Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01070.jsonl.gz/583

Il presidente della Confederazione da martedì in Cina. L'occasione è il 50esimo anniversario dell'avvio dei rapporti diplomatici tra Svizzera e Repubblica popolare cinese. Al centro dei colloqui l'economia; sullo sfondo i diritti umani.
Nel 1950 la Svizzera era stata uno dei primi Paesi a riconoscere la Repubblica popolare cinese e ad avviare relazioni diplomatiche. I rapporti reciproci avevano registrato poi un altro momento favorevole con la conclusione, nel 1974, di un accordo commerciale, che includeva la clausola di Paese maggiormente favorito.
Le buone relazioni si erano però parzialmente deteriorate nel marzo 1999, quando il presidente cinese Jiang Zemin, in visita ufficiale a Berna, era stato accolto sulla piazza federale dai fischi degli esuli tibetani. «Avete perso un buon amico», aveva esclamato in quell'occasione Zemin, rivolgendosi all'allora presidente della Confederazione Ruth Dreifuss. La visita era tuttavia proseguita e nel novembre dello stesso anno il consigliere federale Pascal Cochepin aveva a sua volta reso visita alla Cina.
Ma il timore di rappresaglie diplomatiche da parte della Cina è rimasto forte. Durante il viaggio di Couchepin il tema dei diritti umani, e in particolare della situazione in Tibet, era stato solo sfiorato e si era parlato soprattutto di economia. E sul viaggio di Ogi, pianificato da tempo, è pesata a lungo l'incertezza sulla disponibilità del capo di stato cinese ad incontrare il presidente della Confederazione. Poi, a fine luglio 2000, è giunta la conferma.
Dopo i festeggiamenti per i 50 anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi, mercoledì Ogi incontrerà il presidente Jiang Zemin. Inoltre sono previsti colloqui anche con il primo ministro Zhu Rongji e con il ministro della difesa Chi Haotian. Nel suo viaggio il presidente della Confederazione è accompagnato da una delegazione di una dozzina di rappresentanti dell'economia svizzera, guidata dal capo del Segretariato di stato dell'economia David Syz.
Fra i temi principali dei colloqui ci saranno i negoziati per l'adesione della Repubblica popolare cinese all'Organizzazione mondiale per il commercio (OMC). Solo due Paesi non hanno ancora firmato l'accordo di adesione con la Cina popolare: il Messico e la Svizzera. Nelle trattative tra Pechino e Berna ci sono ancora alcuni ostacoli, in particolare nel settore delle assicurazioni. Berna chiede che alle assicurazioni svizzere siano concesse licenze analoghe a quelle garantite all'Unione europea.
Nell'agenda dei colloqui non è presente invece, almeno ufficialmente, il tema dei diritti umani. Dopo l'incidente diplomatico del marzo 1999, la Svizzera si muove con molta prudenza su questo terreno: lo scorso giugno il Consiglio federale ha preferito evitare di ricevere una delegazione del parlamento tibetano in esilio.
In vista del viaggio di Ogi, le organizzazioni tibetane in Svizzera si sono rivolte in una lettera aperta al presidente della Confederazione, illustrandogli la situazione dei diritti umani in Tibet e chiedendogli di affrontare il tema. Ora nell'entourage di Ogi si dice che di diritti umani si parlerà, ma che il presidente vuole verificare in loco quando sia il momento più opportuno per farlo.
Dopo gli incontri e le celebrazioni a Pechino, la delegazione svizzera proseguirà il suo viaggio alla volta di Shangai, dove assisterà al «Flauto magico» di Mozart, interpretato da musicisti svizzeri e cinesi. Sempre a Shangai, Ogi visiterà l'esposizione «Switzerland 2000» e la camera di commercio svizzera. A Shangai Ogi prenderà pure parte ad una dimostrazione indetta da Radio Svizzera Internazionale (SRI) per illustrare, ai rappresentanti dell'economia svizzera residenti in Cina e ad un gruppo rappresentativo dell'elite cinese, l'offerta in otto lingue del sito internet swissinfo.org. Per l'occasione, il portale di SRI offrirà on line anche una versione in lingua cinese del proprio sito.
Lasciata la Cina, il presidente della Confederazione Adolf Ogi si trasferirà a Sydney per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi estive. Oltre agli impegni di rappresentanza il presidente elvetico avrà anche alcuni appuntamenti politici: sabato incontrerà il primo ministro australiano John Howard e, durante il viaggio di ritorno, farà tappa a Singapore, dove in programma c'è un incontro con il presidente S.R. Nathan.
swissinfo e agenzie