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NEW YORK - È una prima vittoria, ma non una prima negli Stati Uniti. I non cittadini e i "dreamers" che vivono a New York City potranno votare tutto ciò che concerne le decisioni comunali e del distretto. Salvo interferenze, la legge dovrebbe entrare in vigore nel 2023.
Vivono, lavorano e mangiano a New York, ma fino a ora non avevano ancora avuto la possibilità di esprimere la propria opinione riguardo alle questioni concernenti la vita politica della città. Ora il neosindaco Eric Adams ha messo il timbro sul provvedimento che era stato approvato il mese scorso in Consiglio comunale, denominato "Our City, Our Vote", rendendolo a tutti gli effetti una legge. Questo vuol dire che i non cittadini che vivono da almeno 30 giorni in uno dei quartieri della Grande Mela e i "dreamers" che sono tutte quelle persone arrivate negli Stati Uniti da bambine immigrando clandestinamente e che, a determinate condizioni, beneficiano del Deferred Action for Childood Arrivals o Dream Act, hanno il diritto di eleggere e votare il sindaco e le sue iniziative, il presidente del distretto, i membri del Consiglio comunale e il public advocate, che ha un ruolo simile al difensore civico. Restano esclusi dalle elezioni statali e federali.
A guidare la città verso la richiesta di questa nuova legge, riporta la Abc, è stato l'ex membro del consiglio comunale Ydanis Rodriguez, ora nominato commissario ai trasporti dal sindaco Adams. Ydanis ha spiegato in un comizio che quando le voci degli immigrati vengono incluse, si costruisce «una democrazia più forte. Sebbene inizialmente avessi alcune preoccupazioni su un aspetto del disegno di legge, ho avuto un dialogo produttivo con i miei colleghi di governo che ha messo a proprio agio queste preoccupazioni». Con questa nuova legislazione, New York diventa la più popolosa città americana a includere i non cittadini nelle votazioni comunali.
Il sindaco Adams ha assicurato che continuerà a «sostenere questa importante legislazione». Le fazioni contrarie hanno già annunciato che ricorreranno alla giustizia ed è probabile che ancora prima che venga pubblicato il piano di attuazione in luglio si finisca in una sfida legale.