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Gli autori di allarmi infondati, lanciati in modo deliberato, saranno costretti ad assumere a Ginevra le spese d'intervento delle forze dell'ordine, fatturate 100 franchi l'ora per agente. La polizia ginevrina ha deciso di estendere agli allarmi malintenzionati un regolamento varato 30 anni fa.
"Siamo analizzando i casi in cui potremmo fatturare le spese", ha detto oggi all'ats il portavoce della polizia Silvain Guillaume-Gentil, confermando informazioni della "Tribune de Genève". Due casi esaminati recentemente sfoceranno effettivamente in una fattura, basata sugli onorari stabiliti da un regolamento relativo alle tasse amministrative della polizia.
La persona che lancia in modo malintenzionato un falso allarme può anche essere denunciata sul piano penale, sottolinea il portavoce. Non saranno invece costrette a metter mano al portamonete le persone che lanciano in modo inconsapevole un allarme che si rivelerà infondato.
I falsi allarmi malintenzionati sono già fatturati a Neuchâtel. Le spese d'intervento sono di 110 franchi l'ora per agente, a cui si aggiungono anche le spese di giustizia, indica il portavoce della polizia neocastellana Pierre-Louis Rochaix.
Il costo dell'intervento è pure calcolato in funzione dell'importanza del dispositivo, della durata dell'inchiesta e dei chilometri percorsi. Nel 2013, ad esempio, l'autore di un falso allarme per una bomba si è visto recapitare una fattura di 1400 franchi.
A Friburgo - dove i casi sono rari, rileva il portavoce Pierre-André Waeber - è applicata un'ordinanza relativa alle tasse percepite dalla polizia. Nella Svizzera tedesca, le forze dell'ordine fatturano gli interventi per segnalazioni infondate.
SDA-ATS