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Un passo nella direzione giusta28.09.2018 - 11:28 | Romina Bösch
Il Mozambico risente ancora delle conseguenze della guerra civile, conclusasi nel 1992 con l’accordo di pace firmato a Roma, ma che rischia sempre di riaccendersi. Inoltre, a causa di catastrofi naturali come la siccità e le inondazioni, circa il 70 per cento della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Dall’anno scorso, la Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini si impegna sul posto per dare un futuro migliore ai bambini e agli adolescenti del Mozambico.
In febbraio 2017 il Consiglio della Fondazione, dopo complesse valutazioni, ha dato il nulla osta a un aiuto allo sviluppo in Mozambico. Questo paese è stato scelto per diversi motivi. Nel 1975 il Mozambico dichiarò l’indipendenza dal Portogallo, ex potenza coloniale. Un anno più tardi nel paese scoppiò una guerra civile che sarebbe durata fino al 1992 e di cui il paese ancora oggi patisce le conseguenze. Il Mozambico è tra i paesi meno sviluppati del mondo. Il paese ha bisogno di sostegno, specialmente nell’ambito della formazione.
Carente formazione di base
Leggere, scrivere e far di conto: competenze indispensabili per poter conseguire in seguito una formazione professionale, e che si apprendono già nella prima infanzia. In Mozambico non è così. Circa il 70 per cento dei bambini al termine della scuola primaria non è in grado di leggere o scrivere nemmeno le frasi più semplici. A ciò si aggiunge un’elevata percentuale di abbandoni scolastici. Solo il 30 per cento dei bambini porta a termine la scuola primaria. Ma molti bambini non hanno nemmeno l’opportunità di partecipare alle elezioni. Sebbene la scuola sia gratuita, un quarto dei bambini non la comincia nemmeno, soprattutto le bambine. Molti genitori non si aspettano che i loro figli si impegnino sui banchi di scuola, ma a casa. Dai bambini si pretende che contribuiscano al mantenimento della famiglia, migliorandone il reddito.
Infrastrutture insufficientiLe infrastrutture a disposizione dei bambini nei luoghi di apprendimento sono spesso insufficienti. Esiste l’accesso ad acqua e servizi igienici, ma non funzionano e devono essere assolutamente rinnovati. Le classi sono
quasi sempre così sovraffollate che le lezioni devono svolgersi in due o tre turni. I pochi insegnanti, malpagati, hanno una formazione professionale per lo più scarsa e mancano di preparazione e materiali scolastici necessari
per offrire ai bambini la formazione che meriterebbero.
Provvedimenti e prospettive
In luglio 2018 ha preso il via in Mozambico il primo progetto che coinvolge sei scuole. Nell’ambito del progetto gli insegnanti imparano a trasmettere meglio agli scolari le materie di base: leggere, scrivere e far di conto. Il primo obiettivo è migliorare le competenze di quasi 2000 alunni di scuola primaria. Va inoltre ridotta l’elevata percentuale di abbandoni scolastici. I bambini devono avere a disposizione materiale scolastico e si devono creare ambienti in cui possano imparare, costruendo così le fondamenta della loro esistenza. Oltre a ciò, la Fondazione si impegna per rinnovare gli impianti sanitari. È poi molto importante coinvolgere nel progetto i genitori. Bisogna creare la consapevolezza che la formazione è la chiave per un futuro migliore.