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BERNA - Sono trascorsi 100 anni dall'introduzione della lingua italiana nell'Amministrazione federale. Il 20 novembre 1917 venne presa la decisione di istituire il Segretariato di lingua italiana, oggi Divisione italiana dei Servizi linguistici centrali della Cancelleria federale, e di pubblicare il Foglio federale anche in italiano.
In collaborazione con il Consiglio di Stato del Canton Ticino e la deputazione ticinese alle Camere federali, la Cancelleria federale comunica oggi che la ricorrenza viene celebrata con la pubblicazione del libro «Anche in italiano! 100 anni di lingua italiana nella cultura politica svizzera» e un'esposizione presso la Biblioteca nazionale. Il volume, curato da Verio Pini, consulente per la politica linguistica alla Confederazione, sarà presentato domani a Berna.
La decisione presa nell'autunno del 1917 fu il primo passo di un lungo processo di rafforzamento dello statuto dell'italiano, assieme alla progressiva costruzione dello Stato federale.
Nel 1969, in parallelo al nascere dei Servizi centrali di redazione e traduzione per le tre lingue ufficiali, il Segretariato di lingua italiana divenne la Segreteria per la Svizzera italiana.
Il ruolo dell'italiano si consolidò anche in parlamento fino ad evolvere verso un'effettiva parificazione con le altre lingue ufficiali, sia nell'amministrazione federale che nei lavori parlamentari.
Al volgere del secolo, con la nuova Costituzione del 1999 e la legge sulle lingue nazionali del 2007, il plurilinguismo istituzionale si affermò come principio di Stato. Divenne paradigma per la comunicazione delle autorità e premessa indispensabile per una piena partecipazione di tutta la popolazione alla vita politica.