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Per l'istituto di ricerche congiunturali Bakbasel la Svizzera perderà da 1,5 a 2 punti di crescita del prodotto interno lordo entro il 2016 in seguito all'abolizione del cambio minimo euro/franco. Se il corso si manterrà almeno leggermente al di sopra della parità il paese non entrerà in recessione, ma dovrà fare i conti con una espansione economica debole, inferiore al suo potenziale, si legge in un comunicato diramato ieri sera.
Non mancheranno inoltre gli effetti sulla disoccupazione: il tasso salirà dal 3,6 al 3,8% in media annuale.
Bakbasel ritiene peraltro anche poco probabile che l'euro possa tornare a salire a 1,20 o più in alto: le aziende devono quindi rassegnarsi a fare i conti con un franco nettamente più forte del previsto.
SDA-ATS