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La Posta rinuncia al progetto di far verificare in Vietnam gli invii male indirizzati, nonostante il successo dei test effettuati. Un suo portavoce ha confermato una informazione anticipata oggi dal settimanale Handelszeitung, in edicola domani.
Il progetto del "gigante giallo" era stato rivelato all'inizio di luglio del 2016 da due domenicali e aveva provocato le ire di partiti e pubblico.
L'idea era di far verificare in Vietnam gli indirizzi non riconosciuti dagli scanner automatici nel centro di smistamento delle lettere di Zurigo-Mülligen, facendo risparmiare tempo ai postini.
Il portavoce della Posta Oliver Flüeler, confermando la notizia dei domenicali, aveva parlato di un esperimento di cinque settimane. Egli aveva indicato che in caso di successo della fase di test sarebbe stato possibile codificare nel paese del Sudest asiatico diverse centinaia di migliaia di indirizzi, su una mole di di 15-20 milioni di spedizioni al giorno.
Sempre secondo il portavoce, se confermata, l'automatizzazione a livello nazionale sarebbe costata "meno di 100 impieghi" e i tagli sarebbero avvenuti con fluttuazioni naturali.
Nonostante il successo dei test la Posta ha ora deciso di non realizzare il progetto, afferma ora Flüeler, interpellato dall'ats. Il "gigante giallo" motiva la decisione adducendo le reazioni negative della politica e del pubblico. La Posta - dice il portavoce - è stata falsamente rimproverata di voler trasferire posti di lavoro all'estero a spese del personale in Svizzera.
Le critiche al progetto sono arrivate anche in Parlamento. Il consigliere nazionale grigionese del PPD Martin Candinas ha presentato una mozione contro il trasferimento di impieghi all'estero da parte della Posta.
SDA-ATS