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STRASBURGO - I giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) hanno chiesto al Cremlino di rilasciare subito l'oppositore russo Alexei Navalny.
Lo ha annunciato l'avvocato di Navalny Olga Mikhailova, ripresa dall'agenzia Interfax.
«La Corte europea dei diritti dell'uomo ha invocato l'art. 39 del Regolamento della Corte, indicando al governo russo che deve immediatamente liberare Navalny dalla struttura di detenzione» ha detto Mikhailova.
In particolare, i giudici hanno tenuto conto del «rischio per la vita di Navalny», sulla base «delle circostanze generali della detenzione attuale del richiedente».
La CEDU è considerato il principale organo europeo sui diritti umani, e la Russia ne è membro. Tuttavia, nel 2015 Vladimir Putin ha firmato una legge che dà la precedenza alla legislazione nazionale russa sui trattati e le sentenze degli organismi internazionali. Insomma, una legge che rende non vincolanti le sentenze dei tribunali internazionali.
La richiesta della CEDU di scarcerare Alexey Navalny è «illegittima e non può essere attuata». Sono questi i primi commenti del Ministro della Giustizia russo Konstantin Chuychenko, come riporta l'agenzia Keystone-ATS.
«La richiesta della Cedu che abbiamo ricevuto oggi è senza precedenti per una serie di ragioni. In primo luogo, è una chiara e palese interferenza nel potere giudiziario di uno Stato sovrano. In secondo luogo, questa richiesta è infondata e illegale, perché non contiene una sola norma giuridica che permetta alla corte di emettere tale sentenza», ha detto il Ministro. «In terzo luogo, questa richiesta è intrinsecamente impraticabile, perché, secondo la legge russa, non ci sono motivi legali per il rilascio di questa persona dalla detenzione» ha concluso.