Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/137433

<h2>SubmittedText<h2><p>L'Aiuto svizzero per madre e bambino (ASMB) offre in tutta la Svizzera consulenze sospette alle donne incinte. Un'indagine condotta dal settimanale tedesco "Die Zeit" ha rivelato che, contrariamente a quanto pubblicizza, questa organizzazione appartenente all'ultrareazionaria "Associazione Mamma" non offre una consulenza obiettiva, ma cerca piuttosto di indurre le donne che la contattano a rinunciare ad abortire, mettendole sotto pressione e regalando loro denaro. Per raggiungere i propri scopi non esita nemmeno a diffondere informazioni mediche obsolete e sospette, con conseguenze anche fatali per le donne che la interpellano.</p><p>Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono le organizzazioni private non inserite nell'elenco stilato da isis-info.ch, che attualmente offrono su larga scala consulenze sull'interruzione di gravidanza?</p><p>2. Ritiene sufficiente l'attuale offerta di consulenza dei servizi pubblici o riconosciuti?</p><p>3. Se sì, queste offerte sono gratuite e accessibili in modo anonimo o confidenziale?</p><p>4. La qualità di queste consulenze è controllata dai cantoni o dalla Confederazione? Se sì, in che modo?</p><p>5. L'"offerta di consulenza" dell'ASMB è palesemente e grossolanamente faziosa, altamente ideologizzata e fuorviante. Attualmente, quali possibilità legali hanno Confederazione e cantoni per impedire o togliere dal mercato simili offerte sospette?</p><p>6. Il Consiglio federale ritiene che l'introduzione di standard minimi fissati per legge (ev. a livello federale) in materia di professionalità, obiettività della consulenza, conoscenze mediche specialistiche dei consulenti e trasparenza finanziaria possa servire a impedire l'offerta di consulenze sospette?</p><p>7. L'ASMB offre sostegno finanziario alle donne che desistono dal proposito di abortire. Si tratta di un'offerta legale? Se sì, lo è anche quando con questo espediente una donna incinta viene indotta a esporre a rischi medici se stessa o il bambino che ha in grembo?</p><p>8. Attualmente quali possibilità ha l'ente pubblico di fornire sostegno finanziario in caso di gravidanza indesiderata?</p><p>9. Come valuta in generale la situazione finanziaria delle donne incinte in condizioni particolari? Ritiene necessario intervenire per evitare che gravidanze non programmate creino problemi di ordine finanziario?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale continua a essere convinto dell'importanza dei consultori di gravidanza, come ha già avuto l'occasione di affermare nel suo parere in risposta alla mozione Meier-Schatz 02.3221 il 16 ottobre 2002. Tuttavia, secondo la legge federale del 9 ottobre 1981 sui consultori di gravidanza (RS 857.5) e la relativa ordinanza del 12 dicembre 1983 (RS 857.51), l'organizzazione e il riconoscimento dei consultori sono di esclusiva competenza cantonale. In materia, la Confederazione non assume funzioni speciali di sorveglianza né partecipa al finanziamento di questi centri. I suoi compiti si limitano, in sostanza, alla pubblicazione annuale di un elenco dei consultori riconosciuti. Secondo la legge, in caso di gravidanza le persone direttamente interessate hanno diritto alla consulenza gratuita e all'aiuto. Esse sono informate sugli aiuti privati e pubblici su cui possono fare affidamento nel portare a termine la gravidanza, sulla significanza medica di un'interruzione della gravidanza e sulla prevenzione di quest'ultima (art. 1 cpv. 1 e 2). Anche secondo l'articolo 119 capoverso 4 CP, spetta ai cantoni designare i servizi incaricati di fornire una consulenza approfondita alle donne incinte.</p><p>I cantoni devono informare la Confederazione sul riconoscimento dei consultori. L'UFSP ha incaricato Salute sessuale Svizzera di tenere il registro completo dei consultori di gravidanza riconosciuti. Questa fondazione pubblica l'elenco sul sito Internet www.isis-info.ch garantendone gratuitamente l'accessibilità. In tal modo chi ha bisogno di una consulenza può rivolgersi a un consultorio riconosciuto.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande.</p><p>1. Numerose organizzazioni contrarie all'aborto offrono consulenza privata in materia di gravidanza. Tra queste vi sono in particolare l'Aiuto svizzero per madre e bambino (ASMB) e l'Associazione Mamma (www.mamma.ch). La Confederazione non dispone di una visione d'insieme di queste organizzazioni, dato che i consultori che rinunciano a presentare una domanda di riconoscimento non sottostanno all'obbligo di notifica e perché la legge non prevede per la Confederazione un obbligo di vigilanza in materia.</p><p>2.-4. L'offerta di consulenza dei servizi pubblici o riconosciuti, erogata a titolo gratuito in modo professionale e anonimo, è ampia ed estesa a tutta la Svizzera. Tuttavia le autorità federali non esercitano una funzione di vigilanza né su questi consultori, né sui sistemi di garanzia della qualità dei cantoni e non sanno se e in che misura questi ultimi assicurano la qualità delle consulenze. In proposito, l'ordinanza concernente i consultori di gravidanza prevede unicamente che i cantoni disciplinino il riconoscimento dei consultori esistenti e nuovi, nonché il finanziamento e la sorveglianza dei medesimi (art. 1 cpv. 2).</p><p>5./7. Secondo quanto afferma la stessa ASMB (www.fondazione-asmb.ch), l'aiuto privato dell'organizzazione mira a salvaguardare la vita dell'embrione e a impedire gli aborti. Per esercitare quest'attività, essa si fonda soprattutto su due diritti fondamentali costituzionali che sono la libertà di credo e di coscienza (art. 15 Cost.) e la libertà d'opinione e d'informazione (art. 16 Cost.). Le restrizioni dei diritti fondamentali (oltre a dover essere giustificate da un interesse pubblico e a soddisfare il principio della proporzionalità) devono avere una base legale (art. 36 Cost.).</p><p>Non esiste una base legale che vieti a organizzazioni d'aiuto e a consultori privati di esercitare questa attività; la legge federale sui consultori di gravidanza non prescrive che l'attività di consulenza debba essere praticata unicamente da un consultorio riconosciuto. Per principio lo Stato è tenuto a svolgere un ruolo di tutela, in particolare rispetto ai gruppi di persone vulnerabili. Se in base ad eventuali atti perseguibili penalmente l'ASMB dovesse essere oggetto di una denuncia (p. es. per coazione, art. 181 CP), quest'ultima dovrebbe essere verificata.</p><p>6. Praticamente tutti i centri specializzati riconosciuti fanno parte della fondazione Salute sessuale Svizzera e ne riconoscono le disposizioni tecniche. L'introduzione di standard minimi fissati per legge non impedirebbe a organizzazioni private di continuare a offrire consulenze non riconosciute.</p><p>8./9. Le donne in difficoltà beneficiano dell'aiuto sociale. In alcuni cantoni vengono svolti programmi speciali di sostegno a madri bisognose con bambini piccoli a carico. Se si trova in una simile situazione e si rivolge a un consultorio riconosciuto, la donna viene indirizzata verso i servizi sociali statali esistenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.