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Questo spot pubblicitario della Volkswagen è un ottimo esempio della differenza, sviluppata da C. S. Peirce, tra token e type.
Il type, qui, è il modello di automobile, in questo caso la Golf, che ha percorso alcuni bilioni di chilometri, ha avuto qualche milione di proprietari e così via; il token, invece, è la singola auto che i dirigenti si augurano fortemente voi vogliate acquistare.
Il supremo interesse che si guida non ci dispone di certezze, ma di speranze: la speranza che la comunità perduri e garantisca le mie inferenze al di là di ogni limite assegnabile, che sia testimone in ogni momento della verità complessiva delle mie scelte, che la realtà risulti vera nell’opinione finale. Ma questo è chiaramente un rinvio teleologico, di ispirazione non solo etica, ma anche religiosa, come abbiamo visto: stiamo pensando al tempo cristianamente inteso con il suo svolgimento lineare e il suo esito resurrezionale. L’Interpretante Logico Finale è un Interpretante Etico Universale. Questa è l’opinione di Peirce: la ragione che mi conduce a comportarmi in un certo modo perché alla lunga il mio comportamento si possa rivelare ragionevole, non è una ragione, ma un puro atto di fede.
Rossella Fabbriches, “L’entanglement tra etica e logica nel pragmatismo di Peirce” in Rosa M. Calcaterra (a cura di), Pragmatismo e filosofia analitica, Macerata, Quodlibet, 2006, p. 102
Max H. Fisch definì Charles Sanders Peirce “l’intellettuale più originale e più versatile che l’America abbia mai prodotto” (citato sul sito Charles S. Peirce Studies).
I suoi interessi furono effettivamente molteplici e non stupisce troppo scoprire che si improvvisò, con ottimi risultati, detective. A raccontare tutto ciò sono Thomas A. Sebeok e Jean Umiker-Sebeok in “Voi conoscete il mio metodo”: un confronto fra Charles S. Peirce e Sherlock Holmes (in U. Eco e T. A. Sebeok (a cura di); Il segno dei tre; Bompiani 1983).
Nel 1979 Peirce si imbarcò su un piroscafo per raggiungere New York. Sceso a terra in seguito ad un leggero malora, si accorse di aver lasciato in cabina il soprabito e un costoso orologio Tiffany, che ovviamente non trovò più al suo ritorno.
Peirce si rivolse alla celebre agenzia investigativa Pinkerton che ricuperò, ad un banco di pegni, l’orologio senza la catena ma non riuscì a identificare il colpevole e neppure a trovare il soprabito. Continua a leggere Guerre non convenzionali
Cartesio invita a compiere un gesto all’apparenza semplice, in realtà terribilmente complesso: dubitare di tutto. La vera conoscenza non può che iniziare dal dubbio radicale e totale: immaginare che tutte le nostre conoscenze siano sbagliate, una mera illusione, un inganno.
La realtà potrebbe essere radicalmente diversa da quella che, intuitivamente, ci appare: il mondo potrebbe non esistere, il nostro corpo potrebbe essere molto diverso o, addirittura, potrebbe non esserci affatto.
Per quanto assurde possano sembrare queste ipotesi, occorre prenderle in considerazione, valutarle. Continua a leggere Non ci credo, non ti credo
Gli universali sono reali, hanno una influenza sul mondo, agiscono su di esso. Il sempre interessante Peirce dimostrava (in Che cos’è il pragmatismo) questo fatto con un semplice esempio: in camera c’è aria viziata e noi, in automatico, senza rifletterci su più di quel tanto, apriamo la finestra. La finestra viene aperta a causa della credenza, che è indubbiamente un universale, che l’aria viziata sia malsana per la salute. Continua a leggere Fallimento universale
L’intelligenza di un gruppo è di solito inferiore alla somma delle singole intelligenze dei suoi membri. Misteriosi meccanismi sociali fanno sì che una persona non contribuisca con il suo meglio, ma con il suo peggio.
Fortunatamente esistono delle eccezioni. Tra di esse spicca la wikipedia, un’opera complessa ed elaborata come solo un’enciclopedia può essere, interamente scritta dai suoi lettori: chiunque può scrivere nuovi voci e, soprattutto, correggere quelle già presenti. Continua a leggere Intelligenza globale
Liberté, égalité, fraternité: è il motto della rivoluzione francese e da questa straordinaria esperienza politica, volenti o nolenti, derivano tutti i regimi democratici. Libertà, uguaglianza e fraternità: siamo tutti liberi, siamo tutti uguali e siamo tutti fratelli.
Dei tre valori, il primo è la libertà. È difficile stabilire se il primato sia anche d’importanza; sicuramente la libertà è la prima ad essere in pericolo, quando la democrazia inizia a degenerare in qualcosa di diverso e inquietante. Continua a leggere La forza delle opinioni