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- Svolta energetica – cosa ne pensano gli svizzeri?
- Risultati del sonaggio 2021
- Risultati del sonaggio 2020
- Limite di CO2
- Risultati del sondaggio 2019
- Risultati del sondaggio 2018
Svolta energetica
Cosa ne pensano gli svizzeri?
a impatto climatico zero
gli svizzeri vogliono raggiungere più velocemente l’impatto climatico zero
Il piano per il clima del Consiglio federale prevede di rendere la Svizzera neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050: per allora deve essere raggiunto un bilancio di gas serra pari a zero. L'Energie-Trendmonitor 2021 mostra che la maggioranza degli svizzeri (55 per cento) vuole accelerare la svolta energetica. La recente esperienza pandemica sembra giocare un ruolo significativo: il 56 per cento dei cittadini elvetici considera più seriamente le conseguenze del cambiamento climatico dopo la diffusione del COVID-19 e una netta maggioranza desidera passare a un riscaldamento a basso impatto climatico nella propria casa (62 per cento).
«L’elemento decisivo per la riduzione delle emissioni di CO2 delle case private risiede nel locale caldaia», dice Patrick Drack, direttore di Stiebel Eltron Svizzera. Anche la grande maggioranza della popolazione lo riconosce: il 77 per cento di essa considera importante la protezione del clima nel riscaldamento. Allo stesso tempo, però, il 73 per cento dice che gli svizzeri vengono poco informati sul riscaldamento a basso impatto climatico.
«Sono già disponibili tecnologie di riscaldamento molto sofisticate per passare a un esercizio a basso impatto climatico», afferma Drack. «Le massime prestazioni in termini di efficienza sono fornite dai riscaldamenti con pompe di calore, che funzionano secondo il “principio inverso a quello del frigorifero”, convertendo l'energia della terra, dell'acqua freatica o dell'aria ambiente in calore. La corrente elettrica necessaria per l’azionamento è già oggi prodotta in Svizzera per tre quarti con energie rinnovabili.»
Il conto alla rovescia per la svolta energetica è iniziato: dal 2023 dovranno essere rispettati a livello nazionale rigorosi valori limite nelle nuove costruzioni, che non potranno più causare emissioni di CO2. Gli edifici esistenti possono ancora emettere gas serra, ma in caso di sostituzione del riscaldamento i bruciatori a gas e a olio vengono messi al bando.
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Energia di riscaldamento
Come gli svizzeri genereranno il loro calore per riscaldamento in futuro
Il 77 per cento degli svizzeri vuole produrre calore in futuro utilizzando energie rinnovabili per raggiungere gli obiettivi di protezione del clima. Tuttavia, secondo l'Ufficio federale dell'energia, nei mesi invernali la Svizzera è ancora fortemente dipendente dagli impianti di riscaldamento a combustibili fossili. Per generare il calore negli edifici in modo ecologico è possibile passare alla tecnologia del riscaldamento con alimentazione elettrica. A questo scopo le abitazioni private possono produrre energia perfino in proprio.
Secondo i dati più recenti, il 22 per cento di tutte le emissioni di CO2 dipendenti dalla produzione di energia in Svizzera sono causate dalle abitazioni private. I gas serra dannosi per il clima sono prodotti principalmente dal riscaldamento e dalla preparazione di acqua calda con impianti che bruciano combustibili fossili, come petrolio e gas.
«Con i riscaldamenti a pompe di calore ad alimentazione elettrica sussiste per la Svizzera la concreta opportunità di porre fine alla dipendenza dai combustibili dannosi per il clima anche nei mesi invernali», afferma Patrick Drack, direttore di Stiebel Eltron Svizzera. «La tecnologia delle pompe di calore sfrutta l’energia proveniente dall'acqua freatica, dalla terra o dall'aria ambiente, convertendola in calore secondo il “principio inverso a quello del frigorifero”. Il riscaldamento a pompe di calore è alimentato con corrente elettrica, tre quarti della quale è in Svizzera già prodotta con energie rinnovabili.»
Inoltre le abitazioni private possono produrre la propria elettricità con un impianto fotovoltaico sul tetto. In combinazione con il riscaldamento a pompe di calore, l'energia per un edificio può quindi essere ottenuta al 100% da fonti rinnovabili.
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Tassa sulla CO2
Gli svizzeri sono disposti a pagare di più per diminuire le emissioni di CO2
Il 71 per cento delle cittadine e dei cittadini svizzeri ritiene che i prezzi dei combustibili fossili, come l’olio combustibile e il metano, debbano essere più cari perché la politica climatica nazionale abbia successo. Il 75 per cento è favorevole all'aumento della tassa sul CO2 secondo il principio «chi inquina paga», come previsto dalla nuova legge sul CO2 di Berna.
La nuova legge prevede un aumento della tassa d'incentivazione sui combustibili fossili, come l’olio combustibile e il metano, da 120 franchi fino a un massimo di 210 franchi per tonnellata di CO2. Inoltre in futuro le ristrutturazioni ad alta efficienza energetica saranno finanziate da un nuovo fondo per il clima. Secondo l'Energie-Trendmonitor una maggioranza del 61 per cento degli svizzeri sostiene esplicitamente nuove modalità di finanziamento della modernizzazione degli edifici, poiché l'attuale tasso di ristrutturazione viene percepito come insufficiente.
Quasi due terzi dei consumatori vorrebbero passare essi stessi al riscaldamento a basso impatto climatico, per esempio con la tecnologia delle pompe di calore ad alimentazione elettrica.
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Provvedimenti politici
Gli vizzeri sostiene la «fine del riscaldamento a olio»
Tre quarti delle cittadine e dei cittadini svizzeri sono favorevoli all'introduzione su scala nazionale di nuovi valori limite per le emissioni di CO2 degli edifici. Approvano inoltre il divieto di riscaldamenti a olio nei vecchi edifici. Quasi il 60 per cento di essi chiede che l'energia rinnovabile sia resa obbligatoria in futuro in caso di sostituzione del riscaldamento.
La Svizzera ha la più alta percentuale di consumo di olio combustibile negli edifici in Europa. In pratica, il riscaldamento è responsabile di circa il 40 per cento delle emissioni di CO2. Il Parlamento svizzero sta valutando come modificare questo orientamento entro il 2030 con la revisione della legge sul CO2. Allo stato attuale la Confederazione intende introdurre nel 2023 i valori limite di CO2 per la sostituzione del riscaldamento. «Di fatto tali limiti di CO2 significano la "fine" dei riscaldamenti a olio dannosi per il clima. Questo perché i nuovi obiettivi di emissione saranno raggiungibili solo se l'involucro dell'edificio è molto ben isolato, riducendo notevolmente il consumo energetico», afferma Patrick Drack, direttore di Stiebel Eltron Svizzera. «Vediamo i valori limite di CO2 come un importante passo avanti. Con essi si possono raggiungere contemporaneamente gli obiettivi più importanti della legge sull'energia: ridurre il consumo di energia e aumentare l'efficienza energetica degli edifici; l'indipendenza dalle importazioni di petrolio e gas e il maggiore utilizzo delle energie rinnovabili.
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Bilancio energetico personale
Gli svizzeri cambia pinione
Il 70 per cento delle svizzere e degli svizzeri riferisce che gli eventi atmosferici estremi degli ultimi anni hanno portato ad un ripensamento quando si parla di svolta energetica personale. Il 77 per cento considera un riscaldamento rispettoso dell’ambiente l’elemento fondamentale per fermare le emissioni nocive. «Con la scelta della tecnologia di riscaldamento, i consumatori privati detengono una chiave molto importante per una maggiore protezione del clima: possono mettere fine ai gas serra prodotti dai combustibili fossili», afferma Patrick Drack, direttore di Stiebel Eltron Svizzera.
Secondo il sondaggio, il 61 per cento delle cittadine e dei cittadini è insoddisfatto del proprio bilancio ambientale personale. In tale ambito, esistono già soluzioni ecologiche molto avanzate, in particolare per il riscaldamento: la tecnologia delle pompe di calore trasforma l’energia ricavata dal suolo, dall’acqua di falda e dall'aria in calore, agendo come un «frigorifero inverso». Il sistema è alimentato dalla corrente elettrica, che può essere a sua volta generata da fonti rinnovabili e quindi senza produrre gas serra.
Il 60 per cento degli svizzeri conosce i vantaggi di questa tecnologia di riscaldamento ecologica. Tuttavia, i consumatori desiderano un maggiore sostegno finanziario per la conversione: tre quarti affermano che il passaggio a una tecnologia ecologica in ambito abitativo è attualmente troppo costoso per loro.
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l'energia importata
Gli svizzeri vogliono ridurre l'energia importata
La maggioranza degli svizzeri (66 per cento) ritiene importante raggiungere in futuro l’indipendenza dalle importazioni di energia fossile, come il petrolio e il gas. Attualmente il paese importa circa tre quarti del proprio fabbisogno energetico dall'estero: oltre a combustibili fossili come petrolio, metano e carbone, anche elettricità. Ben due terzi degli svizzeri preferiscono aumentare sensibilmente in futuro la produzione interna di elettricità con l'energia eolica e solare, invece di concludere un accordo sull'elettricità con l'UE.
«Come mostra l’inchiesta, un'ampia maggioranza della popolazione desidera coprire maggiormente il fabbisogno di energia elettrica del paese con fonti energetiche nazionali», afferma Paul Stalder, direttore di Stiebel Eltron Svizzera. Due terzi dei consumatori sono favorevoli a un maggiore utilizzo dell'energia idroelettrica ed eolica, il 79 per cento di essi vuole potenziare l'energia solare.
«L'elettricità verde è la chiave per un approvvigionamento energetico sostenibile in Svizzera», sostiene Paul Stalder. «Per il riscaldamento di locali possiamo impiegare una tecnologia molto sofisticata, che utilizza elettricità rinnovabile. Con un “principio inverso a quello del frigorifero”, la pompa di calore converte in calore per il riscaldamento l'illimitata energia contenuta nel sottosuolo, nell'aria ambiente o nell'acqua freatica.» Utilizzando l'elettricità verde proveniente dall’impianto fotovoltaico proprio, la pompa di calore funziona al 100% con energia sostenibile.
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Elettricità verde
Gli svizzeri vogliono più energia solare
Il 79 per cento delle cittadine e dei cittadini svizzeri considera importante lo sviluppo dell'energia solare nell’ambito della svolta energetica. Inoltre tre quarti degli intervistati chiede che i nuclei familiari passino all'energia termica verde nel locale caldaia. Sorprendentemente il 43 per cento ancora non sa che l'impianto solare sul tetto può far funzionare direttamente una tecnologia di riscaldamento ecologica.
«I consumatori svizzeri riconoscono un grande potenziale di espansione specialmente nell’energia solare», dice Paul Stalder, direttore di Stiebel Eltron Svizzera. Poiché le abitazioni private consumano la maggior parte dell'energia nel locale caldaia, il «riscaldamento verde» dovrebbe essere l’elemento più importante della loro svolta energetica: con questo principio concorda il 77% dei consumatori intervistati. Finora, tuttavia, il 61 per cento delle cittadine e dei cittadini svizzeri è ancora insoddisfatto della propria svolta energetica personale. «Ciò rende ancora più importante che i politici stabiliscano gli incentivi giusti e tengano conto della protezione del clima nelle misure di sostegno. Chi vuole passare alla tecnologia di riscaldamento verde deve consultare un esperto indipendente in materia di energia», raccomanda Paul Stalder. «Anche i servizi di informazione sull’energia cantonali forniscono consulenza in modo competente: infatti i provvedimenti e i contributi di incentivazione variano da Cantone a Cantone.»
Qui trovate una panoramica dei vari programmi di incentivazione.
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Limite di CO2 e maggiore promozione
Gli svizzeri propendono per la svolta energetica
Per il 79 per cento delle cittadine e dei cittadini svizzeri la politica non promuove la svolta energetica con l’urgenza necessaria. L'84 per cento è favorevole al divieto di nuovi riscaldamenti a olio nei vecchi edifici. «Il valore limite di CO2 per gli edifici è un passo importante verso una maggiore protezione del clima a livello domestico, perché in molti casi può impedire la sostituzione di una caldaia a olio con un’altra caldaia a olio», afferma Paul Stalder, direttore di STIEBEL ELTRON Svizzera. «Questo avrebbe conseguenze di vasta portata: infatti per ogni nuovo riscaldamento a olio installato il passaggio all'energia rinnovabile nel locale caldaia viene rinviato di 20 anni», dice Stalder.
Coloro che passano a un sistema di riscaldamento ecologico ricevono sussidi federali e cantonali nel quadro del programma edifici. Secondo «Energie-Trendmonitor Schweiz» oltre il 50% degli intervistati chiede incentivi finanziari ancora maggiori per la svolta energetica privata. Questo potrebbe essere molto utile, perché oggi è chiaramente troppo costoso per una persona su due passare a una tecnologia ecologica a livello abitativo.
Qui trovate una panoramica dei vari programmi di incentivazione.
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La maggioranza degli svizzeri (59%) desidera passare a un riscaldamento a basso impatto climatico. Tuttavia il 61% di essi lamenta che l’installazione della tecnologia verde, come la pompa di calore, è ancora poco sovvenzionata dalla politica svizzera.
Risparmiare energia - ma come?
Grandi lacune nelle conoscenze in materia di riscaldamento e risparmio energetico
Per il 74% dei consumatori in Svizzera è personalmente importante ridurre il consumo energetico. Come però mettere in pratica al meglio questo principio, resta per molti cittadini svizzeri ancora un’incognita. In particolar modo in tema di riscaldamento, vi sono ancora molte lacune conoscitive. «Noi però constatiamo che a molte di queste persone interessate mancano le conoscenze su come poter sostituire i sistemi di riscaldamento a gasolio o a gas con sistemi di riscaldamento ecologici», spiega Paul Stalder, direttore della Stiebel Eltron Svizzera produttrice di tecnologie di sistema per edifici. «È così che, ad esempio, il 42% dei consumatori non sa che la corrente prodotta con l'energia solare sul proprio tetto può essere utilizzata direttamente per l’azionamento di una pompa di calore. Questo permette non solo di risparmiare sui costi, bensì anche di contribuire in modo importante a ridurre le emissioni di CO2.»
Quello che il 44% degli svizzeri non sa: le pompe di calore sono adatte per l’impiego anche nelle vecchie abitazioni. Inoltre, la tecnologia di riscaldamento verde non funziona solo se abbinata ad un riscaldamento a pavimento, ma anche in presenza di termosifoni, che è anche sconosciuto a molti (42%).
Potete trovare l'articolo completo qui:
Grandi lacune nelle conoscenze in materia di riscaldamento e risparmio energetico
«Il futuro appartiene alle tecnologie a basso impatto climatico già sperimentate nella prassi, per esempio alla tecnologia delle pompe di calore. Il riscaldamento con pompa di calore non comporta emissioni di CO2 in loco.» Paul Stalder, direttore di Stiebel Eltron Svizzera
Troppa poca energia «verde»
In Svizzera si riscalda troppo poco con energia «verde»
L’86% della popolazione fa autocritica e ritiene che nel nostro paese si riscaldi ancora troppo poco con energie rinnovabili. L’85% degli intervistati lamenta le carenze degli incentivi forniti dalla politica: i prezzi dell’elettricità dovrebbero diminuire affinché ricorrere a tecnologie di riscaldamento rispettose dell’ambiente sia più conveniente. Sempre secondo i partecipanti al sondaggio, non viene inoltre sufficientemente promossa l’installazione di tecnologie ecologiche, fra cui rientra per esempio l’installazione di una pompa di calore in grado di sfruttare l’energia geotermica o l’aria ambiente.
«Con l’impianto di riscaldamento domestico i proprietari di abitazioni possono contare su una leva decisiva per portare avanti la svolta energetica», afferma Paul Stalder, direttore della filiale svizzera del produttore di impianti domestici e tecnologie sistema Stiebel Eltron.
Saperne di più?
Gli svizzeri non riscaldano abbastanza con l'energia verde
Tassa sulla CO2
83% sostiene l'aumento della tassa sulle emissioni di CO2
L’83 per cento delle svizzere e degli svizzeri considerano insufficiente la tassazione sul carbonio. Il motivo: l’attuale tassa d’incentivazione non è abbastanza per sensibilizzare i responsabili della produzione di gas serra. I maggiori responsabili delle emissioni di gas serra in Svizzera sono il traffico con il 32 per cento (escluso il traffico aereo) e il settore degli edifici con una quota del 26 per cento sulle emissioni complessive.
Poco meno del 60 per cento degli svizzeri intervistati chiedono di ridurre le quote delle fonti di energia importate e, ad esempio, di ridurre l’importazione di gas metano dalla Russia e di petrolio dagli Emirati.
Poco meno del 60 per cento degli svizzeri desiderano passare nella propria casa ad un impianto di riscaldamento rispettoso del clima, questo è un altro risultato emerso dall’inchiesta.
Qui potete leggere il rapporto dettagliato:
L'83% sostiene l'aumento della tassa sulle emissioni di CO2
Mutamento climatico
74% degli svizzeri è allarmato
Dopo le esperienze nell’estate torrida del 2018 un quarto dei cittadini è deciso a fare personalmente di più per la protezione del clima. Il 73 per cento di essi ha l’impressione che i tempi per la svolta energetica sono ristretti. «La nostra inchiesta mostra che le cittadine e i cittadini svizzeri vogliono occuparsi più personalmente della protezione del clima», dice Paul Stalder, direttore di Stiebel Eltron AG Svizzera. «Secondo l’83 per cento degli intervistati la svolta termica deve cominciare nel locale caldaia.»
Poco meno di due terzi di tutti gli edifici in Svizzera sono attualmente riscaldati con fonti di energia fossile (olio combustibile e gas). «L’energia rinnovabile nel locale caldaia contribuisce direttamente alla protezione del clima», afferma Paul Stalder di Stiebel Eltron. «Una pompa di calore azionata con corrente elettrica verde lavora completamente senza emissioni di CO2. Perciò il sistema di incentivi per la tecnica di riscaldamento ecologica deve coerentemente continuare.»
Potete leggere l'intero articolo qui:
83% ritiene importante che la svolta termica cominci nel locale caldaia
Energie-Trendmonitor 2018
I risultati più importanti del sondaggio del 2018 in sintesi
Nel maggio 2017 la popolazione svizzera si è pronunciata in grande maggioranza a favore della nuova legge sull’energia. Secondo la nuova inchiesta oggi nel paese il 55% degli abitanti è fondamentalmente insoddisfatto di come procede la svolta energetica. Si chiede, per esempio, di aumentare rapidamente la percentuale di corrente elettrica verde: il 63% degli interrogati desidera accrescere ancora sensibilmente la componente di energia idraulica. Secondo l’Ufficio federale dell’energia in Svizzera nel 2016 già il 62% delle prese elettriche è stato alimentato con corrente proveniente da energie rinnovabili, il 56% della quale prodotta da grandi centrali idroelettriche. Contemporaneamente la maggioranza della popolazione (51%) critica che non sia stata stabilita una scadenza per la disattivazione delle centrali nucleari. Infatti la legge sull’energia in vigore da gennaio si limita a proibire la costruzione di nuove centrali atomiche; i vecchi reattori nucleari possono rimanere collegati in rete a tempo indeterminato, finché sono classificati come sicuri.
Potete leggere il rapporto dettagliato qui: :
Il 65% vuole una svolta energetica più veloce