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'Il ritratto di Isabella d'Este' di Leonardo da Vinci e ritrovato nel caveau di una banca di Lugano deve tornare in Italia. Lo ha chiesto il Ministero di grazia e giustizia italiano che nei giorni scorsi ha inviato una lettera a Berna per chiedere la restituzione del quadro che, se fosse realmente un'opera di Leonardo da Vinci, avrebbe un valore inestimabile, ben oltre 95 milioni.
Lo scrivo Claudio Del Frate sul sito del Corriere della Sera. La richiesta ufficiale da parte dell'Italia alla Svizzera di riavere il dipinto fa seguito alla sentenza, diventata definitiva, della condanna a un anno e due mesi di Emidia Cecchini, una donna di Pesaro, proprietaria del dipinto a olio di 61X46 centimetri, che Leonardo aveva realizzato nel periodo in cui era arrivato a Mantova.
Al Louvre è conservato un carboncino con il volto di Isabella d'Este, moglie di Francesco Gonzaga. Un carboncino che per molti critici, convinti dell'autenticità della tela custodita a Lugano, rappresenterebbe il preludio per la realizzazione del dipinto che, sotto sequestro da parte della giustizia svizzera, l'Italia ha ora chiesto a Berna. Emidia Cecchini è stata condannata in via definitiva dalla Cassazione di aver trasferito illegalmente la tela in Ticino. La donna in tutte le sedi ha sempre sostenuto che 'Il ritratto di Isabella d'Este' si trovava in Svizzera da secoli, essendo la sua famiglia di origine elvetica. Nel frattempo continua la disputa sull'autenticità: ci sono infatti critici che bocciano l'attribuzione del dipinto a Leonardo.