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NEW YORK - È servito a poco il fatto che un social potente come Facebook abbia deciso - ad inizio dello scorso anno - di mettere al bando tutti i contenuti che fanno riferimento al nazionalismo bianco e ai gruppi di suprematisti bianchi, cancellandoli da tutte le sue piattaforme, compresa Instagram.
Fatto sta che il volume di propaganda da parte di gruppi che rivendicano la supremazia bianca è raddoppiato da un anno all’altro. Lo riferisce la Anti-Defamation League, secondo cui nel 2019 sono stati registrati 2'713 episodi contro i 1'124 dell'anno precedente. Gli episodi riguardano la diffusione di materiale come volantini, adesivi, poster in luoghi pubblici.
Le campagne per portare avanti l’idea che la razza bianca sia superiore a tutte le altre si è svolta soprattutto nei campus universitari, considerati ormai luoghi sensibili per diffondere idee e raccogliere proseliti. Episodi propagandistici sono stati registrati in 433 campus su un totale di 43 stati oltre al District of Columbia con la capitale Washington. California, Texas, New York, Massachusetts, New Jersey, Ohio, Virginia, Kentucky, Washington e Florida sono gli stati con il maggior numero di casi.