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Alain Berset chiede l'estensione della legge Covid-19, sottoposta a referendum per la terza volta il 18 giugno. Di fronte a un virus che rimane "imprevedibile", le autorità vogliono la possibilità di adottare misure collaudate, senza ricorrere al diritto di urgenza, ha sottolineato davanti ai media martedì a Berna.
Il coronavirus continua a circolare tra la popolazione e non si può escludere una nuova variante pericolosa, ha dichiarato il direttore del Dipartimento dell'interno. Gli strumenti devono essere attuati con effetto immediato, se necessario, per proteggere le persone vulnerabili ed evitare di sovraccaricare il sistema sanitario.
La proroga delle disposizioni consente di continuare a importare e utilizzare i farmaci contro il Covid-19, anche se non ancora omologati in Svizzera, ha ricordato a nome del Consiglio federale. Dal settembre 2020, diversi nuovi medicamenti sono stati utilizzati per trattare persone con un rischio accresciuto di sviluppare una forma grave della malattia.
La Confederazione inoltre può obbligare i datori di lavoro a consentire il telelavoro alle persone vulnerabili. In caso di chiusura delle frontiere, la legge consentirebbe inoltre ai 400'000 frontalieri di continuare a entrare in Svizzera, ha detto Alain Berset. Anche perché, ha fatto notare, 34'000 di loro lavorano in ospedali e case di cura.
La legge Covid-19 è stata creata come base giuridica temporanea all'apice della pandemia ed è in vigore dal 26 settembre 2020. Modificata più volte, e attaccata due volte con il lancio di referendum, è stata approvata dal popolo a giugno e poi a novembre 2021 con oltre il 60%. Lo scorso dicembre è stata nuovamente modificata. La sua scadenza era prevista per il 31 dicembre 2022, ma il Parlamento ha prorogato alcune disposizioni fino alla fine di giugno 2024 per avere una base legale in caso di una nuova ondata. Al momento, quasi nessuna di queste misure è stata attuata. Se la proroga verrà respinta alle urne il 18 giugno, saranno abrogate a metà dicembre 2023.
Certo, ha riconosciuto il presidente della Confederazione, nel frattempo il numero di infezioni è diminuito notevolmente. Tuttavia l'evoluzione della situazione rimane incerta e quindi è meglio mantenere la possibilità di intervenire.
Il comitato che ha promosso il referendum sottolinea invece che prolungare una legge non più necessaria lascia la porta aperta ai certificati Covid e ad altre misure che considera discriminatorie. La sua abolizione, inoltre, aiuterebbe a superare le divisioni nella società causate dalle misure di lotta alla pandemia.