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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha dato il via libera ad una dichiarazione sulla crisi in corso in Mali. Il testo approvato dai Quindici prevede una ferma condanna del colpo di stato del 22 marzo da parte dei membri della Giunta militare, la richiesta per un immediato ripristino dell'ordine costituzionale e del governo democraticamente eletto e l'appello ai golpisti di prendere misure urgenti per attuare questo impegno.
Nel testo vengono anche condannati gli attacchi e i saccheggi messi in atto dai gruppi di ribelli nel nord del paese, e si chiede altresì la cessazione immediata delle ostilità e delle violenze in modo da poter raggiungere una soluzione pacifica attraverso il dialogo politico e il rispetto dei diritti umani della popolazione.
I Quindici sottolineano il sostegno alla Comunità economica degli stati dell'Africa occidentale (Ecowas), ed elogiano il lavoro del presidente Blaise Compaoré, mostrando tuttavia forte preoccupazione per la presenza nel territorio di gruppi terroristici legati ad al-Qaida che potrebbero portare ad un'ulteriore destabilizzazione del paese.
Al centro dei timori dell'organo dell'Onu c'è anche il rapido deterioramento della situazione umanitaria - aggravata dal conflitto - in Mali e nella regione del Sahel, e per questo si invitano tutte le parti a permettere l'accesso sicuro e tempestivo agli operatori umanitari per aiutare i civili in difficoltà, rinnovando infine la necessità di sostenere e rispettare la sovranità, e l'integrità territoriale del paese.