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A me è stato chiesto per la prima volta quando mia figlia aveva un mese di vita. La piccola in effetti non aveva alcun problema di sonno e già a sei settimane dormiva per circa dieci ore consecutive. Io ero di conseguenza ben riposata e la gente attorno a me approvava il mio operato di mamma.
Sapevo bene che una tale fortuna non poteva ripetersi. E infatti mio figlio per molto tempo ha faticato a dormire di notte. Lo tenevo accanto a me nel letto e lo allattavo a richiesta,– vale a dire spessissimo. Se per una volta riuscivo a dormire per due ore di fila, ero felicissima. Di solito però non mi era concessa più di mezz’ora o un’ora di sonno. E non parlo delle prime settimane di vita del piccolo. Anche a sei mesi continuava a dormire male.
Nei primi tempi, anche grazie agli ormoni, riuscivo a gestire bene la situazione. Va da sé che ero perennemente stanca e non sempre capace di intendere e di volere. Ma riuscivo comunque a prendermi cura di me stessa e dei bimbi e a fare più o meno quel che andava fatto in casa. Nel frattempo andavo ripetendomi come un mantra che allattare la notte è un’ottima cosa, visto che favorisce la produzione di latte.
Con il rientro al lavoro, tuttavia, la situazione si è fatta davvero dura. Dovevo concentrarmi, mostrarmi padrona della situazione. Ma come, se ero ridotta a uno zombi? Ho così cominciato a fare qualche esperimento. I più attempati tra i miei parenti e conoscenti sostenevano che il piccolo non beveva abbastanza latte. La sera ho perciò iniziato a somministrargli in via supplementare dapprima il latte tirato con il tiralatte e successivamente quello in polvere. Il risultato? Disastroso. Non notavo alcuna differenza.
Ho allora cominciato a fasciare il bimbo. Per molto tempo il riflesso di Moro è apparso molto accentuato. Io e mio marito sospettavamo che fosse quella la causa dei continui risvegli. Con la fasciatura la situazione è leggermente migliorata. Per poi peggiorare di nuovo.
Alla fine abbiamo acquistato un animale di pezza che riproduceva rumori vari, ad es. quello delle onde, del battito cardiaco e dell’aspirapolvere. Si è rivelato ottimo per far addormentare la mamma, ma non il bambino.
L’unica vera soluzione è stata il passare del tempo. Sebbene, anche una volta compiuto l’anno, nostro figlio non riuscisse a dormire senza interruzioni, a un certo punto ha iniziato a svegliarsi solo due volte a notte. Ora si sveglia una volta sola. A meno che non sia malato, ma questa è un’altra storia...
Quindi, care mamme, non lasciatevi stressare. Lo so, venir private del sonno è dura. Ma credetemi: prima o poi tutti i bimbi cominciano a dormire senza interruzioni. Ce la farete!