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Il Comitato olimpico e paralimpico a stelle e strisce d’accordo sul principio del reintegro degli atleti sotto bandiera neutrale. ‘C’è una reale volontà’
Il Comitato olimpico e paralimpico statunitense (Usopc) si dice favorevole alla reintegrazione sotto bandiera neutrale degli atleti russi e bielorussi in occasione dei Giochi olimpici di Parigi del 2024, i quali erano stati esclusi dalle principali competizioni sportive da quando la Russia aveva invaso l’Ucraina, alla fine dello scorso febbraio. Questo dopo che un summit avvenuto non più di qualche giorno fa tra i delegati del Cio aveva rivelato che fosse nell’interesse di tutti riuscire a trovare una via che permetta a quegli atleti di tornare a gareggiare.
«C’è una reale volontà che ciò possa succedere, perché la nostra missione è quella di riunire tutti pacificamente nel mondo dello sport», ha spiegato ai giornalisti il presidente dell’Usopc, Susanne Lyons. «Il movimento olimpico – ha aggiunto – difficilmente può tollerare che a quegli atleti venga negata la possibilità di competere».
Il 9 dicembre a Losanna, il Cio aveva evocato la possibilità che alcune competizione asiatiche potessero essere la prima tappa sulla strada del reintegro degli atleti di Russia e Bielorussia, e il fatto che possano essere riuniti sotto una bandiera neutrale permetterebbe di evitare i rischi di boicottaggio, come succedeva tra gli anni Settanta e Ottanta. «Ci sono conflitti in tutto il mondo, dove ogni giorno dei Paesi si fanno la guerra, e se le persone decidessero di boicottare questa o quella manifestazione come rappresaglia (’Voi non siete venuti ai nostri Giochi, quindi noi non verremo ai vostri’, aggiunge) l’essenza del movimento olimpico e paralimpico sparirebbe rapidamente». In ogni caso, conclude Susanne Lyons, tale neutralità dovrà essere «rigida, e non ci potranno essere né colori, né nomi di nazioni». Durante gli ultimi Giochi olimpici, a febbraio, gli atleti russi furono già costretti a gareggiare sotto l’insegna del Comitato olimpico e non della Russia poiché Mosca dove sempre fare fronte alle sanzioni per lo scandalo legati al doping di Stato, ciò nonostante molti atleti russi si presentarono in Cina sfoggiando abiti che ricordavano i colori russi.
Nel frattempo, però, i responsabili del movimento olimpico vorrebbero anche studiare la possibilità di garantire il ritorno alle gare a quegli atleti che non hanno mai sostenuto la Russia nel conflitto ucraino, ciò che, tuttavia, sempre secondo Susanne Lyons, potrebbe essere impossibile da applicare. «Esiste però un accordo sul reintegro degli atleti che non hanno mai attivamente sostenuto Mosca», ha concluso.