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Il colesterolo al loro interno aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, ma la scienza non è concorde sul giusto numero da consumare ogni sette giorni
Sono poco costose, si conservano a lungo, si digeriscono facilmente e possono essere preparate in molti modi, dai più semplici a quelli elaborati dai grandi chef. È anche per questi motivi che le uova sono un alimento così presente nelle diete di tutto il mondo. Proprio perché sono così consumate, il loro effetto sulla salute umana è stato lungamente studiato da ricercatori e nutrizionisti, che spesso si sono chiesti: c’è un numero massimo di uova che è consigliabile mangiare? Nonostante gli innumerevoli studi sul tema, la scienza non è arrivata a una risposta univoca a questo quesito.
Il tema è sentito soprattutto nei Paesi anglosassoni, dove le uova sono consumate di frequente, specialmente a colazione. In Svizzera ogni persona consuma ogni anno 181 uova, secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio federale dell’agricoltura, un numero inferiore rispetto alla media europea di circa 218 e soprattutto agli Stati Uniti, dove ogni persona ne mangia circa 284 in dodici mesi, pari a 5/6 uova a settimana. Gli amanti delle uova strapazzate a colazione avevano tirato un sospiro di sollievo quando, nel 2018, uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition le aveva scagionate, sostenendo che il consumo di addirittura 12 uova a settimana per un intero anno non causava un aumento di rischio cardiovascolare.
Uno degli aspetti più preoccupanti, dal punto di vista nutrizionale, è infatti il contenuto di colesterolo, un elemento che in quantità fisiologiche è indispensabile per la costruzione di cellule sane, ma che quando è in circolo in livelli eccessivi costituisce uno dei fattori di rischio maggiori per le malattie cardiache. Ogni uovo ne contiene circa 200 milligrammi, per cui consumare anche solo due uova ne fa superare di gran lunga il fabbisogno quotidiano, stimato in 300.
Uno studio del 2019 pubblicato sulla rivista Jama e condotto su un campione di 30mila persone, ha suggerito che il consumo di uova possa far aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, almeno in certe condizioni. Secondo gli autori della ricerca, l’aggiunta di 300 milligrammi di colesterolo al giorno fa aumentare del 17% il rischio di malattie cardiovascolari, e il rischio di morte prematura (da varie cause) del 18%.
Un rischio aumentato non significa che le persone saranno più colpite da malattie cardiovascolari, ma che alcuni individui saranno più esposti al problema. Inoltre, i ricercatori hanno seguito le persone oggetto di studio per oltre 17 anni, un tempo in cui possono essere sorti altri innumerevoli fattori che hanno fatto aumentare le probabilità di un problema cardiovascolare.
In sintesi, il consumo delle uova non fa male di per sé – e non ce n’è un numero massimo da mangiare a settimana – ma tutto dev’essere comunque inserito in una dieta varia ed equilibrata e in uno stile di vita sano. Per qualsiasi consiglio specifico, è consigliato rivolgersi al proprio medico o nutrizionista di fiducia.
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