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La Corte costituzionale tedesca si è espressa su un ricorso di economisti e politici tedeschi contro il quantitative easing.
Una sentenza che rischia di rivelarsi problematica per la Banca centrale europea. La Corte costituzionale di Karlsruhe, in Germania, ha in parte "bocciato" gli acquisti di titoli da parte della Banca centrale europea, il cosiddetto quantitative easing. Per la Corte costituzionale i 2'600 miliardi di bond che la Bce ha comprato a partire da cinque anni fa sono almeno in parte incompatibili con la Costituzione tedesca. "Non è possibile determinare se il PSPP violi" la costituzione o la responsabilità di bialncio del Parlamento tedesco, precisa la corte, ma, dicono i giudici tedeschi, "sulla base della loro responsabilità , il governo federale e il Bundestag tedesco hanno il dovere di adottare misure attive contro il PSPP nella sua forma attuale". La Corte tedesca ha dato tre mesi di tempo alla Bce per dimostrare che "gli obiettivi di politica monetaria perseguiti dal programma di acquisto di titoli pubblici non sono sproporzionati rispetto agli effetti di politica fiscale ed economica derivanti dal programma”. Se la Bce non convincerà i giudici tedeschi ”dopo un periodo di transizione di non più di tre mesi”, la Bundesbank, la banca centrale tedesca, “non potrà più partecipare all'implementazione ed esecuzione delle decisioni in questione della Bce”.