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L'ASIMMETRIA NELL'IKEBANA
Nell'ikebana le misure e la disposizione dei tre elementi principali (con i loro ausiliari) sono asimmetriche: in questo moribana della Scuola Ohara -stile alto-, shu, fuku e kyaku i tre elementi principali della composizione formano un triangolo scaleno e la composizione stessa non è al centro del vaso ma verso il suo bordo.
Una possibile ragione della preferenza per l'asimmetria in Giappone, rispetto alla simmetria occidentale, è d'origine religiosa: in Occidente c'è un Dio, centro di tutto (nell'antica Grecia c'era Zeus), mentre in Giappone ci sono "ottomila Kami", ossia un numero infinito, nessuno dei quali è così dominante da essere un centro.
nell'ikebana si usano numeri dispari e fiori chiusi poiché sono dinamici, "si muovono", mentre i numeri pari e fiori aperti sono statici, "sono fermi"
L'asimmetria tipica dell'ikebana la ritroviamo in altre situazioni nella cultura giapponese come ad esempio:
nei disegni dei kosode
ma anche nella disposizione del cibo nel piatto
ove non c'è un contenitore uguale ad un altro
contrapposto al modo occidentale in cui regna la simmetria e la ripetitività.
Nelle due foto sottostanti, notare la raffinatezza che, essendo la disposizione del cibo basata principalmente sul triangolo, per non ripetere le stesse forme, sono stati scelti i contenitori quadrato e rotondo; in quello quadrato, tre vivande e per non ripetere le due direzioni dei suoi bordi, un cibo rettangolare è disposto lungo una diagonale e l'altro, di forma ovale allungata, lungo l'altra diagonale mentre il terzo non ha una direzione .
Osservare la similitudine fra ikebana e disposizione del cibo nel rappresentare il tai-ji (vedi art. 15°, origine simbolica dell'ikebana): si usa un numero dispari di elementi e nel piatto rotondo rosso, i tre elementi di cibo sono disposti esattamente come i punti di inserzione e "forza" di shu-fuku-kyaku nel Moribana stile alto: il cibo più importante è al centro (corrisponde alla posizione di shu), il secondo per importanza al suo lato destro (corrisponde a fuku) e il meno importante dei tre al suo lato sinistro (corrisponde a kyaku). Notare anche che i due gruppi di cibo più importanti sono "simili" fra loro (due qualità di cibo e loro "forza"/volume) poiché sono nella parte yang della disposizione mentre il terzo elemento, composto da sole verdure, si differenzia dagli altri due poiché rappresentante la parte yin della disposizione (la sola verdura è più "debole" degli altri due cibi), esattamente come nell'ikebana in cui shu e fuku sono dello stesso materiale vegetale "forte", rappresentante il lato yang, e kyaku di materiale differente e "debole" rispetto a shu-fuku, rappresentante il lato yin.
Vale lo stesso ragionamento, anche se meno evidente, per il piatto quadrato.
Nel karesansui ("giardino secco") del Royan-ji a Kyoto i cinque gruppi di pietre sono disposti in modo asimmetrico e formano dei triangoli scaleni
L'asimmetria la troviamo pure nel tokonoma nel quale i tre oggetti, kakemono-ikebana-terzo oggetto, sono disposti in modo asimmetrico.
Anche in questo caso ritroviamo il simbolismo taoista, il tai-jitu, associato alla triade buddhista e la disposizione dei tre oggetti si basa, come nello stile Alto dell'ikebana, sul simbolo del Tai-ji: il kakemono, l'elemento principale del tokonoma, è al centro contornato da un ikebana e da un terzo oggetto: kakemono e ikebana sono relativamente vicini poiché simboleggiano la parte yang mentre il terzo oggetto è relativamente più distante e più "debole" e rappresenta la parte yin esattamente come nello stile Alto (da cui derivano tutti gli altri stili dell'ikebana) shu (kakemono) e fuku (ikebana) rappresentano la parte yang della composizione e sono otticamente più vicini rispetto a kyaku (terzo oggetto) che rappresenta la parte yin.
Altro esempio di dipinto posto in modo asimmetrico in un angolo delle porte scorrevoli in contrapposizione alla simmetria "occidentale"
L'asimmetria la ritroviamo pure nell'uso del furoshiki
oppure nel modo di piegare i biglietti o avvolgere i piccoli oggetti