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Chi c’era prima di Toumaï?
Lo scheletro del più antico antenato dell'uomo moderno risale a 6 o 7 milioni di anni fa, più vecchio di oltre tre milioni di anni di Lucy, che fino a qualche tempo fa deteneva il record di antenata più antica, conosciuta della nostra specie. Molto diverso dagli scimpanzé, nostri parenti più diretti, tuttavia non somigliava neppure agli uomini moderni.
Il 19 luglio 2001 lo studente universitario Ahhounta Djimdoumalbaye, facente parte di un team di paleontologi e geologi coordinati da Michel Brunet dell'Università di Poitiers (Francia), trova un cranio fossile di una nuova specie di ominide nel deserto del Djurab nel Ciad. In seguito il team riporta alla luce anche una mandibola con alcuni denti, e si tratta della prima scoperta del genere nell'Africa centrale.
L'anno successivo, l'11 luglio, la rivista scientifica Nature presenta ufficialmente il fossile a cui viene dato il nome Sahelantropus tchadensis: sia il nome del genere che della specie sono unici, perché unici sono i tratti del teschio e della mandibola. Ma subito le autorità del Ciad battezzano l'ominide "Toumaï", che in lingua Goran significa "speranza di vita", parola di solito usata per indicare i bambini nati prima della stagione delle piogge.