Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/99723

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>- pubblicare l'indagine di 17 pagine del 29 gennaio 2008 dal titolo "Imam islamici";</p><p>- incaricare la Commissione federale contro il razzismo di prendere posizione sui fatti esposti nel rapporto;</p><p>- raccomandare agli organismi di protezione statali la sorveglianza degli imam islamici e pubblicare i risultati;</p><p>- comprovare l'identità di persone identificate quali predicatori che incitano all'odio e imporre loro un divieto d'entrata in Svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il summenzionato rapporto è classificato: il Consiglio federale è contrario a una sua pubblicazione. Il rapporto è destinato esclusivamente a decisori in materia di politica di sicurezza e contiene informazioni risultanti da attività dei servizi informazioni. Una sua pubblicazione giustificherebbe a posteriori una probabile violazione del segreto d'ufficio. Inoltre, le indicazioni ivi contenute non corrispondono più, in parte, allo stato attuale delle conoscenze.</p><p>I predicatori che incitano all'odio si servono di discorsi xenofobi, razzisti o antisemiti per suscitare ostilità e violenza contro terzi. Questo fatto non necessita di un'esplicita conferma in relazione con le indicazioni contenute nel rapporto "Imam islamici" su dichiarazioni di predicatori islamici che incitano all'odio. Il Consiglio federale è pertanto del parere che non sussiste alcuna necessità che la Commissione federale sul razzismo si esprima in merito.</p><p>Gli organi di sicurezza della Confederazione e dei cantoni sono autorizzati a elaborare informazioni concernenti imam islamici nel quadro dei limiti stabiliti all'articolo 3 della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI; RS 120). L'elaborazione è autorizzata nella singola fattispecie se sussistono indizi concreti di attività rilevanti ai sensi della LMSI, vale a dire, segnatamente, attinenti al terrorismo e all'estremismo violento. Conformemente all'articolo 27 LMSI, "il Consiglio federale informa annualmente, o secondo necessità, l'Assemblea federale, i cantoni e l'opinione pubblica sulla valutazione che fa dello stato della minaccia nonché sulle attività degli organi di sicurezza della Confederazione". Informazioni al riguardo sono fornite dal Consiglio federale, tra l'altro, anche nel suo annuale rapporto di gestione. Inoltre, gli organismi di protezione dello Stato allestiscono annualmente specifici rapporti sulla situazione.</p><p>Per quanto concerne l'Ufficio federale di polizia, in casi giustificati quest'ultimo può emanare contro imam islamici divieti d'entrata in virtù dell'articolo 67 capoverso 2 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr; RS 142.20). Simili predicatori possono essere espulsi in virtù dell'articolo 68 LStr o dell'articolo 185 capoverso 1 della Costituzione federale (RS 101). L'applicazione di quest'ultime disposizioni presuppone una minaccia immediata per la sicurezza interna o esterna della Svizzera.</p><p>Inoltre, nei riguardi di persone che fomentano l'odio contro parti della popolazione può essere disposto dall'Ufficio federale della migrazione (UFM) un divieto d'entrata in Svizzera allo scopo di salvaguardare la sicurezza e l'ordine pubblici (art. 67 cpv. 1 lett. a LStr in combinato disposto con l'art. 80 cpv. 1 lett. c dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa, OASA; RS 142.201). Dette disposizioni sono applicabili contro imam colpevoli di propaganda violenta o la cui presenza in Svizzera è suscettibile di provocare disordini. In tal senso l'UFM ha recentemente impedito a un imam di entrare in Svizzera per partecipare a una manifestazione pubblica. Sulla base delle disposizioni vigenti, il permesso di soggiorno può essere revocato a imam stranieri che, stando alle prove raccolte, hanno incitato alla violenza (art. 62 lett. c LStr in combinato disposto con l'art. 80 cpv. 1 lett. c OASA). Dopodiché gli interessati possono essere espulsi dal Paese (art. 66 LStr) ed essere oggetto di un divieto d'entrata.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.