Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/86225

<h2>SubmittedText<h2><p>I resoconti pubblicati dai media in merito alla proliferazione della tecnologia nucleare militare nei casi Tinner e Lerch mi inducono a porre le domande seguenti:</p><p>1. I resoconti pubblicati (cfr. allegato) sono inesatti per quanto concerne la Svizzera? In caso affermativo, quali sono i fatti corretti, dal punto di vista del Consiglio federale?</p><p>2. Come è stato possibile che, tra il 1987 e il 20 febbraio 2004, i Tinner e Gotthard Lerch abbiano potuto aiutare indisturbati il pakistano A. Q. Kahn a diffondere la tecnologia nucleare militare in Iran e in altri Paesi senza che la polizia svizzera intervenisse?</p><p>3. Perché in Svizzera il DFGP/SAP ha lasciato ai servizi segreti esteri il compito di combattere la proliferazione nucleare e non è intervenuto tempestivamente?</p><p>4. Perché i procedimenti penali in corso in Svizzera rispettivamente dal 2004 e dal 2005 nei confronti di Urs e Marco Tinner non sono portati a termine dall'Ufficio dei giudici istruttori federali?</p><p>5. Perché le richieste di assistenza giudiziaria delle autorità tedesche riguardanti Gotthard Lerch sono state respinte?</p><p>6. Prima della visita del consigliere federale Blocher negli Stati Uniti (luglio 2007) e del viaggio della consigliera federale Calmy-Rey in Iran (marzo 2008), il Consiglio federale - conoscendo gli atti Tinner - ha valutato, in termini di diritto e della politica di sicurezza, il margine di manovra dei due membri del governo?</p><p>7. Il Consiglio federale - conoscendo gli atti Tinner - sostiene finanziariamente l'Iran con l'accordo per la fornitura di gas, distrugge atti in un procedimento penale per diffusione della tecnologia nucleare militare in Iran e lascia cadere le accuse contro una persona sospettata di proliferazione nucleare verso l'Iran. In che misura questi interventi sono compatibili con gli interessi svizzeri in materia di politica di sicurezza e con i principi dello Stato di diritto vigenti nel nostro Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2./4. Le domande 1, 2 e 4 riguardano principalmente fatti in stretta relazione con procedimenti penali in corso. Il Consiglio federale non può pertanto pronunciarsi in merito. Ricorda tuttavia che il 23 maggio 2008 ha informato il pubblico su alcuni aspetti dei casi in questione. La Delegazione delle Commissioni della gestione ha inoltre annunciato che nell'autunno 2008 avrebbe presentato un rapporto a conclusione della sua inchiesta sulla distruzione di documenti nel caso Tinner.</p><p>3. Prima della pubblicazione dei risultati delle indagini condotte dalle autorità malesi la Svizzera non disponeva di sufficienti indizi per dimostrare che le persone in questione erano implicate in attività di proliferazione nucleare. È vero che sono stati effettuati controlli sporadici, ma non è emerso alcun indizio dell'esistenza di tali attività. Solo dopo essere venuti a conoscenza delle presunte violazioni commesse dagli interessati all'estero, il Servizio di analisi e prevenzione e la Segreteria di Stato dell'economia hanno avviato senza indugio nuove indagini mirate che sono sfociate in una denuncia presso il Ministero pubblico della Confederazione.</p><p>5. La Svizzera ha sempre dato seguito alle domande di assistenza giudiziaria presentate dalle autorità tedesche nell'ambito del procedimento avviato nei confronti di Gotthard Lerch, con una sola eccezione, di poca importanza. Non ha accolto una domanda del 5 maggio 1989 del Ministero pubblico di Colonia, che chiedeva di prolungare la validità della disposizione speciale di cui al paragrafo 34 della legge tedesca sul commercio estero, poiché l'azione era caduta in prescrizione. Ha invece sempre autorizzato l'utilizzo di tutti i mezzi di prova inviati in Germania nell'ambito del procedimento penale che è sfociato, il 16 ottobre 2008, nella condanna di Gotthard Lerch da parte del Tribunale regionale di Stoccarda. Del resto tale tribunale ha espressamente ringraziato la Svizzera per la sua buona collaborazione in questo caso.</p><p>6. Prima dei viaggi all'estero dei suoi membri, il Consiglio federale ha l'abitudine di esaminare in che misura occorre impartire loro istruzioni specifiche sulle posizioni da adottare e definire il margine di manovra a disposizione.</p><p>7. Il contratto di fornitura di gas rispetta sotto ogni punto di vista il regime di sanzioni dell'ONU e non prevede alcun investimento nel settore energetico iraniano. Il contratto contribuisce a diversificare l'approvvigionamento svizzero di gas e a realizzare un quarto corridoio gas a partire dal Medio Oriente. Risponde dunque agli interessi economici e strategici della Svizzera. Va rilevato che un gran numero di Paesi occidentali importano dall'Iran quantità d'energia nettamente più importanti. Per quanto concerne gli altri punti sollevati nella domanda 7, il Consiglio federale rinvia alle risposte date alle domande 1, 2 e 4.</p>  Risposta del Consiglio federale.