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Il Consiglio federale deplora le affermazioni sulla norma penale antirazzismo fatte dal ministro di giustizia e polizia mentre si trovava in Turchia.
Simili dichiarazioni fanno pensare che la Svizzera possa cambiare la propria legislazione semplicemente sotto la pressione delle circostanze, ha dichiarato il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger.
Il Consiglio federale non vuole sopprimere la norma penale antirazzismo criticata dal consigliere federale Christoph Blocher durante una recente visita ufficiale in Turchia.
Il governo stima tuttavia legittimo che il ministero competente - il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) - conduca una riflessione in vista di eventuali modifiche.
È quanto è scaturito mercoledì dalla seduta dell'esecutivo elvetico, il quale ha voluto sottolineare, tramite le parole del presidente della Confederazione Moritz Leuenberger, che la norma in questione «è sempre in vigore in Svizzera ed è applicata».
Leuenberger ha poi «redarguito» il collega di governo, affermando che la scelta di Blocher di discutere pubblicamente dell'argomento mentre era all'estero non è stata delle più felici.
«Ciò dà l'impressione che la Svizzera adatti la propria legislazione sotto la pressione delle circostanze», ha osservato Leuenberger.
Progetto di revisione
«Il DFGP ha già istituito da tempo un gruppo di lavoro incaricato di una revisione della legge», ha indicato Blocher in merito alla missione affidata al suo dipartimento.
Il ministro della giustizia ha poi precisato di attendersi dal gruppo di lavoro la redazione delle linee guida del progetto entro la fine dell'anno.
«Si tratta di rendere la norma antirazzismo più chiara, sicura ed univoca. Come sempre in caso di una revisione di una legge, si prenderanno in considerazione le opinioni più diverse», ha precisato, menzionando in particolare la Commissione federale degli stranieri.
Al momento non è comunque ancora certo che i lavori di revisione condurranno effettivamente ad una proposta di modifica della norma penale.
Un articolo «da mal di pancia»
Il 4 ottobre Blocher, al termine di un colloquio ad Ankara con il collega turco Cemil Cicek, si era rammaricato che l'articolo 261bis del Codice penale - che punisce la discriminazione razziale e la negazione dei genocidi - abbia causato un procedimento penale in Svizzera contro lo storico turco Yusuf Halacoglu, per le sue dichiarazioni negazioniste sul genocidio armeno.
«Questo articolo mi fa venire il mal di pancia», aveva detto.
swissinfo e agenzie
In breve
La norma penale antirazzismo è stata accettata dal 54,7% dei cittadini svizzeri durante la votazione del 25 settembre 1994.
Il suo scopo è soprattutto di prevenire atti di revisionismo.
La legislazione punisce con una multa o con la detenzione chi minimizza o cerca di giustificare un genocidio.
Nel 2005, le autorità elvetiche hanno aperto due inchieste contro lo storico turco Yusuf Halacoglu e il politico Dogu Perinçek, accusati di avere negato pubblicamente il genocidio armeno avvenuto tra il 1915 e il 1919.
Durante un recente viaggio ufficiale ad Ankara, il consigliere federale Christoph Blocher si era pubblicamente rammaricato dell'apertura dell'inchiesta nei confronti dello storico turco.