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L'operatore Sunrise minaccia di ricorrere a vie legali se alcuni cantoni dovessero decretare una moratoria sulla tecnologia 5G. L'istallazione della rete mobile di nuova generazione nella Confederazione ha sollevato diverse polemiche, ma la società zurighese non ci sta.
"Valuteremo un'azione legale se ci venisse volontariamente negato il permesso di costruire", ha indicato all'agenzia finanziaria AWP un portavoce di Sunrise.
Negli scorsi giorni, un comunicato congiunto diramato degli uffici federali dell'ambiente (UFAM) e delle comunicazioni (UFCOM) indicavano che solo la Confederazione - tramite lo stesso UFAM - è responsabile per le questioni relative alle radiazioni delle antenne di telefonia mobile e degli effetti sulla salute. Inoltre Berna - con l'UFCOM - è pure unica competente della sorveglianza sulle telecomunicazioni e delle relative concessioni.
Il CEO di Swisscom Urs Schaeppi aveva recentemente dichiarato che le moratorie decise nei cantoni Vaud, Ginevra e Giura violavano il diritto federale. Ulteriori critiche sono giunte negli ultimi tempi anche da rappresentanti cantonali di Berna, San Gallo e Svitto, oltre a opposizioni da parte di alcuni comuni.
A differenza di Sunrise, Swisscom - stando alle parole di Schaeppi - non intende comunque ricorrere a vie legali: l'azienda afferma di preferire il dialogo con le autorità.
La Confederazione ha venduto le concessioni 5G agli operatori di telefonia mobile per un totale di 380 milioni di franchi.