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Posso obbligare la mia tata a lavorare se è ammalata?
No. Se lei obbliga la sua tata a lavorare mentre è malata, lei viola il suo dovere di protezione verso il lavoratore.
L'obbligo di diligenza previsto dal diritto del lavoro la obbliga a rispettare la personalità del dipendente e a dimostrare la dovuta considerazione per la sua salute. Ciò significa non solo che la sua tata malata non deve lavorare, ma anche che lei è responsabile della guarigione della sua tata e dell'organizzazione di eventuali sostituti necessari. Questi requisiti di legge sono obbligatori e si applicano anche ai rapporti di lavoro con i lavoratori domestici.
Obbligo del pagamento del salario
Se avete assunto la vostra tata per più di tre mesi, dovete pagarle lo stipendio dovuto in caso di malattia «per un periodo limitato». Il calcolo di questo «periodo limitato» è regolato in modo diverso a seconda della regione.
Il Codice delle obbligazioni stabilisce che dovete pagare alla vostra tata malata il suo stipendio per tre settimane durante il primo anno di servizio e per un «periodo ragionevolmente più lungo» in seguito. Per calcolare questo, i tribunali applicano le cosiddette scale di Zurigo, Basilea o Berna. Ad esempio, se da un lato dovete pagare quattro settimane di salario a partire dal secondo anno di servizio secondo la scala di Berna, dall'altro lo stesso obbligo si estende a otto settimane secondo la scala di Zurigo e Basilea.
A meno che non abbiate escluso per iscritto il CNL applicabile per i collaboratori domestici, quanto sopra vale per l'obbligo di continuare a pagare il salario. Mentre il CNL vi obbliga regolarmente a continuare a pagare il salario per il primo anno di servizio per tre settimane, i vari CCL si differenziano per la durata della continuazione del pagamento dello stipendio in caso di rapporto di lavoro che dura da oltre un anno.
Potete escludere il CCL per iscritto e dichiarare applicabile il Codice delle Obbligazioni, oppure potete stabilire il vostro regolamento per iscritto. Tale regolamento deve essere «almeno equivalente» a quello previsto dal Codice delle Obbligazioni. La stipulazione di un'assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia è ipotizzabile in questo caso.
Assicurazione di indennità giornaliera malattia
Se si stipula un'assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia e l'indennità giornaliera copre almeno l'80% della perdita di guadagno (inclusi eventuali prestazioni in natura) per 720 giorni entro 900 giorni e si paga almeno la metà dei premi, si presume che sia equivalente. In questo caso, potete anche concordare da 1 a 3 giorni di attesa, ossia giorni per i quali non pagate alcun salario in caso di malattia.
In alcuni casi, i CCL cantonali richiedono un'assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia, anche se è possibile escluderla per iscritto. Le agenzie di reclutamento, invece, devono stipulare un'assicurazione obbligatoria di indennità giornaliera di malattia, in quanto sono soggette al contratto collettivo di lavoro (CCNL) per il prestito del personale.
L'assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia è tuttavia obbligatoria per le agenzie di collocamento soggette al contratto collettivo di lavoro (CCNL) per la locazione del personale. In questo caso, il datore di lavoro non è lei, ma l'agenzia.
Regolamentazione speciale per tate conviventi
Se la vostra tata vive con voi e non è in grado di lavorare a causa di una malattia o di un incidente, dovete fornirle «assistenza e cure mediche». Nel primo anno di servizio, il diritto dura tre settimane, poi «un periodo ragionevolmente più lungo, a seconda della durata del rapporto di lavoro e delle circostanze particolari».