Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/105831

<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi quindici anni molti compiti e molte responsabilità dirette del Consiglio federale e dell'amministrazione sono stati "esternalizzati" a nuove commissioni (p. es. Commissione delle comunicazioni, Commissione della concorrenza), a consigli d'amministrazione delle ex aziende in regia trasformate in società anonime (p. es. FFS, RUAG, Swisscom, Posta) o ad autorità di controllo e vigilanza come l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA).</p><p>A questi organi spettano compiti e responsabilità per i quali sono dotati di competenze estese e di ampi poteri decisionali. All'aspetto positivo di riuscire a sgravare il Consiglio federale e l'amministrazione si contrappongono i seguenti svantaggi:</p><p>Il controllo politico diretto da parte del Parlamento e la trasparenza vanno in gran parte persi. Il Consiglio federale può sottrarsi alle sue responsabilità lasciando o addossando le decisioni spiacevoli, come nel caso della trasmissione di dati bancari, agli organi menzionati. Il Consiglio federale può anche far cadere nel vuoto interventi, domande e interrogazioni del Parlamento con l'argomento che non si tratta di decisioni del governo, ma di decisioni prese dagli organi ai quali ha esternalizzato la responsabilità. Il Consiglio federale può così sfuggire elegantemente a controlli o richieste del Parlamento soprattutto in caso di interventi parlamentari su questioni riguardanti la Posta, Swisscom, le FFS e la RUAG; inoltre può sostenere di essere tenuto, in veste di proprietario, a definire unicamente gli obiettivi principali delle aziende, essendo la loro strategia di competenza del consiglio d'amministrazione, e in ogni caso di non avere l'obbligo di pronunciarsi su questioni operative. Per tale motivo, a domande su problemi concernenti la Posta, Swisscom, le FFS e la RUAG il Parlamento riceve come risposta solo il punto di vista di queste aziende e non la valutazione politica del Consiglio federale. Questa situazione è insoddisfacente.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Anche il Consiglio federale vede nella descritta esternalizzazione dei compiti e delle competenze gli svantaggi menzionati?</p><p>2. In caso di risposta affermativa, come si possono attenuare o addirittura eliminare questi svantaggi? Il Consiglio federale è disposto a provvedere ai cambiamenti necessari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella gestione e nel controllo di organizzazioni e imprese rese autonome possono infatti insorgere effetti indesiderati del tipo menzionato nella presente interpellanza. In particolare nelle prime fasi dopo l'istituzione di unità rese autonome, nelle attività di gestione e di controllo sono sorti singoli problemi e lacune che non erano stati identificati inizialmente o perlomeno erano stati riconosciuti solo in misura limitata. Il Consiglio federale è consapevole di questa problematica e ha pertanto esposto la sua politica dettagliata sul governo d'impresa in due rapporti (rapporto sul governo d'impresa del 13 settembre 2006; FF 2006 7545 segg.) e rapporto aggiuntivo del 25 marzo 2009; FF 2009 2225 segg). Il Parlamento ha discusso in maniera approfondita di entrambi i rapporti, li ha parzialmente completati e ne ha preso atto. Inoltre, nell'ambito dell'approvazione delle pertinenti basi legali ha la competenza di prendere posizione nei singoli casi in merito ad ogni scorporo. In quest'ottica si può ritenere che l'attuale governo d'impresa della Confederazione poggi su buone basi e goda di un ampio sostegno.</p><p>2. Le lacune citate nella presente interpellanza possono essere evitate in particolare attraverso una chiara definizione dei ruoli di Parlamento, Consiglio federale e degli organi direttivi delle unità rese autonome per quanto riguarda la vigilanza su dette unità e la direzione strategica. In questo contesto, negli ultimi quattro anni Consiglio federale e Parlamento hanno deciso e, in parte già adottato, ampie misure nel quadro della politica della Confederazione in materia di governo d'impresa.</p><p>Innanzitutto la tipologia di compiti presentata nel primo rapporto sul governo d'impresa pone le basi per valutare la questione a sapere se un compito possa essere svolto in maniera più efficace ed efficiente dall'amministrazione federale centrale piuttosto che da un'unità resa autonoma. Il piano di attuazione del Consiglio federale, pubblicato il 25 marzo 2009, esamina l'attuale adempimento dei compiti alla luce di questa tipologia. Le differenze constatate sono minime: nel caso di unità amministrative quali MeteoSvizzera, METAS, ISDC e vigilanza sull'aviazione civile si considera la soluzione dello scorporo, mentre la Regìa federale degli alcool, organizzata come istituto, dovrà essere reintegrata nell'amministrazione federale centrale. Per quanto riguarda gli altri compiti, l'attuale ripartizione corrisponde ai criteri della loro tipologia. </p><p>Inoltre, le 37 linee guida contemplate dai due rapporti fissano i punti essenziali del governo d'impresa nei confronti delle unità rese autonome. Una gestione e un controllo efficienti presuppongono, in particolare, che le competenze e le responsabilità siano definite e rispettate in maniera coerente e chiara. In questo senso il Consiglio federale controlla le unità rese autonome fissando obiettivi strategici e ne verifica il conseguimento, tra l'altro, in base al rendiconto annuale del consiglio di amministrazione o di istituto competente. In caso di mancato conseguimento degli obiettivi, il Consiglio federale dispone di diverse possibilità sanzionatorie (fra cui adeguamento degli obiettivi, revoca di nomine, proposte di provvedimenti legislativi). Si rinuncia invece di principio a interventi operativi nella direzione.</p><p>Infine, il Parlamento ha un ruolo importante nella limitazione delle competenze e della responsabilità. In questo caso va accolta l'iniziativa parlamentare (possibilità del Parlamento di influire sugli obiettivi strategici delle unità rese autonome; 07.494) elaborata dalla Commissione delle finanze del Consiglio nazionale, che chiarisce le possibilità di partecipazione del Parlamento alla gestione delle unità rese autonome. In particolare, il Consiglio federale condivide l'argomentazione della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale, secondo la quale non si possono lasciare indistinti i confini tra alta vigilanza e direzione strategica in ordine alla divisione dei poteri. Lo strumento proposto del mandato parlamentare indirizzato al Consiglio federale di stabilire o modificare obiettivi strategici tiene conto di questa esigenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.