Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01031.jsonl.gz/124

Dal 2017 le direttive di Bio Suisse richiedono che i licenziatari migliorino costantemente le loro prestazioni nel settore della sostenibilità, ma anche che le verifichino regolarmente e le documentino di conseguenza. Chi non può presentare un rapporto in tal senso, in alternativa ha la possibilità di compilare online la valutazione della sostenibilità Bio-Suisse.
Per scoprire l’adeguatezza del nuovo strumento e se esso corrisponde alle esigenze degli interessati, alla fine di febbraio 2020 Bio Suisse ha avviato un sondaggio tra tutti gli utenti. Dei circa 600 licenziatari contattati, alla fine di marzo 151 si erano presi del tempo per rispondere alle dieci domande. A loro va un grande grazie da parte di Bio Suisse. La seguente selezione di risultati del sondaggio mostra ciò che è stato lodato e ciò che è stato criticato.
I feedback relativi alla valutazione della sostenibilità sono praticamente divisi in due. Mentre più della metà, ossia il 57 % dei partecipanti al sondaggio, reputa la valutazione da utile a molto utile e la considera uno stimolo per lo sviluppo sostenibile della propria azienda, il 43 % la valuta come poco utile. In particolare le piccole aziende ritengono che la valutazione online sia troppo ampia e inadatta al loro tipo di azienda. Nelle osservazioni alcuni di loro parlano di «burocrazia non necessaria», «tigre di carta» o addirittura chiedono di «eliminare del tutto» la valutazione.
Un’immagine simile si presenta in merito alla durata della partecipazione, che con una media di 73 minuti rientra nel quadro di ciò che i responsabili di Bio Suisse avevano previsto. Circa la metà dei partecipanti al sondaggio percepisce il tempo impiegato per la valutazione della sostenibilità come adeguato, mentre l’altra metà lo reputa eccessivo. La durata indicata più breve per la compilazione per la prima volta del formulario online è di 20 minuti, la più lunga di quattro ore. Si deve partire dal presupposto che proprio coloro che non reputano tutti i punti indicati nella valutazione della sostenibilità come utili o comprensibili hanno percepito anche la durata della compilazione come eccessiva.
Una maggioranza, vale a dire 80 partecipanti (53 %), valuta il contenuto della valutazione come buono o molto buono. 33 (21,9 %) lo reputano mediocre e solo 4 (2,6 %) insufficiente. Altri 34 (22,5 %) ritengono molti dei temi come non rilevanti per la loro azienda. Così diversi osservano tra l’altro che la valutazione sarebbe «orientata ai grandi gruppi aziendali» e che per le piccole aziende sarebbe necessaria una «valutazione in forma ultraridotta».
È incoraggiante il fatto che 90 licenziatari (61 %; solo 147 hanno risposto) indichino di avere adottato delle misure per una maggiore sostenibilità negli ultimi due anni. Uno dei partecipanti osserva quindi: «In linea di principio siamo interessati a rendere più sostenibile la nostra azienda e lo stiamo facendo costantemente.» Come si è visto, molti lo farebbero anche senza una direttiva Bio Suisse. Tuttavia la valutazione sarebbe utile in fase di attuazione, osserva un altro partecipante.
57 licenziatari (39 %) affermano di non avere adottato misure. Dal canto loro, altri citano proposte di miglioramento concrete. Ad esempio, in una richiesta si legge che nella valutazione della sostenibilità l’«economia circolare e l’impiego di coadiuvanti e di fonti energetiche il più possibile vicini alla natura dovrebbero essere ancora più ponderati».
Informazioni aggiornate e link per l’approfondimento del tema dello sviluppo sostenibile si trovano sul sito web di Bio Suisse tedesco) inclusa
scheda informativa sulla procedura(solo in francese e tedesco
)aggiornata.
Testo et infografiche: Karin Nowack, Bio Suisse