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Le donne sono più ligie nel rispetto delle indicazioni per proteggersi dal coronavirus, e questo potrebbe essere uno dei motivi della minore vulnerabilità e mortalità che hanno sperimentato, rispetto agli uomini, nella fase iniziale dell'epidemia.
Lo evidenzia una ricerca dell'Università Bocconi, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences.
In particolare, secondo Vincenzo Galasso, uno degli autori, un messaggio che potrebbe derivare dai risultati della ricerca per i decisori politici è il bisogno, a fronte di nuova normalità fatta di mobilità ridotta, mascherine e altri cambiamenti comportamentali, di "progettare una comunicazione differenziata per genere se vogliono aumentare l'aderenza alle misure degli uomini".