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BATHURST (Australia) - Dopo l’esperienza in Formula E, Raffaele Marciello è tornato a bordo della Mercedes-AMG GT3 per prendere parte alla prima gara endurance del 2019: la 12H di Bathurst. La gara di durata sullo scenografico circuito di Mount Panorama, a circa trecento chilometri a nord di Sydney, fa parte dell’Intercontinental GT Challenge, campionato che prevede cinque appuntamenti nel corso dell’anno: la 12H di Bathurst, la 8H di Laguna Seca, la 24H di Spa, la 10H di Suzuka e la 9H di Kyalami. Il ticinese Marciello ha preso parte alla corsa con il Team Gruppe M, coadiuvato dai forti piloti AMG Goetz e Buhk.
Nel corso della giornata di venerdì sono andate in scena numerose sessioni di prove libere, dove la Mercedes AMG GT3 numero 999 ha immediatamente trovato il giusto bilanciamento, schierandosi sempre nella parte alta della classifica. Sabato hanno preso il via le prove di qualificazione dove l’obiettivo era quello di agguantare la top-10, al fine di potersi giocare la pole-position nella sessione del pomeriggio, denominata “TOP 10 SHOOT-OUT”, dove i dieci piloti più veloci hanno a disposizione un giro a pista libera per segnare il tempo migliore.
Marciello, scelto per rappresentare la vettura 999 nelle prove di qualificazione, ha agilmente ottenuto un posto nella top-10 e nel pomeriggio è sceso in pista tentando di agguantare la pole position. Tentativo che è andato assolutamente a buon fine, dal momento che Raffaele ha fatto segnato il miglior tempo in assoluto. Nella gara di 12H, il via è stato preso da Buhk, che ha mantenuto la testa della corsa per la prima ora. A partire dal primo pit-stop, la vettura 999 è scesa in seconda posizione a causa di una diversa strategia di gara rispetto la gemella vettura che si trovava alle spalle. Dopo Buhk il volante è passato nelle mani di Goetz per circa due ore, prima di tornare a Buhk per un’ora di guida. Purtroppo a questo punto è arrivato il primo drive through inflitto proprio a Buhk per aver zig-zagato durante la safety car, procedura vietata dai marshall australiani. Risultato: dalla seconda posizione si è scesi in nona posizione. La rimonta è iniziata dall’ora successiva con il susseguirsi dei tre al volante che hanno guidato in modo molto veloce sino a risalire nuovamente in seconda posizione. A tre ore dalla fine il volante è stato preso da Goetz che ha montato un nuovo set di pneumatici. A due ore dal termine è stato il turno di Raffaele che ha continuato ad usare la gomma già utilizzata da Goetz, non risentendo assolutamente di un calo di prestazioni rispetto agli avversarsi con gomma nuova. Il vero colpo di scena è giunto a circa un’ora dal termine quando, a seguito di un ulteriore drive through inflitto questa volta a Marciello per un sorpasso sotto regime di bandiere gialle (scelta discutibile ma accettata), si è scelto di effettuare l’ultimo pit stop con solo il rifornimento di carburante al fine di guadagnare tempo nella sosta, senza cambiare dunque gli pneumatici che avrebbero dovuto reggere addirittura per tre ore di gara senza essere sostituiti. Rientrato in seconda posizione, Marciello ha compiuto un vero e proprio miracolo riuscendo a diminuire il gap con l’Aston Martin in testa. A circa venti minuti dal termine, una safety car ha ricompattato il gruppo, mettendo alle spalle di Marciello la velocissima Porsche che montava pneumatici nuovi e che è stata, in seguito, in grado di prendere passare al comando. Il finale è stato davvero elettrizzante considerando che Raffaele, con pneumatici ormai a rischio collasso da quanto erano usurati, è riuscito ad arginare un trenino di Mercedes, BMW e Bentley dietro di lui che montavano pneumatici nuovi. La 12H di Bathurst è dunque terminata in terza posizione per il trio Marciello-Goetz-Buhk, risultato notevole considerando le penalità subite durante la corsa e le inferiori velocità di punta rispetto gli avversari. Il secondo appuntamento dell’Intercontinental GT Challenge sarà il prossimo 30 Marzo sul circuito californiano di Laguna Seca.