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<h2>SubmittedText<h2><p>La forza del franco continua a rappresentare una grande sfida per l'economia svizzera, soprattutto per le industrie esportatrici e per il settore del turismo. Attualmente il tasso di cambio si aggira intorno ai 1.10 franchi per euro. La situazione, rispetto ad altre valute estere importanti per le esportazioni (come il dollaro statunitense), è in un certo senso migliorata, poiché il tasso di cambio è al momento poco dissimile da quello minimo che era stato fissato dalla BNS prima della revoca il 15 gennaio 2015. I cittadini svizzeri e l'economia hanno mantenuto la calma, facendo sì che la situazione ritornasse relativamente stabile.</p><p>Ciononostante, i Verdi liberali sono convinti che né la politica, né tanto meno l'economia, possano sfruttare l'attuale difficile congiuntura economica per promuovere programmi di partito o interessi economici. La crisi greca ha infatti chiaramente dimostrato che una valuta indipendente rappresenta un grosso vantaggio concorrenziale per la Svizzera ma, al contempo, costringe le imprese ad assicurarsi dalle fluttuazioni valutarie. Invece di adottare pacchetti di stimolo per l'economia a breve termine, la politica dovrebbe prendere in considerazione misure in grado di migliorare a lungo termine le condizioni quadro per un'economia svizzera sostenibile. </p><p>Pertanto, invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Secondo il parere del Consiglio federale, come rispondono alle sfide i settori più colpiti?</p><p>2. Chi sono i vincitori e chi i perdenti, secondo il Consiglio federale?</p><p>3. Come spiega il Consiglio federale la congiuntura estremamente solida della Svizzera?</p><p>4. Il Consiglio federale ravvisa nella Strategia energetica 2050 un mezzo per la creazione di maggiore valore aggiunto e di più posti di lavoro?</p><p>5. Come spiega il Consiglio federale i buoni risultati registrati nel settore turistico nonostante il franco forte? Sono previsti cambiamenti per l'inverno 2015/16?</p><p>6. Il Consiglio federale continuerà ad opporsi alla distribuzione a pioggia di pagamenti e sussidi statali mirati esclusivamente al mantenimento strutturale, dal momento che questi danneggiano a lungo termine la competitività della Svizzera?</p><p>7. A che punto sono le misure di attuazione concrete dell'iniziativa sul personale qualificato?</p><p>8. Quali ostacoli amministrativi concreti ed inutili per le imprese ha rimosso negli ultimi mesi la Confederazione?</p><p>9. A quali nuovi progetti di regolamentazione il Consiglio federale è pronto a rinunciare o, quantomeno, a sospendere per il momento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I settori dell'economia particolarmente colpiti dalla forza del franco, come le industrie esportatrici e i loro fornitori, il turismo e il commercio al dettaglio (turismo degli acquisti), sono stati costretti ad apportare degli aggiustamenti, ma sono riusciti finora ad evitare diminuzioni considerevoli della produzione. Tuttavia, visti i loro margini sempre più ridotti, sono sottoposti a forti pressioni per abbassare i costi. Le imprese interessate fanno fronte alle grandi sfide con una serie di iniziative quali il temporaneo aumento dell'orario di lavoro e l'ottimizzazione dei processi aziendali. Inoltre, molte aziende cercano, attraverso una maggiore importazione di prestazioni preliminari, da un lato di trarre profitto dal forte calo dei prezzi all'importazione; dall'altro di ridurre così i futuri rischi legati al cambio (hedging naturale). In casi gravi si arriva a delocalizzare la produzione totalmente o in parte. Quelle difficoltà che adesso stanno affrontando alcuni settori dell'economia per effetto della forza del franco, potrebbero andare a colpire sempre di più il mercato del lavoro. Nell'industria di trasformazione, uno dei settori più colpiti, nel secondo trimestre del 2015 l'occupazione è calata dello 0,3 per cento rispetto allo stesso periodo nell'anno precedente, vale a dire 2000 posti di lavoro in meno. Questo trend negativo per il momento potrebbe continuare, specialmente nei settori particolarmente toccati. Tuttavia, continua a non profilarsi l'ipotesi di una grave crisi congiunturale o del mercato del lavoro.</p><p>2. Tra i perdenti per il franco forte figurano in prima linea i settori maggiormente sensibili alle fluttuazioni valutarie. Si tratta di settori che risentono della pesante concorrenza estera, vale a dire le industrie esportatrici e i loro fornitori, il turismo, così come determinati rami del mercato interno come il commercio al dettaglio. Tra i vincitori figurano - almeno sul breve periodo e nel caso in cui persistano i vantaggi legati alla valuta - i consumatori, il cui reale potere di acquisto è aumentato per effetto del calo dei prezzi dei beni di importazione.</p><p>3. A fronte del significativo rallentamento economico nel primo semestre del 2015, non è possibile parlare di congiuntura estremamente solida. Ora, il fatto che non si siano ancora registrate forti tendenze recessive, fa sperare e comprova la resistenza relativamente buona dell'economia svizzera. Ciononostante, non ci dobbiamo fare illusioni: la forza del franco ha fortemente rallentato l'economia svizzera e i settori sensibili alle fluttuazioni valutarie si trovano a dover affrontare grandi sfide. I consumi privati continuano a rappresentare un importante sostegno congiunturale. Il nostro mercato del lavoro, flessibile ed adattabile, assieme a finanze pubbliche relativamente solide rispetto a quelle di altri Stati, costituiscono i principali punti di forza del nostro Paese. È perciò importante mantenere queste condizioni quadro anche in futuro.</p><p>4. Nel 2012 il Consiglio federale ha pubblicato uno studio con l'obiettivo di stimare gli effetti economici della Strategia energetica (Ecoplan, Energiestrategie 2050 - volkswirtschaftliche Auswirkungen, September 2012. Disponibile solo in tedesco). Con l'attuazione del primo pacchetto di misure della Strategia energetica, secondo questo studio nel 2020 il PIL e il tasso di occupazione saranno inferiori rispettivamente dello 0,2 e dello 0,1 per cento rispetto ad uno scenario senza pacchetto di misure. In determinati rami, tuttavia, l'occupazione potrebbe aumentare. Lo studio, tuttavia, non prende in considerazione quegli incentivi all'innovazione che scaturirebbero proprio dall'attuazione della Strategia energetica. Il Consiglio federale ritiene che le innovazioni assumono un ruolo fondamentale in termini economici e incidono positivamente sui risultati.</p><p>5. A prima vista, sembra che l'industria alberghiera svizzera abbia risposto bene alla sfida del franco forte. Infatti, il numero totale dei pernottamenti negli esercizi alberghieri per l'anno in corso è leggermente superiore a quello dello scorso anno (più 0,2 per cento). Un dato particolarmente positivo è l'aumento del numero dei pernottamenti da parte dei cittadini svizzeri (più 0,5 per cento). Questi buoni risultati potrebbero, peraltro, essere dovuti anche alle favorevoli condizioni meteorologiche, e rispecchiano il forte legame che i cittadini svizzeri hanno con il loro Paese quando si tratta di viaggiare. Si registra una crescita continua anche per quanto riguarda i mercati lontani quali Cina, India o i Paesi del Golfo, sebbene questi flussi turistici si concentrino in determinate aree di attrazione come Lucerna e la regione della Jungfrau. In compenso, gli ospiti che tradizionalmente vengono dall'Europa per visitare la Svizzera sono in continuo calo (meno 8,5 per cento), come dimostra la forte diminuzione del numero dei pernottamenti nelle strutture di numerose regioni. Bisogna sottolineare che il numero dei pernottamenti negli esercizi alberghieri rispecchia solo in parte la verità. La cifra d'affari realizzata risulterebbe in realtà nettamente più negativa. Per rimanere competitivi con gli altri Paesi europei, molti alberghi abbassano i prezzi. Così facendo riducono i loro margini, dal momento che non possono abbassare i prezzi repentinamente e nella stessa misura. Manca così il denaro per gli investimenti e, a lungo termine, tutto ciò va a scapito della competitività dell'industria alberghiera svizzera.</p><p>Per quanto riguarda la stagione invernale 2015/16, le attuali previsioni per il turismo effettuate dal Centro di ricerche congiunturali (KOF) del Politecnico federale di Zurigo preannunciano una stagione difficile. Il KOF pronostica per la stagione invernale 2015/16 una diminuzione dei pernottamenti alberghieri dell'1 per cento. Secondo il KOF, diminuirà anche la percentuale di pernottamenti dei cittadini svizzeri.</p><p>6. Per compensare gli svantaggi a breve termine derivanti dal forte apprezzamento del franco svizzero per l'economia dell'esportazione, esistono al momento poche misure celeri ed appropriate (eccezion fatta per le misure di politica monetaria, volte a modificare il tasso di cambio). Il Consiglio federale ritiene pertanto che sia estremamente importante offrire alle imprese della piazza economica svizzera le migliori condizioni quadro possibili, nonché di migliorarle in maniera mirata per consentire alle imprese svizzere di migliorare a lungo termine la loro competitività. Di contro, il Consiglio federale non ritiene al momento opportuno adottare misure di politica economica. In passato si è visto come i pacchetti di stimolo mirati a rilanciare la domanda sostenessero in primo luogo la domanda interna, pertanto non sarebbero di grande sostegno per le industrie esportatrici ed il turismo, colpiti dall'apprezzamento del franco.</p><p>7. Il pacchetto di misure concernenti l'iniziativa sul personale qualificato comprende trenta misure che sono sotto l'egida della Confederazione: diciassette sono in fase di attuazione, otto in fase di programmazione e cinque sono già state portate a termine (e in alcuni casi hanno dato origine ad altri lavori). Molte di queste misure sono attutate in collaborazione con i cantoni e le parti sociali, nel rispetto del principio di sussidiarietà. Le misure sono disciplinate nell'ambito dei vari dipartimenti e di un calendario e sono gestite dagli uffici federali di competenza. Il rapporto "Iniziativa sul personale qualificato: Stato di attuazione e prossimi sviluppi", pubblicato il 19 giugno 2015, consente di ottenere una visione più dettagliata delle misure e dello stato dei lavori.</p><p>8. Il Consiglio federale ritiene che occorra adoperarsi costantemente per la riduzione degli oneri amministrativi, puntando innanzitutto a diminuire le operazioni inutili, ma senza pregiudicare l'efficacia della regolamentazione. Nel suo rapporto del 2 settembre 2015 ha presentato un bilancio accurato sulle misure promosse fino ad oggi e sul loro livello di attuazione. Già nel 2006 il Consiglio federale ha varato 125 misure. Di queste,115 sono state attuate completamente oppure in parte. Nel 2011 ne sono state varate 20, di cui 15 attuate completamente o in via di attuazione. Nel 2013 il Consiglio federale, nell'ambito del rapporto sui costi della regolamentazione, ha varato altre 31 misure. Il pacchetto di misure è in corso di attuazione: al momento, 27 delle 32 misure sono state attuate o sono in via di attuazione. Negli ultimi mesi sono state varate una serie di misure quali, ad esempio: Misure 2013.02 (Misure mirate di sgravio per singole statistiche), 2013.13 (Approvazione del messaggio concernente la riforma III dell'imposizione delle imprese con abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio), 2013.16 (Miglioramento della documentazione nell'ambito dell'imposta sul valore aggiunto). Nel rapporto più recente, il Consiglio federale ha poi deciso altre 31 misure aggiuntive. Inoltre, ha affidato ai dipartimenti otto mandati di verifica, per esaminare ulteriori misure di sgravio amministrativo.</p><p>9. Nella valutazione dei progetti di legge, il Consiglio federale tiene conto del contesto generale, vale a dire anche della sfida che il franco forte rappresenta per le imprese. Non vede dunque alcuna ragione per cui si debba rinunciare o sospendere adesso dei progetti specifici. I progetti di legge sono progetti a lungo termine, che vengono avviati a seguito di un intervento parlamentare, degli sviluppi internazionali o di un'iniziativa popolare. Per i prossimi progetti di legge, il Consiglio federale sfrutterà maggiormente il suo margine di manovra per contenere il più possibile i costi di regolamentazione e gli oneri amministrativi.</p>  Risposta del Consiglio federale.