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Prospettive a lungo termine delle finanze pubbliche in Svizzera
In breve
La politica finanziaria deve occuparsi maggiormente delle numerose sfide del futuro. Il preventivo e il piano finanziario della Confederazione non prendono in considerazione gli sviluppi a lungo termine. Per questa ragione la Confederazione necessita di uno strumento che permetta di esaminare il lungo periodo. Il rapporto sulle prospettive a lungo termine delle finanze pubbliche in Svizzera illustra le ripercussioni a lungo termine delle tendenze demografiche sui conti delle amministrazioni pubbliche in Svizzera.
Nel mese di aprile del 2016 è stata pubblicata la terza edizione, contenente proiezioni fino al 2045. Se la demografia, la migrazione e l’economia evolveranno come ipotizzato nel rapporto, le amministrazioni pubbliche dovranno sopportare un onere supplementare dovuto alle crescenti uscite per l’AVS e il settore della sanità. Se la riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 sarà attuata come previsto dal Consiglio federale, a livello federale la necessità d’intervento sarà inferiore rispetto alla situazione dei Cantoni e Comuni.
Nella primavera del 2021 verrà pubblicata un’edizione aggiornata sulla base dei nuovi scenari demografici elaborati dall’Ufficio federale di statistica (UST).
Oneri supplementari dovuti a fattori demografici
Le prospettive a lungo termine si basano su determinate ipotesi riguardanti l’evoluzione della popolazione e l’andamento economico. Esse indicano lo sviluppo delle entrate e delle uscite fino al 2045, nel caso in cui non vengano adottate misure sul piano politico. Il nuovo rapporto considera tuttavia già il progetto di riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 del Consiglio federale. Gli scenari riguardanti la popolazione elaborati dall’Ufficio federale di statistica (UST) e i calcoli dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) rappresentano una base importante. Quale orizzonte temporale è stato scelto l’anno 2045 poiché entro tale data i principali effetti dell’invecchiamento della società dovrebbero ripercuotersi sulle finanze pubbliche. Si tratta inoltre dello stesso orizzonte temporale degli scenari demografici calcolati dall’UST.
Il rapporto non dà indicazioni sul futuro, ma formula delle ipotesi, incerte per natura. Se non si adotterà alcuna misura e le ipotesi saranno confermate, vi saranno delle lacune nel finanziamento. Il rapporto mostra che la crescita economica e la migrazione sono importanti elementi che influiscono sull’entità degli oneri supplementari delle amministrazioni pubbliche determinati dal fattore demografico. Gli oneri supplementari variano a seconda delle ipotesi sull’evoluzione della migrazione e della crescita economica.
Aumento delle uscite statali e del debito pubblico
Secondo lo scenario di base le uscite delle amministrazioni pubbliche legate al fattore demografico passeranno dal 17,3 per cento del prodotto interno lordo (PIL) nel 2013 al 20,8 per cento nel 2045. Quasi la metà della crescita (45 %) è dovuta all’aumento delle uscite per il settore della sanità e delle cure. Circa il 37 per cento dell’onere supplementare è riconducibile alle maggiori uscite per l’AVS/AI. Il resto riguarda il settore dell’educazione. La ripartizione degli oneri supplementari tra i diversi livelli statali evidenzia che a livello della Confederazione la necessità d’intervento è inferiore rispetto alla situazione comunale e cantonale.
Di conseguenza, nel periodo di proiezione il tasso d’indebitamento crescerebbe dal 35 al 59 per cento del PIL, mentre il tasso d’indebitamento di Confederazione e assicurazioni sociali calerebbe rispettivamente dal 17,2 al 7,2 per cento e dallo 0,7 al -4,5 per cento. In tal modo le assicurazioni sociali realizzerebbero addirittura un’eccedenza. Al contrario, la quota d’indebitamento dei Cantoni aumenterebbe dal 9,6 al 36,5 per cento e quella dei Comuni dal 7,6 al 20,1 per cento.
Necessità di intervento politico-finanziario
La lacuna fiscale palesa la necessità di intervento per impedire che nel 2045 il tasso d’indebitamento superi i livelli del 2013. Nello scenario di base, per i conti di tutte le amministrazioni pubbliche la lacuna fiscale ammonta allo 0,9 per cento del PIL. Ciò significa che per stabilizzare il tasso d’indebitamento al livello del 2013 sarebbe necessario conseguire risparmi annuali o entrate supplementari pari allo 0,9 per cento del PIL. I Cantoni e i Comuni presentano una lacuna fiscale rispettivamente dell’1,1 e dello 0,5 per cento del PIL. La necessità d’intervento sul piano cantonale e comunale è riconducibile all’elevata pressione sulle uscite nel settore della sanità e delle cure. La Confederazione e le assicurazioni sociali presentano invece lacune fiscali negative, rispettivamente dello -0,4 e -0,2 per cento, grazie alle misure della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 e alla diminuzione delle uscite dell’AI. Tuttavia, per garantire la sostenibilità delle finanze dell’AVS, dopo il 2030 dovranno essere adottate ulteriori misure.
Prospettive
A causa della crisi dovuta al coronavirus l’aggiornamento del rapporto sulle prospettive a lungo termine è stato posticipato di un anno. L’edizione aggiornata sulla base dei nuovi scenari demografici elaborati dall’Ufficio federale di statistica (UST) verrà pubblicata nella primavera del 2021.