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BERNA - È nuovamente incerto il destino dell'accordo d'assistenza amministrativa con gli Stati Uniti concernente l'UBS. Il Consiglio nazionale ha iniziato a dibatterne, prendendosi il rischio di negarsi l'appoggio dell'UDC. Ha infatti respinto l'idea di esaminare parallelamente l'imposizione dei bonus, come chiesto dai democentristi.
Con 125 voti contro 58 e 5 astenuti, la Camera del popolo non ha voluto rivedere l'ordine del giorno, conformemente alla proposta UDC. Questo partito non vuol sentir parlare dell'imposizione dei bonus e fa dipendere la sua adesione all'accordo con Washington da questa esigenza. Prima di pronunciarsi su questo trattato, l'UDC voleva dunque che il Nazionale esaminasse le due mozioni accettate giovedì dagli Stati.
Tuttavia, tutte le altre formazioni politiche hanno respinto questa domanda, interpretandola come un nuovo "diktat" dell'UDC. Di fronte a questo rifiuto, l'UDC ha rinnovato le minacce: "rifiuteremo l'accordo".
Senza un cambiamento in seno all'UDC o alla sinistra, l'accordo sarà respinto, in quanto le due formazioni detengono la maggioranza. Pur arricciando il naso, PLR e PPD sono convinti dell'utilità del trattato che consentirà di fornire alle autorità americane i dati bancari di 4450 clienti dell'UBS, sospettati di aver evaso il fisco (200 lo avrebbero frodato). Tuttavia, contrariamente a quanto avvenuto agli Stati, il loro sostegno non basterà a far passare l'accordo alla Camera del popolo.
SDA-ATS