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Sono ormai esaurite le speranze di ritrovare in vita Natalia Molchanova, la campionessa di immersioni in apnea, 41 record mondiali e 23 titoli di campione del mondo, dispersa da tre giorni dopo un'immersione al largo delle coste di Formentera, nelle Baleari.
Domenica scorsa la 53enne atleta russa, con indosso la sua muta color viola preferita, stava facendo immersioni per divertimento con alcuni colleghi a circa tre chilometri dal porto di La Savina, piccolo centro dell'isola spagnola, in una giornata serena ed una leggera brezza, ma in un tratto di mare caratterizzato da forti correnti.
Ad un certo momento si è separata dal gruppo ed è andata giù senza pinne a 30-40 metri, poco più che una passeggiata per l'atleta, abituata a ben altre profondità. Ma non è più riemersa. Probabilmente, perché si è imbattuta proprio in una corrente sottomarina. I suoi colleghi hanno iniziato a cercarla e poi hanno chiamato aiuto via radio, facendo convergere nella zona la guardia costiera ed un elicottero, che sono rimasti impegnati fino a tarda notte.
Oggi le squadre di soccorso hanno sospeso le ricerche in profondità, mentre continueranno a monitorare la superficie, alla ricerca di qualche traccia del corpo. Il coordinatore ha parlato di operazioni "molto complicate", anche perché la Molchanova potrebbe essere rimasta intrappolata dai pesi che indossava per andare in profondità.
Le ricerche andranno avanti con un robot sottomarino messo a disposizione dalla famiglia, che tuttavia ormai dispera di ritrovarla viva: "Probabilmente resterà in fondo al mare, cosa che penso le piacerebbe", ha dichiarato al New York Times il figlio 28enne, Alexey Molchanov, anche lui campione di apnea con quattro record mondiali.
Natalia Molchanova, considerata la più grande apneista di sempre, detiene il record del mondo di apnea statica con 9 minuti e 2 secondi e quello di profondità senza pinne, con 91 metri. Unica donna a scendere sotto i 100 metri, ha vinto 23 medaglie d'oro ai campionati mondiali in diverse discipline.
"Era una superstar dell'apnea e tutti pensavamo che nulla potesse farle del male", ha dichiarato il presidente della federazione mondiale Kimmo Lahtinen, concludendo però amaramente: "Quando si gioca con l'Oceano, si sa chi è il più forte".
SDA-ATS