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LOS ANGELES - I procuratori statunitensi incaricati del caso Roman Polanski si oppongono alla richiesta della difesa che chiede di pubblicare alcuni documenti che potrebbero ritardare l'estradizione del regista, agli arresti domiciliari in Svizzera. Per i magistrati si tratta di una "campagna di relazioni pubbliche" ben orchestrata.
"La difesa, che evidentemente è a corto di soluzioni per evitare l'estradizione, lancia affermazioni infondate e temerarie apparentemente orchestrate nell'ambito di una campagna di relazioni pubbliche invece che fondate su basi legali e fatti", scrive il procuratore aggiunto di Los Angeles David Walgren.
Gli avvocati del regista hanno chiesto la scorsa settimana di rendere pubblici alcuni documenti che sono stati coperti dal segreto. A loro avviso questi scritti sono essenziali affinché le autorità svizzere possano decidere in merito all'estradizione. Pochi giorni dopo, lo stesso Polanski in una lettera aperta ha affermato che la richiesta di estradizione americana è fondata su menzogne e informazioni incomplete.
Roman Polanski, 76 anni, si trova agli arresti domiciliari a Gstaad (BE). La giustizia americana vuole giudicarlo per gli abusi sessuali commessi su una ragazzina di 13 anni nel 1977.
SDA-ATS