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Trentuno cittadini nordcoreani hanno attraversato la linea di confine sul mar Giallo e sono arrivati in Corea del Sud durante lo scorso fine settimana.
Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Seul, anche se non è chiaro - riferisce l'agenzia Yonhap - "se ci sia o meno la volontà di richiedere asilo politico".
Il peschereccio, su cui c'erano 20 donne, 11 uomini e nessun bambino, è approdato sabato sull'isola di Yeonpyeong, la stessa bombardata dall'artiglieria di Pyongyang lo scorso 23 novembre con la morte di quattro persone, per poi essere scortato nella città portuale di Incheon, alle porte della capitale sudcoreana.
"Finora non hanno espresso il desiderio di chiedere rifugio", ha detto un ufficiale militare citato in forma anonima. Al momento, tuttavia, non è esclusa anche l'ipotesi di un semplice errore di navigazione, mentre si ritiene che l'imbarcazione di legno abbia mollato gli ormeggi dal porto di Nampo, a circa 60 chilometri a sud di Pyongyang.
Più di 20.000 nordcoreani hanno disertato in Corea del Sud dopo la Guerra di Corea del 1950-53, mentre il recente episodio - tutto ancora da chiarire - cade alla vigilia dei primi colloqui intercoreani "di tipo militare e operativo" dopo le turbolenze dello scorso anno, ha ricordato oggi il portavoce del ministero della Difesa, Kim Min-seok, in una conferenza stampa.