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Il capo della deputazione ticinese a Berna aveva sollecitato il governo dopo le dichiarazioni di Roberto Cirillo sull’orario di consegna dei giornali
È arrivata la risposta del Consiglio federale alla domanda depositata dal presidente della deputazione ticinese alle Camere federali Fabio Regazzi. Dopo le affermazioni del direttore generale della Posta Roberto Cirillo riguardo alla soppressione del limite delle 12.30 per la consegna dei quotidiani in abbonamento, il consigliere nazionale del Centro aveva sollecitato il governo svizzero sulla base di tale dichiarazione, su cosa ne pensasse a riguardo, su un’eventuale discriminazione di una parte importante della popolazione e su una potenziale penalizzazione della stampa scritta.
La risposta del Consiglio federale non si è fatta attendere. Oggi per iscritto ha infatti spiegato che “alla luce della crescente digitalizzazione, l’attuale servizio universale con servizi postali e di pagamento non sarà più in grado di soddisfare le mutate esigenze della popolazione e dell’economia entro il 2030, rendendo necessario un adeguamento del mandato legale entro tale data. Nel giugno 2022, il Consiglio federale ha pertanto incaricato il Datec (il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, ndr) di chiarire in modo più approfondito le possibilità di ulteriore sviluppo del servizio universale con servizi postali e di pagamento. Il rapporto con i risultati e le proposte di ulteriori azioni sarà adottato dal Consiglio federale nei prossimi mesi. In questa fase è prematuro che il Consiglio federale si esprima sulle singole misure”.