Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01125.jsonl.gz/955

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
THUN BE - "Diamo prova di solidarietà nei confronti di chi è più svantaggiato, in questo momento è più necessario che mai": è l'appello lanciato oggi dalla consigliera federale Micheline Calmy-Rey a Thun (BE) nel suo discorso in occasione dei festeggiamenti ufficiali per il Primo maggio.
La forza di un popolo si misura con il benessere dei più deboli, ha affermato la ministra degli esteri, ricordando che il partito socialista e i sindacati si sono sempre impegnati per una maggiore equità sociale. Le cause e gli effetti della crisi finanziaria, gli eccessi dei salari dorati e l'arroganza dei top manager "sono la dimostrazione del fatto che abbiamo posto le domande giuste al momento giusto".
La posizione della Svizzera nel mondo è fortemente cambiata nell'ultimo decennio e a volte - ha aggiunto la ministra socialista - ci siamo trovati ad affrontare forti venti contrari, come ad esempio nel corso della recente crisi economica e finanziaria. Quest'ultima ha avuto conseguenze anche per la Confederazione e alcune banche sono state costrette a ricorrere ad aiuti statali.
"E lo Stato ha aiutato, i contribuenti hanno aiutato, noi abbiamo aiutato", ha enfatizzato la Calmy-Rey: "in cambio di ciò vogliamo avere il diritto di dire la nostra". La crisi ha infatti generato un'intensa discussione sull'etica nella finanza.
Per la consigliera federale la situazione è tutt'altro che rassicurante: la pace sociale in Svizzera è in pericolo. Nel nostro paese - ha affermato - I top manager sono molto meglio pagati che altrove e ciò solleva l'interrogativo di quanto valore si voglia dare al lavoro. La discussione è ben lontana dall'essere conclusa.
SDA-ATS