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BERNA - In base a un sondaggio rappresentativo, la maggior parte dei medici in Svizzera giudica adeguate le misure imposte in primavera dalle autorità per contenere la diffusione del coronavirus. Viene invece criticata soprattutto la pianificazione prima della pandemia.
L'istituto di ricerche gfs.bern ha condotto il sondaggio tra giugno e luglio su mandato della Federazione dei medici svizzeri (FMH), si legge nell'ultima edizione della "Schweizerische Ärztezeitung". Vi hanno partecipato 1'551 dottori.
Oltre l'80% dei medici ospedalieri attivi nella somatica acuta considera adeguate le misure introdotte durante il lockdown da Confederazione, Cantone e nosocomio. Tra i dottori che esercitano in studi medici il tasso è un po' inferiore.
Rispettivamente il 34% e il 35% degli interrogati ritiene di non essere stato coinvolto abbastanza. Il 48% dei medici ospedalieri e il 56% dei dottori attivi in studi medici criticano inoltre l'approvvigionamento insufficiente di farmaci e materiale di protezione. Per il 55% dei primi le autorità erano abbastanza preparate a una pandemia, un tasso che scende al 38% tra i secondi.
In vista di una possibile nuova epidemia poco oltre la metà degli interpellati ha concordato che le autorità devono puntare più su misure quali il distanziamento sociale e l'igiene e meno su divieti e chiusure, ad esempio di negozi e scuole.