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Incontro al vertice sulla lotta al terrorismo mercoledì a Berna tra i ministri della giustizia elvetica Ruth Metzler e di quella statunitense John Ashcroft.
La Svizzera ha fornito agli Stati Uniti un aiuto «preziosissimo» per l'arresto a inizio maggio di José Padilla, alias Abdullah Al Mujahir, sospettato di aver pianificato un attentato negli Stati Uniti con una «bomba sporca». Lo ha detto a Berna il ministro di giustizia americano John Ashcroft, dopo un incontro con la sua omologa elvetica Ruth Metzler.
Cooperazione indispensabile
Ashcroft ha lodato la Svizzera per il suo sostegno alla lotta contro il terrorismo. Da parte sua Ruth Metzler, in una conferenza stampa ad alta sicurezza, ha detto che l'arresto di Padilla mostra che una buona cooperazione è indispensabile in questa lotta.
Il ministro americano della giustizia non è stato in grado di precisare le ragioni del soggiorno in Svizzera di Padilla e non ha citato prove concrete di un possibile attentato con una «bomba sporca», un ordigno con esplosivo convenzionale in grado di rilasciare sostanze radioattive nell'ambiente. Tuttavia - ha aggiunto - l'uomo è stato addestrato in Afghanistan per maneggiare esplosivi.
Tracce all'aeroporto di Zurigo
Ashcroft ha pure messo in evidenza l'efficacia del sistema bancario elvetico dopo gli attentati dell'11 settembre: i conti sospetti legati ad Al Qaida sono stati immediatamente bloccati.
Nei giorni scorsi, la Svizzera ha aperto un'inchiesta su Padilla. L'uomo, 31enne cittadino americano convertito all'Islam, arrestato a Chicago l'8 maggio, sarebbe passato una o più volte per l'aeroporto di Zurigo, secondo quanto ha indicato il Ministero pubblico della Confederazione.
L'inchiesta ha l'obiettivo di «chiarire le circostanze esatte di uno o più soggiorni dell'interessato in Svizzera», ha detto il portavoce della Procura federale Hansjürg Mark Wiedmer.
Appello di Amnesty International
In occasione della visita a Berna del ministro della giustizia americano John Ashcroft, Amnesty International (AI) ha chiesto alla Svizzera di far pressione sugli Stati Uniti affinché garantiscano processi equi e rispettosi dei diritti umani a tutte le persone detenute nell'ambito delle inchieste sulla rete terroristica Al Qaida.
AI denuncia «un sistema giudiziario di seconda classe» negli Stati Uniti. Esso - aggiunge - «dà la competenza di giudicare cittadini stranieri a commissioni militari che avrebbero il potere di infliggere condanne a morte, senza possibilità di ricorso presso un tribunale indipendente e imparziale».
In una lettera a Ruth Metzler, la sezione svizzera di Amnesty chiede alla ministra di giustizia di tentare di persuadere Ashcroft a rinunciare all'istituzione di tali commissioni, che «sono lungi dal fornire garanzie di indipendenza verso il potere esecutivo». AI chiede pure alla consigliera federale di escludere qualsiasi cooperazione giudiziaria con gli Stati Uniti quando le persone perseguite rischiano la pena di morte.
swissinfo e agenzie