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(21.12.2011) Sempre più persone sono esposte a stress sul loro posto di lavoro o sono preoccupate dalla sicurezza del loro impiego. Secondo uno studio dell'Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economico (OCSE), un salariato su cinque soffre già di problemi mentali come la depressione o l'ansia.
Il rapporto sottolinea che il 30-50% di tutte le nuove domande di pensione d'invalidità nei paesi dell'OCSE sono dovute a problemi mentali. Inoltre, questo fenomeno tocca sempre più i giovani.
Oltre ad una aumento delle assenze dal lavoro, i problemi mentali inducono una diminuzione della produttività degli impiegati. Così, tre lavoratori su quattro che ne sono affetti, constatano una diminuzione del rendimento, contro soltanto uno su quattro tra coloro che sono in buona salute.
Lo studio sottolinea anche che la maggior parte degli individui che soffrono di malattie mentali lavora e che il loro tasso oscilla tra il 55% ed il 70%. Tuttavia, il rischio di ritrovarsi in disoccupazione è da due a tre volte più elevato in questi casi. Per venire in aiuto a queste persone, l'OCSE prevede l'adozione di un nuovo approccio il cui intento è di garantire buone condizioni di lavoro, di ridurre lo stress ed assicurare un'assistenza prolungata per i lavoratori, in particolare al fine di evitare i licenziamenti.
Al momento, quasi il 50% degli individui toccati da un problema mentale grave ed oltre il 70% di coloro i quali presentano un problema moderato non ricevono alcun trattamento, secondo l'OCSE. La maggior parte di queste patologie può essere curata, ricorda l'organizzazione, in modo tale da incrementare le possibilità di trovare un lavoro. È importante non focalizzare unicamente sulle malattie gravi, ma anche preoccuparsi dei problemi comuni.
Ultima modifica 09.09.2015