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Sotto la spinta di Giovan Battista Rusca, reputato sindaco di Locarno e personalità politica di spicco continentale, si ebbe nel 1954 una vera apertura della città di Locarno, con molteplici gemellaggi con altre città europee. Questo breve contributo riprende quanto venne realizzato da G.B. Rusca (1881-1961) per la città di Locarno.
Per capire quanto il sindaco G.B.Rusca fece nel 1954 con l’iniziativa dei gemellaggi con quattro città europee: Nizza, Bruges, Norimberga e Venezia, è necessario ritornare indietro di qualche decennio nella recente storia di Locarno.
G.B.Rusca aveva organizzato e portato a Locarno la Conferenza di Pace di Locarno nel 1925. Fu in quell’occasione che Rusca incontrò personalmente Benito Mussolini, il quale per qualche giorno a metà ottobre del 1925 prese dimora presso la Villa Farinelli (cfr. questo contributo di Insubrica Historica ripercorre i dettagli del soggiorno di Mussolini a Locarno). L’avvento del Fascismo in Italia ha un immediato riscontro su G.B. Rusca, dato che pur essendo radicale, era altrettanto antifascista. Questo fatto lo porta e vedersi revocato il permesso di entrare nell’Italia Fascista. G.B. Rusca sviluppi quindi un riflesso anti-fascista che lo porterà fino al 1945, ad essere uno dei principali, se non il massimo sostenitore delle attività politiche e belliche contro il Fascismo.
G.B. Rusca, unitamente a Guglielmo Canevascini e Borella è anche uno dei primi Ticinesi a raggiungere nel settembre del 1943 la “Zona Libera” dell’Ossola, più comunemente conosciuta come “Repubblica Partigiana dell’Ossola“. Fu grazie al suo intervento che civili, partigiani e 300 bambini Ossolani poterono essere ospitati fino all’estate del 1945, mentre le truppe della SS-Polizei rioccupavano la regione nell’Ottobre 1944. Quanto successe in questi momenti nella vicina Ossola spiega molto probabilmente perché G.B. Rusca vide nella città di Norimberga, che aveva ospitato fino al 1952 diversi tribunali di guerra per i crimini nazisti, il potenziale di fare un gemellaggio.
Nello stesso periodo immediatamente precedente la fine del conflitto, si fecero forti anche il progetto di una linea fluviale (idrovia) Venezia-Locarno. Il progetto, a distanza di anni di dimensioni utopiche, prevedeva di aprire un vero e proprio canale fluviale – come quello del Reno – che da Venezia sarebbe giunto fino a Locarno. Nei sogni politici di quel tempo, si prevedeva di avere verso Magadino un terminale commerciale, dove navi cargo e navi di crociera avrebbero potuto scaricare il proprio carico e passeggeri. Anche qui G.B. Rusca vide un potenzionale con il gemellaggio con Venezia. Il progetto venne poi osteggiato e bloccato dalla Confederazione che preferì investire – alla fine degli anni 50 – tutto sull’ammodernamento del Reno e del Porto di Basilea.
I gemellaggi con Bruges in Belgio e Nizza in Francia sono invece da ricercare nel fatto che G.B.Rusca – convinto Europeista – era anche parte integrante dell’allora relativamente giovane Consiglio dei Comuni d’Europa.
La storia dei gemellaggi della città di Locarno prosegui ancora per alcuni anni, fino a terminare nel 1987 con il gemellaggio della città di Gagra nella Georgia, ex-repubblica sovietica. Evento abbastanza particolare organizzato dall’allora sindaco Diego Scacchi, con la cittadina balneare Gagra, rimasta oggi de jure nella Georgia ma de facto oggi nella repubblica pro-Russa non riconosciuta internazionalmente dell’Abcasia.
L’impatto di questo gemellaggi è nel contesto politico attuale europeo molto debole. Non è un problema solo di Locarno, ma quasi tutte le città hanno delle difficoltà a poter realizzare qualche cosa di concreto e duraturo da queste lodevoli iniziative iniziali. Eppure la cosa non è cosa difficile, basta come tante cose nella vita, solo la volontà. Il return-of-investment (ROI) di una tale azione è considerabile (scambio culturale e turistico, scambi linguistici, scambi commerciali, etc), e permeterrebbe altri comuni della regione del Locarnese di prendere ispirazione e fare altrettanto.
Per esempio per Locarno un rilancio di tali gemellaggi sarebbe abbastanza semplice, e attualizzabile su dieci tappe.
- Trovare il buon partner: attualmente Locarno conta 10 gemellaggi
- Implicare attivamente la popolazione: rendere pubblico questi gemellaggi, coinvolgere scuole e società sportive e non, e illustrare il ROI di una tale attività di gemellaggio
- Dare una dimensione europea al progetto: cosa che è già presente attualmente
- Definire degli obiettivi comuni
- Creare una struttura di sostegno
- Lavorare con le scuole e i giovani
- Rendere il gemellaggio attuale, che possa confrontarsi a temi dei nostri giorni
- Lavorare a lungo termine, nonostante la politica abbia una visione d’insieme sempre più breve
- Creare una base durevole per futuri scambi
- Allocare un budget ma anche ricercare finanziamenti, che sono disponibili attraverso il Conseil des Communes et Régions d’Europe (CCRE)
I gemellaggi a livello comunale offrono la possibilità di scoprire la vita quotidiana della gente di altre nazioni. Permettono di parlare con loro, di scambiare esperienze e realizzare progetti comuni, senza dover necessariamente reinvetare la ruota.
Magari sarebbe opportuno che Locarno inizi a fare qualche cosa in questo merito ?