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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In generale, con quali misure intende attuare "un'azione risoluta per promuovere" il francoprovenzale al fine di salvaguardare questa lingua minoritaria riconosciuta (art. 7 cpv. 1 lett. c della Carta)? In quale lasso di tempo?</p><p>2. Come intende svolgere il suo ruolo di coordinamento e di sostegno ai Cantoni nelle misure di promozione del francoprovenzale per evitare che le "divisioni amministrative ... ostacolino il promovimento" di questa lingua minoritaria (art. 7 cpv. 1 lett. b)?</p><p>3. Come sottolineato da J.-M. Woehrling nel suo commento analitico della Carta, per "un'azione risoluta" ai sensi della Carta non è sufficiente che lo Stato Parte adotti una serie disparata di misure in favore delle lingue regionali o minoritarie, ma ci vuole coerenza nell'azione sviluppata. Questa si riflette in tre tipi di misure: uno strumento legislativo globale, organi o istituzioni espressamente incaricati di sostenere le lingue regionali o minoritarie e un meccanismo finanziario in grado di fornire le risorse necessarie a questa azione globale. Per rispettare la Carta, non bisognerebbe pertanto modificare la legge sulle lingue, istituire una fondazione a livello federale e stanziare apposite risorse?</p><p>4. Quali mezzi finanziari intende destinare alla realizzazione di questa "azione risoluta" in favore delle nuove lingue riconosciute (cfr. in particolare gli altri punti dell'art. 7), in modo da rispettare questo nuovo impegno internazionale?</p><p>5. Quale impatto avrà il riconoscimento del francoprovenzale come lingua minoritaria sul prossimo messaggio sulla cultura?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo settimo rapporto sull'applicazione della Carta europea del 5 novembre 1992 delle lingue regionali o minoritarie (RS 0.441.2), il Consiglio federale ha accolto le raccomandazioni del Comitato dei ministri e riconosciuto il francoprovenzale e il francocontese come lingue regionali o minoritarie ai sensi della Carta. Questo riconoscimento è frutto di un'intesa con i Cantoni interessati (Friburgo, Giura, Vallese e Vaud) e con la Conferenza intercantonale sull'istruzione pubblica della Svizzera romanda e del Ticino (CIIP). La promozione di queste lingue è infatti di competenza della Confederazione e dei Cantoni.</p><p>La Carta lascia agli Stati parte un margine di discrezionalità nell'attuazione degli obiettivi che si impegnano a perseguire e non crea diritti individuali per i parlanti di lingue regionali o minoritarie, poiché le sue disposizioni non sono direttamente applicabili. La Confederazione e i Cantoni hanno stabilito le condizioni quadro per il riconoscimento, sottolineando che l'impegno dei Cantoni si inserirà nella loro politica di promozione culturale senza alcun obbligo di introdurre nuove misure specifiche e che le loro attività in questo ambito saranno sussidiare a quelle degli enti e delle associazioni private (cfr. settimo rapporto della Svizzera, pag. 13).</p><p>1./2. I Cantoni di Friburgo, del Giura, del Vallese e di Vaud applicano già le misure di cui all'articolo 7 della Carta. Più precisamente, considerando le lingue minoritarie parte del patrimonio culturale, si impegnano nella salvaguardia del francoprovenzale e del francocontese nel quadro delle rispettive politiche di promozione culturale. Il sesto rapporto della Svizzera fa il punto della situazione per quanto riguarda il sostegno alle attività dei parlanti da parte dei Cantoni.</p><p>La Confederazione, dal canto suo, può offrire sostegno a livello intercantonale. Conformemente alla legge del 5 ottobre 2007 sulle lingue (LLing; RS 441.1), può sostenere progetti di portata sovraregionale, come del resto ha già fatto in passato, e promuovere la ricerca sull'uso delle lingue regionali mediante il Centro scientifico di competenza per il plurilinguismo di Friburgo.</p><p>3. La Confederazione e i Cantoni dispongono degli strumenti necessari per attuare la Carta. Una modifica della LLing o l'istituzione, a livello federale, di una fondazione per i patois della Svizzera romanda non sono necessarie. Fra l'altro, una fondazione di questo tipo esiste già in Vallese (Fondation pour le développement et la promotion du patois) e ha lo scopo di contribuire alla conoscenza, alla conservazione e all'uso del francoprovenzale e alla sua diffusione nel Vallese e anche oltre i confini del Cantone.</p><p>4./5. Il Consiglio federale non prevede di adottare misure particolari a favore del francoprovenzale e del francocontese nel quadro del prossimo messaggio sulla cultura. Nell'ambito delle lingue intende concentrarsi sugli scambi scolastici.</p>  Risposta del Consiglio federale.