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ZURIGO - Il nuovo presidente della direzione di FFS riceverà uno stipendio inferiore di circa il 20% rispetto a quello dell'attuale numero uno Andreas Meyer e dovrà parlare tedesco, francese e se possibile anche italiano: lo afferma la presidente del consiglio di amministrazione della società, Monika Ribar.
«Il salario fisso e variabile ammonterà complessivamente a 800'000 franchi, esclusa la cassa pensione», spiega Ribar in un'intervista pubblicata oggi da Le Temps. Complessivamente quindi «un milione al massimo».
«Questo non semplifica la ricerca della gemma rara», aggiunge la quasi 60enne (li compierà fra pochi giorni), intendendo con ciò che si tratta di un compenso basso per un manager in quella posizione. «La Posta, che come noi è un'impresa particolare, aveva il nostro stesso problema e ha trovato qualcuno di molto buono: la missione non è quindi impossibile».
Secondo Ribar inoltre è «un'evidenza» che il nuovo Ceo sia tenuto a conoscere le lingue nazionali. Il consiglio di amministrazione è composto da quattro romandi, tre svizzeri tedeschi, un ticinese (l'ex consigliere nazionale PS Fabio Pedrina) e un austriaco: «si dialoga spesso in francese durante le nostre sedute». Quindi «la persona che dirige le FFS deve parlare francese e tedesco, nonché se possibile anche l'italiano».
Il futuro numero uno deve altresì essere sensibile alla funzione pubblica, continua la laureata all'HSG di San Gallo. «Deve essere cosciente che le FFS non sono un'azienda come le altre, deve sapere come funziona la politica e deve mantenere buoni contatti con l'amministrazione».
In un'altra intervista, sempre oggi, con la Neue Zürcher Zeitung (NZZ), Ribar aggiunge che le FFS stanno contattando potenziali interessati e che sono state ricevute candidature. «Abbiamo ricevuto domande da persone a cui non avevamo pensato», sottolinea. L'azienda spera di presentare un successore a Meyer - che lascerà la funzione al più tardi entro la fine del 2020 - per la fine del 2019.
Nel colloquio con la NZZ Ribar ha ammesso ancora una volta che le Ferrovie federali sono attualmente confrontate con diversi problemi: ritardi, cancellazioni dei treni, manutenzione, penuria di macchinisti, porte difettose e l'acquisto tutt'altro che riuscito dei nuovi nuovi treni a due piani Dosto prodotti da Bombardier. «Stiamo lavorando sui problemi», assicura la manager.