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Utile netto in forte crescita per UBS nel terzo trimestre del 2018, ben al di là di quanto si attendessero gli analisti: la più grande banca svizzera ha guadagnato 1,2 miliardi di franchi, il 32% in più dello stesso periodo del 2017.
Sono tornati anche gli afflussi di denaro, mentre lo sguardo al futuro è cautamente ottimista. La banca si fa pure più internazionale: i prossimi risultati saranno pubblicati in dollari.
In un comunicato odierno UBS parla di "vigorosi risultati": fra luglio e settembre l'istituto ha conseguito un utile prima delle imposte di 1,7 miliardi (+37% su base annua). Il rapporto costi/ricavi è sceso al 77%, con un un miglioramenti di 6 punti percentuali.
Di particolare importanza è il fatto che l'unità di amministrazione patrimoniale Global Wealth Management (GWM), dopo aver subito deflussi nel secondo trimestre, sia tornata ad attirare capitale: gli afflussi netti sono ammontati a 13,5 miliardi, trainati dall'Asia e dall'Europa, mentre le Americhe si sono mostrate lievemente negative. Alla fine di settembre UBS amministrava patrimoni per 3267 miliardi, 25 miliardi in più di fine giugno.
GWM ha generato un utile ante imposte rettificato di 1003 milioni (-4%), nonostante una diminuzione dei ricavi basati su transazioni a seguito di una flessione dell'attività della clientela.
UBS conferma l'attuale strategia e precisa i suoi obiettivi di lungo termine. Il gruppo vuole migliorare sul fronte dei costi e crescere grazie all'amministrazione patrimoniale. Si punterà in particolare sui super-ricchi (Ultra High Net Worth). L'istituto intende inoltre investire in tecnologie per garantire una migliore consulenza.