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ZURIGO - La procura zurighese, che indaga da tempo nell'ambito del caso dei pedinamenti al Credit Suisse per coercizione e minacce, ha subito una sconfitta: i dati sequestrati durante una perquisizione compiuta nel 2019 nella casa di uno degli esperti della sicurezza coinvolti - che lo stesso giorno si è tolto la vita - non possono essere analizzati.
Il Tribunale per le misure coercitive di Meilen (ZH) ha approvato una richiesta di sigillo da parte di Credit Suisse per cui i dati restano sotto chiave. Il Tribunale ha confermato oggi un'informazione in tal senso del SonntagsBlick. La procura accetta la decisione.
Credit Suisse aveva fatto pedinare da detective privati il suo responsabile della gestione patrimoniale Iqbal Khan, poi passato a UBS. Era poi emersa una seconda situazione simile, questa volta ordinata per l'ex capo del personale Peter Goerke. Lo scandalo, venuto in seguito a galla ha portato all'addio del presidente della direzione Tidjane Thiam, così come a quello del direttore operativo (COO) Pierre-Olivier Bouée.