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BELLINZONA - L’Associazione per la difesa del servizio pubblico si oppone alla riforma fiscale e ai conseguenti sgravi fiscali decisi dalla maggioranza del Gran Consiglio lo scorso 18 dicembre.
«Questa riforma - spiega l'associazione - propone una riduzione dell’imposizione per le grandi aziende che conseguono utili, le holding e le persone fisiche detentrici di grossi patrimoni», precisando che «lo sgravio complessivo, tenuto conto delle imposte cantonali e comunali, si aggira sui 50 milioni di franchi all’anno».
Secondo l'Associazione essa fa seguito ad altri sgravi decisi tra gli anni dal 1997 al 2005 che provocarono una minor entrata annua per il Cantone di 207 milioni di franchi. «Quegli sgravi sono stati all’origine di una serie di misure di risparmio sulla socialità e il servizio pubblico. Anche gli sgravi in discussione in questo momento avranno gli stessi effetti».
L’Associazione per la difesa del servizio pubblico rileva che questa politica «è sempre più contestata da studiosi ed esperti, in Svizzera e all’estero. Attrarre aziende interessate solo a pagare meno imposte non garantisce un tessuto economico solido nel tempo. Meglio investire nella formazione, nella qualità dei servizi pubblici e nelle infrastrutture, che richiedono risorse adeguate per gli enti pubblici».
L’Associazione invita pertanto a votare No il prossimo il 29 aprile.