Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01264.jsonl.gz/280

Immunizzato nonostante non soddisfacesse i criteri: fa discutere il caso del miliardario Johann Rupert
La politica chiede di andare a fondo della questione
BERNA - Per le vaccinazioni contro il coronavirus sono state stabilite delle regole ben precise. Dapprima i preparati vengono somministrati alle persone over 75 e a chi soffre di malattie croniche. Eppure Johann Rupert (70 anni), l'uomo più ricco del Sudafrica, è già stato vaccinato. In Svizzera.
È successo lo scorso 12 gennaio, poco prima che nel Canton Turgovia partisse ufficialmente la campagna di vaccinazione: all'imprenditore - azionista di maggioranza del gruppo Richemont, specializzato nel settore dei beni di lusso e con sede nel Canton Ginevra - è stata somministrata la prima dose del vaccino, come riferito dal Tages Anzeiger. L'inoculazione è avvenuta nell'ambito di una campagna di vaccinazione di prova che ha avuto luogo a Frauenfeld. E i centri di vaccinazione in Turgovia sono gestiti dal gruppo Hirslanden, di cui Rupert detiene una partecipazione.
Bando ai privilegi - A seguito della notizia, non mancano le reazioni. I politici condannano fermamente quanto accaduto. La consigliera nazionale Katharina Prelicz-Huber (Verdi) parla di una società a due classi. «Questo dimostra nuovamente che chi possiede molto riceve ancora di più». Ma durante una crisi, una persona ricca non dovrebbe valere più di un'altra. «Non può succedere che si ottengano dei privilegi per quello che si possiede».
La deputata al Nazionale chiede quindi che le autorità turgoviesi prendano in mano la situazione. «Nell'ambito della mia attività politica non mancherò di chiedere se questa è stata un'eccezione o se altrove si siano verificate situazioni analoghe».
«Massima insensibilità» - L'accaduto lascia senza parole anche Ruth Humbel (PPD), presidente della Commissione della sanità in seno al Consiglio nazionale. E ricorda che in Svizzera per il vaccino anti-coronavirus esiste una lista d'attesa. «È una questione di massima insensibilità che determinate persone abbiano apparentemente avuto il privilegio di essere vaccinate prima, in quanto ricche e proprietarie di una clinica».
Non è inoltre chiaro, osserva ancora la deputata PPD, se al suo arrivo in Svizzera dal Sudafrica Rupert abbia rispettato il periodo di quarantena previsto per evitare l'importazione del ceppo mutato del virus. «Le autorità cantonali turgoviesi devono andare a fondo della questione e comprendere se il privilegio di cui ha beneficiato Rupert sia dovuto alla sua partecipazione alla Hirslanden».
Ci sarebbero malattie pregresse - È più pacifica la reazione del consigliere nazionale UDC Thomas de Courten. «Dato che si trattava di una vaccinazione di prova, non è stata data una preferenza a uno straniero ricco» afferma. Secondo il deputato, la questione sarebbe stata diversa se la somministrazione fosse avvenuta nell'ambito della campagna di vaccinazione ufficiale.
Il gruppo Hirslanden difende l'operato. Il portavoce Claude Kaufmann, interpellato da 20 Minuten, spiega infatti che Johann Rupert rientrerebbe in una categoria a rischio, in quanto conterebbe più malattie croniche pregresse, tra cui una grave malattia coronarica, pressione alta, diabete e obesità. Pertanto avrebbe comunque diritto a una vaccinazione prioritaria. «Il signor Rupert è inoltre residente in Svizzera, dove dispone di un'assicurazione sanitaria». Al suo arrivo nel nostro paese, sarebbe inoltre stato in quarantena.
L'incidente è avvenuto poco prima della 1.30 in piazza Riscossa a Lugano.
L'automobile dell'anziano si è scontrata frontalmente contro la porta di un'autorimessa e poi contro un muro. Per il 72enne, forse vittima di un malore, non c'è stato nulla da fare.
Il padre avrebbe sparato al figlio domenica mattina ad Agno. Ma perché il fatto è avvenuto così lontano da casa?
Intanto nel Comune di Valmara c'è stupore. Il segretario comunale: «Non ci era stati segnalati disagi in merito a queste due persone». Eppure c'è chi parla di liti frequenti.
Si moltiplicano le ipotesi sull’identità dello scheletro ritrovato settimana scorsa tra le montagne vallesane.
C’è chi ritiene possa essere di un miliardario tedesco scomparso nei pressi di Zermatt nel 2018. Oppure di una turista giapponese dispersa dal 2000.
Dal lago Verbano ai fiumi Maggia, Tresa e Breggia la situazione è inquietante. Pesci sotto stress.
Le riflessioni di Tiziano Putelli, capo dell'Ufficio cantonale della caccia e della pesca e di Nicola Patocchi, e responsabile scientifico della Fondazione Bolle di Magadino.
Le insolite temperature delle acque favoriscono lo sviluppo dei Medicane, delle tempeste tropicali simili a uragani.
In autunno questi fenomeni sprigionano tempeste molto violente. Nel 2020 in Grecia, il Medicane Ianos aveva causato ingenti danni e provocato la morte di quattro persone.
Il presidente della Commissione dell'energia elettrica lancia l'allarme e accusa il Governo: «Non ci hanno ascoltati».
Se si concretizzasse lo scenario peggiore, Berna potrebbe prendere misure drastiche che vanno dalla riduzione dell'illuminazione stradale, allo spegnimento dei neon delle vetrine, fino al divieto di acquistare stufe elettriche.
Dall'inizio dell'anno in Europa sono andati a fuoco 600mila ettari. Un record pluriennale
Nella notte un altro incendio a Elfingen, in Argovia, ha messo in difficoltà i pompieri per la mancanza di acqua. E nel canton Zurigo si contano i danni (milioni) dopo il rogo in una falegnameria
La pandemia e la guerra in Ucraina hanno fatto esplodere i prezzi, ma i salari (per ora) restano gli stessi.
L'allarme del presidente dell'Unione sindacale svizzera Pierre-Yves Maillard: «Se le paghe non vengono aumentate ora ci saranno conseguenze disastrose per il mercato del lavoro e per i consumi».
Gli organizzatori tracciano un bilancio molto positivo dell'evento che ha accolto 30'000 giovani nella valle di Goms.
Sul posto rimarranno ancora 800 volontari per sistemare la zona: «L'obiettivo è che il 15 agosto il campo sia vuoto e il terreno possa essere restituito ai proprietari».
Il nuovo delegato per la sicurezza lancia l'allarme: «La Svizzera è di fronte a numerose sfide».
Martin von Muralt fa riferimento in particolare a pericoli informatici, carenza d'energia, pandemie e interruzioni delle catene di approvvigionamento, oltre che al cambiamento climatico. «È essenziale che i nostri valori democratici sopravvivano».
Avanti 2-0, l’incerottato Bellinzona si è fatto riprendere sul 2-2 prima di imporsi, in extremis, a Vaduz
I granata, che a fine partita hanno "sostenuto" l'infortunato Cortelezzi, sono momentaneamente saliti al terzo posto della classifica.
Gli svizzeri hanno iniziato ad acquistare stufette per riscaldarsi nei mesi invernali (in caso di crisi energetica)
Però, «l'uso di migliaia di dispositivi di questo tipo può portare a una grande instabilità della rete elettrica», ha affermato il direttore delle aziende elettriche svizzere. Non è da escludere che saranno quindi vietate.