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La Conferenza dei direttori cantonali dell'energia (CDCE) è favorevole all'unanimità alla liberalizzazione del mercato dell'elettricità.
La legge sulla liberalizzazione, sottoposta al popolo il prossimo 22 settembre, permetterà di controllare le turbolenze del mercato, hanno sostenuto giovedì a Berna i rappresentanti del CDCE in una conferenza stampa.
La legge, approvata dal parlamento lo scorso dicembre e combattuta con un referendum, assicura il servizio pubblico e garantisce l'approvvigionamento, secondo i membri della CDCE. I consiglieri di Stato responsabili per i problemi energetici si rallegrano inoltre del fatto che l'energia idraulica, rinnovabile e prodotta in Svizzera, rimanga il pilastro principale dell'alimentazione elettrica.
Cantoni romandi rassicurati
I compromessi trovati nel progetto di ordinanza rinegoziato, in particolare per quanto riguarda la sicurezza dell'approvvigionamento delle regioni periferiche, hanno attenuato la paura dei cantoni romandi, ha affermato il consigliere di Stato neocastellano Pierre Hirschy. Egli ha ricordato che quasi la metà delle oltre 67 mila firme raccolte per il referendum provenivano dalla Svizzera francese.
I cantoni potranno assegnare la gestione delle reti con mandati di prestazioni. Sarà loro pure possibile proteggere le centrali idroelettriche in difficoltà con prestiti a condizioni accettabili, ha detto il suo collega lucernese Anton Schingruber, presidente della CDCE. I direttori cantonali dell'energia considerano inoltre positivo l'aiuto, concesso sotto forma di accesso gratuito alla rete, alle piccole centrali che producono energie rinnovabili.
Leuenberger: «La liberalizzazione è inevitabile»
Presente alla conferenza stampa, il ministro dell'energia Moritz Leuenberger ha argomentato nello stesso senso di suoi colleghi cantonali. «Neppure un no popolare interromperà la liberalizzazione del mercato dell'elettricità», ha detto il consigliere federale. Già oggi esso è aperto per i grossi clienti. Anche le economie domestiche e le piccole e medie industrie dovrebbero poter approfittare di un'energia meno cara, ha auspicato Leuenberger.
La legge eviterà una liberalizzazione selvaggia, ha assicurato il ministro. Essa precisa inoltre per la prima volta la garanzia dell'approvvigionamento energetico di tutto il territorio nazionale e assicura la trasparenza del mercato. I clienti sapranno così da dove proviene l'elettricità che consumano e potranno scegliere tra diversi tipi di produzione e di tariffe.
Il referendum è stato appoggiato da Partito ecologista svizzero, Unione sindacale svizzera (USS), Sindacato svizzero dei servizi pubblici (SSP/VPOD), Sindacato dell'industria, della costruzione e dei servizi (FLMO) e Sindacato edilizia ed industria (SEI). Per gli oppositori, la liberalizzazione dell'energia elettrica favorirà le multinazionali e sfavorirà i piccoli consumatori. Il Ticino figura fra i cantoni in cui il referendum ha riscontrato maggiore adesione: quasi ottomila le firme convalidate.
swissinfo e agenzie