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Il Consiglio federale ha adottato mercoledì nuove misure per arginare le conseguenze dell'epidemia di coronavirus, che vanno a ridurre le conseguenze economiche e ad alleggerire gli oneri amministrativi. È ad esempio stato prolungato il diritto alla disoccupazione: fino a 120 indennità giornaliere supplementari, per evitare un loro esaurimento. Tra le misure adottate per i senza lavoro figura anche la rinuncia all'inoltro della prova delle ricerche di impiego effettuate. Dovrà essere fornita entro un mese dalla fine della validità dell'ordinanza. Inoltre, il primo colloquio di consulenza si svolgerà telefonicamente. I costi aggiuntivi per l'assicurazione contro la disoccupazione sono stimati a 600 milioni di franchi al mese.
Parallelamente viene provvisoriamente abolito l'obbligo di annuncio dei posti vacanti introdotto con l'accettazione dell'iniziativa popolare "Contro l'immigrazione di massa". Ciò consente di agevolare le procedure di reclutamento, ad esempio di personale medico, ma anche per il settore farmaceutico, l'agricoltura e la logistica.
Per quanto riguarda il lavoro ridotto, il termine di preannuncio è abolito, la durata di autorizzazione è prolungata da tre a sei mesi, così da ridurre il numero delle domande. Il Consiglio federale ha inoltre deciso che i datori di lavoro saranno temporaneamente autorizzati ad attingere alle riserve di contributi da essi accumulate per pagare la previdenza professionale dei loro dipendenti. I datori di lavoro potranno così superare più facilmente eventuali problemi di liquidità e i lavoratori non subiranno alcuna ripercussione:
Autorizzazione per esportare mascherine
Su un altro fronte, Governo ha poi adottato una misura volta a garantire al personale medico la disponibilità di dispositivi di protezione, introducendo l'obbligo di autorizzazione prima di vendere all'estero prodotti come mascherine, guanti sanitari, occhiali e camici protettivi. Vista la decisione dell'UE di escludere l'obbligo di permesso per le esportazioni negli Stati dell'Associazione europea di libero scambio, Svizzera compresa dunque, anche le vendite verso i Paesi dell'Unione rimarranno libere. Ciò a condizione tuttavia che essi prevedano una disposizione analoga per la Confederazione. "A prescindere da questa regolamentazione - precisa l'esecutivo - la Svizzera si dimostrerà comunque solidale nei confronti di tutti gli Stati colpiti dall'epidemia COVID-19".