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<h2>SubmittedText<h2><p>Il budget statunitense 2010 pubblicato il 26 febbraio 2009 dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama è intitolato "Una nuova era all'insegna della responsabilità" ("A New Era of Responsibility"). Il budget 2010 mette a disposizione del Ministero delle finanze statunitense e dell'autorità fiscale federale IRS notevoli mezzi supplementari per "riscuotere imposte in casa e all'estero". Il presidente Obama ha così soddisfatto le richieste del Senato americano di introdurre nel budget 2010 misure per colmare le lacune fiscali come previsto dallo "Stop Tax Haven Abuse Act".</p><p>Il 5 febbraio 2009 è stato presentato al Senato americano il "Fraud Recovery and Enforcement Act". Questo progetto di legge intende mettere la sottrazione d'imposta effettuata tramite trasferimenti internazionali sullo stesso piano del riciclaggio di denaro. Qualora dovesse entrare in vigore, gli esattori fiscali e le autorità di perseguimento penali statunitensi avrebbero a disposizione nuovi efficaci strumenti contro l'evasione fiscale. Appena un mese dopo, il comitato giuridico del Senato ha deciso di presentare al Senato il progetto di legge e un relativo rapporto. Anche il presidente Obama ha già garantito il suo appoggio al progetto.</p><p>Questa linea più dura adottata dagli Stati Uniti avrà ripercussioni sulla piazza finanziaria Svizzera. Invitiamo pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giudica in generale le conseguenze per la piazza finanziaria Svizzera sullo sfondo del "New Era Responsibility"?</p><p>2. Quale misure prevede per uscire dal mirino dell'IRS?</p><p>3. Per quanto riguarda lo "Stop Tax Haven Abuse Act" la Svizzera si trova ancora sulla lista dei 34 paradisi fiscali. Quali sono le modifiche di legge che il Consiglio federale prevede, affinché il nostro Paese possa essere stralciato da questa lista?</p><p>4. Quali sono le ripercussioni finanziarie sul budget della Confederazione previste dal Consiglio federale in conseguenza della linea più dura adottata dal governo degli Stati Uniti e dall'IRS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nell'ambito del preventivo per l'anno fiscale 2010 il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama intende adottare diverse misure per migliorare l'equità fiscale e per ottenere entrate supplementari urgentemente necessarie. È prevista, fra l'altro, l'introduzione di un rapporto sulle transazioni finanziarie transfrontaliere per combattere la sottrazione d'imposta che avviene attraverso i cosiddetti paradisi fiscali. Il Consiglio federale segue gli sviluppi negli USA con molto interesse. Essi si trovano ancora in uno stadio in cui è difficile stimare le conseguenze per la piazza finanziaria svizzera. Secondo l'attuale grado di conoscenze, nel suddetto "Fraud Recovery and Enforcement Act" non si tratta di un vero e proprio progetto fiscale, ma di una proposta di legge che si prefigge di combattere i reati di frode nell'ambito di operazioni ipotecarie e su titoli nonché con programmi statali di sovvenzioni e sgravi.</p><p>2. Nell'ambito fiscale la Svizzera e gli USA hanno concordato a livello tecnico l'estensione dell'assistenza amministrativa in materia fiscale secondo l'articolo 26 del modello di Convenzione dell'OCSE e il 18 giugno 2009 a Washington hanno parafato un protocollo, nel quale si stabilisce che la convenzione contro la doppia imposizione deve essere parzialmente rivista. Entrambe le Parti sono soddisfatte del risultato.</p><p>Nel procedimento civile contro UBS davanti al Tribunale distrettuale federale di Miami, in cui il Dipartimento di giustizia americano e l'autorità fiscale americana Internal Revenue Service (IRS) chiedono la comunicazione di informazioni su 52 000 proprietari di conti, si è ottenuto un confronto stragiudiziale. Si deve constatare con soddisfazione che dopo lunghe trattative si è giunti ad un accordo in cui anche la Svizzera ha potuto far valere i suoi interessi principali.</p><p>3. La lista dei 34 paradisi fiscali che è contenuta nello "Stop Tax Haven Abuse Act" è stata redatta già alcuni anni fa e non corrisponde più allo stato attuale. Com'è stato ripetutamente chiarito anche dall'OCSE, la Svizzera non rappresenta un paradiso fiscale. Dopo che il 13 marzo 2009 il Consiglio federale ha deciso che la Svizzera adotterà lo standard secondo l'articolo 26 del modello di Convenzione dell'OCSE nell'assistenza amministrativa in materia fiscale, e dopo che la Svizzera e gli Stati Uniti nel frattempo si sono accordati anche su un corrispondente adeguamento della Convenzione contro la doppia imposizione, non c'è più alcun motivo di inserire la Svizzera su una lista nera.</p><p>4. Le misure fiscali annunciate dal Presidente Obama si trovano ancora in una fase progettuale, per cui non è possibile esprimersi in merito ai possibili effetti finanziari della politica fiscale americana sul preventivo della Confederazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.