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Lo spreco alimentare è un fenomeno che ha varie cause. Una di queste, spiega il Wwf, è lo scarto di frutta o verdura non cresciuta secondo gli standard, dalla selezione di prodotti molto maturi o dalle richieste visive dei consumatori.
Il 40% degli alimenti prodotti a livello mondiale non viene mai consumato, indica l’organizzazione ambientalista in una nota odierna. L’organizzazione chiede al commercio di dettaglio, ai trasformatori e ai consumatori di rinunciare dunque al "culto della bellezza" per frutta e verdura.
A livello globale, si stima che 1,2 miliardi di tonnellate di cibo commestibile vengano buttate via prima, durante e dopo il raccolto, sottolinea l’organizzazione con sede a Gland (Vd). Altri 1,3 miliardi di tonnellate vengono sprecate durante la lavorazione, il trasporto e il consumo finale.
"È inaccettabile che non mangiamo alimenti in perfetto stato solo a causa del loro aspetto", ha dichiarato Mariella Meyer del Wwf Svizzera, citata nella nota, aggiungendo che "per ridurre gli sprechi alimentari, dobbiamo intervenire a tutti i livelli della catena del valore, dal campo al piatto". Anche a casa buttiamo via cose che non sembrano più fresche, ma che potrebbero essere mangiate senza alcun rischio.
Lo scorso aprile la Confederazione ha pubblicato un piano d’azione contro lo spreco alimentare, firmato da 28 imprese.