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Il vicepresidente della Commissione europea e responsabile del dossier chiede che la Confederazione prenda sul serio gli impegni negoziali
Dopo il recente incontro con il consigliere federale Ignazio Cassis il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic chiede un segnale politico chiaro che indichi che la Svizzera prende sul serio i negoziati con l’Ue. Dopo la repentina interruzione dei colloqui su un accordo quadro sussiste un problema di fiducia.
I vecchi punti controversi non si sono dissolti nel nulla, afferma Sefcovic in un’intervista ai giornali Tamedia. Se la Svizzera vuole continuare a partecipare al mercato unico bisogna trovare soluzioni comuni sulle questioni aperte.
Concretamente Sefcovic, che da fine settembre funge da nuovo referente per la Svizzera presso l’Ue, ha citato l’adozione dinamica del diritto europeo, gli aiuti di Stato, la conciliazione in caso di conflitto e un meccanismo per il versamento regolare di aiuti di coesione. Servono nuovi impulsi e un nuovo avvio rapido per la tabella di marcia.
In occasione del prossimo incontro a margine del Forum economico mondiale (Wef) in gennaio a Davos deve essere pronta una roadmap in cui è definito come si può risolvere insieme le questioni principali. “L’Ue non vuole essere presa in contropiede un’altra volta”, ha sottolineato.