Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/212343

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'UFAM, tra il 2011 e il 2017, ogni anno sono stati esportati, principalmente verso Paesi in via di sviluppo, in media 145 tonnellate di prodotti fitosanitari vietati in Svizzera a causa del loro impatto sull'ambiente e la salute umana. Nel 2018, per esempio, sono state esportate verso il Brasile 37 tonnellate di Profenofos, un insetticida neurotossico particolarmente nocivo per gli uccelli, le api e gli organismi acquatici.</p><p>Nel 2017, la mozione 17.4094 chiedeva di porre fine all'esportazione di prodotti fitosanitari il cui utilizzo è vietato in Svizzera al fine di proteggere l'ambiente e la salute umana. Nel suo parere, il Consiglio federale riconosceva che detti pesticidi possono causare problemi sanitari e ambientali gravi nei Paesi in via di sviluppo. Riteneva tuttavia che un divieto delle esportazioni sarebbe "sproporzionato", se la protezione dell'ambiente e della salute può essere garantita con altri provvedimenti che limitano in misura meno incisiva la libertà economica. Nel quadro della recente consultazione sulla modifica dell'ORRPChim, i Cantoni di Lucerna, Basilea Campagna, Berna e Vaud si sono dal canto loro detti favorevoli a un divieto delle esportazioni. Finora il Consiglio federale non ha ancora adottato misure.</p><p>Nel novembre 2019, il gruppo di esperti sulla gestione dei pesticidi (Joint Meeting on Pesticide Management, JMPM), composto da rappresentanti dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), ha pubblicato una raccomandazione secondo la quale tutti i Paesi che vietano l'utilizzo di prodotti fitosanitari sul proprio territorio dovrebbero anche impedirne la produzione e l'esportazione.</p><p>La Francia ha introdotto già nel 2018 un divieto di produzione, stoccaggio e circolazione di prodotti fitosanitari contenenti sostanze non approvate nell'Unione europea per ragioni legate alla protezione della salute umana o animale oppure dell'ambiente. Nel gennaio 2020, la corte costituzionale francese ha confermato la decisione, respingendo un ricorso che aveva sospeso il divieto, con la motivazione che la protezione dell'ambiente, un patrimonio comune degli esseri umani, costituisce un obiettivo di valenza costituzionale che può giustificare un ostacolo alla libertà economica.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito alla raccomandazione del JPMP? Ne condivide la preoccupazione? In generale, come valuta il Consiglio federale l'evoluzione a livello europeo?</p><p>2. Quali sono le misure concrete che intende adottare, dopo aver riconosciuto la necessità di agire, per lottare contro gli effetti sulla salute e sull'ambiente causati dai pesticidi vietati?</p><p>3. Per la ponderazione degli interessi tra libertà economica e protezione dell'ambiente e della salute, il Consiglio federale si basa su criteri definiti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene importante che i prodotti fitosanitari esportati dalla Svizzera non mettano in pericolo la salute umana o l'ambiente. Per meglio garantire questo aspetto, il 22 marzo 2017 ha modificato l'ordinanza PIC (OPICChim; RS 814.82), adeguando le disposizioni sull'esportazione di sostanze e preparati pericolosi in modo che a ogni destinatario di prodotti chimici pericolosi sia fornita una scheda di dati di sicurezza contenente le più recenti informazioni disponibili. Per i principi attivi di prodotti fitosanitari che in Svizzera non possono essere immessi in commercio per motivi di protezione della salute o dell'ambiente (sostanze elencate nell'all. 1 OPICChim), prima della prima fornitura deve essere presentata alle autorità del Paese importatore anche una notifica d'esportazione. In questo modo è possibile adottare misure adeguate per proteggere le persone e l'ambiente.</p><p>1) Il Consiglio federale ha preso atto della raccomandazione del gruppo di esperti sulla gestione dei pesticidi (Joint Meeting on Pesticide Management, JMPM) dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) citata dall'interpellante. Si tratta di una raccomandazione non vincolante di un organo consultivo di esperti della FAO e dell'OMS per l'attuazione del codice di condotta sulla gestione dei pesticidi.</p><p>2) Nel suo parere del 21 febbraio 2018 sulla mozione Mazzone (17.4094) il Consiglio federale si era dichiarato disposto a far elaborare una norma a livello di ordinanza. La relativa proposta prevedeva di subordinare l'esportazione di determinati pesticidi pericolosi per la salute umana o per l'ambiente la cui immissione in commercio non è ammessa in Svizzera al consenso preliminare esplicito del Paese importatore. Un progetto di normativa corrispondente è stato inviato in consultazione. Tuttavia, questo progetto è stato respinto per vari motivi sia dagli ambienti economici interessati che dalle organizzazioni non governative. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) sta effettuando ulteriori verifiche alla luce dei riscontri ricevuti.</p><p>3) Il Consiglio federale decide in base alla legge quali misure sono necessarie per garantire la protezione della salute umana e dell'ambiente da prodotti fitosanitari e altri prodotti chimici con proprietà pericolose esportati, senza limitare più del necessario la libertà economica. Nel fare ciò, tiene conto sia delle informazioni disponibili sui rischi per la salute e l'ambiente associati all'impiego di tali prodotti in Paesi terzi, sia del ruolo delle aziende svizzere impegnate nel commercio internazionale di tali prodotti.</p>  Risposta del Consiglio federale.