Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01152.jsonl.gz/98

BERNA - Il cambiamento climatico e l’Iran. Ma soprattutto i rapporti economici tra Svizzera e Stati Uniti. Sono questi i principali argomenti affrontati nell’incontro di martedì al WEF di Davos tra il presidente americano Donald Trump e la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga. E quest’ultima ha ribadito che la Svizzera intende migliorare i rapporti con gli Stati Uniti, in particolare negoziando un accordo di libero scambio. Cosa significa? E chi ne approfitterebbe? Ecco le risposte alle principali domande.
È necessario un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti?
Così come per l’Unione europea, anche per la Svizzera gli Stati Uniti sono un importante partner commerciale. Quasi il 20% delle esportazioni elvetiche sono destinate agli States. Nonostante ciò, al momento per la Svizzera un accordo di libero scambio con gli USA non è prioritario, come afferma Manfred Elsig, professore di relazioni internazionali al World Trade Institute dell’Università di Berna. La maggior parte delle richieste americane ha poco a che fare con il libero scambio: «Trump vuole promuovere le esportazioni, riducendo le importazioni. E allo stesso tempo attirare investimenti negli Stati Uniti» spiega Elsig. In questo senso, l’accordo commerciale non sarebbe equilibrato.
Come mai la Svizzera vuole comunque un accordo con gli Stati Uniti?
La Svizzera non può opporsi troppo a un accordo di libero scambio, afferma Elsig. D’altronde la Confederazione non vuole rischiare «inutili dazi su esportazioni elvetiche negli Stati Uniti». Infatti Trump non teme i dazi. È coi dazi che al WEF ha minacciato l’Unione europea. La sua accusa: le esportazioni dall’Unione europea agli Stati Uniti sarebbero ben superiori a quelle dagli Stati Uniti all’Unione europea.
Chi approfitterebbe dell’accordo?
Un accordo commerciale con gli Stati Uniti renderebbe più semplice l’accesso al mercato. «Il reciproco riconoscimento delle procedure di controllo, abbasserebbe i costi» afferma Manfred Elsig. Il prezzo di alcuni prodotti scenderebbe, a vantaggio dei consumatori elvetici. Ma un accordo di libero scambio non porterebbe a un significativo aumento dei posti di lavoro.
E gli Stati Uniti cosa ci guadagnerebbero?
Dopo l’incontro con Trump, Simonetta Sommaruga ha sottolineato che anche gli Stati Uniti approfitterebbero di un accordo con la Svizzera. «Abbiamo dimostrato quanto investiamo negli Stati Uniti e che lì stiamo creando anche posti di lavoro, specialmente nel settore farmaceutico» ha detto la presidente della confederazione davanti ai rappresentanti dei media. La vede diversamente Manfred Elsig: «Trump vuole soprattutto poter esportare più merce in Svizzera e attirare investimenti negli Stati Uniti».
Quando potrebbe diventare realtà un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti?
Al WEF Sommaruga e Trump non hanno potuto avviare concretamente delle negoziazioni. Ma sulla questione sarebbero stati affrontati diversi punti, come ha spiegato Sommaruga al termine dell’incontro. C’è comunque ancora molto da fare, in quanto la Svizzera si trova nelle trattative preliminari con gli Stati Uniti. «Ma nel momento in cui i negoziati inizieranno, tutto potrà avvenire rapidamente» dice Elsig. A quel punto le trattative si potrebbero concludere nel giro di pochi mesi.