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La batosta dello scorso fine settimana alle elezioni bernesi - persi 11 dei 25 seggi detenuti in Parlamento - deve suonare da campanello d'allarme per le altre sezioni cantonali. È quanto ha dichiarato il presidente del Partito borghese democratico, Martin Landolt, davanti ai delegati riuniti in assemblea oggi Lucerna. Secondo il consigliere nazionale glaronese, la Svizzera ha bisogno di un centro forte e di un forte PBD.
"Non basta più chiamarsi semplicemente PBD e avere Eveline Widmer-Schlumpf quale consigliera federale", ha aggiunto Landolt. Secondo il loro presidente, i borghesi democratici devono lottare per la conquista di ogni singolo voto e anche contro un isolamento della Confederazione dal resto del mondo.
Davanti ai 125 delegati presenti, il consigliere nazionale ha fatto riferimento all'iniziativa contro l'immigrazione di massa, che deve ora essere applicata senza mettere in pericolo gli accordi bilaterali, alla previdenza vecchiaia o ancora alla svolta energetica, che deve concretizzarsi tramite un'uscita ordinata dal nucleare.
Landolt, che è presidente del PBD da due anni, ha inoltre criticato la campagna di votazione prima del 9 febbraio, durante la quale - a suo avviso - "è stata utilizzata una retorica nazionalsocialista". Ha in particolare denunciato il fatto che ciò non abbia in apparenza disturbato nessuno.
SDA-ATS