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La torre campanaria si articola in sei piani ed è stata rifatta nel XVIII secolo. Il coro presenta all'esterno una forma poligonale.
L'interno è a tre navate: la centrale ha un soffitto a cassettoni, le laterali a volte.
Numerosi gli affreschi che decorano le pareti: alcuni nell'abside risalgono al XVI secolo.
Sulla volta del coro affreschi del 1770 di Pietro Francesco Pancaldi Mola.
Sopra l'altare marmoreo di Gabriele Longhi (1786), la grande pala dell'Incoronazione di Giovanni Serodine (1630), pittore seguace di Caravaggio, originario di Ascona ma operante a Roma: il capolavoro fra i quadri rimasti del grande pittore.
Sono da considerarsi opere "giovanili" e, data la precoce morte del Serodine, 30 anni, databili all'eta di 23 anni, le tele nella parete opposta alla facciata che rappresentano la Chiamata dei figli di Zebedeo e l'Invito a Emmaus: in esse i temi trattati furono occasione per il Serodine di una serie di prodigiosi ritratti familiari.