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Incarto n. 14.95.00115 Lugano 4 luglio 1995/B/fc/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini, Zali segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo nella procedura fallimentare dipendente dall’istanza 14 marzo 1995 da __________ contro __________ sulla quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha decretato il 14/24 aprile 1995:." 1. E` pronunciato il fallimento della __________, a far tempo da lunedì __________alle ore 14.00. 2/3/4 omissis". Sentenza tempestivamente dedotta in appello il 25 aprile 1995 dalla __________ che ne postula l'annullamento; richiamato il decreto presidenziale 28 aprile/2 maggio 1995 che ha accordato all'appello effetto sospensivo parziale; esaminati atti e documenti; ritenuto in fatto: A. Con istanza 14 marzo 1995 la __________ ha chiesto il fallimento della __________ per Fr. 7’315.-- oltre accessori e dedotti eventuali acconti. B. All'udienza di contraddittorio del 6 aprile 1995 l'escussa non è comparsa. C. L'appellante adduce di aver saldato in data 21 aprile i premi oltre interessi e spese e produce ricevuta della creditrice in tal senso (doc. B). Considerato in diritto: 1. L'appellante adduce per la prima volta in sede d'appello, di avere saldato il suo debito prima della dichiarazione di fallimento. A sostegno del suo assunto liberatorio ha prodotto quanto indicato nella narrativa fattuale sub C. a) La questione a sapere se possono essere ammessi in seconda sede fatti, prove ed eccezioni nuovi va risolta facendo capo al diritto processuale civile cantonale, atteso che per l'art. 25 n. 2 LEF il Cantone ha facoltà sia di ammettere, sia di limitare, sia di escludere fatti nuovi nella procedura di ricorso di cui all'art. 174 LEF. Per gli art. 385 ss. CPC l'istanza di fallimento è tratta­ta con la procedura sommaria (cfr. in particolare l'art. 387 CPC). Contro la decisione in prima sede del pretore è dato il rimedio dell'appellazione a questa Camera: il termine di ricorso è di dieci giorni. A prescindere da questa parti­colarità, l'art. 388 CPC non modifica in nulla le regole che disciplinano l'istituto dell'appello. Queste escludo­no, in virtù dell'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC, la facoltà di addurre in seconda sede nuovi fatti, prove ed eccezioni (cfr., tra tante, CEF 28 maggio 1980 in re C.SA, in Rep 1981 p. 420; CEF 28 gennaio 1988 in re A. AG c. F.T. e 8 agosto 1989 in re B.A. c. A.SA). La scrivente Camera ha, per prassi costante, stabilito una particolarità procedurale in caso di dichiarazione di fallimento, negando l'ammissibilità di nova in senso proprio (ossia fatti verificatisi dopo il giudizio impu­gnato) ma ammettendo gli pseudonova (ossia fatti rilevanti realizzatisi ante declaratoria di decozione ma non portati a conoscenza del primo giudice), cfr. tra tante CEF 8 agosto 1989 in re B.A. c. A. SA oltre che CEF 7 giugno 1983 in re E. c. I. p. 4-5. Gli pseudonova devono essere tali da escludere la pronun­cia del fallimento, qualora fossero stati tempestivamente noti al pretore, e non devono apparire come un ripiego o un espediente abilmente ideato per evitare il fallimento con i gravi effetti che ne conseguono (cfr. CEF 28 gennaio 1988 in re A.AG c. F.T. cons. 1 i.f. e rif. ivi). 2. Nel caso in esame, quanto riferito sub 1 in ingresso costituisce prova sufficiente dell’avvenuto pagamento ante declaratoria di decozione: il falli­mento va quindi annul­lato. 3. La tassa di giustizia è a carico dell'appellante, siccome non comparsa avanti il primo giudice, in ambo le sedi (art. 54 TarLEF). Non si assegnano indennità (art. 68 cpv. 1 TarLEF). Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante. Per questi motivi, richiamati gli art. 171 e 174 LEF, 387 e 388 CPC, nonchè i disposti citati pronuncia: I. L'appello è accolto. Di conseguenza il giudizio di prima sede viene così riformato: " 1. La dichiarazione di fallimento 14 aprile1995 pronunciata dalla Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, FA.95.00249 nei confronti della __________ o, è annullata. 2. La tassa di giustizia di prima sede di Fr. 80.--, da anticipare come di rito, è a carico della __________. 3. Le spese dell'Ufficio esecuzione e fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono a carico della __________ ". II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a suo carico. III. Intimazione a: - __________ Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria.

Incarto n. 14.95.00115 Incarto n. 14.95.00115

Incarto n. Lugano 4 luglio 1995/B/fc/fb Lugano

Lugano 4 luglio 1995/B/fc/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini, Zali Cometta, presidente, Pellegrini, Zali

Cometta, presidente, Pellegrini, Zali segretaria: segretaria:

segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera Baur Martinelli, vicecancelliera

Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo nella procedura fallimentare dipendente dall’istanza 14 marzo 1995 da

statuendo nella procedura fallimentare dipendente dall’istanza 14 marzo 1995 da __________ __________

__________ contro contro

contro __________ __________

__________ sulla quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha decretato il 14/24 aprile 1995:

sulla quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha decretato il 14/24 aprile 1995:." 1. E` pronunciato il fallimento della __________, a far tempo da lunedì __________alle ore 14.00.

." 1. E` pronunciato il fallimento della __________, a far tempo da lunedì __________alle ore 14.00. 2/3/4 omissis".

2/3/4 omissis". Sentenza tempestivamente dedotta in appello il 25 aprile 1995 dalla __________ che ne postula l'annullamento;

Sentenza tempestivamente dedotta in appello il 25 aprile 1995 dalla __________ che ne postula l'annullamento; richiamato il decreto presidenziale 28 aprile/2 maggio 1995 che ha accordato all'appello effetto sospensivo parziale;

richiamato il decreto presidenziale 28 aprile/2 maggio 1995 che ha accordato all'appello effetto sospensivo parziale; esaminati atti e documenti;

esaminati atti e documenti; ritenuto

ritenuto in fatto:

in fatto: A. Con istanza 14 marzo 1995 la __________ ha chiesto il fallimento della __________ per Fr. 7’315.-- oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

A. Con istanza 14 marzo 1995 la __________ ha chiesto il fallimento della __________ per Fr. 7’315.-- oltre accessori e dedotti eventuali acconti. B. All'udienza di contraddittorio del 6 aprile 1995 l'escussa non è comparsa.

B. All'udienza di contraddittorio del 6 aprile 1995 l'escussa non è comparsa. C. L'appellante adduce di aver saldato in data 21 aprile i premi oltre interessi e spese e produce ricevuta della creditrice in tal senso (doc. B).

C. L'appellante adduce di aver saldato in data 21 aprile i premi oltre interessi e spese e produce ricevuta della creditrice in tal senso (doc. B). Considerato

Considerato in diritto:

in diritto: 1. L'appellante adduce per la prima volta in sede d'appello, di avere saldato il suo debito prima della dichiarazione di fallimento.

1. L'appellante adduce per la prima volta in sede d'appello, di avere saldato il suo debito prima della dichiarazione di fallimento. A sostegno del suo assunto liberatorio ha prodotto quanto indicato nella narrativa fattuale sub C.

A sostegno del suo assunto liberatorio ha prodotto quanto indicato nella narrativa fattuale sub C. a) La questione a sapere se possono essere ammessi in seconda sede fatti, prove ed eccezioni nuovi va risolta facendo capo al diritto processuale civile cantonale, atteso che per l'art. 25 n. 2 LEF il Cantone ha facoltà sia di ammettere, sia di limitare, sia di escludere fatti nuovi nella procedura di ricorso di cui all'art. 174 LEF. a) La questione a sapere se possono essere ammessi in seconda sede fatti, prove ed eccezioni nuovi va risolta facendo capo al diritto processuale civile cantonale, atteso che per l'art. 25 n. 2 LEF il Cantone ha facoltà sia di ammettere, sia di limitare, sia di escludere fatti nuovi nella procedura di ricorso di cui all'art. 174 LEF. Per gli art. 385 ss. CPC l'istanza di fallimento è tratta­ta con la procedura sommaria (cfr. in particolare l'art. 387 CPC).

Per gli art. 385 ss. CPC l'istanza di fallimento è tratta­ta con la procedura sommaria (cfr. in particolare l'art. 387 CPC). Contro la decisione in prima sede del pretore è dato il rimedio dell'appellazione a questa Camera: il termine di ricorso è di dieci giorni. A prescindere da questa parti­colarità, l'art. 388 CPC non modifica in nulla le regole che disciplinano l'istituto dell'appello. Queste escludo­no, in virtù dell'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC, la facoltà di addurre in seconda sede nuovi fatti, prove ed eccezioni (cfr., tra tante, CEF 28 maggio 1980 in re C.SA, in Rep 1981 p. 420; CEF 28 gennaio 1988 in re A. AG c. F.T. e 8 agosto 1989 in re B.A. c. A.SA).

Contro la decisione in prima sede del pretore è dato il rimedio dell'appellazione a questa Camera: il termine di ricorso è di dieci giorni. A prescindere da questa parti­colarità, l'art. 388 CPC non modifica in nulla le regole che disciplinano l'istituto dell'appello. Queste escludo­no, in virtù dell'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC, la facoltà di addurre in seconda sede nuovi fatti, prove ed eccezioni (cfr., tra tante, CEF 28 maggio 1980 in re C.SA, in Rep 1981 p. 420; CEF 28 gennaio 1988 in re A. AG c. F.T. e 8 agosto 1989 in re B.A. c. A.SA). La scrivente Camera ha, per prassi costante, stabilito una particolarità procedurale in caso di dichiarazione di fallimento, negando l'ammissibilità di nova in senso proprio (ossia fatti verificatisi dopo il giudizio impu­gnato) ma ammettendo gli pseudonova (ossia fatti rilevanti realizzatisi ante declaratoria di decozione ma non portati a conoscenza del primo giudice), cfr. tra tante CEF 8 agosto 1989 in re B.A. c. A. SA oltre che CEF 7 giugno 1983 in re E. c. I. p. 4-5.

La scrivente Camera ha, per prassi costante, stabilito una particolarità procedurale in caso di dichiarazione di fallimento, negando l'ammissibilità di nova in senso proprio (ossia fatti verificatisi dopo il giudizio impu­gnato) ma ammettendo gli pseudonova (ossia fatti rilevanti realizzatisi ante declaratoria di decozione ma non portati a conoscenza del primo giudice), cfr. tra tante CEF 8 agosto 1989 in re B.A. c. A. SA oltre che CEF 7 giugno 1983 in re E. c. I. p. 4-5. Gli pseudonova devono essere tali da escludere la pronun­cia del fallimento, qualora fossero stati tempestivamente noti al pretore, e non devono apparire come un ripiego o un espediente abilmente ideato per evitare il fallimento con i gravi effetti che ne conseguono (cfr. CEF 28 gennaio 1988 in re A.AG c. F.T. cons. 1 i.f. e rif. ivi).

Gli pseudonova devono essere tali da escludere la pronun­cia del fallimento, qualora fossero stati tempestivamente noti al pretore, e non devono apparire come un ripiego o un espediente abilmente ideato per evitare il fallimento con i gravi effetti che ne conseguono (cfr. CEF 28 gennaio 1988 in re A.AG c. F.T. cons. 1 i.f. e rif. ivi). 2. Nel caso in esame, quanto riferito sub 1 in ingresso costituisce prova sufficiente dell’avvenuto pagamento ante declaratoria di decozione: il falli­mento va quindi annul­lato.

2. Nel caso in esame, quanto riferito sub 1 in ingresso costituisce prova sufficiente dell’avvenuto pagamento ante declaratoria di decozione: il falli­mento va quindi annul­lato. 3. La tassa di giustizia è a carico dell'appellante, siccome non comparsa avanti il primo giudice, in ambo le sedi (art. 54 TarLEF).

3. La tassa di giustizia è a carico dell'appellante, siccome non comparsa avanti il primo giudice, in ambo le sedi (art. 54 TarLEF). Non si assegnano indennità (art. 68 cpv. 1 TarLEF).

Non si assegnano indennità (art. 68 cpv. 1 TarLEF). Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.

Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante. Per questi motivi,

Per questi motivi, richiamati gli art. 171 e 174 LEF, 387 e 388 CPC, nonchè i disposti citati

richiamati gli art. 171 e 174 LEF, 387 e 388 CPC, nonchè i disposti citati pronuncia:

pronuncia: I. L'appello è accolto.

I. L'appello è accolto. Di conseguenza il giudizio di prima sede viene così riformato:

Di conseguenza il giudizio di prima sede viene così riformato: " 1. La dichiarazione di fallimento 14 aprile1995 pronunciata dalla Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, FA.95.00249 nei confronti della __________ o, è annullata.

" 1. La dichiarazione di fallimento 14 aprile1995 pronunciata dalla Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, FA.95.00249 nei confronti della __________ o, è annullata. 2. La tassa di giustizia di prima sede di Fr. 80.--, da anticipare come di rito, è a carico della __________.

2. La tassa di giustizia di prima sede di Fr. 80.--, da anticipare come di rito, è a carico della __________. 3. Le spese dell'Ufficio esecuzione e fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono a carico della __________ ".

3. Le spese dell'Ufficio esecuzione e fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono a carico della __________ ". II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a suo carico.

II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a suo carico. III. Intimazione a: - __________

III. Intimazione a: - __________ Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5.

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria.

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