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Il Publifon presto sarà storia: molte delle ultime 4359 cabine telefoniche rimaste sono state e saranno destinate a nuovo uso e termineranno la loro esistenza come librerie o armadi per defibrillatori. Si può tuttavia continuare a rivivere l'epoca delle cabine telefoniche e dei suoi contemporanei, come il telefono a disco e la taxcard, nella nuova mostra permanente allestita al Museo della comunicazione.
I Publifon appartengono a un'altra epoca. A mano a mano vengono smantellati. E a medio termine saranno scomparsi dal panorama della vita quotidiana. La loro popolarità è calata non solo da quando il servizio universale non prevede più la presenza di un telefono pubblico in ogni comune: tra il 2004 e il 2016 il volume di conversazioni è crollato del 95 per cento. Il cellulare onnipresente aveva reso superflue le cabine di vetro. Nelle località in cui non sono consentiti i cellulari, Swisscom consiglia una soluzione alternativa. Se vengono rilevati dal comune o da un'associazione che ne garantirà la gestione futura, alcuni fungeranno da libreria o armadio per defibrillatori.
Ogni cabina telefonica ha la sua storia e tutti, per 40 anni, hanno avuto una storia con i Publifon. Lo smantellamento è ormai giunto alla fase finale, i ricordi di telefonate dal servizio militare o all'amore nella Svizzera romanda fanno definitivamente parte del passato. Come la telefonia analogica in generale, il fax o il telegramma, appartengono a un'altra epoca. Il Museo della comunicazione accoglie ora questi testimoni del tempo, che rende accessibili al pubblico in una nuova mostra permanente. Nel primo semestre dalla riapertura, oltre 50 000 visitatori si sono già fatti rapire dal mondo della comunicazione del passato.