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Il Consiglio federale si prende gioco della neutralità e si ostina a voler ottenere un seggio nel Consiglio di sicurezza dell’ONU
L’UDC ha depositato una mozione richiedente che il Consiglio federale rinunci alla candidatura della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell’ONU. Il rifiuto opposto dal governo a questa mozione è scandaloso, perché un seggio nel Consiglio di sicurezza è totalmente incompatibile con la neutralità svizzera.
L’UDC è indignata nel vedere un Consiglio federale, peraltro dominato da una maggioranza borghese, respingere questa mozione, mantenendo nel contempo la sua intenzione di depositare una candidatura a un seggio nel Consiglio di sicurezza. Come i loro predecessori in governo, le nuove consigliere federali Viola Amherd (PPD) e Karin Keller-Sutter (PLR) hanno ceduto alla prospettiva di potersi pavoneggiare sulla scena internazionale, invece di difendere i reali interessi della Svizzera.
La Svizzera deve continuare a puntare sui buoni uffici
Il Consiglio di sicurezza dell’ONU cerca di influenzare la politica mondiale decidendo in materia di guerra e di pace. Una partecipazione a quest’organo, quindi, è diametralmente opposta al principio di neutralità della Svizzera. L’ONU ha conferito alle grandi potenze un privilegio importante: i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dispongono di un diritto di veto e hanno quindi il potere di far passare la forza al di sopra del diritto. L’idea della sicurezza collettiva cui pretende d’ispirarsi l’ONU esclude in realtà la leadership di certi singoli Stati.
È perciò escluso che la Svizzera partecipi a quest’organo. Invece di farsi guidare da motivazioni di prestigio, il Consiglio federale farebbe meglio a continuare a puntare sui buoni servizi. Ma questa politica è credibile soltanto se si basa sulla neutralità.
L’UDC continuerà a battersi contro un seggio della Svizzera nel Consiglio di sicurezza dell’ONU.