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È in carcere da febbraio ed è sostanzialmente reo confesso il cittadino svizzero residente nel Mendrisiotto accusato di aver approfittato di due ragazzine. Come anticipato dalla Rsi, i fatti si sarebbero svolti sull'arco di più anni. A far scattare l'inchiesta, coordinata dal Procuratore pubblico Roberto Ruggeri, è stata una delle due vittime, estranea alla cerchia familiare dell'uomo, che a distanza di qualche anno ha trovato la forza di raccontare quello che è successo. I successivi accertamenti hanno permesso di arrivare alla seconda vittima, la figlia della compagna dell'uomo, che sarebbe stata vittima di decine di episodi di atti sessuali sull'arco di più anni. Tra i reati ipotizzati c'è anche quello di pornografia, legata al materiale rinvenuto nel computer.
La perizia psichiatrica a cui è stato sottoposto ha indicato che l'uomo è affetto da parafilia e che il rischio di recidiva è medio-alto. Al momento dei fatti era però completamente capace di determinarsi. Non beneficerà quindi di nessuna scemata imputabilità.