Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/241509

<h2>SubmittedText<h2><p>I prezzi della benzina e del gasolio sono aumentati drammaticamente dallo scoppio della guerra in Ucraina. Nella vicina Italia, tali rincari sono stati recentemente ricondotti ad un elemento di speculazione sulle materie energetiche da parte di intermediari e non direttamente alla guerra in corso, tanto da generare una raffica di denunce alle procure per presunti reati di truffa e aggiotaggio (cfr.: <a href="https://www.quotidianomotori.com/automobili/aumento-carburanti-codacons-esposto/">https://www.quotidianomotori.com/automobili/aumento-carburanti-codacons-esposto/</a>).</p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale:</p><p>1. Come valuta la situazione in Svizzera?</p><p>2. La ComCo si è confrontata con questo tema nelle ultime settimane? Se sì, in quale misura? Se no, non ritiene che sia opportuno chiamarla in causa?</p><p>3. Il marcato aumento del prezzo della benzina può essere scomposto e ricondotto specificatamente alla guerra, al Covid o ad altri fattori? </p><p>4. Quali strumenti intende istituire il CF per garantire che il rincaro dei prezzi della benzina non sia dettato da speculazioni delle compagnie petrolifere ma da un corretto effetto di domanda e offerta?</p><p>5. In quali settori il CF considera che l'aumento della benzina potrà ripercuotersi?</p><p>6. Il CF prevede ripercussioni negative sui beni di prima necessità?</p><p>7. Vi è da attendersi un impatto sull'inflazione in Svizzera? Se sì in quale misura?</p><p>8. Più in generale, il CF è disposto a condurre un'analisi che verifichi l'impatto generalizzato dei prezzi della benzina sui costi di produzione dei beni prodotti in Svizzera, così come sulle conseguenze per i consumatori e le consumatrici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1 e 3</p><p>I prezzi della benzina e del diesel sono in aumento in Svizzera dall'inizio del 2021. A marzo 2022 si è registrata una forte impennata (carburanti: +8,7 % rispetto a febbraio, +24,2 % rispetto a marzo 2021).</p><p>Per i prodotti di olio minerale esistono dei mercati all'ingrosso globali. Le fluttuazioni di prezzo in Svizzera sono essenzialmente dovute alle fluttuazioni su tali mercati. Poiché questi prodotti sono importati al 100 %, anche le fluttuazioni dei tassi di cambio sono un fattore rilevante.</p><p>Il prezzo globale è determinato da numerosi fattori: quantità di greggio estratto dall'OPEC, situazione geopolitica nei Paesi di produzione, investimenti effettuati dai produttori, situazione congiunturale, aspettative di mercato. Oltre alla maggiore domanda di energia dovuta alla ripresa economica all'indomani della pandemia di COVID-19, la guerra in Ucraina e le sue conseguenze hanno sconvolto questi mercati, spingendo tendenzialmente al rialzo prezzi e volatilità. Non è tuttavia possibile determinare con esattezza quale sia l'impatto di ogni singolo fattore sul loro andamento.</p><p>Domanda 2</p><p>A marzo 2022 la segreteria della ComCo ha ricevuto quattro richieste di informazioni da parte di cittadini in relazione all'aumento dei prezzi presso le stazioni di servizio. La segreteria le ha analizzate, ma non ha trovato indizi di comportamenti problematici sotto il profilo della legge sui cartelli (LCart).</p><p>Domanda 4</p><p>A prescindere dai più recenti sviluppi, le autorità della concorrenza controllano continuamente l'evoluzione dei prezzi nelle stazioni di servizio nazionali, basandosi in particolare su informazioni ottenute dai consumatori. Sono così in grado di rispondere prontamente a una sospetta violazione della LCart. Dal canto loro, gli organi svizzeri di sorveglianza del commercio seguono da vicino le attività sul mercato all'ingrosso riguardanti prodotti e strumenti derivati commerciati in Svizzera. In base alle loro informazioni, la FINMA indaga sui sospetti abusi di mercato, come l'insider trading, la manipolazione di mercato e il front running. L'obiettivo è garantire che su questi mercati i prezzi siano frutto di un'interazione tra il reale andamento della domanda e dell'offerta.</p><p>Domande da 5 a 7</p><p>Negli ultimi mesi il rincaro dell'energia ha già notevolmente alimentato l'inflazione in tutto il mondo. Anche in Svizzera è aumentata, raggiungendo il 2,2 % a febbraio, livello più alto dal 2008. Questo rialzo è imputabile al carburante nella misura di 0,38 punti percentuali (pp). Con lo scoppio della guerra in Ucraina, i prezzi delle materie prime hanno continuato a salire e l'inflazione è aumentata di conseguenza fino ad arrivare al 2,4 % a marzo (contributo dei carburanti: 0,47 pp).</p><p>Il maggior costo della benzina e del diesel fa lievitare i costi di trasporto sia delle merci che delle persone, e questo grava non soltanto sul settore dei trasporti (viaggi in aereo, autobus e trasporti logistici), ma anche sul commercio all'ingrosso ad alta intensità di trasporto (p. es. derrate alimentari o beni di uso quotidiano). È probabile, inoltre, che ne risenta anche l'industria. Come effetto secondario, il rincaro del carburante potrebbe quindi spingere al rialzo anche i prezzi di altri beni economici.</p><p>L'impatto dei maggiori costi dell'energia sui prezzi di altri prodotti e l'andamento complessivo dell'inflazione dipenderà fortemente dagli sviluppi del conflitto in Ucraina e dai prezzi delle materie prime. Vista l'attuale situazione, l'inflazione dovrebbe rimanere elevata a breve termine.</p><p>Il 14 marzo 2022 il gruppo d'esperti della Confederazione per le previsioni congiunturali ha previsto per tutto il 2022 un tasso d'inflazione dell'1,9 %. L'anno prossimo dovrebbe invece attestarsi su livelli notevolmente inferiori (0,7 %).</p><p>Domanda 8</p><p>Il Consiglio federale è consapevole della problematica relativa al rincaro dei prezzi dell'energia. Vista la persistente volatilità di questi prezzi e le incertezze sul loro andamento futuro, è stato formato un gruppo di lavoro interdipartimentale, costituito dai dipartimenti interessati DATEC, DEFR e DFF e incaricato di monitorare costantemente la situazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.