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Non spetta ai tribunali controllare che una legge rispetti o meno la Costituzione. Per 101 voti a 68, la Camera del popolo ha respinto un progetto in tal senso. Per la maggioranza, una simile riforma indebolirebbe la democrazia, provocando inoltre un'eccessiva politicizzazione dei giudici. Dopo il no degli Stati nel giugno scorso, il dossier è ormai archiviato.
Dal 1874, la Costituzione impedisce al Tribunale federale (TF) e a ogni altra autorità di negare l'applicazione delle leggi federali. L'idea di base è che questi testi hanno ricevuto l'approvazione del popolo, non essendo stati respinti nell'ambito del referendum. E la sovranità popolare ha la precedenza. Il TF può però controllare le leggi cantonali e pronunciarsi sul rispetto da parte di quest'ultime della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU).
Un anno fa, il Nazionale si era pronunciato a favore di questa riforma anche se con un voto risicato: 94 sì a 86 no e 3 astenuti. Stando a quel progetto i giudici avrebbero potuto decidere se una legge rispettava o no la Costituzione. Il Nazionale non voleva comunque l'istituzione di un Tribunale costituzionale, ossia il controllo astratto delle leggi, come avviene in altri Paesi (Francia o Germania per esempio).
Oggi il Nazionale, al termine della seconda lettura del progetto, ha ribaltato la sua opinione, nonostante una minoranza abbia perorato l'entrata in materia.