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Per giocare in un campionato di serie “A” o “B” in Svizzera serve un permesso di lavoro. A ricordarlo è la Segreteria di Stato della migrazione, che nei giorni scorsi ha svolto accertamenti sulle ragazze statunitensi che militano nelle fila del Lugano calcio. Ragazze che sono risultate tutte sprovviste dei documenti e che hanno quindi dovuto abbandonare la squadra.
Le calciatrici, una quindicina in tutto, da quattro anni sono sulle rive del Ceresio grazie a un "Pass Academy", ovvero un visto per un'esperienza di studio e attività sportiva all'estero. Risiedono per lo più a Varese, dove frequentano una scuola di lingua, e si allenano a Cornaredo. Qui il calcio femminile è svolto a livello amatoriale, ma per le autorità sono da considerarsi professioniste, quindi con un’attività lucrativa, e devono avere un permesso di lavoro.
Una questione delicata, che rischia di sollevare non poche polemiche, considerato che sia la società bianconera, sia la Federazione svizzera di calcio hanno annunciato battaglia. In attesa che la questione si chiarisca, una decina di giovani è già rientrata negli Stati Uniti. Per la cronaca sportiva segnaliamo che sabato la prima squadra senza le titolari ha incassato un sonoro 8 a 0 dal Lucerna. Le statunitensi rimaste domenica sono invece scese in campo con la squadra che milita in seconda divisione, dove il problema del professionismo non si pone.