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Il Consiglio federale vuole prevenire attacchi terroristici nel nostro Paese e proteggere meglio la popolazione, senza però limitare lo Stato di diritto e i principi liberali della Svizzera, ha spiegato la consigliera federale Simonetta Sommaruga.
KEYSTONE/ANTHONY ANEX(sda-ats)
"Tutti noi abbiamo impressi nella mente gli attentati terroristici di Londra, Berlino o Bruxelles (...) e pensiamo che forse potevano essere evitati".
Così ha esordito la consigliera federale Simonetta Sommaruga alla conferenza stampa odierna a Berna in cui ha presentato il progetto di legge posto in consultazione per lottare meglio contro il terrorismo.
"L'obbiettivo di questo progetto, così come di altri due previsti entro la fine di quest'anno, è quello di prevenire attacchi terroristici nel nostro Paese, che finora è stato risparmiato, e proteggere meglio la popolazione, senza però limitare lo Stato di diritto e i principi liberali della Svizzera", ha spiegato la ministra responsabile di giustizia e polizia. "Sicurezza e diritti umani non sono in contraddizione tra loro, ma si completano".
Con le modifiche si integrerebbe nel Codice penale la legge federale del 12 dicembre 2014 che vieta i gruppi "Al-Qaïda" e "Stato islamico" nonché le organizzazioni associate (nuovo art. 260sexies CP). Si rende in particolare passibile di pena il reclutamento, l'addestramento e i viaggi all'estero a fini terroristici sia per tutti i gruppi terroristici che per gli autori che agiscono da soli.
"Ciò non vuol dire che tutti i presunti jihadisti che fanno ritorno in Svizzera vengono arrestati automaticamente, ma ci devono essere prove concrete che lo scopo del viaggio era terroristico, non basta solo recarsi in uno di questi Paesi critici", ha precisato Martin Dumermuth, direttore dell'Ufficio federale di giustizia, rispondendo a una domanda. Oltre a ciò, le disposizioni di legge corrispondenti saranno formulate in modo più chiaro.
Il governo intende anche rendere più chiara la disposizione penale contro la criminalità organizzata (art. 260ter CP, introdotto negli anni novanta per contrastare le organizzazioni mafiose) ed esplicitare che si applica anche alle organizzazioni terroristiche. Viene anche maggiorata l'entità della pena massima da 5 a 10 anni per il sostegno o la partecipazione a un'organizzazione terroristica e a 20 anni quella per i capi di un'organizzazione criminale o terroristica.
Il Consiglio federale propone anche una migliore cooperazione internazionale nell'ambito dell'assistenza giudiziaria e della lotta al finanziamento del terrorismo. "La collaborazione tra le autorità di sicurezza e con l'estero è fondamentale", così Sommaruga.
Parallelamente a questa revisione, l'esecutivo lavora ad altri due progetti, che si completano a vicenda, destinati a combattere il terrorismo: nel corso di quest'anno, il Consiglio federale avvierà la consultazione sulle misure preventive adottabili dalla polizia contro potenziali criminali al di fuori di un procedimento penale e entro la fine dell'anno intende approvare pure un Piano d'azione nazionale (PNA) contro la radicalizzazione e l'estremismo violento, attualmente in elaborazione.
Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha censito fino a maggio 65 casi confermati di persone partite dalla Svizzera per combattere la jihad (58 in Siria o Iraq, 1 in Afghanistan o Pakistan e 6 in Somalia).
SDA-ATS