Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/31459

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La presente interpellanza, pur riferendosi alle decisioni prese al vertice dell'UE di </p><p>Santa Maria de Feira riguardo all'imposizione dei versamenti transfrontalieri di </p><p>interessi, contiene soprattutto domande che si rifanno al rapporto del Comitato degli </p><p>affari fiscali dell'OCSE in materia di accesso a informazioni bancarie a scopi fiscali.</p><p></p><p>1. Il Consiglio federale non concorda con l'avviso secondo cui la legislazione </p><p>fiscale adottata dagli Stati europei venga elusa tramite la legislazione parimenti </p><p>adottata dalla Svizzera, nella quale rientra anche la riservatezza delle relazioni </p><p>tra una banca e i loro clienti. Anzitutto, il segreto bancario svizzero non offre </p><p>nessuna protezione in caso di delitti di frode fiscale. Inoltre, i redditi conseguiti </p><p>con beni depositati presso banche svizzere sottostanno all'imposta preventiva </p><p>che, confrontata a livello internazionale, con un'aliquota del 35 per cento è </p><p>molto elevata. Lo sgravio totale o parziale concesso in virtù della Convenzione </p><p>svizzera di doppia imposizione con gli Stati dell'UE alle persone che risiedono in </p><p>tali Stati viene accordato tramite un rimborso. Le autorità fiscali dello Stato di </p><p>residenza dell'istante devono confermare l'istanza di rimborso rispettivamente </p><p>ricevono dall'Amministrazione federale delle contribuzioni una copia dell'istanza. </p><p>In tal modo è garantito che tali autorità vengano a conoscenza dei redditi per i </p><p>quali un contribuente fa valere una deduzione dell'imposta preventiva.</p><p></p><p>2. Nella sua presa di posizione del 28 giugno 2000 riguardo alle decisioni prese al </p><p>vertice dell'UE di Santa Maria de Feira, il Consiglio federale ha </p><p>inequivocabilmente affermato che la Svizzera non è interessata ad attirare </p><p>operazioni volte a eludere un'eventuale nuova regolamentazione dell'UE nel </p><p>settore dell'imposizione degli interessi. In quell'occasione si è altresì dichiarato </p><p>disposto, nell'ambito dell'ordinamento giuridico svizzero e sempre </p><p>salvaguardando il segreto bancario, a cercare nuove vie che rendano il meno </p><p>attraente possibile tali elusioni attraverso la Svizzera. Ciò a condizione che l'UE </p><p>raggiunga un'intesa per un sistema che assicuri un'imposizione completa ed </p><p>effettiva dei redditi da interessi dei cittadini dell'UE. Tale sistema dovrebbe </p><p>valere, oltre che per i territori associati o dipendenti degli Stati dell'UE, anche </p><p>per i centri finanziari più importanti fuori dall'UE. Dato che per il Consiglio </p><p>federale la procedura di notifica automatica non è una soluzione praticabile, è </p><p>stato posto in primo piano l'esame di un'imposta basata sul luogo del </p><p>pagamento su interessi da investimenti in capitale stranieri. Conformemente alle </p><p>decisioni di Santa Maria de Feira, una simile imposta basata sul luogo di </p><p>pagamento è notoriamente un'alternativa alla procedura di notifica automatica, </p><p>vista peraltro come soluzione transitoria, anche per gli Stati dell'UE. Secondo il </p><p>Consiglio federale, essa rappresenta una misura "equivalente" ai sensi delle </p><p>citate decisioni. Il fatto che è stato istituito un gruppo di lavoro incaricato di </p><p>esaminare la fattibilità di una simile imposta basata sul luogo di pagamento </p><p>dimostra che la disponibilità della Svizzera a voler collaborare costruttivamente </p><p>in questo senso con l'UE è seria. </p><p></p><p>3. Secondo il Consiglio federale né le decisioni di Santa Maria de Feira né il </p><p>rapporto del Comitato degli affari fiscali dell'OCSE concernente l'accesso a </p><p>informazioni bancarie a scopi fiscali richiedono la conclusione di un accordo di </p><p>assistenza amministrativa nell'ambito fiscale con l'UE che preveda una </p><p>collaborazione nei casi di evasione fiscale. Per contro, il Consiglio federale è </p><p>intenzionato a trovare il più presto possibile una soluzione volta a combattere </p><p>efficacemente taluni reati doganali, in particolare il contrabbando di sigarette in </p><p>parte organizzato partendo dalla Svizzera. </p><p></p><p>4. La disposizione riguardante lo scambio di informazioni contenuta nella </p><p>Convenzione di doppia imposizione tra la Svizzera e gli Stati Uniti obbliga </p><p>entrambi gli Stati contraenti a scambiarsi le informazioni necessarie alla corretta </p><p>applicazione della convenzione. Inoltre, lo scambio si estende anche alle </p><p>informazioni intese a prevenire truffe e delitti che hanno per oggetto un'imposta </p><p>che rientra nel campo d'applicazione della Convenzione. Concretamente ciò </p><p>significa che, in caso di una richiesta di assistenza amministrativa basata su una </p><p>frode fiscale ai sensi della giurisprudenza del Tribunale federale concernente </p><p>l'AIMP, la Svizzera è tenuta a prestare assistenza amministrativa e in questo </p><p>ambito a fornire alle autorità fiscali americane anche documenti bancari. Questa </p><p>procedura presenta il vantaggio per le autorità americane che le informazioni </p><p>fornite seguendo questo iter possono essere utilizzate per la tassazione. Ciò, a </p><p>differenza delle informazioni bancarie che sono ottenute in virtù dell'AIMP tramite </p><p>la richiesta di assistenza giudiziaria e che sottostanno al principio della specialità.</p><p>Approvando il rapporto concernente il segreto bancario, la delegazione svizzera </p><p>rappresentata nel Comitato degli affari fiscali ha garantito che riesaminerà la </p><p>sua legislazione e la sua prassi amministrativa nel settore dello scambio di </p><p>informazioni per i casi di frode fiscale e, se necessario, le adatterà </p><p>bilateralmente. Il Consiglio federale ritiene che sia possibile rendere più efficace </p><p>lo scambio di informazioni quando si è in presenza di simili delitti di frode </p><p>fiscale, introducendo anche in Convenzioni con altri Stati una disposizione </p><p>sull'assistenza amministrativa ai sensi di quella contemplata nella Convenzione </p><p>di doppia imposizione con gli Stati Uniti. In tal caso, deve tuttavia rimanere </p><p>valido il principio della punibilità reciproca. Trattative al riguardo con singoli Stati </p><p>dell'UE dovrebbero poter essere avviate in un prossimo futuro.</p><p></p><p>Questo scambio di informazioni non ha niente a che vedere con la procedura </p><p>per lo sgravio dell'imposta alla fonte in base alla Convenzione di doppia </p><p>imposizione con gli Stati Uniti. Ogni Stato decide in modo autonomo in quale </p><p>modo intende accordare alle persone residenti nell'altro Stato contraente lo </p><p>sgravio dell'imposta alla fonte previsto dalla Convenzione. A differenza della </p><p>Svizzera, che di norma applica la procedura di rimborso, finora gli Stati Uniti </p><p>hanno accordato lo sgravio sull'imposta alla fonte americana nel seguente </p><p>modo:</p><p>- nel caso di dividendi, sulla base dell'indirizzo del pagamento in uno Stato con </p><p>una Convenzione di doppia imposizione con gli Stati Uniti, </p><p>- nel caso di interessi e altri redditi da fonte americana che sottostanno a </p><p>questa imposta, sulla base di un'autodichiarazione del beneficiario.</p><p>In particolare la riduzione dell'imposta alla fonte su dividendi in base al luogo del </p><p>pagamento permetteva alle persone che risiedevano in uno Stato terzo, senza </p><p>una convenzione di doppia imposizione con gli Stati Uniti, di beneficiare di uno </p><p>sgravio facendo amministrare i titoli americani da una banca con sede in uno </p><p>Stato che aveva concluso una convenzione con gli Stati Uniti. Occorre tuttavia </p><p>rilevare che simili usi ingiustificati di vantaggi offerti dalla convenzione tramite </p><p>banche svizzere non erano possibili, poiché queste ultime dovevano dedurre </p><p>una trattenuta supplementare d'imposta dai redditi americani sgravati </p><p>dall'imposta alla fonte ricevuti per conto di terzi. A partire dall'inizio di </p><p>quest'anno, gli Stati Uniti hanno modificato la loro procedura. In tal modo </p><p>vogliono essere sicuri che, da un lato, soltanto le persone che hanno diritto a </p><p>vantaggi della Convenzione possano beneficiarne e che, d'altro lato, i redditi di </p><p>capitali americani conseguiti da cittadini americani nonché da altre persone, che </p><p>secondo il diritto americano soggiacciono illimitatamente alle imposte negli Stati </p><p>Uniti, possano essere correttamente tassati. La nuova procedura non vige solo </p><p>nei confronti della Svizzera, bensì in tutto il mondo. Essa impone ai beneficiari </p><p>effettivi di redditi di capitali americani residenti in Stati contraenti degli USA e in </p><p>particolare alle persone che ricevono tali redditi per conto di terzi diversi nuovi </p><p>obblighi, che offrono la garanzia che gli obiettivi perseguiti con la nuova </p><p>procedura possano essere raggiunti.</p><p>La maggior parte degli Stati dell'UE accorda uno sgravio convenzionale sulle </p><p>loro imposte alla fonte sia, come la Svizzera, attraverso il rimborso, oppure, per </p><p>uno sgravio alla fonte, richiedendo la presentazione di una domanda che deve </p><p>essere confermata dalle autorità fiscali dello Stato in cui risiede il beneficiario. In </p><p>entrambi i casi è assicurato che possono beneficiare di uno sgravio soltanto le </p><p>persone che ne hanno diritto. Pertanto, la situazione non è paragonabile a </p><p>quella degli Stati Uniti.</p><p></p><p>5. In relazione con gli sforzi profusi dall'UE per garantire l'imposizione dei </p><p>versamenti transfrontalieri di interessi e a seguito della pubblicazione del </p><p>rapporto concernente il segreto bancario redatto dal Comitato degli affari fiscali </p><p>dell'OCSE, il Consiglio federale ha ripetutamente affermato che il segreto </p><p>bancario svizzero non è in discussione. Vi si aggiunge anche la sua </p><p>indivisibilità. Infatti, trattare in modo diverso i clienti stranieri di banche rispetto a </p><p>clienti svizzeri è in contraddizione con la concezione giuridica svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.