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Nel podcast della Markus Zohner Arts Company, la recente puntata si intitola Microscopio sulla povertà in Ticino; ospite speciale Fra Martino Dotta.
Può esistere la povertà in uno dei paesi più ricchi del mondo? In Svizzera la povertà è volutamente nascosta? È possibile possedere solo l’essenziale per vivere? Il nostro non sapersi accontentare è una forma di insicurezza? Che cosa ci spinge a desiderare il materiale più di ogni altra cosa?
Fra Martino lo mette subito in chiaro: «Parlare di povertà in Svizzera è quasi irrispettoso… meglio usare parole come precarietà o fragilità sociale». Sì, perchè la povertà in Svizzera non può essere certamente paragonata alla povertà in Africa. Fra Martino, però, spiega come in un paese super benestante la povertà assuma altre forme introducendo concetti quali: lavoratori poveri, ereditarietà di situazioni difficili, senso di vergogna, una vita sul filo e una realtà volutamente nascosta.
In Svizzera chi guadagna 2.240 CHF al mese è da considerarsi appena al limite della soglia della povertà… follia? No, e Fra Martino spiega come sempre più persone (circa 50.000) in Svizzera si trovino ad affrontare questo problema, ricorrendo ad aiuti sociali, cantonali e contributi.
Qui la puntata “Microscopio sulla povertà in Ticino“.