iniziativa popolare "per vacche con le corna".
Il controprogetto indiretto, ossia a livello legislativo, avrebbe dovuto indurre i promotori dell'iniziativa popolare "Per la dignità degli animali da reddito agricoli (Iniziativa per vacche con le corna)" a ritirare la loro proposta di modifica costituzionale.
A parere di alcuni allevatori, i contadini dovrebbero infatti venir indennizzati per i costi supplementari generati dalle bestie "cornute". Secondo i fautori della modificata costituzionale, inoltre, privare determinati animali da reddito delle corna è contrario al benessere dell'animale, e quindi alla legge che li protegge.
Per la CET-S, invece, un'eventuale adozione del sistema proposto dal controprogetto «creerebbe una nuova situazione di sovvenzionamento che imporrebbe una corrispettiva misura di risparmio nel preventivo agricolo», indica una nota odierna dei servizi parlamentari.
Alla proposta dell'omologa Commissione del Consiglio nazionale si oppongono, a detta della CET-S, anche considerazioni di natura strategica: da un lato non è sicuro che l'iniziativa popolare verrà effettivamente ritirata e, d'altro canto, non è necessario evitare a ogni costo una votazione popolare.