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(26.01.2011) Il 18% delle imprese elvetiche dichiara di voler assumere del personale nel 2011 (contro una media del 23% in Europa). Secondo un recente rapporto dello studio PwC, soltanto il 2% di esse prevede di sopprimere posti di lavoro (11% in Europa). Lo studio precisa che la penuria di personale specializzato si sta aggravando nel nostro paese.
La metà dei responsabili delle risorse umane interpellati in Svizzera considera infatti tale penuria come la principale sfida da affrontare, seguita dalle esigenze della mobilità mondiale e le restrizioni legate al sistema di remunerazione.
Lo studio sottolinea che, in questi ultimi anni, la situazione economica difficile ha messo a dura prova la lealtà del numero di collaboratori. Questo pone un problema nel momento in cui il mercato del lavoro si risolleva: le "riserve" di talenti si rivelano infatti insufficienti. Alla fine, ne risentono sia la produzione che la crescita.
Così, sottolinea ancora PwC, al fine di motivare sufficientemente gli specialisti che lavorano in Svizzera, le imprese dovrebbero pagarli in maniera conforme alle leggi del mercato internazionale. Inoltre, le imprese hanno bisogno di condizioni quadro piuttosto flessibili per reclutare specialisti molto ricercati, in particolare al di fuori dall'UE. Le leggi del lavoro esistenti rappresentano una fonte di inquietudine per il 6% delle imprese svizzere, il 23% delle imprese europee ed il 50% delle società americane.
I collaboratori possono essere trattenuti tramite formazioni continue rafforzate e durevoli. In Svizzera il 46% delle imprese considera la formazione e il saper trattenere i propri collaboratori le missioni più importanti delle RU, oltre al reclutamento di talenti.
Ultima modifica 07.09.2015