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Il regista e sceneggiatore Rawson Marshall Thurber aveva dichiarato di essersi ispirato in primo luogo a Die Hard – Trappola di cristallo (1988) e al predecessore L'inferno di cristallo (1974) per questo suo nuovo film. Intenzioni messe in pratica perché Skyscraper non è solo un film d'azione, è un vero disaster movie in stile anni '80-'90. La storia è incentrata su un eroe a tutto tondo impegnato a salvare la propria famiglia intrappolata nell'appena costruito grattacielo di 230 piani, dato alle fiamme da loschi figuri. L'eroe è la star Dwayne «The Rock» Johnson (anche coproduttore), però il grattacielo si trova a Hong Kong.
Come mai? Narrativamente perché Johnson, ex-marine ed ex-agente dell'FBI specializzato in prese di ostaggi, proprio in un'operazione di dieci anni prima (come ci mostra il prologo) aveva commesso un errore di valutazione che gli era costato una gamba e si era riciclato in esperto di sistemi di sicurezza nei grattacieli di tutto il mondo. Produttivamente perché il film punta anche al mercato asiatico. Infatti, tra i finanziatori c'è la Legendary Pictures, controllata dal potente gruppo cinese Wanda.
Thurber se la cava bene in un action esagerato, dalla sceneggiatura ben scritta, sebbene prevedibile, e dalla regia adrenalinica. E sfoggia conoscenze cinefile ambientando una complicata sparatoria in un ambiente tutto di specchi. Una citazione ripresa nel tempo da più pellicole, la cui matrice originale resta il noir La signora di Shangai di Orson Welles (1947).