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L'Italia è in grado di garantire ai richiedenti asilo una procedura equa e corretta. È quanto ribadisce il Consiglio federale, rispondendo a un'interpellanza della consigliera nazionale Ada Marra (PS/VD).
Alla luce del drammatico aumento degli sbarchi, la consigliera nazionale chiedeva di sospendere, anche temporaneamente, gli allontanamenti verso la Penisola in segno di solidarietà.
Il governo si dice "consapevole che i numerosi sbarchi in Italia mettono a dura prova il sistema d'accoglienza e d'asilo italiano". In una recente sentenza, la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha constatato che la procedura italiana di accoglienza e asilo "non presenta lacune sistematiche" e il Tribunale amministrativo federale ha finora seguito questa giurisprudenza.
Gli obblighi derivanti dal regolamento Dublino III devono essere onorati da tutti gli Stati che vi aderiscono, Svizzera e Italia compresi, ricorda il Consiglio federale, aggiungendo che l'attuale situazione degli sbarchi nel Mediterraneo evidenzia l'importanza di un approccio coordinato su scala europea.
In linea di massima Berna "sostiene gli sforzi profusi per una ripartizione equa dei richiedenti l'asilo all'interno dello spazio Dublino". Non essendo membro dell'UE e non essendo vincolata a tutte le basi legali del Sistema europeo comune sull'asilo (CEAS), le possibilità di influenza della Svizzera sono tuttavia limitate.
Il 6 marzo il Consiglio federale ha deciso di consentire l'ingresso in Svizzera ad altre 3000 vittime del conflitto siriano sull'arco di tre anni. Nella fattispecie - ricorda il Consiglio federale - non si tratta tuttavia di persone che sottostanno alle disposizioni del regolamento Dublino III. Il governo prevede di accogliere al massimo 1000 persone ancora nel corso del 2015. In autunno valuterà nuovamente la situazione.
SDA-ATS