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Gli ospiti delle case anziani nella Svizzera tedesca e francese danno un giudizio prevalentemente positivo della loro qualità di vita e di quella delle cure ricevute. Non mancano però le critiche, soprattutto per quanto riguarda l'autonomia quotidiana garantita.
Lo rivela uno studio della Scuola universitaria professionale di Berna presentato oggi.
Complessivamente sette ospiti su dieci valutano la propria qualità di vita nelle case di cura come buona (62%) o molto buona (9%), si evince dal sondaggio effettuato su 1035 ospiti di 51 ospizi svizzerotedeschi e romandi.
Una grande maggioranza è anche soddisfatta del personale e lo ritiene gentile e rispettoso. Nove persone interrogate su dieci si sentono sicuri e protetti.
Un terzo degli interpellati però lamenta che l'autonomia talvolta non viene garantita. Per esempio, nella maggior parte dei casi, non si può decidere da soli a che ora alzarsi al mattino. Anche agli hobby individuali viene dedicata troppo poca attenzione.
Le case anziani dovrebbero "anziché assicurare dipendenza e condizioni quadro istituzionali, garantire una cultura dell'autodeterminazione", scrivono gli autori dello studio.
La valutazione peggiore è stata attribuita alla cura "ad personam" . Solo tre ospiti su dieci affermano che il personale dedichi loro del tempo anche solo per parlare.
In Svizzera oggi quasi il 10% degli 80-84enni e quasi la metà degli ultra 94enni vive in casa anziani. E il loro numero aumenterà nei prossimi anni a causa degli sviluppi demografici. Gli autori dello studio ritengono che la garanzia di un'alta qualità delle cure in futuro diventerà un'enorme sfida.
SDA-ATS