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Ridurre l'elevato tasso di abbandono della professione da parte degli infermieri è uno degli obiettivi del Consiglio federale, che mercoledì ha lanciato la seconda tappa di applicazione dell'iniziativa "per cure infermieristiche forti" ampiamente accolta dal popolo nel 2021. Il Dipartimento dell'interno è stato in particolare incaricato di elaborare una nuova legge che migliori le condizioni di lavoro nel ramo delle cure, prevedendo per esempio indennità salariali in caso di entrate in servizi con breve preavviso, ma anche piani di lavoro trasmessi con almeno 4 settimane di anticipo. I partner sociali saranno inoltre tenuti a negoziare un contratto collettivo di lavoro che determini salari minimi e aspetti volti a facilitare la conciliazione di famiglia e lavoro.
Anche dopo la pandemia, aumento e invecchiamento della popolazione rappresentano una grande sfida in questo settore, che non riesce più a reperire personale a sufficienza: già 15'000 posti risultano vacanti e la società di consulenza PwC stimava in ottobre che entro il 2040 in Svizzera mancheranno 40'000 infermieri, oltre a 5'500 medici.
Il Parlamento ha già accolto una prima serie di misure, con cui ha consacrato alla formazione un miliardo di franchi (da Confederazione e cantoni) nell'arco dei prossimi otto anni e ha previsto la possibilità di fatturare direttamente alle casse malati determinate prestazioni.
- Notiziario 15.00 del 25.01.2023