Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/76715

<h2>SubmittedText<h2><p>L'Università di Zurigo ha avviato una sperimentazione nel corso della quale si intende analizzare direttamente sull'uomo gli effetti dell'ecstasy sulla psiche.</p><p>Quest'azione mostruosa mi induce a chiedere al governo di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza, secondo cui è inammissibile impiegare esseri umani per sperimentare delle droghe che mettono in pericolo la salute e la vita?</p><p>2. La Commissione federale d'etica ha espresso il suo parere in merito? Se sì, qual è stata la sua valutazione?</p><p>3. Tra le persone sottoposte alle sperimentazioni vi sono anche giovani o minorenni?</p><p>4. Qual è, se esiste, la base legale che consente di effettuare tali sperimentazioni?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a vietare questa sperimentazione per rispetto della dignità umana e a tutela della salute?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Stando alle indicazioni fornite dai responsabili dell'Università di Zurigo, non viene effettuato alcuno studio nell'ambito del quale si somministra ecstasy ai partecipanti. Si tratta di un'informazione errata, pubblicata da diversi giornali svizzeri tra dicembre 2006 e gennaio 2007.</p><p>È vero che un gruppo di ricercatori dell'ateneo zurighese sta analizzando, nell'ambito di uno studio, se la droga ecstasy causi danni cerebrali durevoli ai suoi consumatori. Le persone che partecipano allo studio, però, sono già tutte dipendenti da questa sostanza: la droga non viene somministrata loro dai ricercatori.</p><p>Lo studio è condotto nel rispetto di severe condizioni, disciplinate nella legge sugli agenti terapeutici (approvazione della competente commissione cantonale d'etica e notifica presso l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici, Swissmedic). Siccome non viene utilizzata una sostanza vietata ai sensi dell'articolo 8 della legge sugli stupefacenti, non è necessaria un'autorizzazione eccezionale dell'Ufficio federale della sanità pubblica.</p>  Risposta del Consiglio federale.