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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 2003 l'elemento principale di una politica finanziaria sostenibile è il freno all'indebitamento secondo cui il bilancio deve essere in equilibrio nell'arco di un ciclo congiunturale. Pertanto, le ipotesi su congiuntura ed evoluzione delle entrate determinano i tassi di crescita massimi consentiti per le uscite. Al momento in cui sono stati approvati dal Consiglio federale il preventivo 2005 e il piano finanziario 2006-2008 sono conformi al freno all'indebitamento. In considerazione dell'incremento delle spese dovuto a ragioni demografiche, ulteriori tagli nel settore delle opere sociali provocherebbero effetti economici e politici indesiderati che colpirebbero altri settori di compiti prioritari. Grazie ai programmi di sgravio 2003 e 2004, elaborati in tempi record, e al piano di rinuncia a determinati compiti nell'ambito del settore delle spese di funzione, il cambiamento di tendenza verso un bilancio equilibrato potrà essere portato a termine a condizione che il Parlamento aderisca alle decisioni del Consiglio federale e non operi esclusioni.</p><p>I programmi di risparmio causano di per sé sensibili sgravi in tutti i settori di compiti, ma non sono in grado di modificare il sistema all'origine del costante sovraccarico strutturale delle finanze federali. A questo riguardo occorrono progetti di riforma radicale che richiedono tempi di preparazione e una discussione politica approfondita. Secondo il piano di legislatura, il Consiglio federale attribuisce la priorità a questi progetti di riforma, alcuni dei quali avranno ripercussioni finanziarie soltanto nel corso della prossima legislatura. Le finanze federali devono essere ulteriormente sgravate in singoli settori di compiti tramite riforme del sistema e l'efficienza deve essere incrementata attraverso un'ampia riforma dell'amministrazione. Sono stati avviati una verifica e riduzione dei compiti in tutte le attività della Confederazione, l'allestimento di un catalogo dei compiti e una riforma dell'amministrazione. Oltre a questi progetti è imminente un riesame dei sussidi che, in determinate circostanze, può tradursi in adeguamenti in seno all'amministrazione. Unitamente al processo di riforma GEMAP, bisogna pure esaminare nuovamente la questione delle possibilità di decentramenti amministrativi e di eventuali privatizzazioni. In questo contesto rientra anche il progetto del nuovo modello contabile che migliora la gestione finanziaria e l'efficienza e che non esclude ripercussioni sull'organizzazione. Infine, il governo ha incaricato il DFF di presentare proposte di riforma del diritto del personale che avvicinino il più possibile l'amministrazione federale all'economia privata.</p><p>Secondo il Consiglio federale bisogna badare affinché i numerosi progetti di riforma che comportano sgravi sensibili delle finanze federali a medio e a lungo termine non si sovrappongano ad altri esercizi di risparmio condotti nello stile di quelli attuali. A prescindere dai gravi problemi finanziari questa attitudine potrebbe causare un sovraccarico e accentuare i segni di affaticamento che già oggi si notano in altri progetti di riforma. Gli esercizi convenzionali di risparmio, come i programmi di sgravio 2003 e 2004 riguardano i grandi settori di compiti. Questa non è tanto una considerazione d'ordine politico bensì piuttosto una semplice constatazione secondo la quale importi miliardari possono essere risparmiati soltanto laddove vengono oggi spesi. Conformemente all'attuale piano finanziario, la crescita delle uscite prevista per il periodo 2004-2008 è di 4,7 miliardi di franchi, di cui 2,1 miliardi nel settore di compiti finanze e imposte e 1,8 in quello della previdenza sociale. In questo modo, 3,9 miliardi di franchi ovvero l'85 percento circa dell'aumento delle uscite trovano una spiegazione. Entrambi i settori di compiti non potranno essere annoverati tra i settori rilevanti per la crescita; inoltre essi sfuggono, almeno a corto termine, a qualsiasi forma di gestione, poiché le uscite sono in gran parte prescritte dalla Costituzione, da leggi o contratti. Se si escludono i due settori compiti menzionati, si riscontrano incrementi tangibili nei settori rilevanti per la crescita trasporti, formazione e ricerca. Gli altri settori di compiti crescono in misura contenuta; alcuni settori registrano un ristagno o una flessione in termini nominali. Secondo il Consiglio federale, l'ulteriore risparmio di 1,7 miliardi chiesto dall'autore della mozione non è attuabile e non è in grado di raccogliere la maggioranza dei consensi politici. La concentrazione delle maggiori uscite su compiti sensati nell'ottica della politica della crescita è ostacolata da difficoltà concettuali e metodologiche e non è possibile senza riforme radicali. Per il Consiglio federale il ristagno della crescita deve essere principalmente combattuto con l'attuazione dei 17 punti del pacchetto riguardante la politica della crescita, che contempla parimenti il risanamento sostenibile delle finanze federali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.