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WALTENSCHWIL - Sono passati dieci giorni da quando Migros ha deciso di eliminare i "moretti" (in tedesco "Mohrenköpfe", teste di moro) dai suoi scaffali. «Abbiamo deciso di togliere il prodotto dal nostro assortimento. L'attuale dibattito in corso ci ha spinti a rivalutare la situazione», aveva twittato l'azienda. L'aveva poi seguita Manor: «Il nome del prodotto è insidioso e può avere connotazioni negative. Vista l'attuale situazione, abbiamo deciso l'immediato ritiro dai nostri scaffali».
Qual è stata la reazione della popolazione? Le vendite di Dubler a Waltenschwil (Argovia) sono schizzate alle stelle. Tanto che per una scatola di moretti bisogna attendere fino a due settimane. È stato lo stesso Robert Dubler, 73 anni, a raccontarlo all'Aargauer Zeitung. «Stiamo lavorando con turni più stretti e organizzati. Non riusciamo a produrre abbastanza moretti da stare dietro alla richiesta».
Attualmente, Dubler ha un ritardo di 5'000 scatole. Sul sito internet dell'azienda i clienti vengono invitati a ordinare una sola scatola alla volta.
L'accusa di razzismo non spaventa il 73enne, così come il fatto che Migros abbia rimosso i suoi prodotti dai propri scaffali. «Anche se tutti i rivenditori smettessero di acquistare i miei moretti, non ci farebbero chiudere» , aveva affermato, aggiungendo che il 50% delle vendite avviene direttamente.
Di certo il 73enne non si aspettava che la domanda sarebbe esplosa in questa maniera.