Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/116536

<h2>SubmittedText<h2><p>Si invita il Consiglio federale a garantire che il versamento degli aiuti finanziari e allo sviluppo accordati a Stati nordafricani in balía di rivolgimenti politici sia vincolato alla conclusione di accordi di riammissione dei richiedenti l'asilo respinti. Si chiede inoltre di insistere presso le organizzazioni multilarali, affinché gli aiuti finanziari, economici e allo sviluppo siano versati a questi Paesi solo a condizione che si impegnino a controllare le loro frontiere, a contenere i flussi di profughi e a riammettere i richiedenti l'asilo respinti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È nell'interesse della Svizzera che in Nordafrica e nel Medio Oriente vi sia una situazione stabile e democratica. Il Consiglio federale sostiene il processo di transizione nella regione con un programma che tiene conto delle richieste della Svizzera in materia di sicurezza, migrazione, politica economica ed energetica. Oltre che sull'aiuto umanitario, le misure si concentrano su tre ambiti: (1) transizione democratica, (2) sviluppo economico e posti di lavoro nonché (3) protezione e migrazione. Con il programma in Nordafrica il Consiglio federale adempie inoltre anche il suo mandato costituzionale di politica estera.</p><p>Riguardo allo sviluppo economico e alla riduzione della povertà, la Svizzera concentra i suoi sforzi nel miglioramento della formazione professionale e nella creazione di posti di lavoro in loco, in particolare per giovani donne e uomini disoccupati, nella promozione di piccole e medie imprese, nell'aumento della competitività, nella stabilità macroeconomica e nelle infrastrutture pubbliche, in particolare nel settore idrico. In tale contesto, la DSC e la SECO stanno valutando programmi e progetti; alcuni sono già in parte realizzati.</p><p>È indispensabile migliorare le prospettive economiche sul posto per offrire alternative alla migrazione in Europa. Il miglioramento duraturo della situazione politica, economica e sociale può dare al più presto ai giovani prospettive di vita nel loro Paese.</p><p>Il sostegno della Svizzera nell'ambito della protezione e della migrazione non si concentra solo sulla prevenzione della migrazione illecita, ma anche su vari aspetti della migrazione e della protezione. In vista di un dialogo sulla migrazione, si prevede di avviare gradualmente colloqui su questioni riguardanti la migrazione con le autorità competenti. La conclusione di un accordo sulla riammissione presuppone un dialogo che tenga conto degli interessi di tutti i partner interessati, tra cui, oltre alla questione della riammissione dei richiedenti l'asilo respinti, anche la protezione efficace dei rifugiati nelle regioni d'origine ("protection in the region") e il sostegno ai Paesi di prima accoglienza, visto che la maggior parte delle persone che si sono date alla fuga sono rimaste nella regione.</p><p>L'applicazione della "condizionalità negativa" per imporre le richieste non è un obiettivo da perseguire nell'ambito del sostegno dei processi di transizione in Nordafrica e nelle relazioni di politica estera in generale e non è nell'interesse della Svizzera.<b></b>L'effetto di tali misure è troppo spesso sopravvalutato. Il Consiglio federale ha confermato questa posizione nel rapporto del 25 agosto 2010 in adempimento al postulato Leuthard (02.3591). Il rapporto giunge alla conclusione che la condizionalità non può essere applicata in modo uniforme e sistematico, ma che per principio rimane un elemento fondamentale della nostra politica estera. Il Consiglio federale mira a un approccio positivo e differenziato nell'utilizzo della condizionalità. È convinto che, proprio nell'ambito della riammissione dei richiedenti l'asilo respinti, una "condizionalità positiva" e l'elaborazione di soluzioni comuni per far fronte ai problemi migratori portino a risultati migliori.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.