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Per la prima volta in Svizzera, 300 mucche sono state inseminate con lo sperma di un toro nato da una mucca clonata.
La pratica non è proibita dal diritto elvetico, ma la comunità di lavoro degli allevatori di bovini la ritiene insensata.
Questo tipo di fecondazione crea molto scetticismo.
«Gli animali clonati sono copie. Riprodurli non è ragionevole perché la filosofia che soggiace all'allevamento è di migliorare la qualità dei capi», ha detto il presidente dell'comunità di lavoro degli allevatori di bovini (ASR), Markus Zemp.
A suo avviso, vitelli con genitori clonati portano pregiudizio all'immagine dell'agricoltura che dovrebbe essere vicina alla natura.
Dichiarazioni spontanee
Zemp non teme che l'esempio del toro americano possa fare scuola. Tuttavia l'ASR auspica che in materia si pratichi l'autodichiarazione: se la genitrice è un animale clonato, l'informazione dovrebbe apparire chiaramente accanto al suo nome.
La ASR intende inoltre invitare le organizzazioni che si occupano dell'inseminazione a rinunciare volontariamente all'importazione di sperma proveniente da tali animali.
Paure comprensibili
Select Star, la società che ha venduto lo sperma del toro «incriminato», parla della transazione come di un caso isolato: «Il bovino riproduttore è stato scelto per le buone qualità zootecniche e non perché figlio di una mucca clonata», ha precisato Urs Wichser, dell'azienda ginevrina.
Questo tipo di procedura è costoso e si giustifica solo per animali di ottima qualità. «Select Star non avrebbe difficoltà alcuna ad assecondare il desiderio dell'ASR di introdurre l'autodichiarazione. Il fatto che l'animale discende da una madre clonata era peraltro chiaramente indicato», ha aggiunto Wichser.
Che gli animali clonati possano suscitare timori per Wichser è comprensibile, «perlomeno per le paure manifestate da profani». Lo specialista della mucca bruna ritiene invece che chi è vicino a queste problematiche e le conosce non si preoccupa.
Pratica legale
Il toro Usa fa tuttora parte di un programma test di Select Star. Se le sue ottime qualità si trasmettono alla discendenza sarà evidente solo tra circa quattro anni, quando le figlie partoriranno per la prima volta.
Secondo l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG), l'impiego di animali clonati in Svizzera non è proibito. «L'UFAG ritiene tuttavia che il settore dovrebbe rinunciare su base volontaria all'acquisizione di cloni e loro discendenti», ha detto il vicedirettore dell'Ufficio Jacques Morel.
La clonazione di animali in Svizzera, sostiene l'Ufficio federale di veterinaria (UFV), è permessa, ma dipende dall'autorizzazione delle competenti autorità cantonali, ha precisato il portavoce Marcel Falk. La Confederazione conserva un diritto di veto. Finora in Svizzera non è stato clonato alcun animale da reddito.
swissinfo e agenzie
In breve
L’utilizzo dello sperma del toro statunitense «Revenge-ET», figlio di una mucca clonata, è la prima esperienza di questo genere in Svizzera. Gli specialisti temono che tale pratica rovini l’immagine dell’allevamento bovino elvetico.
La comunità di lavoro degli allevatori bovini è perplessa non tanto per le qualità dei capi così prodotti, quanto piuttosto per la loro origine, secondo quanto pubblica la «Bauern Zeitung».
Fatti e cifre
Nel 1996, due scienziati scozzesi annunciarono di essere riusciti a clonare per la prima volta un mammifero di animale adulto.
L’animale, una pecora, è entrato nella storia con il nome di Dolly.
Dolly ha sofferto di invecchiamento precoce e le è stata praticata l’eutanasia all’età di sei anni.
Dopo questo primo esperimento sono stati clonati numerosi altri animali: maiali, mucche, topi e capre.