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Il presidente del Consiglio di amministrazione del Credit Suisse Hans Ulrich Doerig riconosce i limiti della politica di remunerazione variabile portata avanti dalla banca. A inizio anno, nell'ambito di un programma di bonus il direttore esecutivo Brady Dougan aveva ricevuto 71 milioni di franchi.
In un'intervista rilasciata alla Berner Zeitung, Hans-Ulrich Doerig ammette di essere rimasto colpito dall'importo versato al CEO della banca Brady Dougan. Questo bonus non è comunque ingiustificato dato «l'ottimo lavoro svolto da Dougan, sottolinea il presidente del consiglio di amministrazione della seconda banca elvetica.
Il programma di bonus PIP (Performance Incentive Plan) è stato istituito nel 2004 e il versamento dei premi era legato al successo dell'azienda sull'arco di cinque anni. Circa 400 top manager hanno così ricevuto delle azioni del Credit Suisse per un valore totale di tre miliardi di franchi, suscitando l'indignazione dell'opinione pubblica in un periodo di crisi finanziaria ed economica.
«Devo riconoscerlo: dobbiamo trarre qualche lezione dal programma PIP e sicuramente non dobbiamo commettere un'altra volta gli stessi errori», ha affermato Hans-Ulrich Doerig al quotidiano bernese. Il programma ha perlomeno raggiunto un obiettivo, prosegue Doerig: «Data la sua durata nel tempo, ci ha permesso di conservare delle persone di qualità».
swissinfo.ch e agenzie