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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli obiettivi contenuti nella mozione del Gruppo democratico-cristiano coincidono in larga misura con la strategia del Consiglio federale definita nelle linee direttrici delle finanze federali. </p><p></p><p>Conformemente alla Costituzione il regime finanziario attualmente ancora vigente è limitato nel tempo e terminerà nel 2006. Vista l'importanza del sistema delle imposte e delle tasse per lo sviluppo globale dell'economia, il Consiglio federale vuole sfruttare l'occasione per realizzare miglioramenti mirati atti a rafforzare l'attrattiva della piazza economica svizzera, miglioramenti ambientali e in generale un maggior benessere. </p><p></p><p>In conformità alle linee direttrici delle finanze federali da poco approvate, il Consiglio federale aspira ad un rapporto prezzo-prestazione delle prestazioni pubbliche più favorevole di quello di Stati dell'OCSE. In considerazione dello stato di sviluppo di altri Stati dell'OCSE, il carico d'imposta svizzero deve essere uno dei più bassi in seno all'OCSE. Sulla base dei dati OCSE del 1997, con il 33,8 per cento la Svizzera presenta un'aliquota fiscale inferiore sia a quella dei Paesi membri dell'OCSE (37,2% del PIL), sia a quella degli Stati dell'UE (41,5% del PIL). Sapendo che negli ultimi anni in Svizzera il carico fiscale è aumentato in misura maggiore che negli altri Paesi industrializzati, il Consiglio federale vorrebbe anzitutto arrestare la tendenza verso un onere d'imposte e di tasse sempre crescente.</p><p></p><p>È vero che per finanziare il bilancio dello Stato, proporzionalmente la Svizzera ricorre alle imposte indirette in misura inferiore a tutti gli altri Paesi europei. Si deve tuttavia constatare che a livello mondiale il nostro Paese non rappresenta un caso isolato. Ad esempio negli USA e in Giappone la parte delle imposte indirette rispetto al gettito fiscale complessivo è ancora più bassa. Nella misura in cui gli aumenti d'imposta diventeranno in futuro indispensabili, il Consiglio federale aumenterà di principio le imposte, che nuocciono meno alla competitività (ad esempio imposte sul consumo). Al contrario vorrà tenere basse quelle imposte che secondo l'opinione comune nuocciono maggiormente alla competitività (imposizione del lavoro e del capitale). A tal proposito non si possono ignorare gli indesiderati effetti della ridistribuzione dell'onere fiscale. Nel campo dell'imposizione delle imprese il Consiglio federale vuole esaminare altre riforme. Se si deve rinunciare ad un'imposta sugli utili in capitale, si deve tuttavia esaminare l'introduzione di un'imposta sugli utili da partecipazioni che compensi eventuali sgravi delle imprese. I ricavi derivanti da imposte indirette supplementari (imposta sul valore aggiunto, tassa sull'energia) permetteranno di finanziare le maggiori uscite dovute all'evoluzione demografica e di ridurre gli oneri sociali. Una riduzione sensibile dell'imposta federale diretta non può essere ancora finanziata con queste entrate. Secondo l'ampiezza delle riforme nel settore dell'imposizione della famiglia, l'onere fiscale delle persone fisiche considerate nel loro insieme diminuirà un po'. L'aumento dell'imposta sul valore aggiunto e l'introduzione di una tassa sull'energia modificheranno a favore delle imposte indirette il rapporto tra imposizione indiretta e diretta.</p><p></p><p>Con riforme mirate si devono creare gli incentivi per un rapporto rispettoso con la natura. Un'imposta sull'energia dovrebbe cambiare i prezzi relativi al suo uso e si dovrebbero conseguire effetti positivi sull'ambiente. Secondo la norma fondamentale approvata dal Parlamento il ricavo derivante dalla tassa sull'energia dovrebbe essere utilizzato per ridurre gli oneri sociali. </p><p></p><p>Per quanto riguarda i riferimenti della mozione alla stabilizzazione dell'aliquota fiscale, ad un trasferimento dell'onere fiscale dalle imposte dirette a quelle dirette e all'introduzione d'incentivi ecologici, gli obiettivi saranno esaminati entro la fine del 2001 nell'ambito dell'elaborazione di un progetto in consultazione sul nuovo regime finanziario. La procedura di consultazione sulle riforme dell'imposizione della famiglia sarà aperta nel primo semestre del prossimo anno.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.