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Ricordi della
sfilata inaugurale
Nel libro La Manifestazione Sacra di Coldrerio, pubblicato nel marzo del 1995 in occasione del 50esimo della sua fondazione,
Carlo Solcà rievoca i passaggi che si sono susseguiti a partire dal 1945, anno in cui debuttò la
Funziun di Giüdée.
In quell'anno, alcuni ragazzi del
Castello, altura che sovrasta il paese in zona Canton Sopra,
vollero imitare le Processioni della Settimana Santa di Mendrisio ricorrendo a quanto potevano avere a disposizione.
Indossarono vecchi abiti riscoperti nei bauli delle case rurali, trovarono una croce molto bella, intagliata e lavorata,
regalo di un contadino di Villa e una capretta, non potendo far ricorso ad un vero e proprio cavallo.
Scrive il curatore del libro:
(...) il corteo inaugurale era composto di quattro persone: aprì la
sfilata
un soldato romano che trainava l’incredula bestiola (coperta per l'occasione da un manto purpureo), poi la figura di Re Erode,
seguito da un soldato con l’accetta, Gesù, il cui ruolo veniva interpretato da una ragazza
visto che i giovani avevano tutti i capelli molto corti ed era impensabile a quei tempi reperire una parrucca;
per recitare al meglio la parte principale fece ricorso alla sua folta chioma per non farsi riconoscere.
Uno dei quattro protagonisti ricorda un aneddoto: verso le sei di sera, mentre i ragazzi sfilavano verso la piazza centrale del paese
incrociarono il padre di Emilia che ritornava in bicicletta dal lavoro.
Con grande stupore nel vedere la figlia simulare la parte del Cristo in un’improvvisata processione,
il povero Battista si indignò e ci rispedì tutti a casa inveendo poi con le nostre madri per averci permesso di deridere il Signore.
Così la prima sfilata ebbe una brusca quanto inaspettata sospensione.
Malgrado qualche opposizione, i quattro
prodi continuarono negli anni successivi con lo stesso spirito
e riuscirono a coinvolgere altri giovani e amici a partecipare in modo attivo all’allestimento del corteo.
La sfilata venne in seguito accompagnata da una rappresentazione teatrale molto suggestiva della Passione e
poi sostituita dall’attuale presentazione, davanti alle Scuole comunali, degli oltre 150 personaggi in costume, fra cui molti ragazzi
e ragazze che svolgono il compito di sorreggere il manto di Re Erode o di illuminare il percorso con le fiaccole.
Un evento giunto alla sua 75esima edizione, manifestazione sentita dalla popolazione di Coldrerio sia tra i giovani
di oggi sia tra i giovani di allora.
Vincenzo Solcà, Presidente, Gennaio 2020
La Sacra rappresentazione
La Passione di Coldrerio
Mi si chiede un contributo per la pubblicazione, che vuole celebrare il
75.o anniversario della Sacra rappresentazione - non Processione - de
"La Passione di Coldrerio".
Mi chiedo innanzi tutto se oggi un gruppetto di nostri ragazzi avrebbe
il coraggio di organizzare un avvenimento con l'intrapendenza e
l'entusiasmo dei 4 di 75 anni fa.
Quelli non si sono certamente immaginati che la loro iniziativa si
sarebbe sviluppata e radicata nel tempo.
Riconoscenza a loro, che - nella pubblicazione per il 50.o anniversario -
hanno voluto ripercorrere lo sviluppo lento ma costante dell'impresa.
Crescita studiata e curata frequentando Erba (Como) per assistere alla
Passione messa in scena il Venerdì santo ogni 5 anni, Sordevolo (Piemonte)
con le Tradizionali rappresentazioni sacre a scadenza decennale e
con una puntata persino ad Oberammergau (Baviera) celebre per la Passione
presentata pure ogni dieci anni.
Dagli inizi permeati di scetticismo e persino di opposizione si è arrivati
al riconoscimento e all'entusiastico apprezzamento attuali.
Onore al merito!
Per quanto riguarda gli aneddoti mi limito a due; nel 2017 mi accosta
un signore, che - impressionato dalla compostezza dei figuranti, dal
rispettoso silenzio del pubblico, dall'essenzialità degli scenari, dal
commento musicale scelto da Diego Fasolis (Cherubini, J.S. Bach, Camille
Saint Saëns) - mi confida: "io non sono praticante, ma torno a casa
commosso e stimolato a riflettere".
La stessa sera, rientrando verso il Palazzo scolastico, una mamma mi
chiama e mi segnala il suo bambino di 5 anni dicendomi: "piange perché
l'hanno ucciso"; preso alla sprovvista mi limitai a dirgli: "non
devi piangere, perché Lui è molto importante e torna vivo per stare
con noi. Ciao".
Quel piccolo mi guardò e rassicurato mi fece un gran sorriso.
Mi sono chiesto: "questa sera - ai piedi del Ciossetto - cos'è successo
nella mente e nel cuore di questo migliaio di persone?".
Mi auguro che la "nostra" Sacra rappresentazione continui a smuovere
menti e cuori.
don Domenico Galli, Gennaio 2020
Breve riflessione sulla Passione di Coldrerio
È la passione l’ingrediente principale di questo evento.
La passione che spinge a fare una cosa per passione, senza una ricompensa se non quella di averla fatta.
La passione ha guidato negli anni le mani esperte nella cura e la conservazione dei costumi, degli oggetti di scena e dei fondali dipinti.
È per passione che gli attori si preparano da soli, ascoltando e riascoltando la registrazione sonora, memorizzando battute e ricostruendo i movimenti.
La passione anima le prove collettive, dove in quei pochi giorni, attraverso l’impegno di tutti,
si riesce a far girare una macchina scenica imponente, migliorando di anno in anno.
Il mercoledì della settimana Santa, ai rintocchi delle ventuno, ha luogo la Passione di Coldrerio:
un momento di magia commemorativa, di condivisione spirituale, dove l’intero paese partecipa...
con vera e animata passione.
Federico Caprara, Gennaio 2020
Il fascino di ciò che non si vede
Già anche per me è cominciata, come buona parte dei bambini di Coldrerio, in età scolastica partendo come portatore del manto di re erode.
Poi si avanza prima come tedoforo poi impersonando i vari personaggi, io sono passato nel gruppo degli ebrei
che chiedevano la condanna di Gesù e poi soldato romano con il compito di deporre il Cristo dalla Croce.
Nel frattempo ho avuto il piacere di entrare a far parte del comitato organizzativo de La Passione,
si perché per me la parte più attrattiva sono le varie fasi di preparazione, dal montaggio dei palchi
che inizia già qualche settimana prima, al posizionamento dei fari e di tutti quegli accessori che servono per la rappresentazione.
E qui il mio pensiero va a Romeo e a Gianni dai quali negli anni, seguendo il loro lavoro, ho imparato le varie mansioni
e i trucchi del mestiere.
La nostra più grande preoccupazione è la meteo che in caso di tempo incerto ci mette davanti alla decisione
di confermare od annullare con grande dispiacere la recita. E questo avviene spesso nel primo pomeriggio prima di esporre gli scenari
che un'eventuale pioggia potrebbe danneggiarli. Anche il vento non ci è amico, ma ricordo qualche anno fa,
pur di non rinunciare alla rappresentazione, si è deciso di recitare solo con una parte degli scenari.
Da qualche anno, finita la mia
carriera teatrale, mi ritrovo di nero vestito ad aggirarmi tra le ombre.
Momenti magici ma avvolti da molta tensione con molti pensieri nella testa rimuginando alla ricerca di qualche dettaglio dimenticato
che potrebbe compromettere il buon esito della serata. Dopo la presentazione dei personaggi lungo via Mola
ci si trasferisce tutti in zona Ciossetto. Un ultimo giro veloce tra i palchi per controllare che tutti siano al loro posto
ed è mio il compito di dare il via.
Si perché tutto si svolge seguendo una colonna sonora, e quando l'audio è partito
l’unica cosa che si può fare è seguirlo al meglio, non ci si può più fermare e se succede qualche inghippo specialmente durante
gli spostamenti tra un palco e l’altro bisogna cercare di reagire tempestivamente. A questo servono le prove dei giorni precedenti,
che negli ultimi anni grazie a Federico hanno portato i figuranti ad una recita sempre più amalgamata al contesto e
il sempre maggior impegno di tutti rende il mio compito molto più semplice.
40 minuti o poco più ma veramente intensi. Poi l'applauso del pubblico e posso tirare un primo sospiro di sollievo,
ma la serata non è ancora finita. Ci tocca ancora un ultimo sforzo, servono ancora un paio di ore per "mettere a tetto" scenari
e tutto il materiale che verrebbe danneggiato dall’umidità della notte. Verso mezzanotte stanchi ma soddisfatti del lavoro svolto
ci possiamo sedere per un piccolo spuntino e un bicchiere di vino o una birretta e tra una chiacchiera e l’altra
emergono già quei piccoli dettagli da migliorare. Nelle settimane a seguire ci aspetta il riordino e lo stoccaggio del materiale,
qualche riparazione al materiale danneggiato e poi il pensiero è già rivolto alla prossima edizione.
Samuele Solcà, Gennaio 2020
Vorrei iniziare affermando che il personaggio che interpreto attualmente (S. Pietro) è sicuramente
l’ultima mia esperienza quale figurante della nostra bella Manifestazione.
Come tanti compaesani di Villa Coldrerio ho iniziato da ragazzino interpretando dal porta-fiaccole in su fino,
e per diversi anni, a «S. Giovanni figlio di Maria». Purtroppo dopo la scomparsa di Flavio Meroni
(figura che risalta ancora in modo magistrale nelle foto rievocative e di copertina) sono stato chiamato a subentrargli nel ruolo.
Ho quindi visti e vissuti in prima persona quasi tutti i cambiamenti che, anno dopo anno,
vengono introdotti con l’intento di migliorare lo spettacolo sacro. Posso affermare, con cognizione di causa,
che quanto viene offerto oggi agli spettatori racchiude tutto un insieme di momenti toccanti, intensi, emozionanti
e di grande rilevanza scenica che vengono vissuti dal vivo dai più piccoli su su fino ai meno giovani.
La parola tanto di moda in questi tempi
intergenerazionalità da noi è sempre stata applicata in modo tanto naturale.
Negli ultimi anni il poter avere vicino per tre sere un regista di mestiere (Federico Caprara) ha permesso a tutti noi
di saper elevare il proprio effetto scenico, se paragonato ad anni fa, magari anche solo aggiungendo pochi gesti con le mani
o la testa che fanno trasparire in noi le paure, timori dolori che vengono vissuti e trasmessi nei vari quadri.
Per tornare al titolo dell’articolo, ricordo che le sere di lunedì
(prove di singole scene fino ad arrivare al miglior risultato possibile),
di martedì (prove ripetute di tutto lo svolgimento con calcolo perfetto dei tempi sia per gli interventi che per gli spostamenti)
e mercoledì (sfilata e rappresentazione) richiedono in tutti – partecipanti e assistenti – una dedizione di tempo
e attenzione notevoli. Un particolare che ci contraddistingue è il cosidetto
bagno di folla.
A fine rappresentazione, dopo il saluto al pubblico dal palco, per raggiungere i locali di cambio abito,
i vari personaggi passano tra la folla che comincia a smobilitare. Abbiamo dunque la possibilità di scambiare saluti e
alcune parole con i vari conoscenti che a stento ci hanno riconosciuto. In più, quelli di lungo corso come me, hanno un’occasione
straordinaria per tre sere di ogni anno di poter conoscere, ritrovare e intendersi con le nuove generazioni del paese, che sono poi il futuro di Coldrerio.
Per me è sempre anche l’occasione per reincontrare e aggiornarmi con diversi parenti e loro figli che raramente durante l’anno capita di frequentare.
Queste mie apparizioni sempre vicine alla figura del Cristo (vero personaggio chiave) mi hanno sempre dato la possibilità
di vivere da vicino le fasi topiche di tutta la manifestazione. Ogni anno, da parte mia, devo semplicemente rileggermi e
memorizzare le poche battute da recitare nelle scene in cui sono coinvolto ciò che equivale ad un impegno di poca cosa quando
lo rapporto al lavoro che svolge colui che rappresenta
Cristo a terra che oramai conosce a memoria tutte le battute (e sono tante!).
I miei complimenti a Simone.
Dopo la rappresentazione del mercoledì, per terminare la
mia Settimana Santa, anche qui da parecchio tempo oramai,
partecipo anche alle processioni di Mendrisio sia il Giovedì Santo (gruppo dei discepoli)
che il Venerdì Santo (portatore di stemma nella Via Crucis “Bolzani”).
Poi, per fortuna, arriva Pasqua e Pasquetta e fanno rientrare il tutto nella normalità.
Carlo Bergomi - anni 72, Gennaio 2020
Serbo tantissimi bei ricordi delle processioni di Coldrerio. Ho
cominciato quando avevo 6 anni….
Mi ricordo ancora l’odore delle fiaccole e gli sguardi emozionati con i
miei compagni di scuola sul sagrato della chiesa in attesa dei figuranti
più grandi.
Poi i chiodi, le scale e la parte dell’ebreo del popolo.
La paura dei cavalli e la sfilata davanti a parenti e amici.
La colomba e il prosecco una volta terminata la rappresentazione.
Ricordo ancora quando allacciandomi i sandali prima di andare in scena
mi è capitato di sentire “Re Erode” annunciare la sua assenza per l’anno
successivo.
Senza pensarci due volte mi sono proposto per la parte… poi le prove
individuali con Carlo e Federico che in maniera seria e con passione mi
hanno preparato alla parte.
Infine la possibilità di interpretare Gesù, cosa che ho sempre sognato e
diventata realtà.
Spero di poter dare il mio contributo anche in futuro!
Simone Gaffuri, Gennaio 2020
Lassù, sul Colle del Ciossetto non vedi la folla sottostante ma puoi immaginare i loro sentimenti;
emozione, agitazione, commozione, speranza.
Le nostre Processioni sono un miscuglio di religione e teatro - una tradizione tramandata da generazioni che compie ben 75 anni!
La Passione di Coldrerio risveglia in noi l’emozione della Resurrezione di Cristo.”
Stefano Bianchi, Gennaio 2020
La cosa che più mi ha sorpreso nelle processioni di Coldrerio è quanto sono sentite e importanti per la popolazione.
Un sentimento che poi, secondo me, viene anche trasmesso a chi le vede.
Un coinvolgimento che, una volta provato, ti avvolge e ti fa sentire parte di questa bella
rappresentazione. Una bella storia che si passa da una generazione all'altra resistendo così al tempo.
Lorenzo Bianchi, Gennaio 2020
Con piacere invio un commento su un evento che ritengo veramente importante e degno di essere tramandato.
Al di là del valore simbolico e religioso e di quanto rappresenta per un cristiano la morte di Gesù,
la rappresentazione è veramente suggestiva e partecipare come protagonista è come fare un viaggio nel tempo ed essere lì,
per tutta la sua durata il mondo esterno scompare, la gente che assiste svanisce, è veramente un momento di estraniazione
da tutto ciò che è il mondo di oggi, la modernità, la frenesia, calandosi in una realtà semplice e lineare.
Ma facendo ciò ti rendi conto che è cambiato il mondo ma l'uomo in fondo è rimasto lo stesso,
pronto a scagliarsi contro chi è fuori dal coro...
Esperienza bellissima. Da ripetere, magari in un altro ruolo....così potrei vedere nuove sfaccettature e provare nuove emozioni.
Dino Bocchio, Gennaio 2020
Ritengo sia molto importante sottolineare questo prezioso traguardo, raggiunto da una tradizione tanto cara a tutta la popolazione
di Coldrerio, e seguita da un numeroso pubblico proveniente anche da altre realtà comunali.
La mia sensazione é molto positiva, insieme alle altre persone che, come me, confermano la propria disponibilità
a partecipare come figuranti ormai da tanti anni, possiamo trasmettere la giusta motivazione ai giovani,
affinché assicurino la necessaria e indispensabile continuità. Un aneddoto personale é la grande emozione che provo ad entrare in scena,
e nel vedere i bambini che, con le loro fiaccole, illuminano questa sera molto particolare.
Fabio Albonico, Gennaio 2020
Partecipiamo alla processione del Mercoledì Santo da tanti anni eppure siamo sempre contenti e emozionati.
Ci piace molto l’atmosfera che si crea durante le prove, perché si può anche ridere.
Il ricordo di ogni rappresentazione è unico.
Carol e Devis Tettamanti, Gennaio 2020
Commenti di Bambini/e e Ragazzi/e
Mi è piaciuto tenere il mantello di Re Erode, ma avevo paura di calpestare la “torta marrone” dei cavalli. Mi sentivo importante con quei vestiti dei tempi di Gesù.
Alessandro, 8 anni, Gennaio 2020
Mi piace tanto la storia di Gesù, per questo partecipo volentieri alla processione storica di Coldrerio. E’ bello portare la fiaccola.
Andrea, 10 anni, Gennaio 2020
Sono 4 anni che partecipo alla Passione, spero che un giorno potrò fare Gesù, ma non quello in croce, sono freddoloso.
Tobia, 10 anni, Gennaio 2020
Da grande vorrei provare a fare Gesù sulla croce oppure uno dei ladroni perché stanno proprio in alto.
Eliano, 10 anni, Gennaio 2020
La processione è veramente bella solamente che i vestiti sono scomodi e un po’ troppo pesanti; però tutte le altre cose vanno molto bene.
Thierry, 10 anni, Gennaio 2020
Mi piace molto la processione, un po’ meno le ghette che danno un po’ di fastidio.
Alessandro, 12 anni, Gennaio 2020
A me piace tantissimo la parte recitata perché sono rappresentate molto bene situazioni ed emozioni.
Chloe, 11 anni, Gennaio 2020
La Passione di Coldrerio per me è sempre un momento bello per riunirsi assieme e partecipare ognuno con il proprio personaggio ad un evento avvenuto ormai 2000 anni or sono. Inoltre mi diverto sempre ed è l’occasione per passare una serata in compagnia di amici.
Aaron, 12 anni, Gennaio 2020
Ogni volta che sfilo con i miei amici per le vie del paese durante la processione c’è un ambiente magico e nell’aria ci sono tante emozioni felici.
Jacqueline, 11 anni e Eric, 8 anni, Gennaio 2020
La prima volta che ho partecipato alle processioni è stata una grande emozione: tenere il manto di Re Erode, ricevere tutte quelle caramelle e poi schivare le cacche del cavallo. Poi cambiare sempre ruolo: tenere il manto di Erode, passare tenere la fiaccola, arrivare a tenere il ramo di ulivo e tornare alla fiaccola con i grandi. Ma la cosa più bella è indossare quegli strani vestiti e camminare con i sandali in pelle.
Noa, 12 anni, Gennaio 2020
Quando ho tenuto il manto di Re Erode mi piaceva molto, perché c’era il cavallo e tante caramelle che volavano nel mantello. Quanto invece ho tenuto la fiaccola mi sentivo una modella di tanti secoli fa!
Tea, 10 anni, Gennaio 2020
La processione è un evento molto bello sia da guardare che partecipare! Io prima di iniziare mi sento sempre molto agitata e stressata: ho paura di prendere fuoco con la fiamma o di distrarmi. Fa molto freddo stando lì fermi anche se ci sono le coperte. L’ambito è davvero bello e perfetto, gli attori sembrano bravi a muoversi ed a interpretare la loro parte. Le persone che gestiscono tutto o le mamme sono molto disponibili e gentili. Quando siamo su a guardare lo spettacolo ci sono alcuni maschi che fanno casino.
Sara, 12 anni, Gennaio 2020
E’ da un po’ di anni che partecipo a La Passione e l’ambiente è sempre molto suggestivo. Mi piace sfilare accompagnando i personaggi principali con la fiaccola ma soprattutto guardare la rappresentazione della morte di Gesù da vicino. L’unica cosa negativa sono i pochi ruoli per le donne, si vede che gli uomini a quei tempi erano molto più importanti.
Federica, 13 anni, Gennaio 2020