Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01134.jsonl.gz/1122

BANGKOK - Si sono appena chiusi in Birmania i 40 mila seggi dove si sono svolte elezioni considerate una farsa dall'Occidente, tra diffuse testimonianze di irregolarità e un'affluenza definita scarsa da molti osservatori diretti, che descrivono un'atmosfera di normalità a dispetto del primo voto dal 1990 a oggi.
"A Rangoon sembra una domenica come tante, anche più tranquilla. Non si registra l'euforia delle elezioni di venti anni fa", ha dichiarato Andrew Heyn, ambasciatore britannico nel Paese.
In attesa dei primi dati ufficiali - il conteggio partirà a sezioni chiuse - c'è curiosità anche per la percentuale in cui sarà fissata l'affluenza, per quanto sia stato rivelato da più parti che molti elettori - specie nel diffuso voto anticipato - siano stati costretti a votare.
Secondo Than Nyein, portavoce della "Forza democratica nazionale" (Ndf) nata da una costola del partito di Aung San Suu Kyi, nelle città potrebbe aver votato il 60 per cento degli elettori. In diversi exit poll informali condotti da osservatori all'uscita dei seggi, molti hanno confessato di non aver votato per il partito Usdp, espressione della giunta militare.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>