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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel maggio del 2009 il consiglio di fondazione del Fondo di compensazione AVS ha pubblicato il rapporto annuale 2008. Le perdite d'investimento per l'anno in esame (-18,2 per cento) sono così elevate che, anche risalendo al 2001, risultano perdite pari a 1,3 miliardi di franchi o in media a 170 milioni di franchi all'anno (-0,7 per cento). </p><p>In questo contesto chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È vero che, per quanto riguarda la gestione del portafoglio d'investimenti, si è reagito alla crisi finanziaria soltanto nel 2008 reinvestendo il capitale e riducendo i rischi?</p><p>2. Come valuta la capacità e la velocità di reazione degli amministratori patrimoniali e degli organi del fondo di compensazione rispetto a quella degli istituti finanziari dell'economia privata? </p><p>3. Come valuta il rendimento del patrimonio dell'AVS nel corso degli ultimi 10 anni e cosa si aspetta per il futuro?</p><p>4. Ritiene necessario rivedere e limitare il margine di manovra concesso dal Parlamento nella definizione della strategia d'investimento e nell'allocazione del patrimonio? </p><p>5. Considerando la situazione e l'evoluzione dei mercati finanziari, il Fondo di compensazione è ancora in grado di assumere anche gli oneri dell'AI, cronicamente in perdita?  </p><p>6. Non sarebbe ragionevole e necessario separare l'AI dall'AVS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il fondo AVS ha investito in maniera molto diversificata e si è guardato dall'adottare prematuramente misure per la riduzione dei rischi. Quando, all'inizio del 2008, la crisi finanziaria ha cominciato a delinearsi sempre più nettamente, il fondo ha agito tempestivamente. Dal primo trimestre gli investimenti più rischiosi sono stati ridotti o coperti e nella gestione dei rischi si è tenuto maggiormente conto della qualità degli investimenti e del rischio d'inadempienza della controparte.</p><p>2. Il Fondo AVS ha reagito alla crisi finanziaria con decisione e rapidità, anche in confronto agli istituti finanziari dell'economia privata e ad altri istituti di previdenza di grandi dimensioni tradizionalmente orientati su strategie d'investimento offensive. Come loro, ha ridotto la quota degli investimenti in valori reali più rischiosi (azioni, investimenti immobiliari indiretti, future su materie prime) dal 50 (fine 2008) al 30 per cento e, quale misura difensiva, aumentato sensibilmente le liquidità (nuova classe d'investimento "Cash"). Dopo la decisione dell'aprile 2009 di abbreviare l'orizzonte di pianificazione e ridurre ulteriormente i rischi - in considerazione delle incerte previsioni e del possibile peggioramento dei risultati di ripartizione (cioè dei risultati dell'attività assicurativa) -, la distribuzione del patrimonio a medio termine prevede ora una quota media di valori reali rischiosi di poco superiore al 20 per cento.</p><p>3. Stando ai conti d'esercizio, dal 1999 ad oggi (maggio 2009), il fondo ha realizzato un utile di circa 3 miliardi di franchi. Secondo i calcoli del fondo, il rendimento accumulato dal 1999 al 2008, in un periodo che ha visto due crolli di borsa, ammonta al 10,5 per cento. Le crisi borsistiche hanno dunque inciso sul fondo più o meno come sugli istituti di previdenza. Dall'ultima inchiesta Swisscanto (maggio 2009) emerge p. es. che sulla media degli ultimi 8 anni è stato pressoché impossibile per gli istituti di previdenza realizzare utili d'investimento. Tuttavia, anche se negli ultimi 10 anni i portafogli con un'elevata quota di azioni non hanno conseguito risultati migliori di quelli in cui prevalgono gli investimenti a basso rischio, al Fondo AVS è richiesta una strategia che persegua a medio termine un rendimento superiore a quello degli investimenti a basso rischio. È con queste chiare aspettative che il Parlamento ha deciso in due tappe (1997 e 2001) di estendere le possibilità d'investimento del fondo. Il rendimento potenziale medio del 4 per cento all'anno attualmente perseguito dal fondo è superiore al rendimento realizzabile con investimenti a basso rischio.</p><p>4. Consentire soltanto investimenti a basso rischio e limitare il margine di manovra del consiglio d'amministrazione non è opportuno. Il consiglio d'amministrazione del fondo è ben cosciente della sua responsabilità e ha operato le scelte strategiche necessarie alla luce dell'andamento instabile e sempre soggetto al rischio di crisi dei mercati finanziari. Per il Consiglio federale non vi è quindi alcuna ragione d'intervenire.</p><p>5. Il fondo non è in grado di coprire i deficit ormai cronici dell'AI con i soli utili d'investimento. Per azzerare gli elevati deficit annuali dell'AI sono indispensabili il finanziamento aggiuntivo temporaneo e ulteriori provvedimenti atti a riequilibrare stabilmente le entrate e le uscite dell'assicurazione. È illusorio sperare che gli utili conseguiti sui mercati finanziari possano compensare un deficit strutturale. Senza misure di risanamento dell'AI, le continue perdite renderanno vieppiù insostenibile il finanziamento dell'AVS.</p><p>6. La creazione di un Fondo AI finanziariamente e contabilmente autonomo prevista dalla legge federale sul risanamento dell'assicurazione invalidità è auspicabile. La trasparenza finanziaria dell'AI che ne conseguirebbe consentirebbe di controllare meglio l'evoluzione dell'assicurazione invalidità e di evitare che i suoi debiti continuino ad essere coperti dall'AVS. La creazione del fondo sarà tuttavia possibile soltanto se entrerà in vigore il finanziamento aggiuntivo temporaneo, che permetterà di azzerare il deficit annuo dell'AI. Per il Consiglio federale è quindi importante che il 27 settembre prossimo il popolo accolga il decreto federale sul finanziamento aggiuntivo temporaneo dell'assicurazione invalidità mediante l'aumento delle aliquote dell'imposta sul valore aggiunto.</p>  Risposta del Consiglio federale.