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L'entità del disastro della marea nera del 2010 nel Golfo del Messico è sottostimata: la quantità di petrolio versata nel Golfo del Messico dopo l'esplosione della piattaforma petrolifera della Bp è superiore a quanto era stato calcolato allora. Lo ha stabilito un giudice federale Usa e per la multinazionale britannica potrebbe significare un costo aggiuntivo di oltre 13 miliardi di dollari.
Secondo il magistrato, in mare sono finiti oltre 3 milioni di barili, ben oltre la cifra di poco più di 2 milioni stimata dalla Bp. Il governo americano sostiene invece che la quantità di petrolio riversata equivale a oltre 4 milioni di barili e per tanto aveva chiesto un risarcimento di 18 miliardi di dollari. L'ammontare della pena sarà tuttavia stabilita nel corso di un processo che si aprirà martedì prossimo.
Ancora secondo il governo americano, la Bp dovrebbe pagare 4300 dollari per barile versato ma il giudice ancora non si è pronunciato a riguardo. I legali della multinazionale del petrolio obiettano che l'azienda ha già sborsato 42 miliardi di dollari, compresi 14 miliardi nell'opera di pulizia.
Nell'esplosione, il 20 aprile del 2010, della piattaforma Deepwater Horizon al largo delle coste della Louisiana morirono undici persone e altre 16 rimasero ferite. È stato il peggior disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti.
SDA-ATS