Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/9376

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Premessa</p><p></p><p>Il peso totale degli apparecchi elettrici ed elettronici venduti annualmente in Svizzera raggiunge circa 110'000 tonnellate. Una quantità più o meno uguale di apparecchi deve essere smaltita ogni anno come rifiuto (rottami elettronici). Attualmente lo smaltimento di questi apparecchi non è risolto in modo soddisfacente. Infatti, nel 1995, le ditte specializzate hanno riciclato soltanto 10-20'000 tonnellate di tali apparecchi. La maggior parte degli apparecchi elettronici è così eliminata insieme ai rifiuti domestici negli impianti d'incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) o finisce addirittura in discarica. Non solo grandi quantità di materiali riutilizzabili vanno sprecate, ma gli elevati tenori di metalli pesanti di questo particolare tipo di rifiuto non facilitano certo né il trattamento dei rifiuti stessi né il riciclaggio delle scorie e delle ceneri dei filtri elettrici prodotte dagli IIRU. Visto che gli apparecchi elettronici non sono considerati un rifiuto speciale non c'è alcun controllo sulla loro esportazione e sul loro smaltimento all'estero.</p><p></p><p>Diversi tentativi di risolvere il problema sulla base di soluzioni volontarie ai fine di ritirare tutti gli apparecchi di cui il detentore intendeva disfarsi e finanziere il loro smaltimento sono falliti. Tali soluzioni globali non si sono concretate soprattutto perché il settore temeva che singoli commercianti o importatori avrebbero potuto ottenere vantaggi finanziari non aderendo a una tale soluzione volontaria. Unicamente la SWICO, un'associazione economica svizzera che si occupa di tecnica applicata all'informazione, alla comunicazione e all'organizzazione, è riuscita a realizzare, per il settore della burotica, un proprio piano di ritiro degli apparecchi usati, garantito da un finanziamento anticipato, e un controllo interno che assicura uno smaltimento ecologico.</p><p></p><p></p><p>In merito alle singole domande</p><p></p><p></p><p>1. Per lo smaltimento di apparecchi elettrici ed elettronici valgono le disposizioni dell'ordinanza tecnica sui rifiuti (OTR), del 10 dicembre 1990. Inoltre nel 1993 l'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) ha pubblicato delle raccomandazioni sullo smaltimento degli apparecchi elettronici nelle quali ha definito le esigenze minime per un riciclaggio ecologico di tali apparecchi.</p><p></p><p>Determinati componenti, come per esempio gli accumulatori al nichel-cadmio oppure i condensatori contenenti PCB, questi ultimi per altro vietati da lungo tempo, sono considerati rifiuti speciali. Secondo l'ordinanza del 12 novembre 1986 sul traffico dei rifiuti speciali (OTRS), detti rifiuti possono essere consegnati soltanto alle ditte che dispongono dell'apposita autorizzazione cantonale. Le esportazioni di rifiuti speciali devono essere annunciate all'UFAFP.</p><p></p><p>Per contro gli apparecchi completi non sono considerati, per il momento, rifiuti speciali. Questo perché l'attuale legge sulla protezione dell'ambiente non offre alcuna base legale per imporre soluzioni adeguate per quanto riguarda i complessi controlli amministrativi del traffico dei rifiuti speciali. Con la prevista modificazione della legge sulla protezione dell'ambiente (FF 1996 l 233), tali soluzioni adeguate diventeranno possibili (l'entrata in vigore è prevista per il 1 luglio 1997).</p><p></p><p></p><p>2. I dati diffusi nel corso della citata trasmissione Kassensturz del 19 marzo 1996 si riferiscono al piano di smaltimento della SWICO. Nel caso delle somme incassate dai membri della SWICO si tratta di mezzi privati sull'utilizzazione dei quali la Confederazione non esercita alcun controllo. I controlli sulle somme incassate mediante la tassa di smaltimento anticipata sono effettuati da revisori che fanno capo ai singoli importatori e vengono controllati a loro volta da un ufficio di revisione centrale.</p><p></p><p></p><p>3. Secondo le informazioni di cui dispone il Consiglio federale non c'è motivo di credere che le somme incassate mediante la tassa di smaltimento anticipata secondo il piano SWICO siano state utilizzate abusivamente. Sulla base del rapporto di gestione della SWICO le spese di smaltimento degli apparecchi ritirati nel 1995 sono state di circa 5 milioni di franchi. Visto che la quantità di apparecchi smaltiti è stata di circa 3'700 tonnellate, ne risulta un costo medio di smaltimento di 1'400 franchi per tonnellata, costo che rientra nei limiti di quelli che si hanno con procedimenti di smaltimento analoghi. Secondo la SWICO il disavanzo serve a coprire le spese di smaltimento degli apparecchi che verranno ritirati nell'anno seguente. Lo smaltimento degli apparecchi avviene ad opera di ditte che soddisfano le condizioni poste dalla SWICO in base al diritto privato. Il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca di San Gallo si occupa dei controlli. Le ditte in questione procedono alla separazione dei vari componenti degli apparecchi: i metalli e i componenti riutilizzabili sono destinati al riciclaggio, le parti di materia plastica non riutilizzabili vengono bruciate e il vetro non riutilizzabile degli schermi depositato in discarica.</p><p></p><p></p><p>4. Per quanto riguarda il settore della burotica il piano di smaltimento funziona su quasi tutto il territorio visto che i principali importatori aderiscono al piano. Si riscontrano invece gravi lacune nel settore dell'elettronica d'intrattenimento e degli elettrodomestici per i quali, al momento, mancano piani di ritiro che coprono l'intero territorio.</p><p></p><p></p><p>5. Il Consiglio federale è d'avviso che i costi per lo smaltimento dovrebbero, se possibile, essere coperti con una tassa di smaltimento anticipata e che la riconsegna di apparecchi elettrici ed elettronici dovrebbe essere per principio gratuita, in modo da promuovere la raccolta separata e il riciclaggio degli apparecchi. Tenendo conto di ciò, l'UFAFP sta elaborando un disegno d'ordinanza sulla riconsegna e lo smaltimento di apparecchi elettrici ed elettronici. È previsto che il disegno potrà essere presentato per la procedura di consultazione nell'estate del 1996.</p><p></p><p></p><p>6/7. Grazie alla prevista ordinanza sulla riconsegna e lo smaltimento di apparecchi elettrici ed elettronici, ai commercianti e agli importatori saranno poste chiare condizioni quadro per definire un sistema volontario che permetta la riconsegna e il finanziamento dello smaltimento di tali apparecchi. Conformemente al principio di cooperazione fra l'economia e le autorità, che verrà introdotto con la modificazione della legge sulla protezione dell'ambiente, il Consiglio federale, una volta presentato il progetto d'ordinanza, fisserà per l'economia un termine entro il quale dovrà essere elaborata una soluzione che permetta di coprire i costi per la riconsegna e lo smaltimento degli apparecchi con una tassa di smaltimento anticipata volontaria. Se dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza sulla riconsegna e lo smaltimento di apparecchi elettrici ed elettronici il finanziamento su base volontaria non dovesse costituire una soluzione soddisfacente, il Consiglio federale potrà, fondandosi sulla nuova legge per la protezione dell'ambiente, emanare prescrizioni vincolanti sulla riscossione e sulla destinazione di tasse di smaltimento anticipate.</p>  Risposta del Consiglio federale.