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BUENOS AIRES - Lazaro Baez, l'imprenditore molto vicino ai Kirchner attualmente sotto inchiesta per riciclaggio, ha accusato l'ex presidente Cristina Kirchner e il suo governo di averlo «manipolato come un cretino» e ha denunciato il fatto che la giustizia lo starebbe usando come capro espiatorio «per non indagare verso l'alto».
Nella sua prima intervista dal carcere, Baez - un ex impiegato bancario diventato miliardario dopo aver ottenuto l'80% delle opere pubbliche nella provincia di Santa Cruz, durante i governi di Nestor Kirchner e poi di sua moglie Cristina - ha detto che esisteva un «club dei costruttori» ai quali erano affidati i principali appalti dello Stato.
«Qui tutti si sono puliti il culo con me, perché loro vogliono che il filo si interrompa con Baez, così l'inchiesta non continua ad andare avanti, verso l'alto. Perché tutti quei soldi che dicono che ho preso io non li ho ricevuti», ha detto l'imprenditore.
Baez - così vicino alla coppia presidenziale da aver costruito il mausoleo in cui riposano i resti di Nestor Kirchner, morto nel 2010 - è diventato il simbolo della corruzione politica durante l'era Kirchner, dopo che sono state diffuse immagini di un video di sorveglianza in cui si vede uno dei suoi figli contare oltre tre milioni di dollari (circa tre milioni di franchi) in contanti in una finanziaria indagata per riciclaggio, all'epoca in cui in Argentina esistevano forti restrizioni sul mercato cambiario.