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<h2>SubmittedText<h2><p>La "Commissione globale sulle politiche della droga" ha pubblicato un opuscolo dal titolo "Des voies pour des politiques efficaces en matière de drogues. Répondre aux besoins des individus et des sociétés".</p><p>Alla voce "Soutien", che elenca i sostenitori di questa Commissione, figurano le seguenti organizzazioni: </p><p>- Open Society Foundations </p><p>- Virgin Unite </p><p>- La Fondation Oak </p><p>- Il Dipartimento federale degli affari esteri svizzero</p><p>Questa "Commissione globale" è nota per il suo impegno a favore della legalizzazione di tutte le droghe. Contrariamente al nome che porta, alquanto ingannevole, non si tratta di un'istituzione ufficiale e di diritto, ma di un organo composto in gran parte da ex membri di Governo e capi di Stato che, nel periodo di esercizio della loro carica, non sono riusciti a realizzare nel processo democratico il loro personale obiettivo di legalizzare le sostanze stupefacenti.</p><p>Dalle organizzazioni indicate come sostenitori si possono desumere legami diretti o indiretti con il multimiliardario George Soros.</p><p>Domande:</p><p>1. In che modo, esattamente, il DFAE sostiene questa "Commissione globale"?</p><p>2. Chi ha voluto e approvato il sostegno a quest'organo?</p><p>3. È consentito utilizzare il denaro pubblico per sostenere un'istituzione che va apertamente e pubblicamente contro la politica della Svizzera in materia di stupefacenti, votata in modo democratico?</p><p>4. Se la risposta alla precedente domanda è sì: anche le istituzioni impegnate a favore del rispetto della vigente politica in materia di stupefacenti possono contare sul sostegno della Confederazione? Quali sono i criteri di un tale sostegno?</p><p>5. Nell'approvare questo sostegno era noto che la Commissione stessa e le organizzazioni sostenitrici sono legate a George Soros?</p><p>6. Qual è il programma che sta dietro alle recenti iniziative del Consiglio federale volte a escludere dai processi politici in materia di stupefacenti organizzazioni e persone che propendono per una politica orientata all'astinenza (mi riferisco p. es. ai cambiamenti di personale nella Commissione federale per le questioni legate alla dipendenza) e a impegnarsi in modo più o meno manifesto a favore di una legalizzazione delle droghe (cfr. anche la dichiarazione della "Svizzera" alla sessione straordinaria dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite in materia di droga del 2016)? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A febbraio 2016, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha deciso di offrire il proprio sostegno, per un periodo di tre anni, alla "Commissione globale sulle politiche della droga" (GCDP), una piattaforma che riunisce numerose personalità internazionali e alimenta attivamente il dibattito sulle conseguenze sanitarie e sociali delle politiche in materia di droga. Da giugno 2016, la GCDP è presieduta dall'ex consigliera federale Ruth Dreifuss e il suo segretariato ha sede a Ginevra.</p><p>La GCDP ha pubblicato vari rapporti su differenti argomenti, come la percezione del problema mondiale della droga (2017), le disparità di accesso ai farmaci controllati (2015) o ancora la diffusione dell'epatite C nel contesto delle politiche in materia di droga (2013). Gli specialisti e la comunità scientifica vedono in questi rapporti dei contributi seri e documentati al dibattito sulle politiche in questo settore.</p><p>1. Con i 300 000 franchi stanziati per il periodo 2016-2019, il DFAE cofinanzia gli uffici, le spese amministrative e le attività direttamente legate alla Ginevra internazionale. Per stipendi, rapporti, lavori di ricerca e spese di viaggio o legali, invece, non è previsto alcun finanziamento.</p><p>2. La decisione di offrire un sostegno finanziario alla GCDP è stata presa dai servizi federali responsabili del dossier relativo alla politica internazionale in materia di droga, ossia il DFAE e l'Ufficio federale della sanità pubblica.</p><p>3. Il sostegno accordato alla GCDP è perfettamente in linea con il nostro impegno a favore della Ginevra internazionale e con le posizioni della Svizzera nell'ambito della sua politica internazionale nel campo della sanità, dove la priorità è accordata alle dimensioni della salute e dei diritti umani. Si tratta di un approccio che riflette in maniera coerente la nostra politica nazionale fondata, come sancito nella legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope nel 2008, su prevenzione, terapia, riduzione dei danni e repressione; una politica, questa dei quattro pilastri, che ha portato alla scomparsa delle scene aperte della droga e allo sviluppo di metodi innovativi per quanto riguarda le terapie e la riduzione dei danni.</p><p>La Svizzera e la GCDP non condividono sempre le stesse posizioni, per esempio in materia di depenalizzazione, ma sarebbe sbagliato ritenere questo un problema, dal momento che le riflessioni della GCDP a riguardo contribuiscono al dibattito democratico e favoriscono una discussione informata a livello internazionale.</p><p>4. Ogni entità di comprovata credibilità scientifica e in grado di apportare un valore aggiunto al dibattito e al prestigio internazionale della Svizzera può informarsi circa la possibilità di ottenere un sostegno da parte dei servizi federali interessati.</p><p>5. La GCDP riceve un sostegno finanziario dalle Open Society Foundations, fondazioni il cui comitato consultivo è presieduto da George Soros. Il suo compito principale è quello di redigere rapporti e finanziare attività di ricerca e, al di là del sostegno finanziario che riceve appunto dalle fondazioni, non ha alcun legame diretto con la persona di George Soros. Nel momento in cui ha concesso il sostegno finanziario, il DFAE era a conoscenza di questi elementi.</p><p>6. In linea con la Strategia nazionale dipendenze, che persegue un approccio integrale e valido per tutte le sostanze (incl. le dipendenze non legate a sostanze specifiche), la Commissione federale per le questioni relative alla droga (CFQD) è stata sostituita dalla Commissione federale per le questioni relative alle dipendenze (CFQD), che opera nel più ampio campo delle dipendenze e collabora con la Commissione federale per i problemi inerenti all'alcool (CFAL) e la Commissione federale per la prevenzione del tabagismo (CFPT). I suoi membri sono nominati dal Consiglio federale in ragione delle loro competenze specialistiche nel campo delle questioni riguardanti le dipendenze e sono tutti esperti nei rispettivi settori di attività (giustizia, esecuzione, polizia, ricerca sulle dipendenze, sostanze, dipendenze comportamentali, gestione a livello cantonale, formazione, integrazione, psicologia, sociologia, salute e assistenza sociale).</p><p>In occasione della sessione straordinaria dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite dedicata al problema mondiale della droga (New York, 19-21 aprile 2016), la Svizzera non si è mai pronunciata a favore della legalizzazione delle droghe. La delegazione svizzera, presentando l'approccio del nostro Paese fondato sui quattro pilastri e le esperienze acquisite sulla base di questo, ha messo l'accento sulla necessità che, nell'ambito della politica internazionale in materia di droga, venga dato maggiore rilievo alla dimensione dei dritti umani.</p>  Risposta del Consiglio federale.