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La Svizzera esorta il Consiglio di sicurezza dell'ONU a cooperare di più con la Corte penale internazionale (CPI).
Quanto sta succedendo in Siria mostra che il Consiglio non può combattere da solo contro l'impunità, ha detto il consulente legale del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Valentin Zellweger, parlando ieri davanti all'assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il Consiglio di sicurezza non è ancora riuscito ad adottare una risoluzione che permetta alla CPI di indagare sui crimini di guerra in Siria, ha osservato Zellweger. Anche in altre situazioni, il Consiglio si comporta in modo molto cauto nei confronti del tribunale.
Intanto però sempre più stati aderiscono allo statuto di Roma che fonda la CPI. Il trattato è stato sottoscritto già da 123 paesi, due terzi delle nazioni mondiali. Questo mostra che la CPI gode di un largo sostegno e che la sua missione è globale, ha sostenuto Zellweger.
SDA-ATS