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I lavoratori indipendenti - colpiti dai provvedimenti per combattere il coronavirus, anche se non sono stati costretti a chiudere la loro impresa - potranno continuare a richiedere l'indennità di perdita di guadagno (IPG). Dopo che il Parlamento ha adottato nella sessione autunnale la nuova legge COVID-19, il Consiglio federale ha approvato oggi le relative modifiche dell'ordinanza in materia, prolungando e ampliando questo sostegno.
Il nuovo disciplinamento - che vale per gli indipendenti e per le persone la cui posizione è analoga a quella di un datore di lavoro - entra in vigore con effetto retroattivo al 17 settembre 2020 e avrà una durata limitata al 30 giugno 2021, indica una nota governativa odierna.
Il diritto all'IPG per il coronavirus è previsto quando l'attività lucrativa subisce una limitazione a causa di provvedimenti adottati per far fronte all'epidemia di COVID-19: in particolare, se le persone interessate hanno dovuto interrompere la loro attività su ordine delle autorità. Lo stesso dicasi nel caso di un divieto di svolgere manifestazioni imposto dalle autorità.
Casi di rigore
Per le aziende che necessitano di un aiuto supplementare, è prevista la possibilità di un sostegno nel quadro della regolamentazione dei casi di rigore. In questi casi, la Confederazione può partecipare per metà ai provvedimenti cantonali a sostegno delle imprese particolarmente colpite, che sono sostanzialmente quelle attive nell'organizzazione di eventi, gli operatori del settore dei viaggi e le aziende turistiche. Sono casi di rigore quelli in cui il fatturato è sceso al di sotto del 60% della cifra d'affari di prima della pandemia. A disposizione ci sono 200 milioni di franchi, una cifra (da sommare a una analoga messa dai cantoni) che si rivelerà insufficiente e dovrà essere rivista, ha già anticipato Ueli Maurer. Non tutti potranno essere salvati.