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WASHINGTON D.C - Mentre lo sguardo dell'Occidente è principalmente rivolto alle scintille tra Ucraina e Russia, il vero innesco di uno scontro tra super-potenze potrebbe collocarsi ad alcune migliaia di chilometri di distanza in direzione est. E più precisamente alle coordinate di Taiwan, come si legge in un'analisi pubblicata oggi dalla Cnn.
L'angolo di osservazione è ovviamente quello degli Stati Uniti, con il presidente Joe Biden al centro della panoramica. La questione ucraina, per cui la Casa Bianca ha già messo in preallarme circa 8'500 soldati, pronti a essere schierati - una decisione «che troverebbe agio maggiore in un contesto simile a quello degli elettrici anni settanta» -, è «lungi dall'essere il suo unico mal di testa», commenta l'analista.
Alla lista vanno aggiunti d'ufficio anche il Medio Oriente e la Corea del Nord, con i suoi missili. Una serie di tensioni. Una serie di sfide. E un margine di distrazione che tende ad allargarsi naturalmente per il presidente americano, ingarbugliato in un gioco di equilibri politici tra potenze. «Putin è ben consapevole del fatto che Biden voglia fare perno sulla minaccia cinese. Pechino dal suo canto sarebbe ben felice di vedere gli americani impantanati in Europa. E gli americani hanno molto probabilmente bisogno della Cina per raffreddare le tensioni nordcoreane. E poi la Russia, che è un "key player" nei colloqui sul nucleare con l'Iran».