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Pur con qualche riserva il Consiglio federale è in linea di principio pronto a studiare la possibilità di incentivare fiscalmente un modello di risparmio individuale volto a finanziare un congedo parentale. Il governo invita così il parlamento ad approvare un postulato della consigliera agli stati Anita Fetz (PS/BS).
La senatrice parte dall'idea che occorra coinvolgere maggiormente i padri nell'educazione e nella cura dei figli. Si tratterebbe di introdurre un modello di risparmio facoltativo denominato "c" (come congedo): grazie a versamenti effettuati su base volontaria, i salariati e gli indipendenti potrebbero costituire un capitale per finanziare un congedo parentale supplementare o una riduzione temporanea del grado di occupazione.
Nella variante 3c il modello di risparmio potrebbe essere proposto a titolo privato, come il pilastro 3a (previdenza individuale vincolata). In un'altra variante (2c) il denaro risparmiato verrebbe gestito dalla cassa pensioni dell'azienda. Quest'ultima fisserebbe le condizioni quadro, quali la durata massima del congedo, i modelli di lavoro a tempo parziale e il mantenimento delle coperture assicurative.
Nella sua risposta pubblicata oggi il Consiglio federale ricorda di essersi più volte detto contrario all'introduzione di un congedo di paternità o parentale, ritenendo che l'attuale regolamentazione, basata su accordi tra le parti sociali, abbia dato buoni risultati. L'introduzione del congedo di paternità non è inoltre prioritaria nell'ambito della politica sociale, anche alla luce della difficile situazione finanziaria in cui versano le assicurazioni sociali.
Per l'esecutivo il modello di risparmio proposto da Fetz solleva una serie di domande di fondo: quale dei due genitori beneficerebbe delle prestazioni e in base a quali criteri? Che cosa succederebbe in caso di divorzio? Come si potrebbe integrare questa forma di risparmio nel sistema già molto complesso della previdenza professionale? Quali provvedimenti dovrebbero essere presi nella legislazione e quali sarebbero le conseguenze per i datori di lavoro? A quanto ammonterebbero le perdite fiscali?
Malgrado le riserve di fondo il Consiglio federale è comunque disposto ad analizzare in dettaglio la proposta "poiché presenta approcci nuovi e interessanti". Il governo provvederà pertanto a esaminare diversi modelli e a paragonarli, illustrandone gli aspetti negativi e positivi in un rapporto.
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