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<h2>SubmittedText<h2><p>Affinché l'Ucraina possa dare il via al processo di riconciliazione e di integrazione sociale postrivoluzionario è estremamente importante che siano chiariti i retroscena di diversi avvenimenti. In molti hanno chiesto all'OSCE di identificare i mandanti responsabili cui facevano capo i tiratori scelti appostati attorno a piazza Maidan, in taluni casi anche sui tetti degli edifici governativi, che a metà febbraio hanno ucciso un centinaio di persone, fra dimostranti e poliziotti. Altrettanto importante sarebbe capire il motivo che ha causato la morte di decine di persone, alcune settimane dopo nella Casa dei sindacati di Odessa. </p><p>Considerando tali presupposti invito il presidente della Confederazione, in qualità di attuale presidente dell'OSCE, a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il presidente della Confederazione condivide le tesi che stanno alla base di queste domande?</p><p>2. L'OSCE ha già istituito una commissione d'inchiesta oppure ha già istituito un mandato per la relativa inchiesta?</p><p>3. Se sì, quando saranno disponibili i relativi rapporti? Se no, l'OSCE cercherà di appurare la verità e di dare un nome ai responsabili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella sua funzione di presidente dell'OSCE, il presidente della Confederazione ha lanciato pubblicamente un appello affinché si proceda in tempi brevi a indagini approfondite sugli episodi di violenza in Ucraina. Il chiarimento dei retroscena e un'indagine indipendente da parte delle autorità competenti, secondo i principi dello Stato di diritto, su presunti crimini e violazioni dei diritti dell'uomo sono infatti indispensabili per rafforzare la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato ucraino.</p><p>In tale contesto, la Svizzera ha sostenuto anche la risoluzione del Consiglio dei diritti umani dell'ONU del 27 giugno, che esortava tra l'altro le autorità ucraine a condurre un'indagine rapida, indipendente, trasparente e completa sulle presunte violazioni dei diritti dell'uomo e sugli eventuali abusi commessi durante le proteste di piazza Maidan e le violenze del 2 maggio 2014 a Odessa.</p><p>2. L'OSCE non ha potuto né nominare direttamente né dare mandato di istituire una commissione d'inchiesta poiché per una simile commissione sarebbe stato necessario un invito da parte dello Stato OSCE interessato. Il 9 maggio 2014, in occasione dell'incontro con l'allora ministro degli affari esteri ucraino Andrii Deshchytsia, il segretario generale dell'OSCE Lamberto Zannier si era offerto di inviare esperti indipendenti per coadiuvare le indagini. La missione speciale di osservazione in Ucraina, istituita il 21 marzo 2014 con decisione consensuale di tutti gli Stati partecipanti dell'OSCE, ha pubblicato un rapporto speciale sui fatti di Odessa del 2 maggio e redatto ulteriori rapporti sulla situazione nei giorni successivi. In base al proprio mandato, la missione monitora il rispetto dei diritti dell'uomo e riporta gli episodi osservati in tale ambito nei rapporti pubblicati giornalmente (http://www.osce.org/ukraine-smm).</p><p>Le autorità ucraine competenti stanno indagando sui fatti di piazza Maidan e di Odessa. Vanno inoltre sottolineati gli sforzi compiuti a livello internazionale per chiarire la dinamica degli avvenimenti: il Consiglio d'Europa ha istituito un gruppo internazionale di consulenti (International Advisory Panel) con il compito di controllare se le indagini sui violenti scontri verificatisi in Ucraina a partire dal 30 novembre 2013 soddisfano i requisiti previsti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (SR 0.101) e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. Il gruppo, che si è riunito due volte a Strasburgo (9 a 11 aprile e 5 a 7 maggio 2014), ha chiesto prese di posizione da parte della società civile e il 4 luglio 2014 ha incontrato a Kiev alcuni rappresentanti delle autorità ucraine. Anche il presidente Poroshenko ha accolto favorevolmente il lavoro del gruppo confermando la sua intenzione di collaborare.</p><p>Infine, il 9 aprile 2014 l'Ucraina ha incaricato la Corte penale internazionale (CPI) di indagare sui presunti crimini commessi dal 21 novembre 2013 al 22 febbraio 2014 e la procuratrice della CPI ha aperto un'indagine preliminare a tal fine. La procuratrice verificherà ora la plausibilità delle informazioni e i relativi presupposti, dopodiché deciderà se chiedere o meno ai giudici della Camera preliminare l'apertura formale di un'indagine.</p><p>3. La presidenza svizzera dell'OSCE continuerà a impegnarsi per far luce sugli episodi di violenza in Ucraina e valuterà ulteriori possibilità di sostegno da parte dell'OSCE e delle sue istituzioni, coordinando e integrando la propria azione con gli sforzi e le indagini già in corso a livello internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.