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L’essenziale in breve
Il principio del freno all’indebitamento è un meccanismo semplice per il controllo delle uscite complessive della Confederazione, che serve a evitare l’insorgenza di deficit cronici e, di conseguenza, un aumento del debito. Esso gode di un ampio consenso tra la popolazione: nel 2001 questa disposizione costituzionale è stata accolta dall’85 per cento dei votanti e secondo i sondaggi continua a essere fortemente sostenuta.
Con un tasso d’indebitamento inferiore al 30 per cento, la Svizzera occupa oggi una posizione eccellente nel confronto internazionale. Il freno all’indebitamento ha permesso di ridurre sensibilmente il debito della Confederazione. Grazie alle riduzioni degli scorsi anni, la Svizzera risparmia ogni anno cospicue uscite a titolo di interessi, creando un margine di manovra per investimenti e nuovi compiti importanti.
Elementi principali
Gli elementi principali del freno all’indebitamento sono sanciti nell’articolo 126 della Costituzione federale:
- Principio: la Confederazione equilibra a lungo termine le sue uscite ed entrate.
- Regola in materia di uscite: l’importo massimo delle uscite complessive da autorizzare nel preventivo deve orientarsi alle entrate totali stimate, tenuto conto della situazione economica.
- Eccezione: in caso di fabbisogno finanziario straordinario, l’importo massimo di cui al capoverso 2 può essere aumentato adeguatamente.
- Sanzioni: se le uscite complessive risultanti dal conto della Confederazione superano l’importo massimo di cui ai capoversi 2 o 3, le uscite che eccedono tale importo sono da compensare negli anni successivi.
- Attuazione: la legge disciplina i particolari.
Perché un freno all’indebitamento?
Negli anni Novanta la situazione dei conti pubblici non era più equilibrata. In pochi anni deficit miliardari hanno causato un notevole incremento dell’indebitamento, che è stato ulteriormente accentuato dal finanziamento delle casse pensioni e delle imprese parastatali.
Il principio secondo cui la Confederazione deve equilibrare a lungo termine uscite ed entrate era già sancito nella Costituzione, ma era rimasto lettera morta. Questo è un fenomeno ricorrente in politica: tutti concordano sul principio, ma appena si è confrontati con la sua applicazione a un caso concreto emergono sempre motivi per derogarvi.
Alla luce di questa esperienza è aumentata la disponibilità del Consiglio federale e del Parlamento a sottostare, nell’ambito della politica finanziaria, a una regola concreta ed efficace in materia di uscite, affinché i buoni propositi diventino realtà. Secondo il principio del freno all’indebitamento, le uscite non possono essere superiori alle entrate strutturali, ossia alle entrate corrette in funzione della congiuntura. Le uscite possono essere aumentate solo se il loro finanziamento è assicurato da entrate o corrispondenti rinunce. Le riduzioni d’imposta devono essere accompagnate da una corrispondente riduzione delle uscite.
L’effetto del freno all’indebitamento
L’obiettivo del freno all’indebitamento è la stabilizzazione del debito pubblico. Dal 2003 al 2019 è stato addirittura possibile ridurre il debito della Confederazione di circa 27,4 miliardi di franchi, grazie a eccedenze strutturali dovute a maggiori entrate e a minori uscite rispetto a quanto preventivato.
Il miglioramento dei metodi di stima dovrebbe consentire di ridurre gli errori di previsione. Tuttavia, poiché anche in futuro le uscite effettive saranno inferiori a quelle preventivate, a lungo termine dovrebbe proseguire la riduzione graduale del debito. Tuttavia, le misure volte ad attenuare le conseguenze della pandemia di coronavirus porteranno a un netto aumento temporaneo del debito pubblico.
Come funziona il freno all’indebitamento?
A medio termine, cioè nell’arco che supera un ciclo congiunturale, le finanze federali vengono compensate con il freno all’indebitamento: nei periodi di alta congiuntura si devono realizzare delle eccedenze per poter compensare i deficit del periodo di recessione successivo. Le uscite non possono superare le entrate strutturali, ossia le entrate corrette in funzione della congiuntura. Ciò consente un’evoluzione equilibrata delle uscite ed evita una politica discontinua.
Flessibile e nondimeno efficace
Affinché una regolamentazione politico-finanziaria sia efficace deve essere severa e vincolante, ma deve anche lasciare un margine di manovra sufficiente per poter reagire adeguatamente a sviluppi esterni. Il freno all’indebitamento garantisce questa flessibilità, poiché tiene conto della situazione economica attuale, come viene illustrato nel grafico precedente. Inoltre, esso prevede una disposizione derogatoria: in situazioni straordinarie (catastrofi naturali, gravi recessioni e altri eventi incontrollabili) è possibile derogare al principio ed effettuare spese straordinarie, che però devono essere compensate negli anni successivi, se non possono essere coperte da entrate straordinarie degli anni precedenti. In questo modo si vuole evitare che la deroga venga applicata indebitamente.
Il freno all’indebitamento si applica al preventivo e viene ricalcolato e controllato al momento dell’allestimento del conto annuale. Le eccedenze e i deficit, corretti in funzione della congiuntura, vengono iscritti nel cosiddetto conto di compensazione. Se le direttive relative al freno all’indebitamento non sono state rispettate nell’applicazione del preventivo (ad es. crediti aggiuntivi eccessivi) e, di conseguenza, il conto di compensazione riporta un deficit, il sistema prevede un chiaro meccanismo sanzionatorio: il disavanzo del conto di compensazione deve essere compensato per intero.
Sfide di carattere politico-finanziario
Il principio del freno all’indebitamento e la volontà politica di rispettarne le direttive hanno fornito un contributo fondamentale al risanamento delle finanze federali.
Vista la dinamica della crescita nei settori di compiti fortemente vincolati per legge (ad es. la previdenza sociale a causa dell’invecchiamento della popolazione), la sfida di carattere politico-finanziario a lungo termine sarà quella di soddisfare anche altre esigenze e nel contempo vigilare affinché il finanziamento delle prestazioni statali rimanga sopportabile per il bilancio pubblico e le economie domestiche.
Dall’introduzione del freno all’indebitamento le uscite sono quasi sempre rimaste al di sotto dei valori preventivati, il che è anche riconducibile a un impiego parsimonioso delle risorse. Secondo le regole vigenti, le eccedenze conseguite in questo modo vengono automaticamente utilizzate per ridurre il debito. Alla luce di questa situazione, regolarmente vengono rilanciate riflessioni sulla possibilità di impiegare tali eccedenze anche per altri scopi.
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Ultima modifica 26.10.2020