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(05.03.2014) Le PMI esportatrici sono le imprese che hanno tratto maggior beneficio dall'accompagnamento contro il franco forte predisposto dalla Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) nel 2011. Secondo uno studio esterno, il 75% dei beneficiari apparteneva a questa categoria di imprese.
La valutazione - realizzata dal centro di ricerche congiunturali KOF e l'Istituto Infras - mostra inoltre che un terzo delle imprese sostenute nell'ambito di questo programma speciale realizzano così il loro primo progetto CTI. I partner industriali che non avevano mai collaborato prima con un'alta scuola erano invece il 6%.
Ricordiamo che nel settembre 2011, il Consiglio federale ed il Parlamento hanno stanziato un capitale di CHF 100 milioni destinato a mantenere l'innovazione in un contesto di caro prezzo della moneta elvetica. Affidati alla CTI, questi fondi dovevano permettere di concretizzare o accelerare dei progetti minacciati dalla difficile congiuntura.
Tra ottobre e dicembre 2011, la commissione è riuscita a dedicarsi unicamente alla metà delle 1'050 richieste che ha ricevuto. Alla fine è stato possibile realizzare 245 progetti d'innovazione grazie a questa manna supplementare, che rappresentava un aumento del 100% del budget d'incoraggiamento normale della CTI.
Gli autori della valutazione considerano queste misure d'accompagnamento come un successo. In particolare pongono in risalto il fatto che le imprese beneficiarie hanno investito in modo nettamente maggiore in ricerca e sviluppo, così come in personale, rispetto alle altre. Non è invece stato costatato alcun aumento di introiti per queste società.
Alla fine del 2013, il 37% dei progetti sostenuti nell'ambito del programma speciale erano completati, secondo le cifre della CTI. I progetti in fase finale rappresentavano invece il 16% del totale.
Ultima modifica 07.10.2015