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GINEVRA - Il Ministero pubblico ginevrino e il Credit Suisse (CS) hanno depositato un ricorso al Tribunale federale (TF) contro il proscioglimento in appello dell'attivista 23enne del collettivo Breakfree Switzerland che nel 2018 aveva imbrattato una sede di Ginevra della banca.
Il CS ha indicato oggi a Keystone-ATS di rispettare la libertà di espressione e che intende promuovere il dialogo, ma che «non può tollerare alcuna azione che costituisca un danno alla proprietà».
I fatti contestati riguardano la prima marcia per il clima tenutasi a Ginevra il 13 ottobre 2018. Una quindicina di manifestanti avevano sporcato con le mani coperte di vernice rossa l'edificio di Credit Suisse con l'obiettivo simbolico di rappresentare le vittime del riscaldamento climatico. Il giovane era stato fermato al termine dell'azione.
Il 23enne era stato condannato nel febbraio di quest'anno dal Tribunale di polizia a 10 aliquote giornaliere da 30 franchi sospese e a pagare le spese di pulizia per un ammontare di 2'250 franchi richiesti dalla banca. La Camera penale di appello lo aveva invece assolto riconoscendogli lo «stato di necessità putativo» poiché il giovane ha agito perché riteneva di proteggere in questo modo la sua vita.
La Camera di appello aveva anche ritenuto che al 23enne non possano essere imputate le colpe degli altri partecipanti all'azione. Il giovane infatti aveva usato vernice lavabile.