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FRIBURGO - Ricercatori dell'università di Friburgo hanno scoperto un metodo innovativo per individuare la presenza di parassiti della malaria nel sangue. Questo strumento diagnostico, già testato in Brasile e per cui è già stata inoltrata una domanda di brevetto, appare molto promettente per l'identificazione di infezioni asintomatiche da Plasmodium, l'agente patogeno.
Il gruppo di chimica macromolecolare del professor Nico Bruns si è concentrato sull'emozoina, un pigmento prodotto dal parassita durante la "digestione" dell'emoglobina (la molecola contenuta nei globuli rossi che trasporta l'ossigeno). L'emozoina è dunque quello che si definisce un biomarcatore della presenza di Plasmodium.
Per rilevare il pigmento gli scienziati friburghesi sfruttano la sua capacità di catalizzare la formazione di polimeri (ossia macromolecole costituite da un gran numero di molecole più piccole unite in catena mediante lo stesso tipo di legame chimico). In presenza di emozoina, una soluzione inizialmente trasparente si fa lattiginosa man mano che la sintesi dei polimeri procede.
La torbidità è visibile a occhio nudo e la quantità di emozoina può facilmente essere dedotta con un semplice fotometro, uno strumento per la misurazione delle proprietà ottiche di soluzioni, si legge nella ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communications. La metodologia è molto efficace perché la reazione di polimerizzazione prende avvio anche con concentrazioni molto ridotte di emozoina.
L'applicazione della ricerca si deve al gruppo Hemolytics dell'Istituto Merkle, pure insediato all'alta scuola friburghese. Guidata da Jonas Pollard, l'équipe ha messo a punto uno strumento specificamente progettato per scoprire portatori senza sintomi del parassita, che potrebbero dunque trasmettere la malaria senza che ne siano a conoscenza, rendendo difficile l'eradicazione della patologia, indica un comunicato dell'ateneo friburghese.
Un test della malaria efficace per l'uso sul terreno deve essere molto sensibile, basato su reagenti durevoli e stabili, facili da maneggiare e poco costosi, scrivono i ricercatori nella loro pubblicazione. Finora nessun test della malaria sul terreno ha soddisfatto tutti questi requisiti, al contrario di quello friburghese per cui le premesse sono ideali.