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La Commissione delle finanze della Camera alta chiede all'Autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA) direttive circa la politica retributiva degli istituti di credito svizzeri.
Secondo la commissione, tali direttive - sollecitate per la fine di maggio - dovranno "evitare di stimolare l'assunzione di rischi sconsiderati, incoraggiare il successo sostenibile delle imprese e rispettare gli standard definiti a livello internazionale". Nel caso in cui le banche dovessero ottenere un termine per adattare il loro sistema di rimunerazione, la commissione pretende che l'UBS applichi le norme della FINMA già dal 2009.
D'altra parte, la commissione ha stilato un bilancio intermedio "soddisfacente" sulle misure adottate per rafforzare il sistema finanziario, sebbene sussistano numerose incertezze.
In merito al prestito convertibile di 6 miliardi di franchi, concesso dalla Confederazione all'UBS, restano aperte varie opzioni. La commissione vorrebbe accelerare il movimento verso un disimpegno. La Confederazione potrebbe convertire il suo prestito in un capitale azionario UBS già dal 9 di giugno, ha sottolineato martedì in una conferenza stampa il suo presidente Didier Burkhalter. Tuttavia, la maggioranza non è favorevole al fatto che Berna diventi azionista della grande banca.