Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/58360

<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo la conclusione della procedura parlamentare sugli Accordi bilaterali II, sull'estensione della libera circolazione delle persone ai nuovi Stati membri dell'UE e sulle misure di accompagnamento, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande qui appresso:</p><p>1. Ritiene che, dopo le votazioni popolari su Schengen/Dublino e sull'Accordo sull'estensione della libera circolazione delle persone, che si terranno molto probabilmente nel 2005, si debba riattivare rapidamente la domanda di adesione della Svizzera all'Unione europea?</p><p>2. Considera che la via dei negoziati bilaterali sia ormai esaurita e che in futuro si debba rinunciarvi, tranne in caso di imperativi tecnici?</p><p>3. Ritiene che, in vista della riattivazione della domanda di adesione all'UE, sia opportuno preparare già oggi le necessarie riforme interne (armonizzazione della legislazione svizzera in funzione della ripresa dell'acquis comunitario, in particolare per quanto concerne le assicurazioni sociali e il diritto del lavoro; integrazione della Svizzera nella zona euro; negoziazione di un periodo di transizione più lungo per l'introduzione delle aliquote UE sul valore aggiunto: 15 per cento per l'aliquota ordinaria e utilizzazione della maggior parte della differenza tra le aliquote vigenti in Svizzera e quelle europee per il finanziamento delle assicurazioni sociali,  pur mantenendo l'imposta federale diretta) e al tempo stesso vegliare alla salvaguardia della maggior parte delle nostre conquiste in materia di diritti popolari, federalismo e servizio pubblico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha definito la propria strategia europea nel rapporto sulla poetica estera 2000 (FF 2001 255-258), che enumera anche le condizioni da adempiere per avviare i negoziati di adesione:</p><p>- innanzitutto, occorre che siano state raccolte le prime esperienze maturate con l'attuazione degli accordi bilaterali;</p><p>- in secondo luogo, bisogna esaminare le conseguenze di un'adesione all'UE in alcuni ambiti politici prioritari (federalismo, diritti popolari, organizzazione del governo, regime finanziario, politica economica e monetaria, politica degli stranieri e migratoria, agricoltura nonché politica estera e di sicurezza). Eventualmente, il Consiglio federale sottoporrà le necessarie proposte di riforme;</p><p>- infine, è necessario che l'adesione della Svizzera all'UE ottenga un ampio sostegno politico interno.</p><p>Queste condizioni sono ribadite nel rapporto del Consiglio federale sul programma di legislatura (FF 2004 1001).</p><p>Nel frattempo, la Svizzera difende i propri interessi mediante negoziati bilaterali. Data l'intensità delle relazioni tra la Svizzera e l'UE, entrambi i partner devono inevitabilmente affrontare e risolvere le nuove questioni che si pongono loro. L'UE ha già manifestato il desiderio di aprire negoziati, per esempio, nei settori del mercato dell'energia o della protezione delle derrate alimentari, mentre da parte svizzera si vuole ottenere il riconoscimento delle denominazioni d'origine controllata dei formaggi. Indipendentemente dall'orientamento futuro della politica svizzera in materia di adesione, il quadro contrattuale delle nostre relazioni con l'UE deve essere continuamente adeguato.</p><p>Entro la fine del presente periodo di legislatura, il Consiglio federale intende presentare un rapporto sull'impatto dell'adesione della Svizzera all'UE. Il rapporto comprenderà anche uno studio delle ripercussioni dell'adesione sulle istituzioni politiche svizzere (federalismo, democrazia diretta) come pure sui principali ambiti interessati e espliciterà le necessarie riforme. Porterà altresì sugli sviluppi all'interno dell'UE. Questo rapporto sull'Europa costituisce la base decisionale di cui si servirà il Consiglio federale per determinare il corso futuro della sua politica europea.</p>  Risposta del Consiglio federale.