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Wade Robson si è visto dare ragione in appello nella causa intentata contro la società del Re del Pop
LOS ANGELES - Nonostante siano passati 14 anni dal suo decesso, Michael Jackson sarà al centro di un processo per le presunte molestie sessuali di cui è accusato - ai danni di un giovane ospite del suo ranch, Neverland.
A riferire la notizia è il sito di gossip statunitense Tmz. L'oggi coreografo Wade Robson ha ottenuto dalla Corte d'appello della California di poter portare in tribunale le sue accuse - non a carico ovviamente del Re del Pop, ma della sua compagnia, la MJJ Productions, Inc. La battaglia legale è incentrata sul fatto che la società avrebbe dovuto proteggere Robson dalle presunte molestie, avvenute quando aveva tra i sette e i 14 anni di età.
La replica della MJJ Productions, Inc si basa sull'assenza di un obbligo legale di protezione del giovane ospite (o di chiunque altro) e sul fatto che la società non poteva controllare Jackson. In prima istanza la corte aveva accettato il punto di vista degli amministratori dell'eredità della popstar, ma ora questa sentenza provvisoria - destinata quasi al 100% a diventare definitiva, sottolinea il sito di gossip - ribalta la situazione, spalancando le porte al giudizio. Fonti vicine al team legale della società hanno sottolineato come la sentenza non dia un giudizio di merito sul caso e come ci sia la certezza di ottenere ragione in aula.
La decisione del tribunale di appello californiano potrebbe valere come precedente nella causa presentata da James Safechuck, che accusa anch'egli la MJJ Productions.
Robson testimoniò nel 2005 nel corso di un altro processo contro Jackson. All'epoca parlò della sua amicizia con l'artista e disse di aver dormito nel letto di Jacko insieme a lui, senza che fosse accaduto nulla. Nel 2013, però, ha cambiato idea e ha affermato che quelle dichiarazioni furono frutto di una «completa manipolazione e lavaggio del cervello».