Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/155438

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare una proposta di base legale che fissi in generale a quattro settimane il termine di comunicazione degli orari di lavoro. Per eventuali cambiamenti degli orari durante tale termine sono necessari il consenso dei lavoratori e un supplemento di tempo e di salario. Si devono ammettere eccezioni che prevedono un termine più breve di due settimane in caso di aumento straordinario e inatteso della mole di lavoro, eventualmente mediante una regolamentazione nel quadro di un contratto collettivo di lavoro settoriale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La comunicazione tempestiva degli orari di lavoro ai lavoratori è importante per questi ultimi. L'articolo 69 dell'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (OLL 1) prevede pertanto che i lavoratori vadano informati il più presto possibile, di regola due settimane prima di un impiego previsto con i nuovi orari di lavoro, sul momento dell'introduzione concreta degli orari di lavoro determinanti. Nelle indicazioni della SECO relative all'OLL 1 si precisa che è possibile derogare a tale termine solo per ragioni imperative, come nel caso in cui il lavoro straordinario debba essere ordinato entro un termine più breve per rispondere a un'urgenza. Il Consiglio federale ritiene che la regolamentazione vigente rappresenti una soluzione adeguata.</p><p>Un termine di comunicazione di quattro settimane con costi supplementari in caso di deroga costituirebbe un vincolo troppo rigido per le imprese. Una simile limitazione della flessibilità avrebbe conseguenze negative sulla competitività delle aziende svizzere e sui loro impieghi. Nella situazione attuale la misura proposta è inopportuna, tenuto conto in particolare della forza del franco.</p><p>Spetta alle parti interessate affrontare eventuali problemi nell'attuazione della regolamentazione vigente. Se il ramo è particolarmente colpito può risultare necessaria la ricerca di una soluzione tra le parti sociali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.