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La SSR si lascia alle spalle un 2015 movimentato, contrassegnato da una perdita di 90 milioni di franchi, contro un utile di 4,8 milioni l'anno precedente. La perdita per l'insieme del gruppo - casa madre e società affiliate - è di 117,9 milioni.
Sui risultati hanno pesato fattori eccezionali, rileva l'azienda in una nota, precisando che grazie a misure di austerità già avviate, per il 2016 è atteso un ritorno nelle cifre nere.
"L'apprezzamento del franco ha ridotto notevolmente i proventi sul mercato pubblicitario", sottolinea la SSR, aggiungendo che alcuni provvedimenti tempestivi sul versante dei costi hanno permesso di contenere le perdite. Lo scorso ottobre era stata in particolare annunciata la soppressione di 250 posti di lavoro e il congelamento degli stipendi per il 2016.
Nell'aprile scorso, il Tribunale federale ha inoltre stabilito che in futuro i contribuenti non saranno più enuti a versare l'IVA sul canone, per cui il suo importo è sceso da 462 a 451 franchi. Ciò ha causato alla SSR minori entrate per 27 milioni di franchi, si legge nel comunicato. La crescita del numero di economie domestiche assoggettate al canone (+1,7%) ha compensato solo in parte la situazione.
In seguito alla decisione del TF, dal 2016 i proventi del canone a favore della SSR diminuiranno di 35 milioni di franchi l'anno. A gravare sulle entrate dell'azienda ci saranno anche gli effetti della nuova legge sulla radiotelevisione (LRTV), in base alla quale la quota di canone per le emittenti locali e regionali passerà dal 4% ad un massimo del 6%.
Alla luce delle pessime prospettive sul mercato dei capitali, è probabile che la Cassa pensioni della SSR debba abbassare il tasso d'interesse tecnico. Nel 2013 la società aveva garantito per cinque anni che se questa misura fosse stata adottata, la SSR si sarebbe assunta il finanziamento della riserva matematica mancante a favore dei beneficiari di rendite. Lo scorso anno la SSR ha pertanto costituito un accantonamento di 70 milioni di franchi.
SDA-ATS