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Lancet pubblica i risultati delle sperimentazioni in corso a Oxford e in Cina, i più incoraggianti sinora
Vengono da Oxford e dalla Cina le prime buone notizie, affidabili, sul vaccino contro il coronavirus. In entrambi i casi è stata la rivista scientifica Lancet ad accreditare l'incoraggiante avanzamento delle ricerche dello Jenner Institute della Oxford Universiy con la collaborazione dell'italiana Irbm, e dello Jiangsu Provincial Center for Disease Control and Prevention, il cui vaccino è già nella fase 3 di sperimentazione.
Il farmaco testato dai ricercatori di Oxford, il ChAdOx1, "ha indotto una forte risposta immunitaria e anticorpale fino al 56° giorno della sperimentazione in corso". Si tratta di risultati preliminari riferiti alla fase 1-2 di sperimentazione che ha coinvolto 1.077 adulti sani. L'articolo pubblicato su Lancet evidenzia "promettenti primi risultati" relativamente al vaccino ChAdOx1, che è definito "sicuro" e con "pochi effetti collaterali". I risultati preliminari hanno infatti dimostrato che nel campione in esame il vaccino era in grado di determinare "forti risposte" nella produzione di anticorpi e cellule immunitarie T. Le risposte, sottolineano i ricercatori dello Jenner Institute su Lancet, "possono essere addirittura maggiori dopo una seconda dose, secondo uno studio su un sottogruppo di 10 partecipanti".
Resta necessaria la massima cautela, ricordano gli stessi autori dello studio: "ulteriori studi clinici dovrebbero essere condotti su questo prototipo di vaccino". I risultati attuali, precisano, sono infatti focalizzati sulla risposta immunitaria misurata in laboratorio e "ulteriori test sono necessari per confermare se il vaccino protegga effettivamente dall'infezione Covid-19".
È sicuro ed induce una risposta immunitaria (produzione di anticorpi e linfociti T) anche il vaccino cinese in sviluppo contro il SarsCov2 (Ad5-vectored COVID-19 vaccine) testato in una sperimentazione clinica di fase II su oltre 500 individui. In questo caso, si tratta di un vaccino basato su un comune virus del raffreddore umano (un adenovirus attenuato e quindi innocuo) che va ad agire sulla proteina Spike del virus SarsCov2 . È in corso la fase III di sperimentazione sull'uomo. Il vaccino è concepito in modo molto simile al vaccino di Oxford, che però sfrutta come vettore un adenovirus di scimpanzé. "Il trial di fase II aggiunge ulteriori prove su sicurezza e immunogenicità del vaccino in un ampio gruppo di individui", ha dichiarato il coordinatore del trial Feng-Cai Zhu .
Alla sperimentazione hanno preso parte 508 persone di cui 253 hanno ricevuto una dose elevata, 129 una dose bassa e 126 placebo. I due terzi dei partecipanti avevano tra 18 e 44 anni, 134 (26%) tra 45-54 anni, il 13% (65) erano di 55 anni o più anziani. I partecipanti sono stati seguiti fino a 28 giorni dopo la vaccinazione. Campioni di sangue da ciascun partecipante sono stati raccolti immediatamente prima del vaccino, poi di nuovo dopo 14 e 28 giorni dalla vaccinazione. È emerso che il 95% (241/253) del gruppo che ha preso il dosaggio alto e il 91% (118/129) di coloro che hanno ricevuto una dose bassa di vaccino presentavano sia cellule T sia anticorpi dopo 28 giorni. Il vaccino dopo 28 giorni ha indotto una risposta anticorpale neutralizzante contro il SARS-Cov-2 vivo nel 59% (148/253) e nel 47% (61/129) dei partecipanti, e anticorpi specifici contro la proteina spike nel 96% (244/253) e nel 97% (125/129) dei partecipanti rispettivamente vaccinati con dose alta e bassa di vaccino. Entrambe le dosi hanno indotto produzione di cellule T. Nessuna risposta anticorpale è stata indotta invece dal placebo.
Anche in questo caso, sono necessari ulteriori studi per verificare se e quanto a lungo perdura la risposta immunitaria indotta dal vaccino e per capire se e in quale dose il vaccino funziona bene sugli anziani, che sono una delle categorie a rischio per il covid-19.