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Grosser Rat
Cussegl grond
Gran Consiglio
Con la nuova struttura azionaria, con il progetto Futuro e con la radicale ridefinizione dell'orientamento di Repower, negli ultimi mesi la situazione è cambiata profondamente anche per il Cantone dei Grigioni in veste di ex "azionista principale". Il settore della politica e dell'economia energetica è caratterizzato inoltre da grande dinamismo. Alcuni sviluppi verificatisi negli ultimi mesi continuano a essere difficili da inquadrare. La ridefinizione dell'orientamento e la tutela degli interessi a lungo termine rappresentano una sfida.
Ne risultano le seguenti domande:
1. Il Governo come valuta le possibilità di tutelare gli interessi a lungo termine nel quadro della nuova struttura azionaria e con una quota rimanente del Cantone dei Grigioni pari solo a circa il 22 per cento?
2. La nuova situazione di Repower come si ripercuote sulla tematica della riversione? In considerazione delle nuove condizioni quadro, il Governo ravvisa un ostacolo per la tutela degli interessi di riversione del Cantone e dei comuni?
3. Il Governo come valuta la situazione del personale in Repower e in particolare la garanzia a lungo termine di posti di lavoro nelle "zone periferiche"? Quali misure sono necessarie per poter fare in modo che i corrispondenti lavoratori specializzati rimangano nei Grigioni?
4. Con suoi errori di valutazione, la direzione operativa è responsabile in misura non trascurabile per i risultati insoddisfacenti degli ultimi anni. Sotto questo aspetto il Governo ritiene che la direzione operativa nella sua composizione odierna sia in grado di garantire il buon esito dell'attuazione della nuova strategia?
5. Dal 2012 il valore del pacchetto azionario detenuto dal Cantone è diminuito di circa 260 mio. In questo modo sono stati "bruciati" 260 mio. di patrimonio pubblico grigionese. Date queste premesse, il Governo ritiene che l'ammontare e addirittura l'aumento dell'indennità percepita dal CEO e dalla direzione strategica di Repower siano accettabili?
6. Corrisponde al vero che la partecipazione all'energia atomica di Repower ha portato a problemi con i nuovi azionisti? A tale proposito esistono impegni finanziari assunti dal Cantone?
7. Come valuta il Governo la liquidità di Repower e vi sono stati o vi sono aspirazioni mirate a ottenere aiuti temporanei da parte del Cantone?
8. Tra i nuovi grandi azionisti, così come avvenuto già per l'azionariato precedente, esiste un accordo di impegno reciproco tra azionisti e come valuta il Governo la flessibilità limitata che ne risulta?
Coira, 30 agosto 2017
Pfenninger, Deplazes, Atanes, Baselgia-Brunner, Bucher-Brini, Cahenzli-Philipp, Caviezel (Coira), Gartmann-Albin, Jaag, Locher Benguerel, Monigatti, Perl, Peyer, Pult, Thöny
È fuori discussione che la ridefinizione dell'orientamento di Repower nel contesto politico ed economico attuale in materia energetica è caratterizzato da grande dinamismo. Questa ridefinizione dell'orientamento e la tutela degli interessi in un'ottica di lungo termine rappresentano effettivamente una sfida, sia per l'azienda, sia per il Cantone.
In merito alla domanda 1: in veste di azionista di riferimento, il Cantone dispone di una partecipazione sostanziale pari al 21,96 per cento. Con due rappresentanti grigionesi, esso è ben rappresentato all'interno del Consiglio d'amministrazione di Repower. In tal modo la tutela degli interessi è garantita.
In merito alla domanda 2: in relazione alla tematica della riversione il Governo non ravvisa alcun ostacolo per la tutela degli interessi del Cantone e dei comuni nei confronti di Repower. Gli elementi cardine della strategia di riversione sono riportati nel rapporto sulla politica in materia di elettricità del Cantone dei Grigioni (rapporto sull'elettricità 2012). Nei prossimi anni è prevista una moltitudine di riversioni su un periodo piuttosto lungo (concentrazione tra il 2035 e il 2050). La relativa decisione se il Cantone e i comuni concessionari si avvarranno della possibilità di partecipazione o la scelta della tipologia di continuazione sarà basata su una valutazione complessiva del caso concreto, così anche nel caso di Repower.
In merito alla domanda 3: Repower è ben radicata nei Grigioni. Già solo per motivi di natura tecnica (esercizio e manutenzione degli impianti di rete e di produzione), l'azienda ha la necessità di essere rappresentata con personale e strutture decentralizzate nelle ubicazioni in cui è attiva. L'ulteriore sviluppo degli stabilimenti nei Grigioni dipende anche dall'attuazione dettagliata della strategia aziendale e dalla situazione di mercato in divenire. La garanzia dei posti di lavoro e dei corrispondenti lavoratori specializzati nelle zone periferiche non da ultimo dipende da buone condizioni quadro e da uno sviluppo positivo dell'azienda.
In merito alla domanda 4: la composizione della direzione è di responsabilità del Consiglio di amministrazione. Il Governo non condivide l'opinione degli interpellanti, secondo cui i "risultati insoddisfacenti" sarebbero dovuti in misura determinante a errori di valutazione della direzione operativa. Proprio nel periodo più difficile la direzione ha dimostrato di lavorare in maniera mirata all'attuazione della strategia decisa dal Consiglio di amministrazione e sostenuta dagli azionisti di riferimento. Nonostante una situazione di mercato che continua a essere impegnativa, la direzione sta facendo un buon lavoro. Anche il Governo è convinto che con la nuova strategia Repower abbia imboccato la strada giusta per rendersi maggiormente indipendente dal prezzo assoluto dell'elettricità. Del resto i problemi attuali del settore sono la ragione principale per la situazione momentanea. Ciò è dimostrato con assoluta chiarezza dalla situazione in cui versano altre aziende del settore energetico.
In merito alla domanda 5: la competenza per la determinazione dell'indennità spetta al Consiglio di amministrazione. In considerazione della situazione di mercato impegnativa e degli sforzi straordinari a ciò correlati, l'indennità del CEO e della direzione strategica risulta in linea con gli importi consueti nel settore.
In merito alla domanda 6: il Consiglio di amministrazione sostiene con decisione la strategia perseguita da Repower, nella quale rientra anche la cessione delle esigue partecipazioni nell'energia atomica. Nulla è cambiato riguardo a tale intenzione. I dettagli al riguardo sono stabiliti all'interno dell'accordo di transazione stipulato nel 2016 tra gli azionisti di riferimento, il quale è confidenziale.
In merito alla domanda 7: la situazione finanziaria di Repower successiva all'aumento di capitale è stabile. Secondo i dati pubblicati nel bilancio semestrale, la quota di capitale proprio ammonta al 47 per cento, risultando oltremodo solida. Inoltre Repower presenta una liquidità netta. Sforzi mirati a ricevere un aiuto transitorio dal Cantone non erano e non sono oggetto di discussione.
In merito alla domanda 8: esiste un accordo di impegno reciproco tra i nuovi azionisti di riferimento, com'era il caso anche in passato. Quanto concordato in esso corrisponde ai meccanismi consueti tra grandi azionisti e non comprende limitazioni insolite né per gli azionisti di riferimento, né per la società.
19 ottobre 2017