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GINEVRA - Pierre Maudet è l'unico consigliere di Stato ginevrino ad essere stato rieletto al primo turno oggi. Per conoscere il resto del compagine governativa occorrerà attendere il 6 maggio. Il PPD uscente, Luc Barthassat, si è piazzato solo nono e il suo seggio sembra in pericolo.
Per Maudet il risultato odierno è una conferma della politica condotta in questi anni. Il responsabile del Dipartimento della sicurezza e dell'economia ritiene che la sua candidatura al Consiglio federale lo abbia aiutato perché, ha detto, «i ginevrini si sono resi conto che posso difendere i loro interessi».
La secondo posto si è piazzato il consigliere di stato Mauro Poggia, del Mouvement citoyens genevois (MCG), seguito dal responsabile delle finanze, il PPD Serge Dal Busco, e dal verde uscente Antonio Hodgers.
La responsabile dell'istruzione pubblica, la socialista Anne Emery Torracinta, criticata da diverse parti durante la campagna, ha terminato in quinta posizione. «Sono molto sollevata», ha dichiarato.
Il consigliere di Stato uscente Luc Barthassat (PPD) è il grande perdente di queste elezioni: si piazza solo al nono posto, superato da due candidate socialiste e una PLR.
Per Barthassat, il settore dei trasporti, che dirige dal 2013, è molto sensibile ed è una delle cause del brutto risultato odierno. Cinque anni fa, la Verde Michèle Künzler, che lo aveva preceduto alla testa dello stesso dipartimento, si era ritirata sopo il primo turno perché aveva ottenuto soltanto il 17esimo posto.
Per il secondo turno, PLR e PPD sperano di conservare i loro 4 seggi nell'esecutivo. A sinistra non sono ancora state prese decisioni e non si sa ancora quanti candidati si presenteranno. La rappresentante di Ensemble à gauche, Jocelyne Haller, arrivata 14esima potrebbe figurare sulla lista dell'Alternativa di sinistra ma "ci vuole una base politica chiara e un programma con contenuti".
Il Mouvement citoyens genevois è soddisfatto del secondo posto ottenuto da Mauro Poggia, mentre l'UDC ritiene che non vi siano ragioni di ritirare il suo candidato, il consigliere nazionale, Yves Nidegger, dalla corsa.
MCG e UDC indebolite - Il Mouvement citoyens genevois (MCG), che nel 2013 era il secondo partito nel legislativo ginevrino, è uscito oggi dimezzato dalle urne e ha trascinato verso il basso anche l'UDC. Tutti gli altri partiti guadagnano, in particolare il PLR che rafforza la sua prima posizione passando da 24 a 29 seggi e riesce a far eleggere al primo turno l'uscente Pierre Maudet.
Genève en Marche, il nuovo partito dell'ex leader dell'MCG, Eric Stauffer, non ha raggiunto il quorum del 7% necessario per entrare nel parlamento cantonale, ma ha avuto un impatto tutt'altro che irrisorio: l'MCG, che aveva conquistato 20 seggi cinque anni fa, ora invece scende a 11. Anche l'UDC, apparentata all'MCG, perde tre seggi scendendo a quota 8.
Il segretario generale François Baertschi relativizza: "Genève en Marche ha creato una macchina per distruggere l'MCG, ma non ci è riuscito", ha detto. Deluso il presidente dell'UDC ginevrina, Marc Fuhrmann; a suo avviso "la presenza di tre formazioni sullo stesso segmento, MCG, Genève en Marche e UDC, ha complicato la scelta degli elettori".
Malgrado gli ingenti mezzi finanziari messi campo, Genève en Marche ha ottenuto solo il 4,25% dei voti. Il partito, creato appositamente in settembre per queste elezioni, verrà sciolto, ha annunciato all'ats Carlos Medeiros, uno dei vicepresidenti.
Il crollo dell'MCG ha fatto guadagnare voti sia al centro destra che alla sinistra: il PLR si rafforza passando da 24 a 29 seggi e il PPD guadagna un seggio e arriva a 12. La destra (PLR, PPD, UDC) totalizza così 49 seggi, contro 46 cinque anni fa. Il PS passa da 15 a 17, i Verdi da 10 a 15, Ensemble à Gauche perde un seggio e si ferma a 8. La sinistra dispone ora di 40 voti, sei in più rispetto al 2013.