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Il duplice vincitore ha deciso di attribuire nuovamente alla città spagnola l'onere e l'onore di organizzare la famosa competizione velistica.Questo contenuto è stato pubblicato il 25 luglio 2007 - 19:08
Questa decisione sancisce un'accelerazione nella frequenza della Coppa America, finora organizzata ogni 3-4 anni. In lizza per l'evento vi erano pure Marsiglia e Trapani (Sicilia).
Valencia ospiterà anche la prossima edizione della Coppa America, la 33esima, che avrà luogo nel 2009. La decisione, ampiamente attesa, è stata comunicata dagli organizzatori mercoledì.
Già negli scorsi giorni, la stampa spagnola aveva dato per sicuro l'accordo tra le autorità locali ed il patron di Alinghi Ernesto Bertarelli. Sogno sfumato, quindi, per le altre candidate Marsiglia e Trapani.
Stando a fonti anonime citate dal quotidiano "El Mundo", la città spagnola pagherà 105 milioni di euro per ospitare la 33esima coppa America: quella precedente era costata 90 milioni di euro.
La decisione di tornare a gareggiare già fra 24 mesi costituisce un'accelerazione per quanto concerne la frequenza della competizione, che in passato si svolgeva ogni tre o quattro anni.
Alla ricerca del mare
Dopo aver vinto la Coppa America per la prima volta nel 2003 a Auckland (Nuova Zelanda), Alinghi si è confermata regina dei mari battendo nuovamente l'equipaggio neozelandese nella fase finale della competizione, svoltasi a inizio mese nella località spagnola.
Costretta a emigrare - il regolamento non consente infatti regate in Svizzera, vista l'assenza di bacini d'acqua salata - la squadra di Alinghi ha quindi deciso di rinnovare la fiducia a Valencia.
Ottimo affare
L'organizzazione di un evento di tale portata costituirà sicuramente una fonte importante di introiti per la città, come è già stato il caso per l'edizione di quest'anno. Stando alle stime, infatti, i benefici per l'economia locale si situerebbero addirittura tra 1,5 e 2,4 miliardi di euro.
Inoltre, nel 2009 Valencia sarà pure teatro di una prova del Gran Premio di Formula Uno.
Aspro contenzioso
Sulla 33esima edizione dalla Coppa America vi è tuttavia un'ombra, costituita dal contenzioso che oppone gli statunitensi di BMW Oracle ad Alinghi. Secondo i primi, i nuovi regolamenti decisi dai campioni in carica favoriscono eccessivamente il "Defender" (Alinghi).
Oracle, tramite il Golden Gate Yacht di San Francisco, si è dunque rivolta a un Tribunale di New York, chiamato a statuire sulla questione. Nel corso del mese di agosto è prevista una procededura di conciliazione, al fine di evitare lunghe procedure giudiziarie.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Alinghi ha vinto la Coppa America in occasione della sua prima partecipazione, nel 2003.
Grazie alla vittoria del gruppo elvetico, il trofeo è tornato in Europa per la prima volta dopo 150 anni.
Quest'anno Alinghi ha bissato il successo, imponendosi per 5-2 contro i rivali del Team New Zealand.
Le novità della prossima edizione
Durante la prossima edizione della Coppa America, i battelli saranno più lunghi (27,40 metri contro i 24 metri attuali) e con un albero più alto (40 metri contro 33).
Per poter regatare con questi nuovi velieri, l'equipaggio dovrà essere composto da almeno 20 o 21 uomini contro i 17 attualmente richiesti.
Secondo lo skipper di Alinghi Brad Butterworth, queste barche "saranno più rapide, ma più difficili da governare".
Inoltre, dopo le regate di qualificazione, il defender Alinghi si riserva il diritto di partecipare alla fase eliminatoria dei challenger, l'ex coppa Louis Vuitton.
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