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Addio allo stilista francese Claude Montana, che si affermò tra i protagonisti della moda degli anni Ottanta '80, presto dimenticato dal pubblico a causa dei suoi problemi finanziari.
23.2.2024 - 17:51
SDA
Lo stilista, secondo quanto riferisce Afp, è morto venerdì scorso, all'età di 76 anni, a Parigi, nell'Ospedale Bretonneau in completa solitudine, dimenticato da tutti.
Claude Montana nasce a Parigi nel 1949, da padre catalano e madre tedesca. Il vero nome di famiglia è Montamat, ma nemmeno gli amici stretti riuscivano a pronunciarlo correttamente, così decise di cambiarlo. Dopo aver frequentato l'Operà di Parigi e dopo aver conseguito la maturità, a soli diciassette anni, il giovane Claude lasciò i genitori per lanciarsi alla scoperta della Swinging London. A Londra si fece notare realizzando gioielli di cartapesta, ricoperti di strass. Sarà Olivier Echaudemaison, che in quel periodo realizzava le copertine del British Vogue a introdurlo nel giro della moda londinese e poi internazionale.
Il suo ingresso ufficiale nella moda avvenne negli anni Settanta, ma creò il suo marchio solo alla fine del decennio, nel 1979. Il successo arrivò negli anni Ottanta. In un'epoca post punk, Montana disegnava una donna potente, una silhouette geometrica, con ampie spalle che davano all'insieme un'aria futurista. Volumi amplificati, tailleur e giacche a triangolo rovesciato. Una palette di colori accesi per confermare la supremazia della donna sull'uomo.
Uno dei couturier di punta della moda parigina
Con queste credenziali presto divenne un habitué delle serate nel club alla moda «Le Palace», e soprattutto s'impose come uno dei couturier di punta della moda parigina. Le sue sfilate teatrali erano considerati eventi, definite «grandi spettacoli», alla pari di quelle del suo collega Christian Lacroix. Il suo stile influenzò la moda del periodo, ed era molto amato anche dalle dive. Cher è al suo fianco alla consegna dell'oscar della Moda. Brooke Shileds, Jeanne Moreau, Charlotte Rampling divennero le ambasciatrici della sua maison.
Dopo aver rifiutato l'offerta di Dior di diventarne il direttore artistico e di occuparsi sia dell'alta moda, sai del pret-à-porter, approdò da Lanvin che desidera rilanciare le sue collezioni. Dal 1990 al 1992 divenne direttore creativo di Lanvin, ottenendo grande consenso da parte della critica, ma non un corrispettivo successo finanziario, per cui, venne licenziato dalla maison.
Dopo il suicidio di sua moglie, Montana dovette affrontare un lungo periodo di crisi economica, tanto da dover vendere la propria maison nel 2002. Cominciò ad avere problemi di salute e, nel 2008, venne picchiato in casa da un ex ballerino agganciato in una discoteca. Un episodio da cui subì gravi conseguenze. Dovette affrontare anche un processo, dove il suo aggressore lo accusava di avergli trasmesso l'epatite B. «Sì, la moda mi manca terribilmente – confidò nel 2016 -. Sono un veterano adesso. Sono stato dimenticato».