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<h2>SubmittedText<h2><p>Ogni anno le nostre università spendono milioni di franchi per abbonarsi a riviste scientifiche. Il prezzo di questi abbonamenti non fa che aumentare, benché ormai gran parte degli editori sia passata dalla versione cartacea a quella digitale, riducendo notevolmente le spese di pubblicazione. Diverse università in tutto il mondo hanno addirittura deciso di non abbonarsi più a causa dei costi troppo elevati. </p><p>In certi casi i ricercatori devono anche cedere a queste riviste i loro diritti d'autore sugli articoli scientifici pubblicati. Alcune offrono l'accesso aperto (open access), ma gli autori devono pagare fino a 5000 euro. Gli editori privati si appropriano così dei risultati di ricerche finanziate con fondi pubblici. </p><p>Questa pratica limita considerevolmente l'accesso al sapere e ostacola la ricerca di soluzioni a problemi sociali di grande importanza, come la cura di certe malattie. Per trovare rapidamente soluzioni a problemi simili è fondamentale poter accedere a tutto il sapere disponibile.</p><p>Passando a un sistema open access queste informazioni sarebbero a disposizione non solo di tutti gli scienziati (compresi quelli dei Paesi in via di sviluppo), ma anche dell'intera società, che mostra un interesse crescente nei confronti della ricerca scientifica.</p><p>Nel 2015 le università dei Paesi Bassi sono riuscite a imporsi su uno dei più grandi editori, Elsevier, ottenendo che fosse garantito l'accesso libero al 30 per cento delle pubblicazioni finanziate dallo Stato olandese.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. A quanto ammonta la spesa sostenuta dalle università e dalle SUP svizzere per abbonarsi alle riviste scientifiche?</p><p>2. Il Consiglio federale può adoperarsi, insieme ad altri Stati, per far sì che i risultati scientifici ottenuti grazie a fondi pubblici siano accessibili liberamente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2016 il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) ha condotto uno studio sui flussi finanziari nell'ambito delle pubblicazioni scientifiche, avvalendosi del sostegno del Programma della Conferenza svizzera delle scuole universitarie sull'accesso, il trattamento e la salvaguardia dell'informazione scientifica, gestito dalla Conferenza svizzera dei rettori delle scuole universitarie (Swissuniversities).</p><p>Dai dati relativi al 2015 forniti dalle istituzioni accademiche svizzere che hanno partecipato allo studio (università, politecnici, SUP, ASP e altri istituti di ricerca) risulta che per abbonamenti e licenze a riviste scientifiche sono stati spesi all'incirca 70 milioni di franchi. Si tratta di una stima: i dati dovranno essere ulteriormente precisati nel corso di successivi studi (lo studio: <a href="http://www.snf.ch/fr/pointrecherche/newsroom/Pages/news-161118-communique-de-presse-transition-vers-open-access-etude-propose-scenario-pragmatique.aspx">http://www.snf.ch/fr/pointrecherche/newsroom/Pages/news-161118-communique-de-presse-transition-vers-open-access-etude-propose-scenario-pragmatique.aspx</a>).</p><p>2. Con un mandato conferito dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione nel dicembre del 2015, Swissuniversities ha così sviluppato con il sostegno del FNS una strategia nazionale open access. La strategia dovrebbe essere adottata all'inizio del 2017 con l'obiettivo di rendere accessibili in modalità open access, entro il 2024, tutte le pubblicazioni scientifiche finanziate con fondi pubblici. Il FNS sostiene e incoraggia a livello nazionale e internazionale il principio dell'open access per le pubblicazioni scientifiche. Inoltre, da qualche anno, chiede ai beneficiari di sussidi di rendere accessibili al pubblico i risultati delle ricerche che ha sostenuto.</p>  Risposta del Consiglio federale.