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Il gruppo energetico bernese BKW è costretto a una trasformazione poiché "la produzione elettrica classica è deficitaria" a causa degli attuali prezzi di mercato. Lo dice la presidente della direzione Suzanne Thoma in un'intervista al domenicale "SonntagsZeitung".
"Con l'energia da noi prodotta e venduta sul mercato, registriamo un disavanzo di centinaia di milioni di franchi", precisa la ceo dell'ex azienda elettrica bernese.
BKW è però attiva in altri settori, quali il commercio di elettricità, la distribuzione e i servizi di infrastruttura. In tal modo finora si possono compensare le perdite nell'ambito della produzione. "Altrimenti il nostro comparto 'Energia' sarebbe in rosso e bisognoso di risanamento", aggiunge.
A causa dei bassi prezzi energetici ci sarà anche un'uscita del gruppo BKW dalla produzione atomica. "Nessuno investe più in nuove centrali nucleari in Svizzera poiché i costi della corrente così generata sono nettamente superiori a quelli di mercato", precisa Suzanne Thoma. La centrale di Mühleberg sarà spenta nel 2019.
La direttrice generale del gruppo bernese ritiene pericoloso speculare su di un rialzo dei prezzi dell'elettricità. La situazione potrebbe essere migliore fra una decina di anni, ma - sottolinea - "l'esistenza dell'azienda dipenderebbe solo dall'aumento del costo della corrente". Puntare su ciò non è una strategia ma solo una scommessa sul futuro, aggiunge.
Di conseguenza Thoma intende trasformare la BKW da produttore energetico a commerciante e fornitore di servizi in questo campo. Perciò il gruppo negli ultimi anni ha già acquisito numerose piccole aziende per le tecniche di installazioni e costruzione di edifici.
SDA-ATS