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Libera per andare in convento, anzi no. È sempre più battaglia giudiziaria sulla scarcerazione di Michelle Martin, ex moglie del 'mostro di Marcinelle', Marc Dutroux, decisa oggi dal tribunale per l'applicazione della pena (Tap) di Mons, ma subito rinviata.
La sentenza ha scatenato in Belgio un'ondata di indignazione e proteste: i familiari delle vittime costituite parte civile e il procuratore generale di Mons hanno subito presentato un ricorso in Cassazione che ha sospeso l'uscita dal carcere di Martin.
Questa mattina i giudici del Tap avevano deciso di accogliere l'ennesima richiesta di libertà condizionata - possibilità prevista per chi ha già scontato almeno metà della pena - presentata dall'avvocato dell'ex signora Dutroux. La quale, condannata a 30 anni di reclusione per complicità nel rapimento di sei bambine e per la morte di due di loro, dopo averne già trascorsi in prigione 16, potrebbe ora finire di scontare la sua pena nel convento delle Clarisse di Malonne, località a una sessantina di chilometri a Sud di Bruxelles.
Il caso di pedofilia di cui sono stati riconosciuti colpevoli Dutroux e l'ex moglie ha profondamente scosso l'opinione pubblica belga e rappresentano la pagina più buia della cronaca nera nazionale degli ultimi decenni.