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Ancora troppi rottami elettrici nei rifiuti domestici
COMUNICATO STAMPA
Ancora troppi rottami elettrici nei rifiuti domestici
Che cosa farne del rasoio che non funziona più, del phon guasto o del
vecchio frigorifero? Gettare nell'immondizia gli apparecchi elettrici o
elettronici è vietato. I rottami elettrici devono essere consegnati ai
commercianti o a un centro di raccolta perché siano riciclati o smaltiti nel
rispetto dell'ambiente, come prescritto dall'ordinanza concernente la
restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed
elettronici. Due anni dopo l'entrata in vigore della normativa, l'UFAFP e le
organizzazioni di riciclaggio dell'economia privata hanno tracciato un primo
bilancio comune nel quadro di una conferenza stampa. I risultati: da un
lato, la qualità dello smaltimento è assicurata e il sistema di restituzione
dei frigoriferi e computer organizzato in modo chiaro; dall'altro però, i
piccoli apparecchi come i tostapane o le radiosveglie finiscono
ripetutamente nei rifiuti domestici. Ciò non avviene in malafede, come ha
mostrato un sondaggio rappresentativo, bensì per ignoranza: quasi la metà
dei consumatori intervistati, infatti, non sa bene o non sa affatto come
disfarsi dei rottami elettrici.
Mediante l'ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo
smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (ORSAE), il Consiglio
federale persegue due obiettivi. Da un lato intende favorire il riciclaggio
dei metalli quali il rame, il ferro o l'alluminio, dall'altro intende
evitare che sostanze nocive quali il mercurio, i PCB, i refrigeranti
responsabili della distruzione della fascia d'ozono (come i CFC) o i
prodotti ignifughi giungano nell'ambiente. La raccolta separata permette di
smontare i componenti degli apparecchi che contengono simili sostanze e di
renderli innocui. Per questo motivo è vietato gettare i vecchi apparecchi
nei rifiuti domestici. I commercianti, i fabbricanti e gli importatori
interessati sono tenuti a organizzare la raccolta dei rottami elettrici, a
riprendere gli apparecchi e a conferirli al riciclaggio, oppure a provvedere
a un loro smaltimento rispettoso dell'ambiente. Allo stesso tempo, essi sono
responsabili del finanziamento, conforme al principio di causalità, di tali
prestazioni.
Le circa 200 aziende di smaltimento autorizzate dai Cantoni sono oggi in
grado di riciclare tutti i tipi di apparecchi. In tal modo sono assicurati
la raccolta e il riciclaggio. La maggior parte delle ditte è attiva nel
settore della raccolta e dello smontaggio manuale; 13 aziende in totale
dispongono di un processo automatizzato di separazione dei metalli
riciclabili, delle materie plastiche e delle sostanze nocive. Le relative
prescrizioni tecniche sono state elaborate dall'UFAFP, in collaborazione con
le cerchie interessate.
I commercianti riprendono i computer fuori uso
La ripresa degli apparecchi è attualmente organizzata in maniera
diversificata:
? I computer, i telefoni cellulari e gli apparecchi elettronici della
burotica che sono fuori uso possono essere riportati direttamente ai negozi
specializzati senza dover pagare una tassa di ripresa. Ciò è possibile
poiché i costi di smaltimento sono già stati integrati nel prezzo d'
acquisto. I fabbricanti e gli importatori membri dell'Associazione economica
svizzera della burotica, dell'informatica, della telematica e dell'
organizzazione (SWICO) si erano accordati su tale modello di ripresa e
finanziamento prima che il Consiglio federale adottasse l'ORSAE. Anche le
aziende di smaltimento riprendono questi apparecchi, ma il servizio non è
gratuito.
? I punti vendita, contro pagamento di una tassa di 75 franchi (la
cosiddetta "vignetta"), riprendono i frigoriferi di qualunque dimensione per
conferirli al riciclaggio. Già otto anni fa, la Fondazione per la gestione e
lo sfruttamento dei rifiuti in Svizzera (S.EN.S) si era decisa in favore di
questo modello di finanziamento.
? Anche tutti gli elettrodomestici e gli apparecchi dell'elettronica d'
intrattenimento, segnatamente i televisori, devono essere riconsegnati al
commerciante. Per il loro smaltimento non esiste tuttavia ancora una
soluzione globale di finanziamento. Quindi, ad ogni negoziante è lasciata la
scelta se chiedere o meno una tassa per lo smaltimento. Diversi grossi
distributori riprendono gratuitamente gli apparecchi fuori uso se, in
cambio, il cliente ne acquista uno nuovo.
Lo smaltimento crea posti di lavoro
Come risulta da un sondaggio dell'UFAFP presso le aziende di smaltimento, la
quantità di apparecchi elettrici ed elettronici raccolta separatamente
aumenta di continuo, nonostante non si conoscano ancora le cifre esatte in
proposito. Il lavoro potrà in parte essere sbrigato soltanto con personale
supplementare. Questa tendenza ha spinto l'Associazione svizzera di
riciclaggio del ferro e del metallo (VSMR) a creare un nuovo sbocco
professionale. A fine agosto, 20 apprendisti inizieranno per la prima volta
una formazione di tre anni come "riciclatore/-trice".
Il tasso di restituzione aumenterà ulteriormente se la popolazione sarà
meglio informata su come smaltire i vecchi apparecchi nel rispetto dell'
ambiente. Un sondaggio rappresentativo, condotto nel maggio/giugno di quest'
anno dall'Istituto IHA-GfM su incarico dell'UFAFP, ha rivelato che - in
questo campo - vi è una notevole necessità di supplire alle lacune. Appena
il 40% della popolazione intervistata, infatti, ha già riportato un
qualsiasi vecchio apparecchio al commerciante e quasi uguale è la quota di
coloro i quali (42%) non sanno bene che cosa farne dei rottami elettrici.
Infine, un 7% rivela di non sapere assolutamente come procedere in materia.
Richiesto un modello di finanziamento unitario
L'UFAFP chiede ora ai settori che non dispongono ancora di un modello di
finanziamento unitario di associarsi ai modelli facoltativi esistenti,
oppure di organizzarne uno proprio. Se il successo del riciclaggio degli
apparecchi dovesse essere compromesso a causa di un finanziamento
complicato, allora la Confederazione potrebbe prescrivere una tassa di
smaltimento anticipata su tutti gli apparecchi elettrici ed elettronici.
Berna, 11 luglio 2000
UFFICIO FEDERALE DELL'AMBIENTE,
DELLE FORESTE E DEL PAESAGGIO
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