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Brienz e la tradizione d'intaglio del legno
È grazie al maestro tornitore di Brienz Christian Fischer (1790 - 1848) che nasce la tradizione dell'intaglio del legno nell’Oberland bernese. Nel 1816, anno di carestia, egli si mette a decorare oggetti di uso quotidiano, – portauova, bicchieri, scatole e cassette – e a venderli come souvenir ai turisti. Il successo è talmente grande che Fischer decide di aprire un laboratorio e di insegnare questo tipo di artigianato alla gente della regione.
Nelle botteghe di Brienz si moltiplicano quindi le statuine di Guglielmo Tell, dei pastori, degli orsetti e dei modellini di chalet svizzeri. I turisti portano a casa le statuine, contribuendo alla reputazione internazionale degli intagliatori del legno di questa cittadina. Gli artisti acquisiscono maestria e alcuni si allontanano dall’industria turistica per produrre pezzi sempre più raffinati. Il loro talento viene riconosciuto all’Esposizione universale di Londra del 1851, dove l’artigianato di Brienz conquista varie medaglie. All’Esposizione universale di Parigi del 1867 esso ottiene ancora una volta un successo totale.
Con la crescente notorietà dell’artigianato la regione decide allora di incoraggiare l’arte dell'intaglio del legno. Nel 1884 nasce così la scuola d’intaglio ovvero la Schnitzlerschule di Brienz, che ancora oggi forma intagliatori del legno che ne mantengono vivo il know-how.
Immagine 1: due statuette intagliate da Christian Fischer – Gugliemo Tell e una bovara (1830 circa)
Immagine 2: La maestria dell'intaglio del legno cresce a Brienz nel XIX secolo, come testimonia questo portagioie di Andreas Baumann realizzato intorno al 1890.
Scuola di Brienz, Palazzo Federale e sala 7
L’architetto Hans Auer decide naturalmente di rivolgersi agli intagliatori del legno dell’Oberland bernese per ornare il Palazzo del Parlamento, che doveva diventare l’emblema delle capacità artistiche e industriali del Popolo svizzero. Nella sala del Consiglio nazionale si possono ad esempio ammirare opere di Ferdinand Huttenlocher, professore alla scuola di Brienz. Ma è senza dubbio la sala di Commissione 7, interamente decorata dalla scuola d’intaglio di Brienz, la migliore testimonianza dell’artigianato di questa cittadina.
Come in tutto il Palazzo, i simboli vi abbondano. Ogni angolo della sala onora così un settore di attività che ha reso fiera la nostra Nazione. Il visitatore scopre quindi un’ode alle belle arti, all’artigianato, all’ingegneria e alla scienza (in latino: «Ars», «Pulchra industria», «Industria» e «Scientia»).
Immagine 3: I settori onorati nella sala sono indicati in latino sul soffitto (Clicca sulle immagini per ingrandirle)
La tavolozza dei pittori, il martello e lo scalpello degli scultori come pure il compasso e la matita degli architetti simboleggiano le belle arti.
L’artigianato è rappresentato dalla ceramica, dalla tessitura e, naturalmente, dall'intaglio del legno della scuola di Brienz in un medaglione murale.
Ingranaggi, pinze, trapani, seghe nonché chiavi per ferramenta decorano il campo d’angolo riservato all’industria.
Un telescopio, un termometro e un barometro rappresentano la geologia e l’astronomia, alcuni libri la filosofia e il bastone di Esculapio la medicina.
Gli artigiani hanno dato vita alle loro opere decorando le pareti con piante e animali. I parlamentari si riuniscono così sotto l’occhio attento di uccellini, scoiattoli, lucertole e insetti.
Successo internazionale
Oggi la sala di Commissione 7 è un’attrazione del Palazzo del Parlamento a Berna. È stata però inaugurata a Parigi, durante l’Esposizione universale del 1900.
In quell’occasione la Svizzera aveva costruito un villaggio di montagna, con i suoi chalet, i pascoli e persino il lago nel centro della capitale francese! Oltre 300 comparse in costumi tradizionali facevano vivere il villaggio e vari rappresentanti della scuola d'intaglio di Brienz avevano dimostrato le loro abilità. La scuola di Brienz vinse una medaglia d’oro nella categoria «decorazione fissa degli edifici pubblici e delle abitazioni» grazie agli intagli che adornano oggi la sala di Commissione 7.
Quest’anno, a Dubai, il padiglione svizzero dell’Esposizione universale 2021 ha destato scalpore, puntando sulle prodezze scientifiche e tecnologiche elvetiche. Il visitatore è nuovamente invitato a un viaggio in Svizzera in una stanza ricoperta non da pannelli intagliati, bensì da schermi immersivi.
Immagine 6: Veduta del Villaggio Svizzera dell'Esposizione Universale del 1900. Senza lesinare sui mezzi, la Svizzera aveva costruito e installato pareti rocciose modellate su vere e proprie rocce delle Alpi svizzere.
Immagine 7: Nel 2021, a Dubai, le cime svizzere si visitano virtualmente!