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Il 13 maggio 2010 a New York, con 175 voti, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha eletto la Svizzera nel Consiglio dei diritti dell’uomo. Eletto con altri 13 Stati per sedere fra i 47 membri del Consiglio, il nostro Paese sarà in carica per una durata di tre anni dal 19 giugno 2010.
La Svizzera si rallegra della sua elezione nel Consiglio. La considera un riconoscimento per il suo impegno a favore dei diritti umani in generale e del suo ruolo attivo quale membro del Consiglio nel periodo 2006-2009.
Durante il primo mandato, dal 2006 al 2009, la Svizzera ha operato con tutti gli altri membri, gli osservatori e le ONG affinché il Consiglio dei diritti dell’uomo diventi un’istituzione solida ed efficace. Da sola o in collaborazione con partner di altri gruppi regionali, ha lanciato con successo iniziative nei settori dell’educazione ai diritti umani e della giustizia in transizione. Si è anche impegnata affinché il Consiglio possa intervenire in maniera adeguata in materia di diritti umani in tutti i Paesi del mondo e si è prestata volontariamente per figurare fra i primi Paesi sottoposti all’esame periodico universale. Si sta ora prodigando per attuare le raccomandazioni che ne sono scaturite in collaborazione con la società civile.
In conformità con la risoluzione 60/251 dell’Assemblea generale che ha istituito il Consiglio dei diritti dell’uomo, il funzionamento e le attività di questo organo saranno esaminati nel 2011. Quale Stato ospite del Consiglio e avendo pienamente partecipato alla sua costituzione e al suo consolidamento istituzionale, la Svizzera intende contribuire in maniera attiva a questo esame, adoperandosi in particolare affinché il Consiglio possa sviluppare tutto il suo potenziale di principale organo dei diritti umani nelle Nazioni Unite. Si impegnerà affinché esso possa reagire in modo rapido ed efficace alle violazioni dei diritti umani, ovunque si verifichino, con un’attenzione particolare alle vittime e ai gruppi vulnerabili. La Svizzera veglierà all’indipendenza e alla solidità del sistema delle procedure speciali (p.e. l’inviato speciale riguardo a temi o paesi specifici) e sosterrà il buon funzionamento dell’esame periodico universale cui è sottoposto ogni Paese, così che esso si affermi quale strumento atto a contribuire alla promozione e alla protezione dei diritti umani. Da ultimo, continuerà a collaborare con la società civile, partner essenziale del Consiglio dei diritti dell’uomo.
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