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BERNA - Gli sport rischiosi vanno regolati da una legge nazionale. Per 26 voti a 14, il Consiglio degli Stati - contrariamente alla sua commissione preparatoria - ha approvato oggi l'entrata in materia su un progetto adottato lo scorso settembre dal Nazionale con un solo voto di maggioranza (83 a 82).
La legge si applicherebbe alle attività sportive rischiose proposte a titolo lucrativo nelle regioni di montagna e nelle zone fluviali. Sarebbero annoverate le attività proposte dalle guide di montagna o da maestri di sci, nonché il canyoning, il rafting e il salto con l'elastico.
Tutte queste persone dovranno possedere un'autorizzazione cantonale e valevole su tutto il territorio nazionale. Inoltre, dovranno stipulare un'assicurazione di responsabilità civile professionale con una copertura adeguata al rischio.
L'oggetto dovrà ora essere trattato nei particolari dalla commissione degli affari giuridici.
L'idea di una simile legge risale a un'iniziativa parlamentare dell'ex consigliere nazionale Jean-Michel Cina (PPD/VS) inoltrata dopo l'incidente del 1999 avvenuto lungo il Saxetbach, nell'Oberland bernese, dove 21 turisti persero la vita durante la discesa in canyoning del fiume.
L'idea di entrare in materia su questa proposta di legge del Nazionale non era scontata dal momento che la commissione aveva respinto questo oggetto - come d'altronde proposto dal Consiglio federale - per 8 voti a 4.
SDA-ATS