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Joe Biden ha vinto le elezioni presidenziali statunitensi. Lo ha annunciato la CNN, seguita subito dopo dall'Associated Press e dalla Nbc. Biden infatti, secono le proiezioni della CNN ha conquistato la Pennsylvania e, con i suoi 20 grandi elettori, ha superato così la soglia dei 270 grandi elettori (necessari per diventare il 46esimo presidente degli Stati Uniti). Secondo la CNN, Biden è giunto ora a quota 273, per AP (che gli aveva già attribuito l'Arizona) a quota 284.
Un veterano con 47 anni di politica alle spalle, esperto di affari internazionali, uomo della middle class, segnato da terribili tragedie familiari: questo è Joe Biden, l'ex vice di Barack Obama, che gli statunitensi (a meno di clamorose sorprese giudiziarie) hanno eletto alla Casa Bianca. Resta il fatto che Donald Trump, il presidente uscente, ha già dichiarato che contesterà la vittoria di Biden attraverso ricorsi a raffica: un terreno impervio e in parte inesplorato. Concedere la vittoria non è comunque un obbligo iscritto nella Costituzione, ma una prassi avviata nel 1896, quando William Jennings Bryan mandò un telegramma di auguri al suo avversario William Mc Kinley.
Chi è Joe Biden
Biden, 78 anni tra due settimane, è un democratico moderato, arrivato con titubanza alla presidenza: nel 2016, devastato dalla morte per tumore al cervello del figlio Beau, rifiutò di candidarsi e avrebbe avuto forse più chance di Hillary Clinton.
Presidente per tre lustri della Commissione Esteri del Senato, aveva cominciato a occuparsi di affari internazionali nel 1997, dopo aver perso, da numero uno della Commissione Giustizia, la battaglia contro la nomina del giudice nero conservatore Clarence Thomas alla Corte Suprema: uno dei togati che, in caso di ricorso di Trump, potrebbe sbarrargli la strada.
Dalla Pennsylvania allo studio ovale
Joseph Robinette Biden è nato in una famiglia irlandese a Scranton, la grigia città delle miniere di carbone simbolo del fiasco dell'industria tradizionale, ma da quando aveva dieci anni ha vissuto nel Delaware, lo Stato dove, negli anni del Senato, è tornato ogni sera in treno per far da padre ai figli, dopo essere rimasto vedovo. Primo presidente cattolico dopo JFK, Biden è favorevole all'aborto e alla difesa del clima: "Rientrerò nell'accordo di Parigi il primo giorno alla Casa Bianca", ha promesso dopo le elezioni.
Da ragazzo era balbuziente. Soprannominato "Dash" (trattino) perché non finiva le frasi, è guarito esercitandosi allo specchio. Suo padre, ricco e scapestrato da giovane, aveva subito rovesci finanziari e il piccolo Joe lavorava sette giorni su sette vendendo auto da un concessionario, pulendo caldaie, passando la domenica dietro un banchetto al mercato. Mai studente brillante ma ottimo atleta, nel 1972, a soli 29 anni e dopo aver fatto l'avvocato, si candidò al Senato: solo lui e la famiglia pensavano che ce la potesse fare, ma venne eletto. Breve però la gioia del trionfo: poco prima di Natale la moglie Neilia e la figlia di 13 mesi Naomi rimasero uccise in un incidente stradale. I due maschi, Beau e Hunter, finirono in ospedale gravemente feriti.
Anche Beau, ex procuratore del Delaware e capitano della Guardia Nazionale, è morto lasciando nel padre un vuoto incolmabile. Hunter, il minore, gli ha causato inquietudini e guai, tra dipendenze dalla droga e business spericolati in Paesi come Ucraina e Cina, rimbalzati sul padre con accuse di conflitto di interesse. Biden ha anche una figlia, Ashley, dalla seconda moglie Jill Jacobs, italo-americana e professoressa in un community college, sposata nel 1977 nella Chiesa dell'Onu a New York.
La corsa che si appresta a vincere è la terza di Biden alla Casa Bianca: l'ultima nel 1987 finì male quando si scoprì che aveva "copiato" un discorso da un leader inglese. Nel 2008 a Obama aveva portato un bagaglio di esperienza e un cuore sincero. Ne era stato ricompensato con un accesso senza precedenti nelle stanze dei bottoni: partner, oltre che amico, del più giovane presidente che, tra i molti incarichi, gli aveva affidato nel 2008 quello di affrontare il "disastro continuo" della crisi economica dal punto di vista della classe media, da lui definita "la vera spina dorsale del Paese".