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Dove si trova Monteggio
Cenno storico
Nella più remota preistoria Monteggio era ricoperto dall'immenso ghiacciaio che
dal Sopraceneri si divideva in due rami: l'occidentale scendeva verso il Verbano,
l'orientale lungo il Tamaro e il Lema verso la Lisora per ricongiungersi poi al ramo
verbanico. Lo sciogliersi del ghiacciaio provocò frane enormi che modificarono
il territorio.
Qualche millennio dopo un nuovo cataclisma ad Astano provocò ulteriori frane e
mutamenti.
I giacimenti minerali provvennero da un corrugamento o sollevamento vulcanico;
gli strati inferiori, sotto la spinta dei vapori, cercarono una via d'uscita come il fumo
di un camino. La crosta terrestre si frantumò e dagli abissi della terra vennero a galla
i minerali metalliferi. Dall'epoca del magma proviene forse anche la collina detta "Mött
di Magatt", isolata verso il canale della Pevereggia, dopo Suino.
La tradizione vuole che la collina sia sorta improvvisamente. Infatti é escluso che
provenga dai lavori di bonifica. Vuolsi che anticamente la collinetta fosse seminata
da capanne abitate da pescatori e cacciatori. La scoperta di frecce di tipo
neolitico avvalora l'ipotesi. Scavando si scoprirebbero resti paleontologici di animali
antidiluviani, di palafitte, resti di carbone e di legna. In giro alla collina si stendevano
il lago e le paludi. Sul ciglio i Celti avrebbero tenuto funzioni druidiche.
Certo é che le prime abitazioni si appoggiarono alle rocce soleggiate dei monti
mentre il piano era ancora sommerso dalle acque.
L'estensione del comune di Monteggio variò nei secoli. Alcune frazioni ai tempi della
castellanza furono comprate ai signori De Sexa (del castello di Sessa). Secondo alcune
pergamene del 1300 si rileva che Lisora e Brusata appartenevano al comune di Sessa).
Le frazioni e i terreni furono venduti per urgente bisogno di denaro dei signori De Sexa
o ceduti in eredità a collaterali di Monteggio. Bisogna tener presente l'uso dei signori di
barattare territori e lavoratori della gleba come schiavi in cambio di diritti feudali, non
escluso il jus primae noctis (ovvero il diritto del proprietario feudale di "collaudare" le
novelle spose la prima notte dopo il matrimonio).
Non é ben chiaro nella storia chi fu ad erigere in primis il castello, ma già nel 600 si
ricorda la resistenza dei Franchi contro i Bizantini e i Longobardi quindi tutto lascia
supporre che già allora vi furono delle fortificazioni. Documenti provano che questa
restistenza era possibile per la felice configurazione topografica: la campagna di Sessa,
sbarrata dal Castello, lo sperone di Castello d'Albio (l'attuale Castello di Monteggio) si
prestavano efficacemente tanto alla difesa come alle evoluzioni offensive della cavalleria.
Si suppone che i castellani del castello di Sessa/Monteggio siano stati nominati da
Berengario (re d'Italia nel '900) o dall'arcivescovo di Milano. Venuto poi Federico
Barbarossa, essi si allearono alla potenza imperiale germanica e furono riconfermati
nell'investitura.
Nelle lotte fra Milano e Como, i castellani, si schierarono con Luino e Valtravaglia a favore
di Milano. Ma poi i comaschi ebbero il sopravvento e col favore di Federico II (21 dicembre
1240) ottennero la signoria nominale sulla castellanza. Da quel momento la castellanza
comincia a gravitare verso Lugano. Il destino politico fu segnato per sempre.
Il castello di Sessa/Monteggio ebbe tre o più torri d'angolo (una é rimasta intatta, un'altra
é ormai rudere) da queste torri la vista spaziava liberamente, verso occidente, al Castello
d'Albio (ora Monteggio) al Torrione (confine attuale); verso oriente, alla Tortüra, al Ronco,
al Castrum ruptu (attuale Castelrotto) e a Bediliora (attuale Bedigliora): cioé da dove
potevano sbucare gli invasori, sia che venissero dal Ceneri-Breno, sia dal classico guado
della Tresa a Germignaga. Varie torri d'osservazione sparse nel territorio davano avviso
dell'incombere del nemico.
Dopo un sussegguirsi di signorie e ducati nel 1512 il territorio fu conquistato dagli
Svizzeri i quali dopo la battaglia di Giornico fecero una scorreria fino a Cremenaga.
Gli Svizzeri diedero ordine di smantellare i castelli di Travaglia, della quale il castello
di Sessa/Monteggio era forse caposaldo. Gli abitanti furnono ben contenti dello smantellare
in quanto lo videro come un occasione per trasformare il castello in comoda cava di pietre
da costruzione. Con queste innalzarono S.Orsola nel 1584 e rifecero la Propositurale
(1613-14) demolendo la torre sud del castello. Con i resti del vecchio castello a Castello
di Monteggio fu eretta la chiesuola "Abbazia di St.Adalberto"(vedi foto), in pretto stile
romanico-medievale, nonché la casa Passera a Monteggio (vedi foto).
Monteggio é stato luogo di passaggio di tutte le invasioni e di tutti i traffici nord-sud. Fu strada maestra che congiunse per secoli, quasi fino alla costruzione della diga di Melide (1848), le due parti del Sacro Romano Impero Germanico. Fu pure strada "francese", così chiamata al tempo della calata di Carlo Magno in Italia. Monteggio subì le conseguenze di tutti questi passaggi militari e cioé saccheggi, depredazioni, ecc.
Lo stesso avvenne anche al tempo della guerra di Giornico (1478-1512) e durante il passaggio dell'esercito di Souverov (1799).
Sito in una regione strategica, Monteggio fu sempre comune libero anche al tempo delle signorie Visconti e Sforza a Milano. Esente dal pagamento dei pedaggi e dazi interni, doveva fornire al Ducato soltanto tredici uomini e armi. Gli Svizzeri confermarono questi privilegi nel 1585. Monteggio aveva allora un'amministrazione autonoma diretta da una podestà che esercitava la giustizia civile e criminale.
L'antico comune si chiamava Montegio, il seicento Montjio, indi Montecchio fino al 1803 dove prese l'attuale denominazione.
Gli abitanti di Monteggio son detti Porscelitt. L'emblema della prosperità e fortuna:
il maiale, é toccato in sorte a Monteggio.
Già, la fortuna ha regalato a quel comune il maggior numero di frazioni in Ticino, tutti
paesini ariosi, puliti, tranquilli e romantici, anche se taluni oggi sono un pò deserti e
dimenticati.
Monteggio, ricco di acque con i fiumi Tresa, Lisora e Pevereggia e con tutto il
corollario di bellezze naturali e di un'antica e invidiabile prosperità economica
che val la pena ricordare. Si può partire dai "Prati Verbani" con l'industria della
torba ora cessata. La "Pampa" con la sua vasta fattoria modello. La cava della
Baolina da cui si estraeva una specie di pietra silicata, le "Fornaci" di Fornasette
che appartenevano al patriziato. La "Fonderia" che conobbe momenti di celebrità,
i suoi cinque mulini, tre torchi, due peschiere, due magli, una segheria, il deposito
del sale a Lisora che forniva il sale a tutto il Malcantone. E ancora per i gusti più
raffinati, il già superbo castello dei nobili che si stagliava sul colle di Castello di
Monteggio(vedi foto del castello). Tutto ciò può bastare a giustificare il nomignolo
di Porcellino. Portafortuna con tante risorse economiche.
Monteggio oggi
La collina di Monteggio, con le sue numerose frazioni sparse in mezzo al verde,
con tanta buon'aria e tanto sole, offre ai suoi 800 abitanti un ambiente sano e
tranquillo. Molte sono le persone anziane che superano gli ottan'anni e godono
di buona salute.
Se da un lato la situazione geografica non si riscontra in nessun altro comune,
e diciamolo pure 26 frazioni sono molte, forse é un punto a suo vantaggio la
tranquillità creata dallo spazio verde che distanzia le singole frazioni, mettendo
libero il turista di appagare l'occhio su di un panorama che spazia dalla valle
del fiume Tresa fino al lago Maggiore.
Da Monteggio é possibile raggiungere in pochi minuti Luino e Ponte Tresa.
In una ventina di minuti Lugano e in poco piu di un ora Milano.
Le 26 frazioni di Monteggio nel dettaglio
Partendo da Molinazzo dove un tempo si muovevano le pale dei Mulini Donati, che hanno fatto storia, e dove si trova l'Osteria della Posta, punto di ritrovo per gli amici delle bocce e il giovanile bar Indios, si sale lungo la strada che attraversa Ramello, con la chiesa dedicata alla Madonna, e Bruciata, ultima frazione prima di arrancare su per il "Boscior" che conduce al comune di Sessa. Da Ramello una stradina ci porta alla Lisora con il suo omonimo torrente che sfocia nella Tresa.
Da Molinazzo é pure possibile proseguire in direzione di Luino passando dalla frazione Ressiga, dove si é installato un noto campeggio denominato "Tresiana" molto praticato dai turisti in cerca di riposo e tranquillità. Qui é giocoforza rivolgere lo sguardo verso la frazione che sta in alto aggrappata alla roccia, Busino: a vederla da qui sembra incollata e ben decisa a non lasciarsi portar via dalla Pevereggia, che scende impetuosa, formando cascate spumeggianti. Da Ressiga proseguiamo verso Ponte Cremenaga con il nuovo ponte che lo unisce a Cremenaga Italia. A Ponte Cremenaga é sito il discobar Calipso 2, qui ci si può dissetare con una fresca bevanda ascoltando buona musica.
Da Ponte Cremenaga si puo salire per raggiungere Crocivaglio con la chiesetta dedicata a San Valentino, situato al centro del comune di Monteggio. Qui si erige la Casa Comunale che, fino al 1980, ospitava la Scuola Comunale di seguito trasferita presso il vicino comune di Croglio.
Da qui la strada si inerpica e, passando per la frazione di Ronchetto, si arriva a Pirla. Qui si può ammirare il paese di Cremenaga Italia e quello di Avigno a metà montagna. Da Pirla si diparte un sentiero completamente in mezzo ai boschi che conduce a Monteggio paese con una deviazione verso Persico, la strada principale continua poi verso Busino e Sessa.
Tornando sui nostri passi, passando dietro alla Casa Comunale, ci inoltriamo nella frescura del bosco attraverso il sentiero che ci conduce a Genestraio. Scendiamo verso il basso e ci ricolleghiamo alla strada cantonale alla frazione di Roncaccio, con la suoa romantica cappellina della Madonna. Proseguiamo lungo la strada cantonale che ci porta al "Bosco della bella", un complesso di casette di vacanza inserite armoniosamente tra il bosco. Il minuscolo villaggio é dotato di piscina semicoperta e riscaldata a disposizione degli abitanti di Monteggio. Piu avanti lungo la strada troviamo Fornasette, frazione di confine completata da distributori di benzina e negozietti per i frontalieri incerca di sigarette e cioccolata. Qui troviamo l'ospitale Osteria Internazionale e il campo sportivo.
Da Fornasette uscendo in Italia in pochi minuti si raggiunge Luino dove il mercoledi é giorno di mercato (si dice sia il piu grande di tutta la Lombardia).
Proseguiamo lungo la strada passando per le frazioni di Bosco e Selvacce e arriviamo a Rovedera. Si iniziano a scorgere le piantagioni di vigna della tenuta Huber, che si espandono per tutto l'alto Monteggio e dove viene prodotto uno dei migliori merlot del Ticino. Qualche passo in più e siamo a Rancina. Da qui si puo scendere verso Persico (già citato in precedenza) dove oltre ad angoli veramente suggestivi, si possono ammirare case veramente in stile ticinese con le caratteristiche logge ad arco.
Noi proseguiamo diritti e raggiungiamo Monteggio paese con la nuova piazzetta dove vengono organizzate numerose feste paesane. Da qui si comincia ad intravvedere il campanile della chiesetta di Castello (vedi articolo piu avanti) dedicata a Sant'Adalberto.
Torniamo sui nostri passi e ci dirigiamo verso Tiradelsa, frazione dalla posizione invidiabile: l'occhio spazia sul lago Maggiore con le sue montagne che gli fanno corona sovrastate dal Monte Rosa. Sopra il paese, immerso fra i vigneti, troviamo il Grotto Collina dove un buon bicchiere di Merlot prodotto in casa é d'obbligo.
Proseguiamo sulla strada e raggiungiamo Termine, la frazione piu grande, che ha mantenuto la caratteristica tipica del villaggio con la sua fontana che un tempo fungeva da lavatoio. Qui troviamo la chiesetta di Santa Rita.
Scendiamo lungo la strada e raggiungiamo Suino con la chiesetta di Santa Lucia, frazione contesa fra il comune di Monteggio e quello di Sessa, e Cassinone con l'omonimo vallico doganale che porta a Dumenza Italia.
Castello di Monteggio
Su una collina rocciosa, dove la natura offre uno dei suoi quadri piu suggestivi,
sorge il paesino di Castello. Lo sguardo abbraccia un panorama ampio e disteso:
la catena delle Alpi vallesane con il maestoso massiccio del Monte Rosa ed ai
suoi piedi l’azzurro del Lago Maggiore. In faccia fa da corona la montagna dei
Sette Termini con il paesino di Avigno tutta coperta di boschi. Essa ci ricorda il
lontano 1942, tempo della seconda guerra mondiale, quando per la furia del
fascismo la popolazione del Milanese si rifugiava nella boscaglia per poter poi
attraversare il fiume Tresa e rifugiarsi in Svizzera. Molti, purtroppo, perirono
annegati o finirono in mano al nemico.
A levante lo sguardo incontra il superbo roccioso Generoso, il San Giorgio,
e piu vicino, il Mondini e la vallata della Tresa con i suoi piccoli villaggi
appollaiati sui terrazzi. Dietro sta il Monte Lema, il nostro simbolo, sempre
pronto ad accogliere i turisti ed a offrire loro un panorama incantevole.
Castello ricorda i tempi remoti del grande castello dove vivevano i Conti,
i Visconti ed i Baroni. La sua posizione dominante permetteva di controllare
l’intera vallata. Ora sulle sue rovine sorge la romantica chiesetta di Sant’Apollonia.
In suo onore si festeggia il nove febbraio.
Il villaggio di Castello è immerso nel verde; bei vigneti lo circondano testimonianza
delle fatiche dei nostri avi.
A Castello non c’è nessuna industria, le fabbriche sono lontane. L’idillio di pace
e di natura ci aiuta così a resistere quassù ed a superare le avversità quotidiane.
Grazie alla posizione strategica in pochi minuti si raggiunge Luino sul lago Maggiore,
Ponte Tresa sul lago di Lugano. In meno di venti minuti si é a Lugano e in poco più di
mezz'ora si raggiunge Bellinzona, Locarno o Chiasso.