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Il dilagare del coronavirus ha dato notevole slancio ai miti del complotto. Anche il recente rapporto sull'antisemitismo 2020 della Federazione svizzera delle comunità israelitiche constata che la pandemia alimenta in particolare miti del complotto razzisti e antisemiti. Aumentano considerevolmente anche le accuse alle autorità, spesso fondate su miti del complotto. I familiari e l'ambiente delle persone che si radicalizzano sono spesso impreparati e impotenti di fronte al fenomeno. Eppure, se assistiti e consigliati con competenza potrebbero contribuire a togliere linfa ai miti del complotto. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande : (...)
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che tracci un quadro delle misure e dei mezzi di diritto penale, di polizia preventiva e di diritto pubblico (per es. diritto delle telecomunicazioni) che esistono per lottare contro le incitazioni pubbliche all'odio (discorsi di odio) e contro l'importazione e la diffusione di materiale di propaganda estremista. Il rapporto dovrà inoltre indicare le eventuali lacune a livello legislativo.
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento le basi legali che permettano di imporre efficacemente il divieto della profilazione razziale ed etnica e di rafforzare la tutela giurisdizionale degli interessati.
Il Consiglio federale è invitato a estendere a quanto segue il mandato assegnato al Servizio per la lotta al razzismo (SLR) del Dipartimento federale dell'interno:
a. Istituzione a livello federale di un servizio indipendente di mediazione che offra meccanismi di ricorso informali facilmente accessibili per le vittime di profiling razziale ed etnico;
b. Sostegno e consulenza al corpo delle guardie di confine, a fedpol e ai corpi cantonali di polizia negli ambiti delle istruzioni di servizio, della formazione e formazione continua e dell'approntamento di servizi di conciliazione e mediazione a livello di Cantoni e Città, con l'obiettivo, perlomeno, di dimezzare entro cinque anni il numero di casi di profiling razziale ed etnico;
c. (...)
Il Consiglio federale è incaricato di creare un memoriale ufficiale svizzero per le vittime del nazionalsocialismo e - se necessario - le relative basi legali. Il memoriale avrà lo scopo di mantenere viva la memoria e di aumentare la consapevolezza dell'importanza della democrazia e dello Stato di diritto, soprattutto tra i giovani.
Uno studio realizzato da alcuni economisti del PFZ, apparso sulla rivista Nature, indica che su job-room.ch - la più grande piattaforma web per la ricerca di un impiego - i candidati con un passato migratorio vengono sistematicamente discriminati. Secondo lo studio, i reclutatori contattano questi candidati con una frequenza del 6,5 per cento inferiore rispetto a quelli svizzeri con un profilo identico. Le persone provenienti dai Balcani, dall'Asia, dal Vicino Oriente, dal Nordafrica e dall'Africa subsahariana, in particolare, vengono contattate con una frequenza di oltre il 10 per cento inferiore. Questa differenza è paragonabile a quella osservata tra chi non ha esperienza professionale e chi ha più di quattro anni di esperienza. (...)
<> Esistono statistiche sulla violenza in rete ?
- Esistono uffici preposti al sostegno delle vittime di violenza in rete ?
- Quali sono le misure di intervento per sensibilizzare, informare e prevenire la violenza virtuale per la popolazione già adottate da cantoni e confederazione ?
- Quali cantoni hanno attivato programmi di informazione e prevenzione nelle scuole ?
- (...)
<> Quali basi legali proteggono le vittime di violenza in rete ?
- Di quali strumenti giuridici può avallarsi una vittima di violenza in rete ?
- Esiste un margine di manovra giuridico se ci sono indizi forti di una violenza in rete, ma la prova della colpa non è ancora completa ?
- Nel caso di violenza di rete acuta, servono adeguamenti legislativi per poter fare più velocemente le verifiche sugli autori ?
- (...)
Il Controllo federale delle finanze (CDF) ha di recente verificato l'efficacia della lotta contro la cibercriminalità da parte dell'Ufficio federale di polizia (fedpol). Dal rapporto emergono chiare criticità.
1. La creazione di un "cibercommissariato" presso la Polizia giudiziaria federale (PGF) ha generato divergenze di opinioni nel settore in relazione al rischio di doppioni e all'utilizzo inefficiente dei mezzi disponili. Il Consiglio federale è informato e ha una posizione a riguardo ?
2. (...)
La tratta transatlantica degli schiavi è stata uno dei grandi crimini dell'umanità e ha posto le basi per la ricchezza dei Paesi occidentali.
In Francia la Convenzione ha abolito la schiavitù nel 1794. Nel 1815, durante il Congresso di Vienna, gli Stati europei hanno dichiarato che il commercio di schiavi è sempre stato considerato dagli uomini illuminati e giusti come contrario ai principi dell'umanità e della morale universale. Haiti ha abolito la schiavitù nel 1804, il Cile nel 1823, il Regno Unito nel 1833, la Francia nel 1848, l'Argentina nel 1853, i Paesi Bassi nel 1863 e gli Stati Uniti nel 1864.
Nel 1863 il noto giurista svizzero J.C. Bluntschli ha dichiarato che l'uomo è per natura una persona e quindi non può essere un oggetto e, di conseguenza, nemmeno uno schiavo, aggiungendo che la schiavitù in Nord America era un oltraggio allo spirito dell'umanità e violava l'ordine divino e umano nel modo più profondo. (...)
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la legge federale sulla parità dei sessi alla legislazione europea in materia di parità di trattamento tra i sessi nella vita professionale, in particolare per quanto riguarda la parità di trattamento in caso di attività lucrativa indipendente, l'estensione dell'alleviamento dell'onere della prova alla fase dell'assunzione e la protezione dei lavoratori che si adoperano in favore delle vittime di discriminazione.