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<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 117a della Costituzione federale definisce esplicitamente l'obiettivo di promuovere l'accessibilità a tutti di cure mediche di base sufficienti e di qualità. A tale scopo, il Parlamento ha voluto estendere le competenze dei farmacisti, in particolare per quanto riguarda la dispensazione di medicamenti soggetti all'obbligo di prescrizione medica (revisione LATer del marzo del 2016), le vaccinazioni e la diagnosi e il trattamento di disturbi della salute e malattie frequenti (revisione LPMed del marzo del 2015). Nel suo rapporto del 12 ottobre 2016, il Consiglio federale ribadisce che lo sviluppo dell'interprofessionalità è fondamentale per accrescere significativamente l'efficacia, la qualità e la salvaguardia a lungo termine delle cure mediche di base.</p><p>I segnali lanciati dalle associazioni professionali e dagli istituti universitari interessati sono improntati alla volontà di collaborare, soprattutto per quanto concerne gli istituti di formazione dei farmacisti di Ginevra e di Basilea. I nuovi settori d'insegnamento e di ricerca auspicati si scontrano tuttavia con problemi di finanziamento iniziale. Non si tratta di importi considerevoli, ma la loro mancata copertura potrebbe ritardare notevolmente l'attuazione degli sviluppi desiderati. Occorre inoltre dare vita a nuove sinergie a Zurigo e Berna, ma anche in questo caso un sostegno iniziale potrebbe fare la differenza tra progetto e realtà. Anche il fatto di non poter più svolgere i primi due anni di formazione a Friburgo avrà sugli altri atenei un impatto che dovrà essere analizzato.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Crede che il numero delle facoltà universitarie che assicurano la formazione dei farmacisti sia sufficiente?</p><p>2. Ritiene che queste siano in grado di assicurare l'insegnamento e la ricerca nei nuovi settori di competenza voluti dal Parlamento?</p><p>3. Reputa possibile stimolare già durante la formazione le sinergie tra medici di famiglia, infermieri e farmacisti allo scopo di sviluppare l'interprofessionalità tra gli studenti? Se sì, con quali mezzi?</p><p>4. Non pensa che sarebbero necessari sostegni finanziari mirati per lo sviluppo dei nuovi settori d'insegnamento e di ricerca voluti da Popolo, Parlamento e Consiglio federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente le Università di Basilea e Ginevra, così come il Politecnico federale di Zurigo, offrono un corso completo in farmacia. Inoltre gli studenti che terminano gli studi a Basilea, Ginevra o Zurigo possono svolgere a Losanna, Neuchâtel e Berna una parte del bachelor. Nel 2016 ci sono stati 226 nuovi laureati. Nello stesso anno, il 70 per cento delle nuove autorizzazioni all'esercizio della professione accordate a farmacisti è stato rilasciato a titolari di diplomi federali e il 30 per cento a titolari di diplomi esteri riconosciuti. Pertanto la situazione del numero di farmacisti formati per assicurare l'offerta di cure non desta preoccupazioni.</p><p>2. La legge sulle professioni mediche (LPMed) e la legge sugli agenti terapeutici (LATer) riviste mirano a rafforzare il ruolo dei farmacisti nelle cure mediche di base, incrementando le loro competenze e permettendo la dispensazione senza prescrizione medica di medicamenti per il trattamento di malattie di lieve entità che sarebbero invece soggetti a prescrizione. La revisione della LPMed richiede l'aggiornamento dei cataloghi degli obiettivi didattici per la formazione universitaria delle diverse professioni mediche. Il catalogo concernente il settore della farmacia prevede nuove competenze in materia di trattamento delle malattie frequenti e di vaccinazioni. Poiché è stato elaborato in collaborazione con i vari istituti di formazione interessati, ci si attende da questi ultimi che siano in grado di adempiere gli obiettivi previsti. Inoltre l'accreditamento regolare da parte del DFI permette di controllare che i cicli di studio consentano effettivamente alle persone in formazione di raggiungere gli obiettivi stabiliti nella LPMed.</p><p>Per quanto riguarda la ricerca, gli istituti di formazione sono liberi di stabilire il proprio orientamento. Tuttavia il programma di promozione "Interprofessionalità nel settore sanitario" (cfr. punto 4) dovrebbe incoraggiare la ricerca su questo tema.</p><p>3. Gli istituti di formazione attuano gli obiettivi formativi nel modo ritenuto più idoneo. I contenuti relativi alla collaborazione interprofessionale non vanno però trasmessi soltanto nella formazione di base, ma anche in sede di aggiornamento e perfezionamento del personale medico, infermieristico e sociale. Anche se negli ultimi anni sono stati sperimentati numerosi elementi della formazione interprofessionale, e in parte anche integrati nei cicli di formazione, aggiornamento e perfezionamento a livello universitario e non universitario, nel settore sanitario l'insegnamento interprofessionale deve essere ancora sviluppato. A tale scopo la prima fase del programma di promozione "Interprofessionalità nel settore sanitario" (cfr. punto 4) dovrebbe permettere di impiegare in modo più mirato i mezzi necessari per sviluppare la formazione in materia e creare possibili sinergie. Sul piano del perfezionamento e dell'aggiornamento, pharmaSuisse ha già integrato moduli dedicati all'interprofessionalità.</p><p>4. Nel quadro dell'Iniziativa sul personale qualificato, il Consiglio federale ha lanciato nel febbraio 2016 il programma di promozione "Interprofessionalità nel settore sanitario", che ha l'obiettivo di trattare le questioni in sospeso e di incrementare lo sviluppo di un insegnamento interprofessionale nel settore sanitario. Il programma è suddiviso in due fasi: a) dal 2017 al 2020: ricerca in materia di interprofessionalità nella formazione e nell'esercizio della professione, nonché documentazione di modelli di buona prassi già in atto; b) dal 2019 al 2022: promozione di progetti nei settori della formazione e dell'esercizio della professione tesi a migliorare l'efficienza delle cure mediche di base, in particolare attraverso l'interprofessionalità.</p><p>Questo strumento a livello di formazione e perfezionamento nonché di esercizio della professione deve contribuire a promuovere l'efficienza delle cure mediche di base e in particolare l'interprofessionalità. Con l'adozione della legge federale sulle professioni sanitarie (LPSan) avvenuta il 30 settembre 2016, il Parlamento ha introdotto nella LPSan, così come nella LPMed, le disposizioni sugli aiuti finanziari necessari a tale scopo. Esse entreranno in vigore il 1° gennaio 2019.</p><p>Il Consiglio federale segue inoltre dalla fine del 2015 due progetti pilota sull'utilità e sui vantaggi del coordinamento delle cure, al fine di rafforzare la posizione dei farmacisti nel settore delle cure mediche di base.</p>  Risposta del Consiglio federale.