Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/26842

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I danni provocati dalle valanghe del febbraio 1999, dalle piene e dagli smottamenti hanno messo in evidenza che gli eventi naturali sono lungi dal toccare soltanto la popolazione delle regioni di montagna e dell'arco alpino. Il miglioramento delle condizioni di sicurezza è dunque una questione da affrontare per l'insieme del Paese. Il Consiglio federale intende pertanto estendere i provvedimenti citati alle cifre 1 e 2 a tutta la Svizzera.</p><p>Per garantire una protezione sostenibile della popolazione, delle sue risorse vitali naturali e dei beni materiali contro i pericoli della natura, occorre mettere a punto un sistema globale di gestione dei rischi, con standard di sicurezza differenziati in funzione dei beni da proteggere e validi per tutta la Svizzera. </p><p>Con il varo della nuova legislazione sulle foreste e sulle acque all'inizio degli anni Novanta, è stato compiuto un importante passo verso un'analisi più generale del problema e la prevenzione. Nell'ambito del programma nazionale di ricerca "Cambiamenti climatici e catastrofi naturali" sono inoltre state gettate le basi per lo sviluppo di strategie di protezione sostenibili. </p><p>Con la creazione della CENAT, centro di competenza per i pericoli naturali, nel 1996 si è proceduto in modo mirato ad una concentrazione delle risorse tecniche, scientifiche e socioeconomiche presso le scuole politecniche federali. Compito principale di questo centro è la ricerca interdisciplinare sulle cause dei pericoli naturali, sulla concatenazione di eventi ivi connessa, sulle ripercussioni per la popolazione, i beni materiali e le risorse vitali e sulla messa a punto di misure di protezione adeguate. Già oggi la CENAT soddisfa le richieste principali formulate dall'autore della mozione. </p><p>Con l'Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe (SNV), con sede a Davos, la Svizzera dispone già di un istituto di ricerca alpino interdisciplinare. Quest'organo, oltre a dotarsi di una divisione per la ricerca ("Zukunft Alpenraum", ossia "Il futuro della regione alpina"), sta attualmente ampliando il settore "Risikomanagement" ("Gestione dei rischi").</p><p>Nell'ambito del programma nazionale di ricerca PNR "Paesaggi e ecosistemi alpini", approvato dal Consiglio federale il 23 giugno 1999, è previsto uno studio sull'evoluzione dei paesaggi e degli spazi vitali dell'arco alpino nonché sullo sviluppo di strategie di intervento globali. </p><p>Nel quadro del programma "Poli di ricerca nazionali" (PRN) del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, la CENAT, in collaborazione con numerosi istituti attivi nella prevenzione dei pericoli naturali, ha proposto un progetto intitolato "Natural Risk Management NARIMA". Con ogni probabilità il Fondo nazionale farà la propria selezione nel maggio-giugno del 2000.</p><p>La Piattaforma nazionale "Pericoli naturali", PLANAT, istituita dal Consiglio federale nel 1997 e composta da rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni, del mondo della ricerca, delle associazioni professionali, dell'economia e delle assicurazioni, scostandosi dall'idea di prevenzione si sta ora dirigendo verso la cosiddetta "cultura del rischio": così, in futuro la pianificazione di misure di protezione contro i pericoli della natura non dovrà più limitarsi a proteggere singoli beni contro determinate categorie di rischi all'interno di ambiti di competenze settoriali. Si tratterà invece di provvedere affinché, nel campo delle catastrofi naturali, gli interessi della popolazione per la prevenzione siano tutelati in maniera globale ed interdisciplinare. La protezione contro i rischi della natura dovrà essere attuata sulla base di principi di sicurezza unitari e di una politica del rischio coordinata. </p><p>A fronte del fatto che la Svizzera potrebbe essere colpita da terremoti gravi, seppure rari, con lettera del 15 settembre 1999 il Capo del DATEC ha già incaricato la PLANAT di elaborare a medio termine una strategia di protezione contro i terremoti.</p><p>I provvedimenti richiesti alle cifre 1 e 2 della mozione corrispondono in ampia misura alle intenzioni del Consiglio federale. La creazione di un istituto di ricerca interdisciplinare chiesta alla cifra 3 dev'essere analizzata in modo più approfondito in quanto un'istituzione simile esiste già.</p>