Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01278.jsonl.gz/1052

Russia Unita, il partito che sostiene il presidente Vladimir Putin, non godrebbe più della maggioranza dei votanti, ma conserverebbe il controllo dei 2/3 dei seggi della Duma dove attualmente ne ha 343 su 450. La commissione elettorale, dopo lo scrutinio di quasi 74% delle schede depositate dagli elettori che hanno partecipato al rinnovo della Camera bassa dell'Assemblea federale, ha reso noto che il primo partito del paese ha ottenuto quasi il 49% dei voti (nel 2016 era al 54%), con i comunisti secondi con circa il 20%. Seguono i liberali-democratici con l'8% e Russia Giusta con il 7%. In Parlamento potrebbe entrare anche il movimento "Nuovo popolo" che avrebbe ottenuto poco più del 5%.
Gli analisti imputano la flessione di Russia Unita al malessere dovuto al tendenziale peggioramento delle condizioni di vita negli ultimi anni, alla riforma pensionistica e alle accuse di corruzione da parte degli oppositori, tra cui Alexei Navalny. I critici del Cremlino hanno parlato di brogli elettorali su larga scala e sostengono che le elezioni siano state una farsa anche a causa dell'esclusione di numerosi candidati.
Le autorità elettorali hanno reso noto di aver annullato le schede di 12 seggi di 8 regioni in cui vi sono state evidenti irregolarità, ma hanno sottolineato che, in generale, la chiamata alle urne si è svolta regolarmente.
Vladimir Putin dovrebbe esprimersi nel corso della giornata di lunedì. Il suo discorso è atteso perché potrebbe anche rendere noto se ha intenzione di presentarsi alle elezioni presidenziali del 2024, quando saranno passati 25 anni dal giorno in cui assunse la guida della Russia, come primo ministro incaricato dall'allora presidente Boris Eltsin che gli cedette il posto alla fine del 1999.