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BERNA - In futuro, le persone condannate, colpite o meno da un'espulsione, non dovrebbero più poter cambiare nome per evitare l'allontanamento o ottenere una fedina penale immacolata. È quanto chiede una mozione del "senatore" Thomas Minder (Indipendente-UDC/SH) che il Consiglio federale raccomanda di accogliere.
Stando al consigliere agli Stati, di recente un uomo condannato per partecipazione all'organizzazione terroristica IS, contro cui era stata disposta un'espulsione giudiziaria, ha chiesto di cambiare nome (nome e cognome), ottenendo l'avallo dall'autorità.
In casi di questo tipo l'interesse pubblico prevale chiaramente sull'interesse individuale dell'autore del reato, secondo Minder. Se è stata ordinata un'espulsione giudiziaria, non si può nemmeno sostenere la necessità del cambiamento di nome per consentire la risocializzazione nella nostra società.
Tali cambiamenti sono possibili, precisa Minder, da quando è entrato in vigore il nuovo diritto in materia di cognome nel 2013. All'epoca era necessario addurre "motivi gravi" per poter cambiare nome. Da allora bastano «motivi degni di rispetto», cosicché i cambiamenti di nome sono stati notevolmente liberalizzati.
Purtroppo da allora, prosegue l'autore della mozione, anche rei condannati e persino persone contro cui è stata pronunciata un'espulsione giudiziaria si avvalgono sempre più di questa possibilità per ottenere una fedina pulita.