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Le prospettive per l'Accordo quadro attualmente in negoziazione con l'UE si fanno sempre più cupe. Dopo che i sindacati si sono rifiutati di prendere parte alla consultazione delle parti sociali del Consiglio federale – conseguenza dell'apertura di Ignazio Cassis a indebolire le misure di accompagnamento – ora sono i partiti che fino a pochi mesi si dicevano ancora favorevoli a tirare il freno ad una possibile intesa con Bruxelles. Come riportato ieri dalla SonntagsZeitung, in un articolo intitolato « Tre partiti di governo suonano la ritirata », che interpellando i tre presidenti di PS, PPD e PLR rivela che tutti i tre partiti di governo chiedono ora un « congelamento delle negozazioni ».
"Il consigliere federale Ignazio Cassis deve fare un ultimo tentativo per trovare un accordo quadro con Bruxelles senza toccare le misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone", è quanto ritiene il presidente del Partito socialista (PS) Christian Levrat, a pochi giorni dall'annuncio dei sindacati di voler lasciare il tavolo delle trattative con padronato, Confederazione, Cantoni per elaborare una strategia svizzera. L'avviso di Levrat è condiviso da Petra Gössi, in casa PLR, secondo la quale non c'è modo di ottenere un consenso a livello sindacale. E pure il democratico-cristiano Gerhard Pfister giudica "inevitabile" un congelamento dei negoziati.
Il quarto partito di governo, l'UDC, da sempre opposto alla nuova intesa con l'UE, da parte sua si dice contento che anche gli altri partiti abbiano capito che l'Accordo quadro sarebbe dannoso per la Svizzera, qualsiasi sia il motivo del cambiamento di opinione. Invita però i partiti a passare dalle parole ai fatti scrivendo una lettera al Consiglio federale dove si chieda ufficialmente ciò che i tre presidenti hanno affermato ieri sulle colonne del SonntagsZeitung. Secondo l'UDC, è ora che i politici si rendano conto che l'Accordo quadro non ha nessuna possibilità di essere accettato in votazione popolare.