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Sindrome del piriforme
Sindrome del piriforme
La sindrome del piriforme è la compressione del nervo sciatico da parte del muscolo piriforme, nella parte posteriore del bacino, causando dolore alle natiche e di tanto in tanto sciatica. La diagnosi si fonda sull'esame obiettivo. La terapia è sintomatica. Muscolo Piriforme: Caratteristiche e Funzioni Il piriforme è un piccolo muscolo di forma triangolare, situato in profondità nella natica, dietro il grande gluteo.
Il muscolo piriforme: Origina dalla superficie interna dell'osso sacro e si inserisce al femore omolaterale; È classificato tra i muscoli esterni dell'anca (gruppo dei rotatori esterni dell'anca); È importante per assistere la rotazione esterna/interna dell'anca, e girare la gamba e il piede verso l'esterno. In generale, questo muscolo è importante nel movimento della parte inferiore del corpo, in quanto stabilizza l'articolazione dell'anca e, contraendosi, ruota esternamente il femore e permette di camminare, spostare il peso da un piede all'altro e mantenere l'equilibrio; Il nervo sciatico passa al di sotto del muscolo piriforme, con il quale si trova a stretto contatto. Il muscolo piriforme si estende dalla superficie pelvica del sacro al bordo superiore del grande trocantere del femore. Durante la corsa o la stazione seduta, questo muscolo può comprimere il nervo sciatico nel punto in cui emerge da sotto il muscolo piriforme per passare al di sopra dei muscoli rotatori dell'anca. La sindrome del piriforme è meno rara di cio che si possa pensare poichè confusa sempre con infiammazione del nervo sciatico quindi curata o gestita in maniera errata ed esclusivamente farmacologica. Cause e Fattori di Rischio Sindrome del Piriforme: quali sono le Cause? Quando il muscolo piriforme è interessato da un accorciamento o da un eccessivo allungamento, può insorgere la sindrome del piriforme. Circa il 50% dei pazienti con sindrome del piriforme presentano un episodio traumatico alla natica, all'anca o alla parte inferiore della schiena. Le cause esatte della sindrome del piriforme sono sconosciute, ma alcune ipotesi includono: Spasmo del muscolo piriforme o di una struttura adiacente, in risposta ad un evento traumatico o a sforzi eccessivi; Anomalie muscolari con ipertrofia; Anomalie dei nervi (parziali o totali); Iperlordosi lombare; Fibrosi (a causa di un trauma); Pseudoaneurismi dell'arteria glutea inferiore; Eccessiva attività fisica. Ognuna di queste cause, o la loro combinazione, può influenzare il muscolo piriforme (causando dolore ai glutei) e il nervo sciatico adiacente (causando dolore, formicolio o intorpidimento nella parte posteriore della coscia, del polpaccio o del piede). Le lesioni da abuso all'origine della sindrome del piriforme possono derivare da attività svolte in posizione seduta che prevedono l'utilizzo intenso delle gambe, come il canottaggio o il ciclismo. La sindrome del piriforme può anche essere causata da un'eccessiva pronazione del piede, dove il muscolo piriforme si contrae ripetutamente, per un meccanismo di compensazione, ad ogni passo. Il risultato dello spasmo del muscolo piriforme può interessare non solo il nervo sciatico, ma anche il nervo pudendo, che controlla i muscoli dei visceri e della vescica. I sintomi di intrappolamento del nervo pudendo includono intorpidimento e formicolio nella zona inguinale e possono arrivare all'incontinenza urinaria e fecale. Sintomi e Complicazioni Sindrome del Piriforme: Come si Manifesta? Sintomatologia Un dolore fisso cronico, tormentoso, pungente, i formicolii o le parestesie iniziano a livello dei glutei e si estendono lungo il decorso del nervo sciatico, fino a tutta la parte posteriore della coscia e della gamba e talvolta fino al piede. Il dolore peggiora quando il piriforme è schiacciato contro il nervo sciatico (p. es., ci si siede su una toilette o in macchina o sul sedile stretto di una bicicletta o mentre si corre). Il coinvolgimento del nervo sciatico, infatti, avviene un po' più lontano dalla sua origine, precisamente a livello del gluteo, dove rimane intrappolato a causa di alterazioni del muscolo piriforme. Ciò può causare un dolore spesso percepito come un formicolio od una sensazione di intorpidimento che coinvolge la parte inferiore del corpo e percorre la gamba, irradiandosi dal gluteo fino al piede. Il dolore può peggiorare durante lo svolgimento di attività quotidiane come salire le scale, camminare, correre oppure dopo aver mantenuto una posizione seduta per lunghi periodi di tempo. La sindrome del piriforme è spesso confusa con un problema del disco lombare, in quanto i sintomi sono simili ad un'irritazione della radice del nervo sciatico. La sindrome del piriforme può essere provocata da diverse cause, che includono variazioni anatomiche del rapporto muscolo-nervo o un trauma nella regione glutea, come un incidente stradale od una caduta. La diagnosi Non esiste un test immediato per formulare una diagnosi. La condizione viene definita principalmente sulla base dei sintomi che il paziente manifesta e sull'esame obiettivo, dopo l'esclusione di altre possibili cause. La diagnosi è posta sulla base dell'esame obiettivo. La comparsa di dolore alla rotazione interna forzata della coscia flessa (manovra di Freiberg), all'abduzione della gamba affetta in posizione seduta (manovra di Pace), al sollevamento del ginocchio di alcuni centimetri dal tavolo mentre si è sdraiati su un tavolo sul lato della gamba non affetta (manovra di Beatty) o alla pressione sulle natiche nel punto in cui il nervo sciatico incrocia il muscolo piriforme mentre il paziente si china lentamente verso il pavimento (test di Mirkin), è diagnostica. L'imaging non è utile se non per escludere le altre cause di compressione dello sciatico. A differenza del dolore del piriforme, la compressione da parte dei dischi lombari del nervo sciatico (sciatica) può causare un'irradiazione del dolore in basso verso le estremità inferiori al di sotto delle ginocchia, ed è spesso associata a dolore alla schiena. Tuttavia, la differenziazione da una patologia discale lombare può essere difficoltosa. Trattamento Nella maggior parte delle persone, la sintomatologia della sindrome del piriforme migliora con il trattamento e le modifiche dello stile di vita. A seconda della gravità del dolore e di altri sintomi, possono essere raccomandate alcune opzioni terapeutiche. In generale, l'approccio terapeutico al disturbo inizia con esercizi fisici e stretching, che consentono di riabilitare il movimento. La maggior parte dei trattamenti è orientata alla riduzione della pressione esercitata dal muscolo piriforme sul nervo sciatico. I pazienti non devono smettere di correre, di andare in bicicletta o di fare qualunque attività che provochi dolore. I pazienti il cui dolore è aggravato dallo stare seduto devono alzarsi o, se non ci riescono, devono cambiare posizione per eliminare la fonte di pressione attorno ai glutei. Possono essere utili esercizi di stretching specifici per l'anca posteriore e per il piriforme. La chirurgia è raramente necessaria. L'iniezione di corticosteroidi eseguita con attenzione vicino al punto dove il muscolo piriforme incrocia il nervo sciatico, spesso è inutile. I FANS possono anche fornire un sollievo paliativo e solo temporaneo del dolore. Esercizio fisico, stretching e massaggi Un trattamento efficace comprende lo stretching ed il rafforzamento dei gruppi muscolari interessati dalla sindrome del piriforme (gluteo medio, muscoli adduttori ed estensori dell'anca ecc.). Esercizi che prevedono movimenti per allungare il muscolo piriforme e diminuire lo spasmo possono alleviare i sintomi dolorosi lungo il nervo sciatico e riabilitare il paziente in pochi giorni. La massoterapia, praticata da un esperto, può contribuire alla guarigione della sindrome del piriforme, aumentando il flusso di sangue alla zona e riducendo lo spasmo muscolare. La tecnica Digi-Presso Fasciale (prof.Egidi) Questa terapia manuale prende il nome essenzialmente dal modo in cui agisce -”digi”-(visto che la terapia comprende forti pressioni digitali sui trigger point corrispondenti); -”presso”-( poichè tutto si svolge con pressioni piu o meno decise nelle zone interessate); -”fasciale”- (poichè agisce principalmente tra le fasce muscolari dei tessuti corrispondenti). Si tratta appunto, di una tecnica di terapia manuale che non lavora sui muscoli, ma tra i muscoli (cioè sulla fascia che li riveste); essa trae le sue origini principalmente dalle esperienze in ambito sportivo e nel trattamento delle piu comuni patologie infiammatorie. La terapia utilizza il “contatto manuale “per la diagnosi ed il trattamento e per la prima volta ha messo in risalto l’importanza della fascia intesa come tessuto connettivo che riveste l'organo a livello sottocutaneo. Pur richiedendo da parte dell’operatore grande precisione e buona conoscenza dell’anatomia, il massaggio triplice è di facile esecuzione e può essere modulato in base alle necessità del destinatario. Come interviene sul nostro corpo: I muscoli del corpo sono disposti in fasce ordinate avvolte da guaine di tessuto connettivale che formano una rete estesa chiamata sistema miofasciale. Il metodo utilizzato per questo massaggio lavora proprio su questo ampio tessuto elastico agendo contemporaneamente sul apparato muscolare e sistema nervoso. La pressione esercitata dal massaggiatore è forte ed energica, indirizzata alle fasce muscolari interessate, rendendo i muscoli più elastici e vivaci e riattivandone le funzioni. Esso svolge quindi una azione mirata sul liquido interstiziale, il lubrificante dei muscoli e per questo incrementa la fluidità del movimento. Agisce quindi liberando da tensioni, ristagni e stasi la parte di tessuto connettivo (fascia) che riveste il muscolo facendo sì che il muscolo scorra liberamente nella sua guaina di contenzione. Non solo per gli sportivi: Con i dovuti accorgimenti, questa tecnica è valida per chiunque, particolarmente efficace nel trattamento delle rigidità e nel caso di contratture a carico della muscolatura, anche di tipo cronico. I benefici consistono quindi nel miglioramento della postura e nella risoluzione dei dolori muscolo articolari. La seduta tipo : La seduta ha inizio con il paziente sdraiato in posizione supina, con il massaggiatore che esplora il corpo con manovre, cercando di individuare i punti di tensione. La palpazione dello stato connettivale permette di capire chiaramente se sotto lo stato dermico esistono tensioni muscolari. Operando sullo strato connettivale in tensione per via riflessa, il massaggiatore ottiene quindi la distensione dello stato muscolare. Dalla posizione supina passa poi a quella prona. Fin dalla seduta successiva, che può avvenire anche a distanza di 3/4 giorni, le manovre diventano più energiche e le pressioni più profonde, nel rispetto delle caratteristiche fisiche del paziente. Una seduta dopo l'altra, il corpo risulterà sempre più sciolto e di conseguenza penetrabile. Le prime sedute non avranno una durata maggiore di 40 minuti, per non sottoporre il fisico ad eccessivo stress; una volta che il paziente si sarà abituato al trattamento, esso potrà anche raggiungere una durata maggiore. Le manovre nel dettaglio : Come manualità base, prima di iniziare la terapia vera e propria, si esegue uno “sfregamento” sulla zona interessata, per riscaldare la zona e far si che i tessuti piu superficiali si ammorbidiscano per facilitare le operazioni successive e inoltre per facilitare la distribuzione degli oli usati per il massaggio in questione. La seconda manualità prevede uno “scollamento” dei tessuti piu superficiali da quelli più profondi;si esegue pizzicando la pelle formando un cuscinetto con la stessa e facendolo scorrere lungo tutta la zona interessata sia parallelamente alla zona sia effettuando una trazione opposta proprio per permettere lo scollamento del derma dalle fasce piu profonde favorendo cosi un drenaggio molto piu efficace di edemi o cataboliti presenti nella zona e che influiscono negativamente sul movimento globale della zona in questine; Le manovre più specifiche del massaggio agiscono attraverso la delineilizzazione che consiste nell'effettuare “digito-pressioni verticali” che costeggiano tutto il perimetro muscolare e lo “scollamento”(di cui abbiamo parlato prima) nel quale il terapista esegue inoltre un’azione trasversale per spostare lateralmente il muscolo. La pressione viene mantenuta per almeno 4 secondi, cercando di coordinarla con il respiro del ricevente. Solo durante l’espirazione, si compiono le pressioni che saranno ripetute fino alla base della fascia interessata. Altra tecnica utilizzata è “l’impastamento”; Le mani a forma di 'L' sono appoggiate sulla zona da trattare, poi si afferra e si spreme la massa carnosa con i pollici che si muovono verso gli indici. Passaggio dopo passaggio ci si muove dal basso verso l’alto. Questa tecnica rilassa e distende i muscoli. L'ultimo ma non meno importante passaggio sono le “battiture” effettuabili in diverse maniere a seconda della vastità della zona: Queste manualità sono da eseguire per tre un minimo di tre volte per seduta a discrezione del massaggiatore il quale, valuterà durante la terapia la reazione fisiologica della zona nonchè la risposta piu o meno positiva dei tessuti circostanti. Effetti dopo la seduta : In seguito all’azione profonda sul corpo prodotta dal massaggio miofasciale, ci sono soggetti che provano un benessere immediato consistente in una aumentata libertà di movimento e una sensazione di leggerezza e altri che, invece, accusano una stanchezza profonda; per questi ultimi i benefici sono solo rimandati. La tecnica è in grado di migliorare nel tempo sia la postura, sia la fluidità dei movimenti e di conseguenza la qualità della vita quotidiana e sportiva. Si consiglia un ciclo di almeno 5 sedute;
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