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ALTDORF - Una lite per un lucchetto segato tra una madre ottantenne e la figlia è finita in tribunale nel canton Uri. L'anziana donna, che a suo dire voleva soltanto liberare un gatto rimasto rinchiuso, è stata condannata per violazione di domicilio e danneggiamento. Il tribunale ha però rinunciato a infliggerle una pena.
La notizia, riferita oggi dalla "Neue Urner Zeitung" e ripresa da altri media, è stata confermata all'ats dal cancelliere del tribunale Philipp Arnold.
I fatti sono avvenuti nel luglio 2015 nella Meiental, la valle laterale che sale da Wassen al passo del Susten. L'ottantenne ha detto in aula di aver sentito miagolare un gatto dentro un ripostiglio di fattoria affittato dalla figlia. In assenza di quest'ultima, nell'intento di liberarlo, non ha esitato a segare il lucchetto della porta con una sega da metalli.
La figlia non ha apprezzato il gesto e ha denunciato la madre - i rapporti con la quale già non erano dei migliori - per violazione di domicilio e danneggiamento: il lucchetto valeva 50 franchi.
Nel processo tenutosi ieri, il tribunale distrettuale di Uri, che ha giurisdizione su tutto il cantone meno la Val d'Orsera, ha riconosciuto colpevole dei i reati in questione la pensionata, che si è difesa da sola. Ha tuttavia rinunciato ad infliggerle una pena viste le particolari circostanze e la scarsa entità del danno.
Il caso è giunto in tribunale perché l'80enne vedova aveva presentato ricorso contro il decreto d'accusa emesso da un procuratore. Questi le aveva inflitto una pena pecuniaria con la condizionale di 10 aliquote giornaliere da 50 franchi e una multa di 175 franchi, accollandole anche i costi giudiziari.
Il tribunale si è mostrato clemente e, oltre a rinunciare a una pena, ha condonato alla donna anche le spese giudiziarie di 1800 franchi, considerando i suoi scarsi mezzi finanziari. All'imputata finora incensurata è stata risparmiata inoltre un'iscrizione nel casellario giudiziale.
La sentenza non è però ancora esecutiva. Un ricorso non è da escludere.