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Per il consigliere federale UDC Ueli Maurer, intervenuto all'assemblea dei delegati del suo partito, la Svizzera ha perso parte della sua libertà. Le cause sono la libera circolazione, gli accordi internazionali ma anche l'avidità degli Stati esteri.
"Abbiamo ancora la libertà di definire le nostre proprie leggi?", si è chiesto Maurer, dando poi la risposta a tale quesito: "solo parzialmente". In materia di immigrazione, con gli accordi di libera circolazione e di Schengen, "la Svizzera ha rinunciato alla libertà di determinare la propria politica", ha affermato.
Lo stesso discorso vale per il segreto bancario: con le pressioni dell'Unione europea, degli Stati Uniti e dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), la Svizzera è stata costretta ad adeguare le proprie leggi, ha aggiunto Maurer.
La pressioni provenienti dall'estero nascono dal fatto che la Svizzera è invidiata e alcuni paesi sono "gelosi". Dobbiamo avere il "coraggio di dire di 'no' quando è necessario". Un principio che, secondo Maurer, vale soprattutto nei rapporti con l'estero.
Il consigliere federale ha anche affrontato il tema dell'asilo, dell'aumento del numero di domande e della crescente criminalità. "Il problema sarà risolto quando la Svizzera cesserà di essere un paradiso per gli asilanti", ha affermato Maurer.
Occorre ridurre la durata delle procedure, ha poi detto il ministro Udc. Oggi possono trascorrere anche 1400 giorni dal momento della domanda d'asilo all'uscita dalla Svizzera. Maurer ha poi fatto l'esempio della Norvegia dove esistono procedure accelerate che vanno da 48 ore a tre settimane, e dell'Olanda dove l'esame rapido dura 8 giorni.
SDA-ATS