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Ingorgo mammario fisiologico
Il termine ingorgo fisiologico iniziale si riferisce a un eccessivo riempimento dei seni, con conseguenti congestione linfatica e vascolare ed edema del tessuto mammario ghiandolare. L'edema è provocato da un accumulo di latte, sangue ed altri liquidi nel seno. Il gonfiore può essere localizzato nelle areole o alla periferia dei seni oppure in entrambe le sedi; i seni diventano molto duri e sensibili, e i capezzoli tesi e piatti. L'ingorgo fisiologico iniziale non va confuso con i dotti bloccati, anche se la suzione inefficace del latte può essere una causa comune a queste due problematiche. Se non trattato, l'ingorgo può comportare difficoltà di attaccamento al seno e mastite.
L'ingorgo, inoltre, può comparire per motivi patologici durante l'intero periodo dell'allattamento. Tra le cause si annoverano un reggiseno troppo stretto o un marsupio non adeguatamente indossato e che preme sui dotti lattiferi. Parte del seno diventa allora sensibile al tatto. Un ingorgo mammario non curato può ridurre la produzione di latte, causare mastite e ascesso mammario.
Indizi di un ingorgo mammario fisiologico
L'ingorgo mammario iniziale insorge in concomitanza con l'aumento della produzione di latte dopo l'attivazione secretoria, solitamente da due a sei giorni dopo il parto. I seni generalmente diventano gonfi, dolenti e sensibili, con presenza di arrossamento, pelle lucida ed edema diffuso. Di norma i sintomi si manifestano bilateralmente e sono generalizzati. Può essere presente un leggero aumento della temperatura (< 38,4 °C) ma, diversamente dalla mastite, sono assenti sintomi sistemici.
Valutazione dell'ingorgo mammario
È necessario rivolgersi a un consulente per l'allattamento. Per la diagnosi di ingorgo mammario è importante esaminare i seni per osservare l'eventuale presenza di arrossamenti, sensibilità e asimmetria.
Gestione
In collaborazione con un consulente per l'allattamento o un professionista sanitario può essere messo a punto e monitorato un piano di gestione. Il trattamento di elezione per l'ingorgo mammario consiste nel promuovere l'estrazione frequente ed efficace del latte dal seno. Oltre a rivolgersi a un professionista sanitario, la mamma può adottare strategie quali:
- Allattamento al seno frequente ed efficace o estrazione iniziando entro la prima ora dopo il parto. Le mamme dovrebbero allattare al seno almeno 8-12 volte al giorno, con un intervallo tra le poppate non superiore a tre ore
- Se l'allattamento al seno non è possibile, si raccomanda l'estrazione con un tiralatte 8-12 volte al giorno
- Il riscaldamento del seno con impacchi caldi prima dell'allattamento può servire a stimolare il flusso del latte
- Il raffreddamento del seno ingorgato con impacchi freddi o foglie di cavolo fredde può essere utile per alleviare il dolore
- Prima di attaccare il bambino al seno è possibile applicare la tecnica di ammorbidimento con pressione inversa. In questa tecnica si applica una delicata pressione positiva/un massaggio per ammorbidire la regione dell'areola al fine di spostare indietro e verso l'alto eventuali gonfiori del seno e di migliorare l'attaccamento del neonato al seno durante l'ingorgo
- Nel caso di punti sensibili nel seno, durante l'allattamento la mamma può posizionare il bambino in modo che il mento sia rivolto verso il punto sensibile
- Un professionista sanitario può decidere se è il caso di prescrivere un antinfiammatorio per alleviare il dolore, così da favorire l'erogazione del latte (montata lattea)
- Se dopo 24-48 ore i sintomi non sono spariti oppure se compaiono sintomi di tipo influenzale o un aggravamento è necessario consultare un medico, perché l'ingorgo può causare la mastite
- Sono note altre tecniche, ad esempio trattamenti termici a ultrasuoni per il seno e massaggi, che in alcuni casi hanno permesso di lenire il dolore
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