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La strategia di risanamento delle finanze federali, annunciate giovedì dal ministro delle finanze Villiger, non convincono i partiti di governo.
I partiti borghesi le ritengono troppo timide, i socialisti criticano i tagli.
Il Consiglio federale non ha il coraggio di condurre una politica finanziaria responsabile, afferma l'Unione democratica di centro (UDC) in un comunicato. Le proposte di risparmio arrivano troppo tardi e non sono sufficienti per risolvere il deficit della Confederazione. L'UDC propone di introdurre un referendum finanziario.
Anche per il Partito liberale radicale (PLR) il governo non si spinge abbastanza avanti. I radicali propongono però un altro strumento di controllo: il veto popolare alle spese.
Il pacchetto fiscale non deve essere rimandato alle calende greche, aggiunge il PLR in un comunicato. Gli sgravi per le famiglie devono essere introdotti al più presto in modo da aumentarne il potere di acquisto.
«Un colpo fatale per la congiuntura»
Un'opinione condivisa anche dal Partito popolare democratico (PPD). Il partito è contrario a un aumento delle imposte, ha precisato il segretario generale Reto Nause. «Sarebbe un colpo fatale per la congiuntura».
Una riduzione delle tasse sarebbe invece «irresponsabile» perché farebbe lievitare l'indebitamento pubblico. Il PPD propone di pianificare in anticipo i compiti e i risparmi della Confederazione e di diminuire le spese per il personale dell'amministrazione.
La strategia del Consiglio federale è globalmente sbagliata e rallenterà la congiuntura, ha detto il portavoce del Partito socialista svizzero (PS) Jean-Philippe Jeannerat. «Sono le persone già svantaggiate che ne pagheranno le conseguenze».
I socialisti si oppongono anche alla riduzione delle imposte. A loro avviso, è inutile operare riduzioni fiscali quando la Confederazione ha bisogno di soldi. Gli sgravi per le famiglie andranno a favore soprattutto dei redditi elevati, ha aggiunto Jeannerat. Le famiglie più modeste saranno invece colpite dai tagli nelle assicurazioni sociali.
Critiche dai sindacati...
Travail.suisse, la nuova organizzazione mantello degli impiegati dell'industria delle macchine e dell'elettricità, vede una sola opzione possibile: un aumento dell'imposta federale diretta che graverà solo in minima parte sui meno abbienti.
L'Unione sindacale svizzera critica in particolare il progetto di rinunciare dal 2006 all'indice misto e di tener conto solo del rincaro per adattare le rendite AVS. A suo avviso, questa soluzione destabilizzerebbe l'intero sistema e peggiorerebbe la situazione dei pensionati.
...e dagli ambienti economici
Anche gli ambienti economici sono critici. Per Economiesuisse e l'Unione svizzera delle arti e mestieri questa situazione testimonia di una mancanza di disciplina riguardo alle spese e di un ottimismo eccessivo nella stima delle entrate. L'Unione svizzera degli imprenditori esige dal parlamento un maggiore rigore, in particolare per le assicurazioni sociali.
Le organizzazioni che rappresentano i gruppi colpiti dai risparmi sono deluse. Il governo ha previsto di risparmiare 420 milioni di franchi nell'AVS e AI.
Per Angeline Fankhauser, presidente della Federazione svizzera delle associazioni di pensionati, sarebbe meglio aumentare le tasse per quelli che guadagnano bene. Hannes Steiger, direttore dell'associazione procap, ricorda che la Confederazione ha concluso contratti con le associazioni di handicappati e deve quindi rispettare gli obblighi.
Stessi argomenti anche da parte del Sindacato del personale dei trasporti (SEV). La convenzione di prestazioni raggiunta fra la Confederazione e le FFS è un contratto formale e dev'essere onorato. Le FFS sottolineano dal canto loro che se avranno meno soldi non potranno più fornire lo stesso servizio. I tagli nell'agricoltura sono, per l'Unione svizzera dei contadini, un «segnale negativo».
Piuttosto soddisfatta invece la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, visto che i cantoni non dovrebbero patire dei tagli.
swissinfo e agenzie