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Il Parlamento si pronuncerà sul credito d’impegno per l’ambiente globale
Berna, 31.08.2022 - La Svizzera dovrebbe stanziare 197,75 milioni di franchi per sostenere l’ambiente globale dal 2023 al 2026. Nella sua seduta del 31 agosto 2022, il Consiglio federale ha licenziato il messaggio all’attenzione del Parlamento. Gran parte di questi fondi è destinata al Fondo globale per l’ambiente (Global Environment Facility, GEF). Il GEF è una delle fonti principali di finanziamento internazionale per i progetti di protezione dell’ambiente.
Il credito d’impegno per i prossimi quattro anni pari a 197,75 milioni di franchi consentirà alla Svizzera di partecipare all’ottava ricostituzione del GEF, alla ricostituzione del Fondo multilaterale per l’ozono e ai due Fondi specializzati per il clima, ovvero il Least Developed Countries Fund (LDCF) e lo Special Climate Change Fund (SCCF).
Rispetto al periodo precedente (2019-2022), il Consiglio federale intende aumentare l’importo complessivo di 49,92 milioni di franchi. Questo aumento è dovuto a una crescita del GEF legata alle maggiori esigenze globali negli ambiti della biodiversità, dei prodotti chimici e dei rifiuti. Alla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima a Glasgow è stata adottata la decisione di raddoppiare entro il 2025, rispetto al 2019, il sostegno finanziario dei Paesi industrializzati per la lotta al cambiamento climatico nei Paesi in via di sviluppo.
Il contributo della Svizzera al GEF passerà a 157 milioni di franchi in quattro anni, vale a dire 38,66 milioni di franchi in più rispetto all’ultima ricapitalizzazione. Il GEF è una fonte importante: finanzia progetti ambientali attuati nei Paesi in via di sviluppo e che hanno un impatto positivo sull’ambiente globale.
Inoltre, la Svizzera dovrebbe versare 13,55 milioni di franchi al Fondo multilaterale per l’ozono. Questo fondo, nato per promuovere l’attuazione del Protocollo di Montreal sulle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono, ha contribuito dal 1991 a ridurre di circa il 90 per cento le sostanze pericolose per lo strato di ozono utilizzate nei Paesi in via di sviluppo.
Infine, il Consiglio federale propone quasi un raddoppio della quota versata dalla Svizzera ai due Fondi specializzati per il clima (LDCF e SCCF), portandola a 26 milioni di franchi. La parte restante del credito deve consentire di garantire il monitoraggio del finanziamento svizzero.
Il credito d’impegno sarà sottoposto all’approvazione del Parlamento. Secondo le regole in materia definite dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), i contributi della Svizzera sono contabilizzati come aiuto pubblico allo sviluppo.
Indirizzo cui rivolgere domande
Gabriela Blatter, divisione Affari internazionali, Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), tel. +41 58 464 08 33
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