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Svizzera
21.12.2017 - 14:12
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43
Leuthard a gamba tesa, "decisione discriminante dell'UE, di dubbia legalità e tesa a indebolire la nostra piazza finanziaria. E peggiora le relazioni bilaterali"
Duro intervento della Presidente della Confederazione: "anche vincolare questo dossier tecnico alle questioni istituzionali risulta inopportuno e inaccettabile. Ci riserviamo in diritto di una rivalutazione della concessione del miliardo di coesione"
di Doris Leuthard*
Il Consiglio federale si è occupato a più riprese della questione dell’equivalenza delle borse. Negli ultimi giorni e settimane la Svizzera è intervenuta a più livelli, ribadendo la propria posizione in particolare nei confronti degli Stati membri, della Commissione e del presidente della Commissione. E la sua posizione è chiara: la Svizzera adempie le condizioni per il riconoscimento dell’equivalenza delle borse, esattamente come gli altri Paesi terzi che hanno ricevuto un riconoscimento senza limiti temporali.
Pertanto riteniamo che il riconoscimento limitato nel tempo costituisca una chiara discriminazione della Svizzera. Anche il fatto di vincolare questo dossier tecnico alle questioni istituzionali risulta inopportuno e inaccettabile.
In occasione dell’odierna seduta straordinaria, il Consiglio federale ha definito la sua posizione in merito all’imminente decisione formale dell’Unione europea. Esso ritiene che la legalità di tale decisione sia dubbia e ha pure l’impressione che essa abbia lo scopo di indebolire la piazza finanziaria della Svizzera.
Esso intende opporsi alle decisioni discriminatorie relative ai provvedimenti UE, che pregiudicano la competitività della Svizzera. Ha pertanto deciso oggi di rafforzare la piazza finanziaria e borsistica svizzera avviando immediatamente i lavori in tal senso. Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) è stato incaricato di sottoporre proposte al Consiglio federale entro la fine di gennaio. In questo contesto sarà prioritaria l’abolizione della tassa di bollo.
La decisione odierna dell’Unione europea peggiora inoltre le relazioni bilaterali in dossier importanti. La seconda tranche di un contributo all’allargamento a beneficio dei Paesi dell’Europa dell’Est è stata menzionata da più parti. Alla luce di questi sviluppi il Consiglio federale si riserva il diritto di una nuova rivalutazione dei lavori relativi al progetto in merito che sarà sottoposto a consultazione.
Il Governo si è sempre fatto garante dello sviluppo delle relazioni bilaterali e si è posto come obiettivo di proseguire nel 2018 i negoziati per un accordo istituzionale. Constata però anche le profonde divergenze che continuano a permanere e per superare le quali occorre la disponibilità reciproca a condurre una discussione oggettiva in un clima di completa fiducia.
*presidente della Confederazione