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Pene detentive con la condizionale, ma niente espulsione dalla Svizzera, per un cittadino norvegese e una thailandese che hanno organizzato un laboratorio per la produzione di droghe sintetiche, fra cui il "cristal meth", in un appartamento di Oberägeri, nel canton Zugo.
In prima istanza il norvegese di 43 anni - uno studente di chimica - e la complice thailandese di 42 anni sono stati riconosciuti colpevoli di infrazione alla legge sugli stupefacenti. Il Tribunale penale di Zugo aveva condannato entrambi a 18 mesi di detenzione con la condizionale e all'espulsione dalla Svizzera.
Il Tribunale cantonale ha emesso ora la sentenza di secondo grado, aumentando nel primo caso la condanna a 24 mesi di prigione e riducendola nel secondo a 16 mesi, in entrambi i casi con la condizionale. In base alla nuova sentenza - non ancora definitiva - i due imputati non dovranno tuttavia essere espulsi dalla Svizzera.
Come motivazione, la seconda istanza adduce il fatto che l'espulsione automatica di stranieri che commettono reati, introdotta in seguito alla relativa iniziativa dell'Udc, è entrata in vigore il primo ottobre 2016.
Il laboratorio di Oberägeri è stato scoperto alla fine di aprile del 2018. Per il Tribunale cantonale tuttavia, "gli atti concreti e verificabili" che hanno portato alla realizzazione del laboratorio sono precedenti all'ottobre 2016. La seconda istanza si dice inoltre convinta che un'espulsione facoltativa sarebbe sproporzionata.
Il laboratorio illegale è stato scoperto per caso: un vicino del norvegese vide l'uomo aggirarsi per casa con una torcia elettrica e pensando ad un ladro chiamò la polizia. Agli agenti arrivati sul posto, il proprietario dell'appartamento spiegò che stava usando la torcia perché era saltata la corrente.
Una volta entrati nell'abitazione, i poliziotti scoprirono però diversi recipienti che contenevano sostanze non meglio definite e aprendo il freezer trovarono diversi composti che si stavano liquefacendo. Dalla cantina saliva inoltre un odore di benzina.
Sul posto furono quindi chiamati gli esperti della scientifica e dell'istituto forense di Zurigo che non impiegarono molto a scoprire che si trattava di un laboratorio clandestino per la produzione di droghe sintetiche, fra cui anche il "cristal meth", la forma più pura della metanfetamina.