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Il popolo svizzero potrebbe essere chiamato a votare di nuovo su un’iniziativa già sottoposta nel 2016 a votazione federale. Motivo: il governo aveva presentato al popolo dati che non corrispondono alla realtà. Errori simili sono già avvenuti in passato.
Lanciata dal Partito popolare democratico (PPD), l’iniziativa "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate"Link esterno era stata respinta dal 50,8% dei votanti il 28 febbraio 2016. Nonostante il margine di voti ridotto, nessuno aveva contestato allora l’esito dello scrutinio su questa proposta.
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Ad oltre due anni di distanza, il PPD chiede però ora una seconda votazione federale sulla sua iniziativa, che mirava a sopprimere gli svantaggi fiscali di cui sono vittime le coppie sposate rispetto alle coppie non sposate.
Il partito, che punta da alcuni anni sulla politica della famiglia, ha inoltrato alcuni giorni fa un ricorso in diversi cantoni contro la votazione federale del 2016, chiedendo che venga ripetuta prossimamente. L'accusa: disinformazione da parte del governo svizzero, in seguito ad un errore di calcolo dell'amministrazione federale.
La scorsa settimana il Dipartimento federale delle finanze ha infatti informato il governo che le coppie sposate con doppio reddito penalizzate dal sistema fiscale in vigore sono ben 454'000 e non 80'000, come indicato dall'amministrazione federale nel 2016.
In che misura questa cifra errata ha condizionato l’esito della votazione, facendo pendere l’ago della bilancia dalla parte del no? Spetterà ora probabilmente al Tribunale federale dare una risposta a questa domanda.
Previsioni poco affidabili
Non è però la prima volta che il governo fornisce dati sbagliati nel corso della campagna politica per delle votazioni federali. Eccone alcuni esempi:
Riforma II dell'imposizione delle imprese, febbraio 2008 (sì): secondo il governo, la nuova normativa avrebbe ridotto di 83 milioni di franchi il gettito fiscale della Confederazione e di 850 milioni quello dei Cantoni. Gli oppositori ritengono che la riforma potrebbe costare fino a 15 miliardi di franchi entro il 2021. La loro richiesta di ripetere il voto è stata respinta dal Tribunale federale.
Libera circolazione delle persone con l'UE, maggio 2000 (sì): il governo aveva pronosticato un afflusso di 8’000-10’000 lavoratori stranieri in più all’anno. In realtà si è trattato di 80'000 persone.
È quanto indica Matthias Borner, rappresentante dell'Unione democratica di centro (UDC) e membro del Parlamento cantonale di Soletta, in una lettera dei lettoriLink esterno. Borner menziona due altri errori di valutazione da parte del governo federale:
Accordi bilaterali con l'UE, maggio 2000 (sì): il governo non si aspettava "un aumento massiccio" del numero di medici stranieri. Secondo Borner, la loro quota è raddoppiata, passando dal 17 al 34%.
Adesione della Svizzera a Schengen, giugno 2005 (sì): secondo il governo, l'adesione dovrebbe costare 7,4 milioni di franchi all'anno. Ne sono risultati 100 milioni di franchi all'anno.