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L’idrossiclorochina non abbassa la mortalità per Covid-19, e addirittura potrebbe peggiorare le condizioni dei pazienti. Lo afferma uno studio, ancora in ‘preprint’, che riporta i dati dello studio Recovery, coordinato dall’università di Oxford. Nella sperimentazione, una delle poche sul farmaco condotte in maniera randomizzata, cioè suddividendo i pazienti in due gruppi di cui solo uno dei quali trattato, sono stati arruolati 1’561 pazienti che hanno ricevuto l’idrossiclorochina, confrontati con 3’155 curati con terapie standard.
In generale 418 pazienti del gruppo che ha ricevuto il farmaco, pari al 26,8%, sono morti entro 28 giorni, mentre nell’altro la percentuale è risultata del 25%, con le percentuali costanti anche suddividendo i pazienti in sottogruppi per età, genere o gravità della malattia al momento della terapia. I soggetti trattati hanno avuto anche una minore probabilità di essere dimessi entro 28 giorni, il 60,3% contro il 62,8%.
“Nei pazienti ricoverati - concludono gli autori - l’idrossiclorochina non è associata ad una riduzione della mortalità, ma è associata ad un aumento del periodo di ricovero e del rischio che la malattia progredisca verso la ventilazione meccanica e la morte”.