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ZURIGO – Se entrate nella chiesa Grossmünster a Zurigo scoprirete una cassa di 500 anni con un particolare ornamento di ferro. Oggi contiene dei giochi che i bambini durante la funzione religiosa utilizzano come passatempo. Un tempo era la cassa per la raccolta delle indulgenze, volute dal clero corrotto, ritenuta da Ulrico Zwingli una vera macchina per il lavaggio dei soldi sporchi e trasformata in ‘banca’ dei poveri.
Ma chi è stato Urlico (Huldrych) Zwingli? Un riformatore svizzero di profonda formazione umanistica. Supera Lutero nell'eliminare ogni aspetto esteriore della vita religiosa, e quindi rivoluziona maggiormente la liturgia: abolisce la messa sostituendola con una funzione eucaristica comunitaria che ha valore di semplice rievocazione perché Zwingli nega la presenza di Cristo nell'Eucarestia. Ma è soprattutto sul piano socio-politico che la riforma di Zwingli, inserita nella realtà borghese della città, apporta profonde innovazioni: soppressi i monasteri e la giurisdizione vescovile, le cui funzioni vengono assorbite da quella civile, non c'è più distinzione fra ecclesiastici e laici, ma tutti fanno parte di un'unica comunità.
Spetta poi alla chiesa e alle istituzioni dello stato, in particolar modo la magistratura, il compito di sorvegliare la disciplina morale dei fedeli per aiutarli a raggiungere la santità.
Zwingli è anche un uomo d'azione: prima di passare alla Riforma aveva accompagnato, in qualità di cappellano, i suoi parrocchiani svizzeri arruolati come mercenari nell'esercito papale, e assiste al loro massacro nella battaglia di Marignano (1515). Da riformatore, si pone alla testa della Lega delle città svizzere protestanti ed egli stesso impugna le armi nella lotta contro i cantoni cattolici, appoggiati dagli Asburgo. Muore combattendo nella battaglia di Kappel (1531) e il suo cadavere viene squartato e bruciato, secondo il trattamento riservato agli eretici.
L’inizio della riforma religiosa zurighese ha una data precisa: 1° gennaio 1519. Dopo quel giorno a Zurigo, in Svizzera e in molte parti del mondo, le cose non sarebbero più state le stesse. Quel giorno di 500 anni fa salì sul pulpito del Grossmünster un neo-parroco, figlio di contadini del Toggenburg, dapprima prete ad Einsiedeln e prima ancora, nel 1515, cappellano nella battaglia di Marignano, in cui morirono più di diecimila mercenari svizzeri.
Da quel momento la Chiesa, la società e la politica, a Zurigo, furono rivoluzionate.
Precursore del welfare state e della democrazia diretta, Zwingli era contrario alla vendita delle indulgenze, si opponeva ai lucrativi affari sulla pelle dei mercenari svizzeri, abolì il culto dei santi e la messa. Umanista, convinto della centralità della figura di Gesù Cristo per la fede cristiana, cambiò in profondità il rapporto tra essere umano e Dio, sottolineando l'importanza della libertà di coscienza.
In occasione del Cinquecentenario della Riforma di Huldrych Zwingli, esce nelle sale il film “Zwingli”; diretto da Stefan Haupt, interpretato da Max Simonischek e Sarah Sophie Mayer e prodotto dalla C-Films. Una pellicola che racconta l’unica storia autenticamente svizzera ad avere avuto un impatto irreversibile a livello internazionale. Inoltre, nella città sulla Limmat viene offerta la possibilità di partecipare a visite guidate alla scoperta dei luoghi del riformatore.
Per esempio la casa di Zwingli, il sito dove sono stati decapitati i santi Felix e Regula e oggi si trova la Wasserkirche in mezzo al fiume Limmat (in base ad una leggenda si racconta che i due malcapitati hanno portato il loro capo per 40 passi fino alla scalinata della Grossmünster), la statua di bronzo che lo raffigura con lo sguardo verso il lago dove è stato ucciso dagli “Urschweizer”,… un giro della città per raccontare la storia svizzera della riforma.
Testo a cura di Claudio Rossetti
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