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Estradizione in Serbia
Comunicati, UFG, 21.03.2012
Berna. Oggi la Svizzera ha estradato in Serbia un uomo accusato di aver preso parte a crimini di guerra. Scortato da tre agenti di polizia serbi, oggi pomeriggio a Zurigo l’uomo è salito su un aereo diretto a Belgrado.
Fermato in vista di estradizione il 14 aprile 2011, l’uomo – di cittadinanza serba secondo la domanda di estradizione, cittadino kosovaro stando alle sue dichiarazioni – è sospettato di aver preso parte a crimini di guerra contro civili serbi e albanesi ad opera dell’esercito di liberazione del Kosovo nella regione kosovara orientale di Gjilan/Gnjilane nel 1999. La domanda di estradizione serba cita vari casi di omicidio, tortura, stupro e incendio doloso.
Su istanza dell’Ufficio federale di giustizia (UFG), il 10 e il 14 giugno 2011 le autorità serbe hanno rilasciato garanzie per una procedura conforme ai diritti umani, consentendo tra l’altro alla rappresentanza svizzera di visitare in ogni momento il detenuto senza sorveglianti e di seguire da vicino il procedimento penale. L’UFG ha quindi accolto la domanda serba il 22 luglio 2011 fondandosi sulla Convenzione europea di estradizione. Poiché l’imputato asseriva di essere perseguito per motivi politici, l’UFG ha al contempo chiesto al Tribunale penale federale di respingere l’eccezione del reato politico.
Il 29 novembre 2011 il Tribunale penale federale ha respinto sia il ricorso interposto contro la decisione di estradizione dell’UFG (RR.2011.180+214) sia l’eccezione di reato politico, ritenendo che non sussistono gli indizi per presumere motivi di appartenenza sociale, razziale, religiosa o nazionale all’origine del procedimento penale serbo. Il 7 marzo 2012 il Tribunale federale ha confermato le decisioni delle autorità di grado inferiore (1C_559/2011); è stata respinta la richiesta di effetto sospensivo in seguito depositata alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU).