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Gli impianti di risalita possono rimanere aperti o aprire a severe condizioni e seguendo piani di protezione appropriati. Lo ha dichiarato il consigliere federale Alain Berset in una conferenza stampa a Berna tenuta assieme al presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), Lukas Engelberger.
"La stagione invernale è già cominciata in taluni comprensori sciistici svizzeri. Si tratta di una grossa sfida. E c'è bisogno non solo di buoni piani di protezione ma anche di una severa attuazione", ha precisato Berset. Secondo il consigliere federale, occorre vedere se tali piani dovranno essere adattati d'intesa con i vari cantoni.
Questi ultimi, come è avvenuto durante tutta la seconda ondata, possono comunque sempre prendere delle decisioni più o meno severe rispetto a quanto deciderà il Consiglio federale in questo ambito.
Berset ha ricordato che in alcuni Paesi confinanti è stata decisa la chiusura delle stazioni sciistiche. "Per questo l'apertura degli impianti elvetici è una grossa sfida", senza dimenticare il timore di possibili arrivi di appassionati dello sci dall'estero e di eventuali assembramenti nelle stazioni di montagna.
Il consigliere federale ha sottolineato che è in stretto contatto con i colleghi degli Stati confinanti e segue da vicino quali decisioni saranno prese in Francia, Austria, Italia e Germania.
Il ministro della sanità ha insistito sul fatto che le prossime settimane saranno determinanti nella lotta contro il coronavirus. Per questo il Consiglio federale auspica di poter discutere con i Cantoni di un pacchetto di misure per le feste di fine anno.
Anche se la maggior parte dei dati mostrano un calo dei contagi, occorre "continuare con il lavoro fatto finora", ha indicato ai media Berset. Il friburghese ha ricordato che l'evoluzione è asimmetrica: se i cantoni romandi hanno registrato un calo molto rapido del numero di casi, in taluni cantoni svizzero-tedeschi il tasso di riproduzione del virus è ora superiore a 1.
Al fine di limitare i rischi, durante le ultime settimane dell'anno il Consiglio federale vuole concertarsi con i Cantoni prima di adottare dei provvedimenti per le feste natalizie e Capodanno. Tale insieme di provvedimenti includerebbe gli sport invernali.
La Confederazione sta lavorando intensamente in vista dell'omologazione dei vaccini contro il coronavirus. Secondo Berset, in una prospettiva realistica si potrebbe cominciare con i primi vaccini forse già "all'inizio del prossimo anno". Ma non ci sarà alcuna omologazione urgente.
La Svizzera ha identificato i prodotti che potranno essere il più rapidamente possibile sul mercato e che produrranno gli effetti migliori, ha sottolineato il ministro della sanità, aggiungendo che diversi vaccini sono al momento esaminati da Swissmedic, l'agenzia elvetica di controllo dei medicamenti.
Non appena avremo l'omologazione, potremmo cominciare con le prime vaccinazioni. Si tratta "della più importante sfida logistica nel settore sanitario di tutti i tempi", secondo Berset. I cantoni saranno competenti affinché la popolazione possa essere immunizzata il più rapidamente possibile.
Il consigliere federale ha inoltre affermato che si sta discutendo in questo momento a chi saranno somministrate le prime vaccinazioni. Ciò dipenderà da molti fattori, ha precisato l'esperta dell'UFSP, Nora Kronig.
Dal canto suo il presidente della CDS Lukas Engelberger ha dichiarato ai media come la situazione sia ancora seria. Non è ancora arrivato il momento di pensare a un generale allentamento delle misure, ha aggiunto.
Il consigliere di Stato basilese ha poi rilevato come tra i direttori cantonali e il consigliere federale Alain Berset vi sia un'unità di intenti al fine di lottare contro la propagazione del virus.
Engelberger ha inoltre ricordato come l'ultima volta che si era presentato davanti ai media assieme a Berset, il 22 ottobre scorso, la situazione fosse molto più tesa. Oggi, ha ammesso, ci sono dei miglioramenti. "Ma vi sono ancora troppi contagi, troppi ricoveri in ospedale e troppi decessi. Anche il tasso di positività durante i test è ancora molto elevato".
"Per questo anche l'economia deve capire che non è ancora arrivato il momento per un allentamento generale". Se non riapriamo tutto adesso è anche per non trovarci in seguito di fronte a una terza ondata di Covid-19, ha aggiunto Engelberger, il quale ha infine rivolto un appello alla popolazione: "Per favore siate prudenti, anche durante il Black Friday. Se non siamo prudenti oggi, potremmo pagarlo a caro prezzo a Natale".