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BERNA - Le partite di calcio più importanti, come quelle dei Mondiali e degli Europei, non devono essere obbligatoriamente mandate in onda gratuitamente. È il parere del Consiglio federale, espresso rispondendo a una mozione del consigliere nazionale Luzi Stamm (UDC/AG). Per il governo esistono già strumenti a tutela dello spettatore.
Secondo Stamm, il diritto svizzero andrebbe adeguato in modo che le emittenti sportive siano forzate a mostrare gratis gli incontri di calcio ai più alti livelli, per esempio quelli della Coppa del Mondo o del massimo torneo continentale. Questo perché, stando al deputato, sempre più spesso parti della popolazione hanno accesso a determinati match soltanto pagando un prezzo supplementare.
Stamm intende obbligare il legislatore a "limitare e impedire sviluppi dannosi che portano a posizioni dominanti sul mercato", si legge nel testo depositato. FIFA e UEFA sarebbero così costrette a cedere una parte dei loro privilegi, perdendo il diritto di generare in Svizzera entrate per i diritti televisivi.
Stando all'argoviese inoltre, il libero accesso del pubblico a partite specifiche è più che giustificato. La collettività infatti sostiene costi esterni molto elevati per il calcio, ad esempio nell'ambito delle infrastrutture e della sicurezza.
Le sue argomentazioni non hanno però convinto il Consiglio federale, che propone di respingere la mozione. Nella sua replica, l'esecutivo sostiene che la legge federale sulla radiotelevisione prevede che almeno l'80% delle economie domestiche per ogni regione linguistica possa captare gratis avvenimenti di grande importanza. Fra questi rientrano anche le partite di pallone più rilevanti, come finale e semifinali di Mondiali ed Europei, oltre a tutte le sfide, qualificazioni incluse, della Nazionale rossocrociata. L'ultimo atto della Champions League va invece trasmesso in chiaro solo in caso di presenza di una squadra elvetica.
Per il governo dunque esistono già strumenti per garantire ai telespettatori svizzeri l'accesso gratuito ai match di cartello. Le prescrizioni legali sono state finora rispettate da organizzatori, titolari dei diritti ed emittenti. Il Consiglio federale non ritiene pertanto realistico introdurre l'obbligo chiesto da Stamm, che per di più non potrebbe essere imposto all'estero.