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Un'odissea di 10 ore e mezzo, ma alla fine ce l'ha fatta. Adrianne Haslet, 35 anni, è riuscita a completare la maratona di Boston con l'aiuto di una protesi in fibra di carbonio al posto della gamba sinistra persa tre anni fa nell'attentato messo a segno proprio sulla linea del traguardo dove lei, da spettatrice, incoraggiava i partecipanti.
Una gigantesca prova di carattere che le è valsa una medaglia e l'elogio di Barack Obama: "Grazie, Adrianne, per essere 'Boston strong'. Il terrore e le bombe non ci sconfiggono. Noi andiamo avanti. Noi finiamo la corsa!", ha twittato il presidente americano.
Dopo l'attentato, che costò la vita a tre persone ferendone oltre 260, Adrianne, una ballerina professionista, aveva promesso a se stessa di tornare a danzare e di fare la maratona. La sua è stata una gara contro il dolore, con una pausa di un'ora in una tenda medica al 14/mo miglio, ma tutta la città e i maratoneti erano con lei, pronti a sostenerla, ad acclamarla, ad applaudirla.
"È meraviglioso vedere tutta la città venire insieme come ora", si è compiaciuta dopo aver raccontato il suo "dolore insopportabile" e la voglia di togliersi la protesi a metà corsa, come se fosse una scarpa troppo stretta che fa soffrire il piede. "È davvero emozionante perché penso che di tutte le definizioni la migliore sia che il traguardo ha retto", ha osservato. E se "il dolore è temporaneo", la medaglia vinta invece "è per sempre".
sda-ats