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Lo indica uno studio dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano
MILANO - Uno studio condotto dall'Istituto Europeo di Oncologia di Milano e pubblicato sulla rivista PlosOne dimostra che l'immunità fornita dal vaccino contro il coronavirus è maggiore a quella sviluppata dopo che il Sars-CoV-2 ha infettato l'organismo.
La ricerca è stata condotta su un campione di soggetti non vaccinati (1493) e su altri 2029 che erano completamente immunizzati (anche con il booster). Le infezioni da Covid tra i non vaccinati sono state 266, contro i 30 di chi aveva ricevuto il vaccino (26 con Pfizer, quattro con AstraZeneca). La probabilità di contrarre il coronavirus tra i vaccinati è dell'1,47% contro il 3% di chi non si era sottoposto all'immunizzazione.
Gli anticorpi sono stati rilevati nell'organismo di 1940 dei 2029 vaccinati, mentre i contagiati non vaccinati che li hanno sviluppati sono stati 84 su 266. L'infezione tra chi era protetto dal vaccino è durata mediamente due giorni, contro gli 11 di chi si era precedentemente contagiato. Gli autori dello studio sostengono la necessità di vaccinare tutti, anche chi è stato positivo, in considerazione dell'alto numero di asintomatici o pauci-sintomatici tra i non vaccinati.