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ZURIGO - Otto anni di prigione non sono abbastanza: anche l'accusa ha presentato ricorso contro la condanna dell'imprenditore zurighese Rolf Erb, che in marzo a Winterthur (ZH) era stato giudicato colpevole di truffa per mestiere, falsità in documenti e diminuzione dell'attivo in danno dei creditori. Lo ha indicato all'ats la procuratrice Susanne Leu, confermando una notizia pubblicata oggi da Tages-Anzeiger.ch/newsnet. La corte aveva seguito su tutti i punti l'atto d'accusa, ma aveva optato per una pena meno severa dei dieci anni richiesti. Oggi Leu non ha voluto dire quali istanze presenterà nel processo di secondo grado.
Il gruppo Erb era fallito nel 2003, a pochi mesi dalla morte del suo fondatore, l'importatore di automobili Hugo Erb, padre del 61enne Rolf Erb. Con uno scoperto di 2,2 miliardi di franchi il dissesto è considerato il secondo più importante mai avvenuto in Svizzera, dopo quello di Swissair. Secondo il tribunale distrettuale di Winterthur Rolf Erb ha occultato per anni l'eccessivo indebitamento delle società del gruppo, ingannando le banche con bilanci manipolati. L'interessato ha sempre respinto l'accusa e i suoi avvocati hanno opposto un dettagliato ricorso. Il tribunale d'appello affronterà il caso nella primavera 2013: la data precisa del dibattimento non è stata ancora stabilita, ha indicato un'addetta stampa. Nel frattempo Rolf Erb continuerà a vivere nel castello di Eugensberg, nel canton Turgovia, intestato poco prima del fallimento alla moglie e ai suoi due figli gemelli.