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In rete si chiama "Bugha", all'anagrafe è il 16enne Kyle Giersdorf, primo campione del mondo di Fortnite e, da domenica, milionario. Fort...che cosa? Per chi non lo sapesse si tratta di un videogioco in cui, nella modalità battaglia, i partecipanti si sfidano per la sopravvivenza su un'isola virtuale, in cui il perimetro disponibile si riduce a poco a poco, fino a quando non rimane un unico superstite. Un gioco che nel mondo tiene incollati agli schermi del computer o della consolle orde di appassionati.
Il ragazzo della Pennsylvania l'ha spuntata su altri 99 concorrenti di 30 paesi diversi (selezionati online fra 40 milioni di giocatori) al termine di sei partite. L'interesse per le competizioni di videogiochi è ormai tale che i migliori vivono da professionisti e che la competizione si è svolta a New York davanti a quasi 20'000 spettatori assiepati nell'Arthur Ashe Stadium, tempio del tennis a Flushing Meadow, più abituato ad ospitare sfide in carne ed ossa come quelle fra Federer, Djokovic e Nadal.
Oltre a "Bugha" altri tre partecipanti escono dalla gara individuale con premi sopra al milione, tutti statunitensi e teenager ad eccezione del 24enne piazzatosi secondo. Il quinto classificato, un argentino, ha addirittura 13 anni, l'età minima per l'iscrizione (con il consenso scritto dei genitori). Tre milioni, uno e mezzo a testa, anche per i vincitori della prova in coppia, un norvegese e un austriaco di 16 e 17 anni.
Proprio l'aspetto dell'età e della ricchezza è forse quello che fa maggiormente discutere il giorno dopo. "Bugha" da questo punto di vista sembra non aver perso la testa e rassicurare gli scettici: niente auto sportiva, bistecche coperte d'oro o altre spese folli, anzi: una (piccola) parte di quanto guadagnato servirà a comprare una nuova scrivania, il resto alimenterà "i risparmi per il futuro".
Resta però il fatto che nella vita "online" di tutti i giorni anche molti minorenni sono disposti a spendere per i contenuti supplementari offerti a pagamento dal produttore, la Epic, che sommando queste microtransazioni incassa miliardi.