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L’ambliopia, conosciuta comunemente con il nome di “occhio pigro”, può essere definita come una alterazione dello sviluppo della funzione visiva di uno o di entrambi gli occhi che si verifica durante il periodo plastico di sviluppo del sistema visivo.
In tale periodo le varie funzioni visive sono vulnerabili, e possono essere sottoposte all’azione di elementi patogeni che interferiscono con i normali processi di sviluppo, determinando un'anomala interazione binoculare e/o una mancata formazione di immagini nitide sulla retina.
La suscettibilità del sistema visivo ad eventuali fattori ambliopigeni è massima nei primi 4 anni di vita, poi decresce gradualmente sino a scomparire entro gli 8 anni.
Nella pratica clinica, si considera ambliope un occhio che presenta un'acuità visiva di due decimi inferiore rispetto al controlaterale.
Le ambliopie gravi comportano una riduzione così marcata della capacità visiva da consentire solamente la percezione dei movimenti di una mano.
Nel bambino lo strabismo è un’importante causa di ambliopia. Il cervello del bambino, infatti, tende a ignorare l’immagine proveniente dall’occhio strabico per evitare la diplopia, causando una riduzione dell’acuità visiva.
Il trattamento dello strabismo è finalizzato, per prima cosa, al recupero visivo e funzionale di entrambi gli occhi ed è di fondamentale importanza iniziare la terapia antiambliopica al più presto e nel modo migliore.