Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01260.jsonl.gz/162

Secondo uno studio la struttura sociale dei nostri antenati era più simile alla nostra di quanto finora ipotizzato
Anche i primi primati, quasi 70 milioni di anni fa, vivevano probabilmente in coppia. Secondo un nuovo studio pubblicato da ricercatori dell'Università di Zurigo e di Strasburgo, la struttura sociale dei nostri antenati era quindi più simile alla nostra di quanto finora ipotizzato.
"Si è spesso sostenuto che gli antenati dei primati fossero solitari e che altre forme di organizzazione sociale si siano sviluppate solo in seguito", scrivono i ricercatori nello studio pubblicato sulla rivista Pnas.
In passato si è cercato di spiegare come e quando la vita in coppia si sia diffusa nell'evoluzione dei primati. Studi recenti hanno invece dimostrato che molte specie di primati notturni e quindi difficili da studiare, che in precedenza si pensava fossero solitari, in realtà vivevano in coppia.
Tra queste vi sono i lemuri e altre specie del sottordine degli strepsirrini (i primati dal naso ricurvo, ndr).
Per ricostruire l'organizzazione sociale dei nostri antenati i ricercatori si sono basati su reperti fossili. Hanno così scoperto che i primi primati erano più piccoli di molte delle specie che vivono oggi e vivevano sugli alberi.
Basandosi su un'analisi statistica a partire da una banca dati che tiene conto di quasi 500 popolazioni di oltre 200 specie di primati, lo studio arriva alla conclusione che i primi primati vivevano molto probabilmente in diverse forme di organizzazione sociale. La maggior parte viveva in coppia e solo il 10-20% degli individui era solitario.
"Anche noi viviamo spesso - ma non sempre - in coppia, ma siamo anche inseriti in famiglie allargate e in gruppi e società più grandi", ha affermato il primo autore dello studio Adrian Jäggi, professore all'Istituto di medicina dell'evoluzione.
Vivere in coppia non significa però che i nostri predecessori fossero sessualmente monogami o che allevassero insieme i loro piccoli. "È più probabile che una determinata femmina e un determinato maschio stessero insieme per la maggior parte del tempo e condividessero l'area in cui si muovevano e il luogo in cui dormivano, il che offriva loro dei vantaggi rispetto a uno stile di vita solitario", spiega l'altro autore dello studio, Carsten Schradin. In questo modo erano ad esempio in grado di tenere lontani i concorrenti o di riscaldarsi a vicenda.