Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/186357

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare diverse varianti di canone radiotelevisivo (canone Billag) per le economie domestiche private per determinare in quale misura questo possa essere riscosso in funzione del reddito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il passaggio dal canone di ricezione a un canone radiotelevisivo generale dal 2019 segnerà la riduzione dell'importo annuo per economia domestica dagli attuali 451 franchi a 365 franchi. Al momento della determinazione dell'importo del canone il Consiglio federale ha dichiarato espressamente che già nel 2020, e da lì in poi a cadenza biennale, verificherà l'ammontare del canone allo scopo di ridurlo ulteriormente, diminuendo così ancora l'onere a carico delle economie domestiche. Occorre inoltre osservare che le persone che percepiscono prestazioni complementari annue all'AVS o all'AI possono chiedere di essere esentate dal pagamento del canone. Per cinque anni questa possibilità vale anche per le economie domestiche senza possibilità di captare programmi radiofonici o televisivi. Inoltre, i costi del canone per le economie domestiche sono considerati nel forfait per il mantenimento delle persone che beneficiano di aiuti sociali. Queste misure consentono già di tenere conto in misura determinante delle richieste formulate nel postulato. Considerare un ulteriore cambiamento del sistema di riscossione prima ancora che avvenga l'imminente passaggio al nuovo sistema, e prima dunque di raccogliere le relative esperienze, sarebbe pertanto spropositato e creerebbe insicurezze presso chi è tenuto a pagare il canone.</p><p>In aggiunta, nell'ambito dei lavori di preparazione per il nuovo sistema del canone, il Consiglio federale ha già esaminato la possibilità di un finanziamento del servizio pubblico in ambito radiotelevisivo dipendente dal reddito, in particolare tramite le entrate delle imposte federali dirette, il che avrebbe determinato un aumento delle relative tariffe (cfr. rapporto del Consiglio federale "Canoni di ricezione radiotelevisivi: riesame del sistema di riscossione", in adempimento al postulato CTT-N 09.3012 del 17 febbraio 2009). Tale variante implica però notevoli svantaggi rispetto ad altri possibili sistemi di finanziamento. Rappresenterebbe un onere sproporzionatamente elevato per il ceto medio, a causa dell'esenzione delle persone con un reddito molto basso; e, in definitiva, anche dell'esenzione delle persone con un reddito molto elevato, vista la fissazione di un'aliquota d'imposizione massima prevista dalla Costituzione. Il finanziamento tramite le imposte federali dirette è risultato essere il più caro di tutti i metodi allora esaminati, poiché conformemente alla Costituzione federale il 17 per cento dei ricavi provenienti da queste imposte è destinato ai Cantoni. Infine, tale sistema potrebbe intaccare l'indipendenza della radiotelevisione garantita dalla Costituzione, in quanto il Parlamento avrebbe il potere di influire indirettamente, tramite il preventivo, sull'allestimento dei programmi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.