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Sfidando la Cina, il premier britannico intende facilitare il rilascio di visti per gli abitanti dell'ex colonia.
LONDRA / PECHINO - Boris Johnson alza i toni con la Cina dopo che Pechino ha imposto una nuova legge sulla sicurezza che, secondo i detrattori, rischia di limitare la libertà degli abitanti di Hong Kong. Il premier di Londra ha infatti promesso di offrire visti facilitati per il Regno Unito a 2,6 milioni dei circa 7,5 milioni di cittadini dell'ex colonia britannica, aprendo loro la «strada per la cittadinanza».
Si tratta «del più grande cambiamento» nel sistema britannico dei visti nella storia, ha scritto Johnson sul Times. Questo passo permetterà agli honkonghesi che dispongono di un passaporto "British National (Overseas)" di vivere nel Regno Unito per un anno anziché sei mesi, di lavorarvi e di richiedere, quando avranno i requisiti, la cittadinanza britannica. Al contrario di quanto inizialmente immaginato, la misura non sarà riservata solo ai cittadini del territorio che già dispongono di un passaporto "British National (Overseas)" (circa 300mila), ma a tutti coloro che ne hanno diritto in virtù del fatto che erano residenti permanenti di Hong Kong fino al 30 giugno 1997, data in cui il territorio passò dal Regno Unito alla Cina. Si tratta di circa 2,6 milioni di persone.
Il passaporto "British National (Overseas)" ("Cittadino britannico (oltremare)") è un documento di viaggio che non conferisce la cittadinanza britannica al suo detentore, ma gli permette di risiedere fino a sei mesi (prossimamente fino a un anno) nel Regno Unito.
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Dopo un incontro di tre ore, Lam ha detto che il vicepremier Han Zheng ha assicurato che la legge non colpirà i diritti legittimi della maggioranza, ma avrà «come bersaglio un piccolo numero di persone che mette in pericolo» la sicurezza nazionale.
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