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LONDRA - L'idea di arrestare il virus raggiungendo l'immunità di gregge è un errore pericoloso, non supportato da alcuna evidenza scientifica.
Tenere sotto controllo la diffusione del virus - mettendo in atto determinate regole da rispettare - è invece il modo migliore di proteggere società ed economia fino all'arrivo di terapie e vaccini efficaci ed evitare nuovi lockdown.
È la voce unanime di 80 scienziati di tutto il mondo e di varie competenze scientifiche tra cui epidemiologi, pediatri, virologi, psicologi, che hanno stilato la lettera aperta 'John Snow Memorandum', pubblicata oggi su The Lancet.
«Qualsiasi strategia di gestione della pandemia basata sull'immunità è imperfetta» si legge nel documento, «la trasmissione incontrollata nei giovani rischia di portare a un'ampia diffusione, e di conseguenza a una significativa mortalità in tutta la popolazione» viene spiegato. «Oltre al costo umano, ciò avrebbe un impatto sulla forza lavoro nel suo complesso e sopraffarebbe la capacità dei sistemi sanitari di fornire le cure necessarie».
«Inoltre, non vi sono prove di un'immunità protettiva duratura al SARS-CoV-2 a seguito di un'infezione naturale» viene chiarito nel documento. «Una strategia di questo tipo non porrebbe fine alla pandemia di Covid-19, ma provocherebbe ondate di epidemia ricorrenti, come avveniva con numerose malattie infettive prima dell'avvento dei vaccini».
«Poi, definire chi è vulnerabile è complesso, ma anche se teniamo conto solo di coloro che sono a rischio di malattie considerate gravi, la percentuale di persone vulnerabili costituisce fino al 30% della popolazione in alcune regioni» prosegue la nota.
Tra gli esempi virtuosi nel mondo, gli scienziati citano il Giappone, il Vietnam e la Nuova Zelanda, «paesi che hanno dimostrato che risposte solide in materia di salute pubblica possono controllare la trasmissione, permettendo alla vita di tornare a un livello quasi normale».
La trasmissione del virus può essere attenuata, secondo quanto viene segnalato nel Memorandum, «attraverso il distanziamento fisico, l'uso di dispositivi di protezione per naso e bocca, la corretta igiene delle mani, ed evitando folle e spazi poco ventilati». Ma non solo: «Test rapidi, tracciamento dei contatti e isolamento sono anch'essi fondamentali per rallentare la diffusione».
La lettera sarà presentata al 16imo World Congress on Public Health programme 2020.
Nel frattempo, l'Europa preoccupa - «È con grande preoccupazione che sto assistendo all'aumento sempre più rapido dei tassi di infezione in tutta l'Ue. Il tempo corre e la prima priorità di tutti dovrebbe essere quella di fare ciò che serve per evitare le conseguenze devastanti, sociali ed economiche, dei lockdown generalizzati».
Sono le parole della commissaria europea per la salute Stella Kyriakides in merito alla strategia sui vaccini presentata da Bruxelles.
«Dobbiamo tutti prepararci per i prossimi passi», ha aggiunto. «Il vaccino non sarà la bacchetta magica, ma giocherà un ruolo centrale per salvare vite umane e contenere la pandemia. E quando sarà trovato un vaccino sicuro ed efficiente, dobbiamo essere pronti a lanciarlo il più rapidamente possibile e costruire la fiducia dei cittadini nella sua sicurezza ed efficacia. I vaccini non salveranno vite umane, le vaccinazioni lo faranno».
Vigile anche l'OMS - L'evoluzione della situazione coronavirus in Europa è «molto preoccupante» ha detto il direttore dell'ufficio regionale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Hans Kluge, nel corso di un briefing sul Covid-19.