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L'impollinazione da parte di animali è importante per la produzione agricola (, stimano che contribuisca al 35% dei raccolti globali). Tra questi, il contributo più importante è dato dalle api. L'ape domestica è senz'altro il principale impollinatore; ma affidarsi ad un solo impollinatore è pericoloso, soprattutto alla luce del declino dell'ape mellifera. Ma vi sono al mondo almeno 17'000 altre specie di , molte delle quali visitano anche le coltivazioni e contribuiscono in modo essenziale all'impollinazione di certi raccolti, tra cui il caffé, il melone, il pomodoro, il mirtillo, il girasole, sia aumentando l'efficacia dell'impollinazione da parte delle api che fornendo un'assicurazione nei confronti del venir meno dell'ape domestica.
Molti studi si sono concentrati sul contributo dato dall'ape domestica alla produzione agricola, meno hanno invece studiato il contributo di altri insetti. Si sono usati due tipi di approccio. Uno si basa sul costo della sostituzione degli impollinatori con qualche altra tecnologia. Nel caso delle api selvatiche, tipicamente si calcola quanto costerebbe sostituirle con api domestiche, portando arnie sul luogo. Ma si assume che l'ape mellifera sia un sostituto perfetto delle api selvatiche, mentre per certi raccolti è meno efficiente e comunque il problema è spesso che sono le api selvatiche a doversi sostituire alle api domestiche, e che inoltre il prezzo di queste ultime tende probabilmente a crescere. Nel caso dell'ape mellifera, si calcola quanto costerebbe la sostituzione con un altro impollinatore, a mano, o tramite la dispersione di polline. Un secondo metodo, più usato, consiste nel valutare il contributo stimato degli impollinatori a ciascun tipo di raccolto, a partire dalla dipendenza di ciascun vegetale dagli impollinatori []. Questo metodo si basa sull'assunzione opposta: che gli impollinatori non siano sostituibili, e che se venissero a mancare i raccolti sarebbero semplicemente persi.
I risultati ottenuti coi due metodi differiscono moltissimo. In questo lavoro si cerca di unificare i due metodi, cercando 1) di separare il contributo degli altri fattori della produzione da quello degli impollinatori, per evitare di attribuire parte dei primi ai secondi; 2) di valutare unicamente il polline effettivamente utilizzato dalla pianta ricevente per produrre frutta, ignorando il resto; 3) di separare gli impollinatori nativi da quelli introdotti dai gestori (in particolari le api mellifere).