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La ruota a corona di piuoli e pignone a lanterna era di uso corrente all'epoca di Leonardo. Lo scienziato toscano l'ha studiata per cercare di migliorarla, in particolare diminuendo lo sfregamento e quindi l'usura.
Il famoso ornitottero verticale, dove il pilota sarebbe dovuto rimanere in posizione verticale, e il paracadute, grazie al quale l'uomo "potrà gittarsi d’ogni grande altezza, senza danno di sé".
L'enorme falce girevole di questa nave avrebbe dovuto permettere di tagliare le vele dei battelli nemici. Per ideare questa macchina da guerra, Leonardo si era ispirato dallo scorpione.
Questo ingranaggio, un antenato del moderno cambio, permetteva di variare le velocità di rotazione ed era utilizzato nei mulini.
Questo mortaio avrebbe dovuto sparare delle bombe a frammentazione. Col suo disegno assai drammatico, Leonardo ha probabilmente voluto impressionare un eventuale cliente.
Questo carro, concepito con dei meccanismi propri all'orologeria, può muoversi da solo su una corta distanza. Forse era questo il marchingegno utilizzato da Leonardo per costruire il leone semovente, presentato alla corte del Re di Francia.
In primo piano un salvagente e in secondo piano un equipaggiamento che avrebbe dovuto permettere di camminare sull'acqua.
La bombarda montata sulla nave avrebbe dovuto avere un effetto devastante. Il rinculo avrebbe però fatto affondare il battello con una sola salva.
La sala delle macchine da guerra.
Il carro con falci rotanti, mosse da un ingegnoso meccanismo di trasmissione direttamente collegato al movimento delle ruote del carro, avrebbe dovuto seminare morte tra le file nemiche. Leonardo precisava però anche che questa macchina "poteva fare agli amici tanto danno quanto ai nemici".
In primo piano una macchina per sollevare delle colonne. Sulla destra la famosa bicicletta, uno schizzo disegnato nel Codice Atlantico rivelatosi un falso.
La forza d'immaginazione d'un geniale inventore.
Questo contenuto è stato pubblicato il 01 aprile 2010 - 10:23
Il Museo di storia naturale di Neuchâtel invita a riscoprire fino al primo agosto 2010 le macchine ideate da Leonardo da Vinci, riprodotte sottoforma di modelli di legno. (tutte le fotografie: Alain Germond, Museo di storia naturale di Neuchâtel)
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