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La piazza finanziaria svizzera investe ancora troppo nella produzione di combustibili fossili. I portafogli delle istituzioni finanziarie hanno fatto progressi in materia di clima, ma c’è ancora margine di miglioramento, stando a un test pubblicato oggi su iniziativa dell’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam). Gli operatori del mercato finanziario elvetico – 133 istituzioni – hanno analizzato i rispettivi portafogli in merito alla compatibilità climatica sulla base del metodo internazionale Pacta.
Dall’analisi è emerso che sono stati sì compiuti progressi nel raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi; un terzo dei partecipanti ha una strategia climatica e ha fissato obiettivi concreti per il 2050 o prima.
Gli investimenti in combustibili fossili sono diminuiti rispetto all’ultimo test del 2020. Un terzo dei beni immobili è riscaldato con energia rinnovabile, rispetto a un quarto nel 2020. I fondi pensione dichiarano di voler aumentare questa quota di un quarto e le compagnie assicurative del 15%.
La piazza finanziaria, tuttavia, non ha sfruttato appieno il potenziale presente nel settore dell’efficienza energetica. L’Ufam rileva che gli investimenti in aziende produttrici di combustibili fossili continuano. Il prossimo test è previsto per il 2022. I partecipanti sono liberi di utilizzare i risultati internamente o di pubblicarli.