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«Di fronte alla pandemia di Covid-19, il rischio-beneficio pende a favore dell’utilizzo di una mascherina»: questa la conclusione dello studio di reMask, la task force che in Svizzera lavora per fornire informazioni sull’utilizzo delle mascherine, riportata sul «Caffè della domenica» di oggi. «Una mascherina da indossare, unitamente al rispetto dell’igiene personale (quindi la costante pulizia delle mani), ovunque non sia possibile mantenere la cosiddetta distanza fisica o sociale», si legge ancora.
Nelle conclusioni il Consorzio reMask fa un riferimento alla letteratura scientifica in materia: «Anche se nessuno studio ha dimostrato che l’igiene delle mani sia stato ridotto dall’uso della mascherina, concentrarsi solo sull’utilizzo delle mascherine potrebbe ridurre l’importanza percepita della pulizia delle mani. Ebbene, l’utilizzo delle mascherine deve quindi essere messo in pratica unitamente alle misure di igiene e alla distanza fisica. Tutto ciò deve essere comunicato come parte di un ‘pacchetto’ ampio e coerente di misure preventive per l’intera comunità».
Nonostante queste conclusioni, secondo il domenicale «non sembra esserci ancora coerenza nelle informazioni che giungono ai cittadini. O quantomeno la comunicazione è parziale e talvolta contraddittoria tanto da creare confusione».
Alcuni test, così è spiegato nello studio, hanno dimostrato che le mascherine chirurgiche potrebbero ridurre da 6 a 10 volte l’esposizione al virus dell’influenza infettiva presenti nei bioaerosol. Tuttavia alcuni risultati effettuati (non in laboratorio) hanno dimostrato che le mascherine chirurgiche attenuano mediamente di circa due volte l’esposizione.
Fonte: Corriere del Ticino