Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/228275

<h2>SubmittedText<h2><p>La crisi da coronavirus ha messo in evidenza l'estrema precarietà in cui versano tutti i lavoratori impiegati da un'agenzia di fornitura di personale a prestito. Nel 2020 il settore del lavoro temporaneo è crollato del 14,3 %, subendo una contrazione del 23 % durante il primo trimestre. Questo calo segna una vera e propria inversione di tendenza, in quanto fino a quel momento il settore aveva sempre fatto registrare cifre in aumento: in 10 anni il numero di lavoratori temporanei in Svizzera è incrementato in modo considerevole, passando dai 281 754 del 2008 ai 408 819 del 2018 (dati di Swisstaffing). Per molti lavoratori in questione questa situazione ha comportato la fine del contratto di missione o è sfociato in un licenziamento. </p><p>Il termine "temporaneo" usato per descrivere le persone impiegate presso un'agenzia di fornitura di personale a prestito può trarre in inganno: dal 2010 la durata media dei contratti di missione è in costante aumento e sono sempre di più i lavoratori (in particolare nei settori dell'industria e dei servizi) che vengono assunti con contratti a durata indeterminata. Parallelamente, tra il 2002 e il 2018 la percentuale di lavoratori "temporanei" meno giovani (over 55) è più che raddoppiata. Il fatto che la grande maggioranza del personale a prestito sia in realtà alla ricerca di un lavoro fisso rende questa situazione ancora più preoccupante di quanto non sembri. </p><p>Se il mercato del lavoro si trasforma a seguito del boom di agenzie di fornitura di personale a prestito, in un periodo di crisi come quello in cui stiamo vivendo è necessario evitare che aumenti il numero di precari e che si arrivi a una situazione di concorrenza ingiustificata tra i lavoratori fissi e quelli temporanei, soprattutto per quanto riguarda l'accesso ai diritti sociali. Poiché i lavoratori "temporanei" sono comunque lavoratori a tempo pieno, chiediamo che il Consiglio federale elabori un progetto di legge che renda l'estensione del lavoro ridotto applicabile anche a loro, così che possano godere delle stesse misure contro il licenziamento. </p><p>Visto che secondo il Consiglio federale si rischierebbe di versare due volte l'indennità alla stessa persona, chiediamo di specificare nel disegno di legge che l'estensione del diritto all'indennità per lavoro ridotto venga assegnata ai datori di lavoro e non alle agenzie di collocamento. Infatti, le imprese che prendono in prestito lavoratori dalle agenzie sono informate sull'importo dei salari e sulle riduzioni degli orari di lavoro.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal momento che nel caso di un rapporto di lavoro temporaneo e di personale a prestito sia la durata sia l'entità degli impieghi effettivi può variare (art. 33 cpv. 1 lett. e LADI), i lavoratori impiegati presso un'agenzia di lavoro temporaneo sono esclusi dalla riscossione dell'indennità per lavoro ridotto (ILR) prevista dalla legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI RS 837.9). Le agenzie di lavoro temporaneo e di fornitura di personale a prestito come pure le aziende che impiegano tale personale dispongono dei mezzi per far fronte ai mutamenti della situazione occupazionale e alle fluttuazioni congiunturali. Dato che queste ultime sono strettamente legate ai rischi aziendali del settore del collocamento, l'assenza di possibilità d'impiego dev'essere considerata un normale rischio aziendale (art. 33 cpv. 1 lett a LADI) calcolabile in anticipo e che non dà pertanto diritto all'indennità. Anche i lavoratori attivi in questo settore sono al corrente di tale situazione e devono essere consapevoli di non poter svolgere alcun impiego in presenza di determinate condizioni.</p><p>In generale, un'azienda acquisitrice impiega personale temporaneo solo se si trova in difficoltà, per esempio a causa di un carico inaspettatamente elevato o di un bisogno provvisorio di competenze supplementari. Non appena la situazione si distende, gli impieghi temporanei terminano. Di conseguenza, un'azienda non dovrebbe mai trovarsi in condizione di dover richiedere l'ILR per un lavoratore temporaneo o a prestito.</p><p>Tuttavia, questa situazione straordinaria si è verificata a marzo 2020, quando per contrastare l'epidemia di COVID-19 il Consiglio federale ha imposto la chiusura delle aziende con pochissimo preavviso. Vista l'imprevedibilità delle misure disposte e la rapidità con la quale ci si è trovati in una situazione d'emergenza senza precedenti, l'assicurazione contro la disoccupazione ha concesso, per un periodo limitato, il diritto straordinario all'ILR anche ai lavoratori temporanei e a prestito. Era infatti diventato praticamente impossibile trovare lavoro nelle imprese colpite dalle chiusure imposte senza preavviso dalle autorità. Grazie gli allentamenti delle ultime settimane e alla rapida ripresa economica, questa situazione di emergenza non è però più attuale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.