Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/72421

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di partecipare attivamente e in modo visibile alla campagna lanciata il 27 novembre 2006 dal Consiglio d'Europa in occasione di una conferenza a Madrid, la quale mira a combattere la violenza sulle donne, compresa la violenza domestica. A questo scopo si invita il Consiglio federale a valutare le misure prese a livello nazionale per lottare contro la violenza sulle donne, a identificare le eventuali lacune e a fare il necessario per agire in modo più efficace, segnatamente elaborando un piano d'azione nazionale in questo campo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale riconosce l'importanza della campagna del Consiglio d'Europa contro la violenza sulle donne, compresa la violenza domestica. Quale interlocutore di riferimento per la Svizzera è stato designato l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU), che dispone di un servizio per la lotta alla violenza. Il servizio per la lotta alla violenza ha informato sulla campagna nel quadro della collaborazione istituzionalizzata e delle reti presenti nei cantoni e continuerà a svolgere questo compito diffondendo aggiornamenti e suggerimenti. In questo modo, la campagna può fungere da traino per le attività in corso nei cantoni contro la violenza sulle donne, compresa la violenza domestica. Inoltre, il servizio redige regolarmente un rapporto all'indirizzo del Consiglio d'Europa sui provvedimenti attuati o pianificati in Svizzera. Nell'ambito delle misure di risparmio della Confederazione, che il Consiglio federale continua a attuare, le risorse finanziarie e umane dell'amministrazione federale non consentono tuttavia l'assunzione di compiti supplementari onerosi come l'elaborazione e l'attuazione durevole di uno specifico piano d'azione, di un programma di prevenzione o di una campagna contro la violenza. L'obiettivo prioritario è di ridurre l'indebitamento per garantire l'equilibrio finanziario.</p><p>Va comunque ricordato che il piano d'azione della Svizzera del 1999 per la parità tra donna e uomo prevedeva anche la lotta alla violenza sulle donne. Il piano menzionava diversi obiettivi e provvedimenti contro la violenza sulle donne, che nel frattempo Confederazione e cantoni hanno in parte realizzato o stanno attuando. Come rilevato dall'autrice della mozione, a livello federale un'attenzione particolare è stata posta al miglioramento delle basi legali per la lotta alla violenza sulle donne e alla violenza nell'ambiente sociale prossimo. Un rapporto di recente pubblicazione del servizio per la lotta alla violenza dell'UFU elenca nel dettaglio le misure legali contro la violenza domestica adottate dai cantoni negli scorsi anni, presenta una panoramica sulle innovazioni legislative a livello federale e contiene una valutazione sulla loro applicazione nei cantoni. Su mandato dell'Ufficio federale della sanità pubblica (ambito specifico gender health) è attualmente in corso l'elaborazione di un rapporto dedicato ai temi violenza, suicidi e infortuni nella prospettiva di genere che fornirà un'analisi della situazione e raccomandazioni per la ricerca e la prassi. Inoltre, va segnalata anche la campagna contro la violenza domestica condotta recentemente su scala nazionale dal Centro svizzero di prevenzione della criminalità su mandato della Conferenza dei direttori e delle direttrici dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia.</p><p>Nella sua presa di posizione sul al postulato Stump (05.3694 Studiare le cause della violenza e adottare contromisure) il Consiglio federale si è dichiarato disponibile a elaborare, sulla base degli studi in materia condotti in Svizzera, un rapporto sulle cause della violenza e a elencare le misure adottate negli ultimi anni. Con l'elaborazione di questo rapporto si tiene conto in parte di quanto richiesto dall'autrice della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.