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BERNA - La Confederazione vuole agire per ridurre l'inquinamento dei mari causato dalla plastica, facendo leva su un'estensione della Convenzione di Basilea, che disciplina la gestione dei rifiuti pericolosi. La tematica sarà discussa a livello internazionale dal 29 aprile al 10 maggio a Ginevra. Il Consiglio federale ha conferito oggi alla delegazione svizzera il mandato negoziale in materia.
Una parte significativa della plastica che finisce nei mari proviene dallo smaltimento incontrollato dei rifiuti a terra, rileva il governo in una nota. Attualmente però, solo le plastiche classificate come pericolose devono essere notificate ai sensi della Convenzione di Basilea. Obiettivo della Svizzera è fare in modo che vengano disciplinati anche i rifiuti di plastica contaminati non differenziati. Questi ultimi potranno essere esportati solo dopo che il Paese di destinazione è stato informato dell'importazione e ha dato il suo consenso.
A Ginevra si riuniranno non solo i firmatari della Convenzione di Basilea, ma anche di quella di Stoccolma (inquinanti organici persistenti) e di Rotterdam (sostanze chimiche e pesticidi pericolosi).
Nella seconda saranno incluse altre due sostanze: il Dicofol, un veleno contro i tetranichidi, e l'acido perfluoroottano, che viene utilizzato, tra l'altro, nella fabbricazione di rivestimenti. Entrambe le sostanze saranno incluse nell'elenco delle sostanze da eliminare a livello mondiale (allegato A).
Si prevede inoltre di limitare maggiormente l'uso dell'acido perfluorottano sulfonato, utilizzato per rivestire materiali resistenti all'olio e all'acqua. Nella Convenzione di Rotterdam saranno inclusi due pesticidi - l'Acetoclor e il Forate -, come pure la sostanza ritardante di fiamma esabromociclododecano.