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NEW YORK - A 40 anni dall’omicidio di John Lennon, l’assassino della star dei Beatles ha chiesto scusa alla vedova dell’iconico cantante britannico, Yoko Ono.
«L’ho assassinato perché era molto, molto, molto famoso e questa è l’unica ragione. Stavo davvero, davvero, davvero, davvero cercando la gloria, molto egoista», ha dichiarato Mark Chapman nel corso di un’udienza per la libertà condizionata tenutasi il mese scorso nel carcere in cui è detenuto a New York. «Voglio aggiungere questo e sottolinearlo molto - ha aggiunto il 65enne come riporta martedì la Press Association -. È stato un atto estremamente egoistico, mi dispiace per il dolore che ho causato a lei (Yoko Ono, ndr). Ci penso sempre». Chapman ha inoltre «reiterato» le sue scuse per l’omicidio. «Il peggior crimine che possa esserci - lo ha definito -: fare qualcosa a qualcuno che è innocente».
Il suo rinnovato pentimento, però, non è bastato a garantirgli la libertà condizionata, che gli è stata negata per l’undicesima volta. Durante l’udienza, il 65enne ha del resto sottolineato di meritare la pena di morte e di accettare di passare il resto della sua vita dietro le sbarre.
Mark Chapman ha ucciso John Lennon l’8 dicembre del 1980. Allora 25enne, ha atteso l’ex Beatle sotto la sua residenza di Manhattan e gli ha sparato quattro colpi di pistola sotto lo sguardo della moglie Yoko Ono, che ora ha 87 anni. Lennon aveva 40 anni al momento della sua morte.