Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01107.jsonl.gz/95

Le case farmaceutiche lamentano ritardi nelle procedure di approvazione di nuovi farmaci.
Dal 2013 l'UFSP, Ufficio federale della sanità pubblica, ha l'obbligo legale di trattare le domande d'iscrizione nell'elenco dei medicamenti autorizzati "di regola entro 60 giorni". Prima, il processo richiedeva circa tre volte più tempo. In contropartita le case farmaceutiche accettarono che i loro prezzi venissero controllati ogni 3 anni.
Un accordo che tuttavia l'UFSP non è stato in grado di rispettare. Nel 2015 circa la metà delle domande è stata esaminata entro sessanta giorni, mentre nel 2016 e nel 2017 tale percentuale è scesa a un terzo, praticamente tornando alla situazine del 2013. Attualmente 25 nuovi farmaci con nuovi principi attivi e 17 nuove indicazioni presentate quest'anno o l'anno scorso sono ancora in attesa, come riferisce un articolo della Basler Zeitung. I farmaci particolarmente innovativi prodotti dalle aziende farmaceutiche locali risentono dell'arretrato di dossier dell'UFSP.
L'UFSP tuttavia attribuisce la colpa del ritardo all'industria farmaceutica, che ha "presentato un numero di denunce superiore alla media contro le decisioni dell'Ufficio".
Interpharma, l'associazione mantello del settore, respinge questa accusa. L'industria ha collaborato pienamente con l'UFSP al riesame dei prezzi degli ultimi anni e ha accettato notevoli riduzioni di prezzo per circa 350 farmaci, ha fatto sapere l'associazione. Le 26 denunce presentate sono risultate conformi alle aspettative e solo nove reclami provengono dai membri di Interpharma. "I problemi organizzativi dell'UFSP non sono imputabili all'industria", ha dichiarato Sara Käch, portavoce di Interpharma, come riferisce la Basler.
Il risparmio effettivo sui farmaci avrebbe invece superato le aspettative dell'UFSP. Fino al 2019 l'Ufficio si attendeva 180 milioni di franchi. Ora siamo già a 190 milioni.