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L’antichità dell’insediamento umano di Solduno è attestata dall’importante necropoli dell’età del ferro (V secolo avanti Cristo) e di epoca romana (IV secolo dopo Cristo) scoperta dagli archeologi a partire dalla metà degli anni Trenta nei terreni ai piedi della montagna, tra gli attuali cimiteri di Solduno e di Locarno.
La chiesa di San Giovanni fu consacrata nel 1385, ma non si può escludere una sua precedente fondazione, sul modello delle cappelle funerarie paleocristiane. L’edificio rimase intatto fino al 1789, quando la navata venne demolita, ad eccezione del coro seicentesco trasformato poi in ossario. La nuova costruzione, eretta accanto alla chiesa primitiva e consacrata nel 1795, è stata disegnata da Giuseppe Perpellini che ha ripreso, in proporzioni più ridotte, lo schema della planimetria del S. Antonio di Locarno. La decorazione della cupola, con la Gloria del Battista e i Quattro Evangelisti, è un’opera del pittore milanese Luigi Fratini (1848). L’altare maggiore (1794), ricco di marmi policromi, è recinto da una balaustra che abbraccia le due cappelle del transetto. Gli altari laterali della navata conservano ancora le tele originali: quella a sinistra, attribuita a Baldassare Orelli (1731), rappresenta la Vergine col Bambino tra i ss. Defendente e Antonio da Padova, mentre quella a destra raffigura il Crocifisso tra Maria e Giovanni. Degni di nota la vasca battesimale con il ciborio ligneo intagliato e la statua di San Giovanni Battista, forse di scuola genovese, che reca la data del 1758.