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BERNA - Il Consiglio federale si è detto soddisfatto degli esiti delle due votazioni federali in programma oggi. Il presidente della Confederazione Ueli Maurer ha sottolineato che l'approvazione della riforma fiscale e del finanziamento dell'AVS (RFFA) è risultata superiore alle proprie attese.
L'unità della materia è quindi stata giudicata in maniera differente da giuristi e popolo. Alla fin fine il controverso compromesso può aver fatto la differenza, secondo il responsabile del Dipartimento federale delle finanze.
In conferenza stampa Maurer ha ricordato che la votazione aveva "una certa relazione" con l'Unione europea e che Bruxelles avrà ormai preso atto che talvolta la Svizzera ci mette di più ma ne risultano decisioni del tutto pragmatiche.
Il "sì" alla RFFA dà, in materia fiscale, un segnale importante per la sicurezza e la pianificabilità delle piazza economica elvetica, la sicurezza dell'impiego, ma rappresenta anche un primo passo per quanto concerne il finanziamento a lungo termine dell'AVS, ha affermato il ministro.
L'entrata in vigore della riforma è prevista per il 1. gennaio 2020. Ciò significa che la Svizzera sarà tolta definitivamente dalla lista grigia dell'UE: «avremo infatti un sistema fiscale compatibile con gli standard dell'OCSE e dell'UE», ha detto, e al contempo la Svizzera resterà competitiva.
Anche per il ministro dell'interno Alain Berset il "sì" alla RFFA rappresenta un passo importante in materia di AVS e imposizione delle imprese. Esso dimostra che la popolazione desidera delle assicurazioni sociali «solide, ben finanziate e performanti», ha sostenuto. L'AVS riceverà dal prossimo anno 2 miliardi supplementari; ciononostante una riforma delle assicurazioni sociali è indispensabile: a suo dire fino al 2030 mancheranno nelle casse della previdenza di vecchiaia complessivamente 23 miliardi di franchi.
Una bozza di riforma dovrebbe essere presentata dal governo in agosto. Durante la procedura di consultazione l'esecutivo aveva proposto di aumentare l'IVA di 1,5 punti percentuali, dopo il sì alla RFFA dovrebbe però bastare un incremento di 0,7 punti, ha sostenuto Berset. Il testo verrà ora adeguato.
Da parte sua la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter ha dichiarato che intende venire incontro ai contrari alla revisione parziale della legge sulle armi: un'autorizzazione speciale costerà 50 franchi invece dei 100 proposti dal Consiglio federale, tanto quanto un permesso d'acquisto. Saranno effettuati singoli adeguamenti all'ordinanza.
La legge e l'ordinanza entreranno in vigore il prima possibile. Il "sì" odierno prevede tra l'altro la marcatura rigorosa delle parti essenziali di un'arma e permette una migliore collaborazione all'interno dello spazio Schengen/Dublino. Secondo la Keller-Sutter ci saranno vantaggi in materia di sicurezza e asilo e anche per la piazza economica.
La tradizione del tiro non sarà toccata e anche per le armi di ordinanza non ci saranno cambiamenti. «In questo modo restiamo fedeli alla comprovata politica delle armi della Svizzera», ha affermato la ministra della giustizia.