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Il Tribunale federale (TF) conferma il veto imposto dalle autorità bernesi ad una madre che progettava di lasciare la Svizzera con la figlia per stabilirsi in Spagna, dopo essersi separata dal compagno, padre della bimba.
Dalla loro separazione nel 2010 - quando la figlia aveva un anno -, i genitori esercitano l'autorità parentale congiunta e si occupano entrambi della figlia. Essendosi il padre opposto all'emigrazione della bambina, la donna ha chiesto all'autorità bernese di protezione del bambino e dell'adulto l'autorizzazione di trasferirsi comunque in Spagna con la figlia. La sua domanda è stata rifiutata.
In ultima istanza, i giudici federali confermano il veto dell'autorità bernese. Precisano inoltre i principi che devono essere rispettati in simili casi, quando uno dei genitori separati o divorziati titolare dell'autorità parentale congiunta desidera trasferirsi all'estero con i figli nati dalla relazione.
Dopo aver rammentato che l'autorità parentale congiunta è la norma dal primo luglio 2014, il TF sottolinea che la questione determinante è di sapere in quale luogo sarà meglio preservato il bene del bambino, tenuto conto delle circostanze concrete.
Nel caso particolare, il bene della bambina impone chiaramente la sua permanenza in Svizzera, ritengono i giudici federali. La nuova relazione intrattenuta dalla madre in Spagna non può ancora essere considerata stabile. Inoltre, la donna non dispone di elementi di riferimento indipendenti in Spagna e non parla spagnolo.
In simili circostanze, non è nell'interesse della bambina trasferirla bruscamente in un ambiente che non conosce e iscriverla in una scuola di cui non parla la lingua, sentenziano i giudici federali.
(Sentenza 5A_945/2015 del 7 luglio 2016)
SDA-ATS