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Il Consiglio federale ha preso atto della decisione del Tribunale federale di non far ripetere la votazione del 24 febbraio del 2008 sulla riforma della fiscalità delle imprese. Il governo - ha spiegato all'ats il suo portavoce, André Simonazzi - prende sul serio le critiche formulate oggi dai giudici alle lacune nelle spiegazioni fornite allora dall'esecutivo.
Gli insegnamenti da trarre da questa vicenda saranno esaminati, ha aggiunto Simonazzi. Il Consiglio federale, ha tuttavia tenuto a precisare, si sforza di informare in modo preciso, completo e trasparente sui temi posti in votazione.
Il partito socialista, in prima linea nel criticare l'operato del governo in occasione della votazione, deplora invece la decisione del Tribunale federale. In un comunicato, la formazione afferma che è stata persa un'occasione: "la sentenza ha una valenza storica e figurerà sui libri di storia".
"Essa avrebbe permesso di valutare nella giusta maniera come proteggere gli elettori di fronte a flagranti lacune nell'informazione". Malgrado ciò - aggiunge il PS - possiamo rallegrarci perché il ricorso è stato preso sul serio e la decisione dei giudici non è stata presa alla leggera.
Il PS - assieme a un'ampia coalizione di organizzazioni di sinistra e sindacati - aveva promosso nel 2008 il referendum contro la riforma dell'imposizione delle imprese, poi accolta in votazione dal 50,5% degli aventi diritto.