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Perché sbadigliamo?
Lo sbadiglio è un riflesso che può durare dai 6 ai 10 secondi: consiste in una profonda inspirazione seguita da un’espirazione. Un tempo si credeva che sbadigliare servisse esclusivamente ad ossigenare il cervello o a ristabilire la veglia. Ora si sa che il 10% dei nostri sbadigli ha stimoli emozionali o sociali.
Non solo l’uomo sbadiglia ma anche molti animali. Non è raro vedere un ghepardo sbadigliare prima di attaccare la sua preda, è un modo per incamerare l’ossigeno necessario al violento sforzo fisico.
Le teorie moderne dicono che lo sbadiglio è una comunicazione non verbale che sincronizza il comportamento del gruppo, per l’uomo infatti lo sbadiglio risulta contagioso quando è in compagnia di parenti, amici e anche animali domestici. Quando gli altri sbadigliano vicino a noi si attivano i nostri neuroni a specchio (cellule di reazione empatica) comunicandoci le loro sensazioni (fame-sonno-noia): individui con difficoltà a livello di capacità sociali come gli autistici e gli schizofrenici non sbadigliano.
È descritto un caso storico di 480 sbadigli all’ora cioè 8 al minuto. Questo può essere causato dalla mancanza di sonno, ansia o iperventilazione, chi assume moderni anti depressivi, ma può anche annunciare uno svenimento o un’emicrania.
Inoltre sbadigliare succede quando non digeriamo, se abbiamo esagerato con la quantità di cibo. Sono gli intercettori del nostro corpo che ci comunicano di non ingolfarlo.