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La tenia della volpe può causare malattie gravi. Comunque, la possibilità di ammalarsi è minima. Ogni anno si ammalano da dieci a venti persone.
«Non mangiate assolutamente bacche o piante selvatiche perché potrebbero essere infette dalla tenia della volpe (echinococcosi)!» Questo è un consiglio che da alcuni anni si sente sempre più spesso. Ma quanto è effettivamente grave la situazione? Secondo l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), dal 1991 sono stati registrati in Svizzera, dove vige l’obbligo di notifica per gli animali ma non per gli esseri umani, 90 animali infetti. Le tenie adulte vivono negli intestini tenui, soprattutto della volpe, raramente dei cani e dei gatti. Per questo, in particolare negli escrementi di questi animali, ci sono le uova, che in un ambiente umido possono sopravvivere per mesi. L’essere umano può essere contagiato tramite il contatto diretto con gli animali infetti oppure tramite cibi crudi o acqua potabile contenenti uova di tenia della volpe. Il numero degli esseri umani ammalati varia da 10 a 20 all’anno.
La probabilità che volpi infette possano contaminare piante selvatiche o bacche è bassa e il numero delle infezioni è esiguo. «Dato però che può causare malattie gravi, si dovrebbero osservare determinate misure precauzionali», dice Mona Neidhart, addetta stampa dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). «Tra l’altro si dovrebbero lavare a fondo o, se possibile, cuocere i frutti di bosco che crescono vicino al suolo (bacche, funghi, ecc.), come pure gli ortaggi, le insalate, le bacche da coltivazioni all’aperto e la frutta caduta a terra.» Inoltre, dopo aver lavorato a contatto con la terra, si dovrebbero lavare bene le mani. È opportuna una buona igiene anche quando si ha a che fare con gatti che catturano topi e con cani. «Questi animali dovrebbero essere sverminati regolarmente.»