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La FINMA sorveglia solo gli istituti a cui ha rilasciato un'autorizzazione per lo svolgimento di un'attività sul mercato finanziario. Nel caso delle banche, delle assicurazioni e di altri operatori finanziari, esercita la propria vigilanza secondo un approccio prudenziale: questi istituti devono disporre sempre di cuscinetti di capitale sufficienti, essere liquidi e avere il pieno controllo sui loro rischi. Inoltre, devono garantire che i quadri dirigenti soddisfino gli elevati requisiti tecnici e di personale della FINMA. L’Autorità di vigilanza sorveglia questi requisiti periodicamente e in modo approfondito, assumendo al contempo una prospettiva lungimirante. Nell’ottica di definire le corrette priorità nell'ambito della vigilanza prudenziale, persegue un approccio orientato al rischio.
La FINMA esercita una vigilanza più intensa laddove il rischio è maggiore. A tale scopo classifica le banche, le assicurazioni, gli investimenti collettivi di capitale, gli organismi di autodisciplina (OAD) e gli intermediari finanziari direttamente sottoposti alla FINMA (IFDS) in sei categorie di vigilanza, a seconda della loro dimensione, complessità e struttura del rischio.
La categoria 1 comprende le imprese di grandi dimensioni, complesse e ramificate, che effettuano operazioni rischiose e che, in determinate circostanze, potrebbero compromettere la stabilità del sistema finanziario. Gli operatori finanziari più piccoli e con un rischio modesto vengono sottoposti a una sorveglianza meno intensa. La categoria 6 raggruppa gli operatori di mercato che, pur essendo autorizzati dalla FINMA, non sono sottoposti alla vigilanza prudenziale.
La FINMA dispone inoltre di un sistema di rating con il quale valuta periodicamente tutti gli assoggettati alla vigilanza prudenziale. I rating della FINMA non vengono resi pubblici. Nel caso in cui si attestino a livelli negativi, la FINMA intensifica la vigilanza sulla rispettiva impresa.
La FINMA svolge autonomamente numerosi atti di verifica. Inoltre, nell'attività di audit svolgono un ruolo importante le società di audit private. Su mandato della FINMA, queste società verificano regolarmente l'osservanza delle disposizioni legali in materia di vigilanza. Le società di audit operano pertanto in qualità di braccio operativo della FINMA. Le società di audit presentano annualmente alla FINMA un'analisi dei rischi per tutti gli istituti assoggettati a vigilanza prudenziale. Ciascun audit prudenziale termina con un rapporto di audit che le società di audit trasmettono alla FINMA. Per verifiche in funzione del caso specifico, la FINMA può richiedere l'intervento di ulteriori incaricati, per esempio nel caso in cui siano necessarie conoscenze specialistiche di esperti o un parere di una terza parte indipendente.
La sorveglianza prudenziale è la forma più ampia di vigilanza esercitata dalla FINMA. L’Autorità di vigilanza sorveglia inoltre tutta una serie di operatori del mercato finanziario secondo un approccio non prudenziale, ossia limitato unicamente a determinati comparti, o non esercita alcuna sorveglianza:
Per i gestori patrimoniali indipendenti e affiliati a un OAD, nonché per gli intermediari finanziari direttamente sottoposti alla FINMA (IFDS), la sorveglianza è limitata al rispetto degli obblighi di diligenza per prevenire il riciclaggio di denaro.
Nell’ambito degli investimenti collettivi di capitale, i distributori vengono autorizzati dalla FINMA, ma non sottoposti alla vigilanza prudenziale corrente.
Gli intermediari assicurativi che non hanno un legame con un'impresa di assicurazione devono registrarsi presso la FINMA. Tuttavia non vengono sottoposti alla vigilanza corrente della FINMA.
L'intensità della sorveglianza dipende pertanto, così come previsto dal legislatore, dalla forma di autorizzazione e, al contempo, dalla valutazione del rischio formulata dalla FINMA.