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BERNA - Il presidente di Economiesuisse Heinz Karrer chiede che la questione del "miliardo di coesione" e quella dell'"accordo istituzionale" con l'UE vengano affrontate in parallelo.
La Svizzera non deve scoprire già oggi le proprie carte, afferma Karrer in un'intervista concessa alla "Basler Zeitung". «Non sappiamo cosa succederà nei prossimi mesi e nemmeno se otterremo risultati dai negoziati».
Il "miliardo di coesione", ma anche il riconoscimento illimitato del principio dell'equivalenza della Borsa svizzera, vanno negoziati parallelamente all'accordo istituzionale, senza però che fra i tre dossier vi sia un rapporto diretto di interdipendenza. Karrer nell'intervista si dice favorevole a un accordo quadro con l'UE, ma non a qualsiasi prezzo. E in ogni caso i contenuti sono prioritari rispetto al calendario.
Il Consiglio federale ha posto mercoledì scorso in consultazione il proprio progetto di stanziare 1,3 miliardi di franchi quale contributo alla coesione dell'UE, da destinare in particolare ai paesi dell'est europeo. Il Parlamento sarà chiamato ad approvare due decreti, non soggetti a referendum, ma l'esito del progetto non è per nulla scontato. Il Consiglio federale deciderà in seguito quali passi intraprendere, in funzione dell'evoluzione delle relazioni bilaterali.