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Torneo itinerante: bocciato. La formula poteva avere una sua validità: ma la sua realizzazione è stata discutibile. Si è arrivati al paradosso che una squadra come l'Inghilterra ha potuto giocare praticamente in casa tutte le partite, mentre la Svizzera ha dovuto girovagare per l'Europa.
Var: inutile. La tecnologia potrebbe aiutare a eliminare dubbi e sospetti, a limitare gli errori. Ma così non è. Il protocollo, come è voluto, è discutibile, non è una soluzione ma un problema. La sensazione è quella che gli arbitri vogliano mantenere il controllo della partita e il potere discrezionale. Domanda: non è opportuno che a prendere una decisione, su un episodio sospetto, siano gli arbitri seduti, comodamente, in una saletta davanti a più di un monitor, piuttosto che un direttore di gara sotto la pressione dei tifosi e magari dopo una corsa di svariati metri?
Spettacolo: un dettaglio. Partite tese, le squadre hanno badato a tattica e risultato. Pochi sussulti estetici. La partita più divertente è stata Svizzera-Francia. Il realismo l'ha fatta da signore, poco spazio per fantasia e genialità. L'Italia ha meritato proprio perché ha avuto coraggio e ci ha provato: tentando di giocare.
Talenti: due. Hanno impressionato: Donnarumma, a soli 22 anni, il portiere ha raggiunto livelli stratosferici, freddo come un veterano, in porta appare insuperabile; Pedri, il minuto spagnolo è una delizia, il diciottenne è strepitoso, tecnica raffinata, senso della posizione magistrale. È un predestinato.
Politicamente corretto: specioso. Il calcio è un potente strumento di comunicazione e viene abilmente usato e consumato. Si vorrebbe che i calciatori, che sono dei ragazzi, fossero acculturati e informati, capaci di formulare pensieri fini e profondi. Ma un simile compito non spetta a loro.
Scuse: vessatorie. Ma perché un atleta, che corre, lotta, suda, quando commette un errore deve chiedere venia pubblicamente? Non esiste la perfezione, lo sbaglio è umano e sacrosanto. Ma la ferula dei social è implacabile: la critica sociale deve essere saziata.
Abbraccio: fraterno. La stretta tra Mancini e Vialli riporta il calcio ad alti livelli di emotività e naturalezza. Il pianto lieve e delicato dei due cinquantenni, rimanda alla bellezza di questo sport. I gemelli del gol segnano la loro rete più bella. Sprazzi di vita afferrati, frammenti di significati esistenziali possibili.