Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01295.jsonl.gz/1248

Volume contenente una raccolta di disegni con bottini di bandiere e vetri blasonati, paesaggi ed edifici dei secc. XVII e XVIII, realizzati dal disegnatore Johann Ulrich Fitzi, con commenti dello storiografo e committente Johann Caspar Zellweger.
Online dal: 13.12.2013
Tre volumi contenenti gli studi scientifici di Johann Georg Schläpfer concernenti soggetti storici, di biologia, geologici, medici e filosofici, così come molti disegni e acquarelli di pesaggi, piante, animali e preparazioni anatomiche, realizzati da Johann Ulrich Fitzi.
Online dal: 09.04.2014
Tre volumi contenenti gli studi scientifici di Johann Georg Schläpfer concernenti soggetti storici, di biologia, geologici, medici e filosofici, così come molti disegni e acquarelli di pesaggi, piante, animali e preparazioni anatomiche, realizzati da Johann Ulrich Fitzi.
Online dal: 09.04.2014
Tre volumi contenenti gli studi scientifici di Johann Georg Schläpfer concernenti soggetti storici, di biologia, geologici, medici e filosofici, così come molti disegni e acquarelli di pesaggi, piante, animali e preparazioni anatomiche, realizzati da Johann Ulrich Fitzi.
Online dal: 09.04.2014
Si tratta di due frammenti ben conservati di uno Psalterium iuxta Hebraeos, che probabilmente venne scritto nel secolo X nel monastero di S. Gallo su modello del Cod. Sang. 19. Entrambi i frammenti sono stati staccati nel 1963 dalla borsa di un messaggero e si conservano oggi nell'archivio del comune di Urnäsch (Appenzello Esterno).
Online dal: 08.10.2015
Collezione di preghiere in tedesco, verosimilmente trascritta per un patrono laico (1500-1520 circa).
Online dal: 26.04.2007
A detta del colophon che si legge alla fine del Vangelo di Giovanni, la trascrizione venne terminata al Cairo da Ibrāhīm ibn Būluṣ ibn Dāwūd al-Ḥalabī, in scrittura Nasḫī. Le illustrazioni sono opera di Ğirğis ibn Ḥanāniyā, miniatore e pittore di icone di Aleppo e rappresentano i quattro evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni nonché 43 scene dalla vita di Gesù. Il titolo arabo „Questo è il santo e puro Vangelo, la brillante e splendida luce“ è menzionato alla fine del Vangelo di Giovanni. Il codice è stato depositato presso la Stiftsbibliothek di S. Gallo dalla famiglia Pandeli quale prestito a lungo termine.
Online dal: 03.11.2009
Manoscritto liturgico (Sharaknots o Sharakan) contenente la raccolta degli inni - più di mille divisi in otto gruppi - in uso nella chiesa armena. Molti di questi sono stati composti dalle più importanti personalità di questa chiesa, mentre altri sono precoci traduzioni di inni sacri risalenti ai primi secoli del cristianesimo. I testi presentano la notazione musicale Khaz, in uso presso gli armeni. Il codice è stato trascritto dal copista Simeon nel 1662 nella città di Brnakot, nella provincia di Siounik, un importante centro per la produzione di manoscritti liturgici nel sud dell'Armenia. L'apparato decorativo consiste in 8 pannelli decorativi nel margine superiore, 120 iniziali decorate e zoomorfe e numerose semplici iniziali in rosso. Conserva la legatura originale in cuoio marrone con impressioni a secco.
Online dal: 04.07.2012
Manoscritto liturgico (Sharaknots) scritto dal copista Awetis nel 1647 (1096 dell'era armena) ad Awendants, Khizan nella provincia di Van. Contiene 11 grandi miniature e 28 illustrazioni marginali realizzate e firmate dal pittore Yovanes Gharietsi, uno dei più affascinanti artisti della tarda scuola di Vaspurakan. Fa parte di una particolare produzione di innari destinati ad una committenza privata realizzata nell'area intorno al lago di Van e che si caratterizza per dei colori brillanti e dei motivi a intreccio. Presenta la notazione musicale Khaz in uso presso gli armeni; contiene la raccolta degli inni in uso nella chiesa armena nello stesso ordine poi utilizzato nel primo innario stampato ad Amsterdam nel 1664. Sono noti altri tre innari di questo tipo opera della collaborazione di questi due artisti: due a Gerusalemme ed uno a Yerevan. Due fogli di pergamena, che contengono una parte del Proprium sanctorum, tolti da un breviario latino dei secc. XIII/XIV, sono rilegati rispettivamente all'inizio e alla fine del manoscritto.
Online dal: 23.04.2013
Il volume trasmette una raccolta di 213 atti notarili datati dal 1324 al 1327, trascritti da nove diversi notai che usano una minuscola corsiva molto accurata. La raccolta contiene la documentazione relativa ai diritti di proprietà che i Castropola dei Sergi, signori di Pola, vantavano nel distretto di Pola, in Istria e a Venezia. Gli atti notarili sono organizzati in sezioni distinte in base alla città o alla località in cui ricadevano tali beni; il nome della località è vergato sul margine superiore della carta che apre la sezione; ogni sezione contiene la lista dettagliata delle proprietà fondiarie e delle loro dipendenze, con la localizzazione esatta del fondo.
Online dal: 20.12.2016
Bibbia sefardita, realizzata nel corso della prima metà del XIV secolo in Spagna, probabilmente in Castiglia. Il manoscritto si apre e si chiude con delle liste masoretiche (ff. IIr-IXv e 463v fino a 466v), inquadrate di bordure miniate, che costituiscono delle «pagine tappeto». Il testo biblico, copiato su una o due colonne, è accompagnato dalla grande e dalla piccola Masora (regole della tradizione rabbinica concernenti la lettura e l'accentuazione dei testi sacri), scritte in lettere minuscole nei margini e nell'intercolunnio. Questi elementi micrografici si animano talvolta nei margini inferiori delle pagine (circa 70 volte) o sui quattro lati del foglio (per es. ff. 42r-43r, 461v-463r), dove formano delle meravigliose figure geometriche e degli intrecci. I primi libri biblici sono introdotti da titoli realizzati in oro brunito e inseriti su dei fondi bicolori rosa e blu percorsi da tralci bianchi (f. 1v/Gn, 33v/Ex, 59v/Nb, 77v/Dt, 102v/Js, 125v/Jg). Secondo una nota di possesso (f. 467v), datata 1367 (?), questa Bibbia ebraica appartenne probabilmente a David ha-Cohen Coutinho – membro di una famiglia di marrani portoghese. Nel XV sec. fu in possesso di Moses Abulafia prima di essere venduta dalla vedova, come indica il contratto di vendita collocato all'inizio del libro (f. Ir), datato e firmato nel 1526 a Salonicco. La Bibbia si ritrova nel XVI sec. nelle mani del talmudista e rabbino di Salonicco Abraham di Boton (f. 467v). La sua presenza è poi attestata nel XIX sec. ad Alessandria, nella sinagoga Zaradel (R. Gottheil, «Some Hebrew Manuscripts in Cairo», Jewish Quarterly Review 17, 1905, p. 648). Giunta sul mercato antiquario, dal 1996 la Bibbia è custodita in una collezione privata.
Online dal: 14.12.2017
Elenco del patrimonio degli abitanti dei comuni di Bergün, Filisur, Latsch e Stuls, elencati dall'allora notaio pubblico, cancelliere, più tardi landamano e poi parroco, Tumesch Zeuth; rinnovato circa ogni 10 anni, prima in tedesco, verso la fine anche in romancio. Importanza non provata chiaramente; eventualmente servì in origine quale base per il finanziamento del riscatto del vescovo di Coira nel 1537, più tardi anche chiave di ripartizione delle entrate dei comuni, tra i quali dalle magistrature valtellinesi, dalle pensioni, dalle tasse doganali sulle merci e le strade, ecc. Il più antico manoscritto oggi conosciuto da Bergün. Di proprietà di Werner Dübendorfer di Eglisau. Il volume che ne costituiva la continuazione, che andava probabilmente fino al 1799, è scomparso.
Online dal: 14.12.2017
Il frammento in pergamena del Champion des Dames di Martin le Franc (Libro I, v. 3901-v. 4062 + Libro II, v. 4313 – v. 4470) risale al XV sec. Il testo corrisponde a quello dell'edizione Deschaux (1999). Copiato con cura su due colonne, le diverse strofe del poema sono introdotte da iniziali colorate, alternativamente rosse e blu, e da lettere campite. Il Libro II è introdotto da una iniziale ornata su fondo oro, molto rovinata dal fatto che questo frammento è stato utilizzato nel corso del XVII sec. quale legatura di un registro fondiario appartenuto a Jacques Etienne Clavel, cosignore di Marsens, Ropraz e Brenles (f. 2r).
Online dal: 14.12.2018
Manuale per la macellazione rituale del XIV secolo di provenienza italiana di formato minuscolo, comprendente le leggi della shekhitah (macellazione rituale) e treifot (possibili difetti degli animali kosher) di Judah ben Ben Benjamin ha-Rofe Anaw di Roma (XIII sec.). Seguono estratti delle leggi sulla shekhitah, tratti dalla Torat ha-Bayit ha-Bayit ha-Arokh, opera giuridica sulle leggi della casa ebraica di Solomon ben Abraham ben Adret di Barcellona (1235-1310).
Online dal: 10.10.2019
Libro d'ore all'uso di Roma in latino, con calendario in francese contenente una scelta di santi venerati a Parigi. Contiene 17 miniature realizzate a Parigi intorno al 1408-1410 nella cerchia artistica del Maestro di Boucicaut, uno dei più influenti miniatori dell'inizio del sec. XV. Alla decorazione hanno collaborato anche il Maestro di Mazarino e lo Pseudo-Jacquemart, un artista della generazione precedente il cui lavoro è riconoscibile nei famosi Libri d'ore eseguiti per il duca di Berry. La miniatura raffigurante Re Davide è stata eseguita su di un foglio aggiunto e rivela la mano di un seguace del maestro che ha miniato il breviario di Giovanni di Borgogna.
Online dal: 20.12.2012
Libro d'ore in latino e francese scritto a Parigi nel secondo quarto del sec. XV ma miniato intorno al 1490 a Parigi o forse a Tours da vari artisti che si sono divisi il lavoro. Due miniature, l'ornamentazione del calendario e dell'Ufficio dei Morti sono opera di un artista della cerchia del Maître François, uno stretto collaboratore del Maestro di Jacques de Besançon che vi celebra Notre-Dame di Parigi in una veduta di questa città (f. 93r). I colori luminosi e le forme monumentali delle altre miniature rivelano l'influsso di Jean Bourdichon di Tours che va forse visto quale supervisore del Maestro della Chronique Scandaleuse, qui attivo in età giovanile.
Online dal: 20.12.2012
Libro d'ore all'uso di Roma con calendario in francese. Le miniature sono incorniciate da cornici popolate di piante eseguite con grande precisione botanica. Costituisce un esempio completo dell'epoca tarda della illustrazione dei libri d'ore francesi. E' stato miniato da un importante maestro di questa fase finale della miniatura francese, influenzato dal Maestro di Claude de France e da identificare nell'appena riconosciuto Maestro del Boezio Lallemant. Nelle piccole immagini dei margini gareggia con Jean Bourdichon, che ha introdotto l'ornamentazione vegetale realistica nella decorazione marginale nelle Grandes Heures di Anna di Bretagna e in altri capolavori, ma si orienta anche alla miniatura fiamminga dell'epoca. Sul f. 1r si legge il nome di Agnès le Dieu, proprietaria del codice nel 1605.
Online dal: 20.12.2012
Libro d'ore all'uso di Roma con calendario contenente una scelta di santi per Langres. Miniato e datato al 1524 da un Maestro di Bénigne Serre, dal nome del committente, un alto funzionario del re in Borgogna. Si tratta di un miniatore finora sconosciuto della cerchia del «1520 Hours Workshop» che inserisce le miniature in una cornice architettonica rinascimentale o che popola i bordi con fiori ed animali naturalistici. Contiene una serie di immagini unusuali per i Libri d'ore, quale per es., alle Laudi nell'Ufficio della Madonna, l'Incontro di Gioacchino ed Anna davanti alle porte di Gerusalemme invece della consueta scena della Visitazione. Il codice appartenne nel XVII sec. alla famiglia Bretagne di Digione, i cui membri trascrissero su alcuni fogli di carta aggiunti un «Livre de raison».
Online dal: 20.12.2012
Alla decorazione del Libro d'ore hanno partecipato due miniatori attivi intorno al 1440/50: il più vecchio, autore unicamente delle miniature ai f. 13v, 105v e 140v, appartiene al «Goldrankenstil» (stile dei racemi dorati), mentre il maestro più giovane, che si caratterizza per una maggiore corporeità ed un colorito più marcato, ha assorbito l'influsso dei rinnovamenti apportati alla pittura contemporanea dai fratelli van Eyck. Questo secondo artista è responsabile del completamento nel 1440 delle Ore di Torino e ha lavorato anche al Libro d'ore Llangattock. Nel 1813 il codice venne regalato alla priora del monastero delle Bernardine di Oudenaarde dal principe de Broglie.
Online dal: 20.12.2012
Libro d'ore all'uso di Roma con calendario all'uso di Poitiers. Tutte le miniature principali sono opera del Maestro di Poitiers 30, il cui nome deriva da due sue miniature eseguite in un messale ad uso di Poitiers conservato nella locale biblioteca, e che prima era conosciuto col nome di Maestro di Adelaide di Savoia, per la quale aveva miniato il Libro d'ore Ms. 76 del Musée Condé di Chantilly. Appartenente alla cerchia del Maestro di Jouvenel des Ursins, fu per lo più attivo a Poitiers, dove influenzò la tarda miniatura locale.
Online dal: 20.12.2012