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Cinque candidati - fra cui tre donne - rimangono in lizza per occupare la carica di direttore generale dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO/OMC). Tre sono stati scartati: fra loro Hamid Mamdouh, un ginevrino con doppio passaporto elvetico ed egiziano.
Stando a quanto indicato oggi da un portavoce, sono stati selezionati: Amina Mohamed, ministra keniota che ha ricoperto importanti incarichi nella WTO; Ngozi Okonjo-Iweala, la prima donna in Nigeria ministro delle finanze e degli affari esteri; Yoo Myung-hee, ministra del commercio sudcoreano; Liam Fox, ex ministro del commercio estero britannico e favorevole alla Brexit; Mohammed Al-Tuwaijri, ex pilota di caccia saudita, ministro e banchiere.
Finora nessuna donna ha guidato la WTO, né alcun rappresentante africano. Gli statuti dell'organizzazione con sede a Ginevra non prevedono una rotazione geografica per il direttore generale, ma da più parti è stato chiesto che il posto sia occupato da un africano. Si tratta di sostituire il brasiliano Roberto Azevedo, che ha lasciato la WTO alla fine di agosto, un anno prima del previsto, per motivi familiari.
Nei giorni scorsi, l'organizzazione ha condotto un primo ciclo di consultazioni - chiamate "confessionali" - con ciascuno dei suoi 164 membri, al fine di eliminare i tre candidati che hanno meno probabilità di ottenere un sostegno. Il WTO spera che il processo di selezione - iniziato il 7 settembre - non duri più di due mesi. "Siamo sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo", ha detto un portavoce.