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Dal mese di marzo la compagnia di assicurazione sanitaria Swica proporrà a determinati clienti la "diagnosi fai-da-te". Quasi 2'000 strumenti medici del produttore israeliano TytoCare saranno consegnati ad alcuni clienti selezionati in modo che questi possano fare una diagnosi a casa, in caso di malattia. Gli strumenti, come riporta la "NZZ am Sonntag", serviranno, fra le altre cose, per "ascoltare il cuore e i polmoni, scattare foto della gola o del condotto uditivo o misurare la temperatura".
I dati medici verranno quindi trasmessi tramite smartphone al personale medico che li analizzerà. I pazienti verranno quindi guidati passo dopo passo attraverso un'app per smartphone e, se necessario, online tramite video chat con specialisti.
La nuova proposta di Swica sarà inizialmente riservata solo a determinati clienti per una fase di test che si dovrebbe concludere alla fine dell'anno. Se si rivela efficiente e riduce i costi, Swica intende offrire il sistema quale nuovo modello assicurativo con le corrispondenti riduzioni a partire dal 2022. Tale riduzione dei premi dovrà tuttavia ancora essere approvata dall'Ufficio federale della sanità.
Ci sono comunque i primi dubbi sul metodo offerto da Swica. Christoph Thümmler, medico e capo della clinica Helios Park di Lipsia (Germania), che in passato si è occupato della digitalizzazione delle cure mediche per vent'anni, si dice scettico: “Queste applicazioni non riducono l'orario di lavoro del medico ma permettono unicamente al paziente di risparmiare il tempo di viaggio per il paziente" afferma Thümmler al quotidiano zurighese, aggiungendo che un altro punto critico di questo metodo di diagnosi riguarda la protezione dei dati e il loro utilizzo.