Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01034.jsonl.gz/1392

GINEVRA - I pedoni non hanno la vita facile nei centri urbani: a Losanna e Ginevra sono costretti a subire tempi di attesa troppo lunghi ai semafori, mentre a La Chaux-de-Fonds la loro circolazione è impedita dall'eccessivo numero di vetture, attirate dalla gratuità dei parcheggi.
Lo rivela un test di "praticabilità pedonale" condotto nelle tre città dall'organizzazione actif-trafiC. A La Chaux-de-Fonds, i pedoni sono confrontati alle numerose vetture parcheggiate sui marciapiedi, che li costringono a dover camminare sulla strada.
È d'altronde a La Chaux-de-Fonds che è stato constatato il maggior numero di situazioni conflittuali fra veicoli motorizzati e pedoni. Alla città neocastellana è stato attribuito un indice di soddisfazione appena sufficiente (64%), mentre Ginevra ha ottenuto il 92%.
Nella città di Calvino e a Losanna, la qualità globale delle vie pedonali è piuttosto buona, ma sono stati rilevati tratti problematici, quali marciapiedi troppo stretti a Ginevra. In entrambe le metropoli lemaniche, tuttavia, i pedoni sono costretti ad aspettare troppo a lungo ai semafori, mal regolati.
Un test supplementare al riguardo ha rivelato che a Ginevra per 10 minuti di tragitto a piedi, un pedone aspetta in media circa 3 minuti che il semaforo diventi verde per lui. I tempi di attesa al semaforo rosso rappresentano a Ginevra fino al 40% del tempo impiegato per l'intero tragitto, mentre a Losanna possono persino raggiungere il 50%.
In entrambe le città è d'altronde quasi impossibile attraversare un incrocio a piedi in una sola volta, a meno di correre. Al riguardo, actif-trafiC chiede una migliore sincronizzazione dei semafori verdi agli incroci e di accrescere la durata di ogni singolo semaforo.
Secondo l'organizzazione, questi test dimostrano che le autorità dispongono di un ampio margine di manovra per migliorare la situazione dei pedoni e incoraggiare gli spostamenti a piedi in città. I prossimi test saranno condotti in periferia, dove la situazione dei pedoni è spesso meno favorevole.
Il test si basa su quello pubblicato nel novembre 2016 dall'equivalente svizzero-tedesco di actif-trafiC (umverkehR), che coinvolgeva otto città della Svizzera tedescofona. Il metodo impiegato è identico: si tratta di valutare in base a diversi criteri la qualità dei tratti (marciapiedi, strade), degli attraversamenti (passaggi pedonali, semafori), le fermate dei trasporti pubblici e le piazze.