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dall'inviato a Pechino Luca Steens
Beijing 2022 è stata un'ottima Olimpiade per i colori rossocrociati! Swiss Olympic non è riuscita a raggiungere l'ambizioso obiettivo di ripetere il bottino di medaglie ottenuto a PyeongChang quattro anni fa, ovvero 15, ma le 14 raccolte in Cina, migliorando il numero di ori messi in bacheca, saliti da 5 a 7, è notevole. Un'ottima prestazione che ha piazzato addirittura la Svizzera all'ottavo posto del medagliere, grazie soprattutto agli atleti con gli sci ai piedi e in particolare del settore alpino, che ne hanno portate a casa ben 9.
I protetti di Thomas Stauffer hanno dominato sulle piste di Yanqing, collezionando due medaglie, entrambe d'oro, in campo maschile (con Beat Feuz e Marco Odermatt) e ben sette in campo femminile, vincendo tre titoli (con Lara Gut-Behrami, Corinne Suter e Michelle Gisin) e andando a podio a ogni gara. Mai nessuna nazione aveva vinto così tante prove (5) ai Giochi nello sci alpino.
Altra particolarità di quest'anno le diverse giornate con almeno due medaglie. La prima il 7 febbraio con Beat Feuz (discesa) e Lara Gut-Behrami (gigante), poi l'11 addirittura una tripletta con la ticinese e Michelle Gisin sul podio in super G e Jan Scherrer bronzo nell'halfpipe dello snowboard. Un doppio podio è arrivato pure il 15, con addirittura due titoli, conquistati da Corinne Suter in libera e Mathilde Gremaud nel freeski slopestyle. Infine le due doppiette oro e argento dell'obvaldese e Wendy Holdener in combinata (il 17) e di Ryan Regez e Alex Fiva nello skicross il giorno dopo.
Nella storia dello sport svizzero è quindi tra le migliori Olimpiadi invernali di sempre, sia per ori collezionati (7, come a Sochi 2014) che per numero di podi (14 come a Torino 2006, uno in meno di Calgary 1988 e PyeongChang 2018). Senza dimenticare che molti altri atleti hanno sfiorato la medaglia, soprattutto Fanny Smith, che l'aveva conquistata ma le è poi stata tolta dalla giuria. Per Swiss Olympic dunque un trionfo.