Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/181636

<h2>SubmittedText<h2><p>Si prega il Consiglio federale di illustrare nell'ambito di un rapporto come si ripercuote la crescita repentina del commercio on line sull'economia, la società e l'ambiente in Svizzera. Si chiede di evidenziare tra le altre cose i seguenti aspetti:</p><p>1. crescita attesa del commercio on line in Svizzera (interno e transfrontaliero);</p><p>2. ripercussioni del commercio on line transfrontaliero sui posti e sulle condizioni di lavoro del commercio al dettaglio interno (on line e fisico);</p><p>3. ripercussioni del commercio on line transfrontaliero sul gettito fiscale a tutti i livelli dello Stato;</p><p>4. ripercussioni del commercio on line nella pianificazione territoriale, nell'edilizia urbana e nel traffico commerciale (cambiamento di funzione dei centri cittadini, traffico legato alle consegne);</p><p>5. misure concrete da adottare per offrire pari mezzi e opportunità nel settore del commercio al dettaglio (on line e fisico).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da anni il commercio al dettaglio fisico in Svizzera è messo sotto pressione dal turismo degli acquisti e dal commercio on line. Secondo il rapporto di GfK "Detailhandel Schweiz 2017", tra il 2010 e il 2016 il fatturato del commercio on line è passato da 5,1 a 7,8 miliardi di franchi, arrivando a costituire il 6,9 per cento del volume del commercio al dettaglio in Svizzera.</p><p>Il commercio al dettaglio attraversa dunque una fase di continui cambiamenti strutturali che richiede e richiederà in futuro numerosi adeguamenti da parte del settore. Negli ultimi anni molti commercianti svizzeri hanno reagito a questi cambiamenti aprendo i propri negozi on line parallelamente a quelli fisici. Secondo GfK il commercio on line transfrontaliero costituisce il 17 per cento del fatturato del commercio on line in Svizzera: questa modalità di acquisto permette di ampliare l'offerta di beni ravvivando la concorrenza interna. Al momento comunque, gran parte del fatturato del commercio on line resta in Svizzera.</p><p>Diversi istituti (tra cui l'Università di San Gallo, Crédit Suisse e GfK) esaminano regolarmente lo sviluppo e gli effetti del commercio on line formulando pronostici. Anche il Consiglio federale segue gli sviluppi correnti e in molti rapporti si è concentrato sul commercio on line, il turismo degli acquisiti e il settore svizzero del commercio al dettaglio. I seguenti documenti sono particolarmente pertinenti:</p><p>- Rapporto sulle condizioni quadro dell'economia digitale (2017).</p><p>- Rapporto sugli ostacoli alle importazioni parallele (2016).</p><p>- Messaggio concernente la legge federale sugli orari di apertura dei negozi (FF 2015 689).</p><p>Esistono inoltre già alcune analisi che rispondono, almeno in parte, alle richieste del postulato. Il Consiglio federale segue con molta attenzione gli sviluppi in materia di digitalizzazione e gli effetti che questa produce sulla società, l'economia e il mondo del lavoro, e prende provvedimenti se lo ritiene necessario. L'8 novembre 2017 il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto dettagliato sugli effetti della digitalizzazione sull'occupazione e sulle condizioni di lavoro.</p><p>Alla luce dei lavori già prodotti, il Consiglio federale per il momento non ritiene necessario un ulteriore rapporto generale sul commercio on line. È comunque disposto ad analizzare più approfonditamente determinati aspetti, ad esempio un rapporto sullo stato attuale e le possibilità di intervento nell'ambito del commercio on line transfrontaliero, come richiesto nel postulato Moser 17.4228, "Armi pari per tutti i venditori on line".</p><p>Inoltre, sulla base del postulato 17.3360 della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale, il Consiglio federale presenterà un rapporto sulle ripercussioni della sopravvalutazione del franco sull'IVA, che terrà in considerazione anche il turismo degli acquisti e il commercio on line.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.