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Per la seconda volta in quasi dieci anni, i neocastellani hanno rifiutato oggi di concedere agli stranieri il diritto di essere eletti in seno alle autorità cantonali.
L'innovazione, che avrebbe conferito a Neuchâtel il titolo di cantone più progressista in materia, era stata accettata di stretta misura dal Gran Consiglio in giugno.
Respinto una prima volta nel 2007, il diritto di eleggibilità, che avrebbe permesso ai titolari di un permesso C residenti da almeno cinque anni nel cantone di entrare nel Gran Consiglio o nel Consiglio di Stato, è stato rifiutato dal 54,04% dei votanti.
Nel capoluogo la proposta è stata rifiutata di stretta misura (50,93%). Le maggiori opposizioni si sono manifestate nella Val-de-Travers e nella Val-de-Ruz, come pure a Le Locle, con circa il 60% di voti sfavorevoli. La partecipazione è stata di poco superiore al 38%.
sda-ats