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La scherma, come arte della spada e del fioretto, ha avuto origine in Spagna nel XV secolo. Tuttavia, la Spagna non è mai diventata una grande potenza nella scherma, e vanta un solo bronzo olimpico: José Luis Abajo, a Pechino nel 2008.
Anticamente, la scherma aveva una marcata impronta di classe: principalmente, solo i rappresentanti dell'aristocrazia dei principati e degli stati feudali praticavano la scherma.
Oggi la scherma è disponibile per tutti, ricchi e non. È uno sport olimpico, la FIE (Federazione Internazionale di Scherma) comprende ben 153 paesi e l'ultimo campionato del mondo, svoltosi a Budapest, ha ospitato ben 2000 atleti. Questa prevalenza geografica della scherma ha portato al fatto che oggi non solo potenze sportive tradizionalmente avanzate come Francia, Italia, Russia e Corea si contendano medaglie, ma anche piccoli paesi, i cui schermitori mostrano regolarmente risultati elevati nelle competizioni internazionali. Tuttavia, oggi parleremo nello specifico delle migliori scuole di scherma, che sono ancora universalmente riconosciute come modello.
Scuola francese
Nel XIX secolo, quando la scherma prese forma come sport, iniziò a svilupparsi attivamente in Francia e in Italia. Fu in Francia nel 1913 che fu creata la Federazione Internazionale di Scherma e 8 anni dopo, nel 1921, si tenne il primo Campionato del Mondo a Parigi.
Gli schermitori francesi sono i progenitori della scherma attuale, e si distinguono ancora per il loro stile particolare e unico, spesso definito "classico". Stanno poco piegati in guardia, fanno una scherma a lunga distanza, utilizzano una serie di tecniche piuttosto tipiche e non particolarmente eccezionali, amano attaccare - motivo per cui a volte sono impazienti. I francesi sono molto ben preparati fisicamente, e spesso lo sottolineano. Lavorano duramente sulla distanza e sul tempo, e quindi hanno un movimento dinamico e un ritmo di combattimento elevato.
Gli italiani sono stati considerati concorrenti diretti dei francesi da tempo immemorabile. E, sebbene in termini di risultati non siano inferiori l'una all'altra, le loro scuole di scherma sono completamente opposte.
Scuola italiana
La scuola italiana di scherma è una delle prime nate, e per questo viene definita tradizionale. Nel XVI secolo in Italia furono definiti i principi della scherma, espressi nella classificazione delle tecniche e delle azioni. I docenti italiani hanno creato così un corso per lo studio della scherma e ne hanno teoricamente sostanziato i principi, che, in parte, sono ancora seguiti dai moderni schermitori.
Gli italiani differiscono dagli altri schermitori per la loro tecnicità: il loro arsenale di tecniche è molto ampio e lo usano magistralmente, aggiungendo un tocco di creatività grazie al loro carattere. La scuola italiana applica, di solito, una distanza più breve e più azioni con le armi, basate sulla presa dell’impugnatura, ad esempio. Preferiscono uno stile difensivo e di contrattacco e prestano particolare attenzione al tempo. Il ritmo della battaglia è generalmente meno dinamico del francese e del russo: si basano piuttosto sul tempismo e sull'azione tecnicamente corretta.
Scuola russa
Dopo la Seconda guerra mondiale, i paesi dell'Europa Orientale iniziarono a salire sui podi delle competizioni internazionali, la squadra nazionale dell'URSS prese il comando, e per più di 20 anni non abbandonò il primo posto ai Campionati del Mondo.
La scuola di scherma russa si distingue per le sue azioni dinamiche e meccanizzate. Gli atleti russi sono molto ben preparati fisicamente, e sono dotati di un movimento eccellente. Hanno una grande meccanica, un vasto arsenale di tecniche e le usano automaticamente, a differenza degli italiani che improvvisano e scelgono ogni volta quale tecnica usare. I russi, di regola, sono pazienti e differiscono per un ritmo di combattimento più basso rispetto ai francesi: preparano le loro tecniche per molto tempo e meticolosamente. Osservando la loro scherma, è palese che sia frutto di un enorme lavoro, perché le loro tecniche e le loro azioni sono letteralmente perfette.
Scuola coreana
Se non avete visto la finale di spada maschile alle Olimpiadi di Rio, assicuratevi di dare un'occhiata. Vi rovinerò il finale dicendo che l'eminente ed esperto schermitore ungherese Géza Imre ha condotto 14:10 e, secondo tutte le leggi della natura, sembrava diventare un campione olimpico, ma il giovane coreano senza alcuna speranza Park Sangyoung gli ha strappato la vittoria in modo ammirevole. Qual è il segreto del successo degli atleti coreani?
Prima di tutto, l‘alta velocità è un’arma principale degli schermitori coreani: qualità è innata o acquisita, non lo sappiamo, ma molte loro tecniche e legamenti sono costruiti sulla velocità. Alcuni concorrenti dicono del campione olimpico Park Sangyoung: “non abbiamo nemmeno il tempo di capire come attacca, non lo vediamo neanche partire, tanto è veloce!”
I coreani si distinguono per la correttezza della loro posizione: sono tutti perfettamente identici. Inoltre, hanno un arsenale equilibrato di tecniche, non hanno preferenze per l'attacco o la difesa. Si distinguono per il gioco di gambe perfetto, l'inizio esplosivo e la lunga distanza.
I coreani, e in particolare le atlete coreane, sono minuziosi nelle loro azioni: eseguono movimenti stretti con la punta della spada, a differenza degli atleti russi, a cui piace invece agitarla.