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I grandi fiumi europei, tra cui Reno e Rodano, che nascono dalle Alpi potrebbero seccarsi nei prossimi 20 o 30 anni a causa del surriscaldamento della terra.
Il dato è emerso nel corso di una conferenza della Royal Geographical Society svoltasi a Belfast e riguarderebbe anche, tra gli altri, il Po e l'Inn, in Engadina, un affluente del Danubio.
David Collins - un professore dell'università di Salford cheguida un gruppo di esperti incaricati di studiare le conseguenze dei cambiamenti climatici sulle catene montuose - ha spiegato che l'attuale alternanza di estati più calde e inverni più secchi fa sì che molti ghiacciai stiano scomparendo.
«Il ghiaccio è come i soldi in banca: se prelievi più di quanto versi, alla fine finisce», ha detto il professore. L'acqua dei fiumi, che deriva per lo più dallo scioglimento dei ghiacci, affluisce in maggiori quantità da quando le estati sono diventate più calde.
Il fenomeno è stato accolto favorevolmente da coloro che vivono lungo le rive dei fiumi nell'Europa meridionale e orientale, e che hanno più acqua a disposizione per irrigare e per usi domestici. Però, secondo il professor Collins e il suo gruppo di studio, tutto ciò non è destinato a durare a lungo, in quanto quando tutto il ghiaccio sarà sciolto la portata estiva dei fiumi dipenderà soltanto dalle piogge, che, secondo le predizioni del 'global warming', sono destinate a ridursi ulteriormente nell'Europa meridionale. «Possiamo prevedere seri problemi, ma è molto difficile essere precisi perché i modelli potrebbero cambiare ancora» ha detto lo studioso .
swissinfo e agenzie