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Il governo svizzero vuole riformare a regola d'arte l'imposta sul valore aggiunto (Iva). Propone di introdurre un tasso unico del 6,1% e al contempo eliminare quasi tutte le eccezioni.
Il governo svizzero vuole riformare a regola d'arte l'imposta sul valore aggiunto (Iva). Propone di introdurre un tasso unico del 6,1% e al contempo eliminare quasi tutte le eccezioni.
Nonostante le opposizioni sollevate nella procedura di consultazione del progetto preliminare di riforma dall'idea di un tasso unificato e di un'imposizione dei settori sanitario e sociale, il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz non intende cambiare rotta. Nella seduta di mercoledì, il governo ha incaricato i servizi del suo dipartimento di redigere un messaggio al parlamento entro la prossima estate.
Il legislativo dovrebbe iniziare a discuterlo ancora quest'anno. Il piano scatenerà sicuramente una controversia in parlamento, ha previsto lo stessso Merz, presentandolo giovedì in una conferenza stampa. Ma il ministro si è detto determinato a difendere la posizione del governo, defininedola "coraggiosa". In ogni caso alla fine spetterà al popolo decidere. Il verdetto popolare dovrebbe essere pronunciato verso il 2010-2011.
Concessioni
Il Consiglio federale ha optato per la più radicale delle tre varianti elaborate nel progetto preliminare, pur facendo alcune concessioni. Poco osteggiate, la cinquantina di modifiche legislative volte a semplificare il prelevamento dell'imposta sono accompagnate dall'unificazione del tasso. La revisione totale della legge sull'Iva e l'introduzione dell'aliquota unica e la soppressione della maggior parte delle eccezioni saranno però divise in due parti distinte. Il parlamento potrebbe così anche adottare solo il primo pacchetto.
Secondo i piani governativi, il limite del giro d'affari determinante per l'imposizione verrebbe uniformato. Quello per le società di utilità pubblica, quelle a scopo non lucrativo e quelle semplici non sottoposte all'obbligo di tenere la contabilità sarà innalzato ad almeno 250mila franchi. Cosicché, nonostante l'abolizione delle eccezioni nel settore dello sport, numerosi club dovrebbero comunque rimanere esenti da Iva.
Sistema semplificato
Negli intenti dell'esecutivo, l'applicazione di un solo tasso e la limitazione dell'esonero a cinque settori (servizi finanziari, assicurazioni, poteri pubblici, agricoltura, acquisto e affitto di un alloggio), oltre alle agevolazioni per le imprese, sono misure che mirano a rafforzare la piazza economica svizzera e la crescita.
I provvedimenti non dovrebbero incidere sulle finanze della Confederaziano. Rappresenteranno però oneri supplementari per le economie domestiche. Questi sono stimati in media a 6,30 franchi al mese. Ma si tratta dell'equivalente di due caffé, ha minimizzato Hans-Rudolf Merz. D'altra parte, se le spese legate all'alimentazione aumenteranno, quelle per l'elettronica di svago e dei trasporti diminuiranno, ha aggiunto.
Correttivo sociale
In ogni caso il conto sarà più salato per le famiglie con figli e per i pensionati. Parte della nuova aliquota dovrà dunque essere utilizzato per far digerire la pillola al 40% delle economie domestiche che hanno i redditi più bassi.
Su un tasso del 6,1%, 0,1 punto servirà a finanziare una più forte riduzione dei premi per l'assicurazione malattia, che dovrebbe peraltro subire un rincaro del 2,5% con la soppressione dell'esonero. Anche se non convincerà tutti e non tutti ne approfitteranno, questo correttivo sociale è giusto, ha sostenuto il ministro delle finanze.
Il governo rinuncia invece a prelevare 0,1 punto supplementare per compensare i circa 1,7 miliardi di franchi che devono essere rimborsati, a titolo di imposta precedente già versata, alle 30mila nuove aziende sottoposte all'imposizione. Questa spesa dovrebbe andare a carico della Confederazione e a lungo termine essere compensata dagli effetti sulla crescita prodotti dalla riforma.
Incidenze positive sulla crescita
Hans-Rudolf Merz è infatti convinto delle virtù del tasso unico. Secondo i calcoli del tesoriere della Confederazione, a lungo termine, il prodotto interno lordo dovrebbe aumentare dallo 0,3 allo 0,8%; in media il reddito di ogni economia domestica dovrebbe crescere fra 100 e 700 franchi all'anno. I costi amministrativi dell'economia dovrebbero invece diminuire del 20 o del 30%.
Rispetto al regime attuale dei tre tassi e dei 25 settori esonerati, la fiscalità svizzera diventerebbe inoltre più trasparente, ha argomentato il ministro. Si metterebbe così fine ai problemi di tasse occulte e di delimitazioni, soprattutto nel settore della sanità.
Attualmente le cure mediche sono esonerate, ma non l'assistenza a domicilio. Le perizie mediche devono essere fatturate in parte con e in parte senza l'Iva, a seconda delle loro funzioni, ha ricordato Merz.
Imposta sul valore aggiunto (Iva)
L'Iva è stata introdotta in Svizzera nel 1995. Ha sostituito l'imposta sulla cifra d'affari (Ica). Attualmente vi sono tre diverse aliquote di imposta sul valore aggiunto (Iva).
Sui beni di uso quotidiano come gli alimenti, le bevande non alcoliche, le medicine, le granaglie, il bestiame, i fiori, i mangimi e i fertilizzanti, i giornali, i libri, la radio e la televisione è riscossa un tasso del 2,4%.
L'albergheria approfitta nell'ambito dei pernottamenti e delle colazioni di un tasso ridotto del 3,6%.
Il tasso normale ammonta al 7,6%.
Le banche, le assicurazioni, gli ospedali e la produzione agricola sono esonerati. Il catalogo delle esenzioni riguarda 25 beni o settori.
Nel 2006 grazie all'IVA sono confluiti nelle casse della Confederazione 19 miliardi di franchi.
Reazioni
La proposta di riforma dell'Iva ha provocato una levata di scudi. Consumatori, commercianti, casse malattia e la maggior parte dei partiti deplorano l'aumento dei prezzi. Solo gli ambienti economici e il Partito liberale radicale sono soddisfatti.
L'introduzione di un tasso del 6,1 % causerebbe costi supplementari per 950 milioni di franchi nel commercio, stando alle stime della Comunità d'interessi commercio al dettaglio Svizzera (CI CDS). A suo tempo - fa notare la CI CDS - l'introduzione dell'IVA era stata accettata anche perché i beni di primo consumo potevano beneficiare di un tasso ridotto.
L'IVA, in quanto tassa sul consumo, non è compatibile con un accesso sociale alle cure mediche, ha detto il portavoce di Santésuisse, Paul Rhyn. Secondo l'associazione degli assicuratori malattia, i premi potrebbero aumentare fino al 5 %.
«Ci opporremo a questo progetto nefasto per il potere d'acquisto», ha detto la presidente della Federazione romanda dei consumatori, Monika Dusong. Anche per quanto riguarda l'assicurazione malattia, è inaccettabile che gli assicurati siano obbligati a «finanziare gran parte degli sgravi a favore dell'economia», afferma la Fondazione per i consumatori SKS.
L'associazione Stampa svizzera fa notare che il prezzo dei giornali e delle riviste salirà. Anche nel settore alberghiero i prezzi aumenteranno, ha detto Christoph Juen, di Hotelleriesuisse.
Solo Economiesuisse è soddisfatta per gli sgravi previsti per le imprese. «La semplificazione fondamentale dell'IVA non è solo il mezzo più efficace per dare respiro all'economia, ma favorisce pure la crescita e la prosperità», scrive in un comunicato.
È difficile che il progetto superi l'esame del parlamento, afferma il Partito socialista. Anche l'UDC trova ingiusto in questo caso aumentare il tasso di imposizione degli alimentari e ridurre quello sui beni di lusso, come auto o mobili.
Il Partito popolare democratico (PPD) considera le proposte del governo un «boomerang per la politica famigliare». Solo il Partito liberale radicale appoggia la riforma.