Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/62462

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. a. Responsabili per la posizione della Svizzera nell'ambito delle elezioni del direttore generale del FMI sono il consigliere federale Hans-Rudolf Merz, capo del dipartimento federale delle finanze, e Jean-Pierre Roth, presidente del direttorio della Banca nazionale svizzera (BNS). Per l'elezione del presidente della Banca Mondiale è invece responsabile Joseph Deiss, capo del Dipartimento federale dell'economia. Concretamente, essi impartiscono disposizioni di voto attraverso gli uffici rispettivamente competenti per le due istituzioni (AFF e Seco), disposizioni che vengono trasmesse ai direttori esecutivi del FMI e della Banca mondiale. Tali disposizioni vengono discusse insieme agli altri servizi coinvolti, ovvero la DSC e la direzione politica del DFAE, nonché con la Banca nazionale svizzera.</p><p>b. Nel caso dell'elezione di Paul Wolfowitz, è il Seco che, a nome del governatore svizzero, ha formulato e trasmesso al direttore esecutivo svizzero presso la Banca mondiale l'incarico di sostenere la candidatura in questione. Questa posizione comune è stata fissata consultando i dipartimenti interessati. Il Consiglio federale è stato debitamente informato dal capo del DFE in merito ai diversi aspetti correlati alla decisione di sostenere la candidatura di Paul Wolfowitz. D'altra parte, prima dell'elezione formale il candidato è stato sentito sia dai direttori esecutivi, sia dai governatori europei. Anche il consigliere federale Deiss ha avuto modo di dialogare con il candidato prima della sua elezione. Durante questi colloqui, la Svizzera ha potuto sostenere le proprie esigenze in relazione alla candidatura ed i nostri rappresentanti hanno maturato la convinzione che il candidato unico presentato dagli Stati Uniti le soddisfacesse pienamente.</p><p>2. a. In effetti, un gruppo di lavoro congiunto, formato da direttori esecutivi della Banca mondiale e del FMI, presieduto da Matthias Meyer, nel 2001 ha sottoposto ai consigli d'amministrazione delle due istituzioni un rapporto comprendente un progetto di procedura, mirante a formalizzare il processo di scelta del presidente della Banca mondiale e del direttore generale del FMI. Il progetto in questione contemplava i tre elementi attuativi seguenti: (i) la scelta dei candidati spettava al consiglio di amministrazione, coadiuvato da un gruppo consultivo composto da eminenti personalità; gli competevano la definizione del mansionario e del profilo della candidatura auspicata, la ricezione delle candidature e la selezione di un ristretto gruppo di candidati. Il consiglio di amministrazione sceglieva poi uno dei candidati del gruppo; (ii) il progetto di procedura fissava uno scadenzario specifico per l'elezione e (iii) ogni Paese membro aveva la possibilità di presentare dei candidati. Tuttavia, né il rapporto del gruppo di lavoro, né il progetto di procedura sono stati adottati dai consigli di amministrazione, per mancanza di accordo. Il Consiglio federale non è mai stato chiamato a pronunciarsi su tale questione.</p><p>b. Nella procedura di scelta del presidente della Banca mondiale il Consiglio federale si attiene ad un principio di apertura e trasparenza: il direttore esecutivo svizzero, il sig. Pietro Veglio, in occasione della seduta in cui è stato eletto Paul Wolfowitz, il 31 marzo scorso, si è espresso al riguardo. Ciò detto, la Svizzera deve tener conto di un dato di fatto politico: i membri del consiglio di amministrazione della Banca mondiale non sono disposti a negare agli Stati Uniti la prerogativa, che viene loro riconosciuta, di presentare un candidato, tanto meno ad impegnarsi per una discussione in merito ai principi disciplinanti la procedura elettorale.</p><p>3. a. Il capo del DFE ha impartito al direttore esecutivo svizzero l'istruzione di sostenere la candidatura di Paul Wolfowitz, insistendo sulla necessità di rendere più aperta e trasparente la procedura elettorale concernente i vertici delle istituzioni di Bretton Woods.</p><p>b. La Svizzera difende il principio secondo il quale al vertice delle istituzioni di Bretton Woods debbano essere nominati i candidati migliori. In tal senso, una scelta dei candidati operata sulla base di criteri geografici restrittivi risulta indubbiamente limitata. Tuttavia, per il nostro Paese è importante che in seno alle organizzazioni internazionali in generale, e al vertice delle istituzioni finanziarie internazionali in particolare, sia garantito un livello adeguato di rappresentanza geografica.</p><p>c. L'erosione dei diritti di voto di base è da imputare al maggior peso acquisito dalle quote di partecipazione (rilevanti ai fini del diritto di voto) misurate secondo la forza economica, nonché all'adesione di nuovi membri nelle istituzioni di Bretton-Woods. La Svizzera sostiene l'intento di tenere in considerazione il desiderio dei Paesi in via di sviluppo di avere maggior peso nei consigli d'amministrazione del FMI e della Banca mondiale, e questo nell'ambito di una soluzione globale grazie all'aumento di peso dei voti di base. Secondo la Svizzera, in linea di principio, la formula attuale per il calcolo delle quote dei membri è adeguata. Le soluzioni per l'adeguamento delle rappresentanze sono dunque da ricercare partendo dalla formula attuale. Se tuttavia si dovesse discutere di una nuova formula, l'apertura del settore finanziario dei Paesi membri dev'essere opportunamente considerata in ragione della stabilità finanziaria internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.