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Fondazione di Christian Solidarity International (CSI) su iniziativa del pastore Hansjürg Stückelberger all’indomani delle marce silenziose di solidarietà per i cristiani perseguitati. In Svizzera scendono in strada 15‘000 persone.
CSI si concentra sulla sensibilizzazione del grande pubblico e su interventi e proteste legati principalmente alla situazione dei cristiani nei Paesi comunisti.
Dalla metà degli anni Ottanta l’opera di CSI si espande, includendo anche la fornitura di aiuti concreti a persone bisognose, specialmente in Perù e Nicaragua.
Durante il conflitto scoppiato tra Armenia e Azerbaigian per il Nagorno Karabakh, CSI realizza un ponte aereo per la fornitura di aiuti alimentari e medicamenti a sostegno dell’enclave cristiano-armena.
CSI esamina denunce di violazioni dei diritti umani nella guerra civile sudanese e inizia l’opera di riscatto degli schiavi. Riesce inoltre a mobilitare un’ampia coalizione internazionale che impone sanzioni contro il governo a nord del Paese. Nel gennaio del 2005, rappresentanti di CSI sono invitati come ospiti d’onore alla firma del trattato di pace fra il Nord del Sudan, a maggioranza musulmana, e il Sud del Sudan, a prevalenza cristiana e animista.
Dalla metà degli anni Novanta vengono lanciati nuovi progetti di aiuto in Romania, Lettonia, Lituania, Vietnam, Egitto e in diversi altri Paesi.
Il fondatore di CSI, il pastore Hansjürg Stückelberger, passa il testimone alla figlia Annette Walder.
CSI inizia ad occuparsi in particolar modo della situazione in Iraq, dove il rovesciamento di Saddam Hussein segna l’inizio di un’ondata di efferatezze a sfondo religioso, perlopiù ad opera di estremisti sunniti legati ad Al-Qaida e di precursori dello Stato Islamico, che scacciano deliberatamente cristiani e musulmani moderati dalle città situate nel sud e nel centro dell’Iraq. CSI soccorre i perseguitati, rifugiatisi in massa nella piana di Ninive, nel nord dell’Iraq.
30 anni di CSI: numerose manifestazioni di augurio giungono dagli ambienti politici ed ecclesiali, che incoraggiano l’associazione a proseguire la lotta per la libertà religiosa e i diritti umani.
Herbert Meier, da anni membro del Comitato di Fondazione, viene nominato presidente di CSI-Svizzera.
Il pastore Stückelberger lascia la carica di presidente internazionale. Al suo posto viene eletta Annette Walder.
Benjamin Doberstein succede ad Annette Walder, che lascia la direzione amministrativa.
Annette Walder dimissiona pure dalla carica di Presidente internazionale, le succede Herbert Meier.
Il 25 settembre CSI organizza una manifestazione per rivendicare la libertà religiosa e la parità di diritti dei cristiani nei Paesi a maggioranza islamica, alla quale partecipano 2’500 persone. Inoltre, in occasione della Giornata dei Diritti Umani del 10 dicembre, CSI consegna alle autorità federali 50’152 firme a supporto di tali rivendicazioni, insieme ad altre organizzazioni partner.
Una delegazione di CSI è invitata ai festeggiamenti del 9 luglio per l’indipendenza del Sud Sudan. Intanto continua l’opera di riscatto degli schiavi ancora trattenuti nel Nord del Sudan.
In India si realizzano progetti mirati al sostegno delle vittime del nazionalismo indù.
Con l’avvento della “Primavera araba” CSI lancia un allarme genocidio e avverte che gli sconvolgimenti nella regione interessata potrebbero avere gravi conseguenze per l’esistenza delle minoranze religiose.
CSI viene in soccorso ai copti in Egitto, che dopo il crollo del governo Mursi sono travolti da devastanti ondate di violenza contro i cristiani. La situazione in Siria viene esaminata sul posto e partono progetti di aiuto ai profughi di guerra.
CSI organizza una serie di conferenze sul tema “Il futuro delle minoranze religiose in Medio Oriente”, che saranno riproposte nel tempo.
Attorno a Natale in diverse località si svolgono in contemporanea le veglie prenatalizie per i cristiani perseguitati, una manifestazione destinata a diffondersi come appuntamento annuale.
CSI tiene all’Università di Oxford una conferenza sul tema del futuro delle minoranze religiose nel Medio Oriente.
In Nigeria si avviano numerosi progetti per soccorrere le vittime di Boko Haram e di altre frange estremiste.
In India prende avvio un ulteriore programma di sostegno alle vitime della tratta di esseri umani.
Il 16 dicembre CSI consegna a Palazzo Federale la petizione “Preservare dal genocidio le minoranze religiose in Medio Oriente”, firmata da 41’646 persone residenti in Svizzera.
CSI celebra i suoi 40 anni di attività.
In Svizzera si svolgono per l’occasione numerosi eventi, conferenze e dibattiti.
John Eibner assume la carica di direttore operativo, succedendo al dimissionario Benjamin Doberstein.
In India viene inaugurata una casa protetta per accogliere le vittime della tratta di esseri umani che offre un riparo sicuro a 36 minori.
CSI individua dei partner per la realizzazione dei suoi progetti in Myanmar. Di fronte alla persecuzione dei cristiani nel sud-est asiatico, CSI annuncia la sua intenzione di operare anche in Indonesia.
CSI inizia la sua attività di sensibilizzazione pubblica per la Nigeria lanciando il sito “Nigeria Report” (https://www.nigeria-report.org/).
La veglia prenatalizia si svolge in 26 località. Per la prima volta vi partecipano oltre mille persone.
Il pastore Dott. Peter Märki viene eletto nuovo presidente della Fondazione CSI-Svizzera. Il Dott. John Eibner succede a Herbert Meier come Presidente Internazionale e annuncia che verranno intensificate le campagne di CSI per la prevenzione del genocidio in Nigeria e per il pluralismo religioso in Siria.