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Decine di allarmi per alti livelli di inquinamento sono scattati sulle spiagge e sui luoghi di balneazione in Inghilterra e Galles negli ultimi giorni dopo che le forti piogge seguite a una ondata di caldo record hanno causato l’intasamento di molti sistemi fognari, con conseguenti riversamenti in mare. Come si legge sui media del Regno Unito, sono finite sotto accusa le società idriche britanniche per non aver reinvestito denaro nelle infrastrutture obsolete per la gestione delle acque reflue.
Ma anche il governo conservatore è al centro delle critiche, mosse addirittura dal padre del premier uscente Boris Johnson. In un’intervista con la sorella del primo ministro, Rachel Johnson, conduttrice alla radio Lbc, Stanley Johnson ha dichiarato: "Dobbiamo incolpare il governo per non aver fatto pressioni in merito così come avrebbe dovuto".
E l’ex europarlamentare ha anche menzionato fra le cause la Brexit, da lui profondamente osteggiata, affermando che è anche venuta a mancare la "spinta" ad agire di Bruxelles su Londra. Ma ci sono pure delle ricadute sulla sempre più probabile nuova premier Tory dopo Johnson, la ministra degli Esteri Liz Truss, super favorita nella sfida con l’ex cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak per il n. 10 di Downing Street. Secondo il Guardian, quando era ministra per l’Ambiente fra il 2014 e il 2016 tagliò cospicui fondi della Environment Agency, l’ente che monitora le acque reflue nel Paese.