Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01080.jsonl.gz/104

La FP contesta la decisione del Tribunale cantonale vallesano di respingere un suo precedente ricorso. L'organizzazione ambientalista ritiene che la Corte cantonale non abbia soppesato dovutamente gli interessi in gioco e non abbia tenuto conto delle possibili conseguenze negative del progetto. Essa critica peraltro le dimensioni "eccessive" della cappella, che dovrebbe misurare 13 metri su 13 e sarebbe in grado di contenere 48 persone.
I progetti a vocazione turistica realizzati fuori dalle zone edificabili tendono ad aumentare, scrive la FP in un comunicato odierno. La cappella di Mario Botta - "il cui nome costituisce di per sè un'attrazione turistica" - si iscrive in questa tendenza. La FP dichiara di non essere contraria alla costruzione di una cappella più modesta, edificata fuori dalla zona boschiva.
L'organizzazione per la tutela del paesaggio, con Pro Natura, si era già opposta al progetto di Botta nel 2007. Nel febbraio 2008, la commissione vallesana delle costruzioni aveva dato loro ragione, affermando che la realizzazione di un edificio di culto fuori dalla zona edificabile non è consona.
Lo scorso dicembre il Consiglio di Stato vallesano ha tuttavia accolto il ricorso della parrocchia di Törbel, che vorrebbe veder realizzato il progetto dell'architetto ticinese. A questa decisione, la FP aveva replicato ricorrendo al Tribunale cantonale.