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La sentenza potrebbe vietare a Facebook di trasferire dati negli Stati uniti.
La Corte di Giustizia dell'Unione europea ha smentito il parere della Commissione europea, che nel 2000 stabilì che gli Stati Uniti forniscono sufficienti garanzie dal punto di vista della tutela della privacy dei dati personali. Secondo il verdetto della corte la Commissione tenne unicamente conto della rassicurazioni fornite dalle grandi corporation americane e non del concreto contesto legislativo statunitense. Come ha poi dimostrato lo scandalo del Datagate, le esigenze della sicurezza nazionale degli Stati Uniti "prevalgono sul regime dell'approdo sicuro" e "le imprese Usa sono tenute a disapplicare le norme di tutela previste".
La sentenza comporta che d'ora in avanti si potrà vietare a Facebook di trasferire i dati personali dei suoi utenti oltre oceano. Il social network di Mark Zuckerberg raccoglie infatti questi dati in un server in Irlanda e da lì trasferisce negli USA. Secondo la corte quindi "il regime americano dell'approdo sicuro rende così possibili ingerenze da parte delle autorità pubbliche americane nei diritti fondamentali delle persone".