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L'allenatore del Borussia Dortmund Lucien Favre elogia la professionalità e l'impegno dei suoi giocatori:
Anche se lo stadio Borussia Dortmund è stato requisito per la lotta contro la pandemia di coronavirus, Lucien Favre deve comportarsi come se «il campionato riprendesse quasi a freddo, al ritmo di una partita ogni tre giorni», racconta l'allenatore vodese a Keystone-Ats. Come noto, la Bundesliga intende riprendere il campionato il più presto possibile: in ballo c'è la sopravvivenza di molti club, che potrebbero scomparire se non dovessero beneficiare dei proventi derivanti dai diritti televisivi. Per questo motivo le autorità stanno studiando da diversi giorni lo scenario di un finale di campionato a ritmo più intenso (con partite ogni giorno, giocate rigorosamente a porte chiuse, ma aperte per le riprese tv).
Quasi quattro settimane dopo l'ultima partita del Borussia - battuto 2-0 dal Psg al Parc des Princes, capolinea dei tedeschi in Champions League), il quotidiano di Lucien Favre è composto da sessioni di allenamento individuale: «Ci stiamo allenando su quattro campi con, ovviamente, il totale rispetto dei vincoli dettati da questa pandemia. I giocatori, ad esempio, fanno la doccia a casa loro». Ma l'attuale situazione eccezionale colloca il calcio in secondo piano: «Come tutti gli altri, seguo le notizie in televisione. Ciò che sta succedendo in questo momento è semplicemente incredibile», aggiunge un Favre che si dice comunque soddisfatto del senso di responsabilità dimostrato dai suoi giocatori. Nessuno dei suoi 'mercenari' è tornato a casa, a differenza di quanto è successo in Francia con Neymar, Dante ed Edinson Cavani. «Hanno capito che era essenziale rispettare le istruzioni impartite dalle autorità. Hanno anche capito che la stagione potrebbe benissimo ricominciare. Sul piano del loro impegno, dunque, non ho nulla da temere».
«Quando si guarda a ciò che possono passare Paesi come l'Italia, la Spagna e gli Stati Uniti, però, bisogna mettere molte cose in prospettiva», aggiunge Lucien Favre. Che si dice pienamente d'accordo , che si dice pienamente d'accordo con il selezionatore della nazionale tedesca Joachim Löw, il quale aveva dichiarato: «Il mondo sta attraversando un vero e proprio burn-out. È come se la terra si stesse ribellando all'attività umana». «Viviamo in un mondo completamente pazzo - sottolinea a sua volta il tecnico del Borussia Dortmund -. I problemi che stiamo affrontando oggi sono giganteschi». Il vodese, naturalmente, pensa alle conseguenze economiche di questa pandemia, che farà sprofondare molte persone in situazioni precarie. «Ma penso anche a quello che sta succedendo da settimane a Lesbo, in Grecia. Stiamo assistendo a una tragedia umanitaria. Questi rifugiati, che non hanno più nulla, hanno bisogno di aiuti d'emergenza. Nessuno può rimanere indifferente di fronte a una tale tragedia».