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Stati Uniti
La Corte Suprema abolisce la storica sentenza sull'aborto
La Corte suprema statunitense ha abolito la storica sentenza Roe v. Wade con cui nel 1973 la stessa Corte aveva legalizzato l'aborto negli Stati Uniti. Ora quindi i singoli Stati saranno liberi di applicare le loro leggi in materia.
«La Costituzione non conferisce il diritto all'aborto», secondo quanto si legge nella sentenza della Corte Suprema. La decisione è stata presa da una Corte divisa, con 6 voti a favore e 3 contrari.
Fuori dalla Corte Suprema degli Stati Uniti è scoppiata la protesta, pochi minuti dopo che i massimi giudici hanno abolito il diritto all'aborto dopo 50 anni. I manifestanti sono aumentati a ogni minuto, con anche un contingente di anti-abortisti, che si sono abbracciati e hanno esultato alla notizia che la Corte Suprema ha rovesciato la storica sentenza ‹Roe v. Wade›.
«Tristemente», molte donne «hanno perso oggi una tutela costituzionale fondamentale. Noi dissentiamo», affermano i giudici liberal della Corte Suprema Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Stephen Breyer. I tre giudici hanno votato contro la decisione di capovolgere la Roe v. Wade.
Bozza trapelata già in maggio
La decisione è stata presa nel caso «Dobbs v. Jackson Women's Health Organization», in cui i giudici hanno confermato la legge del Mississippi che proibisce l'interruzione di gravidanza dopo 15 settimane. A fare ricorso era stata l'unica clinica rimasta nello Stato ad offrire l'aborto.
«L'aborto presenta una profonda questione morale. La costituzione non proibisce ai cittadini di ciascuno stato di regolare o proibire l'aborto», scrivono i giudici.
Una bozza trapelata nelle scorse settimane (redatta dal giudice Samuel Alito, risalente a febbraio e confermata poi come autentica dalla corte) aveva indicato che la maggioranza dei ‹saggi› erano favorevoli a ribaltare la Roe v Wade, suscitando vaste polemiche e proteste negli Usa.
Verso il divieto in 13 Stati nei prossimi 30 giorni
Su 50 Stati, 26 (tra cui Texas e Oklahoma) hanno leggi più restrittive in materia. Nove hanno dei limiti sull'aborto che precedono la sentenza ‹Roe v. Wade›, e che non sono ancora stati applicati ma che ora potrebbero diventare effettivi, mentre 13 hanno dei cosiddetti ‹divieti dormienti› che dovrebbero entrare immediatamente in vigore.
Si tratta di Stati repubblicani che hanno approvato leggi stringenti sull'aborto legandole all'attesa decisione della Corte Suprema su Roe v. Wade.
Ora che la decisione è arrivata e la sentenza del 1973 capovolta, i 13 Stati possono vietare l'aborto in 30 giorni eccetto nei casi in cui la vita della madre è in pericolo.
Repubblicani soddisfatti
Il leader dei repubblicani alla Camera, Kevin McCarthy, palude alla decisione della Corte Suprema di abolire la Roe v. Wade, la storica sentenza del 1973 che ha legalizzato l'aborto negli Stati Uniti. «Plaudo a questa storica sentenza che salva vite umane», twitta McCarthy.
La decisione della Corte Suprema è «coraggiosa» e «corretta. È una storica vittoria per al costituzione e la società». Il leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell, esulta alla decisione della Corte Suprema.
«La vita ha vinto», commenta dal canto suo l'ex vicepresidente Usa Mike Pence.
«Decisione crudele e scandalosa»
Una decisione «crudele» e «scandalosa». Così la Speaker della Camera negli Usa, la democratica Nancy Pelosi, critica la decisione della Corte Suprema sull'aborto. Alle elezioni di novembre, aggiunge, ci sono in gioco i diritti delle donne.
Pure l'ex presidente Barack Obama attacca la Corte Suprema sull'aborto, accusandola di aver «attaccato le libertà fondamentali di milioni di americani» con la sua decisione.
SDA