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La minuscola carolina
Ogni giorno, quando scriviamo, siamo confrontati con diverse regole grammaticali che ci accompagnano, secondo le norme della lingua, nella lettura e nella comprensione più profonda del testo.
Una di queste è l’utilizzo delle MAIUSCOLE e minuscole.
Ma al di là delle regole e della correttezza andiamo a veder come mai esistono!
L’antenato più prossimo del nostro alfabeto è quello latino, lingua che nasceva nell'VIII secolo a.C. e che inizialmente consisteva di sole lettere maiuscole. Fu solo nel Medioevo che entrarono in uso anche le lettere minuscole. Il maiuscolo fu mantenuto per scritture formali e per enfasi; oggigiorno, soprattutto nel linguaggio dei social media è spesso inteso come tono “aggressivo” oppure urlato.
Nel I secolo fece la sua comparsa la corsiva minuscola, una scrittura più rapida e adatta alla penna.
Le lettere stampatello minuscolo nascono però solo tra il VIII e IX secolo dalla cosiddetta scrittura carolingia, usata alla Corte di Carlo Magno. Fu una vera riforma della scrittura, molto importante perché facilitò la trascrizione di testi classici agli amanuensi – coloro che, per mestiere, ricopiavano manoscritti, prima della diffusione della Stampa – favorendo la diffusione della scrittura nel Vecchio continente.
Dopo varie trasformazioni, ha dato origine anche alla scrittura gotica (che con i Goti non c’entra nulla). La scrittura gotica cadde in disuso gradualmente a partire dal XV secolo, soppiantata dalla littera antiqua (o minuscola umanistica rotonda) e dai suoi derivati. Quest’ultima è il frutto di un'elaborazione cosciente da parte degli intellettuali del Tre-Quattrocento per reazione alla scrittura gotica, troppo "artificiosa e faticosa" (Petrarca). Da essa derivano anche gli odierni caratteri a stampa.