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Luiz Inacio Lula da Silva è stato condannato a una nuova pena di 12 anni e 11 mesi di carcere. L'ex presidente brasiliano è stato riconosciuto colpevole di corruzione e riciclaggio, ha annunciato il tribunale.
La nuova condanna inflitta all'ex presidente - che sconta dallo scorso aprile un'altra pena di 12 anni sempre per corruzione - è stata decisa dalla giudice Gabriela Hardt, che ha preso il posto di Sergio Moro nel tribunale di primo grado di Curitiba, dopo che il magistrato è diventato ministro della giustizia del neoeletto presidente Jair Bolsonaro.
Secondo l’accusa Lula ha ricevuto tangenti da tre aziende brasiliane - Odebrecht, Oas e Schain - sotto forma di ristrutturazioni effettuate in una proprietà di Atibala, nello stato di San Paolo, per un totale di poco più di 1 milione di reais (circa 30'000 dollari). In cambio di questi soldi, secondo la Procura, l’ex presidente ha nominato dirigenti della Petrobras che hanno dato un vantaggio abusivo alla Odebrecht e la Oas per i contratti della petrolifera statale.
Lula ha sempre respinto le accuse e i suoi avvocati potranno presentare un ricorso in appello contro questa nuova condanna. Presidente del Brasile dal 2003 al 2010, Lula è in detenzione dall'aprile scorso a Curtiba dove sconta appunto una pena analoga.