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BERNA - Durante le festività natalizie meno sciatori e snowboardisti si sono recati sulle piste dei vari comprensori elvetici che, complice la pandemia di coronavirus, non tutti hanno potuto aprire. Quelli che lo hanno fatto hanno dovuto limitare l'affluenza.
Nei Grigioni il fatturato degli impianti di risalita è diminuito del 22,8% dall'inizio della stagione fino a fine dicembre. Il numero di persone trasportate è calato del 17%, ha comunicato ieri Bergbahnen Graubünden (BBGR).
Il comprensorio sciistico di Flumserberg nel canton San Gallo è aperto da Capodanno e ha registrato 6'000-7'000 ospiti al giorno, un quinto in meno rispetto agli scorsi anni, ha indicato oggi a Keystone-ATS il CEO Heinrich Michel, dicendo di essere soddisfatto.
Un calo di proporzioni identiche è stato osservato anche a Adelboden-Lenk, nell'Oberland bernese. Il portavoce Matthias Werren ha detto che le misure di protezione hanno causato costi aggiuntivi a 6 cifre - più personale, servizi di sicurezza e materiale - che avranno un impatto sui risultati.
La chiusura dei ristoranti ha inoltre causato un calo del turismo giornaliero, ha detto Werren. I gestori dei comprensori sciistici Flumserberg e Hoch-Ybrig (SZ) hanno osservato che molti ospiti - soprattutto le famiglie - hanno soggiornato nel comprensorio solo al mattino a causa delle limitate possibilità di ristorazione.
Per quel che concerne il rispetto delle misure di protezione da parte degli sciatori, Michel e Werren si sono detti «soddisfatti». Un parere condiviso anche dai cantoni francofoni di Neuchâtel e Vaud.
A Villars, nelle Alpi vodesi, le autorità hanno comunque dovuto emettere un avvertimento alla società che gestisce gli impianti di risalita: a causa di una panne a una seggiovia si è formata una lunga coda dove le distanze non sono state rispettate.