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<h2>SubmittedText<h2><p>La cancelliera federale Merkel ha proposto di basarsi sull'analisi del rumore aereo per risolvere il contenzioso riguardante l'aeroporto di Zurigo. Interrogato al riguardo, il Consiglio federale ha ribadito che, secondo quanto convenuto, sarebbe stata fatta una proposta in vista di una nuova regolamentazione dei voli sul territorio della Germania meridionale in base all'analisi del rumore realizzata in comune dai due Paesi. Secondo il rapporto sull'analisi del rumore aereo, quest'ultimo ha riguardato, nel 2007, soltanto persone in Svizzera, cioè 18 772 di giorno e 12 829 di notte. In Germania, il livello del rumore è nettamente inferiore ai valori limite. Pertanto, la futura soluzione non dovrebbe implicare un ulteriore aumento degli avvicinamenti sul territorio svizzero. Il ministro dei trasporti tedesco Ramsauer intende evitare ciò e chiede pertanto che nei negoziati si tenga conto non dell'analisi del rumore aereo, bensì soltanto del numero di sorvoli (stando al settimanale svizzero di lingua tedesca "NZZ am Sonntag", edizione del 29 gennaio 2012). Sebbene sottolinei che almeno due terzi dei movimenti aerei provengano dalla Germania e che l'aeroporto di Zurigo rivesta una grande importanza per la Germania meridionale, auspica un'ulteriore riduzione degli avvicinamenti da nord e il mantenimento dei periodi di quiete. In relazione a queste nuove circostanze, si incarica il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il mandato di negoziazione che il Consiglio federale ha impartito al DATEC è legato alla condizione secondo cui l'inquinamento fonico che emerge dall'analisi del rumore serva da base per il raggiungimento di una soluzione?</p><p>2. Nell'ambito dei negoziati, viene presa in considerazione anche l'importanza dell'aeroporto per la Germania, visto che, come rilevato dal CEO dell'aeroporto di Zurigo, il 14 per cento dei passeggeri sono tedeschi e che rappresentano quindi la metà del numero di passeggeri svizzeri che sono il 32 per cento di tutti i passeggeri ("NZZ", edizione dell'8 febbraio 2012)?</p><p>3. Se nel quadro dei negoziati la Germania accetta soltanto una soluzione che contempli l'ordinanza tedesca DVO, ciò significa che soltanto la variante d'esercizio E-DVO, conforme alla DVO, continuerà ad essere considerata nell'ambito del processo PSIA?</p><p>4. La variante E-DVO mantenuta nell'ambito del processo PSIA non è la variante che riscuote il maggior numero di consensi tra i cantoni interessati, ovvero Zurigo, Argovia, Sciaffusa, Turgovia, San Gallo, Svitto e Zugo?</p><p>5. Perché la denuncia della Svizzera depositata presso la Corte di giustizia europea verrà sospesa? Non sarebbe stato meglio esigere una rapida decisione?</p><p>6. Nell'ambito dei negoziati, viene considerato anche l'impatto dell'aeroporto di Friedrichshafen sulla Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dopo densi negoziati protrattisi per anni, con la firma della dichiarazione d'intenti, la consigliera federale Leuthard e il ministro dei trasporti tedesco Ramsauer si sono accordati sui punti principali del futuro accordo sul traffico aereo che disciplinerà l'utilizzazione dello spazio aereo della Germania meridionale nell'ambito degli avvicinamenti sull'aeroporto di Zurigo. Per lo scalo di Kloten e le popolazioni residenti nelle vicinanze, l'accordo apporterà certezza del diritto come pure una soluzione equa, sostenibile e duratura. Esso implicherà che ognuno dei due Paesi faccia un passo verso la posizione dell'altro. Sulla base della dichiarazione d'intenti sono stati avviati i negoziati per la conclusione di un accordo che dovrebbe essere pronto nell'estate 2012.</p><p>2. Di fatto, l'aeroporto di Zurigo è un'infrastruttura che apporta vantaggi notevoli anche alla popolazione tedesca e a Lufthansa. La popolazione residente nella Baviera meridionale beneficia della vicinanza di un aeroporto senza doversi assumere gli oneri maggiori che comporta. La percentuale di passeggeri tedeschi è elevata. Circa il 70 per cento del traffico aereo a Zurigo è gestito da compagnie aeree tedesche.</p><p>3./4. Nell'ambito del processo PSIA, numerosi cantoni si sono pronunciati a favore della variante E-DVO. Le autorità e le associazioni del Baden-Württemberg hanno respinto le varianti che non tengono conto dell'ordinanza tedesca DVO, accordando la loro preferenza alla variante E-DVO che rispetta pienamente gli orari di divieto di volo vigenti in Germania. Con la dichiarazione di Stoccarda le autorità del Land interessato chiedono, tuttavia, concessioni più ampie da parte della Svizzera, in particolare un massimo di 80 000 avvicinamenti all'anno da nord e il mantenimento degli orari di divieto di volo. Non è ancora certo se possa essere attuata una regolamentazione con la Germania nell'ambito di una variante esistente del processo PSIA o se si debba procedere ad adeguamenti. È sicuro invece che la parte preponderante della scheda di coordinamento PSIA, in fase di elaborazione, non verrà influenzata dalla soluzione del contenzioso sul rumore prodotto dallo scalo zurighese.</p><p>5. Dopo che la Commissione europea nel 2003 ha ritenuto giuste le misure tedesche, nel 2004 il Consiglio federale ha presentato un ricorso contro questa decisione presso la Corte di giustizia europea. Nel settembre 2010, il tribunale europeo di prima istanza ha respinto il ricorso che è stato successivamente impugnato dal Consiglio federale. Una nuova decisione è attesa nei prossimi mesi. Solitamente, i procedimenti giudiziari sono sospesi durante i negoziati. Per questo la Svizzera ha fatto domanda di sospensione che è stata respinta il 13 marzo 2012. La ragione principale del rifiuto risiede probabilmente nella posizione contraria alla sospensione assunta dalla circoscrizione di Waldshut e dalla Repubblica federale di Germania (interveniente).</p><p>6. Il Consiglio federale segue anche gli sviluppi all'aeroporto di Friedrichshafen al quale si devono sostanzialmente applicare gli stessi principi validi per l'aeroporto di Zurigo. Tuttavia, il suo impatto fonico non è paragonabile a quello dell'aeroporto di Zurigo.</p>  Risposta del Consiglio federale.