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Recentemente è stata pubblicata un’analisi che rivela quali siano i veri casi d’uso delle criptovalute.
Il report è stato pubblicato da Visual Objects e prodotto da Emily Clarke intervistando 983 persone che hanno familiarità con le valute digitali.
La prima scoperta è che in gran parte le criptovalute vengono utilizzate spesso per acquisti decisamente “banali”, come vestiti e cibo, nonostante un terzo degli intervistati dichiari di ritenere invece che vengano utilizzate soprattutto per l’acquisto di oggetti illegali.
Inoltre, la realtà si è rivelata essere decisamente più complicata di quanto comunemente non si pensi.
Ad esempio, sebbene il mercato delle criptovalute conti ormai moltissimi token, in realtà la maggior parte delle persone usa solamente bitcoin ed una manciata di altre valute digitali.
I casi d’uso delle criptovalute secondo il sondaggio
In sintesi questo sondaggio ha espresso i seguenti risultati:
- Solo il 16% delle persone ha effettivamente investito in criptovalute, perché la stragrande maggioranza preferisce ancora le monete tradizionali;
- Bitcoin è posseduto dal 70% degli investitori, risultando essere di gran lunga la criptovaluta più diffusa;
- Il 72% degli utilizzatori di criptovalute le ha usate per acquisti quotidiani, con il 38% che le ha utilizzate per comprare cibo, ed il 34% per comprare vestiti;
- Il 26% le ha utilizzate per acquistare oggetti pericolosi come armi o droghe;
- Il 40% degli intervistati ritiene che le criptovalute vengano utilizzate per scopi speculativi, mentre i 30% pensa che vengano usate per acquistare oggetti illegali.
Nonostante il 72% dei possessori di criptovalute abbia dichiarato di utilizzarle per acquisti quotidiani, solo il 14% ha dichiarato di pensare che le criptovalute vengano utilizzate l’acquisto di questi oggetti quotidiani.
Questa discrepanza è davvero enorme ed illuminante, perché rivela che la stragrande maggioranza della popolazione non ha affatto le idee chiare su come le criptovalute vengano realmente utilizzate.
Questo diffusissimo equivoco è dovuto al fatto che le criptovalute in effetti inizialmente sono state usate soprattutto sul mercato nero e che siano molto note per le transazioni pseudonime.
Questo le rende potenzialmente utilizzabili per acquistare oggetti illegali e tutto ciò causa una percezione errata del loro utilizzo.
Inoltre, il 70% dei possessori ha dichiarato di possedere BTC, mentre solo il 27% ha dichiarato di possedere ETH, ovvero la seconda criptovaluta più diffusa.
La cosa curiosa è che al terzo posto di questa classifica c’è LTC, con il 20%, e che DOGE supera Dash con il 15%, rispetto al 14%. Inoltre, nella top 5 delle criptovalute più acquistate non risulta esserci Ripple (XRP).
Su quasi 3mila criptovalute e token in circolazione, soltanto 10 vengono comunemente ritenute di valore e la maggioranza delle persone in realtà ne usa solamente una.