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Almeno 10'000 persone hanno perso la vita in seguito al violento sisma che ha colpito lunedì la provincia cinese di Sichuan. Il numero delle vittime è tragicamente destinato ad aumentare.Questo contenuto è stato pubblicato il 12 maggio 2008 - 17:38
Il terremoto - il cui epicentro si è situato a 90km da Chengdu, capoluogo della provincia sudoccidentale del Sichuan - ha raggiunto una magnitudo di 7,8 gradi sulla scala Richter. Le sue scosse sono state registrate fino a Pechino e Shanghai, come pure in Vietnam, in Thailandia e a Taiwan. Nella capitale cinese, a 1'500 chilometri di distanza, la terra ha tremato per oltre 2 minuti, provocando soprattutto panico. Catastrofica invece la situazione nella contea di Beichuan, dove in numerose località l'80% delle case sono state distrutte dal sisma. Il governo cinese ha reagito inviando su posto elicotteri con viveri e altri soccorsi urgenti, come pure soldati e squadre di soccorso con cani addestrati per la ricerca di persone sotto le macerie.
Non si hanno ancora informazioni precise in merito al bilancio delle vittime nelle altre regioni della Cina maggiormente colpite dal sisma. In seguito ai danni alle vie di comunicazione e alle interruzioni dell'approvvigionamento di corrente elettrica, alcuni distretti della regione di Aba si ritrovano completamente tagliati fuori dal resto del mondo. A Shifang centinaia di persone sono rimaste sepolte sotto le macerie di due fabbriche chimiche, dalle quali sono fuoriuscite 80 tonnellate di ammoniaca. Il sisma ha inoltre fatto crollare una scuola nella città di Dujiangyan, seppellendo 900 persone.
Secondo quanto reso noto dal Dipartimento federale degli affari esteri, nessun cittadino svizzero figurerebbe tra le vittime della catastrofe. "Non abbiamo ricevuto nessuna informazione in merito ad eventuali vittime di nazionalità elvetica", ha comunicato il portavoce del DFAE Lars Knuchel.