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L’UDC si batte per più margine di manovra imprenditoriale e contro sempre nuove leggi e divieti che opprimono le nostre imprese. Le tendenze degli anni passati a regolare sempre di più il liberale mercato del lavoro, a rendere più cari l’energia e i trasporti e ad aumentare le spese burocratiche, devono essere finalmente fermate. Bisogna badare alle nostre ottime piccole e medie imprese, ma anche alle grandi aziende con sede in Svizzera. L’UDC sostiene la qualità svizzera e si batte per delle condizioni–quadro concorrenziali, al fine di assicurare posti di lavoro in Svizzera.
L'UDC ha chiesto alla Commissione dell’economia del Consiglio nazionale d’incaricare il Consiglio federale d’esaminare al più presto possibile l’opportunità di un accordo di libero scambio con la Gran Bretagna, di preparare tale accordo e di avviare delle trattative con il governo britannico. Attualmente, non esiste un accordo di libero scambio fra la Svizzera e la Gran Bretagna, perché questo settore è coperto dagli accordi conclusi con l’UE. Ma tale non sarà più il caso quando la Gran Bretagna avrà lasciato l’UE, per cui il rapido avvio di negoziati bilaterali con la Gran Bretagna s’impone, secondo l’UDC. Gli altri partiti hanno, in un primo tempo, rifiutato di discutere questa proposta rinviando questo tema a più tardi. L’UDC si rammarica di questa tattica ostruzionistica e depositerà di nuovo questa proposta sotto forma di intervento parlamentare in occasione della prossima sessione autunnale delle Camere.
di Franz Ruppen
Tutti gli anni, la Confederazione pubblica un cosiddetto Rapporto dell’osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e UE. Nel rapporto vengono come sempre rilevate e segnalate delle derive sulle quali bisogna “essere vigili”. Ma la libera circolazione delle persone viene ancora sempre spacciata per un’operazione di successo dalla Svizzera ufficiale. La domanda è: per quanto ancora? Perché gli svantaggi vengono prepotentemente alla luce.