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BRUXELLES - Cogliere senza esitazioni e senza passi falsi la «finestra di opportunità» apertasi con le risposte date dall'Ue alla crisi del Covid «per fare dell'Unione la prima potenza democratica, multinazionale e multilingue». È questo, in sintesi, l'appello rivolto all'inizio del nuovo anno ai capi di Stato e di governo Ue, ma anche ai cittadini dei 27 Paesi membri, da una trentina di esponenti di spicco del mondo culturale e politico come lo scrittore Roberto Saviano, il filosofo Massimo Cacciari, l'ex leader dei Verdi europei Daniel Cohn-Bendit, l'ex primo ministro spagnolo Felipe Gonzales, il registra Costa-Gavras e l'ex premier rumeno Petre Roman.
L'iniziativa è stata lanciata dai copresidenti dell'associazione non profit 'Civico Europa', Guillaume Klossa e Francesca Ratti, già promotori nel 2016 dell''appello del 9 maggio per una rinascita europea. Nel documento si evidenzia come la pandemia e la crisi che ne è seguita abbiano sottolineato «l'importanza dell'Europa in un nuovo mondo multipolare» e «l'unicità del modello economico e sociale».
In questo contesto «l'Unione ha scelto di fare un grande passo in avanti, capendo quanto "l'ognun per sé" sia controproducente» e imparando «a rafforzare la sua resilienza e a proteggere meglio i suoi cittadini». Ma le iniziative e i piani messi a punto avranno senso solo se serviranno «gli interessi duraturi dei cittadini dell'Unione» e si inseriranno «in una prospettiva di rinascita del progetto europeo».