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Il consigliere federale Ignazio Cassis è pronto a fare un passo verso l'Ue sulla questione delle misure di accompagnamento, nell'ambito dei negoziati su un accordo istituzionale.
Sia la Svizzera che l'Ue devono trovare vie creative, ha detto il ministro degli esteri ai microfoni della trasmissione "Rendez-vous" della radio SRF. Le misure di accompagnamento, a lungo criticate da Bruxelles, hanno lo scopo di proteggere i lavoratori dal dumping e dagli abusi. L'Ue non mette in dubbio il principio, ma critica alcune misure come ad esempio l'obbligo per i prestatori di servizi esteri di inoltrare la notifica almeno otto giorni prima di iniziare il lavoro in Svizzera.
Secondo Cassis la protezione del mercato del lavoro svizzero può essere raggiunta anche con altri metodi. "Io credo che sia possibile trovarli, se entrambe le parti si danno la pena di cercarli", ha detto. La Commissione europea ha lasciato intendere che la Svizzera potrebbe riprender la direttiva europea sui distaccati con altre modalità. Le dichiarazioni del ministro ticinese giungono a poco meno di una settimana dalla visita a Bruxelles del segretario di stato per gli affari europei, Roberto Balzaretti.
L'apertura a un possibile compromesso sulle misure di accompagnamento è stata criticata dal presidente dell'Unione sindacale svizzera, il consigliere agli Stati Paul Rechsteiner (PS/SG). "Su questo punto non facciamo concessioni. È la condizione essenziale per il sostegno alla via bilaterale", ha detto alla SRF.