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Le assicurazioni epidemie devono farsi carico dei danni imputabili al coronavirus, secondo la perizia pubblicata oggi dall'ombudsman dell'assicurazione privata e della Suva. GastroSuisse, associazione che rappresenta il settore della ristorazione e alberghiero, è sollevata mentre l'assicuratore Generali prende le distanze dal contenuto del rapporto.
Nella perizia dell'ombudsman, il professore Walter Fellmann afferma: "A mio avviso non siamo in presenza di una esclusione che coprendo in linea di principio le epidemie esclude le pandemie dall'assicurazione in un modo preciso, inequivocabile. In virtù dell'art. 33 della Legge sulle assicurazioni (LCA), l'esclusione non è quindi valida".
"La conclusione è chiara: le assicurazioni epidemia interessate sono sottoposte a un obbligo di versamento di prestazione", ha indicato GastroSuisse in un comunicato odierno.
Dopo la chiusura dei locali di ristorazione ordinata dalle autorità lo scorso marzo, gruppi assicurativi come Bâloise e Mobiliare si sono mostrati cooperativi. Si sono dichiarati pronti a farsi carico dei danni provocati dal coronavirus, sottolinea GastroSuisse.
Anche l'assicuratore Helvetia ha sottoposto una proposta "sostanziale" ai suoi assicurati. Tuttavia AXA, Generali e TSM in particolare volevano, ancora poco tempo fa, sottrarsi completamente al loro obbligo di farsene carico, aggiunge GastroSuisse.
"Ci aspettiamo anche un miglioramento da parte di altre assicurazioni come Zurich e una decisione di completare il loro debole contributo di solidarietà con un versamento complementare appropriato", sottolinea GastroSuisse.
Braccio di ferro
Numerosi esperti riconosciuti e neutrali come anche specialisti in diritto indipendenti sono ormai arrivati ala conclusione che le assicurazioni devono pagare i danni causati dal Covid-19, secondo GastroSuisse. Nel frattempo sono stati avviati negoziati intensi con diverse assicurazioni.
"Se questi negoziati non porteranno a soluzioni ragionevoli, saranno inevitabili azioni legali", avverte GastroSuisse che conta 20'000 membri di cui 2500 hotel. Si tratterebbe allora di valutare quali assicurazioni favorevoli al settore potranno in futuro essere raccomandate ai membri".
Assicuratori arrabbiati
L'assicuratore Generali prende le distanze dalla perizia tra l'altro perché l’ombudsman non ha sottoposto le sue condizioni generali di assicurazione alla valutazione del perito, si legge in un comunicato.
"La nostra soluzione assicurativa per i ristoranti copre sostanzialmente le conseguenze di pericoli derivanti dall'attività assicurata (ad es. la salmonellosi), ma non quelle derivanti da cause esogene e di conseguenza meno calcolabili e influenzabili. Perciò tali conseguenze sono chiaramente escluse dalla nostra copertura e per tale tipo di rischio non fatturiamo alcun premio ai nostri clienti", indica l'assicuratore che conta 61 milioni di clienti in 50 Paesi.
Generali, precisa di essere in stretto contatto con i suoi assicurati e di aver garantito all'ombudsman che verificherà accuratamente ogni pratica sottoposta all'organo di mediazione, tenendo conto di tutte le circostanze del singolo caso.