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Per le aziende del Vecchio Continente ci sarebbero solo le briciole. I grandi progetti dell'iniziativa di Xi Jinping sono tutti in mani cinesi?
La Belt and Road Initiative - il gigantesco progetto del governo cinese, volto alla costruzione di infrastrutture che migliorino i collegamenti della Cina con il resto dell'Asia e con l'Europa - sembrerebbe essere poco aperto alle aziende europee.
Secondo un report della Camera di commercio dell'UE in Cina, riportato da Business Insider, "la mancanza di informazioni e i processi opachi nell'assegnazione dei lavori sono una barriera a volte insormontabile". Prosegue il portale italiano: "non a caso è ridotta la partecipazione dei grandi istituti finanziari multilaterali (come la Banca Mondiale e la Banca asiatica d'investimento per le infrastrutture) mentre arrivano copiosi gli investimenti delle banche commerciali cinesi. E mentre solo poche e selezionate società del vecchio continente sono riuscite a farsi avanti, la maggior parte dei contratti d'appalto sono vinti da realtà statali cinesi".
Gli autori del rapporto ritengono che, prima, il confronto con i cosiddetti campioni nazionali cinesi fosse un problema per coloro che operavano sul mercato della Cina, "ma ora questi colossi asiatici si stanno espandendo lungo le rotte della Via della seta" e "il problema si estende anche nei paesi terzi".
Sulle opportunità da cogliere, per la Svizzera, con l'arrivo della Via della seta, Ticinotoday aveva riflettuto anche in relazione ad Alptransit. Poco prima dell'inizio del 2020, infatti, avevamo chiesto un parere all'ex Consigliere di Stato Pietro Martinelli, all'ex capo della divisione Pianificazione territoriale del Dipartimento del territorio Benedetto Antonino e al Consigliere nazionale Bruno Storni. Le loro dichiarazioni si possono leggere qui.