Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/123456

<h2>SubmittedText<h2><p>L'11 luglio 2012 si è tenuto, a Londra, un summit sulla pianificazione familiare. L'obiettivo era quello di rafforzare anche nei Paesi in via di sviluppo il diritto delle donne di decidere liberamente e in maniera autonoma se e quando avere figli e quanti averne. In concreto, il meeting mirava a intensificare in tutto il mondo gli sforzi volti a migliorare l'accesso alla pianificazione familiare volontaria e alla contraccezione, come pure ad abbattere gli ostacoli esistenti in tale ambito e a rendere i metodi contraccettivi disponibili per tutti. Rappresentanze di primo piano di Paesi in via di sviluppo e di Paesi donatori, di organizzazioni internazionali, della società civile, di fondazioni e del settore privato hanno raccolto l'invito a partecipare al summit, organizzato dal governo britannico e dalla Bill &amp; Melinda Gates Foundation con il sostegno del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) e di altri partner. Nel corso dell'incontro, numerosi Paesi, come pure la Commissione europea e varie organizzazioni e fondazioni, hanno fornito garanzie concrete in merito alla loro intenzione di migliorare l'accesso alla pianificazione familiare.</p><p>Gli obiettivi del summit di Londra sulla pianificazione familiare ("Family Planning Summit") sono in linea con il programma d'azione della Conferenza internazionale del Cairo su popolazione e sviluppo, tenutasi nel 1994, e con gli obiettivi di sviluppo del millennio (in particolare con l'MDG 5.b.), che anche la Svizzera si è impegnata a realizzare. In ambito sanitario, anche la DSC si impegna espressamente per migliorare la salute riproduttiva.</p><p>In qualità di copresidente del gruppo parlamentare Kairo+ pongo le seguenti domande riguardo al summit di Londra sulla pianificazione familiare:</p><p>1. Al summit di Londra sulla pianificazione familiare ha partecipato anche una rappresentanza della Svizzera?</p><p>2. Il dipartimento competente come valuta il summit e i relativi risultati?</p><p>3. Numerosi Paesi europei hanno fornito garanzie concrete in merito alla loro intenzione di contribuire maggiormente, nell'ambito della cooperazione allo sviluppo, a migliorare l'accesso alla pianificazione familiare volontaria. La Svizzera è anche disposta a impegnarsi ulteriormente sul piano finanziario? Con quale contributo concreto?</p><p>4. La DSC ha ripetutamente sottolineato l'importanza della salute delle madri e dell'accesso alla salute riproduttiva, compresa la pianificazione familiare volontaria, ai fini della lotta contro la povertà. Quanto è concreto l'impegno della Svizzera in questo settore? È possibile quantificarlo concretamente anche in cifre?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. No, la Svizzera non ha inviato una rappresentanza al summit in questione e il nostro Paese non ha ricevuto un invito ufficiale. Vi hanno invece partecipato organizzazioni partner come il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) e l'International Planned Parenthood Federation (IPPF).</p><p>2. Il summit ha posto sotto i riflettori un tema centrale (la pianificazione familiare) per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio, in particolare del quinto (mortalità materna) e del quarto (mortalità neonatale e infantile). Le pari opportunità tra i sessi (MDG 3) e l'istruzione di ragazze e donne, ossia gli altri due fattori più importanti in termini di influsso sulla crescita della popolazione e sulla salute di donne e bambini, hanno ricevuto un'attenzione minore.</p><p>L'accesso alla pianificazione familiare volontaria deve essere migliorato, segnatamente nell'Africa subsahariana, dove il 40 per cento delle gravidanze è a tutt'oggi involontario e dove un quarto delle vittime degli aborti illegali è costituito da donne in giovane età. A tale scopo, sono imprescindibili le pari opportunità tra i sessi, l'accesso di donne, uomini e giovani alle informazioni, a metodi moderni della pianificazione familiare, a servizi sanitari di base e all'istruzione, così come la riduzione della povertà.</p><p>In questo senso, pur riconoscendo che il summit è stato un altro passo nella giusta direzione, il DFAE considera che il suo effetto sarà limitato.</p><p>3. Il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2013-2016 approvato dal Parlamento consente un aumento dei mezzi stanziati nel settore sanitario. La salute sessuale e riproduttiva con i relativi diritti è, insieme alla promozione di fattori benefici per la salute, come per esempio l'igiene, e alla riduzione delle malattie trasmissibili e non trasmissibili, uno dei tre punti focali tematici della nostra cooperazione internazionale allo sviluppo in ambito sanitario. Il DFAE prevede un incremento progressivo delle spese in questo settore.</p><p>4. La Svizzera collabora da decenni con diversi partner come l'UNFPA e l'IPPF all'attuazione del programma d'azione della Conferenza internazionale del Cairo su popolazione e sviluppo (ICPD 1994). L'impegno prevede:</p><p>- la promozione della salute delle madri e l'accesso alla salute riproduttiva, inclusa la pianificazione familiare volontaria, come pure, in ambito sanitario generale, il sostegno finanziario all'UNFPA, all'OMS, all'Unaids e all'IPPF, l'organizzazione mantello mondiale per la salute sessuale e riproduttiva, e l'attuazione di programmi bilaterali della DSC a livello nazionale e locale;</p><p>- il sostegno a UN Women, all'Unicef e all'Unesco, e l'attuazione di programmi bilaterali nel campo dell'istruzione e del rafforzamento di ragazze e donne;</p><p>- l'adesione attiva alla Commissione dell'ONU su popolazione e sviluppo del Consiglio economico e sociale (Ecosoc, vicepresidenza svizzera nel 2012), competente per il monitoraggio dell'attuazione del programma d'azione dell'ICPD;</p><p>- l'adesione alla Muskoka Initiative per la riduzione della mortalità materna e infantile, quindi indirettamente all'iniziativa del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon "Every Woman, Every Child".</p><p>L'impegno della Svizzera nel quadro del programma d'azione dell'ICPD ha previsto nel 2010 lo stanziamento degli importi seguenti: 34,6 milioni di franchi svizzeri a livello multilaterale, tra cui contributi all'UNFPA e all'IPPF, 18,91 milioni di franchi svizzeri a livello bilaterale. Il totale di 53,5 milioni di franchi corrisponde al 3,6 per cento delle spese complessive della DSC nel 2010.</p>  Risposta del Consiglio federale.