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In caso di dissesto non ordinato, gli istituti di rilevanza sistemica possono compromettere interi sistemi economici e per questo motivo vengono designati quali too big to fail (TBTF). In seguito alla crisi finanziaria degli anni 2007/2008 il legislatore svizzero ha emanato norme speciali per la stabilizzazione, il risanamento o la liquidazione di tali istituti, le quali prevedono che, oltre a un aumentato cuscinetto di capitale e di liquidità, l’allestimento di un piano di recovery e di resolution (pianificazione in materia di stabilizzazione e di liquidazione). In questo ambito l’attenzione si concentra su quattro strumenti:
Piano di recovery: la banca o l’infrastruttura del mercato finanziario di rilevanza sistemica esplica in che modo intende stabilizzarsi in caso di crisi. Tale piano è subordinato all’approvazione della FINMA.
Piano svizzero d’emergenza: la banca di rilevanza sistemica spiega in che modo porterà avanti senza interruzioni in una fase di crisi le funzioni di rilevanza sistemica per la Svizzera (p. es. accesso ai depositi bancari e al traffico dei pagamenti). La FINMA deve esaminare tale piano e valutarne l’attuabilità.
Piano di resolution: per UBS e Credit Suisse la FINMA allestisce un piano di resolution globale (global resolution plan), nel quale spiega in che modo l’intero gruppo a livello globale verrebbe ricapitalizzato, risanato o (parzialmente) liquidato in caso di crisi. I piani di resolution vengono allestiti anche per le banche e le infrastrutture del mercato finanziario di rilevanza sistemica orientate al mercato interno. La FINMA valuta la resolvability di un istituto nella misura in cui le misure preparatorie da esso adottate sono sufficienti affinché l’attuazione del piano vada a buon fine.
Sconti: se hanno notevolmente migliorato la loro resolvability globale, la FINMA può concedere a entrambe le grandi banche sconti relativi a determinate esigenze in materia di capitale.
Entro la fine del 2019 le grandi banche di rilevanza sistemica hanno dovuto sottoporre per verifica alla FINMA un piano d’emergenza attuabile. La presente pubblicazione della FINMA s’iscrive nell’ottica di informare l’opinione pubblica in merito ai progressi compiuti e di spiegare in che modo l’Autorità di vigilanza intende procedere in caso di resolution.
Tutte e cinque le banche svizzere di rilevanza sistemica hanno sottoposto alla FINMA un piano di recovery, la quale l’ha approvato. L’Autorità di vigilanza ha scrupolosamente esaminato l’efficacia delle misure definite nei piani svizzeri d’emergenza presentati entro la fine del 2019. La FINMA giudica che Credit Suisse adempie le disposizioni legali per un piano d’emergenza attuabile. Considera che anche quello di UBS sia applicabile, tuttavia pone una riserva relativamente alle interrelazioni finanziarie che devono ancora essere ridotte a breve termine all’interno del gruppo.
I piani d’emergenza delle tre banche di rilevanza sistemica orientate al mercato interno mostrano, alla fine del 2019, diversi gradi di maturità, tuttavia nessuno di essi è ancora giudicato interamente attuabile. Per quanto concerne la Banca Cantonale di Zurigo, si constata la necessità di sviluppare ulteriormente gli ambiti di capitale e liquidità. Anche presso Raiffeisen e PostFinance sono necessari ulteriori interventi, in particolare mancano piani che spieghino in che modo le banche costituirebbero i fondi necessari in grado di assorbire le perdite per effettuare una ricapitalizzazione in caso di crisi.
Per entrambe le grandi banche la FINMA ha allestito un piano globale di resolution (global resolution plan), nel quale è spiegata la strategia primaria di resolution. A differenza del piano svizzero d’emergenza, il piano di resolution per le grandi banche si riferisce all’intero gruppo bancario, motivo per cui viene definito «globale». Entrambe le banche hanno adottato importanti misure preparatorie, pertanto sono stati compiuti notevoli progressi nell’ambito della loro resolvability globale. La FINMA giudica quindi in particolare che i requisiti a livello del decentramento strutturale sono soddisfatti, per esempio grazie all’istituzione di strutture holding e filiali svizzere. In altri ambiti di verifica, segnatamente quello della liquidità in caso di resolution, i lavori di attuazione e di regolamentazione sono ancora in corso. Oltre a ciò, nel processo di sconto condotto ogni anno presso le grandi banche vengono valutati singoli aspetti della loro resolvability. Come negli anni precedenti, anche nel 2019 la FINMA ha constatato miglioramenti a livello della resolvability globale. Nel frattempo Credit Suisse ha sfruttato il suo potenziale di sconto nella misura del 40% e UBS del 42,5%.
A differenza di quelli per le grandi banche, i piani di resolution per le banche di rilevanza sistemica orientate al mercato interno non sono considerati «globali», bensì riguardano, così come i loro piani d’emergenza, solo le attività svizzere. I piani di resolution sono quindi strettamente legati ai piani d’emergenza e non richiedono alle banche misure preparatorie materiali supplementari.
Le infrastrutture del mercato finanziario di rilevanza sistemica devono illustrare nel piano di recovery le misure con le quali intendono stabilizzarsi in caso di crisi, in modo da poter mantenere i loro processi operativi di rilevanza sistemica. Entrambe le infrastrutture del mercato finanziario di rilevanza sistemica in Svizzera (SIX x-clear quale centrale di clearing e controparte centrale e SIX SIS quale depositario centrale) hanno allestito piani di recovery. Tali piani sono stati continuamente migliorati. Tuttavia, in ragione delle elevate esigenze poste a tali piani, affinché vengano approvati devono essere apportati ulteriori miglioramenti. La FINMA ha inoltre avviato i lavori per lo sviluppo dei piani di resolution per SIX x-clear e SIX SIS.