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<h2>SubmittedText<h2><p>Da ottobre 2019 il Libano è teatro di grandi agitazioni sociali, a cui si è aggiunta, nel frattempo, una crisi economica. I manifestanti chiedono che venga posto fine alla corruzione e vengano avviate riforme democratiche. I fondi trasferiti all'estero da politici e altri facoltosi Libanesi rivestono un ruolo importante nei dibattiti pubblici. Su questo aspetto il Governo ha frattanto aperto un'inchiesta. </p><p>A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. In Libano vi è un legame tra corruzione, fuga di capitali, indebitamento estero e crisi politica?</p><p>2. Secondo la Commissione di controllo bancario del Libano (BCCL), dal 17 ottobre 2019 al 14 gennaio 2020 su conti bancari svizzeri sono stati trasferiti circa 2,38 miliardi di dollari. Il Consiglio federale può confermare questa informazione?</p><p>3. Quanti fondi libanesi si trovano in Svizzera?</p><p>4. Il Consiglio federale esclude che una parte degli averi patrimoniali trasferiti in Svizzera siano stati acquisiti attraverso corruzione, gestione sleale o altri reati?</p><p>5. Qual è la sua opinione in merito alla petizione del 3 marzo 2020 di parlamentari libanesi che chiedono alla Svizzera la restituzione di valori patrimoniali rubati?</p><p>6. Il Consiglio federale ha preso contatto con attori della società civile in Libano?</p><p>7. Le autorità libanesi hanno chiesto assistenza giudiziaria alla Svizzera?</p><p>8. Il Consiglio federale, la FINMA o il Ministero pubblico hanno avviato un'indagine?</p><p>9. Quali misure precauzionali ha adottato il Consiglio federale per verificare che le banche svizzere rispettino gli obblighi di diligenza conformemente al diritto svizzero e agli impegni internazionali presi in relazione alle persone politicamente esposte (PEP)?</p><p>10. Il 2 marzo 2020 il primo ministro Hassan Diab ha dichiarato che lo Stato è debole e non è in grado di proteggere a lungo la popolazione libanese. Anche il Consiglio federale constata una perdita di potere del Governo attuale o di quello precedente oppure di alcuni membri del Governo, o riscontra che paiano inevitabilmente destinati a perderlo ai sensi dell'articolo 3 capoverso 2 lettera a della legge sui valori patrimoniali di provenienza illecita (LVP)?</p><p>11. Il livello di corruzione in Libano è notoriamente elevato conformemente all'articolo 3 capoverso 2 lettera b LVP?</p><p>12. Trasferimenti di fondi in o dal Libano hanno dato adito a segnalazioni di riciclaggio di denaro? La legge è applicabile?</p><p>13. Quali effetti si aspetta di ottenere il Consiglio federale dall'entrata in vigore, nel 2021, dello scambio automatico di informazioni (SAI) con il Libano?</p><p>14. Vede la necessità di intervenire dal punto di vista legislativo per porre fine al trasferimento in Svizzera di ingenti fondi dei potentati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il dispositivo di lotta contro il riciclaggio di denaro prevede maggiori obblighi di diligenza per gli intermediari finanziari quando hanno a che fare con persone politicamente esposte. Gli intermediari segnalano le relazioni d'affari sospette all'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) e se del caso le autorità di perseguimento penale avviano un procedimento. L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) vigila sul rispetto dell'obbligo di diligenza. Poiché tale autorità è indipendente, il Consiglio federale non può fornire informazioni sulle eventuali procedure.</p><p>Per quanto concerne il blocco, la confisca e la restituzione di valori patrimoniali di provenienza illecita, la Svizzera generalmente si basa sulla legge federale del 20 marzo 1981 sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP; RS 351.1). Se sono soddisfatte le condizioni previste dall'AIMP, la Svizzera può agire sulla base di una domanda di assistenza giudiziaria. In particolare, è importante che le autorità libanesi forniscano indicazioni concrete sulla presunta provenienza illegale dei valori patrimoniali nonché sul luogo in Svizzera in cui tali valori potrebbero essere stati depositati. Nel gennaio del 2020 l'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha esaminato una domanda di assistenza giudiziaria libanese e ha constatato che per poter fornire assistenza giudiziaria erano necessarie ulteriori informazioni. Ha dunque chiesto tali informazioni alle autorità libanesi.</p><p>La legge del 18 dicembre 2015 sui valori patrimoniali di provenienza illecita (LVP; RS 196.1) contiene provvedimenti straordinari per circostanze straordinarie. Secondo l'articolo 3 LVP il Consiglio federale può ordinare il blocco di valori patrimoniali se sono soddisfatte tutte e quattro le seguenti condizioni: 1) il Governo dello Stato di provenienza ha perso il potere; 2) il livello di corruzione nello Stato di provenienza è notoriamente elevato; 3) è verosimile che i valori patrimoniali siano stati ottenuti mediante corruzione o altri crimini; 4) la tutela degli interessi della Svizzera esige il blocco di tali valori patrimoniali. Dopo aver esaminato attentamente la situazione in Libano, il Consiglio federale ritiene che non tutte le condizioni siano soddisfatte. L'Esecutivo continua a seguire attentamente gli sviluppi nel Paese.</p><p>Dal 1° gennaio 2020, per lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari per ragioni fiscali, gli istituti finanziari svizzeri raccolgono dati sulle persone aventi domicilio fiscale in Libano. Tuttavia, la Svizzera fornisce le informazioni solo se il Libano rispetta i requisiti di riservatezza e di sicurezza dei dati definiti dal Forum mondiale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali. Se nel 2020 questi requisiti saranno soddisfatti, il primo scambio di informazioni potrebbe avvenire nel settembre del 2021. Ciò contribuirebbe in modo significativo ad aumentare la trasparenza fiscale e a prevenire l'evasione fiscale transfrontaliera.</p><p>L'Ambasciata di Svizzera a Beirut è in contatto con il Governo libanese, i parlamentari e gli attori locali e fornisce regolarmente informazioni sulle disposizioni legali in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.