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La resistenza visionaria dell’afrobeat, genere musicale inventato dal cantante e compositore nigeriano Fela Kuti, a venticinque anni esatti dalla sua morte avvenuta il 2 agosto del 1997, continua a ispirare generazioni di musicisti in tutto il mondo. Quella dell’artista e attivista nigeriano soprannominato “The Black President” non è solo un’eredità musicale ma anche politica dato che sul finire degli anni Sessanta fu uno tra gli esponenti più noti della scena africana capace di denunciare, attraverso la sua musica, la corruzione, l’ingiustizia sociale, i soprusi e l’oppressione coloniale. Il pensiero di Marco Boccitto, giornalista e musicologo, grande conoscitore della musica africana e di Fela Kuti in particolare.