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Le condizioni poste per il versamento dei contributi diretti nella politica agricola 2014-2017 minacciano l'esistenza di molte piccole aziende. È quanto ha sostenuto oggi in una conferenza stampa a Berna l'Associazione per la difesa dei piccoli e medi contadini (VKMB).
La VKMB è fondamentalmente d'accordo con l'obiettivo della nuova politica agricola federale che intende rafforzare il legame tra i pagamenti diretti e alcune prestazioni fornite dai contadini, ma nel dettaglio ritiene che le condizioni avvantaggino eccessivamente le grandi aziende, ha sottolineato la VKMB.
L'Associazione dei piccoli contadini è in particolare turbata dalle nuove richieste di formazione. Secondo il progetto di legge per poter beneficiare dei contributi diretti, le persone che intendono condurre un'azienda agricola dovranno in futuro disporre di un certificato di idoneità federale o di un attestato professionale.
I diplomati di corsi specifici per agricoltura come attività accessoria non godranno più quindi dei pagamenti diretti. Secondo la presidente della VKMB Regina Fuhrer questo nuovo regolamento rende praticamente impossibile l'attività agricola a coloro che vorrebbero tornare a svolgerla o a compierla quale attività secondaria.
Inoltre i piccoli contadini vedono il loro futuro in pericolo a causa del nuovo calcolo dell'Unità standard di manodopera (USM). In base ad essa la necessità del tempo di lavoro di un'azienda viene calcolato con l'aiuto di fattori standardizzati. Contributi diretti e crediti di investimento verranno pagati solo ad aziende che raggiungono un determinato valore.
Secondo l'Associazione dei piccoli contadini i fattori sono focalizzati oggi in modo eccessivo sulle capacità di produzione.