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WASHINGTON - Il Congresso americano ha compiuto un altro passo verso il superamento del "Don't ask, don't tell" ("Non chiedere, non dire"), la linea adottata dal Pentagono sin dai tempi dell'amministrazione Clinton che consente l'arruolamento dei gay nell'esercito a patto che non rivelino il loro orientamento sessuale, un divieto imposto per legge. Lo scrive il Washington Post nella sua edizione online
Con 234 voti a favore e 194 contro la Camera ha approvato la notte scorsa un emendamento alla politica del Pentagono in vigore dal 1993. Qualche ora prima, dopo un dibattito a porte chiuse di oltre un'ora anche la commissione Esercito del Senato aveva votato in favore del superamento del "Don't ask, don't tell" con 16 voti a favore e 12 contrari.
Pur essendo una delle conquiste più significative per i diritti degli omosessuali i voti, salutati con favore dal presidente Obama ("il nostro esercito sarà ancora più forte permettendo a gay e lesbiche di servire con onestà e integrità"), sono solo uno dei molti passi verso la trasformazione della misura in legge.
Il Senato discuterà il provvedimento a giugno. Inoltre, il compresso raggiunto tra Casa Bianca e Congresso, che ha reso possibile l'approvazione degli emendamenti, prevede che la nuova politica non entrerà in vigore fino a quando il Pentagono non avrà completato il suo studio interno relativo all'impatto che essa potrà avere sulle truppe, che sarà presentato al Congresso il prossimo primo dicembre.
SDA-ATS