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BASILEA - La pandemia di coronavirus ha messo alla prova il sistema federalistico in Svizzera, rafforzandolo. Lo ha dichiarato oggi il consigliere federale Alain Berset durante la sesta conferenza nazionale sul federalismo a Basilea.
La suddivisione del potere è una delle più grandi forze della Svizzera, ha aggiunto Berset. La collaborazione fra Cantoni e Confederazione non è regolata in maniera rigida: «Non tutto è previsto dalle leggi, in particolare in una situazione di crisi». Proprio per questo serve pragmatismo per trovare insieme soluzioni.
La pandemia si è dimostrata una sfida per il federalismo e ha reso necessaria una grande dose di coordinazione e comunicazione, con un intervento più importante del solito da parte della Confederazione, ha detto ancora Berset. All'inizio la necessità di agire rapidamente ha reso difficile il coinvolgimento dei Cantoni, ma la scelta di compromessi e discussioni si è alla fine rivelata vincente, secondo il ministro della sanità.
Tirando le somme, si può dire che il coronavirus ha rafforzato il federalismo, anche mostrando le possibili difficoltà e chiarendo dove è necessario oliare i macchinismi o stringere qualche bullone, ha proseguito Berset.
Dal canto suo Christian Rathgeb, consigliere di Stato grigionese e presidente della Conferenza dei governi cantonali, ha proposto per le future crisi la creazione di un Comitato dirigente paritetico con rappresentanti di Cantoni e Confederazione. Alcune responsabilità dovrebbero poi essere meglio definite.
La sesta conferenza sul federalismo è ospitata dal Canton Basilea Città. L'incontro di due giorni si svolge ogni quattro anni. A causa della situazione sanitaria i colloqui si stanno svolgendo online.