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Già anni fa ampia parte della sinistra sostenne il miliardo di coesione per l’Europa dell’Est e venne così commesso un errore: quel miliardo pagato dai lavoratori del nostro Paese è finito infatti nelle casseforti di governi che hanno distrutto i loro Paesi, gettandoli nelle fauci della Banca Mondiale, dell’UE e della NATO. Quel miliardo di coesione serviva a garantire una forma di controllo sul mercato dell'Est, in barba alla sovranità di quei popoli.
Il Partito Comunista resta favorevole alla cooperazione allo sviluppo dei paesi poveri (saccheggiati anche dalle multinazionali svizzere!), ma non attraverso questo canale indiretto, tramite l’UE, che di equo non ha nulla.
Verosimilmente oggi i governi che riceveranno la maggior parte di questi soldi sono Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, che finora hanno saputo solo privatizzare l’economia, tagliare le pensioni e i diritti sociali, reprimere i sindacati. Inoltre è semplicemente una illusione dire che questo contributo diminuirà le disparità fra paesi europei: fintanto che Bruxelles imporrà la cosiddetta “austerity” ci sarà solo crisi, povertà e disoccupazione.
La Svizzera smetta di recepire passivamente i diktat dell’UE e investa piuttosto nell’area economica euroasiatica e nei paesi emergenti, a partire dai BRICS: lì sta il futuro!