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Il presidente centrale del TCS, Peter Goetschi, nel suo intervento alla conferenza stampa di oggi a Berna.
KEYSTONE/ANTHONY ANEX(sda-ats)
Il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA), in votazione il prossimo 12 febbraio, è "indispensabile" per migliorare la fluidità stradale, portare a termine i progetti negli agglomerati e assicurare i collegamenti con le regioni di montagna.
Lo sostiene un comitato formato da numerose associazioni professionali, organizzazioni politiche ed economiche, secondo cui il FOSTRA gioverebbe all'economia nel suo insieme.
Dotato di 3 miliardi di franchi l'anno, il FOSTRA andrebbe ad aggiungersi al fondo ferroviario accolto dal popolo nel 2014. La Confederazione intende attingervi per sostituire le infrastrutture stradali obsolete.
Il fondo è "uno strumento finanziario concepito in modo intelligente, equilibrato e responsabile", ha sottolineato in una conferenza stampa oggi a Berna il presidente centrale del TCS, Peter Goetschi. A suo avviso, il FOSTRA consente di costruire "oggi la mobilità della Svizzera di domani".
Secondo il direttore del Centro padronale romando, Christophe Reymond, il fondo sarebbe "di grande importanza per l'economia della Svizzera occidentale". Gli investimenti in progetti stradali, in particolare nell'Arco lemanico, "contribuirebbero in modo significativo alla prosperità di tutta la Confederazione".
Secondo il consigliere agli Stati (PLR/NW) nonché presidente di Costruzione svizzera, Hans Wicki, "oggi 20'000 ore annue di congestione gravano sui dipendenti delle numerose piccole e medie imprese svizzere". "Migliaia di posti di lavoro dipendono dall'efficienza della rete stradale", ha aggiunto.
Città e montagna
Oltre ai vantaggi per l'economia, il fondo consentirebbe a vari esecutivi cittadini di proseguire i loro progetti d'agglomerato. "Ciò non concerne unicamente le grandi città" - ha ricordato la municipale di Bulle (FR), Marie-France Roth Pasquier - "ma tutti i comuni che fanno parte degli agglomerati elvetici".
A suo avviso, in caso di "no" il prossimo 12 febbraio "la popolazione delle città e degli agglomerati ne risentirebbe". Per questo motivo, tra gli altri, l'Associazione svizzera dei comuni, raccomanda un "sì" al FOSTRA.
Anche le regioni periferiche e di montagna sostengono il fondo. "Con l'acquisizione di circa 400 km di strade cantonali, queste regioni verranno sgravate dal punto di vista finanziario", ha spiegato Laurent Favre, vicepresidente del Gruppo svizzero per le regioni di montagna. "Il governo federale si occuperà infatti della loro manutenzione e ai cantoni rimarranno così più fondi per la costruzione e la manutenzione di strade di livello inferiore".
Oltre alle associazioni economiche e ai partiti borghesi, il FOSTRA è sostenuto anche da Confederazione, cantoni, città e comuni. Solo il PS e i Verdi si sono finora ufficialmente opposti al progetto, ritenendo che gli automobilisti non contribuiscano abbastanza al suo finanziamento. Diverse sezioni cantonali socialiste ed ecologiste romande raccomandano tuttavia un "sì" al fondo.
SDA-ATS