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Il CEO Dieter Vranckx: «I primi nove mesi dell'anno sono stati redditizi»
BERNA - Swiss è sulla buona strada, stando a un'intervista concessa dal suo CEO Dieter Vranckx al domenicale SonntagsBlick. La compagnia aerea, in difficoltà a causa del Covid e coinvolta in un conflitto sociale, ha presentato questa settimana risultati incoraggianti.
«I primi nove mesi dell'anno sono stati redditizi», ha ricordato Vranckx. Non meno di 800 nuove persone potranno integrare l'equipaggio di cabina entro la fine dell'anno e circa 1'000 nuovi assistenti di volo e 80 piloti dovrebbero essere assunti nel 2023, ha aggiunto.
Come per l'insieme del settore aereo, la compagnia elvetica era stata severamente colpita dalle restrizioni sanitarie decretate per lottare contro il coronavirus. La società ha cancellato complessivamente circa 1'700 posti a tempo pieno e ridotto la sua flotta.
Tra 60 e 200 milioni
Tuttavia la brusca ripresa del traffico aereo ha messo notevolmente sotto pressione Swiss. I rappresentanti del personale sono scesi in campo per esigere migliori condizioni di lavoro. Un accordo è stato in particolare trovato questa settimana con il sindacato dei piloti Aeropers.
Per quanto riguarda l'ammontare dell'intesa, Vranckx ha avanzato una forchetta senza dare una cifra precisa. «Aeropers aveva chiesto 200 milioni di franchi. Dal canto nostro, abbiamo rifiutato e offerto 60 milioni. Siamo finalmente giunti a un accordo che si situa da qualche parte nel mezzo», ha spiegato.
Rincrescimento
Quanto ai licenziamenti, il CEO di Swiss ha ammesso che la compagnia averebbe potuto agire diversamente. «Con il senno di poi e le conoscenze attuali, si può dire che avremmo potuto prendere un'altra decisione», ha affermato Vranckx, «ma all'epoca, si partiva dal presupposto che la crisi del Covid sarebbe durata a lungo».
Attualmente, la domanda è forte per l'America mentre l'Asia è ancora un po' in ritardo e la Cina ci sta dando il mal di pancia, stando al CEO di Swiss, il quale prevede una reale ripresa durante l'estate 2023.