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L'invito a cessare le armi sulla centrale arriva dal leader dell'Onu, António Guterres
NEW YORK - «Gli sforzi per ristabilire la centrale nucleare di Zaporizhzhia come infrastruttura puramente civile sono vitali. Come primo passo le forze russe e ucraine devono impegnarsi a non intraprendere alcuna attività militare verso o dal sito».
Lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, alla riunione del Consiglio di Sicurezza.
«Come secondo passo - ha aggiunto - dovrebbe essere garantito un accordo su un perimetro smilitarizzato, che includa l'impegno delle forze russe a ritirare tutto il personale e l'equipaggiamento militare e di quelle ucraine a non entrarvi».
Rischio catastrofe
«Qualsiasi danno, intenzionale o meno, alla centrale nucleare di Zaporizhzhia potrebbe significare una catastrofe, non solo per le immediate vicinanze, ma per la regione e oltre. Devono essere intrapresi tutti i passi per evitare tale scenario, il buon senso e la cooperazione devono guidare la strada», ha ribadito il segretario generale. «Qualsiasi azione che possa mettere in pericolo l'integrità fisica, la sicurezza o l'incolumità della centrale è inaccettabile», ha aggiunto.
«Gli operatori della centrale nucleare di Zaporizhzhia devono essere in grado di svolgere i propri compiti e le comunicazioni devono essere mantenute. Ora è il momento di concordare urgentemente misure concrete per garantire la sicurezza dell'area», ha aggiunto Guterres durante la riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu a cui partecipa anche il direttore generale dell'Aiea Rafael Mariano Grossi.
Il segretario generale Onu ha poi detto di confidare che «gli esperti dell'Aiea schierati a Zaporizhzhia saranno in grado di svolgere il loro lavoro senza ostacoli e contribuiranno a garantire la sicurezza nucleare duratura e protezione dell'impianto». «Tutti noi abbiamo un interesse nel successo della loro missione critica - ha proseguito - impegniamoci a fare il possibile per sostenerli».
Aiea: «Situazione senza precedenti»
«La situazione a Zaporizhzhia è senza precedenti. In passato quando gli ispettori Aiea erano in siti con situazioni difficili come Chernobyl o Iraq era dopo che i fatti erano già avvenuti, per raccogliere i pezzi. Ora invece c’è' l'imperativo storico di prevenire qualcosa». Lo ha detto il direttore generale dell'Aiea, Rafael Mariano Grossi, parlando in video al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
«Gli ispettori sono li, possiamo trovare un accordo su meccanismi protettivi semplici ma incredibilmente importanti per evitare il bombardamento della centrale», ha aggiunto.