Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/128730

<h2>SubmittedText<h2><p>In Europa è un tema molto sentito quello della politica di sviluppo dei porti del Mediterraneo. Lo sviluppo degli stessi è dovuto all'aumento dei commerci con il Sud-Est asiatico, che porta con sé un aumento delle operazione di sbarco e trasbordo di container nei porti. In Italia, non solo a Gioia Tauro, ma anche nei porti liguri - che sono storicamente quelli "svizzeri" - si stanno sviluppando, grazie a nuove tecnologie e liberalizzazioni i cosiddetti porti entro-terra, come ad esempio quello di Rivalta Scrivia. Da qui le merci ripartono per la maggior parte via gomma, direzione nord.</p><p>Tenuto conto di quanto sopra, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Si è valutato dal lato svizzero le conseguenze di questa strategia che rischia di vanificare gli sforzi svizzeri di trasferimento delle merci strada-ferrovia?</p><p>2. Si segue da vicino la strategia di sviluppo di questi porti entro-terra, al fine di garantire la mobilità commerciale anche attraverso le Alpi?</p><p>3. Come si pensa di recuperare transiti alla ferrovia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nei porti liguri più importanti (Genova, Savona e La Spezia) esistono già terminali intermodali che permettono il trasbordo diretto di container dalle navi alla ferrovia. I container trasportati su gomma possono essere trasferiti su rotaia negli interporti dell'hinterland (ad es. Orbassano, Milano, Piacenza, Brescia) o in quelli situati in prossimità del confine con la Svizzera (ad es. Domodossola, Novara, Busto-Arsizio/Gallarate). Anche il pool logistico di Rivalta Scrivia menzionato dall'autrice dell'interpellanza dispone di un terminale intermodale per il trasbordo delle merci su rotaia. Questi terminali hanno attrattiva e capacità sufficienti per impedire che importanti volumi di merci partano dai porti liguri su gomma e attraversino le Alpi svizzere. Nel 2009 meno di 20 000 veicoli pesanti avevano come punto di partenza o di destinazione la Liguria, ossia meno del 2 per cento del totale (1,18 milioni di veicoli). I porti liguri si concentrano sulla movimentazione di merci in import-export per l'Italia. Il Consiglio federale parte dal presupposto che anche a medio termine i principali flussi import-export provenienti da oltreoceano e diretti in Europa occidentale e mediterranea privilegeranno i porti del Mare del Nord (Anversa, Rotterdam, Amburgo).</p><p>2. Per quanto attiene al corridoio europeo per le merci Rotterdam/Anversa-Genova, i gestori di infrastrutture stanno realizzando un monitoraggio esteso a 45 terminali e che comprende il rilevamento delle capacità e dei flussi di merci lungo il corridoio e relative previsioni fino al 2025. Scopo dell'operazione è eliminare le strozzature e pianificare gli investimenti. Questo monitoraggio permette anche ai servizi federali competenti di seguire l'evoluzione della situazione.</p><p>3. Nel rapporto sul trasferimento del traffico 2011 il Consiglio federale ha illustrato con quali misure intende rafforzare ulteriormente la politica di trasferimento. Le misure attualmente al vaglio sono l'istituzione di una borsa dei transiti alpini o di strumenti analoghi di gestione del traffico pesante, lo sviluppo della TTPCP, la realizzazione del corridoio di 4 metri, la proroga del limite di spesa per la promozione del traffico merci transalpino, l'inasprimento delle prescrizioni sul trasporto stradale di merci pericolose, l'ulteriore sviluppo della rete di terminali e la promozione di prodotti innovativi. Nel prossimo rapporto sul trasferimento del traffico, previsto per il 2013, il Consiglio federale fornirà indicazioni sullo stato d'attuazione e proporrà eventualmente nuove misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.