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BERNA - La Svizzera deve associarsi all'inasprimento europeo della legislazione sulle armi. In vista del prossimo dibattito in Parlamento sul progetto del Consiglio federale è stata fondata una "piattaforma per una legislazione del futuro sulle armi" con l'obiettivo, tra gli altri, di completare il testo, già minacciato da referendum dalla Federazione svizzera dei tiratori.
Il Partito socialista, la Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP), la Federazione svizzera dei medici psichiatrici e psicoterapeuti (FMPP) e le Donne protestanti in Svizzera (EFS) sostengono "in linea di principio" il progetto del Consiglio federale, ha affermato oggi in una conferenza stampa a Berna il consigliere nazionale Pierre-Alain Fridez (PS/JU).
Si tratta di una trasposizione "pragmatica" della direttiva dell'Unione europea (Ue) sulle armi. È giusto limitare la disponibilità di armi semiautomatiche, ma le eccezioni relative al permesso di possedere tali armi nel progetto di legge che il Consiglio federale ha appena consegnato alle Camere federali sono ancora troppo poco chiare.
La nuova disposizione non si applica ai cacciatori. Nessun cambiamento neppure per le armi di servizio: i cittadini potranno ancora tenere l'arma dell'esercito con il relativo caricatore da venti cartucce e continuare a utilizzarla per il tiro sportivo, una volta prosciolti dall'obbligo di prestare servizio militare. I tiratori non dovranno essere sottoposti a test medici o psicologici e non dovrà essere creato un registro centrale delle armi.
Progetto da migliorare - La "piattaforma per una legislazione del futuro sulle armi", pur riconoscendo che il progetto del Consiglio federale va nella giusta direzione, critica il fatto che questo adotti solo molto parzialmente la direttiva europea sulle armi. Per questo motivo dalla prossima settimana intende presentare modifiche alle Commissioni.
Si tratta per esempio di non permettere più il prestito d'armi a minorenni per dei tiri o d'introdurre un'età minima per l'ottenimento di un'arma, ha detto Pierre-Alain Fridez.
Dovrebbero essere poste condizioni chiare per poter conservare il proprio fucile d'assalto militare: un minimo di anni di servizio, tiri obbligatori effettuati, nessun problema psicologico, acquisto dell'arma. Durante il servizio, la custodia dell'arma a casa dovrebbe essere resa più sicura tenendo la culatta in un luogo separato.
I tiratori sportivi dovranno d'altra parte essere sottoposti a un controllo regolare e non solo dimostrare ogni 5-10 anni che praticano frequentemente il tiro sportivo.
Informazioni «fondamentali» - Secondo il segretario generale della FSFP Max Hofmann per i poliziotti l'informazione è fondamentale: è importante sapere chi possiede armi prima di intervenire. In mancanza di un registro centrale è necessario avere una migliore rete a livello europeo.
La piattaforma intende prima di tutto limitare l'accesso alle armi da fuoco per impedire il più possibile i drammi. Le armi giocano attualmente un ruolo rilevante nella violenza domestica dove le vittime sono principalmente donne, ha sottolineato Dorothea Forster, presidente delle Donne protestanti in Svizzera.
Inoltre più dei tre quarti dei suicidi sono legati alle armi da fuoco. Sicuramente una parte di coloro che intendono porre fine ai loro giorni, in mancanza di armi da fuoco, fanno ricorso ad altri mezzi, ma si tratta di una minoranza, secondo Thomas Reisch della FMPP.
Gli ultimi giri di vite hanno dato i loro frutti. Nel 1998 vi erano ancora oltre 460 morti da arma da fuoco. Oggi ve ne sono 200 all'anno, troppi, secondo la coalizione.
La creazione di una norma uniforme in Europa permette di lottare contro il terrorismo e la criminalità. Le armi semiautomatiche, che hanno giocato un ruolo centrale nei drammi verificatisi in Europa e negli Stati Uniti, non devono più cadere nelle mani di chiunque.