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Un ex presidente della Corte Costituzionale del Liechtenstein è stato condannato a 6 anni di carcere per reati contro il patrimonio per un valore di 13 milioni di franchi. Il 69enne ha riconosciuto la propria colpevolezza, ma ha contestato la durata della pena.
L'ex avvocato e fiduciario, che ha presieduto la Corte Costituzionale del Liechtenstein per 14 anni, si era dichiarato colpevole per vari reati tra cui frode e riciclaggio di denaro ed è stato condannato a sei anni di carcere dalla Corte Criminale di Vaduz la scorsa settimana.
La sentenza di colpevolezza è già entrata in vigore, mentre contro l'ammontare della pena, il condannato, che si trova in regime di carcere preventivo da settembre dello scorso anno, è ricorso in appello, come ha dichiarato oggi all'ats il procuratore capo Robert Wallner.
Amici e conoscenti avevano dato all'uomo piena fiducia, delegandogli l'amministrazione di patrimoni per milioni di franchi, denaro che ormai non c'è più, come ha ammesso l'imputato davanti al giudice dichiarando di avere perso completamente il controllo sulla sua attività.
Un incontro con una brasiliana, che lo avrebbe curato da una grave malattia, pare avere svolto un ruolo decisivo nella vicenda. La creazione, insieme alla donna, di un'azienda di cosmetici non avrebbe poi dato nessun frutto ma, al contrario, è costata all'uomo un bel po' di soldi.
I guai per il 69enne non sono ancora finiti: l'ufficio del pubblico ministero di Vaduz ha aperto un'altra indagine separata, che si trova già in stato avanzato e dovrebbe essere completata entro la fine dell'anno. Per quanto riguarda l'ammontare dei danni perpetrati dall'ex giudice in questo caso, si tratta di un importo milionario a due cifre, ha riferito l'ufficio, ma non ci sono informazioni certe perché questa seconda inchiesta è ancora in corso, ha detto Wallner. Se si tratti del più grande caso di frode del Liechtenstein resta una domanda aperta.
SDA-ATS