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Le vendite hanno fruttato 7,86 miliardi di franchi, circa 600 milioni in meno dell'anno precedente. Secondo l'Unione svizzera dei contadini (USC) la diminuzione è dovuta sia alle cattive condizioni meteorologiche che al costante calo dei prezzi.
L'anno 1999 è stato caratterizzato dalla liberalizzazione del mercato del latte, ciò che non è rimasto senza conseguenze per il settore agricolo svizzero, sostiene Theresa Amstutz, responsabile della statistica presso l'USC. Il provento della vendita di latte ha subito un calo di 200 milioni di franchi, scendendo a 2,5 miliardi.
La pioggia, caduta in abbondanza nella primavera e nell'estate 1999, ha avuto effetti disastrosi. Il raccolto di patate è stato come quantità il peggiore del secolo, come entrate il più cattivo dal 1990: 155 milioni di franchi, contro 162 milioni del 1998. Pure in forte diminuzione i proventi dei cereali, passati da 660 a 508 milioni di franchi.
D'altro canto, il 1999 è stato l'anno della ripresa per la carne di manzo: per la prima volta dal 1996 i prezzi sono tornati a salire, commenta l'USC. Le vendite sono passate da 948 a 998 milioni di franchi.
La produzione di carne di maiale è stata eccessiva rispetto alla domanda, ciò che ha fatto scendere i prezzi, provocando un risultato negativo (961 milioni contro 1,07 miliardi del 1998).
Il mercato del pollame non è stato invece influenzato dalla vicenda dei polli alla diossina in Belgio, nonostante una forte diminuzione del consumo durante l'estate. Nel 1999 il settore ha realizzato 183 milioni di franchi, 6 in più dell'anno precedente. Sempre stando alle stime dell'USC, i proventi delle uova sono scesi da 178 a 160 milioni.
swissinfo e agenzie
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