Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/247445

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adattare le basi legali che regolano l'immatricolazione dei veicoli affinché anche i certificati rilasciati da importatori svizzeri, autorità o costruttori stranieri siano equiparati ai cosiddetti certificati di conformità CE se riportano le informazioni corrispondenti. Sono esclusi i veicoli muniti di eCoC.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il testo presentato è identico a quello delle mozioni Frehner (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20183825">18.3825</a> "Importazione di veicoli nuovi. Eliminare gli ostacoli amministrativi al commercio che incidono sui prezzi") e Reimann (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20204220">20.4220</a> "Importazione di veicoli nuovi. Eliminare gli ostacoli amministrativi al commercio che incidono sui prezzi"). La prima è stata tolta dal ruolo il 25 settembre 2020, l'ultima il 30 settembre 2022, perché non trattate definitivamente dalla Camera entro due anni. Da allora la situazione non è cambiata: in base al diritto vigente, i certificati di conformità UE consentono l'immatricolazione semplificata di un veicolo senza previo controllo tecnico esclusivamente perché garantiscono la presenza di un'omologazione globale UE di un tipo di veicolo e la conformità del veicolo in questione (attestata dal costruttore) ai requisiti previsti dall'omologazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.