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Il ministero pubblico giapponese ha deciso oggi di incriminare la filiale nipponica di Novartis nell'ambito della vicenda dei test clinici che si sospetta siano stati manipolati concernenti il Diovan, il farmaco contro l'ipertensione che è fra i preparati più prescritti nel paese del Sol Levante. È pure stato rinviato a giudizio un ex dipendente arrestato il 10 giugno.
Le autorità si sono mosse dopo che due università nipponiche hanno rivelato nel luglio dell'anno scorso di sospettare manipolazioni dei test clinici per poter affermare che il medicinale è efficace non solo contro l'ipertensione, ma anche per ridurre i problemi vascolari cerebrali e cardiaci.
"Prendiamo molto sul serio l'arresto del nostro ex dipendente e l'incriminazione della nostra azienda", scrive oggi la filiale giapponese di Novartis in un comunicato pubblicato sul suo sito internet. "Ci scusiamo profondamente presso i pazienti, le loro famiglie e il personale medico così come l'opinione pubblica per le preoccupazioni causate", viene aggiunto.
In base al diritto giapponese, l'esagerazione pubblicitaria può comportare fino a due anni di carcere o una multa di due milioni di yen (20'000 franchi circa).
A causa di questo scandalo e di numerosi altri problemi scoperti nei metodi della filiale nipponica del colosso farmaceutico basilese la casa madre aveva deciso in aprile di sostituire i suoi due principali dirigenti nel paese asiatico.
Il Diovan genera vendite per oltre 100 miliardi di yen (870 milioni di franchi) all'anno in Giappone e si trova anche sugli scaffali di oltre un centinaio di altri paesi.
SDA-ATS