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Sanelia è una vacca che finora è stata solo una volta in lattazione. E’ stata messa in asciutta recentemente. Da un paio di giorni soffre di un bubbone strano alla mascella inferiore sinistra. A parte il bubbone non mostra altri disturbi. Non ha neanche la febbre. Il bubbone è duro ma non dolente.
La consulente consiglia il rimedio Hekla Lava.
La consulente non è sicura se si tratta di un accesso (ad esempio causata da una spina o simile) o di actinomicete. Decide di somministrarle un rimedio provato contro l’actinomicete.
Consulenza seguente tre giorni dopo:
Il bubbone non è cambiato. La condizione generale è tutt’ora buona. Sembra che sia un accesso che sta maturando e non l’actinomicete.
La consulente consiglia di somministrare il rimedio Myristica per accelerare la maturazione e quindi l’aprirsi dell’accesso.
Feedback una settimana dopo:
E’ stato un accesso! Il bubbone si è aperto il giorno precedente e del pus è uscito.
Come terapia supplementare la consulente consiglia di somministrare ancora Calendula.
Un mese dopo non si vede
più niente. Il bubbone è sparito del tutto.
Un bubbone alla mascella – accesso o actinomicete? Spesso non è tanto facile differenziarli, soprattutto all’inizio della malattia.
All’inizio della terapia la consulente è partita del presupposto che si tratti di actinomicete. Il che tuttavia non si è verificato. Si trattava di un accesso. Come si possono distinguere accesso e actinomicete?
In ambedue i casi la condizione generale normalmente è buona. Se è possibile di prendere in mano il bubbone e quello si lascia spostare/muovere da una parte all’altra, si tratta di un accesso. Se il bubbone è molto duro e non è spostabile, il che vuol dire che è connesso all’osso, si tratta di solito di actinomicete. Ma se l’accesso è ancora fresco è cresciuto velocemente, all’inizio può anche essere molto duro. Quando la pelle che copre l’accesso è molto tesa, l’accesso non si lascia spostare facilmente. In questo caso il rischio di confondere i due è alto. Tuttavia gli accessi sono molto più frequenti nella stalla dell’actinomicete.
Un accesso può essere trattato facilmente omeopaticamente. Grazie alla somministrazione di rimedi l’accesso matura più velocemente e anche la guarigione può essere sostenuta e accelerata benissimo.
Anche l’actinomicete è trattabile con l’omeopatia benché in questo caso la prognosi è di solito più riservata. Hekla Lava è uno dei rimedi più importanti in caso di actinomicete. Non trattato l’actinomicete può creare delle deformazioni che possono limitare l’assunzione del cibo e/o la respirazione. La medicina tradizionale tratta l’actinomicete con dei medicamenti anti-infettivi.