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La richiesta: un accordo bilaterale nel settore dell'elettricità entro la primavera del 2024
BERNA - Swissmem, l'associazione padronale dell'industria delle macchine, elettrotecnica e metallurgica, si appella al Consiglio federale affinché venga stipulato un accordo bilaterale con l'Ue nel settore dell'elettricità entro la primavera del 2024.
Per questo, il Consiglio federale dovrebbe avviare negoziati formali con Bruxelles in tempi brevi che dovrebbero durare non più di 12 mesi, ha dichiarato il presidente dell'organizzazione, Martin Hirzel, in un'intervista rilasciata oggi alla "Neue Zürcher Zeitung".
Con questo calendario, Swissmem vuole garantire che un risultato sia disponibile prima dell'elezione, nel 2024, del rinnovato Parlamento e le dimissioni dell'attuale Commissione europea. Se la conclusione di un accordo dovesse slittare al 2025, Hirzel teme problemi con l'import di elettricità, di cui il settore è grande consumatore.
«Garantire la fornitura di energia elettrica è per noi la seconda questione più importante nel dossier dell'Ue, dopo l'accesso senza barriere ai mercati», ha spiegato Hirzel. Secondo Hirzel, è necessario intervenire anche in termini di accesso al mercato. Le aziende del settore operano con successo in nicchie. Il presupposto è che le condizioni quadro non si deteriorino.
Con una quota di esportazioni superiore al 55%, l'Europa è di gran lunga il cliente più importante del settore MEM e probabilmente lo rimarrà anche nei decenni a venire, ha sottolineato il presidente di Swissmem. Insomma, sulla questione degli accordi bilaterali con l'Ue la Svizzera deve darsi una mossa.
Al momento, Berna e Bruxelles stanno conducendo colloqui esplorativi per vedere se sussistono le condizioni per l'avvio di negoziati formali dopo che il Consiglio federale, nel 2021, ha deciso di interrompere le trattative su un accordo istituzionale.