Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01267.jsonl.gz/159

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
BERNA - Molti cittadini erano in dubbio su come votare in merito all'iniziativa sui minareti e hanno almeno in parte fornito ai sondaggisti le risposte che pensavano essi volevano sentire, per ragioni di conformità sociale. Viene spiegato così, dal direttore dell'istituto demoscopico gfs.berna, Claude Longchamp, il grande scarto fra la sua previsione di un rifiuto dell'iniziativa (53% di no) prima del voto e l'esito effettivo scaturito dalle urne (57% di sì).
A livello di metodo tutto è proceduto correttamente, sostiene il politologo in una intervista pubblicata oggi dalla "Neue Zürcher Zeitung". "Lavoriamo secondo lo stato dell'arte", ha aggiunto. Il problema a suo avviso è legato alla "desiderabilità sociale" delle risposte: non si tratta di vere e proprie bugie da parte degli interpellati, ma di un complesso fenomeno ancora poco conosciuto e studiato in relazione alle votazioni.
Inoltre, secondo Longchamp, il 31% si è deciso solo nelle ultime due settimane (per arrivare al dato l'esperto cita l'analisi Vox pubblicata ieri: essa si basa però ancora una volta su un sondaggio della stessa gfs.berna). Il tema dei minareti è stato a lungo tabù, ha aggiunto.
SDA-ATS