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Con i discorsi della direttrice Seraina Rohrer e della consigliera federale Simonetta Sommaruga si sono aperte oggi le 48esime Giornate cinematografiche di Soletta. La manifestazione inizia con la proiezioni di "Rosie", il primo lungometraggio di Markus Gisler da quattordici anni a questa parte. Questo film racconta la storia di uno scrittore gay residente a Berlino che torna in Svizzera per prendersi cura della madre.
Nel suo discorso, Rohrer ha criticato la politica portata avanti dall'Ufficio federale della cultura (UFC): "il nuovo regime per la promozione del cinema svizzero rischia di sostenere unicamente film che vogliono piacere a tutti", ha affermato.
Ironia della sorte, il capo del settore cinema all'UFC non è altro che il suo predecessore alla testa delle Giornate di Soletta, Ivo Kummer. Rohrer ha anche criticato alcuni cineasti accusandoli di scegliere una "via isolazionista".
Da parte sua Sommaruga, che sostituisce il presidente della Confederazione Ueli Maurer impegnato al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR), ha detto - alludendo al WEF - di aver scelto di rimanere in pianura a guardare il "grande cinema" piuttosto che ammirare "animali prestigiosi in montagna". In un discorso ricco di spunti umoristici, la consigliera federale ha ricordato le serate in famiglia davanti ai filmati amatoriali in Super-8.
Parlando del suo amore per il cinema, Sommaruga ha evocato il film "Il Padrino" di Francis Ford Coppola. La ministra di giustizia ha affermato di essere sempre stata affascinata da questa pellicola, "molto prima di essere confrontata con la criminalità organizzata nel quattro delle mie funzioni".
La ministra ha anche promesso di ascoltare i rappresentanti del settore cinema nell'adattamento della legislazione sui diritti d'autore resosi necessaria in seguito all'evoluzione tecnologica. "L'industria cinematografica deve poter sfruttare al loro giusto valore le sue produzioni", ha dichiarato Sommaruga.
SDA-ATS