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Il rendimento dei club svizzeri in campo europeo è inversamente proporzionale al cammino della Nazionale e in coppa UEFA si comportano egregiamente.Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2001 - 09:26
Se la selezione rossocrociata è scesa al 62° posto dei valori mondiali, Grasshopper, San Gallo e Servette vanno vicini all'en-plein nell'andata del secondo turno di Coppa UEFA.
Cavallette tranquille
Il Grasshopper, dopo la sconfitta con il Lucerna in campionato, ha regolato la pendenza Twente nella prima ora di gioco. Le cavallette erano in vantaggio 2-0 già al 35' grazie al mattatore della serata, l'uruguaiano Richard Nunez. Il venticinquenne bomber (12 reti finora in campionato) della squadra campione svizzero ha infatti siglato una tripletta che ha messo in ginocchio gli olandesi di Van't Schip e ipotecato il passaggio del turno - la quarta rete zurighese è stata messa a segno da Petric -.
Fra quindici giorni ad Enschede la gara può essere affrontata con più serenità dai campioni nazionali. Da notare che Zaugg ha tenuto in panchina gente del calibro di Chapuisat, Diop e Cabanas...
Il San Gallo ben ricompensato
Incredibile scenario! L'anno scorso ha eliminato nientemeno che il Chelsea, grande protagonista della Premiership. Dodici mesi dopo il San Gallo di Koller, sostanzialmente modificato e ridisegnato, ha messo una seria ipoteca sul passaggio del turno contro il Friburgo, attualmente 14.o della Bundesliga, vincendo 1-0 su suolo tedesco, nei minuti di recupero.
Gara intensa quella di Freiburg, con i biancoverdi svizzeri a soffrire parecchio la foga del Friburgo (con lo svizzero Oumar Konde in campo): Zellweger è stato senza dubbio il migliore dei suoi mentre a Gane è toccato svariare su tutto il fronte d'attacco. Koller infatti ha schierato la squadra con un prudente sistema 4-5-1 che se da una parte ha tarpato le ali in fase d'attacco, dall'altra ha messo in risalto l'impeccabile prova della difesa.
Dopo aver sofferto un po' nei primi 15', i biancoverdi (con Nixon al rientro) sono riusciti a prendere le giuste misure. Il loro spirito combattivo è poi stato premiato al 93', quando il ventiquattrenne sudafricano Mokoena - dopo che Koller aveva messo in campo Jefferson al posto di Gane - ha messo a segno il gol decisivo che fa ben sperare per il ritorno tra due settimane all'Hardturm di Zurigo. Dal Santo e compagni potranno fare affidamento sul loro fantastico pubblico, per "vedere" il terzo turno della Coppa UEFA.
Il Servette stia in guardia
Ventiquattro anni dopo essere stato eliminato dall'Athletic Bilbao, il Servette ha ritrovato un avversario spagnolo in Coppa UEFA, ma questa volta lo ha fatto soffrire. A Saragozza non è stato facile ma i ragazzi di Favre, secondi nel campionato svizzero dietro al Basilea, sono riusciti a farsi onore.
Lo 0-0 maturato al termine di 90 minuti intensi può anche andare stretto ai ragazzi di Lucien Favre: gli iberici, che nel 1995 hanno vinto la Coppa delle coppe, si sono salvati grazie ad un palo (colpito da Oruma) e ad un miracoloso intervento sulla linea di porta dopo tiro a botta sicura di Alex Frei.
Il Real Saragozza che occupa solo la 9.a posizione nella Liga, ha cercato di sfiancare la compagine svizzera sul piano del ritmo ma si è scontrata contro un Servette sornione, quasi ermetico in difesa e pronto a ripartire in contropiede. Attenzione però: il pareggio conquistato allo stadio La Romareda non può far dormire sonni tranquilli al Servette che il 1° novembre dovrà assolutamente segnare almeno una rete per passare il turno.
Filippo Frizzi
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