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Il consigliere federale Didier Burkhalter appoggia la dichiarazione congiunta di un gruppo di Paesi con vedute affini che vogliono rafforzare il controllo degli armamenti convenzionali in Europa. Il gruppo, di cui fanno parte anche la Germania, il Belgio, la Bulgaria, la Finlandia, la Francia, l’Italia, i Paesi Bassi, la Norvegia, l’Austria, la Svezia, la Slovacchia, la Spagna e la Repubblica ceca, si è costituito dopo l’appello del 26 agosto 2016 del ministro degli affari esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier a riavviare il controllo degli armamenti convenzionali in Europa.
La dichiarazione dei ministri degli esteri conferma la volontà comune di lanciare una discussione strutturata sul controllo degli armamenti convenzionali in Europa. L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) è stata scelta come piattaforma centrale per questo dialogo. La Svizzera, che ha presieduto l’OSCE nel 2014, si impegna fortemente per modernizzare gli strumenti di questa organizzazione, in particolare il Documento di Vienna sulle misure miranti a rafforzare la fiducia e la sicurezza. Nell’ambito dell’OSCE, la Svizzera si adopera affinché il dialogo informale sulla sicurezza europea venga portato avanti a livello ministeriale per rafforzare la fiducia e la sicurezza nel continente.
Il controllo degli armamenti convenzionali è inoltre un mezzo efficace per limitare gli armamenti, aumentare la trasparenza, evitare i rischi e consolidare la fiducia. La proliferazione, l’accumulo e l’impiego incontrollati di armi convenzionali possono destabilizzare Stati e regioni e ostacolarne lo sviluppo. Per questa ragione, la Svizzera persegue una politica pragmatica di controllo degli armamenti e di disarmo con lo scopo di garantire la sicurezza nazionale e internazionale con il più basso livello di armamento possibile. L’obiettivo concreto della politica svizzera è che gli Stati organizzino le attività militari in modo trasparente e prevedibile, che la cooperazione internazionale in materia di politica di sicurezza venga rafforzata e che, di conseguenza, cresca la fiducia tra gli Stati.
Il sistema del controllo degli armamenti convenzionali e delle misure volte a rafforzare la fiducia, presente in Europa dalla fine della guerra fredda, si basa sul Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa (CFE), sul Documento di Vienna sulle misure miranti a rafforzare la fiducia e la sicurezza e sul Trattato “Cieli Aperti” (Open Skies Treaty). La Svizzera partecipa a pieno titolo solo al regime del Documento di Vienna ed è svizzero il coordinatore dei negoziati su tale Documento presso l’OSCE a Vienna. La necessaria modernizzazione di questi strumenti, in particolare del Documento di Vienna e del CFE, è bloccata a livello politico. L’appello dei ministri degli esteri del gruppo di Paesi con vedute affini a rilanciare il controllo degli armamenti convenzionali in Europa per promuovere la sicurezza e la fiducia tra tutti gli Stati partecipanti dell’OSCE assume quindi un’importanza ancora maggiore.
L’impegno della Svizzera nell’ambito del controllo degli armamenti è una priorità definita nella Strategia di politica estera 2016-2019 per rafforzare la sicurezza internazionale.
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