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«Cosa? A tua figlia dai la pappa?»: è quanto mi ha chiesto, sbigottita, una mamma che mi ha vista dare alla mia bimba una pappa di finocchio e patate dolci. L'ho guardata stupita e le ho chiesto che altre possibilità ci fossero, considerato che la piccola aveva solo 6 mesi. «BLW sotto forma di finger food, no?».
Per me era inimmaginabile dare in mano a una bambina di quell'età una carota o della pasta. Non aveva ancora nemmeno un dentino. Ma questo episodio aveva destato il mio interesse per il BLW. Ho così iniziato a informarmi e ho scoperto che, evidentemente, nemmeno la mia amica sapeva proprio tutto su questo metodo. Letteralmente tradotta, l'espressione baby-led weaning significa «svezzamento guidato dal bambino». In altre parole, la poppata non viene sostituita in maniera sistematica dalla pappa ed è semmai il bambino a decidere cosa, quando e in che quantità mangiare. Con l'aumentare dei cibi solidi, prima o poi la frequenza e la durata delle poppate caleranno automaticamente. Va da sé che il BLW può essere proposto anche ad allattamento ultimato. In tal caso, anziché il latte materno, al bambino verrà semplicemente dato il biberon con latte di formula.
Con questo metodo, tutte le decisioni in fatto di alimentazione vengono lasciate al bebè. I genitori mettono a disposizione una serie di cibi e il bambino stabilisce cosa e in che quantità mangiare. In alcune famiglie si ricorre esclusivamente al finger food, che può essere preparato appositamente oppure ricavato dalle pietanze portate in tavola per il resto della famiglia. L'importante è che il bebè non assuma più di 1 grammo di sale. Può perciò mangiare tranquillamente il pane oppure pasta o riso cotti in acqua salata. Per il resto, consiglio di cucinare senza sale e di insaporire in un secondo momento le porzioni per gli altri membri della famiglia. Se si opta per il finger food, all'inizio è molto importante tagliare i cibi in modo che possano essere tenuti in mano. Va quindi benissimo tutto quel che si presta a essere tagliato in bastoncini da 1 x 5 cm e cotto.
Ci sono poi anche genitori che, almeno all'inizio, propongono cibi dalla consistenza simile a quella di una pappa – ma lasciano che il bambino mangi da sé. Chiaramente in tal caso servono nervi ben saldi: nei primi tempi, infatti, il cibo finirà ovunque, tranne che in bocca. Per quanto mi riguarda, a un certo punto ho lasciato che mia figlia mangiasse vestita soltanto del pannolino e, a pasto terminato, le facevo il bagnetto. Era meno complicato che coprire i vestitini per poi trovare comunque macchie di spinaci o salsa di pomodoro – che mi toccava quindi rimuovere lavorando di acqua e sapone.
Va anche ricordato che per cominciare con il BLW occorre attendere il momento giusto, che è poi quello in cui il bebè inizia a interessarsi a ciò che mangia il resto della famiglia (e magari tenta di servirsi mettendo le manine nei piatti altrui), con un po' d'aiuto riesce a sedersi con la schiena diritta e perde il cosiddetto riflesso di estrusione.
Per quanto riguarda le sostanze nutritive, il BLW non presenta problematiche diverse da quelle del normale svezzamento. Nel primo anno di vita, il latte (materno o in polvere) dovrebbe infatti rimanere il principale alimento. Con ciò risulta coperto il fabbisogno di quasi tutte le sostanze nutritive necessarie a questa età. C'è però un'eccezione: venendo generalmente meno le pappe a base di carne, spesso i bambini allattati accusano una carenza di ferro che può provocare inappetenza, stanchezza o pallore. Nel dubbio, rivolgiti alla pediatra o al pediatra. Per accertare un'eventuale carenza di ferro basta prelevare una goccia di sangue con un pungidito.
Per il resto, goditi questo periodo ricco di cambiamenti, osserva l'incontenibile entusiasmo con cui tua figlia o tuo figlio va scoprendo nuovi cibi solidi e ricorda: «Food under one is just for fun!».