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Aria di origine polare sta cominciando ad affluire verso le Alpi. La Svizzera sta vivendo e vivrà domani una situazione molto dinamica che vi presentiamo brevemente in questo blog.
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Aria di origine polare sta cominciando ad affluire verso le Alpi. La Svizzera sta vivendo e vivrà domani una situazione molto dinamica che vi presentiamo brevemente in questo blog.
Nelle nostre regioni, le temperature più basse vengono generalmente registrate nella seconda metà di gennaio. A partire da questa data inizia un riscaldamento, prima impercettibile, poi più deciso da metà febbraio. Questo aumento di temperatura continua per tutta la primavera e fino alla seconda metà di luglio, periodo in cui vengono solitamente registrate le temperature più elevate dell'anno. Questo riscaldamento non è però uniforme, in quanto l’andamento di questo aumento è più simile a un dente di sega che a una curva dolce. Infatti, come avrete notato, il riscaldamento primaverile è talvolta interrotto da un improvviso ritorno di temperature fredde e neve a basse quote. Nella Svizzera francese questo ritorno a condizioni invernali viene chiamato "rebuse" o "coup de froid", "retour de l'hiver", nella Svizzera tedesca Kälterückfälle. È quanto sta accadendo in queste ore a nord delle Alpi.
Siamo all'inizio di una breve fase in cui le temperature saranno al ribasso. L'aumento termico primaverile si prende quindi una pausa. L'aria che sta raggiungendo il nostro Paese è infatti di origine polare e ha già fatto un lungo viaggio: cinque giorni fa si trovava in Siberia. Dopo una traiettoria ad arco, sta raggiungendo in queste ore le Alpi. Si tratta di aria polare marittima, che nel suo cammino verso sud si è caricata di umidità scorrendo sul mare.
Un primo fronte freddo in quota ha raggiunto nel pomeriggio di oggi la Svizzera nordalpina. Esso ha provocato alcuni temporali con grandine e forti raffiche di vento. Alcune stazioni dell'Altopiano hanno misurato raffiche fino a 60 - 80 km/h.
Nel corso della serata di domenica le correnti ruoteranno a nordovest. Il baricentro delle precipitazioni si sposterà quindi verso le parti centrali ed orientali del versante nordalpino. In Vallese e nelle Alpi vodesi e friburghesi le precipitazioni diminuiranno lentamente. A seguito dell'arrivo dell'aria polare, il limite delle nevicate si abbasserà fino a basse quote. Nel corso della serata di lunedì una zona di alta pressione si sposterà verso l'Europa centrale. Ciò stabilizzerà la situazione e le precipitazioni diminuiranno definitivamente nella notte su martedì.
Da domenica mattina a domenica a mezzanotte, sulle Alpi occidentali, dal Basso Vallese all'Oberland bernese, cadranno da 20 a 40 cm di neve fresca al di sopra dei 1200-1600 metri. Entro lunedì mattina, il limite delle nevicate si abbasserà gradualmente fino a basse quote. Nel corso della giornata di lunedì, abbondanti precipitazioni si verificheranno lungo il versante nordalpino, dall'Oberland bernese attraverso la Svizzera centrale fino al nord dei Grigioni. Tra i 700 e i 1200 metri sono attesi da 10 a 30 cm di neve fresca, al di sopra dei 1200 metri da 30 a 60 cm .
In alcune parti del centro dei Grigioni fra lunedì alle 00 e martedì alle 06 al di sopra dei 700 metri e sul Ticino settentrionale al di sopra dei 1300 metri sono attesi da 5 a 15 cm di neve fresca. Nella Bassa Engadina saranno possibili accumuli fino a 25 cm.
Per gli effetti di questa dinamica situazione meteorologica abbiamo emesso alcune allerte di maltempo di livello 3 e alcuni avvisi di livello 2.
Per un colpo d'occhio sull'attuale situazione di allerta e per tutti i dettagli vi rimandiamo alla nostra pagina dei pericoli naturali.
Sul versante sudalpino l'afflusso di aria polare da nord originerà una situazione favonica. Tuttavia, la forte intensità delle correnti in alta quota lascia presupporre che alcune precipitazioni saranno in grado di scavalcare la cresta principale delle Alpi e di raggiungere l'Alto Ticino e l'Alto Moesano. In queste regioni nella giornata di lunedì al di sopra dei 1000 metri potranno cadere a 1 a 5 cm di neve fresca, al di sopra dei 1400 metri da 5 a 15 cm.
Il vento da nord soffierà forte sia in montagna sia alle basse quote. In tutta la Svizzera italiana al di sopra dei 1600 metri ci attendiamo raffiche di 90 - 120 km/h, alle basse quote di 60-90 km/h.
Nella mappa sopra le regioni sudalpine appaiono gialle proprio perchè per esse è attivo un avviso di livello 2 per forti venti e, lungo le Alpi, per nevicate.
Il riscaldamento dovuto al favonio mitigherà il calo termico che invece si manifesterà a nord delle Alpi. Infatti domani lunedì le temperature alle basse quote sudalpine raggiungeranno ancora i 17-18 °C.