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Il Consiglio federale domanda ai cantoni di rivedere le procedure di naturalizzazione. A suo avviso, i contatori non vanno rimessi a zero se chi chiede la nazionalità svizzera cambia cantone.
Inoltre, per meglio lottare contro gli abusi, il governo propone di modificare la legge sulla cittadinanza.
Dopo aver studiato il rapporto dell'Ufficio federale della migrazione (UFM), pubblicato nel maggio scorso, il governo svizzero ha presentato venerdì alcune delle sue conclusioni.
Per voce del ministro di giustizia e polizia Christoph Blocher, il Consiglio federale annuncia di voler modificare la legge sulla cittadinanza portando da cinque a otto anni il periodo durante il quale è possibile revocare la nazionalità svizzera a chi l'ha ottenuta mentendo o tacendo fatti rilevanti.
C'è poi l'ennesimo invito all'armonizzazione rivolto ai cantoni: per il governo, questi ultimi dovrebbero mettersi d'accordo sulla durata del periodo che un cittadino straniero deve passare in un determinato cantone prima di poter chiedere la nazionalità elvetica.
Oggi, la legge federale prevede che prima di essere naturalizzata una persona risieda per 12 anni in Svizzera. Questo limite, ha dichiarato Christoph Blocher, non va toccato.
Per contro, andrebbero armonizzate le disposizioni cantonali che impongono a chi vuole la naturalizzazione un soggiorno minimo nello stesso cantone che va da due anni (per esempio a Berna) a 12 anni (Nidvaldo). Può infatti succedere che una persona abbia vissuto complessivamente per 12 anni in Svizzera, ma che a causa di un trasloco non raggiunga la durata di soggiorno minimo richiesta dalle leggi cantonali.
Tra gli altri temi emersi nel corso della conferenza stampa, c'è quello della criminalità giovanile, in particolare per quanto riguarda i giovani stranieri. Il responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia ha però più volte ripetuto che questo tema non è stato discusso dal governo. «Sono problemi che verranno affrontati separatamente», ha precisato il consigliere federale dell'Unione democratica di centro (destra nazionalconservatrice).
La Confederazione pronta a fare la voce grossa
Per quanto riguarda il periodo di soggiorno, il Consiglio federale raccomanda a quei cantoni che prevedono tempi lunghi prima di poter presentare una richiesta di naturalizzazione di accorciarli. Oggi simili termini non si giustificano più a causa dell'aumentata mobilità della società.
Non è infatti giusto, ha detto Blocher, che gli anni di soggiorno trascorsi in un determinato luogo vengano azzerati quando lo straniero si trasferisce in un altro cantone. Qualora i cantoni non dovessero mettersi d'accodo per armonizzare la durata del periodo di soggiorno, il Consiglio federale è pronto a legiferare.
Stando a Blocher, i cantoni godono e continueranno a godere di un ampio margine di manovra nel settore della naturalizzazione. Essi hanno per esempio la possibilità di concedere la cittadinanza agevolata ai giovani stranieri della seconda e terza generazione.
In generale, cantoni e comuni sono invitati a rispettare la giurisprudenza federale, in particolare per quanto attiene al diritto di ricorso e al dovere di giustificare una decisione negativa di naturalizzazione.
swissinfo e agenzie
Naturalizzazione
Chi vuole ottenere la cittadinanza elvetica necessita di un'autorizzazione federale alla naturalizzazione. Le premesse per ottenerla sono: 12 anni di residenza in Svizzera, integrazione, adeguamento agli usi e costumi elvetici, rispetto delle leggi. La persona in questione non deve inoltre rappresentare un pericolo per la sicurezza interna ed esterna del paese.
L'autorizzazione federale alla naturalizzazione è una premessa necessaria alla richiesta della cittadinanza a livello cantonale e comunale.
Cantoni e comuni hanno ulteriori e specifiche disposizioni in materia che definiscono, ad esempio, la durata minima del soggiorno sul loro territorio o i costi della procedura.
La cittadinanza svizzera può essere concessa solo se il candidato ha ottenuto, oltre all'autorizzazione di naturalizzazione, anche la cittadinanza del comune e del cantone. Di regola non sussiste un diritto legale alla naturalizzazione nel comune o nel cantone.