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AARAU - Pene con la condizionale per un padre e una nonna che in due occasioni, nel 2014 e nel 2018, hanno sottratto una bambina alla madre che vive in Messico: è quanto prevede la sentenza emessa oggi in prima istanza dal Tribunale distrettuale di Baden (AG).
La vicenda della bambina, a cui la stampa ha dato il nome fittizio "Anna", era balzata alla ribalta della cronaca nel maggio del 2015, quando le autorità giudiziarie francesi la rintracciarono assieme alla nonna nel sud della Francia.
Per quella sottrazione di minore, la donna è stata condannata a 16 mesi di prigione con la condizionale e una multa di 2000 franchi. Il padre, che nel 2014 e nel 2018 era rientrato dal Messico portando con sé la bambina, deve fare i conti con una condanna, pure sospesa, a 22 mesi di prigione e a una multa di 2000 franchi.
Le condanne non sono ancora definitive. Sia la pubblica accusa che i difensori hanno detto di voler attendere le motivazioni scritte prima di decidere su eventuali ricorsi.
"Anna" è nata nel 2005 in Messico. I genitori si sono separati nell'ottobre 2013 e in base alla legge messicana condividevano l'autorità parentale. La custodia della bimba era tuttavia affidata alla mamma, rimasta a La Paz.
Nel 2015 nonna e nipotina erano ricercate a livello internazionale in seguito a una denuncia della madre. Rientrata in Svizzera, la nonna si era presentata spontaneamente alla polizia argoviese ed aveva passato due mesi in detenzione preventiva. Il padre era ritornato in Svizzera nel giugno 2014 per una vacanza, portando con sé la figlia.
Nel 2015 sia il Tribunale d'appello argoviese che il Tribunale federale hanno approvato la richiesta di ricongiungimento della madre e nel luglio 2015 la ragazzina era ritornata in Messico.
La vicenda però non finisce qui: nel 2018 il padre ritorna in Messico con una nuova compagna e riporta la figlia in Svizzera. Nello stesso anno, il Tribunale cantonale di San Gallo e in ultima istanza anche il Tribunale federale ribaltano la precedente sentenza e decidono di rispettare la volontà della ragazza, che voleva rimanere in Svizzera col padre.
Attualmente "Anna" frequenta una scuola privata nel cantone di San Gallo, dove sta colmando le lacune nella sua formazione scolastica. Il caso è ormai risolto sotto l'aspetto civile, ma il tribunale distrettuale si è dovuto occupare degli aspetti penali.