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Il Parlamento dell'Ecuador ha approvato la notte scorsa una mozione di censura, e di conseguente destituzione, della ministra dell'Interno, María Paula Romo per un cattivo disimpegno delle sue funzioni durante i gravi incidenti avvenuti a Quito nell'ottobre 2019.
Con 104 voti a favore, 18 contrari e 12 astensioni, la ministra è stata in particolare accusata di responsabilità nell'uso di lacrimogeni scaduti da parte delle forze dell'ordine e di aver permesso un attacco della polizia nelle 'zone di pace' assegnate agli studenti durante i disordini, a cui parteciparono anche le organizzazioni indigene, ed in cui morirono almeno undici persone, riferisce il portale di notizie Primicias.
Intervenendo in modalità virtuale dal Palazzo di Carondelet, sede del governo, Romo ha ricevuto l'appoggio del presidente Lenin Moreno, e si è difesa assicurando di non essere responsabile di quanto imputatole. La ministra ha concluso il suo intervento sostenendo che il voto favorevole alla messa in stato di accusa da parte di un settore del Parlamento costituiva per lei una "decorazione al merito".
Conosciuto il risultato della votazione, il capo dello Stato ha immediatamente firmato un decreto di nomina a ministro dell'Interno dell'ex generale della polizia, Patricio Pazmiño, che ricopriva fino a ieri l'incarico di viceministro.