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Relazioni sentimentali sul posto di lavoro
Domanda: Da un anno il mio superiore diretto ed io siamo amanti. Finora abbiamo tenuto la relazione segreta a colleghi e datore di lavoro. Ora vorremmo uscire allo scoperto, ma temiamo le reazioni dei colleghi. Oltre a ciò, ci chiediamo se una relazione amorosa sia lecita sul posto di lavoro.
Risposta: Secondo il diritto di lavoro una relazione sentimentale al lavoro non può essere proibita. In generale vale la regola che una tale relazione tra collaboratori rimane una faccenda privata, finché non vengono compromessi né le prestazioni né gli interessi legittimati del datore di lavoro.
Quando invece peggiorano l’efficienza o l’ambiente di lavoro, il datore di lavoro si può appellare al suo diritto di impartire istruzioni com’è previsto dalla legge. E se una relazione amorosa sul posto di lavoro dà fastidio a qualche collaboratore non coinvolto, poi il datore di lavoro è persino costretto ad intervenire e impartire istruzioni, sulla base del cosiddetto obbligo d’assistenza.
Trasferimento o persino disdetta
Nel caso tali istruzioni non aiutassero a far migliorare la situazione, il datore di lavoro può persino separare la coppia e richiedere un trasferimento in reparti diversi. Se questo fosse il caso, il datore di lavoro deve offrire agli interessati una posizione equivalente.
Due persone che hanno una relazione sentimentale e lavorano nello stesso posto di lavoro devono fornire delle prestazioni soddisfacenti e comportarsi in modo professionale. Se non riescono a stare alle regole lavorative (soprattutto all’obbligo di eseguire con diligenza i compiti loro affidati) e se il loro comportamento non migliora persino dopo un eventuale ammonimento, i due interessati possono ricevere una disdetta regolare o, in casi estremi, una disdetta straordinaria.
Rapporto di dipendenza
La faccenda si complica ulteriormente quando all'interno della coppia c'è un superiore, cioè quando si tratta di un rapporto di dipendenza. Per esempio, un capo potrebbe avvantaggiare o svantaggiare la sua amante-collaboratrice o sfruttare altrimenti il suo ruolo dirigenziale in modo consapevole. In tali situazioni raccomandiamo alla collaboratrice di informare il management dell’azienda sulla situazione e persino di valutare la possibilità di un trasferimento.
Autrice: Sabrina Gremli-Gafner, avvocato SIC Svizzera.
Testo: rivista “Context”, SIC Svizzera.