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La filiale giapponese di Novartis ha respinto oggi le accuse di manipolazioni di dati di test clinici relativi al suo medicinale Valsartan, un preparato contro l'ipertensione arteriosa. La facoltà di medicina dell'università di Kyoto aveva affermato ieri che uno studio sul trattamento del farmaco condotto su 3000 pazienti giunge a conclusioni erronee, perché basato su risultati inesatti o incompleti.
Stando a quanto riferisce l'Afp la ricerca - condotta da una équipe diretta da Hiroaki Matsubara, un provessore di Kyoto che nel frattempo ha lasciato l'ateneo - aveva stabilito che il Valsartan poteva ridurre i problemi vascolari cerebrali e cardiaci. Secondo la facoltà di medicina questo non è invece provato. Inoltre uno dei ricercatori era dipendente di Novartis, ciò che non era stato segnalato: veniva infatti presentato come professore ausiliare di Osaka.
Quest'ultimo punto era già stato ammesso in maggio da Novartis, che aveva confermato trattarsi di una violazione delle regole in vigore. Nello stesso mese il dipendente del gigante farmaceutico aveva lasciato l'impresa.
In un comunicato odierno Novartis - che aveva finanziato lo studio con 100 milioni di yen, circa un milione di franchi -respinge però le accuse di manipolazioni: l'università di Kyoto non è riuscita a portare prove in tal senso, afferma la società.
SDA-ATS