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Il primo flash mob
Manhattan, 3 giugno 2003, ore 19.00. Duecento persone si presentano al reparto di arredamento di Macy's per acquistare un fantomatico "tappeto dell’amore". Attimi di panico tra i commessi e poi, il nulla. Bastano solo dieci minuti e la folla, così come è apparsa, scompare. Si dice che quello di N.Y sia stato il primo Flash Mob, “mobilità istantanea” che in poco più di sei mesi è diventato un fenomeno planetario. Ovunque vengono organizzati improvvisi raduni in cui centinaia di persone si materializzano in un luogo pubblico, dando luogo a performances, per poi volatilizzarsi nel giro di qualche minuto, proprio come un flash, lasciando attoniti i passanti. L’inventore di questo fenomeno, Bill - 28enne newyorkese, afferma in una intervista che l’intento era quello di condurre un esperimento sociologico e alla domanda: “Che senso hanno i Flash Mob?” Rispose - “Nessuno, questa è l’essenza dei Flash Mob, lo scopo è quello di creare un non evento in un non luogo”.