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<h2>SubmittedText<h2><p>In un'intervista pubblicata sul "Blick" dell'11 dicembre 2007, l'attuale comandante della Swisscoy, Dieter Schneider, ha dichiarato, a proposito delle attività svolte dai soldati svizzeri, che attualmente la sua unità si esercita alla "difesa del campo". Se ne deduce con soddisfazione che, nonostante tutte le dichiarazioni precedenti, "Esercito XXI" assume ancora il principale mandato di un esercito, quello della "difesa". Se, come constatava qualche tempo fa un osservatore critico, l'attività principale della Swisscoy consisteva nel gestire se stessa, la difesa del campo rappresenta il logico corollario di detta attività principale.</p><p>Sullo sfondo preoccupante dei problemi che continuano ad affliggere il Kosovo e in considerazione dell'ingenuità con cui l'esercito svizzero si è installato in Kosovo, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Sulla base di quali informazioni di fondo e di quali scenari la Swisscoy, si esercita insieme ai camerati austriaci, alla difesa del campo?</p><p>2. Gli esercizi di difesa del campo erano già compresi nelle attività correnti dei precedenti contingenti della Swisscoy. In quale misura gli attuali esercizi si differenziano dai precedenti?</p><p>3. Come si comporterà la Swisscoy se il governo del Kosovo dovesse dichiarare unilateralmente l'indipendenza? Eseguirà tutti gli ordini del generale di brigata Ugur Tacin, comandante turco della NATO, nella misura in cui non contraddicono le restrizioni d'impiego politiche marginali impartite da Berna, che limitano a priori la zona d'impiego al Kosovo?</p><p>4. Il consigliere federale Samuel Schmid attribuisce notoriamente un'estrema importanza all'integrità soprattutto della propria immagine, ma (pur sempre) anche di quella dell'esercito. Come valuta il Consiglio federale il rischio di un danno d'immagine personale per il consigliere federale Schmid, ma soprattutto di un danno d'immagine in politica estera per l'esercito e per tutta la Svizzera nel caso in cui, per motivi giuridici o di politica interna, la Swisscoy dovesse essere richiamata in patria a causa di un mutamento di circostanze (ad es. dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte del Kosovo oppure scontri in Kosovo con danni alle persone nei ranghi della Swisscoy)?</p><p>5. Quali nuove possibilità di impiego all'estero per l'esercito svizzero stanno vagliando il DDPS e il Consiglio federale per contenere il danno di immagine nell'eventualità di un ritiro della Swisscoy dal Kosovo - e per poter sfruttare pienamente l'infrastruttura realizzata a Stans ai fini degli impieghi all'estero (Sudan? Liberia? Congo? ecc.)</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Un Kosovo stabile, con prospettive d'avvenire, è nell'interesse della Svizzera. Le condizioni che regnano sul posto richiedono ancora la presenza delle truppe di pace internazionali (KFOR).  </p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1./2. La difesa del proprio accantonamento fa parte dei compiti ordinari di ogni formazione tenuta a garantire autonomamente la propria protezione. In particolare, ci si addestra a impedire un'illecita intrusione nell'accampamento della Swisscoy. I corrispondenti scenari di fondo e la relativa analisi dei rischi non hanno subito cambiamenti di rilievo negli ultimi tempi, i processi di guardia e di allarme neppure. Spetta invece ai singoli comandanti adeguare lo scenario concreto degli esercizi oppure orientarlo a obiettivi di addestramento specifici.</p><p>3. La risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell'ONU rimane in vigore anche dopo la dichiarazione di indipendenza da parte del Kosovo. Quindi, le basi legali necessarie conformemente alla legge militare (LM) per l'impegno svizzero sussistono ancora. In virtù dell'articolo 66a capoverso 2 LM, la partecipazione della Swisscoy ad azioni di combattimento di imposizione della pace è, e rimane, esclusa. Il principio sancito dal citato articolo trova espressione anche nelle regole d'impiego ("rules of engagement") della Swisscoy, le quali limitano l'impiego di mezzi letali alle situazioni di legittima difesa e di aiuto alla legittima difesa. La Swisscoy può dunque eseguire, ed eseguirà, gli ordini del comandante tattico competente se quest'ultimi sono conformi alle proprie regole d'impiego. Nella fattispecie si tratta di una procedura corrente a livello internazionale e i piani della KFOR sono stati definiti di conseguenza. </p><p>4.  Gli impieghi di promovimento militare della pace possono essere in qualsiasi momento interrotti con il venir meno delle necessarie basi legali o politiche dell'impiego in seguito a un cambiamento della situazione sul posto o  in base a una nuova valutazione politica globale. Mantenere questa opzione, ed esercitarla in caso di bisogno, non comporta alcuna perdita di immagine ed è invece una prerogativa che rientra nel normale esercizio dei diritti di sovranità. Nell'ambito del promovimento militare della pace, la Svizzera intende evitare qualsiasi impegno nel quale tale margine critico di manovra non sia garantito.</p><p>5. Il Consiglio federale e il DDPS non cercano occasioni d'impiego per il promovimento militare della pace, e tantomeno cercano di utilizzare al completo le capacità di Swissint. Tanto gli impieghi quanto le attività di Swissint si orientano piuttosto agli interessi politici della Svizzera, devono svolgersi nell'interesse della stabilità e della pace, rispettare le disposizioni della legge militare e limitarsi a missioni che hanno una reale probabilità di successo. Impieghi in Africa potrebbero senz'altro soddisfare questi criteri, ma attualmente non è pianificato alcun impiego di un contingente sul continente africano.</p>  Risposta del Consiglio federale.