Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/45572

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La norma, secondo cui i provider devono registrare i dati relativi alle comunicazioni per la durata di sei mesi, era valida ancor prima dell'entrata in vigore della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT; RS 780.1) ed era sancita nella legge sulle telecomunicazioni. Con l'entrata in vigore della LSCPT detta disposizione è stata integrata nell'articolo 15 capoverso 3 della legge e non nella relativa ordinanza (ordinanza sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni, OSCPT; RS 780.11). </p><p></p><p>La disposizione va interpretata in relazione all'art. 45 della legge sulle telecomunicazioni (LTC; RS 784.10) e all'art. 60 dell'ordinanza sui servizi di telecomunicazione (OST; RS 784.101.1). Queste due prescrizioni permettono infatti agli offerenti di registrare i dati relativi ai propri clienti per l'intero periodo durante il quale possono rivendicare il compenso per le prestazioni fornite. Inoltre, sempre sulla base della stessa disposizione, i provider sono obbligati a registrare i dati relativi ai propri clienti finché sussiste la possibilità di contestare la fattura per le prestazioni offerte (art. 60 cpv. 2 OST).</p><p></p><p>1. La base legale formale (art. 15 cpv. 3 LSCPT e art. 45 LCT), emanata dal Parlamento, è sufficiente per sancire l'obbligo summenzionato di registrazione dei dati per la durata di sei mesi. L'incaricato federale della protezione dei dati è stato consultato nell'ambito della procedura legislativa e non si è opposto all'istituzione della base legale.</p><p></p><p>2. La necessità di questa disposizione è data da due fattori. Primo, nel caso di una contestazione della fattura, i provider devono dimostrare di avere fornito la prestazione e, di conseguenza, di avere diritto alla somma fatturata. Secondo, l'obbligo di registrazione per un determinato periodo è di fondamentale importanza per le autorità inquirenti. Tuttavia, le informazioni vengono rilasciate alle autorità inquirenti soltanto se le competenti autorità cantonali o federali presentano una domanda che poi è accolta dall'autorità preposta all'autorizzazione. Prima dell'avvio di una tale procedura vi deve essere comunque il sospetto concreto che sia stato commesso un delitto elencato nella lista della LSCPT. </p><p></p><p>Come in ogni altro settore dell'ordinamento giuridico svizzero, è naturalmente possibile eludere le norme anche in questo campo. Occorre tuttavia relativizzare questa ipotesi, visto che grazie alle rogatorie è possibile chiedere il sostegno necessario alle autorità estere.</p><p></p><p>3. La disposizione summenzionata è valida anche per le comunicazioni telefoniche (art. 15 cpv. 3 LSCPT), mentre per la corrispondenza postale sono in vigore prescrizioni analoghe (cfr. art. 12 cpv. 2 LSCPT).</p><p></p><p>4. L'incaricato federale della protezione dei dati è stato consultato nel quadro dei progetti relativi alle nuove prescrizioni della LSCPT e dell'OSCPT. Egli non si è espresso esplicitamente in merito alla registrazione di certi dati per un determinato periodo .</p><p></p><p>5. I provider registrano automaticamente i dati, ovvero parte di essi, per scopi aziendali (cfr. punto 2). La disposizione della LSCPT summenzionata, secondo cui i dati relativi alle comunicazioni devono essere registrati per un periodo di sei mesi, non genera assolutamente costi d'esercizio e investimenti sproporzionatamente alti.</p><p></p><p>6. Nel settore della sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni, gli Stati europei hanno emanato o stanno per emanare regolamentazioni analoghe. L'attuazione di queste regolamentazioni non è tuttavia unitaria. Nei settori in cui sono già in vigore delle norme europee (norme ETSI), il Consiglio federale, ovvero il Dipartimento dell'Ambiente, dei Trasporti, dell'Energia e delle Comunicazioni competente, si è già ispirato ad esse. Nei settori in cui l'Unione europea non ha ancora emanato decreti vincolanti o in cui non vi sono norme ETSI, la regolamentazione svizzera tiene in considerazione i progetti per le future norme europee.</p>  Risposta del Consiglio federale.