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Siete in cerca di una metodologia di problem solving creativa che vi guidi a comprendere un problema in tutte le sue sfaccettature per poi aiutarvi a risolverlo con l’aiuto del gruppo? Ecco 6 consigli pratici per migliorare la capacità di problem solving.
Il metodo di De Bono, illustrato nel suo famoso libro “Sei cappelli per pensare”, potrebbe fare al caso vostro!
Tecnica di problem solving
Il pensiero alla base di questa tecnica di problem solving sottolinea l’importanza della fase di brainstorming durante la quale a ogni gruppo viene affidato un cappello di uno specifico colore, a cui corrispondono specifici pensieri e comportamenti. Questo procedimento permette di analizzare il problema comprendendo che: - Il gruppo costituisce un valore aggiunto; - Gli aspetti che consideriamo banali, in realtà, non sempre lo sono; - Un pensiero libero, talvolta, porta a soluzioni inattese e brillanti; Ma passiamo in rassegna le caratteristiche di ciascun cappello!
Cappello bianco – Fatti e cifre Prevede che si riportino i fatti in maniera neutra e oggettiva, senza interpretazioni di carattere personale. Motivo per cui, può essere utile che i componenti del gruppo immaginino di essere dei computer privi di emozioni. La domanda a cui rispondere è la seguente: “Cosa ne pensiamo del problema in termini di cifre, percentuali, pubblicazioni giornalistiche, studi di settore…”.
Cappello rosso – Emozioni, presentimenti e intuizioni È l’opposto del cappello bianco. Qui il gruppo esprime le sue sensazioni e le sue intuizioni. Il cappello rosso dice: “Non so perché, ma questa situazione non mi piace” oppure: “So che ci potrebbero essere capi migliori, ma Giulio mi piace, ha un non so che…”. Cappello nero – Ciò che non va Il gruppo si concentra sulla logica negativa, sul giudizio critico e sul punto di vista pessimistico. Il pensiero del cappello nero è sempre logico, mai emotivo. La frase: “Non penso che la cosa possa funzionare” è da cappello rosso. Il cappello nero dice: “In base al bilancio dello scorso anno, e a ciò che è successo ai nostri competitor, ritengo che la cosa sia destinata a fallire”. Cappello giallo – Il pensiero positivo È l’opposto del cappello nero. Il giallo, come il sole, riflette ottimismo allo stato puro. È fondamentale che il gruppo si concentri sugli aspetti positivi della situazione e che ne elenchi i vantaggi in modo costruttivo. Si respirano curiosità, piacere, ottimismo e desiderio di far sì che le cose accadano. Il cappello giallo dice: “Anche se l’aereo è precipitato nel triangolo delle Bermude, ci sono possibilità di trovare dei sopravvissuti. Andiamo!”. Cappello verde – Il pensiero creativo Favorisce il fluire di nuove idee creative e fantasiose. La parola d’ordine è: “Cambiamento!”. Il gruppo si sforza di uscire dalla logica del pensiero lineare per rompere gli schemi. Il cappello verde dice: “Propongo di trasferire la sede alle Canarie. Fa caldo e si risparmierebbe sulle spese di riscaldamento”. Cappello blu – Il controllo del pensiero Indossare il cappello blu significa non pensare più al problema, ma focalizzarsi sul pensiero che serve per affrontarlo. È il supervisore freddo, distaccato e dotato di autocontrollo. Serve per analizzare tutte le idee che sono scaturite dagli altri cinque cappelli. Si indossa per ultimo, perché aiuta a trarre le considerazioni finali. Cosa state aspettando? Pronti per ritrovarvi tra le mani un ventaglio di punti di vista tanto variegati, quanto funzionali alla risoluzione di problematiche che vi sbarrano la strada da troppo tempo? Che lo shopping abbia inizio!