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In occasione della pubblicazione del rapporto annuale dell'organizzazione, il Comitato internazionale della Croce Rossa ha denunciato mercoledì le conseguenze delle guerre di lunga durata, che stanno devastando una decina di paesi.
Il presidente del CICR Jakob Kellenberger ha espresso grande preoccupazione per "l'effetto distruttore" che questi conflitti hanno "su generazioni intere".
Le ferite sono profonde: le persone sono giorno dopo giorno più vulnerabili, le infrastrutture sono distrutte, i sistemi sanitari sempre più precari e i prezzi dei prodotti alimentari aumentano, causando malnutrizione. Attualmente le crisi umanitarie più terribili colpiscono la Somalia e l'Afghanistan, ha sottolineato Kellenberger.
Per far fronte a questo tipo di conflitti, le organizzazioni umanitarie devono cercare di adattare la loro azione, preparandosi a fornire diversi tipi d'assistenza su lunghi periodi. Kellenberger ha invitato in particolare a non abbassare le braccia, anche se visti i compiti immensi spesso si "può provare un sentimento di frustrazione".
Per quanto concerne le attività del CICR, il presidente ha indicato che non vi sono problemi di finanziamento. Sugli 1,1 miliardi di franchi spesi lo scorso anno, 942 milioni sono stati impiegati sul terreno. L'Irak è stato il principale teatro d'operazione, con 85 milioni, davanti a Sudan (77), Pakistan (76) e Afghanistan (75).
swissinfo.ch e agenzie