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I brevetti impediscono ai paesi in via di sviluppo di produrre vaccini contro il COVID-19. Come risultato, un numero sempre crescente di persone sta morendo a causa della pandemia e stanno emergendo pericolose mutazioni del virus. Il Consigliere federale Guy Parmelin deve agire immediatamente e chiedere alla delegazione svizzera presso l’OMC di non opporsi più alla sospensione di questi brevetti.
Per accelerare la produzione del vaccino nei paesi in via di sviluppo e per permettere un accesso più solidale ai vaccini COVID-19 in tutto il mondo, il PS chiede da mesi che venga tolta la protezione dei brevetti – come chiedono ora anche gli USA. La Svizzera non deve più stare in disparte e ubbidire all’industria farmaceutica. Migliaia di persone hanno già firmato l’appello del PS – in francese e tedesco – al Consiglio federale affinché agisca in fretta.
“Salvare vite umane vale più dei profitti delle ditte farmaceutiche”, dice Ada Marra, vicepresidente del PS svizzero. “Nella lotta contro la pandemia, gli interessi delle imprese non devono contare di più dell’accesso solidale, rapido e conveniente ai vaccini per tutte le persone del mondo. Dopo tutto, i vaccini hanno potuto essere sviluppati e omologati così rapidamente solo grazie alla cooperazione e al finanziamento pubblico.
La Svizzera deve assumersi la sua responsabilità globale come sede di ditte d’importanza internazionale e non deve più opporsi alla sospensione dei brevetti nel quadro dell’OMC (Organizzazione mondiale del commercio). Questa è una richiesta che il PS ha presentato fin dall’inizio della pandemia alle Camere federali, con ripetuti appelli per una maggiore solidarietà internazionale e la sospensione dei brevetti. Questa cooperazione internazionale è anche nell’interesse dei paesi ricchi come la Svizzera: solo quando le popolazioni di tutte le regioni del mondo saranno sufficientemente immunizzate contro il virus sarà possibile fermare la diffusione incontrollata della malattia e ridurre il rischio di nuove mutazioni.