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La musica è il mondo dei due SWITCHiani Frank Herberg e Thomas Weller. In forme molto diverse.
Thomas: il fatto di fare musica è legato alla mia storia familiare: i miei genitori hanno sempre promosso la musica in famiglia. Così ho imparato a suonare prima la fisarmonica e poi l'organo. In questo modo ho acquisito solide fondamenta per il mio successivo percorso musicale e di questo sono molto grato. Fare musica mi dà una grande gioia. Quando si mette il proprio cuore e la propria anima nella musica, è un momento di grande appagamento. E tu, come sei arrivato alla musica?
Frank: nel mio caso non ha niente a che vedere con la famiglia. La musica mi è sempre piaciuta. Cercavo qualcosa che avesse a che fare con la percussione. Durante lo studio a Darmstadt ho cominciato ad andare a lezione di djembé. Il mio primo insegnante era un africano del Togo: un «griot», cioè una persona nata nella casta dei musicisti. Grazie a lui ho imparato anche molte cose sulla cultura dell'Africa occidentale. Tu hai seguito un'evoluzione musicale o sei rimasto alla fisarmonica e all'organo?
Thomas: ho fatto diverse cose. Per parecchio tempo mi sono dedicato ai synthesizer e ai sampler perché ero affascinato sia dalla tecnica che dalla varietà dei suoni. Poi ho imparato come autodidatta a suonare la chitarra e ho scoperto il piacere del canto. Per un certo periodo ho cantato in cori gospel e a cappella. La fisarmonica, però, non l'ho mai abbandonata. Ho suonato in duo e partecipato a jam session con diverse band. Tu suoni anche altri strumenti? Frank: sì, altri strumenti a percussione. Dopo le lezioni con il griot, ho frequentato per più di dieci anni la scuola di arte e di musica di Wiesbaden, dove ho imparato a suonare altri tamburi e molti stili diversi. Negli ultimi otto anni, da quando vivo in Svizzera, suono meno i tamburi e più l'hang. Il motivo è che nel mio appartamento non posso suonare strumenti rumorosi. Thomas: l'hang è uno strumento molto particolare. Come ti è venuta questa idea?
Il mio primo insegnante era un africano del Togo. Grazie a lui ho imparato anche molte cose sulla cultura dell’Africa occidentale.Frank Herberg
Frank: l'ho scoperto circa dodici anni fa in un negozio di strumenti musicali a Wiesbaden. Il caso vuole che sia uno strumento svizzero: due costruttori di «steel pan» di Berna hanno capovolto lo steel pan e hanno cominciato a suonarlo con le mani invece delle bacchette. Nel dialetto bernese «hang» significa mano. Thomas: hai preso lezioni di hang? Frank: no, allora non esistevano. L'idea degli inventori era che ognuno scoprisse da solo cosa è possibile fare con questo strumento. Ciò significa che il musicista compone anche la propria musica. Anche tu componi dei brani? Thomas: sì, per molto tempo trasponevo le mie idee musicali sotto forma digitale. Ciò registravo gli strumenti e il canto con un sequenzer software su singole tracce acustiche. Poi facevo il fine-tuning. Per comprarmi il mio primo equipment ho dovuto racimolare tutti i miei risparmi. Consisteva in un computer Atari, un Korg-M1-Synthesizer e Cubase come software audio. Grazie all'homerecording ho imparato molto anche dal punto di vista musicale, ma con il tempo sentivo la mancanza di suonare uno strumento. Oggi la fisarmonica è di nuovo il mio strumento principale. Ci posso suonare interi brani musicali o improvvisare a seconda dell'armonia o del ritmo che mi viene in mente in quel momento.
Frank: ti capisco benissimo. Anch'io da piccolo era affascinato da musicisti come Jean-Michel Jarre, Tangerine Dream e Co. Pensavo che il synthesizer fosse il non-plus-ultra. Allora non avevo i soldi per comprarmelo e più tardi mi sono accorto che volevo il contatto diretto con lo strumento: preferisco semplicemente picchiare su una pelle di capra. Ho grande stima per i musicisti che producono musica toccante con i synthesizer. Tu che musica suoni con la tua fisarmonica? Thomas: dalla musica popolare al pop e rock – tutto quello che mi piace. Attualmente sto provando lo stile francese, Klezmer e la musica tradizionale della Finlandia, dell'Armenia e dei Balcani. Di questi pezzi mi piace «l'esotico». Tu ti eserciti con il tuo hang?
Mi piace suonare a eventi privati. Preferibilmente in una band con il mio stesso stile musicale. Suonare insieme ispira e fa piacere.Thomas Weller
Frank: sì. Da 15 a 20 minuti al giorno, prima di uno spettacolo. Con il djembé ho appena ricominciato. Ho trovato un gruppo di percussionisti a Zurigo. Non so però ancora come esercitarmi. Purtroppo non esistono ancora dei buoni tamburi elettronici, da suonare con le cuffie. Con gli strumenti esistenti ci si rovina la battuta. Thomas: io mi esercito in media 45 minuti. La mia fisarmonica digitale può essere allacciata alle cuffie e suonata come una fisarmonica normale. Dal punto di vista del suono preferisco però la mia Hohner. Dove ti si può sentire suonare l'hang?
Frank: per esempio a vernissage, letture o battesimi. La gente lo trova uno strumento interessante e dopo la performance mi chiede se posso suonarlo anche da loro. Naturalmente sono contento se la mia musica piace. E gli spettacoli mi danno un traguardo e mi motivano. Thomas: per me è la stessa cosa. Mi piace suonare a eventi privati. Preferibilmente in una band con il mio stesso stile musicale. Suonare insieme ispira e fa piacere.