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L'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) vuole più accordi per lo scambio automatico di informazioni fiscali in modo da tenere il passo con i paesi più avanzati in questo settore.
La Svizzera ha firmato meno di 40 accordi, mentre altri paesi sono praticamente a quota 60, ha detto ieri sera a Ginevra il nuovo presidente dell'ASB Herbert Scheidt.
"C'è una certa attesa e dobbiamo agire più rapidamente", ma bisognerà anche vedere in che misura gli altri stati applicheranno gli standard e sperare che l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) non conceda deroghe ai centri finanziari americani. Altri punti da tenere sott'occhio sono la sicurezza e la protezione dei dati. Se queste condizioni saranno rispettate, si andrà "nella giusta direzione".
Secondo Scheidt, dopo la Brexit bisognerà rafforzare il dialogo con il Regno Unito, che diventerà un partner importante, senza però che il riposizionamento vada ad incidere negativamente sui rapporti con l'Unione europea.
SDA-ATS