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GINEVRA - Glencore è nuovamente nell'occhio del ciclone per le sue attività nella Repubblica democratica del Congo, dove impiegati accusano la società di «schiavismo». Lo ha affermato oggi il sindacato internazionale industriALL, con sede a Ginevra, dopo una missione sul posto.
Secondo l'organizzazione sindacale, i lavoratori del sito di Kolwezi parlano di minacce, scarse condizioni sanitarie e di sicurezza, malattie, razzismo e discriminazioni, salari bassi o inferiori rispetto a quelli dei dipendenti stranieri.
Il gigante delle materie prime con sede a Baar (ZG) respinge però le accuse: un portavoce del gruppo ha dichiarato ai media che l'azienda «si impegna per mantenere il dialogo con tutti, compresa industriALL». Ha inoltre aggiunto che «la salute e la sicurezza dei dipendenti è la principale priorità di Glencore».
Il gruppo, sempre in Congo, è già stato accusato di corruzione per l'acquisizione dei diritti di una miniera. La società smentisce però categoricamente.