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La filiale di Nestlé in India ha registrato una perdita di 664 milioni di rupie (9,7 milioni di franchi) nel secondo trimestre dell'anno.
Il cattivo risultato è da ricondurre allo scandalo dei vermicelli a cottura istantanea Maggi che, stando all'autorità di vigilanza alimentare indiana (Fssai), conterrebbero troppo piombo.
Nello stesso periodo del 2014 la filiale aveva conseguito un utile di 2,9 miliardi di rupie, si legge in una nota odierna. In calo anche le vendite: nel secondo trimestre sono crollate del 20% a 19,6 miliardi di rupie.
Il 5 giugno la Fssai aveva proibito a Nestlé di vendere i vermicelli a cottura istantanea, un prodotto molto popolare in India. Test effettuati su campioni prelevati in vari Stati indiani avevano evidenziato tenori di piombo superiori ai limiti permessi. Secondo la stessa autorità, le etichette sarebbero state inoltre ingannevoli, non menzionando la presenza di glutammato monosodico (GMS), un controverso additivo alimentare.
SDA-ATS