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Il Consiglio nazionale ha approvato mercoledì una misura a favore dei lavoratori più anziani. In pratica, chi ha 60 anni o più e non ha più diritto alla disoccupazione avrà diritto a una “rendita-ponte” fino alla pensione. La misura ha come scopo di evitare che questa categoria di persone, per cui è risaputamente difficile trovare un impiego, di finire in assistenza.
Questo provvedimento fa parte di 7 misure che il Consiglio federale vuole mettere in atto per “favorire” la manodopera indigena. Un aspetto interessante è che secondo lo stesso Teletext (che ricordiamo è un media di proprietà della SSR) queste misure vengono introdotte “per tagliare l'erba sotto i piedi all'iniziativa UDC contro la libera circolazione”, iniziativa su cui voteremo il prossimo 17 maggio.
A parte l'inusuale sincerità di Teletext, media generalmente filogovernativo, ci si può chiedere se i lavoratori anziani preferiscano passare gli ultimi anni prima della pensione con una “rendita-ponte” (che sarebbero poi soldi pubblici, quindi è pò come cambiare nome all'assistenza sociale senza cambiare la sostanza) o invece lavorando con un impiego dignitoso senza soffrire della concorrenza dei 512 milioni di abitanti dell'UE che hanno, al momento, lo stesso diritto di loro ad avere un avere lavoro in Svizzera ma con pretese salariali praticamente sempre inferiori di quelle di un cittadino svizzero. La risposta l'avremo, al più tardi, il prossimo 17 maggio.