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BRASILIA - L'ex presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva non andrà in prigione il prossimo 24 gennaio, anche se il tribunale di Porto Alegre che deve decidere sul suo caso confermasse la condanna a 9 anni e 6 mesi di carcere che gli è stata inflitta nel luglio scorso, giacché prima devono essere esaurite tutte le possibilità di ricorso della sentenza.
Lo ha spiegato lo stesso Tribunale Regionale Federale in un comunicato diffuso oggi dalla stampa brasiliana.
Lula, che è stato presidente dal 2003 al 2011, è stato condannato dal giudice Sergio Moro - simbolo delle inchieste anti-corruzione in Brasile - per aver ricevuto benefici equivalenti a 1,2 milioni di dollari dall'azienda edilizia Oas, a cambio di contratti preferenziali con la petrolifera statale Petrobras.
Se il tribunale confermasse la pena, gli avvocati di Lula potrebbero presentare due tipi di ricorso: esigere dalla corte di spiegare la sua decisione o chiedere che essa sia rivista da un numero maggiore di magistrati dello stesso tribunale. Questa seconda possibilità è percorribile solo se la conferma della pena non sia stata decisa, in prima istanza, da tutti e tre i giudici.
Secondo i sondaggi, Lula resta il favorito fra i possibili candidati per le elezioni presidenziali del prossimo ottobre, con poco più di 30% di preferenze. Una condanna definitiva, però, comporterebbe l'inabilitazione dei suoi diritti politici.