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Nulla sarà lasciato al caso domenica durante la cerimonia di commemorazione della battaglia di Verdun. Il presidente francese François Hollande ha voluto celebrarla esattamente 50 anni dopo quella presieduta dal suo predecessore Charles de Gaulle. Anche il luogo scelto, i gradini dell'ossario di Douaumont, è altamente simbolico: nel 1984 l'allora capo dello Stato François Mitterand e il cancelliere tedesco Helmut Kohl si tennero per mano ascoltando la Marsigliese. Un simbolo, ritrasmesso da tutte le televisioni, dell'amicizia tra due paesi che così aspramente si erano combattuti.
E poi Verdun stessa è l'emblema della follia della guerra: la battaglia, che durò 300 giorni, si chiuse con un nulla di fatto e il ritorno dei tedeschi alle posizioni iniziali. Ma in quei 10 mesi, 300'000 soldati dei due paesi persero la vita (mille al giorno), 400'000 furono feriti sotto un diluvio di bombe, 60 milioni in totale, che distrusse tutto quanto si trovava nel ristretto lembo di terra.
Per questo Verdun oggi è così importante per rappresentare la riconciliazione di Germania e Francia, sulla quale si basa l'intera Unione Europea. E il presidente del Parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz, insieme al presidente della Commissione, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, sarà presente domenica per ricordarlo.
Dopo aver inaugurato il rinnovato museo di Verdun, Hollande e Merkel si recheranno all'ossario per rendere omaggio insieme a tutti i caduti di una delle più sanguinose battaglia della Prima guerra mondiale. Ad accompagnarli ci saranno 4'000 giovani delle due nazioni.
Davide Mattei
Dal TG 12.30:
- Laser del 18.02.2016 L'inferno di Verdun - di Roberto Antonini
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