Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01061.jsonl.gz/850

Il Sole ha un mistero in meno grazie al lavoro dell'Istituto ricerche solari di Locarno (IRSOL), che ha risolto un paradosso emerso un quarto di secolo fa.
Nel 1996, grazie a uno strumento realizzato al Politecnico di Zurigo, analizzando la luce della nostra stella è emerso un segnale inatteso, spiega Luca Belluzzi, ricercatore dell’IRSOL. Due anni più tardi il mistero si infittisce quando, sulla rivista Nature, viene pubblicata una possibile spiegazione che implicava però che la nostra conoscenza del Sole fosse incorretta. “Davanti all’impossibilità di spiegarlo, qualcuno cominciò a pensare che il segnale potesse essere un’indicazione che la nostra comprensione della meccanica quantistica che viene usata per interpretare questi dati fosse ancora incompleta” sottolinea Belluzzi.
La spiegazione che riconcilia teoria e osservazioni è stata pubblicata nelle scorse settimane sulla rivista Physical Review Letters da un gruppo di ricercatori dell'IRSOL e dell'Istituto di astrofisica delle Canarie. “Nel 2016 – spiega il ricercatore – avevamo identificato un possibile meccanismo, ma mancavano una serie di ingredienti fisici senza i quali non potevamo dire di aver risolto il paradosso”. Nel 2017, grazie a un finanziamento del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, ha preso il via un progetto per portare avanti la ricerca e, dopo tre anni di lavoro, è stato possibile costruire un modello più completo in grado di riprodurre molto bene il segnale e spiegarlo senza incorrere in paradossi.