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L'accordo mira a ridurre progressivamente il trasporto di merci su strada, favorendo il traffico ferroviario transalpino.
A corto termine, il traffico di automezzi pesanti sulle strade svizzere è comunque destinato ancora ad aumentare. L'accordo concluso con l'UE sui trasporti terrestri apre infatti progressivamente le frontiere alla circolazione dei camion da 40 tonnellate.
Le conseguenze negative di questa valanga di Tir comunitari che attraversano la Svizzera sono regolarmente al centro dell'attualità e delle polemiche. Questa concessione non porta soltanto un aumento del rumore e dell'inquinamento, ma anche spese supplementari per la manutenzione stradale a Confederazione e Cantoni.
A medio o lungo termine, invece, il traffico pesante dovrebbe diminuire. L'accordo prevede infatti una serie di misure destinate a trasferire i trasporti di merci dalla strada alla rotaia, grazie anche all'apertura tra una decina di anni delle nuove trasversali ferroviarie alpine. Il potenziamento dell'offerta ferroviaria sarà d'altronde cofinanziato dalle tasse prelevate sulla circolazione dei camion.
L'accordo permette inoltre alle aziende svizzere di accedere alla rete ferroviaria dei Quindici. Potranno, ad esempio, concludere delle alleanze per il trasporto di merci o passeggeri su grandi distanze.
Per concludere, l'importanza di questo accordo risiede anche nella volontà di coordinare in futuro la politica dei trasporti tra la Confederazione e l'UE. Dopo aver già ottenuto alcuni consensi e appoggi, la Svizzera potrà far valere maggiormente nei prossimi anni la necessità di adottare una strategia più rispettosa dell'ambiente, potenziando il traffico ferroviario.
swissinfo