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Il Ministero pubblico della Confederazione ha incriminato un ex dipendente di UBS che nel 2012 avrebbe venduto dati bancari di clienti facoltosi alle autorità fiscali germaniche violando il segreto bancario. La notizia è stata confermata oggi, martedì, dopo che era stata diffusa in prima battuta dai quotidiani Tages Anzeiger (Zurigo) e Der Bund (Berna), i quali avevano riportato che l'atto d'accusa era stato trasmesso a fine luglio al Tribunale penale federale di Bellinzona.
L'uomo in questione — accusato di spionaggio, riciclaggio di denaro, possesso illegale di munizioni e di violazione di segreti commerciali — aveva ricevuto un compenso dal Land Renania Settentrionale-Vestfalia. Con le informazioni fornite illecitamente le autorità locali sono riuscite a identificare i conti di 772 fondazioni aventi relazioni bancarie con l'UBS e 550 persone detentrici di conti privati presso la grande banca elvetica, recuperando così (nel giro di cinque anni e mezzo e usando informazioni di più fonti) 2,1 miliardi di euro (2,3 miliardi di franchi).
UBS e Credit Suisse non sono sfuggite alle sanzioni. La prima ha dovuto pagare 300 milioni di euro e la seconda 150 milioni, senza dimenticare, poi, la banca privata di Zurigo Julius Bär, condannata a un risarcimento di 50 milioni di dollari.
ATS/px