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Nel mirino delle indagini della polizia federale statunitense Fbi sui presunti contatti tra la campagna di Donald Trump e l'intelligence russa è finito anche Konstantin Kilimnik, un ex collaboratore a Kiev di Paul Manafort, il presidente della campagna del tycoon.
Doppia cittadinanza (russa e ucraina), sospettato di rapporti con l'intelligence russa (ha lavorato nell'esercito russo come traduttore), Kilimnik ha attirato l'attenzione per almeno due viaggi che ha fatto in Usa lo scorso anno: uno ad aprile, nel quale ha incontrato Manafort, e l'altro in estate.
È stato lo stesso Kilimnink a suggerire di aver giocato un ruolo nel limare un emendamento della piattaforma repubblicana che sarebbe stato altrimenti più conflittuale verso Mosca. L'ex collaboratore di Manafort era finito sotto inchiesta in Ucraina per i suoi sospetti legami con i servizi segreti russi ma poi era stato prosciolto, tra le accuse di alcuni parlamentari ucraini di un insabbiamento per evitare implicazioni nelle presidenziali americane.
SDA-ATS