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(25.01.2012) Il clima delle esportazioni delle PMI svizzere si è stabilizzato nel corso del 1° trimestre 2012. Secondo Credit Suisse e l'Osec, le incertezze che circondano la congiuntura mondiale hanno potuto essere neutralizzate da misure positive come l'introduzione di una soglia nel cambio con l'euro da parte delle BNS ed il sostegno ai paesi indebitati della zona euro.
Il barometro delle esportazioni di Credit Suisse, un indicatore che misura la domanda straniera di prodotti elvetici, si situa a -0,63 al 1° trimestre 2012. Dato che la soglia di crescita è definita a -1, questo valore indica che le prospettive di esportazione delle società svizzere rimangono positive, pur se leggermente meno ottimistiche rispetto al trimestre precedente.
Dopo un calo progressivo avvenuto nel corso del 2011, le prospettive export delle PMI dell'Osec mostrano anch'esse una stagnazione. Al 1° trimestre 2012 l'indicatore si fissa a 49,5 punti, contro i 49,7 punti del trimestre precedente. Se il 30% delle PMI reputa di poter incrementare il proprio volume di esportazione per il prossimo trimestre, il 43% di queste si aspetta invece una stagnazione.
Secondo il barometro di Credit Suisse, le previsioni d'esportazione raggiungono un livello leggermente al di sopra delle media per i settori della metallurgia, dell'elettronica e degli strumenti di precisione. Al contrario, si trovano al di sotto per l'industria della carta e della chimica.
Gli Stati Uniti dovrebbero far registrare la crescita più forte nell'esportazione nel corso dei prossimi 6 mesi, seguiti dai paesi emergenti come l'India o la Turchia. L'Europa, che malgrado il franco forte resta il principale sbocco degli esportatori svizzeri, dovrebbe subire soltanto una leggera crescita delle esportazioni.
Ultima modifica 09.09.2015