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Il presidente sudcoreano Lee Myung-bak ha visitato oggi le Dokdo, il gruppo di isole e scogli nel mar del Giappone amministrate da Seul e rivendicate da Tokyo col nome di Takeshima. Lee è giunto intorno alle ore 14:00 locali (le 7.00 in Svizzera), ripartendo dopo due ore e mezzo.
Motivo, almeno ufficiale, dell'iniziativa è la verifica, con i ministri della cultura e dell'ambiente, dell'efficacia dei vincoli conservazione naturalistica. In realtà, l'inattesa azione potrebbe essere legata alle difficoltà interne di Lee, visti gli scandali che hanno portato all'arresto di suo fratello maggiore, Sang-deuk, e di esponenti del partito al potere (Saenuri) con l'accusa di corruzione.
Inoltre, il 15 agosto cade l'anniversario della fine della Seconda guerra mondiale e dell'occupazione nipponica della penisola di Corea, una pagina ancora motivo di aspri contrasti nelle relazioni tra i due paesi a distanza di quasi 70 anni.
La visita alle isole amministrate da Seul, che vi ha istituito un presidio permanente della guardia costiera, è stata la prima da parte di un presidente della Corea del Sud.
L'iniziativa è "piuttosto deplorevole", ha tuonato Osamu Fujimura, capo di gabinetto nipponico, dopo che il ministero degli esteri aveva invitato Lee a rinunciare ai suoi propositi per "non rovinare i rapporti bilaterali" su materie di interesse comune. Il Giappone ha anche convocato l'ambasciatore sudcoreano a Tokyo per protestare ufficialmente per l'azione di Lee e richiamato "in via temporanea e immediata" l'ambasciatore proprio a Seul.
SDA-ATS