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Incarto n. 12.2017.121 Lugano 21 novembre 2017 In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il vicepresidente della seconda Camera civile del Tribunale d'appello quale giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG) sedente per statuire nella causa inc. n. SO.2017.3328 (tutela giurisdizionale nei casi manifesti, espulsione del conduttore) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4 promossa con istanza 5 luglio 2017 da AO 1 rappr. dalla RA 2 contro AP 1 rappr. da RA 1 chiedente l’espulsione immediata della convenuta, domanda alla quale la conduttrice si è opposta e che il Pretore ha accolto con decisione 24 luglio 2017; appellante la convenuta, con appello del 10 agosto 2017, con il quale si duole del giudizio impugnato; ritenuto in fatto e in diritto: che AO 1 ha concesso in locazione a AP 1 l’appartamento n. 20, composto da due locali ammobiliati, sito in via __________ a __________, per una pigione mensile di fr. 1’090.-, oltre spese, e un posteggio interno al medesimo stabile per un canone mensile di fr. 125.- (doc. A); che, previa diffida del 12 aprile 2017, riferita al mancato pagamento delle pigioni di marzo e aprile 2017 (doc. B), la locatrice ha notificato alla conduttrice in data 17 maggio 2017, con modulo ufficiale, la disdetta straordinaria del contratto per il 30 giugno 2017 (doc. C); che, con istanza 5 luglio 2017 nella procedura sommaria a tutela nei casi manifesti, la locatrice ha chiesto alla Pretura di ordinare l’espulsione della conduttrice, con le comminatorie di rito; che in occasione dell’udienza del 24 luglio 2017 (atto II) l’istante si è riconfermata nella domanda, mentre la convenuta ha rilevato come la mora nel pagamento delle pigioni sia da ricondurre a momentanei problemi personali ed economici e confidando nella possibilità di riprendere entro breve a corrispondere il dovuto; che con giudizio 24 luglio 2017 il Pretore ha accolto l’istanza e ordinato l’espulsione della conduttrice entro dieci giorni, con le comminatorie di rito; che con appello 10 agosto 2017 la convenuta ha chiesto di annullare la decisione pretorile e di concederle di continuare a abitare nell’abitazione locata; che l’atto di appello non è stato intimato alla controparte e la procedura, terminando con una non entrata nel merito di un’impugnazione manifestamente inammissibile, può essere decisa dalla Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG); che dal 1° gennaio 2011 l’espulsione di un conduttore dai locali occupati dopo la fine del contratto per disdetta, ordinaria o straordinaria, avviene o in procedura semplificata (art. 243 e segg. CPC) previa conciliazione o in procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257 CPC) che non richiede la previa conciliazione ( Hohl, Procédure civile, Tome II, 2 a ed., n. 1429 pag. 260); che con l’appello possono essere censurati l’errata applicazione del diritto e l’errato accertamento dei fatti (art. 310 CPC); l’atto di appello deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC); l’appellante deve spiegare non perché le sue argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le motivazioni del Pretore; che nel caso concreto l’appello è stato presentato, per conto della conduttrice, dall’RA 1, con sede a __________, e per essa da una persona non meglio identificata che ha firmato con l’indicazione “__________”, che ha prodotto una procura di rappresentanza; visto l’esito del gravame, può rimanere indecisa la questione della facoltà di rappresentanza nel processo, segnatamente di quella professionale ai sensi dell’art. 68 cpv. 2 lett. d CPC (che appare perlomeno dubbia: v. CCR 16.2017.29, 6.11.2017, cosid. 2); l’appellante ha presentato un breve testo di appello con il quale riconosce preliminarmente la circostanza posta alla base della conclusione pretorile, ovvero la mora nel pagamento delle pigioni scadute, perlomeno dal mese di marzo 2017, limitandosi a ribadire le circostanze che l’avrebbero vista finire in difficoltà finanziarie a seguito di problemi di salute che perdurano da circa due anni e dell’ingiustificato rifiuto della compagnia d’assicurazione di corrisponderle le relative indennità di malattia; che tale modo di procedere è inammissibile e comporta l’irricevibilità dell’appello per carente motivazione, non essendo adempiuti i presupposti dell’art. 311 CPC: l’appellante non si confronta infatti minimamente con il giudizio impugnato; che nulla muta al riguardo l’impegno, ribadito dalla conduttrice in questa sede, a versare il dovuto non appena riuscirà a ottenere le indennità assicurative di cui ritiene di aver diritto, non potendo peraltro la locatrice essere chiamata a fornire le sue prestazioni senza corrispettivo a seguito della scelta personale dell’appellante che dichiara espressamente, con evidente contraddizione, di non voler chiedere prestazioni assistenziali pur avendone diritto siccome desidera fare “ di tutto per mantenere una vita dignitosa senza dipendere da nessuno ” (appello pag. 2); che gli accertamenti e le conclusioni del primo giudice non risultano quindi validamente criticati, ciò che comporta la conferma della sentenza impugnata; che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 CPC) e sono fissate in conformità all’art. 9 cpv. 3 LTG; il valore litigioso della procedura di appello, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale, ammonta a fr. 39’240.-, come indicato dal Pretore; non si assegnano ripetibili alla controparte alla quale l'appello non è stato notificato. Per questi motivi, decide: 1. L'appello 11 agosto 2017 di AP 1 è irricevibile. 2. Le spese processuali di complessivi fr. 100.- sono poste a carico dell’appellante. Non si assegnano ripetibili. 3. Notificazione: - - Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4 Per la seconda Camera civile del Tribunale d'appello Il vicepresidente D. Bozzini Rimedi giuridici Nelle cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).

Incarto n. 12.2017.121 Incarto n. 12.2017.121

Incarto n. Lugano 21 novembre 2017 Lugano

Lugano 21 novembre 2017

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il vicepresidente della seconda Camera civile del Tribunale d'appello Il vicepresidente della seconda Camera civile del Tribunale d'appello

Il vicepresidente della seconda Camera civile del Tribunale d'appello quale giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG) quale giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG)

quale giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG) sedente per statuire nella causa inc. n. SO.2017.3328 (tutela giurisdizionale nei casi manifesti, espulsione del conduttore) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4 promossa con istanza 5 luglio 2017 da

sedente per statuire nella causa inc. n. SO.2017.3328 (tutela giurisdizionale nei casi manifesti, espulsione del conduttore) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4 promossa con istanza 5 luglio 2017 da AO 1 rappr. dalla RA 2 AO 1

AO 1 rappr. dalla RA 2

rappr. dalla RA 2 contro contro

contro AP 1 rappr. da RA 1 AP 1

AP 1 rappr. da RA 1

rappr. da RA 1 chiedente l’espulsione immediata della convenuta, domanda alla quale la conduttrice si è opposta e che il Pretore ha accolto con decisione 24 luglio 2017;

chiedente l’espulsione immediata della convenuta, domanda alla quale la conduttrice si è opposta e che il Pretore ha accolto con decisione 24 luglio 2017; appellante la convenuta, con appello del 10 agosto 2017, con il quale si duole del giudizio impugnato;

appellante la convenuta, con appello del 10 agosto 2017, con il quale si duole del giudizio impugnato; ritenuto

ritenuto in fatto e in diritto:

in fatto e in diritto: che AO 1 ha concesso in locazione a AP 1 l’appartamento n. 20, composto da due locali ammobiliati, sito in via __________ a __________, per una pigione mensile di fr. 1’090.-, oltre spese, e un posteggio interno al medesimo stabile per un canone mensile di fr. 125.- (doc. A); che, previa diffida del 12 aprile 2017, riferita al mancato pagamento delle pigioni di marzo e aprile 2017 (doc. B), la locatrice ha notificato alla conduttrice in data 17 maggio 2017, con modulo ufficiale, la disdetta straordinaria del contratto per il 30 giugno 2017 (doc. C);

che AO 1 ha concesso in locazione a AP 1 l’appartamento n. 20, composto da due locali ammobiliati, sito in via __________ a __________, per una pigione mensile di fr. 1’090.-, oltre spese, e un posteggio interno al medesimo stabile per un canone mensile di fr. 125.- (doc. A); che, previa diffida del 12 aprile 2017, riferita al mancato pagamento delle pigioni di marzo e aprile 2017 (doc. B), la locatrice ha notificato alla conduttrice in data 17 maggio 2017, con modulo ufficiale, la disdetta straordinaria del contratto per il 30 giugno 2017 (doc. C); che, con istanza 5 luglio 2017 nella procedura sommaria a tutela nei casi manifesti, la locatrice ha chiesto alla Pretura di ordinare l’espulsione della conduttrice, con le comminatorie di rito; che in occasione dell’udienza del 24 luglio 2017 (atto II) l’istante si è riconfermata nella domanda, mentre la convenuta ha rilevato come la mora nel pagamento delle pigioni sia da ricondurre a momentanei problemi personali ed economici e confidando nella possibilità di riprendere entro breve a corrispondere il dovuto; che con giudizio 24 luglio 2017 il Pretore ha accolto l’istanza e ordinato l’espulsione della conduttrice entro dieci giorni, con le comminatorie di rito;

che, con istanza 5 luglio 2017 nella procedura sommaria a tutela nei casi manifesti, la locatrice ha chiesto alla Pretura di ordinare l’espulsione della conduttrice, con le comminatorie di rito; che in occasione dell’udienza del 24 luglio 2017 (atto II) l’istante si è riconfermata nella domanda, mentre la convenuta ha rilevato come la mora nel pagamento delle pigioni sia da ricondurre a momentanei problemi personali ed economici e confidando nella possibilità di riprendere entro breve a corrispondere il dovuto; che con giudizio 24 luglio 2017 il Pretore ha accolto l’istanza e ordinato l’espulsione della conduttrice entro dieci giorni, con le comminatorie di rito; che con appello 10 agosto 2017 la convenuta ha chiesto di annullare la decisione pretorile e di concederle di continuare a abitare nell’abitazione locata; che l’atto di appello non è stato intimato alla controparte e la procedura, terminando con una non entrata nel merito di un’impugnazione manifestamente inammissibile, può essere decisa dalla Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG); che dal 1° gennaio 2011 l’espulsione di un conduttore dai locali occupati dopo la fine del contratto per disdetta, ordinaria o straordinaria, avviene o in procedura semplificata (art. 243 e segg. CPC) previa conciliazione o in procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257 CPC) che non richiede la previa conciliazione ( Hohl, Procédure civile, Tome II, 2 a ed., n. 1429 pag. 260);

che con appello 10 agosto 2017 la convenuta ha chiesto di annullare la decisione pretorile e di concederle di continuare a abitare nell’abitazione locata; che l’atto di appello non è stato intimato alla controparte e la procedura, terminando con una non entrata nel merito di un’impugnazione manifestamente inammissibile 1° gennaio 2011 l’espulsione di un conduttore dai locali occupati dopo la fine del contratto per disdetta, ordinaria o straordinaria, avviene o in procedura semplificata (art. 243 e segg. CPC) previa conciliazione o in procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257 CPC) che non richiede la previa conciliazione ( Hohl, Procédure civile, Tome II, 2 a ed., n. 1429 pag. 260); che con l’appello possono essere censurati l’errata applicazione del diritto e l’errato accertamento dei fatti (art. 310 CPC); l’atto di appello deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC); l’appellante deve spiegare non perché le sue argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le motivazioni del Pretore; che nel caso concreto l’appello è stato presentato, per conto della conduttrice, dall’RA 1, con sede a __________, e per essa da una persona non meglio identificata che ha firmato con l’indicazione “__________”, che ha prodotto una procura di rappresentanza; visto l’esito del gravame, può rimanere indecisa la questione della facoltà di rappresentanza nel processo, segnatamente di quella professionale ai sensi dell’art. 68 cpv. 2 lett. d CPC (che appare perlomeno dubbia: v. CCR 16.2017.29, 6.11.2017, cosid. 2); l’appellante ha presentato un breve testo di appello con il quale riconosce preliminarmente la circostanza posta alla base della conclusione pretorile, ovvero la mora nel pagamento delle pigioni scadute, perlomeno dal mese di marzo 2017, limitandosi a ribadire le circostanze che l’avrebbero vista finire in difficoltà finanziarie a seguito di problemi di salute che perdurano da circa due anni e dell’ingiustificato rifiuto della compagnia d’assicurazione di corrisponderle le relative indennità di malattia; che tale modo di procedere è inammissibile e comporta l’irricevibilità dell’appello per carente motivazione, non essendo adempiuti i presupposti dell’art. 311 CPC: l’appellante non si confronta infatti minimamente con il giudizio impugnato; che nulla muta al riguardo l’impegno, ribadito dalla conduttrice in questa sede, a versare il dovuto non appena riuscirà a ottenere le indennità assicurative di cui ritiene di aver diritto, non potendo peraltro la locatrice essere chiamata a fornire le sue prestazioni senza corrispettivo a seguito della scelta personale dell’appellante che dichiara espressamente, con evidente contraddizione, di non voler chiedere prestazioni assistenziali pur avendone diritto siccome desidera fare “ di tutto per mantenere una vita dignitosa senza dipendere da nessuno ” (appello pag. 2); che gli accertamenti e le conclusioni del primo giudice non risultano quindi validamente criticati, ciò che comporta la conferma della sentenza impugnata; che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 CPC) e sono fissate in conformità all’art. 9 cpv. 3 LTG; il valore litigioso della procedura di appello, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale, ammonta a fr. 39’240.-, come indicato dal Pretore; non si assegnano ripetibili alla controparte alla quale l'appello non è stato notificato. che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 CPC) e sono fissate in conformità all’art. 9 cpv. 3 LTG; il valore litigioso della procedura di appello, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale, ammonta a fr. 39’240.-, come indicato dal Pretore; Per questi motivi,

Per questi motivi, decide: 1. L'appello 11 agosto 2017 di AP 1 è irricevibile. decide: 1. L'appello 11 agosto 2017 di AP 1 è irricevibile. 2. Le spese processuali di complessivi fr. 100.- sono poste a carico dell’appellante. Non si assegnano ripetibili.

2. Le spese processuali di complessivi fr. 100.- sono poste a carico dell’appellante. Non si assegnano ripetibili. 3. Notificazione:

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4

Per la seconda Camera civile del Tribunale d'appello

Per la seconda Camera civile del Tribunale d'appello Il vicepresidente

Il vicepresidente D. Bozzini

D. Bozzini Rimedi giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).

Nelle cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).