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<h2>SubmittedText<h2><p>Da diversi giorni appaiono articoli nella stampa in cui si dichiara che la versione cartacea di "Le Matin", unico quotidiano popolare a pagamento della Svizzera romanda, scomparirà più o meno a breve termine. Gli svizzeri francesi sono consapevoli dell'importanza di questo giornale soprattutto per le persone anziane, e non solo, che vanno a consumare un caffè al bar. È quasi una tradizione nella Svizzera romanda. La scomparsa del giornale nella sua forma cartacea comporterebbe un grave choc perché si tratta di una sorta di elemento di coesione o di "trait d'union" per la Svizzera romanda. A ciò si aggiungono ormai da anni la lenta scomparsa dei settimanali (come "l'Hebdo") o i programmi di risparmio che riducono all'osso sempre più redazioni intere ("Le Temps", ecc.). Anche la fusione annunciata tra l'ATS e Keystone solleva delle domande in questo ambito.</p><p>La situazione della stampa scritta, in mano ai gruppi Tamedia e Ringier in Svizzera romanda, è particolarmente preoccupante. Per ora (e chissà fino a quando) non restano che tre capisaldi: </p><p>- la redazione di "Le Temps";</p><p>- la redazione di "Matin Dimanche", "24 Heures" e "Tribune de Genève" (anche se per questi ultimi due gli uffici restano al momento uno a Losanna e l'altro a Ginevra);</p><p>- la fusione delle redazioni di "Le Matin" e "20 Minutes". </p><p>Ogni volta a queste grandi unioni ha fatto seguito una riduzione delle redazioni. </p><p>A lungo andare si teme che non ci sia più molto da fare per la stampa scritta, mettendo a rischio la pluralità delle informazioni e quindi della democrazia. </p><p>Considerati questi sviluppi inquietanti e gravi, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Nel contesto della campagna No Billag il Consiglio federale condivide, che la stampa scritta giochi anche un ruolo per la coesione nazionale? </p><p>2. Secondo il Consiglio federale affinché la democrazia sopravviva occorre una stampa diversificata e forte?</p><p>3. Cosa può fare il Consiglio federale per evitare la continua perdita di risorse nel settore della stampa scritta della Svizzera romanda?</p><p>4. Quale strategia intende adottare il Consiglio federale per evitare che la stampa della Svizzera romanda a lungo andare non divenga un solo blocco monolitico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale ha ribadito in più occasioni che i media in generale e la stampa in particolare svolgono un ruolo fondamentale nella formazione delle opinioni e della volontà democratiche. Il nostro sistema di democrazia diretta a struttura federalista è per forza di cose dipendente da un paesaggio mediatico che rispecchi la varietà del nostro Paese, delle opinioni e idee.</p><p>Anche se la Svizzera nel confronto internazionale è tuttora uno dei Paesi con la pluralità mediatica più elevata, la progressiva concentrazione di case editrici e testate rischia di aumentare in modo spropositato il potere di opinione di alcuni attori. Soprattutto i quotidiani subiscono una forte pressione economica tanto che la stampa svizzera viene sempre più dominata da singole case editrici. Nel caso di fusioni sottoposte all'obbligo di notifica, la Commissione della concorrenza (COMCO) può stabilire oneri e condizioni o vietare le fusioni se la prevista unione rafforza una posizione dominante sul mercato o impedisce una concorrenza efficace. Nella sua valutazione la COMCO si basa esclusivamente su criteri economici.</p><p>La Confederazione non dispone di una base costituzionale per sostenere direttamente la struttura della stampa. Per contro l'articolo 93 della Costituzione federale nella sua forma attuale gli permette di assegnare mandati di prestazioni editoriali per la radio e la televisione. La promozione della coesione tra le parti del Paese è un compito della SSR iscritto nella concessione. Con l'accettazione dell'iniziativa No Billag scomparirebbero il canone e il mandato di prestazioni. La SSR non potrebbe più assumere questo compito. A prescindere dalla mancanza di una base costituzionale è poco probabile che la stampa riprenda in sua rappresentanza questo mandato. Con il suo orientamento giornalistico prevalentemente regionale non è predestinata a garantire la coesione del Paese. Inoltre nel suo rapporto all'attenzione della CIP-N il Consiglio federale è giunto alla conclusione che a fronte del continuo mutamento delle strutture occorre soprattutto puntare sul senso di responsabilità e sulla capacità di autoregolazione dei media.</p><p>3./4. Siccome non esiste una base costituzionale per il sostegno diretto alla stampa, il Consiglio federale dispone di un margine di manovra molto limitato che comprende unicamente possibilità di sostengo indiretto. Nel suo rapporto 12.3004, "Garantire le funzioni dei media in termini di politica statale e democratica", il Consiglio federale si è dichiarato favorevole a mantenere per il momento il sostegno indiretto alla stampa e l'aliquota ridotta dell'IVA e ad applicarla anche agli abbonamenti online. Inoltre, nella revisione dell'ORTV posta in consultazione pubblica, il Consiglio federale ha proposto di consentire il sostegno finanziario di determinate prestazioni dell'Agenzia Telegrafica Svizzera (ATS). Il Consiglio federale prevede di prendere una decisione in merito nell'estate 2018.</p>  Risposta del Consiglio federale.