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In Svizzera non si può parlare di un’unica letteratura. Infatti, tutte e quattro le regioni linguistiche hanno una tradizione letteraria ed editoriale. Breve carrellata sulle autrici e sugli autori maggiori del paese.
La lettura, secondo uno studio dell'Ufficio federale di statistica del 2003, è una delle occupazioni preferite dagli svizzeri. Più del 75% delle persone interrogate hanno dichiarato di leggere ogni giorno. I principali centri editoriali del paese sono Zurigo e Basilea, ma una tradizione letteraria ed editoriale esiste in tutte e quattro le regioni linguistiche del paese.
Analogamente a quanto avviene nel teatro, anche nella letteratura le autrici e gli autori dialogano con le rispettive aree linguistiche piuttosto che con le altre regioni del paese. All'epoca delle guerre mondiali ci furono tentativi di promuovere l'idea di una letteratura nazionale svizzera. La discussione sull'argomento talvolta si riaccende, ma in fin dei conti la lingua influisce sulla letteratura più di quanto lo facciano le frontiere tra stati.
Informazioni dettagliate sulla letteratura nelle quattro lingue nazionali si trovano sul sito della Biblioteca nazionale svizzera.
Il Dizionario storico della Svizzera dedica una voce specifica alla letteratura di lingua italiana in Svizzera.
Dal 2002 esiste un'associazione che unisce scrittrici e scrittori di tutte le regioni linguistiche svizzere, chiamata Autrici e autori della Svizzera.
Sul portale svizzero ch.ch si trova un elenco di link alle biblioteche e agli archivi elvetici.
Letteratura della Svizzera tedesca – i classici
Nel canone degli autori classici della letteratura di lingua tedesca in Svizzera occupano una posizione di primo piano Jeremias Gotthelf (1797-1854), parroco protestante a Lützelflüh, che descrisse la vita dei contadini dell'Emmental bernese, e Gottfried Keller (1819-1890), autore di alcuni dei più importanti romanzi svizzeri. Il terzo grande nome fra i classici è quello di Conrad Ferdinand Meyer (1825-1898), noto soprattutto per le sue novelle a sfondo storico.
Il personaggio più famoso della letteratura svizzero-tedesca è senza dubbio Heidi, protagonista di due romanzi per bambini scritti da Johanna Spyri (1827-1901). I racconti di Heidi sono tra i libri per l'infanzia più popolari al mondo e sono stati tradotti in oltre cinquanta lingue.
Nel comune di Hirzel, nel canton Zurigo, c'è un museo dedicato a Johanna Spyri.
Un'altra figura di spicco della letteratura svizzera è Robert Walser (1878-1956), cresciuto a Bienne. Tra le sue opere si ricordano, oltre a numerosi racconti brevi, i romanzi "L'assistente" e "I fratelli Tanner". Nonostante fosse molto apprezzato da scrittori come Hermann Hesse, Kurt Tucholsky, Robert Musil e Franz Kafka, durante la sua vita Walser rimase sconosciuto al grande pubblico. Oggi è considerato uno dei maggiori autori di lingua tedesca del XX secolo. Informazioni dettagliate sulla vita e l'opera di Walser si trovano sulla pagina web del Centro Robert Walser.
Lo scrittore tedesco Hermann Hesse (1877-1962), autore di "Siddartha", "Narciso e Boccadoro", "Il lupo della steppa” e "Il gioco delle perle di vetro", ottenne la cittadinanza elvetica nel 1923. Anche Thomas Mann (1885-1955) soggiornò a lungo in Svizzera. Nel suo romanzo "La montagna incantata" tracciò un ritratto indimenticabile della cittadina alpina di Davos, nei Grigioni.
Letteratura della Svizzera tedesca – il dopoguerra e la letteratura di oggi
Nella seconda metà del XX secolo due figure emersero con forza nel panorama della letteratura svizzera germanofona: Max Frisch (1911-1991), autore di "Homo Faber", "Omobono e gli incendiari", "Stiller" e altri testi che hanno segnato un'intera generazione, e Friedrich Dürrenmatt (1921-1990), noto soprattutto per i suoi drammi, tra cui “I fisici” e "La visita della vecchia signora".
Alla vita e alle opere di quest'ultimo è dedicato il Centre Dürrenmatt a Neuchâtel.
Dürrenmatt lasciò per testamento le sue carte alla Confederazione, con la condizione di fondare un Archivio svizzero di letteratura. L'archivio è nato nel 1991 ed è ospitato negli spazi della Biblioteca nazionale svizzera di Berna.
L'archivio Max Frisch è invece conservato al Politecnico federale di Zurigo.
Fra gli scrittori svizzeri di lingua tedesca più noti del dopoguerra si possono ricordare ancora Adolf Muschg, Peter Bichsel e Hugo Loetscher. Una folta schiera di autrici e autori svizzeri ha ancora oggi un ruolo di rilievo nella produzione letteraria di lingua tedesca: si possono ricordare tra gli altri Maja Beutler, Ruth Schweikert, Thomas Hürlimann, Urs Widmer, Martin Suter, Eveline Hasler e Peter Stamm.
Altre informazioni sulla vita e l'opera delle autrici e degli autori di lingua tedesca si possono trovare sul sito della fondazione Bibliomedia.
Letteratura di lingua francese
La Svizzera ha dato i natali ad alcuni autori di primo piano della letteratura francese del XVIII e XIX secolo. Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), il più noto di loro, nacque e crebbe a Ginevra. Germaine de Stael (1766-1817) trascorse la sua gioventù a Parigi, ma la sua famiglia era ginevrina. Più tardi si trasferì nella località svizzera di Coppet, sul lago Lemano, costretta all'esilio da Napoleone. Benjamin Constant (1767-1830), un autore vicino a Germaine de Stael, nacque a Losanna.
A un'epoca più recente appartiene Charles Ferdinand Ramuz (1878-1947), i cui romanzi – il più noto è “Derborence” – descrivono la dura vita dei contadini e degli abitanti della montagna. Blaise Cendrars (1887-1961), nato a La Chaux-de-Fonds, lasciò la Svizzera per sfuggire all'angustia della provincia e vivere in una grande città, come molti altri artisti e scrittori elvetici. Si stabilì a Parigi; le sue opere, tra cui "L'oro", sono entrate a pieno titolo nel canone della letteratura francese del XX secolo, tanto che spesso si dimenticano le origini elvetiche dell'autore.
Anni dopo anche Jacques Chessex (1934-2009) acquistò notorietà in Francia, vincendo nel 1973 il premio Goncourt. In Svizzera ha fatto discutere soprattutto una delle sue ultime opere, "Un juif pour l'exemple" (Un ebreo come esempio), racconto di un episodio di antisemitismo nella provincia elvetica. Fra gli autori svizzeri di lingua francese del XX secolo si può ricordare ancora Maurice Chappaz (1916-2009).
Altra figura di spicco della letteratura romanda è Agota Kristof, nata nel 1935, fuggita dall'Ungheria in Svizzera nel 1956. In Svizzera, la scrittrice ha appreso una nuova lingua, il francese, che è diventata il suo strumento di lavoro. Nel 2008 ha ottenuto il premio di stato austriaco per la letteratura europea.
Altre informazioni sulla vita e le opere delle autrici e degli autori di lingua francese in Svizzera si trovano sul sito della fondazione Bibliomedia.
Letteratura di lingua italiana
La piccola letteratura della Svizzera italiana è poco conosciuta nelle altre regioni del paese. Le autrici e gli autori del Ticino e del Grigioni italiano hanno del resto sempre guardato all'Italia piuttosto che alla Svizzera. Fra gli autori attivi nella Svizzera italiana nella prima metà del Novecento si possono ricordare almeno due nomi: quelli di Francesco Chiesa (1871-1973), che esercitò un influsso enorme sulla vita culturale ticinese, e di Giuseppe Zoppi (1896-1952), noto soprattutto per "Il libro dell'alpe", espressione di una visione idilliaca della vita contadina.
A una generazione successiva appartengono il poeta Giorgio Orelli, nato nel 1922, insignito del maggior riconoscimento letterario elvetico, il premio Schiller (premio vinto anche dal romanziere e saggista di origine grigionese Grytzko Mascioni), il romanziere Giovanni Orelli (1928), il pittore e scrittore Felice Filippini (1917-1988) e lo scrittore neorealista Plinio Martini (1923-1979), tra i più amati autori della Svizzera italiana, noto soprattutto per il romanzo "Il fondo del sacco".
Tra gli autori contemporanei si segnalano ancora Alberto Nessi, Anna Felder e Fleur Jaggy. Fabio Pusterla (1957) è considerato una delle voci poetiche più originali della letteratura italiana contemporanea.
Altre informazioni sulla vita e le opere delle autrici e degli autori di lingua italiana in Svizzera si trovano sul sito della fondazione Bibliomedia.
Letteratura di lingua romancia
Il romancio si scrive, nelle sue diverse varianti dialettali, fin dal XVI secolo. All'inizio del Novecento il linguista Caspar Decurtins riunì in un'ampia antologia, intitolata “Chrestomathia”, una selezione dei testi in lingua romancia dei secoli passati, contribuendo così a dare al quarto idioma elvetico una dignità letteraria.
Tra gli esponenti moderni della letteratura romancia si possono menzionare il romanziere engadinese Clà Biert, la poetessa Luisa Famos, gli scrittori sursilvani Gion Deplazes, Theo Candinas e Toni Halter e l'autore di racconti brevi Gian Fontana; tra gli autori contemporanei Leo Tuor e il giovane Arno Camenisch.
Altre informazioni sulla vita e le opere delle autrici e degli autori di lingua romancia in Svizzera si trovano sul sito della fondazione Bibliomedia.
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