Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01067.jsonl.gz/511

BERNA - Un vaccino contro il coronavirus potrebbe essere disponibile nella prima metà del 2021. E la Confederazione ha già riservato milioni di dosi presso diversi produttori. Ma non è prevista l'introduzione di un obbligo di vaccinazione, come ha ribadito negli scorsi giorni il ministro della sanità Alain Berset. Perché il vaccino possa avere un effetto stabilizzante, sarà comunque necessario che venga somministrato ad almeno il 60% della popolazione.
La Confederazione si prepara dunque a lanciare una campagna di sensibilizzazione, come confermato dall'Ufficio federale della sanità pubblica interpellato dalla SonntagsZeitung. Una scelta che lascia però perplesso Andreas Widmer, presidente di Swissnoso, l'associazione costituita da personalità del mondo scientifico con particolare riferimento alle malattie infettive e all'igiene ospedaliera.
Ecco dunque che dalle colonne del domenicale d'oltre San Gottardo Widmer suggerisce di seguire una strada diversa: «I viaggi all'estero in aereo, pullman o a bordo di navi dovrebbero essere consentiti soltanto alle persone vaccinate o che sono in grado di presentare un test negativo prima della partenza». Secondo lui la vaccinazione «è un'espressione della solidarietà nei confronti della società e richiede un piccolo sacrificio individuale».
Per quanto riguarda un obbligo di vaccinazione, secondo la legge federale sulle epidemie, la Confederazione ha comunque la facoltà di prevedere - in collaborazione coi Cantoni - l'obbligatorietà per i gruppi a rischio, persone particolarmente esposte o che esercitano determinate attività.