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Complessivamente 130 piccoli valichi frontalieri sono stati chiusi in tutta la Svizzera dal 16 marzo al 15 giugno scorso
I sequestri di sostanze stupefacenti alla frontiera sono tuttavia diminuiti soltanto in parte, anzi. Per alcune sostanze si è registrata persino un'impennata.
BERNA - Nel 2020, la pandemia ha avuto un impatto anche sul lavoro dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD). In particolare, la chiusura delle frontiere dal 16 marzo al 15 giugno ha rappresentato una situazione insolita per le guardie di confine.
Complessivamente 130 piccoli valichi frontalieri sono stati chiusi in tutta la Svizzera, stando al rapporto annuale dell'AFD. 112'049 persone sono state respinte a causa delle restrizioni d'ingresso nella Confederazione.
Il traffico frontaliero è così diminuito dell'80%, passando da sei milioni a un milione di passaggi durante il periodo in questione. I funzionari delle dogane sono stati sostenuti dall'esercito: 50 poliziotti militari e 1'800 soldati di milizia sono stati impiegati a tal fine.
Chili di droga - I sequestri di sostanze stupefacenti alla frontiera sono tuttavia diminuiti soltanto in parte. Complessivamente sono stati sequestrati 655 chili di marijuana (729 kg nel 2019) e 23 chili di droghe sintetiche (55 nel 2019).
Per contro le quantità di eroina (da 20 a 55 chili), cocaina (da 124 a 162 chili) e di anfetamine (da 18 a 25 chili) sequestrate sono significativamente aumentate.
Inoltre, nel 2020, sono stati scoperti 7486 invii di medicamenti o di prodotti dopanti, di cui 6733 sono stati segnalati a Swissmedic. I prodotti più spesso sequestrati sono stati induttori dell'erezione, seguiti da altri medicinali soggetti a ricetta nonché sonniferi e tranquillanti.
Il Museo di Gandria riapre - Infine, l'ADF comunica che dalla domenica di Pasqua, il 4 aprile 2021, il Museo delle dogane svizzero alle Cantine di Gandria riaprirà le porte dopo la pausa invernale e presenterà al pubblico due nuove esposizioni speciali.
La prima mostra come la dogana svizzera abbia vissuto un periodo "straordinario" durante la prima ondata della pandemia. La seconda, intitolata "Un confine tra povertà e persecuzioni", mette in mostra il contrabbando al confine meridionale durante la Seconda Guerra mondiale.
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