Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/65012

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di affidare un mandato d'inchiesta sul ruolo assunto dalle banche, sulla condotta economica e sulle relazioni d'affari, con elusione dell'embargo, intrattenute dalle aziende svizzere con il Sudafrica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Fra i dieci progetti di ricerca scelti dalla direzione del NFP 42+, due sono imperniati sulle questioni economiche e finanziarie: si tratta di quelli condotti dalla dottoressa Elke Staehelin-Witt e dai professori Sébastien Guex e Bouda Etemad. Gli autori dello studio Staehelin-Witt, incentrato sulle sanzioni economiche e sulle trattative per il consolidamento del debito del Sudafrica, non hanno chiesto di poter consultare i documenti custoditi presso l'Archivio federale. Lo studio Guex-Etemad, che si occupa soprattutto delle importazioni di oro sudafricano effettuate da alcune banche svizzere, è stato elaborato in base ai documenti reperiti negli archivi accessibili al pubblico in Svizzera e in Sudafrica. Tale studio, pubblicato nella primavera del 2005, è stato invece profondamente toccato dal decreto con cui il Consiglio federale nell'aprile 2003 ha deciso di bloccare l'accesso alla documentazione contenuta negli archivi: gli autori hanno potuto consultare solo il 30 per cento dei documenti richiesti. Inoltre, uno studio che intendeva esaminare i rapporti intercorsi fra la Svizzera e l'ONU, nel mese di ottobre del 2002 è stato dirottato sulle questioni relative alla cooperazione in ambito militare e nucleare. Il commercio di petrolio è menzionato nel capitolo 7.3.2 dello studio elaborato da Peter Hug e occupa una mezza pagina del rapporto conclusivo (p. 339). Questo documento finale non si occupa invece della attività svolte dalle filiali istituite dalle imprese svizzere in Sudafrica. Lo studio Hug, che conta circa 1000 pagine, esamina invece in dieci pagine (capitolo 6.8.3) - in base a fonti prevalentemente sudafricane - le attività svolte dalle filiali fondate in Sudafrica dalle imprese d'armamento svizzere. Nessuno dei dieci progetti ha esaminato in modo dettagliato né il commercio di petrolio né l'attività svolta dalle filiali svizzere in Sudafrica.</p><p>Complessivamente quindi le inchieste indipendenti svolte nell'ambito del PNR 42+ non hanno toccato numerose problematiche sollevate dalla mozione, ma per motivi indipendenti dalla volontà del Consiglio federale e dell'amministrazione federale.</p><p>La decisione con cui il 3 maggio 2000 il Consiglio federale ha dato avvio ai lavori del PNR 42+ ha dato luogo a un atteggiamento di apertura nei confronti delle richieste di documenti relative ai rapporti fra la Svizzera e il Sudafrica. In base al principio della parità di trattamento dei ricercatori, tale prassi è stata applicata anche nei confronti di altre attività di ricerca fino alla decisione di bloccare gli archivi sopraggiunta il 16 aprile 2003. Il Consiglio federale ha precisato che tale misura potrà essere soppressa dopo che le autorità americane avranno emanato una decisione definitiva in merito alle cause collettive promosse negli Stati Uniti contro alcune imprese svizzere. Sarà quindi possibile ritornare alla prassi applicata nella fase iniziale. Ciò consentirà di svolgere inchieste indipendenti sulla cooperazione economica con il regime dell'apartheid, appoggiandosi sui documenti custoditi nell'Archivio federale.</p><p>Certo bisogna tener presente che l'inchiesta proposta dalla mozione avrebbe maggiori possibilità di concludersi in modo convincente se l'autore potesse consultare anche gli archivi sudafricani e quelli privati esistenti in Svizzera. Il Consiglio federale non dispone però delle competenze necessarie per garantire l'accesso agli archivi privati del nostro Paese e in data 20 giugno 2003 ha quindi respinto un'iniziativa parlamentare in tal senso (iniziativa parlamentare Hollenstein 01.460). Inoltre il Consiglio federale intende rispettare fino in fondo la sovranità della Repubblica sudafricana per quanto concerne l'accesso agli archivi situati sul proprio territorio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.