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BERNA - Ventisei membri del PS, in una lettera inviata alla presidenza del partito, chiedono un dibattito interno sull'accordo quadro con l'UE. Tra i firmatari figurano l'ex consigliere federale Moritz Leuenberger e diversi consiglieri di Stato.
«L'accordo istituzionale pone una delle questioni politiche più importanti di questo decennio», scrivono i firmatari della lettera, evocata ieri sera al "10vor10" della televisione svizzero-tedesca SRF e di cui Keystone-ATS dispone di una copia.
Nella missiva viene fatto notare che in seno al PS esistono posizioni diverse sull'argomento: i sindacati sono contrari all'accordo quadro perché temono ripercussioni sulla protezione dei salari, altre correnti ritengono invece ch'esso contribuisce alla tutela dei salari, in particolare a medio e lungo termine.
I firmatari ricordano che i membri del PS condividono «un nucleo ideologico comune», ossia solidarietà e giustizia, che si traducono con protezione efficace dei salari, posti di lavoro sicuri e servizio pubblico affidabile. Il divergenze riguardano la questione se l'accordo istituzionale permetta o no di raggiungere questi obiettivi.
«Sarebbe per noi incomprensibile che il PS non discutesse questa questione centrale e seppellisse l'accordo istituzionale accanto all'UDC, a porte chiuse all'interno del Consiglio federale o nelle commissioni parlamentari». I firmatari chiedono quindi «un dibattito impegnato, vivace e rispettoso» all'interno del PS ma anche con la popolazione.
Gli autori della lettera ricordano i rischi di un fallimento dei negoziati: «Un'emarginazione della Svizzera a livello europeo sarebbe fatale sia sul piano della politica interna che esterna».
La Svizzera rischierebbe di essere svantaggiata nei settori della ricerca, della formazione e per l'accesso al mercato comunitario. A livello interno, c'è il rischio che le cosiddette "riforme dell'economia di mercato" riprendano quota, come avvenuto dopo il "no" allo Spazio economico europeo.
Oltre a Moritz Leuenberger, hanno firmato la lettera anche il presidente del governo di Basilea-Città Beat Jans, i consiglieri di Stato Jacqueline Fehr (ZH), Fredy Fässler (SG) e Peter Peyer (GR), nonché ex consiglieri nazionali e di Stato ed ex alti funzionari. Tutti sono tedescofoni e nessuno siede attualmente alle Camere federali.