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La prestazione complementare fu introdotta nel 1966, per intervenire a supporto laddove le rendite AVS/AI o le indennità giornaliere AI e altri redditi incl. la sostanza non fossero stati sufficienti a coprire il minimo esistenziale. Inizialmente provvisoria, divenne poi un'istituzione fissa.
Edizione 04/2019 – Newsflash Pianificazione finanziaria e successoria
Cifre e fatti
Le prestazioni complementari sono finanziate interamente dalla mano pubblica (Confederazione 5/8 e Cantone 3/8) e il Cantone di domicilio della persona avente diritto è responsabile del versamento.
Mentre nell'anno 2000 le spese erano ancora di circa CHF 2.3 miliardi, nel 2017 ammontavano già a CHF 4.93 miliardi. Ciò dipende, fra l'altro, da una revisione nel 2008 che sopprimeva il limite massimo per il percepimento e dall'introduzione del nuovo finanziamento delle spese di cura nel 2011. Entrambe le modifiche portarono a maggiori spese. Circa il 40 % delle spese nella prestazione complementare sono riconducibili a costi legati a soggiorni presso istituti.
Le prestazioni complementari non vengono versate all'estero, indipendentemente dalla nazionalità, ossia sono versate solo in caso di domicilio in Svizzera (soggiorno all'estero tollerato fino a 3 mesi all'anno).
Le spese negli ultimi anni stanno aumentando in modo nettamente superiore rispetto al numero dei beneficiari. Tra il 2000 e il 2016 le spese sono più che raddoppiate, passando da CHF 2.3 a 4.9 miliardi all'anno.
Diritto
In linea di principio, il diritto alle prestazioni complementari sussiste quando le spese computabili sono superiori alle entrate computabili. Il sistema distingue tra importi forfettari da un lato (fabbisogno vitale minimo, premi della cassa malati) e spese individuali (pigione con limite massimo di CHF 13'200 per persone sole, CHF 15'000 per coppie sposate e famiglie, spese di soggiorno in un istituto) dall'altro.
Per il fabbisogno vitale minimo si applica un importo forfettario computabile di CHF 19'450 per le persone sole e di CHF 29'175 per le coppie sposate.
Per le entrate deve essere computato il reddito effettivo (rendita AVS/AI, rendita della Cassa pensioni, reddito da attività lucrativa, reddito da capitale, consumo della sostanza, ecc.). Un eventuale reddito da attività lucrativa disponibile deve essere computato solo parzialmente. Possono essere detratte spese professionali, contributi alle assicurazioni sociali e una franchigia annuale di CHF 1'000 in caso di persone sole o CHF 1'500 in caso di coppie sposate. Del rimanente, 2/3 sono computabili come reddito.
Per quanto riguarda la sostanza, è fissata una franchigia di CHF 37'500 per le persone sole e di CHF 60'000 per le coppie sposate. I patrimoni superiori devono essere consumati (1/10 in caso di beneficiari AVS, 1/15 in caso di beneficiari di rendita AI).
I proprietari di abitazione beneficiano di un'ulteriore franchigia sulla sostanza di CHF 112'500 in caso di immobili a uso proprio risp. CHF 300'000 in caso di soggiorno in un istituto di un coniuge o percepimento di un assegno per grandi invalidi.
Ecco qui di seguito un esempio per una persona sola, con domicilio a Zurigo e una sostanza di CHF 20'000.
|Entrate computabili|
|Rendita AVS||CHF 21'200.–|
|Rendita della Cassa pensioni||CHF 10'400.–|
|Totale||CHF 31'600.–|
|Spese computabili|
|Fabbisogno vitale||CHF 19'450.–|
|Pigione||CHF 13'200.–|
|Premi della cassa malati||CHF 6'200.–|
|Totale||CHF 38'850.–|
|Diritto alla prestazione complementare||CHF 7'250.–|
Informazioni dettagliate sono disponibili nel promemoria AVS «Prestazioni complementari all'AVS e all'AI».
Se un soggetto ha rinunciato volontariamente alla sostanza, di norma decade il diritto alle prestazioni complementari. Ciò significa che se una coppia sposata nel 2010 dona il suo immobile (valore ufficiale CHF 500'000, ipoteca CHF 150'000) ai suoi figli e nel 2018 presenta una domanda di prestazioni complementari, è computata la sostanza «donata» di CHF 350'000. Per ogni anno è possibile una detrazione di CHF 10'000, ossia sono computati CHF 270'000, come se la sostanza fosse ancora disponibile. Dopo aver dedotto l'indennità per coniugi di CHF 60'000, il resto del patrimonio ammonta ancora a CHF 210'000. Di questi, CHF 21’000 sono da considerare come reddito, il che difficilmente darà diritto a prestazioni complementari.
Sfide
L'aspettativa di vita in costante crescita si riflette sui costi delle prestazioni complementari. Le spese continuano a crescere. Nel 2017, con uno 0.8 %, è stato registrato il tasso di crescita più basso dall'anno 2000. Questo è riconducibile da un lato al calo del numero dei beneficiari di rendita dell'assicurazione per l'invalidità e dall'altro al minor numero di persone che soggiornano in un istituto di cura con diritto alle PC. Proprio un'entrata anticipata in un istituto di cura spesso porta rapidamente alla prestazione complementare.
Revisione della legge sulle prestazioni complementari
Finora le prestazioni complementari sono state sottoposte a revisione per quattro volte. L'obiettivo dell'attuale riforma delle prestazioni complementari è un'ottimizzazione del sistema e la soppressione di falsi incentivi senza peggiorare il livello delle prestazioni. In questo processo si intende anche migliorare la protezione del capitale di risparmio nella previdenza professionale obbligatoria.
In linea di principio, ciò significa che:
- La riscossione dell'avere di vecchiaia dalla previdenza professionale obbligatoria deve essere possibile solo sotto forma di rendita (oggi la legge permette di riscuotere il 25 % del capitale, in base alla Cassa pensioni è possibile riscuotere fino al 100 % del capitale).
- Averi dalla parte sovraobbligatoria della Cassa pensioni possono ancora essere percepiti come capitale.
- All'avvio di un'attività lucrativa indipendente, la riscossione del capitale dalla previdenza professionale obbligatoria non deve essere più possibile (oggi riscossione completa possibile).
- Per l'acquisto di una proprietà di abitazione a uso proprio la riscossione del capitale dalla previdenza professionale obbligatoria deve ancora essere possibile, poiché una casa o un appartamento nella terza età può rappresentare un valore sostanziale nella previdenza personale per la vecchiaia.
Inoltre, devono essere apportate ulteriori modifiche:
- Nel calcolo la sostanza deve essere computata in misura superiore.
- Devono essere computati i premi effettivi della cassa malati e non, come finora, gli importi forfettari in base al Cantone.
- Riduzione degli effetti indesiderati nel calcolo delle PC.
- Miglioramento nella realizzazione delle prestazioni complementari.
Tutte queste modifiche devono portare a una riduzione delle spese di diverse centinaia di milioni di CHF.
Attualmente la conferenza di conciliazione (situazione al 07.03.2019) per la riforma delle PC prevede una franchigia sulla sostanza di CHF 30'000, per coniugati di CHF 50'000. I redditi dei coniugi devono essere considerati per l'80 % (finora 2/3).
Le spese computabili per la pigione vengono modificate e stabilite con importi massimi per città, agglomerato e campagna.
Chi consuma la propria sostanza senza motivo per oltre il 10 % all'anno, deve subire una riduzione delle prestazioni complementari.
Inoltre, in futuro si dovranno accettare solo i giorni effettivamente fatturati da un istituto di cura, mentre oggi solitamente il conteggio è mensile.
Il termine per il referendum scade l'11 luglio 2019. In caso di approvazione della riforma, questa entrerà in vigore presumibilmente nel 2021.
Ulteriori informazioni approfondite sulla riforma sono state fornite al momento di andare in stampa.
Diritto alle prestazioni complementari
Calcolate il diritto qui: calcolatore di Pro Senectute