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NEW YORK - Boeing sapeva da mesi prima dell'incidente della Lion Air in ottobre che il sistema di allarme nella cabina di pilotaggio del 737 Max non funzionava nel modo descritto dalla società alle compagnie aeree acquirenti. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando Boeing.
Anche le autorità statunitensi però, non erano state messe al corrente. La società ha sollevato il problema dell'allarme solo dopo l'incidente aereo di ottobre.
Un incidente - riportano i media americani - avvenuto dopo la lettura sbagliata del sensore dell'angolo di attacco che ha fatto scattare il software che ha spinto la punta dell'aereo verso il basso fino a che i piloti non hanno perso il controllo.
Aggiornamento - Il Cda non ha chiesto informazioni sulla sicurezza del 737 Max - Il consiglio di amministrazione di Boeing non ha chiesto molte informazioni sulla sicurezza del 737 Max prima di approvare i piani per la sua costruzione. I membri del cda si sono soffermati di più sui costi e su quanto velocemente il velivolo poteva essere costruito così da competere con la rivale Airbus. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti.
Il consiglio di amministrazione ha appreso per la prima volta del software che spingeva la punta dell'aereo verso il basso dopo l'incidente della Lion Air lo scorso ottobre, ma non ha rinvenuto nell'accaduto abbastanza prove per parlare di un malfunzionamento: sembrava infatti un'anomalia. L'incidente dell'Ethiopian Airlines ha però mandato all'aria la teoria dell'anomalia. E ora il consiglio di amministrazione è nel mirino delle critiche dopo i due incidenti che hanno causato la morte di 346 persone in cinque mesi.