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<h2>SubmittedText<h2><p>Le rivolte popolari contro i regimi autocratici nei Paesi arabi e nei Paesi del Nord Africa hanno portato l'Unione europea (UE) a un cambio di strategia in materia di cooperazione con questi Paesi. La politica di tolleranza verso i regimi dittatoriali, che sfruttano la popolazione e non rispettano i diritti dell'uomo dovrà essere sostituita da un "partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa". In questo contesto, il Consiglio federale è incaricato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale ha intenzione di coordinare l'azione della Svizzera con quella dell'UE in tali Paesi?</p><p>2. Con quali altre organizzazioni internazionali è necessario collaborare?</p><p>3. Come vede il Consiglio federale il futuro dell'Unione per il Mediterraneo, con sede a Barcellona, fondata del 2008 da 43 Stati di Europa, Medio Oriente e Nord Africa?</p><p>4. Nel quadro delle sue relazioni con i Paesi del Nord Africa, il Consiglio federale intende anch'esso incoraggiare in primo luogo la democratizzazione, l'instaurazione dello Stato di diritto e la lotta contro la corruzione o ha invece altre priorità?</p><p>5. Anche il Consiglio federale ritiene che sia importante lavorare non solo con i governi ma anche con le associazioni della società civile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera e l'Unione europea hanno un grande interesse politico nella nascita di Stati democratici in Nord Africa e in Medio Oriente. L'UE sta valutando una nuova politica nel Mediterraneo basata su diverse priorità, tra cui il sostegno alla democratizzazione e alle riforme politiche, una nuova politica della mobilità, l'incentivazione economica, la creazione di posti di lavoro, la promozione del commercio e degli investimenti, una cooperazione più intensa in singoli settori (p. es. energia, traffico e comunicazione, turismo, cultura e istruzione). Il sostegno è previsto a livello bilaterale (p. es. nel quadro degli attuali accordi di cooperazione tra l'UE e i Paesi in questione) e a livello regionale (p. es. nel quadro dell'Unione per il Mediterraneo, vedi cifra 3). Per garantire il coordinamento, la Svizzera è in contatto con l'UE segnatamente con la nostra rappresentanza a Bruxelles. Per quanto concerne la gestione della migrazione internazionale, grazie a Schengen/Dublino la Svizzera ha contatti regolari a livello superiore, può organizzare la sua attività in accordo con i partner europei e agire congiuntamente.</p><p>2. La Svizzera è attiva in particolare nell'ambito dell'ONU, del Consiglio d'Europa, dell'OSCE, della Francofonia, della Banca mondiale, del FMI e dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni. Il DFAE, per esempio, è in contatto con la Banca mondiale nel settore della collaborazione per il blocco di averi, del quale ha usufruito la Tunisia. Con la Banca mondiale, la Svizzera valuta possibilità di sostenere la Tunisia nei suoi sforzi di portare a termine con successo procedure giudiziarie e di assistenza giudiziaria, affinché gli averi bloccati possano essere restituiti.</p><p>3. L'Unione per il Mediterraneo è stata fondata nel 2008 quale partenariato multilaterale tra l'UE e gli Stati affacciati sul Mediterraneo. Gli obiettivi erano l'ampliamento delle relazioni tra questi Paesi e l'UE, una maggiore responsabilità comune per le relazioni multilaterali e una cooperazione potenziata nel quadro di progetti regionali e subregionali. L'attuazione dell'Unione per il Mediterraneo non è tuttavia andata come previsto. Un vertice in programma all'inizio del 2010 è stato per esempio rimandato più volte e non ha tuttora avuto luogo. Nel marzo 2011, i capi di Stato e i primi ministri dei Paesi membri dell'UE hanno dichiarato che, visti gli ultimi sviluppi, l'UE avrebbe adeguato il mandato dell'Unione per il Mediterraneo, orientandolo maggiormente alla promozione della democrazia e della stabilità. Sarà compito dei membri dell'Unione per il Mediterraneo determinarne l'orientamento futuro. Una partecipazione di Stati che non appartengono all'UE e che non si affacciano sul Mediterraneo non è prevista.</p><p>4. Sì. Nella misura in cui sia desiderato dagli Stati in questione, la Svizzera fornirà il suo contributo alla promozione della democrazia, al rafforzamento dello stato di diritto e al rispetto dei diritti dell'uomo come previsto dalla strategia per il Nord Africa decisa l'11 marzo 2011 dal Consiglio federale. Oltre a queste priorità, la strategia prevede un maggiore impegno della Svizzera nel campo della cooperazione economica, dello sviluppo e della migrazione.</p><p>5. Sì. Il Consiglio federale annette grande importanza alla cooperazione con rappresentanti e organizzazioni della società civile, affinché queste ultime ne escano rafforzate. A tale proposito, la strategia per il Nord Africa del Consiglio federale sottolinea che la Svizzera risponderebbe positivamente a un'eventuale richiesta di aiuto a livello di promozione del dialogo e della fiducia tra tutti gli attori sociali. La Svizzera collabora da tempo con organizzazioni e rappresentanti della società civile egiziana, segnatamente nei settori della lotta alla tortura, dei diritti delle donne, del lavoro minorile e della promozione del dialogo interreligioso. La Confederazione è in contatto con le nuove forze politiche in Tunisia ed è disposta, se lo desiderano, a sostenere il dialogo politico.</p>  Risposta del Consiglio federale.