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La discriminazione in ragione dell'orientamento sessuale deve essere integrata nella norma sulla discriminazione razziale. È quanto ritiene la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale, che con 14 voti contro 9 e 3 astensioni propone alla propria Camera di dare seguito a un'iniziativa parlamentare in questo senso di Mathias Reynard (PS/VS).
Con 11 voti contro 10 e 2 astensioni, la Commissione propone anche di dare seguito a un'iniziativa cantonale ginevrina che chiede esplicitamente di sancire il divieto di discriminazione fondata sull'orientamento sessuale nella Costituzione federale.
Per gli iniziativisti si tratta di colmare un vuoto giuridico. La legislazione attuale non consente di affrontare i propositi basati sull'orientamento sessuale ed espressi in termini generici.
La Costituzione vieta sì la discriminazione fondata sui modi di vivere. Ma il Codice penale attuale non punisce i propositi omofobici. La norma antirazzismo vale unicamente per le discriminazioni di fatto della razza, dell'etnia e della religione.
Adottando queste iniziative, la Svizzera seguirebbe l'esempio di numerosi altri paesi europei che hanno già provveduto ad aggiornare la propria legislazione.
Il Consiglio degli Stati non ha ancora affrontato l'iniziativa di Reynard, ma una maggioranza risicata (4 voti contro 3 e 3 astenuti) della sua Commissione degli affari giuridici si è espressa negativamente lo scorso luglio. In settembre, durante la sessione, la Camera dei cantoni ha invece già respinto l'iniziativa cantonale ginevrina con 22 voti contro 13.