Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01162.jsonl.gz/1368

Leggero aumento del canone radiofonico e televisivo
Berna, 08.12.2006 - Il Consiglio federale ha deciso di aumentare il canone radiotelevisivo del 2,5%. Riconosce dunque alla SSR un fabbisogno supplementare di 25 mln. di franchi l'anno, mentre l'emittente nazionale ne aveva fatti valere 72 mln. Il canone annuo aumenta dunque da 450 a 462 franchi.
La legge prevede che con gli introiti del canone sia in primo luogo finanziato l'adempimento del mandato di prestazioni, che la concessione conferisce alla SSR, ma anche altre prestazioni (ulteriore fabbisogno finanziario). Tra queste vi sono i mezzi finanziari per la ripartizione del canone alle emittenti radiofoniche e televisive private, per la riscossione dei canoni (indennizzo della Billag SA), per la ricerca sull'utenza (ad es. rilevamento delle quote di mercato delle reti radiotelevisive tra il pubblico) e per la promozione delle nuove tecnologie di diffusione (ad es. per la televisione digitale). Questo fabbisogno aggiuntivo si attesta a 113 mln. di franchi (di cui in futuro circa 50 mln. per la ripartizione del canone). In totale circa 35 mln. di franchi in più rispetto ad ora.
La SSR ha addotto che per mantenere le attuali prestazioni e per svilupparle, così come previsto, necessita di un aumento degli introiti medio di 145 mln. di franchi l'anno. La SSR intende compensarne circa la metà con misure di risparmio e con entrate supplementari provenienti da altre fonti (tra l'altro dalla pubblicità). Desidera però che i restanti 72 mln. di franchi siano finanziati con un aumento del canone.
Di questi 72 mln. di franchi, il Consiglio federale riconosce alla SSR un fabbisogno supplementare di 25 mln. Le voci più ingenti del fabbisogno supplementare non riconosciuto riguardano prestazioni non vincolanti alla Cassa pensioni (circa 23 mln. di franchi), interessi debitori (circa 11 mln. di franchi) e il previsto aumento del capitale proprio (7 mln. di franchi).
Nella sua presa di posizione, che esclude gli aspetti di politica dei media, il Sorvegliante dei prezzi condivide l'opinione del Consiglio federale secondo cui il fabbisogno supplementare addotto dalla SSR non si giustifica nella sua totalità. In particolare, parte anch'egli dal presupposto che, contrariamente alle stime della SSR, in futuro ci saranno più economie domestiche che pagheranno il canone. Rispetto ad oggi, quest'evoluzione porterebbe, secondo il Consiglio federale e Mister prezzi, a un aumento annuo degli introiti del canone pari a 31 mln. di franchi (introiti supplementari dovuti all'aumento demografico).
Sommando il fabbisogno supplementare della SSR riconosciuto dal Consiglio federale e le altre prestazioni da finanziare mediante una quota di introiti del canone e tenendo conto dell'aumento dei proventi del canone per motivi demografici, si ottiene un aumento complessivo del canone pari al 2,5 percento, ossia 30 mln. di franchi. Di questa cifra 25 mln. vanno alla SSR che dunque riceve una quota del 2 percento dell'intero aumento. A partire dal 1° aprile 2007 il canone radiotelevisivo subirà un aumento, passando da 450.- franchi a 462.- franchi l'anno, IVA inclusa (ossia un franco in più al mese).Il Consiglio federale ritiene che gli effetti di questa decisione siano sostenibili dalla SSR. Il fabbisogno supplementare non riconosciuto riguarda soprattutto settori di tecnica finanziaria e di bilancio. Il Consiglio federale ha riconosciuto gran parte del fabbisogno supplementare addotto dalla SSR per la produzione di programmi, i costi salariali o la digitalizzazione della diffusione. Inoltre, il Collegio ritiene che alla SSR esistono ancora ulteriori possibilità di risparmio. Alla stessa conclusione è giunto anche il rapporto del 29 marzo 2006 concernente la situazione finanziaria e l'efficienza dell'impiego dei mezzi da parte della SSR, realizzato dal Controllo federale delle finanze su incarico del DATEC. Secondo questo rapporto la SSR può realizzare sinergie centralizzando determinate prestazioni (ad es. servizio acquisti centralizzato o armonizzazione del sistema retributivo).
Indirizzo cui rivolgere domande
Servizio stampa UFCOM, 032 327 55 50
Pubblicato da
Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
https://www.uvek.admin.ch/uvek/it/home.html