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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel corso del mese di marzo sono state importate dall'Olanda circa 16 tonnellate di carne e </p><p>di prodotti a base di carne nonché 148 tonnellate di latte e di latticini.</p><p>2. I veterinari in attività sono informati soprattutto dagli Uffici veterinari cantonali. Essi vengono </p><p>regolarmente informati dagli organi d'informazione dell'Ufficio federale di veterinaria (UFV) </p><p>in merito all'evoluzione dell'epizoozia e alle misure adottate. L'UFV e l'Istituto di virologia e </p><p>d'immunoprofilassi (IVI) insegnano il modo in cui si lotta in pratica contro le epizoozie in </p><p>occasione dei corsi tenuti presso le Facoltà di medicina veterinaria di Berna e di Zurigo </p><p>nonché durante i corsi per i veterinari ufficiali e i veterinari in attività. Inoltre l'UFV ha aperto </p><p>un sito Internet (www.epizooties.ch) che permette di consultare in qualsiasi momento tutte le </p><p>informazioni attuali sull'afta epizootica.</p><p>3. e 4.</p><p>L'UFV effettua continuamente un'analisi dei rischi a partire dal momento in cui si è </p><p>manifestato il primo focolaio di afta epizootica in Inghilterra e prende i rispettivi </p><p>provvedimenti. In un primo tempo, esso ha fornito un'informazione sui rischi inerenti alla </p><p>carne e ai prodotti a base di carne importati dai viaggiatori. L'UFV ha revocato le </p><p>autorizzazioni relative all'importazione a titolo professionale della carne dalla Gran Bretagna </p><p>e ha impartito istruzioni all'Amministrazione delle dogane intese a rafforzare il controllo dei </p><p>veicoli vuoti adibiti al trasporto di animali. Inoltre esso non rilascia più autorizzazioni </p><p>d'importazione per animali ad unghia fessa provenienti da tutti i Paesi dell'UE. In una lettera </p><p>indirizzata a tutti i detentori di animali, l'UFV li ha informati in merito ai sintomi dell'epizoozia </p><p>e ha rammentato loro che i rifiuti di origine animale somministrati ai suini devono essere </p><p>riscaldati per uccidere gli eventuali agenti patogeni. In un secondo tempo, quando si è </p><p>manifestato il primo focolaio di afta epizootica sul Continente europeo, l'UFV ha revocato le </p><p>autorizzazioni di importare carne e prodotti a base di carne provenienti dalla Francia, </p><p>dall'Irlanda e dai Paesi Bassi. Esso ha emanato un'ordinanza che vieta l'importazione di </p><p>carne e di prodotti a base di carne da parte dei viaggiatori provenienti dalla Gran Bretagna e </p><p>ha sottoposto al controllo veterinario di confine le importazioni di latte, di latticini e dei </p><p>prodotti a base di carne non controllati abitualmente dai veterinari dell'Ufficio federale. </p><p>Inoltre l'Ufficio federale ha deciso che un'autorizzazione da parte sua era richiesta d'ora </p><p>innanzi per importare fieno, paglia, letame e colaticcio. Esso ha prescritto che i camionisti </p><p>debbano provare, mediante un certificato veterinario ufficiale, che i loro veicoli adibiti al </p><p>trasporto di bestiame provenienti dall'estero sono stati puliti e disinfettati. Nel caso di </p><p>un'ulteriore propagazione dell'epizoozia sono previste pertinenti misure, quali il divieto </p><p>generale di importare derrate alimentari di origine animale nel traffico di confine e nel traffico </p><p>viaggiatori.</p><p>5. L'approvvigionamento di derrate alimentari di origine animale è garantito anche in caso di </p><p>emanazione di ulteriori divieti d'importazione.</p><p>6. Nell'ambito di un progetto di ricerca europeo, l'Istituto di virologia e d'immunoprofilassi (IVI) </p><p>dell'Ufficio federale di veterinaria sta studiando una vaccinazione ad azione precoce dei </p><p>suini contro l'afta epizootica. Quale laboratorio nazionale di riferimento per le epizoozie </p><p>altamente contagiose, l'IVI effettua la diagnosi e ne migliora i metodi. Del resto, la Svizzera </p><p>non gestisce per conto proprio progetti di ricerca nel settore della vaccinazione contro l'afta </p><p>epizootica né sostiene finanziariamente progetti di ricerca esteri. Nell'ambito della </p><p>cooperazione internazionale, l'IVI segue con grande attenzione i progressi realizzati nel </p><p>settore della marcatura dei vaccini.</p>  Risposta del Consiglio federale.