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In un documento comune, controfirmato da 100 esponenti della vita politica e culturale catalana, i membri del governo di Barcellona hanno definito la tenuta di un referendum sulla indipendenza come "un diritto inalienabile" la cui "legittimità" è fondata sulla "volontà maggioritaria dei cittadini catalani".
Puigdemont ha promesso di convocare entro fine settembre un referendum sulla indipendenza, che il premier spagnolo Mariano Rajoy ha definito "illegale" e "incostituzionale", minacciando di impedirlo se necessario con la forza.
"Tutti e ognuno i membri di questo governo ci dichiariamo responsabili" del referendum, "di realizzarlo e applicarne i risultati" affermano nel documento i ministri catalani. Il governo di Barcellona è formato da esponenti del Partito democratico catalano di Puigdemont e della Sinistra repubblicana catalana (Erc) del vicepresidente Oriol Junqueras, con l'appoggio esterno degli indipendentisti antisistema della Cup. I tre partiti hanno la maggioranza assoluta nel parlamento di Barcellona.