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Comunicato stampa relativo alla sentenza F-3406/2022
Visto umanitario per le persone afgane minacciate
Il Tribunale amministrativo federale ha concesso un visto per ragioni umanitarie a membri di una famiglia afgana con un chiaro profilo di rischio.
Un ex procuratore pubblico afgano era fuggito in Pakistan con la famiglia. Nel febbraio 2022, i membri della famiglia avevano chiesto all’Ambasciata Svizzera di Islamabad di concedere loro un visto umanitario. Nel luglio 2022 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), autorità competente, aveva respinto le domande. Gli interessati hanno impugnato questa decisione dinanzi al Tribunale amministrativo federale.
Necessario un profilo di rischio individuale
Le domande di rilascio di un visto umanitario soggiacciono a condizioni restrittive. Tali condizioni si considerano adempiute quando alla luce delle circostanze concrete si può chiaramente ammettere che il richiedente si trova in una situazione d’emergenza particolare in patria o nel Paese di provenienza. L’esistenza di una tale situazione può essere ammessa ad esempio in caso di eventi bellici gravi o in virtù di una minaccia individuale concreta più grave di quella a cui è esposta una persona qualsiasi.
Il ricorrente, che in quanto ex procuratore pubblico collaborava con organizzazioni internazionali e a suo dire si occupava anche di casi riguardanti attività terroristiche dei Talebani, è esposto in Afghanistan a un rischio accresciuto di essere perseguitato. Nel suo caso, il rischio si estende anche ai membri della sua famiglia. Inoltre, gli interessati rischiano concretamente di essere rimpatriati dal Pakistan in Afghanistan. Pertanto, nella fattispecie occorre ammettere che la loro vita o la loro integrità fisica è direttamente, seriamente e concretamente minacciata. Date queste premesse, deve essere loro rilasciato un visto per ragioni umanitarie.
Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.