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Mercoledì 01 agosto, 09:54
Anticipando di un giorno la festività del Primo Agosto, alcuni politici hanno già tenuto il loro tradizionale discorso per il Natale della patria.
Da Bulle, nel canton Friburgo, il presidente del Partito Socialista Christian Levrat ha auspicato una maggiore coesione sociale, affermando che "dobbiamo impegnarci più duramente affinché i frutti del nostro lavoro vengano distribuiti equamente" e deplorando il fatto che solo pochi godono della ricchezza creata in Svizzera.
Nel suo messaggio pubblicato su internet, il presidente del PPD Christophe Darbellay ha invece sostenuto che "la Svizzera vive del dare e avere", esortando alla solidarietà nella società, nelle grandi come nelle piccole cerchie.
Il liberale Hans Altherr, presidente del Consiglio degli Stati, ha reso omaggio alla taglia ridotta della Confederazione, sostenendo che le brevi distanze fra le regioni linguistiche rendono più facili i confronti e permettono di osservare in maniera critica quello che avviene nei paesi limitrofi.
Nel suo discorso, il consigliere federale Ueli Maurer ha parlato della Svizzera nel contesto internazionale. Il ministro della difesa ha sottolineato le pressioni esercitate dall'estero nei confronti dell'ordinamento liberale del nostro paese e delle costanti richieste volte a limitarne la sovranità.
A prendere la parola in occasione della Festa nazionale non sono stati solo i politici: lunedì, a nome della conferenza episcopale svizzera, il vescovo di San Gallo Markus Büchel ha affermato che è "il denaro al servizio dell'uomo, e non l'uomo schiavo del denaro", toccando poi il problema della crisi finanziaria e la questione dei salari troppo alti. Temi che hanno sollevato reazioni contrastanti e che secondo alcuni dovrebbero essere lasciati ad esperti del settore.