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La filiale francese di Ubs, già rinviata a giudizio per aver esercitato pressioni su due whistleblower all’origine di rivelazioni su frodi fiscali di ampie proporzioni, sarà anche processata in Francia per "subornazione di testimoni" e per aver impedito il corretto funzionamento di un organo del personale. Lo si apprende da fonti concordanti.
Nicolas Forissier, già responsabile dell’audit interno di Ubs France, e l’ex direttrice del marketing Stéphanie Gibaud, in seguito licenziati, avevano contribuito a denunciare le pratiche della grande banca e scaturito un’inchiesta in Francia sulle frodi fiscali.
Nel 2017, il giudice istruttore competente ha deciso che Ubs Francia andava processata davanti al tribunale penale di Parigi per molestie morali, ma ha respinto il perseguimento di altri due reati.
Dopo varie tappe procedurali, secondo una fonte giudiziaria la camera d’istruzione della corte d’appello di Parigi ha rinviato oggi a giudizio la banca per molestie morali, ma anche per aver ostacolato il regolare funzionamento del Chsct (Comité d’hygiène, de sécurité et des conditions detravail) e subornazione di testimoni.
Lo scorso dicembre la corte d’appello di Parigi ha condannato Ubs a pagare in totale 1,8 miliardi di euro (1,9 miliardi di franchi) per aver aiutato facoltosi clienti francesi a evadere il fisco. In prima istanza, nel febbraio del 2019, il numero uno bancario elvetico era stato multato per la cifra record di 3,7 miliardi di euro e a versare un risarcimento di 800 milioni per un totale complessivo di 4,5 miliardi di euro (circa 4,7 miliardi di franchi).