Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/70231

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a stilare un rapporto per rispondere ai seguenti interrogativi: </p><p>1. Quali misure sono ritenute necessarie affinché la Svizzera soddisfi i principi della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, documento che si basa, in particolare, sulla Carta comunitaria dei diritti sociali dei lavoratori stabilita dall'Unione europea e dal Consiglio d'Europa?</p><p>2. Quali misure sono ritenute necessarie affinché la Svizzera possa:</p><p>- abbassare a livello europeo il numero massimo di ore lavorative settimanali, straordinari inclusi?</p><p>- definire un congedo parentale retribuito che sia per lo meno equivalente a quanto previsto dalle direttive europee in materia?</p><p>- inasprire le norme per la protezione dei lavoratori temporanei in misura perlomeno equivalente a quanto previsto dalla direttiva proposta dall'UE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori non è applicabile alla Svizzera. L'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALCP) concluso tra la Svizzera e la CE non contiene alcun riferimento alla Carta. L'ALCP regola l'accesso al mercato del lavoro nonché il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e il riconoscimento dei diplomi, ma non ha effetto sulle regolamentazioni nazionali relative alle condizioni di lavoro. Se la Svizzera volesse conformarsi al contenuto della Carta, dovrebbe adeguare la sua legislazione in materia, ciò che il Consiglio federale non ritiene opportuno.</p><p>Per quanto concerne gli altri punti sollevati dal postulato, il Consiglio federale tiene a sottolineare che le differenze tra il diritto comunitario e il diritto svizzero sono relativamente limitate. Il diritto europeo fissa un limite di 48 ore lavorative settimanali, mentre la legge sul lavoro prevede un massimo di 45 o 50 ore settimanali, secondo le categorie di lavoratori. La legge sul collocamento e il personale a prestito, insieme alle disposizioni del Codice delle obbligazioni, garantisce una sufficiente protezione dei lavoratori temporanei. Quanto al congedo parentale, occorre rammentare che l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dall'UNICE (Unione delle confederazioni europee degli industriali, associazione di datori di lavoro), dal CEEP (Centro europeo delle imprese a partecipazione pubblica, associazione di datori di lavoro) e dalla CES (Confederazione europea dei sindacati) e attuato dalla direttiva 96/34/CE non prevede la rimunerazione obbligatoria di tale congedo.</p><p>Non essendo membro dell'Unione europea, la Svizzera non ha alcun obbligo di adeguarsi alle disposizioni del diritto comunitario. Fatte queste premesse, un rapporto dettagliato sulle differenze tra il diritto europeo e il diritto svizzero appare superfluo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.