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Due anni dopo la tragedia del Mottarone, emergono ulteriori informazioni che provano che i problemi erano noti alle autorità.
L'esposto inviato nel 2015 alla procura
Nel dicembre del 2015 scrisse un esposto, indirizzato alla Procura di Torino, denunciando quanto gli era stato riferito da due persone che lavoravano alla funivia del Mottarone, e cioè che in alcune occasioni il freno di emergenza della cabina sarebbe stato mantenuto non funzionante, "bloccato" con i forchettoni. L'autore dell'esposto - come si legge nell'edizione provinciale de "La Stampa" - è Alfredo Macrì Del Giudice, a quei tempi consigliere di minoranza del comune di Stresa.
"Da quel giorno non sono mai più salito su quella funivia"
"Io, con i miei occhi, non ho mai visto i forchettoni inseriti - aggiunge Macrì Del Giudice all'ANSA - ma da quel giorno non sono mai più salito sulla funivia del Mottarone. Quando è successa la disgrazia ho pensato subito a quell'esposto: mi è preso un nodo alla gola e alla stomaco tremendo e ne ho immediatamente mandata copia ai carabinieri di Stresa e alla Procura di Verbania".
Non l'unica segnalazione
Non è la prima volta che emergono retroscena sugli anni precedenti alla tragedia. Un altro esposto, presentato nei giorni immediatamente successivi all'incidente dall'avvocato Ferdinando Paglia, faceva riferimento a una lettera, sempre datata 2015, ai tempi della ristrutturazione della funivia, in cui una delle società interessate al bando segnalava presunti danni strutturali nella stazione a monte.