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Pochi mesi dopo aver subito una grave lesione al ginocchio, seguita da un'infezione, Dieter Höfler è rimasto vittima di un infortunio nel quale ha riportato numerose ustioni. Se il macchinista della Toggenburger AG è stato in grado di tornare al lavoro al 100 per cento, lo deve al suo datore di lavoro, alla Suva e soprattutto alla sua forza di volontà.
Le disgrazie non vengono mai da sole: lo sa bene Dieter Höfler, ex capocantiere tedesco di 45 anni. La sua serie negativa è iniziata un venerdì di aprile 2016. Höfler è appassionato di fai da te e quel giorno, rientrato dal lavoro, ha voluto provare una nuova macchina spaccalegna nel suo giardino. Per una tremenda fatalità, la macchina si è schiantata al suolo colpendo di striscio Höfler, che è caduto a terra battendo il ginocchio. In seguito all'urto gli si è staccata una parte della rotula, per cui è finito in ospedale, dove è stato operato.
Circa tre mesi dopo l'intervento, Höfler ha ripreso il suo lavoro di capocantiere alla cava di ghiaia di Wil (ZH) della Toggenburger AG. Ma la gioia del rientro non è durata a lungo. «Dopo alcune settimane ho sentito all'improvviso forti dolori alla gamba». Le visite mediche successive hanno chiarito la causa del problema: Höfler aveva contratto un'infezione, forse durante l'operazione subita in primavera. L'infiammazione derivante è stata così grave da impedire una corretta guarigione dell'articolazione del ginocchio. Dopo vari interventi senza successo, rimaneva un'ultima strada percorribile: a novembre 2017, quindi, Höfler si è sottoposto a un trapianto di tessuto osseo proveniente da un donatore. Appena dimesso dall'ospedale, però, lo attendeva una nuova disgrazia.
Un gelido giorno d'inverno, Höfler si è accorto che dal suo impianto di riscaldamento a legna in cantina usciva del fumo. Per controllare cosa stesse accadendo, ha aperto lo sportello, ma le conseguenze sono state disastrose. «Non appena ho aperto lo sportello, sono stato investito da una fiammata potente». La tuta da jogging ha subito preso fuoco e Höfler, d'istinto, ha gettato da parte le stampelle ed è balzato fuori, all'aperto. Anche se nel giro di pochi secondi è riuscito a spegnere le fiamme nella neve, si è procurato gravi ustioni dal primo al terzo grado alle mani e alle gambe. Così è finito di nuovo in ospedale.
Il reinserimento professionale è un aspetto prioritario per la Suva. Infortunati, datori di lavoro, familiari, amici e medici possono influire in modo determinante sulla buona riuscita del reinserimento. Con il case management la Suva assiste le persone che non possono più riprendere il lavoro abituale dopo un infortunio.
In una clinica di Ludwigshafen specializzata in ustioni, Höfler ha dovuto sottoporsi a diversi trapianti di pelle durante le feste di Natale. Al termine degli interventi, però, i dolori non si sono affatto attenuati. Al contrario: «Ogni due giorni dovevano farmi un'anestesia totale per cambiarmi le bende sulle gambe e sulle braccia», racconta Höfler. «Senza anestesia non avrei potuto resistere». L'ultimo tragico evento ha lasciato un dolore profondo, che però non riguardava solo il fisico. «Anche se erano trascorse settimane dall'infortunio, continuavo a vedere davanti a me le fiamme e il mio corpo che bruciava». Per questo Höfler è stato contento di ricevere assistenza psicologica.
Il 25 gennaio 2018, Dieter Höfler ha finalmente iniziato a vedere la luce dopo tanta sofferenza. «L'ingresso alla Rehaklinik della Suva a Bellikon è stata la cosa migliore che potesse capitarmi». Sessioni di allenamento per il ginocchio, terapie per le ustioni, colloqui per il reinserimento professionale: «Ero impegnato dalla mattina alla sera. Sentivo che facevo progressi continui, giorno dopo giorno». A Höfler non è certo mancata la motivazione, tutt'altro: «Il mio obiettivo più grande era tornare a casa entro il 27 febbraio». Nonostante i medici e i fisioterapisti fossero alquanto scettici al riguardo, Höfler ce l'ha fatta e ha festeggiato il compleanno a casa con la famiglia.
Dieter Höfler ha ricevuto un grande sostegno dalla moglie e dai figli, ma anche dalla sua azienda. «Non avevamo dubbi, eravamo pronti a fare il possibile per far rientrare Didi», afferma Doris Spühler, responsabile del servizio del personale della Toggenburger AG. La Suva ha offerto supporto sia all'infortunato che all'azienda a conduzione familiare. «La case manager responsabile ha svolto un importante ruolo di coordinamento e si è preoccupata di tutte le questioni organizzative con la massima semplicità», spiega Spühler.
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Dal punto di vista fisico, oggi Dieter Höfler sta decisamente meglio, anche se il ginocchio è ancora molto fragile e la pelle è diventata particolarmente sensibile dopo le ustioni. «Però me la cavo bene lo stesso». È grato per il fatto che la sua vita, dopo le difficoltà degli anni passati, abbia avuto una svolta positiva. «Mi sento fortunato, ora posso di nuovo sorridere». E vuole continuare così, per cui aggiunge: «Non ho alcuna fretta di tornare in ospedale!».
La stretta collaborazione fra datori di lavoro, medici e assicurazioni sociali favorisce il ritorno al lavoro degli infortunati. Le convenzioni di collaborazione, siglate in singoli cantoni, disciplinano i rapporti fra le parti interessate. Ecco come aiutare .