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Caraibi Cuba: embargo, nuove restrizioni su energia
Il presidente Miguel Díaz-Canel ha annunciato ieri sera l'introduzione a Cuba di nuove «misure congiunturali» che includono «limitazioni nell'uso del combustibile» e di altri prodotti nel Paese.
In un intervento televisivo il capo dello Stato ha accusato per questa decisione «l'inasprimento dell'ostilità del governo statunitense». «Il piano genocida e criminale del governo degli Stati Uniti – ha assicurato – si propone di far peggiorare ulteriormente la qualità della vita della popolazione, il suo progresso e perfino le sue speranze».
Nonostante ciò Díaz-Canel ha spiegato che quella attuale è «una situazione congiunturale» che «non si può addebitare a carenze di gestione» da parte del governo cubano, ma che riguarda «l'aggressività degli Stati Uniti». Le misure ufficiali che saranno introdotte, ha poi detto, puntano a «minimizzare l'impatto sui servizi di base alla popolazione, potenziare il risparmio dei vettori energetici e limitare l'uso del combustibile».
Il Venezuela è stato, dopo il crollo dell'Unione sovietica, il principale fornitore di combustibile a Cuba. Ma il capo dello Stato cubano ha spiegato che a causa di misure restrittive imposte da Washington anche nei confronti di Caracas «non è stato possibile ottenere in questi giorni che il meccanismo di arrivo delle petroliere nei porti dell'isola assicurasse la continuità delle forniture, cosa che consideriamo un evento congiunturale».
Gli esperti prevedono comunque che a causa di questa situazione vi saranno «tensioni nella distribuzione di alcuni prodotti, nei trasporti pubblici e nella generazione elettrica».
Gli Stati Uniti «non riusciranno nel loro proposito di scoraggiare la popolazione», ha concluso il capo dello Stato che ha chiesto ad essa di contribuire al risparmio energetico e di «rafforzare il sentimento patriottico di unità nazionale».
ATS