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BELLINZONA - Nel corso della prima ondata pandemica, la speranza di vita si è abbassata di sei anni per gli uomini ticinesi, passando da 82 a 76 anni. È quanto ha detto il demografo Philippe Wanner ai microfoni della RTS. Nell'Arco lemanico la diminuzione è stata di tre anni.
In Svizzera, la speranza di vita è di 86 anni per le donne e 82 per gli uomini, una delle più elevate al mondo. Da quasi un secolo aumenta regolarmente di circa due mesi all'anno.
La pandemia di coronavirus ha fatto quasi 5500 morti nella Confederazione, fatto che ha abbassato la speranza di vita nel periodo in questione soprattutto in Ticino e nell'Arco lemanico, ha dichiarato alla trasmissione Forum lo specialista dell'Università di Ginevra.
Per ritrovare una speranza di vita di 76 anni per gli uomini ticinesi, bisogna ritornare all'inizio degli anni 1980. «Questo dato mostra che anche i decessi di persone più giovani pesano sulle cifre», ha sottolineato Wanner.
A livello nazionale, il calo è al momento di circa tre o quattro mesi, «ma tutto dipenderà da come si concluderà la seconda ondata», ha aggiunto l'esperto. Una tendenza simile si era registrata nel 1918 con l'influenza spagnola, che aveva comunque fatto molti più morti.
Tornando in Ticino, facendo un paragone internazionale la speranza di vita risulta simile agli Stati Uniti se si valuta l'anno intero, mentre si avvicina alla Lombardia se si prende in considerazione il solo mese di marzo.