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LONDRA - Sono 4'000 le società finanziarie con sede nel Regno Unito a rischio di contraccolpi pesanti - fino a un potenziale fallimento nello scenario peggiore - a causa degli effetti della pandemia da Covid e delle restrizioni dei vari lockdown sull'economia.
Lo sostiene un rapporto pubblicato oggi dall'autorità regolatrice britannica sui mercati (Fca) ripreso fra gli altri dal Financial Times, giornale di riferimento della City.
Il rapporto prende in considerazione la situazione fotografata a fine ottobre di 23'000 società finanziarie basate oltre Manica, identificandone 4'000 in difficoltà, quasi tutte piccole o medie imprese: per «la debole resistenza» mostrata finora di fronte alla crisi e il conseguente «rischio elevato di collasso».
Rischi che la stessa autorità non esclude possano peraltro rientrare nel caso di un rimbalzo positivo che faccia «ripartire l'economia» nei prossimi mesi. Il rapporto rileva viceversa una generale tenuta, e addirittura un incremento recente degli affari, fra i gestori di fondi d'investimento, i broker e altri attori strutturati del grande mercato finanziario britannico.
Mentre è del mese scorso un documento della Banca d'Inghilterra (BoE) rassicurante sulla "resilienza" delle maggiori banche del Regno di fronte ai pericoli e alle incognite parallele determinate sia dall'impatto della pandemia sia da quello della fase iniziale del dopo Brexit.