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Il nazionale francese, in ritiro con i Blues per preparare le due amichevoli dei prossimi giorni, racconta a Le Figaro della sua depressione - ai tempi di Mourinho - e dei 5 anni buttati via a Manchester.
Intervistato da Le Figaro il centrocampista del Manchester United Paul Pogba dice di aver lottato con la depressione durante il periodo burrascoso sotto José Mourinho, inoltre, apro la spiraglio ad un possibile trasferimento.
I due - Mourinho e Pogba - non hanno mai nascosto i dissapori e uno degli esempi più evidenti riguarda il momento in cui, nel settembre del 2018, il tecnico portoghese spogliò il francese dei gradi di vice-capitano durante un allenamento e davanti alle telecamere.
Paul Pogba si è aperto al foglio francese proprio su quel periodo, rivelando che le conseguenze del rapporto difficile con l'ex manager ebbero conseguenze molto più ampie sulla sua salute.
Depressione, questo male comune
«Ho conosciuto sì la depressione nel corso della mia carriera: a volte non sai di essere depresso, vuoi solo isolarti, stare da solo».
Questi sono segni inequivocabili, prosegue il centrocampista della nazionale francese dei Red Devils nella sua intervista. «È iniziato tutto quando c'era José Mourinho allo United. Ti fai delle domande, ti chiedi se c'è qualcosa di sbagliato in te».
Paul Pogba non è certo il primo atleta professionista a parlare di depressione.
«Tutti i migliori atleti attraversano questi momenti, ma pochi ne parlano - continua il francese - e inevitabilmente, senti questo male nel tuo corpo, nella tua testa. Non stai bene e questo malessere può durare un mese, anche un anno. Ma non c'è bisogno di dirlo. In ogni caso pubblicamente».
«Guadagniamo molti soldi, non dovremmo lamentarci ma...»
Il 29enne di Lagny-sur-Marne motiva così la sua scelta di non aver parlato, allora: «Guadagniamo molti soldi e non dovremmo lamentarci, ma questo non ci impedisce di attraversare momenti più difficili di altri, come tutti nella vita».
«Perché guadagni molti soldi non significa che devi essere sempre felice. Non è così la vita. Ma nel calcio - continua colui che con i Red Devils ha disputato 153 incontri - questo è un discorso che non passa. Non siamo supereroi, ma solo esseri umani».
Nella sua intervista Pogba parla anche dell'orrore della rapina a casa sua, quando nel corso della sfida di Champions League contro l'Atletico Madrid, dei malviventi si sono intrufolati in casa sua rubando tra le altre cose anche la medaglia d'oro vinta ai Mondiali del 2018 con i galletti francesi. «Eventi che ti rendono più vulnerabile», anche dentro le quattro mura di casa.
Cinque anni di delusioni
Durante i suoi cinque anni al Manchester United Paul Pogba ha raccolto davvero poco: il trofeo di EFL e la coppa di Europa League. Un bilancio negativo per un club che ha dominato il calcio inglese agli inizi del Millennio oltre a vincere tre volte la Champions League, l'ultima volta nel 2008.
«Devo essere onesto, le ultime cinque stagioni non mi soddisfano, ma davvero per niente. Anche quest'anno non vinceremo niente. Sia con il Manchester o con un altro club, io voglio vincere trofei».
Parole che suonano come il preludio di un addio.