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FAQs
Le proprietà colpite erano nel piano delle zone a rischio?
Il bacino di raccolta dei flussi detritici è stato dimensionato a 50.000 m3 nel 2015 e si è dimostrato molto efficace. Anche la zona di pericolo è stata successivamente definita sulla base di questa struttura protettiva. Tuttavia, la frana del 23 agosto 2017, con una transizione immediata in una colata detritica così grande è straordinariamente rara a livello mondiale e tali scenari non sono quindi presi in considerazione come scenari decisivi per la designazione delle zone di pericolo.
Il pizzo Cengalo costituisce ancora un pericolo?
Se le masse rocciose instabili sul pizzo Cengalo dovessero staccarsi, non c'è un pericolo diretto per gli insediamenti e le vie di comunicazione. Tuttavia, con o senza pioggia, le colate di detriti possono svilupparsi dalle masse rocciose e raggiungere Bondo.
Il materiale sceso dalla montagna in Val Bondasca sarà rimosso?
I depositi di frana in Val Bondasca saranno lasciati in loco e non potranno essere rimossi.
Che influenza ha il cambiamento climatico?
Prima di avere chiarito la causa esatta degli avvenimenti non è possibile fare speculazioni sull’influsso del cambiamento climatico.
Quanto materiale è sceso?
Circa 3,1 milioni di m3 sono scesi dal pizzo Cengalo e hanno spazzato circa 600'000 m3 di ghiaccio. Il 15 settembre 2017, altre centinaia di migliaia di m3 sono caduti, fermandosi sul deposito esistente.
Flusso di detriti: circa 450'000 fino a un massimo di 500'000 m3 di materiale sono stati trasportati a Bondo da flussi di detriti.
Quali sono le cause della frana dal pizzo Cengalo?
Un gruppo nazionale di esperti ha analizzato gli avvenimenti ed è giunta alla conclusione che la frana, con oltre 3 milioni di m3 di roccia, è un evento particolarmente raro. In particolare, il passaggio immediato da una frana a una colata detritica è stato osservato per la prima volta nelle Alpi.