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<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito alla pubblicazione del messaggio concernente la promozione della mobilità internazionale in ambito formativo chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono le azioni concrete intraprese dal Consiglio federale negli ultimi mesi nei confronti della Commissione europea? In base a quali considerazioni il Consiglio federale ritiene che un'associazione per il periodo 2018-2020 non sia più "realistica"?</p><p>2. Quali sono le prossime tappe dei negoziati con la Commissione europea in vista dell'associazione della Svizzera al programma Erasmus plus per il periodo in corso o al programma post Erasmus plus che inizierà nel 2021? Qual è la tabella di marcia?</p><p>3. Nel messaggio si afferma che la mancata ratifica del protocollo sulla Croazia all'inizio del 2014 non ha avuto conseguenze dirette sull'associazione a Erasmus plus e che la mancata associazione era dovuta piuttosto a una divergenza di opinioni sul contributo finanziario della Svizzera. Ciò è in contraddizione con le risposte fornite dal Consiglio federale a diversi interventi parlamentari. Se è vero che il protocollo sulla Croazia non ha influito sulla mancata associazione della Svizzera a Erasmus plus, perché il Consiglio federale non si è attivato già alla fine del 2013 per negoziare il contributo finanziario con la Commissione europea? Ritiene davvero che la mobilità dei giovani rappresenti una priorità, come ha dichiarato di recente? </p><p>4. Il messaggio del 2013 concernente il finanziamento della partecipazione svizzera a Erasmus plus, approvato dal Parlamento, prevedeva un investimento di 122,6 milioni di franchi per il periodo 2018-2020 e di 305 milioni per l'intero periodo del programma, ovvero 2014-2020. Perché oggi il Consiglio federale propone di ridurre questa somma di 8,1 milioni portandola a 114,5 milioni di franchi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Da febbraio 2014 la Commissione europea si è rifiutata di proseguire i negoziati per l'associazione della Svizzera a Erasmus plus. I colloqui tecnici sono ripresi soltanto a marzo 2017. Entrambe le parti hanno concordato nel ritenere che la soluzione più efficiente fosse quella di preferire un'associazione della Svizzera al programma post Erasmus plus.</p><p>Dopo aver analizzato la situazione il Consiglio federale è giunto alla conclusione che al momento l'adozione di una soluzione svizzera per il periodo 2018-2020 presenti più vantaggi che svantaggi, in particolare un impiego dei fondi più efficiente e una maggiore autonomia a livello di organizzazione e di sviluppo. Per questo, insieme al messaggio concernente la promozione della mobilità internazionale in ambito formativo per gli anni 2018-2020, il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un'analisi dei vantaggi e degli svantaggi e una proposta di attuazione della soluzione svizzera.</p><p>2. La Commissione europea e la Svizzera avvieranno colloqui tecnici in vista di un'eventuale associazione del nostro Paese a partire dal 2021 non appena l'UE fornirà informazioni fondamentali sul programma post Erasmus plus. Ciò accadrà probabilmente nel 2019, quando la Commissione europea lancerà il processo decisionale interno all'UE presentando una prima proposta di progetto. A livello svizzero ciò permetterebbe di trattare il tema dell'associazione parallelamente alla preparazione del messaggio ERI 2021-2024.</p><p>3. Il motivo principale che ha portato alla sospensione dei negoziati per l'adesione della Svizzera al programma Erasmus plus è stato l'approvazione, il 9 febbraio 2014, dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa" e la conseguente mancata ratifica del protocollo sulla Croazia. Tuttavia, a differenza di Orizzonte 2020, la ratifica (avvenuta a dicembre 2016) non ha comportato automaticamente l'associazione della Svizzera poiché i negoziati riguardanti le condizioni fondamentali per l'associazione non si erano conclusi. In particolare, vi erano forti divergenze in merito al contributo di programma richiesto dalla Commissione europea, divergenze che non era stato possibile appianare nel periodo 2014-2016 a causa della scarsa disponibilità al dialogo dell'UE. Solo la ratifica del protocollo sulla Croazia alla fine del 2016 ha permesso di riprendere i colloqui con la Commissione europea.</p><p>A prescindere dallo status con cui la Svizzera partecipa a Erasmus plus la promozione della mobilità internazionale nella formazione e nella formazione continua in ambito scolastico ed extrascolastico rappresenta un pilastro della politica educativa della Confederazione.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che per continuare a finanziare la promozione della mobilità internazionale in ambito formativo nel periodo 2018-2020 sia necessario un contributo più o meno uguale a quello approvato dal Parlamento nel 2013.</p><p>Data la situazione finanziaria della Confederazione si è deciso di non impiegare ulteriori fondi. L'importo richiesto (144,5 milioni di franchi) è adeguato in funzione delle misure di risparmio che hanno riguardato il bilancio federale. Processi più efficienti e minori spese amministrative faranno sì che la riduzione del contributo non si ripercuota sulle attività di mobilità e di cooperazione. Al contrario, nel periodo 2018-2020 per la mobilità è previsto un importo più alto rispetto a quello del messaggio 2013 al fine di mantenere e incentivare il livello di partecipazione dei cittadini svizzeri.</p>  Risposta del Consiglio federale.