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L’arrivo della porcellana dall’Estremo Oriente cosituisce un episodio fondamentale nella storia della ceramica europea. L’influsso delle tecniche, delle forme e delle decorazioni importate dalla Cina e dal Giappone è onnipresente nelle produzioni europee.
Quando la Cina nella metà del secolo XVII, a causa di una guerra civile, chiude i laboratori di produzione della ceramica di Jingdezhen, la Compagnia delle Indie orientali si rivolge al Giappone. I laboratori di Arita realizzano elaborati decori simili ai broccati blu, rosso e oro denominati Imari, oltre alle composizioni asimmetriche sofisticate dei Kakiemon.
I cinesi tornano nuovamente sulla scena delle importazioni a partire dal 1683, proponendo a loro volta delle tavolozze cariche di colori, che denominano Famiglia verde ed in seguito Famiglia rosa, allo scopo di riconquistare il mercato occidentale.
Con l’aumento della domanda, la porcellana diventa un semplice prodotto su ordinazione; vengono inviate in Oriente varie incisioni e modelli in legno o in metallo affinché siano riprodotti pedissequamente. Stemmi araldici, scene di genere e fiori tedeschi compaiono su servizi di foggia europea.
Foto Mauro Magliani e Barbara Piovan
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