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È stata suggellata dall'intervento finale del premier Vladimir Putin la maxi-manifestazione a suo sostegno svoltasi oggi allo stadio Luzhniki di Mosca. Sono 130'000, secondo la polizia, i sostenitori del premier e candidato presidenziale che hanno manifestato oggi nella capitale russa: 30'000 hanno marciato per un paio di chilometri sul lungo fiume della Moscova fino allo stadio, dove altri 100'000 fan del capo del governo si sono radunati sulle tribune e sul campo di gioco ascoltando le esibizioni di alcuni cantanti e gli interventi di alcuni oratori, tra cui il sindaco di Mosca, Serghiei Sobianin. Fino all'intervento finale dello stesso Putin.
Di effetto la presenza della folla dentro lo stadio, per altro non tutto esaurito: tricolori, palloncini blu, cartelli con slogan a sostegno di Putin e due maxi schermi. Gran parte di partecipanti erano lavoratori di aziende pubbliche arrivati con treni o decine di autobus statali e municipali. La manifestazione si è svolta pacificamente in una giornata umida con temperature di qualche grado sotto lo zero.
"Siamo qui tutti insieme pronti per lavorare per il bene comune del paese e per la difesa della patria", ha affermato Putin nel suo discorso. Il premier ha quindi ricordato che quest'anno cade il bicentenario della battaglia di Borodino e citando l'omonima poesia di Mikhail Lermontov ha ammonito che "la battaglia per la Russia prosegue".
Poi ha cavalcato la folla chiedendo "amiamo la Russia?". È seguito un coro di "sì", come quando ha chiesto "vinceremo?". Il capo del governo ha ricordato che tuttavia non basta vincere le elezioni perché "bisogna risolvere molti problemi". Infine, parlando con un look informale al centro di un grande palco, il capo del governo ha detto che il suo sogno è che tutti vivano felici e secondo la propria coscienza.