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PYONGYANG - È trascorsa una settimana dall'annuncio da parte di Pyongyang di un non precisato «grave incidente», in qualche modo legato alla pandemia di Covid, che avrebbe posto un serio rischio per la sicurezza nazionale della Corea del Nord. È quasi inevitabile quindi che in questi giorni ci fosse più di un occhio puntato sul Paese che, lo ricordiamo, non ha ancora ufficializzato un singolo caso di contagio dall'inizio dell'emergenza pandemica.
Su quel fronte non sono però emerse novità. Pyongyang ha confermato in questi giorni all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che tutti i tamponi effettuati - su 711 persone - tra il 18 e il 24 giugno hanno dato esito negativo. Così come le migliaia di test effettuati nei 18 mesi precedenti.
Un «grave incidente». Ma di che tipo?
Quello zero "invincibile" alla voce "casi registrati" riporta quindi l'attenzione alla domanda iniziale generata dalle dichiarazioni diffuse attraverso il megafono della Kcna, che opera sotto l'egida del Partito del Lavoro di Corea: qual è la natura del «grave incidente» che ha messo a rischio la Corea del Nord? L'agenzia, in ossequio alla prassi nordcoreana, ha mantenuto totale riserbo su cosa sia effettivamente accaduto. Ma la testata online NK News ha interpellato alcuni esperti che hanno messo nero su bianco le proprie ipotesi.
«Considerato il linguaggio vago, il "grave incidente" potrebbe essere qualsiasi cosa, da un evento collegato a un super diffusore a una breccia nella sicurezza ai confini, o forse a qualcosa legato alla situazione degli approvvigionamenti alimentari» (la Corea del Nord sta vivendo in questo periodo un'allarmante carenza di cibo, ndr.), ha detto l'esperto Peter Ward. È inoltre plausibile che nell'incidente possano essere coinvolti alcuni militari, come dimostra la recente rimozione di alcuni funzionari.
Cinque scenari ipotizzati
Nell'ipotizzare una possibile risposta, gli esperti hanno definito cinque possibili scenari. I primi due riguardano in modo diretto il coronavirus: una possibile breccia nelle quarantene, che ha provocato un focolaio di Covid, o un problema verificatosi a livello di sicurezza sul confine con la Cina. Una delle ipotesi tira poi in causa i militari, in particolare evocando una presunta incapacità di seguire gli ordini di Kim Jong-un nel rifornire la popolazione civile con i razionamenti alimentari. Infine vengono citati un possibile incidente in un cantiere di Pyongyang e un tentativo da parte del leader nordcoreano di consolidare il potere del partito sull'esercito.
E in merito a quest'ultimo punto, l'esperto Cho Han-beom, ricercatore presso il Korea Institute for National Unification, ha spiegato che l'incontro del Politburo della scorsa settimana è stata più che altro un'occasione per «rimproverare» gli alti funzionari dell'esercito e «rivoluzionare» l'attuale quadro. «Sta usando la politica della paura. Vuole mostrare alla gente che sta lavorando duramente mentre gli ufficiali che stanno sotto di lui non stanno facendo il loro lavoro. Vuole trasferire la responsabilità delle difficoltà di questo periodo a loro».
Non si può infine escludere che il «grave incidente» possa non essere un evento solo quanto piuttosto la somma di più situazioni, verificatesi in più aree di competenza. E questo potrebbe, almeno in parte, dare una spiegazione al perché siano stati rimossi dalle loro funzioni diversi ufficiali di alto rango.