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PHILADELPHIA - La scienza conferma quella che, sin dall'alba della pandemia, è sembrata essere una delle poche certezze legate al nuovo coronavirus: i giovanissimi non sono uno dei vettori principali della diffusione del patogeno.
Appena il 4% dei bambini testati da marzo scorso, sono trovati positivi al SARS-CoV-2 e quasi tutti hanno manifestato l'infezione con sintomi lievi. I più a rischio di risultare positivi sono stati i bambini con patologie croniche quali il diabete e anche quelli appartenenti a fasce sociali svantaggiate.
È il quadro che emerge da uno studio su vasta scala pubblicato sulla rivista JAMA Pediatrics, che conferma sostanzialmente quanto già visto in altri lavori, e cioè che in questa pandemia fortunatamente i più piccoli risultano protetti e quindi anche meno cruciali nella diffusione del virus.
Lo studio è stato coordinato da esperti dell'ospedale pediatrico di Philadelphia, insieme ad altre sei importanti istituzioni pediatriche statunitensi, nell'ambito della rete dedicata PEDSnet, che comprende in tutto oltre 7 milioni di pazienti. I ricercatori hanno esaminato i dati clinici relativi a 135'794 pazienti pediatrici testati per il SARS-CoV-2 da marzo a settembre.
Di tutti i testati, 5'374 (pari al 4%) sono risultati positivi al virus. E solo 359 pazienti (appena il 6,7% dei positivi) hanno avuto la malattia Covid-19 in forma grave, necessitando di ricovero. Di questi ultimi oltre uno su 4 - il 27,6% - ha avuto bisogno della terapia intensiva e il 9,2% della ventilazione meccanica. La fatalità è risultata dello 0,15% (solo 8 pazienti non ce l'hanno fatta).