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"Questa riforma era attesa da tempo. La riforma rappresenta anche un grande miglioramento per le generazioni più giovani, che da decenni pagano il conto salato del continuo posticipo della riforma pensioni. I lavoratori a basso reddito e a tempo parziale, in maggioranza donne, riceveranno pensioni decisamente migliori oppure potranno assicurarsi per la prima volta al secondo pilastro", afferma la consigliera nazionale Melanie Mettler.
Ripristinare la giustizia intergenerazionale
Il tasso di conversione attuale per il calcolo delle pensioni fissato nel 2004 è troppo elevato. Da decenni provoca una ridistribuzione poco trasparente nel secondo pilastro. I nati in periodi di bassa natalità e le persone con pensioni modeste, in particolare le donne, ne pagano il prezzo. La riduzione del tasso di conversione è quindi giusta e importante.
Al contrario di quanto affermato dagli oppositori alla riforma, le pensioni aumenteranno [1] e la diminuzione graduale registrata ora a causa della diminuzione dei tassi di conversione verrà finalmente fermata.
La generazione di transizione, che con pensioni modeste ha finanziato in maniera sovraproporzionale il blocco delle riforme, riceve adeguate misure di compensazione. I Verdi liberali hanno lavorato con successo per garantire che questi contributi di compensazione raggiungano le persone che ne hanno bisogno: solo coloro che beneficiano di pensioni modeste, mentre i pensionati con maggiori risorse non riceveranno misure di compensazioni.
Pensioni più eque per per chi lavora a tempo parziale
Chi lavora a tempo parziale o riceve un reddito basso - e le donne sono sovrarappresentate in questo gruppo - attualmente non arriva a versare i contributi per la pensione. La riforma approvata oggi corregge questo problema in due modi: da una parte vi è un cambiamento nel sistema nel calcolo del coordinamento della deduzione in percentuale dello stipendio. Ciò consentirà anche ai redditi più bassi di risparmiare, insieme ai loro datori di lavoro, e ottenere in futuro una pensione migliore. In secondo luogo, la soglia di reddito annuale che determina l'accesso al secondo pilastro viene abbassata. Questo rappresenta un grande passo avanti e soddisfa una promessa centrale della politica fatta alle donne in occasione del sì alla riforma dell'AVS (adeguamento dell’età pensionabile).
Il blocco delle riforme riduce le pensioni
Il referendum per questa buona proposta è già stato annunciato. Tuttavia, è fondamentale modernizzare la previdenza professionale dopo quasi 20 anni dall’ultima riforma e superare così questo costoso blocco delle riforme. Lo stallo politico voluto dagli oppositori a questa proposta è ancorato nel passato e comporterà – anno dopo anno - una continua diminuzione delle pensioni. Le donne che lavorano continueranno a non avere la possibilità di accumulare una giusta parte del loro stipendio per la ben meritata pensione.