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Descrizione
Elisabeth Crettaz-Stürzel: Romanticismo prussiano dei castelli in versione „neocastellana“ nell’Oberland Bernese. I castelli di Thun ossia Schadau, Oberhofen e Hünegg
Jonathan Frey: Indossata, rammendata, amputata. Una cotta di maglia del XIV/XV secolo proveniente da Einsiedeln?
Romanticismo prussiano dei castelli in versione „neocastellana“ nell’Oberland Bernese. I castelli di Thun ossia Schadau, Oberhofen e Hünegg
Tra il 1847 ed il 1863 il romanticismo neocastellano dei castelli appartenenti alle nobili famiglie de Pourtalès e de Rougemont ebbe la sua massima espressione con la costruzione dei castelli di Schadau, Oberhofen e Hünegg, situati nella regione del lago di Thun. Gli stretti legami familiari dei neocastellani e dei costruttori bernesi con Berlino, unitamente ai loro consorti, considerati „autentici“ Prussiani, sono la chiave per comprendere questo realista „rinascimento castellano“, sviluppatosi in una Svizzera altrimenti repubblicana. A scelta gli architetti provenivano da Neuchâtel, Berna, Parigi e Berlino.
I tre castelli suddetti sorsero a partire dalla prima metà del XIX secolo parallelamente al romanticismo prussiano dei castelli, sviluppatosi lungo il Reno già dal 1815 e caratterizzato prevalentemente dall’architettura neogotica. Nonostante ciò, a differenza della maggior parte dei castelli renani, situati tra Bingen, Rüdesheim e Koblenz e prettamente neogotici, quelli sorti nella regione del lago di Thun ricalcavano piuttosto il modello francese dei castelli della Loire. Ciò che accomuna i castelli renani con quelli di Thun, è un impeto romantico, davanti ad una suberba cornice paessaggistica, caratterizzata dall’acqua e dalle formazioni rocciose.
La ricostruzione di antichi castelli (Oberhofen) o anche la costruzione di nuovi edifici (Schadau, Hünegg), seguendo i modelli di architettura già citati, si colloca in un periodo, durante il quale la Renania e il Principauté Neuchâtel et Valangin, già sotto il dominio prussiano, spesso erano scelte come meta di viaggio da parte dei monarchi di Hohenzollern. A questo tema il museo dell’arte di Neuchâtel nel 2013 ha dedicato la mostra „Sa Majesté en Suisse – Neuchâtel et ses princes prussiens“. Lo scambio culturale tra Neuchâtel e Berlino non è cessato dopo i 150 anni di dominio prussiano sul principato (1707-1857), bensì ha lasciato una varietà di tracce, che però nel corso del tempo sono vieppiù scomparse dalla memoria collettiva. I castelli nella regione del lago di Thun fanno appunto parte di questa perduta „eredità prussiana“ in Svizzera, che andrebbe riscoperta.
Indossata, rammendata, amputata. Una cotta di maglia del XIV/XV secolo proveniente da Einsiedeln?
Il luogo di provenienza della cosiddetta cotta di maglia di Einsiedeln non è noto. Questa, costituita da file di anelli stampati chiusi con rivetti, è databile, secondo lo stato attuale delle ricerche, nella seconda metà del XIV oppure nella prima metà del XV secolo. In origine era concepita come una cotta di maglia a maniche lunghe con uno spacco sul petto. Gli unici adattamenti alla forma del corpo del portatore sono due allargamenti all’altezza dei fianchi. Nel corso del XVI e XVII secolo furono effettuate diverse riparazioni alle spalle e in zona giromanica. Questi „rammendi“ sono stati applicati in almeno tre fasi differenti. Nel tardo XVIII secolo le maniche, che probabilmente arrivavano fino all’altezza dei polsi, furono tolte per trasformarle in singole maniche in maglia di ferro. Finora non è stato ancora accertato, se la cosiddetta cotta di maglia di Einsiedeln sia veramente un relitto tardomedievale di pregio o meno. Solo analisi più approfondite potranno forse fare luce sulle origini di questo particolare giaco.
Trad. Christian Saladin (Basilea-Origlio)