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La risoluzione approvata ieri dalla Camera dei Rappresentanti americana che riconosce il "genocidio armeno" da parte dell'impero Ottomano durante la Prima Guerra Mondiale "non ha nessun valore" per la Turchia. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
Il leader turco ha ribadito la "condanna" già espressa dal suo ministero degli esteri, che stamani ha convocato l'ambasciatore americano ad Ankara David Satterfield per protestare contro la risoluzione e contro un altro testo approvato ieri per chiedere al presidente Donald Trump di sanzionare la Turchia per l'offensiva in Siria. "Nella nostra fede il genocidio è assolutamente vietato. Consideriamo questa accusa come il più grande insulto al nostro popolo", ha aggiunto Erdogan.
Al contrario il premier armeno Nikol Pashinyan ha definito "storico" il riconoscimento formale da parte della Camera americana del genocidio armeno. "Accolgo positivamente lo storico voto del Congresso Usa sul riconoscimento del genocidio armeno", compiuto dall'Impero Ottomano durante la prima guerra mondiale, ha detto Pashinyan, che ha definito l'approvazione del documento "un chiaro passo verso il ristabilimento della giustizia storica che conforterà milioni di discendenti dei sopravvissuti al genocidio".
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