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GINEVRA - Swiss manda all'aria alcuni stereotipi sulla professione di pilota per promuovere l'assunzione di nuovo personale in un contesto di crescente concorrenza tra compagnie aeree.
Una nuova campagna promozionale di Swiss si rivolge in particolare alle donne, alle persone di media istruzione e anche ai portatori di occhiali.
Diffusa sui social network, su Internet e attraverso manifesti, la campagna promozionale è volutamente "provocatoria" per stimolare la curiosità dei giovani dai 18 ai 32 anni, le cui aspettative non sono più quelle delle generazioni precedenti, osserva il direttore dell'associazione dei piloti Aeropers, Henning Hoffmann, intervistato da AWP. Era necessario un nuovo stile di marketing, «perché oggi non è più così facile trovare candidati».
Si calcola che l'aviazione civile dovrà impiegare centinaia di migliaia di piloti (da 600'000 a 800'000) in tutto il mondo nei prossimi vent'anni, a causa dell'esplosione del traffico. «Presso Swiss cerchiamo ogni anno tra i 50 e i 60 piloti per sostenere la nostra crescita», afferma Lorenzo Stoll, direttore della compagnia per la Svizzera romanda.
Per facilitare il reclutamento Swiss deve fare una riflessione interna, ad esempio sull'organizzazione dell'orario di lavoro. L'azienda prevede inoltre di assumere molti più piloti donne. «Ora rappresentano il 5% della nostra forza lavoro (su un totale di 1358 piloti alla fine del 2018), che è troppo poco», osserva Stoll.
La campagna ha anche lo scopo di dimostrare che la professione è aperta a una varietà di profili, al di là dello stereotipo del pilota uomo, snello, che indossa una camicia bianca. I criteri per iniziare un corso di formazione - che dura circa due anni - richiedono, ad esempio, di avere un'altezza compresa tra 1,60 e 1,98 metri, un'età compresa tra i 18 e i 32 anni, una maturità o un diploma professionale. «Non è necessario aver frequentato i politecnici di Zurigo o Losanna», afferma Lorenzo Stoll. «Cerchiamo prima di tutto personalità, un certo stato d'animo».
Swiss in passato è arrivata a pubblicare un annuncio - ora in gran parte ritirato - che suscitò una piccola controversia: «Gli studi non fanno per te? Diventa pilota, si può decollare anche senza aver studiato». Swiss preferisce ora mostrare slogan che evidenziano l'empatia e la forza mentale, che sono essenziali in questa professione, così come il suo desiderio di rendere la sua forza lavoro più femminile.
Allo stesso modo, la campagna insiste sul fatto che i portatori di occhiali sono i benvenuti. Le correzioni della vista non pregiudicano in alcun modo la possibilità di volare, come riconosce da circa 20 anni l'Ufficio federale dell'aviazione civile (Ufac). Anche in questo caso, «dobbiamo sfatare alcune idee preconcette».
Per Swiss, la sfida è anche quella di soddisfare nuove aspettative. Lo stipendio e il prestigio associati alla professione sono diventati agli occhi dei candidati piuttosto secondari rispetto al desiderio di autonomia e all'auspicio di evolvere in un ambiente stimolante.
«I giovani piloti vogliono preservare la privacy e partecipare alla programmazione degli orari», spiega Henning Hoffmann. I modelli abituali di lavoro a tempo parziale non sono una panacea perché hanno anche loro una certa rigidità. Un comandante di bordo di Swiss guadagna tra 148'000 franchi (sui voli di corto raggio) e 210'000 franchi all'anno (a lungo raggio), più spese e altre prestazioni. La conoscenza del tedesco e dell'inglese è essenziale.