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Archeologia Industriale - I mulini
L Roncaglia, iltorrente con il getto idrico più rilevante nei territori di Coldrerio e Novazzano, ha permesso lo sfruttamento della forza idrica per le attività molinare fin dal Medioevo.
Nel comprensorio dei Comuni di Coldrerio e Novazzano erano attivi tre di questi opifici idraulici, tra i quali il più antico è quello denominato del "Prudenza", di probabile età tardo-medievale, seguito dal "Re" e dal "Daniello". Dei tre mulini della valle, quest'ultimo è senza dubbio quello meglio conservato, grazie ai recenti interventi di ristrutturazione e salvaguardia. Il Daniello, grazie alla sua posizione centrale, rappresenta il cuore del Parco della Valle della Motta ed è il mulino maggiormente documentato, grazie al ritrovamento di diverse centinaia di documenti storici che lo riguardano. Il complesso, che comprende una casa rurale, è stato costruito nel 1801 dalla famiglia Pozzi originaria di Coldrerio. L'immobile e i quattro ettari di terreno adiacenti vennero in seguito acquistati in diverse tappe dalla famiglia dei mugnai Galli, i quali vi operarono per tre intere generazioni su tutto l'arco dell'Ottocento.
Il mulino, come lo vediamo ora, è dotato di due ruote idrauliche, tre macine (principalmente per la produzione di farina di cereali) e un frantoio (per la produzione di olio estratto da noci, lino, ravizzone e canapa). L'olio, a seconda della sua qualità, era destinato al consumo come derrata alimentare oppure all'illuminazione come combustibile. Era il mugnaio a recarsi al domicilio dei diversi clienti, distribuiti nei vicini paesi, per farsi consegnare i sacchi dei cereali da macinare. La farina veniva in seguito restituita ai proprietari pochi giorni dopo trattenendo come compenso del lavoro svolto il 10% del prodotto macinato. Questo garantiva un buon introito ai mugnai, i quali rappresentavano una figura benestante e ben posizionata rispetto alla comune gente di campagna.
Il mais e il frumento erano i principali prodotti che venivano lavorati al Daniello, seguiti da segale, grano saraceno, orzo, farro, panico e castagne.
La sopravvivenza dei mugnai Galli non era garantita unicamente dal mulino; con il supporto dei famigliari si svolgevano diversi lavori agricoli, come per esempio la viticoltura, l'allevamento di mucche, maiali e animali da cortile, la coltivazione dei cereali e delle noci e, non da ultimo, l'allevamento del baco da seta. Di questa attività, che si concentrava nel periodo maggio-giugno, è testimone lo stabile denominato "Bigattiera", situato a lato del Mulino Daniello e costruito nel 1870, anno in cui si ebbe il maggiore sviluppo dell'attività serica nel Canton Ticino.
Grazie a importanti opere di manutenzione e miglioria promosse dalla Fondazione Luigi e Teresa Galli, sono stati rimessi in funzione una macina e il frantoio, permettendo così al Mulino del Daniello di rivivere. È possibile visitare la struttura, su appuntamento, contattando la Cancelleria Comunale di Coldrerio.