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La ricca provincia cinese dello Zhejiang ha ordinato alle amministrazioni locali di aumentare le tariffe dei taxi, dopo una serie di scioperi degli autisti iniziati nella capitale, Hangzhou, all'inizio di agosto.
Le tariffe, afferma l' ufficio provinciale per i prezzi in un comunicato, devono essere aggiustate sulla base dei cambiamenti nel prezzo del carburante. Le proteste dei taxisti hanno messo in evidenza le crescenti difficoltà di larga parte della popolazione cinese di fronte al crescente costo della vita.
La crescita su base annua dell'inflazione ha toccato ufficialmente il 6,5% in luglio - il livello più alto degli ultimi tre anni - ma i prezzi di alcuni beni di prima necessità hanno subito aumenti due o tre volte superiori.
Molti dei taxisti che lavorano nello Zhejiang sono immigrati da zone più povere della Cina, la categoria più gravemente colpita dall' aumento dei prezzi e dal rallentamento delle esportazioni cinesi dovuto a sua volta alla debolezza della domanda sui mercati occidentali. Uno sciopero degli autisti di tre giorni verificatosi ad Hangzhou all'inizio di agosto è stato seguito da analoghe proteste in altre città della ricca provincia costiera.
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