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È salito ad almeno 11'300 morti il numero delle vittime dell'inondazione che ha colpito la città costiera libica di Derna, secondo un nuovo bilancio diffuso dalla Mezzaluna Rossa libica. Nella stessa città altre 10'100 persone risultano disperse. Il precedente bilancio era di 5'500 morti, ma da più parti era stata avanzata l'ipotesi che quello definitivo raggiungerà i 20'000.
Il passaggio della tempesta mediterranea Daniel aveva causato domenica il crollo di due dighe. L'acqua ha invaso la località di 100'000 abitanti, spazzando via interi palazzi e distruggendo le vie di collegamento, il che complica non poco i soccorsi tanto locali quanto internazionali.
Un fiume di fango ha invaso la città
- keystone
Il mare continua a restituire corpi, anche a Tobruk, distante 140 chilometri. Gli sfollati sono 30'000 (più 3'000 ad al Bayda e 2'000 a Benghazi). Si stima che le persone esposte alle conseguenze della catastrofe siano 884'000 nella Libia nordorientale e fra queste, stando all'UNICEF, anche 300'000 bambini. La distruzione di infrastrutture sanitarie e la mancanza di acqua pulita e servizi igienici accrescono il rischio di epidemie.
La maggior parte dei morti, secondo le Nazioni Unite, avrebbero potuto essere evitati. Ma il conflitto interno scoppiato dopo l'intervento militare occidentale che nel 2011 ha rovesciato Muammar Gheddafi ha arrecato danni significativi ai servizi meteorologici. Quelli di emergenza non sono in grado di far fronte a un evento di questa portata. Le dighe crollate, inoltre, non avevano subito da molti anni la necessaria manutenzione.
Telegiornale 20:00 di giovedì 14.09.2023
- 14.09.2023
- 18:00