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ALMERÍA - È stato assolto un padre spagnolo che, con la sua compagna, era stato accusato di maltrattamenti per aver sequestrato il cellulare alla figlia di 14 anni e per averla percossa dopo un litigio «perché si comportava male».
Come riporta Confilegal, il tribunale di Almería ha potuto accertare che c’è stata una discussione in famiglia per l’uso che la 14enne faceva dello smartphone e che l’apparecchio le è stato tolto come misura punitiva. Non ci sono tuttavia sufficienti prove per attribuire al padre della ragazza e alla sua compagna gli ematomi al volto e a un braccio riscontrati sulla giovane tre giorni dopo l’episodio, quando si è presentata in ospedale.
Secondo il giudice, anzi, la credibilità della 14enne - che ha denunciato il genitore e la compagna di questi - è relativa. Incline all’autolesionismo, intrattiene una «relazione difficile» con la coppia, soprattutto da quando è stata costretta ad andare a vivere con il padre, che si è poi messo con la nuova compagna.
L’uomo rischiava dieci mesi di reclusione e tre anni di allontanamento dalla minore. Quest’ultima, ha riconosciuto lei stessa in tribunale, si «comporta male», prendendo note cattive a scuola e fumando nonostante il divieto imposto dal padre.