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Nel 2001 se ne sono contati 19, contro i 6-11 casi registrati finora in SVizzera. Le autorità non riescono a spiegarsene chiaramente le ragioni.
La notizia è stata diffusa sul bollettino dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), secondo il quale l'incremento di casi della malattia di Creutzfeldt-Jakob (CDJ) - il più elevato in Europa - potrebbe essere in parte spiegato con l'aumentata diligenza dei medici, in seguito al dovere di annuncio dell'affezione. Tuttavia, specifica l'UFSP, nessuna variante della malattia, che si sospetta legata all'encefalopatia spongiforme bovina (BSE), nota anche come «morbo della mucca pazza», è stata segnalata in Svizzera.
La tendenza all'aumento dei casi di CDJ scoperti in Svizzera sembra d'altronde continuare anche nella prima metà di quest'anno, con 10 casi annunciati, riguardanti pazienti dell'età media di 65 anni.
Nessun paragone con gli altri stati europei
Per quanto concerne l'aumento dell'ultimo anno, varie sono le ipotesi allo studio, tra cui la scoperta in Svizzera di bestiame contaminato con la BSE. Tuttavia, mentre sembra esistere un legame tra la BSE e la variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob, non esistono prove dell'esistenza di un nesso diretto con la sua forma classica.
Altrettanto difficile stabilire le cause dell'incremento più recente. Per l'UFSP, non può trattarsi di un puro caso. La ragione andrebbe piuttosto ricercata nella maggior attenzione degli operatori sanitari verso questa affezione, il cui annuncio alle autorità è diventato obbligatorio nel 1999. Ciò significa che già prima di quella data la cifra di 6-11 casi l'anno dovrebbe essere considerata per difetto.
"Tuttavia", ha dichiarato a swissinfo Colette Rogivue, una specialista di BSE presso l'Ufficio federale della sanità pubblica, "non si riesce a spiegare perché l'aumento sia stato registrato solo in Svizzera e non nel resto dell'Europa. Anche Germania, Francia, Inghilterra e Austria hanno un sistema di sorveglianza valido tanto quanto il nostro".
Trasmissione via strumenti chirurgici?
Pure da scartare sono eventuali cause di trasmissione genetica. "Non ci sono aumenti di casi nelle stesse famiglie", spiega la specialista, "né in Svizzera né nel resto del mondo". Per questo si sta esaminando la possibilità che i prioni, che causano la malattia, siano stati trasmessi da un paziente all'altro attraverso strumenti chirurgici o altri strumenti di medicina.
La variante classica della malattia di Creutzfeldt-Jakob, scoperta nel 1920, non lascia scampo poiché distrugge a poco a poco il cervello della persona colpita, fino a provocarne la morte. Dal 1996, la variante della malattia ha fatto 110 morti in Inghilterra, sei in Francia, uno in Irlanda e uno in Italia.
swissinfo