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Polemiche sulla farina
In risposta all'inchiesta lanciata dal veterinario federale, i produttori di cereali chiedono il blocco dei depositi di cereali della Confederazione.
La Federazione svizzera dei produttori di cereali (FSPC) reagisce alla recente scoperta di un frammento di osso in un campione di farina bigia e chiede che gli stock obbligatori della Confederazione vengano bloccati e analizzati.
Dopo la scoperta, fatta nel mulino Intermill di Schöftland, nel canton Argovia, l'Ufficio federale di veterinaria (UFV) ha avviato un'ampia inchiesta. Stando ai responsabili di Intermill, l'origine della contaminazione va ricercata in cereali panificabili forniti da depositi controllati dalla Confederazione.
Al mulino di Intermill sarebbero infatti giunti cereali da oltre 220 centri di raccolta controllati dalla confederazione. E inoltre, nel mulino non sarebbero mai state trattate farine animali, per cui - secondo la direzione di Intermill - il frammento di osso sarebbe finito nei cereali sul luogo di raccolta o durante il trasporto.
In una nota diffusa sabato, la FSPC sottolinea che queste dichiarazioni sono estremamente serie. Se le accuse dovessero risultare fondate, la Confederazione dovrebbe ritirare dal mercato tutte le merci sospette e prendere le misure necessarie per garantire la sicurezza dei consumatori.
In attesa dei risultati dell'inchiesta, la FSPC chiede il blocco degli stock federali, per lo più composti di cereali importati. La scoperta del frammento d'osso in campioni di crusca per animali e in un campione di farina alimentare rischia di avere dure ripercussioni sull'agricoltura, che «ne pagherà ancora una volta le spese».
swissinfo e agenzie
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