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BERNA - A causa della pandemia di Covid-19 l'occupazione dei letti di terapia intensiva negli ospedali svizzeri ha toccato un livello record il 10 aprile di quest'anno: 98%. Il 56% dei posti erano occupati da pazienti che avevano contratto il coronavirus, in base ai dati raccolti dalla Società Svizzera di Medicina Intensiva (SSI).
Il tasso di occupazione nei reparti di terapia intensiva è in genere del 75%. Il 10 aprile i posti occupati erano quindi il 23% in più rispetto alla media abituale.
Le capacità della medicina intensiva in Svizzera sono state sufficienti a curare tutti i pazienti gravemente malati, ribadisce la SSMI pur riconoscendo che in alcune regioni, come il Ticino e il bacino del Lemano, i reparti erano più sotto pressione. A suo avviso l'aumento considerevole delle capacità di terapia intensiva negli ospedali e la decisione del Consiglio federale di vietare gli interventi e le terapie mediche non urgenti, a partire dal 17 marzo, hanno «contribuito in modo significativo ad evitare il sovraccarico dei reparti di terapia intensiva in Svizzera».
Il recente aumento delle infezioni da coronavirus è monitorato dalla SSMI che si prepara ad affrontare un eventuale nuova ondata di malati da Covid-19 in stretto contatto con le unità di terapia intensiva, le autorità nazionali e varie organizzazioni sanitarie.
I dati sono stati raccolti nelle 82 unità di terapia intensiva riconosciute fra il 30 marzo e oggi.