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È salito ad almeno 201 morti il bilancio dei morti dell'esplosione avvenuta ieri sera nella miniera di carbone di Manisa, in Turchia. Lo ha riferito il ministro dell' Energia Taner Yildiz. Centinaia di persone sono ancora sotto terra. Ottanta minatori sono stati soccorsi, e quattro di loro sono gravemente feriti.
La corsa contro il tempo per salvare i minatori, che indossavano maschere a antigas con un'autonomia fra i 45 minuti e un'ora e mezza, è iniziata alle 19. E di fronte alle riserve di ossigeno sempre più scarse i soccorritori hanno continuano a pompare aria fresca verso le gallerie in profondità. Ma non è bastato. Secondo il governatore provinciale Bahattin Atci, fra 200 e 300 minatori sono rimasti bloccati a quattro chilometri dall' uscita in fondo alla miniera di carbone, proprietà di una società privata.
I soccorritori hanno iniziato a raggiungere alcuni dei minatori, vivi. Ma con il passare del tempo hanno estratto anche molti corpi ormai senza vita. Le informazioni su quanto accaduto sono imprecise e frammentarie, se non contraddittorie. L'incidente si è prodotto nel pomeriggio durante un cambio di turno. Secondo l'emittente Ntv l'esplosione, avvenuta a due chilometri di profondità, sarebbe dovuta a un cortocircuito. Le gallerie sono state invase da fiamme e fumo spesso. Al momento dell'incidente in fondo alla miniera c'erano 580 minatori. Circa 300, che si trovavano in altre gallerie, hanno potuto fuggire subito
SDA-ATS