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Secondo il direttore Unicef dell'area Medio Oriente e Nord Africa, Geert Cappelaere, "lo Yemen è un vero inferno, il posto peggiore al mondo dove nascere. Ogni 10 minuti un bambino muore per malnutrizione e per malattie facilmente prevenibili".
"Una delle ragioni è che non c'è accesso alle vaccinazioni", ha precisato Cappelaere, tornato da poco dal Paese dove in tre anni di guerra oltre 2500 bambini sono stati uccisi e altrettanti reclutati nei combattimenti. In Yemen c'è un milione di sfollati interni, 11,3 milioni sono in stato di bisogno, e un quinto delle scuole è stato distrutto, ha ricordato.
"L'Europa - ha osservato in un'intervista all'ANSA - è lontana da questa crisi. Qui siamo più interessati alla questione dei rifugiati, dei migranti, e alle frontiere. Dallo Yemen invece non ci sono migranti. Nessuno esce dal Paese, perché sono così poveri da non poter affrontare il viaggio e perché sono bloccati dal confine a Nord con l'Arabia Saudita e a sud dall'Oceano".
D'altro canto, "le migrazioni continuano, anche se i Paesi chiudono i confini. Questo non ferma i migranti. Per i bambini la realtà è molto dura. Molti sono in situazioni simili alla detenzione, di promiscuità, e la sfida è proteggerli da abusi, violenze, garantire accesso all'acqua, alle cure sanitarie. Non sono in vacanza, stanno cercando una vita migliore di quella che affrontano nei paesi d'origine".