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Tre miliardi in meno di uccellini nei cieli del Nordamerica in 50 anni. Un crollo del 29% dei volatili in Canada e Stati Uniti dal 1970. E anche le specie più diffuse si stanno assottigliando: passerotti e pettirossi.
Il bollettino delle perdite viene da un'analisi pubblicata sulla rivista "Science". A commentare i dati David Yarnold, presidente della prestigiosa associazione Usa "National Audubon Society", che ha definito i risultati "una crisi di grandi proporzioni". Lo studio si è basato sui rilevamenti relativi a 500 diverse specie di di uccelli condotti da un team di ricercatori provenienti da università, associazioni private, agenzie governative ecc, che hanno unito gli sforzi combinando vari metodi di ricerca.
Secondo gli esperti tra le cause del crollo nel numero degli uccelli ci sono i cambiamenti climatici, la perdita di habitat naturali, l'uso di pesticidi tossici anche per i volatili. I rischi per l'ecosistema appaiono incalcolabili: gli uccelli svolgono un ruolo chiave ne processi di impollinazione, nel controllo degli insetti, nella rigenerazione delle foreste. La drammaticità dei risultati ha sorpreso gli stessi studiosi.
Anche in Europa si sta verificando un fenomeno simile - ha commentato con il New York Times, l'esperto di clima Kevin Gaston, dell'università di Exeter: "I numeri sulla perdita di uccelli sono simili".