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In Olanda è crisi: il premier Mark Rutte ha oggi detto che si va verso elezioni anticipate dopo il fallimento delle trattative tra la coalizione di governo e il partito populista di Geert Wilders sulle misure da adottare per riportare i conti pubblici in linea con gli obiettivi fissati con l'Unione europea.
Per Rutte, dopo il fallimento dei negoziati, "sembra evidente" che si vada a elezioni anticipate. Del resto, il governo di minoranza di centro-destra da lui guidato si è retto finora solo grazie all'appoggio esterno del Pvv di Wilders e il ricorso alle urne sembra ora essere l'unica strada percorribile dopo la frattura intervenuta con il leader del partito anti-immigrazione. Lo stesso Wilders ha dichiarato che "prima si andrà a votare e meglio sarà".
A rompere il già fragile equilibrio tra i partiti di governo e il Pvv è stato il confronto sulle misure da prendere per riportare in linea con il Patto di stabilità dell'Ue il rapporto deficit-Pil che nel 2011 è stato pari al 4,7% (28 miliardi di euro). Per far scendere il rapporto deficit-Pil sotto il 3%, come richiesto dalle regole dell'Ue, l'Olanda dove ora mettere in cantiere una manovra da 16 miliardi di euro.
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