Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/58050

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel corso del mese di settembre 2004 il Dipartimento federale degli affari esteri ed il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport hanno pubblicato l'opuscolo "Switzerland and the partnership for peace". </p><p>All'ultima pagina si informa che la pubblicazione è ottenibile in lingua tedesca, francese ed inglese. Nulla in lingua italiana!</p><p>Purtroppo siamo confrontati con un ulteriore esempio di arroganza e mancanza di rispetto delle minoranze linguistiche - senza dimenticare la palese ignoranza dell'articolo 4 della Costituzione federale. A tal proposito si interpella il Consiglio federale con le seguenti domande:</p><p>1. Per quale motivo l'opuscolo succitato non è stato pubblicato in lingua italiana?</p><p>2. Chi ha deciso di non pubblicarlo in lingua italiana?</p><p>3. Intende spiegare il Consiglio federale ai funzionari competenti che nel nostro Paese esiste anche l'italiano quale lingua nazionale?</p><p>4. Quante sono le pubblicazioni ufficiali di ogni dipartimento che non appaiono in lingua italiana?</p><p>5. Cosa intende intraprendere il Consiglio federale, affinché in futuro simili fatti incresciosi non abbiano a ripetersi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La NATO e il Partenariato per la pace (PfP) si trovano in una fase di profonda trasformazione. Nel 2004 hanno aderito all'Alleanza atlantica sette nuovi Stati. Inoltre, sia la NATO sia il Partenariato si stanno riorientando alle minacce attuali. L'opuscolo sul PfP pubblicato nel 2000 non rispecchiava i cambiamenti in corso. Di conseguenza il DDPS ha deciso, d'intesa con il DFAE, di pubblicare un nuovo opuscolo.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. L'opuscolo ha lo scopo di informare sulla partecipazione della Svizzera al PfP un gruppo di destinatari specifico, soprattutto internazionale, interessato alla tematica della politica di sicurezza. Il target, la scarsa richiesta per le versioni in lingua italiana di pubblicazioni analoghe (p. es. il rapporto annuale del Consiglio federale sulla partecipazione della Svizzera all'EAPC e al PfP) e le risorse finanziarie disponibili hanno indotto i responsabili a pubblicare il nuovo opuscolo unicamente in tedesco, francese e inglese, come era già stato il caso per l'edizione del 2000.</p><p>Quale complemento all'opuscolo summenzionato, il DFAE ha pubblicato in tedesco, francese, italiano e inglese, d'intesa con il DDPS, un pieghevole riassuntivo intitolato "La politica estera della Svizzera e il Partenariato per la pace".</p><p>A ciò si aggiunge il fatto che il rapporto annuale del Consiglio federale sulla partecipazione della Svizzera al Consiglio di Partenariato euro-atlantico e al Partenariato per la pace è pubblicato in tedesco, francese e italiano.</p><p>2. Il Partenariato con la NATO comprende settori che rientrano nella sfera di competenza tanto del DFAE quanto del DDPS. Un comitato di coordinamento interdipartimentale è responsabile dell'applicazione delle direttive del Consiglio federale concernenti la politica svizzera. Gli affari in corso sono seguiti da un ufficio interdipartimentale permanente. Il comitato di coordinamento ha approvato il concetto per la riedizione dell'opuscolo sul PfP in occasione della sua seduta dell'aprile 2004, ed ha incaricato l'ufficio interdipartimentale di provvedere alla realizzazione del progetto.</p><p>3.-5. L'amministrazione federale attribuisce grande importanza al principio del plurilinguismo. Tutti i testi ufficiali importanti, ossia tutti i testi da inserire nel foglio federale e/o nella raccolta ufficiale delle leggi federali, sono pubblicati anche in italiano, senza eccezioni e simultaneamente alle due altre lingue ufficiali. Una parte considerevole delle pubblicazioni ufficiali dei dipartimenti è pure tradotta in italiano.</p><p>Il programma di estensione della traduzione italiana deciso dal Consiglio federale il 4 settembre 1991 per concretizzare il principio costituzionale della parità tra le lingue ufficiali era finalizzato a garantire la traduzione in italiano di tutti i testi prodotti dall'amministrazione federale. In seguito, essenzialmente per ragioni finanziarie, tale obiettivo è stato abbandonato e le quattro fasi inizialmente previste nel programma sono state realizzate in maniera selettiva. Gli effettivi attuali dei servizi linguistici italiani sono pertanto insufficienti per garantire la traduzione di tutti i testi ufficiali che concretizzano o illustrano la volontà dello Stato. L'elenco dei testi ufficiali non tradotti in italiano, richiesto dall'autore dell'interpellanza, è difficilmente allestibile.</p><p>Considerati i limiti summenzionati, l'aumento costante e considerevole del volume di lavoro e le nuove strategie di comunicazione (p. es. Internet), riguardo alla traduzione in italiano si è optato per un approccio pragmatico basato sulla valutazione di ogni singolo caso secondo criteri oggettivi (p. es.: caratteristiche specifiche della pubblicazione, gruppo di destinatari, diffusione effettiva, tiratura, ecc.).</p>  Risposta del Consiglio federale.