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Sì al versamento di 45 milioni di franchi alla Croazia quale contributo all'allargamento dell'Ue. Tale somma deve inoltre essere liberata subito, senza aspettare l'esito nei negoziati sull'applicazione dell'iniziativa popolare contro l'immigrazione di massa. È quanto propone - con 16 voti contro 4 e 2 astensioni - la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N).
Il contributo permetterà alla Croazia di ottenere lo stesso sostegno finanziario ricevuto dagli altri Paesi dell'Europa dell'Est che dal 2004 hanno aderito all'UE, sottolinea la commissione in una nota. La maggioranza della CPE-N ritiene che il contributo destinato alla Croazia consenta anche "di sottolineare l'importanza delle relazioni del nostro Paese con l'UE".
La maggioranza ritiene pure che favorendo lo sviluppo economico e istituzionale della Croazia si contribuirà alla stabilità e alla sicurezza di tutta l'Europa. La minoranza sostiene invece che il contributo non comporta nessun vantaggio per la Svizzera e che è nel solo interesse dell'UE.
Un altra minoranza avrebbe voluto sospendere la discussione sul contributo per la Croazia fino alla conclusione dei negoziati relativi all'attuazione dell'articolo costituzionale sulla regolazione dell'immigrazione. Dal suo punto di vista, il versamento al Paese balcanico - entrato nell'UE nel 2013 - è immaginabile solo se le discussioni con Bruxelles in merito all'iniziativa sull'immigrazione di massa dovessero sfociare in una soluzione positiva per la Svizzera.
Tale proposta è però stata respinta con 16 voti contro 6. Per la maggioranza della CPE-N, un rinvio della discussione del contributo per la Croazia non porterebbe alcun vantaggio agli attuali e futuri negoziati con l'UE.
Il Consiglio degli Stati aveva già approvato il Decreto federale sul contributo della Svizzera a favore della Croazia per la riduzione delle disparità economiche e sociali nell'Unione europea allargata (questo il nome ufficiale) lo scorso 9 settembre con 39 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti.