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«Scie chimiche»: un vecchio complotto ancora oggi alla base di false notizie
Tra le teorie del complotto contemporanee più dure a morire c’è quella delle «scie chimiche», nata nella seconda metà degli anni Novanta. Stando a questa teoria, sarebbe in atto un piano governativo per modificare il clima del pianeta o avvelenarne la popolazione. Per raggiungere questo scopo si utilizzerebbero le cosiddette «scie chimiche» rilasciate in volo dagli aerei.
In realtà, nulla di tutto ciò è vero e non vi sono prove, scientifiche o di altro tipo, a supporto di questa teoria. Nonostante questo, i casi di disinformazione su questo argomento continuano a circolare a distanza di oltre venticinque anni.
Il complotto
Nel 1997 Richard Finke, un cittadino americano appassionato di bioterrorismo, avanzò per primo l’ipotesi che le tracce bianche lasciate in volo dagli aerei fossero collegate ad un pesticida il cui scopo era quello di avvelenare la popolazione. La tesi, per quanto non avesse alcuna base scientifica, divenne presto virale e fu ripresaanche da alcuni giornalisti.
Secondo i sostenitori della teoria, una «scia chimica» (in inglese, chemtrail) è una scia di colore variabile (per lo più bianco) rilasciata da un aereo a bassa quota e composta da sostanze chimiche dannose per l’uomo. Si tratterebbe di un fenomeno diverso rispetto alle scie di condensa (in inglese, contrails) create normalmente dagli aerei in volo.
Come però puntualizzato dai colleghi di Cicap, «nella letteratura complottista sembra mancare una chiara definizione delle caratteristiche di una chemtrail che consenta di distinguerla da una semplice scia di condensa», basandosi invece su generiche descrizioni che rendono impossibile un confronto scientifico tra le due scie. Inoltre, il tentativo di giustificare l’esistenza delle «scie chimiche» ha spesso portato i sostenitori della teoria a formulare ipotesi particolarmente bizzarre, come l’esistenza di aerei invisibili in grado di rilasciare scie visibili o, al contrario, la presenza di aerei visibili che rilasciano scie invisibili.
In realtà, come spiegato dall’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale), le scie bianche rilasciate dagli aerei in volo sono scie di condensazione. Accade che, «dal punto di vista meteorologico, le scie di condensazione sono delle vere e proprie nubi artificiali che, al pari delle nubi naturali, si formano quando un volume d'aria si raffredda sino a raggiungere la saturazione del vapore acqueo in esso contenuto con la formazione di numerose goccioline (e, se le temperature sono negative, da cristalli di ghiaccio). Le scie di condensazione, in particolare, divengono visibili quando al loro interno la densità dei cristalli di ghiaccio raggiunge o supera il valore di 0.004 g/m3». Nessuna «scia chimica», dunque. Si tratta di un normale processo di condensazione.
Vastità e varietà della teoria
Negli anni la teoria complottista delle «scie chimiche» si è arricchita di particolari e narrazioni alternative.
Alcuni cospirazionisti credono che le «scie chimiche» servano per diffondere nell’atmosfera sostanze come il bario, l’ossido di alluminio, muffe o spore utili a controllare il clima; altri invece sostengono che le scie siano direttamente finanziate da case farmaceutiche interessate a interferire negativamente sulla salute dei cittadini, così da allargare il proprio mercato ed aumentare i guadagni.
A capo dell’organizzazione responsabile delle «scie chimiche» ci sarebbe, a seconda dei casi, il Vaticano, l’Ordine di Malta e anche una diretta collaborazione della Cia, della Nasa e di Google.
Altri ritengono che le scie rilasciate dagli aerei fossero assenti prima degli anni Novanta, il che sarebbe tra le principali prove dell’esistenza di un oscuro piano. In realtà, le scie di condensazione ci sono sempre state, come dimostrano le fotografie. Oggi le vediamo più spesso perché il traffico aereo è aumentato rispetto al passato e sono stati creati corridoi per il volo ad altitudini differenti.
Esempi di notizie false
Negli ultimi giorni la redazione di Facta News ha ricevuto da parte dei lettori alcune segnalazioni che chiedevano di verificare notizie che riguardavano le cosiddette «scie chimiche». In tutti i casi si trattava di notizie false.
Ad esempio: non è vero che il governo spagnolo ha «spruzzato scie chimiche» per volere delle Nazioni Unite. Nessun documento ufficiale o inchiesta ha portato alla luce una simile notizia. Per veicolare la falsa notizia è stato fatto riferimento al «Regio Decreto 463/2020» che però non ha nulla a che vedere con le scie di condensazione degli aerei. Si tratta della norma che ha istituito lo stato d’emergenza in risposta alla pandemia di coronavirus, annunciata il 13 marzo 2020 dal primo ministro Pedro Sánchez.
Non è nemmeno vero che in Australia verrà rilasciato un vaccino in cielo attraverso le «scie chimiche». La notizia è infondata. Michelle McIntosh, esperta di somministrazione di farmaci presso la Monash University (Australia) che ha lavorato a progetti che tentano di determinare la fattibilità dei vaccini spray, ha spiegato ai colleghi di Aap che la vaccinazione con aerosol di massa somministrata con un aereo non è né possibile né sensata, dal momento che non garantirebbe ad ogni paziente la stessa dose di farmaco.
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