Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01155.jsonl.gz/715

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Dopo quanto sta accadendo in Giappone, Verdi e socialisti svizzeri chiedono un piano d'azione per portare la Svizzera fuori dal nucleare. Il gruppo dei Verdi alle Camere ha inoltrato una domanda all'Ufficio del Nazionale per una sessione speciale dedicata alla sicurezza nucleare e alla politica energetica. Il PS appoggia, e il dibattito, essendoci il quorum richiesto, potrebbe tenersi nella sessione estiva.
Le due formazioni esigono che la Svizzera pianifichi l'uscita dall'energia atomica; i Verdi, che stanno valutando se promuovere un'iniziativa popolare, chiedono di cominciare a staccare i tre reattori più vecchi, ossia Mühleberg (BE), Beznau I e II (AG). I socialisti chiedono al governo di fissare in una legge le modalità di abbandono delle centrali.
PPD e Verdi liberali propendono per una prudente attesa prima di ogni decisione. "Ciò che è accaduto alla centrale di Fukushima ci porta a riflettere" sulla sicurezza nucleare e sul futuro della nostra politica energetica, ha affermato il presidente del PPD Christophe Darbellay. Non è il caso di precipitare le cose. Si tratterà di sapere, secondo Darbellay, in quali condizioni la proroga delle autorizzazioni di gestione delle vecchie centrali è da ritenersi ragionevole. I verdi liberali sono sulla stessa lunghezza d'onda.
L'UDC ritiene che sia troppo presto per adottare misure concrete in favore della sicurezza delle centrali; il gruppo respinge "ogni decisione precipitosa".
SDA-ATS