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Durante i colloqui, il presidente della Confederazione Didier Burkhalter e il ministro degli esteri slovacco Miroslav Lajčák hanno discusso soprattutto della cooperazione multilaterale e di varie questioni internazionali, delle relazioni con l'UE e dei rapporti bilaterali tra i due Paesi, in particolare per quanto concerne la cooperazione in ambito consolare con la Slovacchia, le relazioni economiche e il contributo svizzero all'allargamento UE.
Il presidente della Confederazione ha accolto favorevolmente la proposta del ministro slovacco, che ha suggerito d'invitare la Svizzera al vertice degli Stati appartenenti al «Gruppo di Visegrad» (Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia e Ungheria). Questi Stati rappresentano un gruppo importante in seno all'UE e si occupano delle questioni relative all'Europa centro-orientale. La Svizzera partecipa al Fondo internazionale di Visegrad, attraverso il quale finanzia vari progetti in Europa centro-orientale.
In merito alle relazioni con l'UE, il presidente della Confederazione Didier Burkhalter ha spiegato al ministro slovacco la posizione della Svizzera nelle imminenti trattative con l'Unione europea in ambito istituzionale. Fino alla primavera del 2012 il ministro degli esteri slovacco, in qualità di direttore in seno alla Commissione EU, si era occupato anche delle relazioni con la Svizzera. È stato tematizzato anche lo sviluppo del Partenariato orientale con la Bielorussia, l'Ucraina, la Moldova, la Georgia, l'Armenia e l'Azerbaigian, Paesi che non fanno parte dell'UE e per i quali la Svizzera stanzia annualmente circa 50 milioni di franchi sostenendo la politica del Partenariato.
Nel 2014 la Svizzera preside l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e il presidente della Confederazione ha illustrato al ministro degli esteri slovacco le priorità che il nostro Paese intende affrontare.
Il dialogo con Miroslav Lajčák, grande esperto dell'area balcanica, ha permesso di approfondire la questione della stabilizzazione della situazione nei Balcani occidentali, uno dei pilastri della politica svizzera durante l'anno di presidenza dell'OSCE. I colloqui si sono conclusi con uno scambio di opinioni sulla situazione in Siria e sugli sforzi per risolvere le divergenze di posizione sul programma nucleare iraniano.
Prima dei colloqui, il presidente della Confederazione Didier Burkhalter e il ministro degli esteri Miroslav Lajčák hanno partecipato all’annuale seminario organizzato dai consiglieri di Stato a Interlaken sul tema della libera circolazione delle persone e della migrazione. Nel suo discorso, il capo del DFAE ha presentato la posizione del Governo svizzero in merito alla libera circolazione delle persone dell'UE, elemento fondamentale degli accordi bilaterali, la cui continuazione potrebbe essere messa in pericolo dall’iniziativa popolare «Contro l’immigrazione di massa», in votazione il 9 febbraio 2014. «La Svizzera ha bisogno degli accordi bilaterali se intende continuare ad essere competitiva contando su un'economia solida e innovativa», ha dichiarato il presidente della Confederazione, sottolineando che rinunciare alla libera circolazione delle persone con l'UE significherebbe compromettere la via bilaterale e il potere economico della Svizzera.
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