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NEW YORK - È ancora allarme per i ghiacci artici: a marzo la banchisa artica è scesa al quinto livello più basso degli ultimi 36 anni . Un risultato questo che, secondo i ricercatori del National Snow and Ice Data Center statunitense, evidenzia la tendenza ad uno scioglimento "molto più rapido del previsto" del ghiaccio marino artico.
Attraverso misurazioni satellitari, il nuovo rapporto rivela che l'estensione del ghiaccio marino polare a marzo sia stata di 14'800'000 chilometri quadrati, pari a meno 730'000 chilometri quadrati rispetto alla media del periodo tra il 1981 e il 2010, ma ancora 330'000 chilometri quadrati al di sopra del record "negativo" raggiunto nel 2006.
Oltre alle temperature dell'aria "insolitamente alte" registrate nel mese - pari a 2-6 gradi sopra alla media del periodo - i ricercatori hanno sottolineato inoltre come i forti venti da nordest sembra abbiano contribuito a spingere il ghiaccio più rapidamente verso sud nel Mare di Barents e nel Mare di Bering.
Risultati "allarmanti" che rafforzano secondo l'equipe la tendenza a vedere entro i prossimi decenni un Artico completamente privo della sua copertura ghiacciata durante i mesi estivi. Nonostante ciò quest'inverno è stata raggiunta molto più tardi la massima di estensione del ghiaccio. La tempistica, spiegano i ricercatori, varia considerevolmente da un anno all'altro, ma normalmente nell'Artico viene raggiunta intorno al 9 marzo. Quest'anno invece la copertura di ghiaccio ha continuato ad espandersi fino al 21 marzo.