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Mercato dell’alloggio: appena percettibili le mutate preferenze durante la pandemia
Berna, 22.12.2022 - La crisi di COVID-19 ha avuto un impatto soltanto lieve sulle preferenze abitative e sui traslochi. Durante la pandemia si è registrata una tendenza – seppure debole – a preferire regioni meno densamente popolate. Questo è quanto emerge dalla pubblicazione «Preferenze abitative nel contesto della pandemia».
Durante il primo lockdown, a marzo 2020, molti dipendenti sono stati costretti a lavorare da casa. Il telelavoro è quindi diventato obbligatorio e la casa si è improvvisamente trasformata anche in posto di lavoro. Gli spazi all'aperto e le aree ricreative hanno così acquisito maggiore importanza. È quindi lecito chiedersi se questa circostanza abbia avuto un impatto anche sul mercato dell'alloggio. Ma come dimostra ora la pubblicazione «Preferenze abitative nel contesto della pandemia», l'impatto è risultato inferiore al previsto.
Per quanto riguarda i traslochi, si è registrata una leggera tendenza verso località meno densamente popolate. Circa 4000 persone in più rispetto agli anni precedenti si sono infatti trasferite in un Comune con meno abitanti, ma questo corrisponde solo a mezzo punto percentuale su tutti i traslochi in Svizzera. Il trend ha interessato perlopiù i nuclei familiari costituiti da una sola persona, mobili e ad alto reddito, le coppie, le famiglie proprietarie di un'abitazione e i dirigenti.
Domanda di più superficie abitativa
Il fatto che la pandemia abbia avuto un impatto soltanto lieve sui traslochi è senz'altro dovuto anche alla scarsa disponibilità di spazi abitativi adeguati. La domanda di più superficie abitativa e di case unifamiliari è aumentata notevolmente, e questo su entrambi i mercati, quello della locazione e quello della proprietà, contribuendo così a spingere i prezzi al rialzo.
Durante la pandemia non si è invece osservato un maggiore ricorso al soggiorno settimanale come opzione di ripiego. Anzi: il numero dei soggiorni settimanali è persino diminuito. Tra i motivi figurano il telelavoro oppure la chiusura delle università e di altre scuole. Per quanto concerne le abitazioni secondarie, non è escluso che durante la pandemia siano state utilizzate più intensamente. Inoltre, tra la fine del 2019 e la fine del 2021, il loro numero è leggermente diminuito, forse perché usate maggiormente come domicilio primario. I dati disponibili, tuttavia, non confermano né smentiscono questa ipotesi.
Libera circolazione delle persone e mercato dell'alloggio
Il tema speciale «Preferenze abitative nel contesto della pandemia» fa parte del monitoraggio «Libera circolazione delle persone e mercato dell'alloggio 2021», pubblicato a luglio 2022. Dal 2009 Meta-Sys AG e ZHAW, su incarico dell'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), si occupano congiuntamente di monitorare gli effetti della libera circolazione delle persone sul mercato svizzero degli alloggi. Ogni anno viene inoltre approfondito un argomento specifico.
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Media e comunicazione UFAB, <email-pii>, tel. +41 58 463 49 95
Pubblicato da
Ufficio federale delle abitazioni
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