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Mercoledì il Governo di Angela Merkel ha approvato un piano per investire fino a 40 miliardi di euro (43 miliardi di franchi svizzeri) entro il 2038 per limitare l'impatto dell'abbandono del carbone sulle regioni minerarie germaniche.
Il ministro dell'Economia Peter Altmaier ha dichiarato che i fondi saranno stanziati una volta che il Parlamento avrà approvato una normativa che stabilirà le date e i termini dell'uscita della Germania dal carbone, probabilmente nei prossimi mesi. Il denaro sarà usato per finanziare progetti come ampliare l'accesso alla banda larga, rafforzare le infrastrutture di trasporto e situare istituti di ricerca e uffici federali nelle regioni interessate.
A gennaio un gruppo nominato dall’Esecutivo ha raccomandato alla Germania di smettere di bruciare carbone per generare elettricità entro il 2038 come parte degli sforzi per frenare i cambiamenti climatici. I tedeschi ottengono più di un terzo della loro elettricità dalla combustione del carbone, generando grandi quantità di gas serra che contribuiscono al riscaldamento globale.
La decisione governativa è arrivata quattro giorni prima delle elezioni statali in due regioni della Germania orientale, Sassonia e Brandeburgo, dove è estratta la lignite, minerale considerato più "sporco" del carbone ma meno costoso da estrarre. I sondaggi suggeriscono che i partiti governativi tedeschi rischiano di perdere terreno significativo in quei Länder, mentre dovrebbe espandersi l'estrema destra dell’AfD.
I Verdi all'opposizione hanno messo in dubbio la tempistica, dato che non esiste ancora un piano dettagliato per l'uscita della nazione dal carbone. Piano che dovrebbe arrivare entro il prossimo autunno.