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BRIGA - Nove persone - sei funzionari e tre dipendenti di un consorzio d'ingegneri - saranno processate da lunedì a Briga per le irregolarità commesse nell'ambito della costruzione dell'autostrada A9 nell'Alto Vallese. Il processo durerà due giorni.
Tutti gli imputati dovranno rispondere di amministrazione infedele e falsità in documenti; all'ex responsabile della sezione vallesana delle strade nazionali è pure contestato il reato di truffa. Il funzionario è accusato di aver trasmesso all'Ufficio federale delle strade informazioni false sulla destinazione del budget previsto per la A9.
Per cinque cantieri situati nell'Alto Vallese sono stati effettuati pagamenti anticipati per lavori non ancora effettuati, per un totale di circa 40 milioni di franchi. Secondo il pubblico ministero, nessuno degli imputati ha tratto vantaggi personali.
La vicenda era stata denunciata pubblicamente nel 2006, ma la pratica dei pagamenti anticipati era già stata stigmatizzata dal parlamento vallesano e dall'ispettorato cantonale delle finanze nel 2002. Nel 2008, con la riforma della perequazione finanziaria, i cantoni hanno ceduto alla Confederazione le proprie competenze in materia autostradale.
SDA-ATS