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"Brexit, niente secondo voto"
Cameron respinge la possibilità di un nuovo referendum mentre il sistema politico inglese è nel caos
Niente secondo voto sulla Brexit. Ad affermarlo lunedì pomeriggio alla Camera dei Comuni è lo stesso David Cameron, secondo il quale "il risultato del referendum va accettato. Abbiamo la responsabilità di tenere il paese unito, ha detto, e l'uscita dall'Unione europea sarà tutto tranne che una passeggiata per l'economia. Ho parlato con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande, ha aggiunto,e ho detto loro che per il momento non chiederemo l'articolo 50"per avviare i negoziati con l'Unione europea.
La responsabilità di attivare la pratica di "divorzio" da Bruxelles spetterà al futuro leader del Partito Conservatore britannico che dovrà essere operativo entro il prossimo 2 settembre.
Non va meglio a casa dei laburisti, dove la metà degli esponenti nel governo ombra si è dimessa in aperto contrasto col leader Jeremy Corbyn. Ne dà notizia la Bbc, secondo cui nonostante la vasta "rivolta" interna il segretario intende rimanere al suo posto con un nuovo rimpasto in sostituzione della decina di politici che lo hanno mollato. Dalla Scozia il premier nazionalista Nicola Sturgeon preme per un nuovo referendum sull'indipendenza della Scozia, una possibilità subito stoppata da Cameron ritenuta "l'ultima cosa di cui la Scozia ha bisogno".
ATS/sdr
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