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La Confederazione ha stanziato 2,038 miliardi di franchi nel 2015 nella ricerca e sviluppo (R+S), il 4% in più rispetto all'anno precedente.
L'aumento è riconducibile soprattutto all'incremento dei contributi destinati alle organizzazioni e ai programmi internazionali di ricerca, che nel 2014 avevano registrato un forte calo, ha comunicato oggi l'Ufficio federale di statistica (UST).
L'accettazione, due anni fa, dell'iniziativa dell'UDC contro l'immigrazione di massa e la conseguente decisione da parte del Consiglio federale di congelare l'estensione della libera circolazione alla Croazia avevano frenato le spese.
L'Unione europea aveva in effetti sospeso la partecipazione elvetica al programma europeo di ricerca Orizzonte 2020 e al programma di mobilità studentesca Erasmus+. Risultato: l'ammontare dei contributi svizzeri alla ricerca e allo sviluppo era calato del 7% nel 2014.
Il Consiglio federale ha successivamente ottenuto la riammissione parziale ai programmi europei e le spese destinate alle organizzazioni e ai programmi internazionali sono nuovamente progrediti.
Per quanto riguarda il personale della Confederazione attivo nella ricerca e sviluppo è rimasto praticamente stabile (+1%) con 1857 impiegati nel 2015.
SDA-ATS