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<h2>SubmittedText<h2><p>In risposta alla mia domanda 20.6103 volta a stabilire su quali studi scientifici si basa la Confederazione per appurare se le condizioni vigenti in relazione ai pesticidi sono sempre lette, comprese e rispettate dagli utilizzatori in Svizzera, il Consiglio federale affermava che non esistono studi scientifici relativi all'attuazione delle esigenze in materia di protezione degli utilizzatori.</p><p>Questo sorprende, poiché con tali condizioni non si mira a ridurre soltanto i rischi per la salute degli utilizzatori di prodotti fitosanitari, bensì, stando al Piano d'azione del Consiglio federale, tutti i rischi derivanti dall'uso di pesticidi. Come ha illustrato il SonntagsZeitung del 21 giugno 2020, in passato per l'applicazione di 2'301 diversi prodotti vigevano 1'457 norme di utilizzo. Solo per l'insetticida Pirimicarb 50 dovevano essere osservate 32 diverse prescrizioni. Inoltre, tra il 2011 e il 2018 la Confederazione ha introdotto 550 nuove limitazioni. </p><p>In tale contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande. </p><p>1. Le cifre summenzionate, frutto di ricerche condotte dal SonntagsZeitung, sono corrette e attuali? Se no, quali sono quelle corrette?</p><p>2. Esistono studi scientifici dai quali si evince che le condizioni vigenti in relazione ai rischi correlati ai pesticidi che vanno oltre la protezione dell'utilizzatore vengano lette, comprese e rispettate dagli utilizzatori in Svizzera? Dove possono essere consultati, all'occorrenza, tali studi? </p><p>3. Se non esistono studi scientifici a questo proposito, com'è possibile dimostrare in modo plausibile che le condizioni vigenti sono effettivamente rispettate anche nell'applicazione pratica (presupposto affinché diminuiscano realmente i rischi derivanti dall'uso)?</p><p>4. Se questo non è dimostrabile o lo è solo in maniera insoddisfacente, quali conclusioni è possibile trarre sull'attuale piano della Confederazione per la riduzione dei rischi?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a commissionare quanto prima uno studio indipendente che analizzi gli aspetti rilevanti? Se no, perché?</p><p>6. Il Consiglio federale è disposto ad appurare a partire da quale numero di condizioni i rischi derivanti dall'uso di un prodotto nella pratica aumentano anziché diminuire? </p><p>7. Esiste a tal proposito una necessità d'intervento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 6. Le cifre lorde pubblicate nella stampa sono corrette, ma non sono state contestualizzate. I prodotti fitosanitari sono oggetto di una valutazione specifica per i differenti utilizzi possibili contro i vari organismi nocivi e nelle diverse colture. Per ogni uso vengono stabilite prescrizioni specifiche. Queste prescrizioni d'uso concernono in ogni caso il dosaggio, il periodo di utilizzazione e il termine di attesa prima del raccolto. In funzione dei rischi possono anche riguardare le misure di protezione dell'utilizzatore e di coloro che si trovano in prossimità delle particelle trattate, le misure di protezione degli organismi acquatici, delle api o dei biotopi nonché le misure di protezione delle acque sotterranee o le prescrizioni per evitare lo sviluppo di resistenze. Siccome i rischi variano da un prodotto all'altro e a seconda dell'uso, da tali prescrizioni d'uso deriva un gran numero di formulazioni differenti. Nella pratica, l'utilizzatore deve rispettare al massimo una decina di prescrizioni differenti al momento dell'utilizzo di un prodotto. Non c'è motivo di ritenere che questo numero di prescrizioni possa essere la causa di un aumento dei rischi.</p><p>2, 3 e 5. Il controllo delle prescrizioni d'uso è di competenza dei Cantoni. Non esistono pubblicazioni scientifiche concernenti tali controlli. Il Consiglio federale non ritiene prioritario uno studio in questo settore. Esistono altri mezzi per verificare indirettamente il rispetto delle prescrizioni d'uso dei prodotti fitosanitari oltre ai controlli presso gli utilizzatori. Il controllo dei residui nelle derrate alimentari, ad esempio, consente di verificare indirettamente che i prodotti siano stati utilizzati conformemente alle prescrizioni sul dosaggio e sul termine di attesa. La Confederazione, sempre in collaborazione con i Cantoni, effettua prelievi nelle colture al fine di assicurarsi che i prodotti utilizzati siano anche autorizzati. La Confederazione sostiene altresì il Servizio sanitario apicolo incaricato di effettuare analisi in caso di sospetto di intossicazione delle api. Il basso numero di casi di intossicazione connessi al mancato rispetto delle prescrizioni d'uso indica che tali prescrizioni sono rispettate. Infine, anche la rete di sorveglianza delle acque superficiali può essere un indicatore di un utilizzo non conforme di un prodotto fitosanitario e spingere i Cantoni a procedere a verifiche approfondite.</p><p>4 e 7. Il concetto di riduzione dei rischi descritto nel Piano d'azione dei prodotti fitosanitari comprende molte altre misure oltre all'omologazione dei prodotti e alle prescrizioni d'uso di quest'ultimi. Si prevede di integrarle con le misure presentate nel Messaggio concernente l'evoluzione della politica agricola a partire dal 2022. (PA22+). Il Consiglio federale intende concentrare i mezzi a disposizione sull'attuazione delle misure descritte nel Piano d'azione nonché dell'iniziativa parlamentare 19.475.</p>  Risposta del Consiglio federale.