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Entro il 2015, l'aiuto pubblico allo sviluppo dovrebbe salire allo 0,5% del reddito nazionale lordo. È quanto propone il Consiglio federale, che ha deciso di accettare le richieste avanzate già da anni dal parlamento.
Sottoposto da tempo alle pressioni delle Camere federali e delle organizzazioni umanitarie elvetiche, il governo ha finalmente deciso di presentare un messaggio in cui propone di innalzare i fondi per l'aiuto pubblico allo sviluppo. Stando a quanto comunicato venerdì dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), i crediti supplementari dovrebbero raggiungere, per il periodo 2011-2012, 404 milioni di franchi. Questa somma verrebbe attribuita sia alla cooperazione bilaterale che a quella multilaterale.
L'aiuto bilaterale è destinato a progetti nel settore dell'acqua, nonché a quelli climatici. I programmi di adeguamento ai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo comprendono i mezzi che la Svizzera ha annunciato nel quadro dell'Accordo internazionale concluso nel dicembre scorso a Copenhagen. A livello multilaterale, i fondi aggiuntivi dovranno essere adoperati per la ricostituzione del Fondo africano di sviluppo (AFDF), il proseguimento dell'iniziativa per la cancellazione del debito multilaterale (MDRI) e il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP).
Il parlamento dovrebbe pronunciarsi sul messaggio del Consiglio federale nel corso della sessione invernale. Nel 2009, la Svizzera ha dedicato all'aiuto pubblico allo sviluppo lo 0,47% del suo reddito nazionale lordo, un valore inferiore alla media dei Paesi dell'OCSE, pari allo 0,48%.
swissinfo.ch e agenzie