Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/159022

<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni si assiste a un continuo aumento degli adempimenti amministrativi e relativi oneri. Per esempio, stando al celebre "Doing Business Index" della Banca mondiale la situazione della Svizzera è peggiorata, scendendo nella graduatoria dall'11° posto del 2005 al 29°posto del 2014. La burocrazia e l'iperregolamentazione sono un pericolo da prendere sul serio per la competitività della Svizzera. A soffrirne sono innanzitutto le piccole e medie imprese. Alla luce dell'apprezzamento del franco, che pone tutte le imprese davanti a grandi sfide, è necessario vagliare in profondità possibili misure di sgravio amministrativo. Occorre eliminare inutili oneri amministrativi senza peraltro pregiudicare gli obiettivi di una regolamentazione efficace. Nonostante il Consiglio federale abbia già fatto qualcosa in tal senso, la Svizzera deve intraprendere ulteriori provvedimenti per contrastare questa ondata normativa.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale cercherà di sottoporre più spesso al Parlamento nuove leggi o revisioni, totali o parziali, in contemporanea con le relative ordinanze?</p><p>2. Per quale motivo non è consuetudine procedere alle analisi d'impatto della regolamentazione (AIR) per le ordinanze che sono essenziali per l'economia e per il processo politico? Secondo il gruppo PPD-PEV bisognerebbe assolutamente farlo con maggior frequenza. Come giudica il Consiglio federale il rapporto costi-utilità delle AIR nel caso delle ordinanze?</p><p>3. In mancanza di una prassi "one in one out", come ritiene il Consiglio federale di poter arginare l'inevitabile aumento della mole di ordinanze, senza cancellarne nessuna? Il Consiglio federale potrebbe porsi l'obiettivo di cancellare un certo quantitativo di ordinanze a ogni legislatura o, come minimo, di semplificarle?</p><p>4. Come valuta il Consiglio federale l'istituzione di un sorvegliante della regolamentazione, politicamente indipendente, che effettuerebbe delle analisi sulla iperregolamentazione in Svizzera? In base a queste analisi bisognerebbe poi trarre le conseguenze del caso, ad esempio abolire o semplificare una legge o un'ordinanza.</p><p>5. Il Consiglio federale sarebbe disposto, per talune regolamentazioni, a valutare una procedura semplificata per le piccole e medie imprese?</p><p>6. Qual è la posizione del Consiglio federale sull'introduzione di un indice dei costi della burocrazia, analogo a quello che esiste in Germania?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le ordinanze sono atti legislativi subordinati che di solito richiedono una base legale. Secondo la legge sul parlamento (LParl, RS 171.10), in un messaggio il Consiglio federale motiva il disegno di atto legislativo illustrando le deleghe di competenza previste nel disegno di legge (art. 141 cpv. 2 lett. b LParl). L'ordinanza viene elaborata soltanto dopo che il Parlamento ha approvato la base legale, evitando così lunghe tappe supplementari. Presentare contemporaneamente il disegno di legge e l'ordinanza farebbe aumentare il dispendio e i costi per l'amministrazione. In futuro, pertanto, il Consiglio federale non intende sottoporre più spesso le ordinanze in contemporanea con i disegni di legge. Le commissioni parlamentari competenti, tuttavia, possono esigere dal Consiglio federale di essere consultate sui disegni delle ordinanze importanti, secondo l'articolo 22 capoverso 3 e l'articolo 151 LParl.</p><p>2. Il Consiglio federale condivide l'opinione che per i progetti di ordinanze importanti si debba ricorrere alle analisi d'impatto della regolamentazione (AIR). Un'AIR, tuttavia, è sempre impegnativa in termini di risorse umane e finanziarie e, specialmente alla luce del gran numero di disegni di legge, può essere condotta in profondità soltanto per una rosa ristretta di progetti. Per esempio, l'AIR pubblicata di recente sulla revisione delle ordinanze in materia di derrate alimentari ha permesso di evidenziare gli elementi che generano costi alle imprese, di indicare alternative a costi inferiori e di identificare i potenziali di risparmio. </p><p>Tenuto conto della diversità dei disegni e della gestione differenziata delle AIR non è possibile trarre una conclusione generale sul rapporto costi-utilità di un'AIR.</p><p>3. Lo strumento "one in one out", nato sull'onda della "better regulation", serve appunto a limitare le regolamentazioni che impongono oneri alle imprese. Esistono altri strumenti, come l'analisi d'impatto della regolamentazione (AIR), le clausole di valutazione nelle leggi oppure le clausole "sunset legislation" per valutare la legislazione temporanea (abolizione automatica di una regolamentazione dopo un certo tempo, salvo proroga esplicita). È anche importante avviare periodicamente progetti che si prefiggono di abolire regolamentazioni superflue o che presentano un rapporto costi-utilità insufficiente. In questi ultimi anni, per ridurre i costi della regolamentazione oppure in nome dello sgravio amministrativo, il Consiglio federale ha adottato diversi pacchetti di misure comprendenti semplificazioni a livello di leggi e ordinanze. È bene tuttavia rammentare che è spesso più facile limitare le nuove regolamentazioni emergenti anziché mettere in discussione quelle esistenti. Oltretutto, un atteggiamento troppo meccanico sulla quantità di ordinanze è rischioso perché, pur ottenendo risultati formali, non si tradurrà in veri sgravi per le imprese.</p><p>4. Nel parere espresso sulla mozione 15.3445 a proposito di un istituto indipendente, esterno all'amministrazione, che controlli la qualità delle analisi dell'impatto economico della regolamentazione, il Consiglio federale ha risposto che intende aspettare i risultati della valutazione svolta attualmente dal Controllo federale delle finanze sul modo in cui le conseguenze dei progetti di legge sono valutate dagli uffici federali e presentate nei messaggi. I risultati sono attesi per il 2016.</p><p>5. Per principio bisognerebbe stabilire regolamentazioni uniformi e concedere a tutti gli ambiti interessati le migliori condizioni quadro. Tuttavia, siccome in generale le PMI sentono di più il peso degli oneri amministrativi in confronto alle grandi aziende, il Consiglio federale è disposto a vagliare, al momento di elaborare nuove regolamentazioni, quali semplificazioni o agevolazioni offrire in casi giustificati alle piccole e medie imprese. Queste semplificazioni esistono già oggi in alcuni ambiti del diritto (es. controllo ristretto anziché controllo ordinario nell'ambito della revisione contabile). Detto questo, bisogna pur sempre trovare un equilibrio tra vantaggi e inconvenienti di queste regolamentazioni semplificate perché in certi casi gli sgravi per le PMI sono sostanziali e possono pregiudicare l'obiettivo stesso della regolamentazione. Ad ogni modo, nell'ultimo rapporto sullo sgravio amministrativo pubblicato il 2 settembre il Consiglio federale ha previsto di realizzare uno studio sulle ripercussioni delle clausole di opting-out sulle imprese (misura n. 2015.07).</p><p>6. Il barometro della burocrazia misura la percezione soggettiva dell'onere amministrativo e permette di esprimere considerazioni sull'andamento della stessa. Nel rapporto sullo sgravio amministrativo, pubblicato in settembre, il Consiglio federale prevede di mantenere questo strumento di monitoraggio. Analogamente all'indice tedesco dei costi della burocrazia, anche il barometro della burocrazia poggia su dati comunicati dalle imprese. La classificazione particolareggiata, la monetizzazione e l'istituzione di un indice sono però elementi che vanno decisamente più in là e che richiederebbero considerevoli risorse supplementari perché bisognerebbe comprovare nei dettagli i costi di ogni singola regolamentazione - nuova, da modificare o da abolire che sia. In base a considerazioni di costi-utilità il Consiglio federale ha deciso di mantenere questo strumento di monitoraggio così come è oggi.</p>  Risposta del Consiglio federale.