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Politica climatica: notizie in breve
Qui presentiamo regolarmente le sfide attuali della politica energetica e climatica e le nostre proposte per il futuro energetico e la decarbonizzazione. Compatto, comprensibile e con le nostre più importanti richieste di politica nazionale.
Senza politica, niente sviluppo del fotovoltaico
«La Svizzera può garantire un approvvigionamento energetico sicuro e rispettoso del clima con una rapida espansione del fotovoltaico. Questo è urgentemente necessario.»
Febbraio 2022 Un obbligo di notifica invece di licenze edilizie per le installazioni di impianti solari sulle facciate e incentivi fiscali per gli impianti fotovoltaici per le nuove costruzioni: il 3 febbraio, il Consiglio federale ha presentato la sua strategia per accelerare rapidamente lo sviluppo dell’energia solare.
La direzione di marcia è sicuramente da accogliere con favore: in Svizzera, l'energia solare è la soluzione numero uno per la trasformazione ecologica dell'approvvigionamento energetico. Ma queste misure saranno sufficienti a fornire la necessaria velocità di sviluppo? Quali obiettivi di espansione servono per completare la transizione energetica entro il 2035? E quali misure ci porteranno all’obiettivo? Una cosa è certa: la politica ha tutte le chiavi in mano per trasformare questo primo passo in un vero e proprio sprint.
Per la Svizzera, una decisione naturale…
Il grande potenziale dell’energia solare in Svizzera è ancora quasi inutilizzato. Nel 2019, l'Ufficio federale dell'energia ha calcolato che il solo potenziale di energia solare per gli edifici svizzeri ammonta a 67 terawattora (TWh) all'anno (50 TWh per i tetti e 17 TWh per le facciate). Se utilizzato appieno, ciò corrisponderebbe al 110% del nostro attuale consumo annuo di elettricità. A ciò, si aggiungono infrastrutture esistenti, come le barriere antirumore e i parcheggi, che possono essere utilizzate per generare energia solare. Gli impianti fotovoltaici su spazi aperti, invece, sono in secondo piano, ma non è detto che non possano esserci progetti pilota in questo campo.
Energia solare per colmare il gap elettrico invernale. È importante posizionare gli impianti fotovoltaici nel posto giusto: mentre un impianto su un tetto a Berna produce la maggior parte dell'elettricità in primavera e in estate, posizionato sulla facciata, lo stesso impianto fornisce il 45% dell'elettricità già in inverno. Nel caso di un sistema a facciata sullo Jungfraujoch, la percentuale di produzione invernale arriva addirittura al 50%. In caso di eccedenze di produzione in estate, gli impianti di stoccaggio (centrali di pompaggio, batterie di auto elettriche e accumulatori solari locali) possono immagazzinare temporaneamente l'elettricità per alcune ore o giorni. Un importante contributo può essere fornito dalla gestione intelligente della domanda. Inoltre, le eccedenze possono essere utilizzate per la produzione di idrogeno e di altri vettori energetici sintetici, particolarmente preziosi per l'industria e l'aviazione.
... ma anche una necessità
Con una rapida espansione del fotovoltaico, la Svizzera può garantire un approvvigionamento energetico sicuro ed ecologico. È un passo urgente e necessario: per garantire la nostra esistenza sul pianeta Terra, la Svizzera deve dare il suo contributo e attuare misure efficaci di protezione del clima. Entro il 2035, l'approvvigionamento energetico può e deve raggiungere un livello zero di emissioni di gas serra, diventando allo stesso tempo sostenibile dal punto di vista ambientale e restando sicuro. Cosa serve quindi? Entro il 2035, l'energia solare dovrebbe coprire almeno 30 TWh della domanda annua di elettricità in Svizzera. Ciò equivale a circa il 40% della domanda di elettricità stimata in Svizzera nel 2035 (74 TWh). A titolo di confronto, basti pensare che attualmente il solare rappresenta poco meno del 5% (2,6 TWh all'anno). Fino al 2035, la produzione di energia solare deve aumentare di 2 TWh all’anno: è una sfida enorme (nel 2021, l'aumento è stato di 0,6 TWh), ma possibile se continuiamo ad aumentare gli sforzi (nel 2019, era stato di soli 0,3 TWh).
Quali sono gli ostacoli?
È chiaro che abbiamo bisogno di più energia solare. Ma quindi cosa ci impedisce di raggiungere gli obiettivi? Anche se i sistemi fotovoltaici forniscono elettricità in modo più economico di quasi tutte le altre nuove centrali elettriche, di solito la loro gestione non è conveniente dal punto di vista finanziario:
1. Attualmente, il solo mercato dell'elettricità non fornisce alcun incentivo per costruire impianti solari o altre centrali. Questo perché gli impianti fotovoltaici tendono a fornire tutti l'elettricità allo stesso tempo, il che significa che il reddito ottenibile sul mercato dell'elettricità è basso. Non sarebbero quindi in grado di rifinanziarsi sul mercato attuale dell'elettricità senza strumenti di finanziamento statale e/o tariffe a rendimento garantito.
2. Gli incentivi statali non sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi di sviluppo, lo dice anche il Consiglio federale.
3. Gli architetti e i proprietari di case hanno preoccupazioni e interessi ben diversi rispetto alla produzione di energia solare. Naturalmente, questo accade anche perché pur con i nuovi strumenti di finanziamento annunciati dal Consiglio federale, i rendimenti rimangono modesti.
Inoltre, mancano lavoratori qualificati nei settori dell'edilizia e del solare. È un problema che viene affrontato ora.
In questo contesto, l'espansione non può essere lasciata solo al mercato. Ora tocca alla politica. Con la revisione della legge sull'energia e della legge sull'approvvigionamento elettrico, il Parlamento ha tutte le chiavi in mano per favorire la diffusione dell’energia solare su larga scala.
1. Obblighi per i proprietari di edifici di progettare tetti e facciate attivi dal punto di vista solare
Entro il 2035, per tutti gli edifici esistenti dovrebbe essere obbligatorio installare tetti con superfici completamente adatte a sfruttare l'energia solare, a condizione che ciò sia tecnicamente, economicamente ed esteticamente ragionevole.
2. Garantire un finanziamento a copertura dei costi
Le rimunerazioni degli operatori di rete e i programmi di sovvenzionamento statale supplementare devono garantire il rifinanziamento (compresi interessi adeguati sul capitale investito) per tutta la durata di un impianto solare.
3. Autorizzazione dei soli componenti solari attivi
Come alternativa all'obbligo di impianti solari per i costruttori e i proprietari di case, la produzione di elettricità solare può essere accelerata dall'autorizzazione di componenti edilizi: in futuro, si dovrebbero autorizzare solo componenti (per tetti, facciate, balaustre/parapetti, ecc.) attivi dal punto di vista solare - cioè che producono elettricità e/o calore tramite l’energia del sole. Un gradito effetto collaterale di questo strumento sarebbe che, oltre al mercato dei moduli solari, si creerebbe una domanda e offerta di componenti solari attivi prefabbricati a livello industriale, particolarmente convenienti da usare e gradevoli dal punto di vista estetico.
Negli ultimi anni, la Svizzera ha speso somme considerevoli per lo sviluppo dell'energia idroelettrica. Le stesse centrali nucleari non sarebbero mai nate senza il sostegno dello Stato. Ora è il momento di fissare le condizioni quadro e di mettere in atto le risorse necessarie per sfruttare la potenza del sole. È un passo ovvio, necessario e realistico.
Protezione della biodiversità e sicurezza dell'approvvigionamento elettrico vanno di pari passo
«Nel dialogo costruttivo tra le parti interessate, sono possibili soluzioni praticabili senza sacrificare questi ultimi gioielli naturali.»
Gennaio 2022 Spesso si sostiene che il fallimento delle nuove centrali idroelettriche precluda la transizione energetica. Tale affermazione ignora completamente due punti: da un lato, quanto l’ulteriore potenziale di espansione dell'energia idroelettrica sia scarso; dall’altro, l’esistenza di numerosi esempi in cui gli ambientalisti e gli operatori delle centrali elettriche sono stati in grado di raggiungere un accordo in sede negoziale. Con la tavola rotonda sull'energia idroelettrica, questo processo di negoziazione è stato per la prima volta portato con successo a un livello più elevato, ovvero quello nazionale.
Conferenze cantonali, operatori energetici e associazioni ambientaliste hanno raccomandato 15 progetti degni di approfondimento, sulla base di criteri paesaggistici, di gestione energetica e di biodiversità; essi permettono di aumentare in modo mirato la produzione invernale controllabile di energia idroelettrica fino a 2 TWh, rafforzandone così la sicurezza dell'approvvigionamento in questa stagione.
Questo compromesso è stato raggiunto senza ammorbidire le disposizioni in materia di tutela della biodiversità, in particolare evitando di pregiudicare la protezione giuridica dei biotopi d'importanza nazionale o delle adeguate acque residue. Ben al contrario: l'attuazione coerente e il rispetto di tali disposizioni di tutela è stato un elemento centrale del compromesso. Se la dichiarazione d'intenti verrà attuata secondo lo spirito positivo dei negoziati, il risultato sarà una vittoria anche per la natura..
Espansione mirata considerando protezione e benefici
Da un lato, l'espansione si concentrerà sui servizi necessari per la transizione energetica, l'energia di stoccaggio invernale nonché principalmente su siti già compromessi: l’incremento dei laghi artificiali esistenti deve essere prioritario rispetto ai primi interventi in aree naturali di valore. Si dovrebbero supportare gli impianti che minimizzano l'impatto sulla natura e sul paesaggio rispetto alla produzione di energia di stoccaggio invernale controllabile.
D'altro canto, si raccomanda l’incorporazione dell'espansione pianificata della produzione di stoccaggio invernale in seno a interventi di ampio respiro, al fine di tutelare la natura e il paesaggio. Tra le altre cose,
- i piani energetici di livello superiore dei cantoni dovrebbero prendere in considerazione in egual modo tutela e benefici nonché protezione della biodiversità e approvvigionamento elettrico, semplificando così l’individuazione di buone soluzioni a livello di progetto.
- i danni comunque causati dall'espansione dovrebbero venire mitigati da misure compensative, con l’obiettivo di un valore aggiunto per la natura e il paesaggio.
1. Finanziare adeguatamente la riqualificazione dell'idroelettrico
Tutti i partecipanti alla tavola rotonda hanno convenuto che le risorse finanziarie per il ripristino ecologico delle centrali idroelettriche esistenti dovrebbero essere aumentate il più rapidamente possibile. La riqualificazione risulta cruciale per la sicurezza dell'approvvigionamento e la biodiversità, perché
- permette di mantenere la produzione oltre le attuali concessioni. Solo gli impianti riqualificati soddisfano infatti l'obiettivo di un approvvigionamento energetico ecocompatibile nonché i requisiti minimi delle leggi nazionali e gli standard ambientali internazionali, preservando pertanto la propria competitività a lungo termine.
- solo così nel lungo periodo flora e fauna potranno sopravvivere nei corpi idrici e nelle loro vicinanze, ove la biodiversità si trova in particolare difficoltà. Meno del 5% delle acque svizzere sono considerate intatte; due terzi delle specie ittiche autoctone sono in pericolo o estinte, anche per via dell’importante sfruttamento dell'energia idroelettrica. Ecco perché la migrazione dei pesci deve essere ripristinata in più di 1000 impianti e le oscillazioni giornaliere nel ciclo di produzione di elettricità (deflussi discontinui) ridotte a un livello tollerabile.
2. Proteggere coerentemente il cuore della biodiversità svizzera
Le parti interessate raccomandano l’attuazione e il rispetto coerente delle disposizioni di protezione esistenti, specialmente per le acque residue e la tutela dei biotopi di importanza nazionale. Un chiaro mandato per proteggere il cuore pulsante della biodiversità elvetica.
Preservare aree come la Val Roseg, Zinal, Maderanertal, Greina o Ruinaulta per le generazioni future ha senso, perché
- sono gli ultimi hotspot di biodiversità rimasti in Svizzera: sebbene coprano solo il 2,2% della superficie del paese, costituiscono importanti habitat e rifugi per oltre 1060 specie in pericolo.
- conservarle, valorizzarle e collegarle è una delle chiavi per contrastare la progressiva perdita di biodiversità, provocata principalmente dalla scomparsa degli habitat naturali. È necessaria un'azione urgente, in particolare per i biotopi: dal 1850, è già andato perso il 90% delle pianure alluvionali elvetiche.
- offrono a tutti noi uno spazio unico per godere del tempo libero e della natura, riprendendoci dallo stress della vita quotidiana; creano inoltre un'identità regionale e sono utilizzate attivamente nel settore turistico.
La tavola rotonda sull'energia idroelettrica mostra in modo esemplare quanto segue: in un dialogo costruttivo tra i gruppi di interesse, si rendono possibili soluzioni praticabili senza dover sacrificare questi ultimi gioielli naturali. Sicurezza dell'approvvigionamento, protezione del clima e conservazione della natura possono andare di pari passo. La politica ha la responsabilità di sviluppare soluzioni ad hoc che rendano giustizia a tutti e tre gli obiettivi: questo è ciò per cui si batte anche il WWF.
3. Efficienza e energia solare sono i principali pilastri della transizione energetica
Questa soluzione comune per l'espansione dell’idroelettrico costituisce solo un passo sul percorso verso un approvvigionamento sicuro dell’elettricità, rinnovabile e ecocompatibile. Il potenziale dell'energia idroelettrica è in gran parte esaurito. La riduzione dello spreco di energia e la rapida espansione del fotovoltaico sono pertanto elementi cruciali della transizione energetica.
Secondo le Prospettive energetiche 2050+ del governo federale, il risparmio energetico rappresenta circa il 50% della soluzione. E in termini di espansione del fotovoltaico, il potenziale di soli tetti e facciate ammonta a 67 TWh. Uno studio da Greenpeace mostra peraltro che è proprio qui che si identifica un grande potenziale non sfruttato.
Sulla Svizzera incombe una carenza di energia elettrica?
«La Svizzera spreca ancora troppa elettricità. Pertanto, ha bisogno di strumenti efficaci per l'efficienza energetica, come altri paesi sanno da molto tempo.»
Dicembre 2021 Carenza di energia elettrica. Ogni anno, con l'avvicinarsi dell'inverno, i portatori di interesse dipingono uno scenario dell'orrore, quello di un blackout totale. Il termine è stato coniato oltre 40 anni fa per rendere accettabile agli occhi della maggioranza la costruzione di più centrali nucleari. E oggi? È vero, l'approvvigionamento elettrico del futuro deve affrontare grandi sfide: in primo luogo, perché il consumo di elettricità tenderà ad aumentare a causa delle nuove applicazioni elettriche, quali pompe di calore e veicoli elettrici. In secondo luogo, perché le vecchie centrali nucleari vengono smantellate, e non solo in territorio elvetico. E in terzo luogo, perché la produzione di elettricità grazie alle energie rinnovabili è meno pianificabile, in quanto dipende parzialmente dal tempo meteorologico.
Quindi nel prossimo futuro una carenza di elettricità risulta inevitabile? O meglio: come possiamo contribuire a garantire la stabilità della rete e quindi anche la sicurezza dell'approvvigionamento attraverso l'efficienza elettrica e la generazione rinnovabile?
Qual è la situazione odierna?
1. La Svizzera gode di premesse ottimali per la transizione energetica. La Svizzera occupa una delle migliori posizioni di partenza in Europa nella corsa verso un approvvigionamento energetico al 100% rispettoso del clima e della natura. Il motivo è che la Svizzera è il paese con la migliore connessione internazionale alla rete elettrica in Europa. Nel contesto internazionale, dispone inoltre di una percentuale molto elevata di energia idroelettrica controllabile con centrali dotate di impianti ad accumulazione in grado di far fronte a qualsiasi picco di potenza.
2. Un deficit di elettricità in Svizzera avrebbe ripercussioni all'estero. A seguito del fallimento dell'accordo quadro con l'UE, alcuni temono che quest’ultima possa chiudere il rubinetto dell'elettricità a sfavore della Svizzera qualora l’energia dovesse iniziare a scarseggiare. Tuttavia, non è solo la Confederazione a dipendere dall'UE, bensì anche i paesi limitrofi a dipendere da lei. Se salta la corrente nel nostro paese, quasi certamente la luce salterà anche nelle regioni vicine: potrebbero subirne l’impatto ad esempio la Borgogna, l'Italia settentrionale o il Baden-Württemberg. I paesi confinanti non hanno certo interesse in tal senso, ed è pertanto improbabile che l'UE renda la Svizzera così dipendente dalla rete elettrica europea da minacciare di causare un blackout nei suoi stessi Stati membri.
3. L'Europa è interessata alle esportazioni di elettricità verso la Svizzera nella stagione invernale. Nella vicina Germania, rilevante per la fornitura di elettricità, c'è già più energia pulita in inverno che in estate! E quando il vento è forte, questo paese è ancora più incline a esportare le eccedenze di elettricità verso la Svizzera, che è una nazione solvibile. Infine, ma non meno importante, i paesi limitrofi beneficiano del fatto che le numerose centrali elettriche svizzere con impianti ad accumulazione (a pompa) siano in grado di compensare le fluttuazioni di domanda e offerta di elettricità a livello transfrontaliero. Tuttavia, non possiamo rilassarci e fare affidamento soltanto sull'UE. Dopo tutto, le autostrade elettriche pianificate volte al trasporto di grandi quantità di energia eolica dal Mare del Nord alla Germania meridionale e oltre saranno realizzate con grande lentezza. Naturalmente, la Confederazione deve essere in grado di alimentarsi completamente anche per periodi più lunghi durante le cosiddette Dunkelflauten, ovvero i momenti in cui in tutta Europa tira poco vento e il sole è coperto.
In che modo è possibile raggiungere un approvvigionamento elettrico sicuro e ecocompatibile?
La Svizzera deve quindi adoperarsi concretamente e garantire la sicurezza dell'approvvigionamento nel rispetto del clima e della protezione della natura.
1. Migliorare l’efficienza delle applicazioni elettriche
La Svizzera spreca ancora troppa elettricità, e necessita pertanto di efficaci strumenti in termini di efficienza energetica così come ormai da tempo è concepita in altri paesi. Ogni chilowattora di cui non abbiamo bisogno (soprattutto in inverno) riduce il rischio di una carenza di elettricità e la necessità di importazioni.
2. Aumentare in modo significativo e sicuro la quantità di elettricità prodotta internamente
a. In particolare, l'espansione degli impianti fotovoltaici deve essere accelerata in modo massiccio. Il quadruplicamento della velocità di ampliamento necessaria per la decarbonizzazione e l'abbandono del nucleare non può assolutamente essere raggiunto tramite mini-riforme come l’iniziativa parlamentare Girod o l’atto mantello del Consiglio federale.
b. L'energia idroelettrica esistente deve essere preservata e adeguata al XXI secolo. Gli arretrati in termini di risanamento vanno eliminati, nella garanzia del rispetto dei requisiti giuridici in materia di tutela dei corpi idrici. Non possiamo permetterci centrali idroelettriche le cui concessioni non vengono rinnovate perché violano la legge sulla protezione delle acque. Pertanto, il fondo per la riqualificazione deve essere aumentato con urgenza.
3. Mettere i laghi di stoccaggio esistenti al servizio della sicurezza dell'approvvigionamento
I circa 8 TWh di energia idroelettrica immagazzinata dovrebbero essere messi al servizio della sicurezza dell'approvvigionamento: 8 TWh corrispondono alla quantità di elettricità prodotta in modo cumulativo da tutte le centrali nucleari in 16 settimane durante l'inverno. Oltre la metà della stagione potrebbe quindi essere coperta con l’odierno consumo di elettricità. La riserva di stoccaggio proposta dal Consiglio federale costituisce un primo passo ed è passibile di un ulteriore incremento, ove necessario.
4. Swissgrid deve accedere meglio all'infrastruttura delle centrali elettriche esistenti
Se la rete non può essere gestita in modo stabile nonostante le enormi riserve prestazionali e i bacini di accumulazione, Swissgrid deve riuscire a disporre di un migliore accesso all'infrastruttura delle centrali esistenti. Inoltre, l'architettura della rete va adattata più rapidamente al nuovo mondo della produzione di energia, maggiormente decentralizzata.
5. Continuare la cooperazione con i paesi vicini
Infine, bisogna garantire insieme ai nostri vicini che l'elettricità continui a arrivare in Svizzera durante le settimane di intensa produzione dell’eolico in Europa, nell'interesse di tutti.
Contributi precedenti
Le vecchie edizioni di questi rapporti sulla politica energetica possono essere scaricate come pdf qui:
- nessun rapporto più vecchio ancora -
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