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(23.10.2014) I lavoratori elvetici sono più mobili rispetto ai loro omologhi stranieri. Secondo uno studio di BCG e JobCloud, più dei tre quarti degli svizzeri interpellati sarebbe disposto a traslocare in un altro paese per motivi professionali, contro il 64% su scala mondiale.
Questo risultato pone i lavoratori svizzeri nel plotone di testa in Europa occidentale. Una delle ragioni che permettono di spiegare la grande mobilità elvetica risiede nel plurilinguismo che caratterizza il paese, sottolineano gli autori della ricerca.
Senza sorprese, fanno parte dei paesi più apprezzati dagli svizzeri quelli nei quali viene parlata una delle lingue nazionali: la Germania e l'Austria si collocano rispettivamente al quarto e all'ottavo posto tra le preferenze, la Francia è settima.
Sono però i tre paesi anglosassoni - Stati Uniti, Canada e Regno Unito - ad essere i più apprezzati dagli impiegati elvetici in cerca di cambiamenti. L'Australia si classifica quinta, davanti alla Svezia. La top ten è viene completata dalla Nuova Zelanda e dalla Norvegia.
Interpellati sulle principali ragioni che li spingono ad espatriare, i sondati hanno citato la possibilità di incrementare la loro esperienza di vita, così come la voglia di scoprire una nuova cultura. Come per i tedeschi, gli svizzeri mettono quindi in secondo piano gli aspetti puramente finanziari.
Se i lavoratori elvetici manifestano un grande interesse a traslocare all'estero, molti stranieri sono invece motivati a fare un'esperienza professionale in Svizzera. Globalmente, il paese si classifica al quinto posto tra le nazioni più ricercate, dietro agli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada e la Germania.
Ultima modifica 07.10.2015