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La riscoperta dei finali.
In qualità di arbitro mi meraviglio sempre del fatto che, dopo un lungo finale conclusosi con la patta, alcuni giocatori, tra cui anche diversi IM e GM, si scusano da me per aver insistito a proseguire fino al termine della partita. Ma perché mai in un torneo di scacchi uno dovrebbe scusarsi per aver giocato a scacchi? Semmai dovrebbero scusarsi coloro che non giocano, ma personalmente non ho mai ricevuto scuse da giocatori che si sono accordati per la patta dopo neppure 10 mosse!
In merito ai finali mi è rimasta impressa una partita giocata all’Open di Lucerna di alcuni anni fa in cui un GM e un FM raggiunsero una posizione di un finale di Re e Torre contro Re e Alfiere teoreticamente patta. L’FM che aveva l’Alfiere dapprima chiese la patta all’avversario che non accettò, poi, visivamente innervosito, cercò il consenso tra il gruppetto di spettatori (??) e in seguito all’arbitro (??) svelando di fatto col suo atteggiamento di non ricordarsi più come si doveva giocare quel finale. Vi consiglio di non comportarvi mai in questo modo! Piuttosto cercate di trasmettere sicurezza e tranquillità per esempio chiedendo all’arbitro se vi può portare la carta del menu per scegliere cosa mangiare di buono a cena (!!). Ritornando alla partita il GM vinse infine l’incontro e l’FM gli rinfacciò di essere un grande disonesto perché a suo avviso quando si raggiunge un finale teoreticamente pari si deve accettare la patta e non speculare sull’errore dell’avversario.
Alla vigilia del campionato del mondo tra Carlsen e Anand molti si aspettavano grandi novità nelle aperture. Invece il mondiale è stato praticamente deciso dalla migliore tecnica e capacità di Carlsen di creare complicazioni nelle fasi finali della partita. Oltre 100 anni fa l’allora fortissimo giocatore Siegbert Tarrasch disse provocatoriamente che “ i finali di Torre finiscono sempre pari”. Carlsen a Chennai ha dimostrato che padroneggiando i finali di Torre si può diventare campione del mondo di scacchi!
Concludo con una riflessione del GM per corrispondenza Stephan Gerzadowicz che sostiene: “Studiando le aperture si imparano le aperture. Studiano i finali si impara a giocare a scacchi!”
A lato trovate alcuni problemi tratti dai tornei delle scorse settimane: