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Nell'esercito, "tutti i congedi sono soppressi". Lo ha affermato oggi il brigadiere Raynald Droz, Capo di stato maggiore del Comando Operazioni, esprimendosi in conferenza stampa in merito alla mobilitazione dell'esercito.
"I soldati restano in servizio", ha detto Droz dicendosi consapevole che si tratta di una misura dura per gli stessi militi e per le loro famiglie.
Droz ha poi affermato che per garantire la sicurezza dei militi sono state prese misure supplementari: è ad esempio vietato l'alloggio in strutture sotterranee (bunker, ndr.) ed è stato ridotto il numero di soldati che mangia in contemporanea.
Il brigadiere ha poi annunciato che dai cantoni sono giunte 63 richieste, "ma queste aumentano di ora in ora". Finora l'esercito ha risposto positivamente a 28 di esse e 6 sono già terminate. I soldati sul campo sono 250, ma sono destinati a salire rapidamente a 700.
Droz ha poi precisato alcune modalità della mobilitazione per il personale impiegato negli ospedali. I medici possono entrare in contatto con il medico in capo dell'esercito per farsi dispensare.
Tutte le altre persone che lavorano nel settore della sanità e che sono state mobilitate devono entrare in servizio. Questo dura in linea di massima tre giorni. La loro presenza è necessaria per formare il resto della truppa.
In ogni caso l'esercito è in contatto con le autorità cantonali, in particolare Ticino e Vaud. Chi è impiegato nelle strutture sanitarie e non entra in servizio malgrado la mobilitazione non dovrebbe essere punito. In ogni caso, ha precisato Droz, "i conti si faranno alla fine, attualmente le priorità sono altre".
La precedenza attualmente va al sostegno alle autorità cantonali soprattutto nel settore sanitario. Le forze armate sono anche chiamate ad alleviare le forze di polizia nei loro compiti, ad esempio per quel che concerne la sorveglianza delle ambasciate, ha spiegato Droz.
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