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Il cantone di Zurigo elenca i punti positivi e negativi di un'adesione della Svizzera all'Unione Europea: meglio i bilaterali per l'economia.
Ma nei campi della sicurezza, della migrazione, della salute, della formazione e della ricerca un'adesione sarebbe preferibile.
Stando al rapporto, pubblicato dal consiglio di Stato zurighese ed ottenibile nelle librerie con il titolo «Zurigo e l'Europa» (Zürich und Europa) la Svizzera, per mantenere i propri vantaggi finanziari e fiscali, farebbe meglio a non aderire all'Unione. "Con un'adesione la pressione per un'armonizzazione fiscale crescerebbe".
Lo studio elenca tema per tema le esigenze del cantone e le possibili conseguenze di un'adesione. Per l'economia la via bilaterale, percorsa finora dalla Svizzera, mostra più vantaggi, mentre nei campi della sicurezza, della salute, della formazione e della ricerca un'adesione sarebbe preferibile.
Indecisi sul federalismo
Gli autori del rapporto non danno invece una risposta chiara per quanto concerne il federalismo e la democrazia diretta. "Una preferenza per una o l'altra via dipende fortemente dall'evoluzione istituzionale dell'UE, in particolare l'allargamento e l'esito della discussione sulla Costituzione europea".
Due anni fa il Consiglio di Stato zurighese aveva presentato una posizione sfumata su di una possibile adesione all'UE, ma faceva ancora parte dei dodici cantoni che si esprimevano a favore.
Il rapporto sull'Europa del canton Zurigo era già pronto in realtà dalla fine del 2004, ma la sua pubblicazione è stata rimandata per non influenzare il voto popolare sullo spazio Schengen/Dublino e sulla libera circolazione delle persone del 2005. Ora il rapporto, raccolto sottoforma di libro (294 pagine), viene presentato con alcune attualizzazioni.
Una pedina importante
Un sesto della popolazione elvetica vive nel canton Zurigo, che è uno dei più importanti economicamente, non solo a causa della piazza finanziaria. In molti settori Zurigo può servire da modello per tutta la Svizzera, anche perché nessun altro cantone ha finora pubblicato un rapporto altrettanto dettagliato.
Il governo del Zurigo non vuole tuttavia prendere una posizione ufficiale sul rapporto, ma rilanciare la discussione, sostenendola non con argomenti ideologici, ma pragmatici.
A fine maggio la Conferenza dei governi cantonali pubblicherà altri documenti sul tema adesione all'UE, su cui a fine giugno dovrebbe apparire anche un lungo rapporto del Consiglio federale. Dalla seconda metà dell'anno, la questione "adesione sì o no" sarà di nuovo d'attualità in Svizzera.
swissinfo e agenzie
In breve
La via bilaterale con l'Unione Europea è stata seguita dalla Svizzera dopo il rifiuto del popolo di aderire allo Spazio economico europeo (SEE) nel 1992.
Il secondo pacchetto di accordi bilaterali è del 2004. Una prima serie di accordi erano stati firmati nel 1999.
Il governo elvetico vede l'adesione all'UE come un'opzione futura, ma si concentra ormai sulla via bilaterale. In estate pubblicherà un nuovo rapporto sulla politica europea.
Alcuni temi affrontati nei bilaterali: prodotti agricoli trasformati, statistica, pensioni, ambiente, media, Schengen/Dublino, lotta contro la frode, fiscalità del risparmio, programmi di formazione.