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Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una nuova legge che consente alle autorità russe di bollare con l’infamante etichetta di "agente straniero" enti e persone anche se non ricevono finanziamenti dall’estero, elemento prima richiesto per l’inserimento nella lista degli "agenti stranieri".
Lo riporta Novaya Gazeta Europa, precisando che secondo la nuova legge, che entrerà in vigore il primo dicembre ed è considerata un nuovo strumento di repressione politica, il regime russo può bollare come "agenti stranieri" enti e persone che definisce "sotto influenza straniera", che ritiene ricevano "sostegno dall’estero", anche non finanziario, e svolgano "attività politica".
Il Cremlino da anni usa l’etichetta di "agente straniero" per colpire Ong, media indipendenti e oppositori. La legge russa attualmente permette al governo di Mosca di bollare con l’etichetta di "agente straniero" le organizzazioni che ricevono fondi dall’estero e sono impegnate in "attività politiche" non meglio precisate: una definizione piuttosto ampia, che consente di fatto alle autorità di prendere di mira diversi enti ritenuti "scomodi".
L’inserimento nell’elenco degli "agenti stranieri" impone un severo controllo amministrativo e obbliga a presentarsi con questa etichetta, cosa che ha di fatto costretto diversi enti alla chiusura.
A giugno la Corte europea dei diritti dell’Uomo ha condannato la Russia per aver promulgato nel 2012 la legge sugli "agenti stranieri" affermando che questa viola il diritto alla libertà d’associazione e quello alla libertà d’espressione.