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Il volume dei beni scambiati a livello mondiale è stato moltiplicato per otto nel corso degli ultimi 25 anni. Le catene di creazione di valore, sia quelle di gruppi mondiali o di PMI, sono ormai internazionali. Tuttavia, dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, le misure di sicurezza sono fortemente aumentate nel commercio internazionale e generano costi annuali valutati in miliardi. Uno studio presentato dalla Commissione europea sul progetto americano che si imponeva di controllare il 100% dei container giunge alla conclusione che il progetto stesso comporterebbe circa 430 milioni di euro di investimenti per i porti europei e costi operativi per 200 milioni di euro all’anno. Il costo dei trasporti aumenterebbe del 10% - ciò che si tradurrebbe, secondo le previsioni, in una riduzione del PIL annuale di 10 miliardi di euro per le economie dell’UE e degli Stati Uniti.
Circa 300 esperti provenienti dagli ambienti della ricerca, delle amministrazioni doganali e dell’economia hanno discusso il tema “Sicurezza e libero scambio” durante la 23a Conferenza europea sul diritto doganale. Al centro delle discussioni sono state le prime esperienze fatte con la dichiarazione preliminare, la raccolta e l’analisi dei dati sui rischi, nonché il reciproco riconoscimento delle norme di sicurezza a livello mondiale.
Sopprimere le misure doganali inefficaci
Per l’economia la sicurezza è essenziale. Tuttavia, occorre vegliare assolutamente affinché le prescrizioni in materia non ostacolino il trasporto internazionale di merci o che vengano introdotte a scopi protezionistici. economiesuisse chiede:
- una stretta cooperazione fra le amministrazioni doganali e le imprese
- misure di sicurezza mirate e adattate ai rischi che siano realmente utili per le imprese
- la presa in considerazione delle norme esistenti
- la compatibilità e la cooperazione a livello internazionale
Parallelamente, occorre sopprimere, a livello mondiale, le misure doganali inefficaci. Questo è l’obiettivo perseguito dai negoziati relativi alla facilitazione degli scambi condotti nell’ambito del ciclo di Doha in seno all’OMC. Secondo l’OCSE, un simile accordo ridurrebbe i costi di transazione del 9%. Nella misura in cui non sarà più possibile portare a termine il ciclo di negoziati dell’OMC entro la fine dell’anno, gli Stati membri dovrebbero sforzarsi di realizzare dei progressi almeno nel campo delle facilitazioni del commercio.