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Imposta minima globale, aziende svizzere preoccupate
hm, ats
25.11.2021 - 11:01
L'introduzione di un'imposta minima globale per le grandi aziende è percepita come una minaccia dalla maggioranza delle multinazionali svizzere, ma non da tutte.
Lo rivela un sondaggio condotto dalla società di consulenza Deloitte presso i dirigenti fiscali di grandi società quotate o familiari.
Il 78% degli interrogati ritiene che l'introduzione di un'aliquota minima globale rappresenti un pericolo per la concorrenzialità della piazza elvetica (per il 29% sicuramente, per il 49% tendenzialmente). Il 9% è convinto che sia un'opportunità, mentre per il 14% la novità avrà un effetto nullo, emerge dai risultati del rilevamento pubblicati oggi.
Per quanto riguarda il capitolo opportunità, Reto Gerber di Deloitte Svizzera fa notare che una tassa minima globale ridurrebbe solo di qualche punto percentuale il vantaggio fiscale della Svizzera su paesi come la Germania, la Francia o gli Stati Uniti. D'altra parte, però, il vantaggio di nazioni quali Irlanda, Hong Kong, Malta, Cipro o Dubai diminuirebbe o scomparirebbe. «Questo potrebbe portare le aziende a trasferire in Svizzera attività attualmente situate in località a bassa tassazione», afferma l'esperto, citato in un comunicato.
Da parte loro le multinazionali sperano che la maggiore pressione fiscale sia compensata con provvedimenti adottati all'interno della Confederazione. La misura più favorita è l'abolizione dell'imposta preventiva. Altre compensazioni risultate popolari nel sondaggio sono la riduzione dei contributi di sicurezza sociale come pure l'elargizione di sussidi per la ricerca e lo sviluppo.
hm, ats