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La nomina di Scott Pruitt alla testa dell’agenzia per la protezione dell’ambiente USA inquieta la comunità scientifica ben al di fuori delle frontiere statunitensi. "Ci aspettiamo un'epoca di deregolamentazione, a vantaggio dell'industria petrolifera", afferma il professore dell'Università di Berna Thomas Stocker.
Quando era ministro di giustizia dell’Oklahoma, Scott Pruitt, 48 anni, aveva intentato 14 azioni giudiziarie contro la Environmental Protection Agency (EPA), l’agenzia per la protezione dell’ambiente USA, colpevole a suo dire di ostacolare lo sviluppo dell’industria petrolifera.
La sua designazione a capo della tanto vituperata EPA è stata confermata venerdì dal Senato. E i primi decreti che verosimilmente smantelleranno le politiche dell’era Obama per il controllo del diossido di carbonio e dell’inquinamento delle acque sono attesi per questa settimana.
Una situazione che preoccupa e che domenica ha spinto diverse centinaia di scienziati e ambientalisti a manifestare a Boston contro Donald Trump e la sua amministrazione. E la preoccupazione è grande anche al di fuori degli Stati Uniti, come testimonia Thomas Stocker, professore all’Università di Berna e nel 2015 candidato alla presidenza del Gruppo di esperti sul clima delle Nazioni Unite.
tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 20.2.2017)