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Continua, grazie al contributo di Elio Capriati, che ci ha inviato gli articoli, la saga della più importante famiglia svizzera vissuta a Napoli: i Meuricoffre, imprenditori svizzeri, scritta dallo stesso Capriati che sull’argomento ha pubblicato un libro: Ritratto di famiglia. I Meuricoffre.
Tornato a Napoli, Frederic-Robert si dedicò al rilancio della casa bancaria Meuricoffre. Nel 1799 quest’ultima non potette sfuggire al vortice rivoluzionario innescato dalla sfortunata vicenda dei giacobini partenopei e rivestì un importante ruolo nelle questioni creditizie e commerciali durante la breve vita della Repubblica Napoletana.
Passarono sei anni e finalmente Jean-George, autorizzato a rientrare, riprese il suo posto accanto allo zio nella banca ma venne a mancare di lì a poco fiaccato dalle logoranti traversie personali. Sua moglie Celeste non si perse d’animo e sacrificò la sua felicità personale oltre che la vicinanza con i figli mandando questi in Svizzera per farli studiare nell’ambiente di origine. Lei, pur di fede cattolica, voleva che alla sua prole fosse impartita un’educazione di stampo protestante e per quanto possibile, meno dogmatica. É sul tema dell’istruzione e della cultura che si affermerà per tre generazioni la centralità delle donne nella famiglia: sono loro che decidono i tempi e i modi della formazione scolastica, che scelgono le scuole e i luoghi dell’istruzione, il cui obiettivo è saldare le discipline umanistiche e le conoscenze delle lingue con una formazione tecnica orientata a preparare i giovani Meuricoffre alle responsabilità dirigenziali da assumere all’interno dell’impresa di famiglia. L’attività di quest’ultima, peraltro, si svolgeva in un bel palazzo prospiciente sull’allora Largo del Castello ed ora, invece, affacciato su Via Verdi.
Una decisiva svolta all’attività della banca fu impressa da Achille, primogenito di Jean-George, coniugato con la figlia di un noto banchiere di Francoforte, ma la sua prematura morte costrinse i giovani figli Oscar e Tell a prendere, ben presto, nelle mani le redini della banca riuscendo a portarla ai primi posti del milieu finanziario del Regno delle Due Sicilie. Il fatidico 1848 costituì un altro difficile banco di prova per la famiglia Meuricoffre guardata con sospetto dagli ambienti più conservatori della città per le simpatie verso i liberali manifestate non tanto nascostamente da Oscar e Tell. Comunque i fratelli Meuricoffre riuscirono a superare indenni la grave crisi politica causata dalla dura repressione borbonica dei moti del 15 maggio. Sposarono entrambi due donne straniere. Tell impalmò la britannica Harriet Grey, figlia di un pastore anglicano, mentre Oscar scelse Sophie Andreae, appartenente ad una importante schiatta di banchieri tedeschi.
Oscar e Tell Meuricoffre
[continua domenica prossima]
Anche il portale Swissinfo ha pubblicato due articoli nel 2004 e 2011 evidenziando il libro scritto da Elio Capriati sulla famiglia Meuricoffre: Swissinfo 12/04/2004: Ritratto di famiglia: i Meuricoffre di Napol e Swissinfo 12/12/2011: Meuricoffre, i banchieri svizzeri di Napoli