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Il Consiglio dei Politecnici ha accolto la richiesta di licenziare una professoressa di astronomia dell'ETH di Zurigo accusata di aver tiranneggiato i dottorandi a lei affidati. È la prima volta che un professore dell'ETH viene licenziato. In una nota odierna, il Consiglio dei Politecnici federali (PF) scrive di ritenere "giustificate" le critiche che sono state rivolte alla professoressa e sottolinea di propugnare "una cultura del rispetto reciproco". La riunione in cui è stato deciso il licenziamento si è tenuta gli scorsi 10 e 11 luglio.
Nella nota, il Consiglio dei PF precisa di avere ascoltato la professoressa e di averle dato la possibilità di prendere posizione sulle precedenti inchieste. Ritenendo i rimproveri che le sono stati mossi "incompatibili con le aspettative relative alla supervisione dei dottorandi", il consiglio ha deciso di dar seguito alla richiesta di licenziamento presentata formalmente lo scorso mese di marzo dal nuovo presidente dell'ETH, Joël Mesot.
Dopo le notizie di dottorandi e studenti che lamentavano umiliazioni, mancanza di rispetto e "mobbing", l'ex presidente dell'ETH Lino Guzzella aveva presentato lo scorso 31 ottobre i risultati di un'inchiesta amministrativa che ha rimproverato alla professoressa "un comportamento grave e iniquo", consigliandone il licenziamento. La NZZ am Sonntag, che ha reso pubblica la vicenda nell'ottobre del 2017, parlava espressamente di "mobbing", con la professoressa che avrebbe tiranneggiato per oltre dieci anni i dottorandi a lei affidati. L'istituto di astronomia, dove la professoressa lavorava, è stato nel frattempo disciolto e i dottorandi interessati affidati ad altri professori del Dipartimento di fisica.
A rendere ancora più teso il clima all'interno dell'ETH ha contribuito un'intervista pubblicata a fine marzo della rivista online "Republik", un cui un'altra professoressa - l'unica altra donna titolare di una cattedra all'interno del Dipartimento di fisica - ha criticato duramente il licenziamento della collega, sostenendo in particolare che "con un professore uomo ci si sarebbe comportati diversamente". Il Consiglio dei PF aveva allora ordinato un'inchiesta amministrativa, affidata alla società di revisione BDO, il cui rapporto, pubblicato una settimana fa, ha escluso discriminazioni o abusi di potere nelle nomine all'interno del dipartimento.