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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La formazione delle donne di ogni età è una priorità della politica svizzera di cooperazione allo sviluppo in materia di formazione di base. Alla base di tale preoccupazione vi è la constatazione che nel mondo intero il 60 per cento dei bambini senza formazione scolastica e due terzi degli adulti analfabeti sono donne.</p><p></p><p>La Svizzera è convinta che un migliore accesso delle donne alla formazione, l'educazione e l'informazione, oltre a realizzare il diritto fondamentale all'educazione, si ripercuoterebbe positivamente soprattutto sullo sviluppo sostenibile. Studi fondati attestano infatti i molteplici legami tra un alto livello generale di istruzione delle donne e una migliore salute della popolazione, una maggiore produttività economica, un minore tasso di fecondità e una maggiore partecipazione alla vita politica.</p><p></p><p>Pur non essendo membro del G8 anche la Svizzera accorda, conformemente ai principi della "Carta di Colonia", un'importanza crescente all'appoggio delle istituzioni e delle associazioni impegnate in programmi volti a facilitare l'accesso delle donne di ogni età a sistemi d'apprendimento formale e non formale. In tal modo il nostro Paese contribuisce ad aumentare la libertà decisionale delle donne nelle scelte legate alle proprie prospettive di vita, mettendole in grado di affrontare le sfide che ne scaturiscono a livello economico, giuridico e politico. È questa l'essenza del principio dell'"empowerment".</p><p></p><p>Negli ultimi anni, tramite la Direzione dello sviluppo e della cooperazione la Confederazione ha appoggiato politicamente e finanziariamente numerose iniziative in favore dell'istruzione femminile; si è trattato ad esempio di iniziative delle Nazioni Unite in favore della formazione delle giovani, di contributi finanziari e in ambito di personale in favore dell'UNICEF (la formazione delle giovani è uno dei cinque obiettivi prioritari dell'organizzazione) e dell'UNIFEM nonché di programmi bilaterali (Burkina Faso, Benin, Capo Verde, Pakistan, Bangladesh, Ciad, ecc.).</p><p></p><p>Attualmente l'Afghanistan non è un Paese di concentrazione del programma svizzero di cooperazione allo sviluppo; a causa dell'attuale situazione di emergenza è tuttavia un Paese prioritario dell'aiuto umanitario. L'aiuto finanziario della Svizzera comprende programmi in ambito sanitario e iniziative in favore dello sviluppo sociale, tra cui l'appoggio a numerosi gruppi femminili, un programma di appoggio per panetterie gestite da donne provenienti dai ceti più poveri della società afgana, ecc. Tali programmi sono realizzati in collaborazione con vari partner quali il PAM, il PNUS, il CICR, TdH Losanna, MSF Svizzera e Belgio nonché l'UNHCR. I programmi prevedono per le donne coinvolte lo svolgimento di singole, importanti tappe di formazione.</p><p></p><p>Per quel che concerne l'impegno futuro occorre ricordare che la Svizzera è membro dell'Afghanistan Support Group e come tale parteciperà alle discussioni sul futuro del Paese. Nell'ambito di tali discussioni si terrà conto delle priorità definite dalle nuove autorità del Paese in collaborazione con i loro partner bilaterali e multilaterali nell'ambito dello sviluppo, ma anche dei vantaggi comparativi di ogni organizzazione partner dell'Afghanistan. Il Consiglio federale considera prioritari l'appoggio ai singoli gruppi sociali e il rafforzamento dell'agricoltura, che è la base economica del Paese e che grava in larga misura sulle spalle delle donne afgane. In questo ambito si terrà conto anche delle attività d'istruzione femminile, conformemente all'approccio globale e olistico previsto dalla strategia di sviluppo sociale nell'ambito del programma svizzero di cooperazione allo sviluppo.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.