Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/186064

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre un disegno di modifica del Codice di procedura penale:</p><p>Articolo 69 capoverso 3 CPP</p><p>Non sono pubbliche:</p><p>a. la procedura preliminare, compresi i decreti di non luogo a procedere e i decreti di abbandono, fatte salve ...</p><p>Una minoranza (Leutenegger Oberholzer, Arslan, Fehlmann Rielle, Flach, Marra, Mazzone, Naef, Pardini) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il principio della pubblicità della giustizia si fonda sull'articolo 30 capoverso 3 della Costituzione federale (RS 101), sull'articolo 6 numero 1 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU; RS 0.101) e sull'articolo 14 paragrafo 1 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (RS 0.103.2). Quest'ampia base esprime già da sola la fondamentale importanza di questo principio per lo Stato di diritto e la democrazia. La pubblicità delle udienze e delle sentenze permette un controllo democratico dell'amministrazione della giustizia da parte della popolazione e impedisce un'attività giudiziaria segreta (cosiddetta Kabinettjustiz).</p><p>Il principio è concretizzato nel Codice di procedura penale (RS 312.0), che dichiara pubblica la comunicazione orale delle sentenze e delle ordinanze dei tribunali (art. 69 cpv. 1) e garantisce il diritto alla consultazione delle sentenze e dei decreti d'accusa che non sono stati comunicati oralmente (art. 69 cpv. 2). Per prendere visione basta un semplice interesse alla decisione, non occorre alcun interesse degno di particolare protezione.</p><p>Il CPP non disciplina esplicitamente la consultazione di decreti di non luogo a procedere o di abbandono. La giurisprudenza del Tribunale federale non esclude in generale neanche la consultazione nel caso in cui il procedimento è stato chiuso in questa maniera. Occorre tuttavia effettuare una ponderazione tra l'interesse all'informazione e gli interessi contrari delle autorità giudiziarie e soprattutto delle parti al procedimento (ossia l'imputato così come le vittime; DTF 137 I 16, 20). Questa ponderazione degli interessi garantisce che la sfera privata degli imputati sia considerata e tutelata in misura sufficiente, tanto più data la possibilità di fornire una versione anonimizzata od oscurata della decisione oppure, in via eccezionale, di negare del tutto la consultazione.</p><p>L'esclusione generale della possibilità di consultazione in caso di decreti di abbandono o di non luogo a procedere, come chiesto nella mozione, è per contro eccessiva. Sussiste infatti un interesse legittimo del pubblico ad essere informato, in particolare sui motivi dell'abbandono di determinati procedimenti. Si pensi soprattutto ai casi in cui il procedimento è stato concluso in via extragiudiziale senza conseguenze penali in base a una riparazione secondo l'articolo 53 del Codice penale (RS 311.0). Il fatto di mantenere completamente segreti i motivi alla base di questo tipo di abbandono può alimentare speculazioni secondo cui le autorità penali privilegerebbero e svantaggerebbero indebitamente determinate persone o imprese. Inoltre, non si capisce perché una sentenza sia pubblica, ma non un abbandono di procedimento in seguito a una riparazione, in cui l'imputato riconosce espressamente la violazione per cui avrebbe rischiato una condanna in caso di rinvio a giudizio.</p><p>Quanto alla critica talvolta formulata di un'eccessiva diversità delle prassi cantonali, rinviamo alle raccomandazioni concernenti la consultazione di decreti d'accusa e di abbandono, adottate dalla Conferenza dei procuratori della Svizzera il 23 novembre 2017. Le competenti autorità di perseguimento penale hanno quindi riconosciuto l'esigenza di una prassi unitaria e introdotto le misure necessarie. Non occorre pertanto agire in questo senso a livello federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.