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Flotta d'alto mare: Parmelin ordina un'indagine
17.1.2020 - 11:59, ATS
Viste le perdite milionarie legate alle fideiussioni concesse alla flotta d'alto mare, il consigliere federale Guy Parmelin ha ordinato un'inchiesta amministrativa nei confronti dei vertici dell'Approvvigionamento economico del Paese.
L'inchiesta, precisa una nota odierna del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), verrà diretta da Cornel Borbély, titolare di uno studio legale a Zurigo e specializzato in criminalità economica.
L'indagine amministrativa verificherà l'assetto dirigente dell'Approvvigionamento economico del Paese, in particolare la collaborazione, la suddivisione dei compiti e le responsabilità tra l'Ufficio federale e l'organizzazione di milizia.
Un altro elemento di rilievo dell'inchiesta, voluto dal capo del DEFR, riguarda la gestione dei rischi e i singoli processi per ovviare a situazioni di emergenza e di penuria. Infine verranno analizzate in profondità anche la composizione, i compiti, le responsabilità e le competenze della cellula di crisi istituita dal DEFR nella vertenza «fideiussioni per navi d'alto mare».
L'inchiesta dovrà porre le basi per confermare o migliorare con adeguamenti mirati l'organizzazione dirigente, l'esecuzione di alcuni campi di attività importanti per assicurare l'approvvigionamento economico del Paese, nonché la gestione dei rischi e l'attuale cellula di crisi istituita per le fideiussioni delle navi d'alto mare. Lo scopo è garantire un'organizzazione dell'Approvvigionamento economico del Paese efficiente e consapevole dei rischi.
Perdite milionarie
Il 7 novembre scorso il Consiglio federale aveva adottato un messaggio in cui chiedeva al Parlamento un credito aggiuntivo di 129 milioni di franchi per le fideiussioni alla flotta svizzera d'alto mare. Il credito venne poi approvato dalle Camere federali lo scorso dicembre, durante il dibattito sul preventivo 2020.
Il credito aggiuntivo servirà ad onorare nei confronti delle banche le fideiussioni per le otto navi d'alto mare della società Massmariner SA. Tuttavia, il governo si attende una perdita di 100 milioni. Attualmente è in corso la cessione delle otto navi. Alcune imbarcazioni sono già state consegnate agli acquirenti. Per l'esecutivo non è possibile stimare con esattezza a quanto ammonteranno i ricavi netti dalle vendite.
Nel giugno 2017 il Parlamento aveva già approvato un supplemento di 215 milioni per onorare le fideiussioni su 13 altre navi d'alto mare. In questo caso il credito aggiuntivo concerneva le società di navigazione SCL e SCT e la perdita per la Confederazione si era attestata a circa 200 milioni di franchi.
I problemi della flotta elvetica sono cominciati nel 2008, quando la crisi finanziaria si è estesa al settore marittimo. Ciò ha avuto come conseguenza la vendita di una parte della flotta nel 2017.
Un rinvio a giudizio
Lo scorso 16 dicembre, il Ministero pubblico bernese aveva diffuso la notizia del rinvio a giudizio di un ex armatore 66enne accusato di aver falsificato i prezzi di costruzione e di acquisto di navi mercantili per ottenere illegalmente fideiussioni da parte della Confederazione.
Tra le accuse di ordine economico, respinte dall'imputato, relative a cinque casi, figurano la truffa a danno dello Stato, falsità in documenti e amministrazione infedele. Le fideiussioni su cui pesano i sospetti, concesse nel 2005 e nel 2013, si attestano a circa 130 milioni di franchi. A denunciare l'uomo è stata la Confederazione, tramite il DEFR.
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