Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/77100

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel rispetto della periodicità quadriennale dei limiti di spesa agricoli (decreto federale che stanzia mezzi finanziari a favore dell'agricoltura), in futuro il Consiglio federale sarà tenuto a presentare, ogni otto anni al massimo, un nuovo modello di adeguamento legale della politica agraria.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da quando è entrata in vigore la nuova base costituzionale per l'agricoltura (art. 104 Cost.), il 9 giugno 1996, il Consiglio federale ha presentato al Parlamento proposte di riforma in tre tappe. Il legislatore si è conformato alla strategia del Consiglio federale e ha proceduto ai relativi adeguamenti di legge. Nel quadro della "Politica agricola 2002" sono stati soppressi i prezzi garantiti così come le garanzie dello smercio ed è stata introdotta la prova che le esigenze ecologiche sono rispettate quale condizione per l'erogazione di pagamenti diretti. Con la "Politica agricola 2007" il Parlamento ha deciso di smantellare il contingentamento lattiero con effetto al 2009 e d'introdurre la vendita all'asta dei contingenti per l'importazione di carne. Anche gli elementi chiave del messaggio concernente la "Politica agricola 2011" (soppressione dei sussidi alle esportazioni, trasferimento dei mezzi per il sostegno al mercato ai pagamenti diretti e riduzione della protezione alla frontiera per cereali e foraggi) sono stati approvati in linea di principio da entrambi i Consigli.</p><p>Le tappe di riforma attuate finora non hanno pregiudicato l'adempimento del mandato costituzionale. Nel messaggio concernente la "Politica agricola 2011" (06.038, pagg. 6836 segg.) il Consiglio federale ha tracciato un dettagliato bilancio. In particolare i pagamenti diretti hanno permesso di conservare la varietà del paesaggio rurale nonché di migliorare il bilancio ecologico. Il livello di produzione ha addirittura fatto registrare un leggero aumento, che ha assicurato una certa stabilità del grado di autoapprovvigionamento nonostante la crescita demografica. Il contributo dell'agricoltura all'occupazione decentrata del territorio è diminuito dato lo sviluppo tecnico, seppur conservando una fondamentale importanza nelle regioni discoste.</p><p>Vi sono validi motivi a favore della riforma, indipendentemente dagli sviluppi nel quadro dell'OMC. Oggigiorno gli agricoltori svizzeri per i loro prodotti ricevono ogni anno 3 miliardi di franchi circa in più di quanto riceverebbero per la stessa produzione alle condizioni europee e grazie ai pagamenti diretti beneficiano di un sostegno decisamente maggiore di quello dei contadini dell'UE. Di conseguenza, nel nostro primario, così come nei settori a monte e a valle, si sono create strutture che generano costi elevati. Considerati i maggiori costi per consumatori e contribuenti correlati a fattori di politica agricola, pari a diversi miliardi di franchi, è un dovere per il Consiglio federale perseguire una politica agricola che sfrutti coerentemente il potenziale di riduzione dei costi. Ciò anche nell'interesse dell'agricoltura. Tanto maggiore è il livello dei costi del settore agricolo quanto più vulnerabile risulterà rispetto ad eventuali future aperture del mercato. Inoltre, il Consiglio federale si è sempre premurato che il ritmo di riforma fosse socialmente sostenibile. Con un mutamento strutturale del 2,5 per cento all'anno, si può partire dal presupposto che il reddito per singola azienda resterà mediamente stabile. Se il legislatore non aumenta né riduce la pressione esercitata della riforma, rimane un partner affidabile, considerati gli investimenti e i cambiamenti di rotta strategici cui le aziende devono far fronte.</p><p>La proposta avanzata dall'autore della mozione non consentirebbe di raggiungere l'obiettivo auspicato di creare condizioni quadro economiche più stabili per l'agricoltura. La frequenza degli adeguamenti di legge non ha alcun influsso diretto sul ritmo di riforma, il quale viene determinato essenzialmente dall'evoluzione dei prezzi vincolata alla protezione alla frontiera e dai mezzi finanziari stanziati dal Parlamento.</p><p>L'accettazione della mozione equivarrebbe ad una moratoria ciclica per gli adeguamenti di legge di otto anni. Essa sarebbe applicabile anche se non venisse più rispettato il ritmo quadriennale. Il Consiglio federale rischierebbe di non essere in grado nemmeno di proporre in tempo utile gli adeguamenti auspicati dall'agricoltura stessa e dovrebbe far fronte ad una limitazione sproporzionata della propria capacità d'azione. Sembra tuttora opportuno e mirato poter valutare i provvedimenti di politica agricola e proporre i dovuti adeguamenti di legge parallelamente ai crediti quadro. Se il Parlamento ritiene che un progetto sia prematuro, può prendere le decisioni del caso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.