Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01122.jsonl.gz/151

Negli ultimi 12 mesi sono state depositate 8'760 domande per effettuare il servizio civile al posto di quello militare. Prima che venisse abolito l'esame di coscienza, nell'aprile del 2009, annualmente le richieste non superavano quota 2'000.
Le cifre sono state rese note dal capo del servizio civile Samuel Werenfals, in un'intervista pubblicata venerdì dalla Basler Zeitung e dalla Mittelland Zeitung.
"Per quest'anno ci aspettiamo una stabilizzazione ad alti livelli, attorno alle 8'500 domande", ha aggiunto Werenfals, precisando che alla fine dell'anno il numero complessivo dei cosiddetti "civilisti" dovrebbe raggiungere quota 25'000.
L'abolizione dell'esame di coscienza a favore della prova dell'atto, avvenuta il primo aprile 2009, ha portato a un'esplosione delle richieste. In precedenza, infatti, il numero di domande ammontava a un quinto circa rispetto alla cifra attuale.
Secondo Werenfels, sono molteplici i motivi che spingono i giovani a preferire il servizio civile a quello militare: oltre alla coscienza, la famiglia, il lavoro, la crisi di identità dell'esercito, la voglia di fare qualcosa di utile, il comfort.
Nell'intento di frenare le richieste di comodo, il governo ha da poco introdotto l'obbligo per i soldati che fanno richiesta di ammissione al servizio civile di svolgere il loro compito ancora per almeno quattro settimane: "Grazie a tale provvedimento, nella scuola reclute iniziata in marzo le domande sono diminuite nettamente rispetto allo scorso autunno", ha affermato Werenfels.
Ciononostante, i responsabili del servizio civile devono fare i conti con un elevato numero di "civilisti" e quindi cercare attivamente nuove possibilità di impiego: "Anche se sulla carta il numero di posti è sufficiente, domanda e offerta spesso non combaciano geograficamente e temporalmente", ha osservato Werenfels.
In quest'ottica è stata creata una piattaforma online per rendere più efficiente la ricerca e l'offerta di impieghi. In futuro potrebbe inoltre essere esteso il raggio d'azione del servizio civile: i "civilisti", ad esempio, potrebbero appoggiare i soldati durante le gare di sci e nei lavori di sgombero dopo una catastrofe naturale, ha ventilato Werenfels.
swissinfo.ch e agenzie