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Le esportazioni dell'orologeria svizzera dovrebbero registrare un record quest'anno, secondo Jean-Daniel Pasche. La crescita potrebbe proseguire anche l'anno prossimo, ha affermato il presidente della Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH).
Il settore degli orologi è in ottima forma, malgrado il rallentamento dell'export a causa del franco forte. La situazione della divisa elvetica "si è leggermente distesa" con la fissazione del cambio minimo dell'euro a 1,20 franchi, rileva con soddisfazione Pasche in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano "Le Temps". Sarebbe tuttavia meglio disporre di un tasso di cambio più elevato (un euro a 1,30 franchi), osserva il presidente della FH.
La forza del franco rimane comunque la preoccupazione principale per il ramo, con i margini sotto pressione. Una situazione che in un secondo tempo colpirà anche i fornitori. Attualmente non è più l'euforia a dominare, bensì l'incertezza, stando a Pasche.
"Numerosi fattori, come la scarsa crescita e la disoccupazione negli Stati Uniti o la crisi del debito in Europa inducono ad essere prundenti", spiega Pasche.
In agosto le esportazioni orologiere sono progredite del 16,4%. È da ben 19 mesi che mettono a segno un tasso di espansione a due cifre. Nel primo semestre 2011 si è avuto un incremento del 19,3% a 8,7 miliardi di franchi. Il record annuale risale al 2008 (17 miliardi).
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