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Un militante dei diritti umani con cittadinanza olandese e iraniana, condannato e imprigionato in Iran, è stato liberato ed è tornato nei Paesi Bassi il 20 agosto scorso, a otto anni dal suo arresto. Lo ha fatto sapere l'agenzia olandese Anp, citando il figlio di Abdullah al-Mansouri, 69 anni.
"Non ci aspettavamo che uscisse vivo dalla prigione", ha detto suo figlio. Difensore della minoranza arabofona in Iran, era stato condannato per terrorismo, secondo la stessa fonte, ma la pena era stata infine limitata a 15 anni di prigione. L'Anp non precisa il motivo per cui sarebbe stato rilasciato in anticipo.
Il figlio assicura che sarebbe avvenuto per la sua "buona condotta". Il ministro degli Esteri olandese, Frans Timmermans, congratulandosi per l'avvenuta liberazione di al-Mansouri (che alla fine degli anni '80 era stato decorato dalla regina Beatrice per la sua azione in difesa dei diritti umani in Iran e aveva ottenuto la cittadinanza olandese), ha affermato che "i Paesi Bassi si sono molto impegnati per la sua liberazione anticipata, e siamo riconoscenti al governo iraniano per la sua cooperazione".