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L'ex produttore cinematografico Harvey Weinstein è stato condannato da un tribunale di New York a 23 anni di prigione. Il giudice James Burke avrebbe potuto infliggergli da un minimo di cinque anni a un massimo di 29.
Alla fine ha deciso per 20 anni di reclusione per l'aggressione sessuale dell'assistente Miriam Hailey e tre anni per il rapporto sessuale non consensuale con l'aspirante attrice Jessica Mann.
Le due pene dovranno essere scontate consecutivamente. Sia Weinstein che le sue accusatrici hanno parlato nel corso dell'udienza. In aula c'erano le sei donne che hanno testimoniato al processo.
L'ex "re di Hollywood" era stato riconosciuto colpevole il 24 febbraio di aggressione sessuale e stupro di terzo grado. La procura di New York nei giorni scorsi aveva chiesto una pena esemplare "alla luce del fatto che Weinstein ha alle spalle una vita di abusi".
Weinstein, che aveva accusato un malore dopo il verdetto di colpevolezza e nei giorni scorsi ha subito un intervento per uno stent cardiaco, è stato portato in tribunale in sedia a rotelle.
La difesa del produttore aveva chiesto alla corte di applicare il minimo della sentenza, cinque anni, alla luce dello stato di salute dell'ex produttore, delle sue attività filantropiche e del fatto che ogni pena più lunga significherebbe per il 67enne Weinstein la morte in prigione.
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