Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/115686

<h2>SubmittedText<h2><p>Qual è la politica del Consiglio federale e delle ambasciate svizzere all'estero nei confronti della situazione problematica che vivono i nostri correligionari cristiani nelle regioni e nei Paesi musulmani? Considerate le innumerevoli difficoltà affrontate da queste minorità è invitato ad avere un atteggiamento conciliante nel caso di domande d'asilo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del problema. Nei mesi di ottobre e dicembre 2010, l'Iraq e l'Egitto sono stati teatro di attentati contro i cristiani che hanno fatto molte vittime. Negli ultimi mesi parecchi cristiani sono stati arrestati in Iran per accuse di blasfemia; in Pakistan una donna cristiana è stata condannata a morte con questo stesso capo d'accusa. Le persecuzioni e gli assassinii di cui sono vittima nel mondo intero i cristiani e gli appartenenti ad altre minoranze etniche e religiose preoccupano il Consiglio federale.</p><p>La politica svizzera in materia di diritti dell'uomo ingloba anche la libertà di religione e la protezione delle minoranze religiose ed etniche. Per tutelare e rafforzare la libertà di religione, ma anche per prevenire l'intolleranza religiosa in ogni sua forma, la Svizzera partecipa attivamente alle attività degli organi competenti di organizzazioni internazionali quali l'ONU e l'OSCE e in tale contesto appoggia le relative proposte di risoluzione presentate al Consiglio dei diritti dell'uomo e all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Come sottolineato dal Consiglio federale nel proprio messaggio concernente il proseguimento delle misure di promozione della pace e della sicurezza umana 2012-2016, il rispetto dei diritti dell'uomo è un fattore di cui tener conto nell'ambito di tutte le attività che la Svizzera svolge all'estero. Per accentuare il valore universale di questo obiettivo, si è deciso in particolare di sollevare la questione dei diritti dell'uomo con maggior sistematicità sia in seno agli organismi multilaterali sia a livello governativo. Sul piano bilaterale, la Svizzera solleva regolarmente la questione della libertà di religione e dei diritti delle minoranze. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) chiede ai Paesi interessati di rispettare i diritti delle minoranze etniche e religiose e in particolare di abrogare le leggi sulla blasfemia. Purtroppo, gli attentati e i massacri perpetrati contro i cristiani sono opera di gruppi di estremisti sui quali la politica svizzera in materia di diritti dell'uomo non può in alcun modo influire.</p><p>L'Ufficio federale della migrazione esamina ogni domanda d'asilo in modo individuale e circostanziato. Secondo i criteri stabiliti dal diritto internazionale, la Svizzera concede l'asilo a chiunque sia minacciato o perseguitato nel proprio Paese d'origine. Premesso questo, occorre però dire che il numero di domande d'asilo presentate in territorio svizzero da persone minacciate a causa della fede cristiana è piuttosto esiguo.</p>  Risposta del Consiglio federale.