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(AdnKronos) Scoperti inediti giovanili di Leopardi sulla Bibbia, 21 settembre 2008.
Scoperti inediti giovanili di Leopardi sulla Bibbia
''Torbida, e fosca tra l'atre caligini, che d'ogni intorno la cingono volvesi taciturna la notte. Un cupo orrore si stende per tutto, e le piu' dense, e oscure tenebre regnano d'ogni parte''. Cosi' un inedito Giacomo Leopardi (1798-1837), poco piu' che ragazzino, commentava il Salmo 56 della Bibbia. Durante le ricerche per una tesi di laurea, Carla Pagliarulo, nata a Benevento nel 1984, che ha studiato lettere moderne all'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove si e' laureata quest'anno, sotto la guida dei professori Giuseppe Frasso e Claudio Scarpati, ha rinvenuto nella Casa Leopardi di Recanati alcuni scritti inediti del piu' grande poeta italiano dell'Ottocento.
Pagliarulo racconta questa sua scoperta, come rivela oggi il quotidiano ''Avvenire'', nella sua tesi di laurea "Prove di commento ad alcuni componimenti puerili di Giacomo Leopardi (1809-1810)". La scoperta getta nuova luce sulla formazione giovanile del poeta dell'''Infinito'', perche' gli scritti sconosciuti ora tornati alla luce si soffermano su motivi biblici e cristiani. Quelli ritrovati a Recanati sono composizioni risalenti all'infanzia e, piu' precisamente, alcune carte finora sconosciute apparentemente persino alla famiglia, raccolte in una cartella insieme alle riproduzioni fotografiche degli altri scritti puerili, gia' noti.
Pagliarulo, che per la sua tesi di laurea ha effettuato uno studio approfondito sugli scritti puerili del poeta di Recanati, ha immediatamente notato l'eccezionalita' delle carte che - in modo inatteso e insperato - si e' trovata tra le mani e che, a un'attenta analisi, sono risultate sconosciute e inedite, scrive lo storico della letteratura Andrea Paganini dandone notizia su ''Avvenire''. Tra gli scritti scoperti spicca un commento a dei versetti del Salmo 56 (come indicato dall'autore in testa alla prosa), forse accostati nella Liturgia delle ore all'inno 27:
"Notte, tenebre e nebbia,
fuggite: entra la luce,
viene Cristo Signore.
Il sole di giustizia
trasfigura ed accende
l'universo in attesa".
Carla Pagliarulo segnala ancora un intero quaderno che sembra essere sfuggito agli occhi di quanti finora hanno compiuto ricerche leopardiane. E' risaputo che il giovanissimo poeta raccoglieva i suoi scritti con ordine quasi maniacale in quaderni che dovevano assomigliare per quanto possibile a un libro, con frontespizio talvolta dotato di disegni geometrici o floreali a penna. Delle 24 carte fotografate che costituiscono il testo in questione, la prima reca il titolo: "Lo spettatore dello spettatore inglese. Quaderno I".
I fogli di carta da lettera sono piegati in due, si' da dar luogo a due carte ciascuno, per un totale di 45 fogli numerati da 3 a 47. Non si tratta pero' di un'opera completa: suscita infatti molti dubbi il fatto che la pagina tre si apra con l'indicazione "Num. 20" e che le foto s'arrestino al "Num. 39", la cui incompletezza fa pensare all'esistenza di una continuazione. Vi sono poi, tra i documenti visionati dalla studiosa, undici foto di altre carte mai pubblicate.
Il ritrovamento e' avvenuto, per cosi' dire, sotto l'imprevedibile regia del "caso" e la studiosa ha potuto consultare i documenti solo per poco tempo. Di norma non e' in effetti ancora possibile prendere diretta visione dei manoscritti leopardiani di quei primi anni di attivita' creativa (1809-1811), eccezion fatta per qualche quaderno portato alla luce da Maria Corti negli anni Settanta, attualmente sotto vetro in una delle stanze visitabili della casa di Recanati. Le foto in questione sono state recentemente trasferite dal Centro Nazionale di Studi leopardiani alla Casa della famiglia Leopardi, forse a conoscenza di carte ancora inedite.