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BERNA - La Svizzera deve contribuire a una maggiore protezione delle frontiere esterne dello spazio Schengen. Per tale ragione, gli Stati hanno approvato - con 38 voti contro 2 e 3 astenuti - il recepimento del regolamento Ue relativo alla guardia di frontiera e costiera europea.
Il recepimento di tale regolamento permetterà alla Svizzera di continuare a partecipare alle attività di Frontex, alla quale vengono assegnate competenze più ampie in materia di sorveglianza alle frontiere esterne dell'area Schengen e nell'ambito del rimpatrio di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.
La Camera del popolo aveva deciso di limitare ad un massimo di 12 milioni di franchi all'anno la partecipazione della Svizzera ai costi, ma la Camera dei Cantoni, seguendo i suggerimenti della propria commissione, ha rifiutato di allinearsi a questa versione con 18 voti contro 5.
Thomas Minder (indipendente/SH) ha vanamente cercato di convincere i "senatori" ad approvare il tetto. Questo perché a suo dire la protezione europea delle frontiere è sempre più «un gigante burocratico poco efficace e costoso». Il cattivo funzionamento è provato dall'aumento di immigrazione illegale e atti terroristico. "Da privato non investirei mai in un organismo simile", ha detto.
La maggioranza ha tuttavia sostenuto che imporre questo limite non è necessario, poiché il Parlamento è in ogni caso sovrano in materia di preventivo. Il consigliere federale Ueli Maurer ha poi evidenziato che un tale tetto massimo impedirebbe alla Svizzera di realizzare il proprio contributo, rendendo necessaria una nuova contrattazione degli accordi.
Il regolamento Ue mira a rispondere alla pressione migratoria. Stando alle stime, 1,5 milioni di persone hanno superato illegalmente le frontiere esterne dell'Unione tra il mese di gennaio e quello di novembre del 2015. La protezione rafforzata dovrà essere garantita dalla nuova Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, la cui abbreviazione "Frontex" sarà mantenuta, e dalle autorità nazionali.
La Svizzera non sarà direttamente interessata da un'azione urgente in caso di crisi. Non possiede infatti alcuna frontiera esterna (terrestre o marittima) e dispone di una buona sorveglianza negli aeroporti internazionali. La Confederazione sarà tuttavia tenuta a partecipare ad operazioni sul territorio di un altro Stato Schengen.