Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01245.jsonl.gz/397

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Decine di migliaia di persone sono scese oggi in piazza a Hong Kong in occasione del 16/o anniversario del ritorno dell'ex-Colonia britannica sotto la sovranità di Pechino, in segno di protesta.
Una manifestazione in nome della democrazia - cui secondo le stime della polizia hanno partecipato circa 33.500 persone - che ha registrato anche momenti di tensione e scontri - rari in una città come Hong Kong - quando le forze dell'ordine hanno deciso di impedire l'accesso alla manifestazione alle persone che si erano recate al punto di raduno in ritardo, adducendo come motivazione il congestionamento delle strade.
"La polizia deve trovare un equilibrio fra i diritti dei dimostranti e i diritti degli altri utilizzatori delle strade", ha detto Terrance Mak, Capo di polizia di distretto di Wanchai, da dove transitava la marcia di protesta.
Fra i manifestanti numerose bandiere coloniali, qualche bandiera di Taiwan e perfino bandiere tibetane: tutti simboli invisi al governo di Pechino. Fra i temi principali della manifestazione, che ormai fa da contraltare costante alle celebrazioni ufficiali del ritorno di Hong Kong sotto la Cina, c'era la richiesta per il suffragio universale, promesso a Hong Kong dal 1997, ma ancora non ottenuto, e le dimissioni di C.Y. Leung, il Capo dell'Esecutivo di Hong Kong, visto come un fedelissimo di Pechino, incapace di difendere gli interessi locali e di promuovere la democrazia.
Gli slogan scanditi più frequentemente nel corso della manifestazione, durata più di cinque ore, erano "Vogliamo la democrazia", "Abbasso il Partito Comunista", "Suffragio universale", e "Dimissioni di CY Leung".
Negli ultimi mesi le tensioni fra Hong Kong e Pechino sono andate aumentando, in particolare rispetto alle questioni legate alla democratizzazione dell'isola.
SDA-ATS