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In Montenegro il Partito democratico dei socialisti (Dps) del presidente Milo Djukanovic, al potere da quasi 30 anni, ha ammesso la sconfitta elettorale nel voto del 30 agosto scorso.
Lo schieramento si è detto disposto ad appoggiare qualsiasi nuovo governo che prosegua nello sviluppo dei valori fondamentali sostenuti in questi anni, nella prospettiva europea e nella difesa degli interessi nazionali del Paese. È quanto è emerso da una seduta dell'ufficio di presidenza del Dps a Podgorica, che ha fatto una disamina dei risultati del voto, nel quale il partito, è stato sottolineato, si è confermato la prima forza politica in Montenegro.
Tuttavia, è stato rilevato, poiché il Dps non è in grado di formare una maggioranza parlamentare e quindi un nuovo governo con i partner attuali, il risultato elettorale rappresenta un insuccesso. Al Dps nel voto del 30 agosto sono andati 30 deputati (sul totale di 81), che arrivano al massimo a 38 con i partner dell'attuale alleanza, un numero insufficiente per formare il governo.
Per lo schieramento di opposizione, la formazione Per il futuro del Montenegro ha ottenuto 27 seggi, il blocco La pace è la nostra nazione 10, e il gruppo Nero su bianco 4. In totale 41, una maggioranza risicata che consente tuttavia alle forze di opposizione, in coalizione, di formare il nuovo governo.