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I concetti di Internazionale e internazionalismo nacquero nel 1864 con la costituzione della prima Internazionale, e designano un'ass. intern. di Partiti e Sindacati, in senso più stretto del Movimento operaio socialista e comunista. I capisaldi dell'idea di internazionalismo sono la Solidarietà intern. del proletariato, l'abbattimento della supremazia della classe capitalista e la creazione di un ordinamento socialista (Socialismo).
Alla prima ass. fecero seguito altre Internazionali, differenti sul piano concettuale e ideologico, e in parte concorrenti. Dopo la seconda guerra mondiale, queste org. ebbero in comune con le proprie origini unicamente il nome. In virtù della sua politica sui rifugiati e sull'immigrazione - una politica più liberale di quella europea, fino alla prima guerra mondiale -, della sua neutralità e della sua posizione geografica, fino alla metà del XX sec. la Svizzera fu un importante teatro dell'impegno internazionalista della classe operaia; in particolare ebbe un ruolo di un certo rilievo per l'internazionalismo durante le due guerre mondiali.
I primi passi verso un'org. intern. della classe operaia furono compiuti negli anni 1830-40, ma senza risultati duraturi. Nel 1864 rappresentanti degli operai inglesi e franc. fondarono a Londra l'Ass. intern. dei lavoratori (AIL, in seguito prima Internazionale; spesso la cifra è espressa anche in numeri romani), nella quale confluirono correnti eterogenee del movimento operaio e in un primo momento anche di quello borghese-liberale dell'Europa occidentale, settentrionale e meridionale, oltre che degli Stati Uniti. Il Consiglio generale, influenzato dalla personalità di Karl Marx, ne coordinò la politica a Londra fino al 1872.
La Svizzera fu uno dei Paesi importanti dell'org. I centri principali furono Ginevra, Losanna, il Vaud, il Giura, Basilea e Zurigo, ma esistevano anche sezioni in piccole città e nelle zone rurali. Un ruolo particolare fu svolto da Ginevra con Johann Philipp Becker; qui nacque anche l'unica sezione femminile della Svizzera. Le sezioni crearono sindacati, che il più delle volte ebbero vita breve, per professioni, cooperative di produzione e giornali fino ad allora non organizzati; un numero mai visto di Scioperi, in parte sostenuti dall'AIL, alimentava la coscienza di classe. Nel 1868 l'Ass. raggiunse in Svizzera la sua massima espansione, con ca. 120 sezioni e ca. 10'000 membri; la società del Grütli, tuttavia, non vi aderì. Congressi dell'AIL si tennero a Ginevra (1866), Losanna (1867) e Basilea (1869). Dal 1869/70 la Svizzera divenne una delle scene principali dello scontro che oppose i sostenitori di Marx e quelli di Michail Bakunin (Anarchismo), mentre la Fédération jurassienne si fece interprete delle critiche più radicali nei confronti del Consiglio generale. Nel 1872 il congresso dell'Aia espulse Bakunin e James Guillaume, e spostò la sede del Consiglio generale a New York, il che significò in pratica la fine dell'Ass. intern. dei lavoratori, sciolta nel 1876.
I federalisti, dal canto loro, decisero a Saint-Imier la fondazione dell'Internazionale federalista e antiautoritaria, avvenuta a Ginevra nel 1873. La Fédération jurassienne guidò dal 1874 al 1877 l'ufficio fed. intern. Il terzo congresso si svolse a Berna (1876) e l'ultimo a Verviers, in Belgio (1877).
La ricostituzione dell'Internazionale avvenne, dopo molti tentativi, solo nel 1889 a Parigi, dove però si svolsero contemporaneamente due congressi concorrenti. Con la decisione di dimostrare l'1.5.1890 per l'introduzione della giornata lavorativa di otto ore, il cosiddetto congresso dei marxisti divenne in un secondo tempo il congresso costitutivo della nuova Internazionale, che solo intorno al 1914 fu definita seconda Internazionale. La nuova Internazionale si fondò sui partiti operai nazionali con le loro differenti tendenze socialiste. Fino al 1900 non vi fu un'org. solida; anche l'ufficio socialista intern., fondato a Bruxelles nel 1900, si limitava a essere un centro di informazione e coordinamento. Nel 1896 il congresso di Londra espulse gli anarchici, che dal 1881 si riunivano anche autonomamente nei congressi dell'Internazionale anarchica, ad esempio a Zurigo nel 1896. Nello stesso periodo avvenne la separazione tra i partiti socialisti e i sindacati, che in una prima fase avevano fatto parte della nuova Internazionale: dal 1901 i sindacati tennero conferenze sindacali intern., dopo la conferenza di Zurigo del 1913 sotto il nome di Federazione intern. dei sindacati. Fino al 1914 la nuova Internazionale ebbe membri di tutti i continenti, ma rimase sempre eurocentrica e orientata alle condizioni e agli interessi dei Paesi industrializzati. Accanto ai grandi dibattiti teorici (ad esempio su pratica riformista e rivoluzione), tutti i congressi, confrontati alla corsa agli armamenti delle potenze europee, dibatterono la questione della guerra e della pace. Due delle decisioni prese dalla seconda Internazionale furono mantenute anche dopo la sua fine: la giornata intern. di festa e di lotta del Primo maggio e la giornata intern. della donna l'8 marzo (conferenza intern. delle donne socialiste di Copenaghen, 1910).
Le org. operaie sviz. ebbero un ruolo di rilievo agli esordi della nuova Internazionale; nel 1893 il terzo congresso si tenne a Zurigo. Negli anni successivi la Svizzera perse importanza e fu rappresentata regolarmente nell'ufficio socialista intern. solo dal 1911. Dopo lo scoppio della guerra nei Balcani, nel novembre del 1912 si tenne a Basilea un congresso straordinario che suscitò grande attenzione a livello intern. come atto dimostrativo contro la minaccia di un conflitto mondiale. Allo scoppio della guerra (1.8.1914), tuttavia, la maggioranza dei partiti concluse una tregua con le forze borghesi e appoggiò, in una cosiddetta coalizione nazionale in difesa della patria (union sacrée), la politica bellica dei governi. La fine dell'Internazionale scosse profondamente il movimento operaio intern.
Durante il conflitto mondiale e l'immediato dopoguerra, la neutrale Svizzera riacquistò la sua importanza per l'Internazionale. Già nel settembre del 1914 i socialisti sviz. e it. protestarono contro la guerra in un incontro a Lugano; lo stesso fecero a Berna, nella primavera del 1915, anche le conferenze intern. delle org. giovanili socialiste e delle donne socialiste. Un'iniziativa di Robert Grimm riunì per la prima volta, nelle conferenze di Zimmerwald (1915) e Kiental (1916), i rappresentanti dei Paesi in guerra (movimento di Zimmerwald).
La radicalizzazione dei movimenti operai durante la guerra mondiale e la Rivoluzione d'Ottobre in Russia (1917) diedero vita, dopo la fine del conflitto, a tre Internazionali concorrenti. Nel marzo del 1919 rappresentanti di circoli e partiti comunisti fondarono a Mosca, con l'obiettivo di una rivoluzione mondiale proletaria, l'Internazionale comunista, chiamata anche Komintern o terza Internazionale. Il secondo congresso (1920) creò, con uno statuto e con le cosiddette Ventuno condizioni, una rigida org. in cui i partiti membri divennero sezioni di un partito mondiale e, in base ai criteri del centralismo democratico, dovettero sottostare incondizionatamente al comitato esecutivo del Komintern o al presidium di Mosca, imponendo i principi comunisti al proprio interno (Comunismo). Negli anni 1920-30 l'apparato del Komintern, in cui dominavano i bolscevichi, venne riorganizzato: i segretariati regionali e gli uffici esteri stabili determinarono l'orientamento delle sezioni nazionali. Le org. di massa (Internazionale dei sindacati rossi, Movimento intern. delle donne comuniste, Internazionale giovanile comunista, Soccorso rosso intern.) avevano il compito di stabilire una relazione tra i partiti comunisti e la pop. operaia. Il Komintern legittimò in misura sempre più accentuata, con le sue svolte ideologiche (socialfascismo, fronte popolare, patto Hitler-Stalin del 1939 ecc.), le esigenze di politica interna ed estera dell'Unione Sovietica. Nel 1943 Stalin sciolse l'org. come gesto dimostrativo nei confronti degli Alleati.
Nel 1938 Lev Trockij fondò a Parigi la quarta Internazionale come "partito mondiale della rivoluzione socialista", in pratica un'org. centrale dei suoi sostenitori, i trotzkisti, con un programma leninista ortodosso (Estrema sinistra). Solo temporaneamente e in singoli Paesi la quarta Internazionale ebbe un significato non marginale, ad esempio a Ceylon; dopo il 1968 fu un punto di orientamento in Svizzera per la Lega marxista rivoluzionaria (Partito socialista dei lavoratori).
La seconda Internazionale fu ricostituita sotto la direzione del partito laburista britannico in un congresso a Ginevra (estate 1920), dopo alcune conferenze preparatorie a Berna (febbraio 1919), Amsterdam e Lucerna (agosto 1919); per questo motivo viene anche chiamata Internazionale ginevrina. Dato che non vi aderirono i partiti socialisti di sinistra, non rivestì una grande importanza.
Alcuni partiti della sinistra socialista cercarono di trovare una propria collocazione fra il Komintern e la seconda Internazionale. Sotto la guida del Partito socialdemocratico operaio austriaco, essi si riunirono a Vienna (febbraio 1921) nell'Unione dei partiti socialisti per l'azione intern. (detta anche Internazionale due e mezzo o Internazionale viennese). Nel 1922 la loro iniziativa per la riunificazione delle tre Internazionali fallì, pur determinando un avvicinamento alla seconda Internazionale e l'unificazione (maggio 1923) nell'Internazionale operaia socialista ad Amburgo. In questo modo fu sancita definitivamente la scissione fra una Internazionale socialdemocratica e una comunista.
L'Internazionale operaia socialista, con le sue diverse correnti socialiste, si proponeva come alternativa democratica al comunismo e al Fascismo. Il suo esecutivo si riuniva fra l'uno e l'altro dei congressi convocati periodicamente. La sede del segretariato si trasferì da Londra a Zurigo (1926-35) e quindi a Bruxelles. Solo una minoranza dei membri sosteneva l'idea del fronte popolare contro fascismo e Nazionalsocialismo. In difesa della pace l'Internazionale operaia socialista si impegnò per un sistema di sicurezza collettiva, per il disarmo e in favore del tribunale arbitrale. Lo scoppio della guerra (1940) segnò la sua fine.
Il Partito socialista (PS) sviz. si rifiutò di partecipare alla ricostituita seconda Internazionale. Il suo congresso straordinario di Basilea (agosto 1919) approvò l'uscita dalla seconda Internazionale e l'adesione al Komintern, decisione che però la base ricusò con una votazione. Nel dicembre del 1920, alla luce delle Ventuno condizioni, entrambe le componenti del partito rifiutarono di aderire al Komintern. Subito dopo, l'ala sinistra si separò dal partito e fondò con i Vecchi comunisti il Partito comunista (PC) sviz. Nel 1921 il PS inviò suoi rappresentanti alla conferenza costitutiva dell'Internazionale viennese: in autunno il congresso del partito approvò l'adesione e Grimm entrò a far parte dell'ufficio del comitato esecutivo. Il PS partecipò poi al congresso costitutivo dell'Internazionale operaia socialista (1923), ma solo nel 1926 decise di aderirvi; nell'esecutivo era rappresentato da dieci membri, ma non vi svolgeva alcun ruolo.
Le relazioni fra PC e Komintern si muovevano su più piani. Delegati del PC (fino al 1920 Vecchi comunisti) parteciparono a tutti i congressi del Komintern, dal 1922 anche alle sedute plenarie del comitato esecutivo. Nelle scuole superiori di partito a Mosca i giovani comunisti venivano formati a divenire i futuri quadri comunisti. Alcune dozzine di Svizzeri lavorarono a Mosca negli apparati e nelle imprese del Komintern (archivi, case editrici, giornali, radio ecc.), come emissari o funzionari delle org. di massa. Dal 1933 fino al divieto del 1939, comparvero in Svizzera i giornali del Komintern, pubblicati prima in Germania; la loro agenzia di stampa, Runa, operava a Zurigo.
Lo sviluppo dell'internazionalismo dopo il secondo conflitto mondiale fu segnato fino al 1989 dalla Guerra fredda e dalla contrapposizione Est-Ovest. Come reazione sovietica al piano Marshall degli Stati Uniti, nel 1947 fu creato l'ufficio centralizzato di informazione e coordinamento dei partiti comunisti e operai (Cominform), a cui tuttavia non aderì il Partito del lavoro (PdL). In sostituzione del Cominform, sciolto nel 1956 sull'onda della destalinizzazione, venne poi fondato il movimento comunista mondiale, un'unione informale di partiti e Stati comunisti che stabiliva le linee direttive nel corso di conferenze mondiali (ad esempio la cosiddetta dottrina Breznev sulla sovranità limitata degli Stati socialisti, enunciata alla fine del 1968). Ad esso appartenevano anche org. di massa come la Federazione mondiale dei sindacati, il Consiglio mondiale per la pace ecc. Il PdL era rappresentato in conferenze e in singole org., ma rimase privo di importanza. Il crollo dell'Unione Sovietica (1991) significò contemporaneamente la fine dell'internazionalismo comunista.
Dopo aver creato, per riguardo agli esponenti del potere sovietico, solo un Comitato della conferenza socialista intern. (1947), i partiti socialisti, in reazione al Cominform e al colpo di Stato del 1948 in Cecoslovacchia, fondarono a Francoforte l'Internazionale socialista (1951), basata sul socialismo democratico. L'org. ha sede a Londra; in congressi periodici - nel 1976 se ne tenne uno a Ginevra - e sedute del consiglio direttivo, cui partecipa anche il partito socialista sviz., i membri si incontrano per uno scambio di opinioni. Le loro decisioni, non vincolanti, riguardano fra l'altro la dignità e i diritti umani, la pace, il disarmo e l'ecologia. Dopo la decolonizzazione e la fine della Guerra fredda, l'Internazionale socialista conta anche membri provenienti dall'Asia, dall'Africa, dall'Europa dell'Est e dall'ex Unione Sovietica (nel 2005 143 partiti erano membri effettivi e associati); tuttavia, vi prevalgono ancora i partiti dei Paesi europei industrializzati.
Autrice/Autore: Markus Bürgi / did