Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/244759

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2016 il governo del Messico ha dichiarato lo stato di emergenza epidemiologica nazionale a causa del numero elevato di casi di sovrappeso e obesità in quel Paese. In effetti i dati sono allarmanti: il 38 per cento dei bambini tra 5 e 11 anni è in sovrappeso oppure obeso. Tra chi ha più di vent'anni si arriva al 74 per cento. Il Messico si situa al secondo posto, dopo gli Stati Uniti, nella classifica dei Paesi OCSE maggiormente toccati da questo problema.</p><p>Per lottare contro questa calamità, nel 2019 il Messico ha deciso di introdurre un'etichettatura molto chiara per avvertire la popolazione dei rischi legati al consumo di cibi ultra-elaborati e nocivi per la salute. In particolare, si tratta di etichette nere a forma di "stop", che vengono utilizzate a questo scopo dal 2020. La relazione tra questi cibi e il sovrappeso, l'ipertensione arteriosa, il diabete, le malattie cardiovascolari e il cancro è stata ampiamente documentata.</p><p>Tuttavia questo provvedimento ha suscitato forti reazioni da parte dell'industria, soprattutto di Nestlé: cosa che non sorprende, se si considera che per il gigante del settore agroalimentare si tratta di un mercato che supera il miliardo di franchi.</p><p>Ma ciò che preoccupa maggiormente è il comportamento della Svizzera. Nestlé si è rivolta direttamente alla SECO chiedendo un appoggio ufficiale della Svizzera per opporsi a questa regolamentazione. Nestlé sarebbe stata pregata di contattare la Camera di commercio Svizzera-Messico per organizzare una riunione allo scopo di definire nei confronti delle autorità messicane una strategia comune, di cui beneficerebbero le imprese svizzere nel loro insieme.</p><p>La Svizzera è intervenuta anche nei confronti del Cile, avvalendosi dell'Accordo sugli ostacoli tecnici al commercio (OTC), per chiedere che questo Paese dimostri che analoghe misure inerenti all'etichettatura e limitazioni alla pubblicità di cibi malsani proteggono veramente la salute umana.</p><p>Alla luce di quanto precede, prego il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come si giustifica che la Svizzera, tramite la SECO e alcuni servizi del DFAE, intervenga in modo così diretto negli affari interni di uno Stato e per conto di una società che tutela i propri interessi a scapito della salute di una popolazione? Sono questi i principi etici seguiti dalla Svizzera?</p><p>2. Il Consiglio federale viene messo al corrente di questo tipo di interventi? Li condivide? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il commercio internazionale è disciplinato da un sistema di regole, sancite da diversi accordi multilaterali e bilaterali. Nel caso specifico si tratta soprattutto dell'Accordo dell'OMC sugli ostacoli tecnici al commercio (Accordo OTC). Detto Accordo permette ai membri dell'OMC di emanare direttive tecniche finalizzate a garantire un adeguato livello di protezione degli interessi pubblici legittimi, tra cui, ad esempio, la tutela della salute pubblica. Considerato che tali prescrizioni possono ripercuotersi negativamente sugli scambi, l'accordo OTC prevede dei principi che i membri sono tenuti a rispettare. Questi principi riflettono i fondamenti del buon governo e dello stato di diritto: non discriminazione, proporzionalità, trasparenza e allineamento alle norme internazionali.</p><p>Anche l'Accordo OTC prevede obblighi di trasparenza. Ad esempio, le prescrizioni tecniche pianificate devono essere notificate in anticipo, così da permettere agli altri Stati membri - ma non alle imprese private - di prenderne conoscenza e, se del caso, sottoporre commenti e porre domande, qualora ritengano che possano determinare degli ostacoli tecnici al commercio ingiustificati. Alle autorità nazionali - in questo caso messicane - rimane però il compito di decidere, a seconda dell'obiettivo perseguito, in merito alla proporzionalità delle misure previste. Questa procedura consente di valutare meglio l'impatto delle prescrizioni tecniche e prevenire buona parte dei problemi. Occorre ricordare che in Svizzera i progetti legislativi sono sottoposti a una consultazione pubblica. Sul piano internazionale, la prassi relativa alla notifica - prevista dall'Accordo OTC e integrata dagli scambi in seno al Comitato OTC - può essere paragonata alla procedura di consultazione.</p><p>Nel caso in esame si tratta perciò di una reazione usuale alla notifica di una prescrizione tecnica in seno all'OMC. Nella sua presa di posizione, la SECO ha sostenuto in modo esplicito i legittimi interessi delle autorità messicane, formulando delle domande inerenti alla proporzionalità di determinate misure proposte.</p><p>2. In materia di scambi commerciali, il Consiglio federale auspica un ordinamento multilaterale stabile, regolamentato e affidabile; è perciò favorevole all'apertura dei mercati e alla lotta contro l'arbitrio e il protezionismo. In particolare, questo tipo di ordinamento è nell'interesse dei Paesi in sviluppo e dei Paesi emergenti. Il dialogo a cui si accennava sopra, concernente le misure normative che potrebbero ostacolare il commercio, è uno strumento importante per tutelare, per quanto possibile, i principi del buon governo e dello stato di diritto.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza delle istituzioni multilaterali e sostiene il loro operato, soprattutto in considerazione dell'aumento, a livello mondiale, degli ostacoli al commercio. Il DEFR, responsabile dell'attuazione della politica economica esterna della Svizzera, informa regolarmente Consiglio federale e Parlamento mediante rapporti sui principali sviluppi in atto in questo settore, inclusi gli aspetti inerenti agli ostacoli tecnici al commercio.</p>  Risposta del Consiglio federale.