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Negli ultimi cinque anni sui mezzi pubblici sono aumentati gli episodi violenti nei confronti del personale
BERNA - C'è chi la mascherina non la vuole indossare. Chi invece non la mette correttamente. E sono situazioni come queste che a bordo dei mezzi pubblici possono degenerare. In effetti, da quando su bus e treni il dispositivo di protezione è obbligatorio, non mancano le aggressioni (verbali o fisiche) nei confronti del personale. È quanto emerge da un'analisi interna delle FFS, di cui riferisce oggi la Aargauer Zeitung. Un portavoce, interpellato dalla testata, parla di «diverse minacce verbali». In media, il personale viene preso di mira ogni due-tre giorni.
Numeri più precisi non giungono dalle FFS, ma dall'Ufficio federale di statistica. Li ha pubblicati sempre il giornale argoviese. Negli ultimi cinque anni gli episodi violenti avvenuti nell'ambito del trasporto pubblico sono aumentati: si è passati da 471 nel 2016 a 655 nel 2020.
Per quanto riguarda i treni, si registra una diminuzione dei casi a bordo ma un notevole incremento nelle stazioni (da 293 a 463). Il motivo? In una situazione di conflitto, il personale evita d'intromettersi, segnalandola però alle autorità che aspettano poi i passeggeri in stazione.