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SAN BERNARDO, PATRONO DEGLI ALPINISTI
SAN BERNARDO, PATRONO DEGLI ALPINISTI
di Danilo Pagnutti
Il 20 agosto del 1923 papa Pio XI proclamò San Bernardo ?patrono degli alpinisti?. Sulla vita di questo personaggio disponiamo di scarsissimi dati storici, desunti da pochi documenti e da due biografie medioevali, una anonima del XII secolo, l?altra attribuita a Riccardo di Valdisère e risalente al 1400. Le due opere si contraddicono in piú punti, rendendo difficile fissare una cronologia attendibile per la vita di Bernardo. Sappiamo che visse nell?XI secolo, ma ignoriamo data e luogo di nascita. In passato fu conosciuto come Bernardo da Mentone, dal castello omonimo presso Annecy, in Alta Savoia, dove sarebbe nato. Riccardo di Valdisère lo dice figlio di un barone, ma questa notizia è contraddetta da altri documenti.
Bernardo fu arcidiacono di Aosta e, come tale, amministrava i beni della diocesi. Inoltre, nominava i parroci e aveva il diritto di indagare sui delitti, istruendo processi e pronunciando sentenze. Era giudice di prima istanza, con un incarico che lo rendeva secondo solo al vescovo. L?arcidiacono fu anche un attivissimo predicatore nelle zone montane delle Alpi Pennine. Verso la metà dell?XI secolo, Ermenegarda, vedova di Rodolfo III, re di Borgogna, affidò a quest?uomo, che si diceva fosse suo parente, il compito di fondare sul colle di Montjou un ospizio per accogliere e rifocillare i viandanti, estenuati dal freddo e dalla fatica.
Sin dal III millennio a.C. quel valico costituiva un?importante via di comunicazione tra la Pianura Padana e l?Europa settentrionale. In epoca romana ebbe un ruolo strategico fondamentale: vi passarono legioni, consoli e imperatori. I Romani vi edificarono un tempio dedicato a Giove Pennino, divinità tutelare delle vette montane. Secondo lo storico Tito Livio, l?appellativo ?Pennino? deriva dal radicale celtico ?pen?, che significa ?sommità?. Com?è noto, il nome è ancora attribuito all’area alpina compresa tra il Col de Ferret a ponente e il passo del Sempione a levante. Sull?Alpis Poenina il nome di Giove si impresse nella toponimia locale: nel Medioevo il luogo era chiamato Mons Jovis, il Monte di Giove. La sua consacrazione a questa divinità riecheggia nel nome Montjou (Mons Jouis) ancora usato dai valligiani per chiamare quel luogo che, a circa 2’470 metri, è l?abitato piú alto d?Europa.
Bernardo fece costruire l?ospizio con materiale proveniente dai ruderi del tempio di Giove. Edificò anche una chiesa, che consacrò a San Nicola di Montjou. In una bolla pontificia del 1177 la costruzione era chiamata ?Hospitium SS. Nicolai et Bernardi de Mont Jovis?. A poco a poco, però, l?intero complesso fu conosciuto col nome del suo edificatore, San Bernardo. Vi furono inviati alcuni religiosi del monastero di Saint-Pierre, ai quali l?arcidiacono impose ferree norme relative all?ospitalità: essa doveva essere estesa gratuitamente ai poveri e alle vittime di malattie o intemperie. Al mantenimento dell?Ospizio contribuivano le rendite dell?abbazia, le questue nei paesi limitrofi e le elargizioni dei signori locali.
Bernardo costruì un altro ospizio sul Mons Columna Jouis, il monte della Colonna di Giove, che in seguito fu chiamato ?Piccolo San Bernardo?. La fama dell?arcidiacono, costruttore e missionario, si diffuse rapidamente: comparvero i primi panegirici nei quali gli furono attribuiti almeno ventinove miracoli, come la guarigione di una donna sterile, la restituzione della vista a un bimbo cieco, la liberazione dal flagello delle cavallette, il risanamento degli ossessi e, infine, la lotta vittoriosa contro il Maligno. Dal XV secolo in poi San Bernardo è raffigurato con un diavolo in catene ai suoi piedi. Cosí appare nella statua ottocentesca innalzata sul colle del Gran San Bernardo.
Nel 1081 l?arcidiacono si recò a Novara per incontrare l?imperatore Enrico IV, che, scomunicato da Gregorio VII, stava andando a Roma per farsi incoronare dall?antipapa Clemente III. Bernardo non riuscì a dissuadere Enrico, il quale proseguì lo sfortunato viaggio, che si concluse con la sua sconfitta e la fuga dinanzi all?esercito normanno capitanato da Roberto il Guiscardo. Secondo la tradizione, poco dopo l?incontro con l?imperatore, Bernardo si ammalò gravemente; morì a Novara nel giugno del 1081. Pochi anni piú tardi, nel 1123, il vescovo locale lo canonizzò con la cerimonia della elevatio: il corpo di Bernardo fu esumato ed esposto alla venerazione dei fedeli. Le spoglie furono deposte dapprima in San Lorenzo, poi nella cattedrale, fatta eccezione per alcune reliquie attualmente conservate nell?Ospizio. Ottocento anni dopo, l?arcidiacono fu proclamato patrono degli abitanti della montagna e degli alpinisti.
Il passo che porta il suo nome ebbe molti visitatori illustri: nel 1077 vi passò Enrico IV per recarsi a Canossa; cento anni dopo fu la volta del Barbarossa, mentre nel maggio del 1800 vi passarono Napoleone e un esercito di oltre quarantamila uomini e tremila cavalli.
Il resto è storia recente: nel 1905 fu inaugurata la strada carrozzabile del Gran San Bernardo. Cinquantanove anni dopo, nel 1964, fu aperto al traffico l?omonimo traforo, che divenne la prima galleria transalpina. Il colle perse la sua funzione di via di transito e divenne un luogo adatto allo svago e alla meditazione, meta ideale per escursionisti e sciatori.
Tuttavia, il nome di Bernardo non fu dato solo ai due passi delle Alpi Pennine. Nel loro isolamento montano, i monaci dell?ospizio cominciarono ad allevare cani da usare contro i banditi. La scelta cadde sui mastini delle Alpi, animali di grande taglia e potenza. Dotati di un ottimo fiuto e di un eccellente senso d?orientamento, essi si dimostrarono particolarmente adatti nel soccorrere le vittime delle valanghe. Nel XVII secolo il monastero di San Bernardo divenne il piú importante centro per l?allevamento e l?impiego di questi animali. Il mastino delle Alpi cambiò nome e fu chiamato ?cane di San Bernardo?.
Due ospizi e una razza canina sono l?eredità consegnataci da un uomo tenace e determinato, degno alfiere di un nome germanico, Berin-hard, che significa ?orso forte?. Tale fu l?arcidiacono Bernardo… Bernardo di Aosta per i cisalpini, Bernardo di Mentone per gli ultramontani, Bernardo di Montjou per i pragmatici, ?San Bernardo? per i credenti.