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Analizziamo cos'è la convenzione che evita la doppia imposizione in Italia e in Svizzera
Doppia imposizione: la guida completa
La convenzione per evitare la doppia imposizione tra Italia e Svizzera è un accordo che evita al contribuente di pagare le tasse due volte per entrambi i paesi. Si tratta di un sistema che elimina la doppia tassazione sul patrimonio. Le convenzioni contro le doppie imposizioni servono anche a prevenire l’evasione fiscale. Ciascuna convenzione viene stipulata con l’apposito stato interessato.
La convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Svizzera è stata firmata il 9 marzo 1976 a Roma. Ha subito una modifica ed è stata ratificata nel 1978. È in vigore dal 29 marzo 1979.
La convenzione è stata ulteriormente modificata nel 2016. In questo caso però Italia e Svizzera si sono limitate a disporre lo scambio di informazioni (voluntary disclosure) per evitare la doppia imposizione alla medesima persona titolare di reddito o patrimonio. La convenzione si applica nel caso di lavoratori di nazionalità italiana, residenti in Italia, ma che giornalmente si recano a lavorare in Svizzera, o che si sono trasferiti in Svizzera pur mantenendo la residenza in Italia.
È particolarmente importante l’articolo che recita espressamente:
“Gli stipendi e le altre remunerazioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di un'attività dipendente sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno che tale attività non venga svolta nell'altro Stato contraente. Se l'attività è quivi svolta, le remunerazioni percepite a tal titolo sono imponibili in questo altro Stato”.
Con questa formula viene specificato espressamente che il lavoro svolto in Svizzera da un residente italiano è tassato in Svizzera (e viceversa). Un reddito da lavoro viene tassato in Italia solo se la persona ha avuto la residenza in Svizzera per meno di 183 giorni.
La convenzione menziona anche l’atto dedicato ai lavoratori frontalieri datato 1974, stabilendo che l’Accordo tra Svizzera e Italia per l’imposizione dei lavoratori frontalieri è parte integrante della successiva convenzione del 1976.
Convenzione doppia imposizione Italia Svizzera – L’accordo per i lavoratori frontalieri
L’accordo sottoscritto nel 1978 è entrato in vigore il 29 marzo 1979 insieme alla convenzione per evitare la doppia imposizione. Le finalità dell’accordo sono espresse in premessa, dove si legge che:
“Considerando che un numero elevato di lavoratori frontalieri residenti in Italia esercita un'attività dipendente in Svizzera; tenendo conto delle spese per opere e servizi pubblici che alcuni Comuni italiani di confine sostengono a causa dei loro residenti che lavorano come frontalieri nei Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese; considerando l'importante contributo che i frontalieri italiani forniscono, a diversi livelli all'economia dei Cantoni nei quali essi lavorano”.
Formule che indicano l’esigenza di arrivare ad un accordo che riconosca l’importanza del lavoro dei transfrontalieri per l’economia della Svizzera con la necessità dell’Italia di poter tassare gli stessi lavoratori ai quali fornisce servizi in quanto è l’Italia il paese di residenza.
Al primo articolo viene specificato che: “I salari, gli stipendi e gli altri elementi facenti parte della rimunerazione che un lavoratore frontaliero riceve in corrispettivo di una attività dipendente sono imponibili soltanto nello Stato in cui tale attività è svolta”.
In pratica, il lavoratore italiano frontaliero paga le tasse in Svizzera. È il successivo articolo 2 a specificare che i Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese sono tenuti a versare ogni anno a beneficio dei comuni italiani di confine una parte del gettito fiscale derivato dalla imposizione applicata ai lavoratori frontalieri italiani, come compensazione delle spese sostenute dai comuni italiani per offrire servizi ai lavoratori frontalieri.
Convenzione doppia imposizione Italia Svizzera – Cambiamenti recenti
Nel 2018 per regolare la tassazione dei lavoratori frontalieri è stata introdotta una ulteriore modifica ai precedenti accordi. Con esse viene stabilito un limite di 20 km di residenza dai confini dei cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese. I lavoratori residenti entro questa fascia pagano le tasse solo ed esclusivamente in Svizzera , che poi a sua volta gira parte degli introiti ai comuni italiani. I lavoratori che vivono oltre questa fascia invece pagano le imposte anche in Italia. Il sistema di tassazione prevede che nella dichiarazione dei redditi sia indicato l’importo percepito dal datore di lavoro svizzero, da cui va detratta una franchigia di 7.500 euro .
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La convenzione contro la doppia imposizione per interessi da finanziamenti
La convenzione si applica anche ai redditi percepiti da interessi a fronte di finanziamenti concessi a italiani da istituti di credito svizzero. Secondo questo accordo, vige il principio generale per cui gli interessi sono sempre imponibili nello stato di residenza del soggetto. Ma sono imponibili anche nello stato della fonte (la banca che ha concesso il finanziamento), con un’aliquota che non può accedere il 12,5% degli interessi.
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