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WASHINGTON - Hunter Biden, il figlio del presidente americano eletto, è indagato nel Delaware per questioni fiscali. Lo ha rivelato lui stesso in un comunicato: «Ho saputo per la prima volta ieri (martedì, ndr) che l'ufficio del procuratore generale del Delaware ha informato il mio avvocato, sempre ieri, che sta indagando sui miei affari fiscali».
Il 50enne ha continuato: «Prendo questa cosa molto seriamente, ma sono fiducioso che un esame professionale e oggettivo di queste faccende dimostreranno che ho gestito i miei affari legalmente e in modo appropriato, con l'ausilio di consulenti fiscali professionali», ha reso noto attraverso la squadra che si occupa della comunicazione del padre.
Secondo la CNN, che cita due fonti a conoscenza dell'inchiesta, l'indagine della procura del Delaware su Hunter Biden riguarda diverse questioni finanziarie e mira ad accertare se il figlio del presidente eletto e i suoi soci abbiano violato leggi fiscali e sul riciclaggio di denaro facendo affari in Paesi stranieri, principalmente la Cina. Joe Biden non è coinvolto.
L'inchiesta sarebbe ripartita dopo una pausa per non condizionare la campagna elettorale. Coinvolta anche l'FBI. Alcune transazioni, infatti, avrebbero interessato persone che hanno alimentato le preoccupazioni del controspionaggio: una questione comune quando si fanno affari con i cinesi, secondo una fonte. Non è chiaro se ai fini dell'inchiesta siano rilevanti i contenuti di un misterioso laptop attribuito a Hunter Biden e ritrovato in Delaware: una circostanza usata da Rudy Giuliani, avvocato personale del presidente uscente Donald Trump, per alimentare una campagna di sospetti.
La squadra di Joe Biden ha reagito così: «Il presidente eletto è profondamente orgoglioso di suo figlio, che ha combattuto sfide difficili, compresi i violenti attacchi personali degli ultimi mesi, solo per emergere più forte».
La notizia arriva poche ore dopo che il presidente eletto ha presentato nella sua Wilmington il generale in pensione Lloyd Austin, scelto come primo afroamericano per guidare il Pentagono. Ma arriva anche a pochi giorni dal 14 dicembre, quando il collegio elettorale si riunirà per eleggere formalmente il presidente, proiettando un'ombra sulla sua famiglia mentre Donald Trump si gioca l'ultima carta per rovesciare l'esito delle elezioni unendosi al ricorso del Texas alla Corte suprema contro quattro Stati.
L'inchiesta a molti sembra una bomba a orologeria, dopo che Trump ha ripetutamente accusato la famiglia Biden di essere «un'impresa criminale», puntando il dito contro gli affari di Hunter in Ucraina e in Cina quando il padre era vicepresidente con Barack Obama. Nel mirino in particolare la sua nomina nel board della società energetica ucraina Burisma a 50 mila dollari al mese, pur non avendo alcuna competenza nel settore.
Un problema di opportunità, ma finora non sono mai stati accertati profili penali o condizionamenti della politica americana. L'indagine inoltre crea un'immagine speculare con i guai giudiziari della famiglia Trump, in particolare di Ivanka, interrogata recentemente sul presunto uso improprio dei fondi per la cerimonia d'insediamento del padre.
Alcuni alleati del presidente sono già partiti all'attacco, come il deputato Ken Buck, che ha chiesto la nomina di un procuratore speciale per evitare che nell'inchiesta sia coinvolto il futuro ministro della giustizia di Biden. Da vedere se è d'accordo il procuratore generale William Barr, ormai ai ferri corti con Trump dopo aver escluso brogli di massa nelle elezioni.
Hunter, 50 anni, socio fondatore della società d'investimenti e consulenza Rosemont Seneca Partners, ha avuto una vita personale e coniugale travagliata, lottando a lungo contro l'alcol e la droga. Il padre lo ha sempre difeso ed è molto legato a lui, dopo la recente scomparsa dell'altro figlio Beau.