Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/164631

<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:</p><p>Le disposizioni legislative devono essere modificate in modo tale che, in caso di rilascio di una nuova concessione di diritti d'acqua o di modifiche a una concessione già in vigore, l'esame dell'impatto ambientale consideri non già lo stato iniziale, ossia quello precedente la costruzione della centrale idroelettrica in questione (nella maggior parte dei casi soggetta a una concessione decennale), bensì lo stato dell'impianto precedente il rilascio della nuova concessione o le modifiche previste.</p><h2>InitialSituation<h2><p><b>Rapporto della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale del 30 aprile 2019 </b></p><p>In occasione del rinnovo di una concessione di diritti d'acqua a una centrale idroelettrica a bacino d'accumulazione o a una centrale idroelettrica a filo d'acqua con una potenza installata superiore a 3 MW è necessario effettuare un esame dell'im-patto sull'ambiente (EIA) allo scopo di valutare la compatibilità del progetto con le esigenze ecologiche. Alla luce della prassi attuale in materia, il significato del concetto di "stato iniziale" di cui all'articolo 10b capoverso 2 lettera a LPAmb risulta essere poco chiaro. L'iniziativa parlamentare chiede che lo stato iniziale sia chiaramente definito e in particolare che esso sia considerato come lo stato al momento della presentazione della domanda (stato attuale). Stabilire che lo stato iniziale corrisponde allo stato attuale significa che questo stato deve fungere da base per le verifiche necessarie sia per la stesura di un rapporto sull'impatto ambientale (RIA) in vista del primo conferimento della concessione sia per il rinnovo della concessione. Nel contempo, questo stato serve quale valore di riferimento per definire se e in che misura debbano essere adottate misure di ripristino e di sostituzione conformemente all'articolo 18 capoverso 1ter LPN. Con questa normativa si crea la necessaria certezza del diritto. </p><p></p><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 14.08.2019</b></p><p>Il Consiglio federale sostiene il progetto di modifica della legge sulle forze idriche (LUFI) elaborato dalla Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N). Il suo obiettivo è di attuare l'iniziativa parlamentare 16.452 Rösti "Aggiornare l'esame dell'impatto ambientale per consentire un maggiore sfruttamento della forza idrica per la produzione e lo stoccaggio di energia". Nel suo parere del 14 agosto 2019, il Consiglio federale accoglie favorevolmente il principio secondo cui lo stato iniziale al momento della presentazione della domanda è definito chiaramente come riferimento per le misure di protezione, di ripristino e di sostituzione secondo le disposizioni della legge sulla protezione della natura e del paesaggio. Il Collegio è inoltre favorevole all'idea di poter concordare oppure ordinare in occasione di rinnovi di concessione anche misure di tutela della natura e del paesaggio per i biotopi naturali influenzati dall'esistenza delle centrali idroelettriche, sempre che tali misure siano possibili e proporzionate. </p><p>In occasione del rinnovo di una concessione di diritti d'acqua a una centrale idroelettrica a bacino d'accumulazione o a una centrale idroelettrica a filo d'acqua con una potenza installata superiore a 3 MW, nel quadro dell'esame sull'impatto dell'ambiente, occorre definire anche il cosiddetto "stato iniziale". Questo stato serve come riferimento per la definizione di eventuali misure sostitutive, di protezione e di ripristino da attuare secondo le disposizioni della legge sulla protezione della natura e del paesaggio.</p><p>Nel diritto vigente, il significato del concetto di "stato iniziale" risulta poco chiaro. Nella prassi ciò ha comportato sovente insicurezze e discussioni. Grazie alla prevista modifica della LUFI, lo stato iniziale verrà definito in modo univoco come stato al momento della presentazione della domanda di rinnovo della concessione (stato attuale). Il Consiglio federale accoglie con favore la conseguente certezza del diritto nonché la semplificazione delle procedure. Queste novità sono di fondamentale importanza, visto e considerato che nei prossimi decenni si dovranno rinnovare numerose concessioni delle centrali idroelettriche esistenti. </p><p>Anche se in occasione di rinnovi di concessione non vi sono nuovi interventi in biotopi degni di protezione, occorre poter concordare o ordinare, per quanto possibile e proporzionato, misure a favore della natura e del paesaggio per i biotopi influenzati dall'esistenza di una centrale idroelettrica. La minoranza della Commissione intende creare nella LUFI la relativa base giuridica. Il Consiglio federale sostiene questa proposta.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 19.09.2019</b></p><p><b>Centrali idroelettriche, meno problemi con studi impatto clima </b></p><p><b>Gli studi di impatto ambientale dovrebbero porre meno problemi alle centrali idroelettriche che desiderano rinnovare la loro concessione. Ne è convinto il Consiglio nazionale che oggi ha approvato - con 123 voti contro 63 e 3 astenuti - un progetto della sua commissione dell'ambiente e dell'energia del Consiglio nazionale.</b></p><p>Tale progetto traduce in legge una proposta contenuta in un'iniziativa parlamentare di Albert Rösti (UDC/BE). Il presidente dell'UDC vorrebbe che "l'esame dell'impatto ambientale consideri (...) lo stato dell'impianto precedente il rilascio della nuova concessione o delle modifiche previste" per evitare costi ingenti e un rincaro della produzione dell'energia elettrica.</p><p></p><p>Stato iniziale</p><p>Per la Camera del popolo, "il riferimento sarà ora lo stato al momento del rinnovo della concessione", ovvero lo stato iniziale. Attualmente per rinnovare le concessioni che giungono a scadenza occorre un riesame completo degli impianti idroelettrici. Per le centrali la cui potenza installata è superiore a 3 MW, la legge sulle forze idriche esige uno studio di impatto ambientale.</p><p>Ma i pareri divergono sullo "stato iniziale" da prendere in considerazione. Come detto, la Camera del popolo propone di definirlo come "lo stato al momento del rinnovo della concessione". "Questo punto è cruciale perché le concessioni sono attribuite generalmente per 80 anni. È quindi quasi impossibile risalire allo stato iniziale", ha indicato Jacques Bourgeois (PLR/FR) a nome della commissione.</p><p></p><p>Misure a favore di natura e paesaggio</p><p>Una minoranza avrebbe voluto completare la legge affinché in occasione del rinnovo delle concessioni si esaminino misure proporzionate a favore della natura e del paesaggio. "Con tale testo il diritto di protezione dell'ambiente si applicherà soltanto ai nuovi impianti e non alle opere chiamate a proseguire la loro attività con una nuova concessione", ha deplorato Silva Semadeni (PS/GR).</p><p>L'energia idroelettrica ha un grosso impatto ambientale sui corsi d'acqua, ha ricordato invano Bastien Girod (Verdi/ZH). Al momento del rinnovo delle concessioni, le aziende dovrebbero contribuire a misure di rinaturalizzazione. "Ma in questo caso il principio 'chi inquina paga' è completamente dimenticato", ha aggiunto l'ecologista zurighese.</p><p></p><p>Margine di manovra per i Cantoni?</p><p>Il PPD ha chiesto un margine di manovra per i cantoni, proponendo che misure di rivalorizzazione proporzionate in favore della natura e del paesaggio possano essere ordinate o convenute in occasione del rinnovo delle concessioni. Questa aggiunta si ispira a una proposta del canton Vallese emessa in consultazione, ha spiegato Stefan Müller-Altermatt (PPD/SO).</p><p>Tale posizione è stata sostenuta anche dalla ministra dell'ambiente e dell'energia Simonetta Sommaruga: "si tratta di un compromesso equilibrato e che risponde a una preoccupazione dei cantoni", ha spiegato invano la consigliera federale.</p><p>Il plenum ha però respinto tale proposta con 115 voti contro 71 e 3 astenuti. La consigliera federale ha già annunciato che questo aspetto sarà verosimilmente ridiscusso dal Consiglio degli Stati, che dovrà ancora esprimersi sull'intero dossier.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 02.12.2019</b></p><p><b>Centrali idroelettriche, meno problemi con studi impatto clima </b></p><p><b>Gli studi di impatto ambientale dovrebbero porre meno problemi alle centrali idroelettriche che desiderano rinnovare la loro concessione. Dopo il via libera del Consiglio nazionale in settembre, oggi gli Stati hanno approvato un progetto in tal senso per 29 voti a 12. </b></p><p>Il progetto realizza una proposta contenuta in un'iniziativa parlamentare di Albert Rösti (UDC/BE). Il presidente dell'UDC vorrebbe che "l'esame dell'impatto ambientale consideri (...) lo stato dell'impianto precedente il rilascio della nuova concessione o delle modifiche previste" per evitare costi ingenti e un rincaro della produzione dell'energia elettrica.</p><p>Per le due Camere il riferimento sarà ora lo stato al momento del rinnovo della concessione, ovvero lo stato iniziale. Attualmente per rinnovare le concessioni che giungono a scadenza occorre un riesame completo degli impianti idroelettrici. Per le centrali la cui potenza installata è superiore a 3 MW, la legge sulle forze idriche esige uno studio di impatto ambientale.</p><p>Una minoranza, come il Consiglio federale, avrebbe voluto completare la legge affinché in occasione del rinnovo delle concessioni si esaminino misure proporzionate a favore della natura e del paesaggio.</p>