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L'uomo è membro del consiglio di amministrazione di una società registrata in città e aveva beneficiato di una somma di 300mila franchi
ZUGO - Stava per lasciare la Svizzera ma prima che salisse sull'aereo è stato arrestato. L'imputazione? Avere beneficiato illegalmente di un prestito Covid dichiarando un falso fatturato e utilizzandolo anche impropriamente.
L'uomo, 31 anni, è membro del consiglio di amministrazione di una società registrata in città ed è accusato di aver chiesto (e ottenuto) nell'estate del 2020 un sostegno economico (legato alle misure di aiuto a favore delle imprese emanate dalla Confederazione) di 287.520 franchi: l'importo era stato erogato in base al fatturato dichiarato ammontante a quasi 3 milioni di franchi.
L'accusa parla esplicitamente di «uso improprio del credito» in quanto utilizzato «non come previsto dal contratto di credito COVID» e cioè per «garantire il fabbisogno di liquidità corrente». L'inchiesta ha condotto gli inquirenti a scoprire che «l'uomo aveva rilevato la società, all'epoca inattiva, pochi giorni prima di richiedere il prestito. Con i fondi di credito presumibilmente ottenuti illegalmente - scrive in una nota la Polizia cantonale - sono seguite diverse transazioni a cinque cifre, tanto che il credito è stato utilizzato in soli quattro giorni».
L'intera somma di cui aveva beneficiato come sostegno Covid è stata infatti dilapidata in pochissimo tempo attraverso dei «prelievi in contanti in tranche maggiori o trasferiti ad altre società o persone» scrive sempre la polizia.
L'uomo - la cui vicenda è stata resa nota solo oggi - è anche accusato di riciclaggio di denaro. Dalla fine di febbraio - dopo il suo arresto avvenuto all'aeroporto di Zurigo Kloten mentre stava tentando di lasciare il Paese - si trova in carcere in attesa del processo.
Il Ministero pubblico del Canton Zugo sta conducendo nei suoi confronti un'inchiesta penale per violazione dell'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19, truffa, riciclaggio di denaro e falsità in atti. Fino a un'eventuale sentenza, per lui vige la presunzione d'innocenza, sottolinea l'autorità di perseguimento penale.