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L'esecutivo elvetico ritiene che il divieto di esportare materiale bellico metterebbe in pericolo l'industria svizzera d'armamento. Di riflesso pregiudicherebbe la difesa nazionale.Questo contenuto è stato pubblicato il 27 agosto 2008 - 11:23
Per questi motivi il governo respinge l'iniziativa popolare "Per il divieto di esportare materiale bellico". Nel messaggio trasmesso mercoledì al parlamento, l'esecutivo argomenta che se fosse applicata la proposta andrebbero persi migliaia di posti di lavoro e un vasto know-how.
Se l'iniziativa fosse accettata, si rischierebbe la chiusura o il trasferimento all'estero dell'industria d'armamento. Di conseguenza l'esercito svizzero dipenderebbe interamente da altri Stati per il suo armamento, sostiene il governo.
Il Consiglio federale non oppone un controprogetto all'iniziativa. Oltre alle esportazioni, il testo chiede di proibire anche il transito su territorio svizzero di materiale bellico.
Seguendo le raccomandazioni della Commissione parlamentare della gestione, il governo ha invece precisato i criteri di autorizzazione per l'esportazione di materiale bellico contemplati dall'apposita ordinanza.
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