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L'Assemblea federale ha eletto il ministro dell'economia alla presidenza e la ministra di giustizia e polizia alla vice presidenza della Confederazione per il 2003.
Nonostante le voci negative della vigilia, i due hanno ottenuto discreti risultati: 166 voti per Couchepin e 154 per la Metzler.
A 60 anni, Pascal Couchepin arriva finalmente al vertice della sua carriera politica: la presidenza della Confederazione. Il radicale vallesano non ha mai nascosto le sue ambizioni e non si è mai privato di sbirciare sui dossier dei suoi colleghi.
Politico purosangue, l'ex avvocato e notaio ha rivelato in ottobre il suo «leitmotiv» pubblicando un libro dal titolo: «Credo nell'azione politica». Qui rivela che a 16 anni già sognava di esser capo di Stato o direttore d'orchestra.
La sua carriera politica è incominciata dieci anni più tardi. A 26 anni, nel 1968, entra nell'esecutivo di Martigny, diventandone sindaco dal 1984. Alla testa del comune rimane fino all'11 marzo 1998, quando viene eletto in Consiglio federale.
Una carriera voluta e preannunciata...
Couchepin aspettava da tempo di succedere al vodese Jean-Pascal Delamuraz. Egli è stato uno dei rari politici a rivelare le sue ambizioni già anni prima, quando ancora sedeva in Consiglio nazionale.
Durante gli anni passati in Vallese come rappresentante di un partito minoritario, il radicale ha imparato ad imporre le sue idee. Ed ha continuato ad applicare il suo metodo sotto la cupola federale, iniziando con un confronto su posizioni ferme per poi giungere al consenso.
Responsabile del Dipartimento federale dell'economia, dal suo arrivo in governo Couchepin non ha perso nessuna delle cinque votazioni popolari che ha dovuto affrontare.
...da una personalità forte
Il suo modo d'essere un po' autoritario non piace a tutti. Anche se le sue posizioni in materia di agricoltura si sono ammorbidite, con le sue idee liberali in materia è diventato la «bestia nera» dei contadini.
La stampa svizzero tedesca lo ha pure accusato di dipingere a tinte rosa la situazione attuale malgrado la recessione. Altri critici sospettano che si annoi nel suo dipartimento.
Il principale interessato non nasconde la disponibilità ad un rimpasto e il suo nome è stato citato per riprendere il dipartimento dell'interno di Ruth Dreifuss.
Metzler meglio del previsto
Per Ruth Metzler, molto esposta alle critiche in questi ultimi tempi, gli osservatori si aspettavano un risultato peggiore di quello ottenuto.
La ministra di giustizia e polizia era stata a più riprese attaccata su certi organi di stampa, che le rimproveravano lo scarso impegno dimostrato in alcuni importanti dossier e una mancanza di assiduità nei lavori delle commissioni.
La Metzler era particolarmente stata criticata per il ruolo svolto nell'abbassamento del tasso d'interesse minimo sul secondo pilastro, che il Consiglio federale ha recentemente ridotto dal 4 al 3,25 percento. In tale contesto, i critici le rinfacciavano un certo lassismo nel controllo delle assicurazioni private, settore di sua competenza.
Consigliera federale dal 1999, Ruth Metzler è stata eletta alla vice presidenza della Confederazione con 154 voti, smentendo le voci che preannunciavano un'elezione sottotono per marcare un certo scetticismo da parte dell'Assemblea federale sulle qualità della ministra.
Con tale elezione, la consigliera federale democristiana dovrebbe succedere tra un anno a Pascal Couchepin, diventando così la seconda donna dopo Ruth Dreifuss ad accedere alla presidenza della Confederazione.
swissinfo e agenzie