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Due anni e 10 mesi di carcere, di cui un anno da espiare e i rimanenti 22 mesi sospesi con la condizionale per un periodo di quattro anni. Questa la sentenza nei confronti di un 32enne della regione riconosciuto colpevole del reato di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere. Ha costretto una ragazza palesemente ubriaca, non in grado di intendere e di volere, a consumare un rapporto sessuale nel bagno della discoteca La Fabrique di Castione, la notte del 23 gennaio 2015. A questa convinzione è giunta la Corte delle Assise criminali presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, confermando l'atto d'accusa stilato dal procuratore pubblico Moreno Capella il quale, durante la sua requisitoria, aveva chiesto 3 anni e 10 mesi interamente da espiare. Non ha quindi retto la tesi difensiva sostenuta dall'avvocata Alix Manconi, battutasi per il proscioglimento e secondo cui la ragazza era consenziente al rapporto sessuale.
«L'imputato non poteva non rendersi conto che la vittima si trovava in uno stato psicofisico ampiamente compromesso, al limite dell'incoscienza. Ne ha approfittato, agendo per puro egoismo al fine di appagare i propri desideri sessuali», ha affermato il giudice Amos Pagnamenta prima di pronunciare il verdetto. In un processo di natura indiziaria, sono risultate decisive le «versioni inverosimili» dell'imputato. «Egli non ha evidentemente collaborato, continuando ad adattare in maniera strumentale quanto andava raccontando», ha affermato il giudice, ricordando come l'uomo abbia ammesso il rapporto sessuale solo dopo le evidenze fornite dalle prove biologiche, senza le quali «avrebbe continuato a mentire, senza neanche ammettere di aver fatto sesso con la giovane». Credibile, lineare e logica è invece stata giudicata la versione della vittima. «Certo, forse è ragazza a cui piaceva divertirsi, ma questo rende ancora più veritiera la sua denuncia» Una circostanza, quella de La Fabrique, «del tutto straordinaria».
Il 32enne è stato condannato anche per i reati di lesioni semplici per un'aggressione avvenuta ad Ascona nel novembre 2014, infrazione e contravvenzione alla Legge stupefacenti e trascuranza dagli obblighi di mantenimento per avere omesso di versare gli alimenti ai figli accumulando arretrati per quasi 10mila franchi. Pure tenute in considerazione le sue precedenti condanne e altri reati finanziari di cui si è macchiato dal 2015 in avanti.