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“Preferite musica di flauti, violini, tablas, armonium o organetti vocali al posto del clacson?”: è l’interrogativo rilanciato oggi dal quotidiano Times of India, dopo la proposta di ieri del ministro ai trasporti Nitil Gadgari.
Gadkari ha detto ai media che per risolvere l’intollerabile frastuono che caratterizza le strade di tutte le città indiane sta pensando di proporre alle case automobilistiche la sostituzione degli assordanti clacson con queste diverse sonorità; e ha aggiunto che vorrebbe attenuare anche i decibel delle sirene delle ambulanze.
Il traffico caotico di tutte le città indiane, intasate da auto private, rickshaw, taxi, autobus e motociclette è amplificato dall’uso sfrenato che tutti i conducenti fanno del clacson, ritenuto, ovviamente a torto, il solo strumento per farsi strada negli ingorghi.
L’inquinamento sonoro, già identificato dall’Oms come fortemente dannoso per la salute psicofisica, si aggiunge così a quello generato dai carburanti, aggravando la nocività del traffico.
Già due anni fa, una ragazzina di undici anni di Mumbai, aveva scritto ad Anand Mahindra, fondatore della Mahindra Group, una delle case automobilistiche leader del mercato indiano, chiedendogli di inventare qualcosa per ridurre l’inquinamento acustico da clacson. E Mahindra aveva risposto accettando la sfida.