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Sembra sempre più certa l'origine russa della nube radioattiva che colpì parte dell'Europa a fine settembre.
La nuvola radioattiva di rutenio-106 che ha sorvolato l'europa dell'Est e del Sud (condentrazioni sopra alla norma, ma comunque minime e senza conseguenze per la salute umana), sono state rilevate anche in Ticino e Nord Italia), proveniva dalla Russia. Per la prima volta il Paese avrebbe parzialente ammesso il fatto. Come riporta Repubblica.it "il servizio meteo Roshydromet ha fatto sapere ieri che negli Urali meridionali, al confine con il Kazakhistan, sono stati rilevati nell'aria livelli dell'elemento radioattivo mille volte oltre la norma". Tuttavia, scrive Repubblica nell'articolo di ELena Dusi "l'agenzia responsabile del nucleare in Russia, emanazione diretta del governo, si è affrettata a fare marcia indietro, negando ogni possibile incidente entro i suoi confini"."
"La probabile fonte del rilascio", si le gge nell'articolo, "è il famigerato impianto di Mayak, uno dei luoghi più contaminati al mondo. Il picco di radioattività era stato infatti registrato nella regione di Chelyabinsk, proprio dove si trova Mayak. Qui a più riprese, fino al 2016, vennero scoperti sversamenti di materiale radioattivo nei fiumi e nei laghi. Nel 1957 si verificò uno degli incidenti nucleari più gravi della storia: il combustibile esaurito in attesa di smaltimento provocò un’esplosione del deposito".