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Quasi un laureato su dieci ha forti timori di trovarsi senza impiego nei dodici mesi successivi alla fine degli studi.
BERNA - La pandemia e la situazione economica instabile sono fonte di grande insicurezza: da uno studio dell'Ufficio federale di statistica (UST) emerge che l'8% delle persone diplomate presso una scuola universitaria ha forti timori di trovarsi senza impiego nel corso dei dodici mesi dopo l'inchiesta.
L'indagine, pubblicata oggi, è stata realizzata dall'UST nel 2021 presso le persone con diploma di scuola universitaria ottenuto nel 2016: essa include tutti coloro che, secondo il Sistema d'informazione universitaria svizzera (SIUS), hanno ottenuto un bachelor, un master o un dottorato. Vi hanno partecipato 14'486 persone sulle 27'000 contattate per iscritto.
Stando a quanto scrive l'UST in una nota, il timore di trovarsi senza impiego è correlato a diverse caratteristiche delle persone diplomate, in particolare l'area disciplinare o la durata della disoccupazione dopo l'ottenimento del diploma.
I diplomati nel settore dei "Servizi" presentano un timore più elevato rispetto a quelle del gruppo "Commercio, amministrazione e diritto" (+9 punti percentuali). Le persone diplomate del gruppo "Salute e protezione sociale", invece, sono quelle con la quota più bassa di insicurezza (–3 punti percentuali). L'UST precisa tuttavia che i diplomati del settore "Servizi" erano per quasi i tre quarti appartenenti alle aree "Viaggi, turismo e tempo libero" o "Alberghi e ristoranti", particolarmente toccate dalle restrizioni adottate nell'ambito della lotta contro il Covid-19.
Nel 2021, le persone che sono state iscritte una o più volte alla disoccupazione dopo l'ottenimento del titolo di studio avevano più spesso timori di rimanere senza impiego rispetto a quelle che non avevano avuto esperienze del genere. L'UST precisa che l'incertezza aumenta con l'accumularsi dei periodi senza lavoro: per chi ne ha vissuto uno solo era di due punti percentuali superiore rispetto alle altre, per chi aveva conosciuto due periodi di disoccupazione era di sei punti percentuali superiore e quello di chi era passato da almeno tre periodi di questo tipo era di dieci punti percentuali in più.
Motivi macroeconomici
Molte persone diplomate assunte a tempo indeterminato che nel 2021 avevano forti timori di rimanere senza impiego lo riconducevano a motivi macroeconomici: il 50% di esse ha menzionato le conseguenze delle misure di lotta contro la pandemia di Covid-19, il 45% la congiuntura economica sfavorevole e il 29% la marcata concorrenza sul mercato del lavoro.
La maggior parte (87%) delle persone diplomate assunte a tempo determinato che avevano forti timori di rimanere senza impiego hanno menzionato il fatto che il loro posto di lavoro era limitato nel tempo. Hanno però anche menzionato motivi macroeconomici come le ripercussioni delle misure contro la pandemia (37%), la forte concorrenza sul mercato del lavoro (35%) e la congiuntura economica sfavorevole (28%).
Un quarto delle persone diplomate teme una riduzione del reddito
Le persone che temono un peggioramento delle condizioni lavorative sono quelle che hanno dichiarato che se perdessero il lavoro sarebbe difficile o molto difficile, nei dodici mesi successivi, trovarne un altro con condizioni almeno equivalenti.
Il 25% delle persone diplomate temeva un peggioramento in termini di reddito. La quota di persone diplomate che ha menzionato il timore di un peggioramento delle condizioni lavorative in termini di responsabilità, grado di occupazione, possibilità di essere assunte a tempo indeterminato e corrispondenza dell'impiego al livello di formazione, invece, era minore (tra il 18 e il 19%).
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