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Eliseo 2022
Dopo la sconfitta Le Pen: «La battaglia continua»
Marine Le Pen incassa la terza sconfitta alle elezioni presidenziali, ma con un risultato mai così alto per l'estrema destra dalla fondazione della Quinta Repubblica francese nel 1958.
Secondo le prime stime, la candidata del Rassemblement National ha raccolto il 42% delle preferenze, ben otto punti in più rispetto alle scorse presidenziali del 2017, quando venne battuta la prima volta da Emmanuel Macron. E ora continua a crederci. Promettendo di continuare a battersi per imporre il suo programma alla Francia e all'Europa.
«Con oltre il 43% dei voti, il risultato di questa sera è di per sé un'eclatante vittoria», ha scandito la candidata nazionalista, riconoscendo la sconfitta ma assicurando che «continuerà il suo impegno per la Francia e i francesi».
«Le idee che rappresentiamo – ha aggiunto rivolgendosi ai militanti riuniti nel Pavillon d'Armenonville, tra i luoghi più chic di Parigi, nel polmone verde del Bois de Boulogne – raggiungono il vertice», ha esultato, aggiungendo che da stasera il Rassemblement lancia «la grande battaglia elettorale delle legislative» di giugno.
«Condurrò questa battaglia al fianco di Jordan Bardella, con tutti coloro che hanno avuto il coraggio di opporsi a Macron al secondo turno, con tutti coloro che hanno la Francia attaccata al cuore».
Le Pen è stata sconfitta per la terza volta
Prima del suo intervento, la delusione dei militanti riuniti al Pavillon d'Armenonville è stata grande ma Le Pen è riuscita ad infondere loro nuovo entusiasmo e il suo discorso si è chiuso sulle note della Marsigliese.
In caso di vittoria, l'ex europarlamentare accusata per i suoi rapporti con Vladimir Putin – Le Pen sta ancora rimborsando un debito di 9 milioni di euro ad una banca russa – aveva previsto di sfilare con un corteo composto da 13 pullman con la sua effige nei luoghi più simbolici di Parigi, da Place de la République a Place de la Concorde fino all'Arco di Trionfo. Ma non c'è stato nulla da fare.
Nonostante uno score definito «storico», Le Pen è stata sconfitta per una terza volta: secondo molti osservatori potrebbe essere l'ultima, almeno per l'Eliseo, ma lei non demorde.
«Oggi non ho alcun risentimento per questa sconfitta. E non posso impedirmi di sentire una forma di speranza», ha assicurato, aggiungendo che «questa Francia troppo dimenticata noi non la dimenticheremo».
«Darò la battaglia»
Intervistato da TF1, il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha lasciato intendere che potrebbe ricandidarsi alle legislative nel suo feudo del Pas-de-Calais (Hénin-Beaumont/Carvin).
«Darò la battaglia – ha insistito la sua leader –. Il Rassemblement National lavorerà per fare in modo di mettere insieme tutti coloro che intendono unire le loro forze contro Macron». Nel primo turno del 10 aprile, i tre partiti sovranisti o di estrema destra – Rassemblement National, Reconquete e Debout la France – hanno riunito oltre il 32% delle preferenze.
In serata, il candidato sconfitto di Reconquete, Eric Zemmour, si è nuovamente appellato a tutto «il blocco nazionale» ad unirsi in vista delle elezioni legislative di giugno. «La nostra responsabilità è immensa. Dobbiamo mettere da parte le nostre querelle e unire le nostre forze. Costruiamo al più presto la prima coalizione della destra e dei patrioti».
SDA