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Novak Djokovic ha vinto per la nona volta gli Australian Open. In finale ha superato senza fatica (7-5 6-2 6-2) il russo Daniil Medvedev. Ancora una volta, dunque, la Next Gen è stata costretta chinare il capo di fronte a uno dei tre “grandi vecchi” del tennis mondiale (Federer, Nadal e Djokovic), capaci di accaparrarsi dal 2000 a oggi ben 58 degli 84 titoli del Grande slam in palio.
In una finale a senso unico, al serbo sono bastate meno di due ore per conquistare il 18 titolo maggiore e portarsi a sole due lunghezze da Federer e Nadal. Di fronte a un avversario vincitore delle ultime 20 partite, dodici delle quali contro top 10, il serbo ha disputato la partita perfetta. Come gli è per altro successo durante tutto il torneo, è stato sorretto da un'ottima prima di servizio, ma soprattutto ha saputo essere molto efficace nella risposta alla battuta, ciò che ha ben presto neutralizzato il gioco del russo. Il quale si è ritrovato disarmato di fronte all'efficacia del primo colpo del serbo, in battuta come in risposta.
Subito sotto 3-0, Medvedev ha comunque avuto il merito di riuscire a recuperare e a portare il primo set fin sul 5-5, prima di mollare. Una volta vinta la prima frazione, per Djokovic la finale è stata tutta in discesa. Per il russo, invece, si tratta della seconda sconfitta in una finale del grande Slam dopo quella subita nel 2019 agli Us Open per mano di Rafael Nadal Ma se un anno e mezzo fa il maiorchino era stato costretto al quinto set, a Melbourne Djokovic ha chiuso la porta a ogni possibile rimonta... «Oggi non era la mia giornata – ha sottolineato il nuovo numero 3 della classifica Atp –. Ma quando Djoikovic, Nadal o Federer giocano su una nuvola come ha fatto Nole in questa finale, sono semplicemente troppo forti. Quei ter sono davvero dei “cyborg” del tennis»
Il numero uno del mondo torna dunque a conquistare un torneo del Grande Slam dopo le ultime due delusioni, la squalifica agli Us Open e la sconfitta in finale a Parigi. In Australia, inoltre, ha rischiato grosso soprattutto a causa dei problemi fisici riscontrati durante la sfida del terzo turno contro Taylor Fritz, portata fino al quinto set... «Nonostante tutto quanto è stato detto, si trattava proprio di uno strappo muscolare. Senza le magiche mani dei fisioterapisti non sarei certamente stato in grado di arrivare la termine delle due settimane», ha affermato.
In campo femminile Naomi Osaka ha conquistato il suo quarto titolo del Grande Slam, superando in finale la statunitense Jennifer Brady con il punteggio di 6-4 6-3. Già vincitrice a Melbourne nel 2019 e a New York nel 2018 e 2019, la giapponese rimane imbattuta nelle finali dei tornei maggiori. È la prima giocatrice dell'era Open a vantare un simile percorso dai tempi di Monica Seles, la quale si era imposta nelle prime sei finali disputate. In campo maschile soltanto Roger Federer, uscito vincitore dalle prime sette finali giocate, ha saputo fare meglio.
Nella classifica Wta la Osaka rimane alle spalle di Ashleigh Barty (che ha beneficiato di un sistema modificato a causa della pausa dovuta alla pandemia), ma dovrebbe ben presto ritrovare la vetta di una classifica comandata una prima volta e per 25 settimane dopo il successo del 2019 a Melbourne. Per rimanere costantemente in vetta, però, dovrà imparare a imporsi anche su superfici diverse dal duro australiano e statunitense. In effetti, finora la giapponese non ha mai superato il terzo turno (in quattro partecipazioni) sulla terra parigina, così come sull'erba londinese (in tre apparizioni).