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Il Ministero pubblico vodese ha presentato ricorso contro la decisione pronunciata ieri dal Tribunale distrettuale di Renens
L'assoluzione, pronunciata ieri, di dodici attivisti per il clima non va giù al Ministero pubblico vodese, che inoltra ricorso contro la decisione del Tribunale distrettuale di Renens. Stando al procuratore generale Eric Cottier, la sentenza dà una risposta sorprendente a una questione giuridica di principio.
I militanti di Action Climat erano finiti a processo per un'azione condotta nel novembre 2018 nei locali di Credit Suisse a Losanna, che avevano occupato per un'ora e mezza. L'accusa era di violazione di domicilio e resistenza agli ordini di polizia.
Vestiti da tennisti, gli attivisti avevano preso di mira la banca perché, secondo loro, utilizza l'immagine positiva di Roger Federer nelle sue campagne, perseguendo al tempo stesso una politica di investimenti dannosi per l'ambiente.
Il presidente del tribunale e giudice unico Philippe Colelough ieri ha però riconosciuto lo stato di legittima necessità in cui essi hanno agito e ha giudicato l'azione "necessaria e proporzionata" vista l'emergenza climatica. A suo avviso tale proposta era "l'unico modo efficace per far sì che la banca rispondesse" e "per ottenere la necessaria pubblicità" da media e opinione pubblica.
Una decisione che la procura vodese, tramite un comunicato odierno, contesta e che intende portare davanti alla corte d'appello. Stando alla nota, la sentenza di primo grado sembra estendere il campo d'applicazione delle disposizioni giuridiche nettamente al di là dei limiti fissati finora dalla giurisprudenza in un contesto che comprende aspetti politici.
Per il Ministero pubblico, indipendentemente da quale posizione prenderà la prossima istanza, è molto probabile che il caso arrivi fino al Tribunale federale (Tf).