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Rifiuto di soggiorno a studenti per motivi di età è ingiusto
Un permesso di soggiorno non può essere rifiutato a uno studente straniero per il solo fatto che abbia più di 30 anni. Lo stabilisce il Tribunale federale annullando una decisione del canton Friburgo riguardo a un prete togolese che vuole un master in teologia.
Secondo la corte suprema l'età non è elencata nella legge sugli stranieri e l'integrazione come criterio per rifiutare una richiesta di residenza. Inoltre il diniego basato esclusivamente su questo elemento può violare il divieto di discriminazione sancito dalla Costituzione, sebbene non sia un criterio legato a un gruppo che è stato storicamente deprezzato o escluso dalla vita sociale e politica. Una distinzione basata sull'età è soggetta a un esame rigoroso di proporzionalità e deve essere fondata su motivi oggettivi, aggiunge il TF nella sentenza pubblicata oggi.
Con un bachelor del suo paese d'origine, il sacerdote del Togo nel gennaio del 2020 aveva chiesto alle autorità friburghesi un permesso d'entrata e di soggiorno in Svizzera per completare la sua formazione con un master in teologia. Le spese del prete africano dovevano essere interamente coperte da una borsa di studio concessa da un congregazione religiosa. La sua domanda è però stata respinta dal servizio cantonale della popolazione e dal Tribunale cantonale.
I giudici di Friburgo hanno semplicemente applicato la pratica precedente secondo la quale gli studenti stranieri ricevono un permesso di soggiorno solo fino all'età di 30 anni. Ritenevano che questa direttiva della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) fosse giustificata dal fatto che gli studenti più anziani sono più propensi a rimanere in Svizzera dopo aver completato la loro formazione. Inoltre, adducevano che i posti di studio dovevano essere riservati agli studenti più giovani.
Ora l'alta corte con sede a Losanna, ricorda che il requisito di «assicurazione di partenza» è stato eliminato dalla legge sugli stranieri e l'integrazione nel 2011. Inoltre sottolinea che l'idea che le persone di oltre 30 anni sarebbero più tentate di rimanere in Svizzera «si basa su uno stereotipo di dubbia generalizzazione».
La stessa giustizia friburghese – aggiunge il TF – ha riconosciuto che il ricorrente aveva la ferma intenzione di tornare in Togo per utilizzare le sue nuove conoscenze a beneficio della sua diocesi. Infine l'iscrizione del sacerdote all'Università di Friburgo non avrebbe privato uno studente più giovane della possibilità di completare un master in teologia, poiché questa facoltà non ha un numerus clausus.
Il TF ha quindi rinviato il caso alle autorità friburghesi affinché esaminino se il sacerdote soddisfa tutti i criteri di ammissione come studente straniero.