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BERNA - Il Consiglio degli Stati ha iniziato oggi il dibattito sull'iniziativa dell'UDC per l'espulsione degli stranieri che commettono reati. Dovrebbe opporgli un controprogetto diretto, sul quale il popolo dovrebbe poter votare parallelamante. Anche questo testo prevede un giro di vite, ma resta conforme ai diritti fondamentali.
L'idea di un controprogetto diretto, portata avanti da PLR e PPD, è stata lanciata dopo il voto contro i minareti del 29 novembre scorso. I suoi fautori la considerano il miglior strumento per combattere l'iniziativa. Dal canto suo, la sinistra tenterà invece di convincere i senatori di invalidare totalmente o parzialmente l'iniziativa popolare.
Il testo dell'UDC chiede che uno straniero condannato per omicidio, violenza carnale, reato violento, traffico di droga, effrazione, tratta di esseri umani o abuso di prestazioni sociali, sia privato del permesso di soggiorno. Dopo l'espulsione, non potrebbe tornare in Svizzera per una durata di 5-15 anni, o persino 20 in caso di recidiva.
Il controprogetto del governo, come l'iniziativa UDC, comprende una lista di delitti passibili di espulsione. Questo elenco non è tuttavia esaustivo e serve ad illustrare i principi già contenuti nella revisione della legge sugli stranieri messa a punto dal Consiglio federale.
Nel controprogetto è così contemplata l'espulsione di qualsiasi cittadino straniero condannato, con sentenza passata in giudicato, per un infrazione passibile di una pena di prigione di almeno un anno. Il rinvio vale anche in caso di condanna ad almeno due anni di prigione per un'altra infrazione o ad almeno 720 giorni per diverse pene in un lasso di tempo di dieci anni.
SDA-ATS