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WASHINGTON - Elizabeth Warren ha scelto Lawrence, storica città operaia del suo Massachusetts, per annunciare ufficialmente la sua candidatura nella corsa per la Casa Bianca nel 2020. «Siamo qui per continuare una lotta iniziata tanto tempo fa. Siamo qui per disfarci di un sistema corrotto e iniquo, siamo qui per costruire un'America dove i sogni siano possibili e che funzioni per tutti: per questo annuncio la mia candidatura alla Casa Bianca».
La senatrice democratica, la cui piattaforma si basa sulla lotta alle diseguaglianze economiche, ha sciolto le sue riserve nel sito di un mulino dove 100 anni fa lavoratori in gran parte immigrati scioperarono. È la quarta donna dem a scendere in campo, e la terza senatrice, dopo Kirsten Gillibrand e Kamala Harris.
In un video diffuso poco prima del suo intervento, Warren cita «la storia dei lavoratori di Lawrence che si sono uniti per cambiare, dove la lotta fu dura, dove la battaglia fu difficile e dove un gruppo di donne ha guidato l'attacco per tutti noi».
Warren, 69 anni, feroce critica di Donald Trump e cane da guardia di Wall Street, era stata la prima a dare il calcio d'inizio (non ufficiale) della corsa dei democratici alla Casa Bianca, creando a inizio gennaio un comitato esplorativo per le presidenziali. «Questa è l'amministrazione più corrotta a memoria d'uomo».
L'endorsement del pronipote di JFK - La senatrice democratica Elizabeth Warren ha avuto l'immediato endorsement di un democratico di alto profilo e dal nome evocativo: il deputato Joseph P. Kennedy III, nipote di Bob Kennedy e pronipote di Jfk, che ha presentato e invitato a sostenere quella che è la sua ex docente all'università.
«Prima che ci fosse un editoriale al giorno per lamentarsi dell'iniquità economica, Elizabeth Warren sapeva che i prezzi delle azioni non danno un quadro completo della storia economica del nostro Paese. Anche le bancarotte per l'assistenza sanitaria, i pignoramenti e le buste paga sono parte di questa storia», ha detto il delfino di una delle dinastie più famose d'America.
La sua decisione di appoggiare la senatrice del suo Stato e non il suo buon amico Beto O'Rourke, il deputato texano che a molti ricorda proprio Jfk e che sta considerando la sua candidatura alla Casa Bianca, è un chiaro segnale ai compagni di partito che lei resta una contendente seria, nonostante le polemiche sulle sue origini native.