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Berne (ots) - Dans le cadre d'une Assemblée générale extraordinaire, les membres présents d'auto-suisse ...
economiesuisse - No ad una riforma dell'imposta sulle successioni
I cantoni si oppongono alla competenza federale
Zürich (ots) - La Conferenza dei Direttori cantonali delle finanze (CDF) si è pronunciata il 17 maggio 2013 nettamente contro l'iniziativa per un'imposta sulle successioni. Anche economiesuisse rifiuta fortemente questo progetto. Essa indebolisce le imprese di famiglia, limita la competenza dei cantoni e non propone alcuna soluzione per i problemi strutturali dell'AVS. L'iniziativa "Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS" va sottoposta in votazione popolare senza controprogetto.
La CDF suggerisce chiaramente di rifiutare l'iniziativa popolare dal titolo allettante "Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS (Riforma dell'imposta sulle successioni)". Il netto voto della CDF indica che il progetto va sottoposto in votazione popolare senza opporvi un controprogetto. Anche l'economia rifiuta nettamente l'iniziativa. L'attuale regolamentazione, per la quale i cantoni possono definire autonomamente l'imposta sulle successioni e sulle donazioni, soddisfa tutte le esigenze. Accanto all'ingerenza nella competenza fiscale dei cantoni, l'iniziativa indebolisce le imprese di famiglie, porta a un'imposizione molteplice della stessa base fiscale e illude sulle possibilità di risanare l'AVS.
Dannosa imposizione molteplice
Già oggi i patrimoni in Svizzera vengono tassati maggiormente rispetto alla media. Con un'imposta federale sulle successioni e sulle donazioni, lo stesso franco sarebbe tassato tre volte.
L'imposta sulle successioni indebolisce le imprese famigliari
La riforma dell'imposta sulle successioni complicherebbe il rilevamento delle imprese famigliari ereditate. L'iniziativa preoccupa soprattutto le imprese di famiglia, in relazione alla pianificazione della successione. A questo contribuisce anche l'incertezza su eventuali sgravi fiscali. Proprio in un contesto economico teso con grandi incertezze, un aggravio fiscale costituirebbe un onere per numerosi imprenditori che hanno investito il loro capitale nell'impresa. In caso di successione dell'impresa occorrerebbe così in alcuni casi assumere crediti, ridurre il capitale proprio o prevedere diversi risparmi, tra i quali una riduzione dei posti di lavoro.
False promesse per l'AVS: i problemi restano
L'iniziativa popolare porterebbe annualmente all'AVS entrate supplementari per circa 2 miliardi di franchi. Secondo le prospettive finanziarie dell'AVS fino al 2030, questo importo - indipendentemente dallo scenario adottato - non farebbe altro che posticipare di qualche anno i deficit previsti. I problemi strutturali (aumento della speranza di vita, rapporto inferiore tra contribuenti e beneficiari) non sarebbero risolti. Un contributo di due miliardi non riesce nemmeno lontanamente a colmare la lacuna di finanziamento. Le entrate supplementari ritardano semplicemente il processo di risanamento. Il tempo per intervenire attraverso le riforme rischia di trascorrere senza che si intervenga e il finanziamento dell'AVS sarebbe minacciato.
Intervento inaccettabile nella sovranità fiscale dei cantoni e conseguenze problematiche
L'economia rifiuta l'iniziativa poiché costituisce un'ingerenza nell'autonomia fiscale dei cantoni. Negli ultimi anni, molti cantoni hanno abolito l'imposta sulle successioni per discendenti diretti e l'iniziativa la reintrodurrebbe. Inoltre, le norme transitorie che prevedono l'effetto retroattivo dell'imposta sulle donazioni al 1. gennaio 2012 sono altamente problematiche dal punto di vista giuridico e creano un'ulteriore incertezza per le persone fisiche e le imprese.
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Angelo Geninazzi
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