Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/156883

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sostenere gli sforzi volti all'implementazione di una piattaforma commerciale svizzera per materie prime quotate nella valuta cinese renminbi. D'intesa con la Banca nazionale svizzera e la FINMA a tal proposito occorre chiarire quali disposizioni di accordi internazionali siano necessarie per tali attività commerciali eseguite a partire dal nostro Paese. Di principio il Consiglio federale dovrebbe appoggiare tutti gli sforzi volti a diminuire la nostra dipendenza economica dall'UE e dagli Stati Uniti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale e le autorità competenti attribuiscono una grande importanza alle relazioni economiche con la Cina.</p><p>In questo contesto anche la partecipazione della Svizzera alla progressiva internazionalizzazione del renminbi (RMB) è stata oggetto di contatti bilaterali a diversi livelli, in particolare è stata argomento di discussione nel quadro del dialogo finanziario avviato nel mese di dicembre del 2013. Successivamente è stato possibile, nell'arco di poco tempo, migliorare le condizioni quadro istituzionali tra la Svizzera e la Cina per lo sviluppo delle operazioni in renminbi in Svizzera.</p><p>Ad oggi, si registrano i seguenti progressi da parte delle autorità: il 21 luglio 2014 la Banca nazionale svizzera e la People's Bank of China (PBoC) hanno sottoscritto un accordo bilaterale di swap. In caso di bisogno questo accordo permette di predisporre liquidità in renminbi e costituisce un'importante condizione preliminare per il futuro sviluppo di un mercato del renminbi in Svizzera. Il 21 gennaio 2015 la PBoC si è dichiarata pronta a estendere alla Svizzera il programma "Renminbi Qualified Foreign Institutional Investor" (RQFII). Un altro importante fattore di incentivazione delle operazioni in renminbi in Svizzera è la possibilità di avere un clearing del renminbi in loco. Importante in tal senso è la presenza di una banca cinese in Svizzera. In varie occasioni l'insediamento di banche cinesi in Svizzera è stato quindi salutato con favore ai massimi livelli politici. La decisione a sapere se un'attività commerciale può essere assunta in Svizzera e quale modello d'impresa sia da scegliere è di competenza delle banche cinesi. Il rilascio di un'autorizzazione in tal senso a una banca posta sotto controllo cinese ma organizzata secondo il diritto svizzero è soggetto alle corrispondenti condizioni generali previste dalla legge sulle banche e dall'ordinanza sulle banche.</p><p>In ultima analisi spetta agli operatori del mercato posizionarsi come centro di competenza per l'attività commerciale e di finanziamento e sfruttare le condizioni quadro esistenti. Questo vale anche in vista del commercio di materie prime effettuato in renminbi dalla Svizzera. Al riguardo occorre osservare che in Svizzera, indipendentemente dalla valuta di transazione, non esiste una piattaforma di negoziazione sotto forma di borsa per il commercio fisico di materie prime. Già oggi sono possibili servizi finanziari basati sul renminbi, come pagamenti transfrontalieri, finanziamento del commercio e dell'esportazione oppure operazioni di copertura dei rischi di cambio, che rivestono un ruolo importante anche nel commercio di materie prime. La decisione sull'ampliamento delle relative attività commerciali spetta agli operatori del mercato. Nell'ottica della normativa, le premesse per un uso maggiore del renminbi nel commercio di materie prime sul mercato svizzero sono date.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.