Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/149855

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a presentare al Parlamento un rapporto sull'impatto della reale progressione a freddo. Il rapporto dovrà anche illustrare in che modo e con quali conseguenze sarebbe possibile ovviare o perlomeno attenuare la progressione a freddo reale. </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In virtù di un'imposta progressiva sul reddito in caso di aumento del reddito i contribuenti vengono gravati da tariffe più alte e gravati da un'aliquota media più elevata. Il gettito fiscale cresce in misura maggiore rispetto alla base di calcolo, ragione per cui l'elasticità dell'imposta è superiore a 1. In funzione dell'importanza assunta dall'imposta sul reddito cresce anche l'aliquota d'imposizione macroeconomica. Questi effetti si manifestano indipendentemente dal fatto che gli aumenti del reddito alla base siano reali o nominali.</p><p>In caso di aumenti nominali del reddito, ovvero dovuti all'inflazione, i contribuenti vengono gravati da un'aliquota media più elevata, sebbene il loro reddito reale e quindi la loro capacità economica non siano aumentati in modo corrispondente o siano addirittura diminuiti. Questa progressione a freddo indesiderata viene eliminata a livello federale con una compensazione annua.</p><p>In caso di aumenti del reddito reali, i contribuenti vengono gravati da un'aliquota media più elevata, perché il loro reddito reale e quindi la loro capacità economica sono cresciuti in modo corrispondente. Il conseguente incremento sopra la media viene tra l'altro definito come progressione "reale", progressione "a freddo reale" oppure progressione "a caldo". Nell'ottica della sistematica fiscale, in questo caso non esiste alcuna necessità d'intervento, dato che l'imposizione corrisponde al principio richiesto del valore reale e alle esigenze politiche in materia di equità fiscale verticale, che sono esplicitate nella tariffa fiscale progressiva. Se il gettito fiscale non deve crescere più rapidamente della base di calcolo, bisognerebbe effettuare periodicamente riduzioni di imposte oppure rinunciare alla tariffa fiscale progressiva.</p><p>La stima degli effetti della progressione "reale" sul gettito fiscale è oggetto dell'annuale preventivazione delle entrate provenienti dall'imposizione delle persone fisiche. Oltre alle previsioni sulla crescita del reddito reale, sono necessarie stime dell'elasticità del gettito fiscale. In base alla struttura del reddito del 2011 e al diritto tributario in vigore nel 2014, per l'imposta federale diretta delle persone fisiche è stimata nel complesso un'elasticità del gettito fiscale di 2,06. Questo significa che con un aumento del reddito reale dell'1 per cento il gettito fiscale cresce del 2,06 per cento. Le tariffe fiscali determinano un'elasticità del gettito fiscale variabile a seconda della classe di reddito. Di conseguenza, per i redditi imponibili tra 0 e 24 900 franchi l'elasticità si situa a 5,22, per quelli tra 25 000 e 49 900 franchi a 3,21 e per i redditi imponibili tra 50 000 e 74 900 a 3,23. L'elasticità del gettito fiscale diminuisce quindi costantemente per le classi di reddito più elevate ed è pari a 1 a partire dal raggiungimento dell'aliquota massima dell'11,5 per cento. In questo caso l'elasticità del gettito fiscale evidenzia che l'onere fiscale delle classi di reddito basse presenta una crescita più ripida rispetto a quello delle classi più elevate. Al riguardo occorre distinguere l'onere fiscale medio che cresce con l'aumento del reddito e quello che rimane costante a partire dal raggiungimento dell'aliquota massima dell'11,5 per cento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.