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Testo depositato
Al fine di contribuire al rispetto dell'articolo 23 della Dichiarazione universale dei diritti umani, il Consiglio federale è incaricato di incitare le mense e le caffetterie che dipendono dalla Confederazione e quelle assegnate a imprese private a utilizzare prodotti del commercio equo. Negli esercizi interessati si informerà la clientela per renderla attenta all'esistenza del commercio equo e agli sforzi compiuti dalla Confederazione per promuoverlo.
Motivazione
L'articolo 23 della Dichiarazione universale dei diritti umani recita " Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ...." A seguito delle leggi e dei meccanismi di funzionamento attuali del commercio internazionale, parecchi piccoli produttori e artigiani dei Paesi del Sud non ricevono purtroppo una remunerazione sufficiente a raggiungere tale obiettivo.
Nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo, le famiglie di contadini e i salariati che lavorano nelle piantagioni vivono spesso in povertà. Le condizioni di lavoro sono difficili, non di rado vicine alla schiavitù. Queste persone sono costrette a far lavorare i propri figli invece di permettere loro di andare a scuola.
Nel commercio internazionale esiste però oggigiorno un barlume di speranza. Da diversi anni il commercio equo s'impone come mezzo efficace per ridurre le disparità e ridare all'uomo il suo posto negli scambi commerciali internazionali. Max Havelaar è un'associazione non profit che assegna un marchio ai prodotti che soddisfano gli standard internazionali del commercio equo. Lo scopo di Max Havelaar è stabilire un rapporto di scambio soddisfacente per tutti, dal produttore al consumatore.
Un numero crescente di cittadini svizzeri privilegia i prodotti provenienti dal commercio equo. Nel 2003, le vendite dei prodotti con il marchio Max Havelaar hanno generato in Svizzera una cifra d'affari di 156 milioni di franchi, che corrisponde a una crescita di quasi il 40 per cento rispetto all'esercizio precedente. Circa 38 milioni di franchi sono andati direttamente ai produttori e ai lavoratori delle piantagioni del Sud, partner di Max Havelaar. La fondazione Max Havelaar Svizzera stima che nelle regioni sfavorite, 800 000 famiglie, ossia cinque milioni di persone circa, vivono in condizioni migliori grazie al commercio equo.
Siamo coscienti degli sforzi intrapresi dalla Confederazione allo scopo di diminuire l'ineguaglianza nel mondo, soprattutto mediante i suoi crediti e i suoi progetti di aiuto allo sviluppo. Riteniamo che questo obiettivo vada perseguito anche nelle decisioni e nelle azioni quotidiane del Governo e dell'Amministrazione federale. L'utilizzo di prodotti del commercio equo nelle mense e nelle caffetterie che dipendono dalla Confederazione (ad es. mense militari, caffetterie dei PF, della Posta ecc.) darebbe prova della coerenza tra gli obiettivi fissati dal Governo in materia di riduzione delle disparità nel mondo e il comportamento della propria amministrazione e di altre istituzioni cui esso sovrintende. L'utilizzo dei prodotti del commercio equo (caffè, tè, succo d'arancia, riso ecc.) dovrebbe essere raccomandato alla clientela di questi esercizi. I consumatori sarebbero così sensibilizzati sull'esistenza del commercio equo e l'impegno in tal senso della Confederazione sarebbe valorizzato.
Il Consiglio federale dovrebbe invitare le mense e caffetterie federali gestite da imprese private a seguire questo esempio.
Parere del Consiglio federale
del
10.06.2005
Le mense e le caffetterie nell'Amministrazione federale sono gestite da ditte indipendenti. Nel concetto per la locazione e la gestione delle mense e delle caffetterie nell'Amministrazione federale i gestori sono invitati a osservare le norme specifiche del settore e a seguire la filosofia imprenditoriale. Il concetto definisce vari tipi di mensa e di caffetteria e stabilisce le direttive che i gestori sono tenuti a osservare.
Nella mozione si chiede al Consiglio federale di esercitare un'influenza maggiore sull'offerta nelle mense e nelle caffetterie. Il Governo è dell'avviso che in tal modo si limiterebbe notevolmente l'autonomia dei gestori. Se i clienti desiderassero acquistare prodotti del commercio equo e fossero disposti a pagare un prezzo eventualmente superiore, i gestori offrirebbero tali prodotti anche senza l'intervento del Consiglio federale.
Proposta del Consiglio federale del 10.06.2005
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.