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Da uno studio presentato martedì a Bellinzona e a Losanna dall'Ufficio prevenzione infortuni (upi) emerge che i conducenti romandi e soprattutto ticinesi guidano in modo meno sicuro rispetto agli svizzeri tedeschi.
Tra il 1997 e il 2007, il numero di persone rimaste gravemente ferite o che hanno perso la vita sulle strade è diminuito del 21% nella Svizzera tedesca, mentre in Svizzera romanda il calo è stato del 7% e in Ticino del 10%.
Nel cantone a sud delle Alpi nel 2007 si contavano 125 feriti o morti ogni 100'000 abitanti a causa di incidenti della circolazione, mentre nella Svizzera romanda la proporzione era di 87 su 100'000 e nella Svizzera tedesca di 67 su 100'000.
Queste differenze hanno sorpreso l'upi, che non si aspettava un divario così netto. "Ci ha colpito soprattutto l'ampiezza delle differenze tra le regioni", ha sottolineato Brigitte Buhmann, direttrice del centro.
Nel 32% degli incidenti gravi, i ticinesi non avevano allacciato le cinture di sicurezza. Nel 19% dei casi, inoltre, guidavano in stato di ebbrezza. Meno rilevante, invece, l'eccessiva velocità, che costituisce un problema soprattutto nella Svizzera romanda. Emerge inoltre che in Ticino sono principalmente i maschi (tre volte più delle donne) e i motociclisti (nel 51% dei casi) a essere coinvolti negli incidenti stradali gravi.
Per far fronte a questa situazione, l'upi intende intensificare le sue campagne di sensibilizzazione, tematizzando soprattutto l'importanza della cintura di sicurezza. Per i motociclisti, dovrebbero nel contempo essere rafforzati i controlli di polizia.
swissinfo.ch e agenzie