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È senz'altro una proposta che farà discutere, quella lanciata oggi dal deputato de La Destra Paolo Pamini in un'opinione pubblicata sul Corriere del Ticino.
Per lottare contro il terrorismo, Pamini propone infatti di "favorire il più possibile la circolazione delle armi" e di "facilitare il libero porto d'armi tra i civili".
Inoltre, secondo il granconsigliere "si potrebbe seriamente pensare di introdurre in Ticino corsi di tiro nella scuola dell'obbligo e negli anni fino alla maturità."
"In Svizzera abbiamo ottime premesse per un approccio del genere, perché siamo tra i primi Paesi al mondo in fatto di densità di armi nella popolazione" argomenta Pamini.
"Immaginiamo di essere al Bataclan o al Petit Cambodge il mese scorso" scrive ancora il deputato. "Immaginiamo che come noi altri ospiti abbiano la propria pistola con sé. Immaginiamo infine che nella scuola dell'obbligo vi siano regolari lezioni di tiro. Sembra strano? Ricordiamo che qui da noi da più di 100 anni si insegna a qualsiasi maschio svizzero a servirsi di un'arma da fuoco, a portarle con assoluto rispetto, a conservarla a casa propria e a mantenerla sempre in funzione. (...). Chiediamoci: ci attenderemmo più o meno vittime di quanto sta tristemente riportando la stampa?"
Secondo Pamini "le armi personali hanno di gran lunga una funzione difensiva anziché offensiva. (...). Non sono criminogene, così come le automobili non uccidono i pedoni. In entrambi i casi, è un determinato uso che uno ne fa che causa vittime."
"La miglior garanzia di pace e liberà è una popolazione armata" scrive ancora Pamini, che invita quindi a valutare l'introduzione di corsi di tiro nelle scuole dell'obbligo. "Il tutto in nome della difesa della nostra libertà."
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