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Per accogliere la piccola comunità di nomadi Jenisch - dopo lo sgombero dalla città federale che tanto ha fatto parlare - le autorità di Bienne e Berna hanno individuato una soluzione, per lo meno temporanea. Hanno annunciato oggi che ciascuna di esse metterà a disposizione un terreno per l'accampamento, fino alla fine di agosto.
Con questa soluzione le due municipalità, oltre a sperare che altre località facciano altrettanto, intendono dare al Canton Berna il tempo necessario per risolvere un problema diventato complesso, ossia la mancanza di siti per il soggiorno e il transito dei nomadi.
Dopo lo sgombero da Berna il gruppo si è installato a Nidau (BE), occupando l'ex sito dell'Expo.02. Ma anche da qui dovranno andarsene entro venerdì.
Lo scorso fine settimana la sezione svizzera di Amnesty International ha adottato una risoluzione per garantire i diritti degli Jenisch in Svizzera: chiede in particolare alle autorità federali e cantonali di creare una "task force" per accelerare l'applicazione della Convenzione per la protezione delle minoranze nazionali, adottata da Berna nel 1998.
In Svizzera si stima che gli Jenisch siano tra i 30'000 e i 35'000, di cui circa 3'000-5'000 tuttora semi-nomadi. Sono di nazionalità elvetica e costituiscono un gruppo etnico autoctono. La loro lingua tradizionale è lo jenisch, basato sul tedesco, che adotta parole del romanés, dello jiddish e del rotwelsch. Gli Jenisch sono per la maggioranza cristiani cattolici o evangelici.
SDA-ATS