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L'economista Pietro Veglio interviene sulle pagine di Opinione liberale.
Sulle pagine di Opinione liberale, il settimanale del Plrt, nel numero uscito venerdì, viene intervistato l'economista Pietro Veglio, già direttore esecutivo
svizzero della Banca mondiale. Veglio parla dello sviluppo del concetto etico di responsabilità ambientale e sociale delle società anonime e di lotta contro la corruzione per le loro attività all’estero, particolarmente forte ultimi 25 anni. "In assenza di una istanza internazionale accettata, la regolamentazione e repressione delle infrazioni commesse dipendono dal diritto nazionale", spiega Veglio. "La loro efficacia dipende dalle sanzioni previste ma anche da regole che definiscano realisticamente l’obbligo di diligenza per le singole imprese".
In Svizzera l'iniziativa promossa da una novantina di organizzazioni non governative "per multinazionali responsabili" chide alle aziende che hanno sede in Svizzera nelle loto attività all'estero di rispettare i diritti umani riconosciuti dalle nazioni unite e le norme ambientali internazionali. L'iniziativa è però giudicata troppo radicale dalle stesse imprese. Un possibile compromesso potrebbe essere il controprogetto presentato dal consigliere nazionale Plrt Giovanni Merlini. "Nello scorso giugno il consigliere nazionale Giovanni Merlini ha convinto brillantemente una maggioranzadi colleghi ad adottare un controprogetto che, limando alcune formulazioni troppo ambiziose, permetterebbe di regolamentare ragionevolmente le attività delle grosse imprese elvetiche", sostiene Veglio. "Sanzionando legalmente le poche che non rispettano i diritti umani e le norme ambientali internazionali. Un compromesso che, se accettato anche dal Consiglio degli Stati, potrebbe convincere gli iniziativisti a ritirare la loro proposta".
Veglio prende però anche posizione sul crescente clima protezionistico che si avverte in tutto il mondo, o quasi. "L’assalto del Presidente Trump alle regole del gioco del commercio internazionale sancite dall’Organizzazione mondiale per il commercio (OMC) minaccia la sostenibilità dei progressi raggiunti nel dopoguerra dal libero commercio fra le maggiori aree economiche mondiali", dice Veglio. "Dal 1947 ad oggi i dazi doganali applicati alle importazioni di beni fra Stati Uniti, Canada, Europa e Giappone sono diminuiti in media dal 22% al 3%. Con un forte impatto positivo sulla crescita economica di questi paesi e con benefici innegabili per i loro cittadini – compresi quelli svizzeri".