Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/88177

<h2>SubmittedText<h2><p>Le nevicate abbondanti di quest'inverno, a sud e a nord delle Alpi, hanno fatto più volte scattare la fase rossa per il traffico pesante lungo i valichi alpini del Gottardo e del San Bernardino. Risultato: dal 9 dicembre 2008 è bloccato sia il traffico in transito che quello interno. I camionisti vengono sistemati lungo l'autostrada e quindi per giorni abbandonati letteralmente al loro destino. Di conseguenza è inevitabile che si interrompa anche l'intera catena di trasporto: i termini non possono essere rispettati, i lavori successivi non vengono eseguiti e l'economia subisce danni calcolabili nell'ordine di milioni di franchi.</p><p>È un fatto che neve, ghiaccio e freddo aumentano notevolmente il rischio di incidenti e ostacolino la circolazione stradale; d'altro canto è altrettanto vero che la Svizzera è un Paese di montagna e quindi particolarmente esposto d'inverno a condizioni difficili. Date queste premesse, appare ancora più incomprensibile il fatto che le autorità non abbiano preso con un certo anticipo misure adeguate per non farsi cogliere impreparate all'arrivo dell'inverno e alle precipitazioni nevose, anche abbondanti proprio come in questo momento. </p><p>È inaccettabile e per i camionisti improponibile che ogni anno scatti la fase rossa.</p><p>Partendo dalla situazione attuale, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali misure intende prendere per evitare che ogni anno, d'inverno, il traffico pesante sia oggetto di ripetuti e insostenibili blocchi al Gottardo e sul San Bernardino?</p><p>2. Perché il traffico pesante viene penalizzato rispetto al trasporto passeggeri (vetture e pullman) anche quando è correttamente equipaggiato per l'inverno?</p><p>3. La nuova impostazione della perequazione finanziaria (NPC), secondo cui dal 1° gennaio 2008 la Confederazione, in qualità di proprietaria delle strade nazionali, è anche preposta alla relativa manutenzione, ha portato a un cambiamento o forse a un peggioramento nella gestione della manutenzione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sia il Consiglio federale che l'Ufficio federale delle strade, incaricato dell'esercizio delle strade nazionali, non hanno alcun interesse ad ostacolare il traffico pesante. </p><p>Il blocco degli assi di transito nord-sud all'inizio di dicembre 2008 va considerato da ogni punto di vista un fatto eccezionale. Visto che l'8 dicembre in Italia era festa (Immacolata concezione), alla dogana di Chiasso non è stato possibile effettuare i controlli del caso e si è quindi deciso, visto l'ingorgo di camion, di decretare la fase rossa.</p><p>Il 9 dicembre le aree di sosta previste per gli autocarri si sono rapidamente riempite in seguito a disagi del giorno precedente. Anche questo giorno è stato pertanto necessario predisporre la fase rossa la quale è stata prolungata al 10 dicembre a causa delle condizioni viarie precarie dovute all'abbondante nevicata. Infine, per ragioni di sicurezza la polizia ha disposto la chiusura del tratto al traffico pesante.</p><p>Si ricorre alla fase rossa quando le aree di sosta per il traffico pesante a sud e a nord del San Gottardo o del San Bernardino sono completamente occupate e non si può garantire un transito ordinato del traffico pesante. A metà dicembre 2008 è stata decretata la "fase rossa" in seguito alla chiusura della dogana di Chiasso e al blocco della strada nazionale al traffico pesante da parte della polizia a causa delle abbondanti nevicate.</p><p>Il Consiglio federale non ha alcun'influenza sulle festività italiane e neppure sugli spedizionieri e i trasportatori i quali fanno partire i loro autocarri verso sud nonostante la dogana sia chiusa.</p><p>In un Paese alpino come la Svizzera è quasi impossibile evitare aveve a che fare con dei disagi dovuti a nevicate abbondanti così come lo è evitare i conducenti di autocarri che circolano con un equipaggiamento invernale insufficiente. </p><p>Il Consiglio federale cerca di prevenire con ogni mezzo simili situazioni sgombrando la neve il più rapidamente possibile e migliorando la gestione operativa del traffico pesante. L'apertura del centro di controllo del traffico pesante di Ripshausen presso Erstfeld consentirà di ottenere i primi miglioramenti in questo ambito.</p><p>2. Al momento purtroppo non è possibile smistare il traffico pesante in modo tale da bloccare solo gli autocarri non sufficientemente equipaggiati. Un simile smistamento potrà essere eseguito lungo l'asse nord-sud con l'entrata in servizio del centro di controllo del traffico pesante a Ripshausen a partire da marzo 2009. Mentre per l'asse sud-nord il problema persisterà fino all'apertura dell'analoga struttura in Ticino.</p><p>3. La Confederazione è responsabile della manutenzione corrente e di quella edile. La manutenzione edile garantisce a medio e lungo termine la praticabilità delle infrastrutture delle strade nazionali. Tale compito rientra nella responsabilità diretta e operativa della Confederazione, dato che l'Ufficio federale delle strade è incaricato di sviluppare e realizzare progetti di conservazione. In questo modo è possibile stabilire e attuare standard tecnici e concernenti il tipo di esecuzione in modo uniforme su scala nazionale e conseguentemente migliorare l'efficacia. Inoltre anche gli utenti possono beneficiare di una migliore percorribilità delle attuali superfici di traffico delle strade nazionali.</p><p>La manutenzione corrente, invece, assicura la percorribilità quotidiana delle strade nazionali e comprende il servizio invernale, la cura delle aree verdi, la pulizia, il servizio incidenti, il servizio tecnico e i servizi straordinari come i "piccoli interventi di manutenzione edile".</p><p>La manutenzione corrente non viene eseguita direttamente dalla Confederazione, ma da undici unità territoriali con le quali la Confederazione ha sottoscritto dei mandati di prestazione. Queste unità sono formate dai vecchi servizi cantonali di manutenzione i cui limiti geografici, tuttavia, sono ora sovracantonali. La Confederazione, principale committente delle undici unità territoriali, fissa gli standard, li realizza e ne sorveglia l'applicazione. Le prestazioni da fornire sono descritte dettagliatamente negli allegati ai mandati di prestazione. Adesso le unità territoriali non sono più indennizzate in funzione del lavoro fornito, bensì rispetto all'esecuzione delle prestazioni descritte. In questo caso l'introduzione della NPC ha rappresentato un cambiamento importante ossia il passaggio dalla gestione fondata sulle risorse a quella orientata ai risultati.</p><p>Le undici unità territoriali preposte alla manutenzione corrente hanno reclutato il loro personale principalmente presso i servizi cantonali del genio civile garantendosi così il know-how disponibile. Inoltre restano sempre a loro disposizione le infrastrutture dei centri di manutenzione e le attrezzature.</p><p>La soppressione delle frontiere cantonali ha fondamentalmente migliorato le condizioni della gestione della manutenzione delle strade nazionali, dal profilo sia organizzativo che progettuale e finanziario. Per contro le nuove unità territoriali devono essere ancora consolidate sotto certi aspetti. I miglioramenti costituiscono realmente uno strumento centrale per i partner coinvolti. Vengono costantemente realizzate analisi dettagliate che riguardano anche la gestione delle nevicate, particolarmente abbondanti quest'inverno. Qualsiasi miglioramento possibile viene attuato.</p>  Risposta del Consiglio federale.