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"Il marchio Alfa Romeo, è incredibile come resti nel cuore della gente. Proprio per questo stiamo pensando a un suo ritorno, come nostro competitore, alle corse, alla Formula 1". L'Ad di Fiat Chrysler Automobiles e presidente Ferrari, Sergio Marchionne lo ha detto a margine dello scambio di auguri con i giornalisti della F1.
"E' importante che l'Alfa Romeo torni. Sarà un competitore in più". Il Biscione, scuderia in cui fu coinvolto anche Enzo Ferrari, fu attivo in Formula 1 dal 1950 al 1985, e come fornitore di motori fino al 1988. Vinse l'edizione 1950 con la 158 e Nino Farina e nel '51 la 159 di Juan Manuel Fangio. In totale ha disputato 110 gare ottenendo 11 vittorie.
Le prime coppe della F1 andarono al Biscione
L'Alfa Romeo è stata presente sui circuiti a fasi alterne, con la sua scuderia e come fornitrice di motori. La prima fase fu dal 1950 - con la vittoria di Nino Farina alla prima edizione del Campionato - al 1952. Nonostante i fondi esigui, l'Alfa seppe comunque imporsi nei primi due campionati. Nel 1952 l'IRI, l'ente pubblico che era proprietario dell'Alfa Romeo, decise di ritirare la scuderia dalla Formula 1 a causa della crescente concorrenza delle altre squadre, in particolar modo della Ferrari. Il Governo italiano, infatti, si rifiutò di destinare fondi per la costosa progettazione del nuovo modello di vettura.
Dal 1960 l'Alfa Romeo tornò in Formula 1 nella prima parte degli anni sessanta, fornendo ad alcune scuderie minori il motore. Nel decennio successivo la Casa del Biscione si ripropose come fornitrice di motori, fino al 1979, anno in cui tornò in F1 come azienda costruttrice (fino al 1985).
Questo periodo in Formula 1 fu avaro di successi, infatti le monoposto Alfa Romeo non vinsero neppure un Gran Premio. Tra i risultati di rilievo ci furono due pole position e l miglior piazzamento della scuderia fu un 6º posto nel campionato costruttori del 1983. L'ultima stagione dell'Alfa Romeo nel campionato di Formula 1 come costruttore fu nel 1985.
Dal 1983 tornò a fornire motori fino al 1988, ultima stagione con motori turbo. A quel punto però la dirigenza della Casa del “biscione” era contrariata per la pubblicità negativa generata dagli scarsi risultati dell'Osella che montava motori Alfa, così proibì a quest'ultima l'uso del nome Alfa Romeo. In questo modo, i motori montati nel 1988 furono conosciuti semplicemente come “Osella V8”. Alla fine della stagione l'accordo terminò, ponendo fine alla partecipazione dell'Alfa Romeo nella Formula 1.
(red.)