Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/116886

<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera, i prezzi dell'elettricità variano molto a seconda delle regioni. Ad esempio, a Zurigo un nucleo familiare medio (appartamento di quattro locali, 2500 chilowattora all'anno) paga in totale 324 franchi e nella Svizzera centrale l'importo record di ben 636 franchi. Anche nel caso della corrente elettrica ecologica, la città di Zurigo, con 410 franchi, rimane sempre nettamente al di sotto delle cifre della Svizzera centrale. I costi di produzione ammontano in entrambi i luoghi citati al 40 per cento circa e dal 1995 sono diminuiti del 15 per cento.</p><p>Questi oneri gravano purtroppo non solo sui nuclei familiari della Svizzera centrale, ma anche sull'industria, in particolare anche quella ad alto consumo di energia elettrica (cfr. mozioni Büttiker 11.3502 e Zanetti 11.3485). Non è noto quali sono i motivi all'origine di differenze regionali così marcate.</p><p>Dalle prime stime emerge che l'abbandono dell'energia nucleare significherà un onere supplementare di 40 a 80 franchi per un nucleo familiare medio. Tale aumento sembrerebbe non essere rilevante alla luce delle forti differenze di prezzi a livello regionale.</p><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Può confermare le cifre summenzionate?</p><p>2. Come valuta le forti differenze dei prezzi dell'energia elettrica a livello regionale?</p><p>3. C'è un disfunzionamento del libero mercato (monopolio nell'offerta, situazione di rendita dello Stato, ecc.)?</p><p>4. Come si può garantire che prezzi diversi dell'energia elettrica a livello regionale non diventino praticamente un nuovo strumento di perequazione finanziaria?</p><p>5. A quanto ammontano gli oneri supplementari nei cantoni della Svizzera centrale dovuti ai prezzi dell'elettricità elevati rispetto ai prezzi medi in Svizzera?</p><p>6. Condivide il parere secondo il quale i costi supplementari risultanti dalla sua nuova politica energetica siano irrilevanti rispetto alle differenze di prezzo a livello regionale e al calo dei costi di produzione (15 per cento negli ultimi quindici anni) e che possano essere interamente o parzialmente bilanciati da misure di efficienza energetica?</p><p>7. Esistono in questo contesto ulteriori informazioni che possano essere di interesse per una nuova politica energetica coerente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il prezzo dell'energia elettrica si compone di diversi elementi quali i corrispettivi di utilizzazione della rete, il prezzo dell'energia, i tributi e le prestazioni agli enti pubblici nonché la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Le tasse di utilizzazione della rete e il prezzo dell'energia corrispondono a circa il 70 per cento del prezzo dell'elettricità.</p><p>1. I prezzi dell'elettricità citati nel testo dell'interpellanza sono in linea con i dati forniti dalla Commissione federale dell'energia elettrica (Elcom). Laddove l'autore dell'interpellanza si riferisce alla Svizzera centrale, si presume che si tratti del cantone di Lucerna.</p><p>Stando alle stime della Elcom, oggi un nucleo familiare medio corrisponde alla categoria di consumo H4 (consumo annuo di 4500 chilowattora; appartamento di cinque locali, provvisto di piastra elettrica e asciugatrice, senza boiler elettrico). Per un tale nucleo familiare, i costi globali dell'elettricità nel 2011 ammonterebbero nella città di Zurigo a 577 franchi (ossia a 12,83 centesimi per chilowattora) e nel cantone di Lucerna a 1024 franchi (22,75 centesimi per chilowattora). Sempre nella città di Zurigo, la corrente elettrica ecologica (ewz.ökopower, stima: 70 per cento a tariffa alta, pari a 22,50 centesimi per chilowattora; 30 per cento a tariffa bassa, pari a 13,50 centesimi per chilowattora) fornita a un nucleo familiare H4 costerebbe in media 891 franchi all'anno. Secondo la Elcom, il prezzo dell'elettricità a carico di un tipico nucleo familiare (H4) nel 2011 nella media Svizzera è pari a 20,20 centesimi per chilowattora (ossia a 909 franchi all'anno). La quota dell'energia nel prezzo dell'elettricità, che riflette i costi di produzione, nel 2011 è pari a circa il 40 per cento nella città di Zurigo e a circa il 50 per cento nel cantone di Lucerna.</p><p>Tra il 1995 e il 2007, il prezzo medio nominale dell'elettricità pagato dai consumatori finali svizzeri è diminuito del 15 per cento (valore reale: - 23 per cento). Da allora, il prezzo medio dell'energia elettrica è nuovamente in crescita. Tali tendenze sono da ricondurre in parte ai costi di produzione mutati, che sono diminuiti in ragione del crescente ammortamento degli impianti più vecchi, ma che aumentano di nuovo a seguito dell'attuale fabbisogno d'investimento. Tale evoluzione è indipendente dalla decisione presa dal Consiglio federale lo scorso 25 maggio, ossia di abbandonare gradualmente l'energia nucleare.</p><p>2. Per quanto riguarda le differenze regionali dei prezzi dell'elettricità, va dapprima osservato che le tariffe elettriche a carico dei clienti che beneficiano del servizio universale non divergono unicamente tra i vari cantoni e le regioni bensì, in misura in parte ragguardevole, persino tra i singoli comuni di uno stesso cantone.</p><p>Le differenze tra le diverse tariffe elettriche sono ascrivibili ai seguenti fattori.</p><p>a. Fattori generali:</p><p>- Strategia del proprietario e dell'impresa: alcune imprese di approvvigionamento elettrico rinunciano al guadagno massimo consentito per legge a favore di un approvvigionamento a costi ridotti (ad es. come misura a favore dell'attrattiva di una località o di una regione).</p><p>- Efficienza del gestore di rete: a seconda dell'efficienza di un gestore di rete, i suoi costi, e di riflesso anche le tariffe elettriche, possono variare.</p><p>- Ammontare dei tributi: se il comune al quale viene fornita l'elettricità esige tributi elevati (ad es. per l'illuminazione delle strade o per rimpinguare le casse comunali), i prezzi dell'elettricità sono notevolmente maggiori. L'ammontare dei tributi viene stabilito dalle autorità locali.</p><p>b. Fattori che influiscono sulle tariffe dell'energia:</p><p>- Costi di acquisto dell'energia: centrali elettriche proprie o contratti di acquisto a lungo termine vantaggiosi determinano di regola un prezzo dell'energia basso. Diverso è il caso di un gestore di rete che deve acquistare l'elettricità principalmente sul libero mercato.</p><p>c. Fattori che influiscono sul corrispettivo di utilizzazione della rete:</p><p>- Topografia della regione di approvvigionamento: nelle regioni collinose o montagnose, la costruzione e la manutenzione delle linee elettriche risultano più care rispetto alle zone di pianura; da qui derivano costi di rete maggiori.</p><p>- Struttura insediativa della regione di approvvigionamento: nelle zone a insediamento sparso, i costi di rete per nucleo familiare di regola sono più elevati rispetto alle zone più densamente popolate come le città e gli agglomerati, dove i clienti possono per lo più essere allacciati collettivamente.</p><p>- Profilo dei consumatori: le reti elettriche devono essere dimensionate in modo tale da poter far fronte ai picchi di consumo. I picchi stagionali nelle regioni caratterizzate dalla forte presenza di alloggi di vacanza o nelle stazioni sciistiche sono quindi all'origine di costi di rete elevati in rapporto all'elettricità consumata. A ciò si contrappone un regime caratterizzato da un consumo regolare durante tutto l'anno.</p><p>Per quanto riguarda i clienti piccoli, con un consumo annuo inferiore a 100 megawattora, attualmente non si è ancora instaurato un regime di concorrenza; le differenze risultano dai fattori elencati poc'anzi.</p><p>Per i clienti grossi, con un consumo annuo superiore a 100 megawattora, le differenze regionali delle tariffe elettriche rilevate dalla Elcom sono determinanti soltanto se, di proposito, essi continuano a beneficiare del servizio universale. Come detto, per il proprio fabbisogno di elettricità tali clienti hanno tuttavia la possibilità di stipulare contratti individuali con i fornitori di loro preferenza.</p><p>3. Si può parlare di "disfunzionamento del libero mercato" soltanto in relazione al prezzo dell'energia pagato dai clienti che approfittano effettivamente del libero mercato. Secondo la legge sull'approvvigionamento elettrico si tratta di clienti finali con un consumo annuo superiore a 100 megawattwora che optano per il libero accesso alla rete. Soltanto questi clienti, il cui consumo di energia si attesta al 4 per cento circa del consumo globale, soggiacciono ai meccanismi del libero mercato.</p><p>Il 18 novembre 2009 il DATEC aveva dato incarico di preparare un progetto di revisione della legge sull'approvvigionamento elettrico (LAEl; RS 734.7). Dalle esperienze pratiche maturate nell'ambito della prima fase di liberalizzazione del mercato è emerso che i suoi obiettivi dichiarati, ossia l'istituzione di un approvvigionamento elettrico sicuro e orientato al mercato, con prezzi trasparenti, non sono ancora stati raggiunti.</p><p>Non approfittano invece del libero mercato i piccoli consumatori (dal consumo annuo inferiore a 100 megawattora; quota del 51 per cento circa rispetto al consumo globale in Svizzera) e i grossi consumatori che hanno deciso di non scegliere liberamente il proprio fornitore (quota del 45 per cento circa rispetto al consumo globale in Svizzera). Un ulteriore ampliamento del libero mercato è previsto per la seconda fase di liberalizzazione (cfr. art. 34 cpv. 3 LAEl).</p><p>Va ricordato che questi meccanismi di mercato riguardano esclusivamente la quota dell'energia nel prezzo dell'elettricità. I corrispettivi di utilizzazione della rete sottostanno invece a chiare regole (monopolio naturale) e i tributi e le prestazioni agli enti pubblici, nonché la rimunerazione a copertura dei costi, sono fissati nella legge.</p><p>4. La perequazione finanziaria è uno strumento inteso a distribuire in modo uniforme le risorse e gli oneri tra le diverse regioni. Le differenze dei prezzi dell'elettricità sono ascrivibili ad altri fattori (vedasi risposta 2).</p><p>5. Come già indicato nella risposta 1, i costi annui dell'elettricità a carico di un nucleo familiare (H4) nel cantone di Lucerna superano del 13 per cento la media svizzera. Per i cantoni di Uri e Obvaldo, le tariffe elettriche medie, e i costi dell'elettricità che ne risultano, sono paragonabili a quelli del cantone di Lucerna. Le tariffe dei cantoni di Zugo e Svitto sono leggermente inferiori e paragonabili a quelle dei cantoni della Svizzera nord-orientale.</p><p>6. Finora esistono soltanto stime approssimative riguardo ai costi della nuova politica energetica 2050 che gravano sull'economia. Si attendono previsioni più dettagliate per la fine del 2011. Il calcolo dovrà tenere conto anche degli effetti positivi della maggiore promozione delle energie rinnovabili e delle misure di efficienza energetica. Tali effetti non sono ancora stati presi in considerazione nella prima analisi delle ricadute che la nuova politica energetica ha sull'economia nazionale.</p><p>Dalle attuali prospettive energetiche 2050 si evince che un abbandono graduale dell'energia nucleare è tecnicamente realizzabile ed economicamente sostenibile. I costi di trasformazione del sistema energetico, che prevede misure complementari intese a ridurre la domanda di elettricità, ammontano annualmente allo 0,4 a 0,7 per cento del PIL. Da notare che tali costi non intervengono sin dall'inizio ma, passo per passo, a partire dall'attuazione della politica energetica 2050 e dalla disattivazione delle centrali nucleari. Questi dati si riferiscono a una modifica strutturale delle stime relative al PIL, ma non sono rappresentativi per quanto riguarda le modifiche congiunturali del PIL.</p><p>In questi costi supplementari sono già compresi le misure di efficienza energetica e i costi di produzione mutati (che in futuro sono destinati ad aumentare più che a diminuire, cfr. risposta 1). Nell'ottica attuale, essi giocano dunque un ruolo più importante rispetto alle differenze regionali.</p><p>7. In linea con le decisioni prese dal Parlamento nella sessione estiva e nella sessione autunnale, il DATEC svilupperà la strategia energetica in collaborazione con i dipartimenti competenti, concretizzando le misure attualmente oggetto d'esame. A questo riguardo, nell'estate del 2012 il Consiglio federale presenterà un progetto da porre in consultazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.