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Il caso Lumengo finirà davanti al Tribunale federale (TF): il Ministero pubblico bernese ha infatti inoltrato ricorso contro l'assoluzione, da parte del Tribunale cantonale bernese, del consigliere nazionale Ricardo Lumengo dall'accusa di frode elettorale.
Al processo d'appello, tenutosi lo scorso maggio, il procuratore aveva chiesto ai giudici la conferma della sentenza di prima istanza, nella quale Lumengo era stato condannato per frode elettorale a una pena pecuniaria di dieci aliquote giornaliere di 180 franchi sospese con la condizionale e a una multa di 540 franchi. Per il pubblico ministero, non v'è alcun dubbio che Lumengo abbia partecipato in modo illecito alle elezioni al Gran Consiglio bernese del 2006, compilando 44 schede in suo favore.
Per il Tribunale cantonale, il reato del quale si è macchiato Lumengo è però incetta di voti e non frode elettorale. Questa infrazione, punita con una multa, è tuttavia caduta in prescrizione.
Il procuratore bernese Christof Scheurer ha spiegato oggi all'ats, confermando quanto pubblicato dal "Langenthaler Tagblatt", di aver inoltrato ricorso al TF perché la sentenza del Tribunale cantonale lascia alcune questioni senza risposta in merito alla differenza tra i reati di frode elettorale e di incetta di voti.
Lumengo, che ha ammesso di aver compilato 44 schede di voto a suo favore, ha sempre negato che il suo agire abbia interferito nell'esercizio del diritto di voto. Il biennese sostiene di aver unicamente voluto aiutare elettori di origine straniera con scarse conoscenze di civica. Ha sempre respinto l'accusa di frode elettorale.
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