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Le esagerate misure restrittive non sono più giustificate. Il numero dei contagi sta diminuendo e le unità di terapia intensiva non sono sovraccariche. Ancora più importante, la stragrande maggioranza della popolazione adulta svizzera risulta essere ora immunizzata. Per questo motivo l’UDC chiede al Consiglio federale di adottare finalmente una chiara strategia d’uscita. Misure arbitrarie come l’obbligo del certificato devono essere revocate con effetto immediato. I concetti di protezione dovrebbero essere applicati laddove sono necessari.
Nell’aprile 2021 il consigliere federale Alain Berset e l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) hanno promesso che la “fase di normalizzazione” sarebbe iniziata quando sarebbero state vaccinate tutte le persone adulte che lo desiderano. Da quel momento in poi, le rigide restrizioni sociali ed economiche non sarebbero più giustificate e avrebbero dovuto essere gradualmente smantellate. Il responsabile della sanità Alain Berset finse all’epoca di avere una strategia di uscita e promise che avrebbe continuato a perseguire questa strategia anche se la volontà della popolazione di vaccinarsi fosse stata inferiore al previsto.
Disillusi, constatiamo oggi che il consigliere federale Alain Berset non ha mantenuto la sua promessa e tanto meno ha elaborato una strategia d’uscita.
Invece di allentare le misure, le ha rafforzate con il sostegno della maggioranza di centro-sinistra in Consiglio federale estendendo l’obbligo del certificato Covid ai settori della ristorazione, della cultura e del tempo libero. Invece di essere nella “fase di normalizzazione”. Le persone in Svizzera si ritrovano ora nella fase della vaccinazione obbligatoria, dell’esclusione dalla vita sociale e della discriminazione. È ovvio che il Consiglio federale non intende rinunciare al potere. Preferisce continuare a vessare le persone piuttosto che presentare una reale via d’uscita dalla pandemia basata su criteri e soglie oggettive.
La stragrande maggioranza della popolazione adulta è immunizzata
Secondo lo studio “Corona Immunitas”, condotto dalla Swiss Public Health School (SSPH+) in collaborazione con 12 università svizzere, la popolazione svizzera avrebbe raggiunto un alto grado di immunizzazione (vaccinazione e guarigione). Nell’agosto2021, in media, oltre il 90% delle persone di età superiore ai 65 anni – una fascia di età che purtroppo conosce circa il 95% dei decessi da Covid – e circa il 75% delle persone tra i 20 e i 64 anni di età risultavano essere immunizzate contro il virus Covid-19. Questi dati e l’evoluzione epidemiologica rendono indispensabile sviluppare una strategia d’uscita dalle misure restrittive arbitrarie del Consiglio federale.
Ora è necessaria chiarezza!
La discriminazione e la ghettizzazione della popolazione svizzera volute dal responsabile della salute pubblica Alain Berset e dalla maggioranza di centro-sinistra del Consiglio federale non sono quindi più giustificabili. La divisione in cittadini “buoni”, perché vaccinati, e cittadini “cattivi”, non vaccinati, danneggia massicciamente la coesione nel nostro Paese. L’UDC condanna questa politica di divisione che cerca di mettere le persone vaccinate contro le persone non vaccinate.
L’UDC esige pertanto dal Consiglio federale:
- la revoca immediata dell’estensione dell’obbligo di certificato Covid;
- la fine alla situazione particolare e la restituzione delle responsabilità ai Cantoni;
- la presentazione di una chiara strategia d’uscita con l’obiettivo di tornare rapidamente alla normalità. Ciò, mantenendo i controlli alle frontiere e i comprovati concetti di protezione laddove fossero necessari.