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BERNA - La stabilità dell'AVS e della previdenza professionale deve essere garantita in modo equo tra le generazioni. Un'iniziativa popolare, lanciata dalla destra, chiede in particolare un'età di pensionamento identica per donne e uomini e un adeguamento delle rendite del secondo pilastro per scaricare gli attivi, attualmente penalizzati.
L'iniziativa "Per una previdenza per la vecchiaia rispettosa dell'equità intergenerazionale (Previdenza sì - ma equa)", pubblicata oggi sul Foglio federale, è stata lanciata da un comitato di politici di PLR, UDC e Verdi liberali (PVL). Primo promotore è Josef Bachmann, esperto del secondo pilastro. Il termine entro cui raccogliere le 100'000 firme necessarie è il 2 ottobre 2020.
Attualmente circa sette miliardi di franchi all'anno passano dagli assicurati attivi ai pensionati. Una delle ragioni è il tasso di conversione minimo legale del 6,8% nella previdenza professionale obbligatoria. Il rispetto di tale saggio oggi può essere garantito solo sulle spalle degli attivi, deplorano gli iniziativisti. Il testo, formulato come proposta generica, intende proprio porre fine a questa ridistribuzione tra generazioni.
L'iniziativa propone che l'età di pensionamento venga adeguata regolarmente in base all'aspettativa di vita e che sia la stessa per uomini e donne. Il momento effettivo del pensionamento sarebbe determinato individualmente.
Secondo il testo, le rendite di vecchiaia della previdenza professionale andranno costantemente adeguate tenendo conto in particolare dei redditi da investimento - tenuto conto dei relativi rischi -, della demografia e del rincaro. Nel determinare le prestazioni dovrà essere data la priorità al mantenimento del tenore di vita e non al valore nominale della rendita.
Le rendite di vecchiaia della previdenza professionale che hanno corso «possono essere ridotte a scaglioni moderati al fine di limitare la ridistribuzione tra le generazioni. Se le condizioni quadro migliorano, le rendite sono aumentate», recita il progetto di modifica costituzionale.
Le richieste dell'iniziativa non sono una novità. In parlamento è stato avviato da tempo il dibattito sulla "depoliticizzazione" del tasso d'interesse minimo (di competenza del Consiglio federale) e del tasso di conversione (fissato nella legge e quindi determinato da parlamento e popolo) da sostituire con una formula tecnica (che tenga conto di parametri come redditi da investimento, demografia e rincaro). Anche sull'adeguamento dell'età di pensionamento alla speranza di vita le discussioni proseguono da anni. Tuttavia queste idee sono bloccate a causa della necessità di stabilizzare l'AVS.