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L'elettorato dovrà probabilmente scegliere fra due proposte per impedire ai grandi manager di mettersi in tasca bonus esorbitanti. La Camera del popolo ha respinto l'idea dell'UDC di una revisione legislativa, che avrebbe evitato il voto popolare. Fra gli schieramenti sono girate parole grosse.
Con una mozione d'ordine, l'Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) chiedeva di soddisfare tramite una revisione del diritto delle società anonime le rivendicazioni principali dell'iniziativa popolare "contro le retribuzioni abusive". In quel caso, il promotore dell'iniziativa Thomas Minder sarebbe stato disposto a ritirare il proprio testo. Il piccolo imprenditore sciaffusano in febbraio si era accordato in tal senso con l'ex ministro UDC Christoph Blocher.
Il compromesso caldeggiato dall'UDC giovedì è stato accettato solo dal Gruppo liberale radicale. I rappresentanti degli altri partiti l'hanno respinto, accusando l'UDC di non volere sottoporre l'iniziativa Minder al verdetto popolare, nel timore che superi lo scoglio delle urne. La proposta è stata bocciata con 101 voti contro 91.
La Camera ha quindi avviato il dibattito di entrata in materia sull'iniziativa, che mira a rafforzare i diritti degli azionisti e a regolamentare i bonus dei dirigenti delle società svizzere quotate in Borsa. Un dibattito infiammato, in cui i deputati dei diversi partiti si sono accusati a vicenda di tatticismo in vista delle elezioni federali dell'autunno 2011. All'iniziativa verrà quasi certamente affiancato un controprogetto diretto. Ma i suoi contenuti non sono ancora definitivamente fissati.
L'esame particolareggiato dell'iniziativa e del controprogetto diretto avrà luogo mercoledì prossimo. Tutti sono d'accordo di porre dei limiti per impedire derive ed eccessi, ma i pareri divergono sulle modalità.
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