Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/189801

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo quanto riportato dai media, l'Associazione svizzera dei professionisti della strada e dei trasporti (VSS) intende modificare le norme stradali, con il supporto dell'Ufficio federale delle strade. L'obiettivo è quello di allargare le carreggiate, che in base alle norme vigenti sarebbero troppo strette a fronte di automobili sempre più larghe. Sembra che una prima proposta di modifica sia stata ritirata in seguito all'opposizione espressa dai Cantoni e dall'Ufficio federale per la prevenzione degli infortuni. Quest'ultimo ha criticato nello specifico le ripercussioni negative sulla sicurezza, sostenendo che strade più ampie porterebbero ad aumentare la velocità di guida.</p><p>Un tale allargamento equivarrebbe inoltre a un invito ad acquistare automobili sempre più larghe e pesanti, in contraddizione con la politica climatica del nostro Paese.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. L'Esecutivo conosce le ipotesi e le esperienze su cui la VSS fonda la teoria secondo cui strade più larghe rappresentano un vantaggio per la sicurezza?</p><p>2. Appoggia l'argomentazione del suo Ufficio federale per la prevenzione degli infortuni secondo cui strade più larghe porterebbero a un aumento della velocità di guida e di conseguenza a maggiori pericoli sulle strade?</p><p>3. In che modo la modifica della norma sulla larghezza delle strade si concilia con la politica approvata da popolo e Parlamento che prevede di ridurre in modo significativo i valori di CO2 dei veicoli nuovi, a 95 grammi per chilometro per le automobili e a 147 per i furgoni già entro il 2020?</p><p>4. In diverse località gli spazi sono limitati e le dimensioni della sede stradale già definite. Secondo il Consiglio federale, quali sarebbero gli effetti dei nuovi standard di larghezza? L'adeguamento delle norme ostacolerebbe le piste ciclabili o il controsenso ciclabile?</p><p>5. È disposto a sottoporre al Parlamento in maniera adeguata questa questione controversa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Associazione svizzera dei professionisti della strada e dei trasporti (VSS) è un'unione di oltre 2000 professionisti, aziende e istituzioni pubbliche e private su scala nazionale, impegnata a elaborare e definire standard per la costruzione e l'esercizio delle infrastrutture stradali, aggiornandoli ai progressi tecnici e scientifici. Le norme della VSS si fondano, tra l'altro, sul vigente diritto della circolazione stradale e acquistano valenza giuridica solamente una volta che il diritto cantonale o federale conferisce loro tale carattere.</p><p>L'UPI, citato dall'autore dell'interpellanza, non è un ufficio federale, bensì l'Ufficio per la prevenzione degli infortuni, una fondazione privata che, per conto della Confederazione, opera anche a favore della sicurezza stradale.</p><p>Negli ultimi anni lo spazio stradale disponibile è stato sottoposto a una maggiore pressione, in parte a causa della larghezza crescente delle automobili e della comparsa di nuovi generi di veicoli. Lungo numerosi tratti incrociare e sorpassare sono diventate operazioni complesse, a scapito della sicurezza degli utenti più vulnerabili. Secondo gli esperti della VSS tale fenomeno rappresenta un considerevole rischio in termini di sicurezza, motivo per cui l'Associazione sta lavorando a una revisione della norma sulla larghezza delle strade, volta a ottimizzare l'organizzazione degli spazi stradali, a vantaggio di tutta l'utenza. La VSS sottoporrà successivamente le sue proposte al parere delle cerchie interessate.</p><p>Ciò premesso, si risponde alle domande come segue:</p><p>1. Sì. Con la revisione della norma sulla larghezza delle strade si mira a ottimizzare l'organizzazione degli spazi stradali, a vantaggio di tutta l'utenza. Al vaglio è l'attuale larghezza delle carreggiate, dei marciapiedi e delle corsie ciclabili, nonché la loro organizzazione. In determinate situazioni uno spazio stradale più ampio può ridurre i conflitti tra gli utenti, per esempio lungo tratti caratterizzati da intenso traffico motorizzato e non.</p><p>2. Nella sua affermazione, l'UPI segnala la presenza di correlazioni generali tra larghezza delle strade, velocità rilevate e tassi di incidentalità. In singoli casi, tuttavia, carreggiate più ampie possono aumentare la sicurezza (cfr. pt. 1), considerando inoltre che la normativa vigente in materia di velocità non subirebbe modifiche.</p><p>3. La revisione prevista della norma sulla larghezza delle strade mira ad accrescere la sicurezza stradale e non tange minimamente gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.</p><p>4. Tenendo conto dello spazio stradale spesso limitato e non ampliabile, un allargamento capillare delle dimensioni delle carreggiate è fuori discussione per il Consiglio federale. Si mira piuttosto a un'ottimizzazione puntuale, che incrementi in particolar modo la sicurezza degli utenti più vulnerabili; non essendo questi ultimi ammessi alla circolazione sulla maggior parte delle strade nazionali, la modifica interesserebbe principalmente i tratti di competenza cantonale e comunale.</p><p>5. Spetta agli Uffici federali verificare, per conto del Consiglio federale o del Dipartimento competente, l'adeguatezza e la conformità alla legge delle norme della VSS. L'Ufficio federale delle strade (USTRA) ha emanato direttive e standard per le strade nazionali. Gli Uffici federali interessati, come d'altronde anche gli uffici tecnici degli altri due livelli istituzionali, sono altresì rappresentati in seno alle commissioni per l'attività legislativa della VSS. Per la procedura di revisione delle norme della VSS non è pertanto previsto il coinvolgimento del Parlamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.