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BERNA - Può cominciare la raccolta delle firme per l'iniziativa popolare "Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio", o "Iniziativa sulla giustizia". La Cancelleria federale ha pubblicato oggi sul "Foglio federale" il testo, che potrà essere sottoscritto dai cittadini fino al 15 novembre 2019.
Attualmente i giudici federali sono eletti dall'Assemblea federale e per essere scelti occorre de facto essere membro di un partito politico e avere le giuste relazioni, sostengono i promotori dell'iniziativa, che vorrebbero invece giudici designati unicamente sulla base delle loro qualifiche professionali e personali.
Per rendere la giustizia indipendente dalla politica di partito, un riveduto articolo 168 capoverso 1 della Costituzione proposto dall'iniziativa prevede che l'Assemblea elegga i membri del Consiglio federale, del cancelliere della Confederazione e del generale, ma non più dei giudici del Tribunale federale (TF).
In un nuovo articolo costituzionale 188a si prevede poi che i giudici del TF siano «designati per sorteggio», in modo tale tuttavia che in seno alla suprema corte di Losanna «le lingue ufficiali siano equamente rappresentate».
L'ammissione al sorteggio sarebbe «stabilita esclusivamente sulla base di criteri oggettivi di idoneità professionale e personale a esercitare la funzione di giudice del Tribunale federale» e sarebbe decisa da una commissione peritale, i cui membri - «indipendenti da autorità e organizzazioni politiche» - sarebbero nominati dal Consiglio federale per un mandato non rinnovabile della durata di 12 anni.
L'iniziativa propone pure una modifica dell'attuale articolo 145 della Costituzione, secondo il quale i giudici del TF sono eletti per sei anni. Il nuovo articolo non fissa più limiti precisi e prevede invece che il loro mandato cessi «cinque anni dopo il raggiungimento dell'età di pensionamento». Inoltre, su proposta del Consiglio federale, l'Assemblea federale plenaria «può, a maggioranza dei votanti», destituire un giudice federale se questi «ha violato gravemente i suoi doveri d'ufficio» o «ha durevolmente perso la capacità di esercitare il suo ufficio».