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Il 30 novembre gli elettori svizzeri dovranno pronunciarsi sull’iniziativa UDC che chiede alla Banca nazionale svizzera (BNS) il rimpatrio dell’oro del paese depositato all’estero, che le vieta di vendere il metallo prezioso e che la obbliga a fare in modo che il 20% delle sue riserve sia in oro.
Molti economisti sono convinti che se l’iniziativa dovesse passare, si assisterebbe a un notevole balzo in avanti del corso dell’oro.
Allo stato attuale delle riserve della BNS, questo l’obbligherebbe ad acquistare oltre 1’500 tonnellate di oro sul mercato, ossia poco meno della produzione mondiale annua.
Le banche centrali occidentali dovrebbero far prova di ingeniosità per evitare uno schema Ponzi dell’oro cartaceo, con conseguenze facilmente immaginabili (default del COMEX, ecc.).
Il primo sondaggio sull’iniziativa è stato pubblicato il 21 ottobre : il sì gira attorno al 45%, il no attorno al 39%, mentre gli indecisi sono il 16%. Cifre che sono state rivelate dall’economista svizzero Egon von Greyerz sul portale d’informazione KingWorldNews.com.
“L’iniziativa svizzera sull’oro è privata – commenta von Greyerz – Più di 100 000 persone hanno già firmato a suo favore. Se dovesse vincere il sì, questo significherebbe che le regole verrebbero iscritte nella Costituzione svizzera. E’ un fattore mmolto importante, perchè questo significa che che nessun governo potrà scavalcare queste regole senza passare da un’altra votazione.”