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Risonanza magnetica
Metodica di imaging non invasiva che utilizza campi magnetici e radiofrequenze per visualizzare gli organi interni con la massima accuratezza, senza impiegare radiazioni ionizzanti.
Controindicazioni
Prima dell’esame, il paziente deve comunicare al medico curante e al personale del Servizio di Neuroradiologia dell’EOC, la presenza di eventuali condizioni, come l'impianto di pacemaker, defibrillatori, neuromodulatori, pompe per infusione di farmaci e/o ulteriori apparecchi elettrici nel corpo, clip vascolari, protesi e/o oggetti di metallo all'interno del corpo, tatuaggi, interventi chirurgici agli occhi o alla testa, possibile o noto stato di gravidanza, precedenti reazioni avverse al mezzo di contrasto paramagnetico (Gadolinio), ed insufficienza renale. Tutte queste condizioni vanno discusse, in quanto potrebbero controindicare l'esame o necessitare di importanti accorgimenti.
Informazioni per il paziente
Il/la paziente viene fatto/a accomodare su un lettino al centro di un campo magnetico generato dalla macchina. L’esame RM non utilizza radiazioni ionizzanti (come ad es. i raggi X impiegati nella TC), tuttavia rispetto alla TC, richiede un tempo di esecuzione relativamente maggiore, che varia in funzione dell'indagine da effettuare (dai 20 ai 25 minuti nel maggior numero di casi).
Durante l'esame, potrebbe essere necessario somministrare un liquido di contrasto contenente Gadolinio, detto mezzo di contrasto paramagnetico, per poter migliorare l'accuratezza con cui vengono riconosciute e caratterizzate le anomalie. In alcuni casi, quando è necessario localizzare alcune importanti funzioni del cervello, come movimento, vista e linguaggio, prima di un intervento chirurgico sul cervello, viene eseguito un esame "funzionale" (fMRI), durante il quale viene chiesto al paziente di svolgere compiti quali muovere le dita o leggere delle parole.