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La stagione influenzale 2019-20 potrebbe essere particolarmente pesante. Nonostante sia difficile prevedere l'andamento dei contagi, una serie di segnali anticipati sull'aggressività dei virus in arrivo, stanno già allarmando gli esperti americani. Che suggeriscono di vaccinarsi al più presto, e comunque non oltre la fine di ottobre.
I dati emersi dall'influenza nell'emisfero Sud - dove la stagione è appena terminata - ed in Australia, indicherebbero la prevalenza del ceppo virale H3N2, particolarmente forte e pericoloso.
Inoltre, il primo decesso infantile occorso in California, dove è morta una bimba di 4 anni per complicazioni della malattia stagionale, ha fatto scattare l'allerta: "Una morte così in anticipo rispetto all'usuale arrivo dei virus, suggerisce una stagione influenzale peggiore del solito", ha osservato Cameron Kaiser, responsabile sanitario della contea dove ha perso la vita la piccola.
"È importante che la gente si vaccini prima che l' influenza si diffonda nelle comunità" hanno scritto i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) nelle ultime le linee-guida, sollecitando il vaccino per tutti dai 6 mesi in su. Le immunizzazioni offerte quest'anno negli Usa saranno tutte quadrivalenti.
Lo scorso anno il vaccino ha funzionato solo nel 37% dei casi negli adulti e nel 61% dei casi nei bambini. L'arrivo tardi nella stagione del ceppo virale H3N2 aveva sorpreso gli specialisti. Ma William Shaffner, top esperto, ha sottolineato come anche una protezione parziale sia sufficiente ad evitare le complicazioni più gravi.