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Attualmente l'esercizio informatico della Confederazione avviene in diversi piccoli centri di calcolo collocati (CC) in varie sedi. Rispetto a un grande centro di calcolo, i vari piccoli centri consumano in linea generale più energia per la stessa capacità di calcolo e di memoria.
Piano interdipartimentale
Sulla base della Strategia TIC della Confederazione 2012-2015 i fornitori civili e militari di prestazioni hanno elaborato congiuntamente un piano interdipartimentale per raggruppare i centri di calcolo. Questo raggruppamento permette di adeguare i centri di calcolo dell'intera Amministrazione federale e dell'esercito - considerati eterogenei e poco efficaci - in modo da soddisfare il più economicamente possibile e se necessario anche in situazioni d'emergenza e di crisi le future esigenze in materia di capacità, sicurezza e disponibilità. Per tenere conto delle crescenti esigenze in materia di capacità di calcolo, i centri di calcolo vengono progettati e realizzati in maniera modulare.
Raggruppamento di quattro centri di calcolo
Oltre al rinnovo e alla manutenzione di uno dei centri di calcolo civili nella regione di Berna e dei due centri militari, il raggruppamento comprende anche la costruzione di un centro di calcolo che soddisfi le esigenze civili e venga utilizzato sia da utenti militari che da quelli civili. Il Consiglio federale ha affidato ad armasuisse - un ufficio del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) - la direzione del progetto di pianificazione e di costruzione di questo centro di calcolo comune (CAMPUS), che sarà in esercizio nel 2020.
Trasferimenti e migrazioni
Il trasferimento dell’infrastruttura e dei sistemi TIC presso il CC CAMPUS sarà effettuato gradualmente. A partire dal 2019 sarà costruita l’infrastruttura TIC necessaria all’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT), al Centro servizi informatici DFGP (CSI-DFGP) e al Centro servizi informatici DEFR (ISCeco). Seguiranno il trasferimento graduale delle applicazioni e lo smantellamento dei CC che cesseranno di essere operativi. A tal fine il Consiglio federale, nella seduta del 22 febbraio 2017, ha licenziato un messaggio per proporre l’approvazione di un credito complessivo di 41,2 milioni di franchi.
I due fornitori di prestazioni TIC Base d’aiuto alla condotta (BAC) e IT-DFAE saranno anch’essi integrati in questa rete. La BAC ha richiesto il credito d’impegno necessario nel Messaggio sull’esercito 2017. La migrazione di IT-DFAE avverrà non prima del 2022.
Modello operativo per la rete integrata dei centri di calcolo 2020
Contestualmente all’approvazione del progetto di creazione della rete integrata dei centri di calcolo, il 2 luglio 2014 il Consiglio federale ha incaricato il DFF di elaborare il modello operativo per l’intera rete.
Il 22 febbraio 2017, il Consiglio federale ha approvato il «Betriebsmodell Rechenzentren-Verbund Zielbild 2020» (modello operativo per la rete integrata dei centri di calcolo – obiettivo 2020), della cui attuazione ha incaricato i fornitori di prestazioni interni. Questo modello stabilisce quali hardware, sistemi operativi e memorie apporterà ogni fornitore di prestazioni TIC dell’Amministrazione federale alla rete integrata, in modo da creare proficue sinergie. Inoltre stabilisce che non potranno più essere costruiti, ampliati o ammodernati ulteriori centri di calcolo oltre ai quattro afferenti alla rete integrata.
Efficienza energetica: un fattore importante
I centri di calcolo forniscono prestazioni impiegando un ingente quantità di megawatt e sono ad alto consumo energetico. Negli ultimi anni il tema dell’energia ha acquisito importanza, poiché l’energia elettrica diventa sempre più costosa e presa di la coscienza ambientale, in generale, è aumentata. La pianificazione dei centri di calcolo è di conseguenza effettuata in modo efficiente dal punto di vista energetico e secondo severe direttive (tenendo ad es. conto delle moderne tecnologie di climatizzazione). Inoltre, si impone un progetto di sfruttamento di calore per riutilizzare il calore residuo prodotto dai centri di calcolo. Nella scelta dei siti l’Amministrazione federale ha tenuto conto di tale aspetto. Per ogni nuovo centro di calcolo viene verificato con le rispettive autorità se il calore residuo può essere riutilizzato (ad es. per riscaldare gli edifici).