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(24.07.2013) Il mercato svizzero delle fusioni e delle acquisizioni ha raggiunto il livello più basso degli ultimi cinque anni. Secondo Ernst & Young, il volume totale delle transazioni è stato di CHF 4,1 miliardi nel secondo trimestre, una diminuzione annua dell' 83% e del 14% rispetto al primo trimestre 2013.
Questa contrazione si spiega prima di tutto con la scarsa quantità di grandi transazioni. Le fusioni ed acquisizioni dal valore superiore a CHF 250 milioni rappresentavano solo 15% del totale tra aprile e giugno, contro il 25% nel primo trimestre ed il 22% di media negli ultimi 12 mesi.
Dato che le transazioni di media importanza (da CHF 50 a 250 milioni) sono anch'esse diminuite, le piccole operazioni di fusione ed acquisizione hanno avuto il ruolo più importante, con più della metà del totale. Come conseguenza di questo fenomeno, il numero globale di transazioni osservate nel secondo trimestre si è attestato a 139, cioè sette in più rispetto al periodo tra gennaio e marzo, ma due in meno nell'arco dell'anno.
Il settore ʺbeni e servizi industrialiʺ è stato il più dinamico tra aprile e giugno, totalizzando il 25% delle operazioni di fusione ed acquisizione annunciate. Sul secondo gradino del podio si trova il settore ʺmedia, tecnologia e telecomunicazioniʺ, con il 23%. Entrambi hanno registrato un aumento di nove punti percentuali delle transazioni nel corso del trimestre. In fondo alla classifica, il settore ʺenergia, trasporti e servizi collettiviʺ ha subito un crollo di otto punti e rappresenta ormai solo il 6% del totale.
Secondo le ultime stime di Ernst & Young, le prospettive mondiali nel campo delle fusioni ed acquisizioni restano ottimiste. L'aumento della fiducia degli investitori grazie alle schiarite sui fondamentali economici dovrebbe stimolare le transazioni nel secondo semestre 2013. Questa tendenza concernerà anche la Svizzera.
Ultima modifica 10.09.2015