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BERNA - Flurin Conradin, di Zurigo, è frustrato: nel 2011 si è offerto come volontario, ma spesso, ora, durante i corsi di ripetizione - a cui è chiamato almeno due giorni all’anno - ha una «pausa» o «niente da fare».
Conradin ha riassunto quegli eccessi di tempo libero in una sorta di “registro delle attese”, corredato anche da alcune foto: in tre giorni giorni di servizio, ad esempio, fa notare, ha avuto, complessivamente, 12 ore e 8 minuti di pausa: in quelle ore libere, puntualizza, «un collega ha studiato per un esame di ornitologia che doveva sostenere, mentre io e altri, su ordine del comandante, ci siamo recati in piscina». Conardin è scandalizzato.
Inoltre, la protezione civile ha un problema di effettivi: invece di 6’000 persone l’anno scorso ne sono state reclutate soltanto 3’700. Cifre, queste, che non sorprendono Conradin, visto quanto ha vissuto in prima persona.
Pertanto, Flurin Conradin ha presentato una petizione al Parlamento per la revisione della legge sulla protezione civile: in essa chiede che venga abolito il numero minimo di giorni da svolgere in un anno ai corsi di ripetizione, così come che gli stessi vengano interrotti non appena non c’è più niente da fare.
In Parlamento, tuttavia, si sta discutendo il contrario: ora i militi potrebbero venire chiamati ai corsi di ripetizione almeno tre giorni all’anno. Il consigliere agli stati sciaffusano Thomas Minder intende in ogni caso affrontare quanto esposto da Conradin e dai firmatari della petizione: se si verifica quanto esposto, «è un problema di gestione», afferma Minder.
L’Ufficio federale della protezione della popolazione (Ufpp) non è d’accordo: «La protezione civile si sta impegnando per la realizzazione di corsi di ripetizione significativi e adeguati, al fine di ottimizzare gli standard di formazione e di gestione», afferma il portavoce Kurt Münger. La Confederazione, dal canto suo, non è a conoscenza di alcun accumulo di reclami legati a «problemi occupazionali» ai corsi di ripetizione della protezione civile.