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VERONA - Un ristoratore di Verona è stato erroneamente vittima di una delle ultime sanzioni emesse dall'amministrazione Trump.
Un caso di omonimia
Alessandro Bazzoni, per un caso d'identità errata, si è ritrovato sulla blacklist del petrolio venezuelano e solo questa settimana, riferisce la Bbc, ne è uscito dopo che l'equivoco si è chiarito. Casi di questo genere sono molto costosi e tutt'altro che rari, spiegano esperti legali interpellati dal media statale britannico.
«Spesso gli obiettivi sono completamente innocenti, ma l'impatto sulla loro attività può essere devastante. Possono volerci mesi per risolverlo con grandi spese», ha dichiarato Nicholas Turner, avvocato di Steptoe & Johnson a Hong Kong. «Ci aspettiamo che il governo degli Stati Uniti abbia accesso a informazioni privilegiate sulle persone a cui si rivolge, ma non è sempre così. A volte utilizza informazioni che chiunque può trovare online. Se tali informazioni non sono state adeguatamente verificate, è facile che si verifichino degli errori».
Sanzioni per il greggio venezuelano
Mercoledì il dipartimento del Tesoro Usa ha rimosso il ristoratore dalla lista delle persone sanzionate per i loro legami con la compagnia petrolifera statale venezuelana Petroleos de Venezuela. Bazzoni, interpellato dall'agenzia stampa Reuters nel suo locale in Veneto, ha ribadito che si è trattato di un errore e che è felice che tutto sia finito. L'altro Alessandro Bazzoni, è stato colpito all'inizio del 2021 con l'accusa di essere legato a una rete che ha tentato di eludere le sanzioni imposte nel 2019. Tra le società a lui riconducibili era finito anche il ristorante italiano che, come si è scoperto, apparteneva a una persona "rea" di condividere il suo nome e cognome.
Un ristoratore di Verona è stato erroneamente vittima di una delle ultime sanzioni emesse dall'amministrazione Trump.