Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01099.jsonl.gz/283

BUENOS AIRES - La ex presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner ha annunciato ieri a Buenos Aires di «non avere nulla contro» il fatto che il Senato autorizzi la perquisizione delle sue proprietà, come chiesto dal giudice istruttore Claudio Bonadío.
La ex capo dello Stato, comunque, ha posto alcune condizioni per accedere alla richiesta del magistrato, mentre migliaia di persone hanno marciato a Buenos Aires fino alla sede del Parlamento, e lo hanno fatto in altre città argentine, per chiedere la rimozione dell'immunità della Kirchner, che attualmente occupa un seggio senatoriale.
Bonadío, si deve ricordare, aveva chiesto le perquisizioni nel quadro della causa denominata dai media «i block notes della corruzione» in cui un ex autista di un funzionario dell'epoca dei governi di Nestor e Cristina Kirchner avrebbe annotato tutti i traffici di denaro delle mazzette pagate da imprenditori vincitori di appalti pubblici.
Accettando l'eventuale autorizzazione senatoriale delle perquisizioni nelle sue proprietà immobiliari, la Kirchner ha voluto precisare che «questo non significa una convalida dell'irrazionalità delle misure disposte da Bonadio nella sua crociata persecutoria contro la mia persona».
Il mio principale obiettivo, ha spiegato, «è invece quello di mettere fine, una volta per tutte, allo show montato attorno a queste perquisizioni».
Per questo, ha infine detto, «ho chiesto al Senato di garantire che le misure che si realizzeranno servano solo a raccogliere eventuali prove relazionate con l'oggetto delle indagini e non per ottenere immagini o riprese filmate all'interno delle mie residenze e degli oggetti che vi sono contenuti, per poi essere mostrati al pubblico con una intenzionalità politica».