Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/226796

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare criteri ambientali, sociali e di governance (criteri ESG) che siano vincolanti e applicabili a livello nazionale; all'occorrenza potrà riprendere i criteri esistenti ed estenderli. I criteri devono essere elaborati in modo da coniugare sia le esigenze di sostenibilità ambientale che sociale e deve essere vietata la compensazione reciproca. Per garantire alla piazza finanziaria svizzera un ruolo guida a livello internazionale, i criteri devono essere più ambiziosi di quelli nazionali e internazionali comparabili in ambito europeo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come espresso nel suo rapporto del 24 giugno 2020 "Sostenibilità nel settore finanziario svizzero", l'obiettivo della politica del Consiglio federale è quello di sviluppare ulteriormente la piazza finanziaria svizzera in modo che possa assumere un ruolo di spicco a livello globale nell'offerta di servizi sostenibili e fornire un contributo effettivo. Il Governo mira a condizioni quadro che puntino a una maggiore trasparenza e a una determinazione adeguata del prezzo dei rischi. In questo contesto, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) è stato incaricato di elaborare un piano vincolante per l'attuazione delle raccomandazioni emanate dalla Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) per le imprese svizzere e di presentare entro l'autunno del 2021 eventuali proposte di modifica della legislazione sui mercati finanziari volte a evitare le attività ecosostenibili di facciata (il cosiddetto "greenwashing"). Con il postulato 19.3966 il Consiglio degli Stati ha inoltre incaricato il Consiglio federale di proporre provvedimenti che indichino come la Svizzera possa raggiungere un obiettivo dell'Accordo di Parigi, nello specifico orientare i flussi finanziari nel rispetto del clima. Il rapporto dovrebbe essere presentato al Parlamento nell'autunno del 2021.</p><p>Tuttavia, un'esclusione imposta dallo Stato di affari o investimenti sulla base dei criteri ESG costituirebbe un'ingerenza molto ampia nell'attività e nella libertà economica. Un'applicazione di questo tipo dei criteri ESG sarebbe inoltre rigida, inevitabilmente vaga ed estremamente complessa. Diversi rami dell'economia svizzera sarebbero fortemente interessati, compresi i settori dell'importazione e dell'esportazione, e una tale scelta equivarrebbe a mettere gli investitori sotto tutela. Il Consiglio federale ritiene pertanto più efficace affidarsi a strumenti dell'economia di mercato. Inoltre, a causa dell'interdipendenza economica, l'introduzione di uno standard svizzero sarebbe legata a diversi svantaggi.</p><p>Il Consiglio federale segue con attenzione gli ulteriori sviluppi del ramo e a livello internazionale, in particolare nell'UE (ad es. nell'ambito della tassonomia e della divulgazione) e li include nei suoi lavori di approfondimento. Tiene anche conto dei requisiti e dei rating di sostenibilità così come dei metodi per il rilevamento e la valutazione della sostenibilità nel settore finanziario/privato e dei metodi per misurare e confrontare gli sforzi operati dalle aziende per una maggiore sostenibilità.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.