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Nel 1992, al numero uno delle classifiche di mezzo mondo â Svizzera inclusa â câera un brano che durava sei minuti. Lâoggi defunto George Michael cantava insieme a Elton John (vivente) una canzone di questâultimo dal titolo âDonât let the sun go down on meâ. Anche il titolo era lungo. Non bastasse, al numero tre della Bilboard câera âNovember rainâ dei Guns Nâ Roses, che di minuti ne durava quasi nove. Unâeternità , paragonati ai tempi imposti alle canzoni dalle radio moderne, tre minuti e mezzo dopo i quali lâascoltatore, così dicono gli studi, si annoia (non si citano, in verità , i casi di canzoni per le quali ci si annoia dopo i primi 20 secondi).
Si può fare di tutto, in sei minuti. Aprire un conto corrente, fondare un partito, scaricare la discografia dei Beatles, sposarsi (a Las Vegas potrebbero servirne pure di meno). E forse non è colpa dei dj se oggi le canzoni devono durare tre minuti. Lâunica colpa dei dj è quando dicono âCiao, stasera suonoâ. Il dj che "suona" è come un tizio che si passa il filo interdentale tra i molari e dice alla moglie "scusami cara, sto operando". Nel 2017, tutte le categorie professionali dovrebbero avere il proprio verbo. La lavandaia lava, il panettiere panifica, il musicista suona e il dj⦠diggea (quanto allâazione del âmettere i dischiâ, lâAccademia della Crusca non segnala attualmente altra terminologia diversa da âmettere i dischiâ).
Joe Jackson, genio britannico del pop di qualità , già nel 1982 gridava âSono stanco di questi dj, perché si fa sempre come dicono loro?â. In âA slow songâ (dal capolavoro âNight and Dayâ), lâartista si diceva âbrutalizzato dai bassi e terrorizzato dagli altiâ (intesi come toni dellâapparecchio stereo, e non come tipologie di statura). âDicono che la musica abbia fascino â aggiungeva â ma nelle mani di qualcuno diventa una bestia selvaggiaâ. La musica è cambiata, dal 1992. Oggi, alla radio, âTunnel of loveâ dei Dire Straits non si ascolta più per intero. Niente assolo di Mark Knopfler, non câè tempo. Oggi abbiamo tre minuti, nei quali farci stare amore, rabbia, piacere, disgusto, ironia, ricordi, rivoluzione. Solo tre minuti. Possibilmente senza annoiare.