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Dalla creazione dell’Accademia delle scienze, nel 1725, San Pietroburgo ospita scienziati di tutta Europa.
Anche dalla Svizzera sono partiti alcuni importanti studiosi. Vi hanno trovato le condizioni ideali allo studio e un vivo ambiente per gli scambi intellettuali.
Fra i primi emigrati svizzeri, arrivati a San Pietroburgo, si incontrano alcuni importanti scienziati. È stato Pietro il grande a creare l’Accademia delle scienze nel 1725 e, per dargli vita e l'auspicata importanza, ha chiamato dei luminari da tutta Europa.
Morto poco dopo, lo zar non ha visto i risultati della sua volontà, ma l’istituzione aveva già iniziato un’attività che avrebbe dato lustro alla nazione.
Ambizione ripagata
Si trattava di un progetto prestigioso. In quel periodo la Russia non disponeva di un sistema scolastico unificato e non era in grado di formare degli accademici. Paradossalmente nei primi 20 anni di attività, nessun russo ha frequentato l’Accademia.
Nei primi vent'anni vi si contavano infatti 111 accademici, esclusivamente stranieri. La maggior parte proveniva dalla Germania, ma anche gli svizzeri erano presenti. Fra i membri vi si contano infatti ben nove confederati, contro quattro francesi e un britannico.
E l’Accademia delle scienze ha permesso ad alcune grandi figure della scienza elvetica di emergere. Si tratta soprattutto dei basilesi Bernoulli e Euler.
I maestri delle nuove scienze
La vicenda di Nicolas e Daniel Bernoulli, arrivati a San Pietroburgo nel 1725 è particolarmente interessante.
Nicolas, specializzato in meccanica è deceduto già nel 1725 per un’ulcera gastrica, ma suo fratello Daniel (1700-1782) ha potuto studiare nell’istituto russo la dinamica dei liquidi.
Con i suoi lavori ha offerto un contributo importante alla comprensione dell’idrodinamica e dell’idraulica. Delle discipline che^, nella loro applicazione, spaziano dalla geologia all’astronomia.
Nel 1733, Daniel Bernoulli ha abbandonato il suo laboratorio esclusivo al centro della metropoli russa per ritornare nella città natale, Basilea. Ma dai suoi scritti si nota una nostalgia, non solo per le infrastrutture che l’Accademia di San Pietroburgo gli metteva a disposizione, ma anche per quel clima di dibattito intellettuale tanto stimolante che caratterizzava la città di quell’epoca.
swissinfo, Julia Slater
(adattamento: Daniele Papacella)
In breve
Nel Settecento San Pietroburgo vive una stagione d’oro per la ricerca scientifica.
Il nuovo spirito illuminista circonda la corte degli zar e permette agli scienziati – almeno ad una ristretta cerchia di essi provenienti da tutta Europa – di lavorare indipendentemente all’interno dell’Accademia delle scienze.
L’accademia è ristretta e le condizioni ideali: i progressi per la scienza rimangono fino ai giorni nostri di particolare rilevanza.
In questo periodo la città ottiene il nomignolo di «paradiso degli istruiti».