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La mia ex moglie può postare foto di nostro figlio in piscina?
La pubblicazione di immagini di bambini da parte dei genitori, il cosiddetto "sharenting" non è proibito in ogni caso. Tuttavia la diffusione sui social media di immagini di bambini in piscina è giuridicamente sensibile per vari motivi.
Ogni persona ha diritto alla propria immagine. Se qualcuno inserisce su internet un'immagine di un'altra persona, identificabile, senza il suo consenso, di principio viola la personalità di quella persona.
Consenso del figlio
Chi vuole pubblicare una foto di un'altra persona necessita in linea di principio del suo consenso. Per acconsentire validamente alla pubblicazione, il bambino dev'essere capace di discernimento. Quando questo è il caso non è stabilito univocamente dalla legge. Per quanto visibile, non esiste ancora una giurisprudenza sulla questione a sapere quando una persona ha l'età sufficiente per poter valutare le implicazioni di un'immagine pubblicata sui social media. Come regola generale lei può presumere che suo figlio a partire dall'età di ca. 14 anni possa decidere da solo se sua madre può pubblicare o meno le sue foto.
Se tuttavia suo figlio già precedentemente ha dichiarato chiaramente che è contrario alla pubblicazione, ciò indica che egli può valutare gli effetti della pubblicazione e che ha posto validamente il suo veto.
Consenso dei genitori
Se un bambino non è ancora in grado di decidere se pubblicare le sue immagini sui social media, i genitori in genere prendono la decisione per il bambino. Se i genitori sono separati o divorziati e hanno l'autorità parentale congiunta, di principio entrambi i genitori devono essere d'accordo con la pubblicazione delle foto. Anche in questo caso tuttavia non esiste una disposizione di legge univoca, né, per quanto visibile, un tribunale svizzero si è pronunciato in merito a tale questione.
Consenso non sempre giuridicamente valido
Tuttavia i genitori detentori dell'autorità parentale non possono acconsentire legalmente ad ogni pubblicazione di foto dei figli. Per quanto riguarda la legge sulla protezione dei dati, il consenso è valido solo se è dato liberamente dopo aver ricevuto informazioni adeguate. A sua volta un'informazione adeguata è possibile solo se i genitori stessi sono consapevoli delle conseguenze della pubblicazione e quindi della portata del loro consenso: in particolare, anche impostazioni rigorose sulla privacy non proteggono dalla pubblicazione al di là della propria cerchia di amici.
Questo a sua volta, può essere particolarmente sensibile in merito ad immagini di bambini in costume da bagno, in quanto i cerchi pedofili, ad esempio, possono diffondere tali immagini. Ovviamente né il bambino né i suoi genitori possono validamente acconsentire a tale distribuzione. Nel caso di immagini identificabili esiste anche il rischio generale che terzi possano utilizzarle per creare profili della personalità. Ad esempio un'azienda può raccogliere dati sullo stato di salute di suo figlio e prendere relative decisioni. In linea di principio nemmeno i genitori detentori dell'autorità parentale possono validamente acconsentire alla creazione di un simile profilo della personalità, in quanto non sanno chi raccoglie i dati e per quale scopo.