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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.La fusione di due grandi banche svizzere ha suscitato, da parte della concorrenza straniera, reazioni che inducono a pensare che la posizione della nuova banca svizzera ne uscirà rafforzata a livello internazionale. Sul piano nazionale, il Consiglio federale è convinto che il processo di adattamento strutturale del sistema bancario svizzero sarebbe stato necessario anche se la fusione non avesse avuto luogo. Attualmente nulla fa pensare che i due istituti bancari coinvolti gestiranno congiuntamente meno bene tale processo o se dovranno ridurre maggiormente il loro personale di quanto avrebbero fatto se avessero continuato la loro attività quali aziende indipendenti. Il Consiglio federale ritiene inoltre che, a livello regionale, determinate trasformazioni sarebbero avvenute in ogni caso anche senza la fusione delle due grandi banche. Per di più occorre rilevare che il numero delle banche che in Svizzera operano a livello regionale è ancora sufficientemente elevato per colmare il vuoto  che tale fusione potrebbe provocare in certe regioni.</p><p>2.Nell'ambito della legge sui cartelli (LCart), la Commissione della concorrenza esaminerà attentamente se la fusione potrebbe creare o rafforzare una posizione dominante sul mercato. Ai sensi della legge, essa può tuttavia procedere a tale esame unicamente sulla base di criteri di natura concorrenziale. Per quanto concerne i criteri di carattere politico (tutela degli interessi pubblici), spetta unicamente al Consiglio federale pronunciarsi in seguito a un eventuale divieto della Commissione della concorrenza o dell'autorità di ricorso (art. 11 LCart). Soltanto dopo aver esaminato i singoli mercati interessati sarà possibile affermare che una concentrazione crea o rafforza una posizione dominante. La Commissione della concorrenza è dotata a tale scopo delle risorse necessarie, sia dal punto di vista del personale che dal profilo materiale e giuridico. In una prima fase la Commissione dispone di un mese, dopo la notifica della fusione, per esaminare se con la creazione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato esistono indizi di una limitazione della concorrenza. In caso affermativo, essa intraprende un esame più approfondito che dura quattro mesi.</p><p>3.All'inizio di ottobre 1997, il capo del Dipartimento federale dell'economia ha avuto uno scambio di opinioni con alcuni rappresentanti delle banche svizzere in merito alla questione della politica creditizia nei confronti delle PMI. In tale occasione, egli ha sottolineato l'importanza di accordare un periodo di adeguamento alle nuove condizioni del credito. Per quanto concerne la fusione dell'Unione di Banche Svizzere con la Società di Banca Svizzera, i rappresentanti delle banche hanno messo in rilievo l'importanza dei loro affari con le PMI. Per il Credito Svizzero le PMI rappresentano una categoria di clienti fondamentale. Cinque sesti dei crediti accordati alle imprese sarebbero destinati alle PMI e quattro quinti di tutti i consulenti della clientela lavorerebbero per questo settore. In occasione dell'incontro svoltosi il 10 dicembre 1997 tra l'UFSEL e i rappresentanti della nuova banca, l'UFSEL ha ottenuto determinate garanzie in merito alle strategie relative agli affari trattati con le PMI e, più specificamente, l'utilizzazione del fondo speciale di 150 milioni di franchi, destinato a essere costituito in favore delle PMI. Il nuovo istituto si è prefisso l'obiettivo dichiarato di diventare un partner importante per le PMI svizzere, precisando che i 150 milioni sono destinati in primo luogo all'attuazione di una prassi più generosa di concessione e di rinnovo del credito per i casi che pongono attualmente dei problemi (5 al 10% delle PMI clienti). Inoltre, esistono già dei fondi per finanziare nuove operazioni di capitali di rischio (circa 50 milioni di franchi presso la SBS).</p><p>4.L'UFSEL e i rappresentanti della nuova banca sono chiaramente interessati al proseguimento dei colloqui. Essi hanno già previsto un secondo incontro per il 13 febbraio 1998, ossia dopo che le due assemblee generali saranno state chiamate a decidere sulla fusione delle due banche e dopo la conclusione dei colloqui fra banche e sindacati. Il Consiglio federale viene tenuto al corrente dall'UFSEL dei negoziati in corso fra le parti sociali.</p><p>5.Il Consiglio federale deplora profondamente il fatto che la fusione delle due grandi banche provocherà un'ulteriore perdita di 7'000 posti di lavoro in Svizzera. Esso vi scorge ancora una volta la conferma della necessità di creare nuovi impieghi nel nostro Paese. Non sarà sufficiente salvaguardare gli attuali posti di lavoro per permettere al mercato svizzero del lavoro di far fronte alle esigenze strutturali. Per quanto concerne l'occupazione, i 1'800 licenziamenti annunciati in Svizzera costituiscono il limite massimo. Il numero dei licenziamenti effettivi può tuttavia essere ancora nettamente ridotto sfruttando meglio il tasso di rotazione naturale. Per tale motivo le banche sono pure disposte a sviluppare e a utilizzare in modo ottimale gli strumenti di cui sono già in possesso, al fine di promuovere la mobilità in seno all'azienda. L'UFSEL ha ottenuto l'assicurazione che gli apprendisti attualmente occupati hanno la garanzia di poter concludere la loro formazione nell'ambito della nuova banca. Non vi saranno inoltre cambiamenti per quanto concerne i contratti di tirocinio già stipulati per il 1998. I colloqui tra l'UFSEL e le banche hanno altresì evidenziato la volontà di queste ultime di incoraggiare e di continuare a sviluppare il lavoro a tempo parziale; a tale proposito si prevede in particolare di introdurre orari di lavoro annuali e di sviluppare nuovi modelli di gestione del tempo di lavoro. La questione della settimana lavorativa normale è in principio una questione che deve essere negoziata fra i partner sociali.</p><p>6.Per quanto riguarda la reputazione delle banche svizzere all'estero, il Consiglio federale non vede alcuna relazione tra la decisione di fusione e l'immagine dei nostri istituti bancari al di fuori delle nostre frontiere. Esso è per contro convinto che il modo in cui i responsabili della nuova banca attueranno la loro decisione avrà un impatto determinante sui rapporti esistenti tra i partner sociali. Essendo impegnato a favorire tra questi ultimi soluzioni concertate, il Consiglio federale ha avviato senza indugio, vale a dire due giorni dopo essere venuto a conoscenza della decisione di fusione, colloqui diretti con i responsabili della banca tramite l'UFSEL.</p>  Risposta del Consiglio federale.