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ZURIGO - Il capo pilota della compagnia Ju-Air Andreas Pfisterer ha confermato l'intenzione di riprendere quanto prima, verosimilmente da venerdì 17, i voli panoramici della compagnia, a cui apparteneva lo storico trimotore schiantatosi il 4 agosto nei Grigioni.
Ju-Air aveva sospeso i voli su base volontaria all'indomani dell'incidente, occorso al suo apparecchio immatricolato HB-HOT, partito da Locarno-Magadino e caduto sulle pendici del Piz Segnas, nella regione di Flims (GR), a 2540 metri di altezza, con un bilancio di 20 morti.
In un intervista odierna al Blick il responsabile della formazione dei piloti sottolinea che non esiste un momento ideale per riprendere l'attività dopo una tragedia aerea: per alcuni è troppo presto, per altri troppo tardi. Ju-Air deve poi ritornare nei cieli anche per rispetto dei circa 160 volontari che si impegnano per la compagnia a titolo gratuito, dice Andreas Pfisterer.
Un altro elemento rafforza la decisione: anche i parenti delle vittime gli hanno detto che l'associazione deve assolutamente continuare presto a volare. D'altro canto non c'è nessun indizio che il crash sia stato dovuto a un problema tecnico. «Non ho nessun dubbio che gli apparecchi siano sicuri al cento per cento», afferma il capo pilota.
La compagnia è un'associazione che basa le sue attività interamente sul volontariato. Essa possiede altri due velivoli come quello precipitato nella Surselva, immatricolati come HB-HOS e HB-HOP. Anche questi sono stati acquistati nel 1939 dall'aeronautica militare svizzera, che li ha usati in vari ambiti, dal trasporto al lancio di paracadutisti.