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L'acrilamide in certi alimenti, come le chips o le patatine fritte, non è da sottovalutare: è «probabile» che tale sostanza sia cancerogena per l'uomo.
Lo ha confermato giovedì un gruppo di esperti al termine di una riunione convocata dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS),
I 25 esperti, riuniti d'urgenza da martedì a Ginevra nella sede dell'OMS, sono tutti d'accordo nell'affermare che la questione è «un motivo di grande preoccupazione», ha dichiarato il presidente della riunione, Dieter Arnold.
Mancano dati definitivi
È stato provato che l'acrilammide è una sostanza cancerogena per gli animali; «per l'uomo, è probabile che essa sia un agente cangerogeno», ha dichiarato il coordinatore dell'OMS per la sicurezza alimentare, Jorgen Schlundt.
Gli esperti si sono comunque astenuti dal fare raccomandazioni immediate per scoraggiare il consumo di chips, patatine fritte, crackers o biscotti, in quanto occorrono dati più completi per avere prove irrefutabili.
Finora sono stati analizzati solo 200 alimenti, hanno spiegato gli esperti. Inoltre è difficile definire il livello a partire dal quale il consumo di acrilamide diventa pericoloso per l'uomo.
Ma ci sono le prime conferme
I ricercatori hanno sottolineato che i risultati delle analisi effettuate in Svezia sono scientificamente validi. Essi sono stati infatti confermati in altri quattro Paesi tra cui la Svizzera, ha affermato Arnold. Nella Confederazione, infatti, indagini condotte nel laboratorio cantonale di Zurigo hanno riscontrato alte concentrazioni di acrilamide in alcuni alimenti.
Il dottor Schlundt ha dichiarato che è possibile sviluppare metodi per ridurre la quantità dell'acrilamide negli alimenti. Nella formazione di tale sostanza due fattori sono essenziali: la temperatura alla quale gli alimenti sono cotti (da 120 a 180 gradi) e il tempo di cottura. «È possibile ridurre la temperatura e la durata della cottura, per abbassare la percentuale di acrilamide» - ha affermato Schlundt. In tal modo il rischio sarebbe ridotto.
Più frutta e verdura
Per ora gli esperti consigliano di limitare il consumo di alimenti cotti a base di amido contenenti materie grasse e di mangiare maggiormente frutta e verdura. Inoltre sottolineano che occorre un consumo prolungato nel corso di tutta la vita di una sostanza cancerogena per contrarre la malattia.
swissinfo e agenzie