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Il ministro svizzero delle comunicazioni Moritz Leuenberger ha proposto un tassa obbligatoria per colmare il fossato digitale tra Nord e Sud.
Secondo il consigliere federale l'imposta permetterà di finanziare le nuove tecnologie della comunicazione e dell'informazione nelle regioni dove l'accesso a internet non esiste o è limitato.
Le Organizzazioni non governative (ONG), seppur colte di sorpresa, hanno reagito positivamente all'iniziativa, precisando che si tratta di un passo nella giusta direzione.
Lunedì a Ginevra, in apertura dei lavori della Commissione ONU della Scienza e della tecnologia, il consigliere federale Moritz Leuenberger ha spiegato che l'impegno per colmare il fossato digitale è importante tanto quanto lottare contro il riscaldamento climatico del pianeta.
Se non bastano più i piedi
Come noto la commissione ONU è stata incaricata di dar seguito al vertice mondiale sulla società dell'informazione, tenutosi a Ginevra nel 2003 e a Tunisi nel 2005.
"Oggi più della metà della popolazione – ha ricordato il ministro elvetico – non ha neppure un telefono. E l'accesso a internet è ancora negato a quattro persone su cinque che sono così tagliate fuori dal circuito dell'informazione, da ogni possibilità di scambiare informazioni e di promuovere una propria formazione personale".
"Se non vogliamo che queste persone siano costrette a lasciare i propri paesi – ha aggiunto Leuenberger – dobbiamo fare qualcosa affinché il fossato digitale non separi ulteriormente i due mondi: quello di coloro che possono navigare spediti su internet allacciati all'ADSL e quello di coloro che devono percorrere dieci chilometri a piedi per trovare un telefono".
Raggiungere gli obiettivi
Moritz Leuenberger - che l'anno scorso in occasione del vertice dell'ONU sul clima a Nairobi ha lanciato un appello per introdurre una tassa internazionale sul diossido di azoto al fine di combattere il riscaldamento climatico – ritiene che l'introduzione di un'imposta possa aiutare il vertice mondiale dell'informazione a raggiungere gli obiettivi prefissati.
"Propongo dunque – ha annunciato il ministro svizzero – la creazione di una tassa-incentivo. Non una tassa volontaria, pagata da coloro che lo desiderano, ma una tassa obbligatoria, prelevata, per esempio, su tutte le informazioni e supporti di informazioni che non sono gratuiti o proposti a prezzi equi, come pure sulla vendita di materiale informatico".
Un'idea che deve crescere
André Somazzi, portavoce di Leuenberger, ha spiegato a swissinfo che il denaro derivante dalla tassa verrà usato per finanziare lo sviluppo tecnologico e la creazione di contenuti educativi nei paesi dove ci sono ancora della lacune.
E' la prima volta, ha evidenziato Somazzi, che Leuenberger ha illustrato pubblicamente questa idea, spiegando nei dettagli come sarà prelevata questa tassa e come sarà usata.
"Ora dobbiamo vedere –ha affermato Somazzi – come questa idea potrà essere sviluppata, se e in che termini sarà ritenuta realistica. Dobbiamo inoltre verificare come sarà accolta dagli altri paesi".
Una soluzione proposta qualche anno fa
Wolf Ludwig, copresidente della piattaforma di informazione svizzera "communica.ch", ha affermato che la soluzione di Leuenberger va nella giusta direzione e nella direzione preconizzata dalla piattaforma.
Ludwig, alla guida di una coalizione che comprende 25 organizzazioni, ha precisato che l'idea della tassa era stata già stata suggerita un paio di anni fa da "communica.ch". Un'altra idea sarebbe quella di applicare ai mail una tassa minima.
"Tre anni fa – ha commentato Ludwig – il consiglio federale era molto esitante in questo campo, ma il suggerimento di Leuenberger può davvero essere di aiuto. Speriamo che venga preso sul serio".
swissinfo, Adam Beaumont, Ginevra
traduzione, Françoise Gehring
In breve
La decima sessione della Commissione ONU della scienza e della tecnologia per lo sviluppo si tiene a Ginevra dal 21 al 25 maggio.
I lavori si concentrano su come dare seguito al Vertice mondiale della società dell'informazione, tanto a livello regionale, quanto a livello internazionale.
Si tratta di mettere a fuoco sfide ed obiettivi futuri e di implementare i mezzi per raggiungerli.
Fatti e cifre
L'ONU ha deciso di organizzare il Vertice mondiale della società dell'informazione in due fasi.
Il primo vertice ha avuto luogo nel 2003 a Ginevra e ha visto la partecipazione di 175 nazioni.
Il secondo vertice si è tenuto a Tunisi nel mese di novembre del 2005.