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BERNA - La Commissione dell'economia e dei tributi (CET) del Consiglio nazionale, pur facendo qualche concessione mantiene grosse divergenze con il Consiglio degli Stati in merito al progetto sulla Riforma III dell'imposizione delle imprese. Il nocciolo della questione è costituito dall'ampiezza degli alleggerimenti fiscali per le aziende.
La maggioranza commissionale ritiene di aver fornito segnali di apertura per un compromesso, ha riferito in una conferenza stampa la presidente della CET Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL). L'obiettivo è di raggiungere una soluzione entro il 15 giugno.
Restano però grosse divergenze da superare. In primo luogo per la CET un aumento dell'imposizione cantonale dei redditi provenienti dai pagamenti dei dividendi continua ad essere fuori discussione.
Poi raccomanda al plenum, che si occuperà della questione lunedì, di mantenere nella riforma un modello d'imposta sugli utili corretta degli interessi.
La CET rifiuta di aumentare gli aiuti per i Cantoni, confrontati con la fattura, salata, della riforma. Il Consiglio federale propone che Berna riduca della metà (ossia per un miliardo di franchi) le perdite fiscali. A questo scopo la parte cantonale dell'imposta federale diretta sarebbe portata dal 17 al 20,5%. La CET continua a sostenere fondamentalmente questa posizione. Il Consiglio degli Stati ha invece scelto di passare al 21,2%, ciò che rappresenterebbe 154 milioni di franchi supplementari per i Cantoni.
Altre divergenze riguardano il nuovo sistema delle cosiddette patent box e la perequazione finanziaria.