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Viaggiare con un dispositivo CPAP oppure ossigeno
Condizioni come in alta montagna
Gli aerei volano al massimo a una quota di 10 000-12 000 metri sopra il livello del mare. Con l’aumento dell’altitudine diminuisce la pressurizzazione della cabina, e con essa anche la pressione parziale di ossigeno nel sangue. La pressurizzazione della cabina alla quota di volo massima corrisponde circa a un’altitudine di 2400 metri sopra il livello del mare. Quindi le condizioni sono analoghe a quelle che si presentano in alta montagna. Ciò che non presenta problemi per delle persone sane può invece comportare una riduzione critica del contenuto di ossigeno nel sangue per le persone affette da malattie polmonari.
Sono necessari accertamenti
Prima di prendere l'aereo le persone affette da malattie polmonari devono necessariamente accertarsi dell’eventuale necessità di ossigeno supplementare durante il volo. Nel corso di una misurazione del contenuto di ossigeno mediante pulsossimetria (saturazione di ossigeno) vale quanto segue:
- in caso di saturazione inferiore al 92 per cento è necessaria una supplementazione di ossigeno;
- in caso di saturazione dal 92 al 95 per cento occorre rivolgersi al medico curante per stabilire se sia necessario ulteriore ossigeno;
- in caso di saturazione superiore al 95 per cento non è necessaria una supplementazione di ossigeno.
La necessità di somministrare ossigeno supplementare dipende, oltre che dalla durata del volo, anche da eventuali patologie concomitanti. A tal riguardo occorre tenere conto in particolare delle patologie a carico del sistema cardiovascolare. Le persone che soffrono di asma parzialmente controllato o non controllato dovrebbero rivolgersi a un medico prima di intraprendere un viaggio in aereo. In caso di asma controllato i viaggi in aereo in linea di massima non costituiscono un problema.
Concentratori di ossigeno
I pazienti che possiedono un concentratore di ossigeno ricevono dietro prescrizione del medico dei piccoli concentratori portatili che pesano solamente uno o due chilogrammi e funzionano a batteria. Molte Leghe polmonari cantonali noleggiano questi apparecchi appositamente per le ferie. I concentratori portatili sono facilmente trasportabili e possono essere fatti funzionare o caricati tramite spine. Solitamente possono essere trasportati e impiegati durante voli aerei se lo pneumologo curante circa quattro settimane prima compila un modulo della compagnia aerea. Tale documento è disponibile sul sito Internet della compagnia aerea o presso l’agenzia di viaggi. Pertanto, con delle batterie di riserva è possibile affrontare senza problemi un viaggio della durata di fino a otto ore dopodiché, a seconda della meta di viaggio, è necessario un adattatore.
I concentratori di ossigeno molto piccoli presentano una limitazione per la notte: difatti essi somministrano ossigeno solo quando si inspira. Poiché nel sonno si respira spesso in modo così superficiale che il concentratore portatile di ossigeno non percepisce l’inspirazione, questi apparecchi la notte non possono essere usati come sostituto di un grande concentratore stazionario. Il problema non si pone invece per i concentratori portatili di dimensioni maggiori.
Ossigeno liquido
L’ossigeno liquido presenta il vantaggio che in tal modo le persone interessate possono riempire autonomamente piccole unità trasportabili con le quali sono poi indipendenti fino a otto ore. La maggior parte delle compagnie aeree non consente tuttavia di avere con sé a bordo serbatoi di ossigeno liquido portatili o bottiglie di ossigeno liquido, bensì li mettono a disposizione con un sovrapprezzo. Vale la pena accertarsi per tempo delle regole vigenti.
Piano d’azione BPCO
I pazienti affetti da BPCO beneficiano della possibilità di avere a disposizione un piano d’azione BPCO e di portare appresso medicamenti autorizzati dal medico di famiglia per l’evenienza di un peggioramento delle condizioni. Se in tal caso i medicamenti non sortiscono alcun effetto per 48 ore dall’assunzione, occorre rivolgersi a un medico. Anche se lo specialista nella località di vacanza non parla la stessa lingua del paziente, grazie al piano d’azione e ai medicamenti saprà immediatamente di quale patologia si tratta e come intervenire.
CPAP e BiPAP
Gli apparecchi CPAP durante il sonno esercitano una pressione sulle vie respiratorie tramite la maschera affinché non si verifichino più pause respiratorie naturali (apnea da sonno). Dormire una singola notte senza apparecchio CPAP, ad esempio in viaggio, non costituisce un grande problema se altrimenti l’apparecchio viene utilizzato con costanza. Gli apparecchi bilevel, detti anche BiPAP, forniscono un ulteriore supporto alla respirazione. Alcune persone dipendono in misura così determinante dall’ausilio per la respirazione da non potervi rinunciare durante il volo o di notte. Alcune compagnie aeree accettano questi apparecchi a bordo, altre invece li fanno consegnare come bagaglio in stiva. Pertanto è utile informarsi presso la rispettiva compagnia prima di prenotare il volo.
Per i viaggi nell’Unione europea il passaggio alla frontiera con l’apparecchio non costituisce un problema. Chi vuole recarsi in destinazioni più lontane dovrebbe procurarsi un attestato dal medico in cui venga confermato che l’apparecchio CPAP è un dispositivo medico utilizzato per una patologia. Inoltre, le Leghe polmonari cantonali rilasciano ai propri pazienti una conferma doganale. In tal modo il paese di destinazione non applica dazi doganali. A seconda della destinazione del viaggio, risulta inoltre necessario un adattatore per collegare l’apparecchio alla corrente elettrica.
Asma
In generale i voli aerei per le persone affette da asma non costituiscono un problema. Una situazione di stress in aereo ma anche in vacanza può tuttavia favorire un attacco d’asma. I medicamenti d’emergenza devono quindi essere portati sempre appresso, sia in aereo sia in vacanza – anche nel caso in cui a casa servano di rado.
Consumo di alcol e stress
Il consumo di alcol come un bicchiere di vino rosso è apprezzato da molti passeggeri per rilassarsi. Tuttavia questo effetto è illusorio e solo di breve durata. Si raccomanda in particolare alle persone affette da BPCO di evitare di consumare alcolici durante un volo. L’alcol non serve né a placare il timore del volo né migliora i disturbi come la nausea.
Al contrario, rappresenta uno stress aggiuntivo per l’organismo. Affinché l’organismo non sia esposto a ulteriori sollecitazioni, le persone affette da malattie polmonari dovrebbero evitare sforzi fisici durante il volo. A tali soggetti si consiglia quindi di stare il più possibile seduti nel corso del volo. Gli esercizi per prevenire le trombosi possono essere svolti anche da seduti.
Le cose importanti devono essere tenute nel bagaglio a mano
Le persone affette da BPCO o altre malattie polmonari dovrebbero sempre tenere tutti gli articoli medici come i medicamenti nel bagaglio a mano. Per portare i medicamenti nel bagaglio a mano occorre sempre un’attestazione medica che confermi la necessità di tali medicamenti. È opportuno che le persone affette da BPCO viaggino sempre accompagnate da conoscenti che siano in grado di supportarli.
Cassetta di pronto soccorso e medicamenti
Alle persone affette da malattie polmonari si raccomanda di portare con sé in ferie una cassetta di pronto soccorso con i medicamenti necessari. A tal riguardo occorre tenere conto che la quantità di medicamenti necessari sia sufficiente per un periodo leggermente superiore alla durata delle vacanze in caso di prolungamento del viaggio.
Fuso orario
A seconda della differenza di orario nel luogo di destinazione, i viaggiatori devono fare i conti un jet lag. Il jet lag costituisce uno stress fisico soprattutto per le persone affette da malattie polmonari. Pertanto, fino al superamento dell’effetto di jet lag si raccomanda di evitare sforzi fisici come la visita della città e prestare attenzione a un sonno e a una ripresa adeguati. Occorre tenere conto del fuso orario anche nell’assunzione dei medicamenti. Le persone affette da malattie polmonari prima di intraprendere il viaggio devono discutere di un eventuale spostamento di orario dell’assunzione dei medicamenti insieme al medico curante.
Destinazioni consigliate
Per le persone affette da una grave malattia polmonare cronica si consigliano perlopiù viaggi in Europa fino alle Isole Canarie. Se sono consentiti i concentratori di ossigeno portatili, non occorre portare con sé numerose batterie. Inoltre il rischio di contrarre un’infezione virale in aereo è di gran lunga inferiore nelle tratte brevi rispetto a quelle lunghe. È quindi possibile intraprendere dei piacevoli viaggi nonostante la malattia. Si può sfuggire alla coltre di nebbia della pianura di fine autunno, fare ancora una volta il pieno di sole e dilettarsi con l’attività fisica in spiaggia.
Immersioni in presenza di malattie polmonari
Le malattie polmonari possono aumentare il rischio di andare incontro a un infortunio durante l’immersione. In linea di massima, le persone affette da BPCO dovrebbero evitare le immersioni. Per le persone con asma controllato, invece, in presenza di determinate condizioni è possibile praticare immersioni. Prima di intraprendere il viaggio, un medico nel corso di una visita di idoneità all’immersione stabilirà se la persona affetta da malattia polmonare può effettuare questa attività.
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