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BERNA - L'istruttoria contro gli Hells Angels zurighesi, aperta nel gennaio 2003, si è conclusa: l'Ufficio federale dei giudici istruttori ha consegnato oggi il dossier al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) che dovrà decidere sul seguito della procedura. L'ipotesi di reato parlano di sequestro di persona e rapimento, rapina ed estorsione, ma anche danneggiamento, infrazione alla legge sugli stupefacenti e promovimento della prostituzione. Sono invece cadute le ipotesi di pornografia, rappresentazione di atti di cruda violenza e organizzazione criminale.
Spetta al procuratore Erwin Beyeler decidere come proseguire in questa vicenda giudiziaria eccezionalmente lunga e che riguarda 17 persone. Secondo il capo dei giudici istruttori, Jürg Zinglé, l'inchiesta si è protratta fino ad ora avendo cambiato di mano ben quattro volte, e nel frattempo c'è stata anche la partenza di un giudice federale.
L'accusa più grave contro questa banda, quella di organizzazione criminale, decade. L'indagine era stata avviata su richiesta della polizia giudiziaria federale, il 24 gennaio di sette anni or sono. Nell'aprile 2004 tredici appartenenti agli Hells Angels erano stati temporaneamente arrestati.
Prima di arrivare alle conclusioni dell'istruttoria sono state ascoltate 8000 ore di intercettazioni telefoniche e il tempo investito per valutarne il contenuto è "particolarmente lungo", secondo Jürg Zinglé, che non ha voluto fornire ulteriori informazioni.
Per smantellare la banda di motociclisti era stata messa in atto una grossa operazione di polizia a Zurigo e nei cantoni di Argovia, Soletta e Vaud. Complessivamente erano intervenuti 300 agenti.
SDA-ATS