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Nel secondo trimestre Credit Suisse ha registrato un utile netto di 1,16 miliardi di franchi, il 24% in più dello stesso periodo dell'anno scorso. La grande banca annuncia anche di volersi dotare di nuove strutture e punta a risparmiare circa 400 milioni di franchi all'anno entro il 2022.
L'utile ante-imposte si è attestato a 1,55 miliardi, pari a una progressione del 19% su base annua, indica un comunicato diramato oggi. I ricavi sono salire dell'11% a 6,19 miliardi di franchi.
"In un contesto di mercato volatile abbiamo ottenuto un forte risultato", afferma nella nota il presidente della direzione Thomas Gottstein.
Le cifre superano le attese degli analisti consultati dall'agenzia AWP, che tuttavia variavano molto. In media avevano anticipato un giro d'affari di 5,62 miliardi, un utile prima delle imposte di 1,03 miliardi e un utile netto di 675 milioni di franchi.
Guardando al futuro la banca afferma che continua ad essere difficile giudicare l'ampiezza degli effetti economici negativi scaturiti dall'epidemia di Covid-19 e l'andamento della ripresa. L'istituto è tuttavia ben messo in vista di ulteriori potenziali rischi ed elevate incertezze geopolitiche e in grado di mantenere in una prestazione finanziaria resistente e una base di capitale solida.
Il programma di risparmi da 400 milioni di franchi all'anno annunciato da Credit Suisse interesserà anche la rete di succursali in Svizzera: il numero di filiali dovrebbe scendere da 120 a 100, ha affermato il Ceo Thomas Gottstein in margine alla presentazione dei risultati semestrali.
Il manager non ha fornito indicazioni sul periodo temporale in cui ciò accadrà, limitandosi a sottolineare come sulla scia della digitalizzazione e dell'esperienza fatta con il coronavirus potrebbero anche essere pensabili "nuove forme" di succursali.
La riduzione di posti di lavoro causata dalla riorganizzazione delle strutture di Credit Suisse sarà "molto limitata", al netto dei vari cambiamenti. Lo ha detto il Ceo Thomas Gottstein, commentando in un'intervista diffusa da Bloomberg i risultati semestrali comunicati oggi.
A cambiare sarà in primo luogo ad esempio l'organigramma dell'investment bankng, con i singoli comparti che torneranno a essere riuniti in un'unica unità. La divisione era stata decisa dal predecessore Tidjane Thiam.
I piani di Gottstein dovrebbero consentire un risparmio annuo di 400 milioni di franchi a partire dal 2022. La ristrutturazione, che sarà attuata entro un anno, genererà inoltre costi complessivi per circa 300-400 milioni di franchi.
Sulla stampa un paio di settimane or sono si parlava di mutazioni che avrebbero potuto mettere a rischio centinaia di impieghi.