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La velenosa intervista concessa dai duchi di Sussex a Oprah Winfrey ci induce a una riflessione su alcuni esponenti di sesso maschile della Casa Reale britannica.
Potremmo cominciare, limitandoci a tempi non troppo lontani, da Edoardo VIII, re per un anno scarso (1936), che abbandonò il trono per impalmare la divorziata americana Wallis Simpson. Perché giunse a tanto? Perché il Primo ministro si opponeva al suo matrimonio. Ai tempi di Enrico VIII una cosa del genere non sarebbe successa: il Re avrebbe semplicemente fatto decapitare il Primo ministro.
Passiamo a Carlo, infelice marito di Diana e felicissimo marito di Camilla, duchessa di Cornovaglia. Avremmo poi il principe Andrea, che era un po’ troppo amico del famigerato Epstein, morto suicida in carcere a New York. Almeno così dicono.
Siamo arrivati infine a Harry che, confessandosi a Oprah, arreca tutto il danno possibile alla Casa Reale e dunque, in sostanza, alla sua cara Nonna (che ama profondamente).
Ad essere sinceri sembra che faccia tutto lei, Meghan, lui sembra plagiato. Uno spettacolo miserando, infarcito di dollari americani e gossip.
La Regina è triste, ci dicono. Ma noi speriamo che sia anche disgustata.
Lunga vita a Elisabetta II !
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Ci sarebbe anche (nell’Ottocento) il principe Albert Victor di Sassonia-Coburgo-Gotha, duca di Clarence, figlio di Edoardo principe di Galles (poi re Edoardo VII) e dunque abiatico della grande regina Vittoria.
Il principe fu sospettato di essere Jack the Ripper, il celebre maniaco assassino di prostitute che terrorizzò Londra verso la fine del secolo.
Molto probabilmente, diciamo quasi certamente, una balla.