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Testo depositato
Secondo il diritto svizzero e la prassi costante una legge può essere modificata in qualsiasi momento quando le circostanze lo richiedono. Una convenzione internazionale ha valore legale in Svizzera e deve quindi poter essere modificata se la situazione vigente al momento della ratifica ha subito palesi mutamenti.
Il testo dell'articolo 22 della Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa (Convenzione di Berna) esclude la possibilità che un Paese possa adattare gli obblighi assunti con la firma della convenzione. Tuttavia, il lupo non è più una specie minacciata d'estinzione e la situazione è cambiata in Svizzera da quando, nel 1980, l'Assemblea federale ha approvato la convenzione.
Per questa ragione, il Consiglio federale è invitato a fare il necessario per modificare l'articolo 22 della Convenzione di Berna. Un Paese firmatario deve sempre poter esprimere le sue riserve nei confronti degli obblighi assunti inizialmente. Il Consiglio federale deve sottoporre al comitato permanente della convenzione una proposta per adattare e integrare l'articolo 22, in base alla quale ogni Paese firmatario deve poter formulare delle riserve anche dopo la firma della convenzione.
Se tale modifica sarà approvata, il Consiglio federale deve formulare la seguente riserva:
"Il lupo (canis lupus) può essere cacciato in Svizzera al fine di limitarne l'impatto negativo sulle altre specie ed evitare gravi ripercussioni sugli animali da reddito, sugli altri beni e sul settore del turismo e della caccia."
Se la modifica è respinta, il Consiglio federale deve disdire la Convenzione di Berna. In tal modo potrà formulare le riserve necessarie al momento di una nuova ratifica.
Motivazione
La Convenzione di Berna è stata stipulata il 19 settembre 1979 a Berna e approvata senza riserve dall'Assemblea federale l'11 dicembre 1980. Per la Svizzera, è entrata in vigore il 1° giugno 1982. La convenzione è stata firmata da 48 Paesi, mentre 26 Paesi hanno fatto uso della possibilità di formulare riserve concessa dall'articolo 22 della convenzione. In tal modo possono, di fatto, derogare dall'applicazione delle relative disposizioni.
11 Paesi hanno formulato delle riserve sulla protezione del lupo. Il predatore è annoverato nell'allegato II della convenzione fra le "specie faunistiche assolutamente protette". Questi 11 Paesi dispongono quindi di maggiori possibilità di gestire il lupo rispetto alla Svizzera, poiché sono tenuti a rispettare soltanto la loro legislazione nazionale.
Negli Anni 1980, quando è stata ratificata la Convenzione di Berna, il lupo non era ancora migrato in Svizzera. Ciò spiega la ragione per cui la Svizzera non ha formulato le relative riserve, contrariamente agli altri Paesi in cui il lupo era già insediato (Finlandia, Lettonia, Lituania, Macedonia, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia, Ucraina).
L'articolo 22 della Convenzione di Berna consente a ogni Paese di formulare delle riserve al momento della ratifica della convenzione. Nega però, di fatto, ai Paesi la possibilità di rivedere gli obblighi assunti, anche quando le circostanze sono mutate.
Parere del Consiglio federale
del
12.05.2010
In linea di principio, la modifica dell'articolo della Convenzione del 19 settembre 1979 per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa (Convenzione di Berna; RS 0.455) è possibile. Secondo l'articolo 16 capoverso 2, è tuttavia necessaria la maggioranza di tre quarti in seno al comitato permanente della Convenzione di Berna. In seguito, il testo modificato deve essere approvato dalla Conferenza dei ministri prima che i singoli Paesi membri statuiscano la modifica del testo della convenzione. Il regolamento delle competenze ammette per i singoli Paesi la possibilità che il testo modificato della convenzione debba essere approvato dal Parlamento nazionale. Si tratta quindi di un processo complesso e a più livelli che non garantisce la modifica della convenzione.
La modifica dell'articolo 22 della Convenzione di Berna proposta dall'autore della mozione, in base alla quale ogni Paese firmatario può sempre formulare delle riserve, solleva inoltre questioni di principio. Una condizione sine qua non di ogni singolo contratto è che, in linea di principio, è vincolante per ogni Parte firmataria. Ciò è quanto sancito dall'articolo 19 della Convenzione di Vienna del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati (Convenzione di Vienna; RS 0.111) e vale anche per le convenzioni di diritto internazionale come la Convenzione di Berna. L'adozione di una disposizione che consenta a ogni Paese di formulare riserve unilaterali sull'intero contenuto di una convenzione dopo la firma della stessa rimetterebbe in questione l'intero trattato in quanto tale.
Il fatto di formulare una riserva all'articolo 22 è già stata ampiamente discussa e chiarita sette anni or sono nel quadro della trattazione della mozione Maissen (01.3567). La formulazione di riserve è possibile esclusivamente al momento della firma o della ratifica della convenzione. La Svizzera non ha allora formulato alcuna riserva.
In questo contesto, è pure stata discussa la possibilità di disdire la convenzione e di aderirvi nuovamente formulando una riserva. Tale proposta non è sostenibile né dal punto di vista giuridico né da quello politico. Da un lato, una disdetta della Convenzione di Berna da parte della Svizzera seguita da una nuova adesione violerebbe il principio della buona fede (artt. 26 e 31 della Convenzione di Vienna del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati; RS 0.111), d'altro lato non sarebbe approvata dagli altri Paesi. La nuova adesione sarebbe molto dubbia e inoltre in ogni caso possibile solo dopo diversi anni e lunghe negoziazioni. Oltre alla credibilità, la Svizzera perderebbe anche le basi per numerose disposizioni che regolano la protezione delle specie nella legislazione federale. Una disdetta della Convenzione di Berna per la regolazione di una singola specie è, del resto, sproporzionata.
In relazione alle mozioni Freysinger 09.3790, "Disdire la Convenzione di Berna" e Schmidt Roberto 09.3813, "Ridurre la protezione del lupo nella Convenzione di Berna", il Consiglio federale aveva affermato già lo scorso anno di sostenere un'azione congiunta dei Paesi alpini atta a modificare lo status di specie protetta del lupo presso il comitato permanente della Convenzione di Berna a Strasburgo. Inoltre, l'articolo 9 della Convenzione di Berna già prevede una deroga secondo cui possono essere adottate misure contro le specie animali che causano danni importanti.
Proposta del Consiglio federale
del
12.05.2010
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.