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A 25 anni di distanza Andre Agassi spiega come allora riuscì a leggere il servizio più potente del circuito e mettere così in scacco 'Boom Boom' Becker.
È stata una delle rivalità più belle del tennis. Parliamo delle sfide tra il tedesco Boris Becker e lo statunitense Andre Agassi. A cavallo degli anni novanta, insieme a Pete Sampras, Stefan Edberg e Pat Rafter i due regalarono grandi momenti di tennis.
La prima sfida tra i due risale al 1988, quando a Indian Wells, l'allora 21 enne campione tedesco batté il 18enne talento statunitense in tre set. Seguirono, nel 1989, altre due sfide, sempre vinte da 'Boom Boom' Becker.
I due si rividero sui campi - da avversari - altre 11 volte, tutte vinte dal ribelle statunitense, che concesse al ragazzone tedesco una sola ultima vittoria a Wimbledon, nel 1995 in semifinale.
Ad anni di distanza Andre Agassi ha spiegato come fu possibile battere regolarmente il campione tedesco, e soprattutto, come gli riuscì di eliminare la sua arma più letale: il servizio.
È alla piattaforma 'The Players’ Tribune Unscriptd' che Andre Agassi ha affidato al sua testimonianza.
The Players’ Tribune Unscriptd è una piattaforma multimediale creata nel Derek Jeter - ex giocatore di baseball professionista - dove vengono raccolte storie, video e interviste a grandi ex del mondo dello sport per permettere ai loro fan di sentirsi più a contatto con i loro idoli - questo stando a quanto esplicitato dal suo creatore -.
Ma torniamo ad Andre Agassi, che ricordiamo conquistò in carriera ben 8 tornei del Gran Slam.
«Il tennis consiste soprattutto nella capacità di risolvere problemi - ha attaccato lo statunitense nella sua intervista - e non puoi risolverli a meno che tu non abbia l’abilità di leggere l'ambiente che ti circonda».
La lingua che tradì Becker
Un messaggio 'ispirazionale' quello di Agassi, rivolto a tutti: «Più capisci in cosa consiste il problema e più sei in grado di risolverlo, nella vita come anche nel lavoro. Prendiamo per esempio Boris Becker, che mi batté le prime tre volte in cui ci incontrammo a causa di un servizio che mai si era visto prima nel tennis. Guardai e riguardai le cassette relative a quelle partite e infine mi resi conto che aveva un tic con la lingua. Non sto scherzando - ha continuato colui che nel 2001 sposò la divina Stefi Graf - iniziava il suo movimento oscillatorio, sempre uguale, e mentre era sul punto di lanciare la palla tirava fuori la lingua, e direzionava esattamente dove avrebbe messo la pallina: quando batteva da destra e metteva la lingua tra le labbra, tirava o al centro o al corpo; se la metteva a lato serviva ad uscire».
Non rivelare la scoperta al suo avversario
Ma la parte più difficile - a detta dello stesso Agassi- non fu tanto scoprire il tic dell'avversario, ma resistere alla tentazione di fargli sapere che lo aveva scoperto.
«Dovevo scegliere il momento più adatto in cui usare questa informazione per eseguire un colpo che mi avrebbe permesso di fare il break».
«Figurati se pensavo che mi stavi semplicemente leggendo la lingua»
L'oggi 51enne ex tennista ha poi raccontato di aver svelato il suo segreto al rivale, anni dopo, in occasione di una bevuta all'Oktoberfest, in Germania: « Sai che facevi questa cosa e così buttavi via il servizio perché io l'avevo capito?».
Sembra che Becker cadde quasi dalla sedia: «E io che tornavo a casa dopo l'ennesima sconfitta contro di te (Agassi) e dicevo a mia moglie: è come se mi leggesse nella mente».