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I suoi legali chiedono di bloccare la pubblicazione di alcuni documenti. E lei denuncia le condizioni di detenzione
La donna, in carcere dal mese scorso, si trova sotto stretta sorveglianza per evitare che possa compiere gesti estremi. Il suo ex compagno, Jeffrey Epstein, trovò la morte un anno fa (il 10 agosto 2019) in una cella del Metropolitan Correctional Center di New York.
NEW YORK - I legali di Ghislaine Maxwell, accusata di complicità nella vicenda di abusi sessuali che riguarda il suo ex compagno Jeffrey Epstein, hanno chiesto di bloccare la pubblicazione di alcuni documenti dopo aver preso conoscenza di «nuove decisive informazioni» sul caso.
Nel dettaglio, scrive la CNN citando alcuni atti di tribunale depositati ieri, gli avvocati della socialite britannica chiedono che i documenti in questione restino sigillati per altre tre settimane. Le discussioni con le autorità di New York sono iniziate durante lo scorso fine settimana.
Maxwell, lo ricordiamo, si è dichiarata non colpevole lo scorso mese, negando ogni addebito relativo ad abusi su minorenni e falsa testimonianza. Al momento si trova reclusa in un penitenziario federale nel distretto di Brooklyn. Nessuna cauzione concessa. Le autorità considerano infatti molto alto il rischio di una sua fuga.
Nelle ultime ore, l'ex compagna di Epstein ha pure denunciato le condizioni del suo soggiorno dietro alle sbarre, parlando di situazione «gravosa». La donna, che ha chiesto di essere trasferita dall'isolamento al settore in cui sono recluse le detenute comuni, è tenuta sotto stretta sorveglianza da settimane per evitare che possa uccidersi.