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In Svizzera il numero di casi di malattia del legionario è di nuovo fortemente aumentato nel 2018. Poiché le cause sono molto diverse e spesso rimangono oscure, la lotta si rivela molto difficile. Secondo i dati attuali dell'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp), l'anno scorso sono stati segnalati 567 casi di legionellosi, nota anche come malattia del legionario, causata dal batterio patogeno denominato Legionella, che ha la particolarità di moltiplicarsi soprattutto negli ambienti idrici o umidi creati dall'uomo. Nell'anno precedente erano stati registrati 490 casi, nel 2016 365.
"Si tratta di un altro massiccio aumento", afferma Daniel Koch, responsabile della Divisione malattie trasmissibili dell'Ufsp, interpellato dall'agenzia Keystone-Ats. Già l'estate scorsa l'Ufsp e l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Ufv), responsabile delle misure da prendere, hanno elaborato le loro raccomandazioni sulla legionellosi.
Non è ancora nota la causa principale della malattia. "Sappiamo come si sviluppa, ma per la maggior parte si tratta di casi isolati ed è difficile scoprirne la causa a posteriori", spiega Koch. Nel recente passato, le principali fonti di infezione sono state le docce, i nebulizzatori, gli idromassaggi, i sistemi di ventilazione e le torri di raffreddamento. Negli ultimi anni sono state trovate legionelle anche nel compost.
L'infezione si verifica inalando un aerosol d'acqua contenente i batteri, cioè inalando una miscela di aria e minuscole particelle d'acqua contenenti legionella. Nel tratto digestivo, la legionella è invece considerata innocua.
Le conseguenze dopo un periodo di incubazione che va di solito da due a dieci giorni possono essere devastanti nei singoli casi. La malattia si manifesta principalmente come una polmonite di varia gravità e può portare alla morte nel 5-15% dei casi nonostante il trattamento antibiotico.
Dapprima appaiono sintomi generali come febbre, dolori muscolari, mal di testa e perdita di appetito. È anche possibile che compaia una tosse con espettorato in parte contenente sangue, a volte accompagnata da dolori al petto e insufficienza respiratoria. In un quarto fino alla metà dei casi si verifica anche diarrea acquosa. Meno spesso il paziente manifesta uno stato confusionale che è segno di una grave infiammazione cerebrale o di una insufficienza renale, richiedente una dialisi. La triade "polmonite, diarrea, confusione" dovrebbe quindi portare alla ricerca della legionella da parte del medico, soprattutto se si tratta di pazienti a rischio. Questi includono persone anziane, immunodeficienti o ricoverate in ospedale.
Possibili fonti di infezione sono in linea di principio impianti con circolazione di acqua e formazione di aerosol. Gran parte della responsabilità ricade quindi sui gestori di impianti in cui è possibile la trasmissione della legionella tramite goccioline d'acqua, afferma l'Ufv. Questi includono idromassaggi, docce, condizionatori d'aria con rilascio di vapore acqueo, sistemi idrici negli ospedali e altro ancora.
Gli installatori svolgono un ruolo importante nel prevenire la proliferazione della legionella negli impianti domestici. La temperatura dell'acqua calda all'uscita dal boiler dovrebbe essere di almeno 60 gradi, al rubinetto dovrebbe essere ancora di 50 gradi. Poiché la legionella si trova principalmente nell'acqua, sono appropriate anche in tale ambito raccomandazioni e misure. Esse sono contemplate nell'Ordinanza del Dipartimento federale dell'Interno sull'acqua potabile e sull'acqua per piscine e docce accessibili pubblico (OPPD), entrata in vigore nel maggio 2017.
Secondo l'UFV le autorità preposte all'applicazione, ossia i laboratori cantonali, possono intervenire nel caso di impianti per docce in cui sono riscontrate più di 1000 legionelle per litro. Per le misure di risanamento è previsto un periodo transitorio di dieci anni. Nel caso di vasche per idromassaggio e bagni di vapore il numero di legionelle per litro è addirittura limitato a 100.
Se docce o altri impianti che formano aerosol non vengono utilizzati per più di una settimana, devono essere sciacquati prima di essere utilizzati nuovamente, indicano le raccomandazioni. Un caso recente mostra il problema: a metà novembre una piscina coperta è stata chiusa a Riehen (BS) a causa di una infestazione da legionella, dovuto all'uso irregolare delle docce singole. Nel frattempo sono stati installati filtri aggiuntivi nei soffioni delle docce.