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È il decreto firmato dal ministro dell'Economia italiano Giancarlo Giorgetti a ufficializzare la pratica
BERNA / ROMA - È ufficiale. La Svizzera non è più nella black list italiana. L'amministrazione di Roma - prima dell'attuazione dell'accordo sui frontalieri - aveva inserito la Svizzera all'interno di una lista di Paesi per i quali i lavoratori italiani dovevano dimostrare al fisco che le proprie attività lavorative in quel Paese non erano da considerare fittizie. È il decreto firmato dal ministro dell'Economia italiano Giancarlo Giorgetti a sancire l'alleggerimento delle pratiche amministrative per i frontalieri italiani.
La mossa implicherà altri due aspetti: per i frontalieri non scatterà più - in primis - il raddoppio delle sanzioni per le violazioni dell'obbligo di monitoraggio fiscale - ossia la pratica di indicare i dati sulle proprietà immobiliari o finanziarie detenute all'estero. Inoltre, le autorità finanziarie italiane non avranno più della possibilità di raddoppiare i termini di accertamento per le attività ritenute fittizie. Prima della firma di Giorgetti, queste potevano disporre di 10 anni per effettuare i controlli.