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Un segnale elettrico prodotto in laboratorio e inviato al cervello è stato percepito come un odore: per la prima volta un esperimento ha 'parlato' la stessa lingua del più complesso degli organi e apre la strada alla possibilità di ripristinare percezioni sensoriali, come l'olfatto che viene perduto in molte persone colpite dal nuovo coronavirus, e in futuro per riparare danni cerebrali. Pubblicato sulla rivista Science e condotto sui topi fra la New York University e l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), l'esperimento apre allo sviluppo di protesi nervose per ripristinare il funzionamento di parti danneggiate del cervello. Finora si erano solo ipotizzati i meccanismi che il cervello usa per processare l'informazione olfattiva ascoltando le cellule nervose ed è la prima volta che si è riusciti a "parlare" direttamente al cervello ricevendo un riscontro concreto.