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A livello mondiale, il sequel ha raccolto 190 milioni di dollari. Nel 2003, "Reloaded" ne aveva incassati 740 milioni
HOLLYWOOD - Matrix, una risurrezione o un flop? Secondo la Village Roadshow Pictures, un sabotaggio. La società di media australiana ha citato in giudizio Warner Bros. Il sequel che ha riunito Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss sarebbe stato danneggiato dall'uscita simultanea nelle sale e su Hbo Max.
Negli Stati Uniti il botteghino di "The Matrix Resurrections" è a quota 37 milioni. Nel resto del mondo, il film ha per ora incassato 153 milioni di dollari. Il budget del film dovrebbe aggirarsi intorno ai 190 milioni. Nel 2003, il capitolo precedente, aveva venduto biglietti del cinema per un totale di 740 milioni di dollari. I co-finanziatori dell'ultimo film, e che collaborano con Warner Bros da 20 anni, hanno citato in giudizio la casa cinematografica perché ritengono che l'uscita simultanea di "The Matrix Resurrections" sulla piattaforma streaming Hbo Max e nei cinema abbia danneggiato i guadagni.
Nella causa, riporta il Guardian, i querelanti sostengono che «la strategia di Warner Bros ha assicurato il fallimento al botteghino» del film e «danneggiato l'intero franchise di Matrix». Il sequel sarebbe dovuto essere rilasciato ad aprile 2022, ma la casa cinematografica americana ha anticipato l'uscita al 22 dicembre. Sempre nella causa viene affermato che questa decisione intendeva «creare una forte ondata di fine anno di nuovi abbonamenti premium alla piattaforma di streaming».
La Warner per ora non è preoccupata, anzi è sicura che la diatriba si risolverà in suo favore. «Questo è un tentativo frivolo da parte di Village Roadshow di evitare il suo impegno contrattuale a partecipare all'arbitrato che abbiamo avviato la scorsa settimana».