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LOSANNA - La polizia può effettuare di propria iniziativa un rapido controllo del consumo di droga anche senza un mandato del pubblico ministero. Lo ha ribadito il Tribunale federale (TF) esaminando il ricorso di un automobilista bernese.
Quest'ultimo nell'agosto del 2016 era stato fermato in un controllo stradale. Sentendo un forte odore di marijuana uscire dall'abitacolo, gli agenti avevano chiesto al conducente di sottoporsi a un prelievo di urine per un rapido controllo del consumo di stupefacenti.
L'uomo si era rifiutato e in seguito era stato condannato dal tribunale regionale di Berna-Mitteland per infrazione alla legge sulla circolazione stradale: gli era stata inflitta una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere di 90 franchi per opposizione alle misure volte a determinare l'incapacità alla guida. La decisione era poi stata confermata dalla corte cantonale.
Nella sentenza pubblicata oggi i giudici della corte suprema con sede a Losanna ricordano che un controllo dell'assunzione di stupefacenti può essere ordinato solo se vi sono indizi che la capacità di guida è compromessa, ad esempio la faccia pallida e lo sguardo spento. Per contro è possibile effettuare una prova dell'alcolemia nell'alito anche senza indizi del genere.
I giudici di Mon Repos aggiungono che chi non è in grado di guidare a causa del consumo di droghe o farmaci deve essere trattato allo stesso modo di chi ha bevuto alcolici. Il TF sottolinea poi che un controllo rapido ha valore indicativo e non consente di determinare con precisione lo stato di alterazione di una persona al momento del test.