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A differenza della Federal Reserve che ha proceduto con il secondo rialzo dei tassi, la Banca nazionale svizzera mantiene invariata la propria politica monetaria espansiva per stabilizzare l’andamento dei prezzi e sostenere l’attività economica. Il tasso di interesse sugli averi a vista detenuti presso la Banca nazionale rimane immutato a −0,75% e la fascia obiettivo per il Libor a tre mesi resta compresa fra −1,25% e −0,25%.
In un comunicato , la Bns ribadisce la propria disponibilità a intervenire se necessario sul mercato dei cambi, considerando la situazione valutaria complessiva. Il franco è tuttora nettamente sopravvalutato e il tasso di interesse negativo e la disponibilità della Banca nazionale a intervenire sul mercato dei cambi contribuiscono a ridurre l’attrattività degli investimenti in franchi svizzeri e quindi a diminuire la pressione sul franco.
Per quanto riguarda l’inflazione, per il 2017 il tasso è aumentato allo 0,3%, dallo 0,1% dello scorso trimestre. Per il 2018, la Banca nazionale prevede ora un’inflazione dello 0,4%, rispetto allo 0,5% di dicembre. Per il 2019, la previsione si colloca all’1,1%. La previsione condizionata di inflazione si basa sull’assunto che il Libor a tre mesi rimanga pari a −0,75% lungo l’intero orizzonte previsivo.
La Banca nazionale si aspetta che l’andamento positivo della congiuntura globale prosegua nel 2017. Tuttavia, lo scenario di base per l’economia mondiale permane soggetto a considerevoli rischi.
In Svizzera la crescita del PIL nel quarto trimestre è stata inferiore alle aspettative. Secondo la prima stima trimestrale, esso ha progredito, come già nel terzo trimestre, a un tasso annualizzato di solo 0,3%.
La Banca nazionale si attende tuttora per il 2017 una crescita del PIL di circa l’1,5%. Tuttavia, a causa dei rischi internazionali, anche la previsione per la Svizzera continua a essere segnata da notevoli incertezze.