Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/43527

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande sollevate:</p><p></p><p>1 Il Consiglio federale rinvia all'informazione orale del 26 giugno 2002 del portavoce del Consiglio federale incentrata in particolare sui seguenti punti:</p><p></p><p>"Il Consiglio federale ha preso atto che il 19 giugno è stata sporta a New York una azione di gruppo contro tre istituti bancari, l'UBS, il CS Group e l'americana Citicorp. Sono state inoltre annunciate ulteriori azioni contro numerose ditte internazionali.</p><p></p><p>Non spetta al Consiglio federale pronunciarsi sulla legittimità di una siffatta azione. Il Collegio governativo ritiene anzi che esperire azioni di gruppo dinanzi a tribunali americani non sia il mezzo adeguato per risolvere i problemi politici di altri Paesi. Tali azioni giudiziarie non consentono inoltre di dare una risposta alla questione della collaborazione economica con Paesi in cui il diritto internazionale e i diritti umani sono violati. "</p><p></p><p>A questo proposito il Consiglio federale desidera sottolineare che la Svizzera contribuisce già notevolmente all'esame delle sue relazioni con il Sudafrica nel periodo dell'apartheid. Dopo la pubblicazione nella primavera 1999 di un'analisi critica delle relazioni economiche tra la Svizzera e il Sudafrica da parte di un gruppo di lavoro interdipartimentale dell'amministrazione federale, il Consiglio federale ha deciso di avviare un progetto di ricerca (Programma nazionale di ricerca (PNR) 42+ : le relazioni tra la Svizzera e il Sudafrica) per approfondire ulteriormente la tematica, passo assai rilevante anche sul piano internazionale. Il Consiglio federale aveva del resto già accennato a questa idea nella sua risposta all'interrogazione ordinaria Hollenstein 97.1031 concernente l'esame delle relazioni tra la Svizzera e il Sudafrica nel periodo dell'apartheid, sottolineando il ruolo della ricerca scientifica libera in questo ambito. Mai precedentemente un programma di ricerca era stato dedicato specificatamente alle relazioni tra la Svizzera e un altro Paese. Il progetto di ricerca si concluderà presumibilmente nel 2003.</p><p></p><p>2 L'idea di una conferenza internazionale sul Sudafrica, di cui il Consiglio federale è al corrente, solleva una serie di questioni di principio, per giudicare le quali non vi sono ancora tutti gli elementi necessari e che si dovranno quindi esaminare in un secondo tempo. A nostro avviso nessun governo ha mostrato sinora interesse per una simile manifestazione.</p><p></p><p>In base alle spiegazioni fornite nella risposta alla prima questione concernente il PNR 42+, il Consiglio federale ritiene prematuro discutere su eventuali conclusioni prima di disporre dei risultati della ricerca.</p><p></p><p>Istituendo la Commissione per la verità e la riconciliazione (TRC) il Sudafrica ha scelto consapevolmente un processo indipendente di analisi e di rivisitazione del passato che è già in una fase molto avanzata. Questo processo è molto importante per la coesistenza pacifica, per lo sviluppo economico e per la stabilità politica del Paese. Al termine dei lavori della Commissione, il governo sudafricano intende definire, sulla base dei risultati di questi lavori e delle tensioni create da analisi, riconciliazione e risarcimento l'ulteriore procedura in materia di indennità delle vittime dell'apartheid. Il Consiglio federale ha grande rispetto che per questa via di riconciliazione e di transizione pacifica verso la democrazia e ritiene importante fornire il suo sostegno al Sudafrica. Per questo motivo la Svizzera è stato il primo Paese a sostenere il Fondo di risarcimento della Commissione ("President's Fund") con un contributo finanziario e a mettere a disposizione del TRC due esperti svizzeri. Inoltre, sostiene anche in altri settori il processo di trasformazione sociale ed economico nel Sudafrica. Il Consiglio federale intende approfondire ulteriormente le ottime relazioni bilaterali con il Sudafrica e fornire così un contributo al suo sviluppo.</p>  Risposta del Consiglio federale.