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Il 42enne che ha ucciso il bidello avrebbe anche confidato a conoscenti di essere al limite. Intanto spunta un audio inquietante.
AURIGENO - Lo sparatore di Aurigeno pochi giorni prima del fatto di sangue avrebbe confidato a conoscenti di essere al limite della sopportazione. In particolare per quanto riguarda il presunto comportamento dell'ex compagna. Nuove rivelazioni sull'uomo che giovedì 11 maggio ha ucciso il bidello delle scuole elementari e dell'infanzia della Bassa Vallemaggia. Il 42enne gestiva un negozio di telefonia a Locarno e sarebbe stato in serie difficoltà economiche.
La mamma sordomuta – Era cresciuto in Sicilia, lo sparatore. A Carlentini, nei pressi di Siracusa. A lungo si era occupato della madre sordomuta e del fratello più giovane. Faceva il venditore porta a porta con altri ragazzi per portare qualche soldo a casa. Era arrivato in Ticino una quindicina di anni fa dopo avere conosciuto casualmente a Milano una donna ticinese. Una donna che all'epoca era già impegnata in un matrimonio e che aveva già due figli. Qualche anno più tardi la sposerà a sua volta e con lei avrà due figlie. La donna è la stessa che a un certo punto, circa un anno fa, l'avrebbe lasciato per iniziare a frequentare il bidello di Aurigeno.
L'accordo e i messaggi – Su Facebook lo sparatore aveva più volte fatto allusioni alla nuova relazione che la sua ex stava coltivando. A irritarlo sarebbero state diverse cose. Non solo il fatto di essere stato, a suo dire, "abbandonato". Ma anche il fatto che la donna, a causa di un precedente accordo, aveva ancora diritto di firma nelle sue attività economiche. Il 42enne, stando ad alcuni suoi conoscenti, avrebbe ricevuto anche messaggi di scherno in cui la donna ostentava la sua nuova situazione sentimentale.
L'audio – Nel frattempo emerge un audio inquietante. L'11 di aprile su Facebook la donna pubblica una foto piuttosto intima che la ritrae con la futura vittima al mare. Foto che non passa inosservata tra chi conosce la coppia e il futuro killer. Il giorno successivo il primo marito della donna, quello a cui era legata prima di conoscere lo sparatore, riceve un messaggio audio dal figlio 20enne. Un messaggio in cui il giovane chiede una pistola softair. Sottolineando "ci siamo capiti".
I dubbi – Semplice coincidenza? Davvero il ragazzo, che aveva buoni rapporti col patrigno, vale a dire con lo sparatore, cercava solo una pistola softair? Il padre, interpellato da Tio/20Minuti, sostiene di non avere mai avuto una pistola softair. Ma che in passato scherzando aveva raccontato allo stesso figlio di avere una colt. Proprio nelle ultime ore il padre del 20enne si è recato in polizia per rendere nota agli inquirenti la vicenda dell'audio.