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Il PPD ha detto sì all'acquisto dei Gripen e "no" all'iniziativa di Marche blanche sul divieto di lavorare con fanciulli per i pedofili, in votazione il prossimo 18 maggio. I delegati del partito, riuniti oggi a Zugo, hanno pure respinto la cassa malattia unica seguendo gli argomenti del Consigliere di Stato ticinese Paolo Beltraminelli.
L'acquisto dei nuovi aerei da combattimento è stato accolto con 171 voti contro 60. "Vogliamo un esercito credibile" ha detto la consigliera nazionale Ida Glanzmann (LU), presentando l'opinione della direzione. "Il Gripen è un buon aereo a buon prezzo".
Babette Sigg Frank (ZH), presidente delle donne PPD, ha tentato invano di convincere i colleghi di partito che è necessaria una valutazione dei bisogni dell'esercito prima di lanciarsi nell'acquisto dei Gripen.
L'iniziativa che vuole vietare ai pedofili condannati di svolgere attività a contatto con bambini ha suscitato un lungo dibattito. A sorpresa i delegati non hanno seguito il parere del presidente, membro del comitato di sostegno, è hanno respinto il testo con 119 voti contro 106 e 8 astensioni.
Gli oppositori all'iniziativa hanno criticato il testo definendolo "superfluo", "sproporzionato", "impreciso" e "contrario allo Stato di diritto". A loro avviso la legge votata dal parlamento è più efficace per lottare contro le violenze, anche fisiche e psichiche, commesse contro i bambini. I delegati non hanno seguito la consigliera agli Stati Brigitte Häberli (TG) che chiedeva di dare priorità assoluta alla protezione dei bambini.
Più netto il rifiuto della cassa malattia unica. Gli argomenti esposti dal consigliere di Stato vodese Pierre-Yves Maillard (PS), che ha chiesto un sistema unitario di copertura dei rischi e criticato il sistema attuale delle riserve, non hanno convinto i delegati PPD. La proposta è stata bocciata con 179 voti contro 46 e 8 astenuti. "Non bisogna gettare il bambino assieme all'acqua sporca", ha detto Paolo Beltraminelli. "Si può rendere il sistema più trasparente senza cambiarlo completamente".
I delegati PPD avevano già in precedenza deciso di respingere l'iniziativa per salari minimi. Il presidente Christophe Darbellay oggi è tornato sul tema affermando che se la proposta dovesse essere accolta in votazione il 18 maggio, molti datori di lavoro dovranno pagare i dipendenti più di quanto essi stessi guadagnano.
Darbellay ha pure affermato che gli svizzeri potrebbero dover votare nuovamente fra gli accordi bilaterali con l'Ue e l'applicazione dell'iniziativa che chiede contingenti per gli stranieri, se non fosse possibile conciliare la volontà del popolo con gli accordi bilaterali.
"Un cosa è chiara: la destra vuole chiudere le frontiere ed isolarci. Questo avrebbe conseguenze devastanti", ha sostenuto il consigliere nazionale vallesano. "La sinistra invece preferirebbe aderire subito all'Ue". Per il presidente PPD la soluzione è la via bilaterale che ha assicurato la prosperità della Svizzera. Il suo partito, ha aggiunto, vuole una Svizzera "onesta", "sicura di sé" e sulla quale "si può contare".
SDA-ATS