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Il testo chiede d'includerle nell'elenco delle discriminazioni a cui si applica l'alleggerimento dell'onere probatorio.
LOSANNA - Il Gran Consiglio vodese ha adottato oggi, con 73 sì contro 52 no e otto astensioni, un'iniziativa cantonale volta a facilitare la lotta contro le molestie sessuali sul posto di lavoro. Concretamente il testo, originariamente promosso dall'estrema sinistra, chiede al parlamento federale d'includere questi atti nell'elenco delle discriminazioni a cui è applicabile il cosiddetto alleggerimento dell'onere probatorio.
Le molestie sessuali sono una forma di discriminazione contemplata dalla Legge federale sulla parità dei sessi (LPar) ma, a differenza di altre, attualmente non beneficia dell'alleggerimento dell'onere probatorio. Durante l'indagine, la persona che ha subito le molestie è quindi tenuta a fornire una testimonianza diretta, cosa assai difficile anche perché spesso concerne colleghi o superiori gerarchici, ha affermato il deputato Alexandre Démàtriadès (PS), che si è fatto portavoce di un ex granconsigliere comunista autore del testo.
Nell'82,8% dei casi, secondo uno studio del 2017, la parte che chiede il riconoscimento della discriminazione a opera del datore di lavoro viene sconfessata dai tribunali, ha detto il socialista. L'alleggerimento dell'onere della prova ha lo scopo di rendere il fatto plausibile con un alto grado di probabilità senza la necessità di una prova assoluta. L'iniziativa, ha assicurato Démàtriadès, non mira a ottenere più condanne d'imprese, ma a indurle ad adottare misure preventive.
A destra il testo è stato contestato. Un deputato dell'UDC ha messo in guardia dall'eccessivo onere amministrativo per le piccole e medie imprese. A suo avviso, inoltre, l'alleggerimento dell'onere della prova rischia d'incoraggiare la denuncia a scopo di lucro. Un suo collega ha fatto notare che nel giugno dell'anno scorso il Consiglio nazionale ha bocciato, con 133 no e 51 sì, una mozione identica del deputato Mathias Reynard (PS/VS).
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