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Nel 1995 il ciclo di negoziati denominato Uruguay Round si è concluso con l’istituzione dell’OMC e la stipula di vari accordi specifici come quello agricolo. Ciò non ha tuttavia rappresentato la fine delle riforme del commercio agrario. Gli Stati membri avevano infatti convenuto di adoperarsi per un nuovo ciclo di negoziati al termine della fase transitoria onde sviluppare ulteriormente l’accordo agricolo. L’attuale ciclo di negoziati è stato avviato a novembre 2001 a Doha, ma a causa delle visioni controverse di alcuni Stati membri, non ha ancora potuto essere concluso.
Il cardine della normativa dell’OMC dedicata al settore primario è l'Accordo sull'agricoltura, il quale, conformemente all’impegno assunto dagli Stati membri, viene costantemente adeguato sulla base dei risultati che scaturiscono dai cosiddetti cicli di negoziati sul commercio mondiale.
Nel 1995 il ciclo di negoziati denominato Uruguay Round si è concluso con l’istituzione dell’OMC e la stipula di vari accordi specifici come quello agricolo. Ciò non ha tuttavia rappresentato la fine delle riforme del commercio agrario. Gli Stati membri avevano infatti convenuto di adoperarsi per un nuovo ciclo di negoziati al termine della fase transitoria onde sviluppare ulteriormente l’accordo agricolo. L’attuale ciclo di negoziati è stato avviato a novembre 2001 a Doha, ma a causa delle visioni controverse di alcuni Stati membri, non ha ancora potuto essere concluso.
L’elemento centrale del cosiddetto ciclo di Doha era l’ulteriore liberalizzazione del commercio. Parallelamente, gli Stati membri si erano posti l’obiettivo di agevolare l’integrazione nel sistema multilaterale dell’OMC dei Paesi in via di sviluppo, in particolare di quelli meno avanzati. Dal profilo dei contenuti, i negoziati agricoli sono a buon punto. La situazione attuale è riportata nel testo delle modalità di dicembre 2008 (ultima bozza consolidata). Dopo il 2008, però, il ritmo dei negoziati è fortemente rallentato. Il controverso livello di sviluppo di alcuni Paesi è uno dei motivi principali per cui altri membri non sono disposti a fare concessioni in ambito agricolo. In occasione della Conferenza dei ministri del dicembre 2011 si è infine ammesso che vi sono notevoli divergenze nei negoziati di Doha e che è irrealistico pensare a una conclusione a breve termine dell’intero pacchetto negoziale.
Ciononostante i membri dell’OMC continuano a negoziare e si concentrano su aspetti parziali del testo delle modalità con il quale si mira a una conclusione parziale del pacchetto di Doha. I negoziati agricoli si svolgono nell’ambito delle cosiddette riunioni straordinarie del Comitato per l’agricoltura con lo scopo di trovare un consenso sulle proposte negoziali in occasione di una Conferenza dei ministri dell’OMC. I membri si sono riuniti in gruppi in seno ai quali vengono coordinati interessi, posizioni e proposte comuni.
Conferenza dei ministri dell’OMC
La Conferenza dei ministri è il più alto organo decisionale dell’OMC e offre la possibilità di sviluppare ulteriormente le norme di tale organizzazione. Normalmente la Conferenza dei ministri si svolge ogni due anni. In quelle degli ultimi anni sono state approvate importanti decisioni nel settore agricolo.
Nel 2013, a Bali, gli Stati membri si sono accordati su una «clausola di pace» temporanea in vista di negoziare una soluzione duratura per la costituzione di scorte pubbliche nell’ottica della sicurezza alimentare e hanno ampliato l’elenco dei «servizi generali» nella green box. È stata altresì approvata una decisione tesa a garantire maggiore trasparenza nella gestione dei contingenti doganali e che prevede un meccanismo per i contingenti che non vengono sistematicamente esauriti.
A dicembre2015, in occasione della 10a Conferenza dei ministri a Nairobi, si è deciso di abolire tutte le sovvenzioni all’esportazione. Per l’attuazione di questa decisione agli Stati membri interessati è stato concesso, a determinate condizioni, un periodo transitorio di 5 anni.
Nell’ultima Conferenza dei ministri, tenutasi nel 2017 a Buenos Aires, per il settore agricolo non è stato possibile giungere a una dichiarazione ministeriale comune né varare un programma di lavoro completo. Alcuni Stati membri ritengono pertanto indispensabile una decisione in ambito agricolo in occasione della prossima Conferenza dei ministri per poter prendere decisioni in altri ambiti. La 12a Conferenza ministeriale, originariamente prevista a Nur-Sultan nel giugno 2020, ha dovuto essere rinviata due volte a causa della pandemia Covid 19 pandemia. Si è tenuta nel giugno 2022 presso la sede dell'OMC a Ginevra. La 13a Conferenza ministeriale si terrà ad Abu Dhabi dal 26 al 29 febbraio 2024.
Posizione svizzera nei negoziati agricoli
La Svizzera, essendo un Paese molto piccolo, ha tutto l’interesse a mantenere la normativa multilaterale dell’OMC vista l’estrema rilevanza che riveste dal profilo economico. Ciononostante è importante che i negoziati proseguano in maniera equilibrata per cui la Svizzera si impegna affinché i suoi interessi nei negoziati agricoli (concorrenza all’esportazione e restrizioni alle esportazioni) continuino a restare parte integrante delle discussioni. La Svizzera coordina il G10, un gruppo di importatori agricoli netti, comprendente anche Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Mauritius, Norvegia, Corea del Sud e Taiwan. I membri del G10 condividono alcuni aspetti sensibili per quanto riguarda l’accesso al mercato e propugnano l’inclusione di interessi non commerciali nell’agricoltura, come ad esempio la sostenibilità.
In relazione ai tre pilastri dell’accordo agricolo la Svizzera si è posta le seguenti priorità.
- Sostegno interno
La posizione della Svizzera su questo aspetto dei negoziati consiste nel mantenere un margine di manovra per l’attuale e futura politica agricola. A medio termine si mira a un ulteriore sviluppo della politica agricola verso un sostegno senza effetti distorsivi del commercio (green box). Questo presuppone che non si introduca alcun limite di budget per la green box.
2. Accesso al mercato
La Svizzera è disposta a fare concessioni a livello di accesso al mercato soltanto se vi saranno miglioramenti in questo ambito anche al di fuori del settore primario, ossia per i beni industriali e i servizi oppure se verrà garantita una migliore protezione nell’ambito della proprietà intellettuale, come ad esempio la protezione delle indicazioni geografiche.
3. Concorrenza
all’esportazione: dall’abolizione di tutte le sovvenzioni alle esportazioni, per la Svizzera è di fondamentale importanza che le restanti misure con effetto distorsivo del commercio nella concorrenza all’esportazione (crediti d’esportazione, aiuto alimentare internazionale e società commerciali statali) siano applicate in maniera più rigorosa.
Ultima modifica 15.08.2023