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Diversi
Un'impresa giapponese progetta di costruire una città sottomarina per 5000 persone
jfk
17.1.2018
I giapponesi hanno forse avuto l'idea del secolo per liberare spazio nel loro arcipelago sovraffollato? In effetti, l’impresa Shimizu progetta di costruire una città sottomarina intorno al 2030.
Circa il 70% del nostro pianeta è ricoperto di acqua, di cui l'80% appartiene agli oceani. Questo spazio offre non soltanto un potenziale di superficie abitabile fin qui non sfruttato, ma anche delle nuove possibilità per la produzione di energia e di cibo. L'azienda Shimizu, quotata in borsa, vuole sfruttare questa ricchezza nel progetto di costruzione visionaria «Ocean Spiral» e costruire una città sottomarina praticamente autosufficiente.
La costruzione prenderà la forma di una immensa sfera trasparente di 500 metri di diametro immersa proprio sotto la superficie del mare. Contrariamente a ciò che accade normalmente in Giappone, la città sottomarina dovrebbe essere protetta contro i terremoti, i tifoni e le fluttuazioni di temperatura stagionali e quotidiane. La città sottomarina accoglierà appartamenti ed uffici dotati di infrastrutture adeguate. La prima parte di questa audace impresa dovrebbe ospitare 5000 residenti.
Secondo i piani, una spirale di 15 km di lunghezza condurrà fin sul fondale marino, a una profondità di quattro chilometri. Essa sarà utilizzata per l'approvvigionamento della città di acqua dolce e cibo.
Un generatore alimentato dalla differenza di temperatura tra l'acqua fredda delle grandi profondità e l'acqua calda in superficie fornirà elettricità. L'alta pressione in profondità consentirà la desalinizzazione dell'acqua di mare per osmosi. Alcune chiuse sottomarine produrranno cibo per la città, sotto forma di pesce, di frutti di mare e di piante.
Primo progetto nel 2014
La base a forma di navicella sul fondale del mare deve essere utilizzata per lo stoccaggio di diossido di carbonio nocivo per l'ambiente, ed eventualmente anche per la trasformazione di CO2 in gas metano con l'aiuto di micro-organismi che vi vivono. È inoltre previsto di ricercare e di sfruttare le risorse inorganiche naturalmente presenti. Vi si potranno ugualmente registrare le attività sismiche in condizioni uniche.
Il progetto è stato presentato per la prima volta nel 2014; da quel momento, Shimizu ha lavorato sul concept in collaborazione con l’università di Tokyo e la «Japan Agency for Marine Earth Science and Technology». La durata di costruzione di «Ocean Spiral» è stimata a cinque anni e i costi a tre trilioni di yen giapponesi, ovvero un po' meno di 26 miliardi di franchi svizzeri. Secondo la compagnia, i primi residenti potrebbero trasferirsi nei loro appartamenti sottomarini a partire dal 2030.