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(28.05.2014) Le donne ricoprono più spesso posti di responsabilità nelle PMI piuttosto che nelle grandi imprese. Secondo uno studio realizzato dall'Università di San Gallo per l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), quasi una società individuale su due ha una proprietaria donna.
Globalmente, più di una donna su dieci lavora come indipendente nel paese. Il numero di persone che impiegano spazia tra una e nove e questo permette di descrivere le donne svizzere come micro-imprenditrici.
Sul fronte delle PMI, si conta un 43% di collaboratrici, il 35% delle quali esercita una funzione dirigenziale ed il 25% di capo. Viste le percentuali più elevate della media, l'USAM deplora che il dibattito sul ruolo e la posizione delle donne nelle imprese sia abbordato principalmente dal punto di vista delle grandi società. Questo si traduce, secondo l'associazione mantello, con misure inadeguate.
Lo studio mostra inoltre che i consigli d'amministrazione delle piccole strutture sono più aperte alle donne rispetto a quelli delle società più grandi. Infatti, le micro-imprese contano il 22% di amministratrici, contro il 12% delle imprese con più di 250 collaboratori. In media, le donne occupano il 15% dei posti nei consigli d'amministrazione elvetici.
Tra le altre constatazioni dei ricercatori sangallesi figura il fatto che vi sono più donne che uomini nelle imprese in cui il proprietario è un parente. Le società a conduzione famigliare rivestono quindi un ruolo importante nell'integrazione femminile sul mercato del lavoro.
Secondo l'USAM, una delle ragioni che spiega la forte presenza femminile nei posti dirigenziali delle PMI è la possibilità di conciliare carriera e vita famigliare. Molte società di piccola taglia autorizzano il tempo parziale, anche nei posti che implicano responsabilità. Ad esempio, l'80% dei gestori d'imprese famigliari ed il 70% delle indipendenti lavorano a tempo parziale.
Ultima modifica 07.10.2015