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Nel mio archivio ho una vecchia immagine in bianco e nero risalente al 1967 con quattro giovanotti fotografati sul ponte di una nave diretta in Groenlandia. Tutti divennero piloti d’elicottero ma purtroppo due persero la vita proprio in un incidente aereo. Uno di loro si chiamava Fernand Cardinaux, e questa è la sua storia.
Fernand André Cardinaux, ultimogenito di quattro figli (aveva due sorelle ed un fratello) nacque a Blonay/VD il 25 novembre 1933. In questo paesino soprastante il lago Lemano tra Vevey e Montreux frequentò le scuole elementari e successivamente le scuole secondarie, al termine delle quali decise di intraprendere un apprendistato di meccanico di automobili in un garage della Citroën a Vevey. Al termine dei quattro anni di formazione avrebbe voluto recarsi a Biel/Bienne per perfezionare il tedesco, ma alla fine decise di continuare a lavorare nel garage ottenendo in seguito anche la maestria federale.
Appassionato d’aviazione fin da bambino, come molti altri giovani seguì con grande interesse le imprese del celebre pilota vallesano Hermann Geiger.
In quel periodo decise di iscriversi alla scuola di volo per piloti d’aeroplano della Section vaudoise de l’Aéro-Club de Suisse all’epoca diretta da Ulysse Pahud. La scuola era basata all’aeroporto La Blécherette di Losanna e fu qui che Fernand Cardinaux ottenne, il 12 luglio 1962, la licenza di pilota privato d’aeroplano.
Pilota d’elicottero
Negli anni Sessanta iniziarono a mancare in Svizzera piloti d’elicottero. Per questa ragione molti di loro vennero reclutati all’estero, soprattutto in Austria.
Affascinato dal mondo dell’ala rotante Fernand Cardinaux decise di conseguire anche la licenza di pilota professionale d’elicottero. Fu così che l’11 giugno 1964 iniziò a Losanna la scuola di pilotaggio istruito da Jean-Pierre Freiburghaus.
Il 23 ottobre 1964 all’aeroporto di Belp/BE mentre si stava esercitando con le autorotazioni insieme all’istruttore menzionato ebbe un incidente con l’Agusta-Bell 47G HB-XAV. L’incidente si verificò quando l’elicottero al termine dell’autorotazione non venne livellato per tempo con il terreno. L’arco di protezione del rotore di coda urtò il terreno e le pale del rotore principale urtarono la trave di coda. I danni furono alquanto ingenti, ma fortunatamente nessuno riportò ferite.
Dopo aver ottenuto la licenza di pilota privato continuò la formazione ottenendo la licenza elvetica di pilota professionale d’elicottero nr. 77 che gli fu rilasciata il 1° settembre 1965.
L’iter di formazione
All’epoca i piloti professionali seguivano una formazione divisa in quattro tappe ognuna di 25 ore: la prima (detta Stufe - gradino - A) permetteva di ottenere la licenza di pilota privato d’elicottero. La tappa successiva (Stufe B) consentiva al candidato di ottenere la licenza di pilota professionale, mentre quella successiva (Stufe C) introduceva l’allievo agli atterraggi in regioni prealpine fino ad un’altezza di 1'500 metri. Nell’ultima tappa (Stufe D) il pilota seguiva la formazione per effettuare atterraggi in alta montagna. Al termine dello stage, con all’attivo circa 100 ore di volo, il pilota era considerato formato.
L’esperienza pratica tuttavia mostrò che questo tipo di formazione, soprattutto per l’impiego degli elicotteri in alta montagna, non era sufficiente. Diversi neo-piloti ebbero infatti degli incidenti.
E’ interessante notare che in quegli anni la formazione dei piloti professionali d’elicottero era in maggior parte finanziata dall’Ufficio aeronautico federale e della Guardia aerea svizzera di soccorso (GASS, oggigiorno Rega). I piloti dal canto loro pagavano solo il 5% dei costi, ed erano tenuti a segnare un contratto della durata di almeno 5 anni con una delle (poche) aziende di elitrasporto allora esistenti. Dovevano inoltre essere a disposizione della GASS per le operazioni di ricerca e soccorso.
Fernand Cardinaux, insieme a Markus Burkhard, Jean-Pierre Füllemann e Ulrich Bärfuss fu tra i primi ad ottenere questo genere di sostegno.
Pilota della Heliswiss
Fernand Cardinaux al termine della formazione venne subito assunto dalla Heliswiss quale elicotterista. Tra le prime missioni che gli vennero affidate ci fu quella di trasportare al piano le vittime della catastrofe di Mattmark, avvenuta ai piedi del ghiacciaio Allalin (Canton Vallese) il 30 agosto 1965. Seguirono i trasporti di persone e materiale, i voli panoramici e quelli fotografici.
La primavera successiva venne incaricato di convogliare il Bell 47G2 HB-XAX verso la Danimarca in vista del suo impiego in Groenlandia. Qui lavorò da maggio a settembre per conto di un gruppo di geologi della GGU (Grønlands Geologiske Undersøgelse). Il suo compito era quello di trasportare uomini, equipaggiamenti e viveri da una zona d’esplorazione all’altra.
Al termine della stagione durante la quale effettuò 220 ore di volo, la GGU fu molto soddisfatta del lavoro svolto dall’equipaggio svizzero. Tra la GGU e la Heliswiss ebbe così inizio una collaborazione che durò molti anni.
Dopo il rientrò in Svizzera venne trasferito all’aeroporto di Belp/BE. Negli anni successivi venne incaricato a più riprese dalla Heliswiss di effettuare trasferte all’estero. Nel 1967, per esempio, venne nuovamente inviato in Groenlandia per un’altra stagione con la GGU e successivamente in Tunisia per quattro mesi.
Il 23 dicembre 1967, quindi poco prima delle vacanze natalizie, convolò a nozze con Claire-Lise.
L’anno successivo il pilota vodese fu trasferito a Salonicco (Grecia) dove effettuò per conto della compagnia Texaco dei voli off-shore servendosi di un Bell 206A Jet Ranger. L’azienda petrolifera americana aveva infatti attrezzato una nave per effettuare dei sondaggi.
Al suo rientro in Svizzera riprese l’attività di routine. Nel corso dell’inverno effettuò diversi voli a Gstaad per il trasporto di sciatori. Tra i suoi passeggeri vi furono anche vari VIP che erano soliti frequentare la nota destinazione turistica.
Sorveglianza di linee ad alta tensione
Nell’autunno del 1969 Fernand Cardinaux venne inviato in Sicilia dove effettuò trasporti di persone e materiale per conto della Società generale elettrica della Sicilia. Qui ebbe una brutta disavventura. Mentre effettuava un volo d’ispezione dei cavi elettrici che attraversavano lo stretto di Messina fra la Calabria e la Sicilia il Jet Ranger che pilotava fu investito da un’improvvisa raffica di vento e la deriva verticale urtò uno dei cavi! Fortunatamente il rotore di coda non venne danneggiato cosicché poté atterrare senza altri inconvenienti. Quella notte, ricorda ancora oggi Claire-Lise, Fernand si svegliò in preda agli incubi.
Disperso nella giungla
Nel gennaio 1971 Fernand Cardinaux lasciò la Svizzera per raggiungere il Suriname (ex colonia dei Paesi Bassi conosciuta anche come Guyana Olandese). Qui la Heliswiss per diverse stagioni impiegò degli Agusta-Bell 206 Jet Ranger e Agusta-Bell 204B per effettuare trasporti di persone e materiale.
Il 30 marzo 1971 mentre stava rientrando alla base ai comandi del Bell 206A Jet Ranger HB-XDD, decise di effettuare un atterraggio precauzionale a causa dell'arrivo di un grosso temporale tropicale. Visto che la foresta equatoriale non offriva alcun spazio idoneo ad un atterraggio e per non bruciare inutilmente cherosene, decise di posarsi nell’unico luogo che gli sembrava adeguato: una piccola radura accanto al fiume. Quando le condizioni meteo migliorarono decise di decollare, ma per ragioni sconosciute la turbina non si avviò. Il pilota fornì nuovamente via radio la sua posizione approssimativa ed iniziò una lunga attesa. A causa delle precipitazioni il livello del fiume iniziò però a salire rapidamente fino a sommergere completamente l’elicottero.
Fernand Cardinaux fu costretto a bivaccare per alcuni giorni nei pressi dell'apparecchio in attesa di ricevere i soccorsi. Nel frattempo venne subito organizzata una perlustrazione aerea per trovare l’apparecchio che fu individuato da un DC-3 della KLM Aerocarto. Visto però che il suo era l’unico elicottero disponibile in Suriname fu necessario richiedere l’intervento di un Alouette francese basato altrove.
Dopo il suo salvataggio fu portato a Paramaribo dove ad aspettarlo c’era la moglie con la figlioletta Loraine nata il 13 aprile 1970. La permanenza nella giungla fece però ammalare il pilota vodese che per 5 settimane rimase a letto a causa della febbre molto alta. Fu un periodo terribile anche perché nessun medico riuscì a capire cosa avesse. Fortunatamente un giorno la febbre cessò e la sua salute migliorò in brevissimo tempo.
Anche l’elicottero venne salvato e riportato in Svizzera. A causa del suo colore e della forzata permanenza sott’acqua venne scherzosamente soprannominato “Yellow Submarine” (sommergibile giallo) un chiaro riferimento alla famosa canzone dei Beatles. A causa dei danni riportati l’HB-XDD venne però radiato dal registro svizzero degli aeromobili.
Passaggio alla Air Zermatt
L’anno seguente (1972) Fernand Cardinaux lasciò la Heliswiss per passare alla società vallesana di elitrasporto Air Zermatt basata nell’omonima località turistica. Le ragioni principali di questa decisione erano di carattere famigliare, in quanto il pilota voleva restare in Svizzera tutto l’anno senza separarsi dalla sua famiglia.
L’attività per conto del nuovo datore di lavoro iniziò il 1° luglio 1972. Istruito dagli esperti piloti Günther Amann, Siegfried Stangier e Markus Burkhard, Fernand Cardinaux iniziò a volare con i nuovi elicotteri SE 3160 Alouette III e SA 315B Lama da poco acquistati dall’azienda vallesana.
Forte dell’esperienza già acquisita in precedenza il pilota vodese imparò ben presto a svolgere qualsiasi tipo di attività aerea, comprese le difficili missioni di salvataggio in alta quota. Fu lui tra l’altro il primo ad effettuare un salvataggio diretto sulla famosa parete nord del Cervino.
Trasporto di persone e materiale, rifornimento di capanne e azioni di salvataggio divennero ben presto il suo pane quotidiano.
Il tragico incidente
Il 7 agosto 1973 Fernand Cardinaux ricevette dalla centrale operativa della Air Zermatt il compito di trasportare del materiale di costruzione da Rittinen (località situata lungo la strada che congiunge St. Niklaus a Grächen) ad un cantiere di montagna. Il pilota arrivò alla piazza di carico ai comandi dell’SA 315B Lama HB-XDX. I carichi pronti per essere imbragati erano costituiti da tubi di ferro della lunghezza di circa 6 metri e del diametro di 10 cm. Ogni carico era in qualche modo imballato e pesava all’incirca 680 kg.
Il pilota lasciò il tempo all’assistente di volo di imbragare i tubi dopodiché iniziò la prima rotazione con il carico sospeso tramite due corde di 8 metri di lunghezza. Le prime tre rotazioni vennero effettuate senza problemi. Per il trasporto del quarto carico l’assistente di volo disponeva unicamente di corde di 6 metri (vedasi disegni) e perciò decise di servirsi di una terza corda che fece passare nelle asole delle altre due.
Il pilota dopo essersi abbassato si fece agganciare il carico dall’assistente di volo e lo sollevò delicatamente. Pochi istanti dopo fu però costretto a depositarlo nuovamente. Una delle corde sotto trazione scivolò infatti verso il centro sbilanciando il mazzo di tubi. L’assistente di volo risistemò le corde e Cardinaux riprovò a sollevare il carico. Visto che tutto sembrava in ordine lo trasportò fino al punto di scarico per poi ritornare nuovamente al punto di partenza.
Alle 08.45 il pilota ripartì con appeso un carico analogo imbragato in modo identico al precedente che però si inclinò di lato di circa 10-20 gradi. Dopo circa un chilometro improvvisamente i tubi si sfilarono dalle loro imbragature e caddero nel bosco sottostante.
Alcuni testimoni osservarono subito dopo l’elicottero che si trovava a circa 130 metri di quota avvitarsi velocemente su sé stesso attorno all’asse verticale e perdere quota rapidamente per poi schiantarsi in una zona boschiva.
Nell’incidente, causato dalla perdita del rotore di coda dopo che una corda gli si attorcigliò attorno, il pilota vodese perse purtroppo la vita.
Al momento dell’incidente Fernand Cardinaux aveva un’esperienza totale di volo di oltre 3'500 ore su elicotteri e 110 ore su aeroplani. Egli era abilitato al pilotaggio dei seguenti modelli: Bell 47 serie G e J, Bell 206A Jet Ranger, SE 3160 Alouette III, SA 315B Lama.
L’incidente suscitò grande commozione non solo tra i colleghi della giovane compagnia vallesana, ma anche tra coloro che gli dovevano la loro vita. Nel corso degli anni aveva effettuato molte missioni di salvataggio. Fu lui insieme all’assistente di volo Thomas Lauber ad effettuare la 1000esima operazione di salvataggio per conto della Air Zermatt.
La domenica prima dell’incidente aveva effettuato un impegnativo salvataggio portando soccorso ad uno scalatore che si era gravemente ferito nella regione del Nadelhorn salvandogli la vita.
Fernand Cardinaux lasciò la moglie Claire-Lise (che qualche anno più tardi, seguendo le orme del marito, divenne anch’essa pilota professionale d’elicottero) e la figlioletta Loraine.
Dopo il funerale celebrato a Zermatt, la salma venne trasportata per la sepoltura nel villaggio nativo di Blonay. Nel punto in cui avvenne l'incidente è stata posata una targa commemorativa.
Fernand Cardinaux è ricordato da suoi colleghi con molto affetto. Tutti lo descrivono come una persona allegra, molto disponibile ed affidabile, oltre che un ottimo pilota.
HAB 01/2016