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Primo caso in Svizzera, sul lago di Sempach, dopo due anni di tregua. Sale così a 33 il numero di casi registrati finora.
L'influenza aviaria torna dunque alla ribalta, ma non è il caso di panicare: lo afferma l'Ufficio federale di veterinaria (UFV) che non intende, almeno per ora, adottare misure drastiche come il confinamento del pollame in strutture chiuse. Portatore del virus H5N1, il volatile non presentava il sintomo della malattia.
I test genetici hanno mostrato una forte similitudine con i casi di influenza aviaria scoperti in Europa nel 2007. L'analisi del rischio indica tuttavia che la popolazione degli uccelli selvatici non è esposta in modo significativo al virus e che il pericolo di una trasmissione al pollame domestico è debole.
Misure di sicurezza
La vigilanza resta alta e il piano di protezione elaborato dalle autorità resta invariato. Gli allevatori vicini alle zone sensibili sanno che devono cibare il pollame al riparo, proteggere gli specchi d'acqua, separare polli e tacchine dagli uccelli acquatici. Se queste condizioni non posso essere rispettate, gli allevatori devono rinchiudere gli animali.
E' interessato a tali misure circa il 5 % degli allevamenti, che rappresenta mille allevatori professionisti e quattromila appassionati.
Le misure di sicurezza comprendono anche il monitoraggio degli uccelli selvatici. Dal mese di ottobre dello scorso anno sono stati controllati più di 600 volatili e sono stati esaminati circa 200 campioni prelevati dalla popolazione animale del lago di Sempach.
Il programma di sorveglianza prosegue anche sui laghi di
Neuchâtel, Morat, Costanza e alle Bolle di Magadino.