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Tassare le bibite zuccherate può portare a un calo del loro consumo, riducendo di conseguenza la diffusione di malattie come l’obesità o il diabete di tipo 2 e il propagarsi delle carie. Lo afferma un rapporto pubblicato martedì dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Queste conclusioni sono il risultato di un meeting di esperti tenutosi a metà 2015 e di 11 revisioni sistematiche degli studi sull’efficacia degli interventi di politica fiscale per migliorare le diete e prevenire le malattie non trasmissibili.
"Dal punto di vista nutrizionale, le persone non hanno bisogno di zuccheri aggiunti alla loro dieta", ha spiegato Francesco Branca, direttore del Dipartimento per la nutrizione dell’OMS. L’Organizzazione raccomanda un consumo aggiuntivo – se questo ci dev’essere – che sia inferiore al 10% del fabbisogno energetico quotidiano (5% per avere benefici addizionali per la salute). Ossia meno di 2,5 decilitri delle bevande in questione.
Altri suggerimenti proposti dall’analisi sono sussidi che permettano di abbassare il prezzo di frutta e verdura, come pure che i guadagni derivanti dalle tasse vadano a finanziare iniziative di salute pubblica.
ats/mrj
- RG delle 18.30 dell'11.10.16; le considerazioni del dottor Pietro Gerber, specialista in medicina interna e endocrinologia
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