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Tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), l’ultimo ad essere stato “scoperto” e sistematicizzato è la discalculia.
Discalculia: di cosa si tratta
La discalculia, ovvero la difficoltà di apprendimento del sistema dei numeri e dei calcoli, si presenta spesso in associazione alla dislessia ma, in alcuni più isolati casi, anche singolarmente.
La discalculia non si riferisce alle affinità più o meno spiccate che i discenti possano dimostrare nei confronti della matematica, bensì ad un disturbo vero e proprio che si presenta nonostante un’istruzione “normale”, capacità cognitive adeguate all’età di sviluppo, assenza di stress psicologici e di danni neurologici.
In particolare, la discalculia limita le abilità di scrittura e lettura del sistema dei numeri, la memorizzazione delle tabelline, l’esecuzione di procedure di calcolo.
La discalculia si distingue in:
- discalculia primaria, che riguarda le sole abilità in campo aritmetico
- discalculia secondaria, se associata ad altri Disturbi dell’Apprendimento come la dislessia o la disgrafia.
I sintomi della discalculia
Alla base della discalculia vi sono essenzialmente difficoltà:
- di coordinazione motoria
- di orientamento spaziale
- di organizzazione spazio-sequenziale e spazio-visiva
che per uno studente discalculo sfociano in una lentezza generale di apprendimento e problematiche di vario tipo:
- nell’identificazione dei numeri e nello scriverli anche sotto dettatura
- nel riconoscimento delle unità che li compongono e del significato delle loro posizioni (un bambino discalculo non fa differenza tra 16 e 61, ad esempio)
- nello stabilire i corretti rapporti tra le cifre, cui consegue la difficoltà nel numerare in senso progressivo o contare alla rovescia
- nell’associare le quantità ai numeri
- nel comprendere il significato dei segni delle operazioni di base
Il bambino discalculo, non avendo automatizzato le procedure di calcolo, completerà i compiti con molta fatica, a costo di moltissime energie e con scarsi risultati, spesso imputati ad un impegno non adeguato. Questo rischia di minare in maniera anche molto profonda la sua autostima e compromettere, talvolta irreversibilmente, la sua carriera scolastica.
Cause e diagnosi della discalculia
Vari studi specialistici hanno evidenziato come alla base della discalculia ci siano tanto carenze relative ad abilità motorie e percettive quanto un insufficiente repertorio di esperienze pratiche che consentono la traduzione di teorie in attività concrete ed esperimenti pratici.
La manipolazione di oggetti fin dalla piccola infanzia, ad esempio, riveste un ruolo essenziale per conoscere e concretizzare la realtà circostante e creare strutture di pensiero sempre più complesse.
L’iter diagnostico è di competenza del medico neuropsichiatra, spesso lungo e difficoltoso, data l’altissima variabilità di questi disturbi.
Quanto più precocemente viene individuata, tanto prima è possibile intraprendere percorsi di potenziamento e strategie compensative che possono rappresentare percorsi di apprendimento alternativi, tarati sulle specifiche caratteristiche individuali da associare con terapie anche manuali, che in primis consentono un recupero di autostima e conoscenza del proprio potenziale.
Terapia cranio-sacrale e disturbi dell’apprendimento
Ri-tarare la mobilità cranica e di conseguenza riequilibrare il “Movimento Respiratorio Primario” che guida il fisiologico e naturale movimento delle strutture ossee craniche e la salute delle aree cerebrali ad esse correlate, consente all’organismo di riacquistare il proprio funzionamento ottimale, specialmente in quelle aree connesse all’elaborazione delle informazioni esterne; la capacità di riconoscere i numeri, ad esempio, dipende da un piccolo nucleo di cellule la cui localizzazione è stata individuata da neuroscienziati della Stanford University, in un’area della corteccia denominata giro temporale inferiore.
Questo studio dimostra come l’apprendimento sia in grado di plasmare i circuiti cerebrali, ma può suggerire anche, viceversa, come la salute della struttura di queste aree influenzi la loro funzionalità.
(Parvizi J. et al, A Brain Area for Visual Numerals, Journal of Neuroscience, 2013 Apr 17; 33(16): 6709–6715)
Posto che solo durante la seduta di terapia craniosacrale sia possibile individuare quali porzioni craniche presentino rigidità anomale o alterazioni denominate lesioni, un paziente affetto da discalculia, ad esempio, potrebbe dunque trovare giovamento nel trattamento delle zone della sfera cranica posteriore e di manovre che possano rilanciare movimenti eventualmente ridotti di queste strutture.
Perle di Salute: “Prediligere la conretezza!”
Un alunno affetto da discalculia fatica a rendere concrete le spiegazioni astratte e complesse riguardanti i numeri e loro funzioni: risulta quindi importante cercare di riportare ad un livello di estrema semplicità e concretezza queste teorie.
Una valida strategia potrebbe essere, quindi, quella di utilizzare materiale manipolabile per poter donare effettiva tangibilità a quanto esplicato, privilegiando dunque strategie didattiche pratiche.
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