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Le armi nucleari sono armi di distruzione di massa che hanno conseguenze umanitarie catastrofiche. Perciò la Svizzera ritiene che l’uso di armi nucleari sia incompatibile con il diritto internazionale umanitario. Una guerra in cui vengono impiegate armi nucleari non conosce vincitori, perché le sue conseguenze umanitarie, ecologiche, economiche e sociali non si fermano ai confini nazionali.
Proprio per questo la politica estera e di sicurezza della Svizzera prevede un forte impegno a favore del disarmo e della non proliferazione nucleari, e sollecita la piena applicazione dei trattati e degli accordi esistenti. La riduzione dei rischi legati alle armi nucleari deve essere prioritaria.
Il caposaldo della politica svizzera è il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), in inglese Treaty on the Non-Proliferation of Nuclear Weapons (NPT), la cui ulteriore universalizzazione, unitamente ad altri accordi internazionali sul disarmo e sulla non proliferazione, è necessaria per raggiungere l’obiettivo di un mondo senza armi atomiche.
Altra priorità chiave è la negoziazione di un trattato sulla messa al bando della produzione di materiale fissile per armi nucleari e altri ordigni esplosivi nucleari (Fissile Material Cut-Off Treaty, FMCT) per limitare e quindi ridurre al minimo la quantità di materiale fissile disponibile a livello globale per la produzione di armi nucleari.
Infine, nel 2017 la Svizzera ha partecipato attivamente ai negoziati del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons, TPNW). La posizione della Svizzera in merito al TPNW sarà riesaminata a seguito della Decima conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT).