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Dalla Repubblica ceca che gli ha concesso asilo, parla Olexandr Timoshenko, marito dell'ex premier ucraina Iulia, e chiede all'Unione europea di sanzionare il regime ucraino che ha arrestato sua moglie e annuncia di voler agire politicamente contro il potere del presidente Ianukovic coordinando le attività delle organizzazioni in esilio.
Ai microfoni la stazione radiofonica Free Europe ha detto: "sono stato costretto a lasciare l'Ucraina e chiedere l'asilo politico per un'estrema pressione perseguita da parte del potere statale in Ucraina, del regime autoritario del presidente Viktor Ianukovic", ha detto Timoshenko, che ha ottenuto l'asilo nella Repubblica ceca la settimana scorsa. Sua moglie è in carcere, con una condanna a sette anni di detenzione, con l'accusa di abuso del potere.
"Invito i paesi europei a introdurre sanzioni contro i rappresentanti dell'attuale potere statale in Ucraina - ha detto -, contro le loro famiglie, soprattutto contro i figli di Ianukovic, i rappresentanti della Procura generale, giudici e altri che hanno aiutato a falsificare la causa di Iulia Timoshenko. I leader nel mondo dovrebbero capire che Ianukovic e la democrazia non vanno insieme".
Timoshenko ha spiegato di voler fondare, insieme con i suoi colleghi, nella Repubblica ceca un'associazione - "Patria" (Batkyvscina) - che ha come scopo l'analisi del funzionamento dell'attuale potere statale ucraino e delle sue "attività criminali" per diffondere all'estero le informazioni sul governo Ianukovic, vigilare sul mantenimento dei diritti umani in Ucraina e coordinare attività dei gruppi in esilio.
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