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Nei primi nove mesi dell'anno in corso sono calati del tre percento i fatturati del settore principale della costruzione; le ordinazioni hanno persino subito un calo del quattro percento. Tuttavia, a breve termine, non c'è da aspettarsi nessuna forte diminuzione dell'attività. Questo è quanto emerge dalla recente statistica trimestrale della Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (Ssic).
Durante i primi nove mesi di questo 2018, il settore principale della costruzione ha registrato un fatturato di 14,9 miliardi di franchi, 2,7% in meno rispetto all'anno precedente. Da notare che nel terzo trimestre, l'attività è risultata più debole di quella rilevata nel primo semestre 2018. Infatti, nel 2018, le cifre d'affari dell'edilizia principale ormai non raggiungeranno i livelli del 2017 e continueranno a diminuire nel 2019. Nonostante tale andamento, non c'è da aspettarsi nessun forte calo dell'attività.
Si moltiplicano i segni che rivelano come, nell'edilizia abitativa, sia stato superato l'apice; infatti, il volume degli affari è in calo. Negli ultimi anni i deboli rendimenti sui mercati finanziari avevano stimolato la costruzione di alloggi in affitto - gli immobili rappresentavano per gli investitori un'attraente alternativa a prestiti o azioni, e tutto ciò nonostante la discesa della domanda nell'edilizia abitativa. Tale evoluzione ha però portato a un forte incremento della percentuale delle abitazioni sfitte. Di conseguenza, sono ancora aumentati i rischi in questo settore; una correzione dei prezzi immobiliari e dell'attività nell'edilizia abitativa sembra inevitabile a medio e lungo termine. Questo attuale calo moderato può contribuire ad attenuare tali rischi e lascia sperare che ci sarà un atterraggio in dolcezza. I dati fondamentali, soprattutto il debole livello degli interessi, non dovrebbero subire sensibili modifiche. Può darsi, però, che nelle regioni con un elevato volume di abitazioni sfitte, avvengano anche a breve termine significative diminuzioni dell'attività.