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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'educazione e la formazione di base occupano un posto centrale nell'ambito della lotta contro la povertà. Quest'ultima costituisce l'essenza degli obiettivi di sviluppo dell'ONU per il millennio (Millennium development goals - MDG) e uno degli assi principali della politica estera svizzera. La lotta contro la povertà è anche un compito fondamentale nell'ambito della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario a beneficio dei Paesi in sviluppo.</p><p>Nel suo lavoro di cooperazione tecnica e finanziaria la Svizzera non considera la povertà alla stregua di un mero fenomeno economico, ma la considera un fenomeno multidimensionale che può essere combattuto soltanto mediante una combinazione di interventi differenti nei vari settori chiave. Lo sviluppo sociale, di cui l'educazione e la formazione sono elementi di primaria importanza, è appunto uno di tali settori.</p><p>Convinta che l'educazione è la chiave di volta dello sviluppo, la Svizzera agisce sia a livello bilaterale che multilaterale per contribuire al raggiungimento dell'obiettivo per tutti i Paesi nel 2015. Essa ha partecipato ai grandi vertici mondiali che hanno portato la comunità mondiale a iscrivere l'educazione fra le priorità nell'agenda della politica dello sviluppo e a cercare le migliori soluzioni per giungere all'agognato obiettivo. Essa sostiene le agenzie multilaterali specializzate nel settore (segnatamente l'UNICEF e l'UNESCO) e partecipa attivamente al dialogo internazionale sulle politiche dell'educazione, in particolare in Africa, che è la regione più colpita dall'analfabetismo e dai bassi tassi di scolarizzazione.</p><p>A livello bilaterale, la Svizzera sostiene diversi partner governativi e non governativi dei Paesi in sviluppo che fanno dell'educazione e della formazione di base una priorità nelle loro strategie di sviluppo.</p><p>Per quanto concerne le scelte strategiche, effettuate in funzione dei suoi vantaggi specifici, la Svizzera ha scelto di concentrare il suo contributo innanzitutto sull'aspetto qualitativo dell'educazione.</p><p>Favorire l'accesso di tutti i bambini e giovani all'educazione rappresenta infatti soltanto uno degli aspetti del problema educativo che devono affrontare i Paesi in sviluppo. L'educazione impartita deve essere inoltre essere di un livello qualitativo tale da consentire agli studenti di acquisire conoscenze e competenze di base che contribuiscano concretamente al miglioramento delle loro condizioni di vita e delle loro prospettive future.</p><p>La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sostiene segnatamente attori governativi e non governativi che cercano di sviluppare un'educazione pertinente che risponda ai bisogni sociali, culturali, economici e politici delle popolazioni marginalizzate. La DSC sostiene anche l'educazione e la formazione di base dei giovani e degli adulti non scolarizzati. In tale ambito l'agenzia svizzera è particolarmente attenta a collegare l'educazione agli altri aspetti dello sviluppo (produttivi, sociali, ecc.). Il nostro Paese cerca inoltre di promuovere approcci innovativi, quali l'impiego di nuove tecnologie dell'informazione e di comunicazione, al fine di migliorare l'accesso all'educazione e la qualità di quest'ultima.</p><p>Malgrado i notevoli sforzi profusi con continuità, il contributo svizzero nell'ambito degli Obiettivi del Millennio resta modesto. In altri settori nello stesso ambito e in cui la DSC gode di un vantaggio comparativo grazie alla sua lunga esperienza la presenza del nostro Paese - a livello bilaterale e multilaterale - risulta più marcata. Attualmente, considerata la difficile situazione finanziaria della Confederazione, la concentrazione su un numero limitato di settori appare maggiormente pertinente.</p><p>Gli Obiettivi del Millennio rappresentano in linea di massima un quadro di riferimento importante per la cooperazione svizzera allo sviluppo. Il messaggio concernente la continuazione della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario in favore dei Paesi in sviluppo appena approvato dal Parlamento lo ha mostrato chiaramente. Occorre ancora segnalare che informazioni più esaustive e un'analisi dettagliata del contributo della Svizzera (comprese le ONG) agli Obiettivi del Millennio saranno fornite nella risposta al postulato Genner (03.7630) e nel rapporto della Svizzera all'Assemblea generale dell'ONU nel 2005.</p><p>Per quanto concerne la settimana d'azione e la campagna menzionate nell'interrogazione si tratta di attirare l'attenzione del pubblico sul fatto che oltre cento milioni di bambini nel mondo non beneficiano di nessuna educazione di base. La settimana d'azione lanciata dall'UNESCO e da un gruppo di ONG dovrebbe conferire maggior peso alla richiesta, indirizzata ai governi, di dare a tutti i bambini la possibilità di ricevere un'educazione di base. La Commissione nazionale svizzera per l'UNESCO ha attirato l'attenzione delle cerchie interessate e del pubblico sulla settimana d'azione e ha fatto appello ad azioni di sensibilizzazione. La campagna è da considerarsi complementare agli sforzi profusi dagli Stati per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. La Svizzera non vi partecipa direttamente. Con i mezzi di cui dispone essa preferirebbe in primo luogo proseguire i programmi educativi in corso di svolgimento.</p>  Risposta del Consiglio federale.