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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 16.08.2017</b></p><p><b>La Costituzione cantonale ticinese può essere attuata in modo conforme al diritto federale </b></p><p><b>A parere del Consiglio federale, le disposizioni approvate dagli aventi diritto di voto ticinesi volte a proteggere la manodopera indigena e a istituire la preferenza indigena possono essere interpretate in modo conforme al diritto federale. Propone pertanto al Parlamento di conferire la garanzia federale alle nuove disposizioni costituzionali ticinesi. Propone inoltre di accordare la garanzia federale anche alle costituzioni rivedute dei Cantoni di Turgovia, Vallese e Ginevra. Nella seduta del 16 agosto 2017 ha adottato il pertinente messaggio. </b></p><p>Il 25 settembre 2016 gli aventi diritto di voto ticinesi hanno accolto l'iniziativa popolare "Prima i nostri!", integrando quindi la costituzionale cantonale con disposizioni volte a proteggere la manodopera indigena e a istituire la preferenza indigena. Come scrive il Consiglio federale nel suo messaggio, si tratta di obiettivi che non sanciscono diritti e doveri di singoli né prevedono mandati legislativi concreti. </p><p>Conformemente alla costituzione riveduta, il Cantone deve vigilare affinché i trattati internazionali e le leggi estere vengano applicati tenendo conto dei diritti sociali e individuali cantonali nonché del principio della reciprocità. Sono pure completati gli obiettivi sociali, in particolare con la lotta contro il dumping salariale. Le autorità devono prendere in considerazione i nuovi obiettivi anche nei rapporti con l'estero.</p><p></p><p>Limitato margine di manovra</p><p>Il Consiglio federale constata che il margine di manovra del Canton Ticino nell'attuare le nuove disposizioni costituzionali in modo conforme al diritto federale è assai limitato. Rinvia in particolare alle prescrizioni federali relative al contratto di lavoro e alla protezione dei lavoratori, nonché alle disposizioni dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e della Convenzione AELS. Il Cantone dispone di un margine di manovra limitato anche per quanto riguarda il diritto degli stranieri, in particolare in seguito all'attuazione dell'articolo costituzionale sull'immigrazione. A parere del Consiglio federale, le nuove disposizioni costituzionali possono ciononostante essere interpretate in modo conforme al diritto federale ed è pertanto possibile accordare la garanzia federale.</p><p></p><p>Conferimento della garanzia ad altre costituzioni cantonali </p><p>Nel suo messaggio, il Consiglio federale propone inoltre al Parlamento di conferire la garanzia federale anche alle costituzioni rivedute dei Cantoni di Turgovia, Vallese e Ginevra. Tutti i disposti modificati sono conformi al diritto federale e prevedono:</p><p>- Canton Turgovia: principi di pianificazione territoriale (controprogetto del Gran Consiglio all'iniziativa popolare "Sì ad un paesaggio rurale turgoviese intatto");</p><p>- Canton Vallese: nomina dei procuratori pubblici con funzioni dirigenziali da parte del Gran Consiglio e introduzione di un'autorità indipendente di vigilanza sul potere giudiziario (Consiglio della magistratura);</p><p>- Canton Ginevra: sistema elettorale maggioritario.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 27.11.2017</b></p><p><b>"Prima i nostri", sì a garanzia federale costituzione ticinese </b></p><p><b>Al termine di un brevissimo dibattito, in sintonia con le raccomandazioni del Consiglio federale e della commissione preparatoria, la Camera dei Cantoni ha tacitamente concesso oggi la garanzia federale alla modifica della Costituzione cantonale ticinese dopo l'adozione dell'iniziativa "prima i nostri", lanciata dalla sezione ticinese dell'UDC e sostenuta dalla Lega dei Ticinesi.</b></p><p>Il dossier va al Consiglio nazionale che tratterà questo tema la settimana prossima. L'iniziativa popolare ticinese, approvata dal popolo il 25 settembre del 2016, mira a proteggere la manodopera residente e a istituire la preferenza indigena.</p><p>Secondo il relatore della commissione preparatoria, Peter Föhn (UDC/SZ), la modifica costituzionale ticinese non contraddice il diritto federale superiore. La commissione è giunta a questa conclusione, ha spiegato il "senatore" svittese, in seguito ad una perizia giuridica e alle raccomandazioni del Governo.</p><p>A tale proposito, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha sottolineato che a livello generale tutti i cambiamenti costituzionali vanno garantiti se non confliggono con la Costituzione federale, a prescindere dalle opinioni politiche di ciascuno.</p><p>La responsabile del Dipartimento di giustizia e polizia ha poi fatto notare che il nuovo articolo costituzionale ticinese non è applicabile direttamente, ossia non implica diritti e doveri, ma è necessaria una legge di applicazione.</p><p>A tale riguardo, come già fatto notare dal Consiglio federale e dalle commissioni preparatorie dei due rami del parlamento, il margine di manovra del Canton Ticino è assai ristretto, tenuto conto degli obblighi internazionali della Svizzera (leggi: libera circolazione delle persone e Convenzione dell'Associazione europea di libero scambio AELS) e dell'articolo di applicazione dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa.</p><p>I problemi possono riscontrarsi anche a causa delle prescrizioni federali relative al contratto di lavoro e alla protezione dei lavoratori.</p><p>Come detto il dossier passerà ancora al vaglio del Consiglio nazionale. La concessione della garanzia federale da parte della Camera del popolo dovrebbe essere una formalità, anche se non dovrebbero mancare voci dissonanti.</p><p>Alla fine del settembre scorso, in dichiarazioni rilasciate al "Blick", il consigliere nazionale Cédric Wermuth (PS/AG) aveva auspicato che il Parlamento negasse la garanzia federale.</p><p>A suo avviso, l'iniziativa dell'UDC ticinese violerebbe due volte il diritto federale. Da una parte rappresenta un'ingerenza nella politica estera, che è di competenza di Berna, e dall'altra è contraria all'accordo di libera circolazione delle persone.</p><p>Secondo Wermuth, infatti, non è possibile che a Berna si giunga alla conclusione che una preferenza nazionale non va bene e poi il Ticino introduce una clausola di questo tipo nella sua legislazione.</p><p>Nel corso della seduta, il Consiglio degli Stati ha concesso la garanzia federale anche alle Costituzioni modificate di Turgovia, Vallese e Ginevra.</p><p><b></b></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 04.12.2017</b></p><p><b>CN: "Prima i nostri" riceve garanzia federale </b></p><p><b>Le modifiche alla Costituzione cantonale ticinese introdotte con l'adozione dell'iniziativa "prima i nostri", lanciata dalla sezione ticinese dell'UDC e sostenuta dalla Lega dei Ticinesi, hanno ricevuto la garanzia federale. Dopo gli Stati, oggi anche il Consiglio nazionale ha dato - tacitamente - il suo benestare.</b></p><p>L'iniziativa popolare ticinese, approvata dal popolo il 25 settembre del 2016, mira a proteggere la manodopera residente e a istituire la preferenza indigena.</p><p>Secondo il relatore della commissione preparatoria, Marco Romano (PPD/TI), la modifica costituzionale ticinese non contraddice il diritto federale superiore. La commissione è giunta unanime a questa conclusione, ha spiegato il ticinese.</p><p>Il margine di manovra per l'applicazione dell'iniziativa è tuttavia ridotto ma non del tutto escluso, ha sostenuto Romano. Per la consigliera federale Simonetta Sommaruga "è quasi nullo".</p><p>Per Romano, se la legge d'applicazione dovesse violare il diritto superiore o internazionale (leggi: libera circolazione delle persone e Convenzione dell'Associazione europea di libero scambio AELS), questa potrà essere contestata in sede giudiziaria.</p><p>Nel corso della seduta, il Consiglio nazionale ha senza discussioni concesso la garanzia federale anche alle Costituzioni modificate di Turgovia, Vallese e Ginevra.</p>