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Incarto n. 80.2005.133 Lugano 11 agosto 2008 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di diritto tributar io del Tribunale d'appello composta dai giudici Andrea Pedroli, presidente, Stefano Bernasconi, Mauro Mini segretario F io renzo Gianinazzi parti RI 1 contro RS 1 oggetto ricorso del 30 agosto 2005 contro la decis io ne del 4 agosto 2005 in materia di IC e IFD 2004. Fatti A. RI 1 è titolare di una ditta individuale, che si occupa di allestimenti per veicoli industriali ed ha la propria sede a __________ dal 2004. Nella dichiaraz io ne fiscale 2004, il contribuente e la moglie __________ indicavano un reddito dell’attività lucrativa indipendente del marito di fr. 13'923.–, cui si aggiungeva la rendita d’invalidità della moglie di fr. 20'028.–. B. Notificando ai contribuenti la tassaz io ne IC/IFD 2004, con decis io ne del 20 lugl io 2005, l’Uffic io di tassaz io ne di Bellinzona commisurava il reddito aziendale del marito in fr. 58'000.– ed il reddito imponibile dei coniugi in fr. 53'700.– per l’IC ed in fr. 64'300.– per l’IFD. Per quanto attiene in particolar modo al reddito dell’attività indipendente, la motivaz io ne della decis io ne spiegava che i valori erano stati “rettificati sulla base degli elementi noti all’autorità fiscale, delle indicaz io ni fornite dal contribuente o dei coefficienti d’utile med io validi per le aziende del ramo e facenti parte della realtà locale”. C. I contribuenti impugnavano la suddetta decis io ne, con reclamo del 17 lugl io 2005, nel quale argomentavano che il reddito indicato era inesistente e chiedevano pertanto che la tassaz io ne fosse rettificata in base alla dichiaraz io ne. L’Uffic io di tassaz io ne accoglieva parzialmente il reclamo, con decis io ne del 4 agosto 2005, riducendo il reddito aziendale da fr. 58'000.– a fr. 44'000.–. Nella motivaz io ne, spiegava di avere accertato “un’importante carenza di disponibilità e dei margini di utile lordo manifestamente infer io ri a quelli usualmente conseguiti nel settore”. D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributar io, RI 1 contesta il calcolo dell’utile aziendale stabilito dall’auto-rità di tassaz io ne, sottolineando che negli ultimi due anni la sua attività ha incontrato delle difficoltà, sia per rag io ni legate al trasferimento della sede della ditta sia per problemi familiari. E. In data 9 settembre 2005, questa Camera ha chiesto all’Uffic io di tassaz io ne di sottoporle una ricostruz io ne dell’utile aziendale ed un calcolo del dispend io, per poi poterli trasmettere al ricorrente. I documenti richiesti sono pervenuti alla Camera il 14 settembre 2005 e sono poi stati sottoposti al ricorrente, per osservaz io ni. Con scritto del 7 ottobre 2005, il contribuente ha contestato la ricostruz io ne dell’utile aziendale fatta dall’autorità di tassaz io ne “sulla base del coefficiente sperimentale di utile lordo del 55%”. Per confutare tale ipotesi, ha allegato la fattura relativa alla fornitura di un ponte ribaltabile (fr. 9'500.–) e quella per l’acquisto del relativo materiale (fr. 7'701.–), per dimostrare che il suo utile lordo ammonta a soli fr. 1'799.–. Il giudice delegato ha chiesto allora all’Ispettorato fiscale di procedere ad una verifica dell’eserciz io 2004 della ditta del ricorrente. Il relativo rapporto è stato rassegnato in data 21 magg io 2008 ed è stato trasmesso lo stesso g io rno al ricorrente. Diritto 1. 1.1. Deve essere sottolineata in primo luogo l’insufficiente documentaz io ne degli utili, risultante dalla dichiaraz io ne fiscale del ricorrente. 1.2. Secondo gli articoli 125 cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT, le persone fisiche con reddito da attività lucrativa indipendente e le persone giuridiche devono allegare alla dichiaraz io ne i conti annuali firmati (bilanci e conti profitti e perdite) del per io do fiscale oppure, in mancanza di una contabilità conforme all’uso commerciale, le distinte degli attivi e dei passivi, delle entrate e uscite, come anche degli apporti e dei prelevamenti privati. L’obbligo di allegare le “distinte” vale per i contribuenti che non tengono una contabilità commerciale, non essendovi obbligati. Non autorizza cioè i contribuenti che, pur essendovi obbligati, non tengono una contabilità o che rifiutano di produrla, ad adempiere i loro obblighi procedurali allegando alla loro dichiarazione le distinte ( Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco, 2000, vol. I/2b, n. 28 ad art. 125 LIFD, pp. 259-260). 1.3. Secondo l’art. 957 cpv. 1 CO, chi ha l’obbligo di far iscrivere la propria ditta nel registro di commerc io deve tenere e conservare regolarmente i libri che sono richiesti dalla natura e dall’estens io ne della sua azienda e dai quali si possono rilevare lo stato patrimoniale di questa, i rapporti di debito e di credito derivanti dal corso degli affari e il risultato dei singoli esercizi annuali. E l’obbligo di far iscrivere la propria ditta nel registro di commerc io è a carico di chiunque esercita un commerc io, un’industria od altra impresa in forma commerciale (art. 934 cpv. 1 CO). Secondo l’art. 53 lett. C dell’Ordinanza sul registro di commerc io (ORC; RS 221.411), alle altre imprese esercitate in forma commerciale appartengono quelle che non sono imprese commerciali (lett. A dello stesso articolo) o industriali (lett. B) vere e proprie, ma che per la loro importanza e natura vogl io no essere esercitate commercialmente e richiedono la tenuta di una contabilità regolare. Non c’è l’obbligo d’iscrizione se l’introito lordo annuo non raggiunge i 100 000 franchi (art. 54 ORC). 1.4. L’attività esercitata dal contribuente rientra indubbiamente fra quelle commerciali, come tali soggette all’obbligo di iscriz io ne a registro di commerc io e, di riflesso, all’obbligo di tenere la contabilità conforme all’uso commerciale. Nondimeno, come ha rilevato l’Ispettorato fiscale nel suo rapporto di verifica, il ricorrente non adempie gli obblighi legali e non ha quindi presentato una contabilità commerciale. Come pure è stato osservato dall’Ispettorato, la “distinta entrate/uscite 2004” che il ricorrente ha allegato alla propria dichiarazione fiscale è ben lungi dal soddisfare anche le esigenze stabilite dalla legislazione tributaria per i contribuenti non assoggettati all’obbligo di tenere una contabilità commerciale. Secondo la giurisprudenza, infatti, i requisiti che le “distinte”, previste dagli articoli 125 cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT, devono adempiere dipendono dalla situaz io ne del caso concreto, in particolare dal tipo di attività commerciale e dalle sue dimens io ni. Sono in ogni caso necessarie registraz io ni idonee, che garantiscano l’assoggetta-mento completo e attendibile del reddito e della sostanza aziendali e consentano un’adeguata verifica da parte dell’autorità fiscale (sentenza del Tribunale federale del 13 dicembre 2003 n. 2A.272/2003 consid. 4 con riferimento a: Zweifel, op. cit., n. 30 s. ad art. 125 LIFD, p. 260). 2. 2.1. L’autorità di tassazione, ritenuta l’inadeguatezza della documentazione prodotta dal contribuente, ha proceduto a determinare l’utile aziendale ricorrendo, da un lato, ai coefficienti sperimentali e, dall’altro, al calcolo del dispendio (confronto fra le entrate e le uscite). 2.2. Secondo gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di tassaz io ne esegue la tassaz io ne d’uffic io, in base a una valutaz io ne coscienz io sa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. A tal fine, può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluz io ne patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. Pur avendo ritenuto che la contabilità prodotta dal ricorrente non fosse probante, l’autorità di tassaz io ne ha rinunciato ad una vera e propria tassaz io ne d’uffic io, che avrebbe presupposto dapprima una diffida e che avrebbe poi limitato il diritto di reclamo da parte del contribuente (obbligo di motivaz io ne ex art. 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3). Come ha stabilito la giurisprudenza del Tribunale federale, tuttavia, la rinuncia alla tassazione d’ufficio non impedisce all’autorità di tassazione di stabilire gli elementi imponibili in base ad una valutazione, rispettando le regole relative all’onere della prova (sentenza del Tribunale federale del 22 febbraio 2006, n. 2A.561/2005 consid. 3). 2.3. Nella decisione impugnata, l’Ufficio di tassazione ha dunque definito il reddito aziendale in fr. 44'000.–. In primo luogo, ha proceduto alla ricostruzione della cifra d’affari, applicando il coefficiente sperimentale del 55% alla spesa di fr. 99'794.– per l’acquisto di merce. In tal modo, la cifra d’affari ha raggiunto l’importo di fr. 221'764.–, cioè fr. 39'386.– più di quanto dichiarato. Dall’altro lato, ha confrontato fra loro le entrate e le uscite del contribuente e della sua famiglia, constatando un ammanco di fr. 42'530.–. 2.4. Tenuto conto della motivazione laconica della decisione impugnata e delle contestazioni mosse dal ricorrente alla ricostruzione della cifra d’affari basata sui coefficienti sperimentali, questa Camera ha invitato l’Ispettorato fiscale a procedere ad una verifica dell’esercizio 2004. Il rapporto che ne è scaturito ha permesso di dimostrare che la valutazione fatta dall’autorità di tassazione con la decisione impugnata era prudenziale. 3. 3.1. In primo luogo, anche l’Ispettorato fiscale ha esaminato il margine di utile lordo, per stabilire se l’utile aziendale dichiarato sia attendibile. 3.2. L’Ispettorato fiscale ha dapprima sottolineato come la ricostruz io ne intrapresa dall’Uffic io di tassaz io ne sia viziata dal fatto di essere basata sulle cifre fornite dal contribuente e ricavate dalla distinta “entrate/uscite anno 2004” allegata alla dichiaraz io ne fiscale. Si tratta infatti di cifre che esprimono un movimento di cassa e non economico, per il fatto che non tengono conto delle variaz io ni fra i saldi iniziali e finali dei debitori, delle scorte, dei lavori in corso e dei creditori. La verifica intrapresa ha dunque permesso di ricostruire le suddette posiz io ni contabili in sospeso all’iniz io ed alla fine dell’eserciz io 2004. Mentre per i debitori e per le scorte merci non sono risultati elementi tali da far apparire posiz io ni in sospeso al 1° genna io e al 31 dicembre 2004, la verifica ha rilevato alcune commesse in fase di realizzaz io ne alla fine dell’eserciz io, che sono poi state fatturate nel genna io 2005. Il costo del materiale è compreso nell’ammontare indicato come “uscita officina per acquisto merce” del 2004 e di conseguenza l’Ispettorato ha valutato in fr. 40'000.– i lavori in corso alla fine del 2004. La verifica ha pure evidenziato l’esistenza di una fattura creditori al 31 dicembre 2004, non considerata (poiché non pagata) nella distinta “entrate/uscite anno 2004”. 3.3. Le due constataz io ni che precedono hanno così modificato i valori del rendiconto di cassa presentati dal ricorrente e utilizzati dall’Uffic io di tassaz io ne per determinare il margine di utile lordo: fatturato dichiarato (incassato) fr. 182'378 variaz io ne lavori in corso fr. 40’000 cifra d’affari 2004 fr. 222'378 fr. 222’378 PCMV (acquisti) dichiarato (pagato) fr. 99’794 Variaz io ne creditori fr. 6’500 PCMV 2004 fr. 106'294 – fr. 106'294 Utile lordo rettificato fr. 116'084 3.4. Il margine di utile lordo, cioè la percentuale dell’utile lordo rispetto alla cifra d’affari, ammonta in tal modo al 52.20%. Come ha osservato l’Ispettorato fiscale, nel suo rapporto di verifica, si tratta di un margine che non si discosta in modo consistente dal coefficiente sperimentale del 55%, adottato dall’Ufficio di tassazione. L’Ispettorato ha pertanto proposto di rinunciare ad una ripresa definitiva sulla cifra d’affari dichiarata (considerando cioè la ripresa come un ricavo incassato), optando per contro per una ripresa come riserva tassata, quindi per una rivalutazione della sostanza aziendale. Il reddito dell’attività lucrativa indipendente viene così stabilito nella misura seguente: utile dichiarato fr. 1’367 riserva tassata su lavori in corso fr. 40’000 – riserva tassata negativa su creditori fr. 6’500 utile aziendale rivalutato fr. 34’867 3.5. Il risultato cui perviene l’Ispettorato è senz’altro affidabile e permette anche di evitare una ripresa definitiva sulla cifra d’affari dichiarata. Come detto, l’unico intervento sui dati dichiarati è consistito nel tener conto delle delimitazioni temporali, grazie alla riserva tassata di fr. 33'500.–. L’utile aziendale del ricorrente può così essere definito su questa base. 4. 4.1. L’Ispettorato ha poi riesaminato anche il calcolo del dispend io, estendendo in tal modo la verifica anche agli elementi estranei all’attività aziendale del ricorrente. 4.2. Rispetto al calcolo delle entrate e delle uscite su cui si è basato l’Ufficio di tassazione, quello dell’Ispettorato tiene conto dei seguenti aspetti: - la rendita AI per grandi invalidi di fr. 20'251.–, percepita dalla moglie del ricorrente; - la diminuzione del capitale depositato su un conto bancario presso la __________, pari a fr. 6'694.–; - l’aumento del reddito dell’attività indipendente a fr. 34'867.–; - a ciò si aggiungono ancora la variazione della sostanza commerciale dovuta ai lavori in corso, nella misura di fr. 40'000.–, e la variazione dei passivi aziendali, riferita ai creditori (fr. 6'500.–). 4.3. Il calcolo del dispendio così rivisto porta ad un’eccedenza di fr. 12'547.–, prima di considerare tuttavia le spese per il sostentamento personale del contribuente e della sua famiglia. A tale riguardo, l’Ispettorato, così come prima l’Ufficio di tassazione, ha aggiunto alle uscite l’importo di fr. 24'600.–, corrispondente al minimo vitale stabilito ai fini del diritto esecutivo. L’ammanco che ne risulta, arrotondato a fr. 12'000.– all’anno, potrebbe essere aggiunto al reddito dell’attività lucrativa indipendente del contribuente, che raggiungerebbe in tal modo l’importo di fr. 46'867.–; oppure potrebbe essere considerato “reddito d’altra fonte”. Il ricorrente, da parte sua, contesta il calcolo del minimo vitale fondato sui parametri del diritto delle esecuzioni e dei fallimenti e sostiene che sia stato sufficiente l’importo di fr. 12'300.–, che sarebbe coperto dalle entrate dell’anno. A suo avviso, infatti, si dovrebbe tener conto del fatto che la sua famiglia è quotidianamente ospite di sua madre per i pasti, dopo la grave malattia che ha colpito la moglie nel 1996. 4.4. Va ricordato, in questo ambito, che l’Ufficio di tassazione, nella decisione impugnata, aveva stabilito il reddito aziendale in fr. 44'000.–, basandosi come detto sia sul margine di utile lordo sia sul calcolo del dispendio. Aggiungendo l’importo di fr. 12'053.–, corrispondente all’am-manco risultante dal calcolo del dispendio intrapreso dall’Ispetto-rato, il reddito aziendale salirebbe a fr. 46'867.–. Il reddito imponibile sarebbe aumentato nella misura di quasi 3'000 franchi anche nel caso in cui l’ammanco fosse considerato “reddito d’altra fonte”. Trattandosi di una questione di valutazione, questa Camera ritiene di poter prescindere dall’aumento del reddito imponibile del ricorrente, ritenuto che la verifica ha sostanzialmente confermato le risultanze dell’accertamento compiuto dall’autorità di tassazione. Confermando il reddito aziendale di fr. 44'000.–, si tiene anche conto, parzialmente, delle contestazioni in merito alla commisurazione del minimo vitale. Inoltre, il margine di utile lordo resta leggermente al di sotto (54%) del coefficiente sperimentale. 5. Alla luce di quanto precede, il ricorso è respinto. In considerazione del fatto che tanto la decisione di tassazione quanto quella su reclamo proponevano una motivazione estremamente ridotta, come pure della circostanza che il calcolo del dispendio non era stato sottoposto al ricorrente prima del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente, solo in parte. Per questi motivi, visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali consistenti: a. nella tassa di giustizia di fr. 800.– b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.– per un totale di fr. 880.– sono a carico del ricorrente nella misura di un mezzo (fr. 440.–). 3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF). 4. Intimazione a: -; -; -; -. Copia per conoscenza: - municipio di __________. per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il presidente: Il segretar io :

Incarto n. 80.2005.133 Incarto n. 80.2005.133

Incarto n. 80.2005.133 Lugano 11 agosto 2008 Lugano

Lugano 11 agosto 2008

11 agosto 2008 In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di diritto tributar io del Tribunale d'appello La Camera di diritto tributar io del Tribunale d'appello

La Camera di diritto tributar io del Tribunale d'appello composta dai giudici composta dai giudici

composta dai giudici Andrea Pedroli, presidente, Stefano Bernasconi, Mauro Mini Andrea Pedroli, presidente,

Andrea Pedroli, presidente, Stefano Bernasconi, Mauro Mini

Stefano Bernasconi, Mauro Mini segretario segretario

segretario F io renzo Gianinazzi F io renzo Gianinazzi

F io renzo Gianinazzi parti parti

parti RI 1 RI 1

RI 1 contro contro

contro RS 1 RS 1

RS 1 oggetto oggetto

oggetto ricorso del 30 agosto 2005 contro la decis io ne del 4 agosto 2005 in materia di IC e IFD 2004. ricorso del 30 agosto 2005 contro la decis io ne del 4 agosto 2005 in materia di IC e IFD 2004. ricorso del 30 agosto 2005 contro la decis io ne del 4 agosto 2005 in materia di IC e IFD 2004. Fatti

Fatti A. RI 1 è titolare di una ditta individuale, che si occupa di allestimenti per veicoli industriali ed ha la propria sede a __________ dal 2004.

A. RI 1 è titolare di una ditta individuale, che si occupa di allestimenti per veicoli industriali ed ha la propria sede a __________ dal 2004. Nella dichiaraz io ne fiscale 2004, il contribuente e la moglie __________ indicavano un reddito dell’attività lucrativa indipendente del marito di fr. 13'923.–, cui si aggiungeva la rendita d’invalidità della moglie di fr. 20'028.–.

Nella dichiaraz io ne fiscale 2004, il contribuente e la moglie __________ indicavano un reddito dell’attività lucrativa indipendente del marito di fr. 13'923.–, cui si aggiungeva la rendita d’invalidità della moglie di fr. 20'028.–. B. Notificando ai contribuenti la tassaz io ne IC/IFD 2004, con decis io ne del 20 lugl io 2005, l’Uffic io di tassaz io ne di Bellinzona commisurava il reddito aziendale del marito in fr. 58'000.– ed il reddito imponibile dei coniugi in fr. 53'700.– per l’IC ed in fr. 64'300.– per l’IFD. Per quanto attiene in particolar modo al reddito dell’attività indipendente, la motivaz io ne della decis io ne spiegava che i valori erano stati “rettificati sulla base degli elementi noti all’autorità fiscale, delle indicaz io ni fornite dal contribuente o dei coefficienti d’utile med io validi per le aziende del ramo e facenti parte della realtà locale”.

B. Notificando ai contribuenti la tassaz io ne IC/IFD 2004, con decis io ne del 20 lugl io 2005, l’Uffic io di tassaz io ne di Bellinzona commisurava il reddito aziendale del marito in fr. 58'000.– ed il reddito imponibile dei coniugi in fr. 53'700.– per l’IC ed in fr. 64'300.– per l’IFD. Per quanto attiene in particolar modo al reddito dell’attività indipendente, la motivaz io ne della decis io ne spiegava che i valori erano stati “rettificati sulla base degli elementi noti all’autorità fiscale, delle indicaz io ni fornite dal contribuente o dei coefficienti d’utile med io validi per le aziende del ramo e facenti parte della realtà locale”. C. I contribuenti impugnavano la suddetta decis io ne, con reclamo del 17 lugl io 2005, nel quale argomentavano che il reddito indicato era inesistente e chiedevano pertanto che la tassaz io ne fosse rettificata in base alla dichiaraz io ne.

C. I contribuenti impugnavano la suddetta decis io ne, con reclamo del 17 lugl io 2005, nel quale argomentavano che il reddito indicato era inesistente e chiedevano pertanto che la tassaz io ne fosse rettificata in base alla dichiaraz io ne. L’Uffic io di tassaz io ne accoglieva parzialmente il reclamo, con decis io ne del 4 agosto 2005, riducendo il reddito aziendale da fr. 58'000.– a fr. 44'000.–. Nella motivaz io ne, spiegava di avere accertato “un’importante carenza di disponibilità e dei margini di utile lordo manifestamente infer io ri a quelli usualmente conseguiti nel settore”.

L’Uffic io di tassaz io ne accoglieva parzialmente il reclamo, con decis io ne del 4 agosto 2005, riducendo il reddito aziendale da fr. 58'000.– a fr. 44'000.–. Nella motivaz io ne, spiegava di avere accertato “un’importante carenza di disponibilità e dei margini di utile lordo manifestamente infer io ri a quelli usualmente conseguiti nel settore”. D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributar io, RI 1 contesta il calcolo dell’utile aziendale stabilito dall’auto-rità di tassaz io ne, sottolineando che negli ultimi due anni la sua attività ha incontrato delle difficoltà, sia per rag io ni legate al trasferimento della sede della ditta sia per problemi familiari.

D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributar io, RI 1 contesta il calcolo dell’utile aziendale stabilito dall’auto-rità di tassaz io ne, sottolineando che negli ultimi due anni la sua attività ha incontrato delle difficoltà, sia per rag io ni legate al trasferimento della sede della ditta sia per problemi familiari. E. In data 9 settembre 2005, questa Camera ha chiesto all’Uffic io di tassaz io ne di sottoporle una ricostruz io ne dell’utile aziendale ed un calcolo del dispend io, per poi poterli trasmettere al ricorrente. I documenti richiesti sono pervenuti alla Camera il 14 settembre 2005 e sono poi stati sottoposti al ricorrente, per osservaz io ni.

E. In data 9 settembre 2005, questa Camera ha chiesto all’Uffic io di tassaz io ne di sottoporle una ricostruz io ne dell’utile aziendale ed un calcolo del dispend io, per poi poterli trasmettere al ricorrente. I documenti richiesti sono pervenuti alla Camera il 14 settembre 2005 e sono poi stati sottoposti al ricorrente, per osservaz io ni. Con scritto del 7 ottobre 2005, il contribuente ha contestato la ricostruz io ne dell’utile aziendale fatta dall’autorità di tassaz io ne “sulla base del coefficiente sperimentale di utile lordo del 55%”. Per confutare tale ipotesi, ha allegato la fattura relativa alla fornitura di un ponte ribaltabile (fr. 9'500.–) e quella per l’acquisto del relativo materiale (fr. 7'701.–), per dimostrare che il suo utile lordo ammonta a soli fr. 1'799.–.

Con scritto del 7 ottobre 2005, il contribuente ha contestato la ricostruz io ne dell’utile aziendale fatta dall’autorità di tassaz io ne “sulla base del coefficiente sperimentale di utile lordo del 55%”. Per confutare tale ipotesi, ha allegato la fattura relativa alla fornitura di un ponte ribaltabile (fr. 9'500.–) e quella per l’acquisto del relativo materiale (fr. 7'701.–), per dimostrare che il suo utile lordo ammonta a soli fr. 1'799.–. Il giudice delegato ha chiesto allora all’Ispettorato fiscale di procedere ad una verifica dell’eserciz io 2004 della ditta del ricorrente. Il relativo rapporto è stato rassegnato in data 21 magg io 2008 ed è stato trasmesso lo stesso g io rno al ricorrente.

Il giudice delegato ha chiesto allora all’Ispettorato fiscale di procedere ad una verifica dell’eserciz io 2004 della ditta del ricorrente. Il relativo rapporto è stato rassegnato in data 21 magg io 2008 ed è stato trasmesso lo stesso g io rno al ricorrente. Diritto

Diritto 1. 1.1.

1. 1.1. Deve essere sottolineata in primo luogo l’insufficiente documentaz io ne degli utili, risultante dalla dichiaraz io ne fiscale del ricorrente.

Deve essere sottolineata in primo luogo l’insufficiente documentaz io ne degli utili, risultante dalla dichiaraz io ne fiscale del ricorrente. 1.2.

1.2. Secondo gli articoli 125 cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT, le persone fisiche con reddito da attività lucrativa indipendente e le persone giuridiche devono allegare alla dichiaraz io ne i conti annuali firmati (bilanci e conti profitti e perdite) del per io do fiscale oppure, in mancanza di una contabilità conforme all’uso commerciale, le distinte degli attivi e dei passivi, delle entrate e uscite, come anche degli apporti e dei prelevamenti privati.

Secondo gli articoli 125 cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT, le persone fisiche con reddito da attività lucrativa indipendente e le persone giuridiche devono allegare alla dichiaraz io ne i conti annuali firmati (bilanci e conti profitti e perdite) del per io do fiscale oppure, in mancanza di una contabilità conforme all’uso commerciale, le distinte degli attivi e dei passivi, delle entrate e uscite, come anche degli apporti e dei prelevamenti privati. L’obbligo di allegare le “distinte” vale per i contribuenti che non tengono una contabilità commerciale, non essendovi obbligati. Non autorizza cioè i contribuenti che, pur essendovi obbligati, non tengono una contabilità o che rifiutano di produrla, ad adempiere i loro obblighi procedurali allegando alla loro dichiarazione le distinte ( Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco, 2000, vol. I/2b, n. 28 ad art. 125 LIFD, pp. 259-260).

“distinte” Zweifel 1.3.

1.3. Secondo l’art. 957 cpv. 1 CO, chi ha l’obbligo di far iscrivere la propria ditta nel registro di commerc io deve tenere e conservare regolarmente i libri che sono richiesti dalla natura e dall’estens io ne della sua azienda e dai quali si possono rilevare lo stato patrimoniale di questa, i rapporti di debito e di credito derivanti dal corso degli affari e il risultato dei singoli esercizi annuali.

Secondo l’art. 957 cpv. 1 CO, chi ha l’obbligo di far iscrivere la propria ditta nel registro di commerc io deve tenere e conservare regolarmente i libri che sono richiesti dalla natura e dall’estens io ne della sua azienda e dai quali si possono rilevare lo stato patrimoniale di questa, i rapporti di debito e di credito derivanti dal corso degli affari e il risultato dei singoli esercizi annuali. E l’obbligo di far iscrivere la propria ditta nel registro di commerc io è a carico di chiunque esercita un commerc io, un’industria od altra impresa in forma commerciale (art. 934 cpv. 1 CO). Secondo l’art. 53 lett. C dell’Ordinanza sul registro di commerc io (ORC; RS 221.411), alle altre imprese esercitate in forma commerciale appartengono quelle che non sono imprese commerciali (lett. A dello stesso articolo) o industriali (lett. B) vere e proprie, ma che per la loro importanza e natura vogl io no essere esercitate commercialmente e richiedono la tenuta di una contabilità regolare.

E l’obbligo di far iscrivere la propria ditta nel registro di commerc io è a carico di chiunque esercita un commerc io, un’industria od altra impresa in forma commerciale (art. 934 cpv. 1 CO). Secondo l’art. 53 lett. C dell’Ordinanza sul registro di commerc io (ORC; RS 221.411), alle altre imprese esercitate in forma commerciale appartengono quelle che non sono imprese commerciali (lett. A dello stesso articolo) o industriali (lett. B) vere e proprie, ma che per la loro importanza e natura vogl io no essere esercitate commercialmente e richiedono la tenuta di una contabilità regolare. Non c’è l’obbligo d’iscrizione se l’introito lordo annuo non raggiunge i 100 000 franchi (art. 54 ORC).

1.4.

1.4. L’attività esercitata dal contribuente rientra indubbiamente fra quelle commerciali, come tali soggette all’obbligo di iscriz io ne a registro di commerc io e, di riflesso, all’obbligo di tenere la contabilità conforme all’uso commerciale.

L’attività esercitata dal contribuente rientra indubbiamente fra quelle commerciali, come tali soggette all’obbligo di iscriz io ne a registro di commerc io e, di riflesso, all’obbligo di tenere la contabilità conforme all’uso commerciale. Nondimeno, come ha rilevato l’Ispettorato fiscale nel suo rapporto di verifica, il ricorrente non adempie gli obblighi legali e non ha quindi presentato una contabilità commerciale.

Nondimeno, come ha rilevato l’Ispettorato fiscale nel suo rapporto di verifica, il ricorrente non adempie gli obblighi legali e non ha quindi presentato una contabilità commerciale. Come pure è stato osservato dall’Ispettorato, la “distinta entrate/uscite 2004” che il ricorrente ha allegato alla propria dichiarazione fiscale è ben lungi dal soddisfare anche le esigenze stabilite dalla legislazione tributaria per i contribuenti non assoggettati all’obbligo di tenere una contabilità commerciale. Secondo la giurisprudenza, infatti, i requisiti che le “distinte”, previste dagli articoli 125 cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT, devono adempiere dipendono dalla situaz io ne del caso concreto, in particolare dal tipo di attività commerciale e dalle sue dimens io ni. Sono in ogni caso necessarie registraz io ni idonee, che garantiscano l’assoggetta-mento completo e attendibile del reddito e della sostanza aziendali e consentano un’adeguata verifica da parte dell’autorità fiscale (sentenza del Tribunale federale del 13 dicembre 2003 n. 2A.272/2003 consid. 4 con riferimento a: Zweifel, op. cit., n. 30 s. ad art. 125 LIFD, p. 260). requisiti che le “distinte”, previste dagli articoli 125 cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT, devono adempiere dipendono dalla situaz io ne del caso concreto, in particolare dal tipo di attività commerciale e dalle sue dimens io ni. Sono in ogni caso necessarie registraz io ni idonee, che garantiscano l’assoggetta-mento completo e attendibile del reddito e della sostanza aziendali e consentano un’adeguata verifica da parte dell’autorità fiscale (sentenza del Tribunale federale del 13 dicembre 2003 n. 2A.272/2003 consid. Zweifel 2. 2.1.

2. 2.1. L’autorità di tassazione, ritenuta l’inadeguatezza della documentazione prodotta dal contribuente, ha proceduto a determinare l’utile aziendale ricorrendo, da un lato, ai coefficienti sperimentali e, dall’altro, al calcolo del dispendio (confronto fra le entrate e le uscite).

2.2.

Secondo gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di tassaz io ne esegue la tassaz io ne d’uffic io, in base a una valutaz io ne coscienz io sa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. A tal fine, può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluz io ne patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.

Secondo gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di tassaz io ne esegue la tassaz io ne d’uffic io, in base a una valutaz io ne coscienz io sa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. A tal fine, può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluz io ne patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. Pur avendo ritenuto che la contabilità prodotta dal ricorrente non fosse probante, l’autorità di tassaz io ne ha rinunciato ad una vera e propria tassaz io ne d’uffic io, che avrebbe presupposto dapprima una diffida e che avrebbe poi limitato il diritto di reclamo da parte del contribuente (obbligo di motivaz io ne ex art. 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3). Come ha stabilito la giurisprudenza del Tribunale federale, tuttavia, la rinuncia alla tassazione d’ufficio non impedisce all’autorità di tassazione di stabilire gli elementi imponibili in base ad una valutazione, rispettando le regole relative all’onere della prova (sentenza del Tribunale federale del 22 febbraio 2006, n. 2A.561/2005 consid. 3).

Pur avendo ritenuto che la contabilità prodotta dal ricorrente non fosse probante, l’autorità di tassaz io ne ha rinunciato ad una vera e propria tassaz io ne d’uffic io, che avrebbe presupposto dapprima una diffida e che avrebbe poi limitato il diritto di reclamo da parte del contribuente (obbligo di motivaz io ne ex art. 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3) 3). 2.3.

2.3. Nella decisione impugnata, l’Ufficio di tassazione ha dunque definito il reddito aziendale in fr. 44'000.–.

In primo luogo, ha proceduto alla ricostruzione della cifra d’affari, applicando il coefficiente sperimentale del 55% alla spesa di fr. 99'794.– per l’acquisto di merce. In tal modo, la cifra d’affari ha raggiunto l’importo di fr. 221'764.–, cioè fr. 39'386.– più di quanto dichiarato.

Dall’altro lato, ha confrontato fra loro le entrate e le uscite del contribuente e della sua famiglia, constatando un ammanco di fr. 42'530.–.

2.4.

Tenuto conto della motivazione laconica della decisione impugnata e delle contestazioni mosse dal ricorrente alla ricostruzione della cifra d’affari basata sui coefficienti sperimentali, questa Camera ha invitato l’Ispettorato fiscale a procedere ad una verifica dell’esercizio 2004. Il rapporto che ne è scaturito ha permesso di dimostrare che la valutazione fatta dall’autorità di tassazione con la decisione impugnata era prudenziale.

3. 3.1.

3. 3.1. In primo luogo, anche l’Ispettorato fiscale ha esaminato il margine di utile lordo, per stabilire se l’utile aziendale dichiarato sia attendibile.

In primo luogo, anche l’Ispettorato fiscale ha esaminato il margine di utile lordo, per stabilire se l’utile aziendale dichiarato sia attendibile. 3.2.

3.2. L’Ispettorato fiscale ha dapprima sottolineato come la ricostruz io ne intrapresa dall’Uffic io di tassaz io ne sia viziata dal fatto di essere basata sulle cifre fornite dal contribuente e ricavate dalla distinta “entrate/uscite anno 2004” allegata alla dichiaraz io ne fiscale. Si tratta infatti di cifre che esprimono un movimento di cassa e non economico, per il fatto che non tengono conto delle variaz io ni fra i saldi iniziali e finali dei debitori, delle scorte, dei lavori in corso e dei creditori.

L’Ispettorato fiscale ha dapprima sottolineato come la ricostruz io ne intrapresa dall’Uffic io di tassaz io ne sia viziata dal fatto di essere basata sulle cifre fornite dal contribuente e ricavate dalla distinta “entrate/uscite anno 2004” allegata alla dichiaraz io ne fiscale. Si tratta infatti di cifre che esprimono un movimento di cassa e non economico, per il fatto che non tengono conto delle variaz io ni fra i saldi iniziali e finali dei debitori, delle scorte, dei lavori in corso e dei creditori. La verifica intrapresa ha dunque permesso di ricostruire le suddette posiz io ni contabili in sospeso all’iniz io ed alla fine dell’eserciz io 2004.

La verifica intrapresa ha dunque permesso di ricostruire le suddette posiz io ni contabili in sospeso all’iniz io ed alla fine dell’eserciz io 2004. Mentre per i debitori e per le scorte merci non sono risultati elementi tali da far apparire posiz io ni in sospeso al 1° genna io e al 31 dicembre 2004, la verifica ha rilevato alcune commesse in fase di realizzaz io ne alla fine dell’eserciz io, che sono poi state fatturate nel genna io 2005. Il costo del materiale è compreso nell’ammontare indicato come “uscita officina per acquisto merce” del 2004 e di conseguenza l’Ispettorato ha valutato in fr. 40'000.– i lavori in corso alla fine del 2004. La verifica ha pure evidenziato l’esistenza di una fattura creditori al 31 dicembre 2004, non considerata (poiché non pagata) nella distinta “entrate/uscite anno 2004”.

Mentre per i debitori e per le scorte merci non sono risultati elementi tali da far apparire posiz io ni in sospeso al 1° genna io e al 31 dicembre 2004, la verifica ha rilevato alcune commesse in fase di realizzaz io ne alla fine dell’eserciz io, che sono poi state fatturate nel genna io 2005. Il costo del materiale è compreso nell’ammontare indicato come “uscita officina per acquisto merce” del 2004 e di conseguenza l’Ispettorato ha valutato in fr. 40'000.– i lavori in corso alla fine del 2004. La verifica ha pure evidenziato l’esistenza di una fattura creditori al 31 dicembre 2004, non considerata (poiché non pagata) nella distinta “entrate/uscite anno 2004”. 3.3.

3.3. Le due constataz io ni che precedono hanno così modificato i valori del rendiconto di cassa presentati dal ricorrente e utilizzati dall’Uffic io di tassaz io ne per determinare il margine di utile lordo:

Le due constataz io ni che precedono hanno così modificato i valori del rendiconto di cassa presentati dal ricorrente e utilizzati dall’Uffic io di tassaz io ne per determinare il margine di utile lordo: fatturato dichiarato (incassato) fr. 182'378

fatturato dichiarato (incassato) fr. 182'378 variaz io ne lavori in corso fr. 40’000

variaz io ne lavori in corso fr. 40’000 cifra d’affari 2004 fr. 222'378 fr. 222’378

cifra d’affari 2004 fr. 222'378 fr. 222’378 PCMV (acquisti) dichiarato (pagato) fr. 99’794

PCMV (acquisti) dichiarato (pagato) fr. 99’794 Variaz io ne creditori fr. 6’500

Variaz io ne creditori fr. 6’500 PCMV 2004 fr. 106'294 – fr. 106'294

PCMV 2004 fr. 106'294 – fr. 106'294 Utile lordo rettificato fr. 116'084

3.4.

Il margine di utile lordo, cioè la percentuale dell’utile lordo rispetto alla cifra d’affari, ammonta in tal modo al 52.20%. Come ha osservato l’Ispettorato fiscale, nel suo rapporto di verifica, si tratta di un margine che non si discosta in modo consistente dal coefficiente sperimentale del 55%, adottato dall’Ufficio di tassazione. L’Ispettorato ha pertanto proposto di rinunciare ad una ripresa definitiva sulla cifra d’affari dichiarata (considerando cioè la ripresa come un ricavo incassato), optando per contro per una ripresa come riserva tassata, quindi per una rivalutazione della sostanza aziendale.

Il reddito dell’attività lucrativa indipendente viene così stabilito nella misura seguente:

utile dichiarato fr. 1’367

riserva tassata su lavori in corso fr. 40’000

– riserva tassata negativa su creditori fr. 6’500

utile aziendale rivalutato fr. 34’867

3.5.

Il risultato cui perviene l’Ispettorato è senz’altro affidabile e permette anche di evitare una ripresa definitiva sulla cifra d’affari dichiarata. Come detto, l’unico intervento sui dati dichiarati è consistito nel tener conto delle delimitazioni temporali, grazie alla riserva tassata di fr. 33'500.–.

L’utile aziendale del ricorrente può così essere definito su questa base.

4. 4.1.

4. 4.1. L’Ispettorato ha poi riesaminato anche il calcolo del dispend io, estendendo in tal modo la verifica anche agli elementi estranei all’attività aziendale del ricorrente.

L’Ispettorato ha poi riesaminato anche il calcolo del dispend io, estendendo in tal modo la verifica anche agli elementi estranei all’attività aziendale del ricorrente. 4.2.

4.2. Rispetto al calcolo delle entrate e delle uscite su cui si è basato l’Ufficio di tassazione, quello dell’Ispettorato tiene conto dei seguenti aspetti:

Rispetto al calcolo delle entrate e delle uscite su cui si è basato l’Ufficio di tassazione, quello dell’Ispettorato tiene conto dei seguenti aspetti: - la rendita AI per grandi invalidi di fr. 20'251.–, percepita dalla moglie del ricorrente;

- la rendita AI per grandi invalidi di fr. 20'251.–, percepita dalla moglie del ricorrente; - la diminuzione del capitale depositato su un conto bancario presso la __________, pari a fr. 6'694.–;

- la diminuzione del capitale depositato su un conto bancario presso la __________, pari a fr. 6'694.–; - l’aumento del reddito dell’attività indipendente a fr. 34'867.–;

- l’aumento del reddito dell’attività indipendente a fr. 34'867.–; - a ciò si aggiungono ancora la variazione della sostanza commerciale dovuta ai lavori in corso, nella misura di fr. 40'000.–, e la variazione dei passivi aziendali, riferita ai creditori (fr. 6'500.–).

- a ciò si aggiungono ancora la variazione della sostanza commerciale dovuta ai lavori in corso, nella misura di fr. 40'000.–, e la variazione dei passivi aziendali, riferita ai creditori (fr. 6'500.–). 4.3.

4.3. Il calcolo del dispendio così rivisto porta ad un’eccedenza di fr. 12'547.–, prima di considerare tuttavia le spese per il sostentamento personale del contribuente e della sua famiglia. A tale riguardo, l’Ispettorato, così come prima l’Ufficio di tassazione, ha aggiunto alle uscite l’importo di fr. 24'600.–, corrispondente al minimo vitale stabilito ai fini del diritto esecutivo. L’ammanco che ne risulta, arrotondato a fr. 12'000.– all’anno, potrebbe essere aggiunto al reddito dell’attività lucrativa indipendente del contribuente, che raggiungerebbe in tal modo l’importo di fr. 46'867.–; oppure potrebbe essere considerato “reddito d’altra fonte”.

Il calcolo del dispendio così rivisto porta ad un’eccedenza di fr. 12'547.–, prima di considerare tuttavia le spese per il sostentamento personale del contribuente e della sua famiglia. A tale riguardo, l’Ispettorato, così come prima l’Ufficio di tassazione, ha aggiunto alle uscite l’importo di fr. 24'600.–, corrispondente al minimo vitale stabilito ai fini del diritto esecutivo. L’ammanco che ne risulta, arrotondato a fr. 12'000.– all’anno, potrebbe essere aggiunto al reddito dell’attività lucrativa indipendente del contribuente, che raggiungerebbe in tal modo l’importo di fr. 46'867.–; oppure potrebbe essere considerato “reddito d’altra fonte”. Il ricorrente, da parte sua, contesta il calcolo del minimo vitale fondato sui parametri del diritto delle esecuzioni e dei fallimenti e sostiene che sia stato sufficiente l’importo di fr. 12'300.–, che sarebbe coperto dalle entrate dell’anno. A suo avviso, infatti, si dovrebbe tener conto del fatto che la sua famiglia è quotidianamente ospite di sua madre per i pasti, dopo la grave malattia che ha colpito la moglie nel 1996.

Il ricorrente, da parte sua, contesta il calcolo del minimo vitale fondato sui parametri del diritto delle esecuzioni e dei fallimenti e sostiene che sia stato sufficiente l’importo di fr. 12'300.–, che sarebbe coperto dalle entrate dell’anno. A suo avviso, infatti, si dovrebbe tener conto del fatto che la sua famiglia è quotidianamente ospite di sua madre per i pasti, dopo la grave malattia che ha colpito la moglie nel 1996. 4.4.

4.4. Va ricordato, in questo ambito, che l’Ufficio di tassazione, nella decisione impugnata, aveva stabilito il reddito aziendale in fr. 44'000.–, basandosi come detto sia sul margine di utile lordo sia sul calcolo del dispendio.

Va ricordato, in questo ambito, che l’Ufficio di tassazione, nella decisione impugnata, aveva stabilito il reddito aziendale in fr. 44'000.–, basandosi come detto sia sul margine di utile lordo sia sul calcolo del dispendio. Aggiungendo l’importo di fr. 12'053.–, corrispondente all’am-manco risultante dal calcolo del dispendio intrapreso dall’Ispetto-rato, il reddito aziendale salirebbe a fr. 46'867.–. Il reddito imponibile sarebbe aumentato nella misura di quasi 3'000 franchi anche nel caso in cui l’ammanco fosse considerato “reddito d’altra fonte”.

Aggiungendo l’importo di fr. 12'053.–, corrispondente all’am-manco risultante dal calcolo del dispendio intrapreso dall’Ispetto-rato, il reddito aziendale salirebbe a fr. 46'867.–. Il reddito imponibile sarebbe aumentato nella misura di quasi 3'000 franchi anche nel caso in cui l’ammanco fosse considerato “reddito d’altra fonte”. Trattandosi di una questione di valutazione, questa Camera ritiene di poter prescindere dall’aumento del reddito imponibile del ricorrente, ritenuto che la verifica ha sostanzialmente confermato le risultanze dell’accertamento compiuto dall’autorità di tassazione.

Trattandosi di una questione di valutazione, questa Camera ritiene di poter prescindere dall’aumento del reddito imponibile del ricorrente, ritenuto che la verifica ha sostanzialmente confermato le risultanze dell’accertamento compiuto dall’autorità di tassazione. Confermando il reddito aziendale di fr. 44'000.–, si tiene anche conto, parzialmente, delle contestazioni in merito alla commisurazione del minimo vitale. Inoltre, il margine di utile lordo resta leggermente al di sotto (54%) del coefficiente sperimentale.

Confermando il reddito aziendale di fr. 44'000.–, si tiene anche conto, parzialmente, delle contestazioni in merito alla commisurazione del minimo vitale. Inoltre, il margine di utile lordo resta leggermente al di sotto (54%) del coefficiente sperimentale. 5. Alla luce di quanto precede, il ricorso è respinto.

5. Alla luce di quanto precede, il ricorso è respinto. In considerazione del fatto che tanto la decisione di tassazione quanto quella su reclamo proponevano una motivazione estremamente ridotta, come pure della circostanza che il calcolo del dispendio non era stato sottoposto al ricorrente prima del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente, solo in parte.

In considerazione del fatto che tanto la decisione di tassazione quanto quella su reclamo proponevano una motivazione estremamente ridotta, come pure della circostanza che il calcolo del dispendio non era stato sottoposto al ricorrente prima del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente, solo in parte. Per questi motivi,

Per questi motivi, visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT dichiara e pronuncia

dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è respinto.

1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali consistenti:

2. Le spese processuali consistenti: a. nella tassa di giustizia di fr. 800.–

a. nella tassa di giustizia di fr. 800.– b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–

b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.– per un totale di fr. 880.–

per un totale di fr. 880.– sono a carico del ricorrente nella misura di un mezzo (fr. 440.–). sono a carico del ricorrente nella misura di un mezzo (fr. 440.–). 3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF). 4. Intimazione a:

4. Intimazione a: -; -; -; -. -;

-; -;

-; -;

-; -.

-. Copia per conoscenza:

Copia per conoscenza: - municipio di __________.

- municipio di __________. per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il presidente: Il segretar io :

Il presidente: Il segretar io :