Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01078.jsonl.gz/1271

Le cinque centrali nucleari svizzere sono sicure in caso di inondazioni estreme. L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) esprime riserve sulla centrale di Mühleberg (BE), che potrà comunque essere riattivata al termine dei lavori in corso al sistema di raffreddamento.
I gestori dei reattori I e II di Beznau (AG), come pure di Leibstadt (AG) e Gösgen (SO), sono stati in grado di fornire le garanzie richieste, ha detto oggi davanti alla stampa a Brugg (AG) il presidente dell'IFSN Hans Wanner.
"Le opinioni degli esperti sono invece state molto divergenti a proposito della centrale di Mühleberg", ha precisato Georg Schwarz, capo della divisione tecnica presso l'ispettorato federale.
La centrale bernese è stata disattivata lo scorso 29 giugno per lavori di revisione che sono iniziati con cinque settimane di anticipo rispetto agli scorsi anni. Lo stop dell'attività dell'impianto è giunto alla vigilia del termine dato dall'IFSN alle cinque centrali svizzere - nell'ambito delle verifiche ordinate in seguito alla catastrofe di Fukushima - per fornire le prove che siano in grado di far fronte alle inondazioni più estreme, come quelle che rischiano di verificarsi ogni 10'000 anni.
Come per la altre centrali, anche nel caso di Mühleberg, gli esperti dell'IFSN vogliono la garanzia che le imboccature per il prelievo dell'acqua di raffreddamento dal fiume Aare non si ostruiscano in caso di gravi inondazioni. I responsabili della centrale hanno elaborato un piano che prevede, come ultima ratio, il ricorso a pompe mobili. "Una soluzione non ottimale", ha puntualizzato Schwarz.
A Mühleberg si stanno attualmente realizzando tre nuovi raccordi supplementari per il prelievo dell'acqua del fiume. L'IFSN ha deciso che il reattore di Mühleberg potrà essere riallacciato alla rete soltanto al termine dei lavori. Il gruppo energetico bernese BKW, proprietario della centrale, prevede che ciò sarà possibile entro la fine di settembre.
L'ispettorato deve ancora verificare la fattibilità di un'alternativa proposta dalla BKW, ossia il ricorso ad un refrigeratore compatto, che prevede l'uso di aria per il raffreddamento qualora l'approvvigionamento di acqua non fosse più garantito.
Gli esperti intendono inoltre studiare un rapporto del gestore della centrale relativo alle fessure riscontrate su linee di saldatura del mantello del reattore. Le crepe, la cui presenza era nota dal 1990, sono state esaminate nel corso della revisione con un nuovo metodo.
In una prima reazione, BKW dice di aver preso atto con soddisfazione delle osservazioni dell'IFSN. Più negativa la reazione della responsabile del Dipartimento bernese dell'energia Barbara Egger-Jenzer (PS), per la quale "rimane un'insicurezza".
Per Mühleberg e per le altri centrali nucleari svizzere le verifiche non sono ancora terminate. Entro la metà di settembre, dovranno rispondere alla domande formulate nell'ambito degli stress test dell'Unione europea. Entro il 31 marzo del 2012, dovranno inoltre dimostrare di poter resistere contemporaneamente ad un sisma di quelli che si verificano ogni 10'000 anni, e alla rottura di una diga nelle loro vicinanze.