Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01104.jsonl.gz/1238

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Migliaia di lavoratori svizzeri sono fra gli spettatori in prima fila interessati alla lotta in corso fra l'americana General Electric (GE) e la tedesca Siemens per assumere il controllo della divisione energetica del colosso francese Alstom. La presenza di questi gruppi nella Confederazione è infatti tutt'altro che indifferente.
Alstom definisce la Svizzera quale Paese chiave: a Baden (AG) si trova infatti la sede principale del comparto Thermal Power, centrali elettriche, che è all'origine del 45% delle vendite complessive e rappresenta uno dei segmenti a cui GE e Siemens sono maggiormente interessate.
La divisione elvetica - che ha come presidente del consiglio di amministrazione l'ex consigliere federale Joseph Deiss - ha realizzato nel 2012/13 un giro d'affari di 2,4 miliardi di euro, il 97% del quale attraverso l'export. Per la società lavorano 6500 persone: nel canton Argovia Alstom è il principale datore di lavoro.
Anche Siemens gode di una lunga tradizione in Svizzera. Tenendo conto della filiale regionale e di altre controllate il gruppo tedesco offre su suolo elvetico circa 5900 impieghi. Nel 2013 le attività hanno generato vendite per 1,25 miliardi di franchi.
Da parte sua GE aveva circa 1200 dipendenti nella Confederazione, la metà dei quali di Cembra Money Bank (ex GE Money Bank), che nel frattempo però è diventata indipendente.
SDA-ATS