Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/212178

<h2>SubmittedText<h2><p>I delinquenti stranieri approfittano del coronavirus. A seguito della temporanea impossibilità (?) di espellerli dalla Svizzera a causa della mancanza di collegamenti con i paesi d'origine, decine di delinquenti stranieri in attesa di espulsione sono stati semplicemente rimessi in libertà in vari Cantoni. Le autorità giudiziarie hanno stabilito che mantenere queste persone in detenzione amministrativa sarebbe sproporzionato.</p><p>Il risultato è che i delinquenti in questione rimangono nel nostro Paese a piede libero, col rischio di recidivare, sparire nella clandestinità, o entrambe le cose. E' evidente che sussiste un pericolo per la sicurezza pubblica.</p><p>Le espulsioni dei delinquenti stranieri sono state votate dal popolo. Tuttavia troppo spesso la loro attuazione viene sventata in sede giudiziaria. La volontà popolare è elusa, ed il numero di delinquenti stranieri effettivamente espulsi rimane troppo basso. Adesso ad avvantaggiare i delinquenti stranieri arriva anche la crisi da coronavirus: questo non è accettabile.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quanti delinquenti stranieri non hanno potuto essere espulsi dalla Svizzera a seguito del coronavirus?</p><p>2. Quanti di questi risultano spariti in clandestinità?</p><p>3. E' intenzione del Consiglio federale promulgare la base legale per prolungare la detenzione amministrativa dei delinquenti stranieri in attesa di espulsione fino al ripristino dei collegamenti con i paesi d'origine, onde evitare che essi vengano rimessi in libertà in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È vero che i rimpatri sono fortemente limitati a causa della pandemia COVID-19, tuttavia non sono stati sospesi in maniera generalizzata. Nel quadro del sostegno all'esecuzione (cfr. art. 71 LStrI e art. 1 OEAE), la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) esamina in ogni singolo caso, insieme alle competenti autorità cantonali, se e come è possibile organizzare le partenze. Ciò dipende dalle restrizioni d'entrata nei Paesi di destinazione, dalle condizioni tecniche di volo nonché da eventuali rischi per la salute delle persone da rimpatriare e delle altre persone coinvolte. Se la partenza non è possibile per uno dei motivi citati, il termine di partenza di persone del settore dell'asilo può essere prorogato conformemente all'articolo 9 dell'ordinanza del Consiglio federale del 1° aprile 2020 sui provvedimenti nel settore dell'asilo in relazione al coronavirus (ordinanza COVID-19 asilo).</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste.</p><p>1. A marzo ed aprile 2020 hanno dovuto essere annullate 556 partenze per via aerea (partenze autonome e rimpatri). Questi annullamenti erano dovuti in gran parte alla pandemia COVID-19. La Confederazione non dispone di alcuna statistica indicante quanti annullamenti riguardavano persone oggetto di un'espulsione giudiziaria passata in giudicato. Nello stesso periodo sono state eseguite 300 partenze per via aerea.</p><p>2. A marzo ed aprile 2020 sono partite in modo incontrollato o passate alla clandestinità 22 persone oggetto di un'espulsione giudiziaria passata in giudicato. Le partenze incontrollate di questo tipo non sono tuttavia direttamente correlate alla situazione attuale e sono registrate anche in condizioni normali.</p><p>3. Dopo aver svolto accertamenti congiunti, la SEM, la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) nonché l'Associazione dei servizi cantonali di migrazione (ASM) sono giunte alla conclusione che l'attuale situazione causata dal COVID-19 non costituisce alcun motivo per derogare alle normative consolidate in materia di carcerazione amministrativa di diritto degli stranieri, e che pertanto non occorre ricorrere al diritto di necessità in questo ambito. Questo vale in particolare in relazione alla durata massima di carcerazione, che secondo l'articolo 79 LStrI può essere prolungata a 18 mesi. Infatti, secondo il sistema d'informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) al momento di questi accertamenti, a fine marzo 2020, nessuna persona si trovava in carcerazione amministrativa da più di 15 mesi.</p>  Risposta del Consiglio federale.