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LIMA - L'arcivescovo di Lima ha riempito muri e banchi della cattedrale con migliaia di fotografie, ritratti delle vittime del nuovo coronavirus.
Così, alla messa di domenica, Carlos Castillo si è affacciato dal presbiterio rivolgendosi a una chiesa piena di volti, dei quali però nessuno era vivo.
Il gesto, simbolico, mira a criticare il sistema sanitario del proprio Paese, «basato sull'egoismo e sugli affari e non sulla misericordia e la solidarietà con il popolo». Sono queste le parole di Castillo, come riporta il Guardian.
Il Perù si trova ad affrontare una contrazione economica del 12% quest'anno, e l'arcivescovo ha fatto appello alla solidarietà con i più poveri e bisognosi. «Sta arrivando un momento ancora più difficile», ha detto. Il timore più grande è che nei tempi a venire ci siano nuovamente migliaia di queste foto - ma per persone morte di fame.
Sono centinaia le persone decedute senza ricevere aiuto dal sistema sanitario, e molte famiglie hanno dovuto affrontare una completa rovina finanziaria a causa del costo necessario per curare i propri malati.
Il Covid-19, lo ricordiamo, ha ucciso almeno 6'400 persone in Perù e ci sono stati più di 225'000 casi, secondo le stime della John Hopkins University.
L'arcivescovo di Lima ha riempito muri e banchi della cattedrale con migliaia di fotografie, ritratti delle vittime del nuovo coronavirus.