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BERNA - Avrà il via domani a Zurigo il processo d'appello legato allo scandalo fiscale tedesco sulle cosiddette operazioni "cum-ex". Il Tribunale cantonale giudicherà due ex dipendenti della banca J. Safra Sarasin e l'avvocato di Stoccarda Eckart Seith, che rappresenta il miliardario tedesco Erwin Müller.
Il nuovo processo si apre domani e dovrebbe durare due giorni. I tre cittadini della Germania sono stati incriminati per aver trasmesso alla giustizia tedesca documenti bancari relativi al miliardario tedesco Erwin Müller, 89 anni, proprietario della catena di drogherie Müller presente anche in Svizzera.
In Germania Müller - che da anni figura sulla lista degli uomini più ricchi del pianeta stilata da Forbes - ha vinto nel 2017 una causa da 45 milioni di euro contro la banca privata basilese, alla quale rimproverava di essere stato tratto in inganno e mal consigliato in fatto di ottimizzazione fiscale. In cambio dei documenti interni, i due ex dipendenti della banca avrebbero dovuto ottenere l'1% dei 45 milioni di euro vinti nella causa tedesca.
Nell'aprile di due anni fa, il Tribunale distrettuale di Zurigo ha condannato uno dei due bancari ad una pena di 13 mesi e a una pena pecuniaria, entrambe sospese, per spionaggio economico e ripetuta coazione. L'avvocato e l'altro ex dipendente della banca sono stati condannati a pene pecuniarie, pure sospese con la condizionale, per violazioni della legge sulle banche.
Il Ministero pubblico chiedeva per tutti e tre una condanna per spionaggio economico, con pene fra i 3 anni e i 3 anni e 10 mesi, sospese solo in parte con la condizionale.
Stando alle carte messe a disposizione dai due ex collaboratori, la banca basilese indusse Erwin Müller a investire in un fondo lussemburghese altamente rischioso. Il fondo Sheridan praticava le controverse operazioni "cum-ex" (scorporo dei dividendi).
Il trucco consisteva nella compravendita di azioni prima ("cum", con) e dopo ("ex", senza) il versamento del dividendo che permettevano di ottenere due volte il rimborso dell'imposta preventiva versata allo Stato tedesco.
Il sistema "cum-ex", smascherato da un'inchiesta giornalistica internazionale, ha provocato perdite miliardarie al fisco di diversi paesi europei. Nel 2012 questo tipo di operazioni fu vietato in Germania e il fondo lussemburghese crollò come un castello di carte. Quattro anni più tardi la pratica è stata vietata anche in Svizzera.
La vicenda ha causato ripetuti attriti tra la Svizzera e la Germania. L'avvocato Seith, incriminato in Svizzera, è considerato in Germania un importante informatore - un "whistleblower" - che ha contribuito ha far luce sulla vicenda. Nel luglio di quest'anno, la Corte di giustizia federale tedesca ha inoltre stabilito, con una sentenza giudicata storica, che le transazioni "cum-ex" sono da considerare per il fisco tedesco come evasione fiscale.
Avrà il via domani a Zurigo il processo d'appello legato allo scandalo fiscale tedesco sulle cosiddette operazioni "cum-ex". Il Tribunale cantonale giudicherà due ex dipendenti della banca J. Safra Sarasin e l'avvocato di Stoccarda Eckart Seith, che rappresenta il miliardario tedesco Erwin Müller.