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Stretta sull'evasione fiscale dei super ricchi e delle grandi aziende e aumento del salario minimo per tutti i contrattisti che lavorano per il governo federale. Sono le ultime mosse di Joe Biden, che si appresta a celebrare i suoi primi 100 giorni alla Casa Bianca. Lo farà parlando per la prima volta davanti al Congresso e rivendicando il successo della campagna di vaccinazione per porre fine alla pandemia. Ma anche sostenendo con forza il suo piano per ricostruire l'America e per creare un Paese migliore per le famiglie americane.
Una svolta epocale che per il 46esimo presidente degli Stati Uniti dovrà essere finanziata facendo pagare di più l'1% della popolazione, quello nelle cui mani è concentrata la maggior parte della ricchezza, che si tratti di imprenditori, super manager o delle multinazionali. Nel mirino di Biden soprattutto i Paperoni che ogni anno guadagnano oltre un milione di dollari, a cui verranno alzate le tasse sul reddito e quelle sui capital gain, le plusvalenze derivanti dalla vendita di azioni o di altri asset finanziari.
Ma c'è di più: a essere colpiti dovrebbero essere anche i dividendi percepiti dagli azionisti delle società quotate, quelli che - anche in questo caso - percepiscono più di un milione di dollari l'anno. Una ricetta, insomma, vista come fumo negli occhi da gran parte di Wall Street e della Silicon Valley, e destinata a incontrare un'opposizione feroce dal fronte dei repubblicani. Ma per Biden, tagliato il traguardo dei primi 100 giorni, è l'ora di spingere ancor di più sull'acceleratore, nella speranza di ottenere un risultato storico fino a che la Camera e il Senato resteranno entrambe nelle mani dei democratici.
Così nel piano del presidente americano dovrebbe esserci anche lo stanziamento di ulteriori 80 miliardi di dollari per l'agenzia del fisco statunitense (Irs), a cui verranno dati anche maggiori poteri. Questo per dare un impulso senza precedenti all'evasione delle tasse, soprattutto da parte delle aziende più ricche e dei contribuenti più facoltosi. Un rafforzamento dei controlli che secondo i calcoli dell'amministrazione Usa dovrebbe portare a recuperare almeno 700 miliardi di dollari nell'arco di 10 anni. Un tesoro anche questo da investire in istruzione, sanità, welfare, lotta alla povertà, e in quelle grandi opere e infrastrutture destinate nei piani di Biden a creare milioni di posti di lavoro sostenibili dal punto di vista ambientale e ben pagati.
La Casa Bianca inoltre non molla sul fronte dell'aumento del salario minimo. Se Biden non è riuscito a introdurre la misura nel pacchetto di aiuti e stimoli all'economia varati dal Congresso, il presidente americano ha messo a punto un decreto in cui intanto regala a tutti i contrattisti che lavorano per il governo federale l'incremento della paga a 15 dollari l'ora, a partire dal 2022.
Una misura che riguarda centinaia di migliaia di lavoratori, dagli addetti alle pulizie a quelli che nelle varie agenzie federali si occupano della manutenzione, passando per chi lavora nelle mense. A beneficiare dell'aumento saranno anche i lavoratori con disabilità. Finora la paga oraria per questi contrattisti era di 10,95 dollari l'ora, grazie all'aumento che fu introdotto dall'amministrazione Obama.
Biden, replicando alle critiche di chi dice che la misura porterà a un'ondata di licenziamenti, afferma invece come l'aumento del salario minimo nel governo federale potrà avere un effetto benefico anche sul settore privato, garantendo a milioni di lavoratori uno stipendio più dignitoso.