Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/125931

<h2>SubmittedText<h2><p>Rispondendo in data 22 febbraio 2012 all'interpellanza 11.4113 in materia di dumping salariale legato alla libera circolazione delle persone, il Consiglio federale dichiarava che "non emerge l'esistenza di una particolare pressione salariale nei cantoni di confine".</p><p>Nei giorni scorsi è stato reso di pubblico dominio il caso, tutt'altro che isolato, di un'azienda di Mendrisio che cercava un informatico laureato. Nell'inserzione pubblicata dall'azienda, figurava quale requisito preferenziale il domicilio in Italia. </p><p>L'azienda ha ammesso in un'intervista al "Giornale del Popolo" di aver inserito il citato requisito per risparmiare sul salario.</p><p>Chiedo al lodevole Consiglio federale:</p><p>- Il Consiglio federale è ancora convinto che "non emerge l'esistenza di una particolare pressione salariale nei cantoni di confine"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sua risposta all'interpellanza Quadri 12.3022, "Frontalieri e libera circolazione delle persone - quali verifiche, e dove?", il Consiglio federale ha ricordato l'esistenza in Svizzera di singoli casi di dumping salariale. In risposta all'interpellanza Quadri 11.4113, "Libera circolazione delle persone in Ticino: davvero non ci sono problemi?", il collegio ha precisato che l'immigrazione e la prestazione di servizi dall'estero, soggetti all'obbligo di notifica, sono in aumento in certi settori e regioni, in particolare in Ticino, e che dove ciò si verifica sono possibili anche effetti negativi sul mercato del lavoro.</p><p>L'individuazione di singoli casi di dumping salariale non costituisce tuttavia una condizione sufficiente per concludere che una specifica regione è soggetta a una pressione salariale generalizzata. Le misure d'accompagnamento si prestano in modo ideale per affrontare il problema del dumping salariale, che si verifica in casi particolari.</p><p>L'ottavo rapporto dell'osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE del 25 maggio 2012 precisa che dopo l'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione della persone (ALCP) la struttura salariale nel nostro Paese è rimasta stabile. L'evoluzione della ripartizione salariale tra il 2002 e il 2010 mostra che dall'entrata in vigore dell'ALCP i salari più bassi non sono stati soggetti a una pressione particolarmente forte. I contratti collettivi di lavoro e le misure d'accompagnamento hanno contribuito a questo risultato.</p><p>Nel contesto delle suddette interpellanze, il Consiglio federale ha precisato che i salari e le condizioni di lavoro sono di regola rispettati, a dimostrazione che in generale le misure d'accompagnamento alla libera circolazione delle persone funzionano. </p><p>Le esperienze maturate sinora evidenziano che a livello d'esecuzione della legge esiste tuttavia un certo potenziale di miglioramento. È per questo che il Consiglio federale ha adottato una serie di provvedimenti tesi a rafforzare l'efficacia delle misure d'accompagnamento. La revisione della legge sui lavoratori distaccati è stata approvata dal Parlamento il 15 giugno scorso. Essa prevede, tra l'altro, l'introduzione di nuove possibilità sanzionatorie per l'indipendenza fittizia e le violazioni alle condizioni di lavoro e ai salari minimi.</p><p>Inoltre, si sono adottati provvedimenti tesi a rafforzare la collaborazione tra gli organi d'esecuzione delle misure d'accompagnamento. Nei settori coperti da contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale la Confederazione sostiene gli organismi di controllo nel perfezionamento delle loro attività di verifica. Essa sorveglia inoltre le autorità cantonali competenti in materia d'esecuzione nei settori senza contratti collettivi di lavoro affinché applichino le misure d'accompagnamento in maniera sistematica. La questione dell'introduzione di una responsabilità solidale è attualmente oggetto di una valutazione da parte delle commissioni parlamentari competenti. </p><p>Il Consiglio federale prende sul serio le particolarità delle regioni e dei cantoni di confine e in particolare del Ticino, a cui dal 2010 sono stati messi a disposizione, su sua richiesta e in base ai suoi bisogni legittimi, fondi supplementari per l'esecuzione delle misure d'accompagnamento. Infine, le particolarità dei cantoni di confine sono attualmente oggetto di un'analisi dettagliata volta a identificare precocemente eventuali cambiamenti e a reagire adeguatamente nel quadro del sistema esistente.</p>  Risposta del Consiglio federale.