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IMMENSEE - La collisione tra due treni-cantiere verificatasi tra Immensee e Arth (SZ) nel 2015 è riconducibile al fatto che più persone con diverse funzioni non hanno rispettato le prescrizioni. È quanto emerge dal rapporto del Servizio d'inchiesta svizzero sugli infortuni (SISI). Nel sinistro morì un 54enne tedesco, un 51enne portoghese rimase gravemente ferito e altre quattro persone riportarono ferite lievi.
A contribuire all'incidente sono stati la mancata analisi di discrepanze rilevate, come pure il comportamento di diverse persone incurante della sicurezza, si legge nel rapporto conclusivo pubblicato oggi. A ciò si è aggiunto un difetto alla ricetrasmittente del responsabile degli spostamenti, morto nell'incidente, come pure il segnale di controllo attivato che dava l'impressione che l'uomo fosse sveglio, mentre forse si era appisolato.
Il sinistro si verificò mentre erano in corso lavori nel primo mattino del 18 marzo 2015 e causò ingenti danni materiali a veicoli e infrastrutture.
Al termine del turno, il treno-cantiere era stato separato in due composizioni che dovevano dirigersi ognuna singolarmente in direzione di Arth-Goldau. L'impatto si è verificato mentre la prima parte attendeva di poter proseguire il viaggio all'altezza di uno scambio a Brunnmatt, ai piedi del Rigi, sul versante occidentale del lago di Zugo: la seconda composizione l'ha tamponata senza frenare. Ne è seguito un deragliamento dei convogli.