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Solo venti malati ucraini in Svizzera
Molto inferiori alle aspettative le evacuazioni mediche verso il nostro paese - I pazienti distribuiti in otto cantoni, quattro sono minorenni
Sono molto inferiori a quanto preventivato le evacuazioni mediche dall'Ucraina verso la Svizzera, che avevano sollevato polemiche nel luglio scorso per l'iniziale rifiuto di Berna di accogliere militari feriti, nel nome della neutralità. Il rifiuto inizialmente espresso dal dipartimento federale degli affari esteri ad una richiesta delle autorità ucraine era stato poi corretto, ma solamente a favore dei civili.
I pazienti fino ad ora accolti sono venti, quattro dei quali minorenni. Il comitato medico che decide la loro accoglienza li ha distribuiti in otto cantoni. Il Ticino ne ha accolti due, i Grigioni uno. Non tutti sono vittime della guerra: uno dei due pazienti ricoverati in Ticino è una donna con un tumore al seno.
Cifre assai modeste se paragonate con quelle della Germania (600, compresi dei militari), ma anche rispetto ai venti pazienti al mese che ci si attendeva di ricevere lo scorso anno.
Solo persone affette da patologie gravi e non curabili in Ucraina possono essere accolte. Molte di loro, peraltro, preferiscono restare vicino alle loro famiglie in Ucraina, dove nonostante l'invasione russa il sistema sanitario continua a funzionare. Tutti questi fattori spiegano la scarsa pressione sul sistema di accoglienza elvetico.