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LONDRA - I ghiacci della Groenlandia "si stanno sciogliendo per l'arrivo di acque calde di origine subtropicale" che provengono dalla corrente del Golfo fino alle alte latitudini dell'Artico con "il rischio" di un'accelerazione degli scenari possibili in seguito ai cambiamenti climatici.
A rivelarlo le nuove ricerche scientifiche, svolte da un team di scienziati della Woods Hole Oceanographic Institution e Greenpeace, sul fiordo del ghiacciaio di Kangerdlugssuaq, nella zona orientale della Groenlandia.
Secondo le verifiche degli scienziati "le acque di origine subtropicale si stanno infiltrando nell'Artico" e in coincidenza si è registrato "un aumento della velocità di scioglimento del ghiacciaio".
Alcuni strumenti di rilevazione, dopo aver registrato temperature e altri parametri del fiordo, hanno fornito, dice Greenpeace, "le prime prove di un'ipotesi che profila scenari molto pericolosi: c'è sempre più acqua calda proveniente dalla corrente del Golfo che arriva fino alle alte latitudini dell'Artico, a oltre 200 metri di profondità".
Un processo che, osserva l'associazione griffata Arcobaleno, "rischia di accelerare tutti gli scenari di scioglimento dei ghiacci sviluppati finora per descrivere i possibili effetti dei cambiamenti climatici". Già oggi, infatti, "lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia è responsabile del 25% dell'innalzamento del livello dei mari".
SDA-ATS