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BERNA - I consiglieri nazionali socialisti e candidati alla copresidenza del partito, Mattea Meyer (ZH) e Cédric Wermuth (AG), chiedono l'introduzione di un'assicurazione unica per la perdita di guadagno invece delle diverse soluzioni adottate per far fronte alla crisi del coronavirus. A loro avviso, inoltre, l'industria farmaceutica dovrebbe essere più orientata al servizio pubblico.
«Perché, durante la crisi, alcune persone hanno potuto accedere direttamente ad aiuti, altre solo alle prestazioni per lavoro ridotto, altre alle indennità per perdita di guadagno e altre ancora non hanno avuto diritto a niente?», si è chiesto Wermuth in un'intervista con Meyer pubblicata dalla "Schweiz am Wochenende".
Per Wermuth chi rimane senza lavoro dovrebbe ricevere un indennizzo per la perdita di reddito, indipendentemente dal fatto che la causa sia un infortunio, una malattia o una crisi economica. I contributi dell'assicurazione contro la disoccupazione, dell'assicurazione per l'invalidità, delle indennità per perdita di guadagno e dell'assistenza sociale dovrebbero provenire da un unico fondo.
Meyer non teme che i disoccupati siano poco incentivati a cercare un nuovo lavoro con questa assicurazione generale. Chi perde il lavoro non teme solo per la propria esistenza finanziaria perché un impiego rappresenta anche un riconoscimento. I due candidati alla copresidenza del PS sostengono la necessità di ampliare le prestazioni sociali, invece d'introdurre un reddito di base incondizionato.
I limiti dell'industria farmaceutica - La crisi scatenata dal coronavirus ha pure dimostrato i limiti dell'industria farmaceutica. Oggi sono le aziende che decidono quali farmaci mettere sul mercato tenendo conto solo e unicamente del profitto, in futuro invece il settore dovrebbe essere meglio gestito con contratti di prestazione. Il bene comune deve diventare più importante dei guadagni, affermano.