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Un esercito povero?
Il programma d'armamento 2001 della Confederazione ammonta a 980 milioni di franchi. Mai, negli ultimi 16 anni, si era investito meno nell'esercito. Ma ora i vertici militari chiedono più fondi.
Con soli 980 milioni di franchi - tanti è disposto a darne il Consiglio federale - il programma d'armamento 2001 è il più povero degli ultimi 16 anni. «Se vogliamo avere anche in futuro un esercito capace, allora bisogna aumentare gli investimenti». Lo ha detto lunedì il capo dello Stato maggiore generale Hans-Ulrich Scherrer, illustrando sulla piazza d'armi di Thun le esigenze dei vertici militari.
All'inizio di luglio il Consiglio federale ha approvato il programma 2001, chiedendo alle Camere di stanziare un credito di 980 milioni di franchi e rinunciando all'acquisto di due velivoli da trasporto «Casa» per una spesa di 119 milioni. Il governo aveva motivato tale rinuncia con il risultato della votazione del 10 giugno sull'invio di soldati svizzeri all'estero. Quel risultato «non ci permette di fare come se nulla fosse avvenuto», aveva dichiarato il ministro della difesa Samuel Schmid.
Il Consiglio nazionale dovrebbe trattare l'argomento nella sessione autunnale; il Consiglio degli Stati in quella invernale. Ma lo Stato maggiore generale difende il proprio programma d'armamento (30 miliardi di franchi per i prossimi 15 anni) e per mantenere la sua capacità di difesa, l'esercito punta sulla tecnologia, per non perdere il treno rispetto agli altri Paesi europei.
«L'esercito di domani dev'essere adattato alle esigenze future. Se vuole restare credibile, deve investire in continuazione», ha precisato Hans-Ulrich Scherrer, passando in rassegna i vari capitoli di spesa, dai 293 milioni per il nuovo missile Mark 2 che migliorerà considerevolmente le prestazioni del sistema di contraerea Rapier, ai 220 milioni previsti per mantenere l'efficienza bellica del velivolo da combattimento F/A-18, passando per le munizioni «intelligenti» in grado d'identificare gli obiettivi (168 milioni).
L'investimento finanziario consentirà poi di dare lavoro a 900 persone per cinque anni, ha sottolineato il capo dell'Armamento Alfred Markwalder. Il Consiglio federale sembra puntare a qualche risparmio, ma i vertici militari fanno presente che la difesa del Paese richiede investimenti adeguati. La parola passa al Parlamento.
swissinfo e agenzie
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