Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01073.jsonl.gz/544

BELLINZONA - Una cittadina serba di 44 anni e i due figli, rispettivamente di 21 e 14 anni, a cui la Sezione della popolazione nel 2011 aveva già rifiutato la concessione di un permesso di domicilio a causa della loro situazione debitoria e della dipendenza dall’assistenza pubblica, dovranno lasciare definitivamente il Canton Ticino.
Entrati in Svizzera nel 1998, madre e figlio avevano ottenuto nel 2001 un permesso di dimora per vivere assieme al padre. Nel 2004, alla sua nascita, lo stesso permesso fu concesso anche alla secondogenita. Sette anni più tardi, nel 2011, la difficile situazione finanziaria della famiglia ha indotto la Sezione della popolazione a non concedere loro un permesso di domicilio, rinnovando tuttavia quello di dimora.
Dal 2012 la coppia aveva vissuto separatamente e i figli, al tempo entrambi minorenni, erano stati affidati alla madre. Una situazione ulteriormente complicata dalle difficoltà ad integrarsi del primogenito, collocato in un’apposita struttura, e dalla dipendenza dall’assistenza pubblica, causa quest’ultima di un ammonimento ricevuto dalla donna nell’agosto del 2013. Al perdurare della situazione, il 9 ottobre dell’anno successivo la Sezione del DI si era pronunciata, rifiutando il rinnovo del permesso. Decisione confermata su ricorso prima dal Consiglio di Stato e poi dal Tribunale cantonale amministrativo, che aveva rilevato le «grandi difficoltà di integrazione sia dal profilo lavorativo che socioeconomico» della donna, che inoltre «era oberata di debiti privati».
Tesi, quest’ultima, condivisa anche dai giudici vodesi, che oltre alla situazione della donna hanno evidenziato pure la condizione del figlio «che non lavora, avendo svolto unicamente uno stage probatorio di una durata inferiore ad un anno» e che «nonostante la sua giovane età, ha anche avuto modo di interessare le autorità giudiziarie penali». Per quanto concerne la secondogenita, il Tribunale federale ha inoltre sottolineato come «di principio, i minorenni seguono le sorti del genitore che ha la custodia».
Il Tribunale federale ha quindi dato ragione al Tribunale cantonale. Di conseguenza, la donna e i due figli dovranno lasciare il Ticino, nonché accollarsi 200 franchi per le spese giudiziarie.