Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01124.jsonl.gz/425

TOKYO - Avevano approfittato degli incentivi del governo durante l'emergenza sanitaria del coronavirus per usufruire di una vacanza estiva di 10 giorni, abbandonando le due figlie piccole a casa.
È accaduto in Giappone, protagonista una coppia di genitori, rispettivamente di 28 e 24 anni, incriminati per abbandono di minori e condannati a due anni di prigione dalla Corte distrettuale di Kagoshima.
Nell'emettere la sentenza, il giudice Kanji Tomita ha detto che il crimine compiuto «ha messo a rischio la vita dei due minori, in particolare la bambina più piccola trovata disidratata».
I fatti si sono svolti tra l'11 e il 21 luglio a Kagoshima, nel sud ovest del Giappone, con i due genitori che hanno utilizzato il bonus da 100'000 yen del governo (circa 860 franchi) per prenotare una vacanza di 10 giorni in un albergo.
Sebbene tornassero di tanto in tanto a casa a controllare le due bambine di tre anni e un anno di età, per almeno cinque giorni di seguito hanno lasciato le figlie da sole e senza alcuna supervisione nel corso della loro villeggiatura.
Durante il processo la madre ha raccontato di aver deciso di sfruttare i soldi del bonus perché intendeva staccare dal lavoro e prendersi una pausa «dagli impegni di mamma e dal caos della propria abitazione»
Malgrado l'accusa avesse chiesto una condanna più severa, il giudice ha deciso di accordare una sospensione della pena per 4 anni dopo aver notato il pentimento della madre e la volontà di entrambi i genitori di usufruire dell'aiuto dei servizi sociali e dell'assistenza dei nonni.
L'avvocato della coppia ha riferito che le due bambine non hanno riportato problemi di salute.