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Manca il grande tennis e soprattutto manca la leggerezza e il sorriso di Bahrami Mansour, giocoliere del circuito Senior.
Mentre il leader spirituale Kamenei accusa gli Stati Uniti di fomentare le proteste per destabilizzare il potere in Iran, l'esercito iraniano punzecchia le portaerei americane stazionate nel Golfo e Israele fa un passo indietro nell'istallazione di postazioni anti-aeree contro l'aviazione iraniana, il grande tennis ha poco da offrire, se non i risultati di qualche torneo minore, interviste ai grandi tennisti semi-fermi ai box e la pubblicazione di partite del passato.
Al tennis, così come alla società globale, manca sicuramente il sorriso, la creatività e la leggerezza del tennista iraniano Bahrami Mansour.
Bahrami Mansour è nato 64 anni fa ad Arak, in Iran. Fin da subito Mansour fece notare il suo talento per il tennis, anche se come ha raccontato lui stesso nella sua autobiografia, essendo figlio di un giardiniere imparò a giocare a tennis usando delle padelle. La Federazione lo notò, e vista la mancanza di giocatori, il 16enne Mansour diventò parte della squadra iraniana di Coppa Davis.
Nel 1980 però, il suo paese si trovò alle prese con la rivoluzione islamica, che avrebbe infine portato l'ayatollah Komeini a diventare leader spirituale e temporale del grande paese asiatico, oltre che massiccio produttore di petrolio.
Il tennis fu visto come uno sport capitalista e a Bahrami Monsour non rimase altro che giocare a Backgammon. Dopo tre anni di attesa il tennista decise che se il suo paese non gli dava la possibilità di allenarsi e giocare, lo avrebbe certo fatto un altro. L'iraniano atterrò a Parigi, andò al casinò e si giocò tutto il denaro risparmiato fino ad allora: la fortuna non fu dalla sua e perse tutto. Intanto però era in Francia... e ci sarebbe rimasto.
Se gli anni migliori per giocare a tennis erano ormai alle spalle, Mansour decise di puntare sul doppio. Scommessa vinta, stavolta. In compagnia di Eric Winogradsky, Mansour conquistò il titolo nel doppio maschile al Roland Garros nel 1989.
A 37 anni giocò gli ultimi tornei da 'giovane' professionista. Già, perché negli ultimi 20 anni Mansour delizia il pubblico di tutto il mondo cimentandosi in partite del circuito Senior.
L'iraniano come potete vedere nel video qui sopra, è un giocherellone che sa divertire il pubblico anche con colpi davvero incredibili e di altissima classe. A 64 anni Mansour non ha ancora smesso e forse, in tempi da Coronavirus, il suo ottimismo e la sua creatività mancano più del tennis stesso.
«A un certo punto devi scegliere se vincere a tutti i costi o sei fare il pagliaccio: io oggi ho scelto la seconda opzione» Bahrami Mansour.