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Presa di posizione in merito alle dichiarazioni dell'ASA
La Suva prende atto della volontà dell'Associazione svizzera d'assicurazioni (ASA) di mantenere inalterata la suddivisione del mercato dell'assicurazione infortuni. La Suva ribadisce tuttavia la necessità di offrire servizi al settore sanitario e di creare apposite basi legali.
La Suva accoglie con favore le dichiarazioni del presidente dell'Associazione svizzera d'assicurazioni (ASA) in occasione dell'odierna tradizionale conferenza stampa annuale secondo il quale il settore di attività della Suva dovrebbe essere lasciato fondamentalmente inalterato. L'ASA ritiene tuttavia che Legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF) non disciplini in maniera chiara il settore di attività della Suva e considera inaccettabile questo fatto. La Suva non è d'accordo con questa interpretazione e sostiene che l'attuale regolamentazione legislativa è chiara mentre la suddivisione tra la Suva e gli assicuratori privati si è consolidata e affermata grazie a una prassi pluriennale. Tornare alla situazione legislativa antecedente il 1984 equivarrebbe a introdurre nella legge nozioni di diritto nuove e poco chiare. Nell'ambito della prevista revisione LAINF la Suva si opporrà pertanto a qualsiasi proposta che comporti uno spostamento unilaterale del mercato a favore degli assicuratori privati e a scapito dei settori caratterizzati da rischi elevati.
Mercoledì l'ASA ha ribadito che non si comprende il motivo per cui le aziende ottiche debbano rientrare nella sfera di competenza della Suva. Va detto però che la Suva assicura unicamente le aziende subordinatele per legge. Nella sfera di competenza della Suva rientrano quindi solo le aziende ottiche che provvedono al trattamento delle lenti, ma non quelle che si limitano alla vendita. La Commissione federale di ricorso in materia di assicurazione contro gli infortuni ha confermato questa prassi con decisione del 29 aprile 2002. L'accusa rivolta dagli assicuratori privati alla Suva di ampliare arbitrariamente il proprio campo di attività è quindi infondata.
Dal 1990 la continua emorragia della forza lavoro dal secondario al terziario ha ridotto del 12 per cento la percentuale degli assicurati alla Suva. Questa evoluzione causa una stagnazione delle somme salariali e quindi un aumento della pressione sui premi. In qualità di azienda di diritto pubblico la Suva deve sia essere finanziariamente autonoma sia provvedere al bene di tutti gli assicurati. Ai fini della solidarietà e della compensazione dei rischi occorre però una base solida: quanto più numerose sono le imprese che si fanno carico dei rami caratterizzati da rischi elevati tanto maggiori saranno i benefici che potranno trarre gli assicurati. La Suva accetta le condizioni quadro poste dall'attuale legislazione. Al fine di compensare il calo del numero degli assicurati è però necessario che la legge le conferisca un più ampio margine di manovra da sfruttare per fornire servizi come il trattamento dei casi per conto di terzi.
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In qualità di azienda autonoma di diritto pubblico, la Suva assicura oltre 100 000 aziende, ossia circa 1,8 milioni di lavoratori e disoccupati, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le sue prestazioni comprendono la prevenzione, l'assicurazione e la riabilitazione. Dalla Suva i clienti possono attendersi correttezza, cortesia, competenza e orientamento ai risultati. La Suva opera come ente non profit e non gode di alcuna sovvenzione. Nel suo Consiglio d'Amministrazione siedono i rappresentanti delle parti sociali e della Confederazione. Nel 2004 la Suva è stata insignita del premio Esprix per l'eccellente orientamento al cliente e del Premio Innovazione dell'Assicurazione svizzera per il New Case Management e il reinserimento efficace delle persone infortunate.