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Decisione governativa
Più soldi per la disattivazione delle centrali nucleari
ATS
6.11.2019 - 20:35
Il Consiglio federale ha approvato la revisione dell'ordinanza sui Fondi di disattivazione e di smaltimento (OFDS) per le centrali nucleari. La modifica comporta un aumento dei contributi annuali dei proprietari dagli attuali 96 milioni di franchi a 183,7 milioni.
La revisione, che entra in vigore il primo gennaio, comprende adeguamenti del reddito del capitale e del tasso di rincaro utilizzati per il calcolo dei contributi annui, precisa un comunicato odierno del Consiglio federale.
Inoltre, essa prevede lo stralcio del supplemento di sicurezza forfettario del 30% sui costi totali, introdotto nel 2015, poiché la nuova metodologia per calcolare i prevedibili costi di disattivazione e di smaltimento, applicata per la prima volta nel 2016, contempla già supplementi per incertezze nelle previsioni e rischi.
Le critiche dei gestori delle centrali elettriche
I gestori delle centrali elettriche criticano fortemente la decisione dell'esecutivo e stanno valutando l'ipotesi di un'azione legale. Il Consiglio federale impone ai gestori delle centrali atomiche costi aggiuntivi inutili ed economicamente dannosi, scrive in una nota odierna il gruppo energetico bernese BKW. I contributi supplementari sono vincolati per decenni e imposti agli operatori senza alcun vantaggio in termini di sicurezza e senza possibilità di rimborso, nota BKW.
Solo per la centrale nucleare di Mühleberg si dovrebbero versare contributi supplementari di circa 100 milioni di franchi, con un impatto negativo sugli investimenti previsti. Tuttavia, BKW ha confermato le previsioni pubblicate in settembre su un migliore risultato operativo per l'esercizio in corso.
Anche il gruppo energetico Alpiq, a sua volta, scrive che la revisione peggiorerà le condizioni quadro per l'esercizio economico delle centrali nucleari: essa implicherà costi aggiuntivi, il blocco della liquidità per i decenni a venire ed l'emarginazione degli operatori nei comitati dei fondi.
Di altro tenore le considerazioni della «Fondazione per l'energia» (Schweizerische Energie-Stiftung, SES), secondo al quale con questa revisione il Consiglio federale indebolisce la protezione dei contribuenti dai costi delle scorie nucleari: la decisione di eliminare completamente dall'ordinanza il precedente margine di sicurezza abolisce un meccanismo di protezione centrale, sottolinea SES.
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