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L’uomo si è sempre avvalso, in passato, di metodi empirici senza mai avere la corrispondenza di cosa fossero in quanto mai catalogati prima di allora. Venivano utilizzati semplicemente dei punti che, se sollecitati in maniera opportuna, davano una reazione antalgica (scomparsa del dolore).
La riflessologia come la intendiamo ora, è una tecnica moderna dell’inizio 900 scoperta da un otorinolaringoiatra, William H. Fitzgerald.
Fitzgerald nel 1895 ha scoperto questa tecnica a seguito di alcune compressioni nel vestibolo labiale, sul palato duro, sul palato molle e sulle gengive ottenendo delle analgesie o addirittura delle anestesie, pur di breve durata, per piccoli interventi nel cavo orale.
Nel 1902 quando era primario nel reparto di Otorinolaringoiatra presso il St. Francis Hospital di Hartford, nel Connecticut, iniziò con una certa continuità a praticare combinazioni di tecniche compressive sulle mani in particolar modo usando delle mollette o degli elastici.
Fitzgerald era alla ricerca di nuove aree che potessero dare beneficio e così teorizzò il concetto che il corpo fosse percorso da 10 aree parallele.
Ascoltando i suoi pazienti giunse a riunire in una linea ideali i disturbi che questi denunciavano.
Nel 1916 un suo amico medico e scrittore pubblicò per la prima volta un articolo dando a questa tecnica il nome di “Terapia Zonale”. Nell’anno successivo pubblicarono insieme il primo lavoro: “Zone terapy, or Relieving Pain at Home” (terapia zonale, come alleviare il dolore a casa propria).
Nel 1934, in una cena offerta in suo onore, una nota cantante lirica gli confidò di avere un abbassamento di voce e analizzando le dita delle mani e dei piedi giunse alla conclusione che il calo della sua voce era dovuto alla presenza di un callo sull’alluce. Dopo qualche compressione invitò la cantante a riprovare e, con grande stupore suo e di tutti i presenti, l’artista riuscì a cantare toccando note di due toni più alti della sua scala abituale. A seguito pubblicarono un articolo sul giornale dal titolo: “Svelato il mistero della Terapia Zonale”.
Eunice Ingham, nel 1938, approfondisce gli studi iniziati da W.H. Fitzgerald e pubblica il suo primo lavoro dal titolo “Stories the Feet Can Tell” (storie che i piedi possono raccontare) seguito da “Stories the feet have told” (Storie che i piedi hanno raccontato).
La Riflessologia del piede viene conosciuta in Europa a partire dal 1967 attraverso due allieve di Eunice Ingham : Hanne Marquardt in Germania e Doreen Bayly in Inghilterra e da qui iniziano le sponsorizzazioni per costruire strumenti atti a sollecitare i piedi e così si diffonde in Europa il testo edito dalla casa editrice svizzera Edy Masafret.