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Via i riferimenti geografici, al loro posto lettere dell'alfabeto greco: i motivi sono principalmente due
GINEVRA - L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha deciso di assegnare nuovi nomi alle principali varianti del Sars-CoV-2, utilizzando lettere dell'alfabeto greco.
La prima ragione è di avere un'etichetta più facilmente comunicabile rispetto alle sigle usate a livello scientifico. «Questi nomi scientifici possono essere difficili da dire e ricordare e sono soggetti a segnalazioni errate. Di conseguenza, le persone ricorrono spesso alle varianti di chiamata in base ai luoghi in cui vengono rilevate, il che è stigmatizzante e discriminatorio». Non a caso varie nazioni si sono lamentate, vedi il caso dell'India.
Le nuove denominazioni, che sfruttano le lettere dell'alfabeto greco, «sono state scelte dopo un'ampia consultazione e una revisione di molti potenziali sistemi di denominazione». Per l'occasione l'Oms ha convocato esperti provenienti da tutto il mondo, inclusi specialisti che fanno parte dei sistemi di denominazione esistenti, esperti di nomenclatura e tassonomia dei virus, ricercatori e autorità nazionali.
Le nuove etichette assegnate alle varianti del virus non sostituiscono i nomi scientifici esistenti, «che trasmettono importanti informazioni scientifiche e continueranno a essere utilizzati nella ricerca». L'Oms ha assegnato queste nuove denominazioni alle cosiddette "varianti d'interesse" e a quelle che, invece, costituiscono una preoccupazione maggiore. La B.1.1.7, nota ai più come "variante inglese" perché identificata per la prima volta nel Regno Unito nel settembre 2020, ha ricevuto la lettera Alpha. Quella "sudafricana" la lettera Beta, alla "brasiliana" è andata la lettera Gamma e a quella "indiana", che al momento sembra costituire la maggior fonte di allarme, è stata assegnata la lettera "Delta".
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