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Un adulto over 50 anni su 8 ha sviluppato la depressione per la prima volta nella sua vita durante la pandemia di Covid e la percentuale sale al 45% tra coloro che avevano già sperimentato depressione in passato. A evidenziare "il sostanziale tributo sulla salute mentale che la pandemia ha causato in un gruppo di adulti mentalmente sani" è la ricerca pubblicata sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, che ha coinvolto oltre 20’000 individui over 50 in Canada.
Sebbene l’aumento della prevalenza della depressione durante la pandemia sia ben noto, pochi studi avevano identificato la percentuale di persone che l’hanno sperimentata per la prima volta e quanti invece hanno avuto una ricaduta. Il team, guidato da Andie MacNeil, ricercatore dell’University of Toronto, ha identificato diversi fattori associati alla depressione, tra cui reddito, solitudine, dolore cronico, conflitti familiari.
Gli adulti che prima della pandemia avevano un reddito inadeguato per soddisfare i propri bisogni primari, hanno avuto maggiori probabilità di sviluppare depressione di prima insorgenza nel 2020. Questo aspetto "evidenzia l’onere sproporzionato per la salute mentale sopportato dagli individui con uno status socioeconomico basso", afferma la coautrice Margaret de Groh, responsabile scientifico dell’Agenzia per la salute pubblica del Canada.
Inoltre, maggior probabilità di depressione è stata riscontrata in persone con dolore cronico e difficoltà ad accedere ad assistenza sanitaria o farmaci. "Questo sottolinea l’importanza di razionalizzare la fornitura di servizi per garantire una minore interruzione dei servizi medici in caso di future pandemie", afferma il coautore della ricerca Paul J. Villeneuve, del Dipartimento di neuroscienze della canadese Carleton University.