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WASHINGTON - Jack Ma è costretto ad accantonare l'acquisto da 1,2 miliardi di dollari di MoneyGram, l'operatore Usa attivo nel trasferimento di denaro, dopo che le autorità di Washington hanno negato l'autorizzazione alla transazione, in quello che è l'ultimo episodio dell'esame sempre più stringente sugli investimenti cinesi negli Stati Uniti, parte delle tensioni commerciali tra i due Paesi.
MoneyGram International e Ant Financial Service, il braccio finanziario di Alibaba, non hanno avuto il via libera del Comitato sugli investimenti stranieri negli Usa (Cfius). Gli sforzi per risolvere i timori avanzati dal Cfius, ha spiegato in una nota il numero uno di MoneyGram, Alex Holmes, non sono andati a buon fine.
Il fallimento dell'operazione, annunciata un anno fa, è un colpo alle ambizioni di crescita sui mercati globali di Ma e costa nell'immediato alla compagnia americana un tonfo dei suoi titoli in Borsa, crollati del 6,8% nell'afterhour, a 12,40 dollari.
"L'ambiente geopolitico è cambiato considerevolmente dal primo annuncio della transazione proposta con Ant Financial circa un anno fa - ha aggiunto Holmes . Malgrado i nostri migliori sforzi per lavorare con cooperazione con il governo Usa, è ora diventato chiaro che il Cfius non approverà l'aggregazione".
Il Cfius, che fa capo al Dipartimento del Tesoro, effettua una valutazione basata sostanzialmente in termini di sicurezza nazionale. Il fondatore di Alibaba che gestisce la piattaforma globale più grande per vendite di e-commerce, era stato ricevuto da Trump poco dopo la vittoria elettorale in un incontro in cui aveva illustrato un piano per creare un milione di posti di lavoro negli Usa sostenendo le pmi nella vendita dei loro prodotti in Cina e venendo "omaggiato" dal tycoon come un "grande, grande imprenditore".
A settembre Trump ha posto il veto sulla vendita da 1,3 miliardi di dollari di Lattice Semiconductor alla cinese Canyon Bridge Capital Partners, finanziata dal governo di Pechino, in una mossa a tutela delle società tecnologiche considerate asset strategici nazionali di fronte allo shopping cinese.