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Nassim Ben Khalifa ha fatto causa al San Gallo, accusato di discriminazione nei suoi confronti. Il 27enne attaccante lamenta non solo di non essere preso in considerazione per le partite, bensì anche il parziale confino al quale è costretto in allenamento. Il giudice unico del tribunale distrettuale di San Gallo si è chinato ieri sul caso, il verdetto non è ancora stato pronunciato. Ben Khaliha, legato al San Gallo fino al 2020, ha chiesto l’immediato reintegro nei ranghi della prima squadra per gli allenamenti. L’ex campione del mondo U17 si allena regolarmente con la prima squadra durante la settimana, ma dalle sedute che precedono le partite viene regolarmente escluso. «Vi partecipano tutti tranne me», ha segnalato Ben Khalifa al giudice, al quale ha spiegato che la rifinitura è l’allenamento più importante della settimana, nel quale ciascun giocatore ha l’opportunità di meritarsi una maglia, attraverso una buona prestazione. Invece, lamentano i due legali del giocatore, «Ben Khalifa viene isolato e ignorato, ciò che comporta un importante carico psicologico. Nel calcio professionistico conta ogni singola seduta di allenamento». Opposto, il punto di vista dell’avvocato del San Gallo: Ben Khalifa è fuori rosa per una questione sportiva. Fa parte dei rischi della professione, non c’è alcuna violazione delle condizioni di lavoro. «Il motivo per cui è stato messo da parte lo abbiamo comunicato in modo chiaro», ha ribadito il tecnico del San Gallo Peter Zeidler.