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BERNA - La presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf risponde al presidente della SPD tedesca Sigmar Gabriel, che aveva accusato le banche elvetiche di "criminalità organizzata" e ribalta l'accusa sui rappresentanti dei Länder tedeschi che acquistano CD rubati con i dati di presunti evasori in Svizzera. "Quando l'autodenuncia è eretta a sistema con l'intimidazione - ha detto la Widmer-Schlumpf - siamo più vicini al crimine organizzato che al prelievo fiscale. È inaccettabile".
La Widmer-Schlumpf ha poi aggiunto, durante le sue interviste a 24 Heures e La Tribune de Genève: "Certi rappresentanti dei Länder sembrano preferire la via della coazione e della paura piuttosto di quella della legalità con un accordo che garantisca la giustizia fiscale. Quando uomini politici si vantano di acquistare CD illegali, mi chiedo quale sia la loro concezione dello stato di diritto". Chiaro riferimento, in particolare, al suo omologo del Land Nordreno-Vestfalia Norbert Walter-Borjans (SPD), acerrimo oppositore del trattato fiscale con Berna, il quale ha ribadito nei giorni scorsi di voler comprare altre informazioni sottratte alle banche elvetiche.
Eveline Widmer-Schlumpf ha escluso, infine, una volta ancora, una riapertura di negoziati sull'accordo fiscale sottoscritto da Germania e Svizzera il 21 settembre 2011 e poi riveduto con un protocollo aggiuntivo il 4 aprile scorso: "Non c'è più niente da negoziare. La Germania deve ora decidere liberamente se accetta questa soluzione".