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"Schiavitù"
L’articolo 1 della Convenzione concernente la schiavitù, entrata in vigore per la Svizzera nel 1930, sancisce che “la schiavitù è lo stato o la condizione di un individuo sul quale si esercitano gli attributi del diritto di proprietà o taluni di essi”. La tratta degli esseri umani, anche detta schiavitù moderna, invece viene definita dall’articolo 182 del Codice penale svizzero come il commercio di un essere umano a scopo di sfruttamento sessuale, di sfruttamento del suo lavoro o di prelievo di un suo organo. La schiavitù non è sparita nel 1807 con il Slave TradeActo nel 1848, con il decreto per l’abolizione della schiavitù pubblicato dalla Francia; la schiavitù è anche una questione moderna e resiste nei secoli. La realtà di oggi è più sottile di quella dell’epoca coloniale ma il concetto di sfruttamento è lo stesso: sono ancora oggi i più vulnerabili della nostra società a esserne le vittime.
Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIT), 40 milioni di persone sono vittime di schiavitù moderna, di queste il 71% sono donne, cioè quasi 29 milioni. Le donne rappresentano intorno al 99% delle persone vittime di sfruttamento sessuale. Una vittima su quattro è un bambino. Circa 25 milioni di persone sono costrette al lavoro forzato, principalmente nei settori del lavoro domestico, la costruzione e l’agricoltura. (http://www.ilo.org/global/about-the-ilo/newsroom/news/WCMS_574719/lang--fr/index.htm).
In Svizzera, secondo fedpol, la tratta di esseri umani tocca ogni anno un centinaio di potenziali vittime, principalmente a fini di sfruttamento sessuale e le vittime sono maggioritariamente donne e bambini ma esistono anche casi di lavoro forzato e, a Ginevra, è stato identificato un caso di traffico di organi. https://www.reiso.org/articles/themes/travail/317-combattre-l-esclavage-en-suisse-au-xxie-siecle
Questo problema è nascosto, sotterraneo, eppure esiste e il primo passo per combatterlo è rendersene conto e non fingere che la schiavitù sia un problema del passato.