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Le competenze e i diritti dei Cantoni, così come la loro compartecipazione, vengono generalmente rispettati dalla Confederazione in materia di politica interna. Non altrettanto avviene nell'elaborazione dei progetti di legge del parlamento, in materia di energia e politica estera. Questo in sostanza il contenuto nel rapporto "Federalismo 2011", presentato dalla Fondazione CH per la collaborazione confederale.
La collaborazione Confederazione-Cantoni è molto intensa in numerosi campi, quali gli obiettivi di promozione e integrazione, i programmi di legislatura, la formazione e la sanità. I Cantoni sono invece tenuti in disparte quando si tratta di ridisegnare la politica energetica. Poco soddisfacente è anche il loro coinvolgimento nei negoziati con l'Unione europea, benché numerosi dossier - elettricità, tassazione delle imprese - chiamino in causa proprio i Cantoni. È indispensabile che essi possano esprimere per tempo il loro parere su questioni chiave, rileva il rapporto.
Inoltre, nell'applicazione del diritto federale da parte dei Cantoni, è opportuno vigilare in modo da tener conto dei costi diretti o indiretti imposti loro. Conviene vigilare - si legge ancora nel rapporto - affinché buoni regimi di competenze sul piano legislativo o costituzionale non siano rimessi in discussione da ordinanze troppo restrittive, producendo così un "centralismo insidioso".
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