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BERNA - Il Consiglio federale ha aggiornato oggi, come è tenuto a fare ogni quattro anni, il "Programma di misure" che gestisce il rischio sismico in Svizzera. Le modifiche riguardano la collaborazione con i Cantoni, che sarà intensificata, lo sviluppo della pianificazione preventiva e il controllo della qualità nell'edilizia antisismica.
La gestione del rischio sismico è prevalentemente di competenza dei Cantoni. Nell'ultimo ventennio, ossia da quando è stato creato il "Programma", la Confederazione ha comunque acquisito esperienze e sviluppato strumenti esecutivi. Tra questi figura un metodo di gestione del rischio per i proprietari di numerosi grandi edifici.
In una nota, l'esecutivo comunica che un modello del rischio sismico sviluppato sotto l'egida del Servizio Sismico Svizzero (SED) del Politecnico federale di Zurigo sarà attivato nel 2022. Questo consentirà alle autorità di farsi rapidamente un'idea dei possibili danni in caso di sisma.
Attualmente si stima che un terremoto di quasi magnitudo 6,5 come quello che nel 1356 colpì la regione di Basilea provocherebbe danni per un importo compreso tra 50 e 100 miliardi di franchi. Un sisma di magnitudo di 6,0 circa, come quello del 1601 nella Svizzera centrale, ne causerebbe per 10-20 miliardi di franchi.
Nel comunicato l'esecutivo afferma anche di voler elaborare una pianificazione nazionale della prevenzione sismica. Questo strumento fornirà una base comune a Confederazione, Cantoni e gestori di infrastrutture importanti (come le FFS o Swissgrid, la società che gestisce l'intera rete ad altissima tensione elvetica) per gestire gli effetti di un sisma e per riparare i danni.
In merito alla prevenzione, il Consiglio federale assicura che entro fine 2035 i principali edifici di proprietà della Confederazione, compresi i ponti delle strade nazionali, saranno tutti risanati dal punto di vista sismico.
In media, la terra trema in Svizzera da 500 a 800 volte ogni anno. Tuttavia solo 10-15 di questi terremoti superano una magnitudo di 2,5 e sono quindi percettibili dall'uomo. Rispetto ad altri Paesi europei, la Confederazione presenta un rischio sismico "medio", caratterizzato da differenze regionali: il Vallese è la regione più esposta, seguito da Basilea, Grigioni, valle del Reno sangallese e Svizzera centrale.