Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01087.jsonl.gz/950

Lunedì 11 settembre 2023 Mary Burce Warlick, vicedirettrice esecutiva dell’AIE, ha presentato ai media a Berna il rapporto dell’AIE sulla politica energetica svizzera.
L’AIE accoglie con favore le misure con un effetto a breve termine attuate rapidamente dalla Svizzera in risposta alla crisi energetica globale (in particolare la riserva idroelettrica e le centrali elettriche di riserva). Appoggia inoltre la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili («atto mantello»; revisione della legge sull’approvvigionamento elettrico e della legge sull’energia) ancora pendente in Parlamento. La legge contempla misure volte a raggiungere obiettivi energetici e climatici vincolanti a lungo termine e a rafforzare l’approvvigionamento elettrico invernale.
L’AIE dà un giudizio positivo anche all’offensiva solare e all’offensiva eolica approvate dal Parlamento. Entrambe mirano alla rapida costruzione sia di impianti eolici che si trovano in una fase già avanzata della procedura di autorizzazione che di centrali solari alpine. Inoltre, il 21 giugno 2023 il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un progetto di legge per accelerare le procedure di autorizzazione.
Accordo con l’UE
L’AIE raccomanda alla Svizzera di allineare le proprie normative concernenti il mercato dell’elettricità a quelle dell’UE e di stipulare un accordo sull’energia elettrica. Ciò comporterebbe una riduzione dei costi delle prestazioni di servizio relative al sistema nella rete di trasporto per i consumatori svizzeri e rafforzerebbe la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico sia della Svizzera che degli Stati membri dell’UE.
Con riferimento alla crisi energetica, l’AIE ha constatato che, per garantire l'approvvigionamento di gas, alla Svizzera occorrerebbero sia un’autorità di regolazione che una società di rete di coordinamento. I loro compiti andranno definiti nella prevista legge federale sull’approvvigionamento di gas. Inoltre, l’AIE raccomanda alla Confederazione di elaborare strategie nazionali per idrogeno, e-fuel e altri gas rinnovabili e di studiare il ruolo che possono svolgere nei settori difficili da decarbonizzare. Equipaggiata in tal modo, in un secondo momento la Svizzera potrebbe vagliare l’opzione di stipulare un accordo sul gas e sull’idrogeno con l’UE.
L’AIE ritiene che la Svizzera potrebbe velocizzare l’attuazione delle misure di politica energetica e climatica se affrontasse tre importanti situazioni critiche con misure adeguate. La prima situazione critica è rappresentata dalla carenza di personale specializzato, ad esempio per l’installazione di pompe di calore o di stazioni di ricarica per veicoli elettrici. La seconda è determinata dalla lentezza delle procedure di autorizzazione per gli impianti di produzione di energia rinnovabile e per le reti elettriche. La terza è infine dovuta alle interruzioni delle catene internazionali per la fornitura di componenti edilizi e impianti in ambito energetico.
Efficienza energetica ed edifici
Secondo l’AIE, il principio «energy efficiency first» deve essere sistematicamente preso in considerazione in tutte le politiche rilevanti a livello nazionale. Inoltre, la Confederazione e i Cantoni dovrebbero assolvere in maniera adeguata la loro funzione esemplare nel settore dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, ad esempio attraverso il risanamento energetico degli edifici amministrativi.
Nel settore edifici, l’AIE accoglie con favore la strategia termica della Confederazione pubblicata nel 2023, che abbraccia risorse energetiche rinnovabili quali la bioenergia, l’energia geotermica, il calore ambientale e il calore residuo generato dai processi industriali. L’AIE consiglia, tra le altre cose, di adottare soluzioni rinnovabili per coprire i picchi di carico del teleriscaldamento e di aumentare l’esplorazione del sottosuolo al fine di sfruttarlo maggiormente per riscaldare e accumulare calore.
Perdita di know-how nel settore dell’energia nucleare
L’AIE mette in guardia da una perdita di know-how nel nucleare perché, a causa del graduale ritiro della Svizzera, questo settore suscita poco interesse presso i giovani qualificati. Ciò potrebbe ripercuotersi negativamente sull'esercizio a lungo termine delle centrali nucleari esistenti e sulle altre attività della Svizzera in quest'ambito. Serve manodopera qualificata per tutte le attività legate al settore nucleare, ad esempio per la disattivazione, lo smaltimento e lo stoccaggio delle scorie. Per quanto riguarda il deposito in strati geologici profondi, l’AIE raccomanda di continuare e approfondire la buona collaborazione con i Comuni interessati.
L’AIE elogia il programma «Swiss Energy research for the energy transition» (SWEET) volto a promuovere le attività di ricerca e innovazione inter- e transdisciplinari per la Strategia energetica 2050 e per la politica climatica a lungo termine della Svizzera. Alla luce di ciò raccomanda di garantire rapidamente il finanziamento del programma di promozione SWEET, in scadenza nel 2025. In aggiunta l’AIE suggerisce una migliore collaborazione tra scuole universitarie, think tank e istituti di ricerca su programmi, progetti e dati di ricerca.
All’incirca ogni cinque anni, l’AIE procede a un esame approfondito (in-depth review) della politica energetica dei suoi Stati membri. In occasione dell’ultimo esame, un gruppo di esperti internazionali (review team) ha visitato la Svizzera dal 22 al 28 novembre 2022, incontrando varie autorità federali e cantonali, imprese energetiche, associazioni e altre organizzazioni del settore. L’AIE ha esaminato gli obiettivi, gli strumenti e i risultati della politica energetica in generale e, in particolare, negli ambiti energia e clima, efficienza energetica, energie rinnovabili, ricerca energetica, elettricità, gas naturale, energia nucleare nonché petrolio. In un rapporto di circa 130 pagine (Energy Policies of IEA Countries - Switzerland, 2023 Review) sono stati analizzati nel dettaglio i singoli temi e sono state formulate delle raccomandazioni.
Informazioni supplementari:
Indirizzo per domande:
Comunicazione UFE, tel. 058 460 81 52, <email-pii>