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"Non avrei immaginato di dover lottare contro un altro colpo di Stato in Brasile". Sono queste le parole di Dilma Rousseff dopo il voto del Senato di giovedì che ha approvato la sua messa in stato d'accusa per aver manipolato i conti pubblici, sospendendola così dall'incarico di presidente, assunto a interim dal vicepresidente Michel Temer, che renderà presto nota la lista dei ministri del suo Governo.
Durante una conferenza stampa convocata prima di lasciare il palazzo presidenziale, all’esterno del quale è stata accolta dagli applausi di incoraggiamento dei suoi sostenitori, Rousseff ha assicurato che si batterà con ogni mezzo legale contro quello che ha definito un sabotaggio e una farsa politica e giuridica.
"Ho commesso errori, ma mai nessun crimine. Sono stata vittima di un’enorme ingiustizia", ha ribadito e ha poi invitato i brasiliani a mobilitarsi. "Quello che è in gioco non è il mio mandato, ma il rispetto delle urne, della sovranità del popolo e della Costituzione".
ats/reuters/ZZ
Dal TG20:
- RG delle 18.30 del 12 maggio 2016; la corrispondenza di Emiliano Guanella