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General Motors è 'libera' dal governo. Il Tesoro americano ha venduto tutte le restanti azioni nella casa automobilistica americana, che può così dire addio al soprannome 'Government Motor', come era stata chiamata dopo il salvataggio del governo. Il Tesoro afferma di aver recuperato 39 miliardi di dollari dall'investimento, perdendone 10,5 miliardi di dollari.
Commentando il fatto, il presidente americano, Barack Obama, ha affermato che "la scommessa ha ripagato. L'industria dell'auto è tornata". Tutte e tre le case automobilistiche americane sono ora "abbastanza forti da poter comminare con le loro gambe. Sono redditizie per la prima volta in quasi dieci anni".
Nonostante le perdite, il salvataggio - mette in evidenza il segretario al Tesoro, Jack Lew - ha consentito di salvare un milione di posti di lavoro e fermare il collasso dell'industria automobilistica americana.
Il Governo aveva ottenuto 912 milioni di azioni di Gm, o il 60,8% della casa automobilistica, in cambio di 49,5 miliardi di dollari. L'uscita da Gm, insieme al miglioramento del mercato del lavoro e all'accelerazione del pil nel terzo trimestre, sembrano indicare come gli Stati Uniti si stiano lasciando alle spalle la crisi. E un nuovo segnale in questo senso potrebbe arrivare dalla prossima riunione della Fed, in programma il 17-18 dicembre, in cui probabilmente si discuterà della riduzione del piano di acquisto di asset alla luce delle recenti indicazioni positive, che rafforzano - come ammesso dal presidente della Fed di St Louis, James Bullard, sostenitore dei maxi aiuti della Fed - il caso per un freno al programma da 85 miliardi di dollari al mese.
Una discussione, quella all'interno della Fed, che secondo gli economisti non si tradurrà in un annuncio immediato di una stretta, ipotesi comunque non da escludere: la maggioranza degli analisti ritiene che una freno sarà annunciato nel primo trimestre, con la Fed che preferirebbe aspettare ulteriori indicazioni.
SDA-ATS