Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/133253

<h2>SubmittedText<h2><p>Conformemente alla legge federale sull'energia nucleare, gli esercenti delle centrali nucleari sono tenuti a costituire un fondo di disattivazione e un fondo di smaltimento per gli impianti nucleari. Dopo la messa fuori servizio delle centrali nucleari, questi fondi dovrebbero disporre di mezzi sufficienti a coprire i costi della disattivazione e dello smaltimento. Se essi dispongono di mezzi insufficienti e l'onere finanziario per le società di gestione delle centrali è eccessivo, saranno i contribuenti a dover pagare. In questo modo i costi non sarebbero coperti secondo il principio di causalità. Si verrebbe a creare una distorsione dei prezzi e del mercato e i futuri contribuenti sovvenzionerebbero l'elettricità prodotta oggi a partire dal nucleare. Questa situazione è inaccettabile.</p><p>Gli studi sui costi costituiscono la base per il calcolo degli accantonamenti degli esercenti e dei contributi da versare ai fondi (fondo di disattivazione e fondo di smaltimento; cfr. studio sui costi 2011). Gli studi sui costi sono commissionati da Swissnuclear, associazione di categoria degli esercenti delle centrali nucleari.</p><p>La NAGRA, società cooperativa di proprietà delle grandi società elettriche Axpo, Alpiq e BKW, delle centrali nucleari di Gösgen e Leibstadt come pure della Confederazione, determina i costi dello smaltimento. Gli studi sui costi sono verificati soltanto dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). Ciò che manca è un servizio di calcolo indipendente. Il settore elettrico e gli esercenti delle centrali nucleari sono però direttamente coinvolti negli studi. E certamente hanno tutto l'interesse a una stima dei costi piuttosto ottimistica. Così, infatti, devono versare importi più bassi nel fondo di disattivazione e nel fondo di smaltimento.</p><p>Nella sua risposta all'interpellanza Noser 11.3482, "Disattivazione e smantellamento delle centrali nucleari dismesse. Dubbi concernenti le stime dei costi", più precisamente nella risposta alla domanda 3, il Consiglio federale ha precisato che verificherà se è necessario un terzo parere (oltre a Swissnuclear e l'IFSN) sui calcoli dei costi di Swissnuclear.</p><p>Viste queste premesse, il Consiglio federale è incaricato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Per la valutazione dello studio sui costi 2011 il Consiglio federale ha chiesto un terzo parere indipendente?</p><p>2. In caso affermativo: chi ha verificato le cifre? A quali conclusioni ha portato la verifica?</p><p>3. In caso negativo: per quali motivi è stato deciso di non chiedere una verifica indipendente?</p><p>4. Per lo studio sui costi 2016, il Consiglio federale è disposto a chiedere un terzo parere indipendente? In caso negativo, per quale motivo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I diritti e gli obblighi in materia di smaltimento di impianti nucleari si basano in misura determinante sulla legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (RS 732.1), in particolare sugli articoli 31 e 77 a 82, nonché sull'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento per gli impianti nucleari (OFDS; RS 732.17). Il presunto ammontare dei costi di disattivazione e di smaltimento è calcolato ogni cinque anni, per ogni impianto nucleare, sulla base delle indicazioni del proprietario, la prima volta al momento dell'entrata in servizio (art. 4 cpv. 1 OFDS). Inoltre i costi sono calcolati nuovamente quando un impianto nucleare è messo fuori servizio definitivamente o circostanze impreviste fanno prevedere un sostanziale cambiamento dei costi (art. 4 cpv. 2 OFDS). I costi sono calcolati in base al programma di smaltimento delle scorie e alle più recenti conoscenze scientifiche nonché in base ai prezzi in vigore al momento del calcolo (art. 4 cpv. 3 OFDS).</p><p>Nel suo parere sulla mozione Fetz 11.4213, "Fondo di disattivazione e fondo di smaltimento. Basta con il persistere per anni di coperture insufficienti e con i rimborsi", e su altri interventi parlamentari, il Consiglio federale si è dichiarato disposto a esaminare l'opportunità di modificare l'OFDS. Attualmente sono in corso i lavori di revisione, che affrontano tra l'altro anche la questione delle incertezze nei calcoli dei costi e dei conseguenti versamenti di contributi. Non è ancora stato stabilito se e in quale misura si debba tenere conto di queste incertezze nel calcolo dei costi.</p><p>Il Consiglio federale prende posizione sulle singole domande come segue:</p><p>1. La commissione dei due fondi ha deciso che la verifica ufficiale dello studio sui costi nell'ambito della valutazione degli aspetti tecnici sia svolta dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), in collaborazione con periti esterni. La decisione di coinvolgere questi periti tiene debitamente conto della necessità di disporre di un terzo parere indipendente in relazione allo studio sui costi.</p><p>2./3. L'IFSN ha incaricato la ditta TÜV NORD Ensys di valutare lo studio sui costi 2011 relativi alla disattivazione degli impianti nucleari in Svizzera. Questa ditta ha infatti già accumulato molta esperienza nell'ambito di progetti di smantellamento ed è operativa in Germania in qualità di perito per le autorità di sorveglianza, fatto che ne garantisce l'autonomia di valutazione. La verifica dello studio sui costi si è concentrata sulla fattibilità tecnica dei progetti di disattivazione. In base alle considerazioni fatte in tale ambito, sono stati determinati i costi di disattivazione e quindi anche le basi di calcolo dei contributi da versare al relativo fondo da parte delle singole aziende. Sulla base dei risultati della perizia della TÜV NORD Ensys, l'IFSN ha emanato alcune raccomandazioni per il prossimo aggiornamento dello studio sui costi.</p><p>Nel verificare gli aspetti tecnici relativi allo studio sui costi 2011 per la stima dei costi di smaltimento, l'IFSN ha messo l'accento su quegli elementi di costo che sono stati ampiamente rielaborati a partire dallo studio 2006 o che costituiscono la parte principale dei costi complessivi. Per quanto concerne la verifica dei costi di realizzazione dei depositi, l'IFSN ha incaricato la ditta Basler &amp; Hofmann AG di Zurigo in qualità di perito esterno. I risultati della perizia sono stati illustrati in un rapporto che è servito da base alla valutazione dell'IFSN.</p><p>Nel suo parere in merito allo studio sui costi 2011 di Swissnuclear, l'IFSN constata che esso è completo ed è stato eseguito correttamente. I costi probabili per la disattivazione degli impianti e lo smaltimento delle scorie radioattive sono stati stimati in maniera realistica. L'IFSN fa presente che i costi di disattivazione effettivi potrebbero oscillare tra meno 15 e più 30 per cento rispetto a quelli dello studio, mentre quelli per la realizzazione di un deposito in strati geologici profondi hanno un grado di esattezza pari a più/meno 25 a 30 per cento. Questi gradi di esattezza corrispondono allo stato attuale della pianificazione dei relativi progetti. Nel suo parere l'IFSN raccomanda tuttavia dodici provvedimenti di miglioramento, che dovranno essere presi in considerazione in occasione del prossimo aggiornamento dello studio sui costi.</p><p>L'IFSN ha inoltrato il suo parere in merito allo studio sui costi 2011 alla Commissione per il fondo di disattivazione e il fondo di smaltimento e, nel novembre 2012, i pareri specialistici dei suoi periti nazionali e internazionali al competente Ufficio federale dell'energia. Nel contempo ha pubblicato questi documenti sulle proprie pagine Internet.</p><p>4. Il Consiglio federale è favorevole a una verifica degli aspetti tecnici relativi agli studi sui costi di Swissnuclear da parte dell'IFSN ed è inoltre d'accordo sulla partecipazione di periti esterni neutrali sotto la direzione dell'IFSN quale autorità di sorveglianza indipendente della Confederazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.