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Il Consiglio federale "non ha alcun motivo" per dubitare della validità delle inchieste effettuate e rinnova "la sua fiducia a Hildebrand". Inoltre non è in possesso di documenti concernenti le transazioni bancarie del presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS). Così si legge in una presa di posizione del governo diffusa in serata.
La presidente della Confederazione - recita il comunicato - ha ricevuto in dicembre informazioni concernenti attività borsistiche di Philipp Hildebrand, e più precisamente di operazioni sul mercato dei cambi nel corso del 2011. Non spetta alla Confederazione confermare quali persone sono implicate. Il Consiglio federale non fornisce inoltre dettagli sulle informazioni ricevute da terzi.
"In base alle informazioni ricevute, la presidente della Confederazione ha riunito su questo tema una delegazione ad hoc del Consiglio federale. Dopo essere stato informato personalmente di queste accuse, Hildebrand ha proposto spontaneamente di consentire l'accesso a tutte le sue relazioni bancarie. Dal momento che il Consiglio federale è l'autorità di nomina della Direzione generale della BNS, la delegazione ha deciso, nel rispetto dell'indipendenza della BNS e d'intesa con Hildebrand, di affidare a Kurt Grüter e Michel Huissoud, direttore e vicedirettore del Controllo federale delle finanze, il mandato ad personam di procedere a un audit su tutti i conti bancari di Hildebrand e dei suoi famigliari e di stabilire se fossero state effettuate transazioni problematiche tenuto conto della sua funzione. La revisione non ha mostrato nessuna operazione derivante dallo sfruttamento della conoscenza di fatti confidenziali o contraria alle regole della BNS".
"Il Comitato della BNS è l'autorità di vigilanza della BNS. In questa funzione, il Comitato ha affidato da parte sua un audit esterno alla PricewaterhouseCoopers (PwC). L'audit giunge a conclusioni analoghe, che sono state comunicate dalla BNS il 23 dicembre 2011. Sulla base di questi risultati, il Consiglio della BNS ha chiuso la sua inchiesta".
Il governo - conclude il comunicato - "ha sentito Hildebrand e il presidente del Consiglio della BNS Hansueli Raggenbass il 23 dicembre. Il tema è stato in seguito menzionato nel corso della seduta del Consiglio federale" dello stesso giorno. L'esecutivo federale "non ha alcun motivo per dubitare della validità delle inchieste effettuate" e "ha rinnovato la sua fiducia" a Hildebrand.