Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/232916

<h2>SubmittedText<h2><p>Nei primi nove mesi del 2021, la Posta svizzera ha realizzato un utile di ben 370 milioni di franchi, 234 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2020 (anno particolarmente segnato dalla pandemia) e di 107 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2019.</p><p>Eppure, II gigante giallo ha annunciato aumenti di prezzo e tagli ai servizi per l'anno prossimo - come ad esempio l'aumento del prezzo dei francobolli o del noleggio delle caselle postali - che alla luce di tali guadagni non trovano una giustificazione plausibile. Chiedo dunque al Consiglio federale:</p><p>1. Come si pone il Consiglio federale in rapporto a queste decisioni?</p><p>2. Come si giustificano tali decisioni in rapporto al mandato di servizio pubblico che la Posta dovrebbe assumere?</p><p>3. Sono previsti altri aumenti di prezzo o tagli ai servizi della Posta nel prossimo futuro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rispetto delle disposizioni di legge, la Posta può fissare autonomamente i prezzi delle sue prestazioni sia nel servizio universale che nel monopolio. Gli adeguamenti di prezzo entrati in vigore il 1° gennaio 2022 erano prima stati presentati dalla Posta per un controllo al Sorvegliante dei prezzi: quest'ultimo ha così analizzato il pacchetto di misure nel contesto dell'attuale mandato del servizio universale. In una regolamentazione consensuale con la Posta, il Sorvegliante dei prezzi ha accettato alcuni aumenti e ne ha respinti altri. Inoltre, sono state concordate misure compensative in modo che il risultato complessivo sia neutrale dal punto di vista delle entrate.</p><p>La Posta è tenuta a fornire il servizio universale con mezzi finanziari propri. Se le attuali tendenze di mercato dovessero proseguire e le condizioni quadro rimarranno invariate, a medio termine la Posta non sarà più in grado di garantire il finanziamento con mezzi propri. Occorre pertanto una discussione politica sullo sviluppo del servizio universale. Come primo passo, il DATEC e il DFF hanno istituito congiuntamente una commissione di esperti indipendente, la quale dovrà elaborare proposte concrete. I risultati saranno disponibili nella seconda metà del mese di febbraio 2022.</p>  Risposta del Consiglio federale.