Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/68642

<h2>SubmittedText<h2><p>Da mesi i membri del gruppo d'opposizione Mujaheddin del popolo iraniano manifestano davanti all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati affinché venga garantito che i rifugiati iraniani in Iraq non siano rimpatriati entro il 31 dicembre 2006. Il Comitato internazionale della Croce Rossa riconosce che i diritti di questi profughi vanno protetti ai sensi della quarta Convenzione di Ginevra.</p><p>In quanto depositaria delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera si è informata sugli ultimi sviluppi della situazione? Ha ottenuto garanzie precise in merito al non rimpatrio della comunità iraniana? Se sì, quali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è a conoscenza della problematica dei cittadini iraniani, membri dell'organizzazione dei Mujaheddin del popolo iraniano o "Mujaheddin el-Khalq" (MEK), che si trovano in Iraq e rimanda alla sua risposta all'interpellanza Garbani 04.3303, "Iraq. 4000 oppositori iraniani in pericolo".</p><p>Il MEK è considerato dagli Stati Uniti e dall'Unione europea un'organizzazione terroristica. I circa 4000 combattenti dell'esercito di liberazione nazionale (il braccio armato del MEK) presenti in Iraq si trovano dal 2003 nel campo di Ashraf, a un centinaio di chilometri da Bagdad. Le forze multinazionali in Iraq (MNF-I) assicurano la protezione del campo.</p><p>Il governo iraniano ha proposto un'amnistia alla maggior parte delle persone che si trovano nel campo di Ashraf. La direzione del MEK ha tuttavia rifiutato di accettare una simile amnistia.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che competa in primo luogo al governo iracheno trovare una soluzione soddisfacente per le persone che vivono nel campo.</p><p>Considera inoltre che il governo iracheno, esattamente come le MNF-I, è tenuto a rispettare il diritto internazionale in vigore e soprattutto le convenzioni pertinenti sui diritti dell'uomo e dei rifugiati. Occorre in particolare che le autorità competenti in Iraq rispettino il principio del non respingimento (non-refoulement) nel loro Paese d'origine di quelle persone la cui integrità fisica o psichica vi verrebbe messa in pericolo.</p><p>Il Consiglio federale continua a seguire con attenzione gli sviluppi nel campo di Ashraf.</p>  Risposta del Consiglio federale.