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Vista la paralisi dei negoziati in seno all'OMC, l'Associazione europea di libero scambio (AELS), di cui fa parte la Svizzera, vuole continuare ad allargare la sua rete di accordi.
Le trattative per accordi di libero scambio con il Canada e l'India sono sulla buona strada, ha indicato mercoledì il segretario generale dell'organizzazione Kare Bryn, presentando il rapporto annuale.
«Abbiamo degli accordi con 50 paesi, di cui 25 dell'Unione europea. Con queste cifre – ha sottolineato il segretario generale Kare Bryn – l'AELS è la zona di libero scambio più vasta del mondo". Oltre la Svizzera, l'associazione raggruppa Norvegia, Islanda e Liechtenstein.
"Non abbiamo nessuna intenzione di indebolire l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e non siamo in concorrenza con questa organizzazione, ma bisogna riconoscere – ha osservato l'ex ambasciatore norvegese in seno all'OMC - che è molto più facile raggiungere degli accordi con uno o un gruppo di paesi che con 150 governi".
Tempi lenti all'OMC
"La lentezza del processo negoziale in seno all'OMC – ha sottolineato il diplomatico – spinge tutti i paesi a moltiplicare gli accordi bilaterali". Tenuto conto di questa situazione, il diplomatico si augura che gli accordi negoziati, che spesso si spingono oltre gli attuali negoziati in seno all'OMC, possano essere comunque integrati in una fase successiva nel sistema dell''OMC.
Questi accordi includono delle clausole che riguardano gli investimenti e la proprietà intellettuale. Da ricordare inoltre che il dossier dell'agricoltura blocca, dal 2001, i negoziati del ciclo di Doha dell'OMC. All'interno dell'AELS quindi accordi di libero scambio sono già entrati in vigore.
Accordi con il Canada
Kare Bryn ha peraltro precisato che l'accordo di libero scambio con il Canada è praticamente cosa fatta. E' stata in particolare trovata una soluzione sul problema dei cantieri navali, che aveva ritardato l'esito del negoziato, scaglionando le riduzioni dei diritti doganali su diversi anni.
Con l'India, i paesi dell'ALES hanno avviato uno studio di fattibilità. "Sono ottimista – ha detto Bryn – e credo che i negoziati potranno iniziare alla fine dell'anno. Un gruppo di lavoro analogo è stato creato per sondare le possibilità di relazioni con l'Indonesia.
Nel tessere la sua tela in modo sempre più fitto, l'AELS ha avviato degli incontri preliminari con il Consiglio di Cooperazione del Golfo, la Colombia e il Perù. I negoziati con la Thailandia si sono, per contro, arenati "per ragioni di politica interna al paese asiatico". Nelle "grandi priorità" dell'AELS anche la firma di accordi con la Russia e l'Ucraina, dopo la loro rispettiva adesione all'OMC.
Pechino chiude alla Svizzera
Notizie meno positive con il Paese del Sol Levante: i contatti presi dall'AELS con il Giappone sono falliti. Tokyo ha fatto sapere che preferisce concludere accordi separati con ciascuno dei paesi membri dell'AELS.
Analogo discorso per la Cina, che ha avviato delle trattative con l'Islanda ed è pronta a fare altrettanto con la Norvegia. Ma nulla da fare con la Svizzera. Secondo il segretario generale dell'AELS le reticenze di Pechino nei confronti di Berna sono legate alla questione dei diritti sulla proprietà intellettuale
Con gli Stati Uniti l'AELS non intende, in tempi brevi, aprire una fase negoziale: il dossier agricolo blocca ogni tipo di trattativa. E prima di pronunciarsi su questo settore, numerosi paesi – come quelli dell'America latina – preferiscono attendere gli sviluppi all'interno dell'OMC. "Un fallimento completo dei negoziati in seno all'OMC – conclude Byrn – spingerebbe queste paesi ad avvicinarsi a noi".
swissinfo e agenzie
La Svizzera e il libero scambio
La Svizzera è uno dei sette Stati fondatori dell'Associazione europea di libero scambio (AELS).
Oltre alla Convenzione AELS e all'accordo di libero scambio con l'Unione Europea, la Svizzera dispone di una rete di 16 accordi con paesi non appartenenti all'UE.
Tali accordi sono di solito conclusi nell'ambito dell'AELS, segnatamente con la Turchia, la Corea del Sud, il Messico o Israele. Tuttavia, la Svizzera ha anche la possibilità di siglarne al di fuori di questa organizzazione, come ad esempio avvenuto con le Isole Faroer.
Questa rete di accordi rappresenta all'incirca il 7% del valore delle esportazioni elvetiche.
La ratifica di accordi bilaterali è uno dei tre pilastri della politica economica estera della Svizzera.
Gli altri due sono l'appartenenza all'Organizzazione mondiale del commercio e le relazioni con l'Unione europea (fondate su un accordo di libero scambio del 1972).