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Una "Google tax" per indennizzare i media
In consultazione una modifica della legge sul diritto d'autore: i grandi servizi online dovranno versare ai media un compenso per visualizzare estratti dei loro contenuti giornalistici
I grandi fornitori di servizi online - come Google e Facebook - devono versare un compenso ai media svizzeri per l'utilizzo dei loro contenuti giornalistici. È quanto prevede la modifica della legge sul diritto d'autore (LDA) posta in consultazione oggi, mercoledì, dal Consiglio federale.
Il problema, spiega il Governo in un comunicato, è che l'offerta dei motori di ricerca, dei media sociali e delle piattaforme multimediali è in larga misura alimentata dalle prestazioni giornalistiche dei media tradizionali. Tuttavia, le anteprime di testo o di immagini utilizzate (i cosiddetti "snippet"), per via della loro brevità, non sono protette dal diritto d'autore. I fornitori di servizi online ora possono quindi utilizzarle senza sborsare un solo centesimo.
Cosa prevede la modifica della legge
Per il Consiglio federale è dunque giunto il momento di correggere il tiro: "i fornitori di servizi online beneficiano in misura significativa delle prestazioni delle imprese mediatiche" (editori di giornali o portali di informazione), sottolinea. Per questo motivo il versamento di un compenso è in"linea di principio legittimo". L'UE già nel 2019 ha emanato una direttiva in materia. Direttiva nel frattempo attuata dalla maggioranza dei Paesi membri.
- RG 12.30 del 24.05.23 - La corrispondenza da Berna di Anna Riva
Nel dettaglio, il disegno di legge prevede che i grandi gruppi internet versino alle imprese mediatiche un compenso per utilizzare i cosiddetti "snippet". Google dovrà così pagare un indennizzo per mostrare estratti di articoli tra i risultati delle ricerche.
Ad essere interessati sono i gruppi internet con numero annuo medio di utenti pari almeno al 10% della popolazione svizzera (pari quindi a circa 880 mila utilizzatori). Per quel che concerne la condivisione di "snippet" da parte dagli utenti dei social media, il Consiglio federale ha proposto due varianti. In entrambe i collegamenti ipertestuali semplici - senza anteprima- saranno esentati dall'obbligo di compenso. La nuova regolamentazione non dovrebbe comportare conseguenze finanziarie per i singoli utenti.