Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01201.jsonl.gz/1297

La presente edizione è adatta per browser con un supporto CSS insufficiente e destinata soprattutto alle persone ipovedenti. Tutti i contenuti sono visualizzabili anche con browser meno recenti. Per una migliore visualizzazione grafica si raccomanda tuttavia l'uso di un browser come Firefox 3 o Internet Explorer 7.
Inizio zona contenuto
Pochi Paesi possono vantare un'acqua potabile di qualità come quella svizzera. Per garantire questa qualità è necessaria una protezione totale delle acque sotterranee, che costituiscono la principale riserva di acqua potabile. La rete nazionale di misurazione NAQUA fornisce per la prima volta un quadro completo dello stato di questa preziosa risorsa.
L'acqua è una delle poche materie prime di cui la Svizzera dispone in abbondanza. Anche la qualità dell'approvvigionamento pubblico di acqua potabile, che proviene per l'80% dalle acque sotterranee è eccellente. Tuttavia, ciò non va dato per scontato.
In un Paese densamente popolato come la Svizzera, le acque sotterranee sono minacciate dalla presenza di inquinanti indesiderati di varia provenienza. I prodotti fitosanitari (pesticidi) e i nitrati provenienti dall'agricoltura come pure gli idrocarburi rilasciati dall'industria e dall'artigianato sono, secondo il rapporto NAQUA pubblicato il 13 gennaio 2005, tra gli inquinanti più frequentemente osservati. A causa della loro ubicazione, numerose falde freatiche sono altamente esposte e, nelle pianure fluviali dell'Altopiano e delle grandi valli alpine, si trovano a pochi metri sotto la superficie.
Il rapporto congiunto dell'UFAFP e dell'Ufficio federale delle acque e della geologia (UFAEG) attesta che la qualità delle acque sotterranee è buona e che, secondo le conoscenze attuali, i tenori degli inquinanti rilevati non rappresentano un pericolo per la salute. Tuttavia, la presenza di inquinanti in numerose stazioni di misurazione è motivo di preoccupazione. Una protezione coerente delle falde freatiche è quindi necessaria.
Prodotti fitosanitari e nitrati provenienti dall'agricoltura
L'impiego agricolo di prodotti fitosanitari non rispettoso delle esigenze di un luogo può portare a un dilavamento di questi prodotti e a una loro eccessiva concentrazione nelle acque sotterranee. A questo proposito, i risultati del rapporto NAQUA 2002/2003 vanno letti come un segnale d'allarme e come un appello a non accontentarsi dei miglioramenti già ottenuti. Il 60% delle stazioni di misurazione ha rilevato la presenza di prodotti fitosanitari e il 20% di esse conteneva, almeno temporaneamente, più dei 25 milligrammi per litro ammessi dalle norme vigenti.
Idrocarburi provenienti dall'industria, dall'artigianato e dal traffico
In caso di incidenti o di utilizzo improprio, gli idrocarburi derivanti ad esempio dall'impiego di carburanti, combustibili o di solventi e sgrassanti possono infiltrarsi nelle acque sotterranee. Il 45% delle falde freatiche esaminate presenta infatti tracce di tali prodotti. Nel 7,5% delle stazioni di misurazione, il superamento del valore ammesso dalle norme vigenti mostra che, anche in quest'ambito, gli sforzi intrapresi per proteggere le acque sotterranee devono essere potenziati.
Tra le sostanze problematiche individuate recentemente vi è l'MTBE, un antidetonante che attualmente sostituisce il piombo nella benzina. Il rapporto NAQUA 2002/2003 ha rilevato tracce di MTBE in circa il 20% delle stazioni esaminate. Soltanto analisi periodiche possono evitare che le tracce, che per ora sono innocue per la salute, compromettano inavvertitamente la qualità delle acque.
Vigilanza a tutti i livelli
Una buona qualità delle acque sotterranee è nell'interesse diretto di ogni servizio idrico locale. Ogni gestore raccoglie quindi in modo autonomo i dati rilevanti al riguardo. I Cantoni sono responsabili dell'esecuzione nell'ambito della protezione delle acque sotterranee e, per questo motivo, ne esaminano anche la qualità.
I metodi di misurazione e di rilevazione utilizzati dai Cantoni e dai servizi idrici, molto diversificati e adattati alle esigenze locali, non si prestano però per una valutazione della qualità delle acque sotterranee a livello nazionale.
Dal 2002, tale lacuna è colmata da NAQUA, la rete nazionale di misurazione coordinata in stretta collaborazione con le stazioni cantonali. La rete viene allestita e gestita congiuntamente dall'UFAFP e dall'UFAEG.
Fine zona contenuto