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Nel 2002, il rincaro si fissato su una media annua dello 0,6 %: il livello più basso degli ultimi 4 anni. Una tendenza che dovrebbe perdurare anche quest'anno.
L'incognita maggiore per i prossimi mesi riguarda un aumento del costo del petrolio in caso di conflitto in Iraq.
Il basso livello dell'inflazione nel 2002 non costituisce una grossa sorpresa. «Si dovrebbe parlare di lieve adeguamento dei prezzi piuttosto che d'inflazione», secondo Janwillem Acket, capo economista presso la Banca Julius Bär.
La media del 2002 è il dato più basso dal 1998, anno in cui l'indice nazionale dei prezzi al consumo non aveva subito variazioni.
Le incertezze della crisi irachena
Nel 2003 la principale incertezza è legata all'evoluzione della situazione in Iraq e del prezzo del greggio. «Ciò anche se l'indebolimento del dollaro attutisce un po' il rialzo del prezzo del petrolio», osserva Bernard Lambert, esperto della banca privata Pictet & Cie.
Secondo l'economista ginevrino, il prezzo del barile potrebbe salire a 35 dollari in febbraio prima di ridiscendere a 25 dollari a metà anno, dagli attuali 31 dollari circa. Per Lambert, il rincaro medio dovrebbe risultare dello 0,5 per cento quest'anno.
Un conflitto nel Golfo di una certa durata potrebbe invece aggravare la situazione spingendo il barile a 40 dollari. Con un dollaro a 1,40 franchi, l'aumento del costo della vita passerebbe all'1 per cento nel 2003, prosegue l'esperto della Pictet.
Tassi d'interesse ai minimi storici
Sempre secondo Lambert, con un'inflazione sotto controllo, la Banca nazionale svizzera (BNS) dispone di un maggiore margine di manovra per tenere a bada il rafforzamento del franco. L'istituto di emissione potrebbe ritoccare nuovamente i tassi direttori verso il basso.
Un nuovo allentamento sul fronte dei tassi tuttavia difficilmente rappresenterebbe un forte stimolo per un'economia che stenta a riprendere. «I tassi si muovono già sui minimi storici, solo le esportazioni potrebbero dare impulsi», rileva Janwillem Acket.
Quanto al corso del greggio, lo specialista della Bär spera che la progressione in seguito alle crisi in Iraq e in Venezuela, non ancora rispecchiata integralmente nel rincaro di dicembre, sia di breve durata.
In caso contrario avrebbe conseguenze dannose su una congiuntura già debole. Secondo Acket la Svizzera riuscirà a conservare il vantaggio su Eurolandia per quanto riguarda il tasso di inflazione.
swissinfo e agenzie