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Stando al SonntagsBlick l'acquisto dei nuovi aeroplani delle forze armate è al centro di una campagna volta a invertire la linea decisa dal Consiglio federale sugli F-35.
Sulla spesa miliardaria per l’acquisto dei nuovi caccia per l’esercito svizzero si continua a discutere. I “malumori” sembrerebbe non riguardino solo le forze politiche che si oppongono alla scelta dello scorso giugno del Consiglio federale, che ha deciso di puntare sugli F-35 della statunitense Lockheed Martin.
Stando a quanto riferisce oggi il Sonntagsblick, non tutti i concorrenti che si sono presentati per accaparrarsi il più importante appalto per la difesa degli ultimi anni avrebbero accettato serenamente la decisione che gli ha esclusi. Stando al domenicale “Airbus, il produttore dell'Eurofighter (consorzio europeo, ndr), sta facendo una campagna contro l'F-35” e “secondo diversi parlamentari, l'azienda europea con sede in Baviera sta cercando di screditare la valutazione che ha preceduto la decisione del Consiglio federale”. I politici, si legge sul Sonntagsblick, hanno ricevuto un dossier di 13 pagine lo scorso ottobre, diversi mesi dopo la fine del processo di selezione, incentrato sul processo di selezione. In tale documento, a disposizione del SonntagsBlick, si legge fra le altre cose che “il processo di selezione non è obiettivo, contiene errori formali e sostanziali, è stato successivamente modificato (…)”. Il documento non nomina un autore, né appare in esso il nome di Airbus. Tuttavia, scrive il Sonntagsblick, il file PDF identifica quale autore Andreas Hauck, “direttore dei progetti di comunicazione aerea" presso Airbus.
Il documento solleverebbe anche ragioni geopolitiche per cui sarebbe preferibile scegliere un gruppo europeo piuttosto che statunitense quale fornitore degli aerei da combattimento. Inoltre, stando sempre al domenicale, “un lobbista ha sollecitato invano i parlamentari a indagare sulla procedura di selezione nelle Commissioni della gestione” del Parlamento.
Sugli F-35 pendono pure, sul fronte politico, anche le iniziative annunciate da sinistra per bloccarne l’acquisto.