Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/247610

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è chiamato a sviluppare una strategia per ancorare i 17 obiettivi per uno sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDG) dell'ONU in linee guida destinate alle federazioni sportive internazionali che risiedono in Svizzera. </p><p>La Svizzera è sede di oltre 60 federazioni sportive internazionali (FIFA, UEFA, IIHF ecc.) nonché del Comitato olimpico internazionale. Il nostro Paese ha quindi una grande responsabilità nel contesto sportivo internazionale poiché, in qualità di Paese che accoglie tali organizzazioni, sta a noi definire le regole che devono rispettare. A livello internazionale, la comunità mondiale, sotto l'egida dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), si è vincolata a 17 obiettivi per uno sviluppo sostenibile. Quest'ultimi assicurano a lungo termine uno sviluppo economico, sociale ed ecologico sostenibile e hanno una portata globale perché sostenute da tutti gli Stati ONU. </p><p>Le federazioni sportive internazionali sono organizzazioni con un elevato potere e ingenti risorse finanziarie che organizzano grandi eventi sportivi in tutto il mondo, ma troppo spesso non soddisfano i 17 obiettivi - tra cui diritti dell'uomo, democrazia, ecologia e stato di diritto. Corruzione, sfruttamento, violazione dei diritti dei lavoratori, progetti edilizi faraonici senza uno sfruttamento sostenibile e la mancanza di pari opportunità per entrambi i sessi sono problematiche che spesso coinvolgono queste federazioni sportive e i loro grandi eventi - non da ultimo i campionati mondiali 2022 della FIFA in Qatar.</p><p>La Svizzera in qualità di Paese ospite delle sedi di molte di queste federazioni sportive è tenuta ad armonizzare le proprie azioni con gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile della comunità mondiale. Il Consiglio federale è quindi chiamato ad elaborare una strategia in tal senso.  </p><p>In un primo momento il Consiglio federale potrebbe integrare queste federazioni sportive internazionali nel programma "Imprese e diritti umani" che si orienta a questi obiettivi nonché all'Agenda 2030 dell'ONU. La sensibilizzazione delle imprese prevista dal programma deve essere estesa anche alle federazioni sportive internazionali, le quali sono diventate a tutti gli effetti grandi aziende.  </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2015, i Paesi membri dell'ONU, tra cui la Svizzera, hanno adottato l'agenda 2030 che comprende 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) concernenti le tre dimensioni dello stesso, ovvero economica, sociale ed ecologica.</p><p>Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla promozione e all'attuazione degli OSS. Il 23 giugno 2021 ha adottato la Strategia di sviluppo sostenibile 2030 (SSS 2030) (Ufficio federale dello sviluppo territoriale ARE &gt; Sviluppo sostenibile &gt; Strategia e rapporti &gt; Strategia per uno sviluppo sostenibile), nella quale ha fissato gli ambiti tematici prioritari nonché le modalità con cui intende attuare i 17 OSS dell'Agenda 2030. La SSS 2030 sancisce lo sviluppo sostenibile come un importante requisito per tutti gli ambiti di attività della Confederazione, inclusi lo sport e in particolare lo sport internazionale.</p><p>I servizi federali competenti collaborano strettamente e stanno già sviluppando strategie volte all'attuazione dell'Agenda 2030 e della SSS 2030 da parte delle federazioni sportive internazionali.</p><p>La misura 5 del piano d'azione citato nel postulato e adottato dal Consiglio federale il 15 gennaio 2020, ovvero "Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani. Piano d'azione nazionale della Svizzera 20202023", prevede che la Confederazione lavori congiuntamente alle federazioni sportive internazionali "all'attuazione dei Principi guida dell'ONU nel campo dei grandi eventi sportivi e dello sport in generale".</p><p>Le "Linee guida sui diritti umani 20212024" adottate dal DFAE il 3 giugno 2021 prevedono che "la Svizzera s'impegni affinché i diritti umani siano rispettati anche nello sport e nell'ambito dei grandi eventi sportivi".</p><p>Nella strategia per il sostegno di grandi manifestazioni sportive (Ufficio federale dello sport &gt; Promozione dello sport &gt; Promozione dello sport di prestazione &gt; Grandi manifestazioni sportive), elaborata congiuntamente dall'Ufficio federale dello sport e da Swiss Olympic, della quale ha preso atto il Consiglio federale e che è stata adottata il 1° ottobre 2021, si stabilisce che le grandi manifestazioni sportive debbano essere organizzate in modo esemplare per quanto riguarda la sostenibilità, l'ambiente e il buongoverno. Gli organizzatori potranno dunque ottenere contributi di sostegno soltanto se si allineano alle strategie energetiche, climatiche e di politica sociale del Consiglio federale.</p><p>La Svizzera è inoltre tra i fondatori del Centro per lo sport e i diritti umani, lanciato il 26 giugno 2018 e con sede a Ginevra. Il Centro, sostenuto dal CIO, dalla FIFA e dalla UEFA, ha l'obiettivo di promuovere i diritti dell'Uomo in occasione di grandi eventi sportivi. Proprio in virtù dell'intenso dialogo con le federazioni sportive internazionali che hanno sede nel nostro Paese, la Svizzera svolge un ruolo importante nei vari organismi internazionali quali il Consiglio d'Europa e l'UNESCO, dove temi come l'integrità, il buongoverno e i diritti umani sono oggetto di discussioni tra gli Stati e le federazioni sportive internazionali. Questa cooperazione ha portato nel 2018 alla firma di memorandum d'intesa tra il Consiglio d'Europa e la UEFA e tra il Consiglio d'Europa e la FIFA. Sempre in virtù di questo dialogo, il CIO ha adottato nel 2017 delle esigenze contrattuali per i Paesi ospitanti basate sugli OSS, mentre la FIFA ha sviluppato una politica sui diritti umani per l'assegnazione dei campionati mondiali di calcio a partire dal 2026.</p><p>Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale ritiene che la richiesta contenuta nel postulato sia già stata presa in considerazione e che la Svizzera non debba pertanto introdurre una strategia di sviluppo sostenibile, che per di più si applicherebbe unicamente alle federazioni sportive internazionali con sede nel nostro Paese.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.