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Mercoledì 25 aprile, 22:35
Il fiorino è salvo, ma l'Unione europea continua a considerare contrarie al diritto comunitario almeno due delle riforme costituzionali volute dal Governo Orban.
Tenendo alta la pressione per i dubbi sull'indipendenza della giustizia ungherese, l'Unione europea ha aperto al negoziato per il prestito chiesto da Budapest. Il collegio dei Commissari europei ha fatto il punto sulle tre procedure aperte in gennaio, dicendosi soddisfatto delle assicurazioni ricevute dal premier Viktor Orban su quella relativa all'indipendenza della banca nazionale magiara.
La Commissione si è detta pronta a discutere il piano di assistenza finanziaria da 15-20 miliardi di euro chiesto dall'Ungheria alla stessa UE e al Fondo monetario internazionale nel novembre scorso. Martedì il Governo di Budapest aveva annunciato che avrebbe rinunciato a nominare un vice-governatore. Il congelamento dell'avvio dei negoziati formali per il prestito è stata l'arma di pressione. Subito dopo l'annuncio dello sblocco, il fiorino ungherese è sceso sotto quota 290 per un euro.