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"A Berlino abbiamo raggiunto il consenso per fornire aiuti umanitari": lo ha detto il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov in una conferenza stampa, trasmessa in diretta da Russia Today, nella quale ha commentato l'esito dei negoziati di ieri sulla crisi ucraina con i colleghi tedesco, francese e ucraino.
Non ci sono stati per contro risultati positivi su tregua e soluzione politica, ha detto Lavrov. A suo avviso, la richiesta di Kiev di aiuti militari dall'Europa viola tutti gli accordi precedenti.
Secondo Lavrov, il cessate il fuoco "deve essere senza condizioni", mentre Kiev continua a porre condizioni "molto vaghe". Quanto all'avvio di una soluzione politica che includa tutte le regioni e le forze politiche, il capo della diplomazia russa ha sottolineato che le leggi sulla 'lustrazione' (l'esclusione da certe professioni di persone compromesse con il vecchio regime, ndr) e sul bando di partiti politici all'esame della Rada (il Parlamento ucraino) "portano alla divisione del Paese".
Il capo della diplomazia russa ha ricordato che in tre settimane gli osservatori dell'Osce non hanno segnalato alcun passaggio illegale della frontiera russo-ucraina e ha rivendicato il diritto di Mosca di prendere "qualsiasi decisione ritenga necessaria per la propria sicurezza" di fronte ad un conflitto in corso anche "a pochi chilometri dal nostro confine". "Bombe - ha detto - hanno colpito il nostro territorio, diversi edifici sono stati distrutti nel settore civile e sono state riportate vittime. Non partiamo dal principio che si tratti di un atto deliberato, probabilmente tutto questo è successo per caso ma la prudenza non è mai troppa, dobbiamo mostrare attenzione".
SDA-ATS