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Georgia Israel sul Foglio se la prende con le correlazioni, responsabili insieme alla pretesa di quantificare tutto di “ammazzare la scienza contemporanea”.
A riassumere in quattro parole il suo articolo, direi “poche idee ma confuse”: Israel, probabilmente per venire incontro al lettore medio del giornale che pubblica il suo articolo, semplifica troppo e mischia cose diverse che sarebbe meglio tenere separate.
Separando quello che è confuso, per non ammazzare la scienza contemporanea occorre tenere presente i seguenti principi: la correlazione non implica un nesso causale; quantificare un fenomeno è un’operazione che richiede cautela; molte affermazioni sono probabilistiche.
Ignorare tutto ciò uccide la scienza. Il problema è che per Israel, da quel che ha scritto, lo scienziato dovrebbe ignorare completamente le correlazioni, non quantificare quasi nulla e considerare false tutte le affermazioni con probabilità inferiore alla certezza. Si tratta sicuramente di una semplificazione, perché Israel è persona competente, ma è questa l’impressione che si ha leggendo il suo testo.
L’occasione dello sfogo di Israel è il lavoro di Franz H. Messerli, autore di una curiosa ricerca pubblicata come Occasional Notes sul New England Journal of Medicine. Che cosa afferma Messerli? Secondo Israel, che il cioccolato rende intelligenti, infatti le nazioni dove si consuma più cioccolato vincono più premi Nobel. Leggendo l’articolo, che c’è questa curiosa correlazione tra premi Nobel e consumo di cioccolata e che la cosa andrebbe approfondita perché forse c’è una connessione causale tra i due fenomeni.
A ignorare che la correlazione non è causalità, che contare i premi Nobel pro capite è una valutazione molto sommaria dell’intelligenza e che la probabilità non è certezza sono i resoconti sulla stampa di questa ricerca.1
Ad ammazzare la scienza contemporanea non sono i fenomeni descritti da Giorgio Israel, ma certi articoli di giornale – tra i quali, in parte, anche il suo.
- Ne ho scritto uno anche io. Sulla pagina di satira. [↩]