Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01084.jsonl.gz/438

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
LONDRA - Il governo britannico ha confermato oggi che entro il prossimo ottobre i datori di lavoro non avranno più la facoltà di costringere i dipendenti ad andare in pensione al compimento del 65/mo anno di età.
"L'età della pensione dovrà essere una scelta e non un obbligo, ognuno ha il diritto alla libertà di lavoro fino a quando lo desidera e fino a quando è in grado di lavorare", ha spiegato il sottosegretario all'occupazione Edward Davies.
"I dipendenti più anziani possono svolgere un ruolo molto importante nella loro azienda ed è ora di mettere fine a questa forma di discriminazione secondo l'eta", ha aggiunto. L'abolizione del pensionamento coatto a 65 anni rientra nel piano di riforma delle pensioni varato dal governo presieduto dal conservatore David Cameron. Questa misura era stata prevista anche dalla precedente amministrazione laburista.
Il pensionamento obbligatorio a 65 anni non è comunque utilizzato sistematicamente dalle imprese britanniche: nel Regno Unito, infatti, attualmente circa 800 mila persone continuano a lavorare nonostante abbiano superato quella soglia. La Tuc, la confederazione sindacale britannica, ha commentato con favore l'annuncio del governo sottolineando che "i lavoratori devono essere giudicati per quello che sono in grado di fare e non per l'età".
Pur non essendo contraria in linea di principio, la Cbi, l'equivalente della Confindustria in Gran Bretagna, sostiene che la riforma viene attuata in modo troppo poco graduale.
SDA-ATS