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Poco sotto il 7% i dipendenti di lingua italiana dell'Amministrazione, 23% i francofoni e 0,5 i romanci
Sono stati realizzati importanti passi avanti per la rappresentanza delle minoranze linguistiche nell'Amministrazione federale, ma si potrebbe maggiormente sfruttare il potenziale dei candidati italofoni e francofoni. Lo afferma il Consiglio federale prendendo atto del rapporto di valutazione 2019-2023.
Il personale federale possiede globalmente un alto livello di competenze nelle lingue ufficiali, anche se vi è ancora un potenziale di miglioramento, in particolare per quanto concerne il personale dirigente. L'esame delle candidature in base alla comunità linguistica mostra che viene assunta una percentuale maggiore di candidati di lingua tedesca rispetto agli italofoni e ai francofoni.
Nel 2022, sul totale dei dipendenti dell'Amministrazione federale, il 69,7% era di lingua madre tedesca, il 23% francofono, il 6,9% italofono e lo 0,5% parlava romancio. Vi è stato quindi un miglioramento rispetto al 2018. In base agli obiettivi di equa rappresentanza delle comunità linguistiche la percentuale di italofoni dovrebbe situarsi fra il 6,5 e l'8,5%.
Gli obiettivi strategici 2024‒2027, approvati dal governo, continuano quindi a puntare a un'equa rappresentanza e pari opportunità per tutte le comunità linguistiche e al miglioramento delle conoscenze linguistiche del personale federale.