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Vittima di un incidente domestico lo scorso 10 febbraio, Alberto Zaccheroni ha descritto come ha vissuto gli ultimi terribili mesi.
Nella sua carriera l'allenatore 70enne ha vinto uno Scudetto con il Milan (1999) e una Coppa D'Asia con la nazionale del Giappone (2011).
CESENA - Alberto Zaccheroni se l'è vista davvero brutta. Dopo essere stato vittima di un incidente domestico lo scorso 10 febbraio - momento in cui è caduto dalle scale di casa sua - l'allenatore 70enne ha rimediato un forte trauma cranico ed è stato ricoverato per diverso tempo nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Cesena.
«Mi ha trovato mia moglie Fulvia accasciato a terra, in fondo alle scale», ha raccontato proprio Zaccheroni al "Corriere della Sera". «Dice che ero in un lago di sangue, con la testa aperta e con un occhio fuori dall'orbita. Lei era al piano terra, mentre io stavo scendendo le scale e sono scivolato, ruzzolando per otto-dieci gradini. Lei è accorsa perché ha sentito le mie urla e potete immaginare lo spavento. Avevo battuto la testa e adesso ho una grossa cicatrice che mi ricorda l'episodio. Sono vivo per miracolo, ma del mese trascorso in terapia intensiva non ricordo niente. Ho rischiato la vita, la botta è stata tremenda e il sollievo più grande è di non aver riportato nessun danno cerebrale. In ospedale mi hanno anche intubato e avevo il sondino. Devo ringraziare i medici e tutto il personale dei due istituti che mi hanno seguito. Sono stati straordinari. Ora voglio e devo riprendere in mano la mia vita e riuscire a tornare in possesso della quotidianità. Se prima camminare era un hobby, adesso è una necessità».
Ricordiamo che nella sua carriera Zaccheroni ha allenato a livello di club svariate squadre, fra le quali anche Udinese, Milan, Lazio, Inter, Torino e Juventus, vincendo lo Scudetto con i rossoneri nel 1999. In seguito si è seduto sulla panchina di due nazionali, quella del Giappone - con cui ha conquistato la Coppa d'Asia nel 2011 - e quella degli Emirati Arabi Uniti.