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LONDRA - I pescatori francesi protestano, e Boris Johnson risponde per le rime, mandando la marina militare in un'escalation che lascia poco all'immaginazione.
Situazione tesa questa mattina nella Manica, con la mobilitazione di una 70ina di battelli - riferisce l'agenzia francese AFP - stazionati davanti a Saint-Helier, città portuale dell'isola di Jersey, per protestare contro le nuove condizioni di pesca per le imbarcazioni francesi, nel'era post-Brexit.
«Siamo venuti da ogni porto, chi dalla Bretagna chi dalla Normandia», spiega all'agenzia un pescatore della Manica, «è un stato un risultato incredibile riuscire a portare tutti qui».
Jersey, parte delle isole britanniche ma non del Regno Unito, è l'oggetto di un contenzioso esplosivo fra Londra e Parigi, riguardante i pochissimi permessi di pesca nelle acque britanniche concessi ai pescherecci di bandiera francese in seguito alla Brexit.
Tanta la tensione che, come scrive le Figaro, hanno portato martedì la ministra francese del Mare, Annick Girardin, a valutare misure di ritorsione come la disconnessione dell'approvvigionamento energetico dal continente a Jersey.
È di questa mattina la decisione di Boris Johnson mandare in loco 2 corazzate della marina, una verrà schierata già oggi, mentre l'altra arriverà domani. Le imbarcazioni, confermano Downing Street e il governo di Jersey, sono parte di una strategia per fermare l'escalation nel nome del dialogo.
I pescatori francesi protestano, e Boris Johnson risponde per le rime, mandando la marina militare in un'escalation che lascia poco all'immaginazione.