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BELLINZONA - Lo scorso 8 giugno, il Tribunale Federale di Losanna ha sconfessato una decisione del 2017 del Consiglio di Stato riguardante la revoca di un permesso di dimora.
La decisione toccava un 35enne cittadino bosniaco con permesso B, cui era stata revocato il permesso a causa della necessità di chiedere l’aiuto sociale. L’uomo viveva in Svizzera dal 1995 e nel 2011 era diventato padre di una bambina di cittadinanza svizzera, ma nonostante questa situazione personale, con una lunga permanenza in Ticino e addirittura una figlia, l’uomo era stato espulso.
Da parte del Consiglio di Stato (e prima della sezione della popolazione del DI) la ponderazione era stata diversa ed era prevalso il fatto che per due anni, a causa della perdita dell’impiego, l’uomo aveva dovuto far capo all’assistenza sociale.
Per Fabrizio Sirica e Ivo Dürisch, la decisione del TF mette in luce quindi una severità «intollerabile» da parte del DI e del Consiglio di Stato, una situazione «inaccettabile» perché compromette in maniera decisiva la vita di persone che per anni hanno vissuto e lavorato in Svizzera. «Un modo di fare che tratta le persone non come cittadini, padri, figli, amanti, amici, ma soltanto come braccia, che quando non sono più utili all’economia vengono espulse», sottolineano i due deputati del PS. Che per questo motivo hanno deciso di presentare un'interrogazione e di sottoporre al Governo una serie di domande: