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GINEVRA - Condannato all'ergastolo a Ginevra nel maggio 2015, l'ex capo della polizia nazionale civile del Guatemala Erwin Sperisen rimarrà in carcere: la Camera penale di appello e di revisione di Ginevra ha rifiutato oggi la domanda di liberazione immediata presentata dai suoi legali.
Per appoggiare la loro richiesta, sottoposta in marzo, gli avvocati avevano invocato il recente proscioglimento in Spagna del superiore del loro assistito, l'ex ministro Carlos Vielmann, nonché quello di Javier Figueroa, un subordinato di Sperisen, in Austria nel 2013.
Nella sua decisione, la Camera di appello ritiene che tali proscioglimenti non possano giustificare la fine della detenzione di Sperisen, riferiscono i legali di quest'ultimo in un comunicato odierno.
La Camera di appello giudica inoltre opportuno aspettare la decisione del Tribunale federale in merito alla condanna inflitta a Sperisen a Ginevra. Quest'ultima è stata contestata presso la corte suprema nel settembre 2015, ma la sentenza al riguardo non è ancora stata resa.
Cittadino svizzero e guatemalteco, Sperisen era stato condannato all'ergastolo con l'accusa di aver partecipato all'assassinio di sei detenuti nel Paese centroamericano e di aver ucciso personalmente uno dei prigionieri del penitenziario di Pavon, vicino a Guatemala City, nel 2006.
Rifugiatosi in Svizzera con la famiglia nel 2007, Erwin Sperisen è stato arrestato nell'agosto 2012 a Ginevra in seguito alle accuse mosse contro di lui da diverse associazioni. Da allora si trova in prigione.