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Una cura definitiva all'Aids, in cui il paziente non debba più assumere i farmaci antiretrovirali senza che il virus torni ad attaccare il suo sistema immunitario: è il Santo Graal dei virologi che studiano l'Aids e sembra una meta un po' più vicina grazie a uno studio condotto tra Italia e Usa e pubblicato sulla rivista Retrovirology.
Una cura definitiva all'Aids, in cui il paziente non debba più assumere i farmaci antiretrovirali senza che il virus torni ad attaccare il suo sistema immunitario, sembra una meta un po' più vicina grazie ad un esperimento italo-americano che ha prodotto la remissione della malattia in macachi.
Esperti dell'Istituto Superiore di Sanità italiano insieme a colleghi della Duke University nel North Carolina hanno curato le scimmie con un mix di farmaci contenente, oltre agli antiretrovirali, due sostanze: l'auranofin, che è un componente dell'oro utilizzato contro l'artrite e è già in uso in altri studi contro l'Aids, e la butionina sulfossimina, che causa stress ossidativo come i radicali liberi.
"Entrambi vanno ad intaccare i santuari del virus, che sono i linfociti della memoria centrale e i macrofagi", spiega Andrea Savarino, che ha coordinato il gruppo di ricercatori italiani. Così facendo potrebbero eliminare il virus in via definitiva.
L'Hiv si annida nell'organismo e crea una riserva virale pronta a uscire dal nascondiglio e a esacerbare il quadro clinico del paziente non appena questo sospende le terapie antiretrovirali che tengono a bada il virus. Per questo finora non è stato possibile trovare una cura definitiva all'Aids e i malati sono costretti ad assumere farmaci per tutta la vita.
Adesso si punta ad attaccare la riserva virale (i cosiddetti santuari) portando il virus allo scoperto o, in altri termini, snidandolo per poi annientarlo definitivamente. Il gruppo di Savarino insieme a Iart Luca Shytaj, primo autore dell'articolo pubblicato sulla rivista Retrovirology, stanno ora programmando l'inizio di un trial clinico nei primi mesi del 2014.