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NEW YORK - Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato all'unanimità una risoluzione proposta dagli Usa che inasprisce le sanzioni contro la Corea del Nord, con un pesante taglio all'export di Pyongyang pari a un miliardo di dollari (1,01 miliardi di franchi). Il documento, votato dunque anche dalla Cina, tra l'altro vieta le esportazioni di carbone, ferro, piombo e prodotti ittici.
La risoluzione approvata dal Consiglio di sicurezza vieta poi ai Paesi membri di aumentare il numero di nordcoreani che lavorano all'estero, impedisce nuove joint venture con il regime e qualsiasi nuovo investimento in quelle correnti. Inoltre, altri nove individui e quattro entità vengono aggiunti alla lista nera, inclusa la Foreign Trade Bank nordcoreana, a cui viene applicato il blocco totale delle attività.
Haley ringrazia la Cina - «Questa risoluzione è il più grande pacchetto singolo di sanzioni deciso nei confronti di un Paese da generazioni»: lo ha detto l'ambasciatrice degli Usa all'Onu, Nikki Haley, dopo il via libera dell'Onu alle nuove misure restrittive contro Pyongyang.
Haley ha definito l'azione dell'Onu «un passo unito e forte per rendere la Corea del Nord responsabile», avvertendo che tuttavia «non bisogna pensare di aver risolto il problema, non siamo neppure vicini». Haley ha quindi ingraziato la Cina per il contributo dato.
«La comunità internazionale è unita - «Il fatto che il Consiglio di sicurezza (Cds) abbia adottato questa risoluzione all'unanimità dimostra che la comunità internazionale è unita in merito alla denuclearizzazione della Penisola coreana»: lo ha detto l'ambasciatore cinese all'Onu, Liu Jievi, dopo il via libera del Cds alle nuove sanzioni contro Pyongyang.