Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/17693

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda n. 1</p><p>I Paesi limitrofi non hanno rafforzato i controlli doganali al confine svizzero o lo hanno fatto solo temporaneamente. Il fatto che con l'applicazione dell'accordo di Schengen l'Austria e l'Italia abbiamo effettuato dei controlli un po' più intensi al nostro confine va attribuito in parte a certe difficoltà iniziali e al fatto che gli Stati di Schengen sono tenuti ad effettuare dei controlli approfonditi lungo il confine comunitario esterno.</p><p>Grazie agli accordi in materia di collaborazione transfrontaliera con i nostri Paesi limitrofi, attualmente in discussione, si dovrebbe tra l'altro ottenere che tali Paesi non rafforzino i controlli al confine svizzero.</p><p>Non si dispone attualmente dei dati necessari per valutare in modo pertinente la situazione. Lo stesso dicasi dell'eventuale aumento delle irregolarità illegali dovuto all'abrogazione dei controlli al confine italo-austriaco e a quello austro-germanico. Mancano pure le informazioni sulle ripercussioni cagionate dall'introduzione, da parte delle autorità doganali tedesche e austriache, della sorveglianza nelle retrovie. </p><p>Il Consiglio federale non vede pertanto la necessità di rafforzare i controlli al confine con i Paesi limitrofi. All'evoluzione migratoria e alla criminalità transfrontaliera verrà tuttavia prestata anche in futuro la debita attenzione. Se la situazione lo richiedesse, si esamineranno i provvedimenti di rafforzamento. </p><p>Domanda n. 2</p><p>Nell'ambito del progetto "abbinamento delle operazioni al confine" sono stati condotti dei negoziati sia con la Germania sia con l'Austria. Nella maggior parte dei casi si è giunti ad un'intesa per quanto concerne gli orari di sdoganamento e le ore di apertura dei valichi di confine. </p><p>Le autorità dei due Stati hanno deplorato le limitazioni, ma hanno tuttavia mostrato comprensione per la difficile situazione che deve affrontare il Corpo delle guardie di confine in materia di effettivi e contribuito a trovare soluzioni consensuali.</p><p>Il personale che si è potuto risparmiare con la riduzione degli orari di sdoganamento viene integralmente impiegato nei medesimi settori di confine per effettuare interventi mobili ove i rischi sono conosciuti o supposti. I risultati ottenuti sono incoraggianti.</p><p>Domanda n. 3</p><p>Presso la dogana germanica di Neuhaus non sono state emanate istruzioni sul modo di procedere allorquando il valico di confine di Bargen non è occupato. Per principio presso l'ufficio doganale tedesco gli sdoganamenti possono essere effettuati dalle 00.00 alle 24.00.</p><p>Domanda n. 4</p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'interpellante in merito alla criminalità transfrontaliera, al bilancio positivo del Corpo guardie di confine e al suo effettivo di personale.</p><p>Vista la situazione straordinaria al confine meridionale che perdura ormai da quasi un anno (dal mese di luglio 1997 essa ha indotto le autorità a rafforzare il confine ticinese con 20 guardie delle fortificazione), i DFF, DFGP e DDPS esaminano congiuntamente sino a metà marzo 1998 ulteriori provvedimenti per rafforzare la sorveglianza al confine. </p><p>Nell'ambito del preventivo sono stati stanziati dei crediti per l'acquisizione di mezzi moderni. Inoltre vengono attualmente effettuate delle prove per l'impiego di mezzi d'osservazione optronici ceduti in prestito dall'Esercito. Mancando le relative basi legali, il Corpo guardie di confine non può utilizzare il sistema computerizzato d'identificazione delle impronte digitali "AFIS" per identificare le persone indesiderate o i richiedenti l'asilo.</p><p>Domanda n. 5</p><p>È esatto che la Svizzera ha intavolato con i Paesi vicini delle discussioni per la conclusione di accordi sulla collaborazione transfrontaliera nel campo della sicurezza interna. </p><p>Tuttavia, nessuno degli accordi che verrà eventualmente firmato con i Paesi vicini contemplerà una clausola che permetterà alla Svizzera di accedere al sistema informativo di Schengen (SIS). Tale accesso è riservato esclusivamente agli Stati che hanno aderito all'accordo di Schengen. Visto che la Svizzera non fa parte dell'UE, essa non può sottoscriverlo. È allo studio la questione di sapere se esistono per il nostro Paese altre possibilità di partecipazione al dispositivo di Schengen (associazione, cooperazione parziale). È però assai poco probabile che la Svizzera possa aver accesso ai dati del SIS.</p>  Risposta del Consiglio federale.