Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01123.jsonl.gz/1053

Amnesty International chiede al Consiglio dei diritti Umani di porre fine alle violenze di Pechino contro le minorità
NEW YORK - La questione dei crimini contro l’umanità ai danni della minoranza Uiguri in Cina non è ancora stata risolta e Amnesty International pretende che rientri nelle priorità della sessione del Consiglio dei diritti Umani dell’Onu attualmente in corso a New York. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite ha recentemente redatto un rapporto sulle azioni del governo di Pechino nello Xinjiang. L'Ong che si occupa di difendere i diritti umani aspetta ora che questo documento venga preso in considerazione per portare alla creazione di un meccanismo internazionale indipendente volto a indagare sui crimini.
«Il Consiglio per i Diritti Umani non ha mai protetto i diritti fondamentali di milioni di musulmani nello Xinjiang, che hanno subito innumerevoli atrocità negli ultimi cinque anni. Molti Stati membri del Consiglio hanno approfittato del silenzio di lunga data dell'ex Alto Commissario per giustificare il proprio», ha dichiarato la Segretaria generale di Amnesty International, Agnès Callamard.
Il ruolo della Svizzera - Amnesty International si aspetta che la Svizzera giochi un ruolo di primo piano nella questione. «Ci aspettiamo che la Svizzera, in quanto convinta sostenitrice dei diritti umani, del diritto internazionale umanitario e del multilateralismo, non si limiti ad osservare ma che metta la propria abilità diplomatica al servizio della creazione di un'indagine internazionale indipendente da parte del Consiglio dei diritti umani», spiega Michael Ineichen, responsabile advocacy per Amnesty Svizzera.