Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/226866

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quali risultati dettagliati è pervenuto l'esame delle condizioni quadro normative per le nuove tecniche di selezione vegetale svolto dal DATEC e dal DEFR?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale, quanto tempo serve per definire una "history of safe use" per una nuova tecnica di selezione vegetale?</p><p>3. È opportuno bloccare l'applicazione pratica di tutte le nuove tecniche di selezione vegetale fino all'esistenza di una "history of good use"?</p><p>4. In che modo è possibile generare una "history of good use" per le tecniche la cui applicazione su larga scala è in pratica vietata (ad es. a seguito di una moratoria)?</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che, per le piante transgeniche coltivate da più di 25 anni ormai su ben il 13 per cento delle superfici coltive mondiali, esista una "history of good use"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1) Dalla verifica delle condizioni quadro giuridiche per le nuove tecniche di selezione vegetale effettuata dal Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) e del Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) è emerso quanto che i prodotti dei nuovi metodi di ingegneria genetica rientrano nell'attuale legislazione sull'ingegneria genetica. In base al diritto vigente, per qualificare un organismo come geneticamente modificato (OGM) non è determinante soltanto il prodotto finale, bensì anche il processo di produzione (cfr. art. 3 cpv. 1 lett. d dell'ordinanza sull'utilizzazione degli organismi nell'ambiente; OEDA, RS 814.911).</p><p>Nel rapporto in adempimento del postulato Chevalley (20.4211) "Criteri di applicazione del diritto sull'ingegneria genetica", il Consiglio federale effettuerà un'analisi per rispondere alle questioni giuridiche aperte riguardo ai nuovi metodi di ingegneria genetica. Saranno parte integrante del rapporto anche gli sviluppi concernenti i nuovi metodi di ingegneria genetica nell'Unione europea.</p><p>2) La legislazione svizzera non contempla il concetto di "history of safe use", o storia di uso sicuro. D'altro canto, l'approccio graduale ("step by step") del diritto europeo è molto simile alla "history of safe use". Lo sviluppatore deve fornire i dati necessari a dimostrazione della sicurezza per l'uomo, gli animali e l'ambiente in merito a ogni prodotto e secondo l'approccio graduale ("step-by-step"). Non si tratta quindi solo di una questione legata alla durata d'uso, ma anche alla raccolta di dati ed esperienze attendibili riguardo all'uso anche in ambienti di complessità crescente (sistemi chiusi, serre, emissioni sperimentali).</p><p>3 e 4) La moratoria non limita la ricerca nei sistemi chiusi o nelle emissioni sperimentali. In Svizzera, la maggior parte dei dati che documentano la sicurezza per l'uomo, gli animali e l'ambiente possono essere rilevati secondo l'approccio graduale ("step-by-step"). In questo modo, dovrebbe essere possibile valutare anche gli organismi e i prodotti destinati all'impiego nell'ambiente ottenuti con nuovi metodi di ingegneria genetica. Le numerose emissioni sperimentali effettuate in un sito protetto ("protected site") dimostrano che i costi per implementarle sono sopportabili.</p><p>5) Per evitare di rivalutare prodotti per i quali erano già disponibili i dati e le esperienze d'uso al momento dell'emanazione della normativa, sono state escluse dall'applicazione della LIG le piante ottenute da mutagenesi utilizzate all'epoca. Fatta eccezione di queste piante, tutte le piante OGM che rientrano nella definizione di OGM ai sensi della legislazione sull'ingegneria genetica devono essere sottoposte alla procedura di autorizzazione (cfr. risposte 2-4), che attesta la sicurezza del prodotto per l'uomo, l'animale e l'ambiente.</p>  Risposta del Consiglio federale.