Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/161267

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2015 l'economia svizzera ha fatto registrare soltanto una lieve crescita. In merito alle previsioni congiunturali per l'anno 2016, gli economisti svizzeri sono pessimisti: prevedono una crescita del prodotto interno lordo non superiore all'1,1 per cento. La situazione sul mercato del lavoro rimane preoccupante: il tasso di disoccupazione dovrebbe salire fino al 3,6 per cento. Per non indebolire ulteriormente l'ultimo pilastro della congiuntura, costituito dalla domanda interna, il programma di stabilizzazione dev'essere rinviato di almeno un anno.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2015 le prospettive politico-finanziarie si sono notevolmente offuscate. Il franco forte e la persistente bassa inflazione hanno pregiudicato notevolmente la creazione di valore aggiunto nominale e quindi anche lo sviluppo delle entrate della Confederazione. Nel piano finanziario di legislatura 2017-2019 la stima delle entrate per il 2017 ha dovuto essere rivista al ribasso di circa 5 miliardi di franchi. Le correzioni più consistenti riguardano l'imposta federale diretta e l'imposta sul valore aggiunto.</p><p>Successivamente il Consiglio federale ha adottato un programma di stabilizzazione che nel periodo 2017 al 2019 sgrava durevolmente le uscite della Confederazione fino a 1 miliardo di franchi. Sulla base delle misure di risparmio, a partire dal 2017 la Confederazione spenderà meno di quanto previsto finora. La politica finanziaria anticiclica della Confederazione non ne risulta però compromessa, poiché tali misure di risparmio servono unicamente a equilibrare strutturalmente i conti pubblici (eliminazione del deficit strutturale). Gli stabilizzatori automatici nelle finanze federali non ne risultano pregiudicati; il deficit congiunturale ammesso dal principio del freno all'indebitamento non viene invalidato dal programma di stabilizzazione.</p><p>Malgrado gli sforzi di consolidamento, il piano finanziario di legislatura 2017-2019 presenta crescenti deficit strutturali. Nell'ottica attuale negli anni dal 2017 al 2019 sono da attendersi ulteriori tagli. Secondo l'attuale piano finanziario di legislatura, che si basa sulle cifre all'11 novembre 2015, nel 2017 le direttive del freno all'indebitamento saranno oltrepassate di 270 milioni di franchi. Un deficit strutturale di questa ampiezza può essere corretto nell'ambito del processo di preventivazione. Senza il programma di stabilizzazione 2017-2019, la necessità di correzione supererebbe il miliardo. L'adozione di un preventivo 2017 conforme al freno all'indebitamento sarebbe in tal modo notevolmente a rischio. Nell'ottica del freno all'indebitamento, che prescrive l'equilibrio strutturale del preventivo, un rinvio del programma non sarebbe pertanto possibile. Questa stima della situazione non è fondamentalmente cambiata nemmeno alla luce del buon risultato dell'esercizio 2015 (eccedenza di 2,3 miliardi nel bilancio ordinario). Senza il programma di stabilizzazione 2017-2019, anche il preventivo 2017 presenterebbe un deficit strutturale, pari a circa 700 milioni di franchi.</p><p>Secondo le recenti previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione, l'economia svizzera si riprenderà lentamente nel corso dei prossimi anni. Nella sua previsione del 17 dicembre 2015 il gruppo di esperti si attende in concreto un'accelerazione graduale della crescita dell'economia che passerà dallo 0,8 per cento nel 2015, all'1,5 per cento nel 2016 e all'1,9 per cento nel 2017. Fino a quando le misure del programma di stabilizzazione esplicheranno i primi effetti, il sottoutilizzo della capacità produttiva dovrebbe essere almeno in parte attenuato. In altre parole, nell'ottica politico-congiunturale, il momento delle misure di consolidamento è scelto bene: dopo lo shock del franco nel 2015, il programma di risparmio non comprometterà la ripresa congiunturale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.