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La Posta intende ampliare le sue attività di logistica internazionale e per gestire i flussi di merci sono previste anche acquisizioni in nazioni vicine: lo ha affermato il direttore generale Roberto Cirillo nella videoconferenza di presentazione della nuova strategia aziendale.
Intanto il postino tornerà più spesso a consegnare ai cittadini sia lettere che pacchi, come accadeva un tempo: i due settori saranno infatti uniti. Ma l'impresa sarà attiva anche in tanti altri campi: deve crescere, secondo il presidente del consiglio di amministrazione Urs Schwaller, perché solo così può assicurare il servizio di base.
Riguardo allo scorporo in una società anonima indipendente della rete di filiali l'ex consigliere di stato e consigliere agli stati friburghese del PPD ha detto che non si può parlare di privatizzazione. Alla fine di marzo il gigante giallo gestiva 962 filiali: l'obiettivo è di ridurre il numero a 800. Nel 2019 questi uffici hanno generato un deficit - secondo la Posta; in passato vi è chi ha espresso dubbi su questi calcoli - di 132 milioni di franchi.
Ai microfoni della radio svizzero tedesca SRF Cirillo ha ricordato che i servizi postali sono oggi in parte fruibili presso privati. Ora la Posta fa il cammino opposto, attirando i privati nelle filiali: gli uffici postali dovrebbero infatti aprirsi a partenariati con aziende, oltre che con le autorità.
PostFinance presenterà la sua strategia in un secondo tempo. Secondo Schwaller e Cirillo, il Consiglio federale e il parlamento dovranno innanzitutto chiarire se la filiale finanziaria della Posta possa concedere prestiti e crediti ipotecari. Questa discussione è importante perché quale banca di importanza sistemica PostFinance deve rispettare requisiti tassativi in materia di fondi propri.