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BERNA - Il Consiglio degli Stati vuole ratificare i protocolli di attuazione della Convenzione delle Alpi, così come chiede la commissione preparatoria. I "senatori", diversamente dal Nazionale, sono entrati stamane in materia, con 25 voti contro 15, su questo oggetto. Invece dei nove protocolli, la commissione chiede tuttavia di ratificarne almeno tre (protezione del suolo, trasporti, pianificazione del territorio e sviluppo sostenibile).
Nel dicembre scorso, la Camera del popolo non era entrata in materia. Se dovesse ribadire questo voto, l'intero dossier verrebbe archiviato.
I nove protocolli, firmati già oltre una decina di anni fa, suscitano dal 2001, ossia da quando il Consiglio federale li ha sottoposti alle Camere per la ratifica, dibattiti accesi. La discussione odierna non ha fatto eccezione.
In particolare, alcuni esponenti dei Cantoni alpini e le organizzazioni economiche temono che le condizioni restrittive previste dai protocolli di applicazione ostacolino lo sviluppo economico delle regioni di montagna, in particolare per quanto attiene alle attività turistiche.
Per la maggioranza, invece, non è così, dal momento che la legislazione elvetica rispetta già ampiamente gli obiettivi preconizzati dai protocolli. Ratificando questi testi, la Svizzera invierebbe inoltre un segnale forte sia sul piano della politica nazionale che internazionale.
Per la maggioranza, inoltre, la collaborazione transfrontaliera permetterebbe alla Svizzera di affrontare le sfide a livello economico ed ambientale che interessano le regioni alpine.
SDA-ATS