Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/61421

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di prendere i provvedimenti legislativi necessari affinché, al momento dell'entrata in vigore della revisione parziale del Codice penale nel tenore del 13 dicembre 2002, le autorità cantonali competenti in materia di migrazione e l'Ufficio federale della migrazione (UFM) dispongano per tutte le procedure (concessione, proroga e soppressione di un permesso) di un diritto generale d'accesso al casellario giudiziale informatizzato (quindi con la possibilità di consultare anche tutte le sentenze definitive e tutti i procedimenti giudiziari pendenti).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È innegabile che la conoscenza dei dati del casellario giudiziale può essere assai importante per molte delle decisioni emanate dalle autorità preposte alla migrazione. Difatti il vigente Codice penale accorda già ora all'Ufficio federale della migrazione (UFM) e agli uffici cantonali competenti in materia di migrazione il diritto di richiamare online i dati del casellario giudiziale sulle condanne, allo scopo di pronunciare e revocare misure di allontanamento e di respingimento nei confronti di stranieri (ad es. allontanamento, divieto d'entrata), per l'esame della loro dignità a ottenere l'asilo o per l'esecuzione di procedure di naturalizzazione (art. 360bis cpv. 2 lett. e e g in combinato disposto con l'art. 359 cpv. 2 lett. e-g CP). I servizi dell'UFM competenti per questioni di diritto concernente l'asilo e per le naturalizzazioni possono accedere anche ai dati del casellario giudiziale riguardanti i procedimenti penali pendenti (art. 360bis cpv. 4 CP). Dal profilo del contenuto, queste normative sono state riprese immutate nel Codice penale riveduto del 13 dicembre 2002 (art. 367 cpv. 2 lett. e-g e cpv. 4 in combinato disposto con l'art. 365 cpv. 2 lett. e-g nCP). La portata del diritto d'accesso dipende quindi nel caso concreto dagli scopi e dalle autorità a cui i dati sono destinati.</p><p>Questi diritti delle autorità competenti in materia di migrazione all'accesso diretto ai dati del casellario giudiziale vengono completati dall'obbligo d'annuncio fatto alle autorità. Le autorità di polizia e quelle giudiziarie sono infatti tenute a denunciare alla polizia cantonale degli stranieri i fatti che possono far considerare indesiderabile o contraria alle disposizioni vigenti la presenza in Svizzera di uno straniero (art. 15 dell'ordinanza d'esecuzione della LF concernente la dimora e il domicilio degli stranieri; ODDS, RS 142.201). Le autorità cantonali devono inoltre comunicare all'UFM tutte le sentenze di carattere penale fondate sul diritto in materia di stranieri e di asilo (art. 3 n. 1 e 2 dell'ordinanza sulla comunicazione, RS 312.3). Le informazioni comunicate vengono registrate in parte nel Registro centrale degli stranieri (RCS) e sono quindi a disposizione delle autorità competenti in materia di migrazione fin dal giorno della comunicazione.</p><p>Al di là degli obblighi d'annuncio imposti alle autorità, i cittadini stranieri che provengono da uno Stato esterno all'UE o all'AELS e che intendono richiedere un permesso di dimora devono presentare un estratto del casellario giudiziale svizzero o di quello del loro Paese (cfr. art. 16 cpv. 3 LDDS).</p><p>Chiedendo di accordare alle autorità cantonali competenti in materia di migrazione e all'UFM, con l'entrata in vigore del CP riveduto del 13 dicembre 2002, i diritti d'accesso online ai dati disponibili nel casellario giudiziale per tutti i tipi di procedura (sentenze e procedimenti penali pendenti) l'autore della mozione non può realizzare l'obiettivo che si è prefissato, e questo per le seguenti ragioni: innanzitutto, i dati sui procedimenti penali pendenti non sono determinanti per tutte le decisioni in materia di migrazione. Il pertinente accesso è giustificabile soltanto nei casi in cui esiste la garanzia che i dati siano effettivamente necessari e vengano impiegati in modo opportuno. Inoltre le richieste online non costituiscono sempre il mezzo più idoneo per acquisire informazioni. Sarebbe ad esempio eccessivamente dispendioso per gli uffici competenti in materia di migrazione accertare periodicamente, mediante interrogazioni online, se esiste un motivo di revoca dei permessi di dimora o di domicilio di tutti gli stranieri viventi in Svizzera. Gli obblighi di annuncio sono di gran lunga il mezzo più efficiente per la trasmissione di informazioni. Infine, non ha alcun senso abbinare eventuali modifiche legali all'entrata in vigore del CP riveduto. Da un canto, verrebbe rimesso in discussione il momento previsto per un'entrata in vigore del CP riveduto (gennaio 2007), dall'altro, quest'ultimo non riduce i diritti d'accesso online di cui beneficiano le autorità.</p><p>Per queste ragioni il Consiglio federale respinge la mozione. Riconosce tuttavia che l'attuale meccanismo di scambio di informazioni nel campo della migrazione presenta alcune lacune (in particolare per quel che concerne i visti e la concessione e la proroga di permessi di dimora). È disposto a verificare le basi legali applicabili all'informazione delle autorità competenti in materia di migrazione in merito a condanne e procedimenti penali pendenti nei confronti del cittadino straniero, nel quadro di un pertinente progetto legislativo. Il Consiglio federale è pure disposto a elaborare proposte, al fine di ampliare puntualmente i diritti di accesso delle autorità competenti in materia di migrazione ai dati del casellario giudiziale, quando ciò si riveli opportuno per l'ottenimento dell'informazione. In caso di accettazione della mozione nella prima Camera, il Consiglio federale si riserva di presentare le pertinenti richieste di modifica nella seconda Camera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.