Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01219.jsonl.gz/926

Un'inchiesta di Qartz mette in evidenza i problemi di plastica nel fiume Schleda, ad Anversa. La produzione di plastica mondiale, inoltre, sembra proseguire la sua crescita.
Il giornale online statunitense Quartz ha pubblicato un reportage sulle rive della Schelda. Si tratta di un fiume, le cui sorgenti sono in Francia, mentre il suo punto d'arrivo è ad Anversa, in Belgio.
Quanto indagato da Quartz è l'incredibile presenza di plastica nel fiume, nei pressi della città portuale belga. Le rive, infatti, sarebbero invase dai cosiddetti nurdle, particelle di plastica grandi come delle lenticchie, che si disperdono nell'ambiente durante il processo produttivo dell'industria petrolchimica.
Dopo Houston (Texas, USA), come spiega il Corriere della Sera, Anversa è il più grande sito petrolchimico al mondo. Ineos, il più grande produttore europeo, proprio ad Anversa starebbe progettando la costruzione di un nuovo impianto.
Stando a quanto riportato dal citato quotidiano italiano, si tratterebbe di un investimento da 3 miliardi di euro, con il quale poter produrre ulteriori 750mila tonnellate di plastica all'anno.
Anche negli Stati Uniti, però, si intende aumentare la produzione di plastica. Il reportage di Quartz parla di "progettata triplicazione della produzione globale entro il 2050".
Chi vorrà comprare tutta questa plastica non lo si sa ancora, ma ad essere particolarmente preoccupante è un dato sui consumi odierni, citati nell'inchiesta di Quartz: "il 40% di tutta la plastica prodotta nel mondo serve a involucri monouso".
L'Unione Europea vorrebbe vietare i prodotti monouso, a partire dal 2021. Il boom dello shale gas statunitense sta però continuando a favorire la produzione di plastica. Si pensi che più della metà della plastica prodotta nella storia dell'umanità, è stata creata negli ultimi 15 anni, ovvero a partire da quando gli USA hanno scoperto la loro predisposizione allo shale gas.