Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01288.jsonl.gz/555

DUBLINO - Art data Centres Limited. Di questa società si sa poco o nulla. Eppure ha presentato il progetto di costruzione di un centro elaborazione dati che occuperà sei edifici a Ennis, una cittadina nell'ovest dell'Irlanda. La domanda, che gli esperti pensano verrà accettata, getta il dubbio sull'obiettivo del taglio delle emissioni del Paese entro il 2030.
La società in questione è stata iscritta al registro di commercio il 14 agosto del 2018. Ha un solo azionista e la sua attuale direttrice, tale Delaney, è stata dirigente di ben 6'539 aziende, 3'031 delle quali sono ora chiuse. Secondo il provider Vision-Net, la signora Delaney ha 326 società quotate e la Art data Centres Limited condivide il proprio Eircode, un codice postale irlandese che identifica un singolo indirizzo, con altre 61 aziende.
Non è chiaro quale sia lo scopo ultimo del centro di elaborazione dati che la società vuole costruire, né se altre aziende tecnologiche siano coinvolte. La Cnn riporta di aver cercato di mettersi in contatto con Art data Centres Ltd, ma non ha ricevuto alcuna risposta. Unica cosa nota è il progetto di costruzione. Il documento di pianificazione prevede sei edifici a due piani e un centro energetico grande 4'674 metri quadrati, alimentato da 18 motori a gas naturale e 64 generatori di backup. Sono inclusi anche dei pannelli solari che verranno installati sul tetto di ogni edificio e una vasca per la raccolta dell'acqua piovana.
Per finalizzare il progetto sono necessari 1,2 miliardi di euro ed è probabile che il governo irlandese approvi il data center perché in linea con lo sviluppo d'infrastrutture strategiche del Paese. Ma gli esperti sono preoccupati. L'Irlanda ha un clima favorevole per il raffreddamento dei server. Società come Google, Intel, Meta e Apple hanno qui la propria sede europea. Ma a livello ambientale i centri di elaborazione dati sono un disastro: nel 2021 hanno consumato il 17% dell'energia prodotta in Irlanda. E secondo l'operatore elettrico statale EirGrid, entro il 2030 ne consumeranno il 27%. Nell'insieme, tutti i data center presenti su suolo irlandese hanno emesso nel 2021 l'1,85% delle emissioni di carbonio.