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Lo spegnimento immediato della centrale nucleare di Mühleberg (BE), richiesto da un'iniziativa popolare su cui gli elettori del Canton Berna si esprimeranno il prossimo 18 maggio, rischia di costare al contribuente bernese mezzo miliardi di franchi in seguito alle richieste di indennizzo da parte degli azionisti. Lo dice oggi Suzanne Thoma, direttrice dell'azienda elettrica bernese (BKW), che gestisce l'impianto.
La BKW lo scorso autunno ha annunciato che Mühleberg interromperà la produzione di energia elettrica a partire dal 2019, ricorda la Ceo in un'intervista odierna alla Berner Zeitung.
L'iniziativa, depositata nel 2012, chiede invece l'immediato arresto dell'esercizio. Per Thoma, è un'opzione impraticabile. La produzione di corrente non potrà in ogni caso essere interrotta prima del 2019: BKW e autorità competenti hanno bisogno dei prossimi anni per garantire una cessazione dell'esercizio sicura e conforme alle esigenze legali.
La centrale atomica di Mühleberg, la terza più vecchia della Svizzera, produce corrente dal 1972. Oggi copre circa il 5% dei consumi complessivi elvetici di elettricità.
SDA-ATS