Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/216016

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 22 marzo 2019 la consigliera agli Stati Anne Seydoux- Christe ha chiesto al Consiglio federale (19.3408) quali misure ha adottato e avrebbe potuto adottare per porre fine al divieto di viaggiare imposto a un cittadino svizzero che possiede anche un passaporto libanese.</p><p>Le risposte molto diplomatiche del Consiglio federale all'autrice dell'interpellanza lasciavano intendere che si tenevano contatti regolari con il nostro concittadino e con le autorità saudite.</p><p>In effetti il dossier è complesso poiché è a causa di una domanda di estradizione di un Paese confinante con l'Arabia Saudita che il nostro concittadino è coinvolto in una procedura giuridica che non sembra avanzare. Tanto più che lo stesso querelante ha anche intentato una causa contro di lui presso il ministero pubblico ginevrino. Visto che è limitato nei suoi movimenti, il nostro concittadino non può lasciare l'Arabia Saudita e recarsi in Svizzera per difendere i suoi interessi.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Come viene portato avanti il dossier? Ed è stato possibile stabilire un contatto ufficiale con le autorità saudite?</p><p>- Come valuta la situazione?</p><p>- Vi è la speranza che, a breve termine, il nostro concittadino possa riprendere a spostarsi liberamente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In seguito all'interpellanza del 22 marzo 2019 della consigliera agli Stati Anne Seydoux-Christe, la Svizzera, per il tramite del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha chiesto ripetutamente alle autorità saudite di revocare il divieto di viaggiare imposto al cittadino svizzero-libanese in questione e di permettere il suo ritorno in Svizzera. Le autorità svizzere competenti hanno colto ogni occasione per intervenire, a tutti i livelli, a favore di questo caso, andando ben oltre quanto previsto dalla legge. Dopo la restituzione del passaporto svizzero, l'Ambasciata di Svizzera in Arabia Saudita ha effettuato diversi tentativi con il Ministero degli affari esteri saudita, inviando anche note diplomatiche, per chiedere di autorizzare l'interessato a lasciare il Paese e a rientrare in Svizzera. Al momento le note diplomatiche non hanno ottenuto la risposta auspicata.</p><p>Nell'ambito della protezione consolare, dal settembre 2016 il DFAE è in contatto regolare con la persona in questione, i suoi familiari e i suoi rappresentanti legali.</p><p>Vista la complessità del caso e la situazione eccezionale causata dalla pandemia, il Consiglio federale non è in grado di pronunciarsi su un'eventuale revoca a breve termine del divieto di viaggiare. Attualmente l'epilogo della situazione dipende quindi da una decisione ufficiale delle autorità saudite e dalla riapertura dei voli diretti tra l'Arabia Saudita e la Svizzera.</p><p>Le autorità svizzere competenti continueranno a intervenire per ottenere la revoca del divieto di viaggiare e, al contempo, ad assistere l'interessato nell'ambito della protezione consolare.</p>  Risposta del Consiglio federale.