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La Svizzera ha affrontato la prima ondata del coronavirus limitando, per quanto possibile, le conseguenze di questa crisi sanitaria, ma è stata travolta dalla seconda ondata. Per troppo tempo il nostro Paese ha semplicemente sperato, invano, che la situazione si risolvesse da sola. Ora si tratta di prepararsi molto più seriamente a contrastare qualsiasi nuova ondata. Il PS non può accettare tutti questi decessi e questa sofferenza nella popolazione. Invece dell’attuale mosaico di misure, ora è indispensabile che esse siano efficaci, uniformi e comprensibili. Entro la fine dell’anno la Confederazione e i Cantoni devono presentare congiuntamente una strategia coerente per affrontare le conseguenze sanitarie, sociali ed economiche della crisi. In caso contrario, chiederemo alla Confederazione di riprendere il controllo della situazione. Le misure di aiuto economico devono essere prorogate e ancorate a lungo termine. Inoltre, è necessario un aumento dei budget per il personale sanitario, perché la crisi e le sue conseguenze non scompariranno da un giorno all’altro.
«La Svizzera è stata travolta dalla seconda ondata. Il nostro Paese ha anteposto la questione dei costi alla salute della popolazione e quindi non è riuscito a contenere il virus in modo efficace», ha detto la co-presidente del PS Svizzero, Mattea Meyer, davanti ai media a Berna. «Questa politica, poco solidale ed ossessionata dai costi finanziari, deve essere corretta senza indugio. Se le autorità politiche definiscono misure efficaci e coerenti per ridurre la dimensione dell’epidemia, la popolazione lo comprenderà e lo sosterrà. Per il PS una cosa è chiara: la promessa fatta – «Nessuno sarà abbandonato» – deve finalmente diventare realtà».
«Se la Confederazione e i Cantoni non presentano entro la fine dell’anno una strategia globale, coerente e sostenibile per la protezione della salute pubblica, la Confederazione dovrà riprendere il controllo della situazione», ha detto il co-presidente del PS Svizzero, Cédric Wermuth. «Dobbiamo essere in grado di intervenire, molto prima di trovarci in una situazione che richieda misure di contenimento pesanti e generalizzate. Per questo motivo il PS propone un sistema di allarme precoce basato su «semafori», cioè su un allarme per livelli o fasi, per poter far scattare misure adeguate e uniformi sulla base di cifre e dati oggettivi e predefiniti. Questo sistema deve anche prevedere quando e come queste misure possono essere alleggerite».
Inoltre, è urgente ridurre il carico di lavoro del personale sanitario negli ospedali, nei centri di cura e nelle istituzioni per anziani. «Permettere che l’epidemia si diffonda e dare per scontato che gli operatori sanitari si occupino semplicemente dei malati è un’intollerabile mancanza di solidarietà», ha detto Cédric Wermuth. «La prima cosa che possiamo fare per alleviare l’onere che grava sugli operatori sanitari è ridurre il contagio. Ma il PS chiederà anche un aumento del 5% circa del budget per il personale sanitario in tutti i Cantoni, nelle grandi Città e nei Comuni. Inoltre, il PS chiede una gratifica una tantum per tutti i dipendenti del settore sanitario per compensare gli sforzi straordinari ed eccezionali che hanno dovuto compiere nel 2020».
L’accettazione da parte della popolazione di misure politiche a tutela della salute pubblica è intimamente legata a misure di aiuto economico. «La crisi potrebbe durare ancora a lungo. Gli aiuti puntuali, messi in atto per alcuni mesi e costantemente riadattati, non sono più efficaci», ha dichiarato Roger Nordmann, presidente del gruppo socialista alle Camere federali. «L’intera gamma di aiuti economici deve rimanere disponibile per tutta la durata della crisi, al fine di garantire i mezzi di sussistenza e consentire alle aziende di realizzare una pianificazione realistica. Sono necessari criteri di accesso chiari per porre fine al caos che si riscontra tre le varie implementazioni. Inoltre, gli aiuti economici devono essere concepiti in modo da tenere conto del fatto che la crisi sarà lunga». La priorità deve essere quella di evitare i licenziamenti e di preservare i salari».