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Le cure dentarie non vanno rimborsate dall'assicurazione malattia. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale vi si è opposta. È invece entrata in materia sull'introduzione di un limite annuo massimo del contributo alle spese di soggiorno in caso di ricovero in ospedale.
Con 13 voti contro 9 e 1 astenuto, la commissione ha respinto un'iniziativa parlamentare di Jean-Charles Rielle (PS/GE) che chiedeva l'assunzione nell'assicurazione di base delle spese dentarie. La commissione non condivide il parere di Rielle secondo cui i problemi dentari, come le carie, sono patologie simili ad altre.
Ha invece approvato, con 12 voti contro 7 e 3 astenuti, la richiesta di Thérèse Meyer (PPD/FR) di limitare il contributo alle spese di soggiorno in ospedale. Attualmente, i pazienti adulti pagano 15 franchi al giorno, senza limite, mentre le donne in procinto di partorire e i giovani adulti in formazione non pagano nulla. Dato che il limite non può essere fissato nell'ordinanza, occorre rivedere la legge.
Con 10 voti a 7, la commissione ha pure chiesto al Consiglio federale, con una mozione, di studiare gli effetti del nuovo finanziamento ospedaliero sugli malati cronici, sui pazienti affetti da patologie multiple, nonché sulle persone curate nel reparto geriatrico.
Infine, con 12 voti contro 10, ha accolto la mozione di Christoffel Brändli (UDC/GR) che incarica il Consiglio federale di proporre un nuovo sistema di finanziamento dell'assicurazione malattia. Lo stesso fisserebbe una percentuale dei costi finanziata attraverso i premi e un'altra per mezzo delle imposte cantonali e federali.