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Il nuovo coronavirus "può essere prevenuto ed è curabile". A dirlo è Guo Yanhong, funzionario dell'amministrazione ospedaliera della Commissione sanitaria nazionale (Nhc) cinese, nel briefing quotidiano sull'epidemia.
L'ottimismo di Pechino si basa sui 115 nuovi casi accertati ieri su scala nazionale (al netto dell'Hubei, epicentro dell'epidemia), in calo per il tredicesimo giorno di fila, mentre i guariti sono saliti a 11'145 (+1'720 ieri). L'ultimo bilancio parla di 1'765 morti in tutta la Cina e di oltre 70'000 contagi.
Dai farmaci antivirali agli anticorpi dei sopravvissuti fino alle erbe tradizionali cinesi: sono alcune delle terapie su cui sono in corso oltre 80 test clinici in Cina per trovare farmaci efficaci contro il nuovo coronavirus. Il tutto in accordo con l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che sta predisponendo un protocollo standard delle sperimentazioni, in modo che siano fatte usando gli stessi parametri in tutto il mondo, come spiega la rivista Nature.
Se infatti ognuno degli studi clinici cinesi "non saranno fatti secondo standard rigidi, gli sforzi saranno vani", spiega Soumya Swaminathan, responsabile scientifica dell'Oms. Il protocollo dell'Oms prevede il confronto di 2 o 3 terapie sostenute da dati scientifici, tra cui la combinazione di due farmaci per l'Hiv (lopinavir e ritonavir), che negli animali hanno ridotto la carica virale di Mers e Sars, e un antivirale sperimentale (remdesivir). Proprio a gennaio negli Usa una persona è sopravvissuta alla Covid-19 dopo essere stata trattata con il remdesivir e all'inizio di febbraio la Cina ha avviato uno studio su questo farmaco, i cui risultati dovrebbero essere pronti entro fine aprile. Altre sperimentazioni sono sulla clorochina, farmaco per la malaria (che ha ucciso il coronavirus cinese in laboratorio), gli steroidi per ridurre l'infiammazione, gli anticorpi ricavati dal sangue dei sopravvissuti alla Covid-19, e due studi con cellule staminali (di cui in un caso derivate da sangue mestruale).
Altri 15 studi testaranno farmaci della medicina tradizionale cinese. Ha destato polemiche l'inclusione da parte dell'Oms delle medicine tradizionali cinesi, perchè sembra che così gli dia un riconoscimento ufficiale. Ma, precisa Swaminathan, l'Oms "aiuta a organizzare la codificazione della terminologia medica, in modo che rimedi a base di erbe siano valutati con lo stesso rigore dei farmaci". Infine altri ricercatori sono al lavoro per sviluppare farmaci contro più coronavirus, anche quelli non ancora emersi, usando come bersaglio una proteina che si trova sulla loro superficie.
Il Comitato permanente del tredicesimo Congresso nazionale del popolo, l'assemblea legislativa cinese, terrà a Pechino il 24 febbraio la 16esima sessione bimestrale. Una nota, diffusa alla fine della riunione presieduta da Li Zhanshu, precisa che il prossimo meeting valuterà "una bozza di decisione sul bando del commercio illegale di animali selvatici e l'eliminazione delle cattive abitudini di mangiare animali selvatici a tutela della salute e della sicurezza della vita delle persone".
Il coronavirus si ritiene sia stato sviluppato da pangolini o pipistrelli.
L'inizio del nuovo semestre scolastico in Cina, originariamente previsto per il 17 febbraio, è attualmente rinviato senza una data specifica, e milioni di studenti costretti a rimanere in casa in seguito al meccanismo di controllo dell'epidemia di coronavirus cominceranno a seguire i corsi online. Le scuole elementari e medie in Cina sono infatti tenute ad avviare i programmi di studio online utilizzando i siti web ufficiali per garantire che 180 milioni di studenti "siano occupati con lo studio assistito a casa". La commissione municipale per l'istruzione di Pechino ha osservato che "non è una vacanza nel senso tradizionale del termine, né significa che il nuovo semestre scolastico sia iniziato online"
La Banca centrale cinese (Pboc) ha immesso liquidità con una linea di credito a un anno da 200 miliardi di yuan, circa 28 miliardi di franchi, al tasso del 3,15%, ribassato dal precedente 3,25%, al fine di allentare le pressioni sulle imprese provate dagli effetti dell'epidemia del coronavirus.
La Pboc ha provveduto oggi anche ad effettuare una iniezione di liquidità sui mercati da 100 miliardi di yuan, drenando quindi la cifra di 900 miliardi.
Il tribunale distrettuale ha disposto il ricovero coatto di una 33enne presso l'ospedale Botkin a San Pietroburgo affinché la donna finisca il periodo di quarantena. Lo riporta Ria Novosti. La 33enne era finita in prima pagina di giornali e tg per essere scappata dall'ospedale, lamentando condizioni vergognose, dopo essere risultata negativa al coronavirus.
Il responsabile sanitario di San Pietroburgo, Natalia Beshketova, ha però presentato un esposto. Ora la donna dovrà quindi restare in quarantena fino al 19 febbraio, termine iniziale del suo isolamento, se i test saranno ancora negativi.
Quando Kem Senou Pavel Daryl, uno studente 21enne camerunese che vive nella città cinese di Jingzhou, contrasse il coronavirus, primo africano nel mondo, non aveva intenzione di lasciare la Cina, anche se fosse stato possibile. Lo ha raccontato alla Bbc. "Qualunque cosa accada, non voglio portare la malattia in Africa", ha detto dal suo dormitorio universitario, dove ora è sottoposto a una quarantena di 14 giorni.
All'inizio Senou accusava i classici sintomi di un'influenza, con febbre e tosse secca. Quando si è ammalato ha pensato subito di avere di nuovo la malaria, presa in Camerun da bambino. "Stavo andando in ospedale e pensavo alla mia morte e al modo in cui sarebbe potuto succedere", ha detto. Per 13 giorni è rimasto in isolamento in un ospedale cinese locale. È stato trattato con antibiotici e farmaci usati per curare i pazienti con Hiv. Dopo due settimane di cure ha iniziato a mostrare segni di guarigione. La Tac non ha mostrato alcuna traccia della malattia: è ora il primo africano noto per essere stato infettato dal micidiale coronavirus e il primo a riprendersi. Le sue cure mediche sono state coperte dallo Stato cinese. Gli operatori sanitari avvertono che i Paesi con sistemi sanitari più deboli potrebbero avere difficoltà a far fronte a un potenziale scoppio della malattia, che ha provocato oltre 1'770 morti e infettato oltre 72'000 persone, principalmente in Cina. "Non voglio tornare a casa prima di aver finito di studiare. Penso che non sia necessario tornare a casa perché tutte le spese ospedaliere sono state sostenute dal governo cinese", afferma Senou.