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Molestie
Caso Unitas, Bertoli esprime la sua versione
Il Consigliere di Stato e direttore del DECS Manuele Bertoli ha convocato venerdì una conferenza stampa in merito al caso Unitas. L'obiettivo, riporta la RSI, era di fornire alcune precisazioni.
Il Consigliere di stato socialista è stato vicepresidente e direttore dell'associazione dei ciechi e ipovedenti fino al 2011. Ma Bertoli durante la conferenza ha sottolineato che non gli sono mai state segnalate molestie.
L'audit conferma 17 segnalazioni di abusi sessuali tra 1994 e 2021. Bertoli ha evidenziato che la prima comunicazione in questo senso risale al 2018, in marzo, e in quel momento aveva lasciato Unitas già da 7 anni.
In secondo luogo, il direttore del DECS ha spiegato che l'audit non ha fatto emergere casi di mobbing.
La questione della dipendente che si è tolta la vita
Il terzo punto toccato dal Consigliere di Stato è delicato: il caso della collaboratrice del servizio esterno di Unitas che nel dicembre del 2001 si è suicidata. Aveva lasciato una lettera e un estratto di essa era stata in parte condiviso con il comitato.
«Riporta i sentimenti della persona e parla in generale di accuse. Fa qualche nome tra cui anche il mio. Quel testo di cinque pagine io non l'ho mai avuto», ha dichiarato il Consigliere socialista.
«Era una questione del tempo di lavoro»
«Nell’estate del 2001 una persona scrive una lettera a un membro di comitato. Consigliai di incontrarla, per cercare di capirsi e organizzai un primo incontro», ha detto ancora Bertoli.
Che ha poi specificato: «Personalmente ricordo che di mezzo c’era una questione ed era quella del tempo di lavoro. Non c’erano altre questioni aperte. Non si parlò di mobbing, molestie o altre cose».
Il Movimento per il socialismo - ricorda l'emittente di Comano - dopo la conferenza ha criticato le posizioni assunte da Bertoli. Presumibilmente durante la prossima settimana si discuterà del caso in Parlamento.