Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01146.jsonl.gz/583

Sono ore difficili per la monarchia spagnola, che vede per la prima volta nella storia del paese un membro della famiglia reale imputato per corruzione e torchiato oggi per ore da un giudice come un delinquente qualsiasi.
Inaki Urdangarin, 44 anni, l'ex-campione di pallamano diventato duca di Palma con il matrimonio nel 1997 con l'infanta Cristina, la figlia più giovane di re Juan Carlos di Borbone, ha passato la giornata in una sala del tribunale di Palma di Maiorca, tempestato di domande dal giudice José Castro.
Urdangarin è accusato di avere stornato fra 3 e 5 milioni di euro di danaro pubblico versati dai governi regionali di Valencia e delle Baleari alla Fondazione Noos per la promozione dello sport - in teoria senza scopo di lucro - di cui era presidente dal 2004 al 2006 verso diverse società paravento, usando fatture false o gonfiate. Una delle quali, l'immobiliare Aizoon, di proprietà anche della figlia del re. Parte del danaro sarebbe poi finito in paradisi fiscali.
"Sono qui per dimostrare la mia innocenza e difendere il mio onore", ha detto ai cronisti il marito dell'infanta Cristina. La prima parte dell'interrogatorio è durata quasi 5 ore. Poi, dopo una pausa per pranzo è ripreso nel pomeriggio. Potrebbe continuare domani.
Secondo indiscrezioni da Palazzo di giustizia, Urdangarin si sarebbe difeso affermando che era il suo ex-socio in affari, e suo vicepresidente nella Noos, Diego Torres, già incriminato, che gestiva tutte le questioni finanziarie, praticamente a sua insaputa.