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PAPHOS (CIPRO) - Il Papa, arrivato oggi a Cipro, nella sua prima cerimonia non ha risposto in pubblico all'appello che gli ha rivolto l'arcivescovo ortodosso Chrysostomos II perché cooperi attivamente con i greco-ciprioti per porre fine all'occupazione turca di una parte dell'isola. Ha invece lanciato un'esortazione per l'ecumenismo tra i cristiani.
Il luogo dov'è avvenuta la cerimonia è carico di simboli. A Paphos, dove il papa è sbarcato oggi, approdò nel lontano 45 San Paolo, accompagnato da Barnaba, nel primo viaggio apostolico per predicare la parole di Cristo. L'apostolo delle genti riuscì perfino a convertire il proconsole romano, Sergio Paolo.
"Fu quindi da questo posto - ha rimarcato il pontefice - che il messaggio del Vangelo cominciò a diffondersi in tutto l'impero, e la Chiesa, fondata sulla predicazione apostolica, fu capace di piantare radici in tutto il mondo fino ad allora conosciuto", ha osservato Benedetto XVI parlando nell'area archeologica di Paphos, dove sorge anche la chiesa di Aghia Kiriaki Chrysopolitissa, risalente al XIII secolo ed oggi aperta al culto di tutte le comunità cristiane". Sul palco, oltre al Papa e al capo della Chiesa greco-ortodossa di Cipro, anche una dozzina di metropoliti del Santo Sinodo locali. Attorno alle rovine, una folla di alcune centinaia di fedeli ortodossi e cattolici in festa.
SDA-ATS