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Leggevo stamani l’incipit del terzo volume (“Alone, 1932-1938”) della grande biografia di Churchill scritta da William Manchester:
Nipote di un duca, Winston Churchill nacque nel sontuoso Blenheim Palace nell’autunno del 1874, quando l’impero britannico era la massima potenza del mondo. Quasi immediatamente il bambino fu affidato alla florida «tata Woom» , che divenne l’unica fonte di felicità della sua infanzia. Suo padre, lord Randolph Churchill, brillante ma eccentrico membro del Parlamento (fu per breve tempo cancelliere dello Scacchiere) detestava addirittura Winston. La splendida madre americana del bambino, Jenny, dedicava gran parte del suo tempo agli intrighi amorosi, dividendosi fra i letti dei belli e dei potenti in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e sul continente europeo. Il marito non era in grado di protestare: era affetto da una sifilide incurabile.
Nota. Dopo la morte del marito a soli 45 anni, Jenny si risposò due volte con uomini dell’età del figlio Winston. Morì a 67 anni, per così dire “cadendo dai tacchi”. Un giorno, mentre indossava scarpe nuove, malauguratamente scivolò su una scala e si ruppe una caviglia. Quindi si sviluppò una cancrena e la donna dovette subire l’amputazione dell’arto. Le sue condizioni si aggravarono progressivamente e, a seguito di una violenta emorragia, morì.
*** Come ricorda Manchester, Jenny fu anche l’amante del principe di Galles Edoardo, re Edoardo VII nel 1901 alla morte della madre, la grande regina Vittoria. Il principe Edoardo appare anche nel celeberrimo romanzo “Nana” di Emile Zola, come frequentatore di equivoci teatri parigini, e peggio. Il suo figlio primogenito, Albert Victor di Sassonia Coburgo Gotha, duca di Clarence e secondo in linea di successione al trono, è indicato da alcune fonti quale possibile Jack the Ripper, il terribile “serial killer” di Whitechapel dell’anno 1888. Manca a tutt’oggi una inconfutabile dimostrazione del fatto.