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Un dibattito di oltre sette ore per venire a capo della legge Covid-19 e di una lunga serie di proposte ad essa correlate. Il Consiglio nazionale ha tra le altre cose aiuti maggiori al settore degli eventi, dei viaggi e della cultura.
Sin dal 13 marzo il Consiglio federale ha emanato diverse ordinanze per affrontare la crisi. Affinché queste disposizioni non scadano sei mesi dopo la loro entrata in vigore, come previsto dalla Costituzione, occorre adottare una base legale che metta nero su bianco quali siano le competenze dell'esecutivo, ha ricordato in apertura Philippe Nantermod (PLR/VS), a nome della commissione preparatoria.
Le discussioni si sono accese già nel corso del dibattito di entrata in materia, con alcune voci scettiche, nelle file dell'UDC, che ne chiedevano la bocciatura. "Questa legge intende rendere ordinario ciò che dovrebbe rimanere straordinario", ha per esempio denunciato Jean-Luc Addor (UDC/VS), parlando di "assegno in bianco all'esecutivo".
Il plenum ha però accolto l'entrata in materia con 173 voti a 18 e parallelamente bocciato una proposta di Pirmin Schwander (UDC/SZ) di rinvio dell'intero dossier al Consiglio federale affinché lo sostituisse con un decreto federale relativo al budget.
La volontà di non lasciare troppo potere decisionale nelle mani dell'Esecutivo è riemersa più avanti, nell'esame dettagliato della legge, e ha portato il plenum ad approvare - con 150 voti a 43 e 2 astensioni - l'obbligo di coinvolgere i Cantoni, le organizzazioni mantello delle parti sociali e quelle di comuni e città nella formulazione di misure che incidono sulle loro competenze.
Oltre a ciò, l'esecutivo dovrà informare regolarmente, tempestivamente e in modo esauriente il Parlamento e consultare le commissioni competenti. In casi urgenti, dovrà contattare i presidenti delle commissioni.
Il governo dovrà pure garantire che le indennità per perdita di guadagno siano versate soltanto se può essere comprovata un'erosione del reddito. Inoltre, i datori di lavoro che, nel caso di un effettivo divieto di lavorare, continuano a versare il salario a persone particolarmente a rischio, dovranno poter chiedere all'IPG un rimborso per Covid-19.
Il Nazionale ha poi compiuto un gesto in favore delle imprese duramente colpite dalla pandemia attive nei settori degli eventi e dei viaggi. Potranno ottenere aiuti dalla Confederazione, ma solo se erano in buona "salute" prima della crisi.
Via libera anche a prestiti senza interessi alle leghe professionistiche di calcio e disco su ghiaccio. L'importo potrebbe arrivare fino ad un quarto dei costi operativi dei club per il 2018/2019. I club dovranno fornire garanzie fino al 25%. I prestiti dovranno essere rimborsati entro dieci anni.
Per quanto riguarda la cultura, l'esecutivo voleva fissare un tetto di 80 milioni. La destra avrebbe voluto attenersi a questa cifra, mentre la sinistra aumentarla a 150 milioni. Il plenum ha optato per una via di mezzo, aggiungendo 20 milioni. L'Ufficio federale della cultura potrà concludere con i Cantoni convenzioni a sostegno delle imprese culturali.
Sono state infine respinte due proposte della sinistra. La prima per garantire ai dipendenti con salari più bassi un'indennità del 100% per il lavoro a orario ridotto. La seconda chiedeva di continuare a permettere aiuti federali per gli asili nido. Secondo la maggioranza è un compito che spetta ai Cantoni.
Alla fine l'intero progetto è stato adottato con 144 voti a 35 e 16 astensioni.
Il dossier va agli Stati.