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La storia dell'Agenda 21
Nel 1968 e presso l'Accademia dei Lincei, a Roma, Aurelio Peccei fonda il Club di Roma, un'associazione di scienziati, economisti, industriali e capi di stato di tutti e cinque i continenti che mira ad analizzare i possibili scenari dello sviluppo mondiale.
All'interno
La storia dell'Agenda 21
Nel 1972 il Club di Roma pubblica il “Rapporto sui limiti dello sviluppo”, rapporto elaborato dal Massachusetts Institute of Technology (MIT). Firmato da Donella Meadows
l'intero rapporto si basa su una complessa simulazione al computer World3. In sintesi, il rapporto afferma che nell'arco di un secolo, l'esaurimento delle risorse naturali ed il deterioramento degli equilibri ecologici avrebbe finito col compromettere la sopravvivenza del modello industriale.
Pur avendo il neo di previsioni approssimative, esso ha avuto il merito di destare una grande attenzione pubblica, accentuata dalla crisi petrolifera che si sarebbe manifestata solo l'anno seguente.
Dal 5 al 16 giugno dello stesso anno, 116 delegazioni nazionali partecipano a Stoccolma alla Conferenza dell'ONU che porterà all'istituzione dell'UNEP (Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite). I capi di tutte le delegazioni approvano la Dichiarazione di Stoccolma sull'ambiente umano. La Dichiarazione si apre con l'impegno dei governi a “regolare le loro azioni verso
il mondo intero, tenendo conto innanzitutto delle loro ripercussioni sull'ambiente“.
Nel 1980 l'esigenza di conciliare sviluppo economico ed equa distribuzione delle risorse porta alla nascita del concetto di sostenibilità dello sviluppo . IUCN (World Conservation Union – un’organizzazione costituita da autorità governative di diversi paesi e da organizzazioni non governative), l’UNEP e il Fondo Mondiale per la Natura (WWF) pubblicano la Strategia Mondiale per la Conservazione. Nel testo si legge che "per affrontare le sfide di una rapida globalizzazione del mondo una coerente e coordinata politica ambientale deve andare di pari passo con lo sviluppo economico e l'impegno sociale".
Nel 1987, si svolge la Conferenza di Tokio, nella quale Gro Harlem Brundtland, Presidente della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo presenta il rapporto che poi prenderà il suo nome (Rapporto Bruntdland). Lo sviluppo sostenibile è definito dalla ministra norvegese come "lo sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri”.
Nel 1992 si svolge a Rio de Janeiro la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo che oggi è ricordata come il Vertice della Terra. I rappresentanti dei governi di
178 Paesi, oltre 100 capi di Stato e centinaia di Organizzazioni Non Governative sottoscrivono cinque documenti:
- La Dichiarazione dei principi per la gestione sostenibile delle foreste
- La Convenzione quadro sui cambiamenti climatici
- La Convenzione quadro sulla biodiversità
- La Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo
- L'Agenda 21: il Programma d'Azione per il XXI secolo
Dal Club di Roma alla Conferenza di Rio.
L'Agenda 21 delle Nazioni Unite
Il manifesto dello sviluppo sostenibile approvato a Rio
Agenda 21 locale
Dal documento ONU all'implementazione delle Agende 21 locali
Attuazione delle Agende 21 locali
Lo stato dei lavori delle Agende 21 locali
Strumenti di lavoro
Gli strumenti per avviare un'Agenda 21 locale
Dossier a cura di Rosario Mastrosimone