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BERNA - L'importazione di "prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali" dovrebbe essere vietata in Svizzera. È quanto chiede una petizione consegnata oggi al Parlamento federale a Berna firmata da circa 42'800 persone.
I firmatari invitano i membri delle Camere federali a sostenere una mozione del consigliere nazionale Matthias Aebischer (SP/BE), che è attualmente pendente al Consiglio degli Stati. Il testo chiede che sia vietata l'importazione di prodotti di pelliccia prodotti in modo crudele. Il Consiglio federale dovrebbe agire sulla base della Legge sulla protezione degli animali.
I metodi di caccia comuni all'estero (tagliole, trappole con funi o a scatto) e le condizioni di detenzione negli allevamenti commerciali (gabbie strette con pavimenti in rete metallica) corrispondono alla definizione di "maltrattamento degli animali" contenuta nella Legge federale sulla protezione degli animali, si legge nella petizione.
Stando alle cifre dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, il 79% dei controlli effettuati nei punti vendita nel 2019/2020 hanno condotto a una contestazione perché la dichiarazione non era corretta o era insufficiente.
La versione rivista dell'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce e dei prodotti di pellicceria è in vigore dal 1° aprile 2020. Sono state introdotte nuove disposizioni, come l'obbligo di contrassegnare chiaramente il prodotto come "vera pelliccia" se è derivato da animali. Secondo le autorità questo dovrebbe consentire ai clienti di riconoscere immediatamente se si tratta di una pelliccia vera o sintetica.
Il Consiglio federale respinge quindi la mozione di Aebischer e continua a fare affidamento sulla dichiarazione e su un'informazione trasparente per i clienti. Per gli autori delle petizione invece neppure un obbligo di dichiarazione concepito e attuato in modo ottimale impedirebbe l'importazione e la vendita di prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali.