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L'uomo si trova dietro le sbarre in espiazione anticipata della pena. A processo sarà accusato di truffa aggravata ai danni di una decina di investitori.
Un gestore patrimoniale italiano di 57 anni è stato rinviato a giudizio con l’accusa di truffa aggregava, per aver sottratto 4,5 milioni di franchi a una decina di investitori. La vicenda è stata anticipata dalla Rsi, secondo cui l’uomo avrebbe in seguito utilizzato questi soldi per scopi personali o per coprire la spese della sua società. La truffa sarebbe stata orchestrata e messa in atto tra la fine del 2019 e l’inizio dell’anno scorso, quando venne arrestato.
Difeso dall’avvocato Massimiliano Parli, l’uomo, per convincere gli investitori, avrebbe millantato conoscenze ad alto livello, nel mercato internazionale dell’oro, affermando pure che stava per acquisire la gestione dell’aeroporto di Lugano-Agno. Il 57enne si trova in prigione in espiazione anticipata della pena. Il presidente della Corte delle Assise Criminali sarà il giudice Amos Pagnamenta. Nei confronti dell'uomo, accusato inoltre di amministrazione infedele aggravata, falsità in documenti e riciclaggio di denaro, la procuratrice pubblica Francesca Nicora chiederà una pena superiore ai cinque anni.