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La motivazione? La diffusione del Covid-19
PYONGYANG - La Corea del Nord salta le imminenti Olimpiadi e Paralimpiadi di Pechino 2022, e nel contempo accusa i tentativi degli Usa di impedire «l'apertura con successo dei Giochi invernali».
Pyongyang, in una nota della Kcna, ha riferito che la diffusione del Covid-19 è alla base della scelta, ripresentando le motivazioni che spinsero il Paese a evitare i Giochi estivi di Tokyo. La mossa è stata comunicata alla Cina con una lettera del Comitato olimpico nazionale e del ministero dello Sport nordcoreani.
I preparativi per Pechino 2022 «sono stati compiuti in modo soddisfacente grazie agli sforzi positivi» della leadership sotto il presidente Xi Jinping.
Confini blindati
La Corea del Nord ha blindato i suoi confini con Cina e Russia da gennaio del 2020 negli sforzi per stroncare l'avanzata della pandemia: allo stato attuale, Pyongyang non ha ancora ufficializzato alcun caso di Covid.
Gli Stati Uniti «e le sue forze vassalle stanno diventando sempre più palesi nelle loro mosse contro la Cina volte a impedire l'apertura con successo delle Olimpiadi», ha aggiunto la Kcna, bollandole come «un insulto allo spirito della Carta olimpica internazionale e come un atto di base per tentare di disonorare l'immagine internazionale della Cina». Pyongyang, invece, ha promesso di collaborare per il successo delle Olimpiadi invernali.
La Cina, da parte sua, ha espresso comprensione per la scelta del Nord, affermando che le due nazioni rimangono vicine e mantengono le loro tradizionali relazioni amichevoli. Pechino «è disposta a continuare a rafforzare gli scambi e la cooperazione» con lo Stato «in vari campi, compreso lo sport», ha detto nel briefing quotidiano il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin.
Occasione sfumata
La Corea del Nord, secondo gli osservatori, era desiderosa di cogliere i Giochi cinesi come un'opportunità per interagire con i leader politici di altre nazioni, ma potrebbe aver rinunciato proprio per il boicottaggio diplomatico annunciato da Usa e nazioni come Gran Bretagna e Australia per le «violazioni cinesi dei diritti umani».
A settembre, il Comitato olimpico internazionale aveva vietato al Nord di partecipare a Pechino 2022, affermando che il Paese non aveva rispettato l'obbligo di inviare atleti ai Giochi di Tokyo. Tuttavia, il comitato organizzatore cinese aveva comunque aperto la porta agli atleti nordcoreani
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