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Il nostro cervello è costituito da aree che comunicano ed agiscono attraverso reti cerebrali, ovvero gruppi di neuroni che svolgono un determinato ruolo. Per farsi un'idea della struttura nel suo insieme basta pensare ad un appartamento in un condominio, in un quartiere, in una città e così via, un'organizzazione che comunica attraverso «infrastrutture»: scale, ascensore, strade, macchine, treni, aerei, ma anche telefoni, internet, televisione e che nel cervello diventano le sinapsi che permettono la connettività cerebrale attraverso le reti neurali, caratterizzate da un'impressionante dinamicità che le rende variabili in funzione dell'esperienza, delle conoscenze e dell'ambito di applicazione.
Proprio le reti cerebrali sono al centro di continui studi volti a migliorare le conoscenze sui loro cambiamenti e da questi è emerso un aspetto specifico del cervello degli adolescenti. I ricercatori del National Institute of Mental Health di Bethesda, infatti, si sono concentrati sull'analisi delle aree cerebrali ritenute responsabili dei problemi dell'umore dei giovani in piena pubertà, riscontrando differenti caratteristiche di sviluppo tra i sessi. Nel cervello dei ragazzi, infatti è stata verificata una maggiore connettività rispetto a quello delle loro coetanee. Serviranno ulteriori ricerche per comprendere il significato di questa differenza e la loro incidenza sui disturbi dell'umore, ma anche questo dato serve a comprendere l'emotività degli adolescenti.
Ogni genitore con uno più figli in piena pubertà sa bene che il loro umore è variabile e discontinuo, tanto da far ipotizzare veri e propri disturbi. I disordini emotivi riguardano già il 2% dei bambini in età prescolare e circa il 4% degli adolescenti e si manifestano con ansia, depressione o disturbo bipolare. È fondamentale, ovviamente, non allarmarsi al cospetto di singoli episodi anche se della durata di qualche giorno. Un bambino con reali disturbi dell'umore sarà timido ed introverso, generalmente ansioso e mammone ed andando a scuola, dopo aver patito per la disperazione del distacco, avrà difficoltà a concentrarsi, disturbi del sonno e malesseri psicosomatici.
Con questo curriculum emotivo, l'adolescenza trasforma facilmente un bambino con disturbi dell'umore in una vittima di bullismo, con ulteriore isolamento e possibili episodi di autolesionismo che potrebbero sfociare nel suicidio. Anche gli atteggiamenti oppositivi degli adolescenti non devono essere subito identificati come disturbi dell'umore, ricordando che la ribellione tipica dell'età è contemplata nel manuale dell'attento genitore. L'attenzione è sempre fondamentale, ma non deve sfociare nel controllo ossessivo, così come la comunicazione che, senza diventare una tortura, deve mantenere buoni livelli.
Le cause dei disturbi dell'umore possono essere rintracciate in una predisposizione ereditaria ed in alcuni traumi, oltre che in alterazioni dei neurotrasmettitori quali noradrenalina e serotonina. Proprio queste alterazioni, durante la pubertà, possono segnare l'inizio di un disturbo bipolare con ansia ed euforia che si inseguono in un'alternanza maniacale, difficile da reggere e comprendere. Cosa fare? Monitorare i segnali di ansia ed iperattività ed affidarsi a specialisti che con la necessaria psicoterapia interverranno sugli stabilizzatori dell'umore del giovane paziente ed insegneranno ai genitori a gestire la quotidianità, così da essere realmente d'aiuto ai propri figli.
Un disturbo dell'umore tempestivamente identificato e corretto permetterà ad ogni adolescente di diventare un adulto forse un po' ansioso, ma sicuramente in grado di controllare la propria emotività in ogni ambito esistenziale, dimenticando il proprio passato da bimbo triste e rintanato in casa, grazie alla acquisita capacità di relazionarsi correttamente, ritagliando comunque degli spazi per sé.
TMT (ti.mamme team)