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di Piergiorgio Giambonini
Da giovane aveva provato anche con calcio e hockey, ma il suo sport è ben presto diventato quello… ereditato dal papà, il plurititolato e due volte iridato Marcel. Figlio d’arte, insomma, Michel Ansermet, classe 1955, figlio di un vodese e di una malcantonese di Curio, "adottati", lui e il padre, da Novaggio, e lì festeggiato alla grande al ritorno dalle Olimpiadi di Sydney dove il 21 settembre del 2000 Michel ha chiuso come meglio non avrebbe potuto un'appagante carriera agonistica a livello internazionale, ad immagine di un doppio secondo rango colto in concorsi di Coppa del mondo a Barcellona nel 1994 e Hiroshima l’anno dopo. Una carriera nata seguendo appunto le orme del padre al poligono del CP Tesserete.
Già in lizza nel 1996 ai Giochi di Atlanta, dov'era stato "solo" 12o, e dopo un 1999 condizionato da problemi a una spalla, Ansermet punta tutto sul suo secondo e ultimo appuntamento olimpico. Protagonista a livello svizzero, lo specialista del tiro rapido con la pistola a 25m, in Australia sogna il podio, e il suo sogno si realizza. Terzo dopo le qualifiche, in finale viene superato solo dal russo Alifirenko e si mette al collo uno splendido argento, a tutt'oggi ultima medaglia olimpica conquistata dai tiratori rossocrociati in campo maschile.