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<h2>SubmittedText<h2><p><span style="color:black;">Ratificata dalla Svizzera, la Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo è entrata in vigore per il nostro Paese il 26&nbsp;marzo 1997. Nel plenum del Consiglio degli Stati, i portavoce di maggioranza e di minoranza avevano indicato che sarebbe stata attuata scrupolosamente. Il 26&nbsp;luglio 2017 è entrato in vigore in Svizzera anche il terzo protocollo facoltativo alla Convenzione; un giovane che ritiene che uno Stato parte (p.&nbsp;es. la Svizzera) abbia violato i diritti conferitigli dalla Convenzione può chiedere al Comitato per i diritti del fanciullo (Comitato) di pronunciarsi in merito a tali violazioni.</span></p><ol><li>Come giustifica il Consiglio federale che il Manuale «Asilo e ritorno» della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) non prescriva ancora l’audizione di tutti i richiedenti l’asilo minorenni in grado di essere ascoltati?</li><li>È disposto a far esaminare sul piano scientifico se la SEM, il Tribunale amministrativo federale e il Tribunale federale rispettano il diritto di essere ascoltato (art.&nbsp;12 Convenzione) e il divieto di discriminazione (art.&nbsp;2 Convenzione) nella procedura d’asilo?</li><li>Qual è la sua posizione riguardo a una ripresa dei quattro principi centrali della Convenzione (secondo l’interpretazione da parte del Comitato) nella legge sull’asilo, nella legge sugli stranieri e la loro integrazione nonché nella legge sulla procedura amministrativa?&nbsp;</li><li>È disposto a far esaminare in uno studio scientifico quali altre leggi necessitano (obbligatoriamente o secondo il parere del Comitato) di una revisione (diritto in materia di protezione dei minori, legge sulla cittadinanza, ecc.) o devono essere elaborate ex novo (legge quadro sull’aiuto sociale, comprendente anche il soccorso d’emergenza) per garantire la reale efficacia della Convenzione?&nbsp;</li></ol><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1. La SEM tiene conto delle critiche del Comitato per i diritti del fanciullo (CRC). Ha adeguato la sua prassi riguardo all’audizione dei minori, in particolare successivamente alla prima decisione di merito del Comitato (comunicazione CRC n. 56/2018 - E.A., U.A. e V.A. contro la Svizzera del 28</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">settembre 2020). Ha inoltre sensibilizzato i rappresentanti legali attivi nei centri federali d’asilo e ha istruito i suoi collaboratori che decidono sulle domande d’asilo presentate da minorenni. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il manuale «Asilo e ritorno» presenta in diversi articoli i principi da seguire in materia di audizione dei richiedenti l’asilo minorenni. Un’audizione sistematica è prevista per i richiedenti minorenni non accompagnati, anche se la loro capacità di discernimento è limitata. Per quanto riguarda l’audizione sui motivi d’asilo, si distingue tra i minori accompagnati che hanno già compiuto 14 anni e gli altri. I primi sono anch’essi sentiti sistematicamente. Per contro, come già indicato in risposta al postulato 20.4421 Samira Marti «Bene del figlio nel diritto d'asilo e degli stranieri», la SEM esamina di caso in caso la necessità di un’audizione orale personale per minori accompagnati con meno di 14 anni. Questa prassi si fonda sulla Convenzione sui diritti del fanciullo (qui di seguito Convenzione; RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">0.107, cfr. art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">12 par.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">2), che ammette la possibilità per il minore di essere ascoltato tramite un rappresentante o un organo appropriato, nonché sulla giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 124 III 90). Tiene pure conto delle critiche del CRC e consente di riunire tutti gli elementi necessari alla valutazione dell’interesse superiore del minore al momento della pronuncia della decisione.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2. Nel quadro del postulato 20.4421, il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto in che misura il bene del figlio è garantito nel diritto in materia d'asilo e di stranieri e se occorre un intervento. Per attuare questo postulato è stato commissionato uno studio esaustivo, i cui risultati saranno disponibili a fine 2024. Vertendo anzitutto sulla garanzia dell’interesse superiore del minore, lo studio tratterà anche il diritto di partecipazione (art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">12 Convenzione) e il divieto di discriminazione (art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">2 Convenzione). Non sono pertanto necessari accertamenti supplementari.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">3. La protezione dei bambini e degli adolescenti è garantita in maniera esaustiva nell’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">11 della Costituzione federale (RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">101). Per tenere conto della situazione speciale dei minori, i diritti e principi fondamentali enunciati nella Convenzione (diritto all’uguaglianza, al rispetto dell’interesse preminente del minore, diritto alla vita e allo sviluppo nonché diritto di essere ascoltato e di partecipazione) sono già considerati nella vigente legislazione in materia di stranieri e asilo nonché nella procedura amministrativa della Confederazione. Non è dunque necessario menzionare esplicitamente i quattro principi fondamentali nelle leggi in questione. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">4. Oltre al rapporto citato al punto 2, un altro rapporto del Consiglio federale del 19</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">dicembre 2018 su misure volte a colmare le lacune nell’attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo ha permesso di esaminare a fondo la necessità di provvedimenti per applicare le raccomandazioni formulate dal CRC all’attenzione della Svizzera. Anche le raccomandazioni formulate nelle osservazioni finali del CRC (CRC/C/CHE/CO/5-6) propongono soltanto singole modifiche legali e sottolineano l’importanza di un’attuazione rigorosa delle disposizioni legali in vigore e di altre misure. Non è dunque necessario uno studio supplementare. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">La Svizzera è sottoposta all’esame periodico del CRC, a cui fa regolarmente rapporto. L’ultimo rapporto nazionale è stato consegnato a fine 2020 (CRC/C/CHE/5-6).</span></p></div>