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La sicurezza al centro del nuovo numero di TANGRAM della CFR
(Ultima modifica 17.12.2010)
Berna, 17.12.2010 - La Commissione federale contro il razzismo CFR dedica al tema «Sicurezza – Sicurezze» il ventiseiesimo numero del suo bollettino TANGRAM e dà la parola sia alle autorità incaricate di garantire la pubblica sicurezza, sia alle minoranze che si sentono troppo poco protette. Nelle sue raccomandazioni, chiede che sia proibito il ricorso al profiling razziale ed etnico ed esorta le autorità di pubblica sicurezza a prendere maggiormente coscienza del loro ruolo di garanti della tutela dalle discriminazioni
Per contribuire alla pace sociale, qualunque politica della sicurezza deve soddisfare le esigenze dei diversi gruppi di popolazione. Le autorità di pubblica sicurezza devono essere percepite dall’insieme della popolazione come autorità di tutti, impegnate a proteggere tutti, indistintamente. Una sfida di rilievo per la politica e le stesse autorità, poiché non ci può e non ci deve essere una sicurezza della maggioranza a scapito della sicurezza di una o più minoranze.
Nel nuovo numero del suo bollettino TANGRAM, la CFR contrappone riflessioni e analisi sulla sicurezza in generale e sulle diverse tipologie di sicurezza in particolare a dichiarazioni e opinioni di appartenenti a una minoranza che si sentono insufficientemente protetti. Si tratta perlopiù di persone di colore e di Jenisch che si ritengono tuttora guardati con un certo sospetto.
Dal canto suo, la polizia può contribuire a instaurare un clima di fiducia nei confronti delle forze dell’ordine se è disposta non solo a difendersi dalle critiche ingiustificate, ma anche a sanzionare eventuali infrazioni da essa stessa commesse. Secondo la CFR, vanno sostenuti i provvedimenti finalizzati all’acquisizione di competenze in materia di diritti umani da parte dei funzionari della pubblica sicurezza. Essa riconosce perciò gli sforzi intrapresi dalle autorità in questo senso.
Per la prima volta, la CFR pubblica delle raccomandazioni all’interno di un suo numero di TANGRAM. Conformemente a queste raccomandazioni, la pratica del profiling razziale ed etnico – ossia dei controlli d’identità praticati sulle persone unicamente sulla base del colore della pelle o dell’aspetto, senza motivi e sospetti fondati – non soltanto è contraria ai diritti umani, ma deve anche essere proibita. La CFR esorta inoltre le autorità di pubblica sicurezza a prendere maggiormente coscienza del loro ruolo di garanti della tutela dalle discriminazioni.
Indirizzo cui rivolgere domande
Doris Angst, direttrice CFR, tel. 031 324 12 83, e-mail <email-pii>
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