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ZUGO - Quasi quattro anni dopo la strage di 34 minatori in rivolta da parte della polizia nella miniera Marikana, in Sudafrica, una delegazione sudafricana si è recata alla sede della ditta BASF Metals GmbH a Zugo per presentare le richieste di risarcimento. Diverse organizzazioni elvetiche hanno mostrato la loro solidarietà.
Alla filiale del gruppo chimico tedesco BASF viene chiesto di assumersi la responsabilità sociale ed ecologica dell'intera catena di fornitura. La delegazione africana era composta dal vescovo Joe Seoka e da due vedove dei minatori uccisi, ha comunicato oggi il Partito Alternativa/Verdi (ALG) di Zugo.
Alla sede della BASF Metals doveva essere consegnato un memorandum che chiede la partecipazione del gruppo al pagamento del risarcimento alle vittime del massacro a Marikana del 2012. La ditta non ha però accolto la consegna diretta del memorandum, indica la nota dell'ALG.
A metà agosto del 2012 la polizia uccise 34 minatori nella miniera di platino di proprietà della Lonmin, a Marikana, che avevano scioperato per chiedere un aumento dei salari.
Un'importante parte del platino della miniera di Marikana viene commerciato attraverso la ditta BASF Metals a Zugo, indica la nota.
ats