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Peider Lansel (1863–1943) conquistò la notorietà come poeta e pubblicista. Fu uno dei principali fautori della rinascita romancia e nel 1938 si impegnò per il riconoscimento del romancio come quarta lingua nazionale. Il lascito conservato dal 2010 presso l’Archivio svizzero di letteratura comprende le sue opere e offre uno spaccato rivelatore della storia della politica culturale in Svizzera.
Peter Lansel nacque a Pisa da una famiglia di emigrati grigionesi originaria di Sent. Frequentò la scuola media in Svizzera e successivamente svolse l’apprendistato nell’azienda di famiglia in Toscana, attiva nel commercio di coloniali e nella fabbricazione di prodotti farmaceutici. All’età di 21 anni divenne direttore della filiale di Pisa.
Nel 1906 Peider Lansel si ritirò a vita privata e da quel momento visse con la famiglia a Ginevra e Sent, oltre a viaggiare per gran parte dell’Europa. Dedicò molto tempo e un ingente patrimonio alla cura e alla documentazione della lingua e cultura romancia.
Nel 1926 tornò ad occuparsi degli affari di famiglia e quasi contemporaneamente assunse la carica di console onorario a Livorno (1927–1934), attività che gli consentì di perseguire a livello nazionale il proprio impegno per la politica linguistica. La sua relazione «I Retoromanci» (1934) fu edita anche in tedesco, francese, inglese e romancio.
Nel 1907 Peider Lansel pubblicò la sua prima raccolta di poesie con il titolo «Primulas», a cui seguì nel 1929 l’edizione definitiva «Il vegl chalamer». L’antologia di poesie «Musa ladina» del 1910 venne riproposta nel 1950 in una versione ampliata e integrata con testi di accompagnamento in francese, intitolata «Musa Rumantscha» e rivolta a un pubblico più ampio.
Nel 1933 l’Università di Zurigo conferì a Peider Lansel il dottorato onorario per il suo impegno a favore della lingua e della cultura romancia. Nel 1943 fu il primo autore romanciofono a ricevere il Premio Schiller per la sua opera letteraria.
Ultima modifica 01.06.2022