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Il Consiglio federale ha deciso di inasprire ulteriormente le sanzioni contro l'Iran, ma diversamente dall'Unione europea (Ue), non ha vietato l'attività economica legata al petrolio e ai prodotti petrolchimici iraniani. Per motivi di politica estera questa è soggetta a un obbligo di notificazione, si legge in un comunicato odierno del Dipartimento federale dell'economia (DFE). Le nuove misure entreranno in vigore domani.
L'importazione, l'acquisto, la vendita e il trasporto di petrolio e prodotti petroliferi e petrolchimici iraniani e le relative operazioni assicurative e finanziarie sono soggetti a un obbligo di notificazione alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), puntualizza la nota.
Nell'UE, tali attività sono vietate dal primo luglio 2012, mentre la Svizzera non importa petrolio greggio dall'Iran dal 2006. In base alle notificazioni trasmesse, il Consiglio federale può decidere se adottare eventualmente ulteriori misure. Anche la consegna di nuove banconote e monete alla Banca centrale dell'Iran ora deve essere notificata alla SECO.
La modifica dell'ordinanza decisa oggi dal Consiglio federale comprende un divieto di fornire beni strumentali all'industria petrolchimica iraniana e divieti di finanziamento in tale ambito, un divieto di acquistare e vendere metalli preziosi e diamanti provenienti dall'Iran e sul territorio iraniano, un divieto riguardante la fornitura di attrezzature che possono essere utilizzate per controllare o intercettare le comunicazioni tramite internet o telefono.
Il divieto si estende altresì ai trasferimenti di averi sotto forma di denaro contante. Sono state adeguate le liste già esistenti di beni con doppio utilizzo, la cui esportazione in Iran è proibita o soggetta ad autorizzazione, e sono state stabilite sanzioni finanziarie nei confronti di 78 persone fisiche accusate di gravi violazioni dei diritti umani.
SDA-ATS