Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/158080

<h2>SubmittedText<h2><p>Stando alla stampa, il DFI intende modificare le disposizioni in materia di franchigie opzionali per l'assicurazione malattie obbligatoria. Gli sconti sui premi per le franchigie più alte verrebbero ridotti per attenuare il carico che grava sugli assicurati con le franchigie più basse ("standard"). Dall'entrata in vigore della LAMal, gli sconti per le franchigie opzionali sono stati costantemente ridotti: se nel 2000 il Consiglio federale aveva stabilito che le riduzioni dei premi per le franchigie opzionali non possono superare per anno civile il 100 per cento del rischio supplementare assunto con una franchigia più alta, nel 2003 il limite è stato abbassato all'80 per cento e dal 2009 al 70 per cento. Le prestazioni di solidarietà degli assicurati con franchigie opzionali a favore di quelli con franchigie standard sono quindi aumentate costantemente. Secondo le statistiche sull'assicurazione malattie obbligatoria pubblicate dall'UFSP, più della metà degli assicurati scelgono franchigie opzionali (il 56,3 per cento nel 2012). Dai conti d'esercizio risulta che nel 2012 le franchigie standard hanno accusato una perdita complessiva di 1127,4 milioni di franchi (ossia -562 franchi per assicurato) mentre le franchigie opzionali hanno registrato un'eccedenza di 1233,8 milioni (+895 franchi per assicurato). In realtà, il divario è ancora maggiore, dato che gli assicurati con franchigie opzionali pagano spesso direttamente le fatture dei fornitori di prestazioni, che non vengono quindi considerate nei conti d'esercizio degli assicuratori (effetto del "terzo garante" per gli assicurati con franchigie opzionali).</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che misura l'attuale limite per la riduzione dei premi per gli assicurati con franchigie opzionali si fonda su principi attuariali? E in che misura si esigono contributi di solidarietà da questi assicurati?</p><p>2. Come giustifica il Consiglio federale le attuali prestazioni di solidarietà a favore degli assicurati con franchigia standard?</p><p>3. Ritiene opportuno esigere prestazioni di solidarietà ancora maggiori dagli assicurati con franchigie opzionali, disincentivando, di riflesso, la maggior parte degli assicurati dall'assumere un comportamento consapevole dei costi del sistema?</p><p>4. A quanto ammonta il volume delle fatture pagate direttamente da assicurati con franchigia opzionale che andrebbe a carico dell'assicurazione malattia se gli assicurati avessero una franchigia standard?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Secondo uno dei principi fondamentali dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS), i premi non possono essere graduati né in base ai rischi degli assicurati né in base a un indicatore ad essi correlato. Il cosiddetto premio unico garantisce la solidarietà tra gli assicurati sani e quelli malati. La legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) prevede tuttavia la possibilità, per gli assicurati, di assumere partecipazioni ai costi più elevate beneficiando di una riduzione del premio (art. 62 cpv. 2 lett. a). Secondo il disciplinamento vigente, sancito nell'articolo 95 capoverso 2bis dell'ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal; RS 832.102), la riduzione dei premi per queste franchigie opzionali non deve superare il 70 per cento del rischio supplementare assunto con una franchigia più elevata. Negli ultimi anni questa percentuale è stata abbassata più volte, ma finora non si è fondata su principi attuariali.</p><p>Le franchigie opzionali elevate sono spesso scelte dagli assicurati sani. Si tratta di un'autoselezione che crea squilibrio in questa categoria di franchigie, dove i buoni rischi sono sovrarappresentati. I costi esigui delle prestazioni sono pertanto da ricondurre soprattutto alla composizione del collettivo di assicurati e non potrebbero essere riscontrati in un altro collettivo paragonabile, come quello della franchigia standard. Studi hanno dimostrato che le differenze tra franchigie basse e franchigie elevate sono riconducibili per circa un quarto all'effetto di incentivazione e per circa tre quarti allo stato di salute degli assicurati.</p><p>Secondo i calcoli dell'Ufficio federale della sanità pubblica, l'attuale riduzione massima dei premi pari al 70 per cento del rischio supplementare assunto è troppo elevata. Lo dimostra il fatto che se il collettivo di assicurati della franchigia opzionale avesse la stessa struttura di rischio del collettivo di assicurati di tutte le altre franchigie, i risparmi a livello di prestazioni a carico dell'AOMS sarebbero inferiori alle riduzioni dei premi consentite. Il Dipartimento federale dell'interno ha pertanto deciso, il 17 agosto 2015, di avviare un'indagine conoscitiva su una modifica dell'OAMal che prevede un adeguamento dei tassi di sconto sui premi.</p><p>Anche abbassando la riduzione dei premi a un tasso attuariale corretto, i premi dovuti nella categoria delle franchigie opzionali rimangono comunque nettamente inferiori a quelli richiesti per la franchigia ordinaria. Inoltre, gli assicurati con una franchigia superiore devono pagare di tasca propria i costi delle cure fino all'estinzione della franchigia, il che li incentiva a mantenere un comportamento attento ai costi.</p><p>4. Spesso gli assicuratori rimangono all'oscuro delle fatture pagate direttamente dagli assicurati con franchigia opzionale, poiché non le ricevono e pertanto non le riportano nelle statistiche. Il Consiglio federale non può quindi fornire dati precisi sul volume delle fatture pagate dagli assicurati con franchigie elevate che andrebbe a carico dell'AOMS se gli assicurati avessero una franchigia ordinaria. Gli importi possono però essere stimati senza compromettere la corretta determinazione attuariale dei premi.</p>  Risposta del Consiglio federale.