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Filosofo, linguista, accademico, probabilmente il più celebre intellettuale al mondo. Noam Chomsky, oggi 93enne, non ha mai cessato di denunciare ingiustizie, prevaricazioni, abusi del suo paese, gli Stati Uniti d’America, di cui stigmatizza in particolare la politica neo-imperiale. Chomsky non poteva esimersi dal prendere posizione sull’aggressione russa all’Ucraina e da intellettuale indipendente non ha esitato a difendere la resistenza contro gli invasori e ad esprimere solidarietà e apprezzamento per il presidente Zelensky. In un’intervista esclusiva diffusa da "Laser" Rete Due il 9 maggio (anticipata da alcuni estratti diffusi dal Telegiornale) il dissidente americano per antonomasia fornirà il suo punto di vista sulla tragedia ucraina, sulla devastante politica di Vladimir Putin sulle responsabilità occidentali e della Nato che secondo lui sono all’origine dell’escalation che ha portato alla guerra. Per Chomsky non ci sono più alternative: o si negozia (ma Washington secondo lui frena, mentre Zelensky vorrebbe avviare trattative) o si rischia il conflitto nucleare.