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<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera può, autonomamente e in collaborazione con gli Stati Dublino, contribuire in maniera determinante a mitigare tale catastrofe:</p><p>1. Il Consiglio federale ripristina rapidamente, tramite decreto federale urgente, la possibilità di presentare domande d'asilo presso le ambasciate.</p><p>2. Provvede ad attuare rapidamente la decisione di accogliere 3000 rifugiati siriani (contingenti di rifugiati e ricongiungimento familiare). Insieme ai cantoni provvede inoltre ad approntare rapidamente i preparativi necessari ad accogliere un importante contingente supplementare di rifugiati siriani.</p><p>3. Si adopera in favore di una riforma del sistema Dublino volta a introdurre tra gli Stati contraenti una ripartizione dei rifugiati a seconda della forza economica dei singoli Paesi.</p><p>4. Si adopera affinché gli Stati Dublino introducano un meccanismo che consenta ai rifugiati di presentare una domanda d'asilo senza dover immigrare illegalmente per il tramite di passatori.</p><p>5. Aiuta direttamente i Paesi UE più sollecitati, Italia e Grecia, ad affrontare le particolari sfide con cui sono confrontati. Il sostegno può essere di tipo finanziario o logistico.</p><p>6. Potenzia considerevolmente e celermente l'aiuto in loco per i rifugiati della guerra civile siriana.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue con attenzione la situazione nel Mediterraneo ed è convinto che una soluzione coerente possa essere trovata soltanto collaborando con tutti i Paesi interessati.</p><p>1. La possibilità di presentare domande d'asilo presso una rappresentanza svizzera all'estero (domanda d'asilo all'estero) è stata abolita nell'ambito della revisione urgente della legge sull'asilo del 28 settembre 2012, approvata ad ampia maggioranza nella votazione del 9 giugno 2013. Vista la sua importanza, la decisione di ripristinare le domande all'estero spetta al Parlamento, tramite una legge federale eventualmente urgente. Secondo il collegio governativo, essa andrebbe inoltre coordinata con tutti gli attori europei per garantire una certa coerenza. Ritiene attualmente irrealistica l'introduzione delle domande all'estero a livello europeo. Se in futuro l'UE dovesse discutere questa opzione, il Consiglio federale è disposto a esaminarla anche per la Svizzera.</p><p>2. La competente Segreteria di Stato della migrazione, in collaborazione con i cantoni, l'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni e le nostre ambasciate in loco, ha avviato tempestivamente tutti i lavori preparatori al fine di accogliere quanto prima le 3000 persone. Il pertinente decreto del Consiglio federale è attuato da giugno 2015 e le prime persone sono arrivate nell'agosto 2015. Fino a mille persone dovrebbero essere accolte in Svizzera già nel 2015. Il Consiglio federale valuterà nuovamente la situazione nell'autunno 2015.</p><p>3. Il Consiglio federale approva l'orientamento delle misure previste nell'agenda europea sulla migrazione del 13 maggio 2015 e nelle conclusioni del Consiglio europeo del 25 e 26 giugno 2015. Queste ultime prevedono, tra l'altro, di istituire un meccanismo per reinsediare determinati richiedenti l'asilo provenienti da Italia e Grecia. In linea di massima il Consiglio federale sostiene gli sforzi profusi per una ripartizione equa dei richiedenti l'asilo all'interno dello spazio Dublino. Non essendo membro dell'UE e non essendo vincolata a tutte le basi legali del Sistema europeo comune sull'asilo, le possibilità di influenza della Svizzera sono tuttavia limitate.</p><p>4. Come illustrato nella risposta 2, si stanno attuando misure per accogliere persone bisognose di protezione vittime del conflitto siriano. In tale ottica il Consiglio federale caldeggia in particolare il progetto UE di reinsediamento di 20 000 persone proposto per la prima volta nella suddetta agenda. In occasione dell'incontro informale dei ministri di giustizia e degli affari esteri del 9 luglio 2015, la Svizzera ha annunciato che parteciperà al progetto di reinsediamento dell'UE. Il nostro Paese ha assicurato alla presidenza del Consiglio che accoglierà almeno 519 persone in tale ambito. Questo contingente proviene dal contingente globale autorizzato dal Consiglio federale nel marzo 2015.</p><p>5. Da tempo il Consiglio federale sostiene sul piano bilaterale ed europeo gli Stati Dublino Italia e Grecia. In particolare con quest'ultima è stato possibile realizzare progetti bilaterali sulle informazioni relative ai Paesi di provenienza, sull'accoglienza dei richiedenti l'asilo e sul ritorno negli Stati di provenienza. Sul piano europeo questi Stati Dublino dispongono di strumenti di sostegno finanziario quali, ad esempio, il fondo sicurezza interna (componente frontiere), cui in futuro la Svizzera parteciperà nel quadro della cooperazione Schengen. Le attività dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, al quale in futuro parteciperà anche il nostro Paese, mirano anche a sostenere gli Stati Dublino le cui strutture d'asilo e di accoglienza sono particolarmente sotto pressione. La Svizzera contribuisce inoltre, sul piano finanziario e del personale, a Frontex e alle sue operazioni nel Mediterraneo.</p><p>6. Il 6 marzo 2015 il Consiglio federale ha deciso di aumentare il suo contributo in favore delle vittime del conflitto siriano. Oltre ai 128 milioni di franchi già erogati dall'inizio del conflitto nel 2011, un contributo supplementare di 50 milioni di franchi è stato sbloccato nel quadro dell'aiuto umanitario e destinato alla Siria e ai Paesi limitrofi come il Libano, la Giordania, l'Iraq e la Turchia. L'aiuto include un sostegno alle strutture di accoglienza e misure di assistenza e protezione per i profughi e i rifugiati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.