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Il Ticino non può ricevere una compensazione finanziaria per la mancata entrata in vigore dell'accordo tra Svizzera e Italia sulla tassazione dei frontalieri, dal momento che manca una base legale per farlo.
Anche per questo motivo, il Consiglio nazionale mercoledì ha respinto (130 voti a 48 e 13 astenuti) - su raccomandazione del Consiglio federale - una mozione del consigliere nazionale ticinese Marco Chiesa (UDC), che chiedeva 15 milioni di franchi l'anno quale indennizzo a causa delle tergiversazioni di Roma.
Per Chiesa è ormai dal 2015 che il Ticino e la Svizzera attendono la firma da parte dell'Italia dell'accordo sull'imposizione dei frontalieri, accordo che dovrebbe generare, una volta entrato in vigore, 15 milioni di franchi supplementari all'anno per il Ticino.
Il consigliere federale Ueli Maurer ha detto di capire l'irritazione delle autorità ticinesi per la mancata entrata in vigore dell'accordo, e di condividerla, ma ha rimarcato che manca una base legale per indennizzare il cantone per i mancati introiti fiscali supplementari.