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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Premio Nobel di fisica nel 1992, il professor Charpak è stato membro del personale titolare del CERN dal 1959 al 1989. Da allora, come del resto altri ricercatori che utilizzano il CERN, vi svolge i suoi lavori quale ospite proveniente dall'Ecole de Physique et de Chimie di Parigi. Dal profilo amministrativo, il professor Charpak è aggregato a un gruppo di esperimenti del CERN; dispone del sostegno di una segretaria e di un fisico il cui contratto scade nel marzo 1997. Utilizza pertanto l'infrastruttura del CERN alla stessa stregua che altri addetti scientifici non rimunerati dall'Organizzazione.</p><p></p><p>Indipendentemente dalle attività summenzionate, il professor Charpak prosegue da circa dieci anni lavori sulle applicazioni della detezione elettronica in campo medico. A tal fine, nel 1989 ha fondato con alcuni altri fisici una società francese privata, Biospace Instruments, che è stata in parte riacquistata, per investimenti commerciali, da una società denominata Biospace Mesures di cui il prof. Charpak sarebbe azionista minoritario. Dal canto suo, Biospace Instruments continuerebbe a perseguire come unico obiettivo lo sviluppo, sulla base dei lavori scientifici del professor Charpak e ad un livello pre-industriale, di nuovi metodi volti a ridurre le dosi di radiazioni assorbite dai pazienti.</p><p>Nel 1995 Biospace Instruments ha inviato al Centro di Vaujours-Moronvillier della Direction des Applications Militaires (DAM) del CEA (Commissariat français à l'énergie atomique) materiale contenente tecnologie sviluppate al CERN, materiale in seguito rispedito e depositato al CERN fino alla primavera 1996. Si tratterebbe di un equipaggiamento di detezione (foglio di metallo pesante montato davanti ad un detettore esistente e utilizzato in biologia). La fonte di raggi X disponibile alla DAM avrebbe permesso di verificare se il metodo inventato dal professor Charpak era applicabile per scopi medici. L'equipaggiamento Biospace Instruments sarebbe pertanto rimasto per un certo periodo alla DAM per effettuare determinati test. Il contratto dell'impresa con la DAM concernente tali test sarebbe ora scaduto. Dal canto suo, il professor Charpak prosegue i lavori di ricerca in questo campo. In merito alle cause intentate contro Biospace Instruments da due ricercatori a suo tempo impiegati della ditta, l'istruttoria in corso non ne permette ancora una valutazione.</p><p></p><p>Il sostegno tecnico di cui avrebbe beneficiato il professor Charpak presso il CERN (entro i limiti summenzionati) non costituisce un caso isolato di ricadute tecnologiche provenienti dal CERN. Un esempio ben noto localmente è la telecamera a positroni messa a punto negli anni '80 da un fisico del CERN, ripresa poi dall'ospedale cantonale di Ginevra. Dal 1988 al 1995 sono stati recensiti nientemeno che 257 progetti di collaborazione su tecnologie derivate nei quali sono intervenuti in totale 320 partner differenti ripartiti in modo assai uguale tra industrie e istituti universitari di ricerca.</p><p></p><p>Tali sviluppi risultano dalla deliberata volontà degli Stati membri di ottenere, oltre alla pura ricerca scientifica, un massimo di ricadute industriali suscettibili di giustificare i fondi pubblici investiti al CERN mediante i contributi ordinari al budget dell'organizzazione. Le delegazioni degli Stati membri, coscienti dell'enorme potenziale del CERN in materia di trasferimento di tecnologie, considerano quest'ultimo come una parte importante delle ricadute industriali verso gli Stati membri. Reputano dunque necessario rafforzare il trasferimento di tecnologie tra il CERN e gli Stati membri.</p><p></p><p>Occorre tuttavia distinguere tra il CERN e le attività svolte ulteriormente da terzi, nonché le singole responsabilità. Nella sua sede il CERN non svolge alcuna attività di tipo commerciale o militare. In particolare, il fatto che Biospace Instruments utilizzi una fonte di raggi X della DAM a fini di ricerca medica non costituisce per il CERN una violazione dei suoi obblighi a tenore della sua Convenzione e dell'Accordo di sede stipulato con la Svizzera. Il fatto che le scoperte effettuate al CERN, siano esse relative alla scienza fondamentale teorica o sperimentale (i cui risultati sono obbligatoriamente pubblicati) o ai derivati tecnologici indotti, possano trovare ulteriori applicazioni da parte di terzi in altri campi, esula dalla competenza sia del CERN sia della Svizzera.</p><p></p><p>Sin dal febbraio 1996, la Direzione generale del CERN, allarmata da dicerie concernenti l'invio del materiale summenzionato alla DAM, ne ha verificato la fondatezza con il professor Charpak. Si è dichiarata convinta dell'assenza di una vera ambiguità tra le attività del professor Charpak al CERN e gli affari della Biospace Instruments in Francia. Ha tuttavia preteso che anche le ambiguità apparenti siano evitate e che sia garantita una separazione rigorosa tra il CERN e Biospace Instruments.</p><p></p><p>A partire dagli elementi di cui dispone attualmente, il Consiglio federale intende approfondire le sue informazioni sul caso, richiedendo in particolare ogni complemento utile dalla Direzione e dai servizi competenti del CERN. Sulla base degli schiarimenti ottenuti, prenderà i provvedimenti eventuali di sua competenza. Nei riguardi dell'Organizzazione, il Consiglio federale ribadisce che le pertinenti disposizioni della Convenzione del 1953 che istituisce il CERN, nonché quelle dell'Accordo di sede del 1955 devono essere rigorosamente rispettate.</p>  Risposta del Consiglio federale.