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Si mandano messaggi, consultano le rispettive homepage, si parlano direttamente nel corso di videoconferenze.
Per una settimana due licei di Winterthur, nei pressi di Zurigo e una scuola tecnica di informatica di Brooklyn, New York, hanno discusso anche di guerra.
"Sono contenta di questo progetto", dice Martina, 17 anni, che grazie all'iniziativa ha fatto amicizia con John e Cristina, che vivono dall'altra parte dell'Atlantico. "E' stato un arricchimento personale", spiega a swissinfo.
La guerra vista dagli americani
I giovani americani hanno molte cose in comune con i loro coetanei svizzeri: la musica, gli hobby, "salvo il baseball", precisa Martina e aggiunge che anche Cristina ama come lei fare dello shopping. Altre cose invece sono diverse "perché loro vivono in un altro mondo".
Questo vale soprattutto per la guerra in Iraq, tema principale di una delle due videoconferenze. Gli studenti dei licei Im Lee e Rychenberg si sono preparati in modo molto approfondito su questo argomento.
"Abbiamo organizzato un corso speciale di storia con un esperto e i giovani hanno fatto da soli delle ricerche, in inglese", spiega a swissinfo Markus Wettstein, insegnante di inglese e uno dei coodinatori del progetto, che loda anche la preparazione degli allievi di Brooklyn.
Wettstein sottolinea anche un altro aspetto del progetto: "I nostri ragazzi sono stati invitati ad argomentare con tatto e in modo differenziato". Sia gli insegnanti che gli studenti sono d'altronde rimasti colpiti dall'impatto personale della guerra sui giovani americani.
"Sostengono i loro soldati, non necessariamente il presidente Bush", dichiara a swissinfo il 19enne Markus. "Molti hanno dei parenti fra i soldati al fronte", gli fa eco Markus Wettstein.
L'appoggio ai propri soldati è ovviamente molto forte ma ciò non impedisce ai giovani americani di scendere in strada per manifestare contro la guerra.
Alla domanda di un ragazzo di Winterthur su cosa pensassero i colleghi americani delle manifestazioni pacifiste in Europa, uno dei giovani di Brooklyn risponde: You are right!
Martina unisce le due preoccupazioni: "Io sono contro la guerra", dice, "e mi fanno pena i soldati americani e la popolazione civile irachena."
Luoghi comuni sempre attuali
"Per fortuna non si è parlato solo di guerra", ammette Markus. "Ci sono state poste anche domande molto interessanti, che non mi aspettavo", dichiara Stefan, 17 anni. Da Brooklyn, Lionel Diaz vuole infatti sapere se in Svizzera un giovane può acquistare senza problemi coltelli o armi.
Non mancano però nemmeno le domande che cementano certi luoghi comuni, i più duri a morire. Conoscete Eminem? Viene chiesto. "Non sanno che anche da noi è famosissimo", replica Martina. Oppure: In Svizzera si mangia solo formaggio?
Anche per sfatare questi simpatici ma fuorvianti miti è stato creato il progetto "Virtual classroom" (aula virtuale), uno scambio di informazioni fra un gruppo di studenti di Winterhur e di Brooklyn, della durata di 4 mesi.
Scopo principale dell'iniziativa, unica nel suo genere, ampliare il proprio orizzonte personale e umano, imparare a conoscere meglio un'altra cultura e approfittare delle esperienze scolastiche e tecniche dell'altra scuola.
La Svizzera a New York
L'istituto di Brooklyn - la High School of Telecommunication Arts and Technology - è infatti stato scelto perché dispone di un'ottima infrastruttura tecnologica - fra cui uno studio televisivo - e perché uno degli insegnanti si è particolarmente distinto nel campo dell'informatica. E' stato lui a creare, durante il tempo libero, la webside della scuola.
Le due quarte classi, coinvolte nel progetto, hanno invece la particolarità di essere le prime nel cantone di Zurigo a seguire un insegnamento bilingue - tedesco e inglese - a livello liceale. I giovani dispongono quindi già di ottime conoscenze linguistiche.
Il progetto "aula virtuale" fa a sua volta parte dello Swiss Peaks Festival, che si svolge a New York fino alla fine di aprile. Attraverso un centinaio di manifestazioni in 25 siti diversi, Presenza Svizzera, l'organizzazione della Confederazione impegnata a promuovere l'immagine del nostro Paese all'estero, intende far conoscere agli abitanti di New York la ricchezza del panorama culturale ed economico elvetico.
swissinfo, Elena Altenburger, Winterthur
In breve
Grazie alla moderna tecnologia un gruppo di liceali svizzeri per alcuni mesi è in contatto costante con una classe di coetanei di una scuola tecnica di informatica di Brooklyn.
I giovani hanno così la possibilità di conoscere più da vicino un'altra cultura e altri modi di vita. Fra gli argomenti toccati non manca la guerra in Iraq.
Un'esperienza positiva che potrebbe portare, in un prossimo futuro, ad un incontro dal vivo con i ragazzi di Brooklyn. "Ma per questo", dice Markus Wettstein, insegnate di inglese e uno dei realizzatori del progetto, "mancano per ora i soldi".