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Il premier greco Alexis Tsipras avrebbe chiesto a Mosca di prestare alla Grecia 10 miliardi di dollari Usa (9,2 miliardi di euro) per dare il via alla stampa della nuova dracma. Lo riferisce il quotidiano ateniese To Vima citato dal sito GRReporter.
Il giornale ricorda che il premier greco nella sua ultima intervista alla ERT, disse di essere "consapevole del fatto che l'introduzione della moneta nazionale non sarebbe stata possibile senza la disponibilità di una notevole quantità di denaro in Grecia". "Perciò - scrive il giornale - chiese a Mosca di prestare (ad Atene) 10 miliardi di dollari da usare per sostenere la dracma".
Sempre secondo To Vima, Mosca non ha respinto la richiesta ma ha vagamente cominciato a prendere in considerazione un prestito di cinque miliardi di dollari come 'acconto' per il gasdotto South Stream. Nello stesso tempo, prosegue il giornale, da parte di Atene "erano state avanzate richieste di prestito all'Iran e alla Cina, ma nessuno dei due Paesi ha ceduto alla tentazione in quanto non avrebbero tratto alcun beneficio ad essere coinvolto in un'azione contro l'Eurozona".
Il reportage di To Vima, firmato da Pavlos Papadopoulos - dal titolo "Leonid, Alexis e Panagiotis" e sottotitolato "L'ex agente del Kgb, il flirt con Syriza, i viaggi a Mosca e il prestito che non è mai stato concesso" - descrive inoltre in dettaglio presunti e sconosciuti retroscena degli ultimi mesi e il recente riavvicinamento tra il governo greco e quello russo.