Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/242649

<h2>SubmittedText<h2><p>Martedì 10 maggio, una maggioranza composta da UDC, Alleanza del Centro, Verdi Liberali e PLR ha accettato la proposta, formulata dalla maggioranza costituita dagli stessi gruppi politici in seno al Consiglio degli Stati, che mira a ottenere più facilmente il divieto di diffusione di articoli o servizi mediante provvedimenti cautelari (art. 266 CPC).</p><p>Questo attacco parlamentare contro il diritto all'informazione è stato presentato, da una parte degli eletti che l'hanno appoggiato, in quanto modifica minore e senza reale portata sul lavoro dei giornalisti.</p><p>Il contesto in cui si iscrive tale controriforma va chiarito. Sembra esserci una volontà di sviare il diritto alla protezione della personalità dalla sua finalità primaria per strumentalizzarlo allo scopo di imporre il silenzio su fatti la cui rilevanza politica e sociale pare evidente e meriterebbe di essere resa nota al pubblico.</p><p>Vi è da temere che il ricorso a procedure giudiziarie, la minaccia di richieste di risarcimento o di una denuncia penale obblighino alcuni media a rinunciare a trattare determinati temi o vicende.</p><p>L'importante scarto fra la copertura mediatica nella Svizzera tedesca e nella Svizzera romanda in merito al processo e alla condanna dell'ex direttore della banca Raiffeisen e dei suoi complici da parte della giustizia zurighese preoccupa, e può far temere che sia all'opera proprio una tale logica. Infatti la copertura mediatica è stata pressoché nulla, e questo nonostante la condanna, in questa vicenda, di complici residenti nella Svizzera romanda, fra cui personalità regolarmente invitate a esprimersi di fronte ai media.</p><p>Il Consiglio federale può informare l'Assemblea federale in merito ad eventuali interventi da parte delle persone condannate in questa vicenda che potrebbero spiegare il silenzio dei media romandi, in particolare presso i media detti del "servizio pubblico" (SSR)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Non è di competenza del Consiglio federale esprimersi a riguardo dei retroscena della copertura mediatica su singoli argomenti, o di un'eventuale mancanza od ostruzione di tale copertura. In virtù della separazione dei poteri il Consiglio federale non si esprime in merito alla legislazione del Parlamento.</p><p>La SSR assicura che i tentativi di influenzare il suo resoconto informativo sul processo Raffeisen non hanno avuto successo.</p>  Risposta del Consiglio federale.