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<h2>SubmittedText<h2><p>Le piene verificatesi in Svizzera hanno, da un lato, dimostrato che occorre investire maggiori risorse nelle misure di prevenzione e, dall'altro, che la protezione dell'ambiente e del clima devono avere nell'agenda politica priorità elevata. Si invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che modo la politica di risparmio della Confederazione influisce sulla portata delle misure di prevenzione? Per effetto del programma di sgravio quali importanti misure di prevenzione, per esempio le opere di protezione, le rinaturalizzazioni di corsi d'acqua e la cura della foresta, non sono state integralmente attuate?</p><p>2. Quali insegnamenti tratti dalle precedenti catastrofi naturali e quali provvedimenti adottati di conseguenza hanno potuto evitare danni ancora maggiori?</p><p>3. Come valuta un'eventuale relazione tra le inondazioni e l'impermeabilizzazione del suolo?</p><p>4. Che relazione c'è tra le grandi quantità di legname galleggiante e lo stato dei boschi di protezione?</p><p>5. Per finanziare le misure di prevenzione, il Consiglio federale considera la possibilità di avviare un progetto di partenariato pubblico-privato con le assicurazioni, per esempio in forma di un'agenzia di prevenzione?</p><p>6. Con quali misure possono essere internalizzati o, in base al principio di causalità, finanziati i costi ambientali non coperti compresi tra circa 9,7 e 20,9 miliardi di franchi?</p><p>7. Oltre alla tassa sul CO2 e al centesimo per il clima quali altre misure a lungo termine sono previste per contrastare in modo effettivo il riscaldamento climatico?</p><p>8. Quali misure prevede il Consiglio federale per frenare la domanda svizzera di prodotti petroliferi?</p><p>9. Per quale motivo la Confederazione ha ridotto nel 2005 di 6 milioni di franchi i contributi per i programmi di incentivazione cantonali, particolarmente efficaci, destinati alla promozione dell'utilizzazione dell'energia e al recupero del calore, anziché aumentarli?</p><p>10. Quale importanza attribuisce il Consiglio federale alle energie rinnovabili in relazione alla riduzione delle emissioni di CO2?</p><p>11. Il Consiglio federale è disposto a introdurre un sistema di preallarme a due fasi che possa garantire, in particolare in caso di piene e di tempeste, l'allerta maltempo?</p><p>12. Il Consiglio federale può garantire che la decisione di istituire per il 1° gennaio 2006 un nuovo ufficio federale frutto della fusione dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio e di importanti unità dell'Ufficio federale delle acque e della geologia, non comporti alcuna riduzione delle prestazioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il finanziamento delle misure preventive è sostenuto congiuntamente dalla Confederazione, dai cantoni e dai comuni. Nel quadro della politica di contenimento delle spese, anche a livello cantonale e comunale sono in corso programmi di sgravio. Questi hanno causato ritardi nella realizzazione di certi progetti cosicché la precarietà finanziaria della Confederazione finora non ha praticamente avuto conseguenze sulla realizzazione delle misure preventive. Tuttavia, il 18 novembre 2004 il DATEC ha introdotto un ordine delle priorità per i progetti di protezione contro le piene. Per questo motivo sono stati vincolati 6 milioni di franchi dei crediti del 2006 e 4 milioni di franchi dei crediti del 2007. Queste delibere hanno segnato una svolta nel finanziamento dei progetti di ingegneria fluviale. </p><p>Nel settore delle foreste, il programma di sgravio 2003 sarà attuato a tappe entro il 2006. Se il maltempo più frequente e più intenso dovesse incrementare le esigenze relative alle misure di prevenzione quali le opere di protezione e la cura sostenibile delle foreste sugli scoscendimenti e sulle zone rivierasche di tutti i ruscelli e gli alvei, le risorse finanziarie rischierebbero di essere insufficienti.</p><p>2. Nei casi in cui le misure di protezione contro le piene sono state realizzate secondo i principi in vigore è stato chiaramente possibile prevenire danni maggiori, come è stato constatato per l'Engelbergeraa e Sachseln. In particolare hanno dato i loro frutti i principi enunciati nelle direttive "Protezione contro le piene dei corsi d'acqua" edite dall'Ufficio federale delle acque e della geologia.</p><p>Anche la riorganizzazione delle operazioni di comando, soccorso e salvataggio nel quadro della riforma della protezione della popolazione ha permesso di rendere più efficienti gli interventi rispetto al passato. Al tempo stesso, dopo la tempesta Lothar (1999) Meteo Svizzera, ha attivato un moderno sistema di allerta in caso di maltempo.</p><p>Questi miglioramenti sono anche il risultato degli insegnamenti tratti dai grandi eventi di maltempo degli ultimi venti anni.</p><p>3. Studi scientifici hanno mostrato che l'effetto dell'impermeabilizzazione del suolo in caso di precipitazioni di elevata intensità è stato provato soltanto per piccole superfici caratterizzate da un'elevata densità edilizia. L'evento del 21/22 agosto 2005 è stato caratterizzato da precipitazioni persistenti e intense - la natura ha avuto solo una modesta incidenza. Inoltre, la formazione del deflusso si è verificata principalmente in aree prive di vera e propria impermeabilizzazione, cosicché per questo evento è da escludere un influsso dell'impermeabilizzazione.</p><p>4. Fondamentalmente esiste una correlazione tra lo stato dei boschi di protezione e il loro effetto di protezione. Mediante interventi ad hoc finalizzati alla cura del bosco è possibile intervenire sul suo stato. Per poter preservare nel tempo la funzione di protezione dei boschi occorre intervenire in diverse parti. In prossimità dei corsi d'acqua, la cura deve essere assicurata in modo permanente. Principalmente deve essere mirata alla conservazione della stabilità dei boschi e delle scarpate spondali. In caso di maltempo si evita così che il legname giunga nei ruscelli e che, sotto forma di legname galleggiante, possa ostruire gli alvei.</p><p>5. La pianificazione, il finanziamento e l'esecuzione delle misure di protezione contro le piene rientrano tra le competenze cantonali. La Confederazione versa indennizzi ai cantoni come contropartita per queste misure. I cantoni sono dunque liberi di scegliere se e in quale misura collaborare con le compagnie d'assicurazione per il finanziamento delle misure medesime. In ogni caso l'idea merita di essere approfondita.</p><p>6. Negli ultimi decenni, l'attuazione del principio di causalità in Svizzera ha compiuto decisivi passi avanti. Il Consiglio federale intende proseguire in questa direzione.</p><p>I danni non coperti citati nell'intervento, compresi tra 9,7 e 20,9 miliardi di franchi, non riguardano soltanto la prevenzione contro le piene, bensì i diversi settori ambientali. Pertanto, a seconda della natura del problema, diversi strumenti si prestano alla copertura dei costi, in particolare incentivi riguardanti il prezzo, il diritto di proprietà come per esempio i certificati, e le disposizioni che reggono la responsabilità. Ci sono però anche dei casi in cui non è possibile ricorrere agli strumenti dell'economia di mercato e dunque occorre basarsi sulle prescrizioni. Il finanziamento delle prestazioni statali nel settore ambientale mediante il gettito fiscale deve essere sostituito, nella misura del possibile, con tasse conformi al principio di causalità. Questo vale non solo per la Confederazione, ma anche per i cantoni e i comuni.</p><p>L'internalizzazione dei costi esterni risulta problematica se è difficile stabilire chi li ha causati. Questo è il caso delle piene che risultano dall'interazione di diversi fattori. È incontestato il significato che la protezione del clima ha nel contrastare l'aumento di eventi atmosferici estremi. Provvedimenti, quali la tassa sul CO2 che agisce sulla riduzione delle emissioni di CO2, contribuiscono quindi all'internalizzazione dei costi esterni.</p><p>7. Una procedura concordata a livello internazionale è indispensabile per poter contenere in modo efficace il rischio del riscaldamento climatico. A livello internazionale la Svizzera si impegna attivamente per un'attuazione credibile del Protocollo di Kyoto e un mantenimento dell'obbligo di riduzione dopo il 2012.</p><p>8. Le misure volte a contenere la domanda di prodotti petroliferi corrispondono pressappoco alle misure di politica climatica destinate al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla legge sul CO2 presentate dal Consiglio federale nel suo messaggio del 22 giugno 2005. È opportuno compiere in questo contesto una distinzione tra le misure riguardanti i combustibili e quelle riguardanti i carburanti. Come dimostrato dagli studi d'impatto di Svizzera Energia, se nel settore dei combustibili si raggiungono obiettivi tangibili, pochi sono quelli riguardanti i carburanti. Le misure adottate a livello nazionale del centesimo per il clima nel settore della mobilità possono fungere da correttivo.</p><p>Per quanto concerne i combustibili, sono gli edifici a offrire i maggiori potenziali. Svizzera Energia promuove, da un lato, il miglioramento dell'efficienza energetica mediante lo standard Minergie, dall'altro, la sostituzione del riscaldamento a olio con pompe di calore, riscaldamento a legna e impianti solari (questi ultimi principalmente per il riscaldamento dell'acqua). Grandi potenziali di risparmio sono presenti anche nell'economia. Le imprese raggruppate nell'Agenzia dell'energia dell'economia intraprendono enormi sforzi per ridurre le proprie emissioni di CO2. La tassa sul CO2 ha lo scopo di sostenere tutti questi sforzi di Svizzera Energia.</p><p>Per quanto concerne i carburanti, la Confederazione valuta il differenziamento dell'imposta sugli oli minerali, in modo da poter esentare dalla tassa completamente i biocarburanti e parzialmente il gas naturale. Questa misura sarà compensata con l'introduzione di un supplemento sull'imposta sugli oli minerali per la benzina. Inoltre, continueranno ad essere attuate misure nel quadro di Svizzera Energia che saranno integrate con il centesimo per il clima. Tra queste rientrano, per esempio, la promozione di veicoli energeticamente efficienti o di corsi di guida Ecodrive, in cui si insegna un comportamento alla guida che consente di risparmiare fino al 15 per cento di carburante.</p><p>9. I contributi globali annui destinati ai programmi di incentivazione cantonali ammontano sempre a 14 milioni di franchi. Malgrado la politica dei tagli in bilancio, questi contributi ai cantoni rimangono costanti. L'impiego razionale di energia e il recupero del calore residuo, promossi fondamentalmente dai cantoni, restano uno dei cinque pilastri della strategia di Svizzera Energia anche nel periodo compreso tra il 2006 e il 2010.</p><p>10. Le nuove energie rinnovabili rivestiranno nel lungo periodo un ruolo molto importante nella politica climatica della Svizzera. Nel settore dei combustibili destinati al riscaldamento di edifici (pompe di calore, riscaldamento a legna, impianti solari) sono già oggi in continua crescita. A medio-lungo termine sarà soprattutto la geotermia a diventare importante. Nel settore dei carburanti, la biomassa sarà aggiunta sempre più alla benzina e all'olio per motori diesel e il numero dei veicoli a biogas sarà sempre maggiore. Quanto al settore dell'elettricità, le nuove energie rinnovabili sono importanti soprattutto in relazione a una politica energetica sostenibile. La produzione di energia elettrica di origine fossile eventualmente necessaria a medio termine deve essere sostituita sul lungo termine da energie che non producono CO2. Oltre all'energia idroelettrica che può ulteriormente essere potenziata (rinnovo, piccole centrali idroelettriche), la geotermia e la biomassa hanno un grande potenziale. In tutti i settori sarà necessario un forte impegno per ridurre i consumi se le energie rinnovabili dovranno contribuire in modo più consistente a soddisfare il fabbisogno e se, infine, la società 2000W dovrà diventare realtà nel 2050.</p><p>11. Ferma restando l'esattezza, in relazione a un possibile prolungamento del preallarme occorre distinguere tra grandi bacini idrografici (più 5000 km2) e piccoli bacini idrografici. Meteo Svizzera e il servizio idrologico nazionale cooperano da lungo tempo e con successo nell'ambito delle previsioni di portata per i grandi bacini. La stretta collaborazione ha funzionato anche nel sistema di preallarme per il maltempo di agosto (allerta Meteo e preallarme piene). Un'ulteriore ottimizzazione richiede maggiori sforzi quanto alla base dei dati e ai modelli per le previsioni meteorologiche e della portata che causano costi.</p><p>Per questo motivo il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di elaborare, di concerto con la Piattaforma nazionale pericoli naturali e i servizi federali interessati, proposte per ottimizzare il sistema di allerta e di allarme e la definizione delle misure necessarie.</p><p>12. Con la fusione dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio e di alcuni settori dell'Ufficio federale delle acque e della geologia, sono riuniti i compiti concernenti la protezione del clima, che è anche di competenza dell'Ufficio federale dell'energia. La politica climatica e la prevenzione dei pericoli saranno d'ora in poi riuniti in un unico centro di competenze. Poiché la fusione non ha comportato né soppressione né riduzione dei compiti, non sono da temere tagli alle prestazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.