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Negli anni della guerra fredda, anche la Svizzera, come altri paesi europei, disponeva di un'organizzazione militare segreta. Il nome di questa struttura era P26. Esterna all’esercito regolare, la P26 sarebbe stato l’ultimo baluardo di difesa in caso di occupazione del Paese. Addestrati ad azioni di sabotaggio e di propaganda, i volontari disponevano di una rete logistica segreta, distribuita su tutto il territorio nazionale. Neppure al Consiglio federale erano noti tutti i dettagli organizzativi dell’esercito segreto. Il potenziale nemico erano in primo luogo le truppe del patto di Varsavia, e il comunismo più in generale. L’organizzazione fu scoperta e sciolta all’inizio degli anni ’90, sulla scia dello scandalo delle schedature. Fino al 2020 la vicenda rimane coperta dal segreto militare. Il suo ultimo capo, Rico, alias Efrem Cattelan, ha accettato di parlare di quell’esperienza e della sua doppia vita al servizio del paese. Lo hanno incontrato Andrea Tognina e Raniero Fratini".
- Incontro con Rico, capo dell’esercito segreto svizzero