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La centrale nucleare di Gösgen.
KEYSTONE/GAETAN BALLY(sda-ats)
Le concentrazioni di carbonio nei generatori di vapore delle centrali nucleari di Gösgen (SO) e Beznau (AG) rispettano le norme internazionali. Un esame approfondito dei documenti di fabbricazione ha escluso difetti che potrebbero alterare la resistenza del materiale.
Le verifiche permettono di dire che il rischio di avere una concentrazione di carbonio elevata è da "debole" a "molto debole", scrive oggi in una nota l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN).
Una concentrazione leggermente elevata di carbonio è stata rilevata in una componente del generatore di vapore della centrale di Beznau, ma anche questo valore è inferiore alla concentrazione massima prevista dalla American Society of mechanical Engineers (ASME).
Le verifiche nelle due centrali svizzere sono state ordinate un anno fa dall'IFSN, in seguito ad un allarme che in Francia ha provocato il blocco di 12 reattori.
L'autorità francese aveva in un primo tempo evidenziato irregolarità nella documentazione delle componenti prodotte dalla fonderia di Le Creusot del gruppo francese Areva, la stessa che ha fornito i generatori di Gösgen e Beznau. Più tardi si è scoperto che alcune parti dei generatori utilizzati in Francia avevano concentrazioni di carbonio eccessive.
In Svizzera la segnalazione ha interessato soltanto il reattore di Gösgen e i due di Beznau, visto che le centrali di Leibstadt (AG) e Mühleberg (BE) sono dotate di reattori ad acqua bollente. I gestori delle due centrali hanno fornito tutti i documenti richiesti entro il termine previsto, precisa l'IFSN.
La fonderia di Areva - uno dei due colossi francesi dell'energia, assieme a EdF - ha forgiato anche il contenitore in pressione del reattore 1 della centrale di Beznau. Quest'ultimo è fermo dal mese di marzo del 2015, quando nel corso di una grande revisione erano state scoperte "irregolarità" - ossia 925 micro-fessure fra i 5 e i 6 millimetri di diametro - nella struttura di contenimento.
SDA-ATS