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L'Eritrea, per la terza volta, si è sottoposta alla revisione periodica del Consiglio dei diritti umani a Ginevra: il paese africano è sempre chiuso ai relatori dell'ONU le cui critiche sono malviste dal regime. Ma Asmara ha aperto un dialogo con alcuni Stati, tra cui la Svizzera, su diritti umani e migrazione.
Nel minuto e 15 secondi in cui gli Stati formulano le loro raccomandazioni all'Eritrea, l'intervento della Svizzera rispetto a quello di altri paesi occidentali, come Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna, si è caratterizzato per la sua sobrietà. Quattro le richieste: un processo inclusivo per elaborare una nuova Costituzione; una giustizia che cooperi con l'ONU; una visita all'Eritrea, nuovo membro del Consiglio dei diritti umani, da parte delle organizzazioni internazionali; un sistema educativo che favorisca i diritti fondamentali di ragazze e donne.
L'ambasciatore eritreo, che ha definito offensive le accuse di violazione dei diritti umani e di detenzioni arbitrarie degli eritrei tornati nel paese, ha giustificato il servizio militare senza limite con la necessità di assicurare la sovranità nazionale nella lunga lotta di liberazione, ma ha parlato pure di smobilitazione in corso dopo lo storico accordo di pace con l'Etiopia.