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I parametri del finanziamento della disattivazione e dello smaltimento delle centrali nucleari vanno rivisti. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale inviando in consultazione una modifica d'ordinanza.
I due fondi, chiamati a finanziare il futuro smantellamento delle centrali nucleari, sono finanziati con contributi versati dai gestori degli impianti. Le modifiche proposte oggi riguardano i redditi di capitale (destinato a scendere dall'attuale 3,5 al 2,1%) e il tasso di rincaro (dall'1,5 allo 0,5%) utilizzati per la determinazione dei versamenti annui. Da notare che il rincaro sarà calcolato in base all'indice dei prezzi delle costruzioni e non più rispetto a quello dei prezzi al consumo.
La revisione prevede anche la soppressione del supplemento di sicurezza forfettario del 30% introdotto nel 2015. La nuova metodologia dello studio sui costi 2016 tiene già sufficientemente conto, rispetto al passato, dei rischi e delle imprecisioni nelle previsioni.
Mantenendo il supplemento si avrebbe invece una doppia copertura delle incertezze. Anche il Controllo federale delle finanze (CDF), in un rapporto dello scorso aprile, riteneva tale supplemento non più giustificato.
Un'altra modifica concerne la composizione degli organi del Fondo di disattivazione e del Fondo di smaltimento: viene aumentato il numero di membri indipendenti che avranno così diritto a due terzi dei seggi mentre gli esercenti ne occuperanno solo un terzo e vedranno quindi ridotta la loro influenza.