Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01158.jsonl.gz/749

ZERMATT- Ieri mattina sul versante vallesano del Cervino è accaduto un incidente mortale che è costato la vita a una guida alpina e al suo cliente: una pietra si è staccata e li ha fatti precipitare.
L'incidente fatale si è verificato alle 9.00 quando i due erano a circa 4300 metri di quota nel settore denominato "Keusatz", equipaggiato con corde fisse, riferisce un comunicato odierno della polizia vallesana.
Il pericolo di caduta massi ha impedito ad Air Zermatt e ai soccorritori locali di recuperare i corpi durante il giorno. L'intervento è infine riuscito la sera. La procura ha aperto un'indagine.
La mitica cima tra Zermatt e Cervinia, alta 4478 metri, è una meta da sogno per gli alpinisti di tutto il mondo. Fino a 3000 alpinisti a stagione vogliono scalare la montagna. Nei giorni di punta ci sono oltre 100 alpinisti, in alcuni posti si creano persino ingorghi. Ogni anno devono essere effettuate circa 80 missioni di salvataggio in elicottero.
Secondo un conteggio dell'agenzia di stampa Keystone-ATS, in questa stagione estiva sono già morte quattro persone scalando il Cervino. In base alle statistiche del Club Alpino Svizzero (CAS), non esiste un'altra montagna svizzera su cui muoiono così tanti alpinisti.
Dieci vittime l'anno - Ogni anno, muoiono solitamente otto-dieci persone in incidenti sull'"Horu", come lo chiamano i vallesani. In passato ci sono stati anche anni con 25 vittime. Dalla prima ascensione del 1865, sono morti sul Cervino oltre 500 scalatori, la maggior parte sul versante svizzero.