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Il margine settentrionale della calotta di ghiaccio della Groenlandia, uno dei due punti caldi per lo scioglimento dell'artico, negli ultimi 30 anni ha vissuto due delle maggiori riduzioni. Lo dimostrano foto aeree dell'area combinate a dati satellitari dagli anni '80 a oggi che sono alla base di uno studio pubblicato su Science.
La ricerca dimostra che il primo episodio è avvenuto fra il 1985 e il 1993 e l'altro fra il 2005 e il 2010 ed entrambi sono legati alla dinamica del comportamento dei ghiacci. Anche se le perdite sono ingenti, il lato positivo è che i risultati mostrano che nonostante i picchi, l'assottigliamento del ghiaccio è poi rallentato e potrebbe attraversare dei cicli di 4-8 anni. Ciò mette in discussione, secondo gli esperti, gli attuali modelli che prevedono lo scioglimento dei ghiacci.
"Siamo i primi - ha spiegato uno degli autori, Abbas Khan della Technical University della Danimarca - a dimostrare che la calotta glaciale della Groenlandia ha subito una 'dietà drammatica alla fine degli anni '80. Ma il lato positivo è che i risultati mostrano che, nonostante un significativo diradamento nelle regioni periferiche dal 1985 al 1992, l'assottigliamento è poi rallentato". I risultati, ha rilevato Kjaer, mostrano che "l'assottigliamento dello strato di ghiaccio alla fine degli anni '80 e agli inizi degli anni '90 si è attenuato in un periodo di 4-8 anni dopo il quale, fino al 2003 si è verificato un periodo di stabilità".
SDA-ATS