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<h2>SubmittedText<h2><p>L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sta sviluppando una dinamica propria preoccupante. Le sue attività, assai variegate, comprendono campagne dai costi dell'ordine di milioni di franchi e portano a un enorme profluvio di leggi e ordinanze.</p><p>Quando le divisioni amministrative sviluppano una tale dinamica, i risultati non si fanno attendere: considerevoli non sono solo le restrizioni della libertà personale dei cittadini, ma anche le ripercussioni sull'economia nazionale. Una diminuzione del fatturato porta inevitabilmente a perdite di posti di lavoro e a difficoltà imprenditoriali. È giunto il momento, per il Consiglio federale, di prendere posizione al riguardo e di informare il Parlamento e l'opinione pubblica sulle pesanti conseguenze delle attività dell'UFSP.</p><p>Invito dunque il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto ammonta la somma complessiva dei mezzi finanziari spesi ogni anno dall'UFSP per le campagne nel periodo 1997-2007?</p><p>2. Come valuta il fatto che, sebbene vengano impiegati cospicui mezzi finanziari, i risultati di tali campagne siano limitati e che il numero di fumatori, nonostante severe restrizioni, non sia praticamente diminuito?</p><p>3. Quali ripercussioni hanno sull'economia le innumerevoli restrizioni legislative e i divieti in materia di alcol, alimentazione e tabacco? Il Consiglio federale dispone di dati sulle diminuzioni del fatturato e la perdita di posti di lavoro nei suddetti ambiti, sugli svantaggi per la piazza economica svizzera ecc.?</p><p>4. Quali ripercussioni hanno in concreto le attività dell'UFSP sul commercio al dettaglio, la gastronomia, il settore alberghiero, il turismo e l'industria degli alcolici e del tabacco?</p><p>5. È del parere che i programmi nazionali alcol, tabacco, nonché alimentazione e attività fisica, debbano comportare l'adozione di ulteriori misure legislative?</p><p>6. A quanto stima che ammontino i mezzi finanziari necessari per la creazione di un istituto di prevenzione svizzero?</p><p>7. Quanti disciplinamenti, fra quelli emanati o riveduti l'anno scorso, sono da ricondurre all'attività dell'UFSP?</p><p>8. Ritiene anch'esso preoccupante che la libertà personale dei cittadini sia sempre più limitata dal profluvio di leggi e ordinanze?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A confronto con altri Paesi, la salute della popolazione svizzera è buona. Questo bilancio positivo è sostanzialmente dovuto all'ottima qualità di vita, all'elevato livello d'istruzione e all'efficacia del sistema sanitario. A causa dei cambiamenti demografici (aumento della percentuale di anziani) e degli stili di vita (maggiore sedentarietà), oggi predominano malattie croniche non trasmissibili quali le malattie cardiovascolari, il cancro, il diabete e le patologie psichiche. Il denominatore comune di queste malattie è che richiedono cure molto costose e possono essere in gran parte prevenute. </p><p>Da un rapporto dell'OCSE/OMS del 2006 sul sistema sanitario svizzero risulta che altri Paesi molto sviluppati hanno una popolazione altrettanto sana con una spesa sanitaria inferiore. Una delle constatazioni dello studio è che la Svizzera investe somme relativamente modeste nella prevenzione. In questo campo il potenziale di miglioramento nel rapporto tra costi e benefici sanitari per la popolazione non è ancora sfruttato appieno. Nello studio si raccomanda alla Svizzera di elaborare una legge sulla prevenzione e di adottare misure di prevenzione atte a ridurre i costi, quali l'aumento progressivo dell'imposta sul tabacco e l'ulteriore limitazione della pubblicità per i relativi prodotti, l'introduzione di una normativa per la protezione dal fumo passivo, l'aumento dell'imposta sull'alcol e la riduzione del tenore di sale nelle derrate alimentari trasformate.</p><p>Il Consiglio federale concorda sostanzialmente con la valutazione del rapporto OCSE/OMS e ritiene che l'indirizzo della sua politica sanitaria vi trovi conferma. Nel frattempo ha inviato in consultazione un avamprogetto di legge sulla prevenzione e prorogato fino al 2012 diversi programmi nazionali di prevenzione.</p><p>Per il resto, è dimostrato che una popolazione sana è un presupposto fondamentale della prosperità e della crescita economica. Questo fatto va considerato e messo sul piatto della bilancia quando si emanano provvedimenti che possono provocare un calo del fatturato di determinati settori economici, quali la riduzione del tasso massimo di alcolemia dei conducenti dallo 0,8 allo 0,5 per mille o l'introduzione del divieto di fumo negli edifici pubblici.</p><p>1. Negli anni dal 1997 al 2007, per le campagne mediatiche di prevenzione dell'AIDS e del consumo di tabacco, di alcol e di droghe sono stati spesi gli importi seguenti (in milioni di franchi): 1997: 5,8; 1998: 5,7; 1999: 7,7; 2000: 6,7; 2001: 9,2; 2002: 9,1; 2003: 8,9; 2004: 6,3; 2005: 3,3; 2006: 3,6; 2007: 2,6. Dal 2004, le campagne contro il fumo non sono più a carico del bilancio federale ma sono finanziate tramite il fondo di prevenzione del tabagismo. Da allora le spese annue sono state le seguenti (in milioni di franchi): 2004: 3; 2005: 4,5; 2006: 3,6; 2007: 3,6.</p><p>2. Una valutazione pubblicata nel 2007 mostra che negli ultimi anni la prevenzione del tabagismo ha avuto un notevole successo, soprattutto grazie al continuo aumento dell'imposta sul tabacco e al programma nazionale di prevenzione del tabagismo 2001-2008. Mentre negli anni 1990 la percentuale dei fumatori era in continuo aumento, tra il 2001 e il 2007 si è riusciti a ridurla dal 33 al 29 per cento nella fascia d'età compresa tra i 14 e i 65 anni e dal 31 al 24 per cento in quella tra i 14 e i 19 anni. Tra il 2001 e il 2007, le vendite di sigarette sono diminuite del 15 per cento. Sette votazioni popolari cantonali degli ultimi anni hanno evidenziato un cambiamento di atteggiamento della popolazione, che è ora ampiamente favorevole alla prevenzione del tabagismo. Dodici cantoni hanno vietato la pubblicità per i manufatti di tabacco, tredici cantoni hanno deciso di vietarne la vendita ai giovani e sei cantoni hanno decretato il divieto di fumo nei locali pubblici (compresi i ristoranti).</p><p>3./4. Per la Svizzera non esistono studi di ampia portata che analizzano le ripercussioni delle normative legali in materia di prevenzione dell'alcolismo, del tabagismo e della cattiva alimentazione sull'economia nazionale o su singoli settori economici.</p><p>Sono però disponibili alcuni dati: le malattie derivanti dal consumo di tabacco, per esempio, causano da sole una perdita di 4 milioni di giorni lavorativi all'anno. La perdita di produzione dovuta alle malattie e ai decessi legati all'alcol è stimata a 1,5 miliardi di franchi all'anno.</p><p>5. Con decreto del 18 giugno 2008, il Consiglio federale ha definito gli obiettivi dei programmi nazionali di prevenzione 2008-2012. Nell'attuazione di questi ultimi, la priorità sarà data in primo luogo all'applicazione efficace delle disposizioni legali esistenti, per esempio nel campo della protezione dei giovani. Qualsiasi cambiamento delle disposizioni di legge deve essere approvato dal Parlamento e sottostà al referendum facoltativo.</p><p>6. Secondo l'avamprogetto di legge sulla prevenzione messo in consultazione dal Consiglio federale il 25 giugno 2008, i compiti del futuro Istituto svizzero per la prevenzione e per la promozione della salute corrisponderanno in gran parte a quelli attualmente svolti dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e dalla fondazione Promozione Salute Svizzera, una fondazione finanziata mediante un supplemento sui premi LAMal. La creazione dell'istituto non dovrebbe pertanto comportare spese supplementari per il bilancio dello Stato. </p><p>7. Nel 2007, nella raccolta ufficiale delle leggi federali (RU) sono state pubblicate complessivamente 7202 pagine di atti normativi federali nuovi o riveduti. 820 pagine concernevano affari legislativi di competenza dell'UFSP o del Dipartimento federale dell'interno (EDI). La stragrande maggioranza (694 pagine) era rappresentata da ordinanze del Consiglio federale o del DFI. L'UFSP, dal canto suo, non ha emanato alcuna ordinanza.</p><p>Gli atti normativi elaborati dall'UFSP su incarico del Parlamento e del Consiglio federale rispecchiano l'ampiezza del suo campo d'attività: questi testi legislativi concernono infatti la sicurezza delle derrate alimentari, le professioni mediche, la biomedicina, la radioprotezione, l'assicurazione malattie e l'assicurazione contro gli infortuni. Soltanto il 5 per cento delle disposizioni elaborate nel 2007 sotto la guida dell'UFSP (ossia ca. il 5 per mille di quelle pubblicate nella RU) riguardano la prevenzione delle malattie. Gli atti in questione sono, in ordine cronologico, l'ordinanza sugli stimoli sonori e i raggi laser (RS 814.49), la modifica dell'ordinanza sulla pandemia di influenza (RS 818.101.23), gli allegati all'ordinanza del DFI concernente le dichiarazioni di medici e laboratori (RS 818.141.11) e l'ordinanza del DFI concernente le avvertenze combinate sui prodotti del tabacco (RS 817.064).</p><p>8. Il Consiglio federale è del parere che la libertà personale dei cittadini sia un bene particolarmente degno di protezione, che può essere limitato soltanto in casi eccezionali e a determinate condizioni che vanno ponderate con attenzione, rispettando in particolare i principi dello Stato di diritto e della proporzionalità. Le limitazioni decretate vanno inoltre riesaminate periodicamente ed eventualmente revocate.</p>  Risposta del Consiglio federale.