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WASHINGTON - Le proteste di queste ore hanno il loro inno: è una canzone contro il razzismo e la violenza della polizia cantata da un 12enne.
Sono bastati 50 secondi a Keedron Bryant (già noto come giovane cantante gospel e per la partecipazione a un talent canoro) per diventare una star dei social. Il merito è del suo messaggio contro la discriminazione quotidiana affrontata dagli afroamericani, nonché della sua voce e della potenza (e bellezza) della sua interpretazione.
Il video è stato visto oltre 2,8 milioni di volte e Keedron ha ricevuto l'apprezzamento di molte personalità e star: da Eva Longoria a Janet Jackson, da LeBron James all'ex presidente Usa Barack Obama, che ritiene che l'adolescente abbia espresso le proprie sensazioni con una «canzone potente».
Keedron ha registrato il brano tra le mura domestiche a Jacksonville, in Florida. Le parole sono state scritte dalla madre, come gesto per indurre il figlio alla saggezza e a vivere con fiducia.
Le proteste di queste ore hanno il loro inno: è una canzone contro il razzismo e la violenza della polizia cantata da un 12enne.