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"Una guerra su suolo europeo non è esclusa e la Svizzera non è preparata a tale eventualità". Lo afferma il Gruppo Giardino, attivo in favore di un esercito di milizia più forte, in un "libro nero" sulle forze armate elvetiche.
"Lo stato dell'esercito ci preoccupa", ha dichiarato oggi il presidente del Gruppo Hermann Suter, colonnello a riposo, ai media a Berna. L'esercito svizzero non è assolutamente pronto all'azione. Solo due brigate di combattimento - ma solo dopo diversi mesi di addestramento - sarebbero pronte in caso di necessità.
La mancanza di preparazione è uno dei punti criticati nel documento, che dipinge un quadro cupo: "Abbiamo motivo di pensare che i tempi di pace che viviamo dalla fine della seconda guerra mondiale si stiano avvicinando al termine". La guerra per le risorse potrebbe degenerare - anche su suolo europeo - e potrebbero scoppiare disordini di natura sociale.
Le prestazioni attuali delle forze armate non valgono il denaro che costano, ha dichiarato Franz Betschon, pure colonnello fuori servizio, autore del libro. Al posto di importare esperti dall'estero, bisognerebbe nuovamente rafforzare la milizia: "non voglio fare il nostalgico, ma in passato anche dopo un corso di ripetizione si era più o meno pronti alla guerra".
Il Gruppo Giardino - fondato nel maggio 2010 - ha inserito "in cima all'agenda" un'iniziativa popolare per il potenziamento della milizia. L'organizzazione ci tiene comunque a sottolineare che il consigliere federale Ueli Maurer non è responsabile dell'attuale situazione, che ha ereditato dai suoi predecessori.