Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/35667

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale del 9 ottobre 1992 sulle derrate alimentari (RS 817.0) ha lo scopo, </p><p>tra l'altro, di tutelare i consumatori contro le derrate alimentari e gli oggetti d'uso che </p><p>possono mettere in pericolo la salute. Si sa che certe derrate alimentari prodotte con </p><p>latte crudo possono costituire un rischio per la salute pubblica, se le esigenze in </p><p>materia d'igiene durante il processo di fabbricazione e distribuzione non sono </p><p>rispettate. Questo concerne per esempio i locali, le materie prime, la fabbricazione, lo </p><p>stoccaggio, il trasporto e la consegna delle derrate alimentari al consumatore.</p><p></p><p>La fabbricazione di questo tipo di derrate alimentari, se certe condizioni quadro sono </p><p>rigorosamente rispettate, è assolutamente legale. La legislazione svizzera non </p><p>prevede in effetti alcun divieto di utilizzare il latte crudo per la fabbricazione di </p><p>formaggio. Il prodotto finito, tuttavia, non deve in nessun caso mettere in pericolo la </p><p>salute dei consumatori a causa della presenza di certi microrganismi patogeni, per </p><p>esempio. Di conseguenza, l'ordinanza sull'igiene del 26 giugno (RS 817.051) fissa </p><p>dei valori di tolleranza e dei valori limite per le derrate alimentari. Il superamento di </p><p>un valore limite significa che il prodotto presenta un pericolo per la salute. In questo </p><p>contesto, secondo l'articolo 23 della legge sulle derrate alimentari, spetta ad ogni </p><p>produttore e distributore allestire un sistema di auto-controllo in grado di assicurare </p><p>che le merci soddisfino interamente gli standard d'igiene previsti dalla legislazione. </p><p>L'igiene della produzione è inoltre garantita dall'ordinanza del 7 dicembre 1998 sulla </p><p>qualità del latte (RS 916.351.0) nonché dall'ordinanza del 13 aprile 1999 </p><p>concernente l'assicurazione della qualità nella stagionatura e nel preimballaggio del </p><p>formaggio (RS 916.351.021.4).</p><p></p><p>Se le materie prime sono scelte con cura, le regole della Buona pratica di </p><p>fabbricazione sono rispettate e il prodotto è conservato correttamente, il prodotto </p><p>finale non dovrebbe presentare problemi. È il caso per il formaggio a pasta dura, per </p><p>esempio, poiché anche alcuni paesi che hanno delle legislazioni molto restrittive e </p><p>che non autorizzano l'utilizzazione di latte crudo ammettono che gli standard applicati </p><p>in Svizzera sono perfettamente in grado di garantire una sicurezza alimentare </p><p>sufficiente e autorizzano l'importazione di queste specialità.</p><p></p><p>Gli organi svizzeri competenti, nell'ambito delle loro attività internazionali - CODEX </p><p>Alimentarius -, s'impegnano intensamente affinché questi standard, stabiliti da diversi </p><p>anni in Svizzera, siano riconosciuti a livello internazionale. Il fatto di utilizzare del latte </p><p>crudo come materia prima nella fabbricazione di prodotti di latte non deve costituire </p><p>un ostacolo al commercio, se le merci sono conformi in tutto e per tutto alle norme </p><p>d'igiene previste dalla legislazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.