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Acutronic, uno dei leader mondiali nel settore degli stimolatori di movimenti, è stato colpito in pieno dal rialzo del franco svizzero. Il suo direttore Nick Wälli spiega come la sua impresa si stia battendo per restare concorrenziale.
Acutronic concepisce degli stimolatori di movimenti che permettono di testare e di calibrare svariate apparecchiature, fra cui degli strumenti di navigazione per aerei, elicotteri, razzi e satelliti. Fondato nel 1973, il gruppo ha sede in Svizzera e dà lavoro a più di 100 collaboratori nel mondo. Oggi fa parte dei leader mondiali nel suo settore, con oltre il 50% del mercato. Acutronic dirige la stragrande maggioranza dei suoi prodotti all'estero ed annovera tra i suoi clienti prestigiosi costruttori aeronautici e spaziali, come EADS, Finmeccanica, Sagem e Thales. La società si compone di due filiali: una a Pittsburg negli Stati Uniti e l'altra a Bubikon nel canton Zurigo, nella quale Nick Wälli occupa il posto di CEO dall'ottobre 2010.
A cosa servono i vostri stimolatori di movimenti?
Nick Wälli: Prendiamo come esempio una videocamera che contiene dei ricettori che registrano le vibrazioni al fine di ridurre gli effetti sfuocati nell'immagine. È per il controllo e la campionatura di questo tipo di sistemi che i nostri dispositivi vengono utilizzati.
In cosa i vostri prodotti si differenziano da quelli dei vostri concorrenti?
Wälli: Sviluppiamo degli strumenti ultra precisi per industrie estremamente esigenti come l'aerospaziale. I nostri prodotti resistono meglio all'usura e presentano una grande facilità di utilizzo. Produciamo principalmente su misura.
In quali settori vengono utilizzati i vostri apparecchi?
Wälli: Le applicazioni aeronautiche, spaziali e di difesa costituiscono il cuore delle nostre attività da oltre 30 anni. Queste tre rappresentano l'80% della nostra cifra d'affari. Più recentemente, abbiamo acquisito dei clienti nel settore dell'elettronica delle automobili e della grande consumazione. Per le imprese di questo settore gli investimenti necessari per concepire e fabbricare dei ricettori di alta precisione sono diminuiti negli ultimi anni e questo ha permesso nuove applicazioni.
Quale parte della vostra cifra d'affari realizzate all'estero?
Wälli: Più del 99% dei nostri redditi proviene da oltre frontiera. L'Europa, la Russia, l'India ed il resto dell'Asia sono i principali mercati della nostra filiale elvetica, il cui sito di produzione si trova ad Olten, nel canton Soletta.
In quale misura le vostre attività hanno risentito della forza del franco svizzero?
Wälli: I nostri prodotti costituiscono dei beni d'investimento. I nostri clienti sono spesso delle imprese nazionali aerospaziali o di difesa, il cui budget serve a finanziare dei progetti che possono durare diversi anni. Per loro le nostre offerte, che realizziamo in franchi svizzeri, sono divenute molto costose nel momento in cui il tasso di cambio è esploso. All'epoca avevamo solo due possibilità: rinunciare a certe offerte o abbassare i prezzi.
Come siete riusciti a fronteggiare questa situazione?
Wälli: Abbiamo ridotto i nostri prezzi di vendita, negoziando dapprima degli sconti dal 5% al 10% con i nostri fornitori locali, che sono stati al gioco. Malgrado questo sforzo, i nostri principali concorrenti in Francia e negli Stati Uniti sono rimasti più a buon mercato. Abbiamo quindi perso progressivamente parte del nostro reddito e delle nostre ordinazioni. Nell'agosto 2011 siamo purtroppo stati costretti a licenziare il 25% dei nostri effettivi.
Siete soddisfatti dell'attuale tasso di cambio con l'euro ed il dollaro?
Wälli: La soglia posta dalla BNS ci ha salvati. Ormai, gli affari hanno ritrovato un buon livello e noi registriamo nuovamente delle buone ordinazioni. Certamente, i nostri margini sono meno elevati rispetto a due o tre anni fa, ma ci permettono di vivere. È grazie ad un incremento del volume che siamo tornati nelle cifre positive.
Come vede il futuro della sua azienda?Wälli: Attualmente abbiamo 52 collaboratori in Svizzera e 54 negli Stati Uniti. Per l'esercizio 2012/2013 puntiamo, a livello di gruppo, ad una cifra d'affari di CHF 40 milioni, dopo un anno di perdita nel 2010/2011. Ridurremo la nostra produzione su misura e lavoreremo maggiormente su standard che combineremo per sviluppare i nostri prodotti. Inoltre, la parte dei nostri appalti all'estero dovrà aumentare. Infine, le nostre offerte comprenderanno più consulenza. Siccome i prodotti diventano sempre più complessi, il servizio alla clientela riveste un'importanza maggiore. Questo ci permette anche di differenziarci rispetto ai nostri concorrenti.