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BEIRUT - Il presidente della Repubblica libanese Michel Aoun e il premier Hassan Diab, quest'ultimo dimessosi ieri sera, erano stati informati direttamente, meno di un mese fa, della presenza nel porto di Beirut di 2750 tonnellate di nitrato di ammonio, la cui deflagrazione - secondo la versione ufficiale - ha devastato Beirut una settimana fa, uccidendo più di 200 persone.
Lo rivelano oggi fonti di stampa internazionali citate dai media libanesi. Le fonti si riferiscono a dei documenti della Sicurezza generale, uno dei servizi di intelligence libanesi. Secondo i documenti, che fanno parte dell'incartamento di una delle due inchieste in corso in Libano sul disastro del 4 agosto, il capo di Stato Aoun e il premier Diab erano stati informati con una lettera privata a loro indirizzata lo scorso 20 luglio.
Secondo le fonti di sicurezza, citate dai media, la lettera illustrava i risultati di una indagine interna, aperta lo scorso gennaio, e che concludeva che i prodotti chimici stoccati al porto dovevano esser rimossi immediatamente.
Durante il suo discorso di dimissioni, lo stesso Diab aveva negato ogni responsabilità riguardo alla tragica esplosione di Beirut adducendo la colpa un sistema di corruzione «più forte di quello legittimo».
E, intanto, sui social network rimonta la rabbia e con la chiamata in piazza al suono dello slogan: «Seppelliamo il governo», a una settimana esatta dall'esplosione.