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Canoni acqua, soddisfazione cantoni alpini
La Conferenza dei governi dei cantoni alpini (CGCA) ha accolto "con soddisfazione" la proposta del Consiglio federale al Parlamento di mantenere invariata l'attuale aliquota massima del canone annuo per i diritti d'acqua.
"Si tratta di una decisione oggettivamente e politicamente corretta, in quanto non sussiste alcuna giustificazione per una riduzione dei canoni", scrive in una nota la CGCA, che ha sede a Coira ed è attualmente presieduta dal consigliere di Stato ticinese Christian Vitta.
Infatti, secondo uno studio commissionato dalla CGCA, la produzione idroelettrica ha contribuito positivamente al settore elettrico nel suo complesso, facendo registrare utili a prescindere dai prezzi di mercato già ridotti e dal regime vigente per il canone d'acqua. Dal 2016 il prezzo di mercato dell'elettricità è aumentato di oltre il 25%. Malgrado l'attuale e estremamente basso grado di riempimento dei bacini di accumulazione, quest'inverno è stato possibile realizzare guadagni "molto interessanti".
La CGCA ritiene inoltre che sia "inutile" limitare nel tempo il mantenimento dell'attuale aliquota massima. Il modello oggi in vigore sarà infatti in ogni caso abrogato con l'entrata in vigore di un nuovo modello per i canoni d'acqua sul quale il Consiglio federale intende avviare una consultazione nell'autunno prossimo o nella primavera 2019.
La CGCA si dice "disponibile per una discussione" in merito all'eventuale introduzione di un nuovo modello flessibile di canone massimo per i diritti d'acqua. Tuttavia - aggiunge - questo "dovrà necessariamente adempiere a dei presupposti fondamentali". In primo luogo occorrerà considerare l'intero valore aggiunto conseguibile
con lo sfruttamento della forza idrica. Le società elettriche dovranno inoltre essere tenute alla piena trasparenza di tutti i costi e di tutti i ricavi. Da ultimo, il corrispettivo per l'utilizzazione della forza idrica dovrà rimanere "in tutto e per tutto un indennizzo per le risorse". Solo così sarà garantito che i cantoni idroelettrici parteciperanno in modo equo al cosiddetto reddito dalle risorse, conclude la nota.