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Il capo del Pentagono ha incontrato oggi il suo omologo sudcoreano Lee Jong-sup
WASHINGTON - Il capo del Pentagono Lloyd Austin ha avvertito la Corea del Nord che qualsiasi attacco nucleare agli Stati Uniti e ai suoi alleati comporterebbe la «fine del regime di Kim Jong-un». Lo si legge nel comunicato diffuso alla fine del vertice di Washington tra Lloyd e l'omologo sudcoreano Lee Jong-sup, nell'ambito dell'incontro consultivo sulla sicurezza annuale, tra i timori che il Nord effettui il suo settimo test nucleare.
Austin ha assicurato che la deterrenza estesa degli Usa rimane efficace con lo schieramento di risorse strategiche statunitensi al livello di «dispiegamento costante» per contrastare le provocazioni nordiste.
Lee ha affermato che Seul non considera il dispiegamento di armi nucleari americane, secondo quanto ha riportato la Yonhap, in merito a una mossa peraltro ad altissimo rischio.
Le due parti, oltre a tenere esercitazioni annuali basate sullo scenario dell'uso di armi nucleari, hanno concordato «su categorie specifiche di cooperazione per la deterrenza estesa» contro le minacce nucleari e missilistiche del Nord, in una mossa che mira a rafforzare la credibilità dell'impegno di sicurezza dell'America nei confronti dell'alleato asiatico.
Le parti hanno anche precisato le «quattro categorie lineari» - condivisione delle informazioni, processo di consultazione, pianificazione ed esecuzione congiunte - in una decisione che coinvolgerebbe Seul in maniera molto più ampia in aree dove finora il suo ruolo è stato in gran parte limitato o assente.