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La Svizzera, secondo un nuovo studio, ancora una volta sarebbe il Paese che meglio sa reclutare personale qualificato. Seguono Singapore e Danimarca. La Confederazione è prima in altre quattro categorie, sulle sei considerate dalla ricerca realizzata dall'alta scuola di economia INSEAD di Parigi e dallo Human Capital Leadership Institute di Singapore con la collaborazione di Adecco, leader mondiale del lavoro interinale con sede a Zurigo.
Lo studio, intitolato "Global Talent Competitiveness Index", misura la capacità degli Stati di attirare, produrre e conservare talenti, indica un comunicato odierno di Adecco. Ha considerato 48 indicatori riuniti in sei categorie. È relativo a 103 Paesi che rappresentano l'86% della popolazione e il 97% dell'economia mondiale. La graduatoria è guidata dalla Svizzera, seguita da Singapore. Poi fino alla decima posizione, ad eccezione degli Stati Uniti che sono noni, tutti i Paesi sono europei.
La Confederazione è prima per quanto riguarda la stabilità economica e politica, il sistema formativo, la produttività, le conoscenze globali e la qualità di vita. È invece 18esima in termini di attrattiva: stando ai ricercatori è lacunosa per quanto concerne investimenti esteri diretti, attenzione nei confronti delle minoranze nonché per la quota di donne professionalmente attive.
Lo studio indica che la Svizzera ha fatto il proprio dovere, commenta il Ceo di Adecco Svizzera, citato nel comunicato. Tuttavia il Paese sbaglierebbe a dormire sugli allori: deve colmare le lacune e battersi per rimanere ai vertici.
Gli Stati devono adottare strategie diverse per garantire l'innovazione e creare impieghi, spiega Paul Evans, uno degli autori dello studio. I Paesi ricchi devono sviluppare i criteri richiesti a livello internazionale; quelli in via di sviluppo invece devono privilegiare le conoscenze di base nonché sviluppare le infrastrutture, i sistemi sanitari e l'educazione.
SDA-ATS