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BERNA - La crisi pandemica ha avuto strascichi negativi sulla psiche dei giovani. Un'opinione condivisa anche dal Consiglio federale pronto a redigere un rapporto e a prendere provvedimenti, come chiede un postulato. I servizi specializzati per bambini e giovani sono stati effettivamente molto più richiesti l'anno scorso.
Le restrizioni dell'anno scorso hanno ridotto notevolmente le attività extrascolastiche e i contatti sociali, con ripercussioni negative anche sulla formazione. Diversi esperti hanno lanciato l'allarme sugli effetti di questo particolare contesto.
Per questo, rispondendo alla commissione dell'educazione del Consiglio nazionale, si dice disposto ad analizzare le conseguenze della crisi del coronavirus sulla salute psicologica dei giovani. Secondo la commissione, tranne l'UDC, è urgente correre ai ripari.
Nel 2020, il numero di chiamate di bambini e adolescenti ai servizi di Pro Juventute (147) e ciao.ch è aumentato. I motivi? Stati depressivi e crisi acute. La tendenza è diventata più pronunciata durante la seconda ondata.
Le misure prese dal Consiglio federale per combattere l'epidemia hanno comunque risparmiato il più possibile i bambini piccoli, secondo lo stesso governo. Per esempio, i bambini sotto i 12 anni sono stati esentati dall'obbligo d'indossare una mascherina e le scuole obbligatorie sono rimaste aperte durante la seconda ondata.