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Le funzioni informativo-testuali della punteggiatura nell'italiano contemporaneo, tra sintassi e prosodia
Certamente grazie anche alla diffusione della comunicazione mediata dalla rete, la punteggiatura sta godendo da alcuni anni di grande interesse e popolarità: lo mostrano l’incredibile successo dei manuali sul tema (p.e. il libro di Truss Eats, Shoots & Leaves: The Zero Tolerance Approach to ponctuation (2003) ha scalzato dalla classifica l’arcinoto Harry Potter) e dalla creazione di manifestazioni come il National Ponctuation Day. Diversa è invece la situazione per quanto riguarda la ricerca scientifica. Dal punto di vista della teoria linguistica, sulla punteggiatura si sa davvero poco: qual è la sua estensione? qual è la sua ragione di essere? serve davvero a introdurre pause e intonazioni nella scrittura? quali sono i modi in cui dialoga con la sintassi?
Sono oramai secoli che le grammatiche italiane (e non) collocano la punteggiatura nella sezione Ortografia e ne descrivono il funzionamento attraverso regole normative che si basano sulla prosodia (pause, intonazione) o sulla sintassi (non si mette la virgola tra soggetto e predicato ecc.). Alcune nostre ricerche mostrano tuttavia che né prosodia né sintassi sono capaci di rendere conto dell’uso della punteggiatura nella scrittura comunicativa contemporanea. In realtà, la punteggiatura ha fondamentalmente un uso informativo-testuale, e le (poche!) regolarità prosodiche e sintattiche che si possono individuare non sono altro che corollari della ratio testuale di fondo.
Per precisare, arricchire (o forse modulare) l’ipotesi di fondo, la nostra ricerca si avvarrà di una metodologia corpus based; si confronterà anche con riflessioni sulla punteggiatura prodotte fuori dall’Italia e su lingue diverse dall’italiano; e farà riferimento alle più recenti teorie testuali.