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Ha portato il cinema nella musica di Michael Jackson e il soul nel cinema americano anni ’80; ha capito che due talenti del Saturday Night Live come Eddie Murphy e John Belushi erano perfetti per il cinema e con il secondo, insieme a Dan Aykroyd si è inventato i The Blues Brothers. Questo è John Landis, il Pardo d’onore Manor 2021. Regista, sceneggiatore, produttore, attore e comico, Landis è la rappresentazione vivente di chi ha saputo stringere un patto d’oro con il cinema americano, piazzando sul suo percorso autentiche pietre miliari. Un genio a cui bastano cinque anni per scrivere la storia del cinema, della musica, e della musica nel cinema. Nel 1978, trovandolo irresistibile sul palco del Saturday Night Live convince John Belushi a essere il suo Bluto in Animal House (National Lampoon's Animal House). Due anni dopo, forte del successo di quella sua intuizione, e travolto dal soul in formato grande schermo, proprio su Belushi disegna con Aykroyd un’icona assoluta: completo nero, cravatta nera, cappello e occhiali da sole. Sono i The Blues Brothers (1980), film con cui porta davanti alla macchina da presa pure Ray Charles, Aretha Franklin e James Brown. L’anno successivo gira Un lupo mannaro americano a Londra (An American Warewolf in London, 1981), film con cui porterà all’Oscar per il Miglior Trucco Rick Baker e con cui rapirà Michael Jackson, che lo chiama per affidargli il videoclip più costoso mai realizzato nella storia della musica fino a quel momento: Thriller (1983). Nello stesso anno torna al Saturday Night Live e porta sul grande schermo un altro ventenne che sembra funzionare: Eddie Murphy (Una poltrona per due - Trading Places, 1983).
Il direttore artistico del Locarno Film Festival, Giona A. Nazzaro: “John Landis è un autentico genio americano. La totalizzante passione cinefila, la musicalità slapstick, l’irresistibile senso dell’umorismo, l’amore viscerale per il cinema di serie B, il senso critico e politico sempre vigile hanno fatto di lui il cineasta chiave del rinnovamento del cinema statunitense a cavallo fra gli anni Settanta e Novanta. Fautore di ibridazioni mai viste fra horror e comico, musical e noir, ha creato capolavori che hanno entusiasmato il pubblico di tutto il mondo, rinnovato il linguaggio cinematografico e sfidato convenzioni e perbenismi. Landis ha dimostrato che si poteva fare tutto, si poteva sognare tutto e lo ha fatto, rendendo il cinema migliore, più inclusivo, più giusto. Portatore delle inquietudini della generazione degli anni Sessanta, ha saputo offrirne una chiave di lettura diversa, creando un nuovo tipo di comicità e un’idea di fisicità mutante che – fra John Belushi e i lupi mannari – ha ricodificato l’estetica dominante. John Landis è tutto il cinema americano che abbiamo sempre amato e ameremo sempre.”
In occasione del premio consegnato a Landis la sera del 13 agosto, verranno proposti durante il Festival (4-14 agosto) tre titoli emblematici della sua filmografia, grandi classici da rivivere nell’atmosfera unica di Locarno:
Sabato 14 agosto, inoltre, Landis incontrerà il pubblico del Festival durante una conversazione che si terrà al Forum @Rotonda by la Mobiliare, lo spazio di parola del Festival.