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BERNA - Micheline Calmy-Rey nel tradizionale discorso di inizio anno ha invitato alla ricerca del consenso e ha messo in guardia da una ritirata nelle montagne. La presidente della Confederazione ha augurato a tutti gli svizzeri di avere più fiducia in sé stessi.
L'anno scorso abbiamo vissuto momenti difficili, ha dichiarato la Calmy-Rey nel discorso trasmesso da radio e televisione. Anche la Svizzera ha subito gli effetti della crisi finanziaria ed economica: "Anche da noi ci sono persone in difficoltà, che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese", "c'è bisogno di solidarietà".
Per affrontare le sfide con successo la Svizzera ha bisogno di un governo forte ed unito, che parli con una sola voce. La carica di presidente porta un impegno ancora maggiore per la ricerca del consenso in Consiglio federale: "Mi auguro che la collegialità guidi ancora il nostro modo di fare politica".
Il principio della rotazione alla presidenza corrisponde a una volontà d'equilibrio: sociale, fra i partiti, fra città e campagna, confessioni e lingue. Questi equilibri obbligano alla divisione dei poteri e alla ricerca della concordanza. "Gli svizzeri sono contro eccessi, provocazioni e esclusioni", ha detto la Calmy-Rey, sottolineando che un consigliere federale non è un capo di partito. "La nostra volontà di vivere insieme, di integrare interessi e identità differenti ci obbliga a dividere il potere, a cercare il consenso e a non giocare con le istituzioni".
Umiltà e autocritica sono virtù tipicamente svizzere, ma "per quest'anno mi auguro che possiamo avere più consapevolezza e fiducia in noi stessi", la Svizzera ne avrebbe bisogno, ha affermato la presidente.
SDA-ATS