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Syngenta afferma di aver risolto la disputa relativa all'erbicida Atrazin negli Stati Uniti. Il gruppo basilese ha infatti raggiunto un accordo con diverse reti di approvvigionamento di acqua che prevede il versamento di 105 milioni di dollari.
La somma, coperta in parte da accantonamenti, sarà iscritta nei libri contabili del 2012. L'impatto sull'utile netto per azione, secondo quanto si legge in un comunicato, è stimato a 0,50 dollari. L'accordo è stato presentato a una Corte federale dell'Illinois, che dovrà ancora approvarlo.
Syngenta e la filiale Syngenta Crop Protection Inc. (SCPI) erano state accusate negli Stati Uniti di aver generato ingenti profitti continuando a commercializzare l'Atrazin, quando sapevano che il prodotto poteva contaminare l'acqua potabile. L'intesa annunciata oggi evita eventuali lunghi e costosi procedimenti giuridici e fa chiarezza sugli aspetti commerciali.
Secondo il testo dell'accordo Syngenta "ha espressamente declinato qualsiasi responsabilità, mentre i denuncianti hanno riconosciuto di non essere a conoscenza di nuovi studi scientifici concernenti l'Atrazin". La società vuole continuare a commercializzare il prodotto negli USA, che viene utilizzato nella coltivazione del mais.
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