Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01120.jsonl.gz/298

Thomas Oetterli, CEO di Schindler
KEYSTONE/ALEXANDRA WEY(sda-ats)
Schindler, fabbricante di ascensori e scale mobili, intende tornare ad essere attivo in Iran, dopo la revoca delle sanzioni internazionali. Entro la fine di quest'anno il gruppo lucernese deciderà come raggiungere questo scopo.
"Nel 2017 dovremmo aver deciso e compiuto i primi passi", afferma il Ceo di Schindler Thomas Oetterli in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale "SonntagsZeitung". Attualmente il gruppo lucernese non possiede una propria filiale in Iran, collabora tuttavia con una società distributrice in loco. Quale decisione verrà adottata - se creare una società controllata, acquistare un'azienda iraniana o estendere semplicemente la propria rete di attività - dipenderà dalla situazione politica del paese, "che è difficilmente prevedibile".
L'Iran costituisce un grosso mercato che si svilupperà ancora notevolmente, prosegue Oetterli: "vogliamo partecipare a quest'evoluzione, soprattutto perché godiamo di una buona reputazione nel paese". Schindler è infatti stata presente per molti anni e in molti edifici prestigiosi vi sono istallazioni prodotte in passato dal fabbricante lucernese.
Il gruppo intende avere un ruolo anche nella digitalizzazione degli edifici in Iran: la società vende numerosi ascensori destinati a grattacieli dotati di una tecnologia che consente di riconoscere le persone autorizzate mediante un badge o uno smartphones. "Ciò consente un accesso sicuro agli edifici e controlla il flusso dei visitatori", afferma Oetterli. Queste tecnologie consentono un migliore sfruttamento degli ascensori, la riduzione dei tempi di attesa e la diminuzione del consumo energetico.
Per le tecnologie che trasformano questi edifici in "smart buildings", Schindler collabora strettamente con l'azienda statunitense General Electric e con la cinese Huawei.
SDA-ATS