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Comunicato stampa
santésuisse fa valere l'interesse degli assicurati contro quello dei Cantoni
Le riserve appartengono agli assicurati e non possono essere utilizzate in modo improprio
L'emergenza coronavirus ha rimarcato l'importanza delle riserve accantonate dagli assicuratori malattia sociali: servono a coprire le ripercussioni che una situazione fuori del normale, come appunto l'emergenza coronavirus, può avere sui costi. Grazie alle riserve si potrà evitare un'esplosione dei premi causata dalla pandemia. Per tutelare gli assicurati occorre respingere le manovre tese a impiegare le riserve in modo improprio. Perciò santésuisse si rivolge con una lettera aperta ai Cantoni per ribadire il no alle loro richieste inopportune e per sottolineare che le riserve non si possono utilizzare per contenere l'evoluzione dei premi.
Nonostante il lockdown imposto dal Consiglio federale, e le conseguenti limitazioni nelle cure dispensate ai pazienti, non si prospetta nessuna riduzione dei costi della salute per l'anno in corso.
Nuovo incremento dei costi nell'aprile 2020
Dopo aver registrato un aumento di oltre il cinque per cento nel primo trimestre del 2020, i costi della salute hanno continuato a crescere inesorabilmente, segnando un più quattro per cento in aprile. Alla fine dell'anno la crescita potrebbe tuttavia essere più contenuta di quanto l'andamento attuale lasci presagire.
Lettera aperta ai Cantoni per tutelare gli assicurati
In una lettera aperta indirizzata alla Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità, santésuisse respinge la richiesta, del tutto inopportuna, di utilizzare i premi incassati per scopi diversi da quelli previsti. Gli assicurati non si assumeranno di certo i costi delle operazioni o di altre cure che non sono state effettuate. Come noto, molti ospedali hanno conseguito utili negli scorsi anni; utili di cui gli assicurati non hanno mai beneficiato, ma che sono andati ai proprietari degli ospedali, tra cui i Cantoni. Se gli ospedali dovranno affrontare effettivamente dei costi supplementari a causa dell'emergenza coronavirus, occorrerà documentarli in modo trasparente.
Nella lettera ai Cantoni, santésuisse ribadisce che occorre attenersi alla legge sulle epidemie per quanto concerne la distribuzione dei costi per i test coronavirus. La legge impone ai Cantoni di assumersi i costi per gli accertamenti di natura epidemiologica. Ricordiamoci che il popolo ha approvato questa legge a grande maggioranza nel 2013.
Le riserve aiutano a superare la crisi
L'emergenza coronavirus ha rimarcato con molta evidenza l'importanza che le riserve assumono per gli assicurati. Infatti, evitano che i premi esplodano a causa della pandemia. Queste riserve non vanno destinate a scopi diversi da quelli previsti, perché non sappiamo che cosa dovrà affrontare il nostro sistema sanitario nei mesi a venire. Se nell'anno in corso i costi si assesteranno effettivamente al di sotto dei premi incassati, la legge prevede la possibilità di un rimborso a favore di chi ha pagato i premi. Gli assicuratori malattia affiliati a santésuisse lo hanno già fatto più volte in passato e continueranno a farlo anche in futuro, situazione finanziaria permettendo.
Le riserve non sono previste per calmierare i premi
Le riserve non si possono utilizzare per contenere l'incremento dei premi per l'anno a venire. Così vuole la legge, perché ciò permette di consolidare l'andamento dei premi sul lungo periodo. Il Consiglio federale lo ha ribadito di recente anche durante l'ora delle domande del Consiglio nazionale. Da un lato i premi devono per legge coprire i costi e d'altra parte l'uso improprio delle riserve andrebbe a ripercuotersi su chi paga i premi. In passato abbiamo visto più volte che la riduzione delle riserve attuata tramite i premi ha comportato una lievitazione dei premi a medio termine.
Il contributo degli assicuratori malattia durante l'emergenza
Gli assicuratori malattia sono intervenuti tempestivamente per proporre soluzioni che hanno consentito di fatturare in modo pertinente le prestazioni durante il periodo del lockdown. In questo modo è stato possibile regolamentare con rapidità e in maniera esauriente la remunerazione delle degenze ospedaliere di pazienti colpiti da Covid-19. Gli assicuratori malattia sono inoltre intervenuti in modo sollecito e senza complicazioni burocratiche per permettere a medici, levatrici, logopedisti e a molte altre categorie professionali di dispensare – e quindi fatturare – determinate prestazioni tramite video o telefono.
È stato importante che gli assicuratori malattia abbiano attivato prontamente i loro dispositivi di emergenza così da garantirne l'operatività durante la crisi dovuta al coronavirus. Ciò ha permesso agli assicuratori di saldare con tempestività e pragmatismo le fatture e di continuare a emettere le garanzie di pagamento.
Allegato: lettera aperta alla CDS