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FRANCOFORTE - Le banche di Eurolandia rischiano di dover svalutare di 360 miliardi di euro i prestiti concessi a imprese e famiglie fra il 2007 e il 2010.
La stima è della Banca centrale europea, che nella sua "Financial Stability Review" 2010 ha aumentato di cinque miliardi, rispetto allo scorso anno, il conto delle possibili perdite dovute alla crisi iniziata con i mutui "subprime" e arrivata oggi a toccare la Grecia e altri paesi di Eurolandia.
Secondo le stime della Bce, le banche dell'area euro hanno accantonato fra il 2007 e il 2009 238 miliardi di euro a copertura delle perdite dovute al peggioramento della qualità del credito. Un fenomeno accentuato dall'elevata disoccupazione, che sta causando un aumento delle insolvenze su mutui e prestiti. "Questo - spiega la Bce sottraendo la cifra alle sue stime per il quadriennio 2007-2010 - significa che le banche di Eurolandia dovranno accantonare altri 123 miliardi per il 2010".
Decisamente inferiore, invece, la stima sulle perdite di valore dei titoli finanziari nel portafoglio degli istituti di credito: grazie all'apprezzamento di molte attività e al calo degli spread sui prodotti del credito strutturato (come le obbligazioni garantite da mutui), la Bce ha tagliato a 155 miliardi (43 miliardi in meno rispetto a dicembre scorso) le svalutazioni accumulate fra il 2007 e il 2010.
SDA-ATS