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Quando sono arrivati nella loro nuova casa, il villaggio dei bambini SOS di Maseru, la piccola Kabelo, di nove anni, e i suoi due fratelli minori, Tabi (6) e Telo (3), non avevano altro che i vestiti con cui si erano alzati quella mattina.
Un assistente sociale che lavora con il governo li ha portati dalla mamma SOS Mats’epe Ts’epe per iniziare una nuova vita in una nuova famiglia. Dopo la morte della madre single, i tre fratellini avevano vissuto per mesi da soli nella comunità di Makhalaneng, scarsamente popolata, ai margini della capitale del Lesotho.
Lasciati soli dai parenti
«I parenti che ci sono rimasti non si sono quasi mai interessati a noi», ricorda Kabelo, che poco dopo aveva lasciato la scuola. La bambina, in gamba e sicura di sé, si è sentita costretta a seguire le orme della madre e a prendersi cura dei fratelli. Una responsabilità naturalmente troppo grande. I bambini non avevano nulla da mangiare in casa, si nutrivano di terra, foglie, frutta e qualsiasi altra cosa trovassero Kabelo e Tabi. «È stato difficile essere come una madre», racconta Kabelo. «Il mio fratellino più piccolo piangeva tutto il tempo. Andava meglio se lo prendevo in braccio e gli cantavo qualcosa. A volte però non sapevo come calmarlo se piangeva troppo.» Le condizioni dei suoi fratelli e la sua sensazione di impotenza rendevano Kabelo triste e disperata.
La mamma SOS Mats’epe Ts’epe è rimasta emotivamente sconvolta quando ha visto per la prima volta i tre bambini. «È stato triste vedere i fratelli più piccoli così spaventati. Si sono aggrappati a Kabelo e l’hanno chiamata «madre», benché lei stessa sia ancora una bambina.» Kabelo, Tabi e Telo hanno avuto difficoltà ad ambientarsi nella nuova famiglia SOS. Si rifiutavano di giocare o di parlare con gli altri bambini e si ritiravano sempre nel loro angolo: un chiaro segnale della loro traumatizzazione. «Li ho lasciati dormire insieme in una stanza finché non si sono rilassati e si sono sentiti sufficientemente a loro agio per parlare con me e avere stanze separate.»
Come agli altri cinque bambini sotto la sua custodia, Ts’epe ha dato a Kabelo e ai suoi fratelli il sostegno di cui avevano bisogno per sentirsi al sicuro e riprendersi dal passato in modo sano e con i propri tempi. Il calore e l’amore li hanno aiutati ad accettare la loro nuova casa e la loro nuova famiglia. «Mi piace la mia nuova famiglia perché giochiamo insieme, anche con Mats’epe Ts’epe, ed è divertente. Se facciamo i compiti, li facciamo insieme. Non ci si annoia mai perché i miei fratelli SOS sono divertentissimi», spiega Kabelo con un sorriso. «Abbiamo sempre da bere a sufficienza, buon cibo e di notte non ho più paura. Abbiamo trovato una casa felice.»
Fratelli e sorella: sani e felici verso il futuro
«Ora i bambini sono sani, hanno preso pesoe la loro pelle si è ripresa», racconta sollevata la madre SOS Ts’epe. Con un adulto affidabile nelle vicinanze, che protegge i suoi fratelli e se ne prende cura, Kabelo è tornata a essere quello che è: una bambina. Le piace costruire una casa e ballare con le sue due migliori amiche. Anche Tabi ha trovato nel disegnare un hobby che ama: chiede sempre ai suoi fratelli e sorelle SOS più grandi il loro parere sul suo lavoro. Telo di tre anni ama guidare lo scooter con i suoi amici. «Adesso sono in terza elementare e i miei fratelli frequentano l’asilo», dice Kabelo. «Quando sarò grande voglio diventare infermiera, così da potermi occupare al meglio degli altri.»
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