Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01182.jsonl.gz/220

Swiss assicura di non trovarsi in difficoltà finanziarie, ma scrive a Berna per fare un punto della situazione.
Un portavoce ha però confermato che la pandemia avrà ripercussioni sugli impieghi: «Le misure saranno tre: congelamento delle assunzioni, lavoro ridotto e prepensionamenti». Attualmente la maggior parte dei dipendenti è già impiegato a orario ridotto».
BERNA - Swiss ha scritto al Consiglio federale chiedendo una valutazione della situazione a seguito della crisi pandemica.
La compagnia aerea ha confermato una notizia in tal senso pubblicata dalle testate del gruppo Tamedia, precisando che non si tratta di una chiamata di emergenza.
Un portavoce - contattato dall'agenzia Awp - ha assicurato che il gruppo non si trova in difficoltà finanziarie, ma ha confermato che ci saranno tagli di posti di lavoro a causa della crisi. Finora la compagnia ha utilizzato solo una piccola parte del credito di 1,5 miliardi di franchi garantito dalla Confederazione per far fronte alla pandemia. Swiss «dispone ancora di circa un miliardo di franchi», ha precisato l'addetto stampa, confermando che saranno forniti ulteriori dettagli nel corso della conferenza stampa annuale prevista il 4 marzo.
«Ciò che è chiaro è che la crisi del coronavirus porterà a tagli di posti di lavoro presso Swiss», ha aggiunto il portavoce. Ciò si tradurrà in tre misure: congelamento delle assunzioni da marzo 2020, lavoro ridotto con diminuzioni di salario e prepensionamento. Attualmente, gran parte dei dipendenti (personale di terra, di cabina e di bordo) lavora a orario ridotto.
L'azienda prevede di tagliare 1000 impieghi entro i prossimi due anni. Se queste misure saranno sufficienti dipenderà dallo sviluppo della pandemia.
La durata massima di 18 mesi di disoccupazione parziale scadrebbe a settembre, indica la stampa. Secondo quanto riferiscono i media, nella sua lettera la compagnia avrebbe chiesto che il governo sia autorizzato dal Parlamento a estendere questa misura.
Il Consiglio federale ha deciso che un test PCR negativo è richiesto dall'8 febbraio per entrare in Svizzera in aereo o da un paese a rischio. Swiss ha fortemente ridotto le sue attività sia a Zurigo che a Ginevra a causa del calo della domanda.
In collegamento con l'Azienda Elettrica Ticinese, il vice direttore Giorgio Tognola fa il punto della situazione.
Emergenza energetica: che cosa accadrà nei prossimi mesi? Quali dei tanti scenari possibili è realistico? A quali sacrifici andremo incontro?
Perturbazioni in arrivo. La più «attiva» è attesa per metà settimana. La giornata più piovosa? Giovedì.
MeteoSvizzera: «Nonostante l'incertezza riguardo ai quantitativi e alla distribuzione, sembra che il Sud delle Alpi sia tra i buoni candidati per ricevere abbondanti quantitativi di precipitazioni».
È ancora chiuso, dopo più di due mesi, il centro fitness Top5 di Vezia. Ma i clienti, mai rimborsati, non dimenticano.
«Sto facendo il possibile, ma subentrano dei tempi tecnici», si giustifica il gerente della palestra. I clienti possono però procedere, «prima con un ultimatum, poi con un precetto esecutivo», spiega l'avvocatessa Katya Schober-Foletti.
È la favola di Cristel Ewolo, venditore di panini. Il suo documentario è finito addirittura su Al Jazeera.
«Col regista Andrea Canetta eravamo partiti alla riscoperta delle mie origini. C'erano pochissime possibilità di trovare la mia famiglia. Eppure...»
In arrivo un inverno in cui le case saranno più fredde del solito? «Svizzeri individualisti, poco resistenti alle crisi»
Lo sostiene il sociologo Joel Berger. Per il suo collega Ueli Mäder, d'altra parte, «è un 'occasione per cambiare il nostro stile di vita e vivere con meno consumi»
Domenica sera una vettura elettrica è stata rinvenuta nel fiume ma nell'abitacolo non c'era nessuno.
Le operazioni di rimozione dell'auto si sono protratte per tutto l'arco della nottata creando non pochi disagi ai residenti della zona. Si cercano testimoni.