Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01175.jsonl.gz/596

BERNA - Le multinazionali con sede in Svizzera dovranno essere più trasparenti in materia fiscale dal 2018. Il Consiglio nazionale - con 188 voti senza opposizioni - ha approvato oggi l'Accordo multilaterale sul cosiddetto "scambio di rendicontazioni Paese per Paese", riducendo tuttavia l'ammontare delle sanzioni. Il dossier ritorna quindi agli Stati.
All'inizio solo l'UDC si è opposta al progetto, temendo che la Confederazione potesse essere presa in ostaggio. Il tentativo dei democentristi di bocciare l'entrata in materia è stato però respinto dal plenum con 114 voti contro 68.
Con tale accordo internazionale, la Svizzera fisserebbe uno standard minimo con gli Stati del G20 e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE) per contrastare l'erosione dell'imponibile e il trasferimento degli utili ("Base Erosion and Profit Shifting", BEPS). Il progetto mira infatti a stabilire un quadro uniforme per lo scambio di dichiarazioni Paese per Paese riguardanti le imprese (ricavi, utili e imposte pagate) con un fatturato superiore ai 750 milioni di euro. Secondo una prima stima, dovrebbero essere interessati circa 200 gruppi con sede in Svizzera.
Se il progetto sarà approvato dal Parlamento e non vi sarà un referendum, le basi legali potrebbero entrare in vigore alla fine del 2017. In tal modo le imprese multinazionali in Svizzera dovranno allestire la dichiarazione Paese per Paese per la prima volta nel 2018.
La Confederazione e gli Stati partner potrebbero dunque effettuare per la prima volta nel 2020 lo scambio delle informazioni riguardanti la ripartizione a livello mondiale del giro d'affari e delle imposte pagate dai gruppi multinazionali, come pure le principali attività economiche di questi ultimi nei singoli Stati.
La dichiarazione Paese per Paese verrà trasmessa automaticamente ogni anno alle autorità fiscali nazionali degli Stati in cui queste società dispongono di entità costitutive, a condizione che esista una base internazionale che preveda lo scambio. I dati servono esclusivamente alle autorità fiscali e non verranno pubblicati.
Sanzioni al ribasso - Allineandosi alla Camera dei cantoni, oggi quella del popolo ha però stralciato la disposizione che prevede una sanzione penale di 100'000 franchi al massimo per chi fornisce, per negligenza, informazioni inesatte o incomplete. Per la maggioranza, un errore "può essere commesso molto facilmente".
Ma il Nazionale si è spinto ancora più lontano. L'ammontare massimo della multa in caso di comportamento intenzionale andrebbe inoltre abbassato da 250'000 a 100'000 franchi. Inoltre, in caso di inosservanza del termine di ricevimento della rendicontazione Paese per Paese verrà introdotto un tetto massimo di 50'000 franchi alla sanzione amministrativa di 200 franchi per ogni giorno di ritardo.
Le ripercussioni del progetto sulle entrate fiscali in Svizzera restano incerte. I dati della dichiarazione non potranno servire per "adattare" le imposte, ma consentiranno al fisco di condurre più ampie investigazioni.
Il Parlamento intende peraltro precisare che l'accordo delle Camere federali è necessario non solo per la ratifica dell'accordo, ma anche per ogni sua futura modifica.