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BERNA - Nessuno mette in dubbio il bisogno di rafforzare il ruolo degli infermieri, ma l'iniziativa popolare in consultazione il 28 novembre lanciata dal settore è eccessiva.
Ne è convinto il comitato interpartitico composto di esponenti del PLR, del Centro e dell'UDC, secondo i quali il controprogetto del Consiglio federale all'iniziativa "per cure infermieristiche forti", avallato dal parlamento dopo gli emendamenti del caso, è la soluzione migliore. In caso di bocciatura dell'iniziativa alle urne, inoltre, il controprogetto entrerebbe in vigore immediatamente.
Il controprogetto, secondo il comitato, riprende in gran parte le richieste dei promotori. A tale scopo, un miliardo di franchi sarà messo a disposizione su più anni per formare i futuri professionisti del settore.
Le altre richieste dell'iniziativa sono però eccessive. Le disposizioni sui salari non hanno posto nella Costituzione, a detta dei contrari. Non spetta nemmeno alla Confederazione regolare le condizioni di lavoro. Si tratta di un compito che spetta ai Cantoni, ai datori di lavoro e, in ultima analisi, alle parti sociali.
Iniziativa e controprogetto - Il maggior punto debole del controprogetto, secondo il comitato promotore, sta invece nel fatto che l'offensiva per la formazione di personale con fondi federali si realizzerebbe a patto che i parlamenti cantonali stanzino lo stesso importo (oltre 400 milioni di franchi, n.d.r).
L'iniziativa popolare "Per cure infermieristiche forti" è stata promossa nel 2017 dall'Associazione svizzera degli infermieri. Il Parlamento ne raccomanda la bocciatura alle urne a favore del controprogetto. Il comitato promotore ha tuttavia mantenuto la sua proposta, giudicando il controprogetto non abbastanza coraggioso poiché non prevede misure per migliorare le condizioni di lavoro e il finanziamento delle prestazioni di cura, tutti elementi che permetterebbero di aumentare gli effettivi del personale.
Il controprogetto stabilisce che, in futuro, gli infermieri dovrebbero poter fornire alcune prestazioni senza la prescrizione di un medico. Tuttavia, si dovranno prendere provvedimenti nel caso di un'esplosione dei costi sanitari. Da parte sua, il Consiglio federale dovrà stilare una lista di cure che possono essere somministrate senza mandato medico. I fornitori di prestazioni e gli assicuratori dovranno tuttavia concludere un accordo per monitorare il mercato.
Il punto principale riguarda la formazione degli infermieri. La Confederazione è pronta ad aprire il portafoglio mettendo sul tavolo 469 milioni di franchi, somma che verrebbe spesa sull'arco di più anni. I Cantoni dovranno provvedere invece ai bisogni dei giovani in formazione. A loro spetterà determinare le condizioni e gli importi di tali sovvenzioni.