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I 430 dipendenti delle Officine di Bellinzona hanno deciso di proseguire lo sciopero fino a quando le Ferrovie federali non ritireranno i tagli previsti.
La decisione è stata presa all'unanimità il 17 marzo dall'assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici delle Officine. L'assemblea ha confermato la sua disponibilità al dialogo, ma senza condizioni e ha chiesto al Consiglio federale (governo) di intervenire per garantire i posti di lavoro.
Le Ferrovie federali svizzere (FFS) hanno ribadito la proposta di sospensione delle misure di ristrutturazione, in cambio della cessazione dello sciopero iniziato il 7 marzo.
In una conferenza stampa a Berna i rappresentanti sindacali hanno ribadito che prima di avviare delle trattative è necessario ritirare i piani di risanamento e pubblicare il rapporto sul trasporto merci sinora confidenziale.
Mercoledì 19 marzo i sindacati hanno previsto di organizzare una grande manifestazione di protesta sulla piazza federale a Berna in concomitanza con il dibattito urgente in parlamento su FFS Cargo.
FFS Cargo è la divisione delle ferrovie federali che si occupa dal traffico merci su rotaia. L'azienda ha sede a Basilea e dà lavoro a circa 4400 collaboratori. Il 7 marzo il consiglio d'amministrazione delle FFS ha approvato la proposta di sopprimere 401 posti di lavoro in tutta la Svizzera per ridurre i costi.
I tagli previsti toccano Friborgo con una perdita di 164 posti di lavoro, Basilea con un taglio di 153 posti, Bienne con una riduzione di 46 posti e Bellinzona con la perdita di 126 posti.
Il piano di risanamento ha suscitato un'onda d'intensa protesta nella Svizzera italiana unita nella difesa dell'occupazione in una regione particolarmente toccata dalle ristrutturazioni del servizio pubblico.