Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01040.jsonl.gz/246

Il greco moderno [demotico]
Il greco moderno è la forma raggiunta attualmente dalla lingua greca nel corso della sua lunga storia (più di 3.000 anni). Risultato della naturale evoluzione della lingua dalla koinè ellenistica, passata poi per la koinè bizantina, il greco demotico è la lingua parlata comunemente dai greci di oggi.
Dopo l’invasione dei primi indoeuropei nel 2000 a.C. (Ioni, Eoli, Achei) durante l’espansione della civiltà micenea e in seguito dorica (1200 a.C.), la Grecia arcaica divenne patria di una moltitudine di dialetti. Il dorico, l’arcado-cipriota, l’eolico e lo ionico-attico furono le principali famiglie dialettali sulle coste del Mar Egeo, del Mar Ionio e di Creta. In seguito, si possono distinguere tre grandi periodi nella storia della lingua greca.
Il regno di Alessandro il Grande (356 - 323 a.C.) vide formarsi progressivamente una lingua comune, originatasi dal dialetto ateniese. Questa koinè si sviluppò durante tutto il periodo ellenistico e raggiunse un prestigio senza eguali.
Dopo la morte di Teodosio I (395 d.C.), Bisanzio, capitale dell’Impero Romano d’Oriente, offuscò il prestigio di Atene e la lingua greca si frammentò poco alla volta in una pluralità di dialetti regionali. Le successive invasioni di Slavi, Arabi, Normanni, Veneziani e l’occupazione turca impedirono alla lingua greca di ritrovare un’unità linguistica.
Dopo il Trattato di Adrianopoli (1829) e la Conferenza di Londra (1830), la Grecia venne proclamata indipendente. Si pose così la questione di una lingua nazionale. Dopo lunghi dibattiti e scontri sanguinosi (1901) tra sostenitori dell’erudita katharevousta e difensori della lingua popolare, nel 1976 si impose finalmente il greco demotico, parlato correntemente dai greci.
Anche se il greco moderno viene utilizzato oggi solo in Grecia e a Cipro, questa lingua continua a testimoniare il suo passato prestigioso, il cui lascito è visibile nei vocabolari delle varie lingue europee. La Grecia è il luogo in cui tutto ebbe inizio: filosofia, arte poetica, teatro, mitologia, architettura… ma anche scrittura moderna. In effetti, l’alfabeto che utilizziamo per scrivere in italiano, in inglese, in spagnolo, in portoghese, in tedesco, in francese e nella maggior parte delle lingue europee deriva dall’alfabeto latino.
I romani lo presero in prestito dagli Etruschi, i quali avevano a loro volta tratto ispirazione da una colonia greca stabilitasi nella baia di Napoli. I greci avevano preso a modello il sistema di scrittura dei Fenici, per i quali ciascuna lettera corrispondeva ad una sillaba (consonante + vocale) o ad una consonante isolata. Il sillabario dei mercanti e dei navigatori di Biblo venne modificato per adattarsi ai bisogni specifici della lingua greca, dando origine ad un sistema che permetteva di scrivere le vocali distintamente dalle consonanti:
α (alpha), β (beta)... sapete come continua!
Classificazione per famiglia linguistica:
Lingue indoeuropee> koinè ellenica> koinè bizantina> greco moderno