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Grazie agli obiettivi di sviluppo del millennio sono stati fatti molti progressi, ma proprio le persone disabili spesso non venivano prese in considerazione, dato che tali obiettivi non li prevedevano. Nel 2015 le Nazioni Unite si sono messe d'accordo sull'Agenda 2030 dando così nuovi obiettivi per uno sviluppo sostenibile fino al 2030. Questi si riferiscono esplicitamente a persone con una disabilità – e grazie alla CBM, c’è un impegno costante per la loro applicazione.
Gli obiettivi di sviluppo del millennio per il periodo dal 2000 al 2015 prendevano in considerazione i paesi più poveri. Grazie a uno sforzo coordinato e il supporto dei paesi promotori, fu raggiunto molto, riducendo da oltre il 50% al 14% la quota delle persone colpite da estrema povertà nelle zone in via di sviluppo. Oggi vengono ammessi a scuola più del 90% di tutti i bambini. Il numero delle persone denutrite è stato dimezzato e con esse anche la mortalità infantile (sotto ai 5 anni) e la mortalità delle madri. Nonostante ciò, ancora troppe persone vivono in povertà, ancora troppi soffrono la fame, e muoiono tanti bambini e madri.
Nuovi obiettiviTra il 2000 e il 2015 le Nazioni Unite (ONU) hanno realizzato che se si vuole ridurre la povertà in modo sostenibile, vanno prese in considerazione specificamente le persone disabili. Poiché il 15% della popolazione mondiale, cioè circa un miliardo di persone, sono colpite da una disabilità e di queste circa l'80% vive in zone in via di sviluppo.
La povertà e la disabilità si condizionano e si aggravano reciprocamente; persone che vivono in povertà o in paesi con un basso reddito, corrono un rischio più alto, di essere colpiti da una disabilità evitabile, per esempio a causa di un sistema sanitario mancante. Le persone disabili e le loro famiglie non trovano una via d'uscita dalla povertà perché l'accesso al lavoro viene reso più difficile o totalmente vietato. In più devono farsi carico di problemi sanitari.
Nel 2015 l'ONU ha sviluppato l'Agenda 2030 con 17 nuovi obiettivi per uno sviluppo sostenibile. Tali obiettivi hanno validità universale obbligando l’intero mondo. Ciò significa che tutti i paesi sono esortati ad impegnarsi per la loro l'applicazione, comprese le nazioni industrializzate. Sotto questo punto di vista l'Agenda 2030 è un accordo storico. Inoltre presenta un’ampia tematica, congiungendo interessi sociali, economici e ecologici e prende in considerazione le interazioni tra questi tre settori.
L'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile contiene in tutto undici espliciti riferimenti alle persone con disabilità. Affinché i 17 obiettivi per uno sviluppo sostenibile possano essere raggiunti è necessario prendere in considerazione gli interessi delle persone disabili, rendendo più urgente decifrare e interpretare i dati raccolti sulla disabilità. Solo in questo modo si potrà verificare se l'Agenda 2030 raggiunge realmente i suoi obiettivi.
Se la comunità mondiale si pone degli obiettivi, che mirano a migliorare concretamente la situazione di vita delle persone disabili, è anche grazie ai molti messaggi delle organizzazioni per disabili e reti sociali. La CBM ha lavorato dietro le quinte per far valere gli interessi delle persone disabili e assicurarsi che gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile contengano anche espliciti riferimenti alla situazione di persone disabili. Visto che gli obietti di sostenibilità 2030 sono stati decisi, la CBM si impegna ad accompagnare in modo critico la loro applicazione tramite i relativi enti federali.