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Incarto n. 15.2001.00311 Lugano 11 gennaio 2002 /CJ/fc/kc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca segretario: Jaques, vicecancelliere statuendo sul ricorso 19 novembre 2001 __________ contro l’operato dell’ Ufficiale di esecuzione e fallimenti di Bellinzona, e meglio contro la sua decisione 8 novembre 2001 di nominarsi quale patrocinatore __________ decisione resa nelle veste di autorità ex art. 609 CC preposta alla rappresentanza nella successione della madre di __________ la cui quota ereditaria è stata pignorata nell’ambito delle esecuzioni n. __________ (primo gruppo, pignoramento del 1. febbraio 2000), __________, __________, __________ (secondo gruppo, pignoramento del 14 aprile 2000), __________ (terzo gruppo, pignoramento del 10 luglio 2000), nonché __________ e __________ (quarto gruppo, pignoramento del 20 settembre 2000), promosse, oltre alla ricorrente, da: – __________ – __________ (rappr. da __________, per l’esecuzione n. __________ e da__________ __________, per l’esecuzione n. __________) – __________ viste le osservazioni 22 novembre 2001 __________, 23 novembre 2001 dell’avv. __________ 3 dicembre 2001 di __________, e 14 dicembre 2001 del__________ __________; esaminati atti e documenti ritenuto in fatto e considerando in diritto: che nelle esecuzioni sopramenzionate sono state pignorate le ragioni ereditarie di __________ nella successione di sua madre __________ che __________ di __________ in virtù dell’art. 96 cpv. 2 LAC, ha chiesto ed ottenuto di poter intervenire nella divisione della successione in luogo dell’escusso quale autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC; che, il 16 agosto 2001, l’Ufficiale ha affidato all’avv. __________, già patrocinatore dell’escusso, il mandato di rappresentarlo nella procedura di divisione; che, nel corso di una riunione dei creditori tenutasi il 12 settembre 2001, l’Ufficiale ha assegnato loro un termine di 10 giorni per determinarsi sulla designazione dell’avv. __________ quale suo patrocinatore; che con scritto 8 novembre 2001, oggetto dell’impugnazione, l’Ufficiale ha comunicato ai creditori che il mandato affidato all’avv. __________ era da loro stato confermato a maggioranza relativa; che, visto il titolo stesso della LALEF, il potere generale di vigilanza conferito alla CEF sull’operato degli organi dell’esecuzione forzata (cfr. art. 10 LALEF) è limitato esclusivamente all’applicazione del diritto esecutivo federale e cantonale; che l’operato dell’Ufficiale agente quale autorità ex art. 609 CC non si fonda sul diritto esecutivo, ma è riferito alle operazioni di divisione della successione regolate dal Codice civile, e non presuppone nemmeno necessariamente l’esistenza di una procedura esecutiva in corso (caso della cessione dei diritti successori o dell’erede gravato da attestati di carenza di beni); che al contrario di quanto previsto all’art. 4 del Decreto esecutivo del 4 maggio 1918 circa l’autorizzazione per l’esercizio del prestito su pegno del bestiame (RL 4.1.1.4), che conferisce a questa Camera la sorveglianza dell’operato degli uffici di esecuzione in materia di registro per il pegno del bestiame, il legislatore cantonale, all’art. 96 cpv. 2 LAC, non ha attribuito a questa Camera alcuna competenza di sorveglianza dell’operato dell’ufficiale agente nelle sue veste di autorità ex art. 609 CC; che la situazione in esame è invece simile a quella riguardante l'operato dell'Ufficio nella sua funzione – oggi esercitata da un terzo autorizzato dal Dipartimento delle Istituzioni – di venditore degli oggetti dati a pegno e non riscattati, fondata sul diritto civile federale (e meglio l’art. 915 CC), che non è sottoposta alla vigilanza di questa Camera (cfr. Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.4b ad art. 3); che il ricorso si rivela quindi irricevibile; che viste le peculiarità del caso, si prescinde dal prelevare spese e non si assegnano indennità, peraltro non richieste. Richiamati gli art. 609 cpv. 1 CC e 96 cpv. 2 LAC pronuncia: 1. Il ricorso 19 novembre 2001 __________, è irricevibile. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Intimazione a: – __________ Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza Il presidente Il segretario

Incarto n. 15.2001.00311 Incarto n. 15.2001.00311

Incarto n. 15.2001.00311 Lugano 11 gennaio 2002 /CJ/fc/kc Lugano

Lugano 11 gennaio 2002

11 gennaio 2002 /CJ/fc/kc

/CJ/fc/kc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca

Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca segretario: segretario:

segretario: Jaques, vicecancelliere Jaques, vicecancelliere

Jaques, vicecancelliere statuendo sul ricorso 19 novembre 2001

statuendo sul ricorso 19 novembre 2001 __________ __________

__________ contro contro

contro l’operato dell’ Ufficiale di esecuzione e fallimenti di Bellinzona, e meglio contro la sua decisione 8 novembre 2001 di nominarsi quale patrocinatore

l’operato dell’ Ufficiale di esecuzione e fallimenti di Bellinzona, e meglio contro la sua decisione 8 novembre 2001 di nominarsi quale patrocinatore __________ __________

__________ decisione resa nelle veste di autorità ex art. 609 CC preposta alla rappresentanza nella successione della madre di

decisione resa nelle veste di autorità ex art. 609 CC preposta alla rappresentanza nella successione della madre di __________ __________

__________ la cui quota ereditaria è stata pignorata nell’ambito delle esecuzioni n. __________ (primo gruppo, pignoramento del 1. febbraio 2000), __________, __________, __________ (secondo gruppo, pignoramento del 14 aprile 2000), __________ (terzo gruppo, pignoramento del 10 luglio 2000), nonché __________ e __________ (quarto gruppo, pignoramento del 20 settembre 2000), promosse, oltre alla ricorrente, da:

la cui quota ereditaria è stata pignorata nell’ambito delle esecuzioni n. __________ (primo gruppo, pignoramento del 1. febbraio 2000), __________, __________, __________ (secondo gruppo, pignoramento del 14 aprile 2000), __________ (terzo gruppo, pignoramento del 10 luglio 2000), nonché __________ e __________ (quarto gruppo, pignoramento del 20 settembre 2000), promosse, oltre alla ricorrente, da: – __________

– __________ – __________

– __________ (rappr. da __________, per l’esecuzione n. __________ e

(rappr. da __________, per l’esecuzione n. __________ e da__________ __________, per l’esecuzione n. __________)

da__________ __________, per l’esecuzione n. __________) – __________

– __________ viste le osservazioni 22 novembre 2001 __________, 23 novembre 2001 dell’avv. __________ 3 dicembre 2001 di __________, e 14 dicembre 2001 del__________ __________;

viste le osservazioni 22 novembre 2001 __________, 23 novembre 2001 dell’avv. __________ 3 dicembre 2001 di __________, e 14 dicembre 2001 del__________ __________; esaminati atti e documenti

esaminati atti e documenti ritenuto in fatto e considerando in diritto:

ritenuto in fatto e considerando in diritto: che nelle esecuzioni sopramenzionate sono state pignorate le ragioni ereditarie di __________ nella successione di sua madre __________

che nelle esecuzioni sopramenzionate sono state pignorate le ragioni ereditarie di __________ nella successione di sua madre __________ che __________ di __________ in virtù dell’art. 96 cpv. 2 LAC, ha chiesto ed ottenuto di poter intervenire nella divisione della successione in luogo dell’escusso quale autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC;

che __________ di __________ in virtù dell’art. 96 cpv. 2 LAC, ha chiesto ed ottenuto di poter intervenire nella divisione della successione in luogo dell’escusso quale autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC; che, il 16 agosto 2001, l’Ufficiale ha affidato all’avv. __________, già patrocinatore dell’escusso, il mandato di rappresentarlo nella procedura di divisione;

che, il 16 agosto 2001, l’Ufficiale ha affidato all’avv. __________, già patrocinatore dell’escusso, il mandato di rappresentarlo nella procedura di divisione; che, nel corso di una riunione dei creditori tenutasi il 12 settembre 2001, l’Ufficiale ha assegnato loro un termine di 10 giorni per determinarsi sulla designazione dell’avv. __________ quale suo patrocinatore;

che, nel corso di una riunione dei creditori tenutasi il 12 settembre 2001, l’Ufficiale ha assegnato loro un termine di 10 giorni per determinarsi sulla designazione dell’avv. __________ quale suo patrocinatore; che con scritto 8 novembre 2001, oggetto dell’impugnazione, l’Ufficiale ha comunicato ai creditori che il mandato affidato all’avv. __________ era da loro stato confermato a maggioranza relativa;

che con scritto 8 novembre 2001, oggetto dell’impugnazione, l’Ufficiale ha comunicato ai creditori che il mandato affidato all’avv. __________ era da loro stato confermato a maggioranza relativa; che, visto il titolo stesso della LALEF, il potere generale di vigilanza conferito alla CEF sull’operato degli organi dell’esecuzione forzata (cfr. art. 10 LALEF) è limitato esclusivamente all’applicazione del diritto esecutivo federale e cantonale;

che, visto il titolo stesso della LALEF, il potere generale di vigilanza conferito alla CEF sull’operato degli organi dell’esecuzione forzata (cfr. art. 10 LALEF) è limitato esclusivamente all’applicazione del diritto esecutivo federale e cantonale; che l’operato dell’Ufficiale agente quale autorità ex art. 609 CC non si fonda sul diritto esecutivo, ma è riferito alle operazioni di divisione della successione regolate dal Codice civile, e non presuppone nemmeno necessariamente l’esistenza di una procedura esecutiva in corso (caso della cessione dei diritti successori o dell’erede gravato da attestati di carenza di beni);

che l’operato dell’Ufficiale agente quale autorità ex art. 609 CC non si fonda sul diritto esecutivo, ma è riferito alle operazioni di divisione della successione regolate dal Codice civile, e non presuppone nemmeno necessariamente l’esistenza di una procedura esecutiva in corso (caso della cessione dei diritti successori o dell’erede gravato da attestati di carenza di beni); che al contrario di quanto previsto all’art. 4 del Decreto esecutivo del 4 maggio 1918 circa l’autorizzazione per l’esercizio del prestito su pegno del bestiame (RL 4.1.1.4), che conferisce a questa Camera la sorveglianza dell’operato degli uffici di esecuzione in materia di registro per il pegno del bestiame, il legislatore cantonale, all’art. 96 cpv. 2 LAC, non ha attribuito a questa Camera alcuna competenza di sorveglianza dell’operato dell’ufficiale agente nelle sue veste di autorità ex art. 609 CC;

che al contrario di quanto previsto all’art. 4 del Decreto esecutivo del 4 maggio 1918 circa l’autorizzazione per l’esercizio del prestito su pegno del bestiame (RL 4.1.1.4), che conferisce a questa Camera la sorveglianza dell’operato degli uffici di esecuzione in materia di registro per il pegno del bestiame, il legislatore cantonale, all’art. 96 cpv. 2 LAC, non ha attribuito a questa Camera alcuna competenza di sorveglianza dell’operato dell’ufficiale agente nelle sue veste di autorità ex art. 609 CC; che la situazione in esame è invece simile a quella riguardante l'operato dell'Ufficio nella sua funzione – oggi esercitata da un terzo autorizzato dal Dipartimento delle Istituzioni – di venditore degli oggetti dati a pegno e non riscattati, fondata sul diritto civile federale (e meglio l’art. 915 CC), che non è sottoposta alla vigilanza di questa Camera (cfr. Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.4b ad art. 3);

che la situazione in esame è invece simile a quella riguardante l'operato dell'Ufficio nella sua funzione – oggi esercitata da un terzo autorizzato dal Dipartimento delle Istituzioni – di venditore degli oggetti dati a pegno e non riscattati, fondata sul diritto civile federale (e meglio l’art. 915 CC), che non è sottoposta alla vigilanza di questa Camera (cfr. Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.4b ad art. 3); Cometta che il ricorso si rivela quindi irricevibile;

che il ricorso si rivela quindi irricevibile; che viste le peculiarità del caso, si prescinde dal prelevare spese e non si assegnano indennità, peraltro non richieste. che viste le peculiarità del caso, si prescinde dal prelevare spese e non si assegnano indennità, peraltro non richieste. Richiamati gli art. 609 cpv. 1 CC e 96 cpv. 2 LAC

Richiamati gli art. 609 cpv. 1 CC e 96 cpv. 2 LAC pronuncia: 1. Il ricorso 19 novembre 2001 __________, è irricevibile. pronuncia: 1. Il ricorso 19 novembre 2001 __________, è irricevibile. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Intimazione a:

3. Intimazione a: – __________

– __________ Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

quale autorità di vigilanza Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario