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BERNA - L'Esercito svizzero ha un disperato bisogno di cuochi, a tal punto che una parte delle reclute che entreranno in servizio domani saranno supportati da ristoratori privati. Un portavoce del Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha confermato un'informazione pubblicata oggi dalla "NZZ am Sonntag".
Mancano circa 70 chef e circa 150 cuochi di truppa. Il problema non è nuovo, ma nessun miglioramento è in vista.
L'esercito spiega questa situazione con il fatto che sempre più donne stanno imparando il mestiere di cuoca e sempre più stranieri lavorano nella ristorazione, due categorie che non sono tenute al servizio militare.
Stando al domenicale, da ormai alcuni anni l'esercito recluta soltanto persone provenienti da mestieri della ristorazione o dell'alimentazione per i posti di cuoco, macellaio e panettiere. Sono così operativi già dal primo giorno.
In otto siti militari, si è dovuto ricorrere a ristoratori privati, stando a un portavoce del DDPS. Questi prepareranno i pasti direttamente nelle cucine delle caserme.
Questa situazione suscita critiche negli ambienti militari. "Se l'esercito non può sostenere le sue truppe indipendentemente dai fornitori di servizi civili, la sua capacità a resistere in caso di crisi non è più garantita", ha dichiarato l'Associazione svizzera dei furieri, che chiede di impiegare anche soldati neofiti. L'esercito ha quindi intrapreso questa strada e ha creato la funzione di soldato della logistica di cucina.