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L'aviaria sotto la lente della Confederazione
Esteso il monitoraggio per prevenire la diffusione di eventuali varianti pericolose per l'essere umano
Lo scorso novembre il virus H5N1 dell'influenza aviaria è arrivato anche in Svizzera, con singoli uccelli selvatici risultati positivi. Ma vengono contagiati anche determinati mammiferi. Cresce quindi la preoccupazione per lo sviluppo di varianti che potrebbero essere pericolose per l'uomo.
La Confederazione sta pertanto estendendo il monitoraggio della diffusione del virus in Svizzera, come scrive la NZZ am Sonntag. Ogni singolo caso viene sequenziato e trasmesso al Centro nazionale di riferimento per l'influenza a Ginevra. L'obiettivo è di individuare per tempo eventuali varianti pericolose per l'essere umano, come spiega al domenicale Barbara Wieland dell'Istituto di virologia e immunologia della Confederazione. Attualmente il rischio di trasmissione all'uomo è classificato come moderato.
Nel frattempo, giovedì l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha prorogato le misure di contenimento dell'epizoozia in tutta la Svizzer almeno fino al 15 marzo 2023.