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RARON - A Raron (VS), 45 delle 76 persone sfollate il 29 gennaio dopo la caduta di massi in una cava potranno verosimilmente rientrare nelle loro case soltanto tra due mesi. Prima dovranno essere effettuati dei brillamenti ed essere realizzate delle protezioni, hanno comunicato oggi le autorità.
Gli interessati sono stati informati oggi, scrive il Comune in una nota. Per gli sfollati lo stato maggiore di condotta comunale ha organizzato una settantina di offerte di alloggio.
Dopo la caduta di massi in un torrente, secondo geologi e Cantone sono necessarie misure di sicurezza. Sono tra l'altro previsti una diga d'emergenza ai piedi del pendio, un brillamento parziale di rocce instabili, ancoraggi di massi ed elementi in calcestruzzo quale protezione temporanea da inondazioni.
Per la realizzazione di questi interventi gli esperti prevedono circa due mesi di tempo. Fino ad allora è improbabile che la zona evacuata nell'area residenziale possa essere ridotta o riaperta.
Due frane si sono verificate nei pressi di Raron alla fine della scorsa settimana. I primi frammenti di roccia sono caduti verso mezzogiorno di venerdì. Poi, la notte seguente, sono franate masse più consistenti, che verso le quattro di sabato hanno ostruito il letto del torrente Bietschbach.
Settantasei residenti di un quartiere vicino sono stati evacuati. Ventinove hanno potuto rincasare lunedì, mentre due non abitano nel quartiere ma vi hanno il luogo di lavoro.
In base a stime approssimative complessivamente si sono messi in movimento tra 300'000 e 500'000 metri cubi di roccia. Negli scorsi giorni non sono più stati rilevati movimenti importanti, indica ancora la nota.