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L'arrivo di Emmanuel Macron alla Tour Eiffel di Parigi, dove lo aspettavano migliaia di suoi sostenitori festanti, è stato salutato dalle note dell'Inno alla gioia di Beethoven, l'inno dell'Europa unita.
All'inizio del suo discorso ha reso omaggio a chi lo ha "votato non perché condivide le mie idee, ma per sbarrare la strada all'estrema destra". Alla folla e al Paese ha promesso di essere il presidente di tutti e alla Francia "una nuova era" che non sarà "il proseguimento del quinquennio che si chiude". Dovrà essere trovata risposta anche alla collera e al disaccordo di chi ha votato Marine Le Pen.
"Nessuno sarà lasciato indietro, dovremo rispondere alla rabbia del Paese", ha promesso, auspicando "l'invenzione collettiva di un nuovo metodo per 5 anni migliori al servizio del nostro Paese, dei nostri giovani".
"C'è molto da fare. La guerra in Ucraina ci ricorda che stiamo attraversando tempi tragici in cui la Francia deve mostrare la chiarezza della sua voce, e costruire la sua forza in tutti i campi. E noi lo faremo", ha assicurato. Ad ascoltarlo c'erano anche il primo ministro Jean Castex, i membri del governo, i rappresentanti della maggioranza parlamentare e il suo alleato François Bayrou, presidente del Movimento democratico.
Al termine dell'intervento il Campo di Marte è stato riempito dagli applausi e dalle parole della Marsigliese cantata dal mezzo-soprano egiziano Farrah El Dibany, membro dell'Académie de l'Opéra national de Paris.