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Parlophone
Links www.parlophone.co.uk (Inglese)
Parlophone
Parlophone è una etichetta discografica fondata in Germania nel 1896 da Carl Lindstrom come Parlophon; la denominazione verrà cambiata solo nel 1927, dopo l'acquisto da parte della Columbia. In Italia, invece, non confluendo l'etichetta nella VCM ma rimanendo invece autonoma, la denominazione resterà comunque Parlophon.
Marchio
Il marchio non è il simbolo della sterlina (£) bensì della L che sta per Lindstorm[1].
Storia
Dai grammofoni ai dischi
Inizialmente l'azienda non si occupava di distribuire dischi, ma grammofoni. Nel 1923 la divisione inglese della Parlophone fu attivata e divenne in breve tempo una etichetta curante soprattutto la musica jazz.
Nel 1927 la Columbia britannica rilevò il controllo della Parlophon e nel 1931 la Columbia si fuse con la Gramophone per fondare la Electric & Musical Industries Ltd (EMI).
Sotto la EMI, Parlophone ha proseguito il suo progetto di etichetta prevalentemente rivolta alla musica jazz, ampliando però il suo catalogo ad altri settori come le recite, le novelle e le commedie.
George Martin e i Beatles
Nel 1950 George Martin fece il suo ingresso nell'azienda, della quale, in pochi anni, divenne un direttore.
Ai tempi in cui sbocciò la musica rock and roll, Parlophone distribuiva artisti di buon valore come il trombettista jazz Humphrey Lyttelton, l'attore cantautore Jim Dale e altri che sporadicamente raggiunsero i "Top 20 chart", oltre al fiore all'occhiello dell'etichetta che era senza dubbio Adam Faith.
La fortuna arrise quando nel 1962 Martin fece un'audizione ai Beatles e decise di lanciarli sul mercato discografico.
Etichetta celeberrima
In breve tempo divenne la più nota etichetta discografica del mondo. Basti pensare che nel 1964 i suoi prodotti arrivarono al numero uno delle classifiche per ben 40 settimane, lasciando alle altre etichette le briciole. Oltre ai Beatles, altri artisti di Liverpool diventarono importanti grazie alla brillante guida del manager Brian Epstein. La cantante interprete Cilla Black, preveniente anche lei dal Cavern Club, riuscì a ritagliarsi una buona fetta di popolarità grazie alle cover dei Beatles e anche di qualche compositore italiano, come ad esempio Gino Paoli e Umberto Bindi dai quali raccolse Il mio mondo per convertirlo in You're My World, una formidabile hit britannica.
Note
- Hunter Davies, The Beatles - The Classic Updated, W.W. Norton & Company, New York/London 2009, pag. 160.