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Emicrania: una dieta a base vegetale può alleviare gli attacchi
Attenersi a una dieta sana e mangiare molte verdure a foglia verde scuro può offrire un'alternativa ai farmaci.
Chi soffre di emicrania cronica potrebbe voler adottare una dieta a base vegetale.
Oltre un miliardo di persone nel mondo soffrono di mal di testa, spesso caratterizzato da dolore unilaterale e pulsante che dura da quattro a 72 ore. Gli attacchi sono di frequente accompagnati da sensibilità al rumore, alla luce e talvolta aure prodromiche.
I farmaci da prescrizione possono aiutare a prevenire e curare la condizione, ma i ricercatori hanno ora riferito che attenersi a una dieta sana e mangiare molte verdure a foglia verde scuro può offrire un'alternativa.
Qui citiamo il caso di un uomo che aveva sofferto di forti emicranie senza aura per più di 12 anni.
Gli autori del rapporto gli consigliarono di adottare la dieta «Low Inflammatory Foods Everyday» (LIFE). Una dieta a base vegetale ricca di sostanze nutritive, a base di cibi integrali.
I medici suggerirono al paziente in questione di mangiare almeno 140 grammi di verdure a foglia verde scuro crude o cotte ogni giorno, bere un frullato LIFE verde quotidiano e limitare l'assunzione di cereali integrali, verdure amidacee, oli e proteine animali: in particolare latticini e carni rosse.
Dopo due mesi, l'uomo ha notato che la frequenza dei suoi attacchi di emicrania diminuiva drasticamente, con una riduzione anche della durata e della gravità.
Dopo tre mesi, le sue emicranie sono cessate completamente e non sono tornate da oltre sette anni.
«Questo rapporto suggerisce che una dieta alimentare a base vegetale può offrire un trattamento sicuro, efficace e permanente per invertire l'emicrania cronica», hanno scritto i ricercatori.
«Sebbene questo rapporto descriva un paziente molto tipico, che ha avuto una risposta notevole, la dieta LIFE ha ridotto la frequenza dell'emicrania entro tre mesi in diversi pazienti aggiuntivi (es. comunicazione personale)».
I risultati completi dello studio sono stati pubblicati sulla rivista BMJ Case Reports.
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