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Il 25 luglio 2000 il volo Air France 4590 si schianta nei pressi di Parigi
Vent'anni dopo sta nascendo un aereo in grado di raggiungere New York da Londra in tre ore e un quarto
PARIGI - L’uomo contro la natura. Potrebbe essere raccontata così una delle tante sfide che gli esseri umani lanciano all’insegna del progresso. Non solo la capacità di volare, ma anche di farlo a velocità supersoniche. Era la sfida del Concorde, cominciata negli anni ’60 e terminata in maniera tragica nel 2000 quando a mettere fine a un’epoca arriva il crash del volo AF 4590 che decolla il 25 luglio da Parigi e dopo qualche minuto si schianta a pochi chilometri dall’aeroporto causando la morte di 113 persone. Tre anni dopo cessa il servizio passeggeri, mentre l’ultimo volo risale al 26 novembre del 2003.
Un dramma e tanti problemi - L’incidente di Parigi è stato senza dubbio una delle cause che hanno spinto la British Airways e l’Air France a sospendere questo progetto, ma non solo. Le due compagnie hanno spiegato il ritiro degli aerei dovuto alla paura dei passeggeri a seguito dell’incidente del 2000, al calo nei viaggi che si era avuto dopo l’attentato dell’11 settembre 2001, e anche all’aumento esponenziale dei costi di gestione. Ogni volo di un Concorde consumava infatti il triplo di un Boeing 747 sulla stessa rotta. E molto probabilmente il progetto era comunque a “fine vita”, visto che dopo trent’anni molte delle caratteristiche che lo avevano reso un apparecchio all’avanguardia sono poi diventate obsolete.
Oltre la barriera - La storia del Concorde comincia nel 1962, il primo prototipo viene presentato un anno dopo, ma bisogna aspettare sei anni per il primo volo sperimentale. Siamo in piena Guerra Fredda, e l’Unione Sovietica lancia il suo jet supersonico il Tu-144, che sarebbe poi diventato il primo a percorrere una tratta di linea superando la barriera del suono. I primi voli commerciali sono del 21 gennaio del 1976 uno con partenza da Heathrow, a Londra, e arrivo in Bahrein; il secondo da Parigi a Rio de Janeiro. La sua è anche una storia legata al “concetto di lusso”. Il Concorde che viaggiava a una velocità di 2000 chilometri orari, non era adatto alle tasche di tutti visto che un biglietto di andata e ritorno costava all’incirca 12mila dollari.
Oltre Mach 2 - Ma l’idea di un volo supersonico non si è spenta nel 2003, è solo rimasta sopita nel corso di questi anni. E ora a rilanciarla ci pensa una startup statunitense, la Boom Supersonic, che ha deciso di lanciare un prototipo il prossimo ottobre chiamato XB-1. I primi test in volo cominceranno nel 2021con l’obiettivo di far volare anche una versione commerciale chiamata Overture. Ma per un volo commerciale ci sarà da aspettare ancora circa 10 anni. Stando a quanto dichiarato dall’azienda statunitense la nuova versione del Concorde avrà dai 55 ai 75 posti e raggiungerà velocità che si avvicinano al Mach 2.2, che consentirebbe di volare da Londra a New York in tre ore e un quarto, quando oggi con un Boeing ci vuole circa il doppio. Ma il nuovo aereo supersonico si dovrà sganciare dal Concorde per quanto riguarda l’aspetto dei consumi e il relativo impatto ambientale e come spiega il Ceo, Black Schoill: «Dovrà essere un futuro sicuro e sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che da quello economico». E il progetto avanza con la Virgin Group e la Japan Airlines che hanno già investito nel nuovo futuro supersonico.
I due minuti che precedettero la tragedia
Una tragedia inevitabile quella del volo Air France 4590. Il Concorde della compagnia francese si schianta sull’albergo "Hotelissimo" dopo poco più di un minuto di volo causando la morte di 100 passeggeri, nove membri dell’equipaggio e quattro persone a terra. Al momento del decollo dall’aereoporto Charles De Gaulle di Parigi, un frammento di titanio sulla pista colpisce uno pneumatico causandone lo scoppio, un frammento della gomma finisce sulla parte inferiore dell’ala a una velocità di 300 km/h, i motori persero la spinta causando anche un incendio al motore 2. Nonostante l’immediato allarme da parte della torre di controllo, il pilota non poteva più fermare il decollo. E anche il consiglio di un atterraggio di emergenza a Le Bourget (distante solo pochi chilometri), non potè essere accolto in quanto l’aereo era già fuori controllo e lo schianto sull’hotel inevitabile.