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I concetti di apparenza e conoscenza svolgono ruoli importanti nella filosofia: erano al cuore dei dibattiti filosofici dell’antichità e sono ancora al centro delle riflessioni della filosofia moderna e contemporanea. Il concetto di apparenza interagisce in vari modi con quello di conoscenza. Il presente progetto di ricerca si concentra su due dei modi in cui questa interazione si configura. Da un lato, gli uomini cercano di conseguire conoscenze sulla base di come le cose appaiono; dall’altro, essi cercano di ottenere conoscenze evitando di essere ingannati dal modo in cui le cose appaiono. L’apparenza ha pertanto una duplice interazione con la conoscenza: un’interazione positiva, o di collaborazione, in virtù della quale la conoscenza è favorita e promossa dall’apparenza; e un’interazione negativa, o di ostacolo, in rapporto alla quale la conoscenza combatte contro l’apparenza e tenta di evitare di cadere nelle trappole da questa poste. Una siffatta duplice interazione di conoscenza e apparenza è già chiaramente riconoscibile nei due più illustri filosofi dell’antichità: Platone e Aristotele. L’obiettivo del presente progetto di ricerca è di ricostruire e valutare la duplice interazione di conoscenza e apparenza in questi due filosofi. Vi sono due motivi per la restrizione del campo di ricerca a questi due filosofi (a parte quello, ovvio, della loro eccezionale importanza nel quadro della filosofia antica). Da un lato, Platone e Aristotele sono precisamente coloro che sviluppano le riflessioni più importanti e influenti riguardo all’apparenza e alla conoscenza. Dall’altro lato, poiché Aristotele fu discepolo di Platone, la sua produzione giovanile fu immediatamente influenzata dalle posizioni del suo maestro. Possiamo pertanto aspettarci che i due pensatori prescelti per la presente indagine sviluppino riflessioni che possono essere riunite in un quadro unitario, o almeno in un dibattito le cui varie voci confluiscono in un tutto articolato.
Al fine di ottenere un quadro di fondo sulla cui base sviluppare lo studio dei concetti di apparenza e conoscenza, la ricerca è introdotta da uno studio del verbo greco per ‘apparire’. Questa ricerca dovrà essere svolta secondo la metodologia della filosofia del linguaggio moderna. Tale studio introduttivo sarà seguito da un esame delle aree principali della filosofia platonica dove apparenza e conoscenza interagiscono. Tali aree sono tre: l’elenchus socratico (ossia il metodo per mezzo di cui Socrate tenta di scoprire verità nel campo della moralità controllando la coerenza di ciò che appare ai suoi interlocutori, cioè delle opinioni dei suoi interlocutori), il contrasto tra la realtà conoscibile (le idee) e l’apparenza opinabile (il mondo dei particolari sensibili), e la descrizione dei sofisti come persone che hanno solo conoscenza apparente. La terza parte del progetto si concentra sulle aree principali della filosofia di Aristotele che hanno a che fare con l’interazione di apparenza e conoscenza. Tali aree sono due: il metodo dialettico dei Topici (che promette di farci scoprire verità in qualsivoglia settore sulla base di un’indagine sulle opinioni della maggioranza degli uomini o degli esperti) e lo studio dei sofismi (argomentazioni apparentemente valide). Schematicamente:
1. Introduzione: gli usi del verbo greco ‘φα?νομαι’ (‘apparire’)
2. Apparenza e conoscenza in Platone:
2.1. L’elenchus socratico
2.2. Le idee e il mondo dei particolari sensibili
2.3. Il sofista come maestro di ingannevole conoscenza apparente
3. Apparenza e conoscenza in Aristotele:
3.1. La dialettica come via di accesso alla conoscenza
3.2. I sofismi (argomentazioni apparentemente valide)
La metodologia impiegata per conseguire gli obiettivi del presente progetto di ricerca è una combinazione dei procedimenti della filologia classica (essenzialmente, un uso rigorosamente controllato di tutti gli strumenti disponibili per ottenere una ricostruzione fedele della posizione degli autori in esame) e di quelli della ricerca filosofica nella tradizione analitica in senso lato (uno dei criteri di successo è che le teorie attribuite ai pensatori in esame siano coerenti e plausibili, per cui le teorie a loro attribuite devono essere valutate dal punto di vista filosofico). Per entrambi gli approcci, le parole d’ordine sono ‘rigore’ e ‘precisione’: rigore e precisione sono necessari sia per la ricerca storiografica il cui obiettivo è la ricostruzione fedele, sia per la ricerca filosofica mirante a rintracciare teorie coerenti e plausibili e a valutarle dal punto di vista teoretico. Un aspetto al quale sarà dedicata una cura particolare è l’esame della letteratura secondaria. Si tenterà di leggere e sottoporre a discussione critica la maggior quantità possibile di contributi (articoli e libri) apparsi nel corso degli ultimi due secoli in latino, tedesco, francese, spagnolo, italiano e inglese.
La presente ricerca mira a conseguire risultati di carattere sia storico che filosofico. Sul versante storico, l’obiettivo perseguito è quello di una comprensione il più possibile completa delle posizioni di Platone e Aristotele riguardo alla relazione tra apparenza e conoscenza. Sul versante filosofico, il fine è chiarire la relazione stessa. I due obiettivi sono perseguiti di pari passo perché, come accennato, uno dei criteri di successo dell’indagine storiografica è che le teorie attribuite ai pensatori in esame siano accettabili dal punto di vista filosofico.