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Le norme e gli standard determinano il nostro spazio vitale, e su di loro si basano gli spazi in cui lavoriamo, facciamo acquisti, ci muoviamo e ci divertiamo. Con il loro aiuto vengono definiti principi di ordine per gli spazi, che devono contribuire a offrire un quadro ottimizzato per ogni uso specifico. Gli spazi generati secondo norme e standard seguono una logica astratta e, di conseguenza, sono sempre riferiti a se stessi e non sono concepiti per interagire tra loro. Per questo motivo finora l’interrelazione tra i diversi tipi di spazi era considerata un prerequisito per la creazione di una città.
Norme e standard fungono infatti da catalizzatori per uno sviluppo attuale in grado di generare una dinamica tale da posizionare l’agglomerato come terzo elemento indipendente tra il centro della città e il paesaggio.
Basandosi sulla sovrapposizione di vari sistemi normalizzati e standardizzati e dei loro elementi spaziali, questa forma di insediamento si discosta dalle convenzioni dello sviluppo urbano tradizionale. Di conseguenza occorre mettere in discussione gli attuali stili di lettura della città.
Non esistono principi generali o strutture regolamentate per la nuova città normale: è la somma di una moltitudine di sistemi complessi con i loro rispettivi standard di ordine, un conglomerato di singolarità. E poiché i suoi componenti sono in costante evoluzione, non è mai destinata ad essere finita. È flessibile e assorbe senza sforzo nuovi elementi.
Questo lavoro di ricerca esamina i diversi fattori che hanno dato origine a questa forma d’insediamento, osservando in dettaglio il contesto sociale, politico e storico e indicandone le caratteristiche. I risultati di questo studio permetteranno di trarre conclusioni sui principi della città normalee ne mostreranno il potenziale.