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Ricevuto dal primo ministro ungherese Viktor Orban, il ministro degli interni italiano Matteo Salvini ha affermato di non essere di destra, ma che lui e il suo partito rappresenta semplicemente un'alternativa per l'Europa. I due uomini hanno invitato il Partito popolare europeo (PPE, il gruppo di centrodestra del parlamento europeo) a esporre il proprio programma e le proprie priorità, in particolare sull'immigrazione, a meno che non vogliano "suicidarsi". Se il PPE decidesse di seguire il loro esempio, entrambi hanno espresso la volontà di lavorare con loro.
Riconoscendo di non sapere quanti partiti avrebbero aderito alla loro alleanza o quale sarebbe la loro forza nel parlamento europeo, Salvini ha detto: "Spero che saremo molto forti perché se la sinistra vincesse, l'Europa diventerà un califfato islamico".
La mano tesa di Salvini non sembra tuttavia incontrare i favori del presidente del PPE Joseph Daul, il quale si oppone fermamente a qualsiasi alleanza con la Lega italiana. Per Daul, un'alleanza con Salvini dovrebbe essere fatta "senza di lui" e che non avrebbe accettato di essere presidente della Commissione europea, di cui è uno dei candidati, se per essere eletto avrebbe bisogno dei voti della Lega di Salvini e di quelli di Fisedz di Orban.
Al contrario del partito di Orban, che fa parte del PPE, la Lega di Salvini corre nel gruppo dell'Alleanza dei popoli e delle nazioni (EAPN) insieme ai maggiori partiti euroscettici europei quale Alternativa per la Germania (AFD), il partito della libertà austriaco (FPOe), il Rassemblement national francese, il Perussuomalaiset finlandese, il partito conservatore estone, il Partito della libertà olandese, l slovacco Sme Rodina, il belga Vlaams Belang e il partito popolare danese, molti dei quali sono in testa, o comunque nei primi posti, nelle intenzioni dei voti rilevati nei sondaggi ciò che potrebbe fare del EAPN, gruppo fondato appena qualche mese, il maggiore gruppo parlamentare del parlamento UE.
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