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Il suo nome completo, Corvina Veronese, non deriva dalla parola «corvo», che potrebbe richiamare il colore scuro delle uve, bensì da «cruina», vale a dire acerbo. La varietà è tardiva, ma al nord questa caratteristica non è sempre sufficiente a garantire la piena maturazione. In compenso, è abbastanza resistente al freddo. Apparso nel XVII secolo nella regione di Verona e descritto nel XIX secolo come tipico della Val Pullicella (Valpolicella), potrebbe essere un vitigno autoctono della zona.
Il Corvina Veronese viene tagliato con il Rondinella e il Molinara per produrre il Valpolicella, nonché con il Bardolino, l’Amarone e il Ripasso. Il Corvina Veronese è considerato il migliore dei tre vitigni nell’assemblaggio ed è inoltre vinificato come varietà pura. L’aroma di visciola, la freschezza dell’acidità e l’occasionale nota di mandorla amara sono le caratteristiche di questa varietà.