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Il consiglio di amministrazione (Cda) del gruppo germano-svizzero Schmolz+Bickenbach farà di tutto per evitare il blocco del Registro di commercio ottenuto da una delle sue filiali legata all'investitore Viktor Vekselberg. L'organo di sorveglianza considera tale passo come "un'ostruzione inaccettabile".
Il Cda del gruppo metallurgico con sede a Emmenbrücke rileva che intende ricorrere a tutte le vie giuridiche per far rimuovere il blocco il più rapidamente possibile, si legge in una nota di oggi. Tale ostacolo può provocare danni importanti all'impresa e ai suoi azionisti, si legge nel comunicato.
Il Cda ha informato la filiale in questione - ossia la Schmolz+Bickenbach GmbH & Co. KG di Düsseldorf - nonché la Renova, società di investimento del miliardario russo Viktor Vekselberg, che saranno ritenute responsabili dei danni dovuti al blocco, prosegue la nota.
In seguito a tale passo le decisioni prese durante l'assemblea generale di venerdì scorso, in particolare l'aumento del capitale azionario per 330 milioni di franchi, sono differite.
La lotta di potere tra il Cda da un lato e la società di Düsseldorf, che rappresenta gli eredi dei fondatori, assieme alla Renova dall'altro lato negli ultimi giorni si è inasprita ulteriormente.
Venerdì di stretta misura gli azionisti avevano seguito per proposte del Cda e scartato una probabile entrata nel capitale della società da parte di Viktor Vekselberg. Poco dopo la riunione, Renova ha cambiato le carte in in tavola rilevando un pacchetto di azioni della società rappresentante il 20,46% del captale e depositato un preannuncio di un'offerta pubblica di acquisto (Opa).
La manovra implica la convocazione di un'assemblea generale straordinaria, con l'obiettivo di riproporre cambiamenti in seno al Cda.