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Il Consiglio europeo della ricerca (CER) di Bruxelles ha distribuito quest'anno un totale di 54 milioni di franchi a 25 ricercatori - 21 uomini e 4 donne - svizzeri.
Queste sovvenzioni, denominate "Consolidator Grants", possono ammontare al massimo a 2,2 milioni di franchi ciascuna e sono prova dell'eccellenza di un progetto.
Delle 2051 candidature che gli sono pervenute a livello europeo, il CER ne ha scelte 302 ritenute meritevoli di ricevere questo aiuto finanziario. In tutto il continente sono stati distribuiti 582 milioni di euro che hanno lo scopo di permettere a scienziati impegnati da tempo nella ricerca (dai sette ai dodici anni) la formazione di una propria équipe.
Solo la Gran Bretagna, la Germania, la Francia e i Paesi Bassi hanno potuto contare su un finanziamento maggiore di quello percepito dalla Svizzera.
I vari atenei hanno comunicato il numero di borse ricevute: il Politecnico di Losanna ne ha ottenute sei, l'Università di Zurigo cinque, quelle di Losanna e Berna tre a testa. I progetti svizzeri si concentrano su temi quali il cancro, la biologia molecolare, le cellule staminali, il cervello e la fisica teorica.
La Svizzera era stata momentaneamente esclusa da questo programma di sostegno dopo la votazione del 9 febbraio 2014. In quell'occasione, il popolo aveva accettato di limitare l'immigrazione reintroducendo i contingenti e opponendosi dunque all'accordo con l'Unione Europea sulla libera circolazione delle persone.
La Confederazione era stata parzialmente e provvisoriamente riammessa nel settembre 2014, quando venne negoziato un concordato che resterà valido fino a fine 2016. In seguito, la partecipazione svizzera dipenderà dal mantenimento della libera circolazione con l'UE.
SDA-ATS