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Cesio radioattivo oltre i limiti di legge è stato trovato nel tè coltivato in un distretto della città giapponese di Shizuoka, a sud-ovest di Tokyo, in una zona che dista in linea d'aria 365 km dalla disastrata centrale nucleare di Fukushima.
Secondo le informazioni riferite dall'amministrazione locale, la sostanza tossica è stata rilevata nelle foglie di tè già lavorate, in una concentrazione di 679 becquerel/kg che supera i limiti di legge fissati in 500 becquerel/kg.
L'analisi è stata condotta su un totale di 13 campioni, con un solo caso risultato oltre il tetto di sicurezza, dopo le polemiche sollevate dalla presa di posizione del governatore della prefettura di Shizuoka, Heita Kawakatsu, che in un primo momento aveva rifiutato di svolgere i test sostenendo che le foglie di tè "non si mangiano così come sono".
Il ritrovamento di cesio radioattivo nella prefettura di Shizuoka, il primo nella zona oltre i limiti di legge dallo scoppio della crisi nucleare, suggerisce che la contaminazione di sostanze tossiche fuoriuscite dalla centrale di Fukushima è più estesa di quanto pensato: solo la scorsa settimana il governo nipponico aveva deciso di vietare la circolazione delle foglie di tè coltivate in quattro prefetture intorno a Tokyo, dopo ripetuti casi di inquinamento radioattivo fino a 250 km dall'impianto in avaria.