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La comunità internazionale deve prestare maggiore attenzione a varie aree di crisi. Lo chiede Walter Kälin, giurista svizzero ed esperto delle Nazioni Unite per i rifugiati interni, riferendosi in particolare a Sudan, Somalia e Sri Lanka.
Oltre 26 milioni di persone nel mondo sono costrette a vivere lontano dalle loro aree d'origine a causa di conflitti armati, ha detto Kälin presentando il suo rapporto annuale al Consiglio dei diritti dell'uomo a Ginevra.
«La comunità internazionale trascura crisi molto gravi. Dovrebbe dedicare maggiori sforzi alla loro soluzione», ha dichiarato il professore di diritto all'Università di Berna, dal 2004 esperto dell'ONU per i rifugiati interni.
Walter Kälin ha denuciato l'espulsione di 13 organizzazioni non governative (ONG) da parte delle autorità sudanesi. Questa decisione creerà «un vuoto grave nell'ambito dell'assistenza umanitaria» nella regione del Darfur, ritiene Kälin.
Nello Sri Lanka invece, le due parti in conflitto non rispettano, secondo il giurista, la distinzione fondamentale tra civili e combattenti. Quanto alla Somalia, Kälin ha denunciato l'oblio che circonda una situazione drammatica, in cui 1,3 milioni di persone «lottano per la loro sopravvivenza».
Il giurista ha infine ricordato anche la situazione dei rifugiati interni somali, dove quasi 250'000 persone vivono in condizioni molto precarie e sono «dimenticate e marginalizzate».