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PALM BEACH - Erano oltre 10 milioni, stando ai dati ufficiali, gli spettatori che domenica si sono sintonizzati per assistere alla cerimonia di premiazione degli Oscar. E tra questi c'era anche l'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che però non sembra aver apprezzato la serata. E, in ossequio alla sua natura estroversa, ha voluto farlo presente a tutti quanti, con tanto di comunicato ufficiale inviato ai media.
Cosa non ha funzionato per Trump? A grandi linee si potrebbe dire tutto. Nel suo mirino sono finiti sia il format che il nome. «Quelli che un tempo chiamavamo gli Academy Awards e che oggi son conosciuti come gli Oscar, un nome assai meno importante ed elegante, hanno registrato gli ascolti più bassi della loro storia. Persino peggiori di quelli dell'anno scorso, che già avevano segnato un record negativo», ha rimarcato l'ex inquilino della Casa Bianca, auspicando un ritorno al passato, a «come erano 15 anni fa». In caso contrario, ovvero «mantenendo la formula attuale, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente».
La giuria dell'Academy aveva già pizzicato i nervi di Trump durante la precedente edizione, assegnando a Parasite, il capolavoro del regista sudcoreano Bong Joon-ho, la statuetta più ambita in assoluto. Questa volta però, l'ex presidente non si è espresso sulle scelte dei giurati, limitando il suo tiro al bersaglio alla confezione degli Oscar, troppo «noiosi e politicamente corretti» per i suoi gusti. E il discorso, dulcis in fundo, non poteva quindi che scivolare nella politica, con un attacco ben diretto agli ambienti della televisione e ai vertici dell'Academy, che «impiegano tutto il tempo possibile nel pensare a come promuovere il Partito Democratico, che sta distruggendo il nostro Paese, e cancellare conservatori e Repubblicani».