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Il premier giapponese Yoshihiko Noda emetterà l'ordine di riaccensione dei primi due reattori sui 50 presenti su tutto il territorio, progressivamente fermati a seguito della grave crisi nucleare di Fukushima, "a breve, non più tardi dei primi di giugno".
La svolta, secondo quanto appreso dall'agenzia stampa italiana ANSA, è maturata oggi dopo che il sindaco di Osaka, Toru Hashimoto, ha rotto l'impasse col nulla osta al riavvio delle unità n.3 e 4 di Oi, l'impianto della utility Kansai Electric (Kepco) nella prefettura di Fukui.
La condizione posta dall'influente e popolare primo cittadino della seconda area urbana del Paese, tuttavia, è che il via libera sia da considerare "misura temporanea" per superare i rischi di blackout estivi, "accettata di fatto anche se la sicurezza è provvisoria", vale a dire non del tutto in linea con i nuovi standard per prevenire possibili incidenti.
Il principale grattacapo di Noda, quello capace di presentare la decisione ancora più impopolare visti l'approccio populista di Hashimoto e il proposito di cavalcare la protesta anti-atomo, è ora venuto meno, al punto che il provvedimento di riavvio è dato per certo. Il premier, in altri termini, darà la sua approvazione alla messa in funzione dei due reattori che erogano elettricità soprattutto all'area di Osaka, ritenuti vitali dai grandi colossi industriali della zona, come Panasonic e Sharp.
L'energia nucleare resta un tassello importante per il Sol Levante anche dopo Fukushima e i reattori considerati sicuri, aveva assicurato ieri Noda, "devono tornare in servizio", ma solo dopo aver ottenuto "la comprensione e il favore" delle autorità e delle comunità locali. Sempre ieri, dopo l'incontro con il ministro per l'Emergenza nucleare, Goshi Hosono, l'Unione dei governi del Kansai (che comprende Osaka, Kobe e Kyoto) aveva rilasciato una dichiarazione in cui demandava al governo la "valutazione provvisoria sulla sicurezza di Oi" rimarcando che una decisione positiva avrebbe avuto una "portata limitata".
Un modo, in altri termini, per aiutare il governatore di Fukui, Issei Nishikawa, a sciogliere la riserva positivamente con il sostegno del Kansai, beneficiato dall'energia nucleare nella misura di oltre il 40% del proprio fabbisogno elettrico prima che scoppiasse la peggiore crisi dopo Cernobyl