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Nella stagione 2019-2020 le manifestazioni sportive si sono svolte nella maggior parte dei casi senza particolari episodi di violenza tra i tifosi. È quanto emerge dal secondo rapporto sul tema stilato dall'Ufficio federale di polizia (fedpol). I reati commessi nei pressi degli stadi di calcio e delle piste di hockey riguardano perlopiù l'accensione di oggetti pirotecnici, seguiti da danneggiamenti e accensione di petardi.
La Presentazione elettronica della situazione sportiva svizzera (Pesss-Reporting) per la stagione 2019-2020 ha preso in considerazione tutte le giornate di gare delle due categorie superiori di calcio e hockey.
Le manifestazioni sportive, in base al pericolo e agli episodi di violenza, sono state suddivise nelle categorie verde (alcun episodio di violenza, oppure solo di lieve entità), giallo (si sono verificati episodi di violenza) e rosso, quando durante la manifestazione sportiva si sono "verificati episodi di violenza particolarmente gravi", indica oggi fedpol.
Lo scorso febbraio, a causa del coronavirus, sono stati interrotti i campionati. La Swiss Football League ha deciso di riprendere la stagione con un numero molto ridotto di spettatori presenti negli stadi. I 153 incontri disputati in queste circostanze straordinarie, dal 14 giugno al 31 agosto 2020, sono stati valutati ma non sono stati inclusi nel report per non falsare le statistiche.
Il rapporto illustra - sulla base di fatti concreti - gli episodi di violenza verificatisi e il momento in cui sono avvenuti. Tra le partite in rosso figura ad esempio la partita di Europa League, giocata a San Gallo, tra Fc Lugano e gli svedesi del Malmö Ff lo scorso 7 novembre. In quell'occasione, dopo la sfida, si erano registrati "lesioni personali", "aggressioni", "lancio di oggetti", "camuffamento" e "lancio di petardi", nonché "accensione di pezzi pirotecnici" prima e durante l'incontro.
Per quanto riguarda l'hockey, sia i derby (tra cui quello dello scorso 29 febbraio giocato a porte chiuse), sia alcune partite di Ambrì-Piotta e Lugano con altre squadre di National League sono state inserite nella categoria rossa.
Per le leghe cadette, le partite di calcio del Chiasso e gli incontri di hockey dei Biasca Ticino Rockets sono state classificate quasi sempre - tranne una volta a testa nella categoria gialla - nella categoria verde.
Nel periodo tra il 3 giugno 2019 e il primo marzo 2020 sono stati valutati complessivamente 323 incontri di calcio. La Super League, tra le varie competizioni prese in considerazione, risulta essere la più problematica a livello di sicurezza e di episodi di violenza.
In totale, 27 incontri della massima lega di calcio elvetica sono stati inseriti nella categoria rossa, 66 rientrano nel verde e 22 nel giallo. Per la Challenge League, le partite senza alcun episodio di violenza, oppure solo di lieve entità sono state ben 97, a fronte di sole 11 marcate come gialle e 7 di categoria rossa.
Per l'hockey sono stati valutati complessivamente 666 incontri nel periodo tra giugno 2019 e marzo 2020. Dal rapporto emerge che "21 incontri di National League sono stati classificati nella categoria rossa", 264 nella verde e 15 nella gialla. La scorsa stagione solo 12 partite su 708 sono state classificate come particolarmente violente.
I reati commessi in occasione di incontri di calcio sono soprattutto l'accensione di oggetti pirotecnici (40,9%), danneggiamenti (21,7%), accensione di petardi (15,2%), e violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari. Anche nell'hockey su ghiaccio i reati principali sono gli stessi. I dati sono simili a quelli registrati lo scorso anno e in entrambe le categorie si nota una leggera diminuzione delle vie di fatto.
Secondo il sito web della fedpol, nel giugno 2020 sono state registrate nel database degli hooligan (il sistema di informazione Hoogan) un totale di 1525 persone, di cui solo 23 donne. In totale oltre mille di quelli registrati sono relativi al calcio, mentre poco meno di 500 quelli relativi all'hockey su ghiaccio.
A giugno 2020 erano 622 le persone oggetto di misure attive registrate in Hoogan, indica fedpol, ricordando che diverse misure - ad esempio l'interdizione di accesso agli stadi - possono essere attive contemporaneamente nei confronti di una persona registrata nel sistema di informazione.
È molto difficile interpretare gli ultimi dati, ha spiegato il portavoce della fedpol Florian Näf all'agenzia Keystone-Ats. La scorsa stagione è infatti terminata prematuramente in alcuni casi, mentre altre partite sono state giocate a porte chiuse.
Tuttavia, Näf descrive come "costante", da un punto di vista puramente statistico, il numero di partite classificate come particolarmente violente.