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Incarto n. 12.95.00241 Lugano 19 settembre 1995 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Cocchi, presidente Chiesa e Zali segretario: Petrini sedente per statuire nella causa OA.95.1399 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 2 promossa con petizione 13 novembre 1992 da __________ contro __________ con la quale si chiedeva la condanna della parte convenuta al pagamento dell’importo di Fr. 19’671.85 oltre interessi e spese in materia di contratto d’appalto che il Pretore, con sentenza 7 luglio 1995, ha integralmente respinto. Ed ora sull’appello 6 settembre 1995 della ditta __________ in __________ Letti ed esaminati gli atti di causa Considerato in fatto ed in diritto che dalla denominazione “__________” adottata da parte attrice negli allegati introduttivi della causa per indicare se stessa, le parti e il giudice potevano e dovevano concludere per il fatto che l’azione veniva promossa da una comunione ereditaria; che, sotto questo aspetto, andava preliminarmente esaminata la proponibilità dell’azione siccome proposta da eredi; che la comunione ereditaria, che non è persona giuridica ( DTF 116 Ib 449 consid. 2a), non possiede la capacità di essere parte ( DTF 102 II 397, 93 II 14, 79 II 115; Rep. 1985, pag. 142; Ottaviani, Le parti nel processo civile ticinese, Zurigo, 1989, pag. 14); che ne consegue che l’azione civile promossa da una comunione ereditaria in quanto tale, ovvero senza alcuna indicazione -ancorché parziale- circa i nominativi delle persone che la compongono, è da considerare alla stregua di un’azione anonima, non essendo stata fornita alcuna reale spiegazione su chi sia in realtà la parte nel processo ( ICCTF 7 aprile 1992 in re Eredi fu M./H.); che é poi del tutto pacifico che nel nostro ordinamento processuale l’azione anonima non è in alcun modo proponibile ( II CCA 28 maggio 1993 in re R./Galleria AAA), e va di conseguenza respinta in ordine, facendo difetto un presupposto processuale (art. 97 cifra 4 CPC, art. 99 cpv. 2 CPC) che il giudice deve esaminare d’ufficio; che diverso sarebbe stato il caso qualora fosse stato indicato il nominativo di almeno uno dei componenti della comunione ereditaria; che, in siffatta eventualità, infatti, stante la presenza di almeno una persona fisica, munita di capacità processuale, non vi sarebbe stata azione anonima, e vi sarebbe perciò stato spazio per l’applicazione delle calzanti norme sul litisconsorzio necessario -tale è in effetti la posizione processuale dei membri di una comunione ereditaria ( Cocchi/Trezzini, CPC, ad art. 41, n. 1; Ottaviani, opera citata, pag. 66 e 67)-, ovvero per la sospensione del processo e l’assegnazione alla parte di un termine per la completazione della procedura (art. 45 cpv. 1 CPC; II CCA 6 ottobre 1992 in re P./J.; Cocchi/Trezzini, CPC ad art. 45, n. 1); che l’appello promosso da un'entità che non é persona fisica o giuridica e la cui denominazione non fornisce alcuna spiegazione su chi in realtà é parte nel procedimento giudiziario deve essere dichiarato irricevibile; che però, dal momento che essendo il difetto di un presupposto processuale, rilevabile in ogni stadio di causa (art. 97 CPC), un esplicito motivo di nullità (art. 142 cpv. 1 lit. a CPC), questa Camera non può solamente prendere atto della nullità dell’atto di appello ma dichiarare d’ufficio nulla la petizione e tutti i successivi atti della causa compresa la sentenza 7 luglio 1995, in quanto da essa necessariamente dipendenti; che si giustifica di giudicare sull’appello nell’ambito della procedura preliminare dell’art. 313 bis CPC e di non prelevare, per la particolarità della fattispecie, tasse di giudizio; Per i quali motivi dichiara e pronuncia 1. La petizione 13 novembre 1992 di __________ é dichiarata nulla e, con essa, tutti i successivi atti di procedura compresa la sentenza 7 luglio 1995 del Pretore di Lugano, sez. 2 e l’atto di appello 6 settembre 1995. 2. Non si prelevano tasse o spese di giudizio. 3. Intimazione come di rito. Comunicazione alla Pretura di Lugano, sez. 2. Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il segretario

Incarto n. 12.95.00241 Incarto n. 12.95.00241

Incarto n. Lugano 19 settembre 1995 Lugano

Lugano 19 settembre 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Cocchi, presidente Chiesa e Zali Cocchi, presidente Chiesa e Zali

Cocchi, presidente Chiesa e Zali segretario: segretario:

segretario: Petrini Petrini

Petrini sedente per statuire nella causa OA.95.1399 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 2 promossa con petizione 13 novembre 1992 da

sedente per statuire nella causa OA.95.1399 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 2 promossa con petizione 13 novembre 1992 da __________ __________

__________ contro contro

contro __________ __________

__________ con la quale si chiedeva la condanna della parte convenuta al pagamento dell’importo di Fr. 19’671.85 oltre interessi e spese in materia di contratto d’appalto che il Pretore, con sentenza 7 luglio 1995, ha integralmente respinto. con la quale si chiedeva la condanna della parte convenuta al pagamento dell’importo di Fr. 19’671.85 oltre interessi e spese in materia di contratto d’appalto che il Pretore, con sentenza 7 luglio 1995, ha integralmente respinto. Ed ora sull’appello 6 settembre 1995 della ditta __________ in __________

Ed ora sull’appello 6 settembre 1995 della ditta __________ in __________ Letti ed esaminati gli atti di causa

Letti ed esaminati gli atti di causa Considerato

Considerato in fatto ed in diritto

in fatto ed in diritto che dalla denominazione “__________” adottata da parte attrice negli allegati introduttivi della causa per indicare se stessa, le parti e il giudice potevano e dovevano concludere per il fatto che l’azione veniva promossa da una comunione ereditaria;

che, sotto questo aspetto, andava preliminarmente esaminata la proponibilità dell’azione siccome proposta da eredi;

che la comunione ereditaria, che non è persona giuridica ( DTF 116 Ib 449 consid. 2a), non possiede la capacità di essere parte ( DTF 102 II 397, 93 II 14, 79 II 115; Rep. 1985, pag. 142; Ottaviani, Le parti nel processo civile ticinese, Zurigo, 1989, pag. 14);

che ne consegue che l’azione civile promossa da una comunione ereditaria in quanto tale, ovvero senza alcuna indicazione -ancorché parziale- circa i nominativi delle persone che la compongono, è da considerare alla stregua di un’azione anonima, non essendo stata fornita alcuna reale spiegazione su chi sia in realtà la parte nel processo ( ICCTF 7 aprile 1992 in re Eredi fu M./H.);

che é poi del tutto pacifico che nel nostro ordinamento processuale l’azione anonima non è in alcun modo proponibile ( II CCA 28 maggio 1993 in re R./Galleria AAA), e va di conseguenza respinta in ordine, facendo difetto un presupposto processuale (art. 97 cifra 4 CPC, art. 99 cpv. 2 CPC) che il giudice deve esaminare d’ufficio;

che diverso sarebbe stato il caso qualora fosse stato indicato il nominativo di almeno uno dei componenti della comunione ereditaria;

che, in siffatta eventualità, infatti, stante la presenza di almeno una persona fisica, munita di capacità processuale, non vi sarebbe stata azione anonima, e vi sarebbe perciò stato spazio per l’applicazione delle calzanti norme sul litisconsorzio necessario -tale è in effetti la posizione processuale dei membri di una comunione ereditaria ( Cocchi/Trezzini, CPC, ad art. 41, n. 1; Ottaviani, opera citata, pag. 66 e 67)-, ovvero per la sospensione del processo e l’assegnazione alla parte di un termine per la completazione della procedura (art. 45 cpv. 1 CPC; II CCA 6 ottobre 1992 in re P./J.; Cocchi/Trezzini, CPC ad art. 45, n. 1);

che l’appello promosso da un'entità che non é persona fisica o giuridica e la cui denominazione non fornisce alcuna spiegazione su chi in realtà é parte nel procedimento giudiziario deve essere dichiarato irricevibile;

che però, dal momento che essendo il difetto di un presupposto processuale, rilevabile in ogni stadio di causa (art. 97 CPC), un esplicito motivo di nullità (art. 142 cpv. 1 lit. a CPC), questa Camera non può solamente prendere atto della nullità dell’atto di appello ma dichiarare d’ufficio nulla la petizione e tutti i successivi atti della causa compresa la sentenza 7 luglio 1995, in quanto da essa necessariamente dipendenti;

che si giustifica di giudicare sull’appello nell’ambito della procedura preliminare dell’art. 313 bis CPC e di non prelevare, per la particolarità della fattispecie, tasse di giudizio;

Per i quali motivi

dichiara e pronuncia

1. La petizione 13 novembre 1992 di __________ é dichiarata nulla e, con essa, tutti i successivi atti di procedura compresa la sentenza 7 luglio 1995 del Pretore di Lugano, sez. 2 e l’atto di appello 6 settembre 1995.

2. Non si prelevano tasse o spese di giudizio.

3. Intimazione come di rito.

Comunicazione alla Pretura di Lugano, sez. 2.

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario