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Il presidente del Suriname, Desi Bouterse, è stato condannato ieri a 20 anni di carcere per gli omicidi di 15 oppositori commessi nel 1982 dall'esercito - secondo la Corte sotto la sua supervisione - dopo un colpo di Stato nel Paese.
Secondo quanto riporta il Guardian, i partiti all'opposizione hanno subito chiesto le dimissioni di Bouterse, che si trova in visita ufficiale in Cina. Dovrebbe rientrare a Paramaribo oggi o domani.
Bouterse ha guidato il Paese sudamericano negli anni Ottanta (1980-1988) nella sua veste di capo del governo militare. È tornato al potere nel 2010 ed è stato rieletto nel 2015.
Il presidente si è sempre dichiarato innocente e può fare appello contro la sentenza. Per il momento il governo ha reso noto di avere "preso atto degli sviluppi" ed ha invitato la "comunità a mantenere la calma". Il tribunale ha inoltre condannato sei ex ufficiali per il loro ruolo negli omicidi.
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