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Santésuisse si mobilita contro la netta separazione tra assicurazione malattie obbligatoria e complementare. Secondo l'organizzazione degli assicuratori, un tale cambiamento - proposto dal Consiglio federale - genererebbe 400 milioni di franchi all'anno di spese supplementari. Gli assicurati saranno chiamati alla cassa.
Mettere fine alla sinergia attuale, implicherebbe spese amministrative in più, ha indicato santésuisse basandosi su uno studio di The Boston Consulting Group (BCG) presentato oggi a Berna.
Per tutti gli assicurati con assicurazione obbligatoria e complementare in futuro dovrebbero essere tenuti due incartamenti totalmente distinti. Le casse malattia dovrebbero separare l'amministrazione e avrebbero di conseguenza più costi per personale e infrastruttura, è stato spiegato.
Con una separazione, gli assicurati con complementare avranno spese amministrative superiori e con la perdita degli effetti di sinergia tutti gli assicurati dovranno sborsare di più per i 400 milioni di franchi di costi supplementari, ha messo in guardia Marcel Thom, direttore generale di BCG.
Le spese di gestione dell'assicurazione obbligatoria aumenterebbero di 220 milioni di franchi e quelle dell'assicurazione complementare di circa 180 milioni, ha sottolineato santésuisse.
Secondo i calcoli del Consiglio federale, al contrario, una separazione istituzionale costerebbe circa 10 milioni di franchi: rispetto ai 400 milioni di franchi, è 40 volte meno, ha sottolineato Marcel Thom.
Nel suo progetto di riforma della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) - trasmesso al Parlamento - il Consiglio federale propone di separare l'assicurazione malattie obbligatoria da quella complementare. Ciò rappresenta un'alternativa all'iniziativa "per una cassa malati pubblica" contro la quale il governo ha deciso di non opporre alcun controprogetto.
Una separazione iscritta nella legge garantisce una maggiore trasparenza e limita la selezione dei rischi, scrive il Consiglio federale nel suo messaggio. "I dati relativi allo stato di salute possono essere utilizzati solo con l'accordo esplicito della persona interessata e con uno scopo chiaramente definito", ricorda da parte sua santésuisse.
Seconda la sua direttrice Verena Nold Rebetez, la riforma è inutile, cara e ostacolerebbe la libertà di scelta degli assicurati. "Oggi chiunque è libero di decidere, senza svantaggi, se desidera concludere la sua assicurazione obbligatoria e quella complementare presso lo stesso assicuratore malattia", ha precisato il presidente di santésuisse Christoffel Brändli.
Santésuisse sottolinea che "almeno l'80% degli assicurati alle assicurazioni complementari perderanno i servizi da parte di un solo ente deliberatamente scelto e apprezzato". Sarebbero obbligati a trattare con diversi interlocutori, ciò che risulterebbe più complicato in particolare per le persone anziane e/o malate", aggiunge santésuisse.
SDA-ATS