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La polizia boliviana ha disperso con la forza un migliaio di indios dell'Amazzonia che da un mese stavano compiendo una marcia di protesta contro la costruzione di una strada in un'area ambientale protetta. Non c'è ancora un bilancio preciso, ma vi sarebbero diversi feriti.
La polizia è intervenuta a Yucumo, nel nord-est del Paese, lanciando dei gas lacrimogeni contro i manifestanti accampati fuori dal villaggio. Poco lontano un altro gruppo di persone, sostenitori del governo, aveva eretto un blocco stradale per impedire agli indios di proseguire il loro cammino.
Gli indios erano partiti alla metà di agosto da Trinidad, nel nord della Bolivia, per una marcia di 600 km verso la capitale La Paz, per protestare contro un progetto di strada che dovrebbe attraversare un parco naturale, terra ancestrale per 50'000 indios di tre diverse etnie amazzoniche.
A Yucumo erano giunti sabato sera, al termine di una giornata di tensione che li aveva visti forzare un blocco di polizia e sequestrare per alcune ore il ministro degli esteri, costringendolo a marciare con loro. Nel tentativo di sedare le tensioni a Yucumo, era intervenuto, con un messaggio, anche il presidente Evo Morales, annunciando un referendum.
A sostegno degli indios si è levata la protesta degli attivisti dei diritti umani e degli ecologisti.
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