Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/38510

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a portare da 5 a 7,5 milioni di franchi all'anno la quota del canone per la ricezione televisiva destinata alle televisioni locali e regionali in conformità dell'attuale legge sulla radiotelevisione (LRTV), a partire dal 2002 e fino all'entrata in vigore della revisione totale della LRTV. Questo nuovo importo corrisponde a circa l'1 percento del totale del canone televisivo attuale (circa 750 milioni di franchi all'anno).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito delle deliberazioni in merito all'attuale legge sulla radiotelevisione, il Parlamento ha espresso la volontà di attribuire in modo prioritario i proventi del canone di ricezione alle radio locali delle regioni economicamente sfavorite (regioni periferiche e di montagna). Alla domanda se le emittenti locali di programmi televisivi potrebbero pure beneficiare di una quota dei proventi del canone, il Consiglio federale ha risposto al Consiglio nazionale che il testo di legge non esclude a priori un sostegno di questo tipo, ma che l'esecutivo l'applicherebbe con molta moderazione alle televisioni locali, in armonia con la volontà espressa dal Parlamento. Il Consiglio federale vuole tener fede a questa promessa. </p><p>Fin dall'introduzione della quota sui proventi del canone nel 1992, la parte delle tasse di ricezione destinata alla promozione delle radio locali si è mantenuta a 7 milioni di franchi all'anno. Al contrario, la parte attribuita ai programmi televisivi locali ha goduto più volte di un aumento: dai 1,2 milioni all'anno all'origine, è dapprima passata a 3 milioni di franchi, per raggiungere i 5 milioni nel 2000. Il Consiglio federale ha così voluto tenere nel dovuto conto l'evoluzione del paesaggio televisivo locale, e, in particolare, l'attuale positiva tendenza a professionalizzare le stazioni locali. Tuttavia, di fronte alla volontà giuridica espressa con chiarezza dal Parlamento, il Consiglio federale ritiene che sarebbe ora inopportuno aumentare la quota dei canoni destinata alle emittenti televisive locali a un livello superiore a quello applicato alle emittenti radiofoniche.</p><p>Un aumento della quota dei canoni attribuita alle emittenti locali avverrebbe a sfavore della SSR. Il Consiglio federale ritiene che una simile ridistribuzione non sia attualmente sostenibile. Diversi fattori hanno contribuito, in tempi recenti, a ridurre gli incassi della SSR. In primo luogo, l'esenzione dall'obbligo di pagamento dei canoni accordato a tutte le persone aventi diritto alle prestazioni complementari AVS e AI, decisa dal Consiglio federale in applicazione di una decisione del Tribunale federale e di una raccomandazione Studer Jean (01.3099) accolta dal Consiglio degli Stati, ha causato una diminuzione dei proventi dei canoni. Bisogna inoltre considerare il fatto che in questi ultimi tempi gli introiti pubblicitari dei media in generale e della SSR in particolare sono diminuiti in modo considerevole. Questa evoluzione finanziaria costringe la SSR a prendere misure economiche difficilmente realizzabili senza una riduzione delle prestazioni.</p><p>Come giustamente osserva l'autore della raccomandazione, la revisione della legge sulla radiotelevisione si trova attualmente al centro del dibattito. L'avamprogetto di legge del Consiglio federale propone che in futuro si rinunci a sostenere le emittenti televisive private mediante i proventi del canone. I risultati della consultazione, che divergono su questo punto, sono attualmente sottoposti a un riesame. In sede di approvazione del messaggio, il Consiglio federale prenderà una decisione riguardo all'estensione di un eventuale sostegno pubblico alle emittenti televisive locali. Al momento attuale, sarebbe quindi ingiustificato aumentare i contributi alle stazioni televisive locali rinforzando la dipendenza delle emittenti private dal potere pubblico.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la raccomandazione.