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Lo sostiene Mister Dati, che reputa eccessivi i 20 franchi al mese chiesti dal gigante giallo per non comunicare a terzi i nuovo indirizzo di chi trasloca. In una raccomandazione resa pubblica mercoledì sul «Tages-Anzeiger», il preposto alla protezione dei dati, Odilo Guntern, esige una drastica riduzione dalla Posta, che ha tempo fino al 23 marzo per rispondere.Questo contenuto è stato pubblicato il 21 febbraio 2001 - 15:33
La tassa per il cambiamento d'indirizzo è di soli 10 franchi per un anno, per coloro che accettano che La Posta divulghi a terzi il nuovo recapito. Secondo Mister Dati, La Posta potrebbe al massimo chiedere il doppio, per non comunicare a terzi il nuovo indirizzo, ma non 24 volte di più, come fa attualmente.
Per Odilo Guntern sarebbe persino auspicabile che l'applicazione dei diritti costituzionali di protezione dei dati fosse gratuita. Ad esempio, la Posta tedesca non fa pagare un centesimo per i cambiamenti d'indirizzo, con o senza comunicazione a terzi.
Mister Dati critica La Posta anche per l'impostazione del formulario e delle direttive per il cambiamento d'indirizzo. Guntern sospetta che La Posta, con «formulazioni ingarbugliate», voglia spingere i clienti ad apporre una crocetta al «sì», alla domanda se il nuovo recapito possa essere comunicato a terzi. Peraltro, questo «sì» significa che il cambiamento può essere notificato a coloro che conoscono il vecchio indirizzo, ma non ad altri, ricorda Guntern.
Sulla vertenza non sembra profilarsi una conciliazione. Rispondendo ad un'interpellanza in materia del consigliere nazionale Peter Vollmer (PS/BE), il 14 febbraio, il governo ha preso posizione a favore della Posta. Secondo il Consiglio federale, la tassa non colpisce la protezione dei dati, ma rappresenta un risarcimento dell'onere di lavoro supplementare.
La Posta sostiene infatti che il divieto di comunicare ai mittenti il cambiamento d'indirizzo del destinatario causa un grosso volume di corrispondenza con l'indirizzo sbagliato, che deve essere trattata manualmente. Il governo valuta a 106 milioni di franchi all'anno il costo di questo carico di lavoro supplementare per La Posta.
swissinfo e agenzie
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