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L'avanzata talebana prosegue e oggi, giovedì, sono cadute anche Herat e poi Kandahar, rispettivamente terza e seconda città dell'Afghanistan. Herat ha un'importanza strategica, grazie alla sua vicinanza al confine con l'Iran, mentre Kandahar si trova a sud di Kabul, nei pressi della frontiera con il Pakistan.
Poche ore prima, le autorità avevano riconosciuto che gli insorti avevano conquistato anche Ghazni. Quest'ultima è il capoluogo provinciale più vicino a Kabul, 150 a sud-ovest della capitale, che secondo i servizi segreti statunitensi potrebbe essere isolata entro un mese e occupata entro tre.
Stando a quanto dichiarato all'AFP da un negoziatore del Governo al tavolo delle trattative di Doha - negoziatore che ha preferito mantenere l'anonimato - ai talebani sarebbe stata offerta una spartizione del potere in cambio della fine delle violenze. Fin qui il presidente Ashraf Ghani ha sempre rifiutato ufficialmente di formare un Esecutivo ad interim con rappresentanti dei due fronti. Un cambio di rotta rischia tuttavia di essere tardivo, visto che la controparte già da mesi non mostra alcuna propensione al compromesso e ora è forte dei suoi successi militari, con una dozzina di capoluoghi provinciali su 34 conquistati in una settimana.
La situazione è tanto critica che tanto gli Stati Uniti quanto la Germania hanno invitato i loro cittadini nel Paese a rientrare in patria il più presto possibile. Washington e anche Londra hanno deciso di inviare soldati che garantiscano la sicurezza dell'aeroporto di Kabul e un'evacuazione senza intoppi del personale che non resterà sul posto.
Il ritiro delle forze straniere e statunitensi in particolare è stato "un disastro", secondo la minoranza repubblicana al Congresso, che ne ha subito approfittato per attaccare il presidente Biden.
- RG 07.00 del 12.08.2021 Il servizio di Paola Nürnberg