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"Vaccino, risultato storico"
Il direttore generale dell'IFPMA Thomas Cueni spiega le difficoltà che ci sono nel produrre questi farmaci: "Non basta schiacciare un bottone..."
Prima molta gioia per l'omologazione dei vaccini, poi un po' di disappunto generale sui ritardi nelle consegne. Thomas Cueni, direttore della Federazione internazionale delle case farmaceutiche (IFPMA) ha spiegato che la produzione dei sieri non è così semplice: "Non basta schiacciare un bottone per avere un miliardo di dosi... Il vaccino di Pfizer/Biontech, che è utilizzato anche in Svizzera, ha per esempio 238 componenti che sono prodotti in 10 Paesi diversi. Quindi bisogna immaginare la complessità di questi processi produttivi. E poi ci sono altri vaccini che necessitano di bioreattori, e anche le aziende più grandi che hanno esperienze decennali di produzioni su larga scala ammettono che il compito non è così facile”.
Gli sforzi in questo campo sono elevati e i risultati ottenuti sono notevoli se paragonati a qualche anno fa: "Storicamente, il vaccino più veloce sviluppato è stato quello contro l’Ebola e ci sono voluti quattro anni. Ora per il Covid ne abbiamo sviluppati diversi in meno di un anno”. Prima della pandemia si producevano inoltre 5 miliardi di dosi di vaccini all'anno in tutto il mondo, ora le cose sono ben diverse: "Per il 2021 si parla di una produzione di 10 miliardi di dosi solo per il Covid-19. Questo vuol dire triplicare la capacità globale e il fatto che stiamo per raggiungere questo obiettivo è incredibile”, aggiunge Cueni.
Secondo l'esperto, nel giro di poche settimane si avrà il primo miliardo di vaccini contro il Covid-19 e i produttori stanno già lavorando alle possibili modifiche per rendere il preparato efficace contro le varianti.