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Tra dicembre 2000 e gennaio 2001 all'Inselspital di Berna erano deceduti tre neonati dopo la sommistrazione errata di un farmaco. Un esame condotto dall'istituto di medicina legale dell'Università di Berna ha stabilito che in un caso è esistito un legame tra il clorato di calcio e la morte. Gli altri due decessi sono da imputare a malattia.Questo contenuto è stato pubblicato il 29 agosto 2001 - 18:24
L'errore nella somministrazione della sostanza non ha influenzato il decorso della malattia e neppure provocato due dei tre decessi, ha comunicato mercoledì l'ufficio del giudice istruttore di Berna. Il 20 dicembre scorso i tre neonati erano stati ricoverati nel reparto cure intensive della clinica pediatrica dell'Inselspital per essere nutriti per endovena. A causa dello scambio di etichette alla farmacia dell'ospedale, ai tre bimbi era stata somministrata una soluzione di calcio invece di glucosio. L'errore era stato scoperto il 23 dicembre.
Quel giorno stesso erano state immediatamente sequestrate tutte le dosi di «Glucose 20 %» presenti sia nella farmacia dell'ospedale che nel deposito, per un totale di 254 confezioni. Esami condotti dall'istituto di medicina legale avevano permesso di stabilire che solo tre boccette, tutte trovate nel reparto cure intensive della clinica pediatrica, non contenevano glucosio.
Non è da escludere, sottolinea l'istituto, che le tre dosi incriminate fossero presenti nel periodo in cui i tre neonati erano ricoverati. A tale riguardo mancano però prove. Attualmente l'istituto di medicina legale sta analizzando le cartelle cliniche di 442 pazienti deceduti per determinare l'esistenza di possibili legami dovuti ad errori di etichettatura.
Nei confronti di due dipendenti dell'Inselspital è comunque già stato avviato un procedimento penale per omicidio colposo, data l'esistenza di un nesso causale tra la morte di un neonato e l'etichettatura. L'inchiesta preliminare dovrà determinare se i sospetti sono fondati. Se sarà confermata il reato penale il dossier verrà trasmesso al giudice competente per l'atto di accusa.
swissinfo e agenzie
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