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I rifugiati riconosciuti hanno il diritto di viaggiare all'estero- con una sola eccezione: il ritorno nel paese da cui sono fuggiti non è permesso. Chiunque lo faccia corre il rischio di vedersi revocarelo status di rifugiato in Svizzera.
Come riferisce l'Aargauer Zeitung, dal 2015 al 2018 sono stati oltre 250 i casi scoperti di rifugiati che hanno fatto ritorno al loro paese d'origine, paese da cui sarebbero perseguitati. Un aumento significativo rispetto al periodo tra il 2010 al 2014, quando in media "solo" 80 rifugiati sono stati scoperti a far ritorno al loro paese, come mostrano i dati della Segreteria di Stato per la migrazione (SEM). Dal 2015, il numero è salito considerevolmente. Questo perchè la SEM ha messo in piedi un sistema di controllo molto più efficiente degli spostamenti delle persone con uno status di rifugiato.
Per 93 dei rifugiati scoperti a fare ritorno al loro paese, il viaggio ha avuto come conseguenza la perdita del loro status di asilo. La maggior parte di questi provenivano dal Vietnam e sono presenti in Svizzera da decenni. La revoca dello status di asilo per molti di loro non avrebbe nessun cambiamento pratico, dal momento che la stragrande maggioranza di questi è in possesso di un permesso di domicilio. Per tutti gli altri la SEM si è limitata ad emettere un ammonimento.
Diversa la situazione per coloro a cui solo recentemente è stato concesso lo status di rifugiato, come per esempio una limitazione al diritto al ricongiungimento familiare e una limitazione dell'accesso a prestazioni assistenziali. Se sono già in possesso di un permesso di domicilio, questo può essere revocato se sono o se diventano dipendenti dall'assistenza sociale o se commettono determinati reati.