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Yoon Suk-yeol ha prestato giuramento come nuovo presidente della Corea del Sud in una grande cerimonia allestita nella piazza dell’Assemblea nazionale alla presenza di 40.000 persone, entrando in carica in un momento di forti tensioni con il Nord. “Giuro solennemente davanti al popolo che svolgerò fedelmente i doveri di presidente”, ha scandito Yoon, un ex procuratore generale conservatore di 61 anni che ha promesso una postura senza sconti verso Pyongyang, una maggiore vicinanza a Usa e Giappone, e un’agenda conservatrice, soprattutto sul ruolo delle donne.
La porta aperta al dialogo con il NordIl neopresidente ha promesso un piano “audace” di aiuti per migliorare in modo significativo l’economia e la vita delle persone della Corea del Nord se il Paese eremita “sospenderà lo sviluppo nucleare e passerà a una sostanziale denuclearizzazione”. Nel discorso di insediamento alla presidenza della Corea del Sud, Yoon ha affermato di voler lasciare “la porta aperta al dialogo” con il Nord, definendo i suoi programmi atomici una “minaccia per la nostra sicurezza e per quella del nordest asiatico”. “Malgrado i programmi sugli armamenti nucleari della Corea del Nord rappresentino una minaccia non solo per la nostra sicurezza e per quella del nordest asiatico, la porta al dialogo rimarrà aperta in modo da poter risolvere pacificamente la questione”, ha affermato Yoon, per il quale se Pyongyang “intraprendesse sul serio un processo per completare la denuclearizzazione, siamo pronti a collaborare con la comunità internazionale per presentare un piano audace che possa rafforzare notevolmente l’economia del Nord e migliorare la qualità della vita della sua gente”. Yoon dovrà impegnarsi in una dura battaglia per evitare la crisi economica, ottenere la cooperazione di un parlamento controllato dall’opposizione (il Partito democratico ne ha 168 seggi su 300) e tenere a freno le minacce del Nord.
Mandato di 5 anniIl neo presidente ha iniziato il mandato di 5 anni a mezzanotte nel bunker sotterraneo del nuovo edificio degli Uffici presidenziali a Yongsan, con un briefing del Comando di Stato maggiore congiunto. Allo scoccare della mezzanotte la nuova amministrazione è stata accolta dai suoni di campane nel centro di Seul. Alla cerimonia inaugurale, invece, hanno partecipato oltre 40.000 persone, inclusi gli inviati stranieri come il ‘second gentleman’ Usa Douglas Emhoff e il vicepresidente cinese Wang Qishan. Dopo la cerimonia, Yoon si è diretto verso la nuova sede presidenziale, scelta come segnale della volontà di “avvicinarsi al pubblico”: la Blue House (Cheong Wa Dae), l’ex ufficio presidenziale costruito su un maestoso complesso ai piedi di una montagna, era stato criticato come un “simbolo del potere imperiale”.
Sicurezza economica e Corea del Nord tra le priorità Il nodo nucleare e missilistico del Nord sono la questione più preoccupante in politica estera dato che la nazione comunista sembra destinata a effettuare il suo settimo test atomico già questo mese, poco dopo che il leader nordcoreano Kim Jong-un ha minacciato l’uso delle armi nucleari, non solo come deterrenza, in caso di attacco “agli interessi fondamentali” del Paese. La sicurezza economica e la Corea del Nord saranno in cima all’agenda del vertice che Yoon avrà con il presidente americano Joe Biden a Seul il 21 maggio, nell’ambito del suo primo tour asiatico tra Corea del Sud e Giappone: per il neo presidente sudcoreano, 61enne cattolico (Ambrogio è il suo nome di battesimo), sarà un esordio d’eccezione.