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“L’uomo quieto”, come lo definì Borges, intagliava lenti ad Amsterdam e sognava “un chiaro labirinto”. Viveva sobriamente, in solitudine, senza cercare la fama, e intanto rifletteva sul senso della vita con una profondità vertiginosa. Baruch Spinoza (1632-1677) fu un filosofo che come pochi esercitò il suo fascino sulle epoche successive, ognuno ne mise a fuoco una parte, ma forse senza mai riuscire a comprenderlo integralmente. Del resto non è facile, perché egli rappresenta un intreccio di culture, il suo pensiero si nutrì di molte fonti, principalmente quella ebraica, quella filosofica, quella scientifica. Si confrontò con i principali punti di riferimento del suo tempo, Cartesio in primis, differenziandosene però notevolmente e, pur continuando ad esercitare la forza del suo pensiero fino a noi contemporanei, egli ci offre ancora molte cose da scoprire.
A "Baruch Spinoza" ha recentemente dedicato un saggio, uscito da Feltrinelli, lo studioso Davide Assael, che in questa puntata ci guiderà a illuminarne qualcuna.