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SAN GALLO - Il contadino che nel 2015 a Ricken (SG) uccise la matrigna non è considerabile in grado di intendere e di volere. Per questo motivo il 49enne non andrà in prigione ma in un'apposita struttura chiusa.
Il Tribunale cantonale di San Gallo ha assolto l'uomo dall'accusa di assassinio e ha optato per una misura terapeutica stazionaria. La corte ha in questo modo seguito le proposte della difesa, alle quali si era allineato anche il Ministero pubblico. La sentenza pubblicata oggi non è ancora definitiva.
In prima istanza il cittadino svizzero era stato condannato a 20 anni di carcere. La perizia psichiatrica era però stata contestata e, in seguito ad un secondo consulto, è emerso che l'uomo soffre di schizofrenia. Con una cura adeguata un netto miglioramento è possibile.
I fatti - Il dramma, risalente al gennaio 2015, si è svolto in una fattoria isolata a Ricken. L'imputato ha dapprima ferito al braccio con un colpo di pistola un contadino che aveva preso in gestione l'azienda dei genitori.
Poi, entrato in casa, ha percosso con una mazza la matrigna, uccidendola, e il padre 84enne, rimasto ferito gravemente. Quest'ultimo è deceduto alcuni mesi più tardi per cause tuttavia estranee all'aggressione.