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Conosciuta soprattutto per il motore di ricerca in Internet, Google è anche proprietaria di numerosi siti, come la piattaforma Youtube, che richiedono enormi capacità di stoccaggio per rispondere alla domanda degli utenti.
Per immagazzinare tutti i dati che permettono ai suoi siti di funzionare, Google ha tessuto una rete mondiale di “server farm”, di “fattorie di server”, evitando di mettere tutte le uova nello stesso paniere. Per raffreddare i suoi serve sono impiegate enormi quantità d’acqua.
Nel 2011 la società ha rivelato il consumo energetico per i suoi servizi web: 260 milioni di watt in permanenza nel mondo, pari a circa un quarto della produzione di una centrale nucleare media. Google ha puntualizzato che il 25% dell’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili.
Nel 2012 il New York Times ha pubblicato i risultati di uno studio condotto dall’università di Stanford, dal qual è emerso che il consumo di elettricità dei centri di dati negli Stati Uniti hanno costituito il 2% del totale del paese. Il giornale ha indicato che i centri di dati possono sprecare fino al 90% dell’elettricità di cui si riforniscono e che le autorità li considerano una fonte di inquinamento. (foto: google.com)