Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/84480

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Quale importanza avranno le missioni di pace dell'ONU per la futura politica estera e di sicurezza della Svizzera secondo il Consiglio federale?</p><p>2. L'adozione dell'iniziativa popolare "per il divieto di esportare materiale bellico" impedirebbe anche le forniture di materiale bellico ai Paesi che partecipano alle missioni di pace dell'ONU?</p><p>3. Quali conseguenze avrebbe l'adozione dell'iniziativa popolare "per il divieto di esportare materiale bellico" sull'impegno della Svizzera nell'ambito delle missioni di pace dell'ONU?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In merito alle singole domande, la posizione del Consiglio federale è la seguente:</p><p>1. L'ONU svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della stabilità internazionale, e le sue operazioni di pace costituiscono uno strumento fondamentale per la risoluzione di conflitti internazionali e per la gestione di crisi, soprattutto perché in quanto istituzione universale, l'ONU detiene una maggiore legittimazione rispetto alle organizzazioni regionali o alle alleanze militari. In un contesto sempre più difficile e complesso, la comunità internazionale ha consolidato i suoi sforzi volti alla stabilizzazione e alla pace nelle regioni dove regnano crisi: dal 2000 il personale impiegato nelle missioni dell'ONU si è praticamente quintuplicato. </p><p>La promozione della pace è parte integrante della politica estera e di sicurezza svizzera. Anche i conflitti armati geograficamente distanti hanno ripercussioni dirette e indirette sulla Svizzera. In quanto membro dell'ONU, la Svizzera parteciperà anche in futuro alle operazioni di pace dell'ONU qualora siano soddisfatte le condizioni politiche e giuridiche (mandato del Consiglio di sicurezza, partecipazione facoltativa, nessuna partecipazione ad azioni di combattimento per l'imposizione della pace) e l'esercito sia in grado di fornire un utile contributo. </p><p>2. L'iniziativa popolare "per il divieto di esportare materiale bellico", depositata il 21 settembre 2007, prevede il nuovo articolo 107a capoverso 1 della Costituzione federale che vieta l'esportazione di materiale bellico e di beni militari speciali. Conformemente al capoverso 2, farebbero eccezione gli apparecchi per lo sminamento umanitario nonché le armi da sport e le armi da caccia incontestabilmente riconoscibili come tali e che in quella versione non siano anche armi da combattimento. L'esportazione di altri beni sarebbe vietata e, in caso di approvazione dell'iniziativa, non sarebbe quindi neanche consentito fornirli a Stati per sostenerli nelle loro attività nell'ambito di missioni di pace dell'ONU. </p><p>3. Per gli impieghi all'estero dell'esercito svizzero, all'articolo 107a capoverso 3 della Costituzione federale il testo dell'iniziativa prevede un'eccezione. L'esportazione di materiale bellico e in particolare di beni militari da parte di autorità federali, cantonali e comunali sarebbe ancora consentito: i beni dovrebbero rimanere proprietà delle autorità, essere utilizzati dalle persone prestanti servizio ed essere reimportati in Svizzera dopo la fine dell'impiego.</p>  Risposta del Consiglio federale.