Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/177812

<h2>SubmittedText<h2><p>Alcuni media (ad es. la "Basler Zeitung" e la "Weltwoche") hanno tra fine maggio e inizio giugno riferito che tra la fine del 2014 e il mese di febbraio 2017 la rete informatica della Confederazione era sistematicamente e facilmente violabile da parte di utenti esterni non autorizzati. Da quanto riferito dai media, emerge che, a causa di un errore, utenti esterni non autorizzati potevano senza registrazione e legittimazione accedere ad intranet e banche dati contenenti informazioni riservate dell'Amministrazione federale. Il quadro dipinto è preoccupante e genera l'immagine di uno Stato incapace di accorgersi di criticità, di difendersi, di reagire e in seguito di comunicare. In Svizzera pare globalmente esserci un approccio troppo poco attento ai pericoli generati da "infiltrazioni informatiche".</p><p>Considerate queste premesse, è opportuno fare chiarezza:</p><p>1. Il Consiglio federale conferma quanto emerso dai media in merito alla possibilità di infiltrazione sistematica da parte di utenti esterni non autorizzati in aree riservate e banche dati chiuse della rete informatica della Confederazione tra il 2014 e il 2017? Cosa è realmente successo?</p><p>2. Quando è emersa la situazione e quando ne ha preso atto il Consiglio federale?</p><p>3. Quali dipartimenti sono stati coinvolti?</p><p>4. Perché il Consiglio federale non ha comunicato attivamente quanto successo?</p><p>5. A quali dati avevano potenzialmente accesso gli utenti non autorizzati esterni? Vi sono state infiltrazioni non autorizzate? Sono stati sottratti o modificati dati? Se non fosse possibile determinarlo, perché?</p><p>6. Al momento in cui si è venuti a conoscenza della violazione, quali misure sono state prese?</p><p>7. Sono state avviate inchieste amministrative o è in corso un'azione penale?</p><p>8. Alfine di informare, ma soprattutto sensibilizzare, i funzionari delle unità coinvolte, come si è comunicato internamente?</p><p>9. Vi è stata una comunicazione verso altri servizi della Confederazione, soprattutto nell'ambito informatico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. È vero che nel periodo 2014-2017 si è prodotta una falla di sicurezza che avrebbe potuto permettere a utenti non autorizzati di accedere a un numero limitato di applicazioni della Confederazione. </p><p>2. Il 1° gennaio 2017 alcuni specialisti della Confederazione hanno constatato delle anomalie nel servizio di accesso in questione. Gli esperti competenti hanno immediatamente delimitato il difetto per poi correggerlo definitivamente il 9 febbraio 2017. Dopo una prima analisi della situazione, il 15 febbraio 2017 il capo del dipartimento interessato è venuto a conoscenza della falla di sicurezza e dei provvedimenti adottati. Il Consiglio federale ne è stato informato nel quadro del rapporto annuale sulla sicurezza.</p><p>3. Le anomalie riguardavano un numero limitato di applicazioni con una procedura di accesso specifica. Le applicazioni in questione sono state individuate e i responsabili informati. Per motivi legati alla sicurezza l'elenco dei dipartimenti e delle applicazioni interessati non è reso pubblico.</p><p>4. Le informazioni sull'incidente di sicurezza sono state comunicate internamente attraverso gli organi competenti. Esse contenevano anche indicazioni dettagliate sul funzionamento del servizio di accesso interessato e pertanto erano classificate "confidenziali". I responsabili dell'informatica e della sicurezza in seno ai dipartimenti e alla Cancelleria federale sono stati informati tempestivamente dal Consiglio informatico della Confederazione e dal Comitato per la sicurezza informatica.</p><p>5. Dalle indagini svolte non è emerso che la falla di sicurezza sia stata sfruttata indebitamente. Tuttavia non è possibile dimostrarlo con certezza e quindi escluderlo del tutto. Le registrazioni del servizio di accesso interessato non sono sufficienti per formulare conclusioni definitive al riguardo. Con l'eliminazione della falla di sicurezza si è anche provveduto ad assicurare in futuro la disponibilità delle registrazioni per casi simili.</p><p>6. Una volta scoperta, la falla di sicurezza è stata immediatamente eliminata dagli specialisti della Confederazione. L'incidente è poi stato esaminato e i risultati ottenuti hanno permesso di adottare una serie di provvedimenti a breve e lungo termine. I responsabili gerarchici e i responsabili delle applicazioni ne sono stati informati.</p><p>7. No, non vi sono indicazioni che lasciano supporre un'infrazione penale o disciplinare che abbia portato alla falla di sicurezza. Per questo motivo l'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione non ha ritenuto necessario avviare un'inchiesta amministrativa.</p><p>8. Gli organi competenti sono stati informati tempestivamente. Nel mondo della tecnologia è ormai consueto aggiornare regolarmente software e sistemi con patch di sicurezza rilasciate dai fornitori. Inoltre sono state adottate misure interne per migliorare il controllo della qualità una volta terminati gli aggiornamenti del citato sistema di accesso.</p><p>9. L'errore è stato esaminato in stretta collaborazione con i fornitori di prestazioni interessati.</p>  Risposta del Consiglio federale.