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La grande banca svizzera è giudicata in appello a Parigi per essere andata «a caccia» di evasori in Francia.
La procura spera che, ora che il segreto bancario si è «incrinato», questo «pezzo di storia» dell'istituto di credito sia «totalmente finito».
ZURIGO / PARIGI - Nel corso del processo d'appello in cui UBS è accusata di aver aiutato sistematicamente i clienti a evadere il fisco, la procura di Parigi ha chiesto una multa di «almeno 2 miliardi di euro» (2,21 miliardi di franchi) contro la grande banca svizzera.
I due procuratori generali hanno affermato che l'istituto, fra il 2004 e il 201, ha effettivamente inviato dipendenti svizzeri in Francia perché andassero illegalmente «a caccia» di facoltosi clienti, al fine di convincerli a collocare il loro denaro nella Confederazione, lontano dagli occhi delle autorità fiscali francesi. Chiesta la conferma della colpevolezza della banca, che in prima istanza è stata multata per 3,7 miliardi di euro, la più pesante condanna mai pronunciata in Francia in un caso di evasione fiscale.
Gli inquirenti avevano stimato che gli averi celati allo sguardo del fisco ammontassero ad almeno 10 miliardi di euro. Legalmente UBS deve rispondere di fornitura illecita di servizi finanziari a domicilio ("démarchage") e di riciclaggio aggravato del provento di frode fiscale.
UBS aveva immediatamente fatto ricorso e ha contestato durante questo secondo processo, iniziato l'8 marzo, di aver infranto la legge.
Segreto bancario «incrinato» - «All'epoca» all'UBS c'era «un grande interesse a raccogliere un sacco di (denaro) offrendo una gestione patrimoniale efficiente ma anche nascondendo la suddetta ricchezza, o parte di essa, alle autorità fiscali francesi», ha riassunto la procuratrice generale Muriel Fusina.
«Questo è un pezzo di storia» della banca «che speriamo oggi sia totalmente finita», ha aggiunto, ricordando che il segreto bancario svizzero - «brandito» come «scudo» dagli imputati - si è «incrinato» dal 2018 e dall'entrata in vigore dello scambio automatico delle informazioni tra paesi.
Il secondo procuratore generale, Serge Roques, ha sviluppato la spinosa questione dell'importo della multa subita.
Basandosi su una sentenza della Corte di Cassazione dell'11 settembre 2019, la difesa sostiene che questo importo dovrebbe essere calcolato sulla base delle tasse evase e non sul totale dei fondi nascosti - il che può portare a una significativa riduzione della pena.
Il magistrato, che aveva già promosso l'accusa in prima istanza, ha deplorato la "concezione ristretta" di questa decisione della più alta corte giudiziaria, pur «prendendone nota». Secondo il suo calcolo, l'importo della multa raggiunge ora i 2,2 miliardi di euro.
Complicità - Per quanto riguarda la filiale francese di UBS, che è sotto processo per complicità, l'accusa ha chiesto la conferma della condanna a 15 milioni di euro pronunciata in prima istanza. Pure chiesta la conferma di quelle pronunciate contro cinque ex dirigenti, che andavano fino a un massimo di 18 mesi di prigione sospesi e 300'000 euro di multa.
L'accusa ha anche chiesto la condanna di Raoul Weil, l'unico imputato assolto in prima istanza.
L'avvocato dello Stato, parte civile, aveva precedentemente chiesto un miliardo di euro come risarcimento: in prima istanza, UBS AG, UBS France e tre ex dirigenti sono stati condannati a pagare 800 milioni di euro.
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