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<h2>SubmittedText<h2><p>In un recente intervento pubblico (visibile online), in occasione della presentazione dell'Osservatorio ticinese sulla criminalità organizzata - un centro di competenze, sviluppato in collaborazione con la Radiotelevisione svizzera (RSI) all'interno dell'Istituto di diritto dell'Università della Svizzera italiana - il 12 maggio 2021, la signora Direttrice della Polizia federale Nicoletta della Valle ha presentato affermazioni pubbliche che generano uno scenario inquietante.</p><p>1. La presentazione ha messo in evidenza come nel corso degli ultimi decenni la differenza tra la "situazione reale" e lo "stato delle conoscenze" sia stata rilevante e abbia sottovalutato lo stato di infiltrazione delle organizzazioni criminali internazionali di stampo mafioso in Svizzera. Nel frattempo si è recuperato terreno, ma restano dubbi sulla reale efficacia e forza (in termini di risorse) del nostro dispositivo di protezione e repressione. Attualmente viene fatto tutto quanto possibile? Negli scorsi decenni si è di fatto sottovalutato il fenomeno?</p><p>2. Durante la presentazione, proiettando una carta geografica svizzera, la Direttrice ha presentato i luoghi con attività mafiose consolidate; il numero di "pallini" era piuttosto ridotto e concentrato in alcune regioni. Per quanto attiene il Ticino le infiltrazioni sono limitate veramente solo tra Locarno e Bellinzona?</p><p>3. La Direttrice ha pure parlato di infiltrazioni "nel privato e nell'amministrazione federale". Significa che vi sono funzionari federali di cui è noto un legame, anche passivo, con organizzazioni criminali? Sono casi noti e confermati o solo indizi? Quanti sono? Cosa viene fatto per reprimere il fenomeno e limitarne subito la diffusione?</p><p>4. Se le infiltrazioni nell'amministrazione pubblica sono confermate, si tratta di un fenomeno che scende anche a livello cantonale e comunale? Esiste un approccio coordinato e un monitoraggio nazionale?</p><p>5. Sempre nella presentazione, la Direttrice ha riferito di una "seria minaccia per tutta la Svizzera" e di una "potenza economica", ad esempio citando la "agromafia" (dalla produzione al commercio, import compreso). In questo ambito la collaborazione con l'Amministrazione federale delle dogane e l'Amministrazione federale delle finanze (ad es. IVA) è sufficiente? Esiste un approccio coordinato e sistematico per fare emergere irregolarità e attività, di ampio raggio, con fini criminali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1 e 2</p><p>Dalle informazioni scambiate con partner esteri si è evinto che negli ultimi decenni la presenza e le attività delle organizzazioni di stampo mafioso in Svizzera sono state sottovalutate.</p><p>La cartina presentata il 12 maggio 2021 in occasione della conferenza inaugurale dell'Osservatorio ticinese sulla criminalità organizzata è uno dei primi risultati scaturiti dalla piattaforma di collaborazione "Countering Organised Crime" (COC), attiva da circa un anno e istituita in attuazione della strategia di lotta alla criminalità 2020-2023 del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Si tratta di una panoramica delle conoscenze attualmente disponibili a livello federale. La precisione e la completezza della cartina dipendono in primo luogo dalle informazioni e dai contributi forniti dai partner (COC, INTERPOL, Europol, autorità italiane). I rischi correlati alle organizzazioni criminali non riguardano solo una determinata regione, bensì tutta la Svizzera.</p><p>La creazione della piattaforma di collaborazione interdisciplinare COC è un primo importante passo nella lotta alle organizzazioni criminali in Svizzera. La piattaforma COC prevede la partecipazione di autorità appartenenti a diversi livelli statali e comprende l'analisi criminale, il perseguimento penale e soprattutto le misure di prevenzione. La consapevolezza dei rischi legati alle organizzazioni criminali non ha raggiunto ovunque lo stesso livello in seno all'amministrazione pubblica, nell'economia e nella società, e deve ancora essere sviluppata.</p><p>Domande 3, 4 e 5</p><p>Secondo le informazioni delle autorità partner estere, la criminalità organizzata cerca anche di influire sulle istituzioni statali. Per motivi di confidenzialità e di protezione dei dati non è possibile fornire informazioni concrete su indagini di polizia o procedimenti penali in corso.</p><p>Nella lotta contro le organizzazioni criminali, diverse autorità hanno un ruolo da svolgere, in particolare le autorità competenti in materia di perseguimento penale, di migrazione, doganale, finanziaria, di acquisti pubblici e di affari esteri. La consapevolezza della minaccia rappresentata dalle organizzazioni criminali non ha raggiunto ovunque lo stesso livello in seno alle autorità, e deve essere ulteriormente rafforzata. Quando sospettano una correlazione con la criminalità organizzata, i settori specializzati dell'Amministrazione federale delle dogane collaborano con le altre autorità di perseguimento penale e partecipano alla piattaforma COC. Le amministrazioni federali e cantonali come ad esempio le autorità fiscali o le autorità preposte al rilascio di autorizzazioni, nonché i settori privati particolarmente esposti come l'industria alberghiera, vengono sensibilizzati al fenomeno mediante misure di informazione promosse dalle associazioni mantello nazionali e, in modo mirato, nel quadro di corsi di formazione e perfezionamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.