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Quei tizi in camicia e pantaloncini corti, coi calzettoni lunghi fino alle ginocchia, non si sono mai resi conto di quanto potessero sembrare ridicoli vestiti così? Possibile che oltre 40 milioni di persone in giro per il mondo non si siano mai guardate allo specchio? Quanti biscotti avranno bruciato prima di venderli, camminando di casa in casa, in 109 anni? E quante vecchiette hanno lasciato attraversare le strade da sole, dove non erano presenti? Quali rituali magici svolgono ogni volta che si riuniscono nei loro covi segreti? E perché non sono sempre in chiesa inginocchiati a pregare?
L'unica domanda giusta da porsi è: cosa c è da vergognarsi nel dedicare la propria vita all'altro? Evidentemente, visto che negli scorsi decenni il movimento scout era forse il più prospero al mondo nell'educazione dei giovani, qualcosa è cambiato nelle menti di adulti e ragazzi. Così come il mio calciatore preferito indossa scarpette con i tacchi, calzettoni e pantaloncini ogni volta che deve giocare, anche sotto la neve, anch'io sono in grado di resistere a qualsiasi intemperia, e questo non può far altro che rendermi più forte, resistente, sano. Ma giocare a calcio è più figo, no? Si guadagnano i soldi, lì, mentre noi elemosiniamo.
Quando mi viene chiesto “ti sei divertito, oggi, agli scout?” non posso che ridere. No, non mi sono affatto divertito. O forse sì, dipende dai punti di vista. Quando ‘vado' agli scout io provo gioia, dolore, vigore, stanchezza, euforia, noia, e imparo, tanto, ma tanto, e nulla di ciò che si imparerebbe seduti ai banchi di scuola. Imparo a convivere, ad aiutare, a giocare, a servire, ad osservare, ad ascoltare, a fare gruppo, e cose che forse neanche capireste. “Cosa hai fatto oggi?”. Come ti spiego che ho imparato a legare dei pali tra loro per costruirmi un tavolo? Come ti spiego che ho capito qual è il male di questo mondo? Come ti spiego che ho insegnato ad un mio fratellino più piccolo a sorridere?
Le più grandi e intense emozioni della mia vita le ho vissute nella comunità scout. Una comunità di persone, di bambini, ragazzi, giovani e adulti che condividono idee, passioni e conoscenze. L'unica comunità in grado di realizzare i tuoi sogni. “Andiamo nella Foresta Nera, in Germania, a vedere com'è!”. Come ci arriviamo, dove dormiamo, chi siamo, cosa facciamo, perché andiamo, quanto spendiamo? E in tre mesi si parte. Ci sarà un motivo se, mostrando di essere uno scout durante un colloquio di lavoro, o sul proprio curriculum, si hanno più probabilità di essere assunti.
Su cosa si basa il movimento? Formazione del carattere, abilità manuali, salute e forza fisica e servizio verso il prossimo.
E ditemi voi se non sono incluse tutte le fondamenta di qualsiasi altra associazione, sport o gioco.
Il mio gruppo, a Torre Annunziata, mi ha fortificato, mi ha reso una persona migliore e, soprattutto, mi ha fatto credere in me stesso. È per questo motivo che io non faccio lo scout. Io lo sono, ogni giorno della mia vita. E a voi l'elenco di alcuni momenti vissuti quest'anno nel nostro Gruppo Scout “Baden-Powell” a Berna: riunioni settimanali del sabato, attività di sensibilizzazione al rispetto della pulizia della città, uscita delle Salite a Gruyere con i genitori, incontri di riflessione sul Natale e attività di raccolta fondi per mamme in difficoltà, attività di sensibilizzazione sul problema profughi e rifugiati, riflessioni sull'Anno della Misericordia e il rispetto della natura, attività
sul riciclaggio, attività di scoperta del territorio, animazione S. Messa, Via Crucis, ed altro...
Articolo publicato sul mensile insieme di giugno-luglio-agosto 2016.