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<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera rappresenta un importante anello di congiunzione nel corridoio ferroviario nord-sud per il traffico merci. Circa il 70 per cento dei treni merci che circolano sulla rete ferroviaria svizzera rientra nel traffico di transito. L'UFT stima che entro il 2030 il loro numero aumenterà di un ulteriore 70 per cento circa. Da 15 anni è in vigore il libero accesso alla rete ferroviaria. Gli assi ferroviari attraversano zone densamente popolate e agglomerati urbani come Basilea, Olten, Bellinzona, Lugano e Chiasso o la regione di Zurigo. Mentre attualmente con la Francia sono in corso soltanto dei colloqui, nel 2014 Svizzera e Italia hanno effettuato il primo controllo d'esercizio congiunto. Dei soli quattro treni merci sottoposti a controllo, uno si trovava in condizioni preoccupanti. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Che cosa ha fatto la Svizzera dal 2000 ad oggi per ottenere che vengano svolti quanto prima controlli di sicurezza congiunti con i Paesi confinanti?</p><p>2. La Svizzera effettua controlli di sicurezza sui treni stranieri con materiali a elevato grado di pericolosità prima che transitino nel nostro Paese? Se sì, cosa viene controllato: carrelli, sicurezza dei carri e delle valvole? Con quali costi?</p><p>3. Se tali controlli di sicurezza non vengono effettuati, in che modo è stata garantita finora la sicurezza della popolazione svizzera?</p><p>4. Quali standard di sicurezza internazionali devono rispettare i treni delle ferrovie estere che trasportano merci attraverso la Svizzera per quanto concerne carrelli e carri (valvole, coperture)? Tali standard soddisfano i requisiti per il trasporto di merci pericolose? Da chi e con quale frequenza dal 2000 viene controllato il rispetto di tali standard e con quali risultati?</p><p>5. Quali sanzioni può adottare la Svizzera in caso di carenze gravi ricorrenti?</p><p>6. Come giudica il Consiglio federale la proposta di controllare obbligatoriamente ogni 500 chilometri i treni che trasportano materiali con il massimo grado di pericolosità?</p><p>7. Ai sensi della Lferr l'UFT è tenuto a effettuare audit, controlli di sicurezza e ispezioni in funzione dei rischi e mediante controlli a campione. Quali sono i punti cardine della gestione dei rischi dell'UFT nell'ambito del trasporto di merci pericolose?</p><p>8. Perché in occasione del primo controllo effettuato congiuntamente con l'Italia sono stati controllati soltanto quattro treni merci?</p><p>Quali conclusioni trae la Svizzera dal fatto che dei quattro treni controllati, per un totale di 78 carri, 14 carri presentavano carenze critiche e quattro carenze notevoli? Sulla rete ferroviaria svizzera circolano quotidianamente circa 2000 treni. Quanti treni saranno controllati nel 2015, quanti congiuntamente con l'Italia, quanti con la Germania e quanti ancora con la Francia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dal 2006 l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) esegue regolarmente i propri controlli d'esercizio su treni merci nazionali e internazionali, integrando così quelli effettuati da FFS SA Infrastruttura. Nel 2011 l'UFT ha avviato controlli congiunti con le autorità nazionali preposte alla sicurezza (National Safety Authorities, NSA) di Germania, Francia e Italia; l'Ufficio cura inoltre lo scambio di dati con i rappresentanti di altri Paesi, in particolare per quanto concerne le lacune riscontrate, affinché sia possibile porvi rimedio direttamente alla stazione di partenza. Questa collaborazione internazionale ha già portato vari risultati.</p><p>2./3. La sicurezza dei treni merci deve essere garantita grazie a diverse misure di controllo: alla stazione estera di partenza l'impresa di trasporto ferroviaria è tenuta a verificare che i treni adempiano tutti i requisiti di sicurezza richiesti sulla tratta da percorrere. Inoltre, in Svizzera i treni in transito sono sottoposti al controllo di vari impianti automatici che verificano il carico per ruota e la presenza di boccole surriscaldate, profili irregolari, sostanze chimiche e incendi. Le irregolarità segnalate devono essere eliminate prima che il treno riprenda la corsa. Oltre a ciò, le unità di sorveglianza dei gestori dell'infrastruttura (GI) e dell'UFT effettuano controlli a campione e in funzione dei rischi, fondati su standard internazionali uniformi. I costi di tali controlli sono a carico degli organi di controllo, a meno che non siano coperti in altro modo (tasse di vigilanza forfettarie, emolumenti per le tracce).</p><p>4. Le prescrizioni da applicare, valide a livello internazionale, sono le seguenti: per le condizioni tecniche dei carri merci, il contratto uniforme d'utilizzazione dei carri merci (CUU), per la sicurezza del carico, le direttive dell'Unione internazionale delle ferrovie (UIC) e per trasporto di merci pericolose, il regolamento concernente il trasporto internazionale per ferrovia delle merci pericolose (RID, appendice C alla Convenzione del 9 maggio 1984 relativa ai trasporti internazionali per ferrovia (COTIF), versione del protocollo del 3 giugno 1999 recante modifica della convenzione (RS 0.742.403.12]).</p><p>In caso di trasporti di merci particolarmente pericolose, come ad esempio il cloro, i regolamenti internazionali prevedono disposizioni ancora più severe (p. es. schermi protettivi, respingenti in grado di assorbire gli urti, duomo abbassato). Tali disposizioni sono state introdotte in Svizzera già nel 2003, prima del recepimento delle prescrizioni internazionali.</p><p>L'UFT e i gestori dell'infrastruttura verificano il rispetto delle disposizioni con controlli a campione, effettuati regolarmente e in funzione dei rischi. Negli ultimi dieci anni i risultati di tali controlli hanno mostrato un miglioramento della sicurezza.</p><p>5. È possibile emettere un divieto di circolazione finché la sicurezza dell'esercizio non sia stata ripristinata. Inoltre, nell'ambito degli audit l'autorità di vigilanza ha la facoltà di obbligare un'impresa ad adeguare i propri processi affinché in futuro identifichi e colmi tempestivamente le lacune frequenti. Finora non è stato necessario ricorrere a ulteriori sanzioni quali denunce penali, interdizione di dirigenti dalle funzioni o revoca di certificati; l'adozione di queste misure resta tuttavia riservata.</p><p>6. Negli anni scorsi si è rilevato un continuo miglioramento nel settore della sicurezza ferroviaria; le prescrizioni in vigore sono vincolanti per tutti gli attori coinvolti. Il Consiglio federale ritiene pertanto che l'attuale densità dei controlli sia sufficiente per garantire l'alto livello di sicurezza richiesto. L'introduzione di controlli ogni 500 chilometri provocherebbe, oltre a un maggiore onere amministrativo, un peggioramento della qualità dell'esercizio e ritardi supplementari senza che la sicurezza ne risulti effettivamente aumentata.</p><p>7. Sebbene i controlli d'esercizio dell'UFT interessino solo una piccola parte dei treni merci in circolazione, vengono controllati regolarmente treni di tutte le ITF attive in Svizzera a prescindere dalle loro prestazioni di trasporto e sulla base di dati provenienti da avvisi di rischio e controlli precedenti.</p><p>8. Il controllo pilota con i colleghi italiani è stato eseguito in primo luogo per rafforzare la collaborazione reciproca e confrontare i rispettivi metodi, la profondità dei controlli e i limiti d'intervento. Questo è un presupposto essenziale per attuare a lungo termine uno scambio di dati efficace. L'obiettivo non è tanto di svolgere il maggior numero possibile di controlli congiunti con autorità estere, ma piuttosto di curare un intenso scambio di dati affinché le misure del caso siano adottate direttamente alla stazione estera di partenza. Va inoltre considerato che il tempo necessario per controllare ogni treno è notevole.</p><p>9. Considerate le forti variazioni e le numerose parti coinvolte nel processo di trasporto, è azzardato formulare affermazioni fondate su un unico rilevamento statistico. Inoltre un solo errore, anche critico, non provoca di regola un evento di grandi dimensioni; il sistema ferroviario è infatti concepito in modo che siano necessari per lo più almeno due errori per causare un evento con effetti rilevanti.</p><p>Grazie alla collaborazione con l'Italia, treni che in passato presentavano lacune transitano ora senza problemi attraverso la Svizzera. Nei prossimi anni questo scambio sarà approfondito e istituzionalizzato con la Germania, i Paesi Bassi, il Belgio, la Francia e con altri Stati del Nordeuropa.</p>  Risposta del Consiglio federale.