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BERNA - La decisione della Commissione federale della previdenza professionale di ridurre il tasso d’interesse minimo allo 0.75% rappresenta un ulteriore attacco alle rendite. Ne è convinta la Federazione associazioni dei pensionati e d’autoaiuto in Svizzera (FARES).
La FARES respinge la proposta: con un tasso d’interesse minimo ancora più basso, «la garanzia di uno livello di vita accettabile durante la vecchiaia viene ulteriormente indebolita». I futuri beneficiari delle rendite non potrebbero più contare su una vecchiaia priva di preoccupazioni.
Il Consiglio federale è quindi invitato a rivedere e correggere quanto la Commissione propone. La FARES fa notare che le casse pensioni, nel corso del 2017, hanno potuto consolidare le loro riserve in maniera consistente, conseguendo rendite tra il 7% e l‘8%. «Non è pertanto assolutamente opportuno richiedere una riduzione del tasso minimo d’interesse». Anzi, la FARES propone un aumento all‘1.25% di tale tasso.