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Boris Johnson è arrivato largamente in testa nel primo turno di voto dei parlamentari conservatori per eleggere il leader del partito conservatore britannico che prenderà le redini del governo al posto di Theresa May.
7 candidati sono ancora in corsa, ma questo primo turno mostra chiaramente che l'ex sindaco di Londra è il favorito, confermando le aspettative della vigilia.
Boris Johnson ha ottenuto 114 voti su 313, molto più degli altri sei candidati, mentre altri tre sono stati eliminati. Seguono l'attuale ministro degli esteri, Jeremy Hunt (43 voti), il ministro dell'ambiente Michael Gove (37) e il ministro dell'Interno Sajid Javid (23).
"Siamo ovviamente contenti dei risultati, ma c'è ancora molta strada da fare prima di vincere la gara", ha detto un portavoce di Boris Johnson.
I parlamentari conservatori britannici hanno quindi iniziato a scremare i candidati per la successione del primo ministro Theresa May. La gara durerà diverse settimane e sarà indubbiamente dominata dalla questione della Brexit.
Otto uomini e due donne erano in corsa per la carica di leader conservatore dopo le dimissioni di May. Per questo primo turno di votazioni, i candidati con meno di 17 voti sono stati eliminati.
La selezione per il leader dei Conservatori, e quindi primo ministro, si svolge in due fasi: i 313 deputati conservatori scelgono i candidati in una serie di votazioni a scrutinio segreto finché non ne rimangono solo due. In seguito i 160'000 membri del partito decidono quale fra i due finalisti è il vincitore. Il processo avrà fine entro la fine di luglio.
All'età di 54 anni, ex sindaco di Londra e ex ministro degli Esteri di Theresa May, Boris Johnson è uno dei principali artefici della Brexit, secondo probabilmente solo a Nigel Farage, e ora non è mai sembrato così vicino a conquistare la massima carica politica del Regno Unito. Un obiettivo che questo ambizioso parlamentare ha perseguito da diversi anni, se non dalla sua tenera infanzia.
Favorito dai Bookmaker (ma d'altronde lo era anche all'indomani delle dimissioni di David Cameron quando fu invece eletta Theresa May), interpreta la carta del salvatore della Brexit dopo il fallimento di Theresa May di implementare l'uscita dall'Unione Europea. Il primo ministro, che resterà in carica fino alla nomina del suo successore, è stato costretto a rinviare al 31 ottobre questa scadenza storica originariamente prevista per il 29 marzo, dopo aver visto il parlamento respingere tre volte il suo accordo di divorzio negoziato con Bruxelles .