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Il gruppo chimico basilese Clariant ha annunciato oggi di rinunciare alla fusione con l'americana Huntsman. La decisione è stata presa di comune accordo. L'azienda non era certa di ottenere il consenso dei due terzi degli azionisti per il progetto.
Il veicolo d'investimento White Tale, che cercava di bloccare la fusione da 20 miliardi di dollari (19,8 miliardi di franchi), aveva appena innalzato la propria partecipazione al capitale di Clariant oltre la soglia del 20%. Per questo motivo, i consigli di amministrazione delle due società hanno deciso all'unanimità, indica una nota odierna congiunta, di rinunciare alla fusione. Questa decisione ha un vantaggio per l'azienda basilese: permette di evitare a Clariant di dover pagare una penalità di rottura di ben 210 milioni di dollari, come pure un'altra multa per la mancata approvazione di 60 milioni, così come prevedeva l'accordo iniziale tra le due entità.
La decisione di rinunciare alla fusione non è stata presa a cuor leggero: nel comunicato infatti si legge che le due società sono sempre convinte "che l'avvicinamento rappresentava sul lungo termine il miglior interesse per i rispettivi azionisti". Ma, tenuto conto dell'opposizione di White Tale Holdings, fondo di investimento che gode del sostegno di altri azionisti, Clariant non era più certa di poter ottenere l'appoggio dei due terzi degli investitori, quota necessaria per suggellare questo "matrimonio" di interesse prevista dal diritto elvetico. La situazione insomma, "non era più la stessa di quella presente all'annuncio della fusione avvenuto nel maggio scorso", ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa telefonica il direttore di Clariant Hariolf Kottmann. Nonostante questo smacco, Clariant non rinuncia alla propria strategia di cresciuta a lungo termine: anche se White Thale aveva una posizione diversa dal nostro progetto di fusione, "condividiamo l'interesse ad aumentare il valore dell'impresa. In quest'ottica, proseguiremo il dialogo con tutte le parti del gruppo", ha aggiunto Kottmann.
L'annuncio di una "unione" a maggio
Clariant e Huntsman avevano annunciato in maggio l'intenzione di unirsi allo scopo di creare una nuova entità nella chimica specializzata il cui valore borsistico avrebbe superato i 14 miliardi di dollari. Dall'operazione sarebbe scaturito il numero due mondiale nelle specialità chimiche. Di recente, in un'intervista a Finanz und Wirtschaft, i piani alti di White Tale avevano dichiarato di aver già superato la barra del 15% in Clariant, e che questo processo non era ancora terminato.
White Tale sosteneva, in particolare, che il progetto di valorizzazione di Clariant era insufficiente e che il progetto di fusione mancava di logica industriale.
White Tale è costituito da un gruppo di azionisti che riunisce il fondo Corvex e la società 40 North, braccio finanziario quest'ultima del fabbricante americano di tetti Standard Industries.
Clariant è nata nel 1995 dalla scissione delle attività chimiche del gruppo farmaceutico basilese Sandoz, prima che quest'ultimo si legasse al concorrente Ciba per dar vita al gigante Novartis. L'anno scorso Clariant ha archiviato i conti con vendite per 5,85 miliardi di franchi. Clariant ha in organico 17'000 collaboratori, Huntsman 10 mila. La società americana ha sede a The Woodlands, Texas. Il settore della chimica è attualmente in fermento a causa di un movimento accelerato di concentrazione.
I giganti americani Dow e DuPont hanno deciso di unire i propri destini per formare DowDupont, mentre il gruppo basilese Syngenta è stato rilevato dalla cinese ChemChina. Il gruppo tedesco Bayer è attualmente impegnato nella fusione con l'americana Monsanto.
(Ats)