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Rischio sempre più concreto, dopo che la Banca centrale ha sospeso il pagamento agli investitori esteri di una cedola
MOSCA - Gli occhi degli investitori sono puntati sul 16 marzo - quando la Russia dovrà pagare cedole per 107 milioni di dollari su due bond governativi - per valutare l'eventualità di quello che sarebbe il primo vero e proprio default sul debito da parte di Mosca.
Il rischio di un default tecnico, evidenziato dal forte rialzo dei credit-default swap, è infatti sempre più concreto dopo che ieri la Banca centrale russa ha sospeso il pagamento agli investitori esteri della cedola di due bond governativi, conosciuti come 'Ofz', con scadenza febbraio 2024. Mosca - di fronte alle sanzioni occidentali - ha anche vietato alle società russe il pagamento di dividendi agli azionisti fuori dal Paese, rafforzando i timori di chi, come JpMorgan o l'Institute of International Finance, evoca la concreta possibilità di un default.
Gli investitori esteri hanno in portafoglio circa 28 miliardi di dollari di Ofz e circa 20 miliardi di Eurobond emessi da società russe. Dopo la scadenza di metà marzo, un'altra data cerchiata in rosso è il 31 marzo, con un'altra cedola in scadenza per 359 milioni di dollari, mentre il 4 aprile è fissato il rimborso del capitale su un bond da due miliardi di dollari.