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La Confederazione e i cantoni devono impegnarsi a ridurre i premi di cassa malati con ulteriori 2,2 miliardi di franchi di spesa annui. È il parere del Consiglio nazionale, che dopo sei ore di dibattito suddivise su due giorni, ha approvato giovedì mattina con 119 voti a 66 e due astensioni un compromesso indiretto all'iniziativa del PS, che chiede di fissare al 10% del reddito disponibile il tetto massimo che ogni economia domestica deve consacrare a questa voce del bilancio famigliare. Superata questa quota, dovrebbe intervenire lo Stato (la Confederazione nella misura dei due terzi). Attualmente, ha ricordato a nome della commissione Benjamin Roduit (Centro/VS), la media è attorno al 14%.
L'iniziativa stessa è stata bocciata con 121 voti a 67 perché ritenuta troppo costosa dai partiti borghesi. L'unico partito a opporsi in modo compatto al controprogetto è stata invece l'UDC, che ha cercato senza successo di contrastare l'entrata in materia. Il PLR era diviso, mentre socialisti, Verdi, Verdi liberali e Centro erano in maggioranza a favore dell'intervento pubblico per sgravare quella parte di cittadini che fatica a pagare l'assicurazione malattia. Una modifica di legge obbligherà i cantoni a consacrare un ammontare minimo per la riduzione dei premi.
Nell'ultimo decennio, nonostante il costante aumento dei premi, certi cantoni come Nidvaldo e Lucerna hanno ridotto i loro sussidi, mentre la metà paga come nel 2010. "Non sono tenuti a seguire l'evoluzione dei costi", ha ricordato in aula il consigliere federale Alain Berset, secondo il quale bisogna pensare anche a come frenare la spesa per la medicina e non solo a un aumento dei contributi pubblici.
Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.
- Notiziario 09.00 del 16.06.2022 Premi di cassa malati