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Incarto n. 15.2003.75 Lugano 2 giugno 2003 /CJ/fc/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini e Giani segretario: Jaques, vicecancelliere statuendo sul ricorso 12 maggio 2003 dell’ avv. __________ contro l’operato dell’ Ufficio di esecuzione di Lugano, e meglio la decisione 30 aprile 2003 con la quale è stato fissato al ricorrente un termine di 15 giorni per anticipare la somma di fr. 3'000.-- a copertura delle spese di traduzione in spagnolo e di notifica a Panama del decreto di sequestro n. __________ nonché del precetto esecutivo n. __________ contro ______ inc., Panama esaminati atti e documenti ritenuto in fatto e considerando in diritto: che ex art. 9 cpv. 2 LPR, l’autorità di vigilanza può dichiarare il ricorso irricevibile senza ulteriori atti istruttori se lo stesso è infondato o temerario; che per giurisprudenza siffatta norma è stata estesa ai ricorsi manifestamente infondati (cfr. CEF 5 settembre 2001 [15.2001.252])); che nell’ipotesi – in concreto realizzata – di un giudizio di reiezione d’acchito del gravame, non può darsi pregiudizio alcuno a carico di chi non è stato sentito (Flavio Cometta, Commentario alla LPR, CFPG n. 3, Lugano 1998, n. 2.2.2.1 ad art. 9); che il ricorso in esame non è pertanto stato notificato alla società escussa; che con scritto 22 maggio 2003, il ricorrente ha chiesto la retrocessione all’avv. _________ dei quattro documenti dalla medesima prodotti il 20 maggio 2003; che la richiesta è giustificata, in quanto l’avvocata afferma di non rappresentare la società escussa nella procedura in esame e non riveste di conseguenza la qualità di rappresentante di una parte; che essi non verranno pertanto considerati ai fini della presente decisione e saranno restituiti al mittente con decreto separato; che il ricorrente chiede di notificare il precetto esecutivo n. __________ per via edittale ai sensi dell’art. 66 cpv. 4 n. 3 LEF e non per via rogatoriale come invece deciso dall’Ufficio; che egli non ritiene ragionevole costringerlo ad aspettare, eventualmente tre o quattro volte sull’arco dell’intera procedura, da 5 a 15 mesi per la notifica in Panama degli atti esecutivi nonché a versare un anticipo spese di fr. 3'000.-- alfine di incassare un credito di soli fr. 15'100.--; che ex art. 66 cpv. 4 n. 3 LEF, la notificazione si fa mediante pubblicazione quando il debitore è domiciliato o ha la sede all’estero e la notifica tramite le autorità del luogo di domicilio o di sede non è possibile in un termine ragionevole; che il carattere ragionevole della durata della procedura di notifica dipende dalla distanza geografica e dalle esperienze fatte in casi simili; che la durata statistica media per l’America centrale è generalmente di almeno sei mesi (cfr. Paul Angst, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. I, n. 23 ad art. 66); che in casu, secondo le indicazioni fornite dall’Ufficio federale di giustizia (http://www.ofj.admin.ch/rhf/d/service/recht/land/ 627.htm), la durata per la notifica degli atti di diritto civile a Panama – qualificata esplicitamente di “schwierig” – è di 5 a 15 mesi; che ancorché difficile e lunga, la notifica a Panama di atti esecutivi non appare impossibile e può anche avvenire, in confronto alla durata media per la notifica in altri paesi comparabili (secondo i dati dell’Ufficio federale della giustizia [cfr. http://www.ofj.admin.ch/rhf/i/service/ recht/index.htm, in basso]: Costa Rica: 7 mesi; Colombia: 4-12 mesi; Nicaragua: 12 mesi; Brasile: 9 mesi; Messico: 10 mesi), in tempi ragionevoli; che il carattere ragionevole non può in ogni caso essere escluso a priori; che una notifica in via edittale potrà entrare in considerazione solo qualora la notifica tentata nelle forme previste dalla Convenzione dell’Aia non dovesse riuscire in un tempo ragionevole; che nel caso concreto esso può essere fissato in 12 mesi, sulla base delle esperienze avute con paesi comparabili; che il ricorrente non contesta in sé l’importo richiesto dall’Ufficio a titolo di anticipo delle spese di traduzione in spagnolo e di notifica nel Panama; che l’eventuale sproporzione tra detto importo e quello posto in esecuzione è irrilevante, in quanto le spese sono comunque a carico dell’escusso (art. 68 cpv. 1 LEF) e vanno rifuse all’escutente (cfr. art. 144 cpv. 4 LEF); che il ricorrente, seppur vi allude, non sostiene che una notifica a un membro dell’amministrazione o della direzione dell’escussa ai sensi dell’art. 65 cpv. 1 n. 2 LEF sia possibile; che comunque egli non fornisce le indicazioni necessarie (nome, indirizzo) per una notifica a una persona fisica con domicilio in Svizzera; che per evitare gli inconvenienti di una notifica all’estero ai creditori è data la facoltà di pattuire con il debitore un foro speciale di esecuzione in Svizzera (cfr. art. 50 cpv. 2 LEF); che il ricorso va pertanto respinto; che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF); che l’attenzione dell’Ufficio va attirata sul fatto che le rogatorie a destinazione del Panama vanno allestite tramite una richiesta firmata da un’autorità giudiziaria (cfr. la “Bemerkung” dell’Ufficio federale della giustizia sul sito web menzionato sopra); che per competenza materiale tale autorità è la scrivente Camera; Richiamati gli art. 17, 20 a, 66 LEF; 61, 62 OTLEF; pronuncia: 1. Il ricorso 12 maggio 2003 dell’avv. __________, è respinto. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF. 4. Intimazione all’avv. _________ Comunicazione all’UE di Lugano. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza Il presidente Il segretario

Incarto n. 15.2003.75 Incarto n. 15.2003.75

Incarto n. Lugano 2 giugno 2003 /CJ/fc/fb Lugano

Lugano 2 giugno 2003 /CJ/fc/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini e Giani Cometta, presidente,

Cometta, presidente, Pellegrini e Giani

Pellegrini e Giani segretario: segretario:

segretario: Jaques, vicecancelliere Jaques, vicecancelliere

Jaques, vicecancelliere statuendo sul ricorso 12 maggio 2003 dell’

statuendo sul ricorso 12 maggio 2003 dell’ avv. __________ avv. __________

avv. __________ contro contro

contro l’operato dell’ Ufficio di esecuzione di Lugano, e meglio la decisione 30 aprile 2003 con la quale è stato fissato al ricorrente un termine di 15 giorni per anticipare la somma di fr. 3'000.-- a copertura delle spese di traduzione in spagnolo e di notifica a Panama del decreto di sequestro n. __________ nonché del precetto esecutivo n. __________ contro

l’operato dell’ Ufficio di esecuzione di Lugano, e meglio la decisione 30 aprile 2003 con la quale è stato fissato al ricorrente un termine di 15 giorni per anticipare la somma di fr. 3'000.-- a copertura delle spese di traduzione in spagnolo e di notifica a Panama del decreto di sequestro n. __________ nonché del precetto esecutivo n. __________ contro ______ inc., Panama ______ inc., Panama

______ inc., Panama esaminati atti e documenti

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

che ex art. 9 cpv. 2 LPR, l’autorità di vigilanza può dichiarare il ricorso irricevibile senza ulteriori atti istruttori se lo stesso è infondato o temerario;

che per giurisprudenza siffatta norma è stata estesa ai ricorsi manifestamente infondati (cfr. CEF 5 settembre 2001 [15.2001.252]));

che nell’ipotesi – in concreto realizzata – di un giudizio di reiezione d’acchito del gravame, non può darsi pregiudizio alcuno a carico di chi non è stato sentito (Flavio Cometta, Commentario alla LPR, CFPG n. 3, Lugano 1998, n. 2.2.2.1 ad art. 9);

Cometta che il ricorso in esame non è pertanto stato notificato alla società escussa;

che con scritto 22 maggio 2003, il ricorrente ha chiesto la retrocessione all’avv. _________ dei quattro documenti dalla medesima prodotti il 20 maggio 2003;

che la richiesta è giustificata, in quanto l’avvocata afferma di non rappresentare la società escussa nella procedura in esame e non riveste di conseguenza la qualità di rappresentante di una parte;

che essi non verranno pertanto considerati ai fini della presente decisione e saranno restituiti al mittente con decreto separato;

che il ricorrente chiede di notificare il precetto esecutivo n. __________ per via edittale ai sensi dell’art. 66 cpv. 4 n. 3 LEF e non per via rogatoriale come invece deciso dall’Ufficio;

che egli non ritiene ragionevole costringerlo ad aspettare, eventualmente tre o quattro volte sull’arco dell’intera procedura, da 5 a 15 mesi per la notifica in Panama degli atti esecutivi nonché a versare un anticipo spese di fr. 3'000.-- alfine di incassare un credito di soli fr. 15'100.--;

che ex art. 66 cpv. 4 n. 3 LEF, la notificazione si fa mediante pubblicazione quando il debitore è domiciliato o ha la sede all’estero e la notifica tramite le autorità del luogo di domicilio o di sede non è possibile in un termine ragionevole;

che il carattere ragionevole della durata della procedura di notifica dipende dalla distanza geografica e dalle esperienze fatte in casi simili;

che la durata statistica media per l’America centrale è generalmente di almeno sei mesi (cfr. Paul Angst, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. I, n. 23 ad art. 66);

Angst che in casu, secondo le indicazioni fornite dall’Ufficio federale di giustizia (http://www.ofj.admin.ch/rhf/d/service/recht/land/ 627.htm), la durata per la notifica degli atti di diritto civile a Panama – qualificata esplicitamente di “schwierig” – è di 5 a 15 mesi;

che ancorché difficile e lunga, la notifica a Panama di atti esecutivi non appare impossibile e può anche avvenire, in confronto alla durata media per la notifica in altri paesi comparabili (secondo i dati dell’Ufficio federale della giustizia [cfr. http://www.ofj.admin.ch/rhf/i/service/ recht/index.htm, in basso]: Costa Rica: 7 mesi; Colombia: 4-12 mesi; Nicaragua: 12 mesi; Brasile: 9 mesi; Messico: 10 mesi), in tempi ragionevoli;

che il carattere ragionevole non può in ogni caso essere escluso a priori;

che una notifica in via edittale potrà entrare in considerazione solo qualora la notifica tentata nelle forme previste dalla Convenzione dell’Aia non dovesse riuscire in un tempo ragionevole;

che nel caso concreto esso può essere fissato in 12 mesi, sulla base delle esperienze avute con paesi comparabili;

che il ricorrente non contesta in sé l’importo richiesto dall’Ufficio a titolo di anticipo delle spese di traduzione in spagnolo e di notifica nel Panama;

che l’eventuale sproporzione tra detto importo e quello posto in esecuzione è irrilevante, in quanto le spese sono comunque a carico dell’escusso (art. 68 cpv. 1 LEF) e vanno rifuse all’escutente (cfr. art. 144 cpv. 4 LEF);

che il ricorrente, seppur vi allude, non sostiene che una notifica a un membro dell’amministrazione o della direzione dell’escussa ai sensi dell’art. 65 cpv. 1 n. 2 LEF sia possibile;

che comunque egli non fornisce le indicazioni necessarie (nome, indirizzo) per una notifica a una persona fisica con domicilio in Svizzera;

che per evitare gli inconvenienti di una notifica all’estero ai creditori è data la facoltà di pattuire con il debitore un foro speciale di esecuzione in Svizzera (cfr. art. 50 cpv. 2 LEF);

che il ricorso va pertanto respinto;

che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF);

che l’attenzione dell’Ufficio va attirata sul fatto che le rogatorie a destinazione del Panama vanno allestite tramite una richiesta firmata da un’autorità giudiziaria (cfr. la “Bemerkung” dell’Ufficio federale della giustizia sul sito web menzionato sopra);

che per competenza materiale tale autorità è la scrivente Camera;

Richiamati gli art. 17, 20 a, 66 LEF; 61, 62 OTLEF;

pronuncia:

1. Il ricorso 12 maggio 2003 dell’avv. __________, è respinto.

2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

4. Intimazione all’avv. _________

Comunicazione all’UE di Lugano.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

quale autorità di vigilanza Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario