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Uno dei quattro Paesi forestali, cant. della vecchia Conf. forse già dal 1291 o 1309, sicuramente dal 1315. Suddiviso durante la Repubblica elvetica (1798-1803) tra i cant. elvetici di Waldstätten e Linth, dal 1803 è un cant. della Conf. Denominato ufficialmente "cant." (Kanton Schwyz) e "Paese conf." (eidgenössischer Stand Schwyz); ted.: Schwyz; franc.: Schwytz; rom.: Sviz. La lingua ufficiale è il ted.; capoluogo del cant. è la località omonima.
Durante il tardo ME, il Paese di S. (Land Schwyz) acquisì i cosiddetti Paesi dipendenti (Angehörige Landschaften), che comprendevano la March, Einsiedeln, Küssnacht e gli Höfe, cioè Pfäffikon (Vorderer Hof) e Wollerau (Hinterer Hof). Dal 1450 ca. il territorio svittese corrispose sostanzialmente ai confini cant. odierni. Se in un primo tempo i rapporti con i Paesi dipendenti presentarono anche elementi di tipo costruttivo e paritario, durante l'ancien régime questi ultimi furono relegati al rango di meri territori soggetti. La libera Repubblica di Gersau fu definitivamente aggregata al cant. nel 1817, Reichenburg, in precedenza soggetto all'abbazia di Einsiedeln, provvisoriamente dal 1803 al 1814 e definitivamente nel 1831.
Situato nella regione delle Alpi e Prealpi centrali, il territorio cant. è compreso tra il lago dei Quattro Cantoni, il massiccio del Rigi e il lago di Zugo a ovest, le Alpi urane a sud, le Alpi glaronesi (raggiungibili solo tramite sentieri e il passo del Pragel) a est e il lago di Zurigo a nord, dove si snoda l'asse di transito tra Zurigo e i Grigioni. L'itinerario nord-sud da Zurigo al Gottardo taglia la conca di S. e attraverso la Axenstrasse conduce in territorio urano.
Il cant., che comprende 30 com., sul piano geografico si articola nelle tre regioni di S. interno (Innerschwyz), Einsiedeln e S. esterno (Ausserschwyz), e sul piano amministrativo nei sei distr. di S., Gersau, March, Einsiedeln, Küssnacht e Höfe, i cui confini risalgono in gran parte all'ancien régime. I distr. costituiscono entità territoriali autonome, ognuna con una sua storia particolare; quelli di Gersau, Einsiedeln e Küssnacht comprendono solo gli omonimi com. Dal XIX sec. il distr. di S. fu denominato anche "antico Paese" (Altes Land) per distinguerlo dai distr. formati dagli ex Paesi dipendenti.
|Superficie (2006)||908,3 km²|
|Foresta/Superficie boscata||306,0 km²||33,7%|
|Superficie agricola utile||371,9 km²||40,9%|
|Superficie con insediamenti||48,9 km²||5,4%|
|Superficie improduttiva||181,5 km²||20,0%|
|Anno||1850||1880a||1900||1950||1970||2000|
|Abitanti||44 168||51 109||55 385||71 082||92 072||128 704|
|Percentuale rispetto alla popolazione totale||1,8%||1,8%||1,7%||1,5%||1,5%||1,8%|
|Lingue|
|tedesco||49 631||53 834||69 231||82 957||115 688|
|italiano||1 377||1 108||1 191||6 663||2 447|
|francese||146||296||312||283||502|
|romancio||63||88||216||273||234|
|altre||18||59||132||1 896||9 833|
|Religione, confessione|
|cattolicib||44 013||50 266||53 537||66 297||84 087||92 868|
|protestanti||155||954||1 836||4 642||7 271||16 401|
|cattolico-cristiani||79||43||46|
|altri||15||12||64||671||19 389|
|di cui della comunità ebraica||7||9||15||19||51|
|di cui delle comunità islamiche||202||5 598|
|di cui senza confessionec||238||6 331|
|Nazionalità|
|svizzeri||43 970||48 585||52 422||68 416||81 301||108 381|
|stranieri||198||2 524||2 963||2 666||10 771||20 323|
|Anno||1905||1939||1965||1995||2005|
|Occupati nel cantone||settore primario||13 598||14 696||5 432||5 909d||5 083|
|settore secondario||10 304||9 829||18 166||19 395||18 075|
|settore terziario||6 392||6 440||9 992||28 987||36 238|
|Anno||1965||1975||1985||1995||2005|
|Percentuale rispetto al reddito nazionale svizzero||1,2%||1,3%||1,4%||1,6%||1,7%|
Autrice/Autore: Kaspar Michel / mku
Nel territorio svittese i ghiacciai raggiunsero la massima estensione ca. 24'000 anni fa, durante la glaciazione di Würm. In quel periodo solo alcune zone d'altura come il massiccio del Rigi, il gruppo dei Mythen e la fascia alpina del Wägital e della valle della Muota erano libere dai ghiacci. Le esigue ricerche archeologiche non consentono di trarre conclusioni sulla prima occupazione del cant. Non esistono in pratica testimonianze preistoriche per i fondivalle di Arth e Brunnen-S. Gli accampamenti del Paleolitico finale e del Mesolitico antico, rinvenuti nel 1980 sulla sponda settentrionale del lago della Sihl e analizzati scientificamente dopo il 1994, costituiscono le più antiche tracce antropiche nel cant. (ca. 12'500 a.C.). Le analisi, dal 2000 condotte in maniera sistematica, nelle grotte carsiche della valle della Muota hanno portato alla scoperta di numerosi siti, risalenti in parte fino al Dryas recente (ca. 10'000 a.C.). Ossa lavorate (evidenti segni di taglio e di fuoco) e resti di carbone di legna, datati con il metodo del radiocarbonio (C-14), attestano la presenza di gruppi di cacciatori-raccoglitori sugli alpeggi di Bödmeren, Twärenen e Silberen. Venivano cacciati soprattutto stambecchi e cervi. Un punteruolo in selce scoperto nel 2009 rappresenta l'unico utensile preistorico finora rinvenuto.
Nella parte settentrionale del cant., l'area del Frauenwinkel (zona rivierasca tra Pfäffikon e le isole di Lützelau e Ufenau) e i due lati della lingua di terra di Hurden (diga) dal 1996 sono oggetto di indagini archeologiche, in parte subacquee. Reperti rinvenuti a Hurden (com. Freienbach) presentano caratteristiche comuni con la cultura di Cortaillod (4500-3500 a.C.), diffusa più a ovest, mentre le vestigia nei pressi dell'isola di Lützelau e nell'area perilacustre a Freienbach sono assimilabili alla cultura di Pfyn (4000-3300 a.C.), diffusa più a est, e alla cultura della ceramica a cordicella (2750-2450 a.C.). Dall'età del Bronzo, e spec. dal 1800 a.C., sono attestate diverse passerelle tra lo sperone roccioso di Endingen (Rapperswil, SG) e la lingua di terra di Hurden. Le file di pali (ca. 200'000) fino all'inizio del XXI sec. hanno permesso di individuare sette passaggi sul lago; i materiali portati alla luce nelle vicinanze (spille, asce, pugnali) testimoniano pratiche rituali e la plurisecolare importanza religiosa dei ponti. Nei pressi di questi ultimi si trovavano diversi insediamenti lacustri. Sulla base di resti di fondamenta, della disposizione dei pali e degli strati archeologici, sulla sponda svittese tra Altendorf e Bäch (com. Freienbach) sono stati finora identificati dieci abitati distinti, tutti risalenti al periodo dal 4300 al 2700 a.C.
Nella parte mediana e interna del cant. non sono documentati insediamenti dell'età del Bronzo; reperti isolati successivi al 1500 a.C. sono stati rinvenuti a Einsiedeln, Lachen, Gersau, Steinen, Küssnacht e Muotathal. Per il periodo posteriore al 1200 a.C. le tracce archeologiche diventano più rare. Per l'età del Ferro (VIII-I sec. a.C.) si contano solo otto siti in tutto il cant. Ad Altendorf, in occasione dei lavori di restauro della chiesa di S. Michele (1960-61), sono stati scoperti un tesoro di monete celtico e ceramiche di epoca romana. L'influenza del vicus di Kempraten (com. Rapperswil, SG) - attestato, come il massiccio ponte romano nei pressi dell'attuale ponte-diga, dal I al IV sec. d.C. - si estendeva anche al territorio svittese. Il tempio galloromano con porticato sull'isola di Ufenau, costruito attorno al 200 d.C. sul sedime dell'odierna cappella dei SS. Pietro e Paolo, assumeva la funzione di centro religioso. Questo luogo di culto e il ponte inducono a ritenere che anche sulla sponda svittese del lago di Zurigo siano esistiti insediamenti romani (non ancora confermati all'inizio del XXI sec.). Nell'area di Einsiedeln non vi sono tracce di una presenza romana; un tesoro di 2000-4000 monete, interrato non prima del 270 d.C., fu ritrovato nel 1809 a Küssnacht, e un altro di 80 monete nel 1857 a Rickenbach (com. S.), dove furono portati alla luce anche due campane e due tegami in bronzo e una fibula d'argento. Il suffisso galloromano -acum, che rinvia a una proprietà e che è confluito nella denominazione di Küssnacht, ipotizza l'esistenza di una villa in quella località.
Autrice/Autore: Kaspar Michel / mku
All'inizio del VI sec. il territorio cant. si trovava al confine tra i regni burgundo (risp. franco) e ostrogoto. Dal 536 fece parte del regno franco, e dopo la spartizione del 561 probabilmente del ducato di Alemannia nel regno di Austrasia, i cui duchi fino al secondo quarto dell'VIII sec. beneficiarono di una relativa autonomia. La colonizzazione degli Alemanni sembra aver avuto inizio attorno al 680; inizialmente gruppi alemanni e rom. coesistettero e nel X sec. nella March l'influenza rom. era ancora avvertibile.
Nell'VIII-IX sec. il territorio svittese fece parte dello Zürichgau, nei sec. centrali del ME del ducato di Svevia. La parte che si affacciava sulla sponda meridionale del lago di Zurigo al più tardi dal VII sec. fu colonizzata in modo permanente - tra l'altro a causa della prossimità agli assi viari tardoantichi, e spec. all'itinerario che da Zurigo conduceva ai valichi grigionesi passando dal lago di Walenstadt -, anche se in misura leggermente inferiore rispetto alla riva settentrionale. Il Paese forestale (Waldstatt) di Einsiedeln probabilmente non era abitato, ma sicuramente sfruttato, come dimostrano le analisi dei pollini.
Chiese e sepolture rivelano la struttura insediativa altomedievale. A differenza della parte interna del cant., per le zone sul lago di Zurigo esistono alcune fonti scritte (atti di donazione), risalenti all'ultimo quarto del primo millennio, che illustrano gli assetti proprietari e signorili. Tracce archeologiche di una prima chiesa (risalente al più tardi al 680/700) e di tre tombe (ossa e corredi funerari della metà del VII sec.) appartenute a membri dell'élite sociale, come dimostrano le fibbie e i pendenti di cintura damaschinati di pregevole fattura e le armi (scramasax, spatha), attestano la presenza di un abitato a Tuggen forse già nel periodo galloromano, e sicuramente in epoca alemanna. Numerose signorie fondiarie a S. esterno e forse anche nelle aree adiacenti a sud nell'VIII sec. appartenevano alla stirpe di Beata, che nel 741 conferì vari beni al convento femminile sull'isola di Lützelau, poi venduto insieme all'isola all'abbazia di San Gallo nel 744. Diverse fonti dei conventi di San Gallo, Säckingen e Bobbio (Emilia Romagna) dell'VIII-IX sec. menzionano ad esempio beni a Wangen, Tuggen, Altendorf, Ufenau, Pfäffikon, Freienbach, Bäch e Wollerau, fornendo informazioni sulla struttura insediativa e signorile nella parte settentrionale del cant. La Vita sancti Meginradi, redatta dopo il 900, e i documenti relativi alle varie donazioni all'abbazia benedettina di Einsiedeln, fondata nel 934 da monaci di origini nobili, rivelano inoltre l'organizzazione delle curtes, che oltre alle superfici agricole comprendevano talvolta anche delle chiese.
In base allo stato attuale delle ricerche archeologiche, nella parte interna del cant. all'inizio del VII sec. sorsero insediamenti a S., Steinen e Oberarth. Sugli alpeggi della valle della Muota sono state rinvenute tracce di insediamenti abbandonati, utilizzati per l'estivazione del bestiame e quindi abitati solo stagionalmente. A S., una necropoli con tombe a schiera alemanna, che si estendeva dall'odierna chiesa parrocchiale (sul cui sedime si trovava una prima chiesa ad aula unica, risalente a dopo il 700) alla piazza della posta, fu oggetto di studi nel 1965-66 e nel 1988-89. Degna di nota è una sepoltura di una donna di elevata estrazione sociale del 700 ca. Küssnacht è menz. la prima volta nel IX sec. Non esistono tracce di una chiesa antecedente a quella romanica dell'XI sec.; insediamenti altomedievali non sono attestati sul piano archeologico. Alcuni reperti isolati e l'etimologia del toponimo inducono comunque a ritenere che a Küssnacht vi fosse un abitato romano, per cui è anche ipotizzabile una continuità insediativa durante l'alto ME.
Il territorio cant. apparteneva alla diocesi di Costanza, fondata verso il 700, i cui confini dalla metà dell'VIII sec. coincisero in pratica con quelli della provincia franca di Alemannia. Attorno all'833/834 la parrocchia matrice di Tuggen figurava infatti come appartenente a tale provincia; S. Martino sull'isola di Ufenau e S. Martino a S. costituivano altre due parrocchie matrici. Successivamente sorsero chiese a Morschach e Steinen (IX sec.) e ad Arth (X sec.). A S. interno prevalsero probabilmente le chiese private (Eigenkirchen), mentre nella parte esterna del cant. le fondazioni ecclesiastiche risp. monastiche. I conventi di Säckingen, San Gallo e, in parte, Reichenau assunsero un ruolo importante nella cristianizzazione del territorio svittese, di cui il reliquiario a forma di borsa di Muotathal (800 ca., proprietà della parrocchia di Muotathal, oggi depositato all'Archivio di Stato di S.) costituisce un'eccezionale testimonianza artistica. Le Vite di S. Gallo menzionano una presunta visita di Gallo e Colombano, missionari di origine irlandese-franca, a Tuggen nel 611, che però non ebbe successo.
Autrice/Autore: Kaspar Michel / mku
Sia nella parte interna del cant. sia in quella esterna, i dissodamenti furono promossi principalmente da signori laici ed ecclesiastici che avevano il centro dei loro interessi al di fuori del territorio svittese. Fino alla loro estinzione nel 1173, a S. interno furono dapprima i conti von Lenzburg a disporre di estese proprietà fondiarie. In seguito, tra le principali fam. che detenevano - o perlomeno rivendicavano - diritti signorili vi erano i von Kyburg, i von Frohburg, i von Rapperswil e gli Asburgo (ad esempio l'urbario degli Asburgo). Sorta nel 934 e riccamente dotata soprattutto dai suoi fondatori nobili, l'abbazia di Einsiedeln era titolare di vasti possedimenti; la prima menz. di S. nella forma Suittes è contenuta in un atto di conferma delle proprietà conventuali risalente al 972. Le abbazie di San Gallo, Pfäfers, Rüti, Schänis e, in particolare, Einsiedeln costituivano i principali signori fondiari ecclesiastici a S. esterno, dove anche i conti d'Asburgo e von Toggenburg e i signori von Rapperswil disponevano di beni e diritti. Torri abitative in pietra e fortezze servivano da centri amministrativi e nel contempo da residenza per i signori fondiari e i loro rappresentanti (torre dell'archivio, casa Schorno e casa Nauer a S., castelli di Pfäffikon e di Alt-Rapperswil ad Altendorf, fortezza sull'isola di Schwanau nel lago di Lauerz). I cavalieri nobili locali, che sull'Altopiano ebbero un ruolo importante nell'affermazione della signoria territoriale asburgica, non assunsero grande rilevanza in territorio svittese; sul piano sia economico sia sociale erano nettamente superati dagli amministratori dei beni conventuali e dall'élite contadina locale.
A seguito dell'estinzione dei von Kyburg e del declino dei cosiddetti signori von Rapperswil nella seconda metà del XIII sec., gli Asburgo si proposero come i loro eredi e tentarono di affermare il proprio dominio sulla Svizzera centrale. Acquisirono redditizi diritti di patronato (S., Steinen, Muotathal, Morschach) e, nel 1283, l'avogadria sul convento di Einsiedeln. La storiografia più recente ha sottoposto a un riesame critico l'interpretazione tradizionale secondo cui gli Asburgo avrebbero condotto una spregiudicata politica di espansione nei confronti di S. e della Svizzera centrale. L'immagine degli Asburgo come oppressori si formò nel contesto storico del XV sec.; canonizzata dal cronista glaronese Aegidius Tschudi nel XVI sec., questa visione fu a lungo ripresa. Gli ultimi studi individuano spec. nella fine della signoria dei von Rapperswil attorno al 1300 e nelle dispute ereditarie tra gli Asburgo e Werner von Homberg, dal 1309 balivo imperiale dei Paesi forestali, i fattori decisivi per la successiva evoluzione delle strutture signorili. Di questa situazione beneficiarono in primo luogo i conventi, che fino a dopo il 1300 ampliarono i loro possedimenti grazie a donazioni, fondazioni e acquisti. Anche attraverso nuove forme di organizzazione economica (Schweighöfe), questi ultimi intensificarono il loro dominio, provocando talvolta gravi conflitti con la pop. locale, come nel caso dei conflitti di Marca tra S. ed Einsiedeln.
Mentre nella parte settentrionale del cant. il ruolo predominante di Einsiedeln impedì l'insediamento di altre istituzioni conventuali, nella fascia meridionale nel corso del XIII sec. sorsero varie comunità monastiche, formatesi a partire da beghinaggi. Il convento delle cistercensi di In der Au a Steinen, relativamente ben dotato, è menz. la prima volta nel 1262, quello delle domenicane di S. Pietro (am Bach) a S. nel 1275; il monastero delle terziarie francescane di S. Giuseppe a Muotathal fu istituito attorno al 1280. Le risorse economiche delle comunità appartenenti agli ordini mendicanti rimasero però scarse. Gruppi di beghine e begardi, attestati in varie località dal XIII sec., scomparvero entro l'inizio del XVI sec.
Autrice/Autore: Oliver Landolt / mku
Nel corso del ME crebbe progressivamente il grado di organizzazione della pop. nelle varie aree del cant. In questo processo assunsero una grande importanza le parrocchie, che non esercitavano solo funzioni religiose.
Nella conca di S., nucleo del futuro cant., oltre al villaggio di S. ebbero un ruolo importante anche Arth e Steinen, gli altri insediamenti maggiori della regione. Solo nel corso del XIV sec. il borgo di S. riuscì a imporsi quale capoluogo sugli altri villaggi, e in particolare su Steinen. I cives de villa Svites risp. i cives de Suites sono attestati nella prima metà del XII sec., in occasione del conflitto di marca con l'abbazia di Einsiedeln. Politicamente attiva dall'inizio del XIII sec., la comunità di valle di S. (universitas vallis de Switz) fu dominata da ricche e potenti fam. di origine contadina, quali ad esempio gli Stauffacher, Hunno o Ab Yberg. In veste di Ammänner, gli esponenti di queste fam., che spesso disponevano di vaste proprietà fondiarie e vivevano in edifici rappresentativi in legno (ad esempio casa Bethlehem a S., costruita nel 1287), assunsero funzioni direttive all'interno delle strutture com. in via di consolidamento. I boschi e i pascoli non passati in mano privata venivano sfruttati in comune. L'amministrazione di questi beni comuni fu affidata a due corporazioni: la Oberallmeind (S., Steinen, Muotathal, Sattel e Rothenturm) e la Unterallmeind (Arth). Istituite per ragioni economiche e politiche tra il XII e il XIV sec., esse assunsero un ruolo non trascurabile nel processo di formazione statale, anche se l'evoluzione che portò le comunità della conca di S. a unirsi nel Paese di S. non è del tutto chiarita. Anche nel restante territorio cant. nel corso del ME si formarono numerose comunità e corporazioni.
Nella seconda metà del XIII sec., all'interno della comunità di valle di S., che nel 1240 per i servizi resi aveva ottenuto l'immediatezza imperiale dall'imperatore Federico II, si consolidarono le strutture com. Il Landamano e la cittadinanza sono attestati quali attori politici dalla fine del XIII sec.; l'utilizzo di un proprio sigillo testimonia l'ampiezza dell'autonomia com. La Landsgemeinde (all'epoca talvolta anche denominata Landtag) quale organismo politico della comunità degli ab. si formò nel XIV sec., nel corso del quale si svilupparono anche le circoscrizioni (Viertel, letteralmente "quartieri"), unità amministrative importanti sotto il profilo geografico e politico. Se in un primo tempo ne esistettero probabilmente solo quattro (Obwässer, Nidwässer, Steinen e Muotathal), l'aggregazione di Arth al Paese di S. nel corso del XIV sec. richiese una riorganizzazione e la formazione di due ulteriori circoscrizioni (Altviertel e Neuviertel). Ogni circoscrizione designava dieci rappresentanti nel Consiglio (Landrat) del Paese di S., attestato dalla seconda metà del XIV sec. e costituito da 60 membri.
Autrice/Autore: Oliver Landolt / mku
In parte influenzate dal Paese di S., nel XIV-XV sec., con un leggero ritardo, anche nelle altre regioni del cant. si registrarono tendenze alla comunalizzazione e all'associazione tra comunità rurali, che sul piano locale ebbero manifestazioni diverse a seconda della forza delle istituzioni signorili. Nella March un'evoluzione di questo tipo è attestata dall'inizio del XIV sec.; la Landsgemeinde è documentata dal 1323, e il Consiglio (Landrat) dal 1424. Nel Paese forestale di Einsiedeln, l'organo amministrativo denominato Drei Teile ("tre parti"), in cui erano rappresentati l'abbazia benedettina, il balivo nominato dal Paese di S. e gli ab. locali, è menz. la prima volta nel 1399. A Küssnacht, lo sviluppo di strutture com. (prima attestazione del sigillo nel 1378) fu probabilmente favorito soprattutto dai conflitti tra la pop. locale e i detentori dei diritti di baliaggio, la fam. di cavalieri nobili von Küssnacht legata agli Asburgo, e dagli annosi contrasti in merito all'attività pastorale con il convento di Engelberg, titolare dei diritti di patronato. Anche nelle curtes di Wollerau e Pfäffikon, di cui nel tardo ME l'abbazia di Einsiedeln deteneva i diritti signorili, si registrarono spinte all'autonomia com. Gersau, località discosta raggiungibile prevalentemente per via lacustre, Paese alleato della Conf. dal 1359, nel 1390 si riscattò dal pegno asburgico. I suoi ab. beneficiarono così di uno status particolare; l'imperatore Sigismondo nel 1433 confermò loro l'immediatezza imperiale.
Autrice/Autore: Oliver Landolt / mku
Spesso la storia del cant. S., soprattutto in una prima fase, viene strettamente legata a quella della Conf., ciò che talvolta ha rappresentato un limite per la sua indagine. La storiografia più datata e la tradizione popolare basata su di essa hanno visto nell'alleanza tra Uri, S. e Nidvaldo del 1291 il vero e proprio atto costitutivo della Conf., che avrebbe gettato le basi di uno Stato fondato sulla libertà. Studi più recenti hanno invece interpretato l'accordo del 1291 come una pace territoriale volta a rafforzare l'ordine costituito, che, oltre sui reciproci doveri di assistenza, poneva soprattutto l'accento sull'obbligo di obbedienza nei confronti delle autorità. Roger Sablonier (2008) ha inoltre ipotizzato che il Patto fed. del 1291 sia in realtà un documento antidatato, realizzato nel 1309 da Uri, S. e Untervaldo, riuniti nel baliaggio imperiale dei Paesi forestali, per ottenere, in qualità di garanti della pace nella regione, la conferma dell'immediatezza imperiale. Gli Asburgo, rafforzatisi con il declino dei von Rapperswil, tentarono di estendere la loro influenza anche sul territorio svittese, entrando così in conflitto con l'élite locale, promotrice del processo di comunalizzazione. Dopo l'assalto degli Svittesi all'abbazia di Einsiedeln, legato al secolare conflitto di marca che opponeva questi due contendenti, nel 1314 gli Asburgo in veste di avogadri del convento organizzarono una spedizione punitiva, che nel 1315 sfociò nella disfatta austriaca nella guerra del Morgarten. Nell'intesa conclusa lo stesso anno a Brunnen, i tre cant. della Svizzera primitiva confermarono la loro politica militare e di alleanze, che ebbe ripercussioni anche sul piano della politica territoriale. L'accordo del 1315 rimase in vigore fino al 1798.
Conflitti di marca e sui confini con signori fondiari (convento di Einsiedeln) e comunità di valle limitrofi (Uri, Glarona) costituiscono le più precoci manifestazioni note della politica territoriale perseguita dalla comunità di valle di S. Questi contrasti, in parte molto aspri, riguardavano l'occupazione di terreni non ancora sfruttati, e vanno letti nel contesto delle trasformazioni strutturali in atto in ambito agricolo (intensificazione dell'allevamento). Anche nelle aree di confine con Zugo (valle di Ägeri) e Lucerna (Küssnacht, Rigi) nel tardo ME si verificarono ripetutamente simili conflitti.
Insieme agli altri Paesi forestali nel corso del XIV sec. furono conclusi importanti accordi, che ebbero significative ricadute sulla formazione del cant. S. Con Berna nel 1323 fu siglato un patto di assistenza militare a tempo determinato, poi trasformato in un'alleanza perpetua nel 1353. Le alleanze perpetue con Lucerna (1332) e Zurigo (1351) si inseriscono in un contesto analogo; contrariamente alle interpretazioni prevalenti in passato, in questi casi il Paese di S. e i suoi alleati della Svizzera primitiva non assunsero però l'iniziativa, ma agirono in maniera reattiva. Nel quadro del sistema di alleanze conf. inizialmente ancora debole, S. con la sua politica estera aggressiva ed espansiva assunse ad ogni modo un ruolo sufficientemente attivo per dare il suo nome alla Svizzera odierna: nell'Impero già nel XIV sec. i cronisti definirono i Conf. come Schwyzer o, appunto, Schweizer.
Attorno al 1350 il Paese di S. risultava ormai consolidato sia verso l'interno, sia verso l'esterno. Grazie a patti di comborghesia, spedizioni militari e acquisti, nel tardo ME disponeva di un notevole territorio, in larga parte corrispondente all'estensione odierna del cant. Il cumulo di tutti i diritti nei Paesi dipendenti nelle mani delle autorità svittesi e il consolidamento della loro signoria territoriale durò vari decenni. Il Paese forestale di Einsiedeln venne occupato militarmente nel 1386; un balivo svittese esercitò l'alta giustizia dal 1394. Nel 1397 il convento (e con esso il baliaggio di Reichenburg) passò temporaneamente sotto il protettorato di S., che nel 1424 acquisì l'avogadria. Nel 1386 ab. della March ottennero la cittadinanza di S.; in seguito furono conclusi accordi di comborghesia con la zona centrale (1414) e superiore (1436) della March. Nel 1402 S. acquistò i diritti di baliaggio e di giurisdizione di Küssnacht, dove dal 1383 disponeva di un posto di dogana e con cui nel 1424 concluse un patto di comborghesia. Nel XIV-XV sec. anche gli Höfe (Wollerau e Pfäffikon), conquistati nel 1440, Hurden e l'isola di Ufenau furono progressivamente aggregati al Paese di S. Nel corso del processo di territorializzazione, i rapporti tra S. e i Paesi dipendenti, che non beneficiavano tutti del medesimo grado di autonomia, si configurarono comunque in maniera eterogenea.
Per ricompensare gli Svittesi del sostegno fornito nella lotta contro il duca Federico IV d'Asburgo, re Sigismondo nel 1415 conferì loro l'alta giustizia sul Paese di S. e su Einsiedeln, Küssnacht e la March. Un caso particolare fu costituito da Gersau, che nel 1359 venne integrato nel sistema di alleanze conf. quale Paese alleato e nel 1817 aggregato al cant. S.
Non tutti i tentativi di espansione di S. furono coronati da successo: alcune operazioni fallirono soprattutto a causa dell'opposizione delle città di Lucerna e Zurigo. Nella Svizzera centrale, nella seconda metà del XIV sec. S. fu in un primo momento in grado di sottomettere la città e baliaggio di Zugo e occupare anche la carica di Ammann; con il cosiddetto Siegel- und Bannerhandel nell'autunno del 1404, l'influenza svittese ebbe però bruscamente fine. Nella Svizzera orientale, alla fine del 1402 o all'inizio del 1403 S. concluse un trattato di comborghesia con gli Appenzellesi, desiderosi di affrancarsi dall'abbazia di San Gallo, e prese parte alle guerre di Appenzello; apparentemente anche in tal caso S. designò l'Ammann e alcune alte cariche militari. Dopo iniziali successi militari, pure questo tentativo fallì in seguito alla sconfitta degli Appenzellesi alle porte di Bregenz all'inizio del 1408.
Maggiore successo ebbero gli sforzi volti a controllare parte dell'asse viario da Zurigo ai passi grigionesi. Avendo concluso accordi di comborghesia (1417, 1428) con il conte Friedrich VII von Toggenburg, ultimo esponente del suo casato morto senza figli nel 1436, S. partecipò alla lotta per la sua successione (Vecchia guerra di Zurigo, 1436-50), in cui ebbe la meglio su Zurigo. Oltre alla già cit. conquista di Wollerau e Pfäffikon, S. e il suo alleato più debole Glarona assunsero il controllo dei baliaggi di Uznach (ottenuto in pegno nel 1437, acquistato nel 1469) e del Gaster (patto di comborghesia nel 1436, ottenuto in pegno nel 1438). Nel 1497 i due cant. acquistarono inoltre la signoria di Gams, che integrarono nel baliaggio del Gaster.
Quale membro della Conf., in netta via di consolidamento durante il XV sec., S. partecipava al governo dei Baliaggi comuni. Per ragioni economiche, come Uri e Nidvaldo, si interessava a un'espansione a sud del Gottardo. Grazie alle Campagne transalpine, questi cant. dall'inizio del XVI sec. affermarono il loro dominio su Bellinzona, porta verso la Lombardia, sulla Riviera e la valle di Blenio, e, insieme agli altri cant. conf. (tranne Appenzello) sugli altri Baliaggi italiani (Lugano, Mendrisio, Locarno, Vallemaggia).
I prolungati mandati dei Landamani Ital Reding il Vecchio ( 1447) e di suo figlio Ital Reding il Giovane ( 1466) segnarono profondamente la politica interna ed estera svittese. Il cant. non fu esente da disordini interni: il fallimento delle mire espansive nei confronti di Zugo provocò la destituzione di diversi Consiglieri; la concorrenza tra le fam. dirigenti, talvolta anche violenta, come nel caso dell'assassinio di Werner Ab Yberg da parte di Hans Ulrich nel 1462, minacciò seriamente la stabilità politica. In queste agitazioni, che si protrassero anche in epoca moderna, l'esito imprevedibile delle Landsgemeinden ebbe spesso un ruolo determinante.
Autrice/Autore: Oliver Landolt / mku
Ancor più che negli altri Cantoni rurali, a S. la Landsgemeinde costituiva il fulcro dell'ordinamento politico. Essa era percepita come un corpo totalmente autonomo che, conscio delle antiche libertà e della tradizione vissuta da cui traeva origine, perseguiva i propri interessi con estrema fermezza e spesso anche in maniera implacabile. Nel XVII-XVIII sec., la Landsgemeinde veniva anche definita "sommo principe", "autorità suprema" e "principe sovrano", a dimostrazione del suo ruolo preminente all'interno del sistema istituzionale fino al 1798. Al più tardi dalla fine del XVII sec., l'immagine arcaica, propagata con cura, di una democrazia fondata sulla Landsgemeinde non coincise però più con i reali assetti di potere, determinati da poche fam., dominanti anche sul piano economico.
Non solo il Paese di S., ma anche alcuni territori dipendenti come la March disponevano di una propria Landsgemeinde. La partecipazione estesa a tutti i membri della cittadinanza (Landleute), in quanto tali titolari dei pieni diritti politici ed economici, era comunque relativizzata dalla tendenza alla chiusura delle élite, manifestatasi al più tardi dall'inizio del XVI sec. La formazione di un ceto politico dirigente riguardò sia le sei circoscrizioni del Paese di S. sia i Paesi dipendenti. Dai cittadini venivano distinti i dimoranti (Beisassen), che non avevano accesso né alle redditizie cariche pubbliche né ai diritti d'uso di corporazioni e comunità di sfruttamento. L'acquisto della cittadinanza, ancora possibile nel tardo ME e nel XVI sec., nel XVII sec. fu soggetto a sempre maggiori limitazioni legali. I regolamenti restrittivi venivano talvolta ammorbiditi a favore di persone facoltose, disposte a contribuire al risanamento dei conti pubblici. Nel 1715, di fronte allo svuotamento delle casse pubbliche dovuto alla seconda guerra di Villmergen, si decise di concedere la cittadinanza a forestieri e dimoranti in cambio di una cospicua somma piuttosto che di introdurre un'imposta diretta.
La vera costante della vita politica cant. era la Landsgemeinde (detta di maggio) che si svolgeva l'ultima domenica di aprile, durante la quale i titolari di cariche pubbliche davano conto del loro operato e i cittadini votavano su questioni importanti, approvavano capitolazioni nell'ambito del servizio mercenario, emanavano nuove norme e confermavano vecchie consuetudini. In caso di necessità venivano convocate Landsgemeinden straordinarie. Le assemblee avevano luogo perlopiù in un'area circolare a Ibach, frazione di S.; talvolta si tenevano anche nella chiesa parrocchiale o sulla piazza di S.
Il disbrigo degli affari correnti incombeva al Consiglio (Landrat), in seno al quale la Landsgemeinde eleggeva il Landamano e le altre alte cariche (tra cui il Vicelandamano, il tesoriere, l'alfiere, il capitano generale, i preposti alle costruzioni, all'ospedale e alle strade, i giudici e l'esattore della gabella). Del Consiglio facevano parte anche i pres. delle sei circoscrizioni (i cosiddetti Siebner). Tra i funzionari figuravano l'usciere e i landscribi con i loro assistenti, attivi anche come segr. per i diversi tribunali. A seconda degli oggetti trattati, il Consiglio veniva completato per cooptazione, formando un doppio Consiglio (che fungeva da corte criminale) o un triplo Consiglio (che dava istruzioni agli inviati alla Dieta fed., ne esaminava i resoconti e decideva sulle istanze della Dieta). Ai vertici dell'organizzazione militare vi era l'alfiere (carica onorifica), affiancato da un capitano generale, un tenente colonnello, un maggiore (Obrist-Wachtmeister), un vessillifero e dal Consiglio di guerra, composto dal Landamano, dall'alfiere, dall'intendente dell'arsenale, dai capitani della March, di Einsiedeln, degli Höfe, di Küssnacht, del Gaster e di Uznach, da quattro maggiori (Majoren), dai capitani dell'artiglieria, da nove capitani del Paese di S., dall'aiutante maggiore cant. (ufficiale di Stato maggiore che assisteva il capitano generale) e da un segr. Ad eccezione dell'alfiere, tali cariche erano occupate solo in caso di necessità; anche il Consiglio di guerra veniva convocato solo ad hoc.
Un elemento distintivo dell'organizzazione interna di S. era il ruolo centrale assunto dalle Corporazioni comunali nello sfruttamento collettivo di pascoli, boschi e alpeggi. Dato che i membri della cittadinanza appartenevano contemporaneamente anche a una corporazione, fino al 1816 la sfera statale e quella corporativa non furono separate; le autorità e i protagonisti erano gli stessi in entrambi gli ambiti. Anche nei Paesi dipendenti esistevano - in parte ancora all'inizio del XXI sec. - corporazioni formate da determinate fam. o dalle persone residenti in una certa area.
Nel 1704 il Landamano Jost Rudolf Reding sottopose alla Landsgemeinde una bozza con i cosiddetti 19 punti (Landespunkte), di cui era prevista la lettura ogni due anni all'assemblea di fine aprile. I "principi" o "statuti" ivi contenuti avevano un carattere costituzionale e offrivano una certa sicurezza giur. ai cittadini, ma tutelavano anche le autorità contro l'arbitrio della pop. L'intento di Reding era di arginare l'insoddisfazione, prevenire una crisi e scongiurare una deriva rivoluzionaria. La Landsgemeinde accettò senza modifiche i 19 punti. Aumentate, entro il 1733, di altri sette punti, queste norme furono integrate nella raccolta delle più importanti risoluzioni della Landsgemeinde e fino al 1833 assunsero la funzione di Costituzione per il cant. S.
Autrice/Autore: Kaspar Michel / mku
Le Landsgemeinden furono ripetutamente teatro di accesi scontri tra il governo e la pop., di norma inerenti al servizio mercenario e a ritardi nel pagamento del soldo da parte delle potenze straniere. In seguito a questi contrasti non di rado le autorità venivano genericamente accusate di alto tradimento e di mettere in pericolo il cattolicesimo a causa di una politica poco trasparente. Dato che la cerchia degli imprenditori militari coincideva in larga misura con l'élite politica, tali conflitti provocavano destituzioni, divieti di prestare servizio mercenario o di ricevere pensioni, denunce di alleanze e liti violente, che andavano ben oltre i normali dissidi tra fazioni opposte. Venivano chiamate fazioni i diversi gruppi clientelari legati al servizio mercenario a favore della Francia da un lato, e dell'Impero o della Spagna dall'altro; i partiti savoiardo, veneziano e papale ebbero invece un'importanza secondaria. I confini tra gli schieramenti erano fluidi e le scelte di campo potevano variare a seconda del contesto politico; spesso l'appartenenza a un gruppo era dettata dalla tradizione fam. Analogamente alla situazione nel resto d'Europa, dal XVI sec. anche a S. spesso si contrapposero un partito filofranc. e uno antifranc.
Dopo il 1550 diversi tumulti, originati dal mancato pagamento della quota sulle pensioni spettante alla cittadinanza, testimoniano la diffidenza di fondo nei confronti della gestione del servizio mercenario da parte delle autorità e degli imprenditori militari. In seguito al mancato versamento per diversi anni delle pensioni franc. e alle macchinazioni degli imprenditori militari al servizio della Spagna, nel 1557 il Landamano Dietrich In der Halden, capo della fazione filofranc., a metà del suo mandato non venne riconfermato, come anche vari Consiglieri. Al suo posto la Landsgemeinde elesse Sebastian Schilter di Morschach, di estrazione contadina; tale nomina permise anche ai suoi discendenti di entrare a far parte del ceto dirigente. Fu confrontato con lo stesso problema anche il genero di In der Halden, il Landamano Rudolf Reding (1539-1609), che in seguito a ritardi nei pagamenti franc., dopo il 1590 fu fortemente messo sotto pressione dalla pop. impaziente (spec. nel 1606-08). Di regola la situazione si normalizzava grazie alla mediazione degli altri cant. conf., alle rassicurazioni e alle promesse degli inviati e ambasciatori franc. e agli anticipi concessi dagli imprenditori militari. Con il conflitto tra "duri" e "moderati" (Harten- und Lindenhandel), nel 1763-67 la contrapposizione tra gli imprenditori militari e la pop. raggiunse il suo apice, arrivando temporaneamente a minare la stabilità dello Stato e provocando ripercussioni turbolente anche nei Paesi dipendenti (Einsiedeln).
La storiografia ha interpretato i tumulti sorti in occasione delle Landsgemeinden come forme precoci di opposizione popolare che, non solo nel caso del conflitto tra "duri" e "moderati", coinvolsero anche i Paesi dipendenti. In particolare, durante tutta l'età moderna si ebbero a più riprese destituzioni di funzionari e Consiglieri. Il cosiddetto affare di Arth o dei nicodemiti, scoppiato nel 1655 a causa di un gruppo di rif. o anabattisti (prima guerra di Villmergen), pur costituendo un movimento di opposizione locale che ebbe ripercussioni sulla Landsgemeinde e sul Consiglio, ebbe tuttavia anche motivazioni religiose e va inserito nel contesto più ampio del processo di confessionalizzazione in atto all'epoca. Si collocano maggiormente nella tradizione di un latente dissenso popolare il conflitto sul Defensionale di Baden (1676) e l'affare Stadler (inizio XVIII sec.), durante il quale il movimento aristocratico trovò un leader molto attivo nella persona del balivo Josef Anton Stadler, decapitato nel 1708.
Autrice/Autore: Kaspar Michel / mku
Dal XV al XVII sec. S. ebbe un ruolo preminente nell'amministrazione dei baliaggi e dei protettorati conf. Oltre ad assumere una posizione dominante nei territori di Rapperswil, Uznach e del Gaster, situati lungo gli itinerari del commercio intern., S. partecipava alla gestione di tutti i baliaggi comuni ted. e it. Le ripercussioni sul piano della politica interna furono rilevanti, poiché i baliaggi venivano spesso attribuiti al miglior offerente durante le Landsgemeinden, ciò che lasciava spazio alla corruzione e ad altre forme irregolari di condizionamento (Trölen, Praktizieren). I baliaggi più onerosi da ottenere e al tempo stesso più redditizi erano generalmente appannaggio dell'élite politica e sociale; alcune fam., come ad esempio i Reding, occuparono per decenni importanti cariche in Turgovia e nella contea di Baden. Ciononostante, tra il 1630 e il 1798 ca. un quarto delle 150 fam. cittadine di S. parteciparono all'amministrazione dei baliaggi.
In questo contesto, la seconda guerra di Villmergen (1712) rappresentò una cesura, in quanto la quarta pace nazionale che ne scaturì sancì l'esclusione di S. dalla gestione di redditizi baliaggi comuni (contea di Baden, parte inferiore dei Freie Ämter) e l'inizio di una sua marginalizzazione politica all'interno della Conf. Questa evoluzione non toccò invece i Paesi dipendenti (March, Wollerau e Pfäffikon, Einsiedeln, Küssnacht), su cui S. esercitava il dominio esclusivo. Lo status giur. di questi territori peggiorò progressivamente; da un rapporto in origine anche di tipo costruttivo e paritario, nel corso del XVII sec. si passò, soprattutto nel caso della March, a una relazione di dipendenza. Per quanto riguarda le aree legate da un patto di comborghesia, se nel XV sec. l'accento veniva ancora posto sulla conferma annuale dei diritti da parte di S., nel XVIII sec. le autorità pretesero veri e propri giuramenti di fedeltà. Il peggioramento dei rapporti con i Paesi dipendenti fu anche all'origine dei grandi contrasti successivi al 1798, che culminarono nella divisione del cant. nel 1833.
Autrice/Autore: Kaspar Michel / mku
La formazione di una specifica identità svittese risale al tardo ME. Da una parte affondò le radici nei miti di fondazione della Conf. e dall'altra si ispirò a leggende quali la discendenza degli Svittesi dagli Svedesi. In base all'opera Vom Herkommen der Schwyzer und Oberhasler, redatta da Heinrich von Gundelfingen attorno al 1480, 6000 Svedesi e 1200 Frisoni orientali si sarebbero stabiliti in Svizzera, ottenendo l'immediatezza imperiale per aver protetto attorno al 400 il papa e l'imperatore a Roma dai barbari. Questo mito assunse grande importanza nel XVI sec. e fu fatto proprio anche dalle autorità svittesi, come testimoniano una legge suntuaria della fine degli anni 1520-30 e una risoluzione della Landsgemeinde del 1531. Un elemento centrale della narrazione, il salvataggio del papa da parte degli Svedesi risp. Svittesi, presenta tratti comuni con gli aspetti sacrali del culto della bandiera di cui fu oggetto il vessillo svittese o con il ruolo particolare delle commemorazioni di battaglie nel cant. S. si considerava non solo fondatore e protettore della Conf., ma anche baluardo del cattolicesimo, per cui talvolta rivendicò una posizione preminente rispetto agli altri cant. catt.
La rigidità nelle questioni confessionali e i frequenti conflitti intestini caratterizzarono l'immagine di S. verso l'esterno durante l'età moderna. Spec. gli inviati e i reclutatori di truppe stranieri consideravano gli Svittesi imprevedibili, cocciuti, sovversivi e assetati di denaro. I cant. rif. e, in parte, anche quelli catt. li giudicavano arroganti e inclini allo scontro politico, come nel caso dei Defensionali dopo il 1647 e dell'affare Zwyer. La politica svittese, che spesso sconfinava nel fanatismo religioso, pregiudicò di frequente una politica conf. comune e improntata al pragmatismo. Più volte S. venne definito l'"enfant terrible" del Corpo elvetico. Questo aspetto problematico della cultura politica svittese ebbe ripercussioni dirette sulla Dieta fed. e sull'amministrazione dei Paesi soggetti, in cui la collaborazione con S. diede ripetutamente adito a problemi.
Autrice/Autore: Kaspar Michel, Oliver Landolt / mku
Oltre agli Höfe e alla zona centrale della March, nel VII sec. la colonizzazione alemanna riguardò l'area di Küssnacht e la conca di S.; la regione di Einsiedeln era sfruttata a scopo agricolo ma non abitata. Nell'VIII-IX sec. furono promossi dissodamenti nella parte interna del cant. Al più tardi dal 900 le rive del ramo di Küssnacht del lago dei Quattro cant., la conca di S. e Gersau furono abitate in maniera permanente; l'occupazione delle aree di montagna situate a più alta quota, attestata per la valle della Muota e il Wägital, probabilmente ebbe inizio attorno all'anno Mille. A causa tra l'altro dell'incremento demografico, nei sec. centrali e finali del ME i poderi sparsi (sul modello alemanno) si addensarono, dando vita a villaggi e alle forme comunitarie di sfruttamento tipiche di S. Anche gli insediamenti alpini temporanei (Alp Rederten nel Wägital, alpeggi nella valle della Muota), le cui prime tracce risalgono ca. all'anno Mille, furono prevalentemente organizzati e sfruttati in forma corporativa. Sia nella parte settentrionale del cant. (versante nord del Rossberg-Etzel-Pfifegg) sia in quella meridionale (Altmatt-Morgarten-Rossberg/Steinerberg e versante sud dell'Engelstock-Haggen-Ibergeregg) si trovavano aree a insediamento sparso caratterizzate da poderi abitati e sfruttati tutto l'anno, diffusisi in seguito (dal XIV sec.) anche nelle zone di montagna (sito archeologico di Balmis nei pressi di Illgau). Tra i primi villaggi figurano Küssnacht, Steinen, S. ed Einsiedeln; altri seguirono in un secondo momento (Brunnen, Morschach) o assunsero tale aspetto nel XIV sec. (Arth, Lachen). Durante l'età moderna, i territori più densamente popolati furono S., Brunnen, il fondovalle di Arth, Küssnacht, Einsiedeln e la parte inferiore della March.
I dati sulla pop. delle parrocchie svittesi sono affidabili solo dalla metà del XVIII sec. Nel 1743 nell'intero territorio cant. (inclusi Gersau e Reichenburg, passati definitivamente a S. solo nel XIX sec.) vivevano 25'815 persone, di cui 12'287 nel Paese di S., 5426 nella March, 3320 a Einsiedeln, 1506 a Küssnacht, 2321 negli Höfe e 955 a Gersau. Il capoluogo aveva 4639 ab. Dieci anni più tardi la pop. cant. era cresciuta di 1287 unità; nel 1799 si contavano già 34'138 persone.
L'emigrazione ebbe scarse ripercussioni sul piano demografico. Solo singoli individui lasciarono il cant. per motivi religiosi e politici; anche l'emigrazione militare (Servizio mercenario) viene generalmente sovrastimata, dato che di norma i mercenari ritornavano in patria.
Autrice/Autore: Kaspar Michel / mku
Rivolta all'autoconsumo nei sec. centrali del ME, l'agricoltura nella parte meridionale del cant. nel XIV-XV sec. si orientò verso l'allevamento di bestiame grosso e l'economia lattiera (formaggio, burro), i cui prodotti venivano esportati sia sui mercati dell'Italia settentrionale (attraverso le Alpi), sia verso l'Altopiano e la Germania meridionale. Oltre ai bovini, anche cavalli (venduti soprattutto in Italia del nord) e ovini assunsero una certa rilevanza. La campicoltura, ancora attestata all'inizio del XIV sec., fu progressivamente scalzata, seppure con notevoli differenze a seconda delle regioni; l'approvvigionamento di cereali fu garantito in misura crescente da importazioni dall'Altopiano e dalla Germania meridionale. Anche il sale, fondamentale per l'allevamento, veniva importato. Poiché l'allevamento e l'economia lattiera richiedevano una quantità di manodopera nettamente inferiore rispetto alla cerealicoltura, nel corso del tardo ME il servizio mercenario divenne un'importante fonte di introiti. Pure la selvicoltura assumeva un peso di rilievo. Nel XVI-XVII sec. furono promossi vasti disboscamenti per ampliare la superficie pascoliva. Il legname così ottenuto veniva esportato verso Lucerna, Zugo e spec. Zurigo sotto forma di assi e legna da ardere.
Dall'inizio dell'XI all'inizio del XV sec. nel territorio cant. predominò il denaro di Zurigo, affiancato nel XV sec. dalle monete lucernesi. Dopo aver ottenuto il diritto di battere moneta da re Sigismondo nel 1424, all'inizio del XVI sec. S. insieme a Uri e Untervaldo gestì una zecca comune a Bellinzona, seguita da una seconda ad Altdorf (UR), attiva con interruzioni dal 1548 al 1610. In seguito i tre cant. rinunciarono a collaborare in quest'ambito. Dal XVII fino a XIX sec. inoltrato S. coniò autonomamente monete di vario tipo.
Grazie a Küssnacht e al porto di Brunnen, situati sul lago dei Quattro cant., S. trasse vantaggio anche dai traffici lungo l'asse del Gottardo. Del ruolo di meta di pellegrinaggio beneficiò soprattutto Einsiedeln, che con le sue locande per i pellegrini divenne un borgo dal carattere quasi urbano.
Il mercato di S. è menz. la prima volta nel 1313 in occasione di una controversia giur. Anche altre località erano sede di mercati, come quello del bestiame attestato a Steinen nel 1416. Nel 1415 re Sigismondo confermò al Paese di S. il diritto di tenere un mercato nella March, che già da qualche anno si svolgeva a Lachen (cioè lungo l'itinerario tra Zurigo e i passi grigionesi) e faceva concorrenza al mercato settimanale di Rapperswil. A Einsiedeln sono attestati mercati dal XIV sec.
In singole località del Paese di S. e dei Paesi dipendenti, l'artigianato era abbastanza sviluppato già nel XV sec. Dal XVI sec. gli artigiani di vari territori formarono confraternite che ricoprirono la funzione di corporazioni. Quella dei SS. Crispino e Crispiano, autorizzata nel 1532, riuniva ad esempio i sarti e calzolai del borgo di S. A Einsiedeln la tipografia abbaziale ebbe un ruolo sul piano economico e culturale.
L'industria a domicilio basata sul Verlagssystem, sorta nel cant. Zurigo nel XVII sec., in seguito si affermò anche in territorio svittese. Spec. nel XVIII sec., la filatura a domicilio garantì il sostentamento di numerose fam. nella conca di S., nella March e negli Höfe. Le iniziative promosse nell'ultimo quarto del XVII e soprattutto durante il XVIII sec. per diffondere la lavorazione a domicilio della seta ebbero successo in alcune località (S., Gersau), meno in altre (Einsiedeln).
Dal XVI sec. si registrarono numerosi tentativi di sfruttare miniere di ferro o di altre importanti materie prime, che sul lungo periodo si rivelarono però sempre infruttuosi. Più redditizie furono le cave di pietra, attestate dal tardo ME spec. negli Höfe e nella March. Utilizzata come combustibile, la torba fu estratta dal XVIII sec. nella regione di Einsiedeln e nelle torbiere alte di Rothenthurm. Per garantire il proprio approvvigionamento di materiali da costruzione, su disposizione delle autorità nel 1596 venne creata una prima fornace di laterizi a Ibach, cui ne seguirono altre, tra l'altro a Einsiedeln e nella March. Nella seconda metà del XVII e nel XVIII sec. furono sporadicamente attive delle vetrerie nella regione di Iberg e nell'Alptal.
Autrice/Autore: Oliver Landolt / mku
Nel corso del tardo ME, nelle varie regioni del cant. si assistette a una crescente differenziazione sociale. Accanto a servi ecclesiastici, affittuari e servi della gleba esistevano anche uomini liberi; non vi sono però informazioni sul peso relativo di ciascuno di questi gruppi sociali. Soprattutto la storiografia più datata presupponeva che prevalessero i "liberi", un'ipotesi che però non è stata confermata dagli studi più recenti. Al contrario di altri cant. rurali quali Uri e Nidvaldo, nel tardo ME nell'odierno territorio svittese la presenza di nobili era pressoché nulla; il ruolo dominante era assunto da ricche e potenti fam. di origine contadina. La maggior parte della pop. era costituita da contadini di condizioni modeste, che possedevano o detenevano in affitto poderi di estensione variabile. Probabilmente non poche persone si guadagnavano da vivere come braccianti, serve, domestici o alpigiani al servizio di aziende agricole, conventi e botteghe artigiane. Sul piano giur., politico, economico e sociale assunse importanza la distinzione, riscontrabile già nel tardo ME sia nel Paese di S. sia nei Paesi dipendenti, tra cittadini a pieno titolo (denominati Landleute a S., nella March e a Küssnacht, Waldleute a Einsiedeln e Hofgenossen a Wollerau e Pfäffikon) e dimoranti dotati di minori diritti. In epoca moderna si aggiunse il gruppo dei forestieri tollerati dietro pagamento di una tassa annuale (Jahrgeldler), sostanzialmente privi di diritti.
In epoca moderna, la posizione privilegiata, in vari ambiti, dei cittadini del Paese di S. nei confronti degli ab. dei territori dipendenti assunse un forte peso. Spec. dal XVI sec., varie fam. del nucleo originario del cant. acquisirono enormi fortune quali Imprenditori militari al servizio di principi stranieri. Testimonianza concreta di questa ricchezza sono le numerose residenze signorili in pietra nei dintorni del borgo di S. Tali fam. detenevano anche il potere politico nel cant.; la funzione di Landamano e le altre massime cariche erano ricoperte da loro esponenti. La loro influenza politica era garantita da una vasta rete di rapporti clientelari, coltivata soprattutto per mezzo di pagamenti in denaro. Dal XVI sec. manifestarono tendenze all'aristocratizzazione, attestate tra l'altro dall'acquisto di blasoni e titoli nobiliari da principi stranieri.
Nel XIV sec. tra le più importanti fam. figuravano gli Stauffacher e gli Ab Yberg. Dal tardo ME membri della fam. Reding, residente dalla seconda metà del XVI sec. tra l'altro nel borgo di S., esercitarono una forte influenza politica non solo nel cant. S., ma temporaneamente anche sul piano conf. Tra il 1440 ca. e il 1580 anche esponenti degli In der Halden occuparono a più riprese le massime cariche cant. Accanto ai Reding, fino alla fine dell'ancien régime assunsero un ruolo dominante spec. le fam. Ab Yberg, Schorno, Betschart, von Nideröst, Ceberg, Jütz e Weber. Nella March, che rispetto a Einsiedeln, Pfäffikon, Wollerau e Küssnacht beneficiò in un primo momento di una relativa libertà, primeggiarono gli Hegner (dopo il 1500) e gli Schwyter (nel XVIII sec.).
I bisognosi erano sostenuti soprattutto da fondazioni religiose (fondi e borse dei poveri, pie fondazioni private). Ospedali e lazzaretti esistevano nelle località più grandi di S. ed Einsiedeln, in parte dal tardo ME, e accoglievano non solo la pop. locale, ma temporaneamente anche pellegrini malati e altri viandanti. Le cacce ai mendicanti compiute saltuariamente miravano innanzitutto a espellere gli elemosinanti forestieri. Dal XVI sec. la mendicità fu sottoposta al controllo di appositi sovrintendenti.
Avvenimenti quali gli incendi a Einsiedeln (tra l'altro nel 1509, 1577 e 1680), Brunnen (1620), S. (1642) e Arth (1719, 1759), le epidemie di peste (ad esempio nel 1519, 1611, 1629), le catastrofi naturali, le carestie e i periodi di inflazione non ebbero solo forti ripercussioni sul piano demografico, ma influenzarono profondamente anche la mentalità popolare. Simili calamità venivano interpretate come punizioni divine per misfatti umani, per cui non di rado erano seguite da leggi suntuarie più severe, dalla costruzione di cappelle e da pellegrinaggi.
Autrice/Autore: Oliver Landolt / mku
Fino al 1815 il territorio del cant. S. fece parte della diocesi di Costanza. Le parrocchie della March, degli Höfe e di Einsiedeln appartenevano al decanato di Rapperswil-Zurigo, quelle del Paese di S. e di Küssnacht al decanato di Lucerna (risp. al capitolo dei Quattro Cantoni). Dopo lunghi sforzi, nel 1688 S. ottenne un proprio commissario vescovile.
Dai sec. centrali del ME alla fine del XVIII sec. il numero delle parrocchie conobbe una significativa crescita, ciò che riflette l'esigenza di una capillare cura delle anime. La fede profonda di un'ampia parte della pop. si manifestò tramite pellegrinaggi ufficiali (già nel ME a Einsiedeln, dalla fine del XVI sec. all'eremo di Nicolao della Flüe a Sachseln, dal 1641 alla cappella di S. Anna a Steinerberg), la fondazione di cappelle ed edicole, la costituzione di confraternite e la "grande preghiera", un momento di raccoglimento collettivo di ca. tre ore probabilmente diffusosi dall'inizio del XVI sec. In varie località (tra l'altro sull'isola di Schwanau e a Tschütschi sopra S.) vivevano eremiti, altamente stimati dalla pop.
Fondata nel 934, l'abbazia benedettina di Einsiedeln nel corso del ME divenne una meta di pellegrinaggio mariano di rilevanza europea, che attirava folle di fedeli. Ulrich Zwingli, parroco nel villaggio di Einsiedeln (1516-18), e Balthasar Trachsel, parroco ad Arth (1520-24), propagarono le idee della Riforma, che si diffusero spec. a Einsiedeln, Arth, Freienbach, Tuggen e, forse, anche a S. Le autorità repressero però presto tali tendenze; solo ad Arth esistette un gruppo clandestino di rif. o anabattisti fino al 1655. Tra i cant. rimasti catt., dopo il 1530 S. si distinse per le sue posizioni fortemente ortodosse, di cui risentirono in particolare i rif. nei baliaggi comuni come il Gaster. I cappuccini, insediatisi nel cant. dopo il Concilio di Trento (1545-63) e sostenuti anche con denaro pubblico, aprirono conventi a S. (1585) e Arth (1656). Esercitarono un importante ruolo nel consolidamento del cattolicesimo e godettero di grande popolarità in vaste fasce della pop. Nel XVII-XVIII sec. nel paesaggio sacro svittese si diffuse lo stile barocco; le fam. dirigenti, tra cui i Reding, gli Ab Yberg, i Kyd, i Betschart, i Büeler, i Kothing e i Fassbind, finanziarono la costruzione di numerose chiese e cappelle. Sostenuta dalle autorità, la religiosità catt. permeò profondamente la vita della pop. Preghiere, processioni e pellegrinaggi, ordinati dal governo per scongiurare catastrofi e disastri, facevano parte della quotidianità così come le esortazioni a frequentare regolarmente la messa. Le credenze magiche, spesso frammiste a elementi religiosi, erano diffuse anche nel ceto dirigente, come dimostrano ad esempio le annotazioni del Landamano Michael Schorno del XVII sec. Processi di stregoneria sono documentati dalla seconda metà del XVI sec. A causa della scarsità delle fonti, è però possibile quantificare il fenomeno solo con molta approssimazione. Le ultime vittime delle persecuzioni si ebbero nel 1753 e nel 1754.
Autrice/Autore: Oliver Landolt / mku
La scuola conventuale di Einsiedeln è attestata dal X sec., ma era riservata ai monaci. Nel borgo di S., i primi maestri di scuola conosciuti per nome risalgono alla metà del XV sec.; negli altri villaggi del cant. i primi ist. educativi furono creati nel XVI-XVII sec. Soprattutto la richiesta del Concilio di Trento di creare strutture scolastiche in tutte le parrocchie diede i suoi frutti, anche se mancano informazioni sul grado di alfabetizzazione della pop. Scuole lat., il cui corpo insegnante era formato prevalentemente da ecclesiastici, esistevano a Einsiedeln, S. (dal 1627) e Lachen (dal 1690). Suore del convento di S. Pietro (am Bach) dalla metà del XVI sec. gestirono una scuola femminile.
Dal tardo ME singoli esponenti dell'élite frequentavano Univ. nella Conf. e all'estero (spec. Basilea, Bologna, Pavia, Milano, Parigi, Vienna, Colonia, Heidelberg, Erfurt, Wittenberg, Tubinga, Friburgo in Brisgovia). Dopo la Riforma, gli studenti svittesi, il cui numero era ridotto rispetto ad altri cant. conf., si limitarono agli atenei catt.
Autrice/Autore: Oliver Landolt / mku
Durante il ME e l'età moderna l'arte e la cultura erano profondamente influenzate dal cattolicesimo. L'abbazia benedettina di Einsiedeln costituì, grazie al suo scriptorium, un precoce polo dell'arte libraria medievale (spec. in epoca ottoniana e romanica) e un centro della musica corale. La cultura del libro raggiunse un nuovo apice con l'ampliamento della biblioteca abbaziale dall'inizio del XVII sec. e la creazione di una tipografia conventuale nel 1664. Soprattutto artisti e artigiani forestieri contribuirono a dare forma al paesaggio sacro svittese, caratterizzato dallo stile barocco ancora all'inizio del XXI sec. La diffusione del Barocco in tutta la Svizzera centrale fu favorita dal ruolo del convento di Einsiedeln quale meta di pellegrinaggio di rilevanza europea. Nell'ambito dell'architettura religiosa, fino alla fine del XVII sec. prevalsero capomastri, stuccatori e frescanti dell'Italia settentrionale, e dal XVIII sec. botteghe della Germania meridionale. Dal tardo ME sono attestati anche artisti locali quali Ulrich Rosenstein, scultore in pietra e legno attivo a Lachen alla fine del XV sec., e Johann Carl Hedlinger, medaglista di S. noto in tutta Europa nel XVIII sec. A cavallo del 1700 a Einsiedeln fu attivo l'architetto barocco Caspar Moosbrugger, originario del Bregenzerwald, che realizzò numerosi edifici sacri non solo nel cant. S. (spec. ricostruzione del convento e della chiesa di Einsiedeln, 1702-23), ma anche nel resto della Conf. e nella Germania meridionale. L'abilità dei carpentieri-falegnami locali è testimoniata dalle case in legno, documentate dal 1170. Nel XVI-XVII sec. si affermarono progressivamente le costruzioni in pietra, non di rado combinate con elementi lignei; nel XVIII sec. anche le case rurali adottarono elementi dell'architettura urbana come l'avantetto. Influenze esterne giunsero a S. anche tramite il servizio mercenario, come attestano lo stile e gli arredi interni (pannellature) delle residenze signorili (ad esempio casa Ital Reding) nei dintorni di S.
Autrice/Autore: Oliver Landolt / mku
Per motivi politici e religiosi, nel 1798 il Paese di S. si oppose, se necessario anche con le armi, all'incorporazione nella Repubblica elvetica.
La maggioranza del clero considerava le idee illuministe un pericolo per la fede catt. e la moralità e quindi le rifiutava fermamente; solo pochi ecclesiastici attorno ad Augustin Schibig e Alois Fuchs ebbero un atteggiamento più aperto. Tale avversione contribuì in maniera determinante alla profonda ostilità della pop. nei confronti delle nuove correnti di pensiero e della Repubblica elvetica, manifestatasi soprattutto durante le Landsgemeinden della primavera del 1798. Fu ulteriormente rafforzata dagli eventi della Rivoluzione franc., in particolare dalla politica ecclesiastica dei governi rivoluzionari, e dai resoconti dei numerosi ecclesiastici fuggiti dalla Francia e accolti negli anni 1790-1800 dall'abbazia di Einsiedeln. Nei Paesi dipendenti, ad esempio nella March, la Rivoluzione elvetica fu invece in parte recepita favorevolmente a causa delle rivendicazioni di autonomia locali.
Di fronte alla minaccia esterna, durante l'Invasione francese (marzo 1798) S. concesse gradualmente l'autodeterminazione ai Paesi dipendenti. In aprile S. insieme a Nidvaldo, Uri, Glarona e Zugo respinse la Costituzione elvetica. Malgrado la vittoria contro le truppe franc. nei pressi di Rothenthurm (2.5.1798), le milizie della Svizzera centrale sotto il comando di Alois Reding dovettero capitolare di fronte alla supremazia dell'avversario. Mentre il Paese di S. in un primo momento fu risparmiato, i Paesi dipendenti subirono occupazioni e requisizioni; spec. il convento di Einsiedeln fu saccheggiato. Il territorio svittese fu suddiviso tra i cant. Waldstätten (comprendente i futuri distr. di S., Gersau, Küssnacht ed Einsiedeln) e Linth (futuri distr. della March, di Wollerau e Pfäffikon). Per aver sostenuto la fallimentare rivolta nidvaldese nell'autunno del 1798, il Paese di S. venne occupato dalle truppe franc., dovette consegnare le armi e subì requisizioni. La resistenza svittese contro la presenza franc. è testimoniata dalla cosiddetta guerra delle camicie dei pastori (Hirthemmlikrieg) dell'aprile del 1799. Dopo aver sedato la sommossa, i Francesi trasferirono il capoluogo del cant. Waldstätten da S. a Zugo.
In seguito allo scoppio della seconda guerra di Coalizione, nell'estate-autunno del 1799 il territorio svittese divenne teatro di scontri. A metà agosto il generale franc. André Masséna scacciò reparti austro-russi dalla conca di S. Contemporaneamente l'esercito del generale russo Aleksandr Suvorov varcò il passo del Kinzig e affrontò contingenti franc. nella valle della Muota. Poiché non riuscì a penetrare nella conca di S., dovette ripiegare verso Glarona attraverso il passo del Pragel. I combattimenti e i conseguenti saccheggi e requisizioni alimentari costituirono un duro colpo per la pop.
L'Atto di mediazione del 1803 ripristinò il cant. nella sua estensione originaria. Gli ex Paesi dipendenti, trasformati in distr., persero il loro status sfavorito; Gersau e Reichenburg furono aggregati al cant. Tutti i cittadini beneficiavano degli stessi diritti; le varie aree erano rappresentate nelle istituzioni in proporzione al loro peso demografico.
Dopo l'abrogazione dell'Atto di mediazione, nel febbraio del 1814 ripresero i conflitti intestini, dovuti al tentativo dell'antico Paese di S. di riacquisire il suo ruolo predominante e di escludere la restante pop. del cant. dalle decisioni politiche. Di fronte all'opposizione degli ex Paesi dipendenti, riconobbe l'uguaglianza politica di tutti i cittadini del cant., riuscendo comunque a ottenere una posizione egemonica dato che al distr. di S. spettavano i due terzi dei seggi negli organismi politici e le massime cariche pubbliche. In seguito continuarono le spinte restauratrici degli esponenti dell'antico Paese di S. Gersau, tornato a essere una repubblica indipendente nel 1814, fu definitivamente aggregato al cant. S. nel 1817. Gli ex dimoranti del distr. di S., ora denominati "nuovi cittadini", furono equiparati sul piano politico; non ottennero tuttavia la parità completa che era stata promessa loro nel 1798 poiché rimasero esclusi dalle corporazioni di sfruttamento. Quando nel 1829 il distr. di S. revocò i diritti politici ai "nuovi cittadini", gli altri distr. interpretarono tale misura come una pretesa egemonica da parte dell'antico Paese di S., che rimetteva in questione anche il loro diritto di partecipazione politica.
Incoraggiati dalla Rivoluzione di luglio a Parigi (1830) e dalla Rigenerazione in altri cant., i distr. della March, di Einsiedeln, Küssnacht e Pfäffikon rivendicarono una nuova Costituzione, che tra l'altro avrebbe dovuto garantire una loro equa rappresentanza sul piano politico. I vertici dell'antico Paese di S. assunsero un atteggiamento di chiusura e reagirono con troppa esitazione, per cui non si giunse a un'intesa. Di conseguenza i distr. esterni nel 1831 si separarono. Il 9 marzo a Einsiedeln si insediò il Consiglio di S. esterno, che si dotò di un'amministrazione e di una legislazione autonome; nel 1832 venne accettata una Costituzione. Nel 1833 la Dieta fed. riconobbe il cant. di S. esterno quale membro della Conf., chiedendo però nel contempo la riunificazione.
Uno scontro tra sostenitori e oppositori della scissione a Küssnacht diede il pretesto all'antico Paese di S. di risolvere il conflitto costituzionale sul piano militare. Occupando Küssnacht (31.7.1833) si spinse però troppo oltre, poiché la Dieta fed. diede seguito alla richiesta di aiuto di S. esterno e Lucerna e ordinò l'occupazione militare del cant. S. da parte di truppe fed., eseguita nel mese di agosto. Anche se i leader dei distr. esterni erano liberali, e quelli di S. e Wollerau di orientamento conservatore, il conflitto non nasceva in primo luogo da motivazioni politico-ideali, ma piuttosto dalla ribellione dei distr. sfavoriti nei confronti dello strapotere dell'antico Paese di S.
Il presidio militare indusse i distr. a elaborare in breve tempo una nuova Costituzione, che stabilì la piena uguaglianza giur. di tutti gli ab. del cant. La sua approvazione sancì anche la riunificazione tra S. esterno e interno. Con Nazar von Reding e Melchior Diethelm, durante la Landsgemeinde del 13.10.1833 gli Svittesi elessero ai vertici dello Stato due personalità di orientamento progressista, sostituiti però già mezzo anno più tardi da esponenti conservatori. Il cambio di schieramento di Franz Joachim Schmid di Lachen aveva infatti fatto pendere la bilancia a favore di questi ultimi.
I conservatori rimasero al potere fino al 1847. I tentativi di risolvere problemi urgenti quali la costruzione di strade e la questione dei senza patria fallirono per mancanza di risorse finanziarie. Anche i conflitti intestini tra partiti e distr. non furono affrontati. Al contrario, la contesa detta Hörner und Klauen, che vide prevalere i conservatori, culminò in una rissa di massa durante la cosiddetta Landsgemeinde delle botte (Prügellandsgemeinde) del 1838. L'affare dei conventi di Argovia (1841-43), le spedizioni dei Corpi franchi (1844-45), la questione dei gesuiti e gli sforzi per la revisione del Patto fed. del 1815 misero in difficoltà il governo conservatore sul piano fed., garantendogli però nel contempo il consenso interno. Sul fronte esterno nel 1845 trovò un sostegno sia politico sia religioso nel Sonderbund. Per S. si trattava di difendere la sovranità cant. e la religione catt. La Landsgemeinde del 26.9.1847 autorizzò il governo a ricorrere a mezzi militari in caso di necessità. Con lo scoppio della guerra, l'entusiasmo scemò rapidamente soprattutto nei distr. liberali. Quattro giorni dopo la sconfitta nei pressi di Gisikon (23 novembre), il Gran Consiglio approvò la resa.
L'occupazione del cant. da parte di truppe della Dieta fed. sancì la fine del governo conservatore. Nella riorganizzazione politica del cant., i due commissari fed., Johann Heinrich Heim di Appenzello Esterno e Matthias Hungerbühler di San Gallo, ebbero un ruolo importante. Essi imposero un nuovo governo provvisorio e una Costituente. Un primo progetto di Costituzione, che prevedeva tra l'altro la divisione del distr. di S. in due parti (S. e Arth), venne respinto a debole maggioranza il 27.1.1848. La seconda bozza, che revocò gli aspetti più controversi della prima e riunì i distr. di Wollerau e Pfäffikon nel distr. degli Höfe, fu invece approvata alle urne.
La Costituzione cant. del 27.2.1848 comportò diverse modifiche sostanziali, tra cui la netta distinzione, introdotta per la prima volta, tra potere legislativo (Gran Consiglio), esecutivo (Consiglio di Stato) e giudiziario, la suddivisione in tre livelli istituzionali (com., distr., cant.), dalle competenze chiaramente definite e dotati di sovranità fiscale, e l'abolizione della Landsgemeinde. Fino ad allora massimo organo dello Stato, aveva perso credibilità durante gli eventi del 1833-47 e non era più in grado di rispondere alle esigenze di un cant. di tale dimensione geografica e peso demografico. Le sue competenze principali (spec. l'approvazione di leggi e modifiche costituzionali) passarono ai neoistituiti circ. (Kreisgemeinden) e alle relative assemblee, durante le quali le elezioni e votazioni si svolgevano per alzata di mano.
Nonostante la vittoria dei conservatori nelle elezioni del Gran Consiglio del 12.3.1848, il parlamento nominò un governo a maggioranza liberale e liberal-conservatrice. Al Consiglio di Stato spettò il difficile compito di promuovere il consolidamento interno del cant. e di integrarlo nello Stato fed., poco amato come dimostra la netta bocciatura della Costituzione fed. con il 75% di voti contrari. Sul piano cant. attuò una politica di conciliazione, che in breve tempo favorì la pacificazione tra partiti e regioni. Malgrado resistenze interne ed esterne, si impegnò anche per un avvicinamento tra cant. e Stato fed. Dopo il condono del debito residuo dovuto alla guerra del Sonderbund, i rapporti con la Conf. divennero più distesi. Ebbero un ruolo importante nel processo di integrazione le Feste federali, in particolare quelle degli ufficiali (1856) e di tiro (1867), svoltesi entrambe a S.
All'inizio degli anni 1870-80, le lotte per la revisione della Costituzione fed. e il conflitto tra alcuni governi cant. radicali e la Chiesa catt. (Kulturkampf) gravarono sulle relazioni con lo Stato fed. A S. la contesa in atto a livello nazionale portò a un rimescolamento del quadro politico. I liberal-conservatori dovettero cedere il potere ai catt. conservatori intransigenti di orientamento ultramontano, che difesero le posizioni catt. nella questione delle suore insegnanti (1881) e nel referendum contro il cosiddetto balivo scolastico (1882). Anche sul piano nazionale i conservatori consolidarono il loro ruolo grazie a vittorie nelle votazioni popolari. Espressione concreta della riuscita integrazione dei cant. del Sonderbund nello Stato fed. fu la festa nazionale del 1891 per i 600 anni della Conf., svoltasi a S. (primo agosto) e sul Grütli (2 agosto).
La Costituzione cant. del 1848 si rivelò duratura. Un tentativo di revisione promosso nel 1854 dai conservatori, volto a reintrodurre la Landsgemeinde e abolire nel contempo le assemblee di circ., fu nettamente respinto alle urne, così come l'iniziativa popolare liberale del 1866 per una sua riforma parziale, che mirava ad ampliare i diritti popolari. La Costituzione fed. del 1874 rese comunque necessario un adeguamento di quella cant. Nel 1876 la nuova legge fondamentale totalmente rivista, di impronta conservatrice, fu accettata con una maggioranza del 73%. Essa limitò tra l'altro la facoltà del Gran Consiglio di emanare ordinanze, estese il referendum obbligatorio sulle leggi del Gran Consiglio e introdusse il referendum finanziario obbligatorio e l'iniziativa legislativa.
A metà degli anni 1890-1900, la lotta politica divenne nuovamente più aspra a causa dell'approvazione dell'iniziativa per la revisione della Costituzione promossa dai liberali. Grazie a un'esigua maggioranza nella Costituente, fecero adottare alcuni articoli controversi che regolamentavano la gestione patrimoniale e l'accoglimento di novizi nei conventi. Paventando minacce per la religione, i conservatori lottarono strenuamente contro tale progetto, infine sconfitto nettamente alle urne. Tale successo rafforzò il predominio conservatore. Il Consiglio di Stato elaborò immediatamente una seconda bozza, sostanzialmente identica alla prima fatta eccezione per le discusse norme di politica ecclesiastica. Questo testo, che prevedeva tra l'altro elezioni generali ogni quattro anni, l'elezione popolare di tutti i parlamentari, almeno un seggio in Gran Consiglio per ogni com., il sistema elettorale proporzionale per i com. che avevano diritto a tre o più deputati e la piena libertà di religione, venne accolto a chiara maggioranza il 23.10.1898. Malgrado modifiche sostanziali nel corso del XX sec., un progetto per una nuova Costituzione è stato accettato solo nel 2011.
Negli anni 1870-80 sorsero le prime sezioni della Soc. del Grütli. Suoi esponenti riuscirono per la prima volta ad accedere al parlamento cant. nel 1900. Fecero parte della frazione liberale fino al 1920, quando, a causa dello sciopero generale del 1918, costituirono un gruppo autonomo. Le org. cristiano-sociali dei lavoratori e delle lavoratrici, nate nel 1904, nel 1926 promossero la fondazione del partito cristiano-sociale, che formò un gruppo parlamentare unico con i conservatori.
La prima guerra mondiale colpì duramente la pop. Vista la durata prolungata del conflitto e le misure insufficienti delle autorità, i prezzi dei generi alimentari e di altri beni di consumo crebbero fortemente. Contemporaneamente la situazione occupazionale fu critica e i salari diminuirono. A causa del crollo del turismo e dell'industria tessile a domicilio, S. soffrì in misura maggiore alla media nazionale. In assenza di un'indennità per perdita di guadagno per i soldati, molte fam. si trovarono in una condizione di emergenza. Il ricorso a truppe svittesi per interventi dell'esercito contro i partecipanti allo sciopero generale nel cant. Uri, a Rapperswil e nell'Oberland zurighese, unito alla polemica per la morte di soldati dovuta all'influenza spagnola, portò a una polarizzazione politica; i conservatori evocarono i "soldati uccisi dalla grippe" nelle loro campagne elettorali fino alla metà degli anni 1930-40.
Il periodo tra le due guerre mondiali fu caratterizzato da una profonda insicurezza, come dimostrano le aspre campagne elettorali, soprattutto quando la pop. era chiamata a esprimersi su proposte di politica sociale della sinistra, e la tendenza ad assumere il ruolo di cant. dei Neinsager. Tra il 1919 e il 1939, su un totale di 58 oggetti posti in votazione fed. S. ne respinse 38, più di ogni altro cant. La polarizzazione politica culminò nel 1938 nel divieto del partito comunista sul piano cant. Ciononostante, di fronte ai problemi economici, dalla metà degli anni 1930-40 si instaurò una collaborazione interpartitica, rivolta in primo luogo alla creazione di programmi occupazionali per disoccupati. La volontà di coinvolgere la classe operaia nell'attività di governo fu sottolineata dall'elezione del socialista Johann Wattenhofer alla presidenza del Gran Consiglio nel 1940; nel 1944 Josef Heinzer entrò quale primo esponente del PS nell'esecutivo cant., imponendosi contro un rappresentante degli agricoltori. La sconfitta di quest'ultimo segnò la fine di un partito agrario indipendente nel cant. Fondata attorno al 1935, l'Unione dei contadini della Svizzera centrale, sovrapartitica, era infatti riuscita a catalizzare lo scontento del mondo rurale per la pessima situazione congiunturale e la legislazione sugli alcolici e sfruttarlo politicamente a proprio favore. Il movimento raggiunse il suo apice nel 1943 con l'elezione in Consiglio nazionale di Josef Schuler, non riconfermato però quattro anni più tardi.
Durante la seconda guerra mondiale il dibattito pubblico fu dominato da temi quali la politica dei rifugiati, i razionamenti, il piano Wahlen e il servizio attivo, benché S. fosse meno esposto agli eventi bellici rispetto ai cant. di frontiera. Poiché S. si trovava al confine settentrionale del ridotto nazionale, vennero costruite numerose fortificazioni e installazioni militari, ad esempio sul Rigi, a Sattel, sull'Etzel e nella piana della Linth. Due volte S. si trovò al centro dell'interesse nazionale: nel 1941 per la festa dei 650 anni della Conf. (Museo dei Patti federali) e nel 1942 a seguito dell'arresto del proprietario di una latteria e di un mulino, implicato in grossi traffici di mercato nero, che suscitò la rivolta della pop. di Steinen.
L'alleanza tra i catt. conservatori e il partito cristiano-sociale, dal 1971 riuniti nel PPD, assicurò a entrambe le formazioni la maggioranza nel Gran Consiglio (fino al 1988) e in governo (fino al 2004). In reazione alla costituzione del PPD, nel 1972 venne fondata la sezione svittese del PAB, che aderì all'UDC nel 1975. Dalla fine degli anni 1990-2000 l'UDC registrò una forte crescita di voti e mandati a scapito non solo del PPD, ma anche del PRD, divenendo il partito di maggioranza relativa nel 2008 e assumendo un ruolo determinante nella politica cant. La sua ascesa fu favorita da un lato dalla tendenza in atto sul piano nazionale, e dall'altro dall'insoddisfazione dei conservatori nei confronti degli altri partiti borghesi. Il Forum critico di Ibach, costituito nel 1979 e scioltosi nel 1999, esercitò un ruolo importante su temi specifici. Formazioni minori quali il partito degli automobilisti, il partito della libertà, il partito europeista e il partito di Marcel Strebel (Fronte patriottico o partito per il futuro) ottennero un consenso solo effimero.
|1919||1939||1959||1967||1971||1979||1987||1991||1995||1999||2003||2007||2011|
|Consiglio degli Stati|
|PPD||2||2||2||2||2||2||2||1||1||1||1||1|
|PRD||1||1||1|
|UDC||1||1||2|
|Consiglio nazionale|
|PPD||2||2||2||1||1||2||1||1||1||1||1||1||1|
|PRD||1||1||1||1||1||1||1||1||1||1|
|PS||1||1||1||1||1||1||1||1|
|UDC||1||1||2||2||1|
|Totale||3||3||3||3||3||3||3||3||3||3||4||4||4|
|1920||1932||1944||1952||1964||1976||1988||1992||1996||2000||2004||2008||2010||2012|
|PPD||5||5||4||4||4||4||4||4||4||4||3||3||2||2|
|PRD||2||2||2||2||2||2||2||2||2||2||2||1||2||2|
|PS||1||1||1||1||1||1||1||1||1||1||1|
|UDC||1||2||2||3|
|Totale||7||7||7||7||7||7||7||7||7||7||7||7||7||7|
|1920||1932||1944||1952||1964||1976||1984||1988||1992||1996||2000||2004||2008||2012|
|PPD||61||59||53||55||57||52||55||49||48||46||43||34||29||29|
|PRD||32||31||30||33||27||29||25||30||34||29||26||24||21||23|
|PS||9||12||13||14||16||16||14||13||11||11||11||15||9||10|
|Verdi||4||2||1||1|
|UDC||3||4||4||5||12||20||27||41||35|
|Altri||1||3||3||1||2|
|Totale||102||103||99||105||100||100||100||100||100||100||100||100||100||100|
Autrice/Autore: Erwin Horat / mku
Il variegato panorama giornalistico svittese si distingue per il carattere prettamente regionale delle testate, che di regola fanno riferimento a un distr. o a una vallata. Fino agli anni 1980-90 erano perlopiù legate a un partito; in seguito si trasformarono in organi aperti a varie correnti di pensiero. Il primo giornale svittese fu lo Schwyzer Wochenblatt (o Schwyzerisches Wochenblatt; 1819, 1823-30), seguito da Der Waldstätter-Bote (1833-44). Nel 1846 uscì per la prima volta lo Schwyzerisches Volksblatt, da cui nacque la Schwyzer Zeitung (1849); il primo numero del Bote der Urschweiz risale al 1858. Successivamente si aggiunsero l'Einsiedler Anzeiger (1859), il March-Anzeiger (1860), il Wochenblatt für den Bezirk Höfe (1862) e il Freie Schweizer di Küssnacht (1866). Questi fogli, di orientamento borghese, costituirono il cardine della stampa cant., che nei decenni seguenti vide la fondazione di vari giornali e la chiusura di quasi altrettante testate. Lo Schwyzer Demokrat di Siebnen, pubblicato dal 1912 al 1987, fu l'unico organo socialista del cant. Nel 2010 gli Svittesi disponevano di otto giornali: il Bote der Urschweiz (S., tiratura di 15'266 copie nel 2010), la Neue Schwyzer Zeitung (stampata a Lucerna, 3487 copie), la Rigi-Post (Goldau, 3260 copie), il Freie Schweizer (Küssnacht, 4320 copie), il March-Anzeiger (Lachen) e l' Höfner Volksblatt (Wollerau), che insieme totalizzavano 11'646 esemplari, e la Zürichsee Zeitung Obersee (Stäfa, 11'087 esemplari). Nel 1990 iniziò a trasmettere la prima emittente radiofonica locale, Radio Schwyz (dal 1998 Radio Central).
Dal 1798 il cant. si è sempre dimostrato restio a sottomettersi alle decisioni di istanze esterne o sovraordinate. Gli esempi vanno dall'Elvetica alle Costituzioni fed. del 1848 e 1874 fino alla votazione sullo Spazio economico europeo. All'atteggiamento distaccato nei confronti dello Stato fed. contribuirono il fatto che S. non ebbe mai un proprio Consigliere fed., lo scarso numero di Svittesi nell'amministrazione fed., spec. nelle posizioni di vertice, e la pressoché totale assenza di istituzioni fed. sul suolo cant. (ad eccezioni degli arsenali fed., peraltro chiusi nel 2004, e delle FFS ad Arth-Goldau). D'altra parte, in occasione di giubilei conf. S. trasmise sempre l'immagine di partner fedele; ancora agli inizi del XXI sec. l'organizzazione di eventi di portata nazionale come la festa fed. dei costumi sviz. (2010) era vissuta come una prova dell'amicizia nei confronti dello Stato fed.
Autrice/Autore: Erwin Horat / mku
I particolarismi regionali costituiscono una costante della storia e della politica del cant. S., che si articola nelle tre regioni di S. interno (distr. di S., Gersau e Küssnacht), S. esterno (distr. della March e degli Höfe) ed Einsiedeln. Queste regioni storiche risp. distr. assunsero sempre un notevole peso politico. Il continuo bilanciamento delle competenze e dei compiti tra cant., distr. e com. (dal 1848) ha influenzato profondamente le sorti di S.
Dalla Mediazione (1803) fino alla vigilia dell'integrazione nello Stato fed. (1847), i livelli istituzionali furono essenzialmente due: il cant. e i distr. Benché menz. nella Costituzione del 1833, i com. non avevano compiti e prerogative. Malgrado la suddivisione delle attribuzioni postulata dalla legge fondamentale, in quel periodo i distr. erano i veri detentori del potere: avevano ad esempio il diritto di riscuotere imposte (dal 1833) e rivendicavano i proventi dei dazi; inoltre il distr. di S. si considerava il proprietario degli edifici pubblici dell'ex Paese di S. Un ulteriore problema era costituito dal peso predominante del distr. di S., che occupava buona parte delle cariche statali e che sotto la Restaurazione aveva avocato a sé due terzi dei seggi negli organismi pubblici.
La Costituzione del 1848 sancì per la prima volta la divisione tra potere esecutivo e legislativo. Decisiva fu l'istituzione del Consiglio di Stato quale organo esecutivo sul piano cant., cui spettò la creazione di un apparato statale al passo con i tempi. L'amministrazione venne organizzata in base al sistema dipartimentale. I Dip. furono dieci (1848-1904) e poi sette (dal 1904). Il loro numero da allora è rimasto invariato, mentre la loro denominazione e in parte anche i loro compiti mutarono nel corso degli anni. Con la riforma del 2008 sono stati istituiti il Dip. della sicurezza (che comprende l'ex Dip. di polizia e militare e una parte di quello di giustizia) e il Dip. dell'ambiente; il Dip. dell'istruzione, inglobando l'ufficio della cultura, è stato trasformato nel Dip. della formazione.
Lo sviluppo dell'amministrazione cant. fu lento. Nel 1850 contava 26 persone, di cui 20 poliziotti; i restanti sei funzionari si occupavano di tutte le pratiche della cancelleria cant. Nel 1900 i dipendenti erano una cinquantina, per ca. la metà poliziotti (26 unità). Visto l'esiguo numero di funzionari, molti compiti erano demandati a commissioni o a persone impiegate a tempo parziale, come ad esempio i controllori dei pesi e delle misure e gli esattori. Ancora nel 1950 la situazione non era radicalmente cambiata: gli impiegati erano ca. 150 e le commissioni e i dipendenti a tempo parziale continuavano a esercitare un ruolo importante. Negli anni 1960-70 si assistette a un processo di modernizzazione, che comportò un forte aumento degli effettivi. Questa evoluzione continuò nei decenni successivi con l'assunzione di nuovi compiti da parte dello Stato, per cui nel 2010 l'organico dell'amministrazione cant. comprendeva 1450 posti a tempo pieno.
Negli anni immediatamente successivi al 1848 la priorità venne data alle infrastrutture (strade e poi ferrovie) e all'istruzione elementare, a cui dal 1876 si aggiunsero la selvicoltura e le opere idrauliche. Sforzi particolari furono necessari nei difficili anni delle due guerre mondiali e della crisi economica mondiale, quando il cant. promosse dispendiosi programmi occupazionali. Dal 1960 nuovi compiti in campo educativo (ad esempio scuole secondarie) e sanitario, in precedenza assunti da istituzioni religiose, e l'attuazione della legislazione fed. resero necessario un aumento dei funzionari cant.
Nei distr. e nei com. si registrò un'evoluzione simile. Prima del 1950 il numero di dipendenti fu modesto, molti incarichi erano svolti a titolo onorifico o accessorio. Dopo il 1950 nelle amministrazioni distr. e com. si assistette a un processo di professionalizzazione, in buona parte dovuto a un apparato normativo sempre più esteso. Nel 2010 distr. e com. svittesi occupavano ca. 2900 persone (incluse scuole e case per anziani).
Due fattori spiegano le dimensioni per lungo tempo ridotte dell'amministrazione a tutti e tre i livelli istituzionali: da un lato, a causa dell'assenza di un'imposta sul reddito - abolita nel 1854 e reintrodotta solo nel 1936 - gli enti pubblici disponevano solo di entrate esigue; dall'altro, l'obiettivo di mantenere un apparato statale snello e il meno oneroso possibile era largamente condiviso. Ciò creava problemi per quanto riguarda l'attuazione delle norme. Nei rendiconti del Consiglio di Stato, fino a XX sec. inoltrato le lamentele sulla parziale inosservanza delle disposizioni legali furono numerose e ricorrenti.
I distr. amministravano i propri beni, si occupavano della manutenzione degli edifici pubblici e delle strade principali e secondarie e sorvegliavano le opere idrauliche e l'attività amministrativa dei com. La Costituzione cant. del 1876 indebolì i distr. affidando la supervisione dei com. al Consiglio di Stato. Dal 1855 il governo esaminò regolarmente le procedure amministrative sul piano distr. e com. Tali controlli costituirono uno strumento per uniformare e migliorare la qualità dell'attività burocratica. Mentre i com. si rafforzarono, i distr. si limitarono ai loro compiti tradizionali. Negli anni 1960-70 venne valutata l'ipotesi di abolire i distr. quali entità territoriali autonome, ma con l'attribuzione a questi ultimi dei centri scolastici di scuola secondaria e reale (settimo-nono anno scolastico) nel 1972 riacquistarono importanza. Ciononostante in seguito la collaborazione regionale fu promossa soprattutto attraverso consorzi, cosicché all'inizio del XXI sec. il Consiglio di Stato tentò, attraverso la cosiddetta Riforma G, di raggiungere un equilibrio tra compiti, finanze, istituzioni e regioni. La proposta del governo, che prevedeva l'abolizione dei distr. e la rivalutazione dei com., venne però nettamente respinta nel 2006.
Quali principali proprietari terrieri del cant., le ca. 70 corporazioni ancora all'inizio del XXI sec. ricoprivano un ruolo di rilievo. Durante l'ancien régime e fino agli anni 1830-40 la loro influenza era stata ancora maggiore, avendo esercitato funzioni pubbliche. Con la piena uguaglianza giur. tra i cittadini sancita dalla Costituzione del 1833, persero peso politico, ma, mantenendo le loro estese proprietà fondiarie e boschive, continuarono ad assumere un'importanza cruciale in ambito economico. La divisione dei beni pubblici tra il cant. e la corporazione comune (Gemeinsame Korporation), formata dalle corporazioni di Oberallmeind e Unterallmeind, fu oggetto di un accordo concluso davanti al Tribunale fed. nel 1877. Fino alla seconda metà del XX sec. lo sfruttamento dei beni corporativi avvenne in maniera tradizionale: i pascoli erano concessi in affitto, mentre il taglio del legname veniva in parte effettuato dagli stessi affiliati. In seguito si assistette a una professionalizzazione della selvicoltura, e anche la gestione del patrimonio fondiario subì mutamenti. Alcuni aventi diritto si dedicarono all'amministrazione immobiliare, non limitandosi più alla semplice vendita dei terreni edificabili, ma accordando solo il diritto di superficie o costruendo essi stessi stabili locativi.
La modernizzazione negli anni 1960-70 costituì un mutamento strutturale, in quanto S. abbandonò definitivamente il modello dello Stato minimo. Gradualmente colmò il divario con gli altri cant.; in alcuni campi, spec. in quello delle finanze, ricoprì addirittura posizioni di vertice. Tale cambiamento comportò un notevole aumento delle prestazioni offerte dal settore pubblico. Il cant. e l'amministrazione si considerarono sempre più come fornitori di servizi; anche le prassi operative si uniformarono. Il settore dell'istruzione fu quello che beneficiò maggiormente di questi sforzi. Tra le misure promosse figurano la riforma della scuola elementare, l'introduzione dei centri scolastici di scuola secondaria e reale e la cantonalizzazione di varie scuole secondarie e professionali (collegio Maria Hilf a S., 1972; collegio di Cristo Re a Nuolen, 1997; scuole professionali di arti e mestieri, 1966; scuole professionali di commercio, 2008); gli ist. privati ottennero inoltre maggiori contributi. Anche i servizi di pedagogia speciale e curativa furono potenziati. Pure nel settore sanitario e sociale il cant. profuse un notevole impegno. Dagli anni 1960-70 sostenne economicamente gli ospedali di S., Lachen ed Einsiedeln, contribuì a finanziare la trasformazione dei vecchi ospizi patriziali in case di cura e per anziani e creò una base giur. al passo con i tempi con la legge sull'assistenza sociale del 1983. Lo Stato mantenne comunque la sua tradizionale funzione sussidiaria limitandosi ai sovvenzionamenti; la gestione delle strutture assistenziali continuò a essere affidata a privati, associazioni, distr. e com. Come nel caso della cura ospedaliera di malati psichici (accordo con la clinica psichiatrica Franziskusheim nel 1926), le autorità promossero spesso la conclusione di concordati intercant. (concordato psichiatrico tra S., Uri e Zugo del 1983).
Autrice/Autore: Erwin Horat / mku
Tra il 1833 e il 1950 la pop. cant. aumentò dell'85% (da 38'351 a 71'082 persone), una crescita inferiore a quella che si ebbe sul piano nazionale più o meno nello stesso intervallo di tempo (115%; da 2'190'258 ab. nel 1837 a 4'714'992 nel 1950). Grazie all'allacciamento all'asse ferroviario nord-sud, che comportò anche una prima ondata di immigrazione straniera (spec. it.), negli anni 1870-1914 i distr. di Küssnacht e S. registrarono un incremento superiore alla media. L'eccedenza delle nascite fu in parte controbilanciata dal saldo migratorio negativo. L'emigrazione all'estero, indirizzata spec. verso gli Stati Uniti, fu continua, raggiungendo l'apice nel 1847-54 e nel 1878-84. Dal 1868 al 1959 si contarono 8500 partenze, ciò che poneva il cant. al terzo posto su scala nazionale per quanto riguarda il tasso di emigrazione. La scarsità di posti di lavoro fece sì che anche i flussi migratori con il resto della Svizzera presentassero un saldo negativo. Solo la creazione dell'officina meccanica di Caspar Honegger a Siebnen negli anni 1840-50 e il settore turistico e ferroviario attirarono manodopera proveniente da altri cant., spec. rif., come testimonia la costruzione di chiese rif. a Brunnen (1886) e Oberarth (1893). In seguito alle migrazioni interne, la quota di coloro che risiedevano nel loro com. natale scese da quasi l'80% nel 1860 al 50% nel 1950.
La pop. raddoppiò dal 1950 al 2010, quando raggiunse 146'730 unità. In questo intervallo di tempo S. presentò uno dei più elevati tassi di crescita di tutta la Svizzera. L'aumento fu particolarmente marcato a S. esterno, e spec. nel distr. degli Höfe (da 7573 ab. nel 1950 a ca. 27'000 nel 2010), che presenta la più elevata densità demografica del cant. e appartiene all'agglomerato di Zurigo; nel 2004 Freienbach divenne il com. più popoloso del cant., superando il capoluogo. Tale evoluzione fu favorita dallo sviluppo delle infrastrutture e dalla politica fiscale svittese. Poiché i posti di lavoro crebbero in misura inferiore, il numero dei residenti che lavorano fuori cant. è elevato.
|Anno||Abitanti||Percentuale di stranieri||Percentuale di cattolici||Percentuale di protestanti||Percentuale di persone di età superiore ai 59 anni||Periodo||Crescita complessivaa||Saldo naturale relativoa||Saldo migratorioa|
|1850||44 168||0,5%||99,6%||0,4%||1850-1860||1,8o/oo||23,0o/oo||-21,2o/oo|
|1860||45 039||1,2%||98,8%||1,2%||6,6%||1860-1870||5,8o/oo||10,8o/oo||-5,0o/oo|
|1870||47 733||1,5%||98,6%||1,4%||7,2%||1870-1880||7,2o/oo||8,7o/oo||-1,5o/oo|
|1880||51 109||5,2%||98,4%||1,9%||7,8%||1880-1888||-2,0o/oo||6,8o/oo||-8,8o/oo|
|1888||50 307||3,2%||98,0%||2,0%||8,7%||1888-1900||8,0o/oo||8,5o/oo||-0,5o/oo|
|1900||55 385||5,3%||96,7%||3,3%||9,5%||1900-1910||5,4o/oo||10,3o/oo||-4,9o/oo|
|1910||58 428||6,8%||95,9%||4,0%||9,1%||1910-1920||2,2o/oo||6,7o/oo||-4,5o/oo|
|1920||59 731||4,5%||94,9%||4,9%||9,1%||1920-1930||4,3o/oo||8,7o/oo||-4,4o/oo|
|1930||62 337||5,2%||94,3%||5,4%||10,5%||1930-1941||6,0o/oo||7,8o/oo||-1,8o/oo|
|1941||66 555||3,3%||93,3%||6,5%||11,9%||1941-1950||7,3o/oo||11,0o/oo||-3,7o/oo|
|1950||71 082||3,8%||93,3%||6,5%||12,5%||1950-1960||9,4o/oo||11,3o/oo||-1,9o/oo|
|1960||78 048||6,9%||93,6%||6,2%||13,5%||1960-1970||16,7o/oo||13,2o/oo||3,5o/oo|
|1970||92 072||11,7%||91,3%||7,9%||14,2%||1970-1980||5,6o/oo||6,5o/oo||-0,9o/oo|
|1980||97 354||9,5%||86,6%||10,3%||15,9%||1980-1990||14,0o/oo||6,6o/oo||7,4o/oo|
|1990||111 964||12,8%||80,4%||12,4%||16,0%||1990-2000||14,8o/oo||5,8o/oo||9,0o/oo|
|2000||128 704||15,8%||72,2%||12,7%||17,3%|
Autrice/Autore: Erwin Horat / mku
Fino alla fine del XIX sec. l'agricoltura (spec. allevamento ed esportazione di bestiame), che presentava notevoli differenze tra le regioni affacciate sul lago di Zurigo e le Prealpi, costituì l'attività principale. Nel 1900 il primato passò al settore secondario, con il 44% degli impieghi. La protoindustria si diffuse nel XVIII sec. a Gersau (cascami serici). Da allora in questa località viene praticata la produzione di seta (con la sola parentesi degli anni 1875-92), che si meccanizzò nel corso del XIX sec. Sempre nel XIX sec. furono fondate diverse tessiture di cotone, spec. nel distr. della March, la cui manodopera si ridusse però all'inizio del XX sec. Fino allo scoppio della prima guerra mondiale ebbero un ruolo di rilievo anche la tessitura della seta a domicilio, spec. nelle località periferiche, e la lavorazione del legname.
La costruzione di una rete stradale efficiente in grado di assecondare lo sviluppo economico figurò tra i compiti principali del governo svittese dopo il 1848. Tale ambizioso programma fu concluso nei suoi tratti essenziali nel 1860. La navigazione a vapore sul lago dei Quattro cant. (1837), la Axenstrasse (1865) e la linea del Gottardo (1882) favorirono il turismo d'élite, che fino alla prima guerra mondiale costituì un pilastro dell'economia cant. Il Rigi era la destinazione più popolare. Sul versante lucernese, nel 1871 entrò in funzione la ferrovia a cremagliera Vitznau-Rigi (inizialmente con capolinea a Staffelhöhe), la prima del suo genere in Europa. Nel 1875 seguirono la ferrovia Arth-Rigi e la ferrovia ad aderenza naturale tra Rigi Scheidegg e Rigi Kaltbad, attiva fino al 1931. Anche Brunnen e Morschach furono apprezzate località turistiche. Einsiedeln si confermò quale principale meta di pellegrinaggio sviz., con oltre 100'000 visitatori all'anno. Dopo l'allacciamento alla rete ferroviaria nel 1877, l'afflusso aumentò ulteriormente, grazie tra l'altro ai cosiddetti treni dei pellegrini.
Se negli anni 1860-70 la scelta del tracciato ferroviario attraverso le Alpi aveva suscitato un conflitto tra S. interno ed esterno, con l'inaugurazione nel 1891 della tratta Goldau-Pfäffikon della Ferrovia del Sud-Est anche i distr. affacciati sul lago di Zurigo furono allacciati all'asse del Gottardo. Poiché le linee dirette verso sud da Zurigo e Basilea convergevano a Goldau, la località si trasformò in uno snodo ferroviario e in un villaggio di ferrovieri.
Tra il 1914 e il 1945 l'economia svittese ristagnò. Il turismo e l'industria tessile, anche a domicilio, non si risollevarono dal crollo intervenuto con lo scoppio della Grande guerra. Negli anni 1930-40 la crisi investì anche l'agricoltura a causa della caduta delle tradizionali esportazioni di bestiame; la bonifica di vaste aree paludose nella piana della Linth, a Fänn nei pressi di Küssnacht e altrove produsse i suoi effetti solo dopo il 1945. L'industria del mobile nella March registrò per contro un andamento favorevole. Per mezzo di vasti programmi occupazionali nel campo dell'edilizia e del genio civile, il governo cercò di arginare la disoccupazione. La costruzione di due dighe nel Wägital (1921-24) e nell'alta valle di Einsiedeln (lago della Sihl, 1932-37) diede però solo scarsi impulsi; inoltre i concessionari beneficiarono di condizioni molto vantaggiose. La centrale lungo la Muota, entrata in funzione nel 1897, tra la fine degli anni 1950-60 e gli anni 1960-70 fu sostituita da sei impianti dell'azienda elettrica del distr. di S.
Dopo il 1945 l'evoluzione dell'economia svittese seguì la tendenza nazionale. L'agricoltura perse importanza; la quota degli occupati nel settore primario entro il 1980 scese a meno del 10%. L'industria e l'artigianato si diversificarono, raggiungendo l'apice nel 1970 (52%). In seguito si ebbe una costante ascesa del terziario (54% dei posti di lavoro nel 1990, 67% nel 2000). Grazie al potenziamento dell'infrastruttura viaria, spec. nella parte settentrionale del cant. (autostrada A3), e al costo relativamente contenuto dei terreni edificabili, S. registrò una forte crescita del pendolarismo, spec. verso i vicini agglomerati di Zurigo e Zugo. Il trasferimento nel cant. di fam. benestanti del ceto medio permise di ridurre il carico fiscale. Ciò favorì nuovi arrivi di ditte e privati, che consentirono un'ulteriore diminuzione delle imposte. Questa dinamica permise a S. di entrare rapidamente nel gruppo dei cant. finanziariamente più forti. Nel 2009 il cant. disponeva di un capitale proprio di 605 milioni di frs.; quello dei com. e distr. ammontava a 390 milioni. In seguito all'insediamento di nuove aziende, nel 2000 nel distr. degli Höfe la quota dei pendolari in uscita si era ridotta al 50% ca. D'altro canto si accentuò il divario tra i com. più ricchi affacciati sul lago di Zurigo e quelli prealpini. Agglomerati si formarono a S. esterno, Einsiedeln, Küssnacht (bacino di Lucerna) e Arth (bacino di Zugo).
Anche se la maggior parte dei posti di lavoro è offerta da piccole e medie imprese, il cant. ospita comunque alcune aziende di fama mondiale, tra cui la fabbrica di coltelli Victorinox, fondata nel 1884 da Karl Elsener. Nel 2010 quest'ultima contava ca. 1000 dipendenti e costituiva il principale datore di lavoro privato. La Kühne & Nagel nel 1974 creò una succursale a Pfäffikon e nel 1992 trasferì la sua sede principale a Schindellegi. Dal 1977 la Estée Lauder dispone di una filiale a Lachen. Con l'insediamento tra l'altro della MAN Investments AG (1994), della BZ Banca Soc. Anonima di Martin Ebner (1997) e della LGT Capital Management AG (1999), Pfäffikon dalla fine degli anni 1990-2000 si sta trasformando in un centro bancario e finanziario.
|Anno||Settore primario||Settore secondario||Settore terziariob||Totale|
|1860||14 617||54,8%||7 026||26,3%||5 050||18,9%||26 693|
|1870c||10 543||50,3%||7 955||37,9%||2 475||11,8%||20 973|
|1880c||10 180||42,8%||9 107||38,3%||4 479||18,9%||23 766|
|1888||9 070||39,9%||9 031||39,8%||4 607||20,3%||22 708|
|1900||9 142||35,3%||11 260||43,5%||5 482||21,2%||25 884|
|1910||8 885||32,7%||11 578||42,7%||6 676||24,6%||27 139|
|1920||9 988||35,7%||10 627||38,0%||7 369||26,3%||27 984|
|1930||8 336||30,0%||11 558||41,6%||7 905||28,4%||27 799|
|1941||8 424||28,7%||12 155||41,5%||8 736||29,8%||29 315|
|1950||7 845||25,4%||13 811||44,7%||9 231||29,9%||30 887|
|1960||6 350||18,6%||17 085||50,1%||10 678||31,3%||34 113|
|1970||5 218||12,8%||21 517||52,6%||14 171||34,6%||40 906|
|1980||4 461||9,8%||20 667||45,7%||20 140||44,5%||45 268|
|1990||3 841||6,6%||22 443||38,6%||31 800||54,8%||58 084|
|2000d||2 847||4,1%||19 546||28,2%||46 866||67,7%||69 259|
Autrice/Autore: Erwin Horat / mku
Anche dopo il 1800 la società svittese mostrò tendenze alla chiusura, dato che la cittadinanza fu restia a integrare gli ex dimoranti e gli ab. di altri cant. La situazione dei senza patria era ancora più precaria. A causa della sua posizione geografica, nel distr. degli Höfe il numero degli ab. non originari del cant. era superiore che nel restante territorio svittese. La prima ondata significativa di immigrazione straniera si ebbe con la costruzione della linea del Gottardo all'inizio degli anni 1880-90, la seconda con l'alta congiuntura dopo il 1945. Ciononostante perdurò la diffidenza nei confronti degli stranieri, come testimoniano le relative votazioni e l'acceso dibattito sulla regolamentazione delle naturalizzazioni.
Fino alla metà del XX sec. la vita fam. fu permeata da uno spirito catt.-patriarcale. La Chiesa stabiliva le norme di comportamento e ne controllava il rispetto. I ruoli sessuali riflettevano la visione tradizionale. L'attività retribuita delle donne dopo il matrimonio, minima, si limitava quasi sempre all'agricoltura, all'industria a domicilio e al commercio al dettaglio. L'alta congiuntura e il Concilio Vaticano II (1962-65) ruppero i consolidati equilibri di un mondo proiettato verso la redenzione ultraterrena. Con il mutamento dei valori, dagli anni 1970-80 S. si adeguò sul piano sociale al resto del Paese.
Gli equilibri tradizionali vennero ripetutamente scossi da catastrofi naturali, la più grave delle quali fu la Frana che distrusse Goldau il 2.9.1806. Carestie si ebbero nel 1816-17 e nel 1845-46. Frequenti furono anche le inondazioni (ad esempio nel 1910), che si verificarono malgrado l'arginamento dei torrenti e i rimboschimenti. Il paesaggio subì trasformazioni anche in seguito ad ampie migliorie fondiarie e alla costruzione di dighe. Il senso di spaesamento colpì soprattutto coloro i quali dovettero abbandonare il proprio podere.
L'eterogeneità del cant., che spazia dalla fascia suburbana sul lago di Zurigo ai piccoli centri cittadini di S., Lachen, Einsiedeln, Küssnacht e Arth fino alla valle della Muota a carattere rurale, si rispecchia nella varietà dei dialetti - anche se meno accentuata che in passato a causa della mobilità - e nelle tradizioni regionali. Il carnevale ad esempio riveste importanza in tutto il cant., ma in ogni parte viene festeggiato in maniera differente. Lo stesso vale per la musica popolare, coltivata soprattutto nelle Prealpi, e l'architettura; le case rurali presentano diversi stili regionali. Fino a XX sec. inoltrato l'edilizia seguì i canoni tradizionali; il palazzo del governo eretto nel 1927 fu ancora realizzato secondo il cosiddetto barocco svittese. Uno dei rari edifici in stile moderno precedenti al 1945 è il Museo (fino al 1992 Archivio) dei Patti fed., costruito nel 1934-36, straordinaria testimonianza architettonica della Svizzera del periodo della Difesa spirituale.
Le soc. di tiro, risalenti fino al tardo ME, costituiscono la più antica forma di vita associativa. Come nel resto del Paese, dopo il 1848 sorsero soc. di musica, canto, ginnastica e carnevale. In diversi ambiti (ad esempio ginnastica, scoutismo), fino alla metà del XX sec. le ass. catt. fecero da contraltare alle org. nazionali.
Autrice/Autore: Erwin Horat / mku
La società e la vita quotidiana furono a lungo permeate da un cattolicesimo di stampo conservatore nella tradizione di Joseph Thomas Fassbind e Paul Styger. Ancora nel 1950 i catt. costituivano il 93% della pop. La devozione popolare trovava espressione in numerose giornate festive, processioni e pellegrinaggi. Dal 1848 al 1992 i com. politici e parrocchiali furono perlopiù riuniti in un'entità unica, le cosiddette Einheitsgemeinden. Con la riforma dei rapporti tra Chiesa e Stato, approvata nel 1992, le due sfere vennero separate. Il numero dei rif. nel cant. crebbe da 4642 nel 1950 a 16'401 nel 2000. A causa dell'immigrazione di manodopera estera, alla fine del XX sec. aumentarono anche i mus. (5598 nel 2000).
In seguito alla ridefinizione dei confini diocesani in base a criteri nazionali, il cant. S. nel 1824 fu definitivamente sottoposto al vescovo di Coira. I due canonici svittesi avevano il diritto di partecipare alla sua elezione. Il vicariato generale della Svizzera centrale con sede a Brunnen, istituito nel 1970, nel 2008 è stato trasformato in un vicariato episcopale. Nel 1856 il vescovo decise di stabilire a Ingenbohl la casa madre delle suore di Carità della S. Croce, che elessero Maria Theresia Scherer come prima superiora generale.
L'organizzazione scolastica del 1848, basata su quella del 1841, stabilì l'obbligo scolastico. Malgrado compromessi (ad esempio scuole aperte solo mezza giornata nelle aree rurali), la frequenza obbligatoria incontrò resistenze e fu imposta in maniera lacunosa. Nel 1856 venne fondata la scuola magistrale cant. a Seewen, poi trasferita a Rickenbach nel 1868. Negli esami pedagogici delle reclute, effettuati dal 1875, il cant. S. occupò regolarmente gli ultimi posti. Nel corso del XX sec., al più tardi dopo l'introduzione del nono anno scolastico, il divario si ridusse notevolmente.
Fino a dopo il 1950, gli ecclesiastici ricoprirono un ruolo preminente nell'istruzione e negli ist. scolastici. La formazione secondaria costituì a lungo una loro prerogativa; dato che molti allievi provenivano da cant. rif., l'insegnamento dei fondamenti del cattolicesimo assumeva un grande peso. Tra gli ist. religiosi figuravano la scuola abbaziale di Einsiedeln, notevolmente ampliata dopo il 1848, il collegio dei gesuiti (1836-47) risp. il collegio Maria Hilf a S., sottoposto alle diocesi di Coira, San Gallo e Basilea fino al 1972, quando venne rilevato dal cant., il Theresianum di Ingenbohl, inaugurato nel 1860, il liceo della Missione Betlemme di Immensee, fondato nel 1896, e il collegio di Cristo Re a Nuolen, sorto nel 1934. A Pfäffikon il cant. istituì nel 1971 una scuola magistrale di grado inferiore (Unterseminar) e nel 1975 una scuola cant. Quest'ultima nel 1997 venne riunita con il collegio di Cristo Re nella scuola cant. di S. esterno.
La struttura multipolare del cant. si riflette anche nella vita culturale, come testimonia nella maniera più evidente l'ubicazione decentralizzata di musei e istituzioni culturali. S. ospita il Museo dei Patti fed. (dal 1936), la casa Ital Reding (1982) e il Forum della storia sviz. (1995), sede distaccata del Museo nazionale sviz.; il Museo della torre fu aperto dal 1953 al 1995. Altri musei si trovano a Küssnacht (Museo regionale, 1951), Goldau (Museo della frana, 1966), Vorderthal (Museo della March, 1977), Pfäffikon (centro culturale Seedamm, 1976; dal 2010 centro culturale Vögele) e Gersau (Museo della libera repubblica di Gersau, 1987). Einsiedeln dispone del panorama della crocifissione di Cristo (1893-1960, riaperto dopo un incendio nel 1962), del presepe nel Diorama Bethlehem (1954), dell'ass. culturale Chärnehus (1977), della Fondazione biblioteca Werner Oechslin (2006) e del Museo Fram (2010), promosso dalla Fondazione patrimonio culturale di Einsiedeln. Lo spazio Katzenstrick a Einsiedeln (1996-2008), che offriva atelier ad artisti per un periodo di sei mesi, beneficiò del sostegno finanziario del cant. Grazie alla sua abbazia, Einsiedeln ancora all'inizio del XXI sec. continuava a essere una meta di pellegrinaggio molto frequentata, mantenendo il suo ruolo di eminente luogo di culto e culturale. Per merito dei fratelli Benziger, nella seconda metà del XIX sec. le arti grafiche a Einsiedeln conobbero un notevole sviluppo, arrivando a occupare fino a 1500 persone negli stabilimenti tipografici e a domicilio (produzione di oggetti devozionali). Con la produzione di libri e immagini di santi, Einsiedeln si affermò come centro intern. per la cultura di massa catt. e l'arte religiosa.
Nel campo dell'artigianato artistico, assunsero un'importanza sovraregionale singoli modellatori di cera (fam. Kuriger di Einsiedeln), vasai (a S., Lachen ed Einsiedeln), orafi (a S., Lachen ed Einsiedeln) ed ebanisti (a S., Gersau ed Einsiedeln). Tra gli scrittori vanno segnalati Meinrad Lienert, Meinrad Inglin e Gertrud Leutenegger; tra i musicisti, compositori e direttori d'orchestra Joachim Raff, Othmar Schoeck, Artur Beul, Tony Kurmann e Graziella Contratto; tra i pittori August Benziger, Josef Marius Beul, Anton e Clemens Bütler, Michael Föhn, Georg Anton Gangyner, Ugo Rondinone, Hans Schilter, i fratelli David Alois, Franz e Martin Schmid, Franz Xaver Triner e Georges Weber; tra gli scultori Josef Bisa, Anton Janser, Josef Nauer, Josef Rickenbacher e l'atelier Alois Peyer/Franz Wipplinger; tra i cineasti Xavier Koller e Karl Saurer; tra gli operatori teatrali Werner Düggelin e Annette Windlin.
Autrice/Autore: Erwin Horat / mku
Autrice/Autore: Oliver Landolt / mku