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In occasione delle recenti elezioni cantonali, diversi commentatori hanno rilevato – non senza nascondere un certo compiacimento – che la scheda più votata è quella “senza intestazione”, che sarebbe ormai il “primo partito” del cantone.
Mi permetto di dissentire. La scheda senza intestazione è un modo per esprimere il proprio voto, che col passar del tempo diventerà sempre più usuale, ma NON è un “partito”, tant’è che non ha né candidati né eletti “propri”.
Ho parlato di recente con Tullio Righinetti, ritenuto ideatore della soluzione in questione, il quale mi ha ricordato che a quel tempo si diceva che a guadagnarci sarebbe stato il partito con esponenti più noti, dato l’accorgimento che il prescelto “tirasse dietro” un voto in favore della lista in cui compare. Infatti ogni candidato votato sulla “lista non intestata” riceve due voti (uno per sé e uno per il partito o il movimento a cui appartiene).
Mi sono poi ricordato di avere, a suo tempo, scritto anch’io un articoletto nel quale auspicavo una soluzione del genere per dare la possibilità di partecipare all’elezione anche a simpatizzanti di partiti esistenti in altri cantoni, ma non nel nostro (indipendenti, evangelici, Azione Nazionale ecc.).