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Quanto cervello usiamo?
Alzi la mano chi non ha mai sentito dire che l’essere umano usa solo una piccola percentuale delle sue capacità cerebrali.
Stando a questa famosa affermazione - erroneamente attribuita ad Albert Einstein - il 90% del nostro cervello non sarebbe altro che zavorra inutile. Inutile dire che ognuno di noi ha almeno un conoscente per il quale la percentuale di “zavorra” sfiora il 100%, ma questo è un altro discorso.
Non ci è dato sapere se il grande genio, padre della teoria della relatività, abbia avallato o meno la credenza del 10% ma l’ipotesi più realistica, in caso affermativo, vuole che abbia usato il detto in tono ironico: “esistono persone talmente sciocche che usano solo il 10% del loro cervello”. Nonostante questo, l’associazione al nome del celeberrimo fisico ha contribuito in maniera determinate alla diffusione della leggenda metropolitana in tutto il mondo.
Immagine: myswitzerland.com - Eros bendato di Igor Mitoraj
In realtà, è vero che non si ha una conoscenza dettagliata di tutte le funzioni del cervello umano, ma ciò non significa che le zone sulle quali non abbiamo ancora condotto ricerche approfondite siano inutilizzate o inutili.
Ma da dove trae origine questo detto? A differenza di altre credenze popolari, inventate di sana pianta, questa ha origine da studi scientifici. La tesi più probabile è quella che fa risalire il detto ad una ricerca condotta nel 1890 da due psicologi di Harvard. I risultati dello studio li portarono ad affermare che il cervello è usato solo per una piccola parte delle proprie risorse mentali e psicologiche, senza però definire alcuna percentuale. Quasi 50 anni dopo, lo scrittore Lowell Thomas “interpretò” fantasiosamente i risultati dell’esperimento, fissando la quota al 10%.
A sfatare questa leggenda metropolitana provvide Barry Beyertein nella seconda metà del ‘900. Beyertein, psicologo canadese esperto nello studio del cervello umano, evidenziò tramite risonanza magnetica come nel cervello esistano più aree e come ad ognuna di esse corrisponda almeno una funzione specifica.
Immagine: Flickr - Allan Ajifo
Un’ulteriore confutazione ci viene dalla teoria dell’evoluzione: secondo Darwin, la selezione naturale tende a mantenere tutto ciò che è utile e funzionale, per cui una grossa massa cerebrale che bruci energia senza avere alcuna utilità sarebbe stata eliminata naturalmente nel corso del tempo.
Infine sappiamo che le cellule cerebrali inutilizzate sono propense al decadimento quindi, se una grossa percentuale del cervello non fosse utilizzata, un’autopsia dovrebbe confermare questa ipotesi. Conferma che, invece, non è mai arrivata.
In conclusione, la prossima volta che navigando in internet doveste venire interrotti da fastidiosi pop-up che offrono mirabolanti corsi per sviluppare capacità sopite o risvegliare aree inutilizzate del cervello, potete tranquillamente ignorarli e continuare la vostra navigazione, senza il dubbio di avere sprecato un’occasione per migliorarvi, ma con la certezza di non aver buttato via i vostri soldi.