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Il Congresso del Perù ha negato la fiducia al Consiglio dei ministri guidato da Pedro Cateriano, nominato primo ministro il 15 luglio scorso dal presidente peruviano Martín Vizcarra nell'ambito di un ampio rimpasto di governo.
Lo riporta il sito Peru21. In base alla Costituzione, il nuovo Consiglio dei ministri aveva bisogno della fiducia del Parlamento per restare in carica.
Dopo più di venti ore di dibattito in una sessione virtuale, il Parlamento ha respinto l'investitura di Cateriano a premier nell'ultimo anno dell'amministrazione del presidente Vizcarra con 37 voti a favore, 54 contrari e 34 astensioni.
Nella sessione, Cateriano ha delineato per più di tre ore la politica generale del governo e le principali politiche della sua gestione, affinché il Congresso gli garantisse il voto di fiducia. Alla fine del suo discorso, Cateriano aveva fatto appello all'unità della classe politica, al fine di affrontare la pandemia di Covid-19, che nel Paese ha registrato finora 433'100 casi con 19'811 morti.
Cateriano è stato nominato da Vizcarra lo scorso 15 luglio in sostituzione dell'ex premier Vicente Zeballos. In occasione del rimpasto di governo, il presidente peruviano ha anche rinnovato i titolari di undici ministeri, tra i quali anche incarichi chiave come gli Interni, gli Esteri e la Sanità.
Secondo l'articolo 130 della Costituzione peruviana, il presidente del Consiglio dei ministri, entro 30 giorni dalla sua entrata in carica, si presenta al Congresso, insieme agli altri ministri, per discutere la politica generale del governo e ottenere la fiducia dall'organo legislativo.
Ai sensi dell'articolo 82 del Regolamento interno del Congresso, il "risultato della votazione sarà immediatamente comunicato al Presidente della Repubblica", e "se la Plenaria nega la propria fiducia al Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica accetterà le dimissioni del Presidente del Consiglio dei Ministri e degli altri ministri, che devono essere eseguite immediatamente".