Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01151.jsonl.gz/3

La fiera di San Provino
14 aprile 2016
Notizie sul mercato annuale di Agno
Il campo festivo di S. Provino in una cartolina del primo Novecento
La fiera di San Provino trae origine dalla festa religiosa che l’8 marzo celebra la memoria del compatrono della chiesa collegiata di Agno.
La tenuta del mercato annuale è attestata dal 1578, quando il visitatore apostolico mons. Giovanni Francesco Bonomi raccomandò di vietarlo, a vantaggio delle celebrazioni religiose: “Converrebbe che nel giorno della festa di San Provino venga proibito il mercato, che è solito ad indirsi e a svolgersi in questa occasione, e al suo posto sia celebrata la solennità in onore di quel santo e a lode di Dio e che il suo capo venga mostrato al popolo”.
Allora il mercato aveva carattere locale-regionale e coinvolgeva certamente diversi villaggi, ancora fortemente legati alla chiesa plebana e al suo borgo.
A inizio Seicento, nel contesto di una feroce disputa per le fiere tra le comunità di Lugano e di Bellinzona, la pieve di Agno fu sul punto di ottenere una vera e propria fiera d’importanza sovraregionale, analoga a quelle che già si tenevano a Lugano, Bellinzona, Roveredo e, da pochi anni, a Giubiasco.
Infatti, l’apertura del mercato annuale complementare di Giubiasco da parte della comunità bellinzonese e delle autorità dei tre cantoni nel 1614, fissato scaltramente pochi giorni prima della fiera di Lugano, esortò i luganesi a chiedere e ottenere un nuovo mercato annuale ad Agno l’11 agosto.
Questa fiera, però, ebbe vita breve. Concessa il 21 agosto 1618, fu soppressa già l’anno seguente per volontà delle autorità confederate, desiderose di calmare le tensioni che avevano condotto a più riprese al blocco del traffico commerciale, impedendo di fatto, con svariate giustificazioni, il transito di merci, bestiame e persone verso le fiere concorrenti.
L’importanza della fiera di San Provino per tutto il Luganese è comprovato a partire dall’Ottocento, quando il nuovo contesto politico e le migliori infrastrutture ne favorirono lo sviluppo. Da allora, la municipalità di Lugano si impegnò costantemente a evitare la concomitanza del suo mercato settimanale con la manifestazione del basso Vedeggio, divenuta fiera a tutti gli effetti.
(Damiano Robbiani)