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Nel 2010, la ripresa dell’economia svizzera varierà a seconda dei settori, secondo uno studio del Credit Suisse pubblicato lunedì. A soffrire della crisi saranno particolarmente il mondo del lavoro e l’economia interna.
Per l’economia elvetica, lo scorso anno è stato il più movimentato dalla crisi petrolifera del 1973: nessun settore o quasi è riuscito ad evitare la recessione, si legge nel «Manuale dei settori 2010» pubblicato dal secondo istituto bancario svizzero.
Le prime avvisaglie di una prossima ripresa si notano per il momento soltanto per le imprese esportatrici. Quest’anno, le esportazioni dovrebbero aumentare del 5%, stando agli economisti della grande banca. Queste aziende potranno infatti approfittare del rilancio dell'economia mondiale e della spinta dei paesi emergenti come Cina, Brasile e India, meno colpiti dalla crisi.
Altro discorso vale invece per l’economia interna. L'aumento della disoccupazione si ripercuoterà sui consumi e sulle spese dello Stato. Il settore alberghiero e della ristorazione, quello dell'auto e dell'edilizia saranno i primi a pagare lo scotto di questa situazione.
Nel 2010, quando sarà terminato il periodo di disoccupazione parziale, molte imprese saranno obbligate a licenziare e il tasso di senza lavoro salirà ulteriormente fino a superare il 5% nella media annuale.
Dopo un anno in cui c’è stato un aumento vertiginoso dei fallimenti, la situazione nell’anno in corso dovrebbe migliorare leggermente. Gli economisti prevedono ancora un incremento, ma più lento rispetto al 2009.
swissinfo.ch e agenzie