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La Svizzera vuole mettere a disposizione sei miliardi di franchi per la ricostruzione dell'Ucraina devastata dalla guerra e una decisione in questo senso dovrebbe cadere nei prossimi giorni, secondo quanto riportano le testate Tamedia.
Il nodo da sciogliere è da dove prelevare questa somma. Dato che la Confederazione prevede un deficit di diversi miliardi per gli anni a venire, per trovare questa somma bisogna tagliare i fondi da qualche parte.
La primavera scorsa il ministro degli Esteri Ignazio Cassis aveva sottolineato ancora una volta che la ricostruzione dell’Ucraina non dovrebbe avvenire a scapito di altri programmi di cooperazione internazionale.
Ma nel frattempo Cassis avrebbe cambiato idea e ora vorrebbe ridurre i fondi per gli aiuti ad altri paesi. I programmi di formazione o lotta alla fame dovrebbero essere ridotti a favore degli aiuti promessi all’Ucraina.
Sempre secondo Tamedia, tra il 2025 e il 2034 l'Ucraina dovrebbe ricevere dalla Svizzera 600 milioni di euro all'anno, una cifra che corrisponde all'incirca a quanto la Confederazione prevede di versare ogni anno nell'ambito dell'aiuto allo sviluppo.
Ignazio Cassis sta ora accarezzando l’idea di creare un fondo speciale per l’Ucraina attraverso la legge federale. Questo verrebbe finanziato con due miliardi dal bilancio generale della Confederazione. I restanti quattro miliardi verrebbero prelevati dal bilancio per gli aiuti allo sviluppo e per gli aiuti di emergenza.
Il ministro dell’Economia Guy Parmelin e il ministro delle Finanze Karin Keller-Suter sembrano voler andare ancora oltre. Sempre secondo Tamedia, secondo loro il 90% del totale dovrebbe essere coperto dalla quota destinata agli aiuti allo sviluppo. All'interno del Consiglio federale si prevede l'opposizione dei socialisti. Secondo la ministra degli Affari sociali Elisabeth Baume-Schneider sarebbe preferibile una tassa sulle transazioni sui mercati finanziari.
Se la proposta di Ignazio Cassis venisse accolta, il budget destinato ai Paesi del Sud del mondo verrebbe quindi notevolmente ridotto. Ciò equivarrebbe a eliminare il 13% del budget per gli aiuti allo sviluppo. Con la proposta di Guy Parmelin e Karin Keller-Sutter invece, 500 milioni verrebbero dirottati dall'Africa o dall'Asia all'Ucraina.
"È una catastrofe assoluta", ha affermato il direttore di Alliance Sud Andreas Missbach a Tamedia. La decisione del Consiglio federale avrebbe come conseguenza che importanti programmi soprattutto nell’Africa subsahariana non potrebbero essere prorogati. Per il direttore di questo centro di competenza per la cooperazione internazionale e la politica di sviluppo, le conseguenze sarebbero disastrose. “Le popolazioni dei paesi poveri verrebbero private delle loro possibilità di sviluppo”, deplora Missbach. Resta da vedere quale direzione prenderà il Consiglio federale sulla questione.