Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/147535

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di stilare entro la metà del 2015 un rapporto in cui illustra le possibili misure per attuare l'iniziativa 14.305, "Basta con gli appelli anonimi a dimostrazioni e a grandi manifestazioni senza assunzione di responsabilità!", depositata dal cantone di Berna.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'iniziativa del cantone di Berna chiede che gli indirizzi IP vengano comunicati, su ordine di un giudice, alle autorità di polizia in via preventiva, ovvero prima che sia compiuto un reato. Lo scopo è di permettere alla polizia di risalire all'identità di chi lancia appelli anonimi su Internet, affinché tali persone possano essere ritenute responsabili in quanto organizzatori delle dimostrazioni e chiamate a rispondere in caso di danneggiamenti.</p><p>Il settore delle poste e delle telecomunicazioni nonché il diritto penale e di procedura penale rientrano nelle competenza della Confederazione (art. 92 cpv. 1 e art. 123 cpv. 1 della Costituzione). Da queste norme costituzionali si può desumere una competenza legislativa della Confederazione per un'eventuale attuazione della presente richiesta.</p><p>Nel rispetto delle condizioni poste dal Codice di procedura penale (CPP; RS 312) e sulla base della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT; RS 780.1), oggigiorno è già possibile disporre l'identificazione degli utenti se è compiuto un reato su Internet (p. es. pubblica istigazione a commettere un reato, in particolare atti di violenza di cui all'art. 259 del Codice penale; RS 311.0). L'articolo 13 capoverso 1bis della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI; RS 120) autorizza inoltre il Servizio sulle attività informative della Confederazione a risalire agli elementi d'indirizzo e ad identificare gli utenti se gli appelli lanciati provengono da ambienti di estremismo violento o terroristici.</p><p>Il Consiglio federale ritiene, tuttavia, che il principio della proporzionalità non sia rispettato se viene svelata l'identità di persone anonime il cui appello a partecipare a dimostrazioni o ad altre grandi manifestazioni non contiene alcuna istigazione a commettere reati o atti di violenza: l'appello a partecipare a una dimostrazione o a una manifestazione non autorizzata non costituisce un reato ai sensi del Codice penale e non rappresenta di per sé un pericolo per la sicurezza pubblica. Se durante un simile evento si verificano, senza alcuna sollecitazione esterna, disturbi dell'ordine pubblico e partecipanti e passanti subiscono minacce o rimangono feriti, non si può desumere automaticamente una responsabilità penale e civile di chi ha lanciato l'appello. L'obiettivo dichiarato degli autori dell'iniziativa di poter perseguire giuridicamente i promotori identificati di un evento sfuggito al controllo è dunque difficilmente realizzabile. Inoltre, l'identificazione degli utenti ai sensi della LSCPT (o del CPP) presuppone che le autorità di perseguimento penale sospettino che sia stato commesso un reato; pertanto non è lecito comunicare alla polizia le informazioni sugli utenti per scopi meramente preventivi. Il Consiglio federale ritiene che non esista alcuna circostanza in cui l'identificazione degli utenti finalizzata a contattare a fini preventivi i promotori di una dimostrazione costituisca un metodo idoneo per prevenire atti di violenza spontanei da parte di futuri partecipanti a tali eventi. Per quanto concerne i provider con sede all'estero si riscontrerebbero inoltre ulteriori difficoltà nell'attuazione di un tale disciplinamento per identificare gli utenti. Infine, visto che produrrebbe anche un effetto proibitivo, un simile disciplinamento costituirebbe una grave ingerenza nella libertà di riunione garantita dalla Costituzione.</p><p>Per i motivi citati, il Consiglio federale propone di respingere il postulato.</p><p>Qualora il postulato fosse tuttavia accolto, sarà necessario coinvolgere i cantoni. Un rapporto potrebbe essere adottato al più presto nell'autunno 2015.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.