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GINEVRA - Si è arreso subito alla polizia il copilota del volo Ethiopian Airlines che, questa mattina, ha dirottato un volo costringendolo a uno scalo a Ginevra. L'uomo ha subito spiegato il motivo del suo gesto: una richiesta di asilo politico in Svizzera. Toccherà ora alla Confederazione decidere sulla sua richiesta.
"Questo signore non sta partendo con le carte migliori", ha commentato il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet, capo del Dipartimento cantonale della sicurezza e dell'economia.
Secondo Eric Grandjean , portavoce della polizia ginevrina, il gesto del copilota, oltretutto, era premeditato. Avrebbe infatti atteso che il pilota si dirigesse verso il bagno per chiudersi in cabina e prendere in controllo dell'aereo.
L'uomo, 31 anni, d'origine etiope (che ha affermato di "sentirsi minacciato" nel suo Paese e per questo ha chiesto asilo politico in Svizzera) non era in ogni caso armato. Secondo la polizia la vita dei passeggeri non è mai stata in pericolo.
Manovre di sicurezza - Skyguide, l'ente che vigila sulla sicurezza nell'insieme dello spazio aereo elvetico, d'altra parte, ha subito attuato il piano d'emergenza. L'aereo in quel momento si trovava sull'Italia meridionale. "La richiesta del pirata di atterrare a Ginevra in un primo tempo è stata rifiutata", ha spiegato Xavier Wohlschlag, direttore delle operazioni allo scalo di Cointrin. Una volta fermo sulla pista, il trentenne ha aperto un finestrino del cockpit e si è calato con la corda d'emergenza. Al suolo è stato fermato dalle forze dell'ordine. Non ha opposto resistenza alcuna. La polizia è intervenuta in massa e con unità speciali.
Un passeggero: "Urlava alla radio" - "Stanotte il copilota ha preso il possesso del nostro aereo ed è stata una notte movimentata a bordo. Il dirottatore urlava dalla radio e ha attivato le mascherine d'aria. Abbiamo pensato ad un grave problema tecnico... invece siamo stati dirottati a Ginevra e abbiamo atteso l'intervento delle forze di sicurezza svizzere. Ringrazio il personale a bordo etiope che è stato fantastico". È il racconto postato sul suo profilo Facebook da Gianluca Frinchillucci, un operatore umanitario della provincia di Macerata che era a bordo del velivolo dell'Ethiopian Airlines dirottato mentre era in volo da Addis Abeba a Roma. Frinchillucci rivolge "un sentito ringraziamento alla Svizzera per la bellissima accoglienza, e alle forze speciali svizzere per la loro grande professionalità ed efficienza".
Secondo la testimonianza di un altro passeggero italiano raccolta dall'agenzia di stampa Ansa, il dirottatore avrebbe minacciato di far schiantare l'aereo se il pilota non avesse smesso di tentare di entrare nel cockpit. "Il pilota intimava di aprire la porta della cabina di pilotaggio e ha cercato di sfondarla senza riuscirci. Lì si è capito che qualcosa di grave stava accadendo", ha riferito Francesco Cuomo, 25 anni, uno dei 138 passeggeri italiani a bordo.
I fatti precedenti - Il Boeing 757-300 aveva lasciato la capitale etiope poco dopo la mezzanotte e avrebbe dovuto atterrare a Roma alle 4:40. Secondo i primi elementi dell'indagine il copilota avrebbe prima annunciato di voler fare rifornimento di cherosene a Ginevra, dove l'aeroporto non apre fino alle 06:00, poi, tramite il transponder, avrebbe infine comunicato al controllo del traffico aereo italiano che il Boein era stato dirottato.
Dall'Etiopia adesso le Autorità hanno già preso contatto con la compagnia aerea per cercare di capire "cosa è andato storto e quali sono i problemi" del dirottatore.