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Berna – Operazione Libero è confrontata a grossi problemi finanziari. Entro febbraio l'organizzazione che lotta per una Svizzera aperta deve raccogliere mezzo milione di franchi attraverso una campagna di crowdfunding, altrimenti dovrà ridimensionare la propria attività e pronunciare licenziamenti.
L'ondata di iniziative della destra popolare è stata fermata, l'Udc ha perso il diritto di dettare i temi, il paesaggio politico si è fatto più progressista - ciononostante c'è ancora molto lavoro da fare per Operazione Libero, organizzazione nata nel 2014 che si basa principalmente sulla mobilitazione dei giovani. La votazione sull'iniziativa per imprese responsabili, è stato indicato oggi in una conferenza stampa a Berna, ha dimostrato quanto sia importante continuare ad impegnarsi per un liberalismo complessivo.
Ma la situazione finanziaria è difficile: per garantire il futuro di Operazione Libero servono 500'000 franchi. Oggi è stata avviata la raccolta fondi; il movimento lancia un appello a tutti i suoi sostenitori.
"Detto concretamente, direttamente e sinceramente: Operazione Libero si trova sull'orlo del baratro finanziario", ha affermato il co-presidente Stefan Manser-Egli in base al testo scritto del suo discorso. "Entro febbraio dobbiamo raccogliere 500'000 franchi altrimenti Operazione Libero non esisterà più." La direttrice Isabelle Gerber ha spiegato che "il nostro problema è la mancanza di una struttura di finanziamento al di fuori delle campagne per le votazioni". La centrale, senza la quale una gestione professionale non sarebbe possibile, costa insieme a tutte le spese fisse come salari, affitto e amministrazione 47'000 franchi al mese.
Operazione Libero vuole continuare a impegnarsi per una società aperta e progressista, liberale e giusta, in cui ogni persona si può sviluppare liberamente e goda della stessa dignità e degli stessi diritti, ha dichiarato la co-presidente Laura Zimmermann.