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Pericoloso aumento dei filler facciali fai da te durante la pandemia
Le procedure cosmetiche somministrate a casa possono portare a una serie di problemi, da cicatrici permanenti a continue anomalie nella pigmentazione della pelle.
È bene ricordare che il filler facciale non può essere trattato come un «progetto fai da te».
Durante il culmine della pandemia di Covid-19, i trattamenti per il viso sono diventati la norma: le persone hanno continuato a spendere soldi in prodotti di bellezza e a cercare procedure cosmetiche.
Per questo gli esperti ora esortano le persone ad evitare filler facciali o Botox fai da te, in quanto le procedure cosmetiche somministrate a casa possono portare a una serie di problemi: da cicatrici permanenti a continue anomalie nella pigmentazione della pelle.
«Durante il lockdown, le interazioni medico-paziente si sono in gran parte svolte sotto forma di ambulatori di telemedicina, e molte cliniche estetiche sono rimaste chiuse. Incapaci di ottenere cure professionali, molti pazienti si sono sentiti in dovere di cercare opzioni cosmetiche facilmente ottenibili ma più rischiose», ha affermato il dottor Neelam Vashi, professore associato di dermatologia presso la Boston University School of Medicine, aggiungendo che è sempre meglio lasciar eseguire tali procedure agli specialisti.
«Sebbene le procedure cosmetiche come i filler abbiano una miriade di possibili complicazioni, se eseguite da professionisti autorizzati tendono ad essere molto sicure con effetti collaterali minimi».
Il Dr. Vashi, inoltre, ha avvertito che molte delle informazioni disponibili su Internet, inclusi i video e le pagine web di istruzioni che insegnano come auto-amministrare queste procedure cosmetiche, sono «di fatto errate». Sono diffuse da «esperti» autoproclamati e non verificati.
«L'esistenza di siti di e-commerce ha reso l'approvvigionamento di prodotti fortemente regolamentati come filler dermici e composti pericolosi come l'acido tricloroacetico e molti altri, esponenzialmente più facile, con molti rivenditori che vendono prodotti contraffatti di qualità sconosciuta, contenenti ingredienti vietati – ha continuato il dottor Vashi -. Questo genera una situazione che predispone i pazienti vulnerabili ad essere sfruttati e a subire conseguenze indesiderate».
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Clinics in Dermatology.
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