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Placare la cattiva coscienza
In merito alla lettera Schizofrenia ecologica?, in «Le Alpi» 12/2018
Quanto ha ragione Hans Fässler nella sua trattazione del tema degli imballaggi in plastica! Ho fatto i conti della serva: l’involucro di plastica della rivista «Le Alpi» pesa circa 3 grammi, e una tiratura di 112 000 copie significa perciò quasi 400 chili di plastica. Come giustamente osserva Hans Fässler, questa viene tuttavia usata due volte, prima come imballaggio e quindi come combustibile per il teleriscaldamento (contrariamente alla quota del leone del petrolio, che viene bruciato direttamente). Con questa quantità di petrolio, un’unica persona potrebbe compiere un volo di andata e ritorno a Dubai (senza tener conto del fattore ambientale connesso ai gas di scarico estremamente dannosi dell’aereo). È davvero sorprendente: anche tra le persone dotate di consapevolezza ambientale, affermazioni come «Viaggiare mi piace» o «Sono affascinato dalle altre culture» bastano a legittimare quel volare sconsiderato.
Perciò, chi davvero intende preservare il clima dovrebbe affrontare innanzitutto i pezzi grossi: la mobilità (e in particolare il volo), il riscaldamento e i consumi (soprattutto l’alimentazione). Tutto il resto serve solo a placare la cattiva coscienza!