Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01038.jsonl.gz/1020

I delegati del Partito socialista si esprimono contro la liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica e contro l'inizativa UDC che vuole l'oro della Banca nazionale per l'AVS.
I delegati del Partito socialista svizzero, riuniti oggi a Losanna, sono stati chiamati a formulare le raccomandazioni di voto in vista dell'appuntamento con le urne del 22 settembre.
L'assemblea ha nettamente bocciato la nuova legge sul mercato dell'elettricità e l'iniziativa dell'UDC sull'oro in eccedenza della Banca nazionale. Sostegno è andato invece all'istituzione della Fondazione svizzera solidale.
Poca voglia di liberalizzazione
La nuova legge, volta ad aprire progressivamente il mercato dell'elettricità è stata respinta con 140 voti contro 78 e la bocciatura non è giunta inaspettata, tenendo conto che una decisione analoga era già stata presa nello scorso ottobre. Il PS, annunciando battaglia all'«ondata di liberalizzazione che si sta espandendo in Svizzera», ha ribadito che la maggioranza della popolazione elvetica continua a volere un servizio pubblico che non sia retto unicamente da criteri di mercato.
«Non vogliamo che la Svizzera faccia la fine della California», ha spiegato la vicepresidente del partito Christine Goll. Il sistema attuale garantisce a tutte le regioni l'approvvigionamento di energia a prezzi generalmente vantaggiosi e non c'è motivo di cambiarlo. Le reti di distribuzione dell'elettricità, secondo il PS, devono continuare a rimanere in mani statali. Nuove disposizioni di legge dovrebbero inoltre incentivare il risparmio energetico e promuovere le energie rinnovabili.
La minoranza favorevole
Una minoranza di delegati ha sostenuto, come la consigliera nazionale bernese Ursula Wyss, che la legge in votazione il 22 settembre è volta alla regolamentazione e non alla deregolamentazione del mercato. Le aziende pubbliche continueranno a rimanere tali anche se il testo dovesse essere accettato, ha detto la deputata.
Ma la Wyss non è stata ascoltata e vano è stato anche l'intervento del consigliere federale Moritz Leuenberger, il quale ha ricordato come il PS abbia largamente contribuito alla formulazione della nuova legge, mettendo l'accento in particolare sul tema dello sviluppo sostenibile.
Alcuni oratori, nell'intento di evitare una spaccatura interna, hanno proposto che sul tema fosse lasciata libertà di voto, ma tale soluzione di compromesso è stata spazzata via dai delegati. Al riguardo la presidente Christiane Brunner ha sottolineato che l'elettorato si attendeva dal PS una posizione chiara.
Sì alla Fondazione Svizzera solidale
L'iniziativa dell'Unione democratica di centro, che vorrebbe destinare l'oro in eccedenza della Banca nazionale alla sola Assicurazione Vecchiaia e superstiti (AVS), è stata bocciata con 121 voti contro 89, mentre è stato approvato il controprogetto del Consiglio federale, sostenuto dal Parlamento, in base al quale le stesse riserve auree verrebbero ridistribuite in parti uguali all'AVS, ai cantoni e alla Fondazione Svizzera solidale. La direzione del partito, per motivi tattici, aveva proposto il doppio «sì».
La base socialista «non vuole salire sulla stessa barca dell'UDC», ha detto la consigliera nazionale Regine Aeppli. L'UDC vuole attribuire la totalità dell'oro all'Avs, «ma il suo vero obiettivo è quello di affossare la fondazione», le ha fatto eco la deputata bernese Ursula Wyss.
La direzione del PS aveva insistito nel dire che «solo un doppio «sì» può scongiurare lo scenario catastrofico di un doppio «no»». Non comprendiamo la posizione del comitato direttivo, hanno controbattuto numerosi delegati, stando ai quali il doppio «sì» avrebbe definitivamente messo a morte la Fondazione.
Assicurazione malattia unitaria
L'assemblea socialista ha infine approvato una risoluzione che chiede l'introduzione in Svizzera di una cassa malattia unitaria, in modo da diminuire le disparità tra assicurati. Sono state rivendicate anche misure urgenti per ridurre i costi sanitari.
La consigliera federale Ruth Dreifuss ha ricordato che «per contenere i costi non si deve limitare l'accesso alle prestazioni mediche». Bisogna piuttosto che le prestazioni vengano applicate in modo più razionale. La Dreifuss ha ammesso che sul fronte del finanziamento i problemi non mancano: la colpa è anche del sistema dei premi assicurativi individuali, che sono antisociali.
swissinfo e agenzie