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La Svizzera continua a essere un paese appassionato di armi, con le vendite di armi di tutti i calibri in continuo aumento. In un articolo sul tema, su cui si voterà il prossimo 19 maggio, del quotidiano zurighese NZZ si scopre infatti che continuano ad aumentare le vendite, sia per motivi di autodifesa, sport e collezionismo.
"Fino al 2006, circa 500 permessi venivano rilasciati ogni anno" nel cantone di Lucerna ma quest'anno "abbiamo già superato i 2000", spiega il capo dell'ufficio di polizia di Lucerna, Josef Rust, presente alla fine di marzo con la sua squadra per i tre giorni della "45a Borsa internazionale delle armi di Lucerna", una delle più grandi fiere di armi del paese.
"L'aumento è enorme in tutta la Svizzera", afferma, aggiungendo "abbiamo anche richieste da persone molto anziane che vogliono proteggersi. Invocano l'immigrazione, la minaccia terroristica e l'aumento della criminalità".
Il suo stand rilascia permessi di acquisizione a coloro che hanno una fedina penale pulita e la loro carta d'identità, in questo evento che attira ogni primavera circa 10'000 appassionati.
Femminizzazione della clientela
In assenza di un registro federale, è difficile sapere quante armi circolano in Svizzera. Inoltre, una persona può richiedere più permessi, ognuno dei quali consente l'acquisto di tre armi.
Barbara Kottler, una sportiva di 56 anni che si aggira tra gli stand della fiera, non è preoccupata per queste regole permissive.
"I tiratori sportivi sono persone molto pacifiche", dice. "Coloro che creano problemi sono altre persone che acquistano le armi illegalmente". Nel 2017 sono stati emessi 38'000 permessi di acquisizione, rispetto ai 25'000 del 2013.
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"Cinque anni fa, abbiamo offerto lezioni di tiro una o due volte al mese, ora ogni settimana," in parte grazie alla femminilizzazione della clientela, dice Jean-Paul Schild, un venditore di armi del canton Argovia.
Secondo il centro di ricerca di Ginevra Small Arms Survey, nel 2017 c'erano più di 2,3 milioni di armi nelle mani di civili, quasi tre per 10 abitanti, che fa della Svizzera il 16esimo paese al mondo con più armi per abitante.
La passione per i fucili e le pistole inizia in giovanissima età, come al festival Knabenschiessen di Zurigo, che vede migliaia di giovani di età compresa tra 12 e 16 anni riunirsi un fine settimana in gare di tiro al bersaglio.
Markus Thommen, un collezionista di armi di 61 anni di Zurigo, spiega che il suo primo contatto con un fucile è stato con suo padre, che ha aiutato a pulire la sua arma. Gli svizzeri sanno che le armi "non sono fatte per attaccare, ma per difendere il paese", dice.
Inasprimento legislativo
Festival di tiro federali, gare popolari, lezioni di tiro sportivo. In Svizzera ci sono molte opportunità di fare pratica con le armi. L'offerta sta aumentando, come a Ginevra, dove è appena stato aperto il più grande stand di tiro del paese.
Il prossimo 19 maggio i cittadini elvetici dovranno esprimersi su un inasprimento della legislazione sulle armi, legislazione richiesta dall'UE che la Svizzera è tenuta a riprendere in quanto paese appartenente allo spazio Schengen. L'inasprimento prevede di rendere più difficili le condizioni di acquisizione e detenzione di alcune armi, tra cui quelle semi-automatiche equipaggiate con caricatori di grande capacità. Le autorità dicono che la legge "manterrà la tradizione svizzera di tiro", ma gli appassionati di armi e l'Udc denunciano un "diktat europeo" che metterà a rischio la tradizione del tiro in Svizzera, oltre che, denunciano non solo gli oppositori ma anche diversi cantoni, aumentare il carico burocratico della polizia, che avrà meno risorse da dedicare ad altri compiti.
Il Consiglio federale ha però avvertito: la mancata ripresa della legislazione UE "metterà automaticamente fine alla partecipazione della Svizzera nello spazio Schengen e Dublino, a meno che tutti gli Stati dell'UE e la Commissione europea non acconsentano a chiudere gli occhi".