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Il 4 novembre del 1979 un gruppo di giovani studenti occupò l’ambasciata americana di Teheran. L’operazione si trasformò in crisi internazionale e la Svizzera svolse un ruolo fondamentale.
Documentario di Daniel Wyss Il regista Daniel Wyss ricostruisce con i protagonisti principali dell’epoca un episodio particolarmente drammatico della storia recente svizzera, in cui il nostro Paese si impose quale mediatore fondamentale: la crisi degli ostaggi americani a Teheran, avvenuta 40 anni fa, dal 1979 al 1981 e che tenne il mondo con il fiato sospeso per mesi. Un conflitto diplomatico internazionale, che sconvolse l’opinione internazionale alla fine degli anni Settanta e che vide quali attori maggiori l’Iran e gli Stati Uniti d’America, sullo sfondo delle tensioni sociopolitiche in corso in Iran durante il violento passaggio di poteri dello Scià di Persia Mohammed Reza Pahlavi all’Ayatollah Khomeini. Il 4 novembre del 1979 un gruppo di giovani studenti occupò l’ambasciata americana di Teheran, tenendo in ostaggio 52 persone. L’operazione si trasformò immediatamente in crisi internazionale e la Svizzera svolse un fondamentale ruolo diplomatico, che portò all’accordo di Algeri 14 mesi dopo con il rilascio degli ostaggi. Fu la prima crisi di politica estera della storia ad essere teletrasmessa, praticamente senza interruzione, durante quei 444 lunghi giorni, le cui conseguenze sono ancora vive oggi nei rapporti di tensione internazionale. Il regista segue sui luoghi della crisi Flavio Meroni ed Erik Lang, allora diplomatici dell’ambasciata svizzera a Teheran, e interroga numerosi testimoni. Ambasciata interpella il ruolo della diplomazia svizzera e la conseguente importante questione della rappresentatività territoriale a livello di geopolitica internazionale.