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L’aggressione russa recente in Ucraina ha accentuato l’urgenza di potenziare le difese, spingendo verso un graduale aumento del budget che, secondo le previsioni, raggiungerà i 7 miliardi di franchi all'anno entro il 2030. Tuttavia, la questione va oltre la mera questione finanziaria. La mia proposta sottolinea la necessità di una revisione radicale del modello dell’esercito svizzero. L’istituzione di un corpo di 150.000 soldati professionisti, con un focus sull’addestramento per missioni di pace e sulla difesa dei confini svizzeri, potrebbe rappresentare la chiave per garantire un’efficace difesa del paese, soprattutto considerando le crescenti tensioni internazionali. Contestualmente, la leva obbligatoria, elemento integrante della storia svizzera, potrebbe essere progressivamente abbandonata. Questo consentirebbe di liberare risorse per una forza armata altamente specializzata e professionale, pronta a rispondere alle sfide del XXI secolo.
Inoltre, l’efficacia dell’esercito come deterrente storico per la neutralità svizzera, che persiste dalla battaglia di Marignano del 1515, necessita di un costante adeguamento alle realtà contemporanee.
CHRISTIAN TRESOLDI
candidato al CC di Lugano Lega dei Ticinesi
*Dal MDD