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Giovedì 22 agosto inizierà il processo dell’ex funzionario del Partito Comunista Cinese (PCC) Bo Xilai, accusato di corruzione, concussione e abuso di potere. Bo Xilai, ex segretario del partito nella municipalità di Chongqing, era stato espulso il 10 aprile 2012 dal Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese. Era sospettato di essere coinvolto in una serie di «gravi violazioni disciplinari» e di aver cercato di coprire il caso di omicidio nel quale è stata coinvolta sua moglie, Gu Kailai, il cui processo si è concluso con la sentenza di condanna a morte per l’uccisione di Neil Heywood, un uomo d’affari britannico. Pena sospesa per due anni e commutabile in ergastolo.
Bo Xilai ha 62 anni, è figlio di un leader comunista dei tempi di Mao ed è stato a lungo considerato un possibile contendente alla guida del Partito Comunista Cinese e quindi del Paese. Dal 1993 al 2000 Bo è stato sindaco della grande città costiera di Dalian, poi è diventato ministro del Commercio e infine leader del partito a Chongqing, dove ha investito nelle infrastrutture e ha guadagnato consensi sempre più vasti avviando una grande battaglia contro la criminalità organizzata con metodi populisti e spettacolari definiti “occidentali” da molti osservatori, anche se Bo si rifaceva sempre a slogan di derivazione maoista.
La sua vicenda ha avuto un grande risalto politico e ha portato alla luce le profonde spaccature che sussistono all’interno del partito, soprattutto nell’ala più conservatrice del PCC, della quale egli era uno dei leader. Il processo di Bo Xilai non si terrà a Pechino bensì a Jinan, città della provincia dello Shangdong.
(fonte: il Post)