Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/78195

<h2>SubmittedText<h2><p>L'Europa ha paraffato accordi di riammissione e facilitazione del visto con l'Albania, la Bosnia ed Erzegovina, il Montenegro, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia nonché, il 16 maggio 2007, con la Serbia. Le agevolazioni concordate valgono per tutti gli Stati membri dell'UE che partecipano alla cooperazione Schengen (ossia senza il Regno Unito e l'Irlanda) nonché per la Norvegia e l'Islanda, ma non per la Svizzera. Delle facilitazioni nel rilascio del visto dovrebbero beneficiare in particolare persone d'affari, studenti, accademici, sportivi e artisti. L'UE vuole firmare, ratificare e porre in vigore tutti gli accordi prima della fine del 2007. </p><p>In tale contesto, pongo al Consiglio federale le domande seguenti: </p><p>1. Condivide la posizione dell'UE secondo cui gli accordi di riammissione e facilitazione del visto con gli Stati dei Balcani occidentali rappresentano un passo importante nel processo di associazione e di integrazione all'UE e contribuiscono a un'Europa stabile e pacifica?</p><p>2. Che cosa significa tale situazione per la Svizzera quale futuro membro di Schengen? Quali conseguenze - dal profilo della certezza del diritto - comporta per gli accordi bilaterali con gli Stati dei Balcani occidentali nell'ambito dei visti e della riammissione? Entro quando la Svizzera deve adottare le facilitazioni del visto in base all'accordo di Schengen?</p><p>3. Ritiene che le agevolazioni di viaggio con tutti i Paesi dell'UE e la Svizzera incoraggeranno i cittadini degli Stati dei Balcani occidentali a proseguire le riforme istituzionali e dello Stato di diritto? Come l'UE, reputa auspicabile, analogamente a quanto avviene per i progetti di coesione, sostenere in modo mirato, mediante le facilitazioni del visto, progetti di scambio per giovani in formazione? È disposto a promuovere in modo mirato, mediante programmi di aiuto ai Paesi dell'Est, i rispettivi progetti di scuole di diversi livelli?</p><p>4. Concepisce tali facilitazioni del visto anche come conseguenza logica della politica di stabilizzazione e pace finora attuata dalla Svizzera nell'ambito dell'aiuto ai Paesi dell'Est e farà in modo che la Svizzera possa ratificare e porre in vigore tali facilitazioni contemporaneamente all'EU, alla Norvegia e all'Islanda?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di una situazione stabile e pacifica nei Balcani occidentali. Il 19 ottobre 2005, approvando la strategia "Balcani occidentali", che definisce il quadro della politica estera svizzera verso Albania, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Macedonia nonché Serbia e Montenegro negli ambiti stabilità, sicurezza, economia e migrazione, il Consiglio federale ha ribadito il suo impegno a lungo termine a favore di questa regione. Accogliendo il 26 novembre 2006 la legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est, il popolo svizzero ha approvato questo indirizzo consentendo così al Consiglio federale di proseguire l'attuazione delle misure avviate.</p><p>All'interno della Confederazione tale processo è promosso mediante l'elaborazione di partenariati in materia di migrazione, nell'ambito dei quali gli uffici federali coinvolti esaminano segnatamente programmi di formazione. Nell'ambito dell'aiuto ai Paesi dell'Est, richieste di partnerariati scolastici sono state inoltre studiate e sostenute mediante azioni modeste. La conclusione di accordi specifici in materia di migrazione (p. es. l'accordo di riammissione con la Bosnia ed Erzegovina) rappresenta un'altra importante componente di questa cooperazione rafforzata con gli Stati dei Balcani occidentali. </p><p>La Svizzera persegue un processo volto a stabilizzare l'intera regione. La conclusione di accordi di riammissione e facilitazione del visto fa parte di tale processo. L'obiettivo principale di tali accordi (semplificazione delle formalità di viaggio, lotta alla migrazione illegale) coincidono con gli obiettivi che la Svizzera persegue nel quadro della cooperazione intensificata con i Paesi dei Balcani nell'ambito della migrazione. Gli accordi già esistenti restano validi e continueranno ad essere applicati dalle parti contraenti.</p><p>2./4. In quanto futuro membro di Schengen, la Svizzera osserva con molta attenzione la politica europea per la negoziazione di accordi di facilitazione del visto. Con l'associazione a Schengen, la Svizzera dovrà adeguare la propria politica relativa al rilascio di visti con una durata di validità inferiore a tre mesi a quella dell'UE. Tuttavia, anche dopo l'applicazione dell'accordo di associazione a Schengen, gli accordi di facilitazione del visto dell'UE non saranno validi per la Svizzera. Se conclude un accordo di riammissione o di facilitazione del visto con uno Stato terzo, l'UE esprimerà in una dichiarazione congiunta allegata all'accordo la sua esigenza che anche i Paesi associati (oggi Norvegia e Islanda) negozino accordi bilaterali in materia di facilitazione del visto e di riammissione contenenti disposizioni simili. Occorre dunque attendersi che l'UE indirizzi un'analoga richiesta anche alla Svizzera, non appena entrerà in vigore l'accordo di associazione a Schengen. </p><p>La Svizzera ha già concluso accordi di riammissione con tutti gli Stati della regione e ha già mosso i primi passi per quanto concerne le facilitazioni del visto.</p>  Risposta del Consiglio federale.