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Una manciata di secondi, insieme con l’incapacità di congelare la palla o di scagliarla sugli spalti proprio nelle battute conclusive, costa al Lugano la prima vittoria nella fase a gironi 2019 dell’EuropaLeague di calcio. Vittoria che, certo, nulla avrebbe cambiato nella corsa dei bianconeri, ultimi nel gruppo “B” alla vigilia della sfida di Kiev e che ultimi sarebbero rimasti anche in caso di affermazione sulla Dinamo cui i tre punti avrebbero garantito un agevole superamento del turno, quale che fosse stato poi il responso della concomitante sfida Copenhagen-Malmö (svedesi corsari in trasferta, 1-0 e conquista del primato); resta però sgradevole la sensazione dell’essere stato mancato anche l’obiettivo di un successo che era ormai sicuro dopo il timbro di Marco Aratore al 45.o e stante la strenua resistenza opposta nell’arco dei 90 minuti (possesso-palla: 69 per cento a favore dei padroni di casa; tiri, 31 contro sette, di cui in verità solo cinque contro uno giunti in porta). Convulso il finale: cartellino giallo sventolato sotto il naso del portiere David Da Costa, al 90.o, per aver tentato di perdere tempo, assalto alla baionetta della Dinamo Kiev, dal centrocampista Viktor Tsygankov l’1-1 che si stampa sul tabellone al minuto 94. Non basta agli uni, non soddisferà gli altri; Malmö e Copenhagen ringraziano. La classifica finale: Malmö 11 punti; Copenhagen 9; Dinamo Kiev 7; Lugano 3.