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A Sud dell'abitato di Vico di Morcote, in posizione isolata ed elevata, sulle pendici meridionali del Monte Arbostora.
Da Vico Morcote si prosegue su strada carrozzabile per circa 300 metri, fino ad un piazzale, sul quale un cancello segna l'ingresso alla proprietà privata. Citofonando, chiedere il permesso di visita che solitamente è accordato. Superato il cancello, si prosegue a piedi in leggera salita per circa 500 metri, fino al castello, ben visibile da lontano.
Come lo attestano i resti di una massiccia struttura muraria nella parte centrale del castello, sul luogo doveva esistere in epoca romana una torre di vedetta, con ogni probabilità rimasta poi nel periodo longobardo. La trasformazione in fortezza si fa risalire attorno al 1100, all'epoca delle guerre fra milanesi e comaschi per il predominio della zona del Sottoceneri.
Seguono alcuni secoli di assenza di notizie storiche, che riprendono dopo il 1400, quando il castello di Morcote costituiva un caposaldo militare dei Visconti di Milano.
Dopo il 1416, anno in cui il conte Loterio Rusca ottenne il feudo del castello, il suo possesso subì numerose vicende, in cui spiccano i nomi di vari personaggi storici, tra i quali Filippo Maria Visconti e il suo condottiero Aloisio di Sanseverino, Franchino Rusca II e Francesco Sforza.
Nel 1479 l'investitura passò a Roberto Sanseverino di nobile famiglia napoletana che nominò castellano Cuidone da Calabria.
Nel 1495 troviamo castellano Francesco Crivelli inviato da Ludovico il Moro con una lettera di nomina ricca di regole e istruzioni.
Nel 1512/13 il castello venne spogliato e parzialmente smantellato dai Confederati, che lo diedero nel 1517 a Francesco Paleari, detto Fratino da Morcote, dagli eredi del quale il complesso passò, nel 1940, alla famiglia Gianini attuale proprietaria.
Il castello, che dall'esterno si presenta con un aspetto severo, specialmente per la presenza di un massiccio torrione circolare munito di cannoniere, è costituito da varie parti aggiuntesi in epoche diverse.
Attorno alla torre romana già ricordata, di cui son rimaste alcune mura di base dello spessore di 120 cm circa, son sorte le costruzioni della fortezza, con vari ambienti a due piani oltre al sotterraneo, con le attuali sole pareti a cielo aperto con varie porte e finestre.
L'ampia zona oggi prativa che si allunga alle spalle verso Sud è tutta circondata da mura che scoscendono verso il lago, interrotte nell'angolo Sud Est da una specie di rivellino, con feritoie e la traccia di un ponte levatoio.
Tra gli ambienti un po' conservati sono una cucina col grande camino e un saloncino al piano superiore.
Accanto ai resti romani è ancora visibile una profonda cisterna, non lontano dalla quale esiste un pozzo di epoca più avanzata,
Sembra accertato che dal castello partisse un cunicolo che scendeva verso oriente a raggiungere una piccola costruzione oggi visibile e, forse, fino al sottostante centro abitato di Morcote.
Sul lungolago di questo paese sorge la cosiddetta Torre del Capitano, a pianta quadrangolare, con porta ad arco acuto ed una graziosa bifora.
Nel Medioevo è documentato che il sito era un borgo fortificato munito di mura.
Bibliographie