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TEHERAN - Il Parlamento iraniano ha abolito oggi la pena di morte per i produttori, i distributori e i rivenditori di stupefacenti tramutandola in carcere a vita. Lo ha riferito l'agenzia di stampa del Parlamento.
L'agenzia ha citato il deputato Hassan Norouzi, portavoce della Commissione parlamentare per gli affari di giustizia. «La pena capitale è stata abolita per coloro che producono, distribuiscono, trattano o importano farmaci nocivi - ha dichiarato Norouzi - purché non abbiano utilizzato armi di qualsiasi tipo».
Uno studio per la diminuzione delle impiccagioni per reati di droga, diventate molto alte negli ultimi anni, era stato annunciato nell'ottobre scorso dal ministro della Giustizia iraniano, Mostafa Pourmohammadi, in considerazione del fatto che le esecuzioni non sembravano aver avuto effetti particolarmente deterrenti.
La dimostrazione della mancata deterrenza, oggetto di approfondimento nel mesi scorsi da parte della Commissione parlamentare, è stata la crescita del numero di impiccagioni, quasi tutte per droga, passate dalle 743 del 2014 alle 977 del 2015 secondo i dati di Amnesty International.
«Vogliamo trovare una punizione più efficace che ci permetta di prendere in considerazione la sostituzione dell'esecuzione», aveva detto Pourmohammadi aggiungendo che la pena di morte deve essere in ogni caso mantenuta per la «gente corrotta».
D'altra parte l'Iran mantiene come punto cardine della giustizia l'esecuzione capitale, considerata irrinunciabile dai vertici del Paese anche perché è ritenuta un ordine islamico.