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SALENSTEIN - In occasione dell'odierna assemblea dei delegati del PBD a Salenstein (TG), il presidente del partito, Martin Landolt, è tornato sul risultato negativo alle recenti elezioni federali. Fa particolarmente male perché le posizioni e i valori del PBD meritavano di essere presi in considerazione, ha affermato.
Nella prossima legislatura il PBD avrebbe potuto riacquistare il ruolo di «interfaccia di centro orientata alle soluzioni», che era stato gradualmente perso nel corso degli ultimi quattro anni. Il partito vuole fornire un contributo a una politica pragmatica cercando di ottenere la migliore visibilità possibile.
Con il suo risultato - soli tre seggi al Consiglio nazionale - il PBD non avrà più un gruppo parlamentare. Sono in corso colloqui, sempre più concreti, per stringere un'alleanza con un'altra formazione politica, ha precisato Landolt all'agenzia Keystone-ATS. «Ci vuole ancora del tempo e delle riunioni per arrivare a una decisione».
Un gruppo parlamentare non avrebbe però alcuna prerogativa sulle sezioni cantonali, ha precisato Landolt in una nota. Il partito deve quindi definire una struttura e un'organizzazione che continui ad offrire ai suoi rappresentanti eletti a livello cantonale e comunale «un rifugio politico».
In occasione dell'odierna assemblea, i Giovani PBD hanno presentato il loro punto di vista su temi come la sicurezza, la formazione professionale, la previdenza, l'ambiente, la società, l'Europa e la digitalizzazione.
Landolt si dimetterà dalla carica di presidente l'anno prossimo, come già annunciato in precedenza.