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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare con i cantoni le basi decisionali necessarie per una futura politica delle generazioni e di definire un metro di valutazione dell'equità intergenerazionale (bilancio generazionale) tenendo conto delle relazioni tra le generazioni (bilancio sociale), di modo che si possa esaminare sistematicamente la sostenibilità per le generazioni future di tutte le leggi sottoposte al Parlamento.
Motivazione
Siamo chiamati a riflettere sulle relazioni tra individuo e Stato e tra individuo e individuo. L'analisi critica delle mete raggiunte nella prospettiva delle generazioni future è un compito permanente: il rapporto tra le generazioni deve essere il più equilibrato possibile.
L'articolo 141 capoverso 2 della legge sul Parlamento (RS 171.10) dispone che la sostenibilità per le generazioni future degli atti legislativi proposti sia tematizzata nella misura in cui siano possibili indicazioni sostanziate. Poiché però queste indicazioni in gran parte mancano, la verifica sistematica dell'equità intergenerazionale non è possibile.
Il tema dell'equità intergenerazionale può essere affrontato secondo due approcci: quello economico, che rivela la cosiddetta lacuna di sostenibilità, e quello sociale, che concerne le relazioni intergenerazionali.
Il primo bilancio generazionale del nostro Paese, che poggia sulle cifre del 1997, documenta il livello di indebitamento dello Stato e ne espone le conseguenze sulle generazioni future, mostrando così, anche se nel frattempo superato, la vera lacuna di sostenibilità. In altre parole, dimostra che viviamo a spese delle generazioni future e che non diamo certo un bell'esempio di equità e responsabilità. Perché oltre al dovere di provvedere alla nostra vita, ciascuno con il proprio lavoro personale, abbiamo anche quello di contribuire al benessere delle generazioni future.
Se però, conformemente alla nostra concezione etica, responsabilità e dignità umana sono davvero i principi del nostro agire, allora dobbiamo porci non poche domande, quali ad esempio:
- Gli oneri sono ripartiti in modo accettabile tra le generazioni attuali e quelle future?
- In una democrazia diretta, in che modo possiamo compensare le conseguenze dell'invecchiamento demografico modificando il sistema di finanziamento, le prestazioni offerte e/o l'età pensionabile?
Parere del Consiglio federale
del
26.05.2010
L'impostazione delle relazioni tra le generazioni e la questione dell'equità intergenerazionale sono senza alcun dubbio tematiche rilevanti per la politica. Negli ultimi tempi, del resto, sono stati compiuti diversi sforzi per concretizzare l'idea di una politica generazionale. Al riguardo, nel dossier della rivista "Soziale Sicherheit" CHSS 5/2009 intitolato "Dalle relazioni intergenerazionali alla politica generazionale", l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha stilato una sorta di bilancio intermedio dal quale risulta che moltissime politiche (ad esempio nell'ambito familiare, fiscale, della formazione, ambientale ecc.) influiscono sulle relazioni intergenerazionali. Parallelamente, tuttavia, i molteplici riferimenti tematici trasversali impediscono la definizione di una politica generazionale vera e propria, chiaramente distinta dalle altre politiche.
Per affrontare il tema dell'equità intergenerazionale, l'Accademia svizzera di scienze morali e sociali ha commissionato uno studio sul capitale sociale creato dalle relazioni tra generazioni. Ne è emerso che tale concetto, così come viene presentato nel dibattito odierno, è praticamente inutile ai fini di una verifica dell'equità intergenerazionale. "Il concetto di capitale sociale - si legge nella premessa a uno studio di Nollert, Budowski e Kersten - non consente di rilevare il valore delle relazioni tra generazioni in modo sufficientemente differenziato per poterne estrapolare le dimensioni dell'equità intergenerazionale. Parimenti, mancano indicatori di misurazione appropriati che tengano conto del fattore sostenibilità." Alla luce dei risultati di tale studio e della mancanza, per il momento, di indicatori è evidente che occorre investire in misura massiccia nella ricerca fondamentale per sviluppare indicatori che consentano di istituzionalizzare la verifica dell'equità intergenerazionale. La scarsità dei mezzi disponibili, tuttavia, costringe il Consiglio federale a definire chiare priorità e a concentrarsi sulla soluzione di problemi concreti e attuali.
Riguardo alle domande sollevate nel postulato in merito all'equità redistributiva e agli effetti dell'invecchiamento demografico, è bene puntualizzare che non tutte le modifiche di legge necessitano sistematicamente di una verifica specifica e approfondita dell'equità intergenerazionale. In base all'aggiunta all'articolo 141 capoverso 2 lettera g della legge sul Parlamento (cfr. RU 2009 730, FF 2008 1612) entrata in vigore nel 2009, il Consiglio federale è tenuto a illustrare tra le varie ripercussioni anche quelle sulle future generazioni (questa nuova prescrizione è menzionata esplicitamente nella versione aggiornata il 30 giugno 2009 della guida per la redazione dei messaggi del Consiglio federale edita dalla Cancelleria federale e anche le basi metodologiche dell'analisi di impatto dell'attività legislativa saranno prossimamente adeguate di conseguenza). Ciò nonostante, ai fini di un'analisi dell'impatto appropriata ed efficiente degli atti normativi della Confederazione, in linea di principio le ripercussioni sulle future generazioni andrebbero esaminate in modo coordinato o integrato con altre ripercussioni anziché mediante uno strumento separato, non ancora perfettamente collaudato. Ciò non esclude che in futuro, in caso di progetti dalle ripercussioni particolarmente importanti sulle generazioni successive, si possano applicare forme di verifica dell'equità intergenerazionale più dettagliate e perfezionate.
Proposta del Consiglio federale
del
26.05.2010
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.