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Il il 15 gennaio sarà disponibile nelle librerie del Cantone Ticino il «Diario, Bruna Cases» (Edizioni Abendstern, 2022), con la prefazione dello storico e giornalista Pietro Montorfani, la postfazione del già Comandante del corpo delle guardie di confine IV Fiorenzo Rossinelli, e un’intervista di Simona Sala.
«31 ottobre 1943 - L’Italia era occupata a nord da i Tedeschi e a sud dagli Inglesi, ma gli ultimi procedevano adagio adagio. Intanto i tedeschi maltrattavano gli ebrei, appunto noi eravamo di questi».
Così scriveva Bruna Cases nella prima pagina del suo diario, il 31 ottobre 1943. Tra le righe di queste poche parole di una bambina di appena nove anni, si legge la dolorosa consapevolezza del pericolo che lei e le persone a lei care stavano correndo. Come migliaia di altri fuggiaschi anche Bruna Cases e il suo gruppo trovarono la salvezza attraversando il confine con la Svizzera, dove qualche tempo prima si erano rifugiati anche il padre e la nonna. Durante il soggiorno in terra elvetica Bruna Cases e sua madre si spostarono in diverse località, e la bambina annotava pensieri e preoccupazioni su un diario che abbelliva con immagini oggi preziose e suggestive.
Le edizioni Abenstern pubblicano la ristampa anastatica dei diari di Bruna Cases.
Alcune pagine del diario di Bruna Cases