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Roche: Ethos è contro annullamento azioni rilevate a Novartis
La Fondazione Ethos disapprova l'intenzione di Roche di annullare le azioni riacquistate a Novartis per circa 19 miliardi di franchi.
Si rammarica dei maggiori poteri nelle mani degli eredi del fondatore Fritz Hoffman-La Roche e chiede la restituzione dei titoli sul mercato.
Ethos, che riunisce 229 casse pensioni e fondazioni di utilità pubblica, si è dichiarata oggi «favorevole all'uscita dal capitale di un concorrente diretto dell'impresa farmaceutica». Nel contempo, la fondazione ritiene che «l'opzione scelta non sia nell'interesse degli azionisti di minoranza in termini di diritti di voto».
Ethos sottolinea come in caso di approvazione dei punti all'ordine del giorno dell'assemblea generale straordinaria del 26 novembre, lo storico azionista di controllo, ovvero gli eredi del fondatore Fritz Hoffman-La Roche, «vedrà i suoi diritti di voto aumentare automaticamente tra il 45% e il 67,5% senza dover effettuare il minimo investimento».
La transazione, che consiste nel riacquistare 53,3 milioni di azioni a Novartis per annullarle e distruggerle in seguito, «sarà interamente finanziata dall'emissione di debiti», il che non è «nell'interesse di tutte le parti coinvolte», stando a Ethos.
Concentrazione di poteri
Se la quota di capitalizzazione borsistica detenuta dal pool famigliare aumenterà soltanto dell'8,3-8,9%, i suoi diritti di voto passeranno dal 45% al 67,5% «senza che vi sia bisogno di sborsare un centesimo». Il pool famigliare supererà così la soglia dei due terzi dei diritti di voto, il che gli consentirà di far approvare tutte le risoluzioni all'assemblea generale, comprese quelle che necessitano di una maggioranza qualificata.
Inoltre, le riacquisizioni di azioni selettive non sono conformi alle direttive di Ethos, poiché sono considerate «dannose per gli azionisti di minoranza».
Al contrario, Ethos avrebbe preferito che il gigante farmaceutico rimettesse sul mercato le azioni riacquistate a Novartis. «Numerosi investitori sarebbero stati disposti a scambiare i loro certificati di godimento contro azioni che avrebbero loro conferito i diritti di voto». Il pool famigliare sarà così il principale beneficiario dei cambiamenti importanti nella struttura dell'azionariato.
L'organismo deplora pure il fatto che gli azionisti non possano esprimersi durante l'assemblea generale straordinaria in programma il prossimo 26 novembre a causa dell'ordinanza del Consiglio federale sul Covid-19, che consente sempre alle imprese di tenere le loro assemblee a porte chiuse.
Ad inizio novembre, Novartis ha annunciato di rivendere a Roche l'importante partecipazione che deteneva da oltre 20 anni nel capitale azionario della sua concorrente e vicina di casa. Novartis ha precisato che la transazione genererà un contributo eccezionale nell'ordine di 14 miliardi di dollari, mentre l'acquisto dei titoli, avvenuto tra il 2001 e il 2003 come investimento a lungo termine, era costato intorno ai 5 miliardi.
mp