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L'adesione alle Nazioni Unite e la coesione nazionale sono i temi della tradizionale allocuzione di Capodanno del Presidente della Confederazione.
«È arrivata l'ora per la Svizzera di aderire a pieno titolo alle Nazioni Unite». Il Presidente della Confederazione, Kaspar Villiger - che ha scelto come luogo simbolico per parlare alla nazione l'arteplage di Yverdon-Les-Bains - ha lanciato, nel suo discorso d'inizio anno, un appello in favore di una partecipazione attiva e cosciente del paese all'organizzazione internazionale.
«È nel nostro interesse - ha detto il capo del dipartimento delle finanze enumerando gli obiettivi della politica estera elvetica - far rispettare i diritti umani, contribuire alla soluzione dei conflitti, combattere la fame e proteggere l'ambiente». Tutti obiettivi, ha aggiunto, «perseguiti anche dalle Nazioni Unite».
Il nostro paese, ha poi ricordato il consigliere federale lucernese, «partecipa a tutte le organizzazioni affiliate all'Onu ed è quindi giusto che faccia sentire il proprio peso all'interno di questa organizzazione».
«Guerre, povertà e fame rappresentano un terreno fertile per le migrazioni e l'insorgere del terrorismo», ha poi aggiunto. Si tratta di fenomeni «che non risparmiano nemmeno noi». «Per questa ragione - ha affermato il presidente della Confederazione - dobbiamo partecipare alla soluzione di queste sfide cui è confrontata la comunità internazionale».
«L'Onu - ha dichiarato Villiger - non è esente da pecche». «Tuttavia - ha precisato - è l'unica organizzazione a livello planetario che si impegna a risolvere questi problemi».
La Svizzera e le sfide del futuro
Nel suo discorso, Kaspar Villiger ha riconosciuto che la Svizzera, se paragonata ad altri paesi, «è tutto sommato una nazione in buona salute». Tuttavia, non mancano i problemi. Soprattutto «si percepisce una certa insicurezza». L'economia sta rallentando, «e per molte persone i cambiamenti che il nostro paese vive quotidianamente sono troppo rapidi».
«I drammi cui siamo stati confrontati negli ultimi mesi - strage di Zugo e crisi Swissair - ci hanno sconvolto, lasciando spazio a un sentimento di inquietudine», ha detto Villiger. Ciononostante, «non dobbiamo rassegnarci». Nei momenti difficili, «bisogna risolvere i problemi alla radice». A parere di Villiger questo significa adattare le strutture economiche e dello stato alle nuove circostanze.
Per il presidente della Confederazione, gli svizzeri hanno la forza per affrontare le sfide del futuro. Da quello che è ancora un cantiere per l'arteplage di Yverdon, ha ricordato l'apertura imminente dell'esposizione nazionale, un evento destinato secondo Villiger a far incontrare visitatori stranieri e svizzeri ma anche a diventare «luogo di incontro con la nostra storia, il nostro avvenire e la nostra cultura».
Se la diversità culturale rappresenta la ricchezza della Svizzera, ha detto Villiger, «è altrettanto vero che la coesione nazionale non è mai acquisita definitivamente». «Per questo motivo - ha aggiunto - è necessario rinnovare gli sforzi per rinvigorire il sentimento di appartenenza comune». Nel suo discorso, Villiger si è poi appellato al senso civico, alla solidarietà, al rispetto delle minoranze e all'equlibrio sociale.
swissinfo e agenzie