Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/157655

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di intervenire affinché tutte le imprese di settori economici finora soggetti al pagamento della tassa sul CO2 ne siano esonerate. A tale scopo devono essere abolite le condizioni esagerate previste per l'esenzione, quali l'esercizio di una delle attività di cui all'allegato 7 dell'ordinanza sul CO2 e l'emissione minima di 100 tonnellate di CO2 (art. 66), improbabile per le piccole e medie imprese. L'economia può così contribuire all'attuazione della Strategia energetica e all'ulteriore riduzione delle emissioni di CO2. Per permettere alle imprese svizzere di confrontarsi ad armi pari con i loro concorrenti all'estero, si esorta il Consiglio federale a modificare l'ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sul CO2 (RS 641.71) obbliga il Consiglio federale a designare i settori economici che hanno diritto a un'esenzione dalla tassa sul CO2 e, al riguardo, di considerare l'aggravio dovuto a detta tassa sul valore aggiunto e in che misura essa pregiudica la competitività internazionale del settore economico in questione (art. 31 cpv. 2). A tale proposito, nell'allegato 7 dell'ordinanza sul CO2 (RS 641.711), il Consiglio federale ha stabilito le attività generanti emissioni elevate che beneficiano dell'esenzione dalla tassa. Alla base di questa disposizione vi è la volontà del Parlamento di non rendere l'esenzione dalla tassa sul CO2 sistematica per tutte le imprese, bensì di fare in modo che sia una misura accompagnatoria per quelle che generano emissioni elevate di gas serra. Uno scostamento da questo principio andrebbe tuttavia oltre la richiesta del depositario della mozione di adeguare l'ordinanza sul CO2 e comporterebbe una modifica della legge. Il fatto di rendere determinante l'aggravio netto dovuto alla tassa sul CO2 dopo la detrazione della ridistribuzione rispetto alle attività è stato respinto in sede di dibattimento parlamentare sulla legge sul CO2 vigente. (BU 2011 pag. 148)</p><p>In contropartita per l'esenzione della tassa sul CO2, le imprese devono impegnarsi a ridurre le emissioni di gas serra. Per le imprese, ciò comporta un certo onere per l'elaborazione di una proposta di obiettivo, per il monitoraggio annuale delle emissioni di gas serra ed eventualmente per la collaborazione con un'organizzazione privata. Per l'autorità esecutiva, invece, occorrono risorse in termini di personale per l'esame delle proposte di obiettivo, per la sorveglianza degli obblighi e per la ridistribuzione dei proventi della tassa. Da questo punto di vista, l'abolizione della soglia minima di 100 tonnellate di CO2 l'anno va nella direzione di una riduzione della burocrazia. Inoltre, già oggi anche le imprese che generano meno emissioni possono essere esentate se si associano ad altre imprese per raggiungere la soglia minima.</p><p>Il Consiglio federale intende continuare ad applicare la tassa sul CO2 anche dopo il 2020. A tal fine, nel quadro della legislazione sul clima post 2020, sottoporrà al Parlamento delle proposte per l'ulteriore sviluppo dell'esenzione da detta tassa.</p><p>In caso di adozione da parte della Camera prioritaria, il Consiglio federale si riserva il diritto di chiedere alla seconda Camera di modificare la mozione come segue:</p><p>"Il Consiglio federale è incaricato di dare a tutte le imprese di settori economici gravati dalla tassa sul CO2 la possibilità, per il periodo successivo al 2020, di essere esonerate dalla stessa nei limiti della proporzionalità. Il Consiglio federale è altresì invitato a elaborare le apposite basi legali per il periodo successivo al 2020."</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.