Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01114.jsonl.gz/264

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Le persone che in passato hanno subito un danno, quali i lavoratori esposti all'amianto, dovrebbero disporre di almeno 30 anni - oggi 10 anni - per chiedere un risarcimento alla giustizia. È quanto prevede il messaggio adottato oggi dal Consiglio federale in merito alla modifica del Codice delle obbligazioni (CO).
Oltre all'introduzione di un termine di prescrizione assoluto di 30 anni in caso di danni a persone, la revisione prevede il prolungamento a tre anni - oggi 1 anno - del termine di prescrizione relativo per azioni rette dal diritto in materia di reati o di indebito arricchimento, indica una nota odierna del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
Le modifiche del CO rispondono a un preciso incarico parlamentare (mozione 07.3763), aggiunge il comunicato, secondo cui la revisione dovrebbe portare chiarezza nel diritto privato in materia di prescrizione in vigore, giudicato eterogeneo e complesso, con termini di prescrizione troppo brevi.
Quanto ai danni tardivi, come quelli provocati dall'amianto, "anche il termine di prescrizione assoluto di 10 anni si rivela troppo breve". Da qui la proposta di innalzarlo a 30 anni.
Per quanto attiene al diritto in materia di reati e di indebito arricchimento, il nuovo termine di prescrizione - 3 anni - decorre dal momento in cui la persona danneggiata è a conoscenza del danno e del responsabile.
Il termine di prescrizione speciale di 30 anni si applica alle azioni risultanti sia da contratto che da atti illeciti e "decorre dal momento in cui avviene o termina il comportamento che ha causato il danno, anche nel caso in cui la persona danneggiata non ha ancora conoscenza del danno".
Con la revisione proposta, viene inoltre abrogata la disposizione di legge che prevede un termine di prescrizione di cinque anni per singole pretese (affitto e salariali). In futuro queste pretese contrattuali saranno soggette al termine di prescrizione generale di 10 anni.
Per quanto riguarda il diritto transitorio - specifica il DFGP - "i nuovi termini di prescrizione si applicheranno se il nuovo diritto prevede termini più lunghi rispetto a quello anteriore, ma soltanto se il termine di prescrizione del diritto anteriore non è ancora scaduto. Un credito prescritto rimane tale anche con l'entrata in vigore del nuovo diritto".
SDA-ATS