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I ministri delle finanze dell'Unione europea (Ue) hanno approvato oggi a Lussemburgo una dichiarazione comune con la Svizzera che mette fine ad anni di tensioni tra Bruxelles e Berna sulla fiscalità delle imprese. La Confederazione ha promesso di eliminare cinque regimi fiscali contestati nell'ambito della terza riforma della fiscalità delle aziende.
La questione era fonte di tensioni da anni, ma dal 2012 era in atto un dialogo. All'inizio di giugno gli esperti dell'Unione si sono detti soddisfatti del progetto di dichiarazione in cui Berna confermava la propria volontà di eliminare i cinque regimi controversi, che l'Ue considera contrari alla concorrenza.
Bruxelles critica in particolare la tassazione a livello cantonale delle holding, delle società di amministrazione e delle società miste. Sul piano federale invece vengono prese di mira le multinazionali che hanno sede in Svizzera e le loro filiali all'estero.
Berna ha promesso di eliminare questi regimi nell'ambito della terza riforma della fiscalità delle aziende. Il Consiglio federale metterà in consultazione un suo progetto dopo la pausa estiva. Per la Svizzera la riforma dovrà permettere di sviluppare il sistema fiscale elvetico e rafforzare la competitività della piazza economica, tenendo conto dell'evoluzione del contesto internazionale.
Diversi Paesi dell'Ue - in particolare l'Italia - temono tuttavia che la Svizzera introduca nuovi regimi fiscali che in qualche modo abbiano una funzione compensativa. Hanno quindi ottenuto il diritto di adottare misure di ritorsione qualora la Svizzera introducesse un regime fiscale pregiudizievole.
SDA-ATS