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L'organizzazione per i diritti umani ha deciso di rinunciare alle attività in India in seguito a una "campagna di vessazioni".
Amnesty International intende cessare le attività in India, dopo che i suoi conti bancari sono stati congelati e i sui dirigenti interrogati dalle autorità indiane, in quella che l’organizzazione per i diritti umani a definito una campagna di vessazioni.
L’annuncio di Amnesty, di cui riferiscono numerosi media internazionali, farebbe seguito a una diminuzione dello spazio per il dissenso politico che sta caratterizzando il Paese. Il Governo indiano sta "trattando le organizzazioni per i diritti umani come imprese criminali e individui che dissentono come criminali senza alcuna prova credibile", ha dichiarato Avinash Kumar, direttore esecutivo di Amnesty International India, in un comunicato, con l’obbiettico di "alimentare un clima di paura". Amnesty ha comunicato che licenzierà più di 100 membri del suo staff e cesserà le sue campagne per i diritti umani in india. Amnesty ha spiegato di essere in regola con tutte le leggi indiane e di non aver ricevuto alcuna comunicazione formale dalle autorità riguardo al congelamento dei suoi conti bancari all'inizio di questo mese e non sono state presentate accuse formali contro l'organizzazione. L’organizzazione prevede di contestare il congelamento dei suoi conti in tribunale, ma ha pure detto di non aspettarsi una sentenza a breve.