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Il consigliere nazionale della Lega dei ticinesi processato a Lugano per il fallimento di tre sue ex-società.
Le accuse sono di bancarotta semplice e fraudolenta, cattiva gestione, insolvenza, omissione della contabilità e falsità in documenti.
In Ticino soprattutto, ma anche nel resto della Svizzera, Flavio Maspoli è un personaggio. Laureato in germanistica, giornalista, pianista, cabarettista, autore teatrale, è stato direttore di una televisione privata prima di fondare, nel 1990, il settimanale "Il Mattino della domenica".
Con l'editore di questa pubblicazione domenicale, l'imprenditore luganese Giuliano Bignasca, nel 1991 Maspoli ha creato la Lega dei ticinesi. E' anche conosciuto per la sua ostilità all'Europa e la sua simpatia per l'Unione democratica di centro e le sue tesi reazionarie.
Deputato al parlamento cantonale e consigliere nazionale, Flavio Maspoli è stato anche amministratore di alcune società. In questo settore si è dimostrato sprovveduto.
A tal punto che le tre società in questione, "l'Altra Notizia" che controllava l'omonimo quotidiano, la "Deag" et la "Medeag", intermediari del gruppo Denner in Ticino, sono fallite una dopo l'altra.
Pesanti accuse
La successione di buchi contabili che ne è scaturita, ha indotto il procuratore pubblico luganese Emanuele Stauffer ad aprire un'inchiesta. Dopo un po' più di un anno di indagini ed interrogatori, ha formulato le sue accuse.
L'imputazione più grave, quella di bancarotta fraudolenta, riguarda il fallimento della società "Medeag", creata nel gennaio del 1996 e responsabile delle pubbliche relazioni del gruppo Denner. Dichiarata fallita nel 2000, ha lasciato un buco di 260'000 franchi.
Il procuratore ha ritenuto che Flavio Maspoli ha prelevato per sé parte di quel denaro. Accusa che il diretto interessato respinge con sdegno.
Campagna politica fallita
Il reato di bancarotta semplice ed insolvenza è stato messo in relazione con il crollo de "L'altra Notizia", fallita dopo la chiusura del giornale nell'aprile del 1995. Il quotidiano era stato lanciato nel 1993 per fornire un supporto elettorale a Flavio Maspoli, candidato per il governo ticinese alle elezioni dell'aprile 1995.
Dato per favorito, Maspoli era stato battuto a sorpresa dal suo compagno di partito Marco Borradori. All'indomani delle elezioni, chiudeva il quotidiano.
Quasi tutti i giornalisti, impagati da mesi, rimanevano senza lavoro. La perdita finanziaria in quel caso raggiungeva i due milioni di franchi.
Società sostenute dalla Denner
Per l'amministrazione della società "Deag" che è stata dal 1995 al 1997 fornitrice in Ticino della Denner, il procuratore Stauffer ipotizza il reato di cattiva gestione. La società è stata dichiarata fallita nel gennaio del 2000 ed ha lasciato uno scoperto di quattro milioni di franchi.
In quest'ultimo caso, l'indagine ticinese si era estesa all'ex "grand patron" di Denner, Karl Schweri, 84 anni al momento dei fatti. Era stato accusato di truffa, ma la procedura è stata abbandonata alla morte dell'imprenditore, nel 2001.
Infine l'imputazione di omissione della contabilità riguarda tutte e tre le società. Quella di falsità in documenti ha a che fare con la falsificazione di una firma su cambiali destinati ad un creditore.
Imputato malato
Il processo si terrà davanti alla corte correzionale di Locarno che siede a Lugano. Sarà presieduto dalla giudice Giovanna Roggero-Will che si era fatta conoscere nel giugno del 2001 per la sua determinazione nel processo contro l'ex-giudice Franco Verda e il contrabbandiere italiano Gerardo Cuomo.
Flavio Maspoli che si dice malato - per questa ragione nello scorso febbraio avrebbe rinunciato ad assumere la presidenza della deputazione ticinese alle camere federali - sarà difeso dall'avvocato Riccardo Rondi. I dibattimenti dovrebbero durare tutta la settimana.
Gemma d'Urso, Lugano