Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/228290

<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 8 della Costituzione federale sancisce il principio dell'uguaglianza giuridica di tutte le persone. Nell'ambito dei rapporti di lavoro, questo principio costituzionale viene concretizzato nella legge federale sulla parità dei sessi (LPar). </p><p>Il divieto di discriminazione si applica a tutti gli stadi di un rapporto di lavoro, che si tratti della pubblicazione del posto, dell'assunzione, dell'attribuzione dei compiti, della definizione delle condizioni di lavoro, della retribuzione, della formazione o formazione continua, della promozione o del licenziamento (art. 3 cpv. 2 LPar). </p><p>Le donne subiscono spesso una discriminazione anche nell'Amministrazione federale perché la loro assenza temporanea durante il congedo di maternità non viene compensata mediante risorse aggiuntive, nonostante essa sia coperta per l'80 per cento dall'assicurazione maternità. Ai colleghi e alle colleghe viene così imposto un inutile carico di lavoro supplementare, fatto che può portare a pregiudizi nei confronti delle donne incinte. Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande. </p><p>1. Quante collaboratrici dell'Amministrazione federale hanno beneficiato di un congedo di maternità lo scorso anno? </p><p>2. Quante assenze durante il congedo di maternità sono state compensate mettendo a disposizione risorse aggiuntive (aumento dei tassi di occupazione, sostituzione maternità)?</p><p>3. L'Amministrazione federale è disposta a destinare sistematicamente apposite risorse alla compensazione delle assenze temporanee dovute ai congedi di maternità? </p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a compensare con risorse aggiuntive anche altri tipi di assenze legate alla conciliabilità tra vita lavorativa e privata, come quelle per l'assistenza a parenti malati o per i congedi sabbatici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2020, 476 collaboratrici dell'Amministrazione federale hanno beneficiato di un congedo di maternità.</p><p>2. Il sistema non consente di capire se eventuali risorse aggiuntive o aumenti dei tassi di occupazione siano correlati a un congedo di maternità. Queste informazioni dovrebbero essere raccolte dalle unità amministrative dell'Amministrazione federale per ogni singolo congedo di maternità. Secondo il Consiglio federale, l'onere supplementare che ne deriverebbe non sarebbe giustificato.</p><p>3. Il nuovo modello di gestione dell'Amministrazione federale (NMG) permette di fornire le risorse necessarie per coprire le assenze temporanee durante il congedo di maternità. Inoltre non va considerato solo l'aspetto finanziario quando si tratta di decidere se sia opportuno o meno sostituire una collaboratrice durante il suo congedo di maternità. Tenuto conto del fatto che spesso i compiti da svolgere sono molto specifici e richiedono un periodo di introduzione più o meno lungo prima che il nuovo collaboratore sia pienamente operativo, spesso si ritiene più efficiente ripartire il lavoro della persona assente tra gli altri collaboratori che conoscono già i dossier da trattare. La situazione deve essere esaminata a livello dell'unità amministrativa e dei dirigenti poiché ogni singolo caso deve essere valutato in base al tipo di lavoro, alla capacità dei colleghi di portare avanti i dossier e alla valutazione del superiore.</p><p>4. L'Esecutivo ritiene che l'Amministrazione federale disponga di numerosi strumenti per compensare le assenze legate alla conciliabilità tra vita lavorativa e privata (ad es. congedo pagato in caso di emergenza, forme di lavoro flessibili, lavoro a tempo parziale, modelli di orario di lavoro flessibile, congedi sabbatici). Inoltre, i punti menzionati nella risposta alla domanda 3 valgono anche per tali assenze. Il Consiglio federale non vede quindi la necessità di mettere a disposizione risorse aggiuntive.</p>  Risposta del Consiglio federale.