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Il 31 agosto 2023 abbiamo caricato 90 metri cubi di materiale per un totale di 9'670 kg destinato alla Comunità religiosa "Portatori di speranza" di Chișinău". Il materiale sarà distribuito nella regione e servirà soprattutto ad aiutare i profughi ucraini che arrivano in Moldavia
L'ultima spedizione in Moldavia risaliva all'anno scorso in ottobre. Nel frattempo avevamo aiutato le famiglie povere con un contributo di 3'000 €. Ora Eduard Edu, pastore della chiesa battista a Chișinău ha svuotato il suo magazzino ed è in gardo di ricevere altra merce proveniente dalle nostre valli.
I volontari che hanno aiutato a caricare il camion, mancano Auda, Luigi ed Ezio
Eduard Edu vorrebbe aiutare i giovani in Transnistria, ma la situazione in Moldavia è tesa e sottoposta alla propaganda russa. Particolarmente in una parte della Moldavia, la Transnistria è sottoposta a occupazione militare russa. Il 27 giugno 2016 è entrata in vigore in Transnistria una nuova legge che punisce azioni o dichiarazioni pubbliche, anche attraverso l'uso di mass media, telecomunicazioni o Internet, che critichino la missione di mantenimento della pace dell'esercito russo nella regione secessionista, o che presentino interpretazioni percepite come "false" dal governo transnistriano sulla funzione di mantenimento della pace dell'esercito russo.
La pena per chi viene ritenuto colpevole arriva a tre anni di reclusione per la singola persona e aumenta fino a sette anni di reclusione se il reato è commesso da un responsabile o da un gruppo di persone organizzatesi.
Il confine de facto tra Moldavia e Transnistria è controllato dal contingente congiunto russo-moldavo-transnistro di peacekeeping, e monitorato inoltre da osservatori OSCE e ucraini. Una seconda missione russa da circa 1 000 uomini, denominata "Gruppo Operativo di Forze Russe", è posta al di fuori della zona demilitarizzata di confine, principalmente nei dintorni del deposito militare di Cobasna, risalente alla guerra fredda e ritenuto il più grande deposito di munizioni in Europa.
In effetti, la Transnistria, la cui capitale è Tiraspol, è una sorta di buco nero filo-russo che si trova in Europa, al confine tra Moldavia e Ucraina.
Si è ribellata con forza e autoproclamata indipendente da quella che oggi è la Moldavia nel 1990, l'anno prima della dissoluzione dell'Unione Sovietica, sebbene la Moldavia la ritenga formalmente parte del suo territorio.
Attualmente non è riconosciuta da alcuno Stato ufficiale e viene considerata legittima solo da Abcasia, Ossezia del Sud e Nagorno Karabakh (a loro volta, tutti e tre territori in larga parte non riconosciuti a livello internazionale).
Il governo della Moldavia ha recentemente segnalato pubblicamente la presunta organizzazione di un colpo di stato da parte della Russia per instaurare un governo filorusso nel Paese, che potrebbe partire proprio dalla Transnistria, mentre Mosca ha affermato che potrebbe essere l'Ucraina ad attaccare l'area.
Nel frattempo, il presidente russo Putin ha annullato un decreto del 2012 che ammetteva parzialmente la sovranità della Moldavia rispetto alla regione separatista, dove la Russia ha tra 1000 e 4000 soldati. La revoca del decreto, pubblicata sul sito del Cremlino, è giustificata come una misura per tutelare gli interessi russi nel nuovo contesto geopolitico internazionale.
Insomma le tensioni create dal crollo del sistema comunista 32 anni fa rimangono e per la Moldavia la Transnistria potrebbe avere le stesse conseguenze che avuto l'Ucraina con il Donbass.