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Paesi del Corno d'Africa stanno attraversando una grave crisi alimentare. La Svizzera rafforza il suo sostegno.
- Crise dans la corne de l’Afrique
Situation au 12.3.2013
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Corno d’Africa (Somalia, Etiopia, Kenia)
Sito web della DSC - Corno d'Africa (Somalia, Etiopia, Kenia): www.swiss-cooperation.admin.ch/hornofafrica/
Sicurezza alimentare, salute, migrazione, buongoverno, costruzione dello Stato e della pace, trasformazione dei conflitti: sono questi i temi al centro della Strategia di cooperazione 2013-2016 per il Corno d’Africa. Consolidando i successi già ottenuti dalla Svizzera nella regione, la strategia ribadisce l’impegno della DSC a lavorare in contesti fragili e abbina la cooperazione allo sviluppo di lungo periodo ai programmi umanitari esistenti, mediante un approccio che coinvolge tutti i settori governativi («whole-of-government» approach).
Il Corno d’Africa rappresenta una nuova regione prioritaria per la DSC, in linea con il messaggio del Consiglio federale concernente la cooperazione internazionale 2013-2016. Sebbene nell’ambito della politica estera la Svizzera definisca il Corno d’Africa in senso ampio («Corno d’Africa allargato»), includendovi Sudan, Sud Sudan e Yemen, nella sua attività la DSC si concentra sul Corno d'Africa «ristretto» (Somalia, Etiopia e Kenia settentrionale e nordorientale), pur continuando a intervenire in altre aree della regione in funzione dei bisogni umanitari.
Effetti dei conflitti in corso
Da tempo la regione subisce le pesanti conseguenze della frammentazione della Somalia, della separazione del Sudan e del Sud Sudan e dell’attuale contenzioso riguardo alla linea di confine tra l’Etiopia e l’Eritrea. Alcune popolazioni del Corno d’Africa sono vittime dell’esclusione politica e dell’emarginazione economica. L'insicurezza alimentare cronica e ciclica, l’elevata variabilità climatica e le forti siccità nelle terre (semi)aride aggravano ulteriormente la situazione alimentando una prolungata crisi umanitaria.
A livello locale sono in aumento i conflitti sull’accesso alle risorse naturali e sulla loro condivisione in base a principi di equità. Inoltre, la regione registra il più elevato tasso di mortalità materna e infantile, mentre le mine e i residui bellici esplosivi limitano le possibilità per gli abitanti di garantirsi i mezzi di sussistenza. L’insieme di questi fattori ha costretto le popolazioni ad emigrare causando un vasto numero di profughi interni e rifugiati, la maggior parte dei quali sono ospitati dai Paesi confinanti.
Partnership Svizzera-IGAD
Con un budget totale di 140,05 milioni di franchi (il 94,32% del quale messo a disposizione dalla DSC), la Strategia di cooperazione per il Corno d’Africa 2013-2016 è destinata alle zone di conflitto e si concentra sulla Somalia e dintorni. La strategia coniuga l’aiuto umanitario con obiettivi e progetti di cooperazione allo sviluppo di lungo periodo nell’ambito di un approccio «whole-of-government», mediante la condivisione di obiettivi comuni, lo sviluppo di sinergie con altri enti governativi svizzeri e la creazione di una partnership svizzera con l’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD).
L’impegno svizzero nella regione è guidato dai «Principi DAC/OCSE per un adeguato intervento internazionale negli Stati fragili e nelle situazioni di precarietà», dal «New Deal» per l’impegno negli Stati fragili, che fissa obiettivi di costruzione della pace e delle strutture statali, e dagli Obiettivi di sviluppo del Millennio.
Pace, stabilità e crescita in primo piano
Con la nuova Strategia di cooperazione 2013-2016 per il Corno d’Africa, la Svizzera persegue i seguenti interessi e ipotesi di cambiamento:
- i popoli della regione acquistano gradualmente fiducia nelle istituzioni e nei servizi statali, da cui possono trarre vantaggi;
- malgrado insuccessi temporanei, essi sono sempre più in grado di condividere e gestire le risorse in modo pacifico e di usufruire delle opportunità economiche;
- affrontando le cause storicamente alla base di conflitti e povertà, che sono il denominatore comune degli Stati fragili del Corno d'Africa, la Svizzera sostiene i processi di trasformazione dei conflitti e di integrazione regionale, con particolare attenzione alle dinamiche del conflitto somalo e alle dispute relative alla condivisione del potere e delle risorse.
La Svizzera dovrebbe conseguire questi obiettivi utilizzando strumenti a livello sia regionale sia locale e nazionale: strumenti bilaterali e multilaterali, contributi fondamentali e destinati a
progetti lanciati di Governi o vari finanziatori, o accordi di cooperazione delegati; eventualmente anche fondi di sviluppo a gestione locale e/o attuazione diretta.
|Cooperazione internazionale della Svizzera||2011
||2012
||2013*

|DSC|
|Cooperazione bilaterale allo sviluppo||0.23||1.51||5.00|
|Aiuto umanitario||36.36||21.07||–|
|Segreteria di Stato dell'economia (SECO)|
|Cooperazione e sviluppo economici||–||–||–|
|Totale DSC/SECO||36.59||22.58||5.00|
|Altri uffici federali|
|Divisione Sicurezza umana e Direzione del diritto internazionale pubblico del DFAE||0.59||0.68||0.11|
|Altri divisioni del DFAE||–||0.10||..|
|Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS)||0.33||0.42||0.91|
|La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI)||0.09||0.07||0.07|
|Totale altri uffici federali||1.01||1.27||1.09|
|Cantoni e comuni||2.16||..||..|
|Totale||39.76||23.85||6.09|
Importi DSC senza i contributi di programma alle ONG
.. = non disponibile | – = importo nullo o importo < 5'000 CHF
Attività della DSC
Ognuno degli enti governativi svizzeri coinvolti, in particolare l’Aiuto umanitario e la Cooperazione regionale e globale della DSC, contribuisce alle quattro aree di intervento per la realizzazione dei relativi obiettivi.
Sicurezza alimentare e sviluppo rurale
In questo settore si cerca di aumentare la sicurezza alimentare e di rafforzare le capacità di adattamento delle comunità insediate in zone (semi)aride di fronte ai cambiamenti ambientali e socio-economici. Gli aiuti tenderanno soprattutto a potenziare, adattare e diversificare le loro strategie di sopravvivenza.
Salute
Migliorare la situazione sanitaria della popolazione nelle aree geografiche di intervento (zone aride o semiaride), con particolare riguardo alla salute materna e infantile.
Buongoverno, costruzione dello Stato e della pace, trasformazione dei conflitti
Su questo fronte si persegue l’obiettivo di rendere i Governi maggiormente responsabili di fronte ai cittadini e rafforzare il dialogo di pace a livello locale, distrettuale e nazionale, con particolare attenzione alla trasformazione del conflitto somalo e delle dispute in merito alla condivisione del potere e delle risorse.
Migrazione
Nel settore della migrazione si punta a migliorare la protezione di profughi, rifugiati interni e migranti nella regione nonché a una gestione più efficace della problematica, in modo da ridurre la vulnerabilità dovuta a movimenti migratori irregolari.
Approccio «whole-of-government»
Nel Corno d’Africa si applica un approccio «whole-of-government» affinché la Svizzera possa massimizzare il suo impatto positivo, agendo in modo coerente ed efficiente. Per conseguire il suo obiettivo principale nel Corno d’Africa «ristretto», la Svizzera ricorre a diversi strumenti:
- Strumenti umanitari e di sviluppo (DSC):
Cfr. la precedente sezione «Attività».
- Misure politiche e diplomatiche (Divisione Sicurezza umana, Divisione Africa sub-sahariana e Francofonia del DFAE e Ambasciate di Nairobi, Addis Abeba e Khartoum):
Divisione Sicurezza umana
Divisione Africa sub-sahariana e Francofonia
- Strumenti nel settore della migrazione (Ufficio federale della migrazione, Divisione Sicurezza umana, DSC):
Protezione nella regione: Ufficio federale della migrazione
- Strumenti nel settore della sicurezza (Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport):
Relazioni internazionali dell’esercito svizzero
Questo approccio è conforme al Rapporto sulla strategia di politica estera della Svizzera 2012-2015. È stato costituito un meccanismo di coordinamento per il «Corno d’Africa allargato» che coinvolge tutti gli enti svizzeri.
L’impegno a lungo termine della Svizzera
Dal 1990 al 2012, l’Aiuto umanitario svizzero ha investito nella ricostruzione, riabilitazione e trasformazione dei conflitti, perlopiù nelle nazioni emergenti durante e dopo le guerre civili. L’Aiuto umanitario è attivo nella regione (Somalia, Kenia, Etiopia, Gibuti) dal 2006, con un budget annuale tra 14 e 20 milioni di franchi. Nel 2011 il Consiglio federale ha concesso altri 20 milioni da destinare agli interventi a seguito della siccità e della carestia che hanno colpito ampie aree della regione, portando il budget complessivo a 35 milioni di franchi.
Nel 2009 è stato riaperto un Ufficio regionale di programma umanitario a Nairobi (Kenia) e nel 2010 è stato inaugurato un centro umanitario dell’Ufficio di cooperazione nella capitale etiope Addis Abeba. Nel 2011, sono stati coordinati interventi globali in materia di sicurezza alimentare e idrica sotto la vigilanza dell’ufficio DSC di Addis Abeba. Dall’inizio del 21° secolo, la Svizzera ha sostenuto attivamente la costruzione dello Stato e della pace nonché i programmi di sminamento.
Apprendere dall’esperienza
La nuova Strategia di cooperazione 2013-2016 rappresenta una risposta diretta ai seguenti insegnamenti tratti dalle passate esperienze:
- occorre rafforzare ulteriormente la capacità di adattamento delle popolazioni e potenziare i legami tra l’aiuto umanitario, lo sviluppo e la costruzione della pace per affrontare i problemi della regione del Corno d’Africa. A questo scopo, a partire dal 2008 il focus dell’aiuto umanitario si è spostato dall’assistenza nei casi d’emergenza al rafforzamento della capacità di adattamento, un approccio che si è dimostrato più efficace;
- la «gestione di programmi sensibili ai conflitti» (CSPM) deve costituire parte integrante di ogni intervento in modo da evitare danni e conservare un’immagine della Svizzera improntata ai valori di assistenza e neutralità.
Luce sul contesto: Corno d’Africa

Kenia

Etiopia

Somalia

Fonte: World Development Indicators 2013 della Banca Mondiale
Indirizzo di contatto della DSC in loco:

Corno d'Africa (Somalia, Etiopia, Kenia) (Nairobi)

Swiss Agency for Development and Cooperation (SDC)
|Telefono||+254 202 134 323

+254 706 210 297
|<email-pii>|
|Sito Web||www.swiss-cooperation.admin.ch/hornofafrica/|

Qui trovate pubblicazioni più dettagliate, rimandi, documenti e articoli di attualità sulla cooperazione svizzera allo sviluppo e sull’aiuto umanitario in questo paese.