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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2002 a Copenaghen i ministri europei competenti e la Commissione europea hanno concordato un rafforzamento della collaborazione nel settore della formazione professionale. La Svizzera condivide gli obiettivi del processo di Copenaghen e intende rafforzare il percorso formativo professionale a livello internazionale, nonché migliorare la comparabilità dei titoli professionali svizzeri nel mercato del lavoro globalizzato.</p><p>Lo sviluppo di un sistema di crediti denominato European Credit system for Vocational Education and Training (ECVET) punta a garantire la trasparenza e il confronto dei sistemi formativi dei vari Paesi europei, promuovendo nel contempo la mobilità transfrontaliera degli apprendisti della formazione professionale. Grazie alla possibilità di comparare, e quindi di convalidare e riconoscere, le qualifiche acquisite l'ECVET agevola le interazioni tra i diversi contesti di apprendimento.</p><p>A tal proposito, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Con quali misure la Svizzera sta sostenendo il processo di Copenaghen? Quali misure ha adottato per introdurre l'ECVET al fine di garantire una migliore comparabilità dei titoli professionali nel mercato del lavoro globalizzato?</p><p>2. La SEFRI ha compiuto degli sforzi per incentivare la collaborazione con gli altri Paesi europei al fine di aumentare la comparabilità sulla base di un sistema di crediti europeo per quanto riguarda la revisione e l'elaborazione degli atti normativi della formazione professionale?</p><p>3. Sono state adottate delle misure per associare il sistema di crediti europeo alle normali procedure svizzere di validazione e riconoscimento delle competenze non formali in modo da migliorare sul lungo periodo la trasparenza, la comparabilità e la permeabilità tra i diversi livelli formativi (formazione professionale di base, formazione professionale superiore, scuole universitarie)?</p><p>4. Sono state elaborate delle strategie per utilizzare il sistema di crediti europeo al fine di creare partenariati nazionali e transnazionali volti a incentivare la mobilità nella formazione professionale?</p><p>5. È stato fatto qualcosa per sfruttare gli studi scientifici, come ad esempio lo Skill Weights Approach di Lazaer (2003), con l'intento di confrontare e misurare le competenze professionali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera ha monitorato fin dall'inizio sia il processo di Copenaghen sia lo sviluppo degli strumenti correlati, concepiti per aumentare la trasparenza: in particolare il Quadro europeo delle qualifiche (QEQ), l'Europass, lo European Credit System for Vocational Education and Training (ECVET) e lo European Quality Assurance for Vocational Education and Training (EQAVET). Inoltre, il nostro Paese è membro degli organismi competenti dell'Unione europea (UE), nei quali può sostenere e far valere il proprio punto di vista. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) ha analizzato approfonditamente il potenziale dei diversi strumenti per la formazione professionale svizzera e ha impiegato alcuni di questi strumenti in modo mirato. Nel 2014 per migliorare la comparabilità internazionale dei titoli svizzeri della formazione professionale si è deciso di dare priorità all'introduzione di un apposito Quadro nazionale delle qualifiche (QNQ formazione professionale). Oggi anche la maggior parte dei Paesi europei dispone di un proprio quadro delle qualifiche. Al contrario, in Europa l'ECVET è molto meno diffuso e utilizzato. Inoltre, questo strumento è più facilmente applicabile nei sistemi formativi a impostazione scolastica che in quelli basati sulla formazione professionale duale, nei quali le competenze vengono acquisite in maniera trasversale e in un periodo di tempo più lungo. Rispetto al QNQ formazione professionale si ritiene che l'ECVET apporti un valore aggiunto inferiore per quanto riguarda la promozione del riconoscimento e della comparabilità dei titoli della formazione professionale svizzera. In certi casi può risultare utile nelle attività di mobilità transfrontaliere che si svolgono durante una formazione professionale.</p><p>2. I titoli della formazione professionale di base e superiore sono stati definiti mediante competenze operative che corrispondono alle "units of learning outcome" dell'ECVET: in questo modo la Svizzera ha realizzato i principali obiettivi del sistema messo a punto dall'UE, agevolandone l'eventuale utilizzo e migliorando la comparabilità internazionale dei titoli. Per quanto riguarda invece la definizione dei contenuti, la competenza spetta alle organizzazioni del mondo del lavoro (oml) che, in occasione della stesura o della revisione degli atti normativi in materia di formazione, descrivono le qualifiche richieste sotto forma di competenze operative. La SEFRI non prescrive quali debbano essere i contenuti ma crea le condizioni quadro necessarie affinché i titoli della formazione professionale svizzera soddisfino i requisiti per una migliore comparabilità a livello internazionale. Le oml che hanno a cuore la cooperazione transfrontaliera e vogliono semplificare il confronto dei profili professionali collaborano con i loro partner europei per armonizzare le competenze richieste.</p><p>3. La convalida delle prestazioni di formazione nell'ambito della formazione professionale di base e di quella superiore viene portata avanti insieme ai Cantoni e alle oml in diversi progetti dell'iniziativa "Formazione professionale 2030" e permette di convalidare le competenze a prescindere dal contesto in cui sono state acquisite. Le scuole universitarie hanno messo a punto delle procedure per convalidare le prestazioni di formazione, le conoscenze, e/o le esperienze di lavoro pertinenti, acquisite in precedenza o anche al di fuori della scuola universitaria, ai fini dell'ammissione agli studi.</p><p>Ad esempio, la best practice "Ammissione allo studio bachelor presso le scuole universitarie professionali" di swissuniversities (la Conferenza svizzera dei rettori delle scuole universitarie) prevede che gli apprendimenti e la pratica acquisiti nella formazione professionale superiore possano essere convalidati fino a un massimo di 90 crediti ECTS. La competenza per quanto concerne la procedura e la decisione sull'ammissione spetta alle singole scuole universitarie professionali.</p><p>4. Se lo desiderano, i responsabili di progetto svizzeri possono utilizzare l'ECVET per i progetti di mobilità transfrontalieri con partner europei nel quadro della soluzione svizzera per il programma Erasmus+. Se necessario l'agenzia Movetia, incaricata dell'attuazione, fornisce supporto e garantisce lo scambio di buone prassi.</p><p>5. I contenuti e i titoli della formazione professionale formale sono definiti dalle oml responsabili sotto forma di competenze operative (learning outcomes). La SEFRI sovvenziona lo sviluppo delle formazioni professionali di base e l'impiego degli assistenti pedagogico-professionali, che forniscono il necessario approccio scientifico. Spunti interessanti possono venire anche dai modelli economico-formativi. Ad ogni modo la SEFRI non prescrive né le strategie né i metodi di cui servirsi.</p>  Risposta del Consiglio federale.