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Storia
La Russia, si sa, è un concentrato multiplo di concetti che ingloba non solo quello calcistico, ma soprattutto quello politico, economico, storico e culturale. Basti pensare che quando si parla della nazionale sovietica, si può trarre una similitudine con il calendario gregoriano: “pre Unione Sovietica” e “post Unione Sovietica”. Infatti, fino al 1991, tutti i calciatori vestivano la maglia dell’unica nazionale, anche quelli appartenenti agli stati che ad oggi risultano indipendenti. Ed è proprio nella prima parte, che l’Urss del Ragno Nero Yashin raggiunge il massimo risultato in una rassegna iridata: il quarto posto ai mondiali che si tennero in Inghilterra nel ’66, vinto proprio dai padroni di casa.
A livello di Ranking Mondiale, il massimo risultato fu raggiunto nel 1996 quando riuscì ad occupare la terza posizione. Era il periodo dei vari Mostovoj, Onopko, Karpin, Salenko (autore di una storica cinquina contro il Camerun ad Usa ’94).
La Federazione russa, negli anni, si è affidata anche a tecnici illustri per illuminare i vari cammini mondiali, ma nessuno di questi ha lasciato il segno. Dapprima nel 2006 con Guus Hiddink, il quale centrò un grande risultato agli europei del 2008, ma fallì l’accesso ai mondiali sudafricani nel 2010. Successivamente, fu la volta di Dick Advocaat e di Fabio Capello; quest’ultimo riuscì a staccare il biglietto per Brasile 2014, ma non andò oltre il primo turno.
La Russia è tornata ad affidare le proprie speranze a un connazionale. Sarà infatti Stanislav Cercesov a guidare i sovietici verso qualcosa di mai raggiunto.
Stella
La stella della squadra coincide quasi sempre con il giocatore più talentuoso presente in rosa. E’ Alan Dzagoev a guadagnarsi la palma; sarà lui, con il suo estro, a dover trascinare l’Armata Rossa. Particolare attenzione la merita anche Fyodor Smolov, reduce dalla solita stagione in doppia cifra con il suo Krasnodar e attualmente capocannoniere in rosa.
Bookmakers
E’ la prima volta che la Russia ospita un mondiale di calcio. Tuttavia, dopo lo scioglimento dell’URSS, i sovietici non hanno mai superato il primo turno. In venti edizioni mondiali, la metà delle volte il Paese ospitante ha raggiunto almeno il podio: una curiosità che strizza l’occhio ai padroni di casa.
I pronostici non sono però certo dalla loro: infatti, la vittoria finale della Russia è quotata a 51. Più benevoli sono quelli relativi al passaggio del turno, dove l’ordine di arrivo: Uruguay, Russia, Egitto, Arabia Saudita, viene quotato a 2.70. Questo risultato consentirebbe ai russi di centrare l’obiettivo minimo che saprebbe già di record ma, si sa, tra le mura amiche può succedere qualsiasi cosa!