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A Complete Theoretical & Pratical School for the Violoncello
Bibliographic reference of the text that was consulted for this card
Vibrato
Le indicazioni sull’uso del vibrato all’interno del metodo si trovano a p. 80 nel capitolo sugli ornamenti:
Di questi esempi il primo è un “trillo di passaggio” o meglio un mordente. Il quinto invece è un vibrato, che Romberg chiama Tremolo, o vibrato o close shake.
Bernhard Romberg, A Complete Theoretical & Pratical School for the Violoncello, Boston, Oliver Ditson & Co., n.d. [ca.1880] p. 80
La spiegazione a p. 81 recita come segue:
The Close Shake, or Tremolo, is produced by a rapid lateral motion of the finger when pressed on the string. When used with moderation, and executed with great power of bow, it gives fire and animation to the tone; but it should be made only at the beginning of the note, and ought not to be continued throughout its whole duration. Formerly, the Close Shake was in such repute, that it was applied indiscriminately to ever note of whatever duration. This produced a most disagreable and whining effect, and we cannot be too thankful that an improved taste has at length exploded the abuse of this embellishment. The Tremolo above mentioned must, however, be distinguished from the Tremolo used by Orchestras in accompanying Operas or Cantatas. In these latter cases, it most frequently occurs in Recitativos, as is produced by the rapid reiteration of the same note or chord, with a very short Bow, which must continue for the length of time due to the note or notes over which the sign (Tremolo) is marked.
Bernhard Romberg, A Complete Theoretical &Pratical School for the Violoncello, Boston: Oliver Ditson & Co., n.d. [ca.1880], p. 81
Traduzione italiana:
Il vibrato, o Tremolo, è prodotto da un rapido movimento laterale del dito che preme sulla corda. Quando lo usiamo con moderazione e lo eseguiamo accompagnato da una grande forza dell’arco, esso anima la nota; ma dovrebbe essere eseguito solo all’inizio della nota e non per tutta la sua durata.
Precedentemente, il vibrato era usato indiscriminatamente su tutte le note e per tutta la loro durata. Questo produceva un effetto sgradevole e belante e noi non possiamo che essere grati di questo miglioramento del gusto che ha alla lunga eliminato l’abuso di questo abbellimento. Il tremolo, prima menzionato, comunque, deve essere distinto dal Tremolo usato dall’orchestra per l’accompagnamento delle Opere o delle Cantate. In questi due casi lo troviamo più frequentemente nei Recitativi, dove il Tremolo è prodotto dalla rapida ripetizione di una stessa nota o di un accordo, che deve essere eseguito con poco arco, e che deve continuare per l’intera durata della nota, quando sulla nota o sulle note è segnato il simbolo del Tremolo.
Inoltre Romberg a p. 84 suggerisce di usare il secondo dito:
The second finger will be found the best in making the close-hake, for which reason, I have marked it to be used upon the first note of the following exercise, where the passing-shake must be made with the third. The third finger, in strict proopriety, should have been used for the first note, but this is not so well adapted to the close-shake. The close-shake must never be held on through the whole duration of the note, otherwise it will fail in its object, which is, to add power to the tone; and should never exceed in time the third part of the value of the note.
Bernhard Romberg, A Complete Theoretical &Pratical School for the Violoncello, Boston: Oliver Ditson & Co., n.d. (ca.1880), p. 84
Traduzione italiana:
Il secondo dito è il dito migliore per produrre il vibrato, per la qual ragione ho scritto il vibrato sulla prima nota dell’esercizio seguente, così il mordente dovrà essere eseguito con il terzo dito. Il terzo dito, propriamente, sarebbe dovuto essere il dito con cui eseguire la prima nota, ma non è il più adatto per il vibrato. Il vibrato non deve essere mai tenuto per tutta la durata della nota, altrimenti fallirà nel suo obiettivo che è quello di dare potenza alla nota; e non dovrebbe mai superare la terza parte del valore della nota.
Romberg illustra l’uso del “close shake” in alcuni esempi musicali :
L’esempio riportato è tratto da uno degli esercizi appartenenti al metodo. Si può notare che le indicazioni metronomiche suggeriscano un tempo veloce e incalzante. Romberg posiziona il simbolo del vibrato solo sulle note più lunghe, uniche quindi a poter essere eseguite con il vibrato.
Bernhard Romberg, A Complete Theoretical & Pratical School for the Violoncello, Boston, Oliver Ditson & Co., n.d. [ca.1880] p. 85
Sound
All’interno del Capitolo Light, Shade (Luci ed Ombre) Romberg spiega l’importanza funzionale dell’arco e delle dita della mano sinistra che premono sulla corda per riuscire a suonare in modo espressivo. Spiega inoltre che un bel suono non è il risultato della forza del corpo, ma della capacità di usare l’arco.