Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01207.jsonl.gz/1006

Contenuto esterno
La benedizione impartita a coppie omosessuali "non è possibile" e non è competenza dei vescovi "modificare la dottrina e la disciplina della Chiesa". Lo afferma in un comunicato la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), che si è riunita negli scorsi giorni a Ginevra per la sua assemblea ordinaria.
La vicenda del prete di Bürglen (UR), che tanto sta facendo discutere il mondo cattolico elvetico per aver impartito la benedizione a una coppia lesbica, dopo le prese di posizione dei vescovi di Coira e Friburgo, che si sono detti molto critici sull'operato del prete "dissidente", è finita anche sul tavolo della CVS. Quello avvenuto a Bürglen, con don Wendelin Bucheli, è un "incidente concreto" secondo la conferenza episcopale, e "appartiene ai vescovi diocesani coinvolti chiarire e regolare" la questione.
Il prete della località urana vicina ad Altdorf, ha ricevuto il sostegno del consiglio parrocchiale e dell'autorità comunale, oltre che di diverse associazioni di cattolici, ma in particolare i vescovi di Coira e Friburgo sono intervenuti nella vicenda per difendere il matrimonio tradizionale, tra un uomo e una donna, quindi per biasimare il comportamento di don Wendelin. "Non spetta a un curato o a un vescovo mettere in dubbio il matrimonio cattolico", aveva affermato il vescovo di Friburgo monsignor Charles Morerod.
Nel corso del suo incontro, la CVS si è anche pronunciata per la creazione di un gruppo di esperti cattolici in materia di cure palliative ed ha proceduto a diverse nomine, che riguardano anche sacerdoti e personalità della diocesi di Lugano. Don Gian Paolo Patelli di Caslano entra a far parte della commissione vescovi-preti; don Massimo Gaia di Ascona è nominato nella commissione pastorale e Andrea Cavallini di Lugano diventa membro della commissione paritaria di finanziamento e pianificazione della CVS e Sacrificio quaresimale.
SDA-ATS