Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/65767

<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 2001 il cittadino egiziano Mohamed El-Ghanam vive in Svizzera in qualità di rifugiato politico. Stando a rivelazioni dei media, il signor El-Ghanam avrebbe invocato via Internet la guerra santa contro la Svizzera, definendo il popolo svizzero spregevole e fanatico.</p><p>- È vero che le autorità svizzere in generale e il consigliere federale Joseph Deiss in particolare, in occasione della sua visita in Egitto nel 2000, si sono adoperati in modo speciale in favore della partenza del signor El-Ghanam? In caso affermativo, quali sono stati i motivi di tale impegno in favore del signor El-Ghanam?</p><p>- È vero ciò che è stato riferito dai media, ossia che il signor El-Ghanam ha ripetutamente proferito minacce nei confronti della Svizzera?</p><p>- Il Consiglio federale è a conoscenza delle attività del signor El-Ghanam, e come le valuta, in particolare per quel che concerne la sicurezza della Svizzera?</p><p>- Il Consiglio federale ha considerato la possibilità di esercitare il diritto conferitogli dall'articolo 121 capoverso 2 della Costituzione federale, al fine di espellere il signor El-Ghanam per messa in pericolo della sicurezza del Paese?</p><p>- È stata presa in considerazione la possibilità di adottare o sono stati adottati altri provvedimenti sulla base delle attività praticate dal signor El-Ghanam? In caso affermativo, quali provvedimenti sono stati adottati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In virtù dell'articolo 20 della legge sull'asilo la rappresentanza svizzera all'estero trasmette all'Ufficio federale della migrazione una domanda d'asilo presentata all'estero corredata da un rapporto. L'ufficio federale autorizza il richiedente a entrare in Svizzera, se non si può ragionevolmente pretendere che questi rimanga nel Paese di domicilio o che si rechi in un altro Paese. </p><p>Il 2 luglio 1999, il signor Mohamed El-Ghanam ha presentato una domanda d'asilo presso l'ambasciata svizzera al Cairo. Il 16 novembre 1999, dopo aver consultato il DFAE, l'allora Ufficio federale dei rifugiati l'ha autorizzato a entrare in Svizzera. Dopo che le autorità egiziane gli hanno tuttavia a più riprese impedito di lasciare il Paese, sia l'ambasciata sia il consigliere federale Deiss, all'epoca in visita al Cairo, hanno segnalato alle autorità egiziane l'esistenza di un'autorizzazione d'entrata in Svizzera.</p><p>Come dichiarato dal Consiglio federale nella sua risposta alla domanda Freysinger 05.5187 del 3 ottobre 2005, il signor El-Ghanam rivolge contro la Svizzera accuse prive di qualsiasi fondamento. Vi è tuttavia il pericolo che altre persone possano radicalizzarsi a causa delle dichiarazioni di El-Ghanam e che quindi possa crearsi una situazione di minaccia per la Svizzera.</p><p>Dalla fine del 2005 le autorità competenti osservano la situazione riguardante il signor Mohamed El-Ghanam e valutano continuamente tutti i provvedimenti a disposizione (soprattutto provvedimenti penali e in materia di diritto degli stranieri).</p><p>In virtù dell'articolo 121 capoverso 2 della Costituzione federale, in occasione della sua seduta del 12 dicembre 2005 il Consiglio federale ha deciso di espellere il signor Mohamed El-Ghanam dalla Svizzera. Tuttavia, non vi era alcun Paese disposto ad accoglierlo. Il 5 luglio 2006 il Consiglio federale ha revocato la decisione di espulsione e ha proibito al signor El-Ghanam, rinviando all'articolo 292 del Codice penale, di invocare la guerra santa contro la Svizzera, in particolare su Internet. Fino ad oggi El-Ghanam ha osservato tale divieto. Il DFGP è stato inoltre incaricato di esaminare se sono date le condizioni per una revoca dell'asilo.</p><p>Il 6 novembre 2006 l'UFM ha infine deciso di revocare a El-Ghanam lo statuto di rifugiato. Tale decisione è nel frattempo entrata in vigore. Nel cantone di Ginevra contro Mohamed El-Ghanam sono stati avviati procedimenti penali per minacce e vie di fatto contro terzi. Il 30 gennaio 2007 la Camera penale del cantone di Ginevra ha disposto l'internamento del signor El-Ghanam in considerazione della sua pericolosità. Tale sentenza è nel frattempo passata in giudicato. Le autorità federali e cantonali sono così riuscite a scongiurare un'eventuale messa in pericolo della sicurezza interna del Paese.</p>  Risposta del Consiglio federale.