Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01106.jsonl.gz/1363

La presente edizione è adatta per browser con un supporto CSS insufficiente e destinata soprattutto alle persone ipovedenti. Tutti i contenuti sono visualizzabili anche con browser più vecchi. Per una migliore visualizzazione grafica si raccomanda tuttavia l'uso di un bro
Inizio zona contenuto
Inizio navigatore
Fine navigatore
La combustione di legna genera inquinanti atmosferici. La loro formazione dipende dalla qualità della legna e dalle modalità di combustione. Secondo l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico in vigore, in stufe e camini di dimensioni ridotte può essere bruciata soltanto legna allo stato naturale come ciocchi e rami secchi. Gli scarti di legno provenienti dalla lavorazione del legno a livello industriale e il legno usato proveniente, ad esempio, dalla ristrutturazione di edifici o costituito da imballaggi o mobili devono essere bruciati in appositi impianti di grandi dimensioni oppure in impianti di incenerimento dei rifiuti.
Sulla base dell'iniziativa parlamentare von Siebenthal «La combustione del legno non trattato ha conseguenze positive sull'ambiente» (10.500) inoltrata dal Parlamento nell'ottobre 2010, l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico sarà sottoposta a revisione per quanto concerne la legna da ardere. La proposta di modifica prevede che anche il legno lavorato e già usato, ad esempio i pali da recinzione, le palette monouso e gli scarti di legno delle falegnamerie, possa essere bruciato, purché non trattato, in stufe e camini di dimensioni ridotte. Il legname trattato o contaminato con sostanze estranee al legno dovrà ancora essere incenerito negli appositi impianti.
Il 21 giugno 2012 il DATEC ha avviato l'indagine conoscitiva, che si concluderà il 31 agosto 2012.