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WASHINGTON D.C. - Il sistema di "background check" attraverso cui è necessario passare negli Stati Uniti per acquistare un'arma ha impedito lo scorso anno a oltre 300'000 persone, una cifra da record, di mettere le proprie mani su un'arma da fuoco.
Si tratta, sulla base delle cifre che l'Fbi ha fornito all'Associated Press, di quasi il doppio di acquisti bloccati rispetto all'anno precedente (308'667 contro 168'767), a dimostrazione dell'incremento che il mercato delle armi sta vivendo negli Stati Uniti sin dagli inizi della pandemia. Nel 42% dei casi, il blocco è scattato perché l'acquirente in questione aveva sulla propria fedina precedenti condanne penali.
Il sistema ha però i suoi limiti. In molti Stati, il "background check" è richiesto solo per chi acquista armi presso distributori autorizzati a livello federale.
Inasprire i controlli: la legge ferma in Senato
Un progetto di legge in merito, che prevede un inasprimento dei controlli, si trova al momento "incagliato" presso il Senato. Il presidente americano Joe Biden, parlando di una «fonte d'imbarazzo internazionale» per il Paese, aveva invitato, già lo scorso aprile, il ramo alto del Congresso a varare le misure approvate dalla Camera.
L'appello però non aveva fatto breccia tra i senatori repubblicani e la strada è così rimasta in salita. E l'obiettivo resta tutt'oggi difficile da raggiungere, se si considera che l'approvazione richiede il sostegno di 60 senatori. E i democratici possono contare solo su 50 voti.