Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/144363

<h2>SubmittedText<h2><p>I promotori dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" hanno sempre sostenuto di non voler mettere a repentaglio la via bilaterale. Ora occorre trovare una soluzione che permetta alla Svizzera di gestire l'immigrazione senza compromettere gli accordi bilaterali. </p><p>Sapendo che il Consiglio federale intende presentare a giugno uno schema d'attuazione ed entro la fine del 2014 un avamprogetto di legge, invitiamo il collegio governativo a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. Lo schema conterrà aspetti contenutistici essenziali (ripartizione dei contingenti) oppure soltanto indirizzi strategici?</p><p>2. Come ovvierà il Consiglio federale alla minore certezza giuridica in Svizzera, soprattutto per evitare la partenza di numerose imprese?</p><p>3. In che modo i cantoni saranno coinvolti e sostenuti in relazione alla problematica dei frontalieri? Si potrebbe concedere loro maggiore autonomia? Qual è il margine di manovra nell'ambito delle leggi esistenti?</p><p>4. Il Gruppo PPD-PEV non vuole discriminare la Croazia.</p><p>a. Si proseguirà con il protocollo aggiuntivo III? In caso affermativo, come e secondo quale scadenzario?</p><p>b. La Svizzera può andare incontro alle aspettative dell'UE aumentando nei confronti della Croazia il contingente per gli Stati terzi conformemente al protocollo aggiuntivo III nel caso quest'ultimo non fosse ratificato?</p><p>5. Per quanto riguarda le trattative in corso, l'UE reagisce in maniera poco uniforme. Determinate trattative (accordo sull'energia elettrica, accordo MEDIA, ecc.) sono sospese, mentre altre sono mantenute o addirittura approvate (fiscalità del risparmio o partecipazione all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo).</p><p>a. Dove vede il Consiglio federale opportunità o un margine di manovra per le future trattative?</p><p>b. Che cosa intraprende per ovviare all'interruzione da parte dell'UE delle trattative, in particolare nel settore della formazione e della ricerca?</p><p>c. In seguito all'interruzione di Erasmus, sarà ostacolato anche l'accesso di studenti UE alle università svizzere?</p><p>d. Quali altri accordi considera in pericolo?</p><p>6. Il nuovo articolo costituzionale si ripercuote anche su negoziati bilaterali in corso con i Paesi limitrofi, per esempio nei settori della fiscalità, della mobilità e dell'energia?</p><p>7. Il Consiglio federale adotterà misure speciali per favorire:</p><p>a. la competitività della Svizzera quale Paese ospitante, per esempio per la Ginevra internazionale?</p><p>b. l'iniziativa sul personale qualificato? Il DEFR dovrà rielaborarla o potenziarla?</p><p>c. i posti accademici di ricercatore e docente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Lo schema di attuazione, che funge da base per i lavori legislativi, sarà elaborato dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), e sottoposto al Consiglio federale entro la fine di giugno. Il governo informerà poi in merito ai suoi contenuti. La nuova disposizione costituzionale (art. 121a Cost.) è attuata secondo la procedura usuale per i progetti di legge più importanti.</p><p>2. Prima della votazione il Consiglio federale aveva a più riprese avvertito che l'approvazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" avrebbe necessariamente comportato una determinata incertezza. Quanto alla certezza giuridica, va sottolineato che l'Accordo di libera circolazione delle persone è applicabile fino a un'eventuale denuncia o adeguamento. Per gli adeguamenti è previsto un termine di tre anni. Il Consiglio federale ha avviato il più celermente possibile i lavori di attuazione e si è prefissato di adempiere il mandato costituzionale entro i termini stabiliti.</p><p>3. Nell'ambito di un gruppo di esperti tecnici saranno coinvolti nei lavori in particolare i partner sociali, le autorità esecutive cantonali e comunali come pure i dipartimenti e gli uffici interessati. In sede di attuazione l'Ufficio federale della migrazione (UFM) sentirà altre cerchie interessate, che avranno inoltre la possibilità di esprimersi nel quadro della consultazione sull'avamprogetto di legge e dei dibattiti parlamentari.</p><p>4.a./b. L'estensione della libera circolazione delle persone alla Croazia è stata negoziata in un nuovo protocollo all'accordo sulla libera circolazione delle persone, paraffato l'anno scorso. L'accordo prevede la piena libera circolazione con la Croazia dopo un regime transitorio di dieci anni. In seguito all'approvazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa", è vietato concludere nuovi accordi che violino le nuove disposizioni costituzionali sancite nell'articolo 121a della Costituzione. Viste le circostanze del momento, il Consiglio federale non è pertanto in grado di firmare l'Accordo sull'estensione della libera circolazione delle persone alla Croazia nella sua forma attuale, ma vuole comunque evitare una discriminazione della Croazia. Sta pertanto cercando soluzioni in tal senso.</p><p>5.a./d. L'UE ha sospeso i negoziati per il rinnovo della partecipazione elvetica ai programmi UE nei settori della ricerca (Horizon 2020), della formazione (Erasmus+) e della cultura/MEDIA. Ha inoltre annullato incontri previsti nei dossier energia e sistema per lo scambio di quote di emissione (ETS) e posticipato l'adozione del suo mandato negoziale istituzionale, poiché intende prima fare chiarezza sul futuro delle relazioni tra Svizzera e UE. Il Consiglio federale intende negoziare con l'UE una normativa conforme alle nuove disposizioni costituzionali per l'immigrazione dei cittadini UE, mantenere gli accordi bilaterali e proseguire le trattative in corso. Se possibile, mira anche a una ripresa delle trattative su questioni istituzionali. La realizzazione di questi obiettivi dipende, da un lato, dagli interessi dell'UE e, dall'altro, dalle proposte della Svizzera per l'attuazione delle nuove disposizioni costituzionali. Attualmente non è pertanto possibile fornire indicazioni più precise in merito alle opportunità e ai rischi per i singoli dossier delle relazioni tra Svizzera e UE.</p><p>5.b. Il Consiglio federale mira a una ripresa dei negoziati sospesi dall'UE nei settori della formazione (Erasmus+) e della ricerca (Horizon 2020). Ha incaricato il DEFR di proseguire i lavori per misure transitorie, applicabili a partire dal 2014 per entrambi i settori, sul modello della precedente partecipazione indiretta.</p><p>5.c. Gli studenti provenienti dall'UE che vogliono studiare uno o due semestri in Svizzera possono ancora essere ammessi. Non possono tuttavia più ottenere una borsa Erasmus dalla loro università d'origine.</p><p>6. I Paesi limitrofi rappresentano i nostri partner più importanti. La qualità e l'intensità delle relazioni tra la Svizzera e i Paesi confinanti dipendono in maniera considerevole dalle nostre relazioni con l'UE. È pertanto difficile fare previsioni quanto alle conseguenze del nuovo articolo costituzionale sui negoziati in corso con i Paesi limitrofi. Le discussioni in corso con l'Italia e la Francia in materia fiscale e finanziaria saranno portate avanti nel marzo 2014.</p><p>7.a. Il Consiglio federale intende rafforzare l'attrattiva della Svizzera quale Paese ospitante - in particolare della Ginevra internazionale. Probabilmente ancora nel corso di quest'anno discuterà un messaggio concernente una nuova strategia per il futuro della Ginevra internazionale.</p><p>7.b. Già prima della votazione la Confederazione (DEFR), con l'iniziativa sul personale qualificato, aveva cercato di sfruttare meglio il potenziale interno di occupati. Le proposte di soluzione avanzate con l'iniziativa nel settore della formazione e del mercato del lavoro acquistano ulteriore importanza alla luce dell'esito della votazione. Occorre verificare se è necessario profondere ulteriori sforzi.</p><p>7.c. Il Consiglio federale mira a riprendere i negoziati sospesi dall'UE su un'ulteriore partecipazione della Svizzera, quale Paese associato, a Horizon 2020. Fino alla decisione saranno tuttavia scaduti i termini 2014 per determinate candidature a progetti di ricerca. Sono pertanto elaborate soluzioni transitorie per i concorsi definitivamente sfumati e per il caso di una mancata associazione nel 2014. La Confederazione può finanziare tali misure transitorie nel quadro dei crediti già approvati.</p>  Risposta del Consiglio federale.