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BERNA - La Svizzera si trova ancora iscritta nella cosiddetta "black list" italiana per le persone fisiche. E questo nonostante il 28.06.2017 il Consiglio federale avesse confermato di ritenere che dall'entrata in vigore del Protocollo che modifica la Convenzione per evitare le doppie imposizioni (CDI-I) e sulla base di quanto è stato convenuto nella roadmap, «non sussistevano più motivi per i quali la Svizzera debba figurare sulla lista del 1999».
Il nostro Paese è però rimasto su questa lista, anche dopo che il Governo aveva a suo tempo garantito che «qualora gli sforzi in atto per cancellare il nostro Paese da questa lista discriminatoria non fossero sfociati in un risultato concreto, avrebbe valutato misure in linea con gli impegni internazionali della Svizzera».
Per questo Marco Chiesa ha deciso di depositare un atto parlamentare in cui pone le seguenti domande: