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BERNA - Scontentando un po' tutti, l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha confermato oggi che assegna alla BLS la concessione per le due linee interregionali Berna-Bienne e Berna-Burgdorf-Olten a partire da fine 2019. Rimarranno alle FFS le concessioni per le restanti linee di lunga distanza e per l'intera rete Intercity. Le FFS, dal canto loro, intendono affidare alla Südostbahn (SOB) l'esercizio della tratta di montagna del San Gottardo e della Coira-Zurigo-Berna.
Per permettere un ulteriore sviluppo in un futuro prossimo, le nuove concessioni sono state assegnate per 10 anni, indica oggi in una nota l'UFT, che aveva posto in consultazione le sue proposte fino allo scorso 23 maggio. Le parti interessate possono impugnare la decisione davanti al Tribunale amministrativo federale, cosa che hanno già minacciato di fare. La compagnia BLS ha fatto sapere il mese scorso con fermezza di non voler rinunciare alla richiesta di concessione per cinque linee di traffico a lunga percorrenza (la Basilea-Berna-Interlaken, la Basilea-Berna-Briga e la Berna-Le Locle oltre alle due ottenute), mentre le FFS hanno criticato apertamente le intenzioni dell'UFT, sollevando anche lo spauracchio di un aumento dei prezzi e di una riduzione della qualità dell'offerta ferroviaria.
Più collegamenti
Il piano illustrato oggi prevede nuovi collegamenti diretti tra Coira e Berna, mentre sulla linea "panoramica" del San Gottardo, contrariamente a quanto inizialmente pianificato dalle FFS, l'offerta potrà essere mantenuta e garantita senza il sostegno finanziario né della Confederazione né dei Cantoni, scrive l'UFT. Sulla linea tra Coira e San Gallo, finora servita con cadenza bioraria, e sulla linea tra Berna e La-Chaux-de-Fonds via Neuchâtel circoleranno treni a lunga percorrenza anziché regionali.
In futuro - assicura l'UFT - i treni a lunga percorrenza vedranno sempre, di regola, la presenza di personale di accompagnamento. Inoltre, sono previsti ulteriori miglioramenti quali intensificazioni della cadenza e l'ampliamento dell'offerta di ristorazione a bordo.
Spaccatura in consultazione
Riguardo alla consultazione tenutasi dal 20 aprile al 23 maggio, l'UFT rileva che le FFS e circa la metà dei Cantoni hanno espresso un parere critico riguardo alla prevista assegnazione della concessione a due diverse compagnie ferroviarie, mentre la BLS, l'altra metà dei Cantoni e la maggior parte delle restanti imprese di trasporto la approvano.
Da parte sua l'ufficio federale ritiene che prevalgano i vantaggi del modello multi-imprese e viene in parte incontro alle Ferrovie federali (come anche alle richieste del Sorvegliante dei prezzi Stefan Meierhans). L'UFT ha infatti stabilito un contributo di copertura inferiore a quanto inizialmente progettato per la loro rete del traffico a lunga distanza. Prevede pertanto che l'utile annuo delle FFS proveniente da questo settore sarà di circa 50 milioni di franchi superiore all'importo indicato nella proposta sottoposta a consultazione.
"Grazie al moderato modello multi-imprese i passeggeri potranno usufruire di offerte supplementari e i contribuenti saranno sgravati di 75 milioni di franchi l'anno", afferma l'ufficio federale.
Prime reazioni
In una prima nota di reazione, la compagnia BLS ribadisce quanto già affermato in precedenza, sostenendo che le due concessioni assegnatele sono "ampiamente al di sotto di quanto chiedeva". Il suo consiglio d'amministrazione deciderà se servire effettivamente le due tratte in questione. La BLS si riserva il diritto di ricorrere entro 30 giorni come prevede la legge, afferma il comunicato.
Le FFS preannunciano a loro volta un ricorso, ribadendo le argomentazioni già sostenute durante e dopo la consultazione. Sebbene si tratti solo di due linee minori, l'assegnazione alla BLS "costituisce un cambio di sistema sostanziale in termini di politica dei trasporti, senza un preliminare coinvolgimento del mondo politico", scrivono in una nota. "Ci sono ancora da chiarire questioni in merito alle basi legali e alle ripercussioni a lungo termine su clienti, Confederazione e Cantoni", aggiungono.
La decisione dell'UFT è criticata aspramente anche dal Sindacato dei trasporti SEV e dal Sindacato dei servizi pubblici Transfair. Il primo accusa l'ufficio federale di "scatenare una guerra giuridica che non porterà altro che insicurezza e non può che danneggiare l'attuale sistema ferroviario svizzero che funziona senza attriti". Transfair è dello stesso parere, parla di "nonsenso economico" e denuncia il fatto che l'UFT parli di vantaggi per i viaggiatori ma non dica una parola sul personale, che con la prospettata "pseudoconcorrenza" vedrà certamente peggiorare le proprie condizioni di lavoro.