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In Svizzera qualsiasi forma di rimozione di parte degli organi genitali femminili è vietata, ma il Consiglio centrale isalmico difende una variante ritenuta meno lesiva.
La mutilazione genitale femminile è ritenuta dannosa per la salute dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e in molti Paesi, Svizzera compresa, è vietata. Nel 2015 il Consiglio federale precisava che "tutte le forme di mutilazione genitale femminile devono essere punite con la stessa pena prevista per le gravi lesioni corporali".
Nonostante ciò in molti Paesi questa pratica è abitualmente praticata, da musulmani, ma anche da cristiani. Ora una variante di "circoncisione femminile" ritenuta meno dannosa è finita al centro di un "parere giuridico islamico" del Consiglio centrale islamico della Svizzera, come riferisce il Tages Anzeiger. Il portavoce dell'organizzazione Qaasim Illi ha sostenuto in un post su Twitter che la rimozione del prepuzio clitorideo non è mutilazione genitale e che questa variante può non essere obbligatoria, ma è consigliata e non causa alcun danno o svantaggio. Il segretario generale Ferah Ulucay ha invece dichiarato al giornale che il Consiglio centrale islamico non raccomanda questa pratica.
Né il codice penale né l'Oms fanno distinzione fra le varie forme di mutilazione genitale femminile.