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<h2>SubmittedText<h2><p>La terza fase delle trattative bilaterali con l'UE è caratterizzata soprattutto da un progetto di accordo sullo scambio dell'energia elettrica. Nonostante si dichiari che le trattative sul piano tecnico siano giù a buon punto, non si registrano progressi da diverso tempo. Ciò è da ricondurre evidentemente all'impasse a livello istituzionale. A fronte di questa situazione chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il mercato dell'energia elettrica spinge a concludere l'accordo. Quali conseguenze negative potrebbero verificarsi per il nostro Paese se l'accordo sull'energia non venisse concluso in tempi brevi?</p><p>2. Nell'UE la costruzione della rete avviene in modo sempre più coordinato. Le reti che verranno costruite in futuro in Europa potrebbero avere eventualmente una ricaduta negativa per la Svizzera? Qualora si verificassero tali ripercussioni negative, quali interventi sarebbe necessario intraprendere? Qual è la strategia del Consiglio federale in merito?</p><p>3. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per sbloccare le trattative con l'UE? È stata valutata la possibilità di ricorrere a misure di composizione delle controversie e di sorveglianza?</p><p>4. L'attuazione di tali misure giudiziarie e di sorveglianza non gioverebbe anche alla società e alle imprese svizzere? Se sì, in che modo?</p><p>5. Secondo il parere del Consiglio federale in che modo la Svizzera potrebbe condurre con efficienza e autonomia la composizione della controversia e la sorveglianza in relazione all'UE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il mercato svizzero dell'energia elettrica è strettamente legato all'Europa: il sistema europeo integrato esercita un ruolo essenziale sia nell'ambito della sicurezza di approvvigionamento che in quello degli scambi commerciali. La Svizzera ha assunto la funzione di piattaforma per l'interscambio di energia elettrica, che rappresenta un vantaggio in particolare nell'impiego di centrali ad accumulazione con pompaggio. Le trattative in corso con l'Unione europea per un accordo sull'energia sono rivolte anche a mantenere questa vantaggiosa posizione in futuro, nonostante il mutamento delle condizioni quadro in Europa. Un mancato accordo potrebbe avere ripercussioni negative per la Svizzera sia sul mercato dell'energia (ad esempio le tasse sugli scambi transfrontalieri di energia elettrica), che sulla sicurezza di approvvigionamento (energia di regolazione), oltre che sul reciproco accesso al mercato, con possibili incidenze significative sull'economia.</p><p>2. La costruzione di una rete europea beneficerà di un migliore coordinamento con l'entrata in vigore del terzo pacchetto sul mercato interno dell'energia, nonché grazie alla recente istituzione dell'ACER (Agency for the Cooperation of Energy Regulators) e dell'ENTSO-E (European Network of Transmission System Operators for Electricity). Vi troverà inoltre applicazione il pacchetto infrastrutture presentato dall'UE. La Svizzera al momento non è coinvolta in questi sviluppi. Per questo motivo il Consiglio federale aspira a partecipare all'ACER e all'ENTSO-E nelle trattative per un accordo sull'energia. Allo stesso tempo saranno condotti colloqui esplorativi sul pacchetto infrastrutture.</p><p>3. La decisione assunta dal Consiglio federale il 26 gennaio 2011, confermata in seguito nella seduta speciale del 4 maggio 2011, impronta le relazioni di cooperazione con l'UE a un approccio globale e coordinato ai fini di un ulteriore sviluppo delle relazioni bilaterali. In questa ottica saranno affrontate anche le questioni istituzionali tuttora aperte riguardanti i contratti bilaterali tra Svizzera e Unione europea.</p><p>L'8 febbraio 2011 la presidente della Confederazione ha concordato con il presidente della Commissione europea Barroso l'adozione di questo approccio globale e coordinato, che dovrà ora essere ulteriormente precisato e concretizzato. A questo scopo saranno consultati non soltanto gli interlocutori europei, ma anche gli ambienti interessati in Svizzera: le Commissioni della politica estera del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati, i cantoni, le associazioni mantello dell'economia e i sindacati.</p><p>4./5. L'Unione europea è di gran lunga il partner commerciale più importante della Svizzera. Di conseguenza è fondamentale garantire alle nostre imprese la libertà di accesso al mercato interno europeo. Le questioni istituzionali menzionate nell'interpellanza sono un elemento significativo delle relazioni tra la Svizzera e l'UE e svolgono anche un ruolo importante nei negoziati su singoli dossier già avviati. In vista della concretizzazione dell'approccio globale e coordinato, il 4 maggio 2011, il Consiglio federale ha deciso di approfondire queste questioni istituzionali, conferendo al Dipartimento federale degli affari esteri e al Dipartimento federale dell'economia, in collaborazione con il Dipartimento federale di giustizia e polizia, il mandato di sottoporgli opzioni concrete. A tempo debito, il Consiglio federale prenderà atto dei risultati di questi lavori e deciderà in merito alle fasi successive dell'attuazione della sua politica europea.</p>  Risposta del Consiglio federale.