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La Svizzera guadagna ulteriormente terreno in materia di competitività: è terza a livello mondiale, in una classifica stilata dall'Institute for Management Development (IMD) di Losanna che vede confermarsi ai vertici Singapore.
La città-stato asiatica figura davanti alla Danimarca, che rispetto al 2019 fa un balzo di sei posizioni, in base allo studio pubblicato oggi. Sul podio figura poi la Confederazione, che l'anno scorso era quarta e nel 2018 quinta, dopo essere stata seconda nel 2016 e nel 2017. Hong Kong, che nell'edizione precedente aveva la medaglia d'argento, scivola al quinto rango.
In un comunicato l'IMD descrive la Svizzera come una economia vigorosa, alimentata da un commercio internazionale robusto e che viene sostenuta da una buona infrastruttura scientifica, nonché da sistemi sanitari e di formazione all'altezza.
Gli studiosi inquadrando anche il loro lavoro nell'ambito del coronavirus. Il vantaggio delle piccole economie nell'attuale crisi deriva dalla loro capacità di combattere la pandemia non da ultimo trovando più facilmente un consenso sociale, afferma il direttore del centro di competitività dell'IMD Arturo Bris, citato nella nota.
Gli Stati Uniti, primi in graduatoria ancora due anni or sono, hanno perso altri tre posti e sono ora decimi. "Le guerre commerciali hanno colpito le economie cinese e statunitense, che hanno invertito la loro traiettoria di crescita", commentano gli autori della ricerca. Il paese asiatico a partito unico è sceso di sei posizioni al 20esimo posto.
Per quanto riguarda gli stati più prossimi alla Svizzera, l'Austria è 16esima, la Germania 17esima, la Francia 32esima e l'Italia 44esima. La classifica è chiusa da Croazia, Mongolia, Argentina e Venezuela.
La graduatoria, giunta quest'anno alla 32esima edizione, tiene conto di 63 paesi e si basa su 255 indicatori. Fra questi figurano dati statistici, come disoccupazione, prodotto interno lordo, spesa statale per sanità e formazione, ma anche apprezzamenti sulla coesione sociale, la corruzione e la globalizzazione.