Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/38925

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In generale</p><p>La politica dei trasporti svizzera si rifà al principio della sostenibilità stabilito dalla Costituzione federale all'articolo 73. Questo significa che la mobilità viene perseguita con il massimo rispetto dell'ambiente (sostenibilità ecologica), le esigenze di mobilità vengono soddisfatte a livello economico nel modo più efficiente possibile (sostenibilità economica) e tutti i gruppi sociali di tutte le regioni del Paese hanno accesso alla mobilità (sostenibilità sociale). L'elemento centrale della politica dei trasporti svizzera prevede il trasferimento del traffico pesante su rotaia, obiettivo da raggiungere mediante strumenti conformi alle esigenze di mercato. Si tiene così conto dei seguenti decreti, approvati dal popolo dal Parlamento in questi ultimi anni: iniziativa per la protezione delle Alpi; accordi bilaterali con l'Ue; tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP); finanziamento dei progetti d'infrastruttura dei trasporti pubblici con i quattro elementi NFTA, Ferrovia 2000, misure di protezione fonica e collegamento alla rete europea ad alta capacità; misure d'accompagnamento (legge sul trasferimento del traffico), riforma delle ferrovie. La "dichiarazione comune sul miglioramento della sicurezza del traffico stradale soprattutto nelle gallerie dell'arco alpino", rilasciata durante la conferenza dei Ministri dei trasporti del 30 novembre 2001 a Zurigo, prevede tra l'altro il coordinamento dei flussi di traffico attraverso le Alpi e il rapido trasferimento del traffico pesante su rotaia. Ciò corrisponde all'orientamento della politica dei trasporti elvetica, ribadita più volte dal popolo e dal Parlamento con i decreti succitati.</p><p>Diverso è il caso dell'iniziativa Bundi. Quest'iniziativa voleva infatti fissare a livello costituzionale il principio della verità dei costi in materia di trasporti. La proposta andava sì in direzione di una politica dei trasporti più sostenibile, ma le difficoltà di realizzazione sono risultate insormontabili. In linea di massima, una chiara maggioranza degli ambienti consultati sosteneva il principio della verità dei costi, ma è altrettanto vero che sono state evidenziate diverse lacune nel progetto. È stata in particolare la disposizione derogatoria (rinuncia, in determinati casi, al principio di causalità) a creare problemi. Inoltre, altre opposizioni, a volte contraddittorie, facevano riferimento al fatto che un tale articolo minaccia il fragile equilibrio appena raggiunto in materia di politica dei trasporti, che il coordinamento internazionale risulta insufficiente, che la proposta non tiene debitamente conto degli aspetti di uno sviluppo sostenibile dei trasporti e che l'articolo non è conforme alle esigenze di una politica dei trasporti orientata ai principi dell'economia di mercato. Si temeva pure un'ulteriore penalizzazione del traffico stradale e i dati sui costi esterni e i benefici sono stati giudicati carenti. Sulla base dei risultati della procedura di consultazione, e su richiesta della CTT CN, il 12 giugno 2001 il Consiglio nazionale ha deciso di togliere di ruolo l'iniziativa parlamentare.</p><p>Risposta alle singole domande</p><p>Domanda 1</p><p>Per gestire i problemi del traffico nell'arco alpino è necessaria una politica dei trasporti orientata al principio della sostenibilità. Per questo motivo, la Svizzera si impegna da anni a livello internazionale per realizzare il principio della causalità. L'applicazione del principio della verità dei costi costituisce uno degli obiettivi dell'accordo sui trasporti terrestri tra l'Ue e la Svizzera (art. 37). Inoltre, con l'introduzione della TTPCP dal 1.1.2001, la Svizzera ha effettuato un primo passo importante verso una politica dei trasporti sostenibile, ottenendo i primi successi: dai primi sondaggi effettuati dall'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) è emerso che la tendenza al rialzo nel traffico merci su strada ha potuto essere, almeno temporaneamente, arrestata. </p><p>I possibili svantaggi, come per esempio il particolare onore finanziario a carico delle regioni alpine, possono essere compensati caso per caso. Nel caso della TTPCP, ad esempio, si è tenuto conto delle conseguenze negative sulle regioni periferiche e di montagna, fissando un'adeguata chiave di ripartizione degli introiti della tassa. Anche le esigenze del settore turistico sono state tenute in dovuta considerazione tramite una regolamentazione speciale per i trasporti viaggiatori, decisa dal Parlamento.</p><p>Domanda 2</p><p>Contrariamente alla proposta di articolo costituzionale dell'"Iniziativa Bundi", l'articolo 14 del Protocollo sui trasporti è integrato nella strategia globale di una politica dei trasporti sostenibile e non contiene le lacune evidenziate al capitolo I (Disposizioni generali).</p><p>Domanda 3</p><p>Il Messaggio concernente la ratifica dei Protocolli della Convenzione per la protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi) è stato adottato dal Consiglio federale il 19 dicembre 2001; prossimamente verrà sottoposto per approvazione alle Camere federali. Non è necessario completare il testo del Messaggio in quanto gli argomenti sollevati dall'autore dell'interpellanza sono già stati ampiamente presi in considerazione al punto 2.2.92. (ad articolo 14) e al punto 2.2.9.3 (Valutazione) del Messaggio.</p>  Risposta del Consiglio federale.