Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01228.jsonl.gz/958

GINEVRA - Il miliardario israeliano Beny Steinmetz, a capo di un impero minerario, sarà processato dal Tribunale correzionale di Ginevra per corruzione di pubblici ufficiali stranieri e falsità di documenti. È accusato di aver versato tangenti per il rilascio di licenze minerarie nella Repubblica di Guinea tra il 2005 e il 2010.
Lo riferisce oggi la procura ginevrina, precisando che Beny Steinmetz dovrebbe comparire in tribunale insieme ad altri due imputati. Il procuratore Claudio Mascotto ha concluso un'indagine avviata nel 2013, che ha richiesto «un'intensa collaborazione con varie autorità straniere», aggiunge il Ministero pubblico cantonale.
I tre imputati sono accusati di aver promesso, a partire dal 2005, «poi versato o fatto pagare mazzette a una delle mogli dell'ex presidente della Guinea Lansana Conté al fine di escludere un concorrente e poi per far concedere al Beny Steinmetz Group Resources (BSGR) i diritti minerari nella regione del Simandou» (sud-est).
All'epoca, una parte consistente dell'attività del gruppo di Beny Steinmetz era condotta da Ginevra. Anche il miliardario israeliano era domiciliato nella città di Calvino. Secondo l'atto di accusa del procuratore Mascotto, l'ammontare delle tangenti versate è di circa 10 milioni di dollari.
La procura sostiene inoltre che i tre imputati hanno falsificato contratti e fatture per nascondere a banche e autorità che il BSGR finanziava il pagamento di tangenti. Parte del denaro è passato attraverso conti in Svizzera. Il tribunale è chiamato in causa quando il pubblico ministero intende chiedere una pena detentiva da due a dieci anni.