Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01125.jsonl.gz/442

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
L'acquisto di 6 droni da Israele per un ammontare di 250 milioni di franchi non è un lusso. Ne è convinto il Consiglio nazionale che, con 124 voti a 56 e 4 astenuti, ha dato oggi il proprio assenso.
Questa operazione è inclusa nel programma di armamento 2015 del Consiglio federale, che è stato approvato in votazione finale con 130 voti contro 55 e 1 astenuto. La transazione e il programma erano criticati dalla sinistra.
Stando al membro della commissione preparatoria Jakob Büchler (PPD/SG), oltre ad Israele solo gli Stati Uniti possiedono droni per la ricognizione in grado di fornire le prestazioni richieste dalla Svizzera. Dal momento che gli Usa non entrano in considerazione, rimane solo Israele quale fornitore, ha spiegato.
Una minoranza rosso-verde si è battuta contro l'acquisto, giudicato un lusso, e ha avanzato obiezioni di carattere politico su questa operazione facendo riferimento alla situazione dei diritti umani nello Stato ebraico. Per quanto le violazioni dei diritti umani siano "seccanti", il presidente della Commissione della politica di sicurezza del Nazionale Thomas Hurter (UDC/SH) aveva già dichiarato a fine giugno che un boicottaggio dello Stato ebraico non porterebbe a nulla.
Questa transazione, aveva specificato, non significa tuttavia una presa di posizione politica o militare a favore di Israele da parte della Svizzera. "Il nostro Paese continuerà a impegnarsi in favore della pace", aveva sottolineato il consigliere nazionale sciaffusano.
Dal punto di vista della difesa, i droni in questione dovranno sostituire gli apparecchi esistenti ormai obsoleti e colmare così una lacuna a livello di sorveglianza , ha spiegato il ministro della difesa Ueli Maurer. La manutenzione di questi velivoli avverrà parte in Svizzera, parte in Israele. Visto il numero esiguo di ricognitori telecomandati, si è giudicato poco opportuno svolgere simili lavori unicamente in Svizzera.
Tra le caratteristiche di questi apparecchi, ha spiegato Maurer, vi è anche la possibilità di volare non accompagnati da un altro velivolo. In futuro ciò dovrebbe essere possibile anche in Svizzera, visto che i droni in questione potranno essere migliorati, per esempio per la ricerca di sostanze chimiche.
Il programma di armamento 2015 prevede anche l'acquisto di simulatori di tiro per fucile d'assalto 90 (21 milioni) in sostituzione delle apparecchiature attuali risalenti al 1993, e di autoveicoli fuoristrada leggeri di marca Mercedes per sistemi specialistici (271 milioni). Quest'ultimo credito è stato combattuto invano da una minoranza di sinistra. Alla fine la maggioranza di centro-destra l'ha approvato con 127 voti contro 57 e 2 astenuti.
Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.
SDA-ATS