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Caso Regli, nuove accuse
L'ex capo dei servizi segreti svizzeri sarebbe stato implicato in un traffico di plutonio. Lo sostiene l'autista di Wouter Basson.
Secondo questo testimone, un trentatreenne gravemente ammalato, Peter Regli avrebbe saputo che il mercante d'armi Jürg Jacomet intendeva vendere del plutonio a Wouter Basson, il medico dell'esercito sudafricano che voleva impiegare armi chimiche contro la maggioranza nera del paese.
"Era al corrente di tutto. Ho sentito le telefonate tra di loro, adoperavano delle abbreviazioni, come pluto per plutonio", dichiara l'autista in un'intervista pubblicata dal domenicale "Sonntagsblick".
Peter Regli avrebbe anche saputo che Jacomet aveva falsificato una licenza per poter vendere dell'uranio arricchito. Il testimone si interroga sugli interessi dell'ex capo dei servizi segreti. "Posso immaginarmi che si tratti di una questione di potere (...) o forse aveva un interesse finanziario".
Tre o quattro incontri
Wouter Basson era venuto una quindicina di volte in Svizzera, tra il 1986 e il 1993, precisa l'autista, che dice di averlo condotto parecchie volte a Berna, quasi sempre direttamente a Palazzo federale. Secondo lui, Peter Regli e Wouter Basson si sarebbero incontrati tre o quattro volte, mentre l'ex-capo dei servizi segreti ha sempre affermato di aver incontrato una sola volta il medico dell'esercito sudafricano.
Sempre secondo il testimone, Jürg Jacomet avrebbe avuto stretti contatti anche con altri membri dei servizi segreti svizzeri, alcuni dei quali sono ora in pensione.
Dichiarazioni prese sul serio
Il dipartimento federale della difesa (DDPS) ha preso atto di queste dichiarazioni, ha dichiarato il portavoce Oswald Sigg, secondo il quale parecchi alti funzionari del dipartimento hanno incontrato l'autista ammalato. Il resoconto di questi colloqui è stato trasmesso al consigliere federale Samuel Schmid, al ministero pubblico della confederazione e alla delegazione delle commissioni di gestione delle camere federali. Sigg non ha voluto fornire altre precisazioni in merito alle accuse, in attesa dei risultati delle inchieste in corso.
Un'inchiesta amministrativa del DDPS, aperta lo scorso 2 novembre, dovrebbe far chiarezza sulle relazioni intrattenute da Peter Regli con il Sudafrica. In particolare, gli inquirenti devono appurare se esiste un contratto segreto tra la Svizzera e il Sudafrica concernente armi chimiche.
La delegazione delle commissioni di gestione, dal canto suo, ha deciso lo scorso 12 novembre di aprire un'inchiesta complementare, per analizzare le relazioni tra la Svizzera e il Sudafrica.
swissinfo e agenzie
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