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È il caso di 85 bambini provenienti dallo Sri Lanka e adottati nel canton San Gallo
Ottantacinque bambini dello Sri Lanka sono stati adottati nel canton San Gallo fra il 1973 e il 2020. In nessuno dei casi sono state però rispettate le disposizioni legali e spesso le autorità non hanno adempiuto al loro obbligo di vigilanza. È quanto emerge da un rapporto presentato oggi.
È stato lo stesso Canton San Gallo a incaricare ricercatori dell’Università di Berna di rintracciare i documenti riguardanti ogni bambino proveniente dallo Sri Lanka e di preparare un dossier digitalizzato, in modo da poterlo analizzare. Nel corso di questa operazione, è risultato chiaramente che le disposizioni legali vigenti non venivano rispettate, viene spiegato nel rapporto.
In totale 40 certificati di nascita presentano incoerenze. Alcuni bambini, per lo più di età inferiore ai sei mesi, non avevano nessun rappresentate legale, le loro condizioni di salute non sono state controllate in modo adeguato o sono stati consegnati a coppie senza un sufficiente chiarimento della situazione di accoglienza.
Fra le 85 adozioni analizzate compare spesso un nome noto, quello dell’ex consigliere nazionale Ppd Edgar Oehler. Padre di quattro bambini adottati in Sri Lanka, il sangallese è intervenuto nel 1984 presso il direttore dell’ufficio federale competente per edulcorare l’inasprimento delle regole per l’arrivo in Svizzera di bambini adottati, introdotto nel 1983.
Invocando il rischio che le nuove procedure, che prevedevano più formalità, aprissero la porta a transazioni di denaro illegali per ottenere un bambino ad ogni costo, ha convinto la Confederazione ad ammorbidire le norme.
Secondo i ricercatori, nessun documento dello Sri Lanka attesta le procedure di adozione riguardanti Oehler. Le lacune riscontrate sono "gravi". Apparentemente, non ci sono né decisioni a livello giudiziario né certificati di nascita.
A portare alla luce il problema è stato un rapporto pubblicato dal Consiglio federale nel 2020. In totale in Svizzera, fra il 1973 e il 1997, sono stati adottati 881 bambini dallo Sri Lanka. Molti provenivano da autentici "allevamenti di bebè", che ricorrevano a uomini bianchi per avere piccoli dalla pelle più chiara.
Le coppie svizzere pagavano fra i 5000 e i 15’000 franchi per bambino e le madri biologiche ricevevano solo qualche dollaro, a volte semplicemente un thermos in dono. Gli intermediari, spesso avvocati srilankesi, erano invece profumatamente pagati. Ancora oggi centinaia di persone adottate non sanno chi siano i loro genitori biologici.
Sotto accusa nel rapporto presentato oggi c’è anche l’intermediaria svizzera per l’adozione di bambini nello Sri Lanka, Alice Honegger, deceduta nel 1997. Secondo le ricerche, era cosciente di queste adozioni di tipo commerciale.
Il governo di San Gallo riconosce le responsabilità del cantone per le carenze del passato e sosterrà la Confederazione nella ricerca dei genitori biologici.