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Nicosia è l’unica capitale al mondo ancora divisa. Lungo il muro che la separa dalla parte turco cipriota, composto in gran parte da mattoni, filo spinato, sacchi di sabbia e colorati bidoni della benzina, il tempo si è fermato al 1974. Attraverso vetrine frantumate, finestre aperte e porte sventrate alle quali non si può più accedere è ancora possibile riconoscere i segni della vita quotidiana di allora ricoperti da centimetri di polvere: un calendario, una tavola imbandita, una radio, un letto disfatto, biciclette, utensili di un garage, vecchie auto. E ovunque tante erbacce, piante ormai fin troppo cresciute. E miagolii di gatti affamati incuranti delle tristezze umane.
A differenza delle altre principali città cipriote come Paphos, Limassol, Larnaca o Famagosta, Nicosia non sorge sulla costa ma in una posizione relativamente centrale dell’isola, all’interno della piana della Mesaoria, separata dal mare dalla catena del Pentadattilo. Doppiamente capitale di un Paese diviso, di cui la parte turca a nord, occupata dall’esercito di Ankara, è riconosciuta solo dalla Turchia. A sud troviamo la Repubblica di Cipro, membro dell’Unione europea dal 2004. La Gran Bretagna, potenza militare occupante fin dal 1878, è ancora presente con due importanti basi militari. L’isola servì alla Gran Bretagna come base nelle sue conquiste coloniali. Nel 1906, quando il porto di Famagosta fu completato, Cipro era un avamposto strategico navale che si affacciava sul Canale di Suez, la strada principale per l’India che era allora il possesso più importante d’oltremare della Gran Bretagna. Nel 1914 a seguito dello scoppio della prima guerra mondiale e della decisione dell’Impero ottomano di aderire alla guerra a fianco degli Imperi centrali, l’impero britannico annesse formalmente Cipro, Egitto e Sudan.
Divenuta indipendente nel 1959, Cipro fu subito interessata da violenze e forti tensioni di carattere etnico fra greci e turchi, tanto che un colpo di Stato della maggioranza etnica greca fornì il pretesto alla Turchia d’intervenire militarmente nel 1974, e di occupare una porzione di territorio assai più grande di quella su cui viveva la minoranza etnica turca. Nacque così la Repubblica Turca di Cipro del Nord, e con essa gli ennesimi spostamenti di popolazione per rendere etnicamente “puri” i rispettivi territori.
Nicosia è stata fondata nel 1050 av. C. da greci provenienti dal Peloponneso, dopo la Guerra di Troia. Conosciuta come Ledra nei tempi antichi, la città fu sede dei re di Cipro della casata dei Lusignano dal 1192. Entra a far parte della Repubblica di Venezia nel 1489 ed è conquistata dagli Ottomani nel 1571. Nonostante le devastazioni causate dalla guerra, Nicosia conserva resti archeologici greci del periodo definito “arcaico”. A questi si aggiunge l’interessante architettura gotica, costruita durante il regno dei Lusignano e l’epoca delle Crociate, tra questi edifici figura la cattedrale di Nicosia, in stile gotico, e le imponenti mura veneziane che circondano tutta la città. La linea di demarcazione tra le due zone è comunemente chiamata “linea Verde”, una terra di nessuno pattugliata dalla missione delle Nazioni Unite che ha il suo quartier generale nel Ledra Palace, un tempo rinomato albergo di lusso e ora diventato un checkpoint per il passaggio tra le due zone.
La parte greca di Nicosia si visita facilmente, anche perché è tutto sommato piccola e offre pochi punti di vero interesse, se non il passeggiare fra le viuzze alla ricerca di quella strana sensazione di fine di un mondo che permette un muro che separa popoli e culture. Meritano comunque una visita le Porte di Kyrenia e di Famagosta, i bastioni, il museo storico Leventis Municipal Museum of Nicosia e il Cyprus Museum con interessanti reperti archeologici, il Museo Bizantino, il Palazzo presidenziale con un enorme statua di Monsignor Makarios. E un salto a Ledra Street non può mancare: è la più importante via commerciale del centro storico di Nicosia. La strada è pedonalizzata e attraversa la parte greco-cipriota della capitale fino a raggiungere il muro. Lì, una piccola torretta permette alla gente di osservare la parte turca. Un déjà vu a Berlino…Oppure dal 2008 si può continuare la passeggiata dal lato turco.
Nota per le sue spiagge, Cipro, che si trova ad appena 100km dal Libano, ha un entroterra molto aspro e ricco di vigneti e sul Monte Olimpo troneggia lo splendido Monastero di Kykkos. Pafos, sulla costa, è invece rinomata per i siti archeologici dedicati al culto di Afrodite, incluse le rovine di palazzi, tombe e ville rivestite di mosaici. Per comodità ma pure per poter godere appieno delle bellezze delle costa conviene alloggiare in uno dei numerosissimi alberghi di Larnaka, dove si trova pure il principale aeroporto internazionale dell’isola. Per gli spostamenti in loco autobus e taxi sono i mezzi ideali. © Fm / 12 aprile 2018
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