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ZURIGO - La Banca nazionale svizzera (BNS) non dovrebbe adottare una politica monetaria più restrittiva prima dell'anno prossimo e tassi d'interesse positivi non sono attesi prima del 2021, secondo gli economisti di UBS. Il rallentamento congiunturale in Europa e i rischi geopolitici non sono favorevoli a un innalzamento dei tassi.
La maggior parte degli economisti aveva finora previsto che l'istituto di emissione procedesse a un aumento dei tassi nella seconda parte del 2019, dopo un adeguamento simile da parte della Banca centrale europea (BCE) in estate. In effetti la BNS deve evitare uno scarto troppo importante tra i tassi nell'Eurozona e in Svizzera in modo da impedire un apprezzamento del franco.
Gli esperti della grande banca si aspettano ora una prima correzione verso l'alto dei tassi direttori nel marzo 2020, in contemporanea con la BCE, anche se non escludono una passo simile anche prima o dopo quello di Francoforte.
I tassi resterebbero comunque ancora in territorio negativo e non è chiaro quanto tempo ci vorrà perché divengano positivi. Secondo lo scenario di UBS la Banca nazionale li porterebbe allo 0% a fine 2020 e in territorio positivo l'anno seguente.
Ma se la congiuntura mondiale e soprattutto quella della zona euro dovessero indebolirsi più del previsto sarebbe possibile che la Svizzera resti confrontata a un periodo prolungato di tassi negativi, hanno avvertito gli specialisti della maggiore banca elvetica.