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BERNA - Ha fatto molto discutere nei giorni scorsi la domanda posta sulla scheda di voto in merito alla revisione della Legge covid-19, sottoposta al verdetto delle urne il prossimo 28 novembre. Nel riassumere i principali contenuti delle modifiche, il certificato sanitario, il tema maggiormente discusso durante la campagna, non è infatti menzionato.
Secondo gli Amici della Costituzione, una delle associazioni promotrici del referendum, si tratta di «un tentativo spudorato di ingannare il popolo sovrano». «La posta in gioco reale e concreta del voto è completamente dissimulata».
In un comunicato pubblicato lunedì, l'associazione dice di aver sporto denuncia presso la Cancelleria federale. Quest'ultima, riferiscono gli Amici della Costituzione, afferma che la denominazione è stata decisa dal Parlamento e che non può essere modificata. Per l'associazione è chiaro: questa presentazione ha il solo scopo di influenzare il risultato della votazione.
In seguito alla presa di posizione dell'associazione Amici della Costituzione, la stampa d'Oltralpe - in particolare la Neue Zürcher Zeitung e il "20 minutes" - ha spiegato nel dettaglio come si è giunti a questa situazione.
Le basi legali che permettono l'introduzione del certificato sanitario non erano presenti nel disegno di legge presentato il 17 febbraio dal Consiglio federale al Parlamento. La legge covid-19 non menzionava il pass neppure dopo il primo passaggio al Consiglio degli Stati.
L'articolo 6a "Certificato COVID-19" è stato introdotto dal Consiglio nazionale adottando una proposta individuale di Lorenz Hess (Centro/BE). L'emendamento è stato approvato con 103 voti a 84. I "no" erano venuti da socialisti e Verdi, mentre l'UDC era spaccato in due.
A quel momento alla Camera del popolo il titolo della legge era però già stato approvato. Gli Stati avrebbero potuto cambiarlo ma nessun "senatore" ne ha fatto richiesta. Alla Camera dei cantoni l'articolo 6a è stato approvato tacitamente senza che questo abbia suscitato una discussione (anche al Nazionale non si può dire che abbia scaldato gli animi e pure il consigliere federale Ueli Maurer si era espresso favorevolmente). Il Parlamento ha anche precisato che l'articolo sul pass covid è valevole solo fino al 31 dicembre del 2022.
La legge è poi stata approvata in votazione finale con 169 voti contro 13 e 13 astenuti al Nazionale e all'unanimità agli Stati.
Per i motivi illustrati, sulla scheda di voto figura la seguente domanda: "Volete accettare la modifica del 19 marzo 2021 della legge federale sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte all'epidemia di COVID-19 (Legge COVID-19) (Casi di rigore, assicurazione contro la disoccupazione, custodia di bambini complementare alla famiglia, operatori culturali, eventi)?".