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Le retribuzioni dei dirigenti delle maggiori aziende quotate alla borsa svizzera sono aumentate nel 2014 del 4% rispetto all'anno precedente, una crescita inferiore alla progressione segnata dall'indice borsistico Swiss Performance Index, che si è attestato al 13%.
Circa 2410 amministratori e dirigenti d'azienda si sono suddivisi una "torta" di 1,968 miliardi di franchi, secondo una studio della fondazione Ethos, che rappresenta investitori istituzionali, tra cui 200 casse pensioni. I 338 dirigenti delle venti imprese figuranti nello Swiss Market Index (SMI) hanno incassato assieme 824 milioni di franchi, l'1% in più rispetto al 2013.
Ethos constata nello studio che in linea generale le rimunerazioni dei manager si sono mosse negli ultimi dieci anni in modo quasi identico rispetto al valore borsistico delle società da loro guidate.
Dal 2012 si è comunque assistito a un rallentamento della progressione dei salari, secondo quanto indicato dal direttore della fondazione Vincent Kaufmann. Un freno è poi stato posto dal lancio dell'iniziativa Minder e dall'entrata in vigore, nel gennaio del 2014, dell'"ordinanza contro le retribuzioni abusive nelle società anonime quotate in borsa" (OReSA). Nel raffronto internazionale le retribuzioni svizzere rimangono comunque molto elevate.
Kaufmann ha detto che il salario medio versato ai presidenti dei consigli d'amministrazione delle 20 società ammesse allo SMI è sceso dell'11% a 2,47 milioni di franchi. Per gli altri membri degli organi di sorveglianza il calo è stato del 4% a 383'000 franchi.
Otto amministratori hanno comunque guadagnato somme superiori ai 4 milioni di franchi: tra questi Peter Brabeck (presidente del cda di Nestlé), Axel Weber (UBS), ma anche Etienne Jornod (Galenica) e Andreas Andreades (Temenos). "Si tratta di rimunerazioni incomprensibili", ha commentato il presidente di Ethos Dominique Biedermann.
Tra i membri delle direzioni aziendali delle venti società quotate nel listino SMI la rimunerazione media del presidente (CEO) è progredita del 6% a 8,22 milioni di franchi, mentre per gli altri manager l'aumento è stato dell'1% a 2,97 milioni.
Secondo Ethos le imprese hanno realizzato dal 2008 progressi significativi in materia di trasparenza, ma sono ancora troppo poche le indicazioni che forniscono spiegazioni sul livello dei bonus versati in funzione della performance aziendale.
Ethos ha anche criticato i tentativi di aggirare l'iniziativa Minder, affermando che l'ammontare dei bonus dei manager spesso viene fissato prima di conoscere i risultati annuali dell'impresa. Solo il 28% delle società ha proceduto al cosiddetto voto retrospettivo, quando cioè era nota la performance dell'azienda. Le altre hanno invece optato per il voto "prospettivo", fissando i bonus senza conoscere i risultati aziendali.
In linea di principio questo modo di agire è permesso. L'OReSA prevede che ogni azienda possa decidere autonomamente sulle modalità di votazione riguardo le rimunerazioni. Ma di fatto, secondo Ethos, questa prassi costituisce un assegno in bianco per i vertici e non rispecchia l'essenza dell'iniziativa Minder. La fondazione vorrebbe quindi una revisione del Codice delle obbligazioni per impedire che i bonus possano essere decisi in anticipo.
SDA-ATS