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BELGRADO - L'autore del falso allarme bomba di due giorni fa a un aereo Lufthansa in partenza dall'aeroporto di Belgrado per Francoforte ha ammesso le sue responsabilità, affermando di averlo fatto perché si era invaghito di una hostess in servizio su quel volo.
I media citano il legale di Zoran N. (65 anni), secondo il quale l'uomo aveva conosciuto due hostess Lufthansa ad Ada Ciganlja, la striscia di terra sul fiume Sava nota per essere la spiaggia preferita dai belgradesi, e le aveva invitate a cena.
A piacergli era in particolare una delle due donne, che tuttavia non avevano accettato l'invito. Lo spasimante aveva quindi cercato di avvicinare la hostess nell'hotel in cui lei soggiornava, ma non l'aveva trovata. Così il giorno dopo, nell'improbabile tentativo di trattenerla e di non lasciarla andar via, aveva deciso di fare la telefonata anonima che segnalava la presenza di una bomba a bordo dell'aereo.
L'allarme aveva causato l'immediata evacuazione dei 130 passeggeri già a bordo e dei cinque membri dell'equipaggio. Dopo accurati controlli durati parecchie ore e che avevano constatato l'assenza di ordigni a bordo, il volo Lufthansa programmato per le 6.15, era partito per Francoforte dopo le 14. Dopo l'audizione in procura, il giudice ha disposto per Zoran N. un mese di carcere.