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NEW DELHI . Il ciclone Ockhi, che da ieri imperversa in Tamil Nadu e Kerala (India meridionale), ha causato finora almeno 24 morti e gravi danni, mentre le famiglie di circa 1.000 pescatori del distretto di Kanyakumari, punta estrema della penisola indiana, hanno inscenato una manifestazione oggi sostenendo di non avere notizie dei loro congiunti.
Il Dipartimento di meteorologia indiano ha indicato nel pomeriggio che Ockhi, accompagnato da piogge battenti e forti venti fino a 130km/h ha raggiunto l'arcipelago di Lakshadweep, nel mare delle Laccadive, causando ingenti danni alle infrastrutture e una interruzione delle comunicazioni con la terraferma.
Accanto alle numerose vittime e alle distruzioni causate dal passaggio ieri del ciclone nel sud dell'India, i media e le autorità sottolineano che oggi l'emergenza principale riguarda la sorte di un numero grande, ma imprecisato, di pescatori - forse fino a 1.000 - usciti in mare tre giorni fa, soprattutto da Kanyakumari, e di cui secondo i famigliari non si sa più nulla.
Nessuno è in grado di dire ufficialmente quanti siano i pescatori di cui non si hanno notizie, mentre differenti autorità continuano a menzionare salvataggi di centinaia di persone in mare, senza però precisarne l'appartenenza. Un cargo giapponese in navigazione al largo di Kanyakumari ha preso a bordo ieri sera 60 pescatori.
Il governo centrale, in coordinamento con quelli di Tamil Nadu e Kerala, ha messo in atto un piano di soccorsi che prevede l'impiego di unità navali, elicotteri ed aerei.