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Pechino ha multato con avvertimento 7-Eleven, catena internazionale di piccoli negozi di alimentari e beni di prima necessità, colpevole di aver elencato sul suo sito web Taiwan come Paese, insieme a mappe imprecise sui confini di Xinjiang e Tibet. Il governo municipale della capitale cinese ha inflitto la sanzione di 50’000 yuan (7’842 dollari) per gli “errori”, compreso “l’atto illecito della definizione della provincia di Taiwan come Paese indipendente”. La misura, ha riferito Nikkei Asia, ha preso di mira anche il mancato uso dei nomi cinesi per alcune isole contese nel mar Cinese meridionale, tra cui le Senkaku nel controllo di Tokyo, ma rivendicate da Pechino con il nome di Diaoyu.
La multa, decisa a dicembre, suona come un monito per la catena di piccoli store prolifica in tutta l’Asia contro le ‘sviste’ politiche-geografiche, dato che Pechino considera Taipei parte ‘inalienabile’ del suo territorio, destinata alla riunificazione anche con la forza, se necessario. A maggio, John Cena, co-protagonista del film campione d’incassi Fast & Furious 9, aveva caricato un filmato di scuse in mandarino contro qualsiasi offesa causata ai cinesi dopo aver fatto riferimento a Taiwan come Paese durante la promozione del film.
Secondo Nikkei Asia, Seven & i Holdings, la società a capo della catena, ha riconosciuto la segnalazione, affermando che “avrebbe fatto del suo meglio per prevenire il ripetersi” di casi del genere.