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SYDNEY - Il parlamento australiano ha approvato il ritorno alla "Pacific Solution" del passato governo conservatore che prevede la detenzione extraterritoriale, in isole del Pacifico, dei richiedenti asilo che arrivano via mare.
Una decisione bipartisan che ha accomunato il governo laburista di minoranza e l'opposizione conservatrice, con il no dei soli Verdi e di alcuni indipendenti. Vengono così accolte con urgenza alcune delle raccomandazioni di un gruppo di esperti nominato dalla stessa premier laburista Julia Gillard per sbloccare uno stallo in parlamento sulle misure per scoraggiare gli arrivi irregolari via mare.
La commissione composta dall'ex comandante delle forze armate Angus Houston, dall'esperto di problemi dei profughi Paris Aristotle e dall'ex diplomatico Michael L'Estrange, ha raccomandato di riaprire al più presto due centri di detenzione, nel piccolo stato- isola di Nauru e a Manus Island in Papua Nuova Guinea. L'Australia ha visto un forte aumento di arrivi negli ultimi mesi: oltre 6200 solo quest'anno in 116 imbarcazioni, con la perdita di oltre 600 vite negli ultimi tre anni.
Il governo laburista, che nel 2008 aveva messo fine alla detenzione extraterritoriale come promesso in campagna elettorale, ora non ha esitato ad agire secondo le raccomandazioni, per mettere fine a una dannosa diatriba in parlamento.