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Incarto n. 14.2005.42 Lugano 22 agosto 2005 B/sc/fb In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello composta dei giudici: Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 15 aprile 2005 presentata da AO 1 contro AP 1 rappr. da RA 1 sulla quale istanza il Pretore __________ con sentenza 13 giugno 2005 ha così deciso: “1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo dal giorno lunedì 13 giugno 2005 alle ore 15.00. 2./3./4. Omissis.” Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla AP 1 che con atto 23 giugno 2005 ne postula l’annullamento; preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni; rilevato che con ordinanza presidenziale 28 giugno 2005 all’appello è stato concesso effetto sospensivo parziale; ritenuto in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 1'428.55 compresi interessi e spese. B. All’udienza di contraddittorio del 3 maggio 2005 nessuno è comparso. C. Con sentenza 13 giugno 2005 il Pretore __________ ha pronunciato il fallimento della AP 1 a far tempo dal 13 giugno 2005 alle ore 15.00. D. Con atto d’appello 23 giugno 2005 la AP 1 ha dichiarato di avere provveduto a saldare l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 14 giugno 2005 __________ relativa al versamento di fr. 1'500.-- (doc. C). L’appellante ha poi rilevato di avere versato sempre __________ fr. 6'000.-- a copertura delle ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti (doc. E e F), asserendo inoltre di non avere debiti nei confronti dei fornitori e di dovere ancora incassare importi rilevanti per lavori eseguiti. considerato in diritto: 1.a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo: 1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto; 2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che 3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento. b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo ( Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). c) Dalla ricevuta __________ (doc. C) si evince che l'appellante ha saldato, il 14 giugno 2005, e pertanto posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. __________ promossa dalla __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle esecuzioni dell’appellante 13 giugno 2005 (doc. E) risultano, esclusa l’esecuzione che ha portato al fallimento, 7 ulteriori procedure. Di queste, 2, promosse dalla __________, sono state ritirate in seguito a pagamento (doc. G). Un’ulteriore procedura, promossa dallo del __________, è giunta allo stadio di notifica del PE, per cui in questa fase di procedura il debito non può ancora essere ritenuto accertato. A copertura delle rimanenti esecuzioni l’appellante ha depositato presso __________ fr. 6'000.-- (doc. E e F). Orbene il fatto che AP 1 sia stata in grado di depositare presso __________ un importo sufficiente a coprire i suoi debiti accertati, dimostra che essa non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni. Dal citato estratto delle esecuzioni emerge inoltre che nei confronti della AP 1 non vi sono attestati di carenza di beni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto reso sufficientemente verosimile. Risultando di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della AP 1 può essere annullato. 2. L'appello 23 giugno 2005 della AP 1 va quindi accolto. La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art. 49 OTLEF). Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF). Le spese dell'Ufficio esecuzione e fallimenti sono caricate all'appellante. Per questi motivi, richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF pronuncia: I. L'appello 23 giugno 2005 della AP 1l__________, è accolto. " 1. La dichiarazione di fallimento 13 giugno 2005 pronunciata __________ inc. EF.__________ nei confronti della AP 1AP 1, è annullata. 2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 60.--, da anticipare come di rito, è posta a carico della AP 1. 3. Le spese dell'Ufficio __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico della AP 1. II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1. Non si assegnano indennità. III. Intimazione a: – RA 1; – AO 1; – Ufficio __________Ufficio dei registri __________; Comunicazione alla Pretura __________ terzi implicati Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Incarto n. 14.2005.42 Incarto n. 14.2005.42

Incarto n. 14.2005.42 Lugano 22 agosto 2005 B/sc/fb Lugano

Lugano 22 agosto 2005

22 agosto 2005 B/sc/fb

B/sc/fb In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser Chiesa, presidente,

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

Pellegrini e Walser segretaria: segretaria:

segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera Baur Martinelli, vicecancelliera

Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 15 aprile 2005 presentata da

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 15 aprile 2005 presentata da AO 1 AO 1

AO 1 contro contro

contro AP 1 rappr. da RA 1 AP 1

AP 1 rappr. da RA 1

rappr. da RA 1 sulla quale istanza il Pretore __________ con sentenza 13 giugno 2005 ha così deciso:

sulla quale istanza il Pretore __________ con sentenza 13 giugno 2005 ha così deciso: “1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo dal giorno lunedì 13 giugno 2005 alle ore 15.00.

“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo dal giorno lunedì 13 giugno 2005 alle ore 15.00. 2./3./4. Omissis.”

2./3./4. Omissis.” Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla AP 1

Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla AP 1 che con atto 23 giugno 2005 ne postula l’annullamento;

che con atto 23 giugno 2005 ne postula l’annullamento; preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni; rilevato che con ordinanza presidenziale 28 giugno 2005 all’appello è stato

rilevato che con ordinanza presidenziale 28 giugno 2005 all’appello è stato concesso effetto sospensivo parziale;

concesso effetto sospensivo parziale; ritenuto

ritenuto in fatto:

in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 1'428.55 compresi interessi e spese.

A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 1'428.55 compresi interessi e spese. B. All’udienza di contraddittorio del 3 maggio 2005 nessuno è comparso.

B. All’udienza di contraddittorio del 3 maggio 2005 nessuno è comparso. C. Con sentenza 13 giugno 2005 il Pretore __________ ha pronunciato il fallimento della AP 1 a far tempo dal 13 giugno 2005 alle ore 15.00.

C. Con sentenza 13 giugno 2005 il Pretore __________ ha pronunciato il fallimento della AP 1 a far tempo dal 13 giugno 2005 alle ore 15.00. D. Con atto d’appello 23 giugno 2005 la AP 1 ha dichiarato di avere provveduto a saldare l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 14 giugno 2005 __________ relativa al versamento di fr. 1'500.-- (doc. C). L’appellante ha poi rilevato di avere versato sempre __________ fr. 6'000.-- a copertura delle ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti (doc. E e F), asserendo inoltre di non avere debiti nei confronti dei fornitori e di dovere ancora incassare importi rilevanti per lavori eseguiti.

D. Con atto d’appello 23 giugno 2005 la AP 1 ha dichiarato di avere provveduto a saldare l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 14 giugno 2005 __________ relativa al versamento di fr. 1'500.-- (doc. C). L’appellante ha poi rilevato di avere versato sempre __________ fr. 6'000.-- a copertura delle ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti (doc. E e F), asserendo inoltre di non avere debiti nei confronti dei fornitori e di dovere ancora incassare importi rilevanti per lavori eseguiti. considerato

considerato in diritto:

in diritto: 1.a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1.a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo: 1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto; 2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che

2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che 3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento. b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo ( Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo ( Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). c) Dalla ricevuta __________ (doc. C) si evince che l'appellante ha saldato, il 14 giugno 2005, e pertanto posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. __________ promossa dalla __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. c) Dalla ricevuta __________ (doc. C) si evince che l'appellante ha saldato, il 14 giugno 2005, e pertanto posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. __________ promossa dalla __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle esecuzioni dell’appellante 13 giugno 2005 (doc. E) risultano, esclusa l’esecuzione che ha portato al fallimento, 7 ulteriori procedure. Di queste, 2, promosse dalla __________, sono state ritirate in seguito a pagamento (doc. G). Un’ulteriore procedura, promossa dallo del __________, è giunta allo stadio di notifica del PE, per cui in questa fase di procedura il debito non può ancora essere ritenuto accertato. A copertura delle rimanenti esecuzioni l’appellante ha depositato presso __________ fr. 6'000.-- (doc. E e F).

Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle esecuzioni dell’appellante 13 giugno 2005 (doc. E) risultano, esclusa l’esecuzione che ha portato al fallimento, 7 ulteriori procedure. Di queste, 2, promosse dalla __________, sono state ritirate in seguito a pagamento (doc. G). Un’ulteriore procedura, promossa dallo del __________, è giunta allo stadio di notifica del PE, per cui in questa fase di procedura il debito non può ancora essere ritenuto accertato. A copertura delle rimanenti esecuzioni l’appellante ha depositato presso __________ fr. 6'000.-- (doc. E e F). Orbene il fatto che AP 1 sia stata in grado di depositare presso __________ un importo sufficiente a coprire i suoi debiti accertati, dimostra che essa non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni. Dal citato estratto delle esecuzioni emerge inoltre che nei confronti della AP 1 non vi sono attestati di carenza di beni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto reso sufficientemente verosimile. Risultando di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della AP 1 può essere annullato.

Orbene il fatto che AP 1 sia stata in grado di depositare presso __________ un importo sufficiente a coprire i suoi debiti accertati, dimostra che essa non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni. Dal citato estratto delle esecuzioni emerge inoltre che nei confronti della AP 1 non vi sono attestati di carenza di beni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto reso sufficientemente verosimile. Risultando di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della AP 1 può essere annullato. 2. L'appello 23 giugno 2005 della AP 1 va quindi accolto.

2. L'appello 23 giugno 2005 della AP 1 va quindi accolto. La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art. 49 OTLEF).

La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art. 49 OTLEF). Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF). Le spese dell'Ufficio esecuzione e fallimenti sono caricate all'appellante.

Le spese dell'Ufficio esecuzione e fallimenti sono caricate all'appellante. Per questi motivi,

Per questi motivi, richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF

richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF pronuncia: I. L'appello 23 giugno 2005 della AP 1l__________, è accolto. pronuncia: I. L'appello 23 giugno 2005 della AP 1l__________, è accolto. " 1. La dichiarazione di fallimento 13 giugno 2005 pronunciata __________ inc. EF.__________ nei confronti della AP 1AP 1, è annullata.

" 1. La dichiarazione di fallimento 13 giugno 2005 pronunciata __________ inc. EF.__________ nei confronti della AP 1AP 1, è annullata. 2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 60.--, da anticipare come di rito, è posta a carico della AP 1.

2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 60.--, da anticipare come di rito, è posta a carico della AP 1. 3. Le spese dell'Ufficio __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico della AP 1.

3. Le spese dell'Ufficio __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico della AP 1. II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1. Non si assegnano indennità.

II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1. Non si assegnano indennità. III. Intimazione a:

III. Intimazione a: – RA 1;

– AO 1;

– Ufficio __________Ufficio dei registri __________;

– Ufficio __________Ufficio dei registri __________; Comunicazione alla Pretura __________ terzi implicati Comunicazione alla Pretura __________ terzi implicati

Comunicazione alla Pretura __________ terzi implicati Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria