Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/139119

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare gli articoli 45 (obbligo d'informazione) e 46 (elenchi e altri atti) della legge sul lavoro e gli articoli 72 (accesso all'azienda) e 73 (elenchi e altri atti) dell'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro per permettere ai lavoratori di alcuni settori di sottoscrivere una dichiarazione di rinuncia all'obbligo di registrare l'orario di lavoro (opting-out).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale riconosce la necessità di adeguare le disposizioni vigenti sulle modalità di registrazione dell'orario di lavoro. Oggigiorno il mondo del lavoro permette ad alcuni lavoratori di concepire, pianificare ed eseguire i propri compiti in modo autonomo e responsabile, talvolta al di fuori dei locali aziendali e degli orari di lavoro fissi. A tale riguardo, la possibilità di esentare alcune categorie di lavoratori dall'obbligo di registrare sistematicamente il proprio orario di lavoro è certamente una soluzione ipotizzabile. La proposta dell'autore della mozione non tiene però sufficientemente conto degli sforzi già compiuti e dei lavori in corso. Da molti anni si sta discutendo per giungere a una soluzione attraverso la revisione dell'articolo 73 dell'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (OLL 1), il cui tenore non rispecchia più completamente la realtà del mondo del lavoro attuale. Un progetto recentemente sottoposto a un'indagine conoscitiva è stato infine abbandonato a causa delle divergenze insormontabili tra gli interlocutori sociali. La SECO è stata incaricata di modificare la proposta e di sottoporre un nuovo progetto di revisione. Se anche così non si perverrà a una soluzione con gli interlocutori sociali, il Consiglio federale esaminerà la possibilità di presentare al Parlamento una revisione dell'articolo 46 della legge sul lavoro (LL).</p><p>Il Consiglio federale non ritiene invece opportuno rivedere l'articolo 45 LL, che riguarda l'obbligo d'informazione, o l'articolo 72 OLL 1, che disciplina l'accesso degli organi d'esecuzione alle aziende. Queste disposizioni toccano infatti aspetti fondamentali e la loro modifica si spingerebbe oltre l'obiettivo dichiarato di adeguare le modalità di registrazione dell'orario di lavoro all'evoluzione del mondo del lavoro. Inoltre, il Consiglio federale è dell'avviso che la possibilità di rinunciare alla registrazione dell'orario di lavoro mediante la sottoscrizione di una dichiarazione (opting-out) debba essere riservata a un gruppo ristretto di lavoratori che dispongono di una sufficiente autonomia in materia di organizzazione e gestione del tempo di lavoro. Benché questa situazione sia effettivamente più frequente in alcuni settori, una differenziazione a seconda del ramo economico sarebbe contraria ai principi generali del diritto pubblico del lavoro. Appare quindi più pertinente stabilire criteri che consentano di limitare l'allentamento alle persone che dispongono obiettivamente di un grado sufficiente di autonomia e responsabilità. Una simile delimitazione potrebbe basarsi su una soglia salariale, combinata con altri criteri.</p><p>In ultima analisi, il Consiglio federale parte dal presupposto che l'allentamento auspicato debba essere molto mirato e che la registrazione sistematica dell'orario di lavoro - di per sé facilmente attuabile e adattabile alle caratteristiche dei singoli rami economici - dovrebbe restare la regola applicabile alla maggior parte dei lavoratori. I lavoratori che potrebbero essere esentati dall'obbligo di registrare l'orario di lavoro rimangono comunque soggetti alle prescrizioni della legge sul lavoro concernenti la durata del lavoro e del riposo e le loro condizioni di lavoro devono poter essere controllate in modo adeguato. Sono pertanto necessarie soluzioni alternative alla registrazione dell'orario di lavoro. Si tratta di garantire sia la protezione della salute dei lavoratori sia la trasparenza nei rapporti contrattuali, che sono i pilastri del buon funzionamento del nostro mercato del lavoro. Il 19 dicembre 2013 la SECO ha pubblicato una direttiva all'attenzione dei cantoni concernente la prassi di controllo della registrazione della durata del lavoro. Secondo questa direttiva, è possibile autorizzare alcuni dipendenti che devono documentare il loro orario di lavoro giornaliero a farlo in modo forfettario. Questo allentamento dovrebbe fornire una soluzione provvisoria finché non sarà elaborato e approvato un nuovo progetto di revisione. </p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.