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Da settimane il canale che attraversa l'istmo centroamericano non funziona a pieno ritmo a causa di una lunga e grave siccità
Panama, il tackle del clima sul commercio globale
PANAMA - Da settimane il Canale di Panama è in crisi. Un periodo di forte siccità combinato a una cattiva gestione delle fonti di acqua necessarie ad alimentare le chiuse, comporta al momento una riduzione del traffico delle navi cargo attraverso il passaggio che, utilizzato di norma per guadagnare tempo e soldi, sta ritardando di almeno 21 giorni le consegne.
Il motivo, come detto, è un periodo siccitoso descritto dalle autorità di Panama come «un evento senza precedenti». Il problema, in particolare, sta nel sistema del canale, che dipende dai laghi che vi si trovano intorno e il cui livello dell'acqua «è vicino ai minimi». E seppur in un comunicato della Panama Canal Authority (Acp) del 10 agosto si parla dell'imprevedibilità «delle condizioni meteorologiche», il funzionamento del canale si tiene, in generale, sopra un filo.
I laghi da cui si rifornisce, infatti, sono gli stessi che danno accesso alla popolazione panamense all'acqua potabile e per il passaggio di ogni nave ne sono necessari fino a 208 milioni di litri. E seppur ci sia l'intenzione da parte dell'Acp di costruire nuovi bacini idrici e di deviare l'acqua da altri fiumi, ci vorranno anni prima che la situazione si stabilizzi, con sforzi concreti nella lotta contro il cambiamento climatico in quanto contribuisce in maniera sostanziale alla siccità.
Per ora, le autorità del canale hanno dovuto ridurre da 36 a 32 gli attraversamenti possibili al giorno e stanno tentando di riciclare l'acqua che usano per trasportare le navi. Questo perché di norma verrebbe riversata in mare, ma le condizioni attuali non lo permettono. Le autorità hanno anche posto un limite al peso massimo trasportato per evitare che delle navi si incaglino (-40%). Alcuni bastimenti hanno dovuto lasciare a terra migliaia di container, come la Ever Max che si è dovuta liberare del peso di 1'400 di questi nel porto di Balboa.
Al momento, più di cento navi da carico stanno aspettando di poter attraversare il canale in quanto la maggior parte di queste non intende cambiare rotta per una ragione di costi e di tempo. Considerando che attraverso il passaggio passano ogni anno il 40% dei bastimenti a livello mondiale e l'80% solo a livello statunitense, c'è il pericolo che il danno economico si ripercuota sino ai regali di Natale.
Come dichiarato a CbsNews dall'amministratore del Canale Ricaurte Vasquez: «Dipendiamo dal clima, quindi il problema del cambiamento climatico è reale». E l'amministratore delegato del colosso marittimo Maesrk, Antonio Dominguez, ha commentato di temere che una siccità prolungata possa portare a ritardi e a un aumento dei costi di spedizione». Secondo ElPaìs, inoltre, c'è da attendersi negli Stati Uniti un ulteriore aumento dell'inflazione.