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L’Iniziativa per multinazionali responsabili è stata lanciata da Dick Marty, già Consigliere agli Stati PLR e procuratore pubblico, assieme a un’ampia coalizione di 130 organizzazioni attive nell’ambito della difesa dei diritti umani e della protezione dell’ambiente.
«Se una multinazionale, come Glencore, inquina un fiume oppure distrugge intere aree abitate, deve rispondere delle proprie azioni.»
Dick Marty
Da anni Glencore partecipa alla gestione della miniera di carbone El Cerrejón, che inquina il fiume Ranchería con le sue vasche di sedimentazione. Maggiori informazioni.
Chi causa danno deve risponderne
Chi si affida al lavoro minorile oppure distrugge l’ambiente, deve rispondere delle proprie azioni. In futuro, multinazionali come il gigante delle materie prime Glencore dovrebbero rispondere in tribunale se avvelenano fiumi oppure distruggono intere aree di terra.
Prevenzione invece di chiudere gli occhi
Le multinazionali violano ripetutamente i diritti umani oppure distruggono l’ambiente. Con questa Iniziativa, le multinazionali non potranno più guardare dall’altra parte e dovranno agire in maniera preventiva per evitare danni alle persone e all’ambiente.
Singole aziende sfruttano la debolezza di alcuni sistemi giudiziari
Aziende senza scrupoli sfruttano la situazione di alcuni paesi, nei quali non c’è un sistema giudiziario funzionante. Praticano il lavoro minorile o distruggono l’ambiente senza temere alcuna conseguenza: ecco perché l’Iniziativa è necessaria.
Le misure volontarie non funzionano
L’Iniziativa crea regole chiare per porre fine alle pratiche poco scrupolose di alcune aziende. L’esperienza mostra che le misure volontarie non sono sufficienti per far sì che tutte le imprese rispettino i diritti umani e gli standard ambientali minimi.
Niente vantaggi concorrenziali per l'irresponsabilità
La maggior parte delle multinazionali rispetta le regole. Eppure alcune multinazionali senza scrupoli si pongono al di sopra delle normative sull’ambiente e ignorano i diritti umani, creano vantaggi concorrenziali per sè stesse mediante azioni irresponsabili. L’Iniziativa per multinazionali responsabili è dunque essenziale per porre fine a tutto questo.
Oltre a firmare l'iniziativa, puoi collaborare scrivendo cartoline, facendo una donazione o ordinando del materiale informativo da distribuire.
L'obiettivo di 120000 firme dell'iniziativa è stato raggiunto. La consegna delle firme a Berna è previsto per l'8 settembre.
Durante l'isolamento è diventato chiaro quanto siano importanti il paesaggio incontaminato e la natura per la nostra salute e la nostra ricreazione. Proteggiamoli - sono un bene comune importante per gli esseri umani e gli animali.
Siete ancora in tempo per consegnare le firme, più sono meglio è!
Sito internet dell'Iniziativa
Affinché il paesaggio svizzero rimanga degno di essere visto
Il turismo trae notevoli benefici dai bellissimi paesaggi naturali e culturali incontaminati, ma mette sotto pressione questi stessi paesaggi anche attraverso la grande quantità di infrastrutture, abitazioni secondarie e alloggi. L'iniziativa per il paesaggio contribuisce a migliorare e a proteggere i paesaggi tipici svizzeri, soprattutto nelle zone di montagna.
Atti parlamentari
Interpellanza «Ancorare la strategia svizzera del suolo nella legge sulla pianificazione del territorio».
In un'interpellanza depositata il 15.6.2020, il Consigliere Nazionale Kurt Fluri domanda al Consiglio Federale come intende ancorare nella legge sulla pianificazione del territorio, l'obiettivo formulato dalla Strategia Suolo Svizzero di un'utilizzazione del suolo nulla entro il 2050. Il Consiglio Federale probabilmente fornirà le sue risposte entro la prossima sessione parlamentare di settembre.
Interventi parlamentari sulla tematica della biodiversità
La biodiversità è sulle labbra di tutti, anche su quelle dei nostri parlamentari. Ecco alcuni interventi depositati nel mese di giugno:
- Interpellanza della Consigliera Nazionale Ursula Schneider Schüttel: Covid-19 e biodiversità
- Mozione dei Verdi. Programma d'incentivazione Covid nei settori dell'energia e della biodiversità
Inoltre il Gran Consiglio del Canton Turgovia ha approvato l'Iniziativa Cantonale in favore della biodiversità con 88 voti a favore contro 5. Una buona riuscita!
Meno incoraggiante è invece l'iniziativa parlamentare del Consigliere Nazionale Kamerzin, che esige che l'interesse per la messa in opera dei progetti d'energia rinnovabile predomini sempre sugli altri interessi, compresi quelli di conservazione della natura e del paesaggio. Questo rinforza ulteriormente la necessità dell'Iniziativa Biodiversità.
Preservare il nostro suolo
In Svizzera, l'agricoltura perde ogni secondo 1 metro quadrato di terreno coltivabile. Troppi edifici sono costruiti in aree agricole e la quantità di terreno fertile è notevolmente ridotta. Proteggere il paesaggio è proteggere il suolo. Anche l'agricoltura comunitaria può beneficiare di una migliore protezione del suolo
Doppia iniziativa biodiversità e paesaggio: per un futuro senza cementificazione
Tanto di ciò che assicura il nostro futuro è attualmente a rischio: specie animali e vegetali si estinguono, fertili terreni cadono vittime della cementificazione, il patrimonio culturale è oggetto di distruzione. Per interessi utilitaristici a breve termine si sacrificano stupendi paesaggi. La politica e le autorità mancano al loro compito di proteggere efficacemente la biodiversità e il paesaggio.
Così non si può andare avanti! Diverse associazioni per la natura e l'ambiente lanciano perciò una doppia iniziativa.
L’iniziativa biodiversità assicura lo spazio e i mezzi finanziari per la salvaguardia e la promozione della biodiversità. Sancisce l’obbligo di proteggere meglio la natura, il paesaggio e il patrimonio culturale.
L’iniziativa paesaggio mette fine alla crescente cementificazione dei terreni coltivati. Pone chiari limiti al boom edilizio al di fuori delle zone edificabili e garantisce la separazione delle zone edificabili da quelle non edificabili.
Sito internet dell'Iniziativa
Affinché ci sia posto per tutti
Durante l'isolamento è diventato chiaro quanto siano importanti il paesaggio incontaminato e la natura per la nostra salute e la nostra ricreazione.
Il Governo dà il suo sostegno alla Pernice Bianca
L’Associazione “Lasciamo vivere la pernice bianca” accoglie con grande soddisfazione il Messaggio n. 7822 del 3 giugno con cui il Consiglio di Stato propone di approvare l’iniziativa, vietando la caccia a questo uccello simbolo delle nostre montagne. Con un’analisi a tutto tondo, supportata da studi scientifici, l’Esecutivo ticinese conclude che la specie subisce una diminuzione significativa ed è in oggettiva difficoltà. Dopo aver evidenziato i fattori di rischio cui è soggetta (aumento delle temperature, spostamento in altitudine con minore superficie a disposizione, perdita di territori idonei, disturbi dovuti alla presenza umana, prelievo venatorio, …), il Consiglio di Stato ritiene giustificato aiutare la Pernice bianca tutelandola dal fattore di mortalità dovuto alla caccia. La stessa legge federale, del resto, impone ai Cantoni di sottrarre alla caccia le specie localmente minacciate.Questo è senza dubbio un passo molto significativo nel cammino verso una maggiore protezione della biodiversità e della natura.
L'iniziativa
Grazie anche al vostro sostegno e aiuto sono 10'500 le firme consegnate martedì 14 marzo 2020 alla Cancelleria dello Stato del canton Ticino dai promotori dell'iniziativa "Lasciamo vivere la pernice bianca".
Le ragioni dell'iniziativa
Le Alpi sono particolarmente colpite dal surriscaldamento del clima. La temperatura media è già aumentata di 2°C, il doppio rispetto alla media globale. Le temperature aumenteranno anche nei prossimi decenni. L’entità del futuro incremento dipenderà dalle misure che gli Stati adotteranno per abbattere le emissioni di CO2 nell’atmosfera.
L’aumento delle temperature sta provocando la progressiva scomparsa di ghiacciai e nevai, e un innalzamento del limite del bosco. Questa tendenza ha ripercussioni negative sull’estensione dell’habitat della Pernice bianca.
In Svizzera la specie occupa arbusteti nani e pascoli alpini, inframmezzati da cenge e ghiaioni, con una buona copertura di vegetazione. La maggior parte della popolazione vive tra 2000 e 2800 m di altitudine.
La Pernice bianca si è adattata in modo eccezionale al freddo gelido e alle dure condizioni di vita dell'alta montagna. Viceversa, se la temperatura supera i 15 gradi, la specie entra in grande sofferenza.
La risposta della specie all’aumento della temperatura è lo spostamento a quote sempre più alte. I rilevamenti, effettuati in 40 zone di censimento nella regione alpina tra il 1995 e il 2012, mostrano un andamento disomogeneo ma complessivamente la popolazione è diminuita del 13%. In Ticino, sempre tra il 1996 e il 2015, la popolazione è diminuita del 46%, passando da una densità di 6.54 maschi/km2 a 3.53 maschi/km2 (Rivista “La Caccia”, agosto 2019). Dal 2015 a oggi le Alpi hanno vissuto le 3 estati più calde da sempre. Anche se non disponiamo degli ultimi dati aggiornati, è presumibile che la situazione sia ulteriormente peggiorata. Le statistiche delle catture medie pluriennali fornita dall’Ufficio caccia e pesca lo testimoniano:
2001-05: 63 catture/anno
2006-10: 31 catture/anno
2011-15: 28 catture/anno
2016-18: 22 catture/anno
(con il termine “catture” si intendono gli esemplari abbattuti).
I dati climatici e i censimenti mostrano una forte diminuzione della specie a Sud delle Alpi. È tempo di intervenire se si vuole dare una chance di sopravvivenza in più alla Pernice bianca.
La moratoria
Nel luglio scorso, il Dipartimento del Territorio ha deciso di introdurre una moratoria di 2 anni per la Pernice bianca. Una proposta motivata dal trend negativo della specie e dalla situazione climatica critica. La caccia alla Pernice è già stata chiusa, ad esempio, sul versante meridionale dell’intero arco alpino occidentale. Purtroppo, i vertici della Federazione cacciatori ticinesi (FCTI) hanno reagito con veemenza contro questa decisione e hanno inoltrato ricorso al Tribunale federale, denunciando vizi formali legati all’iter decisionale. La reazione mostra uno scarso senso di responsabilità da parte della federazione nei confronti del futuro di questa specie, e il ricorso – anche se motivato da semplici motivi formali – se accolto, avrebbe come conseguenza la sospensione della moratoria.
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