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<h2>SubmittedText<h2><p>Le dichiarazioni di volontà e le direttive anticipate sono strumenti sempre più importanti per garantire che i trattamenti medici siano conformi alla volontà dei pazienti. Proprio durante la crisi da coronavirus molti anziani si sono resi conto che non desiderano essere intubati o posti in coma artificiale. Se debitamente informate in merito, molte persone danno la preferenza alle terapie palliative.</p><p>Sarebbe importante poter tenere conto di questo fatto soprattutto qualora le capacità di cura intensiva fossero esaurite e si dovesse procedere a una selezione dei pazienti. Nella crisi attuale la Svizzera è stata fortunatamente risparmiata da questo scenario. La dichiarazione di volontà resta tuttavia uno strumento importante soprattutto nell'ottica dei diretti interessati e merita pertanto di essere promossa.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è la percentuale della popolazione svizzera che ha espresso una dichiarazione di volontà?</p><p>2. Quali misure ha già preso il Consiglio federale per promuovere la diffusione delle dichiarazioni di volontà in Svizzera e informare la popolazione?</p><p>3. Spesso si sente dire che i medici, forse anche inconsapevolmente (poiché non ne sono a conoscenza), non rispettano le volontà espresse dai pazienti nelle loro dichiarazioni. In quale modo il Consiglio federale contribuisce a un maggior rispetto della volontà dichiarata dei pazienti?</p><p>4. Come valuta il Consiglio federale le seguenti misure volte a promuovere la diffusione delle dichiarazioni di volontà:</p><p>- le consultazioni mediche che hanno lo scopo di aiutare il paziente a redigere una dichiarazione di volontà vanno rimborsate dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS);</p><p>- le disposizioni della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) sui modelli assicurativi alternativi vanno modificate affinché gli assicuratori possano concedere una riduzione del premio agli assicurati che dispongono di una dichiarazione di volontà completa;</p><p>- la LAMal va adeguata affinché in maniera generale sia possibile concedere riduzioni e/o buoni nel settore dell'AOMS alle persone che dispongono di una dichiarazione di volontà completa;</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene possibili altre misure per motivare gli assicurati a esprimere dichiarazioni di volontà complete? Quali misure sono già pianificate?</p><p>6. Ci sono studi o statistiche, eventualmente anche a livello internazionale, che analizzano le ripercussioni delle dichiarazioni di volontà sui costi della salute e sull'entità delle prestazioni mediche applicate nella fase di vita terminale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo un sondaggio demoscopico rappresentativo svolto nel 2017 su incarico dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), oltre il 16 per cento della popolazione ha redatto le direttive del paziente. Questa quota aumenta con l'età: tra gli ultrasessantacinquenni, lo ha fatto il 35 per cento. Le direttive del paziente sono più diffuse nella Svizzera tedesca che in quella francese e nel Ticino (www.ufsp.admin.ch &gt; L'UFSP &gt; Pubblicazioni &gt; Rapporti di ricerca &gt; Rapporti di ricerca sulle cure palliative &gt; Sondaggio cure palliative 2018).</p><p>2. Il Consiglio federale ha già adottato varie misure per rafforzare in particolare la pianificazione sanitaria anticipata, per la quale l'UFSP ha elaborato un quadro di riferimento nazionale insieme a un gruppo di esperti. La Piattaforma nazionale cure palliative promuove il trattamento e l'assistenza preventivi alla fine della vita. Nell'ambito del Programma nazionale di ricerca "Fine della vita" (PNR 67) sono stati incentivati studi che hanno indagato l'utilità delle direttive del paziente. La popolazione non ne è stata ancora informata.</p><p>3. Nelle direttive del paziente (art. 370-373 CC; RS 210), chi è capace di discernimento può designare i provvedimenti medici ai quali accetta o rifiuta di essere sottoposto nel caso in cui divenga incapace di discernimento. Le direttive del paziente devono essere stabilite per scritto e il medico deve ottemperarvi, "salvo che violino le prescrizioni legali o sussistano dubbi fondati che esse esprimano la volontà libera o presumibile del paziente" (art. 372 cpv. 2 CC). Il medico che viola consapevolmente ed intenzionalmente la chiara volontà del paziente può incorrere, in certi casi, in conseguenze civili e persino penali. Si fa tuttavia presente che uno studio svolto nel quadro del PNR 67 (www.nfp67.ch &gt; progetto Aebi-Müller) ha indicato che è necessario intervenire per quanto riguarda l'applicazione di queste direttive nella prassi medica. Da un lato, le direttive del paziente spesso non sono reperite (in tempo), dall'altro la formulazione spesso troppo generica rende difficoltoso un loro impiego concreto in una situazione acuta. Il Consiglio federale è convinto che l'accesso alle direttive del paziente sarà migliorato con l'introduzione della cartella informatizzata del paziente. Inoltre, le direttive del paziente devono essere sempre più spesso redatte nel quadro di processi standardizzati, in collaborazione con professionisti della salute, in modo che siano formulate precisamente e contengano indicazioni operative chiare dal punto di vista medico (cfr. risposte alle domande 5 e 6).</p><p>4. Il Consiglio federale non ritiene opportuno trattare le questioni di autodeterminazione dei pazienti alla fine della loro vita insieme a quelle assicurative e alle possibilità di contenimento dei costi. Come già menzionato nella risposta alla mozione Graf-Litscher 18.3819, le riduzioni di premio accordate in forme particolari d'assicurazione devono anche corrispondere ai risparmi sui costi attesi. Ciò vale anche per gli sconti e i buoni menzionati: da un lato, nell'assicurazione malattie non sono note agevolazioni del genere al di fuori delle forme d'assicurazione e, dall'altro, devono essere controbilanciate da risparmi equivalenti. Il Consiglio federale rifiuta tuttavia una simile ponderazione.</p><p>5. L'UFSP sta elaborando il rapporto in adempimento del postulato CSSS-S 18.3384 "Migliorare l'assistenza e le cure alle persone che si trovano alla fine della loro vita", che dovrebbe essere adottato dal Consiglio federale entro la fine di quest'anno. Il rapporto dovrà inoltre esaminare come migliorare la pianificazione sanitaria anticipata, in particolare in situazioni specifiche di malattia. </p><p>6. Dal punto di vista del Consiglio federale è fondamentale che le direttive del paziente restino sempre uno strumento per rafforzare il diritto all'autodeterminazione dei pazienti e che perciò non siano utilizzate per contenere i costi sanitari. Per quanto concerne le ripercussioni delle direttive del paziente sulle prestazioni alla fine della vita, uno studio del PNR 67 indica che i processi di consulenza standardizzati per la pianificazione sanitaria anticipata contribuiscono a far conoscere nettamente più spesso i desideri di cura concreti dei pazienti che ricevono consulenza rispetto a quelli che non la ricevono. La pianificazione sanitaria anticipata permette più spesso di esaudire il desiderio del paziente di morire in un dato luogo (www.nfp67.ch &gt; progetto Krones). Progetti valutati di pianificazione anticipata provenienti da altri Paesi giungono agli stessi risultati.</p>  Risposta del Consiglio federale.