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Solo per il Femminismo Futuro è il sottotitolo dell'ultimo lavoro di Teresa Vittucci - un esame dell'odio e del femminismo. In esso, Vittucci guarda da vicino e incuriosita la Vergine Maria, una delle figure femminili più importanti e formative delle società giudaico-cristiane. "Violentemente gentile", si potrebbe dire, Vittucci dipana il potenziale queer di questa icona, che incarna la donna compassionevole e la madre addolorata ed è culturalmente considerata l'epitome della purezza, dell'innocenza e della perfezione. Venerata dalla Chiesa nella sua funzione di Madre di Dio, criticata dai movimenti femministi per gli stereotipi femminili che questa figura ha creato, la Vergine ha polarizzato le generazioni - anche perché è una donna. Nel suo assolo, Vittucci intraprende una tenera crociata per riabilitare la matriarca Maria come potente eroina ed ambasciatrice del femminismo queer, armata di un cuore vulnerabile e compassionevole.