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Si è aperto questo pomeriggio davanti al Tribunale correzionale di Grenoble il processo a Michel Tabachnik, unico imputato per la morte di sedici membri dell'Ordine del Tempio Solare (OTS) avvenuta nel dicembre 1995 in un bosco del Vercors, nel sudest della Francia. Il direttore d'orchestra franco- svizzero era presente in aula.Questo contenuto è stato pubblicato il 17 aprile 2001 - 16:08
Il 58enne Tabachnik è accusato di «associazione a delinquere volta alla preparazione di assassinii», reato per il quale rischia dieci anni di reclusione e un milione di franchi francesi di multa. Egli aveva recentemente lasciato intendere che non si sarebbe presentato all'udienza, considerandosi «un capro espiatorio».
Assediato dai giornalisti francesi e stranieri al suo arrivo in tribunale, non ha voluto rilasciare dichiarazioni ma ha accettato di essere fotografato in aula. Secondo il suo avvocato, Francis Szpiner di Parigi, si tratta di un «processo pretesto». Szpiner ha spiegato alla stampa che il suo assistito si è nondimeno recato a Grenoble dalla Svizzera, dove risiede, perché «non è mai stato veramente interrogato».
Il processo dovrebbe concludersi il 30 aprile. Alle udienze, che si terranno nella biblioteca dell'ex Museo di pittura, dovrebbero presentarsi una quarantina di parti civili, parecchi esperti e una cinquantina di testimoni. Alain Leclerc, avvocato della famiglia Vuarnet, che nella tragedia del Vercors ha perso due suoi membri (Edith e Patrick, moglie e figlio dell'ex campione olimpico di sci francese Jean Vuarnet), intende chiedere l'aggiornamento del processo e la riapertura dell'istruttoria.
È la prima volta che un presunto membro dell'OTS, setta responsabile della morte di 74 adepti negli anni '90 in Svizzera, Francia e Canada, compare davanti alla giustizia. Tabachnik è sospettato di essere il «numero tre» dell'organizzazione dopo Joseph Di Mambro e Luc Jouret, morti entrambi nel «suicidio collettivo» avvenuto nell'ottobre del 1994 a Salvan, in Vallese.
Tabachnik riconosce di aver frequentato membri dell'OTS, ma ha sempre negato di essere stato uno dei dirigenti della setta e perfino di esserne stato membro. Tanto più ha sempre negato di aver avuto qualcosa a che fare con i «suicidi collettivi» avvenuti tra il 1994 e il 1997 in Svizzera, Canada e Francia.
Per i magistrati francesi Tabachnik ha «redatto e diffuso un insegnamento dottrinale destinato a condizionare individui e a creare una dinamica omicida». È inoltre accusato di aver partecipato a due riunioni dell'OTS - il 9 luglio e il 24 settembre 1994 ad Avignone - in presenza dei due leader della setta.
Le famiglie delle vittime elvetiche dell'OTS sperano che il processo possa far riaprire il dossier anche in Svizzera, ha detto nei giorni scorsi Jacques Barillon, l'avvocato ginevrino presidente dell'associazione delle vittime della setta.
«In Svizzera l'inchiesta è stata liquidata, alcune prove sono sparite o sono state bruciate», ha affermato Barillon. Secondo l'avvocato, «gli inquirenti hanno trattato questi drammi come suicidi, mentre sono degli omicidi». In Svizzera le inchieste sono state archiviate una volta accertata la morte dei presunti istigatori dei massacri, Di Mambro e Jouret. In totale nelle stragi di Cheiry (FR) e Salvan (VS), il 4 e 5 ottobre 1994, morirono 48 persone, tra cui diversi bambini.
swissinfo e agenzie
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