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Messico: 80 milioni eleggono nuovo presidente e parlamento
In un clima di accesa tensione per la violenza dei "narcos" che imperversa nel Paese da anni, 80 milioni di cittadini votano oggi per le più grandi elezioni della storia del Messico per eleggere il nuovo presidente, le due camere del Parlamento e anche molte amministrazioni locali. Malgrado la situazione, nessun incidente di rilievo ha turbato il voto e a mezzogiorno i principali candidati presidenziali si sono già recati ai rispettivi seggi.
"Spero che il vincitore di queste elezioni sia il popolo del Messico" ha detto alla stampa il superfavorito dei sondaggi, Enrique Pena Nieto, del Partito Rivoluzionario Istituzionale (Pri), che, salvo sorprese, dovrebbe riprendersi il potere dopo 12 anni, dopo averlo tenuto ininterrottamente dal 1929 al 2000. Nieto ha votato insieme alla moglie Angelica Rivera - star delle telenovelas, nota come "Gaviota" (gabbiano) - in uno dei seggi del centro di Città del Messico.
Il suo principale sfidante, Andres Manuel Lopez Obrador, candidato del Movimento Progressista, ha dichiarato da parte sua che "stasera ci sarà una festa civica" quando si conoscerà il risultato delle elezioni, dopo aver votato insieme al presidente del Partito della Rivoluzione Democratica (Prd, principale forza della coalizione di sinistra), Jesus Zambrano, che ha detto che malgrado alcune irregolarità registrate dagli osservatori del suo partito, "esistono condizioni sufficienti perchè il popolo si esprima nelle urne" in modo regolare.
Josefina Vazquez Mota, candidata del Partito di Azione Nazionale (Pan, di destra, del presidente uscente, Felipe Calderon) ha dichiarato alla stampa do sentirsi "allegra, forte, tranquilla, serena e soddisfatta" dopo aver votato, sottolineando che vedere la fila dei cittadini in paziente attesa per poter esprimere il loro suffragio "la rincuora".
Non si ha avuto notizia finora di irregolarità di rilievo durante le votazioni, anche se negli ultimo giorni si erano moltiplicate le denunce per presunto acquisto di voti, tentativi di voto di scambio e altri tipo di brogli, lanciate principalmente contro il Pri, ma anche in minor misura contro il Movimento Progressista e il Pan.