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BERNA - La Svizzera disporrà di una vera e propria agenzia per promuovere l'innovazione. Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati, con 39 voti contro 3, ha approvato l'istituzione del nuovo organo battezzato Innosuisse, che prenderà il posto dell'attuale Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI). Il dossier torna alla Camera del popolo per l'esame delle divergenze.
Concretamente, Innosuisse avrà un compito in più rispetto alla CTI: attribuire borse di studio a diplomati delle università professionali che presentano una spiccata attitudine verso le innovazioni pratiche. Il fondo destinato a questo scopo - quattro milioni di franchi per tre anni - sarà proposto al Parlamento nel messaggio sui crediti per la ricerca e la formazione (FRI) 2017-2020.
Nel suo intervento, il capo del Dipartimento federale della ricerca (DEFR), Johann Schneider-Ammann, ha ricordato l'importanza del "triangolo d'oro" composto dalle Scuole universitarie professionali, dalle piccole e medie imprese e dagli specialisti della CTI. Ciò rappresenta un bene essenziale per la competitività della Svizzera, ha affermato.
Rispetto alla versione adottata dal Nazione, i "senatori" hanno effettuato dei cambiamenti solo in due punti. Al pari del Consiglio federale, la Camera dei cantoni ritiene che il mandato di ciascun rappresentante del Consiglio di innovazione - tra 15 e 25 persone - debba poter essere rinnovato una volta sola.
Il Nazionale ha invece chiesto di poterlo prolungare due volte allo scopo di evitare la perdita di competenze. Per il Consiglio degli Stati, tuttavia, il rinnovo regolare del consiglio è più importante. La decisione è stata adottata tacitamente.
La seconda divergenza con la Camera del popolo concerne le riserve. Gli Stati hanno tacitamente deciso che non possono superare il 10% del bilancio annuale, così come proposto dal governo. In questo modo verrebbero applicate le stesse regole in vigore per il Fondo nazionale. Il Consiglio nazionale aveva da parte sua portato questa quota al 15%.