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Il Tribunale cantonale di Berna ha condannato oggi in seconda istanza un 29enne svizzero a 20 anni di carcere per aver violentato e ucciso una prostituta nel marzo del 2012 a Langenthal (BE).
Per l'uomo sono state disposte anche misure ambulatoriali per curare i suoi problemi di alcool e droga, ma non l'internamento.
L'imputato è stato riconosciuto colpevole di assassinio e perturbamento della pace dei morti. In prima istanza, nel dicembre del 2014, il Tribunale regionale di Emmental-Oberaargau l'aveva condannato a 18 anni di detenzione, all'internamento e ad una terapia.
Nel corso del processo, la difesa ha chiesto una pena privativa della libertà di 12 anni per omicidio intenzionale e perturbamento della pace dei morti. Secondo il legale, che si è basato su una perizia psichiatrica, una terapia a lungo termine avrebbe più successo dell'internamento, chiesto invece dal procuratore pubblico.
Il cadavere di una prostituta 43enne, barbaramente uccisa, era stato trovato la mattina del 10 marzo 2012 nei pressi di una palestra di Langenthal da alcuni membri di una squadra juniores di pallamano. La vittima, di nazionalità austriaca, viveva da tempo in Svizzera.
L'autore del crimine, arrestato due giorni dopo, abitava lì vicino. Aveva richiesto i servizi della escort, l'aveva attesa in un posteggio, e al suo arrivo l'aveva picchiata, strangolata e violentata. Aveva in seguito trascorso la notte al volante dell'auto della vittima, in cerca di cocaina.
SDA-ATS