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La modifica del 1.° ottobre 2021 della legge federale sul trapianto di organi, di tessuti e di cellule (Legge sui trapianti), sottoposta in votazione il 15 maggio 2022 mira a sostituire il consenso esplicito per il dono d’organi con un consenso presunto.
Concretamente, trattandosi di una persona clinicamente morta, implicherebbe che questa sarà considerata come donatrice di organi per disposizione predefinita a meno che non abbia espresso un’opposizione esplicita da viva. In ogni caso, le e i famigliari avranno il diritto di opporsi a meno che ci sia il consenso esplicito della persona interessata. Nessun organo sarà prelevato se le persone della famiglia non sono raggiungibili.
Scopo di questo cambiamento di paradigma è quello di aumentare il numero di donatori di organi e di salvare così delle vite. Infatti, attualmente, il tempo di attesa per il dono di un organo può durare da diverse settimane a diversi anni, un tempo di attesa che può essere fatale. Nel 2021, in Svizzera, 1434 persone erano in lista di attesa di un dono di organo. La pratica dei paesi che hanno introdotto il consenso presunto prova che i doni di organi sono più numerosi e il tempo di attesa meno lungo. In Svizzera, il paradosso è che il 75% della popolazione è favorevole al dono di organi ma, molto spesso, non se ne conosce la volontà su questo tema di una persona deceduta. Nel 60% dei casi, vi è opposizione perché i famigliari ignorano la volontà della persona defunta.
Questo cambiamento è sostenuto dal Consiglio federale e da una grande parte del Parlamento con l’eccezione della maggioranza dell’UDC e di una parte del Centro (PPD). Il referendum é stato lanciato da un comitato senza un colore politico, composto da teologi, giuristi, professionisti nel campo della sanità, di diverse convinzioni ideologiche. Le persone che hanno promosso il referendum sono dell’opinione che un cambio di paradigma così fondamentale non può essere deciso unicamente dal Parlamento ma deve essere sottoposto al popolo e questo è legittimo. Essi hanno pure argomenti di natura etica: un silenzio non potrebbe passare per un consenso, un dono presunto non è un vero dono. Essi temono la pressione accresciuta sulla famiglia che sarebbe subito qualificata come “non solidale” se vi fosse opposizione. Accusano pure l’insufficiente presa in considerazione delle preoccupazioni religiose delle persone coinvolte. L’opposizione a questo cambiamento di legge proviene nella maggior parte dagli ambienti religiosi.
Il Partito Svizzero del Lavoro-Partito Operaio Popolare (PSdL-POP) ritiene tuttavia che le tutele giuridiche siano sufficienti e che obiettivi del bene comune e della salute pubblica giustifichino il sostegno alla legge. Si possono capire i dubbi dei promotori del referendum ma risultano insufficienti, a nostro parere, per controbilanciare i vantaggi del consenso presunto di donazione di organi.
Questa modifica legislativa è inoltre uno strumento di lotta contro il traffico di organi sul mercato nero. Anche se quest’ultimo è strettamente proibito in Svizzera, l’insufficienza di doni di organi e la disperazione spingono le persone che hanno i mezzi a recarsi nei paesi in via di sviluppo per ottenere trapianti di organi tramite traffici illegali. Spesso si tratta di persone che la miseria spinge a vendere una parte del loro corpo, a scapito della propria salute quando non vi sono pratiche ancora peggiori. Le destinatarie e i destinatari non hanno d’altronde nessuna garanzia – trattandosi di un commercio illegale – sulla qualità degli organi ricevuti e corrono anche loro rischi sulla salute. Questo traffico criminale che cancella la dignità umana al suo livello massimo deve essere assolutamente combattuto. E’ per questo che noi chiamiamo, risolutamente, a votare sì.