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L'iniziativa dell'Associazione degli inquilini volta ad ampliare l'offerta di alloggi a pigione moderata non è necessaria, stando al Consiglio federale che lunedì, affidando l'incombenza al capo del Dipartimento dell'economia Guy Parmelin, ha dato il via alla campagna contraria in vista della votazione d'inizio febbraio.
A detta dell'Esecutivo, il numero di residenze di qualità e a prezzi abbordabili è sufficiente e non sarebbe assennato ancorare nella Costituzione i principi pretesi dai promotori, tanto più che, nel frattempo, il Parlamento ha destinato altri 250 milioni di franchi al fondo per la realizzazione di case a prezzi accessibili.
Con il testo sottoposto ala parere dei cittadini si chiede tra l'altro che gli enti pubblici, i quali dovrebbero possedere il 10% del parco di nuova costruzione, incoraggino l'edilizia popolare e che sugli stabili di loro proprietà si possa allo scopo esercitare il diritto di prelazione.