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Il ministero degli esteri siriano ha detto che gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo con le forze curdo-siriane nel nord-est del paese per lo sfruttamento dei pozzi di petrolio in quella che è descritta come l'area più ricca di risorse energetiche della Siria.
In un comunicato apparso nelle ultime ore sull'agenzia governativa siriana Sana, il ministero degli esteri di Damasco definisce l'accordo come un "atto illegale", che mira a "rubare" il greggio siriano.
Il ministero siriano non precisa le circostanze dell'accordo e non nomina le società eventualmente coinvolte. Dal canto loro le forze curdo-siriane - emanazione dell'ala siriana del Partito dei lavoratori curdi (Pkk), sostenuta dagli Stati Uniti - non hanno ufficialmente commentato le dichiarazioni del governo centrale siriano.
Giovedì scorso, durante un'audizione della commissione per gli affari esteri del senato statunitense, il senatore repubblicano Lindsey Graham e il segretario di Stato Usa Mike Pompeo avevano fatto riferimento a un accordo raggiunto tra forze curdo-siriane e compagnie petrolifere americane nel nord-est della Siria.
"Si tratta di un accordo nullo e che non ha basi legali", si legge nel comunicato del ministero degli esteri siriano. La zona nord-orientale siriana è sotto il controllo curdo dal 2012. Dal 2014 gli Stati Uniti sono intervenuti in Siria e in Iraq, a capo di una coalizione internazionale di cui fanno parte anche i curdo-siriani, con l'obiettivo dichiarato di combattere lo "Stato islamico".