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Il gigante lattiero-caseario ha chiuso in rosso i conti del 2001, con una perdita di 37,3 milioni di franchi.
Nel 2000, il gruppo bernese aveva realizzato utile netto di 2,9 milioni l'anno prima., mentre nel 2001 le vendite sono diminuite del 10,3 per cento, scendendo a 1,323 miliardi di franchi.
Il risultato operativo di Swiss Dairy Food (SDF) ha segnato una flessione del 26,4 per cento, passando a 12 milioni di franchi. A fine esercizio il gruppo aveva in organico 1963 persone, il 9 per cento in meno del dicembre 2000.
La perdita deriva da un calo dell'utile operativo e da interessi per 36,7 milioni di franchi dovuti su capitali di terzi. Inoltre sono stati costituiti accantonamenti ed effettuate rettifiche di valore, ha indicato André Straub, presidente della direzione. Il capitale proprio ammonta soltanto all'8,5 per cento del totale del bilancio.
Il calo delle vendite è dovuto alla riduzione delle consegne di latte (125 milioni di kg in meno) e alla cessione delle attività nel settore del burro alla Cremo. Infine i servizi logistici hanno registrato una riduzione dei ricavi.
Avventata riduzione del prezzo del latte
Nella prospettiva di un risanamento, il gruppo SDF aveva deciso di abbassare di 3 centesimi per litro il prezzo pagato ai produttori di latte. Una parte dei fornitori ha reagito cercando altri sbocchi, situazione che ha contribuito a ridurre il giro d'affari di SDF.
La decisione si è rivelata un auto-goal. SDF offre ora un prezzo conforme al mercato. Anzi, per riguadagnare i fornitori propone perfino un centesimo in più, ha detto Staub.
L'evoluzione delle finanze preoccupa molto i dirigenti del gruppo lattiero. Per quest'anno le banche hanno assicurato le liquidità e prolungato i crediti, tenuto conto anche della riorganizzazione in atto, in particolare della vendita del settore del commercio di formaggio (Top Cheese Switzerland) al gruppo Emmi.
swissinfo e agenzie