Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01171.jsonl.gz/875

Il 27 maggio il Consiglio federale ha adeguato in alcuni punti le misure coercitive contro lo Yemen, permettendo così l’attuazione delle recenti deroghe previste dalla risoluzione 2511 (2020) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare per scopi umanitari. La modifica entra in vigore il 15 giugno 2020.
L’ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti dello Yemen prevede il blocco di valori patrimoniali, restrizioni di viaggio e un embargo sugli armamenti. Attualmente queste misure si applicano alle cinque persone fisiche menzionate per nome nell’ordinanza. La modifica dell’ordinanza consente di autorizzare anche in virtù del diritto svizzero eccezioni alle misure coercitive, per le quali esiste un’autorizzazione del comitato competente del Consiglio di sicurezza dell’ONU secondo la risoluzione 2511 (2020). Ciò faciliterà l’operato delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni umanitarie in Yemen.
Il 5 dicembre 2014 il Consiglio federale ha deciso per la prima volta di imporre provvedimenti nei confronti dello Yemen, applicando in tal modo le sanzioni stabilite dal Consiglio di sicurezza dell’ONU nella risoluzione 2140 (2014). Il 12 giugno 2015, inoltre, ha introdotto un embargo per determinate persone relativo a materiale d’armamento e materiale affine, attuando così l’inasprimento deciso dal Consiglio di sicurezza dell’ONU nella risoluzione 2216 (2015). Tutti questi provvedimenti nei confronti dello Yemen sono stati ordinati in risposta ai gravi problemi politici, economici, umanitari e di sicurezza che il Paese sta vivendo dalla rivoluzione del gennaio 2011.