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Offensiva in favore delle «forze creatrici» della nostra società, a difesa della competitività della piazza economica e intellettuale.
Il governo vuole sbloccare 17.3 miliardi di franchi per promuovere l'educazione, la ricerca e la tecnologia elvetica.
L'importo riguarda il periodo 2004-2007 ed equivale a un incremento annuo dei contributi pubblici pari al 6%.
Di tale somma - si è però affrettata a dire la consigliera federale Ruth Dreifuss, responsabile del dossier formazione e ricerca - una parte verrà probabilmente congelata a causa della cattiva situazione finanziaria.
Nel 2004, 2006 e 2007 verrà bloccato l'1%, nel 2005 l'1,5%. Se tali misure non saranno revocate, i settori in questione riceveranno 480 milioni di franchi in meno.
Investimento sensato
Ad ogni modo, ha aggiunto la Dreifuss, nonostante qualche possibile correzione, la somma sbloccata a favore della ricerca e della formazione rimane considerevole: 3 miliardi in più rispetto al piano finanziario del 2000-03.
Si tratta, ha aggiunto, di un investimento a favore delle forze creatrici di questo paese. Dopotutto, ha precisato la responsabile del Dipartimento federale dell'interno, la Svizzera rischia di perdere la sua posizione di vantaggio nel campo della ricerca e formazione se non si farà qualcosa.
Svizzera, l'anello debole?
Ci sono paesi che investono di più, ha detto, «mentre da noi l'investimento nella materia grigia è in calo - in termini reali - dall'inizio degli anni '90». I mezzi messi a disposizione per i ricercatori sono assai inferiori rispetto a quanto si fa negli Stati Uniti.
Stessa musica da parte del ministro dell'economia Pascal Couchepin, il quale ha affermato che la Svizzera rischia di uscire dal drappello dei paesi leader nel settore della ricerca se non investirà di più.
Per i prossimi anni l'esecutivo intende quindi concentrare la propria azione su quattro grandi settori: il rinnovamento del corpo insegnante, il rafforzamento della ricerca, dell'innovazione e della cooperazione internazionale.
Boccata d'ossigeno per il FNS
Tra le istituzioni che necessitano di un'iniezione di denaro, ha ricordato la Dreifuss, il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS), che per l'occasione riceverà 680 milioni di franchi in più.
Attualmente tale istituzione è sommersa di richieste (+20% dal 1992) ma riesce solo a soddisfarne una parte. Ciò spiega anche l'alto tasso di progetti bocciati. L'aumento delle spesa pubblica per il FNS servirà a sostenere in particolare le scienze umane e sociali.
Più studenti, meno qualità?
La necessità di agire è evidenziata anche dal numero crescente di studenti, passati dal 72mila nel 1975 a 80mila a fine degli anni '90: nel 2010 il loro numero dovrebbe salire a 94mila.
Tale fenomeno, ha detto la Dreifuss, crea problemi anche alla qualità dell'insegnamento: nelle facoltà di sociologia vi è un professore ogni 110 studenti mentre in altre discipline vi è carenza di personale insegnante.
Obiettivo della ministra è anche aumentare la quota di donne presenti nell'insegnamento superiore. I programmi d'incoraggiamento in questo senso verranno rafforzati. Dal 1996, il numero di donne è passato dal 6 all'8%. "Il nostro obiettivo è di raggiungere il 14% nel 2006, ha precisato la consigliera federale.
swissinfo e agenzie