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Sulla pagina Facebook, i russi definiscono le (presunte) armi di fabbricazione italiana in Ucraina come "souvenirs d'Italie"
ROMA - Oggi si è appreso che il Regno Unito starebbe valutando d'inviare circa dieci carri armati Challenger 2 alle forze armate ucraine. Notizia diffusa da Sky News che, secondo una fonte ucraina potrebbe andare a costituire così un vero e proprio volano per «incoraggerebbe altri (Paesi, ndr) a inviare carri armati». Inutile negare però che questa eventualità potrebbe rappresentare anche un rischio per un'ulteriore escalation del conflitto.
Nel frattempo, nel tardo pomeriggio di oggi, l'ambasciata russa in Italia ha pubblicato sul proprio profilo Facebook un "post denuncia" contro l'invio di armi - di mine in questo caso - sul territorio ucraino. Un fatto che non sorprende se si considera che già il ministro degli esteri russo Lavrov aveva fatto recentemente sapere che l'Italia non può svolgere un ruolo di mediazione in una eventuale trattativa di pace.
Il post russo - Riferendosi alle presunte mine di fabbricazione italiana, l'ambasciata scrive, a corredo di una immagine che rappresenta le mine contestate, come segue: «Queste mine di fabbricazione italiana TS/6.1, ТS50 е TS/2,4 (MATS/2) sono state disinnescate da genieri russi sul territorio ucraino ed esposte nell'estate del 2022 in una mostra di armi catturate nel parco «Patriot» di Mosca». Infine l'aspra domanda: «E quanti di questi «souvenirs dl'Italie» rimangono ancora in terra ucraina? Le persone ne soffriranno per molto tempo a venire…».