Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/165443

<h2>SubmittedText<h2><p>L'abolizione del tasso minimo di cambio decisa il 15 gennaio 2015 dalla Banca nazionale svizzera (BNS) provoca danni ingenti all'economia svizzera. Come affermato nella risposta all'interpellanza 15.4095, il 70 per cento delle imprese ha subito e continua a subire effetti negativi, che si ripercuotono sull'intero settore industriale (deindustrializzazione), sulla piazza economica svizzera e sull'occupazione (aumento del numero di disoccupati). Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Lo stesso Consiglio federale parla del rischio di deindustrializzazione della Svizzera. Quali sono secondo lui i maggiori pericoli per lo sviluppo dell'industria e della nostra piazza economica e cosa intende fare concretamente per arrestare il processo di deindustrializzazione?</p><p>2. Quali misure ha in mente per garantire che in caso di acquisizione di importanti imprese svizzere (p. es. Sygenta) da parte di gruppi industriali, Paesi o fondi di investimento stranieri vengano garantiti gli interessi della nostra piazza economica e i posti di lavoro in Svizzera?</p><p>3. Quali misure concrete intende adottare per reintegrare nel mercato del lavoro le decine di migliaia di nuovi disoccupati? E cosa prevede di fare per permettere alle persone sopra i 55 anni di continuare a partecipare alla vita attiva?</p><p>4. È disposto a istituire un comitato economico e sociale con funzione consultiva?</p><p>5. In futuro si impegnerà per far sì che l'economia svizzera possa contare su tassi di cambio stabili, ad esempio garantendo un tasso di cambio minimo con l'euro o con un paniere di valute o tramite altre misure per attenuare l'apprezzamento del franco?</p><p>In proposito occorre valutare sia le misure della BNS sia quelle che esulano dall'ambito di competenza della BNS.</p><p>6. Quali misure ritiene adeguate per contrastare gli effetti negativi dell'apprezzamento del franco sul turismo svizzero in quanto settore d'esportazione?</p><p>7. In che modo - a parte i controlli delle condizioni salariali e lavorative menzionati nella risposta all'interpellanza 15.4095 - è possibile proteggere le regioni (di confine), già fortemente colpite, da ulteriori danni economici?</p><p>8. Quali provvedimenti intende adottare per far fronte alla debolezza persistente dell'economia e per rilanciare gli investimenti, nonché i consumi pubblici e privati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale si è già espresso approfonditamente sulle cause della deindustrializzazione nel rapporto in adempimento del postulato Bischof 11.3461, "Una politica industriale per la Svizzera". A livello di occupazione, creazione di valore aggiunto ed esportazioni, rispetto agli altri Paesi l'industria svizzera continua a godere di ottima salute. Tuttavia, a causa del forte apprezzamento del franco svizzero e del contesto economico debole la pressione sulle imprese è cresciuta. Pertanto, il Consiglio federale ritiene prioritario migliorare ulteriormente le condizioni quadro per le aziende. A tal fine occorre soprattutto ridurre gli oneri amministrativi, rafforzare la concorrenza nel mercato interno, esplorare nuovi mercati, mantenere e sviluppare la via bilaterale con l'UE e applicare la riforma III dell'imposizione delle imprese.</p><p>2. Negli ultimi anni in seguito all'acquisizione di alcune aziende svizzere, come ad esempio Sygenta, si è temuto per il futuro della nostra piazza industriale. Il Consiglio federale segue attentamente la situazione. Un obiettivo centrale della sua politica economica è creare e mantenere posti di lavoro in Svizzera. In proposito, negli anni passati la libertà di circolazione dei capitali ha avuto effetti sostanzialmente positivi. Spesso proprio nelle imprese più grandi e produttive della Svizzera, in cui si concentra la maggior parte dei posti di lavoro, si registra una forte presenza straniera tra gli azionisti e i proprietari. Ad esempio, nell'estate 2015 oltre l'80 per cento delle partecipazioni delle 30 maggiori imprese quotate nella borsa svizzera erano detenute da azionisti stranieri. Un altro fattore positivo è la libertà di investire in un Paese straniero. Questa libertà permette soprattutto alle imprese svizzere in espansione di acquistare aziende estere diversificando così la propria produzione. Rispetto al PIL e alla popolazione la Svizzera rappresenta uno dei maggiori investitori diretti al mondo.</p><p>3. In Svizzera l'assicurazione contro la disoccupazione (AD) rappresenta un efficace stabilizzatore congiunturale. In caso di licenziamenti collettivi l'AD aiuta tempestivamente le persone che potrebbero perdere il lavoro a cercare un nuovo impiego tramite misure di accertamento e di qualificazione. Un altro strumento importante è l'indennità per lavoro ridotto (ILR), pensata per attenuare a breve termine le oscillazioni congiunturali. Il 13 gennaio 2016 il Consiglio federale ha allungato la durata massima di riscossione dell'indennità per lavoro ridotto. In questo modo le imprese colpite dal franco forte avranno più tempo per adeguarsi alla nuova situazione di mercato. Inoltre, gli assicurati aventi diritto possono avvalersi dei servizi degli uffici regionali di collocamento (URC), tra cui i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (PML).</p><p>Generalmente in Svizzera i lavoratori anziani sono molto ben integrati nel mercato del lavoro. Tuttavia, poiché sono più esposti al rischio di disoccupazione di lunga durata, per loro è stato ideato un apposito sistema di indennità e indennità giornaliere sancito nella legge sull'assicurazione contro la disoccupazione. Inoltre, queste persone possono usufruire anche dei PML e in quasi tutti i cantoni gli URC sono in contatto con servizi di collocamento specializzati nell'assistenza agli over 50 in cerca di impiego.</p><p>Tuttavia, le possibilità dello Stato di influenzare le decisioni delle imprese sono limitate. Nella prima conferenza nazionale dedicata al tema dei lavoratori in età avanzata, svoltasi nell'aprile 2015, la Confederazione, i cantoni e le parti sociali hanno sottoscritto una dichiarazione finale contenente alcune misure che verranno valutate ed eventualmente adeguate in occasione di una seconda conferenza, prevista per aprile 2016.</p><p>4. Il Consiglio federale è costantemente in contatto con le parti sociali ed è a conoscenza delle loro rivendicazioni politiche. Al momento non ritiene necessario istituire un ulteriore organismo consultivo.</p><p>5. Il Consiglio federale è d'accordo sul fatto che il franco forte ostacola lo sviluppo economico ed è preoccupato per l'instabilità valutaria degli ultimi dieci anni, in particolare nei confronti dell'euro. Tuttavia, la politica dei tassi di cambio fa parte della politica monetaria, che è di competenza della BNS. Quest'ultima è indipendente ed è l'unico organismo autorizzato a decidere la politica monetaria nazionale. Ciò significa che non può ricevere istruzioni né dal Consiglio federale, né dal Parlamento, né da altri soggetti terzi. La BNS può influire sul tasso di cambio per adempiere il proprio mandato, ovvero garantire la stabilità dei prezzi e - finché quest'ultima non è minacciata - consolidare la congiuntura. Attualmente la BNS si sta adoperando per attenuare la forza del franco tramite tassi negativi e interventi mirati sul mercato valutario. Altre misure, come ad esempio la reintroduzione di un tasso di cambio minimo con l'euro o con un paniere di valute, sono di competenza della BNS. L'argomento sarà affrontato nel rapporto del Consiglio federale in risposta ai postulati Bischof 15.3091 e 15.4053, Rechsteiner Paul 15.3367 e Cramer 15.3208, attualmente in fase di elaborazione, che verrà pubblicato nella seconda metà del 2016.</p><p>6. Il Consiglio federale è consapevole dei problemi del turismo legati al franco forte e dal 2009 ha adottato misure straordinarie per affrontarli. Nel periodo 2016 a 2019 il Consiglio federale sostiene il turismo con un apposito programma d'impulso. Nell'ambito del programma, tramite Innotour e la nuova politica regionale 2016-2019, la Confederazione mette a disposizione ulteriori fondi di promozione per un totale di 210 milioni di franchi. Gli obiettivi sono: modernizzare il settore alberghiero, promuovere lo sviluppo della qualità e dei prodotti, migliorare le strutture, incentivare le cooperazioni e rafforzare lo sviluppo e la diffusione delle conoscenze.</p><p>Ricordiamo inoltre le misure di Svizzera Turismo (ST) e della Società svizzera di credito alberghiero (SCA). Insieme agli operatori del settore, nel 2015 ST ha elaborato un pacchetto di misure incentrato sul marketing per attenuare gli effetti negativi del franco forte. Le misure prevedono lo stanziamento di ulteriori fondi per esplorare i mercati esteri con una scarsa sensibilità ai prezzi e sensibilizzare i cittadini svizzeri a trascorrere le vacanze nel proprio Paese. Grazie ad alcune misure d'incentivazione interne, dal 2015 la SCA sostiene gli investimenti nel settore alberghiero per aumentare la produttività e il rapporto costi-efficienza delle imprese.</p><p>Alla luce delle numerose misure di sostegno adottate e del peggioramento della situazione finanziaria della Confederazione, al momento il Consiglio federale non reputa opportuno prendere ulteriori provvedimenti a favore del turismo.</p><p>7. Nel quadro della sua politica estera il Consiglio federale accorda una grande importanza alle relazioni con i Paesi vicini, in particolare con le regioni di confine. Le piattaforme transfrontaliere sono un importante strumento per trovare soluzioni specifiche ai problemi di queste regioni. Inoltre, la nuova politica regionale (NPR) offre una serie di misure di provata efficacia per le regioni di montagna, le aree rurali e - tramite il programma Interreg - le regioni di confine. La NPR è impostata in modo tale da poter reagire alle sfide legate al franco forte in fase di attuazione ordinaria. I progetti transfrontalieri di Interreg puntano a rafforzare in maniera mirata la competitività e la capacità innovativa delle regioni di confine.</p><p>8. Attualmente il Consiglio federale sta elaborando un nuovo pacchetto di misure per aumentare la crescita della produttività lavorativa della Svizzera. Tra le misure previste vi sono l'agevolazione delle importazioni parallele, l'ampliamento della rete di accordi di libero scambio, la regolazione del mercato del gas, il miglioramento delle condizioni quadro per l'economia digitale, lo sgravio amministrativo e una migliore regolamentazione delle imprese, nonché la Politica agricola 2022-2025. In particolare, sono di fondamentale importanza per rafforzare la piazza economica il mantenimento e lo sviluppo della via bilaterale con l'UE. Il nuovo pacchetto di misure permetterà di consolidare la crescita economica, alla quale possono contribuire sia i consumi che gli investimenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.