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Una collaboratrice incinta può essere impiegata solo se è d'accordo. Una donna incinta può assentarsi dal lavoro mediante semplice avviso. Durante il periodo di assenza però non riceve lo stipendio. Il diritto al salario sussiste solo se l'inabilità al lavoro è dovuta a motivi medici.
Trascorso il periodo di prova il datore di lavoro non può licenziare una lavoratrice durante la gravidanza né durante le 16 settimane che seguono il parto. In questo periodo, per contro, le donne incinte o le madri possono disdire il rapporto di lavoro.
Dopo il parto la lavoratrice non può lavorare per otto settimane, nemmeno se ne fa espressamente domanda. Non occorre presentare un certificato medico.
Dal 2005 le donne hanno diritto ad un congedo di maternità di 14 settimane conformemente al Codice delle obbligazioni e ad un'indennità di maternità secondo la legge sulle indennità di perdita di guadagno. Durante 14 settimane ricevono l'80 per cento del reddito lavorativo medio conseguito prima del parto, ma al massimo 196.- franchi al giorno. Il diritto si estingue anticipatamente se il lavoro viene ripreso prima della fine del congedo di 14 settimane. Disciplinamenti più favorevoli stabiliti in contratti collettivi di lavoro (CCL) restano in vigore. Il datore di lavoro non ha il diritto di ridurre o compensare con un congedo precedente il parto il congedo di maternità di 14 settimane previsto dal Codice delle obbligazioni né di ridurre le vacanze di una lavoratrice che ha fruito del congedo di maternità ai sensi del Codice delle obbligazioni.
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