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La Banca nazionale svizzera ha appena diffuso il suo rapporto intermedio relativo ai propri risultati finanziari al 30 giugno 2021.
Questo primo semestre per la BNS ha significato un utile di 43,5 miliardi di franchi, mentre l’utile sulla valuta estera ammonta a 44,5 miliardi di franchi.
Per l’oro si registra invece una minusvalenza di 1,4 miliardi di franchi, mentre l’utile sulle posizioni in franchi è stato di 0,6 miliardi di franchi.
I risultati del primo semestre non permettono ancora di trarre delle conclusioni o delle teorie sugli andamenti futuri della BNS: essendo la banca molto dipendente dai mercati di oro, capitali e cambi, ci sono forti oscillazioni difficili da prevedere che, appunto, impattano sui suoi risultati in modo significativo.
A contribuire all’utile sulla valuta estera sono stati per lo più titoli e strumenti di capitale (23,2 miliardi di plusvalenza) sommati alle plusvalenze di cambio (23,3 miliardi di CHF). Interessi e dividenti hanno contribuito con 3,8 e 2 miliardi di franchi, mentre titoli e strumenti di debito sono risultati in una minusvalenza di 11,8 miliardi di franchi.
La disponibilità in oro è risultata in una minusvalenza di 1,4 miliardi di franchi, essendosi deprezzato il metallo prezioso rispetto all’anno precedente: 52.267 CHF per un kg a fine giugno 2021 contro 53.603 CHF di fine 2020.
L’utile sui franchi è stato di 0,6 miliardi, originato dagli interessi negativi sugli averi in conto giro.
Va ricordato che l’utile di 43,5 miliardi di franchi è stato registrato prima degli accantonamenti che, per legge, la BNS deve costituire per mantenere le riserve valutarie ad una quota che rispecchi le attuali politiche monetarie.