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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di proporre ai cantoni che i contributi sostitutivi in caso di dispensa dall'obbligo di costruire rifugi di protezione civile accumulati negli ultimi anni siano anche utilizzati come segue:
a. allestimento di un inventario di tutte le aree della Svizzera esposte a pericoli naturali (pericolo di scoscendimenti, valanghe, terremoti, inondazioni ecc.);
b. l'inventario comprenderà anche i pericoli di incidenti derivanti da centrali nucleari, sbarramenti idrici, trasporti di merci pericolose su strada o su rotaia e i rischi legati al terrorismo;
c. l'importo restante dei contributi sostitutivi (alla fine del 2006 il totale di tali contributi era stimato a 550 milioni di franchi) sarà devoluto all'elaborazione del catasto delle catastrofi naturali e accidentali, nonché a misure concrete di protezione delle popolazioni nei confronti di catastrofi naturali e per l'insieme della popolazione svizzera contro i rischi derivanti da incidenti nucleari, trasporti di merci pericolose, sbarramenti idrici ecc.
Motivazione
La popolazione deve essere protetta anche in caso di catastrofi naturali e accidentali.
Si pensi segnatamente ai pericoli legati al riscaldamento climatico che provoca piogge torrenziali con conseguenti rischi di smottamenti e di valanghe. Il nostro Paese non è al riparo da eventuali terremoti, né bisogna trascurare i rischi di incidenti derivanti da centrali nucleari e da trasporti di merci pericolose su strada o su rotaia.
Tutti questi elementi non devono più essere trascurati dall'Autorità federale e devono essere presi in considerazione poiché anche ciò fa parte della sicurezza della nostra popolazione.
La legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile prevede tuttora il versamento di contributi sostitutivi da parte dei proprietari che non costruiscono rifugi. I comuni impiegano questi fondi per gli impianti di protezione e i rifugi pubblici. Orbene, il rapporto del Consiglio federale rileva che nel 2006 i rifugi privati disponibili in Svizzera ammontavano a circa 300 000, per complessivi 7,5 milioni di posti protetti, mentre i rifugi pubblici erano 5100 per un totale di 1,1 milioni di posti protetti. Ciò significa che il grado di copertura è teoricamente del 114 per cento. Occorre pertanto riconoscere che la Svizzera è ben provvista di rifugi di protezione civile.
Per contro le condizioni per la protezione della popolazione dai rischi più importanti sono inesistenti.
Parere del Consiglio federale
del
11.02.2009
Sulla questione degli impianti di protezione sono stati presentati recentemente diversi interventi parlamentari. Al riguardo il Consiglio federale ha esposto il suo parere generale e lo stato del processo decisionale nelle sue risposte alla mozione della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale 08.3747 e alle due mozioni Pfister Theophil 08.3691 e Kiener Nellen 08.3703, dello stesso tenore.
Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui la popolazione svizzera dev'essere maggiormente protetta dagli effetti delle catastrofi naturali o tecnologiche, ma non aderisce all'opinione dell'autore della mozione secondo cui tali minacce non sono state sufficientemente considerate dalle autorità competenti.
In tale contesto occorre tener conto della ripartizione dei compiti tra la Confederazione, i cantoni e i comuni definita dalla Costituzione federale e dalle pertinenti leggi. Di principio, la prevenzione di catastrofi e di situazioni d'emergenza è di competenza dei cantoni. La Confederazione è competente per il coordinamento su scala nazionale e può inoltre sostenere i cantoni nei loro lavori. Questa ripartizione dei compiti ha dato buone prove e sarà di principio mantenuta. Ne consegue che la Confederazione non può disporre dei contributi sostitutivi accumulati in relazione all'obbligo legale di costruire rifugi. Secondo le basi legali vigenti (legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile, LPPC) le relative risorse finanziarie sono, a seconda delle legislazioni cantonali, a disposizione del cantone o dei comuni. Nel quadro della revisione della LPPC attualmente in corso la competenza sarà attribuita in modo vincolante ai cantoni.
Inoltre, già oggi sussiste un margine relativamente ampio per quanto concerne l'utilizzazione dei contributi sostitutivi. I contributi possono ad esempio essere destinati ad altre misure nel campo della protezione civile (art. 47 LPPC). I cantoni e i comuni hanno pertanto già oggi la possibilità di impiegare queste risorse per miglioramenti nell'ambito della loro analisi delle minacce. Al riguardo non è necessaria una modifica di legge. A ciò si aggiunge il fatto che già oggi la Confederazione è in grado di sostenere efficacemente i cantoni nell'ambito di tali lavori: con il sostegno dell'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) del DDPS, tre cantoni (FR, AG, VD) hanno realizzato recentemente un'analisi globale delle minacce mediante un metodo unitario (Kataplan). Altri cantoni avvieranno i relativi lavori ancora quest'anno oppure nei prossimi anni.
Il Consiglio federale non condivide il parere secondo cui l'attuale prevenzione per la gestione delle minacce menzionate dall'autore della mozione è piuttosto carente o totalmente inesistente. Proprio in tale ambito, la Confederazione, i cantoni e i comuni forniscono congiuntamente molteplici prestazioni e negli ultimi anni hanno chiaramente moltiplicato i loro sforzi. Al riguardo va segnatamente menzionato il vasto programma di protezione contro le piene realizzato sotto la direzione dell'Ufficio federale dell'ambiente del DATEC con i cantoni e i comuni. Infine, il 19 dicembre 2008 il Consiglio federale ha deciso di avviare l'elaborazione di un'analisi globale della minaccia a livello nazionale dal titolo "Analisi dei rischi e della vulnerabilità in Svizzera" (Risiken Schweiz). Anche questo mandato, trattato sotto la direzione dell'UFPP conformemente all'attuale struttura globale in materia di politica di sicurezza, tiene conto del principale obiettivo della mozione.
Proposta del Consiglio federale del 11.02.2009
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.