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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 28 febbraio 1996, il Consiglio federale ha istituito un "gruppo di riflessione" sulla società dell'informazione in Svizzera, affidandogli il mandato di esaminare le conseguenze economiche e sociali del boom delle nuove tecnologie dell'informazione e di proporre i provvedimenti necessari per l'elaborazione di una strategia svizzera in questo campo.</p><p>Fondandosi non solo sui risultati forniti dal "gruppo di riflessione", ma anche sulle conoscenze acquisite nel quadro della partecipazione della Svizzera ai progetti pilota dei Paesi del G7 nel campo della società dell'informazione, nonché sugli studi del Consiglio svizzero della scienza e sulla Dichiarazione ministeriale della Conferenza di Bonn, tenutasi dal 6 all'8 luglio 1997 sul tema "Reti globali - Cogliere le opportunità", il Consiglio federale ha adottato il 18 febbraio 1998 la sua strategia per una società dell'informazione.</p><p>Questa strategia è ispirata da un'idea dominante, secondo cui le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione aprono ampie prospettive agli individui, alla società e all'economia. Al fine di garantire la coerenza della sua azione, il Consiglio federale ha fissato quattro principi fondamentali: "Accesso per tutti", "Idoneità di tutti", "Libertà organizzativa" e "Accettazione". Per concretizzare questi principi, il Consiglio federale ha incaricato i Dipartimenti competenti di realizzare otto piani d'azione, di cui tre riguardano direttamente le richieste dell'autore dell'interpellanza: "Offensiva sul piano della formazione", "Potenziamento dell'attrattiva della piazza economica" e "Commercio elettronico". Questi lavori sono attualmente in corso.</p><p>1) Il Consiglio federale è pienamente conscio dell'importanza del boom delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, soprattutto sotto il profilo economico. Esso si adopera per creare le migliori condizioni quadro intese a sviluppare e ad applicare queste tecnologie. La sua strategia per la promozione della società dell'informazione in Svizzera, lanciata più di quattro anni or sono, conferma tale volontà.</p><p>2) Il gruppo di riflessione constatava nel 1997 che la Svizzera figurava tra i Paesi materialmente meglio attrezzati per lanciarsi nella società dell'informazione. La diffusione dei computer e la densità della rete erano molto elevate nel raffronto internazionale. Per contro, il nostro Paese soffriva di un notevole ritardo in materia di applicazione e di sfruttamento delle possibilità offerte dai nuovi mezzi tecnici. Attualmente sembra che questo ritardo abbia potuto essere ampiamente colmato. Studi recenti mostrano che circa il 50% delle imprese svizzere utilizza l'Internet, di cui la metà da meno di un anno. Queste cifre collocano il nostro Paese nella media europea. </p><p>Anche nel campo della ricerca la Svizzera offre buone condizioni: le attività di ricerca dei PF e delle università svizzere, in particolare nel campo della matematica, dell'ingegneria, delle microtecnologie e delle nanotecnologie (una delle priorità future delle attività di ricerca nell'ambito dei PF), permettono di garantire condizioni favorevoli allo sviluppo di applicazioni competitive nel settore delle tecnologie dell'informazione. Queste ultime sono tra l'altro sostenute dai progetti della Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI), frutto delle proposte che il Consiglio federale aveva formulato nell'ambito del suo messaggio del 25 novembre 1998 sul promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003.</p><p>3) 4) In linea di massima, il Consiglio federale considera soddisfacente l'innegabile tendenza al miglioramento delle condizioni sul mercato svizzero del lavoro. Questo va sottolineato. Mentre negli ultimi mesi sono stati soppressi posti di lavoro in seguito a mutamenti strutturali o per altri motivi, di recente ne sono stati creati di nuovi. Attualmente l'occupazione ha di nuovo raggiunto il livello della metà degli anni Ottanta. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza, che evidenzia l'importanza della disponibilità di personale qualificato come criterio d'investimento e di conseguenza come fattore di attrattiva della piazza economica. In questo contesto, il Consiglio federale è consapevole della penuria di specialisti nei settori delle tecnologie dell'informazione e del commercio elettronico sul mercato del lavoro svizzero, ma attira l'attenzione sul fatto che la maggior parte dei Paesi dell'OCSE, nostri concorrenti diretti nei settori delle tecnologie dell'informazione e del commercio elettronico, hanno gli stessi nostri problemi.</p><p>Vista questa situazione, il Consiglio federale si sta impegnando a fondo nell'ambito della formazione e del perfezionamento per rimediare quanto prima alla scarsità di informatici. Inoltre, per quanto concerne l'assegnazione dei contingenti d'immigrazione, l'Ufficio federale degli stranieri (UFDS) ha prestato, negli ultimi mesi, un'attenzione del tutto particolare ai settori delle tecnologie dell'informazione e del commercio elettronico. Tale Ufficio si adopera anche per assicurare un'assegnazione ottimale dei contingenti ai Cantoni, tenendo conto il più possibile dei molteplici interessi economici. I cittadini dei Paesi non membri dell'UE e dell'AELS hanno beneficiato di una parte considerevole dei contingenti destinati al personale altamente qualificato.</p><p></p><p>Il Consiglio federale condivide certamente la preoccupazione dell'autore dell'interpellanza. Anche se attualmente si profila un forte impiego dei contingenti, il Consiglio federale non ritiene tuttavia necessario proporre ora, vale a dire solo cinque mesi dopo l'inizio del nuovo anno contingentale, un aumento dei contingenti a favore di specialisti stranieri nei settori delle tecnologie dell'informazione e del commercio elettronico, indipendentemente dal fatto che l'evoluzione congiunturale positiva produce tendenzialmente un aumento della domanda di manodopera straniera. Gli Uffici interessati seguono con attenzione l'evolversi della situazione e, nelle prossime settimane, valuteranno i bisogni insieme alle cerchie interessate dei Cantoni e dell'economia. Se i contingenti che il Consiglio federale ha già liberato per l'assieme della Svizzera dovessero rivelarsi insufficienti, la questione del loro aumento verrà tempestivamente esaminata.</p>  Risposta del Consiglio federale.