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Dal sogno alla realtà
Fin dalla sua esistenza l’uomo ha sognato di staccarsi da terra e volare come gli uccelli. Storicamente il primo serio studioso ad occuparsi in modo scientifico del volo e dei problemi ad esso connessi è stato il genio toscano Leonardo da Vinci (1456-1519) il quale ha lasciato numerosi disegni di macchine volanti. Tra questi anche il progetto della "vite aerea" antenato dell'elicottero (foto 1). A Leonardo va pure riconosciuto il merito di aver coniato il termine “elicottero”, nato dalle parole greche “helix” (elica) e “pteron” (ala). L'antico sogno si è però realizzato ufficialmente solo nel novembre del 1783 quando in Francia due uomini hanno compiuto la prima ascensione a bordo di un pallone aerostatico. Sebbene vari inventori negli anni successivi abbiano tentato di far volare un apparecchio “più pesante dell’aria” capace di trasportare un uomo, nessuno vi è però in realtà riuscito.
A partire dalla seconda metà del 19esimo secolo alcuni costruttori riescono a far alzare in volo dei modelli (incapaci però di sollevare il peso di un uomo) mossi da motori a vapore, a molla e più tardi a benzina. Tra questi troviamo per esempio l’italiano Enrico Forlanini il cui modello d’elicottero azionato da un motore a vapore nel 1877 sale a ca. 13 metri d’altezza. Nel novembre del 1906 il meccanico di biciclette francese Paul Cornu riesce a staccarsi da terra di 30 centimetri a bordo di un elicottero di sua invenzione (foto 2). Anche se il “volo” dura solo una ventina di secondi a lui storicamente viene attribuito il merito di essersi staccato per primo da terra a bordo di un apparecchio ad ala rotante dotato di un sistema di controllo. Il successo dell’elicottero, che rispetto all’aeroplano giunge molto più tardi, va in parte attribuito allo sviluppo dell’autogiro, un’invenzione messa a punto nei primi anni '20 dallo spagnolo Juan De La Cierva. Anche se simile nell’aspetto generale all'elicottero, l’autogiro ha un principio di funzionamento differente. Il suo rotore anziché essere azionato direttamente da un motore viene mantenuto in (auto-)rotazione (da qui il suo nome) dall’avanzamento dell’apparecchio trascinato (o spinto) nell’aria dall'elica.
Verso la maturità
Dopo la metà degli anni '30, quando i primi elicotteri iniziano a compiere tutte le manovre classiche di questo aeromobile, il ritardo tecnologico rispetto all’aeroplano è più che mai evidente. Questo può essere stimato in circa 25-30 anni, un divario di tempo notevole se pensiamo ai velocissimi progressi compiuti dall’aviazione. Tra i primi modelli in grado di volare con successo troviamo il Gyroplane Laboratoire costruito dai francesi Dorand e Bréguet e quello tedesco costruito qualche anno dopo dalla Focke-Wulf conosciuto come FW-61 (foto 3). Questo modello in particolare nel 1938 sorprende il mondo aeronautico per la sua grande manovrabilità quando effettua una serie di voli dimostrativi all’interno della Deutschlandhalle, ispirando in seguito numerosi altri progettisti sia in Europa sia negli Stati Uniti.
Il primo elicottero dalla classica formula (rotore principale e rotore di coda) a volare con successo è il Sikorsky VS-300, un apparecchio messo a punto negli Stati Uniti dall’emigrato russo Igor I. Sikorsky tra il settembre del 1939 e l’agosto del 1941 (foto 4).
I primi apparecchi operativi, come i tedeschi Focke-Achelis 223 Drache e Flettner 282 Kolibri, o gli americani il Sikorsky R-4 e R-6, fanno la loro apparizione durante il secondo conflitto mondiale. Sono utilizzati principalmente per svolgere semplici compiti nelle retrovie come il collegamento e la ricognizione. Nell'aprile del 1945 in Birmania ha luogo una delle prime missioni di salvataggio. Un Sikorsky R-4 viene usato per portare in salvo un pilota rimasto gravemente ferito dopo un atterraggio d'emergenza avvenuto in una foresta discosta.
Elicotteri per l’uso civile
Al termine della seconda guerra mondiale gli Stati Uniti sono pronti ad iniziare la produzione in serie di apparecchi ad uso civile.
La prima azienda a lanciarsi in questo nuovo settore è la Bell Aircraft Corporation con il suo celebre Model 47 (foto 5), immediatamente seguita dalla Sikorsky con il modello S-51. La Bell nel marzo del 1946 ottiene la certificazione dalla Civil Aeronautics Administration (l'ente che all'epoca certificava l’affidabilità degli apparecchi) e avvia la produzione in serie di questo modello che ha avuto un notevole successo commerciale. Negli anni successivi altri costruttori americani ed europei mettono a punto nuovi modelli soprattutto per usi militari, dai quali poi vengono derivati quelli civili.
Un grosso passo avanti viene fatto negli anni '50 quando iniziano ad essere costruiti in serie i primi elicotteri a turbina. Il più celebre e rappresentativo di quel periodo è senz’altro l’Alouette 2 (foto 6) costruito in Francia.
Grazie alla sua capacità di restare fermo nell’aria, di muoversi in qualsiasi direzione e di decollare e rispettivamente atterrare in spazi ridotti, l’elicottero ha trovato una vasta gamma di impieghi.
In Svizzera ne sono attualmente immatricolati più di 300 ad uso civile (si stima che nel mondo siano ca. 60'000 di cui poco più della metà militari) utilizzati principalmente per il trasporto di merci e persone, il servizio di eli-ambulanza, l’esbosco (o logging), lo spegnimento di incendi, il montaggio aereo (di piloni, antenne, impianti di risalita, ecc.), la sorveglianza del traffico, le riprese aeree.
Il contributo svizzero dato allo sviluppo dell’elicottero è stato assai limitato. Solo i fratelli ginevrini Dufaux si distinsero nell'aprile del 1905 per essere riusciti a far innalzare in volo un modellino mosso da un motore a benzina azionante di due rotori.
HAB 07/2009