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La Pilatus ha firmato oggi il più grosso contratto della sua storia: l'azienda con sede a Stans ha finalizzato la vendita di 55 velivoli d'addestramento PC-21 con l'Arabia Saudita. Ieri aveva annunciato un accordo con l'India per la consegna di 75 PC-7.
La vendita dei Pilatus ai sauditi fa parte di un più ampio accordo che coinvolge anche la società britannica BAE Systems, che da parte sua consegnerà a Riad 22 velivoli d'esercitazione di tipo Hawk, simulatori e altri equipaggiamenti.
BAE Systems aveva già reso noto due giorni fa la conclusione dell'accordo con la Royal Saudi Air Force per un ammontare di 1,6 miliardi di sterline (2,4 miliardi di franchi). Contattato dall'ats, il presidente della direzione di Pilatus, Oscar Schwenk, non ha voluto dire quale è la parte che andrà all'azienda nidvaldese: il contenuto del contratto è confidenziale, ha precisato.
Schwenk ha però ammesso che si tratta del maggior contratto mai firmato dalla Pilatus. Ieri era invece stato firmato quello che oggi è diventato il secondo contratto della sua storia: l'ordine da parte dell'India di 75 velivoli d'addestramento PC-7 Mk II per oltre 500 milioni di franchi.
In merito all'autorizzazione per la vendita degli aerei all'Arabia Saudita, Schwenk afferma di essere tranquillo: nel 2009 il Consiglio federale ha sì vietato l'esportazione di materiale bellico verso il paese mediorientale, tuttavia, dato che si tratta di un velivolo d'addestramento non armato, il PC-21 non è sottoposto alla Legge sul materiale bellico (LMB), bensì solo a quella meno restrittiva sul controllo dei beni a duplice impiego (LBDI), ossia utilizzabili a fini civili e militari.
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