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Alla stipula di un contratto si chiede spesso ai consumatori di accettare condizioni commerciali generali (CCG). Normalmente non
sono negoziabili, per cui chi redige il testo ne decide da solo il contenuto. Per evitare che vengano redatte in modo troppo unilaterale esistono delle restrizioni legali all’uso di CCG abusive.
Condizioni commerciali abusive
Di che cosa si tratta?
Alla stipula di un contratto si chiede spesso ai consumatori di accettare condizioni commerciali generali (CCG). Normalmente non
Che cosa prevede la legge?
L’articolo 8 della legge federale contro la concorrenza sleale precisa che:
Art. 8 LCSI
Agisce segnatamente in modo sleale chiunque utilizza condizioni commerciali generali che, violando il principio della buona fede,
comportano a detrimento dei consumatori un notevole e ingiustificato squilibrio tra i diritti e gli obblighi contrattuali.
Domande e risposte
No, la legge non riporta esempi di clausole abusive. Solo il tribunale civile competente può stabilire, dopo l’esame dei fatti, se determinate condizioni commerciali generali sono abusive.
Più sotto riportiamo un riassunto delle clausole considerate abusive in Europa e una raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero al riguardo.
La legge vieta l’utilizzo di CCG abusive solo nei confronti dei consumatori. Le imprese o le persone che stipulano contratti a
scopo commerciale non possono dunque fare riferimento all’articolo 8 LCSl.
I consumatori che ritengono di avere a che fare con CCG abusive possono avviare un’azione civile contro la persona che le utilizza.
È anche possibile segnalare tali clausole alle associazioni dei consumatori o alla SECO (link: Presentare un reclamo contro altre pratiche commerciali sleali).
Clausole abusive nel confronto europeo
Giurisprudenza del Tribunale federale sulle CCG
Ultima modifica 18.10.2019