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Mercato del latte: apertura soddisfacente
A un anno dall'apertura del mercato, i Produttori Svizzeri di Latte (PSL) tracciano un bilancio abbastanza positivo e guardano al futuro con ottimismo: alla pressione dei prezzi vogliono rispondere con prodotti di alta qualità e biologici.
Le forti variazioni del prezzo del burro non hanno riguardato gli altri prodotti lattieri e l'evoluzione del mercato del formaggio è stata piuttosto soddisfacente - ha riassunto il direttore dei PSL, Samuel Lüthi, di fronte ai delegati riuniti mercoledì a Berna.
L'anno scorso, rispetto al '98, si è per la prima volta di nuovo registrato un aumento del consumo di latte, e in particolare una mancanza di latte bio. Positiva anche l'evoluzione del mercato del formaggio, con una maggiore produzione di 1400 tonnellate.
Il prezzo del latte è stato sostenuto da due a tre centesimi, grazie all'apposito fondo, nel quale i produttori versano 0,7 centesimi di solidarietà ogni litro di latte. In totale è stato sostenuto circa il 10 percento della quantità di latticini, più di tutto il latte magro in polvere e il formaggio.
Il prezzo di riferimento per il latte svizzero è oggi di 77 centesimi il litro. Per il futuro, Lüthi si aspetta una relazione più stretta con i prezzi dell'Ue, attualmente sui 48 centesimi, ma con forti variazioni. Per le specialità, in alcuni paesi sono pagati fino a 70 centesimi il litro.
Il direttore dei PSL ha definito «impressionanti» le variazioni del prezzo del burro. Le scorte, che a fine maggio '99 hanno segnato un record di 5000 tonnellate, sono state completamente esaurite a novembre. Nel primo trimestre di quest'anno la produzione è diminuita di circa il 20 percento. Poco prima della liberalizzazione, il primo maggio 1999, essa era di 1200 tonnellate, ma nel corso dell'anno è a volte calata sotto le 200 tonnellate.
Dal canto suo, il presidente dei PSL, Josef Kühne, ha incitato i delegati a rendere visibili sul mercato gli «enormi progressi ecologici» dell'agricoltura svizzera. I produttori devono puntare su «alta qualità e naturalezza» invece di usare foraggi geneticamente modificati. Per Kühne, i produttori non sono soltanto fornitori di materie prime, ma devono anche sapersi adattare e giocare i propri atout.
swissinfo e agenzie
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