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Nuove misure della Confederazione per evitare fallimenti dovuti al coronavirus
Il Consiglio federale stesso stima al 25% il calo della produzione causato dal blocco parziale dell'economia. Ciò corrisponde a costi diretti pari a circa CHF 15 miliardi al mese, ovvero CHF 500 milioni al giorno. In caso di una recessione a L (lenta ripresa), la Segreteria di Stato dell'economia (Seco) prevede un tasso di disoccupazione fino al 10%.
Le misure economiche finora avviate dalla Confederazione per attutire le conseguenze della crisi coronavirus puntavano a (a) superare le ristrettezze di liquidità con i crediti COVID-19 e (b) evitare la perdita di posti di lavoro tramite il lavoro ridotto. Inoltre è entrata in vigore una sospensione delle esecuzioni (e le ferie giudiziarie nei procedimenti civili e amministrativi) fino al 19 aprile 2020.
Ora il Consiglio federale ha reso note ulteriori modifiche per evitare fallimenti non necessari dovuti al coronavirus. L'ordinanza entra in vigore il 20 aprile 2020 (Ordinanza COVID-19 insolvenza).
- Modifica al Codice delle obbligazioni (diritto di protezione del capitale): adeguamento dell'obbligo di comunicazione in caso di rischio di indebitamento eccessivo (CO 725 cpv. 2)
L'Articolo 725 CO, capoverso 2 viene temporaneamente soppresso. Ai sensi della legge in vigore, in caso di fondato timore di indebitamento eccessivo è necessario allestire una chiusura intermedia e sottoporla a revisione. Nel caso poi in cui la revisione confermi i timori, è necessario interpellare il giudice.
Invece, a partire dal 20 aprile 2020, si applica la regola secondo cui l'avviso al giudice può essere omesso se il debitore il 31 dicembre 2019 non presentava un indebitamento eccessivo e se si prospetta che quest'ultimo possa essere eliminato entro il 31 dicembre 2020. Il Consiglio di amministrazione deve motivare per iscritto e documentare la sua decisione. Si può inoltre rinunciare anche alla verifica del bilancio intermedio da parte di un revisore abilitato.
- Modifica alla LEF (diritto di moratoria): introduzione di una moratoria speciale per piccole aziende (moratoria COVID-19)
La comprovata procedura della moratoria concordataria normale, disponibile in particolare per le grandi aziende in conseguenza di costi elevati e complessità, a partire dal 20 aprile 2020 viene messa a disposizione anche per le piccole e piccolissime imprese (cosiddetta moratoria COVID-19) che a causa della crisi legata al coronavirus hanno problemi di liquidità. L'obiettivo è di dare tempo a queste aziende per potersi organizzare/orientare per il periodo successivo al coronavirus (max. sei mesi). In questo lasso di tempo, le aziende dovranno riuscire ad accordarsi con i creditori sotto la loro propria responsabilità e senza alcuna pressione legata all'esecuzione (fino alla moratoria), e se possibile avviare un risanamento. Requisito fondamentale è che la società richieda una moratoria COVID-19 presso il giudice competente del concordato, a fronte della prova che al 31 dicembre 2019 non presentava un indebitamento eccessivo e dimostrando la sua situazione patrimoniale attuale documentandola nel miglior modo possibile.
Il giudice autorizzerà senza alcuna complicazione una moratoria di tre mesi e la pubblicherà sul foglio ufficiale cantonale e nel FUSC. Questo termine può essere prorogato di altri tre mesi una sola volta. Nel corso di tali sei mesi i crediti che risalgono a prima dell'approvazione della moratoria sono considerati prorogati e quindi non devono/possono essere pagati, con l'eccezione dei crediti di prima classe, ovvero quelli relativi ai lavoratori. Questo periodo va utilizzato per una riorganizzazione e un risanamento dell'azienda in modo tale che al termine della moratoria non sia necessario dichiarare il fallimento tramite la società.
La nuova ordinanza del Consiglio federale amplia quindi in modo estremamente pragmatico la possibilità di moratorie concordatarie e risanamenti sotto la propria responsabilità. Fatevi affiancare e consigliare dal nostro team. I nostri consulenti ai finanziamenti sono esperti in materia.