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La presidente della Confederazione ha criticato le richieste inaccettabili e la caduta di stile dell'UE nell'ambito del conflitto fiscale che l'oppone alla Confederazione.Questo contenuto è stato pubblicato il 02 marzo 2007 - 14:25
All'apertura della fiera commerciale Muba di Basilea, la ministra degli esteri chiede a Bruxelles maggiore rispetto e avverte che la controversia potrebbe mettere in pericolo le relazioni bilaterali.
L'apertura venerdì della Muba, la più grande fiera commerciale del Paese, è stata per Micheline Calmy-Rey l'occasione di affrontare nuovamente la delicata questione fiscale che oppone Svizzera e Unione europea (UE).
Oggetto della disputa sono le politiche fiscali in vigore in alcuni cantoni elvetici. Da mesi la Commissione europea esercita una pressione crescente sulla Svizzera perché elimini le agevolazioni fiscali accordate a società estere che hanno sede sul suo territorio ma che realizzano i propri profitti all'estero.
Secondo l'esecutivo europeo tali pratiche violano l'accordo di libero scambio concluso dalle due parti nel 1972.
Non entrata in materia
Per trovare una soluzione al contenzioso, l'esecutivo europeo chiede alla Svizzera di negoziare.
Ma la ministra degli esteri elvetica, che ritiene "chiaramente infondata" l'accusa lanciata dall'UE, rifiuta di entrare in materia. Nessun accordo regola l'armonizzazione della fiscalità delle imprese, ha ricordato ribadendo così la posizione più volte espressa dal Consiglio federale.
Micheline Calmy-Rey ha deplorato l'intervento "unilaterale" di Bruxelles ed ha espresso il proprio rincrescimento per le possibili sanzioni contro la Svizzera ventilate dall'esecutivo europeo. Prima però la Commissione deve ottenere l'accordo degli Stati membri.
Non si accettano lezioni
Al contempo però, la Svizzera non rifiuta il "dialogo" con l'UE. "I numerosi contatti che intratteniamo a livello politico con i rappresentanti dell'Unione europea lo comprovano", ha detto Micheline Calmy-Rey, sottolineando a più riprese che i rapporti fra svizzeri e europei sono particolarmente stretti.
Nel suo discorso la ministra ha ricordato che accettando in votazione popolare l'attribuzione di un miliardo di franchi ai dieci nuovi paesi membri dell'UE, la Svizzera è il solo paese in tutta Europa ad essersi pronunciato su base democratica in favore dei nuovi Stati ad est del continente.
"Naturalmente non voglio dire con questo che la Svizzera federalista e multiculturale abbia delle lezioni da impartire all'Europa. Ma non credo nemmeno che abbia bisogno di riceverne", ha concluso.
swissinfo e agenzie
In breve
Il conflitto fra Berna e Bruxelles concerne i regimi fiscali in vigore in alcuni cantoni svizzeri. L'UE denuncia i privilegi fiscali accordati a talune società stranieri in particolare dai cantoni di Zugo, Svitto e Obvaldo.
Secondo l'esecutivo europeo questi privilegi violano l'accordo di libero scambio concluso dalle due parti nel 1972.
La Svizzera ritiene che la questione oggetto della disputa non concerne l'accordo del 1972 e che la concorrenza fiscale esistente fra i cantoni è leale e sana.
La Muba di Basilea
La 91esima edizione della Muba di Basilea ha aperto venerdì i battenti a Basilea. Fino all'11 marzo, 1021 espositori vi presenteranno i loro prodotti e servizi.
Gli articoli esposti spaziano in diversi settori: habitat, salute, sport, giardinaggio, elettrodomestici, multimedia, moda e degustazione. Il programma prevede anche numerose presentazioni speciali.
Il Messico è l'ospite d'onore di questa edizione 2007.
Nel 2006 la Muba ha attirato 337'000 visitatori. Si tratta della più grande fiera commerciale del paese.
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