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Dall'11 settembre 2001 a oggi sono oltre 30mila i soldati che si sono tolti la vita
NEW YORK - Il suicidio è stato il principale killer nelle forze armate americane sin dagli attacchi dell'11 settembre 2001. Secondo uno studio della Brown University, riportato dal Washington Post, più di 30'000 militari si sono infatti tolti la vita dall'11 settembre, mentre nello stesso periodo circa 7'000 sono caduti in combattimento o esercitazioni di addestramento.
Il tasso di suicidi tra i militari americani è al suo livello più alto dal 1938, secondo un rapporto del Dipartimento della difesa pubblicato il mese scorso.
E le vittime sono sempre più le donne. Nel 2020 hanno rappresentato il 7% dei suicidi militari, rispetto al 4% di un decennio prima, rivelano i dati della difesa: circa un membro in servizio su sei è di sesso femminile.
Il mese scorso, tre marinai della portaerei USS George Washington di stanza a Norfolk si sono suicidati in meno di una settimana, uno di loro era l'elettricista Natasha Huffman. Mentre Deana Martorella Orellana si è sparata all'età di 28 anni con una pistola calibro 45 nel 2016: quella mattina di marzo era andata al Veterans Affairs e aveva chiesto un consulto, non poteva parlare con la sua famiglia di come il suo dispiegamento in Afghanistan l'avesse cambiata, e tenere tutto dentro la perseguitava.
«Nessuno parla di salute mentale, se lo fai sei debole, stai assumendo farmaci, questo potrebbe influenzare i guadagni futuri, potrebbe essere uno stigma», ha detto la madre, Laurie Martorella.