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Il processo contro i due ostaggi elvetici trattenuti in Libia da quasi un anno e mezzo, condannati a fine novembre in contumacia a 16 mesi di carcere per “soggiorno illegale”, è stato rinviato all’inizio dell’anno prossimo.
L’informazione è stata diramata da Amnesty International (AI) e confermata dal Dipartimento federale degli affari esteri. L’organizzazione internazionale ha precisato che Max Göldi e Rachid Hamdani non si sono presentati in tribunale e sono rimasti nell’ambasciata elvetica a Tripoli.
Secondo AI questo rinvio è positivo, poiché l’avvocato dei due elvetici avrà più tempo per studiare la pratica, anche se non ha ancora potuto avere accesso al dossier.
I due svizzeri sono stati arrestati a Tripoli il 19 luglio 2008, in segno di ritorsione per il movimentato fermo a Ginevra, quattro giorni prima, del figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Hannibal, accusato insieme alla moglie di maltrattamenti da due domestici maghrebini.
Da allora Göldi e Hamdani soggiornano all'ambasciata elvetica, salvo un intervallo tra il 18 settembre e il 9 novembre, in cui dopo essere stati convocati dalle autorità libiche sono stati trattenuti in detenzione in un "luogo sicuro", nel timore di un tentativo di liberazione da parte svizzera.
Il 30 novembre, i due sono stati condannati a 16 mesi di carcere e a una multa di 2'000 dinari (circa 1'600 franchi) per violazione delle norme sui visti. Un altro processo li attende per "esercizio di attività economiche illegali": previsto lo scorso fine settimana, è stato rimandato al 2 e 3 gennaio.
Martedì si è pure appreso che Hannibal Gheddafi ha sporto denuncia per torto morale a Ginevra in seguito alla pubblicazione, da parte della Tribune de Genève, delle fotografie scattate durante il suo arresto.
swissinfo.ch e agenzie