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Controllo della qualità nel Servizio delle attività informative: risposta del Consiglio federale alla Delegazione delle Commissioni della gestione
Berna, 22.10.2010 - In risposta a un rapporto della Delegazione delle Commissioni della gestione (DelCG) delle Camere federali, il Consiglio federale, in un parere pubblicato mercoledì, si è dichiarato disposto, in linea di principio, a dare seguito alle raccomandazioni della Delegazione in merito al trattamento dei dati in seno al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Il Governo federale avrebbe tuttavia auspicato un giudizio più equilibrato sulle attività degli organi di protezione dello Stato. Il 30 giugno 2010 la DelCG ha presentato un dettagliato rapporto sul trattamento dei dati in seno al SIC, invitando il Consiglio federale a esprimersi sul documento e sulle relative raccomandazioni entro la fine di ottobre 2010. Tra le misure adottate figura la sospensione, nella sua forma attuale, del programma di ricerca del SIC fondato sul controllo delle fotografie dei passaporti.
In linea di principio, il Consiglio federale intende dare seguito alle raccomandazioni della DelCG che non impediscono al SIC di adempiere i suoi compiti legali. In particolare, per quanto concerne le carenze nell'ambito del controllo della qualità, il Consiglio federale concorda con la DelCG sull'urgente necessità di intervenire. Il Governo federale condivide inoltre il parere della DelCG secondo cui il Controllo della qualità è una componente essenziale delle attività di intelligence ed ha pertanto avviato le procedure necessarie per risanare la situazione.
Il SIC concretizzerà le misure necessarie per portare a termine i compiti ancora in sospeso nel settore del Controllo della qualità («pendenze»). Inoltre il Servizio sospenderà, nella sua forma attuale, il programma preventivo di ricerca fondato sul controllo delle fotografie dei passaporti, in corso da decenni, e presenterà una proposta di riorientamento tematico. Per le future immissioni nel Sistema d’informazione Sicurezza interna (ISIS) saranno emanate direttive più restrittive. I processi del rilevamento dei dati e del controllo della qualità saranno sottoposti a verifica con il ricorso a periti esterni e, se necessario, adeguati. Infine, il Consiglio federale è disposto a provvedere affinché diverse definizioni legali siano formulate in maniera più precisa e ad emanare corrispondenti adeguamenti normativi.
Valutazione differenziata
Nel suo parere sul rapporto della Delegazione, il Consiglio federale mette in rilievo il fatto che durante gli ultimi due decenni l'attività dell'autorità di protezione dello Stato è stata verificata regolarmente e senza alcuna restrizione dalla DelCG. Inoltre, alcune circostanze riportate nel rapporto dell'autorità di vigilanza parlamentare sono valutate dal Governo federale in maniera più differenziata e a partire da presupposti differenti.
Per quanto concerne le divergenze, la Delegazione ha per esempio giudicato che, nonostante l'avvenuta implementazione di un controllo delle informazioni in arrivo, il controllo della qualità prescritto per legge sia stato ampiamente ignorato. Inoltre, la DelCG è giunta alla conclusione che il Servizio di analisi e prevenzione (SAP), competente per il sistema fino al 2009, abbia informato gli organi di vigilanza in maniera incompleta e parzialmente contraria alla realtà. Il Consiglio federale ritiene però inappropriato valutare la qualità complessiva dell'intera base di dati presente in ISIS fondandosi sull'analisi di singole raccolte di dati.
La protezione dello Stato è un compito statale necessario
Il Consiglio federale avrebbe auspicato una valutazione più equilibrata delle attività degli organi di protezione dello Stato nel periodo oggetto del rapporto, ovvero ben 16 anni. Durante tale periodo la Protezione dello Stato ha contribuito in maniera importante alla sicurezza della Svizzera e dei suoi cittadini.
Il Consiglio federale è del parere che nel rapporto della DelCG non si sia tenuto conto, segnatamente, delle particolari difficoltà inerenti all'adempimento dei compiti nel settore della protezione dello Stato, difficoltà risultanti in particolare dalla necessità di conciliare le legittime esigenze in materia di sicurezza della popolazione con gli altrettanto legittimi imperativi della protezione della personalità e dei dati dei cittadini.
Il Governo federale ribadisce che, a suo parere, la protezione dello Stato rimane un compito statale necessario e che la situazione in materia di minaccia rende indispensabili in questo ambito mezzi e capacità efficienti. Gli attuali organi di protezione dello Stato non devono essere indeboliti. Al contrario, è invece necessaria una valutazione delle possibilità di ottimizzarne l'efficacia e l'efficienza, senza tuttavia ricorrere a inopportune limitazioni dei diritti fondamentali. Il Consiglio federale ravvisa inoltre nel Rapporto della DelCG sul trattamento dei dati nel sistema per il trattamento dei dati relativi alla protezione dello Stato (ISIS) un'opportunità per dotare, già durante le fasi iniziali delle sue attività, il nuovo Servizio delle attività informative della Confederazione, istituito nel 2010, di un fondamento ineccepibile a livello giuridico nonché politicamente avallato. Il Consiglio federale prevede di esprimersi in merito alle questioni fondamentali sollevate nel Rapporto in occasione dell'elaborazione della prevista legge sul servizio informazioni.
Quale testo ufficiale del Parere del Consiglio federale fa fede la versione pubblicata nel Foglio federale.
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Martin Bühler
Portavoce del DDPS
Tel. 031 324 50 86
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