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Quando due filosofi discutono di reale e di razionale, non si sa mai come può andare a finire. Se i due filosofi in questione sono Tegatistene e Brasmenide la sorpresa finale è assicurata (anche se non è ancora finita). Continua a leggere “Reale e razionale: dialogo senza lieto fine”
Una dimostrazione è un ragionamento corretto che, partendo da alcune premesse considerate valide, ha come conclusione la verità di una determinata tesi che è stata, a questo punto, confermata. Una volta che una tesi è stata dimostrata, essa è da considerarsi vera, una solida conoscenza acquisita che può essere utilizzata come valida premessa di ulteriori dimostrazioni.
Da questa breve definizione risulta evidente che vi sono due condizioni necessarie affinché una dimostrazione abbia valore: la correttezza, ossia non deve contenere errori di ragionamento, e la validità, ossia le premesse iniziali devono essere vere. Vi è tuttavia un terzo requisito, meno evidente ma non per questo meno necessario degli altri due: la tesi deve riguardare una conoscenza oggettiva e razionale. Continua a leggere “Sull’inutilità di ogni dimostrazione dell’esistenza di Dio”
Ciò che distingue l’umanità dal resto degli esseri viventi è la ragione, come vuole la antica ma sempre valida definizione dell’uomo come “animale razionale”.
Ovviamente si ritiene che ciò sia vero solo per gli uomini adulti: solo a partire dalla maggiore età, o lì intorno, vi è la razionalità, prima no. Il bambino è un adulto incompleto, e a mancargli è, tra le altre facoltà, anche la razionalità. A riprova di ciò, il fatto che non è possibile condurre conversazioni serie con i bambini, i cui discorsi sono spesso sconclusionati e slegati alla realtà.
La razionalità è, insomma, una acquisizione lenta e faticosa, non un dono immediato. Continua a leggere “Razionalità”