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SAN GALLO - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) conferma la multa di 320'000 franchi inflitta dalla Segreteria di Stato per la migrazione (SEM) alla Turkish Airlines per aver presentato alle autorità aeroportuali di Zurigo, nel 2017, liste passeggeri con notevoli mancanze.
I fatti - Dal settembre del 2012 per Turkish Airlines vige l'obbligo di trasmettere i dati dei passeggeri sui suoi voli verso la Svizzera tramite un sistema di elaborazione automatica (Advance Passenger Information, API). Nel 2017 la polizia cantonale di Zurigo ha comunicato alla SEM che su un volo della compagnia erano state rilevate notevoli differenze nei dati API: non tutti i passeggeri erano sulla lista, alcuni erano elencati due volte, altri non esistevano, nomi e cognomi non erano corretti, alcuni svizzeri erano elencati come cittadini dello Swaziland e inoltre date di nascita e numeri di passaporto non erano corretti.
Non solo un caso, ma 80 voli - Dopo un controllo approfondito su 92 voli, l'anno seguente la SEM annuncia alla Turkish Airlines che quasi tutte le liste API contenevano errori. In due casi non erano nemmeno state trasmesse. Dopo aver aperto un procedimento per violazione del dovere di denuncia e invitato a rivedere il suo sistema di trasmissione dati, nel febbraio del 2019 la SEM ha inflitto alla compagnia una multa di 320'000 franchi: 4'000 per ciascuno degli 80 voli con errori significativi nelle liste.
Errori importanti per i controlli alle frontiere - Nella sentenza pubblicata oggi, il TAF ricorda che l'accuratezza delle liste API è essenziale per consentire il controllo automatico dei passeggeri alle frontiere. I giudici della corte con sede a San Gallo hanno respinto l'argomentazione della società secondo cui la maggior parte degli errori erano minori ai sensi della legge sugli stranieri e non dovevano essere puniti con una multa. La SEM non ha infatti tenuto conto dei piccoli errori.
La verifica spetta alla compagnia - La Turkish Airlines adduceva inoltre di non poter essere punita per gli sbagli fatti dai suoi clienti al momento dell'autoregistrazione. E la sanzione, data la sua natura penale, violava la Convenzione europea dei diritti dell'uomo in quanto la penalizzava per errori che non aveva commesso. Anche questa argomentazione è stata respinta dal TAF, sottolineando che è compito della compagnia aerea verificare l'esattezza dei dati inseriti dai passeggeri e, se necessario, correggerli.
D'altro canto il Tribunale di San Gallo non considera sproporzionata la multa di 4'000 franchi per ogni lista gravemente compromessa. La decisione può ancora essere impugnata davanti al Tribunale federale di Losanna.