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La filiale Sandoz del gigante farmaceutico Novartis è una delle 20 aziende oggetto negli Usa della causa collettiva di 44 Stati per violazione delle regole della concorrenza. Le società avrebbero gonfiato i prezzi dei farmaci generici e si sarebbero spartite le quote di mercato in quella che l'accusa definisce "una delle più vergognose e dannose cospirazioni per la determinazione dei prezzi nella storia degli Stati Uniti".
L'indicazione della presenza di Sandoz tra le 20 società è stata fornita ieri dal procuratore generale dello Stato del Connecticut William Tong in un atto di oltre 500 pagine. All'agenzia di stampa finanziaria AWP Novartis conferma che "il nome di Sandoz compare in una vicenda giudiziaria, che riguarda praticamente l'intera industria dei farmaci generici". La multinazionale è convinta che le accuse siano infondate e intende contestarle "con vigore".
Il procuratore americano cita "Teva, Sandoz, Mylan, Pfizer e altri 16 produttori di generici", accusati di aver cospirato tra loro per fissare i prezzi, spartirsi i mercati e falsificare le offerte di oltre 100 prodotti generici di ogni tipo. In alcuni casi, il prezzo di alcune sostanze sarebbe stato gonfiato di oltre dieci volte.
Secondo l'azione legale, frutto di cinque anni di indagini e formalizzata da Tong,si tratterebbe di "una frode multimiliardaria ai danni del popolo americano" che rivelerebbe perché il costo della sanità e delle prescrizioni è così alto negli Usa. Tra le società citate nell'atto d'accusa vi è anche la multinazionale israeliana Teva Pharmaceuticals, la più grande produttrice di generici al mondo, che ieri ha subito respinto ogni addebito e annunciato battaglia.