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Con un forte allarme per la disoccupazione, ed un impegno chiaro a tutelare "i bisogni della gente" minacciati dai rischi di crisi e globalizzazione, il G20 pone l'accento anche sulla dimensione sociale delle sfide da affrontare. E dà una risposta indiretta dei leader mondiali al pressing delle proteste popolari scoppiate in tutto il mondo sulla scia degli indignados spagnoli.
Movimenti spontanei che non sono riusciti invece a strappare una risposta chiara sull'introduzione, che chiedono con forza, di una tassazione sulle transazioni finanziarie. Tema su cui, ha indicato il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, "non c'è ancora l'unanimità".
Nel documento che chiude il summit di Cannes, i leader del G20 sottolineano come premessa che dal precedente vertice "la ripresa globale si è indebolita, soprattutto nei Paesi avanzati, lasciando la disoccupazione a livelli inaccettabili". E tra i diversi punti su cui si sono impegnati a lavorare insieme hanno introdotto anche gli obiettivi di "creare posti di lavoro, promuovere l'inclusione sociale, rendere la globalizzazione al servizio dei bisogni della gente".
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