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Lo scrittore noto per le sue spy story scomparso il dicembre scorso aveva deciso di diventare cittadino irlandese
Bardo letterario dell'intelligence britannica di Sua Maestà, ma pronto a scegliere la cittadinanza e il vessillo dell'Irlanda prima di morire per sottolineare il proprio rifiuto della Brexit e di un Regno Unito destinato ad affidarsi a Boris Johnson. È stato questo il canto del cigno di John Le Carré, ex spia e maestro di un certo romanzo di spionaggio - scettico e moralista al medesimo tempo - scomparso a 89 anni di polmonite nel dicembre scorso: almeno secondo la rivelazione fatta alla Bbc da uno dei suoi figli, Nick Cornwell, e anticipata oggi dal Times. "Al momento della morte, era divenuto cittadino irlandese", ha raccontato il figlio in un'intervista concessa nell'ambito di un documentario su Le Carré (al secolo David Cornwell) prodotto dall'amico scrittore Philippe Sands. Per poi aggiungere, quale elemento di testimonianza, una delle ultime foto del padre: fattosi ritrarre - sorridente e orgoglioso - addirittura avvolto nel tricolore irlandese; e senza alcuna traccia d'Union Jack in vista.
Nick ha spiegato che Le Carré aveva approfondito le ricerche sulle radici irlandesi di sua bisnonna e ne ha avuto documentazione durante un viaggio a Cork, a sud di Dublino, durante il quale il direttore dell'archivio locale lo aveva accolto con un solenne: "Benvenuto a casa!". Documenti che gli hanno infine permesso di ottenere - come non pochi altri britannici con sangue irlandese nelle vene negli ultimi tempi - il passaporto della Repubblica con procedura sprint. Un modo per dare una cittadinanza pure al suo irriducibile rifiuto della Brexit. L'eurofilia e l'opposizione al divorzio di Londra da Bruxelles da parte dell'ex 007 divenuto scrittore di fama mondiale dopo esser stato compromesso nei panni di ufficiale dell'MI6 dalle rivelazioni di Kim Philby, leggendario agente doppio convertito al comunismo e messosi al servizio di Mosca durante la Guerra Fredda, erano del resto cose note e ampiamente rivendicate in pubblico. Incluso nell'ultimo dei 25 romanzi da lui scritti - intitolato 'Agent Running in the Field' e pubblicato nel 2019, quasi tre anni dopo la vittoria del Leave al referendum britannico del 2016 - nel quale il vecchio scrittore aveva fatto bollare a un personaggio alter ego l'uscita dall'Ue del Regno di Elisabetta come "una follia" tout court. E l'attuale primo ministro Tory come "un maiale ignorante".