Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/230850

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica della legge sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est affinché i mezzi necessari per finanziare i provvedimenti presi in base a questa legge siano decisi mediante decreto federale sottostante a referendum.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le basi per il finanziamento del credito quadro "coesione" del secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell'Unione europea sono sancite dalla legge federale del 30 settembre 2016 sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est (RS 974.1), che sottostava a referendum facoltativo, cui non si è però fatto ricorso. Sulla base della citata legge federale, che ha effetto fino alla fine del 2024, nel 2019 il Parlamento ha approvato il credito quadro "coesione" per un importo di 1047 milioni di franchi sotto forma di un decreto federale semplice e il 30 settembre 2021 lo ha sbloccato senza imporre nuove condizioni e consentendo così un rapido utilizzo dei fondi.</p><p>La legge federale del 13 dicembre 2002 sull'Assemblea federale (Legge sul Parlamento, LParl; RS 171.10), in particolare l'articolo 25 capoverso 2, stabilisce che le aggiunte al preventivo sono emanate sotto forma di decreti federali semplici, che secondo l'articolo 163 capoverso 2 della Costituzione federale (RS 101) non sottostanno a referendum. Come già stabilito dal Consiglio federale nel suo parere negativo del 21 febbraio 2018 alla mozione Minder 17.4318 "Introduzione del referendum finanziario facoltativo a livello federale", le Camere federali hanno affrontato ripetutamente la questione riguardante il rafforzamento dei diritti popolari a livello federale per mezzo di un referendum finanziario. Il Consiglio degli Stati ha respinto l'introduzione di un referendum finanziario facoltativo richiesta nella mozione di cui sopra.</p><p>L'articolo 25 capoverso 2 LParl non prevede deroghe alla regola di emanare le decisioni riguardanti i crediti sotto forma di decreti federali semplici. Introdurre un'eccezione esclusivamente per la cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est contravverrebbe al principio sancito dalla LParl. In passato, il Parlamento ha confermato a più riprese la sua intenzione di attenersi a questo principio anche in relazione ai crediti quadro per i contributi svizzeri ad alcuni Stati membri dell'UE e ha sempre respinto gli interventi parlamentari di questo tenore (cfr. p. es. la mozione 18.3247 Rösti del 15 marzo 2018 "I pagamenti all'UE nell'ordine di miliardi per l'aiuto allo sviluppo devono essere approvati dal popolo" e la mozione 18.3214 Salzmann del 9 maggio 2018 "I contributi finanziari per l'aiuto allo sviluppo devono essere approvati dal popolo").</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.