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Jean Ziegler approva "totalmente" l'intervento della coalizione in Libia. Essa consente di evitare "una carneficina" che si sarebbe verificata se Muammar Gheddafi avesse riconquistato l'est del paese, ha dichiarato all'ATS il sociologo ginevrino.
"La risoluzione dell'ONU volta a creare una zona di esclusione aerea ha salvato la vita di migliaia di persone. Se Gheddafi avesse recuperato Bengasi, si sarebbe prodotta una nuova Srebrenica", ha affermato Ziegler, che è pure vice-presidente del comitato consultivo del Consiglio dei diritti umani.
"Quando uno Stato viola gravemente i diritti dell'uomo, la comunità internazionale ha il dovere di proteggere i suoi cittadini", ha aggiunto. A Srebrenica, nel 1995, la comunità internazionale non era intervenuta per proteggere l'enclave bosniaca dall'intervento armato dei Serbi.
Ziegler ha ricordato che, nel 1992, la creazione di una zona di esclusione aerea sopra il Kurdistan ha permesso di salvare i Curdi da un contrattacco di Saddam Hussein e che nel Kosovo, nel 1999, la stessa strategia da parte della NATO è stata un successo.
Interrogato infine sull'evoluzione del conflitto, Ziegler ha affermato che Gheddafi, con cui in passato ha intrattenuto legami, "è uno psicopatico che ha perduto il senso della realtà. Ma non ha ancora giocato tutte le sue carte".
SDA-ATS