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Gli svizzeri all'estero non hanno i medesimi diritti politici in tutta la Confederazione. In alcuni cantoni non possono infatti partecipare alle elezioni per il rinnovo della Camera alta del parlamento federale.
Una situazione inaccettabile, secondo un parlamentare vallesano che intende intervenire nel parlamento cantonale per chiedere una modifica legale.
I 26 cantoni e semicantoni svizzeri non garantiscono lo stesso trattamento agli svizzeri dell'estero in ambito politico.
Tutti i membri della Quinta svizzera possono partecipare e presentarsi come canditati alle elezioni per il Consiglio nazionale, la Camera bassa del parlamento federale, a condizione di essere iscritti in un registro elettorale svizzero.
Diversa la situazione per le elezioni al Consiglio degli Stati, che sono regolate da leggi cantonali. In 15 cantoni gli svizzeri dell'estero non possono riempire la scheda per l'elezione dei "senatori".
Tradizione federalista
Undici cantoni garantiscono agli svizzeri all'estero il diritto di partecipare alle elezioni (e di essere eletti) nelle due Camere, come pure di prendere parte alle votazioni a livello federale, ha indicato Hans-Urs Wili, responsabile della sezione Diritti politici della Cancelleria federale.
Si tratta di Basilea Campagna, Berna, Friburgo, Ginevra, Grigioni, Giura, Neuchâtel, Svitto, Soletta, Ticino e Zurigo. Questi cantoni, salvo Zurigo, consentono agli svizzeri che risiedono all'estero di esprimersi anche su oggetti di portata cantonale.
A Basilea Campagna e Neuchâtel gli svizzeri espatriati hanno perfino la possibilità di partecipare alle votazioni comunali.
In tutti gli altri 15 cantoni gli svizzeri dell'estero hanno accesso unicamente agli scrutini federali. In tale ambito possono partecipare soltanto all'elezione del Consiglio nazionale e alle votazioni su oggetti federali.
Le ragioni di queste disparità sono da ricercare nel tradizionale federalismo della Svizzera: ogni cantone è libero di fissare, entro certi limiti, i diritti accordati ai propri cittadini in ambito politico, come in molti altri settori di propria competenza.
Situazione ingiusta
Negli ultimi anni, partiti di ogni sponda politica hanno lanciato delle iniziative per estendere il diritto di voto dei connazionali residenti all'estero.
In Vallese ci riprova ora il parlamentare Léonard Bender, membro del Partito liberale radicale e candidato alle elezioni federali di ottobre per una poltrona al Consiglio degli Stati.
"3014 svizzeri dell'estero si sono iscritti nei registri elettorali del canton Vallese per partecipare alle elezioni federali. Possono prendere parte allo scrutinio per il Consiglio nazionale, mentre vengono esclusi dal voto per il Consiglio degli Stati. Questa situazione è ingiusta", dichiara Bender.
Con l'appoggio del suo partito, il parlamentare intende quindi lanciare un'iniziativa nel parlamento cantonale, allo scopo di estendere i diritti politici dei membri della Quinta Svizzera.
swissinfo e agenzie
La Quinta Svizzera
Alla fine del 2006, 645'010 cittadini svizzeri vivevano all'estero. Sono 10'794 in più rispetto all'anno precedente (+1,7%).
112'000 di loro sono iscritti nei registri elettorali del cantone di origine. La loro forza elettorale corrisponde, per fare un paragone, a quella del cantone di Basilea Città.
La maggior parte degli Svizzeri dell'estero vive nell'Unione europea (390'182 persone). Le comunità più grandi si trovano in Francia (171'732), Germania (72'384) e Italia (47'012).
Al di fuori dell'Europa gli espatriati svizzeri risiedono per lo più negli Stati Uniti (71'984), Canada (36'374), Australia (21'291), Argentina (15'061), Brasile (13'956), Israele (12'011) e Sudafrica (8'821).