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In Svizzera, le disparità salariali tra uomini e donne sono dure a morire. Per sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica, i sindacati hanno indetto martedì la prima giornata dei salari equi (Equal Pay Day).
A parità di incarico, una donna continua a guadagnare in media il 19% in meno rispetto ad un uomo. In 35 anni di attività, una commessa percepirà una somma di 350'000 franchi inferiore a un suo collega. Una differenza che si acuisce sensibilmente tra i quadri, toccando la soglia del 30%. Le donne con responsabilità, infatti, approfittano meno dei bonus e delle retribuzioni variabili.
«Di questo passo, ci vorranno 50 anni prima di raggiungere la parità», ha dichiarato il sindacato Unia, ricordando che si tratta di un diritto costituzionale in vigore dal 1996.
L'Equal Pay Day, promosso da diverse organizzazioni sindacali e femminili, è stato organizzato proprio il 10 marzo perché, mediamente, le donne dovrebbero lavorare 14 mesi e dieci giorni per ricevere il salario versato agli uomini in un anno. Il simbolo scelto per questa giornata di sensibilizzazione è una borsa della spesa rossa, in riferimento alle cifre rosse nelle quali stagnano i salari femminili.
Diverse iniziative sono state lanciate negli ultimi mesi per far fronte alle disparità di trattamento all'interno delle aziende. La scorsa settimana il ministro dell'interno Pascal Couchepin e i diversi partner sociali avevano tra l'altro presentato un progetto in tal senso denominato "Dialogo sulla parità salariale".