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"La RSI e l'italianità", questo il titolo del dibattito promosso dalla CORSI (Società cooperativa per la radiotelevisione svizzera di lingua italiana) tenutosi stasera a Berna. Molte le personalità presenti a questo incontro, tra i quali Nicoletta Mariolini, neo delegata al plurilinguismo dell'amministrazione federale, Remigio Ratti, in qualità di presidente di Coscienza svizzera e Silva Semadeni, consigliera nazionale per il Canton Grigioni. Tutti con un tema a cuore: il mantenimento del plurilinguismo elvetico.
Ad aprire il dibattito è stato Luigi Pedrazzini, presidente della CORSI, che ha subito messo l'accento sul fatto che l'italiano non è un "problema" ticinese ma svizzero, poiché se la lingua italiana perde d'importanza questa è una mancanza per il plurilinguismo elvetico, e quindi per la Svizzera. L'obbiettivo è quindi quello del rispetto di tutte le lingue nazionali. Non esistono infatti lingue di minoranza, ma al massimo una minoranza di persone che parla una determinata lingua. Differenza fondamentale, sottolinea Pedrazzini, il quale aggiunge come la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI) sia un veicolo molto importante per l'italianità a livello nazionale, attraverso la solidarietà.
SDA-ATS