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A cura di Mattia Mantovani
Introduzione di Heinz Ludwig Arnold
Formato 12.5 x 21 cm, 256 pagine
A differenza del suo amico-nemico Max Frisch, che interveniva spesso in maniera diretta e virulenta nelle questioni di attualità politica e sociale, al punto che venne definito il "nemico pubblico numero uno", Friedrich Dürrenmatt tenne sempre un atteggiamento più ironico e distaccato, con una spiccata propensione per il lato comico, grottesco e surreale della realtà. Questo ruolo di Hofnarr, di "buffone di corte", si addiceva perfettamente al carattere e al temperamento del grande scrittore bernese e gli ha permesso di svolgere considerazioni molto precise e pungenti sulla realtà elvetica, sui miti, sulle contraddizioni ma anche su alcuni lati positivi della Svizzera. Gli scritti raccolti in questo volume, in larga parte inediti in lingua italiana, illustrano i vari aspetti del rapporto di Dürrenmatt con la patria elvetica. La Svizzera di Dürrenmatt, fatta di visioni e proiezioni immaginative che si concretizzano in valutazioni e giudizi di estrema preganza ed efficacia, è un vero e proprio universo che merita di essere scoperto con la giusta distanza critica, oltre tutti i cliché e tutte le immagini consolidate.