Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01158.jsonl.gz/936

Muhammad Ali è morto all'età di 74 anni in un ospedale di Phoenix, in Arizona, ha annunciato la sua famiglia. La leggenda del pugilato era stata ricoverata giovedì 2 giugno a causa di problemi respiratori, complicati dal Parkinson di cui soffriva da anni, che hanno portato al suo decesso. La sua lotta contro il morbo era diventata evidente nella cerimonia d'apertura dei Giochi del 1996, quando aveva acceso la fiamma scosso dai tremori.
Oro olimpico ai Giochi di Roma nel 1960, come pugile professionista ha detenuto il titolo mondiale dei pesi massimi per tre volte, dal 1964 al 1967, dal 1974 al febbraio 1978 ed infine per un'ultima breve parentesi dal settembre 1978 all'ottobre 1979. Epiche sono state le sue vittorie contro George Foreman nel "Rumble in the jungle" e Joe Frazier nel "Thrilla in Manila".
Nato Cassius Marcellus Clay Jr. il 17 gennaio 1942, il "Più Grande" ha cambiato il suo nome in Muhammad Ali nel 1964 dopo essersi convertito all'Islam. Durante gli anni '60 è diventato un simbolo del movimento di liberazione degli afroamericani negli Stati Uniti, anche per aver sfidato il governo americano opponendosi all'arruolamento nell'esercito ed alla guerra in Vietnam. Per questo motivo, è stato condannato a cinque anni di carcere.
- Il commento di Maurizio Canetta (Radiogiornale 04.06.2016, 12h30)
- RG 18.30 del 04.06.16 - Il servizio di Manjula Bhatia