Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01260.jsonl.gz/1322

LUGANO - Shmuel Peleg, insieme al nipotino Eitan, hanno potuto raggiungere indisturbati l'aeroporto di Agno, per poi fuggire in Israele? Sembrerebbe di no, stando al Corriere della Sera, che racconta di un controllo di polizia avvenuto nei pressi dello scalo di Agno.
Durante l'accertamento delle forze dell'ordine ticinesi sarebbero stati identificati tramite passaporto il nonno, il piccolo Eitan e anche il conducente di una Golf blu noleggiata il giorno precedente all'aeroporto di Malpensa. Del misterioso guidatore 50enne israeliano si conoscono solamente le iniziali G. A. A., e che non è schedato nelle banche dati delle forze dell'ordine italiane.
La Golf infine giunge all'aeroporto di Agno. Nonostante il nonno si fosse presentato senza un documento che gli permettesse di portare con sé il nipote, i due vengono fatti salire sul jet privato «senza nessuna verifica ai controlli all'imbarco» scrive il giornale.
Negli scorsi giorni Shmuel Peleg si è anche mostrato in un'intervista trasmessa da un canale israeliano. Attualmente si trova relegato in un appartamento, insieme al nipotino. «Ho perso la fiducia nella giustizia italiana» ha dichiarato, sempre convinto di aver agito per il bene di Eitan. E a chi lo accusa di aver fatto tutto questo per soldi, propone che gli indennizzi per il piccolo Eitan vengano bloccati fino alla sua maggiore età.