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Un invito fatto di persona dalla regina, al suo ritorno dal Canada a inizio 2020, e poi ritirato su indicazione dell'apparato di corte.
C'è anche questa vicenda fra le amare curiosità raccontate dal principe Harry alla Cbs, in uno dei brani non andati in onda ieri e recuperati oggi dall'emittente americana, a proposito del contesto in cui maturò la sua decisione di rendere definitivo il trasferimento oltreoceano con la consorte Meghan e il piccolo Archie.
Il duca di Sussex spiega che tutto accadde quando tornò nel Regno Unito per una settimana dall'iniziale rifugio canadese. La regina in una telefonata mi disse di andare a trovarla nella residenza di Sandringham "appena fossi atterrato per una chiacchierata, un tè", magari per "restare a cena". Ma all'arrivo "l'allora mio segretario personale mi fece sapere di aver parlato" con il segretario personale di Sua Maestà e che "non potevo andare" per sopraggiunti impegni della sovrana.
Seguirono altri colloqui telefonici fra il figlio minore di Carlo e Diana e la nonna Elisabetta, che a quel punto lo informò di avere l'agenda fitta d'impegni per tutta la settimana del suo soggiorno. Alla domanda se la regina non sia libera di vedere chi vuole e se non sia in fin dei conti da imputare a lei il ripensamento sul possibile incontro chiarificatore a proposito delle intenzioni dei Sussex, Harry ha poi risposto: "Quando sei a capo della Firm (nome colloquiale dato alla dinastia nella dimensione dei suoi impegni pubblici), hai persone attorno a te che ti danno consigli. Ciò che mi rende triste è che in quel caso fu davvero un cattivo consiglio".