Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/92533

<h2>SubmittedText<h2><p>In sé, la nuova linea d'azione adottata dall'AI - priorità dell'integrazione sulla rendita - va approvata. La sua applicazione può tuttavia risultare problematica quando l'assicurato non è più in grado di esercitare il suo mestiere abituale a causa di un'invalidità e viene pertanto integrato in un ramo professionale dove i salari sono inferiori. Se è vero che l'AI verifica la differenza di reddito, in virtù della legislazione sull'assicurazione invalidità questa deve però corrispondere almeno al 40 per cento affinché l'assicurato abbia diritto a una compensazione. Se le condizioni sono soddisfatte, l'assicurato riceve un quarto di rendita, che dal 2009 è al massimo di 570 franchi al mese - un importo che non sostituisce in alcun caso la perdita di guadagno. Quando la differenza di guadagno non raggiunge il 40 per cento, la situazione può diventare estremamente difficile, soprattutto per le persone a basso reddito.</p><p>Facciamo un esempio: a causa di lesioni alla schiena, un lavoratore edile qualificato non è più in grado di esercitare la sua professione ed è integrato quale magazziniere; il suo reddito annuale passa da 60 000 a 42 000 franchi. Poiché la differenza di guadagno corrisponde al 31 per cento, egli non ha diritto a una rendita AI. L'assicurato, padre di famiglia, pur essendo invalido secondo la legge, si ritrova dunque all'improvviso e involontariamente nella categoria dei working poor. Non può così più garantire la copertura del fabbisogno esistenziale della sua famiglia e, non avendo diritto nemmeno alle prestazioni complementari all'AI, deve ricorrere alle prestazioni dell'aiuto sociale.</p><p>Sulla base di quanto precede, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È consapevole di questo problema?</p><p>2. Quante sono le persone e le economie domestiche che non ricevono né una rendita AI né prestazioni complementari all'AI perché la perdita di guadagno è inferiore al 40 per cento?</p><p>3. Esistono rilevazioni statistiche riguardo al numero di persone che, avendo un grado d'invalidità/una differenza di guadagno inferiori al 40 per cento, sono diventate dei working poor e beneficiano dunque di prestazioni dell'aiuto sociale?</p><p>4. Se no, in che modo e in quale forma il Consiglio federale intende rilevare in futuro questi dati?</p><p>5. Gli assicurati SUVA hanno diritto a una rendita a partire da un grado d'invalidità del 10 per cento. Il limite di 40 per cento previsto dall'AI non è contrario al principio di uguaglianza giuridica dettato dall'articolo 8 della Costituzione federale?</p><p>6. Il Consiglio federale non ritiene inoltre deplorevole che vi siano persone costrette a ricorrere all'aiuto sociale a causa di un'invalidità?</p><p>7. Come pensa di risolvere questo problema?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per avere diritto a una rendita secondo la LAI (RS 831.20) l'assicurato deve presentare un grado d'invalidità pari o superiore al 40 per cento. Il Consiglio federale sa quanto sia dura la situazione per le persone il cui grado d'invalidità è di poco inferiore al limite stabilito. Ridurre quest'ultimo in modo da poter concedere un quarto di rendita già con un grado d'invalidità del 30 per cento non risolverebbe il problema. In tal caso sarebbero le persone con un grado d'invalidità di poco inferiore al 30 per cento a sentirsi trattate ingiustamente. Attualmente il Consiglio federale esclude una riduzione del limite stabilito, poiché cagionerebbe costi supplementari notevoli.</p><p>2. Tra il 2005 e il 2008, in media 8000 persone all'anno si sono viste rifiutare il diritto a una rendita AI perché presentavano un grado d'invalidità inferiore al 40 per cento. Non è possibile stabilire con esattezza se, nel caso in cui fosse stato concesso loro un quarto di rendita, avrebbero avuto diritto a prestazioni complementari. Poiché complessivamente il 32 per cento dei beneficiari di rendite AI percepisce anche prestazioni complementari, si può presupporre una quota inferiore a un terzo.</p><p>3./4./6. Dati in merito sono stati rilevati in uno studio disponibile in tedesco e francese ("Quantifizierung der Übergänge zwischen Systemen der Sozialen Sicherheit (IV, ALV und Sozialhilfe)"/"Quantification des passages entre les différents systèmes de sécurité sociale (AI, AC et aide sociale)", realizzato nel quadro del programma di ricerca su invalidità e handicap (PR-AI). Negli anni 2004 a 2006, 21 323 persone si sono viste rifiutare il diritto a una rendita perché presentavano un grado d'invalidità inferiore al 40 per cento. Di queste, 4420 (19,8 per cento) hanno percepito prestazioni dell'aiuto sociale nello stesso periodo, ossia il 2 per cento sul totale di 220 000 persone che hanno beneficiato di tali prestazioni tra il 2004 e il 2006. Non si può dunque affermare che vi sia un flusso considerevole verso l'aiuto sociale.</p><p>Si è inoltre constatato che anche il numero di persone passate dalla rendita AI all'aiuto sociale è contenuto (solo 548 tra il 2004 e il 2006).</p><p>Quest'analisi puramente quantitativa non permette di stabilire se l'inasprimento nella prassi dell'AI si ripercuota sui sistemi dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD) e dell'aiuto sociale. A questo scopo sono necessari studi qualitativi più approfonditi e un monitoraggio sul lungo periodo. Complessivamente l'AI fa quanto possibile per evitare che persone con disabilità vivano nella povertà.</p><p>5. Punti essenziali distinguono l'AI dall'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (AINF). L'AI assicura non solo i danni alla salute in seguito ad infortunio, ma anche quelli dovuti a malattia e copre dunque un rischio più esteso. La cerchia degli assicurati AI è più ampia, poiché comprende sia le persone che esercitano un'attività lucrativa sia quelle che non ne svolgono alcuna, per le quali in pratica è particolarmente difficile rilevare in modo preciso ed equo una lieve disabilità. L'importo della rendita AI è definito in base alla rendita di vecchiaia (LAVS), che attualmente ammonta al massimo a 2210 franchi al mese. Le prestazioni dell'AINF sono calcolate in funzione del guadagno assicurato e la rendita è una percentuale di quest'ultimo. Tenuto conto di queste differenze essenziali tra le due assicurazioni, il legislatore federale non ha violato l'articolo 8 della Costituzione federale (uguaglianza giuridica) quando ha deciso di concedere, in base alla legge sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF), una rendita in caso di incapacità al guadagno di almeno il 10 per cento in seguito a infortunio, mentre per beneficiare di una rendita AI (quarto di rendita) il grado d'invalidità dev'essere di almeno il 40 per cento.</p><p>7. Il coordinamento delle diverse assicurazioni sociali federali e cantonali è una questione complessa che richiede lavori di ricerca più ampi e più approfonditi, anche se da quanto rilevato finora non emerge che l'AI spinga gli assicurati verso l'aiuto sociale. Non sono previste altre misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.