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L'agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti d'America (Nasa) si prepara a rivedere le regole della protezione planetaria, volte a garantire un'esplorazione compatibile con il rispetto dei nuovi mondi da visitare. Lo ha deciso in vista della nuova fase dell'esplorazione spaziale umana di Luna e Marte e delle missioni robotiche sulle lune del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita.
Il Consiglio consultivo della Nasa, che si è riunito il 10 e l'11 dicembre scorso, ha raccomandato all'agenzia spaziale americana di rivedere le linee guida sulla protezione planetaria esistenti e a tal fine l'ha invitata a istituire una commissione interdisciplinare di esperti.
La Nasa, secondo la raccomandazione del Consiglio consultivo, "dovrebbe istituire una task force multidisciplinare di esperti dell'industria, della comunità scientifica e delle agenzie governative competenti", per sviluppare regole volte a prevenire la contaminazione dei mondi da esplorare e anche qualsiasi contaminazione della Terra dai materiali riportati da quei mondi. Un lavoro del genere potrebbe preparare il terreno per una revisione simile a livello internazionale. Secondo il Consiglio consultivo della Nasa, infatti, le attuali regole sulla protezione planetaria, che si basano sugli orientamenti adottati 50 anni fa dal comitato internazionale per la ricerca spaziale (Cospar), potrebbero non essere adatte alla futura era dell'esplorazione umana di Marte e dell'arrivo dei privati nelle missioni spaziali.
"Chiaramente i tempi sono cambiati" ha detto Mike Gold, presidente del comitato di regolamentazione e politica del Consiglio consultivo della Nasa. "Ci sono in vista - ha aggiunto - missioni spaziali umane che non avremmo mai potuto immaginare prima. Ci sono attori del settore privato che, 10 o 20 anni fa, non avremmo pensato possibili".