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Leggere un libro, scrivere una lettera o calcolare il numero delle persone presenti in una stanza sono tre operazioni semplici, ma non per tutti. Nel mondo sono infatti circa 750 milioni le persone che non dispongono delle competenze di base in materia di alfabetizzazione. Un fenomeno così importante da portare l’UNESCO, nel 1965, a istituire la Giornata internazionale dell’alfabetizzazione. Da quel giorno, ogni 8 settembre si celebra questa ricorrenza per ricordare quanto l’alfabetizzazione sia centrale nella risoluzione di problematiche come la povertà o la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili.
Il problema esiste anche nella Svizzera italiana: “Non ci sono analfabeti, salvo qualche caso raro legato ai migranti, ma abbiamo degli illetterati, ovvero quelle persone che hanno problemi con la lettura e la scrittura pur avendo ricevuto una formazione scolastica”, ha dichiarato Mauro Tettamanti, presidente dell’Associazione Leggere e Scrivere della Svizzera italiana. Gli ultimi dati sulla problematica risalgono al 2003: 40'000-50'000 illetterati nella sola Svizzera italiana e circa 800'000 a livello nazionale. Le cose, come conferma lo stesso Tettamanti, non sono però mutate un granché negli ultimi anni.
L’Associazione si occupa dunque di organizzare corsi per queste persone, che spesso però fanno fatica a farsi aiutare: “Abbiamo un centinaio di corsisti, ma idealmente dovremmo averne 2'000 o 3'000 all’anno per avere una buona incidenza sulla questione. Il nostro problema è appunto quello di raggiungere le persone in difficoltà, facendole rendere conto che hanno questo problema e convincendole a esporsi. Noi vediamo un grosso pericolo di esclusione sociale, per cui cerchiamo di riavvicinare queste persone con le competenze di base, facendole sentire più sicure”.