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REYKJAVIK - Il 23% degli islandesi hanno firmato una petizione rivolta al proprio presidente affiché ponga il veto a una legge che prevede la restituzione di cinque miliardi di dollari agli investitori britannici e olandesi danneggiati dal crack delle banche dell'isola avvenuto in seguito alla crisi economica mondiale.
Oltre 56'000 persone hanno firmato il documento inviato al presidente dell'Islanda, Olaf Ragnar Grimsson, nel quale si chiede anche un referendum nazionale sull'argomento. La scorsa settimana il parlamento ha approvato la legge che permette il rimborso alla Gran Bretagna e all'Olanda degli investimenti che numerosi risparmiatori di quei due paesi avevano fatto nel 2008 nei fondi "Icesave", allora famosi per i loro alti rendimenti. Ma il presidente deve firmare ancora la legge, altamente impopolare in Islanda, approvata per un pelo dal parlamento con 33 voti a favore e 30 contro.
"Consideriamo ragionevole la richiesta che il peso economico sulle spalle degli attuali e futuri islandesi - si legge nella petizione - sotto forma delle garanzie di stato per i rimborsi di "Icesave" nel Regno Unito e in Olanda, sia assoggettato a un referendum nazionale".
Esperti del settore osservano però che la legge, se passerà, aumenterà a dismisura le speranze dell'Islanda di entrare presto nell'Unione europea.
SDA-ATS