Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/35652

<h2>SubmittedText<h2><p>In un recente incontro con il direttore generale della Posta, la Deputazione ticinese alle Camere federali ha avuto la conferma che il vertice dell'azienda è esclusivamente composto di uomini provenienti dalla comunità svizzero tedesca: nessuna donna, nessun francofono, nessun italofono. È una realtà purtroppo diffusa nel nostro Paese, che testimonia dell'incapacità che i responsabili di molte aziende svizzere, pubbliche e non, hanno a comprendere che l'uniformità (maschile e svizzero tedesca) non è una qualità ma un grave limite, anche se, apparentemente, ha il pregio di permettere l'utilizzo di una sola lingua, anche se non quella usata nelle aziende multinazionali.</p><p>Una tendenza simile, anche se in termini meno drammatici, si riscontra anche nell'amministrazione federale. Attraverso direttive che dimostrano una certa buona volontà il Consiglio federale cerca di indurre l'amministrazione a tenere conto della necessità di assumere anche donne e rappresentanti delle minoranze linguistiche, l'impressione è però che, soprattutto per quanto riguarda le donne e gli italofoni, alle intenzioni non seguano i fatti. Le statistiche dimostrano infatti che è solo grazie alla presenza di segretarie, collaboratrici di livello inferiore, traduttrici e traduttori che si riesce a fare quadrare le cifre delle rappresentanze femminili ed italofone. Ne danno atto sia il rapporto sulla promozione del plurilinguismo nell'amministrazione federale presentato lo scorso mese di ottobre 2000, che la risposta data a un'interrogazione Hollenstein pubblicata il 1o marzo 2001, nella quale il Consiglio federale riafferma comunque la sua volontà di intensificare gli sforzi a favore di una maggiore presenza delle donne nei quadri dell'amministrazione federale.</p><p>Vista la situazione descritta, rilevabile anche dagli atti citati, a nome della Deputazione ticinese alle Camere federali, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. se ritiene negativo, anche per il funzionamento dell'azienda, il fatto che la direzione della Posta sia quello che in svizzero tedesco viene chiamato, con ingiustificata bonarietà, "Dütschschwitzer Männerclub";</p><p>2. se intende intervenire per fare sì che sia posta fine a tale situazione di monopolio etnico-maschilista;</p><p>3. se intende verificare se nelle direzioni di altre aziende della Confederazione, rispettivamente di strutture amministrative della Confederazione, si presentano situazioni analoghe;</p><p>4. se così fosse, se intende fare qualcosa di sostanziale (e non solo di formale) per fare in modo che quelle aziende federali e quei settori dell'amministrazione federale che si trovassero in una situazione di monopolio maschile e/o etnico-linguistico, e quindi secondo gli interpellanti di impoverimento culturale, riescano a ritrovare almeno un po' del necessario equilibrio.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Cosciente degli squilibri nella rappresentanza femminile e dei gruppi linguistici latini, il Consiglio federale s'impegna ad ovviare attivamente a questa situazione. </p><p>In veste di datore di lavoro e responsabile dell'amministrazione federale, esso adotta le misure appropriate e verifica la loro applicazione; veglia in particolare affinché la quota delle donne, dei francofoni e degli italofoni sia aumentata nelle funzioni dirigenziali e a livello di giovani leve. Con l'adozione di una nuova serie di misure, nel mese di ottobre del 2000 ha riaffermato la sua volontà di continuare e perfino di intensificare gli sforzi nei due ambiti. </p><p>Come organo direttivo della politica del personale, il Consiglio federale garantirà in modo ancora più vigile che i datori di lavoro, compresi la Posta e le FFS, rispettino gli obiettivi fissati nella legge.</p><p>1. La legge sul personale federale (LPers) conferisce alla Posta le competenze di un datore di lavoro. Il margine di manovra di cui dispone nell'attuazione della politica della gestione delle risorse umane le deve permettere di soddisfare le esigenze di competitività e di redditività. Nel regime di concorrenza la Posta fissa attualmente le sue priorità nella creazione di condizioni quadro affinché possa affermarsi in modo più deciso sul mercato. Ciononostante, come datore di lavoro, dovrà pure concentrare i suoi sforzi verso la realizzazione di obiettivi di politica del personale previsti nella LPers.</p><p>2. Come impresa autonoma di diritto pubblico incaricata di compiti pubblici, la Posta agisce nell'ambito di disposizioni legislative e di obiettivi strategici fissati dal Consiglio federale. In virtù della legge federale del 30 aprile 1997 sull'organizzazione delle poste - che definisce gli organi della Posta e le loro attribuzioni - la scelta dei profili specifici e la selezione delle persone suscettibli di occupare i posti chiave nella direzione dell'impresa sono in primo luogo di competenza del Consiglio d'amministrazione. Anche se le competenze e le qualifiche professionali sono determinanti, ciò non significa ancora che bisogna attenersi alle sole candidature maschili e germanofone. </p><p>In quanto autorità di nomina dei membri del Consiglio d'amministrazione, il Consiglio federale bada a una composizione equilibrata nell'ottica dei sessi e dell'appartenenza linguistica. Donne e italofoni siedono pure nel Consiglio d'amministrazione della Posta. Secondo il Consiglio federale non è quindi opportuno intervenire in misura maggiore.</p><p>3. Con le sue istruzioni concernenti la promozione delle donne e del plurilinguismo nell'amministrazione federale, il Consiglio federale ha formulato obiettivi chiari e proposto misure di realizzazione il cui grado d'applicazione viene già oggi verificato periodicamente. L'ultima valutazione, che risale allo scorso anno, ha evidenziato squilibri nei vertici di alcune unità amministrative e confermato la necessità di prendere misure supplementari. La LPers prevede di instaurare nell'amministrazione federale un controlling e un reporting sistematici. Attraverso questi due strumenti di gestione il Consiglio federale sarà sufficientemente informato.</p><p>4. A seguito dei risultati della valutazione, il Consiglio federale ha chiesto che venissero adottate altre misure mirate al fine di aumentare sensibilmente la quota femminile nei posti quadro entro la fine del periodo 2000-2003. Ha quindi incaricato i dipartimenti e la Cancelleria federale di accrescere di 5 punti percentuali la proporzione delle donne nelle sfere dirigenziali e nei posti di responsabilità. A tale scopo i dipartimenti e la Cancelleria federale sono invitati a proporre al Consiglio federale almeno una candidatura femminile nella cerchia ristretta di persone che entrano in linea di conto per occupare tali posti. Da ora e fino all'entrata in vigore della LPers e delle sue disposizioni d'esecuzione, il Dipartimento federale delle finanze (Ufficio federale del personale) ha il mandato di elaborare all'attenzione dei quadri e degli specialisti del personale raccomandazioni sulle misure di mercato atte a sostenere una politica del personale che si preoccupi della diversità linguistica e culturale, in termini quantitativi e qualitativi. </p><p>Una documentazione di base sui temi delle pari opportunità tra donne e uomini e della promozione del plurilinguismo in quanto parte integrante dei compiti ordinari di gestione verrà parimenti consegnata in due edizioni distinte; essa deve permettere una sensibilizzazione accresciuta delle persone interessate a tutti i livelli.</p>  Risposta del Consiglio federale.