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Nato nel 1837, dopo la laurea in scienze matematiche e fisiche all'Università di Parma Gianella iniziò una brillante carriera nell'ambito della realizzazione di opere pubbliche. Attivo politicamente nelle fila conservatrici, fu eletto in Consiglio di Stato nel 1884 e per sette anni condusse il Dipartimento delle pubbliche costruzioni. In questa veste diede impulso alla bonifica del piano di Magadino, alla correzione del Ticino e della Maggia, nonché alla costruzione della strada delle Centovalli. Travolto dalla rivoluzione liberale del 1890, tornò alla sua professione partecipando ai lavori di triangolazione del Cantone e, dopo l'adozione della Legge sulle ferrovie regionali nel 1902, alla progettazione delle linee ferroviarie Locarno-Bignasco e Biasca-Acquarossa. Scomparve nel 1917.
La produzione fotografica di Ferdinando Gianella va in buona parte ricondotta alla sua professione, con molte immagini relative a strade, ponti e linee ferroviarie tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Da questi scatti si intuisce come Gianella attribuisse alla fotografia non soltanto un valore documentale o celebrativo bensì anche una valenza tecnica, considerandola uno strumento suscettibile di agevolare il mestiere dell'ingegnere. D'altra parte, in molte lastre di carattere privato, Gianella denota una certa originalità fotografica, non disdegnando la sperimentazione o l'ironia, lasciando a tratti intravvedere uno sguardo molto moderno. L'esposizione comprende una trentina di fotografie provenienti dal fondo Gianella che ci conducono lungo le vie di comunicazione della Valle di Blenio, da Biasca ad Olivone, nel periodo che dal 1890 circa va sino al 1932. Perlopiù incentrata sulla realizzazione delle strade e della ferrovia, in linea con le esigenze professionali e con l'approccio fotografico di Ferdinando Gianella, questa selezione di immagini ci porta a riflettere sulla valenza delle vie di comunicazione, sulla loro costruzione, sul loro impatto territoriale, ma anche sulle molteplici aspettative di cui erano investite.