Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/245204

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel 2021 167 neonati sono morti nel periodo neonatale (ovvero nei primi 28 giorni di vita), di cui 139 entro 7 giorni. È incontestabile che in caso di morte del neonato si applichi la protezione della maternità, affinché la madre possa riprendersi dallo stress della gravidanza e del parto, ma anche prendersi il tempo necessario per il recupero fisico. Per il padre, il diritto al congedo di paternità (10 giorni entro 6 mesi dalla nascita) si estingue se il figlio muore. In un momento così difficile, un padre dovrebbe poter affrontare il lutto. Dover gestire con il datore di lavoro le modalità dell'assenza dal lavoro subito dopo la morte del figlio, magari mentre è ancora in ospedale, è un onere supplementare inutilmente pesante. Sebbene il congedo di paternità non sia paragonabile alla protezione della maternità, l'autrice della mozione ritiene giusto che il relativo diritto non si estingua in caso di morte neonatale.</p><p>L'autrice della mozione chiede quindi al Consiglio federale di modificare la legge sulle indennità di perdita di guadagno e di abrogare l'articolo 16j capoverso 3 lettera d e, se necessario, di apportare ulteriori modifiche di legge per soddisfare la richiesta.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già sottolineato nei pareri in risposta alle mozioni Gysin Greta 21.3734 "Congedo paternità anche in caso di morte del nascituro" e Prezioso 22.3125 "Congedo di paternità in caso di morte del figlio", il Consiglio federale è pienamente consapevole che la perdita di un figlio è un evento tragico e sconvolgente per i genitori, che si trovano confrontati con una situazione molto difficile. Ovviamente, il padre, o il secondo genitore, è colpito emotivamente quanto la madre da questa tragedia.</p><p>Il congedo di paternità, introdotto con effetto dal 1° gennaio 2021, permette una ripartizione più equa dei ruoli in seno alla coppia alla nascita di un figlio. Mira principalmente a permettere al padre di abituarsi alla nuova situazione familiare venutasi a creare con l'arrivo del neonato e di instaurare la relazione padre-figlio (18.441 Iniziativa parlamentare. Controprogetto indiretto all'iniziativa sul congedo di paternità. Rapporto della CSSS-S del 15 aprile 2019; FF 2019 2815, in particolare pag. 2824). Il congedo di maternità persegue lo stesso obiettivo, ossia permettere alla madre di essere disponibile per accudire il neonato e instaurare il rapporto madre-figlio, ma deve anche consentirle di ristabilirsi dopo le fatiche della gravidanza e del parto.</p><p>Per questo motivo, la differenza tra i due congedi è giustificata. Contrariamente alla normativa vigente per l'indennità di maternità, il diritto all'indennità di paternità si estingue se il figlio muore o muore prima dell'effettiva fruizione del congedo (art. 16j cpv. 3 lett. d della legge sulle indennità di perdita di guadagno [LIPG; RS 834.1]). Attualmente, un congedo finanziato tramite le IPG in caso di morte del figlio non è previsto dalla legislazione. Se del caso, può però entrare in linea di conto quale congedo usuale secondo l'articolo 329 capoverso 3 del Codice delle obbligazioni (CO; RS 220) o quale assenza per la quale il datore di lavoro è tenuto a versare il salario, trattandosi di un impedimento del lavoratore inerente alla sua persona, se le condizioni di cui all'articolo 324a CO sono adempiute.</p><p>Inoltre, la modifica richiesta dalla mozione, che prevede di non interrompere il versamento dell'indennità di paternità in caso di morte neonatale, creerebbe una disparità di trattamento ingiustificata nei confronti dei padri il cui figlio muore più tardi, oltre questa prima fase della vita.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.