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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare un fondo nazionale per le borse di studio da destinare agli studenti dei PF. Questo fondo sarà completamente finanziato attraverso le tasse universitarie riscosse dai due PF. Le borse verranno assegnate agli studenti che avranno ottenuto i migliori risultati in un concorso incentrato sulla matematica e sulle scienze naturali le cui famiglie non possono sostenere le tasse universitarie. L'ottenimento di questa borsa conferirà il diritto di iscriversi al primo anno del bachelor a prescindere dalla formazione precedente. La borsa di studio sarà rinnovata fino al conseguimento del master, a condizione che lo studente superi ogni anno gli esami.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con la mozione si persegue un cambiamento fondamentale del sistema. In merito alle proposte di innovazione il consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. L'attribuzione delle borse di studio è di competenza dei cantoni. Con la creazione di un fondo per il finanziamento di borse di studio a livello nazionale, la Confederazione rileva compiti cantonali. Il Consiglio federale non ritiene necessario ridefinire le competenze e modificare fondamentalmente il sistema, che finora ha dato buoni risultati. Tuttavia, condivide l'opinione che nei prossimi anni l'attribuzione delle borse di studio dovrà essere sviluppata e armonizzata. Da un lato, attualmente è in corso il processo di ratifica del concordato sulle borse di studio della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione che, in particolare, definisce i principi fondamentali e gli standard minimi. Dall'altro, l'Unione svizzera degli universitari (USU) ha inoltrato un'iniziativa sulle borse di studio che propone di trasferire le competenze in materia di regolamentazione e finanziamento dai cantoni alla Confederazione. Il Consiglio federale ha elaborato un controprogetto indiretto all'iniziativa dell'USU sotto forma di revisione della legge sui sussidi all'istruzione (RS 416.0). Tale revisione prevede di integrare le disposizioni formali del concordato sulle borse di studio dei cantoni nella legge federale, purché riguardino la formazione terziaria. Essa prevede inoltre che il sussidio federale sia commisurato alle prestazioni effettivamente fornite dai cantoni. Il consiglio federale mira così a migliorare i presupposti per migliorare le pari opportunità nella formazione terziaria.</p><p>Inoltre il consiglio dei PF emana il regolamento delle tasse conformemente all'articolo 34d della legge federale del 4 ottobre sui politecnici federali (Legge sui PF, RS 414.110). L'articolo dispone altresì che l'importo delle tasse d'iscrizione sia socialmente sostenibile. Il nuovo sistema proposto priverebbe le istituzioni del settore dei PF e il Consiglio dei PF della sovranità sulla determinazione e l'amministrazione delle tasse, il che limiterebbe la loro autonomia.</p><p>2. La maturità federale o una maturità cantonale riconosciuta ai sensi del regolamento concernente il riconoscimento degli attestati di maturità liceale (RRM) garantisce l'accesso a un PF o a un'altra scuola universitaria in Svizzera. L'introduzione di un esame d'ammissione rimetterebbe in discussione questa regola, che ha dato buoni risultati. Secondo il Consiglio federale è competenza dei cantoni e dei licei adoperarsi affinché con la maturità siano raggiunte le conoscenze e le attitudini generali necessarie per intraprendere studi universitari. Nella mozione viene inoltre proposto che gli studenti beneficiari di una borsa siano ammessi indipendentemente dalla loro precedente formazione. Tuttavia, qualora vi siano doti professionali particolari già oggi vi è la possibilità di accedere al primo semestre di studi universitari, previo esame d'ammissione (art. 16 cpv. 1 Legge sui PF).</p><p>3. Le borse cantonali sono concesse dopo una verifica dei presupposti (necessità). Con il cambiamento del sistema proposto si aggiungerebbe quale criterio supplementare una componente legata alle prestazioni. La restrizione a pochi studenti particolarmente dotati appare problematica. In tal modo sarebbero svantaggiati i candidati comunque sufficientemente dotati le cui famiglie non possono assumersi da sole i costi degli studi. Ciò metterebbe in pericolo le pari opportunità. Va inoltre considerato che una tale soluzione potrebbe acutizzare la carenza di professionisti nel settore MINT (scienze matematiche, informatiche, naturali e tecniche), cosa che sarebbe in contraddizione con gli obiettivi dell'autore della mozione e del Consiglio federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.