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BIENNE - Il prezzo degli affitti, molto elevato in Svizzera, costituisce un onere sproporzionato per le economie domestiche. Ne è convinta l'Associazione svizzera degli inquilini (ASI), i cui delegati riuniti oggi in assemblea generale a Bienne (BE) hanno intenzione di lanciare un referendum contro qualsiasi decisione politica che riducesse la protezione dei locatari.
Stando a statistiche immobiliari, il prezzo degli affitti è aumentato in media di oltre il 50% dal 2000, ricorda l'ASI in una risoluzione adottata dai suoi delegati. Nel testo si sottolinea che l'associazione non accetterà mai un gesto "socialmente irresponsabile" quale l'indebolimento della protezione degli inquilini.
Qualora fosse necessario, l'ASI lancerà un referendum contro eventuali decisioni ostili prese dal Parlamento, si legge nella risoluzione. L'Associazione degli inquilini invita le Camere federali ad adoperarsi per la pace degli alloggi e in favore della parte più debole quando si stipula un contratto d'affitto.
Secondo l'ASI, il Consiglio nazionale e quello degli Stati dovrebbero respingere il tentativo di adottare disposizioni favorevoli ai proprietari senza prendere parallelamente delle misure in favore degli inquilini.
Più precisamente, l'associazione chiede al Parlamento di mantenere i diritti attuali in materia di subaffitto e di riaffermare il pieno diritto di contestare un affitto iniziale abusivo. Deve pure combattere l'idea di aumentare eccessivamente gli affitti autorizzando rendimenti eccessivi.
L'ASI ricorda che la lobby immobiliare in Parlamento se l'è presa dapprima con il subaffitto, nel tentativo di limitarlo, e poi ha preteso di limitare la contestazione possibile degli affitti iniziali, che è fondamentale per lottare contro gli abusi.