Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/212388

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di invitare i partner tariffali ad accordarsi senza indugio per disciplinare in maniera definitiva il rimborso dei costi della salute causati dalla COVID-19. Se non giungessero a un accordo entro due settimane, spetterà al Consiglio federale emanare le regole al riguardo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come ha già affermato nel suo parere in risposta alla mozione CSSS-N 20.3457 "Rapido accordo in materia di assunzione dei costi", il Consiglio federale comprende appieno la situazione difficile in cui si trovano diversi attori del settore sanitario. Nel frattempo, la Confederazione e i Cantoni hanno già chiarito diversi aspetti in merito all'assunzione dei costi. Nelle schede informative dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) citate sono contenute, da un lato, direttive per l'assunzione dei costi delle prestazioni stazionarie e dall'altro raccomandazioni con soluzioni provvisorie per fatturare le prestazioni a distanza. È stata disciplinata anche l'assunzione dei costi per le analisi da parte dell'assicurazione malattie. Nel settore delle cure, i Cantoni hanno confermato la loro volontà di disciplinare il finanziamento residuo, precisando che per questo devono anche essere disponibili le basi. Pertanto, la questione dell'assunzione dei costi per le prestazioni dell'assicurazione malattie è stata chiarita.</p><p>Nel frattempo, il legislatore ha deciso d'introdurre un sistema di tracciamento della prossimità per il coronavirus che, in caso d'informazione di un possibile contatto con il virus, prevede la possibilità di sottoporsi al test gratuitamente. Infine, la Confederazione si è dichiarata disposta ad assumere integralmente, dal 25 giugno 2020, i costi dei test del coronavirus eseguiti in conformità ai criteri dell'UFSP. In tal modo sussiste un disciplinamento unitario che elimina gli eventuali incentivi errati per l'impiego e l'esecuzione dei test.</p><p>Riguardo a ulteriori costi, è troppo presto per fornire una stima delle ripercussioni finanziarie sui fornitori di prestazioni delle misure adottate contro il nuovo coronavirus. Non è chiaro né quali siano i costi supplementari cagionati dal trattamento dei pazienti affetti da COVID-19 né quali siano i costi globali. Inoltre i poteri pubblici (Confederazione e Cantoni) hanno messo a disposizione dei professionisti della salute dispositivi di protezione per il caso in cui non fossero più disponibili sul mercato o nell'istituzione interessata. Secondo la legge sulle epidemie (RS 818.101), la Confederazione assume i costi per l'approvvigionamento della popolazione in medicamenti e i costi per gli esami, la sorveglianza medica, la quarantena, l'isolamento o la terapia ordinati per i viaggiatori nel traffico internazionale dai suoi organi. Per la Confederazione non sono previsti ulteriori obblighi di assunzione dei costi.</p><p>Pertanto il Consiglio federale ritiene che fondamentalmente non vi sia alcuna necessità di intervenire a livello legislativo. Tiene tuttavia a proseguire il dialogo con i Cantoni, ma anche con gli assicuratori e i fornitori di prestazioni. Il Dipartimento federale dell'interno ha già condotto discussioni con i Cantoni. Il prossimo passo sarà quello di coinvolgere tutti gli attori.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.