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Almeno per il momento, le imprese svizzere non dovranno farsi garanti per i salari e le condizioni di lavoro praticate dai loro subappaltatori europei. Seguendo il Consiglio degli Stati, la Camera del popolo ha rinviato all'autunno questo capitolo delle misure d'accompagnamento alla libera circolazione.
Tale rinvio concerne anche i mercati pubblici. La settimana scorsa, la maggioranza non aveva voluto introdurre la responsabilità solidale nel settore privato, ma l'aveva prevista per i mercati pubblici. L'idea di imporre un'eventuale responsabilità solidale all'imprenditore principale, qualunque sia il genere di mercato, è così trasferita in un secondo progetto, attualmente esaminato a livello di commissione.
In settembre, il parlamento avrà pure modo di esaminare un rapporto governativo che analizza questa problematica. Oggi, il Nazionale si è allineato tacitamente agli Stati, escludendo per i poteri pubblici qualsiasi dovere di diligenza.
Una sola divergenza separa ancora le Camere nel pacchetto destinato a rafforzare la lotta contro gli abusi sui mercati del lavoro, in seguito alle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone con l'Unione europea (Ue). Con 117 voti contro 63, il Consiglio nazionale non ha voluto inasprire le sanzioni previste in caso di mancato pagamento delle multe, come auspica invece la Camera dei cantoni, alla quale il progetto ritorna.