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BERNA - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha accolto i ricorsi di tre comuni contro l'abolizione di due aree d'atterraggio in montagna nell'Oberland bernese. Le autorizzazioni concesse ad altre 20 aree dovranno essere riesaminate.
Le aree d'atterraggio in montagna sono terreni ubicati al di fuori di aerodromi, senza infrastrutture e a un'altitudine superiore a 1100 metri. Sono impiegati a scopo d'istruzione come pure di trasporto di persone a scopi turistici. In Ticino ve ne è una (Alpe Foppa, zona del Tamaro), nei Grigioni nove. Il numero massimo è stato fissato a 40 nell'Ordinanza sull'infrastruttura aeronautica e per raggiungere questo numero due aree - quelle di Rosenegg-West e Gumm - andavano eliminate.
Ma stando a una sentenza pubblicata oggi dal TAF non si è proceduto in modo corretto: si sarebbe dovuto chiedere una perizia alla Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP). La stessa autorità extraparlamentare avrebbe dovuto esprimersi su altre 20 aree che si trovano in una zona protetta o ne sono assai vicine.
Stando ai giudici si sarebbe inoltre dovuto ponderare in modo globale i vari interessi e dovevano essere prese in considerazione alternative alla chiusura, come ad esempio limitazioni all'esercizio o altre misure volte a preservare il più possibile l'area protetta.
Il giudizio della corte con sede a San Gallo può ancora essere impegnato presso il Tribunale federale.