Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/205324

<h2>SubmittedText<h2><p>Le prestazioni erogate da Uffici, istituti e altri servizi della Confederazione in molti settori sono addebitate agli utenti. Purtroppo, però, vi sono servizi federali, tra cui ad esempio l'Ispettorato federale degli impianti a corrente forte (ESTI; cfr. anche interpellanza 18.4198), che applicano attualmente una prassi contabile che penalizza chiaramente le regioni periferiche, in particolare quelle di montagna. Essi fatturano i tragitti in base ai chilometri percorsi e al tempo impiegato (il tempo di guida viene calcolato come tempo di lavoro) e non su base forfettaria. Di conseguenza, le prestazioni dell'ESTI nelle regioni periferiche sono nettamente più care rispetto alle città e agli agglomerati. Quindi, per diversi motivi, è urgente modificare questa prassi contabile. In primo luogo, la penalizzazione delle regioni periferiche è contraria alla definizione di servizio pubblico della Confederazione. In secondo luogo, tale prassi è anche palesemente in contrasto con la politica del Consiglio federale che, con diverse misure (politica regionale, progetti infrastrutturali, promozione del turismo, ecc.), contribuisce a far sì che l'esistenza e il lavoro nelle regioni periferiche e di montagna rimangano possibili e che gli svantaggi rispetto ai centri urbani siano minimi. Sorgono pertanto le seguenti domande:</p><p>1. Ci sono altri Uffici federali, istituti o altri servizi della Confederazione che applicano simili regolamenti in materia di tasse? Se sì, quali sono esattamente?</p><p>2. Il Consiglio federale come intende intervenire per evitare che le regioni periferiche siano penalizzate dalle spese di viaggio effettivamente fatturate? </p><p>3. L'Esecutivo è disposto ad agire affinché, in futuro, in tutta l'Amministrazione federale vengano addebitate soltanto tariffe forfettarie (chilometri e tempo di guida) indipendenti dalla distanza? </p><p>4. In caso contrario, il Consiglio federale è disposto a trasferire i servizi in periferia affinché anche le città e gli agglomerati si facciano carico, per una volta, degli elevati costi relativi alle spese di viaggio effettivamente fatturate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sì, esistono altre ordinanze in materia di tasse come l'ordinanza generale sugli emolumenti (OgeEm; RS 172.041.1), che definisce tra l'altro i costi di viaggio e di trasporto in generale, considerati esborsi da fatturare (art. 6 OgeEm). Altri esempi: l'ordinanza sugli emolumenti di verificazione (RS 941.298.1) e l'ordinanza concernente l'approvazione del tipo di veicoli stradali (RS 741.511).</p><p>2. Secondo l'articolo 46a capoverso 4 della legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA; RS 172.010), il Consiglio federale può prevedere deroghe alla riscossione degli emolumenti se la decisione o la prestazione riveste un interesse pubblico preponderante (cfr. anche art. 3b cpv. 3 della legge sugli impianti elettrici; LIE, RS 734.0). Non vi è un tale interesse quando la responsabilità del buono stato di manutenzione degli impianti elettrici e degli eventuali danni spetta ai gestori (cfr. art. 20 e 27 segg. LIE), come avviene nel settore dell'energia elettrica, poiché questi ultimi hanno tutto l'interesse a ridurre il rischio di responsabilità. Benché ci sia un interesse pubblico a proteggersi contro un'attività che presenta un rischio elevato, in questo caso prevale l'interesse dei gestori.</p><p>Eventuali deroghe dovrebbero inoltre valere per tutti gli assoggettati e rispettare i principi della parità di trattamento e della neutralità concorrenziale. I regolamenti in ambito di tasse non sono quindi strumenti adatti per compensare le differenze regionali e nemmeno misure e strumenti per sostenere le regioni rurali e le regioni di montagna nelle sfide poste dai mutamenti strutturali. Per contro, gli strumenti e le misure come la perequazione finanziaria, la nuova politica regionale (NPR) e i progetti infrastrutturali, che sono ampiamente armonizzati tra di loro, sono adatti.</p><p>3. Secondo l'articolo 46a capoverso 3 LOGA e la prassi giudiziaria, gli emolumenti sono definiti tenendo conto del principio della copertura dei costi e del principio di equivalenza. In altre parole, gli emolumenti non devono superare i costi effettivi da coprire né essere chiaramente sproporzionati rispetto al valore obiettivo della prestazione. La determinazione di emolumenti forfettari farebbe sì che la riduzione dei costi proposta per le regioni periferiche si ripercuoterebbe su tutti gli assoggettati e ciò sarebbe in contraddizione con il principio della copertura dei costi e il principio di equivalenza.</p><p>4. Come già esposto in precedenza dal Consiglio federale, l'Esecutivo rifiuta per ragioni finanziarie di decentralizzare altre unità amministrative esistenti. Tuttavia, il Consiglio federale conferma la politica condotta finora che consiste nel verificare anche l'eventualità di una decentralizzazione in caso di creazione di nuove unità amministrative. In questo contesto, l'economicità rappresenta un importante criterio. Nel contempo, ritiene che le misure di politica regionale non debbano tradursi essenzialmente in una decentralizzazione dell'Amministrazione federale. Secondo il Consiglio federale, gli strumenti e i programmi di politica regionale attuati in collaborazione con i Cantoni svolgono un ruolo molto più importante.</p>  Risposta del Consiglio federale.