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BERNA - Amnesty International (AI) è indignata per le dichiarazioni discriminatorie dal direttore dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) Alard du Bois-Raymond riguardo ai richiedenti l'asilo nigeriani. Chiede inoltre che l'UFM sospenda i rimpatri fino alla fine dell'inchiesta sulla morte di un richiedente l'asilo nigeriano avvenuta il 18 marzo all'aereoporto di Kloten.
La sezione svizzera di AI, riunita in assemblea generale a Friburgo, ritiene "inaccettabile che il direttore dell'Ufficio federale incaricato della questione dell'integrazione si permetta di screditare tutta la comunità nigeriana, basandosi unicamente sulla nazionalità", precisa un comunicato diffuso oggi. L'associazione ha quindi scritto all'UFM per esprimere la sua indignazione e ricordare le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate in Nigeria.
In una recente intervista alla "NZZ am Sonntag" Alard du Bois-Reymond aveva affermato che la maggior parte dei nigeriani che inoltrano una richiesta di asilo in Svizzera "non vengono in qualità di rifugiati, ma per fare affari" e molti sono attivi nella piccola criminalità e nel traffico di droga.
I delegati hanno pure chiesto la liberazione immediata e il ritorno in Svizzera di Max Göldi, ancora detenuto in Libia e considerato da Amnesty International un prigioniero d'opinione.
SDA-ATS