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Tira aria di elezioni anticipate in parlamento nella repubblica Ceca, dove i partiti Top 09, socialdemocratici (Cssd) e comunisti (Kscm) hanno avanzato oggi la proposta di ricorrere allo scioglimento delle camere la prossima settimana e rinviare al voto a ottobre. L'iniziativa fa seguito alla sfiducia subita ieri sera dal governo tecnico di transizione del premier Jiri Rusnok, insediato dal presidente Milos Zeman, dopo che era caduto a seguito di uno scandalo l'esecutivo di centro destra di Petr Necas.
Per lo scioglimento del Parlamento è necessario il voto di almeno 120 deputati. Al voto sulla fiducia ieri si sono espressi in favore 93 deputati dei 193 presenti, contro 100 contrari. Rusnok ha immediatamente annunciato le dimissioni del suo governo.
La maggioranza dei 101 deputati di centrodestra, raggruppata sotto la leadership della presidente del Parlamento Miroslava Nemcova, aveva deciso di votare compatta no alla fiducia: il patto però non ha retto perché all'ultimo minuto tre deputati si sono astenuti abbandonando l'aula. Per cui l'ipotesi che il presidente Zeman potesse dare a loro l'incarico di un nuovo governo è saltato rafforzando ora la prospettiva di elezioni anticipate.