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L'incontro rappresenta un passo importante nei rapporti tra Svizzera e Unione europea (Ue), che attualmente conoscono uno stallo. A causa delle difficili trattative su un eventuale accordo quadro istituzionale, prima della pausa estiva il Consiglio federale ha congelato le decisioni in merito ad altri aspetti. Anche le dimissioni di Didier Burkhalter alla testa del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) hanno frenato il rilancio delle discussioni.
Una decisione del Consiglio federale sul rinnovamento del cosiddetto "miliardo di coesione" - in realtà 1,3 miliardi di franchi che la Confederazione ha versato ai Paesi dell'est dell'Ue per ridurre le disparità economiche e sociali sul Vecchio Continente - dovrebbe intervenire tra breve, forse proprio in occasione della visita di Juncker. Finora il governo ha temporeggiato per utilizzare questa carta in altri dossier negoziali.
Tutto rimane comunque aperto sulla possibilità e l'entità di eventuali progressi in merito all'accordo quadro. Il Consiglio federale oggi ha solo indicato che la visita di Juncker permetterà di definire quali debbano essere i prossimi passi nelle relazioni bilaterali tra Berna e Bruxelles.
In occasione dei colloqui Von Wattenwyl, il neoministro degli esteri Ignazio Cassis ha sottolineato che il governo intende proseguire sulla via bilaterale e si dice aperto in materia di possibili sviluppi e adattamenti.