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GINEVRA - Un cane, nato da un incrocio con un pitbull, sfugge al sequestro definitivo ordinato dal Servizio veterinario ginevrino. Il Tribunale federale (TF) ha infatti ammesso la proposta del suo proprietario di riportare il molosso in Portogallo.
Nato nel settembre 2015, nel Paese lusitano, l'animale era stato importato in Svizzera nel febbraio 2018. Il suo passaporto menzionava "razza indeterminata". Al momento della sua introduzione nella banca dati svizzera per i cani, un veterinario ginevrino l'aveva designato come un «incrocio gran pitbull - terrier».
Questa denominazione non era piaciuta al Servizio cantonale veterinario che aveva effettuato un'ispezione e in seguito sequestrato il cane. Quest'ultimo era considerato dall'amministrazione come un incrocio di una razza pitbull, che non è più ammessa dalla legge cantonale sui cani.
Proporzionalità - In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale ricorda che il sequestro di un cane costituisce una restrizione grave della garanzia della proprietà. Una tale misura è tuttavia giustificata dall'obiettivo della legge ginevrina sui cani che è quello di preservare la sicurezza pubblica e di proteggere la popolazione.
Il principio della proporzionalità avrebbe però dovuto indurre il Servizio veterinario cantonale ad ammettere il provvedimento meno severo formulato dal ricorrente. Quest'ultimo proponeva infatti di riportare il cane in Portogallo presso la madre.
Tale soluzione consente di porre fine al soggiorno illecito dell'animale sul territorio ginevrino, tenendo conto degli interessi del proprietario e della collettività. Il Tribunale federale raccomanda quindi al Servizio veterinario di assicurarsi che l'espulsione avvenga quanto prima.