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Il prestito di 6 miliardi di franchi destinati alla ricapitalizzazione di UBS sarà emesso da una filiale della banca nell'isola di Jersey (Canale della Manica). La sinistra protesta.Questo contenuto è stato pubblicato il 05 dicembre 2008 - 13:16
La notizia, riportata dai quotidiani St. Galler Tagblatt e Bund, è stata confermata dalla stessa UBS. L'isola di Jersey è considerata un paradiso per le imprese. Questo perché non preleva nessuna imposta preventiva sugli interessi del capitale.
Entro 30 mesi, il prestito di 6 miliardi accordato dalla Confederazione deve essere convertito in azioni che Berna intende rivendere a nuovi investitori. «Senza imposta preventiva è più semplice ricollocare il prestito», ha dichiarato, Tatiana Togni, portavoce di UBS. L'operazione sarebbe dunque «nell'interesse della Confederazione».
La notizia ha sorpreso e irritato il presidente del Partito socialista (PS) Christian Levrat. «Dopo il lungo dibattito sulla sede del fondo speciale, ora si prendono gioco di noi», ha dichiarato Levrat, membro della Commissione parlamentare delle finanze, all'Agenzia di stampa svizzera. Ci si aspettava che fosse la stessa UBS, che ha sede in Svizzera, ad emettere le azioni e non una filiale con sede all'estero. Secondo il PS non ha senso «che la Svizzera aggiri il proprio diritto fiscale».
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