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<h2>SubmittedText<h2><p>La politica estera svizzera è in crescente contrapposizione con la neutralità. In diverse occasioni la mancanza d'imparzialità della posizione della Svizzera è stata giustamente criticata da altri Stati (USA, Israele, Cina, Serbia).</p><p>1. Il fatto che siamo oggetto di critiche talvolta pesanti da parte di Stati partner quali gli USA o Israele e altri non prelude a un nuovo orientamento della politica estera in materia di neutralità?</p><p>2. La rinuncia del Consiglio federale alla politica di neutralità permanente, armata e totale è conciliabile con i nostri interessi nazionali?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene obiettiva la sua politica estera nei confronti dell'Iran (seminario sulla differente percezione dell'olocausto, contratto per la fornitura di gas)?</p><p>4. Qual è la posizione del Consiglio federale circa il futuro dei mandati di potenza protettrice degli interessi statunitensi in Iran e a Cuba?</p><p>5. L'interruzione delle forniture di parti di ricambio degli F/A-18 da parte degli USA è riconducibile alla politica svizzera nei confronti dell'Iran? È vero che, di conseguenza, solo pochi F/A-18 sono attualmente operativi?</p><p>6. È una coincidenza che la Svizzera non sia stata invitata alla conferenza di Anapolis (USA)? Quali insegnamenti trae il Consiglio federale dal fallimento dell'iniziativa di Ginevra, che ha massicciamente sovvenzionato?</p><p>7. Il Consiglio federale non trova preoccupante che, in ragione di un atteggiamento parziale nei confronti dell'Iran, a livello governativo la Svizzera non sia stata invitata alle celebrazioni dei 60 anni dello Stato di Israele? </p><p>8. Perché la Cina ha rifiutato l'aiuto operativo della Svizzera alle vittime del terremoto? Forse il nostro aiuto non è più giudicato neutrale ed esemplare a livello mondiale?</p><p>9. Perché il Consiglio federale non reagisce ai continui biasimi del Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU? Ritiene veramente che sia necessario agire in questo ambito? Considera veramente che una più intensa collaborazione in seno all'ONU e al Consiglio dei diritti dell'uomo sia propizia agli interessi del Paese oppure spera estendere in questo modo il proprio potere e le proprie ambizioni?</p><p>10. Perché ha preferito il riconoscimento della secessione unilaterale del Kosovo a una soluzione negoziale con la Serbia?</p><p>11. Nel settore agroalimentare il Consiglio federale auspica un accordo di libero scambio con l'UE che compromette gravemente l'autonomia alimentare della Svizzera. Non ravvede nella crescente dipendenza dall'estero un problema sotto il profilo della politica di neutralità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Avendo già avuto diverse occasioni di esporre al Parlamento la sua politica di neutralità, il Consiglio federale risponde alle due domande come segue:</p><p>Come aveva rilevato nel suo parere sulla mozione Fehr Hans 06.3446, la neutralità costituisce un mezzo per affermare l'indipendenza del Paese. La costituente ha riaffermato la sostanza della neutralità nell'ambito della revisione totale della Costituzione federale del 1999. In seguito, il Consiglio federale ha fornito una visione dettagliata della neutralità nel suo rapporto 2007 sulla politica estera (FF 2007 5087). Il governo si attiene alla sua politica sperimentata.</p><p>3. Sì. Il Consiglio federale ha ripetutamente e inequivocabilmente condannato la retorica anti israeliana delle autorità iraniane e dichiarato che sia la negazione del diritto d'Israele di esistere sia la negazione dell'olocausto sono inaccettabili. Il contratto per la fornitura di gas concluso tra la Elektrizitäts-Gesellschaft Laufenburg SA e la National Iranian Gas Export Company è compatibile con il vigente regime di sanzioni imposto dall'ONU e serve gli interessi strategici della Svizzera in accordo con la politica estera in materia di energia portata avanti dal Consiglio federale.</p><p>4. A Cuba dal 1961 e in Iran dal 1980, la Svizzera esercita i suoi mandati con soddisfazione degli Stati Uniti che hanno ripetutamente riconosciuto la qualità dei servizi resi dalla Svizzera.</p><p>5. Non vi sono né un'interruzione delle forniture, né problemi di consegna dei pezzi di ricambio degli F/A-18, né tantomeno vi sono indicazioni in tal senso. L'esercizio degli F/A-18 si svolge normalmente. Le forze aeree hanno eseguito il loro impiego nel quadro dell'Euro 2008 come previsto.</p><p>6. Non spetta al Consiglio federale commentare i criteri impiegati per stabilire la lista degli invitati alla conferenza di Annapolis. Secondo il Dipartimento di Stato statunitense, l'assenza della Svizzera non è dovuta a considerazioni di natura politica. Finora l'unica visione globale delle concessioni e adeguamenti che le parti devono negoziare per rendere possibile la coesistenza pacifica tra Israele e uno Stato palestinese è stata abbozzata dall'iniziativa di Ginevra. In quanto modello di accordo, l'iniziativa di Ginevra conserva tutta la sua importanza anche nel contesto del processo di Annapolis.</p><p>7. In occasione delle festività per il 60° anniversario della fondazione dello Stato d'Israele, sono state organizzate manifestazioni in diverse località d'Israele su tutto l'arco dell'anno. Il presidente Shimon Peres aveva personalmente invitato ospiti e amici internazionali alla "President's Conference: Facing Tomorrow", tenutasi dal 13 al 15 maggio. La Svizzera, come altri Paesi europei, era ufficialmente rappresentata dal suo ambasciatore a Tel Aviv.</p><p>8. Già nelle prime ore successive al terremoto del 12 maggio 2008, la Svizzera ha offerto alle autorità cinesi di inviare nella provincia dello Sichuan la Catena svizzera di salvataggio. Due giorni dopo, le autorità cinesi hanno informato la nostra ambasciata che rinunciavano per motivi logistici all'assistenza dei soccorritori svizzeri. La Cina ha rifiutato anche l'assistenza offertale da altri Paesi europei e ha accettato soltanto l'aiuto dei Paesi vicini come il Giappone, la Russia e la Corea del Sud.</p><p>9. Come ogni altro strumento multilaterale, l'esame periodico universale del Consiglio dei diritti dell'uomo implica la disponibilità a dibattere con ciascuno Stato sui diritti dell'uomo. Il dialogo che risulta dall'esame periodico universale implica inoltre la possibilità per tutti gli Stati di rivolgere raccomandazioni alla Svizzera, indipendentemente dalle rispettive situazioni dei diritti dell'uomo. Il Consiglio federale decide in tutta sovranità se dare seguito alle raccomandazioni o no.</p><p>10. La Svizzera ha prestato un sostegno attivo agli sforzi consentiti per trovare una soluzione negoziale per quanto concerne lo statuto del Kosovo, dapprima sotto la direzione dell'inviato speciale Ahtisaari poi sotto la direzione della troika istituita dall'Unione europea. La Svizzera si era già in precedenza impegnata nella promozione del dialogo tra le due parti, sperando di dare il suo contributo a una soluzione che fosse accettabile per entrambi le parti e potesse godere del sostegno dell'ONU. Il Consiglio federale avrebbe preferito una soluzione di questo genere che si è però rivelata impossibile. L'esecutivo ha preso la decisione di riconoscere il Kosovo dopo aver compiuto un'approfondita analisi della situazione e dopo aver consultato le Commissioni della politica estera delle Camere. È persuaso che, trattandosi di un presupposto indispensabile per la stabilità a lungo termine dell'intera regione balcanica, e per il suo sviluppo politico ed economico, la definizione dello statuto del Kosovo sia nell'interesse della Svizzera.</p><p>11. Il Consiglio federale ha già sostenuto nei suoi pareri concernenti la mozione Schibli 06.3880, "Promozione della produzione indigena di derrate alimentari", del 20 dicembre 2006, e la mozione von Siebenthal 08.3194, "Garanzia dell'autoapprovvigionamento della popolazione svizzera attraverso la PA 2015", del 20 marzo 2008, che la sicurezza dell'approvvigionamento sarà garantita anche dopo aver concesso all'UE una completa apertura del mercato agricolo. Già in passato la Svizzera ha concluso numerosi accordi nell'ambito della liberalizzazione economica - in particolare accordi di libero scambio - che servivano i suoi interessi e sono quindi stati approvati dal Parlamento o, in caso di referendum, dal popolo. Secondo il Consiglio federale, un accordo di libero scambio con l'UE nel settore agricolo non pone alcuna questione concernente la politica di neutralità.</p>  Risposta del Consiglio federale.