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TEHERAN - L'Iran non ha intenzione di entrare in guerra con gli Stati Uniti. Lo ha detto l'ambasciatore di Teheran all'Onu, Majid Takht-Ravanchi, incontrando il segretario generale dell'organizzazione Antonio Guterres. Lo riferisce l'agenzia di stampa Isna.
Nel corso del colloquio, l'ambasciatore della Repubblica islamica ha anche espresso la sua condanna per la negazione del visto da parte americana al ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif per partecipare questa settimana al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a New York, definendola una violazione dell'accordo tra Usa e Onu.
La visita di Zarif era programmata prima dell'esplosione della crisi di questi giorni con Washington.
La mediazione europea - Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha annunciato di avere parlato con il presidente iraniano Hassan Rohani e ha invitato Teheran a «evitare di proporre atti irreversibili». Michel ha ribadito che l'accordo sul nucleare «resta cruciale per la sicurezza globale» e ha sottolineato che l'Unione europea (Ue) «ha i suoi interessi e la sua visione e rafforzerà il suo ruolo a livello internazionale». Michel ha detto a Rohani che «l'Ue è pronta a rafforzare il proprio impegno con tutte le parti al fine di disinnescare le tensioni».
Una nota del Consiglio europeo riferisce che «il presidente iraniano Rohani» ha dichiarato nel corso della telefonata con Michel che «l'Unione europea ha sempre svolto un ruolo stabilizzatore e responsabile nella regione e che l'Iran è pronto a proseguire una stretta cooperazione con l'Ue».
Telefonata con Johnson - Rohani ha inoltre discusso della crisi con gli Usa in una telefonata con il premier britannico Boris Johnson. Nel colloquio, riferiscono i media iraniani, il capo del governo di Teheran ha chiesto a Johnson di «smettere di seguire gli Stati Uniti e riconsiderare la posizionex sull'uccisione del generale Qassem Soleimani, sostenendo che «se non fosse stato per i suoi sforzi» nella lotta all'Isis, «oggi Londra non sarebbe altrettanto sicura».
La foto dei danni alla base - Sono cinque le zone colpite e distrutte nella base area irachena al-Asad dai missili iraniani l'altra notte, come rappresaglia per l'omicidio del generale Qasem Soleimani da parte degli Stati Uniti: lo mostrano chiaramente le immagini scattate dal satellite SkySat dell'azienda Planet.
Nelle foto si possono vedere in modo nitido quali edifici sono stati ridotti in macerie nella base aerea che ospita le truppe americane, insieme all'aeroporto di Erbil, l'altro sito colpito dai missili iraniani. SkySat è una costellazione di 15 satelliti, ognuno dei quali grande quanto un minifrigorifero, capace di cogliere le caratteristiche di oggetti sulla superficie terrestre anche molto piccoli, con una risoluzione di circa 72 centimetri. Questi satelliti sono usati per fotografare anche i missili di Iran e Corea del Nord.
TEHERAN - L'Iran non ha intenzione di entrare in guerra con gli Stati Uniti. Lo ha detto l'ambasciatore di Teheran all'Onu, Majid Takht-Ravanchi, incontrando il segretario generale dell'organizzazione Antonio Guterres. Lo riferisce l'agenzia di stampa Isna.