Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/145805

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le norme relative (segnatamente l'ordinanza del 13 novembre 1985 sulla legittimazione alle deduzioni fiscali per i contributi a forme di previdenza riconosciute; OPP 3) al fine di aumentare il limite massimo dei contributi deducibili fiscalmente per i salariati e gli indipendenti che hanno meno di 40 anni. Rispetto alla situazione attuale, si tratterà di aumentare del 50 per cento il limite massimo del "piccolo" contributo (art. 7 cpv. 1 lett. a OPP 3).</p><p>2. Per i salariati e gli indipendenti che hanno meno di 40 anni e non sono affiliati a un istituto di previdenza ("grande" contributo; art. 7 cpv. 1 lett. b OPP 3), questo limite massimo deve essere aumentato del 20 per cento.</p><p>3. Il Consiglio federale è altresì incaricato di migliorare l'informazione destinata ai giovani adulti in merito alle possibilità offerte dalla previdenza individuale vincolata.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Attualmente, i contributi alla previdenza individuale vincolata (pilastro 3a) sono deducibili dai redditi dei lavoratori salariati e degli indipendenti, se sono affiliati a un istituto di previdenza, nella misura dell'8 per cento annuo dell'importo massimo del salario coordinato (6739 franchi per il 2014). I salariati e gli indipendenti che non sono affiliati a un istituto di previdenza possono dedurre annualmente dal loro reddito i contributi versati al pilastro 3a fino al 20 per cento del reddito da attività lucrativa, ma al massimo il 40 per cento dell'importo massimo del salario coordinato (33 696 franchi per il 2014).</p><p>Secondo uno studio del 4 novembre 2009 condotto dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) relativo al periodo fiscale 2005, il 28 per cento dei contribuenti ha versato un contributo al pilastro 3a. Di questo 28 per cento, il 37 per cento circa ha versato l'importo massimo deducibile. Così, considerando tutte le classi di età, solo il 10,36 per cento dei contribuenti era in grado di versare i contributi massimi al pilastro 3a. Secondo questo stesso studio, nel 2005 la deduzione dei contributi al pilastro 3a ha condotto a minori entrate fiscali per circa 450 milioni di franchi per la Confederazione, che rappresentano il 6 per cento delle entrate dell'imposta federale diretta delle persone fisiche.</p><p>L'Ufficio federale di statistica (UST) possiede una banca dati relativa all'accesso al sistema di previdenza per la vecchiaia. Nel 2012, secondo questa banca dati, il 63,8 per cento della popolazione attiva compresa fra i 25 anni e l'età di pensionamento ha effettuato versamenti regolari al pilastro 3a. Per la popolazione attiva compresa tra i 25 e i 39 anni, la proporzione è aumentata al 57 per cento. Per altro nel 2012, il 43,9 per cento delle persone attive tra i 25 e i 39 anni che non hanno versato contributi al pilastro 3a non ha potuto farlo per ragioni finanziarie.</p><p>Il Consiglio federale constata così che l'insieme della popolazione che versa contributi al pilastro 3a nello spazio di otto anni è più che raddoppiata (28 per cento nel 2005, 63,8 per cento nel 2012) ma che pochi contribuenti sono in grado di versare annualmente il montante massimo previsto nell'OPP 3.</p><p>Il richiesto aumento della deduzione del pilastro 3a permetterebbe così in particolare ai giovani contribuenti con un reddito alto di far valere deduzioni più elevate. Normalmente queste persone dispongono però già di una buona previdenza e dei mezzi finanziari necessari all'acquisto di un'abitazione. Pertanto la misura proposta non comporterebbe un rafforzamento della previdenza e una promozione della proprietà abitativa per tutti i giovani contribuenti, infatti solo un gruppo limitato di contribuenti potrebbe approfittarne. In questo modo, l'applicazione della mozione comporterebbe un effetto di trascinamento importante e rappresenterebbe piuttosto uno strumento di ottimizzazione fiscale. Questi elementi, ai quali bisogna aggiungere la limitazione della misura ai contribuenti aventi meno di 40 anni, fanno sì che l'attuazione della mozione porrebbe problemi relativi all'equità di trattamento tra i contribuenti. Per altro delle deduzioni differenziate secondo l'età complicherebbero il sistema fiscale.</p><p>Oltre alle informazioni fornite dalle società di assicurazione e dalle fondazioni bancarie che propongono prodotti del pilastro 3a, le informazioni fornite dall'AFC tramite la circolare n° 17 del 3 ottobre 2007 "Promozione della proprietà d'abitazioni mediante i fondi della previdenza professionale" (cap. III, p. 9) e la circolare n° 18 del 27 marzo 2008 "Trattamento fiscale dei contributi e delle prestazioni di previdenza del pilastro 3a" (cap. 6.2, let. b, p. 8), come pure quelle fornite dall'UFAS (cfr. in particolare: <a href="http://www.bsv.admin.ch/themen/vorsorge/00039/00419/index.html?lang=it">http://www.bsv.admin.ch/themen/vorsorge/00039/00419/index.html?lang=it</a>), sembrano essere sufficienti, ciò che tende a corroborare l'aumento della percentuale di persone che tra il 2005 e il 2012 hanno contribuito al pilastro 3a. Un miglioramento dell'informazione destinato ai giovani contribuenti non permetterebbe di aumentare i versamenti al pilastro 3a, essendo questi versamenti strettamente legati alla situazione economica dei contribuenti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.