Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/97003

<h2>SubmittedText<h2><p>Con il rapporto "Crisi dei mercati finanziari e vigilanza" del 14 settembre 2009 l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) presenta un'esaustiva analisi della crisi dei mercati finanziari e del comportamento della Commissione federale delle banche (CFB). In relazione a questo rapporto pongo le seguenti domande:</p><p>1. Alla pagina 21 del rapporto si legge che le grandi banche hanno registrato ritardi nello svolgimento del commercio di derivati creditizi OTC (over-the-counter).</p><p>- Di quali somme si trattava?</p><p>- Nel frattempo il problema è stato risolto?</p><p>2. Alla pagina 23 del rapporto si legge che il 9 marzo 2007 UBS ha informato la CFB di aver aperto una posizione corta (short position) sul mercato ipotecario, sebbene un rapporto interno alla banca indicasse per lo stesso mese di marzo un'esposizione netta di 31 miliardi di dollari (nota a piè di pagina 12).</p><p>- È corretto affermare che la CFB è stata tratta in inganno?</p><p>- Quali sono state le conseguenze?</p><p>- Quando si è accorta la CFB di essere stata tratta in inganno?</p><p>- In questo caso non sono state violate regole ad hoc?</p><p>3. A quanto pare il 24 agosto 2007 l'esposizione ammontava a 75,7 miliardi per le posizioni lunghe e a 22,6 miliardi per le posizioni corte (pag. 23, nota a piè di pagina 12).</p><p>- UBS non avrebbe dovuto pubblicare queste cifre?</p><p>- Sono previste sanzioni?</p><p>- Corrisponde al vero che tra i mesi di marzo e agosto del 2007 UBS ha acquistato titoli subprime per un valore di 40 miliardi?</p><p>- La CFB quando ne è venuta a conoscenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel quadro dei mandati parlamentari derivanti dal postulato 08.4039 del consigliere agli Stati Eugen David e dalla mozione CET-N 09.3010 è in corso una verifica dell'attività della FINMA durante la crisi dei mercati finanziari. Tale verifica comprende in particolare un'analisi indipendente del rapporto della FINMA del 14 settembre 2009, effettuata da due esperti esterni. Sulla base del loro lavoro il Consiglio federale presenterà al Parlamento un rapporto esaustivo in cui analizzerà il ruolo della FINMA ed esprimerà il suo parere in merito. Nella risposta alla presente interpellanza il Consiglio federale si limita per il momento a riportare il punto di vista della FINMA e le risposte che quest'ultima ha fornito alle domande poste.</p><p>1. Nel settembre del 2005 per le due grandi banche svizzere il numero delle transazioni che 30 giorni dopo la loro stipulazione non erano ancora state eseguite superava le migliaia. Nel 2005 è stata pertanto lanciata un'iniziativa coordinata a livello internazionale, sotto la direzione della Federal Reserve Bank di New York, volta a ridurre tale numero. Il primo obiettivo, ossia la riduzione del 30 per cento delle transazioni non eseguite entro 30 giorni dalla loro stipulazione, è stato raggiunto dalle grandi banche svizzere nel dicembre del 2005. Il secondo obiettivo, vale a dire una riduzione del settanta per cento, è stato raggiunto nel giugno del 2006.</p><p>Nel frattempo sono stati introdotti ulteriori obiettivi di riduzione per i derivati creditizi e per altre categorie di prodotti (in particolare i derivati sui tassi d'interesse e sulle azioni). A parte alcuni scostamenti di minore importanza, CS e UBS rispettano questi obiettivi. Le grandi banche partecipano anche attivamente all'iniziativa per l'istituzione di una controparte centrale nel commercio di derivati OTC.</p><p>2. L'informazione in questione comunicata dal responsabile del controllo dei rischi di UBS Investment Bank si basava su rapporti interni incompleti (che non tenevano conto delle posizioni DRCM e super senior). Inoltre essa non si riferiva all'esposizione nominale (indicata nel rapporto interno), ma su cifre relative ai rischi. La dichiarazione poggiava sull'ipotesi che le posizioni corte nell'ambito della classe di rating BBB avrebbero fatto conseguire utili maggiori rispetto alle perdite generate dalle posizioni lunghe (nominalmente di maggiore entità, classe di rating AAA).</p><p>La risposta di UBS non era differenziata e si basava su rapporti incompleti e su ipotesi che sono poi risultate insostenibili. Poiché nemmeno UBS disponeva di informazioni corrette, non si può affermare che la CFB sia stata tratta in inganno.</p><p>Per quel che concerne la domanda se UBS abbia violato disposizioni concernenti l'obbligo di informazione ad hoc, è in corso un'inchiesta di SIX Swiss Exchange Regulation (cfr. comunicato stampa di SIX Swiss Exchange del 18 settembre 2009).</p><p>3. L'apparente aumento delle posizioni lunghe nel settore subprime per un ammontare di circa 40 miliardi di dollari tra i mesi di marzo e agosto del 2007 non è soltanto il risultato di acquisti supplementari. Le informazioni risalenti al mese di marzo del 2007, infatti, non comprendevano né le posizioni DRCM, né quelle super senior. Ciononostante, tra i mesi di marzo e luglio del 2007 UBS ha acquistato ulteriori titoli super senior (ma non esclusivamente subprime). La CFB è venuta a conoscenza dell'esposizione di 75,5 miliardi di dollari a seguito di una domanda che essa stessa ha posto nell'agosto del 2007.</p><p>Sarà l'inchiesta di SIX Swiss Exchange Regulation menzionata al numero 2 a stabilire se UBS ha violato le disposizioni concernenti l'obbligo di informazione ad hoc.</p>  Risposta del Consiglio federale.