Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01070.jsonl.gz/1126

UE-Corea sud: firmato mega accordo libero scambio
BRUXELLES - L'Unione europea e la Corea del sud hanno firmato oggi a Bruxelles un accordo commerciale che dovrebbe raddoppiare gli scambi bilaterali nei prossimi vent'anni e fare da apripista per altri accordi di libero scambio con i maggiori partner asiatici, Giappone in testa.
L'accordo, il primo raggiunto dalla Ue con un paese dell'Asia e il più ambizioso mai firmato finora dal blocco europeo, è però appeso al via libera dell'Europarlamento e alla messa a punto di alcune clausole di salvaguardia in grado di proteggere in particolare l'industria automobilistica di alcuni paesi da un'invasione di utilitarie sud coreane a basso costo. Se arriverà l'ok dei deputati, la maggioranza dei dazi e delle tariffe doganali cadranno a partire dal primo luglio del 2011. Secondo calcoli di Bruxelles, l'Intesa dovrebbe portare per la Ue nuovi scambi di beni e servizi per 19,1 miliardi di euro, contro i 12,8 miliardi per Seul.
"Siamo in stretto contatto con l'Europarlamento e contiamo su una sua approvazione il più presto possibile", ha detto il presidente stabile della Ue, Herman van Rompuy, nell'incontro stampa al termine del Vertice, a Bruxelles. "Attribuiamo a questo accordo una grande importanza, perché è un segno per altri paesi". Molto soddisfatto il presidente sud coreano, Lee Myung-bak, per il quale l'intesa di libero scambio con la Ue consentirà all'economia del suo paese di crescere ad un ritmo del 5% per anno e di creare migliaia di nuovi posti di lavoro. Sul carattere "pionieristico" dell'accordo con la Corea del sud ha insistito anche il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Durao Barroso.
"La Corea del sud è stato il primo paese perchè da Seul siamo riusciti ad avere risposte positive alle condizioni chieste dai diversi Stati della Ue, che hanno permesso di chiudere i negoziati, lunghi e complicati. Alla fine, siamo riusciti ad avere tutti i 27 a bordo", ha spiegato Barroso. L'Italia aveva minacciato il veto se non fossero state accolte - come poi avvenuto - alcune condizioni. In particolare le clausole di salvaguardia e una dilazione dei tempi di entrata in vigore. Le resistenze italiane erano motivate dalla necessità di salvaguardare gli interessi del comparto automobilistico e tessile. Secondo Barroso, le stesse condizioni "non sono state ancora raggiunte con altri importanti partner asiatici", ma la Commissione Ue è interessata a proseguire sulla strada della liberalizzazione commerciale, in particolare con il Giappone. "Con il premier giapponese abbiamo concordato sulla possibilità di andare oltre", ha riferito Barroso.
Per ora, non ci sono date concordate per avviare negoziati di libero scambio tra la Ue e Tokyo e l'arrivo sul mercato europeo di prodotti giapponesi a basso prezzo e ad alta tecnologia resta ancora confinata negli incubi peggiori dei produttori europei di auto, telefonini e computer.