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Andres Manuel Lopez Obrador, il candidato del Movimento progressista sconfitto da Enrique Pena Nieto nelle elezioni presidenziali messicane di domenica scorsa, ha annunciato che cercherà l'impugnazione dei risultati della votazione, che ha definito "troppo sporca".
"Le elezioni presidenziali, e il voto più in generale, sono state evidentemente ingiuste e segnate da molte e gravi irregolarità", ha detto Lopez Obrador in conferenza stampa, nel momento in cui lo scrutinio dell'Istituto federale Elettorale (Ife) gli attribuiva il 31,68% delle preferenze, contro il 39,08% al candidato del Partito rivoluzionario istituzionale (Pri), con il 96,72 dei voti contati.
Il dirigente della sinistra messicana ha sottolineato che userà "tutti gli strumenti legali a mia disposizione" per fare annullare i risultati elettorali, spiegando che "non posso rispettarli finchè non avrò la piena certezza che è stata rispettata la volontà dei cittadini".
Anche sei anni fa, dopo essere stato sconfitto nelle elezioni presidenziali per meno di un punto percentuale dall'attuale presidente uscente Felipe Calderon, Lopez Obrador non riconobbe i risultati, dichiarandosi "presidente legittimo" del Messico e iniziando una vasta campagna di protesta di piazza, durata mesi, che non servì però a cambiare la situazione.
SDA-ATS