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Il partito di Aung San Suu Kyi denuncia irregolarità nelle liste elettorali e pressioni del partito vicino al regime in vista del voto suppletivo del 1 aprile, in cui parteciperà con 47 candidati per i 48 seggi in palio, tra cui lo stesso premio Nobel per la Pace.
Secondo la Lega nazionale per la democrazia (Nld), circa 1.400 potenziali votanti sono stati esclusi dalle liste nel solo collegio di Kawhmu, dove è candidata Suu Kyi; sempre nella stessa circoscrizione, 413 defunti compaiono invece ancora nei registri elettorali. Nella nuova capitale Naypyidaw, dove la presenza di funzionari è particolarmente elevata, le autorità non hanno nemmeno pubblicato le liste.
"I registri elettorali in diversi seggi sono incompleti e pieni di errori. Questi fatti possono compromettere la regolarità delle elezioni", conclude l'Nld in un comunicato diffuso ieri sera, citando anche ricatti e pressioni da parte dell'Usdp (il partito del regime) verso i suoi iscritti.
Il voto del 1 aprile, anche nel caso di un buon risultato da parte del partito di Suu Kyi, potrà solo intaccare l'enorme maggioranza dell'Usdp e dei militari (a cui la Costituzione assegna un quarto dei seggi) in Parlamento.
Stati Uniti ed Unione Europea attendono però di verificare il modo in cui saranno condotte le operazioni di voto. Nel caso le elezioni venissero giudicate "libere e regolari", la comunità occidentale ha fatto capire che potrebbe allentare o rimuovere le sanzioni economiche applicate alla Birmania dagli anni Novanta, sulla scia del processo di distensione avviato l'anno scorso dal nuovo presidente Thein Sein.
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