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Il Partito borghese democratico ha un futuro anche senza consiglieri federali. Lo ha dichiarato oggi il presidente Martin Landolt all'assemblea dei delegati in corso a Berna, ritornando sulla decisione di Eveline Widmer-Schlumpf di non sollecitare un terzo mandato.
"Siamo venuti per restare", ha affermato Landolt ammettendo comunque che la prossima legislatura non sarà facile. Il PBD si impegnerà per un centro borghese più compatto e meno frammentato "senza per questo rinunciare alla sua indipendenza", ha sostenuto il presidente del partito.
In merito al ritiro di Widmer-Schlumpf, Landolt ha detto che il partito ha accettato la sua decisione "con rispetto, gratitudine e orgoglio". La grigionese avrà una posizione di riguardo nei libri di storia, ha aggiunto.
I delegati hanno in seguito approvato le raccomandazioni di voto in vista delle votazioni federali del 28 febbraio. Con 161 voti a 3 e un astenuto hanno respinto l'iniziativa popolare dell'UDC "Per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati".
Con 149 voti a 6, i delegati invitano invece ad approvare la modifica della legge federale concernente il transito stradale nella regione alpina che autorizza il raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo.
SDA-ATS