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Dall’inizio della crisi della pandemia «Covid (Coronavirus)» sono emerse in continuazione delle carenze nella preparazione e nella gestione di una minaccia pandemica. Delle violazioni del dovere di diligenza nella garanzia dello stoccaggio obbligatorio e l’inosservanza di note misure – lo scenario pandemico non era nuovo – hanno gravi conseguenze per la società e per l’economia. La dipendenza da produttori esteri per medicamenti e attrezzature di protezione è eccessiva. Il fatto più sconcertante è che il Consiglio federale, i funzionari responsabili e vasti ambienti politici ancora oggi non sembrano intenzionati a trarre insegnamento dagli errori. L’ultimo esempio è la politica di approvvigionamento di mascherine da parte della Confederazione. Non è accettabile che la Confederazione e i cantoni non prendano in considerazione dei produttori svizzeri, preferendo puntare su «prodotti a basso prezzo» dall’Asia. Secondo l’articolo 2 della Costituzione federale, la Confederazione ha il compito di garantire l’indipendenza del paese e la sicurezza della popolazione. L’ASNI invita perciò il Consiglio federale a fare finalmente sì che sia assicurato un approvvigionamento indigeno di prodotti essenziali, di cui fanno parte vaccini, medicamenti e attrezzature di protezione. L’ASNI chiede inoltre che l’offerta della Lonza per una produzione indigena di vaccini sia presentata in modo trasparente. Infine, la non entrata in materia del Consiglio federale e dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sull’offerta della Lonza, deve essere verificata in modo approfondito. Per gli organismi responsabili definitivamente è finita la ricreazione. L’ASNI sta lavorando a delle iniziative popolari federali volte a obbligare le autorità federali e cantonali a prendere sul serio gli scenari di minaccia e a intraprendere i necessari preparativi.