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LONDRA - Uscito dalla Convenzione di Dublino in gennaio in concomitanza con il suo abbandono dell'Unione Europea, il Regno Unito cerca nuovi strumenti per allontanare i richiedenti asilo entrati «illegalmente» nel Paese. Se prima poteva trasferirli nel primo Stato membro in cui avevano fatto il loro ingresso nell'Ue, ora è infatti costretto dalla Convenzione di Ginevra a trattare la loro domanda.
Intervenuta mercoledì in Parlamento, la ministra dell'Interno, Priti Patel, ha annunciato l'intenzione del governo britannico di creare due vie distinte per la gestione dei richiedenti l'asilo: una destinata a coloro che sono entrati nel Regno Unito «legalmente» e una per coloro che vi hanno fatto il loro ingresso «illegalmente». I primi potranno restare a tempo indefinito. Se respinti, i secondi otterranno invece solo un'ammissione temporanea. La possibilità di una loro espulsione sarà inoltre regolarmente rivalutata.
«Se si entra nel Regno Unito da un Paese sicuro in cui si sarebbe potuto chiedere asilo non si sta cercando rifugio da un pericolo imminente, che sarebbe l'obiettivo dichiarato del sistema d'asilo, ma si sta scegliendo il Regno Unito come una destinazione preferita rispetto ad altre», ha spiegato Patel ai Comuni pensando in particolare alla vicina Francia. «Abbiamo un generoso sistema d'asilo che offre protezione ai più vulnerabili attraverso vie legali - ha continuato -, ma questo sistema sta collassando sotto le pressioni di quelle che sono in effetti delle vie verso l'asilo parallele e illegali, rese possibili da criminali che trafficano persone verso il Regno Unito».
A tal proposito, in base ai piani dell'esecutivo di Sua Maestà, chi abbia pagato dei trafficanti per entrare in maniera irregolare nel Paese potrà aspirare solo a un'ammissione temporanea. La pena massima per chi, espulso in precedenza e pregiudicato, faccia nuovamente ingresso nel Regno Unito sarà inoltre alzata da 6 mesi a 5 anni. Insieme alla stretta, Patel ha promesso «vie sicure e legali» per chiedere asilo, come i «ricollocamenti legali» dalla Siria e dall'Iran.
I piani del governo di Londra non piacciono né all'opposizione né alle organizzazioni che si occupano di tutela dei profughi.
Come riferisce la BBC, il "ministro dell'Interno ombra" del Partito Laburista, Nick Thomas-Symonds, teme in particolare che le possibili nuove disposizioni rendano la situazione «ancora peggiore per le vittime della tratta di esseri umani»: «La politica del governo è caratterizzata da una mancanza di compassione e da una scarsità di competenza», ha denunciato. Il direttore del Consiglio britannico per i rifugiati, Enver Solomon, ha invece accusato l'esecutivo di «tentare di creare ingiustamente delle distinzioni tra profughi che meritano e profughi che non meritano» protezione «in base al modo in cui sono arrivati nel Regno Unito.
Fra marzo 2019 e marzo 2020 (ultimo dato disponibile), 35'099 persone hanno presentato domanda d'asilo nel Regno Unito. Provenivano principalmente da Iran, Albania e Iraq. Di essi, 8'500 hanno raggiunto il Paese attraversando il Canale della Manica a bordo di gommoni gestiti da trafficanti di esseri umani.