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L'ingegno dei narcos per contrabbandare la droga fino agli Stati Uniti non ha limiti. Dopo le balestre, i sottomarini, gli aerei e i tunnel, l'ultima risorsa sono i siluri. Reperiti sul mercato o fai-da-te, sono la nuova frontiera delle organizzazioni criminali, che con l'aiuto del Gps sono in grado di rintracciare in mare i "preziosi" carichi, anche a distanza di tempo.
A segnalare la nuova strategia hi-tech è la Dea, l'agenzia antidroga statunitense, che oltre ad indicare l'uso dei semisommergibili come una tendenza in crescita, rivela l'uso dei siluri come una novità per far entrare marijuana, cocaina, eroina, anfetamina e denaro oltre i confini americani.
Alcuni dei missili rinvenuti dagli agenti della Dea sono vecchi, altri più recenti, e la maggior parte sono artigianali. Per fabbricarli i narcos non esitano a ricorrere all'aiuto di ingegneri appena laureati, che disegnano elaborate combinazioni di tubi metallici, poi assemblati e saldati.
Principalmente i missili imbottiti di droga e denaro vengono assicurati alla chiglia delle imbarcazioni, pronti per essere sganciati nel caso di controlli, ma capita anche che vengano lanciati da elicotteri o aerei, e recuperati in un secondo momento, con l'ausilio di localizzatori satellitari.