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<h2>SubmittedText<h2><p>I neonicotinoidi (tra cui anche la clotianidina) sono contenuti in diversi prodotti fitosanitari. Sono neurotossine molto potenti e vengono criticati aspramente in tutto il mondo, soprattutto dagli apicoltori. I neonicotinoidi sono tossici per le api e sono ritenuti una delle possibili cause dell'inspiegabile moria di api.</p><p>L'11 marzo scorso, durante il dibattito, in seno al Consiglio degli Stati, sulla mozione 09.3318, "Protezione delle api. Divieto per la neurotossina clotianidina quale prodotto fitosanitario", la presidente della Confederazione Leuthard ha menzionato che in Svizzera vengono impiegati insetticidi contenenti neonicotinoidi per la concia del 95 per cento delle sementi di barbabietola da zucchero e del 70 per cento delle sementi di colza. Quanto al mais, i dati dell'anno scorso indicavano il 4 per cento.</p><p>A differenza del mais, le sementi di barbabietola da zucchero e di colza vengono rivestite. Ciò, stando alle informazioni fornite dalla Bayer, genera una dispersione di polveri da abrasione notevolmente minore. Le argomentazioni dell'UFAG concernenti la moria di api si basano pertanto solo sul mais, già che è questa coltura ad essere interessata dalla dispersione di polveri da abrasione. Ma vi è anche un secondo grande problema, che apparentemente tocca anche la coltivazione di colza e barbabietola da zucchero: l'acqua di guttazione.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quanta superficie in Svizzera viene coltivata con sementi trattate con insetticidi contenenti neonicotinoidi? A quanti ettari ammonta per mais, barbabietola da zucchero e colza?</p><p>2. Qual è il volume totale di neonicotinoidi utilizzati in Svizzera e chi li distribuisce?</p><p>3. Il Consiglio federale sa come agiscono questi prodotti nel suolo e nelle piante (tempi di degradazione molto lunghi)? È possibile rilevare tracce di residui, ad esempio, nell'olio di colza o nei chicchi di cereali?</p><p>4. I residui presenti sul terreno non vengono trasportati dal vento sui prati e sui pascoli limitrofi?</p><p>5. Qual è la situazione circa l'esposizione a questi prodotti fitosanitari attraverso l'acqua di guttazione? Quali analisi vengono condotte a questo proposito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In Svizzera sono autorizzati insetticidi a base di neonicotinoidi per il trattamento di sementi delle colture seguenti: barbabietola, colza, mais, cereali, cipolla, cavolo, porro, insalata. Sulla base della percentuale di sementi trattate con insetticida in Svizzera, è possibile stimare la superficie interessata in 2500 ettari di mais (sementi trattate 4 per cento), 19 450 ettari di barbabietola da zucchero (sementi trattate 95 per cento) e 15 500 ettari di colza (sementi trattate 70 per cento).</p><p>In Germania e in Francia sono autorizzati neonicotinoidi per il trattamento delle sementi di barbabietola, colza, cereali e di alcuni ortaggi. In Francia ne è pure autorizzato uno per il trattamento delle sementi di mais.</p><p>Sono autorizzati insetticidi della famiglia dei neonicotinoidi anche per il trattamento di colture frutticole, patata, colza e di determinate colture orticole.</p><p>2. La quantità totale di neonicotinoidi commercializzati in Svizzera è pari a 2640 chilogrammi. Questi prodotti sono distribuiti da Bayer, Cemag, Stähler e Sygenta.</p><p>3. Il servizio d'omologazione dell'Ufficio federale dell'agricoltura UFAG dispone delle informazioni necessarie per valutare i rischi correlati all'utilizzo di un prodotto fitosanitario. La valutazione riguarda principalmente il comportamento del prodotto nel suolo e nella pianta. Nel caso della clotianidina, il tempo di dimezzamento medio della sostanza nel suolo misurato sul campo è 120 giorni. La capacità della sostanza di legarsi al suolo o di dissolversi nell'acqua è un ulteriore parametro di valutazione per determinare soprattutto il rischio di dilavamento nella falda freatica. Nel caso della clotianidina, al dosaggio autorizzato, non ne è stata rilevata alcuna traccia nelle acque, durante test effettuati in cassoni lisimetrici.</p><p>Attraverso numerose analisi dei residui condotte su sementi di cereali, colza e barbabietola da zucchero trattate con clotianidina è stato possibile riscontrare soltanto tracce da molto esigue a non rilevabili nelle parti di pianta aeree, soprattutto in quelle commestibili. Per tale motivo le concentrazioni massime ai sensi di legge di clotianidina nei cereali, nelle sementi di colza e di barbabietola da zucchero sono state fissate al limite di rilevabilità di 0,01 milligrammi per chilogramma.</p><p>4. Se utilizzato come prodotto per il trattamento delle sementi e a modalità d'uso conformi alle prescrizioni, le quantità di residui di prodotto rilevabili alla superficie del suolo sono molto esigue. Inoltre, il fenomeno dell'erosione del suolo attraverso il vento è limitato in Svizzera e quindi il rischio di contaminazione di particelle vicine è trascurabile.</p><p>5. A determinate condizioni (suolo saturo d'acqua e tasso d'umidità superiore all'80 per cento), le giovani piante di mais producono delle goccioline di liquido sul bordo delle foglie (acqua di guttazione). Se le sementi sono trattate con insetticidi della famiglia dei neonicotinoidi, queste secrezioni fogliari contengono concentrazioni d'insetticida che possono essere letali per le api. Il rischio per le colonie d'api dipende dalla loro esposizione a queste secrezioni.</p><p>L'acqua di guttazione non deve essere confusa con altre secrezioni quali il nettare. Quest'ultimo può presentare tenori in zucchero superiori al 15 per cento e, per questo, attrarre le api. L'acqua di guttazione, invece, ha un tenore in zucchero inferiore all'1 per cento e non è raccolta dalle api come fonte di nutrimento.</p><p>L'AFSSA (Agence française de sécurité sanitaire des aliments) ha effettuato una valutazione del rischio correlato all'acqua di guttazione per le api specializzate nella raccolta dell'acqua ed è giunta alla conclusione che questo è limitato per i seguenti motivi: la frequenza e la durata di comparsa dell'acqua di guttazione sono limitate e, stando alle opere di riferimento, le api specializzate nella raccolta dell'acqua prediligono quella piovana o delle pozze e non sono attratte dall'acqua di guttazione. Si può rilevare che fino a oggi non si sono registrate intossicazioni di api, né in Svizzera né all'estero, che possano chiamare in causa l'acqua di guttazione e ciò nonostante il trattamento delle sementi venga effettuato da molti anni con neonicotinoidi. Nei due test condotti dall'UFAG nel 2009 non è stato possibile osservare alcun effetto negativo sulle colonie d'api oggetto del test, nonostante la notevole concentrazione d'insetticida contenuta nell'acqua di guttazione. </p><p>Attualmente in Germania e in Francia sono in corso numerosi esperimenti per determinare il rischio d'esposizione dell'ape attraverso l'acqua di guttazione. Le istanze svizzere d'omologazione sono in stretto contatto con i colleghi tedeschi e francesi per scambi di informazioni su questi test.</p>  Risposta del Consiglio federale.