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Lo chiede Consiglio nazionale accogliendo una mozione della sua Commissione degli affari giuridici. Il dossier va agli Stati.
BERNA - Le terapie di conversione, volte a modificare o reprimere l'orientamento sessuale o l'identità di genere specie di minorenni o giovani adulti, devono essere vietate.
Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale, per 143 voti a 37 e 11 astensioni, che ha accolto una mozione della sua Commissione degli affari giuridici. Il dossier va agli Stati.
L'atto parlamentare chiede, in particolare, un divieto di dispensare, offrire e pubblicizzare terapie di conversione, ad eccezione delle terapie di riassegnazione del sesso praticate su indicazione medica e quelle concernenti le preferenze sessuali che hanno una rilevanza penale, ha spiegato in aula a nome della commissione Vincent Maitre (Centro/GE).
Per Maitre si tratta di preservare il libero arbitrio del singolo evitando che determinate persone vengano obbligate a seguire contro la loro volontà terapie per modificare il loro comportamento sessuale. "È chiaro che l'omosessualità non è una malattia", ha spiegato il deputato ginevrino. Secondo i sostenitori della mozione, certe terapie possono sfociare in disturbi della personalità, portando fino al suicidio.
Nell'elaborare il progetto, la maggioranza vuole che il Consiglio federale si basi sui lavori fatti all'estero in materia e preveda la possibilità di sanzionare le persone che non sottostanno alle norme professionali. Diversi parlamenti cantonali hanno approvato negli ultimi mesi mozioni simili. Per evitare disparità, il plenum crede necessario introdurre una legislazione uniforme a livello nazionale.
Problema reale? - Yves Nidegger (UDC/GE) ha criticato il contenuto della mozione, basato a suo avviso più sul contrasto ad un fantasma - nessuno sa esattamente che cos'è una terapia di conversione - che su dati concreti. Per Nidegger, questa mozione risponde più a una moda che a un problema reale. Nidegger ha chiesto al plenum di attendere prima di accogliere la mozione, dal momento che il Consiglio federale sta elaborando un rapporto proprio sulle terapie di conversione.
Un auspicio espresso anche dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter, secondo cui mancano al momento le basi legali per contrastare il fenomeno della terapie di conversione forzate. Per questo è meglio attendere il risultato di alcuni rapporti in fase di redazione per vedere se e dove bisogna esattamente intervenire.