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Il contratto collettivo di lavoro per il settore della vendita in Ticino potrebbe entrare in vigore il prossimo gennaio. Il Consiglio di Stato ha respinto mercoledì l'opposizione di UNIA, confermando la validità generale. L'incarto va ora a Berna, dove dovrà essere approvato dal Dipartimento federale dell'economia prima di essere pubblicato.
Il dubbio è rappresentato dalla possibilità di un ricorso al Tribunale federale, che il sindacato non scarta. Come spiegato da Giangiorgio Gargantini "dal momento in cui ci è stato negato l'accesso alla documentazione, c'è stato impossibile inoltrare un'opposizione argomentata. Alla prossima pubblicazione richiederemo l'accesso e se sarà necessario andare a Mon Repos per averla, lo faremo". I dubbi riguardano il quorum dei negozi che hanno sottoscritto il CCL e il legame con la legge sulle aperture dei negozi, approvata dal popolo nel febbraio 2016 con quasi il 60% dei voti e che, con il contratto collettivo, potrebbe pure essere applicata.
Al contrario di UNIA, è soddisfatto l'OCST perché "conferma la validità di un lavoro partito oltre 3 anni fa con un emendamento che imponeva di entrare con una nuova legge solo a condizione che ci fosse un CCL", spiega Paolo Locatelli.