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La Svizzera è sicuramente uno tra i Paesi con la più alta qualità della vita, ma non manca il rischio povertà soprattutto tra i gli anziani. Addirittura il pericolo di indigenza per i pensionati svizzeri sarebbe il più elevato tra gli Stati membri dell’Ocse che, in un suo studio, analizza le condizioni di questa categoria senza, però, considerare la previdenza sovra obbligatoria, ovvero che lo Stato indirizza la stragrande maggioranza del suo Pil proprio al pagamento delle pensioni.
In generale, lo studio svolto dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico mostra che la riforma pensionistica avrebbe subito una battuta d’arresto negli ultimi due anni e, dato il rifiuto al referendum sulla Previdenza 2020, apportare modifiche sarà difficile anche in Svizzera.
Rispetto ai Paesi Ocse, il nostro sarebbe quello che destina la percentuale maggiore a questo settore, pari all’11% contro il 9% della media degli altri. Tuttavia, i destinatari incassano una cifra molto bassa pari al 45% dell’ultimo salario contro il 63% delle altre nazioni.
In ogni caso, l’Ocse valuta positivamente il sistema di previdenza nostrano, nonostante il rischio di povertà sarebbe più altro tra i pensionati rossocrociati, il 19% contro il 13% del resto dei membri Ocse anche se nel conteggio non rientrano i patrimoni personali degli svizzeri over 65.