Document ID: /entscheidsuche_html/filtered/documents_0230.jsonl.gz/564

Incarto n. 11.2006.138 Lugano 1° dicembre 2006 /lw In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Lardelli segretario: Annovazzi, vicecancelliere sedente per statuire nella causa DI.2002.649 (azione di mantenimento) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 13 settembre 2002 da AP 1 (rappresentato dalla madre RA 1, e già patrocinato dall'avv., ) contro AO 1 ( patrocinato dall’avv. PA 1 ); esaminati gli atti, posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 19 aprile 2005 presentato da RA 1 contro il decreto di stralcio emesso il 5 aprile 2005 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto in fatto: che il 13 settembre 2002 AP 1(1990) ha convenuto il padre AO 1 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, per ottenere l'aumento da fr. 950.– ad almeno fr. 2500.– mensili del contributo alimentare a lui dovuto in conformità a una decisione emessa il 7 giugno 1990 dall'autorità tutoria della Città di Zurigo; che in pendenza di causa, il 24 ottobre 2004, RA 1, madre di AP 1, si è rivolta al Consiglio della magistratura, lamentando l'eccessiva durata del processo; con decreto del 5 aprile 2005 il Pretore ha stralciato la causa dai ruoli per intervenuta perenzione processuale; che il 19 aprile 2005 RA 1 ha scritto al Pretore, censurando il decreto di stralcio come espressione di un'ingiustizia verso sé e il figlio; che con sentenza del 14 giugno 2006 il Consiglio della magistratura ha deciso di non dar seguito disciplinare alla segnalazione, ma ha ritenuto che la lettera del 19 aprile 2005 al Pretore potesse essere interpretata come appello contro il decreto di stralcio; che il 6 novembre 2006 il Pretore ha trasmesso il fascicolo processuale a questa Camera; che lo scritto non è stato intimato a AO 1; e considerando in diritto: che in materia di alimenti per figli minorenni il giudice può, a istanza di un genitore, modificare o togliere il contributo ove le circostanze siano mutate in maniera rilevante e duratura rispetto al momento in cui è stata emanata la sentenza (art. 286 cpv. 2 CC); che la procedura per ottenere la modifica del contributo è quella degli art. 425 segg. CPC, governata dal principio inquisitorio illimitato ( Wullschleger in: FamKommentar Scheidung, Berna 2005, n. 18 e 20 delle osservazioni generali agli art. 276–293 CC); che in esito a tale procedura il Pretore statuisce con sentenza appellabile entro dieci giorni (art. 428 cpv. 2 CPC); che il termine d'impugnazione comincia a decorrere il giorno dopo la notifica della sentenza al destinatario (art. 120 cpv. 1 e 131 cpv. 1 CPC); che nella fattispecie il decreto di stralcio, intimato per raccomandata martedì 5 aprile 2005, è stato ritirato dall'ex patrocinatrice dell'istante mercoledì 6 aprile 2005 (dichiarazione del 24 novembre 2006 relativa al ricevimento di un invio postale, agli atti); che, di conseguenza, il termine per appellare è cominciato a decorrere giovedì 7 aprile 2005 ed è scaduto sabato 16 aprile 2005, salvo protrarsi fino a lunedì 18 aprile 2005 in ossequio all'art. 131 cpv. 3 CPC; che nelle circostanze illustrate l'atto dell'appellante, consegnato all'ufficio postale di __________ mercoledì 20 aprile 2005 (data del timbro postale sulla busta d'invio), risulta tardivo seppure fosse ricevibile come appello; che, del resto, l'appellante non accenna nella lettera a motivi suscettibili di entrare in linea di conto per giustificare un'eventuale restituzione in intero contro il lasso del termine (art. 137 CPC); che l'atto va dichiarato pertanto inammissibile; che gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma il fatto che l'istante sia sprovvista di formazione giuridica e abbia agito da sé sola, senza far capo a un legale, inducono a non prelevare tassa di giustizia né spese, mentre non si pone problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato a AO 1; in applicazione dell'art. 313 bis CPC, pronuncia: 1. L'appello è irricevibile. 2. Non si riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili. 3. Intimazione a: – ;. Comunicazione: – Consiglio della magistratura (inc. 49.2005.3); – Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6. terzi implicati Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello Il presidente Il segretario

Incarto n. 11.2006.138 Incarto n. 11.2006.138

Incarto n. 11.2006.138 Lugano 1° dicembre 2006 /lw Lugano

Lugano 1° dicembre 2006 /lw

1° dicembre 2006 /lw In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello La prima Camera civile del Tribunale d'appello

La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Lardelli G. A. Bernasconi, presidente,

G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Lardelli

Giani e Lardelli segretario: segretario:

segretario: Annovazzi, vicecancelliere Annovazzi, vicecancelliere

Annovazzi, vicecancelliere sedente per statuire nella causa DI.2002.649 (azione di mantenimento) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 13 settembre 2002 da

sedente per statuire nella causa DI.2002.649 (azione di mantenimento) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 13 settembre 2002 da AP 1 (rappresentato dalla madre RA 1, e già patrocinato dall'avv., ) AP 1

AP 1 (rappresentato dalla madre RA 1,

(rappresentato dalla madre RA 1, e già patrocinato dall'avv., )

e già patrocinato dall'avv., ) contro contro

contro AO 1 ( patrocinato dall’avv. PA 1 ); AO 1

AO 1 ( patrocinato dall’avv. PA 1 );

( patrocinato dall’avv. PA 1 ); esaminati gli atti,

esaminati gli atti, posti i seguenti

posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 19 aprile 2005 presentato da RA 1 contro il decreto di stralcio emesso il 5 aprile 2005 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6;

punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 19 aprile 2005 presentato da RA 1 contro il decreto di stralcio emesso il 5 aprile 2005 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto

Ritenuto in fatto: che il 13 settembre 2002 AP 1(1990) ha convenuto il padre AO 1 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, per ottenere l'aumento da fr. 950.– ad almeno fr. 2500.– mensili del contributo alimentare a lui dovuto in conformità a una decisione emessa il 7 giugno 1990 dall'autorità tutoria della Città di Zurigo;

in fatto: che il 13 settembre 2002 AP 1(1990) ha convenuto il padre AO 1 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, per ottenere l'aumento da fr. 950.– ad almeno fr. 2500.– mensili del contributo alimentare a lui dovuto in conformità a una decisione emessa il 7 giugno 1990 dall'autorità tutoria della Città di Zurigo; che in pendenza di causa, il 24 ottobre 2004, RA 1, madre di AP 1, si è rivolta al Consiglio della magistratura, lamentando l'eccessiva durata del processo;

che in pendenza di causa, il 24 ottobre 2004, RA 1, madre di AP 1, si è rivolta al Consiglio della magistratura, lamentando l'eccessiva durata del processo; con decreto del 5 aprile 2005 il Pretore ha stralciato la causa dai ruoli per intervenuta perenzione processuale;

con decreto del 5 aprile 2005 il Pretore ha stralciato la causa dai ruoli per intervenuta perenzione processuale; che il 19 aprile 2005 RA 1 ha scritto al Pretore, censurando il decreto di stralcio come espressione di un'ingiustizia verso sé e il figlio;

che il 19 aprile 2005 RA 1 ha scritto al Pretore, censurando il decreto di stralcio come espressione di un'ingiustizia verso sé e il figlio; che con sentenza del 14 giugno 2006 il Consiglio della magistratura ha deciso di non dar seguito disciplinare alla segnalazione, ma ha ritenuto che la lettera del 19 aprile 2005 al Pretore potesse essere interpretata come appello contro il decreto di stralcio;

che con sentenza del 14 giugno 2006 il Consiglio della magistratura ha deciso di non dar seguito disciplinare alla segnalazione, ma ha ritenuto che la lettera del 19 aprile 2005 al Pretore potesse essere interpretata come appello contro il decreto di stralcio; che il 6 novembre 2006 il Pretore ha trasmesso il fascicolo processuale a questa Camera;

che il 6 novembre 2006 il Pretore ha trasmesso il fascicolo processuale a questa Camera; che lo scritto non è stato intimato a AO 1;

che lo scritto non è stato intimato a AO 1; e considerando

e considerando in diritto: che in materia di alimenti per figli minorenni il giudice può, a

in diritto: che in materia di alimenti per figli minorenni il giudice può, istanza di un genitore, modificare o togliere il contributo ove le circostanze siano mutate in maniera rilevante e duratura rispetto al momento in cui è stata emanata la sentenza (art. 286 cpv. 2 CC);

ove (art. che la procedura per ottenere la modifica del contributo è quella degli art. 425 segg. CPC, governata dal principio inquisitorio illimitato ( Wullschleger in: FamKommentar Scheidung, Berna 2005, n. 18 e 20 delle osservazioni generali agli art. 276–293 CC);

Wullschleger 2005, n. 18 e 20 delle osservazioni generali agli art. 276–293 CC); che in esito a tale procedura il Pretore statuisce con sentenza appellabile entro dieci giorni (art. 428 cpv. 2 CPC);

che in esito a tale procedura il Pretore statuisce con sentenza appellabile entro dieci giorni (art. 428 cpv. 2 CPC); che il termine d'impugnazione comincia a decorrere il giorno dopo la notifica della sentenza al destinatario (art. 120 cpv. 1 e 131 cpv. 1 CPC);

che il termine d'impugnazione comincia a decorrere il giorno dopo la notifica della sentenza al destinatario (art. 120 cpv. 1 e 131 cpv. 1 CPC); che nella fattispecie il decreto di stralcio, intimato per raccomandata martedì 5 aprile 2005, è stato ritirato dall'ex patrocinatrice dell'istante mercoledì 6 aprile 2005 (dichiarazione del 24 novembre 2006 relativa al ricevimento di un invio postale, agli atti);

che nella fattispecie il decreto di stralcio, intimato per raccomandata martedì 5 aprile 2005, è stato ritirato dall'ex patrocinatrice dell'istante mercoledì 6 aprile 2005 (dichiarazione del 24 novembre 2006 relativa al ricevimento di un invio postale, agli atti); che, di conseguenza, il termine per appellare è cominciato a decorrere giovedì 7 aprile 2005 ed è scaduto sabato 16 aprile 2005, salvo protrarsi fino a lunedì 18 aprile 2005 in ossequio all'art. 131 cpv. 3 CPC;

che, di conseguenza, il termine per appellare è cominciato a decorrere giovedì 7 aprile 2005 ed è scaduto sabato 16 aprile 2005, salvo protrarsi fino a lunedì 18 aprile 2005 in ossequio all'art. 131 cpv. 3 CPC; che nelle circostanze illustrate l'atto dell'appellante, consegnato all'ufficio postale di __________ mercoledì 20 aprile 2005 (data del timbro postale sulla busta d'invio), risulta tardivo seppure fosse ricevibile come appello;

che nelle circostanze illustrate l'atto dell'appellante, consegnato all'ufficio postale di __________ mercoledì 20 aprile 2005 (data del timbro postale sulla busta d'invio), risulta tardivo seppure fosse ricevibile come appello; che, del resto, l'appellante non accenna nella lettera a motivi suscettibili di entrare in linea di conto per giustificare un'eventuale restituzione in intero contro il lasso del termine (art. 137 CPC);

che, del resto, l'appellante non accenna nella lettera a motivi suscettibili di entrare in linea di conto per giustificare un'eventuale restituzione in intero contro il lasso del termine (art. 137 CPC); che l'atto va dichiarato pertanto inammissibile;

che l'atto va dichiarato pertanto inammissibile; che gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma il fatto che l'istante sia sprovvista di formazione giuridica e abbia agito da sé sola, senza far capo a un legale, inducono a non prelevare tassa di giustizia né spese, mentre non si pone problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato a AO 1;

che gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma il fatto che l'istante sia sprovvista di formazione giuridica e abbia agito da sé sola, senza far capo a un legale, inducono a non prelevare tassa di giustizia né spese, mentre non si pone problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato a AO 1; in applicazione dell'art. 313 bis CPC,

in applicazione dell'art. 313 bis CPC, pronuncia: 1. L'appello è irricevibile. pronuncia: 1. L'appello è irricevibile. 2. Non si riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

2. Non si riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili. 3. Intimazione a:

3. Intimazione a: – ;. – ;

– ;.

. Comunicazione:

Comunicazione: – Consiglio della magistratura (inc. 49.2005.3);

– Consiglio della magistratura (inc. 49.2005.3); – Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

– Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6. terzi implicati terzi implicati

terzi implicati Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario