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La Svizzera ha riconosciuto la Repubblica di Burundi il giorno stesso della proclamazione d’indipendenza del Paese, ossia il 1° luglio 1962, e sin da quella data le due nazioni intrattengono buoni rapporti. In occasione del proprio viaggio ufficiale in Africa nel luglio 2007, Micheline Calmy-Rey, anche allora Presidente della Confederazione, aveva già avuto occasione di incontrare il Presidente burundese Pierre Nkurunziza. La Svizzera coltiva con le autorità burundesi un dialogo schietto e costruttivo, tra l'altro sulla questione dei diritti umani, portato avanti a varie riprese e in particolare nell’ambito degli incontri legati alla Francofonia.
In occasione della visita ufficiale del Presidente Nkurunziza, accolto martedì alla Residenza del Lohn, diversi temi bilaterali sonno stati evocati, tra l'altro la questione del rinforzo della cooperazione economica. Micheline Calmy-Rey ha anche sottolineato che la Repubblica di Burundi è uno dei Paesisu cui la Svizzera concentra le proprie attività nella regione dei Grandi Laghi (Repubblica democratica del Congo, Repubblica del Ruanda, Repubblica di Burundi). La Presidente della Confederazione ha assicurato che la Svizzera continuerà a impegnarsi nella regione anche in futuro, sostenendone la cooperazione allo sviluppo e gli sforzi profusi per il consolidamento della pace.
L’impegno della Svizzera nella Repubblica di Burundi si articola attualmente in due settori della sua politica estera, quello della cooperazione allo sviluppo e della politica di pace. Le linee d’intervento definite per il quadriennio 2009-2012 riguardano il consolidamento della pace e la sanità. Gli importi investiti nel Burundi si aggirano attualmente sui 6-7 milioni di franchi svizzeri l’anno.
Sul piano multilaterale, Micheline Calmy-Rey ha assicurato al Presidente Nkurunziza il sostegno della Svizzera nel quadro della Commissione ONU per il consolidamento della pace (CCP), la cui Configurazione «Burundi» è attualmente presieduta dal nostro Paese.
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