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L'ex presidente cinese Jiang Zemin, che aveva diretto il partito comunista dal 1989 (tre settimane dopo le manifestazioni di Piazza Tiananmen) fino al 2002 e il Paese dal 1993 al 2003, è morto a Shanghai alle 12.13 di mercoledì all'età di 96 anni. Ne hanno dato notizia le autorità di Pechino. Jiang era malato di leucemia e diversi organi hanno smesso di funzionare, si precisa nel comunicato.
L'ex dirigente - nato a Yangzhou, nell'est, il 17 agosto del 1926 - è stato uno dei protagonisti della modernizzazione del Paese, che era appena agli inizi quando Deng Xiaoping lo indicò come suo successore. Quando lasciò il potere, era diventato nel frattempo membro dell'Organizzazione mondiale del commercio, aveva recuperato la sovranità su Hong Kong, si era aggiudicata l'organizzazione delle Olimpiadi estive di Pechino del 2008 ed era sulla strada per divenire una superpotenza mondiale. Il tutto senza smettere, però, di reprimere il dissenso interno. Ingegnere di formazione, aveva lavorato in un'industria russa negli anni '50. Nella sua carriera politica, prima di raggiungere i vertici, era stato ministro dell'industria elettronica e sindaco di Shanghai.
"L'incidente" con Ruth Dreifuss
In Svizzera Jiang Zemin sarà ricordato anche per la sua visita in Svizzera del 1999, in cui un incidente diplomatico rischiò di compromettere i rapporti fra Berna e Pechino. Era il 25 marzo e il presidente cinese aveva preso molto male le manifestazioni a favore del Tibet, al suo arrivo davanti al Palazzo Federale. Stizzito, alla presenza di Ruth Dreifuss aveva dichiarato che la Svizzera aveva "perso un amico". L'irritazione crebbe a cena, quando fu inizialmente fatto sedere al posto sbagliato e la presidente della Confederazione sollevò di nuovo la questione dei diritti umani. Adolf Ogi raccontò poi di aver evitato una partenza anticipata dell'ospite regalandogli un cristallo che portava in tasca.