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Un rapporto dell'Agenzia internazionale per l'energia mette in luce come gli investimenti in energie rinnovabili siano calati rispetto a quelli in energie fossili lo scorso anno.
Sono brutti segnali per il clima quelli che destano la preoccupazione dell’Agenzia internazionale per l’Energia. Lo scorso anno, per la prima volta dal 2014, i combustibili fossili hanno aumentato la quota negli investimenti nell'approvvigionamento energetico.
L'autorità mondiale di vigilanza sull'energia ha lanciato l'allarme per uno stop "preoccupante" nel passaggio all'energia pulita. L’anno scorso gli investimenti globali nelle energie rinnovabili sono scesi del 7% a 318 miliardi di dollari.
Ma non è tutto. Come riporta il Guardian l’Agenzia internazionale per l'energia ha dichiarato che il declino è destinato a continuare nel 2018, una minaccia per gli obiettivi di sicurezza energetica, di cambiamento climatico e di inquinamento atmosferico, come queli posti dall'accordo di Parigi per il contenimento del riscaldamento globale del 2015.
Se gli investimenti nell'energia elettrica da carbone sono diminuiti drasticamente, sono stati compensati da un aumento della spesa per il petrolio e il gas, stando al rapporto dell’agenzia sugli investimenti energetici mondiali.
“Stiamo assistendo a un calo, che è deludente. E più deludente è vedere i segni che questo declino potrebbe continuare quest'anno - questa è una tendenza preoccupante”, ha detto Fatih Birol, il direttore esecutivo dell’AIE.