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La Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale ha deciso - con 12 voti contro 12 e voto decisivo del presidente - di proporre il mantenimento dell'unica divergenza rimasta sul Trattamento fiscale delle spese per la cura dei figli da parte di terzi.
Questo significa che, secondo le intenzioni della commissione, occorre ammettere una deduzione dal reddito netto di 10'000 franchi, anziché 6'500 franchi come finora, per ogni figlio minorenne, oppure a tirocinio o agli studi, al cui sostentamento il contribuente provvede, si legge in un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento. Consiglio federale e Consiglio degli Stati intendono invece attenersi al diritto vigente.
La maggioranza percepisce questo aumento come un provvedimento a sostegno in particolare dei genitori che si prendono cura da soli dei propri figli e che quindi non possono far valere alcuna deduzione per le spese di cura prestate da terzi.
Secondo una minoranza, invece, il progetto è inteso a favorire l'esercizio di un'attività lucrativa dei genitori contestualmente all'iniziativa sul personale qualificato. Pertanto dovrebbero essere deducibili soltanto le spese comprovate per la cura prestate da terzi.
Il progetto del governo in merito alla deducibilità delle spese per la cura di figli da parte di terzi concerne unicamente l'imposta federale diretta (Ifd). La proposta mira a migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia e si iscrive nell'iniziativa nata per contrastare la penuria di personale indigeno qualificato.
L'obiettivo dell'esecutivo è insomma quello di incitare le madri in possesso di buone qualifiche ad esercitare una attività professionale. L'argomento verrà trattato dal Nazionale nella sessione autunnale.