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La seconda metà del XVIII secolo vede il diffondersi tra le élite borghesi dello spirito illuministico. Si ripone fiducia nella Ragione per giungere alla conoscenza della realtà e per fondare i rapporti umani e sociali. Le idee dei philosophes (da Voltaire a Rousseau) si diffondono in tutta Europa e non solo. Ciò comporta da parte degli intellettuali, in particolare francesi, una forte critica al cosiddetto Ancien Régime, che si basava su una società divisa in ceti, dove nobili ed ecclesiastici detenevano a vario titolo il potere politico. Si propone il rifiuto di ogni dogma e di ogni tradizione (di tipo religioso, politico, economico, culturale), esortando gli uomini a “camminare da soli”.
In Germania tra il 1765 e il 1785 si sviluppa invece il movimento dello Sturm und Drang (“tempesta ed impeto”), con artisti come Goethe e Schiller. Sarà l’evoluzione di questa esperienza che porterà nell’Ottocento all’affermarsi del movimento romantico. In opposizione al pensiero illuminista, non la Ragione ma la Natura, l’Assoluto, il sentimento, le tradizioni e le origini sono ricercati dai romantici.
Nel frattempo, l’avvio della Rivoluzione industriale in Inghilterra incrementa il desiderio della borghesia di rimuovere gli ostacoli ai propri commerci. Il suo sviluppo è reso possibile grazie a istituzioni che favoriscono l’iniziativa individuale, a una ricerca scientifica avanzata che stimola le scoperte tecnologiche e a un vasto settore economico in grado di liberare capitali e propenso agli investimenti. Inoltre vi è disponibilità di materie prime e un prospero commercio grazie all’impero coloniale.
In questo clima di novità culturali e scientifico-tecnologiche avvengono anche grandi trasformazioni politiche. La Rivoluzione Americana e la Rivoluzione francese, pur con esiti differenti (la prima vede la nascita degli Stati Uniti d’America, mentre la seconda, dopo il Terrore, porta all’avvento di Napoleone), aprono alla richiesta di maggiori diritti e costituzioni liberali da parte della classe borghese. Inizia a diffondersi la fiducia in un crescente progresso umano che segnerà il XIX secolo.
Guerra dei sette anni. Il conflitto vede da un lato Gran Bretagna e Prussia, dall’altro Francia, Austria e loro alleati (Russia, Svezia, Polonia, Sassonia e in seguito Spagna). Combattuto in quattro continenti, afferma la supremazia militare della Prussia in Europa e della Gran Bretagna sui mari.
Guerra d’indipendenza americana, detta anche Rivoluzione americana. Porta al distacco delle tredici colonie del Nord America dal Regno Unito con la nascita degli USA. Dopo lo scoppio delle ostilità tra le milizie ribelli e le truppe britanniche avvenuto l’anno precedente, il 4 luglio 1776 viene firmata dai rappresentanti delle colonie la Dichiarazione d’indipendenza.
A dare sostegno ai ribelli del Nord America, guidati militarmente dal generale George Washington, entra nel conflitto la Francia che, in alleanza con la Spagna e le Province Unite (Olanda), cerca di portare la guerra anche sui mari. La sconfitta britannica di Yorktown contro le truppe franco-americane pone di fatto fine alla belligeranza.
Nel 1783 il trattato di Parigi ratifica la sconfitta del Regno Unito. Gli Stati Uniti vedono riconosciuta la propria indipendenza, mentre la Francia, la Spagna e le Province Unite ottengono la fine delle guerre sui mari, dove permane però la supremazia delle flotte britanniche.
Fondazione di Sydney. Dopo le prime esplorazioni dell’Oceania, attorno al 1770, da parte di James Cook, inizia la colonizzazione britannica dell’Australia con la fondazione di Sydney, il 26 gennaio 1788. Il nuovo continente vede impiegati a Botany Bay i detenuti ai lavori forzati per estrarre le risorse minerarie.
Rivoluzione francese. Dopo la convocazione degli Stati Generali da parte di Luigi XVI (il 5 maggio 1789), i rappresentanti del Terzo Stato (coloro che non erano né nobili, né ecclesiastici, cioè la maggior parte della popolazione) costituiscono l’Assemblea nazionale (17 giugno) dichiarando di essere i soli rappresentanti della Nazione.
Seguono la presa della Bastiglia (14 luglio) e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (26 agosto). Nel 1791 si approva la Costituzione. L’anno seguente Austria, Prussia e Russia si alleano contro la Francia. Il re è arrestato con l’accusa di tradimento e viene proclamata la Repubblica.
Luigi XVI è decapitato il 21 gennaio 1793, il 16 ottobre la stessa sorte tocca alla regina Maria Antonietta. Inizia il regime del Terrore, il Comitato di salute pubblica guidato da Robespierre dura sino al luglio 1794, quando quest’ultimo viene giustiziato. Negli anni successivi cresce il potere del generale Napoleone Bonaparte, sino al colpo di Stato del 1799.
Nel XVIII secolo la Confederazione elvetica è composta dai 13 Cantoni confederati che amministrano diverse terre soggette, i baliaggi, e sono alleati con città, repubbliche e principati confinanti. Seppure alcuni di essi abbiano un governo democratico, la società elvetica nel Settecento rimane legata a un immobilismo sociale tipico dell’Ancien Régime. Ciò nonostante le idee illuministe si diffondono anche nella Confederazione, in particolare grazie a von Haller e Rousseau.
A Zurigo si trovano riuniti importanti illuministi europei quali Pestalozzi, Lavater e Gessner. Nel 1761/1762 alcuni dei maggiori esponenti dell’Illuminismo svizzero danno vita alla Società elvetica che si batte per la tolleranza religiosa e per cementare ulteriormente l’unità tra i confederati. L’esperienza favorisce lo sviluppo di un nuovo sentimento nazionale anche grazie alla riscoperta di eroi e miti fondativi come il culto di Guglielmo Tell. Ma il vento della Rivoluzione francese inizia a soffiare sempre più forte, l’esercito francese non si ferma di fronte alle Alpi. Nel 1798 nasce uno Stato centralista che cancella l’esperienza dei Cantoni: la Repubblica elvetica. Avrà vita breve.
Sino al 1798, la Svizzera italiana continua a essere divisa in 8 baliaggi dipendenti a diverso titolo da altri Cantoni elvetici. Quelli di Vallemaggia, di Locarno, di Lugano e di Mendrisio sono proprietà di 12 Cantoni svizzeri (i 13 Confederati meno Appenzello). I baliaggi di Bellinzona, di Blenio e di Riviera sono proprietà di Uri, Svitto e Nidvaldo. La Leventina appartiene soltanto al canton Uri.
A una bassa tassazione corrisponde l’assenza di opere di pubblico interesse (niente ponti, scuole, argini o nuove strade). Rari i tentativi di protesta per la dominazione, come quello del 1775 in Leventina, subito soffocato dalle autorità urane. La situazione muta con la nascita della Repubblica Elvetica, il 12 aprile 1798. L’emancipazione dei baliaggi porta alla creazione dei cantoni di Lugano e Bellinzona, ma in un’ottica simile a quella dei dipartimenti francesi, cioè assoggettati a uno Stato centrale. L’ostilità della popolazione agli obblighi imposti dal nuovo Stato (dalla leva militare ai tributi fiscali) si manifesta però nel 1799 con insurrezioni e violenze da Lugano alla Leventina.
La seconda metà del Settecento è caratterizzata da innovazioni tecnologiche che contribuiscono allo sviluppo del settore industriale, a partire dalla Gran Bretagna. Nel 1787 Edmund Cartwright inventa il telaio meccanico, poi perfezionato nei decenni successivi sino a ridurre sensibilmente le ore di lavoro necessarie per la produzione di tessuti. L’aumento dei volumi di merce stimola lo sviluppo dell’industria chimica, l’obiettivo è quello di rendere più competitive le fasi di candeggiatura, tintura e stampa.
Con lo scopo di migliorare le prestazioni delle nuove attrezzature si punta a realizzare motori più efficienti in grado di utilizzare forme di energia diverse da quella fornita dal semplice impiego di uomini e animali. Nel 1769 lo scozzese James Watt presenta il suo brevetto di macchina a vapore, che continua a perfezionare sino alla fine del secolo, ottenendo rendimenti sempre maggiori. Questa forma di energia sarà poi utilizzata nel XIX secolo non solo in campo industriale ma anche per sviluppare nuovi mezzi di trasporto.
Nel 1796 un medico di campagna britannico, Edward Jenner, inizia i suoi esperimenti sulla vaccinazione. Scopre casi di contadini affetti da vaiolo bovino che non contraggono la variante umana. La strada per lo sviluppo dell’immunologia e delle campagne di vaccinazione è aperta. Nel 1980 il vaiolo sarà debellato in tutto il mondo.
Nella seconda metà del Settecento vengono fondati, costruiti e inaugurati alcuni tra i più celebri musei e teatri. Dal British museum di Londra al Louvre di Parigi, passando per l’Ermitage di San Pietroburgo, si diffonde l’ideale enciclopedico di catalogazione e promozione del sapere e della cultura umana. Vengono aperti i teatri La Scala a Milano, La Fenice a Venezia e il Petrovskij (poi Bolshoj) a Mosca.
In campo artistico e architettonico lo stile Rococò lascia il posto al Neoclassicismo che comporta anche una riscoperta dell’arte greco-romana e lo sviluppo dell’archeologia.
L’uomo inizia a coronare il suo sogno di volare e di salire sempre più in alto. Nel 1783 a Parigi avviene il primo volo di un equipaggio umano grazie all’aerostato realizzato dai fratelli Montgolfier. Due temerari volano per 25 minuti a circa cento metri d’altezza, coprendo una distanza di 9 chilometri. Da quel primo librarsi in aria, per oltre un secolo e mezzo, l’esperienza del volo umano resterà però un’esperienza riservata a pochi facoltosi o arditi. Quei primi voli colpiranno comunque l’immaginario collettivo, coronando un sogno che sino ad allora era relegato al mito di Icaro.
La storia dell’alpinismo segna la conquista della vetta del Monte Bianco, la montagna più alta delle Alpi. I primi a scalarlo sono, nel 1786, il cercatore di cristalli Jacques Balmat e il medico condotto Michel Gabriel Paccard, entrambi di Chamonix. Sono spinti dalla ricompensa promessa dallo scienziato svizzero de Saussure.
Per quanto riguarda l’alimentazione la seconda metà del Settecento inizia a vedere il diffondersi della coltivazione e del consumo della patata tra i ceti popolari, in particolare in Francia, quale rimedio alle carestie. Ne è fautore il farmacista e agronomo Parmentier, che trova il sostegno di re Luigi XVI. Precedentemente il tubero non era apprezzato quale alimento per l’uomo.
La Rivoluzione francese comporta anche mutamenti nella moda sia maschile, sia femminile. Lo stile ostentato degli aristocratici, con ambiti sfarzosi e poco pratici, viene sostituito da abiti più semplici. Il gusto neoclassico si diffonde in Europa, con vestiti femminili ispirati allo stile della Grecia antica.
La musica vive una fase di grande sviluppo: il melodramma vede aumentare l’importanza dell’orchestra, rendendo il carattere della musica coerente con il testo e le scene rappresentate; nasce la sinfonia classica, composizione per orchestra in quattro movimenti, e si afferma il concerto solistico, composizione in tre movimenti per orchestra e strumento solista. Il panorama è dominato da grandi compositori, sopra tutti Haydn e Mozart, mentre muove i primi passi Beethoven, che proseguirà la sua opera nell’Ottocento.