Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/87017

<h2>SubmittedText<h2><p>All'inizio di agosto l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha modificato la prassi di allontanamento per i richiedenti l'asilo respinti provenienti dalla Cecenia, modifica volta a rimpatriare i ceceni ammessi solo provvisoriamente in Svizzera. Pertanto pongo al Consiglio federale le domande seguenti:</p><p>1. Su quali fonti d'informazione l'UFM basa la sua nuova valutazione della situazione in materia di diritti umani in Cecenia? L'UFM è in linea di massima disposto a discuterne con le fonti d'informazione rilevanti in tale ambito?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale, come mai le principali fonti d'informazione quali l'ACNUR, Memorial o l'incaricato speciale del Consiglio d'Europa continuano a definire allarmante la situazione in Cecenia e osteggiano il rinvio in tale Paese dei richiedenti l'asilo respinti?</p><p>3. Viste le numerose e sostanziali critiche, il Consiglio federale è disposto a reintrodurre la precedente prassi dell'UFM in merito alla Cecenia?</p><p>4. È già stato concluso un accordo di riammissione con la Russia? Come intende la Svizzera controllare il rispetto di garanzie in materia di sicurezza eventualmente fornite dalla Russia per coloro che rientrano in patria?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Sulle singole domande sollevate dall'autore dell'interpellanza il Consiglio federale si esprime come segue:</p><p>1. Per valutare la situazione in Cecenia l'Ufficio federale della migrazione (UFM) si basa su numerose fonti d'informazione. Lavorando secondo le direttive UE per il trattamento delle informazioni sui Paesi di provenienza (standard di qualità UE) l'UFM tiene pertanto conto sia dei rapporti e delle analisi del Dipartimento federale degli affari esteri, inclusa la DSC, sia delle informazioni degli Stati europei e delle autorità omologhe nonché dei rapporti dell'ONU e di altre organizzazioni internazionali. L'UFM s'informa sistematicamente e approfonditamente sulla situazione in materia di sicurezza e diritti umani in loco. Grazie a conoscenze esaustive specifiche ai singoli Paesi che si fondano su svariate fonti d'informazione quali i media, la rappresentanza svizzera a Mosca, lo scambio di esperienze con altri Stati d'accoglienza europei, i rapporti delle organizzazioni non governative ecc., l'UFM è in grado di valutare la situazione in Cecenia in modo fondato e accurato.</p><p>2. Rispetto agli anni della guerra, la situazione per i civili è nettamente migliorata. Da tempo ormai non hanno più luogo combattimenti. I conflitti armati si limitano a scaramucce tra le forze di sicurezza e i ribelli. L'infrastruttura viene ripristinata. Sebbene in Cecenia avvengano ancora violazioni dei diritti umani, rispetto agli anni precedenti non si può più parlare di "violenza generalizzata" ai sensi dell'articolo 83 capoverso 4 della legge federale sugli stranieri. Anche se la situazione umanitaria resta problematica in Cecenia, secondo le valutazioni dell'ONU e del comitato internazionale della Croce Rossa in questo Paese oggi non vige più una crisi umanitaria. Il 1° agosto 2008 l'UFM ha pertanto adeguato la prassi di allontanamento alla situazione attuale e considera fondamentalmente esigibile il rimpatrio di richiedenti l'asilo in Cecenia.</p><p>3. In base alla sua valutazione della situazione in Cecenia, per l'UFM attualmente non vi è motivo di riesaminare le modifiche apportate alla prassi per richiedenti l'asilo respinti provenienti dalla Cecenia. La situazione continuerà comunque a essere seguita con attenzione.</p><p>4. I negoziati per un accordo di riammissione con la Russia si trovano in fase conclusiva. Con questo accordo tutti i cittadini russi saranno trattati alla stessa maniera. Attualmente non è ancora possibile affermare con sicurezza in che misura l'accordo, una volta entrato in vigore, accelererà la gestione dei ritorni. Un accordo di riammissione ha carattere puramente tecnico e non contiene garanzie globali in materia di sicurezza. Un allontanamento può essere eseguito soltanto se una sentenza passata in giudicato ne ha confermato la legittimità e l'esigibilità nel singolo caso.</p>  Risposta del Consiglio federale.