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La presa di potere del 2021 non ha avuto un impatto significativo sulle migrazioni, specifica la SEM
BERNA - La Svizzera, dopo la presa di potere dei talebani in Afghanistan, ha concesso 91 visti umanitari a cittadini afghani particolarmente a rischio. In circa 1'500 casi si è rifiutata di farlo.
La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha confermato oggi all'agenzia Keystone-ATS un'informazione in tal senso pubblicata dai giornali del gruppo Tamedia. Complessivamente, nel 2021 la SEM ha accordato il visto a 37 persone originarie dell'Afghanistan su cui incombeva una minaccia di pericolo concreto per la loro vita e nel 2022 (fino al 25 luglio) ad altre 54. Dal canto suo, il numero di visti umanitari respinti è stato di 463 nel 2021 e di 1'105 nel 2022.
La SEM afferma di monitorare la situazione in Afghanistan molto attentamente. La presa del potere dei talebani non ha avuto alcun impatto significativo sulle migrazioni dei richiedenti asilo afghani. Le domande d'asilo erano già iniziate prima del 15 agosto scorso, giorno della caduta di Kabul in mano ai talebani dopo il ritiro degli americani. La presa di potere ha soprattutto provocato spostamenti di popolazione all'interno dell'Afghanistan, secondo la SEM.
A Keystone-ATS, la Segreteria di Stato della migrazione ha indicato che le condizioni di sicurezza nel Paese sono migliori rispetto al periodo precedente l'ascesa al potere dei talebani. Tuttavia la situazione è peggiorata dal punto di vista dei diritti umani e per taluni gruppi è molto difficile vivere in Afghanistan. Per la Svizzera inizialmente la priorità è stata data agli aiuti sul posto.
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