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NEW YORK - "Per essere presidente di tutti devi dire la verità". Un manciata di ore dopo il flop in TV nel primo faccia a faccia con il rivale, Barack Obama tiene il punto, ostentando calma e freddezza. E lancia una frecciata implicita alle mirabolanti promesse di Mitt Romney, già messe in crisi dalla lente attenta dei cosiddetti "fact checker", chi con maniacale precisione fa le pulci alle sparate dei leader. Secondo molti, le promesse di Romney su debito e tasse sono solo "fiction", buone per impressionare, ma senza grande respiro nel lungo termine. "Ho incontrato un tizio agitato che sosteneva di essere Mitt Romney" è il sarcasmo di Obama.
Così pare che la brutta figura davanti a 40 milioni di americani non abbia intaccato la sua strategia, all'insegna della responsabilità e della concretezza. E c'è chi pensa che anche la passività del primo confronto rientri in una tattica studiata nei minimi dettagli, forse pericolosa, ma voluta. Si tratta di Ben Smith, il talentuoso direttore di Buzzfeed, uno dei siti più cliccati d'America, lo stesso che dopo 40 minuti di dibattito decretò la vittoria di Romney.
La vittoria nel dibattito TV con Barack Obama ha fatto recuperare terreno a Mitt Romney. Secondo il primissino sondaggio sull'impatto del confronto (Reuters/Ipsos) il vantaggio di sette punti di Obama, si è ridotto a cinque, 48% contro il 43% di Romney.
Più in generale lo sfidante repubblicano è ora apprezzato dal 51% degli elettori, una prima assoluta finora nella corsa alla Casa Bianca. L'apprezzamento per Obama resta immutato al 56%, ma dopo il confronto gli americani considerano Romney come la scelta migliore per spingere l'economia, aumentare l'occupazione e ridurre il deficit di bilancio.