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di historicus
Leggendo l’articolo “La fame e le dittature” viene subito in mente la storia de “La gallina di Stalin” che vale la pena di riprodurre per, in un certo senso, arrotondare le considerazioni di Tito Tettamanti.
In una delle sue solite riunioni, Stalin chiese che gli venisse portata una gallina: la prese e la strinse forte con una mano, mentre con l’altra iniziò a spennarla. La gallina urlava dal dolore e tentava di scappare in ogni modo senza riuscirci, la presa era troppo forte per lei.
Stalin riuscì a toglierle tutte le piume senza grandi problemi e una volta terminato disse ai suoi aiutanti: “Adesso guardate cosa accade”.
Mise la gallina per terra e si allontanò da lei, andò a prendere del grano mentre i suoi collaboratori la osservavano meravigliati mentre, dolorante e sanguinante, correva da lui che tirava delle manciate di grano per terra facendo il giro della stanza.
Ad ogni passo di lui ne corrispondevano altrettanti della gallina che non si allontanava.
A questo punto Stalin si rivolse ai suoi aiutanti, sorpresi di ciò che stavano osservando e disse:
“Così – facilmente – si governano gli stupidi”.
La morale della storia
Così è la maggior parte delle persone… seguono i loro governanti e politici nonostante il dolore causato a loro, per il semplice fatto di ricevere un dono economico, una stupida promessa o un po’ di cibo per un giorno o due.
Estratto da: https://www.italiador.com/la-gallina-di-stalin/