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LOSANNA - Sarà un tribunale arbitrale a decidere in merito a un piano sociale per le 41 persone licenziate con la fine della versione cartacea del quotidiano Le Matin, in luglio. Dopo mesi di stallo l'editore Tamedia e i sindacati Impressum e syndicom si sono accordati per tale soluzione.
In un comunicato stampa congiunto pubblicato oggi le parti informano laconicamente che «è stato definito un quadro affinché la procedura possa andare avanti e concretizzarsi rapidamente per le persone in causa».
Se i dipendenti e il datore di lavoro non sono riusciti a mettersi d'accordo il Codice delle obbligazioni (articolo 335j) prevede il ricorso ad un tribunale arbitrale che stabilirà un piano sociale obbligatorio ed effettivo, ha spiegato all'agenzia di notizie Keystone-ATS Michel Chavanne, legale degli impiegati.
Il datore di lavoro e i dipendenti designano ognuno un proprio rappresentante "arbitro". Questi ultimi a loro volta scelgono il presidente del tribunale quale terzo membro. «Speriamo ragionevolmente» di arrivare a un risultato fra sei mesi circa, ha affermato Chavanne.
Secondo l'avvocato, i licenziati hanno preso questa via un po' con la "morte nel cuore", con "rabbia e rassegnazione". Essi avrebbero preferito un'altra soluzione, ma le proposte di Tamedia erano del tutto insufficienti. La procedura ha anche l'inconveniente di giungere in ritardo. I dipendenti sono stati licenziati l'estate scorsa e «si deve quindi determinare un piano sociale dopo il fatto».