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Cosa vuol dire protestante?
Quale termine usare per le chiese nate dalla Riforma del 16.esimo secolo e quelle nate successivamente sullo stesso solco storico e spirituale?
in protestantesimo , cultura , società
(ve/pt) Spesso e volentieri, quando parlano di protestanti e protestantesimo, i media di lingua italiana usano termini sbagliati. I pastori vengono chiamati preti o sacerdoti, il culto viene definito messa e non è raro leggere o sentire che "cattolico" sarebbe sinonimo di "cristiano" (e viceversa) mentre i protestanti apparterrebbero a un'altra religione.
L'agenzia NEV ha pubblicato una breve scheda, firmata da Luca Baratto, per chiarire il significato di tre termini usati per definire le chiese nate dalla Riforma del 16.esimo secolo e quelle nate sullo stesso solco storico e spirituale.
Il significato dei termini
Il termine protestante è stato usato per la prima volta in Germania durante la seconda Dieta di Spira nel 1529, quando l’imperatore Carlo V, annullando una precedente decisione, impose a tutti i principi tedeschi l’abbandono delle idee sostenute da Martin Lutero e il ritorno all’obbedienza alla chiesa di Roma. I Principi favorevoli a Lutero non accettarono l’imposizione ed espressero la loro rimostranza con un documento rivolto a Carlo V: “Noi protestiamo davanti a Dio […] il quale è l’unico a scrutare i cuori di tutti noi, li conosce e un giorno li giudicherà […] e altresì dinanzi a tutti gli uomini e le creature che noi non consentiamo né accettiamo in alcun modo” il decreto dell’imperatore. La parola “protestante” rimanda così a un fatto storico ed è stata inizialmente usata dagli oppositori per definire i seguaci delle idee della Riforma.
Protestanti e cattolici. Una storia della Svizzera (Segni dei Tempi RSI)
La parola evangelico ha invece un carattere teologico, e indica il riferimento di fede fondamentale delle chiese della Riforma, cioè l’Evangelo. Inizialmente utilizzata per indicare tutti coloro che intendevano riportare la fede cristiana a un più evidente fondamento biblico rispetto alla teologia della chiesa medievale, la parola “evangelico” si restrinse a indicare i seguaci del pensiero dei riformatori che metteva al centro di ogni riflessione proprio la Bibbia, per cercare nello studio dei suoi testi l’autenticità di fede della chiesa primitiva e la possibilità di vivere un cristianesimo più legato alla predicazione di Gesù, libero dalle tradizioni, spesso fuorvianti, accumulatesi nei secoli. In questo senso tutte le chiese protestanti sono e si definiscono “evangeliche” - cioè hanno questo basilare riferimento teologico - e spesso lo evidenziano nei loro stessi nomi. In Germania la chiesa protestante si chiama semplicemente Chiesa evangelica tedesca, mentre in Italia ci sono la Chiesa evangelica valdese e l’Unione delle chiese evangeliche battiste. In Svizzera si usa aggiungere al termine "evangelico" anche la specifica "riformato": Chiesa evangelica riformata in Svizzera, o Chiesa evangelica riformata in Ticino.
Valdesi, protestanti prima della Riforma (Segni dei Tempi RSI)
Più recentemente, il termine “evangelico”, soprattutto nell’ambito della lingua inglese, è stato scelto da alcuni movimenti protestanti per distinguersi in opposizione a un cristianesimo definito “liberale”. Si parla così di evangelicals riferendosi a un movimento transdenominazionale che, non identificandosi in nessuna chiesa in particolare, raggruppa tutti coloro che si sentono accomunati da una lettura spesso letteralista della Bibbia, ne sostengono l’inerranza, quindi l’impossibilità di errore, sottolineano la necessità di una conversione personale o “nuova nascita” e la priorità dell’evangelizzazione, e propongono un’etica costituita da valori morali conservatori.
Gli “evangelicals” (termine che in italiano viene spesso reso con evangelicali) sono un movimento sviluppatosi prevalentemente nel mondo di lingua inglese, e negli Stati Uniti in modo particolare, dove il loro peso politico è rilevante. Da alcuni anni, fenomeni evangelicali hanno iniziato a interessare anche l’America latina, fra cui il Brasile, l’Africa e l’Asia. In Italia e in Europa sono presenti chiese e movimenti che si rifanno alle medesime caratteristiche, ma non hanno una precisa corrispondenza.