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Dubbi sulla tesi che un solo collaboratore abbia potuto provocare un danno così ingente
LONDRA - Il trader, sospettato di aver causato a UBS una perdita di due miliardi di dollari con operazioni non autorizzate, è stato incriminato formalmente oggi pomeriggio e rimarrà in carcere fino al 22 settembre. È accusato di "abuso di posizione e frode contabile".
L'uomo, che lavorava su prodotti finanziari complessi nella divisione Investment Banking, è stato arrestato la scorsa notte. Oggi pomeriggio è comparso davanti a un tribunale della City di Londra. La prossima udienza si terrà il 22 settembre e fino ad allora l'uomo rimarrà in detenzione. Per la sua difesa il trader ha scelto lo stesso studio di avvocatura che aveva rappresentato Nick Leeson, ex trader all'origine del fallimento delle banca Barings negli anni '90.
Prima frode nel 2008 - Secondo l'atto d'accusa rivelato all'udienza, il trader avrebbe commesso la prima frode contabile a partire dall'ottobre 2008 e fino alla fine del 2009. La seconda frode sarebbe avvenuta fra il primo gennaio 2010 e il 14 settembre 2011, vale a dire il giorno prima del suo arresto. Durante questo periodo si sarebbe reso colpevole anche di "abuso di posizione".
Dubbi sulla tesi che il colpevole sia una sola persona - Ieri, poco prima dell'apertura della Borsa, UBS aveva annunciato di aver scoperto "operazioni non autorizzate" nell'investment bank che avrebbero provocato una perdita su transazioni stimata a due miliardi di dollari (1,75 miliardi di franchi). Oggi vari esperti bancari hanno espresso dubbi sulla tesi che un solo collaboratore abbia potuto provocare un danno così ingente.
Questo nuovo scandalo ha ancora una volta suscitato domande e perplessità sul sistema finanziario e rischia di offuscare nuovamente l'immagine della grande banca, già danneggiata dalla crisi finanziaria e dai problemi con le autorità fiscali americane.
Per il momento UBS non è in grado di fornire altre informazioni. L'istituto vuole chiarire "al più presto" la vicenda, ha detto all'agenzia AWP un portavoce.
"Non credo che si tratti di un fiasco dell'intero sistema finanziario", ha dichiarato all'AFP Manoj Ladwa, analista a ETX Capital a Londra. A suo avviso, le persone incaricate del controllo dei rischi all'interno dell'UBS "non si sono rese conto che questo trader aveva preso posizioni enormi su un periodo molto breve".
UBS sotto osservazione -Intanto oggi le tre principali agenzie di rating, Moody's, Standard and Poor's e Fitch, hanno messo sotto osservazione Ubs per un possibile downgrade. L'esame - spiegano gli analisti di Moody's in un comunicato riportato dall'agenzia Bloomberg - "si concentrerà sulla fragilità della gestione del rischio e dei controlli del gruppo, che sono diventati ancora più evidenti". In ogni caso, prosegue Moody's, la perdita "dovrebbe essere gestibile per il gruppo, vista la sana liquidità e la posizione finanziaria".
I 3500 licenziamenti - In agosto UBS aveva annunciato la soppressione di circa 3500 posti di lavoro, di cui una grossa parte nell'Investment banking, entro il 2013. Secondo l'edizione odierna del Tages-Anzeiger, la grande banca annuncerà il prossimo 17 novembre, durante la giornata degli investitori, una grossa ristrutturazione interna e un ridimensionamento delle attività di Investment Banking. Non sono esclusi massicci licenziamenti. Il giornale ipotizza anche le dimissioni del CEO Oswald Gruebel e del capo dell'Investment Bank, Carsten Kengeter. Interrogata in merito una portavoce dell'UBS ha però affermato che si tratta di pure speculazioni. Il titolo della grande banca oggi era in ripresa e ha registrato una crescita del 5,23% alla Borsa svizzera ritornando sopra la barra dei dieci franchi a 10,26.
Dal canto suo, Il Consiglio federale ha preso atto della vicenda, ma non ne ha discusso, ha detto il portavoce governativo. Il Partito socialista invece è tornato a chiedere oggi le dimissioni dei vertici della banca e misure più incisive per regolamentare il settore. In un comunicato stampa diffuso nel pomeriggio, il Comitato direttore del PS auspica in particolare che sia vietato, agli istituti di importanza sistemica, di svolgere attività di trading per conto proprio e operazioni a rischio tramite le loro banche d'affari.