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FRAUENFELD - Un tedesco di 64 anni è stato riconosciuto colpevole dell'assassinio di una connazionale di 38 anni che nel maggio 2016 fu ritrovata morta a Tägerwilen (TG). Il Tribunale cantonale turgoviese lo ha condannato a 16 anni di detenzione, ma a differenza della prima istanza non ha ordinato un internamento.
Il corpo senza vita della donna, che risiedeva a Costanza (Germania), fu avvistato da una passante il 15 maggio 2016, domenica di Pentecoste, in un area balneare sul Reno, poco distante dalla città tedesca che dà il nome al vicino lago. L'autopsia rivelò che la causa del decesso furono le gravi ferite alla testa della donna.
Arrestato in Spagna due giorni dopo il delitto, il cittadino tedesco aveva in un primo tempo ammesso le sue responsabilità, ma più tardi ha ritirato la confessione. Nel marzo 2019, l'uomo è stato condannato dal Tribunale distrettuale di Kreuzlingen (TG) alla detenzione a vita, e alla sospensione della pena in favore dell'internamento, per l'accusa di assassinio.
L'uomo ha fatto appello contro la sentenza di primo grado. Il dibattimento davanti al Tribunale cantonale si è tenuto alla metà di dicembre dello scorso anno. Si è trattato di un processo indiziario. Nella sentenza pubblicata oggi la corte ha ritenuto il ricorso dell'imputato almeno in parte giustificato.
Il tedesco fu arrestato il 17 maggio 2016 all'aeroporto di Barcellona. Dalle indagini, condotte a stretto contatto con le autorità tedesche, era emerso che l'uomo conosceva la vittima. Dei testimoni avevano inoltre dichiarato di avere visto i due il giorno prima del delitto nelle vicinanze dell'area balneare. L'imputato era residente sull'isola di Tenerife ed è stato estradato in Svizzera agli inizi di luglio del 2016.