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LUGANO - Rimborsopoli: cambiano i Procuratori Generali, non il risultato. Ancora un non luogo a procedere da parte della Procura, dopo l’ennesima segnalazione sulla vicenda, questa volta ad opera della Commissione della Gestione.
Andrea Pagani, come è noto, ha dovuto valutare il rimborso forfetario di 6’000 franchi annui percepito dell'ex Cancelliere Giampiero Gianella. La Gestione aveva segnalato una presunta incongruenza tra la nota a protocollo 28/99 del 17 maggio 1999 e quanto indicato nella lettera del 20 maggio 1999 inviata dallo stesso ex Cancelliere al Capo Ufficio degli stipendi. Incongruenza legata nello specifico a un importo di 1'000 franchi in più all'anno percepiti tra il 1999 e il 2011.
Il Ministero pubblico comunica ora che, sulla scorta di un attento esame degli atti acquisiti, il Procuratore generale Andrea Pagani ha stabilito che non sono adempiuti i presupposti dei reati ipotizzabili (art. 146 CP, truffa, e art. 312 CP, abuso di autorità) rinunciando di conseguenza all'apertura di un'istruzione penale.
Nel corso dell'analisi della documentazione, è in particolare emersa una nota promemoria allegata alla citata nota a protocollo (che trova riscontro anche in una successiva risposta dell'Esecutivo a un'interrogazione parlamentare) in cui durante la seduta governativa del 26 maggio 1999 si è risolto di adeguare il forfait a favore dell'ex cancelliere a 6.000 franchi annui.
Alla luce di ciò, e in assenza di un indebito profitto, il Procuratore generale Andrea Pagani ha di conseguenza firmato un decreto di non luogo a procedere.