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<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo un articolo della NZZ am Sonntag, l'acciaieria di Gerlafingen, una delle due acciaierie ancora attive in Svizzera, è confrontata con un vertiginoso aumento dei costi energetici. Nell'ottobre 2022 i costi supererebbero quelli di un intero anno. Per tale motivo, l'azienda ha dovuto ricorrere all'orario di lavoro ridotto. Secondo l'articolo, se l'azienda dovesse essere costretta a fermare la propria produzione, metà della produzione svizzera di acciaio verrebbe a mancare in un colpo solo. Prima dell'esplosione dei costi dell'energia, l'acciaieria di Gerlafingen era competitiva.</p><p>A Gerlafingen la produzione di acciaio avviene mediante la fusione di rottami. L'acciaieria di Gerlafingen è quindi una delle più grandi aziende di riciclaggio. Anche il riciclaggio di vetro, carta e alluminio necessitano di grandi quantità di energia a causa delle leggi della fisica. I prezzi vertiginosi dell'energia dovrebbero ripercuotersi in modo sproporzionato anche su altre aziende dell'economia circolare. Tali aziende possono tentare di scaricare sui loro clienti l'aumento dei costi, mettendo tuttavia a rischio la competitività dei prodotti riciclati. Se questi impianti dovessero essere costretti a uscire dal mercato a causa della situazione attuale, non sarebbero più disponibili per la decarbonizzazione che la Svizzera vuole realizzare con l'economia circolare.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale la minaccia esistenziale che l'esplosione dei prezzi dell'energia costituisce per l'economia circolare svizzera ?</p><p>2. A quanto deve essere stimato il rischio che impianti di riciclaggio centrali, rilevanti per il sistema, si ritrovino fuori mercato a causa dei prezzi elevati dell'energia?</p><p>3. Quali ripercussioni sul bilancio di CO2 della Svizzera, sull'economia circolare e sull'approvvigionamento economico del Paese avrebbe la chiusura delle attività di impianti nazionali di riciclaggio di acciaio, vetro, carta e alluminio in seguito alla situazione attuale e la conseguente importazione dei prodotti?</p><p>4. La Svizzera dispone delle capacità logistiche su rotaia e su trada necessarie nel caso in cui lo sviluppo in corso dovesse causare la perdita di importanti pilastri della sua industria del riciclaggio e si dovesse garantire l'approvvigionamento di acciaio, alluminio, vetro o carta per l'edilizia e l'industria?</p><p>5. Quale contributo possono offrire le aziende per coprire con energie rinnovabili parte della domanda di elettricità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale segue la situazione con attenzione. È consapevole che il forte aumento dei prezzi dell'energia costituisce una grossa sfida per i produttori di acciaio svizzeri e per altre imprese di riciclaggio. Il riciclaggio è un'importante leva per garantire l'approvvigionamento di risorse all'economia svizzera e per ridurre l'impatto ambientale globale. Il riciclaggio di tutti i rifiuti coprirebbe tuttavia soltanto un quinto del fabbisogno di materiali della Svizzera. L'obiettivo dell'economia circolare è mantenere i prodotti e i materiali il più a lungo possibile nel circuito. L'aumento dei prezzi dell'energia può quindi incrementare la competitività delle alternative ecologiche e, nel contesto di un'economia di mercato, fornire un incentivo per rendere più efficiente la gestione dell'energia e delle risorse.</p><p>2. Fintanto che i prezzi dell'energia in Svizzera non aumenteranno repentinamente rispetto a quelli all'estero e i prezzi del materiale secondario non saranno di gran lunga superiori al materiale primario, non sussiste alcun pericolo che gli impianti di riciclaggio svizzeri si ritrovino fuori mercato a causa degli elevati costi energetici. Per i prodotti a intenso consumo energetico come l'acciaio le condizioni di mercato nazionali svolgono un ruolo importante. Sovvenzioni statali all'estero possono comportare distorsioni sul mercato e favorire l'importazione di prodotti dall'estero.</p><p>3. Il sistema di scambio di quote di emissione (SSQE) è uno strumento di gestione delle quantità secondo il principio del "cap-and-trade" con una quantità di nuovi diritti di emissione nel sistema che diminuisce ogni anno. La sospensione della produzione da parte delle imprese che partecipano al SSQE avrebbe un impatto sul bilancio di CO2 della Svizzera soltanto se il Consiglio federale riducesse di conseguenza le previste quantità di diritti di emissione da mettere all'asta. La chiusura delle imprese che non partecipano al SSQE comporta in genere la riduzione delle emissioni di gas serra in Svizzera. Fintanto che, ad esempio, il fabbisogno di acciaio in Svizzera rimane invariato, i relativi prodotti dovranno essere importati dall'estero. A parte possibili emissioni supplementari dovute a percorsi di trasporto più lunghi, la sostituzione non causa emissioni di CO2 supplementari, se le acciaierie rimangono nell'UE aderiscono al SSQE e sono quindi soggette a impegni di riduzione delle emissioni di gas serra equivalenti.</p><p>4. La Svizzera importa già ora quattro quinti del suo fabbisogno di materiali. Le filiere logistiche necessarie a tal fine sono state allestite e funzionano bene. Se la chiusura delle aziende di riciclaggio svizzere dovesse comportare il ricorso a importazioni, allora potrebbero verificarsi delle carenze a breve termine. Le capacità di trasporto disponibili necessarie dovrebbero tuttavia essere sufficienti.</p><p>5. Gli impianti di riciclaggio svizzeri, come del resto tutti gli altri utenti, possono ottimizzare il loro consumo energetico gestendolo con maggiore efficienza. Segue poi l'opzione dell'impiego delle energie rinnovabili di produzione propria. La quota di energie rinnovabili dipende molto dal settore. In tal modo, un'impresa di riciclaggio di dimensioni minori con un consumo di energia inferiore può trarre maggiore vantaggio dalla propria produzione che non un'acciaieria.</p><p>L'industria dell'acciaio europea lavora intensamente per creare alternative ai processi di produzione esistenti e ridurre il fabbisogno energetico. Le acciaierie in Svizzera investono continuamente in misure di riduzione del consumo energetico. Possono fornire un contributo a coprire il fabbisogno di energia, investendo nelle energie rinnovabili e partecipando ad esempio a progetti fotovoltaici di grandi dimensioni. Un'alternativa supplementare è offerta dalla stipulazione di contratti a lungo termine o da acquisti strutturati. Nel caso degli acquisti strutturati, l'acquirente di energia elettrica definisce il momento, la quantità, lo scaglionamento e il prezzo per l'acquisto, attribuendo così il rischio legato al prezzo al fornitore di energia elettrica.</p>  Risposta del Consiglio federale.