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BERNA - La diffusione della nuova variante del virus proveniente dalla Gran Bretagna e dal Sudafrica preoccupa gli esperti federali. Ciò, alla luce di una situazione già tesa e di un numero di casi che ristagna a un livello elevato.
Le nuove mutazioni sono apparse per la prima volta in Sudafrica e nel Regno Unito. Attualmente, solo una manciata di casi della nuova variante sono stati rilevati in Svizzera. Tuttavia questa mutazione non va presa sotto gamba.
Secondo il capo della task force anti-covid Martin Ackermann, gli esperti in Gran Bretagna presumono che la nuova variante sia tra il 40 e il 70% più contagiosa rispetto ai precedenti ceppi di Sars-Cov-2. Non è chiaro se il virus sia anche più mortale.
Diffusione veloce - I sette casi confermati fino ad ora in Svizzera di questi ceppi mutati - che corrispondono a meno dell'uno per cento delle nuove infezioni - non sembrano molti, ha spiegato Martin Ackermann. Uno sguardo a ciò che capitato a Londra, particolarmente colpita dal virus, mostra tuttavia quanto velocemente potrebbero diffondersi le nuove varianti.
La Gran Bretagna ha informato l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) della mutazione a metà dicembre. «Oggi questa variante è rilevata nella maggior parte dei nuovi contagi nell'area metropolitana di Londra».
Uno scenario da incubo - La task force ha ipotizzato uno scenario (vedi grafico sotto) che all'inizio di gennaio assume circa 4.000 casi confermati in circostanze sostanzialmente invariate. Il presupposto: circa l'1% degli infetti in Svizzera è portatore del virus mutato. Le varianti mutate vengono trasmesse con un tasso d'infezione superiore del 50%. Se il numero di casi fosse dimezzato ogni quattro settimane (valore R 0,9), secondo questo modello, il numero d'infezioni salirebbe alle stelle ad aprile e sarebbero possibili fino a 20.000 nuove infezioni al giorno.
Screenshot / sciencetaskforce.ch
Come si può prevenire questo - Martin Ackermann ha sottolineato che la task force si atterrà alla raccomandazione urgente di mirare a dimezzare il numero d'infezioni ogni due settimane. Lo scenario più ottimistico (vedi grafico sotto) presuppone una rapida diminuzione delle infezioni, in modo che la curva delle nuove infezioni possa essere mantenuta piatta. «Anche in questa circostanza, tuttavia, si registrerà un aumento in primavera», afferma Ackermann.
Screenshot / sciencetaskforce.ch
Quali misure dovrebbero essere attuate - Per la task force, il test è la via più efficace. Ma anche il tracciamento a ritroso, utile a identificare dove è stata infettata una persona che risulta positiva. Come ulteriore intervento, la task force ha sottolineato che l'inizio della scuola dovrebbe essere posticipato all'11 gennaio.
La diffusione della nuova variante del virus proveniente dalla Gran Bretagna e dal Sudafrica preoccupa gli esperti federali. Ciò, alla luce di una situazione già tesa e di un numero di casi che ristagna a un livello elevato.