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Se non è Max Verstappen, è Sergio Perez. La Red Bull continua a dominare il Mondiale di Formula 1 e a Singapore ha raccolto la vittoria del messicano, davanti alle due Ferrari di Charles Leclerc e Carlos Sainz. Per Perez si tratta della quarta vittoria in carriera. Verstappen, dal canto suo, è stato protagonista di una gara piuttosto complicata – non certo facilitata da un ottavo posto in griglia e da una partenza nella quale ha perso ulteriori quattro posizioni – che lo ha visto chiudere al settimo posto. Nonostante mantenga un ampio margine di vantaggio (104 punti) nella generale del Mondiale, l’olandese dovrà attendere ancora prima di festeggiare la conquista del suo secondo titolo iridato.
«Penso sia stata la mia migliore prestazione in carriera, ho controllato la gara dall’inizio alla fine, nonostante non sia stato affatto facile», ha commentato "Checo" Perez. Il quale rimane sotto inchiesta della direzione di corsa e potrebbe ricevere una penalizzazione a posteriori per aver guidato troppo vicino alla safety car.
Per quanto riguarda Verstappen, il suo vantaggio di 104 punti su Leclerc e di 106 sul compagno di squadra Perez potrebbe permettergli di conquistare il titolo iridato tra una settimana in Giappone.
La partenza del gran premio di Singapore – appuntamento che sull’insieme del weekend ha fatto segnare la presenza di 302’000 spettatori (in aumento rispetto ai 268’000 del 2019) – ha preso il via con 1h05’ di ritardo, a causa della forte pioggia. In seguito, la meteo è migliorata e la corsa ha potuto avere uno sviluppo normale, nonostante l’asfalto bagnato abbia causato non pochi incidenti, con le uscite delle due Alpine di Alonso e Ocon, le due Williams di Lafiti e Albon, la Sauber di Zhou e la Alpha Tauri di Tsunoda. Anche Lewis Hamilton è andato a sbattere, ma ha potuto riprendere la gara dopo aver cambiato il musetto della sua Mercedes.
Tra i protagonisti di giornata, anche Fernando Alonso. Il quale non è riuscito a chiudere il gran premio, ma ha comunque battuto il record di presenze sulla griglia di partenza. Lo spagnolo, a 41 anni, ha disputato ieri il suo gran premio numero 351in 21 anni di carriera, superando il finlandese Kimi Raikkonen. Da segnalare, comunque, che la Federazione internazionale dell’automobile è meno generosa con l’iberico e gli assegna soltanto 350 gran premi. Non tiene infatti conto del Gp del Belgio del 2001, nel quale Alonso aveva sì preso il via, ma poi si era ritirato e non si era schierato sula griglia della seconda partenza, decretata dopo un incidente.