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L’artrite reumatoide può aumentare il rischio di parto prematuro. A certificarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Arthritis & Rheumatology da un gruppo di esperti guidato dai ricercatori dell’Ospedale Universitario di Copenhagen, in Danimarca, secondo cui la probabilità di nascita pretermine è maggiore sia se la futura mamma ha già ricevuto una diagnosi definitiva di artrite reumatoide, sia se la malattia è ancora in una fase preclinica (cioè quando i suoi sintomi non sono ancora evidenti anche se analisi di laboratorio rilevano alterazioni nel funzionamento del sistema immunitario).
L’esistenza di possibili conseguenze dell’artrite reumatoide su una gravidanza non è una novità, ma questo nuovo studio, che ha analizzato un numero molto ampio di casi, è riuscito a dimostrarla in modo più chiaro. Gli autori hanno preso in considerazione tutte le nascite registrate in Danimarca tra il 1997 e il 2008 (poco meno di 2 milioni), identificando circa 13.500 casi in cui la partoriente era affetta da artrite reumatoide o era alle prese con la malattia in fase preclinica. Dai dati a disposizione è emerso che quando la futura mamma ha a che fare con questa patologia il rischio di parto prematuro aumenta significativamente, passando dal 32% al 48% dei nati vivi. Ciononostante non sono state rilevate ripercussioni significative su diversi dei parametri indicatori della crescita del feto. Lunghezza, circonferenza addominale e circonferenza cranica alla nascita sono infatti risultate simili a quelle dei figli di donne senza artrite reumatoide. Solo il peso del neonato e della placenta è risultato leggermente inferiore (rispettivamente, di 87 e di 14 grammi). Infine, la presenza di artrite reumatoide nel padre del bambino non è parsa incidere sulla gravidanza.
La scoperta di questa possibile complicanza suggerisce la necessità di prendere opportune precauzioni per affrontare un eventuale parto pretermine nel caso in cui una donna incinta abbia a che fare con l’artrite reumatoide.
A.B.
Data ultimo aggiornamento: 01 luglio 2015