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LOCARNO / OBERWIL - In una dichiarazione pubblicata ieri sul proprio sito web, la scuola media di Oberwil ha espresso il proprio rammarico per l'epilogo della gita in Ticino dei suoi studenti. La vacanza, ricordiamo, si è conclusa con un rientro anticipato in seguito a diverse violazioni delle regole giudicate dagli insegnanti «così gravi», da non intravedere soluzione diversa da quella di fare i bagagli.
A sconvolgere i docenti è stata la quantità di alcol trovata stipata nelle camere da letto dei ragazzi. E non solo. Di diverso parere alcuni studenti che, piuttosto, hanno trovato sproporzionata l'intervento della polizia.
Scelta criticata da studenti e genitori - «Non l'ho trovato giustificato», ha sottolineato un ragazzo interpellato dal 20 Minuten. Una madre, sulla "Basler Zeitung", lamenta la mancata comunicazione da parte dell'istituto scolastico. La scuola, tuttavia, assicura di aver sempre tenuto informate le famiglie.
Estratti delle chat di classe interne, inoltre, sono state pubblicate in seguito allo scandalo in Ticino. Questi contributi sono stati condannati dalla scuola come «assolutamente inaccettabili». Eppure uno studente assicura: «Prima della gita non abbiamo mai avuto problemi di questo tipo».
In ogni caso la scuola chiede che gli autori dei post sessisti e razzisti si prendano le loro responsabilità . Tanto da aver interpellato il responsabile per i servizi giovanili della polizia di Basilea Campagna per intervenire.
Secondo una fonte proveniente dall'ambiente scolastico, l'insegnante che ha accompagnato gli studenti a Locarno non ha agito impulsivamente: «È nota per essere piuttosto severa. Ci sono pochissimi insegnanti con doti pedagogiche come lei», sostiene.