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Almeno 26 morti ed oltre una decina di feriti è il bilancio ancora provvisorio di un incendio scoppiato attorno alle nove di oggi nel centro di riabilitazione Cristiana 'Dio è amore' per giovani alcolizzati, situato alla periferia di Lima. Secondo i primi accertamenti, le fiamme sarebbero divampate poichè uno di loro, dopo una lite con un compagno, avrebbe appiccato il fuoco ad un materasso. Ma non manca chi parla dell'esplosione di una bombola del gas.
Fonti dei pompieri accorsi sul posto hanno specificato che il fumo provocato dalle fiamme ha invaso un salone, situato al primo piano dell'edificio, dove almeno 40 ricoverati stavano facendo colazione e le cui porte di ferro erano chiuse a chiave. Con il risultato che la maggior parte di essi, molti dei quali mentre venivano trasportati negli ospedali vicini, sono morti per asfissia. Non molte invece le vittime per le gravi ustioni. Alcuni giovani alcolizzati si sono salvati buttandosi dal secondo piano.
Il ministro degli Interni, Daniel Lozada ha reso noto che la polizia sta cercando di rintracciare il responsabile del centro, apparentemente clandestino, e dove i ricoverati, almeno un'ottantina, per lo più della periferia popolare di Lima, secondo i media, venivano riabilitati "attraverso letture comuni della Bibbia".
"Il Perù è in lutto", ha affermato a sua volta il ministro per le Donne, Ana Jara specificando che il suo dicastero si è subito mobilitato per assistere i familiari delle vittime e dei feriti, accorsi sul posto da tutta la città. I media non escludono che il numero delle vittime sia destinato ad aumentare.
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