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Bisfenolo A: nessun rischio per i consumatori
Berna, 18.12.2015 - Il bisfenolo A (BPA) non rappresenta un rischio per la salute visto il basso livello di esposizione dei consumatori a questa sostanza. La quantità assunta quotidianamente attraverso alimenti e oggetti è troppo esigua per provocare conseguenze. Questa la conclusione cui giunge il rapporto presentato dal Consiglio federale in adempimento di un postulato della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale.
Il rapporto è stato elaborato sulla base degli studi scientifici disponibili e in particolare della valutazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) pubblicata nel gennaio del 2015. Le analisi considerate non hanno rilevato conseguenze del BPA sull'apparato riproduttore, sul sistema immunitario, sul metabolismo, sul sistema cardiovascolare, sul sistema nervoso né sul rischio di cancro. In dosi elevate, può tuttavia avere effetti negativi sul fegato e sui reni.
La quantità di BPA assunta quotidianamente dai consumatori attraverso alimenti e oggetti d'uso è ampiamente al di sotto del limite fissato nella legislazione svizzera. Questo limite prevede del resto un considerevole margine di sicurezza. Anche nelle persone fortemente esposte la dose massima quotidiana ammessa non è mai superata.
Malgrado questi dati rassicuranti, in diversi Paesi continuano a essere condotti studi sulle conseguenze dell'assunzione di BPA in piccole dosi. Le
autorità ne seguono con attenzione i risultati per poter prendere, se del caso, le misure necessarie per garantire una protezione ottimale della salute dei consumatori.
Il BPA è una sostanza sintetica utilizzata nella fabbricazione di materie plastiche. Può essere impiegato, per esempio, nei rivestimenti interni
delle scatole di conserva, negli scontrini di cassa e in diversi giocattoli. È riscontrabile sia in derrate alimentari che in oggetti d'uso.
Nel 2011, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale aveva depositato un postulato (postulato 11.4045) in cui incaricava il Consiglio federale di presentare un rapporto sull'utilità e i rischi dell'impiego del bisfenolo A in imballaggi e oggetti d'uso. A preoccupare la commissione erano in particolare gli effetti del BPA sull'attività ormonale dell'essere umano.
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