Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01230.jsonl.gz/1382

In ambito economico, il termine monopolio designa una forma di regolamentazione del Mercato in cui l'esercizio di una determinata attività economica e quindi l'offerta è concentrata nelle mani di un individuo o di un'entità collettiva, al riparo dalla Concorrenza. Esso è usato per indicare fenomeni differenti: da una parte vi sono i monopoli legali, con cui lo Stato, legittimato dal diritto, riserva a se stesso o a particolari l'esclusiva su un determinato settore; dall'altra esistono monopoli o quasi monopoli di fatto, per cui un'attività è sotto il controllo di una singola persona o azienda. Nell'uso corrente il concetto è spesso usato per indicare situazioni in cui la concorrenza è molto limitata. In questa accezione, in passato in Svizzera il termine è stato utilizzato in riferimento all'industria orologiera, quando invece sarebbe stato più corretto parlare di oligopolio o di Cartelli (Concentrazione economica).
Anche nella letteratura giur. le definizioni non sono univoche: l'emissione di moneta e banconote da parte dello Stato o il controllo pubblico delle assicurazioni sociali da parte di vari autori vengono considerati un monopolio, nella misura in cui essi sono esercitati da enti di diritto pubblico escludendo la concorrenza; per altri, invece, non si tratterebbe di monopoli ma di compiti essenziali dello Stato. Altri ambiti in cui la Conf. si riserva la competenza legislativa e di controllo non sono da tutti considerati un monopolio in senso stretto: è il caso dell'energia atomica o degli oleodotti e gasdotti, settori dove operano imprese private.
Autrice/Autore: Sandro Guzzi-Heeb
Come nel resto d'Europa, in Svizzera i monopoli hanno una lunga tradizione. Prima del 1798, essi assumevano però una connotazione molto diversa da quella acquisita in seguito. Dal tardo ME alla fine del XVIII sec. l'intera vita economica fu sottoposta a un controllo pubblico crescente, che spesso diede origine a privilegi o monopoli. Questi ultimi si dividevano in due categorie: i monopoli derivanti da Regalie, che avevano finalità soprattutto fiscali, e quelli istituiti a scopo di controllo, per garantire l'approvvigionamento, evitare abusi e sorvegliare il processo produttivo. Nelle città la produzione artigianale divenne sempre più prerogativa delle Corporazioni; anche Mercati e Fiere, il commercio del sale, la raccolta degli stracci per le cartiere e lo sfruttamento di altre materie prime, la macellazione, i mulini e la panificazione, osterie e locande e la fabbricazione di polvere da sparo in molti casi necessitavano di una concessione da parte delle autorità (Bannalità). Tali monopoli venivano comunque spesso infranti: già tra il 1280 e il 1315 i castellani di Sembrancher, sulla strada del Gran San Bernardo, punirono numerose persone per aver venduto bestiame al di fuori della fiera del villaggio. Con l'affermazione delle teorie mercantilistiche nel XVII sec., i cant. aristocratici istituirono nuovi monopoli allo scopo di incoraggiare determinate attività economiche; rispetto all'estero, in Svizzera il Mercantilismo ebbe comunque una diffusione limitata.
In seguito al crescente peso del pensiero liberale nel corso del XVIII sec., i vincoli imposti all'economia e di conseguenza i monopoli furono viepiù criticati. Le nuove concezioni si imposero in Svizzera per la prima volta con la nascita della Repubblica elvetica (1798), anche se la Libertà di commercio e di industria non venne garantita sul piano costituzionale. Lo Stato tentò comunque di assumere alcuni monopoli, come quelli sulle poste, sul commercio del sale e sull'emissione di moneta.
Autrice/Autore: Sandro Guzzi-Heeb
Mentre l'Atto di mediazione del 1803 assicurò esplicitamente la libertà di commercio e di industria in tutto il territorio nazionale, con il Patto fed. del 1815 la competenza in materia economica tornò quasi completamente ai cant. Dal 1830 tale diritto fu nuovamente garantito da alcune costituzioni cant., e dal 1848, in linea di principio, dalla Costituzione fed. (art. 29); i cant. ne diedero però inizialmente un'interpretazione restrittiva. Solo con la Costituzione fed. del 1874 la libertà di commercio e di industria entrò definitivamente a far parte dei diritti fondamentali (art. 31); in seguito, regalie e monopoli non furono più considerati prerogative tradizionali delle autorità, ma restrizioni parziali alla libertà economica giustificabili solo nell'interesse superiore dello Stato e della collettività.
Anche lo Stato fed. assunse vari monopoli, in parte ereditati dal passato, come le regalie delle polveri e delle poste, e in parte introdotti in seguito all'estensione dei compiti delle autorità pubbliche. Tra i più importanti monopoli fed. figurano quelli delle poste (dal 1848), del telegrafo (1851) e del telefono (1878), su cui si basò in seguito la concessione in esclusiva delle emissioni radiofoniche e televisive alla Soc. sviz. di radiodiffusione e televisione, quello delle polveri (1848) e la Regia fed. degli alcool (1887); la Conf. acquisì inoltre la competenza legislativa sulla navigazione interna (1919) e in materia di aviazione (1921). La prima legge sulle ferrovie (1852) demandò inizialmente ai cant. il potere decisionale nel campo delle concessioni ferroviarie; la successiva legge del 1872 la assegnò poi alla Conf. Il monopolio dell'emissione monetaria, attribuito allo Stato fed. nel 1891, venne di fatto esercitato tramite la Banca nazionale sviz. solo dal 1910. A partire dalla prima guerra mondiale, le autorità fed. regolamentarono anche l'approvvigionamento di cereali, una prerogativa che mantennero in maniera più o meno accentuata fino al 2003. Sul piano pratico, i vari monopoli si sono però manifestati in forme diverse: mentre nel campo delle poste, delle telecomunicazioni e in parte delle ferrovie lo Stato, tramite le regie fed., esercitò direttamente il monopolio fino agli anni 1990-2000, in altri campi come la navigazione interna e l'aviazione esso venne affidato, per mezzo di concessioni, ad aziende private, di cui la Conf. poteva detenere una partecipazione, come nel caso della compagnia aerea Swissair, fallita nel 2001.
Altri monopoli sono esistiti o esistono tuttora nei cant., come quello del sale e le regalie della caccia, della pesca e delle attività minerarie. Oggetto di monopolio sono anche diversi settori sottoposti a una stretta sorveglianza, quali la rimozione e l'eliminazione dei rifiuti, i macelli e l'assicurazione contro gli incendi. Un caso particolare è costituito dal settore energetico: dalla fine del XIX sec., per un lungo periodo la fornitura di elettricità, gas e acqua è stata considerata compito degli enti pubblici. Sul piano pratico, la situazione risulta tuttavia eterogenea. Alcuni cant. o com. hanno assunto un ruolo sussidiario rispetto ai privati, mentre in altri tali prestazioni vengono assicurate dalla mano pubblica. Lo sfruttamento delle forze idriche venne sottoposto alla vigilanza della Conf. nel 1908 (art. 24bis Costituzione fed. del 1874); seguì poi la legge fed. sull'utilizzazione delle forze idriche del 1916. Altri monopoli furono proposti ma non realizzati, come quello sul tabacco (iniziativa lanciata nel 1894), o introdotti solo per brevi periodi.
In seguito alla tendenza alla liberalizzazione impostasi in tutta Europa negli ultimi decenni del XX sec., molti monopoli ancora esistenti sono stati aspramente criticati e in parte attenuati o aboliti: è il caso dei monopoli delle poste e delle telecomunicazioni, soppressi risp. in parte e totalmente nel 1997, e del settore radiotelevisivo, reso accessibile a operatori privati beneficiari di una concessione (per la radio dal 1983, per la televisione dal 1991). Il tema dei monopoli di Stato e del servizio pubblico resta tuttavia al centro di un acceso dibattito sul piano politico. Le proposte per una liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica sono state ad esempio respinte in votazione popolare nel 2002.
Autrice/Autore: Sandro Guzzi-Heeb
Autrice/Autore: Sandro Guzzi-Heeb