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Una gita fuoriporta nel weekend: il Museo di Charlie Chaplin
Un nuovo museo vede la luce questo fine settimana a Corsier-sur-Vevey, sul lago Lemano, dove Charlie Chaplin visse per 35 anni, fino alla sua morte, avvenuta nel 1977.
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Domani apre finalmente i battenti il museo dedicato a Charlie Chaplin, dopo anni di battaglie e vicissitudini. Il museo, un tributo all’attore londinese che divenne una delle più importanti stelle del cinema holliwoodiano degli albori, si chiamerà Chaplin’s World, ed è situato sulle rive del lago Lemano, nei pressi di Losanna, a Corsier-sur-Vevey.
Il Museo occupa la grande proprietà di Manoir de Ban, dove Chapin visse per 25 anni con la moglie Oona e I loro otto figli, e ospita le riproduzioni del gigantesco macchinario del film del 1936, Tempi Moderni. Il Museo, che punta a dare un’idea realistica del mondo di Chaplin, permette anche di sperimentare le sensazioni che darebbe l’essere in bilico, all’interno di una capanna, sul ciglio di una roccia franante, come accadde a Chaplin ne La Febbre dell’Oro.
Il figlio sessantaduenne dell’attore, Eugene, sostiene che il padre volesse essere ricordato dalla gente e che per questo motivo girò molti film e lo fece agendo sempre perfezionista, e perciò ritiene che il padre sarebbe contento di vedere il risultato del nuovissimo museo.
Chaplin, che era nato a Walworth, un sobborgo meridionale di Londra, il 16 aprile 1889, morì il giorno di Natale del 1977 all’età di 88 anni, e si trasferì in Svizzera dopo essere stato bandito dagli Stati Uniti negli anni Cinquanta per sospette simpatie comuniste, all’apice della politica dell senatore McCarthy contro le infiltrazioni sovietiche.
La magione, che contava dozzine di domestici quando il padre era in vita, era, secondo il figlio Michael, come una di quelle enormi case che si vedono nei film, e viverci da bambini era un sogno. Oggi è stato costruito, adiacente alla casa originale, una ricostruzione di uno studio di Hollywood dedicato al lavoro su grande schermo di Chaplin. Accanto a tutto ciò vi sono piccolo mostre dei suoi primi lavoro eseguiti a Londra e lavori eseguiti con la troupe di commedia Britannica Casey’s Court circus.Sono stati ricreati il barbiere de Il Grande Dittatore e il ristorante nel quale ne L’Immigrante il protagonista mangiava la scarpa. Inoltre oltre trenta statue di cera attendono i visitatori: create dal museo delle cere Grevin di Parigi, includono anche Albert Einstein, carissimo amico di Chaplin. In mostra anche la famosissima bombetta e alcuni dei suoi abiti di scena, il certificato di attribuzione del titolo di Cavaliere da parte della Regina Elisabetta nel 1975 e l’Oscar vinto nel 1973 per la colonna sonora del film del 1952, Luci della Ribalta.