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<h2>SubmittedText<h2><p>Tutta la discussione in merito alla problematica dell'approvvigionamento elettrico, iniziata con le dichiarazioni di Walter Steinmann, Direttore dell'Ufficio federale dell'energia, fino alla presentazione della strategia dell'Axpo, ci sollecitano a porre al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>- Condivide le preoccupazioni dei responsabili dell'Axpo, secondo le quali senza la costruzione di nuove centrali, l'approvvigionamento elettrico non sarà più garantito dal 2012?</p><p>- È disposto ad accettare eventualmente una lacuna nell'approvvigionamento oppure intende colmarla mediante un aumento delle importazioni di corrente elettrica? Quale origine avrebbero queste importazioni e da quali Paesi proverrebbero?</p><p>- Come potrebbe esser evitata questa dipendenza dalle importazioni estere?</p><p>- Quali sforzi intraprende a favore di un maggiore impiego delle energie rinnovabili indigene nella produzione di corrente elettrica?</p><p>- Come considera la possibilità di conciliare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 formulati nella relativa legge e le emissioni supplementari che si produrrebbero con la costruzione di nuove centrali a gas?</p><p>- Qual è la quantità supplementare di CO2 che si verrebbe a produrre con l'attivazione di centrali a gas necessaria per colmare la lacuna di approvvigionamento derivante dalla chiusura degli impianti nucleari di Beznau e Mühleberg?</p><p>- A quanto ammonterebbero gli investimenti finalizzati all'ampliamento dell'infrastruttura per la fornitura di corrente elettrica?</p><p>- Condivide il parere del Capo del DATEC secondo cui un nuovo impianto nucleare non è un'opzione?</p><p>- Come valuta il grado di sicurezza degli attuali impianti nucleari rispetto a quelli della terza generazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide le preoccupazioni dell'Axpo per quanto concerne la sicurezza dell'approvvigionamento. I risultati elaborati nell'ambito della definizione delle prospettive energetiche dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) indicano che, perseguendo l'attuale politica energetica (scenario di riferimento) e con un'evoluzione della tendenza dei diversi parametri generali (crescita economica, ecc.), ci si attende un aumento del consumo di corrente elettrica dello 0,7 per cento all'anno circa. A partire dal semestre invernale del 2018 e dall'anno civile 2020, ciò significa un maggiore fabbisogno di importazioni. L'analisi di altri scenari, comprendenti tra l'altro evoluzioni alternative dei parametri generali, una politica energetica più efficace e diverse opzioni in vista del potenziamento della produzione nazionale di energia elettrica, è ancora in corso.</p><p>2. Occorre considerare con cautela la possibilità dell'aumento delle importazioni. In Europa si riscontra un elevato fabbisogno di misure di sostituzione e di potenziamento a favore di nuove capacità per la produzione di energia elettrica. Sufficienti capacità di produzione dovrebbero inoltre trovarsi in prossimità dei luoghi di consumo. In linea di principio il Consiglio federale persegue l'obiettivo di un approvvigionamento energetico sicuro e differenziato. Nel corso del 2006, il Collegio avvierà una discussione sulla base dei risultati delle prospettive energetiche e uno scambio di opinioni a livello politico.</p><p>3./4. Con la legge federale sull'approvvigionamento elettrico (LApEl), il Consiglio federale propone misure per contribuire alla sicurezza della produzione di energia elettrica in Svizzera. Vanno, in proposito, menzionati in particolare i requisiti relativi all'esercizio, la manutenzione, la pianificazione e il potenziamento delle reti nonché la garanzia dell'approvvigionamento di base. Se dovesse prospettarsi a medio o a lungo termine un rischio considerevole per la garanzia dell'approvvigionamento elettrico, il Consiglio federale organizzerebbe delle gare pubbliche, basate sulle regole della concorrenza, per il rifornimento di corrente elettrica, il potenziamento delle reti e l'aumento dell'efficienza energetica. Con la modifica della legge sull'energia, sono inoltre proposti nuovi provvedimenti finalizzati all'aumento della produzione di elettricità a partire dalle energie rinnovabili e al rafforzamento del settore idroelettrico svizzero.</p><p>In base all'articolo 89 della Costituzione federale e alla legge sull'energia, l'approvvigionamento energetico spetta di norma alle aziende del settore. La Confederazione e i cantoni fissano dal canto loro le condizioni quadro necessarie affinché questo compito possa essere realizzato in modo ottimale.</p><p>5. La legge sul CO2 permette a tutte le imprese, che si impegnano nei confronti della Confederazione a favore della riduzione di queste emissioni, di essere esentate dal pagamento della relativa tassa. Anche i gestori di impianti termici a combustibili fossili hanno questo diritto nel caso non vogliano pagare la tassa. Al fine di dare la possibilità di esonero dalla tassa anche agli impianti di ultima generazione, che non dispongono di un potenziale di riduzione interno, l'articolo 8 dell'ordinanza del 22 giugno 2005 relativa alla tassa sul CO2 permette misure di riduzione anche al di fuori dell'impresa. Possibili provvedimenti a livello svizzero sono programmi volti all'efficienza energetica nell'ambito degli edifici e nell'economia, contracting energetico, ecc. Il 30 per cento al massimo dell'obiettivo di limitazione per il 2010 può essere raggiunto mediante provvedimenti all'estero come i certificati CO2. Grazie a questi strumenti la costruzione di impianti termici a combustibili fossili può essere inclusa nella politica climatica della Confederazione.</p><p>6. Con la disattivazione della centrale nucleare di Mühleberg e dei due impianti di Beznau viene a crearsi un fabbisogno supplementare pari a circa 7,5 TWh. La produzione di una tale quantità di corrente elettrica a partire da centrali con turbine a gas e a vapore causerebbe, sulla base della tecnologia attuale e senza considerare gli accrediti per il recupero del calore e le misure di compensazione, un'emissione supplementare di circa 3,6 milioni di tonnellate di CO2. </p><p>7. Attualmente non è possibile rispondere a questa domanda. Nell'ambito delle prospettive energetiche si stanno esaminando i diversi investimenti necessari per l'ampliamento dell'infrastruttura a seconda delle opzioni di offerta.</p><p>8. In virtù dell'attuale legge sull'energia nucleare, l'opzione nucleare rimane aperta. Pertanto, è possibile la costruzione di nuovi impianti sia negli attuali che in nuovi siti. Considerati la mancanza di un consenso politico per nuovi impianti, il problema della prova dello smaltimento e la lunga fase di pianificazione e di realizzazione di nuove centrali (compresa la possibilità di referendum contemplata nella legge), la loro costruzione sarebbe ipotizzabile solamente a lungo termine. Una volta conclusi i lavori relativi alle prospettive energetiche dell'UFE, il Consiglio federale si pronuncerà in merito alla sostituzione delle attuali centrali nucleari.</p><p>9. Le centrali nucleari svizzere hanno un elevato standard di sicurezza e presentano un rischio esiguo per l'uomo e l'ambiente, come afferma la DSN nei suoi rapporti annuali. Inoltre, le nuove conoscenze acquisite grazie alle esperienze condotte a livello mondiale nell'ambito dell'esercizio e della ricerca vengono attuate costantemente e in modo mirato per il miglioramento degli impianti esistenti, laddove tecnicamente possibile e sensato. Mediante un adeguato riequipaggiamento degli impianti svizzeri, si garantisce anche in futuro la loro conformità allo stato attuale della scienza e della tecnica. </p><p>Rispetto al riequipaggiamento, la costruzione di nuove centrali nucleari permette un'attuazione più completa delle esperienze di esercizio e delle conoscenze scaturite dalla ricerca. Per questo motivo il rischio rappresentato dai nuovi impianti, che si basano su concezioni più avanzate, è inferiore rispetto a quello delle centrali esistenti. Il reattore ad acqua pressurizzata EPR, sviluppato congiuntamente da Francia e Germania, appartiene appunto alla categoria dei nuovi impianti di terza generazione. Questo reattore riunisce le esperienze condotte con i progetti tedeschi (Konvoi) e francesi (N4). La sua concezione tiene conto dello stato attuale della scienza e della tecnica, come pure di molti dei principi consolidati anche nell'ambito degli impianti nucleari svizzeri, ad esempio la diversità e la ridondanza nei sistemi di sicurezza. I dispositivi di protezione dell'EPR contro fattori esterni (terremoto, caduta di un aereo, intemperie) e fattori che compromettono il funzionamento del sistema (incendio, inondazione interna) richiedono elementi che il riequipaggiamento dei nuovi impianti può integrare solo in parte. A titolo di esempio, l'involucro dell'EPR è concepito in modo tale da evitare il crollo della costruzione in caso di caduta di un aereo. Infine, altri provvedimenti speciali di tipo tecnico ed edile permettono, nel caso molto improbabile di incidente grave, di trattenere e mantenere a bassa temperatura la fusione del nocciolo all'interno del contenitore di sicurezza.</p>  Risposta del Consiglio federale.