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Julian Barnes sulle orme di Emmanuel Carrère
Julian Barnes, scrittore inglese di grande talento e autore di un buon numero di romanzi che, come si usa dire, «rimarranno», ha avuto una crisi personale e creativa alla morte della moglie. Non riusciva più a scrivere ma poi fece pubblicare Livelli di vita, un breve romanzo che prende spunto dalle vicende dei primi avventurieri dei voli con i palloni aerostatici e lascia il segno allorché si intreccia con la storia personale dell’autore, vista da una prospettiva particolare, quella della distanza e dell’altezza, come se fosse il tentativo di documentare il mondo dall’alto, ad esempio da un pallone aerostatico. Il tentativo di Barnes di testimoniare un dolore profondo come la possibile continuazione di una storia che non finisce mai ricorda un altro romanzo, scritto pochi anni prima da Emmanuel Carrère. Parliamo di Vite che non sono la mia in cui Carrère alterna una tragedia universale con una personale. Entrambi i libri sono da leggere.
Recensione apparsa su ExtraSette n. 2, 2020