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Accordo concluso il 10.7.1393 tra Zurigo, Lucerna, Berna, Soletta, Zugo, Uri, Svitto, Untervaldo e Glarona in seguito alla guerra di Sempach del 1386. Il duca Alberto III d'Asburgo, che assunse la guida dell'intero casato dopo la morte del fratello Leopoldo III a Sempach, riuscì ad allentare le tensioni con i Conf. grazie ai trattati di pace del 1387 e del 1389. Quando il 4.7.1393 Zurigo stipulò per conto suo un'alleanza con l'Austria, nella città si verificò un colpo di Stato favorito dagli altri cant. e perpetrato con il sostegno del ceto popolare zurighese, il cosiddetto affare Schöno. Il borgomastro filoaustriaco Rudolf Schön fu deposto; le nuove autorità rinunciarono all'alleanza con l'Austria e riportarono la città nella sfera d'influenza dei Conf. In cambio di questo avvicinamento, gli altri cant. si impegnarono ad assumere un comportamento più disciplinato sui campi di battaglia, sia nella condotta delle guerre private che di quelle pubbliche. La convenzione di Sempach proibì ogni atto di violenza tra i Conf. Garantì la sicurezza dei commercianti. Le richieste di aiuto militare dovevano essere giustificate da un intento bellico e presentate dalle autorità responsabili (Consiglio o Landsgemeinde). Nelle spedizioni comuni doveva regnare la pace tra gli eserciti, disertori e predatori venivano processati; il saccheggio era autorizzato solo dopo aver conquistato la vittoria ma risparmiando chiese, conventi e donne; il bottino andava diviso dai capitani. Tali prescrizioni rivelano la brutale realtà della guerra alla fine del XIV sec. Dopo la conclusione della convenzione fu possibile firmare un trattato di pace tra la Conf. (otto cant. più Soletta) e l'Austria. Nella cosiddetta pace ventennale del 1394 Zurigo ebbe un ruolo determinante come garante della buona condotta dei cant. della Svizzera centrale.
Bibliografia
– B. Stettler, «Der Sempacher Brief von 1393 - ein verkanntes Dokument aus der älteren Schweizergeschichte», in RSS, 35, 1985, 1-20
Autrice/Autore: Bernhard Stettler / mib