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Il pittore indiano inizia la propria preparazione artistica alla Scuola Governativa di Belle Arti di Calcutta, di formazione britannica e di tradizione europea, che ebbe esiti negativi nella giovanile produzione dell'artista, tanto che egli la rinnegò. Nemmeno l'esperienza della Scuola del Bengala di A. Tagore e di N. Bose gli diede appagamento, nella struttura infatti ancora si realizzavano sensibili compromessi fra tradizione estetica indiana e aggiornamento delle tecniche europee.
Roy ricercò nel recupero dell'arte antica del suo Paese legittimi motivi di indipendenza di linguaggio rispetto alle influenze occidentali, ricorrendo sia ai modelli e ai procedimenti dell'arte classica indiana del periodo Gupta, sia ai suggerimenti offerti dal patrimonio folclorico bengalese, sul quale ultimo elaborò i caratteri basilari del suo linguaggio pittorico, tutto imperniato sull'evocazione di immagini simbolico-rituali e caratterizzato da un elegante decorativismo. La sua personalità ha avuto senz'altro peso nella storia della pittura moderna indiana, sia per il senso individuale della ricerca, sia per l'influenza esercitata dal suo stile.