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<h2>SubmittedText<h2><text><p>Nell'ultima newsletter della RUAG figurano un articolo nel quale il capo della RUAG si pronuncia chiaramente a favore del rinnovo e dell'estensione della libera circolazione delle persone nonché un'inserzione del comitato del sì con una foto e una dichiarazione del capo della RUAG. Si tratta di un fatto problematico se si considera che la RUAG è una società anonima di esclusiva proprietà della Confederazione. Con la sua trasformazione da unità dell'amministrazione federale in società anonima, inoltre, sono stati trasferiti sulle spalle dei contribuenti gli impegni di cassa pensione della società, pari ad oltre 450 milioni di franchi. Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È ammissibile che in newsletter di aziende della Confederazione si faccia propaganda unilaterale per una votazione popolare?</p><p>2. Qual è la posizione del Consiglio federale di fronte al fatto che nella newsletter della RUAG è stato dato spazio unicamente ai fautori della libera circolazione delle persone?</p><p>3. È usuale che in seno ad aziende della Confederazione (RUAG, FFS, Skyguide, Posta, Swisscom) si faccia propaganda politica? Sussiste al riguardo una prassi unitaria? In caso affermativo, in cosa consiste?</p><p>4. Per l'inserzione in cui sono riportate la foto e la dichiarazione del capo della RUAG è stato pagato un compenso? Se sì, da chi e a quanto ammonta?</p><p>5. Il fatto che il capo della RUAG faccia propaganda unilaterale per un progetto politico non mette a dura prova la lealtà dei collaboratori oltre che pregiudicare la loro possibilità di formarsi liberamente un'opinione politica?</p><p>6. È usuale che il capo di un'azienda della Confederazione divenga, durante una campagna di voto, una figura di spicco della propaganda politica?</p><p>7. Il Consiglio federale è disposto a vietare che nelle proprie aziende si utilizzino gli strumenti di informazione interna a scopo di propaganda politica? In caso negativo, perché?</p><p>8. Cosa intraprende il Consiglio federale affinché, durante le campagne che precedono le votazioni, la Confederazione non influenzi i propri dipendenti?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>In generale, le aziende della Confederazione si esprimono con riserbo sui progetti in votazione; hanno tuttavia il diritto di dire la loro opinione nelle campagne che precedono le votazioni se il progetto riguarda il futuro dell'azienda stessa. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale ciò è il caso quando l'oggetto in votazione concerne gli interessi economici dell'impresa o l'adempimento del suo mandato legale o statutario.</p><p>1. In base alla legge federale del 10 ottobre 1997 concernente le imprese d'armamento della Confederazione (LIAC; RS 934.21) il consiglio d'amministrazione e la direzione del gruppo della RUAG sono responsabili dei compiti operativi del gruppo. Secondo il Consiglio federale tali organi devono tuttavia attenersi ai principi elaborati dalla giurisprudenza in materia di informazione elettorale da parte di imprese controllate dalla Confederazione. Ciò vale per l'informazione del pubblico, ma anche per quella dei dipendenti.</p><p>2. La newsletter della RUAG serve alla direzione del gruppo da mezzo di comunicazione interno. In linea di principio spetta ai servizi competenti della RUAG decidere in merito alla pubblicazione di inserzioni. Per un'informazione elettorale equilibrata sarebbe stato sicuramente opportuno presentare brevemente in forma adeguata anche gli argomenti degli avversari.</p><p>3. Tutte le aziende vicine alla Confederazione operano in un contesto politico e devono gestire la situazione di conflitto tra assunzione della responsabilità imprenditoriale e statuto di azienda controllata dalla Confederazione. Non esiste una prassi unitaria per affrontare tale conflitto. Il Consiglio federale tiene però a una comunicazione equilibrata. Prima delle votazioni auspica dalle aziende controllate dalla Confederazione un'attività informativa conforme ai principi dell'informazione elettorale.</p><p>4. Non sono stati spesi soldi nel senso della domanda formulata dagli autori dell'interpellanza. Il capo della RUAG ha pubblicato la sua dichiarazione quale membro del comitato direttivo di Swissmem.</p><p>5. I collaboratori della RUAG sono in grado di interpretare correttamente le dichiarazioni del loro CEO. Non si può, qui, parlare di mettere alla prova la lealtà né di pregiudicare la possibilità di formarsi una libera opinione politica dei collaboratori.</p><p>6. No, non è usuale. Presso la RUAG non è mai successo negli ultimi dieci anni cioè da quando è diventata una società anonima di diritto privato sino alla newsletter del gennaio 2009. Possono tuttavia presentarsi situazioni eccezionali quando la direzione del gruppo ritiene che si tratti di questioni esistenziali o di decisioni sugli interessi e sul futuro dell'azienda. Il Consiglio federale non è tuttavia disposto a basarsi sul caso isolato della contestata newsletter della RUAG per trarre conclusioni applicabili ad altre aziende come le FFS, la Posta, Swisscom o Skyguide.</p><p>7. Un divieto totale sarebbe in contraddizione con lo scopo e lo statuto economico delle aziende autonome della Confederazione. In merito a progetti politici il Consiglio federale chiede però una comunicazione equilibrata, che sia limitata agli aspetti economici rilevanti per le aziende e rispetti la giurisprudenza del Tribunale federale in materia di libertà di voto.</p><p>8. Sinora i membri dei consigli d'amministrazione e della direzione dei gruppi si sono comportati generalmente con discrezione in questo ambito, per cui il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire.</p></text>