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Il ministro presidente del Nordreno-Vestfalia Armin Laschet sta presentando la sua candidatura alla presidenza della Cdu alla stampa a Berlino. Il ministro della salute Jens Spahn rinuncia e si propone come vice del potente governatore.
La Cdu si trova attualmente "nella crisi più grave della sua storia", ha detto Spahn, motivando la sua rinuncia ad assumere la testa dei cristiano-democratici.
Dal canto suo Laschet ha affermato che la Germania "deve restare un Paese industriale", in grado di "congiungere ecologia ed economia". Il nuovo leader del partito sarà votato il 25 aprile in un congresso straordinario.
"La coesione della società e lo smantellamento delle paure è il nostro compito", ha proseguito Laschet. "Economicamente siamo forti e abbiamo successo e ciononostante c'è tanta scontentezza nella società, tanta rabbia, aggressività, odio", ha detto, facendo anche riferimento ai timori della comunità ebraica. Si vedono rinascere "paure diffuse sulle questioni della globalizzazione e della migrazione, della digitalizzazione e anche del cambiamento climatico".
Per il governatore "l'era Merkel è stata segnata da tre grandi crisi: quella del capitale finanziario, quella del debito nell'eurozona e infine quella dei migranti. In più c'è stato lo scontro Russia-Ucraina. Adesso abbiamo davanti a noi un nuovo tempo". La candidatura alla cancelleria è una questione che la Cdu dovrà porsi insieme alla Csu bavarese, ha poi chiarito Laschet.
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