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Tutti gli appassionati di calcio hanno sentito parlare almeno una volta del Maracanazo. Per chi ha avuto la fortuna di essere stato in Brasile e ha provato a parlarne con qualche cittadino locale avrà capito seriamente cosa voglia dire questa parola per la popolazione verdeoro. Certamente è una delle storie più appassionanti dei Mondiali e del calcio in generale, ma in pochi sanno che oltre ad un finale decisamente inaspettato, tutta quell’edizione fu ricca di stranezze e peculiarità.
Campionato mondiale di calcio 1950 o Coppa del mondo Jules Rimet del 1950, ebbene sì perché già dal nome si può capire che non sarà un’edizione come tutte le altre. Per la prima volta il torneo prende il nome del suo ideatore, l’allora presidente della FIFA Jules Rimet. L’organizzazione non fu esente da sorprese, considerando la pausa di 12 anni dovuta alla Seconda Guerra mondiale, la FIFA decise di affidare l’organizzazione al Brasile, unica nazione a candidarsi.
Le qualificazioni furono a dir poco fuori dai canoni a cui ormai siamo abituati; la Germania Ovest e il Giappone, nazioni ritenute responsabili dello scoppio della guerra, furono escluse a tavolino. L’Italia fu invitata come campione in carica e accettò l’invito solo perché la FIFA assicurò di pagare tutte le spese di viaggio e alloggio agli Azzurri, che ancora scottati dal disastro aereo di Superga raggiunsero il Brasile in nave. La Scozia, non essendosi qualificata come prima nel girone delle federazioni britanniche, decise di non partecipare. Ma la squalifica più inverosimile avvenne ai danni dell’India, che, staccato il ticket per il Sudamerica sul campo, non venne ammessa al torneo causa regolamento, che vietava di giocare a piedi nudi, cosa che gli indiani erano abituati a fare. Decisione alquanto saggia quella presa dalla FIFA, considerando che nelle partite di qualificazione il loro centravanti di maggior spicco, tale Rohan, perse tre dita dei piedi, chiudendo anticipatamente la sua carriera. Tutte queste esclusioni diedero vita all’edizione con il minor numero di squadre al via:13, come nel 1930.
La compilazione dei gironi non sarà esente da sorprese: Gruppo 1 formato da Brasile Messico Jugoslavia e Svizzera, Gruppo 2 composto da Inghilterra Cile Spagna Stati Uniti, Gruppo 3 con Svezia Italia e Paraguay e per finire lo strampalato Gruppo 4 contenente solo Uruguay e Bolivia. Il turno successivo sarà un altro girone unico all’italiana con all’interno le quattro vincitrici dei gironi precedenti. Questo sta a significare che nel 1950 si è assistito al primo ed unico mondiale senza una finale. Tutta questa concatenazione di eventi, ha portato ad una edizione fuori dal comune ai limiti dell’immaginario, sfociata in uno dei finali più inaspettati di sempre. Alla fase finale si presentarono Brasile, Uruguay, Svezia e Spagna. L’eliminazione dell’Italia campione in carica fu causata principalmente dalla fine del Grande Torino (che tolse nove undicesimi della squadra titolare) e dalla scelta di arrivare in Brasile in nave. Dopo tre settimane di viaggio, gli Azzurri arrivarono stanchi all’inaugurazione del torneo.
Anche se l’organizzazione non la prevedeva, l’ultima partita del Mondiale tra Brasile e Uruguay fu una vera e propria finale, essendo le uniche due formazioni a potersi ancora contendere il primato. La partita si giocò allo Stadio Maracanã davanti a più o meno 170’000 spettatori, il maggior numero mai registrato nella storia del calcio. I favoritissimi? Ovviamente i padroni di casa. Il risultato di questa partita fu degno di questa edizione, l’Uruguay infatti vinse 2 a 1 e si aggiudicò la sua seconda Coppa del Mondo, facendo entrare di diritto questo Mondiale nella storia del calcio.