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Gli interventi di regolazione dei livelli lacustri non sono arbitrari: l’andamento annuale dei livelli idrometrici è prescritto in regolamenti vincolanti che tengono debitamente conto dei vari interessi legati alla regimazione dei laghi e degli emissari.
Questi regolamenti, che per ogni giorno dell'anno e per ogni livello idrometrico indicano un deflusso di riferimento, sono vincolanti per i gestori delle dighe. In questo modo si riesce a garantire di regola un equilibrio tra l'apporto degli immissari e la portata d'acqua in uscita (emissari) come pure un deflusso equilibrato nei corsi a valle delle dighe. In linea di massima la regolazione dei livelli lacustri non è una questione controversa e i livelli idrometrici dei principali laghi svizzeri seguono da lungo tempo ormai un regime di fluttuazione generalmente accettato (che previene livelli di piena e di magra).
D'altro canto, già in condizioni idrometriche normali la libertà di manovra della regolazione lacustre è assai più limitata di quanto generalmente ipotizzato: volendo prevenire livelli di piena e di magra e dovendo allo stesso tempo tenere conto della limitata capacità di scarico dei laghi, il margine di oscillazione accettabile è ridotto.
Il margine di manovra si restringe ulteriormente in seguito a periodi di piogge insistenti o intemperie e durante lo scioglimento delle nevi, quando una quantità eccezionalmente abbondante di acqua confluisce in un lago. Il bacino di invaso si riempie allora velocemente e il livello del lago, anche a diga completamente aperta, continua a salire fino a quando la portata uscente non è uguale alla somma di tutti gli apporti a monte (affluenti). Nessuna strategia di regolazione dei livelli lacustri può influenzare questo principio fondamentale dell'idraulica.
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Ultima modifica 01.05.2015