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LONDRA - La Camera dei Comuni ha respinto stasera la mozione presentata dal governo britannico di Boris Johnson per ottenere le elezioni politiche anticipate il 12 dicembre.
Il mancato sì dell'opposizione laburista ha impedito di raggiungere il necessario quorum dei due terzi, come già in due altre occasioni. Al governo Tory resta però ora la strada di sostenere la nuova proposta di altri 2 partiti d'opposizione, LibDem e Snp, per andare al voto il 9 dicembre modificando a maggioranza semplice da domani la legge vigente sulle elezioni.
Johnson non molla e pensa a una revisione della legge - Boris Johnson apre alla proposta di una revisione della legge ordinaria, a maggioranza semplice, per ottenere elezioni anticipate, dopo la bocciatura con 299 sì, 70 no e numerose astensioni, della mozione pro elezioni presentata dal governo Tory che avrebbe richiesto un quorum dei due terzi.
Il premier preannuncia per domani «un breve» testo legislativo in merito. Insiste tuttavia sulla data del 12 dicembre e non del 9, come proposto da indipendentisti scozzesi e LibDem e accusa il leader laburista Jeremy Corbyn di «fuggire dal giudizio popolare».
Corbyn si dice da parte sua pronto a esaminare il nuovo testo, ma chiede garanzie contro il no deal. Mentre il capogruppo indipendentista dell'Snp, Ian Blackford, preannuncia un possibile sì del suo partito alla nuova soluzione indicata da Johnson, a patto che il premier s'impegni a questo punto non riproporre la ratifica del suo accordo di divorzio dall'Ue prima della convocazione delle urne.