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LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha bacchettato oggi la giustizia zurighese, che lo scorso autunno aveva vietato a quattro giornalisti accreditati di seguire un processo d'appello e di assistere alla sentenza resa nell'ambito di un procedimento penale.
Comportandosi in questo modo, il Tribunale cantonale zurighese ha violato il principio della pubblicità della procedura giudiziaria, nonché la libertà dei media e di informazione, ha sentenziato il Tribunale federale (TF) in udienza pubblica oggi, accogliendo il ricorso di quattro giornalisti, corrispondenti di Tages-Anzeiger, NZZ, televisione svizzero-tedesca SRF e Agenzia telegrafica svizzera (ats).
Prima di statuire, lo scorso ottobre, in merito ad un tentato omicidio commesso da una donna e dall'amante nei riguardi del marito della prima, il Tribunale cantonale zurighese aveva escluso i corrispondenti, giustificando questa decisione con la volontà di preservare le persone coinvolte - la vittima e i figli della coppia - da ulteriori traumi.
Esaminando oggi il ricorso presentato dai quattro giornalisti, la Prima Corte di diritto pubblico del TF ritiene che l'esclusione dei rappresentanti dei media dal processo sia contraria al principio della pubblicità dei dibattimenti giudiziari, nonché alla libertà dei media e alla libertà d'informazione.
In uno Stato democratico - hanno sottolineato i giudici federali - i media svolgono un ruolo indispensabile di informazione e di comprensione del funzionamento della giustizia.
La pubblicità è volta a impedire qualsiasi forma di giustizia segreta: essa protegge le parti in causa, garantendo lo svolgimento del procedimento conforme al diritto, ha detto il giudice federale Jean Fonjallaz. Attualmente, le cause penali oggetto di udienze pubbliche riguardano soltanto dal 5 al 7% dei casi, ha ricordato.
L'esclusione dei giornalisti può essere ordinata in rari casi, in particolare quando si tratta di proteggere la sfera privata della vittima. Di regola, secondo i giudici federali, un procedimento a porte chiuse non può essere deciso per l'intera durata del dibattimento.
I giornalisti accreditati, dal canto loro, devono rispettare le esigenze del diritto civile e del diritto penale, nonché osservare le regole deontologiche della professione.
Nel caso in esame, l'esclusione dei corrispondenti era sproporzionata, tanto più che la vittima - il marito - aveva rilasciato un'intervista ad un giornale scandalistico. La lettura della sentenza, dal canto suo, corrispondeva ad un interesse pubblico importante, poiché pubblico e stampa era già stati esclusi dal processo di primo grado.
Il Tribunale cantonale zurighese dovrà ora rendere accessibile ai giornalisti la sentenza, nella quale l'identità delle persone in causa sarà occultata.