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Per analizzare il buon andamento di una PMI e poterlo così paragonare con quello di altre aziende o a esercizi precedenti, è importante stabilire un conto dei propri profitti e delle proprie spese.
I conti economici, realizzati ad intervalli regolari, permettono alle PMI di conoscere le proprie prestazioni economiche. Possono anche servire a diversi attori interni o esterni all’impresa, come le squadre del management per la buona gestione della società, così come agli investitori e anche alle banche, ad esempio in caso di crediti.
Definizione
Il conto economico consente di stabilire se le attività dell’azienda le hanno permesso, sull’arco di un certo periodo (mensilmente, trimestralmente, annualmente), di realizzare dei profitti o se hanno comportato delle perdite.
Per questo, il conto economico comprende due parti principali: quella dei ricavi e quella dei costi. Generalmente, le vendite di beni e di servizi, così come i prodotti inerenti l’esercizio (ad esempio, le entrate locative oppure il mettere a disposizione il personale), costituiscono i ricavi più importanti. Al contrario, gli acquisti, i salari dei dipendenti e i costi d’esercizio (ad esempio, gli affitti) compongono la maggior parte dei costi.
La chiusura di questo conto (ovvero la differenza tra i ricavi e i costi) costituisce il risultato dell’esercizio contabile, il quale può rivelarsi in attivo o in perdita.
Base legale
Il conto economico fa parte del conto annuale (anche detto "chiusura contabile singola") di un’impresa. Generalmente comprende anche il bilancio e l’allegato. Questi conti sono obbligatori e devono "esporre la situazione economica dell’impresa in modo tale da consentire ai terzi di farsene un’opinione attendibile" secondo l’articolo 958 del Codice delle obbligazioni (CO).
L’articolazione minima del conto economico viene stabilita all’articolo 959b CO.
Secondo la legge sono possibili due opzioni:
- il conto economico della produzione (nel quale devono figurare almeno undici poste, come definito al capoverso 2),
- il conto economico della vendita (composto da almeno otto poste, come descritto al capoverso 3).
La contabilità più comune è quella della produzione.
Conto economico a più stadi
Presentato sotto forma di tabella (o di lista), il conto economico può essere ripartito in diversi livelli o stadi, con un risultato intermedio per ciascuna di queste parti.
Il conto economico a due stadi, ad esempio, è quello usato più di frequente dalle imprese, benché non sia richiesto dalla legge. Esso separa le poste e le transazioni dette "aziendali" dalle poste dette "neutrali".
- Il primo stadio presenta i costi e i ricavi variabili, legati alle merci (quali i costi di merce, i costi del personale, i costi degli affitti, gli ammortamenti, contrapposti ai ricavi di merce e ai ricavi da interessi). Questa parte della tabella si conclude con un saldo intermedio chiamato "utile d’esercizio".
- Il secondo stadio comprende i costi e gli utili neutrali (quali i costi immobiliari, i costi straordinari, le imposte dirette, contrapposti ai ricavi straordinari). Quest’ultima parte della tabella si conclude con l’"utile d’impresa".
Possono anche essere inseriti altri stadi, aggiungendo diversi livelli di complessità, ma anche informazioni supplementari (quali il risultato ante oneri finanziari).
Fonti: Codice delle obbligazioni, Almanacco EXPERTsuisse, blog BetterStudy, sito internet Bexio (15 luglio 2021)