Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/60452

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le direttive in materia di cooperazione emanate dal capo dell'esercito (01.01.04) si situano pienamente entro il quadro giuridico stabilito dalla Costituzione federale e dalla legge militare. Tali direttive definiscono le priorità e i punti fondamentali per l'attuazione della strategia di cooperazione nell'esercito entro il quadro giuridico e politico. La Costituzione federale assegna all'esercito la missione di contribuire a preservare la pace (art. 58 Cost.). Il Concetto direttivo "Esercito XXI" attribuisce un'importanza decisiva alla capacità di cooperazione con le Forze armate straniere (pag. 14).</p><p>La cooperazione militare della Svizzera con Stati esteri e con organizzazioni internazionali avviene in quattro settori: istruzione, acquisto d'armamenti, promovimento militare della pace e appoggio sussidiario all'assistenza umanitaria. Il promovimento militare della pace comprende, oltre agli impieghi armati menzionati nell'interrogazione, anche impieghi non armati (per esempio in quanto osservatori militari o sminatori oppure nel quadro di missioni di verifica o volte a definire i bisogni) e l'appoggio per mezzo di materiale ed esperti nell'ambito della gestione delle crisi e della ricostruzione. Le direttive del capo dell'esercito concernono quindi l'intera gamma della cooperazione dell'esercito e non unicamente impieghi armati di cui all'articolo 66a della legge militare. Occorre considerare che le condizioni legali e quelle previste dalla Costituzione valgono pure per le direttive del capo dell'esercito, senza che ciò debba essere espressamente ribadito. Tale osservazione riguarda in particolare anche i criteri per gli impieghi armati di promovimento della pace: mandato dell'ONU o dell'OSCE e nessuna partecipazione ad azioni di combattimento per l'imposizione della pace.</p><p>In questo contesto occorre tenere conto anche del differente uso fatto a livello internazionale per quanto concerne la terminologia nell'ambito del promovimento della pace; per questa ragione, infatti, le direttive in materia di cooperazione impiegano oltre al termine generico "gestione delle crisi" in uso presso la NATO anche altri due termini: "Crisis Response Operation" e "Peace Support Operation". Il Consiglio federale, indipendentemente dai termini impiegati, esamina i contributi della Svizzera in ogni singolo caso in funzione della coerenza con il nostro quadro giuridico e politico.</p>  Risposta del Consiglio federale.