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Quaranta esperti di quindici paesi hanno stilato ieri e oggi a Losanna un primo bilancio internazionale riguardo alla restituzione degli averi sottratti ai loro popoli dai tiranni, in particolare quelli deposti durante la "Primavera araba" dell'anno scorso. La Svizzera ha svolto un ruolo di pioniere in materia, avendo riconsegnato ai paesi d'origine circa 1,7 miliardi di franchi complessivi, scrive in una nota il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
"Si tratta di una somma superiore a tutte quelle delle altre piazze finanziarie comparabili", aggiunge il DFAE, ricordando che un anno fa la Svizzera "è stato il primo Paese a bloccare i fondi in possesso di ex dirigenti egiziani e tunisini e del loro entourage". Attualmente sono ancora bloccati 410 milioni di franchi di provenienza egiziana e 60 milioni di origine tunisina.
La restituzione di beni di provenienza illecita - aggiunge il DFAE - rappresenta un elemento chiave del dispositivo di misure messe a punto da Berna per tutelare la propria piazza finanziaria e lottare contro la criminalità finanziaria internazionale. In questo settore la Svizzera "sta svolgendo un ruolo anticipatore sul piano internazionale", si rallegra il dipartimento.
A Losanna erano presenti anche numerosi membri di organizzazioni internazionali e rappresentanti di organizzazioni intergovernative. I partecipanti hanno sottolineato "la necessità di consolidare la coordinazione internazionale in materia di restituzione di averi di provenienza illecita".
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