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Un intervento esorta il governo a mantenere la comunicazione su onde corte. Rimane la dicotomia tra servizio minimo e innovazione tecnologica.Questo contenuto è stato pubblicato il 11 dicembre 2001 - 13:25
Un'interpellanza al Consiglio degli Stati, chiede quale futuro sia riservato al servizio su onde corte. In particolare il primo firmatario, il liberale appenzellese Hans-Rudolf Merz, si preoccupa per l'abbandono graduale di questa tecnologia semplice ma sicura che garantisce, da una parte, la diffusione di informazioni in un'ottica elvetica e, dall'altra, che permette di creare dei ponti radio con le ambasciate elvetiche e con le navi, ovunque queste siano.
Rispondendo al senatore appenzellese, il Consiglio federale ha ribadito le scelte fatte negli ultimi anni. Nel messaggio si ripropongono i vantaggi delle onde corte, ma si ricordano anche la scarsa qualità di ricezione e la diffusione della trasmissione via satellitare.
Anche la digitalizzazione del segnale via onde corte DRM (Digital Radio Mondial) è seguita con attenzione dal governo, ma attualmente non offre ancora le garanzie necessarie. La Svizzera continuerà a far sentire la sua voce nella coordinazione internazionale per la distribuzione delle frequenze.
Mandato a Radio Svizzera Internazionale
Il Consiglio federale ha comunque comunicato di voler rinnovare, nell'estate del 2002, il mandato al servizio internazionale che emette su onde corte. Radio Svizzera internazionale (SRI) continuerà a trasmette, soprattutto in Africa e in America latina, su onde corte. Nel mandato si tiene quindi conto della situazione socioeconomica delle diverse regioni del mondo.
Altresì il governo sostiene il nuovo indirizzo multimediale adottato da SRI, con l'offerta internet "swissinfo". La disponibilità di un Computer e di un modem è ritenuta altrettanto diffusa, come quella di una radio per emittenti internazionali.
SRI continua, secondo il messaggio governativo, a mantenere il contatto con gli svizzeri all'estero e ad offrire informazione sulla Svizzera in tutto il mondo.
Si intende comunque mantenere aperta l'opzione di trasmissione su onde corte. In particolare le ambasciate continueranno a disporre della tecnologia di trasmissione e ricezione su onde corte, grazie al sostegno logistico del Dipartimento della difesa.
L'evoluzione del panorama politico mondiale, suggerisce di mantenere delle posizioni aperte sul fronte della trasmissione radio a lunga distanza, afferma il governo. Fra l'altro per garantire la fruibilità di informazioni indipendenti anche in territori in guerra. Per questo verranno mantenuti dei centri di trasmissione e di ritrasmissione sia in Europa che negli altri continenti.
swissinfo
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