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BEIRUT - C'è anche il direttore generale del porto di Beirut, Hassan Koraytem, tra le 16 persone arrestate ieri nell'inchiesta sulle esplosioni che hanno devastato la capitale libanese. Lo rende noto l'Abc citando fonti giudiziarie locali.
La magistratura, inoltre, ha disposto il congelamento dei conti di sette persone, tra cui lo stesso direttore del porto e il capo della dogana libanese, Badri Daher.
Le autorità hanno interrogato più di 18 funzionari portuali e doganali e altri coinvolti nei lavori di manutenzione del magazzino esploso martedì e 16 sono state messe in custodia.
Il direttore generale del porto e il capo delle dogane, anch'essi agli arresti, mercoledì avevano detto alle emittenti libanesi che «diverse lettere» erano state inviate nel corso degli anni alla magistratura del Paese chiedendo «la rimozione di materiale altamente esplosivo immagazzinato nel porto».
Secondo le autorità, 2'750 tonnellate di nitrato di ammonio, utilizzato per i fertilizzanti, ma anche per costruire bombe, erano state tenute per sei anni senza misure di sicurezza nel magazzino esploso.