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L'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC) ha confermato nella giornata di martedì che all'interno dell'organisimo di Alexei Navalny sono state trovate tracce di una sostanza di tipo Novichok, un agente nervino sviluppato per scopi militari in epoca sovietica.
L'OPAC, con sede all'Aia, ha dichiarato che i campioni di sangue e di urine dell'oppositore russo contenevano un "inibitore della colinesterasi", simile a due sostanze chimiche componenti del Novichok vietate dalla stessa organizzazione nel 2019.
Alexei Navalny, dimesso a fine settembre dopo un mese di cure nell'ospedale Charité di Berlino, aveva accusato il presidente russo Vladimir Putin di essere "dietro" al tentativo di avvelenarlo dello scorso 20 agosto. "Affermo che dietro questo atto c'è Putin, non vedo altra spiegazione", aveva dichiarato l'attivista 44enne sulle pagine del settimanale tedesco Der Spiegel.
- Notiziario 09.00 dell'1.10.2020