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BERNA - Dall'inizio dell'anno, il prelievo del canone radio-tivù dalle imprese si sta svolgendo in modo relativamente positivo. Lo scrive in una nota odierna l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), secondo cui però il malcontento sta montando.
Le imprese sono soggette all'imposta non appena vengono iscritte nel registro dell'IVA e il loro fatturato supera il mezzo milione di franchi l'anno.
Le ditte con un fatturato inferiore a un milione possono chiedere una deroga se sono in perdita o se il canone è superiore al 10% dell'utile. La fattura annuale varia da 365 a 35.590 franchi, a seconda del fatturato.
Circa 130.000 aziende hanno ricevuto la loro prima fattura a gennaio, precisa la nota dell'AFC. La maggior parte ha pagato la tassa entro 60 giorni, termine scaduto a fine marzo. In caso di ritardo, vengono conteggiati interessi di mora pari al 5%. Solleciti per i ritardatari saranno inviati ancora questo mese.
Il nuovo sistema di prelievo è tuttavia nel mirino delle critiche. Le imprese e i comuni sono molto insoddisfatti del sistema. Diverse società sono state tassate più volte, via le filiali o a causa della partecipazione a consorzi.
La Commissione delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale esaminerà la questione e valuterà l'opportunità di adottare misure correttive. Durante la scorsa sessione primaverile, il ministro delle finanze Ueli Maurer aveva spiegato che, a fronte di simili contrattempi, la legge potrebbe anche essere rivista.
Maurer aveva aggiunto che, in effetti, anche le filiali di talune società avevano ricevuto una fattura se il loro fatturato annuo è superiore a 500'000 franchi. Finora all'AFC sono giunte da due a trecento richieste di chiarimento a questo proposito.