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Il progetto di trasferire l'attuale centro di accoglienza per richiedenti l'asilo dell'aeroporto di Ginevra-Cointrin in un altro stabile è contestato presso il Tribunale amministrativo federale (TAF) dall'associazione Elisa-Asile, secondo cui l'allontanamento degli asilanti è contrario al diritto.
Il Dipartimento federale dei trasporti ha autorizzato la nuova ubicazione, "resa necessaria dalla prevista estensione dello scalo", indica il portavoce dell'aeroporto Bertrand Stämpfli, confermando un articolo odierno di "Le Temps".
I richiedenti l'asilo, che occupano attualmente uno spazio situato sul tetto dell'aeroporto, dovrebbero essere alloggiati in futuro in un nuovo edificio costruito dietro le piste dello scalo. Un allontanamento che l'associazione Elisa-Asile - un servizio di assistenza giuridica incaricato di aiutare le persone che presentano una domanda d'asilo al loro arrivo a Cointrin - assimila ad una detenzione "illegale".
Questo punto di vista è contestato da Stämpfli, secondo cui il futuro stabile sarà più "soddisfacente e umano" della sistemazione attuale. La distanza geografica, precisa, sarà compensata da un servizio di trasporto.
Il futuro edificio sarà impiegato per alloggiarvi sia i richiedenti l'asilo che i passeggeri inammissibili (INAD). Il centro destinato attualmente a quest'ultima categoria dovrà essere demolito nel quadro della costruzione dell'ala est dello scalo ginevrino. "Dobbiamo recuperare questo spazio in modo da permettere all'aeroporto di far fronte all'aumento del traffico", argomenta Stämpfli.
Quest'anno 80 persone hanno presentato una domanda di asilo all'aeroporto. In attesa della decisione dell'Ufficio federale della migrazione (UFM), i richiedenti possono essere trattenuti nello scalo per un massimo di 60 giorni. La sistemazione attuale sul tetto consente loro di accedere in modo permanente alla zona di transito dell'aeroporto e alle sue strutture, sottolinea "Le Temps".
SDA-ATS