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La crisi economica mondiale mette in pericolo la formazione di milioni di bambini nei paesi più poveri del mondo: è quanto risulta da un rapporto dell'UNESCO presentato martedì. Il documento non risparmia critiche alla Svizzera.
Per arginare le conseguenze della crisi economica mondiale, numerosi governi diminuiscono i fondi destinati all'aiuto allo sviluppo: ciò potrebbe significare 16 miliardi di dollari l'anno in meno.
«I progressi dell'ultimo decennio sono in pericolo», ha sottolineato l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO). Attualmente, 143 milioni di bambini e ragazzi non possono ricevere un'istruzione scolastica: secondo le stime, nel 2015 ve ne sarebbero ancora 56 milioni nelle medesime condizioni.
Se così fosse, verrebbe chiaramente mancato uno degli obiettivi del millenio stabiliti dall'ONU, ovvero garantire entro il 2015 l'accesso gratuito all'istruzione di base per tutti i bambini.
Il rapporto dell'UNESCO critica lo scarso impegno in favore di questa causa da parte degli Stati più benestanti. Anche la Confederazione è oggetto di critiche: quest'ultima ha infatti destinato alla formazione soltanto il 6% degli aiuti bilaterali versati all'estero, mentre tale voce di spesa per l'interno ammonta al 19% della spesa pubblica. Inoltre, la Svizzera è invitata ad aumentare allo 0,5% del PIL la percentuale devoluta all'aiuto allo sviluppo.
swissinfo.ch e agenzie