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<h2>SubmittedText<h2><p>La crisi finanziaria che sta investendo gli Stati Uniti in questi ultimi tempi ha portato i mercati mondiali sull'orlo di una crisi economica. È stata la più importante crisi finanziaria dopo gli anni Trenta del secolo scorso. Solo grazie all'importante intervento dello Stato americano è stato possibile evitare il fallimento di diversi grandi istituti bancari negli Stati Uniti nonché il collasso del sistema finanziario americano. Le ripercussioni della crisi sono tangibili in tutto il mondo e in particolare anche sulla piazza finanziaria ed economica svizzera. Le grandi banche, quali UBS e CS, sono direttamente colpite da questi eventi. I corsi di borsa sono globalmente sotto pressione e le previsioni di crescita sono state sensibilmente corrette al ribasso. Questi avvenimenti comportano considerevoli perdite fiscali nell'ambito dell'imposta sugli utili delle grandi banche come pure minori entrate a titolo di tasse di bollo dovute a transazioni di borsa. Inoltre, la popolazione è disorientata e ha perso la fiducia soprattutto nei confronti delle grandi banche. A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale la crisi finanziaria mondiale e in particolare in relazione alla Svizzera?</p><p>2. È possibile che una crisi finanziaria come quella degli Stati Uniti possa investire anche il nostro Paese?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui anche le grandi banche svizzere hanno agito in maniera azzardata sul mercato ipotecario americano trascurando il controllo dei rischi?</p><p>4. Il Consiglio federale è altresì dell'avviso che i sistemi d'indennità degli impiegati di banca con bonus troppo elevati portino a effettuare operazioni di credito azzardate e imprudenti, da considerare in misura maggiore la massimizzazione a breve termine degli utili che il risultato sostenibile?</p><p>5. La Commissione federale delle banche ha adottato misure adeguate per fronteggiare la crisi finanziaria?</p><p>6. La Commissione federale delle banche deve prevedere maggiori oneri e norme più severe, ad esempio nel settore dei fondi propri, per essere più preparata in caso di eventi analoghi?</p><p>7. In Svizzera occorre intervenire a livello legislativo al fine di poter evitare in futuro sviluppi analoghi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La crisi finanziaria globale dura ormai da più di un anno e negli ultimi tempi ha continuato ad accentuarsi. Gli effetti sui mercati finanziari globali, che sono partiti dal focolaio di crisi statunitense, testimoniano dell'interazione internazionale del sistema finanziario. In seguito alla perdita di fiducia, la situazione di rifinanziamento delle banche attive a livello internazionale risulta particolarmente problematica.</p><p>Anche l'Europa è stata investita dalla crisi. Infatti, in alcuni grandi Paesi europei la congiuntura è sensibilmente rallentata. Ciò dovrebbe comportare un calo sostanziale delle esportazioni svizzere e ripercuotersi negativamente sulla crescita dell'economia svizzera.</p><p>2. Nel nostro Paese non si devono temere correzioni di prezzo come quelle del mercato immobiliare americano. In Svizzera non si osserva alcuna esagerazione sul mercato immobiliare. Finora la statistica della BNS presenta limiti di credito delle banche costanti o in crescita. Attualmente per il mercato ipotecario svizzero la BNS non prevede alcuna stretta creditizia.</p><p>La piazza finanziaria svizzera è complessivamente in buone condizioni, sebbene la crisi si stia manifestando anche nel nostro Paese. Le due grandi banche rilevanti per il sistema sono direttamente toccate dalle turbolenze, mentre i rimanenti istituti non detengono poste di rischio equiparabili. Con il pacchetto di misure per rafforzare la stabilità finanziaria adottato il 16 ottobre 2008, Consiglio federale, BNS e CFB hanno fornito un contribuito significativo al consolidamento della fiducia nel sistema finanziario.</p><p>3. Le due grandi banche, in particolare UBS, detengono considerevoli partecipazioni di prodotti correlati al mercato ipotecario americano. Sono però stati effettuati corrispondenti ammortamenti e ridotte le posizioni problematiche. Nel quadro del suddetto pacchetto di misure la BNS, in collaborazione con il Consiglio federale e la CFB, ha fornito a UBS la possibilità di vendere attivi illiquidi a una società veicolo per garantire la regolare liquidazione. Questo consente a UBS di ridurre il suo bilancio di attivi illiquidi dell'ordine di fino a 60 miliardi di dollari e di rafforzare la sua base di fondi propri con un prestito di 6 miliardi di franchi obbligatoriamente convertibile in azioni. Nel confronto internazionale, dopo le misure di ricapitalizzazione le due grandi banche sono tra gli istituti con la migliore capitalizzazione e dispongono di sufficiente liquidità.</p><p>4. Il sistema di rimunerazione del settore finanziario è stato identificato come una delle cause della crisi finanziaria in corso. Nel suo rapporto (Report of the Financial Stability Forum on Enhancing Market and Institutional Resilience) pubblicato il 10 ottobre 2008, il Financial Stability Forum (FSF) ha quindi anche approvato un principio sui sistemi di rimunerazione nell'industria finanziaria. Il principio stabilisce che l'industria finanziaria deve elaborare i suoi sistemi di rimunerazione affinché questi siano orientati a un rendimento duraturo dell'impresa. Il FSF continuerà a esaminare la questione e nel mese di aprile del 2009 presenterà agli Stati del G7 un relativo rapporto. Il Consiglio federale sostiene questa iniziativa. I sistemi di incentivo interni negli istituti finanziari devono essere fissati in modo da rafforzare la responsabilità dei collaboratori e favorire le considerazioni sui rischi nell'ambito del conseguimento degli obiettivi in materia di ricavi.</p><p>5. Dall'inizio della crisi finanziaria la CFB ha fortemente intensificato la sua attività di sorveglianza in relazione alle grandi banche e la collaborazione con la BNS. La CFB invita già oggi le banche ad aumentare le esigenze poste ai fondi propri rispetto a quanto previsto dalle prescrizioni minime internazionali secondo Basilea II. Il Consiglio federale ritiene queste misure necessarie.</p><p>6. La CFB intende introdurre un'ulteriore protezione per i fondi propri, che dovrebbe arginare meglio i rischi sistemici delle grandi banche. A questo si aggiunge l'intenzione di introdurre per le banche rilevanti per il sistema un limite massimo d'indebitamento (leverage ratio), che dovrebbe costituire una protezione contro perdite risultanti da valutazioni errate dei rischi e che le prescrizioni di Basilea II non consentono di rilevare in modo adeguato. Al riguardo la CFB si fonda sulle vigenti basi legali. Di conseguenza non è necessaria alcuna revisione.</p><p>7. Con la decisione del 16 ottobre 2008, Consiglio federale, BNS e CFB hanno adottato le misure necessarie per rafforzare durevolmente il sistema finanziario svizzero. Anzitutto, nella sessione invernale il Consiglio federale intende sottoporre alle Camere federali un messaggio che preveda un aumento adeguato dei depositi garantiti e dei limiti del sistema. Secondariamente, deve essere ridotto il bilancio degli attivi illiquidi di UBS, che è particolarmente toccata dalla crisi. In terzo luogo, con la sottoscrizione di un prestito di 6 miliardi di franchi obbligatoriamente convertibile la Confederazione rafforza la base di fondi della banca.</p>  Risposta del Consiglio federale.