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L’ Accordo di Libero Scambio, risalente al 1972 e approvato dal popolo con il 72.5% di voti favorevoli, creo’ di fatto le basi per le relazioni economiche con l’Unione Europea.
Seguirono nel 1989 l’Accordo in materia di Assicurazione e nel 1990 quello sul trasporto delle merci, sostituito poi nel 2009 dall’Accordo ampliato sulla facilitazione e la sicurezza doganali.
La Svizzera a quel punto aveva quindi negoziato con l’allora Comunità Europea (CE) la creazione di uno Spazio Economico Europeo (SEE) che si basava sulle 4 libertà fondamentali (libera circolazione delle persone, delle merci, dei capitali e dei servizi).
Nel maggio del 1992 la Svizzera deposito’ a Bruxelles una domanda per l’apertura delle trattative per l’adesione alla CE.
Questa domanda venne pero’ congelata a seguito della sonora bocciatura da parte del popolo all’entrata nel SEE il 6 dicembre 1992 con una percentuale di voti contrari del 50.3% su scala nazionale e addirittura del 61.5% in Ticino.
Dal gennaio del 1993 inizio’ quindi una fase di trattativa con la Comunità Europea basata sugli accordi bilaterali.
Di fatto la libera circolazione venne poi attuata con restrizioni (preferenza nazionale, controllo preliminare condizioni retributive e lavorative ecc.ecc.) fino al maggio del 2004; fino al 31 maggio 2007 rimasero in vigore i contingenti, non piu’ applicati a partire dal giugno 2007.
IMMIGRAZIONE IN SVIZZERA
Il Consiglio Federale aveva stimato da allora un saldo migratorio di circa 10000 persone all’anno; a consuntivo pero’, le persone provenienti dall’UE dal 2007 al 2016 che si sono stabilite in CH, sono piu’ di 550.000.
L’iniziativa sull’immigrazione di massa del 9 febbraio 2014, votata in Ticino a larga maggioranza con il 68.2% di SI, sancisce nella Costituzione , tra l’altro, quanto segue:
– la Svizzera gestisce autonomamente l’immigrazione degli stranieri
– vengono introdotti tetti massimi annuali e contingenti annuali al numero di permessi rilasciati
– si introduce il rispetto del principio di preferenza agli Svizzeri
– si introducono criteri al rilascio dei permessi tra i quali la capacità di integrazione e una base esistenziale sufficiente ed autonoma
– non possono essere conclusi trattati internazionali che contraddicono al nuovo articolo
– i trattati internazionali in vigore che contraddicono alle nuove disposizioni devono essere rinegoziati entro tre anni
– se dopo i 3 anni l’articolo non è entrato in vigore, il Consiglio Federale emana provvisoriamente le disposizioni d’esecuzione in via d’ordinanza
Ora, i tre anni sono passati e la domanda sorge spontanea; se la Svizzera è una democrazia diretta e il popolo ha espresso liberamente e consensualmente il proprio voto delineando il proprio futuro marcatamente a larga maggioranza …quale parte del nostro SI non avete capito, cari politici?
Stefano Introzzi – Fondatore TicinoResidenTI