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Un ex direttore di EFG International ha citato a giudizio la banca per un licenziamento, a sua detta, ingiusto. Al Financial Times, Dmitri Rozanov racconta di essere stato scaricato dopo aver denunciato le debolezze della banca nei controlli e aver segnalato transazioni pericolose.
La divisione britannica di EFG, dal canto suo, ha dichiarato che una sua formale investigazione non conferma le insinuazioni dell’ex collaboratore che sarebbe stato lasciato a casa per non essere un vero e proprio “mago degli affari”.
Rozanov aveva mostrato preoccupazioni relativamente a un’operazione di 100 milioni di dollari legate a individui vicini a parlamentari russi i quali avrebbero voluto depositare fondi in un conto EFG per comprare cosiddetti distressed asset.
Dato che la transazione avrebbe riguardato persone politicamente esposte, più semplicemente indicate come PEP, Rozanov ha dichiarato che il manager responsabile della relazione con la clientela che avrebbe trattato l’operazione, non avrebbe avvisato l’unità di Guernsey. Siccome un altro impiegato avrebbe denunciato l’anomalia, la transazione non sarebbe andata in porto.
“Le accuse di Rozanov sono state esaminate attentamente dalla banca, ma dall’indagine non è emersa alcuna irregolarità. EFG prende molto sul serio le sue responsabilità normative, per questo vuole difendersi vigorosamente da questa accusa” ha dichiarato l’istituto in un comunicato al Financial Times. Nel 2013 la banca ha pagato 4,3 milioni di pound per essersi esposta a troppi rischi riciclaggio dal 2007 al 2011.