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In caso di vittoria alle presidenziali di domenica, il premier Vladimir Putin ha escluso un giro di vite promettendo dialogo e riforme, ma ha escluso l'ipotesi di elezioni parlamentari anticipate, come chiede l'opposizione di piazza dopo i brogli di dicembre.
Lo riferiscono le agenzie russe nei resoconti della cena ieri sera tra il capo del governo e i direttori di sei giornali stranieri, tra cui La Repubblica, nella residenza di Novo-Ogariovo.
Alla domanda se intende dare una "stretta" nel caso vincesse la corsa al Cremlino, Putin ha risposto: "Perchè dovrei? Al contrario, il presidente Medvedev ha sottoposto un pacchetto di leggi che liberalizza il nostro sistema politico e consente di creare partiti con requisiti più bassi per l'iscrizione".
"Non so - ha proseguito - da dove provengano tali timori, noi stiamo facendo l'opposto. Non abbiamo alcuna intenzione del genere. Tutte le nostre proposte mirano a promuovere il dialogo tra chi ci sostiene e chi ci critica".
Il premier ha tuttavia escluso l'ipotesi di sciogliere il parlamento per tenere elezioni anticipate. Quanto ai brogli, ha detto, ci sono i tribunali.
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