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Il plenum della Corte Suprema brasiliana ha raggiunto la maggioranza in favore della cancellazione delle condanne inflitte all'ex presidente Luiz Inacio da Silva, che rimane pertanto eleggibile e potrà candidarsi alle presidenziali del 2022. Lo scorso 8 marzo il giudice supremo Edson Fachin ha annullato con una decisione monocratica le condanne inflitte a Lula dal pool di magistrati dell'inchiesta Lava Jato, la Mani Pulite brasiliana.
I giudici dovranno anche decidere se i processi contro Lula dovranno essere trasferiti al tribunale di San Paolo o di Brasilia per essere nuovamente istruiti. La seconda sezione della Corte Suprema ha già sentenziato che il giudice Sergio Moro ha mantenuto un comportamento "non imparziale" nei confronti dell'ex presidente di sinistra.
L'inchiesta che ha portato alla sua condanna concerneva una proprietà di 216 m2 a Guarujà, fra le più esclusive località balneari del litorale paulista. L'immobile, secondo l'accusa, era stato donato dal colosso delle costruzioni Oas a Lula in cambio di lucrose commesse con la compagnia petrolifera statale Petrobras.