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Carlo Janka è campione olimpico di gigante. La Svizzera prosegue così l'incetta di medaglie d'oro a Vancouver. Quella vinta da "Iceman" è la sesta: un primato per i rossocrociati, che finora ne avevano conquistate al massimo cinque a Calgary nel 1988 e a Torino nel 2006. I media elvetici celebrano la vittoria.
Lo sciatore grigionese, martedì, dopo aver concluso la prima manche in vantaggio di appena 2 centesimi sull'austriaco Romed Baumann e di 16 sul norvegese Aksel Lund Svindal, si è definitivamente imposto con il terzo miglior tempo nella seconda prova e un totale di 2:37.83. "Damigelli d'onore" sul podio due norvegesi: l'argento Kjetil Jansrud, a 39 centesimi, e il bronzo Aksel Lund Svindal, a 61 centesimi.
All'indomani della conquista del titolo olimpico di Janka, le fotografie del 23enne in piena azione sulla pista di Whistler Mountain campeggiano sulle prime pagine dei quotidiani svizzeri, che gli dedicano anche intere pagine nelle rubriche sportive. La gara dell'atleta elvetico è seguita da una competizione dei giornalisti del suo paese nella ricerca di aggettivi all'altezza del risultato.
Un gigante… nel gigante
"La Svizzera festeggia Janka d'Oro", titola la Neue Luzerner Zeitung. Per il bernese Der Bund, l'oro di Janka è "una pietra miliare in una giovane carriera". "Il campione del mondo è diventato anche vincitore olimpico", scrive il Tages Anzeiger
"Gigante: Janka prende il 6° oro", evidenzia la Berner Zeitung. Un gioco di parole fra la prestazione dell'elvetico e la disciplina nella quale ha furoreggiato di cui fanno uso anche altri giornali. "È Carlo il re dei giganti!", titola per esempio il Corriere del Ticino. Sulla stessa scia La Regione Ticino, con "Carlo Janka gigante d'oro", come pure il vodese Le Matin, che titola il servizio di due pagine: "Carlo Janka è veramente un gigante" e parla di un atleta "favoloso". "Imperiale. Carlo Janka è grande. È persino gigante. Ieri a Whistler ha firmato un nuovo capolavoro", scrive l'altro quotidiano losannese, il 24Heures.
Un eroe di ghiaccio
"Straordinario, enorme, gigante! Carlo Janka è uno sciatore d'oro", fa eco dal capo del lago Lemano la "Tribune de Genève". Il Blick fa invece un gioco di parole fra grazie e in tedesco e il cognome del grigionese "Danka, Janka", scrive a caratteri cubitali il giornale zurighese, rilevando che "nella gara sciistica più rovente dell'anno, Iceman rimane glaciale". Il Giornale del popolo parla della "freddezza d'oro di Carlo Janka", ma osserva che "Iceman diventa Goldman".
Le Temps titola "L'uomo di ghiaccio si scioglie sul gigante".Come altri giornalisti svizzeri e stranieri, l'inviata del foglio ginevrino ai Giochi di Vancouver Isabelle Musy, nell'intervista al neo campione olimpico mette l'accento sul suo carattere imperturbabile e cerca di scavare nei sentimenti di un atleta che non manifesta le proprie emozioni. "In questo momento mi sento piuttosto disteso. Mi renderò conto più tardi a che punto è grandioso per me. Un titolo di campione olimpico è una delle maggiori cose che si possano ottenere nello sci alpino. L'ho fatto oggi, ma è troppo presto per realizzare", le dichiara Janka, riconoscendo di essersi sentito sotto una "pressione immensa". Il grigionese confida che se avesse potuto scegliere, avrebbe preferito vincere l'oro nella discesa.
Janka che ride, Cuche che piange
La stampa elvetica dà pure ampio risalto al nuovo record di medaglie d'oro nella storia olimpica rossocrociata. Un primato aureo che alcuni commentatori non escludono che possa essere nuovamente battuto agli stessi Giochi di Vancouver 2010. Tornando dalle speculazioni ai fatti concreti, la Svizzera è ora al quinto posto del medagliere per nazioni, con sei ori e due bronzi. Il record di medaglie svizzere totali è di 15 - cinque in ognuna delle tre categorie, oro, argento e bronzo - e fu segnato a Calgary nel 1988.
Se le note di gioia dopo la nuova giornata aurea per lo sci alpino elvetico dominano, nella stampa svizzera vi sono anche note di tristezza per colui che tutti attendevano all'appuntamento di Vancouver e che invece torna in patria a mani vuote. Quel Didier Cuche che, "dominatore, con lo stesso Carlo, di questa stagione e dei Mondiali, al contrario del suo connazionale, è crollato proprio sul più bello", si rammarica il Giornale del popolo.
Un sentimento di amarezza ampiamente condiviso da tutti i media elvetici, che tuttavia rendono omaggio al neocastellano e parlano di "sfortuna". Se il capitolo olimpico per lui è ormai chiuso, Cuche resta comunque ottimista per il resto della stagione "Le Olimpiadi sono finite e sono deluso, ma adesso guardo avanti, ho ancora molte belle cose da fare in Coppa del mondo", ha dichiarato al termine dello slalom gigante.
swissinfo.ch