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BERNA - La commissione d'esperti incaricata dal Consiglio federale di trovare soluzioni per limitare i rischi legati alle imprese troppo grandi per fallire ("too big to fail") ha reso oggi il suo verdetto: preconizza in particolare che i fondi propri delle banche ammontino al 19% degli attivi ponderati in funzione dei rischi.
Nel rapporto finale di 148 pagine pubblicato questa mattina, la commissione suggerisce di modificare la legge sulle banche aumentando le esigenze per quanto riguarda i fondi propri, la liquidità e la ripartizione dei rischi.
Questi rischi sono posti per il momento soprattutto da UBS e Credit Suisse. Le due grandi banche infatti sono identificate nel rapporto come le principali imprese svizzere troppo grandi per fallire.
Per quanto riguarda i fondi propri, le nuove regole definite sono "sensibilmente più elevate delle prescrizioni in vigore attualmente, ma anche più severe delle norme minime di Basilea III (del Comitato di Basilea per il controllo bancario, ndr)", scrivono gli esperti nel rapporto finale.
Questa commissione, costituita nel novembre del 2009 dal Consiglio federale propone anche di creare una base giuridica riguardante le esigenze in materia di liquidità. Il rapporto finale è stato trasmesso al Dipartimento federale delle finanze all'attenzione del Consiglio federale. La commissione raccomanda una rapida realizzazione del pacchetto delle misure proposte.
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