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Il disappunto di Juncker
Presidente della Commissione UE non soddisfatto di quanto fatto per la ripartizione dei rifugiati
Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha criticato venerdì i paesi che "non hanno mantenuto i loro impegni" nell’ambito della ripartizione dei richiedenti l’asilo. "Non è stata la Commissione a fallire", ha sottolineato.
Al momento 272 su 160'000 profughi sono stati effettivamente ricollocati all’interno dei confini dell’UE e gli Stati membri hanno notificato in tutto 4'237 posti disponibili rapidamente.
"Non rinuncerò", ha proseguito Juncker durante una conferenza stampa consacrata alle sfide europee del 2016. In particolare il lussemburghese ha insistito sulla necessità di preservare la libera circolazione delle persone nello spazio Schengen, rimessa in causa dalla crisi dei migranti, mettendo l’accento sulle conseguenze economiche di una sua abolizione.
"A cosa serve avere una moneta unica se non è possibile viaggiare all’interno del continente? Uccidere Schengen significa uccidere il mercato unico", ha concluso.
ats/ZZ