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La Svizzera restituisce alle autorità di Lima 77 milioni di dollari legati all'ex capo peruviano dei servizi segreti.
Questi fondi, bloccati a novembre, provengono da tangenti su traffici illeciti di armi.
L'Ufficio federale della giustizia (UFG) ha reso noto che il conto alla Citybank di New York del Banco de la Nacion doveva ricevere martedì la somma di 77,5 milioni di dollari, pari a 115,5 milioni di franchi. In Svizzera restano ancora bloccati 33 milioni di dollari.
La restituzione dei fondi, precisa l'UFG, è stata resa possibile dall'efficace cooperazione tra le autorità svizzere e peruviane, in particolare dalla legislazione svizzera in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro sporco.
Beni di Montesinos e di altri
La maggior parte dei fondi è costituita dagli averi bloccati di Vladimiro Montesinos, l'ex braccio destro del presidente peruviano Alberto Fujimori, destituito nel 2000, e dai beni dell'ex generale peruviano Nicolas Hermoza Rios. Quest'ultimo ha accettato di restituire la sua parte di bottino al Perù, ossia 21 milioni di dollari.
L'inchiesta della procura di Zurigo ha dimostrato che gli averi di Montesinos congelati in Svizzera, in tutto 49,5 milioni di dollari, provenivano da "tangenti" sulle consegne d'armi al Perù, tangenti depositate su suoi conti bancari in Lussemburgo, Stati Uniti e Svizzera.
"Siamo stati in grado di connettere i fondi con trasferimenti fatti da una fabbrica di armi russa e ritrovare il denaro negli Stati Uniti. Da dove siamo riusciti a capire che si trattava di commissioni ricevute da Montesinos", ha dichiarato il procuratore distrettuale Cornelia Cova a swissinfo.
I fondi ancora congelati
In tutta questa storia di corruzione, su cui le autorità elvetiche indagano dal novembre del 2000, restano bloccati in Svizzera altri 33 milioni di dollari, come ha precisato l'UFG. Una domanda di cooperazione giudiziaria tra Svizzera e Perù è pendente a Zurigo.
Sospettato dalla magistratura di Lima di aver sottratto alle casse statali oltre un miliardo di dollari, Vladimiro Montesinos è stato arrestato il 23 giugno 2001 in Venezuela dopo otto mesi di latitanza. È quindi stato estradato in Perù, dove è stato incarcerato in attesa della sua incriminazione per oltre 140 capi d'accusa, fra cui traffico di droga, riciclaggio di denaro sporco, corruzione e vendite illegali di armi.
Il primo luglio di quest'anno è stato condannato a nove anni e quattro mesi di carcere per usurpazione di funzioni e reati contro la pubblica amministrazione, nel primo di quasi 100 processi che sono stati aperti contro di lui.
swissinfo e agenzie