Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/232731

<h2>SubmittedText<h2><p>In che misura la Svizzera può beneficiare della legge sui servizi digitali dell'UE? Che cosa dovrebbe ancora regolamentare la Svizzera a livello di legge? </p><p>Oltre alla legge sui servizi digitali, vari Paesi europei hanno emanato proprie leggi complementari in questo settore. Secondo il Consiglio federale quali hanno dato i migliori frutti? Il Consiglio federale ritiene che ci siano punti di riferimento particolarmente importanti definiti dagli altri Paesi? </p><p>Le misure nei settori menzionati dal rapporto si ripercuoterebbero su diversi ambiti del diritto. In quali di questi il Consiglio federale vede una necessità d'intervento particolarmente urgente, nell'ottica della democrazia diretta della Svizzera e della sua sfera politica pubblica particolarmente dinamica? </p><p>Accesso ai dati per i ricercatori: come può la Svizzera assicurare che i suoi ricercatori interessati non siano "lasciati indietro" - soprattutto perché per altri Paese europei vi sono obblighi di rendiconto estesi per le piattaforme, e hanno quindi un certo accesso ai dati?</p><p>Diversi Paesi europei hanno intrapreso vere e proprie offensive contro l'incitamento all'odio, in parte considerando anche nuove fattispecie. Secondo il Consiglio federale, ciò potrebbe essere anche un'opzione per la Svizzera? Dove si situano le lacune e i bisogni specifici in Svizzera? </p><p>La Svizzera è caratterizzata dal federalismo e dalla grande responsabilità dei Cantoni in determinati settori. In quali ambiti tematici centrali relativi alla regolamentazione delle piattaforme (incitamento all'odio, disinformazione, trasparenza) i Cantoni hanno un ruolo specifico o dovrebbero essere coinvolti negli sforzi di regolamentazione? </p><p>Qual è la necessità di intervento in termini di sostegno alle vittime?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 17 novembre 2021 il Consiglio federale ha preso atto del rapporto dell'UFCOM, redatto con la partecipazione della Cancelleria federale e intitolato "Intermediari e piattaforme di comunicazione. Effetti sulla comunicazione pubblica e approcci di governance" (<a href="https://www.bakom.admin.ch/bakom/it/pagina-iniziale/digitale-e-internet/comunicazione_digitale/piattaforme-di-comunicazione.html">https://www.bakom.admin.ch/bakom/it/pagina-iniziale/digitale-e-internet/comunicazione_digitale/piattaforme-di-comunicazione.html</a>). Tra l'altro il rapporto tratta la regolamentazione esistente e prevista per gli intermediari digitali in Svizzera e in altri Paesi europei relativa alle aree problematiche: incitamento all'odio, disinformazione e mancanza di trasparenza.</p><p>In seguito alla pubblicazione del rapporto, il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di elaborare un documento di discussione che analizzi se e come regolamentare le piattaforme di comunicazione. Questo documento affronterà anche le preoccupazioni sollevate dall'interpellanza e sarà presentato al Consiglio federale alla fine del 2022. Il risultato di questi lavori non deve essere pregiudicato.</p><p>Inoltre, con il postulato 21.3450 "Discorsi di odio. Ci sono lacune nella legislazione?" la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati ha incaricato il Consiglio federale di presentare un rapporto sulla necessità di regolamentazione entro la metà del 2023. Il rapporto affidato al DATEC (UFCOM) chiarirà la necessità di un intervento legislativo in questo settore, nonché possibili misure nell'ambito dell'aiuto alle vittime.</p><p>La legge sui servizi digitali è ancora in elaborazione. Una volta adottate, alcune disposizioni di questa legge, ad esempio nel settore della moderazione dei contenuti, potrebbero esplicare il loro effetto anche oltre i confini dell'UE, quindi anche in Svizzera. Per contro è improbabile che di propria iniziativa gli intermediari riprendano per Paesi terzi altri obblighi previsti dalla legge sui servizi digitali, come rendiconti specifici per singoli Paesi o l'accesso ai dati per i ricercatori.</p><p>In linea di principio, il perseguimento penale è di competenza dei Cantoni. Devono quindi essere coinvolti in un eventuale sforzo di regolamentazione, almeno per quanto riguarda gli aspetti legati alla polizia.</p>  Risposta del Consiglio federale.