Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/11013

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Innanzitutto, il Consiglio federale constata con soddisfazione che la politica economica che esso persegue da un certo tempo incontra l'approvazione dell'autore dell'interpellanza. Questa mette l'accento principale sul rafforzamento degli impulsi di crescita. Il Consiglio federale si è espresso, per esempio, in questo senso nel suo rapporto del 13 giugno 1994 sulla prosecuzione delle riforme in favore dell'economia di mercato o nel suo rapporto del 18 marzo 1996 sul programma di legislatura 1995 - 1999, nonché nel rapporto del DFEP ai partiti governativi del 9 maggio 1996 e nella lettera ai gruppi parlamentari del 22 maggio 1996.</p><p></p><p>La seconda constatazione del Consiglio federale concerne i campi che richiedono un intervento della politica economica considerati particolarmente importanti dall'autore dell'interpellanza: due di questi sono già stati ripresi nel rapporto del Consiglio federale sul programma di legislatura 1995 - 1999. E' possibile che, a causa dell'auspicata concisione del rapporto, i suoi intenti non abbiano potuto essere illustrati con tutta la precisione voluta.</p><p></p><p>Le considerazioni che seguono mirano quindi in primo luogo a completare le dichiarazioni già fatte, a menzionare le prossime tappe, come pure a segnalare i limiti per prevenire false aspettative.</p><p></p><p></p><p>Piccole e medie imprese (PMI)</p><p></p><p>- Densità normativa</p><p></p><p>Indagini e studi hanno evidenziato che gli oneri amministrativi determinati da prescrizioni delle autorità rappresentano un problema particolare per le PMI. Si tratta in parte di giudizi generali, ma in parte anche di critiche a fatti concreti. A cagione del loro carattere di costi fissi, gli oneri amministrativi pesano maggiormente sulle piccole e piccolissime imprese. Miglioramenti delle procedure, come per esempio una coordinazione più efficace, la rinuncia al perfezionismo, moduli più pratici per gli utilizzatori o un migliore sfruttamento delle possibilità tecniche, non possono da soli essere sufficienti. Il Consiglio federale ritiene che lo smantellamento della densità normativa - come le altre misure di rivitalizzazione dell'economia di mercato - si tradurrà in ultima analisi anche in modificazioni di leggi e di ordinanze.</p><p></p><p>Si tratta dunque di identificare gli oneri amministrativi, di stabilire le disposizioni giuridiche che ne sono responsabili e di decidere o di effettuare i loro adeguamenti. Questo modo di procedere su due livelli - semplificazione delle procedure ed esame delle regolamentazioni - determina l'orizzonte cronologico degli alleggerimenti su cui le PMI possono fare assegnamento. In questo contesto occorre rammentare che molti ostacoli amministrativi posti alle PMI hanno la loro origine negli atti legislative cantonali e comunali. Orbene, nulla si oppone a interventi indipendenti a questi livelli di competenza.</p><p></p><p>In questo contesto, il Consiglio federale avvierà immediatamente dopo la sessione estiva le seguenti azioni:</p><p></p><p>- la molteplicità di procedure e di regolamentazioni amministrative in campi così diversi come il diritto sociale e il diritto del lavoro, le procedure di autorizzazione, le norme, il diritto fiscale, le formalità doganali, ecc. esige un approccio interdipartimentale analogo a quello adottato per la rivitalizzazione dell'economia di mercato. A tale scopo il Consiglio federale costituirà un gruppo di lavoro interdipartimentale;</p><p></p><p>- al fine di semplificare le procedure amministrative, il gruppo di lavoro ricorrerà ad esperti esterni all'amministrazione;</p><p></p><p>- il Consiglio federale utilizzerà i canali di cui dispone per sensibilizzare i Cantoni, invitandoli a sfruttare le possibilità che rientrano nella loro sfera di competenza.</p><p></p><p>Ciò premesso, il Consiglio federale presenterà al Parlamento, entro dicembre 1996, un rapporto sui risultati di queste azioni e proporrà in un messaggio, entro giugno 1997, le modificazioni legali che si renderanno necessarie.</p><p></p><p></p><p>- Procedure d'autorizzazione</p><p></p><p>Le Camere federali hanno adottato, nel corso dell'ultima legislatura, una modificazione della legge sulla pianificazione del territorio. Queste modifiche sono in parte entrate in vigore il 1. aprile 1996 e in parte entreranno in vigore all'inizio dell'anno prossimo. Le nuove disposizioni prevedono che i Cantoni debbano fissare i termini per il disbrigo delle domande e coordinare le loro procedure. A questo proposito occorre sottolineare che, per quanto concerne i permessi di costruzione, sono soprattutto i Cantoni ad esserne coinvolti. La Confederazione può unicamente emanare la legislazione quadro.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha adattato l'ordinanza concernente l'esame dell'impatto sull'ambiente allo scopo, tra l'altro, di snellire le procedure di autorizzazione.</p><p></p><p>Per quanto concerne i permessi per l'assunzione di quadri e di specialisti stranieri, il Consiglio federale ha già adattato tre anni fa l'ordinanza che limita l'effettivo degli stranieri, esonerando le imprese dall'obbligo di fornire prove costose.</p><p></p><p></p><p>- Messa a disposizione di capitale di rischio</p><p></p><p>Il Consiglio federale sottoporrà a consultazione, ancora prima delle vacanze estive, un progetto che prevede riforme del diritto d'imposizione delle imprese. Esso comprende fra l'altro la possibilità di aumentare ad un milione di franchi il limite di esonero della tassa di emissione.</p><p></p><p>La Commissione della tecnologia e dell'innovazione (CTI) ha intrapreso la realizzazione concreta della sua iniziativa intesa a sostenere ricercatori o gruppi di ricercatori disposti a sfruttare essi stessi, a livello industriale, i risultati dei loro lavori in nuove imprese da creare. La CTI tratta attualmente una quarantina di progetti di questo genere. A tale proposito risulta che l'accesso al capitale di rischio costituisce sicuramente un problema, ma non è di gran lunga l'unico fattore determinante di successo. In stretta collaborazione con l'economia, la CTI realizza una rete destinata a riunire i vari elementi di successo (p. es. valutazione dei progetti, rapporti con il mercato, perizie gestionali, accompagnamento, ecc.) per migliorare le opportunità delle cosiddette imprese start-up.</p><p></p><p>Al fine di agevolare il finanziamento di imprese vi è a disposizione una sede di strumenti (fideiussioni, aiuti finanziari) che non sono tuttavia specificamente incentrati sulla problematica del capitale di rischio. Inoltre, la riveduta legge sull'assicurazione contro la disoccupazione prevede la possibilità di un sostegno finanziario al disoccupati che intendono lanciarsi in un'attività indipendente.</p><p></p><p>La CET-N ha incaricato un gruppo di lavoro di sottoporle proposte per un accesso più rapido e consistente al capitale di rischio nel nostro Paese. I competenti servizi specializzati dell'amministrazione federale collaborano strettamente con questo gruppo di lavoro.</p><p></p><p></p><p>Politica del lavoro</p><p></p><p>La revisione della legge sul lavoro, contro la quale è stato lanciato un referendum, mira fra l'altro a creare in taluni settori la flessibilità richiesta da una forte intensità di capitale.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è del parere che spetta innanzitutto ai partner sociali tener conto delle modifiche relative alle scale dei valori che si esprimono nei nuovi modelli dell'orario di lavoro. In Svizzera, le condizioni di lavoro sono disciplinate dai partner sociali. Inoltre e rispetto a quanto avviene nel nostri Paesi vicini, i negoziati relative a queste condizioni di lavoro si svolgono ad un livello molto decentralizzato. Il ruolo dello Stato in questo processo rimane limitato. Esso deve fare in modo da non ostacolare con la sua legislazione la libertà di manovra e le possibilità di nuove soluzioni.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha già introdotto modelli di regolamentazione flessibile dell'orario di lavoro. Si tratta innanzitutto del sistema de! menu e dell'orarlo annuale che consente un'elevata flessibilità, in particolare in funzione del volume di lavoro. Esso continua ad esaminare attentamente nuovi modelli e sostiene l'introduzione di nuove forme di lavoro nell'amministrazione federale. Sforzi analoghi sono stati intrapresi dalle PTT e dalle FFS. Nel settore delle poste, un gruppo di lavoro si occupa attualmente di altre misure.</p><p></p><p></p><p>Trasferimento di tecnologie</p><p></p><p>La Commissione della tecnologia e dell'innovazione (CTI) costituisce lo strumento chiave del trasferimento di tecnologia sostenuto dalla Confederazione a livello nazionale ed europeo (EUREKA). Le Camere federali hanno accordato alla CTI, per il periodo 1996-1999, un credito quadro di 220 milioni di franchi. Come illustrato dal Consiglio federale nei suoi obiettivi di legislatura del 18 marzo 1996, la CTI incentrerà i suoi sforzi essenzialmente sui bisogni particolari delle PMI. Da un lato, l'importanza delle PMI nel progetti comuni sostenuti dalla CTI deve essere aumentata all'80%. Anche per quanto attiene ai programmi di promovimento della ricerca del DFI, la quota delle PMI è sensibilmente aumentata. Essa raggiungerà, per esempio, presumibilmente il 40 per cento per i programmi prioritari di ricerca. D'altro lato, la CTI si adopera per realizzare tutta una serie di iniziative rilevanti per le PMI quali, per esempio, una cooperativa di progetti nell'industria delle macchine utensili, lo sviluppo di software industriale, il miglioramento dell'efficacia delle tecniche di costruzione nell'edilizia, ecc.</p><p></p><p>Un ruolo importante spetta anche alle università. Il loro mandato di prestazioni non si limita all'insegnamento: esse dovranno infatti impegnarsi anche nella ricerca e nello sviluppo imperniati sulla pratica e nel trasferimento di conoscenze e tecnologie a favore delle PMI.</p>