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Il « Wirtschaftswunder » (miracolo economico) tedesco del dopoguerra aveva suscitato l’ammirazione di tutta l’Europa, dopo i lunghi anni devastatori. Dopo la caduta del muro, l’integrazione delle regioni che una volta avevano fatto parte del blocco dell’Est ha conferito poi definitivamente alla Germania un rango chiave nel paesaggio economico europeo. Il paese continua la sua corsa in testa e mostra giorno dopo giorno la qualità, l’innovazione e i progressi tecnologici del marchio “Made in Germany”.
Più di altri paesi, la Germania ha un’economia che si basa largamente sul commercio estero. Con un terzo del reddito nazionale lordo proveniente dalle esportazioni, occupa il secondo posto dopo la Cina. L’economia tedesca si basa inoltre su decina di migliaia di PMI attive nella trasformazione di beni e nel settore dei servizi. 10 milioni di persone lavorano nel commercio, nel settore alberghiero, la ristorazione e i trasporti. Il settore finanziario si compone di 7 milioni di lavoratori e costituisce un pilastro importante del settore terziario. Questo paese così dinamico favorisce inoltre un altro settore di attività, quello dell’economia culturale ed artistica: musica, letteratura, cinema, arti plastiche e arti sceniche si inseriscono in questo modello economico moderno dove il know-how si applica alle fonti innovative.