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Politica
Cina: Australia, rinviato verdetto su giornalista Cheng Lei
Il governo australiano ha riferito che la corte del Tribunale intermedio del popolo n.2 di Pechino ha rinviato il verdetto contro la giornalista australiana Cheng Lei, ex popolare conduttrice del canale in lingua inglese Cgtn del network statale cinese Cctv.
La giornalista, accusata di diffusione illegale all'estero di segreti di Stato, rischia una condanna fino a 10 anni di carcere
Canberra, si legge in una nota del ministero degli esteri, «rispetta la sovranità del sistema legale cinese, ma il caso Cheng è privo di trasparenza e al governo australiano non sono mai stati forniti dettagli sulle accuse», né all'ambasciatore a Pechino «è stato permesso di entrare in tribunale».
L'Australia continuerà «a fornire assistenza consolare a Cheng secondo i termini del nostro Accordo bilaterale sulle relazioni consolari e a difendere i suoi diritti, incluso il fatto che possa parlare con i suoi due bambini in Australia, con i quali non ha avuto contatti dalla sua detenzione» avvenuta ad agosto del 2020.
Il portavoce del ministero degli esteri cinese Wang Wenbin, sul tema, ha osservato che «la fornitura illegale di segreti di Stato all'estero» giustifica il processo a porte chiuse. Canberra «non dovrebbe in alcun modo interferire con la gestione dei casi da parte degli organi giudiziari cinesi», ha aggiunto Wang nel briefing quotidiano.
Nata nell'Hunan ma trasferitasi con i genitori in Australia da bambina, Cheng è poi tornata in Cina dove ha costruito dal 2003 la sua carriera televisiva prima con la Cnbc e poi con la Cgtn dal 2012. La giornalista ha due figli di 10 e 12 anni che vivono a Melbourne.
La detenzione di Cheng è arrivata quando le relazioni tra Australia e Cina sono precipitate al livello più basso degli ultimi anni.
SDA