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Mercoledì 30 dicembre 2009, il quotidiano romando "Le Temps" ha pubblicato l'esito di un'inchiesta nazionale promossa dal giornalista Jean-Claude Peclet in tutta la Svizzera.
Durante l'ultima parte del 2009 un gruppo di giornalisti ha visitato le scuole di tutta la Svizzera e ha interrogato 45 giovani di 9 scuole diverse sulle loro preoccupazioni e speranze. Ne esce un quadro tendenzialmente positivo, seppure con qualche ombra.
I giovani svizzeri sono infatti scettici sull'integrazione europea e vedono con preoccupazione gli ultimi avvenimenti che hanno toccato la Confederazione. Emerge anche un certo timore verso il mondo musulmano, eco delle recenti votazioni, e verso l'avvenire, in seguito all'attuale crisi economica. Infine sembra assodata una certa distanza dalla politica, sebbene non manchino eccezioni.
Pur dagli esiti contraddittori, questa inchiesta mostra una Svizzera dalle multiple facce, dove convivono giovani di diversa provenienza. Jean-Claude Peclet nota che dei 45 intervistati, una quindicina sono di origine straniera. Queste differenza non hanno però avuto peso nelle risposte, che sembrano proporre temi comuni a tutti gli intervistati. La scuola svizzera, sottolinea Peclet, offre così una formidabile capacità d'integrazione.
Questo importante elemento, sottolinea sempre Peclet, non è stato evidenziato dai giovani svizzeri, perché vi vivono immersi. Ed è questa - conclude il giornalista de "Le Temps" - la lezione più incoraggiante che ha rilevato quest'inchiesta sui giovani svizzeri.
E noi, dal nostro piccolo osservatorio liceale, non possiamo non concordare con Peclet, complimentandoci con lui per l'interessante lavoro svolto.
Scarica in allegato le pagine apparse sul quotidiano "Le Temps" il 30 dicembre 2009.