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Rimborsi per energie rinnovabili
KEYSTONE/VALENTIN FLAURAUD(sda-ats)
Continua ad aumentare il numero di imprese che beneficia del rimborso del supplemento di rete versato per promuovere le energie rinnovabili. Nel 2014 erano 61, mentre nel 2015 ben 104. È quanto emerge da un rapporto adottato oggi dal Consiglio federale.
Dal 2009 il potenziamento della produzione di energia elettrica a partire da fonti rinnovabili è promosso dallo Stato, ricorda una nota dell'Ufficio federale dell'energia (UFE). I consumatori pagano perciò un supplemento su ogni chilowattora consumato, ora limitato ad un massimo di 1,5 ct./kWh e dal 2018 a 2,3 ct./kWh.
I grandi consumatori possono farsi rimborsare il supplemento, totalmente se l'azienda spende per l'elettricità almeno il 10% del proprio plusvalore lordo, o parzialmente se spende fra il 5% e il 10%. Per poterne beneficiare ci sono però due condizioni: l'importo da rimborsare deve essere superiore o pari a 20'000 franchi l'anno e l'impresa deve impegnarsi ad aumentare la propria efficienza energetica, stipulando con la Confederazione una convenzione sugli obiettivi.
Nel 2014 sono state rimborsate 61 aziende, 39 integralmente e 22 parzialmente, per un totale di circa 21,1 milioni di franchi. Nel 2015 sono stati versati 45,5 milioni a 104 società (61 integrale e 43 parziale). Alla fine del 2016 erano le 174 imprese che avevano stipulato una o più convenzioni sugli obiettivi, che hanno una durata di 10 anni e le impegnano ad attuare misure volte ad aumentare l'efficienza energetica per un totale di 881,9 gigawattora.
Il severo sistema di sanzioni - sottolinea l'UFE - fa sì che generalmente gli obiettivi vengano fissati a un livello piuttosto basso. L'esperienza nella prassi dimostra tuttavia che spesso gli obiettivi di efficienza vengono superati. La legge in vigore sancisce infine l'obbligo di investire il 20% dell'importo del rimborso in misure supplementari, inerenti ai processi o infrastrutturali.
SDA-ATS