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BERNA - Berna alla fine ha dato ragione al Ticino. Ha vinto in sostanza la "Lex Tessin". Il Consiglio federale ha deciso che per lottare contro il coronavirus, in casi eccezionali i Cantoni possono adottare provvedimenti che vanno oltre quanto previsto dal Consiglio federale. Lo ha stabilito oggi lo stesso esecutivo. Tale decisione fa seguito alla chiusura di imprese e cantieri decisa dal canton Ticino e giudicata da Berna non conforme al diritto federale.
In sostanza, "se a causa della situazione epidemiologica sussiste un pericolo particolare per la salute della popolazione" il governo può autorizzare un singolo cantone a ordinare la temporanea limitazione o cessazione delle attività di determinati settori dell'economia. Le aziende che "plausibilmente" attuano i provvedimenti concernenti l'igiene e il distanziamento sociale devono però poter continuare a esercitare la loro attività.
Può presentare una domanda il Cantone che non dispone più di sufficienti capacità nell'assistenza sanitaria o se è altamente probabile che i settori economici interessati non siano in grado di attuare i provvedimenti di prevenzione. Una richiesta può pure essere inoltrata se vengono a mancare i lavoratori frontalieri dei settori interessati.
Per poter essere approvata, una domanda deve anche essere sostenuta dalle parti sociali. Devono inoltre essere garantiti l'approvvigionamento della popolazione con beni d'uso quotidiano e quello delle strutture sanitarie. Se un Cantone dovesse adottare un provvedimento non autorizzato dal Consiglio federale, decadrà, per tale Cantone, il diritto all'indennità per lavoro ridotto della Confederazione, precisa ancora l'esecutivo.
I traslochi sono possibili, a patto che... - Negli ultimi tempi in molti si sono chiesti se sia ancora possibile effettuare traslochi. In diverse località il 31 marzo è una scadenza di trasloco ufficiale, che darà luogo a circa 50 000 traslochi. Il Consiglio federale ha fatto sapere durante la conferenza stampa tenuta a Berna che i traslochi sono ancora possibili, ma solo a condizione che vengano rispettate le prescrizioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), quindi tenere la distanza necessaria, lavorare con mascherine e utilizzare tutte le misure igieniche . Il Consiglio federale ha inoltre prorogato da 30 a 90 giorni i termini di pagamento delle pigioni per i locali d’abitazione o commerciali in caso di mora. Ciò vale per i casi di mora dovuti ai provvedimenti contro il coronavirus e per le pigioni che giungono a scadenza nel periodo compreso tra il 13 marzo e il 31 maggio 2020.
Lavoro ridotto - Cresce anche il numero delle aziende che adottano il lavoro ridotto. "Ad oggi sono esattamente 51.000 aziende che hanno optato per questa soluzione" ha dichiarato il consigliere federale Guy Parmelin. Un fenomeno che è diventata realtà per il 13% dei lavoratori. L'elaborazione delle richieste di lavoro di breve durata richiede tuttavia tempo. «Potrebbero esserci ritardi nei pagamenti. Abbiamo attuato il più grande aiuto economico mai attuato in Svizzera, e ciò non risolverà tutti i problemi, ma ci stiamo lavorando», ha spiegato afferma Parmelin.
"Non andate in Ticino" - Nel corso della conferenza stampa Berset ha esortato tutti gli svizzeri a non venire nel nostro cantone durante le feste di Pasqua. "Se state pensando di andare in Ticino durante la Pasqua, per favore, non fatelo. Non è il momento giusto per recarsi nel Canton Ticino. Si tratta di un cantone gravemente colpito dal coronavirus, tre volte più della media svizzera, probabilmente a causa della vicinanza geografica con il nord Italia".
Sorveglianza telefonica - Berset si è pure espresso su un tema molto dibattuto nelle scorse ore, ovvero quello della sorveglianza telefonica. Come è noto il Governo per combattere la diffusione del coronavirus controllerà attraverso la localizzazione dei cellulari coloro che si radunano. Quando 20 telefonini si troveranno in uno spazio ristretto, l'operatore informerà le autorità. "È molto importante per noi - ha spiegato Berset - vedere se le misure federali vengono davvero seguite dalla popolazione. L'analisi consente di vedere se le persone si incontrano ancora in luoghi pubblici. I dati sono resi anonimi: solo un pio di persone hanno accesso ai dati. La privacy dunque viene rispettata".
Le domande dei giornalisti
Esistono altri cantoni, oltre al Ticino, ad aver richiesto misure supplementari?
Berset: «No, il regolamento è stato deciso solo oggi. Anche il Ticino non ha ancora inviato formalmente una domanda». Secondo il Consiglio federale altri Cantoni attualmente non soddisferebbero le condizioni per avanzare richieste di ulteriori misure protettive.
I Cantoni possono decidere il coprifuoco per le persone anziane o a rischio?
Berset: "L'incontro di oggi è incentrato solo sulla possibilità di prendere decisioni legate all'economia" Si è comunque sottolineato che gli anziani e le persone a rischio devono restare a casa.
In un trasloco come è possibile rispettare le regole di distanza?
Parmelin: "È una questione organizzativa. Se sei in grado di rispettare le normative bene, altrimenti non si fa il trasloco". Tschirren: "È necessario, se possibile, non avere contatti diretti tra l'inquilino precedente e il nuovo inquilino. Cercare di mantenere una distanza di 2 metri, disinfettarsi regolarmente e non rimanere in una stanza per più di 15 minuti alla volta. Se non si riesce a rispettare queste regole, allora non puoi fare il trasloco".
Come dovrebbero comportarsi coloro che sono guariti?
Daniel Koch: "Puoi presumere di essere immune almeno per un po'. Quelli che hanno avuto la malattia, possono ritenersi attualmente protette. Tuttavia, dovrebbero seguire le stesse regole di tutti, perché non sappiamo se uno puo' avere una ricaduta. Dunque se una persona è guarita, eviti di fare una festa. Tutti devono continuare a rispettare le linee guida emanate dall'Ufficio Federale della salute".
La decisione del Consiglio federale è stata fatta su misura per il Canton Ticino?
Berset: "Sì, la situazione è stata legalizzata ora retrospettivamente per il Canton Ticino. Ma questo non va inteso nel senso che uno puo' fare quello che vuole. Se un Cantone andrà oltre ciò che è consentito dalle decisioni del Consiglio federale, avrà delle ripercussioni sulla compensazione per il lavoro ridotto"