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ZURIGO – Sergio Marchionne non ce l’ha fatta e si è spento in mattinata. Era ricoverato a Zurigo, dove vigeva il più stretto riserbo sulle sue condizioni di salute, nonostante i giornalisti assiepati fuori da nosocomio.
Le sue condizioni di salute erano peggiorate nei giorni scorsi e il 21 luglio scorso si era deciso di nominare immediatamente il suo successore, Mike Manley. È stata la notizia del giorno per diverse giornate, con i mercati azionari che ne hanno risentito e le infinite discussioni sul suo lavoro.
Marchionne aveva infatti salvato la FIAT, su richiesta della famiglia Agnelli, ed era stato amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles N.V., FCA Italy e Presidente e amministratore delegato di FCA US; di Presidente di CNH Industrial N.V. e Ferrari N.V., oltre che Presidente e amministratore delegato di Ferrari S.p.A.
Nessuno lo ha detto con certezza, ma dovrebbe essere stato un tumore (si dice alla pleura) a portarlo via. Il ricovero era avvenuto per dolori alla spalla, però il quadro si era rapidamente aggravato, portando alla nomina di Manley e stamattina al decesso di Sergio Marchionne. Aveva 66 anni.