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WELLINGTON - Migliaia di armi da fuoco sono state consegnate dai loro detentori e pagate milioni di dollari - un dollaro neozelandese corrisponde a circa 0,70 franchi - in risarcimenti dal governo della Nuova Zelanda, nel primo mese del programma di riacquisto. Lo schema di "buy back" (riacquisto) è stato introdotto dal governo, che ha anche messo al bando le armi automatiche, dopo la strage di Christchurch del 15 marzo, in cui un suprematista australiano ha ucciso 51 persone durante le preghiere e ferito decine di altre, in due moschee della città.
Il primo "evento di raccolta" si è tenuto a Christchurch un mese fa e da allora è stato replicato in 70 altri centri. Secondo la polizia, nel primo mese sono state riconsegnate più di 8000 armi e 33'000 parti di armi. Le autorità sperano che lo schema riesca come quello introdotto in Australia 23 anni fa, sull'onda del massacro del 1996 a Port Arthur in Tasmania, in cui un uomo uccise 52 persone.
La legge di riforma sulle armi, che il parlamento ha approvato in aprile, proibisce la circolazione e l'uso della maggior parte delle armi semiautomatiche e degli accessori che convertono le armi in semiautomatiche.
Proteste tuttavia non sono mancate nelle comunità rurali: il Council of Licensed Firearms Owners lamenta che i proprietari di armi rispettosi della legge non sono stati consultati sulla riforma e nemmeno sullo schema di buy back. «Siamo 250'000 in Nuova Zelanda e meritiamo di dire la nostra. Siamo una comunità rurale agricola e usiamo armi da fuoco per il controllo degli animali nocivi e vi sono molti di noi che cacciano per portare cibo in tavola», ha detto la portavoce Nicola McKee.
Con una popolazione di poco meno di 5 milioni di abitanti, vi sono circa un milione e mezzo di armi da fuoco in Nuova Zelanda, che si classifica al 17esimo posto al mondo nel tasso di proprietà di armi da fuoco rispetto alla popolazione.