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Esperti italiani, che hanno lavorato su mandato della famiglia di Luca Mongelli, il bimbo diventato tetraplegico e cieco dopo aver subito un'aggressione a Veysonnaz (VS) nel febbraio 2002, escludono che il ragazzino sia stato attaccato da un cane. Questa conclusione corrisponde a quella già presentata da esperti svizzeri.
L'inchiesta condotta dalla magistratura vallesana aveva invece attribuito la responsabilità dell'accaduto al pastore tedesco della famiglia. Luca, suo fratello Marco (presente sul luogo dell'aggressione quando aveva quattro anni) e i loro genitori hanno sempre contestato questa versione.
Gli esperti italiani hanno analizzato la vicenda sulla base del dossier fornito dalla famiglia. Hanno presentato le loro conclusioni oggi in una conferenza stampa a Sion (VS). Il loro rapporto è a disposizione della giustizia elvetica, hanno detto.
L'obiettivo è di offrire un contributo alla scoperta della verità in uno spirito di collaborazione con le autorità svizzere, ha precisato Luciano Garofano, ex responsabile del Reparto investigazioni scientifiche (RIS) dei carabinieri di Parma (I). Secondo lo specialista nuove analisi, ad esempio sugli abiti strappati del bimbo, potrebbero portare elementi nuovi, tenendo conto dei progressi della scienza.