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"Mi piaceva, la trovavo una donna di molto coraggio, meritevole di grande rispetto". Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha commentato così le dimissioni della premier britannica Theresa May. Bruxelles resta disponibile al dialogo col prossimo premier, ma "la posizione non cambia" e l'accordo di recesso non può essere rinegoziato.
La cancelliera tedesca Angela Merkel "rispetta" la decisione di Theresa May di annunciare le proprie dimissioni da primo ministro britannico. "In generale la collaborazione tra i nostri governi prosegue", ha spiegato una portavoce, precisando che la Brexit "dipende dalle evoluzioni della politica interna britannica".
Anche il presidente francese Emmanuel Macron rende omaggio al "lavoro coraggioso" della premier britannica Theresa May dopo l'annuncio delle sue dimissioni e lancia un appello ad un "rapido chiarimento" sulla Brexit: è quanto riferisce l'Eliseo.
"Un fallimento quasi totale"
È difficile trarre un bilancio positivo dell'operato di Theresa May, "visto che il suo scopo principale era quello di trovare un modo convincente per uscire dall'UE e il suo accordo è stato bocciato ben tre volte", afferma Donald Sassoon. "Non riuscendo a sviluppare un nuovo accordo le dimissioni era inevitabili. Il suo rimarrà nella storia come un fallimento quasi totale", spiega il politologo. Dove ha sbagliato? "Già tre anni, constatando che il paese era diviso quasi a metà, avrebbe dovuto coinvolgere i laburisti" in una commissione chiamata a risolvere la situazione. Theresa May è stata "troppo testarda" ma paga anche gli errori di tutto il gruppo dirigente conservatore. Ora quasi tutti i candidati alla successione sono partigiani di una Brexit "dura" e quindi la soluzione di un'uscita senza accordo "è la più probabile, anche se verosimilmente la più disastrosa dal punto di vista economico".