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Sventolando un rapporto propagandistico comandato tramite il Consiglio degli Stati, il Consiglio federale ha avviato oggi la campagna di voto per un accordo-quadro istituzionale con l’UE. Ancora una volta, esso indebolisce in modo irresponsabile la posizione della Svizzera nei negoziati con l’UE.
Nel suo rapporto pubblicato oggi, il Consiglio federale presenta uno scenario totalmente teorico: l’improvvisa soppressione di oltre cento accordi bilaterali stipulati con l’UE e la loro sostituzione con un “accordo di libero scambio globale”, che il governo non sa nemmeno come lo deve definire. Un puro bluff. Leggendo fra le righe, si constata rapidamente che l’unico obiettivo di questo documento è quello di presentare sotto nell’ottica più attrattiva possibile i presunti vantaggi di una vasta “armonizzazione del diritto” con l’UE. Il Consiglio federale srotola il tappeto rosso per un futuro accordo-quadro istituzionale con l’UE, che costringe la Svizzera a riprendere dinamicamente, ossia obbligatoriamente, il diritto UE, sottomettendosi inoltre agli organi giudiziari e di sorveglianza di Bruxelles. In definitiva, questo rapporto illustra il deplorevole atteggiamento ideologicamente tarato del Consiglio federale e la sua incapacità di proporre soluzioni pragmatiche nella situazione attuale.
Lo scenario presentato dal Consiglio federale è completamente avulso dalla realtà e sfugge a qualsiasi ragionamento logico. Nessuno rimette in questione gli oltre 100 accordi che la Svizzera ha stipulato con l’UE. A nessuno verrebbe l’idea di confrontare questa situazione con uno stato di cose nuovo per il quale, secondo il rapporto, non esiste una “definizione generalmente riconosciuta”. Né la Svizzera né l’UE hanno il benché minimo interesse a tagliare tutti i ponti. La probabilità che tale scenario si avveri, è vicina allo zero.
Nell’attuale discussione fra la Svizzera e l’UE si tratta un solo e unico accordo, ossia quello di libera circolazione delle persone che la Svizzera deve adattare perché la mette in una situazione insostenibile. Le eventuali conseguenze di questo rinegoziato concernono al massimo sei altri accordi, i cosiddetti Bilaterali I che, d’altronde, sono perlopiù nell’interesse delle due parti.
Questo rapporto non ha alcuna utilità pratica, essendo il suo unico scopo quello di presentare come situazione ideale un’integrazione la più ampia possibile della Svizzera nell’UE. Ed è esattamente ciò cui mira il Consiglio federale con i suoi negoziati sull’accordo-quadro con l’UE.
Nella situazione attuale, il Consiglio federale nuoce ancora una volta alla Svizzera con un rapporto che offre su un piatto d’argento all’UE tutti gli argomenti di cui ha bisogno per non negoziare un adeguamento dell’accordo di libera circolazione delle persone. Ieri, la presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga, ha dichiarato che “la cosa più stupida che si possa fare” sarebbe indebolire la propria posizione in un negoziato. Oggi, il Consiglio federale ha ancora una volta fatto la cosa più stupida che ci sia.
UDC Svizzera
Berna, 05 giugno 2015