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Londra alla fine ha raggiunto un'intesa con Bruxelles per l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. La Corte di giustizia europea non agirà come tribunale arbitrale. In Svizzera si sono levate voci per chiedere che la Confederazione ottenga la stessa condizione nell'ambito dell'accordo quadro con l'UE.Questo contenuto è stato pubblicato il 29 dicembre 2020 - 09:41
In zona Cesarini, Regno Unito ed UE sono riusciti a concludere un accordo commerciale. Entrerà in vigore provvisoriamente il 1° gennaio 2021. In tal modo si impedisce che esportazioni e importazioni l'anno prossimo siano soggette a dazi doganali.
Libero scambio senza essere membri dell'UE: è un risultato che sembra tagliato su misura per il Premier britannico Boris Johnson, il quale vuole vendere l'accordo in patria come una vittoria. Gli inglesi sono anche riusciti a convincere l'UE a rinunciare alla Corte di giustizia europea (CGE) come tribunale arbitrale. La soluzione delle controversie sarà invece affidata a un collegio paritetico composto di rappresentanti di entrambi le parti e di personalità selezionate di comune accordo per la presidenza. L'accordo sulla Brexit, inoltre, non contempla l'adozione automatica del diritto dell'UE.
Londra ha negoziato meglio di Berna?
La Svizzera sta negoziando da anni un accordo quadro istituzionale con l'UE, che solleva questioni simili a quelle della Brexit. Le trattative si sono influenzate a vicenda.
Adesso l'accordo sulla Brexit sta suscitando brame in Svizzera. Ai microfoni della radiotelevisione pubblica svizzera tedesca SRF, il deputato nazionale Hans-Peter Portmann, del Partito liberale radicale (destra liberale), ha chiesto al governo elvetico di includere l'accordo sulla Brexit nei prossimi colloqui con l'UE a gennaio e di non "scendere al di sotto del livello che ha ora la Gran Bretagna".
Il deputato nazionale dell'Unione democratica di centro (destra conservatrice) Roger Köppel ha twittato: "Boris Johnson ha agito bene. Ha negoziato duramente, nessuna sottomissione, accordo raggiunto – senza legislatori stranieri e giudici stranieri".
E autonomiesuisseLink esterno, un comitato di imprenditori, in un comunicato stampa pubblicato il 25 dicembre ha scritto che con l'accordo siglato da Londra e Bruxelles "si creano nuovi margini di manovra per i negoziati Svizzera-UE". Nella nota si sottolinea che, la Gran Bretagna è riuscita a far prevalere i propri interessi nei punti cruciali.
"Nel complesso, durante le trattative sulla Brexit le questioni di sovranità politica sono state in gran parte disciplinate nel modo auspicato da autonomiesuisse per l'accordo quadro Svizzera-UE", si afferma nel comunicato che conclude: "L'accordo sulla Brexit mostra che esiste un potenziale di negoziazione con Bruxelles".
Paragonare le mele con le pere
Ma ci sono anche voci che relativizzano. In dichiarazioni a diversi media, la professoressa di diritto europeo Christa Tobler osserva che l'intesa sulla Brexit non è paragonabile all'accordo quadro Svizzera-UE".
"Vengono di nuovo paragonate mele e pere", ha detto al quotidiano svizzero tedesco "Der Blick". Le relazioni del Regno Unito con l'UE sono molto meno strette di quelle della Svizzera, che in una certa misura fa parte del mercato interno UE allargato e applica il diritto europeo, spiega la specialista. A suo parere, l'UE non accetterà quindi la richiesta svizzera di rinunciare alla Corte di giustizia europea quale organo per dirimere i contenziosi.
Sulla stessa lunghezza d'onda si esprime dalle colonne del quotidiano di Ginevra "Le Temps" il vicepresidente del think tank di politica estera Foraus, Cenni Najy. A suo avviso, tracciare un parallelo tra l'accordo quadro svizzero e l'accordo sulla Brexit è come confrontare le mele con le pere. La Svizzera vuole una soluzione in cui siano abolite tutte le barriere commerciali, rileva Najy. D'altra parte, aggiunge, la Gran Bretagna ha firmato un accordo lose-lose, le cui conseguenze complete non sono ancora chiare.
Una reazione del governo svizzero all'accordo sulla Brexit è attesa per il 30 dicembre.
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