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Non c'è pace per l'aviazione, confrontata ora con un boom dei prezzi del carburante
Proprio quando si pensava a una ripresa dalle restrizioni Covid, un altro duro colpo per un'industria fragile
SINGAPORE - Da una crisi all'altra, da una difficoltà all'altra. Le compagnie aeree, ultimamente in ripresa dal terribile colpo che è stata la pandemia, si trovano ora a doversi confrontare con un forte aumento del prezzo del carburante, provocato dall'invasione russa in Ucraina e dalle conseguenti sanzioni.
Il greggio brent è balzato del 26% a più di 120 dollari al barile da quando l'armata russa ha varcato i confini ucraini, ciò che ha innescato anche una corsa alle alternative del greggio russo. Inevitabilmente, i prezzi a livello globale del carburante per aerei sono saliti ai massimi da 14 anni.
I vettori e i viaggiatori si trovano quindi di fronte ad ulteriori aumenti dei costi, proprio quando il viaggio aereo stava tornando ad essere gettonato dopo le restrizioni Covid. La situazione è molto incerta, le forniture ritardano, l'inflazione galoppa e ad esempio gli Stati Uniti stanno valutando di vietare le importazioni di petrolio dalla Russia.
Un mix di fattori che preoccupa le compagnie. «Viaggiare in aereo non sarà proprio economico d'ora in poi, anche poiché la gente aveva già meno reddito disponibile, a causa dell'inflazione», ha detto un commerciante di carburante di Singapore a Reuters, stimando che più viaggiatori limiteranno i loro piani solo ai viaggi "necessari".