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ZURIGO - Le banche salassano i clienti quando questi acquistano valute estere. Non ci guadagnano soltanto con le tasse ma anche con i corsi applicati, che possono variare fortemente da istituto a istituto. Lo constata uno studio del servizio di confronti online moneyland.ch.
Quest'ultimo ha esaminato i corsi delle banconote e delle divise di cinque valute estere, ossia euro, dollaro americano, sterlina britannica, baht thailandese e corona svedese presso oltre quaranta banche così come i corsi per banconote delle FFS e della Cassa depositi Coop. I corsi sono stati osservati durante sei giorni prestabiliti.
È emerso che in media i tassi di cambio applicati sono elevati, soprattutto i corsi delle banconote. «La differenza tra i corsi delle banconote e delle divise così come quella tra i corsi applicati a seconda della valute, dell'importo e del fornitore sono notevoli», afferma in una nota odierna l'analista di moneyland.ch Michael Burkhard.
A seconda della transazione viene applicato il corso delle banconote o quello delle divise. Per l'acquisto o prelievo di contanti allo sportello viene sempre utilizzato il - peggiore - corso delle banconote. Nei trasferimenti di denaro tramite conto bancario si ricorre al corso delle divise.
I sovrapprezzi applicati dalle banche più costose sono il triplo di quelli utilizzati dagli istituti meno cari. Le FFS sono tra gli offerenti più salati per i corsi delle banconote, la Cassa depositi Coop tra i più economici, perlomeno per quanto riguarda l'euro e il dollaro.
Le differenze percentuali tra i prezzi di acquisto e di vendita per le banconote vengono illustrate dai costi al netto delle tasse pagate da un cliente che acquista valute estere e le rivende subito e nello stesso posto. La forchetta dei corsi mostra che il cliente perde mediamente il 5,16% per l'euro, il 15% per il baht. Per la valuta thailandese la differenza con l'offerente più caro raggiunge perfino il 26%.
Per i corsi delle divise la forchetta è nettamente più ridotta. Per l'euro ammontava al 2,9%, per il dollaro al 3,1%, per la sterlina al 3,2%, per la corona al 3,5% e per il baht al 5,1%.
Per le operazioni al bancomat vige la seguente regola: nei distributori della propria banca in caso di prelievo con una carta di debito quale Maestro o PostFinance Card viene applicato il corso delle banconote, mentre ai bancomat di istituti terzi in Svizzera viene spesso utilizzato il corso delle divise, all'estero praticamente sempre quello. In questo modo il prelievo di valuta straniera al distributore automatico di un altro istituto può risultare meno costoso che se venisse effettuato allo sportello o al bancomat della propria banca.
Vi sono però eccezioni: ad esempio Raiffeisen, l'istituto regionale bernese AEK Bank, la ticinese PKB così come Banca Cler applicano il corso per le divise ai propri distributori. La Banca cantonale ginevrina dispone di un proprio corso per i bancomat. D'altro canto esistono pure istituti che ricorrono al corso delle banconote anche in occasione di un prelievo a un distributore della concorrenza.
Quanto alle tasse, il prelievo di valuta estera di regola è esente da costi presso la propria banca e i suoi distributori automatici. Per chi non è cliente viene applicata una tassa di 5-10 franchi, al bancomat spesso si tratta di 5 franchi per transazione. All'estero si possono aggiungere costi da parte del gestore del distributore.
Come regola generale moneyland.ch ha constatato che il prelievo di euro presso bancomat esteri è sensato solo a partire da un importo piuttosto elevato. Per le valute "più esotiche" il prelievo di grandi somme costa solitamente di meno all'estero, a patto che venga utilizzata una carta di debito (EC) e non una di credito.