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Perché il '900 viene chiamato il "Secolo breve"?
La definizione di “Secolo breve” attribuita al ‘900 trae origine al 1994, allorquando lo storico e scrittore britannico Eric Hobsbawm pubblicò un’opera, che poi diventerà pilastro portante del dibattito storiografico sulla contemporaneità: “Il secolo breve”, appunto.
Proprio in essa si riscontrano gli elementi motivanti l’adozione della citata definizione. Vengono presi come punti limite e come spartiacque storici del ‘900 la prima guerra mondiale (1914) e il crollo dell'Unione Sovietica (1991).
Questi due estremi racchiudono un'epoca fondamentale della recente storia dell'umanità e rappresentano fasi di passaggio molto violente e rapide. Con la Grande Guerra, l'umanità fu profondamente toccata dalle proporzioni del conflitto e dalle sue implicazioni sociali e culturali, mentre con la caduta del muro di Berlino e le sue dirette conseguenze si chiuse l'era della guerra fredda: un intero sistema di equilibri mondiali, di sfere d'influenza si infranse lasciando il campo libero all' "egemonia democratica" degli Stati Uniti e proiettando il mondo verso il terzo millennio, verso una nuova fase della storia.
Il ‘900 è definito il "secolo breve" sia per questa sua particolare collocazione temporale all'interno delle due date fatidiche sopraccitate, sia per l'incredibile densità di eventi che lo caratterizza. Infatti, la trama storica del XX secolo è fittissima di dati e dettagli; inoltre risulta essere veloce, perciò breve, per gli enormi progressi tecnologici, sociali, politici ed economici che l'umanità ha compiuto.