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“Rosabelle, rispondi, parla, prega, rispondi, guarda, parla, rispondi, rispondi, parla”
Il nome di Harry Houdini è ancora oggi sinonimo di magia e mistero. Era l’uomo delle evasioni, riusciva ad uscire da qualsiasi posto nel quale fosse stato rinchiuso, liberandosi abilmente da corde, catene e camicie di forza.
Era riuscito a liberarsi persino quando legato e ammanettato era stato messo in una cassa di legno chiusa con i chiodi, avvolta da catene e gettata in mare. Si era liberato, era uscito dalla cassa ed era risalito in superficie.
Harry Houdini (pseudonimo di Ehrich Weisz) era nato a Budapest, in Ungheria, nel 1874 ed era considerato il Mago per eccellenza. La camicia di forza che indossava per fare i suoi spettacoli venne messa all’asta dalla Casa d’aste Christie’s, con una valutazione di base di 27 mila franchi.
Nei libri che scrisse negli anni 1920, Houdini volle comunque svelare alcuni dei suoi trucchi: lucchetti e manette potevano venire aperti forzandoli in un certo modo o con l’aiuto delle stringhe delle scarpe, di chiavi o bastoncini che teneva ben nascosti. Spiegava che quando era legato da corde o costretto nella camicia di forza, creava lo spazio per muoversi allargando spalle e torace, poi allontanando appena le braccia dal corpo e poi disarticolando le spalle. E via dicendo. Ogni mago ha i suoi trucchi, anche se al pubblico rimangono invisibili.
Morì a Detroit il 31 ottobre 1926, nella notte di Halloween. La notte in cui secondo la tradizione celtica i morti tornano sulla terra. I suoi molti ammiratori erano convinti che sarebbe tornato alla vita, riuscendo a fuggire anche dalla morte.
Il 31 ottobre di ogni anno, la Society of American Magicians tiene una cerimonia in sua memoria.
Poco prima di morire, il mago fece un patto con la moglie Bess dicendole che se fosse stato possibile l’avrebbe contattata dall’Aldilà tramite un messaggio in codice: “Rosabelle, rispondi, parla, prega, rispondi, guarda, parla, rispondi, rispondi, parla”. Se c’era un modo per tornare indietro lui lo avrebbe trovato, le aveva detto.
Sino al 1936, ogni notte del 31 ottobre Bess tenne una seduta spiritica per verificare il patto ma stando a quanto raccontò, lo spirito del marito non si presentò mai.