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Il processo in contumacia contro l'ex informatico della banca HSBC Hervé Falciani è terminato oggi a fine mattinata con l'arringa del suo difensore. La sentenza sarà pubblicata il prossimo 27 novembre.
L'avvocato ginevrino Marc Henzelin ha chiesto al Tribunale penale federale (TPF) di pronunciare contro il suo cliente, in caso sia condannato, una pena a cui è possibile applicare la sospensione condizionale, ossia di due anni al massimo.
"Falciani ha avuto accesso facilmente a un'enorme quantità di dati e li conservava", ha dichiarato Henzelin. A suo avviso, l'accusato è stato "turbato" da questa grande facilità.
L'ex dipendente della filiale ginevrina di HSBC si è recato a Beirut per un episodio "non molto glorioso", ha ammesso. Ma "niente indica che i dati che voleva vendere in Libano erano in effetti dati della HSBC Svizzera", ha affermato Henzelin.
"Se Falciani si è trovato a essere un ladro di dati è perché le circostanze erano favorevoli", ha aggiunto. "Tutto porta a dire che esistevano numerose falle", ha continuato l'avvocato difensore, che si è riferito in particolare a un rapporto severo dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) nei confronti della filiale ginevrina. "Il servizio di sicurezza della HSBC è ridicolo", ha infierito.
Dalle liste detenute da Falciani risulta che i clienti della banca avevano per la maggior parte obbiettivi di frode fiscale, ha sottolineato il legale. Su una sola lista di 2325 nomi, per esempio, solo sei clienti non avevano frodato il fisco, ha precisato.
"A livello internazionale si sta abbandonando il segreto bancario. Stiamo giudicando un combattimento di retroguardia", ha detto Henzelin, "non è Falciani ad essere giudicato, ma il tribunale, la Svizzera".