Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/75991

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo un articolo di espace.ch del 4 dicembre 2007, entro fine 2008 il DDPS istruirà e valuterà, senza curarsi della pubblica opinione, una normale compagnia in corso di ripetizione secondo criteri e check list definiti dalla NATO. Il raggiungimento degli obiettivi in materia di istruzione concordati a tal fine con la NATO dovrà essere notificato a Bruxelles. Verosimilmente, saranno presenti militari della NATO in veste di osservatori e in futuro addirittura in veste di esperti esaminatori.</p><p>In che modo il Consiglio federale concilia questa situazione con una politica della neutralità credibile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito della sua partecipazione al Partenariato per la pace, la Svizzera aderisce da diversi anni al concetto di capacità operativa della NATO, come fanno del resto anche altri quattro Paesi neutrali e non allineati, vale a dire l'Austria, la Finlandia, la Svezia e l'Irlanda. Per il nostro Paese si tratta di familiarizzarsi con gli standard internazionali (che sono quelli della NATO in quanto unica organizzazione militare internazionale che abbia provveduto a definire simili criteri) e di confrontare il nostro livello di istruzione con quello degli altri eserciti. L'adesione al concetto della NATO è una condizione che deve essere soddisfatta per poter partecipare a esercitazioni impegnative insieme ai nostri tradizionali partner esteri. Rinunciare all'adesione al concetto della NATO non equivarrebbe a mantenere lo status quo, bensì ad accettare che diminuiscano le possibilità di prendere parte a esercitazioni con partner esteri e quindi di misurare le capacità del nostro esercito ("benchmarking").</p><p>Nell'autunno del 2008 (dal 15 al 18 settembre) la compagnia di fanteria 11/2 si sottoporrà, presso il centro d'istruzione delle forze terrestri di Walenstadt, a un'autovalutazione secondo i principi stabiliti nel concetto della NATO. In tale contesto verranno utilizzate determinate sequenze di istruzione definite dalla Svizzera per verificare la prontezza di base della compagnia. Alla luce dell'esperienza acquisita, si verificherà se tale sistema di valutazione è adatto anche per altre formazioni dell'esercito. La verifica sarà effettuata da esaminatori svizzeri coadiuvati da esperti stranieri.</p><p>A giudizio del Consiglio federale, una politica credibile della neutralità armata implica, tra l'altro, che il nostro esercito sia caratterizzato da un buon livello di istruzione, e che le sue capacità siano note e riconosciute anche sul piano internazionale. L'adesione al concetto di capacità operativa della NATO persegue queste due finalità. Essa non comporta obblighi di alcun tipo, né nei confronti della NATO né nei confronti di singoli Stati membri o partner della NATO, bensì costituisce una premessa da soddisfare per poter partecipare a esercitazioni internazionali, e per poter operare confronti che saranno indispensabili anche in futuro onde poter mantenere il nostro esercito ai livelli richiesti. Pertanto il Consiglio federale ritiene che l'adesione al concetto di capacità operativa della NATO sia compatibile con la nostra politica della neutralità.</p><p>Del resto, già alla fine del mese di febbraio 2006, il capo del DDPS ha informato la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati in merito al concetto e all'intenzione di impiegare questo strumento a fini di istruzione e di controlling.</p>  Risposta del Consiglio federale.