Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/61611

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. introdurre l'obbligo di dichiarare la provenienza e la varietà del legno;</p><p>2. impegnarsi in seno agli organismi internazionali in cui la Svizzera è rappresentata, a favore dell'introduzione, su scala europea ed internazionale, di una dichiarazione generale obbligatoria per il legno e i prodotti derivati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole della problematica legata all'uso di legname proveniente dallo sfruttamento illegale delle foreste e condivide la preoccupazione dell'autore della mozione circa la progressiva distruzione delle riserve forestali del pianeta. Esso lo ha già ripetutamente ribadito nelle risposte agli interventi parlamentari incentrati sull'impiego e sul commercio di legname proveniente dalle foreste tropicali. Nel proprio parere alla mozione 02.3587, sostanzialmente identica alla presente, il Consiglio federale ha inoltre ampiamente ricordato l'impegno internazionale della Svizzera a favore della certificazione del legno e della dichiarazione facoltativa. </p><p>Il Consiglio federale riconosce che l'etichettatura dei prodotti può costituire uno strumento appropriato per imprimere una certa direzione al comportamento dei consumatori. Tuttavia, nella risposta ad interventi parlamentari simili (cfr. in particolare la mozione Grobet 01.3362: Denominazione d'origine dei beni di consumo), esso ha ribadito come la concretizzazione della dichiarazione d'origine nonché la sua applicazione nel settore dei prodotti finiti presenterebbe grosse difficoltà. Ciò vale soprattutto per i prodotti le cui varie fasi di fabbricazione e lavorazione avvengono in Paesi diversi (ad es. mobili in legno) o che nascono dalla trasformazione di varie tipologie di legno o materie prime provenienti da fonti diverse (ad es. pannelli di masonite, carta). In questo caso, la dichiarazione non potrebbe più basarsi sui documenti doganali che accompagnano la merce bensì presupporrebbe uno speciale sistema di rintracciabilità.</p><p>Il Consiglio federale resta dell'avviso che per realizzare i successi sperati, gli obiettivi non vadano perseguiti unilateralmente bensì collaborando a livello internazionale. A ciò si aggiunge che il Consiglio federale non dispone di un margine di manovra illimitato per introdurre e riformulare prescrizioni in materia di etichettatura dei prodotti. Esso deve infatti rispettare gli impegni internazionali che la Svizzera ha assunto nel settore della prevenzione e dell'eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio. Inoltre, una dichiarazione della varietà e della provenienza del legno non contiene alcuna indicazione sulla qualità. Essa non chiarisce, in particolare, se il legno proviene da uno sfruttamento legale, illegale o sostenibile. </p><p>Nel settore dell'etichettatura del legno e dei prodotti lignei esistono diversi marchi ben affermati (Forest Stewardschip Council - FSC, PEFC, Q). Questi marchi, utilizzati ormai da numerosi produttori e grossi rivenditori sia nel settore della costruzione che dell'arredamento, consentono ai consumatori di orientare i propri acquisti su prodotti lignei provenienti dalle foreste gestite in modo sostenibile sia dal profilo ambientale che sociale. Al riguardo, la Confederazione dà il buon esempio in quanto ha sancito che per le esigenze proprie e per i progetti da essa sussidiati la domanda di prodotti lignei deve orientarsi solo su prodotti per i quali è possibile comprovare la provenienza da foreste gestite in modo sostenibile (cfr. mozione Graf 01.3622: Non utilizzare legni tropicali provenienti da coltivazioni abusive per costruzioni federali). Essa domanda che i prodotti siano contrassegnati da un organismo di certificazione internazionale rispettando i criteri dei marchi FSC, PEFC o Q. Nel 2004, il Coordinamento degli organi della costruzione e degli immobili della Confederazione e la Commissione degli acquisti della Confederazione hanno emanato insieme al Consorzio dei committenti privati professionali una specifica raccomandazione. A livello settoriale, inoltre, si assiste sempre più di frequente all'adozione di misure facoltative per la certificazione del legno quali, ad esempio, l'accordo concluso fra l'Associazione svizzera Ramo Porte (ASRP) e le organizzazioni ambientaliste WWF e Greenpeace che introduce un codice di comportamento per l'acquisto di legname tropicale. </p><p>Il Consiglio federale è dunque favorevole alla dichiarazione del legno quale strumento economico d'informazione dei consumatori e guarda con favore all'attuale evoluzione incentrata su iniziative volontarie. Sul piano nazionale invece non ritiene necessario adottare delle misure per introdurre una dichiarazione obbligatoria della varietà e della provenienza del legno.</p><p>2. Come giustamente osservato dall'autore della mozione, la problematica dello sfruttamento illegale delle foreste è sempre più spesso tema di discussione nelle organizzazioni e nei forum internazionali. La Svizzera partecipa a questi processi e si impegna attivamente come, ad esempio, nel quadro di una iniziativa multilaterale promossa dalla Banca mondiale per lottare contro il taglio illegale delle foreste e il commercio del legname nell'Europa dell'Est e Nell'Asia del Nord (Europe and North Asia Forest Law Enforcement and Governance ENA FLEG). Tra l'altro, il Seco ha sostenuto attivamente l'Organizzazione internazionale per i legni tropicali (ITTO) nello sviluppo di strategie di lotta contro lo sfruttamento illegale delle foreste ed il commercio che esso alimenta nonché a favore di una sistematica certificazione dei legni tropicali. È così che, su invito della Svizzera, l'ITTO ha organizzato a Berna, nell'aprile 2005, un workshop internazionale al quale hanno partecipato sia produttori e acquirenti di prodotti fabbricati con legni tropicali sia altri operatori, quali le organizzazioni ambientaliste, allo scopo di incoraggiare la produzione e il commercio di prodotti lignei certificati e conseguentemente aumentare la trasparenza e la sostenibilità in questo settore. </p><p>Il Consiglio federale è disposto ad impegnarsi attivamente anche in futuro, nel quadro della partecipazione agli organismi anzidetti, per raggiungere gli obiettivi di legalità, trasparenza e sostenibilità indicati nella mozione. Esso è tuttavia convinto che per combattere efficacemente lo sfruttamento illegale delle foreste non sia sufficiente intervenire sulla domanda bensì occorra agire anche sull'offerta. Per questa ragione, la Svizzera continuerà a garantire, nel quadro dell'esistente collaborazione nel settore della politica forestale internazionale, il proprio sostegno tecnico ed istituzionale ai Paesi produttori affinché raggiungano gli standard pretesi dai Paesi consumatori.</p><p>Proposta del Consiglio federale</p><p>Il Consiglio federale propone di respingere il punto 1 e di accogliere il punto 2 della mozione.</p>