Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/50566

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La statistica del valore aggiunto, realizzata a scadenze annuali, analizza la struttura e l'evoluzione delle attività imprenditoriali in determinati rami economici, sulla base dei risultati contabili. I risultati che ne scaturiscono consentono di calcolare in particolare i principali aggregati macroeconomici dei conti economici nazionali come pure dati strutturali e indicatori economico-aziendali dei diversi rami.</p><p>La statistica del valore aggiunto, realizzata nei settori secondario e terziario, è un'indagine campionaria che si articola in due diverse rilevazioni (stratificate). La prima censisce le imprese con almeno 20 addetti, mentre l'altra riguarda le imprese che contano da 2 a 19 addetti. Per contenere il più possibile l'onere amministrativo degli interpellati, il campione di imprese viene rinnovato ogni 3-4 anni, ad eccezione delle imprese più grandi. </p><p>La rilevazione avviene mediante diversi questionari, concepiti in modo semplice proprio per ridurre al minimo il tempo necessario alla compilazione, in particolare per le ditte più piccole. I questionari utilizzati tengono conto delle diverse forme giuridiche, delle dimensioni delle imprese e delle peculiarità proprie ad ogni ramo.</p><p>Le imprese con almeno 20 addetti ricevono un questionario dettagliato, che consente di raccogliere informazioni sul numero di impieghi, sugli attivi, sui beni patrimoniali, sui passivi, sulle scorte ai valori d'inventario, sui costi, sulle imposte indirette conteggiate direttamente, sui ricavi e sulla ripartizione dell'utile. In segno di riconoscenza per il contributo fornito, l'Ufficio federale di statistica invia a tutte le imprese partecipanti una distinta dei loro indici strutturali corredata dei valori medi del ramo.</p><p>Le società di capitali con meno di 20 addetti ricevono invece un questionario in formato ridotto in cui vengono rilevati gli addetti, le scorte, i beni patrimoniali, il capitale sociale, i costi, le imposte indirette conteggiate direttamente, i ricavi e la ripartizione dell'utile.</p><p>Infine, alle società di persone con meno di 20 addetti viene spedito un questionario semplificato e ridotto al minimo nel quale vengono richiesti dati unicamente sugli addetti e sul conto profitti e perdite.</p><p>L'onere delle imprese con meno di 20 addetti è quindi inferiore a quello delle imprese più grandi che ricevono un questionario dettagliato.</p><p>Per semplificare il compito, l'UST offre la possibilità alle imprese partecipanti di allegare al questionario una copia del bilancio, del conto perdite e profitti e della ripartizione dell'utile. Optando per questa soluzione, le imprese evitano di dover compilare i punti Attivi, Passivi, Costi e Ricavi, in quanto i dati vengono riportati nei questionari direttamente dai collaboratori dell'UST. Questo servizio è particolarmente apprezzato e sono numerose le ditte che se ne avvalgono.</p><p>Risposta alla domanda 1</p><p>La statistica del valore aggiunto determina il numero di addetti alla fine di settembre dell'anno in rassegna, ciò che consente di compensare le fluttuazioni stagionali in alcuni rami. La fine dell'anno è infatti soggetta ad eccessive variazioni stagionali. A fine anno l'impiego raggiunge il suo apice per esempio nell'industria turistica, o per lo meno nelle stazioni invernali, mentre risulta estremamente ridotto in altri rami, come quello delle costruzioni. Pertanto, l'utilizzo di dati sull'impiego di fine anno per l'analisi per ramo potrebbe comportare una notevole distorsione dei risultati. Con il giorno di riferimento attualmente utilizzato, i dati comunicati dalla maggior parte delle imprese si situano invece nella media.</p><p>Inoltre, l'impostazione della statistica del valore aggiunto è stata armonizzata con quella del censimento delle aziende, ciò che consente un diretto confronto delle due statistiche strutturali.</p><p>Risposta alla domanda 2</p><p>Le imprese assoggettate all'imposta preventiva (società per azioni, sagl, e cooperative) tenute a compilare il modulo 103 (Imposta preventiva sul reddito delle azioni svizzere) inviano all'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) i conti annuali completi (bilancio e conto perdite e profitti). Le società di persone non devono invece trasmettere alcun risultato contabile all'AFC, in quanto a seconda dei Cantoni i dati sono già in possesso delle amministrazioni delle contribuzioni cantonali e comunali. </p><p>Pur riconoscendo l'utilità dei questa fonte di dati, il Consiglio federale ritiene tuttavia che essa non possa sostituire una rilevazione diretta presso le imprese per due ragioni. Innanzitutto non sarebbero rappresentate tutte le forme giuridiche e, in secondo luogo, il livello di dettaglio dei bilanci inoltrati all'AFC spesso non risponde sempre alle esigenze minime della statistica, che prevedono l'indicazione del fatturato, del costo della merce, dei costi di personale, degli accantonamenti, ecc. Inoltre, la trasmissione di questi dati all'UST dev'essere legittimata, in quanto l'utilizzazione statistica dei dati avviene su base volontaria. Questo significa che l'UST dev'essere in condizione di rivolgere domande di chiarimento direttamente alle imprese, poiché nella maggior parte dei casi i dati inviati devono essere rielaborati in quanto le informazioni fornite per l'imposta preventiva (IP), risp. (nel caso delle società di persone) ai Cantoni e ai Comuni non sono trasmesse in forma adeguata. Si deve inoltre notare che l'integrazione dei dati disponibili all'IVA e IP non può avvenire anche perché i valori dichiarati per i conteggi dell'IVA non sono delimitati per periodi. </p><p>Il Consiglio federale ritiene che ci sia la necessità di un coordinamento, dato che le informazioni necessarie alla statistica del valore aggiunto si sovrappongono con i dati che devono essere forniti alle amministrazioni fiscali. Occorre dare seguito alle raccomandazioni del Consiglio federale contenute nel rapporto approvato il 16.6.2003 sullo sgravio amministrativo delle imprese, secondo cui il ricorso delle autorità alle imprese deve avvenire con richieste di dati armonizzate. In vista della statistica del valore aggiunto bisognerebbe chiarire in quale misura i dati in possesso degli uffici fiscali possono essere utilizzati a fini statistici. Con la revisione della normativa sulla presentazione dei conti si dovrebbe anche esaminare se sia possibile raggiungere una migliore copertura delle esigenze minime della statistica.</p><p>Risposta alla domanda 3</p><p>Allo scopo di garantire un trattamento omogeneo dell'IVA per ogni posizione contabile, nel questionario è stata aggiunta l'annotazione "Tutte le posizioni dei costi vanno indicate al netto dell'IVA deducibile", onde evitare che si creino troppe distorsioni nei conti economici nazionali (per es. doppioni nel calcolo delle imposte).</p><p>Il Consiglio federale è del parere che il tempo richiesto alle imprese non sia eccessivo, tenuto conto che l'IVA va dedotta solo in poche posizioni dei costi. L'appuramento dei dati basato su una procedura di stima, oltre a creare una notevole mole di lavoro supplementare all'UST, comporterebbe anche il rischio di fornire in alcuni casi risultati distorti. </p><p>Risposta alla domanda 4</p><p>Nel rendiconto IVA, l'imposta sulla cifra d'affari come pure l'imposta precedente sulle prestazioni intermedie vengono dichiarate sempre al momento del loro sopravvenire - secondo il genere di conteggio al momento della presentazione dei conti o del pagamento - (solo le cifre d'affari se adottato il sistema delle aliquote saldo). Ciò comporta che i valori dichiarati non sottostanno ad alcun periodo delimitato, mentre questo è imprescindibile per la statistica del valore aggiunto. Per questo, nel quadro della statistica del valore aggiunto non è possibile appoggiarsi alla divisione principale dell'IVA.</p><p>Inoltre, i conteggi dell'IVA avvengono prevalentemente a scadenza trimestrale, mentre le chiusure che le imprese inoltrano all'UST non si riferiscono sempre a un anno civile. Per questi motivi l'UST è costretto a rinunciare alla procedura proposta.</p><p>Punto H (Ricavi)</p><p>Cfr. risposta alla domanda 2.</p><p>Punto I (Ripartizione dell'utile)</p><p>Cfr. risposta alla domanda 2.</p><p>Risposta alla domanda 5</p><p>Con decisione del 16 giugno 2003, il Consiglio federale ha presentato al Parlamento un rapporto contenente misure volte a sgravare le imprese sotto il profilo amministrativo. Parallelamente ha adottato una dozzina di misure allo scopo di migliorare le condizioni quadro delle PMI. Alcune di queste misure daranno luogo a modifiche di ordine giuridico, come la creazione di un numero di cliente per le imprese. L'obiettivo di queste misure è inoltre di coordinare maggiormente le varie indagini e rilevazioni che le autorità e le assicurazioni sociali realizzano presso le PMI, proprio come richiesto dall'autore dell'interpellanza. Da un lato occorre tenere conto del fatto che le notifiche salariali per l'AVS, i certificati di salario per le imposte dirette e le rilevazioni della struttura dei salari per la statistica si basano tutto sommato sugli stessi dati e pertanto occorre armonizzarne la rilevazione. Inoltre, occorrerebbe poter liquidare in blocco le diverse dichiarazioni fiscali: si pensi alle citate notifiche salariali per le assicurazioni sociali, alle chiusure annuali per l'imposta sul valore aggiunto oggetto della discussione, passando per le dichiarazioni per le imposte sui redditi e sul capitale delle imprese fino all'inoltro dei moduli per la statistica del valore aggiunto dell'UST. Per avere maggiori informazioni dove si trovino i dati amministrativi ridondanti o che potrebbero essere maggiormente utilizzati, per esempio a fini statistici, nel quadro dell'aggiornamento della banca dati per la procedura di autorizzazione di diritto federale, alle autorità esecutive è stato chiesto quali registrazioni e quali notifiche devono presentare i richiedenti tali autorizzazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.