Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01092.jsonl.gz/259

La Storia del Passo
San Gottardo, che darà il nome alla “Via delle Genti”, nacque nel 960 a Reidersdorf; fu frate dell'Ordine dei Benedettini e morì nel 1038. Nel 1131 fu proclamato santo; è il protettore dall'inclemenza del tempo ed è per questo motivo che nel 1239 si costruì sul passo, accanto all'ospizio, l'oratorio a lui dedicato.
Da secoli è attestata l'importanza della strada attraverso il San Gottardo: la via delle genti. Anche se recenti scavi archeologici hanno rilevato che la cappella di San Gottardo posta sul valico omonimo abbia origine carolingia, non esistono dati che attestino l'esistenza e l'utilizzo di una via di comunicazione attraverso il Passo del Gottardo prima del XII-XIIIesimo secolo. Presumibilmente, nelle epoche precedenti, il valico aveva un'importanza solo locale ed era frequentato dagli alpigiani della Valle Leventina che ne sfruttavano i pascoli. Solo con la creazione di un passaggio attraverso le impervie gole della Schöllenen, avvenuta intorno al 1200, si può incominciare a parlare di una via stabile di collegamento tra il nord ed il sud dell'Europa attraverso le Alpi centrali.
Da questo momento quindi, la strada del Gottardo iniziò a diventare una via di comunicazione sempre più importante tra il nord ed il sud dell'Europa. La posizione strategica del valico e la sua centralità nell'arco alpino, fecero sì che ben presto crescesse il suo peso economico, politico e militare: alla sua storia è profondamente legata la nascita della Confederazione svizzera nel 1291.L'importanza politica e strategica che nel corso dei secoli andò assumendo il passo, ed il costante intensificarsi del traffico delle merci trasformarono ben presto l'ospizio in un punto di sosta per mercanti e soldati oltre che per pellegrini e prelati. All'inizio del XVIIIesimo secolo fu scavato il “Buco di Uri” ed il transito di bestie da soma, corrieri a cavallo, mercanti, soldati e pellegrini diventò più agevole. Grandi quantità di merci di ogni genere valicavano il San Gottardo da entrambi i versanti, e lungo il percorso sorgevano dazi, locande e soste.
Nel 1830 venne realizzata la strada della Tremola ed a partire da questa data l'uso dei carri sostituì quello degli animali da soma: la circolazione delle merci aumentò notevolmente poiché il carico di un cavallo da tiro era più di tre volte superiore a quello di un animale da soma. La vecchia strada della Tremola, con i suoi numerosi tornanti, oggigiorno viene aperta durante l'estate ed è frequentata da automobilisti, ciclisti, motociclisti e da una vecchia diligenza che giornalmente effettua una corsa tra Andermatt ed Airolo. In seguito nuove vie di comunicazione vennero costruite: nel 1882 si inaugurò il traforo ferroviario e nel 1980 quello autostradale. L'importanza e la magia del Passo del San Gottardo sono comunque rimaste intatte con il trascorrere del tempo e per chi vi transita è d'obbligo la visita alla “vecchia sosta” che, dopo il restauro, è divenuta sede dell'interessante Museo Nazionale del San Gottardo. Sul Passo è pure possibile visitare lo spazio tematico Sasso San Gottardo ed un ristorante offre vitto ed alloggio ai numerosi turisti di passaggio il sud dell'Europa.
L'Ospizio del San Gottardo
L'Ospizio del San Gottardo è situato a 2100 metri di altitudine sul Passo del San Gottardo. Da sempre il passo collega i maestosi paesaggi culturali europei settentrionali a quelli meridionali. Già migliaia di anni fa questo percorso fu utilizzato da cacciatori-raccoglitori. Tra le più antiche testimonianze culturali erette sul Passo del San Gottardo, va annoverata la cappella d'epoca preromanica, forse carolingia, sostituita da due edifici successivi di cui l'ultimo, che conferisce alla cappella la sua forma attuale, risale al 1687.
Proposta di itinerario
Giro dei laghi Orsino-Orsirora e Valletta
(circuito della durata di ca. 4 1/2 ore)
Punto di partenza di questa bella escursione è l'Ospizio San Gottardo da dove si prosegue in direzione del Lago di Lucendro. L'ambiente, caratterizzato da grandi blocchi granitici di rocce lisciate dai ghiacci, è di una grandiosità impressionante. Lungo un percorso ben segnalato si supera una bocchetta per arrivare al tranquillo Lago d'Orsino, sotto il Pizzo omonimo. Dalla successiva bocchetta procedendo alti sopra il Lago di Orsirora Inferiore si giunge subito dopo a quello Superiore. Prendendo ancora quota, lungo un costone roccioso, si raggiunge un pianoro e da lì in pochi minuti si arriva al Passo di Orsirora. Dopo essere ritornati sui propri passi si costeggiano i Laghi della Valletta e, al di là di un ultimo costone, la vista può spaziare finalmente libera sul Pizzo Lucendro, una delle cime più frequentate della zona. Il sentiero scende rapidamente tra i prati sino alla stradina che costeggia il lago di Lucendro e giunge all'Ospizio.