Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/167938

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare le disposizioni dell'articolo 15 dell'ordinanza sui medicamenti per uso veterinario (OMVet) in modo che gli equidi dichiarati come animali domestici, dopo un periodo di attesa di un anno, possano essere ridichiarati come animali da reddito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Sono diversi i motivi che possono indurre un proprietario a designare il proprio cavallo come animale domestico, ad esempio perché, per ragioni etiche o affettive, vuole evitare che l'animale possa in futuro essere macellato. Inoltre lo scopo d'utilizzo quale animale domestico permette, all'occorrenza, di curare un cavallo con un maggior numero di medicamenti veterinari e di rinunciare alla compilazione di un giornale dei trattamenti. In caso di malattie specifiche, agli animali domestici possono essere somministrate sostanze attive non ammesse per gli animali da reddito per ragioni di sicurezza alimentare. In assenza di studi sui residui di queste sostanze, è impossibile stabilire un termine d'attesa che possa essere considerato sicuro.</p><p>Proprio per questo motivo, l'articolo 15 dell'ordinanza sui medicamenti veterinari (RS 812.212.27) stabilisce che lo scopo d'utilizzo come animale domestico non può più essere modificato. Durante la procedura di modifica dello scopo d'utilizzo, la banca dati sul traffico di animali avverte esplicitamente il proprietario che in seguito non sarà più possibile ripristinare lo scopo d'utilizzo "animale da reddito". Non sussiste peraltro nessun obbligo di designare già alla nascita un puledro come animale domestico. È ad esempio possibile procedere alla modifica dello scopo d'utilizzo solo quando ciò diventa indispensabile per la somministrazione di medicamenti specifici. Questa regolamentazione è in linea con le norme dell'UE (art. 37 del regolamento di esecuzione UE, 2015/262) e garantisce l'equivalenza delle disposizioni secondo l'Accordo bilaterale tra la Svizzera e l'UE sul commercio di prodotti agricoli (allegato 11). Soltanto grazie al mutuo riconoscimento dell'equivalenza delle disposizioni applicabili ai prodotti di origine animale e alla salute degli animali, nel 2009 si sono potuti abolire i controlli veterinari al confine tra la Svizzera e l'UE, il che da allora ha semplificato il commercio bilaterale.</p><p>Infine, occorre sottolineare che negli ultimi anni il consumo di carne equina in Svizzera è complessivamente sceso da 5414 tonnellate nel 2011 a 3585 tonnellate nel 2015. Nello stesso lasso di tempo, anche la produzione indigena è calata (da 3115 a 2652 capi). Parallelamente la quota della produzione interna sul consumo totale di carne equina è salita del 2 per cento (Proviande, "Der Fleischmarkt im Überblick 2015").</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.