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Il mondo accademico svizzero sta prendendo le distanze da chi non vuole condannare la guerra in Ucraina. L'Università di Friburgo ha infatti interrotto la sua collaborazione con quattro istituti russi, perché a favore della guerra in corso. A consigliare alle università di verificare le collaborazioni con gli atenei russi è stata swissuniversities, la Conferenza dei rettori delle scuole universitarie, che raccomanda alle università svizzere di rivedere la loro cooperazione scientifica con gli atenei russi: l'organizzazione mantello è comunque dell'idea che "l'intera comunità scientifica in Russia non deve essere colpita da questa guerra per cui non ha colpa".
In una presa di posizione pubblicata su Twitter, Swissuniversities dice di osservare "con grande preoccupazione l'evoluzione della guerra in Ucraina e il suo impatto sulla cooperazione con ricercatori e studenti russi". A suo avviso, le università elvetiche dovrebbero sospendere ogni cooperazione se sussiste il pericolo che essa possa servire in alcuni casi a sostenere la politica aggressiva del Governo russo.
Il Comitato di Swissuniversities, d'altro canto, "è favorevole a sostenere le istituzioni, così come i ricercatori e gli studenti in Russia che soffrono della situazione attuale e che si impegnano, per quanto possibile, per il sistema europeo di valori e di diritto".
A fine febbraio l'organizzazione aveva assicurato che le università svizzere avrebbe fatto "tutto quello che è in loro potere" per accogliere insegnanti, ricercatori e studenti ucraini.
Una sospensione potrebbe suscitare critiche e accuse di discriminazione, facciamo notare. "Il pericolo esiste e il comitato di swissuniversieties ha riflettuto a lungo su come procedere. L'aspetto principale considerato da swissuniversities è la difesa dei valori europei, dei diritti umani. E la collaborazione con chi si schiera contro questi valori, e a favore di questa guerra così aggressiva, va interrotta", spiega Martina Weiss, segretaria generale di swissuniversities.
Ma con quegli istituti che invece esprimono un chiaro disaccordo, la collaborazione viene rafforzata. "Dall'altro lato vogliamo rafforzare tutte le voci critiche che condannano questa guerra, e che cercano di continuare a coltivare i valori europei in Russia, affrontando rischi in prima persona", dice Weiss.
E per gli studenti e i ricercatori russi che studiano e lavorano in Svizzera sono previsti anche sostegni finanziari e programmi, per evitare eventuali conflitti, magari con studenti ucraini, anche loro presenti in alcune università svizzere.