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Frutta e legumi per un valore di alcuni milioni di franchi sono stati importati illegalmente dall'Italia alla Svizzera. Il traffico, che intendeva aggirare il sistema dei contingenti, è stato smascherato dal servizio antifrode elvetico.Questo contenuto è stato pubblicato il 06 agosto 2009 - 14:12
Il trucco era semplice: spacciare dei legumi d'importazione per altri prodotti meno tassati. Dalla frontiera italo-svizzera sono transitati principalmente pomodori e insalate sotto l'etichetta "meloni", o di altri legumi non sottoposti a contingenti, ha spiegato Eric Daellenbach, responsabile del servizio antifrode romando per l'Amministrazione federale delle dogane.
Confermando una notizia apparsa sui quotidiani 24 Heures e Tribune de Genève, Daellenbach ha aggiunto che i truffatori - circa una decina di persone - rischiano multe equivalenti a un multiplo delle tasse doganali non pagate. Non dovrebbero però finire in prigione.
Soltanto nella Svizzera romanda la truffa ammonta a oltre mezzo milione di franchi.
La Confederazione ha presentato una richiesta di assistenza giudiziaria all'Italia, ha comunicato Daellenbach. Gli importatori hanno in effetti potuto contare sulla complicità di un esportatore d'oltrefrontiera.
Il traffico è stato organizzato per aggirare i contingenti svizzeri a protezione dei produttori indigeni. Durante la stagione di raccolta dei pomodori, ad esempio, è in effetti proibito - oppure estremamente poco redditizio a causa delle sovrattasse doganali - importare questi legumi nella Confederazione.
swissinfo.ch e agenzie
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