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BERNA - Il Consiglio degli Stati ha mantenuto ancora due divergenze col Nazionale in merito al miliardo di coesione destinato all'Ue. Tacitamente, ha deciso oggi di non innalzare i crediti destinati alla migrazione e di non voler legare il dossier al programma Erasmus+ riguardante la mobilità degli studenti nell'area Ue.
Il Contributo di coesione all'Ue, diluito su dieci anni, prevede 1,047 miliardi destinati alla riduzione delle disparità economiche e sociali nell'Europa allargata e 190 milioni per il finanziamento delle misure migratorie di quegli Stati, coma la Grecia e l'Italia, alle prese con questo fenomeno.
Il Nazionale vuole raddoppiare a 380 milioni quest'ultima somma, riducendo nel contempo il finanziamento ai Paesi dell'Est. La commissione preparatoria, per bocca del suo presidente Filippo Lombardi (PPD/TI), ha risposto picche, sostenendo che tale contributo è eccessivo e che si rischia di non sapere come utilizzarlo.
Quanto al legame tra questo credito e Erasmus+, Lombardi ha sostenuto come tale richiesta del Nazionale non abbia nulla a che vedere con l'oggetto in discussione.
Entrambe le camere sono però d'accordo su un punto: la Svizzera si assumerà degli obblighi sulla base di questo credito solo se l'Ue non adotterà misure discriminatorie nei suoi confronti.
Lombardi ha citato il mancato riconoscimento dell'equivalenza della Borsa svizzera da parte di Bruxelles, su cui l'Ue dovrà decidere ancora in giugno. A questo aspetto si potrebbe aggiungere, ha detto il "senatore" ticinese, la lentezza con cui viene adeguato dalla controparte l'accordo sugli ostacoli tecnici al commercio o il fatto che la Svizzera figuri sempre sulla lista grigia dei Paesi poco cooperativi in materia fiscale, nonostante il 19 di maggio il popolo abbia eliminato i regimi impositivi privilegiati concessi ad alcune multinazionali estere con sede in Svizzera.
Il dossier ritorna alla Camera del popolo.