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Dopo otto giorni di dibattimento, l'attrice viene scagionata dall'accusa di aver travolto e abbandonato sulle piste da sci un pensionato.
PARK CITY (UTAH) - Il processo, iniziato dieci giorni fa, con Gwyneth Paltrow accusata di aver perso il controllo degli sci e travolto uomo, per poi lasciarlo a terra ferito, è terminato.
La giuria ha deciso di respingere l'accusa di Terry Sanderson, ottico in pensione e oggi 76enne (69 al momento dell'incidente, nel 2016), che nella caduta riportò lesioni celebrali e costole rotte e che avrebbe voluto incassare dall'azione legale circa 300 mila dollari (all'atto della presentazione della denuncia, nel 2019, aveva chiesto un importo di 3,1 milioni di dollari).
Come detto, dunque, il verdetto unanime di non colpevolezza tanto atteso è arrivato dopo otto giorni di dibattimento, all'interno dell'aula di tribunale a Park City gremita. L'attrice hollywoodiana, che ha ringraziato giudice e giuria, incasserà anche un dollaro, come richiesto in qualità di risarcimento e che aveva deciso di ottenere dal processo come segno simbolico, escludendo così la via extragiudiziale.
Ha prevalso quindi la strategia difensiva, che ha sempre insistito sulla non colpevolezza dell'attrice - definita vittima di cause legali ingiustificate - e sulla descrizione dell'accusatore, Terry Sanderson, dipinto come «ossessionato» dalla causa.
«Ho sentito che acconsentire a una falsa dichiarazione ha compromesso li mio equilibrio», ha scritto su Instagram la diva, che si è detta «contenta del risultato».
La star di Sliding doors, oggi imprenditrice nel settore benessere, come riportano i media statunitensi, ha poi toccato una spalla del suo accusatore, che sosteneva di essere stato travolto alle spalle durante una sciata, per digli: «Ti auguro ogni bene». Ricevendo come risposta: «Grazie cara».
«Gwyneth ha una tradizione di lotta in difesa di ciò in cui crede - ha detto l'avvocato di Paltrow, Steve Owens all'uscita dal tribunale - questa situazione non era diversa e lei continuerà a difendere ciò che è giusto».