Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/118261

<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito del secondo pacchetto di misure varato per attenuare gli effetti negativi del franco forte, il Consiglio federale ha previsto misure di sostegno a favore delle attività situate nelle regioni di frontiera che stanno facendo i conti con enormi perdite di guadagni a causa delle fluttuazioni valutarie.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha rinviato la decisione relativa a eventuali misure supplementari, pertanto è prematuro parlarne. Stabilendo il tasso minimo di conversione di 1,20 franchi per un euro, la Banca nazionale svizzera ha attenuato la gravità della situazione. </p><p>Il Consiglio federale è consapevole delle difficoltà in cui versano i territori a ridosso del confine. Va tuttavia considerato che gran parte dei grossi centri abitati della Svizzera si trova nelle immediate vicinanze del confine (Basilea, Ginevra) o in zone relativamente vicine al confine (Zurigo, Losanna). A ciò si aggiunge, a seconda della categoria di prodotti, l'importanza crescente del commercio elettronico che mette sotto pressione tutte le aziende svizzere. </p><p>Nell'attuazione delle misure di sostegno per le "aziende vicine al confine con enormi perdite di guadagni" ci si scontrerebbe con notevoli problemi di delimitazione. Ad esempio, differenze minime per quanto riguarda la distanza dal confine o la perdita di proventi potrebbero determinare se un'azienda abbia diritto o meno all'aiuto statale. Inoltre, con misure di questo genere sussisterebbe il pericolo che servano unicamente a mantenere le strutture e porterebbero a distorsioni del mercato a favore di aziende con scarsa capacità competitiva.</p><p>Le circostanze attuali non giustificano al momento l'adozione di misure rivolte appositamente alle regioni di confine. Il Consiglio federale terrà tuttavia conto della loro situazione nelle prossime valutazioni della situazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.