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I ministri degli esteri dell'Unione europea decideranno lunedì il congelamento dei beni del deposto presidente tunisino Ben Ali, ma non gli imporranno il bando del visto. In genere le due misure restrittive marciano insieme, ma il dibattito oggi tra i rappresentanti dei 27 stati membri - riferiscono fonti europee - ha registrato le perplessità di diversi paesi, tra cui Italia, Cipro e Malta, alla proposta di imporre a Ben Ali anche il divieto di ingresso nei paesi Ue.
Il congelamento dei beni - che riguarderà inizialmente Ben Alì e la sua consorte, oltre ad altri membri del loro clan - è motivato da "appropriazione indebita di fondi dello stato". Secondo accuse rimbalzate sulla stampa, i coniugi Ben Ali sarebbero scappati con una tonnellata e mezzo di lingotti d'oro per 45 milioni di euro, una piccola parte dell'immensa fortuna accumulata in 23 anni dalla famiglia dell'ex presidente.
Lunedì i capi della diplomazia dei 27 rafforzeranno le sanzioni Ue già in vigore anche contro il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e l'ex presidente della Costa d'Avorio Laurent Gbagbo che rifiuta di prendere atto della sconfitta alle elezioni presidenziali di novembre scorso.
SDA-ATS