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ZURIGO - Dalla vittoria alla presidenziali americane, il dollaro si è rafforzato nonostante le previsioni degli esperti. Stamattina, la moneta verde ha quasi raggiunto la parità col franco svizzero (0.9990 franchi per un dollaro). Contemporaneamente, l'euro si è indebolito sul franco (1.068 franchi per un euro), raggiungendo il punto più basso dalla Brexit per poi risalire oggi (1.0725 franchi per un euro).
Secondo gli esperti consultati dall'agenzia di stampa finanziaria AWP, la Banca nazionale svizzera sarebbe intervenuta sui mercati per evitare un eccessivo rafforzamento del franco nei confronti della moneta comune. L'istituto centrale di emissione, come tradizione, non ha commentato.
Per quanto attiene al dollaro, quest'ultimo si è irrobustito dalla vittoria del magnate Donald Trump che ha sbaragliato la rivale democratica Hillary Clinton. Molti analisti si attendevano invece un indebolimento della moneta "faro" mondiale. Insomma, le tanto temute reazioni di panico non si sono verificate. A essere sotto pressione è invece finito lo yen giapponese, considerata una moneta rifugio alla stregua del franco.
Passato lo choc dell'elezione, secondo gli esperti gli investitori si sono subito concentrati sul programma economico del presidente eletto. Trump ha promesso importanti tagli alle tasse e maggiori investimenti nelle infrastrutture, tutti elementi che dovrebbero sospingere la congiuntura e l'inflazione.
Tali attese si sono rispecchiate nei mercati dei capitali statunitensi, dove gli interessi per i prestiti concessi dallo Stato sono sensibilmente cresciuti. Di ciò approfitta il biglietto verde.