Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01146.jsonl.gz/485

BERNA - Sui 388 casi di sorveglianza effettuati l'anno scorso in Svizzera per conto dell'intelligence nazionale, 31 riguardavano questioni che esulano dalle competenze del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), i servizi segreti federali. Le autorità ammettono un errore.
Lo indica oggi il domenicale SonntagsZeitung, rivelando che le ragioni che hanno indotto l'intelligence a ordinare i controlli sono state modificate a posteriori. In un primo tempo, scrive il giornale che ha consultato le statistiche, i documenti del SIC indicavano per la trentina di episodi reati soprattutto legati alla droga e a rapine.
Secondo la Legge federale sulle attività informative (LAIn), i servizi segreti tuttavia non hanno il diritto di effettuare sorveglianza per questo tipo di infrazioni minori. La LAIn ammette i controlli solo per attività che costituiscono «una minaccia concreta per la sicurezza interna o esterna» del Paese.
Sollecitato dal giornale, il SIC ha controllato le statistiche e le ha modificate. Per i 31 casi menzionati ora non viene più indicata una ragione precisa per giustificare la sorveglianza.
Urs Niggli, responsabile dell'informazione presso il Servizio Sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (Servizio SCPT), che effettua i controlli per conto del SIC, interrogato dalla SonntagsZeitung, afferma: «È sfortunatamente risultato che abbiamo registrato queste iscrizioni in modo errato». Il servizio ha già preso misure per evitare simili errori in futuro.