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In media, i terreni biologici contengono più humus e immagazzinano più carbonio. Rinunciando all’azoto artificiale ad alta intensità energetica, prodotto con l’aiuto del petrolio, l’agricoltura biologica risparmia una quantità di CO2 rilevante per il clima. L’impiego di fertilizzanti chimici in eccesso rilascia anche ossido di azoto, un elemento estremamente nocivo per il clima. L’agricoltura biologica offre quindi una prestazione a livello di tutela climatica pari a circa 1’000 kg di CO2 equivalente per ettaro e per anno*.
Tuttavia, poiché ogni superficie coltivata secondo parametri biologici ha una resa di produzione inferiore, l’impronta climatica per chilogrammo di prodotto è solo leggermente migliore o più o meno uguale** se confrontata con i rispettivi prodotti convenzionali.