Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01099.jsonl.gz/122

LANGNAU AM ALBIS - Litigare per la lavanderia è un “must” nei condomini svizzeri. Ma che a farlo siano due uomini e che la discussione diventi violenta, tuttavia, è insolito anche per gli standard locali. È quanto accaduto nell’estate del 2015 a Langnau am Albis, e ieri l’Alta Corte di Zurigo si è espressa su questo caso.
Il giudice della Corte distrettuale di Horgen aveva condannato il giardiniere 35enne per condotta violenta a una multa di 1’000 franchi. Al suo avversario, un carrozziere 45enne, erano state imposte 60 aliquote giornaliere da 140 franchi. Entrambi gli uomini hanno fatto ricorso in appello.
Prima del processo, il giudice Rolf Naef ha cercato di stimolare il buon senso dei due uomini: «C’è stata la condanna da parte del tribunale di grado inferiore, ma ha ancora la facoltà di ritirare entrambe le denunce penali, risparmiando migliaia di franchi». Il colloquio con gli avvocati non ha però portato ai risultati sperati. Dopo alcuni minuti gli imputati sono tornati in aula più agguerriti di prima.
Turni di lavaggio - L’Alta Corte di Zurigo ha pertanto dovuto ascoltare la controversia tra i due. L’inquilino S. voleva fare il bucato il sabato pomeriggio, anche se non era il suo turno in lavanderia. Si è recato dal vicino W. per domandargli se fosse possibile lavare. W., però, stava usando la lavatrice e ha risposto negativamente.
S. si è pertanto recato alla lavanderia sul retro, dove il 45enne B. aveva appena finito il bucato e gli ha concesso di usare la lavatrice. I due hanno iniziato a discutere sui turni della lavanderia. Su quello che è successo dopo, gli imputati portano versioni discordanti.
«Hanno spettegolato» - Secondo W., gli altri due uomini avrebbero spettegolato contro di lui. Quando li ha raggiunti per domandare spiegazioni, sarebbe sorta una discussione con B. Secondo l’accusa, W. avrebbe a questo punto colpito al volto il suo avversario con uno spray al pepe. W. - a detta sua - sarebbe stato aggredito e spinto a terra, riportando lievi ferite.
Secondo i difensori di W., sarebbe stato l’altro l’uomo ad alzare per primo le mani. Il suo cliente ha negato al vicino di lavare in quanto era il suo turno e gli serviva ancora la lavatrice. W. sarebbe inoltre affetto da limitazione cognitiva e avrebbe fatto ricorso allo spray al pepe unicamente per autodifesa. Tuttavia, l’avvocato di B. fa notare che gli inquilini avevano già in precedenza notato il suo atteggiamento negativo nei confronti dei vicini. B. sostiene inoltre che le ferite che ha riportato alla testa siano la conseguenza della vista appannata a causa dello spray, non di una sua aggressione. Entrambi i difensori hanno chiesto l’assoluzione per i loro clienti.
Un’assoluzione da parte della Corte Suprema, in realtà, c’è stata. Sulla lesione alla testa di W., ad esempio, è stato concesso il beneficio del dubbio. W., tuttavia, è stato riconosciuto colpevole per l’utilizzo dello spray al pepe. Spetta pertanto a lui pagare la metà delle spese processuali; l’altra metà sarà a carico del tribunale. La multa di 1’000 franchi è invece stata convertita - su richiesta del difensore - in servizio alla comunità. «Sono belli i nuovi scenari portati dall’emancipazione» ha ironizzato il giudice. Quattro uomini devono giudicare una controversia nata in una lavanderia tra uomini. «Sono ancora più felice - ha aggiunto scherzosamente - di avere una lavatrice mia».