Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/216481

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'articolo 49a LAMal, i Cantoni e gli assicuratori remunerano le cure dispensate in un ospedale ai sensi dell'articolo 49 della stessa legge secondo la rispettiva quotaparte. I Cantoni assumono la quotaparte cantonale per gli assicurati domiciliati nel loro territorio che si sottopongono a trattamenti in ospedali intracantonali o extracantonalI figuranti sull'elenco. Nella loro pianificazione ospedaliera, alcuni Cantoni (p. es. Vaud e Ginevra) per certi ospedali figuranti nell'elenco (perlopiù cliniche private) subordinano l'assunzione della quotaparte cantonale al rispetto di quote o limitazioni di volume in funzione dello stato assicurativo dei pazienti. I pazienti che oltre all'assicurazione obbligatoria hanno stipulato un'assicurazione complementare sono soggetti a queste limitazioni di volume o quote. Questo significa che se una clinica non rispetta la limitazione del volume o quota la quotaparte cantonale di questi pazienti non è più assunta dal Cantone e viene fatturata ai pazienti o eventualmente alla loro assicurazione complementare. Questi pazienti dunque si sottopongono a trattamenti senza sapere se verrà versata la quotaparte cantonale. E non lo sanno nemmeno gli assicuratori-malattie. La sentenza del Tribunale amministrativo federale del 16 gennaio 2019 ha dichiarato non conformi alla LAMal le limitazioni di volume della pianificazione ospedaliera del Cantone di Ginevra. Ciò nonostante, nella sua nuova pianificazione ospedaliera il Cantone di Ginevra ha previsto un sistema di quote che produrrà risultati analoghi. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È a conoscenza del problema delle pianificazioni ospedaliere che prevedono limitazioni di volume o quote in funzione dello stato assicurativo dei pazienti?</p><p>2. Non ritiene che tali pianificazioni ospedaliere violino il principio della parità di trattamento tra pazienti con e senza assicurazioni complementari e tra ospedali privati e pubblici?</p><p>3. Se un ospedale viola le prescrizioni di pianificazione, le sanzioni del Cantone non dovrebbero essere per principio in prospettiva, cioè incidere sul futuro mandato di prestazioni dell'ospedale interessato? Una sanzione unilaterale ad hoc consistente nel non versare la quotaparte cantonale non manca forse il bersaglio andando invece a colpire i pazienti o eventualmente la loro assicurazione complementare?</p><p>4. Che conclusioni e conseguenze trae il Consiglio federale dalla sentenza del Tribunale amministrativo federale del 16 gennaio 2019 (C-5017/2015), in particolare per quanto riguarda il principio della parità di trattamento?</p><p>5. Non ritiene che l'ordinanza sull'assicurazione malattie debba essere precisata in modo che i Cantoni non possano più dispensarsi unilateralmente a scapito dei pazienti o eventualmente della loro assicurazione complementare dall'obbligo di versare prestazioni conformemente all'articolo 49a capoverso 1 LAMal, cioè dal versamento della quotaparte cantonale, qualora un ospedale violi una o più prescrizioni della pianificazione ospedaliera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p><b>1-2. </b>Nel suo rapporto sulla pianificazione sanitaria<b></b>2020-2023 del novembre 2019, il Cantone di Ginevra ha stabilito che almeno la metà dei pazienti trattati dagli ospedali figuranti nell'elenco deve essere costituita da persone che hanno esclusivamente l'assicurazione di base. Si tratta di una misura che serve a rispettare l'obbligo di ammissione e a garantire la parità di trattamento dei pazienti e degli ospedali. In proposito il Tribunale amministrativo federale (TAF), nella sua sentenza del 16 luglio 2019 (C-4231/2017, consid. 4.4.3 e 4.4.6), ha rilevato che secondo l'articolo 41a della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) i Cantoni devono provvedere affinché gli ospedali accolgano anche i casi meno remunerativi, come i pazienti che hanno esclusivamente l'assicurazione di base. La quota massima di pazienti con assicurazione complementare (o paganti) non significa che il Cantone effettui una pianificazione per il settore delle assicurazioni complementari. Il TAF rileva inoltre che, secondo la prassi del Tribunale federale (DTF 138 II 398 del 10 luglio 2012, consid. 5), la norma cantonale secondo la quale l'obbligo di ammissione è adempiuto se i pazienti con la sola assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) sono almeno il 50 per cento non è contraria al diritto federale e in particolare non viola l'articolo 41a LAMal.</p><p><b>3. </b>Il non versamento della quotaparte cantonale non può impedire, da solo, che i pazienti assicurati soltanto con l'assicurazione di base non raggiungano il limite prescritto del 50 per cento, se il finanziamento della quotaparte cantonale non versata è garantito dai pazienti o dalla loro assicurazione complementare. In questo senso il mancato rispetto del limite del 50 per cento dovrebbe avere un'influenza sul mandato di prestazioni.</p><p><b>4. </b>In seguito alla sentenza del TAF del 16 gennaio 2019 (C-5017/2015), il Cantone di Ginevra ha adeguato la regola per l'obbligo d'ammissione in modo che la quota minima di pazienti assicurati esclusivamente con l'assicurazione di base valga anche per l'ospedale universitario e che un ospedale figurante nell'elenco debba dimostrare di aver accolto una quota minima del 50 per cento di questi pazienti. Questo disciplinamento riguarda quindi tutti i pazienti ed è conforme alla giurisprudenza.</p><p><b>5.</b> Nella sua decisione del 10 luglio 2012 (DTF 138 II 398, consid. 3.10.3), il Tribunale federale ha considerato ammissibile una rimunerazione cantonale ridotta per le prestazioni che superano i volumi massimi previsti nella pianificazione. Inoltre, nella sua sentenza del 28 maggio 2018 (9C_617/2017, consid. 5.2.2) ha considerato legittimi, tra l'altro, la riduzione e il mancato versamento della quotaparte cantonale per inadempienza delle prescrizioni del mandato di prestazioni. Questa giurisprudenza implica che se vengono applicate le sanzioni la quotaparte cantonale di finanziamento secondo l'articolo 49a LAMal non è rispettata. Ciò dovrebbe valere anche per le sanzioni inflitte allo scopo di far rispettare l'obbligo di ammissione.</p>  Risposta del Consiglio federale.