Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01018.jsonl.gz/120

In futuro potremmo essere in grado di postare su Facebook, utilizzando solamente il pensiero. Le conseguenze sulla privacy potrebbero essere inquietatati.
Due anni fa, durante la conferenza F8 - tenuta in California - Facebook aveva annunciato il lancio di un dispositivo capace di tradurre i segnali della mente umana. L'azienda di Mark Zuckerberg non aveva precisato quando sarebbe stata in grado di lanciare questo nuovo servizio, attraverso il quale sarebbe possibile scrivere 100 parole al minuto, senza impiegare la tastiera, come spiegato da Focus. Recentemente, però, la rivista scientifica Nature ha pubblicato uno studio dell'Università della California, che conferma un finanziamento, da parte del più noto social network, per lo sviluppo di questa tecnologia.
L'obiettivo di Facebook è quello di creare un dispositivo indossabile, che permetta ai suoi utenti di interagire con la realtà virtuale, utilizzando unicamente il proprio pensiero. La società californiana ha comunicato che un primo prototipo potrebbe essere pronto per la fine del 2019.
Le implicazioni che il nuovo prodotto di Facebook potrebbe avere sulla privacy non sono ancora completamente definite, ma le preoccupazioni non faticano a sorgere. Secondo Nita Farahany, professoressa di neuroetica presso la Duke University (USA), "la mente è un luogo sicuro, dove vige la libertà di pensiero, di fantasia, di dissenso. Ci stiamo avvicinando al punto di non ritorno: in assenza di protezioni, la nostra privacy potrebbe venire seriamente compromessa".