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Da quando sono stato in Burkina Faso, quasi un anno fa, sono in contatto con diverse persone e associazioni per risolvere una serie di problemi incontrati in un orfanatrofio. In particolare stiamo cercando di curare un ragazzo di 19 anni, che si chiama Sansan, affetto da una grave infezione del femore. La storia di sansan è significativa: da tre anni era ospitato dall'orfanatrofio, al quale era stato affidato da un medico francese che l'aveva fatto operare. Il medico in questione inviava i soldi al responsabile dell'orfanatrofio perchè Sansan fosse curato, credendo che costui fosse un tipo in ordine. Quando io e Berni abbiamo incontrato Sansan, le sue condizioni erano terribili. Per tre anni era stato lasciato in un angolo, senza cure. La solita storia direte voi... quello che è allucinante è che l'orfanatrofio in questione è sostenuto e visitato da decine di europei, Sansan era sotto gli occhi di tutti, ma la sua sofferenza era considerata "normale". Le risposte, evasive, del direttore dell'orfanatrofio bastavano a placare gli interrogativi della gente sulle sue condizioni di salute.
Oggi Sansan è a La Ciotat, accanto a Marsiglia. Siamo riusciti, grazie al concorso di un numero impressionante di persone, a farlo venire in Francia per essere operato. La sua vita è salva, ora si cerca di salvargli la gamba. Oggi starebbe bene se gli europei che sostengono questo orfanatrofio si fossero implicati nella faccenda oltre l'aspetto finanziario. Il buonismo è il cancro dell'umanitario, ancor più dell'indifferenza. Sansan, come gli altri 50 bambini ospitati dall'orfanatrofio, non era un essere umano ma un numero. Un numero che serve ad alleviare il nostro senso di colpa di ricchi occidentali, a darci buona coscienza di fronte alle sofferenze dei derelitti. Il fatto di sostenere un'opera umanitaria ci soddisfa, senza che realmente ci interroghiamo sul valore di quelle vite, sulla dignità di quegli esseri umani. Oggi Sansan non è più un numero, è un uomo. Questo perchè è diventato un volto per coloro che lo aiutano, il suo bisogno è reale, è quello di un uomo che soffre.