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E’ convinto che condizioni di vita dignitose nei paesi in via di sviluppo siano fondamentali per la sicurezza, l’economia e il futuro della Svizzera ? La infastidisce che la politica internazionale fiscale, commerciale e climatica della Svizzera nuocia a questo obiettivo? Ha voglia di difendere gli interessi a lungo termine della Svizzera nei confronti di colleghi e maggioranze parlamentari che hanno solo una visione a corto termine? Allora è il nostro candidato/a ideale per il posto vacante dal 1° novembre di:
Ministro degli affari esteri della Svizzera con una responsabilità particolare per la politica e la cooperazione allo sviluppo (circa 150%)
Nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, la povertà estrema è diminuita notevolmente negli ultimi decenni. Ciò è dovuto anche ad una cooperazione internazionale allo sviluppo efficace. Ma al contempo, le disuguaglianze di reddito sono aumentate in troppi paesi poveri: la crescita economica ha giovato soprattutto alle elite locali e alle multinazionali straniere. La politica internazionale porta una grande responsabilità in questo sviluppo sbagliato. E’ dominata dai paesi industrializzati come la Svizzera, che impongono i loro interessi a corto termine in accordi commerciali squilibrati, proteggono l’evasione fiscale, permettono il landgrabbing e favoriscono lo sfruttamento della natura.
Questa politica è disastrosa. L’aumento delle disuguaglianze nei paesi più poveri fa crescere i conflitti sociali. Le conseguenze sono l’estremismo violento e la radicalizzazione, la migrazione per trovare lavoro in paesi più stabili, le guerre civili e i flussi incontrollabili di rifugiati. Prima o poi, la protezione di interessi individuali miopi nella politica internazionale non ricadrà solo su coloro che ne sono responsabili, ma anche sulle loro popolazioni.
Nella sua futura funzione di ministro degli affari esteri della Svizzera, ci aspettiamo che persegua una politica che affronti in modo proattivo le cause delle crisi internazionali. Il che presuppone le attitudini seguenti:
- La disponibilità a valutare le conseguenze di ogni oggetto della politica federale sui paesi in via di sviluppo e un impegno serio a favore della coerenza della politica di sviluppo. Quale futuro titolare del posto, sa che non basta sottolineare i progressi della Svizzera nella restituzione dei soldi dei potentati o invocare a parole il suo impegno per il rispetto dei diritti umani. Si impegna anche chiaramente a favore di misure contro l’evasione fiscale in Svizzera, contro il trasferimento dei profitti delle multinazionali e per una Due Diligence vincolante delle imprese in fatto di diritti umani.
- Un interesse marcato per la cooperazione allo sviluppo a lungo termine. L’aiuto umanitario d’urgenza e la promozione della pace sono molto importanti e rafforzano la visibilità internazionale della Svizzera. Ma non possono sostituire la promozione di condizioni di vita migliori nei paesi più poveri che non si trovano (ancora) in una crisi politica acuta. Nella sua futura funzione si impegna anche con entusiamo a favore di questo.
- Capacità linguistica, piglio sicuro, intelligenza e charme, ma anche leadership e perseveranza. Non è richiesta una capacità eccessiva di compromesso. Essa fa solo sì che i budgets della cooperazione allo sviluppo a lungo termine siano usati per questioni fuori luogo come la politica d’asilo e il finanziamento di misure climatiche internazionali. Fa parte dei suoi futuri compiti mettere un termine a questa vergognosa tendenza.
Nella sua futura funzione di ministro degli affari esteri dovrà affrontare la sfida non da poco dei pochi soldi del budget federale per le mansioni diplomatiche. Ma ci aspettiamo che la cooperazione allo sviluppo non sia usata per curare le relazioni diplomatiche e promuovere gli interessi di politica economica estera. I suoi compiti consisteranno nel concentrare le risorse finanziarie limitate e il know how della cooperazione allo sviluppo su contesti più poveri per ottenere un impatto massimo sullo sviluppo. Chiaramente si batte contro tagli ulteriori di queste risorse.
Per ulteriori informazioni, Mark Herkenrath, direttore di Alliance Sud, la comunità di lavoro di politica di sviluppo, è volentieri a sua disposizione, anche al di fuori delle ore di lavoro e durante la pausa estiva. Pregasi inviare la candidatura direttamente all’Assemblea federale.