Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/226471

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo parere all'interpellanza 20.4299, il Consiglio federale sottolinea che i rischi di credito cui è esposto il bilancio della BNS sono anche influenzati da aspetti climatici. Non ha tuttavia risposto alla domanda su come la BNS considerasse questi rischi climatici nel suo portafoglio d'investimenti. Il Consiglio federale ha inoltre spiegato che "nell'ambito degli investimenti azionari, la BNS [...] definisce [...] un parametro di riferimento (benchmark) strategico composto da una combinazione di indici azionari [...] ", che "in casi molto specifici e motivati, [...] la BNS si discosta deliberatamente dall'approccio neutrale nella gestione delle azioni" e che, al momento, non pubblica altri criteri di esclusione delle imprese che causano sistematicamente gravi danni ambientali. Sulla base di queste informazioni, si pongono, in parte nuovamente, le seguenti domande. </p><p>1. In che modo la BNS garantisce di adempiere al suo obbligo di diligenza considerando i rischi climatici all'interno del suo portafoglio obbligazionario? Quali scenari e dati utilizza per valutare i rischi climatici in questo portafoglio?</p><p>2. L'utilizzo di un benchmark strategico e le deroghe già esistenti al principio della neutralità rispetto al mercato dimostrano che la BNS gestisce attivamente il proprio portafoglio azionario invece di investire in modo esclusivamente passivo. La BNS è disposta a verificare se nella definizione del suo benchmark strategico possono essere inclusi indici che, nell'insieme, considerano i rischi climatici?</p><p>3. Quali sono le ragioni per cui finora la BNS non ha pubblicato i criteri e gli indicatori concreti sulla base dei quali esclude le imprese che causano sistematicamente gravi danni ambientali e le ragioni per cui la BNS (cfr. interpellanza 20.4305) non esclude dal suo portafoglio imprese di fraking dannose per l'ambiente come Diamondback Energy? Il Consiglio federale ritiene che la BNS sia legittimamente interessata a nascondere queste informazioni al pubblico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il rischio che gli emittenti di obbligazioni non siano in grado di adempiere ai propri obblighi finanziari può avere molte cause, tra cui anche i cambiamenti climatici. Quando investe i propri fondi, la BNS adempie al suo obbligo di diligenza relativo ai summenzionati rischi tenendo conto di tutti i rischi importanti e rilevanti. Il portafoglio d'investimenti della BNS è costituito per oltre l'85 per cento da obbligazioni di Stato e oltre l'80 per cento delle obbligazioni dispongono di un'ottima solvibilità (rating "AAA", oppure "AA"). Per la valutazione dei rischi la BNS si avvale di diverse informazioni provenienti da agenzie internazionali di rating e, in particolare per i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) compresi quelli climatici, da offerenti specializzati. I criteri ESG confluiscono nelle valutazioni della solvibilità delle agenzie di rating non appena i loro rischi sono valutati importanti e rilevanti. La BNS evita o interrompe la detenzione di obbligazioni di un emittente, il cui rating scende (a prescindere dal motivo della retrocessione) al di sotto della soglia di "investment grade" (rating BBB oppure Baa3). La BNS non vuole influire sulla concorrenza tra le agenzie di rating e tra gli offerenti di dati, e rinuncia pertanto a pubblicare i nomi dei suoi fornitori.</p><p>2. La Banca nazionale analizza e verifica regolarmente gli indici in base all'adeguatezza alle proprie necessità. L'ampia copertura del mercato è un criterio importante nell'impiego e nella scelta degli indici. Essa contribuisce a evitare le concentrazioni dei rischi e a garantire la massima flessibilità per costituire o ridurre gli investimenti. La liquidità degli investimenti è un criterio fondamentale per la Banca nazionale, perché detiene le riserve in valuta per adempiere al proprio compito di politica monetaria. Per garantire il massimo della flessibilità e della liquidità, la Banca nazionale detiene quindi azioni provenienti da diversi mercati e settori economici in base alla loro capitalizzazione borsistica. Oltre alla liquidità, la BNS assicura così che il suo portafoglio azionario sia esposto ai diversi rischi in misura pressoché analoga all'insieme delle società quotate in borsa a livello globale e che i cambiamenti strutturali dell'economia mondiale, ad esempio verso un'economia con una minore emissione di CO2, si rispecchino anche nel proprio portafoglio. Gli indici riuniti sotto l'aspetto climatico si discostano per definizione e obiettivo da un'ampia ponderazione del mercato e hanno una maggiore concentrazione dei rischi rispetto a singoli settori o imprese. In determinati casi (si veda il n. 3), la BNS si discosta dall'approccio neutrale nella gestione delle azioni.</p><p>3. Come menzionato nella risposta alle domande formulate nell'intervento 20.4299 dall'autrice dell'interpellanza, la Banca nazionale non pubblica né i nomi delle aziende escluse, né quelli di cui detiene azioni. Agendo in tal modo, la BNS vuole evitare una politicizzazione della sua attività d'investimento. Il Consiglio federale condivide l'opinione della BNS, secondo cui non è compito di quest'ultima pronunciarsi sulle proprie decisioni in materia di titoli commentando la costituzione di impegni o, se del caso, la loro mancata costituzione. La BNS pubblica e concretizza i criteri e il processo che portano all'esclusione di aziende nel proprio rapporto di gestione (si veda Rapporto di gestione 2020, pag. 93 segg.): "In base al criterio "grave e sistematico danno ambientale" sono escluse le società che nell'ambito della loro produzione avvelenano regolarmente le acque e il suolo o nuocciono severamente alla biodiversità. Dal dicembre 2020 sono inoltre escluse le imprese il cui modello di business si basa principalmente sull'estrazione del carbone. L'estensione del criterio ambientale è da ricondursi al fatto che sull'abbandono di questo combustibile si è formato un ampio consenso in Svizzera".</p><p>Il Consiglio federale verificherà le possibilità e i limiti della presa in considerazione degli obiettivi di sostenibilità nella politica d'investimento della BNS nel quadro del rapporto in adempimento del postulato 20.3012. Nel rapporto si coglierà l'occasione per presentare più dettagliatamente la politica d'investimento della BNS, compresi i criteri d'esclusione. La pubblicazione del rapporto è prevista a fine 2022.</p>  Risposta del Consiglio federale.