Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/48057

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il DATEC ha informato per la prima volta il 3 ottobre 2003 il Consiglio federale in relazione al black-out del 28 settembre 2003 e, nel contempo, ha incaricato l'UFE e l'Ispettorato federale degli impianti a corrente forte (IFICF) di chiarirne le cause e di esaminare il comportamento tenuto dalle aziende elettriche coinvolte. Il "Rapporto sul black-out italiano del 28 settembre 2003" è stato pubblicato il 25 novembre 2003. Ad esso si affianca il rapporto dell'Ispettorato federale degli impianti a corrente forte del 12 novembre 2003. L'attività dell'IFICF è stata anche oggetto di una perizia legale dello studio Binder.</p><p>Dagli accertamenti effettuati dall'UFE emerge che la causa di fondo del black-out italiano del 28 settembre 2003 è il conflitto irrisolto fra gli interessi commerciali dei Paesi e delle aziende coinvolte, da una parte, e le esigenze tecniche e giuridiche di un esercizio sicuro della rete, dall'altra. Per risolvere il problema son necessarie regole vincolanti. Tali regole sono previste dal nuovo Regolamento UE1228/2003 relativo alle condizioni di accesso alla rete per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica che entrerà in vigore in ambito UE il 1° luglio 2004. Il rischio di un black-out potrà essere ridotto solamente applicando con coerenza queste regole in tutta Europa. L'Ufficio federale dell'energia ha proposto misure per migliorare la sicurezza di approvvigionamento a livello svizzero ed europeo. Le misure vengono al momento analizzate e, se necessario, saranno sottoposte all'approvazione del Parlamento. L'evento del 28 settembre 2003 e le conseguenze che se ne devono trarre sono anche oggetto di inchieste internazionali alle quali partecipano l'UFE e le aziende svizzere del settore elettrico. Date le attività già in corso, la costituzione di una nuova commissione d'inchiesta non appare per il momento necessaria.</p>  Risposta del Consiglio federale.