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NEW YORK - Avrebbe dovuto fornire una protezione al 50%, ma ha ridotto i ricoveri di solo il 30%. Lo ha dichiarato lo stesso produttore del molnupiravir che aveva lavorato allo sviluppo del farmaco insieme al partner Ridgeback Biotherapeutics.
I dati riportati a ottobre facevano riferimento all'utilizzo della pillola su 775 pazienti, sui quali la sua efficacia era stata comprovata al 50%. Ma a distanza di un mese, su 1'433 persone a cui è stata somministrata la cura, l'efficacia nel ridurre ricoveri e decessi è scesa al 30%. Questo dato, spiega l'agenzia Reuters, potrebbe avere gravi implicazioni per la casa farmaceutica perché è probabile che molti paesi smettano di utilizzare la sua pillola sperimentale. Contrariamente a quella di Merck, la cura domiciliare di Pfizer, il Plaxovid, ha dimostrato un'efficacia dell'89% su 1'200 pazienti.
Le case farmaceutiche stanno cercando di sviluppare questi tipi di cura perché sono più economici dei vaccini e potrebbero essere utilizzati in tutti quei paesi che non riescono a comprare abbastanza dosi. Ma ora la Food and drug amministration vuole capire se i benefici superano i rischi e se l'uso di questi farmaci dovrebbe essere limitato. Inoltre verrà valutato se questo tipo di farmaco possa incoraggiare la mutazione del virus.