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La sessione parlamentare primaverile in corso a Berna è da interrompere per almeno una settimana: è quanto chiede il capogruppo UDC Thomas Aeschi.
In una mozione d'ordine presentata oggi all'Ufficio del Consiglio nazionale Aeschi auspica l'immediato stop ai lavori parlamentari e una eventuale ripresa solo il lunedì successivo, 16 marzo, dopo un'attenta valutazione dei rischi.
In rapporto alla popolazione "la Svizzera figura al sesto posto fra i paesi più toccati dall'epidemia, dopo Corea del Sud, Italia, Iran, Cina e Bahrain", afferma il consigliere nazionale di Zugo in dichiarazioni riportate da Blick online. Il 41enne ricorda fra l'altro che la Confederazione invita a mantenere una distanza di 2 metri fra le persone: impossibile farlo al Nazionale. Inoltre vi sono numerosi deputati e senatori ultra 65enni o con precedenti problemi di salute. "Il parlamento deve fare la sua parte per limitare l'epidemia", è convinto Aeschi.
L'Ufficio del Nazionale si riunirà domani alle 13. Se non accoglierà la mozione d'ordine questa sarà ripresentata al plenum. Da parte sua il presidente del Consiglio degli stati Hans Stöckli ha netto che al momento non vi sono motivi per interrompere la sessione: farlo sarebbe a suo avviso un cattivo segnale riguardo al funzionamento delle istituzioni.
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