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VARSAVIA - Tre dei cinque cittadini polacchi autori del furto della scritta "Arbeit macht frei" (il lavoro rende liberi) nell'ex campo di stermino nazista di Auschwitz, in Polonia, sono stati condannati senza processo a pene da 18 a 30 mesi di reclusione. Lo ha reso noto oggi la procura di Cracovia, precisando che i tre hanno confessato e collaborato con gli organi di polizia nell'ambito delle indagini.
La condanna, su loro richiesta, è stata inflitta senza processo. I tre dovranno inoltre versare una somma di 10.000 zloty (quasi 4000 franchi) ciascuno.
La famigerata scritta che campeggia all'ingresso del memoriale di Auschwitz, simbolo per eccellenza dell'Olocausto, era stata rubata nella notte fra il 17 e il 18 dicembre scorsi in un'azione spettacolare e senza precedenti che aveva suscitato scalpore e sdegno in tutto il mondo.
Il furto era stato eseguito da cinque polacchi su commissione di un cittadino svedese, Anders Hoegstroem. Gli altri due polacchi coinvolti nel furto saranno incriminati solo dopo l'interrogatorio di Hoegstroem, il quale, su richiesta della magistratura di Cracovia, dovrebbe essere estradato nei prossimi giorni dalla Svezia.
SDA-ATS