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La coscienza delle macchine
08.02.2012
Può essere riconosciuta solo se emozioni e volontà assomigliano alle nostre?
I computer avranno mai, una coscienza? Se affrontassimo la questione da un punto di vista esclusivamente tecnologico, la domanda sarebbe piuttosto: quando. Dopotutto, le macchine sono già in grado di interagire con un ambiente e curarsi delle nostre esigenze. E come diceva il matematico e logico britannico Alan Turing, a proposito dell'intelligenza artificiale: se un calcolatore si comporta in modo indistinguibile da un essere umano, perché non dovremmo considerarlo intelligente?
Ma è proprio questo 'considerare', il punto: la coscienza delle macchine dipende anche dal nostro riconoscimento. E noi obietteremo che un computer non ha volontà, poiché le sue decisioni sono funzionali a un obiettivo che gli è stato attribuito da un essere umano.
Così come diremo che una macchina non prova emozioni. 'Solo perché non versa un po' di liquido dagli occhi?'. È la provocazione del nostro ospite, Simone Gozzano, professore di Filosofia della mente e della scienza, all'Università degli studi dell'Aquila.
In trasmissione anche il divulgatore Luca Accomazzi, col quale ricorderemo i 60 di Edvac, primo computer che accettava programmi inseriti in memoria e utilizzava il sistema binario.
08.02.2012