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Due ricerche, una americana e l’altra olandese, hanno studiato i processi cerebrali del piacere femminile
Due diversi studi aiutano a fare chiarezza su uno dei misteri che tartassano l’uomo: il piacere della donna. Ambo le ricerche sono state condotte attraverso l’utilizzo di scanner cerebrali, al fine di stabilire quali aree del cervello femminile sono coinvolte nel processo dell’orgasmo. La ricerca americana ha analizzato il piacere che la donna riesce a raggiungere da sola; la ricerca olandese si è invece basata sul piacere ottenuto attraverso un partner fisico. Confrontando gli studi si è così appreso quali differenze a livello cerebrali vi siano tra un tipo di orgasmo e l’altro.
Ma concentriamoci sulle ricerche, iniziando da quella americana. Lo studio è stato condotto presso la Rutgers University del New Jersey. Come detto si è concentrato sull’analisi di un gruppo di donne che si sono auto eccitate. Lo screening cerebrale ha evidenziato l’attivazione di 30 aree, con particolare attività nell’area della corteccia prefrontale, una zona che presiede i processi decisionali e che regola l’autocontrollo e l’immaginazione.
La ricerca olandese, condotta presso la University of Groningen, ha studiato il piacere femminile provocato da un partner in carne ed ossa. Le zone cerebrali attivate sono risultate le medesime dello studio americano. Ma l’area della corteccia prefrontale, in questo caso, era rimasta spenta. Stando alle conclusioni degli esperti questo accadrebbe in quanto un piacere più intenso è strettamente correlato ad una totale perdita del controllo di sé. Cosa che, sempre secondo i ricercatori, non avviene con tutti i partner ed in particolari circostanze.
Il Dr. Janniko Georgiadis, coordinatore dello studio olandese, commenta dicendo che l’orgasmo non spegne totalmente la coscienza della donna, ma in qualche modo la cambia. Sostiene poi che vi sia una possibile differenziazione tra chi idealizza la propria stimolazione sessuale e chi la riceve direttamente da un partner.
La medesima ricerca potrebbe essere condotta anche su uomini. Ma non sarebbe priva di difficoltà. Queste sarebbero dovute al fatto che l’orgasmo maschile è nettamente più breve di quello femminile. Inoltre il piacere nell’uomo coinvolgerebbe il cervello in modo più limitato.