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Cos’è un burnout?
Il termine «burnout» deriva dall’inglese «to burn out» e significa «bruciarsi». Un burnout è uno stato di esaurimento emotivo, mentale e fisico. L'OMS definisce la sindrome in futuro come "stress cronico sul posto di lavoro che non è stato gestito con successo. Le persone interessate non riescono più a far fronte alle esigenze della vita lavorativa quotidiana con le proprie risorse e sono esaurite in modo duraturo.
L’OMS definisce i seguenti tre sintomi principali del burnout:
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sensazione di esaurimento
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distanza mentale crescente o atteggiamento negativo verso il proprio lavoro
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riduzione del rendimento professionale
Nuova definizione: stress sul posto di lavoro
Si vedrà come la nuova definizione di burnout dell’OMS (vedi testo) che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2022 modificherà il termine o la diagnosi di burnout. La nuova definizione si riferisce esclusivamente allo stress sul posto di lavoro e non tiene conto delle altre situazioni di stress in altri settori della vita. Gli esperti ritengono che, secondo questa nuova definizione ristretta dell’ICD-11, i burnout siano nettamente inferiori a quanto generalmente presunto. Le condizioni di esaurimento percepite sempre più spesso dalla popolazione sono quindi più depressioni da esaurimento, altri disturbi psichiatrici o forme miste.
Cause del burnout
Le cause del burnout sono molteplici. I fattori di stress devono verificarsi ripetutamente per causare un burnout. Anche i fattori individuali svolgono un ruolo centrale nell’insorgere del burnout. La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che, oltre ai fattori legati all’occupazione, anche i fattori individuali svolgono un ruolo, come le aspettative esagerate, mancanza di fasi di recupero, perfezionismo o mancanza delle qualifiche. Il momento in cui le risorse sono esaurite dipende anche dal livello personale di esigenza nei confronti di sé stessi, dalle capacità, dall’esperienza, dallo stato di salute generale e attuale.
Perdita di risorse e di energia
Il burnout non riguarda solo lo stress come causa. Le cause sono piuttosto gli stati di tensione costante, che riducono le riserve energetiche in modo permanente. A ciò si aggiungono fasi di recupero insufficienti a rifornire riserve energetiche. Questa perdita di risorse e di energia e la sensazione soggettivo di sovraccarico possono derivare da situazioni diverse e durature. Nessuna persona colpita da burnout si sentirà esausta, superflua e insufficiente sul lavoro, ma nella vita privata piena di energia, fiducia e impegno.
La forza della realtà interiore
Lo stress non nasce mai solo dalla situazione, ma dalla valutazione soggettiva di una situazione o di una persona che non si sente all’altezza. Sono le esperienze consce ed inconsce che hanno caratterizzato il nostro pensiero, il nostro modo di percepire e agire e da cui valutiamo il nostro ambiente. Coloro che cercano la propria identità all’esterno invece che in sé stessi corrono il rischio maggiore di crollare se l’esterno viene a mancare. Lo sottolinea l’autrice Dr. med. Mirriam Priess, che con il suo libro «Burnout non viene solo dallo stress» ha ottenuto un best-seller.
L’autrice descrive nel suo libro che «la maggior parte dello stress si verifica nei rapporti – nel rapporto con sé stessi o nel rapporto con l’ambiente circostante. Le persone hanno bisogno di buoni contatti sociali su un piano di parità, sia nella vita privata che nella vita lavorativa. E ancora più importante: molti sono esausti e bruciati perché hanno perso il rapporto con sé stessi, il dialogo interiore. È importante ascoltare sé stessi, i propri sentimenti ed entrare in contatto con sé stessi – questo è ciò che l’autrice chiama la «capacità di dialogo interiore».
Prevenire il burnout
Ognuno può contribuire alla propria prevenzione del burnout. Il punto centrale è quello di concentrarsi su sé stessi e di porsi frequentemente la seguente domanda: di cosa ho bisogno e come posso contribuire a condurre una vita autentica? Anche Mirriam Priess, nel suo libro sottolinea l’importanza di rafforzare la propria capacità di dialogo interiore, in modo da creare un equilibrio tra prendere e dare nelle proprie relazioni e azioni. Poiché, come dice la dottorssa Mirriam Priess: «La base della salute è quella di essere in relazione con sé stessi e di condurre una vita autentica».
Dialogo con sé stessi
La prima cosa è l’esortazione a prendere in mano la propria vita, senza cercare di risolvere lo stress, gli oneri e i conflitti all’esterno. Cercare il dialogo con sé stessi:
- Come si trova in diversi ambiti della vita?
- Perché non è dove dovrebbe essere?
- Cosa le dà gioia, cosa la inibisce?
- Chi è lei, cosa vuole raggiungere nella vita e quali sono i suoi limiti?
Inoltre, si raccomanda di risolvere i conflitti il più rapidamente possibile in modo proattivo, anziché insabbiarli, compensarli o ingentilirli.
Fonte:
- Mirriam Priess (2013). Burnout kommt nicht nur von Stress: Warum wir wirklich ausbrennen – und wie wir zu uns selbst zurückfinden. Überarbeitete und aktualisierte Neuauflage. (in tedesco)