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La Svizzera si è rallegrata oggi della proposta della Commissione europea di allargare le competenze di Frontex, l'agenzia di sorveglianza delle frontiere europee. La giudica "sostanzialmente positiva".
La Confederazione "ritiene che la protezione delle frontiere esterne sia fondamentale per la sicurezza in Europa, ma anche per un sistema d'asilo credibile", ha affermato il Segretario di Stato per la migrazione Mario Gattiker, che ha rappresentato la Svizzera all'incontro ad Amsterdam dei ministri degli interni europei al quale la consigliera federale Simonetta Sommaruga non ha potuto partecipare perché indisposta.
"Riteniamo importante che sia trovata una soluzione sostenuta da tutti i paesi membri", ha affermato Gattiker. Solo così si potrà garantire che sia anche applicata.
Gli avvenimenti degli ultimi mesi hanno mostrato cosa succede quando una decisione non è sostenuta da tutti gli stati membri. L'anno scorso l'UE ha adottato "importanti decisioni", ha rilevato Gattiker, ricordando la creazione dei centri di registrazione dei migranti ("hotspots") e il rafforzamento della solidarietà in seno all'UE.
Ma, ha sottolineato il Segretario di Stato, gli undici "hotspots" previsti in Grecia e Italia non funzionano ancora e finora solo 332 rifugiati sono stati trasferiti da questi due paesi verso altri stati dell'Unione europea, invece dei 160'000 previsti.
Secondo il Segretario di Stato, la Svizzera dovrebbe essere pronta tra circa sei mesi ad accogliere i primi rifugiati da Grecia e Italia. "Prossimamente si terranno dei colloqui in proposito" per chiarire varie questioni, in particolare quella della sicurezza. Quando saranno ultimati il Consiglio federale prenderà una decisione.
SDA-ATS