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Ospizi per gay, formazione ad hoc del personale delle case di cura e rispetto della diversità degli orientamenti sessuali: sono le principali proposte di un rapporto sull'invecchiamento di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (Lgbt) redatto da alcune associazioni francesi per i diritti degli omosessuali e attualmente al vaglio del governo.
Lo scorso giugno la ministra per la Terza età, Michèle Delaunay, aveva commissionato a tre associazioni - 'Groupe Sos' (che gestisce i servizi e le case di cura per gli anziani), 'Aides lui' e 'Sos Homophobie' - un rapporto per trovare "soluzioni pragmatiche" per migliorare il trattamento e le condizioni di vita della comunità gay e dei sieropositivi durante la vecchiaia. Le misure del rapporto verranno discusse nell'ambito della futura legge "per adattare la società alla vecchiaia", voluta dal premier Jean-Marc Ayrault.
Secondo lo studio presentato oggi, le principali difficoltà della comunità Lgbt e delle persone sieropositive dopo i 60 anni sono solitudine, precarietà finanziaria e sessualità. Inoltre attualmente nelle case di riposo esistono forme di discriminazione nei confronti degli omosessuali.
Tra le 23 soluzioni proposte c'è quindi "la creazione di luoghi d'accoglienza sperimentali comunitari", una sorta di 'ospizi per omosessuali', visto che le case di cura tradizionali sono spesso inadeguate ad accogliere questa comunità. "Certe persone - si legge nel rapporto - hanno paura di doversi confrontare, nelle case di cura miste, con l'omofobia, la stigmatizzazione e la discriminazione verso le persone sieropositive, non potendo così vivere serenamente la loro vecchiaia".
SDA-ATS