Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/47513

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad domanda 1 </p><p>Con l'accettazione della mozione Walker, il Consiglio federale è stato incaricato di allestire il preventivo 2004 e il piano finanziario 2005-2007 in modo che - partendo dal preventivo 2003 - la crescita delle uscite complessive sia limitata al rincaro medio atteso. Al riguardo occorre adottare misure di alleggerimento nel versante delle uscite in modo che le spese supplementari che le assicurazioni sociali dovranno sopportare per ragioni demografiche vengano compensate con tagli negli altri settori di compiti e in modo che un eventuale ulteriore aumento delle aliquote IVA per il finanziamento delle opere sociali possa avvenire senza incidenze almeno per quanto riguarda l'aliquota d'imposta.</p><p>Come spiegato dal Consiglio federale nella sua risposta alla mozione Walker, un ripiegamento della crescita delle uscite al rincaro medio atteso comporterebbe - con riferimento all'anno 2006 nonché al piano finanziario del Consiglio federale dello scorso autunno - una riduzione delle uscite di circa sette miliardi di franchi all'anno. Anche alla luce della nuova realtà congiunturale e del piano finanziario aggiornato, le uscite dovrebbero essere ridotte dello stesso ordine di grandezza. Alla base vi sono le seguenti ipotesi: uscite per 51,1 miliardi nell'anno di partenza 2003 (decisione budgetaria del Parlamento tenuto conto del blocco dei crediti); rincaro pari allo 0,7 per cento nel 2003 e nel 2004, dell'1,5 per cento nel 2005 e nel 2006; soppressione delle quote della Confederazione al punto di percento IVA a favore dell'AVS e dell'AI.</p><p>Ad domande 2 e 4</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la mozione Walker non sia realizzabile, in quanto gli interventi nell'adempimento dei compiti statali che ne derivebbero non sarebbero oggettivamente sostenibili e nemmeno politicamente applicabili. Diversamente dall'interrogazione, la mozione non è neppure conforme al freno all'indebitamento ai sensi dell'articolo 126 Cost., che non esige una riduzione della quota delle uscite della Confederazione, bensì il mantenimento dell'equilibrio delle finanze durante un ciclo congiunturale. </p><p>Con riguardo a questo obiettivo, a fine gennaio il Consiglio federale ha deciso di presentare alle Camere federali un programma di alleggerimento di circa due miliardi, che tocca essenzialmente le uscite. Nei suoi aspetti di fondo il programma è già stato affinato; attualmente sono in corso i lavori sul messaggio che dovrebbe essere trasmesso in estate alle Camere federali. Come seconda fase della strategia di risanamento il Consiglio federale ha chiesto alle competenti Commissioni parlamentari di rinviare l'entrata in vigore del progetto sull'imposizione della coppia e della famiglia. La CET del Consiglio nazionale non è entrata nel merito.</p><p>Questo e le prospettive finanziarie sempre pessime hanno indotto nel mese di marzo il Consiglio federale a far elaborare, in aggiunta al programma di alleggerimento di 2 miliardi (programma di base), un programma supplementare di circa 1,5 miliardi che prevede pure principalmente misure nel versante delle uscite. Il Consiglio federale ha tuttavia tenuto aperta la possibilità di proporre l'adozione di eventuali misure nella parte delle entrate. Al riguardo esso ha fatto esaminare diverse possibilità, come l'introduzione di un'imposta sulle successioni e donazioni, l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto e l'eliminazione di lacune fiscali in diversi settori. Anche il programma supplementare dovrebbe essere approvato definitivamente quest'estate ed essere integrato nel messaggio concernente il programma di base.</p><p>Per quanto riguarda le uscite, tutti i grandi settori di compiti della Confederazione saranno toccati da entrambi i programmi. In ordine d'importanza finanziaria questi sono la previdenza sociale, i trasporti, la difesa nazionale, l'agricoltura e l'alimentazione, la formazione e la ricerca di base nonché i rapporti con l'estero. È inoltre prevista l'adozione di un nutrito numero di misure puntuali di alleggerimento incrociate, che tocchino tutti i settori di compiti della Confederazione. Queste misure sono il risultato di dettagliate pianificazioni di rinuncia a compiti, eseguite dai vari dipartimenti.</p><p>Ad domanda 3</p><p>Obiettivo della strategia di risanamento del Consiglio federale è una politica finanziaria credibile, orientata verso un duraturo equilibrio di bilancio, che tenga parimenti conto della difficile situazione economica attuale. In particolare due misure servono al conseguimento di questo obiettivo di politica congiunturale. Da un lato una piccola revisione della legge sulle finanze della Confederazione e, dall'altro, l'attuazione scaglionata nel tempo del programma di base e di quello supplementare.</p><p>a. La piccola revisione della legge sulle finanze della Confederazione dovrebbe</p><p>consentire di eliminare nell'arco di diversi anni il disavanzo strutturale di circa 3 miliardi esistente al momento dell'entrata in vigore del freno all'indebitamento. In questo modo si eviterebbe di dover ricorrere a ulteriori correzioni, dell'ordine di grandezza di 2,5 miliardi, delle istruzioni in materia di preventivo che impongono una stabilizzazione reale delle uscite, cosa che sarebbe altamente problematica dal punto di vista politico congiunturale.</p><p>b. Solo metà del programma di base sarà efficace nel 2004, mentre il programma supplementare avrà ripercussioni soltanto a partire dal 2005. Entrambi i programmi dovrebbero quindi avere piena efficacia solo a partire dal 2006. Secondo gli attuali scenari economici dovremmo in quel momento trovarci già nel terzo anno di espansione.</p><p>Solo quando il contenuto del programma supplementare sarà deciso in modo definitivo sarà possibile disporre di dati certi sulle conseguenze del programma di base e di quello supplementare sull'evoluzione dei posti di lavoro presso l'Amministrazione federale. Con il messaggio il Consiglio federale trasmetterà alle Camere federali le informazioni in questione. In tale occasione, sulla base di una perizia chiesta a un istituto esterno e non ancora disponibile, esso si pronuncerà pure sulle ripercussioni delle misure di risanamento sulla crescita e sull'occupazione.</p><p>Dal punto di vista macroeconomico si può già osservare che, tra il 2001 e il 2003, la Confederazione segue un andamento politico finanziario chiaramente espansivo. Nell'anno in corso le maggiori uscite raggiungono i 5,5 miliardi. Questo dato corrisponde a un impulso fiscale positivo di circa 1,3 miliardi. Oltre ai disavanzi del conto finanziario in queste cifre sono compresi anche i prestiti all'assicurazione contro la disoccupazione (nel 2003 presumibilmente 0,6 miliardi) e le spese scoperte del Fondo per i grandi progetti ferroviari (nel 2003 = 1,3 miliardi). Solo a partire dal 2005 la politica finanziaria produrrà di nuovo percettibili impulsi restrittivi. In quel momento l'economia dovrebbe però trovarsi nuovamente in una fase di ripresa e la Confederazione soddisferebbe il proprio andamento politico finanziario anticiclico.</p>  Risposta del Consiglio federale.