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Massimiliano Ay è stato riconfermato segretario del Partito comunista della Svizzera italiana. È il suo quarto mandato. Lo ha rieletto, all'unanimità, il 23esimo Congresso, appena conclusosi a Lugano. "Qui fuori non c'è solo la classe operaia, ci sono anche piccoli imprenditori schiacciati dalle multinazionali ed è pure a loro che dobbiamo saper parlare: se non riusciamo a coinvolgerli, finiscono per riconoscersi nei partiti populisti, che fomentano la guerra tra poveri", ha sostenuto fra l'altro Ay. "Vogliamo costruire alleanze - ha aggiunto il deputato al Gran Consiglio - anche con i settori progressisti della borghesia, se ciò serve a relizzare una società più equa, più solidale. Siamo un partito, non una setta". Una settantina i presenti a Lugano, ospiti compresi, tra cui delegazioni dei partiti comunisti della Corea (del nord) e del Laos. Apertosi ricordando Fidel Castro e cantando 'L'internazionale', il Congresso si è chiuso con l'immancabile 'Bandiera Rossa'.