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Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz e il suo capo di gabinetto Bernhard Bonelli sono indagati dalla procura anticorruzione di Vienna per falsa dichiarazione. Si fa riferimento a quanto affermarono in merito alla nomina del responsabile della holding di partecipazioni statali ÖBAG, davanti alla commissione d'inchiesta parlamentare che approfondisce le conseguenze del cosiddetto Ibizagate. Stando alla denuncia della formazione liberale Neos, Kurz avrebbe in particolare negato accordi politici riguardo alla citata nomina - andata a Thomas Schmid, personaggio a lui vicino - mentre dei protocolli dimostrerebbero il contrario.
In una prima reazione, il 34enne esponente del Partito popolare ha escluso le dimissioni, dicendosi certo di aver sempre detto il vero. L'Ibizagate è lo scandalo politico originato da un video girato con una telecamera nascosta alla Baleari e portato alla luce poi da due quotidiani tedeschi, in cui si vedevano due politici dell'FPÖ, il più noto era l'ex vicecancelliere Heinz-Christian Strache, che accettavano finanziamenti dalla sedicente figlia di un oligarca russo in cambio di favori. Fece cadere il precedente Governo Kurz, sfiduciato nel 2019. I conservatori vinsero però le elezioni seguenti e l'attuale capo dell'Esecutivo tornò al potere.