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Il governo del canton Ginevra non intende fare alcun mea culpa nella vicenda Gheddafi e, anzi, sostiene l'operato della sua polizia.
L'arresto di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico Muammar Gheddafi, e di sua moglie l'estate scorsa a Ginevra, è stato effettuato nel rispetto delle regole dello Stato di diritto e delle Convenzioni internazionali.
Lo sostiene il presidente del Consiglio di Stato ginevrino, David Hiler, secondo cui la polizia non ha fatto altro che il proprio lavoro. «C'è forse stata una mancanza di tatto - ha detto - ma ciò è soggettivo».
La polizia aveva fermato Hannibal e la moglie Aline in un hotel della città in seguito ad una denuncia per maltrattamenti inoltrata da due inservienti della coppia. Nonostante le critiche alle forze dell'ordine contenute nel rapporto Caflisch, le autorità ginevrine non intendono chiedere scusa per l'accaduto.
L'arresto è all'origine di una profonda crisi tra Svizzera e Libia; dopo aver annunciato una serie di ripercussioni (tra cui la sospensione dei collegamenti aerei e della fornitura di petrolio), Tripoli esige le scuse ufficiali da parte del governo elvetico.
Il presidente della Confederazione e la ministra degli affari esteri non hanno per il momento commentato la posizione di Ginevra.