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<h2>SubmittedText<h2><p>A livello europeo si stanno compiendo sforzi per riformare il patto sulla migrazione e introdurre regole d’asilo più severe. Alla luce della grande importanza di questo accordo internazionale e delle sue potenziali ripercussioni per la Svizzera, è fondamentale che il Consiglio federale illustri la sua posizione in merito e adotti tempestivamente misure adeguate. In questo contesto, prego il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali conseguenze si attende in seguito all’approvazione del patto sulla migrazione? Come giudica gli scenari futuri riguardo alla sollecitazione del sistema d’asilo in caso di ratifica?</p><p>2. Nell’ambito della ridistribuzione dei richiedenti l’asilo che giungono nei Paesi di prima accoglienza, la Svizzera accoglierà soltanto rifugiati che hanno ottenuto l’asilo oppure anche migranti provenienti da Paesi con una bassa quota di protezione (come i Paesi balcanici o del Magreb)?</p><p>3. Il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia ha già indicato che la Svizzera continuerà a essere solidale. Rammentiamo che si è dichiarata disposta ad accogliere richiedenti l’asilo dall’Italia e dalla Grecia. Questa intenzione è già stata discussa in Consiglio federale, con i Cantoni, con la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali o con la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia? In caso affermativo, essi hanno dato il loro accordo di massima?</p><p>4. In che modo la Svizzera prevede di garantire che i principi e gli obiettivi stabiliti nel patto sulla migrazione siano armonizzati con le sue leggi e prescrizioni nazionali?</p><p>5. Quali misure concrete ha già adottato il Consiglio federale per arginare la migrazione irregolare?</p><p>6. Quale ruolo svolge la collaborazione con altri Paesi, in particolare quelli limitrofi, nell’attuazione del patto sulla migrazione?</p><p>7. Quali misure adotterà la Svizzera per garantire che i passi previsti nel patto sulla migrazione per combattere la tratta di esseri umani e il traffico di migranti siano effettivamente attuati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il patto sulla migrazione e l’asilo mira a potenziare il sistema di migrazione europeo e a renderlo più resistente alle crisi. L’obiettivo è sgravare gli Stati situati alle frontiere esterne nonché ridurre le entrate illegali nell’UE e la migrazione secondaria. Si prevede di introdurre nuove procedure alle frontiere e un meccanismo di solidarietà tra gli Stati UE, e di sviluppare le disposizioni Dublino esistenti. Al momento non è ancora possibile stimarne in dettaglio le ripercussioni sui sistemi d’asilo dei singoli Paesi. Da un lato, le proposte si trovano tuttora sul tavolo delle trattative con il Parlamento europeo; i testi potrebbero dunque non essere definitivi. Dall’altro, occorre attendere l’attuazione, prevista per il 2027, per vedere se le riforme produrranno gli effetti auspicati.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Soltanto le proposte che costituiscono sviluppi dell’acquis di Schengen e Dublino sono vincolanti per la Svizzera. Ciò vale per determinate parti del regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione (<i>Regulation on Asylum and Migration Management</i>, AMMR), il regolamento Eurodac, l’articolo&nbsp;4 del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente le situazioni di crisi e di forza maggiore nel settore della migrazione e dell'asilo, e il regolamento che introduce accertamenti nei confronti dei cittadini di paesi terzi alle frontiere esterne. Le regole sul meccanismo di solidarietà previste dal regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione e il regolamento sulla procedura d’asilo (<i>Asylum Procedures Regulation</i>, APR), che definisce le procedure alle frontiere esterne, non sono invece vincolanti per la Svizzera.</p><p>&nbsp;</p><p>2. e 3. La Svizzera valuterà a tempo debito, in funzione della situazione, se e in che modo partecipare alle misure di solidarietà. Il meccanismo di solidarietà non costituisce uno sviluppo dell’acquis di Dublino e quindi non è giuridicamente vincolante per la Svizzera. Il nostro Paese può tuttavia partecipare in modo volontario e specifico alle misure di solidarietà. I contributi di solidarietà possono assumere forme diverse dalla ricollocazione: possono essere di natura finanziaria o concretizzati inviando esperti. In passato la Svizzera ha partecipato in diversi modi alle azioni di solidarietà europee. Se in futuro dovesse decidere di partecipare alla ricollocazione, consulterebbe gli organi cantonali competenti, come fa sempre nel caso dell’accoglienza volontaria di persone (p.&nbsp;es. nel quadro del programma di reinsediamento).</p><p>&nbsp;</p><p>4. Esercitando il suo diritto di partecipazione, la Svizzera ha preso parte al processo legislativo di Schengen/Dublino dell’UE e sostenuto i suoi interessi, valori e punti di vista. Nell’ambito della procedura di recepimento di nuovi sviluppi dell’acquis di Schengen e Dublino valuta anche la necessità di modificare la propria legislazione.</p><p>&nbsp;</p><p>5. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla prevenzione della migrazione irregolare e della migrazione secondaria. Per questo motivo, l’anno scorso sono stati elaborati con l’Austria e la Germania piani d’azione comprendenti misure di polizia di frontiera e in materia di migrazione, ma anche nei confronti di Stati terzi. Inoltre, il Consiglio federale si adopera a livello europeo a favore di un approccio europeo per prevenire la migrazione secondaria. La riforma attuale del patto sulla migrazione e l’asilo si iscrive in questo quadro.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>6. L’attuazione del patto sulla migrazione e l’asilo esige che tutti gli Stati partecipanti rispettino e applichino le regole vigenti. La Svizzera continuerà pertanto a curare stretti contatti a livello europeo e ad adoperarsi in particolare per coltivare buone relazioni con i Paesi limitrofi.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>7. La prevenzione e la lotta al traffico di migranti costituisce un obiettivo strategico centrale del nuovo patto sulla migrazione e asilo e della strategia UE per l’Unione della sicurezza. Nel quadro di questo patto è stato adottato un nuovo piano d’azione UE contro il traffico di migranti per il 2021-2025. Per combattere la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, la Svizzera utilizza le piattaforme e i canali di INTERPOL, Europol nonché Eurojust, che sono importanti per lo scambio di informazioni di polizia e il perseguimento penale coordinato. Partecipa inoltre regolarmente ad attività congiunte di indagine e controllo, quali ad esempio gli Joint Action Days organizzati da Europol, e alla piattaforma multidisciplinare europea contro le minacce criminali (EMPACT). L’attuale Piano nazionale d’azione (PNA) contro la tratta di esseri umani 2023–2027 prevede obiettivi strategici concreti e numerose azioni che dovranno essere attuate nei prossimi cinque anni dalla Confederazione e dai Cantoni. Questa strategia prevede, tra le altre cose, che la Svizzera contribuisca a ridurre le cause della tratta di esseri umani e a promuovere una collaborazione internazionale efficace e orientata ai risultati. Inoltre, attualmente è in elaborazione la terza strategia sulla gestione integrata delle frontiere 2024–2029, che prevede misure complementari contro il traffico di migranti.</p>