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David Amess aveva 69 anni, deputato conservatore, era padre di cinque figli, sposato, era diventato deputato nel 1983 e rappresentava il collegio elettorale di Southend West dal 1997.
Sue le molte campagne animaliste: in qualità di specialista del benessere degli animali, aveva condotto diverse campagne per vietare le gabbie per la selvaggina e porre fine al trasporto di animali vivi per l’esportazione. Sostenitore della Conservative Animal Welfare Foundation, Amess era un animalista convinto, amante soprattutto dei cani.
Il primo ministro inglese Boris Johnson lo ha ricordato come “una delle persone più gentili e cordiali in politica”, un uomo “che credeva con passione in questo Paese e nel suo futuro”.
Cornico, di umili origini, dall’accento celtico, prima di intraprendere la carriera politica, aveva insegnato in una scuola di Londra, poi era divenuto consulente per il reclutamento di personale nelle imprese.
Si era battuto contro le droghe sin da quando una sua amica, Leah Betts, era morta a 18 anni per overdose di ecstasy; attirandosi, per questo, anche la satira (spiacevole) del satirico Chris Morris nel suo show di Channel 4 Brass Eye, programma che Sir David aveva definito “vergognoso”.
In molti, oggi, lo ricordano in lacrime, per la sua affabilità, gentilezza e passione: era uno di quei parlamentari, dicono a Down Street, che usavano il Parlamento per sponsorizzare progetti di legge, per sedersi in commissioni, per formare alleanze, in modo da poter plasmare la legge dai banchi di fondo.
Per mano di un terrorista islamico, finisce così la vita di un politico che per il suo Paese avrebbe fatto molto altro ancora.