Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01230.jsonl.gz/661

ZURIGO - Rudolf Bohli, il finanziere che questa settimana ha proposto di dividere Credit Suisse in tre unità distinte, è ottimista riguardo ai suoi piani. «Le chance che la dirigenza di Credit Suisse in qualche modo si muova, è molta elevata», afferma l'imprenditore in un'intervista pubblicata oggi dalla Schweiz am Wochenende.
Al periodico che gli chiedeva se sarebbe già soddisfatto se una parte delle sue richieste dovessero essere soddisfatte Bohli ha risposto che «si tratta alla fine di trovare insieme a Credit Suisse una buona soluzione per l'azienda».
Per il 48enne le idee da lui lanciate sono «assai convincenti». «Appare chiaro che l'investment banking rimane ancora troppo grande. Inoltre non vi sono sinergie fra questa divisione e le attività di amministrazione patrimoniale». Secondo Bohli la Finma - autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari - sarebbe inoltre molto contenta se si attenuasse il problema relativo alla banca «troppo grande per fallire».
Martedì è emerso che l'hedge fund zurighese RBR Strategic Value di Bohli punta spezzettare l'istituto in tre divisioni, ovvero una banca d'affari, un asset management e un wealth management. Secondo il promotore la suddivisione potrebbe far raddoppiare l'attuale valore di Credit Suisse, che si attesta a circa 40 miliardi di franchi.
RBR detiene attualmente una quota dello 0,2% della seconda banca elvetica, ma punta ad ottenere il sostegno di altri azionisti. Inoltre la società vuole aumentare ulteriormente la sua quota investendo altri 900 milioni di franchi, è emerso venerdì.
Vi è peraltro anche chi sostiene che tutta l'operazione sia volta essenzialmente a far aumentare comunque il corso dell'azione - che in effetti è progredita in questi giorni - e che Bohli venderà fra qualche settimana o qualche mese i suoi titoli Credit Suisse.