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COPENHAGEN - Dal 2014, la capitale danese ha scaricato oltre 35 miliardi di litri d'acqua di scarico, non filtrata, direttamente nell'Öresund, lo stretto che divide Danimarca e Svezia.
La notizia giunge dall'emittente TV2 danese, ricondivisa anche da Greta Thunberg sui social media. «Sì, si parla della stessa Copenhagen che dichiara di voler essere "climaticamente neutrale" entro il 2025» commenta la giovane attivista svedese.
Lo scandalo è uscito alla luce quando due comuni danesi sono stati fermati dallo scaricare 290 milioni di litri di acque reflue a pochi chilometri dalle loro coste. Tutto ciò senza l'utilizzo di alcun impianto di depurazione.
Morten Messerschmidt, Parlamentare europeo del Partito Popolare Danese, ha dichiarato all'emittente che: «Ciò è molto preoccupante per un Paese che di solito è orgoglioso della sua politica verde e della sua posizione di leader in materia ambientale».
A Copenhagen, le acque reflue vengono rilasciate direttamente nell'Öresund quando le forti piogge causano l'allagamento del sistema fognario. Il problema principale è che centinaia di tonnellate di fosforo e azoto, che contribuiscono alla carenza di ossigeno nel mare (secondo il fenomeno chiamato eutrofizzazione), vengono riversate nelle acque.
Diversi politici contattati dall'emittente televisivo si sono dichiarati sconvolti. «Dobbiamo ripensare le nostre infrastrutture» ha detto Martin Lidegaard, membro della Sinistra radicale. Il Ministro dell'ambiente danese Lea Wermelin dovrà ora dedicarsi al problema e pensare a come prevenirlo in futuro.