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Il Consiglio federale è contrario all’iniziativa popolare «Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani – Sì ad approcci di ricerca che favoriscano la sicurezza e il progresso». Nella seduta del 13 dicembre 2019 ha adottato il messaggio da sottoporre al Parlamento. Il Consiglio federale ritiene che nel campo della ricerca gli esseri umani e gli animali siano già sufficientemente protetti e che il divieto d’importazione richiesto danneggerebbe la popolazione svizzera.
Presentata il 18 marzo 2019, l’iniziativa chiede un divieto assoluto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani. Chiede inoltre di vietare il commercio e l’importazione nel nostro Paese di prodotti sviluppati del tutto o in parte con l’ausilio della sperimentazione animale. Il Consiglio federale condivide l’intenzione dei promotori di evitare sofferenze agli animali e proteggere gli esseri umani nella ricerca, ma ritiene che l’iniziativa si spinga troppo in là. Raccomanda pertanto di respingerla senza alcun controprogetto, diretto o indiretto.
L’Esecutivo ritiene che il diritto vigente sia sufficientemente restrittivo per proteggere in modo efficace esseri umani e animali: nel 2008 sono state introdotte disposizioni sulla sperimentazione animale più severe e nel 2010 il Popolo ha rafforzato la protezione degli esseri umani nella ricerca approvando a larga maggioranza un nuovo articolo costituzionale in materia. Nel 2014, infine, è entrata in vigore la nuova legge sulla ricerca umana.
Promozione di alternative alla sperimentazione animale
Il Consiglio federale promuove da anni alternative alla sperimentazione animale. Lo scorso anno, in collaborazione con le scuole universitarie e l’industria farmaceutica, è stato istituito un centro di competenza per rafforzare il cosiddetto principio delle 3R (replace, reduce, refine). Questo principio punta a promuovere la sostituzione degli esperimenti sugli animali con metodi alternativi, a ridurne il numero e a limitare la sofferenza degli animali.
Attualmente la sperimentazione animale è ancora indispensabile per la ricerca fondamentale, per l’esame dei prodotti farmaceutici e chimici a salvaguardia del benessere degli esseri umani e degli animali e per la ricerca nel campo della tutela dell’ambiente. Quando l’oggetto dello studio sono malattie umane, è talvolta necessario svolgere ricerche direttamente su esseri umani. La legislazione ammette in questi casi a ricerca su esseri umani e animali soltanto se non esistono alternative, quali le simulazioni al computer o i modelli cellulari.
Conseguenze in caso di accettazione
L’accettazione dell’iniziativa avrebbe come conseguenza che l’approvvigionamento di medicinali potrebbe essere garantito soltanto in misura molto limitata. Inoltre, a causa del divieto d’importazione, la popolazione svizzera potrebbe non beneficiare più degli sviluppi scientifici all’estero: questo riguarderebbe tanto i nuovi medicamenti quanto i nuovi prodotti fitosanitari o chimici e i nuovi integratori alimentari sviluppati con l’ausilio della sperimentazione animale. L’ampio divieto d’importazione e di commercio è inoltre inconciliabile con gli obblighi e gli accordi internazionali della Svizzera, per esempio con l’UE. L’iniziativa sarebbe pertanto di difficilissima attuazione e potrebbe avere conseguenze negative per la salute, la ricerca e l’economia del Paese.