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Nell'intervista per il programma Carta bianca, andata in onda nel 1991, il filosofo Emanuele Severino (Brescia 1929 - Brescia, 2020) parla del ruolo della filosofia nel far riflettere sulla verità della felicità goduta nel cosiddetto, storicamente rincorso dall'umanità, paradiso della tecnica.
"Il paradiso della tecnica è costruito con la logica della scienza moderna. Che cos'è un Paradiso? È un luogo di massima felicità, che noi abbiamo tanta più paura di perdere, quanto più ci dà felicità.
Più sale la felicità e più temiamo di perderla.
Il paradiso della tecnica è la dimensione in cui per la prima volta, nella storia dell'umanità, l'uomo potrà essere al massimo felice, nel senso che avrà risolto quelli che noi oggi riteniamo i problemi principali dell'uomo. Quindi crescerà al massimo il timore di perdere questa felicità".
La logica del paradiso della tecnica è una logica ipotetica, secondo Severino, il che comporta che l'angoscia di perdere questa felicità trasforma il paradiso della tecnica in un inferno.
Severino nella sua opera esce da questa logica, pervenendo alla fondazione del senso autentico del cosiddetto "oltrepassamento". Per lui il divenire autentico (non nichilistico) non è il crearsi e l'annullarsi dell'essente, ma il comparire e lo sparire di ciò che è eterno.
"Tutte le cose sono eterne, ogni situazione del mondo è ed è impossibile che non sia".