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I risultati del sondaggio ACSI: per il 73,4% dei partecipanti la quantità di zucchero contenuta è importante nella scelta del prodotto e oltre il 60% controlla sistematicamente le etichette. Quando si parla del modo migliore per ridurre il consumo di zucchero però, i pareri divergono.
La quantità di zucchero contenuta è importante nella scelta del prodotto? Per il 73,4% dei partecipanti al sondaggio ACSI, la risposta è si. Mentre il 63,8% legge sempre le indicazioni in etichetta sul contenuto di zucchero aggiunto. Dati che indicano come il tema sia rilevante per i consumatori. Il 35% afferma che acquisterebbe un prodotto zuccherato solo se lo zucchero aggiunto non supera il 5% (5g/100g), mentre il 27,5% lo acquisterebbe anche se il contenuto fosse dal 5 al 22,5%. Oltre la soglia del 22,5%, nessun rispondente lo acquisterebbe (queste cifre si basano sui colori verde, giallo e rosso della nostra tessera semaforo). C’è però una minoranza rilevante (37,5%) che acquisterebbe un prodotto zuccherato indipendentemente dalla quantità di zuccheri aggiunti.
La riduzione del consumo passa dai produttori
Quando si tratta di scegliere la strategia migliore per ridurre il consumo di zuccheri aggiunti, che causano oggettivamente problemi di salute crescenti nella nostra società, una maggioranza risicata dei partecipanti (54%) ritiene che sia necessario convincere i produttori a diminuire la quantità di zucchero aggiunto nei loro prodotti. Il 41,1% sostiene che bisognerebbe invece sensibilizzare i consumatori a ridurre il proprio consumo giornaliero di zucchero. Soltanto il 4,8% sarebbe invece a favore di aumentare il prezzo dello zucchero e dei prodotti zuccherati.
Opinioni in vista della Tavola rotonda
Il sondaggio è stato condotto in vista dell’Assemblea ACSI e della Tavola rotonda sulla riduzione del consumo di zucchero e ha visto la partecipazione di 128 persone. L’idea era anche di anticipare alcuni temi che sarebbero poi stati dibattuti nel corso della Tavola rotonda. Dalla discussione è emerso, fra le altre cose, come la tassa sui prodotti zuccherati, vista negativamente nel sondaggio, ha in realtà prodotto effetti positivi in altri paesi. È stato per esempio citato il caso della Gran Bretagna, dove la tassa ha portato i produttori di bevande zuccherate a ridurre il contenuto di zuccheri aggiunti in pochissimo tempo prima della sua entrata in vigore per non essere tassati. Quindi, nessun rialzo dei prezzi per i consumatori, ma riduzione del contenuto di zuccheri aggiunti. Obiettivo centrato, insomma. O almeno queste sembrano le prime indicazioni. In ogni caso, è necessario arrivare a una riduzione del tasso di zucchero in molti prodotti e sensibilizzare i consumatori affinché non comperino prodotti eccessivamente zuccherati (oltre il 22%).
I risultati del sondaggio sono stati pubblicati sulla BdS 3.18. Di seguito le domande del sondaggio.