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Il 4 aprile 2014 si è riunito a Filzbach (GL) il Comitato centrale dell’UDC.
All’ordine del giorno c’erano numerosi temi sui quali il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi il prossimo 18 maggio 2014.
La prima trattanda posta in discussione è stata la “legge Fondo-Gripen”, la quale disciplina il finanziamento per l’acquisto di 22 nuovi aerei da combattimento del tipo Gripen, che andranno a sostituire gli attuali 54 F-5 Tiger, ormai divenuti obsoleti.
Apparentemente la votazione del prossimo 18 maggio 2014 porta su di un aereo da combattimento, ma in realtà il popolo andrà a votare su un principio molto più ampio ed importante. L’articolo 2 della Costituzione federale prevede che la Confederazione svizzera tutela la libertà e i diritti del popolo e salvaguarda l’indipendenza e la sicurezza del paese.
In quanto Stato sovrano e indipendente, la Svizzera ha il dovere di sorvegliare e assicurare la sicurezza del paese e dei suoi abitanti. La sicurezza incomincia dall’alto, ossia dai cieli. Le forze aeree, infatti, sorvegliano e controllano il nostro spazio aereo, prestano servizi di polizia e di tutela dei voli civili, proteggono la popolazione, ecc.. Questi servizi sono importanti e fondamentali per l’adempimento del mandato contenuto nella Costituzione federale. Oggi sempre più, la Svizzera è posta sotto pressione e spinta ad abbandonare la propria indipendenza. Senza adeguate e moderne forze aeree il nostro paese si troverebbe a dover demandare ad altri la propria sicurezza. Questo è ciò che il popolo svizzero vuole? Il popolo svizzero vuole perdere la propria indipendenza e autonomia anche in questo campo?
La risposta è NO! Per tutti questi motivi, all’unanimità il Comitato centrale dell’UDC ha votato a favore della “legge Fondo-Gripen”.
Anche sull’altra trattanda posta all’ordine del giorno il Comitato centrale ha espresso un voto unanime. Tuttavia, questa volta ha optato per un deciso NO all’iniziativa denominata “per la protezione di salari equi” o meglio conosciuta come “Iniziativa sui salari minimi”, promossa dall’Unione sindacale svizzera.
Questa iniziativa mira a imporre indistintamente a livello svizzero un reddito mensile di Fr. 4’000.- sulla base di 42 ore settimanali di lavoro. Per una settimana di 55 ore, come avviene ad esempio nel settore agricolo, il salario mensile minimo sarebbe di oltre Fr. 5’000.–.
Se venisse accolta, quest’iniziativa sarebbe molto pericolosa per i lavoratori più deboli, che peraltro i sindacati pretendono di difendere. Le piccole e medie imprese e gli artigiani, sui quali l’economia svizzera poggia, non potrebbero sopportare tali costi del personale e sarebbero costrette a chiudere. Da qui l’aumento della disoccupazione. L’economia svizzera è forte anche grazie anche all’elevato livello di professionisti ben formati. Un salario indistinto di Fr. 4’000.– per tutti, potrebbe spingere i giovani “ad accontentarsi” e non investire più nella propria formazione e perfezionamento. Inoltre, non bisogna dimenticare il grave impatto che un aumento dei salari avrebbe sui prezzi dei prodotti e dei servizi. I prezzi infatti lieviterebbero, innescando così un circolo vizioso, dal quale la popolazione trarrebbe solo effetti negativi.
Da qui il NO, deciso del Comitato centrale.
L’altra trattanda discussa durante la riunione è stata l’iniziativa popolare “affinché i pedofili non lavorino più con i fanciulli”. Scientificamente non è stato provato che le persone condannate per reati sessuali contro i fanciulli, una volta scontata la pena, non commetteranno più reati simili. L’iniziativa vuole proteggere i fanciulli contro questo rischio. L’asserita violazione del principio della proporzionalità, invocato dal Consiglio federale, è assurda e non ha senso, rispetto al diritto di protezione del fanciullo. Qualsiasi rischio, seppur minimo, deve essere eliminato.
Per questi motivi il Comitato centrale ha votato all’unanimità un SI deciso a favore di questa iniziativa.
Da ultimo il comitato ha raccomandato di votare NO al decreto federale concernente le cure mediche di base.
L’assemblea dei delegati dell’UDC, tenutasi il giorno seguente a Näfels (GL), ha seguito le raccomandazioni di voto espresse dal Comitato centrale.
In quest’occasione sono anche stati rinnovati gli organi del partito per i prossimi due anni, che hanno visto la riconferma di Toni Brunner alla presidenza.
Christoph Blocher, Walter Frey, Oskar Freysinger, Nadja Pieren, Luzi Stamm, Judith Uebersax, Claude-Alain Voiblet e Adrian Amstutz costituiranno la direzione del partito.
La prossima riunione del Comitato centrale e dell’Assemblea dei delegati si terrà il prossimo mese di agosto 2014. Siete tutti sin d’ora invitati a partecipare numerosi.