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Diversi dirigenti della Nestlé si sono presentati oggi davanti alla Camera patrimoniale vodese, che esamina la denuncia per molestie morali e psicologiche presentata da un'ex responsabile della sicurezza alimentare della multinazionale.
La donna rimprovera al proprio superiore gerarchico, entrato in funzione nel 2006, di averla costantemente discreditata ed emarginata sul posto di lavoro. Licenziata nel 2010, Yasmine Motarjemi afferma di essere "distrutta mentalmente e moralmente" e di non essere più riuscita a trovare un posto di lavoro. La sessantenne accusa peraltro Nestlé di "lassismo" e rimprovera alla multinazionale il suo "linguaggio ambiguo" in materia di sicurezza alimentare.
La querelante chiede una riparazione per torto morale di un franco simbolico, nonché 2,1 milioni di franchi per le spese mediche sopportate e per la perdita di guadagno subita. La Corte l'ha già lungamente interrogata il 1. dicembre scorso.
L'udienza in corso oggi è dedicata unicamente alla produzione delle prove. La prossima si svolgerà il 2 febbraio. Le arringhe finali avranno luogo soltanto al termine della procedura, a meno che nell'intervallo non intervenga un accordo fra le parti.
Alla convocazione odierna si sono presentati il CEO della Nestlé Paul Bulke, Jean-Marc Duvoisin, ex capo del personale e attuale patron di Nespresso, José Lopez, ex direttore operativo e Francisco Castañer, che fino al 2009 si occupava di mansioni amministrative in seno alla multinazionale.
SDA-ATS