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Non tutti gli studenti delle scuole universitarie hanno un’intensità di studio del 100%. Molti fattori, come attività lavorativa, figli o malattie possono influenzare il comportamento in materia di studio. L’intensità di studio è espressa in percentuale di uno studio a tempo pieno.
L’intensità media di studio è rimasta costante fin dall’anno accademico 2013/14. Per le scuole universitarie (UNI) risultava di qualche punto percentuale superiore a quella delle alte scuole pedagogiche (ASP).
L’intensità di studio maggiore è stata rilevata per il livello bachelor, seguita da quella per il livello master e per i corsi di diploma della formazione per insegnanti del grado secondario II (diploma sec. II).
Sono considerati in mobilità gli studenti che sono immatricolati in una scuola universitaria ma le cui prestazioni vengono valutate presso un’altra scuola universitaria (ospitante). Le differenze nei tassi di mobilità sono spesso dovute all’organizzazione dello studio, ma sono anche influenzate dalle condizioni di vita degli studenti.
La quota di studenti in mobilità è rimasta costante dall’anno accademico 2014/15, mentre i tassi di mobilità presso UNI e ASP differiscono solo leggermente tra loro. Tuttavia, il comportamento in materia di mobilità adottato dagli studenti dipendeva dal livello di studio: gli studenti di livello bachelor sono stati i meno mobili, seguiti dagli studenti di livello master e da quelli dei corsi di diploma della formazione per insegnanti del grado secondario II (diploma sec. II).
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