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Se si verificano mutamenti di grande importanza, per proseguire la propria attività, il gestore di patrimoni collettivi deve parimenti ottenere previamente l’autorizzazione della FINMA.
Dall'entrata in vigore della LIsFi il 1° gennaio 2020, anche i gestori patrimoniali che gestiscono a titolo professionale valori patrimoniali a nome e per conto di istituti di previdenza necessitano dell'autorizzazione della FINMA. Sono pertanto tenuti a rispettare le disposizioni legali di cui al capitolo sulle condizioni dell'autorizzazione. Spiegazioni concernenti i termini transitori sono disponibili al seguente link.
Anche dopo che la gestione patrimoniale è stata delegata dall'istituto di previdenza a un gestore patrimoniale assoggettato alla vigilanza della FINMA, l'istituto di previdenza deve garantire il rispetto delle prescrizioni legali (fra cui quelle sancite da LPP, OPP1, OPP2). Le autorità di vigilanza cantonali secondo la LPP vigilano sul rispetto di tali prescrizioni legali da parte degli istituti di previdenza come pure degli istituti dediti alla previdenza professionale. Tale vigilanza non rientra nelle competenze della FINMA.
Per ottenere l’autorizzazione della FINMA, il gestore di patrimoni collettivi deve soddisfare, oltre alle condizioni di autorizzazione di cui all'art. 7 segg. LIsFi, anche i seguenti requisiti (art. 24 segg. LIsFi e art. 34 segg. OIsFi):
Gli istituti che soddisfano le seguenti condizioni sono considerati in via eccezionale gestori patrimoniali e non gestori di patrimoni collettivi.
Sono considerati gestori patrimoniali gli istituti che gestiscono investimenti collettivi di capitale i cui investitori sono considerati investitori qualificati. La condizione preliminare è che i valori patrimoniali gestiti, compresi quelli acquisiti mediante strumenti finanziari con effetto leva, non superino complessivamente i 100 milioni di franchi, o i 500 milioni di franchi nel caso in cui non contengano strumenti finanziari con effetto leva, e gli investimenti collettivi di capitale non prevedano un diritto di riscatto per i primi cinque anni a contare dall'investimento iniziale.
Sono altresì considerati gestori patrimoniali gli istituti che gestiscono valori patrimoniali di istituti di previdenza che non superano complessivamente i 100 milioni di franchi e, nell'ambito della previdenza obbligatoria, gestiscono al massimo il 20 per cento dei valori patrimoniali di un singolo istituto di previdenza.
Gli istituti che, in conformità a tali prescrizioni, non sono soggetti all'obbligo di autorizzazione quali gestori di patrimoni collettivi (art. 24 cpv. 2 LIsFi) possono tuttavia chiedere l’autorizzazione quali gestori di patrimoni collettivi se lo esige lo Stato in cui l’investimento collettivo di capitale è costituito od offerto o in cui l’istituto di previdenza è gestito (art. 24 cpv. 3 LIsFi).
Il gestore di patrimoni collettivi garantisce la gestione del portafoglio e la gestione dei rischi per i valori patrimoniali che gli sono affidati. Nell’ambito di tali compiti, egli può esercitare anche altre attività in conformità all’art. 26 LIsFi.
I gestori di patrimoni collettivi comunicano alla FINMA ogni mutamento dei fatti su cui si fonda l’autorizzazione. Se il mutamento è di grande importanza, per proseguire la propria attività il gestore di patrimoni collettivi deve ottenere previamente l’autorizzazione della FINMA (art. 8 LIsFi in combinato disposto con l'art. 10 OIsFi).
Per interrompere la propria attività, il gestore di patrimoni collettivi deve ottenere preventivamente l’autorizzazione della FINMA (art. 8 LIsFi). La procedura prevede anche la stesura di una presa di posizione da parte della società di audit ai sensi del diritto in materia di vigilanza.
Gestori di valori patrimoniali di istituti di previdenza che d’ora in poi sottostanno all’obbligo di autorizzazione devono annunciarsi alla FINMA entro sei mesi dall’entrata in vigore della LIsFi, esclusivamente tramite un modulo di notifica disponibile sulla Piattaforma di rilevamento e di richiesta (EHP).
Per accedere alla Piattaforma EHP, i gestori di valori patrimoniali di istituti di previdenza dovranno procedere alla cosiddetta auto-registrazione nel sito Internet della FINMA. Una volta che l’auto-registrazione è avvenuta e la FINMA l’ha verificata, dal portale FINMA sarà possibile effettuare il login alla Piattaforma EHP mediante un’autenticazione a due fattori.
I modelli di richiesta sono disponibili sulla piattaforma di rilevamento e di richiesta EHP della FINMA, nonché i seguenti documenti relativi all'istanza di autorizzazione.
Per accedere alla Piattaforma EHP, i richiedenti dovranno procedere alla cosiddetta auto-registrazione ramite il sito Internet della FINMA. Una volta che l’auto-registrazione è avvenuta ed è stata verificata dalla FINMA, dal portale FINMA sarà possibile effettuare il login alla Piattaforma EHP mediante un’autenticazione a due fattori.
Un modello di richiesta completamente aperto è pure disponibile e serve quale guida. Tale documento serve a dare una panoramica completa e non può essere utilizzato quale richiesta.