Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/62507

<h2>SubmittedText<h2><p>L'obbligo militare per gli uomini svizzeri è abrogato. Invece del servizio civile sostitutivo è creato un servizio civile sociale e per la pace su base volontaria per tutte le persone che abitano in Svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È esatto che la difesa del Paese e della sua popolazione è la premessa storica dell'esercito e dell'obbligo di prestare servizio militare. Corrisponde pure al vero che attualmente la minaccia militare classica è passata in secondo piano. Ciò nonostante l'obbligo di prestare servizio militare non è desueto. Esso corrisponde tuttora alla volontà del popolo e alle necessità del Paese in materia di politica di sicurezza.</p><p>- Il 18 maggio 2003, accettando a larga maggioranza "Esercito XXI", il popolo svizzero si è anche pronunciato a favore del principio di milizia e dell'obbligo di prestare servizio militare in quanto basi costituzionali. Il Consiglio federale intende attenersi a questa decisione. Esso ha dato un'ulteriore conferma di questa sua posizione con le sue decisioni dell'11 maggio 2005 circa l'ulteriore sviluppo del nuovo esercito nel periodo 2008-2011.</p><p>- La missione di difesa dell'esercito, che comprende anche la sicurezza del territorio, necessita l'impiego di militari di milizia ed effettivi che possono essere garantiti soltanto mediante l'obbligo di prestare servizio militare. Tale obbligo dev'essere adeguato alle esigenze del cittadino. Di conseguenza, nel quadro di "Esercito XXI" il totale obbligatorio di giorni di servizio è stato adattato all'attuale situazione in materia di politica di sicurezza.</p><p>- L'onere per l'economia costituito dall'obbligo di prestare servizio militare e dal principio di milizia è considerato tuttora come adeguato e politicamente sostenibile. Rispetto ad altri modelli di esercito, ad esempio un esercito di professionisti, l'obbligo e il principio summenzionati consentono allo Stato di conseguire la sicurezza a costi comparativamente più vantaggiosi e comportano inoltre dei vantaggi per i cittadini interessati e per l'economia.</p><p>- Il nostro Stato e la nostra società si fondano in gran parte sul sistema di milizia. Pertanto, l'adempimento dell'obbligo di prestare servizio militare può essere visto come un contributo del cittadino alla comunità, un contributo che non rafforza solo la sicurezza, ma anche la coesione.</p><p>- La sostituzione dell'obbligo di prestare servizio militare con un obbligo generale di prestare servizio non entra in linea di conto nemmeno per il Consiglio federale. Per contro, il Consiglio federale considera che la parità di trattamento per quanto concerne l'obbligo di prestare servizio militare è garantita. Dato che l'aumento del numero d'inabili al servizio, dovuto al nuovo sistema di reclutamento, è compensato dal calo del numero di persone che devono essere riformate durante la scuola reclute, porta tuttora a termine la scuola reclute o adempiono l'obbligo di prestare servizio nella protezione civile circa il 60 per cento delle persone soggette all'obbligo di leva. Circa la metà del 40 per cento di persone risultate inabili al servizio militare prima della fine della scuola reclute presta servizio di protezione civile. L'altra metà paga la tassa d'esenzione dall'obbligo militare.</p><p>Un servizio sociale e per la pace su base volontaria non deve essere, da un lato, necessariamente correlato con l'abrogazione dell'obbligo di prestare servizio militare; dall'altro, il volontariato non necessita un'organizzazione governativa. Una tale organizzazione potrebbe piuttosto avere un impatto controproducente sulla motivazione dei giovani cittadini che per idealismo o senso del dovere desidererebbero impegnarsi a favore di un servizio sociale e per la pace su base volontaria.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.