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OSLO - Norges Bank Investment Management pretende dalle società in cui investe l'adozione di strategie e misure anti-corruzione. In assenza delle quali il più grande fondo al mondo, con un trilione di dollari in gestione, minaccia di dirottare altrove i suoi investimenti, pari all'1,4% di tutte le società quotate.
«Ci aspettiamo che tutte le società in cui abbiamo investito dispongano di efficaci misure anti-corruzione», ha detto Yngve Slyngstad, CEO di Norges Bank, in occasione della presentazione del suo quarto report sugli investimenti responsabili.
«Lavorare contro la corruzione - si legge nella nota - è una parte importante delle responsabilità del board. Ci aspettiamo che i cda si assicurino l'adozione di una chiara policy in materia di anti-corruzione e che misure adeguate siano integrate nella strategia di business, nel risk management e nella rendicontazione». Norges Bank chiede, tra l'altro, l'adozione di efficaci meccanismi per individuare la corruzione e sistemi per incentivare le 'talpe' (whistleblowing).
Il fondo pensioni del governo norvegese, che nel 2017 ha votato in 11 mila assemblee, ha assunto nel tempo un approccio più attivista. In materia di corporate governance ha preso di mira gli eccessi nelle paghe degli amministratori delegati, a cui ha chiesto più trasparenza, e si è rifiutato di investire in società non all'altezza dei suoi standard etici e ambientali.
Lo scorso anno, poi, ha chiesto alle società più chiarezza in materia fiscale, sottolineando che le tasse dovrebbero essere pagate dove si genera valore economico e invitando le società a offrire uno spaccato Paese per Paese dei tributi pagati.