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Novartis ha annunciato l'intenzione di rilevare la società americana AveXis per 8,7 miliardi di dollari (8,3 miliardi di franchi). L'operazione permetterà alla multinazionale di rafforzare la sua posizione nei comparti delle terapie geniche e della neurologia, si legge in un comunicato odierno.
Secondo gli analisti – che hanno reagito con una certa sorpresa alla notizia – l'acquisto va però interpretato soprattutto come un passo nel segmento delle malattie rare. Questo perché l'azienda statunitense sta sviluppando un preparato (AVXS-101) per il trattamento della atrofia muscolare spinale (Sma), una malattia genetica degenerativa che causa morte precoce o invalidità per tutta la vita, provocando notevoli costi sanitari. Stando alle stime la malattia in questione colpisce, in qualche sua forma, un bambino su 6000-10'000.
Già dall'anno prossimo il prodotto potrebbe dare il suo contributo al fatturato: secondo il Ceo del gruppo farmaceutico basilese Vas Narasimhan, il preparato avrebbe il potenziale per diventare un blockbuster – nell'industria farmaceutica si chiamano in tal modo i medicinali che fruttano oltre un miliardo di dollari – e dal 2020 dovrebbe incidere in modo notevole sul risultato operativo.
L'operazione, che gode del sostegno di entrambi i consigli di amministrazione, dovrebbe essere portata a termine a metà 2018. Sarà finanziata con i mezzi liquidi disponibili e con capitale di terzi di breve periodo. Sarà utilizzata anche una parte dei 13 miliardi di dollari che Novartis otterrà grazie alla cessione al rivale britannico GlaxoSmithKline (Gsk) della partecipazione che detiene in Consumer Healthcare, una società controllata insieme dai due gruppi specializzata nei medicinali senza ricetta.