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Formato 12.5 x 21 cm., 152 pagine
"Quella telefonata è una curiosa coincidenza. Ma la coincidenza non è forse un termine che supplisce alla mancanza di una spiegazione? Mi chiedo come abbia fatto a impossessarsi di quella maschera mortuaria. E poi perché si è rivolto proprio a me, se non conosce le mie origini russe?".
1917, in un villaggio russo di campagna la famiglia di Olga e Ivan si appresta a fuggire, provata dalla miseria e spaventata dalla Rivoluzione. Nel 1939 Ivan accompagna la figlia minore Anna alla stazione di Tomaszow, per prendere il treno che la porterà al campo di lavoro di Ravensbrück, nella Germania nazista. Nel '54 Anna, ormai sposata con figli a Lucerna, torna in Polonia per chiedere conto ai genitori di questo gesto crudele.
Il riavvicinamento della famiglia fa felice il piccolo Boris, che da subito lega con i nonni. Olga e Ivan, a loro volta, amano molto il nipote, tanto da chimarlo "il principe". La curiosità verso questo soprannome lo porterà a scavare nella storia della sua famiglia, intrecciando questa ricerca a quella, più personale, dell'amore e di una vita piena. A rendere più sorprendenti le scoperte che Boris farà sui suoi antenati è la consapevolezza che questo non è un romanzo, ma una storia vera.