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Incarto n. 12.2023.15 Lugano 3 maggio 2023 /jh In nome della Repubblica e Cantone Ticino La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Fiscalini, presidente, Stefani e Grisanti vicecancelliere: Bettelini sedente per statuire nella causa - inc. n. SE.2022.43 della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud - promossa con “ istanza ” 14 settembre 2022 da AO 1 rappr. da PA 2 contro AP 1 rappr. da PA 1 con cui l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di CHF 12'210.- oltre interessi al 5% dal 27 aprile 2022, domanda avversata dalla controparte, che ha postulato la reiezione della “ petizione ”, e sulla quale il Pretore si è pronunciato, con sentenza 14 dicembre 2022, con cui ha accolto la “ petizione ”; appellante la convenuta, con appello 27 gennaio 2023, con cui ha chiesto, in via principale e subordinata, la riforma del querelato giudizio nel senso di dichiarare irricevibile l’ “ istanza ”, rispettivamente di respingere l’ “ istanza (recte: petizione) ”, e, in via ancor più subordinata, l’annullamento della decisione impugnata con rinvio degli atti al giudice di prime cure per un nuovo giudizio, in tutti i casi protestando spese e ripetibili di primo e secondo grado; mentre l'attrice, con osservazioni 1° marzo 2023, ha postulato la reiezione del gravame, pure con protesta di spese e ripetibili; preso atto della replica spontanea 29 marzo 2023 della convenuta e dello scritto ( recte: duplica spontanea) 4 aprile 2023 dell’attrice; letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti; ritenuto in fatto e in diritto: 1. Il 17 gennaio 2022 (doc. N e O) la società di spedizioni internazionali AO 1 è stata incaricata da AP 1 di spedire / trasportare dalla Svizzera a D__________, per una determinata mercede, 4 bancali di materiale sanitario e/o cosmetico, che, pur essendo destinato a una fiera, sarebbe poi dovuto rimanere definitivamente negli Emirati Arabi (cfr. doc. B). Il 27 gennaio 2022 (doc. L), rilevato che la merce, nel frattempo spedita, sarebbe giunta a D__________ in serata, il corrispondente all’estero di AO 1 ha chiesto al destinatario della stessa, A__________ __________, di fornirgli dei certificati doganali specifici. Il 31 gennaio 2022 (doc. M) AO 1 ha a sua volta invitato AO 1 a far sì che A__________ __________ mettesse a disposizione quei certificati, precisando che, se gli stessi fossero stati forniti, lo sdoganamento e la consegna sarebbero potuti avvenire il giorno seguente. Il 1° febbraio 2022 (doc. D) AP 1 ha tuttavia comunicato a AO 1 di aver deciso di far rientrare la merce in Svizzera. Il 10 febbraio 2022, informata da AO 1 sul costo di questo ulteriore trasporto (doc. P), AP 1 le ha confermato di procedere, aggiungendo che “ ci sentiremo per il pagamento ” (doc. P). La merce è così rientrata in Svizzera. Nel frattempo della merce sostitutiva è stata trasportata a D__________ da dipendenti di AP 1 in valigie private. 2. Ottenuta l’autorizzazione ad agire, AO 1, con “ istanza ” 14 settembre 2022, ha convenuto in giudizio AP 1 innanzi alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud, per ottenerne la condanna al pagamento di CHF 12'210.- oltre interessi al 5% dal 27 aprile 2022. Essa, in sintesi, ha preteso il pagamento delle fatture relative ai due trasporti (CHF 2'339.50 per il primo e CHF 8'855.85 per il secondo, doc. F), oltre all’IVA per la reimportazione in Svizzera (CHF 1'014.65, doc. F). La convenuta si è opposta alla “ petizione ”. In via riconvenzionale essa ha a sua volta chiesto il pagamento di EUR 198'197.95 oltre interessi, somma corrispondente alle spese per il trasporto della merce sostitutiva a D__________ (EUR 48'197.95, doc. 7) e al danno d’immagine asseritamente subito (EUR 150'000.-), ma la domanda riconvenzionale è stata dichiarata irricevibile con giudizio 24 ottobre 2022, passato in giudicato. 3. Esperita l’istruttoria di causa e raccolti gli allegati conclusivi delle parti, il Pretore, con decisione 14 dicembre 2022, ha accolto la “ petizione ”, ponendo le spese processuali di complessivi CHF 1’500.-, con le spese di conciliazione di CHF 350.-, a carico della convenuta, obbligata altresì a rifondere all’attrice CHF 3’000.- a titolo di ripetibili. 4. La convenuta ha impugnato la decisione pretorile con un appello datato 27 gennaio 2023, inoltrato tempestivamente (art. 311 cpv. 1 CPC in combinazione con l’art. 145 cpv. 1 lett. c CPC), che è stato avversato dall’attrice con osservazioni datate 1° marzo 2023, anch’esse tempestive (art. 312 cpv. 2 CPC), ai quali hanno poi fatto seguito la replica spontanea del 29 marzo 2023 e la duplica spontanea del 4 aprile 2023. In via principale e subordinata, essa ha chiesto la riforma del querelato giudizio nel senso di dichiarare irricevibile l’ “ istanza ”, rispettivamente di respingere l’ “ istanza (recte: petizione) ”, in entrambi i casi con protesta di spese e ripetibili della prima e della seconda sede. In via ancor più subordinata ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata con rinvio degli atti al giudice di prime cure per un nuovo giudizio, pure con protesta di spese e ripetibili di primo e secondo grado. 5. In questa sede la convenuta, pur avendo formulato una tale domanda solamente in via ancor più subordinata, ha chiesto innanzitutto l’annullamento della decisione pretorile con rinvio dell’incarto al primo giudice per una nuova decisione. La richiesta dev’essere disattesa. Nella sua impugnativa la stessa non è in effetti stata assolutamente motivata né in fatto né in diritto, sicché il gravame, su questo punto, deve senz’altro essere dichiarato irricevibile (art. 311 cpv. 1 CPC; cfr. II CCA 17 giugno 2022 inc. n. 12.2022.23). 6. Con la sua domanda d’appello in via principale la convenuta ha invece chiesto di riformare il querelato giudizio nel senso di dichiarare irricevibile l’ “ istanza ”, inoltrata dalla controparte in una causa retta dalla procedura semplificata (art. 243 segg. CPC), rilevando da una parte come l’attrice avesse erroneamente deciso di introdurre un tale atto giudiziario anziché una “ petizione ” ai sensi dell’art. 244 cpv. 1 CPC e dall’altra come il Pretore avesse statuito “ ultra petita ” (art. 58 CPC) laddove aveva poi provveduto ad accogliere la “ petizione ” anziché l’ “ istanza ”. Il gravame, su questo punto, deve senz’altro essere disatteso. La convenuta è innanzitutto malvenuta ad eccepire per la prima volta solo in questa sede il fatto che l’attrice avesse erroneamente introdotto un’ “ istanza ” anziché una “ petizione ”, specialmente dopo che con le sue osservazioni di risposta, e meglio nel suo “ petitum ” (a p. 7), essa stessa, lasciando implicitamente intendere di non volersi in alcun modo prevalere del manifesto “refuso” in cui era incorsa la controparte, aveva formalmente instato per la reiezione della “ petizione ”. La censura è in ogni caso priva di fondamento, la reiezione in ordine, per questa sola ragione, dell’azione promossa dall’attrice costituendo un formalismo eccessivo (cfr. TF 4A_113/2021 del 2 settembre 2022 consid. 6.1, secondo cui il formalismo eccessivo, vietato dall' art. 29 cpv. 1 Cost., è dato quando la stretta applicazione di norme di procedura non è giustificata da nessun interesse degno di protezione, diventa fine a sé stessa, complica in maniera insostenibile la realizzazione del diritto materiale o l'accesso ai tribunali). Non è in effetti dato di comprendere, né la convenuta lo ha del resto spiegato, quale suo interesse degno di protezione sarebbe stato in tal modo violato. Stando così le cose, il Pretore nemmeno ha dunque deciso “ ultra petita ” laddove, rettificando il termine “ istanza ” utilizzato dall’attrice, ha provveduto ad accogliere la “ petizione ”. 7. Con la sua domanda d’appello in via subordinata la convenuta ha infine chiesto di riformare la decisione pretorile nel senso di respingere l’ “ istanza (recte: petizione) ”. Essa, fondandosi in particolare sugli art. 398 e 441 CO, ha ribadito che la mancanza dei necessari certificati doganali sarebbe stata in realtà da imputare all’attrice che, in qualità di specialista della materia, avrebbe dovuto renderla attenta della loro insufficienza già dal 14 gennaio (doc. N) o almeno dal 17 gennaio (doc. O) e non solo il 27 gennaio 2022 (doc. L), quando ormai la partecipazione alla prima delle due fiere, per cui la merce era stata inviata, non sarebbe stata più possibile. 7.1. L’appello, sul tema, dev’essere dichiarato irricevibile per carenza di motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC). La convenuta non si è in effetti confrontata criticamente e in modo puntuale con l’intera circostanziata argomentazione fornita dal Pretore secondo cui, giusta l’ art. 18 delle CG SPEDLOGSWISS, applicabile nel caso di specie (cfr. doc. O) - e che per altro non derogava al regime legale, del tutto analogo [cfr. art. 441 cpv. 2 e 442 cpv. 2 CO, applicabili direttamente o almeno in forza del rimando dell’art. 439 CO ] -, la responsabilità per la mancanza o per la consegna tardiva dei documenti necessari al trasporto, segnatamente quelli doganali, doveva essere ascritta alla convenuta e dunque non all’attrice, che per altro il 27 gennaio (cfr. doc. L) e il 31 gennaio 2022 (cfr. doc. M, nel quale era stato oltretutto precisato che, se gli stessi fossero stati forniti, lo sdoganamento e la consegna sarebbero potuti avvenire il giorno seguente ) aveva prontamente indicato e richiesto la documentazione e i certificati necessari, poi però mai forniti dal destinatario della merce rispettivamente dalla convenuta, la quale aveva preferito far rientrare la merce in Svizzera. In particolare non ha spiegato per quali ragioni la stessa sarebbe stata errata e con ciò da modificare (cfr. TF 4A_607/2019 del 22 aprile 2020 consid. 4.5, 4A_194/2019 del 1° luglio 2020 consid. 5.2). 7.2. Ma, a prescindere da quanto precede, l’appello, su quel tema, sarebbe stato comunque destinato all’insuccesso anche nel merito. 7.2.1. Da una parte, contrariamente a quanto sostenuto dalla convenuta, che a sostegno della sua tesi aveva fatto riferimento ad alcuni autori di dottrina, e meglio a Oser/Weber (Basler Kommentar, 7 ª ed., n. 9 seg. ad art. 398 CO) e a Staehelin ( Basler Kommentar, 7 ª ed., n. 2 e 8 segg. ad art. 441 CO), i quali però non si erano espressi proprio nei termini da lei pretesi, la mancanza o la consegna tardiva della documentazione necessaria al trasporto, segnatamente quella doganale, è effettivamente una circostanza tale da innescare la sua responsabilità e non invece quella dell’attrice. Come rilevato dal giudice di prime cure, la messa a disposizione dei documenti necessari al trasporto, segnatamente quelli doganali, è in effetti un obbligo accessorio che compete al mandante (cfr. Marchand, Commentaire Romand, 3 ª ed., n. 15 ad art. 440 CO; cfr. pure Hochstrasser, Der Beförderungsvertrag, p. 259 e 274; Tercier/Bieri/Carron, Les contrats spéciaux, 5 ª ed., n. 5749) ed è pertanto lui a dover rispondere per le conseguenze risultanti dalla loro mancanza o dalla consegna tardiva di tale documentazione, quale quella doganale ( art. 18 delle CG SPEDLOGSWISS, la cui applicabilità nel caso concreto, risultante dal doc. O, non è stata censurata in questa sede; cfr. art. 441 cpv. 2 CO; cfr. pure Marchand, op. cit., n. 15 ad art. 440 CO e n. 12 ad art. 441 CO; Hochstrasser, op. cit., p. 261 seg. e 273 seg.; Tercier/Bieri/Carron, op. cit., n. 5747 ). Lo spedizioniere / vetturale non ha per contro l’obbligo di esaminare se i documenti doganali messi a sua disposizione siano esatti o sufficienti (cfr. Marchand, op. cit., n. 10 ad art. 441 CO; Hochstrasser, op. cit., p. 261 e 273 ), a meno che l’erroneità o l’insufficienza degli stessi siano manifeste (cfr. Hochstrasser, op. cit., ibidem ), circostanza questa che la convenuta, non avendo per altro nemmeno specificato in cosa consisterebbero le carenze documentali riscontrate dalle autorità doganali arabe, non è tuttavia stata in grado di dimostrare. 7.2.2. Dall’altra la convenuta nemmeno ha dimostrato che la richiesta dell’attrice di mettere a disposizione i certificati doganali specifici, formulata il 27 gennaio 2022 (doc. L, teste __________ M__________), fosse avvenuta tardivamente, quando ormai la partecipazione alla prima delle due fiere, per la quale la merce era stata inviata, non sarebbe stata più possibile. Essa, in effetti, non solo non ha indicato negli allegati preliminari né ha provato quando avrebbe in concreto dovuto svolgersi quella fiera (in questa sede, per altro irritualmente [art. 317 cpv. 1 CPC], essa si è a tale proposito limitata a sostenere, senza invero aver fornito alcuna prova, che l’evento fieristico avrebbe dovuto avvenire in una non meglio precisata data “ all’inizio del mese di febbraio ”, cfr. appello p. 4 seg.); ma soprattutto non ha dimostrato che, contrariamente a quanto sostenuto il 31 gennaio 2022 dalla controparte nel doc. M (in cui era stato precisato che, se i necessari certificati doganali fossero stati forniti, lo sdoganamento e la consegna sarebbero potuti avvenire il giorno seguente), quei documenti doganali, in realtà già richiesti in precedenza e meglio il 27 gennaio 2022 (doc. L), non avrebbero potuto essere ottenuti prima dello svolgimento della fiera. 8. Ne discende che l’appello della convenuta dev’essere respinto nella misura in cui è ricevibile. Le spese giudiziarie della procedura di secondo grado, calcolate sulla base del valore litigioso di CHF 12'210.-, seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Per questi motivi, richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar decide: I. L’appello 27 gennaio 2023 di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. II. Le spese processuali di CHF 1’500.- sono a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte CHF 1’500.- per ripetibili. III. Notificazione: - - Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso inferiore a CHF 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).

Incarto n. 12.2023.15 Incarto n. 12.2023.15

Incarto n. Lugano 3 maggio 2023 /jh Lugano

Lugano 3 maggio 2023 /jh

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Fiscalini, presidente, Stefani e Grisanti Fiscalini, presidente,

Fiscalini, presidente, Stefani e Grisanti

Stefani e Grisanti vicecancelliere: vicecancelliere:

vicecancelliere: Bettelini Bettelini

Bettelini sedente per statuire nella causa - inc. n. SE.2022.43 della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud - promossa con “ istanza ” 14 settembre 2022 da

sedente per statuire nella causa - inc. n. SE.2022.43 della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud - promossa con “ istanza ” 14 settembre 2022 da AO 1 rappr. da PA 2 AO 1

AO 1 rappr. da PA 2

rappr. da PA 2 contro contro

contro AP 1 rappr. da PA 1 AP 1

AP 1 rappr. da PA 1

rappr. da PA 1 con cui l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di CHF 12'210.- oltre interessi al 5% dal 27 aprile 2022, domanda avversata dalla controparte, che ha postulato la reiezione della “ petizione ”, e sulla quale il Pretore si è pronunciato, con sentenza 14 dicembre 2022, con cui ha accolto la “ petizione ”;

appellante la convenuta, con appello 27 gennaio 2023, con cui ha chiesto, in via principale e subordinata, la riforma del querelato giudizio nel senso di dichiarare irricevibile l’ “ istanza ”, rispettivamente di respingere l’ “ istanza (recte: petizione) ”, e, in via ancor più subordinata, l’annullamento della decisione impugnata con rinvio degli atti al giudice di prime cure per un nuovo giudizio, in tutti i casi protestando spese e ripetibili di primo e secondo grado;

mentre l'attrice, con osservazioni 1° marzo 2023, ha postulato la reiezione del gravame, pure con protesta di spese e ripetibili;

preso atto della replica spontanea 29 marzo 2023 della convenuta e dello scritto ( recte: duplica spontanea) 4 aprile 2023 dell’attrice;

letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti;

ritenuto

ritenuto in fatto e in diritto:

in fatto e in diritto: 1. Il 17 gennaio 2022 (doc. N e O) la società di spedizioni internazionali AO 1 è stata incaricata da AP 1 di spedire / trasportare dalla Svizzera a D__________, per una determinata mercede, 4 bancali di materiale sanitario e/o cosmetico, che, pur essendo destinato a una fiera, sarebbe poi dovuto rimanere definitivamente negli Emirati Arabi (cfr. doc. B).

1. Il 17 gennaio 2022 (doc. N e O) la società di spedizioni internazionali AO 1 è stata incaricata da AP 1 di spedire / trasportare dalla Svizzera a D__________, per una determinata mercede, 4 bancali di materiale sanitario e/o cosmetico, che, pur essendo destinato a una fiera, sarebbe poi dovuto rimanere definitivamente negli Emirati Arabi (cfr. doc. B). Il 27 gennaio 2022 (doc. L), rilevato che la merce, nel frattempo spedita, sarebbe giunta a D__________ in serata, il corrispondente all’estero di AO 1 ha chiesto al destinatario della stessa, A__________ __________, di fornirgli dei certificati doganali specifici. Il 31 gennaio 2022 (doc. M) AO 1 ha a sua volta invitato AO 1 a far sì che A__________ __________ mettesse a disposizione quei certificati, precisando che, se gli stessi fossero stati forniti, lo sdoganamento e la consegna sarebbero potuti avvenire il giorno seguente.

Il 27 gennaio 2022 (doc. L), rilevato che la merce, nel frattempo spedita, sarebbe giunta a D__________ in serata, il corrispondente all’estero di AO 1 ha chiesto al destinatario della stessa, A__________ __________, di fornirgli dei certificati doganali specifici. Il 31 gennaio 2022 (doc. M) AO 1 ha a sua volta invitato AO 1 a far sì che A__________ __________ mettesse a disposizione quei certificati, precisando che, se gli stessi fossero stati forniti, lo sdoganamento e la consegna sarebbero potuti avvenire il giorno seguente. Il 1° febbraio 2022 (doc. D) AP 1 ha tuttavia comunicato a AO 1 di aver deciso di far rientrare la merce in Svizzera. Il 10 febbraio 2022, informata da AO 1 sul costo di questo ulteriore trasporto (doc. P), AP 1 le ha confermato di procedere, aggiungendo che “ ci sentiremo per il pagamento ” (doc. P). La merce è così rientrata in Svizzera.

Il 1° febbraio 2022 (doc. D) AP 1 ha tuttavia comunicato a AO 1 di aver deciso di far rientrare la merce in Svizzera. Il 10 febbraio 2022, informata da AO 1 sul costo di questo ulteriore trasporto (doc. P), AP 1 le ha confermato di procedere, aggiungendo che “ ci sentiremo per il pagamento ” (doc. P). La merce è così rientrata in Svizzera. Nel frattempo della merce sostitutiva è stata trasportata a D__________ da dipendenti di AP 1 in valigie private.

Nel frattempo della merce sostitutiva è stata trasportata a D__________ da dipendenti di AP 1 in valigie private. 2. Ottenuta l’autorizzazione ad agire, AO 1, con “ istanza ” 14 settembre 2022, ha convenuto in giudizio AP 1 innanzi alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud, per ottenerne la condanna al pagamento di CHF 12'210.- oltre interessi al 5% dal 27 aprile 2022. Essa, in sintesi, ha preteso il pagamento delle fatture relative ai due trasporti (CHF 2'339.50 per il primo e CHF 8'855.85 per il secondo, doc. F), oltre all’IVA per la reimportazione in Svizzera (CHF 1'014.65, doc. F).

2. Ottenuta l’autorizzazione ad agire, AO 1, con “ istanza ” 14 settembre 2022, ha convenuto in giudizio AP 1 innanzi alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud, per ottenerne la condanna al pagamento di CHF 12'210.- oltre interessi al 5% dal 27 aprile 2022. Essa, in sintesi, ha preteso il pagamento delle fatture relative ai due trasporti (CHF 2'339.50 per il primo e CHF 8'855.85 per il secondo, doc. F), oltre all’IVA per la reimportazione in Svizzera (CHF 1'014.65, doc. F). La convenuta si è opposta alla “ petizione ”. In via riconvenzionale essa ha a sua volta chiesto il pagamento di EUR 198'197.95 oltre interessi, somma corrispondente alle spese per il trasporto della merce sostitutiva a D__________ (EUR 48'197.95, doc. 7) e al danno d’immagine asseritamente subito (EUR 150'000.-), ma la domanda riconvenzionale è stata dichiarata irricevibile con giudizio 24 ottobre 2022, passato in giudicato.

La convenuta si è opposta alla “ petizione ”. In via riconvenzionale essa ha a sua volta chiesto il pagamento di EUR 198'197.95 oltre interessi, somma corrispondente alle spese per il trasporto della merce sostitutiva a D__________ (EUR 48'197.95, doc. 7) e al danno d’immagine asseritamente subito (EUR 150'000.-), ma la domanda riconvenzionale è stata dichiarata irricevibile con giudizio 24 ottobre 2022, passato in giudicato. 3. Esperita l’istruttoria di causa e raccolti gli allegati conclusivi delle parti, il Pretore, con decisione 14 dicembre 2022, ha accolto la “ petizione ”, ponendo le spese processuali di complessivi CHF 1’500.-, con le spese di conciliazione di CHF 350.-, a carico della convenuta, obbligata altresì a rifondere all’attrice CHF 3’000.- a titolo di ripetibili.

3. Esperita l’istruttoria di causa e raccolti gli allegati conclusivi delle parti, il Pretore, con decisione 14 dicembre 2022, ha accolto la “ petizione ”, ponendo le spese processuali di complessivi CHF 1’500.-, con le spese di conciliazione di CHF 350.-, a carico della convenuta, obbligata altresì a rifondere all’attrice CHF 3’000.- a titolo di ripetibili. 4. La convenuta ha impugnato la decisione pretorile con un appello datato 27 gennaio 2023, inoltrato tempestivamente (art. 311 cpv. 1 CPC in combinazione con l’art. 145 cpv. 1 lett. c CPC), che è stato avversato dall’attrice con osservazioni datate 1° marzo 2023, anch’esse tempestive (art. 312 cpv. 2 CPC), ai quali hanno poi fatto seguito la replica spontanea del 29 marzo 2023 e la duplica spontanea del 4 aprile 2023. In via principale e subordinata, essa ha chiesto la riforma del querelato giudizio nel senso di dichiarare irricevibile l’ “ istanza ”, rispettivamente di respingere l’ “ istanza (recte: petizione) ”, in entrambi i casi con protesta di spese e ripetibili della prima e della seconda sede. In via ancor più subordinata ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata con rinvio degli atti al giudice di prime cure per un nuovo giudizio, pure con protesta di spese e ripetibili di primo e secondo grado.

4. La convenuta ha impugnato la decisione pretorile con un appello datato 27 gennaio 2023, inoltrato tempestivamente (art. 311 cpv. 1 CPC in combinazione con l’art. 145 cpv. 1 lett. c CPC), che è stato avversato dall’attrice con osservazioni datate 1° marzo 2023, anch’esse tempestive (art. 312 cpv. 2 CPC), ai quali hanno poi fatto seguito la replica spontanea del 29 marzo 2023 e la duplica spontanea del 4 aprile 2023. In via principale e subordinata, essa ha chiesto la riforma del querelato giudizio nel senso di dichiarare irricevibile l’ “ istanza ”, rispettivamente di respingere l’ “ istanza (recte: petizione) ”, in entrambi i casi con protesta di spese e ripetibili della prima e della seconda sede. In via ancor più subordinata ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata con rinvio degli atti al giudice di prime cure per un nuovo giudizio, pure con protesta di spese e ripetibili di primo e secondo grado. 5. In questa sede la convenuta, pur avendo formulato una tale domanda solamente in via ancor più subordinata, ha chiesto innanzitutto l’annullamento della decisione pretorile con rinvio dell’incarto al primo giudice per una nuova decisione.

La richiesta dev’essere disattesa. Nella sua impugnativa la stessa non è in effetti stata assolutamente motivata né in fatto né in diritto, sicché il gravame, su questo punto, deve senz’altro essere dichiarato irricevibile (art. 311 cpv. 1 CPC; cfr. II CCA 17 giugno 2022 inc. n. 12.2022.23).

La richiesta dev’essere disattesa. Nella sua impugnativa la stessa non è in effetti stata assolutamente motivata né in fatto né in diritto, sicché il gravame, su questo punto, deve senz’altro essere dichiarato irricevibile (art. 311 cpv. 1 CPC; cfr. II CCA 17 giugno 2022 inc. n. 12.2022.23). 6. Con la sua domanda d’appello in via principale la convenuta ha invece chiesto di riformare il querelato giudizio nel senso di dichiarare irricevibile l’ “ istanza ”, inoltrata dalla controparte in una causa retta dalla procedura semplificata (art. 243 segg. CPC), rilevando da una parte come l’attrice avesse erroneamente deciso di introdurre un tale atto giudiziario anziché una “ petizione ” ai sensi dell’art. 244 cpv. 1 CPC e dall’altra come il Pretore avesse statuito “ ultra petita ” (art. 58 CPC) laddove aveva poi provveduto ad accogliere la “ petizione ” anziché l’ “ istanza ”.

6. Con la sua domanda d’appello in via principale la convenuta ha invece chiesto di riformare il querelato giudizio nel senso di dichiarare irricevibile l’ “ istanza ”, inoltrata dalla controparte in una causa retta dalla procedura semplificata (art. 243 segg. CPC), rilevando da una parte come l’attrice avesse erroneamente deciso di introdurre un tale atto giudiziario anziché una “ petizione ” ai sensi dell’art. 244 cpv. 1 CPC e dall’altra come il Pretore avesse statuito “ ultra petita ” (art. 58 CPC) laddove aveva poi provveduto ad accogliere la “ petizione ” anziché l’ “ istanza ”. Il gravame, su questo punto, deve senz’altro essere disatteso.

Il gravame, su questo punto, deve senz’altro essere disatteso. La convenuta è innanzitutto malvenuta ad eccepire per la prima volta solo in questa sede il fatto che l’attrice avesse erroneamente introdotto un’ “ istanza ” anziché una “ petizione ”, specialmente dopo che con le sue osservazioni di risposta, e meglio nel suo “ petitum ” (a p. 7), essa stessa, lasciando implicitamente intendere di non volersi in alcun modo prevalere del manifesto “refuso” in cui era incorsa la controparte, aveva formalmente instato per la reiezione della “ petizione ”.

La convenuta è innanzitutto malvenuta ad eccepire per la prima volta solo in questa sede il fatto che l’attrice avesse erroneamente introdotto un’ “ istanza ” anziché una “ petizione ”, specialmente dopo che con le sue osservazioni di risposta, e meglio nel suo “ petitum ” (a p. 7), essa stessa, lasciando implicitamente intendere di non volersi in alcun modo prevalere del manifesto “refuso” in cui era incorsa la controparte, aveva formalmente instato per la reiezione della “ petizione ”. La censura è in ogni caso priva di fondamento, la reiezione in ordine, per questa sola ragione, dell’azione promossa dall’attrice costituendo un formalismo eccessivo (cfr. TF 4A_113/2021 del 2 settembre 2022 consid. 6.1, secondo cui il formalismo eccessivo, vietato dall' art. 29 cpv. 1 Cost., è dato quando la stretta applicazione di norme di procedura non è giustificata da nessun interesse degno di protezione, diventa fine a sé stessa, complica in maniera insostenibile la realizzazione del diritto materiale o l'accesso ai tribunali). Non è in effetti dato di comprendere, né la convenuta lo ha del resto spiegato, quale suo interesse degno di protezione sarebbe stato in tal modo violato.

La censura è in ogni caso priva di fondamento, la reiezione in ordine, per questa sola ragione, dell’azione promossa dall’attrice costituendo un formalismo eccessivo (cfr. TF 4A_113/2021 del 2 settembre 2022 consid. 6.1, secondo cui il formalismo eccessivo, vietato dall' art. 29 cpv. 1 Cost., è dato quando la stretta applicazione di norme di procedura non è giustificata da nessun interesse degno di protezione, diventa fine a sé stessa, complica in maniera insostenibile la realizzazione del diritto materiale o l'accesso ai tribunali). art. 29 cpv. 1 Cost. Non è in effetti dato di comprendere, né la convenuta lo ha del resto spiegato, quale suo interesse degno di protezione sarebbe stato in tal modo violato. Stando così le cose, il Pretore nemmeno ha dunque deciso “ ultra petita ” laddove, rettificando il termine “ istanza ” utilizzato dall’attrice, ha provveduto ad accogliere la “ petizione ”.

Stando così le cose, il Pretore nemmeno ha dunque deciso “ ultra petita ” laddove, rettificando il termine “ istanza ” utilizzato dall’attrice, ha provveduto ad accogliere la “ petizione ”. 7. Con la sua domanda d’appello in via subordinata la convenuta ha infine chiesto di riformare la decisione pretorile nel senso di respingere l’ “ istanza (recte: petizione) ”. Essa, fondandosi in particolare sugli art. 398 e 441 CO, ha ribadito che la mancanza dei necessari certificati doganali sarebbe stata in realtà da imputare all’attrice che, in qualità di specialista della materia, avrebbe dovuto renderla attenta della loro insufficienza già dal 14 gennaio (doc. N) o almeno dal 17 gennaio (doc. O) e non solo il 27 gennaio 2022 (doc. L), quando ormai la partecipazione alla prima delle due fiere, per cui la merce era stata inviata, non sarebbe stata più possibile.

7. Con la sua domanda d’appello in via subordinata la convenuta ha infine chiesto di riformare la decisione pretorile nel senso di respingere l’ “ istanza (recte: petizione) ”. Essa, fondandosi in particolare sugli art. 398 e 441 CO, ha ribadito che la mancanza dei necessari certificati doganali sarebbe stata in realtà da imputare all’attrice che, in qualità di specialista della materia, avrebbe dovuto renderla attenta della loro insufficienza già dal 14 gennaio (doc. N) o almeno dal 17 gennaio (doc. O) e non solo il 27 gennaio 2022 (doc. L), quando ormai la partecipazione alla prima delle due fiere, per cui la merce era stata inviata, non sarebbe stata più possibile. 7.1. L’appello, sul tema, dev’essere dichiarato irricevibile per carenza di motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC). La convenuta non si è in effetti confrontata criticamente e in modo puntuale con l’intera circostanziata argomentazione fornita dal Pretore secondo cui, giusta l’ art. 18 delle CG SPEDLOGSWISS, applicabile nel caso di specie (cfr. doc. O) - e che per altro non derogava al regime legale, del tutto analogo [cfr. art. 441 cpv. 2 e 442 cpv. 2 CO, applicabili direttamente o almeno in forza del rimando dell’art. 439 CO ] -, la responsabilità per la mancanza o per la consegna tardiva dei documenti necessari al trasporto, segnatamente quelli doganali, doveva essere ascritta alla convenuta e dunque non all’attrice, che per altro il 27 gennaio (cfr. doc. L) e il 31 gennaio 2022 (cfr. doc. M, nel quale era stato oltretutto precisato che, se gli stessi fossero stati forniti, lo sdoganamento e la consegna sarebbero potuti avvenire il giorno seguente ) aveva prontamente indicato e richiesto la documentazione e i certificati necessari, poi però mai forniti dal destinatario della merce rispettivamente dalla convenuta, la quale aveva preferito far rientrare la merce in Svizzera. In particolare non ha spiegato per quali ragioni la stessa sarebbe stata errata e con ciò da modificare (cfr. TF 4A_607/2019 del 22 aprile 2020 consid. 4.5, 4A_194/2019 del 1° luglio 2020 consid. 5.2).

7.1. L’appello, sul tema, dev’essere dichiarato irricevibile per carenza di motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC). La convenuta non si è in effetti confrontata criticamente e in modo puntuale con l’intera circostanziata argomentazione fornita dal Pretore secondo cui, giusta l’ art. 18 delle CG SPEDLOGSWISS, applicabile nel caso di specie (cfr. doc. O) - e che per altro non derogava al regime legale, del tutto analogo [cfr. art. 441 cpv. 2 e 442 cpv. 2 CO, applicabili direttamente o almeno in forza del rimando dell’art. 439 CO ] -, la responsabilità per la mancanza o per la consegna tardiva dei documenti necessari al trasporto, segnatamente quelli doganali, doveva essere ascritta alla convenuta e dunque non all’attrice, che per altro il 27 gennaio (cfr. doc. L) e il 31 gennaio 2022 (cfr. doc. M, nel quale era stato oltretutto precisato che, se gli stessi fossero stati forniti, lo sdoganamento e la consegna sarebbero potuti avvenire il giorno seguente ) aveva prontamente indicato e richiesto la documentazione e i certificati necessari, poi però mai forniti dal destinatario della merce rispettivamente dalla convenuta, la quale aveva preferito far rientrare la merce in Svizzera. In particolare non ha spiegato per quali ragioni la stessa sarebbe stata errata e con ciò da modificare (cfr. TF 4A_607/2019 del 22 aprile 2020 consid. 4.5, 4A_194/2019 del 1° luglio 2020 consid. 5.2). 7.2. Ma, a prescindere da quanto precede, l’appello, su quel tema, sarebbe stato comunque destinato all’insuccesso anche nel merito.

7.2. Ma, a prescindere da quanto precede, l’appello, su quel tema, sarebbe stato comunque destinato all’insuccesso anche nel merito. 7.2.1. Da una parte, contrariamente a quanto sostenuto dalla convenuta, che a sostegno della sua tesi aveva fatto riferimento ad alcuni autori di dottrina, e meglio a Oser/Weber (Basler Kommentar, 7 ª ed., n. 9 seg. ad art. 398 CO) e a Staehelin ( Basler Kommentar, 7 ª ed., n. 2 e 8 segg. ad art. 441 CO), i quali però non si erano espressi proprio nei termini da lei pretesi, la mancanza o la consegna tardiva della documentazione necessaria al trasporto, segnatamente quella doganale, è effettivamente una circostanza tale da innescare la sua responsabilità e non invece quella dell’attrice. Come rilevato dal giudice di prime cure, la messa a disposizione dei documenti necessari al trasporto, segnatamente quelli doganali, è in effetti un obbligo accessorio che compete al mandante (cfr. Marchand, Commentaire Romand, 3 ª ed., n. 15 ad art. 440 CO; cfr. pure Hochstrasser, Der Beförderungsvertrag, p. 259 e 274; Tercier/Bieri/Carron, Les contrats spéciaux, 5 ª ed., n. 5749) ed è pertanto lui a dover rispondere per le conseguenze risultanti dalla loro mancanza o dalla consegna tardiva di tale documentazione, quale quella doganale ( art. 18 delle CG SPEDLOGSWISS, la cui applicabilità nel caso concreto, risultante dal doc. O, non è stata censurata in questa sede; cfr. art. 441 cpv. 2 CO; cfr. pure Marchand, op. cit., n. 15 ad art. 440 CO e n. 12 ad art. 441 CO; Hochstrasser, op. cit., p. 261 seg. e 273 seg.; Tercier/Bieri/Carron, op. cit., n. 5747 ). Lo spedizioniere / vetturale non ha per contro l’obbligo di esaminare se i documenti doganali messi a sua disposizione siano esatti o sufficienti (cfr. Marchand, op. cit., n. 10 ad art. 441 CO; Hochstrasser, op. cit., p. 261 e 273 ), a meno che l’erroneità o l’insufficienza degli stessi siano manifeste (cfr. Hochstrasser, op. cit., ibidem ), circostanza questa che la convenuta, non avendo per altro nemmeno specificato in cosa consisterebbero le carenze documentali riscontrate dalle autorità doganali arabe, non è tuttavia stata in grado di dimostrare.

7.2.1. Da una parte, contrariamente a quanto sostenuto dalla convenuta, che a sostegno della sua tesi aveva fatto riferimento ad alcuni autori di dottrina, e meglio a Oser/Weber (Basler Kommentar, 7 Oser/Weber ª ed., n. 9 seg. ad art. 398 CO) e a Staehelin ( Basler Kommentar, 7 Staehelin ( ª ed., n. 2 e 8 segg. ad art. 441 CO), i quali però non si erano espressi proprio nei termini da lei pretesi, la mancanza o la consegna tardiva della documentazione necessaria al trasporto, segnatamente quella doganale, è effettivamente una circostanza tale da innescare la sua responsabilità e non invece quella dell’attrice. Come rilevato dal giudice di prime cure, la messa a disposizione dei documenti necessari al trasporto, segnatamente quelli doganali, è in effetti un obbligo accessorio che compete al mandante (cfr. Marchand, Commentaire Romand, 3 Marchand ª ed., n. 15 ad art. 440 CO; cfr. pure Hochstrasser, Der Beförderungsvertrag, p. 259 e 274; Tercier/Bieri/Carron, Les contrats spéciaux, 5 Hochstrasser Tercier/Bieri/Carron ª ed., n. 5749) ed è pertanto lui a dover rispondere per le conseguenze risultanti dalla loro mancanza o dalla consegna tardiva di tale documentazione, quale quella doganale ( art. 18 delle CG SPEDLOGSWISS, la cui applicabilità nel caso concreto, risultante dal doc. O, non è stata censurata in questa sede; cfr. art. 441 cpv. 2 CO; cfr. pure Marchand, op. cit., n. 15 ad art. 440 CO e n. 12 ad art. 441 CO; Hochstrasser, op. cit., p. 261 seg. e 273 seg.; Tercier/Bieri/Carron, op. cit., n. 5747 Hochstrasser Tercier/Bieri/Carron ). Lo spedizioniere / vetturale non ha per contro l’obbligo di esaminare se i documenti doganali messi a sua disposizione siano esatti o sufficienti (cfr. Marchand, op. cit., n. 10 ad art. 441 CO; Hochstrasser, op. cit., p. 261 e 273 Hochstrasser ), a meno che l’erroneità o l’insufficienza degli stessi siano manifeste (cfr. Hochstrasser, op. cit., ibidem ), circostanza questa che la convenuta, non avendo per altro nemmeno specificato in cosa consisterebbero le carenze documentali riscontrate dalle autorità doganali arabe, non è tuttavia stata in grado di dimostrare. 7.2.2. Dall’altra la convenuta nemmeno ha dimostrato che la richiesta dell’attrice di mettere a disposizione i certificati doganali specifici, formulata il 27 gennaio 2022 (doc. L, teste __________ M__________), fosse avvenuta tardivamente, quando ormai la partecipazione alla prima delle due fiere, per la quale la merce era stata inviata, non sarebbe stata più possibile. Essa, in effetti, non solo non ha indicato negli allegati preliminari né ha provato quando avrebbe in concreto dovuto svolgersi quella fiera (in questa sede, per altro irritualmente [art. 317 cpv. 1 CPC], essa si è a tale proposito limitata a sostenere, senza invero aver fornito alcuna prova, che l’evento fieristico avrebbe dovuto avvenire in una non meglio precisata data “ all’inizio del mese di febbraio ”, cfr. appello p. 4 seg.); ma soprattutto non ha dimostrato che, contrariamente a quanto sostenuto il 31 gennaio 2022 dalla controparte nel doc. M (in cui era stato precisato che, se i necessari certificati doganali fossero stati forniti, lo sdoganamento e la consegna sarebbero potuti avvenire il giorno seguente), quei documenti doganali, in realtà già richiesti in precedenza e meglio il 27 gennaio 2022 (doc. L), non avrebbero potuto essere ottenuti prima dello svolgimento della fiera.

7.2.2. Dall’altra la convenuta nemmeno ha dimostrato che la richiesta dell’attrice di mettere a disposizione i certificati doganali specifici, formulata il 27 gennaio 2022 (doc. L, teste __________ M__________), fosse avvenuta tardivamente, quando ormai la partecipazione alla prima delle due fiere, per la quale la merce era stata inviata, non sarebbe stata più possibile. Essa, in effetti, non solo non ha indicato negli allegati preliminari né ha provato quando avrebbe in concreto dovuto svolgersi quella fiera (in questa sede, per altro irritualmente [art. 317 cpv. 1 CPC], essa si è a tale proposito limitata a sostenere, senza invero aver fornito alcuna prova, che l’evento fieristico avrebbe dovuto avvenire in una non meglio precisata data “ all’inizio del mese di febbraio ”, cfr. appello p. 4 seg.); ma soprattutto non ha dimostrato che, contrariamente a quanto sostenuto il 31 gennaio 2022 dalla controparte nel doc. M (in cui era stato precisato che, se i necessari certificati doganali fossero stati forniti, lo sdoganamento e la consegna sarebbero potuti avvenire il giorno seguente), quei documenti doganali, in realtà già richiesti in precedenza e meglio il 27 gennaio 2022 (doc. L), non avrebbero potuto essere ottenuti prima dello svolgimento della fiera. 8. Ne discende che l’appello della convenuta dev’essere respinto nella misura in cui è ricevibile.

8. Ne discende che l’appello della convenuta dev’essere respinto nella misura in cui è ricevibile. Le spese giudiziarie della procedura di secondo grado, calcolate sulla base del valore litigioso di CHF 12'210.-, seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC).

Le spese giudiziarie della procedura di secondo grado, calcolate sulla base del valore litigioso di CHF 12'210.-, seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Per questi motivi,

Per questi motivi, richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar decide:

decide: I. L’appello 27 gennaio 2023 di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile.

I. L’appello 27 gennaio 2023 di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. II. Le spese processuali di CHF 1’500.- sono a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte CHF 1’500.- per ripetibili.

II. Le spese processuali di CHF 1’500.- sono a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte CHF 1’500.- per ripetibili. III. Notificazione:

Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere

Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso inferiore a CHF 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso inferiore a CHF 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).