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BERNA - Dallo scorso 18 gennaio in Svizzera è in vigore l'obbligo di telelavoro. Ma la popolazione si sposta ancora molto. Lo sanno bene coloro che usano i mezzi pubblici e che negli orari di punta di trovano a bordo di treni affollati. Una questione che è stata sollevata più volte negli ultimi mesi, anche a fronte dell'andamento della pandemia. Ma non si può fare nulla, come ha affermato Vincent Ducrot, CEO FFS, in un'intervista rilasciata oggi a 20 Minuten.
«I treni sono della lunghezza massima, non ci sono riserve di materiale rotabile» ha spiegato. Ha però aggiunto che nei convogli sono stati adattati gli impianti di climatizzazione, che ora immettono più aria proveniente dall'esterno. «I piani di protezione adottati dalle FFS funzionano, la dimostrazione è il fatto che tra il personale ferroviario non si contano contagi».
A bordo con (o senza) mascherina - A bordo dei treni, come su tutti i mezzi pubblici, vale l'obbligo di mascherina. Ma se qualcuno non la indossa? Il personale ferroviario non può fare altro che chiedere al viaggiatore di metterla. Ma non può costringerlo a scendere dal treno, ha spiegato Ducrot. «È solo possibile far intervenire la polizia».
Sempre per evitare che i viaggiatori bypassino la regola della mascherina, attualmente è in corso una campagna che invita a non consumare cibi e bevande in treno. Anche in questo caso si tratta soltanto di una raccomandazione. Per un divieto vero e proprio, ha detto ancora il CEO, dovrebbero introdurlo le autorità federali. Così come è avvenuto con l'obbligo di mascherina.