Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01294.jsonl.gz/99

LUGANO - La sua andatura caracollante lo rendeva inconfondibile. Così come la sua maglia numero 24 e il suo senso del gol. Innato. Un istinto che lo ha portato a realizzare ben 379 reti in LNA - è il quarto marcatore di sempre - 288 delle quali nelle dodici stagioni passate con la maglia del Lugano. Lui che della storia bianconera resta il miglior cecchino ed un simbolo. Lui che mise la propria firma sul primo titolo dei sottocenerini trovando la liberatoria rete a porta vuota in quello storico primo marzo 1986 a Davos. Proprio là dove aveva già vinto i due precedenti campionati (1984 e 1985) prima di sbarcare sulle rive del Ceresio.
Nato ad Herisau nel 1962, Jörg Eberle mosse i primi passi proprio nel club del suo paese. Con la squadra appenzellese esordì tra i professionisti nel 1981 e fece subito il botto. A soli 19 anni mise infatti a referto la bellezza di 30 reti e 20 assist in NLB, attirando le attenzioni del neopromosso (e ambizioso) Lugano. Sotto le volte della Resega trascorse inizialmente solo una stagione - condita da 37 punti in altrettante partite - per poi andare a vincere due titoli a Davos. Trionfi che diverranno poi cinque (di fila) con i tre ottenuti in maglia bianconera (dal 1985/86 al 1987/88) e conquistati a suon di reti. Da giocatore vincente. Da protagonista.
Dopo l’inaspettato stop imposto dal Berna nella stagione 1988/89, il Lugano ed Eberle tornarono ad esultare in quella successiva. Per l’appenzellese, però, non si trattò dell’ultimo alloro in carriera visto che, nel campionato 1997/98, contribuì pure al primo (e finora unico) trionfo dello Zugo, prima di ritirarsi la stagione successiva. Jörg diventò quasi una sorta di talismano. Tanto che nei suoi 18 anni da professionista alzò 7 volte la coppa di campione. Un rendimento eccezionale. Una media straordinaria che lo piazza tuttora in vetta alla classifica degli svizzeri più vincenti (insieme a Beat Kaufmann, altra icona bianconera). Davanti a lui rimane soltanto il canadese Gaston Pelletier che collezionò 8 titoli con il Villars e La Chaux-de Fonds tra il 1962 e il 1973. Una vita fa.
Eberle fu grande protagonista anche con la Nazionale rossocrociata con cui dal 1982 al 1994 disputò quattro mondiali del gruppo A e sette del B oltre a due Olimpiadi. In occasione del suo 50° compleanno il Lugano ricordò «il proprio ariete per eccellenza» come «un modello da seguire per una schiera di giovani attaccanti». Un bel riconoscimento per l’uomo dei 7 titoli, che ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore del popolo bianconero.
Clicca qui per leggere gli articoli precedenti di "Un Disco per l'estate".