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Due giovani lupi fotografati in Calanda nel 2014
Keystone/AMT FUER JAGD UND FISCHEREI GR/(sda-ats)
Il Tribunale amministrativo retico giudica sproporzionata l'autorizzazione all'abbattimento di due giovani lupi appartenenti al branco formatosi sul massiccio del Calanda, rilasciata lo scorso dicembre dalle autorità cantonali con il beneplacito di Berna.
I due predatori dovrebbero essere peraltro ancora vivi e vegeti.
L'autorizzazione è stata concessa senza che fossero in precedenza messe in atto misure meno drastiche, ha indicato oggi il tribunale, accogliendo in parte un ricorso del WWF. A suo avviso la decisione delle autorità ha violato il principio di proporzionalità.
L'autorizzazione all'abbattimento era stata rilasciata poco prima di Natale dal Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste grigionese, da cui dipende l'Ufficio per la caccia e la pesca. L'Ufficio federale dell'ambiente aveva in precedenza approvato la richiesta, formulata a fine novembre dai Cantoni Grigioni e San Gallo e motivata dal fatto - secondo una nota dell'UFAM del 21 dicembre - che "gli animali stanno perdendo sempre più il loro timore nei confronti dell'uomo e che si spingono all'interno di insediamenti umani, facendo aumentare la minaccia potenziale per le persone".
Secondo le raccomandazioni dell'UFAM gli abbattimenti dei due giovani lupi dovevano avere un effetto dissuasivo. Andavano dunque effettuati in due momenti distinti e in presenza degli altri esemplari del branco nei pressi di insediamenti e nelle ore in cui si svolgono attività umane. I guardacaccia non hanno potuto tuttavia uccidere i due animali perché, visto l'inverno mite, il branco raramente si è avvicinato a villaggi e fattorie.
A fine marzo l'autorizzazione è stata revocata senza che sia stato sparato un sol colpo. Il Tribunale amministrativo ha però voluto pronunciarsi ugualmente, ritenendo che la stessa situazione possa ripresentarsi in futuro, con altre autorizzazioni e altri ricorsi. Con questa sentenza - afferma - è ora stata data risposta a domande rimaste aperte riguardo alla "questione lupo", in modo che autorità e organizzazioni siano in chiaro al riguardo.
Il WWF, che aveva inoltrato all'inizio di gennaio ricorsi ai tribunali amministrativi di Grigioni e San Gallo, si dichiara in una nota "sollevato" per la decisione del tribunale retico, che ha accolto l'essenziale del suo ricorso, pur non entrando in materia su altri punti secondari. La sentenza può ancora essere contestata davanti al Tribunale federale.
sda-ats