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BERNA - «L'idea della legge sulle vie ciclabili è buona, ma il governo federale deve ingranare la marcia superiore». È così che Matthias Aebischer, presidente di Pro Velo Svizzera, commenta la nuova legge che il Consiglio federale ha presentato lo scorso maggio e che ora è in consultazione fino al prossimo 10 settembre.
Secondo Pro Velo, la proposta della Confederazione contiene elementi importanti e indispensabili per far progredire la mobilità ciclistica in Svizzera. Tra questi vi è l'obbligo di pianificazione per i Cantoni e i Comuni, che dovranno concepire una rete di piste ciclabili attraente e sicura in modo vincolante per le autorità interessate.
Un secondo punto riguarda i centri di competenza per la bicicletta, che tutti i Cantoni devono istituire. I Cantoni possono anche obbligare le città a istituire a loro volta dei centri di competenza. Pro Velo esige una soluzione più vincolante: le città con 20'000 o più abitanti dovrebbero essere obbligate a creare un tale centro di competenza.
Un terzo punto focale è l'obbligo di sostituire gli itinerari che sono stati cancellati o che non soddisfano più i criteri di sicurezza e di attrattività. In questo caso il Consiglio federale vuole lasciare ai Cantoni la scelta di abolire l'obbligo di sostituzione. «Questa disposizione è troppo flessibile per noi» dice Matthias Aebischer. La Confederazione dovrebbe definire chiaramente le condizioni alle quali può essere abolito l'obbligo di sostituire gli itinerari.
Più finanziamenti - La legge sulle vie ciclabili impone ai Cantoni e alle città di costruire più piste ciclabili e di migliore qualità. Ciò comporta costi sostanziali, soprattutto laddove il traffico ciclistico è stato trascurato negli ultimi decenni. Pro Velo si aspetta dalla Confederazione un maggiore contributo finanziario per l'infrastruttura ciclabile nell'ambito dei programmi d'agglomerato. La percentuale massima dei sussidi per le infrastrutture per la bicicletta deve essere aumentata dall'attuale 50% al 75%.
Ci vuole una strategia federale - Tutto sommato, per Pro Velo la legge sulle vie ciclabili è un passo utile e necessario nella giusta direzione. Ma ci vuole ben altro per dare alla bicicletta lo status che potrebbe avere nella mobilità quotidiana e nel tempo libero. Pro Velo chiede pertanto lo sviluppo di una strategia nazionale per la bicicletta. Molti altri paesi europei come l’Olanda, la Germania e la Francia hanno già una strategia di questo tipo. Una strategia nazionale consentirebbe al Consiglio federale di illustrare come intende promuovere la bicicletta e renderla più attraente in tutti i settori politici.