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Il grotto Pierino a Cureggia
Rivista 155 – Giugno 2017
Il grotto Pierino a Cureggia
Di Lia Cassina
Il grotto di famiglia nasce da un’idea dei miei nonni: Pierino e Carlotta Cassina.
“Ul Pierin” è sicuramente il personaggio incontrastato di Cureggia. La casa dove ha realizzato il suo grotto è sempre appartenuta alla sua famiglia e questa risale al 1537. In questa abitazione visse suo nonno Paolo Cassina, personaggio di spicco nel Luganese: da prima deputato al Gran Consiglio, poi sindaco di Cureggia e infine Giudice di Pace per oltre mezzo secolo… infatti veniva chiamato Nonno giudice, in dialetto “Nonno giudas”. Paolo Cassina viveva in questa casa con la moglie Rosa: ebbero sedici figli (tre dei quali persi alla nascita). Morì il 30 aprile del 1949 all’età di 83 anni. Pierino fu il quartogenito di Isabella e Giuseppe Cassina (uno dei sedici figli del Nonno giudas). Da giovanissimo apprende il mestiere di macellaio, ma come buona parte della gente a quei tempi dovette recarsi in Svizzera interna per trovare un impiego. Lavorò alla “Brown Bovery” a Baden dove conobbe Carlotta… che diventò presto sua moglie. Inseguito trovò un altro impiego presso la ferrovia… nel 1952 nacque il loro primogenito Giuseppe. Lo stesso anno rientrarono in Ticino e Pierino trovò subito occupazione presso la società di navigazione e successivamente come operaio per la città di Lugano. Nel 1954 nacque Mauro, e nel 1955 arrivò Fabio. Si stabilirono per un po’ di tempo a Pregassona… e poi nel 1956 Pierino decide di tornare ad abitare a Cureggia nella casa dei suoi nonni. La festa di San Gottardo ha un ruolo fondamentale in questa vicenda: infatti questa era conosciuta anche come festa dei “cücc” (narcisi), veniva celebrata il quattro maggio e durava qualche giorno. Cureggia era invasa da pellegrini che venivano da diverse parti del Ticino e anche da oltrefrontiera. Oltre alle varie celebrazioni ecclesiastiche, Cureggia si animava. Vi erano persone ovunque, in piazza a ridosso delle bancarelle oppure sui prati o nelle diverse case che a quei tempi mettevano a disposizione degli spazi dove poter mangiare e bere qualcosa in compagnia. Anche mio nonno era solito aprire le porte della sua casa: preparava salami e salamini e diverse pietanze per la ricorrenza… fino a quando la gente ha cominciato a fermarsi da lui anche dopo la festa del patrono di Cureggia… e così nel 1967, insieme a sua moglie, sente che ci sono i presupposti per aprire un grotto. Creò un ambiente nostrano e questo diventò popolare sia sul piano locale che su quello turistico. Diverse le specialità del suo grotto che amava tanto… come la polenta al camino, il minestrone, la mazza casalinga, il brasato, il coniglio, l’ossobuco, … Cucina casalinga, un buon vino e lui sempre là vicino al suo camino a sistemare il fuoco… oppure in sella alla sua moto! Con il suo casco metà rosso e metà blu, i colori del suo amato Ticino.
Il grotto Pierino oggi
Ad oggi il grotto Pierino può ancora vantare una conduzione famigliare: a gestirlo sono i miei genitori, Mauro e Maria. Mio padre, secondogenito di Pierino e Carlotta, è stato l’unico figlio ad aver portato avanti il discorso dei suoi genitori. Lavora presso “AIL” (Aziende industriali Lugano) e quando può da un aiuto al grotto anche se prevalentemente si occupa della parte amministrativa. Mia mamma invece è arrivata a Cureggia nel 1976 a lavorare come cameriera e successivamente nel 1986 come cuoca. Ha avuto un ruolo fondamentale poiché ha imparato tutto come da tradizione! E grazie a lei è tutto come una volta! Da questa unione sono nati Sofia, Valentino ed io. I miei fratelli hanno intrapreso una formazione che li ha portati a svolgere un altro mestiere. Io invece lavoro al grotto con i miei genitori e svolgo diverse mansioni. Insieme a mia mamma sto imparando molte cose e grazie al suo sostegno ho colto anche diverse opportunità che mi hanno portata a migliorarmi sempre di più sia dal punto di vista personale che da quello lavorativo.
Il grotto Pierino domani
L’ idea di poter un giorno continuare la tradizione di famiglia mi appassiona. Nel 2013 ho ottenuto il diploma cantonale di esercente per un semplice motivo: per continuare un giorno l’ attività di famiglia. Subito dopo ho deciso di andare in Svizzera interna per fare nuove esperienze nel campo della ristorazione e anche per imparare il tedesco. Prima tappa a Savognin (Grigioni) per la stagione invernale 2014/2015, presso un ristorante che propone specialità della regione e una vasta selezione di vini. La seconda tappa a Kandersteg (Berna) per la stagione estiva 2015, presso un grande albergo dove svolgevo diverse mansioni tra cui il servizio della prima colazione, la mezza pensione e i banchetti. Sono state tutte esperienze lavorative positive e di arricchimento personale. Oggi frequento l’articolo 33 cuochi perché desidero imparare di più nell’ ambito della cucina. L’ ho fatto principalmente per me e anche pensando al futuro del grotto. Mi sto impegnando da diverso tempo affinchè il grotto di famiglia abbia un futuro e sto facendo diverse cose per apprendere al meglio questo mestiere.
La nostra offerta: cibi e bevande
L’offerta gastronomica è limitata, essendo un grotto prepariamo e serviamo poche pietanze semplici e che rispecchiano la tradizione. Ai nostri clienti non proponiamo una carta di pietanze, ma spieghiamo a voce il nostro menu. Le pietanze sono poche e parlando con il cliente si crea un rapporto amichevole dove poter consigliare e ascoltare le sue richieste. Credo sia un modo semplice e carino per essere più vicini al cliente e per farlo sentire a proprio agio.
Le nostre pietanze non vengono servite al piatto, ma servite alla francese (in maniera indiretta). I piatti di portata vengono appoggiati sul tavolo, e il cliente si serve da solo. E’ caratteristico, e solitamente il cliente gradisce questo tipo di servizio perché, specialmente se in gruppo, è possibile assaggiare più cose senza dover “rubare” un boccone dal piatto di un altro commensale. Le nostre porzioni sono abbondanti, e i nostri prezzi nella media.
Antipasto misto di salumi: salame, pancetta e coppa Misto di salumi: salame, pancetta e coppa; Lardo; Salamino; Formaggino Alpe bolla; Büscion Valle di Muggio; Formaggio dell’Alpe; Formaggella; Minestrone; Polenta e coniglio; Polenta e ossobuco (maiale); Polenta e brasato (manzo); Polenta e latte ; Polenta e gorgonzola
I dolci
Un dolce tipico che viene offerto sempre alla fine del pasto con il caffè, è la torta di pane. E’ un dolce omaggio che da sempre offriamo a tutti i nostri clienti, per ringraziarli della visita.
Nella nostra offerta abbiamo diversi gelati confezionati classici come ad esempio i cornetti alla fragola, cioccolato, vaniglia e stracciatella, gelati per i più piccoli oppure tartufo, cassata e semifreddo. Abbiamo deciso di ampliare un po’ la scelta, così abbiamo introdotto qualcosina in più che potesse essere apprezzata a fine pasto come il nostro tartufino affogato, il gelato alla noce con nocino e il sorbetto all’uva con grappa. Oltre alla torta di pane, non vengono prodotti altri dolci fatti in casa.
Torta di pane; Gelati confezionati diversi; Tartufo; Cassata; Semifreddo; Tartufino affogato al caffè; Gelato alla noce (pallina); Sorbetto all’ uva (pallina); Correzione nocino/grappa.
I vini
La nostra scelta di vini è abbastanza ampia. Abbiamo cercato di trovare i vini giusti da abbinare alle nostre pietanze. Il più caratteristico è sicuramente “l’Americanino” (Il Cardellino, vino da tavola rosso) che viene prodotto da uve americane che gli conferiscono un profumo inconfondibile. E’ apprezzato soprattutto dai turisti che desiderano assaggiare un vino particolare e della zona, oppure da chi vuole rinfrescarsi e quindi lo unisce alla gazzosa. Negli ultimi tempi, dopo l’entrata in vigore della legge sull’alcol al volante, la vendita di vino ha subito un calo. Sono sempre meno i clienti che si concedono una bottiglia di vino in compagnia. Per questo abbiamo anche il Merlot e il Barbera che vendiamo sciolto sia in tazzino che in boccalino o in brocca.