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La Cina ha annunciato il dimezzamento dei dazi sull'import di oltre 1'600 beni americani per 75 miliardi di dollari, a tre settimane dalla firma della "fase uno" dell'accordo sul commercio tra Washington e Pechino.
La misura sarà efficace dal 14 febbraio, in base a quanto comunicato dalla Commissione sulle tariffe del Consiglio di Stato, il governo cinese. La decisione, nel mezzo dell'epidemia del coronavirus e della carenza di alcuni beni primari, interessa i dazi del 5% e del 10% applicati alla lista di beni colpiti a settembre.
Le attuali tariffe al 10% e al 5% caleranno, rispettivamente, al 5% e al 2,5%, parte di una mossa che punta a far "avanzare lo sviluppo sano e stabile del commercio tra Cina e Usa".
Di recente Pechino aveva riaffermato, senza fornire dettagli, il proposito di intervenire su quei beni che potevano essere usati nella lotta al coronavirus, l'epidemia partita da Wuhan che ha finora causato 564 morti.
Il "Global Times", citando un esperto cinese vicino al governo, afferma intanto che la Cina considera il ricorso a una delle clausole della "fase uno", quella relativa a "catastrofe naturale e altri eventi imprevedibili", per avviare "una consultazione" con gli Usa sul potenziale impatto dell'epidemia di coronavirus sull'intesa che è stata raggiunta. Tuttavia, secondo l'esperto, è improbabile una mossa in tal senso fino alla "valutazione completa" della situazione alla fine del primo trimestre 2020.
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