Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/51491

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le valutazioni delle entrate della Confederazione vengono esaminate a scadenze regolari. All'inizio dell'anno esse sono state riesaminate dal Dipartimento federale delle finanze, nell'ambito della stesura del piano finanziario della legislatura 2005-2007 e del programma di sgravio 2004. Il rapporto concernente il piano finanziario della legislatura 2005-2007 contiene una presentazione dettagliata delle valutazioni delle entrate e degli indicatori macroeconomici sui quali esse si fondano.</p><p>Se si considerano le valutazioni delle entrate (cfr. la tabella sottostante) si nota che le entrate complessive, con una crescita media annua rispettivamente del 4,1 per cento (2003-2007) e del 4,9 per cento (2004-2007), aumentano in modo nettamente più veloce rispetto al prodotto interno lordo nominale negli stessi periodi (2003-2007: 2,9%; 2004-2007: 3,1%). </p><p>Bisogna però rilevare che l'evoluzione delle entrate non soltanto rispecchia la ripresa congiunturale prevista, bensì comprende misure discrezionali come, per citare alcuni esempi, gli aumenti fiscali (0,8 punti di percento IVA per l'assicurazione per l'invalidità a partire dal 2005, aumento dell'imposta sul tabacco, aumento della tassa sul traffico pesante), ma anche la diminuzione delle imposte (pacchetto fiscale 2001) e altre misure (aumento della ripartizione degli utili della BNS nel 2004, aumento dell'efficienza nella riscossione delle imposte ecc.). Se le entrate vengono corrette tenendo conto di questi fattori speciali, si ottiene una crescita media delle entrate complessive rispettivamente del 3,3 per cento (2003-2007) e del 4,0 per cento (2004-2007). La crescita delle uscite complessive corrette è quindi superiore di 0,4 punti percentuali (2003-2007) e addirittura di 0,9 punti percentuali (2004-2007) alla crescita economica misurata in base al prodotto interno lordo nominale. Con rispettivamente 1,2 (2003-2007) e 1,3 (2004-2007) punti ne consegue un'elasticità maggiore a 1. In altri termini, se il prodotto interno lordo nominale sale di un punto percentuale, le entrate complessive aumentano rispettivamente dell'1,2 per cento (2003-2007) e dell'1,3 per cento (2004-2007). </p><p>La richiesta del mozionante, secondo il quale in una fase di ripresa economica le entrate dovrebbero crescere in modo più che proporzionale, è dunque soddisfatta. Al momento mancano le condizioni per adeguare verso l'alto le valutazioni delle entrate. </p><p>Le entrate complessive corrette dovrebbero aumentare rispettivamente del 4,5 (2003-2007) e del 5,6 per cento (2004-2007), affinché i correttivi di circa 2,5 miliardi nel 2007 calcolati in base ai principi del freno all'indebitamento vengano annullati attraverso la crescita delle entrate. Ciò equivale a un'elasticità di rispettivamente 1,6 (2003-2007) e 1,8. Si ipotizzerebbe cioè che le entrate della Confederazione negli anni 2004-2007 siano il doppio della crescita economica.</p><p>In merito alle critiche generali che il mozionante muove al freno all'indebitamento il Consiglio federale si esprime come segue:</p><p>1. Documentazione relativa al freno all'indebitamento: il suo funzionamento è stato presentato in modo dettagliato nel messaggio sul freno all'indebitamento del 5 luglio 2000 e nel relativo rapporto aggiuntivo del 10 gennaio 2001. Dall'introduzione del freno all'indebitamento con il preventivo 2003, in un capitolo del messaggio si documentano, per anno di preventivo, i calcoli effettuati conformemente al freno all'indebitamento. </p><p>2. Compatibilità congiunturale del freno all'indebitamento: nell'ambito del programma di sgravio 2003 si è verificata la compatibilità congiunturale dell'attuazione del freno all'indebitamento, al quale sono stati apportati tre adeguamenti. A causa della cattiva situazione economica, il disavanzo strutturale presente contro ogni attesa al momento dell'introduzione del freno all'indebitamento non viene ammortizzato in una sola tappa, bensì attraverso un aumento decrescente e a termine delle uscite massime permesse (piano di abbattimento: 2004: 3 miliardi, 2005: 2 miliardi, 2006: 1 miliardo). L'Amministrazione federale delle finanze ha inoltre analizzato metodi alternativi per il calcolo del fattore congiunturale. Tra i procedimenti valutati la scelta è caduta su una versione modificata del filtro Hodrick-Prescott. Attraverso le modifiche si è raddoppiata la sensibilità del fattore congiunturale. Le basi di calcolo del conto di compensazione sono inoltre state modificate cosicché adesso sulla base dei residui di credito siano ammessi anche gli accrediti. Il messaggio del 2 luglio 2003 sul programma di sgravio 2003 per le finanze della Confederazione contiene una documentazione esaustiva sulle modifiche.</p><p>3. Rapporto di consultazione del FMI: nel rapporto di consultazione sulla Svizzera i rappresentanti del FMI raccomandavano di attuare il freno all'indebitamento rispettando la congiuntura. Si è potuto dar seguito a tale raccomandazione mediante il piano di abbattimento e l'aumento della sensibilità del fattore congiunturale nell'ambito del programma di sgravio 2003. Il FMI ne ha preso atto; esso ha inoltre precisato che, per motivi di credibilità, è di grande importanza che l'obiettivo di abbattere il deficit strutturale sia fissato in modo vincolante. Ciò è avvenuto con l'assetto decrescente del piano di abbattimento.</p><p>4. Paragone con i criteri di convergenza di Maastricht: il freno all'indebitamento non può essere definito a priori più rigido dei criteri di Maastricht. Bisogna dapprima osservare che il Patto di stabilità e di crescita vincola di principio i Paesi a bilanci equilibrati. I criteri di Maastricht corrispondono a limiti massimi (deficit: 3% del PIL, indebitamento: 60% del PIL) che non tengono conto della situazione congiunturale. Al contrario, in caso di deficit o indebitamento costanti i criteri si "assottigliano" durante una fase di recessione non fosse altro perché il prodotto interno lordo nominale decresce. In casi estremi il criterio del deficit richiede una politica fiscale prociclica. Se un'economia nazionale alle porte di una recessione si situa attorno al limite del 3 per cento (quota del deficit), una diminuzione del prodotto interno lordo basta a far sì che si oltrepassi tale criterio. I deficit congiunturali non possono essere ammessi e, in determinate circostanze, i deficit strutturali devono essere abbattuti. In una fase di ripresa economica, invece, anche in caso di deficit o debito costanti è più facile rispettare i criteri, poiché il prodotto interno lordo aumenta.</p><p>Economisti rinomati contestano proprio tale scarsa compatibilità congiunturale e, all'occorrenza, l'effetto prociclico. Questa critica non tocca invece il freno all'indebitamento. Nelle fasi di recessione economica si tollerano disavanzi congiunturali, mentre nelle fasi di crescita economica si esigono eccedenze. </p><p>5. Confronto internazionale delle quote del deficit: la quota complessiva del deficit menzionata, presentata dall'Ufficio federale di statistica, è ormai superata. L'UST registra quote del deficit fino l'anno 2001 compreso che sono tuttavia provvisorie. Secondo i calcoli di statistica finanziaria, nel 2004 il deficit del settore pubblico (Confederazione, Cantoni, Comuni, assicurazioni sociali) è superiore al 2,5 per cento e, dunque, non lontano dal criterio di Maastricht. Rispetto ad altre economie nazionali europee piccole e aperte, quella svizzera presenta un deficit nettamente superiore. </p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.