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Il finanziamento del servizio di base non è garantito
Le decisioni odierne sulla politica futura della Posta racchiudono una serie di rischi che devono essere attenuati: nonostante la liberalizzazione anticipata, il Consiglio federale intende mantenere il livello attuale del servizio di base senza però garantire un finanziamento sul lungo periodo. La Posta constata con rammarico la decisione di anticipare l’abbassamento del limite di monopolio a 50 grammi ed è delusa del fatto che le possibilità imprenditoriali di PostFinance restino limitate, fattore che mina un importante pilastro finanziario del gruppo.
La Posta si rammarica del rapido abbassamento del limite di monopolio a 50 grammi deciso in data odierna. Un tale intervento presuppone un contemporaneo adeguamento delle condizioni quadro e inoltre contrasta con l’orientamento seguito finora dal Consiglio federale e dal Parlamento.
Limitato il raggio d’azione di PostFinance
La Posta constata con rammarico che il Consiglio federale non dia rilevanza allo sviluppo dell'attività commerciale di PostFinance. Ciò riduce la redditività della Posta e danneggia l'economia del Paese in quanto impedisce che i capitali dei clienti pari a 43 miliardi di franchi vengano investiti sul mercato ipotecario e delle PMI nazionale. La Posta ribadisce inoltre la necessità di ampliare l’attività commerciale dell'istituto in modo da permettere a PostFinance di vendere ipoteche e crediti in maniera autonoma.
Fondi inadeguati
La Posta si impegna a garantire anche in futuro un servizio di base capillare e di qualità: questa è un'importante certezza sia per l'economia che per la popolazione svizzera. Il Consiglio federale intende mantenere il livello attuale del servizio di base, anche se con il monopolio sottrae alla Posta la base di finanziamento. Per finanziare un servizio di base di tali dimensioni bisogna però disporre di fondi adeguati. Senza il monopolio residuo la riduzione del servizio di base si profilerebbe come una scelta obbligata. Le due varianti proposte, un fondo che dovrebbe essere rimpinguato principalmente dalla Posta da un lato e il sovvenzionamento da parte della Confederazione dall’altro, non sono appropriate. La Posta auspica che dalla consultazione emergano dei risultati più equilibrati.
La Posta ha bisogno di maggiore flessibilità
La bozza della nuova legislazione postale presentata dal Consiglio federale riduce enormemente il margine di manovra imprenditoriale della Posta. Nell'eventualità di un'apertura completa del mercato, l’azienda deve potersi organizzare in base a criteri economico-aziendali. Vari studi dimostrano che, in caso contrario, il servizio di base e l'azienda postale interessata sono messi in pericolo e si aprono deficit strutturali di finanziamento. La Posta richiede pertanto un allentamento delle restrizioni imposte dal legislatore. Stando a quanto emerso finora, il disegno di legge presentato non contiene le premesse per una lotta ad armi pari, nonostante l'esplicita intenzione del Consiglio federale in tal senso. Nella proposta di legge concreta la Posta farà attenzione a non essere sfavorita rispetto ai concorrenti privati. Alla luce della rapida apertura del mercato la proposta del Consiglio federale di introdurre dei contratti collettivi di lavoro per i rispettivi settori dovrà essere attuata rapidamente.
Dibattito sul senso della liberalizzazione
Nel comunicato stampa il Consiglio federale si è astenuto dall’indicare la motivazione alla base della liberalizzazione del mercato postale. In precedenza aveva giustificato la decisione di optare per la liberalizzazione del mercato postale con la necessità di seguire una tendenza generale in atto nell'UE a cui la Svizzera non può sottrarsi. Diversamente da molti Paesi europei, la Posta può contare su un’ampia soddisfazione della clientela nei confronti dei servizi offerti. Inoltre, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni approva i prezzi in vigore ritenendoli adeguati. La Posta ritiene dunque necessario approfondire ancora il dibattito sull’apertura completa del mercato prevista dalla legge.