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BERNA - In Svizzera i trasferimenti sociali - in particolare a favore di persone che vivono in economie domestiche numerose o con figli molto piccoli - contribuiscono ampiamente a ridurre la povertà: se non ci fossero il tasso di indigenza sarebbe due volte superiore. È quanto emerge da una nuova pubblicazione dell'Ufficio federale di statistica (UST).
Dall'indagine risulta che, nel 2015, il 15,9% della popolazione elvetica (quasi 1,3 milioni di persone) si sarebbe trovato in una situazione di povertà se non percepisse i cosiddetti trasferimenti sociali, ovvero prestazioni quali gli assegni familiari, le rendite di invalidità, la riduzione dei premi delle casse malattia, l'aiuto sociale oppure le indennità giornaliere dell'assicurazione contro la disoccupazione.
Grazie a queste prestazioni "solo" il 7% della popolazione (circa 570'000 persone) versavano nell'anno in rassegna in condizioni di povertà reddituale. Ad approfittarne sono soprattutto le economie domestiche composte da una coppia con figli di età inferiore ai tre anni oppure con tre o più bambini.
Se non beneficiassero dei trasferimenti sociali, tali famiglie risulterebbero indigenti (con tassi di povertà di oltre il 18%), due volte di più rispetto alle persone che vivono in un'economia domestica composta da una coppia senza figli (7,7%). Grazie alle prestazioni ricevute, il tasso di povertà delle coppie con figli o senza figli sono molto simili e si situano a meno del 4%, precisa ancora l'UST.
Anche per quanto riguarda le economie domestiche formate da un solo genitore, da disoccupati e da stranieri, il tasso di indigenza registra una forte flessione dopo i trasferimenti sociali. Tuttavia, dall'indagine emerge che questi gruppi restano soggetti alla povertà molto più spesso rispetto alla popolazione totale. Un livello di formazione basso e un'integrazione insufficiente nel mercato del lavoro costituiscono i principali fattori di povertà in Svizzera, sia prima sia dopo i trasferimenti sociali, afferma ancora l'UST.
Resta il fatto che le condizioni di vita in Svizzera sono tra le più elevate d'Europa e le disparità nella ripartizione dei redditi sono meno marcate rispetto alla media generale. Da una statistica del 2013, risultava che il livello di vita generale misurato in base al reddito disponibile è di 1,7 volte superiore a quello dell'Italia e di 1,3 volte superiore a quello di Germania e Francia.