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Il Consiglio federale ha deciso venerdì di bocciare, senza controprogetto, l'iniziativa popolare che chiede di impedire - alla Banca nazionale svizzera e alle casse pensioni in particolare - di sovvenzionare l'industria bellica.
Per l'esecutivo, la proposta di modifica costituzionale lanciata dal Gruppo per una Svizzera senza esercito avrebbe conseguenze negative per la BNS, le fondazioni e gli istituti previdenziali, danneggiando allo stesso tempo il settore finanziario, l'industria meccanico-metallurgico e dell'elettricità.
Anche il fatto di escludere l'industria d'armamento dai finanziamenti delle banche elvetiche non è nell'interesse di Berna, si spiega in una nota governativa. I produttori svizzeri di materiale bellico dovrebbero così finanziarsi rivolgendosi a banche straniere, con costi di capitale maggiorati. E, aumentando la dipendenza unilaterale dai Paesi esteri per i progetti d'acquisto, la sicurezza per l’approvvigionamento dell’esercito verrebbe indebolita.
ATS/MarGù