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L'annuncio ha destato clamore: l'ADC Therapeutics, un'azienda nel cantone di Vaud specializzata nelle terapie oncologiche di avanguardia, ha raccolto quasi 200 milioni di franchi di finanziamenti privati. Un primato in Europa dal 2015 che testimonia la vitalità della "Health Valley" della Svizzera occidentale.
Il finanziamento è stato concluso con investitori sia nuovi che esistenti, ha comunicatoLink esterno lunedì l'ADC Therapeutics. L'anno scorso la società aveva già raccolto 105 milioni di dollari. Dalla fondazione, nel 2012, la somma totale ha raggiunto i 455 milioni di franchi.
I nuovi fondi saranno utilizzati per sviluppare ulteriormente due farmaci in fase di sperimentazione, l'ADCT-301 e l'ADCT-402. Questi due preparati sono oggetto di quattro studi clinici in diversi sottotipi di tumori del sistema linfatico e di leucemie.
"I due medicamenti che stiamo testando sono molto efficaci per i pazienti che non hanno più un'alternativa terapeutica", ha affermato Chris Martin, capo dell'ADC Therapeutics, alla Radiotelevisione svizzera francese RTS. In totale, la ditta vodese prevede di sviluppare otto medicinali: ciascuno dovrebbe generare più di un miliardo di dollari all'anno.
Ricerca all'estero
Alcuni esperti, tuttavia, relativizzano questa raccolta fondi che di primo acchito può apparire spettacolare. "Gli importi in gioco sono in linea con gli standard specifici della biotecnologia", commenta Jordi Montserrat, co-direttore della Venture Kick e responsabile romando della Venturelab.
Jordi Montserrat si rammarica poi del fatto che questo annuncio non riguardi una società che svolge la ricerca in Svizzera. I laboratori dell'ADC Therapeutics attualmente hanno sede nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
Oltre alla gestione, il sito svizzero dell'ADC Therapeutics ospita anche i servizi legali e finanziari del gruppo. In seguito all'annuncio di questa raccolta di fondi, dovrebbero essere creati una trentina di nuovi posti di lavoro, tra cui alcuni nel cantone di Vaud.
"Health Valley"
Questa operazione rafforza tutta la Svizzera come piazza scientifica di primo piano nella lotta contro il cancro", commenta il quotidiano vodese 24 heures, nella sua edizione di martedì. Il giornale ricorda che "il successo dell'ADC Therapeutics e di altre società analoghe rientra in un contesto di colossali investimenti effettuati tra Losanna e Ginevra, sia dal settore privato che da quello pubblico".
Dall' inizio degli anni 2000, nella Svizzera occidentale c'è stata una convergere e un fiorire di società biotecnologiche e di tecnologie mediche tale da formare una vera e propria "Health Valley" (così denominata in riferimento alla californiana Silicon Valley).
Questa costellazione in rapida crescita si estende dal canton Vallese ad est fino a Ginevra, ad ovest fino a Neuchâtel e a nord fino a Berna. Riunisce quasi mille imprese attive nel campo delle scienze della vita, dalle start-up alle multinazionali quali Baxter, Debiopharm o UCB Farchim, incubatori e una ventina di istituti di ricerca e università. In totale, impiega circa 25mila persone ed è uno dei tre maggiori centri europei del settore, con le regioni di Cambridge e Oxford, in Inghilterra.
Ecosistema favorevole
Ma questa storia di successo non è sempre stata serena e tranquilla. Nel 2012, la chiusura del sito Merck Serono di Ginevra ha causato il taglio di 1250 posti di lavoro e un'onda d'urto in tutta la regione dell'Arco lemanico. L'apertura del Campus Biotech negli stabilimenti precedentemente della Merck Serono, a Ginevra, ha permesso di ridurre notevolmente il trauma causato dalla partenza dell'azienda tedesca.
Questa delocalizzazione, tuttavia, è stata un campanello di allarme e ha dimostrato che lo straordinario sviluppo degli ultimi anni rimane fragile. Queste società [attive nel settore biotech] sono molto mobili. Se le condizioni diventano sfavorevoli, potrebbero muoversi molto rapidamente", dice Benoît Dubuis, direttore del Campus Biotech di Ginevra.
In questo senso, la Health Valley svolge un ruolo centrale e rappresenta un importante punto di forza per convincere le aziende biotecnologiche a trasferirsi in Svizzera. "Queste aziende capiscono i vantaggi che traggono ad essere integrate in questo ecosistema", sottolinea Benoît Dubuis.
(Traduzione dal francese: Sonia Fenazzi)