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BERNA - Il Parlamento non terminerà le discussioni sul preventivo 2019 della Confederazione prima di giovedì. Il Consiglio degli Stati ha infatti ribadito oggi il suo rifiuto di privare il Controllo federale delle finanze di 2 milioni di franchi. L'ultima parola spetta al Nazionale.
La destra ce l'ha in particolare con la politica di informazione di questo organo di vigilanza. Alla Camera del popolo, la maggioranza si è finora espressa per una decurtazione di due milioni, dal momento che bisogna valutare i bisogni di questo organismo prima di rimpinguare l'organico del Controllo federale delle finanze.
Per la terza volta, i "senatori" hanno però detto «no» a un taglio nei mezzi destinati a simile istanza. «Attualmente i controlli a livello di progetti informatici sono più che necessari», ha sottolineato Hannes Germann (UDC/SH) a nome della commissione.
Per sbrogliare la matassa sarà quindi necessaria una conferenza di conciliazione. Se le due Camere non riuscissero a mettersi d'accordo, prevarrà la soluzione meno onerosa.
In ogni caso, il preventivo 2019 dovrebbe chiudersi con un'eccedenza superiore al miliardo di franchi. Le entrate previste ammontano a 73,556 miliardi di franchi. La Nazionale ha previsto di spendere 38,3 milioni in più del Consiglio federale, ovvero 72,334 miliardi in totale. Ne risulterebbe un'eccedenza di 1,222 miliardi di dollari.
La soluzione trovata finora dal Consiglio degli Stati prevede maggiori uscite per 40,3 milioni. Le spese raggiungerebbero i 72,336 miliardi e l'eccedenza ammonterebbe a 1,220 miliardi.