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Il Cappuccini di Lugano, al momento dell'apertura della Biblioteca, hanno ceduto all'Associazione Biblioteca Salita dei Frati un fondo di vecchi dischi che era in loro possesso dal 1960 e che era appartenuto in origine a Davide Primavesi (1892-1960), cittadino luganese.
Il fondo consisteva in circa 5000 dischi, la maggior parte dei quali di musica classica nel formato a 78 giri, con una prevalenza della musica operistica.
Constatata l'eterogeneità del fondo rispetto agli indirizzi culturali della Biblioteca ed il pericolo di degrado dei materiali, il Comitato decise a suo tempo di vendere il fondo privilegiando un altro ente di interesse pubblico. Dopo aver fatto effettuare una perizia da parte di un musicologo, il fondo venne offerto a diverse istituzioni culturali con interessi nel campo musicale. L'offerta venne accettata dalla Biblioteca municipale di Nizza, che nel 2001 ha provveduto a trasferire e ad integrare nel propri ampi fondi musicali i dischi appartenuti al Fondo Primavesi, tranne alcuni singoli esemplari per i quali la Fonoteca nazionale svizzera aveva dichiarato il proprio interesse.
Nei primi anni di attività il Comitato dell'Associazione Biblioteca Salita dei Frati aveva deciso di acquistare un fondo di lastre e stampe fotografiche a soggetto ticinese prodotte dallo studio dei fratelli Büchi, attivi a Locarno nella prima metà del XX secolo. Si intendeva così integrare il vasto corpus di documentazione ticinese a stampa presente nei fondi della Biblioteca con documenti di tipo iconografico.
Il Fratelli Büchi, originari di Winterthur, si erano trasferiti a Locarno (e all'inizio anche a Stresa) sull'onda dello sviluppo turistico conosciuto dalla regione dei laghi durante la Belle Époque. Il loro studio era stato attivo fin verso gli anni '40 del XX secolo e si occupava della vendita di materiale fotografico, dello sviluppo e stampa di lastre e pellicole e di riprese fotografiche sia per il mercato turistico che per clienti privati.
I materiali acquistati dalla Biblioteca erano stati trovati in epoca recente in un deposito ed erano da un certo tempo sul mercato antiquario del Locarnese. Una parte del fondo aveva già trovato degli acquirenti.
Il fondo così come acquistato dalla Biblioteca comprendeva tre sezioni: