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ZURIGO - Protagonista nel bene e nel male della storia svizzera l'UBS, maggiore banca elvetica risultata dalla fusione con la Società di Banca Svizzera (SBS) nel 1998 e ora tra i principali istituti mondiali, festeggia lunedì prossimo i 150 anni di esistenza.
Per uno studio sull'origine della banca, è necessario risalire fino alla seconda metà dell'800. Il 25 giugno 1862, tredici personalità agiate fondano la Bank von Winterthur con un capitale iniziale di 5 milioni di franchi allo scopo di sostenere lo sviluppo economico della regione.
Tra i promotori figurano alcuni tra i maggiori protagonisti dello sviluppo industriale dell'epoca come i Sulzer, i Rieter, i Reinhart, famiglie che hanno scritto un pezzo di storia economica elvetica. Lo scopo dell'operazione è sostenere l'industria tessile in espansione e finanziare a suon di milioni l'estensione della rete ferroviaria allora in fieri. UBS sosterrà per esempio il finanziamento delle locomotive utilizzate lungo l'asse del San Gottardo.
Nel 1912, la Bank of Winterthur si fonde con la Banca del Toggenburgo attiva nell'ambito del risparmio e del credito ipotecario, per dare luogo all'Unione di banche svizzere con un capitale azionario di 35 milioni.
Frattanto, nel 1854 a Basilea sei banche private uniscono i rispettivi destini con l'obiettivo di finanziare progetti industriali e ferroviari. Di fusione in fusione, nel 1897 vede la luce la Società di Banca svizzera (SBS), che aprirà la prima filiale a Londra nel 1898 - allora centro della finanza mondiale - denotando già una forte propensione internazionale. Il polo bancario basilese svolgerà un ruolo determinante nel finanziamento del tunnel ferroviario del San Gottardo e nello sviluppo dell'industria chimica.
Dal 1914 al 1945 - I trent'anni che intercorrono tra lo scoppio della prima guerra mondiale e la fine della seconda guerra mondiale sono contraddistinti da alti e bassi. L'istituzione della Banca nazionale svizzera nel 1907 e la decisione di agganciare il franco svizzero al gold standard trasformano la valuta elvetica in un bene rifugio apprezzato soprattutto in caso di conflitto. La Grande guerra - e gli anni successivi il 1918 - sono un periodo di prosperità per le banche elvetiche, che vedono affluire capitali in fuga dai paesi vicini, come la Francia e la Germania, paesi schiacciati dall'enorme debito contratto per far fronte alle ostilità.
Dopo la prima guerra mondiale l'UBS si espande in tutta la Svizzera tramite numerose acquisizioni e aperture di filiali. Parallelamente, anche le operazioni di credito all'estero (soprattutto Germania ed Europa orientale) e la partecipazione all'emissione di prestiti obbligazionari esteri ne favoriscono lo sviluppo.
La crisi degli anni '30 investe anche la Svizzera. Diverse banche falliscono. Gli affari languono anche per UBS e SBS che devono ridurre il personale. La codificazione del segreto bancario nel 1934 rafforza il ruolo della Svizzera quale paese rifugio in caso di crisi grave politica ed economica e pone la basi per il futuro sviluppo del settore della gestione patrimoniale. La sconfitta della Francia nel 1940 rafforza il ruolo della Germania nazista quale partner economico. L'intensità di tali relazioni e l'afflusso di fondi di ebrei perseguitati sono aspetti le cui ripercussioni si faranno sentire nei decenni a venire.
Dal 1945 al 1980 - Dopo un breve periodo di "purgatorio" dovuto alle accuse di collaborazionismo con le potenze dell'Asse, la Svizzera viene rapidamente riaccolta in seno alla comunità internazionale. Risparmiata dai conflitti, la Confederazione può offrire all'Europa uscita distrutta dalla guerra un sistema industriale intatto e bancario efficiente da utilizzare anche in funzione anticomunista.
Saldamente ancorata all'Occidente, la Svizzera approfitta appieno del boom economico dei trent'anni seguenti. L'UBS accresce la sua presenza sul mercato nazionale aprendo nuove filiali e rilevando, tra l'altro, la Banca federale (1945), fino a diventare il maggiore istituto di credito del paese agli inizi degli anni '60. La piazza finanziaria elvetica diventa la terza per importanza al mondo.
In questo periodo, UBS e SBS sono ancora banche puramente commerciali: non propongono ipoteche, né conti risparmio o salario. SBS apre il primo bancomat in Europa nel 1967.
Dal 1980 al 1998 - Negli anni '80 e '90 UBS e SBS si aprono al mercato internazionale. Le due banche s'impongono a poco a poco quali istituti di credito globale, potenziando l'investment banking, la gestione patrimoniale internazionale e il private banking offshore.
Gli anni '80 e '90 sono anche contraddistinti dalla bolla immobiliare, che causa perdite importanti ai due istituti, come anche dalla questione dei fondi ebraici in giacenza nelle banche elvetiche, vertenza risolta col versamento di 1,25 miliardi di dollari. Il segreto bancario è sempre più sotto pressione. A metà 1998 il colpo di scena: UBS e SBS si fondono.
Dal 1998 ad oggi - L'accorpamento è giustificato con la globalizzazione e la deregolamentazione dei mercati finanziari. La forza finanziaria della vecchia UBS e la struttura organizzativa e l'esperienza internazionale di SBS, trasformano la nuova UBS in un istituto di rilevanza mondiale. Nel 2000, UBS rileva la banca americana PaineWebber attiva nella gestione patrimoniale, rafforzando così la propria posizione in questo settore e in quello dell'investment banking.
L'ondata espansionista non è esente da rischi. La forte presenza nel portafoglio titoli di crediti ipotecari ad alto rischio - mutui subprime - porta UBS sull'orlo del fallimento nel 2008. A ciò si aggiungono le pressioni americane sul segreto bancario in seguito alla scoperta di pratiche illegali di UBS volte a eludere gli obblighi fiscali di clienti statunitensi. Il tracollo è scongiurato grazie all'intervento dello Stato. Il salvataggio della banca è accompagnato da un ammorbidimento del segreto bancario. Attualmente, UBS è diretta dal ticinese Sergio Ermotti. L'istituto si concentra maggiormente sulla gestione patrimoniale e il mercato elvetico.
Ats