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La violazione della legge federale sulla circolazione stradale è particolare, in quanto innesca due meccanismi procedurali paralleli. Da un lato, il procedimento penale, condotto solitamente dal Ministero pubblico, è volto a sanzionare l’automobilista colpevole e si tradurrà, in caso di accertata colpevolezza, in una pena che va dalla multa alla pena detentiva nei casi più gravi (art. 90 ss LCStr). Dall’altro lato, la procedura amministrativa, guidata dall’autorità amministrativa incaricata del rilascio della licenza di condurre, dovrà stabilire la necessità di emettere un provvedimento amministrativo, che può assumere la forma di ammonimento in caso d’infrazione lieve (art. 16a LCStr) o di ritiro della licenza di condurre in caso d’infrazione medio grave (art. 16b LCStr) o d’infrazione grave (art. 16c LCStr). Questa misura di carattere educativo e preventivo mira ad aumentare la sicurezza degli utenti della strada.
Al fine di evitare decisioni contraddittorie – vale al dire, nel caso in cui il giudice penale dovesse sollevare l’imputato da qualsiasi accusa, mentre l’autorità amministrativa ordina il ritiro della licenza di condurre – sono state implementate delle misure di coordinamento tra le due procedure. In linea di principio, l’autorità amministrativa è vincolata da quanto stabilito dall’autorità penale, ma rimane libera di effettuare la sua valutazione giuridica. La giurisprudenza federale ammette deroghe a questo principio solo in casi molto restrittivi. In particolare, l’autorità amministrativa può discostarsi dai fatti accertati nella sentenza penale solo se l’autorità penale non poteva essere a conoscenza di tutti i fatti rilevanti o se ha manifestamente ignorato alcuni elementi.
Alla luce di quanto sopra, in particolare nel Cantone di Vaud, l’autorità amministrativa di norma sospende l’istruttoria del procedimento amministrativo finché non viene resa nota la legge sui risvolti penali del caso. Solo in seguito, sulla base dei fatti accertati dalla sentenza penale (sentenza di condanna emessa dalla Ministero pubblico o sentenza emessa da un tribunale), l’autorità amministrativa valuterà se adottare un provvedimento e, in caso affermativo, di che natura (ammonimento, ritiro della licenza di condurre, perizia psichiatrica, finanche annullamento della licenza di condurre). Va sottolineato che la legge in vigore prevede un aumento della durata minima del ritiro della licenza di condurre in caso di reiterazione del reato. È quindi indispensabile far valere correttamente i propri diritti fin dall’avvio della prima procedura, per non dover affrontare un ritiro della licenza ancor più importante in caso di recidiva.
Bisogna ricordare che l’automobilista ha dei diritti. Questi prevedono il diritto di consultare il fascicolo, di presentare le proprie argomentazioni e di chiedere che vengano fornite delle prove. In pratica, un automobilista che intende contestare una denuncia in seguito ad un’infrazione della LCStr, dovrà prima presentare tutte le sue argomentazioni nell’ambito della procedura penale. A tal proposito, è imperativo opporsi all’ordine di condanna entro dieci giorni dall’avvenuta ricezione. In caso contrario, la condanna diventerà effettiva e sarà molto difficile evitare l’emanazione di un provvedimento amministrativo.
In caso di opposizione, l’autorità penale sarà obbligata a indagare sul caso e ad esaminare le argomentazioni e le prove fornite. È consigliabile chiedere sempre di consultare il fascicolo, soprattutto la foto in caso di eccesso di velocità, prima di rispondere alla polizia. Per la cronaca, una persona accusata di aver commesso un reato ha sempre il diritto di non rispondere alle domande e di rifiutarsi d’incriminare un congiunto. Infine, il prelievo del sangue dev’essere sempre ordinato dall’autorità penale, anche in caso di autorizzazione da parte dell’accusato.
Quando una decisione penale diventa definitiva, l’autorità amministrativa esamina l’eventualità di adottare un provvedimento – cosa che avviene quasi sempre – e, in caso affermativo, di che natura. Durante questa procedura, l’automobilista che ha commesso il reato ha il diritto di presentare le sue argomentazioni. Tuttavia, alla luce di quanto sopra, di norma non potrà più mettere in discussione i fatti denunciati. In compenso, potrà contestare la classificazione del reato (lieve, medio grave o grave) e il tipo o la durata del provvedimento imposto, che deve rispettare i principi di legalità e di proporzionalità.
Per concludere, in caso di denuncia da parte delle forze dell’ordine per violazione della LCStr, è indispensabile presentare le proprie argomentazioni fin dall’avvio del procedimento dinanzi all’autorità penale. Inoltre, non si deve prendere posizione finché le prove incriminanti non sono state rese disponibili. In caso di dubbi, bisogna invocare il diritto di non rispondere alle domande. Infine, per le cosiddette infrazioni ad opera dei “pirati della strada” (tra cui, in particolare, l’eccesso di velocità, i sorpassi spericolati o la partecipazione a gare di velocità clandestine), è obbligatorio rivolgersi ad un avvocato in caso di condanna alla pena detentiva.