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Due inchieste su Donald Trump, entrambe sfavorevoli al presidente, sono state ricompensate con il premio Pulitzer, assegnati lunedì sera. Al momento dell'attribuzione, l'amministratrice Dana Canedy ha fatto un riferimento nemmeno tanto velato all'inquilino della Casa Bianca ricordando come "taluni sviliscono la stampa presentandola come una nemica della democrazia, al servizio della quale invece opera".
I due lavori premiati raccontano il modo in cui Trump ha costruito la sua fortuna (un pezzo apparso nel New York Times) e i versamenti per comprare il silenzio di due ex presunte amanti (Wall Street Journal). Nel primo, David Barstow, Susanne Craig e Russ Buettner avevano smentito la tesi trumpiana del "self made man", evidenziando come avesse ereditato dal padre l'equivalente di 413 milioni dollari di oggi sull'arco di più anni, soldi in parte sottratti al fisco. Sulla questione è stata aperta un'inchiesta, ancora in corso.
Altri Pulitzer sono stati attribuiti alla redazione della Post-Gazette di Pittsburgh per come ha coperto la strade alla sinagoga Tree of Life (11 morti il 27 ottobre), ai due reporter della Reuters Kyaw Soe Oo e Wa Lone imprigionati in Myanmar per aver riferito della persecuzione dei Rohingya e alla redazione della Capital Gazette. Cinque suoi reporter persero la vita il 28 giugno sotto i colpi di un uomo che voleva vendicarsi per un articolo che lo riguardava.