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Mi trovo davanti ad una proposta di logotipo: due pagine di una stessa parola realizzata con diverse font. Sembra un catalogo della vecchia Letraset. Nessun motivo specifico per la scelta di un font o di un altro. Sembra ci sia solo il gusto di "vedere come vengono".
Una volta ci si riferiva al carattere, forse pensando che ogni carattere avesse un proprio carattere. La parola carattere mi sembra molto più adatta a definire il disegno di un alfabeto. Viene dato un significato nascosto alle parole prima ancora che queste vengano lette. Nei casi più semplici un significato di eleganza, di forza o di frivolezza tanto per citare alcune delle sensazioni più comuni che un carattere può suscitare. Un po' come incontrare una persona e riceverne la prima impressione, un poco del suo carattere, dal suo aspetto.
Mettere tante font una sotto l'altra senza ragionare è come dire che non abbiamo nessun interesse all'aspetto estetico.
Potrei paragonarlo alla scelta di un attore per un film tirato a sorte senza preoccuparsi del suo aspetto.
Scegliere un carattere è, al contrario, un lavoro di indagine, vorrei dire, psicologica, una scelta ragionata e motivata.
Bisogna conoscere i caratteri e amarli e capirli, per poter fare la giusta scelta.
Come spesso non siamo in grado di capire i nostri simili, così talvolta non riusciamo a capire i caratteri.
Ecco perché mi piace di più chiamarli caratteri e non con il termine font che indica un qualche cosa di meccanico senz'anima, una fusione, appunto e non il disegno e il pensiero che ci stanno dietro.