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La Banca centrale del Giappone (BoJ) lascia invariata la politica monetaria ultra espansiva e migliora il giudizio sullo stato dell'economia, da "estremamente grave" a "grave con segnali di ripresa".
"L'economia giapponese inizia ad evidenziare i primi segnali di recupero malgrado la severità della congiuntura causata dall'impatto del coronavirus sul mercato domestico e all'estero", recita il comunicato dell'istituto a un giorno dall'insediamento del nuovo premier Yoshihide Suga.
A questo riguardo il governatore dell'istituto, Haruhiko Kuroda, ha detto che continuerà a coordinarsi con il nuovo esecutivo e non esiterà ad attuare ulteriori misure per sostenere l'espansione del ciclo economico. La valutazione segue la contrazione record del Pil nel periodo da aprile a giugno del 7,9% con un calo del 28,1% su base tendenziale.
Il costo del denaro rimane al -0,1% e il piano di acquisto delle obbligazioni governative continuerà virtualmente a non avere limiti, mentre per i fondi di investimento (Etf) ci sarà un vincolo annuale di 12'000 miliardi di yen, pari a 102 miliardi di franchi.
Nel corso della conferenza stampa che ha seguito la riunione di due giorni, Kuroda ha anche ribadito che l'obiettivo del tasso di inflazione rimarrà invariato al 2%, così come il piano di incentivi al settore privato per un valore di 1'200 miliardi di yen - l'equivalente di 10,2 miliardi di franchi - a supporto delle aziende colpite dalla crisi economica causata dall'emergenza sanitaria.
L'attuale governatore, alla guida dell'istituto dal marzo 2013, ha inoltre precisato che intende portare a termine il suo secondo incarico fino alla scadenza naturale del 2023.