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Secondo un sondaggio, i favori elettorali dei cittadini elvetici premiano socialisti e UDC. Le tendenze metterebbero in forse la compagine di governo.
Se le elezioni federali si fossero tenute a fine febbraio, l'UDC sarebbe stata la vincitrice incontrastata, il PS avrebbe guadagnato qualche seggio, mentre PLR e PPD sarebbero rimasti fermi al palo. È quanto emerge da un sondaggio condotto dall'istituto demoscopico GfS e presentato sabato dal telegiornale della televisione svizzero tedesca SF DRS.
Secondo l'indagine, dopo una leggera fase di stallo rilevata in giugno, l'UDC ha registrato un nuovo aumento e raccoglie il favore del 23,7 per cento degli intervistati (elezioni 1999: 22,5 per cento). Il partito di Ueli Maurer è seguito a ruota dai socialisti che, con il 23,2 per cento delle preferenze, guadagnano anche qualche punto (1999: 22,5 per cento).
Destra e sinistra in posizione di forza
Rimane quasi invariata invece la posizione di PLR e PPD: i due partiti borghesi si mantengono al terzo e al quarto posto con rispettivamente il 21,3 per cento (1999: 19,9 per cento) e il 15,4 per cento (1999:15,8 per cento) delle preferenze.
Il presidente dell'UDC Ueli Maurer ha dichiarato al telegiornale di non voler dare troppa importanza a questi dati che, comunque, riflettono la tendenza attuale. Per gli analisti, invece, la crescita della destra protestatrice non sarà infinita e pronosticano il prosciugamento del potenziale di voto. Sarebbe vicina la fine del progresso periodico del partito influenzato dal tribuno Christoph Blocher.
Christiane Brunner, presidente del PS, considera la progressione, registrata dai socialisti, come un segnale positivo: la politica del partito si è rivelata buona e sensibile. Si fa sempre più vicino - ha aggiunto - l'obiettivo di ottenere il 25 per cento dei favori.
Liberali sotto pressione
Il presidente del PLR Gerold Bührer si è detto soddisfatto malgrado la situazione di stallo registrata dal suo partito: temeva che «gli eccessi poco gloriosi dell'economia» avessero effetti negativi più marcati.
E infatti molti esponenti del partito dell'economia hanno dato recentemente adito a critiche feroci, in particolare rispetto alle retribuzioni stratosferiche dei manager e il coinvolgimento di alcuni parlamentari in disastri economici, come quello di Swissair.
Ma il declino del grande partito fondatore della moderna Svizzera continuerebbe, malgrado i risultati attuali sembrino indicare un freno della tendenza. I politologi che hanno partecipato alla richiesta ricordano per esempio le elezioni del 1999 a Zurigo. In quell'occasione il partito era stato improvvisamente bocciato dagli elettori, ritrovandosi al terzo posto, stritolato tra socialisti a sinistra e UDC a destra. Il primo sintomo della discesa.
Per Philipp Stähelin, presidente del PPD, l'altro partito che cerca un suo nuovo ruolo per non cadere nel vuoto di significato politico, il calo registrato dal partito si inserisce nell'abituale margine di errore delle statistiche: la flessione non si sarebbe ancora manifestata nella realtà.
Tutti contro la formula magica
Malgrado tutti gli esponenti politici ribadiscano che si tratta solamente di un sondaggio, le rivendicazioni contro l'attuale costellazione del Consiglio federale si sono riaccese. In particolare l'UDC, primo partito borghese nel 1999, aspetta prossimamente un nuovo ruolo nell'esecutivo nazionale. Sotto pressione sono i democristiani che con due ministri su sette sono notevolmente sovrarappresentati.
swissinfo e agenzie