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Incidente in funivia GR: non bisognava agganciare nessun carico alla cabina a Laax
L'incidente che ha coinvolto la funivia di Laax – Crap Sogn Gion all'inizio di gennaio è stato causato da una sequenza di errori, anche se non ha messo in pericolo nessuno. Questa la conclusione dell'azienda che gestisce gli impianti di risalita.
A causa di un difetto, sulla cabina è stato disattivato il dispositivo che avrebbe segnalato immediatamente il sovraccarico. Martina Calonder, la portavoce del Weisse Arena Group, ha così risposto oggi a Keystone-ATS, confermando la notizia pubblicata dalla Neue Zürcher Zeitung, incentrata sull'inchiesta interna condotta dall'azienda.
Secondo le informazioni, la cabina non poteva essere utilizzata per trasporti di merce perché il sistema di misurazione del sovraccarico era disattivato. L'azienda non aveva emesso nessuna prescrizione al riguardo.
Infatti nel pomeriggio del 5 gennaio, il carico appeso alla cabina, mentre stava trasportando 35 persone, avevano toccato prima gli alberi e poi il suolo. Al momento della frenata brusca, azionata dal conducente, alcuni passeggeri erano caduti e una donna si era ferita ad un dito.
Un carico troppo pesante
Secondo il comunicato stampa del Weisse Arena Group, prima dell'incidente sono stati commessi altri due errori: un addetto alla funivia ha calcolato al ribasso il peso delle pietre da trasportare. Dal suo canto il conducente della cabina non ha azionato immediatamente la frenata d'emergenza dopo aver sfiorato le cime degli alberi. Lo ammette la società, precisando che la frenata è avvenuta soltanto quando il carico ha cozzato contro il suolo.
L'incidente è stato esaminato in collaborazione con Garaventa, la ditta costruttrice dell'impianto. La Weisse Arena scrive che è stata eseguita anche una valutazione sulle possibili conseguenze che questa situazione avrebbe potuto causare. In nessun caso reale si sarebbe verificato un deragliamento o uno rottura del cavo, e nemmeno una collisione della cabina contro il terreno.
Misure di sicurezza implementate
L'azienda degli impianti di risalita di Laax comunica che dopo l'incidente non sono più state trasportate contemporaneamente persone e merci. Inoltre sono stati verificati nuovamente tutti i dispositivi di sicurezza.
Il sistema di sicurezza che verifica il sovraccarico sarà riparato nella giornata di domani. Si tratta di un dispositivo legalmente non obbligatorio se si trasportano soltanto persone.
Oggi il Weisse Arena Group si è difeso dall'accusa di aver cercato di coprire l'incidente, ma nel contempo ha ammesso un errore. L'incidente è stato segnalato all'Ufficio federale dei trasporti nel giorno stesso, azione che ha fatto scattare anche un rapporto del Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI). Quest'ultima non era però stata contattata fin dall'inizio.
La dimenticanza è stata immediatamente corretta il giorno seguente. La portavoce Martina Calonder ha sottolineato a Keystone-ATS che anche l'azienda stessa è interessata ad un'inchiesta dettagliata e completa.
È obbligatorio chiamare il numero di emergenza
Da parte sua, il SISI conferma a Keystone-ATS che apparentemente vi è stato un malinteso da parte del Weisse Arena Group al momento della notifica all'Ufficio federale dei trasporti.
Questa via di servizio non ha infatti fatto scattare automaticamente la segnalazione immediata all'autorità d'inchiesta sulla sicurezza, ha spiegato il responsabile Sacha Kunz. L'apposita ordinanza stabilisce in modo esplicito che il numero di emergenza deve essere chiamato subito. In questo modo l'informazione arriva prima alla centrale operativa della Rega e quindi immediatamente al SISI.
Il SISI non prevede altre misure riguardanti l'omissione della chiamata di emergenza. È invece fondamentale è che l'errore non si ripeta più in futuro.
Kunz afferma che il SISI è «ancora all'inizio» della sua indagine, ma ha annunciato la pubblicazione di un rapporto preliminare entro domani.
danu, ats