Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/129159

<h2>SubmittedText<h2><p>La politica di ricerca praticata dalla Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) sta decisamente cambiando. Secondo i richiedenti, il nuovo orientamento assegnerebbe maggiore importanza all'"economicità" dei progetti inoltrati, rendendo nel contempo sempre più difficile l'autorizzazione di progetti innovativi, più incerti sotto il profilo della realizzabilità.</p><p>In effetti i criteri di valutazione rimangono fondamentalmente immutati. Tuttavia all'utilità economica (fatturato, quote di mercato, posti di lavoro, ecc.) oggi viene attribuita un'importanza nettamente superiore rispetto a quella riconosciuta all'innovazione e alla scientificità. Se questo orientamento verrà mantenuto, in futuro si finanzieranno progetti rispondenti a criteri principalmente economici.</p><p>Una simile tendenza, o il suo rafforzamento, pone soprattutto le scuole universitarie professionali (SUP) in una situazione di crescente difficoltà per quanto attiene al finanziamento delle loro attività di ricerca. Attualmente, collaborando con i loro partner economici esse sono in grado di attuare progetti realmente innovativi (più incerti in relazione alla loro realizzabilità). Ciò dovrebbe poter essere possibile anche in futuro. Una ricerca applicata fortemente orientata all'"economicità" finisce per indebolire, oltre alla ricerca, anche la forza innovativa dell'economia e del Paese.</p><p>Ora il Fondo nazionale per la ricerca scientifica (FNS) ha creato una nuova categoria in materia di finanziamento, concernente la ricerca di base applicata, che dovrebbe promuovere maggiormente anche le attività delle SUP. Tuttavia in quest'ambito le scuole universitarie di tipo accademico sono avvantaggiate. Se oltre a ciò la CTI sceglie di privilegiare gli aspetti legati alla promozione economica, la ricerca innovativa (con un orientamento applicativo) viene a trovarsi tra due fuochi. La collaborazione con i partner economici finora è stata un pilastro della ricerca presso le SUP e ha dato impulsi importanti all'innovazione in Svizzera. Il finanziamento da parte degli enti preposti (cantoni) non basta a compensare la tendenza al calo che si registra nella concessione di risorse, da parte della CTI, in questo settore.</p><p>Domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale lo sviluppo della ricerca promosso dalla CTI?</p><p>2. Come risponde alle critiche mosse in relazione alla crescente importanza assegnata agli aspetti di promozione economica, a discapito della ricerca applicata innovativa?</p><p>3. È disposto ad adeguare il mandato di prestazioni della CTI, o a indirizzarne le attività, in conformità di quanto esposto nell'interpellanza?</p><p>4. Come valuta l'efficacia delle attività del FNS e della CTI - i due principali enti di finanziamento della ricerca - in relazione alla dualità del panorama universitario e alle peculiarità dei diversi tipi di scuola universitaria?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. È aumentata notevolmente negli ultimi anni la quota di fondi versata dalla Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) alla scuole universitarie professionali nel contesto della promozione di progetti: mentre nel 2004 era stato destinato alle SUP il 29 per cento dei fondi di R&amp;S, nel 2011 questa quota si è attestata al 48 per cento. Con quasi la metà dei progetti approvati, le scuole universitarie professionali sono oggi i principali partner ricercatori nell'ambito dei progetti CTI. Un terzo, poi, concerne il settore dei politecnici federali, il 10 per cento quello delle università cantonali e l'8 per cento altri istituti di ricerca aventi diritto ai contributi. Il Consiglio federale valuta positivamente quest'evoluzione. Nell'ambito della catena dell'innovazione, le scuole universitarie professionali assumono un'importante funzione di congiunzione tra scienza, economia e società.</p><p>2. La Confederazione promuove, attraverso la CTI, le innovazioni basate sulla scienza, ossia lo sviluppo di nuovi prodotti, procedure, processi e servizi mediante la ricerca applicata. Già da sempre la promozione dell'innovazione punta sulla commercializzazione efficace e sull'utilità economica dei ritrovati scientifici. Secondo il Consiglio federale, ricerca e successo di mercato non si contraddicono, ma sono due elementi complementari di una promozione dell'innovazione efficace. La CTI non pratica una promozione economica diretta, ma versa i suoi contributi esclusivamente agli istituti di ricerca. La promozione è soltanto sussidiaria, vale a dire che la CTI promuove soltanto un'innovazione scientifica, frutto della cooperazione tra ricerca pubblica ed economia, che non si realizzerebbe senza l'aiuto statale e quando le sue potenzialità di mercato rimarrebbero inutilizzate. Questo discorso vale soprattutto per progetti che un privato non potrebbe realizzare da solo, poiché troppo rischiosi.</p><p>3. Gli sforzi per promuovere l'innovazione contribuiscono in ampia misura a situare la piazza innovativa svizzera ai vertici della classifica internazionale e a finanziare progetti di ricerca presso le SUP. Alla luce dell'elevata qualità dei progetti di R&amp;S promossi dalla CTI e del forte aumento delle domande di sovvenzionamento, il Consiglio federale non ritiene necessario adeguare il mandato di prestazioni della CTI.</p><p>4. I fondi di promozione di Fondo nazionale per la ricerca scientifica (FNS) e CTI sono assegnati in modo competitivo e sono tra loro complementari. Non esistono quote, né presso il FNS né presso la CTI, a favore di un determinato tipo di scuola universitaria. La categoria della ricerca di base orientata alla pratica, introdotta dal FNS nel 2011, è finalizzata a promuovere ulteriormente la ricerca applicata. Quest'apertura è soprattutto interessante per quel tipo di ricerca che consente alle SUP di mettersi in luce. Per quanto riguarda il reperimento di fondi di terzi, l'introduzione di questa nuova categoria offre alla SUP nuove opportunità.</p>  Risposta del Consiglio federale.