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I responsabili del settore della caccia si resero presto
conto che l`esercizio venatorio non poteva essere lasciato al beneplacito del singolo e
che ogni cacciatore è tenuto a un comportamento che deve valere per tutti, evitando di
fare della semplice caccia di carniere, ignorando la protezione dovuta alla selvaggina per
mantenere popolazioni di selvatici con effettivi validi e sani. La caccia deve essere
esercitata: dominando la passione che è una delle forze trainanti del cacciatore, con
ragionevolezza e conoscenza di causa e con la capacità di abbassare il fucile di fronte a
certe scelte.
L`etica venatoria trova applicazione pratica nelle seguenti relazioni:
- verso se stessi
- verso la selvaggina
- verso gli altri cacciatori
- verso terzi
- verso le cose di terzi
|1. Verso se stessi|
La relazione verso se stessi si riferisce all`acquisizione da parte del singolo
cacciatore di una mentalità, frutto della riflessione e dell`onestà, che accetta il
dominio della ragione e la necessità di fare delle rinunce. Senza tale preparazione di
base il cacciatore avrà delle difficoltà ad accettare i sacrifici che gli vengono
richiesti. Egli deve curare la propria formazione, che non concerne unicamente i candidati
all`esame di caccia, ma ogni cacciatore. Abituarsi a riflettere prima di agire. Deve
educarsi ad usare l`arma con sicurezza, che non è spavalderia, senza il timore che induce
la paura.
|2.Verso la selvaggina|
Il cacciatore deve dare la sua collaborazione nell`assicurare alla selvaggina la
dovuta protezione, deve astenersi da azioni contrarie alla legge, che possono nuocere alla
salvaguardia delle popolazioni degli animali cacciabili e deve rispettare le specie
protette. Quando tira al selvatico deve fare in modo che l`animale venga colpito
mortalmente, evitandogli ferite che lo fanno soffrire. Non tirerà al fagiano in pianta o
alla lepre al covo. Saprà rinunciare al tiro anche a un animale cacciabile se ritiene che
il capo in questione riveste un valore o è di utilità per gli altri animali del branco o
della colonia.
|3.Verso gli altri cacciatori|
Le regole della prudenza e della cortesia sono da osservare in modo da non
provocare la reazione degli altri cacciatori, i quali non devono essere unicamente
considerati dei concorrenti ai quali si può "soffiare" il selvatico. Sul
terreno di caccia rispetterà la precedenze di postazioni già occupate e non intralcerà
l`esercizio venatorio altrui. Deve tenere presente che non esistono previlegi e che tutti
hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri.
|4.Verso terzi|
La caccia è esercitata in determinati territori nei quali è dichiarata aperta.
Questi luoghi sono frequentabili anche da altre persone esercitanti attività diverse:
lavorative, sportive, di controllo, ecc. Buona parte di queste persone, cercano refrigerio
e distensione, sono indifferenti o contrarie alla caccia. La presenza del cacciatore alla
ricerca della selvaggina può destare moti di simpatia, o di indifferenza, o di
avversione. Il comportamento del cacciatore può provocare reazioni con giudizi negativi
sulla caccia, se non è conforme a quanto ragionevolmente si può pretendere da lui. Egli
deve tenere presente che porta seco un arma che potrebbe essere causa di un incidente,
anche mortale. Egli deve maneggiarla dimostrando di essere prudente e preoccupato di non
esporre a pericolo, né se stesso, né gli altri. Non si possono permettere atteggiamenti
spavaldi. Prima di lasciare partire il colpo dovrà essersi assicurato che il campo di
tiro è libero. La prudenza è un`altra qualità indispensabile per il cacciatore. Non va
mai dimenticato che ogni giudizio sul cacciatore si riversa immancabilmente sulla caccia
in senso generale.
|5.Verso le cose di terzi|
La patente di caccia non conferisce il diritto di accedere alla proprietà
altrui. Del resto, la legge prevede anche divieti speciali per le zone vietate
all`esercizio venatorio. Le coltivazioni sono da rispettare. In particolare non si deve
fare bersaglio dei beni di terzi, evitando un vandalismo inutile e dannoso alla causa
venatoria. Il comportamento riguardo i beni altrui trova le sue radici in un comportamento
corretto del cittadino, frutto di riflessione e di educazione civile. La legge penale ne
prevede la repressione specialmente se è presente il malanimo.
Riportiamo qui di seguito alcuni consigli di prudenza e di cortesia che
rientrano nell`etica venatoria e che contribuiranno a formare un comportamento prudente e
corretto.
Consigli di prudenza
Dalle canne del vostro fucile può uscire la morte non solo per il selvatico!
.....Siate prudenti!!
- Dovete essere al corrente delle date di apertura e mai sparare ad una specie
protetta dalla legge.
- A parte i momenti in cui entrate in azione di caccia abbiate sempre il fucile
aperto e scarico.
- Prima di caricare la vostra arma assicuratevi che le canne non siano ostruite da
corpi estranei. Se siete caduto, e ciò può capitare, o se la vostra arma si è
conficcata nel terreno, dovete avantutto constatare se le canne sono rimaste pulite
all`interno.
- A caccia la maggior parte degli infortuni non succederebbero se i cacciatori
fossero assolutamente certi del bersaglio che hanno davanti prima di premere il grilletto.
Dunque non mirare e ancora a maggior ragione non sparare, che a ciò che si vede
perfettamente. Non si deve mai puntare un` arma, anche se scarica, verso un
bersaglio che non si ha l`intenzione di colpire.
- Per chiudere il fucile dopo averlo caricato dovete muovere il calcio non le
canne, che devono restare costantemente puntate verso il suolo.
- Adottate come regola di non mai utilizzare la sicurezza che si trova sul vostro
fucile. Quando siete tentati di spingerla, aprite l`arma e scaricatela; è più sicuro.
- Non scavalcate mai un ostacolo, non passate mai attraverso due fili di ferro, non
saltate mai un fosso, con un` arma carica in mano. È un modo di fare estremamente
pericoloso e può causare gravi incidenti.
- Manovrate sempre l`arma come se fosse carica, anche se siete sicurissimi che non
lo è. Agite cioè sempre con la massima prudenza.
- Ricordate che in casa e in vettura non devono che armi scariche. Meglio ancora:
smontate.
- Quando un fucile non viene usato deve essere smontato e riposto con cura. Se ci
sono bambini in casa, armi e munizioni non devono mai essere posti le une vicino alle
altre, ma sempre in luoghi separati.
Consigli di cortesia
Un po`di galateo sul terreno di caccia.
- Sul terreno di caccia voi non dovete sparare che al "vostro" selvatico,
cioè a quello che avete scovato e che risulta a vostra portata. Non avete
evidentemente nessun diritto, anche se siete un tiratore scelto, di "soffiare"
il selvatico al quale stava per tirare un altro cacciatore o che da questi era palesemente
scovato e seguito.
- Non raccogliete un capo di selvaggina abbattuto da altri. Se vi capitasse di
raccoglierlo, provvedete a consegnarlo a colui o a colei che lo ha ammazzato.
- Può capitare che il cane di un altro cacciatore si metta in ferma nel settore
che state esplorando. Non avete in nessun caso il diritto di servirvi del cane di cui non
siete il padrone. Se il proprietario ha perso di vista il suo cane, ciò che del resto
rappresenta una manchevolezza, informatelo il più presto possibile.
- Non dimenticate che la caccia è esercitata in un ambiente oggetto di protezione
ecologica e la selvaggina fa parte dello stesso. Il cacciatore deve perciò essere conscio
di questa realtà.
Più la vita della società diventa complessa, più sono le leggi che regolano
la vita dei cittadini. La legge è un chiaro indirizzo per il loro modo di agire e di
comportarsi. In materia venatoria abbiamo un regime particolare, in quanto il diritto di
caccia è di spettanza cantonale, mentre lo Stato centrale confederale ha la facoltà di
legiferare in materia, facendo da supervisore per gli Stati confederati. Da qui certe
norme che valgono per tutti, mentre i Cantoni possono essere più restrittivi solo in
materia di esercizi venatori. La Confederazione riversa nelle sue disposizioni gli accordi
di confine internazionale firmati (vedi divieto di caccia a certi uccelli di passo) con
effetti contrastanti per quei Cantoni che hanno tradizioni venatorie di ordine diverso. In
genere, si afferma che il cacciatore è tradizionalista, mentre la legge deve muoversi al
passo con i tempi. E cosi, volenti o nolenti, si deve agire secondo quanto viene deciso in
altra sede e non si può fare altrimenti. Il candidato al certificato di idoneità alla
caccia deve seguire con senso concreto gli sviluppi legislativi ed essere aggiornato su
quanto si muove nel settore della vita pubblica.