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Perché si dice "latte alle ginocchia"?
Questo modo di dire, utilizzato per indicare qualcosa o qualcuno di terribilmente noioso o peggio di insopportabile, è riconducibile alla pratica della mungitura a mano delle mucche, operazione non abbastanza rapida per la grande industria del latte, ormai in disuso e alla quale assistiamo in pochi. Chi munge a mano, seduto su uno sgabellino di fianco all’animale, tiene solitamente il secchio tra le gambe all’altezza delle mammelle. Il lavoro della mungitura richiede grande perizia e sicuramente pazienza, fin tanto che il latte raccolto nel secchio arrivi appunto al livello delle ginocchia.
Una seconda ipotesi deriva dal termine latino lactes che indica le viscere o meglio l’intestino tenue. Con murenarum lactes, latte di murena, i latini definivano la sostanza molle e lattiginosa che si trova nelle interiora. È dunque probabile che l’immagine delle viscere che per lo sfiancamento si srotolano, allungandosi e distendendosi fino a toccare le ginocchia, possa pure aver dato luogo all’idea di seccatura, noia e impotenza.