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È passato un anno da quando i bambini libici hanno dovuto lasciare le loro classi durante la rivoluzione popolare contro il regime di Muammar Gheddafi. Domani, secondo quanto dichiarato dall'Unicef, l'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia, 1,2 milioni di loro torneranno sui banchi di scuola.
E nel frattempo il ministero dell'istruzione ha mandato in stampa ventisette milioni di testi scolastici, dieci dei quali sono già stati consegnati ai piccoli studenti.
Rimane ancora il problema delle attrezzature scolastiche e del trasporto da e per la scuola, ma secondo Maria Calivis, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, si tratta di "una grande conquista per il popolo libico".
"In un momento di sconvolgimento e di grande speranza come questo, nessun settore ha un potenziale maggiore dell'istruzione per migliorare la società", ha detto ancora. Le autorità libiche, assistite dall'Unicef, hanno lavorato per eliminare le macerie e le mine inesplose dalle zone dove si trovano le scuole, oltre a ristrutturare molti degli edifici. Come ha spiegato la Calivis, "investire in un sistema educativo più inclusivo è il primo passo verso la costruzione di un paese tollerante e produttivo".
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