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Dal 2010 il censimento della popolazione non sarà più effettuato inviando un formulario a tutta la popolazione. Il parlamento ha definitivamente approvato giovedì la nuova legge.
Per raccogliere i dati di coloro che vivono in Svizzera si ricorrerà a registri e sondaggi. Questo nuovo sistema aveva suscitato numerose critiche.
L'era dei formulari inviati a tutta la popolazione è finita. Il parlamento ha adottato la revisione della Legge federale sul censimento della popolazione. Nel 2010 sarà lanciato un metodo più moderno e più veloce che abbina il ricorso a registri e sondaggi.
Il censimento della popolazione si baserà infatti sui registri degli abitanti dei comuni e dei cantoni, nonché sui registri federali delle persone, degli edifici e degli alloggi. Ogni anno saranno rilevati dati per descrivere le strutture demografiche di base, le condizioni di alloggio e l'evoluzione del parco immobiliare.
La raccolta delle altre informazioni sarà effettuata con sondaggi. Un sondaggio sarà condotto annualmente presso 200'000 persone per le questioni inerenti la lingua, la religione, la formazione, il lavoro, la mobilità e l'affitto.
Seguiranno inchieste più approfondite ogni cinque anni presso 10'000-40'000 persone su questioni familiari, generazionali, e culturali, nonché sulle condizioni di salute, sulla formazione e sui trasporti. Un primo ciclo in quest'ambito si svolgerà dal 2010 al 2014; un secondo dal 2015 al 2019.
Affidabilità
Questo nuovo sistema dovrebbe migliorare l'affidabilità e l'utilizzazione dei dati. Si è infatti constatato che la popolazione è sempre meno ricettiva all'importanza statistica del censimento. Lo testimoniano le campagne di boicottaggio e i numerosi refrattari alla compilazione dei formulari. Nelle risposte inoltre il tasso di errore oscilla tra il 15% e il 25%, ha segnalato il ministro degli interni, Pascal Couchepin.
Il limite delle spese di 69,2 milioni di franchi a carico della Confederazione dovrebbe bastare per il periodo 2008-2015. Con il mantenimento di un censimento esaustivo, la fattura sarebbe salita a 137 milioni, di cui 37 a carico dei cantoni.
Dati persi?
In passato, quando era stata presentata l'idea del nuovo censimento, i cantoni vi si erano opposti, per timore di perdere delle informazioni importanti, soprattutto per la pianificazione del territorio e dei trasporti pubblici.
L'Unione dei trasporti pubblici aveva in particolare chiesto che la rilevazione statistica sulla base dei registri venisse completata da una raccolta di dati esaustiva, per rendere più visibili le cifre concernenti ad esempio il traffico dei pendolari.
La Federazione svizzera del turismo aveva dal canto suo sottolineato che con il nuovo sistema sarebbero venuti a mancare dati sulle residenze secondarie o sul turismo nei comuni.
Molti avevano anche espresso il timore che i comuni non sarebbero stati in grado di armonizzare e di adattare i loro registri entro il 2010. Attualmente, ogni cantone – o addirittura ogni comune – utilizza infatti delle prassi proprie.
swissinfo e agenzie
In breve
Il primo censimento della popolazione della Confederazione è stato effettuato nel 1798, sotto la Repubblica Elvetica. I dati sono tuttavia rimasti incompleti.
Nel 1850, due anni dopo la creazione dello Stato federale, il Dipartimento dell'interno, guidato da Stefano Franscini, ha realizzato il primo censimento della popolazione svizzera.
Da allora viene effettuato ogni 10 anni.
Il primo censimento è servito principalemente per conoscere il numero di abitanti. Nel corso degli anni le inchieste sono poi evolute.
Oggi il censimento abborda non solo aspetti come la lingua, la religione o la professione, ma anche temi legati alla mobilità, all'habitat o alla qualità di vita.
Il censimento fornisce la maggior parte dei dati necessari per elaborare la statistica pubblica. Per tale ragione è diventato uno strumento importante per pianificare e prendere decisioni.