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I richiedenti l'asilo che da tempo attendono una risposta definitiva da parte delle autorità dovrebbero essere accolti in Svizzera, perlomeno provvisoriamente. La proposta è stata lanciata oggi dalla Commissione federale della migrazione (CFM), presieduta da Francis Matthey.
Marina Caroni, membro della CFM e professoressa di diritto pubblico all'università di Lucerna, ha detto oggi nel corso della conferenza stampa annuale che l'esame delle richieste, così come sostenuto dalla ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga, deve essere accelerato. L'obiettivo sarà però raggiunto solo se gli eventuali ricorsi saranno trattati celermente anche dal Tribunale amministrativo federale. Bisognerà quindi che vengano messi a disposizione le necessarie risorse.
La commissione, che ha compiti consultivi, propone di accogliere collettivamente i richiedenti l'asilo da lungo tempo in Svizzera, ma soltanto coloro che nel corso della procedura hanno cooperato con le autorità e non si sono macchiati di reati. Tale soluzione permetterebbe di generare capacità supplementari, da destinare al trattamento delle richieste più recenti.
Il presidente Francis Matthey ha dal canto suo sottolineato come l'imminenza delle elezioni federali stia alimentando a dismisura il dibattito sulla migrazione. L'attenzione centrata sull'immigrazione è influenzata dal prossimo appuntamento con le urne ed è sproporzionata, ha detto l'ex consigliere di stato neocastellano. "Mi stupisce, ha aggiunto, che le grandi aziende non sostengano in modo più deciso la libera circolazione delle persone".
Taluni timori da parte della popolazione sono comprensibili, ma le sfide che pongono gli stranieri in Svizzera vanno trattate in un contesto più ampio. Senza immigrazione, ha aggiunto Matthey, i conti dell'AVS - sin dal 1992 - sarebbero deficitari. "Dire che l'economia elvetica non potrebbe prosperare senza lavoratori stranieri è una verità lapalissiana".
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