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La Commissione reputa che l’attuale politica in materia di sanzioni abbia dimostrato la propria efficacia. Sinora, la Svizzera non ha pronunciato sanzioni in modo autonomo, ma ha partecipato nei singoli casi a sanzioni ampiamente approvate a livello internazionale. Secondo la CPS-S, una politica autonoma in materia di sanzioni avrebbe soltanto un effetto simbolico e non è affatto auspicabile. La Commissione respinge pertanto la disposizione introdotta dal Consiglio nazionale nel quadro della modifica della legge sugli embarghi (19.085).
La CPS-S ritiene che la nuova disposizione contenga criteri troppo vaghi e che il testo sia in parte contraddittorio. Inoltre, la sua attuazione porrebbe grossi problemi, considerata la difficoltà insita nella composizione di liste affidabili in grado di resistere a un ricorso dinanzi a un tribunale. Di fatto, simili sanzioni potrebbero essere pronunciate unicamente contro persone o entità che sono state oggetto di condanna da parte di un tribunale. Infine, la CPS-S reputa che il nostro Paese correrebbe in futuro il rischio di subire pressioni volte all’ottenimento di sanzioni contro una determinata entità o persona.
Air2030
La Commissione prende atto del rapporto del Controllo federale delle finanze (CdF) concernente la gestione dei rischi del programma Air2030. Il rapporto le è stato presentato da rappresentanti del CdF. In seguito, la CPS-S ha potuto visionare l’articolo del contratto d’acquisto degli F/35A concernente il prezzo fisso; la grande maggioranza della Commissione ritiene che detta disposizione confermi la posizione assunta da armasuisse.
Infrastruttura digitale sovrana
La Commissione propone, con 6 voti contro 2 e 1 astensione, di respingere due iniziative parlamentari (21.495 e 21.507) che chiedono alla Confederazione di creare un’infrastruttura digitale sovrana. La maggioranza della Commissione sostiene l’obiettivo del rafforzamento della cibersicurezza e della sovranità della Svizzera, ma ritiene che la via dell’iniziativa parlamentare sia inadeguata, considerata la complessità delle questioni in gioco. Inoltre, alcuni Cantoni hanno già intrapreso lavori in questo ambito. La Commissione desidera riesaminare il dossier nella sua prossima seduta, in occasione della quale deciderà se depositare un nuovo intervento parlamentare.
La CPS-S ha sentito rappresentanti delle cerchie interessate, ossia dei politecnici federali, dei Cantoni di Zurigo e Vaud nonché imprese attive nel settore.
Dipendenza economica in materia di beni essenziali
La Commissione si è occupata della questione relativa alla dipendenza della Svizzera dalle catene internazionali di approvvigionamento e produzione di beni essenziali. In tale contesto, con 8 voti contro 0 e 4 astensioni propone di respingere la mozione 20.3245, ritenendola superflua in quanto una mozione dallo stesso tenore (20.3268) è già stata accolta dalle due Camere. Sulla base di quest’ultima mozione il Consiglio federale sta già redigendo un rapporto concernente il ruolo svolto dalle catene mondiali di creazione di valore per la sicurezza dell’approvvigionamento della Svizzera. Misure concrete sono del resto già state adottate in diversi ambiti. La Commissione si rallegra per il lavoro effettuato e si occuperà nuovamente di questo tema non appena il rapporto sarà pronto.
La Commissione ha infine preso atto della situazione attuale riguardante la guerra in Ucraina ed è stata informata sulle misure che l’esercito intende adottare a breve termine al fine di porre rimedio alla penuria di specialisti e di soldati durante i corsi di ripetizione. La CPS-S continuerà a informarsi costantemente in merito all’attuazione di tali misure.
Presieduta dal consigliere agli Stati Werner Salzmann (UDC, BE), la Commissione si è riunita a Berna il 18 agosto 2022. A parte della seduta era presente il consigliere federale Guy Parmelin, capo del DEFR.