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Oltre 83 milioni di messicani sono chiamati oggi, domenica, ai seggi per scegliere 500 deputati federali, i governatori di 9 Stati e i sindaci di poco più di mille comuni.
I sondaggi prevedono che il Partito rivoluzionario istituzionale (PRI, centro) al Governo si confermerà come prima forza politica del paese e che vi sarà una forte percentuale di astensionismo.
La campagna elettorale è stata contraddistinta da candidati uccisi dai narcos, appelli al boicottaggio o alla scheda bianca, proteste di piazza violente. La situazione è particolarmente preoccupante negli Stati del sud - come Guerrero, Michoacan e Oaxaca - dove bande di criminali che controllano il traffico di droga hanno ucciso diverse persone.
ATS/bin
- RG 12.30 del 07/06/2015 - Il parere di Carlo Frappi, ricercatore che vive a Istanbul e insegna all'Università di Venezia
- RG delle 18.30 del 07.06.15; il servizio di Emiliano Guanella