Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01021.jsonl.gz/1320

Breve storia della collina di Mormont
Le dimensioni della cava della Holcim a Eclépens, diventata un simbolo della lotta per il clima, in 20 anni sono più che raddoppiate: ecco le immagini satellitari dal 1950 ad oggi
La cava della multinazionale Holcim a Eclépens, nel canton Vaud, è più che raddoppiata in 20 anni. L'animazione realizzata da RTS mostra i progressi compiuti dai primi scavi effettuati negli anni '50 ai piedi della collina di Mormont, che è diventata un simbolo in Svizzera della lotta per il clima.
È da 70 anni che la multinazionale Holcim preleva il calcare dalla collina e lo brucia nel suo impianto sottostante per produrre cemento. Per soddisfare l'elevata domanda di questa materia prima, negli ultimi decenni l'estrazione ha subito un'accelerazione, facendo arrabbiare gli ambientalisti. Oggi la cava di Mormont, la più grande della Svizzera romanda, produce circa il 20% del calcestruzzo svizzero, è lunga circa 750 metri, larga 250 metri e profonda 90 metri.
Il movimento degli "zadisti"
Il termine "Zone à défendre" (Zona da difendere, ZAD) è un neologismo utilizzato dai militanti in Francia, Belgio e Svizzera, per designare una forma di occupazione abusiva motivata politicamente, per lo più all'aperto e generalmente finalizzata all'opposizione contro un progetto di sviluppo e allo sviluppo stili di vita autonomi.
In Svizzera, la prima, clamorosa ZAD è nata proprio a causa della Holcim a La Birette, nome dell'altopiano dove la cementeria ha intenzione di espandersi. L'occupazione del luogo è cominciata a ottobre 2020. Proteste e manifestazioni si sono susseguite, anche a Losanna. Le Mormont è stato infine sgomberato il 30 marzo 2021.
La decisione del Tribunale federale
Il Tribunale Federale ha accolto parzialmente il ricorso di tre associazioni (Helvetia Nostra, Pro Natura Vaud e l'Associazione per la salvaguardia di Mormont) contro l'ampliamento della cava. La nuova area nel mirino della cementeria, se sfruttata, dovrà essere ripristinata. «Il permesso di esercizio non può quindi essere rilasciato così com'è», hanno precisato le associazioni.
Prima di rilasciare un permesso, le proposte per la salvaguardia del sito dovranno essere approvate, in particolare dalla Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio, ha specificato Michel Bongard, segretario esecutivo di Pro Natura Vaud.
Contemporaneamente ha avuto successo l'iniziativa popolare cantonale che mira a includere la protezione dei Mormont nella Costituzione del canton Vaud e a incoraggiare le autorità a emanciparsi dal cemento.
Serve una "strategia globale"
"Non è una ritrattazione", ha chiarito a RTS il consigliere di Stato vodese per l'Ambiente Vassilis Venizelos. Lo sfruttamento del sito da parte di Holcim può continuare, ma devono essere fornite "garanzie" per il ripristino delle aree distrutte.
Il Cantone di Vaud ha già lavorato per "diversi mesi" su questa strategia di riempimento, che ora dovrà essere "perfezionata" nelle prossime settimane, ha aggiunto Vassilis Venizelos. "Siamo pronti - con i vari studi - ad andare avanti e a rispondere alle ingiunzioni della Corte federale".
Secondo il consigliere di Stato, l'operazione di Mormont deve rientrare in "una strategia globale" che tenga conto degli imperativi della gestione delle risorse naturali e dell'economia circolare.