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Dalla Spagna di 7'000 anni fa il più antico Dna umano mai analizzato, 1'700 anni più antico di quello di Oetzi
Arriva dalla Spagna di 7'000 anni fa il più antico Dna umano mai analizzato, 1'700 anni più antico di quello di Oetzi, l'uomo dell'Età del bronzo rinvenuto nei ghiacci dell'Alto Adige nel 1991. Appartiene a due cacciatori-raccoglitori, i cui resti sono stati scoperti casualmente nel 2006. L'analisi di una prima porzione di Dna, effettuata dai ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche spagnolo e pubblicata su Current Biology, svela la loro parentela con le popolazioni del Nord Europa.
Il lavoro dei ricercatori spagnoli ha permesso di recuperare per la prima volta una porzione della sequenza genetica di uomini del Mesolitico, la cosiddetta Età della pietra; 1'700 anni prima del più famoso Oetzi. A differenza dell'Uomo del Similaun, del Dna dei due cacciatori-raccoglitori spagnoli è stato analizzato soltanto una piccola porzione (circa l'1%), ma comunque sufficiente a fornire prime preziose informazioni sulla "storia" umana di 7'000 anni fa.
Secondo le prime analisi, l'antica popolazione a cui appartenevano i due individui esaminati non aveva nulla a che vedere con quella da cui discendono le attuali popolazioni iberiche. Emergono inoltre importanti tratti comuni con le popolazioni del Nord Europa.