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<h2>SubmittedText<h2><p>L'ordinanza sulla protezione degli animali prevede prescrizioni concrete per gli allevatori e le organizzazioni di allevamento che definiscono obiettivi per i loro affiliati e disciplina i requisiti per ottenere animali sani (art. 25). Ciononostante in Svizzera si continua in parte a perseguire obiettivi d'allevamento che comportano dolore, sofferenza, lesioni o interventi invasivi nell'aspetto fisico o nelle capacità degli animali. Ciò riguarda sia gli animali da compagnia sia certi animali da reddito. Le organizzazioni di allevamento hanno una notevole responsabilità, poiché definiscono gli obiettivi d'allevamento e sono responsabili delle esposizioni e premiazioni di animali da allevamento. Dalle autorità federali e cantonali ci si attende invece che subordinino la concessione di sussidi al perseguimento di obiettivi d'allevamento conformi alla protezione degli animali.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quale strategia esecutiva concreta persegue nell'allevamento di animali da compagnia affinché allevatori, organizzazioni di allevamento, club cinofili e altri soggetti non producano e vendano ad acquirenti ignari animali allevati in modo non conforme alle prescrizioni dell'ordinanza? Le autorità di esecuzione federali e cantonali dispongono delle conoscenze necessarie e di sufficiente personale?</p><p>2. Come valuta la correlazione genetica negativa tra produzione di latte e salute delle vacche? Come valuta il "dissanguamento energetico" delle vacche altamente produttive dovuto alla capacità limitata di assumere cibo e il loro costante senso di fame? Conformemente all'ordinanza vigente, quali sono i limiti della produzione di latte?</p><p>3. Come valuta, nell'allevamento di suini, la correlazione genetica negativa fra dimensioni della figliata da una parte e mortalità, salute e, alla luce delle prescrizioni dell'ordinanza, comportamento dei suinetti dall'altra? Conformemente all'ordinanza vigente, quali sono i limiti delle dimensioni delle figliate?</p><p>4. Come valuta i risultati emersi da uno studio di Aviforum, secondo cui determinati ibridi di polli da ingrasso non sarebbero praticamente più in grado di spostarsi di 10 a 20 metri alla ricerca del giardino d'inverno? Queste linee da ingrasso sono idonee ai SSRA?</p><p>5. In Svizzera è vietato l'allevamento di bovini della razza Blu Belga, ma non l'importazione del loro sperma. Permettendone l'importazione non si sostengono metodi d'allevamento crudeli in Belgio? Non bisognerebbe prendere eventualmente in considerazione un divieto di importazione dello sperma?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Esistono diversi strumenti per fare in modo che l'allevamento sia rispettoso degli animali, tra cui l'obbligo di autorizzazione per l'allevamento professionale e una precisa definizione, negli atti normativi determinanti, dei livelli e delle caratteristiche dell'aggravio loro inflitto. Inoltre gli allevatori hanno l'obbligo di dimostrare la classificazione dell'aggravio effettuata da uno specialista esterno. Con questi elementi le autorità cantonali di esecuzione sono pienamente in grado di verificare se sono rispettati i requisiti legali della protezione degli animali. Infine, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria svolge periodicamente corsi di formazione continua sull'allevamento per le autorità di esecuzione. La responsabilità di rispettare le disposizioni di legge spetta però in ultima istanza sempre all'allevatore. </p><p>2. Le correlazioni genetiche fra la produzione di latte e la predisposizione alle malattie delle mucche sono dimostrate e devono essere incluse nelle decisioni delle organizzazioni di allevamento. Un apporto insufficiente di sostanze nutritive può verificarsi all'inizio della lattazione o se gli animali sono detenuti soltanto al pascolo. Le mucche hanno un'elevata capacità di adattamento fisiologico e riescono pertanto a compensare facilmente una riduzione temporanea delle riserve corporee. Dato che il senso di fame dipende principalmente dal riempimento del rumine, non è detto che lo percepiscano in caso di apporto insufficiente di nutrienti. Nel singolo animale, un'elevata produzione di latte non determina quindi necessariamente una riduzione del benessere o della salute. È tuttavia importante garantirgli un'alimentazione adeguata al fabbisogno. In considerazione del benessere animale, il limite della produzione di latte in caso di alimentazione con solo foraggio grezzo si situa, secondo gli studi attuali, intorno ai 7000 a 8000 chilogrammi all'anno.</p><p>3. La correlazione negativa fra dimensioni delle figliate da una parte e mortalità e salute dei suinetti dall'altra è nota. L'organizzazione di categoria Suisag (Centro di prestazioni per la produzione suinicola) cerca perciò, con i suoi obiettivi di allevamento, di contrastare questa problematica. Dal 2004 sono quindi valutate positivamente le scrofe riproduttrici i cui suinetti hanno un peso alla nascita equilibrato e un ridotto tasso di mortalità, mentre viene attribuita minore importanza al numero di suinetti nati vivi. Nel 2016 una cucciolata media in Svizzera comprendeva 13 suinetti (razze Large White e Landrace) con una media di oltre 15 mammelle. Queste dimensioni sono inferiori alla media europea e capita solo raramente che vi siano suinetti in sovrannumero che non è possibile allevare a seguito della loro ripartizione fra scrofe che hanno figliato nello stesso momento.</p><p>4. Nello studio Aviforum citato è stato analizzato l'utilizzo delle aree con clima esterno da parte di cinque specie ibride di polli da ingrasso. Le distanze percorse dagli animali non sono state rilevate. I risultati dimostrano che, con l'avanzare dell'età, i volatili cercano maggiormente queste aree e le utilizzano spesso anche poco prima della macellazione. Anche la detenzione di ibridi da ingrasso rapido soddisfa quindi, riguardo all'utilizzo delle aree con clima esterno, i requisiti del programma per il benessere degli animali SSRA di cui all'ordinanza sui pagamenti diretti (RS 910.13). </p><p>5. La richiesta di sperma della razza Blu Belga è elevata a livello internazionale. Essendo la domanda svizzera irrilevante nel confronto con quella complessiva, un divieto di importazione non avrebbe praticamente effetto sull'allevamento della razza all'estero.</p>  Risposta del Consiglio federale.