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NEW YORK - Malgrado la multa miliardaria pagata agli Stati Uniti nel 2014, Credit Suisse starebbe attivamente nascondendo diversi conti bancari di clienti americani alle autorità fiscali Usa.
Lo sostengono alcuni ex-banchieri dell'istituto di credito, sentiti dagli inquirenti statunitensi come riportato dal Bloomberg. Le informazioni, ritenute «credibili», sono contenute in una causa civile deposta lo scorso 18 novembre.
«Diversi ex-dipendenti si sono fatti avanti con informazioni molto credibili sul fatto che Credit Suisse abbia continuato a fornire assistenza a diversi clienti americani per nascondere dal fisco i loro conti anche dopo il 2014 e, in alcuni casi, sta continuando a farlo», riporta la querela. Una causa, questa, che arriva in un periodo non facilissimo per la banca svizzera, dopo le débâcle miliardarie legate ad Archegos e al gruppo Greensill
Il trucchetto utilizzato dai bancari CS utilizzerebbe la doppia cittadinanza di alcuni clienti sulle carte definiti genericamente «sudamericani», senza riferire nei documenti che si trattava di cittadini americani. In questo modo il fisco Usa era tenuto all'oscuro di conti che contenevano «decine di milioni di dollari». La doppia cittadinanza, però, non esclude la necessità di dichiarare i propri guadagni e la propria sostanza al Dipartimento del Tesoro, e di essere tassati di conseguenza.
A far scattare l'indagine, svoltasi nel corso dell'estate, una task-force che comprende agenti del Fisco, agenti dell'Internal Revenue Service e investigatori del Senato.
Dal canto suo, Credit Suisse nega: «In seguito all'accordo del 2014 abbiamo continuato a cooperare con le autorità americane, e continuiamo a farlo».
Nel 2014, lo ricordiamo, CS aveva pagato 2,8 miliardi di dollari di sanzioni alle autorità Usa. È stata la banche svizzera “punita” in maniera più severa da parte di Washington, sia a causa dell'entità del patrimonio nascosto sia per la reticenza a collaborare alle indagini.