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Il progetto di naturalizzazione agevolata per gli stranieri della terza generazione, accantonato nel 2010 a causa dell'incombere delle elezioni federali, tornerà sui banchi del Parlamento. Il testo, che concretizza l'iniziativa parlamentare della consigliera nazionale Ada Marra (PS/VD) "La Svizzera deve riconoscere i propri figli", è stato adottato con 15 voti contro 7 dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N ). Lo indicano oggi i Servizi del Parlamento.
Il progetto di legge prevede una regolamentazione uniforme su scala nazionale in materia di naturalizzazione per gli stranieri della terza generazione. L'ottenimento della nazionalità elvetica ne risulterebbe certamente facilitato, ma non automatico, in quanto l'interessato (o i suoi genitori) dovrebbe farne esplicita richiesta. Si tratta di una differenza sostanziale rispetto ad un progetto analogo respinto in votazione nel 2004 dal 51,6% degli svizzeri.
Concretamente il progetto prevede come condizione per la naturalizzazione agevolata della terza generazione che almeno un nonno abbia avuto il diritto di dimora nella Confederazione e che almeno un genitore sia nato in Svizzera o sia immigrato nel Paese prima del dodicesimo anno di età.
Inoltre al momento della nascita il centro degli interessi della persona che richiede la naturalizzazione doveva essere in Svizzera. Infine la persona che richiede la naturalizzazione deve disporre di un permesso di dimora o di domicilio valido nella Confederazione.
Il progetto non prevede un vero e proprio «ius soli», ossia una naturalizzazione automatica delle persone nate in Svizzera. Il popolo sarà tuttavia chiamato a pronunciarsi sulla modifica dell'articolo 38 della Costituzione federale: oltre all'origine, al matrimonio e all'adozione come requisito per la naturalizzazione agevolata dovrà essere infatti aggiunta la nascita in Svizzera.