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Il Credit Suisse ha aperto un'inchiesta interna su una sua operatrice attiva sul mercato azionario a Londra, che ha nel frattempo sospeso, per presunte irregolarità. Il numero due bancario elvetico ha confermato nella notte l'informazione pubblicata dal "Wall Street Journal", senza esprimersi sui particolari ella vicenda.
Stando al grande quotidiano economico, che cita fonti vicine all'indagine, la donna è sospesa da febbraio e il suo diretto superiore, responsabile del "desk" londinese, è stato mandato in congedo durante l'estate in relazione all'inchiesta.
L'operatrice, una "veterana" del mestiere che lavora per il Credit Suisse dal 2004, avrebbe "in parecchie occasioni" indebitamente condiviso informazioni sensibili su clienti con il marito, a sua volta trader a Londra, che lavora presso la banca concorrente RBC Capital Markets, filiale della Royal Bank of Canada.
Sempre secondo il "Wall Street Journal", nell'esame di mesi di chat e nel corso di colloqui con gli impiegati svolti degli inquirenti della banca sarebbero anche emersi comportamenti inadeguati da parte di colleghi della donna, che si sarebbero espressi in un linguaggio blasfemo, sessista e razzista e avrebbero guardato video porno sul posto di lavoro. Comportamenti di cui la trader si sarebbe lamentata.
Alle comunicazioni elettroniche dei bancari - in particolare le chat - è assegnato un ruolo di rilievo nelle indagini sulle manipolazioni dei tassi d'interesse e sul mercato delle divise. Alcune banche vietano ormai ai trader di servirsi di chatroom.