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Che Svizzera desidera la popolazione elvetica? Un sondaggio mostra un paese moderno, fiero delle proprie origini e più aperto al mondo di quanto si pensi.
Lo studio è stato condotto dall'istituto di ricerca Gfs di Berna su mandato di Presenza Svizzera, organizzazione incaricata di curare e promuovere l'immagine elvetica nel mondo. Tra il 25 febbraio ed il 9 marzo 2002, il Gfs ha contattato un campione rappresentativo di 1004 persone sparse in tutte le regioni linguistiche.
Nelle 36 pagine del rapporto finale sono presentati tutta una serie di dati economici, sociali o politici analizzati dal politologo Claude Longchamp. Ad esempio gli svizzeri desiderano più concorrenza o più Stato? Più protezione dell'ambiente o sviluppo economico? Oppure, quanto integrare gli stranieri? Come promuovere l'immagine elvetica?
Suisse à la carte
Prima parziale sorpresa. Ben il 60% del campione dice di volere una Svizzera aperta al mondo, mentre solo il 12% preferirebbe una nazione ripiegata su se stessa. In altre parole, il 54% si esprime chiaramente per una Svizzera moderna, il 14% dà invece maggiore importanza ai valori conservativi. Quasi un terzo si situa tra questi due poli.
Altro dato significativo. Ben il 70% degli intervistati è molto o piuttosto fiero di essere svizzero. Solo l'11% non lo è per niente.
Adolf Ogi pigliatutto
"Chi può ben rappresentare la Svizzera all'estero?", chiede il sondaggio, fornendo una serie di nominativi di cittadini elvetici internazionalmente conosciuti: da Bertrand Piccard a Martina Hingis, dal gruppo rock dei Gotthard agli ex politici Jean Ziegler o Walter Frey,...
Ne risulta un plebiscito per Adolf Ogi. Ben l'88% del campione lo ritiene un ottimo ambasciatore per il paese. Peccato che nella lista di personalità offerte dal sondaggio mancasse il discusso Thomas Borer. Così, una curiosità.
Tre gruppi modello
Sulla base del profilo emerso dal campione, l'analisi definisce tre gruppi a rappresentanza della cittadinanza. I primi, il 39%, chiaramente orientati verso l'estero, favorevoli ad entità sovra-nazionali e alla cooperazione internazionale. Completamente all'opposto si situa il 29% caratterizzato da valori tradizionali quali l'isolazionismo, l'indipendenza e la difesa armata della nazione.
Nel mezzo del guado, quel 32% della popolazione che Longchamp definisce "i modernisti svizzeri". Quella pragmatica posizione di centro che spesso funge da ago della bilancia nelle votazioni federali o nei lavori parlamentari.
"Felice dei risultati"
Ai microfoni di swissinfo, Johannes Matyassy, responsabile di Presenza Svizzera, si dice soddisfatto dei risultati. "L'immagine del paese che portiamo all'estero ed i risultati dello studio sono sostanzialmente concordanti. Una Svizzera che punta sulla qualità, sulla concorrenzialità e sull'apertura. Mi ha fatto inoltre molto piacere scoprire che ben il 90% ritiene importante l'attività di promozione all'estero." Un'ottima notizia per Presenza Svizzera che, proprio di questi tempi, sta lavorando ai progetti che presenterà alle fiere mondiali di Parigi (2004) e del Giappone (2005).
Tuttavia, all'interno della società svizzera esistono parecchie divisioni. Cosa ne pensa Johannes Matyassy? " Non ne sono sorpreso. È un po' quello che è scaturito dalla recente votazione sull'ONU. Ciò dimostra la varietà e la molteplicità della società elvetica. In Svizzera esistono diversi contenuti, diverse correnti, diverse contraddizioni. Una bella sfida rappresentare in poche parole il nostro paese..."
Marzio Pescia