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BERNA - La commissione della gestione del Consiglio nazionale e Mister Dati non intendono per ora intervenire in aiuto degli impiegati di banche svizzere i cui dati personali sono stati trasmessi alla giustizia statunitense. Le due istanze affermano di capire le ragioni del governo.
Tenendo conto delle circostanze e del contesto in cui si sono svolti i difficili negoziati con gli Stati Uniti - si legge in una nota della commissione della gestione - l'operato del Consiglio federale è comprensibile. Il Consiglio federale non ha autorizzato le banche a infrangere né il diritto del lavoro né la protezione dei dati, ha dichierato alla stampa il presidente della commissione, Ruedi Lustenberger (PPD/ LU). Questo punto di vista era stato sostenuto anche dalla ministra delle finanze, Eveline Widmer-Schlumpf. "Il dossier sarà tuttavia riesaminato in modo approfondito per determinare se sia ancora necessario agire".
La commissione è giunta a questa conclusione dopo aver esaminato un rapporto chiesto a settembre al governo per giustificare il via libera, concesso alle banche elvetiche, a consegnare agli USA informazioni sui loro collaboratori.
Mister Dati ha pure chiesto agli istituti di informare in anticipo i dipendenti sul tipo di documenti che saranno trasmessi in futuro e sul periodo al quale si riferiscono. Se la persona interessata si dichiarerà contraria alla comunicazione del proprio nome, ha aggiunto, la banca dovrà effettuare una "ponderazione degli interessi". Se deciderà di consegnare documenti in forma non anonimizzata, dovrà avvisare la persona interessata e informarla sui suoi diritti.