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La Svizzera è pronta a riconoscere agli animali lo statuto giuridico di esseri viventi ed a non considerarli più come cose. Può farlo però con una legge, senza dover modificare la Costituzione. Pertanto il Consiglio federale respinge le due iniziative popolari che mirano allo stesso scopo.Questo contenuto è stato pubblicato il 25 aprile 2001 - 14:07
In tema di protezione degli animali il nostro paese è all'avanguardia. La Costituzione federale elvetica è infatti l'unica, tra le leggi fondamentali degli Stati dell'Europa occidentale, a prevedere espressamente l'obiettivo di una protezione legale degli animali. Una legge federale del 1978 assicura già tale protezione degli animali vertebrati in quanto esseri viventi. E una legge del canton Zurigo del 1991 prevede anche l'istituzione di un "avvocato dei soggetti lesi" nei processi per violazione della legge sulla protezione degli animali.
Tuttavia, giuridicamente gli animali sono ancora considerati come cose, oggetti di proprietà dei rispettivi padroni, del cui patrimonio economico fanno parte. I tentativi di dare agli animali lo statuto giuridico di esseri viventi titolari di diritti erano cominciati nel 1992 e nel 1993 con due iniziative parlamentari. Ma alla fine del 1999 il Consiglio nazionale ha deciso di non entrare in materia della riforma legislativa proposta.
In seguito a quella decisione, nel 2000 sono state lanciate due iniziative popolari, con lo scopo di inserire nella Costituzione il principio che gli animali non sono cose ed esigere i relativi adeguamenti legali.
Ora il Consiglio federale propone al parlamento di respingere quelle due iniziative, pur condividendo i fini di entrambe. Il motivo è che, secondo il governo, è possibile procedere a livello di legge senza modifiche costituzionali. Pertanto, tenuto conto di un'altra iniziativa parlamentare (quella del consigliere agli Stati ticinese Dick Marty) nel frattempo accolta dalla Commissione giuridica del Consiglio degli Stati, se il progetto di legge che questa commissione dovrà elaborare riprenderà le richieste di base delle due iniziative popolari, il Consiglio federale sosterrà il disegno di legge che ne scaturirà, proponendolo quale controprogetto alle due iniziative.
Silvano De Pietro
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