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La società che rappresenta gli interessi dei lobbisti rinvia di un anno la riforma del proprio regolamento, che mira in particolare a fare maggiore trasparenza sui committenti. Lo ha deciso ieri l'assemblea generale della Società svizzera di public affairs (SSPA).
L'assemblea - ha detto oggi all'ats Robert Hilty, segretario generale della SSPA - ha anche nominato a capo della commissione deontologica Hanspeter Thür, l'ex incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza, andato in pensione alla fine di novembre dopo 14 anni di attività.
La differenza di posizioni minacciava di provocare una scissione dell'organizzazione. Rimandare di un anno la riforma ha quindi permesso di calmare le acque, ha spiegato Robert Hilty.
Nel 2014, la SSPA aveva adottato un codice di condotta e nominato una commissione etica. In seguito, conformemente al nuovo regolamento, la maggioranza dei membri della SSPA ha accettato di pubblicare i propri mandati.
Ma alcuni lobbisti e certi uffici di pubbliche relazioni non sono disposti a fare altrettanto. È infatti più difficile essere trasparenti per i lobbisti che lavorano per le agenzie: queste invocano il segreto commerciale e la tutela dalla concorrenza. Questa categoria di lobbisti ha detto che lascerebbe l'organizzazione se fosse adottato un regolamento troppo restrittivo.
Per proporre una riforma che riesca a soddisfare la maggioranza dei membri "riattiveremo un'apposita commissione con a capo il vicepresidente della SSPA Reto Wiesli", ha aggiunto Hilty.
Le cose potrebbero però avanzare più rapidamente del previsto: è infatti pendente un'iniziativa parlamentare del "senatore" Didier Berberat (PS/NE) che chiede, tra l'altro, l'accreditamento obbligatorio dei lobbisti che frequentano Palazzo Federale e l'adozione di un eventuale limite alla loro presenza. Il Consiglio Nazionale l'ha respinta in novembre; gli Stati dovrebbero occuparsene nell'attuale sessione della Camere.
SDA-ATS