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Il PPD riconosce la legittimità dell'UDC ad avere un secondo seggio in Consiglio federale, ha dichiarato il presidente del Partito popolare democratico Christophe Darbellay, rilevando che il rifiuto del PBD ad un'alleanza "ha lasciato delle tracce".
Se la consigliera federale PBD Eveline Widmer-Schlumpf decide di presentarsi per un terzo mandato in governo, il gruppo parlamentare PPD si pronuncerà il 21 e 22 novembre, ha spiegato Darbellay oggi sulle colonne di Le Matin Dimanche. "Ma costato che l'atteggiamento del suo partito, di questi ultimi giorni, (...) non dà veramente l'impressione di una formazione che cerchi appoggi".
Un ritorno alla formula magica della concordanza aritmetica al Consiglio federale è una conseguenza delle elezioni legislative federali del 18 ottobre, ha rilevato il consiglio nazionale che si ritira al termine del mandato. L'UDC deve però presentare "personalità costruttive" , "capaci di lavorare con altri e di rispettare la collegialità" e che non vengono tutti dal "triangolo d'oro della Svizzera" tedesca, ha aggiunto.
Per il vallesano, la linea del PPD è sempre stata chiara . "Ci vuole un governo forte e collegiale". Darbellay ritiene che il centro ritroverà un secondo seggio in governo "quando ne avrà acquisito la legittimità". Se nei prossimi anni riesce a "strutturarsi" , "potrà riproporsi la questione della ripartizione dei seggi in Consiglio federale", ha aggiunto il presidente PPD, affermando che il PLR "sarebbe allora sovrarappresentato" nell'esecutivo.
Il vallesano ricorda infine che il partito mira ad ottenere il posto di cancelliere della Confederazione. Il PPD ha proposto la candidatura di Walter Thurnherr per succedere a Corina Casanova, che si ritira dopo due mandati.
SDA-ATS