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Avril Haines, prima donna scelta per guidare la National Intelligence, ha aperto le danze al Senato degli Stati Uniti, dove è iniziato il processo di conferma della squadra di Governo costruita da Joe Biden. Una squadra che comprende quindici ministri, nove alti funzionari, tre deleghe speciali, strizzando l'occhio ai veterani dell'era Obama e lasciando a bocca asciutta i radicali alla Bernie Sanders. La rappresentanza femminile è folta, 12 nomi, e anche quella delle minoranze, con afroamericani, latini e nativi americani.
Fra gli uomini chiave del presidente c'è Anthony Blinken, il nuovo segretario di Stato, colui che ha la responsabilità di rilanciare l'immagine degli Stati Uniti nel mondo e riallacciare i rapporti con gli alleati storici, dimenticati o accantonati negli ultimi quattro anni.
A Janet Yellen, ex presidente della Federal Reserve, la banca centrale, è invece affidato il dicastero del tesoro. Anche in questo caso si tratta di una prima per una donna. La 74enne dovrà portare avanti il piano da 1'900 miliardi di dollari proposto dal presidente per rilanciare l'economia.
Il ruolo di segretario alla difesa va invece al generale in pensione Lloyd Austin, il 67enne afroamericano ex comandante delle truppe in Iraq. Xavier Becerra alla sanità e Jeffrey Zients guideranno invece la risposta della nuova amministrazione alla pandemia. Detto di Avril Haines, per la CIA Biden ha invece optato per il diplomatico William Burns.
La deputata democratica del New Mexico Deb Haaland è stata invece nominata all'Interior Department, che ha in capo la tutela e la conservazione delle terre federali e delle risorse naturali. Una scelta storica: Haaland è infatti la prima nativa americana a dirigere un ministero.
Ha il sapore della rivincita personale la nomina del giudice della corte d'appello di Washington Merrick Garland alla giustizia. Proposto da Obama nel 2016 per la Corte Suprema, la sua nomina era stata bloccata dall'ostracismo dei repubblicani, che si erano opposti alla sostituzione del giudice Antonin Scalia durante un anno di elezioni presidenziali e non lo avevano quindi nemmeno voluto ascoltare.
Katherine Tai, con genitori cinesi e capace di parlare mandarino, dovrà gestire la patata bollente del commercio e della guerra dei dazi avviata da Donald Trump proprio con la Cina. Ha già avuto un ruolo chiave nel nuovo accordo di libero scambio con Canada e Messico.
Pete Buttigieg, l'ex sindaco di South Bend ed ex rivale di Biden nella corsa alla Casa Bianca, è designato a titolare del dicastero dei trasporti. Primo ministro dichiaratamente gay, assume un ruolo chiave in un'amministrazione che vede nelle infrastrutture un volano per la ripresa economica.
Il presidente ha scelto Jake Sullivan come consigliere alla sicurezza nazionale, l'ex sindacalista Marty Walsh per il lavoro (un fautore del salario minimo orario di 15 dollari) e, per citarne ancora uno, Miguel Cardona per l'educazione, un ex insegnante come Biden aveva promesso.
Last but not least, all'ex candidato alla presidenza John Kerry spetta il ruolo di inviato speciale per il clima, un compito importante nell'amministrazione che ha fatto della lotta al cambiamento climatico una priorità, che passa per un rientro nell'accordo di Parigi.
Significativa la scelta per la comunicazione: Jen Psaki, nel ruolo di portavoce guiderà un gruppo di sette donne.