Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/170858

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. compiere gli sforzi necessari per rafforzare in modo massiccio l'aiuto umanitario ad Aleppo e nelle regioni circostanti, ma anche nei territori che continuano a essere messi a dura prova dall'arrivo di sfollati; se necessario, il Consiglio federale chiederà al Parlamento appositi crediti aggiuntivi;</p><p>2. sgravare quei Paesi che già oggi accolgono centinaia di migliaia di profughi siriani - e che, a causa dei recenti sviluppi, devono fronteggiare l'arrivo di altri gruppi di profughi - aumentando da 2000 a 10 000 persone il contingente di durata biennale deciso il 9 dicembre 2016 per accogliere profughi siriani particolarmente vulnerabili;</p><p>3. creare rapidamente una base legale per l'introduzione di un programma di "Private Sponsorship of Refugees" (cfr. 16.5474) in modo che le organizzazioni umanitarie private o altre cerchie di persone riconosciute possano già accogliere altri profughi siriani, riconosciuti dall'ACNUR, mediante il sistema dei contingenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è molto preoccupato per la catastrofe umanitaria in atto ad Aleppo e in altre regioni della Siria colpite dalla guerra. Il 14 dicembre 2016 la Svizzera ha lanciato un appello umanitario esortando ancora una volta tutte le parti coinvolte nel conflitto siriano a rispettare i diritti umani e il diritto internazionale umanitario e a proteggere la popolazione civile.</p><p>1. Sin dallo scoppio della crisi siriana nel 2011, la Svizzera offre sostegno sul posto alle persone colpite dal conflitto fornendo aiuto umanitario sia in Siria sia nei Paesi confinanti, ossia Giordania, Libano, Iraq e Turchia. A questo scopo, nel 2016 ha stanziato oltre 250 milioni di franchi, con cui sostiene tra l'altro le operazioni umanitarie del CICR, di numerose organizzazioni umanitarie dell'ONU e di organizzazioni non governative. Nonostante le condizioni siano proibitive dal punto di vista della sicurezza, questi partner di lunga data della Svizzera continuano a lavorare ad Aleppo e in altre zone per assistere la popolazione. E, se le condizioni di sicurezza lo consentono, la Svizzera interviene anche direttamente. Nel luglio del 2016 ha per esempio fornito alla Mezzaluna Rossa Siriana Araba (SARC) dodici ambulanze, che dallo scorso dicembre sono state impiegate anche per l'evacuazione di persone da Aleppo est. La Svizzera si adopera inoltre per facilitare l'accesso umanitario in Siria, garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le fazioni in conflitto e impedire che i criminali di guerra restino impuniti.</p><p>La Svizzera è sempre più impegnata nella gestione della crisi siriana. A tal fine, per il 2017 la DSC ha inserito in bilancio altri 66 milioni di franchi, che serviranno, da un lato, a rafforzare l'aiuto umanitario in Siria e, dall'altro, ad aiutare i Paesi confinanti a migliorare a lungo termine le prospettive di vita dei profughi siriani e della popolazione locale. Il DFAE sta inoltre valutando la possibilità di aprire un ufficio umanitario a Damasco, che le consentirebbe di contribuire a garantire un impiego ottimale dei propri aiuti. Con questo ufficio la Svizzera mira a supportare, come partner credibile, le attività delle organizzazioni umanitarie e a contribuire agli sforzi per assicurare l'accesso umanitario al più alto numero possibile di persone bisognose.</p><p>Solo una soluzione politica del conflitto armato può porre fine in modo duraturo alle sofferenze della popolazione civile. La Svizzera sostiene perciò gli sforzi di mediazione dell'ONU e si adopera affinché i diversi attori coinvolti possano sviluppare una visione comune per gestire il periodo post-conflitto.</p><p>2. Insieme all'aiuto umanitario, l'accoglienza di profughi siriani in Siria rappresenta un'ulteriore espressione di solidarietà nei confronti delle persone colpite dalla guerra. Dal marzo del 2015, in vari programmi di accoglienza, il Consiglio federale ha deciso di accogliere entro il 2018 complessivamente 5000 persone, di cui un massimo di 1500 nel quadro del programma di ricollocazione (relocation) dell'UE. Inoltre, nel 2013 il DFGP ha autorizzato l'ingresso di circa 4700 cittadine e cittadini siriani con visti agevolati. Con la sua decisione del 9 dicembre 2016 il Consiglio federale conferma per altri due anni l'impegno assunto finora. Il contingente previsto può essere gestito dalla Confederazione e dai Cantoni sulla base delle strutture e dei parametri di pianificazione esistenti. Per quanto riguarda il reinsediamento (resettlement), il Consiglio federale continua a dare la priorità all'accoglienza di profughi dal Medio Oriente per sgravare i Paesi confinanti con la Siria, che sono messi a dura prova.</p><p>3. Già ora, a livello cantonale, privati e organizzazioni umanitarie forniscono un importante sostegno all'integrazione dei profughi. Come già indicato nella risposta alla domanda 16.5474 e nel parere relativo alla mozione 16.3455, il Consiglio federale valuterà l'elaborazione di una proposta di legge per una partecipazione vincolante di attori privati ad azioni di accoglienza umanitaria tenendo conto anche delle esperienze fatte da altri Paesi e verificherà se e in quale forma le soluzioni esaminate sono applicabili anche alla Svizzera. Uno degli interrogativi che si pongono in questo contesto è come riuscire a impostare i programmi in questione in modo tale da garantire il rispetto del principio di non discriminazione e da offrire una prospettiva a lungo termine per il processo di integrazione.</p><p>Il Consiglio federale ritiene pertanto che le richieste della mozione vengano già prese sufficientemente in considerazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.