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È salito ad almeno diciotto morti e oltre 200 dispersi in India il bilancio del crollo di un costone di ghiacciaio himalayano, che ha provocato un'alluvione precipitando in un fiume. «Finora un totale di quindici persone sono state salvate e quattordici corpi sono stati trovati in varie località», ha twittato stamattina il governo dello stato dell'Uttarakhand, nel nord del Paese asiatico, all'indomani del disastro.
Proseguono intanto le ricerche di oltre 200 dispersi. Oltre duemila tra poliziotti e militari sono impegnati almeno per le prossime 48 ore, ha riferito il capo dell'agenzia nazionale per le emergenze, come riporta il Guardian. Si cerca all'interno di tunnel lunghi chilometri dove si stima siano rimaste intrappolate decine di lavoratori impegnati nella costruzione delle dighe.
La causa esatta del disastro rimane ancora poco chiara e oggi gli scienziati hanno raggiunto l'area. Oltre agli effetti del cambiamento climatico, gli attivisti locali hanno anche preso di mira le numerose costruzioni di dighe e infrastrutture idroelettriche lungo i fiumi e le montagne dell'Uttarakhand, che sostengono stiano destabilizzando la fragile regione dell'Himalaya dal punto di vista ecologico e provocando eventi meteorologici più estremi. Nell'area ci sono 550 dighe e impianti idroelettrici, un altro centinaio sono in costruzione.