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I cantoni in febbraio dovranno essere in grado di vaccinare "525 persone al giorno ogni 100'000 abitanti, sette giorni la settimana" e in giugno "tre volte di più" con il progressivo e consistente aumento delle dosi ricevute dai produttori: è l'obiettivo reso noto da Alain Berset nella conferenza stampa che oggi, giovedì, ha fatto seguito a un incontro con i direttori cantonali della sanità. È un traguardo ambizioso ma inferiore rispetto alle 70'000 vaccinazioni quotidiane a livello federale stimate a inizio dicembre da Virginie Masserey dell'Ufficio federale della sanità pubblica, quando ancora il debutto della campagna a inizio gennaio era ancora un'ipotesi.
Campagna che "è una grande sfida logistica" e i cantoni hanno già dovuto adeguare i loro piani ai ritardi nelle forniture di Pfizer/BioNTech, un problema che non riguarda solo la Svizzera, ha ricordato Berset. Sollecitato da una domanda, il presidente della conferenza dei direttori cantonali della sanità, Lukas Engelberger ha poi ammesso che l'autorizzazione a somministrare il primo vaccino è "arrivata prima del previsto", cogliendo qualcuno non sufficientemente preparato. Da domani, venerdì, ha poi preannunciato il capo de Dipartimento federale dell'interno, saranno disponibili due volte alla settimana i dati delle dosi consegnate e inoculate in ogni cantone, anche in proporzione alla popolazione.
Il consigliere federale ed il consigliere di Stato basilese hanno pure espresso una valutazione prudente sulla situazione attuale, che migliora sul fronte dei contagi, delle ospedalizzazioni e dei decessi. "Siamo stati bravi durante le feste" ma "non è ancora tutto sotto controllo", ha affermato Berset. Per la prima volta da mesi, ha ricordato (per la precisione dall'8 ottobre) la quota di tamponi positivi è scesa sotto il 10%, ma l'obiettivo è almeno il 5% ha precisato. Il massimo era stato toccato il 1° novembre: 30,48%.
L'incidenza delle infezioni è scesa a 360 ogni 100'000 abitanti in 14 giorni, "ma resta molto elevata" anche se nell'ultima settimana i nuovi contagi sono calati di un terzo. Permangono inoltre forti differenze fra cantoni, cosa che vale anche per il tasso di riproduzione: il 10 gennaio, ultimo dato disponibile, era dello 0,81 a livello nazionale, ma sopra il fatidico 1 in alcune regioni.
"C'è potenziale per fare più tamponi", ha poi detto Berset, che con i cantoni ha insistito su questo punto. Test di massa in case anziani e di cura sono raccomandati da dicembre e anche Engelberger ha auspicato che quanto già testato localmente diventi prassi in tutta la Svizzera, anche se non sarà la Confederazione a finanziarli.