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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro del concetto "Svizzera senza impatto sul clima", la SECO continua a sostenere che all'estero i costi della riduzione dei gas a effetto serra sono inferiori che in Svizzera.</p><p>A questo proposito, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Su quali prezzi (franchi per tonnellata di CO2 non emessa) per i certificati di emissione si è basata la SECO per le sue affermazioni?</p><p>2. Su quali prezzi per la riduzione delle emissioni di CO2 in Svizzera si basa inoltre la SECO? Si prega di fornire i dati riguardanti vari emettitori e potenziali di emissione.</p><p>3. È previsto che questi certificati di emissione soddisfino il Gold Standard del WWF o che raggiungano livelli di qualità simili? Se no, come verranno garantiti il bilancio globale positivo, l'addizionalità complementare e il contributo positivo per uno sviluppo sostenibile di questi progetti?</p><p>4. Per giungere a questa affermazione della SECO, come sono stati valutati dal punto di vista finanziario i seguenti vantaggi di una riduzione delle emissioni a livello nazionale?</p><p>4.1. La maggiore indipendenza dell'economia dall'approvvigionamento di energie fossili dall'estero, in particolare da Paesi come la Libia.</p><p>4.2. Il fatto che, non defluendo all'estero per l'acquisto di energie fossili, le risorse finanziarie rimangono in Svizzera.</p><p>4.3. Un incentivo per lo sviluppo di innovazioni efficienti dal punto di vista energetico, che possono essere esportate contribuendo in tal modo alla competitività e alla crescita economica del Paese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per calcolare la variante "passi vincolanti verso la neutralità climatica" nel progetto di consultazione relativo alla revisione della legge sul CO2 si assume, per i certificati, un prezzo medio 35 franchi per tonnellata CO2eq. Lo sviluppo futuro dei prezzi dei certificati di emissione è tuttavia incerto. Infatti, dipenderà in maniera decisiva dai contenuti del regime climatico per il periodo successivo al 2012. A seconda delle decisioni prese al riguardo, offerta e richiesta dei certificati varieranno. Un prezzo di certificato medio tra 15 e 60 franchi per tonnellata CO2eq sembra plausibile. Secondo studi effettuati su modelli (svolti ad es. dall'OCSE), il potenziale teorico di riduzione a basso costo delle emissioni nei Paesi emergenti e in via di sviluppo è per principio elevato. </p><p>2. Secondo uno dei più recenti studi effettuati su modelli (Ecoplan 2008: "Volkswirtschaftliche Auswirkungen von CO2-Abgaben und Emissionshandel für das Jahr 2020"), la riduzione del 20 per cento delle emissioni svizzere si traduce in costi di mitigazione fino a 181 franchi/tonnellata CO2, se si prende in considerazione anche l'ultima e più costosa tonnellata di CO2 non emessa (costi marginali). Questi costi marginali sono più incisivi per la Svizzera che non quelli che sono stati calcolati con lo stesso obiettivo di riduzione per l'UE (fino a 123 franchi/tonnellato CO2) o per altri Paesi industrializzati (fino a 95 franchi/tonnellato CO2). I costi di mitigazione possono essere inferiori sia in Svizzera che all'estero, se in futuro si riuscirà a utilizzare i potenziali di riduzione delle emissioni sinora non utilizzati a causa delle interferenze che vi sono state sul mercato.</p><p>La ditta di consulenze McKinsey&amp;Co. ha calcolato per vari Paesi i potenziali di riduzione tecnici che permettono di diminuire considerevolmente le quote di emissioni a costi contenuti o addirittura realizzare un profitto. Per la Svizzera, McKinsey&amp;Co. ha individuato un potenziale di riduzione tecnico pari a 8,3 milioni di tonnellata di CO2eq a costi negativi (con un prezzo del petrolio di 52 dollari al barile) entro il 2030. Il potenziale di riduzione maggiore in termini assoluti, con costi inferiori a 100 euro per tonnellata di CO2eq, è offerto dal settore degli edifici e ammonta a 11,3 milioni di tonnellate. Un altro importante potenziale di riduzione individuato è costituito dal settore dei trasporti.</p><p>Nella misura del possibile, il Consiglio federale intende sfruttare al massimo il potenziale di riduzione in Svizzera e prevede a tal fine un'ampia gamma di interventi nei piani d'azione per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili, così come nel progetto di revisione della legge sul CO2. In entrambe le varianti della revisione di tale legge propone inoltre di realizzare ulteriori riduzioni delle emissioni all'estero.</p><p>3. Il progetto di revisione della legge sul CO2, ancora in consultazione fino al 17 marzo 2009, prevede che il Consiglio federale possa fissare degli standard di qualità per i crediti di emissione di Paesi esteri. In primo luogo, la Svizzera intende continuare a impegnarsi a livello internazionale per migliorare la qualità dei progetti e garantire sia l'addizionalità sia il contributo allo sviluppo sostenibile. </p><p>4. Il Consiglio federale ha esaminato diverse volte gli aspetti economici della sicurezza dell'approvvigionamento energetico. Inoltre, svolge una politica estera attiva per quanto riguarda tale approvvigionamento, la quale ha fra l'altro l'obiettivo di rafforzare la diversificazione in questo settore. Le misure di politica climatica realizzate in Svizzera comportano un calo dell'importazione di energia fossile, con un conseguente aumento della sicurezza di approvvigionamento e una riduzione dell'impatto negativo esercitato sull'economia dal forte rincaro dei prezzi del petrolio. Lo studio di Ecoplan citato pronostica risparmi nel 2020 pari a 1,05 miliardi di dollari con un costo di 100 dollari al barile. </p><p>In genere, le imprese tecnologiche svizzere sono fortemente orientate ai mercati internazionali. La loro innovazione e la loro offerta sono pertanto influenzate, ad esempio nel settore dell'efficienza energetica, sia dalle misure adottate in Svizzera che dallo sviluppo a livello mondiale della politica nel settore del clima. </p><p>Uno sviluppo positivo della politica climatica internazionale con un regime climatico basato sul Protocollo di Kyoto e orientato agli obiettivi come pure una sostanziale riduzione delle emissioni di gas serra nei Paesi industrializzati contribuiranno a rendere più dinamico il mercato delle tecnologie rispettose del clima. Un confronto qualitativo dell'impatto esercitato dalle misure adottate in Svizzera e all'estero su innovazione, crescita e competitività della Svizzera non è tuttavia facile. Non vi sono dubbi che le osservazioni statiche siano insufficienti. Non tengono infatti conto di effetti dinamici che inducono a minori costi di riduzione in seguito allo sviluppo di nuove tecnologie. Al riguardo sono previsti ulteriori lavori in vista del messaggio concernente la revisione della legge sul CO2 destinato al Parlamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.