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ZURIGO - Forse non lo sapevate ma c'è una generale carenza di militi della protezione civile. I dati parlano chiaro: nel 2011 le reclute erano 8'350 mentre nel 2017 solo 4'805. Per mantenere il corpo standard di 72'000 militi attivi è necessario che il tasso di reclutamento resti attorno alle 7'000 unità. C'è però un problemino: è dal 2014 che non succede più.
«Come dovremmo tappare i buchi causati dagli uscenti?», si chiede Alexander Krethlow della Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (Cg Mpp). Per i cantoni è semplice: attingendo dal servizio civile, che gode sempre di una grande popolarità, come riporta la SonntagsZeitung.
Si torna così a pensare a un modello, sulla falsariga di quello già vagliato, e cassato, dall'Esecutivo a giugno 2017. Il modello “Obbligo di prestare servizio di sicurezza”, che prevederebbe l'istituzione di un nuovo ente di protezione dalle catastrofi che, di fatto, unirebbe le due realtà. Ma siccome le funzioni di quest'ultimo sarebbero più o meno le stesse della protezione civile, il servizio civile verrebbe praticamente smantellato.
Altre possibili soluzioni per far fronte all'endemica carenza di reclute sono attese entro il 2020 da un gruppo di studio incaricato direttamente dal consigliere federale Guy Parmelin.
Riguardo a un'ipotetica abolizione del servizio civile la Federazione servizio Civiva si dimostra estremamente critica: «Il servizio civile è efficiente ed efficace», anche perché coinvolge gli enti civili per la definizione di obiettivi e operazioni. «Sacrificare un sistema così ben funzionante per introdurre un sistema di tipo militare per soddisfare necessità statistiche, peraltro eccessive, sarebbe un'assurdità senza alcun senso».