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BERNA - Gli hotel dovrebbero poter offrire tariffe più basse sui loro siti rispetto a quelli proposti dalla grandi piattaforme online. È quanto pensa la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) che ha approvato una revisione della legge contro la concorrenza sleale con 17 voti a 6, e due astensioni.
Ma la commissione non intende unicamente, come il Consiglio federale, vietare le clausole di parità tariffaria, bensì le clausole di parità in generale, quindi anche quelle di parità di disponibilità e di parità di condizioni. Con 18 voti a 6 ha quindi deciso di approvare una proposta in tal senso, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari. La CAG-N ha inoltre deciso di non prevedere sanzioni in caso di violazione del divieto.
Il Consiglio federale vuole vietare le clausole di parità tariffale nei contratti tra le piattaforme come Expedia o Booking e i fornitori di alloggi allo scopo di rafforzare la competitività degli hotel. Con la loro posizione dominante sul mercato, le grandi piattaforme internazionali di prenotazione possono infatti imporre le proprie condizioni alle piccole e medie strutture ricettive: l'industria alberghiera elvetica e i consumatori devono essere protetti da queste pratiche, precisa la nota.