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Il Tribunale amministrativo federale concede l’asilo a una ex coppia di coniugi kazaki, oggi divorziata. A giudizio del tribunale la coppia, che un tempo ha ricoperto funzioni di spicco in seno al regime kazako, rischia di dover affrontare un processo penale iniquo in caso di rientro in patria.
Giunta in Svizzera nel 2007, la coppia aveva presentato una prima domanda d’asilo nel 2011, seguita da una seconda domanda nel 2013. Nel luglio 2013, l’allora Ufficio federale della migrazione (UFM) aveva respinto la prima domanda d’asilo presentata dai ricorrenti, ritenendo non pertinenti i motivi invocati a favore del riconoscimento della qualità di rifugiato ai sensi dell'articolo 3 della legge sull’asilo (LAsi). Nel dicembre 2013, la coppia aveva presentato una seconda domanda d’asilo, invocando la sopravvenienza di fatti nuovi. Nel novembre 2016 l’UFM, diventato nel frattempo Segreteria di Stato della migrazione (SEM), aveva respinto la loro domanda una seconda volta, ritenendo di nuovo che i motivi allegati non fossero pertinenti ai sensi della LAsi. Contro questa seconda decisione della SEM, la coppia ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF).
Un profilo sui generis
Nella sua sentenza, il TAF constata che la fuga della coppia all’estero e la sua attività di opposizione politica configurano un atto di slealtà nei confronti dell’ex presidente del Kazakistan. Quest’ultimo, nonostante le dimissioni presentate nel 2019, è indubbiamente in grado di esercitare ancora la sua influenza sul sistema giudiziario del Paese. In caso di rimpatrio, i ricorrenti rischierebbero di essere esposti a procedure giudiziarie che, nel contesto specifico della fattispecie, sarebbero inique. Il rischio di subire un iniquo processo è pertinente ai sensi dell’articolo 3 LAsi. Occorre anche aggiungere che la coppia in questione è stata oggetto di campagne mediatiche orchestrate dal regime kazako, in Kazakistan come in Svizzera. Per giunta, è stata bersaglio di attacchi informatici nonché oggetto di sorveglianza da parte dei servizi segreti kazaki in Svizzera e di vari procedimenti penali in patria e all’estero. Il marito ha anche pubblicato un libro di critica nei confronti dell’ex presidente del Kazakistan.
A causa di questo profilo particolare, la coppia è dunque esposta a rischi specifici in caso di ritorno nel Paese d’origine. Per questo motivo, il TAF ritiene che a queste persone debba essere concesso asilo. Queste sentenze sono definitive e pertanto non possono essere impugnate dinanzi al Tribunale federale.