Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/169998

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di stabilire o proporre al Parlamento le norme da applicare nell'ipotesi in cui il 1° gennaio la Confederazione si ritrovi senza preventivo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'ordinamento giuridico della Confederazione non stabilisce la procedura da seguire nel caso in cui il preventivo ordinario non dovesse essere adottato in tempo utile. Ora l'autore della mozione chiede di creare una disposizione legale da applicare in un siffatto caso.</p><p>L'Assemblea federale non ha solo il diritto costituzionale ma anche l'obbligo generale di adottare il preventivo (art. 167 Costituzione federale, Cost.). L'entrata in materia sul preventivo è obbligatoria (art. 74 cpv. 3 legge sul Parlamento, LParl). La reiezione del preventivo da parte di una delle Camere nella votazione sul complesso comporta il rinvio al Consiglio federale (art. 74 cpv. 5 LParl), contrariamente alla reiezione di altri affari che equivale a una non entrata in materia. Il rinvio è efficace soltanto se anche la seconda Camera ha deciso di rinviare l'affare o se la Camera prioritaria ribadisce il rinvio in seconda lettura (art. 87 LParl).</p><p>Se nella sessione invernale le Camere federali non dovessero adottare un preventivo ordinario, dal 1° gennaio dell'anno successivo il Consiglio federale non potrebbe più effettuare pagamenti (art. 57 cpv. 2 legge federale sulle finanze della Confederazione, LFC). La Confederazione non potrebbe più ottemperare ai suoi impegni finanziari. Per evitare tale problema, nella stessa sessione invernale l'Assemblea federale sarebbe tenuta ad adottare un preventivo provvisorio che garantisca, in un primo tempo, la capacità d'azione della Confederazione. In un secondo tempo il Consiglio federale dovrebbe presentare un disegno di preventivo definitivo, che verrebbe poi discusso dalle Camere federali nella sessione primaverile.</p><p>Dal 1872 l'Assemblea federale ha adottato un preventivo provvisorio per sette volte. In questi casi il preventivo era stato respinto in votazione popolare o a seguito di trattati internazionali. A tale problema è sempre stata trovata una soluzione transitoria e pragmatica, grazie all'utilizzo di diversi metodi e senza dover ricorrere a una base legale esplicita. L'ultima volta che il preventivo non ha potuto essere adottato per tempo è stato nel 1974 (per l'esercizio 1975) in ragione del fatto che le maggiori entrate preventivate a seguito dell'aumento delle imposte e dei dazi doganali sono state respinte dal popolo. Inizialmente il preventivo già adottato per il 1975 è stato posto in vigore soltanto in parte e a titolo provvisorio.</p><p>Contrariamente a quanto stabilito per la Confederazione, in alcuni Cantoni la situazione giuridica in caso di assenza di preventivo è disciplinata nelle relative leggi sulle finanze. Nei Cantoni di Berna e Zurigo, ad esempio, il Consiglio di Stato ha la facoltà di sostenere le spese indispensabili per le attività dell'amministrazione fino all'adozione del preventivo.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che se disciplina l'assenza di preventivo in una legge, le Camere federali sarebbero più propensi a rigettare il preventivo e dunque a maggior ragione a rinviarlo. Politicizzare maggiormente i dibattiti sul preventivo non è però nell'interesse della Confederazione. Inoltre, una norma legale non potrebbe rispondere a tutte le possibili evenienze. Anzi, una soluzione istituzionalizzata per legge potrebbe addirittura ostacolare il modo con cui affrontare adeguatamente il problema. Per questo motivo finora il legislatore svizzero ha consapevolmente rinunciato a una simile normativa. Infatti, la regolamentazione della situazione in questione è stata discussa nel quadro della revisione totale della LParl del 2002 e poi respinta dal gruppo di lavoro competente.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.