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PLR: ambigua politica UE
Mentre a suo tempo criticava aspramente l’«accordo-quadro» in corso di trattativa fra Berna e Bruxelles, il PLR blocca oggi accanitamente - in vista delle elezioni federali - la discussione, in accordo con il Consiglio federale.
eu-no.ch INFO del 28.05.2015
il 7 maggio ha avuto luogo a Zurigo una tavola rotonda sulle posizioni politiche del PLR. Il presidente del partito, Philipp Müller, ha presentato al pubblico anche la posizione in politica UE della Svizzera. Un partecipante ha posto a Philipp Müller la domanda seguente: «In un’intervista da lei concessa alla „Sonntagszeitung“ in luglio 2014, lei ha detto che, in caso di accettazione dell’accordo-quadro, la Svizzera diventerebbe il paese “meno sovrano d’Europa. Tanto varrebbe aderire“. Quale sarà la posizione del PLR qualora arrivassimo a una votazione sull’accordo-quadro?»
Müller ha reagito con imbarazzo: in luglio 2014 non sapeva tutto quello che sa oggi. Nel frattempo, il PLR avrebbe tracciato una - non meglio definita - «linea rossa» in vista di questo accordo-quadro, che non coinciderebbe esattamente con quella - peraltro non conosciuta nel dettaglio - tracciata dal Consiglio federale.
L’insoddisfatto interrogante si è poi soffermato su questo punto in un colloquio personale con Müller dopo la manifestazione, ma di nuovo senza ottenere una chiara risposta in merito alla posizione del PLR in merito all’accordo-quadro con l’UE: al momento, ha detto Müller, la questione non si pone. Adesso bisogna concentrarsi sull’applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, per la quale il PLR proporrà una «soluzione costrittiva». La «clausola di salvaguardia» proposta a suo tempo dal segretario di Stato Michael Ambühl è tuttavia inadeguata - ritiene Müller. Il tema “accordo-quadro” non sarà d’attualità prima delle elezioni.
Da queste non-prese di posizione sulle domande poste risulta chiaro: il PLR vuole, assieme al Consiglio federale, bloccare con tutti i mezzi la discussione sull’accordo-quadro che Berna sta attualmente negoziando con Bruxelles. Il PLR e il Consiglio federale vogliono innanzitutto - con lo slogan «Salviamo i bilaterali» - correggere in modo gradito a Bruxelles il risultato della votazione sull’immigrazione di massa. Sull’accordo-quadro non si deve discutere prima delle elezioni federali.
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