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È ufficialmente fallito il referendum lanciato contro la riforma dell'esercito: il comitato promotore, indica il foglio federale pubblicato oggi, ha raccolto 44'603 firme valide, meno delle 50 mila necessarie.
L'insuccesso del referendum era già stato anticipato all'inizio di luglio dal presidente del comitato promotore, Willi Volleweider del Gruppo Giardino, in un'intervista all'edizione online del "Blick".
Volleweider aveva deplorato il mancato l'impegno al di fuori della sua associazione. Si era anche detto deluso dell'atteggiamento dell'UDC svizzera in cui milita (è consigliere comunale e granconsigliere a Zugo) e della Società svizzera degli ufficiali, decisamente contraria al referendum.
La riforma votata lo scorso 18 marzo dal Parlamento riduce in particolare gli effettivi dell'esercito a 100'000 persone. Troppo poco per garantire la sicurezza del Paese, secondo il "Comitato borghese per la nostra sicurezza - No al dimezzamento dell'esercito!" sostenuto dal Gruppo Giardino.
Quest'ultima associazione, fondata nel maggio 2010 e composta in buona parte di militi attivi o ex militi di ogni età e grado militare, si batte per un forte esercito di milizia.
SDA-ATS