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<h2>SubmittedText<h2><p>Sganciando il franco dall'euro, la Banca nazionale svizzera ha messo un bastone tra le ruote all'economia svizzera. Il conseguente calo congiunturale dello 0,2 per cento nel primo trimestre e la crescita dello 0,2 per cento nel secondo si annullano a vicenda, risultando in una crescita zero - o stagnazione - nell'arco del primo semestre. Le conseguenze della forza del franco sono devastanti: nell'industria sono già stati soppressi almeno 3500 posti di lavoro ed entro la fine dell'anno il loro numero potrebbe raggiungere le 40 000 unità. Da un sondaggio è inoltre emerso che nei prossimi tre anni le aziende industriali intendono trasferire all'estero un quinto (20 per cento) dei loro posti di lavoro in Svizzera. È questo l'inizio di una drammatica deindustrializzazione.</p><p>Alla luce di quanto sopra, il gruppo socialista invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La SECO mette in guardia da un "cambiamento strutturale strabordante": il Consiglio federale è disposto a creare un apposito fondo statale, dotandolo di circa 2 miliardi di franchi, per arrestare la deindustrializzazione e venire incontro (con fideiussioni o prestiti) alle PMI e ai loro fornitori che altrimenti, a causa del franco forte, non possono investire in misure di incremento della produttività?</p><p>2. Cosa intende fare il Consiglio federale per le regioni particolarmente colpite (soprattutto quelle di confine) per ammortizzare le gravi conseguenze del franco forte?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a proteggere meglio i posti di lavoro dei lavoratori più anziani, accettando di ampliare le prestazioni di AD e LPP, introducendo una rendita di transizione e un fondo di formazione continua per questi lavoratori, alimentato mediante contributi di solidarietà versati da imprese con una quota di lavoratori "over 50" al di sotto della media?</p><p>4. Il cambiamento strutturale, accelerato dalla politica della BNS, richiede interventi di riqualifica dei lavoratori. Cosa intende fare il Consiglio federale per favorire le formazioni di recupero e di perfezionamento e per promuovere e sviluppare nuovi profili professionali e percorsi formativi, ad esempio nel cleantech?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a far sì che i guadagni sul cambio realizzati dagli importatori (produttori e commercianti al dettaglio) siano trasmessi ai consumatori? Se sì, con quali mezzi?</p><p>6. Quali misure prevede di adottare il Consiglio federale per fare in modo che, in termini di parità dei poteri di acquisto, il franco si avvicini nuovamente all'euro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In risposta al postulato 15.3017 il Consiglio federale si era detto disposto a presentare in un rapporto i vantaggi e gli svantaggi di una tale idea, pur consapevole che la sua attuazione comporterebbe numerose difficoltà, come il versamento selettivo dei fondi della Confederazione, il rispetto del freno all'indebitamento o la sostenibilità a lungo termine delle finanze statali.</p><p>2. Alla luce dell'aumento delle differenze salariali tra la Svizzera e i Paesi limitrofi, riconducibile al corso di cambio, le misure collaterali alla libera circolazione delle persone rimangono uno strumento fondamentale soprattutto nelle regioni di confine. È anche importante che tali misure siano attuate in modo sistematico e coerente. Già nella primavera del 2014 il Consiglio federale si era dichiarato disposto a sostenere - in caso di bisogno - le regioni (di confine) e i settori particolarmente colpiti con ulteriori fondi, da investire nei controlli delle condizioni salariali e lavorative. Con la nuova politica regionale (NPR), inoltre, la Svizzera può far capo a uno strumento di comprovata validità volto a promuovere progetti nei settori delle innovazioni aziendali e del turismo. Nell'ambito della sua realizzazione ordinaria, la NPR è concepita in modo da poter reagire prontamente alle difficoltà a cui imprese e regioni devono far fronte a causa del franco forte. La promozione delle innovazioni a livello regionale è finalizzata a migliorare la produttività delle aziende, mettendole così nelle condizioni di affrontare meglio la concorrenza internazionale. Oltre alla promozione nazionale delle innovazioni scientifiche da parte della CTI, la NPR affianca un ampio ventaglio di PMI nelle loro iniziative di innovazione aziendale (che di regola non sono novità di portata mondiale, bensì processi di adattamento e diffusione innovativi).</p><p>Per le sfide concernenti la politica del turismo è di fondamentale importanza il programma d'impulso 2016-2019, che punta principalmente a stimolare la domanda turistica in Svizzera. L'obiettivo del programma è accompagnare e sostenere da vicino il cambiamento strutturale attualmente in corso, accelerato dalla forza del franco e dall'iniziativa sulle abitazioni secondarie. A tal fine la Confederazione può attingere a un budget dell'ordine di 210 milioni di franchi per il periodo 2016-2019.</p><p>3. In Svizzera i lavoratori più anziani sono meno esposti al rischio disoccupazione dei loro colleghi più giovani. Se perdono il loro lavoro, tuttavia, fanno più fatica a trovarne uno nuovo. L'AD tiene già conto di questa circostanza, prevedendo per loro periodi di riscossione delle indennità più lunghi. I cantoni, dal canto loro, vengono incontro ai disoccupati "over 50" con appositi provvedimenti inerenti al mercato del lavoro. In occasione della conferenza nazionale sono state approvate numerose misure, che dovranno ancora essere studiate più a fondo. Il Consiglio federale respinge la proposta di riscuotere un contributo di solidarietà dalle imprese con una quota di lavoratori anziani inferiore alla media per alimentare così un fondo di formazione continua. La formazione continua, infatti, ricade nella responsabilità sia dei lavoratori sia delle imprese e deve perseguire obiettivi ben precisi.</p><p>4. La formazione professionale (livello secondario II e terziario B) si orienta alle qualifiche professionali richieste sul mercato del lavoro e all'offerta di posti vacanti. È impostata in modo da poter reagire in tempi utili agli sviluppi economici. Le formazioni professionali di base vengono valutate almeno ogni cinque anni sotto il profilo della loro attualità. Gli esami di professione e gli esami professionali superiori, dal canto loro, possono essere integrati con nuovi contenuti formativi entro un periodo compreso tra gli otto e i dodici mesi. Sono le stesse organizzazioni del mondo del lavoro ad avere la facoltà di avviare questo processo, qualora lo ritengano necessario. La Confederazione sostiene questo tipo di revisioni della formazione professionale con contributi finanziari.</p><p>La Confederazione ha inoltre lanciato il progetto "Titolo professionale per adulti" che intende migliorare la situazione degli adulti che vogliono assolvere una formazione professionale di base. Nella formazione professionale superiore, invece, le persone che frequentano i corsi preparatori agli esami federali potranno beneficiare in futuro di un contributo finanziario diretto.</p><p>5. Secondo le prime valutazioni, la trasmissione dei guadagni realizzati sul cambio sembra avvenire più rapidamente che nel 2011, in particolare per quanto riguarda le automobili, i mobili e le derrate alimentari. Numerosi ostacoli al commercio, di natura tariffaria e non tariffaria, continuano tuttavia a far sì che le imprese estere pratichino in Svizzera una politica dei prezzi diversa da quella adottata altrove. Il Consiglio federale è fortemente intenzionato a identificare questi ostacoli e - se opportuno - a eliminarli nell'ottica di facilitare le importazioni parallele. A titolo d'esempio si possono citare gli sforzi relativi al principio Cassis-de-Dijon o la semplificazione di certe procedure di doganali. Per quanto concerne gli accordi antitrust, la legge sui cartelli traccia chiari limiti. La Commissione della concorrenza (COMCO), pertanto, sfrutta il suo margine di manovra e interviene in caso di abusi.</p><p>6. La politica monetaria e valutaria è di competenza della Banca nazionale svizzera (BNS), istituto politicamente indipendente. Al momento la stabilità dei prezzi e l'andamento congiunturale dipendono in larga misura dall'evoluzione dei corsi di cambio. Per influenzarli la BNS può far capo a vari strumenti, tra cui quello della politica dei tassi d'interesse, attualmente al centro dell'attenzione. I tassi d'interesse negativi permettono di contrastare l'apprezzamento del franco, contribuendo così a stabilizzare i corsi di cambio, i prezzi e l'andamento economico in generale. Se necessario sono anche ipotizzabili interventi diretti sul mercato valutario. Il Consiglio federale appoggia gli sforzi correntemente profusi dalla BNS per normalizzare la situazione sul fronte dei corsi di cambio, dove si può attualmente osservare un leggero deprezzamento del franco rispetto all'euro: dopo l'intesa raggiunta a metà luglio sulla crisi greca, infatti, l'euro è passato da 1,04 a 1,09 franchi nei primi giorni di settembre. Benché il franco continui a essere molto forte, la situazione valutaria è leggermente migliorata rispetto a pochi mesi fa.</p>  Risposta del Consiglio federale.