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Il 34enne condannato in Argovia per il "massacro di Rupperswil" ha presentato ricorso contro la misura dell'internamento, ma non sarà in aula il prossimo 13 dicembre. Il tribunale d'appello argoviese gli ha infatti concesso una dispensa.
Nel corso del dibattimento prenderanno la parola i periti, il difensore d'ufficio e il rappresentante della pubblica accusa, precisano oggi in una nota i servizi dei Tribunali argoviesi. In prima istanza il 34enne è stato condannato anche alla detenzione a vita. La pena detentiva è nel frattempo passata in giudicato, mentre il ricorso presentato dalla difesa si riferisce soltanto alla misura dell'internamento ordinario.
Il processo di primo grado per quello che è considerato uno fra i più efferati crimini della cronaca recente si è tenuto lo scorso mese di marzo davanti al Tribunale distrettuale di Lenzburg, che per motivi di spazio era riunito nei locali della polizia mobile a Schafisheim.
Il condannato - un 34enne svizzero con tendenze pedofile conclamate - è stato riconosciuto colpevole di quattro assassini, ripetuta estorsione, sequestri di persona, atti sessuali con un fanciullo, ripetuta coazione sessuale, incendio intenzionale, possesso di materiale pornografico proibito, nonché di atti preparatori punibili in vista di altri crimini.
Nei suoi confronti la pubblica accusa aveva richiesto la condanna più severa prevista dall'ordinamento svizzero, ossia l'ergastolo seguito dall'internamento a vita. Due perizie psichiatriche indipendenti presentate all'inizio del dibattimento hanno però stabilito che l'imputato non è da considerare durevolmente refrattario ad una terapia. Il tribunale ha perciò ordinato l'internamento ordinario per il pluriassassino.