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Depositare le scorie radioattive in buchi profondi 5 chilometri e larghi 45 centimetri non è un'opzione per la Svizzera: è la conclusione cui sono giunti gli esperti del Forum tecnico sulla sicurezza - diretto dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) - nella seduta tenutasi a Brugg (AG).
Con tale metodo vengono effettuate delle trivellazioni di circa 5 km nella crosta terrestre; le scorie - inserite in contenitori d'acciaio - verrebbero depositate in fondo e i fori chiusi con calcestruzzo. A causa dell'elevata produzione di calore dei rifiuti nucleari, spiega l'IFSN in una nota odierna, i buchi dovrebbero avere una distanza di 200 metri l'uno dall'altro: in totale sarebbe necessaria un'area di 40 km2.
Con questo tipo di deposito le scorie sarebbero meglio protette da processi in superficie come l'erosione. D'altro canto - indica l'IFSN - sussisterebbe il rischio di vie di scolo non ancora scoperte che possono condurre acqua in prossimità dei fori. Inoltre i rifiuti radioattivi non potrebbero essere sorvegliati.
SDA-ATS