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N. 393.2000.2 L Lugano, 21 dicembre 2000 IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO Claudio Lepori sedente per statuire sul reclamo presentato il 15 dicembre 2000 da __________ (patrocinato dall'avv. __________) contro la decisione 1. dicembre 2000 del Procuratore pubblico avv. Emanuele Stauffer, che ha condizionato il dissequestro - interlocutoriamente respinto - di un immobile al conseguente sequestro del ricavo della sua vendita, nel procedimento penale pendente contro __________, per titolo di truffa e altri reati; viste le osservazioni 19 dicembre 2000 del magistrato inquirente, che postula la reiezione del reclamo; letti ed esaminati gli atti; ritenuto e considerato in fatto e in diritto: che: - che nei confronti in particolare di __________ è in corso un procedimento penale per reati patrimoniali consumati nel contesto di operazioni immobiliari; - il 19 giugno 2000, il Procuratore pubblico ha disposto il blocco a registro fondiario di tutte le proprietà immobiliari di pertinenza tra altri di __________, a valere quale sequestro a norma di legge (doc. 18 dell'incarto MP __________); - tra quei fondi vi è la part. __________ RFD di __________, gravata da cartella ipotecaria al portatore di fr. 200'000.-, iscritta il 16 maggio 2000 (v. doc. C, prodotto con il reclamo), detenuta dal reclamante a garanzia di parte di suoi prestiti all'accusato; - il 9 novembre 2000, __________ ha chiesto lo sblocco e cioè il dissequestro della menzionata particella, onde consentirne la vendita e di conseguenza il ricupero da parte sua della somma di fr. 200'000.-, garantita come sopra; - con decisione 1. dicembre 2000, il Procuratore pubblico si è dichiarato disposto al dissequestro, ritenuto che l'intero importo della vendita rimanga poi a sua volta sotto sequestro a garanzia di tutte le parti civili creditrici; - il reclamo, tempestivo e prodotto da persona legittimata per comprensibile interesse (e quindi ricevibile in ordine, come agli art. 280 ss. CPP), illustrati i fatti, fa valere che la cartella è stata acquistata " in perfetta buona fede e nei modi e nella forma richiesti dal Codice civile ", con prioritario diritto al soddisfacimento: il Procuratore pubblico, con le sue osservazioni e pur riconoscendo la corrispondenza dei fatti esposti dal reclamante, non ritiene che quest'ultimo " possa essere ritenuto creditore ipotecario e che usufruisca pertanto di un credito preferenziale ", i suoi diritti dovendo allora concorrere con quelli delle parti civili; - l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al magistrato penale di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che possono avere importanza per l’istruzione del processo alternativamente o cumulativamente come mezzi di prova o in quanto passibili di confisca o devoluzione allo Stato: è tuttavia ovvio che oggetto del provvedimento in vista di confisca (come sarebbe qui il caso) può colpire unicamente attivi a libera disposizione e non debiti o impegni presi correttamente e civilmente vincolanti, per cui mantiene logica validità la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali (REP 1991, pag. 541), nel senso che non è passibile di sequestro una garanzia bancaria ed il corrispondente pegno, a patto che il relativo contratto non sia inficiato da sospetto di reato, in questa situazione non essendo discorso di buona fede del terzo, confrontato con una controparte al negozio autrice o sospetta autrice di reato (come all'art. 59 cfr. 1 cpv. 2 CP), ma di contratto perfezionatosi al di fuori da qualsiasi reato (v. decisione 11 agosto 1999 in re O.R, GIAR 964.98.1); - nel caso in discussione non vi è nessun sospetto di reato in connessione con l'erogazione di un prestito da parte di __________ a favore di __________ e con la dazione in pegno della cartella ipotecaria, per cui i prioritari diritti incorporati in questo titolo vanno salvaguardati, come vuole il diritto civile (si veda quanto esposto dal reclamante) e la procedura esecutiva (art. 219 cpv. 1 LEF): evidentemente il Procuratore pubblico potrà ordinare il sequestro dell'eventuale ricavo dalla vendita esuberante il credito ipotecario; - il reclamo è così accolto con la presente decisione, suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP): non vengono ovviamente caricate spese giudiziarie, il reclamante avendo per converso diritto a congrue ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP); visti i citati articoli di legge, decide: 1. Il reclamo è accolto. 1.1. Il Procuratore pubblico ordinerà il dissequestro della part. __________ RFD di __________, come ai considerandi. 2. Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie. 3. Lo Stato verserà al reclamante la somma di fr. 400.- a titolo di ripetibili. 4. Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni dall'intimazione. 5. Intimazione: giudice Claudio Lepori

N. 393.2000.2 L Lugano, 21 dicembre 2000

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO Claudio Lepori

sedente per statuire sul reclamo presentato il 15 dicembre 2000 da

__________ (patrocinato dall'avv. __________)

contro la decisione 1. dicembre 2000 del Procuratore pubblico avv. Emanuele Stauffer, che ha condizionato il dissequestro - interlocutoriamente respinto - di un immobile al conseguente sequestro del ricavo della sua vendita, nel procedimento penale pendente contro __________, per titolo di truffa e altri reati;

viste le osservazioni 19 dicembre 2000 del magistrato inquirente, che postula la reiezione del reclamo;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto e considerato

in fatto e in diritto:

che:

- che nei confronti in particolare di __________ è in corso un procedimento penale per reati patrimoniali consumati nel contesto di operazioni immobiliari;

- il 19 giugno 2000, il Procuratore pubblico ha disposto il blocco a registro fondiario di tutte le proprietà immobiliari di pertinenza tra altri di __________, a valere quale sequestro a norma di legge (doc. 18 dell'incarto MP __________);

- tra quei fondi vi è la part. __________ RFD di __________, gravata da cartella ipotecaria al portatore di fr. 200'000.-, iscritta il 16 maggio 2000 (v. doc. C, prodotto con il reclamo), detenuta dal reclamante a garanzia di parte di suoi prestiti all'accusato;

- il 9 novembre 2000, __________ ha chiesto lo sblocco e cioè il dissequestro della menzionata particella, onde consentirne la vendita e di conseguenza il ricupero da parte sua della somma di fr. 200'000.-, garantita come sopra;

- con decisione 1. dicembre 2000, il Procuratore pubblico si è dichiarato disposto al dissequestro, ritenuto che l'intero importo della vendita rimanga poi a sua volta sotto sequestro a garanzia di tutte le parti civili creditrici;

- il reclamo, tempestivo e prodotto da persona legittimata per comprensibile interesse (e quindi ricevibile in ordine, come agli art. 280 ss. CPP), illustrati i fatti, fa valere che la cartella è stata acquistata " in perfetta buona fede e nei modi e nella forma richiesti dal Codice civile ", con prioritario diritto al soddisfacimento: il Procuratore pubblico, con le sue osservazioni e pur riconoscendo la corrispondenza dei fatti esposti dal reclamante, non ritiene che quest'ultimo " possa essere ritenuto creditore ipotecario e che usufruisca pertanto di un credito preferenziale ", i suoi diritti dovendo allora concorrere con quelli delle parti civili;

- l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al magistrato penale di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che possono avere importanza per l’istruzione del processo alternativamente o cumulativamente come mezzi di prova o in quanto passibili di confisca o devoluzione allo Stato: è tuttavia ovvio che oggetto del provvedimento in vista di confisca (come sarebbe qui il caso) può colpire unicamente attivi a libera disposizione e non debiti o impegni presi correttamente e civilmente vincolanti, per cui mantiene logica validità la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali (REP 1991, pag. 541), nel senso che non è passibile di sequestro una garanzia bancaria ed il corrispondente pegno, a patto che il relativo contratto non sia inficiato da sospetto di reato, in questa situazione non essendo discorso di buona fede del terzo, confrontato con una controparte al negozio autrice o sospetta autrice di reato (come all'art. 59 cfr. 1 cpv. 2 CP), ma di contratto perfezionatosi al di fuori da qualsiasi reato (v. decisione 11 agosto 1999 in re O.R, GIAR 964.98.1);

- nel caso in discussione non vi è nessun sospetto di reato in connessione con l'erogazione di un prestito da parte di __________ a favore di __________ e con la dazione in pegno della cartella ipotecaria, per cui i prioritari diritti incorporati in questo titolo vanno salvaguardati, come vuole il diritto civile (si veda quanto esposto dal reclamante) e la procedura esecutiva (art. 219 cpv. 1 LEF): evidentemente il Procuratore pubblico potrà ordinare il sequestro dell'eventuale ricavo dalla vendita esuberante il credito ipotecario;

- il reclamo è così accolto con la presente decisione, suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP): non vengono ovviamente caricate spese giudiziarie, il reclamante avendo per converso diritto a congrue ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP);

visti i citati articoli di legge,

decide:

1. Il reclamo è accolto.

1.1. Il Procuratore pubblico ordinerà il dissequestro della part. __________ RFD di __________, come ai considerandi.

2. Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3. Lo Stato verserà al reclamante la somma di fr. 400.- a titolo di ripetibili.

4. Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni dall'intimazione.

5. Intimazione:

giudice Claudio Lepori