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Lo spazio è sempre più affollato, è necessario regolare il traffico e affinare l'intesa fra compagnie private e agenzie spaziali. A dirlo è quella europea, l'ESA, che lunedì ha comunicato di aver dovuto deviare dalla sua orbita Aeolus, un satellite per l'osservazione dei venti. C'era una possibilità su mille, ritenuta un rischio inaccettabile, che si scontrasse con uno dei 60 satelliti della costellazione Starlink, progetto di connessione internet dell'imprenditore Elon Musk.
Visto che SpaceX prevede di lanciarne altri... 12'000 ben si capisce la portata del problema, anche se questo è il primo caso del genere. Di solito, infatti, si rischiano contatti con oggetti non manovrabili, ovvero satelliti non più operativi (dei quasi 9'000 messi in orbita dal 1957, circa 5'000 funzionano ancora) o rifiuti spaziali, in genere frutto di passate collisioni (e questi sono 34'000 più grandi di 10 centimetri e 128 di dimensioni millimetriche). La crescente frequenza di queste complesse operazioni, dice inoltre l'ESA, renderà necessario affidarle a un'intelligenza artificiale.
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