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La Svizzera è un partner forte e affidabile nello sviluppo, afferma l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Ma dovrebbe spendere un po' di più e compiere maggiori sforzi di comunicazione per aumentare il sostegno da parte della popolazione.
Il bilancio dell'esame condotta dall'organizzazione ogni cinque anni è "incoraggiante". La Svizzera è "molto vicina al vertice", ha affermato la presidente Susanna Moorehead venerdì davanti alla stampa. E ha citato quali punti a suo favore la sua esperienza, la sua flessibilità, la sua grande capacità di innovazione, la sua tradizione umanitaria e la sua lealtà al multilateralismo.
Tuttavia l'OCSE ha espresso una serie di raccomandazioni per aiutare la Confederazione a migliorare ulteriormente. La Svizzera dovrebbe in particolare impegnarsi a dedicare lo 0,5% del suo reddito nazionale lordo all'aiuto allo sviluppo. Ha raggiunto tale soglia tra il 2014 e il 2016, ma il budget allegato al messaggio 2017-2020 è "solo" dello 0,48%.
Nel 2018, il livello è sceso ancora allo 0,45%. Anche se questo si spiega da un calo dei costi del settore dell'asilo, inclusi nel totale, "è un dato di fatto che l'obiettivo fissato dal Parlamento nel 2011 non viene raggiunto", ha riconosciuto Manuel Sager, a capo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC).
"Neutralità in gioco"
L'OCSE inoltre si dice preoccupato per i programmi, nell'ambito dell'aiuto allo sviluppo, che hanno come obiettivo quello di limitare la migrazione irregolare. Un programma inteso principalmente a prevenire l'immigrazione piuttosto che promuovere lo sviluppo sostenibile del paese partner potrebbe creare un rischio per la reputazione della Svizzera e mettere a repentaglio la sua neutralità, sostiene l'organizzazione sovranazionale.
Secondo Sager, i fondi per l'aiuto allo sviluppo andrebbero piuttosto indirizzati verso obiettivi a lungo termine, che, a suo dire, avrebbero comunque un impatto positivo sulla migrazione . Ma perchè la Svizzera rimanga un partner affidabile, deve evitare di adattare le sue attività sulla migrazione, ha affermato Raymund Furrer, capo della Cooperazione e dello sviluppo economico presso la Segreteria di Stato dell'economia. (SECO).