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SEUL - In alcuni paesi gli uffici si stanno pian piano ripopolando. Ma qual è il rischio che corrono i dipendenti, stando ore e ore uno accanto all'atro?
Un articolo pubblicato dal Korea Centers for Desease Contro and Prevention, e ripreso dal Corriere della Sera, ha preso in esame i dati di diffusione della malattia in un call center coreano.
Le indagini hanno dimostrato che nonostante l'ufficio fosse stato chiuso il giorno dopo la scoperta del primo caso, ben 97 persone erano poi risultate positive, su un totale di 1'143 persone analizzate (922 dipendenti, 203 residenti e una ventina di visitatori).
Sono inoltre stati presi in esame i dati di chi è rimasto nei pressi dell'edificio per più di cinque minuti, grazie all'app utilizzata in Corea per il tracciamento.
Un tasso del 43% - È emerso inoltre che 94 delle persone risultate positive lavoravano sullo stesso piano, l'undicesimo. Considerando che sul quel piano lavoravano 216 dipendenti, significa che il tasso di trasmissione della malattia è pari al 43%. Non solo: tutti i lavoratori, tranne cinque, si trovavano nella stessa ala dell'ufficio open space.
Conclusioni - Al di fuori del piano maggiormente toccato, solo tre persone hanno contratto la malattia, anche se tutti i dipendenti usavano ad esempio i medesimi ascensori e spazi comuni.
Dunque, stando ai dati dello studio, il coronavirus, in ambienti chiusi e affollati, può risultare altamente contagioso, ma è necessario un contatto prolungato.