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La Cina ha chiesto al Giappone di non consentire una riunione a Tokyo del Congresso mondiale degli uighuri, un'organizzazione di esuli dalla provincia cinese del Xinjiang che Pechino accusa di secessionismo, in calendario a maggio.
Lo ha affermato oggi il portavoce del ministero degli esteri cinese Liu Weimin, secondo il quale l'organizzazione "è dedita ad attività dannose per la sovranità e l'integrità territoriale della Cina".
Gli uighuri, turcofoni e musulmani, sono gli abitanti originari del Xinjiang, nel nordovest della Cina, e oggi sono il 40% degli abitanti della provincia, dove la maggioranza è composta da immigrati cinesi. Gli esuli uighiri accusano Pechino di praticare una politica repressiva e sostengono di essere cittadini di serie "b", rispetto ai cinesi dell'etnia maggioritaria degli han. Rappresentanti dell' organizzazione hanno precisato che alla riunione prenderanno parte un centinaio di delegati uighuri e alcuni uomini politici giapponesi, dei quali non hanno fatto i nomi.