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Il 9 febbraio 1878 Bellinzona è scelta dal Gran Consiglio quale capitale stabile del Canton Ticino. E questo ben 75 anni dopo la nascita del Cantone. Infatti, le lotte fra Lugano e Bellinzona per l’ottenimento della sede definitiva caratterizzano i primi decenni dell’Indipendenza. Fin dal 1803 i luganesi cercano di trovare in Bellinzona solo difetti e la definiscono insalubre e malsana.
Già allora purtroppo una certa supponenza presente ancora oggi viene utilizzata dai luganesi per giustificare le loro pretese: Lugano è definita più colta, più vasta, più fiorente, più popolata, più capace. Nonostante le richieste luganesi e le proposte di alternare la capitale. Bellinzona resta tale fino alla Costituzione del 1814, quando inizia uno stato di cose pregiudizievole, anomalo e strano e forse unico al mondo: ogni sei anni la capitale cambia, passando da Locarno a Lugano e Bellinzona. Col tempo ci si accorge ovviamente che i disagi dei continui cambiamenti non sono più compatibili con l’aumentato lavoro di tutti gli uffici statali e così nel 1870 si torna a parlare di designare Bellinzona come capitale. E si teme la guerra civile! Il Ticino, allora come oggi un cantone delle iperbole e delle reazioni emotive eccessive, rischia di essere spaccato in due con la creazione di due cantoni distinti con la frontiera che passa sul Ceneri.
Finalmente il 9 febbraio 1878 una maggioranza di parlamentari, in seguito alla presentazione di una mozione da parte del bellinzonese Carlo Vonmentlen, decide per Bellinzona Capitale. In votazione popolare il 10 marzo 1878 la proposta è ratificata dal popolo votante di sesso maschile con 13’819 voti contro 6’851. Il sostegno viene in particolare dai distretti di Locarno e Mendrisio e dai circoli della campagna luganese. La borgata più importante del cantone faceva dunque così paura? Eppure era convinta di subire un tracollo se non fosse diventata capitale.
Alla fine del turno di Locarno, il 3 marzo 1881 il Gran Consiglio e il Governo si installarono nell’ex-Convento delle Orsoline, una delle proprietà religiose incamerate dallo Stato. Infatti, con la legge del 30 giugno 1848 si arriva alla confisca dei beni della Chiesa e le Orsoline passano nelle mani del Cantone. La scelta della sede politica del Cantone suscitò dunque reazioni di intolleranza politica e di violenza, spesso le diatribe venivano risolte a colpi di fucilate, a comprova di una certa litigiosità politica che perdura. © Fm / 15 dicembre 2018