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Il Consiglio federale sposa le raccomandazioni della Commissione di sicurezza degli Stati. Ma non sul tema dei Tiger, che vorrebbe pensionare
Alla luce del peggioramento della situazione sul fronte della sicurezza in Europa – guerra in Ucraina docet – il Consiglio federale vuole firmare il contratto d’acquisto per i nuovi caccia F-35A prima della scadenza dell’offerta (31 marzo 2023), come chiede la Commissione della politica di sicurezza degli Stati (Cps-S). No al mantenimento in servizio, però, dell’F-5 Tiger: la Confederazione risparmierebbe 44 milioni di franchi l’anno.
Contro l’acquisto degli aviogetti di produzione americana è stata lanciata un’iniziativa popolare, non ancora depositata. Un’eventuale votazione si terrebbe probabilmente solo nel 2024, quando l’offerta da 6,1 miliardi di franchi degli Stati Uniti sarà già scaduta. Il Consiglio federale teme che senza una firma nei tempi prestabiliti, la fattura finale possa gonfiarsi e le forniture dei jet allungarsi oltre il 2027 (nel 2030, tra l’altro, gli attuali F/A 18 Hornet andranno in pensione).
Oltre a ciò, l’esecutivo intende colmare più rapidamente di quanto previsto le lacune esistenti dell’esercito in termini di capacità dotandosi di una seconda serie di mortai 16 e di potenziare il settore cyber. A livello finanziario, l’esecutivo aumenterà le uscite per l’esercito di 300 milioni nel 2023; a partire dal 2024 è previsto un aumento graduale affinché nel 2030 le uscite per l’esercito siano pari all’uno per cento del Pil, come appena deciso dal Consiglio nazionale (nel 2030, le spese per l’esercito dovrebbero attestarsi dagli attuali 5,5 miliardi l’anno a 7 miliardi l’anno, ndr).
A inizio maggio, durante la discussione relativa al messaggio sull’esercito 2022, alla luce dei rapporti di base e delle pianificazioni del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (Ddops), la Cps-S aveva apportato modifiche significative ai decreti federali previsti affinché si tenesse conto della mutata situazione geopolitica in Europa dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Il Consiglio federale ha quindi autorizzato oggi il Ddps a sostenere varie proposte della Cps-S in occasione dei dibattiti parlamentari relativi al messaggio sull’esercito 2022.
In primo luogo, il Governo appoggia la proposta di firmare i contratti d’acquisto per l’F-35A entro il 31 marzo 2023, per non dover aspettare i risultati della votazione sull’iniziativa popolare ‘Contro gli F-35 (Stop F-35)’. Non è infatti sicuro che, in caso di rinegoziazione, sia possibile acquistare gli aerei da combattimento alle stesse condizioni, in particolare ai prezzi stabiliti ed entro i termini di consegna previsti.
Sin dallo scoppio della guerra in Ucraina molti Paesi hanno aumentato il loro bilancio per l’armamento: la Finlandia ha deciso di acquistare 64 F-35A, la Germania 35 e il Canada 88. In questo contesto, il rischio di ritardi nella consegna si fa sempre più concreto. Gli aerei devono comunque essere consegnati, come previsto, a partire dal 2027 per poter garantire la protezione della popolazione dalle minacce aeree anche dopo il 2030.
Prima della loro accettazione da parte del popolo e dei Cantoni, le iniziative popolari, scrive il Consiglio federale, non sviluppano alcun effetto giuridico; una nuova disposizione costituzionale entrerebbe quindi in vigore solamente dopo l’accettazione.
In secondo luogo, la Cps-S intende approvare, già nell’anno in corso, ulteriori beni d’armamento e aumentare i crediti di 300 milioni. Il Governo sosterrà questa proposta in Parlamento.
Concretamente, 110 milioni sono destinati all’autoprotezione nel cyberspazio e nello spazio elettromagnetico (sviluppo di un centro di situazione cyber e di un’ubicazione alternativa; acquisto supplementare di mezzi mobili di cyberdifesa e installazione nei veicoli nonché aumento della protezione della Rete di condotta Svizzera); 175 milioni sono destinati all’acquisto della seconda serie di mortai 16 da 12 cm.
Occorre inoltre aumentare il credito ‘Progettazione, collaudo e preparazione dell’acquisto’ di 15 milioni per permettere l’acquisizione di un prototipo per i futuri veicoli di comando.
In terzo luogo, grazie all’innalzamento del limite di spesa, il Consiglio federale ha autorizzato il Ddps ad aumentare le uscite per l’esercito nei prossimi anni, ossia di 300 milioni per il 2023.
A partire dal 2024 vi è l’intenzione di aumentare le uscite per l’armata ogni anno e in maniera graduale, affinché queste siano pari all’1% del Pil nel 2030. Tuttavia gli importi esatti non possono ancora essere calcolati.
Di recente il Consiglio nazionale si era già detto favorevole a un aumento graduale delle uscite per l’esercito fino all’1% del Pil entro il 2030. Il Consiglio degli Stati deve ancora prendere una decisione su questa mozione.
Su un punto il Governo è in disaccordo con la Cps-S: il mantenimento in servizio degli aerei da combattimento F-5 Tiger, con un occhio di riguardo alla Patrouille Suisse.
Ebbene, il Consiglio federale crede che il messaggio sull’esercito offra una spiegazione adeguata delle motivazioni per la messa fuori servizio e che gli attuali compiti dell’F-5 Tiger possano essere svolti da un altro velivolo, facendo così risparmiare circa 44 milioni all’anno alla Confederazione.