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L’aviazione, realizzazione di un sogno vecchio come l’umanità, compie 100 anni. Anche la Svizzera ricorda i pionieri dei cieli.
Un percorso sulle tracce dei pionieri elvetici.
L’aviazione ha due padri riconosciuti: i fratelli Orville e Wilbur Wright che il 17 dicembre 1903 fecero decollare un primo velivolo a motore. L’applicazione dei primi strumenti di pilotaggio permise di tenere in aria l’apparecchio per un tragitto degno di nota.
I primi elvetici che sperimentarono l’ebbrezza dei cieli furono i fratelli Henri e Armand Dufaux di Ginevra, che nel 1909 riuscirono a far decollare un biplano fatto in casa. I due ginevrini si erano già fatti un nome come costruttori di motociclette e automobili.
I pionieri
Ma più che l’esempio dei due fratelli americani, ad accendere l'entusiasmo dei primi aviatori elvetici furono i voli a distanza del francese Louis Blériot, che nel luglio 1909 attraversò per primo la Manica con un suo aereo.
Nello stesso anno il ginevrino Henri Spackner acquistò un monoplano dal pioniere Blériot con il quale effettuò in Francia alcuni voli dimostrativi. Nell'aprile 1909 un certo Martignier fece il primo tentativo svizzero di volo a motore nella località vodese di Vaulion, ma il suo monoplano si alzò da terra soltanto per una distanza di 25 metri.
I deficit dei primi apparecchi, che combinavano l’esperienza dei deltaplani e dei motori a scoppio delle automobili, erano ancora evidenti. Mancava l’esperienza per calibrare peso, potenza, aerodinamica e guida.
I progressi
Molto più sofisticate risultarono i modelli successici, realizzati dai fratelli Dufaux. Il giorno di Natale del 1909 un loro biplano si alzò in cielo. Nel primo volo sperimentale l'aereo andò completamente demolito, ma dopo meno di un anno, il 28 agosto 1910, Armand Dufaux riuscì l'attraversata del Lemano, su una distanza di 66 chilometri, a bordo del quarto velivolo costruito assieme al fratello.
Risale pure al 1910 l'inaugurazione del primo «campo d'aviazione» svizzero a Dübendorf (ZH), con un raduno aereo organizzato dall'Aero Club.
I brividi delle Alpi
Una sfida particolare per i piloti dell'epoca era rappresentata dalle Alpi. Il 10 febbraio 1910 il capitano tedesco Paul Engelhardt fece i primi volteggi sopra il lago gelato di St. Moritz (Grigioni). È di uno straniero anche la prima attraversata delle Alpi, riuscita, ma con un esito tragico, al pilota peruviano Geo Chavez.
Decollato il 23 settembre 1910 da Briga (Vallese), Chavez fu l'unico dei partecipanti al Gran Premio della Traversata delle Alpi - che metteva in palio 70'000 lire italiane per il vincitore - a superare i 2000 metri del Sempione. Durante l'atterraggio a Domodossola però le ali del suo Blériot si spezzarono. Raccolto ancora in vita, morì dopo quattro giorni di agonia in ospedale.
Uno svizzero che seguì le orme del pilota peruviano fu il basilese Oskar Bider, che nel luglio 1913 effettuò senza subire danni il volo Berna-Domodossola-Milano.
Verso l’aviazione commerciale
Altri nomi di pionieri dell'aviazione svizzera sono quelli di Ernest Failloubaz, che nel 1910 ottenne il primo brevetto di pilota rilasciato dall'Aero club, di Theodor Real, che nel 1911 volò da Darmstadt (D) a Basilea, o di René Grandjean, che nel 1912 costruì il primo acquaplano.
Max Bucher fu il primo svizzero ad effettuare nel 1912 un volo notturno. Edmond Audemars il primo a volare nel 1913 da Parigi a Berlino, mentre la prima svizzera ad ottenere il brevetto di pilota fu nel 1913 la bernese Marie Rudolf Probst. Volare rimaneva ancora un’avvenuta, ma con la Prima guerra mondiale, l’aeronautica ottenne un nuovo ruolo di importanza strategica.
Con l’intervento degli Stati, gli aeroplani diventarono sempre più raffinati e sicuri. Anche in Svizzera fare il pilota non era più un hobby, ma una professione altamente specializzata.
Alcuni pionieri fondarono infatti nel 1914 la truppa aerea dell'esercito svizzero. Finita la guerra, alcuni ex piloti militari fondarono la compagnia postale e per il trasporto di passeggeri «Ad Astra», capostipite dell'aviazione commerciale in Svizzera.
swissinfo e agenzie
In breve
In occasione del centenario del primo volo dei fratelli Wright, il Museo dei trasporti di Lucerna inaugura il rinnovo parziale del Padiglione dedicato all’aeronautica e all’astronautica.
Elemento centrale della nuova esposizione è un asse temporale che percorre l'intero padiglione: lungo questo asse sono presentati modelli, motori, veri aerei e accessori che illustrano la storia dell'aviazione dal 1903 ai nostri giorni.
Nell'esposizione sono inoltre state inserite isolette tematiche dedicate a vari aspetti dell'aviazione: i simulatori di volo, il lavoro dei controllori aerei o un apparecchio ai raggi X che era utilizzato all'aeroporto di Kloten per controllare il bagaglio.
Si spazia dalla attività dei pionieri alle ultime novità in campo aeronautico. Ai visitatori è offerta anche la possibilità di conoscere direttamente l’attività di una torre di controllo e entrare in alcuni aerei che hanno fatto la storia dell’aviazione civile.