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Partendo dalla figura di Galileo Galilei intendiamo indagare i rivoluzionari dell’universo e il loro rapporto con la comunità; un’indagine sulla libertà individuale e collettiva e il rapporto tra scienza, individuo e società.
Lo scienziato, il sapiente, per sua vocazione oltrepassa il limite di cui in quel momento la società ha bisogno per esistere. Nel caso di Galileo, l’opposizione verso di lui è avvenuta perché le sue scoperte, le sue osservazioni, hanno accelerato una nuova visione del cosmo, attraverso l’uso del cannocchiale. Il potere costituito aveva bisogno di più tempo, non era in grado di gestire queste scoperte. Lui, come altri, è andato troppo veloce e il suo tempo lo ha dovuto contenere.
Come già fa Brecht, con cui inevitabilmente ci confrontiamo, attraverso la figura di Galileo riflettiamo dunque sui rapporti tra potere e scienza. Galileo, come Socrate, Bruno, Pasolini, Nietzsche, Seneca ha scompaginato la visione che l’uomo aveva di sé e dell’universo.