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Non solo i militi, ma anche chi ha prestato servizio civile durante l'emergenza legata al coronavirus beneficerà di indennità di perdita di guadagno (IPG) pari al 100% del salario. Lo ha deciso oggi il Governo modificando l'Ordinanza COVID-19 indennità dei militari.
Dalla chiamata in servizio del Consiglio federale, in Svizzera erano impiegati in media ogni settimana fino a fine maggio oltre 5000 membri della protezione civile. Di norma, come anche i soldati, ricevono un'indennità pari all'80% del loro reddito tramite le IPG.
Per il periodo tra il 21 marzo e il 30 giugno 2020, se il datore di lavoro non dovesse versare il 20% restante, lo farà la Confederazione (al netto dei contributi alle assicurazioni sociali). Ciò vale sia per i militari (decisione presa il 20 marzo), sia per i "civilisti" (decisione presa appunto oggi). Per i giorni di servizio prestati su base volontaria non è invece previsto alcun versamento complementare.
Per far valere il proprio diritto alla rendita completa, i militari devono inoltrare una richiesta scritta al Comando Istruzione, Personale dell'esercito. I "civilisti" all'ufficio cantonale responsabile della protezione civile. Nei due casi la domanda deve essere inoltrata entro il 6 settembre.
Contrariamente ai militi, chi ha prestato servizio civile ha diritto all'indennità supplementare solo a partire dal 20 giorno di servizio. L'onere finanziario supplementare è stimato a 6 milioni di franchi al massimo e può essere coperto con il credito per l'impiego della protezione civile già discusso dal governo.