Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/188077

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a redigere un rapporto che illustri le possibilità di istituire l'uguaglianza giuridica, sul piano della non-discriminazione, per le diverse comunità religiose in Svizzera nonché possibili strategie per tenere conto della realtà multireligiosa della Svizzera a livello giuridico e di cooperazione tra Stato e comunità religiose.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 72 capoverso 1 della Costituzione federale, i Cantoni sono competenti per il disciplinamento dei rapporti tra Chiesa e Stato. La disposizione, che include anche le comunità religiose non cristiane, ha carattere dichiaratorio; la competenza cantonale risulta infatti già dalla generale ripartizione federale delle competenze (art. 3 Cost.). L'articolo 72 capoverso 1 della Costituzione. evidenzia tuttavia in misura particolare la competenza cantonale. Dopo un periodo di tensioni dovute a questioni religiose, nel 1848 è stato possibile fondare lo Stato federale soltanto a patto di lasciare ai Cantoni le loro tradizioni religiose. Questo rispetto delle peculiarità cantonali in ambito religioso è tuttora molto importante per la coesione del nostro Paese.</p><p>I disciplinamenti cantonali sono molto diversi tra loro. Oltre a Cantoni con sistemi laici di separazione tra Chiesa e Stato, che si orientano alla Francia, vi sono molti Cantoni che riconoscono pubblicamente o sul piano del diritto pubblico le comunità religiose. In tali casi sussistono differenze per quanto riguarda le condizioni e la forma del riconoscimento, nonché i diritti e doveri correlati. In generale si respinge un diritto costituzionale al riconoscimento da parte dello Stato. I Cantoni che hanno definito criteri di riconoscimento devono comunque applicarli in maniera uniforme. In ultima analisi sono tuttavia gli organi politici a decidere in merito al riconoscimento. Spesso è necessaria una modifica della Costituzione, previa decisione popolare obbligatoria. Non sono pertanto importanti soltanto i fattori giuridici, bensì anche l'accettazione da parte della società.</p><p>Gli aspetti riguardanti il diritto religioso cantonale sollevati dal Gruppo dei Verdi sono stati esaminati a fondo sul piano scientifico. Non è necessario un rapporto del Consiglio federale. Quest'ultimo non ha nemmeno motivo di supporre che i Cantoni non siano in grado di gestire la tematica del riconoscimento. Non è a conoscenza di indizi secondo cui tali questioni metterebbero in pericolo la sicurezza o la pace tra le comunità religiose, per cui non si dovrebbe essere in presenza di un caso secondo l'articolo 72 capoverso 2 della Costituzione. In seno alle cerchie interessate, ma anche alla società e alla politica, sono in corso discussioni accese e controverse sulle eventuali condizioni di riconoscimento delle comunità religiose oppure sull'opportunità di separare totalmente Stato e comunità religiose.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.