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Nel quadro della discussione sul trattamento di domande secondo la LTras presentate da giornalisti, la Conferenza dei segretari generali (CSG) ha incaricato il Gruppo per la protezione dei dati di elaborare in collaborazione con l'incaricato e l'UFG, direttive sulla riscossione di emolumenti per le domande di accesso. L'incaricato ha partecipato come esperto in un gruppo di lavoro istituito dal Gruppo per la protezione dei dati e sotto la direzione della Cancelleria federale. Ha così avuto modo di esporre il suo punto di vista e dare diversi suggerimenti sulla questione degli emolumenti.
Il gruppo di lavoro ha tuttavia tenuto conto soltanto parzialmente di queste proposte nel suo progetto sottoposto al Gruppo per la protezione dei dati. Rispetto al progetto vi sono numerose differenze: l'incaricato è dell'avviso che le direttive devono essere conformi all'articolo 17 capoverso 1 LTras. Se il legislatore avesse realmente voluto un obbligo inderogabile di pagare gli emolumenti, non avrebbe aggiunto l'indicazione «di norma». Di conseguenza l'incaricato ritiene che questa disposizione stabilisca semplicemente un diritto a riscuotere emolumenti. Limitare nelle disposizioni d'esecuzione il margine discrezionale delle autorità equivale a violare il principio di legalità.
Inoltre, l'incaricato ritiene che il legislatore abbia deliberatamente rinunciato a disciplinare la questione delle spese di spedizione. Questa interpretazione è d'altronde suffragata anche dalle spiegazioni dell'UFG del 2005 concernenti gli aspetti organizzativi e tecnici dell'applicazione della LTras. Inoltre, l'incaricato ritiene che la combinazione dei due interessi (interesse pubblico all'accesso ai documenti ufficiali e l'interesse pubblico a un accesso senza spese) possa generare confusione e non sia realizzabile nella pratica. Si oppone dunque al disciplinamento proposto degli emolumenti per giornalisti. Da un lato, la riduzione degli emolumenti limitata al 20 per cento restringe il margine di manovra dell'autorità, sicché una riduzione maggiore o perfino la rinuncia a prelevare un emolumento non è più possibile. D'altro canto, il disciplinamento previsto non è conforme né al concetto della LTras né alla decisione del Tribunale federale (cfr. DTF 139 l 114).
Il Gruppo per la protezione dei dati ha preso conoscenza del progetto del gruppo di lavoro e l'ha in seguito trasmesso alla CSG, la quale ha discusso sulle raccomandazioni proposte e le ha approvate formalmente nella sua seduta del 22 novembre 2013. Contrariamente al progetto del gruppo di lavoro la CSG ha inserito un disciplinamento speciale per i giornalisti, che prevede che l'emolumento per le loro domande possa essere ridotto del 20 per cento.
Sebbene non ritenga che sussista un diritto ad accedere gratuitamente ai documenti ufficiali, l'incaricato resta dell'opinione che nell'ambito del margine di apprezzamento dell'articolo 17 capoverso 1 LTras si possa rinunciare a prelevare un emolumento - anche dai giornalisti. Questa posizione è d'altronde in sintonia con la più recente giurisprudenza del Tribunale federale, che ha deciso nel concreto proprio in merito alla riscossione di emolumenti, dai giornalisti. Il Tribunale ha negato il diritto a essere dispensati dal pagamento di emolumenti; ma ha altresì rilevato che questi devono essere almeno dimezzati. In altre parole ha confermato che in singoli casi una riduzione di oltre il 50 per cento è possibile (cfr. n. 2.4.2 del presente rapporto d'attività, in tedesco).