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Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha esortato oggi le autorità di Damasco ed i ribelli in Siria a una "decisione immediata" su una "tregua umanitaria" di due ore al giorno nei combattimenti per consentire ai soccorsi di raggiungere le popolazioni colpite.
"Nei giorni scorsi, siamo stati in contatto con le autorità siriane e con membri dell'opposizione per chiedere questa pausa nei combattimenti", ha detto il presidente del CICR, Jacob Kellenberger, in una dichiarazione pubblicata a Ginevra. Già ieri il CICR aveva fatto sapere di essere impegnato in discussioni con le parti per ottenere una cessazione delle ostilità per portare aiuti, ma oggi ha aumentato la pressione con una dichiarazione ufficiale del presidente.
"La situazione attuale richiede una decisione immediata di osservare una pausa umanitaria nei combattimenti", ha detto Kellenberger. "A Homs e in altre zone colpite, intere famiglie sono bloccate da giorni nelle loro case, impossibilitate a uscire per ottenere pane, altro cibo o acqua, o cure mediche", ha aggiunto. La pausa umanitaria voluta dal CICR, dovrebbe durare almeno due ore ogni giorno, in modo che il personale del CICR e i volontari della Mezzaluna Rossa siriana abbiano abbastanza tempo per portare aiuti ed evacuare i feriti e gli ammalati.
Dall'11 febbraio, la Mezzaluna Rossa siriana e i soccorritori del CICR sono riusciti a entrare nelle città di Homs, Bludan, Al Zabadani e Madaya per fornire assistenza. Una cessazione temporanea nei combattimenti consentirebbe al CICR e alla Mezzaluna di aumentare gli aiuti in modo significativo e quindi di rispondere meglio alle esigenze più urgenti della popolazione, spiega il comunicato. Il CICR è l'unica agenzia internazionale presente in Siria con propri operatori.