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NEW YORK - Taglio agli stipendi dei dipendenti pubblici, aumento dell'Iva e una generalizzata riduzione della spesa pubblica. Il governo portoghese propone le linee guida della finanziaria 2011: una manovra di austerità, fatta di tagli "duri e dolorosi" ma necessari per consentire a Lisbona di far fronte ai sui obblighi internazionali e di risanare i propri conti pubblici.
I premi sui rendimenti del Portogallo sono schizzati ieri a livelli record e il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, definendo la "seria" la situazione portoghese ha chiesto a Lisbona di mostrare "responsabilità".
Il piano del governo per la riduzione del debito prevede un taglio degli stipendi del 5% per i dipendenti pubblici che guadagnano oltre 1'500 euro al mese. I tagli potranno arrivare al 10% nel caso di stipendi particolarmente elevati. È poi previsto un aumento dell'Iva dall'attuale 21% al 23%, oltre a un congelamento degli investimenti già a partire dal 2010.
Nonostante le misure, le entrate fiscali 2011 - osserva il ministro delle finanze Fernando Teixeira dos Santos - saranno più basse di quelle del 2008. "Gli sforzi che dobbiamo fare per riequilibrare i nostri conti pubblici sono assolutamente necessari per difendere la nostra credibilità internazionale e garantire alla nostra economia i finanziamenti", spiega il primo ministro José Socrates. La riduzione della spesa sarà responsabile per "i due terzi" degli sforzi per mettere in ordine i conti pubblici, mentre solo un terzo farà capo a un miglioramento delle entrate.
Le misure proposte dal governo sono la risposta del Portogallo al peggioramento della crisi del debito del paese, che fa temere la possibilità che Lisbona possa avere bisogno di un salvataggio simile a quello della Grecia.
SDA-ATS