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Gheddafi si finge olandese… ma sbaglia email.
Un gruppo di funzionari libici si finge olandese per affittare una lussuosa villa di New York, ma viene tradito da un’email spedita dall’indirizzo dell’ambasciata di Tripoli.
LONDRA – Se non fosse un racconto del Times di Londra chiunque griderebbe al “pesce d’aprile” fuori stagione: imbranati funzionari libici che si fingono dei nordici olandesi con lo scopo di importare un colonnello senza tenda, ma inviano un’email dalla Libia e vengono subito beccati.
La grottesca vicenda emerge oggi da una rivelazione del quotidiano londinese. Un paio di settimane fa alcuni finti funzionari olandesi hanno contattato un agente immobiliare di Upper East Side per affittare la Barclay Mansion, una lussuosa palazzina a sei piani sulla 78ma strada. L’agente Jason Haber, tuttavia, nel giro di poche ore ha fiutato l’imbroglio e bloccato la trattativa.
«Quando qualcuno dice di rappresentare l’Olanda – ha raccontato Haber al Times – è una garanzia. Ma dopo una breve conversazione ho capito che l’accento non era olandese».
Insospettito, l’agente immobiliare ha quindi chiesto alcune conferme via email. È a quel punto che i funzionari libici hanno commesso un piccolo errore: «quando hanno iniziato a mandarmi le e-mail, è diventato tutto chiaro: le e-mail venivano da un indirizzo dell’ambasciata libica».
«Tutte le conversazioni sono state molto sbrigative, erano assai maleducati» ha aggiunto ancora l’agente immobiliare, «dicevano cose tipo: “chiamate questa persona, fatelo subito, all’istante”». L’agente non ha mai presentato la proposta ai proprietari, dal momento che i libici volevano tutti e tre gli appartamenti, che non erano invece disponibili. La Barclay Mansion, è di proprietà di una famiglia che l’ha acquistata l’anno scorso per 18,5 milioni di euro.
Il giornale londinese sciorina poi la lunga lista di rifiuti ricevuti dalla delegazione di Tripoli per la sistemazione del colonnello, che per la prima volta ha dovuto anche rinunciare alla tradizionale tenda beduina che ha fatto piantare senza troppi problemi in giro per il globo, davanti all’Eliseo a Parigi e a Villa Pamphili a Roma.
Alla fine, il colonnello, che domani interverrà all’Assemblea generale dell’Onu dopo il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha dovuto accontentarsi della missione diplomatica libica a New York sulla 48ma strada, che è un ufficio, nota infine il Times, e soprattutto non ha il giardino.
Red. Est.