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I richiedenti l'asilo in Svizzera da gennaio 2018 non devono più versare parte del loro salario alla Confederazione. Una misura che, fra le altre cose, dovrebbe rendere più facile la loro integrazione. Ma restano pochi i datori di lavoro pronti ad assumere i detentori del permesso F.
Il permesso F (l'ammissione provvisoria per i richiedenti l'asilo) dà il diritto di risiedere in Svizzera e di lavorarci. Fino all'inizio di quest'anno i suoi detentori dovevano versare il 10% del loro alla Confederazione per il rimborso delle spese legate alla procedura d'asilo.
L'eliminazione di questo obbligo dovrebbe stimolare sia il migrante a trovare il lavoro sia il datore di lavoro ad assumere un richiedente l'asilo, a causa delle ridotte spese amministrative. Il tutto all'insegna di un migliore inserimento nella società.
Attualmente le persone ammesse a titolo provvisorio in Svizzera sono 27'000 ma solo il 31,9% di loro lavora. Anche con la modifica legislativa, però, trovare un impiego resta difficile.
"Questa nuova legge cambia per noi che ne beneficiamo, ma non per i datori di lavoro…Non ridurrà la sofferenza che proviamo durante la ricerca. Nessuno vuole assumere una persona con un permesso F, ma non lo dirà mai esplicitamente", ha detto alla Radiotelevisione svizzera l'assistente medico Pierre Haikou, che prima di trovare lavoro ha dovuto inviare un centinaio di candidature.
tvsvizzera.it/Zz con RSI (TG del 24.01.2018)