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Indossando parrucche e abiti sportivi bianchi, alcuni studenti manifestanti hanno organizzato un’incursione a novembre 2018 in una filiale della Credit Suisse a Losanna giocando una partita di tennis al suo interno per oltre un’ora come protesta per far pressione alla star del tennis Roger Federer a porre fine al suo accordo di sponsorizzazione con l’istituto bancario che effettua investimenti in combustibili fossili. Pur affermando di rispettare la loro causa per il clima e la libertà di espressione come un diritto democratico fondamentale, Credit Suisse ha ritenuto inaccettabile la loro azione di protesta e ha presentato una denuncia in tribunale contro gli attacchi degli attivisti presso le sue filiali a protezione dei suoi dipendenti. La stessa incursione si era svolta anche in una filiale di Ginevra.
Nel 2019 arriva la condanna per 12 imputati di 30 aliquote giornaliere e multe per 21’600 franchi per violazione di domicilio e resistenza alle forze dell’ordine. Ieri sono comparsi davanti alla Corte del Tribunale distrettuale di Renens dopo aver presentato ricorso ed aver rifiutato di pagare le multe inflitte.
Il processo si è concluso con un decreto di assoluzione e la cancellazione di qualsiasi illecito per i 12 giovani attivisti. Il giudice Philippe Colelough ha dichiarato che gli studenti non si sono resi colpevoli rifiutando di pagare le multe legate alle accuse visto il pericolo imminente della crisi climatica che il pianeta sta affrontando, così come hanno sostenuto gli stessi attivisti. “Non è sufficiente uscire per le strade o votare, dobbiamo disturbare un po’ in modo che la gente smetta di comportarsi come se nulla stesse accadendo”, ha dichiarato un attivista fuori del tribunale. Le multe ora verranno pagate dallo Stato.
Federer ha sottoscritto una partnership con Credit Suisse che sostiene anche la Fondazione Roger Federer attiva nei programmi di formazione scolastica in Sudafrica e in altri paesi del continente africano. Ma la banca svizzera è accusata dagli ambientalisti di fare una politica di considerevoli investimenti irresponsabili dal punto di vista ambientale. Da un report di Greenpeace, l’istituto elvetico avrebbe versato oltre 17 miliardi di dollari americani per finanziare aziende che hanno emesso quasi 200 milioni di tonnellate di gas serra. Credit Suisse investe in ogni cosa, compresa l’estrazoine di petrolio e gas.
È per questo che il rapporto tra Roger Federer e il suo sponsor è diventato di interesse per la 17enne attivista svedese Greta Thunberg, che non ha esitato a criticarlo aspramente sui social media. L’oscillazione a sinistra delle ultime votazioni di ottobre ha dato forza alle richieste degli studenti che protestano sempre di più per chiedere azioni concrete sul cambiamento climatico.
Secondo alcuni prendere di mira la banca non aveva molto senso ma paradossalmente la protesta si è rivolta anche contro Roger Federer. “Il Credit Suisse sta distruggendo il pianeta. Roger, li supporti?”, era scritto sugli striscioni sollevati dagli studenti durante la protesta che non aveva attirato molta attenzione. Ma l’ha attirata adesso dopo il verdetto del tribunale proprio quando Federer si trova a Melbourne per affrontare gli Australian Open di tennis, mentre gli incendi continuano a dvastare il paese.
Gli atleti professionisti sono altamente visibili, molto remunerati e tanto sensibili alle critiche. A differenza delle compagnie petrolifere però, non finanziano i governi. Federer è stato costretto a reagire e a difendersi dato che è il “marchio” di maggior successo al mondo. “Apprezzo i promemoria della responsabilità come individuo privato, come atleta e come imprenditore, e mi impegno a utilizzare questa posizione privilegiata per dialogare su questioni importanti con i miei sponsor”, ha detto Federer durante una dichiarazione scritta, sottolineando però di non avere intenzione di rompere il legame con il gigante finanziario svizzero.
Le azioni di Federer in futuro rivestiranno grande importanza per la sua reputazione come modello scelto di rappresentanza svizzera. Dovrà cambiare qualcosa con i suoi sponsor. Il Credit Suisse ha annunciato intanto che smetterà di finanziarie lo sviluppo di nuove centrali elettriche a carbone.