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Il concerto "è saltato per la guerra"
Il Consiglio di Stato conferma che a gennaio il pianista Alexander Romanovsky non aveva potuto esibirsi a Chiasso a causa di una sua precedente apparizione a Mariupol
Un'esibizione a Mariupol, in territorio occupato dai russi, ha impedito al pianista di origini ucraine Alexander Romanovsky di esibirsi, a gennaio, a Chiasso. La sua apparizione come solista con l'Orchestra della Svizzera italiana (OSI) era stata annullata.
Una decisione dettata proprio dal concerto a Mariupol. Lo conferma il Consiglio di Stato ticinese in risposta a un'interrogazione che i deputati comunisti avevano presentato dopo un servizio RSI.
Romanovksy aveva spiegato di aver suonato a Mariupol "con l'intento di sostenere gli abitanti pacifici del Donbass" scrive il Governo. La direzione ad interim dell'OSI aveva però annullato la sua esibizione a Chiasso, poiché "avrebbe potuto condizionare l'opinione pubblica, inducendola a credere che l'OSI avrebbe ingaggiato un sostenitore del conflitto".
L'OSI - si legge - dichiara che "l'orchestra non si è mai schierata, né ha l'intenzione di schierarsi rispetto al conflitto in Ucraina, contando tra le sue fila musicisti russi e ucraini".
- SEIDISERA del 27.01.2023: OSI sostituisce pianista ucraino