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Un utente di Coinbase ha avviato una class action contro l’exchange crypto per il trading di XRP.
L’utente, Thomas Sandoval, accusa Coinbase di aver violato le leggi sulla concorrenza sleale della California per aver reso XRP disponibile per il trading, e chiede la restituzione delle commissioni incassate proprio sul trading di XRP.
La questione riguarda la presunta natura di XRP come security, e non come utility token, legata anche alla causa in corso tra la SEC e Ripple.
Ritenendo XRP una security, Sandoval sostiene che Coinbase fosse consapevole di ciò, ed abbia deciso lo stesso di abilitare il trading in modo scorretto.
La class action ha come scopo esplicito quello di recuperare le commissioni sul trading di XRP per le persone che le hanno pagate su Coinbase, accusato di non avere le dovute autorizzazioni per vendere security, ed è stata presentata presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale della California.
Se da un lato è corretto sostenere che Coinbase non abbia le dovute autorizzazioni per vendere security, dall’altro però non è ancora certo che XRP vada considerata una security.
L’exchange ha già annunciato qualche giorno fa la sospensione degli scambi di XRP, ma potrebbe non bastare. Tuttavia non essendo ancora stato ufficialmente deciso se XRP vada obbligatoriamente considerata una security, l’esito di questa class action è tutt’altro che scontato, e dipende in larga parte dall’esito della causa della SEC contro Ripple.
Le ragioni della class action contro Coinbase
Secondo Sandoval, Coinbase avrebbe saputo che XRP era in realtà una security, e non una commodity, sulla base di un’ipotetica “integrazione tecnologica di Coinbase nei nodi di XRP”, ma in realtà tale integrazione è di natura esclusivamente informativa, e non finanziaria.
Pertanto i punti su cui dovrebbe svolgersi il dibattimento sono due:
- la presunta natura di XRP come security,
- se Coinbase ne fosse già a conoscenza, o meno.
Tuttavia per quanto riguarda il primo punto ad oggi non vi sono ancora certezze, mentre per quanto riguarda il secondo è ancora tutto da dimostrare.
Sandoval sostiene anche che XRP andrebbe considerato come una security perché Ripple “ha il controllo esclusivo sui nodi della presunta criptovaluta”, ma questo in realtà non sembra essere esattamente vero. Dice però anche che la sopravvivenza della società Ripple dipendeva dalla vendita di token XRP al pubblico, e questo invece fu confermato tempo fa dallo stesso CEO.