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Quale impatto potrebbe avere sul prezzo di bitcoin l’halving previsto per il prossimo anno?
Innanzitutto è necessario specificare che non siamo ancora a conoscenza della data esatta in cui avverrà il dimezzamento del premio per i miner dei blocchi.
Infatti, quello che è certo è che avverrà al blocco numero 630.000 e che attualmente stiamo arrivando al blocco 600.000, ma non è dato sapere con certezza quando verrà minato il blocco 630.000.
Secondo una stima molto accreditata, l’halving dovrebbe essere minato attorno al 14 maggio 2020, ma secondo altre stime potrebbe avvenire la settimana prima, il 7 maggio. Tuttavia c’è anche chi stima che potrebbe arrivare molto prima, verso la fine o addirittura la metà di aprile.
Ad ogni modo, la data precisa dipenderà da quanto velocemente verranno minati i circa 30.000 blocchi che mancano per arrivare al blocco numero 630.000.
Fino ad ora il premio per il mining di un blocco è già stato dimezzato due volte, il 28 novembre del 2012, quando passò da 50 a 25 BTC, ed il 9 luglio del 2016, quando scese a 12,5 BTC.
Il 28 novembre 2012 non si verificarono particolari scossoni al prezzo di bitcoin.
Da inizio anno era passato da circa 5 $ a 12 $, con una crescita abbastanza lenta e costante, e rimase sotto i 15 dollari fino alla metà di gennaio 2013. A quel punto però si innescò un vero e proprio rally, che fece schizzare il prezzo fino a 1.155 $ del 5 dicembre dello stesso anno.
Pertanto il prezzo salì lentamente nei mesi precedenti all’halving, per poi fermarsi per poco meno di un paio di mesi appena avvenuto l’halving stesso. Dopodichè però schizzò in alto nei successivi dieci mesi, per poi l’anno successivo crollare fino ai 195 dollari del 15 gennaio 2015.
Anche il 9 luglio del 2016 non ci furono grandi oscillazioni del prezzo.
Da inizio anno era passato da circa 400 $ a circa 650 $, con una crescita concentrata soprattutto nel mese e mezzo precedente all’halving. Tuttavia, a partire da novembre, iniziò il rally che lo portò, nel dicembre dell’anno successivo, a toccare il picco massimo assoluto di sempre, a quota 19.817 dollari, per poi crollare a 6.300 il 6 febbraio 2018 e toccare il nuovo minimo a 3.204 $ il 15 dicembre dello stesso anno. .
Pertanto, sebbene le proporzioni e le tempistiche dei due rally risultino differenti, il trend invece è stato molto simile.
Un incremento di valore compreso tra 1,5 e 2,5 volte nei mesi precedenti all’halving, seguito da un periodo di relativa stasi di circa due mesi, dopo il quale si è verificata una vera e propria impennata durata circa un anno o un anno e mezzo. In entrambi i casi inoltre il prezzo massimo storico (ATH) si è raggiunto a dicembre dell’anno successivo all’halving, mentre il prezzo minimo post-bolla si è verificato a dicembre dell’anno successivo al precedente ATH.
Partendo proprio dai 3.204 dollari toccati l’anno scorso, il 15 dicembre 2018, in realtà ad oggi il prezzo è già più che raddoppiato. Quindi a differenza dei due casi precedenti, il prezzo sta aumentando di più, e più velocemente, nei 12 mesi che precedono il nuovo halving. Quindi il trend per ora sembra essere confermato, sebbene proporzioni e tempistiche siano differenti.
Tutto ciò non è assolutamente sufficiente per ipotizzare che anche nel 2020 e 2021 possa accadere ciò che capitò dopo i due precedenti halving, ma visto che il dimezzamento del premio per il mining dei blocchi è una modifica strutturale al sistema di emissione dei nuovi BTC, non è affatto assurdo immaginarsi che possa provocare una reazione se non altro simile.
Il prezzo di bitcoin è dato dagli scambi sul mercato libero tra la domanda e l’offerta ed il dimezzamento dell’incremento della circulating supply facilmente può generare una riduzione dell’offerta. Qualora la domanda non diminuisca è in effetti probabile che si generi un aumento del prezzo, e se la domanda invece addirittura aumenta, l’incremento di prezzo può accelerare non poco.