Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/147495

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare un fondo per l'indennizzo integrale secondo il diritto della responsabilità civile delle vittime dell'amianto che, a causa della scadenza dei termini, non hanno potuto ottenere alcun risarcimento, o soltanto un risarcimento parziale, da un responsabile civile o contrattuale. Il Consiglio federale può determinare le condizioni precise per l'ottenimento di un indennizzo, nonché la modalità più adeguata per finanziare il fondo.</p><p>Una minoranza (Huber, Brand, Egloff, Markwalder, Merlini, Reimann Lukas, Rickli Natalie, Schwander) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole delle difficoltà cui devono far fronte le vittime di danni tardivi, in particolare dell'amianto, e i loro famigliari per ottenere un risarcimento. Nel messaggio del 26 novembre 2013 ha pertanto proposto di aumentare a 30 anni il termine di prescrizione assoluto per i casi futuri di danni alle persone. L'11 marzo 2014 la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha constatato che la giurisprudenza svizzera vigente in materia di prescrizione di pretese di risarcimento in caso di malattie riconducibili all'amianto viola il diritto all'accesso a un tribunale di cui all'articolo 6 numero 1 CEDU.</p><p>Il risarcimento delle vittime dell'amianto si fonda in primo luogo sulla responsabilità di diritto privato dei privati autori del danno, in particolare quella dei datori di lavoro nei confronti dei loro impiegati. La richiesta istituzione di un fondo statale per indennizzare integralmente le vittime dell'amianto significherebbe addossare una responsabilità privata allo Stato. Inoltre, la mozione lascia aperta la questione essenziale del finanziamento e non è chiaro se e in che misura i privati possano e debbano essere legalmente obbligati a fornire un contributo. A parere del Consiglio federale, i problemi correlati al risarcimento delle vittime dell'amianto vanno risolti dagli autori del danno e dalle relative assicurazioni. Occorre pertanto prevedere un disciplinamento speciale nel diritto della prescrizione, in attuazione della citata sentenza della Corte EDU, che permetta alle vittime dell'amianto e ai loro famigliari di sottoporre all'apprezzamento materiale di un giudice le loro pretese di risarcimento. Si potrebbe istituire una normativa di questo tipo nell'ambito della revisione in corso del diritto della prescrizione.</p><p>Va peraltro osservato che la maggior parte delle malattie note riconducibili all'amianto sono professionali. La grande maggioranza delle vittime è assicurata presso la SUVA, in virtù del modello assicurativo svizzero, e ha pertanto diritto alle prestazioni previste dalla legge (in particolare il rimborso delle spese di cura, indennità giornaliere, indennità per menomazione all'integrità). La maggior parte delle vittime dell'amianto ottiene pertanto già varie indennità, indipendentemente da eventuali pretese civili, anche prescritte. Esistono inoltre istituti di aiuto simili a fondi, basati su iniziative private, che in casi di rigore versano prestazioni a determinate vittime dell'amianto.</p><p>Infine, il Consiglio federale sta attualmente vagliando la convocazione di una tavola rotonda che riunisca i principali attori al fine di trovare soluzioni adeguate per venire in aiuto alle vittime dell'amianto e ai loro famigliari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.