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I cittadini zurighesi hanno respinto questo fine settimana la proposta di partecipare con 50 milioni di franchi al capitale della nuova compagnia aerea.
Gli abitanti della città sulla Limmat sembrano averne abbastanza di pagare di tasca propria per permettere il lancio della nuova compagnia aerea, sorta sulle ceneri della Swissair. Il 51,8 % dei votanti hanno infatti rifiutato la partecipazione con un importo di 50 milioni di franchi al capitale di Swiss, approvata lo scorso 7 novembre dall'esecutivo comunale.
Un risultato inequivocabile se si pensa che, proprio questo fine settimana, diversi altri importanti crediti sono stati accettati da una schiacciante maggioranza della popolazione zurighese: 76 milioni per il rinnovo della centrale elettrica di Wettingen, 27 milioni per l'istallazione di computer nelle scuole, 22 milioni per la costruzione di un nuovo edificio scolastico.
Va detto che, in caso di approvazione del credito per Swiss, gli zurighesi avrebbero dovuto contribuire per ben tre volte al difficile decollo della compagnia. Sono infatti già chiamati a sostenere finanziariamente il progetto tramite i contributi fiscali prelevati a livello cantonale e federale.
Il Cantone di Zurigo verserà ben 300 milioni di franchi, mentre la Confederazione partecipa a Swiss con un fondo di 600 milioni, ai quali bisogna aggiungere 1,4 miliardi destinati ad evitare il grounding della Swissair. Senza dimenticare, inoltre, le ingenti somme già perse sia dal Cantone che dalla Confederazione, dopo il drammatico crollo dei titoli di SairGroup.
Ancora incerti i finanziamenti degli altri Cantoni
Con i 50 milioni previsti, la capitale economica della Svizzera sarebbe diventata il terzo più grande azionista pubblico della compagnia aerea, dopo la Confederazione e il Cantone. Un importo tutt'altro che indifferente, dal momento che tutti gli altri Cantoni hanno finora assicurato poco più di un terzo dei circa 100 milioni stabiliti alcuni mesi orsono. Appenzello, Basilea, Glarona, Obwaldo, Svitto e Vallese hanno accordato circa 35 milioni di franchi, mentre Berna, Soletta e Nidwaldo hanno respinto la partecipazione richiesta.
Oltre al notevole sacrificio finanziario, il no degli abitanti di Zurigo sembra essere legato anche al cambiamento radicale della situazione nel corso della lunga crisi Swissair. In gennaio, quando la popolazione aveva accettato con il 55 % dei voti la partecipazione cantonale di 300 milioni, un risultato negativo avrebbe rischiato di mettere in gioco il futuro della compagnia e migliaia di posti di lavoro.
Il futuro di Swiss non è minacciato
Una settimana dopo il primo volo di Swiss, la partecipazione della città zurighese assumeva, invece, soprattutto un carattere simbolico. Swiss dovrebbe poter continuare a volare anche senza questa nuova iniezione finanziaria: il suo futuro sembra dipendere molto più dalla capacità di gestione dei nuovi dirigenti della compagnia e dall'evoluzione del mercato internazionale dell'aviazione.
L'esecutivo zurighese si era battuto in favore della partecipazione cittadina, approfittando anche del risultato di esercizio positivo raggiunto nel 2001, con oltre 680 milioni di franchi di utile. Secondo il governo cittadino, un successo o meno di Swiss avrà un influsso molto importante sugli introiti fiscali della città e sulle prospettive del mercato del lavoro nella regione.
La proposta era sostenuta anche dai partiti radicale, socialista e popolare democratico. Contrari invece l'Unione democratica di centro, che si era opposta anche sul piano nazionale al salvataggio della Swissair, come pure i verdi e i piccoli schieramenti di sinistra.
Nessun soldo dalla Goldküste
Alla decisione dei cittadini di Zurigo di respingere un ennesimo sacrificio non è probabilmente estraneo il fatto che i numerosi comuni ricchi del Cantone - a cominciare da quelli della famosa Goldküste, la costa dei milionari sul Lago di Zurigo - non verseranno un centesimo per la nuova compagnia. Soltanto il comune di Kloten ha infatti accettato di partecipare con un importo di 5 milioni di franchi.
Armando Mombelli