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Société Suisse des Entrepreneurs: Le maçon Kevin Hofer a obtenu un diplôme au Mondial des métiers à Abou Dabi
Abou Dabi (ots) - Kevin Hofer a réalisé de bonnes performances aux WorldSkills 2017. Le jeune de Rothrist ...
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Fehraltorf (ots) - Le Focus Salaire lancé par Electrosuisse, l'Association pour l'électrotechnique, les ...
Zurich (ots) - En septembre 2017, les loyers proposés en Suisse sont restés inchangés. L'indice ...
Berna (ots) - Il Consiglio federale ha deciso il 28 maggio, in
adesione alla risoluzione 1483 del Consiglio di sicurezza dell'ONU
del 22 maggio scorso, di revocare la maggior parte delle misure di
embargo introdotte nel 1990 nei confronti dell'Iraq. D'altro canto
ha introdotto delle nuove misure nell'ambito del patrimonio
culturale volte a facilitare la restituzione di beni culturali
iracheni rubati.
Sono vietati l'importazione, il trasferimento e l'esportazione nonché la vendita, la distribuzione, l'intermediazione, l'acquisto e qualsiasi altro genere di cessione di beni culturali iracheni rubati dal 2 agosto 1990 in Iraq, sottratti contro la volontà del legittimo proprietario oppure esportati illecitamente dall'Iraq. Vi rientrano anche i beni culturali provenienti da scavi abusivi. Si suppone che un bene culturale sia stato esportato illecitamente, se è possibile dimostrare che dopo il 2 agosto 1990 si trovava ancora in Iraq.
Le persone e le istituzioni in possesso di tali beni culturali sono tenuti a comunicarlo immediatamente all'Ufficio federale della cultura.
Già il 15 aprile scorso l'Ufficio federale della cultura aveva richiamato l'attenzione di tutte le cerchie interessate sul pericolo del trasferimento illecito di beni culturali iracheni attraverso la Svizzera esortando a non acquistare e a non accettare più beni culturali la cui origine non fosse inequivocabilmente accertabile. L'ordinanza federale del 28 maggio 2003 sulle misure economiche nei confronti dell'Iraq fissa la base legale per un procedimento efficace contro il trasferimento illecito di beni culturali.
L'Ufficio federale della cultura ha informato su queste misure collezionisti, musei e mercanti di opere d'arte. La Svizzera s'impegna a fare quanto possibile per impedire il commercio illecito di beni culturali. Il nostro Paese non deve essere sfruttato come piazza di smercio per beni culturali di dubbia provenienza.
Il Parlamento approverà probabilmente quest'estate la legge sul trasferimento dei beni culturali elaborata dall'Ufficio federale della cultura, che permetterà di combattere in modo più mirato contro questi abusi. Essa mette a disposizione delle autorità gli strumenti necessari per reagire più rapidamente e in modo più efficace in queste situazioni.