Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/119881

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di prevedere una norma, nell'elaborazione del progetto di modifica dell'obbligo di pagare il canone, affinché l'insieme dei proventi del canone non aumenti automaticamente per effetto della crescita demografica e si debbano restituire obbligatoriamente agli assoggettati le eventuali eccedenze sotto forma di riduzione del canone.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella discussione relativa all'aumento del numero di economie domestiche e imprese sottoposte all'obbligo di pagamento è necessario distinguere due aspetti: da una parte l'aumento del numero delle persone assoggettate che si registrerà a seguito della modifica dell'attuale sistema in favore di una tassa generalizzata e dall'altra, a prescindere dal sistema di riscossione adottato, il possibile aumento del numero degli assoggettati nel periodo di tempo per il quale è stato fissato l'importo del canone.</p><p>La volontà del Consiglio federale è quella di realizzare la modifica del sistema attuale senza incidere sui proventi. Ciò significa che l'aumento delle economie domestiche e delle imprese soggette all'obbligo di pagamento non è diretto alla crescita dei proventi, bensì a una riduzione generale della tassa.</p><p>La possibile variazione del numero di economie domestiche e di imprese è un fattore già considerato nel determinare l'attuale importo del canone di ricezione. L'ammontare del canone è adeguato periodicamente dal Consiglio federale su base quadriennale. In questa occasione si integrano anche le previsioni di sviluppo riguardanti il numero delle economie domestiche e delle imprese per il periodo di tempo in esame. La quota dei proventi del canone che è destinata alla SSR, quindi, è già stabilita considerando una certa variazione nel numero delle economie domestiche assoggettate. Se il Consiglio federale prevede un effettivo aumento degli assoggettati, può fissare una tassa ridotta. Un incremento dei proventi conseguente all'aumento delle economie domestiche e delle imprese si ripercuoterà quindi positivamente sui diretti interessati. In effetti, nel quadriennio precedente e in quello attuale l'aumento del numero delle economie domestiche ha permesso di coprire il fabbisogno supplementare della SSR e delle emittenti private riconosciuto dal Consiglio federale, cosicché il canone di ricezione è praticamente rimasto invariato. La previsione del 2006 sull'evoluzione delle entrate del canone è stata dimostrata in larga misura dalla reale crescita dei proventi nel quadriennio in questione.</p><p>L'aumento delle economie domestiche non produce eccedenze che superano il fabbisogno riconosciuto, perché nel determinare l'importo del canone si prevedono i maggiori introiti. Se nella realtà si verificasse uno scostamento importante, sia in positivo che negativo, rispetto a quanto preventivato, il Consiglio federale dispone tutt'ora della possibilità di tener conto di queste differenze nel fissare l'importo del canone per il periodo successivo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.