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Mano tesa, ma non troppo: Manuel Valls, nettamente sconfitto al ballottaggio delle primarie della sinistra, afferma di "non portare rancore" e riconosce la sconfitta, affermando che oggi è Benoit Hamon a rappresentare "tutta la famiglia socialista".
Ma l'ex premier, il cui governo ha dovuto vedersela per lunghi mesi con la "fronda" interna capeggiata, fra gli altri, proprio da Hamon, ha ribadito l'inconciliabilità dei programmi: "io mi batto perché i giovani abbiano un lavoro, non perché abbiano i sussidi", con evidente riferimento al progetto distintivo del programma dell'avversario, il cosiddetto "reddito universale".
Valls ha rivendicato con orgoglio "il bilancio di questi anni" di governo: "la lotta e l'impegno contro il terrorismo, nonostante le difficoltà di bilancio - ha citato - la legge sulle nozze gay e la tenuta dei conti nonostante tutti gli sforzi per rilanciare il lavoro".
SDA-ATS