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Bisogna aumentare l'aiuto umanitario destinato alle persone colpite dal conflitto in Siria e ai Paesi che li accolgono. A dichiararlo è il presidente della Confederazione Didier Burkhalter all'apertura odierna della conferenza internazionale di Berlino sul tema dei rifugiati.
Oltre 40 rappresentanti di governi e organizzazioni internazionali sono riuniti nella capitale tedesca per esprimere "un impegno solidale per i rifugiati, ma anche per i Paesi che li accolgono, come il Libano", ha sottolineato questa mattina il ministro tedesco degli affari esteri, Frank-Walter Steinmeier.
Il consigliere federale ha dal canto suo ricordato che si tratta di "una delle peggiori catastrofi umanitarie da decenni a questa parte", che tocca 14 milioni di persone. "Dobbiamo agire rapidamente", visto l'avvicinarsi dell'inverno, ha insistito Burkhalter secondo la versione scritta del suo intervento.
La Svizzera si impegna in particolare su tre fronti: l'aiuto umanitario, la ricerca di soluzioni politiche e il rispetto del diritto internazionale. Il Presidente della Confederazione ha detto di sostenere la commissione d'inchiesta del Consiglio per i diritti umani dell'ONU e il ricorso alla Corte penale internazionale.
Oltre tre milioni di siriani hanno lasciato il loro Paese dall'inizio del conflitto. La maggior parte si è rifugiata nelle nazioni vicine come Libano, Giordania a Turchia.
Il Libano accoglie oltre 1,1 milioni di rifugiati, un peso enorme per un paese di 4 milioni di abitanti con equilibri religiosi fragili. Il conflitto siriano ha provocato violenze e quasi obbligato le autorità a chiudere i confini alle persone in fuga.
In Europa e nel resto del mondo il numero di rifugiati accolti rimane irrisorio, malgrado gli appelli dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).
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