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La Convenzione di Basilea è un successo. Lo ha affermato il 17 novembre 2009 a Basilea l'ambasciatore Manuel Sager, capo della divisione Coordinazione di politiche settoriali del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) davanti a un gruppo di esperti comprendente i ministri dell'ambiente di Kenya e Indonesia e il viceministro dell'ambiente della Colombia. Vietando le esportazioni di rifiuti pericolosi dall'area OCSE verso Paesi non appartenenti a tale organizzazione, la Convenzione intende garantire che i Paesi che hanno fabbricato e utilizzato i prodotti si assumano le proprie responsabilità anche per lo smaltimento dei rifiuti derivanti dai prodotti. I rischi e i vantaggi rimangono quindi in tali Paesi.
Tuttavia, gli esempi di esportazioni illegali, come quelli dei rifiuti tossici scaricati in mare davanti alle coste della Costa d'Avorio nel 2006, dimostrano che le attuali disposizioni non sono sufficienti. La Svizzera, insieme all'Indonesia, ha quindi lanciato un'iniziativa volta a migliorare l'efficacia dell'accordo. In occasione della prossima Conferenza delle Parti alla Convenzione nell'ottobre del 2011 saranno presentate delle raccomandazioni intese a proteggere meglio i Paesi vulnerabili dall'importazione indesiderata di rifiuti pericolosi. La Svizzera si impegnerà inoltre affinché la Convenzione possa garantire un utilizzo più sicuro ed efficiente dei prodotti chimici già in fase di produzione. Ciò dovrebbe contribuire a ridurre il volume di rifiuti pericolosi alla fonte.
Rapporto privilegiato con la Convenzione
La Svizzera intrattiene un rapporto privilegiato con la Convenzione di Basilea. L'accordo è stato sottoscritto a Basilea nel 1989 su iniziativa della Svizzera e dell'Ungheria. La Svizzera ospita anche la sede della Convenzione a Ginevra. Ha inoltre lanciato numerose azioni importanti quali ad esempio i partenariati sui cellulari e a favore di un riciclaggio e di uno smaltimento rispettoso dell'ambiente delle apparecchiature informatiche. Questo rapporto privilegiato non è soltanto una prerogativa, ma anche una responsabilità, ha evidenziato l'ambasciatore Manuel Sager. La Svizzera intende onorarlo continuando il suo impegno e il suo sostegno alle attività connesse alla Convenzione di Basilea. Durante la manifestazione è stato presentato il partenariato a favore di un riciclaggio ecologico dei rifiuti elettrici ed elettronici istituito dalla Svizzera (cfr. riquadro seguente).
RIQUADRO
Progetto svizzero di sostegno al riciclaggio rispettoso dell'ambiente dei rifiuti elettrici ed elettronici
Durante il periodo 2009-2012, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) sostiene partner privati e pubblici in Colombia e Peru nella costruzione di sistemi moderni di riciclaggio di rifiuti elettrici ed elettronici. L'obiettivo del progetto è di proteggere la salute dei lavoratori e l'ambiente, di aprire nuovi sbocchi commerciali, di creare nuovi posti di lavoro nel campo del riciclaggio e di preservare le risorse naturali a livello mondiale.
Tale progetto è un esempio della cooperazione svizzera allo sviluppo di un riciclaggio rispettoso dell'ambiente nei Paesi emergenti o in via di sviluppo. La SECO e il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA) sostengono ad esempio la Cina, l'India e il Sudafrica sin dal 2003.