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Negli ultimi dieci anni la percentuale di persone che parlano romancio è diminuita del 14%.
2700 persone hanno sottoscritto nelle ultime due settimane un manifesto per salvare il romancio. Il documento è stato consegnato giovedì a Coira ai presidenti del Consiglio di Stato, Claudio Lardi, e del Gran Consiglio Rodolfo Plozza, e sarà sottoposto anche al presidente della Confederazione Kaspar Villiger. Fra i 31 primi firmatari figurano sei professori di diritto e quattro giudici federali.
Lo storico Martin Bundi, che è stato fra l'altro anche presidente del Consiglio nazionale, ha detto che oggi l'esistenza del romancio è minacciata e che questa lingua ha quindi bisogno di uno straordinario sostegno esterno.
A preoccupare sono i risultati del censimento 2000, che ha rilevato come solo 34 000 persone - pari allo 0,46 per cento della popolazione - parlino quale lingua principale il romancio, con un calo del 14 per cento rispetto al 1990. L'erosione riscontrabile da decenni è quindi proseguita, anche se in misura meno drammatica.
Appello anche ai politici
Il manifesto giudica «allarmante» la situazione della quarta lingua nazionale e si rivolge sia ai politici e alle personalità delle cultura svizzera e grigionese, sia alle stesse persone di lingua romancia, invitate ad impegnarsi maggiormente per la salvaguardia del loro idioma.
Gli estensori del manifesto si attendono protezione e soccorso dal nuovo articolo sulle lingue della Costituzione federale e dalla revisione totale della Costituzione cantonale. Secondo Bundi, proprio nei Grigioni viene fatto troppo poco: nella carta fondamentale sarebbe da inserire un articolo che offra un minimo di protezione territoriale al romancio. Il Consiglio di stato non ha però accolto una domanda in tal senso della Lia Rumantscha,
sebbene il trilinguismo sia proprio uno dei simboli del cantone
swissinfo e agenzie