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Una donna di 65 anni è stata giudicata oggi dal Tribunale di polizia di Ginevra con l'accusa di perturbamento della pace dei morti: nel 2012 aveva autorizzato, senza averne il diritto, l'esumazione delle spoglie mortali dell'ex re del Burundi, Mwambutsa IV, deceduto a Meyrin (GE) nel 1977 e sepolto nel cimitero della località. Dall'esumazione, i resti riposano presso un'impresa di pompe funebri. La sentenza sarà comunicata prossimamente.
La donna ha indicato di aver firmato l'atto di esumazione su richiesta della sorellastra, figlia del monarca, nonché del governo del paese africano. Quest'ultimo - ha precisato la sessantenne - ha l'intenzione di ottenere il rimpatrio, allo scopo di celebrare le esequie nazionali di Mwambutsa IV, che ha governato il Burundi per 50 anni, prima di essere rovesciato nel 1966 e di ottenere l'asilo in Svizzera.
Una nipote del re si è tuttavia opposta al trasferimento. Nel suo testamento, il sovrano ha infatti espresso la volontà di essere sepolto in Svizzera, nel cimitero di Meyrin. Esumate nel 2012, le spoglie mortali sono attualmente conservate presso un'impresa ginevrina di pompe funebri, in attesa della decisione - che sarà resa dalla giustizia civile - relativa al loro eventuale trasferimento a Bujumbura.
Al Tribunale di polizia, la donna ha spiegato di non essere in grado di opporsi alla volontà "dei famigliari, del governo e del popolo del Burundi" e di aver accettato la richiesta della principessa di ottenere l'esumazione dei resti del padre.
Secondo il suo avvocato, soltanto la nipote - candidata quest'anno all'elezione presidenziale - è contraria al rimpatrio, da lei considerata come un'operazione propagandistica del governo di Bujumbura in occasione del 50mo anniversario dell'indipendenza del paese.
Il Tribunale ginevrino - ha sottolineato il legale dell'imputata e del governo di Bujumbura - deve scegliere "fra la posta in gioco rappresentata da una riconciliazione nazionale, di cui i resti di Mwambutsa IV sono il simbolo, e le azioni intentate da un'intrigante".
SDA-ATS