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La bozza propone alcune modifiche alle leggi attuali e l’aggiunta di una nuova regola, la 10.7, relativa ai contributi ricevibili anche in criptovalute.
Secondo questa nuova legge, i comitati elettorali potrebbero accettare contributi in criptovalute fino ad un limite paragonabile a quello per la raccolta di contributi in contanti, ovvero solo se inferiori ai 20 dollari e anonimi.
Quindi, qualora questa bozza si trasformasse in legge, in Colorado si potrebbero fare piccole donazioni anonime in criptovalute ai comitati elettorali.
Il limite di 20 dollari è basso, ma non bassissimo: chiunque può possedere quanti indirizzi pubblici vuole e, su di essi, conservare quanti token vuole.
20 dollari è un limite fittizio
Pertanto, se si volesse effettuare una donazione anonima di 200 dollari in criptovalute sarebbe sufficiente farne 10 da 20 dollari da 10 indirizzi pubblici diversi.
Utilizzando invece 100 indirizzi al posto di 10 la donazione anonima potrebbe essere di 2.000 dollari, e così via.
Inoltre, nella bozza non si fa riferimento alcuno a quali criptovalute si possano utilizzare e, visto che ormai in circolazione ce ne sono più di 1.600, con 100 indirizzi diversi per 100 valute diverse si potrebbero fare diecimila donazioni anonime da 20 dollari ciascuna, per un totale di duecentomila dollari.
Questa è solo “teoria”, perché gestire diecimila donazioni da 20 dollari è cosa tutt’altro che semplice. Con questa legge, però, sarebbe perlomeno possibile.
Va però aggiunto che diecimila transazioni avrebbero un costo non indifferente, quindi è molto probabile che un sistema del genere sia poco conveniente per cifre significative.
Il vantaggio sarebbe quello di poter avere una traccia pubblica di tutte le donazioni.