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ZURIGO - Per il Comitato di Egerking e il consigliere nazionale UDC Walter Wobmann, è una grande vittoria: la gente ha detto sì all'iniziativa anti-burqa sebbene il Consiglio federale e i principali partiti, ad eccezione dell'UDC, ne avessero promosso la bocciatura. Il sondaggio di 20 minuti e Tamedia condotto in collaborazione con LeeWas, cerca di spiegare come si è arrivati a questo risultato.
Vittoria borghese - Secondo il sondaggio, il 91% degli elettori dell'UDC ha votato a favore dell'iniziativa. Gli elettori borghesi che non hanno seguito i loro partiti hanno dato un contributo importante al "sì". Rispettivamente il 58 e il 53 per cento dei simpatizzanti del PLR e dell'Alleanza del Centro hanno votato a favore dell'iniziativa. La maggioranza si è opposta alla proposta della sinistra.
I giovani in minoranza - Questa volta i più giovani sono stati messi in minoranza. Nella fascia d'età tra i 18 e i 34 anni, solo il 45 per cento ha detto di sì all'iniziativa. L'approvazione aumenta con l'età. Tra gli anziani, il 57 per cento ha votato a favore dell'iniziativa che, tra l'altro, è stata apprezzata più dagli uomini che dalle donne.
Il motore che ha spinto al sì è stata la volontà di prendere posizione contro l'Islam radicale. Secondo il sondaggio, ha avuto un ruolo minoritario lo schieramento politico di chi ha promosso l'iniziativa. Solo il 5 per cento di coloro che hanno votato contro, ha dichiarato che avrebbe accettato l'iniziativa se non fosse stata lanciata dall'UDC.
E-ID: il ruolo dei privati come ostacolo - Il sondaggio spiega anche perché l'E-ID non ha avuto chance. Solo il 55% degli elettori del PLR si è detto favorevole al passaporto digitale. I sostenitori degli altri principali partiti non hanno simpatizzato con il disegno di legge.
Nella campagna referendaria, gli oppositori hanno criticato il fatto che le società private potessero offrire identità elettroniche mentre lo Stato svolgeva una mera funzione di controllo. Secondo il sondaggio, il 53% ha dichiarato che accetterebbe un documento di identità elettronico se fosse offerto solo dallo Stato. Il 41% ha citato preoccupazioni riguardo la protezione dei dati.
Uomini per il libero scambio, donne no - Circa il 51 per cento ha detto sì all'accordo commerciale con l'Indonesia. Una vittoria "maschile". Il 58 per cento ha scelto per il "sì". Fosse stato per le donne, invece, la proposta sarebbe stata respinta con il 55 per cento di "no".
La maggioranza degli elettori del PS e dei Verdi, invece, ha respinto la proposta. Secondo il sondaggio, tuttavia, solo il 13 per cento degli aventi diritto al voto è fondamentalmente contrario al libero scambio. Tuttavia, la maggioranza chiede che gli accordi garantiscano il rispetto degli standard minimi di benessere ambientale e animale.