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BERNA - No a un congedo paternità remunerato di due settimane. Contrario all'iniziativa popolare che chiede quattro settimane di libero, il Consiglio federale si oppone anche a una soluzione che prevede un periodo di assenza dal lavoro lungo la metà, come propone la commissione della sicurezza sociale degli Stati in un controprogetto indiretto.
Il governo ritiene importante favorire condizioni di lavoro propizie alla famiglia, ma preferisce privilegiare lo sviluppo di un'offerta di accoglienza extrafamiliare e parascolare, che presenta un miglior rapporto costi-benefici, indica in una nota diffusa oggi.
Secondo l'esecutivo, le soluzioni individuali a livello di contratti collettivi o aziende offrono una maggiore flessibilità rispetto al congedo paternità introdotto per legge. Il datore di lavoro e il dipendente possono elaborare una soluzione insieme.
A non convincere l'esecutivo sono anche le conseguenze finanziarie del progetto della commissione. L'introduzione delle due settimane di congedo paternità, prevista dal 2022, costerebbe circa 230 milioni di franchi solo per quell'anno. I contributi di indennità di perdita di guadagno (IPG) dovrebbero essere aumentati dallo 0,45% allo 0,5% a partire dal primo gennaio 2022, fa notare il governo. Questo aumento potrebbe inoltre non essere sufficiente in quanto sono stati avviati altri progetti legislativi nel settore delle IPG.
L'opinione del Consiglio federale il questo ambito non sorprende. Un anno fa aveva proposto al Parlamento di respingere l'iniziativa popolare a favore di un congedo paternità di quattro settimane senza fornire alcuna alternativa. Il controprogetto indiretto proposto dalla commissione della politica di sicurezza sociale degli Stati rappresenta un compromesso che può passare lo scoglio del Parlamento.