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«Ma soprattutto la luce…»
Doris Wälchli ricorda Luigi Snozzi
«Era capace, grazie ad analisi molto acute, di fare architettura a partire da qualsiasi situazione». L'architetta Doris Wälchli ricorda Luigi Snozzi, suo professore a Losanna.
Ho seguito, come centinaia di studenti, le lezioni di Luigi Snozzi. All'epoca il dipartimento d'architettura non si trovava nel campus dell'EPFL, a Écublens, ma in centro città, a Sous-Gare. Era una piccola comunità molto unita. Quando gli studenti hanno rivendicato che Snozzi venisse nominato professore ordinario, sono andati a fare un sit-in davanti all'ufficio della direzione, a Écublens. Indossavamo le spille «Snozzidarnòsc», disegnate da Franco Patà: un gioco di parole che si riferiva al movimento sociale Solidarność, che negli anni Ottanta si opponeva al regime della Repubblica popolare di Polonia.
Ma anche prima della sua nomina tutti venivano ad ascoltare Snozzi quando fungeva da esperto esterno, come durante le critiche dell'atelier di Pierre von Meiss. Quel che era affascinante era la sua capacità di trovare sempre un potenziale in qualsiasi progetto, anche il più mediocre. Snozzi investiva tanto tempo con gli studenti in difficoltà, trovando sempre per loro una buona idea, un filo rosso, che i più bravi finivano per lamentarsi. Era capace, grazie ad analisi molto acute, di fare architettura a partire da qualsiasi situazione.
Due dei suoi aforismi mi hanno particolarmente segnata, e continuano a dare senso al mio lavoro. Il celebre «Ma soprattutto la luce…», naturalmente, ma anche l'aforisma che invita alla semplicità tecnica: «Quale dispendio di energia per ventilare, riscaldare, illuminare… quando basta una finestra». Trovo che, in un'epoca in cui le sfide climatiche sono divenute cruciali e il dibattito sull'importanza dei label energetici imperversa, è importante ricordarsi come, a volte, si debba tornare alle basi dell'architettura per trovare la soluzione.
Doris Wälchli, architetta, è co-titolare dello studio Brauen Wälchli di Losanna. Studentessa di Luigi Snozzi nel 1986-1987, si è diplomata con lui nel 1988 all’EPFL. La sua testimonianza è apparsa su «TRACÉS», febbraio 2021.
Le testimonianze in ricordo di Luigi Snozzi
- Un pensiero radicale – di Pietro Martinelli
- Luigi Snozzi: Don Chisciotte dell’architettura ticinese – di Pierre-Alain Croset
- «Ma soprattutto la luce…» – di Doris Wälchli