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Cogliere un'immagine con la macchina fotografica, dipingere un paesaggio o fare il ritratto a una persona.
Quanto togliamo al paesaggio, alla persona, al soggetto che fotografiamo?
Tutto resta come prima o gli equilibri sono cambiati?
Domande che mi pongo quando, in mano la matita, mi accingo a fare un disegno. A quel punto cerco di cogliere solo un'impressione, pochi segni per fermare sulla carta un ricordo, pensando che così non "ruberò" niente al mio soggetto. Tutti gli equilibri restano intatti, o almeno così credo, e io ho fermato il ricordo che volevo.
Ma sarà proprio così o sono solo immaginazioni della mia mente?
Disegnare solo forme astratte o forme geometriche potrebbe forse risolvere il problema, ma se le forme astratte rappresentano ancora soggetti reali, è solo una traslazione del problema. Non c'è dunque soluzione? E poi le forme astratte devono essere decodificate per arrivare all'immagine che c'era all'origine.
L'unica strada che resta percorribile è il ricordo, il nostro ricordo che ci permettere di far rivivere quanto abbiamo visto o vissuto.