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La Francia "non estraderà" l'ex presidente e CEO del gruppo franco-nipponico Renault-Nissan Carlos Ghosn se arriverà nel paese. Lo ha annunciato giovedì il segretario di Stato all'economia Agnes Pannier-Runacher. Nel frattempo, la Turchia ha aperto un'indagine.
Ghosn, che si trovava ai domiciliari a Tokyo in attesa di processo per frode fiscale, è fuggito pochi giorni fa in direzione del Libano, violando lo status di libertà vigilata. I media libanesi avevano riferito che Ghosn era atterrato all'aeroporto di Beirut con un jet privato proveniente dalla Turchia e ora anche Ankara vuole vederci chiaro. Secondo i media turchi, alcune persone sono già state arrestate e interrogate.
A Beirut, il prossimo 8 gennaio, Ghosn terrà una conferenza stampa per fornire la sua versione dei fatti che lo hanno portato all'arresto per frode fiscale, malversazione e abuso di fiducia aggravata nel novembre del 2018 a Tokyo, dove ha trascorso 130 giorni in carcere prima di essere rilasciato su cauzione, sotto strettissima sorveglianza delle autorità nipponiche e con il divieto di parlare alla stampa e di lasciare il Giappone. Restano avvolte dal mistero le circostanze della sua fuga.
Ghosn, 65 anni, ha la nazionalità libanese e il Libano non estrada i suoi connazionali. Si è sempre dichiarato innocente, parlando di un colpo di stato messo in atto dai vertici Nissan. Nell'aprile scorso ha lasciato il carcere di Tokyo dietro pagamento di una cauzione da quattro milioni di euro.