Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01168.jsonl.gz/745

Bern (ots) - Le TCS a vérifié dans le cadre d'un test d'envergure la visibilité circulaire qu'offrent 69 ...
Presa di posizione alle accuse sollevate nella rivista «L'Hebdo» - comparis.ch utilizza i premi in modo legale
Zürich (ots) - Nel mese di settembre 2011 il servizio di confronto internet ha estratto i premi della cassa malati dal sito web dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Per farlo è stato utilizzato il cosiddetto crawling, un metodo comune e legale secondo il Tribunale federale. Anche l'UFSP non accusa comparis.ch di alcun reato. Le accuse sollevate nell'edizione odierna del settimanale «L'Hebdo» sono infondate. Alla vigilia della pubblicazione comparis.ch non è stato consultato in merito alle esatte accuse.
Nella sua edizione odierna il settimanale «L'Hebdo» accusa il servizio di confronto internet comparis.ch di aver utilizzato un anno fa in modo illegittimo il sito web dell'Ufficio federale della sanità pubblica (priminfo.ch). Tutte queste accuse sono infondate. Non esiste alcuna prova che dimostri un'attività illegale a carico di comparis.ch. Anche l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) non accusa comparis.ch di alcun reato.
Crawling: un metodo legale
Le accuse si riferiscono all'estrazione dei premi della cassa malati avvenuto circa un anno fa. In seguito alla pubblicazione dei premi autorizzati per il 2012 da parte dell'Ufficio federale della sanità pubblica il 28 settembre 2011 sul suo sito web priminfo.ch, comparis.ch ha estratto questi dati, pubblicamente accessibili, in moto automatico con un sistema informatico. L'obiettivo era quello di poter offrire ai consumatori su www.comparis.ch una panoramica completa nel modo più rapido possibile. Tale procedimento, basato sul cosiddetto software crawler, è un metodo legale e comune su internet che trova impiego in qualsiasi motore di ricerca. Nell'arco di pochi secondi il software riesce a scandagliare, come un utente di internet, i dati accessibili pubblicamente su numerosi siti web. Anche il Tribunale federale ha approvato tale metodo (BGE 131 III 384).
Sia nei confronti dell'Ufficio federale della sanità pubblica sia dell'Ufficio federale dell'informatica comparis.ch si è mostrato disponibile a chiarire in qualsiasi momento nel dettaglio le accuse in sospeso. Singolare è il fatto che l'e-mail citata proveniente dall'Amministrazione federale sia stata resa pubblica ai media 11 mesi dopo l'estrazione dei dati e che comparis.ch non sia stato messo ufficialmente al corrente delle accuse.
Alla vigilia della pubblicazione dell'articolo, la redazione de «L'Hebdo» non ha fornito a comparis.ch informazioni precise sulle accuse, senza tanto meno sottoporre l'e-mail menzionata. Al centro della discussione non emergevano le accuse tecniche, ma la legalità del crawling stesso. In questo modo è stato impedito a comparis.ch di poter prendere una posizione in merito alla reale accusa di attacchi hacker. Il modo di agire de «L'Hebdo» è scorretto.
Le accuse danneggiano la reputazione dell'impresa
comparis.ch respinge tutte le accuse di pirateria e di comportamento ambiguo in internet. Dal punto di vista di comparis.ch queste accuse danneggiano la reputazione dell'impresa e violano la Legge contro la concorrenza sleale. Per questo motivo comparis.ch per tempo, ovvero già martedì, ha esplicitamente richiamato l'attenzione della redazione sul fatto che l'attività di crawling è una pratica comune e del tutto legale. Poiché la redazione non ha reagito a questo scritto, comparis.ch ha depositato, presso il tribunale competente, un'istanza per una decisione superprovvisionale. Il tribunale cantonale di Vaud ha accolto tale istanza mercoledì a mezzogiorno. Questa vieta alla casa editrice Ringier di sostenere che comparis.ch si sia reso colpevole del tentativo di pirateria o si sia procurato dati in modo illecito. Il tribunale ha informato le parti, comparis.ch e la casa editrice Ringier a Zofingen, poco dopo le ore 12. Non curandosi quindi della decisione superprovvisionale, la casa editrice non ha rinunciato a mettere in circolazione la pubblicazione. Sarà ora premura di comparis.ch verificare come proseguire dal punto di vista giuridico.
Contatto: