Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01054.jsonl.gz/348

La presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf prevede che la vertenza con gli Stati Uniti in ambito bancario verrà risolta nel corso di quest'anno. Ci sono stati dei progressi, ha detto la responsabile del Dipartimento delle finanze (DFF) dopo l'incontro odierno al Forum economico mondiale (WEF) di Davos con il ministro delle finanze americano Timothy Geithner.
Secondo la consigliera federale, Geithner, suo omologo, ha espressamente riconosciuto i passi avanti fatti dalla Svizzera in materia di patrimoni non dichiarati al fisco e non solo nell'ambito degli accordi bilaterali di doppia imposizione. "Ho detto a Geithner che ci aspettiamo che anche gli USA facciano la loro parte per contribuire ad una soluzione globale", ha aggiunto Widmer Schlumpf.
Attualmente tra Svizzera e Stati Uniti ci sono diversi fronti aperti, dai problemi con le autorità fiscali e il dipartimento di giustizia USA, all'accettazione da parte del Senato dell'accordo di doppia imposizione. Per Widmer-Schlumpf "bisogna trovare una soluzione che non debba essere rinegoziata ogni anno"
Il ministero di giustizia americano e l'autorità fiscale IRS chiedono a undici banche elvetiche - fra cui Credit Suisse, Julius Bär, Wegelin e la banca cantonale basilese - i nomi dei clienti americani che hanno nascosto al fisco i loro averi in Svizzera. La questione è però intralciata dal segreto bancario elvetico. Le autorità americane chiedono quindi alle banche svizzere un indennizzo una tantum, che potrebbe ammontare ad alcuni miliardi di dollari.
UBS, la prima banca svizzera ad essere implicata in una questione di evasione fiscale con gli USA, ha pagato 780 milioni di dollari e ha consegnato i nomi di 4450 suoi clienti americani.