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Cellulari e portatili per verificare l'identità dei richiedenti asilo
ATS
10.8.2019 - 15:23
Molti richiedenti asilo non possono provare la loro identità con documenti come il passaporto. In un progetto pilota, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha esaminato cellulari e computer portatili dei profughi per appunto verificarne l'identità.
Per l'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) questa prassi mette gravemente in discussione la protezione della sfera privata.
Nell'edizione di sabato, i giornali del gruppo Tamedia indicano che, dal novembre del 2017 al maggio dello scorso anno, la SEM ha valutato 565 tra telefonini e pc consegnati a titolo volontario da profughi ospitati negli ex centri di registrazione e di procedura di Chiasso e Vallorbe (VD). Nel 15% dei casi sono state trovate informazioni utili sull'identità o sull'itinerario di viaggio dei richiedenti.
Valutazioni effettuate su base volontaria
Daniel Bach, portavoce della SEM, ha confermato l'esistenza di un rapporto interno sul progetto pilota, documento su cui si fonda l'informazione dei quotidiani. La SEM non ha trasmesso il rapporto a Keystone-ATS e non fornisce dettagli. Il portavoce si è limitato a spiegare che i risultati del progetto pilota hanno dimostrato che queste valutazioni «possono fornire importanti informazioni supplementari sull'origine e l'identità dei richiedenti asilo nonché sull'itinerario di viaggio».
Le valutazioni sono state effettuate su base volontaria e la protezione dei dati personali è stata garantita in ogni momento, ha assicurato Bach. L'OSAR critica aspramente la valutazione dei dati informatici e di telefonia mobile dei richiedenti. Non è possibile escludere che le autorità li utilizzino per scopi diversi dalla verifica dell'identità, ha spiegato a Keystone-ATS la portavoce Eliane Engeler.
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ATS