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La realizzazione di grandi progetti di infrastrutture urbane è necessaria per raggiungere obiettivi di pianificazione a lungo termine, come città sostenibili, giuste o intelligenti. Questi grandi progetti di infrastrutture urbane, però, sono sempre più contestati dagli abitanti delle città (come il nuovo quartier generale di Amazon a New York, il progetto Sidewalk Labs a Toronto, o il quartiere Europaallee a Zurigo). L’opposizione dei cittadini è spesso etichettata come «NIMBYismo» (non nel mio cortile): un’opposizione ai cambiamenti dell’ambiente edificato circostante innescata dalla paura di potenziali esternalità negative. Tuttavia, la letteratura sulla governance urbana partecipata sospetta che in quest’opposizione ci sia qualcosa di più di semplice NIMBYismo.
Intendiamo condurre sondaggi su larga scala volti ad accompagnare la pianificazione di progetti di infrastrutture urbane di tali dimensioni. Vogliamo capire se gli abitanti delle città puntano a maggiore input legitimacy (partecipazione alla fase di pianificazione), throughput legitimacy (trasparenza dei processi), output legitimacy (qualità delle case e delle infrastrutture di nuova costruzione) oppure outcome legitimacy (esternalità delle case e delle infrastrutture di nuova costruzione sui residenti).