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Zurigo, 11 marzo 2024 - L’intelligenza artificiale (AI) può creare contenuti interessanti solo perché può accedere a grandi quantità di opere preesistenti come brani musicali, testi, foto o film. Per questo cosiddetto «allenamento» dell’algoritmo dell’IA, vengono utilizzate per lo più opere preesistenti create dall’uomo, che nella maggior parte dei casi sono protette da copyright.
I creatori di musica devono essere remunerati equamente per l’utilizzo delle loro opere
La SUISA, la cooperativa degli autori e degli editori di musica in Svizzera e nel Liechtenstein, vuole garantire che i suoi membri vengano pagati equamente per l’utilizzo delle loro opere musicali a scopo di formazione da parte dei fornitori di piattaforme di intelligenza artificiale. A tal fine, la SUISA segnala esplicitamente ai fornitori di musica creata dall’intelligenza artificiale che le opere musicali presenti nel catalogo della SUISA non possono essere utilizzate per il cosiddetto «text and data mining» senza un valido contratto di licenza.
Nel «text and data mining», grandi quantità di dati come file musicali o testi di canzoni vengono raccolti, archiviati in database e analizzati per consentire, ad esempio, l’addestramento dell’IA. L’allenamento dell’IA con musica, testi o immagini implica quindi spesso la necessità di copiare queste opere per poterle archiviare e analizzare. È qui che entra in gioco il diritto di riproduzione delle opere, attraverso il quale l’autore o la SUISA possono concedere una licenza.
In Svizzera, il «text and data mining» è consentito senza licenza ai sensi della legge sul diritto d’autore solo se viene utilizzato per la ricerca scientifica. La situazione è diversa nel diritto europeo, dove il «text and data mining» senza licenza è consentito anche per altri scopi, come l’intrattenimento. In Europa, tuttavia, i titolari dei diritti hanno la possibilità di optare per l’opt-out, ossia di ritirare i diritti, per impedire ai fornitori di IA di utilizzare le loro opere per il text and data mining.
I fornitori di IA devono negoziare con la SUISA una licenza per l’utilizzo di musica a scopo formativo
La SUISA applica questo diritto di opt-out in Europa con effetto immediato. Ciò significa che i fornitori di IA in Svizzera e nei Paesi europei devono negoziare una licenza con la SUISA se vogliono utilizzare le opere dei loro membri per scopi formativi. Lo stesso vale per tutti gli altri Paesi in cui è richiesta tale licenza. In questo modo si garantisce che, anche nel caso della musica generata dall’IA, vengano rispettati i diritti d’autore delle opere utilizzate e che gli artisti vengano retribuiti equamente per il fatto che le loro opere contribuiscono al successo dell’IA.
Le opere degli autori costituiscono il materiale di partenza per la musica creata dall’intelligenza artificiale
«Il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale negli ultimi anni offre alle aziende e ai privati grandi opportunità e semplificazioni», afferma Andreas Wegelin, CEO della SUISA. «In particolare, nel settore culturale, l’intelligenza artificiale è così avanzata da aprire nuovi campi creativi. Questo è in gran parte merito degli autori le cui opere costituiscono il materiale di partenza per la musica creata dall’intelligenza artificiale. Anche in questo caso, la SUISA si impegna a garantire che questi artisti vengano pagati equamente per il loro lavoro».
In Europa, diverse società di gestione collettiva hanno già applicato il diritto di opt-out.
Base giuridica per l’opt-out
In Svizzera, l’eccezione per il «text e data mining» prevista dall’art. 24d della legge sul diritto d’autore sarà raramente applicabile, in quanto riservata solo alla ricerca scientifica. La SUISA ritiene che non sia possibile invocare altre eccezioni legali al diritto d’autore.
Secondo la legislazione europea, l’estrazione di testi e dati non è consentita solo per la ricerca scientifica, ma anche per qualsiasi altro scopo, come l’intrattenimento (artt. 3 e 4 della Direttiva 2019/790/UE). Sebbene la questione non sia chiara, l’eccezione al diritto d’autore potrebbe quindi applicarsi alla riproduzione di opere preesistenti nel contesto del processo di generazione dell’IA, anche se non per scopi commerciali legati alla ricerca, ad esempio. Tuttavia, i titolari dei diritti hanno la possibilità di difendersi da questa eccezione per il «text and data mining»: possono ragionevolmente rifiutare l’uso delle loro opere esercitando un diritto di opt-out.
Ulteriori informazioni:
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Responsabile sede Lugano
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E-mail: <email-pii>
Informazioni su SUISA
La SUISA è la cooperativa dei compositori/delle compositrici, dei parolieri/delle paroliere e degli editori/delle editrici di musica in Svizzera e nel Liechtenstein. I suoi oltre 40 000 membri includono musicisti/e di tutti i generi. In Svizzera e nel Liechtenstein la SUISA tutela il repertorio musicale di due milioni di aventi diritto in tutto il mondo. Concede licenze per l’utilizzo di questo repertorio mondiale a oltre 120 000 clienti. Nel 2017 la SUISA, in cooperazione con l’organizzazione musicale statunitense SESAC, ha fondato la joint venture Mint Digital Services. L’azienda risponde del conteggio e dell’amministrazione delle attività di concessione di licenze musicali internazionali di SESAC, dell’affiliata The Harry Fox Agency e della SUISA con gli offerenti online e offre i suoi servizi anche agli editori.
Con circa 230 collaboratori presso le sedi di Zurigo, Losanna e Lugano, la SUISA realizza un fatturato di oltre 150 milioni di franchi. In qualità di organizzazione non-profit, distribuisce gli introiti delle licenze, dedotti i costi amministrativi, ai vari autori/autrici ed editori/editrici di musica.