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L'imminente fusione nell'alluminio fra Algroup ed il colosso canadese Alcan non preoccupa le fabbriche vallesane del gruppo svizzero. Il progetto appare meno rischioso del 'matrimonio a tre' inizialmente previsto con la francese Péchiney.Questo contenuto è stato pubblicato il 02 giugno 2000 - 17:30
«Con Péchiney si sarebbero create situazioni di sovrapposizione geografica e tecnologica», osserva Jean-Christophe Deslarzes, membro della direzione di Alusuisse, la filiale vallesana di Algroup.
Gli impianti sono essenziali per l'economia del cantone. Complessivamente danno lavoro a 1.600 persone, «impieghi che non sono minacciati data la posizione chiave sui mercati della produzione vallesana. Una posizione dominante in molti settori che la fusione non dovrebbe compromettere», sottolinea Deslarzes.
Il governo vallesano non condivide questo giudizio ed appare meno sereno. «Ogni fusione a livello internazionale ridimensiona l'importanza degli impianti vallesani all'interno del gruppo. Quando si vede a che velocità le decisioni sono prese e la concorrenza sempre più agguerrita sul mercato, non possiamo essere veramente tranquilli», afferma con scetticismo il presidente del Consiglio di Stato, Jean-René Fournier.
Swissinfo e agenzie
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