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La richiesta di pena della procuratrice Borelli per il titolare della Consonni Contract che taglieggiava gli operai. Chiesti 24 mesi per l'ex capo cantiere
L'imprenditore era il 'dominus'. Il 'padrone' della Consonni Contract si è comportato come tale con i suoi operai e con gli stessi amministratori. Lo ha fatto macchiandosi di usura, aggravata, agendo per anni, dal 2008 al 2016, "per mestiere, con metodologia e sistematicità. Assodato lo sfruttamento delle maestranze, stamani la pp Chiara Borelli non ha avuto esitazioni nel chiedere per lui davanti alla Corte delle Assisse criminali di Lugano, la condanna a 3 anni e 8 mesi, da espiare.
Riconosciuto colpevole anche il "braccio destro", quell'ex capo cantiere che, di fatto, ha sollevato il velo di omertà sui sistemi della ditta, messi in atto per eludere i controlli sui cantieri e violare l'applicazione dei Contratti collettivi di lavoro. Per lui la procuratrice ha chiesto 24 mesi sospesi. Al beneficio della condizionale pure le pene proposte per l'ex contabile (10 mesi) e il referente della fiduciaria (10 mesi). Chiesta, infine, la conferma dei decreti per l'altro uomo di fiducia sui cantieri e il "tassello finale" nella prassi di restituzione delle eccedenze 'svizzere' da parte degli operai (11 le storie emerse in aula). La procuratrice Borelli si è, poi, rimessa alla Corte per la posizione dell'ex controllore dei conti.
Ora la parola è alle difese.