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"Mi sento bene". Lo ha affermato Donald Trump parlando dal balcone della Casa Bianca davanti a un migliaio di persone in occasione del primo appuntamento pubblico da quando è risultato positivo al coronavirus. "Stiamo facendo bene nei sondaggi e voglio ringraziarvi per essere qui. Sono orgoglioso di questo Paese", ha detto il presidente, apparso in buona forma, alla folla presente.
A confermare il suo stato di salute è stato anche Sean Conley, medico di Donald Trump, che ha anche dichiarato: "Sono lieto di comunicare che il presidente rispetta i criteri del CDC per una interruzione dell'isolamento in sicurezza. Non è più considerato a rischio di trasmissione ad altri". "Ora, a dieci giorni dall'inizio dei sintomi, senza febbre da più di 24 ore e con tutti i sintomi migliorati, i test rivelano che non ci sono più prove di un'attiva riproduzione del virus. Inoltre i test condotti hanno dimostrato un calo della carica virale", ha concluso.
- RG 12.30 del 11.10.2020 - L'intervento di Mattia Ferraresi
Il mistero però rimane sull'attuale situazione di Trump dato che i risultati del recente tampone non sono stati resi noti e pertanto non è stata ufficialmente dichiarata la sua negativizzazione. Nel frattempo, il presidente si sta preparando per gli altri comizi che prenderanno il via lunedì in Florida per poi proseguire martedì in Pennsylvania e mercoledì in Iowa.
La corsa alle dimissioni dall'ospedale e la voglia di dimostrare a tutti gli statunitensi di aver sconfitto la malattia non sembra aver però portato degli effetti positivi per la corsa di Trump alla Casa Bianca. "Avrebbe potuto portare anche un beneficio politico dalla malattia ma dopo il suo ritorno non mi sembra stia capitalizzando in maniera significativa questa circostanza", ha affermato alla RSI Mattia Ferraresi, caporedattore di "Domani".
"Trump ha bisogno della presenza fisica su cui ha costruito la sua vittoria quattro anni fa. Essenzialmente si svolge in due grandi momenti: i comizi elettorali oceanici e il confronto diretto con l'avversario politico che però, per la sua strategia, ha la necessità di un dibattito in presenza e non da remoto", ha concluso Ferraresi.
Il secondo dibattito televisivo con il rivale Joe Biden, previsto il 15 ottobre, è però stato annullato. Il terzo è in calendario per il 22.