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La procura di Stoccarda ha aperto una seconda inchiesta contro il fornitore automobilistico tedesco Bosch per via del dieselgate.
Secondo quanto spiegato all'Handelsblatt da un portavoce della procura, le indagini si concentrano su alcuni dipendenti per il sospetto di concorso in truffa in relazione al caso Daimler.
La casa-madre di Mercedes è al centro di un'indagine per sospetta manipolazione delle emissioni dei modelli diesel, nell'ambito della quale nei giorni scorsi erano state perquisite diverse sedi in Germania. Bosch è il più grande produttore mondiale di sistemi di controllo dei motori diesel e annovera tra i suoi clienti anche Daimler. Un portavoce del fornitore ha confermato le indagini e affermato che la società coopera con la giustizia.
Dall'autunno del 2015 è in corso un'altra inchiesta contro Bosch, in relazione però al caso Volkswagen. Secondo lo Spiegel, il nome di Bosch compare anche in una nuova class action contro General Motors presentata giovedì a Detroit dall'avvocato Steve Berman. L'azienda tedesca avrebbe fornito il software per i motori dei modelli di Gm Silverado e Sierra. "Gm non ha agito da sola", si legge nel ricorso di Berman, "Bosch è stato un partecipante attivo e consapevole al piano per aggirare le disposizioni statunitensi sulle emissioni".
SDA-ATS