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BERNA - L'indagine diventa "un'ispezione formale". È quanto ha deciso la Delegazione delle Commissioni della gestione delle Camere dopo aver definito "grave" il furto di dati presso il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Prima della fine del prossimo marzo la Delegazione fornirà le proprie conclusioni in un rapporto all'attenzione del Consiglio federale.
Fino ad allora, la Delegazione non comunicherà più su questa vicenda, ha dichiarato questa sera alla stampa il suo presidente Pierre-François Veillon (UDC/VD). Quest'ultimo si è espresso al termine di una seduta durante la quale la Delegazione ha nuovamente ascoltato il consigliere federale Ueli Maurer e il capo del SIC Markus Seiler e ha manifestato loro la richiesta d'essere informata sulle misure adottate per rendere più sicura la struttura informatica del SIC a breve ma anche a lungo termine.
Ovviamente, l'intera vicenda sarebbe stata molto più grave se i dati rubati fossero finiti in mano a terzi. Si tratta di un'eventualità che la Delegazione si sente di escludere, ma non al 100%. Ciò non toglie che la gravità della vicenda è notevole, meno per le conseguenze del furto che per le carenze nel controllo dei rischi.