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4.1.2 Diritto al riconoscimento della qualità d’autore
Il diritto alla designazione dell’autore deve essere preso in considerazione anche se vengono utilizzate soltanto parti o estratti dell’opera. Nella prassi, i casi di applicazione più importanti sono le citazioni (art. 25 cpv. 2 LDA) e i servizi d’attualità (articoli di giornale e servizi radiofonici o televisivi) (art. 28 cpv. 2 LDA). In entrambi i casi, la legge sul diritto d’autore prescrive che nella citazione delle fonti debba essere nominato anche l’autore o l’autrice.
⇨ L’autrice e l’autore possono tuttavia anche preferire che un’opera non venga indicata con il loro nome. In particolare, in alcuni contesti non c’è l’abitudine di associare a un’opera i nomi degli autori, per esempio, su opere delle arti applicate (art. 2 cpv. 2 lett. f LDA) o su opere pubblicitarie (art. 2 cpv. 2 lett. c LDA). In tal caso, gli autori possono, tramite accordo (per esempio, un contratto di lavoro) o tacitamente, rinunciare alla designazione della loro opera con il loro nome.
⇨ Gli autori hanno il diritto di opporsi se terzi contestano la loro qualità d’autore o si arrogano la qualità d’autore. Quest’ultima circostanza è nota come plagio. Il caso classico si ha quando una persona compie un plagio contravvenendo all’obbligo di indicare nella citazione la designazione dell’autore (art. 25 cpv. 2 LDA), arrogandosi quindi la posizione dell’autore. Con il suo diritto al riconoscimento della qualità d’autore, l’autore può avviare provvedimenti contro chi ha commesso il plagio.