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Cassa pensioni Confederazione: no a uno smantellamento delle prestazioni!
Congresso USS, 9 - 11 novembre 2006, Berna
Risoluzione vpod, garaNto et APC sulla Cassa pensioni della Confederazione PUBLICA
Cassa pensioni Confederazione: no a uno smantellamento delle prestazioni!
Dopo il Consiglio federale anche il Consiglio degli Stati ha continuato nella passata sessione autunnale lo smantellamento sociale a danno del personale federale. Contrariamente a tutte le promesse fatte in precedenza la revisione della Cassa pensioni della Confederazione PUBLICA provoca chiaramente un netto peggioramento delle prestazioni con un aumento massiccio dei contributi in particolare per il personale federale più anziano. La politica della cassa pensione del Consiglio federale e del Consiglio degli Stati è inaccettabile, poiché già oggi nel confronto con le altre casse pensioni pubbliche PUBLICA si trova nelle ultime posizioni per quanto riguarda i contributi e le prestazioni. La revisione della Cassa pensioni della Confederazione significa di fatto un aumento dell’età di pensionamento, una riduzione delle rendite e un aumento considerevole dei contributi per gli assicurati, che causerebbe un’ulteriore riduzione dei salari reali dal 2 al 4%. Malgrado la prevista riduzione dei posti di lavoro, le condizioni quadro, che attualmente consentono di andare in pensione da 62 anni in poi, saranno notevolmente peggiorate. Consiglio federale e Parlamento alimentano in modo irresponsabile il sentimento di frustrazione del proprio personale.
Se i peggioramenti finora decisi nell’ambito della riforma della più grande cassa pensione in Svizzera non dovessero essere corretti dal Consiglio nazionale, ci sarebbero sicuramente conseguenze negative anche sulle altre casse pensioni. I modelli di pensionamento anticipato esemplari, che esistono già nella pratica, sarebbero sottoposti a forte pressione. Nell’interesse del personale, i sindacati non possono accettare senza battere ciglio un simile drastico abbattimento delle prestazioni. L’USS esige pertanto dal Parlamento nazionale quanto segue:
- No a una politica del datore di lavoro arbitraria, no a riduzioni delle rendite e no allo smantellamento sociale presso PUBLICA!
- Il mantenimento dell’attuale inizio dell’obbligo assicurativo a 22 anni con la possibilità di un pensionamento flessibile dai 62 anni senza riduzioni delle rendite.
- Un alleggerimento finanziario per gli assicurati fra i 45 e i 54 anni con maggiori contributi del datore di lavoro per evitare la riduzione delle rendite.
I delegati al congresso hanno approvato la risoluzione all’unanimità il 10 novembre 2006 a Berna.