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Il governo britannico di Boris Johnson conferma l'esistenza di divergenze "significative" con l'Ue al tavolo dei negoziati sulle future relazioni commerciali post Brexit.
La conferma arriva a conclusione della prima sessione di Bruxelles delle trattative fra i team dei due capi negoziatori: David Frost per il Regno Unito e Michel Barnier per i 27. Lo si legge una dichiarazione rilasciata da una portavoce di Downing Street, dopo le identiche indicazioni arrivate nelle scorse ore dal fronte opposte per bocca di Barnier.
La portavoce di Johnson ha precisato che l'atteggiamento è stato "costruttivo", con "un buon livello di comprensione reciproca in alcune aree". Ma, come già Barnier, ha evocato pure "significative differenze, peraltro attese", su dossier come "la pesca, la governance, la cooperazione nella giustizia penale e sul cosiddetto level playing field": l'allineamento normativo che Bruxelles vorrebbe imporre per evitare rischi di concorrenza sleale e che invece Londra rifiuta per principio.
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