Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01264.jsonl.gz/842

La certificazione, al vaglio del governo britannico, permetterebbe di evitare mascherina e distanziamento sociale
LONDRA - Il governo britannico starebbe valutando la creazione di un "pass per la libertà", ovvero un certificato di negatività al coronavirus da fornire a coloro che sono stati testati due volte in una settimana. Il permesso consentirebbe agli aventi diritto di avere una vita il più normale possibile, anche in vista dell'arrivo del vaccino e del graduale ritorno alla normalità previsto per il 2021.
Lo scrive il quotidiano britannico Telegraph. Il progetto è ancora in fase di sviluppo ma, in base alle indiscrezioni, il pass verrebbe rilasciato unicamente a coloro che sono in grado di dimostrare di essersi sottoposti regolarmente ai test e che, ovviamente, sono negativi. Non è chiaro che forma avrà questa certificazione: potrebbe essere una tessera, una lettera o un documento digitale da conservare nello smartphone e da mostrare su richiesta.
Una fonte a conoscenza del dossier ha spiegato che i possessori del pass sarebbero esonerati dall'indossare la mascherina, potranno incontrare la famiglia e per loro non si applicherebbero le vigenti norme di distanziamento sociale. Il progetto avrebbe ricevuto il sostegno dell'ex ministro della Salute Jeremy Hunt, che avrebbe invitato il primo ministro Boris Johnson a fare in modo di riportare il Regno Unito in uno stato di maggior normalità possibile per la prossima Pasqua. Ovvero per l'inizio del mese di aprile.
Fondamentale sarà, prima ancora della vaccinazione, una campagna capillare di test anche con l'ausilio di kit rapidi domestici. Hunt ha sollecitato il governo a incentivare la popolazione a sottoporsi ai tamponi con la promessa di poter «uscire, fare acquisti e andare al lavoro» se dimostrano di essere negativi. Questo, però, richiede che le autorità siano in grado di effettuare milioni di esami ogni giorno.
In collegamento con l'Azienda Elettrica Ticinese, il vice direttore Giorgio Tognola fa il punto della situazione.
Emergenza energetica: che cosa accadrà nei prossimi mesi? Quali dei tanti scenari possibili è realistico? A quali sacrifici andremo incontro?
È ancora chiuso, dopo più di due mesi, il centro fitness Top5 di Vezia. Ma i clienti, mai rimborsati, non dimenticano.
«Sto facendo il possibile, ma subentrano dei tempi tecnici», si giustifica il gerente della palestra. I clienti possono però procedere, «prima con un ultimatum, poi con un precetto esecutivo», spiega l'avvocatessa Katya Schober-Foletti.
La velocità eccessiva non è bastata per incriminare il miliardario ceco, per la procura è tutto legale.
L'uomo si era filmato nel 2021 mentre guidava la sua Bugatti su un'autostrada tedesca. L'accusa ha definito l’uomo «sconsiderato e persino suicida, ma legale».
È la favola di Cristel Ewolo, venditore di panini. Il suo documentario è finito addirittura su Al Jazeera.
«Col regista Andrea Canetta eravamo partiti alla riscoperta delle mie origini. C'erano pochissime possibilità di trovare la mia famiglia. Eppure...»
Basteranno alcuni sacrifici e correttivi nella nostra quotidianità, o si arriverà davvero ai blackout?
Come non sprecare energia elettrica? È la domanda che tutti si pongono in vista del prossimo inverno. Alcuni sono sereni. Altri più preoccupati.
Perturbazioni in arrivo. La più «attiva» è attesa per metà settimana. La giornata più piovosa? Giovedì.
MeteoSvizzera: «Nonostante l'incertezza riguardo ai quantitativi e alla distribuzione, sembra che il Sud delle Alpi sia tra i buoni candidati per ricevere abbondanti quantitativi di precipitazioni».
Una prima in Ticino per le FFS: lo stabile - considerato un bene protetto - è stato traslato di circa 30 metri
Qual è la fase più pericolosa di un'operazione del genere? «È l'inizio, quando si deve indebolire la struttura della fondazione», spiega Christian Jenzer, a capo della Direzione generale dei lavori
In arrivo un inverno in cui le case saranno più fredde del solito? «Svizzeri individualisti, poco resistenti alle crisi»
Lo sostiene il sociologo Joel Berger. Per il suo collega Ueli Mäder, d'altra parte, «è un 'occasione per cambiare il nostro stile di vita e vivere con meno consumi»
A causa della prolungata siccità, diverse regioni della Cina devono affrontare una diffusa mancanza di elettricità
«I bacini idroelettrici sono attualmente dimezzati» hanno spiegato i funzionari e il crescente utilizzo di condizionatori da parte della popolazione a causa del caldo, non ha fatto altro che peggiorare la situazione già critica