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Dopo il rovesciamento del vecchio regime egiziano, Svizzera ed Egitto hanno avviato relazioni giudiziarie in vista del rimpatrio in Svizzera di valori patrimoniali presumibilmente illeciti. Le autorità di entrambi i Paesi si mantengono costantemente in contatto. In Svizzera sono attualmente bloccati circa 700 milioni di USD. Questa cifra include gli averi il cui blocco è stato imposto in seguito all'ordinanza del Consiglio federale, ai procedimenti penali avviati in Svizzera e ai procedimenti di aiuto giudiziario.
Allo scopo di appoggiare le autorità penali egiziane, il DFAE ha deciso su loro richiesta di estendere il blocco di averi patrimoniali previsto dall'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti di talune persone originarie della Repubblica araba d’Egitto ad altre 17 persone fisiche. L'allegato dell'ordinanza del Consiglio federale viene perciò modificato in tal senso. Questo provvedimento si inserisce in una serie di misure di sostegno attraverso le quali la Svizzera aiuta l'Egitto ad accertare la provenienza degli averi patrimoniali.
Dopo le dimissioni, all'inizio del 2011, del presidente Hosni Mubarak in seguito a un sollevamento popolare protrattosi per varie settimane, il Consiglio federale aveva varato il 2 febbraio 2011 l'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti di talune persone originarie dell'Egitto. L'ordinanza prevede il blocco immediato di eventuali beni patrimoniali dell'ex presidente egiziano Mubarak e del suo entourage in Svizzera. L'obiettivo del Consiglio federale era di adottare tutte le misure necessarie atte ad agevolare l'accertamento, nell'ambito dell'assistenza giudiziaria, della provenienza degli averi bloccati.
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