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Una lunga cavalcata in terza corsia. Con una partenza impeccabile e, contrariamente ad altre occasioni, una tecnica davvero ineccepibile. Poi l'urlo, e infine le lacrime, per Lea Sprunger. Mentre tutta l'Europa sta a guardare: 54''33 il tempo della ventottenne vodese, che scavalca anche l'ultimo ostacolo e poi stringe i denti, in uno sprint che non sembra finire mai. E in cui l'elvetica – al suo più grande trionfo in carriera – riesce a difendere un margine sufficiente sull'ucraina Ryzhhykova, il cui scatto conclusivo è comunque impressionante sul serio.
Con Sprunger e Ryzhhykova sul podio finisce anche la britannica Meghan Beesley, che si mette al collo la medaglia di bronzo nel tempo di 55''31. Con la romanda che fallisce di un niente – otto centesimi, per la precisione – il primato nazionale di Anita Protti, che resiste da una vita.
Nessuna soddisfazione, invece, per Selina Büchel. Che decide di fare un 800 tutto all'attacco, tirando il gruppo praticamente sin dal via e fino al rettilineo d'arrivo. Dove, però, la sangallese ha dovuto fare i conti con l'affondo di tutte le sue avversarie, e ha finito col mollare di schianto. Restando con un pugno di mosche, cioè con il settimo posto in 2'02''05. A quasi due secondi dalla nuova campionessa europea, l'ucraina Nataliya Pryshchepa (2'00''38)