Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/98708

<h2>SubmittedText<h2><p>1. La volontà di espellere uno straniero indesiderato può giustificare la violazione delle garanzie procedurali, ovvero la violazione di un diritto costituzionale come quello della garanzia della libertà personale?</p><p>2. Qualificare un individuo come pericoloso quando la giustizia penale non l'ha ancora giudicato e i fatti sono controversi non implica ignorare la sua presunzione di innocenza?</p><p>3. Una prassi simile non favorisce la tendenza a credere che il rispetto dei diritti fondamentali, in particolare del diritto a un processo equo, sia valido solo per certe categorie di persone da cui sono esclusi i richiedenti l'asilo e gli stranieri che soggiornano in Svizzera irregolarmente?</p><p>4. Cosa può fare il Consiglio federale di fronte allo sviluppo inquietante di una prassi del genere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il caso menzionato nell'interpellanza non è noto al Consiglio federale, che risponde alle domande poste come segue:</p><p>1. La carcerazione in vista del rinvio coatto mira a garantire l'esecuzione di una decisione di allontanamento o espulsione per stranieri che non hanno alcun diritto di soggiorno. La carcerazione può rimanere in essere o essere prorogata finché l'esecuzione dell'allontanamento è presumibilmente attuabile, la durata massima della detenzione non è ancora stata raggiunta e il motivo della carcerazione continua a sussistere. Se una di queste condizioni non è più soddisfatta, bisogna porre immediatamente termine alla carcerazione, anche se l'esecuzione dell'allontanamento non è ancora possibile.</p><p>Un'autorità giudiziaria cantonale indipendente verifica regolarmente, su richiesta dell'autorità competente per l'esecuzione o dello straniero interessato, se le condizioni per il mantenimento o la proroga della detenzione sono o continuano a essere soddisfatte. Una decisione cantonale di ultima istanza può essere impugnata davanti al Tribunale federale. Nell'ambito di una procedura di ricorso cantonale o davanti al Tribunale federale può inoltre essere invocata la violazione di disposizioni procedurali. Una simile violazione, in particolare il mancato rispetto dei termini, sfocia di norma nell'accoglimento del ricorso e nella scarcerazione (DTF 127 II 175). Attraverso questo sistema di controllo giudiziario ben strutturato si garantiscono i diritti degli stranieri nell'ambito delle misure coercitive previste dal diritto degli stranieri.</p><p>2. Lo scopo legale della carcerazione in vista del rinvio coatto consiste esclusivamente nel garantire l'esecuzione dell'allontanamento. Ciò è il caso anche quando lo straniero minaccia o mette in pericolo la vita o l'integrità altrui. Se prevale un altro scopo, soprattutto quando la carcerazione in vista del rinvio coatto è disposta al posto del carcere preventivo, non è ammissibile ordinare la detenzione amministrativa secondo il diritto degli stranieri. La disposizione della carcerazione in vista del rinvio coatto in base al motivo menzionato presuppone, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, una seria minaccia o per lo meno l'apertura di un'istruzione. La procedura di carcerazione secondo il diritto degli stranieri non ha ripercussioni dirette su un procedimento penale parallelo. In qualsiasi momento lo straniero interessato può, nonostante un'inchiesta penale in corso, porre termine di propria iniziativa alla detenzione secondo il diritto degli stranieri, adempiendo al proprio obbligo di partenza. Se il procedimento penale viene archiviato, occorre porre fine anche alla carcerazione in vista di rinvio coatto nella misura in cui è stata giustificata dal procedimento penale e non vi sia altro motivo di detenzione, come per esempio il pericolo di latitanza.</p><p>3. Come già rilevato, i diritti processuali garantiti dalla Costituzione sono riconosciuti anche agli stranieri in situazione irregolare e ai richiedenti l'asilo respinti. Questi diritti processuali sono concretizzati nella legge federale sugli stranieri, nelle leggi cantonali di applicazione e di procedura amministrativa e nella giurisprudenza del Tribunale federale e della Corte di Strasburgo. Una violazione di questi diritti processuali può essere invocata nell'ambito di una procedura di verifica della carcerazione, di una procedura di ricorso a livello cantonale e infine davanti al Tribunale federale. Le decisioni del Tribunale federale possono inoltre costituire oggetto di ricorso davanti alla Corte di Strasburgo.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che non vi sia alcuna ulteriore necessità di intervento. Gli strumenti di controllo esistenti sono sufficienti per permettere agli stranieri interessati di difendere i loro diritti. La vigilanza sulle attività delle autorità cantonali incaricate dell'esecuzione è garantita dai tribunali cantonali, dal Tribunale federale e dalla Corte di Strasburgo. L'Ufficio federale della migrazione può inoltre incaricare il Tribunale federale di verificare le decisioni dei giudici cantonali competenti per la carcerazione se ritiene che siano contrarie al diritto federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.