Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/86050

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a impostare la sua politica climatica del post-Kyoto (a partire dal 2012) in modo tale da ridurre gran parte delle emissioni climalteranti in Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale si è inoltre impegnato a livello internazionale affinché il protocollo post-Kyoto sia elaborato in modo tale che i Paesi industrializzati riducano la maggior parte delle emissioni di CO2 sul loro territorio nazionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con la ratifica della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici nel dicembre 1993, la Svizzera si è impegnata a raggiungere l'obiettivo di stabilizzazione della concentrazione di gas a effetto serra nell'atmosfera a un livello non pericoloso (art. 2). Dalle previsioni del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change), che fornisce le basi scientifiche per la politica climatica, emerge che, sulla base dell'andamento della popolazione mondiale, fino alla fine del secolo le emissioni mondiali dei gas a effetto serra possono ammontare al massimo a 1-5 tonnellate di CO2 equivalente a persona. Anche la Svizzera, che oggi emette circa 7 tonnellate di CO2 equivalente, deve fornire un considerevole contributo alla riduzione delle emissioni. In primo luogo, il nostro Paese è tenuto a seguire un programma di riduzione nazionale delle emissioni di gas a effetto serra (art. 4 cpv. 2). In secondo luogo, esso può includere nel computo la riduzione delle emissioni conseguita all'estero. I cosiddetti meccanisimi flessibili sono regolati nel Protocollo di Kyoto (protocollo aggiuntivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) che, dopo il 2012, dovrà essere sostituito con un nuovo accordo. Dai negoziati internazionali emerge che i meccanismi flessibili del protocollo di Kyoto in futuro dovranno essere usati solo come complemento delle misure nazionali (la cosiddetta supplementarità). La delegazione svizzera si impegna a favore del miglioramento dell'integrità ambientale dei progetti internazionali di protezione climatica per garantire la qualità dei certificati.</p><p>Il problema climatico non potrà essere risolto senza una riduzione sostanziale dei gas a effetto serra nei Paesi industrializzati. Per quanto riguarda la politica climatica svizzera dopo il 2012, alla fine del 2008 il Consiglio federale intende indire una consultazione nell'ambito della quale proporrà misure di riduzione sia nazionali che internazionali. Al momento attuale non intende quindi ancora definire la proporzione esatta tra le due categorie di misure.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.