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Stamane il personale della Novartis a Nyon-Prangins (VD) ha incrociato le braccia. Lo sciopero d'avvertimento durerà un giorno. I dipendenti dell'azienda vodese intendono così fare pressione affinché le loro alternative alla chiusura della fabbrica siano esaminate seriamente dalla direzione del gigante basilese.
"La produzione è ferma. Questa mattina le macchine non girano e vi è stata una buona mobilitazione anche nel settore della ricerca", ha detto all'ats Jean Kunz, segretario sindacale di Unia. Il personale, che è deciso a inasprire i toni dopo i "messaggi contradditori" ricevuti dalla società farmaceutica, auspica un incontro con Joe Jimenez, presidente della direzione di Novartis. "Vogliamo discutere con chi decide", ha rilevato il sindacalista. Nel sito vodese sono occupate 700 persone.
Novartis dal canto suo ha fatto sapere che intende "proseguire il dialogo con i collaboratori". Per ora la priorità è data al processo di consultazione e Joe Jimenez ha chiesto ad Armin Zust, direttore di Novartis per la Svizzera, di incontrare il personale di Nyon, precisa l'impresa.
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