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Salute
Cosa accadrebbe se si verificasse un'epidemia di peste in Svizzera?
Nel Medioevo, la peste ha annientato un terzo della popolazione europea. Oggi, la forma più grave di tale malattia è apparsa in Cina. Come reagirebbe la Svizzera in caso di epidemia?
I casi riscontrati a Pechino fanno riflettere. Secondo le prime informazioni diffuse, due persone sono state colpite da peste polmonare. Da allora, nella metropoli cinese serpeggia la paura. In effetti, la situazione non permette di escludere che l'infezione possa propagarsi.
Cosa accadrebbe se si verificasse un caso simile in Svizzera? In che modo sono preparati i medici nei confronti della peste? «Bluewin» lo ha chiesto all'Ufficio federale della sanità pubblica.
«Il medico curante dovrebbe informare il medico cantonale e l'Ufficio federale della sanità pubblica», spiega Mark Witschi, capo della sezione raccomandazioni per le vaccinazioni e misure di contrasto presso l'UFSP, illustrando le direttive applicate in tali casi. «Quindi il paziente verrebbe trasferito non appena possibile in quarantena e trattato con antibiotici».
È tuttavia essenziale rintracciare le persone con le quali il paziente stesso è entrato in contatto nel corso dei giorni precedenti, aggiunge il dirigente. Secondo il quale il periodo di incubazione della peste è di sette giorni. Nel corso dei quali il soggetto è già contagioso, benché la malattia non si sia ancora manifestata: «Coloro che vi sono entrati in contatto devono essere sottoposti ad un trattamento preventivo».
Rintracciare la fonte della contaminazione
Per mantenere la malattia sotto controllo, è importante conoscere la fonte della contaminazione. «È fondamentale chiarire se il batterio sia stato trasmesso da animali o da altri essere umani per via aerea», sottolinea Witschi.
Deve inoltre essere stabilito assolutamente - precisa - uno scambio di informazioni con le autorità veterinarie e con l'Organizzazione mondiale della sanità nel caso in cui il paziente abbia viaggiato all'estero.
Ma cos'è la peste? La malattia è causata dal batterio Yersinia pestis ed è generalmente trasmessa da morsi di pulci che vivono su roditori infetti. Esistono numerose varianti della patologia.
La peste bubbonica
I pazienti affetti da questa forma della malattia si sentono estremamente debilitati e storditi. Lamentano dolore alla testa e agli arti, una febbre in rapida e forte crescita, accompagnata spesso da brividi.
I linfonodi del collo, delle ascelle e dell'inguine, inoltre, si gonfiano fortemente: è proprio questo sintomo, in effetti, ad aver dato il nome alla forma della patologia. I bubboni possono arrivare a misurare dieci centimetri di diametro. Assumono una colorazione blu scuro, si induriscono e possono esplodere. La secrezione che ne deriva è altamente contagiosa.
La peste polmonare
Nel caso della peste polmonare, essa può essere trasmessa da un individuo all'altro ed è allo stesso modo molto contagiosa. Alcune sperimentazioni su animali hanno dimostrato che sono sufficienti tra i 100 e i 500 germi per provocare un'infezione.
Il decorso della peste polmonare è molto più virulento rispetto alla peste bubbonica. Essa provoca un rapido aumento della febbre, dei brividi e di sintomi simili a quelli di un'influenza. Causa, in aggiunta, una sensazione di soffocamento, tosse, una colorazione bluastra delle labbra e la presenza di sangue nelle secrezioni. Queste ultime sono accompagnate inoltre da forti dolori.
In assenza di trattamenti, si sviluppa un edema polmonare, la circolazione del sangue viene compromessa e il paziente muore in un periodo di tempo compreso tra due e cinque giorni.
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ogni anno vengono individuati fino a 3000 casi di peste nel mondo, che si rivelano mortali per un terzo dei pazienti.
La malattia è entrata nei libri di storia in seguito alla devastante epidemia di peste nera durante il Medioevo. Tra il 1346 e il 1353, essa ha ucciso un terzo della popolazione europea dell'epoca. Sulla base delle attuali conoscenze, la pandemia esplose dapprima in Asia centrale, raggiungendo poi il Vecchio Continente attraverso le rotte commerciali.
La peste non è presente in Svizzera da molto tempo. L'ultimo caso documentato in Europa risale alla Seconda guerra mondiale. Secondo le autorità, esiste il rischio che la malattia possa essere utilizzata come arma biologica in ragione dell'elevato rischio di contagio e della gravità del quadro clinico.
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