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La chiazza nera è partita il 23 agosto da una raffineria sulla costa siriana
Al via i primi sforzi per fermare l'avanzata del greggio verso la costa
NICOSIA - Una macchia nera minaccia le spiagge di Cipro. La fuoriuscita di petrolio da una raffineria siriana, avvenuta il 23 agosto, si sta spargendo nelle acque del Mediterraneo, creando problemi soprattutto alla fauna e alla flora marina. Particolarmente colpita anche la popolazione di Baniyas, sulla costa siriana, i cui abitanti si sono ritrovati le spiagge sommerse da una coltre nera.
Stando a fonti siriane, si sarebbero riversate in mare circa 15'000 tonnellate di petrolio, ma le immagini satellitari dimostrerebbero una fuoriuscita maggiore, dato che il petrolio ha ricoperto un'area di 800 chilometri quadrati.
E proprio questa marea nera si trova ora a pochi chilometri dalle coste di Cipro. In particolare dovrebbe raggiungere Cape Apostolos Andreas nelle prossime ore, territorio costiero dell'isola controllato dalla Turchia. E proprio quest'ultima è pronta a schierare due navi per recuperare il petrolio, mentre il governo cipriota ha richiesto l'intervento di una nave all'Agenzia europea per la sicurezza marittima, riporta il Guardian. Inoltre al largo della penisola di Karpas è stata eretta una barriera lunga 400 metri per impedire al petrolio di raggiungere la costa.