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<h2>SubmittedText<h2><p>Tra il 1926 e il 1973, circa 600 bambini jenisch furono strappati alle loro famiglie per mano dell'"Opera di assistenza per i bambini della strada" istituita dalla Fondazione Pro Juventute e sostenuta finanziariamente dalla Confederazione. Secondo Alfred Siegfried, l'allora responsabile del progetto, l'obiettivo era di rendere gli Jenisch svizzeri cittadini sedentari e socialmente utili. Il fine ultimo era quello di estinguere la cultura jenisch. Gli affidamenti coatti e le misure coercitive a scopo assistenziale ebbero profonde conseguenze per i diretti interessati, che furono spesso vittima di orribili maltrattamenti e abusi sessuali; un quarto di loro fu addirittura criminalizzato e incarcerato. Il 3 giugno 1986, il Consiglio federale si scusò per questa ingiustizia. Tuttavia, ad oggi non esiste né un monumento né un giorno di commemorazione per le vittime dell'"Opera di assistenza". E nemmeno nei libri di testo scolastici è ricordato questo capitolo buio della storia del nostro Paese: le giovani generazioni non ricordano quasi più questa persecuzione sistematica di una minoranza svizzera, che rischia così di scomparire nell'oblio.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure sono adottate per commemorare la storia della persecuzione nei confronti degli Jenisch in Svizzera?</p><p>2. In particolare, in che modo s'informano le giovani generazioni su questo capitolo buio della nostra storia?</p><p>3. Può ipotizzare di sostenere la creazione di un luogo commemorativo?</p><p>4. In che modo si garantisce che la cultura jenisch e nomade in generale presente nel nostro Paese disponga di sufficienti spazi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 1986 l'allora presidente della Confederazione Alphons Egli si scusò con i diretti interessati per le azioni dell'"Opera di assistenza per i bambini della strada", esprimendo il proprio rammarico per il sostegno finanziario offertole dalla Confederazione.</p><p>Da allora la Confederazione s'impegna affinché sia fatta luce su questa nera pagina della storia recente del nostro Paese. Alle domande dell'autore dell'interpellanza, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1./2. Dal 1987 la Confederazione sostiene la "Radgenossenschaft der Landstrasse", organizzazione di autoaiuto degli Jenisch svizzeri che, attraverso materiale d'archivio, mostre e visite guidate, diffonde tra il vasto pubblico la storia degli Jenisch e dell'"Opera di assistenza per i bambini della strada". A tale scopo, la "Radgenossenschaft" tiene e gestisce un proprio centro di documentazione.</p><p>Anche la fondazione "Un futuro per i nomadi svizzeri", istituita e finanziata dalla Confederazione nel 1997, porta avanti un costante lavoro di divulgazione. Il suo sito Internet tratta la storia e la realtà attuale degli Jenisch attraverso documenti scritti, visivi e sonori in tre lingue (http://www.stiftung-fahrende.ch/geschichte-gegenwart/it).</p><p>Nel quadro del programma nazionale di ricerca 51 "Integrazione e esclusione" del Fondo nazionale svizzero, tre progetti si sono occupati di rielaborare criticamente la storia dell'emarginazione degli Jenisch dal 1800, con particolare attenzione per l'"Opera di assistenza per i bambini della strada". I risultati delle ricerche sono stati presentati agli ambienti scientifici e al pubblico in numerose pubblicazioni.</p><p>Dal 2001, inoltre, il Servizio per la lotta al razzismo ha sostenuto diversi progetti dedicati all'analisi scientifica degli eventi storici, all'elaborazione di materiale didattico e, più in generale, alla mediazione della cultura jenisch (attraverso mostre, film e giornate culturali).</p><p>3. Per combattere la stigmatizzazione strutturale e culturale degli Jenisch è necessario tra l'altro assumersi la responsabilità per gli errori del passato. Occorre dunque mantenere viva la memoria degli aspetti problematici della nostra storia e i luoghi commemorativi possono essere un valido strumento allo scopo. In questo senso il Consiglio federale sarebbe disposto a valutare il sostegno a iniziative di terzi a tal fine.</p><p>4. Nel quadro del messaggio sulla cultura 2016-2020 (FF 2015 447), il Parlamento ha stabilito un aumento del credito destinato all'ambito "nomadi". La Confederazione assicura un sostegno continuo all'organizzazione "Radgenossenschaft der Landstrasse" e alla fondazione "Un futuro per i nomadi svizzeri", entrambe impegnate nel documentare la cultura jenisch. In particolare, dal 2016 la fondazione dispone di un fondo per la promozione di progetti culturali e misure di sensibilizzazione realizzati da e destinati a Jenisch e Sinti.</p><p>Un gruppo di lavoro istituito dalla Confederazione ha elaborato una serie di proposte per misure volte a preservare la cultura degli Jenisch e dei Sinti, siano essi nomadi o sedentari. Su questa base, il Dipartimento federale dell'interno formulerà un piano d'azione entro l'autunno del 2016.</p>  Risposta del Consiglio federale.