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NEW YORK - L'ultima grande "campagna" condotta da Donald Trump durante il suo mandato alla Casa Bianca è stata quella, iniziata la notte elettorale del 3 novembre, per convincere la popolazione americana che il suo avversario, Joe Biden, si stava portando a casa la vittoria con l'inganno. E a fornire l'innesco avrebbe contribuito anche il suo avvocato personale, Rudy Giuliani.
Stando a quanto scrivono Carol Leonnig e Philip Rucker, giornalisti del Washington Post e autori del libro "I Alone Can Fix It: Donald J Trump's Catastrophic Final Year" in prossima uscita, un Giuliani visibilmente alticcio avrebbe suggerito ai manager della campagna presidenziale dell'allora presidente di mentire sul risultato.
L'aneddoto, che risale proprio al 3 novembre, è riportato nel libro. L'ex sindaco di New York avrebbe chiesto allo staff «come sta andando in Michigan?», ricevendo come risposta da Bill Stepien (manager della campagna), Mark Meadows (capo dello staff) e Jason Miller (consulente senior) che era troppo presto per saperlo. La reazione di Giuliani a quel punto fu: «Dite solo che abbiamo vinto». Stessa cosa anche per la Pennsylvania.
Il "piano di Giuliani", come lo definiscono i due autori, non piacque allo staff del presidente. Meadows in particolare, con tono piccato, avrebbe risposto che «non possiamo farlo». L'assist dell'ex procuratore federale fu però successivamente raccolto da Donald Trump, che nelle ore successive dichiarò la vittoria mentre il conteggio delle schede era ancora in corso.