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Il Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj) venezuelano, organo giudiziario fedele al presidente Nicolas Maduro, ha dichiarato oggi che il presidente dell'Assemblea Nazionale, Juan Guaidò, ha commesso una "usurpazione", per avere "preteso di esercitare funzioni inerenti alla Presidenza della Repubblica".
Il presidente della Sala Costituzionale del Tsj, Juan José Mendoza, ha letto oggi una sentenza dell'alta corte nella quale ha dichiarato "nullo e senza valore" lo "Statuto di Transizione" varato ieri dal Parlamento di Caracas, in applicazione del programma politico di Guaidò.
Questo Statuto, ha detto Mendoza, costituisce una "grottesca deformazione" dell'organizzazione dei poteri prevista dalla Costituzione, nonché un "atto di forza" da parte dell'Assemblea Nazionale, che il Tsj ha dichiarato "in oltraggio alla corte" dal gennaio del 2016, cioè dopo le elezioni di dicembre del 2015 in cui l'opposizione ha conquistato la maggioranza assoluta dei seggi del Parlamento unicamerale.
In base a queste considerazioni, il Tsj considera che le iniziative del Parlamento costituiscono un "atto destabilizzante diretto", e un "vero e proprio assalto" contro gli organi dello Stato, lanciato in base a "una grossolana ignoranza delle norme che reggono i poteri pubblici, incorrendo in una chiara usurpazione di funzioni".
Mendoza ha poi "esortato" la Procura Generale a "svolgere le inchieste pertinenti a questo caso", in particolare per quanto riguarda l'assunzione delle funzioni dell'Esecutivo da parte di Guaidò, il che costituisce "un colpo di Stato come quello dell'aprile del 2002", contro l'allora presidente Hugo Chavez, giacché consiste nel "cercare di provocare l'uscita del capo dello Stato attraverso meccanismi che sono fuori dalla Costituzione".