Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/202632

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 19 agosto 2019, il Ministero degli interni turco ha comunicato ufficialmente che tre sindaci, eletti democraticamente nelle città curde di Diyarbakir, Mardin e Van e membri del Partito democratico dei popoli (HDP), sono stati sollevati dal loro incarico e sostituiti da governatori di queste stesse città. La giustificazione all'origine di questa destituzione è tanto semplice quanto assurda: la loro presunta vicinanza a organizzazioni terroristiche e il sostegno di idee separatiste. In occasione di azioni di protesta contro questi interventi antidemocratici sono state arrestate migliaia di persone.</p><p>La decisione arbitraria e puramente politica del ministro degli interni Süleyman Soylu viola chiaramente la Costituzione e la legge; inoltre mina lo Stato di diritto e viola i principi fondamentali della democrazia.</p><p>Apparentemente anche in altre grandi città, come per esempio Istanbul, dove Ekrem Imamoglu è stato eletto sindaco, c'è il rischio che i rappresentanti votati vengano destituiti.</p><p>Claudia Roth, rappresentante dei Verdi e vicepresidente del Bundestag tedesco, definisce giustamente questa procedura come "un'eliminazione sistematica degli ultimi elementi di democrazia e Stato di diritto nell'odierna Turchia" e chiede chiari segnali da parte della Germania e dell'UE.</p><p>Anche la Svizzera dovrebbe difendere apertamente la democrazia e lo Stato di diritto in Turchia.</p><p>Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale come valuta il comportamento del governo turco, che ha destituito questi sindaci? Concorda con il fatto che, con questi interventi, abbia annullato la decisione democratica della popolazione?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a segnalare chiaramente al governo turco che la Svizzera non tollera in alcun modo queste procedure, e a esigere che la destituzione dei sindaci venga annullata?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha preso atto con preoccupazione della destituzione dei sindaci di Van, Diyarbakir e Mardin. Il DFAE ha tematizzato i casi con le autorità turche a livello bilaterale e si è pronunciato al riguardo nel quadro multilaterale presso il Consiglio d'Europa il 4 settembre 2019. La Svizzera fa regolarmente appello alla Turchia affinché rispetti le libertà fondamentali e i principi dello Stato di diritto e osservi i suoi obblighi internazionali, come è avvenuto anche in occasione dell'incontro del 12 luglio 2019 tra il consigliere federale Ignazio Cassis e il suo omologo turco ad Ankara.</p><p>Tenuto conto delle sfide attuali in Turchia, il Consiglio federale continua a considerare il dialogo diretto con il Governo turco come il mezzo più efficace per promuovere questi valori e migliorare la situazione sul posto.</p>  Risposta del Consiglio federale.