Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01173.jsonl.gz/459

WASHINGTON - La National Rifle Association, la potente lobby delle armi, ha chiuso il 2018 con i conti in rosso per 10,8 milioni di dollari. Un rosso - riporta il Washington Post - che preoccupa, vista l'imminente apertura della campagna elettorale per il 2020. Una campagna dalla quale si attende che la Nra contribuisca in modo consistente al tentativo di far rieleggere Donald Trump alla Casa Bianca.
«Negli ultimi tre anni abbiamo raccolto più di un miliardo di dollari, giocato un importante ruolo nell'elezione di Donald Trump e continuato a difendere con successo il diritto al porto d'armi. Questa è la vera misura del successo dell'organizzazione», afferma Andrew Arulanandam, portavoce della Nra, finita di recente nel mirino delle autorità americane per il suo status di non profit esentasse.
Uno status che - è l'accusa - si contrappone alle spese pazze del suo amministratore delegato Wayne LaPierre, che ha pagato un conto da 275.000 dollari a un negozio di abbigliamento da uomo di Beverly Hills e speso oltre 253.000 dollari in viaggi in Italia, Budapest e Bahamas.