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TESSERETE - Una lettera in cui si parlava dell'importanza di manifestare contro gli annunciati tagli alle pensione dei dipendenti pubblici. La questione sta tenendo banco, con un numero importante di persone scese in piazza ieri. Ma il problema, secondo Massimiliano Robbiani, è che la missiva è stata recapitata agli allievi e alle allieve della scuola media di Tesserete. "Si può fare propaganda a scuola?", chiede in una interrogazione.
Il testo spiegava come la pausa, ieri, sarebbe stata prolungata di 15 minuti, con gli allievi che avrebbero avuto la possibilità di avere chiarimenti sulla posizione dei dipendenti pubblici. Prossimamente è prevista anche "una breve informazione sul senso di questa nostra azione in rapporto al funzionamento del nostro sistema pensioni".
I tagli sono definiti nella lettera "una ingiusta misura che tende a ledere il diritto ad una pensione equa e che genera nelle persone la sfiducia nelle istituzioni del proprio paese".
A Robbiani il fatto non è andato giù: in una interrogazione firmata assieme a Lela Guscio definisce la lettera "imbarazzante" e chiede al Governo:
"1. Come giudica il CDS questo modo di procedere messo in atto dalla scuola media di Tesserete?
2. Non ritiene il CDS che questo modo d’agire è pura propaganda politica e nulla è a che vedere con il normale insegnamento scolastico?
3. Il CDS è a conoscenza di altre sedi che si sono comportate allo stesso modo? Se si, quali?
4. Cosa intende fare il Dipartimento di Bertoli, richiamare le sedi all’ordine o semplicemente far finta di niente, come spesso accade?".