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La proposta del Consiglio federale di creare un'autorità nazionale indipendente di sorveglianza per gli accordi con l'Unione europea non è accolta con favore dall'ambasciatore dell'UE Richard Jones, che esorta la Svizzera ad una soluzione sovrannazionale sul modello dello Spazio economico europeo (SEE).
Nello SEE vi è un sistema che permette di risolvere anche problemi difficili, ha affermato Jones in un'intervista pubblicata oggi dalla "SonntagsZeitung". Nell'ambito dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) esistono l'Autorità per la Sorveglianza e la Corte AELS, che regolano le attività dei paesi membri rispetto ai loro obblighi nello SEE. Questi compiti non sono delegati quindi ai singoli paesi. Il sistema "funziona molto bene", ha affermato il diplomatico britannico.
La Svizzera non è membro del SEE e non partecipa a queste istituzioni. Fa invece parte dell'AELS, insieme a Norvegia, Islanda e Lichtenstein, che hanno aderito allo SEE.
Malgrado le divergenze d'opinione, il diplomatico è fiducioso che si possa trovare una soluzione. Qualora non fosse possibile non ci potranno essere negoziati per l'accesso a nuovi settori del mercato unico ha ribadito Jones.
Tre settimane fa il Consiglio federale ha posto in consultazione un concetto per far uscire le relazioni bilaterali con Bruxelles dall'attuale fase di stallo. In particolare prevede un'autorità nazionale indipendente di sorveglianza, i cui membri sarebbero nominati dal Parlamento.
Essa agirebbe sul territorio svizzero per garantire una buona applicazione degli accordi bilaterali. In caso di divergenza d'interpretazione con l'UE, l'autorità potrebbe avviare un'azione legale e andare fino al Tribunale federale. L'UE potrebbe agire in modo simile fino alla Corte europea di giustizia.