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La seconda più antica confraternita luganese è quella del SS. Sacramento, eretta nell’allora collegiata di S. Lorenzo prima del 15 aprile 1544. Confraternita nata nel contesto della preriforma tridentina – quindi su iniziativa dei fedeli laici – ha mantenuto nei secoli il proprio ruolo a servizio del culto eucaristico a Lugano. Conserva degli interessanti statuti del 1578. Attorno a questa data essa si dotò di un proprio abito, blu scuro (alcune visite pastorali diranno violaceo) con cingolo bianco, cambiato in favore di un nuovo modello nel 1987. Da quel tempo furono anche diversi arredi processionali, regolarmente migliorati e sostituiti con nuovi, come crocifissi (come quelli settecenteschi in argento) e stendardi (fra i quali quello pure del XVIII secolo dipinto dal Petrini).
Seguendo il modello delle confraternite disciplinate, negli ultimi decenni del Cinquecento questa compagnia cercò un luogo in cui riunirsi con la maggior libertà possibile per recitare l’Ufficio. Dapprima si formulò l’ipotesi di edificare un oratorio presso la chiesa di S. Biagio, poi la confraternita si legò a S. Maria degli Angioli, ove i confratelli decisero di sostenere le spese legate al culto eucaristico. Queste situazioni di provvisorietà ispirarono opposizioni interne, che portarono una parte dei confratelli a organizzarsi in una seconda compagnia autonoma dotata di un proprio spazio nella chiesa di S. Antonio. Il conflitto che nacque fra questa branca e quella rimasta legata alla collegiata coinvolse da subito le autorità ecclesiastiche superiori. Nel 1579 i confratelli rimasti in S. Lorenzo chiesero ed ottennero il permesso di continuare nella loro attività nella collegiata, dove dal 1580 contribuirono alla costruzione del nuovo tabernacolo in legno scolpito e indorato (poi sostituito nel Settecento dall’attuale altare maggiore in marmo). Nel 1591 ricevettero il permesso di dotarsi di un oratorio presso la stessa collegiata. Nel frattempo i dissidenti avevano già iniziato la costruzione di un oratorio presso la chiesa di S. Antonio. Al conflitto fu dato un termine solo dal deciso intervento di Filippo Archinti vescovo di Como, nel 1597, che non tollerò due confraternite eucaristiche nello stesso borgo e privilegiò il troncone eretto nell’allora collegiata.
Da quel momento i confratelli riuniti di nuovo presso S. Lorenzo poterono iniziare a costruire un proprio definitivo oratorio. I fabbricieri della chiesa, che erano alle dipendenze del Borgo, concessero tale facoltà nel 1605. Il cantiere dovette essere completato entro il 1626. L’oratorio presso S. Antonio venne invece venduto nel 1622 al prevosto di quella chiesa. La nuova sede, successivamente arricchita di stucchi (1648), non spinse tuttavia i confratelli a disinteressarsi della collegiata in quanto tale. La chiesa matrice venne ancora dotata di preziosi arredi, come le grandi tapezzerie gialle e “cremisi” acquistate nel 1634. A finanziare le sue attività fino all’anno 1800, oltre a diversi capitali ottenuti da legati e da doni di vario tipo, vi fu anche una casa in Via Nassa. Ciò permise di solennizzare la processione del Corpus Domini, per la quale la confraternita non badava a spese, facendo anche erigere lungo il percorso una porta trionfale. I confratelli inoltre finanziavano spari con mortai e colubrine, talvolta con una truppa di soldati, il suono festivo delle campane, dell’organo, ecc… Nel 1715 fu anche acquistato un ricco baldacchino proveniente da Lione, pagato 2400 lire dell’epoca, una vera fortuna. Fino a dopo la metà dell’Ottocento la confraternita tenne anche nota delle torce di cera usate per questa processione. In particolare si rivela di interesse la lista delle candele distribuite ai rappresentanti delle istituzioni politiche, che testimonia del rapporto fra queste e la fede tradizionale, in netto calo dagli anni 1830/40 in poi.
La confraternita del SS. Sacramento rinnovò la sua aggregazione all’arciconfraternita romana nel 1629, creando un utile legame con l’Urbe, sottolineato da doni alla compagnia protettrice. Questa vicinanza con Roma poté essere sfruttata nei numerosi conflitti che coinvolsero, fra Sei e Settecento, la confraternita eucaristica luganese. Spesso rivale di S. Marta, nei secoli dell’Ancien Régime ha potuto contare sull’adesione e l’appoggio delle maggiori famiglie luganesi e dei Consigli borghigiani. In questo modo essa riuscì a eliminare la presenza della confraternita rivale dalla collegiata di S. Lorenzo (dove fino agli anni ’70 del Seicento curava l’Ufficio generale dei morti). In particolare nel 1671 riuscì a ottenere la preminenza in tutte le processioni eucaristiche (ma nelle altre, fatto contestato ancora a metà Ottocento), quindi, dal 1680 circa a organizzare la processione dell’Ottava del Corpus Domini, che avveniva, prima, nella chiesa dell’Ospedale. A inizio Settecento la confraternita del SS. Sacramento rivendicò il diritto di partecipare al trasporto dell’Eucaristia in S. Maria per le funzioni della Buona Morte, tenute dalla confraternita rivale, ma in questo non poté prevalere, vista l’opposizione di Roma. Ancora nel 1709 si arrivò a tafferugli… Conflitti simili si ebbero ancora al momento della nascita della confraternita del S. Cuore (1747).
Nel Novecento la confraternita è rimasta attiva in funzione della solennizzazione delle maggiori celebrazioni eucaristiche – e non – della Cattedrale. Negli anni 1970 e in seguito è stata una delle compagnie devote che più hanno contribuito a rilanciare il movimento confraternale in Diocesi. Ancora oggi inquadra la processione del Corpus Domini.
Davide Adamoli