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Powell: «La strada è lunga, ma i vaccini sono la speranza per l'economia»
La strada è ancora lunga: la ripresa è «incompleta e c'è molta incertezza», ma i vaccini offrono una «speranza per l'economia». Lo indica il presidente della Federal Reserve Jerome Powell al Congresso statunitense.
Powell è realista ma, per la prima volta dall'inizio della pandemia, si intravede nelle sue parole un certo ottimismo legato alla campagna di vaccinazione in corso.
«Lasciarsi alle spalle la pandemia è la cosa più importante», dice più volte in diverse forme davanti al Congresso. «Anche se non possiamo sottovalutare le sfide che abbiamo davanti, gli sviluppi indicano un miglioramento dell'outlook» durante il 2021, quando il pil potrebbe segnare anche un aumento del 6%, il migliore dal 1999, spiega il numero uno della Fed schivando tutte le domande politiche sul piano di stimoli da 1.900 miliardi di dollari proposto da Joe Biden.
«Non commento», ripete a chi cerca di incalzarlo. Non si sbilancia neanche sull'aumento del salario minimo, per il quale l'amministrazione preme ma i repubblicani fanno muro.
La Fed continuerà a mantenere accomodante la sua politica monetaria
Nonostante gli attesi miglioramenti delle prospettive economiche, Powell ribadisce che la Fed continuerà a mantenere accomodante la sua politica monetaria, anche in termini di acquisti di bond. E questo perché il mercato del lavoro ancora non decolla: i progressi sono rallentati e ci sono ancora 10 milioni di americani senza un'occupazione.
Molti di questi – ammette Powell – incontreranno non poche difficoltà a trovarne uno visto che la pandemia ha accelerato quella svolta digitale e dell'automazione che era in corso. C'è poi il nodo dell'inflazione: pur prevedendo un balzo con la riapertura dell'economia, Powell minimizza. «I rischi restano al ribasso», dice sgombrando anche il campo da ogni possibile dubbio sul fatto che sia la politica monetaria della Fed la principale responsabile dell'andamento dei mercati creando un rischio bolla.
«Ci sono diversi fattori che stanno contribuendo a quello che accade sui mercati. La Fed è solo uno di questi», spiega. Il recente aumento dei rendimenti dei bond è un «voto di fiducia di parte del mercato sul fatto che avremo una ripresa robusta», dice intervenendo su un tema che sta agitando gli osservatori e creando ulteriori difficoltà al piano di stimoli proposto da Biden. Di fronte a un'economia in miglioramento, è la tesi dei critici del presidente americano, non c'è bisogno di un piano di aiuti così ampio.Tornare alla home page