Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/160002

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sospendere fino a nuovo ordine tutti i trasferimenti Dublino verso l'Ungheria.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le competenti autorità svizzere analizzano costantemente e intensamente la situazione in Ungheria. Nei mesi scorsi in numerosi Stati europei, tra cui l'Ungheria, le capacità di accoglienza di richiedenti l'asilo si sono esaurite e le relative strutture erano temporaneamente sovraccaricate. Questi Stati, tuttavia, riconoscono l'applicabilità di massima del regolamento Dublino, anche se le sue disposizioni andranno integrate con altre misure e regole di ammissione. Anche la Svizzera continua ad applicare il regolamento Dublino. Prima di ogni trasferimento, le circostanze personali e le condizioni nel Paese di accoglienza sono esaminate. Se necessario, la Svizzera si avvale del diritto di entrata nel merito della domanda. Questi principi valgono anche per i trasferimenti verso l'Ungheria.</p><p>I criteri di competenza definiti nel vigente regolamento Dublino possono cagionare un accumulo di domande d'asilo negli Stati alle frontiere esterne. Questi Stati sono pure regolarmente confrontati con difficoltà nella registrazione dei richiedenti. Tali lacune del sistema Dublino sono note. Da un lato, si intende migliorare la procedura di registrazione istituendo cosiddetti centri di identificazione e smistamento (hot spot) nei Paesi interessati. Dall'altro, il Consiglio europeo ha deciso di rendere più equo e solidale il sistema adottando misure di ricollocazione. Il Consiglio federale sostiene queste misure e ha in linea di massima deciso che la Svizzera parteciperà programmi di ricollocazione recentemente decisi dall'Unione europea. Tali programmi mirano a sgravare alcuni Paesi particolarmente sotto pressione. Altri Stati Dublino esamineranno 160 000 domande d'asilo di persone giunte in Italia e Grecia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.