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SEUL - "Penso che una forte rappresaglia sia necessaria per impedire altre provocazioni" di Pyongyang. È quanto ha affermato il presidente sudcoreano Lee Myung-bak dopo il bombardamento da parte dell'artiglieria nordcoreana di un isola del sud. Lo stesso non ha escluso di un attacco multi-forze. Lo scrive l'agenzia Yonhap.
"Questa volta, la provocazione (di Pyongyang) può essere considerata come una invasione del territorio sudcoreano. In particolare, gli attacchi indiscriminati contro i civili sono un fatto grave", ha detto il presidente sudcoreano al quartier generale degli Stati maggiori a Seul.
L'attacco da parte della Corea del Nord ha interessato una settantina di case sull'isola di Yeonpyeong. L'esercito di Seul ha risposto al fuoco. Stando all'esercito sudcoreano si contano almeno due morti e diversi feriti. Anche quattro civili sono stati colpiti.
Forti condanne all'attacco sono giunte da diverse parti del mondo. Catherine Asthon - Alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell'Unione europea - si è dichiarata "molto preoccupata per quanto accaduto". Condanna anche da parte della Nato, mentre per il momento non sono previste riunioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Da parte sua Parigi ha chiesto a Pyongyang "la fine delle provocazioni", la Gran Bretagna ha definito l'attacco "unilaterale", mentre il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha parlato di "minaccia alla pace nella regione". Cina e Stati Uniti, per bocca dell'inviato speciale Usa e del ministro degli esteri cinese, ritengono dal canto loro che l'unica via per affrontare la questione sia "un'iniziativa diplomatica multilaterale".
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