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Se sarà eletta, la Svizzera inizierà il suo mandato nel Consiglio di sicurezza dell’Onu in gennaio. Già dal 1°ottobre entrerà in un periodo transitorio
La candidatura e il probabile mandato della Svizzera nel Consiglio di sicurezza richiedono 25 posti di lavoro supplementari. La maggior parte dei costi è assorbita dal Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae), ma le spese aggiuntive sono stimate in 5,3 milioni di franchi.
In totale, il budget tra il 2020 e il 2025 dovrebbe raggiungere circa 25 milioni di franchi. Il Dfae sottolinea che non è "ragionevole" aspettarsi che la Svizzera venga eletta nell’organo esecutivo dell’Onu più spesso di ogni 20 anni.
Dal 2020 sono stati spesi circa 500’000 franchi ed è stato creato un posto per difendere pubblicamente la candidatura. Anche se la Svizzera è stata l’unico Paese, insieme a Malta, a candidarsi per i due seggi del gruppo dell’Europa occidentale, era importante mettere in evidenza le questioni a cui Berna tiene particolarmente e il suo impegno per la pace e la sicurezza, ha spiegato il Dfae.
Il numero dei posti aggiuntivi è inferiore rispetto a quello degli altri membri non permanenti del Consiglio di sicurezza. Circa dieci nuovi membri del personale hanno raggiunto la missione svizzera presso le Nazioni Unite a New York. In totale, due terzi dei costi sono finanziati dal Dfae. Anche il Dipartimento federale della difesa (Ddps) e la Segreteria di Stato dell’economia (Seco) dovranno ricorrere a risorse aggiuntive.
Se sarà eletta, la Svizzera inizierà il suo mandato nel Consiglio di sicurezza dell’Onu il prossimo gennaio. Ma già dal primo ottobre entrerà in un periodo transitorio.
I presidenti dell’organo esecutivo dell’Onu devono trasmettere alla Svizzera tutti i documenti importanti sulle sue riunioni. "Staremo a vedere, alcuni Stati fanno ostruzione" su alcune indicazioni, ha dichiarato all’agenzia di stampa Keystone-Ats un funzionario delle Nazioni Unite specializzato nel Consiglio di sicurezza.
La Confederazione manterrà il seggio rosso fino al prossimo gennaio, quando prenderà posto per due anni nei seggi blu dove siedono i 15 membri (i cinque permanenti e i 10 non permanenti). Generalmente Berna sarà rappresentata dall’ambasciatrice presso le Nazioni Unite di New York, Pascale Baeriswyl. Anche i consiglieri federali però possono essere presenti, soprattutto quando la Svizzera avrà la presidenza, in maggio 2022 e probabilmente di nuovo nel settembre 2024.
Sarà necessario attendere il prossimo gennaio prima che la bandiera elvetica, assieme a quelle degli altri nuovi paesi membri, venga aggiunta a quelle già presenti nella sala del Consiglio. È prevista una cerimonia in cui gli ambasciatori dei nuovi Stati membri parteciperanno alla deposizione delle bandiere.
Il principale cambiamento durante il periodo transitorio sarà la possibilità per la Svizzera di partecipare alle consultazioni a porte chiuse del Consiglio in qualità di osservatrice. Esse si svolgono in modo discreto e in una piccola stanza adiacente.
La Svizzera dovrebbe sapere entro pochi mesi in quali comitati del Consiglio di sicurezza siederà. Fra questi figura anche il comitato per le sanzioni, la cui presidenza è spesso decisa con un tacito accordo tra i cinque membri permanenti: Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito. Con la guerra in Ucraina, ha assunto un’importanza ancora maggiore.