Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/94823

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un'integrazione del Codice penale, che preveda la protezione d'ufficio della dignità umana di persone affidate a un istituto di cura.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche il Consiglio federale ritiene che tali azioni siano gravi e sconcertanti.</p><p>Sebbene la dignità umana non sia tutelata in quanto tale dal diritto penale, le disposizioni vigenti sono tuttavia sufficienti per punire i maltrattamenti nei confronti di una persona affidata a un istituto di cura, a prescindere dall'età della vittima. A seconda della natura e della gravità dei fatti, i maltrattamenti possono costituire un'ingiuria (art. 177 del Codice penale, CP), vie di fatto (art. 126 CP), lesioni personali (art. 122 e 123 CP) o una coazione (art. 181 CP). Una disposizione specifica punisce anche la violazione della sfera segreta o privata mediante apparecchi di presa d'immagini (art. 179quater CP). </p><p>Nel diritto penale sarebbe peraltro difficile definire la nozione di dignità umana in modo più circostanziato rispetto alle disposizioni summenzionate e distinguerla dalle disposizioni di diritto civile sulla protezione della personalità. </p><p>Inoltre, contrariamente a quanto suppone l'autore della mozione, le persone anziane, e in alcuni casi dementi, collocate in case di cura non sono meno tutelate dal diritto penale rispetto alle altre categorie di ospiti elencate. </p><p>Le vie di fatto reiterate possono, infatti, essere perseguite d'ufficio non soltanto quando la persona lesa è un bambino, ma anche quando si tratta di una persona di cui l'autore aveva la custodia o doveva aver cura (art. 126 CP). Le lesioni semplici (art. 123 CP) sono perseguite d'ufficio se l'autore ha agito contro una persona incapace di difendersi o contro una persona della quale aveva la custodia o doveva aver cura. Le lesioni gravi (art. 122 CP) e la coazione (art. 181 CP) sono sempre perseguite d'ufficio.</p><p>La legislazione vigente permette dunque di perseguire d'ufficio i reati di maltrattamento nei confronti di persone anziane, in funzione della gravità dei fatti. Per tale motivo non è necessario modificare il Codice penale da questo punto di vista.</p><p>In ultima analisi è compito degli istituti interessati e delle autorità di vigilanza assicurarsi che gli abusi menzionati dall'autore della mozione vengano impediti e, se del caso, denunciati e sanzionati. Per raggiungere questo scopo, devono prendere i necessari provvedimenti per quanto riguarda l'organizzazione interna e il diritto del lavoro, in particolare in materia di impiego, istruzione e sorveglianza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.