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Le FFS dovranno sospendere fino al 2020 la prevista chiusura di 52 punti vendita di biglietti gestiti da terzi. In questo modo vi sarà il tempo per studiare soluzioni alternative.
Lo ha deciso il Consiglio degli Stati, trasmettendo al governo, con 28 voti contro 17, una mozione già approvata dal Nazionale.
Le Ferrovie federali svizzere avevano annunciato nel settembre dello scorso anno che dal 2018 avrebbero abbandonato le collaborazioni con i partner di distribuzione Migrolino, La Posta e Valora, nonché con i gestori delle stazioni private. Le FFS giustificano la loro decisione con la diminuzione delle vendite tramite questi canali e il forte aumento dell'acquisto di biglietti elettronici. Il risparmio previsto è di 5 milioni di franchi.
Contro la chiusura dei 52 punti vendita partner l'Associazione traffico e ambiente (ATA) ha lanciato una petizione che ha raccolto 32 mila firme. Secondo l'ATA il "modello agenzia" funziona "in modo efficace e vantaggioso".
Il relatore della commissione preparatoria Olivier Français (PLR/VD) ha invano ricordato che la decisione di sospendere la vendita di biglietti tramite terzi rientra nelle competenze operative dell'ex regia, nelle quali il Consiglio federale e il Parlamento non devono intervenire.
La consigliera federale Doris Leuthard ha poi ricordato che lo scorso anno sono stati venditi 18 milioni di biglietti elettronici. Nel primo semestre del 2017, ha aggiunto, questo segmento è nuovamente cresciuto del 32% e oggi solo lo 0,8% di tutti i biglietti sono acquistati a uno sportello.
Per la maggior parte dei punti vendita gestiti da terzi una soluzione è inoltre già stata trovata. Se gli Stati vogliono intervenire chirurgicamente per i dieci punti rimanenti possono farlo, ma non è il loro ruolo, ha sostenuto la ministra dei trasporti.
Nessuno nega che i sistemi di vendita stanno cambiando, la domanda da porsi è se i canali tradizionali devono essere eliminati alla velocità auspicata dalle FFS, ha replicato Paul Rechsteiner (PS/SG). Se le FFS iniziano a trascurare i loro clienti, il Parlamento deve intervenire, ha aggiunto Damian Müller (PLR/LU).
Secondo Brigitte Häberli-Koller (PPD/TG), la FFS non devono concentrarsi unicamente su obiettivi puramente commerciali. I punti vendita gestiti da terzi sono importanti per coloro che non sono in grado di acquistare un biglietto al distributore automatico o tramite il telefonino. "La domanda è ancora elevata", ha sostenuto, con successo, la turgoviese.
Il Consiglio degli Stati ha invece tacitamente bocciato una mozione del consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI) che chiedeva di promuovere la realizzazione di posteggi pubblici nei pressi delle stazioni ferroviarie al di fuori dei centri urbani.
Per i "senatori" l'emanazione di prescrizioni in materia di "Park and Rail" non è di competenza federale, ma cantonale e comunale. Inoltre, la rete regionale dei trasporti pubblici (bus locali, ndr) rappresenta un'alternativa preziosa che contribuisce anche alla riduzione del traffico privato e la sua importanza non dovrebbe essere sminuita da un incremento dei posteggi a disposizione presso le stazioni.
SDA-ATS