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<h2>SubmittedText<h2><p>Nei Paesi in via di sviluppo il volume degli investimenti fondiari è particolarmente elevato. Secondo la DSC, dal 2000 al 2010 sono state registrate transazioni per 71 milioni di ettari di terreno, di cui la metà in Africa. Si tratta di investimenti effettuati con l'obiettivo di ottenere biocarburanti e materie prime, realizzare progetti di protezione della natura, garantire la sicurezza alimentare nel Paese d'origine degli investimenti stessi e svolgere transazioni finanziarie speculative con derrate alimentari di base. Tutto ciò compromette la sicurezza alimentare a livello locale. Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Come valuta le conseguenze positive e negative degli investimenti nello sfruttamento su larga scala di terreni e acqua ("land grabbing", ovvero accaparramento delle terre) nei Paesi in via di sviluppo? Quali misure adotta per rafforzare eventuali conseguenze positive e arginare le conseguenze dannose?</p><p>2. In che modo l'accaparramento delle terre si ripercuote sulla garanzia della sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo interessati?</p><p>3. Esiste un nesso tra violenti conflitti e l'inasprirsi della lotta per la ripartizione delle terre e delle risorse idriche limitate?</p><p>4. Secondo il Consiglio federale quante sono le possibilità che, grazie alla promozione della governance fondiaria, vengano rafforzati i diritti della popolazione locale per quanto riguarda lo sfruttamento e il controllo delle terre e di altre risorse naturali? Questo approccio può essere utile anche in Paesi con strutture statali deboli?</p><p>5. Qual è l'entità dei capitali svizzeri investiti nell'accaparramento delle terre, sia attraverso investimenti diretti e partecipazioni (fondi "verdi"), sia tramite fondi delle casse pensioni?</p><p>6. Quali misure adotta il Consiglio federale per impedire le speculazioni finanziarie sulle materie prime alimentari? Come valuta il ritiro di Commerzbank da questo settore di attività?</p><p>7. Il Consiglio federale rifiuterà la protezione statale degli investimenti volti all'accaparramento delle terre ed escluderà la possibilità di assicurare i relativi rischi all'esportazione o di garantire una tutela contro questi ultimi mediante appositi accordi sulla protezione degli investimenti?</p><p>8. Quale politica persegue il Consiglio federale, nell'ambito della Banca mondiale e delle banche regionali di sviluppo, quando si tratta di valutare importanti investimenti nello sfruttamento su larga scala di terreni e acqua?</p><p>9. Il Consiglio federale intraprende iniziative in materia di politica estera affinché sia obbligatorio provare che i progetti di accaparramento delle terre si fondano sulle direttive volontarie sulla governance fondiaria del comitato della sicurezza alimentare mondiale, sulle raccomandazioni di Olivier De Schutter, inviato speciale dell'ONU per il diritto all'alimentazione, e sui principi per gli investimenti agricoli responsabili ("Principles for Responsible Agricultural Investment") della Banca mondiale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Gli investimenti nello sfruttamento su larga scala di terreni e acqua nei Paesi in via di sviluppo comportano rischi ma anche opportunità per i Paesi interessati e per le loro popolazioni. Se tali investimenti da parte di investitori stranieri e locali prevedono contratti d'affitto o di acquisto a lungo termine di vaste superfici agricole, vengono spesso definiti come "land grabbing", ovvero accaparramento delle terre. In molti casi gli investimenti hanno peggiorato le condizioni di vita della popolazione interessata. Tuttavia, anche a livello internazionale esiste un ampio consenso sul fatto che vi sia un'urgente necessità di effettuare e di incentivare investimenti responsabili in materia di agricoltura e di sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo. Nella sua risposta all'interpellanza Graf 11.3385, "Land grabbing. Che cosa fa la Svizzera contro l'accaparramento delle terre?", il Consiglio federale ha illustrato le misure della Svizzera in relazione al "land grabbing".</p><p>2. A seconda della situazione, gli investimenti fondiari su larga scala possono incidere in maniera diversa sulla disponibilità di derrate alimentari e sul potere d'acquisto della popolazione locale. Pongono ad esempio problemi, tra l'altro, la coltivazione di biocarburanti su superfici che fino a quel momento venivano sfruttate per la produzione di derrate alimentari oppure gli investimenti in superfici che prima venivano utilizzate per l'autoapprovvigionamento e per i mercati locali e che ora sono invece sfruttate per l'esportazione o esclusivamente per la produzione di foraggio.</p><p>3. Le sempre maggiori e contrastanti esigenze di sfruttamento dei terreni agricoli utilizzabili e delle risorse idriche possono potenzialmente contribuire a un inasprimento dei conflitti. Gli investimenti fondiari su larga scala hanno più volte provocato conflitti e sfollamenti forzati della popolazione locale. Tuttavia, nella maggior parte dei casi le cause dei conflitti violenti che superano la dimensione locale non sono riconducibili soltanto alla lotta per la ripartizione delle risorse.</p><p>4. Nel maggio del 2012 il comitato della sicurezza alimentare mondiale delle Nazioni Unite (CFS) ha adottato le direttive volontarie per una governance responsabile dei regimi di proprietà applicabili alla terra, alla pesca e alle foreste ("direttive volontarie sulla governance fondiaria"). Il Consiglio federale considera tali direttive uno strumento importante ed efficace per migliorare i diritti della popolazione rurale, particolarmente vulnerabile, nei Paesi in via di sviluppo. Spesso risultano deboli anche la legislazione e la relativa applicazione. La comunità internazionale può sostenere i Paesi nell'attuazione.</p><p>5. Non esiste una statistica ufficiale e affidabile degli acquisti e dei leasing di terreni nei Paesi in via di sviluppo. Al momento la banca dati più ampia è la "Land Matrix" dell'"International Land Coalition", che comprende circa mille transazioni effettuate nei Paesi in via di sviluppo nel periodo 2000-2012. Cinque transazioni in totale riguardano aziende con sede in Svizzera. Sono piuttosto rare le transazioni di terreni in Paesi in via di sviluppo con un diretto riferimento ad aziende svizzere.</p><p>6. L'influenza degli investitori finanziari sui prezzi delle materie prime è oggetto di opinioni controverse a livello internazionale. In generale l'evoluzione a lungo termine dei prezzi delle materie prime viene ricondotta principalmente all'influenza dell'economia reale (domanda globale, influsso delle condizioni atmosferiche, restrizioni all'esportazione), ma la speculazione può accrescere la volatilità dei prezzi a breve termine. Nel settore dei derivati delle materie prime, tuttavia, sul piano internazionale sono attualmente in corso attività di regolamentazione sostenute dalla Svizzera e volte ad accrescere l'efficienza e la trasparenza del mercato come pure a evitare manipolazioni da parte di singoli attori.</p><p>Il Consiglio federale ha inoltre riconosciuto l'importanza e la necessità di tracciare un bilancio riguardo alla regolamentazione, alla sorveglianza e alla tassazione del commercio di materie prime in Svizzera. A tal fine, nel maggio del 2012 ha istituito una piattaforma interdipartimentale sotto la direzione del DFAE, del DFF e del DFE.</p><p>Non spetta al Consiglio federale commentare il comportamento di singoli attori economici.</p><p>7. Gli accordi di protezione degli investimenti riguardano la protezione di tutti gli investimenti svizzeri all'estero e degli investimenti di altri Stati contraenti in Svizzera. Non viene fatta alcuna distinzione tra i singoli settori dell'economia. La protezione degli investimenti si applica soltanto agli investimenti effettuati in conformità con le leggi e le prescrizioni legali dello Stato ospite. L'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni sottopone tutti i progetti a una verifica ambientale e sociale applicando gli standard e gli accordi internazionali (linee guida ambientali e sociali dell'OCSE).</p><p>8. Le istituzioni finanziarie internazionali come la Banca mondiale e le banche regionali di sviluppo si concentrano in particolare sul rispetto dei principi in materia di sostenibilità, coinvolgimento della popolazione locale, trasparenza, obbligo di rendiconto, ecc. In seno ai consigli d'amministrazione delle istituzioni finanziarie internazionali, la Svizzera si impegna per garantire il rispetto delle direttive sugli investimenti fondiari chiedendo ad esempio di effettuare studi di efficacia a livello sociale ed ecologico, coinvolgere la popolazione locale, migliorare l'obbligo di rendiconto e così via.</p><p>9. La Svizzera si impegna in maniera determinante per l'attuazione delle direttive volontarie sulla governance fondiaria nei Paesi in via di sviluppo. Sostiene ad esempio un'adeguata assistenza all'attuazione, l'esecuzione di perizie a livello locale e regionale sulla governance fondiaria come pure appositi strumenti di monitoraggio. Le attività della Svizzera a livello multilaterale, nell'ottica dell'integrazione nel CFS delle direttive volontarie sulla governance fondiaria esistenti e dei principi per gli investimenti agricoli responsabili ancora da elaborare, completano gli attuali programmi bilaterali della cooperazione svizzera allo sviluppo in questo settore.</p>  Risposta del Consiglio federale.