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La legge sulle epidemie è pronta per le votazioni finali. Il Consiglio nazionale ha infatti eliminato oggi tacitamente l'ultima divergenza con gli Stati. Il popolo potrebbe essere chiamato ad esprimersi in merito. È stato infatti annunciato un referendum per opporsi alla possibilità che le autorità possano dichiarare obbligatorie determinate vaccinazioni.
In base alla nuova legge, in casi particolari la Confederazione e i cantoni potranno dichiarare obbligatoria la vaccinazione per certe categorie della popolazione (personale curante, per esempio).
I cantoni potranno ricorrere a tale misura solo in caso di "pericolo serio", precisa la legge. La vaccinazione obbligatoria ha sollevato molte critiche nel corso dei dibattiti. Molti oratori hanno infatti sostenuto che essa è lesiva delle libertà individuali e dell'integrità fisica.
Una maggioranza di deputati ha rilevato che in ogni caso nessuno in Svizzera sarà vaccinato contro la sua volontà, poiché è proibito costringere qualcuno ad assumere medicinali. Queste argomentazioni non hanno però convinto tutti. L'associazione Netzwerk Impfentscheid" (rete di decisione sui vaccini) ha infatti annunciato l'intenzione di lanciare un referendum.
Oggi il Consiglio Nazionale ha deciso tacitamente di cancellare l'ultima divergenza con gli Stati: le imprese di trasporto transfrontaliere dovranno accollarsi i costi dei provvedimenti che mirano a frenare la diffusione di malattie.
Finora la Camera del popolo chiedeva che fosse la Confederazione ad assumersi tutte le spese. Martedì scorso però i "senatori" hanno fatto un mezzo passo in direzione dei colleghi del Nazionale, precisano nella legge che le autorità federali possono partecipare ai costi se quest'ultimi rappresentano un fardello eccessivo per l'impresa interessata.
La necessità di rivedere la legge è stata unanimemente riconosciuta dai gruppi parlamentari. Recenti epidemie quali la polmonite atipica (SARS) nel 2003 e la pandemia influenzale del 2009 hanno messo a nudo le lacune della legislazione, che risale al 1970. Essa non basta per gestire i rischi di malattie trasmissibili, né per fronteggiare efficacemente eventuali conseguenze.
La revisione permette di definire meglio la ripartizione dei compiti tra Confederazione, cantoni e terzi. Sarà istituito un organo di coordinamento e, in caso di situazioni speciali, anche un organo d'intervento. D'ora in poi la Confederazione assumerà un ruolo di leader, definendo linee maestre e obiettivi strategici. L'applicazione sarà affidata ai cantoni.
Altro punto sensibile della revisione: la propagazione di malattie infettive pericolose come l'AIDS. Secondo la giurisprudenza attuale, persone sieropositive vengono punite anche se il loro partner è a conoscenza della loro infezione e sono consenzienti per un rapporto sessuale non protetto.
Il Consiglio federale aveva proposto di punire colui che diffonde intenzionalmente una malattia pericolosa, a meno che abbia informato preventivamente l'altra persona del rischio concreto d'infezione. Le Camere si sono limitate a iscrivere nella legge che potrà essere punito soltanto colui che agisce per "viltà".
SDA-ATS