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«Più Omicron avanza, più aumentano le possibilità che sviluppi varianti». Ma Natalie Rickli: «Sarà come l'influenza»
Diversi esperti hanno inviato una lettera al Consiglio federale perché la quarantena sia ridotta, in modo che con la nuova ondata la società non resti paralizzata.
BERNA - Misure adeguate in caso di emergenza. L'ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp), con il Consiglio federale, ha incaricato Ecoplan di sviluppare un piano strategico nel caso in cui Omicron dia forma a una nuova variante. La preoccupazione arriva dai piani alti, a metà settimana l'Oms ha diramato un appello che ha messo sul chi vive diversi stati, tra cui la Svizzera: «Più Omicron si diffonde, più è probabile che produca una nuova variante».
La domanda che il Consiglio federale si è posto in primis è se i vaccini finora sviluppati saranno in grado di difendere la popolazione anche da varianti future. Per questo, nell'estrema ipotesi che si ritorni alla situazione del 2020, ha incaricato la società Ecoplan insieme all'Ufsp di sviluppare un piano di emergenza da mettere in atto se Omicron, largamente diffuso, svilupperà una nuova variante non contrastabile con i farmaci iniettabili attualmente sul mercato. Per la consulenza e la ricerca di Ecoplan, riporta il SonntagsBlick, è stato stanziato un budget di 150'000 franchi. Il piano dovrebbe essere pronto entro l’inizio della primavera.
Ma entro quel tempo potrebbe svilupparsi un ulteriore scenario, in cui Omicron diventa endemico, «come un'influenza». Secondo la direttrice sanitaria di Zurigo, Natalie Rickli, «un'ondata mostruosa ci viene incontro», non escludendo che potrebbe essere «violenta, ma breve. Allora il virus potrebbe diventare endemico». Secondo diversi esperti la situazione potrebbe normalizzarsi entro fine febbraio o verso l'inizio della primavera. Ma non basta aspettare, per la direttrice è necessario accompagnare la popolazione. «Bisogna guardare la realtà negli occhi». Perché se questa ondata «violenta» arriverà, colpirà tutti: «La società, l'economia e ogni individuo. I non vaccinati più dei vaccinati. Questo va detto chiaramente e mi auguro che il Consiglio federale lo faccia mercoledì».
Rickli sostiene che solo nel canton Zurigo si potrebbe arrivare ad avere 40'000 casi al giorno entro la fine del mese. La società resterebbe paralizzata. Diversi esperti hanno chiesto al Consiglio federale di ridurre la quarantena e l'isolamento a cinque giorni. E, siccome si ritiene che Omicron abbia un periodo d'incubazione più breve, che se per 48 ore non si manifestano sintomi, il paziente è libero di interrompere isolamento o quarantena. Chi ha sintomi e finché ha sintomi, resterebbe a casa per il tempo necessario. La misura metterebbe d'accordo diversi esperti, tra cui anche Pierre-Alain Schnegg, direttore della sanità del canton Berna, e il presidente dei medici cantonali, Rudolf Hauri.