Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01194.jsonl.gz/416

Punibilità della trasmissione dell’HIV. La legislazione attuale
Dagli anni ‘90 diverse persone sieropositive sono state condannate in Svizzera per avere avuto rapporti sessuali non protetti. In seguito alla revisione della legge sulle epidemie nel 2016 nonché al riconoscimento del principio della non infettività delle persone la cui carica virale non è più rilevabile grazie all’assunzione di una terapia efficace (vedi sotto), negli ultimi anni le condanne nei confronti di persone sieropositive sono sensibilmente diminuite.
Le condanne sono possibili solo in pochi casi, come illustrato nel seguente grafico:
Ho sentito che le persone sieropositive non sono più criminalizzate. È vero?
Oggi, chi segue una terapia antiretrovirale efficace, pratica sesso protetto o informa i propri partner sessuali sull’infezione da HIV, non può più essere perseguito penalmente.
«Le persone sieropositive la cui carica virale non è più rilevabile grazie a una terapia HIV efficace non possono trasmettere sessualmente il virus HIV.» Questo messaggio della Commissione federale per la salute sessuale CFSS (prima Commissione federale per i problemi legati all’Aids CFPA) rilasciato nel 2008 ( aggiornamento 2016) ha posto in una nuova luce la questione della punibilità: si può essere perseguiti penalmente per lesioni gravi se lui o lei non sono, biologicamente parlando, in grado di trasmettere il virus HI?
L’Aiuto Aids Svizzero si è impegnato con determinazione affinché i principi fissati dalla CFSS fossero riconosciuti dalle autorità di perseguimento penale e dai tribunali e rinunciassero in determinate condizioni al perseguimento penale.
L’attività di lobbying è valsa la pena: le persone la cui carica virale non è più rilevabile al momento del rapporto sessuale non protetto, non vengono di norma più punite penalmente. Ciò vale anche nei casi in cui non hanno informato il/la partner sessuale della loro infezione da HIV prima del rapporto sessuale.
Le persone sieropositive con una carica virale rilevabile continuano a essere punibili in caso di rapporti sessuali non protetti?
Le persone sieropositive con una carica virale rilevabile che non informano il/la partner della loro infezione da HIV prima del rapporto sessuale possono essere perseguite penalmente per lesioni gravi (art. 122 CP). Ciò vale anche qualora non si sia verificato alcun contagio (cosiddetto tentativo di lesioni gravi).
Diversamente dai tradizionali delitti di lesioni personali gravi, i contagi da HIV si verificano nella maggior parte dei casi attraverso contatti sessuali in un contesto non violento. È quindi difficile inserire le persone coinvolte nel tradizionale schema colpevole-vittima. Infatti, contrariamente a una coltellata, la trasmissione da HIV si verifica in seguito a un’azione sessuale voluta da entrambe le parti. Ciononostante, l’odierna prassi giudiziaria addossa l’intera responsabilità concernente l’osservazione delle regole di safer sex alla persona sieropositiva. Il perseguimento penale delle persone sieropositive non ci sembra tuttavia un mezzo adeguato per evitare le infezioni e si scontra con la politica svizzera della lotta contro l’HIV, che si basa sulla responsabilità individuale del singolo, sulla solidarietà e sull’assenza di qualsiasi tipo di stigmatizzazione. Nel caso di rapporti non fissi in cui si pratica sesso non protetto è ingenuo pensare che il partner o la partner faccia con altri partner solo sesso protetto. Chi decide di avere un rapporto sessuale non protetto non deve affidarsi alla presunzione che il partner o la partner siano sieronegativi.
Se la persona sieropositiva informa il proprio/la propria partner della sua infezione da HIV e quest’ultimo/a consente ad avere un rapporto sessuale non protetto, la persona sieropositiva non è punibile. Può tuttavia risultare difficile dimostrare che il partner abbia fornito il proprio consenso.
So solo da poco di essere sieropositivo. Prima della diagnosi ho avuto un rapporto sessuale non protetto e potrei aver contagiato qualcuno. Un ex partner sessuale potrebbe denunciarmi?
Chi non sa di essere sieropositivo, ma avrebbe potuto saperlo, può essere condannato per gravi lesioni colpose. Ecco quanto stabilito dal Tribunale federale nel 2006. Ha infatti considerato colpevole un uomo che ha avuto ripetuti contatti sessuali non protetti con la sua partner occasionale e gli ha trasmesso il virus HI senza sapere di essere egli stesso sieropositivo. Negli anni precedenti l’uomo aveva avuto rapporti sessuali non protetti con diverse altre donne. Una di loro lo aveva successivamente informato di essere sieropositiva (ma non era stata lei a trasmettergli il virus HI). Ciononostante l’uomo ha tralasciato di fare un test HIV. Il Tribunale federale ha quindi stabilito nella motivazione della sentenza che l’uomo era consapevole del rischio connesso ai rapporti sessuali non protetti e sapeva come fare per proteggersi. Benché lo stesso fosse valido anche per la partner occasionale, il Tribunale federale ha attribuito la responsabilità unicamente all’uomo.
In linea di massima, un partner sessuale può quindi presentare una denuncia. Tuttavia, affinché questa abbia successo, il denunciante deve avere contratto l’infezione da HIV, deve provare che è stato contagiato dal partner in questione, il quale sapeva o avrebbe dovuto sapere di essere sieropositivo.
Un ex partner mi vuole denunciare perché lo avrei contagiato. Di cosa devo tenere conto in un procedimento penale? Ho bisogno di un avvocato?
Uno dei principali diritti di ogni indagato è il diritto di non deporre. Poiché ogni dichiarazione può essere utilizzata contro l’indagato, spesso si consiglia di deporre solo quando si è a conoscenza di quali prove dispongono le autorità inquirenti e dopo aver parlato con il proprio avvocato. Ciò è meno facile di quanto sembri. Per la maggior parte delle persone è difficile non fare nessuna dichiarazione se messa sotto pressione dalle autorità inquirenti, o addirittura se poste in detenzione preventiva.
Chi vuole esercitare i propri diritti in modo efficiente non può evitare di incaricare un avvocato difensore. Occorre inoltre chiarire sempre se l’indagato deve assumersi i costi dell’avvocato e se deve versargli un anticipo o se i costi di un cosiddetto avvocato d’ufficio sono a carico dello Stato. La difesa d’ufficio è prevista quando un indagato è posto in detenzione preventiva per 10 giorni o potrebbe incorrere in una pena di più di un anno. Negli altri casi viene incaricato un avvocato d’ufficio solo se l’indagato è sprovvisto dei mezzi finanziari necessari. Nei casi di scarsa importanza non si ha diritto a un avvocato d’ufficio.