Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/76580

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di reagire alle pressioni della Germania volte a limitare gli avvicinamenti da nord sull'aeroporto di Zurigo adottando contromisure sotto forma di contingenti restrittivi per il transito stradale di veicoli pesanti tedeschi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è pienamente consapevole del problema descritto dall'autore della mozione. Per venire a capo di questo spinoso dossier, esso persegue una strategia basata su due componenti: da un lato, la ricerca di soluzioni alle questioni aeronautiche sotto la direzione del DATEC e, dall'altro, il consolidamento della cooperazione transfrontaliera sotto la direzione del DFAE. È evidente che questi due processi paralleli sono tra loro correlati; a tempo debito, occorrerà esaminare le concessioni e le richieste di entrambe le parti per arrivare a una soluzione globale equilibrata.</p><p>Nel 2003, il Consiglio federale ha già avuto modo di pronunciarsi due volte, nell'ambito del dossier aeroporto di Zurigo, sull'opportunità di adottare misure di ritorsione sotto forma di contingentamento del traffico merci tedesco di transito e sulla loro compatibilità con gli impegni internazionali assunti dalla Svizzera (03.3216 mozione UDC del 7 maggio 2003 e 03.3211 mozione Fischer del 7 maggio 2003). Al riguardo, il Consiglio federale desidera ricordare gli elementi principali della sua posizione. </p><p>Le misure di ritorsione proposte nella mozione devono essere vagliate alla luce dell'accordo fra la Confederazione svizzera e la Comunità europea sul trasporto di merci e di passeggeri su strada e per ferrovia (accordo sui trasporti terrestri) che disciplina i rapporti tra Svizzera e Germania nel settore dei trasporti terrestri. I diritti e gli obblighi delle Parti contraenti sono tra l'altro legati anche ai principi della reciprocità, della libera scelta del modo di trasporto e della non discriminazione (art. 1 cpv. 2 e 3, art. 32). </p><p>Le misure proposte dall'autore della mozione non possono essere applicate sul piano giuridico e non sono neppure nell'interesse della Svizzera per i seguenti motivi:</p><p>1. Le misure di contingentamento del traffico merci tedesco di transito, del traffico transfrontaliero tedesco e del traffico legato ai vacanzieri tedeschi violerebbero i principi di non discriminazione (nazionalità, restrizioni quantitative, distorsione nei flussi di traffico), della reciprocità e della libera scelta del modo di trasporto fissati nell'Accordo sui trasporti terrestri.</p><p>2. Un contingentamento dei veicoli con targa tedesca non sarebbe materialmente praticabile.</p><p>3. Se la Svizzera adottasse misure unilaterali, dovrebbe poi fare i conti con una reazione da parte della Commissione europea in quanto parte contraente. Una grave infrazione agli obblighi derivanti da uno degli accordi settoriali può comportare nel peggiore dei casi la denuncia di tutti gli accordi bilaterali, poiché essi costituiscono un'unità (art. 58 dell'accordo sui trasporti terrestri, la cosiddetta "clausola della ghigliottina"). </p><p>Nell'ambito del dossier sull'aeroporto di Zurigo, il Consiglio federale intende in primo luogo continuare a privilegiare i colloqui e i negoziati con la Germania. Parallelamente, sosterrà la ricerca di una soluzione mediante misure politico-diplomatiche.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.