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25 anni dopo la ratifica di questa Convenzione, alla fine del 2022 il Parlamento ha pronunciato finalmente un «Sì» all’inquadramento dell’educazione non violenta all’interno del Codice civile. Il Consiglio federale intende presentare una corrispondente bozza entro quest’anno.
Che effetti ha un articolo di legge?
L’introduzione del diritto all’educazione non violenta protegge i bambini e aiuta i genitori a riconoscere e a mettere in discussione i comportamenti violenti come tali.
Studi condotti nei Paesi in cui il diritto a un’educazione non violenta è stato sancito dalla legge dimostrano che una chiara regolamentazione giuridica influisce in modo duraturo sull’atteggiamento della popolazione nei confronti delle punizioni corporali. Questo in particolare qualora attraverso campagne di sensibilizzazione finanziate dallo Stato si richiami l’attenzione dei genitori su tale diritto del bambino. In Germania, il diritto inquadrato nella Legge fondamentale ha ad esempio indotto un sensibile cambio di atteggiamento nei confronti della violenza in ambito educativo (fonte).
I bambini non possono proteggersi da soli dalla violenza; per questo sono necessari l’aiuto e la collaborazione dell’intera società e un articolo di legge che fornisca agli adulti un inquadramento chiaro.
No Hitting Day 2023
Anche la giornata d’azione internazionale «No Hitting Day», che si svolge il 30 aprile di ogni anno, è un promemoria per ricordare che la violenza non ha posto nell’educazione. Molti bambini subiscono ancora violenza in casa, anche in Svizzera. Dati aggiornati dell’Università di Friburgo indicano che quasi la metà di tutti in bambini in Svizzera subisce violenza fisica e/o psicologica in casa. I motivi per le punizioni corporali in ambito educativo sono diversi. Spesso, queste vengono messe in atto perché i genitori si sentono infastiditi o provocati, sono stanchi e allo stremo con i nervi o perché il bambino non obbedisce.
Tuttavia, l’uso della violenza fisica e/o psicologica non è mai la soluzione. La violenza in ambito educativo induce in molti casi il bambino ad adattare il proprio comportamento per paura della punizione. Ciò che non si ottiene, tuttavia, è l’obiettivo reale dei genitori, ossia che il bambino cambi il suo comportamento in modo consapevole.
Ad ogni modo, i figli possono spingere i genitori al limite nelle situazioni di stress quotidiane. In momenti simili, i genitori spesso trascurano le emozioni dei figli o questi ultimi non sono in grado di esprimerli a parole. Per aiutarli in questo senso, Protezione dell’infanzia Svizzera ha ideato il mostriciattolo di peluche Emmo. Emmo dà voce ai bambini e li aiuta a mostrare come si sentono. Allo stesso tempo, Emmo dà una mano ai genitori a riconoscere le situazioni emotive prima che degenerino.
In occasione del «No Hitting Day» di quest’anno, viene data nuova vita a Emmo attraverso l’innovativa tecnologia 3D. Infatti, il 29 e 30 aprile si potrà ammirare Emmo in forma di ologramma, alla stazione centrale di Zurigo.
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