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A pochi mesi dall'assunzione della presidenza da parte di Sergio Ermotti, Swiss Re mantiene gli obiettivi finanziari fissati nel 2016: l'attenzione rimarrà rivolta a una dotazione di capitale di prim'ordine e a un dividendo costante o in aumento.
Nella giornata degli investitori svoltasi oggi, il Ceo Christian Mumenthaler si è detto fiducioso che il gruppo - numero due al mondo nel settore della riassicurazione dopo la tedesca Munich Re - sarà in grado di affrontare con successo l'impatto della pandemia di coronavirus.
"Ci stiamo concentrando sul raggiungimento dei nostri obiettivi finanziari e sull'attuazione delle nostre priorità di gestione del capitale", ha spiegato Mumenthaler. "Ci aspettiamo che il Covid-19 influisca solo sulla redditività del gruppo, e non sulla sua solidità patrimoniale, e che le esposizioni al rischio si ridurranno in futuro".
Uno degli obiettivi di Swiss Re è quello di raggiungere un rendimento medio del capitale proprio di 7 punti percentuali superiore a quello dei titoli di stato decennali statunitensi. Ciò corrisponderebbe attualmente a circa il 7,8%. La società è però attualmente molto lontana dal traguardo, dovendo procedere a pagamenti e accantonamenti miliardari in relazione al coronavirus. Il capitale proprio per azione - sulla base dei modelli interni dell'azienda - dovrebbe aumentare del 10% annuo.
Mumenthaler guarda con ottimismo al futuro. La più grande divisione aziendale, quella della riassicurazione danni e infortuni, dovrebbe beneficiare di un miglioramento del mercato e dei prezzi. La combined ratio (rapporto fra i costi dei sinistri e i premi) dovrebbe attestarsi l'anno prossimo al 96%.
A livello societario il 2021 si annuncia anche all'insegna di un importante cambio ai vertici. In aprile Walter Kielholz, che avrà allora 65 anni, lascerà la carica di presidente del consiglio di amministrazione (Cda), che deteneva dal 2009. Al suo posto è previsto che subentri l'ex Ceo di UBS (2011-2020) Sergio Ermotti. Il dirigente era stato eletto quale membro del Cda di Swiss Re nell'aprile 2020.
Il ticinese 60enne si troverà così a presiedere un'azienda elvetica di grande tradizione in tempi di pandemia. Ma i grandi eventi negativi, locali o mondiali, fanno peraltro giocoforza parte della storia della società. Le origini del gruppo vengono infatti messe in relazione con l'incendio che nella notte fra il 10 e l'11 maggio 1861 distrusse due terzi della fiorente città di Glarona. Gli assicuratori si trovarono confrontati con danni di cinque volte superiori ai loro accantonamenti: questo mostrò il pericolo che un evento di grandi proporzioni poteva rappresentare per l'intero ramo in Svizzera. Anche per evitare che i premi di riassicurazione finissero all'estero, nel 1863 venne quindi fondata la Schweizerische Rückversicherungs-Gesellschaft. Quell'entità, spesso abbreviata in Schweizer Rück, è oggi Swiss Re, un colosso attivo a livello mondiale che ad esempio è stata in prima fila nell'assicurazione delle torri gemelle di New York, distrutte da un attacco terroristico nel 2001.