Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/39109

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il problema degli abusi nell'utilizzo di software di connessione alla rete (dialer) per fatturare servizi Internet è ben noto. Finora però si è trattato in linea di massima solo di casi isolati. A farne le spese sono però spesso i consumatori che, per ignoranza o inavvertenza, attivano questi software e in seguito ricevono fatture salate. Gli organi competenti hanno già adottato alcune misure. </p><p>Domanda 1: Controllo del rispetto delle esigenze</p><p>Da quando l'attribuzione di serie di numeri di servizi a valore aggiunto a fornitori di servizi di telecomunicazione è stata sostituita dall'attribuzione di numeri individuali ai singoli individui e ai fornitori di servizi di telecomunicazione, gli esercenti di tali numeri devono rispettare rigide prescrizioni d'utilizzazione. Per imporre il rispetto delle esigenze legate ai numeri definiti nella decisione di attribuzione vi sono essenzialmente due modi.</p><p>Se il titolare di uno di questi numeri è un fornitore di servizi di telecomunicazione, vengono applicate le disposizioni generali sulla vigilanza contenute nella legge sulle telecomunicazioni (LTC). L'UFCOM vigila dunque sul rispetto del diritto sulle telecomunicazioni e, di solito, interviene nei confronti di fornitori di servizi di telecomunicazione su segnalazione di fornitori concorrenti o consumatori, un metodo che nella pratica ha dato buoni frutti. Le decisioni di sorveglianza emanate finora, come ad esempio nella procedura relativa alla messa fuori servizio del numero breve 150 oppure in quella relativa ai costi per le chiamate fatte dalle cabine telefoniche verso in numeri 0800, hanno avuto l'effetto preventivo auspicato. </p><p>Invece, se i numeri individuali vengono attribuiti a persone fisiche e giuridiche, che non offrono servizi di telecomunicazione, non possono essere applicati i meccanismi di vigilanza del diritto sulle telecomunicazioni. Ciononostante, l'UFCOM può adottare misure di vigilanza anche in questi casi poiché le condizioni d'utilizzazione sono parte integrante della decisione d'attribuzione e, secondo l'art. 11 dell'ordinanza concernente gli elementi d'indirizzo nel settore delle telecomunicazioni (ORAT), in caso di violazione di queste disposizioni i numeri possono essere revocati.</p><p>Tuttavia, mancando le necessarie risorse, è impossibile sorvegliare i ca. 90'000 numeri individuali già attribuiti a cui, ogni settimana, se ne aggiungono ca. altri 440. In base alle esperienze fatte finora è però probabile che le "pecore nere" vengano presto scoperte grazie alle segnalazioni di consumatori e fornitori di servizi di telecomunicazione, tanto più che questi ultimi non hanno alcun interesse a dover rispondere per le infrazioni commesse dai titolari di numeri individuali. </p><p>Inoltre, grazie alla modifica dell'art. 9 ORAT decisa dal Consiglio federale sarà più facile procedere legalmente contro gli abusi, poiché dal 1° aprile 2002 potranno essere divulgati i nomi e gli indirizzi dei titolari di numeri, se può essere dimostrato che vi è stato un abuso o una violazione del diritto.</p><p>In caso di violazione delle condizioni d'utilizzazione, l'UFCOM revocherà i numeri attribuiti. Inoltre, verrà compilato un elenco delle "pecore nere", le cui domande d'attribuzione in futuro saranno esaminate più attentamente.</p><p>Infine, le modifiche del Codice delle obbligazione e della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl) che interverranno nell'ambito della prevista legge federale sul commercio elettronico, imporranno al fornitore obblighi d'informazione supplementari in relazione alle vendite a distanza. Per punire le violazioni, verranno applicati gli strumenti giuridici previsti nelle diverse leggi. </p><p>Domanda 2: Organismo di autoregolazione SAVAS</p><p>Il Consiglio federale e l'UFCOM accolgono favorevolmente l'intenzione di vari fornitori di servizi di telecomunicazione di fondare un organismo di autoregolazione, il cui scopo principale è impedire le pratiche abusive nel settore dei numeri telechiosco. Anche l'UFCOM partecipa alla creazione di quest'associazione, anche se non può diventarne direttamente membro poiché SAVAS è una concentrazione d'imprese di diritto privato. Grazie al suo statuto d'osservatore, l'UFCOM potrà segnalare ai membri dell'associazione eventuali abusi sulla base di annunci ricevuti da consumatori e collaborare alla ricerca di soluzioni per impedire che tali pratiche si ripetano. </p><p>Inoltre, la costituenda associazione esaminerà fino a che punto le regole di comportamento applicabili ai suoi membri e le prescrizioni, in parte dettagliate, relative all'offerta possano essere estese ai non membri. Poiché l'associazione si basa sul diritto privato e sulla libera volontà, l'estensione dei diritti e doveri dell'associazione non sembra essere facilmente realizzabile. </p><p>Domanda 3: Separazione tra l'organo d'incasso e il fornitore di prestazioni / Anonimato </p><p>Il problema della difficile identificazione del mandante o del fornitore di prestazioni, e dunque del maggiore pericolo di pratiche abusive, non è direttamente legato alla separazione tra l'organo d'incasso e il fornitore di prestazioni. L'anonimato e gli svantaggi che a volte ne derivano per il consumatore sono la conseguenza delle forme moderne di comunicazione, per le quali, a quanto pare, esiste una forte domanda. Possono contribuire a proteggere i consumatori anche le iniziative private, come l'organismo di autoregolazione già menzionato, oppure interventi statali come la sopraccitata revisione dell'art. 9 dell'ORAT. In questo modo, per lo meno i titolari di numeri attribuiti individualmente non possono più nascondersi dietro l'anonimato e possono essere più facilmente perseguiti.</p>  Risposta del Consiglio federale.