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BERNA - Sensibilizzazione di musei e collezioni private nonché l'istituzione di un portale web ad hoc sono solo alcune delle iniziative intraprese dalla Confederazione tra il 2011 e il 2016 per la ricerca e l'eventuale restituzione di opere d'arte confiscate all'epoca del nazionalsocialismo (1933-1945).
È quanto indica il rapporto in merito approvato oggi dal Consiglio federale, da cui risulta il desiderio di proseguire con la sensibilizzazione di istituzioni culturali, specie private, affinché facciano luce sulla provenienza delle rispettive collezioni d'arte, in particolare durante il periodo del secondo conflitto mondiale, e consentano altresì l'accesso ai loro archivi.
A tale scopo, per il periodo 2016-2020, la Confederazione ha stanziato due milioni di franchi per sostenere le ricerche in tal senso e la pubblicazione dei risultati su Internet, indica una nota odierna dell'Ufficio federale della cultura (UFC).
I lavori della Confederazione si fondano sui Principi di Washington, approvati dalla Svizzera nel 1998; essi chiedono in particolare l'identificazione delle opere d'arte confiscate dai nazisti al fine di arrivare a soluzioni giuste ed eque.