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Situato all'entrata di Lionza, l'antico e imponente palazzo detto "dei Tondù" risale al XVII secolo. La sua origine è contornata da un alone di leggenda. Si narra infatti che uno spazzacamino partito da Lionza per l'Italia con i due giovanissimi figli morì a causa di un incidente nella cittadina di Parma. I ricchi proprietari della casa presso cui stava pulendo i camini, sentendosi responsabili della disgrazia, si presero cura degli orfani. Questi, tornati al paese parecchi anni dopo in condizioni finanziarie fortunate, costruirono il palazzo e diedero impulso al rinnovamento del villaggio. I discendenti dei Tondù, stabilitisi definitivamente a Parma, lasciarono infine tutte le loro proprietà alla comunità nel 1784. Lo stemma di famiglia è visibile sulla "casa del cappellano", vicino alla chiesa, e poco sotto il villaggio, nella cappella con portico della Tesa, dov'è contornato da un affresco e iscrizione del 1692.
Sopra il portone di casa Tondù, un affresco raffigurante la Madonna col Bambino tra due santi, con la scritta "Andrea e Giov. Antonio fratelli figli di Andrea Tondutti fecce fare questta opera divottione anno 1658". All'interno, ampi locali con camini e soffitti a volta o in legno lavorato. La casa è ora proprietà della Fondazione omonima, che sta studiando le possibilità di ristrutturazione, restauro e utilizzo.