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Caso Caso 559 del 01/03/2024
Il principio dei livelli o gradi scolastici dei figli come viene applicato in caso di custodia alternata relativamente alla percentuale di lavoro che si può esigere dal singolo genitore?
In una sentenza del 27 settembre 2023 il tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:
L’applicazione rigorosa della regola del grado di scolarità porta alla conclusione che i genitori che esercitano una custodia alternata al 50% possono dover lavorare al 75% partire dal momento in cui il figlio più piccolo ha iniziato la scuola dell’obbligo.
Nota a cura dell'avv. Alberto F. Forni
I coniugi sono i genitori di due figli, il primo nato il 20 febbraio 2011 ed il secondo nato il 25 settembre 2013. Si sono separati il 1° settembre 2022. All'udienza del 21 dicembre 2022, nell’ambito di misure a protezione dell’unione coniugale, le parti hanno stipulato una transazione parziale che è stata ratificata dal Giudice, riguardante in particolare l'affidamento provvisorio dei figli, in attesa della presentazione di una relazione da parte dell'Ufficio per la protezione dei minori. Con decisione del 28 dicembre 2022, il giudice ha fissato i contributi dovuti dal padre per il mantenimento dei figli. La vicenda è giunta sino al Tribunale federale.
Nel fissare i contributi alimentari, il giudice deve in linea di principio tenere conto del reddito effettivo delle parti, anche se a certe condizioni può imputare un reddito ipotetico più elevato. Secondo la giurisprudenza, al genitore che si occupa dei figli ci si aspetta che riprenda il lavoro, in linea di principio, al 50% dal momento in cui il figlio più giovane entra nella scuola dell'obbligo, all'80% dal momento in cui inizia la scuola secondaria e al 100% dal momento in cui il figlio raggiunge l'età di 16 anni (DTF 144 III 481, consid. 4.7.6). Gli orientamenti stabiliti dalla giurisprudenza non sono tuttavia regole rigide e la loro applicazione dipende dal caso concreto; il giudice di fatto ne tiene conto nell'esercizio della sua ampia discrezionalità (art. 4 CC; DTF 144 III 481, consid. 4.7.9). Ad esempio, si può tenere conto del fatto che, con quattro figli, l'onere dell'assistenza extrascolastica (aiuto nei compiti, disposizioni in caso di malattia, assistenza nelle attività del tempo libero, ecc.) è notevolmente maggiore rispetto a un solo figlio e che, pertanto, non è ragionevolmente necessario lavorare il 50% o l'80% del tempo, a seconda della scuola frequentata. Un maggiore onere di cura può essere giustificato anche quando un figlio soffre di una disabilità (DTF 144 III 481, consid. 4.7.9). Se poi entrambi i genitori si occupano della cura di un figlio, la capacità di guadagno di ciascun genitore è in linea di principio ridotta solo nella misura della cura effettivamente prestata (sentenza TF 5A_565/2022 del 27 aprile 2023, consid. 3.2.1; sentenza TF 5A_316/2022 del 17 gennaio 2023, consid. 7.3; sentenza TF 5A_987/2020 del 24 febbraio 2022, consid. 6.1; sentenza 5A_472/2019 e 5A_994/2019 del 3 novembre 2020, consid. 3.2.2 e riferimenti).
Secondo i fatti della sentenza impugnata, il figlio minore è accudito in parti uguali da ciascuno dei due genitori. La capacità di guadagno di essi è quindi ridotta solo per il 50% del tempo a causa della sua cura. L'applicazione rigorosa della regola del grado di scolarità al caso in questione può quindi portare a priori alla conclusione che la madre (così come il padre, n.d.r.) può dover lavorare per il 75% del tempo a partire dal momento in cui il figlio più piccolo ha iniziato la scuola dell'obbligo. Nella misura in cui si tratta di linee guida che l'autorità cantonale può adattare alle circostanze concrete, la decisione cantonale di attribuirle un reddito ipotetico corrispondente a quello che potrebbe percepire in un'attività lavorativa retribuita all'80% non può essere considerata arbitraria nel presente contesto, a maggior ragione se si tiene conto del fatto che la madre della ricorrente la aiuta ad accudire i bambini quando lei li ha in custodia.
Data modifica: 01/03/2024