Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/205639

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la legislazione in modo che siano vietati i filtri di sigarette monouso che, dopo l'uso, in fase di decomposizione, rilasciano nell'ambiente microplastiche e sostanze tossiche.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Abbandonare o gettare con noncuranza (littering) i mozziconi di sigaretta è in linea di principio un comportamento scorretto da parte dei fumatori. Il Consiglio federale concorda con l'autore della mozione che il littering è inaccettabile e che i mozziconi di sigarette gettati con noncuranza inquinano l'ambiente a causa delle microplastiche che rilasciano. Questo inquinamento ambientale deve essere ridotto. I Cantoni e i Comuni, sostenuti dalla Confederazione e da organizzazioni private, combattono il littering con un pacchetto di misure diverse che vanno dalla sensibilizzazione e l'informazione della popolazione alle multe contro il littering.</p><p>I filtri in acetato di cellulosa sono una delle numerose fonti d'immissione di microplastiche nell'ambiente. Secondo l'articolo 30a lettera a della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01), il Consiglio federale può vietare la messa in commercio di prodotti destinati a essere impiegati una sola volta e per breve tempo, se i vantaggi del loro impiego non giustificano il carico che ne deriva per l'ambiente.</p><p>Sulla base di questa disposizione, il Consiglio federale potrebbe, in linea di principio, emanare a livello di ordinanza una norma di divieto per i filtri di plastica delle sigarette. Per giustificare tale divieto, sarebbe tuttavia necessario dimostrare chiaramente la dannosità per l'ambiente dei filtri delle sigarette, in particolare gli effetti diretti delle microplastiche rilasciate e degli inquinanti organici sulla salute degli organismi. Questi effetti concreti non sono comunque dimostrati in misura sufficiente. Un divieto corrisponderebbe inoltre a un'interferenza sproporzionata nella libertà di commercio e d'industria rispetto ai benefici ambientali.</p><p>Per il momento, il Consiglio federale si affida quindi a misure volontarie da parte dell'economia (cfr. art. 41a cpv. 3 LPAmb) e si aspetta che l'industria svizzera del tabacco adotti misure di propria iniziativa per ottenere innanzitutto il corretto smaltimento dei rifiuti dei suoi clienti. In secondo luogo, potrebbero essere introdotti sul mercato anche filtri per sigarette alternativi, biodegradabili o riutilizzabili.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.