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Negli ultimi vent'anni è stato registrato un aumento preoccupante, gran parte dei contagi si verifica nei maschi (83%)
NEW YORK - Negli Stati Uniti i casi di sifilide sono cresciuti di oltre 6 volte sull'arco di meno di 20 anni, passando da 5979 del 2001 ai 38'992 del 2019. Sulla base di questi dati l'US Preventive Services Task Force (un gruppo di esperti che procede a consigli) raccomanda, sulle pagine del Journal of American Medical Association, l'esecuzione di uno screening periodico nei gruppi a rischio.
Le nuove raccomandazioni fotografano una situazione preoccupante: i tassi di nuove infezioni sono passati da 2,1 casi per 100'000 abitanti nel 2000-2001 a 11,9 nel 2019. La gran parte dei casi (l'83%) si verifica nei maschi, ma il numero di contagi nelle donne è triplicato negli ultimi anni tra il 2015 e il 2019.
I gruppi a rischio - In assoluto, il gruppo più a rischio è rappresentato dai maschi che hanno rapporti sessuali con altri maschi in cui si concentra oltre il 47% delle infezioni totali. Tassi più alti anche nelle persone con Hiv e nelle minoranze etniche. In quest'ultimo caso, l'alto numero di infezioni è da ricondurre principalmente a «condizioni sociali come povertà, bassi livelli educativi, scarso accesso a servizi sanitari di qualità», precisano i ricercatori.
Sulla base di questi dati gli esperti americani raccomandano di eseguire uno screening periodico per la sifilide nei gruppi a rischio, vale a dire «negli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, nelle persone con infezione da Hiv o altre infezioni sessualmente trasmissibili, persone che fanno uso di droghe e persone con una storia di detenzione, lavoro sessuale o servizio militare».
Le indicazioni mediche - I ricercatori invitano però i medici a «essere consapevoli di quanto sia comune la sifilide nella loro comunità e valutare il rischio individuale di ciascun paziente». Per quanto riguarda la frequenza dello screening, non ci sono indicazioni chiare per la popolazione generale, ma «gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini o le persone con infezione da Hiv possono trarre beneficio dallo screening almeno una volta all'anno o più frequentemente (per esempio ogni 3-6 mesi) se permane la condizione di alto rischio».