Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/55991

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il terrorismo e l'estremismo violento rappresentano minacce particolari, che stanno aumentando in tutto il mondo. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza a queste minacce per quanto riguarda la sicurezza di approvvigionamento della Svizzera. Pertanto, recentemente ha preso atto con una certa preoccupazione dei ripetuti attentati terroristici in Arabia Saudita e degli attacchi agli impianti petroliferi iracheni. È consapevole che l'instabilità politica in Arabia Saudita ed eventuali attacchi di ampia portata alle infrastrutture petrolifere locali potrebbero provocare provvisorie difficoltà nell'approvvigionamento mondiale di petrolio poiché l'offerta sarebbe all'improvviso ridotta.</p><p>La nuova strategia dell'approvvigionamento economico del Paese, approvata dal DFE nell'ottobre 2003, tiene conto di tali scenari. In caso di penuria di approvvigionamento di carburanti e combustibili liquidi, per i primi sei mesi il mercato svizzero sarebbe rifornito al 100 %, basandosi su un periodo di riferimento recente, tramite la liberazione delle scorte obbligatorie ed eventualmente mediante certe misure di accompagnamento. Qualora le difficoltà di approvvigionamento non si riducessero oppure s'inasprissero, il Consiglio federale prenderebbe in considerazione adeguate limitazioni del consumo (contingentamento, razionamento).</p><p>Le scorte obbligatorie di prodotti petroliferi rivestono pertanto un'importanza decisiva quali riserve strategiche. Nel rapporto del DFE del 2003 sulla politica in materia di scorte obbligatorie 2004-2007, sulla base di una minuziosa analisi della situazione, sono stati confermati i quantitativi delle riserve obbligatorie di prodotti petroliferi (olio da riscaldamento, benzina, diesel) corrispondenti a 4 mesi e mezzo di consumo normale (3 mesi per il carburante d'aviazione). Tali quantitativi tengono pienamente conto delle moderne minacce sorte dopo la guerra fredda, incluso il problema del terrorismo summenzionato, e soprattutto, considerata la varietà delle fonti di approvvigionamento, la produzione mondiale di petrolio sarebbe ridotta soltanto in misura parziale. Pertanto non risulta opportuno aumentare le scorte obbligatorie in seguito agli attacchi terroristici nel Medio Oriente; a causa della mancanza di cisterne per lo stoccaggio, ciò non sarebbe affatto possibile nel breve termine e i costi per i consumatori aumenterebbero sensibilmente.</p><p>Il rifornimento delle scorte petrolifere da parte degli USA va inteso in primo luogo come l'impiego di riserve strategiche per ridurre i prezzi sul mercato americano. Anche la politica dell'OPEC di limitare l'offerta petrolifera va considerata secondo la stessa ottica. Tuttavia questi fattori, insieme a un aumento congiunturale della domanda, non hanno provocato difficoltà di approvvigionamento, ma soltanto un rialzo dei prezzi del petrolio. </p><p>Le scorte obbligatorie di prodotti petroliferi della Svizzera, essendo sufficienti per quattro mesi e mezzo di consumo normale, non soltanto superano nettamente i 90 giorni previsti dall'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), ma anche la media internazionale; tuttavia, in base all'articolo 30 della legge dell'8 ottobre 1982 sull'approvvigionamento economico (RS 531) non possono essere utilizzate per compensare fluttuazioni di prezzo. Il prezzo pagabile in Svizzera per i prodotti petroliferi si orienta quasi esclusivamente al mercato mondiale. L'utilizzo delle scorte obbligatorie non influenzerebbe comunque sensibilmente la formazione dei prezzi nel nostro Paese.</p><p>Per quanto riguarda le singole domande precisiamo quanto segue:</p><p>1. Come esposto sopra, il Consiglio federale osserva molto attentamente l'andamento della politica mondiale, anche in merito alle minacce terroristiche nel Vicino e Medio Oriente. Intanto la sua analisi conferma che la strategia di approvvigionamento economico del Paese perseguita dal DFE è giusta e che le attuali riserve obbligatorie di prodotti petroliferi sono adeguate. Le attuali minacce terroristiche non richiedono comunque ulteriori provvedimenti nel settore dell'approvvigionamento economico. </p><p>2. Da quanto summenzionato risulta che non soltanto il pericolo terroristico è oggetto delle attente osservazioni del Consiglio federale; viene valutata infatti sotto questo punto di vista anche l'attuale politica delle riserve obbligatorie di prodotti petroliferi. A questo proposito la Svizzera trae le sue valutazioni nell'ambito del contesto internazionale. Quale membro dell'AIE porta avanti un intenso scambio di informazioni con questa organizzazione ed esamina anche in tale ambito internazionale le misure relative alle scorte obbligatorie, il loro utilizzo, nonché gli eventuali provvedimenti di maggior portata.</p><p>3. Nel caso dell'olio da riscaldamento, la possibilità di immagazzinamento nelle cisterne proprie dei consumatori consente uno stoccaggio decentrato. A seconda della stagione, il tasso di riempimento va dal 40 al 60 %. Ciò offre ai consumatori una notevole flessibilità, che garantisce loro il riscaldamento per metà o addirittura per tutto il periodo invernale. Inoltre questa flessibilità consente loro di acquistare l'olio da riscaldamento quando il prezzo è conveniente. Dal punto di vista dell'approvvigionamento economico, questo decentramento costituisce senz'altro un grande vantaggio, in quanto aumenta nettamente l'autonomia del Paese. </p><p>Diverso appare invece il caso dei carburanti (benzina, diesel): dato il pericolo e l'elevato rischio d'incendio, è vietato lo stoccaggio da parte dei consumatori (con l'eccezione dei grossi clienti che possiedono depositi propri). Importatori e commercianti dispongono in media di scorte libere che coprono il consumo di una settimana. Gli importatori devono inoltre rispettare i quantitativi massimi di scorte obbligatorie di benzina e diesel, equivalenti a quattro mesi e mezzo. In questo ambito sussiste quindi una flessibilità alquanto ridotta. Tuttavia le scorte obbligatorie esistenti risultano pienamente sufficienti anche in caso di una crisi di approvvigionamento.</p><p>Considerate le attuali riserve di carburanti e combustibili liquidi, non è necessario fornire ulteriori informazioni; anzi, in determinate circostanze, queste ultime potrebbero addirittura ripercuotersi negativamente sull'andamento del mercato. Eventuali richiami da parte delle autorità con riferimento ai rischi concreti potrebbero indurre i consumatori ad acquisti incontrollati, che farebbero soltanto lievitare i prezzi; inoltre, nel peggiore dei casi, potrebbero addirittura provocare una penuria di questi prodotti senza motivo. Per quanto riguarda i carburanti, i consumatori avrebbero comunque una flessibilità molto ridotta.</p>  Risposta del Consiglio federale.