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Nessun allentamento per le tivù private dell'attuale divieto di trasmettere pubblicità in ambito politico e religioso. Lo ha deciso, anche se con un solo voto di scarto (12 a 11) , la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale.
Quest'ultima invita il plenum a respingere l'iniziativa parlamentare di Thomas Matter (UDC/ZH). Mediante questa proposta, il consigliere nazionale zurighese chiede che, nel settore pubblicitario, le emittenti radiotelevisive private siano parificate agli offerenti online (regolati dal settore privato), in modo da essere autorizzate a diffondere pubblicità politica e religiosa.
Per Matter, autorizzando la pubblicità di contenuti politici e religiosi per le emittenti private si colmerebbe una lacuna nel mercato pubblicitario, settore caratterizzato da una concorrenza sfrenata, "e verrebbero a crearsi notevoli introiti supplementari per le tivù private, guadagnando in competitività".
Anche se di stretta misura, la maggioranza della commissione crede che, "allentando determinati tipi di pubblicità si influirebbe sul processo democratico di formazione della volontà e si pregiudicherebbe l'indipendenza dei radiotrasmettitori". Inoltre, verrebbe ulteriormente rafforzata la posizione di potere di attori economicamente influenti.
Una forte minoranza giudica invece ormai sorpassata la distinzione nel settore della pubblicità tra televisioni private - che devono sottostare a limitazioni - e i media online.
SDA-ATS