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"Un programma di rilancio economico sociale ed ecologico per evitare un ulteriore surriscaldamento del clima": è la richiesta degli attivisti dello Sciopero per il clima per uscire dalla crisi legata al coronavirus.
Gli attivisti per il clima hanno presentato questa mattina il loro piano d'azione in una conferenza stampa a Berna. Le misure di rilancio dell'economia - affermano - avranno un impatto decisivo sulla politica climatica. Rimandare il confronto sulla crisi climatica sarebbe un errore fatale.
Scienziati ed attivisti di tutta la Svizzera stanno lavorando al piano d'azione da oltre sei mesi. L'obiettivo è di conciliare la ripresa economica con la protezione dell'ambiente.
Vietare i voli in Europa
Il settore dei trasporti è uno dei primi ad essere preso di mira. Gli aiuti finanziari andrebbero in questo caso collegati a un obiettivo di neutralità delle emissioni di CO2 da raggiungere al più tardi entro il 2030.
Vanno quindi sostenuti i mezzi di trasporto a basse emissioni, come biciclette, autobus elettrici, tram e treni a breve e lunga percorrenza. Nel trasporto aereo deve essere decretato un divieto immediato dei voli verso l'Europa, sia per i passeggeri che per le merci.
Più di tre quarti di tutti i voli dalla Svizzera sono diretti verso le città europee, facilmente raggiungibili anche in treno, sottolineano gli attivisti dello Sciopero per il clima.
Nei trasporti a terra, gli attivisti chiedono il divieto del traffico motorizzato individuale in città. Gli alti livelli di inquinamento atmosferico - affermano - indeboliscono il sistema immunitario e aumentano il rischio di contrarre malattie come il Covid-19.
Lavoro "condiviso"
La ripresa delle attività economiche deve inoltre essere realizzata in modo da preservare le risorse della Terra. Una priorità è l'eliminazione dei sussidi per i combustibili fossili, "per il semplice fatto che non possiamo più permetterci di sostenere società multimiliardarie".
Per coprire il fabbisogno supplementare di energia elettrica, occorrono invece investimenti massicci nelle fonti di energia sostenibili. Ciò permetterà tra l'altro di creare migliaia di posti di lavoro "socialmente utili".
I posti di lavoro andati persi andrebbero sostituiti da alternative ecologiche. E in generale tutti dovrebbero lavorare meno con lo stesso salario. Il modello proposto è la settimana di 32 ore ripartite su quattro giorni. "Questo permetterà di meglio ridistribuire il lavoro, di evitare la sovrapproduzione e di ridurre le emissione di gas a effetto serra", affermano gli attivisti per il clima.
Sessione estiva
I giovani attivisti dello Sciopero per il clima auspicano che il Parlamento federale adotti queste misure durante la sessione estiva e che venga elaborato "un programma di ripresa economica favorevole al clima". L'organizzazione non pretende di avere un piano globale di gestione delle crisi, ma chiede che siano ascoltate anche le richieste di altri movimenti, come lo Sciopero delle donne o quello dei locatari.
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