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BERNA - L'ambasciatore venezuelano in Svizzera Cesar Mendez ha fortemente criticato il Consiglio federale in merito alle sanzioni imposte da Berna lo scorso 28 marzo. Secondo il diplomatico sudamericano, il governo si è comportato in modo «poco svizzero», cedendo alle pressioni di Ue e Stati Uniti.
La decisione non corrisponde all'opinione della popolazione svizzera, ma solo a quella del governo federale, ha detto Mendez in un'intervista odierna alla "Basler Zeitung". Il cittadino elvetico non vuole interferire ovunque, ha precisato il diplomatico.
Lo scorso 28 marzo il Consiglio federale aveva emanato misure coercitive contro il Venezuela, aderendo alle sanzioni inflitte dall'Ue a seguito della violazione dei diritti umani e del deterioramento dello stato di diritto e delle istituzioni democratiche. Berna aveva decretato un embargo sul materiale d'armamento e sui beni che potrebbero essere usati a scopi repressivi, nonché sanzioni finanziarie e restrizioni di viaggio. Le misure hanno interessato sette persone.
Il Venezuela è convinto che la Svizzera abbia ceduto a pressioni esterne, riprendendo gli stessi argomenti utilizzati da altri Paesi. L'ambasciatore sudamericano si augura che la neutralità della Confederazione ritrovi la «retta via», poiché con queste sanzioni il Consiglio federale rovina le relazioni tra le due nazioni.
Secondo Mendez non sono previste contromisure a danno della Svizzera. Il Venezuela chiede tuttavia alla Confederazione di nominare formalmente un ambasciatore nel Paese sudamericano che non abbia solo il titolo, ma anche la funzione di ambasciatore. Ciò sarebbe un primo segnale da parte di Berna nei confronti del Venezuela.
Secondo Mendez all'interno del regime del presidente Nicolas Maduro vi sono abusi come in ogni altro Paese e ci sono molti casi di corruzione. Ma, ha aggiunto il diplomatico, nessun governo in questo mondo arriva al potere con l'intenzione di distruggere il Paese.
Commissione politica estera sorpresa
Non è solo l'ambasciatore venezuelano in Svizzera a criticare le sanzioni. Stando a una nota di ieri dei Servizi parlamentari, diversi membri della Commissione di politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) si sono detti sorpresi da questi provvedimenti.
Essi osservano infatti che le Nazioni unite non hanno adottato sanzioni nei confronti del Venezuela e che altri Stati, a loro avviso più criticabili in materia di rispetto delle libertà individuali o delle istituzioni democratiche, non sono oggetto di alcuna sanzione.
Diversi membri della CPE-N hanno inoltre rilevato che la Svizzera seguiva i provvedimenti promulgati dall'Ue nel caso del Venezuela, ma non nei confronti della Russia. Tale discrepanza ha portato la commissione ad interrogarsi sulla strategia del Governo in materia, tema questo che verrà affrontato nella prossima seduta.