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BERNA - L'Associazione delle tunisine e dei tunisini in Svizzera ha chiesto al Consiglio federale di bloccare "immediatamente" i beni in Svizzera detenuti dall'ex presidente Zine al Abidine Ben Ali e dei famigliari. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è disposto a dar seguito alla richiesta.
La richiesta riguarda in particolare i conti bancari. L'Associazione, rappresentata da un legale, pretende dalle autorità elvetiche "un'ingiunzione rivolta a tutte le banche". La richiesta fa comunque anche riferimento a beni immobili.
Il patrimonio dell'ex presidente proviene "da delitti commessi nell'esercizio delle sue funzioni come furti e appropriazione indebita", denuncia l'Associazione, che quale prova fa valere il "patrimonio colossale" di ben Ali, "che nulla ha a che fare con la sua retribuzione presidenziale".
Interrogato in merito dall'ATS, il DFAE ha riferito che "la Svizzera si riserva la possibilità di prendere le misure appropriate, compresa quella di bloccare tali fondi".
Dal canto loro le autorità francesi hanno già preso disposizioni per impedire movimenti sospetti di patrimoni dell'ex presidente e del suo entourage.
SDA-ATS