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Secondo alcune indiscrezioni, Terraform Labs sarebbe accusata di riciclaggio di denaro per $4,8 milioni.
Terraform Labs e il riciclaggio di circa 5 milioni di dollari
Secondo il giornale online coreano, Kbs online, la società Terraform Labs, che ha fondato il progetto Terra, collassato fragorosamente pochi giorni fa, avrebbe riciclato 4,8 milioni di dollari attraverso una società di comodo sud coreana.
Secondo l’inchiesta del giornale, un broker coreano avrebbe riferito che la società da alcuni mesi avrebbe creato un’affiliata in Corea del Sud, il cui unico scopo sarebbe stato quello di riciclare un’ingente somma di denaro.
La società si chiamerebbe Blockchain K, con sede a Seongsu-dong, vicino a Seoul. Se queste accuse venissero provate si aprirebbero nuovi scenari a proposito dei veri motivi del fallimento del progetto.
Molti sostengono, infatti, che il fallimento di Terra era ampiamente prevedibile e qualcuno come il CEO della venture capital Blockchain Coinvestors, Lou Kener, ha avanzato l’ipotesi che tutto il progetto potesse essere un grande schema Ponzi.
Kerner ha detto che:
“Si trattava di uno schema Ponzi. Loro [Terra] hanno detto esattamente quello che stavano facendo in modo che tu potessi vedere cosa stavano facendo e potevi vedere come si sarebbe svelato alla fine. Non sapevi quando, ma sapevi che a un certo punto si sarebbe sbrogliato.”
Il crollo dell’intero progetto Terra era stato già previsto
Su questa tesi si trova d’accordo anche Jeremy Allaire, CEO di Circle, società dietro alla seconda stablecoin più grande, USDC. La scorsa settimana, Allaire ha affermato ad un incontro pubblico che la sua squadra aveva previsto il crollo di Terra sei mesi fa, definendolo un “castello di carte” destinato a fallire.
Il CEO della società coreana ha respinto le accuse, affermando che la sua società è responsabile di sviluppare il progetto Terra, che avrebbe ricevuto lo scorso anno 6 milioni di won coreani, sulla cui origine il servizio delle entrate coreane starebbe ora indagando.
Esiste anche una seconda notizia che parla di precise connessioni tra la società coreana K e Kerner Group, un’azienda legata al progetto Terra. Questo collegamento potrebbe dare maggiore fondamento alle accuse di riciclaggio. Il crollo del progetto e della stablecoin ad esso collegato, UST, ha provocato un buco di 60 miliardi di dollari, risultato in un vero e proprio terremoto sul mercato delle criptovalute.
Ora potrebbe essere arrivato il redde rationem per chi ha determinato tutto questo, nel caso venisse confermato che fin dall’inizio il progetto era stato costruito come un vero e castello di sabbia, volto solo a far guadagnare poche persone al vertice, come nel più classico degli schemi Ponzi.