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L'EAS è un esame svolto a livello superiore concernente le questioni ambientali di un progetto.
Definizione e obiettivi dell'EAS
L'esame ambientale a livello strategico (EAS) consente l'integrazione delle questioni ambientali nell'elaborazione e nell'autorizzazione di piani e programmi. L'EAS registra e valuta gli effetti sull'ambiente e accompagna i processi di pianificazione esistenti. Contrariamente all'esame dell'impatto sull'ambiente (EIA), le indagini effettuate nell'ambito dell'EAS sono meno dettagliate ma più ampie (valutazione di alternative/varianti). Dato che le principali direttive di un progetto (p. es. la scelta delle varianti o le dimensioni del progetto) sono già definite a livello di pianificazione del territorio è opportuno considerare già a questo punto in modo rafforzato le questioni ambientali. L'EAS consente di riconoscere per tempo gli effetti globali e i potenziali conflitti di un progetto e di alleggerire e accelerare l'EIA a livello di progetto.
L’UFAM ha pubblicato un rapporto sulla valutazione degli effetti sull’ambiente (VEA) dei piani e dei programmi destinato ai servizi, agli uffici specializzati e al pubblico interessato. Questo rapporto descrive le caratteristiche principali e lo svolgimento di una VEA rispettivamente di un EAS basandosi soprattutto sul Protocollo della Commissione economica per l’Europa della Nazioni Unite (UNECE) sull’EAS. Questo rapporto illustra inoltre gli strumenti di valutazione già esistenti in Svizzera. Questa pubblicazione contribuisce all’applicazione e all’ulteriore sviluppo della VEA. Grazie a questo strumento, le numerose interazioni tra la protezione dell’ambiente e l’ordinamento del territorio possono essere identificate tempestivamente.
L'EAS in Svizzera
Negli ultimi anni, lo strumento dell'EAS è stato adottato in tutti i Paesi confinanti con la Svizzera e nell'UE. La Svizzera non ha ancora introdotto l'EAS a livello federale.
La Svizzera persegue attualmente l'obiettivo di introdurre una valutazione delle conseguenze (risposta del Consiglio federale alla mozione 04.3664 "Migliore coordinamento fra la protezione dell'ambiente e la pianificazione del territorio"). Tale valutazione deve riunire la valutazione della sostenibilità e l'EAS per coprire quindi i settori ambientali, economici e sociali e soddisfare i requisiti di un EAS. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) sviluppano attualmente una metodologia corrispondente per l'applicazione nei piani direttori cantonali. Secondo il comunicato stampa del 3 settembre 2008, il Consiglio federale intende sancire per legge la valutazione delle conseguenze.
Per dare seguito alla mozione 04.3664, gli Uffici federali dello sviluppo territoriale (ARE) e dell'ambiente (UFAM) hanno elaborato lo studio «Prise en compte des installations dans les plans directeurs cantonaux, aide pour la mise en oeuvre d'une démarche d'évaluation des effets». Lo studio illustra i metodi di valutazione sulla cui base i Cantoni possono stabilire se i progetti previsti sul loro territorio soddisfano i principi dello sviluppo sostenibile. Lo studio serve da manuale per i Cantoni.
Berücksichtigung der wichtigen Anlagen in den kantonalen Richtplänen (PDF, 2 MB, 26.01.2012)Hilfe für die Umsetzung einer Wirkungsbeurteilung. Studie im Auftrag des BAFU und des ARE
Strategische Umweltprüfung (SUP) – Erfahrungen in der Schweiz und in Nachbarländern (PDF, 2 MB, 29.08.2014)Analyse der gesetzlichen Grundlagen und der Praxiserfahrungen mit der SUP. Studie im Auftrag des BAFU
Esame ambientale di piani settoriali
I piani settoriali e le strategie della Confederazione hanno importanti ripercussioni sull'ambiente, le quali dovrebbero essere riportate in un rapporto ambientale. Il rapporto sull'esame ambientale dei piani settoriali (disponibile in tedesco e francese) contiene una proposta con una griglia relativa al contenuto di un rapporto ambientale. In tal senso si è consultata la direttiva dell'UE sull'esame degli effetti ambientali per determinati piani e programmi. Le riflessioni teoriche sono illustrate nel rapporto con degli esempi.
Analisi ambientale e valutazione delle misure della Strategia energetica 2050
L'UFAM ha commissionato un'analisi ambientale delle misure della Strategia energetica 2050. In tal modo è stata creata una base per lo sviluppo ulteriore delle misure e per la determinazione delle priorità. Lo studio del 12 settembre 2012 ha costituito una delle basi per la consultazione sulla Strategia energetica 2050.
Energiestrategie 2050: Berechnung der Energiepotenziale für Wind- und Sonnenenergie (PDF, 331 kB, 28.09.2012)Studie im Auftrag des BAFU. Korrigierte Version.
Oltre all'analisi ambientale delle misure sono state considerate e valutate tecniche specifiche per la produzione di elettricità da energie rinnovabili e da combustibili fossili. In tal modo è disponibile una base solida per la valutazione e la scelta delle energie rinnovabili dal punto di vista ambientale.
L'EAS a livello internazionale
La direttiva 2001/42/CE dell'UE è entrata in vigore nel luglio 2004. È strutturata come una direttiva quadro che definisce i requisiti di base per un esame ambientale per piani e programmi. L'applicazione dei requisiti nei sistemi nazionali è compito degli Stati membri. Il campo di applicazione di questo strumento è innanzitutto la pianificazione globale del territorio. L'EAS si riferisce ai piani e programmi che forniscono il quadro per progetti soggetti a EIA (art. 3). In un primo tempo, l'EAS non viene applicata al livello politico principale tenendone per esempio conto nelle strategie o negli obiettivi governativi.
Il Protocollo EAS dell'UNECE è stato firmato da 35 Paesi e dalla Commissione europea in occasione della Conferenza paneuropea dei Ministri dell'ambiente nel maggio 2003 a Kiev. Si tratta di un protocollo di accordo sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero (Convenzione di Espoo).
Il Protocollo EAS è finora stato ratificato da 24 paesi e dall'UE e è entrato in vigore nel giuligo 2010. Il Consiglio federale ha approvato il Protocollo EAS con decisione del 14 maggio 2003 ma ha allora rinunciato alla firma in quanto era sua intenzione informare e consultare innanzitutto i Cantoni. Il termine per la firma è nel frattempo scaduto. Il Parlamento federale può tuttavia ratificare direttamente il protocollo. Il termine per la ratifica da parte della Svizzera non è ancora stato fissato.
Ultima modifica 25.04.2019