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In questi giorni l’alternarsi di rovesci e periodi soleggiati ci ha permesso di ammirare degli affascinanti arcobaleni. Parliamo un po’ di questo suggestivo fenomeno ottico.
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In questi giorni l’alternarsi di rovesci e periodi soleggiati ci ha permesso di ammirare degli affascinanti arcobaleni. Parliamo un po’ di questo suggestivo fenomeno ottico.
La variante di arcobaleno più comunemente osservata si manifesta sotto forma di un unico semicerchio composto dai colori che compongono lo spettro continuo della luce solare. È il risultato della rifrazione e della riflessione dei raggi solari all'interno delle gocce di pioggia che cadono durante un rovescio a una certa distanza dall'osservatore. Affinché il fenomeno sia visibile, il sole deve trovarsi alle spalle dell'osservatore / dell’osservatrice e le precipitazioni di fronte a lui / lei, in modo che la riflessione dei raggi attraverso le gocce rifletta l'immagine del prisma verso l'osservatore.
L'arco è composto da sette colori: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola, con il rosso all'esterno e il viola all'interno. Questa specifica disposizione e transizione dei colori corrisponde ai colori monocromatici e, essendo l'angolo di rifrazione della luce blu più piccolo di quello della luce rossa, dopo la riflessione nella goccia e rispetto all'osservatore, il rosso appare più alto nel cielo rispetto al blu.
Un'altra variante meno frequente di questo fenomeno ottico è il doppio arcobaleno. La differenza principale con l'arcobaleno primario è la doppia riflessione dei raggi solari all'interno delle gocce di pioggia. Questa doppia riflessione determina un'inversione dei colori che compongono l'arcobaleno secondario e un aspetto meno luminoso di quest'ultimo rispetto all'arcobaleno primario. Nell’arco secondario la successione dei colori risulta invertita alla nostra vista.
La zona tra i due archi è spesso caratterizzata da una fascia di cielo più scura nota come Banda di Alessandro, in onore del filosofo greco Alessandro di Afrodisia, che la descrisse per primo. In questa regione, i raggi di luce che emergono dalle gocce d'acqua non riescono ad arrivare, mentre le zone più luminose sono l'interno dell'arcobaleno primario e l'esterno del secondario. Di conseguenza, l'effetto di oscurità tra i due archi risulterà ancora più evidente. Ulteriori riflessioni possono generare nuovi arcobaleni, ma saranno via via meno brillanti e più ampi, rendendoli quasi indistinguibili.
Nella serata di mercoledì, grazie al veloce passaggio di rovesci seguito dal ritorno del sole, da varie località si sono potuti osservare dei fantastici arcobaleni, di cui la maggior risultavano doppi.
Ecco qualche suggestiva immagine pervenuta sul social di MeteoSvizzera
Nel dialetto ticinese l’arcobaleno viene spesso correlato alla cintura del drago, il concetto del serpente drago dai colori appariscenti è d'altronde diffuso in tutto il mondo. Ad Airolo troviamo la Curéija du drèisch o du drèi a Mesocco la scinta del drec, oppure anche a Indemini la cureja du drac. (dal dizionario leventinese)
Cercando fra miti e leggende le possibilità spaziano a 360° fra mitologia greca, dove Iris la dea messaggera usava l’arcobaleno come mezzo di trasporto, a leggende indiane dove il ponte dell’arcobaleno porta l’anima dell’animale amico alle soglie del paradiso. Oppure i folletti che nascondono le pentole del loro oro dove finisce l’arcobaleno. Senza dimenticare che secondo la Genesi l’arcobaleno è un segno del Patto fra Dio e l’umanità, a garanzia data a Noè dopo il diluvio universale nella promessa di non inondare più la terra.
Segno che dai tempi dei tempi l’arcobaleno ha sempre affascinato i popoli della terra.