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Nuovo passo avanti in vista dell'adozione della nuova legge federale sulla lotta contro gli abusi in ambito fallimentare. Il Consiglio nazionale si è allineato oggi, mercoledì, agli Stati in merito alla questione dei creditori pubblici. Resta soltanto una divergenza formale, per cui il dossier tornerà agli Stati.
La revisione si prefigge di evitare che le persone approfittino del fallimento di un'impresa per sottrarsi ai loro obblighi, scaricandoli sulle assicurazioni sociali. La legge attuale permette già di sanzionare gli abusi nel fallimento. Tuttavia, i creditori spesso si astengono dal perseguire gli abusi perché confrontati con ostacoli quasi insormontabili. L'ultima divergenza tra le due Camere riguardava la questione dei creditori pubblici, cioè amministrazioni fiscali o la SUVA. Secondo il progetto del Consiglio federale, questi dovrebbero poter scegliere se essere perseguiti tramite pignoramento o fallimento.
Per i senatori dovrebbe essere concesso loro solo il fallimento. Stamane il Nazionale si è allineato su questa posizione con 94 voti a 77 e 3 astensioni. In futuro, lo Stato sarà obbligato a perseguire qualsiasi debitore che sia idoneo al fallimento. Una minoranza rosso-verde e verde-liberale proponeva di adottare il progetto del Governo, sostenendo che questa soluzione darebbe alle autorità più margine di manovra.