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"Parto per una missione storica. Mi sento il messaggero di tutti gli israeliani anche di quelli che non sono d'accordo con me". Lo ha detto il premer Benyamin Netanyahu poco prima di partire per Washington dove dopodomani, nonostante l'opposizione della Casa Bianca, parlerà al Congresso Usa contro un eventuale accordo sul nucleare iraniano.
Il presidente Usa Barack Obama ha fatto sapere che non vedrà Netanyahu, vista l'inopportunità di un incontro a due settimane dal voto politico in Israele.
"Sono molto preoccupato per la sicurezza di Israele e - ha aggiunto Netanyahu - farò di tutto per mettere in sicurezza il nostro futuro". Ieri sera il premier si è recato al Muro del Pianto a Gerusalemme dove è rimasto qualche minuto in raccoglimento. Ai giornalisti ha poi detto di "rispettare Obama".
Prima della partenza di Netanyahu, l'ufficio del primo ministro ha condannato annunci a pagamento comparsi nel fine settimana sulla stampa Usa e sul web nei quali sono state attaccate il Consigliere della sicurezza nazionale Susan Rice (che ha criticato il viaggio di Netanyahu) e l'ex segretario di stato Hillary Clinton (per il suo presunto mancato appoggio al premier israeliano). Il primo è apparso sul New York Times ed è stato pubblicato, secondo i media, ad iniziativa del rabbino Shmuley Boteach, personaggio notoriamente pro Israele. Il secondo - quello contro Clinton - è stato diffuso su Youtube ad opera dell'organizzazione neo conservatrice 'Emergency Committee for Israel'.
"Condanniamo - ha detto l'ufficio del primo ministro - questi annunci e ci opponiamo ad attacchi personali. Non abbiamo nulla a che spartire con queste iniziative e crediamo che il discorso sul dossier Iran deve rimanere il punto centrale".
SDA-ATS