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Un'ottantina di attivisti di Greenpeace hanno bloccato stamane a Zurigo tutte le dieci stazioni di rifornimento di carburante della Shell. Si è trattato di un'azione di protesta contro un programma di trivellazioni che inizierà domani nel mare dei Ciucki, in Alaska.
Gli attivisti si sono legati alle pompe di benzina e hanno appeso striscioni con la scritta "Stop Shell". Le dieci stazioni di servizio della città sulla Limmat sono rimaste bloccate per tutta la mattinata.
Shell ha sporto denuncia contro gli attivisti, ha detto all'ats una portavoce della polizia cittadina. Verso mezzogiorno sono intervenute le forze dell'ordine. Agli attivisti è stato lasciato "il tempo necessario" per allontanarsi e l'azione si è svolta "nella calma", scrive la polizia in una nota.
L'azione è stata organizzata per protestare contro il programma di perforazioni che la compagnia petrolifera inizierà il primo luglio.
"Se la Shell dovesse trovare del petrolio è lo stesso governo statunitense a stimare una possibilità del 75% di uno o più incidenti durante i 51 anni in cui la compagnia prevede di effettuare le estrazioni", afferma citata in una nota Nadine Berthel, responsabile del gruppo svizzero di Greenpeace per l’Artico.
Secondo l'organizzazione ambientalista, l'estrazione di petrolio nel mare dell'Artico pone problemi a causa delle basse temperature: in caso di perdite risulterebbe impossibile isolare il petrolio che si trova sotto uno strato di ghiaccio.
Anche una società svizzera partecipa al progetto. La piattaforma petrolifera sarà infatti realizzata dal gruppo Transocean, ricorda ancora Greenpeace nella nota.
SDA-ATS