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La Commissione delle telecomunicazioni oggi ha verosimilmente affossato la proposta del Consiglio federale
BERNA - Salvo enormi sorprese, PostFinance rimarrà nel girone della Posta e non sarà privatizzata. La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Nazionale (CTT-N) ha infatti deciso senza voti contrari di non entrare in materia in merito alla revisione legislativa che ne chiedeva appunto lo scorporo, così come fatto dal Consiglio degli Stati a fine maggio.
Durante l'estate 2021, il Consiglio federale aveva trasmesso al Parlamento un progetto di revisione della legge sull'organizzazione della Posta che prevedeva che PostFinance potesse essere autorizzata a concedere in modo autonomo ipoteche e crediti a terzi nonché una privatizzazione parziale dei servizi finanziari. Il Governo intendeva così permettere alla filiale della Posta, controllata dalla Confederazione, di poter realizzare una redditività in linea con il settore.
In una nota, la Commissione si dice consapevole del fatto che PostFinance - che ha recentemente registrato una perdita di clienti - «è attualmente confrontata con grandi sfide per le quali anche la politica deve proporre possibili soluzioni».
Tuttavia una sua privatizzazione implicherebbe la sua separazione dalla Posta. E ciò rimetterebbe in discussione la stretta cooperazione che esiste attualmente tra PostFinance e le altre unità del Gigante giallo.
Prima di decidere il destino di PostFinance occorre inoltre ottenere una visione d'insieme della tematica e chiarire la questione del servizio postale universale del futuro.
La probabile bocciatura della revisione legislativa dovrà permettere di elaborare un nuovo disegno di legge «che affronti il futuro dell'intero gruppo della Posta in modo globale e contenga proposte sia sull'assetto organizzativo in concreto, sia sul finanziamento del servizio universale con i servizi postali e il traffico dei pagamenti», afferma la CTT-N.
Il governo ha del resto già incaricato il Dipartimento delle comunicazioni (DATEC) di presentare entro l'estate del prossimo anno proposte sul come procedere, ricorda ancora la commissione nella nota.