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Basilea Città sarà il primo cantone svizzero tedesco a introdurre un salario minimo. Altrove lo hanno già fatto Ticino, Neuchâtel, Giura e Ginevra. Alle urne è prevalso il controprogetto opposto all'iniziativa "Niente salari inferiori ai 23 franchi" di sindacati e partiti di sinistra.
Il controprogetto, che propone un salario minimo di 21 franchi, era sostenuto da liberali, radicali, Udc, Centro (ex PPD) e Verdi liberali, come pure dal governo cantonale, mentre il PS e i Verdi avevano lasciato libertà di scelta fra le due opzioni. È stato accolto nella misura del 53,8%, mentre l'iniziativa popolare ha ottenuto il 49,3% di suffragi.
A livello nazionale, nel maggio 2014 l'iniziativa dell'Unione sindacale svizzera (Uss) per un salario minimo è stata respinta dal 76,3% dei votanti. Basilea Città era stato il cantone con la più bassa percentuale di "no" (62,3%).
Alla vigilia dello sciopero delle donne, i giurassiani hanno detto sì con ben l'88,3% dei voti a un'iniziativa del sindacato Unia che chiede di concretizzare a livello cantonale il principio della parità salariale sancito dalla Legge federale sulla parità dei sessi. Il testo, sostenuto sia dal governo che dal parlamento, non era per nulla contestato.
La votazione si è resa necessaria per una questione di scadenze: l'iniziativa - intitolata "Egalité salariale: concrétisons! - era stata dichiarata valida nell'ottobre 2018 dal Gran consiglio giurassiano, che l'aveva approvata nel maggio 2019. Secondo la legge cantonale sui diritti politici, l'iniziativa avrebbe dovuto essere attuata entro due anni dalla convalida, cosa che non è stata possibile a causa della pandemia.
Secondo la sezione giurassiana di Unia, le autorità politiche e gli ambienti economici non hanno ancora colto l'importanza delle rivendicazioni delle donne. Il sindacato ritiene che in materia di parità di salario le disposizioni legali ci siano, ma la loro applicazione rimane insufficiente.
Pure il governo sta valutando diverse misure. Oltre all'attuazione di una Carta della parità salariale per il settore pubblico, il cantone intende rendere obbligatoria l'analisi della parità salariale per le aziende con 50 o più dipendenti. La Legge federale sulla parità dei sessi (LPar) prevede questa misura per le aziende con 100 o più dipendenti.
La partecipazione è stata del 54,8%.