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Il Credit Suisse si sta addentrando sempre più nel vortice di scandali e perdite a pochi giorni dall’assemblea generale del numero due bancario elvetico. Dopo un miliardo di buco finanziario l'anno scorso, l’istituto sarà in rosso anche nel primo trimestre del 2022. Sotto pressione il nuovo presidente del Consiglio di amministrazione, Axel Lehmann.
Ora l'ex manager di UBS sta pianificando tagli di vasta portata. Come scrive "NZZ am Sonntag", l'avvocato capo Romeo Cerutti, il direttore finanziario David Mathers e l'amministratore delegato del business asiatico, Helman Sitohang, potrebbero essere sostituiti.
La banca conferma che un processo di pianificazione di successioni e nomine per le posizioni di alto livello è in corso. Tuttavia, il Consiglio di amministrazione non ha ancora preso una decisione, potrebbe però agire prima dell’assemblea degli azionisti in programma il prossimo venerdì.
Un'assemblea che si prevede "burrascosa"
L'assemblea generale annuale di Credit Suisse promette di essere "burrascosa" allorquando il prezzo delle azioni del gruppo è vicino al suo minimo storico di meno di 7 franchi. "La responsabilità del Consiglio di amministrazione nell'attuale débâcle è molto importante", dice Vincent Kaufmann, direttore della Fondazione Ethos, a Le Matin Dimanche. Kaufmann auspica che gli azionisti "non concedano il discarico agli amministratori per l'esercizio 2020, come fanno i consulenti finanziari Glass Lewis e ISS". Henry Peter, professore alla facoltà di diritto dell'Università di Ginevra e specialista in governance aziendale, ritiene che una fusione dovrebbe essere considerata. Credit Suisse potrebbe essere interessante per gruppi bancari francesi, spagnoli o americani, afferma il professore.