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<h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 13.03.2020</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Adeguare il diritto successorio internazionale della Svizzera all'evoluzione del diritto estero</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio federale intende ammodernare il diritto successorio internazionale della Svizzera, adeguandolo all'evoluzione del diritto estero. Nella sua seduta del 13 marzo 2020, ha preso atto dei risultati della consultazione su una pertinente revisione della legge federale sul diritto internazionale privato (LDIP) e adottato il messaggio indirizzato al Parlamento. Il disegno riduce il rischio di conflitti di competenza con le autorità estere, in particolare nei rapporti con l'UE.</strong></p><p class="Standard_d">Nell'ambito del diritto successorio internazionale si verificano regolarmente conflitti di competenza con altri Stati e vengono spesso prese decisioni contraddittorie. Nel regolamento europeo in materia di successione l'UE ha pertanto fissato regole uniformi per stabilire quale Stato è competente per una successione internazionale e quale diritto successorio si applica. Il regolamento disciplina, inoltre, il riconoscimento degli atti giuridici esteri e si applica a tutte le successioni avvenute dal 17 agosto 2015 negli Stati membri dell'UE, ad eccezione della Danimarca, dell'Irlanda e del Regno Unito.</p><p class="Standard_d">L'unificazione del diritto realizzata dal regolamento europeo in materia di successione permette alla Svizzera di armonizzare meglio le proprie disposizioni sul diritto successorio internazionale con la situazione giuridica in Europa. Ciò permette di minimizzare il potenziale di conflitti di competenza e decisioni contraddittorie nelle relazioni con la maggior parte degli Stati UE e di aumentare la certezza del diritto e della pianificazione per i cittadini.</p><p class="Standard_d">Le proposte del Consiglio federale sono state accolte in modo prevalentemente positivo nella consultazione. Nei suoi tratti essenziali, il disegno approvato il 13 marzo 2020 non contiene pertanto modifiche rispetto all'avamprogetto. Per evitare, nella misura del possibile, conflitti di competenza tra le autorità degli Stati interessati e decisioni contradditorie, diversi punti del diritto successorio internazionale della Svizzera vengono armonizzati meglio con il regolamento europeo. Migliora il coordinamento delle competenze decisionali, in particolare grazie all'adeguamento delle regole in materia di competenza e di riconoscimento. Laddove non vi è spazio di manovra per un tale adeguamento, il disegno cerca almeno di uniformare il diritto successorio applicato dalle autorità competenti.</p><p class="Standard_d">La revisione tiene inoltre conto di diverse necessità di modifica, integrazione e chiarimento emerse nella pratica e nella dottrina nei trent'anni trascorsi dall'entrata in vigore delle disposizioni. Infine, il disegno estende moderatamente il margine di manovra dei cittadini riguardo alle loro successioni.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 15.06.2021</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Diritto successorio armonizzato con norme UE</strong></p><p class="Standard_d"><strong>È necessario ridurre al minimo i conflitti di competenza con altri Stati europei nell'ambito del diritto successorio allo scopo di evitare decisioni contraddittorie. È quanto prevede la modifica della Legge federale sul diritto internazionale privato (LDIP) adottata oggi dal Consiglio nazionale con 137 voti contro 51.</strong></p><p class="Standard_d">I casi di successione transfrontaliera implicano spesso conflitti di competenza tra le autorità degli Stati coinvolti. Per evitare questo problema, l'Unione europea ha fissato regole uniformi per stabilire quale Stato è competente e quale diritto successorio si applica.</p><p class="Standard_d">Lo scopo della LDIP riveduta è di evitare per quanto possibile conflitti di competenza e decisioni contraddittorie nelle relazioni tra la Svizzera e la maggior parte degli Stati UE. "Riducendo al minimo tali problemi, ai cittadini viene offerta più sicurezza giuridica e si permette loro di meglio preparare la successione", ha affermato Christian Lüscher (PLR/GE) a nome della commissione. Per farlo, diversi punti della legge sono stati armonizzati con il regolamento europeo.</p><p class="Standard_d">Le nuove disposizioni riguardano cittadini elvetici che hanno vissuto nell'UE, così come persone residenti in Svizzera che possiedono patrimoni nell'Unione europea. La consigliera federale Karin Keller-Sutter ha fatto l'esempio di una svizzera che muore dopo aver trascorso la pensione in Provenza. Attualmente è possibile che sia tribunali dell'UE che svizzeri si dichiarino competenti per la stessa eredità.</p><p class="Standard_d">Per evitare tali decisioni contraddittorie, testatori stranieri potranno emettere una richiesta di competenza alla nazione in questione in cui sottopongono il loro patrimonio o l'intera eredità alla loro stessa competenza. Anche gli Svizzeri potranno in parte avere la possibilità di considerare una richiesta di competenza straniera.</p><p class="Standard_d">I cittadini con doppia nazionalità potranno inoltre scegliere a quale Stato dare la competenza. Non sarà più necessario che la posseggano al momento della morte, ma basterà che la possiedano al momento della scelta di diritto.</p><p class="Standard_d">Per i testamenti, sarà l'ultimo domicilio al momento della redazione del documento, e non al momento del decesso, ad essere determinante. In generale, diverse disposizioni saranno codificate in maniera più chiara.</p><p class="Standard_d">Durante le discussioni, solo l'UDC si è opposta ritenendo la revisione legislativa non necessaria. "Conflitti di giurisdizione nel diritto ereditario sono normali, anche in Svizzera succede quando una persona deceduta lascia un patrimonio in diversi cantoni", ha evidenziato, invano, Pirmin Schwander (UDC/SZ).</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.12.2022</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Diritto successorio più vicino a diritto Ue</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Al pari del Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha deciso oggi di armonizzare le norme sulle successioni transfrontaliere al diritto comunitario. L'obiettivo? Evitare che più autorità e Stati, con i problemi connessi di competenze, vengano coinvolte in un caso di successione transfrontaliera.</strong></p><p class="Standard_d">L'adeguamento del diritto internazionale privato mira ad evitare il più possibile conflitti di giurisdizione tra le autorità degli Stati coinvolti e decisioni contrastanti.</p><p class="Standard_d">Stando alla "ministra" di giustizia e polizia, Karin Keller-Sutter, le modifiche legislative si spiegano con l'accresciuta mobilità della popolazione. Una buona parte di queste persone possiede diverse cittadinanze o trascorre un periodo della propria vita all'estero, ha affermato in aula. Potrebbe accadere che, in caso di decesso, altri Stati oltre alla Svizzera rivendichino la giurisdizione in caso di eredità.</p><p class="Standard_d">A nome della commissione, Thomas Hefti (PLR/GL) ha citato l'esempio fittizio di un pensionato residente in Galizia (Spagna, n.d.r) e morto lì, con beni sia in Svizzera che in Spagna. In questi casi, ha sottolineato, deve essere regolamentato più chiaramente quale autorità sia responsabile per la successione.</p><p class="Standard_d">Seppur d'accordo sull'obiettivo della revisione, stamane il Consiglio degli Stati ha apportato diverse modifiche minori al disegno di legge, decidendo, ad esempio, che i cittadini svizzeri con più passaporti debbano optare sistematicamente per il diritto elvetico quando devono scegliere la giurisdizione applicabile.</p><p class="Standard_d">Il Consiglio nazionale e il Consiglio federale vogliono invece mantenere l'attuale prassi secondo cui una persona con due nazionalità può scegliere liberamente a quale legge sottomettersi.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 16.03.2023</strong></h3><p class="Standard_d">Il Consiglio nazionale ha respinto tutte le modifiche non redazionali apportate dal Consiglio degli Stati in merito alle nuove disposizioni della legge sul diritto internazionale privato riguardanti le successioni. Le proposte dei "senatori" vanificano l'obiettivo iniziale della riforma, ha sostenuto la Camera del popolo. Lo scopo della riforma è armonizzare le norme sulle successioni transfrontaliere al diritto comunitario con l'obiettivo di evitare che più autorità e Stati, con i problemi connessi di competenze, vengano coinvolte in un caso di successione transfrontaliera.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.09.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d">Il Consiglio degli Stati ha eliminato due divergenze col Nazionale circa le norme sulle successioni transfrontaliere adeguandole al diritto comunitario. Gli Stati hanno tuttavia mantenuto una divergenza col Nazionale: stando ai "senatori", un cittadino svizzero può scegliere unicamente il diritto svizzero per quanto attiene alla successione. Una persona può scegliere un altro diritto solo se al momento di redarre il testamento o della sua morte aveva un'altra nazionalità.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 06.12.2023</strong></span></h3><p><strong>Diritto internazionale privato e protezione dell'ambiente</strong><br><strong>Seduta lampo oggi alle Camere federali: i dibattiti saranno infatti sospesi già alle 10.00 per lasciare spazio ai festeggiamenti in onore dei due nuovi presidenti, entrambi socialisti basilesi: Eric Nussbaumer (PS/BL) al Nazionale e Eva Herzog (PS/BS) agli Stati.</strong></p><p>Prima però la Camera del popolo dovrà occuparsi, a livello di divergenze, della modifica della legge sul diritto internazionale privato. La commissione preparatoria si è ampiamente allineata alla decisione del Consiglio degli Stati. Per l'ultimo punto ancora in sospeso, il diritto applicabile per i cittadini con la doppia cittadinanza, ha adottato una proposta di compromesso.</p><p>In agenda al Nazionale vi è poi la ratifica della Convenzione dell'Aia sugli accordi di scelta del foro e l'adesione al a Fondo BMVI. Lo scopo di quest'ultimo è rafforzare la protezione delle frontiere esterne di Schengen.</p><p>Al Consiglio degli Stati si esaminerà la modifica della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb), che vuole tra le altre cose accelerare il risanamento di siti inquinati. Le altre novità nel testo riguardano un coordinamento migliore della protezione contro l'inquinamento fonico con lo sviluppo degli insediamenti e l'inasprimento del diritto penale ambientale in materia di criminalità organizzata.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.12.2023</strong></h3><p><strong>Eredità, semplificare procedure transfrontaliere</strong><br><strong>In futuro, regolare le successioni di persone decedute all'estero dovrebbe dar adito a minori grattacapi giuridici. È quanto si propongono le modifiche alla legge federale sul diritto internazionale privato approvate oggi dal Consiglio degli Stati dopo l'eliminazione di un'ultima differenza col Nazionale. Il progetto è pronto per le votazioni finali.</strong></p><p>Il disegno di legge si propone di modernizzare il diritto svizzero in materia di successione internazionale agli sviluppi esteri, specie in seno all'Ue. I casi di successione con aspetti internazionali danno regolarmente luogo a conflitti di giurisdizione tra le autorità degli Stati interessati e a decisioni contraddittorie.</p><p>Il Consiglio federale giustifica tale revisione col fatto che la popolazione sta diventando sempre più mobile. Una buona parte possiede inoltre più cittadinanze o trascorre parte della propria vita all'estero.</p><p>La riforma si propone quindi di evitare che più autorità o Paesi vengano coinvolti in casi di successione transfrontaliera. Si tratta per esempio di coloro che si trasferiscono all'estero dopo il pensionamento, lasciando agli eredi beni sia in Svizzera che nell'ultimo luogo di residenza.</p><p>Fra gli aspetti più controversi del progetto figura il caso di coloro che scelgono già nel testamento, o in un altro contratto, quale legge deve essere applicata in caso di successione. Inizialmente il Consiglio degli Stati voleva che i cittadini svizzeri con più nazionalità fossero obbligati ad optare sistematicamente per il diritto elvetico. Tuttavia, sia il Consiglio nazionale che il governo non volevano limitare il margine di manovra del testatore.</p><p>Alla fine l'ha spuntata una proposta di compromesso della Camera del popolo: i cittadini svizzeri con più cittadinanze che optano per un diritto estero non potranno influenzare le porzioni legittime - ossia le quote di eredità che spettano a determinati eredi - così come definite dal diritto svizzero.</p>