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Mille persone stese per terra su un'avenida nel centro di Santiago, in memoria dei 1.200 'desaparecidos' negli anni del regime di Augusto Pinochet: è una delle tante iniziative di queste ore per ricordare la morte del presidente socialista Salvador Allende e il golpe dell'11 settembre del 1973, 40 anni fa.
L'iniziativa, organizzata sulle reti sociali, è stata chiamata 'Voler non vedere': per 11 minuti, un migliaio di persone si sono adagiate con la faccia rivolta al cielo sulla 'avenida Alameda', non lontano dal palazzo presidenziale della Moneda, che il giorno del golpe venne bombardato dagli aerei della 'fuerza aerea' di Santiago.
Secondo il 'rapporto Rettig', un documento diffuso tempo fa sull'epoca della dittatura, le vittime del regime (tra il 1973 e il 1990) furono 3.200, delle quali 1.210 'desaparecidos'.
In altri punti della città ci sono stati concerti, conferenze, letture di poesia, oltre a programmi tv per ricordare Allende e il governo socialista dell'Unidad Popular. Nel corso di un'altra iniziativa sono stati bruciati dei libri, simbolo della repressione sul fronte culturale. Molti degli eventi principali sull'11 settembre si sono comunque svolti nei giorni scorsi. Ieri, in due cerimonie separate, sono intervenuti il presidente Sebastian Pinera e il suo predecessore, la socialista Michelle Bachelet, candidata alle prossime elezioni in programma a novembre.
"Quello che stiamo vivendo nel paese è un fenomeno sociale nel quale i cileni utilizzano l'11 settembre per chiedere più trasparenza", ha commentato all'ANSA la sociologa Marta Lagos, definendo il Cile come "una nazione chiusa e conservatrice, che non riesce ad aprirsi e a mostrare in pubblico i propri problemi".
SDA-ATS