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Svizzera, 20 gennaio 2024
Il Consiglio federale non era stato informato del “vertice di pace” sull'Ucraina
Questa settimana a tenere occupati il Consiglio federale è stato soprattutto il World Economic Forum (WEF) di Davos e, in particolare, il “piano di pace” messo in piedi insieme all'Ucraina. La presidente della Confederazione Viola Amherd e il ministro degli Esteri Ignazio Cassis hanno annunciato lunedì, durante la visita del presidente ucraino Volodimir Zelenski, di voler organizzare un “vertice di pace” in Svizzera. I colloqui diplomatici nella Confederazione di Berna hanno posto la prima pietra per questo progetto. A Davos, Zelenski ha incontrato non solo i consiglieri federali, ma anche i presidenti del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati nonché i leader dei partiti.
Ma a quanto sembra il Consiglio federale non ha mai affatto discusso della possibilità di organizzare una conferenza di pace sull'Ucraina pianificata dalla Svizzera. I colleghi di Viola Amherd e Ignazio Cassis sarebbero rimasti sorpresi dall'annuncio del vertice, come rivela la “Neue Zürcher Zeitung”. Secondo il foglio zurighese, non ci sarebbe stato infatti nessuno scambio informale prima dell'annuncio. I dipartimenti avrebbero
quindi criticato più la modalità di comunicazione che il progetto stesso. Il presidente della Confederazione ha reagito con calma a queste critiche. A questo scopo non era necessaria alcuna decisione del Consiglio federale, ha spiegato Viola Amherd al quotidiano zurighese.
Il governo intende tuttavia discutere la strada scelta nella prossima seduta del Consiglio federale. Dopo la fine del WEF, i sette avranno tempo per pianificare cosa succederà dopo. Ha fatto inoltre discutere nella comunità diplomatica anche l'annuncio di Viola Amherd e Ignazio Cassis dello svolgimento di un vertice di pace unilaterale con il presidente ucraino Volodimir Zelenski. I critici denunciano il fatto che i colloqui di pace sono stati annunciati senza comunicazione diretta con la parte russa.
Altri, invece, difendono l’approccio, anche se le possibilità di successo sono considerate modeste. Secondo la "NZZ", la presidente della Confederazione afferma inoltre di aver svolto un intenso lavoro di persuasione a favore di un vertice di pace durante il WEF e di aver ricevuto reazioni positive da diversi capi di Stato.