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La Russia si dice pronta al dialogo con Kiev. Il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Scholz hanno strappato una timida apertura al presidente russo Putin durante un colloquio telefonico avvenuto sabato. Il capo del Cremlino ha affermato che Mosca è pronta a riprendere la trattativa diplomatica, a patto che l'occidente interrompa le forniture di armi, dicendosi anche disponibile a facilitare soluzioni sul fronte della crisi del grano. Ma su un punto il presidente russo non transige: "Basta inviare armi a Kiev".
Da Mosca arriva un altro segnale apparentemente distensivo: la Russia continuerà a lavorare con Washington al nuovo trattato Start teso a limitare o a diminuire gli arsenali di armi di distruzione di massa, come le armi nucleari. Trattato in scadenza nel 2026.
Intanto, via Telegram, il presidente ucraino Zelensky ha affermato di aspettarsi buone notizie la prossima settimana riguardo a nuove forniture di armi da parte dei partner occidentali.
Petrolio, le mosse dell'UE
L'Unione Europea si appresta a proporre il divieto di import di petrolio dalla Russia via mare, ritardando le restrizioni alle importazioni da un oleodotto che rifornisce l'Ungheria di greggio russo. Lo ha anticipato l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti secondo le quali la commissione europea ha inviato una bozza di proposta in tal senso ai governi nazionali.
Obiettivo del progetto: concedere sei mesi agli Stati membri per l'eliminazione graduale dell'import via mare e otto mesi per quello di prodotti raffinati. Di fatto, questo concederebbe più tempo all'Ungheria per trovare una soluzione tecnica che le consenta di soddisfare i bisogni energetici e quindi rompere l'impasse sul pacchetto di sanzioni contro Mosca.
"Severodonetsk in mano ai filo-russi"
Sul fronte del conflitto, entrato nel suo 95esimo giorno, il leader ceceno filo russo Kadyrov ha annunciato in serata il completo controllo della città di Severodonetsk, nella regione orientale di Lugansk. Una dichiarazione che non trova conferme ufficiali da parte di Kiev che si è limitata ad annunciare: l'esercito ucraino è confrontato a una "posizione difensiva difficile" nella regione.
Referendum per l'annessione, "non adesso"
Non ci sarà un referendum per l'annessione alla Russia della regione ucraina occupata di Kherson finché non cesseranno i combattimenti. Lo ha detto il vice capo civile-militare dell'amministrazione nominata da Mosca, Kirill Stremousov, secondo quanto riporta il Guardian.
"Annunceremo più avanti quando avrà luogo una sorta di votazione o plebiscito, ma non sarà oggi e non sarà domani perché il nostro compito principale è ristabilire l'ordine e organizzare un sistema amministrativo nella regione di Kherson", ha spiegato Stremousov.
- Notiziario 1.00 del 29.5.2022