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A quasi nove anni dalla catastrofe di Fukushima, un tribunale giapponese ha ordinato al governo e al gestore dell'impianto, la Tokyo Electric Power (Tepco), di rimborsare i danni a 89 persone costrette a evacuare le proprie abitazioni dopo il disastro nucleare.
Ai querelanti, successivamente trasferiti nell'Hokkaido, l'isola nord dell'arcipelago, verrà riconosciuta una somma totale di 53 milioni di yen, l'equivalente di 470 mila franchi.
La decisione della corte distrettuale di Sapporo è la settima sentenza avversa al governo di Tokyo e alla Tepco negli undici casi legali fin qui sollevati contemporaneamente nei loro confronti. Si tratta anche del quindicesimo verdetto pronunciato rispetto alle circa 30 azioni legali presentate in Giappone a seguito di uno dei maggiori incidenti nucleari di sempre, conseguenza del terremoto di magnitudo 9 e del devastante tsunami dell'11 marzo del 2011.
Dopo l'emissione della sentenza la Tepco ha offerto "le proprie scuse per aver causato difficoltà e preoccupazioni ai residenti", riservandosi il diritto di esaminare la delibera prima di rispondere in merito. Il governo ha invece negato le proprie responsabilità, affermando che non poteva essere in grado di prevedere l'allagamento delle centraline necessarie a garantire il raffreddamento dei reattori, perché causato dall'onda anomala dello tsunami.
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