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Dopo la decisione del Nazionale di bocciare la revisione della LAMal che prevedeva di rendere definitiva la moratoria sull'apertura di nuovi studi medici, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità degli Stati (CSSS-S) è tornata a discutere dell'argomento.
Con 11 voti contro 2, la commissione ha deciso depositare un postulato che incarica il Consiglio federale di presentare un rapporto, nel quale si prefigurino svariati scenari per la gestione futura della cosiddetta "autorizzazione secondo il bisogno". La limitazione dell'autorizzazione non riguarderebbe i medici di base, indicano oggi in una nota i servizi del Parlamento.
La CSSS-S propone peraltro al plenum di respingere la mozione del consigliere nazionale Jürg Stahl (UDC/ZH) volta a concedere a fornitori di prestazioni e assicuratori la libertà di scegliere il proprio interlocutore contrattuale a partire da una certa densità di studi medici presenti in una determinata regione. In altri termini, secondo la proposta del democentrista zurighese - che è anche membro di direzione del Groupe Mutuel - gli assicuratori non sarebbero più tenuti a rimborsare tutti i medici che fatturano le proprie prestazioni secondo la LAMal.
Lo scorso 18 dicembre, il Consiglio nazionale - grazie al voto compatto dei gruppi UDC e PLR- aveva bocciato, durante le votazioni finali, la revisione della Legge sull'assicurazione malattie che prevedeva di rendere definitiva la moratoria sull'apertura di nuovi studi medici. Ciò aveva provocato la reazione stizzita non solo da parte di rappresentanti del centro-sinistra, ma anche di taluni responsabili dei dipartimenti cantonali della sanità, quali Pierre-Yves Maillard (VD) o Paolo Beltraminelli (TI). Secondo questi ultimi, la decisione rischia di provocare un'impennata di nuovi studi medici dal primo luglio 2016.
SDA-ATS