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L'edificio, come l'attiguo ex-convento delle suore Agostiniane, fu ricostruito intorno al 1450 su un presistente oratorio romanico (XI-XII secolo), ampliato nella seconda metà del XVII secolo e completamente rimaneggiato all'interno nel 1906.
Nel 1968 furono eseguiti alcuni interventi atti a restituire i pochi elementi sopravvissuti della struttura rinascimentale, come l'apertura della porta principale dell'aula monastica e l'avvicinamento dell'altare maggiore alla navata.
Risalenti alla seconda metà del Cinquecento sono gli affreschi della facciata sotto il portico, raffiguranti, tra l'altro, un grande S. Cristoforo, l'Annunciazione e la Veronica.
All'interno alcune tele, di cui una datata 1752 con la raffigurazione del convento; sulla parete a sinistra del moderno altare, l'antico paliotto in scagliola attribuito alla bottega dei Pancaldi di Ascona (18. secolo) e due acquasantiere in granito di arte locale del 16. secolo.
L'organo, tuttora in funzione, opera di Giuseppe Rejna, risale al 1746 ed ha valve dipinte ad olio.
L'intervento sulla chiesa fa parte di un complesso restauro operato dall'architetto Luigi Snozzi come pure sull'attiguo ex convento delle Agostiniane, con lo scopo di riqualificare l'intero nucleo abitativo.