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Circa 200 persone hanno manifestato oggi a Berna contro l'asserita discriminazione dei titolari di un permesso F per persone ammesse provvisoriamente in Svizzera. A loro avviso devono vivere con svantaggi intollerabili.
L'ammissione provvisoria - si legge sul sito della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) - è concessa a persone il cui allontanamento dalla Svizzera "si è rivelato inammissibile (violazione del diritto internazionale pubblico), non ragionevolmente esigibile (pericolo concreto per lo straniero) o impossibile (motivi tecnici)". Si tratta in particolare di richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta ma che non possono essere rimpatriati per i pericoli in cui incorrerebbero nel loro paese. La maggioranza di costoro rimane a lungo se non per sempre in Svizzera.
Le autorità cantonali possono rilasciare agli stranieri titolari di un permesso F un'autorizzazione a esercitare un'attività lucrativa ma i manifestanti hanno attirato l'attenzione sul fatto che sono discriminati sul mercato del lavoro, tra l'altro proprio per la pratica dei cantoni in questo rilascio. Molti finiscono dunque senza necessità a carico dell'Assistenza sociale. Secondo i dimostranti le autorità federali dovrebbero quindi concedere agli ammessi provvisoriamente gli stessi diritti accordati ai rifugiati riconosciuti, affinché possano condurre una vita normale, lavorare e partecipare alla vita sociale.