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Le imprese svizzere presenti in Egitto sorvegliano attentamente l'evoluzione della situazione. Novartis, che impiega 1700 persone sul posto, ha provvisoriamente chiuso i suoi uffici: è previsto che l'attività riprenda domenica, ha indicato all'ats un portavoce.
I tre centri di produzione di Nestlé, forte dei loro 3000 dipendenti, continuano per contro a lavorare: la multinazionale sta monitorando costantemente gli eventi, prestando la massima attenzione alla sicurezza dei collaboratori e delle loro famiglie.
ABB ha imposto da parte sua alcune restrizioni di viaggio ai suoi 1000 lavoratori, apportando anche alcune modifiche ai team: l'attività è però stata solo lievemente toccata dai disordini.
A Berna la Segreteria di stato dell'economia (SECO) fa sapere che è ancora troppo presto per dire in che misura le aziende elvetiche siano colpite dal sommovimento politico in atto. L'escalation di violenza non mette comunque in discussione l'impegno della Svizzera in Egitto, ha osservato l'addetta stampa Marie Avet.
L'organizzazione Switzerland Global Enterprise - l'ex Osec, ente di promozione economica della Confederazione - non è a conoscenza di imprese svizzere intenzionate a lasciare l'Egitto. Da qualche tempo sono però in calo le domande di informazioni presentate da gruppi intenzionati ad avviare le attività nel paese del Nilo.
SDA-ATS