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Le autorità di Pechino mantengono delle riserve di fondo sulla conclusione di un accordo di libero scambio con la Svizzera. Alcuni passi avanti sono stati tuttavia compiuti durante il viaggio della ministra svizzera dell'economia in Cina.
Al termine di una visita di tre giorni a Shanghai e Pechino, la responsabile del Dipartimento federale dell'economia Doris Leuthard ha lodato la qualità del dialogo con i suoi interlocutori cinesi, tra cui il nuovo ministro del commercio Chen Deming. Al centro dei dibattiti figuravano lo sviluppo degli scambi commerciali, la tutela della proprietà intellettuale e la collaborazione in ambito ambientale.
Nonostante i segnali positivi, il governo cinese ha ribadito le sue riserve sulle prospettive di giungere in breve tempo alla conclusione di un accordo di libero scambio. Secondo i rappresentanti di Pechino, tale accordo minaccerebbe in particolare l'industria cinese dei macchinari, della chimica e della farmaceutica. Da ambo le parti è stata tuttavia segnalata la volontà di proseguire le discussioni in vista dell'apertura di negoziati veri e propri.
Doris Leuthard ha inoltre affrontato con i partner cinesi la questione dei diritti umani. Per la ministra svizzera dell'economia, la situazione in Tibet costituisce un problema a soli tre mesi dall'inizio dei Giochi olimpici estivi di Pechino. La consigliera federale ha comunque espresso la sua soddisfazione per l'avvio di un dialogo tra il governo cinese e i rappresentanti del Dalai Lama.
La Svizzera è uno dei pochi paesi a registrare una lieve eccedenza commerciale con la Cina. Nel 2007 le esportazioni svizzere verso il gigante asiatico sono aumentate del 31,6%, raggiungendo 5,4 miliardi di franchi. Lo stesso anno sono stati importati prodotti cinesi per 4,8 miliardi (+21,4% rispetto al 2006). Finora oltre 300 imprese svizzere si sono stabilite in Cina, creando posti di lavoro per 60 000 persone.
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