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Il Consiglio federale ha deciso di inasprire le sanzioni nei confronti della Birmania - o Myanmar - a causa della sistematica violazione dei diritti dell'uomo.
Le nuove disposizioni, in vigore già da subito, si allineano con le misure già annunciate dall'Ue il 26 aprile e il 25 giugno scorsi.
Il Consiglio federale ha rafforzato l'embargo sui beni d'armamento militare e quelli che potrebbero essere utilizzati a fini di repressione, indica in una nota odierna la Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Sono anche state vietati la vendita, la fornitura, l'esportazione e il transito di beni a duplice impiego (Dual-Use), così come gli equipaggiamenti di sorveglianza.
Nei confronti di sette membri di alto livello dell'esercito birmano, accusati di gravi violazioni dei diritti umani, sono inoltre state disposte sanzioni finanziarie e un divieto di ingresso e di transito nella Confederazione. Il Consiglio federale, precisa il comunicato, condanna le ripetute e gravi violazioni compiute dalle forze armate in Birmania e il deterioramento della situazione nel Paese.