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La direttrice di un sito di notizie indipendente egiziano, Nora Younis, è stata arrestata con l'accusa di gestire la struttura senza autorizzazione.
Lo riferisce il sito Middle East Eyes citando un tweet dell'agenzia "Manassa" e il legale della giornalista già collaboratrice del Washington Post.
In quello che si profila come un nuovo attacco alla libertà di stampa in Egitto, riferisce il sito, l'arresto è avvenuto dopo un raid computo in redazione al Cairo da otto agenti in borghese.
Il fermo è avvenuto ieri, precisa il Middle East Eye (Mee), peraltro esso stesso oscurato in Egitto come Al Manassa e circa 500 altri siti: la militante per la difesa dei diritti mani, voce critica nei confronti del governo egiziano, è stata portata in un commissariato cairota del quartiere di Maadi in attesa di un'udienza in tribunale prevista già per oggi. È stato sequestrato un computer portatile del sito.
Gli agenti non hanno mostrato alcun mandato di arresto, segnala il sito citando Amnesty International che ha chiesto alle autorità di proteggere la giornalista "da qualsiasi tortura o maltrattamento".
Al Manassa, il sito fondato nel 2015 da Younis che era stata fra l'altro anche dirigente presso Al-Masry Al-Youm, un diffuso quotidiano indipendente egiziano, ha ricordato di aver chiesto la licenza già nell'ottobre 2018 ma non ha mai ricevuto risposta. Il mancato assenso viene usato in Egitto come pretesto per poter chiudere media scomodi, denuncia Mee.
L'Egitto è al 166/o posto su 180 nella classifica mondiale della libertà di stampa 2020 di Réporters sans frontières (Rsf) e fra i quattro Paesi che arrestano più giornalisti secondo il Committee to protect journalists (Cpj). A maggio era stata fermata anche Lina Attalah, direttrice del sito di notizie indipendente (e oscurato) Mada Masr, ricorda Mee.