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La rivista Limes e le sue opinioni: pubblica una cartina dell’Europa orientale sulla quale la Crimea, che è parte dell’Ucraina, viene invece attribuita alla Russia. Mosca ha occupato la Crimea manu militari nel 2014, per poi organizzarvi un referendum nel quale, a dire di Putin, la popolazione avrebbe espresso la volontà di annettersi alla Russia. L’ambasciatore ucraino in Italia ha protestato formalmente.
Alla protesta dell’ambasciatore ucraino, che chiedeva la rettifica della mappa, il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, ha risposto con toni che rasentano l’offesa: «[…] La mappa cui Lei si riferisce riflette la realtà di fatto. […] Sono certo che vorrà convenire con me che per una rivista di geopolitica trascurare la realtà di fatto sarebbe un errore tecnico.» La cartina, che la rivista ha continuato a usare in molte pubblicazioni successive, si trova >qui.
E’ vero, Mosca oggi governa di fatto la Crimea. A decidere se un territorio appartiene a questo o quello Stato, però, non sono né Putin, né il direttore di Limes con le sue opinioni su Crimea e Ucraina, ma neppure «la situazione di fatto.» Ci sono regole, per i casi di annessione o secessione, e il caso della Crimea è chiarissimo. Da aggiungere che la Crimea fu ceduta all’Ucraina nel 1954 dalla stessa Russia. Dal 1991, nei trattati firmati dopo l’indipendenza ucraina, la Russia ha riconosciuto le frontiere ucraine com’erano, comprendenti anche la Crimea.
Le opinioni di Limes sulla Crimea: la questione del referendum
I referendum di secessione, se vogliono essere accettati dalla comunità internazionale, devono svolgersi secondo regole riconosciute – e ben note anche alla Russia, com’è avvenuto, ad esempio, nel caso della Scozia. Il referendum per la secessione della Crimea è stato organizzato dai russi in aperto dispregio di ogni principio di diritto.
Per questi motivi, nessun Paese al mondo, tranne alcuni Stati amici di Mosca, riconosce il passaggio di sovranità della Crimea, che per il diritto internazionale resta parte dell’Ucraina. Come si spiega, che quella che si ritiene la principale rivista italiana di relazioni internazionali prenda una simile posizione?
Per capire cos’è successo in Crimea serve un’analisi giuridica, non delle più difficili, in verità. Bisogna poi distinguere il controllo di fatto dalla sovranità territoriale esercitata su basi di legittimità interna ed esterna. Il direttore di Limes legge la vicenda attraverso gli occhiali di una tesi: bisogna sostenere l’azione di Putin, perciò io scrivo che la Crimea è russa, punto. La funzione del giornale non è informare il lettore, ma attuare un’agenda politica.
Se davvero avesse voluto indicare al lettore che la Crimea è sotto controllo di fatto della Russia, Limes avrebbe potuto disegnare la penisola come appartenente all’Ucraina, ma contraddistinguerla, ad esempio, con un tratteggio, come si fa sulle mappe quando si devono evidenziare dei territori contesi. Per la verità, la Crimea non si può neppure definire territorio conteso. La sua appartenenza all’Ucraina è fuori discussione, riconosciuta pacificamente anche dalla stessa Russia fino al 2014.
Oggi la Crimea è un territorio occupato da un Paese diverso da quello a cui appartiene. La missione di Limes è comunicare al lettore che la Crimea è russa, anche se è sbagliato, perché ciò corrisponde alla volontà di sostenere l’azione della Russia. Comprate Limes. Lava più bianco.
|Legga anche: La Crimea oggi: situazione e rare testimonianze|
(Articolo pubblicato in originale il 13.1.2016, ripubblicato con lievi modifiche redazionali il 30.1.2023)