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È la somma che le autorità vogliono destinare ai supersiti e ai familiari delle vittime della sparatoria del 27 settembre nel parlamento cantonale.
Per coprire almeno una parte delle spese, il Cantone vuole ricorrere all'eredità dello sparatore, Friedrich Leibacher, il 57enne che aveva ucciso tre consiglieri di Stato e 11 deputati e ferito altre 15 persone, prima di suicidarsi. Il Cantone ha subito fatto valere il suo diritto di rivalsa sul patrimonio dello sparatore, ha indicato il segretario cantonale Tino Jorio.
La procedura è tuttora in corso davanti al Tribunale distrettuale di Zurigo, dove Leibacher era domiciliato. L'ammontare dei beni a lui intestati non è ufficialmente noto. Il quotidiano svizzero tedesco «Blick» parla di circa 400'000 franchi, provenienti dalla vendita della sua abitazione a Seelisberg (UR) e di altri immobili nel canton Argovia.
Nell'ambito della protezione delle vittime di violenze, il cantone Zugo ha finora speso 2 milioni di franchi. Secondo le previsioni delle autorità, tale somma dovrebbe raddoppiare entro la fine del 2002.
Questi soldi provengono in gran parte dalle casse dello Stato. Una piccola parte è rappresentata dalle donazioni fatte su un apposito conto aperto in seguito alla strage, che ha permesso finora di raccogliere 280'000 franchi. Per le misure urgenti, non previste dalla legge sulla protezione delle vittime di violenze, sono stati spesi altri 70'000 franchi, secondo Jorio.
Oltre ai 4 milioni di franchi per l'aiuto alle vittime, il governo cantonale ha deciso di sottoporre al parlamento la richiesta di un credito di due milioni per risolvere i casi più estremi di bisogno. Il credito sottostà a referendum facoltativo.
Un caso di bisogno interviene quando una persona non è più in grado di garantire con i propri mezzi uno standard di vita adeguato. Nel suo messaggio al parlamento, il governo sottolinea che il cantone ha un obbligo morale, essendo state uccise e ferite persone che stavano adempiendo un incarico pubblico.
Nella richiesta di credito si precisa inoltre che i famigliari dei tre consiglieri di Stato uccisi non figurano fra i destinatari degli aiuti per persone bisognose. Le prestazioni assicurative e i contributi previsti dalla legge bastano infatti a garantire che queste persone non abbiano problemi finanziari.
swissinfo e agenzie