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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro degli investimenti alternativi della previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, pongo al Consiglio federale le domande seguenti:</p><p>1. È a conoscenza della composizione degli investimenti alternativi effettuati dai nostri istituti statali?</p><p>2. Se sì, le derrate alimentari fanno parte di questi investimenti? </p><p>3. Se no, intende garantire la trasparenza in questo ambito?</p><p>4. Qual è il suo parere in merito alla speculazione nel settore delle derrate alimentari?</p><p>5. Quale sarà la sua posizione al vertice del G20, in programma alla fine di quest'anno, che esaminerà principalmente la speculazione, in particolare nel settore delle derrate alimentari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. L'Ufficio federale di statistica allestisce ogni anno la statistica delle casse pensioni, che contiene in particolare informazioni concernenti gli investimenti effettuati dagli istituti di previdenza. Gli investimenti alternativi sono suddivisi in tre categorie: "Private Equity", "Hedge Fund" e "Altri investimenti alternativi". La tabella seguente indica in dettaglio l'evoluzione delle loro quote rispetto al totale degli attivi:</p><table width="418pt"><tr><td width="108.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Fine 2007</p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Fine 2008</p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Fine 2009</p></td></tr><tr><td width="108.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Private Equity</p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>0,9 %</p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>1,0 %</p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>0,9 %</p></td></tr><tr><td width="108.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Hedge Fund</p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>3,6 %</p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>3,3 %</p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2,7 %</p></td></tr><tr><td width="108.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Altri</p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>1,6 %</p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>1,4 %</p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>1,9 %</p></td></tr><tr><td width="108.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>Totale</b></p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>6,1 %</b></p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>5,7 %</b></p></td><td width="98.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>5,5 %</b></p></td></tr></table><p>Le derrate alimentari sono classificate nella categoria "Altri investimenti alternativi", come le altre materie prime e i titoli vincolati a un'assicurazione. Si può quindi dedurre che le derrate alimentari costituiscono un tipo d'investimento marginale per gli istituti di previdenza.</p><p>Le derrate alimentari non fanno parte degli investimenti di PUBLICA. Tra gli investimenti operati dal fondo di compensazione AVS/AI/IPG vi sono alcuni prodotti agricoli, la cui quota non supera tuttavia lo 0,5 per cento.</p><p>3. Riguardo all'amministrazione del patrimonio, gli istituti di previdenza devono rispettare talune regole. Le più importanti vertono sulla sicurezza degli investimenti e sulla ripartizione adeguata dei rischi. In questo ambito il limite massimo del 15 per cento vigente per gli investimenti alternativi - di cui fanno parte le tre categorie summenzionate - non deve essere considerato un obiettivo da raggiungere, bensì una linea direttrice all'attenzione dell'organo supremo, che rimane responsabile degli investimenti che effettua.</p><p>Per quanto attiene agli investimenti alternativi, dalle relative statistiche si può dedurre che in generale gli organi supremi agiscono con la dovuta diligenza. Infatti in questo periodo d'instabilità dei mercati finanziari, il livello raggiunto a fine 2009 (5,5 per cento) è ben inferiore al limite autorizzato (15 per cento) ed è in calo dalla fine del 2007.</p><p>L'obiettivo del Consiglio federale è di migliorare costantemente la trasparenza in questo settore. Basti citare la realizzazione di uno studio commissionato dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali sulle spese di amministrazione del patrimonio nel 2° pilastro (<a href="http://www.bsv.admin.ch/aktuell/medien/00120/index.html?lang=it&amp;msg-id=39385">http://www.bsv.admin.ch/aktuell/medien/00120/index.html?lang=it&amp;msg-id=39385</a>), che fornisce spunti concreti. Inoltre, nel quadro della riforma strutturale, l'articolo 48a dell'ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (OPP 2) è stato completato da una disposizione volta a una maggiore trasparenza nei casi in cui, per taluni investimenti, le spese di amministrazione del patrimonio non possano essere indicate. Infine, va rilevato che la questione degli investimenti alternativi e delle disposizioni dell'OPP 2 concernenti l'amministrazione del patrimonio verrà ripresa in un rapporto sul futuro del 2° pilastro che il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento nel 2012. Il legislativo avrà quindi ancora voce in capitolo.</p><p>4. Il Consiglio federale segue con attenzione le mosse intraprese a livello internazionale per prevenire o ridurre la volatilità dei prezzi delle derrate alimentari e contenerne gli effetti negativi. In questo contesto, sostiene in particolare gli sforzi profusi per una maggior trasparenza dei mercati e degli stock. Raccomanda anche un aumento sostanziale e a lungo termine degli investimenti sia privati che pubblici a favore dell'agricoltura sostenibile nei Paesi in via di sviluppo. È infatti incontestabile che gli effetti negativi della volatilità dei prezzi delle derrate alimentari toccano direttamente le popolazioni più vulnerabili - sia urbane che rurali - di questi Paesi. Per quanto attiene al supposto nesso causale tra speculazione e volatilità dei prezzi, il Consiglio federale osserva che i pareri degli esperti divergono. Se da un lato è innegabile che strumenti finanziari quali i contratti a termine sono utili ai produttori per garantire il prezzo della loro raccolta, dall'altro l'accresciuta presenza, durante l'ultimo decennio, di attori non commerciali quali i fondi d'investimento sui mercati a termine può avere contribuito ad accentuare l'ampiezza delle fluttuazioni dei prezzi. Il buon funzionamento dei contratti a termine presuppone l'esistenza di mercati efficienti in cui operano intermediari finanziari. Le attuali discussioni internazionali vertono in particolare su come migliorare la trasparenza dei mercati delle materie prime agricole, compresi i mercati da esse derivati, e di rafforzare la loro sorveglianza da parte delle autorità.</p><p>5. La Svizzera non è membro del G20 e non ha partecipato alla conferenza ministeriale di agricoltura tenutasi il 22 e 23 giugno 2011. Non sarà nemmeno presente al vertice del G20 in programma il 3 e 4 novembre 2011. Si avvale tuttavia dei mezzi a sua disposizione nel quadro di forum internazionali (OCSE, FAO, Consiglio di stabilità finanziaria) - i cui lavori servono a preparare le deliberazioni e decisioni del G20 - e di discussioni bilaterali, nei quali difende la posizione spiegata brevemente nella risposta alla quarta domanda. </p>  Risposta del Consiglio federale.