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BERNA - La Confederazione non ha rispettato i diritti costituzionali del canton Ginevra promettendo alla Libia di sottoporre l'arresto di Hannibal Gheddafi al giudizio di un Tribunale arbitrale internazionale. Secondo la Conferenza dei governi cantonali (CdC), questa intesa è un'ingerenza nelle competenze del cantone e viola il principio della separazione dei poteri.
La Cdc riconosce gli sforzi del Consiglio federale per ottenere la liberazione di Max Göldi, ma a suo avviso il modo di agire del governo suscita non pochi interrogativi sulla cooperazione fra Confederazione e cantoni in materia di politica estera.
Il canton Ginevra non è stato né consultato né informato prima della firma degli accordi del 20 agosto 2009, del 14 maggio e del 13 giugno 2010 che prevedono l'istituzione di un tribunale arbitrale, precisa un comunicato. Per i governi cantonali, la firma di queste intese non rispetta i diritti di partecipazione previsti nell'articolo 55 della Costituzione federale. Inoltre rappresenta un'ingerenza nella sovranità in materia di polizia e giustizia del canton Ginevra. Non è stato rispettato neppure il principio di separazione fra potere esecutivo e giudiziario.
Su richiesta di Ginevra, la CdC aveva già esaminato l'accordo fra Svizzera e Libia firmato nell'agosto dello scorso anno dall'allora presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz ed aveva trasmesso il suo giudizio al Consiglio federale. In occasione della liberazione di Göldi è stato reso noto che la Confederazione ha rinnovato l'impegno a sottoporre i fatti a un tribunale internazionale, i governi cantonali hanno quindi deciso di rendere pubblica la loro opinione in merito, precisa ancora il comunicato.
SDA-ATS