Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01278.jsonl.gz/108

Come abbiamo già scritto in precedenza, Sébastien Buemi, assieme al neozelandese Brendon Hartley e al giapponese Ryō Hirakawa, sulla Toyota Toyota Gazoo Racing Hybrid numero 8, si sono aggiudicati il mondiale piloti WEC categoria Hypercar con 172 punti. A completare il trionfo della casa giapponese, il secondo posto dell'altro equipaggio Conway-Kobayashi-Lopez (vincitore della gara di Monza) con 145 lunghezze. Sul gradino più basso del podio la Ferrari di Pier Guidi, Giovinazzi e Fuoco, vincitrice della 24h di Le Mans. Ovviamente, la scuderia del Sol Levante ha vinto anche il titolo costruttori, peraltro conquistato matematicamente già nella gara passata, totalizzando 217 punti, contro i 161 della casa di Maranello, al suo esordio con una macchina ufficiale in questa affascinante categoria, dopo anni di assenza. Per le Rosse, che sono riuscite a sopravanzare nettamente la Porsche (la quale vantava una grande esperienza in questo tipo di gare) nella classifica costruttori (161 lunghezze contro le 99 messe assieme dalla scuderia germanica), la soddisfazione di una stagione d'esordio all'altezza e, soprattutto, la vittoria alla 24h di Le Mans, che mancava da qualcosa come 58 anni: altri tempi per questo sport, per lo sviluppo della tecnica automobilistica e per il mondo in generale. Sébastien Buemi, vodese di Aigle, di origini italiane (il nonno paterno era originario della provincia di Siracusa) è alla sua quarta vittoria di un mondiale piloti. Dopo un'esperienza in Formula 1 nella Toro Rosso, nel decennio scorso, Buemi approda all'Endurance nel 2012, dove guida una delle Toyota ufficiali. Inizia così per lui una grande carriera, prima con la TS030 (2012/13) e, in seguito, con la TS040 (sino al 2020), fino ad arrivare all'attuale GR010, adeguata agli attuali regolamenti, datati 2021. In questi anni, l'ex Toro Rosso è salito anche ben 4 volte sul gradino più altro del podio a Le Mans: accadde dal 2018 al 2020 (tre successi consecutivi) e nel 2022. Meno brillante l'attività in Formula E, dove l'elvetico è comunque riuscito a laurearsi campione del mondo nella stagione 2015/16. Una carriera, quindi, di tutto rispetto, e con ancora qualche stagione davanti (Sébastien Buemi è infatti nato a fine ottobre del 1988). Ma questa domenica di chiusura del mondiale Endurance non ha regalato, ai colori rossocrociati, solo la vittoria in categoria Hypercar. Rahel Frey, sulla Porsche 911 RSR del Team italiano Iron Dames, assieme a Sarah Bovy e Michelle Gatting, ha infatti vinto la 8 ore del Bahrain per la Classe LMGTE AM. Una grande affermazione per l'elvetica, dopo diverse pole position conquistate, in un progetto al femminile (precedentemente motorizzato Ferrari) che ci sia augura possa essere al via anche nella prossima stagione. L'esperta pilota svizzera, a fine gara, ha sottolineato che diverse ragazze bussano alla porta del Team anche se lei, lo ha sottolineato, pensa di poter ancora dire la sua in pista. Perché nella Confederazione, nonostante tutto, lo sport dei motori tira ancora tantissimo.
Motori
Sébastien Buemi è campione
Si è aggiudicato, assieme al neozelandese Brendon Hartley e al giapponese Ryō Hirakawa, il mondiale piloti WEC categoria Hypercar