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Riportiamo qui alcuni elementi del rapporto (in inglese).
Spesso le donne hanno più ragioni per abortire. Fra queste la mancanza di aiuto, problemi di coppia, la pressione esercitata dai famigliari o un partner violento. Ricorrono all’aborto anche donne che vorrebbero tenere il bambino, ma pensano di non disporre di mezzi sufficienti.
Spesso, proprio per una giovane donna, la sensazione di sentirsi aiutata è un fattore chiave nella decisione di tenere il bambino. A rendere difficile la scelta di abortire, le donne citano il fatto che l’embrione è una vita e la sua capacità di provare dolore.
L’aborto ha conseguenze fisiche e psichiche. Per esempio, l’aborto eseguito con il curettage determina un aumento del 29% del rischio di parto prematuro e persino del 69% del rischio di parto molto prematuro in gravidanze successive. Molti studi citano anche lo stress emotivo per le donne. La frequenza di disturbi psichici dopo un aborto aumenta del 30% rispetto al rischio che corre una donna che non vi ha mai fatto ricorso.
Particolarmente alto è il rischio di stress psichico in seguito ad un aborto se la donna è insicura della decisione, se rifiuta l’aborto per motivi etici, oppure se vi ricorre perché nel nascituro è stata riscontrata un’anomalia. Una condizione quest’ultima particolarmente allarmante considerando l’aumento dei test prenatali.