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L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), un'agenzia ONU che, come lascia intendere il nome, si occupa di migrazione ha organizzato martedì il suo primo volo charter internazionale con 154 somali da reinsediare in Germania.
L'azione, secondo quanto si apprende dalla stessa OIM, fa parte di programma di reinsediamento del governo tedesco volto a "reinsediare 500 rifugiati che vivono in Etiopia in Germania". Al programma partecipano inoltre il governo etiope e l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e il governo federale della Germania.
Se questo è il primo volo di linea che trasferisce richiedenti l'asilo direttamente dal loro paese d'origine a un paese terzo organizzato dall'OIM, non sarà però l'ultimo. Altri 220 somali partiranno per la Germania su un secondo volo noleggiato dalla IOM a metà novembre.
"È successo ! - annuncia trionfale l'agenzia sul suo conto Twitter - Nel PRIMO viaggio di linea, 154 rifugiati sono partiti da Addis Abeba per Kassel, in Germania, nell'ambito del programma di reinsediamento tedesco. Un altro volo è in programma per metà novembre, il quale trasporterà 220 persone".
"È importante facilitare il regolare reinsediamento dei rifugiati fornendo un trasporto sicuro", ha affermato Milun Jovanovic, funzionario incaricato delle operazioni della OIM. "Siamo felici che i rifugiati abbiano apprezzato questo volo charter facilitato dalla partenza alla destinazione, senza problemi."
Negli ultimi 15 anni, si legge sul sito dell'agenzia, l'OIM ha organizzato il trasferimento di rifugiati in oltre 16 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Australia, Norvegia e Unione Europea attraverso programmi di reinsediamento, ricongiungimento familiare e ammissione umanitaria.
Solo nel 2019, si legge sul sito dell'agenzia ONU, l'OIM ha assistito 4'000 persone a reinsediarsi in nuovi paesi insieme all'UNHCR. L'organizzazione facilita la selezione e l'elaborazione dei casi, le valutazioni sanitarie, i movimenti dai campi e la logistica delle partenze.
Da notare che da nessuna parte vi è indicato per quale motivo queste persone sarebbero qualificate per ottenere lo status di rifugiato. Inoltre solo "la maggior parte", quindi non tutti, sarebbero stati sottoposti a esami medici e interrogatori per verificare la loro richiesta di asilo.
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