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<h2>SubmittedText<h2><text><p>Come noto, il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger ha rifiutato l'invito a partecipare in veste di oratore ufficiale alla festa sul Rütli del prossimo 1° agosto. La commissione Rütli della Società svizzera d'utilità pubblica (SSUP) ha quindi rivolto l'invito a Markus Rauh, dopo che, allora presidente del consiglio d'amministrazione di Swisscom, si era apertamente espresso contro la nuova legislazione in materia d'asilo e di stranieri (utilizzando, tra l'altro, argomentazioni false e assurde).</p><p>La vicenda è alquanto strana e lascia supporre che questo invito sia direttamente collegato alle affermazioni di Rauh contro la suddetta legislazione e che il suo discorso voglia essere strumentalizzato come propaganda per la votazione del 24 settembre. Considerato che la consigliera federale Calmy-Rey, membro del partito socialista, ha criticato entrambi i disegni di legge, attaccando alle spalle sia i suoi colleghi del Consiglio federale sia il Parlamento, sorge addirittura il sospetto che Markus Rauh sia stato cooptato come "portavoce" del presidente Leuenberger per difendere una posizione politica che questi non può sostenere personalmente perché vincolato dal principio della collegialità.</p><p>Inoltre, sembra che la festa sul Rütli sarà oggetto di severissime misure di controllo, di sicurezza e di sorveglianza. Secondo un comunicato ATS/baz, Beat Hensler, il comandante della polizia cantonale di Lucerna, ha confermato che, oltre al corpo di polizia della Svizzera centrale, saranno coinvolte "altre forze dell'ordine". Anche l'esercito è stato interpellato per fornire una sorveglianza aerea. Alla festa parteciperanno soltanto i 2300 invitati "giusti", selezionati grazie ad un oneroso apparato di distribuzione di biglietti, di controlli all'entrata e di misure di protezione statali. E tutto ciò perché una banda di adolescenti esagitati e i loro simpatizzanti hanno turbato la festa sul Rütli dell'anno scorso.</p><p>Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È giustificabile organizzare sul Rütli, che appartiene al popolo svizzero, un apparato così oneroso per garantire, con l'aiuto federale, misure di controllo e di sicurezza a prova di attacco terroristico, e tutto ciò a causa di una banda di adolescenti esagitati e dei loro simpatizzanti? Un'azione del genere non si trasformerà piuttosto in una provocazione?</p><p>2. Il Consiglio federale non è dell'avviso che con tutti questi controlli si pretenda troppo da cittadini svizzeri normali e incensurati che vorrebbero semplicemente recarsi a una festa e non a un'area vietata? Con che criteri si negherà l'accesso al Rütli?</p><p>3. Se, nonostante qualsiasi considerazione, si decidesse comunque di realizzare il progetto in cantiere, quali saranno i costi a carico della Confederazione (elenco per settore)?</p><p>4. Cosa pensa il Consiglio federale dell'affermazione di Markus Rauh, secondo cui, con la nuova legge sull'asilo "interverremo quasi d'autorità per far morire di fame, di sete e di gelo davanti ai nostri occhi i richiedenti a cui è stato negato il diritto d'asilo" ("Tagesanzeiger" del 6 febbraio 2006)? Il Consiglio federale non ritiene che, per queste affermazioni assurde, Markus Rauh sia improponibile come oratore ufficiale sul Rütli e che il suo intervento sarà una provocazione per molte persone?</p><p>5. Nel limite delle sue possibilità, il Consiglio federale cercherà di impedire che la festa sul Rütli si trasformi in una propaganda elettorale e in un esercizio di forze di polizia, militari e statali, per la gioia dei media, attirando così soggetti indesiderati?</p><p>6. Non sarebbe più opportuno che alla festa sul Rütli si invitasse qualche centinaia di nerboruti lottatori o scampanatori alpigiani svizzeri che, con la loro sola presenza, soffocherebbero sul nascere qualsiasi azione di disturbo da parte di adolescenti esagitati e dei loro simpatizzanti?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>La Società svizzera d'utilità pubblica (SSUP) ha acquistato il Rütli nel 1860 grazie al sostegno di diversi donatori e della gioventù svizzera; lo ha poi donato alla Confederazione come bene nazionale inalienabile. Conformemente all'atto di donazione del 2 luglio 1860, il Consiglio federale ha affidato la cura e l'amministrazione del bene alla SSUP, che ha costituito una commissione a questo scopo. La commissione adempie i suoi compiti in modo autonomo e non riceve alcuna istruzione dalla Confederazione. Il Consiglio federale non condivide il giudizio riduttivo dell'autore dell'interrogazione, secondo cui, all'origine degli eventi particolarmente incresciosi e biasimevoli dello scorso anno, vi sarebbero dei semplici "adolescenti esagitati e i loro simpatizzanti".</p><p>Quanto alle singole domande dell'interrogante, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. Negli ultimi anni diverse celebrazioni della festa nazionale sul Rütli sono state turbate, quella del 2005 nel modo più grave. Il Consiglio federale ritiene che la festa debba tenersi in una cornice dignitosa. Per questo, la commissione del Rütli ha deciso di adottare misure di controllo delle partecipazioni. Secondo il Consiglio federale, questa strategia dovrebbe consentire di raggiungere gli obiettivi prefissati, vale a dire il mantenimento della quiete pubblica, dell'ordine e del decoro.</p><p>2. In base alla sovranità cantonale in materia di polizia, la definizione del dispositivo e della dottrina dell'impiego delle forze dell'ordine è di competenza delle autorità cantonali. L'organizzazione del sistema di controllo delle partecipazioni rientra nell'esclusiva competenza della SSUP e dei cantoni di Uri e di Svitto, che applicano le usuali misure di sicurezza. Secondo quanto comunicato dalla SSUP, l'unico vincolo imposto ai partecipanti consiste nel rilascio di una dichiarazione, in base alla quale rinunciano a qualsiasi atto di disturbo durante la festa.</p><p>3. La richiesta del cantone di Svitto di ottenere un'assistenza sussidiaria (e quindi gratuita) dell'esercito è stata respinta perché non è stato possibile dimostrare la sussidiarietà. Il DPPS ha autorizzato tuttavia alcune prestazioni dell'esercito secondo l'ordinanza concernente l'impiego di mezzi militari a favore di attività civili e attività fuori del servizio (RS 510.212). Queste saranno interamente addebitate al richiedente in base all'ordinanza sulle prestazioni fornite dal DPPS e la riscossione di emolumenti (RS 510.46).</p><p>4. Il Consiglio federale non è tenuto a pronunciarsi sulle affermazioni di privati rilasciate a titolo personale. La sua opinione sulla revisione della legge sull'asilo è contenuta in comunicazioni ufficiali. Dalla fine del XIX secolo, la commissione del Rütli ha sempre organizzato le feste in modo autonomo e, anche quest'anno, la scelta dell'oratore spetta alla commissione.</p><p>5. Tutti gli oratori in Svizzera godono della libertà di espressione. La libertà di opinione è un diritto costituzionale e, nel caso in questione, il Consiglio federale non ha motivo di dover impartire raccomandazioni particolari. Per quanto riguarda il sistema di controllo delle partecipazioni, rimandiamo alla risposta al punto 1.</p><p>6. Il Consiglio federale non dà alla commissione del Rütli alcuna raccomandazione su chi invitare alla festa. Quanto all'eventuale raccomandazione suggerita dall'interrogazione di esortare privati ad esercitare autonomamente il potere coercitivo della polizia o ad adottare misure di polizia, essa va categoricamente respinta in ossequio al monopolio statale della forza.</p></text>