Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/25745

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il tema degli effetti sull'uomo e sull'ambiente delle sostanze attive a livello ormonale riveste una grossa importanza sia in Svizzera che all'estero. Nonostante intense attività di ricerca condotte all'estero, le conoscenze raggiunte sono ancora molto lacunose. Sino ad oggi la Confederazione ha promosso soltanto pochi progetti in quest'ambito. Dal 1996 l'UFAFP ha conferito dei mandati per un ammontare di circa 500'000.- franchi. Gli studi finanziati servono in primo luogo a rilevare e riconoscere i problemi esistenti. Con il progetto chiamato "Rete da pesca", al quale partecipano l'IFADPA nonché autorità cantonali e federali, si tenta di chiarire le cause della diminuzione degli effettivi ittici nelle acque correnti svizzere. Inoltre, l'UFES cofinanzia un progetto dell'Ue sugli effetti di talune sostanze ad azione endocrina. Per il tramite del Fondo nazionale si promuovono soltanto pochi progetti che affrontano il problema delle sostanze attive a livello ormonale presenti nell'ambiente; soprattutto, manca in quest'ambito un coordinamento della promozione di tali ricerche.</p><p></p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che il tema dell'effetto endocrino, sull'uomo e sugli animali, di sostanze chimiche presenti nell'ambiente sia di grande interesse e debba essere seguito da vicino. L'UFES è pertanto stato incaricato di esaminare se la questione dell'effetto di talune sostanze attive a livello ormonale possa essere inclusa nei progetti di ricerca in corso o previsti, oppure nella proposta di un nuovo programma nazionale di ricerca. I lavori devono essere intrapresi rapidamente di modo che il Consiglio federale possa decidere al più tardi nella primavera del 2000 sull'ulteriore procedura.</p><p></p><p>3. Conformemente alla politica perseguita da molti anni dalla Confederazione, si cerca dapprima di risolvere il problema alla radice. In ossequio a tale principio, il Consiglio federale emanò nel 1986 un divieto per l'alchilfenoletossilato nei detersivi per il bucato. Contro una più ampia limitazione dell'impiego di detta sostanza venne fatto valere segnatamente il fatto che non vi fossero prove scientifiche sufficienti della sua pericolosità e che mancassero sostanze alternative. Misurazioni in corso mostrano che, nelle acque, la concentrazione del prodotto di degradazione nonilfenolo - il quale ha un'azione endocrina - è di 5-10 volte inferiore rispetto a prima del divieto nei detersivi, e che una simile concentrazione si trova, nei casi normali, al di sotto dei valori tollerabili oggi proposti. In determinati punti più inquinati questo valore può tuttavia ancora essere raggiunto o superato. Il Consiglio federale condivide pertanto l'opinione secondo cui sono giustificate ulteriori misure di protezione dell'ambiente. L'UFAFP sta attualmente facendo luce su quali siano gli impieghi che contribuiscono tuttora in modo determinante a questo tipo d'inquinamento. I detergenti per la casa e l'industria nonché le sostanze ausiliarie per l'industria tessile, del cuoio, del metallo e della carta risultano essere in primo piano. Nel caso in cui l'industria non si dichiari spontaneamente disposta a rinunciare in futuro all'impiego di tali sostanze, il Consiglio federale si riserva il diritto di intraprendere delle misure vincolanti che potrebbero anche portare a un loro eventuale divieto.</p>  Risposta del Consiglio federale.