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Partendo dalla figura di Galileo Galilei intendiamo indagare i rivoluzionari dell’universo e il loro rapporto con la comunità; un’indagine sulla libertà individuale e collettiva e il rapporto tra scienza, individuo e società.
martedì 23 febbraio
Sala Teatro
Da CHF 12 a 25
mercoledì 24 febbraio
Sala Teatro
Lo scienziato, il sapiente, per sua vocazione oltrepassa il limite di cui in quel momento la società ha bisogno per esistere. Nel caso di Galileo, l’opposizione verso di lui è avvenuta perché le sue scoperte, le sue osservazioni, hanno accelerato una nuova visione del cosmo, attraverso l’uso del cannocchiale. Il potere costituito aveva bisogno di più tempo, non era in grado di gestire queste scoperte. Lui, come altri, è andato troppo veloce e il suo tempo lo ha dovuto contenere.
Come già fa Brecht, con cui inevitabilmente ci confrontiamo, attraverso la figura di Galileo riflettiamo dunque sui rapporti tra potere e scienza. Galileo, come Socrate, Bruno, Pasolini, Nietzsche, Seneca ha scompaginato la visione che l’uomo aveva di sé e dell’universo.
Ma perché, a differenza degli altri scompaginatori, decide per l’abiura?
Che rapporto ha il sapiente con la sua comunità?
Quanto è importante la libertà individuale rispetto a quella collettiva?
E ancora: potrebbe esistere un’altra storia dell’umanità che non avesse bisogno di limiti rituali e sociali?
In un tempo che ci impone di confrontarci con concetti come libertà, responsabilità e collettività ci sembra quanto mai urgente riflettere su figure che hanno incarnato questo dilemma.
di
Angela Dematté e Carmelo Rifici
dramaturg
Simona Gonella
progetto e regia di
Carmelo Rifici
produzione
LAC Lugano Arte e Cultura
partner tecnico
GuestHouse Lugano Center