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Il leader del Partito radicale serbo (Srs) Vojslav Seselj, in prigione in Belgio sotto processo del Tribunale penale internazionale dell'Aja, ha deciso di candidare sua moglie Jadranka per le elezioni presidenziali serbe che si terranno il 6 maggio, in concomitanza con quelle parlamentari e amministrative.
La decisione è stata annunciata oggi dal collegio presidenziale del partito ultranazionalista, ma la proposta è arrivata dallo stesso Seselj, che nonostante i nove anni di prigionia e tutt'ora in attesa della sentenza finale del Tpi sui crimini di guerra in Bosnia e Erzegovina, resta il presidente del Srs. "Jadranka Seselj è una donna che ha provato coraggio e prontezza di sacrificio durante questi nove anni. La Serbia ha bisogno di gente che come come lei sa sacrificarsi per la sua famiglia", si legge in un comunicato del partito.