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Il Rispetto, parola che pronunciamo quotidianamente per esigere un tipo di atteggiamento o per denunciare una situazione dicendo: “oggi non c’è più rispetto!!!”.
Se ascoltiamo i giovani sentiamo spesso dire frase del tipo: “mi devi portare rispetto” mentre gli adulti dicono che: “i giovani non rispettano gli adulti”, ecc.
Ma quale significato etimologico attribuiamo al Rispetto e quindi all’azione del Rispettare?
“Rispettare” etimologicamente significa “volgersi a guardare”, “notare”. Il Rispetto consiste nell’accorgersi che attorno a noi esistono altri esseri, che chiedono di essere visti, notati per il loro essere “persone” e non semplicemente numeri o cose.
Nella vita lavorativa rispettiamo l’Altro quando:
- riconosciamo le caratteristiche uniche e distintive invece di omologarlo e assimilarlo solo ad un ruolo o funzione.
- riconosciamo il diritto-dovere di avere e di esprimere idee e sentimenti propri, favorendo l’autonomia di pensiero e senso critico.
- riconosciamo a tutti, colleghi e utenti, un valore e una significatività valorizzando la maggiore autostima personale.
Non dobbiamo dimenticare che la mancanza di Rispetto, a volte vissuto anche come offesa morale, può colpire l’integrità personale di un altro essere fino a intaccare il suo sentirsi “persona”.