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TEL AVIV - La leadership palestinese potrebbe preannunciare già sabato l'abbandono dei negoziati diretti con Israele se il governo di Benyamin Netanyahu insistesse a rifiutare una proroga della moratoria parziale sulle costruzioni nelle colonie ebraiche della Cisgiordania. Lo riferiscono oggi i media online israeliani, citando fonti vicine al presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen, mentre nella regione sono in corso le missioni dell'emissario della Casa Bianca, George Mitchell, e della rappresentante della politica estera dell'Ue, Catherine Ashton, per cercare di evitare la rottura.
Mitchell, che ieri ha incontrato Netanyahu a Gerusalemme, si è poi consultato con la stessa Ashton, appena giunta in città. Successivamente si è spostato verso Ramallah per un nuovo colloquio con Abu Mazen, apparentemente ancora interlocutorio. Ashton, da parte sua, avrà incontri con la dirigenza israeliana a partire da stasera (dopo il tramonto e la fine della festa di Sukkot), mentre dovrebbe vedere Abu Mazen domani sera.
La palla resta in realtà nelle mani degli Usa, che - secondo le ultime notizie rimbalzate da Washington - s'accontenterebbero ora di ottenere da Israele una estensione di soli 2 mesi dello stop edilizio negli insediamenti.
I vertici palestinesi, a loro volta, hanno convocato per sabato una riunione dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) - l'organo di coordinamento che raccoglie tutte le fazioni, esclusi Hamas e altri ultrà - incaricata di dare un'indicazione sul futuro dei colloqui prima della decisione finale in seno alla Lega Araba, rinviata dal 4 al 6 ottobre.
SDA-ATS