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La Svizzera persegue una strategia energetica ambiziosa che dovrà essere realizzata entro il 2050. Uno dei suoi obiettivi principali è l’abbandono dell’energia nucleare.
La svolta energetica
L’approvvigionamento energetico della Svizzera si trova a un punto di svolta. Dopo la catastrofe nucleare di Fukushima del 2011, il Governo ha definito una nuova strategia energetica che dovrà essere realizzata entro il 2050. La strategia poggia su tre pilastri: il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, dei macchianri e dei mezzi di trasporto, l’aumento della quota delle energie rinnovabili, in particolare dell’energia idroelettrica, e il graduale abbandono dell’energia nucleare. Eventuali lacune nell’approvvigionamento verranno colmate con l’energia elettrica ottenuta da combustibili fossili con le importazioni.
L’obiettivo di questa nuova strategia è la riduzione del consumo energetico pro capite del 3% entro il 2020 e del 13% entro il 2035 rispetto alla situazione del 2000. Le misure previste comprendono, in particolare, la definitiva chiusura delle cinque centrali nucleare esistenti al termine della loro durata d’esercizio, il rinnovamento della rete di distribuzione dell’energia elettrica, l’aumento della tassa sul CO2 e l’ampliamento del programma di riqualificazione energetica degli edifici.