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<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'articolo 99 capoverso 2 della Costituzione federale, la Banca nazionale svizzera (BNS) deve condurre una politica monetaria nell'interesse generale del Paese. È dunque chiamata a prestare particolare attenzione alla tutela del potere d'acquisto interno e alla situazione economica complessiva. Ciò vale anche per la lotta all'inflazione. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>- condivide i risultati di un'analisi di esperti, secondo cui l'attuale inflazione è innanzitutto dovuta </p><p>a. all'instabilità sul mercato energetico e su quello alimentare causata dalla guerra in Ucraina nonché alle centrali nucleari disfunzionali in Francia; così come </p><p>b. ai problemi nella catena di approvvigionamento provocati dalla pandemia di Covid-19? </p><p>- Diversi studi* mostrano che il corso del franco influisce soltanto marginalmente sul rincaro. Per ottenere un ribasso del rincaro dell'1 per cento si rende necessario un apprezzamento del 10 per cento. L'Esecutivo come valuta queste considerazioni? In che misura un aumento dei tassi d'interesse può attenuare un'inflazione causata principalmente da una marcata penuria di determinati beni e non da un'elevata liquidità? </p><p>- Nei prossimi mesi, gli aumenti dei tassi di interesse finora operati dalla BNS determineranno tagli salariali reali e, come conseguenza dei tassi ipotecari crescenti, maggiori costi d'abitazione. Come valuta il Consiglio federale le ripercussioni sul potere d'acquisto delle economie domestiche? Quali effetti sono da prevedere per le classi di reddito medie e basse così come per le abitazioni in locazione e quelle di proprietà indebitate? Cosa intende fare per tutelare il potere d'acquisto? </p><p>- Come giudica il Consiglio federale le opportunità e i pericoli di un eventuale ulteriore aumento dei tassi d'interesse? Quali crolli economici sono da attendersi? </p><p>- Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito a una politica dei tassi d'interesse che frena intenzionalmente la congiuntura o che addirittura tollera una recessione? Come si ripercuote una relativa strategia sull'evoluzione dello stipendio? </p><p>- Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito a una politica monetaria che mira a troncare la congiuntura per evitare aumenti salariali? In quali danni collaterali sul piano dell'economia reale si rischia di incorrere? Questo cosa significa per l'andamento della disoccupazione e il mantenimento delle nostre imprese locali e regionali, che dipendono in gran parte dalla domanda indigena e quindi dal potere d'acquisto della popolazione? </p><p>* <a href="https://sjes.springeropen.com/articles/10.1186/s41937-022-00102-7">https://sjes.springeropen.com/articles/10.1186/s41937-022-00102-7</a></p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il mandato di politica monetaria disciplinato nella legge del 3 ottobre 2003 sulla Banca nazionale (LBN), l'obiettivo della BNS è garantire la stabilità dei prezzi e a tale scopo tiene conto dell'evoluzione congiunturale (art. 5 cpv. 1 LBN). All'interno di tale quadro legale, nel suo mandato di politica monetaria la BNS definisce cosa intende per stabilità dei prezzi. Sul medio-lungo termine, essa persegue un rincaro compreso tra lo 0 e il 2 per cento basato sull'indice nazionale dei prezzi al consumo. Il fatto di considerare la stabilità dei prezzi quale margine di rincaro a medio termine consente alla BNS da un lato di disporre del margine di manovra necessario per reggere fluttuazioni temporanee del rincaro (ad es. dovute a oscillazioni dei prezzi delle materie prime), dall'altro di tenere conto dell'andamento congiunturale.</p><p>È vero che la spirale inflazionistica innescata nel 2021 è da ricondurre anzitutto alla temporanea impennata dei prezzi (tra cui le strozzature nelle catene di approvvigionamento così come la carenza di energia e di materie prime). In seguito, questo forte aumento sul fronte dell'offerta ha fatto lievitare anche i prezzi di altri prodotti e prestazioni di servizi, il che ha comportato un aumento generalizzato del rincaro. Per preservare la stabilità dei prezzi, la BNS ha pertanto ritenuto necessario procedere a un inasprimento della politica monetaria. Infatti, a partire dal giugno 2022 il tasso guida BNS è stato portato gradualmente da -0,75 per cento all'attuale 1,5 per cento.</p><p>L'apprezzamento del franco contribuisce a contenere i prezzi all'importazione e di conseguenza a frenare la spinta inflazionistica in Svizzera. Gli effetti del tasso di cambio sull'inflazione globale sono tuttavia marginali, come dimostrato anche dagli studi menzionati dall'autrice dell'interpellanza. Come precisa la BNS, un apprezzamento del franco, generato ad esempio da un rialzo degli interessi, può contribuire ad arginare l'inflazione. Nella sua politica monetaria, la BNS ricorre quindi a una serie di strumenti che comprendono in particolare il controllo dei tassi di interesse e, se necessario, l'adozione di misure addizionali per influenzare il tasso di cambio. Pertanto, oltre ad adeguare il suo tasso guida, negli scorsi trimestri la BNS ha anche venduto valuta estera.</p><p>Un'inflazione elevata indebolisce il potere d'acquisto della popolazione. Una politica monetaria in grado di preservare la stabilità dei prezzi contribuisce dunque in misura decisiva al mantenimento del potere d'acquisto. A beneficiarne sono proprio i ceti meno abbienti, poiché l'inflazione colpisce di più chi ha redditi bassi. È vero che le misure di politica monetaria necessarie per contrastare la dinamica inflazionistica (ad es. l'adeguamento del tasso guida) frenano la congiuntura e possono comportare aumenti delle pigioni - essendo queste in parte vincolate al tasso ipotecario di riferimento - e un conseguente aumento dell'inflazione. Tuttavia, a lungo termine i rialzi degli interessi favoriscono nel complesso la stabilità dei prezzi e rafforzano quindi il potere d'acquisto. Finora il Consiglio federale non ha ritenuto necessario prevedere misure specifiche che vadano oltre una politica monetaria orientata alla stabilità al fine di tutelare il potere d'acquisto, ad esempio trasferimenti sul piano fiscale. In Svizzera il balzo dell'inflazione e l'erosione del potere d'acquisto che ne deriva sono tutto sommato moderati rispetto ad altri Paesi.</p><p>Spetta alla BNS valutare se sia opportuno aumentare ulteriormente gli interessi. L'Esecutivo parte dal presupposto che, nelle sue decisioni di politica monetaria, la BNS continuerà a tenere conto della situazione congiunturale come richiesto dal mandato. Attualmente niente lascia presagire un crollo della congiuntura. Nelle sue attuali previsioni di marzo 2023, il gruppo di esperti della Confederazione prevede una crescita dell'economia svizzera inferiore alla media, ma esclude una recessione. Infine, visto che il mercato del lavoro registra una penuria di manodopera, le preoccupazioni di un netto aumento della disoccupazione causato dagli interventi minimi sugli interessi da parte della BNS appaiono ingiustificate.</p>  Risposta del Consiglio federale.