Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01065.jsonl.gz/772

BERNA - L'utilità della crema solare è provata scientificamente e chi non la mette, oltre a dover fare i conti con dolorose scottature, rischia maggiormente di contrarre un tumore della pelle. Lo afferma la Lega svizzera contro il cancro, smentendo che si tratti di un prodotto ideato solo a scopo di marketing.
Sempre più spesso, in particolare sui social media, si legge che la crema solare è inutile - se non dannosa - e serve unicamente ad arricchire l'industria, scrive in una nota odierna l'associazione, preoccupata dall'incertezza generata da questo genere di informazioni.
La lega contro il cancro precisa che la pelle esposta eccessivamente al sole non dimentica: il corpo non riesce a riparare tutte le cellule danneggiate dai raggi UV. Esse possono degenerare, riprodursi in modo incontrollato e provocare un tumore.
Allo stato attuale delle conoscenze, i vantaggi della protezione solare sono maggiori degli eventuali rischi. Dermatologi e Ufficio federale della sanità pubblica raccomandano un utilizzo costante della crema. La lega aggiunge che per ragioni di salute l'ideale sarebbe anche di restare all'ombra tra le 11 e le 15 e di indossare cappello, occhiali da sole e vestiti. Sconsigliati pure i solarium.
A chi dichiara di non aver mai usato la crema e nonostante ciò di non essere malato di cancro, l'associazione risponde che il tumore è legato all'invecchiamento. Solo un quarto delle persone colpite da uno di tipo cutaneo ha meno di 50 anni al momento della diagnosi. Pertanto, lo scotto di bruciature giovanili, le più pericolose, può essere pagato dopo parecchi anni.
La Lega svizzera contro il cancro sottolinea inoltre che per produrre vitamina D non c'è bisogno dei raggi diretti del sole. Ciò è vero in particolar modo in estate, quando l'organismo viene raggiunto da una quantità sufficiente di raggi UVB indiretti.
Infine, nemmeno la teoria «Che cosa faceva la gente 100 o 200 anni fa prima dell'arrivo delle creme?», è da considerare valida. La lega ricorda infatti che un secolo fa l'aspettativa di vita media era di 45 anni e che alcune abitudini attuali erano poco frequenti (vacanze al sole) o inesistenti (solarium).