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L'aiuto allo sviluppo elvetico va legato a condizioni ben precise: è quanto auspica un gruppo di personalità politiche dell'UDC e dell'Unione democratica federale (UDF), che intendono avviare in settembre la raccolta delle firme per un'iniziativa popolare.
In base alla bozza del testo, di cui riferisce oggi la "Schweiz am Sonntag", verrebbero aiutati solo quegli stati che cooperano in modo adeguato con la Svizzera - nei rimpatri di richiedenti l'asilo o di criminali - e i cui governi garantiscono i diritti umani più importanti, per esempio salvaguardando le minoranze religiose, etniche o linguistiche; a quest'ultimo proposito si pensa in particolare alle persecuzioni di cristiani nei paesi arabi. Inoltre i mezzi a disposizione non dovrebbero superare lo 0,5% del prodotto interno lordo.
Se queste condizioni dovessero essere applicate in modo rigoroso, il volume dell'aiuto potrebbe essere ridotto di circa la metà, ha spiegato al domenicale Artur Terekhov (UDF), copresidente del comitato d'iniziativa. Un altro copresidente, il consigliere nazionale Sebastian Frehner (UDC/BS), sottolinea come oggi la gran parte del sostegno finisca insabbiata in dubbiosi canali. Finanziare regimi corrotti non ha senso, anzi, si rendono ancora più povere le popolazioni. "Perciò dobbiamo impiegare i nostri soldi in modo più mirato", argomenta Frehner.