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Non c'è bisogno di andare in luoghi esotici per contemplare gli effetti del riscaldamento globale. Le nostre Alpi bastano e avanzano.
La tendenza al ritiro dei ghiacciai è infatti comune all'intero pianeta.
I ghiacciai delle nostre montagne hanno perduto nell'ultimo secolo circa il 50 per cento del loro volume e hanno ridotto la propria estensione da 1.000 a 500 chilometri quadrati. Per verificarlo basta confrontare la loro estensione attuale con quella ripresa nelle antiche cartoline.
L'Oberer Grindelwald Gletscher ha ritirato la propria lingua di ghiaccio di molte decine di metri, mentre in alta Engadina lo Tschierva, sotto il massiccio del Bernina, ha lasciato ampio spazio ai pascoli nella Val Rosegg.
Problemi anche in Antartide
Ed è così dappertutto, con l'unica eccezione dell'Antartide. Il continente polare è però solo un'apparente contraddizione, poiché è uno più aridi del globo, e il riscaldamento globale vi provoca solo un aumento di precipitazioni nevose e quindi un'estensione dei ghiacciai. I fiumi di ghiaccio scompaiono.
Peccato per il paesaggio? Non solo. I grandi fiumi che scendono dalle catene montuose e che irrigano i pascoli e le pianure fertili del pianeta subiranno le conseguenze della sparizione delle grandi masse di ghiaccio.
E se pensiamo che l'acqua è una delle risorse più preziose del pianeta, quella per la quale forse in futuro si combatteranno molte guerre, ci rendiamo conto che il panorama dovrebbe essere l'ultima delle nostre preoccupazioni.
Marco Cagnotti