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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Concetto direttivo Esercito XXI (CDEs XXI), attualmente in fase di elaborazione </p><p>interna e reso accessibile al pubblico alla fine del mese di febbraio sotto forma di </p><p>avamprogetto, è il concetto che risponde in maniera coerente, nel contesto globale, </p><p>alle domande poste. Esso sarà sottoposto alla procedura ordinaria prevista per i </p><p>progetti di riforma di questo genere. Il CDEs XXI si fonda sulla Costituzione federale, </p><p>soddisfa totalmente le condizioni quadro relative alla neutralità e al sistema di milizia </p><p>e tiene conto anche dei mezzi limitati a disposizione dell'esercito.</p><p>Prima della presentazione della versione definitiva del CDEs XXI è possibile dare le </p><p>seguenti risposte:</p><p>Domande concernenti la strategia</p><p>1. L'esercito deve essere in grado di difendere per quanto possibile autonomamente </p><p>la Svizzera da attacchi di importanti forze nemiche, di salvaguardare la sovranità </p><p>sullo spazio aereo e di impedire la supremazia aerea nemica sopra la Svizzera </p><p>nonché di proteggere settori e opere all'interno della Svizzera. Non è possibile </p><p>effettuare una precisa determinazione qualitativa e quantitativa delle forze </p><p>nemiche a cui l'esercito dovrà essere in grado di far fronte autonomamente, per </p><p>diversi motivi:</p><p>1. affinché la minaccia militare diventi acuta, in Europa dovrebbero prima essersi </p><p>verificati fondamentali mutamenti politico-militari che per ora non sono </p><p>prevedibili. Qualsiasi congettura concernente l'entità e la forza di un ipotetico </p><p>attacco militare sarebbe perciò arbitraria e aleatoria.</p><p>2. Un'ulteriore incertezza è legata al progresso nel settore delle tecnologie militari, </p><p>le cui conseguenze a lungo termine sulle possibilità di attacco e difesa per ora </p><p>non possono essere determinate.</p><p>3. In fine, la diversità degli scenari di attacco nemico ipotizzabili non può essere </p><p>ridotta a un comune denominatore che consenta di definire in modo semplice e </p><p>schematico la "propria prestazione autonoma" necessaria.</p><p>Per questi motivi e per la libertà d'azione della Svizzera, si tratta di raggiungere </p><p>una capacità di difesa il più possibile autonoma, ma anche, nel caso in cui la </p><p>neutralità decada a causa di un attacco, di ampliare nel contempo la capacità di </p><p>collaborare, nel settore della difesa militare, con le altre vittime del medesimo </p><p>aggressore.</p><p>2. Tutte le dichiarazioni concernenti il caso di difesa si riferiscono a una situazione, </p><p>attualmente non prevedibile, che presuppone che in Europa si siano verificati </p><p>enormi mutamenti politico-militari in grado di minacciare l'esistenza del Paese e </p><p>della popolazione. Non si tratta perciò di pianificazioni concrete. Occuparsi a livello </p><p>teorico di questo caso, è comunque un obbligo del Governo federale, fintantoché </p><p>la probabilità di un tale evento non è nulla. Del rimanente, ciò è conforme anche </p><p>alle riflessioni su questo tema contenute nel Rapporto del Consiglio federale </p><p>all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera (RAPOLSIC 2000) </p><p>del 7 giugno 1999.</p><p>Allo scopo di incrementare la libertà d'azione, in caso di attacco deve sussistere ? </p><p>a seconda dell'entità delle forze nemiche ? l'opzione di preferire la difesa </p><p>autonoma ma anche, in caso di necessità, di poter collaborare con altri Stati nel </p><p>settore della difesa qualora l'entità delle forze nemiche fosse superiore ai nostri </p><p>mezzi e la neutralità decadesse a causa di un attacco. Altre dichiarazioni su </p><p>questo tema sarebbero necessariamente soltanto di natura speculativa. </p><p>3. Grazie alle previste truppe di salvataggio, del genio e della fanteria nonché ai </p><p>battaglioni della polizia militare, che disporranno di un migliaio di militari in ferma </p><p>lunga ben istruiti e immediatamente pronti all'impiego, Esercito XXI sarà in grado </p><p>di fornire aiuto, sul momento e con capacità di resistenza accresciute, alle autorità </p><p>nel settore della sicurezza interna e della gestione di situazioni straordinarie. </p><p>Inoltre, sarà anche possibile impiegare sussidiariamente ulteriori formazioni di CR </p><p>e scuole reclute a partire dal livello dell'istruzione di reparto. Per di più, la gestione </p><p>di pericoli esistenziali sarà assicurata mediante la capacità di crescita nel settore </p><p>della protezione della popolazione. Ciò vale per le situazioni normali e </p><p>straordinarie.</p><p>4. Vedere la risposta alla domanda 3.</p><p>Domande concernenti la dottrina</p><p>1. La scelta e l'elaborazione degli scenari è necessariamente arbitraria e legata a </p><p>enormi incertezze. Ciò è ancor più vero se il periodo di tempo nel quale tali scenari </p><p>potrebbero avverarsi è molto lungo, come è il caso attualmente. Per questo </p><p>motivo, l'elaborazione di scenari di minaccia concreti sarebbe poco utile per </p><p>determinare l'entità delle Forze Armate necessarie alla difesa.</p><p>2. Le prestazioni nell'ambito delle tre missioni dell'esercito sono state definite sulla </p><p>base di esperienze e impieghi pratici (gestione di pericoli esistenziali, operazioni di </p><p>sostegno alla pace). Per la sicurezza del territorio e la difesa le prestazioni sono </p><p>state concepite secondo gli standard internazionali adeguati alla Svizzera e ne </p><p>sono state desunte le corrispondenti forze necessarie. Quale elemento essenziale </p><p>della dottrina sono state definite delle prestazioni che soddisferanno i possibili </p><p>bisogni.</p><p>Domande concernenti il sistema di milizia</p><p>1. Il sistema di milizia non è messo in discussione da un incremento della quota dei </p><p>quadri di professione. Il personale professionista (militari di professione e militari a </p><p>contratto temporaneo) sarà impiegato principalmente nelle formazioni </p><p>d'addestramento e per l'istruzione a livello di unità rinforzata. I quadri di milizia </p><p>opereranno negli stati maggiori d'impiego, nei quali essi istruiranno alla condotta </p><p>degli impieghi i battaglioni e le divisioni subordinati. Essi avranno anche la </p><p>possibilità di comandare la propria formazione. Per quanto riguarda l'istruzione e </p><p>la condotta dell'impiego, i quadri di milizia idonei avranno la possibilità di </p><p>assumere funzioni di comando. </p><p></p><p>Nella sua decisione del 20 dicembre 2000, il Consiglio federale ha incaricato il </p><p>DDPS di presentare, unitamente all'elaborazione del CDEs XXI, un Concetto per i </p><p>quadri tenendo conto in modo particolare delle possibilità d'impiego dei quadri di </p><p>milizia. Questo modello sarà sviluppato in collaborazione con le organizzazioni e </p><p>le scuole interessate, affinché sia possibile tener conto delle condizioni particolari </p><p>del sistema di milizia.</p><p>2. I modelli d'istruzione previsti sono adeguati all'esercito di milizia svizzero. Il DDPS </p><p>non ha alcuna intenzione di copiare il sistema dell'esercito di professionisti degli </p><p>Stati Uniti. Certo, nell'ambito della panificazione per la valutazione si farà capo alle </p><p>esperienze di Forze Armate estere. Le peculiarità svizzere e segnatamente il </p><p>sistema di milizia elvetico non saranno comunque messi in discussione.</p><p>Oggi, vi è un disequilibrio tra i compiti di condotta e quelli amministrativi dei quadri </p><p>di milizia. Spesso, i militari di milizia sono oberati totalmente dai compiti di </p><p>preparazione e pianificazione dei servizi della truppa (preparazione dei servizi </p><p>della truppa al di fuori del servizio e lavori tecnico-amministrativi). Attualmente la </p><p>possibilità di concentrarsi sul proprio compito di capo militare è limitata. Il DDPS </p><p>cerca soluzioni che tengano debitamente conto sotto ogni punto di vista del </p><p>sistema di milizia e che siano anche compatibili, per quanto possibile e </p><p>necessario, con le esigenze dell'economia. I modelli d'istruzione previsti </p><p>consentiranno ai militari di milizia di integrare, in maniera orientata agli obiettivi, le </p><p>loro capacità nella condotta delle formazioni.</p><p>Domande concernenti l'istruzione</p><p>1. Il reclutamento dei militari di professione necessari per l'avvio della realizzazione </p><p>di Esercito XXI assume un'importanza decisiva e il DDPS farà tutto il possibile per </p><p>raggiungere tale obiettivo. Nel senso di una pianificazione alternativa, è possibile </p><p>prevedere l'impiego di quadri a contratto temporaneo. L'esecuzione del progetto </p><p>Esercito XXI è comunque un processo che non si concluderà all'inizio del 2003. </p><p>Grazie ai previsti adeguamenti delle carriere dei quadri e segnatamente alla </p><p>possibilità di impegnarsi per un determinato periodo nell'istruzione militare, </p><p>saranno create condizioni favorevoli per la continuità della capacità di prestazione </p><p>dell'esercito.</p><p>2. Per principio, il comandante di truppa, vale a dire il comandante di battaglione, è </p><p>responsabile per l'istruzione. Se i battaglioni prestano il loro CR all'interno delle </p><p>rispettive formazioni d'addestramento, il comandante della formazione </p><p>d'addestramento è responsabile, come nel caso degli odierni corsi </p><p>d'addestramento di una determinata Arma, per l'istruzione di tali formazioni. Se il </p><p>CR è prestato nell'ambito della formazione d'impiego, il comandante di tale </p><p>formazione d'impiego è responsabile dell'istruzione (di reparto).</p><p>Domande concernenti la tabella di marcia</p><p>1. Un dibattito parlamentare sulle singole questioni è poco opportuno, fintantoché </p><p>non è possibile avere una visione d'insieme del contenuto globale vincolante della </p><p>riforma dell'esercito. Nel frattempo, nella sua seduta speciale del </p><p>21 febbraio 2001, il Consiglio federale ha trattato il CDEs XXI. Nell'ambito di </p><p>approfondite consultazioni nel corso del mese di marzo 2001, le cerchie </p><p>interessate avranno la possibilità di discutere, sulla base della panoramica globale </p><p>disponibile, dell'attuale contenuto del progetto. Il dibattito pubblico è favorito dalla </p><p>pubblicazione dell'avamprogetto del CDEs XXI, avvenuta alla fine dello scorso </p><p>mese di febbraio.</p><p>2. Allo stato attuale della pianificazione, la realizzazione di Esercito XXI inizierà il </p><p>1° gennaio 2003. La tabella di marcia è ambiziosa, ma assolutamente realistica. </p><p>Innanzitutto, vi è una pressione oggettiva: se si tiene a non disilludere le </p><p>giustificate aspettative dei quadri e della truppa non è possibile continuare con </p><p>Esercito 95. Per il momento, unicamente prospettive concrete sono in grado di </p><p>motivare i nuovi quadri affinché si mettano a disposizione di Esercito XXI.</p><p>Domande concernenti la riforma dell'amministrazione</p><p>1. Il concetto di massima per DDPS XXI, che comprende l'istituzione di un </p><p>Dipartimento con cinque ambiti politici, è stato approvato dal Comitato di direzione </p><p>del DDPS il 29 agosto 2000. In occasione della sua seduta del 25 ottobre 2000, il </p><p>Consiglio federale ha preso atto in senso favorevole dei lavori di riforma del DDPS </p><p>e ha incaricato tale Dipartimento di presentare le prime proposte di riforma, </p><p>segnatamente per sgravare la Segreteria generale, entro la fine del 2000. Con </p><p>decisione dell'11 dicembre 2000, il DDPS è stato autorizzato:</p><p>- ad avviare, sulla base dell'articolo 46 della legge federale del 21 marzo 1997 </p><p>sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA), la creazione di </p><p>una Direzione della politica di sicurezza e </p><p>- a procedere, sulla base dell'articolo 43 LOGA, a una riorganizzazione </p><p>dell'Aggruppamento dell'armamento (denominazione provvisoria: "Acquisti e </p><p>tecnologia").</p><p>Fondandosi sulla decisione del Consiglio federale surriferita, è stato elaborato un </p><p>concetto relativo al modo di procedere per rendere operativa la nuova struttura di </p><p>condotta e amministrazione nei settori principali entro la fine del terzo trimestre del </p><p>2002.</p><p>2. Nel concetto relativo al modo di procedere è previsto che per l'assistenza alla </p><p>gestione globale nonché per la futura struttura della direzione del Dipartimento e </p><p>dei singoli ambiti politici si ricorrerà a consulenti esterni. La gara d'appalto relativa </p><p>alla gestione globale e all'organizzazione della direzione del Dipartimento avrà </p><p>luogo all'inizio del 2001. Le risorse finanziarie per le attività dei consulenti saranno </p><p>messe a disposizione e amministrate in maniera centralizzata dalla Divisione delle </p><p>finanze della Segreteria generale del DDPS. </p><p></p><p>L'adeguamento dell'organizzazione di condotta del Dipartimento è oggetto dei </p><p>lavori d'organizzazione correnti. La direzione del Dipartimento consterà del capo </p><p>del DDPS, del segretario generale nonché dei capi degli ambiti politici e si </p><p>occuperà dei compiti seguenti:</p><p>- strategia, politica del Dipartimento;</p><p>- questioni fondamentali del Dipartimento;</p><p>- affari amministrativi del DDPS (management operativo) e</p><p>- processo di riforma/change management DDPS XXI.</p><p>Anche l'adeguamento dell'organizzazione di condotta di Esercito XXI è oggetto dei </p><p>lavori d'organizzazione correnti. La gestione del processo di riforma Esercito XXI e </p><p>dell'organizzazione di condotta dell'ambito politico "Difesa" incombe al capo </p><p>dell'ambito politico della difesa.</p><p>Domande concernenti la struttura federalistica</p><p>L'ancoramento regionale di Esercito XXI è assicurato grazie alla creazione di stati </p><p>maggiori delle zone territoriali parzialmente professionalizzati. Pure le infrastrutture </p><p>(piazze d'istruzione) necessarie in tutte le regioni e la creazione delle formazioni </p><p>d'addestramento contribuiranno a far sì che anche in futuro l'esercito sia saldamente </p><p>radicato nelle regioni e nei Cantoni. Inoltre, anche i compiti, attualmente non ancora </p><p>stabiliti in modo definitivo, nel settore della sovranità militare cantonale assicureranno </p><p>l'ancoramento a livello regionale.</p><p>Il 20 dicembre 2000, il Consiglio federale ha rifiutato l'ulteriore esame di un modello </p><p>di Forze Armate a tre componenti. Nell'ambito delle pianificazioni, questa variante è </p><p>stata esaminata in dettaglio e presentata al Consiglio federale con i relativi vantaggi </p><p>e svantaggi. Per ragioni inerenti alla necessità di ristrutturare l'amministrazione e di </p><p>dotare Esercito XXI, per quanto possibile, di strutture più semplici, si è rinunciato a </p><p>una terza Forza Armata.</p><p>L'ancoramento regionale dell'esercito sarà assicurato, come menzionato in </p><p>precedenza, grazie alla creazione di stati maggiori delle divisioni territoriali </p><p>parzialmente professionalizzati.</p>  Risposta del Consiglio federale.