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Il popolo svizzero dovrebbe accettare la riforma fiscale delle imprese, mentre la causa sembra persa per i fautori dell'iniziativa che mira a vietare i voli degli aerei da combattimento nelle zone turistiche.
È quanto risulta dall'unico sondaggio condotto dall'istituto gfs.bern per conto della SRG SSR idée suisse sulle votazioni federali del 24 febbraio.
A tre settimane dallo scrutinio, l'iniziativa popolare "Contro il rumore dei velivoli da combattimento nelle regioni turistiche" non riesce ad ottenere la maggioranza.
Poco più della metà delle persone consultate (55%) boccia la proposta. I sostenitori rappresentano appena il 34% e gli indecisi l'11%. Perciò anche se tutti questi ultimi dovessero optare per un "sì", l'iniziativa non passerebbe comunque lo scoglio delle urne.
D'altra parte, l'esperienza dimostra che l'opposizione a un'iniziativa popolare tende generalmente a rinforzarsi man mano che ci si avvicina alla scadenza del voto.
In tale contesto non appare esagerato dire che le probabilità di accettazione di questa iniziativa sono praticamente nulle. L'istituto gsf.bern rileva peraltro che gli avversari dell'iniziativa hanno il gioco facile. Basta che chiedano lo statu quo o che facciano leva sulla paura dei cambiamenti fra le cerchie di elettori che non sono interessati dal problema, ossia dal rumore degli aerei da combattimento.
Manca la maggioranza assoluta
I giochi sono invece più serrati per la riforma dell'imposizione delle imprese. Al momento il progetto raccoglie i favori del 46% degli intervistati, contro il 31% di opposizioni. Gli indecisi sono il 23%. Per ora dunque il progetto di riforma non riunisce la maggioranza assoluta.
Ciò nonostante, i sostenitori sono ampiamente in testa. Per ottenere la vittoria il 24 febbraio gli avversari dovrebbero convincere ben più della metà degli indecisi. Un compito molto arduo considerato che il campo dei referendari solitamente tende all'erosione con l'avanzare della campagna.
Tra i sostenitori della riforma, l'argomento che prevale è di natura economica. Costoro ritengono infatti che la modifica favorisce la crescita economica e la creazione di impieghi. Inoltre, a loro avviso, la Svizzera è praticamente obbligata ad allinearsi alle pratiche fiscali degli altri paesi per restare competitiva.
Per gli avversari, il principale difetto della riforma è di sgravare fiscalmente gli azionisti invece delle aziende. A loro parere, inoltre, questa riforma è iniqua e graverebbe eccessivamente sulle finanze pubbliche.
Classico duello
Come prevedibile, la tematica ha scatenato uno dei più classici duelli fra destra e sinistra. Più del 60% degli intervistati vicini ai partiti borghesi la sostiene. Sul fronte opposto, il 61% di coloro che sono vicini al Partito socialista non le dà scampo e solo uno stringato 19% la appoggia.
Più sfumate le posizioni fra i Verdi. Collocati sulla sinistra dello scacchiere politico, gli ecologisti la rifiutano, ma con una proporzione meno netta dei socialisti. Soltanto il 40% dei Verdi dice "no", contro il 32% di "sì" e il 28% di indecisi.
A livello di regioni linguistiche; il tasso di opposizione è praticamente uguale tra tedescofoni (37%) e francofoni (35%). Solo gli italofoni presentano una grossa differenza con il 58% di sostenitori della riforma fiscale.
Una netta discrepanza emerge fra i sessi: il 52% degli uomini intervistati la sostiene, contro solo il 38% delle donne.
swissinfo, Olivier Pauchard
(Traduzione dal francese di Sonia Fenazzi)
Il sondaggio
Riforma della fiscalità delle imprese: 46% di sì, 31% di no, 23% d'indecisi.
Iniziativa contro i velivoli da combattimento nelle zone turistiche: 55% di no, 34% di sì, 11% d'indecisi.
Tasso di partecipazione: il 41% degli intervistati è sicuro di partecipare allo scrutinio, mentre l'11% è sicuro di non partecipare.
Questo sondaggio è stato realizzato tra il 28 gennaio e il 2 febbraio.
Sono state intervistate telefonicamente 1202 persone di tutte le regioni linguistiche della Svizzera.
Il margine di errore è di più o di meno il 2,2%.
I due oggetti
L'iniziativa che mira a vietare i voli di aerei da combattimento nelle zone turistiche è stata lanciata dal celebre ecologista Franz Weber.
Ha il sostegno della sinistra, mentre è combattuta dalla destra e dal governo.
La riforma dell'imposizione delle imprese costituisce la seconda fase del grande cantiere fiscale. La prima fase riguardava le holding, mentre la seconda ha l'obiettivo dichiarato di sgravare le piccole e medie imprese (PMI).
La riforma prevede diverse misure. La più controversa politicamente è la soppressione della doppia imposizione per i proprietari di PMI che detengono più del 10% del capitale aziendale.
Questa riforma è appoggiata dal governo e dai partiti di destra. È invece osteggiata dalla sinistra.