Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/137093

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare l'opportunità di proporre un disegno di atto legislativo e di presentare un rapporto sull'introduzione di un microchip obbligatorio anche per i gatti, così come già previsto per i cani.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera è indenne dalla rabbia dal 1999. È vero che non si può escludere la comparsa di casi sporadici nel nostro Paese, in particolare a causa di importazioni illegali di cani provenienti da Paesi non indenni, ma il rischio di un'epidemia attualmente rimane esiguo. Inoltre, il gatto rappresenta un rischio epidemiologico basso in Europa, tant'è che la vaccinazione antirabbica dei gatti non è mai stata obbligatoria, né in Svizzera né nell'UE.</p><p>Il Consiglio federale ritiene pertanto che non sia necessario, per ragioni di polizia delle epizoozie, introdurre l'obbligo del microchip elettronico per l'identificazione dei gatti.</p><p>È indubbio che l'applicazione di un microchip permetterebbe al proprietario di ritrovare più facilmente il proprio gatto. Ma l'applicazione di un microchip non basta, dato che bisognerebbe prevedere la registrazione dei dati necessari per l'identificazione dell'animale e del suo proprietario e la notifica a una banca dati di tutti i cambiamenti (nuovo proprietario, nuovo indirizzo, ecc.). La banca dati centrale sui cani (ANIS), istituita su mandato dei cantoni, offre già la possibilità ai proprietari di gatti di far registrare il proprio animale. In altre parole, i proprietari che lo desiderano possono far applicare un microchip ai loro gatti e farli registrare di propria iniziativa.</p><p>Per questi motivi, il Consiglio federale ritiene che non sia necessario redigere un rapporto sull'introduzione di un microchip obbligatorio e che non vi sia motivo di legiferare in merito.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.