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EDWARDSVILLE - Un uomo di Jerseyville, nello Stato dell’Illinois, è stato condannato per l’omicidio di una donna data per scomparsa nel 2010. A incastrare il 54enne - come riferisce la stampa locale - è stata la confessione rilasciata durante il processo dal figlio, che difficilmente potrà scordare quanto accaduto.
Era il 25 giugno dell’estate di dieci anni fa. Il giorno precedente, il giovane era rientrato in anticipo da una vacanza di famiglia assieme al padre. Durante il tragitto in auto, il ragazzo - che all’epoca aveva 16 anni - ricorda che il padre disse «bene, lei è qui» quando passarono davanti alla casa di cura in cui la donna lavorava.
Quel pomeriggio, il giovane udì una decina di spari e successivamente vide il padre trascinare un corpo nel cortile. L’uomo costrinse quindi il figlio ad accendere il fuoco nel quale avrebbe poi gettato la salma della donna e a distruggere il suo telefono a martellate, prima di gettare anche quello nelle fiamme. Il ragazzo ha raccontato di essere stato forzato anche a scavare per nascondere i resti inceneriti della vittima.
In seguito alla sua testimonianza, gli inquirenti sono stati in grado di recuperare e identificare 25 frammenti ossei appartenenti alla donna nel cortile del suo carnefice.
La sentenza sarà comunicata il prossimo 23 aprile.