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<h2>SubmittedText<h2><p>Non è un segreto ed è stato anche confermato ufficialmente dalla portavoce della Commissione europea Mina Andreeva in occasione di una conferenza stampa: nell'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione federale sull'immigrazione, l'UE ha esercitato un'influenza che, per quanto inopportuna, nell'ambito del processo legislativo svizzero ha avuto la sua efficacia.</p><p>Da quando l'UE ha capito che, con il suo comportamento minatorio, riesce a intimidire e a mettere in riga una maggioranza del Parlamento svizzero, porta avanti la sua politica di potere. Ad esempio, nell'ultimo rapporto sulla politica economica esterna si legge che, visto lo stato attuale delle relazioni Svizzera-UE, nel 2016 non è stato possibile portare a termine le necessarie modifiche nell'ambito degli ostacoli tecnici al commercio. A questo proposito chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Che cosa si intende esattamente con "stato attuale" e in che modo questo influisce sugli ostacoli tecnici al commercio ma non sugli accordi bilaterali di gran lunga più importanti per l'UE, come l'Accordo sui trasporti terrestri?</p><p>2. Siamo di fronte a un atto di ritorsione da parte dell'UE volto a riportare la Svizzera già da oggi sulla buona strada in vista dell'iniziativa per l'autodeterminazione, ancora da votare?</p><p>3. Nelle scorse settimane il Consiglio federale ha espresso più volte posizioni critiche in merito a decisioni prese dai governi di altri Paesi (p. es. Stati Uniti e Israele), sebbene queste non riguardino in alcun modo la Svizzera e i governi in questione non si aspettino dal nostro Paese lezioni di morale, che tra l'altro non starebbero ad ascoltare. Il Consiglio federale non ritiene più opportuno opporsi ai tentativi di pressione dell'UE, il che richiede sì una maggiore dose di coraggio, ma sarebbe nell'interesse della Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dopo la votazione popolare del 9 febbraio 2014 sull'articolo 121a della Costituzione federale, il Consiglio federale ha annunciato di non essere in condizione di ratificare il protocollo che estende la libera circolazione delle persone alla Croazia. Di conseguenza l'Unione europea (UE) ha sospeso i negoziati sulla partecipazione della Svizzera a diversi programmi quadro. A seguito di una riunione interna della Commissione europea, tenutasi nell'aprile 2015, l'UE ha deciso di sospendere anche i colloqui in corso con la Svizzera su altri dossier che si trovavano in fasi diverse di negoziazione (in alcuni casi le trattative erano all'inizio, in altri si era alla parafatura di testi negoziati e conclusi). In tutto, l'UE ha sospeso circa 15 dossier in corso di discussione con la Svizzera. La decisione ha riguardato soprattutto diversi accordi di cooperazione, i dossier finanziari e lo sviluppo e/o l'aggiornamento di accordi vigenti sull'accesso al mercato (cfr. risposte alle domande Estermann 17.5015, Aeschi 17.5106 e 17.5107). In questo contesto l'UE non ha mai fatto riferimento all'iniziativa per l'autodeterminazione. Al contempo, in assenza di un quadro istituzionale dal 2008, non è stato neanche più possibile negoziare con l'UE nuovi accordi di accesso al mercato.</p><p>Dall'inizio di quest'anno si sono potuti riavviare negoziati, soprattutto nei settori della protezione civile e della cooperazione allo sviluppo.</p><p>Nei suoi contatti con rappresentanti dell'UE e dei suoi Stati membri, il Consiglio federale ha sempre ritenuto nell'interesse di entrambe le parti compiere progressi nei dossier ancora aperti, ribadendo che le situazioni di stallo sono controproducenti indipendentemente dalle motivazioni dell'UE.</p><p>Il 6 aprile 2017, in occasione dell'incontro tra la presidente della Confederazione e il presidente della Commissione europea, è stata concordata la ripresa di tutte le negoziazioni in corso. Pertanto i lavori tecnici su questi dossier possono proseguire. Ciò vale anche per l'Accordo sull'abolizione degli ostacoli tecnici al commercio (RS 0.946.526.81). Entrambe le parti intendono normalizzare le reciproche relazioni in una dinamica positiva per tutto l'insieme dei dossier. Il Consiglio federale confida quindi sul fatto che questi sviluppi si traducano in risultati concreti.</p>  Risposta del Consiglio federale.