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Sempre più bambini curati in ospedale a causa di un virus respiratorio. Non è Covid, e nemmeno influenza. In Ticino situazione stabile
Nel giro di una settimana, il numero di pazienti affetti dal cosiddetto Virus respiratorio Sinciziale (VRS) è cresciuto notevolmente in diversi ospedali svizzeri. Alll'Inselspital di Berna si è passati da 24 a 39 casi. «Il picco dell'RSV non è ancora stato raggiunto», ha dichiarato ai giornali Tamedia Christoph Aebi, primario della clinica pediatrica dell'Inselspital di Berna.
Si tratta di un virus responsabile della maggior parte dei casi di bronchite acuta nei neonati e nei bambini piccoli. Per gli adulti e i bambini più grandi, il virus è solitamente innocuo e provoca "solo" lievi sintomi come raffreddore, tosse o mal di gola. Il virus RSV causa epidemie annuali prevalentemente in autunno e in inverno. In Svizzera un'epidemia più forte si verifica ogni due anni.
In Ticino situazione stabile
La trasmissione da persona a persona avviene attraverso l'infezione da goccioline a stretto contatto, con la congiuntiva e la mucosa nasale come punti di ingresso per il virus. La trasmissione è possibile anche attraverso oggetti e superfici contaminate.
Durante la pandemia di coronavirus, l'RSV era stato completamente cancellata. Ora, nelle prossime settimane fredde, potrebbe verificarsi un'ondata di infezioni particolarmente violenta. Molti neonati e bambini piccoli non hanno avuto alcun contatto con il virus fino ad oggi, e ora quindi potrebbero essere infettati per la prima volta. Attualmente il numero di casi è in aumento in tutto il Paese. In Ticino la situazione non è allarmante, non c'è dunque nessun peggioramento. Gli ospedali registrano alcuni casi di bambini affetti dal virus, ma non c'è un allarme posti letto, ci fanno sapere dall'EOC.
Alcune operazioni vengono rinviate
All'Ospedale pediatrico di Zurigo, 30 dei 150 letti sono attualmente occupati da pazienti affetti da RSV. Christoph Berger, responsabile delle malattie infettive e dell'igiene ospedaliera dell'Ospedale pediatrico di Zurigo, ha dichiarato al "Tages-Anzeiger": «Al momento non abbiamo una riserva di letti liberi con assistenza infermieristica. Stiamo facendo tutto il possibile per garantire l'assistenza sanitaria, ma abbiamo anche un piano graduale per dare priorità agli interventi previsti», aggiunge Berger. Recentemente, un bambino con un'infezione da RSV è stato trasportato a Yverdon perché nella Svizzera tedesca non c'era un solo letto disponibile. Anche il Ticino ha ospitato nei giorni scorsi un bambino che arrivava da oltre Gottardo: è stato ricoverato in una struttura sanitaria ticinese dato che nel suo cantone di origine non c'erano più posti letti.
Agente patogeno altamente contagioso
«Abbiamo ovunque gli stessi problemi e ci aiutiamo a vicenda», afferma Julia Biliecki, primario di infettivologia pediatrica all'Ospedale pediatrico universitario di Basilea. Se a settembre erano noti 16 casi del virus, all'inizio di novembre il numero era già salito a 94. L'agente patogeno è altamente contagioso, motivo per cui diversi pazienti affetti da RSV vengono messi insieme in una stanza. In questo modo, le risorse disponibili vengono utilizzate nel miglior modo possibile. «Al momento, purtroppo, non possiamo più offrire lo stesso comfort di cura di prima», afferma Biliecki. Ma la qualità dell'assistenza medica rimane la stessa.