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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel maggio 2008 è stato inaugurato a Ouahigouya, nel nord del Burkina Faso, un macello di grosse dimensioni, costruito con il sostegno della Confederazione. Sulla targa all'ingresso si legge che possono esservi macellati 26 bovini, 70 ovini e 26 suini all'ora.</p><p>In realtà, però, il macello è quasi sempre fermo.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Di chi è stata l'idea di costruire un macello? Della Svizzera o del Burkina Faso?</p><p>2. Qual è il costo totale dell'impianto?</p><p>3. Chi ha partecipato al suo finanziamento? Le autorità politiche locali o gruppi locali regionali?</p><p>4. Chi è attualmente il proprietario legale del macello?</p><p>5. Che tipo di controlli sono previsti per assicurarne il buon funzionamento?</p><p>6. Quale sarà, ad avviso della Confederazione, il futuro dell'impianto in questione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La costruzione del macello di Ouahigouya fa parte del "Programma di sviluppo delle città medie", che si prefigge di rafforzare le capacità finanziarie e manageriali di tre città di media grandezza (circa 500 000 abitanti) del Burkina Faso per trasformarle in poli di sviluppo regionali competitivi. Questo programma è sostenuto dalla DSC dal 1992 e s'inserisce nella politica di decentralizzazione che il Burkina Faso ha avviato nel 1996. Esso si sviluppa parallelamente ad altre iniziative portate avanti da vari partner tecnici e finanziari (Germania, Unione europea, Francia, PNUS, Banca mondiale) in materia di decentralizzazione e di costituzione della governance locale in altre regioni del Burkina Faso.</p><p>1. La costruzione del macello è stata un'iniziativa delle comunità locali e dei rappresentanti da loro eletti. Il progetto è stato deciso da tutti gli attori interessati (allevatori, macellai, trasportatori, consumatori, autorità sanitarie, comunità, autorità locali). Per il comune, questa struttura risolve due principali impasse:</p><p>- risolve le questioni di sanità pubblica legate alla macellazione clandestina, poiché assicura ai cittadini l'accesso a una carne di buona qualità e certificata dai servizi competenti;</p><p>- valorizza il potenziale economico di una regione dedita all'allevamento e alla pastorizia, generando così risorse di cui può approfittare l'intera comunità.</p><p>2. Conformemente alle disposizioni dell'accordo di cooperazione, la DSC ha messo a disposizione le risorse economiche necessarie per la costruzione del macello, che ammontavano a 1 300 000 franchi. Il comune, dal canto suo, si è impegnato a reinvestire i proventi generati nella manutenzione del macello e nel fondo di sostegno allo sviluppo comunale (FADEC) per realizzare trivellazioni e scuole.</p><p>3. Il comune di Ouahigouya, committente dell'opera, ha sostenuto il progetto con un contributo di 40 000 franchi, in cui erano compresi il valore del terreno e le spese di concertazione tra i vari gruppi d'interesse.</p><p>4. Conformemente alla legge sulla decentralizzazione del Burkina Faso, il macello è di proprietà legale del comune di Ouahigouya.</p><p>5. La gestione del macello è affidata a un amministratore che dispone di un servizio amministrativo e finanziario. Questo è controllato da un consiglio d'amministrazione di 11 membri (consiglieri comunali, macellai, trasportatori, commercianti e rappresentanti dei servizi tecnici dello Stato). Mediante i propri servizi tecnici, lo Stato garantisce che la qualità della carne sia controllata e le norme d'igiene rispettate. Come previsto dalle disposizioni dell'accordo di cooperazione, l'Ufficio svizzero di cooperazione nel Burkina Faso seguirà la realizzazione del programma e s'informerà presso i vari responsabili sullo sviluppo dell'infrastruttura fino al termine della fase in corso (dicembre 2013).</p><p>6. Dal 26 giugno 2008 il livello di attività del macello, in cui possono essere abbattuti 100 bovini, 320 caprini/ovini e 30 porcini al giorno, raggiunge il 15 per cento della sua capacità totale, facendo fronte alla domanda di consumo quotidiano della città di Ouahigouya. In effetti, il macello è previsto per rispondere ai bisogni dell'intera regione e l'intenzione è quella di soddisfare la domanda di una popolazione di quasi un milione di persone creando collaborazioni con le filiere bovine del Ghana e del Mali.</p><p>Concepito in un'ottica di sviluppo e di crescita su un periodo di vent'anni, il macello sta producendo risultati lievemente inferiori a quanto previsto inizialmente. Al termine del terzo anno di attività, la macellazione avrebbe dovuto coprire completamente le spese generate dalla struttura, ma non è così: i proventi, infatti, non bastano per pagare anche la fattura dell'acqua. Da marzo a luglio 2011, il macello non ha funzionato in modo regolare poiché l'approvvigionamento idrico era insufficiente. Il comune ha posto fine alle tensioni realizzando nuove trivellazioni e assumendosi il pagamento degli arretrati legati al consumo di acqua. La cooperazione svizzera ha contribuito a regolare questi conti. Il comune si è impegnato a pagare le prossime fatture iscrivendo regolarmente tale spesa nel budget comunale.</p><p>La realizzazione di un simile programma è complessa. I mercati centrali delle tre città medie del Burkina Faso, sostenuti dalla DSC, hanno tutti dovuto affrontare delle difficoltà nella fase del loro sviluppo iniziale. Tuttavia, dopo dieci anni di attività, emerge che queste infrastrutture generano profitti che bastano a coprire le spese di manutenzione degli edifici e garantiscono impieghi. Generano inoltre proventi che finanziano scuole e punti d'acqua direttamente attraverso il budget comunale. Nel quadro della propria missione, la DSC promuoverà il contatto dei consiglieri comunali e dei responsabili del macello con altre collettività, con i professionisti della filiera bovina e con i partner del settore privato allo scopo di sviluppare nuove opportunità di guadagno.</p>  Risposta del Consiglio federale.