Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/138723

<h2>SubmittedText<h2><p>Da quasi vent'anni la Svizzera adotta un modello di sostegno diretto ai media e al giornalismo nel settore radiotelevisivo privato che consiste nella ripartizione dei proventi del canone. Le emittenti radiotelevisive private, spesso filiali di gruppi mediatici che dominano anche nell'ambito della stampa, ottengono una quota dei proventi del canone, se soddisfano determinati criteri di input e output.</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale il contributo alla garanzia economica delle emittenti radiotelevisive in questione e quindi alla varietà pubblicistica in Svizzera, dato da questa forma di sostegno diretto ai media?</p><p>2. Come reputa il Consiglio federale queste esperienze rispetto a quelle fatte con il sostegno indiretto alla stampa per quel che concerne la conformità all'obiettivo (promozione della pluralità e della qualità)?</p><p>3. I numerosi studi e rapporti (ad es. ricerche concomitanti) effettuati in relazione alla ripartizione dei proventi del canone, forniscono alcune indicazioni relative a interventi sull'autonomia o sul libero allestimento dei programmi da parte dello Stato?</p><p>4. A quali valutazioni specifiche giunge il Consiglio federale in quanto a effettività e praticabilità delle prescrizioni a livello di organizzazione (criteri di input) e delle prescrizioni a livello di contenuto (criteri di output)?</p><p>5. Negli ultimi cinque anni quanti soldi sono andati a quali emittenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dal rilascio delle nuove concessioni nel 2008, ogni anno 54 milioni di franchi confluiscono alle radio e alle televisioni locali con partecipazione al canone. Nelle regioni periferiche e di montagna, spesso non troppo viziate dal punto di vista editoriale, le radio locali che beneficiano di un provento del canone contribuiscono in modo significativo alla diversità delle opinioni e dell'offerta, idem per le radio non commerciali sostenute dal canone, che offrono un arricchimento apprezzato negli agglomerati. Senza il sostegno da parte del canone, nessuna televisione regionale privata con mandato di prestazioni editoriale potrebbe sopravvivere.</p><p>2. Il sostegno diretto alle emittenti di radiodiffusione tramite il canone non è paragonabile all'aiuto indiretto alla stampa. La garanzia e la promozione di un servizio pubblico di qualità costituisce un punto saliente della legge sulla radiotelevisione. Nel campo della stampa invece, la Confederazione non ha la competenza di regolamentare i contenuti. Proteggendo la diversità delle testate a livello locale e regionale nonché nel settore della stampa associativa e delle fondazioni, anche il sostegno indiretto alla stampa persegue un obiettivo della politica democratica. Non sono però considerate né la qualità delle pubblicazioni né la varietà dei contenuti. Il Consiglio federale ha già sottolineato a più riprese l'effetto controverso dell'aiuto indiretto alla stampa.</p><p>3. No. Questa domanda non è oggetto del monitoraggio regolare effettuato dall'UFCOM. Le concessioni stabiliscono condizioni che obbligano le emittenti a fornire delle prestazioni editoriali in ambito politico, economico, sociale, culturale e sportivo, ma le emittenti radiotelevisive sono libere di soddisfare queste esigenze come meglio credono, la loro autonomia di programma è garantita.</p><p>4. Le direttive sono state concepite affinché la loro realizzazione possa essere verificata sul piano quantitativo (ad es. budget per la formazione e il perfezionamento esterno) o qualitativo (ad es. sistema di produzione giornalistica). Viste le esperienze degli ultimi cinque anni, il Consiglio federale ritiene che, complessivamente, queste direttive siano adeguate ed efficaci sia a livello di organizzazione che di contenuto. Questa opinione è confermata dai rapporti di valutazione sui sistemi di gestione della qualità utilizzati dalle emittenti (input) e dai risultati delle analisi dei programmi (output).</p><p>5. Le 12 radio OUC titolari di una concessione nelle regioni periferiche e di montagna ricevono ogni anno 16 961 010 franchi, le 9 radio OUC complementari non commerciali 2 910 367 franchi e le emittenti televisive regionali 34 600 000 franchi. I proventi del canone allocati a queste emittenti sono validi in linea di massima sino al 2019. I singoli importi sono stabiliti nelle rispettive concessioni. Sia le concessioni che le tabelle riassuntive, sono pubblicate su www.ufcom.admin.ch (Temi &gt; Radio e televisione &gt; Infos sulle emittenti &gt; Quote del canone &gt; Fatti e cifre).</p>  Risposta del Consiglio federale.