Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01282.jsonl.gz/931

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
NEW YORK - L'onda lunga della crisi dei mutui continua a colpire le banche americane, facendo salire a 82 il numero degli istituti che quest'anno si sono visti costretti a chiudere i battenti. Nel 2009 ne erano già spariti 140.
La notte scorsa, le autorità statunitensi hanno chiuso Washington First International Bank, una piccola banca di Seattle. La Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic) l'agenzia governativa che ha gestito e supervisionato la lunga sequenza di fallimenti che ha falcidiato le banche medio piccole negli Usa, ha fatto sapere che tutti i depositi e la maggior parte degli asset di Washington First verranno trasferiti alla californiana East West Bancorp di Pasadena: in tutto circa 441 milioni di dollari di depositi e asset per 521 milioni di dollari. L'operazione è costata alla Fdic 158,4 milioni di dollari mentre East West ha pagato un premio dello 0,5% per acquisire i depositi di Washington First.
Le banche americane di taglia medio-piccola stanno ancora facendo i conti con i mutui a rischio e faticano di più a risollevarsi dalla crisi finanziaria, innescata dal crac di Lehman Brothers, rispetto ai grandi istituti e società finanziarie che già hanno ripreso a macinare solidi profitti. Ma con il tempo le cose non miglioreranno e anzi la Fdic si aspetta che i fallimenti bancari raggiungeranno un picco nel terzo trimestre di quest'anno per poi rallentare se la ripresa continuerà a marciare a passo costante.
SDA-ATS