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In futuro sarà più difficile passare dal servizio militare a quello civile. Il Governo svizzero ha approvato una revisione dell'ordinanza che obbliga i militari che inoltrano richiesta di ammissione al servizio civile a svolgere il loro compito ancora per almeno quattro settimane.
Il servizio civile è stato concepito esclusivamente per chi non riesce a conciliare quello militare con la propria coscienza, ricorda il Consiglio federale. Ci sono però molte persone che chiedono di essere ammesse al servizio civile solo per evitare determinati inconvenienti durante il militare. Per evitare ciò, il Consiglio federale ha deciso di rendere più severa la regolamentazione.
Dal 15 marzo 2010, chi inoltra una domanda di ammissione al servizio civile durante il servizio militare dovrà quindi prestare servizio per altre quattro settimane. Chi si trova di fronte ad un conflitto di coscienza e non è in condizione di aspettare così a lungo, ha la possibilità di rivolgersi in qualsiasi momento al medico militare, al rappresentante del Servizio psicopedagogico o al cappellano militare.
La decisione del Consiglio federale fa seguito a un boom di domande di ammissione al servizio civile registrato nel 2009 in seguito all’abolizione del cosiddetto “esame di coscienza”. Mentre in precedenza la media annuale delle domande si aggirava sulle 1'800, nel 2009 ne sono state inoltrate ben 7'213. Tra tutti i richiedenti ne sono stati ammessi 6'720.
swissinfo.ch e agenzie