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WASHINGTON - L'intelligenza artificiale bluffa e mente come l'uomo e ne riflette, spesso, pregiudizi che sconfinano nel politicamente scorretto. Ora comincia pure a manipolare video trasformandosi in un nuovo potenziale strumento per creare bufale.
Alcuni ricercatori americani hanno creato un falso video di Barack Obama con una tecnologia capace di "incollare" l'audio di un discorso dell'ex presidente su un filmato diverso, modificandone in modo molto realistico l'immagine del labiale.
Ci è riuscita l'Università di Washington grazie ad una ricerca finanziata anche dai colossi Samsung, Google, Facebook e Intel. Per gli scienziati si tratta di un «risultato mai ottenuto prima» che potrà servire per «migliorare i sistemi di video conferenza» oppure per «conversare con figure del passato» resuscitandone le immagini a partire da un audio.
Tuttavia potrebbero esserci anche risvolti inquietanti. Il sistema è capace di «far dire» a qualcuno cose mai dette in quell'occasione. E magari cose mai dette in assoluto se la tecnologia venisse abbinata ad un altro sistema in grado di ricreare la voce di chiunque solo a partire da un campione audio di pochi minuti.
Il risultato ottenuto da questo primo esperimento è abbastanza sorprendente: il video di Obama dopo la manipolazione del labiale sembra autentico, vero. Chi lo guarda ha la percezione che quelle che ascolta siano le parole pronunciate in quel momento e non "rubate" da altri filmati.
Se programmi per la lavorazione delle immagini tipo Photoshop sono largamente sfruttati anche per manipolare e creare falsi fotografici, non è difficile immaginare i possibili usi fraudolenti di una tecnologia simile applicata ai video. E spaventa l'idea che già si possa manipolare il filmato di un discorso di un leader di una potenza mondiale.
Il team ha condotto l'esperimento su Barack Obama proprio per l'ampia disponibilità pubblica di suoi video in alta risoluzione. Da questi gli algoritmi hanno potuto "imparare" a replicarne labiale ed espressioni facciali mentre pronuncia determinate parole.
L'utilizzo con fini manipolatori è ovviamente respinto in modo esplicito dai ricercatori, ma non è impossibile da escludere per il futuro. Essi stessi affermano che per «addestrare» il software si potranno utilizzare anche le videochat di Skype o Messenger.
Ad ogni modo il processo potrebbe essere sfruttato anche in modo inverso: inserendo nella rete dell'intelligenza artificiale i video oltre che gli audio si potrebbero sviluppare algoritmi in grado di rilevare se un filmato è reale o artefatto.