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BERNA - La presidente della Commissione dell'esame federale in medicina umana, Viviane Hess, ha annunciato le sue dimissioni in segno di protesta contro le modifiche apportate alla prova dal Consiglio federale al fine di adattarla alle restrizioni contro il Covid-19 in vigore. L'oncologa basilese era in carica soltanto dall'inizio di quest'anno.
Anziché sostenere un esame scritto a risposta multipla e un esame pratico strutturato (esame clinical skills, CS), quest'anno i 1'241 studenti interessati sosterranno l'esame scritto usuale, ma, al posto dell'esame CS, forniranno una prova delle loro competenze cliniche come medici assistenti o durante uno stage di almeno sei settimane. Il diploma definitivo è di conseguenza rinviato di parecchie settimane, o persino di un anno.
Tale decisione si scontra con il parere emesso dalla commissione. Quest'ultima aveva proposto di lasciar completamente cadere l'esame clinico oppure di condurre esami alternativi sotto una forma ridotta, rispettivamente una valutazione sulla base di stime precedenti.
Interrogata dall'agenzia Keystone-ATS, Hess ha confermato un'informazione pubblicata oggi dalla "Neue Zürcher Zeitung". Si ritirerà una volta che l'attuazione degli esami finali di quest'anno sarà ben avviata, ha precisato la dottoressa e ricercatrice in oncologia dell'ospedale universitario di Basilea.
Secondo il Consiglio federale, il numero di partecipanti all'esame impedisce lo svolgimento dell'esame pratico strutturato nel rispetto delle restrizioni per la lotta al nuovo coronavirus.