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I medici e i cantoni vogliono poter introdurre di nuovo una regolazione sull'apertura degli studi medici. In particolare, chi vuole mettersi a lavorare in proprio dovrebbe per esempio aver operato in un ospedale per un periodo fino a tre anni.
"I cantoni dovrebbero poter intervenire quando l'offerta medica è eccessiva o vi è il rischio che lo sia e concedere le autorizzazioni in funzione dei bisogni", ha affermato oggi il presidente della Federazione dei medici svizzeri (FMH) Jacques de Haller.
Il caso emerge nove mesi dopo la fine della "clausola del bisogno" introdotta nel 2002 e soppressa dal primo gennaio scorso. Dalla fine della moratoria sugli studi, i medici non sono più sottoposti a una limitazione. L'interesse non si è fatto attendere e sino a fine luglio, 1296 dottori hanno ricevuto un'autorizzazione. La maggior parte proviene dall'Unione europea.
La FMH e la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) vogliono che i cantoni possano modulare l'offerta in funzione dei loro bisogni, ha precisato Stefan Leutwyler, segretario centrale supplente della CDS.
Propongono uno strumento di regolazione da ancorare nella legge sull'assicurazione malattia (LaMal), ha precisato de Haller. Per ricevere un'autorizzazione si potrebbe prendere come criterio un lavoro in una struttura in Svizzera, ha precisato Leutwyler. La FMH e la CDS sono convinte: un medico che conosce il sistema sanitario e la cultura professionale svizzeri fornisce migliori prestazioni.
Ciò permetterebbe inoltre ai cantoni di agire in modo mirato in favore di certe regioni rurali, con scarsa offerta, o per certe specialità che mancano in alcune zone, incoraggiando l'apertura di studi medici.
Le proposte della FMH e della CDS sono accolte favorevolmente dall'associazione dei chirurghi svizzeri (SSC). In numerosi settori le condizioni per l'ottenimento di un titolo di medico specialista sono più severe in Svizzera che in altri paesi vicini.
Esigere un lavoro in un ospedale elvetico prima di mettersi in proprio corrisponde a regole simili in vigore in paesi dell'UE, come per esempio la Francia. Sostenendo questo principio la SSC vuole mantenere gli "standard di qualità elevati" della medicina elvetica, indica l'associazione oggi in una nota.
I medici e i cantoni presenteranno domani le loro proposte ai parlamentari. La CDS riflette con il Dipartimento federale dell'interno a un progetto per il Parlamento.
Il Consiglio federale sostiene una regolazione di nuovi studi medici, ha indicato Katja Zürcher, portavoce del DFI. Una proposta concreta potrebbe essere presentata nelle prossime settimane.
SDA-ATS