Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01193.jsonl.gz/778

di Maurizio Franco
Art Blakey (1919-1990) è stato uno dei batteristi e bandleader più importanti della storia del jazz a partire dalla metà degli anni ’40.
Dopo primi ingaggi con Fletcher Henderson e Mary Lou Williams, entra nel giro del nascente be-bop. Grazie al Billy Ekstine conosce Miles Davis, Dizzy Gillespie, Charlie Parker con i quali inizia a collaborare assiduamente. Sarà anche particolarmente vicino a Thelonious Monk: è con lui che il pianista registrerà la sua prima session da leader per Blue Note nel 1947 e anche l’ultima in assoluto nei primi anni ’70.
Dalla fine degli anni ’40 gira con un gruppo chiamato Messengers, condotto assieme al pianista Horace Silver negli anni successivi. La band diventerà, con la guida del solo batterista, una delle formazioni di punta del jazz del decennio e dei successivi con l’appellativo Art Blakey’s Jazz Messengers. Vera fucina di talenti, per i quali Blakey aveva un innato fiuto, i Messengers saranno la palestra per giovani rampanti quali Jackie McLean, Lee Morgan, Wayne Shorter, Freddie Hubbard, su su fino a Bobby Watson, Wynton Marsalis, Wallace Rooney.
Nel ciclo radiofonico che potete ascoltare qui sotto, Maurizio Franco si è occupato della corposa attività del batterista parallela a quella dei Messengers: con i già citati boppers, ma anche con Dexter Gordon, Jimmy Smith, Buddy de Franco e molti altri.