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Il Consiglio federale esamina diverse domande di esportazione di materiale bellico
Berna, 20.04.2016 - Il 20 aprile 2016 il Consiglio federale ha esaminato, alla luce del conflitto in Yemen, oltre 50 domande di esportazione di materiale bellico in Egitto, Bahrein, Giordania, Libano, Qatar, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati arabi uniti (EAU). Le domande di esportazione di materiale bellico potenzialmente idoneo o a rischio di essere utilizzato nel conflitto in Yemen (p. es. granate a mano) sono state respinte. Le domande autorizzate riguardano principalmente materiale bellico per la difesa antiaerea, ovvero materiale che non lascia presupporre un eventuale impiego nel conflitto in Yemen.
Dal 27 marzo 2015 l’esame delle domande di esportazione di materiale bellico nei Paesi coinvolti nell’intervento militare dell’Arabia Saudita in Yemen ha subito un rallentamento. Poiché nel frattempo la situazione in Yemen appare più chiara e data l’urgenza di diversi affari, il Consiglio federale ha deciso di esaminare le domande. La valutazione si è svolta nel rispetto dei principi di politica estera e in considerazione del rischio di una sostanziale riduzione delle capacità industriali in alcuni settori rilevanti per la difesa del Paese.
Per il Consiglio federale la questione prioritaria era decidere come trattare le domande riguardanti i Paesi coinvolti nell’intervento militare in Yemen.
Il Consiglio federale ha respinto le domande concernenti beni che erano idonei a essere trasportati in un altro luogo e per i quali vi era un’elevata probabilità in tal senso e i beni ad alto rischio di utilizzo nel conflitto in Yemen. Le domande respinte riguardano armi leggere e relative munizioni, accessori e pezzi di ricambio, nonché granate a mano per un valore totale di circa 3 milioni di franchi. In alcuni casi sono state respinte domande per grandi quantitativi, come ad esempio 8000 granate e 25 000 granate a mano. Sono state inoltre respinte domande per un valore di circa 16 milioni di franchi per l’esportazione temporanea di un veicolo blindato per il trasporto di truppe senza armi a bordo nel Qatar per scopi sperimentali, per l’esportazione di un grosso quantitativo di polvere da sparo destinata a ulteriore trasformazione da parte di imprese negli EAU e per l’esportazione di una grande quantità di munizioni di piccolo calibro, sempre negli EAU.
Nell’ambito della valutazione dei singoli casi il Consiglio federale ha autorizzato solo le domande che non lasciavano presupporre l’impiego del materiale bellico esportato nel conflitto in Yemen. Si tratta in particolare di materiale bellico per la difesa antiaerea e finalizzato alla legittima autodifesa militare o alla protezione di infrastrutture civili, come ad esempio gli impianti di approvvigionamento idrico. Alla luce della loro funzione e delle loro possibilità d’impiego, si può escludere che queste armi possano essere utilizzate per commettere gravi violazioni dei diritti umani.
Concretamente, il Consiglio federale ha autorizzato domande per circa 178 milioni di franchi per forniture di pezzi di ricambio e componenti di sistemi di difesa antiaerea da esportare in Egitto, Bahrein, Arabia Saudita ed EAU. Sono comprese anche forniture per l’Arabia saudita di pezzi di ricambio riguardanti sistemi di difesa antiaerea precedenti e di un limitato quantitativo di munizioni per tali sistemi per un valore totale di circa 106 milioni di franchi.
Il Consiglio federale ha inoltre approvato domande per un valore di 7 milioni di franchi per:
- pezzi di ricambio e assemblaggi per aerei da combattimento F-5 da esportare in Bahrein;
- pezzi di ricambio per obici blindati M109 da esportare negli EAU;
- armi leggere e componenti per armi leggere destinate a privati in Egitto, Giordania, Qatar, Kuwait ed EAU, così come armi di piccolo calibro;
- attività di intermediazione per singole armi provenienti dagli USA e destinate a privati negli EAU.
Le nuove domande di esportazione verso Stati che partecipano al conflitto in Yemen verranno esaminate dall’Amministrazione o eventualmente dal Consiglio federale nell’ambito di una valutazione dei singoli casi. Il Consiglio federale continuerà a seguire con attenzione gli sviluppi nell’area del Golfo.
Il 20 aprile 2016 il Consiglio federale ha anche esaminato una domanda di esportazione di un di un piccolo numero di fucili d’assalto e pistole mitragliatrici per la scorta di un ministro libanese.
Indirizzo cui rivolgere domande
Fabian Maienfisch, SECO, Comunicazione
Tel +41 58 462 40 20, <email-pii>
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