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Il cioccolato potrà contenere grassi vegetali diversi dal burro di cacao nella percentuale massima del 5 per cento. Ispirandosi dalla norma vigente in Svizzera dal 1995, il Codex Alimentarius ha adottato venerdì a Friburgo la norma internazionale di definizione del cioccolato.Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2001 - 17:52
Lo annuncia l'Ufficio federale della salute pubblica (UFSP), che ha presieduto la riunione dell'organizzazione non governativa, alla quale hanno partecipato 71 rappresentanti dei 21 Stati membri.
La norma che definisce il cioccolato riconosce tre categorie: il cioccolato nero, il cioccolato al latte e il cioccolato bianco. Nella loro composizione potranno intervenire grassi vegetali diversi dal burro di cacao, ma soltanto in una percentuale inferiore o uguale al 5 per cento.
La regolamentazione definisce le esigenze per i cioccolati suscettibili di essere commercializzati nel mondo intero. L'aggiunta di grassi vegetali dovrà essere indicata chiaramente, in modo da permettere ai consumatori di distinguere il cioccolato tradizionale. Finanziato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e dall'Organizzazione mondiale della salute (OMS), il Codex Alimentarius è incaricato di armonizzare le norme relative ai generi alimentari su scala mondiale.
L'introduzione della regola del 5 per cento di grassi vegetali nel 1995 aveva provocato una levata di scudi dei consumatori, che furono più di 98 000 a sottoscrivere una petizione a favore del cioccolato tradizionale.
Secondo Pierre Studer dell'UFSP, i produttori svizzeri di cioccolato hanno rinunciato volontariamente all'impiego di grassi vegetali diversi dal burro di cacao, anche se tali grassi consentono al cioccolato di resistere più facilmente al caldo.
La regola del 5 per cento di grassi vegetali aveva pure suscitato una lunga controversia in seno all'Unione Europea; la direttiva sulla composizione del cioccolato era stata adottata nel giugno 1999 malgrado l'opposizione del Belgio e dell'Olanda e il «sì»condizionato della Francia.
swissinfo e agenzie
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