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L'atto ufficiale è stato realizzato dietro esplicita richiesta della Corte interamericana dei diritti umanI
MONTEVIDEO - In una cerimonia realizzata in Parlamento, il governo dell'Uruguay ha formalmente riconosciuto le responsabilità dello Stato per le violazioni dei diritti umani commessi durante la dittatura (1973-1985).
In particolare, riferisce il Portal Montevideo, in una dichiarazione ufficiale si è fatto riferimento a due casi, quello della morte violenta delle "Muchachas de Abril" (Silvia Reyes, Laura Raggio e Diana Maidanik) e della sparizione forzata di Luis Eduardo González e Oscar Tassino.
Tutti i media uruguaiani hanno sottolineato che la cerimonia è stata presieduta dalla vicepresidente della Repubblica Beatriz Armigón, e non dal presidente Luis Lacalle Pou, capo anche delle Forze armate, che pure era tornato da un viaggio negli Stati Uniti dove aveva incontrato Joe Biden.
L'atto ufficiale è stato realizzato dietro esplicita richiesta della Corte interamericana dei diritti umani che, in una sentenza, aveva indicato che a essa avrebbero dovuto partecipare «alte autorità del governo e dei poteri, legislativo e giudiziario», oltre ai militari, rappresentanti della Procura specializzata, dell'organismo nazionale di tutela dei diritti umani e dell'Ufficio del difensore civico.