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<h2>SubmittedText<h2><p>Con la nuova Strategia energetica il Consiglio federale intende aumentare in modo rilevante i sussidi destinati alle energie rinnovabili. Questi saranno finanziati dalle economie domestiche e dalle imprese di piccole e medie dimensioni, visto che buona parte dell'economia deve essere esentata dai tributi obbligatori per poter mantenere la sua competitività. È molto difficile tracciare i limiti. L'evoluzione della situazione può condurre a una politica industriale caratterizzata da inefficienze e da elevati costi economici.</p><p>La Francia conduce oggi una simile politica industriale e sostiene le imprese garantendo loro prezzi più bassi dell'energia elettrica. La Germania ha introdotto già da anni sussidi considerevoli per le energie rinnovabili. I tributi obbligatori saliranno il prossimo anno a oltre 5 centesimi di euro per chilowattora. I sussidi a favore dell'energia eolica e solare, che sono energie irregolari, aumentano considerevolmente. I relativi rischi saranno sostenuti dai consumatori e dalle PMI senza che vi sia un consistente miglioramento della sicurezza dell'approvvigionamento.</p><p>Fatte queste premesse, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In quale misura ha tenuto conto nella Strategia energetica degli evidenti effetti negativi della politica di promozione condotta in Germania e in Francia e come li valuta?</p><p>2. Può confermare che le importazioni nette di energia elettrica saranno con ogni probabilità necessarie con l'abbandono del nucleare deciso dal Parlamento, anche in caso di un'evoluzione molto positiva delle misure di efficienza energetica e delle energie rinnovabili, considerato che l'alternativa delle centrali a gas a ciclo combinato potrebbe fallire a causa della redditività economica, da un lato, e della resistenza politica dall'altro?</p><p>3. In questo contesto come è possibile garantire che la Svizzera riceva sufficiente corrente a condizioni competitive?</p><p>4. La Strategia energetica del Consiglio federale prevede un forte sviluppo iniziale della politica di promozione e il successivo passaggio a una politica d'incentivazione. Quest'ultima necessita di una modifica costituzionale. Non sarebbe più efficace rinunciare a potenziare la politica di promozione e sottoporre direttamente al popolo la modifica costituzionale indispensabile per la realizzazione della politica d'incentivazione?</p><p>5. Considerate le drastiche ripercussioni, non ritiene anche che la decisione di uscire dal nucleare debba essere sottoposta al popolo, il che sarebbe opportuno se si procedesse secondo la proposta alla domanda 4?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni ha analizzato le politiche di promozione attuate in Europa e ha tenuto conto dei risultati nello sviluppo delle misure della nuova Strategia energetica. Nel quadro dell'avamprogetto per la consultazione relativo alla Strategia energetica 2050, il Consiglio federale ha deciso di mantenere la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC), modificandola però in modo sostanziale. Inoltre, in futuro, i piccoli impianti fotovoltaici con una potenza inferiore a 10 chilowattore potranno essere promossi con aiuti agli investimenti e beneficiare della regola del consumo proprio.</p><p>2. Le importazioni di energia elettrica assumono già oggi un ruolo importante per la Svizzera. Sono stati sviluppati diversi scenari energetici con cui analizzare le varie possibilità per assicurare il futuro approvvigionamento energetico. Questi scenari costituiscono una base quantitativa che permette di illustrare e di paragonare gli effetti delle condizioni quadro, dei fattori d'influenza, degli interventi politici come pure degli obiettivi sul consumo energetico, sulle emissioni di CO2 e sulla sicurezza dell'approvvigionamento. In questo modo, viene illustrato come la domanda di elettricità in Svizzera possa essere soddisfatta in gran parte con la produzione nazionale (parco di produzione svizzero, aumento degli impianti di produzione delle energie rinnovabili come pure eventuali impianti di cogenerazione di energia elettrica e termica e impianti a gas e a vapore) e con le importazioni. Il mix di produzione di energia elettrica che si avrà nei prossimi venti, trent'anni dipenderà dalle citate condizioni quadro politiche, dalle decisioni in materia di investimenti delle aziende elettriche svizzere e dai consumatori.</p><p>3. Anche senza accoppiamento efficiente dei mercati, i prezzi di mercato dell'elettricità in Svizzera sono già oggi dettati dai prezzi tedeschi (soprattutto in estate) e, a periodi, dai prezzi italiani (inverno). Un accoppiamento più stretto al mercato tedesco e a quello francese mediante Market Coupling (Svizzera-Europa centrale e occidentale) consentirebbe un'utilizzazione più efficiente delle capacità transfrontaliere e si ripercuoterebbe presumibilmente in modo positivo sul prezzo in Svizzera (soppressione della maggiorazione dei prezzi per le capacità transfrontaliere). Il settore elettrico svizzero sostiene un simile accoppiamento che viene però respinto dalla Commissione europea fino a quando non s'intravedrà un esito positivo dei negoziati sull'elettricità. Il commercio estero assicura già oggi un approvvigionamento sufficiente. Con la nascita della "Stella di Laufenburg" nel 1958, il settore elettrico svizzero ha segnato l'inizio del commercio transfrontaliero e, da allora, lo ha sviluppato costantemente. Per dimensione, il commercio estero di elettricità è oggi paragonabile al consumo del Paese; le capacità d'importazione disponibili corrispondono a circa il 50 per cento del carico massimo in Svizzera (domanda di punta invernale).</p><p>Il mercato interno dell'elettricità dell'UE deve essere realizzato entro il 2014. Numerose prescrizioni tecniche concernenti la gestione della rete e l'organizzazione del mercato saranno operative e l'accoppiamento dei mercati dovrà estendersi all'insieme dell'UE. In mancanza di un accordo sull'elettricità, l'accesso al mercato interno europeo risulterà quindi più difficile dopo il 2014. È pertanto nell'interesse della sicurezza di approvvigionamento concludere quanto prima i relativi negoziati.</p><p>4. L'introduzione di una tassa sull'energia che riunirebbe, dopo il 2020, l'attuale tassa sul CO2 e il supplemento di rete (con cui si finanzia, tra l'altro, anche la RIC), nonché i preparativi del passaggio a un sistema d'incentivazione puro e semplice, richiedono più tempo. Nel frattempo verranno migliorati e sviluppati gli attuali strumenti di incentivazione (programma edifici e RIC), che sinora hanno dati buoni frutti. La forma concreta da dare alla tassa sull'energia e la sua eventuale combinazione con una riforma fiscale ecologica sono oggetto di esame in seno all'amministrazione fino all'estate 2013.</p><p>5. L'avamprogetto per la consultazione relativo alla Strategia energetica 2050 comprende la revisione totale della legge sull'energia, nonché la modifica di altre disposizioni legali, ad esempio la legge sull'energia nucleare. La decisione del Parlamento sottostà a referendum facoltativo.</p>  Risposta del Consiglio federale.