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GINEVRA - La popolare-democratica Marie Barbey entra nel municipio di Ginevra superando il liberale-radicale Simon Brandt. È questo il principale dato del secondo turno delle elezioni per gli esecutivi comunali nel cantone lemanico, che si sono svolte l'altro ieri.
I ballottaggi si sono tenuti in 21 dei 45 comuni del cantone. A causa dell'epidemia Covid-19 sono state adottate misure sanitarie particolari per lo spoglio, che si è quindi protratto fino a oggi.
Il risultato più atteso era quello del capoluogo, seconda città della Svizzera per numero di abitanti. In assenza di una coalizione di centro-destra, l'elezione di quattro municipali (su cinque) di sinistra appariva scontata e così è stato: il miglior risultato è stato ottenuto dall'unico uscente, il socialista Sami Kanaan (18'054 suffragi), seguito dalla collega di partito Christina Kitsos (17'438) e dai due ecologisti Frédérique Perler (15'872) e Alfonso Gomez (14'694).
Nel canton Ginevra la fragilità della cosiddetta Intesa (Entente), che riunisce PLR e PPD, è ormai proverbiale. Nel capoluogo questa volta non ha funzionato perché Barbey ha rifiutato una coalizione estesa a Mouvement Citoyens Genevois (MCG, formazione di carattere regionalista) e UDC, invece caldeggiata da Brandt, che sperava di portare nell'esecutivo due esponenti del centro-destra. Già nella passata legislatura in municipio vi erano quattro esponenti di sinistra e un borghese.
La vera sfida di domenica era dunque costituita dal quinto seggio e vedeva opposti i due litiganti Barbey e Brandt, che nel primo turno aveva superato la democristiana per 525 voti. Il liberale radicale, stretto collaboratore del consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet (PLR), oggetto di un'indagine per presunta accettazione di vantaggi per il suo controverso viaggio ad Abu Dhabi nel 2015, negli scorsi mesi è stato a sua volta indagato per presunte violazioni del segreto d'ufficio, un procedimento in gran parte archiviato. Queste disavventure giudiziarie hanno valso molte simpatie al politico, ha indicato la stampa locale, che gli riconosce anche spessore come consigliere comunale a Ginevra.
Nel secondo turno però la situazione si è ribaltata: Barbey ha ottenuto 13'165 voti, 1440 in più del suo avversario. Conserva così il seggio popolare-democratico di Guillaume Barazzone, già consigliere nazionale, che non si è ripresentato alle comunali in seguito allo scandalo delle spese allegre che aveva fatturato alla città.
Con l'elezione di Barbey, per la prima volta nella storia, la città di Calvino conta una maggioranza di (tre) donne in municipio. La partecipazione al voto, che a causa della crisi del coronavirus si è svolta solo per corrispondenza, è stata del 27,9%, di pochi punti inferiore a quella del primo turno, che si era svolto senza limitazioni di sorta. Secondo i politologi interrogati dai media locali, il mancato voto l'altro ieri ai seggi elettorali non ne condiziona la validità.
Il primo turno del 15 marzo aveva sancito l'avanzata dei Verdi nei comuni ginevrini, sia a livello di legislativi che di esecutivi, in particolare nel capoluogo, sull'onda delle federali dello scorso autunno.