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La perizia esterna, commissionata dopo che la Confederazione aveva concesso un prestito di 4 miliardi ad Axpo, non ha rivelato problemi.
BERNA - Una perizia esterna non ha ravvisato carenze o errori significativi nella gestione del rischio e della liquidità presso Axpo, il colosso energetico che nel settembre scorso - nei momenti concitati della crisi sul mercato elettrico europeo - aveva chiesto e ottenuto una linea di credito di 4 miliardi di franchi dalla Confederazione, soldi peraltro poi non utilizzati.
L'analisi, chiesta dagli azionisti nell'assemblea generale straordinaria dello scorso dicembre ed effettuata dalla società di consulenza Deloitte, definisce «professionale» il procedere dell'impresa, emerge da un comunicato diffuso oggi dalla stessa società. La richiesta di aiuto era giustificata dall'elevato fabbisogno di liquidità per garantire la produzione di energia elettrica in Svizzera, a causa delle forte turbolenze sui prezzi.
Tuttavia il rapporto ha anche individuato un «potenziale di miglioramento», fa sapere la dirigenza, senza fornire ulteriori dettagli. L'impresa esaminerà i suggerimenti e li attuerà in forma appropriata, viene assicurato. Sulla base dei risultati dell'inchiesta ieri l'assemblea generale annuale della società ha concesso all'unanimità il discarico ai suoi vertiti.
Il gruppo - Gruppo con sede a Baden (AG) e oltre un secolo di vita, Axpo produce e distribuisce energia in Svizzera, in 30 paesi europei, del Nordamerica e dell'Asia. Ha più di 6000 dipendenti e gestisce oltre cento impianti elettrici (fra cui al 100% le due centrali nucleari di Beznau, entrate in funzione nel 1969 e 1971). Le radici dell'azienda risalgono a oltre 100 anni or sono, ma la società in se stessa è stata fondata del 2001 ed è in mani interamente pubbliche: i proprietari sono diversi cantoni della Svizzera nord-orientale (ZH, AG, SH, ZG, GL) e le rispettive società elettriche.