Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/64037

<h2>SubmittedText<h2><p>La politica agricola grava ancora considerevolmente sul portafoglio di contribuenti e consumatori. Malgrado il mutamento strutturale e un calo del numero di aziende agricole che si aggira sul 3 per cento l'anno, il credito quadro per il periodo 2008-2011, con 13 458 miliardi di franchi, segna una diminuzione tutt'altro che significativa rispetto ai fondi stanziati per il periodo 2004-2007. Il trasferimento di più fondi dal sostegno del mercato ai pagamenti diretti è una scelta giusta, tuttavia nell'ambito dei vari tipi di pagamenti diretti ancora troppi mezzi finanziari vengono stanziati in modo indiscriminato, senza tener sufficientemente conto del principio dell'indennizzo delle prestazioni concretamente fornite nell'interesse della collettività. Vi sono grandi aziende che ricevono pagamenti diretti che toccano i 100 000 franchi l'anno, il che è scandaloso se si considerano altri gruppi professionali, ad esempio l'artigianato, e la restante popolazione. Vista la situazione preoccupante delle finanze federali, i fondi pubblici vanno impiegati per quanto possibile con parsimonia ed efficienza.</p><p>Alla luce di quanto sopra prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Quante aziende agricole ricevono attualmente pagamenti diretti che superano i 75 000 franchi l'anno? Quante di queste non ne hanno necessariamente bisogno?</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che contributi così elevati per azienda possano essere ancora giustificati, considerata la situazione preoccupante in cui versano le finanze federali e considerata la situazione degli altri gruppi professionali e, più in generale, del resto della populazione?</p><p>3. Non vi è il rischio che con il trasferimento di fondi dal sostegno del mercato a nuovi pagamenti diretti per praticamente tutti i produttori (contributo UBGFG) si registri una nuova tendenza a stanziare i fondi in maniera indiscriminata?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a fissare un limite massimo dei pagamenti diretti per azienda, ad esempio introducendo un'erogazione dei contributi su base degressiva?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'attuale sistema dei pagamenti diretti comprende diversi tipi di contributi, con i quali vengono indennizzate, in maniera differenziata e in conformità delle prescrizioni della politica agricola, le prestazioni dell'agricoltura fornite nell'interesse della collettività ed ecologiche. Pertanto è ingiustificato parlare di stanziamento indiscriminato dei mezzi finanziari.</p><p>1. I pagamenti diretti non sono intesi come salario, bensì come indennizzo delle prestazioni, che costituisce parte integrante degli introiti dell'azienda. I fattori determinanti per la valutazione del reddito agricolo sono, da un lato, il profitto del lavoro per unità di manodopera familiare e, dall'altro, il reddito totale. Nel periodo 2002-2004, il profitto del lavoro e il reddito totale familiare, comprese le eventuali attività a titolo accessorio extraagricole, hanno raggiunto in media rispettivamente 35 275 e 76 115 franchi l'anno. In base alle valutazioni di Agroscope FAT Tänikon i pagamenti diretti sono necessari sia per le piccole aziende che per le grandi.</p><p>Nel 2004 sono state 5107 (9 per cento circa) le aziende che hanno ricevuto pagamenti diretti superiori a 75 000 franchi l'anno. Di queste aziende 3540 (69 per cento) sono ubicate nella regione collinare e di montagna. Il fatto che una così elevata percentuale di aziende si trovi proprio in questa regione è riconducibile in particolare ai contributi specifici per l'indennizzo di condizioni difficili di produzione così come alla maggior quota di superfici di compensazione ecologica e di aziende biologiche.</p><p>2. I pagamenti diretti sono calcolati in relazione alla prestazione fornita e vanno valutati tenendo conto dell'effettiva situazione del reddito. Le grandi aziende forniscono più prestazioni nell'interesse della collettività e in linea generale sono confrontate con un maggior volume di lavoro e generano reddito per diverse persone e famiglie. Il confronto con altri gruppi professionali non crea problemi, anche perché esistono limitazioni ai contributi (v. domanda 4).</p><p>3. Come illustrato nella documentazione per la consultazione sulla "PA 2011", i fondi destinati al sostegno del mercato vanno trasferiti non in modo generalizzato, bensì in maniera mirata a favore dei settori interessati dall'abolizione del sostegno. È prevista, inoltre, una maggiorazione dei contributi per la detenzione di animali da reddito che consumano foraggio grezzo in condizioni difficili di produzione di cui beneficerà l'agricoltura nella regione collinare e di montagna. Il trasferimento dei fondi consente di compensare soltanto parzialmente le diminuzioni di prezzo correlate.</p><p>4. Attualmente i pagamenti diretti sono limitati a 65 000 franchi per unità standard di manodopera (USM). A ciò si aggiunge un'ulteriore limitazione in base a reddito e sostanza. Inoltre, fino a fine 2007 vige una graduazione secondo superficie e numero di animali. Questo provvedimento è stato soppresso nel quadro della "PA 2007" perché si contrappone al principio dell'indennizzo delle prestazioni e contrasta il mutamento strutturale. La limitazione per USM è un criterio adeguato, siccome la dimensione aziendale non viene espressa in base a superficie e numero di animali, bensì in base al volume di lavoro standard. In tal modo, ad esempio, le grandi aziende in cui lavorano due o più famiglie non vengono penalizzate ingiustificatamente.</p>  Risposta del Consiglio federale.