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«Da domenica all’una del mattino Berlino si trova virtualmente in stato d’assedio». Questo, in sostanza, il contenuto del telegramma inviato a Berna dalla Delegazione svizzera a Berlino il lunedi 14 agosto 1961. «La posa di filo spinato, barricate, carri blindati, schieramento di polizia con armi pesanti e l’installazione di mitragliatrici hanno trasformato i limiti dei diversi settori della città in frontiere di Stato strettamente sorvegliate.» (dodis.ch/30568, tradotto dal tedesco) Blindando la città, le autorità della Repubblica democratica tedesca (RDT) intendono impedire la fuga all’Ovest di un numero sempre crescente di loro concittadine e concittadini. La situazione è «esplosiva», secondo i rapporti dei diplomatici svizzeri. Mentre decine di migliaia di abitanti di Berlino Ovest manifestano contro le «violenze» delle autorità della Germania Est, ci si interroga su quale sarà la reazione delle grandi potenze.
Durante la seconda crisi di Berlino, dal 1958 al 1962, la Guerra fredda attraversa una delle sue fasi più «calde». I collaboratori della rappresentanza svizzera seguono da vicino gli avvenimenti del 13 agosto 1961 e la costruzione del muro di Berlino da parte della RDT. La Delegazione svizzera occupava già gli stessi locali dove oggi ha sede l’ambasciata, a pochi metri dalla frontiera tra l’allora settore controllato dall’Unione sovietica e quello sotto controllo degli Alleati occidentali. I rapporti dei membri della Delegazione costituiscono una testimonianza preziosa per la comprensione degli avvenimenti al centro del conflitto tra l’Est e l’Ovest.
Sulla crisi di Berlino è possibile consultare, tra gli altri, i seguenti documenti in formato pdf:
- Telegramma (dodis.ch/30568) e rapporto dettagliato (dodis.ch/30446) della Delegazione svizzera a Berlino sull’«accerchiamento di Berlino Est»;
- Lettera della Delegazione sulla situazione delle concittadine e dei concittadini svizzeri stabiliti nella RDT (dodis.ch/30447) e rapporto di un diplomatico sulla sua visita a Berlino Est (dodis.ch/30570).
- Lettera dell’Incaricato d’affari svizzero a Cologna sulle reazioni in Germania Ovest alla crisi di Berlino (dodis.ch/30569);