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Testo in attesa di traduzione - Testo originale in tedesco
Situazione generale
In Svizzera circolano diversi ceppi di SARS-CoV-2, tra cui domina la variante B.1.1.7. I parametri epidemiologici generali, quali numero dei casi, ospedalizzazioni, numero di letti occupati in terapia intensiva e decessi, forniscono una visione globale senza distinguere tra i singoli ceppi. Nel complesso, tutti questi indicatori suggeriscono un andamento dell’epidemia stabile o leggermente in crescita nelle ultime settimane. La fascia d’età degli over 75, vaccinata con priorità, rappresenta un’eccezione in quanto registra una diminuzione del numero di casi.
Al momento è difficile quantificare con esattezza il fenomeno a causa dell’alterazione del comportamento rispetto al test e dell’avanzamento delle vaccinazioni. I dati tratti dal monitoraggio delle acque reflue sono un indicatore importante e indipendente dal comportamento rispetto al test. Le analisi delle acque reflue di Zurigo1 e Losanna2 confermano le tendenze epidemiologiche osservate sulla base del numero di casi, cioè una situazione stabile ad aprile dopo l’aumento verificatosi a febbraio e a marzo.
Dinamica
Sulla base dei dati attuali, ipotizziamo una crescita moderata dell’epidemia di SARS-CoV-2. La media mobile a 7 giorni del tasso di riproduzione in Svizzera è stimata a 1,03 (0,92-1,14); tale dato riflette lo sviluppo dei contagi del periodo 10-16.04.20213.
Le stime del tasso di riproduzione effettivo Re su base giornaliera per la Svizzera sono4:
- 1,04 (intervallo di confidenza del 95%, IC: 0,92-1,16) sulla base dei casi confermati al 16.04.2021.
- 0,96 (95% IC: 0,77-1,15) sulla base delle ospedalizzazioni all’11.04.2021. A titolo di confronto, il calcolo del tasso Re basato sui casi confermati è stimato, per lo stesso giorno, a 1,01 (95% IC: 0,91-1,11).
- 0,88 (95% IC: 0,51-1,36) sulla base dei decessi al 04.04.2021. A titolo di confronto, il calcolo del tasso Re basato sulle ospedalizzazioni è stimato, per lo stesso giorno, a 0,93 (95% IC: 0,81-1,07). Il calcolo del tasso Re basato sui casi confermati è stimato, per lo stesso giorno, a 1,08 (95% IC: 0,98-1,19).
A causa dei ritardi nelle segnalazioni e delle oscillazioni dei dati, potrebbe essere necessario rettificare le valutazioni effettuate. I valori di Re che forniamo rispecchiano la situazione dei contagi compresa tra almeno 10 giorni fa (per il numero dei casi) e 23 giorni fa (per i decessi) a causa della distanza temporale tra il momento dell’infezione e il sopraggiungere di tali eventi.
Dalla nostra dashboard è possibile seguire lna variazione del numero dei casi, delle ospedalizzazioni e dei decessi stratificata per età5. L’effetto della campagna di vaccinazione è visibile nella fascia d’età degli over 75, in cui osserviamo un calo del numero di casi, delle ospedalizzazioni e dei decessi. Mentre, durante la seconda ondata, la fascia d’età degli over 75 ha costituito circa il 50% delle ospedalizzazioni, nel frattempo si è assestata intorno al 25%. Per contro, le ospedalizzazioni della fascia di età inferiore ai 65 anni, che erano inferiori al 30% durante la seconda ondata, sono aumentate arrivando a superare il 50%. Grazie all’avanzamento della vaccinazione, ci aspettiamo che nelle prossime settimane il tasso di riproduzione sulla base delle ospedalizzazioni e dei decessi fornisca un’indicazione sottostimata della dinamica di trasmissione.
Parallelamente possiamo determinare i tempi in cui i casi confermati, le ospedalizzazioni e i decessi sono raddoppiati o si sono dimezzati negli ultimi 14 giorni6. I casi confermati hanno registrato una variazione dell’1% (IC: da 11% a -8%) alla settimana, le ospedalizzazioni del -13% (IC: da 2% a -25%) e i decessi del 4% (IC: da 53% a -29%). Questi dati rispecchiano la situazione dei contagi di diverse settimane fa.
Numeri assoluti
Il numero cumulato dei casi confermati degli ultimi 14 giorni è di 333 per 100 000 abitanti. La positività è attestata all’8,7% (situazione al 24.04.2021, ultimo giorno per il quale si attendono ancora solo poche segnalazioni tardive).
Il numero di pazienti COVID-19 nelle unità di terapia intensiva ha registrato un valore compreso tra 224 e 2557 ricoverati negli ultimi 14 giorni (variazione pari al 3% (IC: da 10% a -3%) alla settimana).
Il numero di decessi quotidiani confermati in laboratorio negli ultimi 14 giorni si è attestato tra 3 e 98.
Nuove varianti
Le varianti B.1.1.7 e B.1.351 descritte in origine rispettivamente in Gran Bretagna e in Sudafrica sono state identificate per la prima volta in Svizzera nella settimana 51 del 2020. La variante P.1 descritta in origine in Brasile è stata identificata per la prima volta in Svizzera nella settimana 6 del 2021. Nel frattempo, la variante B.1.1.7 è diventata dominante e l’epidemia in Svizzera è un’epidemia di B.1.1.79,10. Le varianti B.1.351 e P.1 si manifestano in meno del 2% dei casi. La variante B.1.617 descritta in origine in India è stata identificata per la prima volta in Svizzera nella settimana 16 del 2021 (la settimana scorsa).
La B.1.1.7 è caratterizzata da un’elevata velocità di trasmissione, elemento che l’ha resa attualmente la variante dominante. Ricerche condotte in Gran Bretagna alla fine del 2020 hanno evidenziato che la variante B.1.1.7 presenta una velocità di trasmissione nettamente superiore rispetto ai ceppi di SARS-CoV-2 precedentemente noti11. La caratterizzazione genetica dei campionamenti casuali tratti da soggetti risultati positivi eseguita dai laboratori di prova svizzeri, nonché la caratterizzazione genetica sistematica di campioni condotta presso il laboratorio di riferimento di Ginevra, consentono di dimostrare tale velocità di trasmissione più elevata anche sulla base di dati svizzeri12,13 (43-52% sulla base di 14 e 42-60% sulla base di 15).
Il rischio di un peggioramento del decorso a causa delle infezioni da B.1.1.7 viene rilevato in diverse ricerche effettuate al riguardo. Da uno studio16 condotto in Gran Bretagna è emerso che la mortalità riconducibile a un’infezione da B.1.1.7 è maggiore del 50% in tutti i gruppi di età. Questa maggiore pericolosità della B.1.1.7 è corroborata da ulteriori ricerche effettuate in Gran Bretagna17,18. I risultati di uno studio19 effettuato in Danimarca evidenziano che il rischio di un’ospedalizzazione in caso di infezione da B.1.1.7 è elevato. Uno studio recente rileva che non si osserva alcun aumento della mortalità, prendendo in considerazione tuttavia solo le persone ospedalizzate20. Secondo un altro studio in cui sono stati valutati i dati di una «COVID symptom study App», con la diffusione della variante B.1.1.7 non si è osservata una tendenza verso un peggioramento del decorso21.
Dai dati svizzeri possiamo osservare una tendenza a un maggiore rischio di ospedalizzazione qualora un paziente contragga l’infezione da B.1.1.7. Con la diffusione della variante B.1.1.7 sono di conseguenza aumentate le probabilità di un’ospedalizzazione in caso di risultato positivo del test. Ad esempio, al 31.12.2020 (quando la B.1.1.7 era ancora scarsamente diffusa) per una persona di età compresa tra i 55 e i 64 anni risultata positiva al test il rischio di essere ospedalizzata era del 4,3% (media a 28 giorni). Al 31.3.2021 (con la B.1.1.7 come variante dominante), il rischio era pari al 6,75%22. Gli altri gruppi di età superiore ai 35 anni hanno evidenziato uno sviluppo analogo (nelle fasce di età inferiore i numeri assoluti sono eccessivamente scarsi per consentire formulazioni affidabili). In Svizzera i numeri relativi ai decessi imputabili alla B.1.1.7 sono troppo esigui per consentire di esporsi con un’affermazione al riguardo.
I vaccini a mRNA utilizzati al momento in Svizzera dovrebbero essere efficaci anche contro le nuove varianti 23.
Sulla base dei dati tratti dalla caratterizzazione genetica possiamo valutare la variazione dei numeri assoluti dei casi imputabili alla variante B.1.1.7. Dall’inizio di gennaio questo numero assoluto ha segnato una crescita costante, mentre le altre varianti hanno registrato una flessione24. I numeri complessivi sono scesi fino a metà febbraio. Nel frattempo, la variante B.1.1.7 è diventata dominante e i numeri complessivi sono aumentati di nuovo. Dai nostri modelli emerge che, nelle prossime settimane, il numero momentaneo di persone con immunità riconducibile alla somministrazione del vaccino o ad una infezione già contratta sarà ancora troppo ridotto per influire in maniera significativa sulla trasmissione del virus. Inoltre, l’intensificarsi dei contatti o della mobilità dovrebbe determinare un’ulteriore crescita dei contagi.
Links:
[3] https://sciencetaskforce.ch/it/tasso-di-riproduzione/ e https://ibz-shiny.ethz.ch/covid-19-re-international//: le stime del valore Re degli ultimi giorni possono subire delle leggere variazioni, che si verificano in particolare nelle regioni di piccole dimensioni, in caso di dinamiche dall’andamento variabile o di un numero di casi ridotto.
[4] https://sciencetaskforce.ch/it/tasso-di-riproduzione/ e https://ibz-shiny.ethz.ch/covid-19-re-international//: le stime del valore Re degli ultimi giorni possono subire delle leggere variazioni, che si verificano in particolare nelle regioni di piccole dimensioni, in caso di dinamiche dall’andamento variabile o di un numero di casi ridotto.
[5] https://ibz-shiny.ethz.ch/covidDashboard/, Dashboard Time Series
[6] https://ibz-shiny.ethz.ch/covidDashboard/trends: a causa dei ritardi nelle segnalazioni, non vengono presi in considerazione per i casi confermati e per il numero di ospedalizzazioni/decessi rispettivamente gli ultimi 3 e 5 giorni.
[22] https://ibz-shiny.ethz.ch/covidDashboard/, Dashboard Time Series