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BERNA - La flotta commerciale marittima svizzera occuperà anche la giustizia svizzera: il dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha inoltrato una denuncia penale al Ministero pubblico della Confederazione (MPC).
Inizialmente non si era dato seguito al procedimento, questo è però stato ripreso lo scorso 21 novembre, ha indicato oggi l'MPC all'ats, confermando una notizia del quotidiano svizzero tedesco Aargauer Zeitung. L'MPC e il DEFR non hanno tuttavia voluto esprimersi in merito alle persone coinvolte e alle possibili infrazioni.
Lo scorso aprile il Controllo federale delle finanze (CDF) aveva riscontrato delle carenze nel corso di un'ispezione alle imbarcazioni della flotta commerciale svizzera. Nel suo rapporto il CDF consigliava inoltre di sviluppare e applicare un piano di sorveglianza comune tra l'USNM e l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE).
In seguito alle raccomandazione del CDF, le commissioni parlamentari della gestione hanno deciso lo scorso settembre di aprire un'indagine più approfondita.
La flotta mercantile svizzera - che dispone di una cinquantina di navi - è sostenuta dal 1959 dalla Confederazione tramite fideiussioni. Queste ultime mirano anzitutto a garantire l'approvvigionamento in merci del Paese. Tuttavia, la navigazione marittima attraversa una crisi mondiale, che interessa pure gli armatori svizzeri.
A maggio il Consiglio federale aveva chiesto al Parlamento un credito di 215 milioni di franchi per affrontare i problemi di cui è oggetto la flotta elvetica d'alto mare, coprendo le fideiussioni di 13 battelli destinati alla vendita. La fattura è stata presentata alle Camere solo all'ultimo momento, obbligandole praticamente ad accettare la spesa.