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Disturbo in quota
La regione alpina si trovava anche oggi fra la depressione con centro sopra il vicino Atlantico e l’anticiclone sull’Europa orientale. Una piccola depressione in quota era inoltre presente sulla Francia, ma la zona perturbata ad essa associata, che sfiorava la Svizzera da sud-ovest, è risultata decisamente indebolita, riuscendo a produrre delle bande nuvolose, soprattutto sulla Svizzera romanda e a sud delle Alpi, ma solo qualche goccia qua e là.
Sull’Altopiano centrale e orientale, nonostante la presenza del disturbo in quota che dovrebbe normalmente contribuire al rimescolamento dell’aria, la nebbia formatasi nella serata di sabato è rimasta in parte persistente fino a pomeriggio inoltrato. Il limite superiore della nebbia era situato attorno ai 700 metri.
Solitamente, quando vi è la formazione di nebbie, al di sopra del limite superiore si trovano condizioni soleggiate, legate generalmente alla presenza di un’alta pressione. Oggi a nord delle Alpi questa regola è stata disattesa, e sopra la nebbia invece di trovare il sole vi erano delle formazioni nuvolose legate ad una depressione secondaria in quota che ha fatto affluire aria più umida da sud-ovest verso la Svizzera.
Nonostante il radiosondaggio di Payerne mostri uno strato secco fra il limite superiore della nebbia a 700 metri e la banda nuvolosa situata attorno ai 4000 metri, la visibilità sopra la nebbia non era molto buona. Come descritto nel blog di ieri, questo è dovuto alla presenza di polvere del Sahara. Questo fenomeno non è però riscontrabile guardando il radiosondaggio in quanto le particelle asciutte non sono detettate dai sensori dell'umidità delle radiosonde.