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Le nuove autorità libiche intendono sviluppare la cooperazione con la Svizzera e auspicano procedure accelerate per venire in possesso degli averi bloccati nella Confederazione, che serviranno a facilitare il processo di ricostruzione del paese. Lo ha affermato oggi Adel Shaltut, diplomatico della missione libica a Ginevra.
"Ringraziamo la Svizzera per il suo sostegno negli ultimi sei mesi", per l'atteggiamento "molto costruttivo" in un periodo difficile, ha detto all'ats, rammentando che la Libia è un paese ricco con un grande potenziale economico. Berna ha permesso ai diplomatici libici di proseguire nella loro attività.
Shaltut, che già a fine febbraio aveva annunciato il passaggio dalla parte degli insorti, si è poi rammaricato per le tensioni tra Berna e Tripoli generate dall'arrestato di Hannibal Gheddafi a Ginevra, nel luglio 2008. "Era una questione creata dal clan Gheddafi, non un problema tra Svizzera e il popolo libico", ha dichiarato.
Il Consiglio nazionale di transizione (CNT) ha nominato un nuovo ambasciatore di Libia a Berna, ma non vi è ancora l'accreditamento ufficiale.
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