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Ieri, lunedì 17 giugno 2019, Wright ha dovuto presentare, su ordine del tribunale, le prove della sua autoproclamazione a creatore di Bitcoin, ma il giudice della Florida Bruce Reinhart le ha immediatamente secretate.
Quindi, nonostante queste presunte prove siano state consegnate da Craig Wright al tribunale, ad oggi non possono essere rese pubbliche a causa della mossa del giudice Reinhart.
Il giudice aveva ordinato a Wright di produrre una lista di tutti i BTC che Wright avrebbe minato prima del 31 dicembre 2013, nell’ambito della mozione presentata a marzo dai legali della famiglia Kleiman, in causa con Wright.
Dave Kleiman, scomparso proprio nel 2013 e da alcuni ritenuto il vero Satoshi Nakamoto, era collega e amico di Craig Wright ed i suoi eredi oggi sostengono che Wright si sia ingiustamente impossessato di 1,1 milioni di BTC minati insieme a Kleiman tra il 2009 e il 2013.
Con la causa in corso gli eredi di Kleiman chiedono a Wright la restituzione della metà di quei BTC, in bitcoin o in dollari americani.
Wright ovviamente si è opposto, sostenendo tra l’altro di essere il vero creatore di Bitcoin e per dimostrarlo al tribunale il giudice Reinhart la scorsa settimana gli ha ordinato di produrre le prove di aver minato quei BTC. In caso ciò non fosse possibile, Wright verrebbe probabilmente accusato di spergiuro.
Visto l’atto con cui il giudice ha secretato queste prove, Wright sarebbe riuscito a produrre qualcosa, anche se non è dato sapere cosa abbia prodotto e quanto ciò che ha prodotto sia veritiero.
Secondo alcune indiscrezione, in realtà i file consegnati al giudice sarebbero stati secretati su richiesta esplicita di Wright stesso, visto che già in aprile aveva effettuato una richiesta simile, allora rifiutata.
Gli eredi di Kleiman accusano però Wright di aver anche falsificato la firma del loro antenato, e di avergli rubato la proprietà intellettuale di diversi documenti, pertanto risulta essenziale per Wright stesso cercare di dimostrare di essere Satoshi.