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Thongloun Sisoulith, nuovo segretario del Partito Rivoluzionario del Popolo Lao
Tra il 13 ed il 15 gennaio si è svolto a Vientiane l’XI Congresso del Partito Rivoluzionario del Popolo Lao, il partito marxista-leninista che governa la Repubblica Democratica Popolare del Laos. La principale decisione presa dal congresso, al quale hanno partecipato 768 delegati provenienti da tutto il paese, è stata l’elezione del primo ministro in carica, Thongloun Sisoulith, come nuovo segretario del Partito, ruolo che ricoprirà per i prossimi cinque anni, andando a prendere il posto del segretario uscente Bounnhang Vorachit. Quest’ultimo, che ricopre anche l’incarico di capo di Stato, era stato eletto in occasione del X Congresso, organizzato nel 2016. Oltre al nuovo segretario generale sono stati eletti anche tutti i componenti dei più importanti organismi del Partito, come il Comitato Centrale ed il Politburo.
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Nel mese di febbraio, il Laos terrà anche le elezioni generali. In seguito, l’Assemblea Nazionale si riunirà per eleggere il nuovo presidente, con il nuovo segretario del Partito, Thongloun Sisoulith, che dovrebbe andare a succedere all’ottantatreenne Bounnhang Vorachit, che si ritirerà dalla vita politica allo scadere del suo mandato, anche nella massima carica del paese. Nella storia recente del Laos, infatti, il leader del Partito ha ricoperto anche la carica di presidente dello Stato.
Ufficio amministrativo governativo a Vientiane. Foto: GFJ
Nel suo primo discorso da segretario generale del Partito, Thongloun Sisoulith ha chiesto a tutti i leader del Partito di rafforzare la propria responsabilità politica e di agire come modelli di leadership per adempiere ai doveri loro assegnati dalla nazione. “Sebbene il Laos abbia raggiunto molti degli obiettivi di sviluppo socioeconomico negli ultimi cinque anni, le sfide sono ancora da affrontare e richiedono un forte impegno politico per superare le difficoltà economiche”, ha affermato. Thongloun ha aggiunto che tutti i delegati dovranno svolgere un ruolo attivo nell’attuazione delle politiche del Partito in modo innovativo, incoraggiando tutte le forze della società a sviluppare la nazione nei prossimi cinque anni: “I membri del Comitato Centrale del Partito dovrebbero mantenere il loro spirito rivoluzionario e sviluppare le loro capacità di leadership per sorvegliare l’attuazione di tutte le politiche approvate al congresso”.
Thongloun ha annunciato sei obiettivi generali nell’ambito del nono piano quinquennale di sviluppo socio-economico per il periodo 2021-2025. I sei obiettivi che il Laos perseguirà nei prossimi cinque anni sono: la crescita economica, ponendo il Laos su un percorso verso il sostegno di una crescita economica costante e stabile; le risorse umane, potenziando l’offerta di capitale umano della nazione in modo che siano in grado di soddisfare meglio le esigenze del mercato del lavoro in un’economia emergente e in via di sviluppo, soprattutto per quanto riguarda la loro conoscenza tecnologica e scienza; innalzare il tenore di vita materiale del popolo; la tutela ambientale, perseguendo la conservazione dell’ambiente e bilanciandola con la necessità di sviluppo, mitigando i rischi derivanti dai disastri naturali; il rafforzamento delle infrastrutture, per perseguire l’obiettivo generale dell’integrazione regionale e internazionale; la governance, consistente nella necessità di migliorare i meccanismi di governo dello Stato in modo da garantire che i principi di uguaglianza sociale, giustizia e Stato di diritto vengano rigorosamente rispettati.
Statua di Buddha a Wat Pha That Luang, Vientiane, Laos. Foto: GFJ
Ricordiamo che il Laos, insieme ad altri paesi socialisti del continente asiatico come la Cina ed il Vietnam, è stato uno dei pochi paesi al mondo in grado di chiudere l’anno 2020 con una crescita positiva del PIL, pari allo 0,1%. Il governo di Vientiane, infatti, ha reagito idealmente alla pandemia da Covid-19, che nel piccolo Stato montagnoso dell’Asia sud-orientale ha causato solamente 41 casi positivi, senza provocare morti. Gli ultimi due casi positivi sono stati registrati oltre due mesi fa, il 7 dicembre, ma il Laos continua a mantenere aperti 32 centri di quarantena per coloro che arrivano dall’estero: al momento questi centri ospitano 2.728 persone.
Costumi del Laos. Foto: GFJ
Ancora oggi, il Laos continua a perseguire una direzione politica orientata al socialismo, considerando come ideologia nazionale il marxismo-leninismo ed il pensiero del leader rivoluzionario Kaysone Phomvihane. Il governo mira attualmente all’obiettivo della crescita economica e della riduzione della povertà al fine di permettere al Laos di uscire dal gruppo dei paesi meno sviluppati del pianeta, secondo le classificazioni internazionali. Negli ultimi cinque anni, l’economia è cresciuta a un tasso medio annuo del 5,8%, e, come detto, anche nel 2020 il paese ha registrato una crescita, seppur di molto inferiore rispetto agli anni precedenti.
Il leader rivoluzionario Kaysone Phomvihane (1920-1992) incontra Ho Chi Minh (1890-1969) a Hà Nội nel 1966
Secondo la Banca Mondiale, l’economia laotiana riprenderà una crescita sostenuta nel 2021, pari al 4,9%. Il rapporto pubblicato dall’organismo internazionale afferma che la pandemia ha avuto significativi effetti negativi sulla crescita in tutto il paese, colpendo in particolare alcuni settori come i servizi turistici, il commercio all’ingrosso e al dettaglio e la produzione manifatturiera. “Mentre la Repubblica Democratica Popolare del Laos ha finora fatto molto bene a contenere la diffusione del Covid-19, gli effetti economici dell’epidemia hanno influenzato i mezzi di sussistenza di milioni di persone laotiane e rappresentano un serio rischio per una riduzione duratura della povertà“, ha affermato Nicola Pontara, manager della Banca Mondiale per il Laos. “Tuttavia, se la pandemia rimane sotto controllo a livello nazionale e gli affari possono riprendere con i partner commerciali, possiamo aspettarci una ripresa nel 2021“, ha concluso.