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Incarto n. 16.2003.2 Lugano 14 luglio 2003 /rgc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani segretaria: Petralli Zeni, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 16 gennaio 2003 presentato da __________ contro la sentenza 9 dicembre 2002 del Giudice di pace del circolo della Navegna nella causa civile inappellabile promossa con istanza 21 novembre 2002 da __________ con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 384.15 oltre accessori, nonché il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta dalla convenuta al PE n. __________dell'UEF di Locarno, domande accolte dal primo giudice, esaminati gli atti considerato in fatto e in diritto: che con istanza 21 novembre 2002 la __________ ha convenuto in giudizio __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 384.15 a saldo della fattura emessa il 5 marzo 2002 per interventi di riparazione eseguiti sul veicolo di quest'ultima (doc. C); che all'udienza di discussione è comparsa unicamente la parte istante che ha confermato la propria pretesa; che con il querelato giudizio il giudice di pace, ritenendo sufficientemente comprovato il credito dell'istante sulla base della documentazione prodotta, ha accolto l'istanza; che con il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo, __________ insorge contro il predetto giudizio, postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. e CPC; che al ricorso l'istante non ha formulato osservazioni; che giusta l'art. 327 lett. e CPC, una sentenza del giudice di pace o del pretore può essere annullata se una parte non è stata posta in grado di far valere le proprie ragioni; che la ricorrente, citata a comparire lunedì 9 dicembre 2002 per la discussione dell'istanza, aveva dapprima inviato uno scritto interlocutorio al giudice ( Attendo sua risposta ) con cui riteneva l'istanza priva d'oggetto a dipendenza dell'avvenuto pagamento da parte sua dell'importo richiesto da controparte; che successivamente, giovedì 5 dicembre 2002, nell'imminenza dell'udienza, il giudice di pace - rispondendo alla convenuta per posta elettronica - le ha comunicato la possibilità di esporre la proprie argomentazioni alla discussione, concludendo: L'aspetto dunque lunedì (doc. 3 della giudicatura); che negli atti del giudice si trovano tre ulteriori messaggi di posta elettronica dello stesso giorno: con il primo la convenuta insisteva sull'inutilità della causa e comunicava al giudice di pace l’intenzione di non partecipare all'udienza (doc. 4); con il secondo, essa chiedeva il rinvio dell'udienza, informando il giudice sulle possibili date (doc. 5); e con il terzo, il giudice concludeva: Veda Lei se presentarsi o no (doc. 6); che, in apparente contrasto con il testo di quest'ultimo messaggio, il giudice di pace nella sentenza ha indicato di essere stato assente nei giorni 5 (sic !) e 6 dicembre e di non avere pertanto potuto prendere atto della richiesta di rinvio trasmessagli per e-mail nel tardo pomeriggio del 5.12.2002; che la ricorrente sostiene il giudice di pace non avendo evaso la sua domanda di rinvio, ha violato il suo diritto di essere sentita (art. 29 cpv. 2 Cost) ; che a prescindere da ogni considerazione sull'opportunità, per il giudice, di intrattenere corrispondenza con una parte del processo nella forma adottata in concreto, la censura in esame non può essere ammessa; che, innanzitutto, un'istanza di rinvio dell’udienza (che, come sostiene la ricorrente, esige una decisione del giudice) è una domanda processuale la cui presentazione, se non avviene nel corso di un'udienza, è legata alla forma scritta (art. 92 cpv. 1 CPC); che tale forma sottintende la firma della parte o del suo rappresentante, non foss'altro per una questione d'identità del richiedente; che la forma della posta elettronica non corrisponde a tale requisito, sicché lo scritto in questione non può essere considerato alla stregua di una valida domanda processuale ( Cocchi/Trezzini, CPC-TI, n. 353 ad art. 92 CPC,); che nemmeno vi era un caso di urgenza tale da giustificare un diverso modo d'agire, in particolare non rispettoso della forma prevista ( Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 1 ad art. 136 CPC); che, comunque sia, il rinvio di un'udienza sulla base dell’art. 136 cpv. 1 CPC, ammissibile solo per gravi motivi (malattia, infortunio, servizio militare, impegni parlamentari o comparsa davanti ad altro tribunale), deve essere chiesto tempestivamente; che in concreto (pur prescindendo dall'ultimo messaggio 5 dicembre, inviatole dal giudice), la ricorrente non può sostenere, a fronte delle sue precedenti prese di posizione, di aver chiesto il rinvio a tempo debito, tanto meno si pensa che fra l'invio della sue richiesta di giovedì 5 dicembre alle 17.30 e il giorno dell'udienza intercorreva un solo giorno feriale (cfr. CCC 22 novembre 1995 in re B.R. SA c/ Fondazione P.); che tale ritardo impediva al giudice di determinarsi sulla domanda e di eventualmente notificare alle parti il rinvio dell'udienza ( Cocchi/ Trezzini, op. cit., n. 7 ad art. 136 CPC); che, in definitiva, non v'è motivo per accogliere il ricorso; che tasse e spese sono poste a carico della ricorrente (art. 148 cpv. 1 CPC); Motivi per i quali, richiamati gli art. 327 segg. CPC pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 16 gennaio 2003 __________ è respinto. 2. Le spese e la tassa di giustizia, in complessivi fr. 80.-, anticipati dalla ricorrente, restano a suo carico. 3. Intimazione a: __________. Comunicazione alla Giudicatura di pace del Circolo della Navegna. Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Incarto n. 16.2003.2 Incarto n. 16.2003.2

Incarto n. 16.2003.2 Lugano 14 luglio 2003 /rgc Lugano

Lugano 14 luglio 2003 /rgc

14 luglio 2003 /rgc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani Chiesa, presidente,

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

Cocchi e Giani segretaria: segretaria:

segretaria: Petralli Zeni, vicecancelliera Petralli Zeni, vicecancelliera

Petralli Zeni, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 16 gennaio 2003 presentato da

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 16 gennaio 2003 presentato da __________ __________

__________ contro contro

contro la sentenza 9 dicembre 2002 del Giudice di pace del circolo della Navegna nella causa civile inappellabile promossa con istanza 21 novembre 2002 da

la sentenza 9 dicembre 2002 del Giudice di pace del circolo della Navegna nella causa civile inappellabile promossa con istanza 21 novembre 2002 da __________ __________

__________ con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 384.15 oltre accessori, nonché il

con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 384.15 oltre accessori, nonché il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta dalla convenuta al PE n. __________dell'UEF di Locarno, domande accolte dal primo giudice,

rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta dalla convenuta al PE n. __________dell'UEF di Locarno, domande accolte dal primo giudice, esaminati gli atti

esaminati gli atti considerato

considerato in fatto e in diritto:

in fatto e in diritto: che con istanza 21 novembre 2002 la __________ ha convenuto in giudizio __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 384.15 a saldo della fattura emessa il 5 marzo 2002 per interventi di riparazione eseguiti sul veicolo di quest'ultima (doc. C);

che con istanza 21 novembre 2002 la __________ ha convenuto in giudizio __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 384.15 a saldo della fattura emessa il 5 marzo 2002 per interventi di riparazione eseguiti sul veicolo di quest'ultima (doc. C); che all'udienza di discussione è comparsa unicamente la parte istante che ha confermato la propria pretesa;

che all'udienza di discussione è comparsa unicamente la parte istante che ha confermato la propria pretesa; che con il querelato giudizio il giudice di pace, ritenendo sufficientemente comprovato il credito dell'istante sulla base della documentazione prodotta, ha accolto l'istanza;

che con il querelato giudizio il giudice di pace, ritenendo sufficientemente comprovato il credito dell'istante sulla base della documentazione prodotta, ha accolto l'istanza; che con il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo, __________ insorge contro il predetto giudizio, postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. e CPC;

che con il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo, __________ insorge contro il predetto giudizio, postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. e CPC; che al ricorso l'istante non ha formulato osservazioni;

che al ricorso l'istante non ha formulato osservazioni; che giusta l'art. 327 lett. e CPC, una sentenza del giudice di pace o del pretore può essere annullata se una parte non è stata posta in grado di far valere le proprie ragioni;

che giusta l'art. 327 lett. e CPC, una sentenza del giudice di pace o del pretore può essere annullata se una parte non è stata posta in grado di far valere le proprie ragioni; che la ricorrente, citata a comparire lunedì 9 dicembre 2002 per la discussione dell'istanza, aveva dapprima inviato uno scritto interlocutorio al giudice ( Attendo sua risposta ) con cui riteneva l'istanza priva d'oggetto a dipendenza dell'avvenuto pagamento da parte sua dell'importo richiesto da controparte;

che la ricorrente, citata a comparire lunedì 9 dicembre 2002 per la discussione dell'istanza, aveva dapprima inviato uno scritto interlocutorio al giudice ( Attendo sua risposta ) con cui riteneva l'istanza priva d'oggetto a dipendenza dell'avvenuto pagamento da parte sua dell'importo richiesto da controparte; che successivamente, giovedì 5 dicembre 2002, nell'imminenza dell'udienza, il giudice di pace - rispondendo alla convenuta per posta elettronica - le ha comunicato la possibilità di esporre la proprie argomentazioni alla discussione, concludendo: L'aspetto dunque lunedì (doc. 3 della giudicatura);

che successivamente, giovedì 5 dicembre 2002, nell'imminenza dell'udienza, il giudice di pace - rispondendo alla convenuta per posta elettronica - le ha comunicato la possibilità di esporre la proprie argomentazioni alla discussione, concludendo: L'aspetto dunque lunedì (doc. 3 della giudicatura); che negli atti del giudice si trovano tre ulteriori messaggi di posta elettronica dello stesso giorno: con il primo la convenuta insisteva sull'inutilità della causa e comunicava al giudice di pace l’intenzione di non partecipare all'udienza (doc. 4); con il secondo, essa chiedeva il rinvio dell'udienza, informando il giudice sulle possibili date (doc. 5); e con il terzo, il giudice concludeva: Veda Lei se presentarsi o no (doc. 6);

che negli atti del giudice si trovano tre ulteriori messaggi di posta elettronica dello stesso giorno: con il primo la convenuta insisteva sull'inutilità della causa e comunicava al giudice di pace l’intenzione di non partecipare all'udienza (doc. 4); con il secondo, essa chiedeva il rinvio dell'udienza, informando il giudice sulle possibili date (doc. 5); e con il terzo, il giudice concludeva: Veda Lei se presentarsi o no (doc. 6); che, in apparente contrasto con il testo di quest'ultimo messaggio, il giudice di pace nella sentenza ha indicato di essere stato assente nei giorni 5 (sic !) e 6 dicembre e di non avere pertanto potuto prendere atto della richiesta di rinvio trasmessagli per e-mail nel tardo pomeriggio del 5.12.2002;

che, in apparente contrasto con il testo di quest'ultimo messaggio, il giudice di pace nella sentenza ha indicato di essere stato assente nei giorni 5 (sic !) e 6 dicembre e di non avere pertanto potuto prendere atto della richiesta di rinvio trasmessagli per e-mail nel tardo pomeriggio del 5.12.2002; che la ricorrente sostiene il giudice di pace non avendo evaso la sua domanda di rinvio, ha violato il suo diritto di essere sentita (art. 29 cpv. 2 Cost) ;

che la ricorrente sostiene il giudice di pace non avendo evaso la sua domanda di rinvio, ha violato il suo diritto di essere sentita (art. 29 cpv. 2 Cost) ; ; che a prescindere da ogni considerazione sull'opportunità, per il giudice, di intrattenere corrispondenza con una parte del processo nella forma adottata in concreto, la censura in esame non può essere ammessa;

che a prescindere da ogni considerazione sull'opportunità, per il giudice, di intrattenere corrispondenza con una parte del processo nella forma adottata in concreto, la censura in esame non può essere ammessa; che, innanzitutto, un'istanza di rinvio dell’udienza (che, come sostiene la ricorrente, esige una decisione del giudice) è una domanda processuale la cui presentazione, se non avviene nel corso di un'udienza, è legata alla forma scritta (art. 92 cpv. 1 CPC);

che, innanzitutto, un'istanza di rinvio dell’udienza (che, come sostiene la ricorrente, esige una decisione del giudice) è una domanda processuale la cui presentazione, se non avviene nel corso di un'udienza, è legata alla forma scritta (art. 92 cpv. 1 CPC); che tale forma sottintende la firma della parte o del suo rappresentante, non foss'altro per una questione d'identità del richiedente;

che tale forma sottintende la firma della parte o del suo rappresentante, non foss'altro per una questione d'identità del richiedente; che la forma della posta elettronica non corrisponde a tale requisito, sicché lo scritto in questione non può essere considerato alla stregua di una valida domanda processuale ( Cocchi/Trezzini, CPC-TI, n. 353 ad art. 92 CPC,);

che la forma della posta elettronica non corrisponde a tale requisito, sicché lo scritto in questione non può essere considerato alla stregua di una valida domanda processuale ( Cocchi/Trezzini, CPC-TI, n. 353 ad art. 92 CPC,); che nemmeno vi era un caso di urgenza tale da giustificare un diverso modo d'agire, in particolare non rispettoso della forma prevista ( Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 1 ad art. 136 CPC);

che nemmeno vi era un caso di urgenza tale da giustificare un diverso modo d'agire, in particolare non rispettoso della forma prevista ( Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 1 ad art. 136 CPC); che, comunque sia, il rinvio di un'udienza sulla base dell’art. 136 cpv. 1 CPC, ammissibile solo per gravi motivi (malattia, infortunio, servizio militare, impegni parlamentari o comparsa davanti ad altro tribunale), deve essere chiesto tempestivamente;

che, comunque sia, il rinvio di un'udienza sulla base dell’art. 136 cpv. 1 CPC, ammissibile solo per gravi motivi (malattia, infortunio, servizio militare, impegni parlamentari o comparsa davanti ad altro tribunale), deve essere chiesto tempestivamente; che in concreto (pur prescindendo dall'ultimo messaggio 5 dicembre, inviatole dal giudice), la ricorrente non può sostenere, a fronte delle sue precedenti prese di posizione, di aver chiesto il rinvio a tempo debito, tanto meno si pensa che fra l'invio della sue richiesta di giovedì 5 dicembre alle 17.30 e il giorno dell'udienza intercorreva un solo giorno feriale (cfr. CCC 22 novembre 1995 in re B.R. SA c/ Fondazione P.);

che in concreto (pur prescindendo dall'ultimo messaggio 5 dicembre, inviatole dal giudice), la ricorrente non può sostenere, a fronte delle sue precedenti prese di posizione, di aver chiesto il rinvio a tempo debito, tanto meno si pensa che fra l'invio della sue richiesta di giovedì 5 dicembre alle 17.30 e il giorno dell'udienza intercorreva un solo giorno feriale (cfr. CCC 22 novembre 1995 in re B.R. SA c/ Fondazione P.); che tale ritardo impediva al giudice di determinarsi sulla domanda e di eventualmente notificare alle parti il rinvio dell'udienza ( Cocchi/ Trezzini, op. cit., n. 7 ad art. 136 CPC);

che tale ritardo impediva al giudice di determinarsi sulla domanda e di eventualmente notificare alle parti il rinvio dell'udienza ( Cocchi/ Trezzini, op. cit., n. 7 ad art. 136 CPC); che, in definitiva, non v'è motivo per accogliere il ricorso;

che, in definitiva, non v'è motivo per accogliere il ricorso; che tasse e spese sono poste a carico della ricorrente (art. 148 cpv. 1 CPC);

che tasse e spese sono poste a carico della ricorrente (art. 148 cpv. 1 CPC); Motivi per i quali,

Motivi per i quali, richiamati gli art. 327 segg. CPC

richiamati gli art. 327 segg. CPC pronuncia:

pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 16 gennaio 2003 __________ è respinto.

1. Il ricorso per cassazione 16 gennaio 2003 __________ è respinto. 2. Le spese e la tassa di giustizia, in complessivi fr. 80.-, anticipati dalla ricorrente, restano a suo carico.

2. Le spese e la tassa di giustizia, in complessivi fr. 80.-, anticipati dalla ricorrente, restano a suo carico. 3. Intimazione a:

3. Intimazione a: __________.

__________. Comunicazione alla Giudicatura di pace del Circolo della Navegna.

Comunicazione alla Giudicatura di pace del Circolo della Navegna. Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria