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BERNA - La Task force scientifica della Confederazione considera «molto problematica» la nuova variante del coronavirus. E se la mutazione non è stata ancora rilevata in Svizzera, bisogna ritenere «che la variante sia già qui in quantità modeste».
Lo scrive oggi l'organo consultivo del Consiglio federale, interrogato da Keystone-ATS. La Svizzera si trova già in una situazione a rischio con un sistema sanitario ai limiti delle sue capacità. Inoltre, vanno tenuti in considerazione anche fattori stagionali come l'aumento della mobilità durante le festività, gli sport invernali e la permanenza prolungata in luoghi chiusi.
Non ancora rilevata - Finora la variante non è stata ancora rilevata in occasione delle analisi della sequenza genetica del virus, aggiunge la Task force scientifica COVID-19. Ciò non significa tuttavia che la variante non sia ancora presente in Svizzera, dove vengono sequenziati da 100 a 300 campioni alla settimana, ovvero solo una piccolissima parte dei casi.
Contatti ulteriormente ridotti - Alla domanda sulle misure necessarie, la Task force risponde che se una variante del virus si diffonde rapidamente, i contatti devono essere ridotti ulteriormente e più in fretta per contenere il numero di casi, interrompere le catene di infezione e quindi rallentare la diffusione della malattia.
La Task force si sta occupando di questa "anomalia" da diversi giorni. È in contatto con l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e virologi britannici e sudafricani.
La nuova versione del virus presenta molte mutazioni relative alla proteina Spike, che aiuta il virus ad entrare nelle cellule. C'è una prova indiretta «che la nuova variante del virus si diffonde più rapidamente».
La variante del virus potrebbe già essere in Svizzera - Al di fuori del Regno Unito, la variante è stata rilevata in Danimarca e Australia. Secondo l'epidemiologa Emma Hodcroft dell'Università di Berna, «è possibile che sia già in Svizzera, ma non l'abbiamo ancora scoperta», spiega a 20 Minuten.
Nel progetto "Nextstrain", Hodcroft sta effettuando delle ricerche sulle relazioni tra i virus Sars-CoV-2. «È difficile stimare la probabilità con cui la variante sia già in Svizzera», afferma Hodcroft. Tuttavia, fa riferimento agli stretti legami tra Svizzera e Gran Bretagna: «Molti britannici vivono in Svizzera e, al contrario, molti svizzeri nel Regno Unito». Inoltre, si deve presumere che, durante il Natale, molti viaggeranno tra un continente e l'altro.
La Task force scientifica della Confederazione considera «molto problematica» la nuova variante del coronavirus. E se la mutazione non è stata ancora rilevata in Svizzera, bisogna ritenere «che la variante sia già qui in quantità modeste».