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"Mio marito è deceduto a causa dell'amianto; non è vero che alle officine di Bellinzona non è morto nessuno a causa di questa sostanza". Sono parole di Donata Meroni, moglie di Marco Meroni, ex dipendente delle ferrovie ammalatosi di mesotelioma pleurico. La donna risponde alle dichiarazioni enunciate venerdì dalla SUVA, secondo cui non avevano "mai registrato alle Officine casi di decesso a causa del cancro polmonare associato all'amianto". Lunedì, però, l'assicuratore scrive di non aver fornito una "risposta completa".
Sollecitato dalla RSI, ha aggiunto che "pochi dipendenti delle FFS sono stati colpiti da un mesotelioma pleurico dovuto a un'esposizione da amianto, che si presenta molto più spesso del cancro ai polmoni e necessita di un'esposizione minore". Una malattia, precisa la SUVA, per la quale oggi non esiste una terapia.
Marco, di Biasca, è deceduto il 26 giugno scorso di mesotelioma, un cancro della pleura tipico di chi è esposto all'amianto (o asbesto, minerale molto usato fino agli anni '80). La sua vita professionale l'aveva trascorsa per ben 40 anni alle officine di Bellinzona. Nel 2015 l'uomo inizia a fare delle analisi, ma le tac non mostrano nulla. È solo nel 2017, con un altro esame, che gli viene diagnosticato il cancro.