Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/198214

<h2>SubmittedText<h2><p>La cibersicurezza acquisisce un'importanza sempre maggiore anche in Svizzera. La Confederazione intende assumere un ruolo attivo per aiutare la popolazione e l'economia a proteggersi dai ciber-rischi e per migliorare la sicurezza dei propri sistemi informatici. A tale scopo, prossimamente verrà istituito un Centro di competenza che fungerà da servizio nazionale di contatto per le questioni relative ai ciber-rischi. La direzione strategica sarà assunta da un delegato al ciberspazio, direttamente subordinato al capo del Dipartimento federale delle finanze. Il posto è stato messo a concorso.</p><p>Le nuove strutture all'interno della Confederazione consentiranno inoltre di agevolare il coinvolgimento dei Cantoni, del settore economico e delle scuole universitarie nella protezione contro i ciber-rischi. Tutti i soggetti interessati saranno chiamati a svolgere questo compito, che potrà essere adempiuto soltanto attraverso lo scambio reciproco e costante di informazioni e unendo le forze.</p><p>Per questo motivo i Cantoni, il settore economico e le scuole universitarie faranno parte del Comitato direttivo della Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi. In tal modo potranno collaborare all'attuazione e all'ulteriore sviluppo della Strategia. Anche il comitato per la cibersicurezza istituito dal Consiglio federale curerà e svilupperà lo scambio attivo con i Cantoni, al fine di considerare in maniera tempestiva e adeguata le esigenze nell'ambito delle loro competenze, in particolare del perseguimento penale.</p><p>Il piano di sicurezza enfatizza tuttavia le minacce interne. Spesso, queste ultime nascono al di fuori della Svizzera. Nella maggior parte dei casi gli attacchi di hacker provengono dall'estero. È quindi evidente che le minacce informatiche non possono essere valutate unicamente sulla base di ricerche Internet effettuate dalla Svizzera. Si pone pertanto la questione se l'attuale piano di sicurezza non debba essere completato, ad esempio con l'assunzione di addetti alla cibersicurezza che operano da ambasciate svizzere strategicamente importanti.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'analisi secondo cui i ciber-rischi nascono soprattutto al di fuori della Svizzera?</p><p>2. Il Consiglio federale come garantisce che vengano raccolte, raggruppate e trasmesse al Centro di competenza tutte le informazioni necessarie in materia di cibersicurezza sulle regioni potenzialmente oggetto di attacchi?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a esaminare, a complemento del piano di sicurezza, l'opportunità dell'assunzione di addetti alla cibersicurezza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con la Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i ciber-rischi il Consiglio federale ha riconosciuto anche l'importanza della cooperazione internazionale per ridurre al minimo i rischi del ciberspazio. </p><p>In merito alle singole domande:</p><p>1. Le minacce del ciberspazio non conoscono confini e sono per loro natura internazionali. Per questo motivo la strategia comprende molte misure volte a rafforzare le relazioni internazionali sia a livello tecnico-operativo che strategico. Il Consiglio federale concorda pertanto con l'autore dell'interpellanza.</p><p>2. A livello tecnico-operativo, il centro di competenza federale per la cibersicurezza farà capo alla Centrale d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione (Melani), istituita nel 2004. Negli oltre 14 anni di attività Melani ha creato una rete globale di partner in Svizzera e all'estero ed è membro di numerosi gruppi e reti nel campo della cibersicurezza. Pertanto, la trasmissione di informazioni dall'estero a Melani, e quindi agli enti governativi e alle imprese potenzialmente interessate, è garantita già da anni. Oltre a ricevere regolarmente informazioni da partner, fonti e informatori esteri, il Servizio delle attività informative della Confederazione dispone anche di ampie capacità nell'ambito della "Human Intelligence" all'estero per ottenere informazioni sensibili, anche nel settore informatico. Avere degli addetti alla cibersicurezza in ambasciate strategicamente importanti non sarebbe indicato, poiché le informazioni rilevanti in questo ambito vengono ottenute con altri metodi, molto più efficaci. Inoltre, il servizio degli addetti alla difesa dispone già di una rete internazionale orientata alla politica di sicurezza della Svizzera che può essere impiegata anche per i ciber-rischi. Nel suo rapporto sulla politica estera 2017, il Consiglio federale ha formulato l'obiettivo di rafforzare l'impegno nel contesto del ciberspazio nella politica di sicurezza esterna. Di conseguenza, l'attuale ciberstrategia richiede un posizionamento attivo della Svizzera nella politica di cibersicurezza internazionale. Ciò comprende in particolare lo svolgimento di consultazioni bilaterali sulla politica estera di cibersicurezza finalizzate allo scambio di informazioni e all'instaurazione di un clima di fiducia con determinati Stati.</p><p>3. La protezione della Svizzera contro i ciber-rischi deve essere completa e per quanto possibile a disposizione di tutti i potenziali interessati: privati, PMI, infrastrutture critiche, unità amministrative, ecc. Il Consiglio federale è dell'avviso che la strategia nazionale contro i ciber-rischi e la strategia di politica estera tengano già sufficientemente conto della proposta dell'autore dell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.