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Si chiama Marc Schreiner, è un avvocato berlinese, e ha avuto la poco invidiabile sventura di vivere tutti e due gli attentati di Bruxelles. Però, anche la fortuna di sopravvivere a entrambi indenne.
La storia è stata raccolta dalla tv pubblica Zdf. Schreiner, ancora visibilmente scosso, ha raccontato dal suo studio berlinese che, atterrato il 22 marzo attorno alle 8.00 all'aeroporto di Bruxelles, si è trovato ad attraversare il terminal immediatamente dopo l'esplosione, devastato e ancora pieno di fumo. "C'erano pannelli che pendevano dal soffitto, acqua del sistema antincendio e pezzi di vetro dappertutto e odore di fumo", ha raccontato l'avvocato. "La cosa più impressionante era il terminal completamente vuoto, spettrale".
Aiutato da un poliziotto a guadagnare l'uscita, Schreiner è salito su un taxi per recarsi a un appuntamento di lavoro nel distretto europeo di Bruxelles. "Erano le 9 o poco più, ho pagato il taxi e subito, di fianco a me, c'è stata la seconda esplosione - ha proseguito il racconto. L'avvocato si trovava nell'androne della metro, sopra i binari: "Dal tunnel della metro salivano barcollando e immersi in un fumo bianco irritante i passeggeri, li ho aiutati indicando l'uscita e più passava il tempo, più i passeggeri che salivano erano in condizioni peggiori".
All'ultimo, Schreiner è sceso sui binari, ha assistito una donna "che era ancora in condizione di intendere e parlare", le ha fatto coraggio.
Una giornata che non dimenticherà. Con un amico è rientrato la sera in Germania, in auto fino a Duesseldorf, poi da lì in aereo a Berlino. La famiglia lo festeggia sano e salvo, lui dice che avrà bisogno di tranquillità per capire quel che ha vissuto: "Mi ci vorrà del tempo per comprendere la follia di essere partito da qui al mattino, di aver vissuto due bombe e di ritrovarmi la sera a casa".