Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/105876

<h2>SubmittedText<h2><p>La questione della conciliabilità tra famiglia e lavoro era e resta indubbiamente un tema scottante. Per le famiglie è indispensabile disporre di un'offerta di posti di custodia complementare alla famiglia e alla scuola adeguata ai bisogni. Negli ultimi anni, il programma d'incentivazione della Confederazione ha contribuito molto ad aumentare il numero di posti, che sono però ancora insufficienti. Alcuni cantoni e comuni stanno procedendo già da diverso tempo ad aumentare la loro offerta, altri iniziano invece soltanto ora. Il cantone di Basilea Città, per esempio, ha ampliato l'offerta di strutture parascolastiche a orario continuato e intende intensificare i suoi sforzi.</p><p>Il concordato Harmos, che prescrive ai cantoni di proporre un'offerta appropriata di posti di custodia, promuove ulteriormente questo processo. Le strutture di custodia complementare alla famiglia e alla scuola, tuttavia, costano. I fondi stanziati dalla Confederazione sono stati di grande aiuto per gli enti promotori degli istituti, per i cantoni e per i comuni, poiché hanno permesso di realizzare nuovi progetti e sostenerli nella fase di avviamento.</p><p>Visto quanto precede, è incomprensibile che il Consiglio federale abbia deciso di escludere in futuro le strutture di custodia parascolastiche e le scuole a orario continuato dal novero dei beneficiari degli aiuti. Chiedo pertanto al Collegio governativo di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È vero che il progetto inviato in consultazione non conteneva ancora questa modifica sostanziale?</p><p>2. Come spiega il suo cambiamento di rotta tra il momento della consultazione e l'approvazione del messaggio?</p><p>3. I cantoni e i comuni hanno avuto la possibilità di esprimersi su questa modifica sostanziale?</p><p>4. Come è possibile raggiungere l'obiettivo di migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro, se la mancanza di coordinamento tra le strategie della Confederazione, dei cantoni e dei comuni crea scompensi nel sistema di finanziamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'avamprogetto di modifica della legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia, posta in consultazione il 1° luglio 2009, proponeva di prolungare di quattro anni il programma d'incentivazione della custodia di bambini complementare alla famiglia e di continuare a sostenere le strutture per i bambini in età prescolare e quelle di custodia parascolastica.</p><p>2. Nell'autunno del 2009, vale a dire dopo l'apertura della procedura di consultazione sull'avamprogetto, il Consiglio federale ha approvato le grandi linee del programma di consolidamento 2011-2013. Questo prevede in primo luogo tagli alle spese. Si trattava quindi di valutare in quali settori potessero essere realizzati i necessari risparmi. Per evitare tagli, per esempio, alla socialità o alla formazione, si è deciso di concentrare il programma di incentivazione sulla promozione della custodia di bambini in età prescolare. Questa misura è giustificata dall'entrata in vigore del concordato HarmoS, avvenuta il 1° agosto 2009, secondo cui i cantoni concordatari si impegnano a proporre un'offerta di strutture di custodia complementare alla scuola adeguata ai bisogni locali. Spetta pertanto ai cantoni e ai comuni promuovere lo sviluppo dell'offerta di posti per i bambini in età scolare, il che rende superfluo l'impegno della Confederazione.</p><p>3. La proposta di non più sostenere la custodia parascolastica è una delle misure di risparmio previste dal programma di consolidamento 2011-2013 posto in consultazione il 14 aprile 2010. I cantoni avranno quindi la possibilità di esprimersi in merito.</p><p>4. La politica familiare e la custodia di bambini complementare alla famiglia sono in primo luogo di competenza dei cantoni e dei comuni, mentre la Confederazione interviene soltanto in via sussidiaria entro i limiti previsti dal sistema federale. Tenuto conto del fatto che i fondi stanziati nel quadro del programma d'incentivazione sono previsti per un periodo di durata limitata, tocca ai cantoni e ai comuni sviluppare una propria strategia in materia di politica familiare e attuare le misure più adatte alle realtà e alle esigenze locali.</p>  Risposta del Consiglio federale.