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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale conferma che continua a seguire attentamente la crescita sostenibile dell'economia svizzera. In questo contesto esso è venuto a conoscenza del fatto che, in seguito agli avvenimenti dell'11 settembre, le previsioni di crescita a breve termine dell'economia americana sono state ridimensionate. Occorre tuttavia distinguere l'aspetto congiunturale dal tasso di crescita a lungo termine. Per tenere sotto controllo l'effetto congiunturale, le banche centrali hanno reagito rapidamente, riducendo i tassi d'interesse. In particolare la Banca nazionale svizzera, in seguito alla rivalutazione del franco svizzero, ha diminuito il proprio tasso di riferimento dell'1%. Attualmente questi provvedimenti sono i migliori possibili per incidere sulla congiuntura e per frenare possibili tendenze inflazionistiche. Diverse previsioni rivedute indicherebbero un'inversione della congiuntura a partire dalla metà dell'anno prossimo. Ciò implica per la Svizzera una crescita temporaneamente più debole. In tal senso non vi è motivo che si instauri un clima di incertezza tra i consumatori, i lavoratori, le aziende e gli investitori.</p><p>Anche se gli attuali parametri congiunturali non influiranno in pratica sulle prospettive di crescita a lungo termine dell'economia svizzera, essi non riducono la necessità, per la Svizzera, di proseguire sulla via delle riforme strutturali. La globalizzazione implica che le aziende che operano sul mercato interno svizzero saranno sempre più confrontate a una concorrenza internazionale. In primo luogo occorre pertanto preparare, il più presto possibile, appropriate condizioni quadro per migliorare la loro competitività. In secondo luogo, la crescita economica svizzera passa necessariamente attraverso l'aumento della produttività del lavoro, il che costituisce uno degli obiettivi delle riforme in corso. Il Consiglio federale è quindi deciso a proseguire sulla via delle riforme strutturali e a spiegare alla popolazione svizzera i motivi che giustificano la sua posizione. Attualmente sono allo studio diversi provvedimenti. Per quanto concerne quelli menzionati direttamente nell'interpellanza, è possibile dare le seguenti risposte:</p><p>1. a Per migliorare le condizioni di concorrenza, il Parlamento ha ricevuto recentemente un messaggio inteso a rivedere la legge sui cartelli. Lo scopo principale della riforma consiste nell'introdurre sanzioni dirette contro le infrazioni gravi al diritto dei cartelli. La posizione della Commissione della concorrenza (Comco) risulterà nettamente rafforzata, per cui si può sperare che tale misura avrà un effetto preventivo contro le infrazioni più gravi alla legge sui cartelli, quali la creazione di cartelli e l'abuso dovuto a una posizione dominante sul mercato. Il progetto è compatibile con il diritto europeo, visto che intende conferire alla Comco gli stessi poteri di cui dispongono altre Commissioni europee in materia di concorrenza.</p><p>1. b Per migliorare la realizzazione dello "spazio economico svizzero non discriminante" (art. 95 Cost.), occorrerebbe modificare la legge sul mercato interno (LMI). Questa revisione è del resto raccomandata dal Consiglio nazionale, che ha recentemente accettato gli interventi parlamentari presentati dalla sua Commissione della gestione. Le discussioni in corso prevedono di accordare alla Comco un diritto di ricorso contro tutte le forme di limitazione di diritto pubblico alla libertà di accesso al mercato. Si tratta di uno strumento in grado di migliorare sensibilmente l'attuazione della LMI. Esso solleva tuttavia, in relazione all'attuale LMI e alla nuova legge sul Tribunale federale, questioni di tipo procedurale che meritano di essere sottoposte a un esame approfondito. Un'applicazione più ampia della LMI in materia di apertura di aziende commerciali migliorerebbe anche la capacità concorrenziale della piazza economica svizzera. Essa richiederebbe tuttavia una modifica della LMI.</p><p>1. c La quarta conferenza ministeriale OMC tenutasi a Doha, capitale del Qatar, ha consentito di lanciare un importante ciclo negoziale inteso, da un lato, a proseguire le trattative nei settori dell'agricoltura e dei servizi e, dall'altro, ad avviare negoziati nel campo dei prodotti industriali e - in misura minore - sulle questioni ambientali. Anche le regole riguardanti l'antidumping e le sovvenzioni potranno essere oggetto di trattative. Per avviare negoziati sui temi affrontati a Singapore, (investimenti, concorrenza, agevolazioni commerciali e trasparenza in materia di acquisti pubblici), sarà invece necessaria una decisione formale in occasione della prossima conferenza ministeriale che si terrà fra due anni circa. Il ciclo di negoziati è dunque stato lanciato anche se esso sarà incentrato sin dall'inizio sull'aspetto dell'accesso al mercato e non su quello di un approccio equilibrato fra accesso al mercato, regole e coerenza. In particolare nei settori degli investimenti e dell'ambiente la Svizzera avrebbe auspicato un avvio rapido di negoziati più ampi. Nonostante ciò, le decisioni di Doha vanno considerate un successo in quanto segnano l'avvio di discussioni che successivamente potranno essere estese ad altri settori. Il fatto che non siano stati subito lanciati negoziati in tutti i settori non significa che la Svizzera non avrà la possibilità, nel corso delle trattative, di presentare ulteriori richieste.</p><p>Dalle riduzioni supplementari delle barriere tariffarie e non tariffarie nel settore dei beni industriali e in misura sempre maggiore nel settore agricolo, nonché dalla maggiore liberalizzazione nell'ambito dei servizi, ci si deve attendere per l'economia svizzera impulsi positivi grazie a ulteriori riforme strutturali. Occorre tuttavia rammentare che gli effetti benefici di una maggiore apertura internazionale si fanno sentire su diversi anni e non possono praticamente essere utilizzati come strumenti di controllo della congiuntura. </p><p>1. d Il progetto "Politica agricola 2007" si prefigge di proseguire l'impegno assunto durante gli anni '90 dall'agricoltura in favore di una produzione sostenibile. In particolare mediante una maggiore flessibilità del mercato lattiero e un'estensione della libertà imprenditoriale saranno create le condizioni affinché l'agricoltura e il settore alimentare possano mantenere le rispettive quote di mercato (nazionali e internazionali) in un ambiente sempre più concorrenziale. Le proposte presentate sono oggetto di una procedura di consultazione presso i diversi gruppi interessati, che durerà fino al 10 gennaio 2002. Si prevede di trasmettere al Parlamento un messaggio nel corso della primavera del 2002.</p><p>2. a Nel settore delle telecomunicazioni, il mercato è stato aperto durante gli anni '90 dalla riforma delle PTT. È stato rilevato che, vista la situazione attuale, il progetto di riforme supplementari messo in consultazione non potrebbe ottenere l'approvazione del Parlamento e in seguito del popolo. Il Consiglio federale riesaminerà alcuni punti nel corso dell'anno prossimo.</p><p>2. b L'apertura in atto nell'UE rende inevitabile la prosecuzione della liberalizzazione del mercato postale svizzero. Durante la prossima primavera, il Consiglio federale presenterà al Parlamento una panoramica sullo sviluppo futuro dei servizi postali in Svizzera.</p><p>2. c La riforma del mercato dell'elettricità è stata oggetto di un referendum. Il popolo dovrà pertanto decidere in merito al ritmo delle liberalizzazioni in questo settore.</p><p>2. d Nell'ambito sociale, la riforma dell'AVS fornirà un contributo importante alla durabilità del sistema delle assicurazioni sociali, il che aiuta a stabilizzare le anticipazioni degli operatori economici e favorisce la crescita sostenibile. Importanti vantaggi economici sono dovuti alla riforma del settore della sanità, tenuto conto della sua quota relativa al PIL. L'obiettivo principale previsto dalla revisione parziale della LAMal, attualmente in corso, relativo al finanziamento ospedaliero, consiste nell'ottenere un migliore controllo dei costi. In tal senso il Consiglio federale propone segnatamente il passaggio dal finanziamento degli istituti, quindi dalla copertura dei costi, al finanziamento delle prestazioni. Esso propone inoltre una ripartizione in parti uguali del finanziamento ospedaliero tra le casse malati e i Cantoni per impedire la prosecuzione del movimento di trasferimento dell'onere finanziario dei Cantoni sulle casse malati e sui premi individuali.</p><p></p><p>3. a Il 21 settembre 2001 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento delle finanze di preparare un progetto di messaggio in previsione di una procedura di consultazione relativa alla seconda riforma della fiscalità delle aziende. I principi di tale riforma sono i seguenti: eliminazione, nella misura del possibile, della doppia tassazione degli utili realizzati dalle società di capitali, vale a dire mediante un'imposizione parziale degli azionisti sia sui dividendi sia sui guadagni risultanti da una vendita delle loro partecipazioni. A ciò si aggiunge un alleviamento del diritto di bollo all'emissione, misure mirate per ristabilire una certa equità tra le società di persone e le società di capitali, particolarmente in caso di liquidazione, di cessazione di un'attività lucrativa o di altre forme di rinuncia a un commercio. Questo secondo pacchetto di riforme dovrebbe poter rispondere a numerosi interventi parlamentari, tra cui la mozione Schweiger. L'amministrazione federale delle contribuzioni dovrà, in collaborazione con i rappresentanti delle amministrazioni fiscali cantonali, lanciare la procedura di consultazione nel corso dell'estate 2002. Vista la complessità di tali riforme, non sarebbe ragionevole esigere termini più brevi. Il Consiglio federale ribadisce inoltre che sarebbe poco opportuno, per quanto riguarda il successo della nuova concezione (l'imposizione parziale summenzionata) ridurre già ora i tassi di imposizione delle aziende.</p><p>3. b Nell'ambito del progetto della 3a revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione si prevede di abbassare, alla fine del 2003, i contributi all'AD nel caso in cui i debiti dell'assicurazione contro la disoccupazione fossero rimborsati. Tuttavia, considerata l'attuale evoluzione congiunturale, è assai poco probabile che si possano ridurre prematuramente i contributi in questione.</p><p>Sul piano macroeconomico, una riduzione dei contributi sociali comporta un aumento del reddito disponibile per le economie domestiche. Si può sperare che ciò provochi un'incentivazione della domanda e un maggiore bisogno di manodopera da parte delle aziende. Orbene, l'attuale situazione congiunturale, e in particolare l'evoluzione del consumo, non giustifica l'utilizzazione della riduzione delle aliquote di contribuzione. Un'aliquota di contribuzione mantenuta a un determinato livello per un lungo periodo, come previsto dalla 3a revisione dell'AD, contribuisce ulteriormente a rafforzare le previsioni congiunturali favorevoli.</p><p>In sintesi: la riforma della legge sui cartelli, i provvedimenti previsti nel settore della sanità, la ristrutturazione del mercato dell'elettricità e la sistemazione del diritto fiscale delle aziende sono i progetti che potrebbero migliorare, già a medio termine, in modo percettibile la competitività e la crescita strutturale in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.