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L'approvvigionamento di medicamenti in Svizzera non può più essere assicurato in tutti i casi. Le misure avviate finora non mostrano ancora l’effetto auspicato. La Confederazione sta esaminando ulteriori misure per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento.
Le difficoltà di approvvigionamento di medicamenti (farmaci e vaccini), in aumento in tutto il mondo, interessano anche la Svizzera. Gli indicatori di questa realtà sono le liste del centro di notifica presso l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (UFAE) sulle interruzioni di forniture di medicamenti, o quelle di iniziative private come ad esempio drugshortage.ch. I media e la politica nazionale hanno più volte affrontato questo problema, esigendo soluzioni. Ad esserne toccati sono diversi gruppi di medicamenti, in particolare quelli contro il cancro e i vaccini. Le cause delle difficoltà e delle lacune di approvvigionamento di medicamenti sono ascrivibili innanzitutto alle leggi dell’economia:
- La globalizzazione, caratterizzata dalla pressione economica, tende a centralizzare la fabbricazione in pochi siti.
- Le oscillazioni della domanda sono elevate, in particolare per i vaccini.
- Il lean management nella gestione delle scorte porta una loro riduzione alla fine della catena di approvvigionamento.
- Ammanchi o problemi di qualità nella catena di fabbricazione non sono limitati a una realtà locale, ma hanno ripercussioni a livello mondiale.
Per migliorare la situazione devono essere completate le misure finora adottate da Confederazione e Cantoni. Da un lato sono necessarie una collaborazione coordinata tra Confederazione, Cantoni, fornitori di prestazioni e industria, e delle procedure transnazionali. Dall’altro occorre avere in chiaro con quali (ulteriori) strumenti si possono ottenere i maggiori effetti possibili per migliorare durevolmente l’approvvigionamento.
A tal proposito l’UFSP presenterà un rapporto che mostri le implicazioni per la catena di approvvigionamento (dalla fabbricazione, lo stoccaggio, l’accesso al mercato, fino alla formazione dei prezzi e alla remunerazione) e proponga un catalogo di possibili misure.
A causa dell'impegno prioritario dell'UFSP nel garantire l'approvvigionamento e la distribuzione di medicamenti vitali nella lotta contro la pandemia COVID-19, la pubblicazione di questo rapporto, originariamente prevista per l'autunno 2020, ha dovuto essere rinviata. È probabile che il rapporto verrà adottato nel corso del 2021.
Conoscenze acquisite dal rapporto sull’approvvigionamento del 2016
In linea di massima l’approvvigionamento di medicamenti in Svizzera si svolge attraverso i meccanismi del libero mercato. La Confederazione non ha un mandato di approvvigionamento; questo ambito è di competenza cantonale. Con il postulato Heim (12.3426) del 4 giugno 2012, il Consiglio federale è stato incaricato di elaborare un rapporto che esaminasse la situazione dell’approvvigionamento in Svizzera, e che mostrasse in che modo la Confederazione poteva sostenere i Cantoni nell’approvvigionamento di medicamenti.
Nel Rapporto sulla sicurezza dell’approvvigionamento di medicamenti del 20 gennaio 2016, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che l’approvvigionamento non necessita di un intervento urgente da parte della Confederazione. Tuttavia ha raccomandato di adottare misure preventive per permettere alla Confederazione e ai Cantoni di migliorare l’efficacia a lungo termine di un approvvigionamento sicuro e regolamentato di medicamenti.
Nel rapporto sono state formulate raccomandazioni d'intervento all'attenzione della Confederazione e dei Cantoni. Nel frattempo sono state avviate diverse misure i cui effetti non sono ancora valutabili. Con il centro di notifica per i medicamenti a uso umano d'importanza vitale, la Svizzera dispone dall’autunno 2015 di un monitoraggio aggiornato dell’approvvigionamento e può in caso di urgenza agire rapidamente e senza ostacoli burocratici (p. es. con l’approvvigionamento del mercato attingendo allo stoccaggio obbligatorio).
Quattro aree d'intervento
Nel rapporto del 2016, le misure adottate nel settore dello stoccaggio e della fabbricazione decentralizzata sono considerate in linea di massima efficaci. Si raccomanda di prevedere un minimo di scorte a tutti i livelli - dai fabbricanti agli ospedali, fino ai medici - e di ampliare lo stoccaggio obbligatorio dei medicamenti particolarmente importanti per i titolari delle relative omologazioni. Nel settore della fabbricazione è proposta la creazione di una rete di farmacie pubbliche e ospedaliere e della Farmacia dell'esercito con lo scopo di garantire l'approvvigionamento di determinati prodotti di nicchia fabbricati in Svizzera.
Un'agevolazione dell'accesso al mercato potrebbe aumentare la disponibilità dei medicamenti. In questo senso si raccomanda di semplificare i requisiti specifici per la Svizzera concernenti le informazioni ai pazienti per determinati medicamenti, allo scopo di accelerarne l'importazione. Sarebbe da semplificare anche l'omologazione di medicamenti già autorizzati per uso tradizionale nell'area UE e AELS. Inoltre, i titolari delle omologazioni dovrebbero essere incoraggiati a trasferire le proprie licenze a terzi al momento di ritirare i loro prodotti dal mercato svizzero.
Riguardo alla formazione dei prezzi e al rimborso dei medicamenti, si dovrebbe esaminare la possibilità di far dipendere la fissazione dei prezzi anche dalla disponibilità dei medicamenti.
Misure supplementari
Per migliorare la situazione è necessaria una collaborazione coordinata tra Confederazione, Cantoni, fornitori di prestazioni e industria.
Un gruppo di lavoro interdipartimentale (Dipartimento federale dell’interno DFI, Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca DEFR, Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport DDPS) stabilirà le priorità tra le misure proposte nel rapporto dell'autunno 2020, nonché le competenze e le tappe di attuazione.
Da un lato saranno esaminate misure che rientrano nel margine di manovra nazionale, come l'espansione dello stoccaggio per tutti i medicamenti che scarseggiano a tutti gli stadi della catena di approvvigionamento (industria e Cantoni), l’estensione dell’obbligo di stoccaggio oltre i principi attivi vitali o altre facilitazioni per l’omologazione o l’importazione. D’altro canto, devono essere analizzati anche gli approcci risolutivi di altri Paesi e le iniziative internazionali già adottate o pianificate.
Ultima modifica 21.09.2020