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Per l'Unione sindacale svizzera (USS) la terza riforma della fiscalità delle imprese è un "regalo economicamente assurdo". L'organizzazione ha fortemente criticato oggi a Berna la revisione, dicendosi preoccupata per i costi che farà ricadere sulla collettività.
Produrrà "riduzioni delle imposte di un'ampiezza ancora mai vista", ha messo in guardia Daniel Lampart, economista capo dell'USS in conferenza stampa. Le perdite fiscali sarebbero "enormi", ha aggiunto, ricordando quelle generate dalla seconda riforma della fiscalità delle imprese. Stando ai calcoli dell'USS, le minori entrate saranno pari a 2,5-3 miliardi di franchi. I cantoni e i comuni dovranno da parte loro fare i conti con ammanchi pari a 4-5 miliardi.
La terza revisione vuole rafforzare la competitività delle aziende sopprimendo la tassa di emissione e limitando "gli ostacoli di natura fiscale al loro finanziamento", si legge sul sito internet del Dipartimento federale delle finanze (DFF). Per allinearsi agli standard internazionali, prevede inoltre di armonizzare i regimi fiscali cantonali e in particolare l'imposizione alla fonte per le aziende, continua il DFF.
Questa armonizzazione non è altro che una riduzione generale delle tasse per l'insieme delle imprese, pari a circa il 15%, mette in guardia l'USS. Il settore pubblico si troverà in difficoltà per finanziare i servizi e le infrastrutture, aggiunge il sindacato, secondo cui il DFF non avrebbe svolto un'analisi seria delle conseguenze.
Siamo lontani dalla giustizia fiscale, ha deplorato Paul Rechsteiner, presidente dell'USS. Le imprese devono e possono pagare le tasse perché beneficiano anche loro delle infrastrutture e dei servizi pubblici, ha aggiunto. "L'imposizione a cui sono sottoposte le aziende elvetiche è già ora la più bassa al mondo", ha precisato Lampart.
La seconda riforma della fiscalità delle imprese, accettata dal 50,5% dei votanti nel 2008, aveva sollevato aspre critiche. Mentre il Consiglio federale aveva annunciato minori entrate dell'ordine di 84 milioni di franchi, il Partito socialista (PS) aveva rivelato che esse ammontavano a diversi miliardi di franchi.
Il PS aveva chiesto una nuova votazione, sostenendo che il popolo era stato tratto in inganno. Sia il Tribunale federale che il governo si erano però rifiutati di procedere in questo senso. Il Consiglio federale aveva tuttavia promesso correttivi, presentati in questa terza riforma.