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Durante la pandemia COVID-19 è stata applicata per la prima volta l'organizzazione di crisi prevista dall'ordinanza concernente il coordinamento dei trasporti in vista di casi di sinistro (OCTS): le FFS e AutoPostale, in quanto organismi incaricati (gestori del compito sistemico), erano e restano responsabili del buon funzionamento dei TP in tempi di crisi. L'organizzazione predisposta, pur dimostratasi efficace, ha evidenziato margini di miglioramento.
Organizzazione dei TP in tempi di crisi: ottimizzazione di un modello di successo
Sulla base dell'OCTS, l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) gestisce la segreteria del coordinamento dei trasporti in vista di casi di sinistro (CTS), il cui compito principale è monitorare i pericoli e le minacce per i TP e sostenere le imprese di trasporto nella preparazione alle crisi. La segreteria è gestita sotto il profilo strategico da un ampio organo direttivo presieduto dal Direttore dell'UFT.
Nel marzo 2020, con il propagarsi del COVID-19, in virtù dell'articolo 5 OCTS l'UFT ha affidato alle FFS e ad AutoPostale il coordinamento delle misure necessarie a garantire il buon funzionamento dei TP durante la crisi. Le due imprese, in quanto gestori del compito sistemico per il settore dei TP, hanno raccolto la sfida di riorganizzare rapidamente l'esercizio dei TP in funzione delle esigenze poste dalla pandemia. Tra i compiti che sono state chiamate ad assolvere si annoverano il coordinamento nazionale della riduzione dell'offerta allo stretto necessario tra marzo e maggio 2020, l'elaborazione di un piano di protezione per l'intero settore dei TP e l'adozione di diverse decisioni specifiche per il traffico transfrontaliero. Nell'insieme, durante la crisi l'esercizio operativo dei TP ha funzionato e continua a funzionare bene: è stato possibile assicurare, in tutte le fasi della pandemia e sull'intero territorio nazionale, un regime uniforme e rispondente alle esigenze di mobilità. Il piano di protezione con l'obbligo della mascherina garantisce, anche durante la crisi, un utilizzo in sicurezza dei TP.
Di recente l'UFT ha valutato, con il sostegno di una società esterna, l'efficacia del CTS durante la prima ondata pandemica. Dalla valutazione, prevalentemente positiva, risultano i seguenti margini di ottimizzazione.
- L'esistenza del CTS, ovvero di un'organizzazione di crisi già predisposta, non era nota a tutti gli attori all'inizio della pandemia. È pertanto opportuno condurre una campagna d'informazione in merito. Occorre inoltre valutare la possibilità di definire meglio il momento a partire dal quale si applica l'organizzazione di crisi e quando tornare al regime «normale».
- I TP non si fermano ai confini cantonali. È imprescindibile che misure come l'obbligo della mascherina siano attuate su tutto il territorio nazionale. È questa una sfida non da poco quando l'adozione delle misure spetta ai Cantoni, come stabilito dalla legge sulle epidemie nelle situazioni particolari.
- Nella prima ondata pandemica si è constatato che, contrariamente ai comparti ferroviario e degli autobus, per gli impianti a fune, la navigazione e le autolinee a lunga distanza la gestione del compito sistemico non era chiara ed è stato necessario definirla sul momento. In un'ottica futura occorre trovare una soluzione istituzionalizzata anche per questi comparti.
- Bisogna inoltre disciplinare le modalità di risarcimento dei gestori del compito sistemico per l'onere causato dalla gestione della crisi e istituzionalizzare il loro coinvolgimento nelle organizzazioni di crisi della Confederazione.
Questi e altri punti saranno esaminati in maniera approfondita. L'UFT si propone di stabilire entro la fine dell'anno se e quali modifiche all'OCTS e misure concrete si renderanno necessarie.
UFT Attualità N. 89 maggio 2021