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Roland Mouret: collezione sposa sostenibile
La gamma bridal per la primavera 2020 includerà pezzi che possono essere indossati nella normale vita quotidiana.
Roland Mouret ha lanciato una collezione da sposa sostenibile.
La star della moda francese ha fondato la sua etichetta omonima nel 1998, decollata definitivamente nel 2005 con il suo vestito Galaxy: indossato da un gruppo di celebrità tra cui Victoria Beckham, Halle Berry, Cameron Diaz e Rachel Weisz.
In passato il designer aveva già confezionato abiti da sposa su misura, ma ora si affaccia sul mercato bridal con una linea che non danneggia l’ecosistema e può essere riutilizzata anche dopo il grande giorno.
«La quantità di tessuto utilizzata per un abito da sposa che indosserai solo una volta è uno spreco di materiale e uno spreco di spazio perché poco dopo lo infili in un armadio», spiega Roland Mouret a Marie Claire.
La sua collezione da sposa primavera 2020 includerà pezzi che possono essere indossati nella normale vita quotidiana, fra cui blazer, tute, pantaloni e gonne alla caviglia, così come a semplici abiti bianchi.
«La mia generazione di designer è passata da due collezioni a quattro o sei», prosegue il designer rivelando il suo desiderio per una gamma green.
«Quando ti svegli e ti rendi conto che la tua creatività sta distruggendo il pianeta... è una sensazione piuttosto amara. Ma allora, eravamo piuttosto ignoranti».
Nel tentativo di affrontare il problema dei rifiuti nell'industria della moda, Mouret ha progettato l’appendiabiti BLU insieme la società olandese Arch & Hook. Il designer spera che il prodotto, composto da una miscela di plastica e altri detriti oceanici, sostituisca gli ometti di plastica monouso utilizzati esclusivamente per il trasporto di indumenti dalla fabbrica al rivenditore.
Per discutere del prodotto e richiedere cambiamenti nel settore, Roland volerà presto a Los Angeles dove incontrerà i membri del Council of Fashion Designers of America (CFDA) e altri leader.
«So cosa c'è in serbo per il futuro e so cosa sta succedendo. Penso che siamo in una situazione di emergenza, quindi questo progetto mi rende felice e triste allo stesso tempo».Tornare alla home page
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