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NEW YORK - In un certo senso è proprio un grosso paradosso. Perché The Wolf of Wall Street, pellicola di Martin Scorsese del 2013 che narra ascesa e caduta di un broker newyorkese interpretato da Leonardo di Caprio, mettendo alla berlina gli eccessi e le frodi della Borsa, grazie a una frode sarebbe stato realizzato. Sarebbe infatti stato finanziato con denaro sottratto illegalmente da un hedge fund malese, come dimostrerebbe il pagamento di una multa da 60 milioni di dollari in favore del dipartimento di giustizia.
Red Granite avrebbe sborsato il denaro senza batter ciglio, patteggiando la condanna invece di andare a processo. Gli investigatori dell'Fbi avrebbero infatti accertato che la società, cofondata da un figliastro del premier di Kuala Lumpur Najib Razak, ha girato il film utilizzando soldi provenienti dal fondo malese 1Mdb, travolto da un crac da 4,5 miliardi di dollari.
Non si tratterebbe dell'unco lavoro finanziato da denaro sporco e dall'amicizia di Riza Aziz, il figlioccio di Najib, con Low Taek Joh, ritenuto il responsabile della maxi-frode di 1Mdb. Anche "Scemo e più scemo" potrebbe essere coinvolto.