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Ritiratosi sei anni fa dopo il Mondiale 2014 alla guida della Svizzera, Ottmar Hitzfeld è un osservatore privilegiato del calcio che piano piano sta cercando di lasciarsi alle spalle l'emergenza sanitaria. Alla vigilia della ripresa della Bundesliga, il 71enne si è detto felice che la macchina che ruota attorno al mondo del pallone possa rimettersi in moto, auspicando che non lo faccia nel modo eccessivo in cui si era trovata a farlo prima del COVID-19.
"Non bisogna dimenticare che ci sono 55'000 persone in Germania che vivono grazie al calcio - ha detto l'ex allenatore - Senza questa ripartenza sarebbero stati messi a rischio dei posti di lavoro e la sopravvivenza di alcuni club. Per la popolazione inoltre, il ritorno ai campionati ha un valore simbolico. È un po' come un raggio di luce nei tempi difficili che stiamo vivendo".
Il due volte vincitore della Champions League (alla guida di Borussia Dortmund e Bayern Monaco) ha poi bacchettato la piega presa negli ultimi anni: "Il tempo dei trasferimenti fuori di testa deve finire. I giocatori non devono più nascondersi dietro ad agenti che chiedono l'impossibile prima di firmare un contratto. Voglio credere che questa crisi possa permettere alle persone ragionevoli di imporsi per mettere un po' in ordine le cose".
- Il servizio con Ottmar Hitzfeld (Rete Uno Sport 16.05.2020, 12h30)