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I richiedenti l'asilo e i rifugiati ammessi a titolo provvisorio in Svizzera potrebbero essere obbligati ad imparare una lingua nazionale.
È quanto propone il governo per mettere in pratica l'inasprimento legislativo deciso in settembre dal popolo svizzero. Le parole d'ordine sono integrazione e lotta agli abusi.
Non è sufficiente spingere gli interessati a seguire dei corsi, bisogna obbligarli ad imparare una lingua nazionale (tedesco, francese o italiano, ndr), poiché in caso contrario non si integreranno mai", ha spiegato mercoledì il ministro di giustizia e polizia Christoph Blocher.
Il provvedimento, che riguarderà i richiedenti l'asilo, i rifugiati ammessi a titolo provvisorio e quelli ammessi a titolo definitivo ma che dipendono dall'aiuto sociale, è contenuto in diverse ordinanze d'applicazione delle nuove leggi sull'asilo e sugli stranieri, leggi accettate dal popolo svizzero nel settembre del 2006. Le ordinanze sono state poste in consultazione dal governo. Le istituzioni consultate avranno tempo sino a fine giugno per esprimersi.
Il pacchetto è incentrato sulla lotta agli abusi, la riduzione dell'attrattiva della Svizzera quale paese d'accoglienza e le misure d'integrazione.
Condizione indispensabile
Alcuni dei provvedimenti volti ad inasprire il regime attuale, come ad esempio nuove misure coercitive e non entrata nel merito per i richiedenti l'asilo senza documenti, è sono in vigore già dall'inizio dell'anno. Le altre disposizioni dovrebbero essere operative dal primo gennaio del 2008.
Circa l'obbligo di seguire corsi di lingue, Blocher ha sottolineato che l'apprendimento di una lingua è una condizione indispensabile per trovare lavoro. Il ministro di giustizia e polizia ha ricordato l'alto numero di persone ammesse provvisoriamente che non trova occupazione.
L'ordinanza sull'integrazione fissa i diritti e i doveri degli stranieri in questo settore. Un obbligo di integrazione è previsto per coloro che dipendono direttamente da Berna, ossia i rifugiati e gli stranieri ammessi provvisoriamente.
I cantoni sono responsabili per le altre persone. I cantoni potranno stabilire delle convenzioni di integrazione, fissando per esempio un limite temporale per l'apprendimento di una lingua, ha spiegato il ministro dell'Unione democratica di centro (UDC, destra nazional conservatrice).
Il bastone e la carota
el decidere se prolungare o meno un permesso di soggiorno o rilasciare anticipatamente un'autorizzazione di residenza, le autorità dovranno tener conto degli sforzi - coronati da successo - profusi in ambito linguistico degli stranieri coinvolti.
Per contro, i riottosi potranno essere penalizzati. Le sanzioni, ha ricordato il ministro, potranno andare dalla soppressione del diritto di soggiorno fino alla riduzione degli aiuti finanziari. Un contributo una tantum di 6 mila franchi sarà versato ai cantoni per coprire le spese di integrazione dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente.
Tra i punti cruciali della revisione legislativa sugli stranieri figura a detta di Blocher la riduzione dei tempi per il raggruppamento famigliare. Gli stranieri dovranno far valere tale diritto per i figli sotto i 12 anni al massimo entro cinque anni dall'arrivo del genitore o dei genitori in Svizzera. Per i giovani di oltre 12 anni, il limite di tempo è stato fissato a un anno.
Il governo vuole inoltre contrastare maggiormente gli "abusi", lottando contro i matrimoni fittizi, infliggendo pene più severe ai passatori e ancora revocando il permesso di soggiorno in caso di ricongiungimento famigliare illegale.
Per diminuire l'attrattiva della Svizzera, si vuole pure estendere il blocco dell'aiuto sociale a tutte le persone la cui domanda d'asilo è stata respinta. Oggi, solo coloro che sono colpiti da una decisione di non entrata in materia – ad esempio chi non ha documenti – non percepiscono questo aiuto.
swissinfo e agenzie
Un'altra decisione del governo
Quattro imprese svizzere (Alstom, Colenco, Maggia e Stucky) potranno partecipare alla costruzione della controversa centrale idroelettrica turca di Ilisu. Il governo ha concesso mercoledì a queste ditte l'assicurazione definitiva contro i rischi delle esportazioni per le forniture e i servizi ingegneristici.
La decisione è contestata da alcune organizzazioni non governative. La Dichiarazione di Berna, ad esempio, ha stimato che il governo si ê piegato alle pressioni di Ankara e agli interessi privati degli esportatori elvetici.