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BRUXELLES - Swiss chiede i danni. Nel corso del processo per la spettacolare rapina del 18 febbraio 2013 a Bruxelles, l’avvocato della compagnia aerea elvetica - che operava il volo Helvetic Airways preso di mira - ha chiesto un risarcimento pari a 52 milioni di euro. Dal canto suo, la società di trasporto valori ha chiesto invece un indennizzo di 30 milioni di euro.
Le parti civili hanno convenuto che gli elementi a disposizione sono sufficienti per condannare gli imputati, che erano tutti in contatto con il principale sospetto, Marc Bertoldi. Quest’ultimo ha confessato di aver partecipato alla rivendita del bottino, ma il suo ruolo sarebbe ben più importante secondo gli inquirenti, che lo ritengono invece uno dei cervelli del colpo.
I giubbotti antiproiettile ed i passamontagna ritrovati presso le abitazioni di alcuni imputati sono, secondo gli avvocati delle parti civili, indizi chiari del loro coinvolgimento nella vicenda. Inoltre, dopo la rapina alcuno di loro furono in grado di ripianare i propri debiti, mentre altri di acquistare una seconda casa.
La rapina, lo ricordiamo, ebbe luogo sulla pista dell’aeroporto di Bruxelles-Zaventem il 18 febbraio del 2013, quando due auto con a bordo 8 persone, armate e a volto coperto, riuscirono ad impossessarsi di 121 contenitori di diamanti e lingotti d’oro, per un valore di 37.9 milioni di euro. A distanza di anni, una grande parte del bottino non è ancora stata recuperata.