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<h2>SubmittedText<h2><p>Non sarebbe necessario rivedere il sistema fiscale in modo da promuovere, oltre l'accesso alla proprietà d'abitazioni (art. 108 della Costituzione), anche l'ammortamento dei debiti ipotecari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In passato il Consiglio federale si è sempre mostrato aperto a una riforma dell'imposizione della proprietà abitativa, purché fosse equilibrata, di per sé consistente e finanziariamente sopportabile.</p><p>Secondo il diritto attuale, la proprietà abitativa ad uso proprio soggiace all'imposizione del valore locativo. I costi di conseguimento del reddito (ad es. i costi di manutenzione e gli interessi ipotecari) possono essere dedotti dal valore locativo. L'accesso alla proprietà d'abitazioni viene promosso attraverso la determinazione moderata del valore locativo e la possibilità di dedurre gli interessi ipotecari non solo fino a concorrenza dei redditi patrimoniali imponibili, ma di ulteriori 50 000 franchi. La deduzione complessivamente piuttosto generosa degli interessi passivi prevista dalla legislazione in vigore non coincide, dal punto di vista della sistematica fiscale, con l'imposizione ridotta del valore locativo, che a livello cantonale è applicata in modo differenziato. Grazie all'attuale regolamentazione di cui all'articolo 108 della Costituzione federale si tiene conto del mandato della promozione della proprietà di abitazione.</p><p>Per i proprietari d'abitazione che amano il rischio l'ammortamento del debito ipotecario non gode della priorità assoluta. Con il patrimonio disponibile libero, essi preferiscono conseguire ad esempio utili da capitale privato esenti da imposte (ad es. attraverso il commercio di titoli).</p><p>Tramite la limitazione o la soppressione della deduzione degli interessi passivi verrebbe a cadere il vantaggio fiscale derivante dagli elevati debiti ipotecari e i contribuenti avrebbero interesse a finanziare la proprietà d'abitazioni con meno capitale di terzi possibile. Tuttavia, dato che gli interessi ipotecari hanno carattere di costi di conseguimento del reddito, per motivi di sistematica fiscale il valore locativo non potrebbe più essere imposto come reddito. Un simile cambiamento di sistema nell'imposizione degli immobili è già stato più volte richiesto.</p><p>Il 23 settembre 2012 popolo e cantoni hanno respinto l'iniziativa popolare "Sicurezza dell'alloggio per i pensionati", che prevedeva un cambiamento di sistema e un diritto di opzione limitato alle economie domestiche di pensionati proprietari di un'abitazione propria. Sull'arco di 13 anni questo è il terzo differente progetto riguardante l'attuale imposizione del valore locativo bocciato dalla maggioranza popolare (iniziativa popolare federale "Abitazione in proprietà per tutti": respinta il 7 febbraio 1999, "Pacchetto fiscale": respinto il 16 maggio 2004). Anche dopo la recente votazione, l'imposizione del valore locativo rimane controversa.</p><p>Dopo la votazione popolare sono stati presentati diversi interventi parlamentari che chiedevano il superamento dello status quo (12.3826, 12.3848, 12.3866, 12.3874 e 12.3778). Dimostrando di essere disposto a promuovere un nuovo tentativo per un cambiamento di sistema, il Consiglio federale ha proposto di accogliere solo la mozione 12.3778, "Sopprimere il valore locativo. Cambiamento del sistema di imposizione della proprietà abitativa". Questa mozione è stata però nettamente respinta senza discussioni dal Consiglio nazionale nella sessione primaverile 2013 con 153 voti contrari e 32 favorevoli.</p><p>Per ridurre i rischi derivanti dagli elevati debiti ipotecari delle economie domestiche è indispensabile che gli istituti finanziari attivi sul mercato ipotecario assumano una politica di concessione dei crediti prudente e accurata. I punti essenziali in tale ambito sono le esigenze in materia di fondi propri, la sostenibilità dei debiti e le condizioni di rimborso. Con la revisione totale dell'ordinanza sui fondi propri del 1° giugno 2012, il Consiglio federale ha adottato al riguardo un pacchetto di misure.</p><p>A titolo d'esempio, secondo le direttive dell'Associazione svizzera dei banchieri concernenti le esigenze minime per i finanziamenti ipotecari è previsto che il debito ipotecario deve essere ammortizzato entro al massimo 20 anni ai due terzi del limite di aggravio dell'immobile.</p>  Risposta del Consiglio federale.