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Caso 279 del 01/02/2012
Quali sono i principi relativi alla presa in considerazione di un reddito ipotetico per il mantenimento del figlio minorenne?
In una sentenza del 3 febbraio 2011 il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:
In presenza di situazioni economiche modeste devono essere poste esigenze particolarmente elevate allo sfruttamento della capacità al guadagno del genitore debitore del contributo. I criteri validi in materia di assicurazione contro la disoccupazione non possono essere adottati automaticamente. Occorre tenere conto anche delle possibilità di guadagno che non esigono una formazione professionale completa e si situano nella fascia dei salari bassi.
Sentenza DTF 137 III 118
Nota a cura dell'avv. Alberto F. Forni
Nel caso - 89 è stato trattato il concetto del redito potenziale e il fatto che il non aver più diritto alle indennità di disoccupazione non è un motivo sufficiente per far valere l'impossibilità di versare alimenti, anche se la circostanza che il debitore del contributo di mantenimento riceva regolarmente e senza ritardo indennità giornaliere dall'assicurazione contro la disoccupazione è un indizio che egli intraprende gli sforzi da lui esigibili per la ricerca di una nuova occupazione.
Il Tribunale federale indica che in presenza di doveri di mantenimento di un figlio minorenne, la messa a profitto della capacità di guadagno dev'essere ritenuta un'esigenza particolarmente severa. Questo concetto vale soprattutto in presenza di condizioni economiche modeste. I criteri applicabili all'assicurazione di disoccupazione non possono essere considerati senza una corretta valutazione. Il fatto che il genitore debitore dell'alimento sia disoccupato e che non abbia trovato lavoro nonostante adeguati sforzi, non è ancora una prova che dimostri la sua impossibilità ad intraprendere un'attività lavorativa. Si possono prendere in considerazione anche attività che non esigono una formazione professionale completa e che si situano nell'ambito dei salari bassi. Un genitore che seppur senza formazione professionale si descrive come in buona salute e pienamente abile al lavoro dimostra che può esercitare un'attività lavorativa così da poter adempiere ai suoi obblighi alimentari verso il figlio. Il giudice dovrà allora indicare concretamente quali attività potrebbe dover svolgere il genitore debitore alimentare (come ad es. lavori di segretariato o d'ufficio, la vendita al dettaglio, pulizie, ecc.) e quali posti potrebbe occupare in base allo stipendio che viene ipotizzato. Per calcolare un reddito potenziale non basterà che il giudice indichi teoricamente un reddito ipotetico, ma per evitare che la propria sentenza sia considerata arbitraria dovrà stabilire con esattezza quali attività concretamente avrebbe potuto svolgere.
Data modifica: 01/02/2012