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Diciannove civili, tra i quali alcuni bambini, sono morti in Siria dall’inizio di novembre nell’esplosione di ordigni lasciati nei campi, lungo le strade o anche negli edifici durante il conflitto: lo ha reso noto oggi la Ong Osservatorio siriano per i diritti umani.
Questi ordigni esplosivi hanno ucciso centinaia di civili, ferendone migliaia di altri, negli ultimi anni. “Diciannove civili siriani, tra cui otto bambini e tre donne, sono morti a causa di ordigni esplosivi dall’inizio di novembre nelle province di Idlib, Aleppo, Qouneitra, Deraa, Hama e Homs”, ha reso noto la Ong.
Secondo il rapporto annuale di Landmine Monitor pubblicato lo scorso ottobre, la Siria ha registrato per la prima volta il maggior numero di vittime (2’729 tra morti e feriti) causate dalle mine antiuomo nel 2020, superando l’Afghanistan. La Siria non ha firmato il trattato per l’abolizione delle mine antiuomo (il Mine Ban Treaty).