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La Commissione nazionale indiana incaricata dei risarcimenti in materia di controversie legate ai consumi (NCDRC) ha accettato la causa intentata dal governo di New Delhi contro Nestlé in relazione ai vermicelli istantanei Maggi. Lo ha comunicato oggi la stessa corte.
Il governo si è rivolto alla NCDRC, la più alta istanza indiana per questi casi, per chiedere 6'400 milioni di rupie (98 milioni di franchi) di danni alla filiale indiana del gruppo vodese.
Test effettuati su campioni prelevati in vari Stati indiani avevano evidenziato in nove varietà tenori di piombo superiori ai limiti permessi. Secondo le autorità, le etichette sarebbero state inoltre ingannevoli, non menzionando la presenza di glutammato monosodico (GMS), un controverso additivo alimentare. Il colosso alimentare respinge gli addebiti.
"La corte ha accettato il nostro reclamo e chiesto a Nestlé di esprimersi in merito alle accuse", ha dichiarato l'avvocatessa incaricata del caso Mrinalini Sen. L'audizione è prevista per il 30 settembre.
Il prodotto, molto popolare nel paese asiatico, non può più essere venduto da giugno. La settimana scorsa l'Alta Corte di Mumbai aveva ordinato di ripetere i test di laboratorio: solo se i livelli di piombo saranno inferiori alle soglie autorizzate il gruppo potrà riprendere la produzione e la vendita dei vermicelli a cottura istantanea. In attesa dei risultati, che dovrebbero arrivare entro sei settimane circa, il gruppo continuerà a non poter produrre o commercializzare i "noodle" in questione.
SDA-ATS