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Il rinnovo integrale del Consiglio federale del 14 dicembre 2011 non ha riservato alcun colpo di scena. Tutto è filato spedito. L'unica elezione che ha richiesto due scrutini è stata quella del successore della ministra dimissionaria Calmy-Rey.
La composizione partitica del governo elvetico resta invariata rispetto a quella attuale. I sette seggi sono ripartiti come segue: due al Partito socialista, due al Partito liberale radicale, uno all'Unione democratica di centro, uno al Partito popolare democratico e uno al Partito borghese democratico.
Contrariamente alle elezioni governative per le due precedenti legislature, questa volta l'Assemblea federale non ha estromesso alcun membro del governo che si ricandidava.
Tutti i sei uscenti in corsa sono stati riconfermati. E tutti al primo turno. Anche la rappresentante del Partito borghese democratico Eveline Widmer-Schlumpf e il liberale radicale Johann Schneider-Ammann, ai quali l'Unione democratica di centro ha cercato invano di carpire il seggio.
Il più grande partito della Svizzera ha pure fallito nel tentativo di riconquistare il secondo mandato, perso nella scorsa legislatura, a scapito del Partito socialista. La ministra socialista uscente Simonetta Sommaruga è stata riconfermata e il seggio lasciato dalla sua collega di partito Micheline Calmy-Rey è stato attribuito a uno dei due candidati ufficiali del PS, il senatore friburghese Alain Berset.
Dopo l'elezione, la foto di rito. Da sinistra a destra: la ministra dimissionaria Micheline Calmy-Rey, i ministri uscenti Eveline Widmer-Schlumpf, Doris Leuthard, Ueli Maurer, Didier Burkhalter, Simonetta Sommaruga, Johann Schneider-Ammann, la cancelliera della Confederazione Corina Casanova, il neoeletto Alain Berset.