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NEW YORK - Le emissioni di gas serra negli Stati Uniti sono tornate ad aumentare nel 2021, segnando un +6% dopo il calo record del 10% nel 2020. Secondo le stime della società di ricerca e consulenza Rhodium Group, pubblicate dal New York Times, la crescita è stata alimentata dall'aumento dell'energia a carbone e del traffico dei camion mentre l'economia statunitense si sta riprendendo dalla pandemia.
Il rimbalzo non è stato una sorpresa totale, visto che il più grande calo registrato in un anno è avvenuto nel 2020, quando con i lockdown provocati dal Covid il consumo di energia è precipitato al livello più basso degli ultimi decenni. Con l'allentamento delle restrizioni e la ripresa dell'attività economica le emissioni sono tornate a salire, anche se secondo gli esperti sono ancora ben al di sotto dei livelli del 2019.
«Se non altro il rimbalzo dell'anno scorso è stato inferiore a quello che avrebbe potuto essere, perché la pandemia sta ancora causando blocchi e l'economia non è tornata alla normalità», ha spiegato Kate Larsen, partner del Rhodium Group. In ogni caso, l'aumento è un segnale delle sfide che il presidente Joe Biden deve affrontare per raggiungere i suoi obiettivi sul clima e contribuire a prevenire un drastico aumento delle temperature globali. Biden ha fissato l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra della nazione di almeno il 50% al di sotto dei livelli del 2005 entro il 2030, che è più o meno il ritmo che gli scienziati affermano che il mondo intero deve seguire per evitare che la Terra si riscaldi di oltre 1,5 gradi. Molti dei suoi piani sono tuttavia contenuti nel pacchetto su welfare e clima che per ora si è infranto sul muro ostruzionista del senatore moderato del West Virginia Joe Manchin.