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Berna – A causa della difficile situazione legata agli scontri coi talebani e della pandemia da coronavirus, l'Afghanistan ha chiesto alle autorità svizzere - così come a quelle degli altri Stati europei - di sospendere i rimpatri fino all'inizio di ottobre.
La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha confermato all'agenzia Keystone-ATS informazioni in tal senso rese note stamani dalla Neue Zürcher Zeitung e dalla radio svizzerotedesca SRF. Le autorità elvetiche sottolineano tuttavia che non c'è un vero e proprio divieto di entrata in Afghanistan. Le singole persone possono quindi continuare liberamente a recarsi nel Paese.
Più in generale, spiega la SEM, le domande d'asilo vengono valutate individualmente e viene sempre tenuta in considerazione la sicurezza del luogo di rinvio. Attualmente si procede a rimpatri solo in caso di situazioni individuali particolarmente positive e solamente nelle città controllate dal governo afghano, al momento Kabul, Herat e Mazar-i-Sharif.
Rimpatri forzati verso l'Afghanistan non vengono più effettuati dal 2019 (in quell'anno si erano registrati ancora sei casi), prima di allora ce n'erano stati undici nel 2017 e nessuno nel 2018. Il conflitto nel Paese si è inasprito con il ritiro delle truppe statunitensi, con i talebani che hanno iniziato a guadagnare terreno.