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Aggiornati ancora una volta, nella giornata di giovedì, i record di contagi di coronavirus a livello nazionale e nella capitale Tokyo; il governo giapponese, tuttavia, per il momento esclude il ritorno allo stato di emergenza già sperimentato tra aprile e maggio.
Nell'intero arcipelago sono state registrate 2.820 infezioni, mentre a Tokyo le positività si assestano a 602, superando il livello massimo di sabato a quota 584, portando il totale a 45.529 dall'inizio della pandemia.
Una commissione medica incaricata dal governo metropolitano giudica 'preoccupante' la situazione negli ospedali cittadini, dove è diventato difficile fornire adeguata assistenza sanitaria nei reparti di medicina generale, e la priorità è quella di contenere una crescita dei pazienti che presentano sintomi gravi del Covid. Lo scorso mese le autorità cittadine avevano alzato il livello di allerta al massimo su una scala di 4, esortando le attività commerciali ad anticipare la chiusure dei negozi e dei locali attivi nella ristorazione, ma il vice capo della Associazione medica di Tokyo, Masataka Inokuchi, ha ammesso di non essere in grado di giudicare se le misure siano state capaci o meno di attenuare la virulenza della malattia.
Grandi centri metropolitani come Osaka e Sapporo hanno visto un'impennata dei contagi di Covid nelle ultime settimane, in quella che è stata descritta dagli epidemiologi la terza ondata del virus, costringendo l'esecutivo a coordinare gli aiuti del personale medico delle forze di Autodifesa con i governatori delle prefetture locali. Lo scorso 25 novembre il ministro in carica per la gestione dell'emergenza sanitaria, Yasutoshi Nishimura, aveva anticipato che le prossime tre settimane sarebbero state cruciali per prevenire l'espansione delle infezioni e tutelare il sistema sanitario. A livello nazionale, ad oggi in Giappone sono stati segnalati 172.404 casi di coronavirus, e 2.503 morti accertati.