Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/68087

<h2>SubmittedText<h2><p>A quanto si dice, in seno al DDPS è stata finanziata una perizia - dei cui contenuti i vertici dell'esercito hanno preso atto - in merito ai rapporti tra la politica di sicurezza svizzera e la politica di sicurezza europea. Sembrerebbe che la perizia in questione sia stata sorprendentemente tolta in maniera relativamente rapida dalla circolazione degli atti all'interno del dipartimento.</p><p>A tale proposito, pongo le seguenti domande:</p><p>1. Per quale motivo la perizia è risultata così scottante?</p><p>2. Il DDPS teme le implicazioni per la politica di sicurezza svizzera delle riflessioni in questo ambito a livello globale europeo, implicazioni che evidentemente esistono e che non possono essere negate dagli specialisti addetti alla sicurezza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore dell'interrogazione si riferisce a un progetto di ricerca finanziato dallo Stato Maggiore di pianificazione dell'esercito; lo scopo di tale progetto era di esaminare - facendo ricorso alla tecnica degli scenari - gli sviluppi futuri dell'Unione europea nel settore della politica di sicurezza. Nel quadro di uno studio portato a termine nel giugno 2003, sono stati presentati cinque possibili scenari concernenti la Politica europea di sicurezza e di difesa (PESD) nell'anno 2020. Il DDPS ha rinunciato a un'ulteriore diffusione del documento, autorizzando tuttavia, per il 2005, la pubblicazione, in inglese, di una versione in forma ridotta degli scenari nel quadro di una raccolta di testi inerenti alla sicurezza europea (Heiko Borchert e Daniel Maurer: "What Future for Europe's Security and Defense Policy? Five Scenarios for the Year 2020", in Ian Cuthbertson e Heinz Gärtner: "European Security after September 11 and the War in Iraq", Palgrave, Basingstoke 2005, pp. 231-246).</p><p>1. Il risultato finale del progetto di ricerca non è una scottante perizia, bensì uno studio elaborato sulla base degli usuali metodi scientifici. Lo studio in questione non contiene dichiarazioni né comporta vincoli in materia di intenzioni o decisioni politicamente determinanti sull'ulteriore sviluppo della politica di sicurezza o dell'esercito. Dei contenuti di tale studio sono responsabili - come è prassi nel caso di simili lavori scientifici - esclusivamente gli autori.</p><p>2. Il DDPS segue ovviamente con interesse gli sviluppi in merito alla PESD. Oltre a cooperare militarmente su base bilaterale con diversi Stati dell'Unione europea, la Svizzera partecipa anche a operazioni militari e civili nel quadro della PESD. Nel caso del citato studio, la possibilità di insorgenza degli scenari descritti va tuttavia relativizzata tenendo conto dell'ampio orizzonte temporale (2020).</p>  Risposta del Consiglio federale.