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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ottica della votazione popolare sui due accordi Schengen/Dublino, il Consiglio federale ha effettivamente sottolineato a più riprese l'impatto positivo dal profilo economico e soprattutto turistico. Per la concessione di visti occorre tenere conto anche di fattori inerenti alla politica di sicurezza e migratoria. È vero che la procedura di rilascio dei visti negli Stati di Schengen corrisponde essenzialmente alla procedura d'esame svizzera. Riconoscendo anticipatamente e in maniera generale i visti Schengen, il nostro Paese sarebbe tuttavia confrontato con una serie di importanti lacune dal profilo della sicurezza. Soltanto una volta allacciata al nuovo sistema di informazione di Schengen (SIS II), la Svizzera potrà contrastare efficacemente gli eventuali abusi in materia di visti. La partenza delle persone con un visto Schengen scaduto non sarebbe inoltre garantita. Tale problema potrebbe essere risolto unicamente mediante accordi di riammissione. Ora, simili accordi non sono ancora stati conclusi con Paesi importanti. Per questi motivi il Consiglio federale non può per ora prendere in considerazione un riconoscimento generale dei visti Schengen per l'entrata in Svizzera.</p><p>Dal 1° agosto 2000 la Svizzera concede il visto Schengen per l'entrata sul suo territorio ai cittadini di Arabia Saudita, Bahrein, Emirati arabi uniti, Kuwait, Oman, Qatar e Thailandia. Trattasi di Stati che non presentano problemi dal profilo della politica di sicurezza e migratoria. Dal 1° ottobre 2001, tale prassi si estende anche ai titolari di un passaporto ordinario di Taiwan. Le esperienze effettuate in tale ambito sono del tutto favorevoli al mantenimento dell'esenzione, specifica per taluni Paesi dall'obbligo del visto per i titolari di un visto Schengen valevole. Condizione è tuttavia un'analisi esatta dei rischi per i Paesi che entrano in linea di conto. Attualmente, considerando soprattutto il potenziale turistico che rappresenta, la Cina è segnatamente presa in considerazione per un tale esame.</p><p>Dopo il riconoscimento, da parte della Cina, degli Stati dell'UE nonché della Svizzera quali destinazioni turistiche ufficiali (ADS), sono stati conclusi tra la Cina e l'UE e la Svizzera pertinenti memorandum d'intesa (in vigore dal 1° settembre 2004) volti ad agevolare la procedura del visto per gruppi di viaggiatori. Recenti valutazioni effettuate nell'UE e in Svizzera hanno rivelato che il turismo ADS non è del tutto esente da problemi per quel che concerne la migrazione illegale (vedasi al proposito anche la risposta del Consiglio federale alla mozione Darbellay 04.3047, Agevolare l'entrata dei turisti cinesi). Va detto inoltre che tra la Cina e la Svizzera non sussiste un accordo di riammissione.</p>  Risposta del Consiglio federale.