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BERNA - Rendere il servizio civile meno attraente? Se il progetto voluto dal governo e già approvato dal Consiglio degli Stati non sarà rivisto a fondo verrà lanciato il referendum. Lo ha deciso, in un'assemblea straordinaria svoltasi ieri a Berna, la Federazione svizzera del servizio civile CIVIVA.
Il nuovo Consiglio nazionale tratterà già durante la sua prima sessione un progetto che mira a limitare e a smantellare il servizio civile, afferma l'organizzazione in un comunicato odierno. Sebbene i nuovi parlamentari appaiano più favorevoli al servizio sostitutivo di quello militare è ancora troppo presto per sapere come si posizioneranno alla fine. CIVIVA si prepara quindi a tutte le eventualità.
«La revisione calpesta un pilastro del nostro diritto costituzionale», ha affermato durante l'assemblea Samuel Werenfels, che è stato responsabile dell'Organo federale di esecuzione del servizio civile. «Si basa su due presupposti che non possiamo accettare: primo il rifiuto della prova dell'atto nella sua forma attuale e secondo il pregiudizio che i civilisti siano degli scansafatiche, degli egoisti e dei disertori», si legge nella nota.
Secondo CIVIVA il servizio civile è ampiamente sostenuto dalla popolazione ed è, nella sua forma attuale, di una grande utilità per la società e l'ambiente. L'assemblea generale straordinaria ha quindi deciso che se non saranno apportati cambiamenti alla revisione sarà chiesto al popolo di esprimersi.
Fondata nell'agosto 2010, CIVIVA rappresenta gli interessi dei cosiddetti civilisti e degli istituti d'impiego. Ne fanno parte oltre 100 organizzazioni e quasi mille membri individuali di tutte e quattro le regioni linguistiche.