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Nobel per la pace a due giornalisti
Il Comitato norvegese lo ha attribuito alla filippina Maria Ressa e al russo Dmitri Muratov
Il Nobel per la pace 2021 è stato attribuito a due giornalisti: la filippina Maria Ressa e il russo Dmitri Muratov.
Lo ha comunicato oggi, venerdì, il Comitato norvegese, preposto ad assegnare ogni anno questo riconoscimento. Il premio assegnato per "i loro sforzi nel salvaguardare la libertà di espressione, una precondizione della democrazia e del mantenimento della pace", ha commentato Berit Reiss-Andersen, presidente del comitato.
BREAKING NEWS:— The Nobel Prize (@NobelPrize) October 8, 2021
The Norwegian Nobel Committee has decided to award the 2021 Nobel Peace Prize to Maria Ressa and Dmitry Muratov for their efforts to safeguard freedom of expression, which is a precondition for democracy and lasting peace.#NobelPrize #NobelPeacePrize pic.twitter.com/KHeGG9YOTT
I due reporter sono stati insigniti del prestigioso riconoscimento "per la loro coraggiosa lotta per la libertà di espressione in Russia e nelle Filippine; entrambi rappresentano tutti i giornalisti che lottano per questo ideale in un mondo nel quale la democrazia e la libertà di stampa sono confrontata a condizioni sempre più avverse", si legge sul sito web del Premio Nobel per la pace.
Le motivazioni
Maria Ressa, prosegue il comitato, "ha mostrato l'abuso di potere, l'uso della violenza e l'autoritarismo crescente nel suo Paese, cofondando nel 2013 il sito Rappler", una testata digitale di giornalismo investigativo che ha più volte pubblicato inchieste sul controverso presidente Rodrigo Duterte e la sua campagna di omicidi mirati a mettere fine al traffico di droga.
Muratov ha per parte sua "difeso per decenni la libertà di espressione nella Federazione russa, a condizioni sempre più restrittive"; nel 1993 è stato uno dei cofondatori del giornale Novaya Gazeta, diventandone dal 1995 il caporedattore. Sei giornalisti di Novaya Gazeta sono stati uccisi nel corso degli anni, inclusa Anna Politkovskaia, la quale scrisse articoli di inchiesta sulla guerra in Cecenia e di cui proprio ieri, giovedì, ricorrevano i 15 anni dell'assassinio, di cui non si è mai scoperto il mandante. Nonostante queste uccisioni, "Muratov ha sempre rifiutato di abbandonare la linea indipendente" del giornale.
"Continuare a lottare"
"Questo premio ci dà forza per continuare la lotta per la verità" e per "uscire dall'oscurità", ha dichiarato Ressa. A Manila, "il governo non sarà contento, ma la nostra è una battaglia per la verità. E la verità non esiste senza i giornalisti". La libertà di espressione e di stampa, ha aggiunto, riguarda "non solo il futuro delle Filippine, ma le democrazie in tutto il mondo".
Muratov ha per parte sua dedica il Premio Nobel al suo giornale e ai collaboratori assassinati a causa delle loro inchieste: "Il merito non è mio, ma di Novaya Gazeta e dei giornalisti morti nel difendere la libertà di espressione e i diritti delle persone".
Un plauso dall'ONU e anche dal Cremlino
Un plauso ai due giornalisti premiati è arrivato dalla Nazioni Unite, per il tramite della direttrice del servizio stampa dell'ONU a Ginevra Alessandra Vellucci, e anche dal Cremlino. "Muratov segue e conserva i suoi ideali; è talentuoso e coraggioso", ha dichiarato il portavoce della presidenza russa Dmitri Peskov. Le parole Peskov sono arrivate un po' a sorpresa, dato che in Russia è in corso una repressione nei confronti delle ONG e dei media indipendenti critici con il potere. Molte testate sono infatti state definite "agenti stranieri".