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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>Le ragioni per chiedere che l'accesso allo studio della medicina sia limitato sono due: da una parte si vuole assicurare la qualità della formazione, dall'altra si desidera controllare il numero di medici praticanti. Questi due obiettivi, uno di politica della formazione, l'altro di politica sanitaria, sono correlati solo in parte e secondo l'opinione del Consiglio federale devono essere accuratamente tenuti separati in tutte le discussioni.</p><p></p><p>Limitare l'accesso allo studio compete alle università o ai Cantoni. In seguito a varie votazioni popolari, tutti i Cantoni universitari hanno adottato normative che permettono l'introduzione di un numero chiuso (da ultimo a Zurigo, il 15 marzo 1998). Per ragioni di diritto costituzionale, nel settore accademico non spetta alla Confederazione influire direttamente sulle disposizioni universitarie o sulle procedure di ammissione delle università.</p><p></p><p></p><p></p><p>1. Da vari anni, il numero degli studenti in medicina supera le capacità delle università svizzere. Poiché però le facoltà non possono essere adeguatamente ampliate, sia nei semestri clinici che in quelli preliminari si sono avute delle difficoltà che hanno posto gli istituti di fronte a notevoli problemi. Benché nel frattempo siano state prese diverse misure, come trasferire studenti da un'università all'altra, ampliare provvisoriamente le disponibilità al primo anno ed una selezione più rigorosa durante gli studi, queste non hanno avuto gli effetti desiderati. Oltre ai pazienti coinvolti nella formazione, sono stati soprattutto gli studenti iscritti al primo anno a doversi confrontare con tali difficoltà, poiché hanno dovuto studiare in condizioni difficilissime e sottostare ad una selezione molto severa. Sia da parte dei docenti che degli studenti è stata criticata non solo l'infrastruttura insufficiente, ma anche in generale la qualità dell'insegnamento. Le facoltà non erano quasi più in grado di garantire una formazione di alta qualità. Per ovviare, nel 1998 verrà eseguito per la prima volta un test di idoneità prima dell'inizio degli studi di medicina umana, la cui necessità viene però valutata in maniera diversa.</p><p></p><p></p><p></p><p>Il test previsto non è un test della personalità propriamente detto, ma uno in grado di valutare il modo di ragionare scientifico, la capacità di visione tridimensionale, la logica, ecc. La formula utilizzata in Svizzera, originariamente elaborata in Germania e poi adattata alla nostra situazione dal Zentrum für Testentwicklung und Diagnostik des Psychologischen Instituts dell'Università di Friburgo, sembra essere l'unico in grado di garantire un alto livello di affidabilità di risultati riguardo alla riuscita degli esami preliminari. Il fatto che con essa vengano messe alla prova solo una parte delle capacità che i pazienti possono aspettarsi da medici qualificati è insoddisfacente. In Germania il test non viene più eseguito perché sempre meno studenti si iscrivono ed il loro numero non giustifica più gli alti costi causati dalla sua organizzazione.</p><p></p><p></p><p></p><p>2. Il fatto che il test per l'iscrizione allo studio della medicina venga eseguito in un primo tempo solo presso le università di Basilea, Berna, Friburgo e Zurigo evidenzia come le facoltà di medicina della Svizzera tedesca si vedano confrontate con maggiori difficoltà di quelle che si presentano alle università romande. Al contempo sembra che il principio del libero accesso a tutti gli studi delle facoltà mediche abbia maggiore importanza nella Svizzera romanda che per le università nella Svizzera germanofona. Nel disegno di legge sulla nuova normativa in merito al libero esercizio delle arti salutari e la relativa formazione scientifica, prevista per l'autunno del 1998, si vuole modernizzare la formazione e armonizzare il processo di selezione all'interno degli istituti accademici in tutta la Svizzera.</p><p></p><p></p><p></p><p>3. Al fine di migliorare le condizioni di lavoro degli studenti e del corpo insegnante, la nuova legge già citata al punto 2. potrebbe creare tra l'altro le basi necessarie. Le università potrebbero eventualmente rimodellare i propri corsi di studio conformemente al disegno di legge introducendo tra l'altro meccanismi di selezione interni atti a relativizzare in futuro l'importanza del primo esame propedeutico quale criterio di selezione.</p><p></p><p></p><p></p><p>4. Il controllo del numero dei medici sul territorio presenta alcuni problemi e presuppone che si conosca il futuro fabbisogno di personale medico o che questo sia prefissato. Il Consiglio federale è dell'opinione che per far ciò sia necessario un processo decisionale politico-sociale che non può essere precorso con interventi saltuari nel sistema complesso. Infatti, il futuro fabbisogno di medici dipende da vari fattori, difficili da definire e prevedere. Un ruolo importante è svolto dall'attrattiva esercitata dal mercato del lavoro (carico di lavoro, rimunerazione), dal fattore demografico (invecchiamento della società) e dal modo in cui i medici qualificati si integrano nella vita professionale. Oggi è un dato di fatto che oltre la metà di coloro che iniziano a studiare e la metà di coloro che terminano gli studi sono donne che però, molto più spesso di quanto non accada per gli uomini, praticheranno solo a tempo parziale o non praticheranno del tutto. Gli uffici federali competenti stanno elaborando un progetto atto a valutare le possibili conseguenze di una limitazione all'accesso agli studi sul numero e la distribuzione sul territorio dei medici praticanti in Svizzera. A rendere più complicata un'analisi seria si aggiunge il fatto che un'influenza dello Stato sul numero di studenti si ripercuoterà solo molto tempo dopo sul numero di medici praticanti (dopo 10 anni o più).</p><p></p><p></p><p></p><p>5.Il Consiglio federale è consapevole dell'urgenza e dell'importanza dei problemi esistenti nel settore della sanità e prepara misure che favoriscano attivamente e organizzino una discussione su un consenso nazionale alla politica della sanità. Quale sistema di sanità scegliere e perciò che classe medica può e vuole permettersi il Paese è una decisione politica che spetta al popolo sovrano.</p><p></p><p>Poiché in uno stato di diritto come la Svizzera i diritti fondamentali come la libertà di stabilire il proprio domicilio o la libertà di svolgere la propria professione conformemente alla propria qualificazione sono assicurate, il Consiglio federale ritiene che sia estremamente problematico introdurre strumenti atti a regolamentare una determinata professione. In che misura le prestazioni mediche possono essere retribuite nella stessa maniera in cui lo sono state finora è d'altronde oggetto di trattative in corso (nuove tariffe, revisione parziale della LAMal) tra Confederazione, Cantoni, casse malati e classe medica.</p>  Risposta del Consiglio federale.