Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/218351

<h2>SubmittedText<h2><p>Oggi i genitori sanno che la violenza contro i figli non serve e non è nemmeno tollerata. Sebbene vi siano leggi in materia, le violenze in famiglia sono però ancora troppo frequenti, poiché i genitori sono sempre più esposti a stress multipli e non riescono a gestire il rapporto con i figli, soprattutto nella fase dei capricci o nella pubertà.</p><p>È dunque necessario intervenire.</p><p>Quando i figli diventano aggressivi o maneschi sarebbe utile che i genitori avessero a portata di mano un numero di telefono o un'app per cellulari di servizi di aiuto e consulenza (già disponibili) al fine di evitare che la lite degeneri e i genitori ricorrano alla violenza.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Non sarebbe il momento di affrontare i problemi alla radice, ovvero di fornire aiuti ai genitori?</p><p>2. Il Consiglio federale sarebbe disposto a far sì che i genitori subito dopo la nascita dei figli ricevano dalle prime persone di contatto (p. es. levatrici, ginecologi o servizi di consulenza per madri e padri) un volantino contenente alcune informazioni sulle fasi difficili della crescita e indirizzi con numeri di telefono e app per cellulari di servizi che possono fornire loro un aiuto immediato in situazioni educative critiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel suo rapporto "Violenza e negligenza in famiglia: quali misure di aiuto all'infanzia e alla gioventù e sanzioni statali?" (in adempimento del postulato Fehr Jacqueline 07.3725), adottato il 27 giugno 2012, il Consiglio federale ha già rilevato l'importanza di un sistema di aiuto all'infanzia e alla gioventù ben sviluppato. Secondo l'Esecutivo, per proteggere i minori dalla violenza in famiglia è importante che i genitori e le altre persone con compiti educativi possano ricorrere a servizi di consulenza e sostegno.</p><p>2. L'aiuto all'infanzia e alla gioventù rientra in primo luogo nella sfera di competenza dei Cantoni; la Confederazione interviene solo a titolo sussidiario. Negli ultimi anni, nell'ambito della legge del 30 settembre 2011 sulla promozione delle attività giovanili extrascolastiche (LPAG; RS 446.1), entrata in vigore il 1° gennaio 2013, la Confederazione ha cofinanziato programmi cantonali per lo sviluppo dell'aiuto all'infanzia e alla gioventù (<a href="http://www.ufas.admin.ch/">https://www.ufas.admin.ch</a> &gt; Aiuti finanziari &gt; Promozione delle attività giovanili extrascolastiche &gt; Ai Cantoni: Articolo 26 LPAG). In diversi Cantoni è stata sviluppata anche l'offerta di consulenza e sostegno destinata ai genitori. Inoltre, la Confederazione può concedere aiuti finanziari a organizzazioni private che svolgono e sostengono attività a favore delle famiglie. Tra queste rientrano ad esempio l'Associazione svizzera per la consulenza genitori bambini e la Consulenza per genitori della Fondazione Pro Juventute (<a href="https://www.projuventute.ch/it">https://www.projuventute.ch</a> &gt; Consulenza per genitori), raggiungibile 24 ore su 24 in tutta la Svizzera.</p><p>In diversi Cantoni, subito dopo la nascita dei figli già oggi i genitori ricevono informazioni sulle fasi della crescita nonché sui servizi che possono aiutarli in situazioni difficili. Ne sono un esempio le Lettere ai genitori della Fondazione Pro Juventute (<a href="https://www.projuventute.ch/it">https://www.projuventute.ch</a> &gt; Servizi &gt; Guida Lettere ai genitori di Pro Juventute), che in molti Comuni vengono distribuite gratuitamente ai neogenitori e contengono informazioni sulle diverse fasi della crescita e sull'offerta di consulenza. Nella maggior parte dei Cantoni, anche i consultori per madri e padri svolgono un'importante funzione d'informazione e di sostegno per i genitori.</p><p>Il Consiglio federale ritiene quindi che non siano necessarie ulteriori misure da parte della Confederazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.