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Questa sera alle 19:00 locali (l'una del mattino in Svizzera), Warren Hill, un detenuto di 52 anni condannato a morte, ma a cui è stato diagnosticato un ritardo mentale, finirà davanti al boia in un carcere della Georgia: sarà la terza volta, ma potrebbe essere l'ultima.
La sua esecuzione è già stata infatti sospesa due volte: il 23 luglio di un anno fa e ancora lo scorso 19 febbraio, quando al condannato era già stata data una dose di sedativo per prepararlo all'iniezione letale.
La prima volta, a salvargli la vita è stata un'istanza sollevata contro il medicinale utilizzato in Georgia per le esecuzioni, che normalmente viene usato per l'eutanasia degli animali.
Nel febbraio scorso, a fermare la mano del boia è stata invece una Corte d'appello federale che ha deciso di andare più a fondo sulla teoria della difesa secondo cui l'esecuzione sarebbe stata incostituzionale, poiché nel 2002 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che "le persone con ritardi mentali dovrebbero categoricamente essere escluse dalle esecuzioni".
Hill, che ha un quoziente intellettivo di solo 70, è stato giudicato colpevole di aver ucciso un suo compagno di cella nella prigione dove già stava scontando l'ergastolo per l'assassinio della sua ragazza. La sua ultima speranza è ora un intervento in extremis della Corte Suprema, a cui si sono nuovamente rivolti i suoi avvocati.
SDA-ATS