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Berna capitale europea del tifo nel disco su ghiaccio. Gli orsi bernesi seguiti da un pubblico fedele a dispetto dei risultatiQuesto contenuto è stato pubblicato il 01 aprile 2002 - 18:08
Nella speciale classifica riservata all'affluenza di pubblico in tutto il continente europeo, il Berna primeggia con una media di 11.310 spettatori presenti all'Allmend nella regular season.
Alle spalle del Berna si sono piazzati gli "squali" di Colonia, con 11.142 tifosi a partita. Terzo lo Jokerit Helsinki, che richiama una media spettatori a partita di 9.662 spettatori. Gradita sorpresa, al quarto posto di questa speciale classifica europea, la gradita novità del Losanna neopromosso in LNA, che ha mediamente calamitato alla pista del Malley 8.731 spettatori.
AAA: fans cercansi
Gli "orsi" bernesi, nei diciotto incontri casalinghi della regular season sono stati seguiti da 203 mila spettatori. Nei play-off, amari sul ghiaccio per l'eliminazione ai quarti di finale, l'affluenza media all'Allmend è salita a 15.715 spettatori a partita per un totale complessivo di 330 mila presenze nei 21 incontri totalizzati. Un saldo positivo stagionale di 30 mila spettatori in più rispetto alla stagione precedente.
Un vero e proprio "esercito" pronto a tifare Berna ma che fa felice solo a metà il cassiere del club della capitale federale. Infatti alla voce "entrate" mancano almeno un migliaio di spettatori a partita (21 mila), a fronte degli oltre 9 milioni di budget.
L'hockey rossocrociato
Se il Ginevra-Servette riuscirà ad eliminare il Coira, da settembre vi potrebbero essere due romande in Lega Nazionale A: un vero record dopo gli anni storici di Villars (campione svizzero 1963 e '64) e La Chaux-de-Fonds (sei titoli consecutivi tra il 1968 al '73). Nella pura contabilità dei numeri significa che il derby grigionese lascerà il posto a quello del Lago Lemano e forse, in termini di affluenza alla pista, la LNA ci potrebbe guadagnare.
"In questo caso - ha dichiarato a swissinfo Ralph Krüger, selezionatore nazionale - si perderebbe un club di montagna a favore di uno di città. Il pubblico svizzero è numeroso e molto civile: l'ho apprezzato subito quando sono arrivato dall'Austria".
Alla ricerca di sponsor
Se il Coira scendesse in LNB, a scapito del Ginevra-Servette, si farebbe un affare anche a livello finanziario. Langnau, Coira ed Ambrì infatti erano i club ai quali è stata concessa una proroga per ottenere la licenza di giocare anche nel prossimo torneo. In Leventina sembra che si intravveda il traguardo dei 250 mila franchi necessari per sanare il club biancoblù.
Ma il "giocattolo" hockey su ghiaccio si sta rompendo: se 15 mila e rotti spettatori non bastano per far quadrare il bilancio di un club come il Berna, allora serve nuova linfa, leggasi nuovi introiti. La SSR versa annualmente circa 5 milioni di franchi nelle casse dei 12 club di LNA per riprendere e produrre le immagini delle partite, play-off compresi. I club, che ricevono quindi 416 mila franchi ciascuno, vorrebbero più soldi per rimpolpare i bilanci.
"Sono convinto che l'hockey su ghiaccio rossocrociato possa fare il salto di qualità - continua Krüger - anche perché in Svizzera vi sono le strutture ed i giovani interessanti. I canali tematici via satellite creerebbero posti di lavoro (nel campo giornalistico) ma anche la vita del club amato, vissuta comodamente in poltrona. Forse è troppo presto pensare a questa soluzione, anche perché la TV di stato detiene ancora i diritti. Tuttavia il futuro e soprattutto l'evoluzione continua della tecnologia, potrebbe aprire nuove soluzioni".
Concorrenza calcio hockey
Nuove fonti finanziarie d'entrata potrebbero arrivare dalle cosiddette TV tematiche a pagamento via satellite. Al momento in Svizzera vige un regime di monopolio, nel senso che la SRG SSR idée suisse si è aggiudicata i diritti di ritrasmissione, ma in futuro potrebbero aprirsi nuovi ed imprevedibili scenari.
Proprio in un momento in cui il calcio svizzero cambia la formula del campionato, l'hockey deve pensare al futuro per rimanere ai vertici della hit-parade delle discipline sportive preferite dagli svizzeri.
Filippo Frizzi
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