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La criminalità organizzata in Messico ha un nuovo obiettivo: le coltivazioni di vaniglia. Una ricerca accademica ha rivelato che gruppi criminali stanno operando in un mercato illegale di questa pianta. Lo riferisce il sito Infobae.
Il ricercatore Juan Carlos Guzmàn Salas, dell’Università autonoma di Chapingo, ha rivelato in una conferenza che l’80% dei produttori di vaniglia del Paese sono stati vittime di furti di questo prodotto.
Il suo alto valore di mercato avrebbe attratto i criminali, dato che un chilo di queste piante si vende a 500 pesos (circa 27 dollari) e già lavorata può arrivare fino a 12 mila pesos al chilo (circa 667 dollari).
Questi costi generano "una catena di furti e corruzione nella quale rubano la vaniglia e i processori che la lavorano in modo illegale", ha detto il ricercatore.
Il Messico occupa il 21esimo posto al mondo come produttore, con circa 400 tonnellate all’anno, superando Paesi come Madagascar, Indonesia, India e Olanda.