Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/231580

<h2>SubmittedText<h2><p>La Confederazione è incaricata di modificare le condizioni d'autorizzazione per l'importazione di burro, nel quadro dell'ordinanza sulle importazioni agricole che disciplina anche l'importazione di prodotti lattiero-caseari, in modo che non sia più autorizzata alcuna importazione di burro in caso di disponibilità all'interno del Paese finché il prezzo del latte in Svizzera non coprirà i costi di produzione e la segmentazione del mercato lattiero non contribuirà a far aumentare il valore del latte svizzero.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'ordinanza sulle importazioni agricole (RS 916.01) disciplina l'importazione ordinaria di burro. Sulla base di essa, ogni anno viene liberato per l'importazione un contingente doganale parziale di 100 tonnellate. Questo quantitativo corrisponde pressoché al fabbisogno giornaliero della Svizzera. Secondo l'articolo 36 della suddetta ordinanza, in caso di insufficiente approvvigionamento del mercato indigeno, l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) può aumentare temporaneamente il contingente doganale parziale dopo aver sentito le cerchie interessate. Su richiesta dell'Interprofessione latte (IP Latte), per l'anno corrente l'UFAG ha aumentato di 2500 tonnellate il contingente doganale parziale di burro a causa delle imminenti difficoltà di approvvigionamento.</p><p>All'interno dell'IP Latte, la Commissione che si occupa delle importazioni di burro è responsabile di esaminare costantemente la situazione dell'approvvigionamento in burro e, in caso di approvvigionamento insufficiente, di presentare all'UFAG una domanda di aumento del contingente doganale parziale. Si tratta di una commissione composta in modo paritetico da cinque produttori e cinque addetti alla trasformazione e al commercio al dettaglio. Il processo dalla domanda definitiva del settore fino all'effettiva liberazione di un contingente supplementare da parte dell'UFAG dura almeno sei settimane.</p><p>A livello pratico non è possibile autorizzare importazioni di burro soltanto se A) non è più disponibile burro indigeno o B) vengono pagati prezzi del latte che coprono i costi. Nel caso A), viste le scadenze summenzionate, in Svizzera l'approvvigionamento in burro sarebbe insufficiente per diverse settimane. Nel caso B) sarebbe necessario modificare l'intero disciplinamento del mercato lattiero.</p><p>Le aziende dedite alla produzione lattiera hanno costi di produzione molto diversi. Sulla base del vincolo richiesto, per tener conto di tutta la fascia lo Stato dovrebbe garantire un prezzo del latte molto elevato. Nel 1999 è stato abolito il prezzo di base del latte unitario garantito e nel 2009 è stato abrogato il contingentamento lattiero statale. Il sostegno al mercato lattiero vincolato ai prodotti è stato ridotto gradualmente, trasformandolo in pagamenti diretti a favore dei produttori di latte (pagamenti per superficie). Durante questo processo si è tenuto maggiormente conto delle regioni di montagna al fine di compensare i già citati svantaggi legati al luogo. Il vincolo richiesto dall'autrice della mozione tra prezzi del latte che coprono i costi e aumento del contingente doganale parziale per il burro sarebbe palesemente in contrasto con gli sviluppi che hanno caratterizzato finora il mercato lattiero e la politica agricola della Svizzera. Ne deriverebbero una sovrapproduzione e costi elevati per la collettività. Di conseguenza non spetta allo Stato stabilire le quantità di latte e i rispettivi prezzi.</p><p>L'importazione di 900 tonnellate di burro nel caso Mondelez è stata autorizzata nel quadro del traffico di perfezionamento attivo, che è disciplinato dalla legge sulle dogane (RS 631.0). Il diritto vigente non prevede la competenza del Consiglio federale di modificare l'ordinanza sulle importazioni ai sensi di quanto richiesto dalla mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.