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MADRID - Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha chiesto formalmente chiarimenti al governo catalano, in merito alla dichiarazione d'indipendenza prima formulata, poi congelata, da parte del presidente Carles Puigdemont.
Si tratta del primo passo previsto dalla legge prima che il governo possa chiedere al senato l'attivazione dell'articolo 155, che consente fra l'altro la sospensione dell'autonomia della Catalogna.
«È urgente mettere fine alla situazione che si sta vivendo, tornando alla stabilità e alla tranquillità nel più breve tempo possibile. Serve procedere con prudenza e responsabilità», ha poi aggiunto.
Nella breve dichiarazione davanti alla stampa al termine della riunione straordinaria del governo il premier spagnolo Mariano Rajoy ha detto che «la risposta del presidente Puigdemont determinerà le decisioni che il governo prenderà nei prossimi giorni».
Il consiglio dei ministri, aveva annunciato poco prima, «ha chiesto formalmente alla Generalità di chiarire se ha dichiarato l'indipendenza in Catalogna».
Madrid non ha bisogno di mediatori - Il ministro portavoce del governo spagnolo Inigo Mendez de Vigo ha detto in parlamento che la Spagna «non ha bisogno di mediatori per risolvere i suoi problemi».
Rispondendo a una interrogazione dell'indipendentista Gabriel Rufian sulle diverse offerte di mediazione venute sulla crisi catalana, Mendez ha detto: «Siamo capaci di risolvere noi stessi con il dialogo i nostri problemi».
Per la Russia sono «affari interni» - La Russia tratta gli eventi in Catalogna come affari domestici della Spagna e si aspetta che la situazione possa essere risolta nel quadro della legge spagnola, con la garanzia dei diritti e delle libertà per tutti i cittadini. Così il ministero degli Esteri in una nota citata dalla Tass.
«Il Ministero degli Esteri russo, guidato dai principi fondamentali del diritto internazionale, tratta gli eventi in Catalogna come affari interni della Spagna. Esprimiamo la speranza che la situazione sarà risolta attraverso un dialogo strettamente conforme alla legge spagnola e nell'interesse di una Spagna unita e prospera che garantisce i diritti e le libertà di tutti i cittadini del paese», ha detto il ministero.
Psoe appoggerà Rajoy - Il Psoe, il principale partito di opposizione spagnolo, appoggerà "le misure costituzionali" che prenderà il premier Mariano Rajoy nella crisi catalana se la risposta del presidente Carles Puigdemont al suo ultimatum sarà negativa. Lo ha affermato il segretario socialista Pedro Sanchez.
Accordo Rajoy-Sanchez per la riforma costituzione - Il segretario socialista Pedro Sanchez ha detto di avere raggiunto un accordo con il premier Mariano Rajoy per avviare una riforma della costituzione che ridefinisca fra l'altro lo statuto della Catalogna.
Sanchez ha detto che una commissione sarà formata a breve e lavorerà per sei mesi. Le conclusioni saranno sottoposte al parlamento. Il leader Psoe ha rilevato che anche per la tenuta di un referendum di auto-determinazione, cui si è detto contrario, è necessaria una riforma della costituzione.
Berlino: «Non riconosceremmo l'indipendenza» - «Una dichiarazione di indipendenza della Catalogna sarebbe illegale e non sarebbe riconosciuta». Lo ha detto la portavoce di Angela Merkel, Ulrike Demmer, rispondendo a una domanda sul discorso pronunciato ieri dal presidente catalano Carles Puigdemont, nella consueta conferenza stampa di governo.
Francia: «L'indipendenza sarebbe illegale» - «Ogni dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte delle autorità catalane sarebbe illegale e non potrebbe in alcun caso essere riconosciuta»: è quanto si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri della Francia.
«Continuiamo ad essere preoccupati per la situazione in Catalogna, dopo le dichiarazioni di Carles Puigdemont», afferma la diplomazia francese, aggiungendo: «Ogni soluzione a questa crisi va trovata nel quadro costituzionale spagnolo. L'unità e la legalità costituzionale vanno rispettate e tutelate».