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Nel servizio RSI, diffuso in Attualità sera il 7 dicembre 1989, il giornalista Gianni Debernardis faceva il punto sull'attività dei patriziati alla luce del nuovo progetto di revisione della Legge Organica patriziale presentata dal Consiglio di Stato.
All'epoca erano 250 i patriziati in Ticino e circa 80 mila i patrizi iscritti al catalogo, di cui 27 mila risultavano ancora residenti nel comune di origine.
L'Istituto del Comune patriziale nasce nell'800 sull'eredità dell'antica Vicina ed è depositario di millenarie tradizioni che si fondano sull'uso collettivo di taluni beni, quali il bosco ed il pascolo ed il prezioso patrimonio di identità culturale. Le aree di proprietà patriziale alla fine degli anni '80 comprendevano circa il 78% del totale del comprensorio cantonale con 20 km quadrati di aree coltivate, 810 di boschi e 700 km quadrati di pascoli. Il valore della sostanza immobiliare ammontava a ca. 85 mio di Franchi e la liquidità a ca. 36 mio.
Lo spirito conservatore dei patrizi ha impedito nel tempo lo smembramento di un vasto patrimonio collettivo.
Lo spirito conservatore dei patrizi ha impedito nel tempo lo smembramento di un vasto patrimonio collettivo.
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