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colpi di diritto
Disdetta: osservanza degli obblighi
Negli ultimi anni sono state pronunciate differenti sentenze, che si sono confrontate con gli obblighi di diligenza del datore di lavoro in caso di disdetta. Dalla giurisprudenza si evince una tendenza dei giudici a dare maggior peso agli obblighi del datore di lavoro nei casi esaminati. Le spiegazioni che seguono offrono una panoramica della casistica principale.
Contenuto dell’obbligo di diligenza
L’obbligo di diligenza impone al datore di lavoro di tutelare la vita, la proprietà, l’integrità fisica, sessuale e spirituale come pure l’onore personale e professionale, la posizione e la moralità all’interno dell’azienda. Il datore di lavoro deve evitare qualsiasi limitazione della personalità non giustificata dal contratto di lavoro e proteggere i lavoratori anche contro eventuali azioni da parte di superiori, collaboratori o terzi. Una grave lesione alla personalità in occasione della disdetta può far sì che quest’ultima sia considerata abusiva.
Alla notifica della disdetta
La semplice notifica al lavoratore dei motivi del licenziamento durante un colloquio di licenziamento non costituisce di per sé una violazione degli obblighi di diligenza del datore di lavoro. Ciò vale anche nel caso in cui essi siano contrari al senso dell’onore del lavoratore, per la natura stessa delle cose. Lo stesso dicasi, secondo il Tribunale federale, qualora durante il colloquio di licenziamento il datore di lavoro assuma un comportamento irriguardoso e contrario alle buone maniere. La giurisprudenza presuppone che il datore di lavoro viola l’obbligo di diligenza solo nel momento in cui subentrano circostanze aggravanti, ad esempio in caso di affermazioni offensive della personalità rispetto a terzi estranei all’azienda.
Obbligo d’informazione nei confronti del lavoratore interessato
La protezione contro il licenziamento, prevista dalla legge, tutela il lavoratore durante un certo periodo di tempo (ad esempio in caso di malattia). Secondo le circostanze, l’obbligo di diligenza impone al datore di lavoro di informare il lavoratore in merito a questa protezione. Tale regola si applica nel caso in cui il datore di lavoro constata o dovrebbe constatare la mancata conoscenza o l’errore del lavoratore, e al contempo comprende che il lavoratore, non facendo valere il suo diritto al periodo di protezione, subisce uno svantaggio economico. L’obbligo di informazione del datore di lavoro presuppone tuttavia che egli stesso non si trovi in errore per quanto concerne la situazione giuridica. Il datore di lavoro deve altresì informare il dipendente circa un eventuale diritto al passaggio in una assicurazione individuale d’indennità giornaliera.
Informazione del personale e comunicati
In generale, quando un dipendente lascia l’azienda il datore di lavoro può informarne il suo personale. Il principio di diligenza gli impone però di salvaguardare i diritti della personalità del lavoratore uscente e in modo speciale di non esprimersi in modo negativo sui motivi della partenza. Questo vale in misura ancora maggiore quando si pubblicano comunicati.
L’esercizio del diritto di disdetta in situazioni di conflitto
Nelle situazioni conflittuali tra singoli lavoratori, l’obbligo di diligenza impone al datore di lavoro di adottare tutti i provvedimenti ragionevolmente proponibili al fine di disinnescare il conflitto, esortando ad esempio le parti in conflitto a compiere tentativi di mediazione. In simili casi occorre una adeguata gestione dei conflitti, che tuteli l’integrità delle parti in causa (nessun processo farsa). Se il datore di lavoro tralascia di compiere per tempo tentativi di mediazione ragionevolmente proponibili e adeguati, e invece «risolve» il conflitto licenziando una delle parti, rischia una sanzione per disdetta abusiva.
Obbligo di diligenza accresciuto verso i lavoratori più anziani
I lavoratori in età avanzata necessitano di una protezione particolare e richiedono un obbligo di diligenza accresciuto dal datore di lavoro. Ne deriva che quest’ultimo deve accettare le normali ripercussioni legate all’età nello svolgimento del lavoro. L’obbligo di diligenza esige inoltre dal datore di lavoro che egli consenta a un dipendente che si trova a pochi mesi dal pensionamento, di terminare la sua attività lavorativa senza subire conseguenze di tipo finanziario. Particolare attenzione va data all’interesse del singolo di mantenere il proprio contratto di lavoro, dal momento che a causa dell’età avanzata ben difficilmente potrebbe trovare un’altra occupazione. Di conseguenza, a causa del palese squilibrio degli interessi in gioco, una disdetta potrebbe configurarsi come abusiva.