Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01030.jsonl.gz/1066

L’avamprogetto in adempimento della mozione Hess (11.3925) mira in primo luogo ad eliminare gli ostacoli pratici e giuridici che i creditori lesi incontrano nel far valere le loro pretese nei confronti dei debitori. L’obiettivo è arginare gli abusi nell’ambito del diritto fallimentare senza ostacolare l’iniziativa imprenditoriale né criminalizzare le imprese in difficoltà.
In generale i partecipanti alla consultazione non hanno contestato l’obiettivo dell’avamprogetto di impedire i fallimenti abusivi. È risultata ben accetta in particolare la proposta di assegnare al debitore la responsabilità per le spese e di mantenere allo stesso tempo l’obbligo di anticipazione delle stesse per il creditore. Molte delle misure proposte sono state tuttavia ritenute insufficienti o inadeguate.
Pareri critici
Ha suscitato critiche soprattutto la proposta di permettere ai creditori di diritto pubblico quali le amministrazioni fiscali e la SUVA di presentare una domanda di fallimento. Suscita critiche anche la proposta secondo cui in futuro i membri dell’organo superiore di amministrazione di una società fallita dovranno rispondere personalmente e solidalmente delle spese non coperte di una procedura fallimentare. Molti partecipanti auspicano un esame approfondito di altre soluzioni; ad esempio, una migliore interconnessione e accessibilità dei dati disponibili nei registri concernenti le persone coinvolte in fallimenti. Alla luce delle limitate possibilità nell’ambito del diritto procedurale, molti partecipanti ritengono inoltre che occorra considerare, quale ultima ratio, anche una modifica del diritto penale.
Il Consiglio federale ha incaricato il DFGP di elaborare un messaggio, che terrà conto delle numerose proposte avanzate dai vari partecipanti alla consultazione.
Ultima modifica 12.10.2016