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Votazioni Frontex: verso aumento del contributo elvetico
La Svizzera aumenterà il suo contributo all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex). Stando alla tendenza dell'istituto gfs.bern e ai primi risultati provvisori cantonali, gli svizzeri hanno approvato l'oggetto a larga maggioranza.
Il contributo svizzero a Frontex passerà quindi da 24 a 61 milioni di franchi entro il 2027. Berna metterà inoltre a disposizione dell'agenzia circa 40 persone entro quella data. La Svizzera si allinea così al rafforzamento deciso dall'Unione europea dopo l'ondata migratoria del 2015.
Le organizzazioni di difesa dei rifugiati, sostenute dalla sinistra, si sono opposte all'aumento della partecipazione elvetica visto che Frontex è regolarmente accusata di respingimenti illegali e di violazioni dei diritti fondamentali.
Il Consiglio federale, appoggiato dai i principali partiti, ad esclusione di PS e Verdi, ha insisto sul fatto che un rifiuto avrebbe comportato per Berna il mancato accesso a molte banche dati europee, fondamentali nella lotta contro la criminalità transfrontaliera. Per i sostenitori le conseguenze per l'economia e il turismo ammonterebbero a diversi miliardi.
Dopo aver lottato per raccogliere le firme necessarie alla riuscita del referendum, gli oppositori sono risultati divisi. I sondaggi hanno infatti messo in evidenza che parte degli elettori di sinistra erano comunque favorevoli all'oggetto. Neppure le organizzazioni di difesa dei migranti si sono schierate compatte a favore del referendum: Amnesty International e l'Organizzazione svizzera per l'aiuto ai rifugiati hanno lasciato libertà di voto. L'UDC, tradizionalmente contraria a Schengen, ha invece sostenuto il sì.
mc, ats