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Riesportazione di armi, tutto sospeso
Una commissione degli Stati ha deciso di fermare le discussioni: servono nuove audizioni – Dal Nazionale chiesto un piano da 5 miliardi di franchi a sostegno dell’Ucraina
L'esame degli atti parlamentari che chiedono di consentire la riesportazione di armi svizzere all'Ucraina sono sospesi al fine di organizzare delle audizioni. Lo ha deciso oggi (martedì) la Commissione della politica di sicurezza degli Stati. Parallelamente, la Commissione di politica estera del Nazionale chiede cinque miliardi di franchi per un programma di sostegno al Paese invaso dalla Russia.
Sulla riesportazione di materiale bellico elvetico all'Ucraina i commissari affermano che, alla luce delle decisioni prese dal Parlamento nella recente sessione primaverile, è "necessario prendere tempo per consultare degli esperti e chiarire le questioni in sospeso". L'obiettivo? Fare in modo che le future decisioni "possano essere prese su basi solide".
Un piano di sostegno da 5 miliardi di franchi per l’Ucraina
Da parte sua, la Commissione di politica estera del Nazionale ha deciso di depositare una mozione che chiede al Consiglio federale di presentare al Parlamento un programma di sostegno all'Ucraina per un importo pari ad almeno cinque miliardi di franchi. La maggioranza commissionale (13 favorevoli, 11 contrari e un’astensione) ritiene che il Paese "abbia bisogno di un ampio sostegno per finanziare in particolare gli aiuti umanitari, la protezione della popolazione civile, lo sminamento, la promozione della pace nonché il consolidamento delle infrastrutture civili".
La minoranza ritiene invece che il sostegno sia prematuro, in quanto molte questioni riguardanti la ricostruzione dell'Ucraina e la cooperazione internazionale devono ancora essere chiarite.
- L'Ucraina e gli interessi dell’industria delle armi