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BRUXELLES - Tutti i dossier di negoziato tra Unione europea e Svizzera sono stati sbloccati: è quanto hanno annunciato la consigliera federale Doris Leuthard, in visita a Bruxelles, e il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker.
«In tutti i settori avvieremo nuovamente negoziati tecnici», ha detto oggi la presidente della Confederazione nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles.
Secondo Leuthard la nuova legge, che prende in considerazione il risultato dell'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa" e impone il principio della "preferenza per i lavoratori indigeni", entrerà in vigore il 1. gennaio 2018.
Juncker ha osservato che la formulazione rispetta il principio della libera circolazione e ha invitato a «non mescolare» i negoziati tra l'Ue e la Svizzera con quelli per la Brexit, perché la Confederazione «fa parte del mercato unico», mentre il Regno Unito «punta ad un accordo di libero scambio».
Berna ha accettato il riavvio della trattativa su quelli che ha definito «i pomi della discordia», in particolare il cosiddetto «accordo quadro istituzionale» che implica l'accettazione da parte della Svizzera della giurisdizione della Corte di Giustizia europea e quello sulle regole per gli aiuti di Stato.
Nella conferenza stampa comune, Leuthard ha sottolineato come la Confederazione sia il terzo partner commerciale di Bruxelles, e che quest'ultimo ricava dagli scambi un surplus di 21 miliardi di euro l'anno. Dal canto suo, dopo mesi in cui l'opinione pubblica elvetica ha accusato l'Ue di non prendere in considerazione il "rango" della Svizzera, Juncker ha dichiarato che «non ci sono diktat» e ha annunciato che per verificare lo sviluppo del negoziato, ci saranno due nuovi faccia a a faccia in estate e in occasione di una visita in Svizzera «a fine autunno». Tali incontri serviranno a fare il punto in vista di un accordo generale da concludere «nei prossimi mesi e anni».
Juncker ha anche sottolineato che l'atteggiamento dell'Ue è «rispettoso» della Confederazione. «Non facciamo ricatti alla Svizzera né a nessun altro» ha risposto a una specifica domanda, mentre Leuthard da una parte ha osservato che «qualche Stato membro non riconosce l'importanza della Svizzera» ma ha assicurato che se ci saranno gli attesi progressi positivi nei negoziati «è interesse della Confederazione» sbloccare il contributo da un miliardo di euro ai fondi per la coesione europei.