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Si è concluso oggi con una dichiarazione di ferma volontà di dialogo l'incontro dei vescovi del Consiglio delle conferenze episcopali d'Europa per le relazioni con i musulmani riuniti da mercoledì a St. Maurice (VS).
L'evento si è svolto su invito della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS).
"In quest'anno che segna il cinquantesimo anniversario di Nostra Aetate (la Dichiarazione del Concilio Vaticano II sulle relazioni della Chiesa con le altre religioni, ndr), siamo più che mai convinti che il dialogo interreligioso, e nel nostro caso, il dialogo tra cristiani e musulmani, non solo è necessario per costruire la pace, ma è un imperativo della nostra fede", si legge nel documento del Consiglio delle conferenze episcopali d'Europa (CCEE), il cui segretariato ha sede a San Gallo.
Nella tre giorni di lavoro, la rete europea dei responsabili per il dialogo con le comunità musulmane del continente si sono confrontati sull'origine e le cause del fenomeno di radicalizzazione di alcune comunità musulmane in Europa e su alcune esperienze di dialogo in corso in particolare in Spagna, Svizzera, Germania, Francia e Bosnia-Erzegovina. I lavori sono stati guidati dall'arcivescovo di Bordeaux, cardinale Jean-Pierre Ricard, e accompagnati dal cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso.
"L'Islam è una religione ricca e varia nella sua tradizione, con molte scuole di pensiero", affermano i vescovi europei nel documento finale. Tuttavia, "come tutte le religioni, si trova ad affrontare sfide di radicalizzazione nel contesto contemporaneo". "Per superare la radicalizzazione - osservano -, abbiamo bisogno della libertà di religione e del suo principio fondamentale, la libertà di coscienza."