Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/227940

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato, fondandosi sugli articoli 40 e 40d della legge sui brevetti, di adoperarsi in favore di licenze obbligatorie per farmaci, vaccini e altri beni medici tesi a combattere il coronavirus.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In relazione all'attuale pandemia da COVID-19, la Svizzera reputa fondamentale garantire, tramite misure adeguate e a lungo termine implicanti tutti gli attori, la protezione del maggior numero di vite possibile e una rapida normalizzazione della vita sociale. Il Consiglio federale appoggia pertanto la richiesta avanzata dalla mozione, ossia permettere anche ai Paesi più poveri di accedere equamente ai beni medici e ai farmaci, vaccini inclusi. La protezione brevettuale costituisce la pietra angolare a tal fine.</p><p>Un accesso equo presuppone un netto incremento delle attuali capacità produttive. Tramite contratti, ossia licenze volontarie concesse dagli sviluppatori di agenti terapeutici, le imprese farmaceutiche svizzere sono parte integrante delle catene di produzione globali. La concessione di licenze presuppone l'esistenza di brevetti. A differenza delle licenze obbligatorie, le licenze volontarie non soltanto danno accesso alle invenzioni divulgate nei fascicoli di brevetti, ma garantiscono anche il trasferimento del know-how e della tecnologia non descritti nei fascicoli di brevetti. Le imprese possono così produrre in maniera rapida, efficiente e sicura. Le licenze contrattuali permettono di moltiplicare tali partenariati a livello mondiale e di mantenere le collaborazioni esistenti.</p><p>Rispetto a quelle obbligatorie, il Consiglio federale ritiene quindi le licenze volontarie più efficaci per potenziare le capacità produttive, in particolare perché rendono possibile il trasferimento di know-how tra i partner di licenza. Secondo il diritto dell'OMC (Accordo TRIPS), lo strumento delle licenze obbligatorie permette, in determinate situazioni, di rispondere a necessità di salute pubblica. È previsto anche nel diritto svizzero nella legge federale sui brevetti d'invenzione (LBI; RS 232.14). L'articolo 40 LBI disciplina le licenze obbligatorie concesse nell'interesse pubblico e l'articolo 40d LBI le licenze obbligatorie per l'esportazione di prodotti farmaceutici in Paesi con una capacità produttiva inesistente o insufficiente. In entrambi i casi la concessione di una licenza obbligatoria deve tuttavia essere richiesta dinanzi a un tribunale. La decisione spetta al giudice. Il Consiglio federale non può dunque decidere di concedere licenze obbligatorie.</p><p>Il potenziamento delle capacità produttive contribuisce in maniera determinante a rendere accessibili a medio e lungo termine i farmaci e i dispositivi medici. Anche al fine di apportare un aiuto immediato, nell'aprile 2020 e 2021 il Consiglio federale ha approvato due crediti supplementari in favore dell'impegno internazionale nella lotta alla pandemia da COVID-19, destinati in particolare a programmi bilaterali e umanitari nei Paesi prioritari della cooperazione internazionale della Svizzera nonché a iniziative multilaterali quali l'"Access to Covid-19 Tools Accelerator" (ACT-A). La Svizzera sostiene peraltro, sin dall'inizio, l'iniziativa Covax-AMC (Covax Advance Market Commitment), che mira a garantire un accesso ai vaccini a 92 Paesi a basso reddito. Il 30 giugno 2021 il Consiglio federale ha inoltre deciso di consegnare a Covax quattro milioni di dosi di cui non ha bisogno. Esso si attende che anche l'industria farmaceutica contribuisca a un accesso equo ai vaccini.</p><p>Il Collegio governativo è convinto che sospendere la protezione dei diritti di proprietà intellettuale in relazione alla pandemia, come chiesto da alcuni Paesi membri dell'OMC, non permetterebbe di garantire un accesso equo, abbordabile e rapido ai dispositivi medici e ai farmaci, inclusi i vaccini contro il COVID-19. Per garantire un tale accesso sono piuttosto necessari una collaborazione stretta e armoniosa tra tutti gli attori rilevanti nonché un approccio globale, che consideri anche gli ostacoli al commercio compromettenti l'accesso alle tecnologie sanitarie (p. es. restrizioni d'esportazione per i prodotti importanti in caso di pandemia). Il Consiglio federale si adopera quindi nei forum internazionali come l'OMC e l'OMS in favore di una discussione obiettiva volta a trovare soluzioni pratiche a problemi concreti.</p><p>La Svizzera si adopera pertanto con vigore in favore di un accesso equo agli agenti terapeutici, vaccini inclusi. Il contributo del Consiglio federale non può tuttavia consistere nella concessione di licenze obbligatorie, in quanto ciò non rientra nella sua competenza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.