Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01030.jsonl.gz/714

Nella Bibbia, ci sono circa 270 nomi di Dio, poiché Egli è talmente glorioso che ognuno di tali titoli rivela solo un aspetto della sua natura, del suo carattere ed essenza, del suo operare, ecc. Elohim è il primo termine/nome/titolo che incontriamo nella Bibbia riferito a Dio (2250 volte nel AT). Questo termine biblico è costruito, nella grammatica ebraica, come un plurale non-duale, cioè un plurale che indica almeno 3 persone. L’etimologia del nome è sempre stata oggetto di studio, ma si pensa generalmente che Elohim sia una formazione che si origina da Eloah; quest’ultimo è una forma espansa del sostantivo semita (nord-occidentale) El (אֽל). Le principali discussioni riguardano la “espansione”, il suo significato e l’origine. Alcuni hanno suggerito che El-oah potrebbe essere la somma di El con significato di “Dio” ed accezione di “misericordioso” ed –oah che significherebbe il datore di vita, il Supremo. Tuttavia, in altre lingue orientali affini come il siriaco (Alaha), l’aramaico (‘Ĕlāhā), l’ugaritico(‘lhm), l’arabo (‘ilāh) si ritrovano suoni simili per indicare il Dio creatore e forte, provenienti da una radice che significa “essere forte” e/o “stare davanti”.
In questo caso potremmo tradurre Elohim come i Potenti, le Potenze, considerandolo derivare per esempio anche dall’ebraico ‘ayil, (forte). Per tale ragione si adatta al contesto creativo del 1° capitolo della Bibbia dove Dio, attraverso la sua potenza, crea ogni cosa.
Con la creazione dell’uomo si rende necessaria una diversa presentazione di Dio. Il secondo capitolo della Genesi infatti aggiunge al termine Dio anche un secondo termine, Eterno, che è la traduzione dell’ebraico YHWH, colui che auto-esiste, quindi il datore della vita. Questa indicazione l’Eterno Dio (YHWH Elohim) è molto adatta ad indicare la potenza di Dio nel concedere la vita all’essere umano plasmato dalla terra.
Qui un esempio:
Si noti che nell’ebraico biblico le vocali non erano scritte così che il tetragramma biblico (YHWH) consiste solo di consonanti. Dal momento che non si pronunciava, la vocalizzazione corretta (interpolazione delle vocali alle consonanti) delle quattro lettere del tetragramma si è persa nel tempo. Inoltre, tra le quattro consonanti che compongono il tetragramma, due hanno un suono semivocalico e tre possono anche essere rese mute nella pronuncia; quindi si potrebbe anche arrivare, paradossalmente, ad assumere di pronunciare il tetragramma come una sola ed unica vocale, quasi come un’emissione continua di respiro. A volte veniva anche vocalizzato in modo diverso mescolandolo con termini quali Adonai (Signore) o Elohim.
Pastore Stefano Salemi