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Cassa pensioni: contribuiti aggiuntivi e abolizione dell’invalidità professionale
Le FFS vogliono chiedere al Consiglio di fondazione della cassa pensioni delle FFS di fissare alla parità i contributi per l’assicurazione dei rischi. Ciò significa che il lavoratore e il datore di lavoro pagherebbero una quota del 50 per cento ciascuno. Secondo le FFS, il contributo totale del 2 per cento d’ora in poi deve pertanto essere suddiviso in modo tale che il datore di lavoro e i lavoratori paghino l’1 per cento ciascuno. In concreto, ciò corrisponderebbe circa a uno 0,4 per cento di trattenuta salariale in più a carico dei lavoratori.
Le FFS vogliono anche abolire il diritto a una rendita d’invalidità professionale presso la CP FFS, il che andrebbe a discapito dei dipendenti più anziani che per motivi di salute non potrebbero più essere integrati in un altro posto di lavoro e non percepirebbero una rendita AI completa.
Contributi supplementari ai costi di malattia
Inoltre, le FFS intendono aumentare la partecipazione del personale ai costi di malattia dall’attuale 1,2 per cento all’1,7 per cento, il che per i collaboratori significherebbe un aumento dello 0,5 per cento. Le FFS respingono già a priori una compensazione di questi contributi supplementari attraverso un eventuale aumento salariale.
Prossime fasi
Le FFS hanno l’intenzione di attuare queste misure di risparmio a partire dal 1° gennaio 2023 e di correlarle alle negoziazioni salariali per il 2023. Tuttavia, le negoziazioni salariali con le FFS sono previste solo in novembre.
Questa è la situazione di partenza per quanto riguarda le misure di risparmio con impatto sul personale. transfair discuterà i prossimi passi da intraprendere in seno al comitato di categoria di transfair e della comunità di negoziazione delle associazioni del personale. Seguiranno maggiori informazioni.