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Commerciante di armi estradato all'Argentina
Garanzie per una procedura rispettosa dei diritti dell'uomo
Comunicati, UFG, 05.12.2002
Berna/Zurigo, 5.12.2002. Mercoledì, la Svizzera ha estradato un commerciante di armi all'Argentina. La sera, il cittadino franco-americano è partito da Zurigo alla volta di Buenos Aires scortato da funzionari di polizia argentini.
In base a un mandato di ricerca internazionale emesso dall'Interpol di Buenos Aires, il commerciante di armi è stato arrestato il 25 maggio 2002 a Ginevra e posto in carcerazione in vista d'estradizione. Come si può desumere dalla domanda formale d'estradizione del 2 luglio 2002, le autorità argentine lo sospettano di aver esportato illegalmente armi dall'Argentina verso l'Ecuador e la Croazia. Dato che l'estradando aveva fatto valere di essere esposto a diversi pericoli in caso di estradizione, su richiesta dell'UFG le autorità argentine hanno fornito, lo stesso mese, una serie di garanzie, segnatamente quella in merito a una procedura rispettosa dei diritti dell'uomo. In seguito, l'UFG ha deciso in prima istanza l'estradizione all'Argentina. Il 18 novembre 2002, il Tribunale federale ha respinto un ricorso contro tale decisione.
Il Tribunale federale nella sua decisione ha rilevato – come già fatto dall'UFG – che i reati imputati al commerciante di armi rappresentano, giusta il diritto svizzero, una grave infrazione alla legge sul materiale bellico. È quindi soddisfatta la condizione della doppia punibilità. Inoltre, anche il Tribunale federale ha giudicato credibili le garanzie per una procedura rispettosa dei diritti dell'uomo e ritiene le misure di protezione previste dalle autorità argentine sufficienti a contrastare i rischi fatti valere dal ricorrente.