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L’Alta Corte annulla una sentenza dei giudici ginevrini: nessun ‘motivo onorevole’ per un’azione violenta che porta a danni alla proprietà
Losanna – Il Tribunale cantonale di Ginevra deve condannare più severamente un partecipante alla "Marcia per il clima" del 2018. L'uomo aveva dipinto mani rosse sulla facciata di una banca. Il Tribunale federale (TF) ha stabilito che l'imputato non può far valere "motivi onorevoli" per giustificare la sua azione.
Il TF, in una sentenza del 30 marzo pubblicata oggi, ha accolto il ricorso del ministero pubblico ginevrino e ha annullato il verdetto dell'istanza inferiore. Il caso torna al Tribunale cantonale che dovrà nuovamente giudicare la vicenda. Per i giudici di Losanna, l'attenuazione della pena concessa in applicazione dell'articolo 48 del Codice penale viola il diritto federale.
La disposizione prevede la possibilità di mitigare la pena se l'autore del reato ha agito ad esempio per "motivi onorevoli", "in stato di grave angustia" e "cedendo a una violenta commozione dell'animo scusabile per le circostanze o in stato di profonda prostrazione". Il Tribunale cantonale di Ginevra ha riconosciuto all'attivista questa attenuazione. Inoltre, poiché il procedimento è durato a lungo, ha ritenuto che una multa di 100 franchi fosse una punizione sufficiente.
Secondo il TF, per valutare se un reato sia stato commesso per motivi onorevoli è necessario fare riferimento ai valori etici generalmente riconosciuti. La preoccupazione per gli effetti del cambiamento climatico e la necessità di adottare rapidamente misure per ridurre i gas a effetto serra è innegabilmente una preoccupazione onorevole.
Le azioni politiche degli attivisti per il clima hanno un carattere idealistico e altruistico, in quanto mirano a sensibilizzare la popolazione. In ogni caso però, il carattere onorevole va escluso se azioni violente portano a danni alla proprietà o a un pericolo per terzi.
In uno Stato di diritto come la Svizzera, che offre ampie garanzie nell'ambito dei diritti politici e della libertà di espressione, tali azioni non possono essere giustificate da ideali politici, hanno sottolineato i supremi giudici federali.
Secondo il TF, va anche tenuto conto del fatto che gli appelli alla resistenza civile, talvolta lanciati durante le azioni per il clima, possono essere finalizzati a mettere in discussione la legittimità democratica del diritto, in particolare del diritto penale.
Le azioni degli attivisti per il clima non possono quindi essere considerate a priori come espressione di valori etici sostenuti dall'intera popolazione o perlomeno da una maggioranza.
A determinate condizioni, un'attenuazione della pena dovuta a motivazioni onorevoli può essere presa in considerazione nel caso di azioni non violente, come un sit-in di protesta di breve durata sulle strade, senza interruzione del traffico o messa in pericolo della sicurezza pubblica. Tuttavia, nella fattispecie, in considerazione dei danni alla proprietà commessi, alla base dell'obiettivo perseguito non c'è un motivo onorevole, scrive il TF.
Durante una "Marcia per il clima" a Ginevra nel 2018, l'attivista, insieme ad altre persone, si è staccato dal corteo e ha dipinto mani con vernice rossa sulla facciata di una banca. Il Tribunale cantonale di Ginevra ha condannato l'uomo per danneggiamento nel marzo 2022.
Il Tribunale federale non ha ritenuto rilevanti i danni causati, per un totale di 2’250 franchi. Tuttavia, a suo avviso non si tratta nemmeno di un pregiudizio trascurabile. Per i danni, l'imputato è stato condannato a pagare 410 franchi.