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Sia la commissione elettorale (Rik) che il Centro di monitoraggio elettorale CeSID danno il presidente uscente Tadic in leggero vantaggio nel voto presidenziale sul suo principale avversario conservatore Nikolic. CeSID ha indicato percentuali del 26,8% e 25,6% rispettivamente. Più risicato il margine secondo la commissione elettorale, che dà Tadic al 24,81% e Nikolic al 24,71% dei consensi, praticamente appaiati.
Terzo alle presidenziali è il ministro dell'interno Ivica Dacic, che con una percentuale intorno al 16% ottiene un autentico exploit personale. Il ballottaggio del 20 maggio sarà la terza sfida decisiva per Tadic e Nikolic, con quest'ultimo che è stato già sconfitto due volte al ballottaggio da Tadic nelle precedenti elezioni del 2004 e 2008.
Situazione ribaltata invece per le legislative, per le quali il Partito del progresso serbo (Sns) del conservatore Nikolic (un ex ultranazionalista convertitosi a posizioni più moderate e tiepidamente europeiste) viene dato in testa. La commissione elettorale, sulla base di quasi il 26% delle schede scrutinate, dà l'Sns di Nikolic al 23,53% rispetto al 22,09% del Ds di Tadic.
Terzo, anche nel voto parlamentare, Ivica Dacic con il suo Partito socialista serbo (Sps) - lo stesso partito di Slobodan Milosevic - che ottiene il 16%, il doppio dei consensi rispetto alle elezioni precedenti del 2008. Anche il CeSID ha fornito risultati parziali analoghi, indicando le stesse forze politiche per i primi tre posti. L'affluenza è stata di quasi il 60%, in leggera flessione rispetto al 61,35% di quattro anni fa.
È molto probabile che Dacic - come avvenuto già nelle passate elezioni del 2008 - avrà il ruolo decisivo di ago della bilancia nella formazione del nuovo governo, facendo evidentemente pesare il chiaro successo avuto dalle urne. Secondo gli osservatori è probabile che Dacic, alleato del fronte riformista, appoggi nuovamente lo schieramento democratico e riformista capeggiato da Tadic, a condizione che quest'ultimo vinca il ballottaggio. Non a caso il presidente Tadic, parlando ai suoi sostenitori, ha detto che della formazione del nuovo governo si parlerà all'indomani del ballottaggio del 20 maggio.