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Migliaia di persone hanno manifestato giovedì in piazza a Westminster contro la decisione di Boris Johnson di sospendere i lavori del Parlamento britannico per consentire, in caso di mancato accordo con l’Unione Europea, l’uscita “No Deal” il 31 ottobre. “Salviamo la nostra democrazia! Stop Brexit”, urlano in coro i manifestanti che accusano il primo ministro di comportarsi da dittatore.
“Questa è la sospensione della democrazia e noi siamo qui a lottare per difenderla”, spiegano gli attivisti.
L’obiettivo del leader conservatore è quello di impedire all’House of Commons di bocciare un'eventuale uscita senza accordo. Johnson, infatti, ha promesso durante la sua campagna per l’elezione a leader del partito di mettere in pratica l’uscita dall’Unione Europea entro il 31 ottobre, costi quel che costi.
La protesta, secondo gli organizzatori, continuerà a oltranza e potrebbe confluire questo sabato in una grande marcia.
Per la petizione già 1,5 milioni di firme
È stata finora sottoscritta da 1,5 milioni di persone la petizione che chiede al Governo britannico di non sospendere i lavori del Parlamento, come invece ottenuto dal premier Boris Johnson, quando mancano solo poche settimane alla data fissata per il divorzio del Regno Unito dall'Unione Europea.
Nell'istanza si chiede che il Legislativo non sia sospeso o sciolto a meno che e fino a quando il periodo dell'articolo 50 non sia stato sufficientemente esteso o l'intenzione di ritirarsi sia stata annullata.
Il riferimento è alla parte del trattato di Lisbona in cui si stabilisce la modalità con cui un paese membro può lasciare la comunità.