Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01124.jsonl.gz/1001

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Jamie Andrew sorride dopo l'impresa, in compagnia di una guida
KEYSTONE/AP Courtesy of Jamie Andrew(sda-ats)
Lo scozzese Jamie Andrew, che 17 anni fa subì l'amputazione di tutti e quattro gli arti, il 4 agosto scorso è riuscito nell'impresa di scalare il Cervino (4'478 metri) aiutandosi con protesi speciali applicate alle ginocchia e ai gomiti.
Era accompagnato da due guide professioniste.
"Spero che ciò sia la dimostrazione che i sogni si possono avverare. Non bisogna però mettersi in pericolo, solamente avanzare sul piano mentale, fisico ed emotivo", ha dichiarato l'alpinista all'agenzia AFP. Per compiere la scalata Andrew ha impiegato sei ore, per la discesa sei ore e mezza, ovvero cinque ore in più rispetto al tempo medio normalmente utilizzato.
Andrew, che ha festeggiato i suoi 47 anni alla vigilia dell'impresa, era stato amputato delle due gambe e delle due braccia dopo essere stato sorpreso da una tempesta nel 1999 sul massiccio del Monte Bianco (F). Il suo compagno di cordata era invece morto per congelamento.
Lo Scozzese ha tuttavia continuato a sperare di poter scalare le montagne. "Ma non avrei mai sognato di poter arrivare in cima al Cervino, il mio primo obiettivo erano le colline della Scozia", ha spiegato all'AFP. Tuttavia, nel 2004, ha realizzato l'ascensione del Kilimangiaro (5895 metri) e di altre vette alpine (in particolare il Mönch, 4107 metri).
Per il Cervino, Andrew si è allenato durante cinque anni. Nel 2014, ci era quasi riuscito, ma ha dovuto rinunciare a 250 metri dalla cima. "Il Cervino è davvero la montagna più difficile che io abbia scalato", ha detto, precisando che altre sfide lo attendono.
SDA-ATS