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Non ci saranno inchieste penali o disciplinari nel canton Vaud a seguito del "caso Marie", la 19enne sequestrata lo scorso 13 maggio a Payerne (VD) e uccisa dal suo rapitore, un pregiudicato di 36 anni posto agli arresti domiciliari. L'ex procuratore solettese Felix Felix Bänziger, incaricato di redigere un rapporto sulle eventuali disfunzioni dell'apparato giudiziario vodese, non ha riscontrato comportamenti riprovevoli.
L'inchiesta amministrativa doveva consentire di capire come un uomo condannato nel giugno 2000 a 20 anni di carcere per il sequestro, lo stupro e l'assassinio, avvenuto nel gennaio 1998, della sua ex amica abbia potuto essere posto nell'agosto 2012 agli arresti domiciliari, poi revocati in novembre - a causa tra l'altro di scritti pornografici pubblicati su internet - ma reintrodotti lo scorso gennaio a seguito di un ricorso dell'interessato.
Secondo il mandato conferitogli dal Tribunale cantonale vodese, l'ex procuratore doveva "analizzare le decisioni giudiziarie emesse durante l'esecuzione della pena, come pure il coordinamento tra i diversi enti intervenuti e le autorità". Suo mandato era anche di proporre eventuali miglioramenti dei processi decisionali attuali.
Bänziger doveva pure esaminare se i mezzi a disposizione del Tribunale delle misure coercitive e dell'applicazione delle pene sono sufficienti.
Il rapporto era atteso già alla fine di giugno, ma la pubblicazione era stata rimandata a dopo le vacanze estive.