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Portare il tasso franco-euro a 1,15, investire gli utili della Banca nazionale (BNS) per combattere la disoccupazione, lottare contro il peggioramento delle condizioni di lavoro e fare in modo che i commercianti ripercuotano sui consumatori i guadagni generati dal rafforzamento del franco. Queste le ricette del Partito socialista (PS) per lottare contro il franco forte presentate oggi a Berna.
Queste quattro proposte saranno discusse durante il congresso del partito previsto sabato a Martigny (VS). Concretamente, ha spiegato il presidente Christian Levrat in una conferenza stampa a Berna, la BNS deve assicurare un tasso di 1,15 franchi per un euro. A medio termine questo dovrà passare a 1,35-1,40, ha aggiunto il friburghese.
I socialisti chiedono anche che la metà degli utili della BNS distribuiti ai Cantoni e alla Confederazione (2 miliardi di franchi) vengano investiti per rafforzare l'assicurazione contro la disoccupazione e per potenziare la formazione dei disoccupati. L'altra metà va destinata alla formazione continua. Diverse sezioni cantonali hanno già depositato interventi parlamentari in diversi Gran consigli, in particolare a Berna e Zurigo, ha precisato Levrat.
Il partito intende inoltre lottare contro "l'agenda ultraliberale" del PLR, ha spiegato il presidente socialista. Due settimane fa i liberali-radicali hanno adottato una risoluzione in 18 punti sul franco forte che non è piaciuta al PS: "sono rimasto stupefatto dell'assenza di critiche alle misure del PLR", ha sostenuto Levrat aggiungendo che queste si tradurranno in estensione dell'orario di lavoro e diminuzione dei salari.
Infine, i fabbricanti e i distributori sono invitati a ripercuotere sui prezzi i guadagni ottenuti grazie al tasso di cambio più favorevole. Il PS vorrebbe anche che il Parlamento torni a discutere della Legge sui cartelli - la cui modifica fu affossata dalle Camere federali lo scorso settembre - in modo da combattere "l'isola dei prezzi elevati" che è la Svizzera.
SDA-ATS