Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/65397

<h2>SubmittedText<h2><p>Dal giugno 2000 circa 130 milioni di dollari americani provenienti dal Kazakistan sono bloccati su diversi conti bancari a Ginevra. Tali fondi provengono da un presunto affare di corruzione nell'ambito di una transazione  petrolifera tra il governo del Kazakistan e alcune compagnie americane (a tal proposito cfr. anche l'interrogazione Gysin Remo 04.1093). Conformemente alla Convenzione dell'ONU contro la corruzione, al momento della restituzione dei fondi al Paese di origine, è necessario assicurarsi che il denaro sarà investito in progetti conformi agli interessi del Paese e della sua popolazione e che non finisca invece in mani dubbie. Questo obiettivo è condiviso da un comitato di cittadini kazaki formatosi già nel 2004, che comprende anche rappresentanti dell'opposizione. Nella sua risposta del 23 settembre 2005 a diverse persone e organizzazioni preoccupate dal caso di corruzione, la capa del Dipartimento federale degli affari esteri ha ripetuto che la Svizzera sta cercando una soluzione e che sono in corso trattative con le parti interessate.</p><p>Incarichiamo il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Con chi e a quale livello sta trattando il governo svizzero? Recentemente vi sono stati progressi con i rappresentanti del governo del Kazakistan? A che punto sono i contatti con le autorità americane per la restituzione dei fondi?</p><p>2. Cosa pensa il Consiglio federale della possibilità di prendere previamente provvedimenti, a prescindere dalle inchieste penali in corso, che consentano un rapido disbrigo dell'affare e quali sono a suo avviso le possibilità di indurre gli USA ad adottare il punto di vista iscritto nella Convenzione dell'ONU?</p><p>3. Anche il Consiglio federale -  considerato il modo discutibile in cui si sono svolte ultimamente le elezioni presidenziali in Kazakistan - è del parere che occorrerebbe moltiplicare gli sforzi affinché la restituzione dei fondi avvenga fondandosi su una base democratica e trasparente? Qual è la posizione del Consiglio federale sulla proposta di creare un fondo al quale parteciperebbe la Svizzera per la gestione della somma restituita in modo democratico e conforme agli interessi del popolo kazako?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Non vi è stato nessun contatto diretto tra Svizzera e Kazakistan per quanto concerne i fondi del Kazakistan bloccati su conti bancari svizzeri. Vi sono invece stati contatti tra le autorità svizzere e quelle americane in base a una richiesta di assitenza giudiziaria depositata dagli Stati Uniti per un sospetto di corruzione e di riciclaggio di denaro nei confronti di un cittadino americano. Per il momento gli interlocutori dell'Ufficio federale di giustizia sono il Dipartimento di giustizia americano e l'ufficio del giudice istruttore di Ginevra. Il Dipartimento di giustizia americano è in contatto con avvocati americani che rappresentano la Repubblica del Kazakistan.</p><p>Tutte le parti sono d'accordo sul principio della restituzione. Tuttavia, la sorte degli averi bloccati dipende essenzialmente dall'esito della procedura giudiziaria in corso negli USA. Il sistema di difesa adottato dall'accusato, che potrebbe avere ripercussioni sulla sicurezza nazionale degli USA, non soltanto può frenare la procedura giudiziaria, ma anche impedire ogni accordo sulle modalità di impiego dei fondi bloccati. Dal canto loro, gli avvocati che rappresentano la Repubblica del Kazakistan affermano che i fondi bloccati erano destinati a spese pubbliche legittime. Una simile situazione, se corrispondente alla realtà, ostacola il principio stesso di un negoziato sulle modalità di restituzione.</p><p>2. Considerata la separazione dei poteri, le possibilità di prendere provvedimenti per il rapido disbrigo dell'affare sono limitate e non possono prescindere dalle procedure penali in corso.</p><p>Gli Stati Uniti, come la Svizzera, hanno firmato la Convenzione dell'ONU sulla corruzione. Quando sarà terminata la procedura di ratifica, gli USA si impegneranno a rispettarne le disposizioni, compreso il capitolo V (art. 51-59) sulla restituzione di fondi.</p><p>Il Consiglio federale sostiene quanto sarà intrapreso dalle autorità giudiziarie svizzere, d'intesa con i loro partner stranieri, al fine di assicurare la restituzione dei fondi in modo trasparente. Deve essere intrapreso tutto il necessario per la restituzione dei fondi agli aventi diritto e per il loro impiego secondo coscienza nonché per evitare una nuova appropriazione indebita.</p><p>Il Consiglio federale rammenta che non esistono principi internazionalmente riconosciuti in materia di restituzione; le soluzioni devono pertanto essere cercate caso per caso.</p>  Risposta del Consiglio federale.