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Il Giappone si appresta a registrare un nuovo record negativo delle nascite di bambini nel 2020, con un numero sempre maggiore di persone che posticipano il matrimonio o decidono di non avere figli.
Il totale dei nuovi nati - che sarà comunicato dal Ministero della Salute e del Welfare in dicembre, è ben al di sotto delle 865.240 nascite registrate nel 2019 - che rappresentava il minor livello da quando sono iniziate le statistiche, 120 anni fa. Nel Paese del Sol Levante i nuovi nati sono scesi sotto quota un milione per la prima volta nel 2016, un decremento costante negli ultimi 5 anni, complicando i progetti del governo per la sostenibilità della sistema contributivo e per le spese dei servizi di assistenza sociale, in un paese dove il 28% della popolazione ha più di 65 anni di età.
Le stime preliminari del governo elaborate tra gennaio e agosto si assestano a 580.000 unità, in calo del 2,3% rispetto all'anno scorso. La diffusione della pandemia del coronavirus avvenuta a partire dall'inizio del 2020, rappresenta un'ulteriore incognita per gli anni a venire. In base ai dati del ministero della Salute nipponico, il tasso di gravidanza delle donne giapponesi nei tre mesi a partire da maggio è sceso dell'11,4% rispetto al periodo di riferimento di un anno fa.
A fronte dell'attuale congiuntura economica e il peggioramento del mercato del lavoro, l'indagine evidenzia come molte coppie abbiano deciso di posticipare a tempo indeterminato la decisione di non avere figli, tenendo in considerazione anche l'incertezza sulla ricerca di un vaccino contro il Covid.
Il tasso di fertilità delle donne in Giappone, è di appena l'1,36: inferiore alla soglia minima di 2,07, considerata necessaria a garantire il ricambio generazionale, e secondo gli analisti sarà destinato a scendere ulteriormente a causa della pandemia.