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BELLINZONA - Il nuovo presidente del PLR dovrà avere una sorta di salario, o comunque essere pagato per il suo ruolo? Questo è stato uno dei temi toccati ieri su TeleTicino dai tre candidati in lizza per succedere a Caprara (che si è preso una critica da Speziali, il quale lo ha definito un "allenatore", mentre se venisse eletto lui vorrebbe essere un "leader") e sostanzialmente tutti e tre si sono detti d'accordo.
Quello meno netto è stato Emilio Martinenghi, che ha detto sì alla retribuzione perchè in questo modo non solo chi sta bene economicamente potrà ambire a quel ruolo.
Più decisi per contro Natalia Ferrara e Alessandro Speziali. Entrambi sono deputati, dunque con un importante impegno politico in termini di tempo, entrambi ovviamente hanno una professione, Speziali ha due figli e Ferrara è in attesa del primo. "La Cerca ci ha chiesto un impegno del 30%, se aggiungiamo il 20% per il Parlamento, vuol dire non lavorare per la metà del tempo", ha osservato pratica l'unica donna candidata.
Anche Speziali rimarca il concetto: "Vsto che diminuirei la mia percentuale lavorativa all’80%, il restante 20% mi serve per far quadrare i conti, non per guadagnare di più".
Dunque, serve un pagamento da parte del PLR per potersi dedicare al meglio al partito, non per arricchirsi, in sintesi.