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Il Governo dell’Ecuador sta cercando di arginare la febbre dell’oro che ha colpito le colline vicino a La Merced de Buenos Aires. In questa zona sperduta, situata a poco più di novanta chilometri a nord di Quito, vicino al confine con la Colombia, il nastro giallo della polizia ha messo fine all’opera di migliaia di improvvisati minatori.
Fino a 15'000 persone, comprese intere famiglie con bambini, speravano di ricavare fino a 150 dollari al giorno grazie all’attività estrattiva, rivoltando i pendii e distruggendo la vegetazione. Una foresta di plastica ha preso il posto degli alberi insieme a centinaia di strutture in legno ricoperte di teloni neri che hanno protetto l'ingresso delle miniere illegali.
"Era un lavoro molto difficile, ma ne è valsa la pena per quello che stavamo guadagnando", ha raccontato un ex minatore, pochi giorni dopo l'importante operazione che ha permesso alle forze dell'ordine di evacuare questo luogo dove, secondo le autorità, operavano anche gruppi armati. Il sito è attualmente deserto, sotto lo stretto controllo dei militari.