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Adoro la musica di Wagner.
A livello razionale riconosco che non tutti riescono ad apprezzare questo genere di musica. A livello emotivo, invece, non riesco a concepire come le persone a me vicine facciano fatica ad ascoltare le quattro opere che compongono Der Ring des Nibelungen – dopotutto, si tratta di 14 ore di ottima musica!
Uno degli ostacoli è il tema delle opere di Wagner.
Nibelunghi, divinità varie e assortite, cavalieri del Santo Graal … temi che, alla lunga, potrebbero anche nauseare. E forse nausearono un po’ anche Wagner, che a un certo punto decise di cambiare radicalmente genere – ma forse mi sto lasciando trascinare dalle suggestioni.
Fatto sta che il sommo compositore lasciò perdere Sigfrido, Tristano e Parsifal per musicare una rissa tra le vie di Norimberga:
Notevole.
Certo, nello stesso periodo, dall’altra parte del Reno, Offenbach (nato a Colonia ma subito pentito del terribile errore e trasferitosi, ancora ragazzo, a Parigi) aveva già composto il celebre Can Can e stava per ambientare Les contes d’Hoffmann in un’osteria, con il coro degli studenti che implorano birra e vino. Ma quella è la Gaîté Parisienne.