Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/138778

<h2>SubmittedText<h2><p>La Posta svizzera si accinge ad aumentare il prezzo di distribuzione dei giornali per l'importo di sei centesimi a esemplare, nel corso di tre tappe tra il 1° gennaio 2014 e il 1° gennaio 2016. Questo incremento, corrispondente al 24 per cento, giunge in un momento piuttosto delicato per la stampa svizzera, e in particolare per i piccoli gruppi editoriali. Contro questo aumento è stata attualmente avviata un'azione legale dinnanzi al giudice, il quale emetterà una decisione non prima del 1° gennaio 2014. A fronte di questa situazione, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Con l'introduzione delle nuove tariffe, il prezzo di distribuzione di un giornale di 24 pagine ammonterà a 26,2 centesimi, mentre quello di un quotidiano di 48 pagine sarà pari a 27,4 centesimi. Il Consiglio federale è consapevole che questo sistema tariffario approvato dalla Posta penalizza i piccoli giornali del nostro Paese e contribuisce alla concentrazione della stampa?</p><p>2. Nel quadro del sostegno indiretto alla stampa, la Confederazione stanzia ogni anno 50 milioni di franchi allo scopo di concedere dei ribassi sui prezzi di distribuzione dei giornali, in particolare di quelli più piccoli. Attuando il suddetto aumento, la Posta non si pone in netta contrapposizione con il sistema di sostegno della Confederazione?</p><p>3. A giustificazione di questo aumento, la Posta invoca un deficit alla voce di conto relativa alla distribuzione dei giornali. Questa motivazione non è in contrasto con l'articolo 16 della legge sulla Posta, in virtù del quale i prezzi di distribuzione dei giornali devono essere uniformi in tutta la Svizzera, comprese le regioni periferiche, il che comporta di fatto un deficit alla voce di conto relativa alla distribuzione dei giornali?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a intervenire nei confronti della Posta svizzera per sospendere questo aumento, finché non sia emessa una pronuncia giudiziale?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a impedire questo aumento finché le Camere federali adotteranno la nuova politica di sostegno alla stampa, attualmente in corso di elaborazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. La distribuzione di giornali e periodici in abbonamento rientra nelle prestazioni del servizio universale. I quotidiani in abbonamento sono distribuiti, sei giorni a settimana, in tutto il Paese a prezzi indipendenti dalla distanza. La Posta è tenuta per legge a fornire il servizio universale in modo economicamente autonomo. Essa deve stabilire i prezzi in base a principi economici considerando il finanziamento del servizio universale. L'aumento di prezzo si ripercuote in ugual misura su tutti i giornali e periodici in abbonamento. Il Consiglio federale non vede pertanto alcuna violazione del sostegno indiretto alla stampa. Il modello di prezzo in vigore dal 1° gennaio 2013 per le testate con e senza sostegno alla stampa rimane valido. La Posta continuerà a distribuire a prezzi fortemente ridotti gli esemplari dei quotidiani e dei settimanali della stampa regionale e locale, nonché quelli della stampa associativa e delle fondazioni. Nel 2014, la riduzione per ogni esemplare ammonta a 22 centesimi per la stampa regionale e locale e a 14 centesimi per quella associativa e delle fondazioni. Inoltre, i prezzi di distribuzione ordinari dei giornali sono nettamente più vantaggiosi di quelli per le lettere. Infatti, la distribuzione di un settimanale di 400 grammi in formato B4 costa 50 centesimi, mentre una lettera di posta A dal formato e dal peso uguali costa 2 franchi.</p><p>3. Su incarico del Consiglio federale, l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha analizzato il calcolo dei costi per attività (activity based costing) della Posta. È giunto alla conclusione che i costi del conto giornali vengono definiti in base a una contabilità analitica che soddisfa i requisiti di un moderno sistema di calcolo dei costi. Quest'ultimo si basa inoltre su valori medi a livello nazionale, ciò garantisce il rispetto della fissazione dei prezzi indipendentemente dalla distanza. Nell'ordinanza sulle Poste, il Consiglio federale chiede alla Posta una contabilità dei costi totali. I costi sono attribuiti secondo un modello a più livelli che ripartisce tutti i costi tra le prestazioni interessate e poggia su principi contabili oggettivamente giustificabili. I costi sorti nella distribuzione dei giornali hanno potuto essere giustificati su questa base. Per quanto riguarda i ricavi si osserva però che i prezzi dei giornali, rispetto ad altri servizi della Posta in produzione congiunta, risultano essere bassi. Nel 2012 la Posta ha registrato pertanto un deficit di circa 96 milioni di franchi al conto giornali, che deve compensare con sovvenzioni interne globali. Alla luce di quanto precede, l'aumento di prezzo da parte della Posta sembra ragionevole, se non addirittura necessario. Infine, va sottolineato che i prezzi di distribuzione per giornali e periodici sono attualmente oggetto di una procedura di vigilanza da parte dell'UFCOM. Indipendentemente dall'interpellanza inoltrata, è così garantito che le domande sollevate saranno approfondite.</p><p>4. La legge sulle Poste e la legge sull'organizzazione delle Poste definiscono le responsabilità dei vari attori nel settore postale. Si basano soprattutto su una separazione delle responsabilità politiche da quelle aziendali. Il Consiglio federale in quanto titolare persegue i suoi interessi mediante obiettivi strategici. La Posta invece è obbligata a garantire il servizio universale definito nella legge sulle Poste, gode però di autonomia imprenditoriale. In base alle riflessioni precedenti il Consiglio federale non vede alcuna possibilità di influenzare i prezzi per la distribuzione senza uscire dal quadro legale delle sue competenze e responsabilità. Ricordiamo infine che la legislazione postale attuale è in vigore solo dal 1° ottobre 2012. Il Consiglio federale ritiene sensato applicare i processi e i meccanismi previsti dalla legge e fare le prime esperienze, prima di allontanarsi dalla direzione stabilita.</p><p>5. Nel suo rapporto del 29 giugno 2011 "Mantenere la pluralità della stampa" il Consiglio federale ha effettuato un'analisi approfondita della situazione e prospettato una nuova analisi dell'evoluzione in corso. In adempimento al postulato della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale 12.3004, "Garantire le funzioni dei media in termini di politica statale e democratica", saranno elaborate soluzioni per un sostegno efficace ai media da presentare al Parlamento nella seconda metà dell'anno 2014 sotto forma di rapporto del Consiglio federale. Questo processo coinvolge anche la neocreata Commissione federale dei media.</p>  Risposta del Consiglio federale.