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Dal primo luglio del 1992 per gli svizzeri all'estero votare è più facile con il voto per corrispondenza. Forse presto anche il voto elettronico.
Da dieci anni gli svizzeri residenti all'estero possono partecipare alla vita politica del loro Paese d'origine, senza spostarsi dal Paese di residenza. Il primo luglio del 1992, grazie ad una mozione dell'allora consigliere nazionale Georg Stucky, venne infatti introdotto il voto per corrispondenza per i concittadini residenti all'estero.
"Gli svizzeri all'estero volevano essere cittadini a tutti gli effetti con la possibilità di partecipare attivamente alle decisioni politiche", spiega a swissinfo Rudolf Wyder, direttore del Segretariato degli svizzeri all'estero.
"D'altronde è giusto", continua Wyder, "che una percentuale così alta di cittadini (600'000), abbia questa possibilità e possa contribuire, con le proprie particolari esperienze, al dialogo politico nel Paese."
Grazie, Georg Stucky!
Il voto per corrispondenza per i connazionali espatriati non sarebbe stato introdotto senza l'impegno e la tenacia di Georg Stucky, presidente dell'Organizzazione degli svizzeri all'estero, ex consigliere nazionale ed ex svizzero dell'estero.
L'idea di presentare una mozione in Parlamento era venuta a Stucky dopo che il Consiglio federale aveva deciso di permettere ai familiari svizzeri dei diplomatici elvetici di votare per corrispondenza. "Dal mio punto di vista tutti gli svizzeri dell'estero avrebbero dovuto avere questa possibilità", racconta Stucky.
Più vicini alla Svizzera
Un parere condiviso da Roberto Engeler, membro del Consiglio degli svizzeri all'estero e presidente del collegamento svizzero in Italia. Per lui, negli ultimi dieci anni l'interesse per la vita politica della Svizzera è aumentato tra i connazionali espatriati.
Nel 1992 gli iscritti nei registri elettorali erano 14'000. Oggi si è superata la soglia degli 80'000. "Su 300-400'000 aventi il diritto di voto si tratta di una percentuale ampiamente superiore alle nostre aspettative", dice Georg Stucky.
"Abbiamo però l'ambizione di arrivare a quota 100'000, una cifra simbolica uguale alle firme necessarie per lanciare un'iniziativa". Gli svizzeri all'estero votano comunque molto assiduamente, superando del 15-25% la partecipazione media nazionale.
Svizzeri d'Italia i votanti più assidui
Chi fa salire la percentuale di votanti per corrispondenza è la comunità svizzera in Italia, che vota con particolare assiduità. Come mai? Roberto Engeler spiega: "In Italia, la percentuale di svizzeri emigrati solo negli ultimi 20, 30 anni è molto alta. Sono persone che hanno vissuto una parte importante della loro vita in Svizzera".
Un altro fattore è indubbiamente la vicinanza geografica, che permette di recarsi in Svizzera più spesso, a differenza di chi vive ad esempio in Nuova Zelanda, sottolinea Engeler.
Aspettando l'e-voting.......
"L'introduzione, il più presto possibile, del voto elettronico è una delle priorità principali dell'Organizzazione degli svizzeri all'estero", confermano i nostri interlocutori. I continui ritardi delle poste demotivano infatti molti potenziali votanti.
L'introduzione del voto elettronico non si farà comunque da un giorno all'altro."Ci sono problemi di sicurezza", ribadisce Rudolf Wyder, "i registri elettorali dei comuni dovrebbero venir armonizzati a livello cantonale e questo costa e richiede tempo." Secondo Wyder, il voto elettronico sarà comunque una realtà fra 10-15 anni.
Come votare per corrispondenza?
Il cittadino svizzero che non può recarsi in patria per compiere il suo dovere politico può votare dal suo Paese di residenza iscrivendosi semplicemente presso un consolato o presso l'ambasciata svizzera e precisando in quale comune desidera votare.
Può scegliere fra il comune d'origine e l'ultimo comune di residenza in Svizzera. Lo svizzero all'estero può per ora pronunciarsi per corrispondenza solo su questioni federali. Sette cantoni ammettono tuttavia il voto per corrispondenza anche per le votazioni cantonali.
Elena Altenburger