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Il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet domani non si recherà a Berna per spiegare al PLR svizzero i fatti legati al suo viaggio ad Abu Dhabi. "Preferisce esprimersi al Consiglio di Stato", ha indicato oggi il suo ufficio.
"Desideriamo ascoltare i fatti direttamente da lui", aveva dichiarato ieri a Keystone-ATS la portavoce Karin Barras, riferendosi alla convocazione da parte del partito. Anche il presidente del PLR ginevrino Alexandre de Senarclens è stato convocato. La situazione fra Maudet e il PLR svizzero è già tesa da qualche settimana. "Se fossi Pierre Maudet avrei già dato le dimissioni", aveva dichiarato alla radiotelevisione romanda RTS la presidente Petra Gössi, aggiungendo che non vede come il consigliere di Stato possa riguadagnare la credibilità perduta. Il PLR svizzero non possiede veri mezzi di ritorsione e non può sanzionare la singola persona. L'unica opzione sarebbe quella di escludere tutta la sezione ginevrina.
A Ginevra si levano comunque voci a favore di una dimissione. Il consigliere nazionale Benoît Genecand ha ad esempio dichiarato a "Tribune de Genève" e "24 Heures" che "è tempo di chiarire la situazione (...). Per poter dirigere è necessario essere credibili ed ascoltati dalle persone". La posizione di Maudet "non è buona né per lui, né per il partito, né per il Cantone. Si deve dimettere", ha aggiunto. Una petizione on line che chiede le sue dimissioni ha nel frattempo raccolto migliaia di adesioni.