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Il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet
Keystone/SALVATORE DI NOLFI(sda-ats)
I Cantoni vogliono strumenti supplementari per lottare contro il jihadismo e il terrorismo.
Il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet ha già trasmesso le loro proposte all'Ufficio federale di polizia, ha confermato oggi all'ats Cathy Maret, portavoce di quest'ultimo.
I Cantoni auspicano in particolare che la polizia possa indagare prima che un reato sia commesso, cosa che il quadro legale attuale non consente, perché si deve aspettare l'apertura formale di un'inchiesta da parte di un procuratore. Così non va, denuncia Maudet - citato da "Le Matin Dimanche" - a nome della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia (GDDGP).
Egli auspica misure preventive a livello nazionale e dunque una legge federale che prenda a modello quella già in vigore nel canton Ginevra, una delle poche in Svizzera, sostiene, che renda legalmente possibile un intervento delle forze dell'ordine prima che un delitto o un crimine sia commesso.
Il testo ginevrino - assai criticato dalla sinistra che aveva tentato di opporvisi - prevede in particolare l'"osservazione preventiva", per esempio la sorveglianza di un luogo sospettato di essere un focolaio di radicalizzazione religiosa. "Potremmo istallare videocamere vicino a luoghi di riunione o altri luoghi sensibili", afferma il consigliere di Stato del PLR, sempre citato dal domenicale romando.
Altra misura auspicata: la ricerca preventiva. Per esempio un agente potrebbe agire in incognito su internet per raccogliere informazioni su un "apprendista terrorista" o un progetto di attentato. Il testo di legge ginevrino già prevede che il poliziotto, se la gravità del reato sospettato lo esige, possa agire "sotto copertura". A controbilanciare i metodi d'inchiesta "intrusivi" che autorizza, la legge ginevrina prevede un controllo di garanzia da parte del giudice dei provvedimenti coercitivi.
Maudet indica che queste misure sono già state discusse all'interno della GDDGP e sono state trasmesse all'Ufficio federale di polizia (Fedpol), autorità competente in Svizzera per la lotta al terrorismo. Il consigliere di Stato ginevrino ne ha discusso con Nicoletta Della Valle, la direttrice di Fedpol. Berna dovrebbe presentare un nuovo pacchetto di misure entro la fine dell'anno.
Fedpol lavora già da tempo a un pacchetto di misure adottabili al di fuori dei procedimenti penali. Fra queste figurano l'obbligo di presentarsi a un posto di polizia e il ritiro dei documenti d'identità, come pure la possibilità di sorvegliare in modo discreto le persone sospette segnalate nel Sistema d'informazione di Schengen (SIS).
SDA-ATS