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Le borse hanno chiuso ieri in crescita. Con New York e Tokyo che si portano su nuovi record.
Gli eventi del 6 gennaio degil Usa, con l'occupazione del Parlamento da parte dei manifestanti pro-Trump, non sembrano aver impensierito le borse mondiali. Ieri Wall Street ha chiuso su nuovi record. Il Dow Jones ha chiuso in crescita del 0,69% a 31'041,31 punti, il Nasdaq del del 2,56% a 13'067,48 punti, sfondando per la prima volta quota 13'000 punti, lo S&P 500 del 1,48% a 3'803,79 punti. O perlomeno ha prevalso l'ottimismo dell'insediamento avvenuto di Joe Biden e la vittoria al Senato per la Georgia per i democratici, che permetteranno al presidente di avere più margini di manovra al Parlamento.
L'ottimismo ha prevalso anche sui dati sul lavoro provenienti dagli Usa. In dicembre l'economia Usa ha perso 140'000 posti di lavoro, anche se il tasso disoccupazione è rimasto invariato al 6,7%.
Anche le borse europee hanno chiuso la seduta in crescita, anche se più contenuta, tranne Londra che ha perso lo 0,1. In Asia Tokyo si è pure portata ai massimi da 30 anni.