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Potrebbe essere il popolo ad esprimersi sulla nuova legge neocastellana che prevede il riconoscimento di nuove comunità religiose.
Dando seguito alle indicazioni fornite subito dopo il voto del Gran consiglio, a inizio mese, la sezione cantonale dell'UDC ha deciso di lanciare il referendum.
Il riconoscimento avverrà unicamente ad opera del Consiglio di stato e del parlamento, senza la possibilità che il popolo possa esprimersi sul tema, cosa "intollerabile", affermano i democentristi in un comunicato. Solo i cittadini - viene argomentato - sono in grado di giudicare se una comunità religiosa sia sufficientemente integrata per godere di uno status di utilità pubblica.
L'UDC teme anche per la laicità del cantone. Qualsiasi ulteriore avvicinamento istituzionale tra lo stato e le comunità religiose - qualunque esse siano - sarebbe contrario a un principio cardine dell'ordinamento attuale, affermano i promotori del referendum.