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Il Consiglio federale si oppone all'iniziativa per l'abolizione del canone Billag.
KEYSTONE/PETER SCHNEIDER(sda-ats)
Senza una tassa di ricezione, sarebbe impossibile fornire un servizio pubblico radiotelevisivo di qualità. A soffrirne sarebbero in particolare le regioni linguistiche più piccole.
È l'opinione del Consiglio federale che ha raccomandato oggi di respingere l'iniziativa popolare federale "Sì all'abolizione del canone radiotelevisivo (Abolizione del canone Billag)".
Per l'esecutivo, un Paese piccolo come la Svizzera, dove oltretutto si parlano quattro lingue diverse, ha bisogno di un'offerta di servizio pubblico indipendente per il buon funzionamento della democrazia diretta. L'eventuale accettazione dell'iniziativa colpirebbe in particolar modo la Svizzera italiana e quella romancia: senza la perequazione finanziaria interna alla SRG SSR non sarebbe infatti più possibile produrre programmi radiotelevisivi equivalenti in tutte le lingue ufficiali.
A soffrire particolarmente della soppressione della tassa di ricezione non sarebbe comunque unicamente la SSR, sottolinea l'esecutivo. Se è vero che la Società svizzera di radiotelevisione (SRG SSR) è finanziata per i tre quarti tramite i proventi del canone, le radio locali private e le televisioni regionali lo sono nella misura dei due terzi.
L'assenza degli introiti provenienti dal canone non potrebbe inoltre essere compensata dalla pubblicità, vista la difficile situazione su questo mercato. Conseguenza: SSR e media audiovisivi privati sarebbero costretti a risparmiare massicciamente sulle proprie offerte. Inoltre, per ragioni economiche, l'informazione, la formazione e la cultura verranno penalizzate a favore dell'intrattenimento.
L'iniziativa popolare, lanciata dall'Associazione "No Billag", è stata depositata l'11 dicembre 2015 e ha raccolto 112'191 firme valide. Il suo obiettivo è far sì che le emittenti radiotelevisive titolari di una concessione non percepiscano più i proventi del canone di ricezione e che, in futuro, sia abolito anche qualsiasi sussidio diretto a beneficio delle emittenti radio-tv.
SDA-ATS