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Nonostante abbia giocato una bella partita, i troppi errori commessi da Federer ieri a Ginevra hanno portato alla seconda sconfitta stagionale, la prima in patria dal lontano 2013.
Il 30 maggio inizierà il Roland Garros e Roger Federer ci sarà - a meno di clamorose sorprese - il torneo parigino sarà un'altra tappa di avvicinamento alla stagione sull'erba, la priorità del basilese.
A Ginevra, ieri, il Maestro è stato battuto ai punti - in tre set - da Andujar. Deluso, ma maturo a sufficienza da capire che a 39 anni, dopo più di un anno di assenza - se togliamo la breve apparizione a Doha - questo è il prezzo da pagare per continuare a giocar(sela)e.
«Questo è il processo che devo attraversare. Non posso abbattermi troppo - ha commentato l'ex numero 1 al termine della sfida - ho bisogno di sedermi al tavolo e parlare con la mia squadra per disegnare il piano per i prossimi 10 giorni. Ci saranno molte conversazioni tra di noi».
I 111 minuti di Ginevra 2021
Federer stecca la pallina concedendo il primo set al suo avversario, mette lì una smorzata da fondo campo degna dei suoi tempi migliori per conquistare il quinto game del secondo set che andrà poi a vincere -, nel terzo set dopo un lungo scambio lascia andare un missile preciso di dritto ad uscire, infine sotto 5-4, stecca ancora sulla palla match dello spagnolo. Sorride, si congratula e esce dal campo con signorilità, come vi era entrato.
«Le partite sono un'altra bestia»
«È bello essere di nuovo in campo, ma poi perdi una partita come questa e sei giù. Non è mai una bella sensazione. Non vedevo l'ora di giocare qui - ha detto Federer - ma mi aspetto di meglio da me stesso. Sento che in allenamento ho giocato meglio, e anche qui, oggi. Ma come sappiamo le partite sono un'altra bestia. Ho ancora del lavoro da fare».
Prima sconfitta in Svizzera dal 2013
Chi ha visto i due match persi in stagione da Federer concorda sul fatto che il basilese è stato il miglior giocatore in campo in entrambe le sconfitte.
«Devo accettarlo come parte del processo e andare avanti. Ci ho provato, ma ho fatto troppi errori».
Le partite sono un'altra bestia, il tennis può essere brutale a volte, citando lo stesso Federer.
Per gli amanti dei numeri e delle storia si ricorda che dopo una striscia di 32 vittorie in patria, quella di ieri a Ginevra è stata per Federer la prima sconfitta sul suolo svizzero dal 2013, quando perse la finale agli Swiss Indoors di Basilea contro l'argentino Juan Martin Del Potro.
«L'obiettivo rimane Wimbledon»
«Il Roland Garros non è l'obiettivo - ha ribadito Federer, che sa di non poter competere per il titolo contro Rafael Nadal (tra gli altri) - l'obiettivo è l'erba, quindi ho ancora tempo. Ciò che è importante sono le prossime settimane, essere di nuovo nel tour, allenarti con i migliori, seguendo il loro ritmo».
Nonostante i 39 anni, i problemi fisici che lo hanno fermato a lungo e il fatto di trovarsi sempre ancora davanti gli eterni rivali Djokovic e Rafa, di una manciata di anni più giovani di lui, i tifosi di Roger Federer si aspettano ancora l'ultimo guizzo, l'ennesimo titolo a coronazione - se ce ne fosse ancora bisogno - di una carriera straordinaria e unica.
«La gente si aspetta molto da me e io ho grandi aspettative per me stesso. Sono deluso per il torneo più di ogni altra cosa. Avrei voluto rimanere in gioco e disputare qualche altra partita per la gente di qui, perché l'atmosfera è ancora, considerando le circostanze, molto buona: i presenti sembravano molto felici di vedermi qui».
Lunga vita al re!