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"Non ci sono conseguenze immediate per gli europei. I livelli di radiazione in tutti gli Stati membri sono al momento normali": questa - secondo quanti si apprende - la valutazione della Commissione Ue sul rischio nucleare proveniente dal Giappone.
La conferma che il livello delle radiazioni in tutta l'Ue è normale "è stata data stamattina - riferisce la Commissione Ue - dai nostri esperti in Lussemburgo, che sono collegati ai sistemi di rilevamento di tutti gli Stati membri", in particolare tramite la European data exchange platform (EURDEP).
Il monitoraggio avviene tramite stazioni in tutti i paesi Ue e tramite il sistema di informazione Ecurie "nel caso in cui ci fossero livelli di radiazioni più elevate in uno Stato membro - riferisce la Commissione europea - tutti gli altri sarebbero immediatamente allertati".
La Commissione Ue è in stretto contatto con l'Agenzia per l'energia atomica internazionale e monitora la situazione in Giappone "molto da vicino". Quanto alla capacità di reazione di fronte ad un disastro di una portata analoga a quella vissuta dai giapponesi, la Commissione europea riferisce che "la sismicità nella Ue non è la stessa del Giappone, quindi la maggior parte degli impianti europei non è disegnata per resistere ad un livello paragonabile di terremoto o tsunami".
In ogni caso, ciascun impianto ha un piano di emergenza. In caso di perdita di fornitura di energia dall'esterno, i reattori sono provvisti di generatori di emergenza alimentati a diesel. Nel caso della centrale di Fukushima, è probabile che il collegamento o i generatori siano stati danneggiati dal terremoto o dallo tsunami.
SDA-ATS