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La consigliera federale Micheline Calmy-Rey - a Bruxelles per fare da madrina alla "Soirée suisse" - è stata la prima rappresentante del governo svizzero a partecipare a un'audizione di una commissione del Parlamento europeo.
Con gli accordi stipulati con la Germania, la Svizzera segue una strategia del "denaro pulito", ha spiegato la Calmy-Rey rispondendo ad una domanda posta dalla Commissione. La Confederazione è disposta a proseguire questo cammino e la Grecia ha già dimostrato il suo interesse per un eventuale accordo.
Alcuni deputati hanno lanciato l'accusa secondo cui molti ricchi greci porterebbero i soldi in Svizzera per non pagare le tasse. La presidente della Confederazione ha però sottolineato che Berna non avrebbe interesse a ospitare i capitali di persone che fuggono dalle loro autorità fiscali.
A differenza di quanto sostenuto da alcuni, la Calmy-Rey non crede che 200 miliardi di euro siano arrivati in Svizzera dalla Grecia. "Si sopravvaluta l'ammontare del denaro depositato nelle banche e nelle casseforti svizzere", ha dichiarato.
I parlamentari europei hanno riconosciuto alla Confederazione un ruolo da pioniere nel bloccare i fondi di ex capi di Stato o di governo in fuga. In particolare Berna è riuscita a bloccare averi della Tunisia e della Libia, in parte già restituiti.
Infine, la consigliera federale si è augurata che continuino le trattative fra Svizzera e Unione europea negli ambiti energetici, agricoli e della sanità.
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