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L'Associazione traffico e ambiente (ATA) ha lanciato oggi un avvertimento: se il Parlamento approverà la costruzione di una seconda galleria stradale sotto il San Gottardo verrà lanciato il referendum. Lo ha deciso all'unanimità la conferenza delle sezioni locali dell'ATA, riunitasi oggi a Berna.
A fine giugno, il Consiglio federale ha proposto al Parlamento la costruzione di una seconda canna per evitare una chiusura totale dell'asse autostradale nord-sud durante i lavori di risanamento dell'attuale galleria del San Gottardo. Durante il "lifting" del vecchio tunnel - che dovrebbe durare 900 giorni - il traffico passerebbe in quella nuova nei due sensi di marcia. Una volta conclusi i lavori i due tubi sarebbero entrambi sfruttati, ciascuno con una corsia per senso di marcia più una d'emergenza.
In un comunicato, l'ATA afferma di opporsi "categoricamente" a questa soluzione. Già in giugno l'associazione aveva affermato di voler valutare la possibilità di organizzare un referendum. Oggi le sezioni locali dell'ATA hanno dato il via libera formale - all'unanimità - all'eventuale raccolta delle firme.
La costruzione di un secondo tubo al San Gottardo, spiega l'ATA, non ha nessun senso sia da un punto di vista ecologico che economico. Il Consiglio federale si è sì impegnato a fare in modo che anche in futuro il traffico continui a scorrere su una sola corsia per senso di marcia, "sarebbe però molto ingenuo credere che ciò basti a soddisfare le esigenze delle associazioni automobilistiche e stradali", afferma l'associazione spiegando che "un adattamento della legislazione, e la conseguente apertura al traffico delle quattro corsie, sarà presto rivendicato".
Le emissioni di CO2, l'inquinamento atmosferico e acustico continuerà così ad aumentare e la politica del trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia sarà compromessa. L'ATA solleva poi il problema dell'uso di energia necessario a costruire e mantenere la nuova galleria, che equivalente al consumo di diverse migliaia di economie domestiche.
Anche da un punto di vista finanziario, la costruzione di un secondo tubo non avrebbe senso: secondo le stime fornite dallo stesso Consiglio federale, la seconda canna costerebbe 2,8 miliardi di franchi. A ciò va aggiunto un importo compreso tra i 650 e gli 890 milioni di franchi per i lavori di risanamento del vecchio traforo.
L'ATA fa infine notare che anche con la costruzione di nuovo tubo, la sicurezza aumenterebbe sono in modo marginale. Dopo il tragico incendio del 2001, il vecchio traforo è stato notevole migliorato e il numero di incidenti è diminuito di un quinto.
Secondo l'Ufficio federale delle strade (USTRA) il traforo del San Gottardo dovrà essere sottoposto a un "lifting" totale fra il 2020 e il 2025. Secondo l'ATA, per evitare che il Ticino rimanga isolato, la soluzione non è il raddoppio, ma un'autostrada viaggiante per i mezzi pesanti tra Rynächt (UR) e Biasca (TI) e un servizio navetta per le automobili tra Göschenen (UR) e Airolo (TI).