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Un'ottima fonte di acidi grassi Omega 3
L’importanza della proporzione tra gli acidi grassi polinsaturi omega 6 e omega 3 nella dieta quotidiana.
Gli acidi grassi essenziali (AGE) comprendono sia i grassi Omega 3 (ricchi dei composti vitali EPA e DHA) che i grassi Omega 6. Gli AGE non sono prodotti dal nostro corpo ma sono essenziali per un corretto metabolismo e per il mantenimento della salute. Per questo motivo devono essere forniti con l’alimentazione.
Mentre la dieta dei nostri antenati forniva approssimativamente una uguale quantità di omega 6 e omega 3 (rapporto 1:1), nella dieta odierna occidentale la proporzione arriva fino a 17:1; è dunque carente di acidi grassi polinsaturi omega3 e comporta quantità eccessive di acidi grassi polinsaturi Omega 6.
Un rapporto Omega 6/Omega 3 molto alto promuove la patogenesi di molte malattie, incluse le malattie cardiovascolari, il cancro, gli stati infiammatori e le malattie autoimmuni, mentre l’aumento dell’apporto di Omega 3 (vale a dire un rapporto Omega 6/Omega 3 basso) esercita effetti soppressivi su queste malattie. In uno studio sulla prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari, il rapporto di 4/1 è stato associato ad una diminuzione della mortalità totale del 70%. Il rapporto di 2,5/1 ridusse la proliferazione di cellule rettali in pazienti con il cancro colonrettale, mentre un rapporto di 4/1 con la stessa quantità di Omega3 non ebbe effetti**. Il basso rapporto Omega 6/Omega 3 in donne con cancro al seno fu associato ad un rischio diminuito. Un rapporto di 2-3/1 soppresse l’infiammazione in pazienti con l’artrite reumatoide, e un rapporto di 5/1 ebbe effetti benefici su pazienti asmatici, mentre il rapporto 10/1 ebbe effetti avversi. Questi studi indicano che il rapporto ottimale può variare a seconda della malattia e ciò si accorda con il fatto che le malattie croniche sono multigeniche e multifattoriali. Perciò è verosimile che il dosaggio terapeutico di Omega 3 dipenda dalla gravità della malattia risultante dalla predisposizione genetica. È quindi desiderabile un rapporto Omega 6/Omega 3 più basso per ridurre il rischio della maggior parte delle malattie croniche prevalenti nella società occidentale. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18408140 -http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12480795 ** Questo dato suggerisce come un apporto eccessivo di acidi grassi polinsaturi Omega6 possa essere in sé dannoso anche se si assumono contemporaneamente Omega3. Studi pubblicati sul The American Journal of Clinical Nutrition hanno dimostrato che basse concentrazioni di EPA e DHA hanno come conseguenza un rischio accresciuto di morte per ogni tipo di causa e che possono accelerare il declino cognitivo; tuttavia hanno anche dimostrato come, in età avanzata, una supplementazione a corto termine non sia sufficiente per esercitare effetti sul benessere mentale e come, per prevenire un rapido declino mentale nella vecchiaia, sia essenziale includere nella dieta quotidiana quantità elevate di Omega 3 durante tutto il corso della vita.
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