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Un quarto cittadino elvetico è morto in seguito all'incidente di un pullman della compagnia elvetica Eurobus avvenuto ieri in Norvegia. Si tratta di un 49enne che si trovava già in uno stato critico. Lo ha comunicato oggi l'ospedale universitario di Trondheim, dove era stato elitrasportato.
Le altre tre persone decedute ieri sono due uomini di 72 e 78 anni e una donna di 56 anni, di nazionalità svizzera, ha indicato il responsabile dell'inchiesta Kjetil Ravlo.
Intanto nei confronti del conducente del mezzo, di nazionalità tedesca - rimasto peraltro gravemente ferito - è stata promossa l'accusa di "guida imprudente", ha dichiarato all'ats il responsabile della polizia del Nord-Trøndelag, Morten Evensen, confermando una notizia del giornale norvegese "Trønder-Avisa". Si tratta di una procedura ordinaria in Norvegia quando le indagini sono ancora in corso.
"L'imputato ha così il diritto di avere un avvocato", ha spiegato Evensen. È possibile che l'accusa a suo carico venga abbandonata o attenuata alla fine dell'inchiesta, oppure al contrario che venga aggravata. Oggi l'autista ha potuto essere ascoltato solo brevemente. Non si tratta tuttavia ancora di un interrogatorio formale. I primi risultati dell'inchiesta saranno disponibili al più presto domani, ha dichiarato dal canto suo Ravlo.
I dodici sopravvissuti dovrebbero far ritorno in Patria nelle prossime ore, mentre il conducente potrà essere trasportato solo fra uno o due giorni, ha detto all'ats Svein Karlsen, portavoce dell'ospedale di Namsos, dove erano stati condotti ieri i feriti meno gravi.
Nove di loro, che avevano riportato lesioni leggere o di media entità, sono stati trasportati in bus a Trondheim, da dove saranno rimpatriati con aeroambulanze della REGA e del TCS. Ai tre rimanenti feriti è stato invece risparmiato il lungo viaggio fino a Trondheim (200 km). Essi sono ripartiti direttamente da Namsos per la Svizzera a bordo di un piccolo aereo di linea, accompagnati da un medico, da uno psichiatra e da un'infermiera.
SDA-ATS