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Gli svizzeri faticano con l’inglese: nel confronto internazionale sulla padronanza della lingua di Shakespeare, la Confederazione nel 2021 si trova al 25esimo rango e perde sette posizione rispetto all’anno precedente. La Svizzera tedesca si difende decisamente meglio di Ticino e Romandia. Stando all’EF English Proficiency Index, che conta oltre 100 Paesi e regioni di tutto il globo, la Svizzera è per la prima volta esclusa dalla Top 20, ma conquista ancora la nota ‘buono’. Nel confronto internazionale, è stata superata da nazioni come Kenya, Bulgaria, Grecia, Estonia e Slovacchia, indica oggi EF Education First, società specializzata nella formazione linguistica, secondo cui i migliori in materia sono olandesi, austriaci e danesi.
L’inchiesta prende in considerazione le nazioni nelle quali la lingua inglese non è quella ufficiale. La Confederazione si è sempre mantenuta su buoni livelli sin dalla prima edizione della ricerca otto anni fa, raggiungendo al massimo l’undicesima posizione (2011) e non scendendo mai – fino a quest’anno – oltre la diciannovesima (2015 e 2019). Come si spiega questo calo? EF Education First ha azzardato alcune ipotesi: la conoscenza dell’inglese in Europa è aumentata significativamente dal 2011 e molti Paesi sono stati ovviamente in grado di migliorare più velocemente della Svizzera. Inoltre, è possibile che pure la pandemia di Covid-19 possa aver avuto un ruolo, anche se “un’influenza diretta sui risultati è difficile da determinare”.
A livello interno, i primi sei posti sono occupati esclusivamente da cantoni di lingua tedesca. Il Ticino si piazza settimo mentre Vaud – il primo cantone francofono – condivide il nono posto con Basilea Campagna. Per quanto riguarda invece le singole città, sul podio salgono Zurigo, Winterthur (Zh) e Basilea.