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MOSCA (Russia) – Come ogni due anni, in occasione di un Mondiale o di un Europeo, uno dei momenti più intensi di ogni partita è quello relativo agli inni nazionali. Ci sono nazionali che lo cantano a squarciagola, altre hanno leggi apposta relative al posizionamento del corpo da tenere mentre le note echeggiano nell’area, ci sono giocatori che per un determinato momento hanno perso il loro posto in squadra per non averne decantato le parole e, poi, ci sono nazionali nelle quali ognuno fa un po’ come vuole.
La Svizzera è una di queste. Anche nella sfida contro il Brasile lo abbiamo notato: Sommer, Lichtsteiner Zuber – solo per citarne alcuni – hanno cantato il Salmo svizzero in una delle lingue ufficiali, altri (come Shaqiri) sono rimasti in silenzio, concentrati sulla partita che sarebbe iniziata qualche minuto dopo.
Come ovvio che sia, il dilemma nasce e le posizioni differenti si scontrano. C’è chi non sopporta questo comportamento e vorrebbe vedere una Nazionale coesa anche durante l’inno, in modo tale che quest’ultimo venga cantato da tutti contemporaneamente, e c’è chi non dà importanza a questi dettagli e si concentra più sull’atteggiamento che poi viene messo sul campo.
E voi cosa ne pensate?