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GINEVRA - «Era un bell’uomo, lo sapeva e ne approfittava». Sono queste le parole con cui Carole-Anne Kast, presidente del partito socialista ginevrino ed ex studentessa presso il Collège de Saussure, descrive Tariq Ramadan quando insegnava presso quell’istituto. La donna ha scelto di esprimersi, «sconvolta da come si cerchi di screditare chi denuncia di avere avuto rapporti sessuali con lui».
Quando insegnava a Petit-Lancy, Tariq Ramadan era giovane. «Era costantemente in un rapporto di seduzione, non necessariamente sessuale», spiega Kast. «La differenza d’età con le studentesse era poca e lui ne approfittava nel modo in cui si rapportava con loro».
Frequentava gli allievi fuori dalla scuola - Léa* ha avuto l’islamologo come docente di classe. «Tariq Ramadan si è presentato come un insegnante aperto nei rapporti con gli studenti. Ha detto che era necessario conoscerci fuori dal contesto scolastico per capirci veramente. Voleva incontrare ciascuno di noi individualmente per un caffé». Oggi Léa ipotizza che il motivo fosse individuarne le debolezze, per «sfruttarle al meglio».
In classe la donna descrive Ramadan come un uomo che affascinava ragazzi e ragazze: era bello ed era brillante. «A me, però, faceva paura».
Un narcisista perverso - Per Carole-Anne Kast i primi contatti con l’islamologo si sono svolti senza problemi. «Siccome non mi sono lasciata ammaliare dal suo atteggiamento, è diventato dittatoriale. Allora è stata guerra con lui, per tre anni, fino a quando non ho lasciato la scuola». Pare fossero in sei gli studenti che non erano “sensibili” al suo carisma. «O lo amavi, o lo odiavi. Era un manipolatore, un narcisista perverso».
Dopo diversi scontri e ammonimenti per “motivi disciplinari”, Kast si era rivolta alla direzione dell’istituto. «Non so cosa gli abbiano detto, ma ha smesso di provocarmi e punirmi senza motivo».
La presidente del partito socialista ginevrino dice che allora non era a conoscenza dei rapporti sessuali che l’insegnante aveva con le sue compagne. Ma «pensando al passato», li definisce totalmente credibili.
Ragazze fragili - Léa, invece, era amica stretta di una delle ragazze succubi dell’islamologo: «La chiamava a casa di notte. Le aveva offerto di passare con lui il weekend nel suo chalet di montagna. Quella volta l’ho dissuasa, ma lei voleva andarci a tutti i costi».
Léa precisa che i genitori della sua amica erano divorziati e che la madre passava poco tempo a casa. Aveva anche sentito parlare di una relazione tra Ramadan e una giovane che viveva presso un foyer. «Sceglieva le ragazze fragili, senza punti di riferimento e bisognose di attenzioni». «Eravamo davvero ingenue», conclude.
*nome conosciuto alla redazione di 20 minutes