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La seconda metà del Novecento ha visto imporsi non solo il concetto di Alta velocità ferroviaria ma anche quello di Alta capacità (AC). Le ricerche tecnologiche in questo caso sono state dirette a migliorare la gestione delle reti ferroviarie, anche grazie allo sviluppo dell’informatica e della cosiddetta intelligenza artificiale.
Scopo dell’AC è infatti quello di ottimizzare l’utilizzo delle tratte ferroviarie in modo da riuscire a far passare più convogli lungo la rete nell’arco della giornata. Ciò è indispensabile per riuscire a far convivere un trasporto passeggeri, con coincidenze e corse frequenti, assieme a un trasporto merci competitivo, in grado di spostare dalla gomma alla rotaia il traffico internazionale.
Le tecnologie dell’Alta Capacità possono essere utilizzate sia su linee tradizionali sia su linee ad Alta Velocità, anche se il puntare a un’integrazione tra i diversi tipi di convogli per aumentare il traffico in transito può portare a non utilizzare la massima velocità possibile.
Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (1990)
L’idea di creare infrastrutture che consentano di ottimizzare il trasporto di persone e merci sulla stessa linea, migliorando l’efficienza della rete ferroviaria, è stata portata avanti sul finire del XX secolo sia da parte del governo federale, sia dell’opinione pubblica svizzera.
Quest’ultima si è espressa nei referendum per una nuova rete di infrastrutture per i trasporti pubblici e una tassazione relativa al transito dei mezzi pesanti. Lo sviluppo di linee ad Alta Capacità è necessario al fine di diminuire l’impatto ambientale del passaggio dei Tir attraverso il territorio elvetico, che avviene soprattutto lungo l’asse Nord-Sud Europa, e cioè tra i porti di Rotterdam e Genova.