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Il Dalai Lama, il leader spirituale dei tibetani, ha cancellato una visita in Sudafrica in occasione degli 80 anni dell'arcivescovo Desmond Tutu a causa del mancato rilascio del visto di ingresso.
Il governo di Pretoria ha detto che la pratica era stata presentata in ritardo, ma secondo i sostenitori dei tibetani si tratta di un cedimento alle pressioni di Pechino che ha degli stretti legami economici e commerciali con il paese africano.
Il 76 enne Dalai Lama, che di recente si è dimesso da capo politico della diaspora tibetana lasciando l'incarico a un premier eletto democraticamente, avrebbe dovuto visitare il Sudafrica da giovedì fino al 14 ottobre su invito del centro per la pace Desmond Tutu.
Nei prossimi giorni erano in programma diverse conferenze e celebrazioni del compleanno il 7 ottobre del famoso religioso anti apartheid insieme ad altre celebrità come il cantante Bono, l'ex presidente Usa Jimmy Carter e l'ex segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan. Il Dalai Lama avrebbe dovuto anche presentare una biografia dell'arcivescovo da lui spesso definito come "un fratello spirituale maggiore".
Secondo un comunicato dell'ufficio del governo tibetano di New Delhi, la domanda per il visto era stata avviata a fine agosto e il passaporto era stato consegnato due settimane fa all'ambasciata del Sudafrica di New Delhi. Nonostante le sollecitazioni dello stesso Tutu e le proteste degli attivisti per il temporeggiamento del governo di Jacob Zuma, "il permesso non è arrivato in tempo". "Siamo convinti - prosegue la nota - che ci sia una ragione o delle ragioni che hanno spinto il governo sudafricano a non ritenere opportuno il rilascio".
È la seconda volta che il Premio Nobel per la Pace non ottiene il visto di ingresso nel Paese di Nelson Mandela. Già nel 2009 le autorità sudafricane avevano respinto una sua partecipazione a una conferenza insieme ad altri famosi pacifisti.
Da allora la Cina, primo partner commerciale, avrebbe "ricompensato "il governo sudafricano con generosi investimenti. Durissima la reazione del centro per la pace Desmond Tutu che ha definito oggi "il giorno più nero" per la mancata visita del Dalai Lama a Città del Capo.
"Non ho parole per spiegare quanto mi senta triste. È il giorno più nero. Le nostre autorità non hanno neanche tentato di rispondere alla domanda" per il visto, ha detto la portavoce Nomfunda Wazala. Prevedendo un rifiuto, nei giorni scorsi diverse personalità di erano mobilitate per sostenere la richiesta del Dalai Lama, tra cui anche la dissidente birmana Aung San Suu Khy.
Da parte sua il portavoce del ministero degli esteri sudafricano, Clayson Monyela, ha dichiarato che "purtroppo il Dalai Lama ha deciso di annullare il viaggio. È una sua decisione e ne prendiamo nota".
Secondo Monyela, "l'originale del passaporto è stato presentato soltanto il 20 settembre, data facente testo per la domanda completa del viaggio". Il Dalai Lama avrebbe dovuto partecipare anche alla consegna di un premio dedicato al Mahatma Gandhi, l'apostolo della non violenza vissuto in Sudafrica prima di iniziare le sue battaglie contro il dominio britannico in India.
Dopo aver ricordando che "Sua santità viaggia in tutto il mondo per promuovere valori universali, armonia religiosa, messaggi di pace e di tolleranza" il comunicato si conclude con una nota di rammarico "per il disturbo arrecato a coloro che lo dovevano ospitare e a un grande numero di sudafricani che avrebbero voluto sentire il suo messaggio".