Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/103796

<h2>SubmittedText<h2><p>La massiccia immigrazione, la bassa soglia per la naturalizzazione su vasta scala e l'individualismo del consumatore, il ripiego egoistico su sé stessi e "la fatica di essere sé stessi" mettono a repentaglio una vera e propria politica d'integrazione. Progressivamente si sta sviluppando una società di giustapposizione di individui e di comunità, incapaci di riconoscersi in un'identità politica e sociale comune, in miti comuni, in un destino comune. Qual è l'opinione del Consiglio federale su tale questione? Come giudica l'importanza del comunitarismo e quali misure intende adottare per contenere questo fenomeno di dissoluzione dell'identità nazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'identità nazionale è un concetto molto astratto in mutamento, confrontato con le sfide rappresentate dall'immigrazione. Tuttavia, il Consiglio federale non la ritiene minacciata. Proprio la Svizzera, con la sua storia e la sua volontà, dispone di buoni presupposti per affrontare tali sfide.</p><p>Nel 1848 la Svizzera è riuscita a riunire cantoni tanto diversi dal punto di vista linguistico e religioso in uno Stato stabile, in cui le persone convivono pacificamente e nel benessere. Stando alle valutazioni degli storici, in occasione dell'istituzione dello Stato federale moderno non vi era ancora una consapevolezza nazionale e un'identità svizzera. Quest'ultima si è sviluppata solo nel corso degli anni. La coesione della Nazione svizzera non è determinata tanto dall'unità del potere e del territorio statali e da un popolo uniforme sotto il profilo etnico, linguistico, religioso o culturale - come avviene nei Paesi limitrofi - bensì piuttosto dalla condivisione di obiettivi e istituzioni, tra cui figura anche la volontà di affrontare i conflitti interni in base a valori comuni da sviluppare costantemente.</p><p>In seguito all'immigrazione, la Svizzera quadrilingue è diventata un Paese multilingue. Pertanto, si tratta nuovamente di trovare una soluzione di convivenza pacifica. Di fronte a questa sfida la Svizzera deve far sì che tutti i suoi abitanti si identifichino in questa Nazione, ne condividano i valori e che si adoperino per una vita in pace e nel benessere, senza dover rinunciare alle proprie radici.</p><p>La politica integrativa sancita nell'articolo 4 della legge federale sugli stranieri parte dall'assunto che l'integrazione è un processo reciproco. Analogamente al concetto di Nazione fondata sulla volontà, mira a una convivenza rispettosa e tollerante tra gli indigeni e gli immigrati, in ossequio ai valori costituzionali. Il suo obiettivo è una comunità in cui tutti partecipano alla vita economica, sociale e culturale. Gli svizzeri devono contribuire accogliendo senza pregiudizi gli immigrati. Lo Stato deve adoperarsi eliminando le barriere che ostacolano l'integrazione. Dal canto loro, gli stranieri devono rispettare i valori sanciti dalla Costituzione federale, nonché la sicurezza e l'ordine pubblici, apprendere una lingua nazionale e manifestare la volontà di partecipare alla vita economica e di acquisire una formazione. Conformemente a quanto sostenuto dal Consiglio federale nel rapporto del 5 marzo 2010 concernente lo sviluppo della politica integrativa della Confederazione, in adempimento della mozione Schiesser 06.3445 e della mozione del gruppo socialista 06.3765, in futuro tali requisiti legali in materia di stranieri andranno comunicati chiaramente a tutti i nuovi arrivati in Svizzera. Tali criteri andranno applicati anche alle naturalizzazioni, come proposto dal Consiglio federale nella prevista revisione della legge sulla cittadinanza.</p><p>Stato di diritto, democrazia e diritti fondamentali costituiscono il caposaldo inviolabile su cui si basa la Svizzera. Alla giovane generazione, composta sia da stranieri che da svizzeri, vanno trasmessi valori condivisi. Siccome la formazione riveste un ruolo molto importante a tal fine, il Consiglio federale approva gli sforzi profusi al fine di trasmettere maggiormente nelle scuole uno spirito etico e una formazione politica. Inoltre il Consiglio federale vede con favore le discussioni ricorrenti nella società in merito alle caratteristiche della Svizzera, oltre a questi denominatori comuni. Infatti, la discussione mantiene viva l'identità nazionale, contrasta la tendenza verso un maggiore individualismo e promuove il senso di comunità.</p>  Risposta del Consiglio federale.