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Il 17 dicembre scorso Rebecca Dykes, diplomatica britannica che lavorava nell’ambasciata del Regno Unito a Beirut, in Libano è stata trovata morta sul ciglio do un’autostrada. La ragazza si era laureata all’Università di Manchester specializzandosi poi a Londra in sicurezza internazionale e governance globale. Nel 2010 aveva cominciato a lavorare per il governo e faceva parte di diversi team governativi tra cui appunto quello del ministero degli Esteri che si occupava della Libia e dell’Iraq.
Circa 2 giorni dopo era stato arrestato con l’accusa di omicidio un autista di Uber, Tarek Hawchiech e ieri l’uomo ha confessato. Secondo Mail Online l’uomo avrebbe giustificato il suo gesto dicendo agli inquirenti che “Era carina, aveva una gonna molto corta e ho pensato che violentarla sarebbe stato facile visto che era straniera”.
Tarek era stato identificato grazie alle immagini delle telecamere per il controllo del traffico, aveva caricato la ragazza sul taxi dopo che questa aveva passato una serata in un bar frequentato da giovani e stranieri nel quartiere di Gemmayze a Beirut. Numerosi testimoni l’avevano vista lasciare il locale assieme a un’amica attorno a mezzanotte.
I famigliari della vittima hanno diffuso un comunicato attraverso l’ambasciata britannica: “Siamo devastati per la perdita della nostra amata Rebecca. Stiamo facendo il possibile per cercare di capire cosa è successo. Chiediamo ai media di rispettare la nostra privacy”.