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La crisi alimentare è sparita dai titoli dei giornali ma nella realtà si fa purtroppo ancora sentire. Nel 2009 il numero di persone che soffrivano di malnutrizione è salito a oltre un miliardo. Ne sono colpiti soprattutto i contadini senza terra nelle regioni rurali, i poveri nelle città e le madri sole con i figli.
Le ripercussioni della crisi economica e climatica acuiscono il divario fra Nord e Sud: l'obiettivo di sviluppo di dimezzare entro il 2015 la quota di denutriti rispetto al 1990 diviene viepiù utopico. La maggioranza dei denutriti (642 milioni) vive in Asia e nell'area del Pacifico. In Africa sono colpiti dalla denutrizione 265 milioni di persone. Gli esperti temono che i raccolti potrebbero dimezzarsi entro il 2020 a causa delle piogge eccessive o carenti. Ne potrebbero derivare ondate migratorie e conflitti per accaparrarsi le risorse sempre più scarse. La sicurezza alimentare è tuttavia di centrale importanza per la stabilità internazionale.
La Svizzera fornisce da anni importanti contributi alla lotta alla fame: favorendo l'introduzione di moderni metodi di coltivazione, un migliore accesso ai crediti e la costituzione di mercati locali, questi contributi rafforzano i piccoli contadini. I contadini possono accedere a sementi resistenti alla siccità grazie al sostegno di istituti di ricerca scelti come, ad esempio, l'istituto di ricerca sul riso nel Laos, l'Istituto di ricerca sulle patate in Perù e gli istituti di ricerca sul mais e sui fagioli in Africa. In molte regioni povere, l'approvvigionamento in derrate alimentari è stato migliorato durevolmente grazie all'aiuto svizzero.
Oltre a sostenere i centri internazionali di ricerca, la Svizzera pone viepiù l'accento su una collaborazione diretta fra ricerca di punta in Svizzera e centri di ricerca nei Paesi emergenti. In tal modo, nell'ambito di un partenariato di ricerca a lungo termine con le università indiane i ricercatori di diverse università svizzere hanno potuto coltivare con successo una varietà di ceci resistenti alla siccità.
5 Anni fino al 2015: Bilancio intermedio degli obiettivi di sviluppo del Millennio
Dimezzare la povertà mondiale entro il 2015 è uno degli ambiziosi obiettivi di sviluppo del Millennio, che la Comunità internazionale ha concordato 10 anni or sono. Nel settembre prossimo una Conferenza internazionale ad alto livello stilerà un bilancio intermedio e discuterà sulle misure necessarie. La DSC coordina la posizione svizzera e partecipa attivamente alla preparazione di tale Conferenza. Co-direttore è Joseph Deiss, il presidente designato dell'Assemblea generale dell'ONU. In estate, il Consiglio federale adotterà il rapporto che illustra il contributo della Svizzera al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio.
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