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Sarà questo il primo obiettivo della Svizzera, quale membro a pieno titolo delle Nazioni Unite.
Lo conferma, in un'intervista all'Agenzia Telegrafica Svizzera (ATS), il ministro degli esteri, Joseph Deiss.
Deiss intende pure impegnarsi per la riforma delle sanzioni, oggi troppo indiscriminate.
ATS: Il Consiglio federale ha promesso che l'appartenenza all'Onu non pregiudicherà la neutralità. Nell'Assemblea generale vengono tuttavia prese anche decisioni a senso unico, pro palestinesi per esempio. La Svizzera dovrà ora optare per una politic
Joseph Deiss: La richiesta di adesione sottolinea chiaramente la volontà del nostro paese di restare neutrale. Questa volontà è stata capita ed è rispettata dalle Nazioni Unite. Tutti i paesi membri giudicano la neutralità del tutto compatibile con l'appartenenza all'Onu. La Svizzera non è del resto il solo paese neutrale. Tutti gli altri neutrali sono pure membri dell'Onu. Neutralità non significa automaticamente astensione e neppure indifferenza.
Un paese neutrale non deve partecipare ad alcuni conflitto armato. Ma la neutralità non ci impedisce di stigmatizzare le violazioni del diritto internazionale. Lo abbiamo già fatto in passato nel caso di Israele e dei Territori palestinesi occupati, e continueremo a farlo per tutte le violazioni del diritto internazionale umanitario.
Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera come membro dell'Onu riuscirà a farsi meglio ascoltare dal mondo. Lei come pensa di riuscirci?
Alcuni piccoli paesi come la Norvegia sono molto attivi e riescono a farsi ascoltare nell'Onu. Tocca a noi fare allo stesso modo. La riuscita dipenderà dal contenuto dei nostri messaggi. La Svizzera definisce le sue posizioni in modo indipendente e sovrano. Ma per ottenere qualcosa, bisogna tener conto delle opinioni degli altri paesi.
Quali saranno le prime iniziative della Svizzera come membro dell'Onu?
Ci sono alcuni temi che ci stanno particolarmente a cuore. Fra questi la sicurezza delle persone. Siamo particolarmente attenti alla lotta contro le mine antiuomo e alla protezione dei bambini nelle zone di guerra. Alla prossima Assemblea generale dell'Onu, presenteremo una iniziativa lanciata insieme alla Francia. Si tratta di definire meccanismi per rintracciare le armi leggere e di piccolo calibro, per determinarne l'origine e combatterne il traffico.
La Svizzera vuole inoltre partecipare attivamente agli sforzi in vista di un piano internazionale per l'adozione mirata di sanzioni. Vuole contribuire allo sviluppo di sanzioni che colpiscano in modo più diretto i responsabili degli Stati in questione e meno la popolazione civile.
La Svizzera ha una particolare vocazione nel campo del diritto internazionale umanitario. Negli ultimi mesi è più volte intervenuta in favore di un maggiore rispetto di questo diritto, soprattutto nel Medio Oriente e nella lotta contro il terrorismo.
swissinfo e agenzie