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<h2>SubmittedText<h2><p>Nelle risposte alle domande 22.7565 e 22.7566 riguardo all'influenza russa sui processi democratici in Europa, il Consiglio federale conferma quanto riportato dai media in merito a un rapporto confidenziale del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). La situazione di minaccia è evidente, gli interessi di protezione della Svizzera sono in gioco e richiedono un approccio coordinato da parte dei dipartimenti, in particolare anche nell'ambito delle apparizioni pubbliche del ministro degli esteri nonché presidente della Confederazione. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. In che modo il Consiglio federale gestisce l'azione di politica estera in base alle informazioni a disposizione del SIC? Come coordina le apparizioni del nostro Governo con esponenti russi sulla scena internazionale? </p><p>2. La maggior parte dei Paesi ha espulso gran parte dei "diplomatici" russi. Finora il Consiglio federale ha rinunciato a ridurre il loro numero in Svizzera. È evidente che per le attività legali è sufficiente un numero sensibilmente inferiore di collaboratori. Alla luce delle nuove informazioni il Consiglio federale adotterà misure adeguate? </p><p>3. Su quali informazioni il Consiglio federale basa la sua dichiarazione: "Attualmente nulla indica che le elezioni federali del 2023 rientrino negli obiettivi delle attività di influenza"? Come intende procedere se la situazione dovesse cambiare a breve termine? </p><p>4. Il Consiglio federale riconosce il pericolo che la popolazione svizzera possa essere manipolata da una propaganda diffusa sistematicamente da uno Stato estero, anche nell'ambito di votazioni, fatto che sarebbe particolarmente grave in una democrazia diretta?</p><p>5. La società madre di Facebook "Meta" e il Bundesnachrichtendienst (BND) tedesco hanno confermato nella 39esima settimana che una vasta rete di fake news con pagine di notizie false di "Bild", "Spiegel" ecc. e oltre 1600 account Facebook per la diffusione di propaganda russa sono stati disattivati. Secondo questi rapporti, gli account Facebook sono stati attivati anche da ambasciate russe "in Europa". Il Consiglio federale può escludere che in queste azioni siano coinvolte anche rappresentanze russe sul suolo svizzero? </p><p>6. Il Consiglio federale dispone di informazioni secondo cui anche media svizzeri sono stati colpiti da tali portali di fake news o che ci siano stati tentativi per installarli? </p><p>7. Le pagine di propaganda erano ospitate su server in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il SIC informa regolarmente il Comitato ristretto Sicurezza, la Delegazione Sicurezza del Consiglio federale e il Consiglio federale in merito alle informazioni acquisite, le quali vengono integrate nel coordinamento della politica estera svizzera.</p><p>2. Il Consiglio federale non infligge sanzioni sotto forma di espulsioni di diplomatici. I canali di comunicazione con la Russia devono essere mantenuti, in particolare nell'interesse del mandato di potenza protettrice che la Svizzera esercita a favore della Georgia. Inoltre le sanzioni politiche sotto forma di espulsioni di diplomatici russi potrebbero pregiudicare il funzionamento della nostra ambasciata in Russia, ciò che non sarebbe nell'interesse delle cittadine e dei cittadini svizzeri sul posto. Le rappresentanze russe all'estero non dispongono di personale locale, fatto che spiega l'elevato numero di collaboratori russi.</p><p>3. A livello di Confederazione, differenti organi della condotta in materia di politica di sicurezza (Delegazione Sicurezza del Consiglio federale, Comitato ristretto Sicurezza) si occupano regolarmente del tema. La valutazione del Consiglio federale si fonda sulle loro analisi. Inoltre, in vista delle elezioni federali del 2023 continua lo scambio di informazioni con i Cantoni per sensibilizzarli in merito alla questione delle attività di influenza. Malgrado il sistema elettorale svizzero sia, nel confronto internazionale, meno vulnerabile, qualora dovessero essere constatati indizi di operazioni di influenza, gli organi menzionati, unitamente alla Cancelleria federale, proporranno misure concrete. Infine, il tema sarà trattato approfonditamente nel futuro rapporto del Consiglio federale in risposta al postulato 22.3006 della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale.</p><p>4. Come constata il Consiglio federale nel suo rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera 2021 (FF 2021 2895) destinato al Parlamento, vi è un certo rischio che possano concretizzarsi tentativi stranieri per disturbare i processi decisionali politici. Ciò riguarda anche le votazioni popolari federali. Nel contempo il Consiglio federale richiama l'attenzione sul fatto che l'organizzazione e lo svolgimento decentralizzato delle elezioni e delle votazioni, il variato panorama mediatico e non da ultimo l'elevata competenza mediatica e politica delle cittadine e dei cittadini aventi diritto di voto contribuiscono alla capacità di resistenza nei confronti dei tentativi di influenza esterni. Il Consiglio federale informa in maniera attiva, obiettiva e costante in merito alle attività politiche in generale e ai progetti sottoposti a votazione federale in particolare. Di conseguenza potrebbe rettificare informazioni false o fuorvianti. La Strategia concernente i media sociali (FF 2021 1237) costituisce la base per l'estensione della comunicazione del Consiglio federale ad altre piattaforme sociali. Può quindi contribuire anche attraverso questi canali a frenare la disinformazione e a oggettivare il dibattito politico. La collaborazione internazionale mirata (cfr. anche la risposta all'interpellanza Bäumle 20.4715) è parimenti parte di un pacchetto di misure. Infine, il Consiglio federale si occuperà prossimamente dei principi regolatori per le grandi piattaforme di comunicazione.</p><p>5. - 7. In relazione al tema delle attività di influenza e alla valutazione della situazione di minaccia rinviamo al rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera 2021 (FF 2021 2895; considerazioni su attività di influenza e disinformazione). Esso si occupa approfonditamente del tema, lo evidenzia per la prima volta come una vera e propria minaccia per la Svizzera e indica come uno dei nove obiettivi il rafforzamento delle misure per garantire la libera formazione delle opinioni e la libera informazione.</p><p>Poiché le attività di influenza avvengono perlopiù segretamente e sono occultate di proposito, la loro individuazione e attribuzione costituiscono una sfida. Differenti servizi della Confederazione (in particolare IFPDT, UFCOM, SIC, DFAE, CaF, NCSC) osservano gli sviluppi a livello nazionale e internazionale nel campo delle attività di disinformazione. Intrattengono scambi tra di loro e con autorità estere. In presenza di indizi concreti di attacchi illegali a sistemi di computer (penetrazione non autorizzata in sistemi di trattamento di dati, danneggiamento di dati) le autorità federali denunciano il caso alle autorità di perseguimento penale.</p><p>La rete di fake news concernente contenuti mediatici tedeschi menzionata dall'autrice dell'interpellanza è nota al Consiglio federale. Simili fatti vengono osservati attivamente dai servizi della Confederazione citati sopra. In questo contesto, finora non sono emersi indizi in base ai quali sarebbero coinvolti media svizzeri o sarebbero state compromesse installazioni TIC svizzere.</p>  Risposta del Consiglio federale.