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Il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, fu tenuto costantemente aggiornato sugli sviluppi della campagna di pressioni sull'Ucraina dall'ambasciatore degli Usa presso la Ue Gordon Sondland. Lo rivela il New York Times.
La testimonianza pubblica di Sondland, testimone chiave nell'indagine che potrebbe portare all'impeachment di Trump, è prevista oggi alla Camera del Congresso statunitense.
Secondo il Nyt Sondland a metà agosto avrebbe informato Pompeo sulla bozza di dichiarazione a cui si era lavorato con gli ucraini, quella che avrebbe dovuto fare il neo leader di Kiev Volodymyr Zelensky per convincere Trump a invitarlo alla Casa Bianca.
In seguito Sondland avrebbe discusso con Pompeo la possibilità di fare pressioni su Zelensky perché durante l'incontro nello Studio Ovale promettesse le indagini volute da Trump, per rompere così la situazione di stallo tra i due Paesi con gli aiuti militari a Kiev che erano stati congelati. E Pompeo - sostiene il Nyt - diede la sua approvazione al piano.
Un legale del segretario di stato, riporta ancora il Nyt, non ha voluto commentare.
Pompeo inoltre, secondo il magazine Time, pensa di dimettersi e di correre per un seggio in Senato nel suo Kansas il prossimo anno. Pompeo intendeva restare alla guida del dipartimento di Stato sino all'inizio della prossima primavera, ma l'indagine sull'impeachment sta danneggiandolo politicamente e guastando le sue relazioni con Donald Trump, spingendolo a rivedere i tempi per una exit strategy sicura.
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