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Nelle elezioni presidenziali di domenica in Bulgaria sembra scontata la vittoria dell'imprenditore Rossen Plevneliev (47 anni), candidato del partito di destra Gerb: nel peggiore dei casi dovrebbe andare al ballottaggio in programma il 30 ottobre.
Per potersi candidare, Plevneliev si è dimesso dalla carica di ministro dello sviluppo regionale e dei lavori pubblici.
Una cosa è certa: domenica prossima sarà la fine dell'epoca del socialista Gheorghi Parvanov che per due mandati, dieci anni di seguito, ha guidato il Paese come capo di stato. Il mandato del presidente in ogni caso, secondo la Costituzione, può essere rinnovato una sola volta.
Poco più di 6,9 milioni di cittadini, su una popolazione di circa 7,4 milioni di abitanti, sono attesi nelle 11'382 sezioni elettorali. La Bulgaria è una repubblica parlamentare e i poteri del capo dello Stato sono limitati e per lo più rappresentativi. Si è eletti al primo turno, solo se si ottiene il 50% più uno dei consensi.
Le previsioni per domenica dicono che nessuno dei 18 candidati riuscirà a superare questa soglia e che i bulgari dovrebbero pertanto ritornare alle urne il 30 ottobre per il ballottaggio. Le presidenziali, abbinate per la prima volta con le amministrative, si svolgono su uno sfondo sociale tutt'altro che idilliaco, segnato dalla crisi economica e dalla persistente emergenza rom.
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