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La Suva sottoscrive la Carta per la parità salariale nel settore pubblico
A inizio ottobre 2021 il CEO della Suva Felix Weber e la responsabile delle Risorse umane Nathalie Leschot hanno sottoscritto la Carta per la parità salariale nel settore pubblico. Con questo passo la Suva riconosce ufficialmente e formalmente, nel suo ruolo di datore di lavoro, i principi fondamentali della parità salariale stabiliti dalla Costituzione federale.
Indice
Dal 1981 la Costituzione federale sancisce il principio «salario uguale per un lavoro di uguale valore». Le aziende parastatali come la Suva svolgono una funzione di esempio nel promuovere l'uguaglianza tra i sessi, principalmente in riferimento alla parità salariale.
La Suva dà grande importanza al rispetto dei principi fondamentali della parità salariale e già oggi corrisponde stipendi equi. «Siamo consapevoli di assumere una funzione di esempio. Sottoscrivendo la Carta per la parità salariale nel settore pubblico vogliamo compiere un ulteriore passo verso l'uguaglianza tra donna e uomo. Così facendo riconosciamo i principi fondamentali della parità salariale e rafforziamo la nostra immagine di datore di lavoro attrattivo» conferma Felix Weber, presidente della Direzione della Suva.
Riconoscimento «We pay fair»
L'ultima analisi dei dati salariali di Confederazione / cantoni e del «Competence Centre for Diversity & Inclusion» dell'Università di San Gallo (agosto 2021) mostra per gli stipendi della Suva un coefficiente di discriminazione del 4,4 per cento. Il benchmark per ottenere il riconoscimento «We pay fair» della Confederazione si situa al 5 per cento. La Suva si situa quindi al di sotto di questa soglia e ha ricevuto il riconoscimento già nel 2020. La Suva aveva tuttavia individuato l'importanza della parità salariale già in precedenza: già nel 2014 aveva infatti promosso su base volontaria i primi studi dedicati all'argomento e partecipato, sempre a titolo facoltativo, al progetto «dialogo sulla parità salariale» della Confederazione.
Equo non significa uguale
La Suva vuole pagare lo stesso stipendio per un lavoro uguale o comparabile, a prescindere dal fatto che venga svolto da una donna o da un uomo. Si è pertanto posta l'obiettivo di ridurre ulteriormente questo coefficiente verso lo zero. «L'obiettivo strategico della parità salariale è ancorato nella nostra strategia HR. Con misure mirate e verificando regolarmente i risultati raggiunti appianeremo la differenza ancora presente» afferma Nathalie Leschot, responsabile Risorse umane alla Suva.
Impegnandosi pubblicamente a favore della parità salariale, la Suva promuove la propria immagine di datore di lavoro attrattivo. Il modello di business della Suva, infatti, comprende ben più dell'attività assicurativa e si estende anche alla prevenzione degli infortuni e alla riabilitazione. La Suva provvede al proprio finanziamento, non beneficia di fondi pubblici e restituisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzioni di premio.
Maggiori informazioni
Chi siamo
Nata nel 1918, la Suva occupa circa 4400 collaboratrici e collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 sedi di agenzia presenti sul territorio svizzero e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico, assicura circa 130 000 imprese con due milioni di lavoratrici e lavoratori contro le conseguenze degli infortuni sul lavoro e nel tempo libero e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Su mandato della Confederazione gestisce inoltre l’assicurazione militare e l’assicurazione contro gli infortuni per le persone coinvolte in provvedimenti dell’assicurazione per l’invalidità. Il ventaglio di servizi e prestazioni della Suva comprende prevenzione, assicurazione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e distribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.