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Un nuovo scandalo di corruzione e sesso scuote la Marina degli Stati Uniti: un comandante della US Navy è stato arrestato con l'accusa di aver spostato navi "come pezzi di scacchi", dirigendole verso porti in Asia dove poi pagavano a prezzi gonfiati servizi di manutenzione e rifornimento. In cambio avrebbe ricevuto tangenti, lussuosi viaggi, servizi di prostitute e persino biglietti di un concerto di Lady Gaga in Thailandia.
Secondo le accuse, il comandante, Michael Vannak Khem Misiewicz, favoriva così la Glenn Defense Marine Asia (Gdma), il cui proprietario, Leonard Francis, è stato a sua volta arrestato e accusato di aver corrotto anche, con gli stessi mezzi, un agente investigativo della Marina, John Bertrand Beliveau, pure finito dietro le sbarre.
La Gdma è un'agenzia con sede a Singapore a cui da anni la Difesa americana appalta i lavori di manutenzione di navi e sottomarini nei porti asiatici per molti milioni di dollari.
Misiewicz, grazie al suo incarico nella Sesta Flotta Usa, contribuiva alla programmazione delle soste delle unità della Marina nei porti asiatici, e aggiornava poi Francis sugli spostamenti di portaerei, cacciatorpediniere e altre navi.
L'indagine interna della US Navy è iniziata nel 2010, e Francis, un cittadino malese residente a Singapore noto per il suo stile di vita 'stravagantè, apparentemente ne era costantemente aggiornato da John Bertrand Beliveau.
Le accuse, che hanno scosso la US Navy e che rischiano di coinvolgere anche altri alti ufficiali, di fatto vanno però oltre le implicazioni relative alla corruzione e riguardano la sicurezza nazionale Usa, fanno notare fonti legali a San Diego, dove i tre dovranno comparire l'8 novembre davanti ad un tribunale federale.
Ma la vicenda tocca anche altre corde, poiché rischia di offuscare una storia che aveva commosso l'America, come sottolinea la Cnn. Il comandante Misiewicz, nato in Cambogia e adottato da una militare Usa in servizio a Phnom Penh nel 1973, aveva infatti attirato l'attenzione dei media quando nel 2010 è tornato in un porto cambogiano al comando del cacciatorpediniere USS Mustin. All'epoca, riferendosi ai massacri compiuti dai khmer rossi nel suo Paese, affermo che "è importante per me essere forte e ricordare i sacrifici che sono stati fatti per me", sia dai cambogiani che dagli americani. E quindi aveva esaltato il fatto che "tutto è possibile".
SDA-ATS