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Come sempre "Presa Diretta", la trasmissione di approfondimento informativo di Rai Tre del bravo giornalista Riccardo Iacona, ha presentato un ottimo servizio giornalistico su come le nuove generazioni cambiano il sistema cognitivo con le nuove tecnologie e le nuove dinamiche di comunicazione invasiva e persistente.
Viviamo un tempo, in cui il concetto di Orwell di controllo (stalinista) dell'informazione è stato rovesciato con ipertrofia dell'informazione, annullando la "metabolizzazione dei saperi", modificando radicalmente, quasi antropologicamente, il sistema cognitivo, rendendoci "esteticamente" evoluti ed emotivamente "primitivi". Non si condividono più le idee politiche, si tifa per delle idee politiche, rifiutando qualsiasi confronto dialettico minimamente elaborato. È una grande fabbrica, immateriale, di fascismo 4.0, dove le convinzioni, le proprie credenze, i propri paradigmi, in modo autoreferenziale si possono alimentare, facendoci "filtrare" qualsiasi informazione che il sistema comunicativo ci offre. È l'apogeo dell'imbecillità, dove possiamo sapere tutto, ma in realtà siamo totalmente ignoranti. E a differenza di "1984" di Orwell questa non è fantascienza, ma è il nostro presente. Il pensiero non va controllato come Orwell prevedeva in "1984", per il fatto che il bombardamento continuo di informazioni e stimoli genera una distrazione perpetua che fa si che il pensiero non ci sia più. Dunque non bisogna più controllarlo, è superfluo