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Il governo maltese ha rifiutato la richiesta formale di Tripoli di restituire due caccia Mirage fatti atterrare a La Valletta una settimana fa da due disertori.
Parlando in televisione, il premier maltese Lawrence Gonzi ha detto che la richiesta è stata fatta "personalmente dal primo ministro libico, ed io ho subito risposto di no", ha detto. Gli aerei rimangono sulla pista dell'aeroporto de La Valletta controllati dai soldati maltesi, mentre i due piloti, descritti solamente come colonnelli dell'aeronautica libica, aspettano una risposta dal Commissario per i Rifugiati maltese alla loro richiesta di asilo politico. I piloti hanno dichiarato di aver deciso di virare verso Malta martedì scorso, per non ubbidire ordini di bombardare la ribellione nella città di Bengasi.
Malta aveva già rifiutato il permesso di atterraggio ad un volo della Libyan Arab Airlines (LAA) giovedì scorso. Secondo Gonzi l'aereo, un ATR-42 con 14 passeggeri a bordo, trasportava anche piloti intenzionati intenzionati a riprendere i due caccia. Secondo fonti militari, il governo maltese è stato avvisato dai servizi segreti inglesi che era in atto un piano da parte di alcuni militari libici di atterrare a Malta per riprendere i caccia e riportarli a Tripoli.
Intanto, Malta continua ad assumere un ruolo strategico nelle evacuazioni di stranieri per via aerea e marittima dalla Libia. Circa 12.000 persone sono arrivate nell'aeroporto di Malta da Tripoli in una settimana, mentre altrettanto persone sono arrivate su navi e sono state smistate su aeri verso varie destinazioni.
SDA-ATS