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BERNA - Una moratoria di due anni applicata all'assunzione di frontalieri contrasta con l'Accordo sulla libera circolazione con l'Ue e non può quindi essere presa in considerazione.
Per questo motivo, il Consiglio federale invita il plenum a respingere una mozione di Roger Golay (MCG/GE) con cui il deputato chiede di instaurare per un periodo di due anni l'obbligo per i datori di lavoro che intendessero assumere frontalieri di dimostrare di non aver trovato alcuna competenza equivalente in Svizzera.
Golay, non più rieletto il 20 di ottobre scorso, giustifica uno stop con l'incremento di frontalieri nell'ultimo anno. A fine giugno, scrive Golay, «il nostro Paese registrava 323'000 frontalieri, allorquando abbiamo oltre 100'000 disoccupati, senza contare le persone alla ricerca di un impiego che sfuggono alle statistiche». Nonostante queste cifre preoccupanti, alla fine del secondo trimestre del 2019 il numero dei frontalieri è aumentato del 2,4% in rapporto al medesimo periodo dell'anno precedente.
Secondo l'esponente del Mouvement Citoyens Genevois, questa situazione svantaggia numerosi residenti del nostro Paese, che non possono entrare nel mondo del lavoro, e fa pure aumentare le spese sociali. Per Golay, è «fondamentale privilegiare i nostri abitanti prima degli interessi privati di qualche datore di lavoro senza senso civico, che preferisce praticare il dumping salariale».