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BERNA - I costi dell'assistenza sanitaria tra marzo e maggio 2020, a causa della prima ondata di coronavirus, sono stati decisamente inferiori alle aspettative delle casse malattia. Il calo della spesa in Svizzera, in base a una media settimanale, è del 22,4%. In Ticino è stato addirittura più elevato.
L'istituto CSS di economia sanitaria - dipartimento di ricerca dell'assicurazione CSS - tende tuttavia a fornire una precisazione: questi dati non significano che i costi sanitari siano diminuiti. Per contro, i costi non sono aumentati tanto quanto lo sarebbero stati senza la pandemia.
Secondo lo studio, CSS prevedeva costi pari a 109,5 milioni di franchi a settimana nel 2020. Tuttavia, dalla ricerca emerge che ha speso 246 milioni in meno nelle dieci settimane tra il 16 marzo e il 25 maggio. Si tratta di un calo del 22,4% a livello nazionale, con varie differenze a livello regionale. In cima alla classifica si piazza il Ticino (28,3%). Ciò, spiegano gli specialisti, poiché il cantone a Sud delle Alpi è stato colpito dalla prima ondata molto prima della Svizzera tedesca e della Romandia.
Lo studio ha esaminato la settimana 12-21 del calendario, ovvero il periodo dal 16 marzo al 24 maggio 2020.
Semi-confinamento
L'istituto di ricerca dell'assicuratore ritiene che il motivo sia da ricondurre al periodo di semi-confinamento della scorsa primavera che ha ridotto la mobilità della popolazione. Ma, soprattutto, alla decisione del Consiglio federale che lo scorso 16 marzo aveva ordinato a nosocomi e cliniche di astenersi da operazioni e trattamenti non essenziali per lasciare letti liberi per eventuali pazienti Covid.
Nelle settimane successive non si sono verificati effetti di recupero, se non in pochi casi, aggiungono gli specialisti, secondo cui alcuni trattamenti e interventi "probabilmente non hanno più avuto luogo" neanche in seguito.
Per quanto riguarda la medicina di base, i valori erano del 19,1% inferiori rispetto a quelli attesi nel periodo in esame. Negli ospedali (terapie stazionarie), la diminuzione è del 22,3%, a livello specialistico del 27,8% e nell'ambito della fisioterapia e della chiropratica del 47,6%.
I costi sono stati anche significativamente inferiori alle aspettative dell'assicuratore in alcuni tipi di prestazioni. Ad esempio, segnala lo studio, nel caso degli esami preventivi, con un calo del 65,0% per il tumore al seno e del 45,9% per lo screening del cancro all'intestino. La CSS ha pagato il 15,6% in meno del previsto per i farmaci e il 15,4% in meno per le analisi di laboratorio.