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RENENS - Sette roghi. E danni per centinaia di migliaia di franchi. È quanto ha ammesso oggi un ex aiuto cuoco francese di 55 anni davanti al Tribunale correzionale del distretto della Broye e del Nord vodese a Renens (VD). Il piromane, plurirecidivo, ha appiccato gli incendi in soli tre mesi, a cavallo tra il 2019 e il 2020. Il Ministero pubblico ha chiesto una pena di quattro anni di prigione da scontare contro l'imputato.
Le imputazioni - L'uomo è accusato di incendio intenzionale, incendio intenzionale qualificato e danneggiamento. I fatti si sono verificati tra il primo novembre 2019 e il 16 gennaio 2020, tutti a Concise, salvo uno che si è svolto a Yverdon-les-Bains (VD). L'imputato, considerato psichicamente fragile, ha provato vergogna per i suoi atti, anche se si è espresso in maniera quasi incomprensibile durante il processo che si è aperto stamane. Il 55enne si trova in detenzione preventiva dal 17 gennaio 2020 nella prigione di La Croisée.
Gli incendi - L'uomo ha dato fuoco a un laboratorio, all'abitazione di sua madre, suscitando danni per 400'000 franchi, a vetture, a battelli e a un fienile. Sta vivendo male questa detenzione ed è già stato aggredito a più riprese da altri detenuti, a tal punto da essere più volte ricoverato in ospedale.
Danni morali - L'incendio più grave di cui è accusato è quello di un laboratorio. In quell'occasione il fuoco si è propagato a una parte dell'immobile nel quale si trovava il proprietario e un suo inquilino. «In seguito a questo fatto, il mio cliente ha dovuto vendere e traslocare, poiché l'indennizzo dell'Istituto cantonale di assicurazione degli immobili (ECA) non è bastato per risistemare il bene immobiliare. Si trattava di una proprietà destinata ai suoi figli», ha rivelato l'avvocato, prima di chiedere 6'500 franchi a titolo di riparazione morale.
«Sono dispiaciuto» - «Non pensavo di ferire né di uccidere qualcuno», ha dichiarato l'imputato, «mi sento un po' male di fronte a questi incendi. Mi è difficile capire perché ho fatto questo». Quando gli è stato chiesto se avesse realizzato le conseguenze dei suoi atti, l'uomo si è preso la testa tra le mani. Su richiesta del suo avvocato, alla fine ha dichiarato di essere «dispiaciuto».
Le parole della madre - Chiamata a testimoniare, sua madre l'ha descritto come un «uomo disponibile e cordiale» ma che «quando sale di giri, non riesce più a controllarsi». La sua testimonianza ha lasciato intravvedere un individuo che si sente spesso incompreso, con un'autostima vacillante, abitato da un bisogno di riconoscimento mai appagato.
All'origine delle sue azioni - Sempre secondo la madre, sarebbe stato un contenzioso con la sua assicurazione, la quale non ha più voluto proporgli una polizza assicurativa, il che gli ha impedito de facto di poter guidare, a provocare il desiderio di appiccare il fuoco.
Graffiti con delle svastiche - Dal canto suo, la procuratrice ha ricordato che quando aveva un'età compresa tra gli 11 e i 17 anni, l'imputato aveva già dato fuoco a diversi oggetti. Gli si rimprovera inoltre di avere a due riprese fatto dei graffiti con croci uncinate sulla macchina della sua vicina, alla quale aveva reso parecchi favori senza ottenere praticamente nulla in cambio.
Quattro anni da scontare - Il Ministero pubblico, come detto, ha chiesto quattro anni di carcere da scontare nei confronti dell'imputato, con l'obbligo specifico di sottoporsi a un trattamento stazionario. La procura non ha invece chiesto l'espulsione dell'ex aiuto cuoco dalla Svizzera verso la Francia, suo Paese d'origine.
Alto rischio di recidiva - La procuratrice ritiene che la «sua colpevolezza sia pesante», «la sua responsabilità solo in parte diminuita» a causa di un ritardo mentale e che «il rischio di recidiva sia elevato e imprevedibile». La sentenza nei confronti del piromane dovrebbe essere pronunciata venerdì della prossima settimana.