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Da lunedì alle Camere, euroadesionisti ed euroscettici si affronteranno sulla data di un'adesione della Svizzera all'Unione europea (UE). All'ordine del giorno della sessione estiva anche numerosi altri temi, che vi presentiamo nell'articolo che segue.Questo contenuto è stato pubblicato il 04 giugno 2000 - 19:56
Sebbene goda del sostegno della commissione del Consiglio nazionale, l'iniziativa popolare «Sì all'Europa!» dovrebbe essere respinta dal plenum. Il testo, che chiede di riattivare subito la domanda d'adesione all'UE, potrà contare solo sui voti dello schieramento rosso-verde e della fascia più europeista del PLR e del PPD.
La stessa sorte dovrebbe esserle riservata dal Consiglio degli Stati. Resta il problema delle scadenze. Per la commissione di politica estera del Nazionale, il termine per riattivare la domanda d'adesione dovrebbe coincidere con la fine della legislatura.
Tuttavia, questa versione corretta del contro progetto indiretto del Consiglio federale non ha ottenuto l'appoggio dell'equivalente commissione degli Stati. Quest'ultima vorrebbe lasciare alla Svizzera e al Consiglio federale completa libertà d'azione. Non intende far figurare in un testo legislativo l'adesione quale obiettivo da realizzare.
Gli altri grossi dossier della sessione sono prevalentemente di competenza del Consiglio degli Stati. I senatori sono chiamati a pronunciarsi sulla liberalizzazione del mercato dell'elettricità. In marzo, il Nazionale era giunto ad un difficile compromesso, decidendo in particolare di far dipendere l'entrata in vigore della nuova legge dalla tassa sull'energia.
Con una debole maggioranza, la commissione degli Stati non ha voluto un vincolo del genere. Auspica inoltre un'apertura più rapida del mercato per i piccoli e medi consumatori. La discussione potrebbe essere animata nel plenum dove la sinistra e i rappresentanti dei cantoni alpini dovrebbero unirsi per mantenere una versione vicina a quella della Camera del popolo. Tutto ciò a meno che il dibattito venga rinviato a dopo la votazione popolare sulla tassa energetica, in programma il 24 settembre.
Altro tema d'attualità sottoposto ai senatori: l'esercito. La Camera dei cantoni dovrebbe seguire la sua commissione ed accettare il credito di 1,178 miliardi di franchi per il programma d'armamento 2000. Questo denaro permetterebbe segnatamente l'acquisto di 186 nuovi carri per granatieri. Il dossier sarà affrontato in settembre dal Nazionale, quando le discussioni potrebbero essere più accalorate. Infatti, anche nello schieramento borghese si sono levate voci contrarie ad un acquisto del genere, fino a quando non saranno meglio definite le linee maestre di Esercito XXI. Sempre in campo militare, dopo il Nazionale, gli Stati dovrebbero accettare la revisione della legge sull'esercito, legge che deve permettere ai soldati svizzeri in missione di pace all'estero di essere armati.
Il Consiglio degli Stati si occuperà anche dell'interruzione volontaria della gravidanza. Dovrebbe accogliere la cosiddetta soluzione dei termini. L'aborto potrà così essere legalizzato nelle prime 14 settimane di gravidanza e riconosciuto dalle casse ammalati.
Nel programma del Nazionale figura invece la realizzazione di un'assicurazione maternità. I deputati sono chiamati a pronunciarsi su un'iniziativa parlamentare intesa a remunerare le donne almeno durante le otto settimane in cui non possono lavorare. La commissione del Nazionale vorrebbe spingersi oltre e chiede al Consiglio federale di istituire un'assicurazione maternità di 14 settimane. Come il Nazionale, i senatori dovrebbero anche respingere l'iniziativa della Denner «per farmaci a prezzi più bassi». Dovrebbero riservare la stessa sorte all'iniziativa popolare «per una domenica senz'auto ogni stagione - una prova per quattro anni».
Infine il Consiglio nazionale si pronuncerà sul limite di 30 chilometri orari all'interno delle località, limite proposto dall'iniziativa popolare «per una maggiore sicurezza stradale grazie alla velocità massima di 30 chilometri orari nelle località, con eccezioni (Strade per tutti)». Le due Camere esamineranno pure le finanze di Expo.02: dovrebbero infatti accordare all'esposizione nazionale una garanzia di copertura del deficit di 338 milioni di franchi.
Swissinfo e agenzie
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