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Giappone: tracce minime di radioattività in Svizzera
Per la prima volta nei cieli della Svizzera sono state riscontrate mercoledì scorso tracce infinitesimali di radioattività, fuoriuscita dai reattori giapponesi di Fukushima, danneggiati dal terremoto e dallo tsunami. Secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), le tracce sono insignificanti e non rappresentano alcun pericolo per la popolazione.
Come precisato stamani alla stampa da Werner Zeller, capo della Divisione radioprotezione dell'UFSP, le misurazioni sono state eseguite a 6000 metri di altezza con il supporto dell'aviazione militare. Risultato: in un metro cubo di aria sono stati rilevati 140 microbecquerel di iodio 131. Il quantitativo - ha sottolineato Zeller - è 20'000 volte inferiore al limite tollerato.
Solitamente - ha precisato - a questa altezza non si riscontrano particelle di iodio 131. Di conseguenza, se ne deduce che la sostanza proviene dalla fuga radioattiva dei reattori di Fukushima. Le misurazioni al suolo hanno invece prodotto risultati assolutamente normali. Grazie ai venti - ha aggiunto - la radioattività fuoriuscita tende a disperdersi sull'Oceano Pacifico e America del Nord, sempre in quantità irrilevanti.
Il responsabile della Divisione gestione dei rifiuti dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare Hans Wanner ha dal canto suo precisato che la situazione nei reattori di Fukushima è attualmente stabile, ma ancora critica. È stata ristabilita la corrente, ma si continua a raffreddare dall'esterno.
I lavori si svolgono tuttavia a rilento, per permettere il ricambio del personale. Tre addetti ai lavori sono stati contaminati da radiazioni ai piedi. L'intera area risulta fortemente contaminata.