Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/259540

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella scuola dell’obbligo la durata e la ripartizione delle vacanze non si basano su motivazioni di carattere pedagogico-scientifico, bensì su fattori storici. La durata, infatti, oscilla tra le 13 e le 15&nbsp;settimane all’anno a seconda dei Cantoni. Ad esempio, nel Canton Ticino le vacanze estive durano 10&nbsp;settimane, mentre molti Cantoni ne hanno solo 5. I periodi in cui non si svolgono lezioni, comprese le vacanze, sono fondamentali per favorire il riposo e la ripresa degli alunni. Su questa tematica, così come sul tempo dedicato all’insegnamento, non esistono ricerche o informazioni sulle quali i Cantoni possano basarsi. Come aggravante, inoltre, sembrano esservi degli obiettivi contrastanti, anche se non dimostrabili con prove scientifiche: si parla ad esempio di una pressione psicologica sempre più forte, del bisogno di più tempo libero e di un calo del rendimento scolastico.</p><p>Per questo il Consiglio federale è incaricato di elaborare un rapporto per fare il punto sulle questioni chiave elencate qui di seguito, sostenendo le proprie tesi tramite sondaggi presso i principali gruppi d’interesse (rappresentanti delle scuole, dei docenti, dei genitori, dei Cantoni e degli enti preposti).</p><ol><li>Che ruolo gioca secondo il Consiglio federale il rapporto tra periodi di vacanza e di insegnamento in un contesto più ampio (capacità di ripresa degli alunni, successo scolastico, conflitti d’interessi tra gli stakeholder, ecc.)?</li><li>Quali sono i fattori che influenzano positivamente o negativamente il rendimento degli alunni? Come valuta il Consiglio federale questa problematica prendendo come esempio un Cantone specifico?</li><li>Sarebbe utile per gli alunni ridurre in tutta la Svizzera sia le vacanze scolastiche sia i periodi di insegnamento? Se sì, da quale modello si potrebbe prendere spunto?&nbsp;</li></ol><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1. A livello intercantonale l’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">2 del Concordato del 29</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">ottobre 1970 sulla coordinazione scolastica (www.edk.ch &gt; Documentazione &gt; Atti normativi &gt; Raccolta delle basi giuridiche &gt; Coordinazione scolastica) stabilisce un minimo di 38</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">settimane di lezioni all’anno, mentre a livello federale la Confederazione disciplina l’inizio dell’anno scolastico (art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">62 cpv.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">5 Cost.). Al di fuori di questo quadro comune, in quanto responsabili della scuola dell’obbligo i Cantoni prendono autonomamente tutte le decisioni in materia di orari, durata delle lezioni, vacanze scolastiche, giornate e mezze giornate festive. In alcuni casi concedono ai Comuni un certo margine di manovra a livello di pianificazione per tenere conto di determinate specificità (zone turistiche, festività locali, distanza dal domicilio degli alunni, ecc.).</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2. e 3. Poiché non possiede gli strumenti per farlo, il Consiglio federale non è in grado di valutare i fattori che influenzano il rendimento degli alunni della scuola dell’obbligo. Nell’ambito del monitoraggio dell’educazione i numerosi fattori che condizionano questo rendimento vengono analizzati e i risultati sottoposti alle autorità competenti. Il rapporto sul sistema educativo svizzero 2023 (www.skbf-csre), commissionato dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) e dalla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), esamina brevemente il tema della durata annua dell’insegnamento (pag.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">64), illustrando fino a che punto le differenze cantonali in materia di settimane scolastiche e durata delle lezioni spiegano gli scostamenti rispetto alla media svizzera.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">A livello cantonale tali questioni vengono affrontate anche dalla CDPE in quanto piattaforma per lo scambio di conoscenze tra Cantoni. Le alte scuole pedagogiche e i vari istituti di ricerca universitari forniscono informazioni preziose sui ritmi scolastici (pianificazione dell’anno, suddivisione del tempo tra studio e riposo, bioritmi dei bambini, esigenze legate alle attività del tempo libero, ecc.). I risultati di queste ricerche vengono presi in considerazione dai Cantoni nel quadro dell’aggiornamento scolastico.</span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.