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La Commissione europea ha sanzionato per un totale di 344 milioni di euro (quasi 360 milioni di franchi) i due istituti elvetici UBS e Credit Suisse, nonché Barclays, Royal Bank of Scotland (RBS) e HSBC. Le multe completano la terza parte di un'indagine iniziata nel 2013 e che aveva già portato a 1,07 miliardi di euro di multe entro il 2019, fa sapere giovedì l'esecutivo comunitario.
L'inchiesta ha rivelato che i trader incaricati delle operazioni di cambio su alcune valute hanno coordinato le loro strategie di negoziazione, agendo per conto delle banche in questione. La decisione, afferma la vice presidente della Commissione UE con delega alla concorrenza Margrethe Vestager, dà "un chiaro segnale dell'impegno ad assicurare che il settore finanziario sia affidabile e competitivo, cosa essenziale per gli investimenti e la crescita".
Concretamente però UBS è stata completamente esentata dal dover pagare la multa di 94 milioni di euro inflittale perché ha informato l'autorità riguardo all'esistenza delle intese. Credit Suisse dovrà invece versare 83 milioni di euro.