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I glucocorticoidi vengono somministrati per il trattamento di varie patologie, ad esempio allergie, asma, perdita improvvisa dell’udito, malattie reumatologiche. Lo status in materia di doping dei glucocorticoidi dipende dalla via di somministrazione.
Status in materia di doping dei glucocorticoidi
Tutti i glucocorticoidi sono vietati in competizione, se dispensati attraverso una delle vie di somministrazione qui di seguito elencate:
- qualsiasi via di somministrazione iniettabile, ovvero tutte le iniezioni mediante siringa [(p. es. iniezioni intrarticolari (in un’articolazione), intrabursali (in una borsa sierosa), intramuscolari (in un muscolo), intravenose (in una vena), peritendinee (nei pressi di un tendine), subcutanee (sotto la cute)];
- per via orale, ovvero l’assunzione del medicamento per bocca, inclusa la somministrazione oromucosale [cioè boccale (attraverso la mucosa orale), gengivale, (sulle gengive) o sublinguale (sotto la lingua)];
- per via rettale, ovvero nel o via il retto.
Sono tuttavia ammesse altre vie di somministrazione di glucocorticoidi (in e fuori competizione). Esempi:
- dermatologica (ad esempio l’applicazione di una crema sulla cute);
- inalazione nei polmoni;
- intranasale (ad esempio spray nasale);
- oftalmologica (ad esempio gocce per gli occhi);
- perianale (p. es. applicazione esterna di una crema all’ano);
- endodontica (ad esempio la somministrazione in un canale radicolare).
Verificate sempre lo status in materia di doping dei medicamenti, consultando la Banca dati dei medicamenti DRO Global.
Vietato in competizione
Viene considerato “in competizione” il periodo che inizia alle ore 23:59 alla vigilia della competizione cui l’atleta parteciperà, fino alla fine della competizione e che termina con il prelievo di un campione biologico connesso alla predetta competizione. Tutti i periodi di tempo che non rientrano nella definizione “in competizione” sono considerati “fuori competizione”. L’AMA può approvare deroghe alla definizione summenzionata.
L’uso di una sostanza vietata “in competizione” durante il suddetto periodo o l’accertamento di una tale sostanza in occasione di un controllo antidoping in competizione è considerato come violazione delle norme sportive antidoping. Non rientrano nella predetta violazione i casi in cui è stata rilasciata un’esenzione a fini terapeutici (EFT) o se quest’ultima può essere accordata con validità retroattiva.
Certe sostanze sono rilevabili per un lungo periodo di tempo. Possono quindi essere comprovate a seguito di un controllo antidoping effettuato in competizione, malgrado non siano state assunte o somministrate nel giorno della gara.
Periodi di washout dei glucocorticoidi vietati in competizione
La presenza di un glucocorticoide dall’assunzione alla sua escrezione dal corpo dipende dalla sostanza, dalla via di somministrazione e dal dosaggio. Ciò significa, che dopo l’uso di glucocorticoidi, il lasso di tempo in cui un campione biologico può risultare positivo in occasione di un controllo antidoping in competizione, può variare di parecchio. Questo lasso di tempo viene definito “periodo di washout”.
Se prima di una competizione si osservano i periodi di washout sottoelencati, dovendo ricorrere per motivi terapeutici a una sostanza vietata prima della competizione, è molto improbabile che il campione risulti positivo. Per calcolare la dovuta distanza temporale, per l’uso di un corticoide prima di una competizione, occorre quindi aggiungere il periodo di washout precedente alla competizione, tenendo conto che il tempo va calcolato a ritroso dalle ore 23:59 della vigilia della competizione.
Per la somministrazione intravenosa e rettale di glucocorticoidi ci si può riferire al periodo di washout specificato per l’applicazione orale.
Uso di glucocorticoidi fuori competizione
Il rischio di risultare positivi durante una competizione dipende da vari fattori: dall’inizio della terapia, dal medicamento e dalla via di somministrazione, nonché dalla pianificazione delle competizioni. Quindi risulterà più basso o più alto, in funzione dei predetti fattori. Per principio non devono essere escluse terapie necessarie dal punto di vista medico. Contemporaneamente vanno osservate le disposizioni amministrative riguardanti le domande di EFT.
Domanda di EFT retroattiva per una terapia fuori competizione a base di glucocorticoidi
Per le terapie prescritte dal medico, vietate solo “in competizione” e la cui applicazione è già terminata prima del predetto periodo, a seguito di un controllo antidoping positivo, si potrà presentare una domanda di EFT retroattiva. Questa eccezione è disciplinata dall’art. 4.1, lett. e, delle Prescrizioni d’esecuzione concernenti le esenzioni a fini terapeutici (PEEFT).
Anche nel caso di una domanda di EFT retroattiva per ottenere una EFT devono essere soddisfatte tutte le quattro premesse (PEEFT, art. 4.2). Prima dell’inizio della terapia con glucocorticoidi vietati in competizione le atlete e gli atleti, insieme con il medico curante, dovrebbero quindi già preparare la documentazione medica conformemente ai criteri per la domanda di EFT. In tal modo a seguito d’un eventuale esito positivo e relativa sollecitazione potranno inoltrarla a posteriori.
Criteri d’applicazione relativi a una domanda di EFT
Per le atlete e gli atleti è quindi di massima importanza che in vista di un’eventuale domanda di EFT la diagnosi e la scelta della terapia siano debitamente giustificate e documentate dal medico curante, al fine di poter presentare la domanda di EFT corredata della documentazione medica esaustiva. La Commissione EFT, per valutare la domanda, deve poter comprendere la diagnosi e la scelta della terapia in base alla documentazione inoltrata.
Malattie muscolo-scheletriche o ferite, la perdita improvvisa dell’udito, allergie e altre indicazioni.
Criteri di applicazione specifici per indicazioni concrete