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In seguito alla bufera scoppiata per le violazioni del lockdown durante l’emergenza sanitaria per la pandemia da parte di Dominic Cummings, primo consigliere di Boris Johnson e mente della Brexit, sono arrivate le proteste per le sue mancate dimissioni e per il suo mancato licenziamento da parte di Boris Johnson.
Il primo a protestare è stato Douglas Ross, sottosegretario al ministero per la Scozia, che si è dimesso per protestare contro le mancate dimissioni di Cummings, non accettando le giustificazioni di questi per le proprie violazioni, le cui ragioni sarebbero state “legali” e “ragionevoli”.
Le ragioni di Cummings, tuttavia, non condivise dalla maggior parte del governo inglese, hanno scatenato le reazioni tanto dei tories quanto dei laburisti. Tra tutti il sovracitato esponente scozzese, Tory, 37 enne, che si richiama al rispetto scrupoloso delle regole, invocando le sofferenze degli altri concittadini durante la pandemia, scrivendo, nella lettera aperta di dimissioni, indirizzata al premier Johnson “Io conosco elettori che non hanno potuto dire addio a dei loro cari, famiglie che non hanno potuto piangere insieme, persone che non hanno visitato familiari malati per seguire le linee guida del governo. Non posso in buona fede dir loro che essi hanno tutti sbagliato e che un consigliere senior del governo ha avuto ragione”. Per poi concludere, infine, rispondendo alle accuse di essersi dimesso per dissapori personali con Cummings “non l’ho mai incontrato in vita mia”dice “le mie ragioni sono solo obiettive”.