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Il ferro si trova nell'emoglobina, è uno dei minerali presenti nell'organismo in quantità più elevate insieme al calcio
Funzioni del ferro nel corpo
Il ferro è l’elemento fondamentale per la produzione dell’emoglobina, una proteina presente nei globuli rossi che serve a trasportare l'ossigeno in tutto il corpo.
Il ferro interviene inoltre nella costruzione della mioglobina, una proteina che rifornisce i muscoli di ossigeno e partecipa all'attività di molti enzimi, per la produzione di alcuni ormoni e del tessuto connettivo.
Il ferro presente nell'organismo non viene autoprodotto dal corpo ma deriva principalmente dall'alimentazione. È importante mantenere inalterato l'equilibrio tra le perdite quotidiane di questo minerale, che avvengono attraverso la sudorazione, l'urina, le feci, la desquamazione delle cellule intestinali, la mestruazione e l'allattamento nelle donne, e il suo reintegro attraverso il cibo.
Il ferro viene trasportato nell’organismo dalla trasferrina, che è una proteina e si accumula nel fegato sotto forma di ferritina, che è una proteina di deposito.
Il corpo attinge in maniera automatica alle riserve di ferro (la ferritina) in modo da mantenere inalterato il livello di ferro che circola nel sangue attraverso l’emoglobina, fin quando le riserve non si esauriscono. Con gli esami del sangue è possibile andare a controllare se vi è una carenza di ferro, misurando sia la sideremia (che indica la quantità di ferro in circolo nel sangue) che la ferritina.
In quali alimenti si trova maggiormente il ferro?
Il ferro è presente negli alimenti in due forme:
La differenza tra il ferro eme e il ferro non-eme è nella diversa assimilazione da parte del corpo.
Il ferro eme viene assorbito dalla mucosa intestinale e non è influenzato dalla presenza di sostanze inibitrici o promotrici che ne diminuiscono o aumentano l'assimilazione; diversamente il ferro non-eme ha un assorbimento che varia in base alla presenza di elementi inibitori o promotori. Tra gli elementi promotori dell’assorbimento del ferro vi è la vitamina C.
Tuttavia non tutto il ferro introdotto con l’alimentazione viene assimilato dall'organismo, ma solo una parte.
Gli alimenti che contengono buone quantità di calcio come il latte e i latticini e di tannini come il caffè e il tè, se assunti assieme o subito dopo aver introdotto alimenti ricchi di ferro non-eme, ne riducono l'assorbimento poiché formano dei complessi insolubili che inibiscono l'assimilazione del ferro stesso. Anche la presenza di fitati, che si trovano generalmente nei legumi e nei cereali integrali, possono inibire l'assorbimento.
Quant’è il fabbisogno giornaliero di ferro?
Il corpo umano ha bisogno di circa 14 mg di ferro al giorno, ma questo numero varia dal sesso, dall’età e da condizioni particolari come la gravidanza o l’allattamento. Le donne, soprattutto nei giorni successivi alle mestruazioni, devono assumere un quantitativo maggiore rispetto agli uomini, per ripristinare la perdita avuta. In particolare, possono avere una carenza di ferro nel sangue, chiamata anemia sideropenica, le donne in età fertile, gli sportivi e le persone colpite da disturbi intestinali come il malassorbimento dei nutrienti e le intolleranze alimentari.
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Cosa comporta un eccesso di ferro?
Nel caso di valori alti di ferro nell’organismo, si possono riscontrare problemi di stomaco, costipazione, nausea o vomito, dolori addominali, svenimenti e una riduzione dell'assorbimento dello zinco. Mentre valori veramente elevati possono causare scompensi agli organi, coma, convulsioni ed essere addirittura fatali.
Si possono danneggiare irreversibilmente gli organi come il cuore, il fegato e il pancreas e portare ad una situazione patologica chiamata emocromatosi. Questa patologia può essere influenzata da un’alimentazione scorretta che se non trattata per tempo, può portare ad una cirrosi o a un cancro al fegato oppure a malattie cardiovascolari.
Cosa comporta una carenza di ferro?
La prima conseguenza di una carenza di ferro è l'anemia, ossia una riduzione dei globuli rossi nel sangue e quindi una ridotta capacità di distribuzione dell'ossigeno a organi e tessuti.
L’anemia è caratterizzata da sintomi quali la stanchezza, la mancanza di energie, i disturbi gastrointestinali, la difficoltà di memoria e concentrazione, il calo delle difese immunitarie e i problemi di termoregolazione.
Cause dell’anemia
Le cause dell'anemia possono essere:
Quando nell'organismo vi è un calo di vitamina B12 e di folati (vitamina B9), vengono prodotti globuli rossi di dimensione più grande, chiamati megaloblasti, che non funzionano correttamente e sono spesso la causa dell’insorgenza dell’anemia.
Articolo a cura di FN Project