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LUGANO - Il regime alimentare paleolitico - o paleo - è un'altra interessante novità di questi ultimi anni. Questa, che piuttosto andrebbe inquadrata come una vera e propria dieta definita, si basa sull'assunto che il nostro organismo si sia evoluto per centinaia di migliaia di anni con un certo tipo di alimentazione, mutato poi completamente in un altro solo qualche migliaio di anni fa, con la nascita dell'agricoltura e dell'allevamento.
Da quando queste due pratiche sono state “inventate” e hanno man mano preso il posto di caccia, pesca e raccolta, gli uomini hanno infatti preso a mangiare alimenti più “facili” da reperire e produrre in grandi quantità. Questo ha permesso la nascita delle civiltà antiche (sumeri, egiziani, eccetera) e l'accumulo di grandi quantità di cibo durevole nel tempo, che poteva essere usato per pagare lavoratori, soldati e funzionari (sapete che “salario” deriva dai pagamenti in sale e “pecunia” dalle ricchezze contate in capi di ovini, vero?). Ma d'altra parte ha richiesto un certo adattamento del nostro organismo, che a tutt'oggi non sarebbe ancora perfettamente completato.
Poiché i tempi evolutivi sono più lenti di qualche centinaio di generazioni, dunque, ancora oggi il nostro metabolismo sarebbe maggiormente abituato e perfezionato per l'assunzione di cibi di tipo pre-agricolo, mentre carboidrati, zuccheri, latticini e sale sarebbero causa di allergie, intolleranze e generici squilibri o malesseri dell'organismo. Al contrario, invece, i cibi più “antichi” sarebbero quelli meglio assimilabili e sui quali si baserebbe il perfetto funzionamento del nostro corpo.
Insomma, il tipo di cibo ideale per un essere umano sarebbe quello che in qualche modo riprenda i sistemi antichi di procurarsi di che vivere, ovvero caccia e raccolta, lasciando perdere tutto quello che deriva espressamente da allevamento, agricoltura e simili: latticini cereali, legumi, olio, burro, vino, aceto, zuccheri raffinati e sale... in certi casi anche la carne e il pesce da allevamento, che a loro volta non sono sfamati con i nutrienti corretti.
Si tratta dunque di mangiare in prevalenza selvaggina - e magari le parti più “succose” della stessa, ovvero sangue e interiora -, pesce, crostacei, uova, funghi, miele, frutta fresca, secca e di bosco, vegetali, semi e perfino invertebrati (ricordate gli hamburger alle larve di cui abbiamo parlato qualche settimana fa?).
Questo tipo di scelta nutritiva, ancor più che quella vegetariana, va naturalmente fatta confermare e controllare da un nutrizionista prima di poter essere adottata, ma, detto questo, può essere un tipo di alimentazione adeguata anche agli uomini del nostro tempo, specialmente se solo per alcuni periodi limitati.
Ancor più dell'alimentazione vegetariana o vegana, il regime alimentare paleolitico è davvero difficile da poter seguire fuori casa, o prendendo qualcosa da mangiare al volo, e può diventare un consistente dispendio di energie, tempo e denaro per trovare gli ingredienti e preparare i pasti da sé. Per questo, tramite Perfeat, l’iniziativa che io e il mio trainer esperto di nutrizione, Niccolò Esposito, stiamo avviando, per noi ticinesi sarà semplice anche l’assunzione regolare di pasti legati a questo regime alimentare. Potrete conoscere in anteprima Perfeat, se lo vorrete, giovedì 19 ottobre, dalle ore 8:30, all’incontro Netcomm Suisse che avrà luogo nella sede UBS di Manno.
Questa rubrica è sponsorizzata dal Ciani Ristorante Lugano.