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CITTA' DEL VATICANO - Sarà a tutti gli effetti la "giornata dei quattro Papi". Ormai il mistero è stato sciolto: anche il Papa emerito, Benedetto XVI, sarà domani in Piazza San Pietro alla cerimonia di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, e concelebrerà la messa con papa Francesco. Per la prima volta nella storia, oltre al fatto che due Papi vengono proclamati santi insieme, una messa sarà concelebrata da due Pontefici, uno in carica e l'altro emerito.
L'annuncio è stato dato stamane dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, durante un briefing con la stampa. "Il Papa emerito Benedetto XVI - ha affermato - ha accettato l'invito e ha comunicato a papa Francesco che sarà presente domattina alla celebrazione e che concelebrerà: quindi sarà anche concelebrante, il che non vuol dire che sarà all'altare".
"Verosimilmente - ha spiegato ancora Lombardi -, i cardinali Sodano e Re e poi il cardinale Dziwisz, il cardinale Vallini e il vescovo di Bergamo: questi saranno all'altare. Il Papa emerito, invece, sta con i cardinali e vescovi sulla sinistra del sagrato e saremo tutti lieti di avere la sua presenza".
Ratzinger, dunque, per la prima volta tornerà in Piazza San Pietro dall'ultima udienza generale da Papa, alla fine di febbraio di un anno fa. Finora, in questo anno da Pontefice emerito, aveva partecipato a un solo cerimonia pubblica nella basilica vaticana, il Concistoro presieduto da papa Francesco il 22 febbraio scorso per la creazione dei nuovi cardinali: ma quella non era una messa, e Benedetto XVI si limitò ad assistervi - salutato all'inizio e alla fine da Bergoglio - sedendosi per sua volontà all'ultimo posto dopo i cardinali dell'ordine dei vescovi, nel quadro del rigido "ordine di precedenza" dei protocolli ecclesiastici.
Domani, nella grande cerimonia in cui verranno canonizzati due suoi predecessori (uno, Wojtyla, da lui beatificato e di cui è stato uno dei più stretti collaboratori) ha ritenuto di non poter non essere al fianco di papa Bergoglio. Sarà quindi tra i 150 cardinali e i 700 vescovi - tutti concelebranti - sulla sinistra del sagrato della basilica, mentre sotto il sagrato siederanno circa seimila sacerdoti. Sulla destra del sagrato, invece, le 122 delegazioni ufficiali, con 24 capi di Stato, tra presidenti e reali, e dieci capi di governo.
Per l'Italia ci saranno sia il presidente Giorgio Napolitano con la signora Clio, sia il premier Matteo Renzi con la moglie Agnese; ci saranno poi i reali di Spagna Juan Carlos e Sofia, gli ex regnanti del Belgio Alberto II e Paola, il premier francese Manuel Valls, il presidente del Libano Michel Suleiman, quello polacco Bronislaw Komorowski, il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy, e molti altri, compreso il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, la cui partecipazione a cerimonie vaticane in passato è stata fonte di polemiche.
Non ci sarà invece il premier dell'Ucraina Arsenyi Yatsenyuk, ripartito oggi per Kiev, dopo l'udienza dal Papa, per la grave situazione nel Paese. "Spero che con questa penna firmi la pace", gli ha detto oggi Francesco offrendogli il suo dono. "Lo spero anch'io", ha risposto il primo ministro, che ha chiesto al Papa di "pregare per l'Ucraina, per il nostro popolo, per la stabilità e la pace". E il Pontefice, toccandosi il petto: "farò tutto il possibile". Al centro dell'udienza, è stato reso noto, l'auspicio che "tutte le Parti interessate collaborino costruttivamente per il ripristino della stabilità politica e sociale del Paese, nell'ambito del diritto internazionale, e promuovano l'intesa tra i popoli della Regione".
Intanto, mentre Roma e la zona del Vaticano si riempiono di centinaia di migliaia di pellegrini - ne sono attesi fino a un milione, numerosissimi provenienti dalla Polonia - si danno gli ultimi ritocchi allo scenario in Piazza San Pietro, dove sulla facciata della basilica campeggiano i ritratti dei due Papi santi. Mentre Roma sta vivendo la "notte bianca" dei pellegrini, domani a portare la reliquia di Wojtyla sarà Floribeth Mora Diaz, la seconda persona da lui miracolata, con la famiglia. Per Roncalli, a portare le reliquie saranno i quattro nipoti, il sindaco di Sotto il Monte e il presidente della Fondazione Giovanni XXIII.
La prima miracolata da Papa Wojtyla, suor Marie Simon-Pierre, invece, leggerà la preghiera dei fedeli in francese. Al termine, il Papa saluterà sul sagrato le delegazioni ufficiali. Durante questo momento un ragazzo italo-argentino figlio di migranti, Odino Faccia, canterà la poesia di Giovanni Paolo II intitolata "Busca la paz" (Cerca la pace). Il giovane cantante è stato nominato dal Nobel Adolfo Perez Esquivel ambasciatore di pace proprio per la canzone composta sul testo di Wojtyla. Nel primo pomeriggio comincerà la venerazione dei fedeli alle tombe dei due nuovi santi, nella Basilica vaticana: su quella di Giovanni Paolo II compare già la nuova lapide con la scritta "Sanctus", non più "Beatus".