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Coppie divorziate e concubine di regola in futuro dovrebbero avere l'autorità parentale congiunta. L'obiettivo della modifica giuridia è di tenere conto in prima linea del bene dei figli.
Secondo la proposta governativa di revisione del Codice civile (CC), posta in consultazione mercoledì, i genitori divorziati avrebbero l'obbligo di sottoporre al giudice le loro proposte relative alla cura del figlio e alla ripartizione delle spese di mantenimento. Il giudice potrebbe tuttavia, d'ufficio o su domanda di un genitore o di entrambi, attribuire l'autorità parentale al padre o alla madre, tenendo conto dell'interesse del figlio.
Per i genitori non uniti in matrimonio, la revisione prevede soluzioni diverse a seconda della filiazione. In caso di riconoscimento del figlio da parte del padre, l'autorità parentale sarebbe affidata per legge a entrambi i genitori. In caso di disaccordo potrebbero rivolgersi all'autorità di protezione dei minori. Su richiesta di entrambi o di uno dei genitori, il giudice potrebbe tuttavia affidare l'autorità unicamente a uno di essi.
In assenza di riconoscimento da parte del padre, l'autorità parentale spetterebbe alla madre. Se la filiazione paterna risultasse da un'azione di paternità, l'autorità parentale sarebbe affidata unicamente alla madre. Il padre potrebbe però chiedere al giudice l'attribuzione dell'autorità congiunta, a patto che ciò sia compatibile con il bene del figlio.