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Da presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann vuole focalizzarsi sui rapporti con l'Unione europea (Ue). Inoltre terrà d'occhio la forza del franco e il pericolo di deindustrializzazione. Il tema fondamentale è però quello dei rifugiati.
"Una grande ondata ha colpito l'Europa", ha detto Schneider-Ammann oggi alla radio SRF. Fino ad ora la Svizzera è stata interessata marginalmente, ma è solo una questione di tempo e sarà coinvolta pienamente. "Il Consiglio federale ha buone ricette per affrontare il problema", ha sottolineato.
I profughi che annegano in mare sono una cosa indegna dei nostri tempi, ha detto ancora Schneider-Ammann, questa volta in un'intervista pubblicata dal "SonntagsBlick". "È un nostro dovere umanitario proteggere le persone in pericolo", centrale è in ogni caso "anche il nostro contributo nelle zone di crisi, in modo che la gente non debba più fuggire".
Chi invece, per legge, non ha diritto all'asilo, deve essere rimpatriato il prima possibile. "Abbiamo normative chiare, che devono essere applicate", ha affermato il consigliere federale.
Un blocco delle frontiere, come chiesto dalle aree più conservatrici, non è realistico, secondo il futuro presidente della Confederazione. "Vogliamo però sapere chi entra nel nostro Paese. Registriamo e controlliamo, e bisogna decidere velocemente sull'ammissione. Chi può restare deve poi rispettare le nostre regole e integrarsi. È una cosa fondamentale per l'accettazione da parte della popolazione".
Le leggi svizzere non permettono di accogliere i rifugiati per motivi economici, "giustamente, secondo me", ha detto Schneider-Ammann, che afferma però di capire chi cerca in ogni maniera di migliorare la propria condizione.
SDA-ATS