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Il cacao è la terza materia prima ad essere commercializzata, dopo petrolio e caffè: enormi quindi gli interessi in gioco e all’origine di un mercato tutt’altro che trasparente.
- Il prezzo del cacao si forma in borsa e dipende, oltre che dalle variazioni dettate da fattori climatici e/o colturali e politici (ved. la passata crisi di governo in Costa d’Avorio, che ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi non solo del cacao ivoriano) – da grossissimi interessi speculativi. Il produttore di cacao non ha quindi praticamente influenza sulla formazione del prezzo.
- Poche imprese di trasformazione del cacao e produzione di cioccolato, in tutto una decina, si ritagliano la maggior parte del mercato. Si può senz’altro parlare di una sorta di oligopolio.
Formazione e evoluzione dei prezzi
I prezzi del cacao sono fissati a livello internazionale dalle due borse di Londra e New York dove i trader acquistano le materie prime.
Il cacao viene scambiato attraverso due canali:
- i mercati all’ingrosso, dove avviene la vendita effettiva dei prodotti esposti,
- le borse merci, dove lo scambio avviene in base a categorie fissate precedentemente. In questo caso si distingue un mercato di merci già prodotte, da un mercato di futures, dove non si tiene conto della qualità e quantità della materia prima, ma solo del prezzo. È proprio nel mercato dei futures che si verificano la maggior parte delle operazioni speculative.
La tendenza a lungo termine dei prezzi internazionali è legata ai cicli del cacao (ca 20 anni). Quando c’è sovrapproduzione, le eccedenze fanno diminuire il prezzo in un primo tempo. Questi prezzi bassi incitano i produttori a rivolgersi verso altre produzioni più redditizie: un fattore che stimola a sua volta il rialzo dei prezzi. La filiera del cacao è dunque caratterizzata da un ciclo in cui si alternano fasi di superproduzione e di deficit.
Il forte aumento dei prezzi negli anni ’70 ha incoraggiato l’emergenza di nuovi paesi produttori, come la Malesia e l’Indonesia. Tuttavia dall’inizio degli anni ’80 i prezzi sono nuovamente scesi. Dopo una leggera ripresa attorno alla metà degli anni ’90, i prezzi mondiali del cacao (in termini assoluti) sono tornati dapprima al livello degli anni ’70, per poi risalire negli ultimi 2-3 anni.
Purtroppo, i produttori hanno beneficiato solo in minima parte di questi aumenti recenti.
Accesso al mercato e retribuzione dei produttori
Come spesso capita nel commercio mondiale delle materie prime, i piccoli produttori non dispongono dei mezzi per arrivare al mercato e a determinare il loro prezzo; sono dunque costretti ad accettare le condizioni di intermediari che fissano arbitrariamente i prezzi, generalmente inferiori a quello stabilito dal mercato di esportazione. A causa degli alti costi di lavorazione e di raccolta non viene così ripagato il reale costo di produzione, né un premio per la qualità del prodotto.
Generalmente, si calcola che nella compravendita del cacao i trader ricevono il 70% del prezzo finale, mentre ai produttori va il 5%.