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Il progetto Previdenza vecchiaia 2020 è una delle riforme più importanti degli ultimi decenni. Dal 1995 tutti i tentativi fatti per modificare l’AVS e abbassare il tasso di conversione sono stati respinti: ciò ha pesantemente indebolito i due pilastri e messo in pericolo le pensioni future degli svizzeri. Con questa riforma è stato trovato un compromesso democratico, che permette di impedire lo smantellamento della previdenza vecchiaia attraverso una diminuzione delle rendite, senza che vi sia una compensazione o un innalzamento automatico dell’età di pensionamento a 67 anni. La redazione del giornale “La Politique” si è intrattenuta su questo tema con Yannick Buttet, consigliere nazionale vallesano e vicepresidente del Partito.
Onorevole Buttet, perché l’iniziativa “AVSplus” è stata respinta? Anch’essa aveva quale obiettivo un aumento delle rendite...
L’iniziativa “AVSplus” aveva quale obiettivo l’aumento del 10 percento di tutte le rendite AVS. Il progetto prevedeva un aumento di 117,50 franchi sulla rendita minima e di 235 franchi su quella massima. Questo incremento generale avrebbe scavato un deficit di 5,5 miliardi di franchi supplementari: un disavanzo insostenibile. Inoltre il finanziamento dell’aumento delle rendite AVS non era previsto. Il supplemento di 70 franchi pensato per questo progetto di previdenza vecchiaia nel 2030 costerà 1,4 miliardi di franchi e permetterà di compensare così (in parte) la diminuzione delle rendite causata dall’abbassamento del tasso di conversione.
Perché pagare 70 franchi?
Questa somma, proposta dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati, è il risultato di una serie di analisi. Il progetto del Consiglio federale prevedeva delle misure di compensazione di 3 miliardi di franchi, dei quali la maggior parte (1,6 miliardi) devoluti per la previdenza vecchiaia, mentre il resto (1,4 miliardi) per l’AVS. Nell’AVS la compensazione doveva tradursi in un supplemento di rendita sostanziale e in un innalzamento del tetto delle rendite per le coppie. Siccome il supplemento di rendita doveva avere un’incidenza proporzionalmente più grande sulle rendite più basse, è stata stabilita una somma fissa. In questo modo il supplemento di 70 franchi equivale a un aumento del 6 percento della rendita minima e del 3 percento di quella massima. Il supplemento in questione e l’innalzamento del tetto delle rendite per le coppie al 155 percento della nuova rendita massima di vecchiaia si traducono in un aumento delle rendite AVS del 6,5 percento e il suo finanziamento è garantito.
Perché questa compensazione nell’AVS è stata accordata secondo il principio dell’innaffiatoio?
Anche la riduzione del tasso di conversione è applicata secondo il principio dell’innaffiatoio per tutti gli assicurati affiliati a delle istituzioni di previdenza che applicano il regime minimo LPP o che vi si avvicinano; le loro rendite diminuiranno del 12 percento (a causa della riduzione del tasso di conversione dal 6,8 al 6 percento). Occorre comunque considerare una differenza: il supplemento di rendita AVS non è una percentuale, bensì una somma fissa. L’AVS è un’assicurazione solidale e sociale: tutti dovranno versare 0,3 punti di contributi salariali supplementari (datori e impiegati in parte uguale) e tutti i nuovi pensionati beneficeranno del supplemento di rendita AVS di 70 franchi come compensazione. In questo senso la misura è nettamente più vantaggiosa per chi ha un salario basso.
Yannick Buttet
Vicepresidente PPD svizzero e consigliere nazionale (VS)