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Mozione:
Tra il 1904 e il 1990 circa, l’amianto era usato come componente per diversi materiali edili. Tali materiali contaminati sono stati impiegati in particolare negli edifici costruiti tra gli anni 1950 e 1970 e possono nuocere alla salute di artigiani e occupanti, soprattutto nell’ambito di una ristrutturazione, più raramente in quello dell’uso normale dei locali. Anche in piccole concentrazioni, la presenza di polvere di amianto nell’aria può favorire l’insorgenza di malattie tumorali ai polmoni.
In Svizzera, l’impiego dell’amianto è vietato dal 1989. Gli edifici costruiti con materiali contenenti questa sostanza prima dell’introduzione del divieto o della scadenza dei termini di transizione possono costituire una minaccia per la salute. Basta un qualsiasi intervento meccanico (smerigliare, trapanare, fresare, spezzare, segare) per liberare una quantità in parte ingente di amianto.
Qualsiasi lavorazione di materiali edili amiantosi, inclusi piccoli lavori di riparazione o di manutenzione, esigono l’adozione di misure di protezione. Sovente è addirittura necessario rivolgersi a un’impresa specializzata in risanamenti. (fonte: UFSP)
Una statistica del 2014 rileva che le perizie totali svolte in quell’anno rilevano una media di ritrovamento di materiali con amianto nell’87% dei casi, mentre nelle perizie parziali il dato si ferma al 67%. A dipendenza dell’epoca di edificazione viene sostanzialmente osservato che queste frequenze si confermano: la percentuale di ritrovamento di amianto oscilla fra l’80% e il 100% negli edifici in cui è stata realizzata una perizia totale, e si colloca attorno al 70%-80% in quelli sottoposti a perizie parziali.
Introduzione a tappe del divieto di utilizzo, importazione ed esportazione di amianto
- 1° marzo 1990
- Prodotti e oggetti contententi amianto, salvo eccezioni elencate di seguito
- 1° gennaio 1991
- Lastre piane e ondulate di grande formato
- Tubi di allacciamento al collettore principale
- Filtri e mazze ausiliari di filtraggio per la produzione di bevande
- 1° gennaio 1992
- Guarnizioni di attrito per veicoli a motore, macchine e impianti industriali
- 1° gennaio 1995
- Condotte e canalizzazioni
- Guarnizioni di attrito di ricambio per veicoli a motore, veicoli ferroviari, macchine e impianti industriali con particolari caratteristiche tecniche
- Guarnizioni delle testate per motori di vecchio tipo
- Giunti piatti statici e guarnizioni dinamiche per elementi sottoposti a forti sollecitudini
- Filtri ultrafini per la sterilizzazione e la produzione di bevande e medicinali
- Diaframmi per processi di elettrolisi
Liberiamoci dall’amianto
Oggi in nel nostro Cantone gli stabili contaminati da amianto o edificati con materiali edili amiantosi sono ancora numerosi e le istituzioni chiedono che i proprietari d’immobili si adoperino nella bonifica di queste strutture. Rivendicazioni dell’amministrazione cantonale condivisibili penso sia dalla politica, dalla popolazione che dai proprietari immobiliari. Ma come facciamo a liberarci dall’amianto?
Il rinnovo o la ristrutturazione di una costruzione comporta sempre dei costi non indifferenti. Inoltre la rimozione di materiali amiantosi ha costi supplementari ai quali il privato deve far fronte: dall’azienda specializzata nella rimozione di questi materiali, alla messa in sicurezza del cantiere, allo smaltimento. Tutte queste operazioni finanziarie supplementari non sono un incentivo ad agire. I proprietario di vecchi immobili, sono spesso scoraggiati a risanare gli edifici (con evidenti vantaggi per ciò che riguarda l’ambiente e le emissioni di CO2) proprio a causa dell’eventuale presenza di amianto e dei costi correlati.
Questo ha un effetto perverso: conviene costruire nuovi palazzi, piuttosto che risanare quelli vecchi con utilizzo maggiore del territorio e cementificazioni di superfici oggi ancora verdi.
In nome della salute pubblica e dell’ambiente il Cantone ha dei doveri nell’impegnarsi a favorire una messa in sicurezza di questi stabili potenzialmente pericolosi. D’altro canto i proprietari degli immobili si trovano di fronte ad una situazione sconveniente, al tempo dell’edificazione o ristrutturazione dei loro stabili l’utilizzo di materiali edili contenenti amianto non solo era legale, ma non ne erano conosciuti gli effetti collaterali per la salute. Oggi però lo Stato impone ai privati di rimuovere queste strutture con ditte specializzare (ovviamente maggiormente costose rispetto ad una qualunque altra azienda convenzionale) ed accollarsi gli onerosi costi di smaltimento di questo materiale pericoloso.
Con questa mozione si vuole chiedere che il Cantone svolga un ruolo attivo nella promozione al risanamento degli stabili con componenti amiantose. Nel concreto si chiede che lo Stato studi un modello di compensazione per i proprietari immobiliari che si impegnano a sostituire e risanare una struttura inquinata. Nel dettaglio si chiede che il Cantone copra quel delta di maggiori spese che vanno a ricadere sul privato nella sostituzione di una struttura di uno stabile contenente amianto rispetto la stessa opera di rinnovo per un edificio con assenza di questa sostanza.
Andrea Censi, Lega dei Ticinesi