Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/129219

<h2>SubmittedText<h2><p>I giudici del divorzio del Baden-Württemberg e della Svizzera settentrionale sono unanimi nel constatare che gli ordinamenti giuridici tedesco e svizzero rendono quasi impossibile, in una decisione, procedere sia alla compensazione della previdenza secondo il diritto tedesco sia alla spartizione della prestazione di uscita della previdenza professionale prevista dal diritto svizzero. Questo problema irrisolto riguarda coppie binazionali ed emigrate nonché i frontalieri. Il Consiglio federale è disposto a effettuare un'analisi approfondita del problema e a illustrare, eventualmente insieme alla Germania, approcci risolutivi de lege lata et ferenda per risparmiare ai coniugi che intendono divorziare il passaggio dinanzi a due giudici, ossia in Germania e in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Attualmente la divisione degli averi depositati presso istituzioni di previdenza professionale costituisce uno dei più importanti effetti accessori del divorzio in termini patrimoniali. Le decisioni giudiziarie in merito a tale divisione e la loro esecuzione pongono le parti e i giudici dinanzi a complesse questioni di diritto materiale e procedurale, in particolare in una situazione che concerne due Paesi.</p><p>Conformemente all'obiettivo 17 del programma di legislatura 2011-2015, il Consiglio federale intende approvare nella primavera 2013 un messaggio sulla riforma della compensazione della previdenza (art. 122-124 CC), che si propone di aggiornare le disposizioni vigenti e di colmare determinate lacune. Approfitterà di questo messaggio per chiarire e semplificare la compensazione della previdenza in campo internazionale (foro, diritto applicabile, riconoscimento ed esecuzione delle sentenze estere).</p><p>Diventa sempre più difficile negoziare soluzioni bilaterali con la Germania, in quanto il diritto europeo e i trattati bilaterali conclusi dalla Svizzera con l'UE limitano tale possibilità. Una soluzione di questo tipo non è tuttavia del tutto esclusa. Dovrebbe tenere conto del principio di non discriminazione e comporterebbe oneri considerevoli.</p>  Risposta del Consiglio federale.