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La seconda metà dell’Ottocento aveva visto lo sviluppo del dirigibile quale mezzo di trasporto aereo. Come nel caso della mongolfiera, un pallone (prevalentemente a celle) viene riempito di un gas più leggero dell’aria circostante, poi, per consentire di dargli la direzione, viene applicato un motore a combustione interna. La sua fortuna ha vita breve e si concentra nei primi decenni del Novecento, poi, dopo gli anni Trenta, viene soppiantato definitivamente dagli aeroplani. I primi prototipi di mezzi dotati di ali, più pesanti dell’aria e dotati di motore, fatti volare in modo stabile sotto il controllo umano, sono considerati quelli realizzati dai fratelli Orville e Wilbur Wright a inizio Novecento in Ohio (Usa). In quegli anni sono molti però, in diverse parti del mondo, i pionieri del volo. Nel 1909 il francese Louis Blériot compie la prima traversata aerea della Manica, l’anno successivo il peruviano Geo Chavez realizza la prima traversata aerea delle Alpi da Briga (CH) a Domodossola (I). La strada è segnata.
Nel 1927 lo statunitense Charles Lindbergh compie il primo volo transoceanico senza scalo in solitaria. Poi la Seconda guerra mondiale vede lo sviluppo dell’aviazione militare che diventa fondamentale e caratterizzante del conflitto con i bombardamenti e le truppe aviotrasportate.
Antoine De Saint-Exupery
Nell’arco di pochi decenni la tecnologia, lavorando sul sistema di comando, sui materiali del velivolo e sul motore, è arrivata nella prima metà del XX secolo a sostituire il telaio di tela e legno delle origini con ali e fusoliera di metallo.
Sono stati introdotti alettoni ed equilibratori sempre più sofisticati per un migliore controllo del volo, e si è sviluppata la tecnologia del motore a reazione. Sono seguiti idrovolanti, elicotteri, jet: mezzi sempre più grandi e veloci.