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Di ritorno domenica da un'ispezione di tre giorni ad Haiti, il responsabile dell'aiuto umanitario elvetico Toni Frisch ha indicato che le squadre svizzere rimarranno sul posto almeno due mesi. Intanto i soccorritori hanno posto fine alla ricerca di sopravvissuti.
La fase dell'aiuto d'urgenza sull'isola durerà più a lungo rispetto agli interventi precedenti per catastrofi naturali, ha spiegato il direttore aggiunto della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) Toni Frisch.
La Confederazione è presente ad Haiti con oltre 50 persone. I dottori svizzeri sono all'opera nell'ospedale universitario della capitale. I primi medici inviati a Port-au-Prince sono stati rimpiazzati e dovrebbero essere rimpatriati al più presto.
Inoltre, sono stati aperti 12 centri per la distribuzione dell'acqua destinati a 20 mila persone in collaborazione con un partner locale. A Petit Goave, cittadina nel sud-ovest dell'isola, è in corso un progetto per il trattamento dell'acqua. Anche l'ospedale in loco viene sostenuto.
La Svizzera ha inviato sul posto due aerei con decine di tonnellate di aiuti di prima necessità e un terzo aereo dovrebbe partire domenica. Finora la DSC ha investito 9,2 milioni di franchi, di cui più della metà per materiale destinato all'aiuto d'urgenza.
Frisch ha detto di voler incominciare l'opera di ricostruzione al più presto, prima che incominci la stagione delle piogge tra sei settimane. Una lista di progetti dovrebbe essere stilata entro la fine della settimana prossima.
Sabato sera l'Ufficio di coordinazione delle operazioni umanitarie dell'ONU ha indicato che le operazioni di ricerca dei sopravvissuti sono finite. Dal 12 gennaio le squadre di soccorso hanno potuto estrarre dalle macerie 132 persone ancora in vita. Il bilancio ufficiale fa stato di oltre 120'000 morti. Tra i dispersi figurano anche tre svizzeri.
swissinfo.ch e agenzie