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Ursula von der Leyen, candidata alla presidenza dell'Esecutivo europeo, è stata ascoltata mercoledì dai membri del Parlamento per quello che può essere definito un esame cruciale in vista della possibile nomina, attesa tra una settimana.
L'attuale ministra della difesa tedesca, esponente come la cancelliera Angela Merkel della CDU, l'Unione cristiano-democratica (il Partito popolare a livello dei Ventotto), ha presentato la sua visione sui temi del momento. Lo ha fatto per lo più in inglese, mostrandosi però a suo agio anche con il francese.
Per quanto riguarda il divorzio del Regno Unito, s'è detta pronta ad accordare più tempo a Londra, ritenendo catastrofica una rottura brutale; a proposito d'immigrazione, ha insistito sul rapido potenziamento dell'agenzia comunitaria incaricata del controllo dei confini esterni, ma anche sulla necessità di non abbandonare al loro destino i disperati che cercano una sorte migliore; interpellata sulla questione dei mutamenti climatici, non ha presentato proposte concrete, almeno stando alle critiche espresse dal gruppo ambientalista al termine dell'audizione; più convincente è invece stata in merito alla parità di genere, promettendo che, dovesse ottenere l'incarico, suddividerebbe in modo equo le leve del comando, nel limite dell'autonomia che le è concessa; tra le altre promesse fatte figurano il salario minimo per tutti e la riforma del sistema detto di Dublino.
AFP/dg