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La giustizia argentina ha avviato un'indagine a carico di Leopoldo Luque, il medico personale di Diego Armando Maradona, morto mercoledì scorso. Gli inquirenti hanno ordinato la perquisizione dell'abitazione e dell'ambulatorio del dottore. Lo scrive La Nacion anticipando che l'ipotesi di reato nei confronti del professionista (omonimo dell'ex nazionale argentino campione del mondo nel 1978) è quella di omicidio colposo, con il sospetto che al campione non siano state fornite cure.
Secondo le fonti giudiziarie del quotidiano "in virtù delle prove che si stanno accumulando è stata decisa la perquisizione. Se verranno confermate le irregolarità nel ricovero domestico di Maradona, si potrebbe configurare il reato di omicidio colposo" nei confronti del medico che risulta essere la prima persona indagata in relazione al decesso a 60 anni dell’ex calciatore.
Le perquisizioni sono state ordinate dal procuratrice di Benavidez Laura Capra e dai giudici e dai procuratori aggiunti di San Isidro, Patricio Ferrari e Cosme Irribaren.
Un presunto figlio del Diez ha chiesto di riesumare della salma
Intanto si è appreso che un argentino di 19 anni residente a La Plata ha presentato attraverso i suoi legali una richiesta alla giustizia di disporre la riesumazione della salma di Diego Maradona per poter comparare i DNA. "Non ho rivendicazioni finanziarie - ha assicurato - ma solo sapere se è lui mio padre, come ha lasciato detto mia madre morta di cancro".
In vita Mardona aveva riconosciuto cinque figli: Dalma e Giannina avute con l'ex moglie Claudia Villafane, Diego junior nato dalla relazione con Cristina Sinagra, Jana figlia di Valeria Sabalain e Diego Fernando messo al mondo da Veronica Ojeda. A Cuba sarebbe in corso un processo di certificazione per tre bambini avviato da parte di due donne.