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Pane per tutti e Sacrificio quaresimale chiedono alle banche svizzere di rinunciare a speculazioni sugli alimenti. Tali investimenti, messi in atto da dieci istituti elvetici, hanno ripercussioni sui prezzi dei prodotti agricoli a scapito delle persone più sfavorite, secondo le due organizzazioni caritatevoli.
Le banche svizzere a fine giugno proponevano investimenti in prodotti agricoli per un totale di 3,6 miliardi di franchi, hanno indicato le due organizzazioni. In prima posizione figura il Credit Suisse, con 2,4 miliardi, stando ai calcoli indicati della due associazioni non governative. Seguono la banca privata J. Safra Sarasin e l'UBS, con 340 milioni ciascuna.
I prodotti finanziari proposti riguardano il grano, il mais, lo zucchero e altre derrate alimentari. I rialzi dei prezzi in borsa si traducono in un rincaro degli alimenti a danno dei più poveri, rilevano Pane per tutti e Sacrificio quaresimale.
Il Credit Suisse respinge le accuse delle due organizzazioni. La banca ha indicato che non negozia per proprio conto con materie prime agricole e che esegue transazioni esclusivamente su mandato di clienti.
Gli investimenti che contengono unicamente proposte di generi alimentari non saranno prolungati e saranno tolti dal mercato, ha precisato all'ats un portavoce dell'istituto. La decisione risale ad aprile, ha osservato la banca.
Le voci critiche prendono tuttavia di mira anche fondi di investimento con parte dei patrimoni investiti in prodotti agricoli.
Il Credit Suisse contesta anche le cifre presentate e rammenta che i punti di vista degli economisti sugli effetti che tali investimenti hanno sulle variazioni dei prezzi sono divergenti.