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Circa 800 milioni di persone nel mondo vivono ancora senza acqua potabile e 2,5 milioni senza servizi igienici, prima causa di malattie. Mentre il riscaldamento climatico minaccia le riserve di acqua dolce. I consumi crescono e le risorse disponibili non bastano: è con queste constatazioni allarmanti che si è aperto oggi a Marsiglia il sesto Forum mondiale dell'Acqua.
Incontro che vede riuniti nel sud della Francia, per una settimana, 20 mila delegazioni di 140 paesi, politici, enti locali, aziende, Ong e gruppi ecologisti. La delegazione elvetica è guidata da Martin Dahinden, capo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC).
Sullo sfondo del Forum, il quarto e ultimo rapporto delle Nazioni Unite che mostra come - alla fine del 2010 - l'89% della popolazione mondiale (6,1 miliardi di persone) aveva accesso a migliori fonti di acqua potabile. Ovvero più dell'obiettivo fissato per il 2015 (88%). La situazione resta tuttavia critica in certe regioni del mondo. Come nell'Africa subsahariana, dove la popolazione senza acqua potabile è pari al 40%. Sono ben 2,5 milioni le persone che vivono inoltre senza servizi sanitari di base. In questo senso i dati Aquafed sono ancora più preoccupanti: bisogna contare tra 3 e 4 miliardi le persone che non hanno un accesso permanente all'acqua potabile o che utilizzano acqua insalubre. Inoltre, almeno 3,8 miliardi di persone che hanno l'acqua corrente in casa non possono utilizzarla più di qualche ora al giorno o alla settimana.
Il rapporto dell'Onu mette in guardia anche contro i problemi legati al riscaldamento climatico che, con frequenti periodi di siccità e inondazioni, minaccia le risorse di acqua dolce. La questione di una buona governance è al centro del dibattito. Ma in questo bilancio, già duro, resta sempre aperto anche il problema di come assicurare un'alimentazione sufficiente a una popolazione mondiale che, nel 2050, conterà più di 9 miliardi di persone. Secondo l'Onu, per rispondere ad un aumento del 70% della domanda alimentare mondiale, il consumo dell'acqua per uso agricolo crescerà a sua volta del 20%.
"Le sfide sono immense", ha esordito il premier francese, Francois Fillon, aprendo l'incontro oggi al posto del presidente Nicolas Sarkozy, assente. Se i Forum degli anni passati, riuniti dal 1997 ogni tre anni su iniziativa del Consiglio mondiale dell'acqua, erano finalizzati a stilare una diagnosi complessiva del problema, quest'anno l'obiettivo è unire gli sforzi, formulare proposte concrete e giungere a una dichiarazione comune. Il titolo dell'incontro è in questo senso emblematico: "Il tempo delle soluzioni".
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