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Il primo rapporto della Confederazione a fare luce a livello nazionale sull'intensità delle radiazioni emesse dai telefonini afferma che le radiazioni diminuiscono con le nuove tecnologie. Le misurazioni - come ha anticipato mercoledì il Tages-Anzeiger - sono state effettuate un po' ovunque: città, campagna, zone industriali, treni. Il risultato depone a favore della strategia del Consiglio federale, che si batte per un'estensione rapida della rete 5G.
Il carico di radiazioni non ionizzanti è nel suo complesso moderato in Svizzera. Martin Röösli, sostituto capo progetto dell'istituto Swiss THP di Basilea, non vede quindi ragione per parlare di conseguenze negative per la salute, una delle paure principali quando si parla di telefonia e all'origine di un vivace dibattito negli scorsi anni, quando gli oppositori avevano anche tentato una raccolta di firme contro il passaggio alla nuova tecnologia. E d'altra parte anche un recente sondaggio dice che il tema divide ancora la popolazione.
Röösli è anzi sorpreso dal fatto che le radiazioni siano tendenzialmente diminuite negli scorsi anni, a fronte di un volume di dati e di un numero delle antenne in crescita. Ciò significa che il progresso tecnologico compensa i maggiori flussi.