Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/6210

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiediamo al Consiglio federale come prospetta il futuro della Sezione della Svizzera italiana dell'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale (ISPFP): intende continuare a sostenere i suoi sforzi per rispondere alle esigenze dell'area italofona in materia di formazione dei docenti di scuole professionali e per sviluppare le sue attività, in modo che la minoranza italofona possa disporre della stessa offerta didattica degli altri due gruppi linguistici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale attribuisce notevole importanza alle questioni che riguardano la formazione in generale e a quelle relative alla formazione professionale in particolare. Investire nella formazione, significa innanzitutto investire nel futuro. Simili investimenti contribuiscono considerevolmente a fornire a una società i mezzi necessari per far fronte al cambiamento sempre più rapido e a influire attivamente su tali mutamenti. Le risorse disponibili devono pertanto essere impiegate con la maggiore efficacia possibile; il Consiglio federale considera questo principio un compito e al tempo stesso un obbligo. In altre parole, ciò significa che i mezzi devono essere ripartiti equamente, tenendo conto della specificità die bisogni dei diversi beneficiari. Già al momento dell'ampliamento dell'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale (ISPFP), il Consiglio federale si era basato su questo genere di considerazioni.</p><p>Con la creazione, nel 1991, di una sezione autonoma dell'ISPFP a Lugano, la Confederazione ha ampiamente sviluppato la formazione degli insegnanti delle scuole professionali della Svizzera italofona, formazione impartita in precedenza a Losanna. In tal modo, l'impegno a favore della formazione degli insegnanti delle scuole professionali della Svizzera italiana è superiore a quello delle altre regioni linguistiche. Tra il 1990 e il 1994, la quota delle spese dell'Istituto per la Svizzera italiana è passata dal 14,5 al 20,5 per cento, ossia a circa 1,1 milioni di franchi. I compiti dell'Istituto sono assunti in loco da tre funzionari e 14 persone che lavorano sulla base di un contratto di lavoro a tempo parziale o su mandato. Paragonato alla proporzione degli apprendisti di lingua italiana nel nostro paese, che è dell'8,7 per cento (Ufficio federale di statistica, anno scolastico 1993/94), l'impegno della Confederazione a favore degli insegnanti delle scuole professionali italofone rimane comunque considerevole.</p><p>In seguito alla precaria situazione delle finanze federali, anche l'ISPFP si vede costretto a concentrare le sue risorse sui principali bisogni in materia di formazione. Ne consegue che, a prescindere dalle regioni linguistiche, l'Istituto può per esempio trovarsi nell'impossibilità di rispondere positivamente alla totalità delle domande di formazione e di perfezionamento degli insegnanti delle scuole professionali. Questa concentrazione di risorse non può naturalmente essere effettuata a scapito dell'una o dell'altra regione del paese, per cui lo sforzo importante fornito a favore della Sezione italofona dell'Istituto sarà salvaguardato nella sua sostanza e - per quanto concerne l'ordine di grandezza - mantenuto nelle proporzioni attuali. Il Consiglio federale è fiducioso che questa situazione non comporterà perdite dal profilo della qualità della formazione e del perfezionamento degli insegnanti delle scuole professionali. Vista la particolarità della sua situazione economica e culturale, esso intende inoltre assicurare al Cantone Ticino che continuerà a riservare particolare attenzione ai suoi problemi e ai suoi bisogni in tutti gli ambiti, incluso quello della formazione professionale.</p>