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Prima dell’arrivo della televisione, ci si poteva tenere al corrente dell’attualità nei cinema. Il Cinegiornale svizzero, prodotto una volta alla settimana dal 1940, era stato voluto dal governo per controbilanciare la propaganda nazista. (SRF/Cinegiornale svizzero/swissinfo.ch)
Dalla caccia ai lupi alle parate militari e ai raduni ginnici. Per 35 anni, ogni settimana gli svizzeri hanno potuto aggiornarsi su quanto succedeva nel loro paese e nel mondo grazie al Cinegiornale. Assieme ai giornali e alla radio, era l’unica fonte di informazione.
A produrre dei servizi erano anche registi svizzeri conosciuti. Ogni episodio era prodotto nelle tre lingue nazionali e fino al gennaio 1946 doveva essere obbligatoriamente proiettato in tutte le sale del paese.
La concorrenza della televisione e l’ostilità di parte del mondo cinematografico svizzero furono però fatali al Cinegiornale, che nel 1975 cessò di esistere.
Oggi, per rendere accessibile online l’archivio, si stanno digitalizzando circa 6'500 filmati. Il progetto è frutto di una collaborazione tra l’Archivio nazionale del film, gli Archivi federali svizzeri e Memoriav.