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Morbo di Parkinson
Riassunto morbo di Parkinson
Il morbo di Parkinson è una malattia che colpisce il SNC ed è associata alla distruzione dei neuroni produttori di dopamina. La causa di questa malattia è ancora incerta, ma prevale nella popolazione anziana al di sopra dei 65 anni.
I sintomi sono disordini neuromuscolari (tremori, rigidezza, flaccidità muscolare) e altri disordini non motori (disturbi del sonno, depressione, ansia).
La diagnosi si basa sulla storia clinica del paziente e il trattamento principale è la levodopa, un precursore della dopamina.
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Definizione
Il morbo di Parkinson fu inizialmente scoperto dal medico inglese James Parkinson nel 1817. Si tratta di una malattia neurodegenerativa (colpisce il sistema nervoso centrale), progressiva, cronica che, in genere, colpisce persone oltre i 50 anni.
La causa di questa malattia non è ad oggi conosciuta (malattia idiopatica), e il suo sviluppo è associato a una perdita di neuroni (cellule nervose che trasmettono le informazioni nel sistema nervoso) che producono un neurotrasmettitore chiamato dopamina.
Questa perdita avviene principalmente in una regione del cervello chiamata “sostanza nera”. All’inizio della malattia si associa inoltre una produzione insufficiente di altri neurotrasmettitori, come la serotonina e la noradrenalina.
Epidemiologia
Dati degli USA, mostrano che la malattia colpisce circa 160 persone su 100.000 abitanti.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’1% della popolazione oltre i 65 anni è affetto da questa malattia, con una frequenza di 150-200 per ogni 100.000 abitanti.
Secondo l’ONU, al mondo ci sono circa 4 milioni di persone affette dal morbo di Parkinson. Con l’aumento della speranza di vita e l’invecchiamento della popolazione si ritiene che tale cifra raddoppierà entro il 2040.
Cause
Il morbo di Parkinson non è trasmissibile. La sua causa non è ancora completamente conosciuta e alcuni pazienti affetti da questa malattia sono descritti come affetti da Morbo di Parkinson idiopatico. Esistono alcune ipotesi sulle cause del Morbo di Parkinson: cause genetiche, contatto con tossine che raggiungono il sistema nervoso centrale (come pesticidi, che producono specie relative di ossigeno) o traumi alla testa.
Sintomi
Il morbo di Parkinson influisce sui movimenti, provocando disordini motori. Inoltre, esistono altri sintomi non motori che includono disfunzioni dell’autonomia, problemi neurocomportamentali e cognitivi, difficoltà sensoriali, problemi del sonno e altri.
Disfunzioni motorie
I sintomi più comuni sono tremori, rigidezza, bradicinesia (lentezza anormale dei movimenti volontari) e instabilità posturale. Altri sintomi sono difficoltà a camminare, cambiamento nella scrittura, balbuzie, distonia (blocco dei movimenti durante un’azione), affaticamento, salivazione, acatisia (inquietudine), ipomimia (diminuzione dell’espressione facciale), oltre ad altri.
Disturbi non motori
I sintomi non motori vengono generalmente trascurati nella diagnosi e nel trattamento del morbo di Parkinson. Includono: disfunzioni cognitive, disturbi emozionali, depressione, ansia, disturbi olfattivi e del sonno, apatia e altri ancora. L’incidenza della demenza nei pazienti con il morbo di Parkinson è circa 6 volte superiore rispetto alla popolazione generale e la sua frequenza varia dal 10 al 50%. I sintomi della disfunzione autonomia includono: disfunzione urinaria, dermatite seborroica, salivazione eccessiva, alterazione delle funzioni sessuali e ipotensione ortostatica. Altri sintomi che i pazienti con il morbo di Parkinson possono presentare sono la diminuzione della frequenza di ammiccamento, irritazione della superficie oculare, alterazione della pellicola lacrimale, allucinazioni visive, perdita della percezione visuo-spaziale, ecc.
Persone
– Le persone che soffrono di melanoma, una forma grave di cancro della pelle. Secondo uno studio pubblicato nel 2017 e condotto dalla Mayo Clinic (USA) sulla rivista scientifica Mayo Clinic Proceedings, le persone con melanoma hanno una probabilità 4 volte maggiore di essere affette dal morbo di Parkinson. È vero anche il contrario, significa che una persona che ha il morbo di Parkinson è statisticamente 4 volte più a rischio di sviluppare un melanoma. Per il momento, gli scienziati parlano di un’associazione e non di un legame di causa ed effetto.
La levodopa (L-Dopa), un farmaco ampiamente usato per il morbo di Parkinson, può essere all’origine dell’aumento del rischio di melanoma, ma gli studi non sono ancora conclusivi e presentano risultati contraddittori. La genetica potrebbe svolgere un ruolo chiave.
Diagnosi
La diagnosi iniziale del morbo di Parkinson non è facile e spesso il paziente deve essere tenuto sotto osservazione da un medico per un periodo lungo, di preferenza da un neurologo. Il medico deciderà se la malattia ha una causa sconosciuta o se dipende da altre cause, come l’uso di farmaci che causano il cosiddetto “parkinsonismo farmacologico” (fenotiazine, litio, aloperidolo, flunarizina, cinarizina, ecc).
La diagnosi, quindi, si basa sull’anamnesi del paziente (colloquio del medico con il paziente) insieme a una serie di esami neurologici. Questi test servono a individuare l’asimmetria all’inizio dei sintomi, la presenza di tremori a riposo, rigidezza muscolare, ecc. L’esame PET Scan (tomografia a emissione di positroni con fluorodopa) rivela com’è la funzionalità dei neuroni produttori di dopamina del cervello. Anche l’esame SPECT (tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli) è utile per questa identificazione delle funzioni dopaminergiche del cervello. È importante sottolineare che questi esami rivelano l’attività dei neuroni produttori di dopamina nel cervello e non forniscono una diagnosi definitiva sul morbo di Parkinson. Non esistono esami in grado di diagnosticare il morbo di Parkinson. Il metodo impiegato dai medici, quindi, è basato sulle prove cliniche presentate dai pazienti. Inoltre, è importante che il medico faccia anche una diagnosi differenziale, per non confondere il morbo di Parkinson con un’altra condizione (come tremore essenziale o familiare, parkinsonismo farmacologico, infezioni del Sistema Nervoso Centrale, trauma cranico, idrocefalo a pressione normale, ecc)
Complicazioni
Il morbo di Parkinson causa un deterioramento dei movimenti volontari del paziente. Può, inoltre, comportare complicazioni cognitive e psicologiche, come disturbi del sonno, depressione, ansia, disturbi emozionali, ecc. L’uso di farmaci per trattare questa malattia (come la levodopa), può, poi, causare fluttuazioni motorie e discinesie, oltre ad altri effetti collaterali, con perdita del beneficio terapeutico. Anche la disfunzione orofaringea è una complicazione associata alla malattia e può comportare una diminuzione della deglutizione, aspirazione, polmonite e, infine, alla morte. Altre complicazioni includono disfunzioni e infezioni urinarie, alterazioni respiratorie, rotture della pelle e lesioni dovute a cadute.
Come già menzionato sopra nella sezione Persone a rischio, uno studio del 2017 condotto dalla Mayo Clinic (si vedano i riferimenti dello studio alla sezione Persone a rischio) ha dimostrato che le persone con malattia di Parkinson avevano un rischio 4 volte maggiore di sviluppare il cancro della pelle.
Trattamento
I trattamenti disponibili per il morbo di Parkinson hanno come obiettivo controllare i sintomi, dato che nessun trattamento farmacologico o chirurgico riesce a impedire la progressione della malattia. Questa, evolve lentamente e dopo parecchi anni può portare alla demenza. La levodopa è il principale trattamento per i pazienti affetti da questa malattia. Serve a aumentare i livelli di nel corpo striato del cervello. L’uso di neuroprotettori ritarda la degenerazione neuronale e rallenta la progressione della malattia. La selegilina è uno dei farmaci che vengono impiegati a tale scopo.
Un’altra opzione di trattamento sono gli inibitori della monoamino-ossidasi (IMAO), che ritardano la degradazione della dopamina. Nel caso del paziente che fa uso di IMAO, alcuni farmaci devono essere evitati, come gli inibitori della ricaptazione della serotonina (fluoxetina, paroxetina, sertralina), antidepressivi triciclici e tetraciclici (maproptilina, imipramina), meperidina, oppiacei, destrometorfano e triptofano. L’associazione della levodopa con gli inibitori della decarbossilasi periferica (carbidopa e benserazide) diminuisce la comparsa di nausea e vomito e facilita il passaggio della levodopa all’interno del cervello.
Altri farmaci usati per il trattamento sono gli antagonisti della dopamina, come la bromocriptina, il pergolide e il pramipexolo. Sia il trattamento con gli antagonisti della dopamina sia quello con la levodopa non devono essere interrotti all’improvviso. Un medico deve sempre essere a conoscenza di ciascun farmaco che il paziente assume per poter fare le giuste prescrizioni al paziente.
La terapia sintomatica può essere fatta con farmaci diversi, quali anticolinergici (biperidene, triesifenidile), inibitori della catecol-O-metiltransferasi (entacapone, tolcapone) e liberatori di dopamina (amantadina). Oltre ai farmaci usati, un’altra opzione terapeutica è la chirurgia (per pazienti refrattari ai trattamenti farmacologici e convenzionali). In futuro, si pensa a terapie con cellule staminali che sostituiscano i neuroni persi.
I trattamenti attuali sono efficaci per controllare i sintomi del morbo di Parkinson e comportano un miglioramento della qualità di vita dei pazienti che possono vivere normalmente.
Fitoterapia
La fitoterapia può essere un’opzione utile nel trattamento del morbo di Parkinson. Alcuni studi dimostrano che il Ginkgo biloba ha effetti ossidanti che possono rallentare la progressione della malattia. Altri antiossidanti naturali che vengono attualmente studiati come possibile aiuto per il trattamento della malattia sono l’estratto d’uva, il tè verde, i flavonoidi contenuti nel cacao e nella cioccolata, il ginseng, ecc. È importante sottolineare che il medico deve sempre essere al corrente dell’uso di qualsiasi farmaco.
Omeopatia
L’omeopatia non è il trattamento principale per morbo di Parkinson. Comunque, il medico omeopata può sceglierne di farne ricorso a seconda delle caratteristiche del paziente. Alcuni dei farmaci usati sono: Gelsemium 6 DH, 5 gocce 3 volte al dì;
Rhus Tox 30 CH, 5 gocce 3 volte al dì; Cuprum Metallicum 6 CH, 5 gocce due volte al dì; Sulphuricum Acidum 15 DH, 3 gocce una volta al dì; Aranea Diadema 12 DH, 5 gocce val giorno.
Consigli utili
Alcuni consigli per facilitare la vita del paziente con il morbo di Parkinson:
– Per fare la barca, usare rasoi elettrici. In questo modo, si evitano i tagli delle lame affilate.
– Usare lampade in camera da letto, bagno, cucina, sale e corridoi. Ciò permette di evitare che il paziente inciampi nelle cose, soprattutto quando si alza svegliandosi all’improvviso o per mancanza di sonno
– Mantenere i pavimenti liberi da ostacoli. Evitare tappeti che possono essere scivolosi e causare cadute, Se il malato ha difficoltà di coordinazione, evitare mobili fragili e con vetri che possono essere pericolosi se il malato perde l’equilibrio e cade.
– Bere i liquidi con la cannuccia per rafforzare i muscoli facciali.
– Usare bicchieri di plastica o di carta per evitare problemi con i vetri rotti nel caso in cui cadano.
Esistono associazioni specializzate nella cura di persone affette dal morbo di Parkinson e strutture che dispongono di materiali specifici per la cura di questi pazienti. È importante che chi si occupa del malato chieda informazioni al medico su queste associazioni e strutture per facilitare lo stile di vita del malato di Parkinson.
Consigli prevenzione
Il morbo di Parkinson è idiopatico e ancora non si sa nello specifico da cosa sia causato. Non esistono quindi misure preventive. Alcuni studi segnalano che l’uso di antiossidanti, come la vitamina E e la vitamina C, aiutano a prevenire lo stress ossidativo e la degenerazione dei neuroni. Inoltre, la pratica clinica indica che l’uso della selegilina all’inizio della malattia aiuta a ritardare la sua progressione. È importante che il medico sia a conoscenza dell’uso di ogni farmaco da parte del paziente.
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Come si dice morbo di Parkinson nelle altre grandi lingue ?
|in inglese: Parkinson||in tedesco: Parkinson|
|in francese: Maladie de Parkinson||in spagnolo: Parkinson|
|in portoghese: Parkinson – doença de Parkinson|