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La Strategia di cooperazione internazionale della Svizzera è uno strumento di politica estera basato sulla Costituzione federale per aiutare le popolazioni nel bisogno e lottare contro la povertà nel mondo, rafforzare il rispetto dei diritti umani, promuovere la democrazia e proteggere l’ambiente. A febbraio 2020 il Consiglio federale ha definito i focus tematici e geografici per i prossimi quattro anni. Il Parlamento ha adottato la Strategia nella sessione autunnale 2020.
CI: lavoro, clima, migrazione e Stato di diritto
Quattro focus tematici
Ogni quattro anni, basandosi sulla Costituzione e sulla legislazione, il Consiglio federale e il Parlamento stabiliscono l’orientamento strategico della cooperazione internazionale (CI). Il mandato è incentrato sull’aiuto delle popolazioni nel bisogno, sulla riduzione della povertà nel mondo e sullo sviluppo sostenibile. I focus tematici stabiliti dalla Svizzera per il periodo 2021-2024 sono:
- la creazione di posti di lavoro dignitosi in loco;
- la lotta contro i cambiamenti climatici;
- la riduzione delle cause dello sfollamento forzato e della migrazione irregolare
- l’impegno per lo Stato di diritto
Il Consiglio federale intende migliorare l’efficacia della CI attraverso i quattro focus summenzionati, la focalizzazione geografica, l’innovazione e l’impiego di tecnologie digitali. Il nuovo indirizzo strategico consente inoltre di reagire in modo più flessibile alle crisi e alle opportunità.
- Nord Africa e Medio Oriente
Africa subsahariana
Asia (centrale, meridionale e Sud-Est asiatico)
Europa dell’Est
La cooperazione bilaterale allo sviluppo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si concentrerà d’ora in avanti su quattro regioni prioritarie:
Per migliorare l’efficacia del proprio impegno, entro il 2024 il DFAE trasferirà i suoi mezzi dai Paesi considerati fin qui prioritari in America latina alle quattro nuove regioni prioritarie, riducendo contestualmente da 46 a 35 il numero dei Paesi prioritari della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Inoltre, rendendo più facile il trasferimento di mezzi finanziari tra i crediti per l’aiuto umanitario e quelli per la cooperazione allo sviluppo, il DFAE potrà agire con maggiore flessibilità.
Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) porterà avanti le sue attività nel campo della cooperazione economica allo sviluppo in un numero limitato di Paesi nelle quattro regioni citate e continuerà a essere presente in alcuni Stati emergenti dell’America latina.
L’aiuto umanitario, la promozione della pace e dei diritti umani e le attività connesse alle sfide globali (clima e ambiente, acqua, migrazione, sicurezza alimentare e salute) conservano il loro mandato universale.
Una stretta collaborazione con le organizzazioni multilaterali come le Nazioni Unite contribuirà a mettere a frutto le competenze e l’esperienza svizzere e a incrementare l’efficacia dell’impegno svizzero.
In linea di massima, la CI della Svizzera deve orientarsi in base ai bisogni delle popolazioni interessate nei Paesi in via di sviluppo (in particolare di quelle che si trovano in condizioni di grande povertà), agli interessi di lungo periodo della Svizzera (ordine internazionale pacifico ed equo, condizioni quadro economiche, migrazione, sviluppo mondiale sostenibile) e al valore aggiunto che la CI della Svizzera può offrire nel confronto internazionale (esperienza, competenze, innovazioni).
Secondo il motto «La politica estera è politica interna», la strategia della cooperazione internazionale 2021-2024 è stata per la prima volta oggetto di una procedura di consultazione facoltativa. La risonanza è stata notevole: 249 risposte, di cui 24 inoltrate dai Cantoni, 8 dai partiti, 7 dalle associazioni mantello, 183 da organizzazioni di altro tipo e 27 da singole persone. La nuova strategia della CI è stata ben accolta nel complesso, sebbene siano giunte numerose richieste di modifica molto diversificate e in parte contradditorie, fatto non sorprendente visto il grande interesse suscitato dalla strategia.
Parametri di riferimento finanziari
Nel periodo 2021-2024 è previsto uno stanziamento totale di 11,25 miliardi CHF (per il periodo 2017-2020 erano stati 11,11 miliardi CHF). In seguito a una correzione del rincaro, l’importo è leggermente inferiore a quello indicato durante la procedura di consultazione (11,37 mia. CHF). Nel periodo in questione la Svizzera potrà assumersi impegni fino al raggiungimento di tale importo. Il Parlamento determinerà gli stanziamenti corrispondenti nel quadro delle deliberazioni annuali sul preventivo. Secondo le stime disponibili, con gli stanziamenti previsti l’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) della Svizzera si attesterà complessivamente sullo 0,46% del reddito nazionale lordo (RNL). In seguito alle ultime previsioni dell’RNL, questa percentuale è di poco superiore a quella indicata durante la procedura di consultazione (0,45%), una percentuale inferiore al valore fissato come obiettivo dal Parlamento nel 2011 e da allora più volte confermato (0,5%). Il Parlamento ha adottato la Strategia CI 2021–2024 nella sessione autunnale 2020.