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<h2>SubmittedText<h2><p>L'8 marzo 2022, in occasione della Giornata internazionale della donna, lo Swiss Disability and Development Consortium ha pubblicato uno studio sulla situazione delle donne con disabilità in Nepal, un Paese prioritario della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Lo studio afferma che è urgentemente necessario agire, per esempio nel settore dell'inclusione economica. Sempre a marzo, il Comitato ONU per i diritti delle persone con disabilità ha formulato per la prima volta raccomandazioni indirizzate alla Svizzera vertenti anche sui diritti delle donne con disabilità. Il Comitato raccomanda alla Svizzera di integrare sistematicamente i diritti delle donne con disabilità nelle strategie e nei programmi della cooperazione internazionale svizzera in materia di uguaglianza di genere e inclusione e di promuovere la partecipazione effettiva di queste donne alla progettazione, all'attuazione e al monitoraggio di tali strategie e programmi.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Cosa fa la DSC per garantire che i diritti delle donne con disabilità siano sistematicamente presi in considerazione, in virtù del principio di uguaglianza, nei programmi e nelle strategie tesi a promuovere la parità di genere e l'inclusione?</p><p>2. Che programmi esistono attualmente sui diritti delle donne con disabilità?</p><p>3. In che modo la DSC affronta la questione della discriminazione multipla nei confronti delle donne con disabilità?</p><p>4. In che misura la DSC tiene conto delle ragazze e delle donne con disabilità nei suoi programmi di lotta contro la violenza fondata sul genere?</p><p>5. In che modo la DSC garantisce l'effettiva partecipazione delle donne con disabilità?</p><p>6. Vengono offerte formazioni continue specifiche sul tema dei diritti delle donne con disabilità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel mondo le persone con disabilità sono più di un miliardo, l'80 per cento delle quali vive nei Paesi in via di sviluppo. Povertà e disabilità generano una spirale negativa: oltre a essere sproporzionatamente di più, le donne e le ragazze colpite da disabilità sono anche vittime di discriminazioni multiple e soggette in misura maggiore ad abusi, trascuratezza, violenza e sfruttamento. La Strategia di cooperazione internazionale (CI) 2021-2024 tiene esplicitamente conto delle persone con disabilità e la promozione dell'uguaglianza di genere è uno dei suoi obiettivi. La DSC sta attualmente intensificando la sensibilizzazione interna sui diritti delle persone affette da disabilità e ha preso atto dello studio dello Swiss Disability and Development Consortium (SDDC) sulla situazione delle donne con disabilità in Nepal.</p><p>In tutti i suoi progetti la DSC adotta il principio di non lasciare indietro nessuno (leave no one behind, LNOB) e, di conseguenza, rispetta i diritti delle persone affette da disabilità. Direttive interne sulla parità di genere e sull'approccio in base al quale nessuno deve essere lasciato indietro sono elementi concreti del lavoro della DSC e implicano che si tenga conto di diversi elementi di discriminazione, come la disabilità, il genere, l'etnia o l'appartenenza religiosa. La DSC utilizza inoltre indicatori di politica (policy marker) per identificare i progetti che sostengono specificamente le persone con disabilità o la parità di genere.</p><p>La DSC attua vari progetti rivolti alle persone affette da disabilità, per esempio sullo sviluppo di un sistema di sicurezza sociale inclusivo in Albania. In questo momento, sta anche fornendo aiuti alle donne e ai bambini con disabilità fuggiti dall'Ucraina in Moldova. In Myanmar sostiene poi un programma di promozione della salute sessuale e riproduttiva dedicato alle donne e alle ragazze con disabilità. Con i suoi contributi ai fondi UN Women e UN Trust Fund to End Violence against Women, la DSC si adopera anche a livello multilaterale a favore delle donne e delle ragazze affette da disabilità. Oltre a ciò, sostiene organizzazioni specializzate che si battono per i diritti delle donne e delle ragazze con disabilità e ne rafforzano la partecipazione alla vita sociale. A titolo di esempio, varie ONG svizzere ricevono contributi programmatici tramite la LNOB Alliance (Missioni cristiane per i ciechi nel mondo CBM, e Fairmed) e le alleanze di cooperazione, grazie ai quali promuovono l'inclusione sociale ed economica delle donne affette da disabilità, rafforzano le organizzazioni locali che si occupano di persone con disabilità e consolidano i diritti di queste ultime.</p><p>I corsi della DSC sulla pianificazione e l'attuazione di progetti prevedono la sensibilizzazione del personale sull'approccio di non lasciare indietro nessuno e sulla parità di genere. Attualmente è in corso una campagna di sensibilizzazione interna alla DSC sui diritti delle persone affette da disabilità. All'inizio del 2022, in collaborazione con l'SDDC, è stata allestita una mostra sulle donne con disabilità presso la sede principale della DSC e l'Ambasciata di Svizzera in Nepal.</p><p>Per ulteriori informazioni il Consiglio federale rimanda alle sue risposte del 25 agosto 2021 all'interpellanza 21.3753 Roth "Attuazione delle raccomandazioni del Comitato per i diritti delle persone con disabilità nella cooperazione internazionale" e all'interpellanza 21.3681 Schneider Schüttel "Utilizzo sistematico del "disability marker" del CAS dell'OCSE".</p>  Risposta del Consiglio federale.