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Un nuovo studio internazionale ha scoperto che il cambiamento climatico ha aumentato enormemente le possibilità che quest'anno sulla regione siberiana, si verifichino delle ondate di caldo. Un fenomeno che, a detta dei ricercatori che hanno allestito il documento, sarebbe quasi impossibile senza il riscaldamento globale causato dall'uomo.
Gli scienziati hanno pubblicato il loro lavoro mercoledì e sostengono che l'effetto serra ha moltiplicato la possibilità di un riscaldamento prolungato della regione per almeno 600 volte, e forse molte di più. Nello studio il team ha esaminato la Siberia da gennaio a giugno, compresa la giornata nella quale la colonnina di mercurio ha fatto segnare ben 38° Celsius; un nuovo record per la zona artica.
Scienziati provenienti da Regno Unito, Russia, Francia, Paesi Bassi, Germania e Svizzera hanno utilizzato 70 modelli climatici e hanno eseguito migliaia di complesse simulazioni per confrontare le condizioni attuali con un mondo senza il riscaldamento provocato dall'uomo. Hanno scoperto che senza il cambiamento climatico dovuto alle attività umane, le ondate di calura prolungate che hanno colpito la Siberia si sarebbero verificate una volta ogni 80.000 anni. Alla situazione di temperature da record, contribuiscono anche i vasti incendi nella zona, lo scioglimento del permafrost e la perdita di petrolio dagli oleodotti.
ATS/RG/Swing