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BERLINO - Il pittore e fotografo tedesco Sigmar Polke, una delle figure più significative della generazione degli artisti europei del secondo dopoguerra, è morto oggi a Colonia all'età di 69 anni. L'annuncio della scomparsa è stato dato dal suo gallerista, Erhard Klein.
Considerato uno degli esponenti europei più originali della Pop Art, nel 1986 espose al padiglione tedesco della Biennale di Venezia e per l'occasione conquistò il Gran Premio per la pittura.
Nato a Oels, nella Slesia, nell'attuale Polonia, nel 1941, Sigmar Polke a 12 anni si trasferì con la famiglia dalla DDR in Germania Ovest, compiendo gli studi artistici a Düsseldorf. Nel 1963 Polke iniziò il rapporto di amicizia e collaborazione con Gerhard Richter e Konrad Lueg, che portò all'esperienza del movimento "Kapitalistischer Realismus" (realismo capitalista).
Polke realizzò una lunga serie di opere in cui rappresentava ironicamente e comicamente alcuni degli oggetti più comuni, che infarcivano l'esistenza del tedesco medio del "Wirtschaftswunder" (miracolo economico).
SDA-ATS