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Fissare un prezzo minimo per bevande alcoliche e vietarne la vendita la notte non farà calare sensibilmente il consumo di tali prodotti. Ne è convinta la commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale (CET-N) che non ne vuole sapere di queste restrizioni supplementari inserite nella revisione totale delle legge federale sull'alcool.
Stando a una nota odierna dei Servizi del parlamento, la maggioranza della CET-N giudica le proposte governative un attacco alla libertà economica e alla produzione nazionale di bevande alcoliche. Simili misure spronerebbero i consumatori ad aggirare i divieti e incoraggerebbero il turismo dell'alcool.
Per 16 voti a 7, la CET-N ha quindi respinto la proposta di vietare la vendita di alcool e di bevande alcoliche tra le 22.00 e le 06.00. Per 17 voti a 4 (3 astenuti) è stata bocciata anche l'idea di fissare un prezzo minimo in funzione del tenore di alcool. Una minoranza della commissione giudica invece tali restrizioni un mezzo efficace per limitare il consumo, specie tra i giovani.
Per 12 voti a 7, la CET-N ha invece accettato la misura degli acquisti-test per migliorare il rispetto del limiti d'età. Al voto sull'insieme, la revisione legislativa è stata approvata per 11 voti a 4 e 7 astenuti.
La normativa è già stata esaminata, ed accettata, nel marzo scorso dagli Stati. Quest'ultimi, contrariamente alla CET-N, hanno sostenuto il divieto notturno per la vendita di alcolici e, anche se per un solo voto, del prezzo minimo per i prodotti destinati alla vendita. Il Nazionale esaminerà il progetto in autunno.