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Cos’è lo Strain Counterstrain?
Strain counterstrain è una tecnica osteopatica manuale che sfrutta il posizionamento passivo del paziente in posizioni di comfort per eliminare dolori muscolo-scheletrici.
La tecnica fu prima definita “Rilascio spontaneo da riposizionamento passivo“, ma in seguito venne chiamata “Strain Counterstrain” (SCS) e fu ideata dal famoso osteopata americano Lawrence H. Jones.
La nascita
Il Dr. Jones elaborò questo metodo innovativo negli anni ‘50 per il trattamento dei problemi muscolo-scheletrici. L’ideazione di questo metodo avvenne casualmente: un giorno cercò di dare sollievo ad un paziente che lamentava da mesi dolore lancinante alla schiena posizionandolo nella posizione più confortevole.
Tentò di trovare la posizione migliore in varie direzioni fino a quando riuscì a trovarne una in cui il dolore del paziente scompariva completamente. Il Dr. Jones lasciò quindi il paziente in quella posizione per una ventina di minuti, mentre continuava le sue visite. Tornò poi da lui e scoprì che il dolore non era ancora tornato.
Cercò di aiutarlo a cambiare posizione in modo gentile e lento per non far ritornare il dolore. Spiegò poi al paziente come assumere la stessa posizione anche a casa. Congedandosi, si rese conto che il suo paziente riusciva a stare in piedi senza dolore dopo mesi di sofferenza.
Il dottor Jones descrisse questo momento dicendo: “Sono inciampato su quello che considero un fortunato incidente e niente più!“. Da quel momento in avanti Jones cercò una posizione di comfort per ogni dolore che i suoi pazienti lamentavano, dopo più di vent’anni di ricerche creò la definitiva metodologia di Strain Counterstrain.
La tecnica Strain Counterstrain
La tecnica Strain Counterstrain si basa sull’individuazione di punti diagnostici definiti “Tender Point” (TP), anteriormente e posteriormente al corpo. Per ogni TP si esegue una tecnica specifica di riposizionamento passivo di 90 secondi.
Una volta trovati i TP che creano le disfunzioni del paziente verranno quindi eseguire manovre che non creano fastidio al paziente, al contrario il paziente verrà posizionato in modo agiato e confortevole al fine di diminuire il suo dolore.
Spesso problematiche e dolori lungo la parte posteriore del corpo (ad es. la schiena) derivano da TP anteriori, per questo il metodo tende a valutare tutto il corpo nel suo insieme.
Alla morte del Dr. Jones, erano stati scoperti circa 180 TP, ognuno con la relativa tecnica. Al giorno d’oggi i ricercatori dell’Istituto Jones hanno approfondito la tecnica individuando più di 500 Tender Points di varie tipologie:
- muscolo-scheletrici,
- vascolari,
- linfatici,
- arteriosi,
- dei nervi periferici,
- viscerali.
Dove si applica
Lo Strain Counterstrain è l’unica tecnica al mondo ad avere una applicabilità completa per problematiche di origine :
- muscolo-scheletrico,
- craniale,
- viscerale,
- fasciale,
- vascolare arteriosa e linfatica,
- sui nervi periferici.
Opinioni e caratteristiche del metodo
Il metodo Strain Counterstrain si basa sulla dimostrazione scientifica che la maggior parte dei dolori muscolo-scheletrici sono causati da un’errata interpretazione del messaggio afferenziale da parte del sistema nervoso spinale che induce una scarica riflessa nel motoneurone, portando ad un errato stato di tensione, creando il circolo vizioso dolore-contrattura-dolore.
L’Associazione Osteopatica Americana considera da anni l’SCS come il metodo di medicina osteopatica più avanzato ed innovativo.
SCS è l’unica terapia osteopatica che si appoggia ad un istituto che le permette di preservare da un lato l’integrità della tecnica, dall’altro di poter evolversi in maniera scientifica e controllata. Il Counterstrain è quindi riconosciuto come il migliore metodo in osteopatia grazie ad alcune caratteristiche fondamentali tra cui:
- immediata diminuzione del sintomo duratura nel tempo,
- tempi di recupero velocissimi,
- atraumaticità del metodo,
- tecnica indolore,
- presenza di TP che corrispondono a disturbi specifici con conseguente rapidità nella diagnosi e successivo trattamento.
I benefici dello Strain Counterstrain
Lo Strain Counterstrain si basa sui processi neuro-fisiologici del nostro corpo, sfruttandoli per ripristinare le funzioni perse. La tecnica quindi non è direttamente indirizzata al disturbo muscolo-scheletrico in sè, ma alla riprogrammazione del circuito neurologico che mantiene le disfunzioni muscolo-scheletriche in essere.
Questa tecnica ha dunque la capacità di creare una comunicazione direttamente con il sistema nervoso, riuscendo a correggere immediatamente la programmazione neurologica errata alla base di muscoli, fasce, tendini, legamenti, vasi e nervi.
Grazie a pochi secondi di posizionamento si può ottenere:
- sblocco articolare,
- distensione muscolare,
- recupero di forza muscolare.
La tecnica è quindi in grado di fare un reset del sistema neuro-muscolare. L’unione di queste caratteristiche rendono lo SCS una tecnica diversa ed unica rispetto agli altri metodi utilizzati nelle terapie manuali.
L’istituto Jones, grazie ai suoi corsi di formazione, abilita docenti autorizzati ad insegnare la tecnica Strain Counterstrain ideata dal Dr. Jones seguendo il rigoroso metodo scientifico.
Conclusioni
La tecnica SCS è una particolare metodologia utilizzata in medicina osteopatica per trattare disfunzioni e dolori muscolo-scheletrici e non. Vanta un riconoscimento scientifico unico nel suo contesto e permette il miglioramento dei sintomi senza affrontare manovre traumatiche o dolorose.