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Non è la prima volta che i produttori del film dell’orrore L’evocazione – The Conjuring e del suo sequel hanno avuto problemi con la giustizia. Questa volta, però, rischiano di dover pagare una somma da far venire la pelle d’oca anche ai più vaccinati fan di questo genere cinematografico: 900 milioni di dollari.
Nel 1980, l’autore Gerald Brittle ha scritto The Demonologist. Si tratta della storia di Ed e Lorraine Warren, una coppia di ricercatori che si occupano di attività paranormali.
Il ricorso inoltrato in marzo in Vriginia contro la Warner Bros. e altri è lungo ben 355 pagine. Lo scrittore, rappresentato da un avvocato, vi sostiene che i film The Conjuring, The Conjuring 2 e Annabelle siano basati sul suo libro, senza che gli sia stata chiesta un’autorizzazione per l’adattamento cinematografico.
Nel 1978, prima della pubblicazione, Brittle aveva stipulato un contratto con i Warren secondo il quale, senza il suo consenso, la coppia non avrebbe potuto acconsentire ad alcun lavoro che fosse in concorrenza con il libro. Più precisamente, alcun lavoro che avesse a che vedere con la loro vita e con le loro esperienze di ricercatori del paranormale.
Secondo l’avvocato di Brittle, la Warner Bros. non disporrebbe delle basi legali per difendersi in tribunale. L’azienda ha infatti sottolineato più volte che i suoi film si basano sugli incarti relativi ai casi di attività paranormali studiati dai Warren. Bastava fare le ricerche in modo corretto per capitare sul contratto esistente tra la coppia e lo scrittore.
L’avvocato di Brittle è convinto che per una società delle dimensioni della Warner Bros., con il suo esercito di giuristi, una svista del genere non è plausibile. L’unica conclusione logica: il contratto è stato ignorato di proposito, speculando sul fatto che nessuno ci avrebbe fatto caso. Così, la storia di qualcun altro si è trasformata in un’impresa da milioni di dollari, anche se era chiaro che la Warner Bros. non aveva mai avuto i diritti necessari.
Ora, Brittle spera in un risarcimento danni da 900 milioni, ben più di quello che le tre pellicole hanno fruttato finora nel mondo intero, ossia 886 milioni di dollari. Brittle vuole inoltre bloccare la produzione di Annabelle 2, il sequel di Annabelle, e di qualsiasi altro futuro film basato sulla storia dei Warren.
Pare che gli avvocati di Brittle avessero già proceduto con un’ingiunzione per fare desistere la Warner Bros. dall’uscita di The Conjuring 2, ma che la casa di produzione avesse risposto che si tratta di fatti storici. Si tratta di un argomento a cui si ricorre spesso nelle controversie legate ai diritti d’autore, poiché eventi reali non possono essere proprietà intellettuale.
Qui, tuttavia, il problema è che, per avere più successo, i Warren hanno mentito nel narrare i fatti. Nelle loro ricerche non ci sono mai stati né streghe che si sono impiccate, né possessioni demoniache, né adorazioni sataniche, né sacrifici di bambini. In altre parole, i film non raccontano fatti veramente accaduti, bensì gli eventi che nel libro di Brittle sono narrati in forma completamente alterata rispetto alla realtà.
L’azione penale contro la Warner Bros. non è ancora partita ufficialmente, ma se vorrà difendersi con l’argomento dei fatti storici, dovrà essere in grado di provare l’esistenza di fantasmi, streghe, interventi diabolici e spiriti maligni, il che fino a oggi non è ancora riuscito a nessuno.