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A seguito di un errore in sala operatoria, ha vissuto in uno stato vegetativo fino alla sua morte. La moglie che lo accudiva sperava in un suo risveglio
Dopo 39 anni trascorsi in coma e all'età di 73 anni si è spento il calciatore transalpino Jean-Pierre Adams. Il 17 marzo del 1982, a soli 34 anni, l’ex giocatore della nazionale francese si era sottoposto a un intervento di routine a Lione, su consiglio di un chirurgo. L’operazione avrebbe dovuto risolvere una lesione a un tendine della parte posteriore del ginocchio, ma qualcosa andò storto. Dall’anestesia, infatti, Jean-Pierre Adams non si risvegliò più. Fatale risultò un errore nella dose anestetica somministrata, che interruppe l’afflusso di ossigeno al cervello. In pratica il malcapitato precipitò in uno stato vegetativo dal quale non è mai più uscito. I medici della sala operatoria furono denunciati, processati e condannati per lesioni involontarie.
Per 39 lunghi anni Adams ha vissuto tra le cure della moglie Bernadette, che lo ha accudito in tutto e per tutto. Convinta che le condizioni del marito col passare del tempo sarebbero potute migliorare, lo ha assistito fino alla fine. Adams in carriera aveva vestito le maglie di Nimes, Nizza e Paris Saint-Germain. Al momento dell’operazione, stava seguendo un corso che gli avrebbe permesso di diventare allenatore.