Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/42192

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1</p><p>Il Consiglio federale conferma l'interpretazione dell'art. 42 della legge sull'assicurazione malattie (LAMal) data nella sua risposta all'interpellanza Sommaruga 01.3594 e che riflette quella del Preposto federale alla protezione dei dati. </p><p>La presa di posizione del Dipartimento federale di giustizia e polizia menzionata nell'interpellanza è in realtà un parere che l'Ufficio federale di giustizia ha rivolto il 18 giugno 2001 al Sorvegliante dei prezzi riguardo alla trasmissione da parte dell'Ufficio federale di statistica di dati in suo possesso, inerenti agli ospedali quali istituti, che non contengono informazioni individuali sui pazienti. Non vi è quindi alcuna contraddizione tra questo parere, che esula dall'ambito dell'art. 42 LAMal, e la posizione espressa nella risposta all'interpellanza Sommaruga.</p><p>Ad 2 e 3</p><p>Quali organi incaricati dell'esecuzione di una legge federale gli assicuratori LAMal sono soggetti alla legge federale sulla protezione dei dati (v. art. 2 cpv. 1 lett. b e art. 3 lett. h LPD). A questo titolo, ciascuno di essi è responsabile della protezione dei dati che tratta o fa trattare nell'adempimento dei suoi compiti (art. 16 cpv. 1 LPD). Deve segnatamente garantire la sicurezza dei dati mediante provvedimenti tecnici e organizzativi appropriati (art. 7 LPD), trattare unicamente i dati di cui necessita per il suo lavoro (v. art. 4 cpv. 3 LPD), fare in modo che i dati personali siano resi anonimi non appena l'identità della persona assicurata non è più necessaria (art. 22 cpv. 1 lett. a LPD) e assicurarsi che solo il medico di fiducia venga a conoscenza dei dati che gli sono destinati (v. art. 57 cpv. 6 e 7 LAMal). Le persone che lavorano per l'assicuratore sono tenute a mantenere il segreto nei confronti di terzi, i trasgressori sono passibili di sanzione (art. 83 cpv. 1 e 92 lett. c LAMal). L'informazione del personale è anch'essa importante, poiché la protezione dei dati è per la maggior parte una questione di presa di coscienza e di comportamento quotidiano.</p><p>Negli ultimi anni, nonostante questa regolamentazione, la sensibilità nei confronti della questione della protezione dei dati medici è aumentata a causa dei progressi dell'informatica. Di fronte a questa evoluzione anche le autorità federali hanno voluto conoscere il parere degli ambiti interessati. A tal scopo il Dipartimento federale dell'interno e il Dipartimento federale di giustizia e polizia hanno congiuntamente incaricato una commissione di esperti, in cui erano rappresentati i fornitori di prestazioni, gli assicuratori e i pazienti, di esaminare la questione nell'ambito dell'assicurazione malattie e infortuni. In un rapporto pubblicato nel marzo 2001, senza mettere in dubbio la necessità di disporre di dati medici per gestire l'assicurazione malattie, la commissione ha presentato un'analisi della situazione giuridica, esposto il punto di vista degli ambienti rappresentati ed emesso raccomandazioni, alcune delle quali rimangono tuttavia controverse. Per meglio comprendere la situazione sul campo, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, di comune accordo con il Preposto federale alla protezione dei dati, ha incaricato l'Institut de droit de la santé dell'Università di Neuchâtel di effettuare uno studio sul trattamento dei dati medici in tutte le assicurazioni sociali. Questo studio, che comprende inchieste presso organismi assicuratori, dovrebbe concludersi alla fine del 2002 affinché eventuali proposte di modifiche di legge o di ordinanze possano essere sottoposte a procedura di consultazione nel corso del 2003 nel quadro della preparazione di un rapporto chiesto al Consiglio federale nel postulato 00.3178 dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale. </p><p>Per quanto riguarda la questione delle relazioni con altre assicurazioni, è necessario sottolineare che la LAMal non autorizza gli assicuratori-malattie a trasmettere dati personali ad assicuratori privati (eccetto all'assicuratore per la responsabilità civile nel quadro di una procedura di ricorso contro il terzo responsabile, v. art. 81 cpv. 1 lett. e LAMal) senza il consenso scritto della persona interessata e che, senza questo consenso, la comunicazione di dati a un'altra assicurazione sociale è possibile solo se è sancita da una legge federale (art. 84a cpv. 2 lett. b LAMal).</p><p>Nella prassi la separazione netta tra assicurazione malattie obbligatoria e complementare non è affatto possibile e comporterebbe complicazioni e costi notevoli, poiché i due ambiti sono strettamente connessi ed è spesso la stessa persona che tratta l'incarto completo dell'assicurato. Nel rapporto, la commissione d'esperti summenzionata rileva che questa situazione è dovuta al fatto che la LAMal autorizza le casse malati a praticare anche l'assicurazione malattie complementare e propone di attenuarne gli effetti applicandovi il sistema dei medeci di fiducia previsto per l'assicurazione obbligatoria. Questo sistema permetterebbe in particolare al paziente di esigere che i dati degni di particolare protezione siano trasmessi solo al medico di fiducia dell'assicuratore. La proposta farà parte delle considerazioni che saranno effettuate in vista di eventuali modifiche legislative.</p><p>Il fatto che il trattamento dei dati medici da parte degli assicuratori-malattie necessiti di alcune migliorie non incide sulla portata dell'art. 42 LAMal. Da un lato, l'interpretazione menzionata al punto 1 mira proprio a ridurre il rischio che si raccolga un numero troppo elevato di dati delicati. Dall'altro, varie altre disposizioni legali sulla protezione dei dati e l'obbligo di mantenere il segreto incidono sul comportamento degli assicuratori e del loro personale. È inoltre opportuno sottolineare che qualsiasi soluzione in materia di protezione dei dati nell'ambito delle assicurazioni sociali deve tenere conto sia delle esigenze della protezione della vita privata sia delle necessità della gestione dei casi e del contenimento dei costi, notevolmente importante per la collettività e gli individui.</p><p>Ad 4</p><p>Adottando la LAMal il legislatore ha fatto sì che il controllo del carattere economico delle prestazioni, e quindi anche delle fatture, sia di competenza degli assicuratori e che questi si facciano concorrenza. I costi devono essere controllati da chi è chiamato a coprirli e il modo in cui ogni assicuratore li controlla costituisce un fattore determinante della concorrenza. Se questo compito fosse adempito da una terza entità, come chiede l'interpellanza, sarebbe necessario chiedersi se il principio fondamentale della legge sia ancora rispettato.</p><p>Per contro, se la sicurezza è garantita, il passaggio delle fatture in un sistema centrale di controllo elettronico puramente formale non solleva alcun problema di protezione dei dati.</p><p>Ad 5</p><p>Gli assicuratori sono liberi di effettuare statistiche sulla base di tutti i dati di cui dispongono, compresi quelli che figurano sulle fatture, a condizione che siano resi anonimi "non appena lo permette lo scopo del trattamento" (art. 22 cpv. 1 lett. a LPD). La condizione tutela in primo luogo i pazienti.</p><p>I dati tratti dalle fatture costituiscono anche una fonte ricca di informazioni per la statistica delle cure ambulatoriali e delle cure a domicilio, progettata dall'Ufficio federale di statistica. I dati saranno raccolti nel rispetto dell'anonimità.</p>  Risposta del Consiglio federale.