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Un padre di famiglia di origine iraniana, colpevole di abusi sulle due figlie, potrà essere espulso e rinviato nel suo paese nonostante i timori dell'uomo di esservi condannato a morte.
Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha dato il via libera in questo senso dopo la revoca del suo diritto d'asilo. Il fatto che in Iran siano commessi gravi oltraggi ai diritti dell'uomo non è sufficiente per accettare l'esistenza di una minaccia tale per cui il ricorrente non possa essere espulso e rimandato nel suo paese.
Nel suo ricorso, l'uomo aveva spiegato che rischiava la pena di morte qualora le figlie avessero inoltrato una denuncia penale contro di lui.
Secondo il TAF nulla lascia presagire un tale passo. Al contrario, le due figlie e la madre avevano scritto una lettera nella quale, tutte e tre domandavano che l'uomo non venisse espulso dalla Svizzera.