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La prima squadra della missione di osservatori internazionali in Siria sarà composta da circa dieci-dodici persone ed è pronta a partire "il più presto possibile" non appena il Consiglio di sicurezza dell'Onu avrà approvato la risoluzione, all'esame oggi stesso a New York e che prevede una prima missione di una trentina di persone in tutto. Complessivamente, se il cessate il fuoco reggerà si ipotizzano fino a 200-250 uomini.
Lo ha detto oggi a Ginevra il portavoce dell'inviato dell'Onu e della Lega Araba sulla crisi siriana, Kofi Annan. "Abbiamo capito che la Siria ha accettato gli osservatori". Damasco ha infatti "accettato il piano in sei punti" di Annan per la fine della violenze in Siria, che include un meccanismo di controllo, ha detto il portavoce, Ahmad Fawzi.
In particolare, i dettagli della missione sono stati messi a punto in consultazione con le autorità siriane. L'invio di osservatori in Siria sarà in "due fasi - ha precisato Fawzi -. La settimana prossima, se il cessate il fuoco reggerà e ci sarà una vera cessazione delle ostilità con la fine delle violenze di ogni tipo e forma da entrambe le parti, il Consiglio potrebbe autorizzare la missione di osservatori vera e propria, con tutte le capacità necessarie per sostenere in loco piano di Annan", ha detto precisando che la missione completa dovrebbe prevedere 250 osservatori o truppe.
"Il dipartimento dell'Onu per le operazioni di mantenimento della pace lavora giorno e notte per identificare le truppe necessarie per la missione. Alcuni di loro potrebbero essere quelli già presenti nella regione, ha detto. Senza identificarli per nazionalità, Fawzi ha affermato che i militari saranno di provenienza "accettabile" per la Siria. Si parla di caschi blu asiatici, africani o sudamericani.