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<h2>SubmittedText<h2><p>Nei prossimi anni, la problematica dell'acqua diventerà sempre più importante. La Svizzera, quale riserva idrica d'Europa, ha un ruolo fondamentale da svolgere. Chiediamo quindi al Consiglio federale di gestire questa situazione in maniera pionieristica e responsabile. La creazione di un'agenzia delle acque permetterebbe al nostro Paese di coordinare tutte le iniziative adottate in questo campo, di valorizzare al meglio questa materia prima e di avviare progetti di gestione delle acque in quanto fonte di vita e di energia.</p><p>Possiamo senza dubbio raggiungere tale obiettivo affidando un mandato a un politecnico federale o a una scuola universitaria professionale.</p><p>Cogliamo pertanto l'opportunità offertaci dalla "sessiun" a Flims, regione particolarmente toccata da tale problematica, per chiedere al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Esiste un'istituzione che raccoglie e conserva tutte le informazioni relative alle risorse idriche? In caso di risposta affermativa, può indicarcela ed elencarci i suoi compiti?</p><p>2. È opportuno creare un'agenzia dell'acqua o affidare un mandato complementare a un'istituzione già esistente?</p><p>3. Può illustrarci, in termini più generali, la strategia con cui il governo intende affrontare nei decenni a venire la sfida legata all'acqua?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In Svizzera, le competenze concernenti la gestione del settore delle acque sono ripartite fra la Confederazione e i cantoni. Ne consegue che le relative attività sono organizzate all'insegna di un pronunciato federalismo. Inoltre, la gestione delle acque ha conosciuto un forte sviluppo per settori. La concentrazione su temi settoriali si riscontra anche nelle scuole superiori e nelle università come pure presso le associazioni competenti. La politica settoriale delle acque ha ottenuto grossi successi. Non esistono pertanto singoli servizi centrali che si occupano in un'ottica complessiva delle questioni che ruotano attorno all'acqua.</p><p>2. Il Consiglio federale ha riconosciuto la necessità di designare un servizio che si occupi delle questioni generali, delle previsioni e del coordinamento della gestione delle acque. Con la fusione, avvenuta il 1° gennaio 2006, di parti dell'Ufficio federale delle acque e della geologia e dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio nel nuovo Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), il Consiglio federale ha già realizzato tale obiettivo. Il governo ritiene che la creazione di un'istituzione supplementare, come l'agenzia delle acque proposta dall'autore dell'interpellanza, non contribuirebbe a realizzare gli obiettivi stabiliti, ma comporterebbe sovrapposizioni di competenze con altri attori e istituzioni, in particolare con i cantoni. Inoltre, un'agenzia delle acque indipendente, concentrata in modo "monotematico" sulla gestione delle acque, sarebbe inadeguata per una futura politica relativa alle risorse e alle acque. Tale politica non può essere attuata senza alcun legame con le altre attività d'incidenza territoriale e con le questioni ambientali.</p><p>La Svizzera è consapevole del suo ruolo di riserva idrica d'Europa e assume le sue responsabilità nei confronti dei Paesi limitrofi. Compie, infatti, grossi sforzi volti a mantenere puliti le acque sul proprio territorio e partecipa attivamente a numerose commissioni internazionali per la protezione delle acque di confine.</p><p>3. L'acqua rappresenta uno dei fattori chiave per la società, l'economia e la natura. I cambiamenti sociali, economici e climatici comporteranno infatti un ulteriore aumento della pressione sulle risorse idriche e sulla loro gestione. Partendo da questa constatazione, il gruppo di progetto "Acqua-Agenda 21", composto da rappresentanti dell'UFAM, dei cantoni, dell'IFADPA e delle associazioni del settore, si è chiesto come rafforzare il coordinamento tra i vari settori e attori della gestione delle acque e quali siano, sotto il profilo organizzativo e istituzionale nonché contenutistico e specialistico, le modalità per adeguare tale gestione alle sfide del futuro. Lo scopo è l'elaborazione di una visione complessiva e di strategie e piani d'azione intersettoriali per una futura gestione integrale delle acque basata sul dialogo con gli attori principali. Nella stessa direzione vanno anche le attività della Conferenza intergovernativa dei cantoni di montagna, che si è proposta di istituire nelle regioni montane una rete di competenza per la gestione delle acque.</p><p>Il protocollo acqua e salute dell'OMS, ratificato recentemente dalla Svizzera, ha l'obiettivo di migliorare la gestione delle acque al fine di promuovere la salute. Per l'elaborazione di piani di gestione delle acque basati su bacini imbriferi, il gruppo di progetto "Acqua-Agenda 21" ha, per esempio, già lanciato il progetto parziale "gestione integrale del bacino imbrifero", il quale prevede la realizzazione di progetti pilota che permettano di acquisire esperienze concettuali e pratiche.</p><p>Con le linee guida per la gestione dei corsi d'acqua svizzeri, elaborate nel 2003 da diversi servizi federali, si intende promuovere la politica sostenibile dell'acqua e dei corsi d'acqua sulla base della legislazione esistente e nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili. Dette linee guide prevedono inoltre degli obiettivi di sviluppo volti a garantire uno spazio adeguato per i corsi d'acqua, una portata delle acque sufficiente e una qualità dell'acqua soddisfacente.</p><p>Nell'insieme, il Consiglio federale è del parere che le attività dei servizi federali, svolte in collaborazione con i cantoni, le università e gli attori principali della gestione delle acque, corrispondano già a quanto proposto dall'autore dell'interpellanza e che soddisfino i diversi impegni internazionali sottoscritti dalla Svizzera. Per il momento, il governo non vede alcun motivo per adottare misure più ampie.</p>  Risposta del Consiglio federale.