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Era stato sfrattato dal suo appartamento in Ticino e da allora se n’era andato senza dire niente a nessuno. Per oltre due anni aveva quindi vissuto tra "la casa della compagna in Italia" e "una barca in Spagna". Eppure pretendeva di poter continuare a beneficiare del permesso C. Ma come tutte le istanze precedenti anche il Tribunale federale ha confermato la decisione della Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni. Il ricorso del cittadino italiano, patrocinato dall’avvocato Ugo Mantoan, è stato respinto con sentenza pubblicata oggi e le spese giudiziarie di mille franchi sono state poste a suo carico.
L’uomo si era trasferito in Svizzera nel 2006 e cinque anni dopo aveva ottenuto il permesso C. Nel 2017 era stato sfrattato dal suo appartamento e da allora, come da lui stesso ammesso, non ha più avuto un alloggio in Svizzera. Aveva quindi iniziato a vivere tra Italia e Spagna. La situazione era emersa nel 2018, durante un interrogatorio davanti alla polizia cantonale. Dopo averne preso atto, nel 2019 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni aveva quindi dichiarato “decaduto” il suo permesso di domicilio.
Egli però si è opposto alla decisione, ricorrendo dapprima al Consiglio di Stato, poi al Tribunale amministrativo ticinese e infine al Tribunale federale. Ottenendo sempre torto. “La constatazione del decadimento del suo permesso – scrivono i giudici di Losanna – non presta il fianco a critica alcuna. (…). L’insorgente ha lasciato la Svizzera ormai da anni (…) e la sua partenza non è stata accompagnata da nessun annuncio alle autorità migratorie, di modo che il permesso è decaduto con il trascorrere di sei mesi dalla stessa”.