Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/69457

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare immediatamente misure per garantire che l'imposizione di azioni ed opzioni di dipendenti rispetti i principi dell'imposizione secondo la capacità economica, dell'aumento della sostanza netta e dell'uniformità dell'imposizione. In particolare occorre fare in modo che tutti i proventi di rapporti di lavoro siano tassati nella stessa misura. Le attuali regole speciali per l'imposizione delle azioni e delle opzioni di dipendenti, del resto fissate nella circolare numero 5 del 30 aprile 1997, devono essere abrogate.</p><p>Occorre garantire senza indugio che tutte le prestazioni valutabili in denaro provenienti da azioni e opzioni di collaboratori vengano tassate senza riduzione alcuna. Per azioni con termine di attesa (fattispecie del rinvio dell'imposizione) l'imposizione può avvenire, dopo la scadenza del termine di attesa, senza alcuna riduzione. Se del caso, quale valore può essere applicato il valore venale al momento dell'acquisto. Anche per le opzioni dei collaboratori, l'imposizione dovrebbe avvenire senza riduzioni al momento dell'esercizio dell'opzione. In entrambi i casi, a tale momento, i collaboratori possiedono, oltre al diritto di proprietà, anche il pieno diritto di disporre dei titoli. Sconti, rispettivamente riduzioni non sono giustificati e contraddicono la giustizia fiscale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non ritiene opportuno abrogare con effetto immediato la circolare numero 5 del 30 aprile 1997 sull'imposizione delle azioni e delle opzioni dei dipendenti. Essa è conforme alla situazione giuridica attuale, che può essere modificata dal legislatore e non dall'amministrazione. La circolare numero 5 è stata esaminata più volte dal Tribunale federale. Ad avviso della massima istanza giudiziaria le sue norme d'imposizione corrispondono al principio costituzionale dell'imposizione secondo la capacità economica. Ciò vale sia per la riduzione accordata sul valore venale delle azioni dei dipendenti sia per i metodi matematico-finanziari di valutazione nel caso delle opzioni. In questi casi non si tratta di "sconti", in quanto la determinazione della prestazione valutabile in denaro di un acquisto di azioni od opzioni dei dipendenti dipende sempre dal loro valore venale e tiene conto della limitata negoziabilità dovuta al blocco della disponibilità. L'odierna valutazione oggettiva è conforme al citato principio costituzionale.</p><p>L'introduzione di una nuova prassi creerebbe confusione e provocherebbe l'incertezza giuridica che il Consiglio federale intendeva proprio evitare con il messaggio concernente la legge federale sull'imposizione delle partecipazioni dei collaboratori (04.074). In base al protocollo del Consiglio nazionale del 7 marzo 2006, il Partito socialista ha chiesto di tassare le azioni dei dipendenti dopo la scadenza del termine di attesa, conformemente alla richiesta della presente mozione. Tale richiesta è tuttavia stata respinta. Nel caso delle opzioni dei collaboratori, entrambe le Camere hanno approvato la modifica del momento dell'imposizione. Il relativo reddito è ora considerato realizzato all'atto dell'esercizio delle opzioni. Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati non concordano sull'ammontare della riduzione della base di calcolo per ogni anno di termine di attesa. Nella procedura di appianamento delle divergenze devono essere discussi e decisi la legittimità e l'ammontare di detta riduzione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.