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BERNA - La cooperazione della Confederazione con l'UNRWA, l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi, dev'essere oggetto di un'analisi approfondita, anche critica. Lo chiede un postulato del consigliere nazionale Philipp Nantermod (PLR/VS), che il Consiglio federale si dice disposto ad accogliere.
Alla metà di maggio, il responsabile ticinese del Dipartimento federale degli affari esteri, Ignazio Cassis, aveva dichiarato in un'intervista pubblicata da vari media che gli aiuti all'UNRWA per i profughi che da anni vivono nei campi in Giordania e Libano ostacolano la loro integrazione. Sostenendo l'Agenzia dell'Onu si mantiene viva la loro speranza di un ritorno e si alimenta il conflitto, aveva detto il ministro degli esteri PLR.
Queste dichiarazioni avevano suscitato critiche, specie provenienti dal Partito socialista, ma anche da parte di organizzazioni attive in ambito umanitario.
Col suo postulato, Nantermod domanda tra l'altro un'analisi delle critiche rivolte periodicamente all'UNRWA (antisemitismo, incitamento al terrorismo, discriminazione positiva dei profughi palestinesi rispetto alle popolazioni locali ecc.) e delle misure adottate per rispondervi.
Nella sua risposta, il governo è assai diplomatico. Pur essendo disposto a stilare un rapporto sulle relazioni tra la Svizzera e quest'agenzia dell'Onu, il Consiglio federale ritiene che l'UNRWA svolga «un ruolo fondamentale per quanto riguarda la stabilità della regione e la lotta alla radicalizzazione».