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Nata dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’assistenza sociale del 1905, la Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS) è un’associazione professionale di attori dell’aiuto sociale che emana direttive per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni.
Dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’assistenza sociale alla COSAS
La Conferenza svizzera delle istituzioni dell’assistenza sociale inizia a riunirsi regolarmente a partire dal 1905 con l’obiettivo di promuovere l’assistenza ai poveri sia a livello specialistico che politico. La prima conferenza, tenutasi a Brugg, è un incontro esclusivamente al maschile a cui partecipano numerosi parroci e rappresentanti dei Cantoni e dei Comuni della Svizzera tedesca. Tuttavia, in questo periodo nell’assistenza ai poveri sono impegnate anche molte donne, in particolare in qualità di membri di organizzazioni caritative e di pubblica utilità. Forza motrice e per decenni presidente della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’assistenza sociale è il parroco Albert Wild, editore della rivista «Der Armenpfleger» (l’assistente dei poveri) e di pubblicazioni specialistiche sull’opera di assistenza ai poveri nonché segretario della Società svizzera di utilità pubblica dal 1913 al 1938. Secondo gli statuti del 1911, l’obiettivo della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’assistenza sociale è quello di migliorare lo scambio tra gli attori dell’assistenza ai poveri e le autorità, di trasmettere conoscenze specialistiche in questo ambito e di promuovere una politica progressista di assistenza ai poveri.
Nel 1922, alla Conferenza (inizialmente orientata alla Svizzera tedesca) si aggiunge una sezione romanda: il Groupement des institutions d’assistance de la Suisse romande, sostituito nel 1995 dall’Association romande et tessinoise des institutions d’action sociale (ARTIAS).
All’inizio della sua attività, la Conferenza svizzera delle istituzioni dell’assistenza sociale s’impegna a favore del passaggio dal sistema dell’obbligo assistenziale del Comune d’origine a quello del Comune di domicilio al fine di garantire l’accesso alle prestazioni dell’aiuto sociale anche agli abitanti che non hanno la cittadinanza nel Comune di domicilio (Povertà). A tale scopo, la Conferenza istituisce il Concordato intercantonale a favore dell’assistenza nel luogo di domicilio, che entra in vigore nel 1920 e a cui entro il 1967 aderiranno tutti i Cantoni. La Conferenza, che cambia il proprio nome in Conferenza svizzera delle istituzioni dell’assistenza sociale (CSIAS) nel 1966 e in Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS) nel 1996, è organizzata in forma di associazione professionale e riunisce i rappresentanti degli attori principali dell’aiuto sociale: le Città e i Comuni, le autorità sociali cantonali, le autorità federali e le organizzazioni private dell’aiuto sociale.
Le direttive della COSAS per l’impostazione dell’aiuto sociale
Dagli anni 1960, prima la Conferenza svizzera delle istituzioni dell’assistenza sociale e in seguito la Conferenza svizzera per l’assistenza pubblica e la COSAS hanno pubblicato e continuano a pubblicare direttive per l’impostazione e il calcolo dell’aiuto sociale. Formulate a titolo di raccomandazioni e destinate sia alle autorità sociali cantonali e comunali che alle organizzazioni private dell’aiuto sociale, queste direttive servono quale punto di riferimento per la giurisprudenza e divengono vincolanti solo una volta riconosciute per legge nei Cantoni.
L’aiuto sociale è valutato secondo il bisogno, vale a dire che viene impostato in funzione delle necessità del singolo beneficiario, il che ne rende difficile il calcolo. Nella prassi, il calcolo dell’aiuto sociale deve essere eseguito dalle autorità cantonali e comunali, che presentano un grado di professionalizzazione eterogeneo. Le direttive della COSAS hanno lo scopo di fungere da punto di riferimento, definendo il fabbisogno di base dei beneficiari dell’aiuto sociale e fornendo metodi per il calcolo dei contributi di aiuto. Dal 2005, questo fabbisogno di base viene combinato alle condizioni e agli incentivi finanziari per la reintegrazione professionale.
L’elaborazione di direttive da parte della COSAS nasce dalla constatazione che, a differenza delle assicurazioni sociali, la regolamentazione nell’ambito dell’aiuto sociale era piuttosto scarsa e lasciava alle autorità cantonali e comunali dell’aiuto sociale un ampio margine discrezionale nel trattamento dei beneficiari dell’aiuto sociale. Le direttive intendono innanzitutto accrescere il carattere vincolante delle condizioni per la concessione delle prestazioni e in secondo luogo rendere più uniforme la prassi dell’aiuto sociale dei Cantoni e dei Comuni.
Dal 2010 il dibattito sulla politica sociale in Svizzera è dominato dalla controversia sulla generosità e sulla legittimità democratica delle direttive della COSAS. Alcuni Cantoni e Comuni sono usciti dalla Conferenza, poiché chiedono regole più restrittive per l’aiuto sociale. Nel 2015 la COSAS ha pertanto deciso di avviare una riforma delle sue direttive.
Literatur / Bibliographie / Bibliografia / References: Tabin Jean-Pierre, Togni Carola, L’assurance chômage en Suisse. Une socio-histoire (1924-1982), Losanna 2013; Frauke Sassnick Spohn et al., Von der Armenpflege zur Sozialhilfe. Ein Jahrhundert SKOS & ZeSo, Berna 2010; Schnegg Brigitte, Matter Sonja, «Von der Unterstützung der "würdigen" Armen zum Recht auf Existenzsicherung. Die Ausgestaltung der Schweizer Sozialhilfe im 20. Jahrhundert», in C. Kehrli, Schwerpunkt. Armut verhindern, Lucerna 2010, pagg. 129-142; Kehrli Christin, Knöpfel Carlo, Handbuch Armut in der Schweiz, Lucerna 2006; Schuwey Claudia, Knöpfel Carlo, Nouveau manuel sur la pauvreté en Suisse, Lucerna 2014.
(12/2015)