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CITTÀ DEL MESSICO - Un morto, dieci feriti, dei quali due in condizioni gravi, tanta confusione e notizie contrastanti: è il bilancio dell'esplosione di una raffineria nel nord del Messico del colosso petrolifero statale Pemex.
L'esplosione, che è stata sentita fino a dodici chilometri di distanza e provocata da un guasto ad un compressore, è avvenuta nella prima mattinata nella raffineria della Pemex a Cadereyta, a una cinquantina di chilometri di Monterrey, dove si trova il principale polo industriale del paese.
L'ondata d'urto - hanno precisato i media locali - ha distrutto i vetri di molti degli uffici dello stabilimento petrolifero.
La vittima è uno degli ingegneri dello stabilimento, Juan Sanchez Paz (32 anni), ha ricordato il gruppo statale petrolifero, che in un primo momento, precisano i media locali, aveva riferito che i morti erano sette.
Dopo l'esplosione è scoppiato un incendio successivamente controllato grazie all'intervento delle squadre della prevenzione civile giunte sul posto.
La Pemex, uno dei colossi petroliferi dell'America Latina, ha fatto sapere di aver aperto un'indagine sulle origini e la dinamica del grave incidente.
Qualche mese fa, la società aveva messo in funzionamento proprio nello stabilimento di Cadereyta "un moderno impianto anti-incendi", con investimenti pari a un milione di dollari, nell'ambito dell'impegno del gruppo per "lavorare sul fronte della sicurezza e il miglioramento dell'ambiente", ha ricordato la stampa messicana.
SDA-ATS