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Carta europea delle lingue regionali o minoritarie: pubblicato il quarto rapporto della Svizzera
Berna, 04.12.2009 - Il Consiglio federale ha approvato il quarto rapporto della Svizzera sull’applicazione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie. Il rapporto fornisce uno spaccato della politica linguistica della Svizzera con particolare attenzione alla promozione dell’italiano e del romancio. Inoltre prende posizione sulle raccomandazioni del Comitato dei Ministri e del Comitato d’esperti del Consiglio d’Europa.
Il rapporto prende posizione sulle raccomandazioni del Comitato dei Ministri che chiedeva in particolare al Canton Ticino e al Cantone dei Grigioni di promuovere l’italiano e il romancio. Il Cantone dei Grigioni risponde che l’introduzione del rumantsch grischun nelle scuole è un progetto pilota ancora in fase di realizzazione. Per quanto concerne la raccomandazione di utilizzare il romancio nelle sfere pubbliche le autorità grigionesi rispondono che la legge cantonale sulle lingue garantisce l’uguaglianza delle tre lingue ufficiali del Cantone (italiano, tedesco e romancio).
Il Comitato dei Ministri raccomanda anche alle autorità svizzere,di mantenere vivo il dialogo con i parlanti jenisch. La Confederazione risponde indicando il suo sostegno a un progetto di promozione della lingua jenisch realizzato dagli jenisch stessi, che permette loro di mantenere e promuovere la loro lingua e cultura.
La Svizzera ha approvato la ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie nel 1997. I paesi coinvolti sono tenuti a consegnare ogni tre anni un rapporto. I rapporti della Svizzera hanno spinto il Comitato di esperti del Consiglio d’Europa a formulare una serie di raccomandazioni. Il Comitato dei Ministri ha approvato il terzo rapporto nel marzo del 2008 integrando tre raccomandazioni. Il quarto rapporto della Svizzera prenderà posizione in modo specifico su queste raccomandazioni.
Le finalità essenziali della Carta delle lingue sono di natura culturale e linguistica. Il loro scopo principale consiste nella conservazione e nella promozione della pluralità linguistica come uno degli elementi più preziosi della vita culturale europea. La Carta delle lingue non tutela alcun diritto individuale o collettivo delle comunità linguistiche minoritarie. Il suo scopo è piuttosto il miglioramento delle possibilità di utilizzo delle lingue regionali o minoritarie in ambito formativo, giuridico, amministrativo, mediatico, culturale ed economico. La Svizzera ha definito lingue regionali o minoritarie ai sensi della Carta il romancio e l’italiano, assoggettandole alle disposizioni di promozione contemplate. La Svizzera riconosce poi lo jenisch e lo jiddisch quali lingue non territoriali.
Pubblicato da
Ufficio federale della cultura
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