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Le 154 banche estere attive in Svizzera hanno subito un calo degli utili del 31% nel 2008. I patrimoni gestiti hanno registrato una contrazione di un quinto a 940 miliardi di franchi.Questo contenuto è stato pubblicato il 27 maggio 2009 - 16:09
Il 2008 sarà ricordato nella storia del settore come un'annata «modesta», ha affermato mercoledì a Zurigo Martin Mauer, direttore dell'Associazione delle banche estere in Svizzera. I ricavi sono diminuiti del 10%.
I proventi delle operazioni su interesse sono cresciuti del 10%, mentre il prodotto delle operazioni in commissione e delle prestazioni di servizi si sono ridotti del 14%. I ricavi delle negoziazioni sono diminuiti del 22%. Tali cifre non rappresentano tuttavia un problema sconvolgente, secondo Alfredo Gysi, presidente dell'organizzazione.
Sulla scia della crisi finanziaria, diversi istituti hanno però cambiato di proprietà. Ad esempio la banca Fortis, la BNP Paribas o la Dresdner.
Quanto alla modifica del segreto bancario, Gysi non intravvede svantaggi. La protezione della sfera privata e la questione fiscale vanno disgiunte. Una situazione che sarebbe appoggiata da convenzioni di doppia imposizione, finché lo scambio automatico d'informazioni verrà escluso. Gysi ha però criticato la retorica di alcuni governi del G20 che hanno messo la Svizzera sotto pressione.
Le banche estere rappresentano circa la metà degli istituti presenti nella Confederazione. Secondo quanto da esse indicato, generano il 2% del prodotto interno elvetico.
swissinfo.ch e agenzie
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