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Nuova legge, stesse intercettazioni: lo scorso marzo è entrata in vigore la nuova legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni, ma a un anno di distanza non vi sarebbero maggiori richieste di intercettazioni da parte degli inquirenti. Le autorità hanno ordinato misure di sorveglianza solo per l'1,5% dei reati e le cifre del 2018 sono rimaste stabili rispetto all'anno precedente, ha annunciato oggi il Servizio Sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (SCPT).
Dal marzo dello scorso anno gli inquirenti hanno a disposizione due metodi in più per sorvegliare le comunicazioni: speciali programmi informatici, denominati GovWare, e i cosiddetti IMSI-catcher, cioè dispositivi che hanno l'aspetto di una normale antenna telefonica, ma sono in grado di intercettare le conversazioni. Questi ultimi sono stati utilizzati in 84 casi; quasi la metà (40) per infrazioni alla legge sugli stupefacenti e 25 la ricerca di persone scomparse. Nella statistica 2018 non figura nessun utilizzo di software spia. L'uso di questi programmi informatici però viene conteggiato nella statistica solo una volta terminata l'operazione.
Globalmente le misure di sorveglianza richieste dagli inquirenti e dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) sono rimaste stabili a 7'950. Le intercettazioni di telefonate o di messaggi elettronici (misure di sorveglianza in tempo reale) sono state 2'554, mentre i casi di sorveglianza retroattiva (per sapere chi ha telefonato a chi, quando, dove e per quanto tempo) 5'396.
La rete telefonica risulta essere molto più monitorata rispetto a Internet.