Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01033.jsonl.gz/277

BASILEA - Novartis trascina in giudizio Amgen: il colosso farmaceutico renano accusa la società biotecnologica americana di recedere ingiustamente da un accordo sottoscritto per lo sviluppo di Aimovig, un lucrativo farmaco per la prevenzione dell'emicrania, e di riservare a se stessa i guadagni.
La conferma di quanto circolava sulla stampa americana è giunta da Basilea nella tarda serata di ieri. Da parte sua Amgen rimprovera a Novartis di lavorare con altre aziende a possibili prodotti concorrenti di Aimovig.
Il gruppo elvetico contesta energicamente di aver violato l'accordo. Al fine di evitare il tentativo considerato ingiustificato della società californiana di porre fine alla cooperazione, è stata intentata un'azione legale: un tribunale è stato invitato a confermare che l'impresa di Thousand Oaks non ha il diritto di recedere dai contratti. Novartis è convinta di aver portato conoscenze uniche nello sviluppo di Aimovig e di aver effettuato importanti investimenti.
Amgen - fondata nel 1980, ha un giro d'affari di 24 miliardi di dollari, a fronte dei 52 miliardi di dollari di Novartis - è di opinione diversa e ha avviato una contro-causa di fronte agli stessi giudici. L'impresa statunitense rimprovera a Novartis di fornire al concorrente americano Alder BioPharmaceuticals, attraverso la sua filiale Sandoz, servizi che potrebbero portare allo sviluppo di un altro preparato contro l'emicrania Questa collaborazione violerebbe i contratti esistenti: nella loro istanza i legali di Amgen chiedono quindi che vi venga posta fine.
I due giganti farmaceutici stanno operando in un mercato che fa gola. Aimovig (principio attivo: erenumab) è un nuovo trattamento preventivo contro l'emicrania episodica o cronica, una condizione neurologica che si manifesta quando si è colpiti dai dolori alla testa fra 4 e 14 giorni al mese. Stando a Novartis l'11% della popolazione svizzera soffre di emicranie e un caso di mal di testa su tre comporta l'assenza dal posto di lavoro. Ce ne è quindi abbastanza per fare di Aimovig, a livello mondiale, un potenziale blockbuster: si chiamano in tal modo, nell'industria farmaceutica, i medicinali che fruttano oltre un miliardo di dollari.
Il preparato in questione può essere somministrato dagli stessi pazienti, una volta al mese, con un procedimento simile a quello della penna insulinica. Nel maggio 2018 era stato approvato dalla FDA, l'autorità americana dei medicinali: doveva costare 575 dollari per una iniezione mensile, vale a dire quasi 7000 dollari all'anno. Ha poi ricevuto il via libera anche nell'Ue.