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L'intero sistema punitivo vodese sarà riesaminato, allo scopo di rimediare in particolare alle condizioni di detenzione "allarmanti" denunciate a fine agosto dall'Ordine degli avvocati. Lo ha deciso oggi il Gran Consiglio. Parallelamente, l'effettivo delle guardie carcerarie sarà potenziato.
In una lettera inviata al Consiglio di Stato, l'Ordine degli avvocati aveva stigmatizzato il fatto che - a causa della sovrappopolazione carceraria - diverse persone accusate di reati vengono trattenute per giorni nelle celle della polizia cantonale o della polizia municipale di Losanna, inadeguate per i carcerati in detenzione preventiva.
Quale misura d'emergenza, entro febbraio 2013 il Cantone installerà nel perimetro del penitenziario di Bochuz prefabbricati in grado di accogliere da 50 a 80 detenuti, ha spiegato ai parlamentari la consigliera di Stato Béatrice Métraux. Secondo la responsabile del dicastero degli interni, per le pene di breve durata il Cantone potrebbe sollecitare Friburgo, il Vallese e Berna.
Fra le altre soluzioni evocate dalla Métraux figurano il ricorso alla semi-detenzione, al braccialetto elettronico e l'eventuale occupazione di locali appartenenti all'esercito.
Gli "stati generali" sollecitati dall'Ordine gli avvocati e decisi oggi dal Gran Consiglio avranno quale obiettivo di riesaminare l'intero sistema punitivo vodese, dalla repressione all'espiazione delle pene, per meglio adeguarlo alla revisione del codice penale, ha indicato l'autore della proposta, il deputato PLR Marc-Olivier Buffat.
SDA-ATS