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BERNA - La soglia di 90 mila franchi annui di reddito per gli indipendenti fissata dal Consiglio federale per poter beneficiare delle indennità per perdita di guadagno andrebbe eliminata.
È quanto raccomanda la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S), secondo cui intere categorie professionali rischiano di rimanere a bocca asciutta.
Pur dicendosi soddisfatta per la decisione del governo di estendere agli indipendenti (direttamente o indirettamente toccati dai provvedimenti di protezione) le misure di sostegno relative alla pandemia di coronavirus, il principio secondo cui avrebbero diritto alle indennità unicamente coloro che percepiscono un reddito annuo non superiore a 90 mila franchi comporta però un effetto soglia che andrebbe eliminato.
Una simile disposizione, sottolinea una nota odierna dei servizi parlamentari, esclude completamente dalla cerchia dei beneficiari categorie professionali come terapisti, medici o grafici che guadagnano di più e su cui grava il peso dell'intera famiglia.
La CET-S non esprime però in maniera generale una critica in merito alla determinazione di un importo massimo delle indennità di perdita di guadagno legate al coronavirus. In linea di massima crede inoltre opportuno che le indennità e le misure di sostegno in favore delle imprese possano trattare nel modo più equo possibile le diverse forme giuridiche che le caratterizzano. Con 7 voti contro 0 e 6 astensioni la Commissione domanda all'esecutivo di esaminare l'opportunità di rielaborare le misure già decise seguendo la direzione proposta dalla Commissione.