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Gli insegnanti parlano abbastanza “buon” tedesco durante le lezioni? Bastano i consigli dei direttori scolastici o ci vogliono obblighi precisi?
Con l’inizio della scuola nella Svizzera tedesca si ripresenta il problema del miglioramento delle competenze linguistiche degli allievi.
Dopo la cattiva figura fatta dagli adolescenti svizzeri, soprattutto da quelli provenienti dalla Svizzera tedesca, che secondo il rapporto europeo PISA 2000 erano scarsi in lettura e in comprensione del testo, i responsabili cantonali dell'istruzione avevano proposto diverse misure.
Innanzi tutto, le lezioni si devono tenere sempre in una lingua ufficiale (e non, come spesso accade nella Svizzera tedesca, in dialetto), si deve dare più peso all’educazione in età prescolastica e curare maggiormente l’integrazione delle famiglie degli immigrati.
Gli insegnanti devono dare il buon esempio
Ora un breve manuale della Scuola Superiore di pedagogia di Zurigo (PHZ), realizzato su mandato del cantone, incoraggia gli insegnanti ad utilizzare in modo coerente e costante il tedesco, a partire dalle prime classi delle elementari.
Peter Sieber, uno degli autori del manuale, sottolinea a swissinfo un’importante differenza geografica. “Tradizionalmente ci sono più resistenze nei confronti del tedesco a Berna, Soletta, Argovia, mentre i cantoni orientali, Zurigo compreso, hanno meno difficoltà”.
Altro problema: gli insegnanti, abituati nella vita di tutti i giorni a parlare dialetto, sono in grado di esprimersi correttamente e con spontaneità in tedesco?
"Il problema si pone davvero più per gli insegnanti che per gli allievi", spiega Sieber. "Ora mettiamo molta più enfasi sul tedesco nella preparazione pedagogica degli insegnanti, in modo che siano in grado di esprimersi meglio".
La lingua della scuola e della televisione
Uno scolaro che vive nella Svizzera tedesca cresce perlomeno con due lingue. Il dialetto lo parla nella vita di tutti i giorni, e lo utilizza anche per piccoli messaggi SMS e le email. Il “buon” tedesco lo ascolta quando gioca con i video-games e alla televisione.
Ma perfino in alcuni programmi d’informazione, tranne i telegiornali, dagli anni Ottanta il dialetto ha cominciato una progressiva invasione.
La televisione svizzero-tedesca ha coscientemente introdotto più dialetto per una questione molto semplice: costruire e mantenere un pubblico specifico, che altrimenti avrebbe perso a vantaggio delle emittenti tedesche ed austriache, che in quell’epoca cominciavano a fare concorrenza alla televisione nazionale.
È vero che in genere i bambini guardano i cartoni animati, e che questi sono in tedesco. Ma questa loro conoscenza passiva, non significa automaticamente che a scuola sappiano parlare e scrivere meglio.
Il tedesco: un gioco da ragazzi!
Secondo le direttive dei direttori dell’istruzione, gli insegnanti dovrebbero parlare tedesco durante tutte le lezioni, ginnastica e disegno compresi. Ma ciò è culturalmente quasi improponibile.
Andreas Fotsch, insegnante elementare a Zurigo racconta in proposito a swissinfo un aneddotto interessante. “In tedesco i bambini si sentono spesso inibiti. Allora ho fatto un esperimento. Con un cartone ho ritagliato il profilo di un televisore. Quando parlano dietro quel paravento, giocando “alla tele”, le loro inibizioni spariscono e sanno parlare benissimo il tedesco”.
Per sbloccare le inibizioni il gioco è davvero essenziale. D’accordo su questo punto anche Christophe Büchi, corrispondente nella Svizzera francese del quotidiano zurighese Neue Zürcher Zeitung e autore di un libro sul “Röstigraben”.
Anche secondo lui non si può imporre il tedesco; una combinazione di tedesco e dialetto è culturalmente più realista.
“Gli insegnanti devono assolutamente rendere lo studio del tedesco ludico, e non veicolare l’immagine intellettuale e scolastica della lingua, rispettando il dialetto che fa parte della vita sociale”.
Per litigare e per far pace meglio il dialetto
Andreas Fotsch, l’insegnante elementare di Zurigo, sottolinea infatti che nonostante lui si impegni a parlare più possibile il tedesco, e questo non costituisca per lui alcun problema, ci sono momenti in cui deve tornare per forza al dialetto.
Ad esempio per risolvere un conflitto, o per farsi ubbidire o anche durante una gita scolastica o una discussione di gruppo, durante la quale è più facile esprimere le proprie emozioni ricorrendo alla spontaneità del dialetto.
Senza contare che per sentirsi accettati, i bambini stranieri devono mostrare di saper parlare Schwyzerdütsch. Insomma una vera sfida.
E se i voti scarsi in lettura non dipendessero dalla dicotomia tedesco-dialetto, ma semplicemente dal fatto che si dà più peso alle materie scientifiche?
Ma questa è un’altra storia ancora…
swissinfo
In breve
Lo studio PISA è stato realizzato nel 2000 ed ha coinvolto circa 250'000 ragazzi (10'000 in Svizzera) 15enni, provenienti da 31 diversi paesi dell’OCSE.
Uno studio realizzato nell’inverno 2002 nelle scuole primarie e secondarie di Zurigo ha mostrato che il dialetto domina l’insegnamento delle lezioni, in misura che varia dal 30 al 50%.
I direttori cantonali dell’educazione hanno diramato delle direttive (e non sono nemmeno le prime) che raccomandano l’uso del tedesco.
Secondo il segretario generale dell’associazione degli insegnanti Urs Schildknecht, le semplici direttive non bastano.
Bisogna fissare degli obiettivi precisi, e lasciare più tempo agli insegnanti per la preparazione e la formazione continua.