Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/225056

<h2>SubmittedText<h2><p>In questo periodo particolare segnato dalla pandemia di coronavirus, può succedere che una persona in viaggio abbia pianificato i suoi spostamenti in funzione di determinate condizioni (per esempio essere vaccinati) e che queste cambino durante il viaggio. Si ritrova allora a doversi sottoporre a diversi test PCR: prima dell'entrata in Svizzera e qualche giorno dopo il rientro. E questo a proprie spese.</p><p>Senza voler mettere in discussione l'introduzione di nuove regole in funzione della situazione sanitaria, il Consiglio federale ritiene normale che, in questo caso, siano i viaggiatori a dover pagare i test di tasca propria? È disposto, sempre in questo caso, ad assumerne i costi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A causa della situazione epidemiologica molto tesa e della diffusione della nuova variante Omicron altamente contagiosa, alla fine di novembre del 2021 i provvedimenti sanitari di confine hanno dovuto essere inaspriti in tempi molto stretti anche per le persone vaccinate o guarite. In un primo tempo era stato disposto che i viaggiatori, oltre a dover indicare i dati di contatto e presentare un test PCR negativo eseguito non più di 72 ore prima dell'entrata in Svizzera, dovessero sottoporsi a un secondo test PCR o antigenico rapido tra il quarto e il settimo giorno dopo l'arrivo. Lo scopo di questi provvedimenti era di ritardare il più possibile l'arrivo e la diffusione della variante Omicron e le sue ripercussioni sul sistema sanitario, all'epoca ancora ignote.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole che adeguamenti a breve termine dei provvedimenti nel settore del traffico internazionale di viaggiatori comportano spese per le persone interessate, non solo per il rientro in Svizzera, ma anche per l'entrata nel Paese di destinazione. Vista la situazione epidemiologica, spesso incerta, l'adeguamento dei provvedimenti può tuttavia risultare determinante ai fini del contenimento della crisi.</p><p>Il Consiglio federale parte dal presupposto che i viaggiatori siano consapevoli che durante questa crisi sanitaria le regole possano essere adeguate a breve termine e che questo possa comportare per loro costi supplementari. I costi dei test PCR necessari per entrare in Svizzera sono pertanto a carico dei viaggiatori. Il Consiglio federale ritiene che non sia la collettività a doversi assumere i costi individuali dei test, i cui prezzi possono peraltro variare notevolmente. Dal 18 dicembre 2021 la Confederazione rimborsa tuttavia i costi dei test antigenici rapidi e dei test salivari per tutti in conformità a una decisione adottata dal Parlamento nella legge COVID-19.</p><p>Nella sua seduta del 19 gennaio 2022, il Consiglio federale ha deciso che le persone vaccinate o guarite non devono più presentare un test PCR o antigenico rapido negativo né prima né dopo l'entrata in Svizzera. Per chi non è vaccinato o guarito continua per contro a vigere l'obbligo di fare il test prima di entrare in Svizzera. Tenuto conto delle limitate capacità di test in Svizzera, il Consiglio federale ha tuttavia revocato l'obbligo di sottoporsi a un secondo test dopo l'entrata in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.