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Il 70-68 tra Nicolas Mahut e John Isner resterà per sempre nella storia di Wimbledon. L'incredibile risultato, sancito al termine di una partita durata 11 ore e 5 minuti, giocata sull'arco di tre giorni, non sarà infatti mai battuto.
Il più tradizionale dei tornei, quello giocato sull'erba londinese, ha deciso l'introduzione del tie-break nel 5° set. Ma lo farà alla sua maniera: ossia non sul 6-6, com'è prassi, bensì in caso di 12 game pari. La comunicazione è stata fatta oggi dagli organizzatori di Wimbledon, i quali hanno spiegato che si è così voluto trovare una soluzione definita ragionevole, per quei casi in cui i giocatori non riescano a spezzare l'equilibrio. «Un tie-break sul 12-12 – ha indicato Philip Brook, presidente dell'All-England Club – rappresenta una situazione equa, tra il fatto di lasciare l'opportunità ai giocatori di prendersi il vantaggio e la certezza che la conclusione dell'incontro avvenga entro un lasso di tempo accettabile».