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BERNA - Il presidente del PPD Gerhard Pfister sostiene il ministro degli affari esteri ticinese Ignazio Cassis e in un'intervista con l'Ostschweiz am Sonntag e la Zentralschweiz am Sonntag si esprime per una politica europea più prudente.
Pfister ai due domenicali ha affermato di non essere deluso da Cassis, poiché "ha dovuto insediarsi con un'eredità difficile in una situazione difficile della politica europea. Per questo non gli si può rimproverare che non si sia messo in evidenza subito".
Nei colloqui di casa von Wattenwyl tenutisi venerdì è stato indicato che il Consiglio federale ha eseguito un'analisi sistematica e si incontrerà tra tre settimane per una seduta di clausura, in cui si vogliono fare progressi sul dossier europeo, ha rivelato il presidente del PPD.
Non è solo l'UDC a remare contro, ha precisato Pfister, ma anche il PS «lavora con le fake news dal momento in cui sostiene che le misure di accompagnamento saranno smantellate. Questo ovviamente non aiuta».
Pfister non è però d'accordo con Cassis sul fatto di legare tutto in un unico grande pacchetto. «Ho enormi dubbi sul fatto che sia ragionevole (...) fin tanto che manca l'unità su cosa sia nell'interesse della Svizzera", ha detto ancora ai domenicali. "Prima di legare tutto in un pacchetto, bisogna essere sicuri che il contenuto sia veramente importante per il Paese».
Secondo il presidente del PPD sarebbe un errore passare dall'immobilità assoluta a un atteggiamento a tutto gas nei rapporti con l'UE. «Se viene proposto qualcosa, il Consiglio federale deve anche valutare se in una votazione popolare avrebbe delle chance. Poiché se dovesse fallire, perderemmo ancora più tempo».
«Chi vuole una buona intesa, dovrebbe attenersi almeno alle condizioni quadro elementari a livello giuridico. L'UE non l'ha fatto. Di conseguenza l'UE stessa non è evidentemente interessata a trovare una buona soluzione con la Svizzera», secondo Pfister.