Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/42336

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La richiesta avanzata dalla mozione Schlüer non è nuova. Il 1° ottobre 2001, il gruppo dell'Unione democratica di centro aveva già presentato una mozione simile (01.3487) ma più ampia che non è ancora stata trattata dalle Camere federali. Essa chiede tra l'altro che le effettive aggressioni e minacce nei confronti di persone che rivestono una funzione pubblica e dei soldati dell'esercito svizzero in uniforme siano perseguite d'ufficio. </p><p></p><p>Nel suo parere del 21.11.2001, il Consiglio federale ha deplorato le sempre più frequenti aggressioni nei confronti di soldati, poliziotti e insegnanti. Tuttavia, ha rilevato che in tali casi sono applicabili diverse disposizioni penali, segnatamente gli articoli 122-126 CP (lesioni e vie di fatto) nonché l'articolo 180 CP (minaccia) e che già oggi, in caso di aggressioni gravi, gli autori sono perseguiti d'ufficio. Per contro, nei casi meno gravi è necessaria la querela da parte della vittima. Pertanto, il Consiglio federale si è detto disposto a esaminare se è possibile migliorare ulteriormente la protezione dei soldati dell'esercito in libera uscita con la rinuncia all'esigenza della querela in caso di lesioni semplici (art. 123 n. 1 CP), vie di fatto (art. 126 CP) e minaccia (art. 180 CP) o con un completamento dell'articolo 278 CP.</p><p></p><p>Dato che tale disponibilità persiste tuttora, il Consiglio federale può accogliere la presente mozione sotto forma di postulato. Dal momento che la situazione iniziale non è essenzialmente mutata dallo scorso novembre, il Consiglio federale non vede motivo di trattare l'intervento nella forma vincolante della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.