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Riuniti in assemblea ieri sera, gli statali ginevrini hanno deciso di incrociare nuovamente le braccia il 15 dicembre, qualora il Consiglio di Stato non dovesse nel frattempo fornire una risposta "soddisfacente" alle rivendicazioni dei funzionari.
Lo indica il Sindacato interprofessionale dei lavoratori (SIT). Una decisione definitiva al riguardo sarà presa lunedì prossimo.
I funzionari pubblici si oppongono alle misure di austerità annunciate dal governo cantonale, in particolare la diminuzione del 5% della massa salariale sull'arco dei prossimi tre anni, che l'esecutivo vuole concretizzare tramite, fra l'altro, un aumento da 40 a 42 ore dell'orario di lavoro settimanale e il blocco parziale delle assunzioni.
Da novembre, i dipendenti del Cantone e dei settori sussidiati hanno già osservato complessivamente sei giorni di sciopero e partecipato a sette cortei di protesta, il più importante dei quali ha riunito oltre 10'000 persone. A seconda dei settori, sono osservate anche azioni supplementari, quali lo "sciopero dei voti" promosso dagli insegnanti delle scuole secondarie.
In una lettera, il Consiglio di Stato ha invitato i propri dipendenti a rinunciare alla protesta. Il governo rileva in particolare che un "sentimento anti-funzionari" si fa vivo in seno alla popolazione.
SDA-ATS