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Zurigo – Il Credit Suisse vuole offrire ai suoi dipendenti "un migliore equilibrio tra vita professionale e privata" attraverso una maggiore flessibilità negli orari di lavoro. La sua rivale Ubs ha recentemente annunciato misure simili.
La seconda banca più grande della Svizzera, che impiega poco più di 49'000 persone in tutto il mondo, di cui 13'220 in Svizzera, ha notato che "molti collaboratori hanno espresso un crescente desiderio di modelli di lavoro più flessibili e di un migliore equilibrio tra vita professionale e privata". Un sondaggio interno condotto in Svizzera ha corroborato questa constatazione, indica Credit Suisse in un comunicato.
Dopo diverse prove, l'azienda ha scoperto che "per lavorare in modo efficiente non è necessario essere presenti in ufficio. Al contrario, è emerso che i collaboratori con modalità di lavoro più flessibili erano più soddisfatti e desideravano, in futuro, passare due terzi del loro orario lavorativo a casa o scegliendo il luogo in modo flessibile”. Anche la produttività, scrive sempre la banca, “si è rivelata più alta tra i collaboratori maggiormente flessibili nella scelta delle modalità di lavoro."
"Vogliamo diventare più flessibili e agili nel nostro modo di lavorare", ha detto André Helfenstein, capo delle operazioni svizzere della banca, citato nella nota. D'ora in poi, i dipendenti possono pertanto determinare la percentuale del loro tempo di lavoro che vogliono trascorrere in ufficio o lavorare da casa. Questo nuovo modello di lavoro sarà introdotto gradualmente in Svizzera e in altri paesi secondo le rispettive direttive nazionali.
Ubs aveva dichiarato a fine giugno di voler introdurre un modello di lavoro ibrido tra il telelavoro e il lavoro in ufficio.