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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale si appresta ad adeguare il mandato di negoziazione per la conclusione del ciclo di Doha in seno all'OMC. Nel settore dei servizi (GATS), esso si prefigge di raggiungere risultati molto importanti per quanto riguarda i servizi bancari e assicurativi. Dopo che la crisi dei mutui subprime, scoppiata negli Stati Uniti, ha investito anche buona parte dell'economia mondiale, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale come valuta la correlazione tra il livello di liberalizzazione dei mercati finanziari e la loro vulnerabilità nei confronti di eventi di crisi, soprattutto alla luce del fatto che le economie con mercati finanziari meno aperti di quello svizzero o di quello dell'UE sono state colpite in misura minore dagli effetti negativi della crisi dei mutui subprime?</p><p>2. Sulla scorta di quanto è accaduto nella crisi dei mutui subprime, le norme di riferimento adottate a livello mondiale e nei Paesi in sviluppo sono sufficienti per evitare che un'ulteriore liberalizzazione del settore finanziario si ripercuota negativamente sulle bilance dei pagamenti dei Paesi più poveri e accresca la vulnerabilità del sistema finanziario mondiale?</p><p>3. Il Consiglio federale intende considerare gli effetti che il processo di liberalizzazione ha avuto finora sulla stabilità del mercato finanziario internazionale, prima di formulare in seno all'OMC richieste di liberalizzazione dei servizi finanziari ai Paesi in sviluppo?</p><p>4. Il Consiglio federale come valuta le possibilità di crescita delle banche di piccole e medie dimensioni nei Paesi in sviluppo, dopo l'apertura dei mercati? Come si può garantire che una maggiore presenza di banche estere nei Paesi in sviluppo accresca effettivamente il livello degli investimenti e permetta la concessione crediti vantaggiosi a piccole e medie imprese, donne e popolazioni rurali, senza determinare un maggiore flusso di capitali verso i mercati finanziari internazionali?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a rinunciare per ora ad un'ulteriore liberalizzazione dei mercati finanziari in seno all'OMC, e a limitare invece le prossime tappe della liberalizzazione dei servizi finanziari ai Paesi dell'UE?</p><p>6. Nel suo rapporto del 6 marzo 2006, il Senior supervisors group (SSG) raccomandava un maggiore controllo dei mercati finanziari. Come influisce tale raccomandazione sul mandato di negoziazione del Consiglio federale relativo alla conclusione del ciclo di Doha nel settore dei servizi finanziari?</p><p>7. L'accordo OMC del 1997 concernente i servizi finanziari è stato considerato un significativo passo in avanti. Perché oggi il Consiglio federale lo ritiene insufficiente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo il Consiglio federale, la crisi dei mutui suprime non è dovuta alla liberalizzazione dei mercati finanziari internazionali. La crisi dei mercati finanziari è partita dal mercato ipotecario statunitense ed è stata avviata dalla concessione di crediti a clienti americani con un merito di credito insufficiente. Ciò ha comportato distorsioni del mercato mobiliare, innescando una reazione a catena che ha coinvolto le banche di investimento. In breve tempo, queste ultime hanno dovuto fare fronte a necessità di ammortamento inaspettatamente elevate. Pertanto le cause della crisi finanziaria risiedono nella condotta di attività economiche nel settore privato, da parte di diversi istituti finanziari che, entro la sfera della propria responsabilità, hanno commesso errori nella valutazione dei rischi. </p><p>2. La crisi che ha colpito il mercato finanziario statunitense ha evidenziato la vulnerabilità del sistema a livello mondiale e la necessità di un maggiore intervento dei governi, sul piano nazionale ed internazionale, al fine di tutelare la stabilità dei mercati finanziari. Per questa ragione il Consiglio federale si impegna in seno ad istituzioni internazionali - come il Forum per la stabilità finanziaria, il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria e l'International organization of securities commissions - in favore di norme di riferimento severe e per una maggiore cooperazione internazionale delle autorità di vigilanza dei singoli Stati, anche nei Paesi in sviluppo.</p><p>3. La graduale liberalizzazione dei mercati dei servizi finanziari perseguita dall'OMC non ostacola le attività degli Stati membri di questa organizzazione volte a preservare la stabilità dei mercati finanziari. Da un lato il GATS prevede efficaci disposizioni derogatorie per i provvedimenti adottati allo scopo di proteggere gli operatori dei mercati finanziari o salvaguardare la stabilità di questi ultimi. D'altro canto i principi del GATS contribuiscono alla trasparenza, alla proporzionalità e al carattere non discriminatorio delle normative e delle misure di vigilanza nazionali, migliorando così il quadro di condizioni sotto il profilo della prevedibilità degli eventi e della stabilità dei mercati finanziari. Pertanto la liberalizzazione perseguita dall'OMC non è in contrasto con gli obiettivi di stabilità dei mercati finanziari.</p><p>4. L'apertura dei mercati determina un aumento del potenziale di crescita anche nei Paesi in sviluppo, grazie al trasferimento di tecnologia e sapere stimolato dalla concorrenza. Ciò vale anche per il settore terziario. Normalmente la presenza di banche estere determina un trasferimento di conoscenze e tecnologia ed accresce l'offerta di credito e la liquidità dei mercati finanziari locali, a beneficio sia delle banche piccole e medie, sia degli imprenditori dotati di iniziativa. Ad integrazione di ciò, nel quadro delle cooperazione allo sviluppo si promuove l'accessibilità dei prodotti finanziari destinati alle piccole e medie imprese nonché alle popolazioni rurali.</p><p>5. Da quanto esposto al punto 3 consegue che una rinuncia alla progressiva liberalizzazione nell'ambito dell'OMC non sarebbe opportuna sotto il profilo del rafforzamento dei mercati finanziari, bensì risulterebbe controproducente. In considerazione dei vantaggi comparati di cui beneficia la Svizzera nel settore finanziario, essa deve consentire ai propri prestatori di servizi finanziari modalità di accesso per quanto possibile non discriminatorie al mercato finanziario globale.</p><p>6. Le raccomandazioni del Senior supervisors group (SSG) concernono soprattutto il potenziamento attuativo delle disposizioni in materia di vigilanza e dei meccanismi di controllo all'interno delle banche. Come già menzionato al punto 3, il GATS non limita i margini di azione normativa in quest'ambito. Di conseguenza, il rapporto del SSG non influisce in alcun modo sul mandato di negoziazione del Consiglio federale.</p><p>7. L'articolo XIX del GATS prevede la liberalizzazione progressiva degli scambi di servizi (compresi i servizi finanziari) e il graduale miglioramento dell'accessibilità dei mercati mediante cicli successivi di negoziati. I negoziati del 1997 sui servizi finanziari sono stati un primo passo in tale direzione. Essendo trascorsi più di dieci anni occorrerebbe ora compiere un passo ulteriore nell'ambito del ciclo di Doha, sempre in conformità del principio di flessibilità adottato dal GATS per il processo di liberalizzazione. Tale approccio - secondo cui i membri dell'OMC stabiliscono individualmente a quali forme di scambi di servizi consentire un determinato accesso non discriminatorio al mercato - consente agli Stati membri di definire il livello di accessibilità del mercato nel settore dei servizi finanziari tenendo conto delle particolarità delle diverse situazioni e degli sviluppi avvenuti negli ultimi dieci anni.</p>  Risposta del Consiglio federale.