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La prima notifica è pervenuta all'OPT nel dicembre 2008 e riguardava il dispositivo anticopia a suo tempo impiegato da un negozio di musica online. Tale dispositivo consentiva di produrre solo un numero limitato di copie e ha suscitato il timore che la musica acquistata dai consumatori sarebbe andata persa dopo un determinato numero di trasferimenti su nuovi apparecchi (PC, lettori MP3, ecc.).
Dagli accertamenti dell'OPT è emerso che i timori erano infondati, nella misura in cui era stato installato uno speciale sistema di autorizzazione per neutralizzare la protezione anticopia e garantire il trasferimento della musica su altri apparecchi. Le spiegazioni sul funzionamento e la corretta applicazione di tale sistema di autorizzazione risultavano, tuttavia, difficilmente comprensibili, rendendolo praticamente inapplicabile da parte dei consumatori.
Giusta l'articolo 16f cpv. 1 ODA, sulla base delle notifiche ricevute, il servizio verifica la presenza di indizi di un utilizzo abusivo dei PT. Tale verifica non è tuttavia esaustiva, ma limitata al quadro definito all'articolo 39b capoverso 1 lettera a LDA, che prevede una verifica degli utilizzi dei PT solo in relazione alle restrizioni del diritto d'autore. Da questo punto di vista il sistema anticopia del negozio online in questione era inconfutabile.
Poiché il dispositivo non aveva un effetto assoluto, ma consentiva l'allestimento di un numero determinato di copie, esso non rappresentava in alcun caso una limitazione diretta dell'eccezione alla protezione dell'uso privato. Il fatto che il sistema di autorizzazione per la copia dei brani acquistati su altri apparecchi non fosse di comprensione immediata e pertanto ostacolasse l'uso privato poteva essere considerato limitante.
Alla luce delle numerose difficoltà dovute alla protezione anticopia i negozi di musica online hanno nel frattempo iniziato a vendere brani senza controllo delle copie. Ciò ha reso ridondanti gli sforzi dell'OPT tesi a migliorare il sistema di autorizzazione in questione nell'interesse dei consumatori.