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La maggioranza degli svizzeri si dice preoccupata dalla dipendenza dall'estero e dalla protezione del clima
La netta maggioranza della popolazione svizzera è favorevole alla produzione indigena di energia rinnovabile: a preoccupare è soprattutto lo stallo alla messicana che vede partecipi la garanzia dell'approvvigionamento, l'indipendenza dall'estero e la protezione del clima.
Come dimostra una nota odierna concernente un'indagine svolta dall'istituto dei sondaggi d'opinione gfs.bern, commissionatogli dall'Associazione delle aziende elettriche svizzere (Aes), a preoccupare soprattutto gli svizzeri è la garanzia dell'approvvigionamento energetico.
Il 50% dei partecipanti si è detto concorde rispetto all'opinione che siffatta sicurezza dovrebbe essere il compito principale della politica energetica. I bassi costi dell'energia e la protezione climatica come elementi prioritari hanno riscosso solo il 25% – ciascuno – dei consensi.
Più dei tre quarti delle persone che hanno preso parte al sondaggio desiderano una maggiore indipendenza dai Paesi esteri: leggermente più sottile (71%) la fetta di quelli che vorrebbero frenare l'importazione di energie fossili da nazioni in cui non vige la democrazia. Tuttavia, per i quattro quinti degli intervistati l'importazione ha senso in una situazione di scarsità energetica.
Il 63% degli intervistati concorda sul fatto che il territorio e la natura non debbano essere sacrificati in favore delle energie sostenibili, ma nel contempo è un parere diffuso (80% dei partecipanti) quello per cui la promozione di tali energie costituisca di per sé una protezione del clima. Quest'ultima potrebbe però essere in parte sacrificata, secondo poco più della metà delle persone intervistate, in favore della produzione di energie rinnovabili. Anche l'idea per cui per evitare la catastrofe climatica occorra un immediato passaggio alle energie rinnovabili ha ricevuto un discreto consenso (57%).
Le tre fonti sostenibili predilette da chi ha partecipato al sondaggio sono, nell'ordine, quella rappresentata dai pannelli solari (97%), quella idrica (89%) e quella eolica (76%). La popolazione sembra scettica riguardo alle installazioni di grandi impianti in aree alpine o in spazi aperti, ma è aperta ad altri tipi di energia quali la biomassa, l'idrogeno e quella geotermica.
Il 52% degli intervistati non sottoscrive l'opinione per cui il costo energetico sarebbe troppo alto, anzi: per una netta maggioranza la politica energetica va perseguita senza badare alle spese e sono parecchie (90%) le persone che si assumerebbero costi in prima persona.
Il sondaggio è stato condotto nell'aprile 2023 da gfs.bern per conto di Aes. Un totale di 1’003 aventi diritto di voto in Svizzera sono stati intervistati tramite telefono o online. L'errore di campionamento è del +/- 3,1%.