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Il Kazakhstan è stato il primo paese al mondo a rinunciare volontariamente al proprio arsenale nucleare, dopo aver custodito per quarant’anni nel suo territorio la principale struttura utilizzata dall’Unione Sovietica per la sperimentazione delle armi atomiche.
La base di Semipalatinsk, localizzata nella Siberia kazaka, nel nord est del paese, aveva un’estensione di territorio pari a circa 18 mila chilometri quadrati, con edifici adibiti alla ricerca situati a 150 chilometri di distanza dal principale centro abitato, oggi la città di Semey.
Dal 1949 al 1989 furono condotti in quest’area più di 400 test, con un effetto radioattivo complessivo paragonabile all’esplosione di 2.500 bombe di Hiroshima.
L’esposizione diretta alle radiazioni ha avuto un impatto gravissimo sulla salute dei residenti, che hanno sviluppato tumori, anomalie della tiroide, problemi cardiovascolari.
L’alta incidenza di mutazioni genetiche ha reso trasmissibili gli effetti più devastanti delle radiazioni, e ancora oggi le seconde e ormai le terze generazioni, subiscono le conseguenze di una politica nucleare del passato, dove i rischi per la salute, inizialmente poco noti, furono poi tenuti nascosti fino al crollo dell’URSS.