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Sostituire l'odierna fiscalità della mobilità con una tassa basata sul chilometraggio e creare condizioni giuridiche affinché i Cantoni e i Comuni che lo desiderano possano svolgere esperimenti di "mobility pricing", come quello svolto nell'area di Zugo.
Il Consiglio federale ha preso atto dei risultati di uno studio e ha fissato le prossime tappe in materia. L'obiettivo è di contribuire a decongestionare il traffico nelle ore di punta e sfruttare meglio le capacità dell'infrastruttura stradale e ferroviaria.
Nel 2017 il Governo aveva incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di approfondire l'argomento del "mobility pricing" con uno studio d'impatto teorico, scegliendo come riferimento la regione di Zugo. Lo scopo era di capire quali effetti avrebbe potuto avere su mobilità e popolazione una tassazione a consumo, ma anche analizzare la fattibilità tecnica e gli aspetti di protezione dei dati, si legge in una nota governativa odierna.
Ai fini dell'indagine, l'imposta sugli oli minerali, la vignetta autostradale e l'imposta sugli autoveicoli sono state sostituite da una tassa chilometrica, ovvero proporzionale alla distanza percorsa. Anche per i trasporti pubblici è stata ipotizzata una determinazione dei prezzi chilometrica. Inoltre, nell'ambito ristretto della città e dell'agglomerato urbano di Zugo, sono state applicate tariffe diversificate per fasce orarie, del tutto in linea con l'obiettivo del "mobility pricing" di decongestionare il traffico nelle ore di punta (07.00-09.00 e 17.00-19.00).
Dallo studio è emerso che il "mobility pricing" (calcolando in modo più elevato le tariffe chilometriche nelle ore di maggior traffico rispetto alle fasce orarie marginali) può fornire un contributo fondamentale per decongestionare la circolazione nelle ore di punta, soprattutto negli agglomerati fortemente trafficati.
Secondo lo scenario principale, il volume del traffico motorizzato privato (TMP) in tali fasce orarie può ridursi di un valore fra il 9% e il 12%, mentre nel trasporto pubblico il calo può essere fra il 5% e il 9%. Nel complesso ciò determinerebbe una netta riduzione dei tratti critici. Appare quindi possibile raggiungere gli obiettivi delineati nei principi del piano strategico 2016, cioè snellire il traffico nelle ore di massima affluenza.
Date queste premesse, il Consiglio federale continua a procedere a tappe e ha pertanto incaricato il DATEC e il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di elaborare un piano per garantire il finanziamento a lungo termine dell'infrastruttura di trasporto. L'odierna fiscalità dovrebbe essere sostituita da una tassa chilometrica, necessaria perché con l'aumento delle auto elettriche e degli altri veicoli a trazione alternativa, il gettito dell'imposta sugli oli minerali sta diminuendo.
Il piano mira a verificare concretamente se la vignetta autostradale, l'imposta sugli autoveicoli e quella sulle vetture elettriche possano confluire ed essere accorpate in un nuovo tributo. Visto che le maggiori criticità si incontrano nelle città e negli agglomerati, il Governo ha pertanto incaricato il DATEC di individuare Cantoni, Città e Comuni disponibili ad accogliere progetti pilota di mobility pricing e, in seconda battuta, di preparare un progetto di consultazione per creare le condizioni giuridiche necessarie al loro svolgimento.
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