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CHAVORNAY - Si dice che non c’è due senza tre. Ne sa qualcosa - suo malgrado - anche la società di sicurezza vallesana, attiva in particolare nel trasporto di grosse quantità di contanti, vittima di una rapina lo scorso 9 febbraio.
La figlia 21enne di un suo dipendente francese è stata rapita da tre uomini che gli hanno chiesto come riscatto il furgone di cui era responsabile, con un bottino tra i 15 e i 30 milioni di franchi. I contorni della rapina non sono ancora stati chiariti.
Fratello e sorella - Il 30 dicembre 2015 un furgone blindato della compagnia è stato derubato in una zona industriale di Bussigny (Vaud). I malviventi armati erano riusciti a portare via 2 milioni di franchi. Cinque mesi dopo uno dei responsabili del carico era finito in manette, confessando di avere orchestrato tutto.
Nella rapina l’uomo aveva coinvolto anche la sorella, che gli era stata d’aiuto nel riciclaggio dei contanti. Durante l'inchiesta sono state arrestate quindici persone, che dovrebbero venire processate nel corso del 2018. Gran parte delle refurtiva sarebbe finita in Sud America, da dove provengono il portavalori e sua sorella.
650 lingotti d’oro - Nell’agosto del 2014 uno dei conducenti della compagnia si era fermato presso un parcheggio di Plan-les-Ouates (GE), lontano dalle abitazioni, attorno alle 5 del mattino. Meno di 30 minuti dopo era stato raggiunto da alcuni uomini armati che in breve tempo si erano impossessati di 650 lingotti d’oro.
Le autorità di Ginevra, interrogate dai colleghi di 20 minutes sull’inchiesta in corso, non hanno rilasciato alcuna dichiarazione.
Mistero sulla cifra - Sulla rapina del 9 febbraio non è ancora chiaro l’ammontare del denaro che è stato prelevato dal blindato. I media francesi hanno subito parlato di una cifra tra i 15 e i 30 milioni di franchi. Una persona ben informata ha però assicurato che «è molto meno». Dubbi vengono anche sollevati in merito al racconto del trasportatore. Le autorità svizzere stanno indagando in collaborazione con quelle francesi.