Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/170108

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è esortato a mantenere il livello attuale di protezione delle imprese nella legge federale sulla protezione dei dati (LPD). Infatti, se anche non cambia molto sul piano giuridico, tale mantenimento costituisce un argomento di marketing semplice ed efficace per promuovere la Svizzera quale cassaforte digitale universale a livello internazionale.</p><p>Nel quadro della corrente revisione della LPD, si tratta di preservare la formulazione dell'articolo 3b, che precisa che la protezione dei dati riguarda le persone fisiche e giuridiche. La Svizzera è infatti uno dei pochi Paesi a offrire una protezione per le imprese paragonabile a quella per le persone.</p><p>Le imprese dispongono di molti dati sensibili: ricerca e sviluppo, proprietà intellettuale, prototipi, segreti di fabbricazione, programmi informatici, strutture dei costi, catena logistica, fornitori e subappaltatori, banche dati clienti, potenziali clienti e partner d'affari nonché condizioni commerciali, spese di marketing, prestiti, risultati commerciali e finanziari, ecc. Una garanzia di confidenzialità per questi dati è necessaria per il buon funzionamento degli affari. Il nostro Paese potrebbe specializzarsi nell'hosting sicuro di questo tipo di dati.</p><p>Ciò può costituire la base di un nuovo settore economico con forte potenziale, servizi digitali a valore aggiunto che si sviluppano attorno a questa cassaforte digitale, come i servizi finanziari delle nostre banche hanno fatto a partire dal denaro depositato nel nostro Paese. È una chiave di volta e un'opportunità da non perdere.</p><p>La Svizzera vanta già magnifici atout in materia di hosting: stabilità politica, buone infrastrutture, personale qualificato, una legge sulle attività informative equilibrata e dotata di meccanismi di sicurezza, un elevato livello di protezione dei dati, una posizione centrale in Europa che minimizza il problema del tempo di latenza, ampie risorse di elettricità in loco.</p><p>La Svizzera resta tuttavia un luogo di hosting assai costoso (prezzi degli immobili, dell'elettricità, salari e costi generali, ecc.); la differenza può andare da 1 a 10 rispetto alle alternative più basilari. La concorrenza in questo settore del futuro non farà che aumentare. Occorre potenziare la nostra competitività. Per questo motivo è fondamentale mantenere l'argomento - essenzialmente simbolico - della protezione dei dati delle persone giuridiche.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già menzionato nel parere relativo alla mozione Béglé 16.3379, il Consiglio federale reputa importante tenere conto dello stato degli atti normativi del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea sulla protezione dei dati. Per questo motivo si prevede di rinunciare, nella revisione della legge sulla protezione dei dati posta in consultazione il 21 dicembre 2016, alla protezione dei dati personali delle persone giuridiche. In tale contesto è tuttavia importante rammentare che gli articoli 28 e seguenti del Codice civile sulle lesioni della personalità, la legge federale contro la concorrenza sleale, la legge federale sul diritto d'autore, nonché le regole sui segreti professionali, d'affari e di fabbricazione restano immutati. Queste disposizioni continueranno a tutelare le persone giuridiche che trattano dati sensibili.</p><p>Come rileva l'autore dell'interpellanza, la Svizzera è dotata di molti atout importanti per attirare imprese sul suo territorio, come ad esempio la sua stabilità economica, buone infrastrutture, elevati standard di protezione dei dati e il riconoscimento da parte degli altri Stati dell'adeguatezza della legislazione svizzera in materia di protezione dei dati. Il Consiglio federale ritiene che sono anzitutto queste caratteristiche a offrire un vantaggio concorrenziale alla Svizzera, e non tanto la protezione delle persone giuridiche derivante dall'articolo 3 lettera b della legge federale sulla protezione dei dati (LPD). Rinunciare nella LPD alla protezione delle persone giuridiche permette di migliorare i flussi transfrontalieri, in quanto la comunicazione all'estero di dati riguardanti persone giuridiche non è più subordinata all'esigenza che una protezione equivalente sia garantita nel Paese di destinazione (art. 6 LPD). Questo miglioramento potrebbe a sua volta influire positivamente sullo sviluppo di nuovi servizi digitali in seno alla nostra economia.</p>  Risposta del Consiglio federale.