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Abbracci, strette di mano e ampi sorrisi per le telecamere hanno segnato oggi l'avvio della visita in India di Barack Obama, e confermato l'esistenza di una conclamata "alchimia positiva" con il premier indiano Narendra Modi. Risultato: un accordo per rendere commerciabile l'intesa bilaterale sul nucleare civile e un documento strategico comune sull'Asia-Pacifico, che vale da avvertimento per contenere le ambizioni della Cina in Asia.
Scesi dall'Air Force One, Obama e la moglie Michelle hanno trovato la sorpresa di essere accolti ai piedi della scaletta da Modi in persona, che per l'occasione aveva deciso di trascurare il protocollo che non prevedeva la sua presenza all'aeroporto.
Vestendo un 'kurta pajama' nocciola stile Nehru, attraversata sulla spalla sinistra da una 'stole' rossa, il premier indiano ha accolto il capo della Casa Bianca che ha risposto con un classico completo blu con cravatta a tinta unita celeste.
Dopo un ricevimento a colpi di cannone nel presidenziale Rashtrapati Bhavan, Obama ha affrontato il primo impegno della giornata: l'omaggio al Rajghat, il monumento dedicato al padre della nonviolenza, Mahatma Gandhi. Qui ha ricordato il profondo rispetto che per il pacifista indiano aveva Martin Luther King.
Le discussioni sui temi bilaterali e regionali sono cominciate prima della colazione di lavoro, ma hanno prodotto intese ed accordi nell'ambito della nuova 'partnership'. Che però, ha ricordato Obama alla stampa, "non si consoliderà dall'oggi al domani" ma richiederà "tempo e pazienza".
L'annuncio più importante ha riguardato il nucleare civile, oggetto di un accordo del 2008, bloccato però su due problemi che ora paiono risolti: la richiesta delle compagnie Usa di poter seguire l'uso del materiale fissile inviato a Delhi e la "clausola di responsabilità" pretesa dall'India per coinvolgere le compagnie americane in caso di incidente nucleare.
Per avviare l'accordo verso una fase commerciale Obama ha aiutato a risolvere il primo problema con un veto, mentre per il secondo Modi ha annunciato lo stanziamento di una forte somma, frutto di un accordo fra governo e assicurazioni private indiane.
Gli esperti comunque sottolineano che la rimozione di questi ostacoli non garantisce affari americani con l'India, perché i prezzi dovranno affrontare la concorrenza di Russia (che sta già fornendo reattori per le centrali indiane), Cina e Francia.
I documenti diffusi mostrano che Usa e India hanno molto seminato e che nei prossimi anni si attendono di raccoglierne i frutti a livello economico (l'import-export è oggi di 100 miliardi di dollari), scientifico, tecnologico e farmaceutico.
Capitoli sono stati riservati alla cooperazione militare (un accordo la estende per dieci anni) e al clima, su cui Usa e India "si sono accordati per promuovere l'uso di energia pulita e contrastare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici".
Infine i due statisti hanno firmato una 'Visione strategica per l'Asia-Pacifico e la Regione dell'Oceano indiano' che sembra, senza affermarlo esplicitamente, significare l'adesione indiana alla coalizione 'de facto' che gli Usa stanno cercando di costruire per arginare la crescente forza della Cina in Asia.
"La libertà di navigazione e di sorvolo in tutta la regione Asia-Pacifico, ed in particolare nel Mare cinese meridionale, deve essere garantita come elemento fondamentale della sicurezza", sostiene il documento. Aggiungendo: "Rivolgiamo un appello a tutte le parti - e qui l'allusione è alla Cina - a evitare minacce o uso della forza ed a perseguire la risoluzione delle controversie marittime e territoriali con mezzi pacifici e il diritto internazionale".
Domani Obama sarà prima l'ospite d'onore della parata militare della 66esima Festa della Repubblica indiana, e poi dedicherà il resto della giornata alla promozione del commercio bilaterale. Martedì, infine, la partenza per l'Arabia Saudita per incontrare il nuovo re Salman bin Abdulaziz al-Saud.
SDA-ATS