Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/179972

<h2>SubmittedText<h2><p>In relazione alle manomissioni sugli impianti di scarico sinora note operate dall'industria automobilistica sui veicoli diesel, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Su quali singole marche e modelli di veicoli venduti in Svizzera sono state constatate manipolazioni?</p><p>2. Chi esegue in Svizzera i controlli "ufficiali" dei veicoli manipolati e quali sono gli esiti precisi suddivisi per marche e modelli di veicoli?</p><p>3. Stando a quanto appreso, in Svizzera si è proceduto unicamente a cosiddetti aggiornamenti dei software dei veicoli manipolati, senza effettuare modifiche tecniche. Quali marche hanno eseguito questi aggiornamenti e quali no? </p><p>4. Quali miglioramenti, per marca e tipo di veicolo, sono in grado di apportare in dettaglio i software sul piano dei valori di emissione? Il Consiglio federale li reputa sufficienti o ritiene necessari anche interventi tecnici?</p><p>5. I limiti previsti dalla legge sono stati violati a piacimento e consapevolmente, per lo meno dalle case automobilistiche. Come giudica il Consiglio federale questo comportamento e come intende procedere nei loro confronti?</p><p>6. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per evitare simili manomissioni in futuro?</p><p>7. Quali conclusioni trae il Consiglio federale dalle manomissioni sinora rese note?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le manipolazioni agli impianti di scarico sono state riscontrate su veicoli del Gruppo Volkswagen, che riunisce i marchi Volkswagen, Audi, Skoda, Seat e Porsche, in particolare nei modelli equipaggiati con motori da 1,2, 1,6 e 2 litri della famiglia "EA 189" e sulla Porsche Cayenne dotata di propulsore diesel da 3 litri.</p><p>2. In Svizzera non vengono effettuati controlli ufficiali: la competenza per le rilevazioni formali e l'avvio di campagne di richiamo spetta all'autorità che ha rilasciato l'omologazione CE, la stessa che sovrintende e risponde per le verifiche dei correttivi apportati dai costruttori. I risultati dei controlli non sono pubblici e non sono pertanto nella disponibilità del Consiglio federale.</p><p>3./4. Sono stati effettuati aggiornamenti ai software di tutti i veicoli di cui alla risposta 1. Determinate serie, equipaggiate con motore da 1,6 litri, hanno richiesto anche un adeguamento di tipo tecnico. Con le modifiche effettuate, tutti i modelli rientrano ora nei limiti fissati dalla legge per le emissioni allo scarico.</p><p>5. Il Consiglio federale comprende il malcontento diffuso fra i possessori dei veicoli interessati dalle manomissioni; si aspetta pertanto che costruttori e importatori facciano di tutto per rimediare alle conseguenze il prima possibile e trarre dall'accaduto l'insegnamento necessario.</p><p>L'Ufficio federale delle strade (USTRA) ha disposto il blocco delle immatricolazioni per i veicoli manipolati che ancora non hanno ottenuto l'ammissione alla circolazione in Svizzera; il provvedimento non riguarda i veicoli già immatricolati nel nostro Paese, che possono continuare a circolare, ma devono essere messi a norma. Dopo la sentenza del Tribunale penale federale del 30 novembre 2016 il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto un'inchiesta nei confronti degli importatori svizzeri di veicoli manipolati. Il giudizio penale è di competenza dei tribunali.</p><p>6. L'inasprimento dal 1° settembre 2017 delle prescrizioni sui gas di scarico prevede l'obbligo, nell'ambito della procedura di omologazione, di misurare i valori limite in un ciclo di test più severo e anche su strada, in condizioni reali (Real Driving Emissions) e promette un netto miglioramento della situazione.</p><p>7. Parallelamente all'evoluzione delle prescrizioni tecniche occorre perfezionare il monitoraggio del mercato. La UE sta rielaborando le normative che dovrebbero sostituire la direttiva quadro 2007/46/CE attualmente in vigore e contenere disposizioni al riguardo. È intenzione del Consiglio federale recepire tali disposizioni nel diritto svizzero.</p>  Risposta del Consiglio federale.