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Stando all'articolo 67 della Costituzione, l'immunità presidenziale scade infatti 30 giorni esatti dopo la fine del mandato. I conti tornano. La minaccia più grave per Sarkozy viene dal tentacolare scandalo politico-finanziario legato al nome di Liliane Bettencourt, l'anziana erede L'Oreal.
Un'intricata storia di bustarelle che i giudici di Bordeaux stanno ricostruendo e che porterebbe diritto a Sarkozy. Da mesi i magistrati lo tallonano convinti che l'anziana miliardaria e il marito, Andrè, abbiano passato buste sottobanco all'Ump per finanziare la campagna di Sarkozy del 2007. Si parla di almeno 150 mila euro, consegnati a mano in liquidi all'ex tesoriere del partito Eric Woerth.
Sulla stessa campagna pesa anche il fantasma del colonnello Gheddafi. Esistono sospetti che nel 2007 il governo di Tripoli abbia appoggiato la candidatura di Sarkozy con una somma di 50 milioni di euro. La vicenda era emersa lo scorso aprile in un documento pubblicato dal giornale on line Mediapart, contro il quale poi Sarkozy ha sporto denuncia per falso. C'è infine un terzo, e ultimo, caso di finanziamenti illegali a rincorrere l'ex presidente, ma che riguarda questa volta la campagna elettorale di Edouard Balladur nel 1995.
All'epoca Sarkozy, ministro del Bilancio, ne era il portavoce. La giustizia si interroga su 10 milioni di franchi sospetti versati sul conto di campagna del candidato forse venuti da un giro di commissioni sulle vendite di armi al Pakistan negli anni '90, collegate all'attentato di Karachi del 2002. Sarkozy sarebbe coinvolto in questo giro.