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Per succedere al lussemburghese Jean-Claude Juncker, Ursula von der Leyen, vicino alla cancelliera tedesca Angela Merkel, dovrà ottenere la maggioranza assoluta nel Parlamento europeo, ossia 374 voti. La domanda è se sarà in grado di riempire le voci dei pro-europei senza il supporto degli euroscettici.
"Sarà molto difficile per lei. È molto complicato avere un equilibrio politico prevedibile in questo nuovo Parlamento a seguito delle elezioni”, afferma Eric Maurice, analista presso la Fondazione Schuman, citato dall'agenzia ATS.
Molti deputati sono rimasti delusi dal modo in cui è stata nominata von der Leyen: dopo un vertice di tre giorni a Bruxelles, ricco di colpi di scena, i leader dell'UE l'hanno scelta il 2 luglio, ignorando i candidati presentati dal Parlamento europeo.
Certo è che il PPE, la formazione di destra a cui appartiene la tedesca e che è la formazione più numerosa in Parlamento ha già promesso di votare a favore. Ma i socialisti (154 eletti) ei liberali-centristi di Renew Europe (108 eletti), formazione alla quale appartengono i macronisti francesi, per il momento non hanno annunciato nulla.
Ironia della sorte, nel campo dei socialdemocratici, sono proprio i compatrioti della signora Von der Leyen, l'SPD, partner di coalizione del governo Merkel, che sono i più contrari alla sua candidatura.
E mentre la Germania non ha presieduto la Commissione da cinquantadue anni a questa parte - ha ricoperto questo incarico solo una volta, quando è stata fondata con Walter Hallstein, tra il 1958 e il 1967.
L'SPD (16 eletti in totale) ha anche distribuito un documento agli altri socialdemocratici europei, spiegando perché considerava la sua candidatura illegittima e inappropriata.
Per ora, quindi, nulla sembra essere sicuro, secondo Maurice. I socialisti, come i centristi liberali, prenderanno la loro decisione finale dopo il discorso della signora Von der Leyen e le sue risposte al Parlamento martedì.
I socialisti vogliono anzitutto che la signora Von der Leyen prometta loro di continuare, nella prossima Commissione, la politica intransigente dell'olandese Frans Timmermans, uno dei loro, nei confronti dei paesi che ritengono violino lo stato di diritto, Ungheria e Polonia, non rispettando, ad esempio, l'indipendenza dei giudici.
Timmermans resterà il primo vicepresidente della Commissione, come promesso dall'onorevole Von der Leyen. I centristi liberali, nel frattempo, chiedono che la danese Margrethe Vestager, il loro candidato alla presidenza della Commissione, abbia esattamente lo stesso grado di quello di Timmermans nella nuova Commissione.