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<h2>SubmittedText<h2><p>In un documento di lavoro interno, l'associazione degli assicuratori malattie svizzeri Santésuisse prevede per il 2010 aumenti dei premi fino al 20 per cento. Uno dei motivi addotti è che l'UFSP e il mondo politico hanno costretto le casse a ridurre le riserve. A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. A quanto ammontano le perdite subite dalle assicurazioni malattie sulle parti investite delle loro riserve a causa della crisi dei mercati finanziari? In che misura si tratta di perdite puramente contabili e in che misura, invece, di perdite effettive?</p><p>2. Di quanto si sono ridotte le riserve delle casse malati a causa delle perdite subite?</p><p>3. Di quanto bisognerebbe aumentare i premi per coprire unicamente con questi ultimi, nel giro di un anno, le perdite contabili e quelle effettive subite sulle riserve? </p><p>4. A quanto ammontano le perdite subite dalle assicurazioni malattie sugli altri investimenti a causa della crisi dei mercati finanziari? In che misura si tratta di perdite puramente contabili e in che misura, invece, di perdite effettive?</p><p>5. Di quanto bisognerebbe aumentare i premi per coprire unicamente con questi ultimi, nel giro di un anno, le perdite effettive e contabili di cui alla domanda 4? </p><p>6. L'UFSP ha tratto insegnamenti dalla crisi finanziaria riguardo agli investimenti delle casse malati? Se sì, quali?</p><p>7. L'UFSP ha motivo di ritenere che le casse abbiano proceduto o stiano procedendo a una ristrutturazione interna dei loro investimenti, per esempio spostando quelli con un valore di mercato ridotto dal settore obbligatorio a quello complementare?</p><p>8. Di quali strumenti dispone l'UFSP per riconoscere ed eventualmente impedire questo genere di movimenti? Questi strumenti sono sufficienti? L'UFSP ha già dovuto intervenire in tal senso?</p><p>9. I rappresentanti di Santésuisse affermano che l'UFSP ha costretto le casse a ridurre le riserve nel peggior momento possibile ("Berner Zeitung", 26 gennaio 2009). Il Consiglio federale condivide questa opinione?</p><p>10. Secondo i dati dell'UFSP, nel 2007 il cantone di Obvaldo presentava un'insufficienza di copertura delle riserve calcolatorie pari al 9 per cento del volume dei premi. Sempre nel 2007, in questo cantone i costi effettivi sono cresciuti del 9,5 per cento, mentre il premio medio è aumentato soltanto del 2,3 per cento tra il 2007 e il 2008 e del 6,3 per cento nell'anno successivo. L'aumento era pertanto palesemente inadeguato sia a riflettere le differenze di costi provate, ai sensi dell'articolo 61 capoverso 2 LAMal, sia a costituire riserve cantonali. Questo fatto è spiegabile e giustificabile, vista soprattutto la disposizione del primo periodo dell'articolo 61 capoverso 2 LAMal?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-6. Gli assicuratori devono sottoporre per esame e approvazione i premi per il 2010 all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) entro il 31 luglio 2009. Solo in seguito sarà possibile fornire indicazioni concrete sull'aumento dei premi nel 2010. L'aumento dipende in larga misura dall'evoluzione dei costi nel 2009 e nel 2010 come pure dalle eventuali misure di contenimento dei costi che scatteranno il 1° gennaio 2010.</p><p>Dato che l'assicurazione malattie è finanziata secondo il sistema di ripartizione e che quindi accumula meno capitali rispetto alle assicurazioni finanziate mediante il sistema di capitalizzazione, gli assicuratori malattie registrano perdite meno elevate di altri settori o di altre assicurazioni sociali. Attualmente non sono tuttavia ancora disponibili i dati definitivi per il 2008. Da un'indagine condotta fra gli assicuratori è però emerso che le perdite subite nel 2008 sui titoli ammontano a 115 milioni di franchi. A causa delle perdite sugli investimenti e dell'evoluzione negativa dell'attività assicurativa, alla fine del 2008 la quota delle riserve è scesa al 16 per cento circa. Con ogni probabilità la quota media delle riserve degli assicuratori diminuirà ulteriormente entro la fine del 2009. È quindi certo che nel 2010 l'aumento dei premi sarà ancora più marcato che nel 2009. </p><p>7./8. Non ci sono indizi che lasciano presupporre uno spostamento degli investimenti dal settore obbligatorio (LAMal) a quello complementare (LCA) o viceversa. L'UFSP segue l'evoluzione dei titoli degli assicuratori malattie. A fini di controllo può richiedere gli elenchi dei titoli annuali degli assicuratori malattie come pure un estratto degli acquisti e delle vendite effettuati oppure eseguire controlli nelle sedi degli assicuratori stessi. In questo modo è possibile verificare il movimento degli investimenti. L'UFSP dispone di sufficienti strumenti di controllo per garantire uno svolgimento conforme alle prescrizioni delle operazioni d'investimento. </p><p>9. Visto che l'assicurazione malattie è finanziata secondo il sistema di ripartizione e che è possibile adeguare i premi ogni anno, non appare giudizioso che le casse malati accumulino inutilmente molto capitale. La LAMal prevede riserve minimi legali che dipendono dalle dimensioni dell'assicuratore. Nel 2006 il Consiglio federale ha abbassato i tassi minimi per le riserve mediante una modifica dell'ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal). La riduzione ha avuto luogo gradualmente fra il 2007 e il 2009; i nuovi tassi hanno dovuto essere raggiunti soltanto nel 2009. </p><p>Gli assicuratori con grandi eccedenze hanno ridotte le riserve gradualmente in una misura che non ha mai compromesso la loro solvibilità. Dal 2003, la quota delle riserve degli assicuratori malattie è costantemente aumentata raggiungendo il valore prescritto dalla legge già nel 2004. Nel 2007 era pari al 20 per cento, rispetto al 14,4 per cento richiesto dal legislatore. Sebbene nel 2008 sia stato registrato un calo a causa dell'evoluzione dei costi e della crisi finanziaria, la quota delle riserve si situa ancora chiaramente al di sopra del minimo legale del 12,5 per cento. Inoltre in alcuni cantoni le riserve calcolatorie sono troppo alte e in altri troppo basse. Come ha già sottolineato il 25 febbraio 2009 nella risposta alla mozione Fetz 08.4046, il Consiglio federale ritiene necessario riequilibrare le quote delle riserve cantonali. </p><p>10. I premi possono essere graduati se è provato che i costi differiscono secondo i cantoni e le regioni (art. 61 cpv. 2 LAMal). Di conseguenza i costi cantonali hanno un'influenza importante sui premi nei cantoni. La difficoltà del calcolo dei premi risiede nel fatto che già a metà dell'anno in corso gli assicuratori devono stimare per ogni singolo cantone l'evoluzione dei costi fino a dicembre dell'anno successivo. Al momento del calcolo dei premi per il 2007, a metà del 2006, gli assicuratori prevedevano che le prestazioni nel cantone di Obvaldo sarebbero aumentate soltanto dell'1,7 per cento e hanno quindi innalzato i premi per il 2007 solo del 3,6 per cento. Nel 2007 i costi nel cantone di Obvaldo sono invece aumentati dell'8,3 per cento, per cui le riserve sono ulteriormente diminuite. Un'ulteriore stima errata per il 2008 ha fatto sì che la quota media cantonale delle riserve scendesse sotto il 9 per cento. Per accelerare la costituzione di nuove riserve, i premi per il 2009 sono stati innalzati del 6,7 per cento, un valore che si situa oltre la media nazionale. L'aumento è superiore alle previsioni dell'evoluzione dei costi nel cantone di Obvaldo e dovrebbe pertanto permettere di alimentare le riserve. I dati sull'evoluzione cantonale dei costi nel 2008 non sono ancora disponibili, per cui non è possibile determinare al momento l'effettivo sviluppo delle riserve.</p>  Risposta del Consiglio federale.