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Le prime foto di un buco nero sono diventate un video. La sequenza di fotogrammi mostra come l'ambiente che circonda il buco nero cambia nel corso degli anni mentre la sua gravità muove il materiale che lo circonda, generando un vortice costante.
Il risultato, pubblicato sull'Astrophysical Journal e ripreso da Nature sul suo sito, si deve ai ricercatori guidati da Maciek Wielgus, radioastronomo dell'università americana di Harvard. Il video mostra una macchia di luce irregolare che vortica attorno al buco nero supermassivo al centro della galassia M87, a 55 milioni di anni luce di distanza.
Per ottenere il video, la collaborazione Event Horizon Telescope (Eht), che sfrutta una rete di osservatori in tutto il mondo, ha utilizzato l'immagine del buco nero pubblicata lo scorso anno insieme ad altre raccolte negli anni precedenti e le ha combinate con un modello matematico, per mostrare come l'ambiente intorno al buco nero si è evoluto in otto anni, dal 2009 al 2017. I
l risultato fornisce agli astronomi una ricca comprensione del comportamento dei buchi neri. "Poiché il flusso di materia che cade su un buco nero è turbolento, possiamo vedere che l'anello oscilla con il tempo", rileva Wielgu. L'immagine del buco nero, catturata dalla collaborazione Event Horizon Telescope (Eht), lo scorso anno era stata pubblicata sulle prime pagine dei quotidiani di tutti il mondo. I ricercatori l'avevano ottenuta combinando i segnali in radiofrequenza che avevano raccolto dagli osservatori basati a Terra nell'aprile 2017.
L'obiettivo di Wielgus era rianalizzare i dati raccolti in precedenza dai telescopi, usando l'immagine del 2017 come guida. I dati più vecchi consistevano in quattro lotti, raccolti nel 2009, 2011, 2012 e 2013, due dei quali erano rimasti non pubblicati. "In una certa misura, sono stati dimenticati, perché tutti erano estremamente entusiasti dei dati del 2017", afferma Wielgus. I dati raccolti dal 2009 al 2013 non avevano una risoluzione sufficiente per produrre immagini, ma il gruppo è stato in grado di generarle combinando i dati disponibili con un modello matematico del buco nero costruito sui dati del 2017.