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"Io sono Charlie" in Svizzera
Manifestazioni di solidarietà anche a Ginevra. Sicurezza aumentata per TV e giornali elvetici
A Ginevra anche giovedì - come già la sera precedente- si è svolta una manifestazione per esprimere solidarietà alla redazione del giornale satirico "Charlie Hebdo", decimata nella strage terroristica di mercoledì: in cinquecento hanno risposto all'appello, in particolare dell'associazione dei giornalisti, mostrando cartelli con la scritta "io sono Charlie".
Intanto, all'indomani dell'attacco al settimanale di Parigi, anche i media svizzeri hanno aumentato le misure di sicurezza. È sotto sorveglianza speciale l'edificio dell'editore Axel Springer, che pubblica il settimanale Weltwoche, sul quale lo scrittore satirico Andreas Thiel aveva citato il Corano e Maometto a novembre.
Ringier, per ovvi motivi, non dice nulla sui dispositivi attuati per la redazione del quotidiano zurighese Blick.
Anche il portavoce della SSR, Daniel Steiner non ha voluto entrare in dettagli, ma ha ammesso che il livello di guardia è alto per alcune delle numerose redazioni della radiotelevisione pubblica svizzera. "Dobbiamo essere coscienti, però, che il rischio zero non esiste", ha sottolineato.
A Ginevra la radio-tv romanda RTS ha deciso provvedimenti caso per caso, in funzione dei temi trattati nelle trasmissioni, in particolare quelle in diretta e in pubblico, ha precisato la portavoce Barbara Stutz.
M.Ang./ATS
Dal Quotidiano:
- RG 18.30 del 08.01.2015 - La corrispondenza di Gabriele Fontana