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NEW YORK - Inizia oggi pomeriggio a New York il processo all'imprenditrice britannica Ghislaine Maxwell, in carcere dall'estate 2020 con l'accusa di aver reclutato ragazze minorenni per il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.
La 59enne, i cui avvocati si sono ripetutamente lamentati delle condizioni della detenzione in carcere, si è finora sempre dichiarata non colpevole di tutti i capi d'accusa relativa agli abusi e al traffico di minori. Tuttavia, secondo le autorità statunitensi aveva invece «un ruolo critico» nell'adescamento e nell'abuso dei minori. Dall'FBI la considerano un'esperta «manipolatrice», riporta l'agenzia stampa AFP.
Le accuse di aver reclutato giovani ragazze poi vittime di abusi si riferiscono in particolare al periodo tra il 1994 e il 1997, quando era tra i più stretti collaboratori del magnate: tra i due vi era «una relazione intima» a livello relazionale e professionale.
Dopo l'esposizione iniziale del caso, è previsto che l'accusa presenti delle prove e dei testimoni (quattro donne che sostengono di essere state reclutate dall'imputata, quando erano minorenni). La difesa ha però già annunciato che metterà in dubbio la credibilità di alcuni dei testimoni. In difesa della Maxwell saranno con molta probabilità interpellati anche esperti psichiatri, per valutare eventuali «falsi ricordi» relativi agli abusi sessuali. Il processo dovrebbe durare fino a sei settimane.
Epstein, lo ricordiamo, è morto in una cella della prigione di New York il 10 agosto 2019 mentre attendeva il suo processo per le accuse di abusi sessuali e traffico di minorenni.