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Tra le 17 persone fermate su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo nell'ambito dell'inchiesta che ha smantellato due bande che organizzavano la tratta di migranti dai balcani verso la Svizzera e l'Italia figurano anche quattro persone residenti in Ticino, tre cittadini kosovaro e una cittadina italiana. I quattro sono accusati di aver fornito supporto materiale nel trasferimento di migranti dal territorio italiano a quello svizzero, trasferendoli personalmente e fornendo alloggio per sottrarli a eventuali controlli di polizia. Lo riferisce il Corriere del Ticino. Due di loro sarebbero entrati a far parte della banda il 13 marzo 2017 quando uno dei membri della banda contattò l'uomo residente a Maroggia, suo conoscente, per aiutarlo a far varcare il confine a 11 cittadini provenienti dall'area balcanica in cambio di 700 euro. Dopo questo viaggio ne seguirono altri. La vicenda avrebbe inoltre un legame con il caso ticinese dei permessi falsi, dato che a casa di due di loro, cittadini kosovari che avevano il ruolo di staffette, furono rinvenuti tre permessi di soggiorno falsificati.