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Il Ministero pubblico della Confederazione ha depositato l'atto di accusa contro tre persone e una società attiva nel commercio di materie prime
Per la prima volta il Tribunale penale federale di Bellinzona sarà chiamato a giudicare la responsabilità penale di un'impresa in materia di corruzione di pubblici ufficiali stranieri. Il Ministero pubblico della Confederazione ha, infatti, depositato l'atto di accusa contro tre persone fisiche e una società attiva nel commercio di materie prime. A quest'ultima viene contestato di non aver adottato le misure necessarie a impedire la concessione di pagamenti definiti ‘corruttivi’.
Secondo l'accusa, tra l'aprile 2009 e l'ottobre 2011, un ex funzionario pubblico angolano avrebbe accettato indebiti vantaggi per un totale di oltre 4,3 milioni di euro su un conto bancario a Ginevra e 604'000 dollari in contanti in Angola dal Gruppo Trafigura, in relazione alle attività nell'industria petrolifera nel Paese africano. Questi fatti sarebbero costitutivi di corruzione passiva di pubblici ufficiali stranieri (art. 322septies cpv. 2 Codice penale).
Un ex intermediario e un ex dirigente di Trafigura sarebbero stati coinvolti nell'attuazione di questo schema di corruzione. L'azienda, dal canto suo, è accusata di non aver adottato "tutte le misure organizzative ragionevoli e indispensabili" per prevenire i pagamenti per corruzione all'interno del gruppo.
La procura federale aveva aperto un'inchiesta penale contro ignoti nel luglio del 2020. Nell'agosto 2021, l'indagine penale è stata estesa al primo imputato, un ex membro esecutivo del Consiglio di amministrazione di Sonangol Distribuidora SA, una filiale della compagnia petrolifera statale angolana Sociedade nacional de combustíveis de Angola EP (Sonangol EP). Tra gennaio e marzo di quest'anno è stata ampliata anche all'ex intermediario, all'ex direttore operativo di Trafigura e all'impresa stessa.
Tra il 2009 e il 2011 Trafigura Beheer BV, con sede nei Paesi Bassi, era la società madre di riferimento del gruppo attivo nel commercio di materie prime e disponeva di succursali a Ginevra e a Lucerna. All'epoca dei fatti, Trafigura operava in Angola nei settori del noleggio di navi e del bunkeraggio (approvvigionamento di combustibile per le navi) e aveva come principale controparte il governo angolano, rispettivamente Sonangol EP e le sue filiali, in particolare Sonangol Distribuidora SA, incaricata della distribuzione e della commercializzazione di prodotti petroliferi.
Il pubblico ufficiale angolano, in cambio dei pagamenti ricevuti, avrebbe favorito gli interessi di Trafigura, in particolare la conclusione di otto contratti di noleggio di navi e un contratto di bunkeraggio tra giugno 2009 e luglio 2010, che hanno fruttato al gruppo profitti per 143,7 milioni di dollari.
Secondo l'atto d'accusa, il regolamento interno di Trafigura, adottato tra aprile 2009 e ottobre 2011, non sarebbe stato conforme agli standard internazionali in materia di prevenzione e di lotta alla corruzione e non sarebbe stato adeguato a prevenire l'elevato rischio di corruzione legato alle attività del gruppo nel settore petrolifero in Angola. Inoltre, il regolamento interno e gli standard internazionali sopraccitati, non sarebbero stati applicati in modo efficace all'interno dell'azienda.
"È a causa di tale carente organizzazione, verificatasi verosimilmente fino ai massimi livelli della gerarchia dell'impresa, che i reati di corruzione attiva di pubblici ufficiali stranieri sopraccitati si sarebbero potuti verificare", afferma l'MPC nel comunicato.