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Magnetica, genuina, iconica: Ingrid Bergman è il volto della golden age di Hollywood.
Eppure i suoi inizi e i suoi sviluppi si sono svolti altrove. Nata a Stoccolma il 29 agosto 1915, rimasta orfana molto giovane - perde sua madre a due anni e suo padre a dodici - vive con uno zio. L’amore per il teatro sboccia nella prima adolescenza, a undici anni, dopo aver assistito ad uno spettacolo.
Ben presto dal teatro Ingrid Bergman approda al cinema interpretando nel 1936 la violinista Anita Hoffman in Intermezzo di Gustav Molander. Chiamata da David O. Selznick, nel 1939 arriva ad Hollywood insieme al marito Peter Lindstrom e alla figlia Pia, per girarne il remake americano di Gregory Ratoff al fianco di Leslie Howard.
Uno dei primi film ai quali prende parte, e che le conferirà un successo indelebile, è Casablanca nel 1942 con un magistrale Humphrey Bogart. La storia d’amore fra i due, nella cornice del conflitto mondiale, è il trampolino di lancio pe l'attrice svedese.
Nel 1943 prende parte al cast del film tratto da Per chi suona la campana con Gary Cooper. E poi, indimenticabile, sarà la sua partecipazione nel ruolo di Elena Hubermann in Notorius-L’amante perduta, in cui ha al suo fianco un altro mito del cinema, Cary Grant. Il bacio tra i due resterà nella storia come quello più intenso nella storia del cinema.
Sebbene lo star-system cerchi di farne il simbolo di un romanticismo intenso e pudico, le interpretazioni di Ingrid Bergman si aprono anche a ruoli più cupi e passionali (appunto in Casablanca, Notorious, Giovanna d'Arco).
Dopo nove anni a Hollywood, la Bergman ha voglia di Italia e scrive una lettera a Roberto Rossellini che ha appena girato Roma città aperta chiedendogli se "ha bisogno di un'attrice svedese che parli inglese molto bene, che non ha dimenticato il tedesco, che si fa capire in francese e che in italiano sa dire 'ti amo' ".
Nel 1949 arriva in Italia per girare Stromboli con Rossellini, e per lui lascia il primo marito, sposandolo con grande clamore nel 1950 in Messico (da lui avrà tre figli, Robertino, Isotta ed Isabella) e scandalizzando l'America perbenista, tanto che per alcuni anni non le sarà possibile partecipare a produzioni americane; da Rossellini divorzierà nel 1957 dopo aver girato con lui una serie di film dal 1951 al 1955.
Richiamata nel 1956 da Hollywood che in precedenza le aveva decretato l'ostracismo, per girare Anastasia di Anatole Litvak, riceve il secondo Oscar - il primo lo aveva ricevuto nel 1944 per l'interpretazione di Paula Alquist in Angoscia di George Cukor.
Nel 1958 si dedica contemporaneamente alla carriera cinematografica e ad una intensa attività teatrale ricca di successi e sposa il produttore teatrale svedese Lars Schmidt. Il matrimonio durerà fino al 1976 ma Schmidt le sarà vicino anche negli ultimi anni di vita.
Nel 1974 riceve il suo terzo Oscar per Assassinio sull'Orient Express di Sidney Lumet, e nel 1978 offre una sofferta interpretazione di madre che ha sacrificato i figli alla propria carriera in Sinfonia d'autunno di Ingmar Bergman.
Il 29 agosto del 1982 (nel giorno del suo compleanno), dopo una lunga lotta contro un cancro al seno, Ingrid si spegne a Londra. Ultimo suo desiderio: che le sue ceneri vengano sparse nelle acque svedesi.