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Il presidente cinese sta seriamente valutando la via della telepresenza, colpa del Covid ma non solo
PECHINO - A rischio il summit tra il presidente cinese Xi Jinping e l'omologo Usa Joe Biden a margine del G20 di Roma del 30-31 ottobre: malgrado Pechino debba ancora prendere la decisione finale, la leadership comunista punterebbe su una partecipazione 'virtuale' di Xi con collegamento video piuttosto che di persona, ha scritto in serata il South China Morning Post, citando fonti vicine al dossier. I motivi sarebbero legati ai timori per il Covid-19 ma anche agli scarsi progressi nelle relazioni Cina-Usa.
Xi, del resto, e gli altri sei componenti del Comitato permanente del Politburo non hanno fatto viaggi all'estero dall'inizio della pandemia, mentre il presidente non ha ospitato un leader di Stato straniero da marzo 2020. L'ultimo fu il presidente del Pakistan Arif Alvi.
Il vicesegretario di Stato americano Wendy Sherman, in visita a luglio a Tianjin, ha riferito che le parti hanno scambiato «punti di vista sinceri», senza accenni a futuri colloqui ai massimi livelli diplomatici dei due Paesi.
Se saltasse l'occasione di Roma, non ci sarebbe altra occasione per un bilaterale e l'anno si chiuderebbe senza summit. Bill Clinton incontrò Jiang Zemin a novembre 1993 a margine del vertice dell'Apec di Seattle, quasi 10 mesi dopo il giuramento del suo primo mandato: è l'intervallo più lungo dopo che il rapporto Cina-Usa fu ripristinato malgrado la repressione di Piazza Tienanmen del 1989.
Al suo secondo mandato nel 1997, Clinton offrì a Jiang una grande visita di Stato negli Usa a ottobre.
Nel 2017, tre mesi dopo l'inaspettata ascesa al potere di Donald Trump, Xi e sua moglie Peng Liyuan volarono in Florida a Mar-a-Lago.
Mentre Biden e Xi si conoscono da più di un decennio, un incontro tra i due è ancora importante e ha un enorme significato simbolico. «Abbiamo bisogno che i nostri leader si incontrino faccia a faccia», ha detto una delle fonti al quotidiano di Hong Kong, aggiungendo che Pechino potrebbe perdere l'occasione di ricucire i legami con l'Occidente e potrebbe rimanere più isolata dal resto del mondo.
Una fonte non ha escluso la possibilità di un cambiamento dell'ultimo minuto: «Siamo ancora in fase di coordinamento e di esplorazione della possibilità», ha affermato una fonte che ha chiesto l'anonimato.
I due leader non si sono parlati più dalla conversazione telefonica dell'11 febbraio, mentre le ostilità sono cresciute su Xinjiang, Hong Kong, Taiwan, il mar Cinese meridionale e orientale, e sulle questioni legate alla tecnologia.
Il South China Morning Post ha anche appreso che Angela Merkel, la cancelliera tedesca uscente, aveva programmato di visitare la Cina all'inizio dell'estate come parte del suo tour di addio, ma Pechino e Berlino non sono riuscite a trovare un accordo sulla bolla anti-Covid.