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BERNA - L'Associazione svizzera degli inquilini (ASI) chiede una rettifica urgente dell'opuscolo esplicativo per le votazioni del 9 febbraio. Ne danno notizia oggi Le Matin Dimanche e il SonntagsBlick, che hanno ottenuto una copia della lettera, inviata dall'ASI al Consiglio federale e alle Commissioni della gestione del parlamento, contenente questa richiesta.
«Il libretto contiene degli errori oggettivi nella parte relativa all'iniziativa 'Più abitazioni a prezzi accessibili'», sostiene l'associazione nella missiva, aggiungendo che il governo evita deliberatamente di citare i dati dell'Ufficio federale di statistica (UST), da cui emerge che gli affitti in Svizzera sono aumentati complessivamente del 3,5% dal gennaio del 2016.
In particolare, nell'opuscolo si dice che fino al 2016 gli affitti sono aumentati, ciò che lascia intendere, secondo l'ASI, che negli ultimi anni non è più il caso. Un altro passo del fascicolo indica che dal 2016 i prezzi medi per nuovi alloggi e alloggi rimessi sul mercato sono in calo.
Secondo il presidente dell'ASI, il consigliere agli Stati Carlo Sommaruga (PS/GE), interpellato da Le Matin Dimanche, vengono comparate due cose che non possono esserlo. «Non possiamo riassumere la situazione dell'alloggio con il prezzo dei nuovi oggetti posti in affitto». Per Sommaruga, agendo così il governo non fa altro che minimizzare le difficoltà di trovare una sistemazione a un prezzo abbordabile. A suo dire, siamo di fronte a una "grave disinformazione".
Interpellati dal settimanale romando, i servizi del ministro dell'economia, Guy Parmelin, replicano affermando che il fascicolo fa riferimento alle informazioni fornite dall'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). "Questi dati sono accessibili al pubblico e una fonte rinvia anche all'indice degli affitti dell'UST. Tuttavia, solo gli operatori privati forniscono indici che danno conto della situazione in materia di offerta e transazioni".
Il testo dell'iniziativa prevede che il 10% degli alloggi di nuova edificazione siano di proprietà di enti pubblici. A questo scopo i cantoni e i comuni sarebbero autorizzati a utilizzare un diritto di prelazione, in particolare sugli immobili che appartengono alla Confederazione o ad aziende ad essa legate, come le FFS e la Posta. Altro aspetto importante: l'autorità federale dovrebbe assicurare che i risanamenti non comportino «la perdita d'abitazioni a pigione moderata».