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LONDRA - Interi collegi senza neppure uno studente nero. Cambridge, come Oxford, ammette un sostanziale flop degli impegni presi per una maggiore integrazione e per l'abbattimento di barriere sociali e razziali che continuano a precludere l'accesso delle minoranze alle più illustri università di britanniche a dispetto della realtà demografica di un Paese sempre più multiculturale e multicolore.
La rivelazione questa volta arriva dal Financial Times, che ha ottenuto i dati sulle iscrizioni registrate alla Cambridge University fra il 2012 e il 2016. Dati che evidenziano come alcuni college dell'ateneo non abbiano trovato il modo di accettare neppure uno studente o una studentessa con la pelle scura (record negativo al St. Edmund's, con zero ammissioni su 30 domande) e altri si siano fermati a meno di dieci aspiranti neri o mulatti accolti in un quadriennio: restando in effetti college per soli bianchi o quasi.
Immediato il mea culpa dei vertici dell'università, che hanno riconosciuto di non aver saputo promuovere «la diversità», ma hanno chiesto anche «l'aiuto delle scuole e delle famiglie», oltre che delle autorità politiche, contro le persistenti discriminazioni di fatto nel Regno.
Dati analoghi avevano innescato di recente una polemica pure sull'università di Oxford, altra gloria accademica del Paese: accusata dal deputato laburista d'origini caraibiche David Lammy di aver «gravemente fallito» e di «perpetuare» in fin dei conti una situazione di «apartheid sociale».