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Se Bankman-Fried viene trasferito «in un carcere disgustoso»
L'incredibile parabola di Sam Bankman-Fried, enfant prodige delle criptovalute, si potrebbe riassumere benissimo con un «dalle stelle alle stalle». Ovvero, come passare da FTX, una società del valore di 32 miliardi dollari ed avere il mercato del cripto-trading in tasca, a finire nella stessa cella «disgustosa» di Ghislaine Maxwell. A parlarne è stato proprio lui, Bankman-Fried, il fondatore di FTX. Ecco che cosa è successo.
La caduta
I problemi per l’imprenditore 31.enne erano cominciati con il clamoroso crollo di FTX che in molti ricorderanno. La società aveva presentato l’istanza di fallimento l’11 novembre scorso. Il crack era costato a Bankman-Fried la caduta in disgrazia e il fallimento di una società che valeva ben 32 miliardi di dollari. Il fermo emesso nei suoi confronti era arrivato un mese dopo, il 12 dicembre, alle Bahamas – dove si trovava la sede principale della FTX – quando i magistrati statunitensi avevano formalizzato le accuse penali a suo carico. Accuse che prevedevano i reati di frode e del furto di miliardi di dollari perpetrato ai danni di clienti e investitori. «L'arresto di Sam Bankman-Fried ha fatto seguito alla ricezione di una notifica formale da parte degli Stati Uniti che hanno presentato accuse penali contro di lui e probabilmente ne chiederanno l'estradizione», aveva dichiarato a tal proposito il governo dell’arcipelago. Estradizione che è effettivamente avvenuta poco dopo, il 21 dicembre, riportando di nuovo Bankman-Fried negli Stati Uniti. A fine gennaio di quest’anno il governo federale americano aveva sequestrato all’ex CEO di FTX ben 600 milioni di dollari in asset. Un maxi-sequestro parte del procedimento penale avviato contro il 31.enne.
Un carcere «disgustoso»
E, adesso, la decisione di mandare Bankman-Fried (finora agli arresti domiciliari) in prigione a Brooklyn. Alla base di tutto, in questo caso, c'è la decisione del giudice di Manhattan Lewis A. Kaplan che ha revocato la cauzione – ben 250 milioni di dollari – del fondatore di FTX. Kaplan ha stabilito che il giovane avrebbe tentato di manipolare due testimoni del processo, dopo le ripetute segnalazioni da parte dei pubblici ministeri sulla sua condotta. Ed ecco quindi un nuovo punto di discesa nella parabola di Bankman-Fried: il trasferimento in una struttura carceraria da lui stesso definita «disgustosa», come riporta Bloomberg. Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn. Lo stesso carcere che ha ospitato un'altra figura illustre: Ghislaine Maxwell, la socialite britannica coinvolta nello scandalo del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein. Un bel cambiamento di registro se si considera che Bankman-Fried ha trascorso gli ultimi otto mesi in quella che potremmo definire una «prigione dorata». Ovvero la sua casa d'infanzia in California, a Palo Alto, in compagnia dei genitori. Una dimora di circa 3.000 metri quadrati, con un ampio cortile dove passare le ore all'aria aperta. Uno scenario molto diverso da quello che si prospetta ora per l'ex enfant prodige delle criptovalute: il Metropolitan Detention Center, struttura destinata agli imputati in attesa di processo per accuse federali, di «dorato» ha ben poco. Come ha sottolineato lo stesso giudice, ammettendo che il carcere non rientra «nella lista delle strutture a cinque stelle». A Brooklyn, insieme ad altri 1.600 detenuti, Bankman-Fried verrà alloggiato in una cella stile dormitorio.
Dalle Bahamas al burro di arachidi
Un trasferimento che costerà a Bankman-Fried un certo sforzo di adattamento. Anche perché il giovane imprenditore, fino allo scorso dicembre, era abituato a uno stile di vita a dir poco privilegiato. Il suo alloggio era un lussuosissimo attico sulla spiaggia alle Bahamas, del valore di 40 milioni di dollari. Ma non solo. Questo nuovo cambio di residenza implicherà un problema anche per il team di avvocati impegnati a difenderlo. Secondo Bloomberg, infatti, negli ultimi tempi i legali si sono appoggiati quotidianamente al fondatore di FTX per vagliare i documenti aziendali e cercare di spiegare il complesso funzionamento interno della sua ex borsa di criptovalute. Infatti, i suoi avvocati, nel cercare di tenere il loro assistito lontano dal Metropolitan Detention Center, hanno sollevato il fatto che la mancanza di accesso a Internet sarebbe stato «un problema importante». L'avvocato Christian Everdell, in particolare, ha scritto una lettera al giudice sostenendo che Bankman-Fried doveva preparare la propria difesa e per farlo aveva bisogno di un computer portatile per esaminare il «voluminoso e complesso» materiale del caso, praticamente tutto di natura virtuale. Le autorità sono al lavoro per cercare di trovare una soluzione che vada incontro alle necessità della difesa, senza però far uscire Bankman-Fried dalla struttura carceraria. Struttura nella quale ora il fondatore di FTX dovrà abituarsi a vivere. Saranno ammesse le visite della durata di un'ora da parte dei suoi genitori e di alcuni amici. Mentre il denaro depositato sul suo conto potrà essere usato per concedersi dei piccoli lussi, come burro di arachidi, cereali istantanei e carte da gioco.