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Il più celebre monumento di Russia, dall'anno prossimo, potrebbe non essere più un 'Patrimonio dell'umanita". Il Cremlino, da secoli cuore del potere laico e religioso moscovita, secondo l'Unesco sarebbe infatti oggetto della 'disattenzionè delle autorità russe e rischia di uscire dalla lista stilata dall'agenzia Onu. Che, ora, vuole vederci chiaro e verificare i piani di manutenzione studiati per il complesso. Altrimenti, l'antica cittadella potrebbe perdere lo status di capolavoro, che appartiene al Cremlino e all'adiacente Piazza Rossa sin dal 1990.
L'allarme dell'Unesco è stato l'oggetto di una missiva inviata all'Unione degli Architetti russi e, nel giro di poche ore, è balzato sui principali media locali. Nella lettera, l'Unesco si è "detta estremamente allarmata" sulle condizioni del Cremlino e ha chiesto "una relazione sulla sua manutenzione", ha annunciato Irina Zaika, segretario accademico dell'Unione degli architetti.
All'origine dei dubbi dell'Unesco ci sarebbe la "reticenza" delle autorità russe a fornire informazioni sui piani di sviluppo dell'area del Cremlino e della Piazza Rossa: dal 2007 a oggi, Mosca ha inviato - lo ha fatto l'anno scorso - un unico rapporto sul tema, peraltro giudicato privo di risposte concrete. Ora, il 'caso Cremlinò sarà inserito nell'agenda dell'Unesco del 2013, e l'organizzazione internazionale ha chiesto a Mosca di inviare entro il primo febbraio prossimo un rapporto dettagliato sulla manutenzione del complesso, sulla base del quale sarà presa una decisione.
L'allarme dell'Unesco, secondo Arkhnadzor, organizzazione russa che monitora il patrimonio architettonico nazionale, riguarderebbe in particolare tre progetti: la ricostruzione dell'edificio 14, l'edificazione di alcune attrezzature nei giardini Tainitsky e quella di due padiglioni ai lati della torre Kutafya. Tutti piani che "non sono stati negoziati" con l'Unesco, ha sottolineato l'organizzazione.
Non è la prima volta che l'Unesco esprime perplessità sulle condizioni dei monumenti russi e, nel 2000, il progetto di costruzione di un eliporto all'interno del Cremlino aveva destato più di un dubbio, salvo poi essere accantonato. Ma questa volta, l'allarme dell'Unesco ha innescato una piccola polemica. Il Dipartimento del Patrimonio del Cremlino - che è gestito da tre agenzie, il Servizio federale di sicurezza, il Museo di Mosca e i Musei del Cremlino - ha spiegato che i tre progetti sono già stati approvati dalle autorità federali. "Se l'Unesco vuole un rapporto, può rivolgersi al ministero della Cultura", è stata la piccata risposta del portavoce del Dipartimento.
SDA-ATS