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Le attività di fusione e acquisizione delle piccole e medie imprese svizzere non hanno subito grandi sconvolgimenti nel corso dei primi sei mesi del 2017. In totale, hanno avuto luogo 94 transazioni, indica un’inchiesta dello studio di consulenza Deloitte. Questo dato rappresenta un calo del 3,1% del numero delle operazioni rispetto al primo semestre dell’anno 2016.
Le PMI svizzere hanno realizzato 30 acquisizioni d’imprese estere, contro le 37 dello stesso periodo dello scorso anno. Gli esperti di Deloitte imputano questa flessione a due parametri fonti d’incertezza: l’entrata in funzione di una nuova amministrazione negli Stati Uniti e le elezioni presidenziali in Francia. Le acquisizioni di PMI svizzere da parte di un’impresa estera sono state 30, ovvero una in più rispetto al primo semestre 2016.
Le fusioni e acquisizioni tra società svizzere sono invece progredite del 17%, raggiungendo le 35 transazioni. Il contesto politico incerto sulla scena internazionale incita le imprese a investire sul mercato domestico, spiegano gli esperti di Deloitte.
Come nel 2016, le PMI svizzere del settore industriale sono state particolarmente ricercate (17 transazioni). Deloitte sottolinea che questo interesse deriva dal savoir-faire, dalla qualità e dalle tecnologie innovative di questo settore. Le imprese dei media, della tecnologia e delle telecomunicazioni sono state altrettanto appetibili.
Sul piano geografico, il canton Zurigo resta il più dinamico per quanto concerne fusioni e acquisizioni, con 16 operazioni. Seguono il canton Berna e Vaud, e poi, a pari merito, con 4 transazioni ciascuno, il Ticino e Zugo.