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Secondo documenti interni ottenuti dal Wall Street Journal, Facebook starebbe tentando di fare breccia tra i pre-adolescenti, formando un team per studiare i cosiddetti ‘pre-teenager’ con un obiettivo triennale per creare più prodotti a essi dedicati. Facebook non è l’unica azienda tecnologica a corteggiare la fascia di età tra i 10 e i 12 anni, e a essere finita sotto esame per questo: praticamente tutte le principali piattaforme di social media, tra cui TikTok e YouTube, hanno affrontato problemi legali o normativi relativamente al modo in cui i bambini utilizzano i loro prodotti.
La legge federale sulla privacy vieta la raccolta di dati sui minori di 13 anni e i membri del Congresso hanno criticato le aziende tecnologiche per non aver fatto di più per proteggere i bambini online dai contenuti dannosi. I documenti mostrano che il numero di adolescenti che usano Facebook ogni giorno è calato del 19% negli ultimi due anni, e gli esperti hanno scoperto che teenager e pre-teenager considerano il social un luogo per vecchi. “Facebook è per le persone anziane, come i quarantenni”, ha detto un bambino di 11 anni ai ricercatori, secondo il Wsj. La società teme quindi di perdere terreno rispetto alle app concorrenti, in particolare Snapchat e TikTok, che stanno guadagnando popolarità tra i più giovani. Sarebbe questo il fattore alla base del nuovo approccio, che peraltro dovrebbe essere affrontato durante un’audizione di una sottocommissione del Senato domani, giovedì, incaricata di sondare gli effetti di Instagram sulla salute mentale. Nel frattempo proprio quest’ultima (di proprietà di Facebook) ha sospeso lo sviluppo di Instagram Kids, una versione dell’app per bambini.