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Un 44enne ticinese e un 43enne italiano sono stati condannati rispettivamente a 20 mesi di carcere sospesi condizionalmente per quattro anni e a una pena pecuniaria di 2'700 franchi sospesa per due anni. I due hanno compiuto raggiri per oltre 400'000 franchi ai danni soprattutto di due agenzie di viaggi luganesi. Il modus operandi era il seguente: i clienti pagavano l'agenzia, ma i soldi non arrivavano a destinazione, perché a intascarli era il dipendente, che poi li usava per foraggiare il suo tenore di vita.
Il ticinese tra il 2012 e il 2014 ha sottratto in totale 195'000 franchi e ha continuato a operare in questo modo anche dopo il licenziamento, avvenuto quando la sua società si è accorta degli ammanchi. In una seconda agenzia luganese ha intascato illecitamente 137'600 franchi. Non si fermò nemmeno dopo essere finito in carcere nel marzo del 2015 per una ventina di giorni. Rimesso in libertà, tra l’aprile e il dicembre del 2017, mise in atto un terzo raggiro: una presunta operazione immobiliare a Ibiza gli permise di ricevere circa 50'000 franchi.
Meno grave la posizione del secondo imputato, all’epoca contabile nella prima delle due agenzie in questione. L’uomo, che segnalò le malversazioni del collega, si autodenunciò per essersi a sua volta impossessato di 50'000 franchi, tra il febbraio del 2012 e il giugno del 2013. Rei-confessi, davanti al giudice Marco Villa si sono detti entrambi profondamente pentiti.