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Il Nazionale intende inasprire il sistema sanzionatorio attuale, considerato troppo mite per i delitti meno gravi, reintroducendo prioritariamente la detenzione per pene inferiori o uguali a sei mesi al posto delle pene pecuniarie. Il dibattito prosegue domani pomeriggio.
Per 172 voti a 10 (7 astenuti) , la Camera del popolo è entrata in materia sulla revisione proposta dal Consiglio federale, argomentando che l'eccessivo buonismo rischia di minare la fiducia della popolazione, e delle vittime di reati, nello stato di diritto.
A nome di una minoranza, Daniel Vischer (Verdi/ZH) ha chiesto invece di soprassedere. "Il nuovo diritto sanzionatorio è entrato in vigore solo nel 2007 ed è troppo presto per valutarne l'efficacia", ha affermato il deputato ecologista.
"Non vi sono ancora studi sulle ripercussioni: sappiamo però che la percentuale di recidiva non è peggiore ora rispetto al periodo anteriore alla riforma", ha aggiunto.
Durante il dibattito sull'entrata in materia, diversi oratori hanno criticato il sistema delle pene pecuniarie, specie con la condizionale, previste per i delitti meno gravi, un sistema considerato burocratico e non sufficientemente dissuasivo.
Vi sono delinquenti - in particolare quelli che operano a cavallo della frontiera - che non si lasciano impressionare da queste punizioni. Anzi. Stando ad alcuni deputati, la condizionale è un invito a delinquere ancora, soprattutto se la persona in questione può far perdere le proprie tracce passando dall'altra parte del confine.
Anche il PS ha votato l'entrata in materia, chiedendo tuttavia che venisse mantenuta la preminenza del principio della pena pecuniaria con la possibilità di infliggere una pena detentiva di sei mesi al massimo qualora ciò fosse necessario per dissuadere l'autore dal commettere nuovi crimini o delitti.
Pene detentiva deve avere la precedenza
Per 181 voti a 13, la maggioranza della Camera ha tuttavia deciso di reintrodurre le pene detentive per delitti di lieve o media gravità, tranne se si è in presenza di circostanze particolarmente favorevoli. La proposta del Partito socialista di riservare le pene detentive solo a delinquenti difficilmente emendabili non ha fatto breccia.
Sempre con l'obiettivo di reprimere maggiormente la delinquenza, e fare in modo che vengano pronunciate più pene detentive, per 135 voti a 55 il Nazionale ha deciso che le pene pecuniarie non potranno superare le 180 aliquote giornaliere (6 mesi), invece delle 360 attuali (12 mesi). Bocciata la proposta dell'UDC che voleva abbassare questo limite a 90 aliquote giornaliere.
Per Pirmin Schwander (UDC/SZ), al di là delle 90 aliquote giornaliere non si ha più a che fare con delitti bagatella, di poca importanza, come nel caso delle lesioni personali (un delitto che oscilla tra le da 90 e le 180 aliquote secondo Schwander). Per questi fatti andrebbe pronunciata una pena detentiva, ha sostenuto.
La maggioranza ha tuttavia preferito la soluzione proposta dal Consiglio federale di 180 aliquote giornaliere al massimo, fissando tuttavia una minimo di 3 aliquote giornaliere. Il Governo non prevedeva questa aggiunta.
La fissazione di una soglia minima per ogni aliquota ha fatto molto discutere. Per 133 voti a 58, la maggioranza della Camera si è pronunciata per una somma minima di 30 franchi, al posto dei 10 franchi del progetto governativo, proposta quest'ultima difesa dalla sinistra.
Per Carlo Sommaruga (PS/GE), una cifra di 30 franchi è socialmente ingiusta poiché potrebbe penalizzare le persone più povere che, non potendo pagare, rischiano di dovere andare in carcere con tutte le conseguenze negative per il lavoro o la famiglia. La maggioranza ha invece scelto di innalzare la somma minima - prima non prevista dalla legge - sostenendo il carattere preventivo di un simile incremento.
Più costi per cantoni
Nel suo intervento, la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga, nonché vari rappresentanti della sinistra, hanno fatto notare che un aumento delle pene detentive rischia di ripercuotersi negativamente sulle finanze dei cantoni dal momento che le prigioni saranno maggiormente sollecitate.
Per mitigare simili effetti, il Nazionale intende reintrodurre il lavoro di pubblica utilità quale misura di espiazione ed ampliare l'uso del braccialetto elettronico.