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<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera si sta preparando a titolo precauzionale contro un'eventuale pandemia d'influenza.</p><p>Essa ha approvato nella seconda settimana del gennaio 2005 le basi giuridiche del caso, ossia la cosiddetta ordinanza sulla pandemia d'influenza. All'evidenza, era stato previsto che l'ordinanza entrasse in vigore già anni addietro. Nel 2000, la Confederazione aveva commissionato uno studio sulle conseguenze economiche di una pandemia, valutate, nella peggiore delle ipotesi, attorno ai 2,5 miliardi di franchi. Alla fine del 2004, il governo ha iniziato a costituire scorte di sicurezza del medicamento antinfluenzale Tamiflu. Entro la fine del 2006 le scorte dovrebbero raggiungere una quantità sufficiente per curare almeno il 25 percento della popolazione. Inoltre, il 16 settembre 2005 è stata indetta una gara d'appalto per la produzione di una quantità di vaccino sufficiente all'incirca per 100 000 persone.</p><p>È confortante sapere che all'ora attuale l'Ufficio federale della sanità pubblica non riscontri in tale contesto alcun rischio per la popolazione svizzera. D'altro canto, non appena le prime infezioni si manifesteranno nei Paesi limitrofi, diventerà imperativo agire immediatamente.</p><p>Quello che un tempo era conosciuto sotto il nome di Istituto svizzero di sieri e vaccini, diventato oggi Berna Biotech, sarebbe in grado di produrre oltre un milione di vaccini nello spazio di quattro mesi. Tuttavia, la Svizzera conta più di sette milioni di abitanti. Inoltre, Berna Biotech non opera in Svizzera: i prodotti semifiniti vengono fabbricati in Australia mentre la produzione dei vaccini avviene in Spagna.</p><p>In caso di pandemia d'influenza, gli specialisti temono un divieto di esportazione anche per le imprese svizzere che producono all'estero. Ciò ostacolerebbe l'importazione del vaccino antinfluenzale al punto da impedirla. Se si volesse produrre il vaccino in Svizzera, Berna Biotech sarebbe disposta a procedere in questo senso e avrebbe anche i mezzi per farlo. Tuttavia, sarebbero necessari almeno due anni per poter creare un centro di produzione.</p><p>1. Qual è la posizione del Consiglio federale rispetto alla richiesta avanzata da virologi svizzeri riconosciuti, secondo cui l'azione della Confederazione dovrebbe essere volta alla produzione svizzera di un vaccino entro tempi ragionevoli?</p><p>2. Qual è la posizione del Consiglio federale di fronte alla richiesta di Berna Biotech concernente un sussidio federale di 10 a 15 milioni di franchi da destinare alla costruzione di un centro di produzione in Svizzera? È anch'esso dell'opinione che, di fronte ad una pandemia, sia importante disporre in Svizzera della più elevata capacità possibile di produzione nazionale, sia per poter far fronte al pericolo determinato attualmente dalla pandemia, sia per il futuro?</p><p>3. In riferimento a quanto dichiarato nel comunicato stampa del gennaio 2005, il Consiglio federale ha creato le basi giuridiche necessarie a tale scopo?</p><p>4. Quando verrà presa una decisione in favore della produzione su scala nazionale? Esiste forse un'alternativa soddisfacente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È necessario correggere il testo dell'interrogazione per quanto concerne le riserve di Tamiflu. Il testo fa riferimento al fatto che le scorte potranno essere costituite "fino alla fine del 2006" mentre in realtà si tratta già del dicembre 2005.</p><p>1. Da diversi anni il Consiglio federale affronta seriamente la preparazione a una pandemia d'influenza in Svizzera. Uno degli elementi strategici primordiali del governo è di assicurare a lungo termine l'approvvigionamento di vaccini contro l'influenza in caso di pandemia. Nonostante la produzione di tali vaccini su scala nazionale costituisca un criterio importante, esso non è il solo punto da prendere in considerazione. Anche la capacità di produzione, la sicurezza e l'efficacia del futuro vaccino sono criteri fondamentali.</p><p>Una soluzione durevole deve contemplare i seguenti punti: il vaccino deve essere specifico ed efficace contro il virus responsabile della prossima pandemia d'influenza; il sistema di produzione deve potere adattarsi ai nuovi metodi di fabbricazione competitiva; la capacità di produzione deve soddisfare il fabbisogno dell'intera popolazione.</p><p>La produzione nazionale non è quindi l'unico criterio che entri in linea di conto per garantire un approvvigionamento sicuro in caso di pandemia. È questa la ragione per cui la Confederazione sta attualmente procedendo ad una gara d'appalto che permetterà di sondare le possibilità di approvvigionamento in vista di una soluzione ottimale per la Svizzera, sia essa di carattere nazionale, internazionale o mista.</p><p>2. Quest'impresa svizzera ha effettivamente inoltrato una proposta spontanea nel 2004 per mantenere, ristabilire o creare nuove possibilità di produzione di vaccini in Svizzera mediante un finanziamento della Confederazione. Tale opzione ha il vantaggio di consentire una certa autonomia nella copertura del fabbisogno nazionale, ammesso che si basi su una pianificazione dettagliata e completa. Tuttavia, due aspetti rimangono ancora irrisolti: la velocità di produzione di quest'impresa, che lavora attualmente con metodi di produzione tradizionali (uova embrionate), e la durabilità di tale opzione.</p><p>3./4. L'analisi delle offerte per il vaccino contro il virus H5N1 contribuirà allo studio di fattibilità delle opzioni di approvvigionamento dei vaccini contro l'influenza pandemica. Sulla base di quest'analisi il Dipartimento federale dell'interno (DFI) inoltrerà una proposta al Consiglio federale. Quest'ultimo discuterà delle diverse opzioni al più tardi entro la fine di quest'anno per trovare una soluzione che garantisca l'approvvigionamento della popolazione residente in Svizzera. Inoltre, il DFI si pronuncerà in merito alle condizioni quadro finanziarie e legali.</p>  Risposta del Consiglio federale.