Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/58250

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A fine gennaio 2005 il tasso di disoccupazione dei giovani di età compresa fra i 15 e i 19 anni (3,4 per cento) era leggermente inferiore al tasso di disoccupazione globale (4,1 per cento), mentre quello dei giovani di 20-24 anni (6,8 per cento) era chiaramente superiore.</p><p>Nel 2003, la disoccupazione giovanile nei 15 Paesi membri dell'UE raggiungeva mediamente il 14,7 per cento; la Francia, con una percentuale del 20 per cento, superava di gran lunga questa media. In Svizzera, dunque, il problema della disoccupazione giovanile è meno acuto che nei Paesi vicini.</p><p>1. La causa dell'elevata percentuale di disoccupazione fra i giovani di età compresa fra i 20 e i 24 anni va ricercata nel passaggio dal sistema formativo al mercato del lavoro. In periodi di recessione, in cui le imprese riducono gli effettivi e adottano una politica di assunzione restrittiva, i giovani e tutti coloro che si affacciano sul mercato del lavoro sono particolarmente esposti al rischio della disoccupazione. Le cause dell'elevata disoccupazione tra i giovani di 20-24 anni sono quindi innanzitutto congiunturali, il che fa sperare in un netto miglioramento della situazione se l'attuale fase di ripresa economica dovesse continuare. Oltre a ciò, i giovani in questa fascia d'età sono relativamente facili da collocare e raramente restano disoccupati per molto tempo. Tra i giovani di 15-19 anni, invece, la disoccupazione è meno elevata, ma le cause sono di natura strutturale. A ciò si aggiunge che sul mercato del lavoro e dei posti di tirocinio per i giovani in età compresa tra i 15 e i 19 anni grava la pressione esercitata dall'aumento del numero di questo gruppo di persone che, stimato all'1 per cento annuo, continuerà ancora fino al 2007. La disoccupazione giovanile merita pertanto un'attenzione particolare da parte del Consiglio federale in quanto può indurre un giovane ad interrompere la formazione, qualora la ricerca di un posto di tirocinio si riveli infruttuosa, e rischia di intaccare il capitale umano acquisito con la formazione, laddove l'accesso al mercato non risulti possibile per molto tempo.</p><p>2. Insieme ai cantoni, la Confederazione è costantemente impegnata nella lotta alla disoccupazione giovanile mediante l'applicazione di strumenti collaudati e lo sviluppo di nuovi strumenti (cfr. risposta alla domanda 3). Il Consiglio federale non ritiene tuttavia opportuno adottare provvedimenti nel settore degli sgravi fiscali e degli appalti pubblici. Essi non solo graverebbero in modo eccessivo sul bilancio federale ma causerebbero disparità di trattamento fra le imprese (cfr. anche risposta alla mozione Speck 03.3615). Non opportuni sono ritenuti anche gli interventi di carattere strutturale finalizzati all'incremento della domanda di forza lavoro giovane. Oltre ai provvedimenti del Consiglio federale intesi a sostenere la crescita economica, sono invece necessari programmi di accompagnamento che siano in grado di incrementare rapidamente la collocabilità dei giovani disoccupati. Il Consiglio federale intende quindi potenziare le misure finanziate dalla AD (semestri di motivazioni, pratiche professionali) nonché intensificare i progetti intesi a mettere i giovani in condizione di accedere al mercato del lavoro (promotori di posti di tirocinio, reti di aziende di tirocinio, mentorato, ecc.).</p><p>Il Consiglio federale ha già illustrato nella propria risposta alla mozione Galladé (04.3061; Formazione degli apprendisti quale criterio di aggiudicazione di commesse pubbliche) che la formazione degli apprendisti non può costituire un criterio di idoneità o di aggiudicazione poiché manca un nesso oggettivo con la prestazione da fornire. Questo criterio rischierebbe inoltre di contravvenire agli impegni internazionali assunti dalla Svizzera nel settore degli appalti pubblici, in quanto violerebbe il principio della parità di trattamento degli offerenti nazionali e stranieri.</p><p>3. Fra i provvedimenti della Confederazione vanno ricordati, in primo luogo, quelli dell'assicurazione contro la disoccupazione, in particolare i semestri di motivazione (art. 64a cpv. 1 lett. c LADI) o il finanziamento parziale delle pratiche professionali (art. 64a cpv. 1 lett. b LADI). Di concerto con i cantoni, inoltre, la Confederazione ha lanciato negli ultimi anni diversi programmi per la creazione di posti di tirocinio supplementari. Considerato che la disoccupazione giovanile resta elevata, la Confederazione si sta adoperando per potenziare gli strumenti esistenti dimostratisi efficaci.</p><p>In qualità di datore di lavoro, la Confederazione offre attualmente 900 posti di tirocinio e di pratica professionale ciò che corrisponde a una quota del 3,5 per cento rispetto al totale dei posti a tempo pieno (cfr. risposta alla mozione Vollmer 04.3395). Il Consiglio federale si prefigge per i dipartimenti un valore indicativo a lungo termine del 4 per cento, purché il Parlamento autorizzi il corrispondente fabbisogno finanziario supplementare.</p><p>4. Il piano d'azione francese "Impieghi per giovani adulti", della durata massima di 5 anni, si rivolge a giovani senza formazione e coinvolge esclusivamente organizzazioni pubbliche o private di utilità pubblica, ma non imprese private. La Svizzera, in questo settore, è all'avanguardia poiché l'AD offre la possibilità di svolgere pratiche professionali presso enti pubblici (comuni, cantoni, Confederazione), organizzazioni di utilità pubblica e anche aziende del settore privato. Tuttavia, il numero di posti di pratica professionale disponibili è ancora insufficiente. Perciò, il Consiglio federale adotterà le misure necessarie per adeguarlo alle nuove esigenze.</p>  Risposta del Consiglio federale.