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I meteorologi della Confederazione confrontano l'attuale ondata di caldo con quella dell'estate record del 2003, una situazione che non porta solo belle serate all'aperto, ma anche numerosi pericoli, in particolare per le persone anziane e i malati.
Quella del 2003 venne definita l'estate del secolo. Molti hanno colto il lato positivo della situazione, con scorpacciate di gelati, tuffi in acqua e grigliate. Quella ondata di caldo è però stata in realtà una delle maggiori catastrofi naturali in Europa. Solo in Svizzera morirono quasi 1'000 persone in più rispetto alla norma.
A livello continentale il numero di decessi è stato stimato a 70'000. Particolarmente colpita la Francia, dove fra il primo e il 20 di agosto morirono 15'000 persone, in particolare anziani e malati. A Parigi i corpi vennero addirittura collocati in celle frigorifere provvisorie d'emergenza.
In Svizzera secondo uno studio dell'università di Basilea, la percentuale di decessi nella città renana, a Ginevra e a Losanna fra giugno e agosto era cresciuta fra il 13% e il 24% rispetto alla media annuale. Nell'agosto del 2003 la colonnina di mercurio rimase fra i 35 e i 38 gradi per 12 giorni consecutivi. La temperatura massima si raggiunse in Mesolcina, con 41,5 gradi.
SDA-ATS