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La questione dei finanziamenti alle moschee, sulla scia dei recenti fatti di Winterthur, si è ormai innestata nel dibattito legato ai possibili rischi di radicalizzazione per i luoghi di culto islamico in Svizzera.
A Ginevra, tuttavia, i conti della "Grande moschea", che ha sede nel quartiere di Petit-Saconnex, sono già sottoposti da un paio di anni ad una supervisione cantonale, attraverso l'iscrizione al registro di commercio. I controlli in questione sono eseguiti dall'Autorità ginevrina di sorveglianza delle fondazioni e delle istituzioni di previdenza (ASFIP).
Le verifiche vertono sulla corrispondenza fra l'utilizzazione dei fondi e le finalità della moschea indicate dai suoi statuti. L'ASFIP controlla in questo senso i flussi dei capitali e accerta la loro provenienza.
Il tema della trasparenza dei finanziamenti alle moschee elvetiche è ormai al centro delle prese di posizione di diversi politici. La consigliera nazionale Doris Fiala (PLR/ZH), ad esempio, ha chiesto l'obbligo dell'iscrizione al registro di commercio per tutte le associazioni che beneficiano di capitali stranieri.
Red.MM/ARi