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Numerose casse malattia, rappresentate da Tarifsuisse (filiale di Santésuisse) hanno intentato causa a circa 900 case di cura per ottenere il rimborso di poco meno di 100 milioni di franchi per i costi addebitati per del materiale medico.
Ad essere interessati sono istituti di tutta la Svizzera, ha riferito a Keystone-Ats il portavoce di Santésuisse Christophe Kaempf, confermando un'informazione pubblicata oggi sui media di Tamedia. Gli importi recuperati andrebbero a confluire nelle riserve.
La richiesta si basa su una sentenza del Tribunale amministrativo federale (Taf) dell'autunno 2017 che ha dato ragione alle casse malattia stabilendo che non sono più tenute a rimborsare tramite l'assicurazione base il costo del materiale sanitario utilizzato dai servizi di cure a domicilio, dalle case anziani e degli ambulatori non medicalizzati.
Nell'ambito delle revisioni del finanziamento delle cure del 2011 infatti, era stato deciso che i contributi dell'assicurazione malattie sarebbero stati limitati e che i cantoni dovevano assumersi il finanziamento residuo. La scadenza per l'attuazione era stata fissata a fine 2014. "Nonostante ciò, le case di cura hanno continuato a fatturare i costi", ha affermato Kaempf. Il rimborso di questi soldi viene ora richiesto per via legale a partire dal primo gennaio 2015.
Delle circa 40 casse affiliate a Santésuisse – secondo Kaempf – 16 partecipano alla richiesta di rimborso. "Per le altre non ne vale la pena", ha spiegato.