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Roberto David Castillo ordinò l'eliminazione di Bertha Cáceres per non avere ostacoli con la sua compagnia idroelettrica costruita su un territorio indigeno
Un tribunale dell'Honduras ha dichiarato ieri l'imprenditore Roberto David Castillo colpevole dell'uccisione, nel marzo 2016, di Bertha Cáceres, l'ecologista indigena che nel 2015 aveva ottenuto il massimo riconoscimento mondiale per le lotte ambientaliste, il Premio Goldman.
Castillo, scrive il quotidiano "El Heraldo", è stato condannato all'unanimità dai giudici quale coautore del reato di omicidio. L'entità della pena sarà decisa in un'udienza prevista il 3 agosto, ma gli esperti ritengono che dovrebbe essere fra i 20 ed i 30 anni di carcere.
Fondamentali per giungere alla colpevolezza dell'imputato, hanno indicato fonti giudiziarie, sono stati i dati ottenuti dal sequestro e dalla perizia del cellulare di Castillo. Le informazioni ottenute dal telefonino hanno fra l'altro permesso di stabilire che egli ordinò l'eliminazione di Caceres come parte di un piano per rimuovere qualsiasi ostacolo alle operazioni della compagnia idroelettrica Desa sul fiume Gualcarque, territorio ancestrale degli indigeni Lenca.
Dopo la sentenza il Pubblico ministero del processo ha ricordato che "il presente caso è ancora aperto e si sta lavorando per identificare altri autori intellettuali coinvolti nell'omicidio dell'attivista".
Bertha Caceres fu uccisa il 3 marzo 2016 nella sua casa a La Esperanza, nel dipartimento di Intibucá, appena un anno dopo aver ottenuto il Premio Goldman per il suo impegno ambientalista a favore della comunità indigena Lenca, la più numerosa in Honduras.