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Biografia
Philippe Louis François Daverio, * 17.10.1949 Mulhouse, † 2.9.2020 Milano. È stato uno storico dell'arte, critico d'arte, personaggio televisivo, gallerista e politico francese con cittadinanza italiana.Nacque a Mulhouse, importante città dell'Alsazia, quarto di sei figli, da padre italiano, Napoleone Daverio (1921-1999),costruttore, e da madre alsaziana, Aurelia Hauss (1923-2019). Era discendente del patriota Francesco Daverio. Dopo gli studi in collegio, dove ricevette un'educazione ottocentesca, ha frequentato prima la Scuola europea di Varese, e poi ha studiato economia e commercio, senza laurearsi (superò tutti gli esami ma non scrisse la tesi di laurea),alla Bocconi di Milano. Daverio stesso disse: «Io non sono dottore perché non mi sono laureato, ero iscritto alla Bocconi nel 1968-1969, in quegli anni si andava all'università per studiare e non per laurearsi». Nel 1975 apre una prima galleria che porta il suo nome, Galleria Philippe Daverio, in via Monte Napoleone 6 a Milano, in cui si occupa prevalentemente di movimenti d'avanguardia della prima metà del Novecento. Nel 1986 viene aperta a New York la Philippe Daverio Gallery rivolta all'arte del XX secolo; nel 1989 apre a Milano, in corso Italia 49, una seconda galleria di arte contemporanea.
Come gallerista ed editore ha allestito molte mostre e pubblicato una cinquantina di titoli, tra i quali ricordiamo: Catalogo ragionato dell'opera di Giorgio De Chirico fra il 1924 e il 1929; Catalogo generale e ragionato dell'opera di Gino Severini.
Dal 1993 al 1997 ebbe il suo primo incarico nel mondo della politica, nella giunta del comune di Milano guidata dal sindaco leghista Marco Formentini, in cui ricoprì il ruolo assessore con le deleghe alla Cultura, al Tempo Libero, all'Educazione e alle Relazioni Internazionali. Come assessore si spese per giungere ad un accordo sulla gestione dell'eredità Boschi fra il Comune di Milano e gli eredi Boschi e terminare il contenzioso legale. In tal modo venne costituita una fondazione fra il Comune e gli eredi per gestire il Museo Boschi Di Stefano
Nel 1999 è stato inviato speciale della trasmissione Art'è su Rai 3, e l'anno seguente è stato autore e conduttore di Art.tù. Dal 28 ottobre 2001 al 9 gennaio 2011 va in onda su Rai 3 la serie Passepartout, programma d'arte e cultura, seguito poi da Il Capitale. Nel 2011 per Rai 5 conduce Emporio Daverio, una proposta d'invito al viaggio attraverso l'Italia. Ha collaborato con riviste e quotidiani come Panorama, Vogue, Cronache di Liberal, Avvenire, Il Sole 24 Ore, National Geographic, Touring Club, L'architetto e QN Quotidiano Nazionale. È stato direttore del periodico Art e Dossier e consulente per la casa editrice Skira. Ha collaborato inoltre a una rubrica sull'arte nel mensile Style Magazine del Corriere della Sera.Con la casa editrice Rizzoli ha pubblicato nel 2011 il libro Il museo immaginato, nel 2012 Il secolo lungo della modernità, nel 2013 Guardar lontano veder vicino e a fine 2014 Il secolo spezzato delle avanguardie. Per la stessa casa editrice sono usciti nel 2015 i volumi La buona strada, L'arte in tavola e Il gioco della pittura. È stato coinvolto da Vittorio Sgarbi nella sua giunta del comune di Salemi come bibliotecario. Ha insegnato Storia dell'arte presso la IULM di Milano, Storia del design presso il Politecnico di Milano, e fino al 2016 ha ricoperto l'incarico di professore ordinario di disegno industriale presso l'Università degli Studi di Palermo. Nel 2008 è stato chiamato dal regista Pier Luigi Pizzi a interpretare il narratore Njegus nell'operetta La vedova allegra di Franz Lehár, in scena al Teatro alla Scala. Nel 2009 presenta lo spettacolo Shock, balletto sulla catarsi dei vizi capitali, ideato e diretto da Andrea Forte Calatti, in scena al Teatro degli Arcimboldi.
Alle amministrative del 2009 si candida a consigliere provinciale di Milano nella lista civica di Filippo Penati. Nel 2010 viene designato dal sindaco di Palermo come consulente per la Festa di Santa Rosalia: durante la celebrazione ha però un alterco verbale con alcuni contestatori e subito dopo si dimetterà dal suo ruolo. Nel settembre del 2010 è stato nominato direttore del Museo del Paesaggio di Verbania, sul Lago Maggiore, ma si dimetterà polemicamente dopo soli due mesi. Dal 2004 ha tenuto ogni anno una conferenza estiva presso l'agriturismo Colonos di Villacaccia di Lestizza, in provincia di Udine.
Nel 2011, in concomitanza ai festeggiamenti per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia, fonda il movimento d'opinione Save Italy; privo di una struttura organizzativa, si propone di sensibilizzare intellettuali e cittadini di ogni provenienza geografica ("la denominazione inglese serve a testimoniare che il patrimonio culturale dell'Italia non appartiene solo agli italiani, ma al mondo intero, anche perché il latino si studia oggi molto più a Oxford che a Pavia", ha dichiarato Daverio in una delle sue conferenze alla salvaguardia dell'immensa eredità culturale dell'Italia. Save Italy ha organizzato, in particolare, una grande manifestazione contro la proposta di realizzazione di una discarica nelle immediate vicinanze di Villa Adriana, a Tivoli: la protesta ha ottenuto gli effetti sperati e il progetto di discarica è stato abbandonato. È stato inoltre consulente artistico del progetto «Genus Bononiae» della Fondazione CARISBO di Bologna, che ha lanciato la rassegna Bologna si rivela con quattro mostre nel 2011 e ha curato l'apertura del nuovo museo Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni.
Il 23 luglio 2018 a Marciana Marina viene proclamato vincitore della quattordicesima edizione del Premio letterario La Tore. Il 20 ottobre 2019, assieme al geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi e alla campionessa di scherma Margherita Granbassi, Daverio prese parte alla giuria della trasmissione televisiva della Rai Il borgo dei borghi, nella quale i due comuni di Palazzolo Acreide (SR) e Bobbio (PC) si contendevano appunto il titolo di "borgo dei borghi"; poiché i tre giurati ribaltarono il risultato del televoto determinando la vittoria del borgo nel Piacentino, il segretario della commissione di vigilanza Rai, l'onorevole Michele Anzaldi, ipotizzò che Daverio in particolare si trovasse in conflitto d'interesse in quanto cittadino onorario di Bobbio con delibera del 2018. Dopo aver ricevuto anche minacce dirette a sé e alla propria famiglia a causa della vicenda lo storico, intervistato sul caso dal programma televisivo di Mediaset Le Iene, paragonò la forma del cannolo siciliano a quella del fucile a canne mozze e aggiunse: «Non amo la Sicilia»; seguì una rettifica e un messaggio di scuse da parte dello stesso Daverio con una lettera aperta al presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, il quale aveva nel frattempo anch'egli condannato l'episodio.
Daverio è morto il 2 settembre 2020 a Milano, all'età di 70 anni, a causa di un tumore, venendo tumulato in un colombaro del cimitero monumentale di Milano; il successivo 2 novembre il suo nome è stato iscritto nel famedio del cimitero stesso.
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