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WASHINGTON - Undici paesi, fra i quali alcuni dei maggiori alleati americani, si uniscono 'contro' i dazi di Donald Trump. E sono pronti a firmare un accordo di libero scambio che copre 500 milioni di consumatori, riporta il New York Times.
L'intesa era stata proposta negli anni scorsi dagli Stati Uniti per fermare l'ascesa della Cina: ora invece gli Stati Uniti diventano il nuovo target di quella che era conosciuta come la Trans-Pacific Partnership (Ttp), scrive il giornale.
Il nuovo accordo - che include Giappone, Canada, Messico e Australia - si chiama Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership e prevede l'apertura dei mercati di paesi che si affacciano sull'oceano Pacifico e che rappresentano un settimo dell'economia globale.
Gli altri paesi che intenderebbero apporre la firma all'accordo, prevista per giovedì a Santiago del Cile, sono Vietnam, Nuova Zelanda, Cile, Malaysia, Perù, Singapore e Brunei.
Il fatto che l'accordo venga rilanciato senza gli Stati Uniti segnala come «paesi che prima contavano sulla leadership americana vanno ora avanti da soli» afferma il New York Times. Secondo i firmatari, l'intesa oltre ad aprire i mercati rafforza le tutele sulla proprietà intellettuale e include un linguaggio che può spingere i suoi membri a migliorare le condizioni di lavoro.