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ZURIGO - È noto: la mancanza di sonno può avere conseguenze nefaste sull'attenzione. Una persona che non ha dormito per 24 ore è nelle stesse condizioni di chi ha l'1 per mille di alcol nel sangue. Eppure molti manager si vantano di dormire solo 4 ore a notte.
Un atteggiamento, questo, che lo psicologo del lavoro Theo Wehner - sul "Tages-Anzeiger" - critica fermamente: «Il dormire poco è spesso percepito come un segno di forza, impegno e performance. Di eroismo. Ma è un errore che può risultare fatale», spiega.
Wehner ricorda come in assenza di sonno la concentrazione diminuisca, il tasso di errore aumenti e la volontà di prendersi dei rischi cresca in modo esponenziale. Anche il comportamento non etico aumenterebbe tra gli insonni. La mancanza di riposo sarebbe costosa anche per l'economia svizzera, con un importo stimato tra 5 e 8 milioni di franchi all'anno. In effetti, i "poco dormienti" si ammalano più spesso e sono meno efficienti sul lavoro.
Sonno preso in scarsa considerazione - Theo Wehner ritiene che le aziende non prestino sufficiente attenzione a questo fenomeno. Ricorda che tre fattori sono fondamentali per una vita sana: nutrizione, esercizio fisico e riposo. I primi due sono spesso integrati nella gestione della salute aziendale, attraverso offerte sportive o pasti equilibrati nei ristoranti. Ma solo il 10% delle aziende si preoccupa del sonno dei propri dipendenti. Mentre questa è una condizione importante per le prestazioni di un lavoratore.
Di conseguenza, lo psicologo del lavoro sostiene la creazione di aree di riposo nelle aziende che consentano ai dipendenti di fare brevi pause. «È urgente e ce n'è un grande bisogno», afferma. «Sappiamo, dagli studi medici, che questi pisolini riducono il rischio di malattie cardiache del 37%». E in alcune aziende, come la compagnia aerea Lufthansa, sono addirittura essenziali per i piloti.
Una vera politica del sonno - Ma attenzione: non è sufficiente creare una stanza di riposo; c'è anche bisogno di una politica del sonno vera e propria. Infatti, se al lavoro si è costantemente in lotta contro il tempo, i dipendenti esiteranno a prendersi una pausa per sdraiarsi un istante.
Inoltre, questi sonnellini non dovrebbero essere usati per compensare la mancanza di sonno durante la notte, dice lo specialista.
Theo Wehner ricorda, tuttavia, che lo svizzero medio ora dorme 40 minuti meno rispetto a 30 anni fa. «Non solo dormiamo meno, ma dormiamo meno bene», afferma. Infatti, un quarto degli elvetici soffre di gravi disturbi del sonno e il 60% ha difficoltà ad addormentarsi o è soggetto a ripetuti risvegli.