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Ariosto · Lettera n. 41
- Mittente
- Ariosto, Ludovico
- Destinatario
- Alfonso I d'Este, duca di Ferrara
- Data
- [13 settembre 1522]
- Luogo di partenza
- Castelnuovo di Garfagnana
- Luogo di arrivo
- Ferrara
- Note alla data
- Ariosto nel copiare la lettera del Coiaio, scrive "1523", ma dal punto di vista contenutistico la lettera è legata all'anno precedente, tanto che nella data annotata sul margine superiore sono riportate entrambe le ipotesi e Stella la colloca fra le lettere del 1522. Una nota nel margine inferiore colloca la lettera genericamente al tempo del commissariato in Garfagnana. Cappelli (Ariosto 1887, ma non Ariosto 1862) riporta la data 12 settembre.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Oltra quello che per un’altra mia ho scritto a vostra eccellenti circa li desordini che sono in questo paese
- Explicit
- et a queste et a molt'altre cose pertinenti a questa provincia suplico che faccia quella provisione che le pare più expediente
- Regesto
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Ariosto illustra i provvedimenti presi contro i banditi e manda al duca una copia della sua ultima grida. Vuole l'aiuto delle autorità fiorentine e lucchesi contro i banditi, che continuano a minacciare Castelnuovo. Manda anche la copia di una lettera inviata da Bastiano Coiaio ad alcuni banditi del Silico, e la contestualizza esponendo il caso di un uomo di Ceserana a cui è stato rubato un mulo. L'uomo è stato convinto a non lamentarsene con Ariosto. Spiega poi i legami tra il Coiaio, l'Evangelista e Pierino Magnano, il loro capofazione, e copia la lettera nella quale si raccontano le vicende legate al furto del mulo.
- Testimoni
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Modena, Archivio di Stato di Modena, Archivio segreto estense, Archivio per materie, Letterati, 3, Ariosto, Ludovico, lettera n. 11, ins. 10, c. 12
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, due fogli e un biglietto.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, segni di piegatura, segno di sigillo.Note: Nel margine inferiore è presente la nota: Di Ludovico Ariosto in tempo che era al governo della Garfagnana.
- Modena, Archivio di Stato di Modena, Archivio segreto estense, Archivio per materie, Letterati, 3, Ariosto, Ludovico, lettera n. 11, ins. 10, c. 12
- Edizioni
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- Bibliografia
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- Stella 1963 = Angelo Stella, Per una nuova edizione delle Lettere di L. Ariosto (con lettere e manoscritti inediti), in «Giornale Storico della Letteratura italiana», vol. 140, fasc. 432, 1963, pp. 566-601
Illustrissimo et excellentissimo Signor mio
oltra quello che per un’altra mia ho scritto a Vostra Excellentia circa li desordini che sono in questo paese, alli quali senza l’aiuto di quella non è possibile Non havendo più forza di quello ch’io m’habbia, io possa rimediare, benché non manco di tutti quelli rimedij ch’io posso: prima ho fatto fare contra li assassini di Ponteccio e suoi seguaci tra li quali è quel Baptistino Magnano il quale fu causa dela discordia tra quelli di Barga e di questa terra, Una grida de la quale mando a vostra excellentia qui inclusa la coppia, acciò che a quella piaccia di confirmarmila per sue lettere, et appresso ho scritto al commissario fiorentino da Fivizano et alli Signori Luchesi acciò che tutti insieme mettiamo in ordine una bella caccia sì che da ogni banda si dia adosso a questi ladri li quali tuttavia non cessano di far ogni dì assassinamenti et por taglie a chi lor pare et hanno ardimento di mandare a dire ad alcuni qui di Castelnovo che se non mandano: loro certi denari che domandano li verranno a tagliare a pezzi fin in questo castello et forse havriano ardire di farlo perché hanno chi fa lor spalle et li nutrisce et difende.
E perché vostra excellentia cognosca ch’io non m’inganno in tutto le mando similmente qui inclusa una lettera che hoggi mi è venuta in mani voglio dir la coppia d’una lettera che scrive Bastiano Coiaio a questi banditi del Silico, il quale Bastiano è come per un’altra mia ho scritto a vostra excellentia il consigliere e guidatore de la factione di Pierino et in la casa del quale li banditi spesso si riducono a consiglio come ne sono examinati testimonij appresso il capitano qui.
Et acciò che Vostra Excellentia intenda il tenore dela lettera, quella sapia che quel dì proprio ch’io giunsi qui
fu tolto un mulo a Camporeggiano e trafugato a Cicerana in mano del Moro del Silico, il quale è mfratello di quelli fratello cheche amazaro ser Ferdiano et esso anchora per altre cause ha bando: tuttavia sta nel paese e tiene la ròcca di Cicerana.
Colui a chi fu tolto il mulo è stato ritenuto a non venire a lamentarsi a me, parte con minaccie parte con promissione di farli restituire il mulo.
Hoggi si è condutto a Bastiano Coiaio, il quale gli ha fatto la lettera dela quale io mando la coppia ma prima c’habbia dato la lettera è stato fatto venire a me, et io gli ho dato giuramento quella lettera essere di mano di Bastiano et che esso gli l’ha veduta scrivere, et poi n’ho fatto la coppia la quale io mando, acciò che vostra excellentia cognosca che esso Bastiano et Evangelista che sono, partesani e consiglieri di Pierino, son quelli che guidano et consigliano questi banditi, et chi li levassi di questa terra insieme al loro capo Pierino la risanerebbe come chi ne levassi tutto il morbo.
Questa è la coppia de la lettera
A’dì 13 di settembre 1522
Moro io sì ho visto li conti fra Bastiano Catucio et quelli di Pierlenzo, in modo ch’io vedo che quelli di Pierlenzo si hanno torto sì che pertanto egli se ne voleva andare dal commissario, et io non ho volsuto per honor tuo, perché il mulo l’havete in le man vostre, et pertanto a me pare che per mezo tuo tu gli facci rendere il suo mulo in ogni modo, senza farli pagar nulla: e questo sie l’honor di voi, et se li voleva por taglia non lo dovea menar costì in le man vostre pertanto fatelo subito se non voi havrete un comandamento di renderlo, perché qua si dice che voi l’havete in le mani.
Appresso farete quanto Giorgino vi dirà, et fate che non sia fallo, perché a ser Evangelista et a tutti noi ci pare che lo facciate et sùbito. De l’altre cose io vi terrò avisato per il mio mezadro del tutto.
A me pare che voi debbiate dare il mulo a Giorgino; e non sia fallo, perché a voi serà vergogna grande; e se quelli di Pierlenzo credono haver nulla da Sabastiano Catucio, facciami intendere sue ragioni, et poi lasci far a me. Bastiano Coiaio, in Castelnovo.
Questa è la coppia de la lettera, sopra la quale Vostra Excellentia faccia quel giudicio che le pare; et a queste et a molt’altre cose pertinenti a questa provincia suplico che faccia quella provisione che le pare più expediente:
in bona gratia de la quale humillimemi raccomando.
Castelnovi, xiii Septembris 15231522.
Scheda di Chiara De Cesare | Ultima modifica: 26 giugno 2022
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