Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/17743

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide la preoccupazione dell'autore dell'interpellanza. In merito alle domande poste, la sua posizione è la seguente:</p><p></p><p>Situazione di partenza:</p><p></p><p>Delle università cantonali svizzere sono competenti soprattutto i cantoni promotori. La Confederazione sostiene il funzionamento e l'ampliamento di questi atenei e delle istituzioni universitarie riconosciute da una parte direttamente con aiuti finanziari sulla base della legge sull'aiuto alle università (contributi di base e di investimento, contributi straordinari), dall'altra con contributi vincolati a progetti dai diversi crediti per la ricerca (Fondo nazionale, CTI, progetti europei, COST). Le odierne competenze costituzionali offrono alla Confederazione possibilità limitate di intervenire nel settore delle università cantonali. Quale promotore dei due Politecnici, però, la Confederazione è coresponsabile di una politica accademica coordinata in Svizzera.</p><p></p><p>1. Il Consiglio federale si rende conto che la situazione della formazione presso gli atenei è diventata più difficile. Tra l'anno accademico 1986/87 e l'anno accademico 1994/95 il numero di coloro che hanno ottenuto una licenza o un diploma è aumentato del 29%. Invece, il corpo insegnante accademico finanziato dal budget ordinario per le università (calcolato in posti a tempo pieno) è aumentato per le cattedre solo del 15%, per tutto il livello scientifico intermedio solo del 7%. Ciò significa che il rapporto di assistenza (studenti/corpo insegnante) in generale è peggiorato. Oggi in media 2,9 insegnanti assistono 100 studenti. Se si tiene conto di tutto il personale accademico, il risultato è di solo 12,5 posti a tempo pieno su 100 studenti. A paragone con altri Paesi dell'OCSE però le condizioni svizzere di formazione sono ancora relativamente buone al momento, in particolare le infrastrutture accadamiche sono ancora intatte. Ma davanti al prevedibile aumento degli studenti nei prossimi anni (secondo le previsioni dell'Ufficio federale di statistica fino al 2004 si avrà un aumento del 23%) la situazione peggiorerà. Per quanto glielo permettano le sue competenze, il Consiglio federale farà tutto il possibile per risolvere il problema.</p><p></p><p>2. È un dato di fatto che la situazione economica e dunque la disoccupazione hanno causato numerosi problemi nel nostro Paese. Le università, come il resto della società e dell'economia, stanno mutando ed è necessario cercare nuovi equilibri. </p><p></p><p>Per quel che riguarda le spese della Confederazione nel settore della formazione accademica, dal 1980 al 1996 queste sono aumentate in media del 5,2% all'anno, quelle nel settore della ricerca del 6,9% (vedi anche il punto 5). Nonostante la difficile situazione delle finanze federali, il Consiglio federale cerca di evitare al settore della formazione e della ricerca tagli consistenti. In questo contesto bisogna anche attirare l'attenzione sulla creazione delle scuole professionali superiori, per le quali la Confederazione dovrà affrontare un aumento delle spese ammontante fino a 600 milioni di franchi fino al 2003.</p><p></p><p>A causa della situazione economica generale, oggi è sicuramente diventato più difficile anche per i giovani neolaureati trovare un impiego corrispondente alla formazione ricevuta. È anche vero però, come mostra il nuovo rapporto 1996/97 dell'OCSE sugli sviluppi nell'economia svizzera, che le possibilità di guadagno e di trovare un lavoro migliorano anche in Svizzera di pari passo con il progredire del livello di formazione. Poiché il Consiglio federale è dell'opinione che una buona formazione è la migliore assicurazione contro la disoccupazione, intende continuare a portare particolare attenzione al settore della formazione per quanto lo permettano le competenze.</p><p></p><p>Non c'è ragione di valutare negativamente le prospettive per il futuro. Per il 1998 si è potuto pronosticare per la prima volta dopo sette anni una lieve crescita economica, fatto che tra l'altro fa sperare in meglio per le possibilità dei laureati di trovare un impiego.</p><p></p><p>3. Per permettere il miglior sostegno possibile alle università, in futuro i mezzi dovranno essere coordinati meglio in tutta la Svizzera. A tale scopo si crea nella revisione della legge sull'aiuto alle università il comitato della conferenza universitaria svizzera, cui affidare tra l'altro la competenza di decidere in maniera vincolante gli obiettivi principali nel sistema universitario svizzero. Come accennato, il Consiglio federale mantiene la sua volontà di mettere a disposizione i mezzi necessari alla formazione e alla ricerca e nel nuovo messaggio sulla formazione, la ricerca e la tecnologia per gli anni dal 2000 al 2003 chiederà al Parlamento i crediti relativi.</p><p></p><p>4. Il Consiglio federale ha seguito con preoccupazione le dimostrazioni di indignazione degli studenti presso gli atenei svizzeri e ritiene che il problema debba essere affrontato seriamente. Perciò si adopera affinché presso le università possa essere mantenuto un clima costruttivo grazie al comune impegno della Confederazione e dei Cantoni.</p><p></p><p>5. Negli ultimi anni la Confederazione non è affatto restata passiva nella politica universitaria. Come già addotto al punto 2, nel complesso le spese per il settore accademico universitario sono aumentate. Negli ultimi anni, tra il 1986 e il 1996, i contributi di base destinati alle università sono stati aumentati in maniera continua da 263 milioni a 370,3 milioni di franchi. Oltre al finanziamento delle università tramite i contributi di base, la Confederazione ha sostenuto negli ultimi anni in maniera rilevante i progetti d'investimento delle università. Dal 1986 al 1996 la Confederazione ha appoggiato questo tipo di progetti per un ammontare di circa 953 milioni di franchi: così oggi le nostre università possono disporre di un'ottima infrastruttura. Anche i contributi a spese di ricerca e sviluppo vanno a vantaggio delle università e sono aumentati dal 1986 al 1996 di 493 milioni, fino a raggiungere 1.204 miliardi di franchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.