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Definita l'atleta più grande di tutti i tempi italiana, ineguagliata per quantità e qualità di successi ed elevato rendimento agonistico. Nata nel 1953 a Rivoli nel Veronese, campionessa olimpica a Mosca 1980 e due argenti nel 1976 a Montreal e 1984 Los Angeles. È stata la prima donna a oltrepassare i due metri nel salto in alto,
esattamente il 4 agosto 1978, dove a Brescia superò asticella di 2.01m.
A dieci anni Sara frequentava il centro comunale artistico dove affinava le sue doti nella pittura e nella danza. Aveva talento e orecchie per la musica. Voleva diventare una ballerina importante ma purtroppo non fu così. Nel 1965 l'insegnante della scuola portò la piccola Simeoni a provare l'atletica. Essa fu attirata dal salto in alto, dove nei primi salti fece un dignitoso 1.25m.
Nel 1970 la sua carriera decollò, dove a Padova riesce a stabilire il nuovo record italiano con 1.71m. Un paio d'anni più tardi, ai giochi di Monaco, inizia ad avere i primi risultati a livello internazionale. Arrivò quinta nella finale dell'alto dietro a quella che sarebbe diventata la sua grande rivale: Rosemarie Ackermann, tedesca dell'est che nel 1977 a Berlino scavalcò il muro dei due metri. Grandi avversarie sulla pista ma che nutrivano grande simpatia tra una e l'altra. Quattro anni più tardi ci fu la prima grande sfida tra le due in cui la tedesca vinse la medaglia d'oro a Montreal ma Sara ritoccò il record italiano portandolo a 1.91m. Nel 1978 è avvenuto il sorpasso. Laddove a poche settimane dal record di Brescia riesce a confermarsi ai europei di Praga, conquistando il titolo con un salto di 2.01m proprio davanti alla Ackermann. Nei successivi anni riesce a mantenere gli alti livelli mostrati aggiudicandosi europei indoor e le olimpiadi di Mosca in cui raggiunge l'apice della propria carriera. L'italiana si prese anche un bronzo ai
europei '82 e l'ennesima medaglia olimpica nel 1984 a Los Angeles.
Di Sara Simeoni si ricorda l'enorme costanza che ha avuto nell'arco della sua carriera ma fu parzialmente oscurata nel tempo dal suo connazionale Pietro Mennea. Che in quei anni fu nello splendore della sua attività agonistica, vincendo anche lui i giochi olimpici di Mosca.
A volte le biografie di uno sportivo sono ricche di pagine di contorno che le rendono epiche e colorite, pagine di vita e di errori, di salite in cielo e di cadute nella polvere. La vita di Sara Simeoni, invece, è semplice, forse scarna. Sport e vita privata ritirata, serietà e pochi fronzoli.
Finale olimpica Mosca 1980