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BERNA - Il tasso d'interesse minimo della previdenza professionale obbligatoria sarà mantenuto all'1,0% il prossimo anno. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale.
La Commissione federale della previdenza professionale (Commissione LPP) proponeva di abbassarlo allo 0,75%. Questo tasso determina il rendimento minimo che deve essere corrisposto sul capitale vecchiaia risparmiato nell'ambito della parte obbligatoria del Secondo pilatro.
Per fissare il tasso d'interesse minimo sono presi in considerazione il rendimento delle obbligazioni della Confederazione e l'andamento dei mercati azionari, obbligazionari e immobiliare. La scorsa primavera il metodo di calcolo è tuttavia leggermente cambiato, vengono ad esempio considerate le obbligazioni della Confederazione con scadenza a dieci anni e non più a sette.
A fine settembre, con la nuova formula si otteneva un tasso dell'1,03%. A fine luglio, data di riferimento usata a inizio settembre dalla Commissione LPP nel formulare la propria proposta, era ancora dello 0,78%.
In una nota, il governo fa anche notare che se il rendimento delle obbligazioni della Confederazione continua ad essere basso, rispetto agli anni precedenti gli interessi sono leggermente aumentati. Quanto all'andamento borsistico, nel 2017 lo Swiss Performance Index ha registrato un aumento del 19,9%; quest'anno, fino a fine settembre, la performance è dello 0,5%.
Rendimenti giudicati "apprezzabili" sono stati realizzati dal settore immobiliare, tuttavia la sua quota sul totale del patrimonio di previdenza è pari ad "appena" il 19%. Considerando tutti questi fattori, in particolare il buon andamento dei mercati finanziari nel 2017 e il basso livello del tasso d'interesse minimo, «quest'anno una riduzione non è giustificata», conclude il governo.