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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue attentamente l'evoluzione forzata dei prezzi intervenuta negli ultimi mesi e settimane sul mercato dell'olio da riscaldamento. Va tuttavia sottolineato che l'approvvigionamento del mercato funziona normalmente anche se effettivamente si assiste ad un forte aumento dei prezzi dovuto ad una politica restrittiva dell'offerta di petrolio da parte dell'OPEP e al forte rialzo della valuta americana. Prima della stagione fredda, la situazione si acuisce ancora più per il fatto che numerosi proprietari di immobili, in seguito alla lievitazione dei prezzi durante l'estate, hanno atteso troppo a lungo per acquistare l'olio da riscaldamento cosicché al momento non ne conseguono solo problemi di distribuzione ma anche un aumento supplementare dei prezzi. Sembra tuttavia che il limite massimo sia stato superato, per cui si dovrebbe poter sperare in una certa distensione della situazione del mercato. Malgrado ciò, questo inverno bisognerà fari i conti con costi tendenzialmente più elevati rispetto agli anni passati. Per quanto riguarda le singole domande precisiamo quanto segue:</p><p>1. Dal profilo quantitativo, l'offerta di olio da riscaldamento in Svizzera è assolutamente sufficiente per i prossimi mesi, ma a condizione che non subentrino perturbazioni massicce e impreviste delle importazioni. Allo stato attuale, non è dunque il caso di temere l'insorgere di difficoltà di approvvigionamento, tanto più che il mercato potrà continuare ad essere approvvigionato senza problemi con le scorte libere e le importazioni correnti. Le difficoltà intervenute nella distribuzione non sono considerate problematiche e possono semmai condurre a ritardi di qualche giorno fino ad un massimo di due settimane nelle forniture. Le capacità di distribuzione non possono tuttavia essere aumentate a breve termine per cui i consumatori devono per il momento contare su tempi di consegna più lunghi. Questa non è comunque una ragione sufficiente per parlare di problemi quantitativi di approvvigionamento.</p><p>2. Secondo le stime del Consiglio federale, l'aumento dei prezzi potrebbe frenare leggermente, con un certo ritardo, l'evoluzione congiunturale in Svizzera. A breve termine, la traslazione dei prezzi elevati del petrolio sui prezzi al consumo potrebbe avere effetti inflazionistici. A medio e a lungo termine non esiste tuttavia un pericolo consistente di inflazione, in quanto esso dipende principalmente da fattori monetari. Considerata l'evoluzione favorevole che caratterizza attualmente l'economia, l'aumento dei prezzi dovrebbe incidere solo debolmente sulla congiuntura in Svizzera.</p><p>3. Nonostante l'attuale elevato livello dei prezzi dell'olio da riscaldamento, il Consiglio federale non ritiene necessario adottare provvedimenti intesi ad alleviare gli oneri delle persone interessate. Lo Stato non può infatti intervenire ogni volta che si verifica una lievitazione dei prezzi. Anche per l'industria l'aumento dei prezzi dell'olio da riscaldamento non sembra costituire un problema insormontabile.</p><p>4. Le scorte obbligatorie di olio da riscaldamento ammontano a circa 2,7 milioni di m3, il che corrisponde ad un consumo di 5 mesi. Fin quando l'approvvigionamento del mercato dell'olio da riscaldamento rimane intatto, non ha senso liberare le scorte obbligatorie poiché il mercato non sarebbe in grado di assorbire le quantità supplementari. L'effetto sui prezzi sarebbe inoltre piuttosto modesto. Da un lato, la Svizzera non può praticamente influenzare i prezzi dei mercati mondiali. Dall'altro, per garantire la neutralità dei costi, le merci delle scorte obbligatorie potrebbero essere liberate solo ai prezzi di mercato del momento (secondo il principio della liquidazione senza profitti e perdite).</p><p></p><p>Va inoltre sottolineato che la Svizzera, in quanto membro dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), è tenuta a disporre permanentemente di scorte obbligatorie per tre mesi. Anche la AIE non ritiene per il momento necessario intervenire sul mercato. La Svizzera potrebbe pertanto disporre attualmente soltanto della quantità rimanente di circa 2 mesi che, tenuto conto della domanda globale non avrebbe certamente alcun effetto duraturo. Inoltre, questa quantità dovrebbe prima o poi essere rimpiazzata affinché sia disponibile nel caso di un'effettivo deficit di approvvigionamento. Non vi è però alcuna garanzia che a quel momento il riapprovvigionamento con questa merce sarebbe meno costoso.</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che l'attuale situazione sul mercato dell'olio da riscaldamento sia un problema di prezzo e non di quantità. Una liberazione delle scorte obbligatorie non è dunque opportuna e, come dimostrato, non avrebbe un effetto degno di nota sull'evoluzione dei prezzi. Le scorte obbligatorie sono previste solo per far fronte a situazioni di penuria e a questo principio non si può derogare per motivi politici. Il Consiglio federale non è pertanto disposto a modificare, con urgenza, la disposizione dell'articolo 30 della legge sull'approvvigionamento economico del Paese (RS 531) concernente il divieto di adottare provvedimenti per compensare le fluttuazioni di prezzo, tanto più che ciò non sarebbe compatibile nemmeno con il diritto costituzionale in vigore (art. 102 Cost.).</p>  Risposta del Consiglio federale.