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Il terremoto politico delle elezioni federali dello scorso 20 ottobre, con il rafforzamento del fronte progressista, inizia già a farsi sentire. All’apertura della 51ma legislatura il Consiglio nazionale ha infatti deciso, entrando nel merito sul relativo disegno di legge, che è necessario inasprire le norme relative ai lobbisti in parlamento, contrariamente a quanto deciso in prima lettura e raccomandato dalla commissione preparatoria.
L'entrata in materia sulla revisione della Legge sul Parlamento, che si basa su un'iniziativa dell'ex "senatore" Didier Berberat (PS/NE), è stata approvata con 107 voti contro 66 e 4 astenuti. L'oggetto torna quindi in commissione per l'esame particolareggiato.
La posizione commissionale è stata invece difesa dal deputato ticinese del PPD Marco Romano, secondo il quale la proposta “genererà solo burocrazia senza portare alcun plusvalore, considerato che buona parte del lavoro dei lobbisti avviene fuori dalle mura di Palazzo federale”.
La maggioranza ha al contrario ritenuto insufficienti le regolamentazioni attuali: il solo elenco nominativo dei lobbisti non è abbastanza chiaro su quali mandati abbiano e quali società e organizzazioni rappresentino.