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L'eroina rimane una sostanza proibita, ma potrà essere utilizzata a fini medici. La camera bassa ha dato le ultime rifiniture ad una revisione della legge sugli stupefacenti che dà una base legale alla cosiddetta «politica dei quattro pilastri».
Voluta come soluzione minima dopo il fallimento nel 2004 di un progetto di legge che prevedeva la depenalizzazione della canapa, la revisione non piace però alla destra conservatrice.
All'inizio degli anni Novanta la Svizzera, confrontata con una situazione difficile sul fronte delle tossicodipendenze – molti ricorderanno le immagini scioccanti delle scene aperte della droga a Zurigo – aveva imboccato una via pragmatica.
Nell'ambito della cosiddetta «politica dei quattro pilastri» – vale a dire di una politica basata su prevenzione, repressione, terapia e riduzione del danno – il paese ha assunto un ruolo di pioniere, in particolare permettendo la distribuzione controllata di eroina a tossicodipendenti refrattari ad altre forme di terapia.
Alla particolarità del modello svizzero contribuisce anche il fatto che ha ricevuto l'avallo della popolazione: nel 1999 una maggioranza dei votanti ha approvato il decreto federale sulla prescrizione medica di eroina.
Il decreto arriverà però a scadenza nel 2009. Già qualche anno fa il parlamento ha perciò cercato di dare una base legale duratura alla politica dei quattro pilastri. Il progetto è però franato nel 2004 di fronte al rifiuto del Consiglio nazionale (camera bassa) di discutere la depenalizzazione della canapa.
Una revisione moderata
La revisione attuale nasce proprio da quel fallimento e riunisce solo i punti non particolarmente controversi del precedente progetto. In effetti, il suo percorso parlamentare non è stato fin qui particolarmente movimentato, anche se ha offerto lo spunto a qualche dibattito di principio.
Le grandi linee della revisione sono state approvate dalle due camere del parlamento con maggioranze confortevoli. Qualche divergenza è sorta soprattutto sull'articolo introduttivo della legge, che ne definisce gli scopi.
Il Consiglio nazionale ha voluto dare la priorità all'obiettivo dell'astinenza, che non era contenuto nel progetto originario. Mercoledì ha ribadito questa posizione, respingendo però la proposta di un deputato dell'Unione democratica di centro (UDC) di obbligare cantoni e Confederazione a imporre l'obiettivo dell'astinenza «con tutti i mezzi».
L'eroina rimane illegale
Altro punto che ha dato adito a qualche discussione è la forma più adatta per regolamentare l'uso terapeutico di sostanze stupefacenti. Nel suo progetto il governo prevedeva di stralciare l'eroina dall'elenco delle sostanze proibite, seguito in questo punto dal Consiglio degli Stati (camera alta).
Il Consiglio nazionale, temendo forse la portata simbolica di una simile soluzione, ha preferito invece non modificare la lista delle sostanze proibite, definendo invece le eccezioni possibili per un uso terapeutico di sostanze stupefacenti.
«Si è usciti dalla logica dell'eccezione per una sostanza particolare - l'eroina o la canapa - per fare un'eccezione di principio: quando qualsiasi stupefacente proibito può essere utilizzato in ambito medico, questa nuova legge lo permette», riassume il deputato liberale-radicale Ignazio Cassis.
Destra scontenta
I toni moderati della revisione non sono però stati sufficienti a convincere la destra. Prima dell'attuale sessione delle camere, il gruppo parlamentare UDC non ha escluso il ricorso al referendum.
Si tratta probabilmente di una minaccia più simbolica che reale, visto che la legge offre ben pochi appigli ad una battaglia referendaria, ma che mostra lo scetticismo della destra nazional-conservatrice verso uno dei pilastri dell'attuale politica svizzera sulla droga: la riduzione del danno.
«L'eroina è la sostanza stupefacente che crea la maggior dipendenza», afferma il deputato UDC Jean Henri Dunant. «Per questo dovrebbe essere prescritta solo a pazienti con una forte o fortissima dipendenza. Ma questo non si dice chiaramente nella legge. Mancano criteri severi per la prescrizione di eroina».
Per l'UDC uno dei punti difficili da digerire è anche il fatto che la distribuzione controllata di eroina è finanziata dall'assicurazione malattia obbligatoria. «Con i premi che pago io e paga lei», precisa Dunant.
La fine della depenalizzazione?
La versione della legge discussa mercoledì dalla camera bassa presenta ormai poche divergenze rispetto a quella votata dal Consiglio degli Stati. Il nuovo passaggio nella camera alta non dovrebbe perciò riservare grandi sorprese. La politica dei quattro pilastri è destinata ad avere presto una base legale definitiva.
Con ciò sembra anche chiudersi la fase «liberale» che aveva caratterizzato la politica svizzera della droga tra la fine degli Ottanta e gli anni Novanta. Il Consiglio nazionale ha già respinto nella scorsa sessione l'iniziativa popolare che chiede la depenalizzazione della canapa. I tempi sembrano più propensi al pragmatismo.
«La depenalizzazione rimane comunque un tema su cui una società democratica matura deve interrogarsi», osserva Ignazio Cassis. «Oggi c'è una grande incoerenza».
swissinfo, Andrea Tognina
La canapa agli Stati
Nel 2004, il Consiglio nazionale aveva rifiutato definitivamente di discutere la proposta governativa di riforma della legge sugli stupefacenti, perché il progetto prevedeva la depenalizzazione della canapa.
In seguito a questa decisione, un comitato di cittadini ha lanciato l'iniziativa «per una politica della canapa che sia ragionevole e che protegga efficacemente i giovani». Il testo, depositato all'inizio del 2006, mira alla depenalizzazione del consumo. In merito, il governo ha dato un parere negativo.
Il Consiglio nazionale ha respinto la proposta nel dicembre del 2007. La commissione della sanità pubblica del Consiglio degli Stati ha tentato di elaborare un controprogetto all'iniziativa, ma non ha ottenuto l'appoggio della commissione analoga al Nazionale.
Il plenum della camera alta si pronuncerà sull'iniziativa la settimana prossima.