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Tutto inizia con una sentenza emessa il 24 aprile 2018 dal Tribunale amministrativo federale (TAF). Una sentenza che smentisce l'Ufficio federale della sicurezza alimentare (USAV) e che dà ragione a Stefan Meile, direttore della ditta InSmoke, che chiedeva di poter vendere liquidi con nicotina per sigarette elettroniche. Una bella notizia per lui e per chi come lui li produce, perché il mercato in questo settore sta prendendo piede. Si pensi solo che nel 2017 in Svizzera ha generato più di 50 milioni di franchi, e in totale sono stati creati 300 posti di lavoro. Una risposta a una domanda in crescita in tutta Europa. Il numero di fumatori di sigarette elettroniche è in aumento anche in Svizzera.
Ad accorgersi di questo aumento anche i piccoli e i grandi distributori. Le loro ordinazioni sono infatti aumentate.
Inoltre, secondo Stefan Meile, la sigaretta elettronica con liquidi con nicotina sarebbe meno dannosa di una normale sigaretta. Tanto che dovrebbe essere promossa come strumento utile per liberarsi dalla dipendenza dal fumo, come avviene in Inghilterra. Secondo diverse ricerche, ci spiega, le sigarette elettroniche infatti sarebbero meno pericolose per la salute rispetto alle sigarette normali.
Sul fronte opposto la Commissione per la prevenzione del tabagismo (CFPT), presieduta dalla ex parlamentare federale Lucrezia Meier-Schatz, e altre organizzazioni impegnate nella lotta contro l'utilizzo delle sigarette, ad esempio la Lega polmonare Svizzera. Secondo loro, a differenza di quanto dichiarato dai produttori di liquidi con nicotina, non esistono ancora studi affidabili sugli effetti che l'utilizzo della sigaretta elettronica potrebbe avere sulla salute delle persone.
Secondo la CFPT, le sigarette elettroniche devono sottostare alle stesse regole e agli stessi divieti in vigore per le sigarette normali, soprattutto per quanto riguarda la pubblicità, che attirerebbe in particolare i giovani, ingolositi anche dai liquidi con nicotina dai sapori più svariati, come fragola, cioccolato, melone, o banana.
Un tale cambiamento però dovrebbe essere inserito nell'attuale revisione della legge sui prodotti del tabacco, di nuovo in consultazione, dopo essere stata respinta dal Parlamento nel 2016. Tra i motivi principali del rinvio al Consiglio federale allora c'era proprio il divieto della pubblicità a livello nazionale, che, secondo il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati, avrebbe rappresentato un'eccessiva ingerenza nel libero mercato. La mancata adozione della revisione della legge ha di fatto creato un vuoto giuridico. Ad approfittarne, secondo i sostenitori della revisione, sarebbero soprattutto i distributori e le multinazionali del tabacco, sempre più interessate alla sigaretta elettronica.
L'arrivo sul mercato svizzero dei liquidi con nicotina per le sigarette elettroniche, il vuoto giuridico che si è venuto a creare, e le conseguenti tensioni non sono di certo passate inosservate all'USAV, oggi responsabile della distribuzione di questi liquidi, in attesa dell'approvazione della nuova legge sui prodotti del tabacco. L'Ufficio federale ha immediatamente convocato le parti interessate per trovare dei compromessi. Dopo due tavole rotonde è stato adottato un codice di condotta, che prevede anche l'impegno a non pubblicizzare i liquidi con nicotina nei luoghi frequentati da giovani, nelle manifestazioni e sui giornali. Un impegno che rimarrà valido fino all'entrata in vigore della revisione della legge federale sui prodotti del tabacco.
Simona Cereghetti