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Quando mancano poche settimane alla sua partenza, Alain Berset è nuovamente al centro di una controversia. Ha infatti fatto nominare un suo stretto collaboratore, Michael Brändle, alla presidenza di Pro Helvetia. Il “Tages Anzeiger”, riportando la notizia la definisce una “decisione personale controversa”, dal momento che Brändle non avrebbe le qualifiche per coprire tale ruolo. Viene definito “un fedele collaboratore” e per 12 anni è stato uno dei consiglieri personali del ministro socialista. Alcune settimane prima di lasciare l'incarico, il presidente della Confederazione ha proposto al collegio la nomina di quest'ultimo a presidente di Pro Helvetia. La decisione, nel frattempo convalidata, ha suscitato diverse critiche.
In effetti, Michael Brändle non ha mai diretto alcuna organizzazione. Prima di diventare consigliere di Berset ha lavorato, tra l'altro, come vicesegretario generale dell'assicurazione contro gli infortuni della Suva, riferisce il quotidiano svizzerotedesco. Intepellato dal “Tages Anzeiger”, Pius Knüsel, direttore di Pro Helvetia dal 2002 al 2012, ritiene tuttavia “imperativo” che a ricoprire questo incarico sia una figura pubblica che collabori con il mondo politico, e non un semplice amministratore.
Il predecessore di Alain Berset al Dipartimento degli Interni dal 2003 al 2009 considera l'approccio “non elegante”. Ma l'ex ministro osserva che il Consiglio federale non avrebbe accettato di prendere la decisione di nominare Michael Brändle se l'avesse ritenuta “giuridicamente indecente”.