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Nucleare: Economiesuisse deplora decisione Nazionale
Economiesuisse deplora la decisione del Consiglio nazionale di abbandonare l'energia nucleare. In mancanza di alternative credibili e dal momento che non è per nulla chiaro come e quando sarà possibile fare a meno dell'atomo, la sicurezza dell'approvvigionamento rischia di essere minacciata, si legge in un comunicato odierno.
Dapprima il Consiglio federale e ora la camera del popolo hanno preso una decisione di principio senza disporre di elementi solidi, si rammarica la Federazione delle imprese svizzere. Economiesuisse ravvisa numerose zone d'ombra: la prevista riduzione del consumo di elettricità è sopravvalutata, le conseguenze economiche di un'uscita dal nucleare non sono state approfondite, l'impatto sugli obiettivi di protezione del clima neppure, il potenziale delle energie rinnovabili e delle importazioni è sopravvalutato.
I costi globali della "exit strategy" - stimati dal governo tra lo 0,4 e lo 0,7% del PIL, ossia di circa 2,5 miliardi di franchi all'anno - potrebbero aumentare fortemente. Se vi si aggiungono i costi per l'ampliamento della rete e delle capacità di produzione, il rincaro dei prezzi per tutte le fonti energetiche, il trasferimento di settori ad alto consumo di energia e altri costi indiretti, i costi economici effettivi saranno molto più elevati.
Economiesuisse chiede quindi una strategia energetica globale nell'ambito di un dialogo con gli interessati, come in occasione di precedenti decisioni in materia: si pensa a una commissione di esperti che riunisca rappresentanti degli ambienti scientifici ed economici, del settore dell'energia, dell'amministrazione e di altre associazioni. Sì anche a un piano sviluppo delle energie rinnovabili ambizioso e realistico, sulla base del libero mercato.