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LOSANNA - Logitech non ha mai avuto così tanto denaro in cassa e sta procedendo ad acquisizioni, sebbene quelle effettuate finora siano di grandezza tale da non dover essere annunciate. Il produttore svizzero-statunitense di mouse, tastiere e webcam - che si è rivelato uno dei grandi vincitori della crisi Covid - punta a crescere ulteriormente.
«Non definirei certo la pandemia come un'opportunità, ma per tutte le unità di Logitech è gratificante vedere come i nostri prodotti siano stati importanti per connettere le persone», afferma il Ceo Bracken Darrell in un'intervista pubblicata oggi dal periodico economico romando L'Agefi. Al di là delle cifre (+74% del giro d'affari nell'ultimo esercizio) l'anno è stato decisivo «perché ci ha ricordato che quanto facciamo è molto importante».
Considerato l'ottimo andamento degli affari la società ha quindi esteso a un miliardo di dollari il programma di riacquisti di azioni, che era stato lanciato nel luglio 2020 con un importo di 250 milioni. Può farlo grazie a un livello assai elevato di liquidità, 1,75 miliardi di dollari. «Abbiamo molto contante e nessun debito», spiega il dirigente.
In parallelo il gruppo si sta espandendo anche attraverso le acquisizioni e intende farlo anche in futuro. Le ultime operazioni effettuate non erano sufficientemente grandi acciocché si dovesse annunciarle: sono state tre nell'ultimo trimestre e hanno comportato una spesa totale di 42 milioni. «Ne sentirete parlare presto», rivela il 58enne americano nato in Kentucky e con studi a Harvard. Il settore in questione? Non può ancora essere rivelato, potrebbe però essere nei comparti giochi, videoconferenze o diffusione di contenuti. "Vi sono grandi opportunità", si è limitato a dire l'ex quadro di Whirlpool e Braun.
Di fronte alla carenza globale di semiconduttori - un problema che attanaglia tutte le industrie mondiali - Darrell si dice ottimista. «Faremo almeno altrettanto bene dei nostri concorrenti per garantire l'approvvigionamento dell'azienda», afferma. Questo anche grazie alla diversificazione della gamma di prodotti.
Quando Bracken Darrell è diventato presidente della direzione di Logitech, nel 2013, l'azione della società valeva sette franchi. Oggi il corso supera i 110 franchi ed è più che raddoppiato nell'arco di un solo anno. Ma per il manager che ha due docenti come genitori l'avventura non è finita. «Onestamente, non riesco a ricordare un solo giorno della mia vita in cui mi sia annoiato: e oggi sono più eccitato che mai da quando sono entrato in Logitech», osserva. «Sono pronto a rimanere altri dieci anni», aggiunge. Il Ceo non vuole inoltre dormire sugli allori, conscio del fatto che di una storia aziendale fanno parte anche i fallimenti. Per questo non intende pensare troppo ai successi: «Sì, bisogna celebrare i buoni risultati annuali, ma occorre poi voltare pagina e pensare al mese successivo».
Fondata nel 1981 a Apples (VD), Logitech si è rapidamente espansa nella Silicon Valley californiana. Oggi è una realtà presente in tutto il mondo con prodotti di vari marchi. Nell'esercizio 2020/2021 (terminato a fine marzo) ha conseguito un fatturato di 5,3 miliardi di dollari e un utile di 947 milioni.
Logitech non ha mai avuto così tanto denaro in cassa e sta procedendo ad acquisizioni, sebbene quelle effettuate finora siano di grandezza tale da non dover essere annunciate. Il produttore svizzero-statunitense di mouse, tastiere e webcam - che si è rivelato uno dei grandi vincitori della crisi Covid - punta a crescere ulteriormente.