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BERNA - La Svizzera dovrebbe adottare in linea di principio il diritto dell'Ue, a meno che i cittadini svizzeri non lo rifiutino con un referendum. Lo sostiene il presidente del PPD Gerhard Pfister che suggerisce di incorporare all'accordo quadro una clausola che prenda in considerazione la democrazia diretta.
Le eccezioni a questa applicazione automatica della Svizzera devono essere definite e decise, ha scritto ieri Pfister sul sito del Partito. Oggi in un'intervista pubblicata dalla Basler Zeitung, il presidente del PPD spiega che i temi particolarmente controversi in politica interna potrebbero così essere sottoposti alla volontà del popolo senza temere conseguenze.
Le precedenti proposte per un accordo istituzionale non prendevano sufficientemente in considerazione la tradizione della democrazia diretta svizzera, sottolinea il consigliere nazionale di Zugo. Egli si basa sul fatto che la stessa legislazione dell'Unione europea (Ue) conosce molte di queste eccezioni.
Pfister sostiene inoltre che è nell'interesse di Bruxelles avere relazioni stabili con la Svizzera e che l'accordo quadro sia tale da essere accettato dalla maggioranza delle persone. Secondo il presidente del PPD, un fallimento farebbe arretrare le relazioni tra la Svizzera e l'Ue.
«L'esperienza dimostra che il popolo sostiene la via bilaterale, anche alle urne», sottolinea Pfister. Un referendum interverrebbe solo in quei casi veramente importanti per una parte della popolazione, precisa.