Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01073.jsonl.gz/239

Cosa significa «regime» nelle relazioni internazionali, oltre all’accezione più comune, quella di governo autoritario? Questa parola non indica sempre una dittatura. In particolare, approfondiamo un uso meno noto del termine «regime:» perché si chiamano così tante forme di cooperazione internazionale, in particolare l’organizzazione di giochi o esposizioni internazionali.
La parola «regime» usata senza precisazioni evoca un governo violento e autoritario. In questi mesi di guerra, si parla di regime russo per indicare il governo di Mosca, ma anche di regime ucraino. Sebbene non esente da difetti, l’Ucraina è uno Stato democratico, perciò definire regime il suo governo è un uso che si ritrova generalmente in chi vuole definire anche l’Ucraina come Stato autoritario.
Ciò non è del tutto motivato: regime indica in generale la forma di governo di uno Stato. Lo dimostra l’uso, pienamente legittimo, del distico regime democratico. Occorre però prestare attenzione al contesto, nella scelta di questo termine, sapendo che l’accezione più diffusa può imporsi sulle altre.
Approfondiamo qui un senso meno comune di regime, quello legato alle esposizioni internazionali e ad altre forme di cooperazione fra Stati.
L’idea di organizzare delle esposizioni universali nacque a metà Ottocento (la prima Expo si tenne a Londra nel 1851). Singoli Paesi, in occasione di eventi particolari, organizzavano fiere che radunavano espositori di ogni genere: prodotti industriali, naturali o artistici, provenienti da tutto il mondo conosciuto. Si giunse a «esporre» rappresentanti di popolazioni indigene dei territori coloniali, presentati, con raccapricciante noncuranza, quasi come animali esotici.
In un’epoca che ignorava le comunicazioni veloci e assisteva appena ai primi vagiti della fotografia, per conoscere la varietà del mondo e i frutti del progresso era necessario presentarli concentrati in uno spazio limitato, facilmente visitabile.
|Legga anche: Traduzioni e istituzioni, falsi amici|
Cosa significa regime in questi casi e perché
Sorsero in fretta i primi problemi: un numero crescente di Paesi cominciò a organizzare esposizioni universali. Le iniziative si moltiplicarono in modo incontrollato, in un quadro regolamentare non sempre chiaro. Nel 1928 fu siglata una convenzione internazionale che diede vita a Parigi al BIE, il Bureau International des Expositions. Da allora, il BIE regola lo svolgersi di questi eventi.
Nello stesso spirito, Pierre de Coubertin fondò nel 1894 il Comitato olimpico internazionale – CIO (Comité International Olympique, >sito). Lo scopo del comitato era coordinare le attività degli Stati che partecipavano ai Giochi olimpici dell’era moderna. I Giochi erano stati riportati in auge dallo stesso de Coubertin, con l’intenzione di favorire la pace e la cooperazione internazionale, riproponendo gli intenti dei Giochi olimpici dell’antica Grecia.
L’organizzazione delle esposizioni universali e dei giochi olimpici, guardata come elemento delle relazioni internazionali, è un regime. In questa accezione, regime è un sistema di norme che regola una certa area di cooperazione fra Stati. Definisce un quadro di collaborazione e stabilisce delle gerarchie in settori in cui una concorrenza sregolata fra gli attori sarebbe dannosa o troppo costosa. I regimi non sono gestiti necessariamente da enti governativi o di diritto pubblico: può trattarsi di organizzazioni non governative o di altre forme di intesa fra gli Stati coinvolti.
La gara tra Paesi che organizzavano di propria iniziativa le esposizioni universali stava mettendo in pericolo l’esistenza di questi eventi, che svolgono una funzione importante, nella cooperazione internazionale. Il BIE fissò regole condivise e indicò i processi decisionali secondo i quali si sarebbe stabilito quale Paese avrebbe organizzato un’Expo, quando e di che tipo. Allo stesso modo, il Comitato olimpico internazionale stabilisce i criteri e per l’organizzazione dei giochi, valuta le candidature e indica i Paesi ospitanti.
Cosa signfica regime: altri esempi
Possiamo fare altri esempi di regimi: il WTO o World Trade Organization, i numerosi trattati internazionali in materia di tutela ambientale, persino gli accordi europei che hanno portato alla nascita dell’euro sono regimi.
Grazie ai regimi, Paesi diversi cooperano su materie specifiche. La loro azione non coinvolge soltanto i governi, ma può estendersi alla società civile, alle imprese, a organizzazioni sportive, ambientali o di altra natura. Lo vediamo bene negli esempi che abbiamo citato, che mobilitano moltissimi attori.
Sia le Expo sia i Giochi olimpici sono serviti a far cooperare Stati divisi da forti contrasti. Si pensi all’Expo di Bruxelles del 1958, nella quale Paesi dell’Europa occidentale e dell’Europa orientale, divisi da tensioni acutissime, esposero uno a fianco all’altro. In quei decenni, la contrapposizione fra Est e Ovest rendeva difficili i rapporti in Europa, ma anche fra Stati uniti e Unione sovietica. L’Expo belga fu uno dei primi segnali che avere obiettivi comuni, tra i due emisferi del mondo, era possibile, nonostante le reciproche diffidenze.
Non si possono dimenticare i casi in cui i regimi di cooperazione sono stati, invece, causa di scontro. Le Olimpiadi di Montreal del 1976 furono boicottate da numerosi Paesi, per protesta contro la politica razziale dell’Apartheid in Sud Africa. Nel 1980, gli Stati uniti, seguiti da decine di altri Paesi, ritennero di non partecipare alle Olimpiadi di Mosca, per reazione all’invasione dell’Afghanistan da parte dei sovietici.
Resta tristemente nella memoria il tragico caso delle Olimpiadi di Monaco del 1972, durante le quali un commando di terroristi palestinesi uccise e prese in ostaggio gli atleti israeliani partecipanti ai giochi. Rimasero a terra 17 morti.
|Legga anche: Cos’è l’Unione europea, le parole per definirla|
Cosa signfica regime: l’Expo italiana del 2015
Nel 2015, l’Italia ha ospitato a Milano una Expo dedicata al tema dell’alimentazione umana, al quale sono strettamente legati quelli della povertà e della tutela ambientale. Alimentazione, povertà e tutela ambientale, oltre che essere gravi problemi del nostro tempo sotto il profilo sanitario e umanitario, sono elementi di grande importanza per gli equilibri globali e le relazioni internazionali.
Il termine regime permette di collocare nella prospettiva delle relazioni internazionali eventi come le esposizioni universali, i giochi olimpici e tante altre iniziative di cooperazione. Si tratta di «regimi di cooperazione intergovernativa» che tuttavia possono coinvolgere attori non governativi, imprese private e società civile, tentando di superare le divisioni politiche e ideologiche.
(Articolo pubblicato in originale il 11.12.2015, ripubblicato con aggiornamenti il 9.8.2022)