Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/242844

<h2>SubmittedText<h2><p>In un settore carente di standard come quello dei videogiochi, la legalità di determinate pratiche implicate dalle loot box (alla lettera "scatole premio", ossia pacchetti aleatori di oggetti acquistati in un gioco con la speranza di ottenere un elemento che offra un vantaggio comparativo o un miglioramento estetico nel gioco) pone interrogativi sia sul piano della concorrenza sleale sia alla luce delle regole in materia di giochi in denaro. </p><p>Ringraziamo il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti: </p><p>- Le loot box introducono i giovanissimi a meccanismi prossimi ai giochi in denaro basati sul modello delle lotterie. Si tratta peraltro della conclusione a cui sono giunti il Belgio e i Paesi Bassi, che ormai regolamentano le loot box come giochi in denaro. Queste pratiche sono quindi legali in una prospettiva di protezione della gioventù, in particolare nell'ottica della legislazione sui giochi in denaro? </p><p>- Le loot box sono acquistate con moneta virtuale cambiata contro franchi svizzeri. L'equivalente in franchi di una loot box non è dunque noto al giocatore o lo è a prezzo di importanti sforzi. Questa pratica è conforme alla legge, in particolare alle regole in materia di indicazione dei prezzi o a quelle relative alla conversione delle valute? </p><p>- Dato che il guadagno conseguito si basa su una decisione algoritmica, quale livello di informazione deve essere obbligatoriamente messo a disposizione degli acquirenti? </p><p>- Le loot box offrono contenuti presentati come aleatori e la rarità di determinati oggetti può essere modificata e i loro contenuti adeguati dall'editore. Pertanto, come è possibile garantire al giocatore un trattamento equo? Sono eseguiti controlli per garantire un determinato numero di lotti "vincenti"?</p><p>- Gli incitamenti all'acquisto di loot box sono molteplici e possono essere adeguati all'utente. La qualità di un elemento - o di un'opportunità di vincita - può variare in funzione della rapidità a cogliere l'offerta, creando un "sentimento d'urgenza". Il prezzo degli elementi che il giocatore può acquistare può variare anche in funzione del suo modo di giocare al fine di incitarlo all'acquisto. Un tale livello di incitamento è legale sotto il profilo della lealtà commerciale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Esistono numerosi tipi di loot box, per cui è difficile generalizzare.</p><p>1. Se sono qualificate come gioco in denaro, le loot box non possono essere offerte a minorenni (art. 72 della legge federale sui giochi in denaro, LGD; RS 935.51) e necessitano di una autorizzazione d'organizzatore e un'autorizzazione del gioco. Ciò significa che tali loot box potrebbero essere legalmente offerte soltanto da case da gioco concessionarie o dalle società di lotteria svizzere. Spetta alle autorità di vigilanza (Commissione federale delle case da gioco e Autorità intercantonale di vigilanza sui giochi in denaro) determinare se una loot box sia un gioco in denaro. Concretamente, in Svizzera finora nessuna procedura è giunta a una conclusione di questo tipo. La decisione dell'autorità olandese competente in materia di giochi in denaro (Kansspelautoriteit) di qualificare le loot box FIFA come giochi d'azzardo autonomi è stata annullata dal tribunale amministrativo supremo (Uitspraak 202005769/1/A3, reperibile sul sito https://www.raadvanstate.nl/uitspraken/@130150/202005769-1-a3/).</p><p>2. L'indicazione del prezzo non può essere inesatta o fallace (art. 3 cpv. 1 lett. b della legge federale contro la concorrenza sleale, LCSl; RS 241). Se la loot box è un gioco in denaro non vi è obbligo di indicare il prezzo effettivamente pagabile in franchi svizzeri, dato che i giochi in denaro non rientrano nel campo d'applicazione dell'ordinanza sull'indicazione dei prezzi (art. 2 cpv. 1 lett. c in combinato disposto con l'art. 10 cpv. 1 dell'ordinanza sull'indicazione dei prezzi, OIP; RS 942.211). Inoltre, non è chiaro quali regole sulla conversione di valute potrebbero essere violate.</p><p>3. In linea di massima, le informazioni messe a disposizione degli acquirenti devono permettere loro di comprendere il meccanismo di acquisto o di gioco, al fine di garantire che non siano indotti in errore. Se si tratta di un gioco in denaro, gli acquirenti devono anche disporre delle informazioni necessarie alla partecipazione al gioco (art. 44 LGD) e alla protezione dei giocatori (art. 76 segg. LGD e 87 segg. dell'ordinanza sui giochi in denaro; RS 935.511), il che include anche le informazioni sulla quota di restituzione.</p><p>4. Se una loot box è un gioco in denaro, la competente autorità di vigilanza può, se necessario, eseguire controlli per verificare il rispetto delle prescrizioni legali in materia di distribuzione delle vincite. Al di fuori del diritto in materia di giochi in denaro, non vi sono invece controlli dei meccanismi di gioco o delle prescrizioni applicabili, a meno che non vi sia un comportamento penalmente rilevante come, ad esempio, una truffa.</p><p>5. Le offerte limitate nel tempo o che suscitano un sentimento d'urgenza non possono essere né fallaci (art. 3 cpv. 1 lett. b LCSl) né particolarmente aggressive (art. 3 cpv. 1 lett. h LCSl). Finché rispettano le condizioni del diritto in materia di protezione dei dati, le offerte o le vincite personalizzate o legate al comportamento del giocatore sono in linea di massima lecite, anche se favoriscono la dipendenza. Tuttavia, se la loot box è considerata un gioco in denaro, i gestori devono adottare misure di protezione sociale adeguate al pericolo potenziale del gioco (art. 73 LGD). Spetta alle autorità di vigilanza valutare, nel quadro della procedura di autorizzazione del gioco, se è ammissibile nell'ottica di tali disposizioni che elementi di un gioco siano adattati all'utente o suscitino un ingannevole sentimento d'urgenza.</p><p>Il Parlamento sta discutendo il disegno di "legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi (LPMFV)", in cui il Consiglio federale ha proposto in particolare regole sull'indicazione e il controllo dell'età nonché sui descrittori di contenuto (cfr. il messaggio dell'11 settembre 2020 concernente la LPMFV, FF 2020 7187, 7241 seg.). I descrittori di contenuto informano i genitori e le persone di riferimento in merito ai contenuti del videogioco che possono compromettere lo sviluppo dei minorenni. Descrittori quali "acquisti in-game" (con l'aggiunta "include oggetti casuali") sono già oggi usuali per designare loot box. Nel suo rapporto Giovani e media, il Consiglio federale ha inoltre considerato le microtransazioni (di cui le loot box di norma fanno parte) come un problema che deve essere affrontato in primo luogo attraverso misure di alfabetizzazione mediatica (cfr. il citato messaggio concernente la LPMFV, FF 2020 7187, 7225).</p>  Risposta del Consiglio federale.