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BERNA - Il gigante farmaceutico Roche stamane ha annunciato il taglio di 4800 posti di lavoro a livello mondiale, di cui 770 circa in Svizzera. Unia respinge la soppressione di impieghi e in particolare la chiusura dell'unità di Burgdorf, vista la situazione economica più che confortevole registrata dal gruppo basilese, si legge in una nota dell'organizzazione. Anche il sindacato Syna chiede che la Roche ritorni sui suoi passi.
La cancellazione di 4800 posti di lavoro a livello mondiale per i vertici del gruppo renano sembra essere "un effetto collaterale" sulla via del raggiungimento di utili e fatturati ambiziosi, scrive Syna in un comunicato.
Il trasferimento dell'attività nel ramo del diabete da Burgdorf a Mannhiem lo mostra chiaramente: la riduzione dei costi - complessivamente di 2,4 miliardi di franchi all'anno - viene prima di tutto, scrive l'organizzazione.
Per ridurre i costi il gruppo è disposto a cancellare in Svizzera oltre i 7% degli impieghi. A Burgdorf lavorano 310 persone, rammenta Unia, sottolineando che l'anno passato la Roche ha incamerato utili per 8,5 miliardi di franchi, l'80% in più rispetto a cinque anni prima. La chiusura dell'azienda di Burgdof rappresenterebbe una catastrofe per la regione, sottolinea Unia, aggiungendo che la decisione è inaccettabile.
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