Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01028.jsonl.gz/945

Kenjiro Yoshigasaki nacque a Kagoshima, una città portuale sulla punta meridionale di Kyushu, e studiò a Tokyo. Lì scoprì l'Aikido quasi per caso. Nel 1977 accompagnò in Europa il maestro Koichi Tohei in qualità di Otomo e Uke. Si stabilì a Bruxelles e divulgò dapprima Ki e poi anche Shin Shin Toitsu Aikido in qualità d'insegnante della Ki no Kenkyukai.
I concetti centrali dell'Aikido di Yoshigasaki Sensei sono percezione, linee e forme. Durante i seminari parlava non solo di Aikido, ma della vita e del mondo. Così facendo, ha dato a molti dei suoi studenti importanti stimoli di riflessione.
All'inizio degli anni 2000 si separò dalla Ki no Kenkyukai di Tohei e insegnò la sua concezione di Aikido. Cambiò solo leggermente il canone delle tecniche e il programma d'esame, con più logica (matematica - secondo le sue parole) e una filosofia ulteriormente sviluppata. Ha risolto la contraddizione tra Aikido e autodifesa, in un primo momento, con la consapevolezza che l'Aikido sui tatami è un'arte e non una copia della realtà.
Fino all'anno 2000 circa insegnava l'Aikido di Tohei, per i vent'anni successivi studiava le tecniche osservando i suoi studenti e le migliorava rendendole più armoniose. Più recentemente, lavorava ad un progetto di libro che si occupa di Aikido nella vita reale, cioè autoprotezione invece di autodifesa, rispettando i principi etici dell'Aikido.
L'autore di queste righe ha partecipato a molti seminari di Yoshigasaki Sensei, che è sempre apparso molto modesto; ció non gli ha impedito di sviluppare e insegnare le sue proprie spiegazioni e idee sulla vita e dell'Aikido. L'immagine della realtà di Yoshigasaki Sensei è emersa con il profondo sottofondo della cultura giapponese, il suo multilinguismo e la sua visione delle culture europee. Questa immagine era inevitabilmente anticonformista. Per molti dei suoi studenti, questo approccio è diventato formativo.
Caro Sensei,
infinitamente rattristati ma pieni di gratitudine per i momenti irripetibili che lei ci ha donato nell’ambito dell’Aikido sui tatami di Balerna e a Bosco Gurin, ci raccogliamo in rispettoso silenzio per accompagnarla con un pensiero d’amore nella via di luce che la riporta alla Fonte della Vita da cui tutto nasce.
Vogliamo dedicare alla sua amata persona questo pensiero, che descrive molto bene ciò che lei è stato nella vita e per tutti noi:
"Donare
è l’espressione di un cuore che tende ad aprirsi.
Chi dona apre un circuito, rompe una catena, trasferisce energia, stabilisce un contatto.
Chi dona appartiene alla VITA, è nel grande giro della Vita, è un centro ricettore-trasmettitore”.
Caro Sensei,
Un grande maestro disse che l’uomo muore perché è immortale: noi crediamo che sia vero.
Lei rimarrà per sempre inciso nel nostro cuore e nella nostra mente, e così sia!
Dojo di Balerna, Associazione ticinese ki aikido