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Esclusa dal pacchetto miliardario di aiuti al settore dell'aviazione stanziato dal Consiglio federale, easyJet non ci sta a restare con un pugno di mosche.
Secondo il responsabile della compagnia low-cost per l'Europa, Thomas Haagensen, la speranza è che si trovi una soluzione tempestiva.
Haagensen, in un'intervista concessa oggi ai giornali del gruppo CH Media, afferma di non capire come mai la sua azienda sia rimasta a mani vuote. "Non dovremmo essere svantaggiati per aver reagito il più rapidamente possibile e garantito una sana liquidità".
Motivando la sua scelta, Berna aveva affermato che la filiale svizzera di easyJet sarebbe riuscita a coprire i propri bisogni grazie alla casa madre britannica. Inoltre, essendo il suo fatturato inferiore a 500 milioni di franchi, avrebbe potuto richiedere un prestito. Erano invece stati sbloccati quasi 2 miliardi per altre compagnie aeree, come Swiss ed Edelweiss, paralizzate dalla pandemia.
Stando ad Haagensen però, tutte le società del settore con sede in Svizzera e che qui impiegano dei lavoratori andrebbero prese in considerazione per gli aiuti statali. I contatti con l'esecutivo stanno pertanto continuando, ma easyJet è pure in trattativa con gli scali per ridurre il costo delle tasse aeroportuali.
Ieri la casa madre ha annunciato l'intenzione di tagliare fino a un terzo dei 15'000 posti di lavoro complessivi, oltre che di rinunciare a parte della flotta. Non è ancora chiaro cosa significherà ciò per i quasi mille dipendenti nella Confederazione.
Per quanto riguarda il rimborso dei voli cancellati, Haagensen chiede ai clienti pazienza. Ci vorrà tempo per elaborare le richieste. In Svizzera, la compagnia low-cost tornerà operativa da metà giugno a Ginevra, mentre una decisione definitiva non è ancora stata presa in merito a Zurigo e Basilea. Tenendo conto del fatto che la domanda è inferiore al solito, i collegamenti garantiti saranno a loro volta meno che in passato.
Secondo quanto dichiarato di recente, easyJet prevede che il settore uscirà del tutto dalla crisi solo nel 2023. Questo ovviamente lascerà il segno, ha commentato Haagensen, aggiungendo che alcuni progetti dovranno essere per il momento messi da parte. È il caso ad esempio del previsto rinnovo della flotta, con gli aerei più vecchi e meno ecologici costretti a rinviare la pensione e a restare in servizio più a lungo.
Alla voce costo dei biglietti, sebbene gli esperti ipotizzino un aumento delle tariffe a causa della crisi, easyJet asserisce di voler presentare offerte competitive, determinate dalla domanda. "Nulla cambierà in termini di dinamica dei prezzi", sono state le parole di Haagensen.
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