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Dopo l'eliminazione prematura al Master 1000 di Cincinnati, Roger Federer ha affermato di «essere nei tempi». Nonostante la netta sconfitta negli ottavi, in soli 62 minuti, contro il russo Andrey Rublev, non si è mostrato particolarmente preoccupato. «Avrei ovviamente preferito disputare più partite – ha commentato ai microfoni di Srf il basilese, vincitore questa estate sul duro statunitense di un solo match, contro l'argentino Juan Ignacio Lodero, nel secondo turno del torneo di Cincinnati –, ma ne ho già giocate 45 in stagione; dovrebbero bastare...» ha sorriso.
Assente la settimana precedente a Montréal, il rossocrociato (che ha ottenuto 39 vittorie e 6 sconfitte nel 2019) non metterà tutto in discussione dopo l'inattesa sconfitta in Ohio. Non chiederà dunque un invito per il torneo di Winston-Salemdi settimana prossima; ma si trasferirà direttamente a New York, dove l'ultimo appuntamento Slam della stagione inizierà lunedì 26 agosto.
Il quintuplo vincitore dell'Us Open ritiene peraltro di non essere stato autore di una cattiva prestazione contro Rublev; dicendosi piuttosto «impressionato» dal giovane russo. «Ha giocato un match da sogno e io non sono stato abbastanza bravo».
Il 38enne ha voluto dirsi comunque positivo, nonostante la secca sconfitta. «So che sarò in possesso di tutti i miei mezzi fisici all'Us Open»; dove avrà certamente bisogno di essere al 100 per cento. Lo scorso anno non aveva in effetti sopportato l'elevata umidità durante l'ottavo, perso, contro John Millman.