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Testo depositato
A quanto pare le persone ammesse provvisoriamente considerate prive di documenti possono recarsi nel loro Paese d'origine e rientrare in Svizzera senza problemi, sebbene l'ammissione provvisoria sia stata disposta poiché il ritorno in patria non è ragionevolmente esigibile o ammissibile. È evidente che oggigiorno l'Ufficio federale della migrazione rilascia i documenti di viaggio senza verificare ulteriormente la destinazione e i motivi del viaggio.
Il Consiglio federale è incaricato di verificare se:
- occorra vietare i viaggi in patria alle persone ammesse provvisoriamente poiché il ritorno nel Paese d'origine non è ragionevolmente esigibile o ammissibile;
- per queste persone occorra reintrodurre la normativa precedente secondo cui i documenti di viaggio sono rilasciati soltanto in presenza di motivi di viaggio particolarmente importanti (p. es. decesso in famiglia);
- occorra revocare l'ammissione provvisoria se vengono intrapresi viaggi nel Paese d'origine.
Motivazione
Il 1° marzo 2010 è entrata in vigore la revisione dell'ordinanza concernente il rilascio di documenti di viaggio per stranieri. Da tale data le persone ammesse provvisoriamente non devono più indicare alcun motivo specifico di viaggio. L'adeguamento delle agevolazioni di viaggio è stato richiesto soprattutto per le persone ammesse provvisoriamente che vivevano già da lungo tempo in Svizzera. Tuttavia la revisione permette ora a tutte le persone ammesse provvisoriamente di intraprendere viaggi all'estero in maniera agevolata e incontrollata indipendentemente dalla durata del loro soggiorno in Svizzera.
A quanto pare, succede spesso che persone ammesse provvisoriamente si rechino nel loro Paese d'origine. Occorre pertanto chiedersi se questi "viaggi in patria" siano compatibili con lo statuto conferito dall'ammissione provvisoria. Si sospetta anche che tali viaggi siano intrapresi allo scopo di sottoporre le adolescenti a mutilazioni genitali o di organizzare matrimoni combinati tra giovani, anche contro la loro volontà, per poter poi far valere il ricongiungimento familiare in Svizzera.
Parere del Consiglio federale
del
11.05.2011
Il Consiglio federale è consapevole di tale problema. Dall'entrata in vigore, il 1° marzo 2010, della revisione dell'ordinanza del 20 gennaio 2010 concernente il rilascio di documenti di viaggio per stranieri (ODV; RS 143.5), le persone ammesse provvisoriamente non devono più dimostrare di avere motivi di viaggio specifici. Il numero delle domande di rilascio di documenti di viaggio e di autorizzazioni di nuovo ingresso è quindi aumentato sensibilmente.
Di principio il Consiglio federale condivide il parere secondo cui le persone ammesse provvisoriamente poiché il ritorno nel Paese d'origine non è ragionevolmente esigibile o ammissibile non dovrebbero essere autorizzate a recarvisi. Tuttavia, le persone possono essere ammesse provvisoriamente in Svizzera per vari motivi. In caso di ritorno occorre sempre esaminare il singolo caso.
L'Ufficio federale della migrazione (UFM) revoca l'ammissione provvisoria disposta a causa della situazione nel Paese d'origine (ad. es. guerra, violenza generalizzata) se il viaggio nel Paese d'origine è avvenuto in modo abusivo. Già prima della presentazione del presente postulato, l'UFM aveva deciso di istituire un gruppo di lavoro che esamini, insieme a rappresentanti dei cantoni, le misure necessarie, in particolare se è opportuno procedere a una nuova revisione dell'ODV (requisito dell'indicazione di motivi di viaggio specifici). I risultati di tale analisi saranno disponibili alla fine del 2011.
Proposta del Consiglio federale del 11.05.2011
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.