Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/11118

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il consiglio municipale di Vingrau, Pirenei Orientali (Francia), con lettera del 7 giugno 1996, ha informato il Consiglio federale del progetto dell'impresa di origine svizzera Plüss-Stauffer (Omya SA) di aprire una cava di calcare. Il "Comité de défense de Vingrau", composto di rappresentanti della municipalità di Vingrau, è stato ricevuto dai rappresentanti dell'amministrazione federale (SG DFEP, SG DFAE, UFEE, UFAFP) in occasione di una seduta d'informazione proposta dal direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio.</p><p></p><p>Quanto al fondo, i rappresentanti dell'amministrazione federale si sono limitati a prendere atto delle osservazioni e dei documenti che la delegazione di Vingrau ha presentato loro. Risulta che in passato nella regione di Vingrau sono già state sfruttate varie cave e che alcune continuano ad esserlo tuttora. I comuni vicini (per esempio Tautavel) siti lungo il medesimo filone geologico sono stati favorevoli allo sfruttamento di calcare ad opera di varie società, fra le quali "Omya SA" e "La Provençale". Il "Comité de défense de Vingrau" e le autorità comunali si oppongono al progetto a causa dei prevedibili pregiudizi alla qualità della vita degli abitanti (polvere, rumore, traffico), dei danni al proseguimento di un'attività viticola di prestigio e non da ultimo a causa dell'impatto del progetto sui valori naturali e paesaggistici eccezionali della regione.</p><p></p><p>Il Comitato mette particolarmente l'accento sul pericolo per la sopravvivenza dell'aquila Bonelli (Hieracetus fasciatus, specie rara e minacciata - 30 coppie in Francia - specie che deve essere rigorosamente protetta così come il suo habitat, conformemente alla Convenzione di Berna relativa alla conservazione della vita selvaggia e dell'ambiente naturale dell'Europa e alle direttive "Uccelli" e "Habitat" dell'Unione Europea). Inoltre il progetto metterebbe in pericolo varie altre specie di uccelli che figurano nell'allegato il della Convenzione di Berna (specie che devono essere rigorosamente protette così come i loro habitat) e certe specie floreali degne d'interesse.</p><p></p><p></p><p>2. Il Consiglio federale ha grande comprensione per chi si impegna parimenti per la tutela del patrimonio naturale, culturale e paesaggistico. Tuttavia nella fattispecie si tratta di un caso litigioso relativo alla protezione della natura, del paesaggio e dell'ambiente di un comune sito sul territorio francese. Questo caso compete al diritto francese, eventualmente al diritto dell'Unione Europea, ma in nessun caso al diritto svizzero.</p><p></p><p>Ciononostante, se il problema della sopravvivenza di specie minacciate a livello europeo dovesse essere trattato nell'ambito di accordi internazionali esistenti ai quali la Svizzera è tenuta da impegni formali (Convenzioni di Bonn, di Berna, ecc.), il nostro Paese non mancherà, nei limiti delle sue possibilità, di contribuire alla ricerca di soluzioni accettabili per conciliare gli interessi dell'economia, dell'ecologia e del paesaggio alla luce di uno sviluppo sostenibile.</p><p></p><p>Inoltre va menzionato che, in seguito ai ricorsi presentati dal "Comité de défense de Vingrau" e dal Comune di Vingrau, il 3 luglio scorso la Corte amministrativa d'appello di Bordeaux ha annullato il decreto del 4 novembre 1994 relativo all'autorizzazione di costruire quattro edifici. La Commissione europea ha avviato contro la Francia una procedura per inadempienza alla direttiva CEE 79/409 sulla protezione degli uccelli selvatici.</p>  Risposta del Consiglio federale.