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Il Parlamento cambogiano ha approvato una restrittiva legge sulla società civile, con un 'sì' unanime del partito di governo.
Contro il progetto da settimane protestano l'opposizione e le Ong, nel timore che le loro attività vengano impedite nel caso il governo le consideri una minaccia alla sicurezza nazionale.
La 'Legge sulle associazioni e le organizzazioni non governative' è stata approvata con 68 voti a favore e zero contrari, dato che i 55 deputati dell'opposizione hanno boicottato la votazione.
Il provvedimento conferisce estesi poteri di interferenza all'esecutivo, e la bozza finale non è stata resa pubblica. Per diventare legge, il testo dovrà ora passare al Senato, una necessità considerata tuttavia poco più di una formalità.
La settimana scorsa, il Parlamento Ue aveva esortato il governo di Phnom Penh a ritirare il progetto di legge, minacciando di sospendere aiuti destinati allo sviluppo. Tutte le maggiori organizzazioni internazionali hanno condannato il provvedimento, accusando il premier Hun Sen - "uomo forte" al potere dal 1985 - di voler applicare un giro di vite al dissenso in una Cambogia che negli ultimi anni ha visto il moltiplicarsi della mobilitazione sulle questioni sociali da parte dei giovani e dei lavoratori.
La legge è la prima di una serie di quattro destinate a regolamentare la società civile. Le altre riguardano la disciplina degli scioperi, l'istituzione dei reati concernenti le comunicazioni su Internet nocive al governo, e una legge che permetterebbe all'esecutivo di monitorare gli scambi di informazioni online.
SDA-ATS