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NEW YORK - BP ha tamponato la più piccola delle tre falle di petrolio nelle tubazioni della piattaforma del Golfo del Messico. Lo ha annunciato il National Oceanic Atmospheric Administration (Noaa), spiegando comunque che il greggio sta continuando a fuoriuscire alla velocità di 5'000 barili al giorno.
In audizioni a porte chiuse in Congresso un alto funzionario di BP ha ammesso che dal geyser sottomarino di greggio nel Golfo del Messico potrebbero sgorgare fino a 60'000 barili di petrolio al giorno, oltre dieci volte quanto stimato finora. Lo scrive il "New York Times" sul suo sito online paragonando la pressione a cui la società britannica si trova adesso di fronte in Congresso e quella affrontata dalla Toyota nei mesi scorsi per i problemi all'acceleratore dei suoi modelli venduti negli Usa.
Le denunce legate alla marea nera nel Golfo del Messico sono già un quarantina, tra cui oltre 30 class action, cioè cause collettive, contro i presunti responsabili del disastro e a difesa delle migliaia di persone danneggiate dal greggio che fuoriesce dal pozzo della BP.
In base alle indicazioni raccolte dalla stampa locale di Lousiana, Mississippi e Texas, le class action già avviate, alle quali stanno aderendo pescatori ed allevatori di ostriche, operatori turistici di barche e proprietari di condomini per turisti, hanno soprattutto nel mirino la BP e la Transocean, la società con sede in Svizzera proprietaria della piattaforma esplosa il 20 aprile facendo 11 vittime.
SDA-ATS