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Lo ha deciso la SEM. La misura scatta anche a seguito di un soggiorno prolungato in uno Stato terzo
BERNA - Lo statuto di protezione S potrà essere revocato ai profughi che soggiornano in Ucraina per più di quindici giorni a trimestre. A meno che dimostrino che il soggiorno era volto a preparare il ritorno nel paese d'origine o era dovuto alla visita a un parente stretto gravemente malato. Lo ha deciso la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), dopo aver consultato i Cantoni e le Città.
In linea di massima, le persone con lo statuto di protezione S possono recarsi in Ucraina e poi fare ritorno in Svizzera. Ma non possono dunque soggiornarvi per più di quindici giorni a trimestre. La revoca scatta anche nel caso in cui i profughi si trattengano per più di due mesi in uno Stato terzo e la SEM presuma che essi abbiano trasferito il centro dei loro interessi in quel paese.
Con il consenso dello Stato maggiore speciale Asilo (SONAS), la SEM ha inoltre stabilito che le coppie binazionali non hanno diritto allo statuto di protezione S in Svizzera se una delle due persone è in possesso della cittadinanza di uno Stato UE/AELS, della Gran Bretagna, del Canada, degli USA, della Nuova Zelanda o dell'Australia. Neppure le persone che hanno già ottenuto lo statuto di protezione in un altro Stato Schengen hanno il diritto allo statuto S in Svizzera.
Su richiesta dei Cantoni, i profughi provenienti dall'Ucraina che entrano per la prima volta in un centro federale d'asilo (CFA) in linea di massima vi resteranno, da subito, sette giorni più a lungo rispetto alla prassi attuale. Finora, infatti, nella maggior parte dei casi veniva loro assegnato un alloggio in un Cantone in tempi più rapidi.