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Il rapporto di una commissione indipendente: tanti i casi tra i bambini, la media di chi ha subito violenza è di 11 anni
Avevano in media 11 anni le quasi cinquemila vittime che hanno subito abusi e violenze sessuali da parte di esponenti del clero cattolico portoghese negli ultimi 70 anni. A squarciare il velo di omertà è stata un’inchiesta indipendente commissionata proprio dalla stessa chiesa lusitana che ha registrato centinaia di resoconti delle vittime di pedofilia. "Queste testimonianze ci permettono di arrivare a una rete molto più ampia, calcolata sul numero minimo di 4’815 vittime", ha precisato il coordinatore della commissione di esperti, lo psichiatra infantile Pedro Strecht, durante la presentazione del rapporto a Lisbona.
L’indagine ha svelato che la maggior parte degli abusi sono stati compiuti da sacerdoti o altri funzionari della Chiesa e che le violenze avvenivano nelle scuole cattoliche, nelle case dei sacerdoti, ma anche nei confessionali e nei raduni di scout. Il periodo preso in esame parte dagli anni cinquanta del secolo scorso fino a oggi. Il rapporto ha inoltre rilevato che la maggior parte delle vittime erano bambini (52%) delle elementari o della scuola media e che il maggior numero di casi si è verificato a Lisbona, Oporto, Braga, Santarém e Leiria, dove oltre a strutture parrocchiali sono presenti anche dei seminari.
La stragrande maggioranza dei reati denunciati alla commissione indipendente è già prescritta, mentre almeno venticinque testimonianze sono state inviate alla Procura della Repubblica. Tra questi casi c’è quello di Alexandra, secondo nome di una donna di 43 anni che ha chiesto di mantenere l’anonimato, che ha rivelato di essere stata "violentata da un prete durante la confessione quando era una novizia di 17 anni e si stava preparando alla vita da suora".
La donna custodiva "da molti anni questo segreto" e sentiva che stava diventando "sempre più difficile gestirlo da sola", ha raccontato all’Afp, spiegando che in Portogallo, dove l’80% della popolazione è cattolica, "è molto difficile parlare di questi argomenti". "La Chiesa deve purificarsi", ha aggiunto.
Dopo aver denunciato il suo aggressore alle autorità ecclesiastiche, la donna si è sentita "ignorata" in quanto, a suo dire, il vescovado si sarebbe solamente limitato a inviare la sua denuncia al Vaticano. Anni dopo, grazie al lavoro degli esperti della commissione indipendente, Alexandra è riuscita a trovare la comprensione e il sostegno psicologico di cui aveva bisogno. I vescovi portoghesi dovrebbero discutere il rapporto della commissione il mese prossimo.
Atteso nella capitale portoghese per le Giornate mondiali della gioventù che si svolgeranno all’inizio di agosto, il papa potrebbe incontrare le vittime, ha indicato il vescovo ausiliare di Lisbona, Américo Aguiar, incaricato dell’organizzazione di questo incontro mondiale. Oltre al Portogallo, sono diversi i Paesi che si sono misurati con inchieste legate alla pedofilia all’interno della chiesa, tra cui Francia, Irlanda, Germania, Australia e Paesi Bassi. Il cardinale-patriarca di Lisbona e massimo prelato della Chiesa portoghese Manuel Clemente nell’aprile 2022 si era detto pronto a "riconoscere gli errori del passato" e a "chiedere perdono" alle vittime.