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BRUXELLES - L'Unione europea avrebbe concesso 24 ore all'Ungheria e alla Polonia per togliere il veto imposto al Recovery Fund e al bilancio Ue 2021-2027.
Lo si legge nelle pagine del quotidiano spagnolo El Mundo, che riprende delle fonti europee. Nel caso non si trovasse un accordo, l'intenzione dei 25 è quella di optare per un meccanismo parallelo (un piano B) che escluderebbe Polonia e Ungheria dai 750 miliardi di euro di aiuti per la ripresa economica legata al coronavirus.
L'invito ai due paesi del gruppo di Visegrad è quindi quello di agire tra oggi e domani, o comunque prima del Consiglio europeo previsto questa settimana.
Quella di Bruxelles è una sorta di ultimatum, che mira in realtà a spingere i negoziati verso un accordo. Infatti, durante il vertice verranno affrontati temi molto importanti, anche per Ungheria e Polonia, che mantenendo la loro linea rischiano di perdere sovvenzioni importantissime per i loro Stati.
Il rifiuto di Polonia e Ungheria, lo ricordiamo, riguarda la clausola sullo Stato di diritto, un meccanismo che consentirebbe all'Ue di tagliare i fondi a coloro che non rispettano i valori e principi comuni all'Unione. Una clausola che secondo i due paesi prende di mira ingiustamente le loro nazioni, e che potrebbe essere usata come minaccia o ricatto.
«Entrambi i paesi perderanno capitali in modo significativo l’anno prossimo e rischieranno di perderne ancora di più qualora si rifiutassero di scendere a compromessi», ha dichiarato l'eurodeputato austriaco Johannes Hahn.
Infatti, se Ungheria e Polonia proseguissero con il veto, Bruxelles sarebbe costretta a far passare un bilancio di emergenza suppletivo per il 2021, che porterebbe a miliardi di euro di perdite per determinate politiche europee come la lotta al cambiamento climatico, o il programma Erasmus, e che colpirebbe tutti i Paesi dell'Ue, e in particolare i maggiori beneficiari dei fondi di coesione.