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regiun l regiun Turitg l613l regiun Basilea l169l Svizra Centrala l136l regiun Berna l172l regiun Giura l101l Svizra romanda l260l Vallais l121l regiun Tessin l103l regiun Grischun l119l Svizra oriental l124l quinta Svizra l532l territori l Blinzuna, Val Mesauc, V. Calanca l16l Locarno, V. Maggia, Versasca l30l Leventina, val Blenio l17l Mendrisiotto l17l Lugano l23l fatschada l peidra l122l mattone l75l betun l488l vaider l163l metal l185l lain l255l textilias l5l materia sintetica l24l existent l498l plattas l66l auter l30l liadüra l516l nundefinì l23l decenni l 2020-29 l1l 2010-19 l502l 2000-09 l1036l 1990-99 l214l 1980-89 l31l 1970-79 l28l 1960-69 l45l 1950-59 l31l 1940-49 l5l 1930-39 l59l 1920-29 l43l 1910-19 l19l 1900-09 l24l 1890-99 l11l 1880-89 l8l 1870-79 l17l 1860-69 l27l 1850-59 l29l 1840-49 l26l 1830-39 l67l 1820-29 l73l 1810-19 l47l 1800-09 l32l 1790-99 l1l 1780-89 l4l 1770-79 l1l 1760-69 l12l 1750-59 l5l 1740-49 l7l 1730-39 l5l 1720-29 l10l 1710-19 l5l 1700-09 l4l 1690-99 l1l 1670-79 l2l 1660-69 l1l 1640-49 l2l 1590-99 l1l 1500-09 l1l 1490-99 l2l 1470-79 l1l 1400-09 l2l 1300-09 l2l 1260-69 l1l 1040-49 l1l 0000-00 l2l
cronologicamain l segund autur dal project l b l C l D l f l G l j l k l M l p l s l v l w l baserga mozzetti l13l Bonetti e Bonetti l4l peppo brivio l1l buzzi e buzzi l3l Alberto Camenzind, Bruno Brocchi l1l agostino camuzzi l1l canevascini corecco l4l raffaele cavadini l14l antonio croci l2l alberto dell'antonio l1l durisch + nolli l8l lorenzo felder l1l aurelio galfetti, flora ruchat, ivo trümpy l1l giraudi wettstein l4l silvia gmür reto gmür l1l augusto jäggli l1l käferstein meister l1l jachen könz l5l peter märkli l1l robert maillart l1l meyer e piattini l8l miller maranta l1l martino pedrozzi l4l dolf schnebli l1l luigi snozzi l1l studio vacchini l19l carl weidemeyer l1l
Un pozzo luce attorno al quale si snoda la scala diffonde la luce naturale nello stabile. Tre sono i materiali scelti: il granito, il legno di rovere e un colore. I materiali si succedono nel percorso che ci porta dall'esterno, prevalentemente minerale, all'interno, in legno, e determinano il carattere di ogni spazio.
Il nuovo piccolo quartiere si trova sul versante est della Collina d'Oro. Il complesso si inserisce nel territorio cercando di rispettarne la topografia e di mantenere un senso di unitarietà delle aree verdi, pensate come un unico giardino. Parti di questo giardino saranno ripiantumate a vigna per uva da tavola, in modo da ritrovare l'antica vocazione di questo territorio e creare un tessuto connettivo che correndo fra i diversi appezzamenti di terreno ricostruisca il paesaggio.
Il progetto di trasformazione del lungolago di Ascona mira a precisare lo spazio esistente insistendo sulla consapevolezza individuale delle sue caratteristiche fisiche. Il progetto intende proprio espandere le potenzialità della piazza, restituendo al lungolago quel vuoto originario, prodotto in passato dallo spazio indifferenziato della sua superficie, caratterizzato soltanto dal fronte alberato dei platani.
La casa di dimensioni molto limitate è risolta con una pianta aperta che si organizza attorno al blocco centrale dei servizi. I muri perimetrali esprimono sempre tutta la loro lunghezza e da ogni locale si percepisce sempre l'intera dimensione della casa. Tre materiali definiscono la realizzazione del progetto: il calcestruzzo armato apparente per la cinta, i mattoni intonacati per le pareti divisorie e il legno per la regolazione delle aperture. Una pavimentazione di ghiaia di porfido rosso caratterizza i
L'edificio è organizzato su tre livelli: quello inferiore interrato con l'accesso pedonale e veicolare, quello intermedio seminterrato con le camere dei figli e quello superiore dei genitori con la zona giorno e lo spazio esterno. L'ultimo piano si organizza attorno ad un patio delimitato da due ali in calcestruzzo che estendono lo spazio del soggiorno verso il pendio a monte e verso il paesaggio del piano di Magadino a valle.
Das Haus, als Refugium und intimer Raum, setzt sich von der umgebenden Natur ab, öffnet sich aber gleichzeitig zur imposanten Landschaft des Lago Maggiore, den Bergen des Sopraceneri, des Gotthards und des Piemonts. Der Begriff «Ai Pozzi» stammt von den vielen Wasserläufen und Wasserbecken, die vom Monte Cardada in den See fliessen. Das Wasser wurde gefasst und in ein oberes und ein unteres Becken geführt, um die Lichtreflektion im Innenraum sichtbar zu machen.
Casa Ceresiana si trova sul bordo del lago Ceresio. La costruzione originale risale ad inizio secolo, una casa a pianta quadrata con un loggiato di lavoro aperto sul lago, probabilmente una casa di pescatori. Negli anni 60 il loggiato viene chiuso. Casa Ceresiana si trova sul bordo del lago Ceresio. La costruzione originale risale ad inizio secolo, una casa a pianta quadrata con un loggiato di lavoro aperto sul lago, probabilmente una casa di pescatori. Negli anni 60 il loggiato viene chiuso.
Die 1980-82 von Giancarlo Durisch und Giorgio Giudici gebaute Sekundarschule in Riva San Vitale soll mit neuen, den aktuellen Anforderungen angepassten Räumen erweitert werden: Doppelturnhalle und Schulzimmer für Spezialunterricht. Die neue Turnhalle integriert die bestehende Zivilschutzanlage, hat direkten Anstoss an die Spiel- und Sportanlage, und die geplante neue Wohnzone ist erschlossen.
Durisch + Nolli konnten den Wettbewerb nach einem Vorauswahlverfahren für sich entscheiden, da sie als Einzige das Gebäude nicht auf einen Erdwall, sondern auf eine auf Stützen stehende Betonplattform stellten. Diese Lösung bietet entscheidende funktionelle und städtebauliche Vorteile, indem unter der Plattform die Parkplätze und die Lager für Baumaterial witterungsgeschützt untergebracht werden konnten und die Ebene vom Gebäude nicht unterbrochen wird.
È simile ad una macchina moderna, compatta, monumentale, architettonicamente maestosa. La sua scala non è riferita all'uomo, ma al territorio. L'imponente facciata è rivestita su ogni lato da pannelli piramidali in tessuto metallico. La forma di ciascun elemento permette estrema flessibilità funzionale in quanto in qualsiasi parte della facciata è possibile inserire un accesso, una finestra, una bocchetta di ventilazione senza che la facciata stessa perda in qualità ed uniformità.
Mentre la sala non privilegia un orientamento, denotandone il carattere pubblico del contenuto, lo zoccolo reagisce alle differenti situazioni e alle divergenze topografiche. Per denotare la dualita' tra zoccolo ed volume di copertura, quest'ultimo e staccato e sospeso da una struttura puntuale sui quattro lati. Lo stacco permette d'illuminare lo spazio interno e relazionarlo con i vari elementi urbani e paesaggistici.
Der Weg über den St. Gotthard ist einer der symbolträchtigsten Alpenübergänge der Schweiz. Das architektonische Potenzial des Alten Hospizes liegt in der leicht trutzigen Stellung auf der Passhöhe mit der aufrechten, Richtung Süden zeigenden Fassade. Das vorliegende Projekt versucht, diesem Charakter gerecht zu werden, indem die heute getrennt wahrgenommenen Gebäudeteile unter einem grossen, mit Blechbahnen belegten Dach vereint werden, auf dem sich über die Dachgauben die neue Nutzung zeigt.
Loft B ist ein Ersatzbau für eine 1988 erstellte Abwartwohnung über einem Möbellager in der Industriezone von Riva San Vitale. Der Industriebau von 1930 zeichnet sich durch eine klare Struktur mit regelmässigen Stützenraster und gemauerten Gewölben aus. Das Loft ist als Aufstockung konzipiert, das die bestehende vertikale Erschliessung des Industriebaus nutzt. Der Neubau übernimmt in der Materialisierung den für die Industriezone typischen Charakter.
Il Rifugio e parte degli interventi per la prevenzione contro le valanghe. Si prevede di poter offrire un'alloggio adeguato alle famiglie che vivendo in zona di pericolo, dovrebbero abbandonare temporaneamente le loro abitazioni in caso di allarme. La dimensione e la natura degli spazi sono in relazione alla funzione di abitazione temporanea in caso di pericolo, considerano pero anche la possibilita di fruire della struttura come attrezzatura pubblica a scopo turistico.
Il nuovo edificio occupa l'intera larghezza del sedime e propone un'espressione formale astratta che cerca un dialogo con la grande scala del paesaggio e delle infrastrutture viarie che lambiscono il sedime (autostrada, ferrovia, linea Alptransit). Un volume di forma elementare sollevato sul piano libera lo spazio orizzontale del piano sottostante. Questa soluzione genera uno spazio coperto supplementare in continuità con le superfici adiacenti evitando la creazione di spazi residui abbandonati.
La dimensione relativamente ridotta del programma permette di trasformare l'idea di condominio nell'espressione di un agglomerato formato da sei identità diverse le une dalle altre. Ciascun appartamento si differenzia dagli altri per rapporto con il suolo, illuminazione, dimensioni, atmosfere. Precise sovrapposizioni garantiscono la privacy di ogni appartamento.
Casa Minima ist in jeder Hinsicht ein minimales Haus. Ein Prototyp. Das Haus ist auf die minimalen Anforderungen von 2 Personen abgestimmt (135 qm Wohnfläche), die beide über einen eigenen Arbeitsraum verfügen. Die Herausforderung bestand darin, trotz Mittelmässigkeit des Kontextes eine hohe Wohnqualität zu gewähren. Ein privater, intimer Aussenraum wird herausgeschält, dessen Begrenzung den unmittelbaren Kontext ausblendet und Sicht in die Weite bietet.
Il tema di progetto è una piccola casa a basso consumo energetico e basso costo per una coppia di pensionati che desidera ritirarsi nella natura. Il soggiorno si estende verso l'esterno con una veranda dalle grandi finestre scorrevoli. Un'unica finestra alta in corrispondenza del soggiorno si apre verso le montagne e il cielo a sud, consentendo allo sguardo di confrontarsi con l'orizzonte lontano.
Il processo di ristrutturazione inizia con la demolizione delle parti danneggiate come i solai in legno e la carpenteria. Tra i muri portanti esistenti, nuovi solai sono collocati a quote diverse in per permettere un movimento da una stanza all'altra. La partizione in tre piani ripetuti dell'edificio originale è sostituita da un insieme di locali autonomi disposti ciascuno a una quota specifica.
La scuola è fatta di tre corpi: l'edificio scolastico: aule, amministrazione, aula magna, biblioteca da una parte. L'edificio palestra e appartamento del custode della scuola. Infine, un corpo tecnico adibito a centrale termica a legna e deposito attrezzi La palestra ha un atrio di accesso principale che si conclude su una balconata che porta alle tribune mobili e agli spogliatoi, dai quali si accede alla sala di ginnastica. Dal cortile si accede tramite una scala esterna all'appartamento del custode.
Dalla sovrapposizione di due case unifamiliari su una minuscola particella nasce una palazzina urbana. L'edificio cerca di mantenere le caratteristiche del quartiere, formulando una versione contemporanea della palazzina residenziale con giardino. La complessa geometria risponde alla forma della parcella, al sole e alla vista. Il volume è compatto e si articola in parti incavate, logge e terrazze, che creano un rapporto con la strada, gli edifici circostanti, il sole e la vista.
L'inserimento della nuova abitazione persegue l'intento di relazionare gli spazi abitativi in particolare con il giardino ad est delimitato verso valle dal fronte boschivo. Mentre ad ovest sono organizzati gli accessi veicolari e pedonali. La scelta tipologica cerca un assemblaggio di temi spaziali comuni all'architettura tradizionale della regione, in particolare la grande loggia ad est e la corte-patio d'ingresso, rivisitati comunque attraverso un linguaggio architettonico contemporaneo.
Il progetto crea un mondo assestante: tutte le funzioni si svolgono all'interno di un corpo che, staccandosi dal terreno, ne garantisce la continuità. Il prato viene conservato nella sua essenzialità. La piantagione di un ciliegio vicino al nuovo accesso, un orto sul lato est e un frutteto sul lato ovest costituiscono gli unici interventi esterni. Il giardino abitato entra all'interno della casa.
Linearita, adeguato rapporto tra organicita strutturale e astrazione formale e una conformazione minimale e simmetrica degli appoggi ricercano il giusto equilibrio tra natura ed artefatto. La scelta strutturale di un'unica trave centrale rastremata e di appoggi puntuali, unita al particolare rapporto dimensionale tra lunghezza e larghezza del ponte, accentua longilineita e leggerezza del ponte.
Gli interventi di recupero hanno ricavato abitazioni per varie famiglie, ripristinando elementi spaziali originali e proponendone di nuovi. L'atteggiamento costruttivo è stato improntato a criteri talvolta estremamente conservativi laddove ci si è trovati in presenza di elementi interessanti oppure più innovativi, dove necessario o indispensabile.
La Casa dell'Accademia ospita 72 studenti dell'Accademia di architettura, che si situa nel centro di Mendrisio, a mezzo chilometro di distanza. Il progetto, risultato di un concorso, si fonda sulla ricerca di nuovi modi di vivere collettivi e domestici. Nell'intento di dare un provvisorio senso di comunità in persone di passaggio provenienti da differenti parti del mondo si cerca di creare piu occasioni di incontro possibili a quattro piani che contengono gli appartamenti.
All'uso variegato dei materiali dell'esistente, prediligiamo nel nuovo edificio l'astrazione formale e la riduzione dei materiali impiegati: facciate e tetto sono pensate in rame, le aperture delle camere sono disegnate nel modulo di rivestimento. Al fine di ottenere maggiore generosità, funzionalità e sicurezza in caso d'incendio, abbiamo eliminato la scala esistente, sostituendola con un nuova circolazione verticale inserita nell'intercapedine tra il vecchio ed il nuovo.
Il programma offre l'opportunità di densificare un contesto un tempo agricolo che ora con istituzioni quali il centro scolastico ed il nuovo centro comunale aspira ad una migliore relazione con il nucleo ed ad una maggiore urbanità. 7 maisonette indipendenti di modeste dimensioni che il proprietario desidera affittare; questo ha comportato una riduzione all'essenziale, commisurando spazi e materiali all'esigenza di offrire un prodotto di qualità a costi minimi.
Nostro intento era di recuperare fisionomia e aurea dell'edificio modernista degli anni '30, nel rispetto delle esigenze dei suoi proprietari. Il nostro lavoro si è concentrato sull'eliminazione delle aggiunte e delle chiusure effettuate negli anni '70. Per soddisfare le nuove esigenze, piccoli corpi rivestiti in alluminio d'ispirazione «corbusiana» si distinguono dalle volumetrie originali pur ricercando un dialogo linguistico.
An einem steilen Hang oberhalb des Luganersees gelegen, wirkt das Gebäude auf den ersten Blick wie eine grosszügige Villa: ein längliches, leicht geknicktes Volumen, das sich an das bewegte Gelände schmiegt und in einem weiten Winkel zum Panorama öffnet. Das Haus ist in drei Wohnungen aufgeteilt. Die drei Wohnungen für die drei Generationen sollten so konzipiert sein, dass sie sowohl zusammen als auch voneinander unabhängig funktionieren.
Abbiamo utilizzato di volta in volta in modo diverso elementi tradizionali e moderni, quali il colore degli intonaci, le grandi aperture o l'organizzazione interna degli spazi. Abbiamo lavorato su una sorta di habitat simbolico, in cui vengono individuati i bisogni umani fondamentali una parte di suolo, una visuale del cielo, la privacy, la presenza della natura e degli animali e i simboli delle passioni umane fondamentali.
L'edificio è fatto di due elementi: una parte in cemento armato che definisce il limite estremo della costruzione e una parte di legno che contiene l'abitazione vera e propria. Tutto quanto sta intorno alla casa è rivestito in pietra a vista. La grande terrazza, disposta parallelamente alle curve di livello, si divide simmetricamente in spazio aperto e spazio coperto. Gli ambienti interni sono distribuiti su due piani, e si dividono in due fasce longitudinali.
Il progetto per il museo diviene un nucleo di cristallizzazione di un nuovo polo culturale di rilievo. Accanto al m.a.x.Museo si decide di trasformare, con un dispendio minimo, un capannone esistente in sala multiuso: nasce lo «Spazio Officina». Grazie a questo progetto nascono ampie superfici dedicate alla cultura. Dalla sinergia delle diverse istituzioni, pubbliche e private, con il nuovo m.a.x.Museo come catalizzatore, nasce un polo culturale dal carattere fortemente urbano, unico in Ticino.
Die Benediktinerabtei wurde 1490 gegründet und ist das älteste Kloster im Kanton Tessin. Die typische Klosteranlage wuchs im Laufe der Jahrhunderte auf dem Felsen organisch zu einem Weiler und umfasst heute 120 Räume. Die Restaurierung erforderte umfangreiche Untersuchungen über die Materialien und Konstruktionen, die das Bauwerk ausmachen. Einfache, vor Ort vorkommende Materialien, die auf einfache Weise bearbeitet und zusammengefügt wurden.
Il concetto di restauro del ristorante presumeva la conservazione della prima sala caratterizzata da un soffitto a cassettoni ligneo del '500 e un camino. L'idea è stata di contrapporre a questa sala storica un'altra con connotazioni più moderne. La seconda sala si caratterizza sala si caratterizza per il rivestimento in rovere e un grande lampadario in ottone; materiali che abbiamo usato per diversi aspetti dell'arredamento interno.
L'edificio doveva avere un linguaggio ed un aspetto neutro, non essere monumentale, volevamo che ricordasse un fabbricone, con grandi finestre per gli spazi di lavoro interni. Per formare un frammento di fronte stradale abbiamo costruito il nuovo edificio in contiguità con lo stabile vicino, costruito dall'architetto Mario Botta.
Il nuovo volume occupa il promontorio nell'insolito limite definito dai confini e ridisegna la naturale rotazione del terreno. Tema centrale della casa sono una sequenza di superfici orizzontali, di terrazze che si sovrappogno e si alternano in eccezioni, in relazione ai diversi spazi e orientamenti.
Abbiamo scelto di conservare l'originale struttura lignea a castello, sostituendo le parti deteriorate con travi di recupero e intervenendo staticamente con una nuova struttura interna. Gli interventi visibili dall'esterno avvengono sempre in maniera discreta ma chiara e riconoscibile, staccandosi nel dettaglio e nel materiale dall'esistente.
Il nuovo obitorio è costituito da due muri paralleli che si inseriscono tra il parco e il posteggio dell'Ospedale psichiatrico, definendo una fascia intermedia tra le due entità. Una progressione lineare di spazi di intimità crescente accompagna il visitatore dal parco all'atrio fino alla camera mortuaria, in un percorso marcato dall'andamento di un soffitto riflettente che porta la luce all'interno dello spazio centrale.
La costruzione è prevista in calcestruzzo armato facciavista, i rivestimenti interni in gesso, i pavimenti in pietra naturale e i serramenti in alluminio. La sistemazione esterna è caratterizzata di tre terrazzi. Il terrazzo inferiore è parzialmente occupato dalla piscina, quello mediano è relazionato allo spazio giorno, mentre l'ultimo terrazzo offre un giardino protetto al piano delle camere.
Lo stabile della taratura era un edificio industriale caratterizzato dall'ampiezza degli spazi e delle aperture, con una volumetria esterna modulata dalla regolarità della struttura reticolare in cemento. L'edificio industriale è riconoscibile nella suddivisione delle facciate e nella dimensione degli ambienti, mentre la scelta dei materiali, la forma delle aperture e le diverse tonalità cromatiche rispondono alla nuova funzione.
L'intento progettale dell'ampliamento si prefigge di relazionare l'abitazione con il paesaggio circostante; l'ampliamento è quindi inteso come occasione per offrire all'abitazione esistente nuovi rapporti a scala territoriale. L'edificio si sviluppa perciò in altezza cogliendo ai vari piani nuove e differenziate vedute; ergendosi diventa di conseguenza punto di riferimento territoriale con l'ambizione di denotare il luogo.
Chiamati ad eseguire una nuova sopraelevazione ed a risanare la parte superiore, abbiamo reso unitaria quest'ultima, mantenendo la facciata della stalla in pietra naturale, con la volontà di conferirgli carattere di zoccolo. La facciata risulta ora caratterizzata dalla dualità tra zoccolo e parte superiore; l'edificio esprime così la sua stratigrafia tra origine e recente, tra vecchio e nuovo.
Uno zoccolo, formato con pietre recuperate dalla vecchia Capanna Cristallina e con materiale di scavo, diventa la terrazza a meridione. Il piano seminterrato in calcestruzzo isola la parte abitativa dal terreno, mentre l'involucro leggero possiede un'elevata coibenza termica ed una ridotta inerzia termica per un rapido riscaldamento, riduce la mole dei trasporti e perciò dei costi.
A una cascina in muri di pietra a secco vengono eliminate le sporgenze di gronda e coperta la carpenteria normalmente visibile in facciata tra muri laterali e tetto. Ne risulta un aspetto massiccio, antitetico al carattere tettonico originale. L'avant-toit d'une cabane aux murs en pierre sèche est éliminé et la charpenterie, normalement visible en façade entre les murs latéraux et le toit, est dissimulée. La cabane prend un aspect massif, antithétique au caractère tectonique initiale.
Progettata e costruita da Georgette Klein nel 1932 questa casa è un 'importante testimonianza del primo moderno in Ticino. La progettista non era architetto. proveniva da una famiglia dell'alta borghesia di Zugo e scolpiva burattini di legn Questa casa, costruita da lei fisicamente con l'aiuto del marito, era per lei il luogo dove passare la seconda parte della vita. alla sua morte è passata alla sorella Marcelle, ed in seguito è diventato un atelier per artisti.
Il progetto globale di sistemazione del nucleo storico di Malvaglia si compone di tre piccoli interventi precisi: la chiesa con il suo sagrato, l'area cimiteriale ottocentesca con l'annesso più recente, la piazza del municipio. Il corpo per i loculi è concepito come un portico monumentale su doppia altezza e riprende nella sezione il tema del rapporto tra spazio funzionale e dimensione simbolica già sperimentato nella chiesetta di Porta o nella camera mortuaria di Iragna.
Il progetto globale di sistemazione del nucleo storico di Malvaglia si compone di tre piccoli interventi precisi: la chiesa con il suo sagrato, l'area cimiteriale ottocentesca con l'annesso più recente, la piazza del municipio. Il corpo per 160 loculi è concepito come un portico monumentale su doppia altezza e riprende nella sezione il tema del rapporto tra spazio funzionale e dimensione simbolica già sperimentato nella chiesetta di Porta o nella camera mortuaria di Iragna.
Il progetto globale di sistemazione del nucleo storico di Malvaglia si compone di tre piccoli interventi precisi: la chiesa con il suo sagrato, l'area cimiteriale ottocentesca con l'annesso più recente, la piazza del municipio. La nuova camera mortuaria è stata concepita come una terza cappella inserita a monte della chiesa in modo tale da attivare un percorso privilegiato attorno al monumento e generare parallelamente un nuovo spazio celebrativo esterno.
La grande apertura verso nord dell'atelier risponde all'esigenza di avere una luce assolutamente regolare e diffusa. Il portone a tutt'altezza verso il piazzale esterno permette, con l'aiuto di una gru mobile, il trasporto di pesanti sculture. Per quanto concerne i materiali e «nostra volonta» lasciare le superfici a vista allo stato grezzo senza particolari trattamenti o rivestimenti.
Die mittelalterlichen Steinmauern der Fassaden bilden eine solide und präzise Hülle, die sich durch die Überlagerung von Fassadenöffnungen, die verschiedenen Epochen ab dem 13. Jahrhundert zugeordnet werden können, auszeichnet. Der vollständige Abbruch der inneren Struktur erlaubt das Einfügen einer rationalen Struktur aus Sichtbeton in die mittelalterliche Gebäudehülle. Es ist das klassische Thema vom Haus im Haus.
L'intervento tocca la prima di quattro case a schiera costruite negli anni '70 a Cureglia, sulle colline di Lugano, ampliando lo spazio dedicato al cibo, sia nella sua preparazione, la cucina, sia nella sua consumazione, la sala da pranzo. Abbiamo affiancato all'esistente un elemento nuovo, un prefabbricato in legno rivestito da pannelli in fibra di cemento, interrotto da ampie vetrate, staccato formalmente dall'architettura della casa poiché inserito come elemento del giardino.
Durch den neuen Hof entstehen hohe Aussenraumqualitäten. Die plastische Gliederung erlaubt es, den einzelnen Geschossen Terrassen zuzuordnen, welche sich über differenzierte Ausblicke und ihre unterschiedliche räumliche Einbettung voneinander absetzen. Das Erdgeschoss verfügt über einen Hauptraum, der mit einer überhöhten Pfeife zu Licht und räumlicher Weite kommt. Das hofseitige Studio erhält durch die beidseitige Verwendung raumhoher Fenstertüren ein sich permanent verändertes Lichtspiel.
Il progetto per l'ampliamento del Museo etnografico si pone come obbiettivo di ribaltare questa situazione di rottura, cercando di instaurare un nuovo rapporto tra i l'edificio scolastico costruito nel 1965 e la vecchia casa. La struttura dell'edificio riprende, rivisitandolo in chiave moderna, il tema di alcune costruzioni tradizionali della valle, caratterizzate da uno zoccolo murario chiuso e da pilastri angolari che sorreggono la carpenteria del tetto in piode.
Il progetto è basato sulla definizione del carattere di quartiere, dato dello spazio collettivo della strada di acesso alle 9 case. Tre piante diverse per lo stesso programma, con le stesse superfici: un soggiorno, una cucina, tre camere e tre bagn I colori e la forma del tetto, un piano inclinato, aiutano a differenziare le singole case pur mantenendo l'unità del quartiere. le case hanno un piccolo giardino cintato da una rete metallica zincata. Gli spazi interni sono semplici e lumin
Il sedime è l'ultimo tassello della fila di case che formano il centro del paese; inoltre, per ciò che riguarda la relazione con lo spazio pubblico, presenta quattro lati tutti molto diversi. Su un primo lato è d'obbligo la contiguità; sul secondo lato è d'obbligo il completamento del portico esistente, sul terzo si deve concludere la facciata del paese verso il lago e sul quarto lato si deve fare da testa verso l'Italia.
La sua pavimentazione è un disegno di lastre di granito di 43x43cm, posate in maniera solo apparentemente casuale e che compongono un pavimento senza giunti. Il loro numero e la loro posizione permettono al cemento di non creare fessure di dilatazione. L'acqua viene eliminata grazie ad una pendenza unica e regolare che scorre in una fessura nascosta su di un lato della piazza. Ai quattro lati vi sono i quattro corpi emergenti in cemento armato, a punta, che segnalano la presenza dell'autosilo.
Le due testate in beton non presentano aperture se non al piano terra e contengono le circolazioni verticali, i servizi igienici e la distribuzione impiantistica. Costituiscono le facciate principali ed esprimono il carattere pubblico dell'edificio. Le facciate laterali hanno una maggiore astrazione e si presentano come superfici costituite da una tessitura alternata di brise-soleil con diverse inclinazione. Le chiusure e i serramenti sono in metallo e vetro. I tamponamenti sono in metallo.
Il terreno si trova sulle pendici del Monte Verità. Il progetto si sviluppa a partire dalla topografia e dall'atmosfera particolare del luogo, e vive della costante interrelazione grazie alle grandi superfici vetrate con lo spazio esterno. Mentre il muro perimetrale avvolge e protegge grazie al suo gradevole spessore fisico. Il valore plastico del muro viene sottolineato all'esterno dall'allineamento a filo e dal gioco volumetrico che lo fa apparire come un blocco di pietra scolpito.
Ultimo edificio prima dei boschi, la casa cerca riferimenti lontani: a ridosso i Denti della Vecchia e più lontano il Monte Tamaro. Il compatto volume, come un sasso scolpito, presenta eccezioni in relazione al luogo. La loggia e un'alta finestra proiettano l'interno, in tutta la sua dimensione, verso le due montagne.
Nuove funzioni come dormire, cucinare, mangiare e riposare sono introdotte in una stalla di montagna in disuso. Queste funzioni, spesso considerate come parzialmente incompatibili nello stesso spazio, coesistono attorno ad un unico mobile. Des nouvelles fonctions sont introduites dans cette ancienne étable de montagne : dormir, se reposer, cuisiner, manger. Ces fonctions, souvent considérées comme étant incompatibles dans un même espace, coexistent autour d'un unique meuble.
A prima vista l'edificio non rivela la sua funzione; appare come un blocco imponente e inaccessibile su una piattaforma posta sopra un esteso spazio verde. Dal piano terreno non è visibile alcuna entrata. L'edificio presenta un solo ordine e un solo tipo di apertura lungo il perimetro che è rastremato partendo dal basso verso l'alto. Gli elementi di colonna misurano 43x70cm alla base e 43x43cm dove si concludono e sono eseguiti in un solo getto di altezza.
La centrale, costruita interamente in cemento armato, serve all'approvvigionamento termico del quartiere in cui si trova. E' costituita da un volume semi interrato e da una torre di camini. La superficie inclinata della copertura è concepita per evitare l'adozione di un tetto piano e nello stesso tempo per permettere l'installazione di macchinari con altezze molto diverse.
La nuova chiesa si costruisce sulle fondamenta di un contesto storico e geografico ben preciso, all'interno del quale assumono importanza determinante sia l'origine medievale dell'antico manufatto, sia il rapporto con le strutture rinascimentali. Un analisi tipologica effettuata su una serie di oratori che appartengono alla tradizione locale ha messo in evidenza alcune caratteristiche tipiche di queste strutture: caratteristiche che hanno influenzato il progetto.
A monte, l'edificio genera una nuova piazzetta che dialoga con la chiesa ed il campanile di origini romaniche. Nel fronte verso nord il Municipio si rapporta con un grande spazio a verde disposto su due livelli con la vecchia scuola e, più basso, la futur Lo stabile del municipio riprende, attualizzandoli in chiave moderna, alcuni temi classici relativi ad edifici storici della stessa natura presenti nell'area alpina, come la presenza massiccia del volume e l'impostazione e l'orientamento delle facciate.
La prima difficoltà era dovuto all'adeguamento obbligato ad una struttura architettonica già definita e per certi versi compromessa dal precedente restauro. Un secondo motivo di continui ripensamenti era legato alla scelta degli oggetti e delle sculture. Immersi in questo continuo mare di incertezze, il confronto costante con la lezione di Carlo Scarpa non solo ci ha aiutato a trovare una strada percorribile, ma soprattutto a conoscere in modo più approfondito il grande Maestro.
Lo spazio a disposizione per questo intervento era in realtà uno slargo non ben definito, dove le auto oramai avevano avuto il sopravvento. C'era inoltre un piccolo edificio abbandonato che il Municipio voleva demolire per allargare il passaggio stradale. Nelle quattro campiture finali sono state poste quattro steli di granito a spacco, secondo un'usanza assai diffusa nella regione, dove i numerosi cavisti hanno l'abitudine di innalzare verso il cielo, enormi blocchi di questo splendido materiale.
Le case si sviluppano infatti con una forma ad «L» attorno ad un cortile che si affaccia sul giardino sottostante. L'appropriazione dello spazio esterno avviene gradualmente, seguendo contemporaneamente il declivio che porta fino al fiume. Lo sviluppo della casa attorno al cortile permette d'altro canto una serie di relazioni visive trasversali che arricchiscono la vita interna con una complessità altrimenti impensabile per un edificio di dimensioni così ridotte.
Per controllare in modo migliore lo spazio, è stata in primo luogo proposta la costruzione di un portico che definisse almeno un terzo lato della piazza e diventasse contemporaneamente un luogo di sosta protetto davanti ai due edifici di culto. È stata arricchita la pavimentazione esistente del portico con un inserto in granito di forma circolare posto sull'asse della chiesa. All'interno di questo inserto è stata collocata una stele in granito chiaramente orientata verso il centro della piazza.
La cappella è uno spazio molto semplice. Un leggero rialzo del pavimento definisce la zona riservata al feretro dall'ingresso. L'apertura più grande all'interno è rivolta verso il giardino chiuso che ha come unico scenario le montagne ed il cielo. Due tagli zenitali nel tetto alle estremità del volume controllano una serie di effetti di luce in continuo movimento a seconda del tempo e delle stagioni.
Il rapporto fra lunghezza e larghezza è di 1:2. Il perimetro esterno misura 8.47 x 17.74m. Orientata verso sud, la casa è formata da due spazi identici, comunicanti e direzionati, definiti da una struttura ridotta al limite delle leggi fisiche. Il tetto è una grande unica trave in calcestruzzo precompresso, spessa 50cm e lunga 18 metri. La soletta, alleggerita da tubi in acciaio, è stata caricata su 3+3 pilastri, posti alle due estremità del rettangolo di base, allo scopo di liberarne i fianchi.
Sorge su uno zoccolo di pietra esistente e si sviluppa attorno ad un patio aperto verso il lago Maggiore. Il patio costituisce il cuore della casa, nella quale trova l'intimità altrimenti impossibile, vista l'agressiva densità delle parcelle circostanti. L'impostazione centralizzata non impedisce però che il tema della corte, tipico delle nostre regioni, venga adottato anche su altri fronti della casa, in modo tale da stabilire una serie di relazioni spaziali che rendono attivo il ruolo dei muri di cinta
Questa piccola casa che si trova su un terreno impervio a monte di Brissago, ai margini del bosco, si rivolge verso sud all'ampio e ricco scenario naturale del Lago Maggiore. Una piattaforma di cemento armato di 15 m di lunghezza per 6,5 m di larghezza, sostenuta da un muro d'appoggio a monte e da quattro colonne a valle, costituisce lo zoccolo della casa.
La costruzione è priva di zoccolo perché è stata concepita come un luogo di attraversamento, un filtro fra la città e il lago. La linea del tetto è perfettamente orizzontale ma le solette sono rastremate lungo lo sbalzo. Si tratta di un intervento importante nell'assetto paesaggistico del luogo, che con la sua precisa forma geometrica mette in risalto il terreno naturale che sta attorno.
La casa risulta dalla trasformazione di un rustico esistente. Nel villaggio di Vogorno vige un regolamento edilizio di tipo protezionistico che prescrive collocazione nel terreno, dimensioni, stile, tipo, copertura, materiali ed alcuni dettagli esecutivi. L'edificio è rialzato su uno zoccolo in cemento armato e si sviluppa su due livelli. La costruzione è caratterizzata da una doppia copertura: un tetto piano in calcestruzzo armato su cui sono stati collocati due tetti tradizionali a falde in piode.
Le costruzioni che servono l'autostrada devono differenziarsi sostanzialmente dalla linea di transito. Per questo motivo la costruzione è stata concepita usando il metallo invece che il calcestruzzo. La vicinanza dell'autostrada pone un'esigenza formale riguardo alla dimensione dell'oggetto, che deve essere il più grande possibile, visibile a chi transita a velocità sostenuta, elementare nella sua forma per trasmettere il messaggio della sua funzione.
La scuola elementare di Montagnola ha contribuito a ridisegnare il centro del paese. Con la propria geometria netta si contrappone al carattere pittoresco degli edifici esistenti e crea nuovi spazi, nuovi rapporti. Poggia su un terrapieno che risolve il dislivello esistente fra piazza e collina, il quale fa sì che per accedere alla scuola è necessario salire una lunga scalinata, che da un lato è appoggiata ad un muraglione in cemento e dall'altro è libera.
Si tratta di un complesso scolastico capace di accogliere 600 allievi e formato da tre corpi: un primo blocco di 9 aule che riprende l'allineamento del quartiere residenziale, un secondo blocco di 14 aule che è ruotato verso il bosco e infine la palestra. Il perimetro della scuola è raggiungibile non solo dagli allievi ma anche da chi si trova a passeggiare o a passare per raggiungere un quartiere vicino. La vita scolastica fa così parte del quartiere senza peraltro essere disturbata da questa prossimità.
Il blocco didattico è formato da quattro elementi separati, quattro unità elevate su tre livelli e collegate solo al piano terreno, dove i portici definiscono il vasto chiostro pavimentato. Il primo piano accoglie gli spazi didattici. Le aule sono costituite da uno spazio a doppia altezza. Al secondo piano gli allievi usufruiscono per il lavoro e la ricerca di un grande locale comune, aperto sulle aule sottostanti.
La casa patriziale di Carasso è situata su un'area di ca. 2800 m2. E' composta da 12 appartamenti, di una sala polivalente per ca. 300 persone, di una sala riunione, di un posteggio per ca. 20 auto, in parte coperto. La sala multiuso si trova al piano interrato e si sviluppa fino al piano terreno. Gli appartamenti sono concepiti come uno spazio unico, limitato a est e ad ovest da elementi modulari di 95cm in legno.
Completamente chiusa verso l'esterno, la casa vive in un «recinto» fissato dalla forma e dimensione e dall'esiguità del terreno a disposizione. Il carattere fondamentale consiste nell'assenza intenzionale quasi completa di relazioni con l'esterno. Tutti i locali sono in relazione diretta con il giardino. La distribuzione dei locali è elementare: soggiorno al centro, camera dei genitori da un lato, camera dei figli dall'altro lato e servizi nella zona priva di relazione con il giardino.
Si tratta di un palazzo per uffici, a sei piani, concepito come una casa d'abitazione a corte su più livelli. Il piano terreno è uno spazio totalmente libero, definito da un muro di cinta. Al centro è collocato l'atrio completamente vetrato. La corte riceve luce dall'alto grazie alla copertura a tratti trasparenze. La costruzione è in acciaio, con le strutture interamente a vista dipinte in colore blù. Le pareti vetrate delle facciate sono protette contro il sole da tende sporgenti.
«A mio parere [...] tutti i grandi maestri del nostro tempo creano nell'ambito di una morfologia, o perlomeno di una combinazione di forme chiaramente specificata, ed è impossibile misurarne l'influenza quando se ne trascuri la grammatica... L'astrazione dalla grammatica e dalla storia della grammatica corrisponde spesso a uno stato di confusione nel giudizio critico, e peggio, nella produzione corrente dell'architettura». [Peppo Brivio]
Ein kleines Theater im einstigen Künstlerdorf Ascona. Der Nordländer Weidemeyer war sich von der Natur und Architektur des Südens beeinflusst, was sich u. a. in der Einbindung in die Topografie durch die Promenade architecturale sowie im Grundriss zeigt. Carl Weidemeyers Bauten lösten einen Architekturstreit aus, welcher der modernen Architektur im Tessin den Weg ebneten. Zwei von ihm errichtete Villen wurden in der Ausstellung «International Style» von 1932 im New Yorker MoMA präsentiert.
Haus des Architekten Antonio Croci. Geboren 1823 in Mendrisio; Studium der Architektur an der Accademia delle Belle Arti in Milano; Arbeitsaufenthalt in der Türkei, wo er auch für den Hof von Konstantinopel arbeitete. Dann Bauten in Nizza sowie im Wallis. Nach längerem Aufenthalt in Lateinamerika, u. a. in Buenos Aires, wurde er von der Familie Bernasconi mit dem Bau der Villa Argentina in Mendrisio beauftragt. Die Casa «Carlàsc», bezeichnete er als «parva sed apta mihi» (klein, aber für mich angemessen).
«Sie wurde im Jahre 1872 für die Familie Bernasconi aus Mendrisio, die in Argentinien reich wurde, vom Architekten Antonio Croci gebaut. Die Villa hat klassizistische und koloniale Baumerkmale und verfügt über einen breit angelegten Park. Seit einigen Jahren ist die Villa der Sitz der Architekturakademie.» [Mendrisiotto Turismo]
Agostino Camuzzi (1808-70) wanderte als Zwanzigjähriger nach Russland aus, wo er viele Jahre für Zar Nikolaus l. tätig war, zum Teil in Zusammenarbeit mit anderen Tessinern; beispielsweise realisierte er für Monighetti das Türkische Bad in Zarskoje 1854 kehrte er zurück und erweiterte das elterliche Haus zum einem Palazzo, wobei er in die Wühlkiste der Stile griff: Barock, Mittelalter, Rokoko. Hermann Hesse lebte hier von 1919 bis 1931. Heute ist der Wohntrakt in sechs Eigentumswohnungen aufgeteilt.