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Saga
I primi 60 anni di 007, la mitica Bond Girl Ursula Andress: «Sono delusa»
«Il mio nome è Bond, James Bond». Risuona da 60 anni la presentazione tipica del personaggio nei film di uno dei franchise più longevi e famosi della storia del cinema, la serie di James Bond che non stanca mai ed emoziona sempre allo stesso modo.
Era il 5 ottobre del 1962 quando nel Regno Unito usciva nelle sale cinematografiche (sette mesi dopo negli USA, ndr) «Dr No» (Agente 007 - Licenza di uccidere), il primo capitolo della serie dedicata all'agente segreto britannico e ispirata al romanzo «Licenza di uccidere» di Ian Fleming (1958).
Nessuno avrebbe immaginato che una pellicola prodotta a basso costo sarebbe diventata un grande successo commerciale e un vero e proprio brand che affascina qualsiasi tipo di spettatore da 60 anni.
Il film, diretto da Terence Young e prodotto da Harry Saltzman e Albert R. Broccoli, portava sullo schermo un giovane attore scozzese all'epoca praticamente sconosciuto, Sean Connery, mentre il ruolo della Bond girl principale, Honey Ryder, venne dato alla nostra Ursula Andress, il cui bikini bianco da lei stessa disegnato divenne leggendario.
Andress: «Non un grazie o un mazzo di fiori»
Il primo film della leggendaria serie di James Bond incassò circa 60 milioni di dollari nel 1962. Ma l'attrice svizzera Ursula Andress non ha visto molto di tutta quella montagna di soldi, come ha rivelato ora in un'intervista alla tedesca «Bild».
Il suo compenso era di 10.000 dollari. E questo nonostante l'ormai ottantaseienne sia entrata nella storia del cinema con la scena in cui il suo personaggio Honey Rider esce dalle acque oceaniche giamaicane.
«Hanno raccolto milioni attraverso di me per decenni», si infervora Andress. «Ma non ho mai ricevuto alcun credito. Non un grazie, non un centesimo in più, nemmeno un mazzo di fiori».
«Sono delusa e arrabbiata»
Sessant'anni anni dopo il grandissimo successo di «Dr. No», la bernese (nata a Ostermundigen) è stufa del team che ruota attorno alla produttrice di Bond Barbara Broccoli: «Sono delusa e soprattutto arrabbiata con i produttori di Bond».
La Andress è sicura di aver avuto un ruolo decisivo nel successo di 007: «Io e Sean eravamo bravissimi all'epoca. Se il primo Bond non fosse stato un successo, non ci sarebbe stato un altro film. So che Sean la pensava allo stesso modo».
Grazie al ruolo di prima Bond girl, la Andress divenne un sex symbol negli anni '60 e lanciò una carriera hollywoodiana di successo. Oggi vive a Roma e preferisce pensare a cose diverse da 007. «Ringrazio i fan per il loro apprezzamento», ha detto la Andress. «Ma sono stanca di Bond e non voglio rimuginarci sopra».
Cinque attori per 25 film
Ma dopo questa doverosa parte dedicata alla prima e unica Bond Girl elvetica, torniamo agli attori che hanno incarnato James Bond sul grande schermo.
Connery fu poi protagonista in totale di sette James Bond, l'ultimo nel 1983 in «Mai dire mai», (remake di «Agente 007 - Thunderball») che però non è un film ufficiale della saga non essendo prodotto dalla compagnia di Broccoli e dalla United Artists. .
Nel corso di sei decadi e 25 pellicole, a vestire i panni dell'affascinante 007 sono stati George Lazenby, Roger Moore (con Connery l'attore che ha interpretato più volte il ruolo), Timothy Dalton, Pierce Brosnan e Daniel Craig.
Chi sarà il prossimo Bond?
Dopo l'ultimo capitolo del franchise, «No Time to Die» (2021) e l'addio al ruolo da parte di Craig, resta il dilemma di chi sarà all'altezza di interpretare un personaggio così carismatico ed emblematico.
Un vero grattacapo per i produttori Michael G. Wilson e Barbara Broccoli, la cui risposta alla domanda persistente per il nome di un attore papabile per quello che è considerato il ruolo più ambito nel cinema inglese, resta «Not at the moment» (Non al momento).
Indiscrezioni parlavano anche di una donna, ma Broccoli ha precisato che sarà un uomo e di qualsiasi colore di pelle. Allora nel toto-nomi sono finiti, tra gli altri, Regé-Jean Page, Henry Cavill, James Norton, Idris Elba, Tom Hopper e persino Harry Styles.
Intanto i due produttori del franchise sono entrati nella storia con l'impronta delle mani nel piazzale di cemento dello storico TCL Chinese Theatre lungo l'Hollywood Walk of Fame a Los Angeles.
Diversi eventi per festeggiare l'anniversario
Michael G. Wilson e Barbara Broccoli sono anche impegnati per le celebrazioni del sessantesimo anniversario del franchise. A New York si è da poco conclusa un'asta da Christie's, «Sixty Years Of James Bond», con circa 60 oggetti iconici dei 25 film: tra questi anche l'Aston Martin DB5 color argento che è stata venduta per oltre tre milioni di dollari.
Nell'approssimarsi della data del 5 ottobre, invece, la cantante Shirley Bassey, la cui voce potente ha reso indimenticabile alcune delle colonne sonore della serie, è stata tra le protagoniste della retrospettiva 'The Sound Of 007 In Concert' alla Royal Albert Hall a Londra.
E qualche giorno fa è uscita una versione in vinile con tutte le 'title track' dei 25 film eseguite dalla Royal Philharmonic Orchestra.
SDA