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BERNA - Le Camere dovrebbero respingere l'iniziativa popolare per l'abolizione del canone Billag. È quanto propone all'unanimità la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati.
La scelta è stata fatta dopo aver svolto un'ampia audizione e chiesto informazioni supplementari all'Amministrazione, si legge in un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento.
Secondo la commissione, il canone finanzia la radio e la televisione e permette di garantire un servizio pubblico di qualità. Al contempo in una democrazia diretta come quella svizzera è importante offrire un servizio informativo esaustivo e obiettivo. Inoltre, è anche necessario tenere conto delle diverse regioni linguistiche, garantendo l'attività di radio e televisioni locali.
Ad ogni modo, la commissione si dice consapevole dell'evoluzione mediatica in atto, in particolare per quanto riguarda l'offerta on line, e per tale ragione il sistema di finanziamento del servizio pubblico va rivisto, continua la nota. La digitalizzazione comporta infatti nuove modalità di comunicazione che modificheranno la legislazione nel corso dei prossimi anni.
Una nuova legge sui media è stata annunciata dal Consiglio federale, mentre il nuovo sistema di riscossione del canone, che dovrebbe essere adottato dal 2019, dovrebbe introdurre cambiamenti per quanto riguarda la ripartizione del canone e le concessioni.
Un'eventuale abolizione del canone - sempre secondo la commissione - rimetterebbe in discussione il servizio pubblico e non comporterebbe assolutamente una diminuzione degli oneri finanziari degli utenti. Per questo viene chiesto Consiglio degli Stati di respingere l'iniziativa popolare.
Il testo, lanciato dall'Associazione "No Billag", prevede che la Confederazione non possa riscuotere canoni, né sovvenzionare o gestire emittenti radiofoniche o televisive. Se l'iniziativa venisse accettata, le attuali concessioni con partecipazione al canone verrebbero revocate senza indennizzo.