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Le varie tipologie di azioni
Anche se spesso nel quotidiano si parla semplicemente di azioni, non ne esiste soltanto una tipologia, bensì diverse. Queste azioni si differenziano le une dalle altre per diverse caratteristiche. Di seguito vi forniamo una panoramica.
Trasferibilità
In base alla loro trasferibilità, si distingue tra azioni al portatore, azioni nominative e azioni nominative vincolate.
La forma tipica dell’azione è quella di azione al portatore. Si tratta in questo caso di un titolo che fa del rispettivo possessore un azionario e che può essere negoziato in modo rapido e informale. I diritti a esso connessi (ad esempio la possibilità di votare in un’assemblea generale) spettano al relativo portatore e possono essere ceduti a un altro portatore semplicemente trasferendo il titolo a quest’ultimo. L’azione nominativa, come indica il nome stesso, viene intestata a una determinata persona e può essere trasferita a un’altra persona mediante girata, ovvero tramite manifestazione scritta di volontà che determina il trasferimento. Successivamente il nuovo titolare può farsi iscrivere nel registro azionario della società ed esercitare così i suoi diritti societari (ad es. partecipare all’assemblea generale). Una forma particolare di azione è l’azione nominativa vincolata: affinché un’azione nominativa vincolata possa essere ceduta a un altro titolare, la società anonima deve prima autorizzare il passaggio. In questo modo le aziende si tutelano dalla possibilità di finire nelle mani di investitori sconosciuti o di vendere azioni a concorrenti.
Diritto di voto
In base al diritto di voto, si distingue tra azioni ordinarie, azioni privilegiate e buoni di partecipazione.
La presenza o meno del diritto di voto legato a un’azione genera un’ulteriore differenziazione. Un’azione ordinaria è sempre legata a un diritto di voto. Il titolare di un’azione ordinaria può votare in occasione dell’assemblea generale e influire sulla gestione aziendale. Inoltre, egli ha diritto a eventuali dividendi. Le azioni ordinarie rappresentano la tipologia di azioni più diffusa in Europa. I titolari di azioni privilegiate, invece, ricevono quasi sempre un dividendo leggermente maggiore. A fronte di ciò, in molti paesi (ad esempio in Germania o negli USA) queste azioni sono caratterizzate dall’assenza di diritto di voto. In Svizzera le azioni privilegiate sono piuttosto rare e i titolari di queste azioni spesso hanno addirittura vantaggi in termini di diritto di voto. Ad esempio presentano un potere di voto in proporzione maggiore rispetto ai titolari di azioni ordinarie. I diritti esatti vengono sempre stabiliti negli statuti. In aggiunta, in Svizzera esistono anche i buoni di partecipazione. Nel caso dei buoni di partecipazione, i diritti patrimoniali sono gli stessi di quelli di un’azione. Tali buoni, però, non danno diritto al voto. ma permettono di ricevere un eventuale dividendo.
Momento di emissione
Se una società anonima emette nuove azioni si parla di azioni giovani. È il caso, ad esempio, di un aumento di capitale. Le azioni che esistevano già prima dell’aumento vengono denominate azioni vecchie. Emettendo azioni giovani aumenta il numero generale di partecipazioni. Ciò riduce («indebolisce») la partecipazione all’impresa da parte dei titolari di azioni vecchie. Per compensare questo svantaggio, tali azionari ricevono diritti d’opzione sulle nuove azioni emesse.
Ogni azienda determina autonomamente la tipologia di azioni da emettere. A seconda della finalità del capitale azionario, infatti, esistono diverse tipologie di azioni che possono rivelarsi adeguate. La società interessata può scegliere autonomamente se trattare tutti gli azionari allo stesso modo o emettere diversi titoli per diversi azionari. La stessa società può addirittura emettere diverse tipologie di azioni contemporaneamente.