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BERNA - La campagna di vaccinazione nelle case di cura elvetiche è sulla buona strada. Lo sostiene oggi la "SonntagsZeitung", citando l'organizzazione Pro Senectute.
Circa l'80% degli anziani residenti nelle strutture ha già ricevuto la prima dose, ovvero tutti coloro che desideravano essere vaccinati. Ciò dovrebbe già ridurre la mortalità, anche se per aumentare la percentuale di protezione è necessaria una seconda inoculazione.
Secondo il settimanale svizzerotedesco, durante la seconda ondata il 50% delle persone decedute dopo aver contratto il Covid era residente in una casa di cura.
«Stando a nostre informazioni, tutti coloro che volevano una vaccinazione l'hanno ora ricevuta», ha spiegato il portavoce di Pro Senectute, Peter Burri, citato dal giornale. Soddisfatta anche l'associazione delle case di cura Curaviva, la quale si attende che al più tardi entro metà marzo tutti ricevano anche la seconda dose.
La campagna di vaccinazione in diversi cantoni è partita a fine dicembre, a pochi giorni dalla prima approvazione del vaccino da parte dell'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic. Altri cantoni, ad esempio Berna, hanno invece iniziato qualche settimana più tardi, ma hanno recuperato il ritardo.
In totale, nella Confederazione sono già state somministrate oltre 482'000 dosi di vaccino. Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica (UST), spiega il domenicale, i residenti nelle case di riposo e di cura in Svizzera sono circa 150'000.