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Le operazioni di chirurgia estetica mal riuscite non devono essere prese a carico dall'assicurazione malattia. Una mozione del PPD rimette in questione la solidarietà per gli interventi di chirurgia plastica "puramente estetici". Il Consiglio federale raccomanda di respingerla.
Un'assicurazione sociale non deve rimborsare gli interventi di natura estetica e le loro possibili conseguenze, sostiene Ruth Humbel (PPD/AG), autrice della mozione. Di fronte al boom della medicina estetica, occorre distinguere tra quanto dev'essere finanziato solidalmente dalla collettività e ciò che è frutto di una scelta o di un desiderio personale.
Sostenuta da una ventina di parlamentari di vari partiti, la consigliera nazionale ritiene che le persone che fanno capo alla chirurgia estetica devono assumerne le conseguenze in caso problemi. Il Consiglio federale replica che le complicazioni che richiedono un trattamento dopo un intervento di medicina estetica sono rare e costerebbero meno di 2 milioni di franchi all'anno.
In non pochi casi - si legge nella risposta governativa - sarebbe inoltre difficile stabilire una relazione di causa ed effetto tra un intervento cosmetico e una cura ulteriore. In ogni caso, le spese amministrative per dimostrare un nesso tra le due cose supererebbero i costi risparmiati.
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