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I 4,9 milioni di franchi che saranno all'ex presidente di Novartis Daniel Vasella per il lavoro di transizione effettuato dopo la sua partenza dalla testa del gruppo farmaceutico, lo scorso 22 febbraio, corrispondono ai "prezzi di mercato" per i leader del suo calibro. In un'intervista alla "NZZ am Sonntag", il Ceo del gruppo Joe Jimenez ha difeso tale remunerazione.
Si tratta certamente di una "somma importante, ma che si giustifica con la volontà di assicurare una transizione senza intoppi" alla testa del gigante farmaceutico, afferma Jimenez. Il primo elemento che è stato considerato nel fissare tale onorario è che le remunerazioni di Vasella sono state "significativamente ridotte" negli ultimi anni.
Novartis ha annunciato mercoledì di aver trovato un accordo definitivo con il suo ex presidente in merito alla sua remunerazione per i servizi resi nel periodo di transizione tra l'assemblea generale del 22 febbraio e il 31 ottobre. Vasella riceverà una somma di 2,7 milioni di franchi e 31'724 azioni non sottoposte a restrizioni, di un valore borsistico attuale di 2,2 milioni.
Il direttore di Ethos, Dominique Biedermann, aveva definito "inaccettabile" tale remunerazione. Vasella ottiene infatti quasi 5 milioni per soli otto mesi di attività a tempo parziale. Calcolata su un anno a tempo pieno, in base all'ipotesi che Vasella lavori al 50% per Novartis, la cifra corrisponde a ben 15 milioni di franchi, aveva sottolineato Biedermann.
Novartis aveva anche annunciato che in futuro l'ex presidente si terrà a disposizione del gruppo, su domanda di quest'ultimo, per consulenze specifiche, formazione di manager e interventi in manifestazioni chiave della casa farmaceutica.
Le indennità ammonteranno a 25'000 dollari per giornata di consulenza, con un minimo annuale garantito di 250'000 dollari all'anno per i prossimi tre anni.
Vasella in febbraio, su pressione dell'opinione pubblica, aveva rinunciato a una clausola di non concorrenza che gli avrebbe procurato 72 milioni di franchi ripartiti su diversi anni.
SDA-ATS