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UN COMPITO GLOBALE
I beni culturali costituiscono una componente essenziale del patrimonio culturale dell'umanità:danno significato e senso alle nostre vite, rappresentano un fondamento identitario e trasmettono conoscenze e informazioni alle generazioni future. Oltre alle guerre e ai conflitti armati, i disastri naturali e tecnologici rappresentano la più grande minaccia per i beni culturali. La protezione dei beni culturali è un compito globale ed è sancita da convenzioni internazionali. La sua attuazione richiede prevenzione e azioni intraprese a livello locale.
LA CONVENZIONE DELL'AIA PER LA PROTEZIONE DEI BENI CULTURALI
La Convenzione dell'Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (versione tedesca: Haager Abkommen für den Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten, versione francese: Convention pour la protection des biens culturels en cas de conflit armé, versione inglese:Hague Convention for the Protection of Cultural Property in the Event of Armed Conflict) è un trattato internazionale stipulato nel 1954 con lo scopo di proteggere i beni culturali da distruzione o danneggiamento, furto, saccheggio e altre forme di appropriazione illecita in caso di guerre o conflitti armati. Definisce i beni culturali come "beni, mobili o immobili, che siano di grande importanza per il patrimonio culturale dei popoli". L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) vigila sull’applicazione della Convenzione dell'Aia.
SECONDO PROTOCOLLO DELLA CONVEZIONE DELL’AIA
Nonostante gli accordi internazionali, alla fine del XX secolo si verificarono ripetuti attacchi mirati e distruzioni di beni culturali. Emersero così le debolezze della Convenzione dell'Aia, in particolare relative al perseguimento di reati penali. Per colmare queste lacune,alla Convenzione venne aggiunto il Secondo protocollo in occasione di una conferenza diplomatica tenutasi dal 15 al 26 marzo 1999. Quando, cinque anni dopo, il Secondo protocollo venne adottato, l'obiettivo era estendere e chiarire le disposizioni della Convenzione del 1954 e rivederle in quei settori in cui l’attuazione pratica si era rivelata inadeguata. Nel 2016, la Corte internazionale di giustizia ha pronunciato la prima condanna penale ai sensi della Convenzione dell'Aia.
TRAFFICO ILLECITO DI BENI CULTURALI
Il furto e il saccheggio di beni culturali rappresentano una grande sfida a livello internazionale. Ad oggi, il più importante strumento di diritto internazionale per la lotta al commercio illegale di beni culturali è la Convenzione dell'UNESCO del 1970 concernente le misure da adottare per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali, che ha come obiettivo la prevenzione del commercio illecito di beni culturali mobili e prevede un diritto alla restituzione in caso di trasferimento illegale.