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La ricerca MKULTRA e la ricerca sulla visualizzazione remota permisero agli scienziati di scoprire metodi per ottenere degli effetti desiderati e anche di capire su quale parte del cervello concentrarsi per ottenere tali effetti. Mentre alcuni scienziati furono in disaccordo con la teoria delle onde ELF, la maggior parte delle ricerche sia negli Stati Uniti che nell’Unione Sovietica, continuò a concentrarsi sugli effetti delle onde ELF sul cervello. Un problema comunque rimaneva ancora irrisolto. Molte delle vittime del progetto MKULTRA furono soggetti involontari a cui era stato mentito e che furono costretti a partecipare a sperimentazioni non etiche. Per via delle restrizioni tecnologiche dei tempi c’era bisogno che le vittime venissero sequestrate, portate in un ospedale e drogate per poi venire sottoposte a terapie elettroconvulsive usando elettrodi applicati sullo scalpo. Anche per il monitoraggio fisiologico dell’elettroencefalogramma (EEG) e di altri segni vitali venivano applicati dei sensori sul soggetto. Inoltre, erano tempi rischiosi per i ricercatori del progetto MKULTRA prima dell’inizio degli anni 1970. Le denunce e i reclami delle vittime avevano provocato come conseguenza che vennero aperte delle udienze del congresso e la sperimentazione non etica condotta dalla CIA su soggetti involontari cominciò a venire esposta. Con il senatore Ted Kennedy al comando, i documenti della CIA che sopravvissero alla macchina trinciante mostravano un quadro riguardo alla sperimentazione illegale alquanto bizzarro, con sperimentazioni per lo più portate avanti usando società private. Se la CIA non avesse sequestrato vittime in centri di ricerca per la sperimentazione e non avesse lasciato dei documenti come prova, può essere che il fatto non sarebbe mai saltato fuori e che non ci sarebbe stata un udienza del congresso. L’opinione pubblica fu molto scossa per i gravi abusi. Il congresso si mostrò costernato. La CIA cominciò allora a cercare altri modi per continuare le proprie ricerche sul controllo mentale in modo da potere negare tutto facendo sembrare la cosa poco plausibile e così con minori probabilità di essere scoperti. L’era del monitoraggio neurale remoto ebbe così inizio.
L’Agenzia dei progetti di ricerca avanzata assegnò un contratto con un finanziamento di 338’000 $ all’Istituto di Ricerca di Stanford (CSRI) il febbraio del 1972. Il direttore del programma era il dr. George Lawrence e il contratto fu formulato dal dr. Lawrence Pinneo con lo scopo di determinare la fattibilità della comunicazione bio-cibernetica.
Più specificamente, il dr. Pinneo investigava sulla fattibilità di un progetto per creare un collegamento di comunicazione fra uomo e computer usando le attività elettriche del cervello durante la riflessione verbale. L’ipotesi formulata fu che le attività elettriche del cervello durante il pensiero è simile alle attività elettriche del cervello durante un discorso parlato. Gli elettroencefalogrammi dei soggetti furono misurati usando elettrodi di scalpo applicati ai lobi frontali e temporali. “La ricerca si basava sull’assunzione che supponeva che il pensiero pensato non è nient’altro che un discorso fatto in modo silenzioso o nascosto”. Ai soggetti vennero mostrate cartoline illustrate con delle parole a cui dovevano pensare mentre i loro elettroencefalogrammi venivano registrati. La ricerca arrivò alla conclusione che l’elettroencefalogramma rivela risposte simili sia durante la lettura silenziosa che quella ad alta voce e che queste risposte possono venire classificate correttamente da un computer con un alto grado di accuratezza.
Lo studio di Pinneo si concentrò anche sull’identificazione dei modelli di elettroencefalogramma degli omonimi. Gli omonimi sono parole come “write” e “right” che vengono pronunciate in modo simile ma che hanno significati diversi.
I modelli dell’elettroencefalogramma erano simili quando i soggetti pensavano alla parola “write” o “right”. Ma se i soggetti pensavano alla parola nel contesto di una specifica frase, con l’analisi dell’elettroencefalogramma era possibile distinguere le due parole altrimenti pronunciate allo stesso modo. Gli elettrodi vennero applicati a varie parti sullo scalpo; comunque, gli elettrodi sui lobi temporali mostrarono un accuratezza maggiore e più importante a livello statistico. Al contrario, gli elettrodi che vennero applicati sulle aree occipitali o parietali del cervello, ebbero molto meno successo nel creare correlazioni.
Bisogna tenere in mente che la ricerca del dr. Pinneo fu condotta nel 1972 con una tecnologia relativamente rozza specialmente per quello che riguarda il misurare l’elettroencefalogramma. Nonostante il fatto che non si disponeva ai tempi delle tecnologie necessarie, furono comunque in grado di creare un dizionario di EEG (elettroencefalogramma) di parole che venivano pensate dai soggetti. Come per le ricerche sulla visualizzazione da remoto, il dr. Pinneo giunse alla conclusione che i lobi temporali del cervello erano i punti più importanti per effettuare la misurazione e la rappresentazione dell’elettroencefalogramma (EEG) del pensiero. Inoltre, aggiunse dei parametri con cui sarebbe stato possibile aumentare l’accuratezza dell’elettroencefalogramma corrispondente alla parola o alla frase pensata. Questi parametri aggiunti includevano la formazione del soggetto all’uso del sistema operativo e l’utilizzazione di un “training temporale” per le risposte nascoste come anche il fornire una serie di risposte soggettive a cui il soggetto avrebbe dovuto pensare e che gli erano significative. Nel suo insieme, la ricerca del dr. Pinneo nel 1972 giunse alla conclusione che un sistema di comunicazione bio-cibernetico che avrebbe permesso a un computer di interpretare il pensiero umano basandosi sull’elettroencefalogramma (EEG), era di fatto possibile. Non sorprendentemente, incluso nelle referenze del suo studio, ci sono gli studi portati avanti dal dr. W. R. Adey, un subappaltatore MKULTRA.
La ricerca che seguì si concentrò sulla possibilità di rilevare da remoto i potenziali elettrici generati dal cervello. La rilevazione dell’elettroencefalogramma da remoto permette di monitorare da remoto le attività celebrali senza la necessità di applicare elettrodi sullo scalpo del soggetto e permette in modo più facile di sperimentare su soggetti umani senza il loro consenso formale. Un ricercatore, Robert G. Malech, investigò sul monitoraggio neurale da remoto e sul come alterare le attività cerebrali da remoto ed il suo lavoro culmino con la registrazione di un brevetto USA nel 1974, il numero è 3951134. L’impianto da lui creato era in grado di trasmettere un segnale di base e un segnale primario al cervello di un soggetto controllato. Il cervello del soggetto in questo caso trasmette un secondo segnale come risposta ai due segnali in arrivo. Essenzialmente, i due segnali in arrivo si armonizzano con la frequenza elettrica inerente del cervello o la forma d’onda (waveform) d’interferenza viene restituita al destinatario. La forma d’onda d’interferenza può venire a questo punto “demodulata”, amplificata e visualizzata visivamente per poi venire inviata a un computer. Secondo Malech, la forma d’onda “demodulata” verrebbe poi usata per produrre un segnale compensante che può venire trasmesso nuovamente al cervello. Il segnale compensante può venire usato per tentare di alterare in modo artificiale l’attività cerebrale e per produrre un cambiamento desiderabile nelle attività cerebrali dei soggetti. Nella descrizione dell’impianto Malech parla chiaramente del potenziale di questa scoperta per venire usata per il monitoraggio neurale remoto di un soggetto senza il suo consenso. Il suo brevetto fu pubblicato nel 1976 e il suo impianto era composto da componenti comunemente impiegati in sistemi di radar di quei tempi.
Per una “strana coincidenza”, un altra scoperta che riguarda gli impianti radar fu “L’effetto di Frey” o l’effetto di udienza a microonde.
Nel paragrafo finale del brevetto che Malech pubblicò vi è la seguente dichiarazione: “Le persone in posizioni critiche come gli autisti e i piloti possono venire ininterrottamente monitorate in modo da permettere l’attivazione di un dispositivo di emergenza nel caso di un fallimento umano. I sequestri, la sonnolenza e i colpi di sonno possono essere rilevati. Le funzioni vitali come il tasso del polso, la regolarità dei battiti cardiaci e altre funzioni possono venire monitorate e eventi come gli stati di allucinazione possono essere rilevati. Il sistema permette anche di effettuare delle diagnosi mediche dei pazienti inaccessibili ai medici generici da stazioni remote”.
Tenete in mente che l’impianto di Malech fu teorizzato nel 1976 con tecnologie enormemente inferiori rispetto ad oggi.
I progressi tecnologici riguardo alla velocità computazionale e il monitoraggio hanno spinto le ricerche del dizionario di elettroencefalogramma del dr. Pinneo e l’impianto per il monitoraggio remoto dell’elettroencefalogramma (EEG) di Malech più lontano di quello che questi ricercatori avessero mai potuto sognare. Utilizzando questi concetti fondamentali, la ricerca più moderna si è concentrata sul convertire le forme d’onda elettromagnetiche ricevute in pensiero udibile che può essere controllato e registrato. Essenzialmente, usare tecniche per leggere i pensieri, è qualcosa che viene fatto da molto tempo negli ambienti dei servizi segreti. Oltre al monitoraggio dei pensieri di un soggetto, i ricercatori hanno tratto dei vantaggi dalle ricerche sull’elettroencefalogramma (EEG) effettuate e le tecniche usate precedentemente da Malech. Una volta che un dizionario di forme d’onda di elettroencefalogramma che corrispondevano a vari stati emotivi fu creato, diventò poi relativamente facile indurre simili stati al cervello di un soggetto tramite una forma d’onda per produrre uno stato emotivo desiderabile. Si potrebbe giungere alla conclusione che usando la stessa tecnica, le cortecce visive e uditive del cervello potrebbero essere fatte risonare per stimolare allucinazioni visive e uditive. Questo avrebbe come conseguenza quello che i soggetti percepirebbero come ologrammi apparentemente realistici o suoni che non possono essere attribuiti a una fonte materiale esterna nei loro dintorni. In effetti, ci sono migliaia di persone negli Stati Uniti che hanno denunciato questo tipo di fenomeno.
Mentre tutto ciò potrebbe sembrare fantascienza a questo punto, se il lettore inserisce la ricerca attuale nel contesto degli studi precedenti del progetto MKULTRA, gli scopi raggiungibili e desiderabili sembrano chiari. Le agenzie dietro la ricerca cercavano avidamente metodi per leggere i pensieri in tempo reale con lo scopo di creare metodi di comunicazione nascosta come anche per creare una macchina della verità e per la modifica comportamentale. Per non rimanere indietro riguardo alla “guerra pscicotronica”, le varie forze armate finanziarono le proprie ricerche sul monitoraggio neurale remoto in modo indipendente. L’esercito si riferisce alla tecnologia per decifrare il pensiero e trasformarlo in un “segnale udibile” in tempo reale come “telepatia sintetica”. L’esercito assegnò a un team di ricercatori del centro Irvine dell’università della California un finanziamento di 4 milioni di dollari per investigare e sviluppare un metodo da usare per i soldati sul campo da battaglia per comunicare tramite la telepatia sintetica tra di loro. Tutto ciò verrà compiuto usando un’interfaccia computer/cerebrale in cui l’elettroencefalogramma (EEG) di un soldato verrà monitorato a distanza e decifrato per poi venire trasmesso ad un altro cervello sotto forma di segnale udibile o pensato. I ricercatori ammettono che ci sarà un aumento nell’apprendimento mentre i soldati si preparano a comunicare l’uno con l’altro usando solo i pensieri e non le parole parlate. I soldi del finanziamento provengono dalle tasse per conto del Programma d’Iniziativa di Ricerca universitario Multidisciplinare del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti. Questo programma porta avanti ricerche che coinvolgono più di una scienza e disciplina metalmeccanica. A conoscenza dei fatti, l’ammissione dell’esercito di questa impresa potrebbe apparire abbastanza innocente e avere implicazioni di sicurezza nazionale importanti. Comunque, c’è un’ammissione più allarmante se uno legge tra le linee. La loro ricerca attuale si concentra sulla telepatia sintetica interattiva tra diversi combattenti che si trovano sul campo di battaglia. È l’opinione dell’autore che questa è un’ammissione che la tecnologia è stata già perfezionata in un modo bidirezionale tra un soggetto posto come obiettivo e un sistema di comunicazione. Questo è di pertinenza particolare quando uno prende in considerazione il numero crescente di persone che si lamenta di sentire voci nella testa. Essendo a conoscenza della storia riguardo alla sperimentazione segreta in questo paese, è molto possibile che la popolazione civile è stata usata come cavie da laboratorio involontarie per effettuare ricerche riguardo a questa tecnologia? Si può facilmente giungere alla conclusione che è proprio il caso.
La ricerca più recente sul monitoraggio remoto neurale ha avuto come scopo la decodifica del potenziale di azione che viene generato durante un discorso dalla corteccia che manda segnali ai muscoli. Tutti conoscono il detto: “non parlare senza riflettere”. Come gli studiosi hanno scoperto, ciò è impossibile. I pensieri sono i precursori del discorso parlato e questa è la base su cui si basa il monitoraggio remoto neurale, la telepatia sintetica e i dispositivi per il controllo mentale. Molti ricercatori si sono concentrati sullo studio dei potenziali evocati che provengono dalla corteccia cerebrale responsabile per il linguaggio (speech cortex) con lo scopo di usare poi questi segnali per controllare vari dispositivi con il pensiero. Per perseguire questo scopo, bisogna scoprire la bio-meccanica del discorso e capire le correlazioni tra i potenziali elettromagnetici generati sia nei centri uditivi che nei centri del discorso del cervello. Ancora una volta, i lobi temporali del cervello umano si sono verificati essere l’area più coinvolta nella formulazione del discorso e dell’udienza. Nel 1999, i ricercatori della Albert Einstein, la Scuola di medicina che pubblicò un articolo sulla Rivista Internazionale di Neurofisiologia in cui descrissero i potenziali registrati di campo direttamente dal complesso uditivo. Il loro studio ebbe un interesse più per la determinazione del “tempo d’inizio di voce” (VOT), l’intervallo di tempo tra l’inizio consono e l’inizio della vibrazione delle corde vocali. L’instaurazione del ritardo di tempo tra il cervello che segnala alle corde vocali e le corde vocali che effettivamente rispondono in modo da generare un discorso parlato, è importante. Permette di sapere quando e per quale durata un segnale sarà presente per essere rilevato da remoto ed elettro-meccanicamente convertito in una forma che attiverà un dispositivo. Come dato di fatto, la ricerca ebbe successo. Al giorno d’oggi abbiamo i generatori di voce digitali e gli arti robotici che possono venire controllati con il pensiero che proviene dai centri del discorso del cervello. Mentre questa tecnologia può risultare essere estremamente preziosa per i portatori di handicap, decifrare il pensiero può avere conseguenze gravi sulla società in cui viene usata in modo più nascosto.
Migliaia di persone negli Stati Uniti denunciano il fatto di venire vittimizzate con il monitoraggio neurale remoto. Resta solo ancora da capire se questa è stata la parte della fase sperimentale di questa tecnologia o se la tecnologia è caduta in mani criminali. Molte delle vittime sono state accusate di essere deliranti e paranoici. Ma essendo a conoscenza del fatto che questo tipo di malattie mentali hanno negli Stati Uniti un’incidenza del 0,3% tra la popolazione generale e delle molte somiglianze nei racconti delle vittime, si può giungere alla conclusione che si tratta di sperimentazione illegale. Nondimeno, questa tecnologia molto intrusiva dovrebbe essere difficile da commercializzare visto il timore dell’opinione pubblica di perdere ulteriormente privacy e riservatezza. Forse no! Molti dei comunicati stampa si concentrano su cose come permettere ai portatori di handicap di usare dispositivi controllati con il pensiero in modo da rendere le loro vite più confortevoli. Inoltre, alla Fiera di miniature Internazionale in America del 2009, due giocattoli per bambini che sfruttavano l’elettroencefalogramma per muovere una palla e farla girare utilizzando il pensiero, vennero messi in esposizione. Il trainer di forza (force trainer) Mindflex ed Uncle Milton di Mattel usa delle cuffie senza fili che misurano le onde alfa e beta che vengono usate per poi produrre uno spostamento di una palla verso l’alto, il basso o di lato. I giocattoli sono in vendita per un prezzo di 129.99$ e 79.99$ rispettivamente. Che cosa poteva sembrare più innocente e così poco minaccioso di dei giocattoli per bambini? Non fatevi ingannare; questo è solo un tentativo intenzionale di commercializzare una forma di tecnologia che avrà conseguenze gravi sulla società. Se avete ancora dei dubbi, provate a chiedere a una delle vittime di questo tipo di ricerche che hanno perso le loro carriere e le loro famiglie per via del fatto che sono stati diagnosticati come deliranti e paranoidi per poi vedere la tecnologia che veniva detto loro fosse inesistente apparire nel Toys R US!