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La lotta alla corruzione è fondamentale per difendere la piazza finanziaria elvetica. La Svizzera persegue un approccio globale nell'ambito della lotta alla corruzione impegnandosi su tutti i fronti importanti: prevenzione, penalizzazione, assistenza tecnica, restituzione di valori patrimoniali. Sul piano internazionale sostiene le misure di valutazione e di controllo dell'OCSE e del Consiglio d'Europa (Groupe d'Etats contre la Corruption; GRECO) che contribuiscono alla formulazione di regole del gioco chiare e vincolanti per tutti.
La corruzione è una sfida mondiale. Essa pregiudica gli scambi economici, distorce la concorrenza e mina la fiducia. Dagli anni Novanta, la lotta alla corruzione occupa un posto di assoluto rilievo nell'agenda della comunità internazionale. Attualmente, tre convenzioni internazionali sulla lotta alla corruzione[1] costituiscono la base normativa degli Stati Parte per affrontare la corruzione. Le convenzioni dell'OCSE e del Consiglio d'Europa stabiliscono una procedura di analisi e di sorveglianza delle politiche anticorruzione degli Stati Parte. Esami reciproci svolti periodicamente sono accompagnati da raccomandazioni che propongono miglioramenti legislativi, organizzativi e pratici al fine di conseguire i parametri approvati congiuntamente. La Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione è l'unico strumento anticorruzione a disposizione di tutti gli Stati e contiene disposizioni sulla resituzione di fondi provenienti dalla corruzione. La Svizzera è Stato Parte delle convenzioni dell'OCSE e del Consiglio d'Europa; ha firmato la Convenzione dell'ONU, la cui ratifica dovrebbe avvenire nella seconda metà del 2009.
A livello internazionale, sono soprattutto gli Stati Uniti, la Francia e la Germania che si impegnano a contrastare la corruzione nonostante siano stati coinvolti in passato in alcuni scandali (ad es. Total, Siemens). Dopo la chiusura dell'inchiesta riguardante il fabbricante d'armi BAE Systems per ragioni di sicurezza nazionale, le relazioni tra la Gran Bretagna e l'OCSE erano estremamente tese negli anni 2006-2007. Da allora la Gran Bretagna ha tentato in diversi modi di sabotare gli sforzi anticorruzione dell'OCSE. Fra i Paesi in via di sviluppo, l'Indonesia e la Nigeria dimostrano un impegno costruttivo nel quadro dell'ONU.
Consiglio d'Europa (GRECO): il 2 giugno 2008, il Groupe d'Etats contre la Corruption (GRECO) ─ una commissione del Consiglio d'Europa ─ ha pubblicato il suo Rapporto di valutazione sulla Svizzera[2]. Questo comprende 13 raccomandazioni concernenti un ampio spettro di aspetti della lotta alla corruzione, ad esempio l'organo competente, l'indipendenza della giustizia, l'attività di sensibilizzazione, i conflitti di interessi e la protezione degli informatori. Nell'ottobre 2009, la Svizzera presenterà un rapporto al GRECO sulle misure adottate in relazione ad ogni singola raccomandazione. Avrà in seguito sei mesi di tempo, ossia fino alla fine del mese di febbraio del 2010, per realizzare le raccomandazioni prima della valutazione finale prevista nel mese di aprile del 2010.
Gruppo di lavoro dell'OCSE contro la corruzione: la seconda fase della valutazione della Svizzera ha avuto luogo nel marzo 2004. Otto delle dieci raccomandazioni non erano ancora state attuate. La Svizzera ha dovuto pronunciarsi oralmente nel marzo 2009 su queste raccomandazioni. Il gruppo di lavoro dell'OCSE sta elaborando una terza fase per garantire la sorveglianza delle politiche anticorruzione dei membri dell'OCSE e mantenere la pressione politica. Parallelamente si sta discutendo la possibilità di modificare gli strumenti (ad es. la Convenzione e le raccomandazioni) al fine di rafforzarli e adattarli alle condizioni attuali.
Una raccomandazione congiunta del gruppo di lavoro dell'OCSE contro la corruzione e del comitato per gli affari fiscali dell'OCSE è in fase di negoziazione (Recommendation on Tax Measures for further combating bribery). Alle autorità fiscali degli Stati membri si raccomanda di segnalare, nel quadro del proprio diritto fiscale, i sospetti di corruzione. Il diritto fiscale svizzero prevede la possibilità, ma non l'obbligo, per le autorità fiscali di rendere noti tali sospetti. La raccomandazione corrisponde quindi alla prassi svizzera.
ONU: con i suoi 140 firmatari la Convenzione ha una portata universale. Tuttavia, essa si trova ancora nella fase iniziale del processo. Nel 2006 sono stati istituiti tre gruppi di lavoro che si occupano dell'attuazione della Convenzione, dell'assistenza tecnica e della restituzione dei valori patrimoniali. Essi sono tuttora attivi.
IDAG lotta alla corruzione: il 19 dicembre 2008, il Consiglio federale ha deciso l'istituzione di un gruppo di lavoro interdipartimentale per la lotta alla corruzione ("IDAG Korruptionsbekämpfung"), dotato di un mandato formale. Sotto la direzione del DFAE/DP V, questo gruppo è incaricato di sviluppare una politica armonizzata in materia di lotta alla corruzione integrando tutti gli attori a livello federale, i Cantoni e la società civile.
La lotta alla corruzione è fondamentale per difendere la piazza finanziaria elvetica. La Svizzera dispone di strumenti efficaci per evitare che la propria piazza finanziaria sia utilizzata a fini criminali: meccanismi per l'individuazione di fondi acquisiti illeciti e un dispositivo efficace di lotta contro il riciclaggio di denaro. Con gli sforzi profusi e i successi ottenuti nella lotta alla corruzione, essa contribuisce alla buona reputazione della sua piazza finanziaria.
La Svizzera persegue un approccio globale nell'ambito della lotta alla corruzione, agendo contemporaneamente in tutti i settori importanti: sensibilizzazione, prevenzione, penalizzazione, cooperazione tecnica, assistenza giudiziaria, restituzione di valori patrimoniali. La prevenzione è un elemento chiave della lotta alla corruzione. L'attività di sensibilizzazione rivolta a tutte le parti interessate ─ ambienti politici, amministrazioni, tribunali, società civile ─ è decisiva per garantire il successo delle misure adottate. Anche i rimedi giuridici devono essere adeguati per permettere la penalizzazione, l'accertamento e il perseguimento penale. La Svizzera ritiene che l'assistenza tecnica debba essere prestata a tutti i livelli della lotta alla corruzione, dalla prevenzione alla restituzione di valori patrimoniali, e insiste in particolare sul rispetto e sull'applicazione rigorosa delle regole concernenti l'assistenza giudiziaria.
La comunità internazionale deve adottare un'azione comune per combattere la corruzione: gli Stati devono collaborare e condividere le loro competenze ed esperienze. Essa sostiene dunque i meccanismi di verifica della politica anticorruzione introdotti dall'OCSE e dal GRECO. Soltanto una sorveglianza meticolosa delle prassi degli Stati membri accompagnata da raccomandazioni credibili può garantire una lotta efficace alla corruzione e il mantenimento della pressione politica.
[1] Convenzione dell'OCSE sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali (1997); Convenzione penale del Consiglio d'Europa sulla corruzione (1999); Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC, 2003).
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