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<h2>SubmittedText<h2><p>Il quotidiano "La Liberté" ha rivelato il 12 dicembre 2017 l'esistenza su Facebook di una rete di simpatizzanti neonazisti con ramificazioni nell'Esercito svizzero. Questa rete, creata nel 2014, è stata denominata "Misanthropic Division Switzerland". Sparita temporaneamente, è riapparsa su Facebook lo scorso ottobre. Fanno parte dei simpatizzanti della rete di origine ucraina, ormai radicatasi in Svizzera, anche dei sottufficiali di milizia dell'Esercito svizzero, che manifestano proposti antisemiti. Questa rete è stata individuata ed è monitorata dal SIC. Tuttavia non è la prima volta che tra i ranghi dell'esercito si ritrovano dei simpatizzanti dell'estrema destra. È particolarmente sconvolgente ritrovare nell'esercito dei graduati, anche se di rango subalterno, che veicolano idee neonaziste completamente contrarie ai valori democratici e di non discriminazione della Costituzione federale.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Può confermare che la rete neonazista "Misanthropic Division Switzerland" è effettivamente radicata in Svizzera e che annovera tra i suoi simpatizzanti dei sottufficiali dell'Esercito svizzero?</p><p>2. Può indicare quali misure generali sono adottate per prevenire in seno all'esercito l'infiltrazione dell'estrema destra neonazista, fascista violenta o meno?</p><p>3. Può garantire che i diversi servizi di sorveglianza e di lotta contro l'estremismo politico e religioso rimangano veramente vigili anche per quanto riguarda le derive di estrema destra mentre l'attenzione è focalizzata sul jihadismo?</p><p>4. Può spiegare quali misure concrete sono adottate per evitare che dei simpatizzanti neonazisti si ritrovino ai vari livelli della gerarchia militare, anche a quelli inferiori?</p><p>5. In che maniera spiega la presenza di simpatizzanti tra i graduati dell'esercito, anche se di rango inferiore, se sono state adottate delle misure?</p><p>6. Prevede che l'esercito ritiri qualsiasi grado ai simpatizzanti neonazisti dichiarati o addirittura ne ordini l'esclusione dall'esercito?</p><p>7. Quali misure intende attuare per combattere l'antisemitismo in seno all'esercito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è contrario a qualsiasi forma di estremismo. Prende atto con soddisfazione della rapida reazione dell'esercito e ne apprezza la volontà di applicare in modo rigoroso una strategia della "tolleranza zero" nei confronti di tutte le manifestazioni di estremismo tra le sue file.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande:</p><p>1. In Svizzera, come in altri Paesi, è possibile trovare su Facebook una cellula attiva dell'organizzazione ucraina di estrema destra "Misanthropic Division". A metà dicembre 2017 circa 150 persone avevano consultato e approvato tale pagina cliccando su "like". Si è potuto stabilire che 20 di queste persone hanno un nesso diretto con la Svizzera. Quattro di loro sono incorporate nell'Esercito svizzero, tre sottufficiali e un soldato. Una di queste persone è stata immediatamente licenziata dal servizio in ferma continuata e le è stata ritirata l'arma. Gli altri sono attualmente sottoposti a un controllo di sicurezza relativo alle persone.</p><p>2. In occasione del reclutamento, le persone soggette all'obbligo di leva e i militari sono sottoposti a un controllo di sicurezza relativo alle persone secondo intervalli stabiliti dalla legge. In caso di necessità, possono altresì essere convocati a un'audizione personale. In tal modo ogni anno varie centinaia di persone soggette all'obbligo di leva che rappresentano un rischio per la sicurezza non vengono ammesse nell'esercito.</p><p>3. Tutte le forme di estremismo religioso, ideologico o politico sono oggetto della sorveglianza da parte di servizi federali competenti e combattute nel quadro della legislazione vigente.</p><p>4. In occasione del reclutamento e prima dell'attribuzione di una funzione sensibile, i militari sono sottoposti a un controllo di sicurezza relativo alle persone (art. 5 cpv. 2 OCSP) . Se vengono constatati reati o "seri indizi", l'esercito adotta misure precauzionali (art. 34 e art. 79 OOPSM). Quali seri indizi si intendono l'incitamento a commettere atti violenti o il potenziale uso abusivo dell'arma personale (art. 113 LM). Sono misure precauzionali per esempio il rifiuto di una promozione, la sospensione delle chiamate in servizio o il ritiro dell'arma (art. 34 e art. 79 OOPSM). Inoltre, è possibile procedere a un controllo di sicurezza ampliato (art. 11 OCSP). L'esercito sensibilizza i militari in merito a tali rischi e offre un'istruzione mirata ai quadri con una funzione di condotta e agli aspiranti agenti di polizia militare. Tali misure permettono di individuare tempestivamente l'estremismo e di adottare misure adeguate.</p><p>5. Nonostante tutti gli sforzi in materia di sensibilizzazione, istruzione e controllo, l'esercito non può mai escludere completamente che alcuni militari abbiano simpatie per idee estremiste. In generale, queste persone agiscono di nascosto ed è difficile individuarle. Il controllo sistematico del comportamento delle persone soggette all'obbligo di leva e dei militari sui social media non sarebbe attuabile non solo a causa delle risorse che una tale misura richiederebbe, ma anche per ragioni politiche.</p><p>6. Il Consiglio federale ritiene che le norme in vigore, che prevedono l'esclusione dall'esercito o la degradazione (art. 35 del Codice penale militare), siano adeguate e rispettino il principio di proporzionalità. Esse hanno dato buoni risultati. Se, sulla base di una dichiarazione di rischio rilasciata dal Servizio specializzato per i controlli di sicurezza relativi alle persone, si ritiene che un militare rappresenti un rischio per la sicurezza, si procede alla sua esclusione dall'esercito. L'esclusione o la degradazione sono parimenti pronunciate se un militare è stato condannato per un crimine o un delitto o se è soggetto a una misura privativa della libertà.</p><p>7. Tutti i casi di discriminazione per motivi razziali, religiosi o di altro genere saranno trattati in maniera approfondita nel quadro della legislazione vigente. I comandanti sono sensibilizzati per quanto riguarda la gestione delle diversità e la problematica del razzismo. Dispongono di sufficienti strumenti giuridici e di condotta. Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale non ritiene necessario che l'esercito attui misure supplementari contro l'antisemitismo.</p>  Risposta del Consiglio federale.