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Mentre tante persone hanno potuto lavorare da casa continuando a percepire l’intero salario, le lavoratrici e i lavoratori dei rami professionali essenziali, dell’edilizia, dell’artigianato e dell’industria hanno dovuto continuare a lavorare in condizioni difficili. Altri, ad esempio il personale impiegato nel settore alberghiero e della ristorazione, hanno subito delle perdite salariali considerevoli. Molte persone si sono ritrovate in regime di lavoro ridotto con una decurtazione salariale o hanno perso l’impiego.
La crisi provocata dal coronavirus mostra quanto la società dipenda da centinaia di migliaia di impieghi malpagati in settori quali le cure, la vendita, la logistica o le pulizie. Dobbiamo trarne le giuste conclusioni: Unia esige una valorizzazione particolare di queste professioni essenziali in cui lavorano prevalentemente donne.
Nel commercio online, nell'industria farmaceutica e nella logistica le aziende hanno addirittura tratto beneficio dalla crisi. L'edilizia va a gonfie vele e i portafogli ordini sono pieni. Nel 2020 le società svizzere hanno distribuito 42 miliardi di utili agli azionisti. Il denaro per valorizzare i salari e non lasciare indietro nessuno non manca.
Ora tocca a noi! Noi, le lavoratrici e i lavoratori che hanno consentito all'economia di tornare a fornire servizi essenziali alla popolazione, rivendichiamo:
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