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Nessun diritto di veto dei cantoni riguardo la costruzione di un deposito definitivo di scorie radioattive. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale bocciando due iniziative parlamentari in tal senso.
"Non è possibile obbligare una regione ad accettare sul proprio territorio un deposito di scorie radioattive", ha detto in aula il Consigliere nazionale Hans-Jörg Fehr (PS/SH), autore di una delle due iniziative. Tuttavia, la maggioranza ha deciso altrimenti bocciando sia la sua iniziativa - 93 voti a 83 - come anche una proposta simile del gruppo ecologista (95 voti a 83).
Secondo Fehr, la realizzazione di un deposito definitivo di scorie radioattive rischia di compromettere lo sviluppo di un'intera regione. Per questo è importante che le regioni coinvolte possano dire la loro. "La politica deve convincere la popolazione, non metterla di fronte al fatto compiuto", ha sostenuto lo sciaffusano.
Per la maggioranza della commissione, che consigliava di respingere le proposte, un diritto di veto rischia di avere ricadute negative. "Se un cantone adatto rifiuta un deposito, vi è il rischio che una struttura del genere venga costruita in un luogo meno adatto", ha dichiarato Christian Wasserfallen (PLR/BE).
Fino a nove anni fa i cantoni godevano di un diritto di veto in relazione alla costruzione di un deposito definitivo di scorie radioattive. Quale contropartita per lo stralcio di questa disposizione dalla legge, i cantoni sono ora maggiormente coinvolti nella ricerca di una zona adatta alla realizzazione di queste strutture. La legge prevede pure un diritto di ricorso qualora un cantone venga obbligato ad accettare scorie radioattive sul suo territorio.
SDA-ATS