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Per la medaglia di bronzo 2019 nei 200 metri, i Mondiali di Eugene scatteranno sabato sera. Mujinga Kambundji è pronta a inanellare ancora una volta, se tutto andrà per il meglio, otto corse, con il sogno nemmeno tanto remoto di salire una volta di più sul podio.
Un anno fa ai Giochi olimpici di Tokyo, la bernese aveva realizzato un exploit non indifferente, disputando tre finali nello sprint. Sesta nei 100 metri – appena dietro ad Ajla del Ponte –, settima nei 200 e quarta nella staffetta 4x100 che aveva chiuso la rassegna atletica ai Giochi. E a Eugene ha intenzione di migliorarsi... «Non sarà facile, ma è sicuramente fattibile – afferma Kambundji, pronta a inanellare tre volte i 100 metri, tre volte i 200 e due volte la staffetta –. Nei 100 e nei 200 il mio obiettivo è di qualificarmi per la finale e di disputare la miglior prestazione possibile».
La campionessa del mondo dei 60 metri indoor è tuttavia cosciente che la miglior carta se la potrà giocare in occasione della staffetta, molto probabilmente in compagnia di Ajla del Ponte, Salomé Kora e Géraldine Frey (o Natacha Kouni). Nonostante sia la detentrice dei record nazionali dei 100 e dei 200 (10"89 e 22"18), in entrambe le discipline l’elvetica figura solo al nono posto nelle liste delle iscritte al via... «Con la staffetta abbiamo ritrovato un buon livello. Dobbiamo assolutamente porci l’obiettivo di una medaglia». Sarà senza dubbio necessario abbassare il record svizzero (42"05) per sperare di salire sul podio e cancellare i quarti posti di Doha 2019 e Tokyo 2021.
La trentenne di Berna non ha motivo di nascondersi. Dopo la tripla delusione degli Europei di Zurigo del 2014, nei grandi eventi è quasi sempre riuscita a sublimarsi. Vanta già cinque medaglie all’attivo, con il titolo mondiale nei 60 metri conquistato grazie al 4° tempo più veloce della storia (6"96). «Mi sento bene. Sono soddisfatta di come è andata la mia stagione finora. Non vedo l’ora di iniziare anche questi Mondiali» – ha aggiunto Mujinga Kambundji –. Non vedo l’ora di capire fin dove potrò arrivare. Sento di poter fare ancora meglio rispetto ai miei record nazionali».
Colei che nel 2019 era stata eletta sportiva svizzera dell’anno, non ha avuto problemi a gestire il fuso orario di nove ore. «Non è mai complicato per me – assicura, ricordando che avrà la possibilità di disputare tutte le sue gare nella sera di Eugene –. Non vedo l’ora di gareggiare in questo stadio».