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Alexander Gerndt prende con le pinze il proprio rientro in campo. L'attaccante del Lugano, ancora alle prese con una fastidiosa pubalgia, anche se tornato a respirare agonismo ieri nell'amichevole vinta dai suoi contro il Kriens, non si sente ancora al top: "Sto meglio, ma non sono ancora dove vorrei essere. Lavoro per raggiungere un livello che mi permetta di rendermi utile alla squadra".
Il 33enne svedese, che ha saltato le ultime sei partite ufficiali dei bianconeri tra campionato ed Europa League, scalpita ma è consapevole del fatto che affrettare i tempi potrebbe rivelarsi una scelta controproducente: "Un giocatore vorrebbe giocare sempre. Al momento, tuttavia, non posso prevedere il futuro. Devo essere paziente, ascoltare i segnali del mio corpo e seguire il piano di recupero stabilito".
Maurizio Jacobacci, dal canto suo, sa che nell'imminente girone di ritorno di Super League l'apporto della punta sarà fondamentale: "Gerndt è una pedina molto importante. Contro il Kriens ha giocherellato un po', senza sforzare. Per ora, è solo al cinquanta per cento. Speriamo di recuperarlo presto a pieno regime".
- Il servizio con Alexander Gerndt e Maurizio Jacobacci (Rete Uno Sport 19.01.2020, 10h00)