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La pratica dello scambio di doni a Natale è un enorme sperpero di denaro: lo sostiene l'economista americano Joel Waldfogel, che al tema ha dedicato i suoi studi.
Il ricercatore stima che i regali natalizi comportino una perdita di valore monetario compresa fra il 10% e un terzo della somma spesa per comprarli.
Questo perché quello che viene pagato da chi dona non è quanto spenderebbe chi riceve, argomenta Waldfogel nelle sue ricerche, di cui riferisce oggi il Tages-Anzeiger. Ne emerge una perdita di benessere, con miliardi di dollari che vanno in fumo ogni 25 dicembre. Un approccio economicamente inefficiente insomma.
In generale però secondo lo studioso più le persone sono vicine e si conoscono, minore è lo scarto fra quanto viene speso e quanto si sarebbe disposti a spendere: di conseguenza anche lo scialacquamento di risorse cala. Per esempio i genitori sanno di regola abbastanza precisamente cosa vogliono i loro bambini.
Che cosa fare invece con i parenti lontani? Secondo Waldfogel - che sul tema ha scritto anche un volume tradotto in italiano, "Il libro che Babbo Natale non vi farebbe mai leggere" - la cosa più corretta per evitare perdite sarebbe donare denaro, ma lo stesso economista riconosce che sarebbe qualcosa di un po' freddo. Vi potrebbero inoltre essere situazioni assurde in cui A regala 50 franchi a B e questi ne dona altrettanti ad A: ciascuno avrebbe insomma potuto tenersi i suoi soldi.
Per uscire dall'impasse il 57enne consiglia perciò, quale male minore, i buoni acquisti: ad esempio invece di regalare opere letterarie si può donare un buono per libri.