Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/199209

<h2>SubmittedText<h2><p>Un sondaggio allestito da Interface per uno studio all'attenzione dell'Ufficio federale della sanità pubblica mostra che circa il 30 per cento dei richiedenti l'asilo soffre di un disturbo post-traumatico. Si suppone che il 30-60 per cento dei richiedenti l'asilo abbia una o più diagnosi psichiatriche. Gli specialisti interpellati partono dall'idea che meno del 10 per cento delle persone che avrebbero bisogno di un trattamento specifico lo riceva effettivamente. I richiedenti l'asilo affetti da patologie psichiche incontrano normalmente maggiori difficoltà a svolgere un'attività e a integrarsi nella società. Ciò non è soltanto molto gravoso per gli interessati, ma comporta anche costi. Gli autori dello studio ritengono necessario un intervento ad esempio nell'ambito del riconoscimento precoce, della comunicazione di informazioni e della formazione del personale sanitario. Lo studio contiene una serie di raccomandazioni che illustrano misure appropriate. </p><p>In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Condivide la valutazione secondo cui è necessario un intervento nell'ambito del sostegno, del trattamento e dell'accompagnamento di richiedenti l'asilo traumatizzati?</p><p>2. Quali possibilità vede per promuovere il riconoscimento precoce dei disturbi post-traumatici e delle malattie psichiche presso il richiedenti l'asilo?</p><p>3. Sono previste misure per formare e sensibilizzare il personale nei centri della Confederazione e negli alloggi cantonali per richiedenti l'asilo?</p><p>4. Come intende risolvere il problema, da tempo noto, del finanziamento dei servizi prestati da interpreti interculturali?</p><p>5. Quali misure sono adottate per rispondere alle esigenze di richiedenti l'asilo traumatizzati nel quadro dell'audizione e della decisione d'asilo?</p><p>6. Quali conclusioni trae dallo studio di Interface e quali raccomandazioni intende attuare e in quale lasso di tempo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./6. Il Consiglio federale è consapevole dei problemi legati al riconoscimento e al trattamento dei disturbi psichici tra i richiedenti l'asilo traumatizzati. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) stanno valutando le misure raccomandate nel rapporto di Interface con la collaborazione di psichiatri e psicologi.</p><p>2./3. È fondamentale istituire formazioni mirate per riconoscere precocemente i disturbi post-traumatici e le malattie psichiche nonché per garantire un accesso adeguato alle cure psichiatriche. La SEM prevede pertanto di elaborare un piano di formazione per i collaboratori dei centri federali d'asilo (CFA) incentrato esplicitamente anche sul tema della salute psichica. Pure l'UFSP prevede formazioni specifiche per il personale infermieristico nei CFA e negli alloggi collettivi cantonali nonché per i medici operanti nei centri per richiedenti l'asilo. </p><p>Peraltro, nel quadro della prima consultazione medica è utilizzato un questionario sanitario on line, contenente anche domande su problemi psichici, in modo da poter adottare le misure all'occorrenza necessarie. L'UFSP, insieme alla SEM e a psichiatri e psicologi, analizzerà le altre misure raccomandate nel rapporto di Interface come descritto in precedenza. </p><p>4. La Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) raccomanda di computare alle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie i costi di traduzione e interpretariato necessari a un trattamento adeguato nel quadro di un'ospedalizzazione e quindi di includerli nel calcolo degli importi forfettari per singolo caso. Spetta ai partner tariffari valutare questa raccomandazione della CDS ed eventualmente attuarla.</p><p>5. Dal 1° marzo 2019 i richiedenti l'asilo hanno diritto a un rappresentante legale gratuito, che informa la SEM in merito alle esigenze particolari dei suoi mandanti e in particolare ai loro traumi. I collaboratori della SEM assolvono formazioni speciali per effettuare l'audizione di persone traumatizzate. Per queste formazioni si fa regolarmente capo ad esperti della psicologia testimoniale. La SEM tiene conto, nel quadro di una valutazione completa, dei problemi psichici segnalati dal rappresentante legale, dal richiedente stesso o dai medici partner. </p>  Risposta del Consiglio federale.