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Ci sono voluti quasi sette anni per espellere un cittadino della Guinea la cui domanda d’asilo era stata respinta nel giugno 2011, con conseguente ordine di allontanamento. Sette anni durante il quale l’uomo è rimasto illegalmente in Svizzera, accumulando quattro condanne penali. Per soggiorno illegale, ma anche per lesioni semplici e infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti.
La vicenda viene riportata in una recente sentenza del Tribunale amministrativo federale (Taf). Nel 2011 la Segreteria di stato della migrazione (Sem) aveva ordinato l’allontanamento del richiedente, un ordine rimasto a lungo lettera morta.
Se non fosse che nel 2017, a seguito dell’ennesima condanna, l’uomo chiese alla Sem di revocare l’ordine di rimpatrio, invocando motivi di salute. In sostanza, spiegava che durante il soggiorno in Svizzera aveva subito diverse operazioni al ginocchio destro e che a causa di errori medici avvenuti durante queste operazioni la sua capacità di movimento era limitata. Ma la Sem si rifiutò di rivedere la propria decisione originale. Al contrario, all’ordine di espulsione aggiunse un divieto di entrata in Svizzera per tre anni. Nel contempo, nel febbraio 2018, l’uomo venne incarcerato nel canton Berna in vista del suo rimpatrio forzato. Un rimpatrio che è infine avvenuto nel maggio 2018.
Prima di lasciare la Svizzera il cittadino guineano aveva comunque presentato ricorso contro la decisione della Sem. Ma il suo ricorso è stato respinto, con sentenza pubblicata ieri. I giudici sottolineano che il rifiuto dell’uomo di rispettare le decisioni delle autorità elvetiche e le sue diverse condanne penali giustificano sia l’espulsione, sia il divieto d’entrata, sia la carcerazione preventiva in vista del rimpatrio.