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Crollo dell'utile operativo nei primi sei mesi dell'esercizio fiscale per la Nissan, costretta a ridurre drasticamente le stime sui profitti per l'intero anno.
La terza casa auto nipponica cita la rivalutazione dello yen, i maggiori costi delle materie prime e le prospettive limitate di crescita per il mercato auto a livello globale, come cause del rallentamento.
Nel periodo tra aprile e settembre l'utile operativo ha registrato una riduzione dell'85% a 31,6 miliardi di yen, l'equivalente di 262 milioni di euro, mentre il risultato netto vede una flessione del 73,5% a 63,3 miliardi, complice la brusca frenata del fatturato di quasi il 10%.
L'azienda colpita dalla crisi di fiducia dopo lo scandalo che ha seguito l'arresto dell'ex presidente Carlos Ghosn, esattamente un anno fa, per malversazioni finanziarie, ha ridotto le stime sull'utile netto a 110 miliardi di yen, dai precedenti 170, e sul risultato operativo, a 150 miliardi da previsioni di 230 miliardi.
Nissan ha inoltre annunciato che l'ex amministratore delegato, Hiroto Saikawa - succeduto a Ghosn, prima di dimettersi lo scorso settembre, e il suo omologo alla Renault, Thierry Bolloré, non faranno più parte del board. Un altro veterano all'interno della casa auto, il 64enne Makoto Uchida, prenderà le redini dal primo dicembre.
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