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La Mezza Luna rossa afghana (Arcs), equivalente locale della Croce rossa, ha presentato a Kabul il progetto di realizzazione di un ospizio per anziani abbandonati, ma l'iniziativa non è affatto piaciuta ai membri del Meshrano Jirga (Senato) che non hanno esitato a bollarla come "anti-islamica".
In dichiarazioni all'agenzia di stampa Pajhwok Walid Akbar Sarwari, portavoce dell'Arcs, ha spiegato che "l'idea, che si trova allo stadio iniziale, è nata dalla constatazione che a Kabul ci sono un gran numero di uomini e donne anziani che chiedono l'elemosina e risultano completamente abbandonati".
La presidentessa dell'associazione, Fatima Gilani, è stata convocata per la prossima settimana in una audizione in cui dovrà illustrare a fondo gli obiettivi del progetto. Ma nei confronti di questo già fioccano le critiche dei senatori.
Per Anarkali Honaryar, che rappresenta le minoranze, "un centro di questo tipo ricalca idee occidentali e stride con le tradizioni afghane. Se l'Arcs vuole assistere gli afghani bisognosi, esistono tanti altri modi per farlo. Ma certamente non c'è bisogno di una simile casa".
Da parte sua il senatore della provincia di Takhar, Maulvi Abdul Wahab, ha sostenuto che "l'Islam e molto chiaro su come si devono trattare gli anziani, ed i suoi principi garantiscono la loro dignità umana e la prosperità".
Anche il senatore di Zabul, Daud Ihsas, ha stigmatizzato l'idea del centro come "una invasione culturale dell'Afghanistan", assicurando che gli afghani hanno grande rispetto per i loro anziani che non lascerebbero mai vivere lontano dalle loro case. "Chi propone una simile idea - ha concluso - dovrebbe essere denunciato".
In conclusione il vice-presidente del Senato, Mohammad Alam Ezeydar, ha indicato che "questa assemblea è contraria alla costruzione di un simile centro che "è contro la cultura afghana. Dobbiamo ostacolarla in modo che essa non ne venga alterata". Ma Sarwari ha assicurato che "l'Arcs sta ancora discutendo sul progetto, ma credo che costruiremo l'ospizio come esperimento e faremo del nostro meglio affinchè esso non abbia alcun impatto sulla cultura locale".