Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/124591

<h2>SubmittedText<h2><p>FFS Cargo, l'impresa delle FFS responsabile del trasporto a carri completi in Svizzera, sta esaminando l'eventualità di chiudere, al cambio d'orario 2012, 155 punti di servizio del traffico merci interno ossia quasi un terzo dell'offerta attuale. Oltre a 129 soluzioni per la clientela, vi sono compresi 29 punti di servizio della rete di base che rientrano nella convenzione sulle prestazioni. All'epoca in cui fu trattata la mozione 10.3881, il Consiglio federale e le commissioni competenti di entrambe le Camere sostennero l'elaborazione di una strategia globale volta a promuovere il traffico merci ferroviario non transalpino, al fine di mantenere e di eventualmente aumentare la quota detenuta dalla ferrovia sul volume totale dei trasporti di merci.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Non ritiene che il trasporto a carri completi, se esteso a tutto il territorio ed effettuato con regolarità ed efficienza, rappresenti una base importante, in quanto parte del servizio pubblico, per far fronte alle sfide attuali e future nel settore del traffico (merci) ferroviario in Svizzera?</p><p>2. Quali ripercussioni avrebbe l'attuazione del piano di ridimensionamento di FFS Cargo sul raggiungimento degli obiettivi da definire in base all'indirizzo della prevista strategia globale?</p><p>3. Quali saranno le conseguenze per:</p><p>a. le regioni interessate,</p><p>b. le imprese coinvolte (operatori del settore con o senza binari di raccordo),</p><p>c. altre imprese ferroviarie,</p><p>d. la rete stradale in termini di volume supplementare di traffico (quantificazione del volume presumibile e dei costi per eventuali ampliamenti e maggiore manutenzione),</p><p>e. la sicurezza dei vari utenti della strada,</p><p>f. il mercato del lavoro (anche regionale),</p><p>g. il mantenimento delle conoscenze e </p><p>h. l'impatto sull'ambiente?</p><p>4. Non condivide il parere dei sindacati, secondo i quali occorre attendere la presentazione della strategia globale prima di attuare importanti interventi di ridimensionamento che potrebbero restringere la possibilità di formulare obiettivi e misure di trasferimento orientati al futuro?</p><p>5. Per motivi economico-aziendali, FFS Cargo mira ad attuare in tempi rapidi il piano di ridimensionamento. Qual è il calendario di elaborazione della strategia globale?</p><p>6. A suo avviso, quali sono le possibilità di assicurare il finanziamento dell'attuale rete di servizio fino all'attuazione della nuova strategia globale? In questo momento critico, l'impresa può contare su un aumento temporaneo delle indennità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente nel traffico interno svizzero un quarto delle merci viaggia su rotaia, di cui la stragrande maggioranza in carri completi. Per il traffico merci ferroviario non transalpino la legislazione svizzera in vigore non prevede né un esplicito mandato di trasferimento né un mandato di servizio universale. Nella convenzione sulle prestazioni conclusa con la Confederazione, le FFS si impegnano, in qualità di impresa capofila, a gestire una rete ferroviaria per il trasporto di merci che risponda alle esigenze dell'economia di trasbordo e che si autofinanzi a medio termine. Qualora l'autofinanziamento non risultasse possibile, le FFS sono chiamate a fornire gli elementi necessari per decidere in merito a un aumento delle indennità.</p><p>2. L'adempimento della mozione 10.3881, "Futuro del traffico merci ferroviario sull'intero territorio svizzero", prevede di fissare per legge un obiettivo chiaro e coerente per il traffico merci su rotaia. L'incentivazione del traffico merci ferroviario non transalpino va impostata in funzione di questo obiettivo. A questo proposito il Consiglio federale non ritiene opportuno definire un mandato di trasferimento o di servizio esplicito e/o quantificato, ma mira piuttosto a elaborare un sistema di obiettivi generali e trasversali ai vettori di trasporto, di modo che un'offerta efficiente di trasporti merci su ferrovia rafforzi l'economia nazionale, favorendo la ripartizione dei compiti tra i vari vettori a livello nazionale e internazionale. Questo sistema di obiettivi assegnerà un ruolo al traffico merci su ferrovia laddove esso presenta vantaggi comparativi rispetto agli altri vettori.</p><p>Il Consiglio federale ha preso atto dei piani di FFS Cargo di ridurre il numero dei punti di servizio per il trasporto a carri completi. Attualmente FFS Cargo serve circa 500 punti con questo tipo di trasporti. Dei 155 in discussione solo 29 rientrano nell'offerta di base pubblicata da FFS Cargo e destinata all'approvvigionamento conforme alle esigenze cui l'impresa è tenuta per mandato della Confederazione. Negli altri casi si tratta di soluzioni per la clientela la cui offerta dipende esclusivamente dalla politica imprenditoriale delle FFS. Dopo un'analisi globale delle ripercussioni sui trasporti, i clienti, i rami professionali e i proprietari dei binari di raccordo, della ripartizione geografica dei punti di servizio interessati e delle condizioni politico-finanziarie generali, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che il ridimensionamento della rete di servizio raccomandato per il 2013 non inciderà negativamente sulle discussioni politiche concernenti la futura strategia globale del traffico merci ferroviario non transalpino. Nell'analisi di dettaglio si è rilevato che il 28 per cento dei 500 punti serviti vede transitare circa il 90 per cento dei carri. Nei punti interessati dai piani di riorganizzazione il giro di affari e il volume di trasporto risultano pertanto ridotti.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che il previsto ridimensionamento sia sostenibile per l'economia nazionale. Al fine di conservare i 29 punti regolarmente serviti nell'offerta di base pubblicata, le FFS avevano dato modo al Consiglio federale di effettuare un'ordinazione che avrebbe implicato un aumento delle indennità. Il DATEC ha rinunciato però a proporre al Consiglio federale un aumento dei fondi previsti dall'attuale piano finanziario fino al 2015. Il Consiglio federale ha deciso quindi di non ordinare il servizio nei 29 punti in questione.</p><p>3. I punti di servizio interessati dai piani di riorganizzazione di FFS Cargo sono distribuiti sull'intero territorio svizzero. La riorganizzazione della rete riguarda pertanto diversi cantoni e regioni, ma il Consiglio federale ritiene che le ripercussioni sull'economia dei trasporti e l'ambiente siano limitate e sostenibili per l'economia nazionale. FFS Cargo svilupperà, d'intesa con i clienti interessati, soluzioni alternative per i trasporti attualmente gestiti nei punti che in futuro non saranno più serviti. Non tutti questi trasporti si riverseranno sulle strade: tra le soluzioni allo studio vi è ad esempio il traffico combinato. Sono in corso o previsti, da parte di FFS Cargo, colloqui con clienti, rappresentanti dei rami professionali, cantoni e altre ferrovie, in particolare a scartamento ridotto, con cui l'impresa collabora nel traffico merci. Quanto più sarà possibile riunire e concentrare i trasporti, tanto più economici ed ecologici risulteranno. Effettuare trasporti con un solo carro o due non è ragionevole né sotto il profilo economico né ecologico.</p><p>Come già annunciato in autunno 2011 e gennaio 2012, FFS Cargo ritiene che il ridimensionamento della rete di servizio implicherà un calo del personale operativo. Nel settore disciplinato dal CCL non vi saranno comunque licenziamenti, conformemente alla prassi seguita abitualmente dalle FFS. La riduzione del personale sarà attuata per quanto possibile facendo capo alle usuali fluttuazioni. Chi risulterà comunque in esubero sarà assistito dalle FFS nella ricerca di un nuovo impiego e nella riqualificazione professionale. I macchinisti in particolare sono una categoria per la quale c'è grande richiesta in seno alle FFS.</p><p>4. Nel complesso la riorganizzazione della rete di servizio prevista da FFS Cargo è ritenuta sostenibile da parte del Consiglio federale, alla luce del fatto che secondo le indicazioni delle FFS ne è interessato solo il 5 per cento del volume dei trasporti attualmente effettuati. La riorganizzazione non inciderà quindi negativamente sulle discussioni politiche concernenti la futura strategia globale del traffico merci ferroviario non transalpino.</p><p>5. Per quanto concerne la strategia globale del traffico merci ferroviario non transalpino, il Consiglio federale conta di elaborare entro il 2012 il progetto da porre in consultazione. Secondo il calendario attuale, la presentazione del messaggio al Parlamento è prevista per il 2013, mentre l'entrata in vigore dei nuovi atti normativi avverrà presumibilmente nel 2015, dopo le consultazioni parlamentari di rito.</p><p>6. Attualmente il trasporto a carri completi assicurato da FFS Cargo è sostenuto, assieme a quello combinato non transalpino, con fondi provenienti dal limite di spesa "Indennità trasporto di merci per ferrovia non transalpino 2010-2015" (decreto federale del 3 dicembre 2008). Nel piano finanziario è previsto, per i prossimi anni e fino all'attuazione della strategia globale, un importo annuo compreso tra i 32,2 e i 28,2 milioni di franchi. Per il momento il Consiglio federale non intende aumentare tali fondi, ritenendo che gli scarsi mezzi finanziari disponibili vadano impiegati per quanto possibile dove assicurano la maggiore efficacia.</p>  Risposta del Consiglio federale.