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I due rami del Parlamento
Terremoti in Svizzera: si chiede un'assicurazione
Il Consiglio federale deve studiare le basi per istituire un'assicurazione svizzera contro i terremoti, mediante un sistema di impegni eventuali. Ne sono convinti i due rami del Parlamento.
Dopo il Consiglio degli Stati in marzo, oggi, mercoledì anche il Nazionale ha infatti accolto – per 108 voti a 76 e 4 astenuti – una mozione della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia della Camera dei cantoni.
Il plenum ha invece deciso di non dare seguito – tacitamente – a un'iniziativa cantonale di Basilea Campagna dal contenuto simile, che però chiedeva al Parlamento di conferire alla Confederazione la competenza d'introdurre in tutta la Svizzera un'assicurazione obbligatoria contro i terremoti.
Una via più classica, considerata però ingiusta dalle due Camere, sia per i premi che graverebbero a lungo sui proprietari di immobili sia per le notevoli differenze fra Cantoni a livello di rischio sismico.
Approvato il concetto di impegno eventuale
Quale alternativa all'introduzione di un'assicurazione obbligatoria contro i terremoti, i due consigli hanno quindi approvato il concetto di impegno eventuale. Secondo questo principio, i proprietari di edifici sarebbero tenuti a versare in un fondo comune o a un'assicurazione una determinata percentuale del valore del loro immobile come premio unico, ma solo in caso di terremoto, ha spiegato ancora Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR) a nome della commissione. Questi soldi sarebbero destinati esclusivamente ad affrontare le conseguenze del sisma.
Rispetto alla soluzione assicurativa classica, tale approccio prevede che nel meccanismo di ridistribuzione sia coinvolta soltanto la generazione di proprietari di edifici al momento del terremoto. Verrebbe inoltre attuata una sorta di solidarietà tra i proprietari di immobili svizzeri. Le casse pubbliche non verrebbero invece intaccate.
I contrari
Diversi oratori, in primis Matthias Samuel Jauslin (PLR/AG), hanno tentato invano di opporsi all'idea, giudicandola inappropriata. A loro avviso, la responsabilità di concludere un'assicurazione è di competenza cantonale. Jauslin ha anche criticato quella che ha definito «la soluzione di un'assicurazione casco totale obbligatoria contro i terremoti imposta dallo Stato».
Pur non sottovalutando il problema sollevato dalla mozione, anche il governo si è detto contrario. Molti attori non sono d'accordo e pertanto sarebbe inutile imbarcarsi in grandi lavori, ha fatto notare invano il consigliere federale Ueli Maurer, il quale avrebbe preferito continuare ad attenersi a soluzioni private per stipulare un'assicurazione contro i terremoti.
Oggi il Nazionale, dopo aver accolto la mozione della Commissione degli Stati, ne ha pure – tacitamente – archiviata un'altra – dell'ex consigliere agli Stati Jean-René Fournier (Centro/VS), che chiedeva la conclusione di un'assicurazione contro i terremoti. Quest'ultima è ormai superata dagli eventi.
mp, ats