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GINEVRA - Redditività in aumento per Richemont: il gruppo ginevrino specializzato negli articoli di lusso ha realizzato un utile di 1,22 miliardi di euro (1,44 miliardi di franchi) nell'esercizio 2017/2018 chiusosi, a fine marzo, in rialzo dell'1% rispetto a dodici mesi prima.
Il giro d'affari è cresciuto del 3% a 10,98 miliardi di euro. Se si esclude l'impatto delle acquisizioni eccezionali di stock, le vendite sarebbero progredite del 7%, ha annunciato Richemont in una nota odierna.
"Siamo contenti dei livelli attuali" di volume, ha indicato alla stampa il direttore finanziario del numero due mondiale del lusso Burkhart Grund. La "buona performance" riflette la "solida" evoluzione delle vendite di gioielli e di orologi, ha precisato il gruppo ginevrino. Richemont ha registrato un crescita di oltre il 10% nella regione Asia/Pacifico. Nella Cina continentale, a Hong Kong, in Corea del Sud e a Macao, si è registrata una crescita delle vendite a due cifre.
Questa situazione è in parte dovuta ai tassi di cambio favorevoli, secondo Grund. In Europa invece, unica regione dove l'attività non è progredita, la forza dell'euro e le conseguenze sul turismo d'affari hanno intaccato le vendite.
L'utile operativo Ebit è salito del 5% a 1,84 miliardi di euro durante il periodo in rassegna. Senza effetti eccezionali per 208 milioni di euro, la crescita sarebbe stata del 10%. Il margine operativo è progredito a 16,8%.
Il consiglio di amministrazione propone un dividendo in aumento del 6% a 1,90 franchi per azione. I risultati però non convincono gli analisti, che speravano in cifre migliori.
Nel gruppo diverse entità orologiere hanno cambiato direzione ed è stata lanciata una nuova gamma, Baume. Si tratta di orologi ecologici con un prezzo fra i 500 e i 1000 franchi che si rivolgono a nuovi clienti, giovani e sensibili all'ecologia.