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Il 46% dei repubblicani entrerebbe a far parte di un nuovo partito con presidente Donald Trump. E’ quanto emerge da un sondaggio di Suffolk University-Usa Today, secondo il quale solo il 27% dei repubblicani resterebbe all’interno dell’attuale partito. Il restante 27% è indeciso.
Trump parlerà il 28 febbraioIntanto Donald Trump torna sulla scena pubblica. Per la prima volta dall’addio alla Casa Bianca e dall’assoluzione in Senato al suo secondo processo per l’impeachment, l’ex presidente si riprende i riflettori: il 28 febbraio è atteso alla conferenza dei conservatori Cpac. La Conservative Public Action Conference è per tradizione il trampolino di lancio di candidati e aspiranti repubblicani. E per Trump potrebbe esserlo in vista del 2024 che, secondo alcune indiscrezioni, è tornato a sognare per la Casa Bianca.
“Purghe” all’interno del partito?Trump, secondo indiscrezioni, intenderebbe portare serie critiche all’operato di Joe Biden, in particolare sull’immigrazione, e mirerebbe a insediarsi stabilmente all’interno del partito repubblicano proponendo suoi uomini di fiducia per ogni posizione aperta alle elezioni di mid-term del 2022. Ci si attende anche la “vendetta” del tycoon nei confronti dei membri del suo partito che lo avrebbero “tradito”, criticando il suo operato o sostenendo l’impeachment. Nel mirino dell’ex presidente ci sarebbero Mitch McConnell, il leader dei conservatori al Senato e un suo ex alleato, e Liz Cheney, numero tre fra i repubblicani alla camera.
La reazione repubblicanaA quanto riporta l’Ansa tuttavia i repubblicani non stanno a guardare e le grandi manovre sono già iniziate, fra tentativi di arginare l’ex presidente e quelli per allontanarlo definitivamente dal partito. Il senatore Lindsey Graham, alleato di Trump, è volato a Mar-a-Lago per invitare l’ex presidente alla riconciliazione con il partito. Altri invece vogliono guardare avanti e sperano e lavorano affinché il tycoon faccia un passo indietro. A catturare le due anime dei conservatori è Cindy McCain, la vedova di John McCain. “Dobbiamo superare” Trump, e “dobbiamo farlo come partito e come Paese”, dice non escludendo una scissione interna fra i repubblicani.