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Bloccato l'accesso in Turchia a Twitter, Facebook e YouTube. La decisione delle autorità, secondo quanto riferisce Hurriyet online, giunge dopo che i tre social media avevano pubblicato le foto del pm, Mehmet Selim Kiraz, preso in ostaggio martedì scorso
Mehmet Selim Kiraz, prelevato da due 'brigatisti' del Dhkp-C, era stato poi ucciso nell'assalto delle teste di cuoio turche.
Ad oggi, è la misura più estesa mai adottata dalle autorità turche nei confronti dei social media. Dopo le numerose lamentele da parte degli utenti, un portavoce dell'Access Providers Association, Bulent Kent, ha riferito a Hurriyet online che l'ente ha ricevuto l'ordine scritto dal pubblico ministero di bloccare l'accesso ai siti anche se il processo è ancora in corso. Gli altri provider, TTNET, Turkcell, Superonline, Avea, dovrebbero presto ricevere l'ordine.
Hurriyet online riferisce di aver visto il documento delle autorità con l'ordine di bloccare 166 siti web che hanno pubblicato le foto controverse del magistrato preso in ostaggio.
Oltre ai social media, il documento contiene anche link specifici agli articoli pubblicati dai giornali turchi. Lo scorso anno, le autorità di Ankara vietarono l'uso di Twitter e YouTube il 20 marzo e il 27 marzo, poco prima delle elezioni del 30.
SDA-ATS