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Il classico leone da tastiera, che pensava di essere coperto dall'anonimato, è stato condannato per aver proferito pesanti ingiurie all'indirizzo del granconsigliere Massimiliano Robbiani sulla piattaforma Facebook. L'uomo, residente nel sottoceneri, il 18 gennaio 2018 aveva pubblicato sulla pagina del deputato leghista il seguente messaggio : "Provate a sbattergli quel conteiner che ha in cima al collo per vedere se quell'unico neurone di eunuco vagante senza meta per quello spazio vuoto riesce a trovare l'unica sinapsi da protoscimmia e partorire un misero verso che possa assomigliare ad un rantolo di umano".
Se al signore in questione, celibe e al beneficio di una rendita AI (il tempo libero non gli manca, evidentemente), gli si può concedere una certa prosa e fantasia nel proferire minacce, il contenuto rimane inaccettabile per cui Robbiani aveva a suo tempo deciso di sporgere denuncia. Poco più di due anni dopo, il 22 aprile scorso, il procuratore pubblico Pamela Pedretti lo ha infine riconosciuto colpevole di ingiuria condannandolo al pagamento di 15 aliquote giornaliere di 50 franchi per un totale di 750 franchi sospesi per un periodo di due anni. Oltre a ciò l'uomo dovrà pagare una multa di 200 franchi, la tassa di giustizia pari a 200 franchi e spese processuali per 100 franchi per un totale di 500 franchi.