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<h2>SubmittedText<h2><p>Dieci anni or sono, in occasione della Conferenza internazionale delle Nazioni Unite sulla popolazione e lo sviluppo (CIPS) del Cairo, 179 Stati hanno firmato un piano d'azione comprendente una serie di obiettivi da raggiungere in questi due settori. La Svizzera si è dal canto suo impegnata ad agire affinché tali obiettivi non rimangano lettera morta. Questo significa che la Svizzera deve agire conformemente al piano d'azione sia entro i confini nazionali sia nell'ambito del suo programma concernente la politica di sviluppo.</p><p>Gli obiettivi di sviluppo del Millennio dell'ONU (MDG) riprendono gran parte degli obiettivi del piano d'azione adottato al Cairo, segnatamente l'obiettivo ambizioso della lotta contro la povertà. La lotta contro la mortalità infantile e materna, l'accesso all'informazione sulla prevenzione delle malattie contagiose, l'accesso ai metodi contraccettivi e ai metodi per combattere la propagazione di HIV e AIDS sono aspetti essenziali del programma d'azione.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Qual è il bilancio del decennio che ha seguito la firma del piano d'azione del Cairo? Quali risultati abbiamo ottenuto nel nostro Paese?</p><p>2. Vi sono stati progressi nei programmi finanziati dalla Svizzera nei Paesi in sviluppo per quanto concerne la salute riproduttiva e sessuale?</p><p>3. Cosa pensa il Consiglio federale della necessità di combinare il miglioramento della salute riproduttiva con la lotta contro HIV e AIDS?</p><p>4. Cosa privilegia in particolare la Svizzera nel suo programma concernente la politica di sviluppo per il raggiungimento degli MDG?</p><p>5. L'anno prossimo si svolgerà la Conferenza "Pechino + 10". In materia di diritti e di salute delle donne le rivendicazioni formulate da queste ultime in occasione della Conferenza di Pechino concordano ampiamente con gli obiettivi del piano d'azione del Cairo. Quale importanza conferisce il Consiglio federale a "Pechino + 10"? Quali sono i dipartimenti e le ONG implicati nella preparazione ?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle diverse domande:</p><p>1. Dieci anni dopo la Conferenza del Cairo vi è modo di essere fiduciosi. Per assicurare la piena attuazione del piano d'azione e raggiungere gli obiettivi fissati su un ventennio occorrono nondimeno sforzi supplementari.</p><p>L'azione del Consiglio federale è guidata dalla politica in materia di salute riproduttiva formulata al Cairo, che sottolinea la libertà delle persone per quanto concerne la riproduzione e la contraccezione. In questo ambito è stato possibile migliorare l'accesso ai sistemi sanitari, anche se occorrerebbero sforzi supplementari sia a livello politico che finanziario.</p><p>Nell'ambito della salute riproduttiva in Svizzera è possibile rilevare diversi progressi. Misure mirate hanno segnatamente consentito il rafforzamento dell'offerta di consulenza e informazione nell'ambito di competenza dei Cantoni.</p><p>- Il 2 giugno 2002 il Popolo si è pronunciato in favore della depenalizzazione dell'aborto. La Svizzera ha ancora oggi il tasso di abortività più basso d'Europa.</p><p>- Grazie a strategie di prevenzione mirate il numero di nuovi casi di HIV depistati in Svizzera è fortemente diminuito tra l'inizio degli anni '90 e il 2001. Il programma nazionale HIV/AIDS 2004-2008 assicura un efficace proseguimento delle attività svolte dalla Confederazione in tale ambito.</p><p>- Il rapporto della Svizzera sull'attuazione della Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) tratta la problematica dell'uguaglianza tra uomo e donna in una prospettiva molto ampia. Le nuove disposizioni penali applicabili alla violenza domestica rappresentano un passo importante nella lotta contro la violenza perpetrata nei confronti della donna e dei bambini.</p><p>- Per garantire l'attuazione della Strategia federale Migrazione e Salute 2002-2006 è stato creato un centro nazionale di coordinamento in materia di salute riproduttiva e sessuale.</p><p>2. Nell'ambito della salute sessuale e riproduttiva la cooperazione svizzera allo sviluppo s'impegna a promuovere l'attuazione di sistemi sanitari a beneficio dei gruppi di popolazione più poveri. In molti Paesi d'Asia e Africa essa ha inoltre contribuito a diffondere il dibattito su temi quali sessualità e HIV/AIDS. La Svizzera sostiene l'attuazione delle decisioni del Cairo anche tramite il versamento di contributi a istituti multilaterali e internazionali quali il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF), la Federazione internazionale della pianificazione familiare (IPPF) e altri istituti.</p><p>3. La volontà di coordinare al meglio gli sforzi della Svizzera in materia di salute sessuale e riproduttiva è stata concretata con la creazione di una commissione specialistica. Quest'ultima ha fra l'altro il compito di seguire i lavori volti a soddisfare le richieste formulate nel postulato Genner (00.3364), che obbliga l'Ufficio federale della sanità pubblica a istituire una rete nazionale in materia di salute sessuale e riproduttiva.</p><p>4. Per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del Millennio (MDG) entro il 2015 l'aiuto svizzero allo sviluppo impiega oltre la metà dei suoi fondi in favore dei Paesi riconosciuti prioritari nella scala degli MDG (secondo il rapporto dell'ONU sullo sviluppo umano del 2003). Nel 2002 un quarto delle risorse totali è stato impiegato in Africa. Un'attenzione particolare è rivolta ai Paesi privi di uno sbocco sul mare, alle regioni rurali e di montagna, che generalmente si trovano nelle zone più povere e svantaggiate. Sotto il profilo tematico la cooperazione svizzera allo sviluppo concentra le sue attività su sei ambiti, che si ricollegano ampiamente agli MDG. Si tratta della prevenzione e della soluzione delle crisi, della buona conduzione del governo e del rispetto dei diritti umani, della promozione dell'impiego e del reddito, dell'incremento dell'equità sociale, dello sfruttamento sostenibile delle risorse naturali e dell'ambiente nonché dello sviluppo del sapere e della ricerca.</p><p>5. La Svizzera è associata ai preparativi della quarta Conferenza mondiale sulle donne (Pechino + 10). In vista della riunione della Commissione dei diritti della donna dell'ONU che si terrà a New York nel marzo 2005, la Commissione economica delle Nazioni Unite si riunirà a Ginevra il 14 e 15 dicembre 2004. La Svizzera parteciperà a questi due incontri ed è già attualmente previsto che la delegazione che si recherà a New York sarà capeggiata dal consigliere federale Pascal Couchepin. I lavori preparatori sono svolti sotto la direzione dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, in collaborazione con tutti i dipartimenti e gli uffici interessati.</p>  Risposta del Consiglio federale.