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WASHINGTON - Il virus non era mai arrivato così vicino a Donald Trump, nel cuore della Casa Bianca. A essere contagiato il consigliere per la sicurezza nazionale Robert O'Brien, uno dei più stretti collaboratori del presidente americano il cui ufficio è proprio accanto allo Studio Ovale.
Una notizia che preoccupa anche l'Europa, visto il recente viaggio di O'Brien nel Vecchio Continente per incontrare i suoi omologhi di Francia, Germania, Italia e Regno Unito.
La notizia - È stata l'agenzia Bloomberg a dare per prima la notizia del test positivo di O'Brien, poi confermata dall'amministrazione Usa: lo strettissimo collaboratore di Trump, 54 anni, mostra «lievi sintomi» e «continua a lavorare in isolamento da una località sicura, prevalentemente via telefono».
Nessun rischio - si assicura - per il presidente Trump e per il vicepresidente Mike Pence, che vengono testati quotidianamente così come tutti i membri dello staff che frequentano la West Wing. Anche se nessun dettaglio viene ancora dato sull'ultima volta che il tycoon è venuto in contatto con O'Brien, avvistato alla Casa Bianca alla fine della scorsa settimana prima di raggiungere per alcuni giorni di riposo la famiglia.
L'ultima apparizione - L'ultima apparizione ufficiale accanto al presidente risale al 10 luglio, quando O'Brien accompagnò il Commander in Chief in Florida per la visita alla sede dello Us Southern Command. Poi il consigliere per la sicurezza nazionale è volato In Europa per incontrare le principali controparti europee.
Uno scatto postato su Twitter il 14 luglio dal National Security Council della Casa Bianca mostra O'Brien insieme ai colleghi di Parigi, Berlino, Roma e Londra, uno a fianco dell'altro per una photo opportunity. Presenti, tra gli altri, Piero Benassi, consigliere diplomatico del presidente del consiglio italiano Giuseppe Conte, il consigliere per la sicurezza nazionale britannico Marl Sedwill, l'ambasciatore britannico a Parigi Edward Llewellyn, e il consigliere per la sicurezza nazionale francese Emmanuel Bonne. In un'altra immagine postata lo stesso giorno dalla Casa Bianca si vedono poi O'Brien e Benassi a margine di un incontro bilaterale.
Cancellerie preoccupate - Inevitabile, dunque, che la notizia del contagio del collaboratore del presidente americano abbia provocato una certa preoccupazione nelle principali cancellerie europee. Ma anche a Bruxelles, dove molti dei partecipanti all'incontro con O'Brian hanno poi preso parte alla maratona di quattro giorni del Consiglio europeo la scorsa settimana.
Intanto, nonostante si tenti di gettare acqua sul fuoco, alla Casa Bianca è massima allerta. Del resto solo alcuni giorni fa sono state chiuse a causa di un contagio due delle caffetterie frequentate dallo staff del complesso presidenziale.
Gli altri casi alla Casa Bianca - A maggio uno dei 'valletti' personali del presidente fu trovato positivo, così come Katie Miller, portavoce del vicepresidente Mike Pence e moglie del consigliere politico di Trump, Stephen Miller. Questo mese, poi, Pence ha dovuto rinunciare a una missione in Arizona dopo che alcuni agenti del Secret Service che dovevano viaggiare con lui sono risultati infettati dal virus.
L'ultimo caso di contagio vicino al presidente Trump prima del caso O'Brien era stato poi quello di Kimberly Guilfoyle, l'ex commentatrice di Fox News fidanzata con Donald Trump Junior.
Il virus non era mai arrivato così vicino a Donald Trump, nel cuore della Casa Bianca. A essere contagiato il consigliere per la sicurezza nazionale Robert O'Brien, uno dei più stretti collaboratori del presidente americano il cui ufficio è proprio accanto allo Studio Ovale.