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Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha provvisoriamente bloccato la consegna dei dati alle autorità statunitensi di un cliente dell'UBS, oppostosi alla procedura perché non informato. Il ricorso resta comunque un caso isolato.
Il TAF ritiene che l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) in nessuna fase del procedimento abbia rispettato il diritto del cliente della banca di essere ascoltato. Quest'ultimo non sapeva neppure che era stato avviato un procedimento di assistenza nei suoi confronti.
L'UBS, che avrebbe dovuto informarlo, non ha potuto provare di averlo fatto. Aveva spiegato che la stampa americana, soprattutto i grandi giornali come il New York Times, avevano parlato in esteso di questa vicenda e l'AFC aveva fatto suo questo argomento.
Secondo il TAF, l'informazione della stampa non è sufficiente. Leggendo i giornali, il cliente non poteva apprendere che la faccenda lo riguardava e che le informazioni sui conti contestati erano trasmesse all'AFC.
Per rispettare il diritto di essere ascoltato, il dossier deve adesso ritornare al punto di partenza per permettere al ricorrente di presentare la sua difesa. L'uomo afferma di non essere l'avente diritto economico dei conti in questione.
Il portavoce del TAF, Andrea Arcidiacono, rileva che l'ammissione del ricorso resta un caso "isolato" e che la procedura di assistenza segue il suo corso. Attualmente, 166 ricorsi sono ancora pendenti al TAF.
Un mese fa, l'AFC aveva annunciato di aver esaminato tutti i 4'450 dossier dei clienti statunitensi reclamati dal fisco americano (IRS). Aveva precisato che la consegna dei dati "sarà in gran parte terminata questo autunno".
swissinfo.ch e agenzie