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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di approfondire con un rapporto la creazione di una norma sui pentiti di mafia. Il rapporto deve contenere in particolare i seguenti elementi:<br>- un punto della situazione delle norme relative all’attenuazione della pena rispettivamente della protezione dei testimoni e degli imputati che collaborano con le autorità giudiziarie;<br>- un’analisi dei casi potenzialmente interessati;<br>- un confronto tra le soluzioni adottate in altri Paesi (in particolare in Italia);<br>- l’utilità dell’introduzione di una norma sui pentiti di mafia nella legislazione vigente.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11.5pt"><span style="line-height:150%; font-family:Arial; font-size:11pt">Di recente il Parlamento e il Consiglio federale hanno trattato a più riprese il tema di una normativa sui pentiti, ad esempio nel quadro dell’unificazione del diritto processuale penale (</span><span style="font-family:Helvetica; color:#454545; background-color:#ffffff">05.092</span><span style="line-height:150%; font-family:Arial; font-size:11pt">) e nei dibattiti relativi alle mozioni 16.3735 (Janiak. Introduzione di una normativa sui pentiti) e 17.3264 (CAG-N. Estensione della cosiddetta piccola normativa sui pentiti ai membri di organizzazioni terroristiche). Quest’ultima mozione è stata attuata nel quadro del disegno che approva e traspone la Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione del terrorismo con il relativo Protocollo addizionale e potenzia il dispositivo penale contro il terrorismo e la criminalità organizzata, entrato in vigore il 1°</span><span style="line-height:150%; font-family:Arial; font-size:11pt">&#xa0;</span><span style="line-height:150%; font-family:Arial; font-size:11pt">luglio 2021 (RU 2021 360). Devono ora essere maturate esperienze nell’ambito di questa piccola normativa sui pentiti estesa.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Consiglio federale e Parlamento hanno sempre respinto l’introduzione di una normativa che ricompensi con l’impunità un imputato, reo confesso, che fornisce informazioni alle autorità. Le riflessioni giuridiche dell’epoca restano valide.</span></p><ul type="disc" style="margin:0pt; padding-left:0pt"><li style="margin-left:11.6pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:6.4pt; font-family:serif; font-size:11pt; -aw-font-family:'Symbol'; -aw-font-weight:normal; -aw-number-format:''"><span style="font-family:Arial">Una normativa sui pentiti sarebbe in contraddizione con il principio dell'uguaglianza giuridica e con lo spirito del diritto penale basato sulla colpa. Tali principi impediscono di giustificare il fatto di ricompensare con l’impunità una persona che ha commesso (e confessato) reati gravissimi soltanto perché fornisce informazioni alle autorità di perseguimento penale. </span></li><li style="margin-left:11.6pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:6.4pt; font-family:serif; font-size:11pt; -aw-font-family:'Symbol'; -aw-font-weight:normal; -aw-number-format:''"><span style="font-family:Arial">Il mafioso pentito beneficerebbe di un trattamento di gran lunga più favorevole rispetto a un «normale» reo confesso. Nel primo caso la cooperazione con le autorità comporterebbe l’impunità, mentre nel secondo caso la confessione sarebbe semplicemente considerata nel quadro della commisurazione della pena.</span></li><li style="margin-left:11.6pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:6.4pt; font-family:serif; font-size:11pt; -aw-font-family:'Symbol'; -aw-font-weight:normal; -aw-number-format:''"><span style="font-family:Arial">Una normativa sui pentiti aumenterebbe il rischio di sviamento della giustizia: ci si chiede come stabilire se le informazioni prospettate rispecchiano effettivamente i fatti. </span></li><li style="margin-left:11.6pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:6.4pt; font-family:serif; font-size:11pt; -aw-font-family:'Symbol'; -aw-font-weight:normal; -aw-number-format:''"><span style="font-family:Arial">Sarebbe impossibile spiegare alla popolazione e soprattutto alle vittime della mafia come mai persone che hanno commesso od ordinato reati gravissimi (p.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">es. omicidi, tratta di esseri umani, promovimento della prostituzione, gravi infrazioni alla legge sugli stupefacenti) possano ottenere l’impunità cooperando.</span></li><li style="margin-left:11.6pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:6.4pt; font-family:serif; font-size:11pt; -aw-font-family:'Symbol'; -aw-font-weight:normal; -aw-number-format:''"><span style="font-family:Arial">Infine, acquisire informazioni assicurando l’impunità proprio a quelle persone che lo Stato dovrebbe in particolar modo tradurre in giustizia e giudicare in maniera equa equivarrebbe a capitolare dinanzi alla mafia. </span></li></ul><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale non ritiene pertinente fare riferimento alla situazione italiana per decidere se introdurre anche in Svizzera una normativa sui pentiti. Il contesto svizzero differisce troppo dalle condizioni socioeconomiche e politiche in cui la mafia è nata e si è sviluppata in Italia. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale non vede pertanto motivo di esaminare in maniera approfondita l’introduzione di una normativa sui pentiti nel diritto svizzero.</span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.