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NEUCHÂTEL - L'Ufficio federale di statistica (UST) ha festeggiato oggi i 20 anni del suo trasferimento a Neuchâtel, operazione che ha raggruppato in un unico luogo le unità prima sparse in 13 diverse sedi bernesi.
In occasione dell'anniversario, l'UST ha invitato numerose personalità locali, tra cui i consiglieri di Stato Laurent Kurth e Jean-Nathanaël Karakash, il rettore dell'Università Kilian Stoffel e la presidente del consiglio comunale Christine Gaillard. Il Dipartimento federale dell'interno (DFI), responsabile dell'UST, è rappresentato dal segretario generale Lukas Bruhin.
La scelta del capoluogo neocastellano è avvenuto nell'ambito del programma di decentramento dell'Amministrazione federale rafforzandone la rappresentanza francofona nella regione di Neuchâtel, spiega l'UST. Quest'ultimo alla fine del 2017 contava 678 posti di lavoro a tempo pieno, per un totale di 814 dipendenti, il 53,3% dei quali francofoni.
Erano circa un quarto prima del 1998, ha ricordato il locarnese Carlo Malaguerra, che ha diretto l'UST per 14 anni, fino al 2002. La riunione di tutte le forze dell'ufficio in un solo luogo è stata anche «un successo professionale». Ma - ha aggiunto - tra la decisione del Consiglio federale di spostarlo nel 1986 e il 1998 «ci sono stati anni ingrati, nei quali gli effettivi si erano dimezzati poiché gli impiegati non volevano venire a lavorare a Neuchâtel».
Il trasloco ha poi permesso all'UST di «guadagnarsi visibilità e credibilità». Nel passato - ha sottolineato l'ex direttore - non aveva una buona reputazione: vi si trasferivano i funzionari «di cui non si sapeva cosa fare, spesso dei casi sociali», poiché si riteneva che fosse sufficiente saper far di conto per lavorarvi.
Allora la Svizzera «non aveva la capacità di fornire dati su numerosi aspetti, in particolare sulla sua situazione economica». Grazie a una modifica delle basi legali e dei metodi di lavoro, la delocalizzazione ha permesso all'UST di compiere il passo verso la modernità, ha riassunto Malaguerra.
L'arrivo dell'UST Neuchâtel ha dato molti impulsi, ha affermato Jean-Nathanaël Karakash, capo del dipartimento cantonale dell'economia e dell'azione sociale. La sua integrazione nel tessuto accademico ed economico ha contribuito a stimolare la ricerca e la formazione nella regione. È un polo di impieghi che offre posti a forte valore aggiunto nel cantone, ha rilevato.