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"Bernardo Provenzano mi riferì di accordi politici con Dell'Utri, dopo le stragi del '92-'93, che costituirono la base su cui la mafia decise di appoggiare Forza Italia".
È l'ultima rivelazione del pentito Stefano Lo Verso, per anni vicinissimo a Provenzano. Le sue dichiarazioni sono state depositate oggi al processo per favoreggiamento aggravato al generale dei carabinieri Mario Mori.
Il collaboratore ha riferito ai pm che tra i benefici previsti dal presunto accordo tra mafia e Dell'Utri c'era anche il mantenimento dello stato di latitanza di Bernardo Provenzano.
Lo Verso ha inoltre aggiunto che la latitanza del capomafia Bernardo Provenzano sarebbe stata coperta, oltre che da esponenti politici, da "un alto ufficiale dell'Arma dei carabinieri".
Il racconto del pentito potrebbe entrare tra le carte del processo Mori: il pm Nino Di Matteo ha depositato davanti alla quarta sezione del tribunale, che processa l'ufficiale, i verbali con le dichiarazioni di Lo Verso che verrà sentito in dibattimento ad ottobre. La procura ha sollecitato i giudici ad ampliare il capitolato di prova e sentire il pentito anche sulle ultime circostanze emerse negli interrogatori.
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