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Il messaggio del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres al WEF di Davos.
L'Oms punta a vaccinare il 70% della popolazione mondiale entro metà del 2022. Guterres: «Non siamo affatto vicini a questi obiettivi. Nei paesi ad alto reddito i tassi di vaccinazione sono sette volte superiori a quelli dei paesi africani».
DAVOS - Per porre fine alla pandemia di Covid-19 bisogna vaccinare il mondo intero. È questo il messaggio lanciato dal segretario generale dell'Onu Antonio Guterres nel suo intervento al Forum economico mondiale (WEF), che fra oggi e venerdì tiene una riunione in formato virtuale, dopo che lo scoppio della variante Omicron del coronavirus ha fatto slittare all'estate l'evento in presenza a Davos (GR).
«Gli ultimi due anni hanno mostrato una verità semplice ma brutale: se lasciamo indietro qualcuno, lasciamo indietro tutti - ha affermato Guterres. Se non riusciamo a vaccinare ogni persona, diamo origine a nuove varianti che si diffondono oltre i confini e bloccano la vita quotidiana e le economie».
Per questo, la comunità internazionale deve «affrontare la pandemia con equità». Il segretario generale ha ricordato che l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha presentato lo scorso autunno una strategia per vaccinare il 40% della popolazione del pianeta entro la fine del 2021 e il 70% entro la metà di quest'anno, ma «non siamo affatto vicini a questi obiettivi».
«I tassi di vaccinazione nei paesi ad alto reddito sono, vergognosamente, sette volte superiori a quelli dei paesi africani», ha proseguito, ribadendo che «abbiamo bisogno di equità vaccinale ora».
Infine, a suo parere, le aziende farmaceutiche dovrebbero «essere solidali con i paesi in via di sviluppo condividendo licenze, know-how e tecnologia in modo che tutti possiamo trovare una via d'uscita da questa pandemia».
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