Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/55597

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel corso delle ultime settimane, annunciando unilateralmente il proprio ritiro dai Territori occupati e il mantenimento contemporaneo di buona parte dello statuto delle colonie e il passaggio alla liquidazione mirata di leader di organizzazioni palestinesi, Israele ha provocato una escalation di atti contrari al diritto internazionale che non può lasciare indifferente la Svizzera in quanto Paese firmatario e depositario delle Convenzioni di Ginevra e promotore dell'Iniziativa di Ginevra, tanto più che ne risulta un peggioramento brutale della situazione attuale, tale da impedire la cessazione degli attentati suicidi che il Gruppo ecologista condanna fermamente. L'inquietudine regnante ci incita a porre le seguenti domande:</p><p>1. Come giudica il Consiglio federale i recenti sviluppi della politica israeliana? Come giudica in particolare la costruzione in violazione del diritto internazionale del muro sui Territori occupati, la rottura ufficiale e il rifiuto di negoziati con i rappresentanti eletti del popolo palestinese, l'uccisione mirata e extragiudiziale di leader delle organizzazioni palestinesi e l'escalation della repressione quotidiana nei Territori occupati? Il Consiglio federale ritiene anch'esso che tutto questo è in chiara contraddizione con la Road Map?</p><p>2. Il Consiglio federale considera questa politica conciliabile con il diritto internazionale e con le risoluzioni dell'ONU (in particolare con le risoluzioni 242 e 338)?</p><p>3. Come molti Stati europei ed extraeuropei ed anche gli Stati membri dell'UE, la Svizzera ha protestato per via diplomatica contro la rottura unilaterale dei negoziati della Road Map da parte del premier israeliano Sharon a Washington e contro l'uccisione dei leader di Hamas? Quale è il contenuto dei suoi comunicati ufficiali?</p><p>4. Come pensa il Consiglio federale che la Svizzera, in quanto promotrice dell'Iniziativa di Ginevra, possa impegnarsi particolarmente a favore dell'avvio di un vero e proprio processo di pace e dell'instaurazione di una giusta pace? Il Consiglio federale ha intrapreso, per il ripristino del processo della Road Map e per la ripresa del processo di pace, passi che siano in sintonia con il diritto internazionale e le pertinente risoluzioni dell'ONU e che esigano quindi il ritiro totale di Israele dai Territori occupati, il riconoscimento del diritto al ritorno dei profughi palestinesi e il diritto del popolo palestinese a uno Stato sovrano?</p><p>5. Quali saranno per il Consiglio federale le ripercussioni sulle relazioni tra Svizzera e Israele di questi continui e accresciuti disprezzo del diritto internazionale e violazione delle risoluzioni dell'ONU? La politica estera della Svizzera nei confronti di Israele corrisponde a quella nei confronti di altri Stati ai quali possono essere rimproverati i medesimi atti contrari al diritto internazionale e le medesime violazioni di risoluzioni dell'ONU?</p><p>6. Il Consiglio federale è al corrente del fatto che l'Ambasciata di Israele in Svizzera tiene un elenco di cittadini svizzeri indesiderati sul territorio israeliano? È disposto a chiarire questi fatti per via diplomatica e se del caso a reagire?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1, 2, 3 e 4</p><p>Il Consiglio federale segue attentamente l'evoluzione della situazione nel Vicino Oriente e ritiene che soltanto la ripresa del dialogo tra Israeliani e Palestinesi possa contribuire a risolvere progressivamente la crisi attuale. Le due parti in conflitto hanno l'obbligo di rispettare gli impegni assunti nell'ambito della Road Map. Il Consiglio federale ha peraltro ribadito a più riprese il principio consacrato dalle risoluzioni 242 e 338 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, che sancisce l'illegalità dell'acquisizione di territori con la forza.</p><p>Il Consiglio federale considera una violazione del diritto internazionale la costruzione del muro di separazione in Cisgiordania. A questa medesima conclusone è giunta la Corte internazionale di giustizia nel suo parere del 9 luglio 2004. Il parere in questione elucida inoltre un punto importante per la Svizzera, ossia l'applicabilità della Quarta Convenzione di Ginevra e delle convenzioni sui diritti dell'uomo ai Territori palestinesi occupati. Il 20 luglio 2004 la Svizzera ha sostenuto una risoluzione dell'Assemblea generale dell'ONU che prende atto del parere consultivo della Corte internazionale di giustizia.</p><p>Il Consiglio federale caldeggia il piano di ritiro totale di Israele dalla Striscia di Gaza e dalle quattro colonie in Cisgiordania. Devono nondimeno essere adempite determinate esigenze affinché tale ritiro possa contribuire alla ripresa di un vero e proprio processo di pace. Il ritiro va inteso come tappa dell'attuazione della Road Map, deve essere coordinato e posto in atto con il sostegno dell'Autorità palestinese e delle altre parti interessate, in particolare del Quartetto del Vicino Oriente e dell'Egitto; i coloni evacuati non possono essere trasferiti verso altre colonie israeliane in Cisgiordania; infine Israele deve contribuire alla ricostruzione dei territori dai quali si ritira.</p><p>Oltre all'impegno della diplomazia svizzera nel settore del promovimento civile della pace, soprattutto nel quadro dell'Iniziativa di Ginevra, il Consiglio federale continuerà a sostenere gli sforzi profusi dalla comunità internazionale a favore di negoziati globali. In questo contesto vanno considerati tre importanti parametri: il diritto irrevocabile di Israele all'esistenza e alla sicurezza entro frontiere sicure e riconosciute a livello internazionale, il riconoscimento - conformemente alla risoluzione 1397 del Consiglio di sicurezza - del diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione e alla creazione di uno Stato palestinese capace di sussistere e la cessazione dell'occupazione del Territorio palestinese.</p><p>Domanda 5</p><p>Sulla scorta dei vincoli di amicizia che intercorrono da anni tra i due Paesi, la Svizzera prosegue ulteriormente con il Governo israeliano un dialogo aperto e critico sui principi da rispettare nella ricerca di una soluzione globale ed equa al conflitto israelo-palestinese. Sia a livello bilaterale, sia nell'ambito di diversi organismi internazionali, la Svizzera invita Israele a riconoscere il fatto che soltanto una soluzione politica, fondata sul diritto internazionale, può garantire durevolmente il diritto irrevocabile di Israele all'esistenza entro frontiere sicure e riconosciute a livello internazionale. Le divergenze di opinione in merito hanno indotto il Consiglio federale a rivolgere maggiore attenzione a due ambiti delle relazioni bilaterali tra Svizzera e Israele: il Consiglio federale fa prova di riserbo nella cooperazione militare tra Svizzera e Israele e intensifica il controllo dell'osservanza dell'applicazione territoriale dell'Accordo tra l'AELS e Israele. Gli Stati membri dell'AELS proseguono le discussioni su questo punto con Israele e il Consiglio federale è fiducioso nell'esito di questo dialogo su una soluzione adeguata del litigio.</p><p>Domanda 6</p><p>Il Governo svizzero non ha conoscenza del fatto che l'Ambasciata d'Israele in Svizzera tiene un elenco di cittadini svizzeri indesiderati sul territorio israeliano.</p>  Risposta del Consiglio federale.