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Nel Cantone dei Grigioni si verifica in media ogni trenta-quarant’anni un terremoto in grado di provocare almeno lievi danni agli edifici. Una maggiore attività si registra soprattutto in bassa Engadina, in val Müstair e nel centro dei Grigioni. Rispetto a queste regioni, la parte occidentale dei Grigioni è piuttosto tranquilla dal punto di vista sismico.
Il terremoto più intenso di cui si hanno notizie si è verificato all’anno 1295 nella zona di Churwalden (intensità VIII). Nel caso un simile terremoto si verificasse oggi, il Cantone accuserebbe danni totali pari a circa 12 miliardi di franchi. L’ultimo terremoto di una certa intensità si verificò nel 1991 presso Vaz e causò lievi danni agli edifici.
La regione si estende dalla Mesolcina e dalla valle del Reno anteriore a ovest sino all’alta val Venosta a est, così come dalla Valtellina a sud sino a Bad Ragaz e Samnaun a nord. La regione comprende quindi anche le regioni confinanti del Ticino a sud ovest, della Glarona e di San Gallo a nord ovest così come dell’Italia e dell’Austria a sud e a est.
Negli ultimi anni, da quando è stata avviata la registrazione strumentale dei terremoti, nei Grigioni e nelle sue immediate vicinanze si sono verificati 110 terremoti di magnitudo 3 o superiore. Tutti sono stati percepiti dalla popolazione locale. Venti di essi hanno raggiunto una magnitudo superiore a 4 e sono stati percepiti su un’area più ampia. La scossa più forte registrata in questo periodo è stata quella del 20 novembre 1991 nei pressi di Vaz. Nella zona epicentrale di Vaz/Obervaz e Muldain ha causato crepe nelle facciate di diversi edifici. Al terremoto principale sono seguite più di 80 scosse di assestamento che sono durate sino alla primavera del 1992.
|Magnitudo
|Numbero
|ML ≥ 2.0
|989
|ML ≥ 2.5
|286
|ML ≥ 3.0
|90
|ML ≥ 4.0
|20
Dalla popolazione vengono percepite tutte le scosse a partire da una magnitudo 3 così come alcune con magnitudo compresa tra 2.5 e 3.
|Data
|Magnitudo
|Località
|17.07.1976
|4.2
|Filisur
|31.07.1983
|4.3
|Val Venosta (I)
|31.08.1983
|4.0
|S-Charl
|08.06.1984
|4.2
|S-Charl
|28.10.1987
|4.2
|Mürtschen (GL)
|16.05.1990
|4.0
|Piz Tasna
|20.11.1991
|5.0
|Vaz
|10.07.1993
|4.1
|Arlberg (A)
|31.03.1994
|4.3
|Arlberg (A)
|16.11.1995
|4.0
|Iberg (SZ)
|28.06.1996
|4.1
|Arlberg (A)
|29.12.1999
|4.9
|Bormio (I)
|31.12.1999
|4.4
|Bormio (I)
|06.04.2000
|4.3
|Bormio (I)
|01.10.2001
|4.3
|Bormio (I)
|06.05.2003
|4.0
|Urnerboden (UR)
|21.01.2008
|4.0
|Paspels
|12.12.2013
|4.1
|Balzers (FL)
|06.03.2017
|4.6
|Urnerboden (UR)
|25.10.2020
|4.3
|Elm (GL)
Sebbene l’uso dei primi sismografi in Svizzera risalga già agli inizi del XX secolo, è solo dal 1975 che esiste una rete uniforme di osservazione sismica nazionale. Quest’ultima è stata costantemente potenziata e adattata al progresso tecnologico. Di conseguenza, con il passare del tempo anche la sua sensibilità è aumentata e la sua precisione di localizzazione migliorata. La distribuzione degli epicentri dei terremoti registrati dagli strumenti nei Grigioni e nei dintorni tra il 1975 e il 2014 è molto variabile (vedi carta epicentrale 1975 - 2014).
Le tradizioni storiche sono le uniche informazioni che abbiamo sui terremoti che si sono verificati in passato. La forza di questi terremoti può essere ricostruita sulla base dei danni documentati e calcolata sotto forma di intensità. Anche se sostanzialmente è possibile calcolare una magnitudo dalle intensità osservate, questo calcolo è legato a notevoli incertezze.
Dalla fine del XIII secolo sono noti nei Grigioni e nei dintorni sette terremoti con intensità compresa tra VI e VIII. Tutti questi sismi hanno causato da lievi a gravi danni agli edifici e in parte il ferimento o la morte di persone. Sulla base dei resoconti contenuti nelle fonti storiche, in Svizzera sono noti complessivamente nove terremoti con intensità di almeno VIII. Uno di questi, più precisamente il terremoto del 1295 nei pressi di Churwalden, si è verificato nei Grigioni ed è il più antico terremoto della Svizzera di cui si ha traccia nei documenti storici. Sebbene ogni singola fonte storica relativa a questo evento sia di per sé solo limitatamente affidabile, considerate nel loro insieme forniscono un quadro convincente sia della località e della data, sia degli effetti. Infatti non solo è possibile ricondurre a questo evento i danni a chiese, conventi e torri ancora oggi visibili nella zona epicentrale, ma esistono varie fonti dalle quali si deduce che abbia avuto effetti anche nel sud della Germania, in Austria e in Italia. Si stima che se il terremoto di Churwalden si ripresentasse oggi con la stessa intensità di allora, nei Grigioni si verificherebbero danni agli edifici di circa 4 miliardi di franchi e danni totali di circa 6 miliardi di franchi.
Lista dei terremoti con intensità = VI noti nei Grigioni e nei dintorni
|Data
|Intensità
|Località
|03.09.1295
|VIII
|Churwalden
|03.08.1622
|VII
|Ftan
|27.08.1857
|VI
|Tarasp
|25.12.1905
|VII
|Domat Ems
|26.12.1905
|VI
|Tamins
|09.12.1917
|VI
|Silvaplana
|20.11.1991
|VI
|Vaz
Dalla lista dei terremoti catastrofici storici nei Grigioni emerge che tra la fine del XIII e la metà del XIX secolo vengono riportati solo due eventi, mentre negli ultimi 160 anni circa se ne sono verificati cinque. Questa distribuzione irregolare è lo specchio della lacunosa situazione dei dati relativa ai secoli precedenti. È quindi difficile fare affermazioni statisticamente valide sulla frequenza dei terremoti catastrofici nei Grigioni solo sulla base degli eventi tramandati dalle fonti storiche. Supponendo che gli ultimi 200 anni circa siano più o meno rappresentativi, nei Grigioni si prevede ogni 30 - 40 anni un terremoto in grado di provocare almeno lievi danni agli edifici. Un terremoto in grado di provocare gravi danni (intensità VIII), come quello che si prevede in media ogni 100 anni nel Vallese, nei Grigioni si è verificato solo una volta negli ultimi 700 anni.
Nell’elenco dei terremoti catastrofici è degno di rilevo anche il fatto che i due terremoti del dicembre 1905 (con intensità pari rispettivamente a VII e VI) si siano verificati a una distanza di sole 24 ore. La distanza tra gli epicentri specificati di queste due scosse (Domat-Ems e Tamins) è di appena 10 km circa, cioè un valore inferiore all’incertezza della localizzazione. La breve distanza temporale e spaziale tra le due scosse così come le ulteriori piccole scosse che si sono verificate prima e dopo nella stessa zona fanno supporre che questi due eventi abbiano in realtà fatto parte di un lungo sciame.
Spesso nei Grigioni i terremoti si manifestano attraverso serie di eventi che sulla mappa dei terremoti sono visibili sotto forma di concentrazione puntuale degli epicentri. La durata di simili serie può essere molto variabile: alcune scompaiono dopo pochi giorni, mentre altre – come la serie di Bormio – durano diversi anni. La caratteristica di molte di tali serie è il verificarsi di numerose scosse geograficamente limitate e in un arco di tempo piuttosto ampio, senza una chiara successione di scosse premonitrici, terremoto principale e scosse di assestamento. In questi casi si parla anche di sciame sismico. Nella maggior parte dei casi l’attività dello sciame sismico termina dopo alcune settimane o mesi e raramente l’intensità e il numero delle scosse aumentano con il passare del tempo. Quando la posizione dei singoli ipocentri di questi sciami può essere calcolata con sufficiente precisione, definisce sempre una o più superfici che corrispondono alle superfici di frattura nel sottosuolo attivate dalle scosse.
Degna di nota è la serie di scosse di Bormio, con quattro eventi che presentano una magnitudo locale superiore a 4. L’epicentro di questo sciame era situato su territorio italiano, al confine con la val Mora, circa 10 km a sud del passo del Forno. Il terremoto principale con una magnitudo locale di 4.9 si verificò il 29 dicembre 1999 e fu preceduto da una scossa di magnitudo 2.3 il 15 aprile e una di magnitudo 2.4 il 28 dicembre. Sino all’autunno del 2002 furono registrati complessivamente quasi 200 eventi associabili a questo sciame.
Un esempio ben studiato di simili sciami sismici nei Grigioni è la serie di scosse dal 2007 al 2009 a Paspels. Iniziata agli inizi di agosto 2007, raggiunse il suo culmine il 21 gennaio 2008 con una scossa di magnitudo 4.0. Sino alla fine del 2009 furono registrate complessivamente 37 scosse associabili a questo sciame. Gli ipocentri erano situati a una profondità di circa 8 km su una superficie di frattura con andamento quasi est-ovest che presentava una lunghezza orizzontale di almeno 700 m e un’estensione verticale di circa 500 m.
Fondamentalmente i terremoti vengono causati dall’energia sprigionata dalle tensioni presenti nella crosta terrestre e provocate dai movimenti tettonici su larga scala. Quando queste tensioni superano la resistenza della roccia, lungo le zone del sottosuolo più fragili si verifica un’improvvisa frattura che causa le onde sismiche percepite sulla superficie terrestre. La moderna sismologia permette di trarre conclusioni sulle tensioni che hanno causato il terremoto e quindi sulle differenze regionali del campo di tensione.
Le strutture geologiche predominanti nei Grigioni, formate da enormi ammassi di strati rocciosi addossati uno sull’altro, sono testimoni di una compressione che ha portato alla formazione delle Alpi. Per contro, i terremoti che si verificano al giorno d’oggi nei Grigioni sono invece per lo più la conseguenza di una dilatazione: essa è il risultato di una sovrapposizione di tensioni che corrispondono alla continua collisione tra l’Africa e l’Europa così come di tensioni di compensazione dovute alla topografia delle Alpi e alle loro radici. Evidentemente, nel corso di milioni di anni le condizioni di tensione nella crosta terrestre sono cambiate.
Ampie parti dei Grigioni vantano una pericolosità sismica media, più bassa rispetto al Vallese, ma più alta rispetto al Ticino e all’Altopiano svizzero. In Svizzera gli edifici residenziali e commerciali costruiti secondo i criteri antisismici sono configurati per scosse che in nel sito in questione si prevedono una volta ogni 500 anni. La carta delle zone sismiche rende conto di questo aspetto. La parte centrale e quella orientale del Cantone appartengono alla zona Z2. All’interno di questa zona si prevedono ogni 500 anni scosse che possono raggiungere al massimo un’intensità di VII-VIII (danni agli edifici da medi a gravi). La parte occidentale del Cantone, cioè la valle del Reno posteriore e l’Alta valle del Reno anteriore, rientra nella zona Z1, nella quale entro 500 anni si prevedono scosse con un’intensità massima di VI-VII (danni gli edifici da lievi a medi).
Oltre alla magnitudo e alla distanza dall’epicentro, anche le proprietà del sottosuolo locale esercitano una notevole influenza sull’entità dei danni che può causare un terremoto. I depositi sabbiosi e fluviali morbidi possono ad es. amplificare le onde sismiche e quindi causare un’intensità del movimento del terreno nel fondovalle dieci volte maggiore rispetto a quello che si verificherebbe nel sottosuolo roccioso di un versante. Nel Cantone dei Grigioni le conseguenze di questi cosiddetti effetti di sito devono essere considerati soprattutto nella valle del Reno tra Coira e i comuni della Signoria Grigionese.
Gli effetti di un terremoto non si limitano alle scosse che provocano danni diretti agli edifici. Spesso si verificano ulteriori danni causati da altri pericoli naturali provocati dal terremoto. Nelle regioni alpine sono spesso presenti pendii labili: le scosse causate da un terremoto possono destabilizzare improvvisamente questi pendii che precipitano a valle sotto forma di caduta di massi o frana e distruggono le infrastrutture energetiche e di comunicazione. Lo stesso vale per le valanghe in inverno. Come dimostrano le ricerche effettuate sui terremoti del passato, con i suoi versanti ripidi il Cantone dei Grigioni è esposto a questi ulteriori pericoli naturali causati da un terremoto. Questi ultimi devono essere considerati nel quadro di una valutazione del rischio sismico. Tale aspetto va considerato nel quadro di una valutazione del rischio sismico, anche se il modello di rischio sismico della Svizzera non considera ancora le conseguenze secondarie dei terremoti come frane o valanghe.
Mentre la pericolosità sismica in ampie parti dei Grigioni si colloca su livelli medi, alcune località come Coira o Davos sono interessate da un rischio sismico elevato. Secondo le ipotesi basate sul modello di rischio sismico della Svizzera, un terremoto di magnitudo 6 nei pressi di Coira si verifica prevedibilmente una volta ogni 670 anni. Nell’eventualità di un tale sisma, ci sarebbero circa 9000 edifici da mediamente a gravemente danneggiati, così come circa 1000 feriti. I danni agli edifici ammonterebbero a 3,5 miliardi di franchi svizzeri.