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Dal primo maggio i cittadini di otto paesi entrati nell'UE nel 2004 beneficeranno per la prima volta della libera circolazione totale delle persone. Così ha deciso oggi il Consiglio federale adottando la revisione parziale della pertinente ordinanza.
Il primo maggio termina infatti il periodo transitorio nei confronti di questi otto paesi, ossia: Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Slovenia e Slovacchia. L'estensione del primo accordo di libera circolazione con l'UE a questi stati risale al primo aprile 2006.
Durante questo lasso di tempo (da aprile 2006 a aprile 2011) la Svizzera era autorizzata ad applicare una serie di restrizioni sia all'accesso al mercato del lavoro da parte dei lavoratori salariati (contingenti, priorità degli indigeni e controllo delle condizioni di salario e d'impiego) sia ai fornitori di servizi in alcuni settori specifici.
Appellandosi alla clausola di salvaguardia, applicabile fino al 31 maggio 2014, la Svizzera potrà comunque ancora limitare il numero dei lavoratori di questi paesi, ma solo se l'immigrazione di manodopera dovesse crescere in misura considerevole. Il contingentamento dei permessi non potrà in ogni caso essere introdotto prima del primo maggio 2012.
Questi cambiamenti non riguarderanno i cittadini bulgari e rumeni, il cui accordo sulla libera circolazione delle persone è entrato in vigore più tardi, nel giugno 2009. Per loro le restrizioni sono valide fino al 2016, con possibilità di applicare la clausola valvola fino al 2019. Fanno eccezione i lavoratori indipendenti: per loro la liberalizzazione entrerà in vigore il primo giugno 2011.
SDA-ATS