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Il rischio di essere arruolati nell'esercito non sarà più motivo sufficiente per evitare il rimpatrio per i richiedenti d’asilo eritrei. È quanto sentenziato giovedì dal Tribunale amministrativo federale (TAF).
La Convenzione europea dei diritti dell'uomo vieta i lavori forzati, impedendo di fatto alla Svizzera di rimandare i migranti in paesi dove sarebbero minacciati di un tale trattamento. Questo vale però solo quando c'è un rischio serio e una violazione flagrante.
Pur ammettendo per certi versi che il servizio militare eritreo è sorretto da processi poco chiari, con durata indeterminata e segnalazioni di violenze sessuali o sevizie, per il TAF non vi sono elementi sufficienti per affermare che gli abusi siano generalizzati e che ogni partecipante rischi di subirli.
Attualmente non esiste un accordo di riammissione tra i due Stati, poiché l’Eritrea non è disposta ad accogliere i suoi cittadini fuggiti illegalmente.
ATS/YR