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Il granchio yeti
Il suo nome scientifico è “Kiwa hirsuta o Kiwa puravida”, ma per il suo particolare aspetto viene chiamato “granchio yeti”.
Questa nuova specie, è stata scoperta nel 2005 nelle acque profonde dell’Antartide da una spedizione guidata dal famoso zoologo Alex Rogers, professore dell’Università di Oxford. Questi granchi vivono ad una profondità di 2200 m, intorno alle calde bocche idrotermali del fondo marino. La loro particolarità sta nel fatto che il loro corpo è ricoperto da filamenti setosi, soprattutto sulle chele. In questa peluria vivono colonie di batteri che sono in grado di estrarre energia dai gas inorganici emessi dalle bocche idrotermali, batteri che una volta filtrati dalle setole della bocca del“granchio yeti”, diventano il nutrimento necessario per la sua sopravvivenza.
Possono arrivare ad ammassarsi sopra questi soffioni di metano all’incirca 600 di questi crostacei per metro quadrato, ed agitando le chele fertilizzano la loro fonte primaria di nutrimento, i batteri. Questo movimento diventa così una spettacolare danza subacquea, che sembra provenire da un altro pianeta.
(Immagine: Dake, Wikimedia Commons)