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La Svizzera può ridurre le proprie emissioni di gas serra nei settori trasporti, edifici e industria di quasi il 90% entro il 2050. Lo indica la "Strategia a lungo termine per il clima" adottata ieri dal Consiglio federale.
L'elaborazione di una strategia climatica, da presentare al Segretariato dell'Onu sui cambiamenti climatici, è una delle esigenze dall'Accordo di Parigi. In una nota, il Governo ricorda come adottare misure a protezione del clima costa meno di un cambiamento climatico incontrollato.
Con l'abbandono dei combustibili e carburanti fossili come petrolio, gas, benzina e diesel, la Svizzera riduce anche la sua dipendenza dall'estero. Detto in altre parole: il denaro che attualmente finisce all'estero, in futuro sarà investito nella nostra economia.
La strategia illustra le linee guida della politica climatica elvetica fino al 2050 e stabilisce obiettivi strategici per vari settori. La Confederazione intende presentare un bilancio neutro delle emissioni di gas serra entro tale anno. La decisione che la Svizzera non dovrà emettere più gas serra di quanti non ne possano essere assorbiti dai pozzi di carbonio naturali e tecnici è stata presa dal Consiglio federale nel 2019.
Per riuscirci il Parlamento ha recentemente adottato una revisione della legge sul CO2 (contro la quale è stato lanciato il referendum. ndr). Per l'esecutivo si tratta di un elemento "fondamentale per raggiungere l'obiettivo delle emissioni nette pari a zero".
La legge riveduta, si legge ancora nella nota, consentirà infatti una riduzione del 50% dei gas serra entro il 2030 e "metterà la Svizzera sulla buona strada per cogliere l'obiettivo climatico per il 2050".
Più in dettaglio, la strategia climatica formula dieci principi che nei prossimi anni dovranno caratterizzare la politica svizzera in materia. Stabilisce inoltre obiettivi per i settori edifici, industria, trasporti, agricoltura e alimentazione, mercato finanziario, aviazione e industria dei rifiuti.
I settori edifici e trasporti potranno in particolare ridurre quasi a zero le emissioni entro il 2050. Quelle dovute al consumo di energia nell'industria potranno anche essere quasi azzerate.
Nell'aviazione, i carburanti rinnovabili sostenibili e le nuove tecnologie di propulsione offrono un potenziale di riduzione delle emissioni. Nel settore agricolo e alimentare, si punta a una riduzione delle emissioni del 40% rispetto al 1990.
Le emissioni di gas serra rimanenti generate dall'industria, dalla valorizzazione dei rifiuti e dall'agricoltura saranno pari a circa 12 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Potranno essere compensate utilizzando tecniche innovative come la cattura e lo stoccaggio del CO2 (CCS) e tecnologie a emissioni negative (NET).