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MOSCA (Russia) - Prima con la Danimarca, poi con la Russia: Ivan Rakitic è diventato il primo calciatore della storia a segnare due calci di rigore decisivi di fila nella fase a eliminazione diretta di un Mondiale. Dicono che i penalty più delicati da tirare siano il primo e il quarto, ma spesso è il quinto a decidere l’esito della partita e il biondo centrocampista da questo punto di vista è una certezza.
Le sue esecuzioni sono state impeccabili. Vedere oggi Rakitic giocare la finale della Coppa del Mondo con la maglia della Croazia è una pugnalata al cuore per chi lo ha visto nascere e crescere a Möhlin. «Durante la guerra dei Balcani la mia famiglia è emigrata in Svizzera, è chiaro che una parte molto grande del mio cuore è svizzera» ha confessato in un’intervista, lui che a livello di Under 21 ha indossato 4 volte la maglia rossocrociata. Nel 2007 però arriva la telefonata che gli cambiò la vita, e forse anche il destino della Nati. L’allora ct croato Bilic chiamò Rakitic per convincerlo ad accettare la convocazione della nazionale balcanica, che si stava giocando la qualificazione agli Europei dell’anno successivo. Ivan è combattuto, ma alla fine decide di «ascoltare il cuore. Mio padre pianse lacrime di gioia».
Il seguito lo conosciamo bene, con Rakitic che, undici anni dopo, riuscirà a condurre il proprio Paese, da protagonista, tra le prime due squadre del mondo.