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L'associazione umanitaria Oxfam riferisce che mentre "continua la tragica conta delle vittime e prosegue l'escalation militare israeliana, a Gaza si registrano "395 mila civili in 18 località senza acqua e servizi igienico sanitari". "La situazione è spaventosa, pericolosa e confusa - racconta l'operatrice di Oxfam Arwa Mahna dall'interno della Striscia. - Gli aerei colpiscono dovunque, in ogni istante, giorno e notte".
L'ufficio di coordinamento per i diritti umanitari (OCHA) riporta che almeno il 75% dei decessi riguarda civili, di cui il 30% è rappresentato dai bambini. Dati confermati in linea di massima anche dall'Onu, che parla del 70% di civili colpiti.
Secondo Oxfam inoltre il 90% dell'acqua potabile nella Striscia è a rischio di contaminazione. In grave difficoltà anche le strutture sanitarie: danneggiati 4 ospedali, 3 cliniche, un centro per disabili e 4 ambulanze. Le 10 cliniche mobili di Oxfam hanno dovuto sospendere momentaneamente il proprio lavoro a causa dei bombardamenti in corso.
In totale, stando a quanto riportato da Mofeed Alhasayna, ministro del Lavoro e dell'edilizia abitativa, più di 390 case sono state completamente rase al suolo, mentre quelle distrutte solo parzialmente sono 10'500. Inoltre 36 scuole sono state danneggiate. Nel frattempo cresce l'emergenza cibo con i prezzi dei beni alimentari che stanno salendo rapidamente.
SDA-ATS