Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01051.jsonl.gz/909

GINEVRA - I cittadini di Ginevra dovranno designare il 15 aprile i futuri membri del governo e del parlamento del cantone lemanico. Per entrambi gli organi è stato registrato un numero di aspiranti mai raggiunto finora: 31 per i sette seggi del Consiglio di Stato e 623 per le 100 poltrone del Gran Consiglio.
Minacciato da tre ricorsi relativi alla formulazione dell'opuscolo esplicativo, l'appuntamento con le urne è stato mantenuto: la Camera costituzionale della Corte di giustizia ha annunciato giovedì sera di aver respinto due delle istanze, mentre la terza è stata dichiarata irricevibile.
Il voto - ha riferito la cancelleria cantonale - sarà dunque mantenuto in base al calendario previsto. Per il Consiglio di Stato sono in lizza tutti i "ministri" del governo attuale (composto di due PLR, due PPD, un MCG, un PS e un Verde), ad eccezione del presidente dell'esecutivo cantonale François Longchamp (PLR).
Stando ad un recente sondaggio della RTS, la riconferma si prospetta difficile per la socialista Anne Emery-Torracinta e non del tutto certa per il cristiano-democratico Luc Barthassat, che dirigono rispettivamente il dipartimento della pubblica educazione e il dipartimento dell'ambiente, dei trasporti e dell'agricoltura.
La prima è stata criticata in marzo per il modo con cui ha gestito il caso di Tariq Ramadan, l'islamologo svizzero di origini egiziane accusato di stupro in Francia e denunciato a Ginevra da quattro allieve del liceo nel quale era professore di francese e filosofia fra il 1984 e il 2004. A Luc Barthassat sono rimproverati risultati insufficienti nel settore dei trasporti.
Stando ai pronostici, il primo della futura classifica dovrebbe essere il "ministro" uscente del PLR Pierre Maudet - capo del dipartimento della sicurezza e dell'economia - la cui notorietà ha ampiamente superato i confini del cantone con la sua recente candidatura in Consiglio federale.
Dovrebbero pure essere riconfermati il direttore delle finanze cantonali Serge Dal Busco (PPD), il Verde Antonio Hodgers, capo del dicastero dell'urbanistica, dell'alloggio e dell'energia, nonché il MCG Mauro Poggia, direttore del dipartimento dell'impiego, degli affari sociali e della salute.
Per subentrare a Longchamp, il PLR propone la deputata e capo gruppo Nathalie Fontanet, mentre in casa socialista i più temibili avversari della Emery-Torracinta potrebbero essere la municipale di Ginevra Sandrine Salerno e il municipale di Vernier Thierry Apothéloz.
Stando agli osservatori, l'"Intesa" PLR-PPD dovrebbe conservare la maggioranza in seno al governo cantonale, ma la totalità dei seggi sarà comunque attribuita soltanto al termine del secondo turno, il 6 maggio.
In merito al Gran consiglio - la cui composizione attuale è di 24 PLR, 15 PS, 15 MCG, 11 PPD, 10 UDC, 10 Verdi, 8 fuori partito e 8 Ensemble à gauche - il partito che potrebbe trovarsi maggiormente in difficoltà è il Mouvement Citoyens Genevois (MCG), a causa della concorrenza di "Genève en Marche", la nuova formazione politica diretta da Eric Stauffer, all'origine del MCG.
Potrebbero anche mancare il quorum del 7% per entrare nel legislativo i movimenti dell'estrema sinistra, riuniti finora in seno alla coalizione "Ensemble à Gauche". Due deputati di quest'ultima hanno deciso di lanciare una lista indipendente, che potrebbe condurre all'estromissione dal parlamento della sinistra alternativa.