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Quasi due anni dopo essersi rifugiato a Mosca per evitare di finire in manette negli Usa con l'accusa di spionaggio, Edward Snowden, la cosiddetta 'talpa del datagate', sarebbe "pronto a tornare" negli Stati Uniti, "ma a condizione che gli venga garantito un processo imparziale". E i suoi avvocati sono al lavoro per discuterne con le autorità americane. Lo ha affermato da Mosca l'avvocato russo Anatoli Kucherena, citato da diversi media Usa.
"Ci sta pensando. Desidera tornare, e noi stiamo facendo tutto il possibile", ha detto. Al lavoro "c'è un gruppo di avvocati americani, e c'è anche un gruppo di avvocati tedeschi e io sto curando la parte russa", ha detto ancora Kucherena, nel corso di una conferenza stampa a Mosca per presentare un suo nuovo libro. Le autorità americane, ha aggiunto, hanno per ora "garantito che non sarà condannato a morte, non che avrà un giusto processo".
Jesselyn Radack, uno dei consulenti legali di Snowden in America, ha confermato quanto detto da Kucherena. "Un processo per spionaggio non verrebbe considerato giusto", ha tuttavia precisato secondo Politico, ricordando che qualora Snowden tornasse negli Usa dovrebbe far fronte ad accuse sulla base dell'Espionage Act che risale all'epoca della I guerra mondiale.
SDA-ATS