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I medici potranno forse curare il cancro al colon in modo più mirato dopo una ricaduta. È quanto lascia sperare una ricerca svizzera presentata in questi giorni a Chicago al maggiore congresso mondiale sul cancro.
I ricercatori, diretti dal dottor Arnaud Roth degli Ospedali universitari ginevrini, hanno messo in evidenza che la sopravvivenza del paziente dipende in parte dall'ubicazione del tumore e da una mutazione genetica che può prodursi dopo un trattamento chirurgico o chemioterapico.
Lo studio dimostra che i pazienti che hanno subito questa mutazione possono sopravvivere sette mesi e mezzo dopo la ricaduta, mentre quelli in cui è assente vivono un anno e mezzo in più.
I risultati della ricerca sono stati inclusi nel programma della Società americana di oncologia clinica, che a inizio giugno organizza a Chicago il suo congresso annuale.
Lo studio diretto dal dottor Roth è stato realizzato assieme al Gruppo svizzero di ricerca clinica sul cancro, l'Organizzazione europea di ricerca e di trattamento del cancro e l'Istituto svizzero di bioinformatica.
swissinfo.ch e agenzie