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L’artista americano Chuck Close è morto il 19 agosto a 81 anni in un ospedale di Oceanside, nello stato di New York.
Compiuti gli studi alla University of Washington a Seattle, e poi alla Yale University, dove consegue un master in arti figurative nel 1964, ha iniziato a emergere nel mondo dell’arte a partire dagli anni Sessanta. Il ritratto è l’elemento che caratterizza la sua produzione fin dagli inizi: le sue prime opere sono realizzati tramite un aerografo e una vernice nera diluita, creando un forte impatto visivo. Solo negli anni ’70 le sue ricerche iniziano a integrare anche il colore.
Nel 1988 a causa di una malattia rimane semiparalizzato ma non abbandona la sua attività, continuando a dipingere: dapprima tenendo il pennello tra i denti e in seguito, recuperato il parziale uso delle braccia, legandosi il pennello alla mano. Le sue opere sono spesso associate alla corrente artistica dell’Iperrealismo o Realismo fotografico, che in reazione al Minimalismo e all’Arte concettuale stabilisce un legame tra i mezzi rappresentativi della pittura e la fotografia e propone una riproduzione meccanica e particolareggiata della realtà.