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L'attacco dell'epidemiologo Christian Althaus dopo il mea culpa del ministro della sanità.
Per l'ex membro della task force l'utilità delle mascherine igieniche per la popolazione in generale è stata «contestata in primo luogo dalle stesse autorità sanitarie»
BERNA - Il ministro della sanità Alain Berset ha ammesso di non aver messo sufficientemente in questione i consigli della scienza all'inizio della pandemia di coronavirus. È stato «molto comodo» per il Consiglio federale ascoltare semplicemente la task force all'inizio della pandemia, ha dichiarato.
«Affermazioni palesemente false», secondo l'epidemiologo bernese Christian Althaus, che ha lasciato la task force scientifica federale in segno di protesta nel gennaio 2021.
Il ministro della salute - ha scritto Althaus in un tweet - continua a raccontare che era stato avvertito in ritardo dalla task force sugli sviluppi epidemiologici. Ma in realtà la scienza è stata ignorata sulla decisione di indossare le mascherine del maggio/giugno 2020. L'ex presidente della task force aveva dichiarato, secondo i verbali della cellula di crisi del maggio 2020, «che proteggersi con le mascherine è sensato. E ciò deve essere comunicato».
Secondo Christian Althaus, l'utilità delle mascherine igieniche per la popolazione in generale è stata «contestata in primo luogo dalle stesse autorità sanitarie e dall'allora direttore della Divisione malattie trasmissibili». L'epidemiologo bernese si è augurato che il Consiglio federale esamini criticamente il suo agire durante la pandemia e che ne tragga lezione. «Nella prossima pandemia non deve più succedere che il Paese sia posto in un sonno narcotico per mesi», ha detto. Al momento delle sue dimissioni, Althaus aveva sottolineato che la politica doveva finalmente imparare a trattare la scienza a pari livello.
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