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LUGANO - La Corte di appello e revisione penale ha ribaltato la sentenza e prosciolto l’avvocato e notaio di Muralto dalle accuse di appropriazione indebita aggravata.
All'origine della questione, una compravendita di un immobile in Vallemaggia avvenuta nel 2013. A vendita effettuata, sul conto del legale era finita la cifra di 380 mila franchi, mai versata alla cliente, nel frattempo deceduta.
Della volontà della donna di concedere la cifra in prestito al legale - ricorda il CdT - erano rimasti un email e un biglietto di risposta, nei quali veniva menzionata la cifra di 30.000 franchi.
L’avvocato ha però sempre sostenuto di aver preso accordi telefonici con la donna anche per il resto dell'ammontare. Ciò, in virtù del rapporto di amicizia che si era venuto a creare tra i due.
In primo grado questo contatto verbale era stato ritenuto improbabile. Da qui la condanna a 15 mesi (sospesi), contro la quale l’imputato si è opposto.
La Corte di Appello e revisione penale ha constatato invece come tutti gli indizi agli atti dimostrino che l’avvocato ha realmente chiesto telefonicamente il prestito (per risollevarsi da difficoltà finanziarie) alla donna. E che lei lo ha autorizzato.