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Il suo partito lo propone come presidente della commissione parlamentare d’inchiesta Credit Suisse/Ubs. Il suo successore verrà nominato il 1º settembre
Berna – Il consigliere nazionale Roger Nordmann lascia la presidenza del Gruppo parlamentare socialista. Le dimissioni si spiegano con il fatto che il vodese sarà il rappresentante del PS in seno alla futura Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) sulla fusione fra Credit Suisse e UBS.
La nomina di Nordmann in seno alla CPI - che in realtà non esiste ancora, ma che dovrebbe essere costituita durante la sessione parlamentare in corso - è stata decisa oggi dal Gruppo parlamentare.
‘Offerta agli altri partiti’
In una nota, il PS ricorda come in marzo, 15 anni dopo la crisi finanziaria, lo Stato ha ancora dovuto salvare una grande banca in difficoltà. "Da decenni chiediamo condizioni quadro efficaci per il settore, affinché la Svizzera non sia nuovamente ostaggio delle grandi banche in occasione della prossima crisi", affermano i socialisti.
In una nota, il Ps afferma che la candidatura di Nordmann è da intendersi come “un’offerta agli altri partiti”, affinché sia nominata alla presidenza della Cpi “una persona indipendente dal mondo bancario e con esperienza”.
Il successore di Nordmann quale presidente del gruppo socialista verrà nominato il prossimo 1º settembre.
Il decreto federale che istituisce la CPI sarà esaminato domani mattina dal Consiglio nazionale, dove dovrebbe essere agevolmente approvato. Passerà poi agli Stati ancora questa settimana, affinché nella terza settimana di sessione si possa svolgere un'eventuale procedura di appianamento delle divergenze.
La CPI è il più forte strumento di controllo parlamentare ed è stata finora istituita solo in quattro occasioni: sulla vicenda dei Mirages (1964), sulle dimissioni di Elisabeth Kopp (1989), sullo scandalo delle schedature (1990) e sulla cassa pensione federale (1995).