Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01059.jsonl.gz/326

Aumento dei livelli di povertà e problemi nelle catene di approvvigionamento alimentare. Per il segretario dell'ONU servono interventi urgenti per garantire l'accesso alla nutrizione di base a milioni di persone.
Il mondo sta affrontando la peggiore crisi alimentare degli ultimi 50 anni. A lanciare l'allarme è il segretario generale dell'ONU, António Guterres, che invita ad agire con urgenza per evitare il disastro.
Secondo l'ONU sono necessarie urgentemente migliori protezioni sociali per i poveri, per cui a causa dell'incombente recessione la nutrizione di base potrebbe diventare fuori portata. "Se non si interviene immediatamente, è sempre più chiaro che c'è un'imminente emergenza alimentare globale che potrebbe avere un impatto a lungo termine su centinaia di milioni di bambini e adulti", ha detto Guterres. "Dobbiamo agire ora per evitare i peggiori impatti dei nostri sforzi per controllare la pandemia".
Il problema riguarda anche l'offerta, secondo l'ONU. Nonostante i raccolti delle colture di base stiano reggendo, problemi di approvvigionamento si potrebbero avere a causa di divieti di esportazione e dell'interruzione delle catene di approvvigionamento. Sono circa 50 milioni le persone che rischiano di cadere quest'anno nella fascia di povertà estrema a causa del virus e parallelamente si prevede un aumento dei prezzi a causa delle difficoltà di approvvigionamento. Questa dinamica si sta già osservando in Brasile. "In tutta la regione, la pandemia ha indebolito le economie e perturbato le catene di approvvigionamento, portando a un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari", ha spiegato Agnes Kalibata, l'inviata speciale del segretario generale dell'ONU per il vertice sui sistemi alimentari del 2021. Secondo l'esperta la crisi pandemica "ha messo a nudo le pericolose carenze dei nostri sistemi alimentari e minaccia attivamente la vita e i mezzi di sussistenza delle persone in tutto il mondo, in particolare degli oltre un miliardo di persone che hanno un impiego nelle varie industrie dei sistemi alimentari".
L'ONU ha elaborato un piano di tre punti per intervenire: concentrare gli aiuti sulle regioni più colpite per evitare il disastro immediato; rafforzare le protezioni sociali in modo che i bambini piccoli, donne incinte e che allattano al seno e altri gruppi a rischio ricevano un'alimentazione adeguata; e implementare una ripresa dalla pandemia che dia priorità a sistemi alimentari sani e sostenibili dal punto di vista ambientale.