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La battaglia di Marignano è oggi argomento di dibattito fra politici e storici. A 500 anni dal cruento scontro vinto dalle truppe francesi sugli svizzeri, il Museo nazionale di Zurigo dedica all'avvenimento una mostra che può essere visitata fino al 28 giugno.
L'esposizione è incentrata sulla Milano degli anni intorno al 1500, che era oggetto di aspra contesa fra le potenze europee, sulla battaglia quale grande evento militare e sulle conseguenze della pace del 1516 per i Confederati, indicano i responsabili del museo in una nota.
Intitolata "1515 Marignano", la mostra presenta circa 250 oggetti "preziosi e significativi" provenienti dalla Svizzera e dall'estero. Fra questi i raffinati ritratti di duchi e condottieri, parti del bottino delle guerre di Borgogna che trasformarono la Confederazione in potenza militare e i disegni di artisti che parteciparono alla guerre di Milano e che illustrano la vita e la morte dei mercenari svizzeri.
Sono esposti anche un cannone del peso di diverse tonnellate che simboleggia la superiorità tecnico-militare dei francesi, come pure il poderoso trattato del 1516 che dimostra il peso politico della pace tra i Cantoni confederati e il re Francesco I di Francia.
La battaglia di Marignano (oggi Melegnano), svoltasi tra il 13 e il 14 settembre di 500 anni fa, fece fra 5'000 e 8'000 vittime tra le fila francesi e tra 9'000 e 10'000 tra quelle svizzere: morirono quasi la metà di tutti gli uomini impegnati, secondo il Dizionario storico della Svizzera.
Oggi - scrivono i responsabili della mostra - gli uni si rammaricano della sconfitta dei Confederati, mentre altri salutano il ritorno dopo la battaglia ai "vecchi" valori di una Confederazione più sobria. Da una parte c'è chi collega Marignano al principio della neutralità svizzera, dall'altra chi combatte il "mito Marignano".
Fanno da corollario alla mostra una serie di dibattiti in tre parti (in tedesco) sul tema "Marignano - tra storia, narrazione, politica e cultura".