Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/157660

<h2>SubmittedText<h2><p>Quest'anno circa 30 000 persone deporranno verosimilmente una domanda d'asilo in Svizzera. Una parte importante di tali domande proviene da cittadini di Stati nei quali si riscontrano forti attività terroristiche. Inoltre, il Consiglio federale prevede di accogliere 3000 siriani sulla base di un contingente di rifugiati. Esiste il rischio, da non sottovalutare, che terroristi, spacciandosi per richiedenti l'asilo, entrino in Svizzera per perpetrarvi attentati terroristici o per soggiornarvi quali "cellule dormienti" (cfr. l'articolo della "NZZ" del 18 gennaio 2015 "Geheimdienst überprüft Asylsuchende"). Ciò, per esempio, è successo recentemente in Norvegia (secondo l'articolo della "Die Welt" del 16 giugno 2015 "Geheimdienst entdeckt Islamisten zwischen Flüchtlingen").</p><p>Il gruppo liberale-radicale chiede al Consiglio federale se esistono sufficienti risorse e know-how presso la Confederazione per individuare i richiedenti l'asilo e i rifugiati ammessi nell'ambito di contingenti che presentano un potenziale rischio terroristico:</p><p>1. In quanti casi la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha trasmesso degli incarti d'asilo al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) per ulteriori verifiche?</p><p>2. Di quali risorse dispone il SIC per procedere alla verifica dei richiedenti l'asilo e dei rifugiati ammessi nell'ambito di contingenti?</p><p>3. Esistono sufficienti risorse e know-how presso il SEM e il SIC per verificare in ogni singolo caso il potenziale rischio terroristico di richiedenti l'asilo e rifugiati ammessi nell'ambito di contingenti?</p><p>4. Quanto dura un controllo di sicurezza delle domande d'asilo al momento dell'entrata in Svizzera?</p><p>5. Il Consiglio federale intende aumentare il personale del SIC in tale ambito? Entro quanto tempo potrebbe avvenire un simile aumento?</p><p>6. I servizi interessati dispongono di informazioni sufficienti e significative per valutare il potenziale di rischio di richiedenti l'asilo?</p><p>7. In caso di sospetti, esistono sufficienti risorse e possibilità presso la Confederazione per allontanare le persone interessate?</p><p>8. C'è un coordinamento ottimale tra la Confederazione e i cantoni per individuare e allontanare tempestivamente potenziali terroristi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha verificato 1870 domande di asilo nel 2010, 549 nel 2011, 297 nel 2012, 661 nel 2013 e 2488 nel 2014. Nell'anno in corso e fino ad oggi (dati aggiornati al 31 luglio 2015) sono state inoltrate al SIC, per ulteriori verifiche, 1692 domande di asilo.</p><p>2./3. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) trasmette al SIC, per ulteriore elaborazione, i dossier di persone che richiedono l'asilo in Svizzera se, in base ai loro dati personali o ai loro dossier, emergono indizi secondo i quali potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza interna ed esterna della Svizzera. Accertamenti approfonditi sono effettuati nei limiti delle capacità.</p><p>4. Di principio vengono controllati prima dell'arrivo solo i rifugiati ammessi nell'ambito di contingenti (10 giorni lavorativi) e le domande presentate negli aeroporti (48 ore). La maggior parte dei casi viene esaminata normalmente entro sei mesi dall'arrivo, mentre la procedura di asilo è in corso. Tuttavia, se nel dossier vengono riscontrati indizi di attività violente o rilevanti sotto il profilo della sicurezza, questo viene trasmesso immediatamente al SIC.</p><p>5. Dopo gli eventi di Parigi il Consiglio federale ha attribuito al SIC sei posti a tempo determinato per rafforzare la lotta preventiva al terrorismo. Il Consiglio federale non prevede di aumentare ulteriormente il personale del SIC.</p><p>6. La verifica dei cosiddetti motivi di esclusione e la conseguente possibile identificazione di criminali rientrano tra le costanti dell'attività nell'ambito della procedura d'asilo. Il SIC definisce i criteri precisi della collaborazione e quindi gli indicatori per la trasmissione dei dossier. Tutti i dossier trasmessi dal SEM vengono controllati dal SIC attraverso una ricerca nelle banche dati del SIC e in altre banche dati esterne della Confederazione (ad es. nel registro nazionale di polizia). Se emergono informazioni rilevanti sotto il profilo della sicurezza, il SIC avvia ulteriori ricerche, anche all'estero. Poiché spesso i richiedenti l'asilo entrano in Svizzera senza documenti di viaggio, le autorità di sicurezza non sono in grado di accertare la loro identità nel Paese d'origine o di provenienza. Con queste informazioni, gli uffici interessati dispongono però soltanto di dati limitati per verificare effettivamente il potenziale di rischio. Non è quindi mai possibile escludere con assoluta certezza la presenza di rischi nel caso di un'ammissione.</p><p>7. Se risultano indizi concreti della pericolosità della persona per la sicurezza interna o esterna della Svizzera, la domanda di asilo viene rifiutata o l'asilo è revocato. La persona deve lasciare la Svizzera poiché a causa dei suoi atti non può avvalersi di un'ammissione provvisoria per motivi umanitari. Secondo la legge, un'ammissione provvisoria è esclusa o revocata se lo straniero espone a pericolo la sicurezza e l'ordine pubblici in Svizzera o all'estero oppure costituisce una minaccia per la sicurezza interna o esterna del nostro Paese. È fatto salvo il rispetto del divieto di respingimento ai sensi dell'articolo 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101). La Confederazione ha sufficienti capacità per procedere all'espulsione delle persone in questione.</p><p>8. La collaborazione tra le autorità competenti è buona ed è stata potenziata con l'istituzione della task force TETRA, nella quale sono rappresentati anche i cantoni. Vi è uno scambio continuo su casi concreti e sulla valutazione della situazione e vengono costantemente individuate, verificate e, se del caso, attuate misure di ottimizzazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.