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Alcuni impiegati del colosso dell'e-commerce avrebbero venduto dati personali degli utenti.
Dopo Facebook le problematiche della privacy sembrano ora investire anche Amazon, il colosso della vendita online di Jeff Bezos. Stando a quanto riporta il Wall Street Journal sono in corso indagini interne ad Amazon su dei possibili casi di corruzione di alcuni dipendenti. L'ipotesi è che in cambio di cifre che vanno dagli 80 ai 2'000 dollari alcuni dipendenti avrebbero fornito a venditori presenti sulla piattaforma dettagli sulle vendite e sul comportamento degli acquirenti. Inoltre, sempre stando al Wall Street Journal, alcuni impiegati dietro compenso avrebbero eliminato recensioni negative. La pratica, vietata dalle normative dell'azienda, sarebbe radicata soprattutto in Cina, dove l'e-commerce si è espanso molto negli ultimi anni.
Un portavoce di Amazon ha confermato che sono in corso indagini e che l'azienda ha deciso di gestire più severamente l'accesso dei dipendenti ai dati personali dei clienti.