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Sono due gli alpinisti che, mercoledì mattina, hanno trovato la morte mentre in cordata scalavano il Cervino. Sarebbero precipitati a causa del cedimento di una roccia. Stando a quanto comunicato dalla polizia vallesana, si tratta di una guida e del suo cliente, entrambi di nazionalità italiana.
- Prima Pagina delle 12.00 del 25.07.2019: il servizio di Paola Latorre
L'incidente s'è verificato verso le 9.00 a 4'300 metri di quota nel settore denominato Keusatz. Il rischio che cadessero altri massi ha impedito ai soccorritori, e in particolare all'equipaggio dell'Air Zermatt, di recuperare i corpi nelle ore immediatamente successive, recupero effettuato a sera. Il ministero pubblico ha aperto un'inchiesta.
L'incidente potrebbe essere collegato alle alte temperature che avrebbero causato lo scioglimento del permafrost che tiene "incollate" le pietre. Un problema che interessa molte cime, tra cui anche il Monte Bianco. E' stato calcolato che dal 1990 il Mare di ghiaccio si è accorciato di 500 metri.
ATS/dg
La montagna che fa più vittime
Secondo un conteggio dell'ATS-Keystone, sono almeno sei le persone decedute sul Cervino dall'inizio del 2018. Le statistiche del Clup alpino svizzero dicono che nessuna altra vetta svizzera provoca tante vittime, da otto a dieci in media all'anno, con punte di 25. Dalla prima ascensione nel 1865, sono oltre 500 quelli che non ne sono ridiscesi vivi. Gli scalatori che affrontano la parete sono fino a 3'000 ogni anno e le missioni di soccorso un'ottantina.