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Il Consiglio degli Stati non rinuncia alla chiusura notturna dei valichi secondarii. Lunedì, la camera alta del Parlamento si è nuovamente rifiutata di archiviare la mozione della consigliera nazionale Roberta Pantani, mozione del 2014 che chiedeva la chiusura delle dogane secondarie negli orari notturni.
Già nella sessione di giugno, i senatori si erano rifiutati di archiviare la mozione come invece vorrebbero sia il Consiglio federale che il Consiglio nazionale. Hanno preferito seguire una proposta di Filippo Lombardi, secondo la quale permangono gravi problemi di criminalità trasfrontaliera sul confine tra Svizzera e Italia.
Secondo il Consiglio federale, tuttavia, la misura non ha comportato un significativo miglioramento del tasso di criminalità in Ticino. Le discussioni con l'Italia hanno anche dimostrato che una tale misura avrebbe ripercussioni negative sulla buona cooperazione in materia di sicurezza delle frontiere e migrazione.
La chiusura dei valichi secondari, introdotta temporaneamente e solamente in alcune dogane, aveva causato malumori in Italia. Il sindaco della città di confine italiana di Bizzarone e alcuni suoi colleghi nella regione si erano lamentati di una misura ritenuta da loro inefficace. E, nonostante un responso generalmente positivo della popolazione e delle autorità ticinesi, il Consiglio federale aveva deciso di rinunciare a introdurre la misura in via definitiva. Ma dopo il voto di lunedì del Consiglio degli Stati sulla vicenda non è ancora stata messa la parola fine.