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L'incidente di pullman avvenuto a Sierre (VS) nel marzo 2012 sarebbe dovuto al suicidio dell'autista che si trovava al volante del mezzo: è la tesi sostenuta da un ufficio olandese di inchieste forensi dopo una ricostruzione della tragedia, effettuata in seguito alle richieste di un gruppo di genitori delle vittime. La vedova del conducente contesta.
I primi risultati dimostrano che "il movimento del volante che ha provocato lo schianto è stato effettuato volontariamente", ha dichiarato ad un'emittente olandese la rappresentante dell'ufficio IFS (Independent Forensic Services), Selma Eikelenboom. Ciò confermerebbe a suo avviso l'ipotesi di un tentativo di suicidio, avvenuto sotto l'influsso di antidepressivi.
La giustizia vallesana aveva invece scartato questa tesi. Archiviata il 30 giugno scorso, l'inchiesta condotta dal Ministero pubblico ipotizza un malore o una disattenzione dell'autista 34enne.
Interrogata dall'agenzia di stampa Belga, la vedova dell'autista, Evy Laermans, mette in dubbio la pertinenza della ricostruzione dell'incidente, svoltasi agli inizi di luglio in Olanda e per la quale "è stato utilizzato un altro tipo di pullman", sottolinea la donna. Mentre per gli esperti olandesi questo elemento non fa alcuna differenza, Evy Laermans sostiene che "ogni veicolo reagisce in modo diverso, in particolare se si tratta di un altro modello di pullman".
Il 13 marzo 2012, il mezzo che trasportava una comitiva di bambini di Lommel e Heverlee (B) si era schiantato contro la parete di una galleria autostradale di Sierre. Nella disgrazia avevano perso la vita 28 persone, di cui 22 bambini.
SDA-ATS