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BERNA - Con l'elezione della "senatrice" sangallese PLR Karin Keller-Sutter alla presidenza del Consiglio degli Stati, sono quattro le donne che hanno ricoperto finora questa carica dalla fondazione dello Stato federale nel 1848.
Eletta al Consiglio degli Stati nel 2011, Keller-Sutter si è fatta un nome per la conoscenza approfondita dei dossier, tanto che si parla di lei da anni come di una candidata ideale per il Consiglio federale.
Di formazione interprete, con studi all'estero anche in scienze politiche, la liberale-radicale, come il neo presidente del Nazionale Dominique de Buman, ha incominciato la sua carriera a livello comunale, facendosi eleggere nel Consiglio comunale di Wil (SG) nel 1992 (fino al 2000).
Dal 1996 al 2000 è presente anche in Gran Consiglio e nel 2000 viene eletta in Consiglio di Stato, dove vi rimane fino al 2011 quale responsabile del dicastero sicurezza e giustizia.
Alla Camera dei cantoni Keller-Sutter si distingue per eloquenza e preparazione. I suoi interventi riguardano soprattutto la politica economica e sociale.
Esponente dell'ala liberale del partito, in prima linea contro la riforma delle pensioni bocciata alle urne, la "senatrice" sangallese è conosciuta per la sua politica severa in materia di migrazione, caratteristica quest'ultima che aveva già messo in mostra da consigliera di Stato nel suo Cantone quando inventò i contratti di integrazione.
San Gallo è stato anche uno dei primi Cantoni ad introdurre una regolamentazione severa contro i teppisti da stadio, e contro la violenza coniugale.
Come già evocato, Karin Keller-Sutter è considerata sotto il "cupolone" di Palazzo federale una potenziale consigliera federale, tanto più che le donne rappresentate in Parlamento scalpitano affinché venga rafforzata la loro rappresentanza nell'esecutivo. La sangallese figura tra i favoriti per la successione del consigliere federale Johann Schneider-Ammann che dovrebbe lasciare nel 2019.
Per Keller-Sutter, qualora questo "sogno" si avverasse, si tratterebbe di una rivincita dopo la smacco subito nel 2010, quando l'Assembla federale le preferì al dimissionario Hans-Rudolf Merz proprio l'imprenditore bernese. Al momento, la diretta interessata preferisce mantenere un profilo basso, per lanciarsi eventualmente nella corsa ad un seggio governativo solo qualora possa contare su un largo appoggio.