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Non ci sono informazioni sulle cause del vasto incendio che ha distrutto il National Museum a Quinta da Boa Vista, a São Cristoão, nella zona nord di Rio, la più antica istituzione scientifica del paese collegata all’Università Federale di Rio de Janeiro. Nessun ferito, ma 200 anni di storia sono andati distrutti. Era la residenza della famiglia reale e il quartiere generale della prima Assemblea costituente del Brasile. L’edificio in cui sorge oggi il National Museum è stata una donazione del mercante di schiavi e politico portoghese-brasiliano Elias Antonio Lopes alla famiglia reale al tempo del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve.
L’incendio è iniziato verso le 7.30 di domenica sera ed è stato domato solo attorno alle quattro del mattino. La maggior parte della collezione, circa 20 milioni di oggetti, è andata completamente distrutta. Fossili, mummie, documenti storici dell’Impero, artefatti greco-romani, opere d’arte e la più grande collezione egiziana in America Latina sono diventate cenere. Pezzi di documenti bruciati sono volati in aria in diversi quartieri della città.
La polizia civile ha aperto un’indagine sull’incendio che è iniziato dopo la chiusura per i visitatori quando erano presenti soltanto quattro guardie. L’Ufficio federale di repressione ai crimini dell’ambiente e del patrimonio storico seguirà il caso e determinerà se l’incendio è stato doloso o meno.
Ricercatori e funzionari del museo si sono uniti subito ai vigili del fuoco per cercare di aiutare a combattere le fiamme. L’obiettivo era di guidare il lavoro dei vigili nel tentativo di impedire che il fuoco raggiungesse una parte del museo contenente sostanze chimiche infiammabili utilizzate per la conservazione di animali rari.
Il comandante del Corpo dei Vigili del fuoco di Rio, il colonnello Roberto Robadey, ha riferito che un problema nel funzionamento degli idranti ha contribuito alla diffusione del fuoco nella regione del parco dove si trova il museo e ha ritardato il lavoro di circa 40 minuti. Viene scartata comunque l’ipotesi del crollo della facciata. Le pareti della struttura originale della fine del XVIII secolo sono spesse quasi un metro, e il materiale con cui è stato realizzato è resistente alle alte temperature. Tuttavia il comandante non esclude il rischio di crollo di pavimenti realizzati dopo la costruzione originale, “ci sono dei soppalchi e delle pareti in gesso con intelaiatura recente”.
Paulo Mendonça Knauss, direttore del Museo Nazionale di Storia a Rio de Janeiro, considera l’incendio una tragedia. “All’interno ci sono parti delicate e infiammabili. Una biblioteca da favola, migliaia di libri di scienze naturali. Il museo non è importante solo per la storia di Rio de Janeiro, è fondamentale per la storia del mondo”.
Ma nonostante la sua importanza storica, il National Museum è stato colpito dalla crisi finanziaria e ha lavorato con un budget molto ridotto negli ultimi tre anni.
Specializzato nella storia naturale, il museo è il più antico centro scientifico del Brasile. Fu creato da Dom João VI il 6 giugno 1818. Ospitava Luzia, il più antico fossile umano mai trovato nelle Americhe risalente a 12 mila anni fa. Trovato in Lagoa Santa, nel Minas Gerais nel 1974, si trattava di una donna morta tra i 20 e i 25 anni ed è stata uno dei primi abitanti del Brasile. Il suo teschio e la ricostituzione del suo viso rivelavano tratti simili a quelli dei neri africani e degli aborigeni australiani. La sua scoperta cambiò le principali teorie sull’insediamento delle Americhe.
Nella hall del museo vi è anche il più grande meteorite mai trovato in Brasile, il Bendego, con le sue 5.5 tonnellate di peso. La roccia proviene da una regione del Sistema Solare conosciuta come la fascia di Kuiper, tra Marte e Giove, e ha circa 4.5 miliardi di anni. Fu trovato a Monte Santo nel Sertão da Bahia. Resistente alle alte temperature, il meteorite è rimasto intatto, fatto non sorprendente dato che il corpo celeste ha superto indenne l’atmosfera terrestre.
La direzione del museo ancora non è in grado di confermare quanto si è perso nel grande incendio. Con il museo in fiamme, la storia dell’archeologia brasiliana è andata perduta. Il presidente della Società per il Progresso della Scienza (SBPC) di Rio de Janeiro, Ildeu de Castro Moreira, afferma che l’incendio è il simbolo del disinteresse del governo del presidente Michel Temer per la scienza, la cultura e il patrimonio. La scienza brasiliana ha perso il suo passato ma, cosa ancora più grave, ha perso un po’ di futuro.