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BERNA - Il Consiglio nazionale ha tenuto stamani una sessione straordinaria dedicata alla disoccupazione. Per un'ora e mezzo, i partiti si sono scontrati sui grandi principi: la sinistra ha difeso un maggior sostegno alle persone senza lavoro; la destra ha sottolineato i pregi di un mercato del lavoro flessibile.
"Una buona politica economica - ha sostenuto Charles Favre (PLR/VD) - è il miglior strumento per prevenire la disoccupazione". Il PLR vuole buone condizioni quadro per l'economia, un rafforzamento della promozione delle imprese e un miglioramento dell'accesso ai mercati esteri. Insiste inoltre sull'importanza della libera circolazione delle persone.
Quest'ultimo punto è stato invece contestato dall'UDC. La libera circolazione inasprisce la concorrenza sul mercato del lavoro e l'assunzione di apprendisti "sans papiers" non fa che accentuare il problema, ha garantito Jean-Pierre Grin (UDC/VD). A suo modo di vedere occorre risolvere il problema alla radice: "la riflessione sulle misure economiche dovrà ben presto essere completata da una riflessione sulla politica migratoria".
La precedenza data agli Svizzeri - ha replicato la ministra dell'economia Doris Leuthard - funziona. Il tasso di disoccupazione è attualmente del 3,1% per gli Svizzeri e dell'8,8% per gli stranieri, ha ricordato.
La disoccupazione resta elevata, ha dal canto suo constatato Paul Rechsteiner (PS/SG). La revisione della legge sull'assicurazione disoccupazione non cambierà le cose. Anzi, peggiorerà ulteriormente la situazione per i giovani e le regioni particolarmente colpite.
Il popolo ne ha abbastanza, ha rincarato la sua collega Chantal Galladé (PS/ZH), alludendo alla chiara bocciatura della riduzione dell'aliquota di conversione nella previdenza professionale. "Abbiamo bisogno di misure di sostegno più efficaci, in particolare in materia di formazione dei lavoratori meno qualificati.
Elogiando il lavoro della "sua" consigliera federale, Dominique de Buman (PPD/FR) ha invitato i fautori della legge sull'assicurazione disoccupazione alla cautela. Egli ha espresso la sua opposizione a un'eventuale soppressione della clausola cantonale, la quale permette di prolungare il periodo massimo in cui vengono versate le indennità nei cantoni con un tasso di senza lavoro particolarmente elevato. La Svizzera conta 153'000 disoccupati e questa cifra tende a diminuire.
Al termine del dibattito, il Nazionale ha votato una trentina di interventi parlamentari, formulati soprattutto dalla sinistra, e ne ha sostenuti soltanto quattro. La Camera del popolo ha poi ripreso la seduta ordinaria, affrontando la quarta revisione della legge sull'assicurazione disoccupazione.
SDA-ATS