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BIENNE - Ansia e disturbi alimentari, depressione, disturbo da stress post-traumatico, addirittura pensieri suicidi. Otto ex ginnaste svizzere di alto livello hanno denunciato disagi dovuti a una «pressione eccessiva» e hanno rivolto una serie di accuse alla Federazione svizzera di ginnastica (Fsg) dalle colonne del Tages Anzeiger.
Le prime denunce sono comparse, a mezzo stampa, nel corso dell'estate. Sono sfociate nel licenziamento dell'allenatrice della nazionale di ginnastica ritmica, la bulgara Iliana Dineva, e della collega Anelia Stantcheva, allenatrice dei quadri rossocrociati. Ora però il caso si allarga, a seguito delle interviste rilasciate apertamente da atlete di punta come Ariella Käslin, Marine Périchon, Lynn Genhart, Lisa Rusconi e Stephanie Kälin.
Pressioni «disumane», violenze psicologiche da parte di allenatori e supervisori. Atlete costrette ad allenarsi nonostante gli infortuni, aggredite verbalmente e addirittura fisicamente. Le testimonianze sono state raccolte dal quotidiano tra otto ginnaste allenatesi tra il 2005 e il 2020 nel centro di allenamento di Magglingen, sopra Bienne.
«A volte ci picchiavano sulle gambe e sulle braccia, ci pizzicavano così forte che mi venivano i lividi» ha raccontato ad esempio la 23enne ticinese Lisa Rusconi, per 12 volte campionessa svizzera di ginnastica ritmica. «Molte di noi avevano problemi con il cibo. Perdere cinque chili in una settimana era normale. Ancora adesso non riesco a mangiare se qualcuno mi guarda».
E non si sarebbe trattato di casi sporadici, ma di "violenze sistematiche". Un "sistema" che avrebbe portato la Fsg, nel periodo preso in esame, a licenziare e sostituire per ben tre volte gli allenatori di ginnastica ritmica o di ginnastica artistica, a causa di lamentele da parte degli atleti.
Dopo le ultime denunce è stato avviato un audit, affidato a uno studio legale esterno.