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Le persone che devono lasciare la Svizzera potranno essere obbligate a sottoporsi a un test del Covid-19 se necessario per l'esecuzione dell'allontanamento. Il Consiglio federale ha adottato oggi il messaggio con la relativa modifica della Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI).
Numerosi Stati richiedono un test del Covid-19 negativo per la riammissione delle persone allontanate dalla Svizzera e anche le compagnie aeree spesso consentono l'imbarco solo a chi può attestare un test negativo. Sempre più persone rifiutano di sottoporvisi, dato che attualmente non è obbligatorio, per evitare di essere espulse, con un conseguente aumento dei costi nei settori del soccorso d'emergenza e della carcerazione amministrativa, sottolinea un comunicato del governo.
Per il Consiglio federare è necessario agire rapidamente per assicurare la credibilità della politica svizzera d'asilo. Per questa ragione ha invitato il parlamento a dichiarare urgente la modifica di legge e a porla in vigore con effetto immediato. La competenza di ordinare i test ed effettuarli è dei Cantoni. Dovranno essere eseguiti da personale medico qualificato e potranno essere imposti ai minori che non hanno dato il loro consenso.
In consultazione il progetto ha raccolto molti pareri favorevoli. Quasi tutti i Cantoni, la Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, l'Associazione dei servizi cantonali di migrazione (ASM) e i partiti politici - ad eccezione del PS e dei Verdi - sostengono la modifica. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) accoglie con favore il principio della base legale, mentre la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT), organizzazioni non governative e istituzioni di soccorso vi si oppongono.
La modifica di legge, una volta accolta, rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2022.