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L'iniziativa popolare dell'Unione sindacale svizzera (USS) "per la protezione di salari equi (Iniziativa sui salari minimi)" è formalmente riuscita. Lo ha annunciato oggi la Cancelleria federale, che ha convalidato le firme di 112'301 persone.
L'USS aveva lanciato l'iniziativa nel gennaio 2011 e l'aveva depositata lo scorso 23 gennaio. Il testo vuole che la Confederazione stabilisca un salario minimo legale, da adeguare poi periodicamente. Una disposizione transitoria prevede una retribuzione minima garantita di 22 franchi all'ora, ossia di 4'000 franchi mensili per un orario settimanale di 42.
In Svizzera - fa notare la confederazione sindacale - oltre la metà dei lavoratori non beneficia di un salario minimo, protetto da un contratto collettivo di lavoro (CCL). Quasi 400 mila persone che lavorano a tempo pieno - fra le quali 300 mila donne - guadagnano troppo poco per poter vivere decentemente con la loro famiglia.
L'iniziativa è appoggiata dal Partito socialista. Il comitato promotore comprende anche membri dei Verdi, del Partito cristiano sociale e dell'estrema sinistra.
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