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Lo zar si sfoga in attesa dell’incontro con il nordcoreano Kim Jong-un, già arrivato in Russia: ‘Trump? È un perseguitato’
Dopo aver varcato il confine, il treno del mistero continua il suo viaggio in Russia, mentre mezzo mondo si chiede dove si fermerà la sua corsa. Cioè dove e quando Kim Jong-un, che si trova a bordo, incontrerà Vladimir Putin. Di certo c'è solo che il convoglio con il leader nordcoreano è passato per la stazione di Chasan, in territorio russo vicino al confine, dove è stato accolto dal ministro delle Risorse naturali Alexander Kozlov. Dove sia andato poi non si sa, ma secondo alcuni media stranieri, come l'agenzia giapponese Kyodo che cita "fonti vicine alle autorità russe", avrebbe ripreso il viaggio verso il cosmodromo di Vostochny, dove potrebbe svolgersi il summit. La base si trova nella regione dell'Amur, un migliaio di chilometri a nord di Vladivostok, dove in un primo momento sembrava dovesse avvenire l'incontro.
A Vladivostok, invece, oggi si è visto solo Putin, che in un intervento e poi un'intervista fiume al Forum economico dell'Oriente ha ribadito tutte le accuse e le recriminazioni della Russia verso l'Occidente, prendendo spunto anche da una domanda sulle invasioni sovietiche dell'Ungheria e della Cecoslovacchia. "Abbiamo riconosciuto da tempo che questa parte della politica dell'Unione Sovietica era errata", ha detto il capo dello Stato russo rispondendo a dichiarazioni delle autorità di Repubblica Ceca e Ungheria secondo le quali "l'Urss si è comportata come un Paese colonialista". Ma è proprio questa linea "che i principali Paesi occidentali, e soprattutto gli Usa" stanno seguendo ora, ha denunciato Putin. "Gli Stati Uniti stanno esercitando pressioni sui loro alleati, sui loro partner", perché "non hanno amici, hanno solo interessi", ha aggiunto il capo del Cremlino, che poi ha avuto un commento anche per i guai giudiziari di Donald Trump: soltanto "una persecuzione per ragioni politiche", ha detto, respingendo tuttavia come "fesserie" le voci su presunte relazioni preferenziali tra l'ex presidente e Mosca.
Putin è poi tornato ad annunciare – come ha fatto molte volte – che il suo Paese lavora allo sviluppo di armi "basate su nuovi principi fisici". Come laser, ultrasonici e armi a radiofrequenza, ha spiegato l'agenzia Tass. Degli accordi che Putin e Kim potrebbero sottoscrivere nel loro incontro nell'estremo Oriente russo si è molto discusso. Gli Usa temono che Pyongyang fornirà munizioni a Mosca per rimpolpare i suoi arsenali nel conflitto in Ucraina.
Keystone
Putin attacca ancora l’Occidente, a parole
Il quotidiano indipendente russo Nezavisimaia Gazeta entra nei dettagli citando una sua fonte secondo la quale la Corea del Nord metterà a disposizione di Mosca proiettili di calibro sovietico – 122 mm e 152 mm – compatibili con i pezzi d'artiglieria russi. In discussione anche la fornitura di obici leggeri D-30, ma non di missili, aggiunge la fonte. Un quesito che inquieta i governi e gli analisti occidentali è cosa riceverà in cambio Pyongyang. Nei giorni scorsi il New York Times aveva ipotizzato la fornitura da parte di Mosca non solo di aiuti finanziari e alimentari ma anche di tecnologia che servirebbe al regime nordcoreano per sviluppare il suo programma per la messa in orbita di satelliti e per la costruzione di sommergibili a propulsione nucleare.
La Corea del Nord, insomma, punterebbe a svilupparsi come potenza militare in grado di influenzare gli equilibri dell'Asia-Pacifico. Ambizioni che emergerebbero anche dall'alto profilo militare-industriale della delegazione al seguito di Kim. Secondo l'agenzia Reuters, ad accompagnare il leader ci sarebbero tra l'altro Ri Pyong Chol, vicecapo della commissione militare centrale del Partito dei Lavoratori, che sovrintende anche ai programmi nucleare e missilistico. E poi il generale Pak Jong Chon, nuovo capo della leadership militare del partito, Pak Thae Song, presidente della commissione nazionale per lo spazio e la scienza, coinvolto in un programma per i satelliti spia, e Jo Chun Ryong, direttore del dipartimento dell'industria delle munizioni, che ha accompagnato Kim durante recenti visite a fabbriche di munizioni e missili.
Della delegazione nordcoreana dovrebbe far parte anche il ministro della Difesa, Kang Sun Nam, ma non la potente sorella del leader, Kim Yo Jong, secondo quanto scrive Ria Novosti. "Kim Jong-un – sottolinea l'agenzia – è arrivato in Russia senza moglie, figlia e sorella, ed è accompagnato da una sola donna: il ministro degli Esteri Choi Song Hui".