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Il segretario generale del Tribunale penale federale (Tpf), pur senza averne le necessarie competenze, ha respinto una richiesta di anonimizzazione in un dossier relativo a un imam ticinese. Il Tribunale federale (Tf), in una sentenza pubblicata oggi, annulla la decisione e rinvia il dossier al Tpf per una nuova decisione.
L’imam, residente in Ticino, aveva sporto denuncia per alcune osservazioni formulate da membri delle autorità nell’ambito di una richiesta di naturalizzazione. Il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) non era entrato in materia e l’uomo aveva contestato, invano, la decisione presso il Tribunale penale federale di Bellinzona.
A quel punto, il segretario generale del Tpf si era rifiutato di accordare un’anonimizzazione maggiore rispetto al solito. Tuttavia, aveva assicurato all’imam che il suo caso non sarebbe stato pubblicato fino alla decisione definitiva.
Stando alla sentenza del Tf, il funzionario si è spinto oltre le sue competenze. È effettivamente il segretario generale che è responsabile delle questioni di anonimizzazione; tuttavia, nel caso in questione, questa decisione avrebbe dovuto essere presa da un organo giudiziario.