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L'eccezione decisa lo scorso dicembre dal Consiglio degli Stati alla moratoria relativa all'ingegneria genetica non va giù alla Commissione della scienza del Consiglio nazionale (CSEC-N), che propone un compromesso: vuole chiedere al Consiglio federale una normativa entro la metà del 2024 che dovrebbe includere "un sistema di autorizzazioni basato sui rischi per le nuove tecniche di selezione che, rispetto ai metodi tradizionali, presentano un indubbio valore aggiunto per l'agricoltura, l'ambiente o i consumatori".
La "Camera dei Cantoni" aveva deciso, senza suscitare grandi dibattiti, di prolungare fino al 2025 la moratoria relativa all'impiego in agricoltura di organismi geneticamente modificati (OGM). Tuttavia, aveva escluso quelli modificati senza l'introduzione di materiale genetico non specifico, tramite il cosiddetto "editing genomico". La decisione - dopo una lunga discussione - era stata presa con il voto decisivo del presidente della Camera, Thomas Hefti (PLR/GL), per 22 voti a 21 e due astensioni. Il dossier è dunque tornato al Nazionale.
La maggioranza della Commissione - che tendenzialmente si allinea alla decisione degli Stati di aprire uno spiraglio all'impiego in agricoltura di OGM - vuole che siano definite le precise modalità di attuazione. Con 13 voti contro 11 e un'astensione, questa proposta ha prevalso su quella di aderire alla versione del Consiglio nazionale. L'oggetto sarà trattato dal Consiglio nazionale presumibilmente nella sessione primaverile.