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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le autorità conoscono gli attuali punti deboli e le lacune nella formazione della polizia svizzera, evidenziati nel postulato. Essi sono stati esaminati nell'ambito dei rapporti USIS I e USIS II, anche se ciò non era stato previsto dal mandato iniziale del progetto. </p><p>Il rapporto USIS I, del 26 febbraio 2001, ha quindi presentato un elenco delle diverse offerte formative esistenti attualmente in Svizzera, insistendo sul fatto che questa formazione doveva essere considerata uno degli elementi essenziali del processo di riforma della sicurezza interna svizzera. Si è constatato che la formazione di base degli agenti di polizia e le formazioni speciali sono impartite in corsi interni organizzati dai corpi di polizia, nelle scuole istituite dai concordati o ancora presso l'Istituto svizzero di polizia di Neuchâtel (ISP), presso il quale è pure di principio effettuata la formazione dei quadri . Il rapporto ha inoltre sottolineato l'assenza, da una parte, di una formazione istituzionalizzata per le autorità giudiziarie su scala federale o cantonale e, dall'altra, di un'infrastruttura centralizzata per l'organizzazione della formazione di polizia (sale per la teoria, luoghi di alloggio, piazze di esercizio e di tiro, ecc.). Da ciò è emersa la necessità di mettere in atto una strategia per uniformare i processi e designare un organo responsabile in materia. </p><p>Il rapporto USIS II, del 12 settembre 2001, si è dal canto suo occupato della problematica del riconoscimento federale della professione di agente di polizia e di alcune iniziative in fase di progettazione o di attuazione in Svizzera nell'ambito della formazione della polizia, quali il progetto di una formazione professionale superiore e la costruzione di un nuovo edificio per l'ISP, la centralizzazione dei corsi all'interno dei quattro concordati svizzeri di polizia - in particolare con la nuova Scuola di polizia del Concordato della Svizzera centrale e nordoccidentale a Hitzkirch/LU - e le offerte di formazione continua, a volte coordinate con le autorità giudiziarie di perseguimento penale, come la scuola svizzera della magistratura o il diploma postlaurea per la lotta contro la criminalità economica, offerto dalla Scuola superiore di gestione (Haute école de gestion) di Neuchâtel e dalla scuola superiore di economia (Hochschule für Wirtschaft) di Lucerna. Una delle raccomandazioni di questo rapporto prevede di rafforzare la posizione della Confederazione, che dovrebbe ormai anch'essa garantire la formazione del proprio personale di polizia e giudiziario, nel quadro dell'attuazione del Progetto Efficienza. </p><p>In base a queste constatazioni e alla richiesta dell'ISP, intesa ad ottenere fondi per la costruzione e l'utilizzazione di un nuovo edificio, l'8/9 novembre 2001 la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP) ha deciso di istituire un gruppo di lavoro specifico denominato "Concetto generale della formazione", presieduto dalla Consigliera di Stato Karin KELLER-SUTTER, direttrice del dipartimento di giustizia e polizia del Cantone di San Gallo, e diretto, in qualità di capo progetto, dal Dott. Christoph HOFFMANN, ex comandante della polizia della città di Berna. Fermo restando che l'obiettivo generale è quello di stabilire un concetto generale per una politica di formazione dei membri della polizia e delle autorità di perseguimento penale nonché degli altri organi della giustizia, nei settori che vi si prestano, il gruppo, composto da una ventina di rappresentanti sia federali sia cantonali degli ambienti della politica, della polizia, della magistratura e della formazione, è stato incaricato, nel settembre 2002, delle seguenti mansioni:</p><p>1. stabilire direttive politico-strategiche per la formazione dei membri dei corpi di polizia;</p><p>2. elaborare mandati di prestazioni destinati ai diversi istituti di formazione e agli altri organismi che offrono questo servizio;</p><p>3. esaminare se sia realizzabile e utile raggruppare dal punto di vista organizzativo e giuridico - eventualmente in forma di "Accademia della sicurezza" o "Istituto per la polizia, le autorità di perseguimento penale e la giustizia" - le numerose offerte della formazione di base e di quella continua in primo luogo per la polizia, ma anche per le autorità di perseguimento penale e per la giustizia, nei settori che toccano le attività di polizia;</p><p>4. valutare le risorse finanziarie, logistiche e di personale, elaborando diverse varianti e tenendo conto degli istituti già esistenti, come l'ISP. </p><p>Il gruppo di lavoro ha ora terminato, come previsto, l'esame dello stato attuale, con l'inventario dei percorsi formativi esistenti, l'identificazione dei punti forti e delle lacune e l'analisi degli sviluppi previsti in seno alla polizia e agli altri settori ad essa connessi, tenendo conto della situazione svizzera e paragonandola agli altri paesi europei. Nella seduta del 16 gennaio 2003, il comitato direttivo del progetto ha del resto preso atto del rapporto di analisi della situazione, dichiarando di condividerne i contenuti.</p><p>Dal rapporto emerge che i punti forti del sistema di formazione decentralizzato di cui disponiamo attualmente sono in particolare: il suo aspetto prettamente pratico e vicino al lavoro della polizia, la sua grande flessibilità nel rispondere alle necessità formative che si manifestano a corto termine nonché la sua base regionale e locale, che facilita considerevolmente il lavoro di prossimità svolto dalla polizia. Le sue lacune sono invece dovute all'assenza di un concetto generale e di legami con il sistema formativo generale svizzero, che dal canto suo si avvicina sempre più agli standard europei. Ne consegue che le sinergie interne ed esterne alla polizia sono sfruttate in modo insufficiente e che sul piano federale, per esempio, la professione di agente di polizia non è ancora riconosciuta. Le infrastrutture per la formazione non sono sviluppate in misura soddisfacente e sono pochi i docenti che dispongono di una formazione didattica. La formazione per i quadri non soddisfa più le esigenze sempre crescenti e, inoltre, mancano norme di formazione generali e vincolanti e un sistema che assicuri qualità e trasparenza dei costi.</p><p>Queste constatazioni hanno così permesso di stilare il profilo dei futuri membri della polizia, definendo di conseguenza quali saranno i bisogni relativi alla formazione e al perfezionamento, e di abbozzare le soluzioni seguenti:</p><p>1. il concetto generale da elaborare deve includere la formazione di tutti gli organi di polizia comunali, cantonali e federali, e anche i percorsi formativi e di perfezionamento negli ambiti comuni alle attività della polizia e della giustizia. Esso deve rispondere alle necessità specifiche dei diversi livelli, integrandosi nel sistema generale di formazione;</p><p>2. i criteri applicabili alla formazione necessaria per esercitare le diverse attività e funzioni nonché le condizioni di ammissione alla formazione devono essere definiti;</p><p>3. l'organizzazione della formazione e il corpo insegnante devono essere professionalizzati;</p><p>4. la trasparenza dei costi deve essere garantita.</p><p>Per il seguito i lavori prevedono di abbozzare le varianti strategiche, per poi elaborare un concetto dettagliato, seguito da un piano di attuazione, prima del rapporto finale da presentare nella primavera del 2004 alla CDCGP che deciderà in merito.</p><p>Visto quanto precede, è per ora prematuro affermare che in Svizzera è necessario creare un centro di formazione centralizzato, quale l'accademia di polizia proposta dal postulato, come unico modo per ottenere un'unità di dottrina in materia di formazione di polizia. Il rapporto USIS IV, dal canto suo, non conterrà alcun risultato in merito, dal momento che il mandato conferito dal DFGP e dalla conferenza svizzera dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP) non lo prevedeva. Per contro, il gruppo di lavoro specifico "Concezione generale della formazione" della CDCGP ha fatto proprie le tesi espresse nei primi rapporti USIS e, fra le numerose questioni che gli incombono, ha ormai anche l'incarico di esaminare questo aspetto particolare in una prospettiva che del resto va oltre quella del postulato, poiché non concerne solo la formazione continua, ma anche quella di base, e non si limita ai soli corpi di polizia. Questo gruppo di lavoro esprimerà le proprie opinioni tenendo conto evidentemente delle infrastrutture già esistenti nell'ambito della sicurezza interna, in particolare dei centri di formazione quali il CIEL di Lucerna. Tuttavia i bisogni degli altri partner della sicurezza, ossia l'esercito, il Corpo delle guardie di confine, il Corpo della guardia delle fortificazioni o la Guardia svizzera, non possono essere valutati nell'ambito del mandato del gruppo di lavoro, ma necessitano eventualmente di un'analisi complementare dettagliata. Inoltre, benché vi sia una stretta cooperazione con la Confederazione, la quale ha ormai anch'essa delle aspettative in merito, il gruppo di lavoro terrà pure presente la sovranità cantonale per quanto riguarda l'organizzazione e quindi anche le formazione di polizia. Una risposta concreta sarà presentata con il rapporto finale, pubblicato nella primavera del 2004.</p>