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Il Consiglio federale ha deciso oggi un ulteriore inasprimento delle sanzioni contro la Siria. Le nuove misure, che entreranno in vigore già domani, si rifanno a quelle adottate una settimana fa dall'Ue, per evitare che queste possano essere aggirate attraverso la Svizzera.
La concessione di prestiti o crediti a persone e organizzazioni siriane che partecipano all'attività di prospezione, estrazione e raffinazione di petrolio sarà così proibita. Sarà inoltre vietato acquisire o aumentare partecipazioni in tali entità e costituire joint venture con esse. I divieti non si applicano ai contratti stipulati prima del 1. ottobre 2011. Viene pure introdotto il divieto di fornire o vendere alla Banca centrale della Siria nuove banconote e monete siriane.
L'impatto economico delle nuove sanzioni dovrebbe comunque essere limitato: il governo afferma di non essere a conoscenza di investimenti svizzeri nel settore petrolifero siriano.
Finora i provvedimenti nei confronti della Siria comprendevano l'embargo sul materiale d'armamento, il divieto d'esportazione di beni utilizzabili a scopi repressivi, il divieto d'importazione di prodotti petroliferi nonché sanzioni finanziarie e restrizioni di viaggio nei confronti di 54 persone fisiche e 12 imprese e organizzazioni. In Svizzera sono stati inoltre congelati valori patrimoniali per circa 45 milioni di franchi.
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