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BERNA - A causa dei timori di un possibile contagio del batterio Escherichia coli del ceppo enteremorragico (EHEC) in Svizzera le vendite di cetrioli di produzione indigena sono in forte calo. In certe regioni si registra una flessione di ben il 50%. I produttori assicurano che la verdura svizzera è esente dall'EHEC.
In Svizzera i cetrioli vengono coltivati dappertutto, ha dichiarato oggi all'ATS Simone Kamber dell'Unione svizzera produttori di verdura (USPV). La flessione delle vendite è iniziata la settimana scorsa, ma si è fatta veramente sentire solo da ieri, in tutto il paese. "Ci sono grandi differenze regionali", ha spiegato la Kamber. "In alcune regioni la domanda è dimezzata", ha aggiunto senza essere in grado di specificare le perdite finanziarie dei produttori.
Dal calo delle vendite sono interessati soltanto i cetrioli. Attualmente in Svizzera non vengono praticamente offerti cetrioli esteri a causa della grande produzione indigena.
La verdura svizzera è libera dall'EHEC e può continuare ad essere consumata senza preoccupazioni se si rispettano le usuali norme igieniche, hanno assicurato oggi l'USPV, Associazione svizzera delle organizzazioni per l'agricoltura biologica (Bio Suisse) e l'Associazione svizzera del commercio di frutta, verdura e patate (SWISSCOFEL).
Queste ricordano che in Svizzera l'utilizzo di fanghi di depurazione sono vietati in ogni loro forma per la coltivazione di verdura; letame fresco e liquame non vengono usati durante il periodo di coltura. E l'ultimo lavaggio viene sempre effettuato con acqua potabile fresca.
Ats