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Samsung Group è di nuovo senza leader. Lee Jae-yong, l'erede della più grande conglomerata industriale e tecnologica della Corea del Sud, è stato arrestato, a meno di tre anni dalla libertà condizionata, dopo che l'Alta Corte di Seul lo ha condannato a 30 mesi di carcere per corruzione e appropriazione indebita.
Lee, vice presidente di Samsung Electronics (-3,41% alla Borsa di Seul), era stato accusato di aver corrotto l'ex presidente della Repubblica Park Geun-hye e la sua amica di vecchia data Choi Soon-sil al fine di ottenere il sostegno del governo per "un trasferimento morbido" dei poteri nel gruppo a suo favore attraverso un riordino azionario con il sostegno di società e fondi pubblici.
"Ha attivamente e prontamente offerto tangenti a Park su sua richiesta e si è impegnato in attività improprie nel sollecitare, anche se implicitamente, il sostegno di Park nel trasferimento del potere manageriale (alla Samsung)", ha scritto la corte nel suo verdetto. La vicenda, invece, è costata a Park l'impeachment e una condanna a 20 anni di carcere decisa la scorsa settimana dalla Corte Suprema.
L'Alta Corte, nella sua sentenza, ha preso di mira la governance di Samsung accusata di non essere "abbastanza efficace", dato che il comitato lanciato lo scorso febbraio per monitorare la conformità dell'azienda alle leggi e all'etica è stato definito "ancora ad autorità limitata". Lo stesso tribunale aveva ordinato a Lee lo scorso ottobre di elaborare misure per prevenire errori etici.
La pubblica accusa aveva chiesto nove anni di carcere per Lee, la cui reclusione lascia Samsung senza leader in mezzo alla pandemia di coronavirus, con un potenziale impatto sulle attività del gruppo.
Il manager, 52 anni, era stato inizialmente condannato a cinque anni di carcere nel 2017 per aver dato circa 8 milioni di dollari in tangenti a sostegno dell'addestramento equestre della figlia di Choi e a una fondazione sportiva gestita dalla famiglia di quest'ultima.
Una corte d'appello, tuttavia, ridusse la pena sospendendola a febbraio 2018, ritenendo le somme erogate e sottratte a Samsung Electronics di importo inferiore e liberandolo a un anno circa dall'arresto. Quindi, nel 2019, il tribunale superiore rinviò il caso per un nuovo processo, stabilendo la responsabilità per un totale di circa 7 milioni di dollari in tangenti. Nell'agosto 2019, la Corte Suprema stabilì che Lee aveva offerto circa 8 milioni di dollari in tangenti, rinviando il caso alla corte d'appello per un nuovo processo. E per la rideterminazione della pena, definita ora in 30 mesi di carcere.