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Lo stima il Centro per la resistenza nazionale ucraina. E Kiev rilancia: ‘Niente sconti ai russi sulla formula di pace avanzata da Zelensky’
Oltre 500 residenti di Oleshky, nella regione meridionale di Kherson sulla riva sinistra del fiume Dnipro occupata dalla Russia, potrebbero essere morti in seguito all'esplosione della diga di Kakhovka: lo scrive Rbc-Ukraine citando il Centro per la resistenza nazionale (Crn).
"Secondo i dati a disposizione, più di 500 residenti dell'area occupata di Oleshky, sulla riva sinistra del Dnipro, sono morti perché i russi hanno fatto esplodere la diga di Kakhovka. Gli occupanti russi si sono rifiutati di evacuare chi non aveva il passaporto russo", si legge in una nota del Crn.
Intanto, in un'intervista al World Street Journal di cui dà conto il Kyiv Post, il capo dell'ufficio di presidenza ucraino, Andryi Yermak, ribadisce il concetto che Kiev "non farà mai compromessi con il Cremlino riguardo ai territori del nostro Paese", ricordando che la "Formula di pace di Zelensky sancisce il ritiro delle truppe russe dall'intero territorio dell'Ucraina".
Le forze ucraine potrebbero aver sospeso temporaneamente la controffensiva per riesaminare le loro tattiche per le operazioni future: lo scrive l'Istituto per lo studio della guerra (Isw) nel suo rapporto quotidiano sull'andamento del conflitto.
Il centro studi statunitense cita una dichiarazione rilasciata venerdì scorso dal capo dell'intelligence militare estone, il colonnello Margo Grosberg, secondo cui "nei prossimi sette giorni" non ci sarà un'offensiva ucraina. L'Isw cita inoltre un articolo pubblicato sabato dal Wall Street Journal, secondo cui le forze ucraine "hanno per lo più sospeso le loro avanzate negli ultimi giorni" mentre il comando ucraino riesamina le sue tattiche.
Il think tank riferiva nei giorni scorsi che l'Ucraina non ha ancora impegnato la maggior parte delle sue forze disponibili e non ha ancora lanciato la sua controffensiva principale. Le pause operative, conclude il rapporto, sono una caratteristica comune delle grandi offensive e questa pausa non significa la fine della controffensiva ucraina.