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I consumatori svizzeri hanno speso lo scorso anno 8,9 miliardi di franchi per acquisti all'estero, di cui 430 milioni da parte di ticinesi, secondo uno studio dell'istituto di ricerca di mercato GfK. Le compere in Germania sono state pari a 4,6 miliardi di franchi, quelle in Francia a 1,4 miliardi, quelle in Italia a 0,8 miliardi.
Fra i motivi menzionati dalle persone interrogate da GfK, al primo posto è stato indicato il prezzo più conveniente, seguito dal tasso di cambio favorevole dell'euro. Sono stati indicati anche il desiderio di avere specialità estere, la maggiore scelta dei prodotti e l'orario di apertura dei negozi. Quest'ultimo argomento è stato citato molto più spesso da chi ha partecipato al sondaggio in Ticino rispetto ad altri cantoni di frontiera.
Il totale della spesa all'estero comprende anche le compere fatte in vacanza, in visite per affari e in gite. La cifra fatta segnare dal turismo degli acquisti vero e proprio è di 300 milioni per i ticinesi su un totale di 4,5 miliardi per tutto il paese. Si aggiungono - a livello nazionale - 600 milioni per acquisti online. Il dato lievita a 5,1 miliardi, cifra che corrisponde a circa il 5% dell'intero volume del commercio al dettaglio in Svizzera.
In generale, osserva GfK che ha compiuto lo studio su incarico della Comunità d'interessi Commercio al Dettaglio Svizzera, il settore in cui gli svizzeri spendono maggiormente al di fuori dei confini è quello dei generi alimentari e articoli per l'igiene personale (3 miliardi), seguito dall'abbigliamento (2,6 miliardi) e dall'arredamento (660 milioni).