Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/212013

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto per introdurre un supplemento di solidarietà limitato nel tempo su dividendi e riserve da apporti di capitale. Tra il 2020 e il 2025, il 2-3 per cento del valore dei dividendi e delle riserve da apporti di capitale distribuiti deve essere impiegato a destinazione vincolata per finanziare le misure di lotta contro il coronavirus.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si adopera per finanziare le misure necessarie a superare la crisi causata dal coronavirus con le fonti di entrata esistenti. Grazie alla politica di bilancio prudente perseguita negli ultimi anni, si dispone ora di un margine di manovra politico-finanziario. La prospettiva o l'introduzione di un'imposta supplementare sulla scia del crollo economico causato dal coronavirus inasprirebbe la recessione e rallenterebbe la ripresa economica. La rinuncia all'introduzione di nuove imposte correlate alla crisi rafforza inoltre la fiducia degli operatori economici nella stabilità dell'ordinamento giuridico e quindi nella certezza del diritto e della pianificazione.</p><p>Secondo il tenore della mozione non si chiede un'imposizione del reddito proveniente da partecipazioni, bensì un'imposta a destinazione vincolata sulla distribuzione dei dividendi e delle riserve da apporti di capitale. Essa interesserebbe tutti i detentori dei titoli di partecipazione, a prescindere dalla situazione personale e dal domicilio, in Svizzera o all'estero. L'imposta andrebbe pertanto riscossa direttamente presso le imprese e non sarebbe coperta dalla competenza della Confederazione di riscuotere le imposte così come attualmente sancita dalla Costituzione. L'attuazione della mozione richiederebbe di conseguenza una modifica costituzionale, con il consenso del Popolo e dei Cantoni.</p><p>A sfavore di un'imposta limitata nel tempo su dividendi e riserve da apporti di capitale distribuiti depongono inoltre i seguenti motivi:</p><p>- le imprese avrebbero la possibilità di rinviare il pagamento di dividendi e il rimborso delle riserve da apporti di capitale. Reazioni elusive di questo tipo sono inefficienti sotto il profilo economico, in quanto motivate da ragioni fiscali. Al contempo minano gli effetti sulle entrate che si auspicava ottenere con l'imposta;</p><p>- nel caso di una distribuzione, al di fuori di un gruppo societario l'imposta riduce il rendimento, al netto delle imposte, degli investimenti esteri in Svizzera, perché concerne anche i proprietari di imprese all'estero. Ciò si ripercuote negativamente sull'attrattività della Svizzera quale piazza per gli investimenti;</p><p>- la mozione non avrebbe alcun effetto sui lavoratori indipendenti, ma interesserebbe le persone che esercitano l'attività imprenditoriale attraverso una società anonima unipersonale. Questa disparità di trattamento fiscale costituirebbe una violazione della neutralità della forma giuridica;</p><p>- la misura richiesta dovrebbe includere le distribuzioni già dal 2020. Poiché l'attuazione della mozione comprese le necessarie modifiche costituzionali dovrebbe però durare anni, l'imposta dovrebbe venire introdotta con effetto retroattivo. Ciò pregiudicherebbe la certezza del diritto e sarebbe in conflitto con i principi costituzionali dello Stato di diritto, dell'uguaglianza giuridica e del principio della protezione della buona fede. Se per questo motivo si scegliesse di posticipare l'entrata in vigore, le imprese avrebbero la possibilità di effettuare una pianificazione fiscale tale da evitare la nuova imposta, in particolare anticipando le distribuzioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.