Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/255336

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a redigere un rapporto che illustri in che modo la navigazione marittima svizzera (armatori domiciliati e navi battenti bandiera) possa essere regolamentata in linea con gli obiettivi climatici internazionali di Parigi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per il Consiglio federale la riduzione delle emissioni di gas serra nel settore della navigazione marittima è una questione importante. Al riguardo è dell'avviso che, in questo settore, siano efficaci soprattutto le regolamentazioni armonizzate a livello internazionale. Per tale ragione sostiene l'integrazione, a partire dal 2024, della navigazione marittima nel Sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) e le misure coordinate dell'Organizzazione internazionale per la navigazione marittima (IMO). Una strategia climatica focalizzata solo sulla Svizzera è controproducente per le società di navigazione con sede nel nostro Paese (nonché per gli armatori domiciliati e le navi battenti bandiera svizzera). Il Consiglio federale ha espresso un parere analogo anche nella risposta alla mozione 22.4521 Ryser "Strategia del saldo netto pari a zero nel settore della navigazione".</p><p>In linea con la politica climatica della Confederazione, la Svizzera si impegna in seno all'IMO a favore di misure valide a livello internazionale volte alla riduzione delle emissioni di gas serra di tutte le navi. La strategia dell'IMO sui gas serra deve inoltre essere modificata in modo che anche la navigazione marittima internazionale si conformi agli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Se l'IMO non introduce misure sufficienti entro il 2028, l'Unione europea (UE) si riserva il diritto di inasprire, nel quadro del SSQE, l'obbligo di restituzione dei diritti di emissione della navigazione marittima. Tale obbligo concerne tutti i viaggi da e verso porti dell'UE effettuati in Paesi extraeuropei.</p><p>Un aumento globale del volume di tonnellaggio a seguito dell'introduzione di una tassa di tonnellaggio in Svizzera non è prevedibile. A livello globale viene trasportata una determinata quantità di merci. Un miglioramento delle condizioni quadro consentirebbe alle imprese svizzere di trasportare volumi maggiori. Le imprese concorrenti perderebbero in tal modo del tonnellaggio, mentre il volume globale e la quantità di emissioni di CO2 generate dai trasporti marittimi rimarrebbero invariati. La tassa sul tonnellaggio non è pertanto in contrasto con la politica climatica della Confederazione. La prevista tassa sul tonnellaggio rafforza inoltre gli sforzi per una navigazione marittima sostenibile, poiché nel caso in cui vengano soddisfatti determinati criteri concede deduzioni fiscali.</p><p>Garantire la compatibilità con le disposizioni internazionali è uno degli aspetti centrali della strategia marittima, che sarà presentata al Consiglio federale nella prima metà del 2023. In questo ambito rientrano anche misure di riduzione delle emissioni di gas serra della navigazione marittima. In considerazione degli sforzi già intrapresi, il Consiglio federale non ritiene opportuno, al momento, elaborare un rapporto su regolamentazioni supplementari della navigazione marittima svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.