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Settantacinque anni fa, la capitolazione del Norditalia tra alte sfere dell’esercito nazista che cercavano di costituire un’alternativa ad Hitler (e non esser chiamati a testimoniare a Norimberga), industriali italiani desiderosi di non soggiacere ad una tabula rasa nella altrimenti prossima distruzione totale del loro tessuto produttivo a fronte della prossima inevitabile capitolazione, con esponenti di alcuni degli alleati (e con la feroce opposizione della Russia che interpretò l’accordo come la prima avvisaglia della futura guerra fredda con gli USA), prese forma il 3 marzo 1945 in colloqui super segretissimi tenutisi nel «Cenacolo fiorentino» al primo piano dell’attuale Grand Café al Porto di Lugano. Si incontrarono qui, in terra svizzera neutrale ad opera di un ufficiale svizzero, il maggiore Max Waibel, allora nel servizio informazioni dell’esercito svizzero e si tennero nei giorni seguenti al parco del Palace perché gli alberi non avevano orecchie (si temevano registrazioni) come ad Ascona e Zurigo. Sono le premesse che portarono poi alla Capitolazione firmata poi a Caserta il 29 aprile 1945 ed effettiva il 2 maggio seguente con la capitolazione incondizionata dell’armata germanica risparmiando al Nord Italia altri innumerevoli lutti tra cui anche la salvaguardia della produzione elettrica in Valtellina, senza la quale la ripresa postbellica sarebbe probabilmente ritardata di almeno un decennio. Sono i prodromi della cosiddetta Operazione Sunrise, il nome in codice assegnato alle trattative segrete intraprese dal generale delle SS Karl Wolff, generale plenipotenziario militare del Terzo Reich in Italia (dopo una riunione il 28 febbraio a Desenzano del Garda con Rudolf Rahn Guido Zimmer e il generale Wilhelm Harster, capo della polizia segreta tedesca in Italia) e dall’agente statunitense Allen Dulles (capostruttura in Svizzera), con lo scopo di negoziare la resa separata delle forze tedesche schierate nel nord Italia (Gruppo d’armate C) e delle forze fasciste collaborazioniste della Repubblica Sociale Italiana, favorendo un rapido passaggio dei poteri nelle mani delle forze angloamericane degli Alleati. Dopo i primi colloqui vennero rilasciati sul confine svizzero Ferruccio Parri e Usmiani, esponente di spicco delle formazioni partigiane lombarde. Ieri l’Associazione RMSI (Rivista miliare svizzera di lingua italiana) ha ricordato l’importante avvenimento storico con gli interventi di Franco Valli, membro del comitato, Marco Netzer, presidente, dello storico Marino Viganò, Brigitte Netzer e Giancarlo Bordoni che acquisì il ristorante Bianchi (già Baggi), oggi Grand Café al Porto. Venerdì 6 marzo e sabato 7 alle ore 15, 16 e 17 si terranno visite al «Cenacolo fiorentino» al primo piano del Grand Café al Porto, con porte aperte a tutti gli interessati.
Corrado Bianchi Porro