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Focolaio di Covid a San Pietroburgo
I quarti di finale degenereranno in un evento super-spreader?
La sede di San Pietroburgo del campionato europeo sta registrando un numero crescente di morti legate al Covid. Tra tre giorni, venerdì, la Svizzera giocherà contro la Spagna proprio nella città russa. Cosa potrebbe significare per il numero di nuove infezioni nel nostro Paese?
Le autorità della metropoli russa hanno riferito sabato 107 morti in un giorno in relazione al Sars-CoV-2, la cifra più alta in assoluto registrata dall'inizio della pandemia nella primavera del 2020.
Le nuove infezioni, in un sol giorno, sono state 1.200, in aumento, anche se di poco, rispetto al giorno precedente. Si dice che la ragione di questa risalita dei contagi in tutto il Paese sia la diffusione della variante delta, particolarmente contagiosa.
La città con più di un milione di abitanti ha recentemente imposto una serie di restrizioni per mettere sotto controllo la situazione. Il numero di persone permesso nelle zone dei tifosi, per esempio, è stato limitato. Le mascherine protettive sono obbligatorie pure negli eventi all'aperto. Foto e video però mostrano ripetutamente folle di persone senza mascherine. Negli scorsi giorni inoltre si sono scoperte numerose infezioni da Covid tra i tifosi finlandesi dopo il loro ritorno da San Pietroburgo.
Si va verso un evento super diffusore del virus?
San Pietroburgo è stata la sede di sei partite del turno preliminare. La metropoli russa ospiterà anche il quarto di finale di venerdì tra la Spagna e la nostra Nati, dopo la vittoria sensazionale ottenuta dai rossocrociati sulla Francia lunedì sera.
Questa partita sarà anche un evento super-spreader, cioè in cui si avrà una diffusione di massa del Covid?
Daniel Koch, il noto «Mister Corona» che abbiamo imparato a conoscere durante la prima ondata pandemica nella primavera del 2020 e che da pensionato, tramite la sua ditta, offre consulenza alla Uefa sulla pandemia, rassicura in un'intervista alla SRF.
Gli spettatori nello stadio faranno parte di una delle tre categorie seguenti: vaccinati, testati negativi o guariti, quindi si applica lo stesso regime dei grandi eventi in Svizzera. «Ci saranno probabilmente infezioni individuali. Ma non penso che sia probabile che questo porti a focolai più grandi», ha affermato Koch.
L'epidemiologa Esther Künzli, espressasi sempre sulla SRF, ha però una visione diversa: «Una gran parte della popolazione in Svizzera non è stata vaccinata», dice, aggiungendo che sarà ancora il caso dopo le vacanze estive e la stagione di punta dei viaggi. Il Regno Unito mostra che la variante delta si diffonde soprattutto tra i non vaccinati. C'è quindi la probabilità che il numero di casi aumenti ancora.
Crescono le critiche per le partite in programma a Londra
Anche in Inghilterra, a causa della variante delta, i casi di Covid sono in forte aumento ormai da alcune settimane, tanto da obbligare il primo ministro Boris Johnson a posticipare di un mese le riaperture previste per tornare alla normalità.
Agli Europei la maggior parte delle partite giocate a Londra sono programmate durante la fase ad eliminazione diretta, compresa anche la finalissima. Ora l’UEFA chiede una deroga per quanto riguarda la finale, minacciando di spostare altrove la partita più importante del torneo.
«La direzione dell’UEFA non ha capito cosa sta succedendo nel mondo dalla primavera del 2020, oppure sta deliberatamente mettendo a rischio la salute e persino la vita di molte persone per interesse personale», ha criticato senza mezzi termini la testata tedesca Frankfurter Allgemeine, in un commento pubblicato martedì.
«Non ha senso giocare a Londra», così si era invece lamentato la scorsa settimana l’allenatore dell’Austria Franco Foda sulle pagine del "Kleine Zeitung". «Con tutta la dovuta comprensione per le regole di ingresso che si applicano in Inghilterra a causa della mutazione delta, sarebbe assurdo se i nostri tifosi non potessero venire allo stadio. Non capita tutti i giorni di qualificarsi per gli ottavi di finale».
Anche l’ottavo di finale in programma martedì sera alle 18:00 fra Inghilterra e Germania si gioca nello stadio londinese di Wembley, con 40.000 spettatori ammessi.
«L'UEFA deve decidere con cura»
Anche il vicepresidente della Commissione Ue ha espresso le sue perplessità sulla possibilità di giocare la finale degli Europei nel Regno Unito, dove nella giornata di lunedì si sono registrati 22.868 nuovi casi di Covid.
«Non ne abbiamo discusso in Commissione, non spetta a noi ma all’UEFA prendere una decisione» ha detto al Parlamento europeo da Margaritis Schinas.
«A titolo personale tuttavia», ha continuato il politico, «voglio condividere con voi i miei dubbi sulla reale possibilità di organizzare le finali e le semifinali a Londra, in uno stadio pieno di tifosi quando il Regno Unito limita gli spostamenti dei propri cittadini verso l’Unione Europea».
Margaritis Schinas ha poi concluso così: «Bisognerebbe avere una certa simmetria e proporzionalità. Sono dell’idea che l’UEFA debba riflettere molto accuratamente, si tratta di una decisione che va presa con cognizione di causa».