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Köbi Kuhn
A dispetto di quanto accadrà durante l'Euro, Köbi Kuhn potrà partire a testa alta,. Fragilizzato dalle critiche, abborda paradossalmente l'ultima e la più grande sfida della sua carriera più libero che mai. Ma chi è Köbi Kuhn?
Köbi Kuhn, regista elegante dell'FC Zurigo e della nazionale svizzera negli anni '60 e '70, non si è mai allontanato dal mondo del calcio. Dopo la fine della sua carriera di calciatore, ha allenato gli juniori del suo club di sempre, per poi occuparsi di quelli delle selezioni nazionali e infine, nel 2001, della nazionale maggiore.
Il 15 maggio 2002, dopo una mortificante sconfitta casalinga (3-1 a San Gallo) contro i modesti canadesi, nessuno avrebbe probabilmente scommesso un centesimo su di lui. Eppure, a sette anni di distanza dalla sua nomina, Kuhn è ancora in sella e può vantarsi di essere stato il primo commissario tecnico a guidare la Svizzera per tre fasi finali di grandi appuntamenti calcistici (Euro 2004, Mondiali 2006 e Euro 2008).
Eletto svizzero dell'anno nel 2006 e considerato un po' come la figura paterna della nazionale, l'antieroe zurighese è però in caduta libera nei sondaggi.
Disamore
Un disamore che è cresciuto di pari passo coi risultati della squadra, in difficoltà dopo il fiasco ai rigori contro l'Ucraina negli ottavi di finale dei Mondiali di Germania. Da non dimenticare poi alcune vicende che hanno creato un certo scalpore, come la decisione di non convocare più l'ex capitano Johann Vogel.
Uno scossone – quest'ultimo – che riporta un po' agli inizi della gestione Kuhn, quando il tecnico non aveva esitato a mettere da parte, almeno per un po' di tempo, alcuni pilastri della squadra d'allora, come Stéphane Chapuisat e Stéphane Henchoz.
Da più di un anno, voci corrono su una possibile frattura all'interno dello spogliatoio, frattura che avrebbe condotto i vertici dell'Associazione svizzera di football a nominare un "manager" – Adrian Knup – per facilitare i rapporti tra giocatori ed allenatore.
Interpellati da swissinfo, diversi giocatori della nazionale sostengono però a spada tratta il loro allenatore.
"È ormai da sette o otto anni che lavoro con Köbi Kuhn e non ho mai avuto nessun problema. È sincero ed onesto", sottolinea il capitano Alex Frei.
"Il suo discorso è chiaro e rimane sempre lo stesso. Non dirà cose diverse se sei presente oppure no. Con lui non ci sono brutte sorprese. Ad esempio, per dissipare i dubbi ha detto molto presto che dopo l'Euro avrebbe smesso", afferma dal canto suo Johan Djourou.
Per Ludovic Magnin, il palmarès di Kuhn con la squadra svizzera parla da sé. Lo zurighese è il miglior allenatore che la nazionale abbia mai avuto. "Inoltre è riuscito a costruire un vero gruppo. Posso assicurare che quando sono arrivato in nazionale nel 2000, l'ambiente in squadra non era di certo lo stesso".
"Penso che coloro che oggi criticano Köbi Kuhn sono gli stessi che lo adulavano durante il Mondiale – afferma Philippe Senderos. Köbi è rimasto lo stesso, è lo sguardo degli altri che è cambiato".
Immagine ingannevole
Köbi Kuhn, dal canto suo, non si è mai illuso: "Da eroe a meno di nulla c'è solo un piccolo passo", aveva già affermato prima dell'Euro 2004 in Portogallo.
La sua partenza annunciata (sarà rimpiazzato da Ottmar Hitzfeld, l'attuale allenatore del Bayern Monaco) lo libera ormai da ogni pressione. Forse per la prima volta, Kuhn potrà mostrare a tutti la sua vera tempra.
Certo, poiché sotto questa sua aria mansueta si nasconde un uomo di temperamento, come affermano molte personalità che gravitano nel mondo del pallone e che lo hanno conosciuto quando era ancora giocatore.
"Trovo assolutamente geniale come Köbi abbia saputo giocare con la sua immagine durante tutti questi anni. Il Köbi 'ufficiale' non è quello che conosco", sostiene ad esempio l'allenatore Umberto Barberis.
Anche se sono un po' riduttivi, due episodi di cui si è reso protagonista Kuhn quando giocava in nazionale possono senz'altro far sorgere qualche dubbio a chi vede in lui una specie di nonnetto tranquillo e un po' "molle".
Il primo risale al Mondiale 1966 in Inghilterra. Alla vigilia della partita d'esordio contro la Germania, Köbi Kuhn e il difensore Werner Leimgruber escono e rientrano troppo tardi in albergo. Entrambi vengono sospesi per questo primo incontro e la Svizzera perde 5-0.
Dodici anni più tardi in Norvegia, Kuhn ci ricasca. Per non aver rispettato il coprifuoco, lui e Joko Pfister sono esclusi dalla selezione, per poi essere 'riabilitati' in un secondo tempo. Un episodio che la stampa ribattezza la "Notte di Oslo".
Sheffield, Oslo e chissà... perché non la notte di Vienna per terminare in bellezza il 29 giugno, serata della finale? Questa volta Köbi Kuhn potrà senz'altro festeggiare senza preoccuparsi del coprifuoco.
swissinfo, Mathias Froidevaux
(traduzione ed adattamento di Daniele Mariani)
Köbi Kuhn
Jakob "Köbi" Kuhn è nato il 12 ottobre 1943 a Zurigo. Nella città sulle rive della Limmat ha svolto tutta la sua carriera di calciatore. Dal 1954 al 1959 ha militato nelle file del Wiedlikon per poi passare nello Zurigo, dove ha giocato fino al 1977.
Con lo Zurigo, Kuhn ha vinto sei campionati e cinque coppe svizzere. Ha pure disputato due semifinali di Coppa Campioni, nel 1966 e nel 1977, perdendole contro il Real Madrid e il Liverpool.
Ha indossato 63 volta la maglia della nazionale e ha disputato la Coppa del Mondo del 1966 in Inghilterra.
Dopo aver smesso di giocare, Kuhn ha occupato la carica di direttore sportivo dello Zurigo e ha allenato le squadre giovanili. Nel 1996 ha assunto le redini della nazionale Under 18 e in seguito della Under 21. Nel giugno del 2001 ha rimpiazzato l'argentino Enzo Trossero alla testa della nazionale maggiore.
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