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In piena epidemia di Coronavirus, fra le polemiche per la penuria di materiale sanitario, la Francia ha ordinato un totale di un miliardo di mascherine alla Cina.
Per il trasporto del materiale - destinato innanzitutto al personale degli ospedali che protesta ogni giorno per la carenza di protezioni per medici e infermieri - sarà necessario un ponte aereo, con un totale di 56 voli su circa 14 settimane.
A coprire le tratte saranno 4 voli a settimane effettuati da aerei russi Antonov. Ogni apparecchio caricherà 18,3 milioni di mascherine, fra le quali più di 74 milioni di FFP2. Le maschere, in un primo tempo, saranno immagazzinate in Cina a Shenzen e a Shanghai.
All'Eliseo, si tiene molto a sottolineare la reciprocità che esiste fra europei e cinesi - scrive oggi Le Monde - "per respingere ogni interpretazione di salvataggio del Vecchio continente da parte di Pechino. E si ricorda che a fine gennaio il governo cinese aveva sollecitato l'aiuto della Commissione europea, che aveva inviato 56 tonnellate di materiale sanitario, tute di protezione, disinfettante e maschere chirurgiche".
Una fonte della presidenza, citata dallo stesso quotidiano, afferma che "ci rendiamo conto del disegno geopolitico che si delinea da parte cinese, e in misura minore da parte russa. Pechino vuole mostrare la sua forza, esibire il fatto di aver superato la crisi e aver sconfitto il virus al punto da venire in aiuto al mondo intero". Pechino, osserva il quotidiano francese, "aggiunge alle sue consegne una potente propaganda, destinata a far dimenticare di aver negato e di aver detto menzogne durante i primi due mesi della crisi sanitaria a Wuhan".
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