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BERNA - Sessione nella sessione oggi al Consiglio nazionale: la Camera del popolo ha infatti tenuto una discussione straordinaria sul coronavirus con l'intento d'influenzare le decisioni del Consiglio federale per il superamento della crisi. La maggior parte delle misure proposte erano tuttavia già obsolete, due mozioni (sulle cinque che contava il dibattito) sono del resto state ritirate.
In una mozione presentata alla fine di maggio, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) chiedeva di prolungare le misure relative alle indennità per lavoro ridotto (ILR) fino a metà settembre. Il Consiglio federale non aveva rinnovato il provvedimento dopo il 31 maggio.
Per motivi legali la camera non aveva potuto trattare il dossier nella sessione estiva di giugno: la risposta del Consiglio federale era infatti giunta solo a inizio luglio. La mozione è quindi diventata quasi superflua - il relatore commissionale Philippe Nantermod (PLR/VS) ha parlato di una «Migros-data» assai vicina - ed è stata bocciata dal plenum con 97 voti a 93 e 5 astensioni.
Gli aiuti finanziari alle PMI e ai lavoratori indipendenti saranno ripresi nel quadro della legge sul Covid-19, ha detto l'altra relatrice Mattea Meyer (PS/ZH). Le discussioni sono previste ancora questa settimana.
Altre mozioni all'ordine del giorno della sessione straordinaria sono state ritirate perché già soddisfatte. È il caso di quella della CSSS-N che chiedeva di prolungare fino a metà settembre il versamento dell'indennità per perdita di guadagno ai lavoratori indipendenti direttamente e indirettamente interessati. Il governo aveva già agito in tal senso a inizio luglio.
Da parte sua, il capogruppo socialista Roger Nordmann (VD) ha ritirato la sua mozione con la quale voleva evitare che i disoccupati esauriscano il diritto all'indennità. Nel frattempo il Consiglio federale ha infatti prolungato da 12 a 18 mesi il periodo per il quale viene versata l'indennità per lavoro ridotto.
Il Nazionale ha invece approvato, con 147 voti favorevoli, 35 contrari e 13 astensioni, una mozione UDC che chiede che i lavoratori indipendenti abbiano diritto all'indennità di perdita di guadagno o all'indennità per lavoro ridotto fino alla revoca dei provvedimenti presi per lottare contro il coronavirus.
Per Albert Rösti (UDC/BE) occorre sostenere i settori interessati fin tanto che la Confederazione imporrà rigorose quarantene o limiterà posti negli stadi e nelle sale da concerto. «Non basta dire che si può viaggiare per fare in modo che la gente viaggi», ha aggiunto Pierre-Yves Maillard (PS/VD).
Con 140 voti a 54 contrari e una astensione, la Camera del popolo ha invece bocciato una seconda mozione UDC che chiedeva di dichiarare la fine della situazione straordinaria. Le misure del Consiglio federale sono incomprensibili e irresponsabili, hanno sostenuto i democentristi secondo cui i rischi sono stati sovrastimati.
«Il Consiglio federale ha già posto fine alla situazione straordinaria il 19 giugno», ha replicato il consigliere federale Alain Berset ricordando come tutte le decisioni erano basate sulla legge sulle epidemie, approvata dal popolo 2013. Le misure adottate sono proporzionate e la Svizzera non si trova in una situazione critica come altri Paesi, ha aggiunto Maillard.