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Secondo l'Unione Democratica di Centro (UDC) l'inserimento sociale degli stranieri in Svizzera non deve essere un compito dello Stato. Esso deve invece essere preteso, e spetta agli immigranti sforzarsi in tal senso, eventualmente con l'aiuto di cantoni e comuni, afferma il partito in un comunicato odierno dal titolo "L'integrazione non è un self service". L'UDC annuncia quindi di voler respingere in parlamento il relativo progetto del Consiglio Federale, ritenuto "illiberale, burocratico e centralistico".
"Le disposizioni federali attualmente in vigore sono ampiamente sufficienti" e "la maggioranza degli stranieri si inserisce solitamente senza problemi nella società locale", sottolinea l'UDC. Le misure di promozione statali sono quindi inutili per coloro che sono motivati e disponibili ad integrarsi.
All'opposto, gli immigrati che non rispettano le leggi e le prassi svizzere, e che sono restii all'integrazione, sono interessati solo al sistema sociale elvetico. Essi non solo danneggiano la coesione sociale del popolo svizzero ma anche quegli stranieri - la maggioranza, appunto - che si sono inseriti in modo esemplare, scrive l'UDC.
Affinché l'integrazione avvenga il più rapidamente possibile e senza problemi, il Consiglio Federale intende modificare la legge sugli stranieri e adottare misure di stimolo. Dall'anno prossimo dovrebbero essere avviati in tutti i cantoni dei programmi di integrazione, in particolare per l'apprendimento di una lingua nazionale, ritenuto la chiave di volta per una integrazione di successo. I programmi dovrebbero essere finanziati da Confederazione e Cantoni assieme. Secondo il progetto governativo, che prevede un aumento dell'aiuto dello Stato in questo ambito, il permesso di dimora dovrebbe essere concesso solo agli stranieri ben integrati.
Secondo l'UDC la modifica di legge, che giovedì prossimo verrà esaminata dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati, non ha alcuna legittimità popolare. Anzi, popolo e cantoni nel 2010 hanno rifiutato "a schiacciante maggioranza" di adottare disposizioni che favorissero l'integrazione dei migranti. Il riferimento è al 53% di sì all'iniziativa UDC per il rinvio dei criminali stranieri e al rifiuto del controprogetto che prevedeva, appunto, le misure di promozione dell'inserimento sociale.
Per il partito democentrista il progetto dell'esecutivo federale contribuisce solo "all'espansione di un'industria statale dell'integrazione", con "centinaia di milioni di franchi prelevati dalle nostre imposte". In marzo, quando il Consiglio Federale ha trasmesso il progetto al parlamento, aveva dichiarato di voler investire 20 milioni di franchi supplementari.
SDA-ATS