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Blocco, confisca e restituzione alla popolazione locale dei soldi degli ex dittatori: sono queste le tre vie maestre del progetto di legge sui fondi di origine illecita che il Governo svizzero ha posto mercoledì in consultazione. Se approvata dal Parlamento, la normativa potrebbe riguardare in primis il caso dell’ex presidente haitiano Duvalier.Questo contenuto è stato pubblicato il 24 febbraio 2010 - 15:13
Nel corso degli ultimi quindici anni, la Svizzera ha restituito oltre 1,7 miliardi di franchi appartenenti ad ex dirigenti politici e militari considerati “corrotti”, tra cui l'ex presidente indonesiano Ferdinando Marcos, l'ex generale nigeriano Sani Abacha e l'ex responsabile dei servizi segreti peruviani Vladimiro Montesinos. La Svizzera ha svolto un ruolo pionieristico in questo campo, ha ricordato la consigliera federale Micheline Calmy-Rey, grazie alla «qualità del suo dispositivo legale» e alla volontà di evitare che i fondi di origine delittuosa vengano depositati nelle banche svizzere.
La ministra degli esteri ha tuttavia riconosciuto che l’attuale sistema ha dei limiti quando gli stati non sono in grado di condurre procedimenti penali nazionali, come nei casi Mobutu e Duvalier.
Nel caso del dittatore congolese Mobutu Sese Seko non è stato trovato un accordo con il paese africano e il denaro (8 milioni di franchi) è andato agli eredi di Mobutu. I fondi Duvalier, invece, sono stati bloccati ulteriormente dal Governo svizzero, dopo la decisione del Tribunale federale di negarne la restituzione al popolo di Haiti. Il caso Duvalier potrebbe però subire una svolta nel caso in cui il Parlamento decidesse di approvare la nuova legge e di applicarla anche ai fondi dell’ex presidente, «Baby doc».
swissinfo.ch e agenzie
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