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La Banca nazionale svizzera (BNS) guarda con inquietudine all'indebolimento del dollaro, che a metà marzo ha toccato il suo minimo storico a 89 centesimi per un franco: il fenomeno limita il margine di manovra dell'istituto nella prospettiva di una normalizzazione dei tassi di interesse, ha affermato il vicepresidente Thomas Jordan in un'intervista pubblicata oggi dal periodico "Finanz und Wirtschaft".
La BNS esclude però un intervento di sostegno in favore del dollaro sul mercato delle divise, ha aggiunto. Nel 2010 la banca centrale, scesa massicciamente in campo per aiutare l'euro, aveva subito perdite di cambio di 32,7 miliardi di franchi, a fronte di perdita consolidata di 19,2 miliardi.
SDA-ATS