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Per la prima volta dal 2004, i procedimenti penali per maltrattamenti di animali sono diminuiti l'anno scorso in Svizzera. Nel 2017 i casi registrati sono stati 1691, il 30% in meno dell'anno precedente. Il Ticino figura fra i cantoni meno attivi in questo campo.
La giurisprudenza in materia di protezione degli animali "ha ancora un ampio margine di miglioramento", hanno sottolineato oggi a Zurigo i responsabili della Fondazione per i diritti degli animali ("Stiftung für das Tier im Recht" - TIR). "È assolutamente inaccettabile che disposizioni di legge vincolanti continuino a rimanere disattese".
Nel suo rapporto annuale, l'organizzazione ha esaminato in particolare la situazione relativa agli allevamenti di maiali, che troppo spesso vengono trattati alla stregua di "mezzi di produzione piuttosto che come esseri viventi". Nel 2017 sono stati registrati soltanto 91 procedimenti penali per infrazioni alla legge sulla protezione degli animali che riguardano i maiali: un numero "estremamente esiguo".
Per quanto riguarda il netto calo dei procedimenti a livello svizzero, la fondazione sottolinea come esso sia in gran parte legato all'abrogazione dell'obbligo dei corsi di formazione per i detentori di cani. Il canton Berna è risultato l'anno scorso il più sensibile ai diritti degli animali con 319 casi. Il Ticino figura invece fra i cantoni meno impegnati nel perseguimento dei reati contro gli animali: i procedimenti aperti sono stati 17. Un tasso più basso si è registrato soltanto a Basilea Città.