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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel mese di dicembre del 1995, le quattro commissioni federali attive a quel tempo </p><p>nel campo della radioprotezione e della radioattività - la Commissione federale per la </p><p>protezione AC (COPAC), la Commissione federale per la sicurezza degli impianti </p><p>nucleari (CSI), la Commissione federale per la protezione contro le radiazioni (CFR) </p><p>e la Commissione federale per la sorveglianza della radioattività (CFSR) - hanno </p><p>elaborato il documento informativo intitolato "10 anni dopo Cernobyl" pubblicato </p><p>dall'Ufficio centrale federale degli stampati e del materiale (form. n. 805.567). Le </p><p>indicazioni di tale documento offrono un quadro esaustivo della situazione e sono </p><p>ancora attuali.</p><p></p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p></p><p>Numero 1</p><p></p><p>Le raccomandazioni della Centrale nazionale d'allarme (CENAL) furono le seguenti: </p><p>- all'inizio consumare latte uperizzato invece di latte fresco, </p><p>- lavare bene la verdura a foglia e l'insalata, </p><p>- rinunciare al consumo di funghi e in Ticino anche a quello di pesce.</p><p></p><p>Quale misura supplementare non pubblicata del latte fortemente contaminato trasportato dal </p><p>Cantone Ticino nella Svizzera centrale è stato mescolato con del latte non contaminato per </p><p>la produzione di formaggio.</p><p></p><p>L'efficacia delle misure è stata verificata misurando regolarmente il tasso di radioattività nel </p><p>corpo di persone appartenenti a gruppi rappresentativi. I risultati hanno confermato le </p><p>previsioni della CENAL e quindi l'efficacia delle misure.</p><p></p><p>Nei Paesi limitrofi sono state adottate fondamentalmente le medesime misure che in </p><p>Svizzera. Comunque, alcune misure sono state adottate in seguito all'applicazione di </p><p>valori soglia totalmente differenti e spesso arbitrari; si sono ottenuti così risultati in </p><p>parte ingiustificati.</p><p></p><p>Numero 2</p><p></p><p>La radioattività si è accumulata in primo luogo nelle zone dove è piovuto durante il passaggio </p><p>della nuvola radioattiva. Di conseguenza, essa si è distribuita sul territorio in modo molto </p><p>irregolare. Nella Svizzera orientale e parzialmente nel Giura, con la pioggia sono precipitate </p><p>al suolo più sostanze radioattive rispetto all'altopiano centrale e al Cantone del Vallese. Il </p><p>tasso di radioattività più elevato è stato rilevato nelle valli meridionali del Cantone dei </p><p>Grigioni e nel Ticino meridionale. I valori massimi rilevati in queste zone hanno raggiunto i </p><p>cinquantamila Bequerel per metro quadrato, ossia valori 20 volte superiori a quelli misurati </p><p>sull'altopiano o nel Cantone del Vallese. Oggi, questi valori sono diminuiti fino a raggiungere </p><p>il normale tasso di radioattività naturale.</p><p></p><p>Numeri 3 e 4</p><p></p><p>Dal punto di vista tecnico, in Svizzera esisteva un'organizzazione adeguata già nel </p><p>1986. Con l'ordinanza del 26 giugno 1991 concernente l'organizzazione di intervento </p><p>in caso di aumento della radioattività (OROIR) è stata rafforzata l'organizzazione </p><p>della protezione d'emergenza e introdotto lo schema delle pertinenti misure di </p><p>protezione da adottare in funzione della fascia dosimetrica per ogni caso specifico (p. </p><p>es. in funzione della dose: la permanenza in casa, in cantina, nel rifugio ecc.). Nel </p><p>contempo, è stata adeguata l'ordinanza del 28 novembre 1983 sulla protezione </p><p>d'emergenza in prossimità degli impianti nucleari. Nel mese di marzo del 1998, la </p><p>COPAC ha pubblicato inoltre un nuovo Concetto di Pianificazione della Protezione </p><p>d'emergenza in prossimità delle centrali nucleari (Concetto della Confederazione per </p><p>la fase acuta di un incidente in una centrale nucleare).</p><p></p><p>In Svizzera esiste un'organizzazione di prelievo e di misurazione dotata di stazioni fisse di </p><p>misurazione per la sorveglianza permanente della radioattività nell'aria e della </p><p>contaminazione del territorio. Queste stazioni sono completate con squadre e laboratori </p><p>mobili di misurazione (cfr. art. 9 OROIR).</p><p></p><p>Con le basi attuali esistono i presupposti che consentono a scienziati e politici di utilizzare </p><p>una terminologia uniforme.</p><p></p><p>All'estero si osserva una situazione poco uniforme, poiché i diversi processi e sistemi non </p><p>possono essere confrontati tra di loro, né dal punto di vista tecnico, né da quello </p><p>organizzativo. Certo, vengono intrapresi degli sforzi per raggiungere un'armonizzazione, ma </p><p>a livello pratico non si riscontrano risultati concreti.</p><p></p><p>Numero 5</p><p></p><p>La Svizzera non tiene alcun registro nazionale dei casi di cancro. Esistono nove registri </p><p>regionali dei casi di cancro contenenti i dati relativi ai Cantoni seguenti: GE, NE, VD, VS, BS, </p><p>BL, ZH, GL, GR, AR, AI, SG e TI. I dati a disposizione indicano la mortalità legata al cancro e </p><p>l'incidenza (tasso dei nuovi casi di malattia) nelle regioni prese in esame fino al 1994. La </p><p>statistica più recente a disposizione per il periodo tra il 1990 e il 1994 evidenzia che la </p><p>mortalità legata al cancro è diminuita globalmente per entrambi i sessi.</p><p></p><p>Numero 6</p><p></p><p>Le convenzioni importanti dal punto di vista del diritto internazionale pubblico sono la </p><p>Convenzione del 26 settembre 1986 sulla tempestiva notifica di un incidente nucleare (RS </p><p>0.732.321.1) e la Convenzione del 26 settembre 1986 relativa all'assistenza in caso di </p><p>incidente nucleare o di situazione di emergenza radiologica (RS 0.732.321.2). Quale </p><p>complemento a tali convenzioni, la Svizzera ha concluso diverse convenzioni bilaterali con i </p><p>Paesi limitrofi.</p><p></p><p>La CENAL è l'ente specializzato competente della Confederazione per gli eventi </p><p>straordinari in caso di aumento della radioattività. Essa è, tra l'altro, responsabile per </p><p>gli ordini di preallarme e allarme. Sono informati dalla CENAL anche enti </p><p>internazionali, segnatamente le autorità dei Paesi limitrofi, l'Agenzia Internazionale </p><p>per l'Energia Atomica di Vienna e i Paesi dell'Unione europea per il tramite </p><p>dell'ECURIE (European Community Urgent Radiological Information Exchange </p><p>System). Anche l'informazione relativa agli eventi all'estero è assicurata ai pertinenti </p><p>enti elvetici.</p>  Risposta del Consiglio federale.