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Il franco svizzero ha toccato giovedì un nuovo massimo rispetto all'euro. Poco prima delle 10.00 la moneta unica era scambiata a 1,4185 franchi, il valore più basso dall'introduzione dell'euro nel 1999.
Gli osservatori si attendevano una tale evoluzione, malgrado le affermazioni di Philipp Hildebrand, presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS), secondo cui l'istituto di emissione si sarebbe opposto risolutamente a un apprezzamento eccessivo della divisa elvetica.
Il fenomeno è alimentato da una crescita economica ancora esitante nella zona euro (contrariamente alla ripresa più rapida dell'economia elvetica) e da avvenimenti come la crisi finanziaria della Grecia.
La forza del franco penalizza soprattutto l'industria elvetica d'esportazione, che si vede ridurre i margini. Non invoglia nemmeno i turisti europei a trascorrere le vacanze in Svizzera.
Viceversa, un franco forte rispetto all'euro è invece interessante per gli svizzeri che desiderano andare in vacanza in Eurolandia.
Il valore della moneta può essere influenzato dalla BNS, la quale può intervenire a livello di tassi di interesse o con operazioni sul mercato aperto.
Tassi di interesse bassi favoriscono il consumo e quindi il volume di moneta in circolazione è più elevato. In questo caso la moneta subisce un lento deprezzamento nei confronti delle altre divise. Attualmente la BNS ha però un margine di manovra praticamente nullo, poiché i tassi di interessi sono a livelli bassissimi.
L'euro, adottato nel 1999, è oggi in vigore in 16 dei 27 membri dell'Unione europea: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Slovenia, Cipro, Malta e Slovacchia.
swissinfo.ch e agenzie