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Islam Karimov, capo di Stato uscente, ha vinto le elezioni presidenziali svoltesi ieri in Uzbekistan con il 90,39% dei voti. Lo rende noto la commissione elettorale, in base ai dati preliminari al termine dello scrutinio.
Il controverso leader, accusato in Occidente di autoritarismo e repressione dei diritti umani, è alla guida del Paese dalla fine degli anni Ottanta, quando era il primo segretario del partito comunista uzbeko.
Le elezioni si sono svolte senza che vi fossero dei veri rivali per Karimov, nettamente avvantaggiato dai media durante la campagna elettorale. Lo sostengono gli osservatori dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (Odihr) dell'Osce in una nota.
"Una serie di disposizioni - si legge - erano in contrasto con le richieste dell'Osce e con altri obblighi internazionali nonché con gli standard per elezioni democratiche".
"Nonostante un chiaro limite costituzionale di due mandati presidenziali consecutivi - denuncia il capo della missione degli osservatori Osce, Tana de Zulueta -, la Commissione elettorale centrale ha registrato il presidente Islam Karimov come candidato. Ciò - prosegue - viola il ruolo della legge e fa sorgere dubbi sull'indipendenza della Commissione".
SDA-ATS