Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/154469

<h2>SubmittedText<h2><p>La Confederazione ha il compito di emanare e far applicare misure appropriate per la tutela della popolazione del nostro Paese contro l'inquinamento atmosferico, idrico e fonico, per citare solo alcuni esempi. Negli ultimi anni numerosi studi hanno richiamato l'attenzione su nuovi rischi legati all'inquinamento fonico, forse sottovalutati perché non ancora sufficientemente documentati. Fonte di preoccupazione sono ad esempio gli infrasuoni perché sono potenzialmente molto dannosi per la salute dell'uomo e costituiscono un rischio in particolare per le persone che vivono in prossimità di parchi eolici. L'evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha permesso di ampliare i nuovi impianti così da incrementarne la produzione elettrica e quindi la reddittività. In alcuni Paesi è stata aumentata a scopo precauzionale la distanza minima consentita tra gli impianti eolici di nuova generazione e le abitazioni più vicine. È noto che in vista della sua svolta energetica la Svizzera intende seguire lo stesso esempio. Le resistenze sono legate soprattutto alla tutela del paesaggio e al fatto che la popolazione che abita in prossimità di parchi eolici accusi problemi di salute che potrebbero essere dovuti, tra le altre cause, anche agli infrasuoni prodotti da questi impianti. È evidente che vi è una lacuna da colmare rapidamente.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale:</p><p>Visto l'articolo 7 capoverso 4 della legge sulla protezione dell'ambiente, che equipara gli infrasuoni e gli ultrasuoni al rumore, e considerate le ultime conoscenze scientifiche non occorrerebbe una modifica dell'ordinanza contro l'inquinamento fonico e di tutti gli altri testi inerenti per poter da ora in avanti tenere in dovuta considerazione anche queste forme di inquinamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sulla protezione dell'ambiente ha lo scopo di proteggere la popolazione dagli effetti dannosi o molesti. L'ordinanza contro l'inquinamento fonico concretizza la protezione contro il rumore udibile mediante metodi di valutazione e valori limite. Il rumore udibile è compreso fra i 20 hertz e i 20 chilohertz; e quello a bassa frequenza fra i 20 e i 90 hertz circa. Il rumore con frequenze superiori ai 20 chilohertz è considerato ultrasuono e quello al di sotto dei 20 hertz infrasuono.</p><p>L'ordinanza contro l'inquinamento fonico non disciplina la protezione contro gli infrasuoni e gli ultrasuoni poiché non sono percepibili dall'orecchio umano e per la cui misurazione devono essere applicati metodi differenti. I disturbi arrecati dagli infrasuoni e dagli ultrasuoni possono essere valutati direttamente applicando i criteri di protezione sanciti dalla legge sulla protezione dell'ambiente, considerando in particolare la percettibilità, il momento dell'insorgenza, la frequenza e il carattere dell'evento. In base allo stato delle conoscenze scientifiche e all'esperienza gli esperti partono dal principio che, di regola, se le immissioni foniche nel campo udibile rispettano i valori limite determinanti non sono da prevedere immissioni da infrasuoni o ultrasuoni dannose.</p><p>Negli ultimi anni, i cittadini si sono più volte lamentati per rumori a bassa frequenza e disturbi dovuti a infrasuoni e ultrasuoni. Non è tuttavia stato possibile determinare in ogni caso con precisione le cause di queste lamentele. La problematica viene sovente messa in correlazione con le nuove tecnologie (p. es. impianti interni agli edifici, impianti di telecomunicazione o per la produzione di energia). Probabilmente, questo genere di disturbi aumenterà a seguito del crescente impiego di queste tecnologie e della densità insediativa.</p><p>Le autorità competenti seguono l'evoluzione in questo settore sia a livello nazionale che internazionale. Se necessario, proporranno una regolamentazione adeguata per la protezione della popolazione contro gli infrasuoni e gli ultrasuoni.</p>  Risposta del Consiglio federale.