Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/27577

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il diritto vigente, nella fattispecie il Codice delle obbligazioni e la legge federale del 17 dicembre 1993 sull'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese (legge sulla partecipazione; RS 822.14) prevede una regolamentazione in caso di licenziamento collettivo (art. 335d a 335g CO). Tale regolamentazione implica due tipi di provvedimenti: da una parte una procedura speciale in caso di licenziamento collettivo e dall'altra la consultazione dei lavoratori. Dette disposizioni, riprese dalle condizioni minime della giurisprudenza comunitaria, erano state introdotte nell'ambito di Swisslex.</p><p>Il datore di lavoro deve rispettare una procedura piuttosto severa che prevede, in particolare, una collaborazione con gli organi statali; di conseguenza deve notificare alle autorità ogni progetto di licenziamento collettivo. I contratti di lavoro disdetti nell'ambito di un licenziamento collettivo cessano al più presto 30 giorni dopo questa notifica e i lavoratori beneficiano di un diritto di partecipazione. Il datore di lavoro, che intende effettuare licenziamenti collettivi, è tenuto a consultare i lavoratori, dando loro la possibilità di formulare proposte sui mezzi atti ad evitare o a ridurre i licenziamenti.</p><p>Se il datore di lavoro omette di notificare alle autorità le disdette previste nell'ambito di un licenziamento collettivo, queste non hanno effetto. Inoltre, se i lavoratori non vengono consultati, le disdette sono abusive. Tuttavia il diritto vigente non prevede alcun termine vincolante né alcuna sanzione vera e propria nel caso di inosservanza degli obblighi cui è tenuto il datore di lavoro in materia di licenziamenti collettivi (art. 335d CO) o di trasferimenti dell'azienda (art. 333 CO). </p><p>Questa situazione è stata il tema di numerosi interventi parlamentari tra cui in particolare l'iniziativa parlamentare 97.407 (CN) depositata dall'autore della presente mozione e attualmente al vaglio della Commissione degli affari giuridici del CN. Tale iniziativa mira ad estendere le misure protettive dell'articolo 333 CO a operazioni come le fusioni o la creazione di società finanziarie (per esempio in caso di fallimento). Inoltre l'iniziativa 99.422 (CN), presentata dal signor Jean-Claude Rennwald, è attualmente pendente presso la Commissione dell'economia e dei tributi. Tale iniziativa chiede di estendere il campo d'applicazione della legge sulla partecipazione ai trasferimenti e alle soppressioni di aziende. Il Consiglio federale si è dichiarato disposto ad analizzare questa richiesta di estensione dei diritti di partecipazione.</p><p>Il Consiglio federale è del parere che occorra innanzitutto conoscere il risultato di queste due iniziative visto che i loro obiettivi coincidono e che sono probabilmente in grado di soddisfare le richieste della presente mozione. </p><p>Per quanto concerne l'introduzione dell'obbligo di presentare un piano sociale qualora non sia possibile evitare la soppressione di posti di lavoro, il Consiglio federale fa notare che la mozione CN 97.3095, depositata dal signor Paul Rechsteiner, conteneva già richieste molti simili a questa. In quell'occasione il Consiglio federale aveva rammentato le diverse disposizioni legali che permettono di tutelare il lavoratore in questi frangenti (disposizioni sul licenziamento collettivo, legge sulla partecipazione, modifica della legge sull'esecuzione e il fallimento, ecc.) e aveva sottolineato che la loro recente entrata in vigore non permetteva ancora di tracciare un bilancio.</p><p>Costringere il datore di lavoro a presentare un piano sociale che "preveda misure adeguate agli utili che intende realizzare [l'azienda] sacrificando posti di lavoro" sembra essere una misura relativamente difficile da applicare in pratica. In alcuni casi essa può persino rivelarsi controproducente, privando i lavoratori di un qualunque piano sociale. L'esperienza ha infatti dimostrato che alcune imprese la cui ristrutturazione era inevitabile, hanno previsto piani sociali vantaggiosi per i lavoratori sebbene esse non traessero alcun utile da tali misure di riorganizzazione.</p><p>Tuttavia c'è un nesso tra soppressione di posti di lavoro e aumento dei risultati delle aziende. Il Consiglio federale propone di seguire attentamente gli effetti delle disposizioni legali applicabili in materia, come pure le iniziative parlamentari summenzionate. La problematica della tutela dei lavoratori va intesa in modo globale e i diversi provvedimenti sono strettamente connessi tra loro: questo vale segnatamente per la consultazione o per l'introduzione di un piano sociale, nonché nel caso di licenziamenti collettivi, trasferimenti o fusioni di imprese. È pertanto opportuno aspettare per il momento i risultati di alcuni di questi provvedimenti prima di compiere passi ulteriori.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.