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Secondo le previsioni per la Svizzera del Fondo Monetario Internazionale, l'accelerazione sarà preceduta, nei prossimi mesi, da una modesta ripresa dell'espansione.
L'espansione dell'economia svizzera ripartirà nei prossimi mesi. Nei primi tempi la crescita sarà modesta, ma verso fine anno segnerà un'accelerazione. Lo indica il Fondo monetario internazionale (FMI) nel suo giudizio sulla Confederazione.
Previsioni condivise dalla Banca nazionale
L'economia elvetica dovrebbe avere già toccato il fondo, ha rilevato Robert Corker, capo della delegazione dell'FMI, presentando il rapporto lunedì a Berna. Il Fondo si attende un tasso di espansione per il prodotto interno lordo (Pil) svizzero di quasi l'1 per cento nel 2002. Una stima in linea con quella degli economisti e della Banca nazionale svizzera (BNS). A fine anno il numero dei disoccupati dovrebbe superare leggermente il livello del dicembre 2001. La minaccia inflazionistica è molto bassa, secondo il Fondo.
D'altro canto la BNS ha raccolto le lodi di Corker, per i suoi rapidi e decisi tagli dei tassi di interesse. I responsabili della politica monetaria hanno mostrato di essere in grado di reagire con flessibilità a choc come gli attentati terroristici negli USA.
L'evoluzione dei tassi di interesse è aperta. Se la congiuntura dovesse tornare a segnare il passo, la BNS avrà sufficienti margini a disposizione per sostenere l'economia con un ulteriore taglio dei tassi. Se il rilancio sarà più vigoroso delle attese, si potrebbe assistere a un ritocco verso l'alto.
Ulrich Kohli, capo economista della BNS, condivide tale parere. Malgrado gli scarsi pericoli inflazionistici, l'attuale basso livello dei saggi di interesse potrebbe non tenere a lunga scadenza, senza pregiudicare la stabilità dei prezzi.
Attenti ai nuovi disavanzi
Gli esperti dell'FMI mettono in guardia da pericoli derivanti da nuovi disavanzi dei conti della Confederazione. Per ora bisogna evitare spese supplementari e riduzioni fiscali, raccomanda Corker. L'FMI ha d'altro canto criticato la lentezza delle liberalizzazioni dei mercati in diversi settori dell'economia elvetica. Ad esempio, Swisscom detiene tuttora il monopolio sull'ultimo miglio. Inoltre le liberalizzazioni del mercato dell'energia e di quello agricolo non avanzano.
Gli esperti dell'istituzione di Bretton Woods tengono d'occhio anche l'impegno degli enti pubblici nella nuova aviolinea svizzera. Per Corker, lo Stato non deve impegnarsi ulteriormente nella Swiss e a lunga scadenza deve cedere la propria quota.
Il Fondo ha peraltro dato buoni voti alla piazza finanziaria del paese. Le banche e le assicurazioni sono uscite bene dalle turbolenze sui mercati finanziari, anche grazie al buon sistema di preallarme, secondo Coker.
Tuttavia non vanno sottovalutati i rischi connessi a una fase di debolezza dell'economia, ad esempio per quanto riguarda le casse pensioni. Qualora i tassi di interesse dovessero rimanere a lungo a livelli troppo bassi, bisognerà trovare una soluzione flessibile per la rimunerazione minima del 4 per cento prevista per il secondo pilastro, ha detto all'Ats Paul Hilbers, economista dell'FMI, a margine della presentazione.
swissinfo e agenzie