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Allo stato attuale è "molto improbabile" che il vicepremier cinese Liu He possa essere negli Usa mercoledì 8 maggio per un nuovo round negoziale sul commercio: lo riporta il Global Times, tabloid del Quotidiano Popolo, la "voce" del Pcc.
Sarebbe questa una prima risposta di Pechino all'ultima minaccia del presidente americano Donald Trump sul rialzo da venerdì dei dazi, dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di beni "made in China", con i colloqui tra le parti a rilento.
I piani originari vedrebbero Liu a capo di una delegazione di 100 persone per quelle che erano considerate le battute finali del negoziato in vista dell'accordo che i presidenti Trump e Xi Jinping avrebbero dovuto firmare solennemente. La cancellazione del viaggio, se confermata, riprodurrebbe quella di settembre 2018, legata a una situazione molto simile a quella attuale.
Per alcuni osservatori, tuttavia, la mossa del tycoon, anche se a sorpresa, altro non sarebbe che il monito a Pechino perché Liu non si rechi negli Usa "con offerte vuote".