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Mille franchi, in monetine gettate dalla finestra nella città vecchia di Zurigo, per salvare l'edificio che nel 1916 fu la culla del movimento artistico dadaista.
Il singolare happening, avvenuto lunedì a mezzogiorno, èopera del gruppo di «dadaisti» che ha occupato i locali dell'ex «Cabaret Voltaire», nel cuore del Niederdorf. Von l'azione i manifestanti hanno inteso sensibilizzare i passanti alla salvaguardia dell'edificio che nel 1916 fu la culla del movimento artistico e che una società assicurativa intende ristrutturare.
Luogo di cultura
La Città di Zurigo aveva rinunciato all'acquisto dell'edificio per motivi finanziari. Il segretario del Dipartimento comunale per i beni culturali Jean-Pierre Hoby, presente alla manifestazione, ha tuttavia dichiarato che la Città vedrebbe di buon occhio il mantenimento della casa come luogo di cultura.
All'inizio di febbraio i locali sono stati occupati da un gruppo di una cinquantina di «artisti autonomi» che vi hanno istallato un provvisorio «Museo Dada». I dadaisti hanno chiesto l'intervento dell'Heimatschutz zurighese e hanno avviato una colletta, a nome di una neo costituita «Fondazione Croesus», con l'obiettivo di riacquistare la casa dalla Rentenanstalt, che l'aveva pagata due milioni di franchi e che vuole incominciare i lavori di ristrutturazione ad aprile.
La sede del dadaismo
Se i soldi raccolti fino a fine marzo non dovessero bastare, il prossimo primo aprile alle 12 - non è un pesce, hanno assicurato i dadaisti in una conferenza stampa - tutto il denaro raccolto sarà gettato dalla finestra, stavolta in biglietti da dieci franchi.
Il «Cabaret Voltaire», alla Spiegelgasse, era stato inaugurato il 6 febbraio 1916 da un gruppo di artisti ed intellettuali che, per fuggire la guerra, si erano rifugiati a Zurigo. Del gruppo facevano parte lo scrittore tedesco Hugo Ball, la sua amica poetessa ed attrice Emmy Henning, il poeta romeno Tristan Tzara, il pittore Marcel Janco, pure romeno, il pittore francese Jean Arp e la moglie Sophie Taeuber (unica svizzera del gruppo). Dopo aver ospitato diversi bar ed una discoteca, l'edificio è rimasto vuoto per alcuni anni. La Rentenanstalt ha in progetto di realizzarvi una farmacia e appartamenti di lusso.
Provocazione ritrovata
Una facciata ricoperta di giornali e manifesti; sopra la porta i Santi protettori della città «Felix, Regula e Exuperanthius» in tenuta da manager e con le rispettive teste decapitate fra le braccia. Tre riproduzioni ingrandite di banconote da 50 franchi, con l'effige della dadaista Sophie Taeuber-Arp, sventolano come bandiere. E su uno striscione la scritta: «Powered by Rentenanstalt». È così che gli artisti-squatter hanno trasformato l'entrata dello storico locale situato alla «Spiegelgasse», nel cuore del «Niederdorf».
Dopo aver ospitato diversi bar e una discoteca, l'edificio è rimasto vuoto per alcuni anni ed è stato acquistato per due milioni di franchi dall'assicurazione zurighese, che ha in progetto di realizzarvi una farmacia e tre appartamenti di lusso. I lavori dovrebbero iniziare alla fine di maggio, indica un portavoce di Rentenanstalt. Fino ad allora il gruppo di «artisti autonomi» che a inizio febbraio ha occupato l'immobile dovrebbe poter continuare le attività. «Fintanto che non ci saranno disordini li lasceremo fare», precisa il portavoce.
Spazio aperto
Ogni sera alle 19.00 nel locale ribattezzato «Duda» (tu qui) si tiene un vernissage per mostrare i cambiamenti effettuati in questo luogo di «trasformazione permanente». «Non vogliamo un museo - dichiara uno dei suoi animatori - ma una casa aperta, dove i giovani artisti non ancora affermati possano trovare un alloggio, possano lavorare e presentare i loro lavori gratuitamente».
Sono una cinquantina gli artisti, perlopiù zurighesi, attivi nei locali del «nuovo» Cabaret Voltaire e circa 300 le persone che più o meno direttamente partecipano alle loro azioni, indica il rappresentante del gruppo
Esempio storico
Seguendo l'esempio dei loro predecessori, i nuovi occupanti hanno scelto la satira e la provocazione come ingredienti dei loro interventi: ogni sabato sera a mezzanotte celebrano ad esempio una «messa Dada», dove recitano una «Madrenostra» sotto la guida del pastore «Leumund» (buona reputazione) di Berlino.
Ma il loro desiderio è che questa non rimanga soltanto «un'utilizzazione intermedia». Per questo si sono già rivolti alla città e hanno scritto all'Unesco, chiedendo di acquistare l'edificio. Al municipio cittadino chiedono inoltre «un modesto contributo annuo» di un milione di franchi, «o ancor meglio di euro», per organizzare attività dadaiste.
swissinfo e agenzie