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Negli ultimi 1'150 anni, il Sole non ha mai brillato così intensamente come ora: lo dimostra lo studio di un ricercatore zurighese.Questo contenuto è stato pubblicato il 12 luglio 2004 - 13:59
Il fenomeno, secondo lo studioso, potrebbe contribuire all'effetto serra e al rialzo globale della temperatura sulla Terra.
«Dobbiamo supporre che il Sole abbia superato una fase di mutazione», afferma il dottor Sami Solanki, professore all'Istituto di astronomia del Politecnico federale di Zurigo.
La nostra stella, spiega l'astronomo, è più luminosa che qualche centinaio d'anni addietro. «E il fenomeno», aggiunge, «è cominciato in un passato relativamente recente, 100 o 150 anni, il che potrebbe aver comportato un impatto sull'aumento globale della temperatura».
Per giungere a queste conclusioni, il team del professor Sami ha analizzato i campioni di ghiaccio, raccolti dal ricercatore svizzero Jürg Beer in Groenlandia nel 1991.
Molti scienziati ritengono che il surriscaldamento del clima sulla Terra sia dovuto ai gasi ad effetto serra, prodotti dai combustibili fossili. Ma non è da escludere che anche l'accresciuta attività solare possa essere responsabile dell'aumento della temperatura.
Surriscaldamento globale
Negli ultimi 20 anni si è registrato un aumento medio di circa 0,2 gradi Celsius, che sta provocando fenomeni climatici estremi in varie parti del mondo.
Ora, secondo gli scienziati, l'irradiamento solare ha subito pochi mutamenti durante questo ventennio. Ma sul lungo periodo le cose sono andate diversamente. Se si va indietro di 1'150 anni, spiega il professor Solanki, ci si accorge che il Sole non ha mai brillato così intensamente come negli ultimi 60 anni.
L'impatto indiretto del maggior irradiamento sullo strato di ozono e dell'aumento dell'attività solare sugli strati nuvolosi potrebbe avere un effetto sul clima, superiore alla stessa luce solare, afferma l'astronomo.
«I cambiamenti nella luminosità del Sole degli ultimi 20 anni non bastano a giustificare gli attuali mutamenti climatici. Ma possono esserci ulteriori effetti indiretti», sostiene il professor Solanki, «di cui non si conoscono ancora le conseguenze, per cui sono necessarie nuove ricerche».
Macchie solari
Per verificare il grado di surriscaldamento del pianeta provocato dal Sole, gli specialisti misurano le macchie solari, zone magnetiche sulla superficie del Sole.
E secondo il professor Solanki, che è pure direttore dell'Istituto Max Planck per le ricerche sul sistema solare di Garching in Germania, la quantità delle macchie solari, che sembrano intensificare la luminosità e l'energia emesse dal Sole, avrebbe un influsso diretto sul nostro clima.
Esaminando l'andamento climatico dei secoli scorsi, il team del professor Solanki ha constatato che una scarsa attività solare coincideva a periodi di freddo, lunghi a volte fino a 50 anni. D'altro canto, l'aumento delle macchie solari nell'ultimo secolo corrisponde all'aumento della temperatura sulla Terra.
«Insomma», conclude l'astronomo, «siamo giunti al punto in cui bisogna riconoscere che sia l'attività solare, sia i gas a effetto serra costituiscono importanti fattori per le variazioni di temperatura sulla Terra».
swissinfo, Elizabeth Meen
(traduzione dall'inglese: Fabio Mariani)
In breve
Per verificare l'impatto della luminosità solare sul riscaldamento climatico, i ricercatori hanno analizzato campioni di ghiaccio raccolti dallo svizzero Jürg Beer in Groenlandia nel 1991.
Misurando la quantità di berillio contenuta nel ghiaccio, hanno potuto determinare l'influenza dell'attività solare.
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