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Per questo motivo, un’ampia coalizione di organizzazioni di cooperazione internazionale e di politica di sviluppo, di difesa dell’ambiente e dei diritti umani hanno lanciato l’iniziativa per multinazionali responsabili. Questa iniziativa chiede regole vincolanti affinché le imprese rispettino i diritti umani e l’ambiente, anche nelle loro attività all’estero. La concorrenza economica sarebbe più equa. Perché le numerose imprese svizzere che si comportano già in maniera esemplare dovrebbero infatti essere svantaggiate rispetto a concorrenti senza scrupoli?
della società civile e numerose personalità sostengono l’iniziativa per multinazionali responsabili.
Le imprese svizzere non fanno eccezione. A dimostrarlo è un recente studio, che analizza le cifre del Business & Human Rights Centre1.Da dieci anni questo centro documenta sulla sua pagina web (business-humanrights.org) le accuse di violazioni dei diritti umani da parte delle imprese, dando loro l’opportunità di reagire. Nonostante si tratti della raccolta di rapporti di questo tipo più vasta al mondo, essa non raccoglie tutti gli eventi accaduti, bensì solo quelli che sono stati portati alla luce dalle vittime, dalle ONG o dai media. Guardando il grafico, si nota subito che i settori maggiormente colpiti dalle violazioni dei diritti umani sono quelli in cui le imprese svizzere sono fortemente rappresentate, soprattutto nel settore delle materie prime.
La Svizzera è la 20a potenza economica mondiale. Per quanto riguarda i casi di violazioni documentati per i singoli Paesi, la Svizzera, in quanto sede delle imprese, si posiziona al 9° posto. Per quanto riguarda il PIL la Svizzera si posiziona perfino al 5° posto.