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I lavoratori provenienti da paesi UE/AELS con permessi di soggiorno di breve durata fino a dieci mesi devono essere esclusi dal contingentamento previsto per l'attuazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa.
È quanto ribadisce il Consiglio di Stato grigionese in una presa di posizione indirizzata alla Confederazione. Poiché la posizione del Grigioni non è stata accolta dalla Conferenza dei Governi cantonali (CdC), il Consiglio di Stato ha inviato le proprie argomentazioni direttamente al Dipartimento federale competente, precisa un comunicato odierno.
L'articolo costituzionale, accolto in votazione il 9 febbraio 2014, prevede che la Svizzera gestisca autonomamente i flussi migratori in entrata e in particolare stabilisca contingenti per stranieri che esercitano un'attività lucrativa. Il progetto del Consiglio federale propone che i contingenti per stranieri provenienti da paesi UE/AELS che esercitano un'attività lucrativa debbano essere applicati per tutti i permessi a partire da una durata di soggiorno di quattro mesi. Il governo grigionese chiede invece che vengano applicati solo a partire da una durata di soggiorno superiore a dieci mesi.
I Grigioni necessitano di manodopera soprattutto nei settori del turismo e dell'edilizia, ma anche nel settore agricolo, dove c'è carenza di lavoratori residenti. "Nell'ipotesi di un contingentamento più rigido, si rischierebbe di non riuscire più a reperire manodopera in misura sufficiente", afferma l'esecutivo retico.
SDA-ATS