Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/135633

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 15 dicembre 2012 Sombath Somphone, un membro rispettato della società civile laotiana conosciuto per la sua attività a favore dell'educazione e dello sviluppo sostenibile, è stato arrestato dalla polizia a Vientiane e in seguito portato via in un furgone da sconosciuti. A tuttora non si hanno sue notizie. La Svizzera è già intervenuta a suo favore presso il Consiglio dei diritti dell'uomo il marzo scorso. </p><p>Vista la mancanza di risposte delle autorità laotiane, occorre mantenere la pressione sul governo laotiano per far luce su questa scomparsa.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale:</p><p>1. di precisare quale seguito intende dare al suo intervento del marzo scorso;</p><p>2. se intende prendere provvedimenti nei confronti del governo laotiano affinché divulghi tutte le informazioni in suo possesso riguardanti la scomparsa di Sombath Somphone;</p><p>3. se vuole mettere la questione della scomparsa all'ordine del giorno di tutti gli scambi tra la Svizzera e il Laos, siano essi economici, legati all'aiuto allo sviluppo o ad altro ambito;</p><p>4. se, a livello generale, ricorderà al governo laotiano i suoi obblighi nei confronti del diritto internazionale, in particolare riguardo alla libertà di espressione;</p><p>5. se insisterà presso il governo laotiano affinché inviti il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla promozione e la salvaguardia della libertà di opinione e di espressione a effettuare una visita nel proprio Paese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Già prima del suo intervento al Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU, la Svizzera si era impegnata a favore di Sombath Somphone. All'inizio di gennaio 2013, l'ambasciatore svizzero era stato il primo rappresentante di un governo estero a intervenire su questo tema con il ministro degli esteri laotiano, chiedendo di chiarire in modo rapido ed esaustivo le circostanze della sparizione e proponendo il coinvolgimento di esperti nell'inchiesta. Tale richiesta è stata ribadita qualche settimana più tardi da varie ambasciate, tra cui l'ambasciata di Svizzera. In occasione del Forum economico mondiale di Davos a fine gennaio 2013, la Svizzera ha esortato il primo ministro del Laos, Somsavat Lengsavad, a fare il possibile per ritrovare Sombath Somphone. Nel marzo 2013, la Svizzera e la Germania hanno sollevato pubblicamente il caso al Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU. La Svizzera continuerà a insistere per una soluzione a livello bilaterale e multilaterale e prevede di affrontare nuovamente il tema in occasione della sessione autunnale del Consiglio dei diritti dell'uomo. Il governo del Laos sostiene tuttora la versione secondo cui il rapimento è opera di criminali legati alla sfera privata e professionale di Sombath Somphone.</p><p>Nel novembre 2012, la Svizzera ha sottoscritto con il Laos un protocollo sulla cooperazione politica. Il dialogo bilaterale così istituzionalizzato costituisce il quadro per affrontare questo caso e in generale la questione dei diritti dell'uomo in Laos.</p><p>4. La Svizzera solleva questi temi sia a livello bilaterale sia nel contesto multilaterale e cerca, impegnandosi a consolidare le organizzazioni della società civile e a promuovere il dialogo tra parlamentari e società civile, di coinvolgere il maggior numero possibile di attori nel processo politico per dare loro la possibilità di esprimere la propria opinione.</p><p>5. Il relatore speciale dell'ONU per la promozione e la tutela del diritto alla libertà di opinione e di espressione, al pari degli altri relatori speciali dell'ONU, può svolgere la propria attività in un Paese solo su invito del relativo governo. Al momento non è prevista alcuna iniziativa congiunta dei Paesi donatori per esortare il Laos ad adottare una tale misura. Un invito rivolto al relatore speciale stabilirebbe un legame tra la sparizione e la libertà di espressione, attribuendo almeno indirettamente la responsabilità dell'atto al governo laotiano e limiterebbe le possibilità di quest'ultimo di far luce sulla vicenda e di consentire il ritrovamento dello scomparso. Nelle sue prese di posizione pubbliche, il governo non ha mai stabilito un legame tra la sparizione di Sombath Somphone e la libertà di espressione. Le istanze ufficiali laotiane non hanno espresso alcuna critica in merito alle attività o alle dichiarazioni di Sombath Somphone o a quelle della ONG PADETC ("Participatory Development Training Centre"), da lui fondata e presieduta fino al 2012.</p>  Risposta del Consiglio federale.