Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/176455

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sviluppare strategie per preparare la manodopera svizzera all'avvento dei robot, circostanza che rivoluzionerà il lavoro e ridefinirà un certo numero di mestieri. Si tratta di formare la manodopera in modo tale affinché:</p><p>1. possa continuare a esercitare un mestiere nel panorama professionale rivoluzionato dall'arrivo dei robot;</p><p>2. possa interagire efficacemente con i robot grazie a un bagaglio di conoscenze tecniche sufficiente;</p><p>3. possa vantare la flessibilità che i robot non acquisiranno mai.</p><p>L'arrivo dei robot obbligherà tutti noi a interagire con loro. Questa combinazione tra esseri umani e robot sarà proficua soltanto se la manodopera è sufficientemente formata. La Svizzera, pertanto, deve fare tutto il possibile per mantenere alto o elevare ulteriormente il livello delle sue formazioni di base.</p><p>Per la maggior parte dei lavoratori l'avvento dei robot comporterà una totale riorganizzazione dei posti di lavoro.</p><p>Attualmente un impiegato d'ufficio sa come minimo inviare una e-mail, utilizzare Word, organizzare una conferenza telefonica. Domani, con l'avvento dei robot, dovrà essere in grado di interagire con loro sul posto di lavoro. Se conosce le particolarità tecnologiche che regolano il funzionamento di queste macchine, saprà se non altro gestirle meglio.</p><p>L'impiegato di domani dovrà essere tecnofilo e molto flessibile. Ogni robot sarà estremamente efficiente, ma solamente nell'eseguire uno o due compiti. Gli esseri umani, per contro, sono molto più flessibili. Tutti i compiti che necessitano di essere adattabili rimarranno prerogativa dei lavoratori umani.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore del postulato secondo cui gli sviluppi nel campo della digitalizzazione - ad esempio nella robotica - avranno un impatto tangibile sull'economia e sulla società svizzera. La sua strategia "Svizzera digitale", approvata in aprile 2016, ne tiene già debitamente conto. Di concerto con l'economia, la scienza, la ricerca e la società civile, il Consiglio federale si adopera per mettere il nostro Paese nelle condizioni di beneficiare della crescente digitalizzazione. Già oggi la Confederazione e i Cantoni coordinano le loro strategie volte a garantire e sviluppare le tecniche di informazione e comunicazione nel settore dell'educazione, tra l'altro nell'ambito della cooperazione in materia di politica della formazione. L'Istituto universitario federale per la formazione professionale sta analizzando come si evolvono le competenze richieste sul mercato del lavoro svizzero alla luce del processo di digitalizzazione. Insieme ai Cantoni e alla Conferenza svizzera delle scuole universitarie, la Confederazione valuterà entro fine giugno 2017 quali sono gli effetti della digitalizzazione sul settore della formazione e della ricerca e se sarà necessario adottare appositi provvedimenti. In collaborazione con esperti provenienti dagli ambienti scientifici, inoltre, i partner della formazione stanno elaborando le basi per lo sviluppo strategico della formazione professionale, in cui confluiranno anche le sfide rappresentate dalla digitalizzazione.</p><p>Nella formazione professionale di base le commissioni per lo sviluppo professionale e la qualità di ciascuna professione verificano costantemente, ma almeno ogni cinque anni, le rispettive ordinanze sulla formazione professionale di base e i piani di formazione sotto il profilo degli ultimi sviluppi economici, tecnologici, ecologici e didattici. Ai fini di un'idoneità al mercato del lavoro più elevata possibile, anche gli operatori e gli organi responsabili della formazione professionale superiore adeguano i loro cicli di formazione in funzione delle esigenze dell'economia. Il punto forte della formazione professionale sta nel fatto che grazie alla sua flessibilità sistemica e alla stretta collaborazione con gli ambienti economici è in grado di adeguarsi costantemente agli sviluppi tecnologici e alle esigenze del mercato del lavoro.</p><p>I profili professionali si evolvono sul piano dei contenuti, i cicli di revisione delle professioni si accorciano e le denominazioni professionali vengono adeguate di conseguenza. Ne sono un esempio le professioni dell'industria meccanica, dove l'attuale professione di polimeccanico AFC è scaturita dalla concentrazione di sette formazioni professionali di base a sé stanti. Nel campo delle arti grafiche basti citare la nuova professione di "Interactive Media Designer AFC", entrata in vigore nel 2014 a seguito della revisione della precedente figura professionale di "ideatore multimediale" e della rapida digitalizzazione del settore. In ambito automobilistico si può osservare come l'avvento dell'elettronica abbia portato a un riposizionamento o addirittura a una valorizzazione: alla professione di meccanico d'automobili, infatti, è subentrata la nuova professione di "meccatronico d'automobili AFC".</p><p>Secondo la legge sulla formazione continua (RS 412.10), ognuno è responsabile della propria formazione continua. L'apprendimento permanente è una premessa inderogabile per poter rispondere efficacemente alle esigenze del mercato del lavoro, in constante evoluzione.</p><p>In passato il sistema svizzero della formazione professionale ha più volte dato prova di saper reagire efficacemente a sviluppi e cambiamenti anche senza appositi interventi statali. Il Consiglio federale è convinto che saprà farlo anche in relazione al tema della robotica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.