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CARACAS - Il governo e l'opposizione del Venezuela danno inizio oggi a Santo Domingo a un nuovo tentativo di dialogo, per cercare di definire un accordo fra le parti che permetta una normalizzazione della vita istituzionale del paese, in vista delle elezioni presidenziali previste per l'anno prossimo.
L'incontro, che si svolgerà oggi e domani, è organizzato dal governo della Repubblica Dominicana e avverrà alla presenza di due paesi scelti dal governo di Nicolas Maduro (Nicaragua e Bolivia) e altri due scelti dall'opposizione (Cile e Messico). Sarà presente anche l'ex premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero, coordinatore dell'ultima iniziativa di dialogo, naufragata nel dicembre dell'anno scorso.
Tanto l'opposizione come il governo arrivano al tavolo della trattativa in posizione di debolezza: l'opposizione è divisa sulla scelta stessa di partecipare al dialogo - vari settori hanno denunciato l'iniziativa come un'ennesima dilazione di Maduro - mentre il governo affronta una crisi sul debito estro che potrebbe portarlo a breve termine verso il default.
Maduro ha annunciato che la sua prima richiesta all'opposizione sarà quella di appoggiare una sospensione delle sanzioni imposte al governo dagli Usa, mentre l'antichavismo insiste sull'urgenza di aprire un canale umanitario per cibo e medicine nell'immediato, così come di un'intesa su garanzie specifiche per le presidenziali del 2018, e in primis la sostituzione dei membri del Consiglio Nazionale Elettorale (Cne), accusati di parzialità a favore del governo.