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Matrimonio nucleare tra AIEA e ITER
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) collaborerà con il progetto di reattore sperimentale ITER. Per l'ONU è denaro ben speso.
Alla conferenza sulla fusione nucleare di Ginevra è stato firmato un accordo di cooperazione tra l'AIEA e il progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor). Per Yuri Sokolov, direttore aggiunto dell'AIEA, la collaborazione con «uno dei più grandi progetti scientifici al mondo» permetterà «uno scambio d'esperienze e una migliore comunicazione in merito alla fusione nucleare».
Nonostante il costo elevato di ITER (10 miliardi di euro), per Sokolov non si tratta di «sperpero di denaro», perché «le esigenze in campo energetico sono così grandi che si devono esplorare tutte le risorse possibili».
L'Unione europea finanzia il 50% del progetto. Il reattore si troverà a Cadarache, nel sud della Francia. I lavori termineranno nel 2018. L'impiego della fusione nucleare come fonte d'energia diventerà una realtà al più presto fra 30 anni. ITER è sostenuto anche da Giappone, Cina, Russia, Stati uniti, India e Corea del sud.
La Svizzera partecipa a ITER nell'ambito del Settimo programma quadro di ricerca dell'Unione europea. Il contributo di 8 milioni di franchi l'anno è stato approvato dal governo e dalla camera alta del parlamento. La camera bassa deve ancora pronunciarsi.
Tra i 5'000 ricercatori associati al progetto ci sono anche rappresentanti del Centro di ricerca in fisica dei plasmi del Politecnico federale di Losanna.
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