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È una tecnica di esplorazione di scenari progettuali. Attraverso la domanda “What if..?” (Cosa succederebbe se…?), si indagano le variabili che potrebbero influenzare lo sviluppo del progetto o lo svolgimento dell’attività da parte dell’utente fino a capire quali siano quelle che influenzeranno le sue scelte. Questa tecnica deriva dalla pianificazione strategica ed è utile a definire l’ecosistema di azioni-decisioni-scelte progettuali. Il facilitatore dell’attività pone questa domanda nella fase ideativa del suo lavoro in modo da ipotizzare scenari che ancora non esistono.
Come si fa?
Ai partecipanti viene richiesto di immaginare dei contesti d’uso ed un’ipotesi delle azioni che si potrebbero verificare nello svolgere un determinato compito. Le ipotesi vengono condivise con le altre persone per arrivare a definire delle soluzioni di progetto che prendano in considerazione la totalità dell’ecosistema in cui si svolga l’azione.
All’inizio dell’attività, si pone una domanda chiave che metta i partecipanti in una posizione esplorativa da cui possano immaginare situazioni d’uso, le azioni che compirebbero per raggiungere il loro scopo e le ipotetiche problematiche in cui potrebbero incorrere.
Dopo aver delineato il gruppo di azioni e quello dei fattori che le influenzano, si combinano tra loro al fine di ipotizzare e di esplorare le diverse soluzioni progettuali. Le sessioni possono svolgersi in forma dialogica e visuale.
Perché si utilizza?
Il designer o il facilitatore può usare questa tecnica per la progettazione collaborativa che veda coinvolti gli utenti. Questa tecnica permette di condividere con i partecipanti una sfida che porta oltre le proprie convinzioni e conoscenze tecniche, tecnologiche e culturali.
Si utilizza questa metodologia ogni qualvolta si voglia esplorare la complessità degli eventi e delle azioni su cui intervenire progettualmente in contesti futuri e non ancora individuabili totalmente nella realtà attuale.
Questo tipo di definizione di scenario aiuta a delineare il vasto spettro di variabili che possono influenzare i gruppi di azione utili al raggiungimento dell’obiettivo. In questo modo è possibile definire quali siano le componenti chiave da progettare in tutte le loro sfaccettature.
Cosa si ottiene?
Alla conclusione dell’attività si ottiene uno scenario visuale o verbale in cui siano messi in evidenza il contesto d’uso e le attività chiave che l’utente svolgerà per raggiungere il completamento dell’azione prevista.