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00:01:00
Come arriva al comitato del sindacato?
• Del comitato dell’FLMO facevano parte tutti i rami dell’artigianato. In Ticino vi erano due sezioni: uno a Lugano e l’altro a Bodio. Il gruppo di Bellinzona (2 persone) faceva parte della sezione di Lugano.
• Ritiene il sindacato molto importante e continua a mobilitarsi.
• Parla dell’arroganza dei padroni; della difficoltà di fare nuove adesioni e dell’importanza dei contratti collettivi di lavoro e dei sindacati.
•
1981
00:8:35
Che rapporti aveva con la centrale a Berna?
E con i colleghi in azienda?
• Buoni. Qualche animata discussione.
• Parla della Brunner e delle discussioni sulla fusione.
• Ricorda una vicenda con un collega alla General Electric dove ha lavorato.
1958-62
00:12:05
Lei ha partecipato a varie commissioni del personale. Quale esperienza ricorda in particolare?
• Il negoziato del piano sociale della General Electric. Racconta del trasferimento in Polonia di una parte della produzione e le misure prese in questa situazione: convocare assemblee, parlare con i media ecc. Critica i media per aver seguito poco la vicenda, forse perché molti sono frontalieri e non possono votare e quindi meno interessanti per i politici.
2006
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• Parla dell’integrity che i collaboratori devono firmare alla General Elecrtic.
• Parla della Invertomatic e di quando viene firmato con l’FLMO un contratto aziendale. L’impresa entra a fa parte della Swissmem ciò che si rivelerà importante quando si deve negoziare con la GE un piano sociale.
• Parla della cessione dell’Invertomatic alla GE. La GE vieta di fumare in fabbrica e spiega come risolvono la questione.
2002-2006
00:35:31
Ci sono stati dei momenti in cui non ha agito secondo quanto previsto?
• Al momento del negoziato del piano sociale con la GE la commissione del personale decide di coinvolgere l’FLMO e non anche gli altri sindacati.
1974
00:37:30
Si ricorda di delusioni particolari?
• Parla dei negoziati infruttuosi sul carovita.
• Parla del pericolo di essere licenziato come membro della commissione del personale.
• Parla della fabbrica oggi e della tassa sui parcheggi che il Ticino vuole introdurre.
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0:42:15
Prima parlava di un piano sociale. È stato poi applicato?
• Ci sono voluti sei mesi di negoziati per giungere ad un piano sociale. Racconta le lunghe fasi della trattativa e la difficile decisione di accettare l’offerta.
• Il piano sociale comunque non viene applicato perché vi è il trasferimento in un’altra divisione.
2006
00:50:50
Lei si è molto impegnato nel sindacato. Ciò ha avuto conseguenze per la sua famiglia?
• Parla dei difficili sei mesi di negoziato del piano sociale. La salute ne ha risentito ed è finito in ospedale. Per lui è stato il periodo più duro della sua vita.
• In seguito gli offrono, sempre alla GE, un nuovo impiego nella vendita che accetta con piacere e vi resta sino al pensionamento nel 2011.
• Parla del cambiamento e della ricerca del suo successore.
2011
00:57:40
C’è un filo rosso che può descrivere perché è rimasto nel sindacato?
• Prima di tutto perché il sindacato serve. E poi ha inciso il fatto che c’era Renzo Ambrosetti.
• Ricorda quando Ambrosetti gli annuncia che gli hanno chiesto di andare a Berna. Come ticinese questo gli fa molto piacere.
• Parla dei vari segretari sindacali ticinesi che ha conosciuto e con i quali ha collaborato.
01:03:035
Quali devono essere le caratteristiche di questi sindacalisti?
• Essere sinceri e leali. Non si deve lavorare dietro le spalle. Ci vuole collaborazione e fiducia reciproca. Lo stesso vale con i datori di lavoro. E fa l’esempio degli aiuti per la festa di san Nicolao.
01:08:06
Ritiene che i sindacalisti facciano parte di una élite?
• Alcuni forse lo ritengono, ma per me il lavoro del sindacalista è come quello del prete. Fare il sindacalista vuol dire impegnarsi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Questa è una missione.
•
01:09:42
Lei ha vissuto molte crisi?
• Sì e ha fatto anche un mese e mezzo di lavoro parziale.
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• In un caso si doveva licenziare, ma per evitarlo alla fine tutti gli occupati, compresa la direzione, hanno deciso di accettare un taglio salariale del 10%, che in parte in seguito è stato rimborsato.
01:13:20
In che modo il ’68 ha rappresentato una sfida per lei?
• Parla delle votazioni federali del 2005 sull’adesione a Schengen Dublino.
• Parla della delocalizzazione delle imprese e dei problemi del secondo pilastro. Parla dei frontalieri, dei migranti e della loro integrazione nei gruppi d’interesse del sindacato.
• Parla dell’integrazione delle donne nei comitati e di come sia difficile visti i loro impegni familiari.
• Parla dei cambiamenti tra quando lui era ragazzo e le sue nipoti.
2005
01:25:50
Passiamo a parlare della fusione tra FLMO e SEI? Parli di quel periodo.
• L’avvicinamento tra i due sindacati è stato più difficile sulla carta.
• Pensavano di perdere molti soci dell’FLMO.
• Lui e i membri del comitato erano molto scettici sul progetto. L’FLMO era meno combattivi del SEI. Temevamo di essere messi in minoranza. Il SEI aveva poi avuto dei problemi con dei segretari. Erano quindi titubanti e pieni di paura.
• Loro avevano nettamente più soci.
• Il braccio di ferro è durato 8 anni. Noi eravamo per la collaborazione, ma non per la fusione.
• Però alla luce di oggi ritengo che sia stata un’ottima soluzione.
01:30:44
Non siete stati fagocitati.
• Ognuno ha fatto un passo indietro. L’integrazione in Ticino è andata molto bene e da noi è andata meglio che in altre regioni.
• Dopo che Renzo Ambrosetti ha cambiato opinione anche noi abbiamo rivisto la nostra posizione.
• Sicuramente ha favorito il fatto che alla copresidenza vi fossero due ticinesi.
• Il risultato è positivo.
01:36:00
Il sindacato è attivo in sempre nuovi settori, in particolare nel terziario.
• Parla delle badanti in Ticino. Non si aspettava che si entrasse anche in questo campo.
5 / 3
01:37:40
Qual è il ruolo di Unia nella società ticinese?
• Tutti conoscono le bandiere di Unia, che si è fatta un nome.
• Il suo ruolo politico è maggiore ed è un fatto positivo.
• Si rammarica che sia troppo poco rappresentata negli organi cantonali e nazionale. È lì che si prendono le decisioni.
01:40:00
Come giudica il progetto Unia forte e le stelle di Unia?
• Sicuramente è un progetto positivo, ma ci vogliono tanti anni prima di concluderlo.
• Parla dei giovani e degli anziani all’interno del sindacato e dei rapporti tra fiduciario e sindacalista.
• Parla del ruolo della base e delle decisioni dei congressi.
01:44:40
Lei ha lavorato in una multinazionale. Come giudica i rapporti internazionale tra i sindacati?
• Ritiene importante che si sviluppino rapporti tra i sindacati dei vari paesi.
• Parla della delocalizzazione e dei frontalieri.
01:49:00
Cosa raccomanderebbe a qualcuno che oggi entra in una commissione del personale?
• Di informarsi bene sui regolamenti. Leggere molto i contratti. I punti e le virgole. La controparte riesce sempre a trovare il cavillo. Essere molto preparati.
• Il sindacato deve investire molto nella formazione perché i funzionari sindacali devono essere all’altezza della situazione.
01:52:10
Ci sono argomenti di cui vorrebbe ancora parlare?
• In Ticino c’è il Modap, Movimento per i diritti degli anziani e dei pensionati, che aderisce all’USS TI-Moesa e di cui fa parte da quando è andato in pensione.
• Fa parte di ArgeAlp ed è andato a vari incontri internazionali.
• Ricorda i vari organi a cui ha fatto parte.
• Dal 2012 è tra i delegati di Unia nel gruppo anziani nazionale.
• È stato tra i fondatori del gruppo pensionati del Sopraceneri.
• Marco Tognola entra nel gruppo anziani.
• Nel comitato si discute della difesa dei diritti acquisiti; di avere una vita dignitosa; di alloggi protetti per anziani.
• I pensionati raccolgono firme; volantinano; danno un colpo di mano.
2012
2012
2014
6 / 3
• Il loro obiettivo è di avere uno scambio di idee con i giovani per un confronto.
2:02:10
Come definisce il rapporto con la regione?
• È molto bello.
• Parla di uno screzio con Lurati di cui si è pentito.
• Elezioni di Fabio Tarchini alla presidenza del comitato alla fusione e lui alla vicepresidenza. Parla degli ottimi rapporti tra di loro. La fusione è stata un successo.