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I malati di Covid-19 trattati con idrossiclorochina o clorochina hanno un tasso di mortalità più elevato della media. Sono le conclusioni di uno studio a livello mondiale realizzato su 96'000 pazienti e reso noto oggi, solo pochi giorni dopo la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di assumere il farmaco antimalarico come misura preventiva contro il coronavirus
I farmaci antimalarici idrossiclorochina e clorochina non hanno mostrato alcun beneficio nei pazienti ricoverati con Covid-19, ha dichiarato Mandeep Mehra, capo del Center for Andvanced Heart Disease all'Università di Harvard a Boston, precisa un comunicato dell'Ospedale Universitario di Zurigo. Anzi al contrario: i dati indicano un aumento del rischio di morte. L'11,1% dei pazienti trattati con uno dei due farmaci è morto in ospedale. Nel gruppo di controllo, tenendo conto dell'età, del sesso e dei fattori di rischio, il tasso di mortalità è stato del 9,3%.
È stato pure riscontrato un aumento del rischio di aritmia cardiaca nei pazienti affetti da Covid-19 e trattati con uno dei due medicinali, soprattutto nei pazienti con malattie cardiache pregresse. Tra il 4 e l'8% dei pazienti trattati con gli antimalarici hanno registrato un'aritmia, rispetto allo 0,3% del gruppo di controllo.
Non vi è quindi "alcuna prova scientifica" dell'efficacia dell'idrossiclorochina e della clorochina, ha affermato Frank Ruschitzka, primario di cardiologia presso il Centro di cardiologia dell'Università di Zurigo. I due farmaci non dovrebbero quindi essere utilizzati per trattare i pazienti Covid-19 fino a quando non saranno disponibili i risultati di ulteriori studi.
Il team di ricerca della Harvard Medical School, in collaborazione con il Dipartimento di Cardiologia zurighese, ha analizzato lo studio realizzato in 671 ospedali di tutto il mondo. Quasi 15.000 pazienti sono stati trattati con uno dei due antimalarici subito dopo l'insorgenza della malattia. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica "The Lancet".
In Svizzera, 17 ospedali stanno attualmente partecipando a uno studio mondiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel quale, tra l'altro, si sta testando l'efficacia dell'idrossiclorochina.