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Sembra che l’America sia stata scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492.
In verità il vocabolo è improprio e il merito arraffato. Sarebbe più esatto parlare dell’inizio di una colonizzazione su larga scala e considerare i vichinghi come i veri pionieri del Nuovo Mondo con un margine, a favore dei figli di Erik il Rosso, di almeno cinquecento anni.
Sembra che il dottor Sigmund Freud abbia fondato una nuova scienza, la psicoanalisi, a partire dal 1899, data in cui pubblicò “L’interpretazione dei sogni” (Die Traumdeutung). I puntigliosi precisano che l’illuminazione avvenne nella notte tra il 23 e il 24 luglio del 1895 con l’analisi di un sogno personale.
In questo caso il ritardo tra precursori e successori è stato di quasi duemila e quattrocento anni.
Nel IV secolo a.C., vicino al teatro di Epidauro, nel santuario dedicato ad Esculapio, dio della medicina, venivano curati i malati provenienti da tutta la Grecia.
Il procedimento era questo: i sacerdoti ricevevano i pellegrini in una costruzione rotonda, la Thòlos. Dopo le abluzioni di rito, il canto di peana esaltava l’anima e sedava le angosce. Raggiunto lo stato psichico adatto, il “malato” veniva condotto nell’Avaton, una sorta di dormitorio dove avrebbe passato la notte. Al mattino i sogni erano interpretati da preti che combinavano, nel responso terapeutico, suggerimenti divini e conoscenza medica.
All’incirca nello stesso periodo, sul frontone del tempio di Delfi, la cui prima costruzione risale all’età micenea, comparivano le frasi: “conosci te stesso” “diventa quello che sei” “non andare oltre”, avvertimenti molto simili, se non identici, alla fantasiosa ricostruzione tripartita della coscienza escogitata dal medico viennese ed ai suoi proponimenti terapeutici.
Sembra che il sig. Charles-Edouard Jeanneret-Gris, in arte Le Corbusier, nel 1914, abbia ideato il Sistema Domino, una struttura di solai orizzontali, scale esterne, e pilotis sottili, come un telaio in cemento armato.
La Maison Dom-ino, è stata riproposta e realizzata, questa volta in legno lamellare, alla XIV Biennale di Architettura del 2014.
F.A. Neale (Narrative of a Residence in Siam,1852) apprezzava l’originale funzionalità delle case rurali thailandesi, e di tutto il sud est asiatico, costruite su pali (stilts); facciate e pareti potevano essere rimossi durante il giorno per rinfrescare gli ambienti; tutto era pensato in modo razionale: unità abitativa su piloni, pianta libera grazie allo scheletro portante, scale esterne; in più leggerezza dei materiali (riciclabili!) e adattabilità degli ambienti. Sorprendente sintonia con i cinque principi dell’architettura di Le Corbusier.
Sembra che un’idea perché possa approdare al successo definitivo e dare notorietà al suo autore abbia bisogno, un po’ come i delitti, di una motivazione (movente), di strumenti (mezzo), e soprattutto del momento opportuno (occasione).
-William