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Il settore del noleggio delle biciclette in Svizzera sta vivendo un momento di espansione, ma i fornitori locali devono far fronte alla concorrenza estera. Ancora poco tempo fa le grandi città svizzere non disponevano di un’estesa offerta di biciclette a noleggio, ha detto Valérie Sauter, segretaria generale del Forum Bikesharing Svizzera e responsabile di progetti presso Pro Velo. Le reti più fitte sono state realizzate negli ultimi anni a Bienne, Thun e Lucerna. Con i recenti progetti a Berna e Zurigo le grandi città hanno tuttavia recuperato un po’ di terreno.
La crescente importanza della bicicletta nell’ambito della mobilità si è vista anche nella votazione di ieri. Il popolo svizzero ha infatti espresso la volontà che le piste ciclabili vengano sostenute secondo lo stesso principio dei percorsi pedonali e dei sentieri: il 73,6% dei votanti ha deciso di inserire un mandato in tal senso nella Costituzione federale.
I primi fornitori di bici a noleggio sono apparsi in Svizzera quasi 10 anni fa. Nel 2009 è stata fondata Publibike e un anno più tardi Velospot. Publibike è una filiale di AutoPostale. Per gli investimenti il gigante giallo ha concesso al fornitore di bike sharing un credito, ha detto il direttore di Publibike Bruno Rohner. Per l’intera realizzazione di una rete in una città come Berna con 2’400 bici stima l’investimento a circa 8 milioni di franchi.
Tuttavia con il noleggio delle due ruote non si guadagna molto: la redditività è difficile, ha detto Sauter. "Riteniamo che affinché il sistema renda, una bici debba essere noleggiata tra le cinque e le sette volte al giorno". A Zurigo prima che le biciclette venissero ritirate, a causa dei troppi furti, per dotarle di una chiusura elettronica più efficiente, Publibike contava circa 1’600 affitti al giorno nella città sulla Limmat, dove vi erano 700 biciclette. Ciò significa circa due noleggi a bici.
Il sistema è molto costoso per i comuni e le parti interessate, ha detto Emmanuel Ravalet, ricercatore al Politecnico federale di Losanna e specialista nella mobilità. "Una bicicletta costa tra i 2’500 e i 4’000 franchi e spesso l’usura viene sottovalutata", ha detto.
Recentemente i fornitori locali si sono visti sempre più confrontati con la concorrenza estera meno costosa, che ha distribuito le sue bici liberamente nelle città, grazie ad App mobili senza stazioni.
Alcuni offerenti esteri hanno dovuto però già fare i bagagli: così è stato per esempio per l’impresa di Singapore oBike, giunta in Svizzera con grande clamore e che, andata in bancarotta, ha dovuto ritirarsi. Le due ruote della oBike non erano inoltre adatte alla topografia svizzera, ha detto Rohner.
Sulle strade svizzere si presenta già il prossimo concorrente: la startup Limebike. Dietro all’impresa californiana vi è tra gli altri investitori anche Uber.