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Le autorità di Zurigo e Basilea hanno prelevato il DNA degli attivisti che l'8 luglio hanno bloccato le entrate delle banche Credit Suisse e UBS. È quanto svela domenica la SonntagsBlick. Potranno così essere creati profili genetici di quasi tutte le 83 persone arrestate, tra cui anche minorenni. Le autorità dei due cantoni hanno confermato il fatto al domenicale senza tuttavia spiegarne le ragioni.
Secondo Reto Müller, professore in diritto dell'Università di Basilea interrogato dal SonntagsBlick, le misure sono eccessive, sproporzionate e interferiscono con il diritto fondamentale all'autodeterminazione informativa. Diversi manifestanti avrebbero infatti deciso di fare ricorso.
Le proteste a Zurigo e Basilea
L'8 luglio scorso i manifestanti avevano bloccato le entrate del Credit Suisse sulla Paradeplatz di Zurigo e di UBS a Basilea, non lontano dal centro storico. A Zurigo erano state fermate 64 persone (tre minorenni) e a Basilea 19. Le azioni sono state organizzate da Climate Justice, che attraverso i social ha accusato le grandi banche di finanziare azioni dannose per il clima. I dimostranti chiedono alla piazza finanziaria svizzera di ritirare immediatamente qualsiasi investimento nel carbone, nel petrolio e nel gas.
Gli attivisti, pochi giorni fa avevano già reso noto di voler ricorrere ai tribunali, poiché non accettano le sanzioni che sono state loro inflitte: pene pecuniarie - con la condizionale - per coazione, in alcuni casi anche per violazione di domicilio, danneggiamento e impedimento di atti dell'autorità. I manifestanti hanno però comunicato di non accettare le decisioni e il collettivo Climate Justice ha richiesto che le pene vengano annullate.