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Un articolo del «New York Times» del 23 giugno 2006 ha rivelato che, nell'ambito della lotta contro il terrorismo, la Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (SWIFT) aveva accordato agli Stati Uniti un accesso limitato ai dati memorizzati nel suo centro operativo in territorio americano. Abbiamo affrontato i problemi emersi in materia di protezione dei dati in collaborazione con il Consiglio federale e le banche svizzere e ci siamo accordati, in vista di una soluzione politica con gli Stati Uniti, sull'adozione di garanzie di sicurezza. Nel frattempo, le banche hanno informato attivamente la loro clientela sulla possibile comunicazione dei dati alle autorità statunitensi. La SWIFT ha inoltre annunciato che, in futuro, tratterà negli Stati Uniti solo i dati riguardanti le transazioni effettuate nell'ambito del traffico dei pagamenti transatlantico. Per poter realizzare tecnicamente questa soluzione, la SWIFT ha deciso di istituire un terzo centro operativo in Svizzera.
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