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Senza Belinda Bencic, vincitrice a Dubai e semifinalista a Indian Wells, lo spareggio di promozione che la Svizzera affronta negli Stati Uniti si presenta come oltremodo complicato. Non fosse che, probabilmente, la posta in palio non è poi così importante, alla luce del cambiamento della formule della Fed Cup che dal 2020 dovrebbe portare dalle attuali otto a sedici il numero delle squadre nel Gruppo mondiale, quello in cui le statunitensi già sono, quello al quale la Svizzera di Heinz Günthardt ambisce, dopo aver battuto 3-0 l’Italia nel match che l’ha qualificata allo spareggio di San Antonio. Il gruppo Kosmos che ha rivoluzionato, non tra poche polemiche, la Coppa Davis, intende ribaltare anche l’ambito femminile. Un’innovazione che ha portato il capitano rossocrociato Günthardt a dir senza mezze parole che «il match più importante di questo ciclo è stato quello contro l’Italia. L’obiettivo di vincere la Fed Cup resta, ma entro quest’anno non sarebbe comunque stato possibile», togliendo così pressione dalle spalle delle sue giocatrici che saranno opposte a una selezione a stelle e strisce di tutto rispetto, benché priva di Serena Williams. Viktorija Golubic (Wta 80) e Timea Bacsinszky (Wta 111), alle quali sono state associate due neofite, Conny Perrin (143) e la vallesana Ylena In-Albon (182), se la vedranno con Sloane Stephens (Wta 8) e Madison Keys (14), la prima vincitrice degli Us Open nel 2017 sconfiggendo in finale proprio al seconda, e con la 20enne Sofia Kenin (36), titolata a Hobart e finalista ad Acapulco.