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ZURIGO - Non è un buon momento per andare dal capo a chiedere soldi in più in busta paga, perché lui potrebbe essere tentato di cercare il personale all'estero: ne è convinto Urs Klingler, della società di consulenza Klingler Consultants.
Se si lavora per un'azienda che non è sotto pressione a causa della crisi del coronavirus e si ha un ottimo rapporto con il datore di lavoro si può considerare la possibilità di negoziare il salario, spiega l'esperto in materia di retribuzioni in dichiarazioni rilasciate a 20 Minuten. «Nel 90% dei casi è tuttavia molto pericoloso sollevare ora la questione dello stipendio».
Questo perché a suo avviso molte imprese si troverebbero sotto pressione e prenderebbero in considerazione la possibilità di sostituire i costosi lavoratori svizzeri con quelli più economici provenienti dall'estero. Secondo Klingler le richieste di salario potrebbero proprio essere un fattore scatenante.
Lo specialista stima che complessivamente le retribuzioni nominali 2021 saliranno dello 0,1% rispetto a quelle di quest'anno, cioè che rimarranno praticamente immutate. «Non si accorge nessuno dello 0,1%».
Più ottimista è invece l'Unione sindacale svizzera (USS), che come noto all'inizio di questa settimana ha chiesto aumenti salariali fino a 100 franchi al mese o fino al 2%. Questo nei rami economici e nelle imprese che ne hanno i mezzi.