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Nonostante la lepre comune sia ancora largamente diffusa in Svizzera, i suoi effettivi sono scesi quasi ovunque a un livello critico. Questa situazione è dovuta piuttosto all'agricoltura intensiva che non alla caccia.
La lepre comune figura nella Lista rossa delle specie minacciate. L'iscrizione a tale elenco è dovuta in primo luogo ai danni che l'agricoltura intensiva arreca al suo habitat. La specie predilige infatti grandi spazi con suoli leggeri, un'agricoltura diversificata e un'alta densità di siepi. Altri effetti negativi sono inoltre prodotti dall'alta densità del traffico, dai numerosi frutteti e dalle abbondanti piogge primaverili.
Da un'indagine, conclusasi nel 2002, sulla presenza della lepre comune nel nostro Paese è emerso che i suoi effettivi erano scesi ai minimi storici nel 1997 ma che, successivamente, si erano leggermente ripresi. Nonostante la specie sia ancora ampiamente diffusa in Svizzera, i suoi effettivi hanno raggiunto un livello critico anche in territori dove in passato era molto diffusa.
I risultati hanno evidenziato con chiarezza che la lepre comune non reagisce in tempi brevi al ripristino di un'agricoltura più diversificata o all'aumento della quantità di siepi nel suo habitat. Nonostante le superfici agricole utili di alcuni territori siano state convertite in habitat seminaturali, non vi sono prove dirette che tale misura abbia influenzato l'incremento della specie.
Ciò mostra che la sopravvivenza della lepre svizzera richiede ancora notevoli sforzi. Le superfici di compensazione ecologica delimitate sinora non sono sufficienti né dal punto di vista quantitativo né da quello qualitativo.
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