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Migliaia di istallazioni dell'Esercito svizzero, tra cui poligoni di tiro, alloggi per le truppe e piste d'atterraggio, sono in pessimo stato. Lo riferisce il settimanale “SonntagsZeitung”, che cita un documento interno di Armasuisse Immobilien.
Oltre il 70% dei 4'500 impianti militari ancora in uso oggi necessiterebbe di una ristrutturazione. Le cifre citate dal domenicale - che è in possesso di una copia del rapporto intitolato "Unternehmensstrategie Armasuisse 2017-2020" - sono impressionanti. L'11% degli edifici militari, il cui valore a nuovo sarebbe di 2,3 miliardi di franchi svizzeri, versa in uno stato tale da dover essere completamente demolito e ricostruito. Il 62% degli immobili, per un valore complessivo di 12,8 miliardi di franchi, necessita di una ristrutturazione parziale.
Il cattivo stato degli impianti militari non comporta solo una perdita di valore ma è associato anche a rischi concreti: alcune strutture potrebbero crollare, per cui “ci si dovrà attendere ulteriori chiusure di edifici”, sottolinea il rapporto. Inoltre, potrebbero verificarsi incidenti e danni alle persone, dato che la manutenzione delle strutture può essere effettuata solo in modo inadeguato per mancanza di fondi.
Allo scopo di evitare il peggio, l'Ufficio degli armamenti ha nel frattempo introdotto regolari controlli di sicurezza per gli edifici dell'esercito. L'obiettivo primario è prevenire lesioni personali per i militi: in caso di dubbio, la struttura viene chiusa.