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L’acronimo CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) si riferisce a una convenzione commerciale, nota anche come Convenzione di Washington, sottoscritta da 178 Paesi di tutto il mondo allo scopo di garantire la conservazione e un utilizzo sostenibile delle popolazioni vegetali e animali del nostro pianeta.
Conferenza delle Parti contraenti della CITES 2013: Commercio internazionale della fauna e della flora: la Svizzera impegnata a livello mondiale.
Per molte specie di flora e fauna, l'espandersi degli scambi internazionali costituisce - o potrebbe costituire - una minaccia. Il loro commercio dovrebbe quindi essere ammesso solo nella misura in cui lo consentono gli effettivi naturali. L'introduzione di regole chiare, improntate ai criteri della sostenibilità, si rivela spesso più efficace di un divieto assoluto. Con il termine commercio ai sensi della CITES si intende qualsiasi spostamento che preveda il passaggio di un confine.
Le specie protette dalla CITES vengono classificate su tre diversi livelli, a seconda del grado di minaccia. L'importazione e l'esportazione di esemplari vivi, di loro parti o prodotti da essi derivati sono vietate (allegato I, con eccezioni) oppure consentite solo previa autorizzazione.
Quale organo di gestione della CITES e della Convenzione internazionale che regola la caccia alla balena (IWC), l'Ufficio federale di veterinaria contribuisce in misura sostanziale alla protezione e alla conservazione delle specie animali e vegetali e dei rispettivi habitat.
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