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Forze unite
I membri dell'ASNI approvano la fusione con altre due organizzazioni
Dopo 36 anni, l'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (Asni) non esisterà più nella sua forma abituale. I membri del movimento hanno infatti votato oggi a Berna in favore della fusione con altre due organizzazioni dagli obiettivi simili.
La decisione dei delegati di modificare lo statuto in questo senso è stata presa a larga maggioranza, viene precisato in un comunicato. L'Asni vuole unire le forze con l'Associazione degli imprenditori contro l'adesione all'Ue e il Comitato No-Ue sotto la denominazione provvisoria di «PSS – Per una Svizzera sovrana».
Lo scopo è quello di creare una nuova e più potente organizzazione, la cui fondazione è prevista a Berna il 15 ottobre. Lotterà per l'indipendenza, la neutralità, la sovranità e la sicurezza della Svizzera.
Secondo il già consigliere federale Christoph Blocher, co-fondatore dell'Asni, la fusione punta a rendere il movimento di nuovo capace di lanciare referendum e vincere alle urne. «Se riusciamo a farlo, metteremo paura a Palazzo federale. In una nuova organizzazione possiamo raccogliere le firme molto rapidamente», ha detto l'81enne, citato nella nota.
Blocher è convinto che una delle debolezze dell'Asni sia stata non riuscire ad acquisire importanza in Svizzera francese. Ora bisogna quindi avere un nome uniforme per tutte le regioni linguistiche, prosegue il pezzo grosso della destra elvetica.
L'Asni è stata fondata nel 1986 dagli allora consiglieri nazionali Blocher (UDC/ZH) e Otto Fischer (PLR/BE). Il suo più grande trionfo politico è stato il no dell'elettorato all'adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo (SEE) nel 1992. Stando a Blocher, il movimento considera l'Unione europea come un «errore intellettuale».
ats