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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 24.11.2021</b></p><p><b>Le rendite vitalizie sono soggette a un'imposizione troppo elevata se si considerano i tassi d'interesse in vigore. Nella seduta del 24 novembre 2021, l'Esecutivo ha quindi deciso di adeguare in modo flessibile l'imposizione alle condizioni d'investimento. Il messaggio concernente la legge federale sull'imposizione delle rendite vitalizie e forme di previdenza simili è ora trasmesso al Parlamento.</b></p><p>Oggi, delle rendite vitalizie viene tassato il 40 per cento del reddito, ossia una quota forfettaria. Dall'attuale livello dei tassi d'interesse risulta una sovraimposizione di tali rendite. Il Consiglio federale propone pertanto di rendere flessibile la quota di reddito imponibile delle rendite vitalizie. Nel caso delle assicurazioni di rendita vitalizia, la quota di reddito imponibile della prestazione di rendita garantita verrebbe calcolata utilizzando una formula basata sul tasso d'interesse massimo fissato dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA). Eventuali prestazioni in eccesso sarebbero tassabili al 70 per cento. Nel caso delle rendite vitalizie e dei vitalizi, la quota di reddito imponibile verrebbe determinata impiegando una formula basata sul rendimento medio delle obbligazioni della Confederazione con scadenza a dieci anni.</p><p>Il Consiglio federale ha posto in consultazione questa modifica tra il mese di aprile e quello di luglio del 2020. La totalità dei partecipanti riconosce la necessità di agire e la grande maggioranza approva in linea di principio il progetto.</p><p></p><p>Ripercussioni finanziarie</p><p>Le maggiori o minori entrate dipendono dalle future condizioni d'investimento. Secondo una stima molto approssimativa, nel 2019 il cambiamento di sistema avrebbe causato una diminuzione delle entrate pari a 45 milioni di franchi: circa 10 milioni sarebbero stati a carico della Confederazione e circa 35 milioni dei Cantoni.</p><p>Il progetto adempie la mozione 12.3814 del Gruppo liberale radicale RL "Basta con la penalizzazione fiscale del pilastro 3b. In caso di prelievo del capitale, tassare la quota di reddito invece degli apporti di capitale".</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.03.2022</b></p><p><b>Rendite vitalizie, rivedere tassazione</b></p><p><b>In futuro, l'imposizione delle rendite vitalizie - come quelle derivanti dal pilastro 3b - andrebbe resa più flessibile, rinunciando alla tassazione forfettaria del 40%, considerata troppo elevata e non più in linea con i tassi di interesse attuali. È quanto prevede un progetto governativo adottato oggi con 40 voti contro 0 dal Consiglio degli Stati. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi.</b></p><p>Oggi, delle rendite vitalizie viene tassato il 40% del reddito, ossia una quota forfettaria. Dall'attuale livello dei tassi d'interesse - molto basso - risulta una sovraimposizione di tali rendite, ha dichiarato Alex Kuprecht (UDC/SZ) a nome della commissione.</p><p>Il governo, realizzando una mozione del gruppo PLR, propone quindi di rendere flessibile la quota di reddito imponibile delle rendite vitalizie. Nel caso delle assicurazioni di rendita vitalizia, la quota di reddito imponibile della prestazione di rendita garantita verrebbe calcolata utilizzando una formula basata sul tasso d'interesse massimo fissato dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA).</p><p>Eventuali prestazioni in eccesso sarebbero tassabili al 70%. Nel caso delle rendite vitalizie e dei vitalizi, la quota di reddito imponibile verrebbe determinata impiegando una formula basata sul rendimento medio delle obbligazioni della Confederazione con scadenza a dieci anni.</p><p>Tale cambiamento di sistema avrà ripercussioni finanziarie. Secondo una stima molto approssimativa, nel 2019 il cambiamento di sistema avrebbe causato una diminuzione delle entrate pari a 45 milioni di franchi, di cui 10 milioni a carico della Confederazione e il rimanente dei Cantoni. Si i tassi di interesse risaliranno, anche la quota di rendimento aumenterà.</p><p>Oggi la Camera dei cantoni ha pure adottato una proposta di Alex Kuprecht relativa all'entrata in vigore. Il progetto non dovrebbe più contenere una disposizione transitoria per i cantoni. Questi ultimi dispongono infatti di un termine di due anni per attuare le modifiche.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 30.05.2022</b></p><p><b>CN: rendite vitalizie, rinunciare a tassazione forfettaria</b></p><p><b>In futuro, l'imposizione delle rendite vitalizie - come quelle derivanti dal pilastro 3b - andrebbe resa più flessibile, rinunciando alla tassazione forfettaria del 40%, considerata troppo elevata e non più in linea con i tassi di interesse attuali. È quanto prevede una revisione legislativa adottata oggi con 148 voti contro 37 dal Consiglio nazionale. Il dossier è pronto per le votazioni finali.</b></p><p>Oggi, delle rendite vitalizie viene tassato il 40% del reddito, ossia una quota forfettaria. Dall'attuale livello dei tassi d'interesse risulta una sovraimposizione di tali rendite, ha dichiarato Céline Amaudruz (UDC/GE) a nome della commissione.</p><p>Il governo, realizzando una mozione del gruppo PLR, propone quindi di rendere flessibile la quota di reddito imponibile delle rendite vitalizie. Nel caso delle assicurazioni di rendita vitalizia, la quota di reddito imponibile della prestazione di rendita garantita verrebbe calcolata utilizzando una formula basata sul tasso d'interesse massimo fissato dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA).</p><p>Eventuali prestazioni in eccesso sarebbero tassabili al 70%. Nel caso delle rendite vitalizie e dei vitalizi, la quota di reddito imponibile verrebbe determinata impiegando una formula basata sul rendimento medio delle obbligazioni della Confederazione con scadenza a dieci anni.</p><p>Tale cambiamento di sistema avrà ripercussioni finanziarie. Secondo una stima molto approssimativa, nel 2019 il cambiamento di sistema avrebbe causato una diminuzione delle entrate pari a 45 milioni di franchi, di cui 10 milioni a carico della Confederazione e il rimanente dei Cantoni. Se i tassi di interesse risaliranno, anche l'imposizione aumenterà, ha precisato Amaudruz.</p><p>Una minoranza, composta essenzialmente di socialisti, ha chiesto la bocciatura della riforma sostenendo che, nel contesto politico attuale, la riforma non si giustifica: la questione è estremamente marginale e comporterebbe perdite fiscali in un momento poco opportuno, ha sostenuto Cédric Wermuth (PS/AG). I tassi sono inoltre in aumento, la riforma è quindi meno impellente, ha aggiunto invitando il plenum a concentrare gli sforzi, e i fondi, per risanare il Primo e il Secondo pilatro.</p>