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Il primo caso della variante indiana del Covid-19 è stato trovato in Svizzera. Lo ha annunciato su twitter l'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). Si tratta di un passeggero che era entrato attraverso un aeroporto di transito.
La consultazione sull'inserimento dell'India sulla lista dei Paesi a rischio è in corso. La ragione è la rapida diffusione della variante - il lignaggio B.1.617 - nel subcontinente, ha riferito l'Ufsp contattato da Keystone-Ats. L'India figura già nella lista della Segreteria di Stato della migrazione (Sem), ha aggiunto. Ciò significa che solo i cittadini svizzeri o le persone con permesso di soggiorno sono autorizzati a entrare nella Confederazione se provenienti dall'India.
L'identificazione del ceppo B.1.617 risale alla fine di marzo. La sequenza genetica è stata descritta alla sede di Basilea del Politecnico federale di Zurigo (Eth).
Per ora non ci sono informazioni precise sulla contagiosità o la gravità dell'infezione per questa variante. Indagini sono in corso, ha precisato l'Ufsp. B.1.617 è attualmente sotto osservazione anche da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
La variante indiana desta preoccupazione: in Europa è già stata rilevata in Gran Bretagna e Belgio, dove 21 studenti indiani arrivati a metà mese via l'aeroporto parigino di Roissy sono risultati positivi e posti in quarantena.
Ieri l'India è sprofondata in una grave crisi sanitaria, con un bilancio nuovamente da record: quasi un milione di contagi in tre giorni. Gli ospedali non riescono ormai più a far fronte all'esplosione dell'epidemia di Covid-19. A New Delhi l'ossigeno inizia a scarseggiare.