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France Football ha reso nota una serie di modifiche: il premio si baserà sull’anno sportivo (agosto-luglio) e non più su quello civile (gennaio-dicembre)
Il Pallone d’Oro, il prestigioso trofeo di France Football che premia il miglior calciatore maschile e femminile d’Europa, a partire da questa stagione (2021-22) si baserà sull’anno sportivo e non più sull’anno civile. Ciò significa che per determinare il miglior giocatore in Europa verrà presa in considerazione la stagione da agosto a luglio e non più l’anno da gennaio a dicembre. Si tratta di una delle principali riforme progettate dagli organizzatori del premio per renderlo più "leggibile".
Il trofeo era stato assegnato in base all’anno solare fin dalla sua creazione nel 1956. Tra le altre novità di regolamento, una giuria più ristretta, un procedimento di preselezione più affinato e criteri di assegnazione più chiari. Le nuove regole saranno pubblicate sull’edizione di domani di France Football. «È un’opportunità per dare un nuovo slancio. Prima giudicavamo su due mezze stagioni. Sarà più facile da capire», ha detto Pascal Ferré, direttore di France Football.
La prossima assegnazione del trofeo avverrà tra settembre e ottobre e si baserà sulla stagione iniziata un anno prima, tenendo conto della Champions League maschile (finale il 28 maggio) e degli Europei femminili (6-31 luglio). Il cambiamento avviene in una stagione rimescolata da una fase finale della Coppa del mondo che andrà in scena tra novembre e dicembre e che influenzerà la scelta del Pallone d’Oro del 2023.
Per quanto riguarda la giuria, sarà ancora composta da giornalisti (un voto per nazione), ma conterà soltanto 100 votanti per il settore maschile (contro i 170 di un tempo), in rappresentanza delle prime cento nazioni della classifica Fifa, e 50 per il settore femminile. Secondo France Football si tratta di un sistema per garantire la competenza degli elettori e il loro accesso ai filmati delle partite. Infine, saranno resi più chiari i criteri di premiazione. L’aspetto collettivo e i trofei vinti passeranno in secondo piano rispetto alle "prestazioni individuali" e al "carattere decisivo" dei pretendenti. L’intera carriera di un giocatore non rappresenterà più un metro di giudizio, in modo da evitare che il Pallone d’Oro diventi una sorta di feudo personale. Un cambiamento voluto per rispondere alle critiche piovute dopo il settimo trofeo vinto da Leo Messi, nel 2021 sicuramente molto meno decisivo e brillante rispetto, ad esempio, al polacco Robert Lewandowski che si era dovuto accontentare della seconda posizione.