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LOS ANGELES - Negli Stati Uniti è arrivato il “Super Tuesday”, il giorno delle primarie in cui si vota in più stati contemporaneamente. Quest’anno sono 14 - ai quali va sommato il territorio non incorporato delle Samoa Americane - e l’esito del voto permetterà di farsi un’idea più chiara del consenso all’interno del Partito Democratico e iniziare a capire chi potrebbe essere lo sfidante di Donald Trump il prossimo novembre.
Dopo il passo indietro di Buttigieg, anche Tom Steyer e Amy Klobuchar si sono ritirati dalla contesa. Quest’ultima, forte dei suoi sette delegati, ha subito dato appoggio all’ex presidente Biden, rimasto in gara con Elizabeth Warren, Mike Bloomberg, Tulsi Gabbard e Bernie Sanders, quest’ultimo favorito nei sondaggi per la sfida di stanotte.
La sconfitta incassata nel South Carolina dal senatore del Vermont - di oltre una trentina di punti indietro rispetto all’ex presidente dell’amministrazione Obama - ha lasciato vivo il dubbio in alcuni osservatori in merito alla bontà della sua strategia, che punta a raggiungere quei 1’911 delegati necessari a ottenere la nomination dell’asinello mobilitando soprattutto giovani e persone di sinistra.
Al voto due Stati chiave - I risultati alle nostre latitudini si conosceranno quando sarà già mercoledì. Gli Stati chiave, per numero di delegati assegnati, sono la California (415) e il Texas (228). Nel primo Sanders parte come grande favorito, potendo contare sull’alto gradimento della popolazione latina. In Texas la situazione ai nastri di partenza è invece più equilibrata, vedendo Sanders, Biden e Warren tutti con buone possibilità.