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Cifre precise sui tagli previsti ancora non ci sono, ma entro l'estate il preventivo 2003 della Confederazione dovrà ridursi di 910 milioni di franchi
Soltanto tra qualche mese sarà possibile verificare il livello delle entrate della Confederazione e avere un'idea delle probabili spese supplementari. Per affinare l'analisi e guidare le discussioni sugli inevitabili tagli, il ministro delle finanze Kaspar Villiger ha allestito un gruppo di lavoro interdipartimentale.
Il freno all'indebitamento applicato per la prima volta
I tagli delle spese previsti sono di 910 milioni nel 2003 e di 870 milioni in ciascuno dei due anni successivi e dovranno essere proposti in occasione dell'allestimento del preventivo. Un preventivo che il governo presenterà al parlamento in autunno e che dovrà essere conforme alle esigenze di risparmio imposte dal freno all'indebitamento accolto lo scorso dicembre dall'85% del popolo.
Si tratta di un modello matematico contro le cifre rosse del bilancio della Confederazione, che oggi è gravata da un debito complessivo superiore ai 100 miliardi per il quale il contribuente paga 4 miliardi di interessi ogni anno. Questo freno, che entrerà in vigore proprio nel 2003, intende raggiungere l'equilibrio di bilancio sull'arco di un ciclo congiunturale.
Il conto 2001 si è chiuso con un disavanzo di 1,3 miliardi di franchi e attualmente la congiuntura subisce un rallentamento. Per questo, risulta difficile allestire un preventivo. Sta di fatto che, sulla base delle disposizioni del freno all'indebitamento, per il 2003 la Confederazione avrebbe dovuto produrre un attivo di 100 milioni, mentre si ritrova con probabili cifre rosse che superano 1,2 milardi.
Allestire bilanci di grande rigore
Sulla base delle disposizione vincolanti previste dal freno all'indebitamento, il governo obbliga dunque i dipartimenti e la Cancelleria federale ad allestire un budget di grande rigore e a individuare tutti i settori dove sono possibili risparmi. Il Consiglio federale spera anche di potere continuare ad usufruire dell'attuale quota percentuale dell'imposta sul valore aggiunto per il finanziamento delle assicurazioni sociali, altrimenti "la possibilità di conseguire finanze federali equilibrate diventerà nei prossimi anni certamente problematica."
Kaspar Villiger ha fatto notare che anche dopo i tagli previsti la crescita media annuale delel uscite nel periodo 2002-2006 ammonterà pure sempre al 3% e non si può dunque parlare di una riduzione delle prestazioni.
Ma le prime reazioni allarmate si sono già manifestate, in particolare dalla sinistra, che ha sempre visto nel freno all'indebitamento "uno stratagemma per la riduzione delle spese pubbliche e l'annullamento dei meccanismi di ridistribuzione della ricchezza." La lotta in parlamento e in seno ai vari dipartimenti per evitare i tagli si annuncia animata.
Mariano Masserini