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In una lettera gli Stati Uniti hanno posto un ultimatum alla Svizzera: entro martedì dovrà fornire informazioni dettagliate sui conti detenuti da clienti americani di almeno dieci banche svizzere, tra cui il Credit Suisse, sospettate di evadere il fisco, altrimenti sarà avviata un'azione penale contro uno o più istituti. In cambio gli USA sarebbero disposti a valutare una proposta di compromesso delle autorità elvetiche, riferiscono oggi la "SonntagsZeitung" e la "NZZ am Sonntag".
Le autorità statunitensi vogliono scoprire se gli istituti abbiano aiutato cittadini americani ad evadere il fisco. Oltre al Credit Suisse nel mirino della giustizia a stelle e strisce sarebbero finite, tra le altre, le banche private Julius Bär e Wegelin così come quelle cantonali di Zurigo e Basilea, scrive la "Sonntagszeitung" richiamandosi a fonti vicine alle trattative.
La lettera è stata inviata il 31 agosto dal vicesegretario alla giustizia James Cole al segretario di Stato Michael Ambühl per le questioni finanziarie internazionali. Stando al domenicale gli Stati Uniti si attendono dalle banche in questione informazioni dettagliate sui loro clienti americani e i rispettivi patrimoni.
Idealmente gli USA vorrebbero ricevere i nomi di tutti i clienti privati e delle fondazioni con almeno 50'000 dollari sul conto tra il 2002 e il luglio 2010. Ciò significherebbe migliaia di conti, molti di più di quanti la Svizzera abbia fornito nell'ambito dell'accordo riveduto di doppia imposizione con Washington approvato nel 2009 ma non ancora ratificato dal Senato americano. Allora UBS pagò 780 milioni di dollari per mettere fine al contenzioso. Inoltre fornì i dati di circa 4'450 titolari di conti.
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