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La cellula di terroristi, responsabile degli attentati suicidi del 22 marzo a Bruxelles, voleva colpire ancora Parigi, ma poi ripiegò sulla capitale belga perchè si sentì sotto pressione "per il rapido avanzare delle indagini" e gli arresti dei sospetti. Lo ha confermato la procura federale belga, dopo le prime indiscrezioni di stampa di sabato.
Secondo il New York Times online, che cita un esperto francese dell'antiterrorismo, l'ex giornalista e agente di intelligence Claude Moniquet, nel mirino dei terroristi c'era il quartiere parigino degli affari della Défense, ad ovest del centro, e anche una non meglio precisata Associazione cattolica.
Dopo gli attacchi parigini del 13 novembre, il procuratore di Parigi aveva già citato La Défense tra gli obiettivi di due degli autori degli attentati, uccisi pochi giorni dopo in una operazione di polizia.
Il NYT ricorda che decine di migliaia di persone lavorano alla Défense, dove si trovano gli uffici delle principali società francesi, tra cui Areva, Total e Societé Générale, oltre a numerose multinazionali, il che lo rende un obiettivo altamente simbolico.
Reuters/ANSA/ATS/ M.Ang.
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