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La chiesa di San Giovanni Battista a Gnosca si presenta come un rudere. L'edificio, documentato già nel 1202, dipendeva originariamente da San Carpoforo di Gorduno e apparteneva alla diocesi di Como. Dell'antica costruzione si sono conservate solo le nude pareti scoperchiate. L'edificio attuale è il risultato di fasi costruttive facilmente riconoscibili: la prima chiesa era un'aula orientata e absidata della prima metà del secolo XII che subì un giro d'asse di 90° e un ingrandimento verso nord, tra la fine del XV e prima metà del secolo XVI.
Nel 1627 furono aggiunti l'attuale coro rettangolare e, a ovest il campanile. La chiesa fu sconsacrata nel 1783. Indagini archeologiche furono condotte nel 1991. Restauro nel 1950, intervento di Tita Carloni e Angelo Martella negli anni 1990-1992 finalizzato al consolidamento dei resti murari per ridare forma leggibile alle strutture superstiti e per facilitarne l'accesso. L'edificio romanico si caratterizza dalla muratura in conci irregolari visibile nella parete sud, l'odierna facciata, ritmata da lesene e divisa in quattro specchiature coronate da archetti ciechi, nel secondo e quarto scomparto si conservano monofore forse più tarde.
L'abside all'interno è voltata a calotta, illuminata da due monofore e separata dalla navata da un arco trionfale. Nella parete ovest il portale con architrave è sovrastato da un'arcata cieca; un portale simile fu ricomposto nella parete est. Nel restauro furono realizzate integrazioni e coperture con blocchetti di cemento. All'abside romanica, il cui rivestimento di conci lavorati era stato asportato fino agli anni '30, se ne è applicato uno nuovo dentato con piccoli elementi sagomati. L'antico pavimento fu sostituito con blocchetti BKS posati a coltello.