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Un disciplinamento esaustivo del settore dell’incasso sarebbe sproporzionato
Berna, 22.03.2017 - In un rapporto pubblicato il 22 marzo 2017 il Consiglio federale giunge alla conclusione che, alla luce delle risorse disponibili, un disciplinamento esaustivo del settore dell’incasso, ad esempio con procedure di autorizzazione e obblighi di diligenza vincolanti, sarebbe sproporzionato. È eventualmente ipotizzabile un disciplinamento mirato di alcune pratiche.
Le organizzazioni di protezione dei consumatori, i consultori in materia di debiti e i media continuano a criticare determinati metodi delle agenzie d'incasso, in particolare l'abitudine di addossare gli emolumenti d'incasso al debitore. Con il postulato Comte 12.3641 il Consiglio federale è stato dunque incaricato di esaminare le pratiche delle agenzie d'incasso e verificare la necessità di un disciplinamento.
Le possibilità esistenti sono sufficienti
Il rapporto rileva che vi sono effettivamente questioni aperte, ad esempio se e in che misura i costi d'incasso vadano assunti dal debitore. I giudici possono tuttavia fornire una risposta basandosi sui principi generali del Codice delle obbligazioni. Il Consiglio federale è dell'avviso che nel caso concreto una valutazione di questo tipo vada preferita a un disciplinamento generale-astratto, che comporterebbe nuovi problemi. Inoltre, anche il diritto penale e quello in materia di protezione dei dati prevedono possibilità per contrastare pratiche inappropriate da parte delle agenzie d'incasso. In particolare, attualmente si rende punibile chi esercita una pressione eccessiva superando la soglia della coazione.
Il Consiglio federale reputa pertanto sproporzionato un disciplinamento esaustivo con una corrispondente ingerenza nella libertà economica. Secondo il rapporto, se si mira a un disciplinamento mirato di alcune pratiche, sarebbe opportuno integrare di conseguenza la legge federale contro la concorrenza sleale.
Indirizzo cui rivolgere domande
David Rüetschi, Ufficio federale di giustizia, T +41 58 462 44 18
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