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Il Consiglio di Stato vodese ha deciso una moratoria fino a quando non sarà chiarita la situazione legale
LOSANNA - Il Consiglio di Stato vodese ha deciso una moratoria sull'istallazione di antenne 5G. Lo ha annunciato oggi durante un dibattito in Gran Consiglio su una risoluzione che riguardava questa nuova tecnologia e che ha suscitato un lungo dibattito.
Il governo cantonale ha deciso di sospendere l'istallazione fino a che non sarà chiarita la situazione legale, ha dichiarato la consigliera di Stato Jacqueline de Quattro.
Nella risoluzione proposta, il deputato dei Verdi Raphaël Mahaim chiedeva una moratoria "almeno" fino alle conclusioni dello studio dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). Con 91 voti contro 26 e 13 astensioni, il parlamento cantonale hanno deciso un emendamento, togliendo l'«almeno».
Lo scorso settembre l'allora consigliera federale Doris Leuthard aveva istituito un gruppo di lavoro, guidato dall'UFAM, per analizzare esigenze e rischi legati al potenziamento delle reti 5G nel settore della telefonia mobile e delle radiazioni. Il gruppo diretto da Paul Steffen, vicedirettore dell'UFAM, nel quale sono rappresentate tutte le cerchie interessate, deve discutere anche dei futuri valori limite, in stretta collaborazione con l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM). Un rapporto era stato allora annunciato per metà 2019, corredato di raccomandazioni.
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«Volevo andare a letto presto la scorsa notte, ma c'erano molti ragazzini nel corridoio che continuavano a bussare alla mia porta. Dopo un po' mi sono stancato e ho detto loro, in modo non molto comprensivo, di smetterla».
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Per la consigliera nazionale dei Verdi, invece, ha giocato un ruolo anche il particolare contesto storico-economico.