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<h2>SubmittedText<h2><p>Sempre più spesso bambini e adolescenti vengono abbordati in rete da estranei con intenzioni sessuali. Secondo lo stato attuale delle conoscenze, oggi quasi un terzo dei bambini e un quarto dei giovani di età compresa tra 12 e 19 anni ha ricevuto suo malgrado proposte di questo tipo. La polizia sa ormai da lungo tempo che questi approcci non provengono soltanto da coetanei, bensì spesso da adulti. Secondo Fedpol, nel 2016 è stato possibile perseguire, in 167 casi, adulti che avevano adescato on line minori per poi abusarne nella vita reale. Nel caso di reati di questo tipo si parla di cibergrooming, fenomeno che ha registrato un sensibile aumento nel corso degli ultimi anni (2014: 19 per cento; 2016: 25 per cento; 2018: 30 per cento). Questo importante incremento è inquietante, in particolare poiché il cibergrooming non è punito in Svizzera. Nel 2014 il Parlamento ha respinto un intervento che chiedeva di sanzionarlo. Nel frattempo il fenomeno è tuttavia aumentato in misura tale da rendere imprescindibile una nuova valutazione della situazione per poter continuare a garantire la protezione dei minori in Svizzera.</p><p>1. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per reagire all'aumento significativo delle molestie sessuali nei confronti dei minori e del cibergrooming?</p><p>2. Quali possibilità in termini di risorse finanziarie, umane e tecnologiche sono a disposizione per combattere il cibergrooming?</p><p>3. Quali modifiche di legge reputa opportune per porre un freno all'aumento del cibergrooming?</p><p>4. In che modo Fedpol e in particolare la divisione cibercriminalità affrontano il fenomeno delle molestie sessuali nei confronti dei minori e il cibergrooming? Quale ruolo svolgono le inchieste sotto copertura?</p><p>5. In che modo negli ultimi cinque anni è evoluto l'impiego delle risorse finanziarie, umane e tecnologiche a disposizione di Fedpol per la lotta alle molestie sessuali nei confronti dei minori e del cibergrooming?</p><p>6. Come è coordinata e organizzata oggi, a livello nazionale, la lotta contro le molestie sessuali e il cibergrooming?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza, secondo cui il cibergrooming non è tollerabile. Il 4 luglio 2012 ha adottato il messaggio concernente l'approvazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuali (Convenzione di Lanzarote) e la sua trasposizione. Nel messaggio, il Consiglio federale ha esaminato approfonditamente se il diritto penale protegga a sufficienza dagli abusi sessuali i minori che chattano su Internet, rispondendo in maniera affermativa a tale questione. Il perseguimento di tali reati rientra nella competenza dei Cantoni. Per le autorità di perseguimento penale dei Cantoni le indagini sotto copertura in assenza di sospetti condotte all'interno di chat per minori e sui media sociali risultano tuttavia estremamente dispendiose in termini di risorse, motivo per cui fanno ricorso a tale strumento in modo soltanto sporadico e limitato. L'Ufficio federale di polizia (Fedpol) offre sostegno ai Cantoni, conducendo ricerche attive automatizzate volte a individuare pedocriminali. Gestisce inoltre il punto di contatto nazionale che riceve le segnalazioni trasmesse dal National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC) degli Stati Uniti e le coordina a livello nazionale.</p><p>Il perseguimento penale non deve essere l'unico strumento di lotta al cibergrooming. Un ruolo altrettanto determinante è svolto dal lavoro di prevenzione, in particolare attraverso la sensibilizzazione di genitori, minori e giovani nonché delle scuole e della società civile. I minori vanno istruiti quanto più precocemente su come proteggersi da contatti indesiderati a sfondo sessuale. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) gestisce la piattaforma nazionale "Giovani e media" (<a href="https://www.giovaniemedia.ch/it.html">https://www.giovaniemedia.ch</a>), che ha come obiettivo di insegnare a bambini e giovani come utilizzare i media digitali in modo sicuro e responsabile. La piattaforma attua sin dal 2011 misure volte a promuovere le competenze mediali di minori e giovani e provvede alla sensibilizzazione di genitori e specialisti. Il tema "Sessualità e Internet" è stato scelto come tema centrale per gli anni 2018/19. Il 24 maggio 2018, in occasione di una tavola rotonda, i principali operatori svizzeri del settore hanno individuato le esigenze e le lacune esistenti in materia di prevenzione.</p><p>3. Il diritto penale vigente prevede un'ampia gamma di sanzioni in caso di comportamenti penalmente rilevanti su Internet. In particolare, quando un adulto instaura un contatto con un minore su Internet a fini sessuali e compie azioni tese a concretizzare l'incontro si è in presenza di un tentativo punibile di compiere atti sessuali con minori o di produrre pedopornografia. Un autore si rende peraltro punibile già laddove in una chat confronti il minore con testi o immagini pornografiche, induca il minore a compiere atti sessuali su se stesso guardandolo, per esempio attraverso una "livecam", o compia atti sessuali dinanzi al minore. Non è pertanto ravvisabile alcuna necessità d'intervenire sul piano legislativo.</p><p>4./5. Con il proprio centro nazionale di competenza in materia di cibercriminalità, Fedpol sostiene i Cantoni nella lotta alla criminalità digitale di competenza cantonale, che comprende i reati contro il patrimonio commessi nel mondo digitale come pure la pedocriminalità. Le prestazioni della Confederazione riguardano in particolare la realizzazione di una panoramica nazionale dei casi e il coordinamento dei casi di portata intercantonale e internazionale. Fedpol inoltre indaga attivamente nei confronti di pedocriminali su Internet. A seguito dell'entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale (CPP), Fedpol ha condotto, quale soluzione transitoria e su incarico dei Cantoni, indagini sotto copertura in assenza di sospetti su chat per minori. Poiché, nel frattempo, la maggior parte dei Cantoni ha acquisito le competenze tecniche necessarie e ha creato le proprie basi giuridiche all'interno delle leggi cantonali sulla polizia, queste ricerche sono ormai condotte dagli stessi Cantoni in modo autonomo. Fedpol continua a offrire assistenza, su richiesta, ai Cantoni nel quadro delle loro indagini.</p><p>I mezzi complessivamente impiegati da Fedpol per contrastare la pedocriminalità su Internet sono rimasti stabili nell'arco degli ultimi cinque anni. Nello stesso periodo, tuttavia, a fronte di un significativo aumento dei reati contro il patrimonio commessi su Internet, si è registrato un notevole calo del numero di reati pedocriminali segnalati. La concentrazione di ben 49 ciberspecialisti all'interno di Fedpol permette un loro impiego orientato alle esigenze.</p><p>6. Il coordinamento delle cosiddette ciberpattuglie è assunto dalla nuova rete di sostegno alle indagini nella lotta contro la criminalità informatica (NEDIK). NEDIK è una rete istituita di recente dalla Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS), composta dal centro di competenza della Confederazione in materia di cibercriminalità collocato in seno a Fedpol e dai centri di competenza regionali in materia di cibercriminalità delle polizie cantonali di maggiori dimensioni. Le indagini vere e proprie sono condotte dalle polizie cantonali. Fedpol offre sostegno a queste ultime in qualità di servizio centrale (occupandosi in particolare della panoramica dei casi, del coordinamento e fungendo da punto di contatto per le autorità partner estere). La lotta alla criminalità digitale (che comprende anche il cibergrooming) costituisce un compito congiunto che implica di fatto la collaborazione tra le autorità di perseguimento penale dei Cantoni e della Confederazione. Per coinvolgere in modo ottimale, oltre alle autorità di polizia, anche i pubblici ministeri e altre autorità, nel 2018 all'istituzione del NEDIK ha fatto seguito quella del "Cyberboard". Il "Cyberboard" è una piattaforma di collaborazione nazionale, cui partecipano autorità di perseguimento penale (polizia e pubblici ministeri) e autorità di prevenzione della Confederazione e dei Cantoni. La prevenzione della criminalità costituisce infatti un elemento imprescindibile per prevenire la cibercriminalità.</p>  Risposta del Consiglio federale.