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La filiale statunitense del colosso farmaceutico basilese è stata riconosciuta colpevole di aver discriminato il personale femminile e condannata a pagare milioni di indennizzi e arretrati. La Novartis ha annunciato che ricorrerà.
Il verdetto di colpevolezza è stato emesso lunedì dalla giuria popolare nel processo intentato da 12 donne contro la Novartis a New York, il più imponente per discriminazione sessuale mai avviato negli Stati Uniti. All'unanimità, i nove giurati hanno riconosciuto come validi tutti i tre i capi d'accusa: le dipendenti hanno percepito salari inferiori a quelli dei loro colleghi maschi per lo stesso lavoro, sono state scavalcate nelle promozioni e sono state trattate in modo iniquo in caso di maternità.
Il tribunale ha quindi condannato la società farmaceutica a versare in un primo tempo 3,36 milioni di dollari di indennizzi alle 12 querelanti. Restano poi da calcolare gli arretrati salariali cui hanno diritto le dodici donne che erano state pagate meno dei colleghi uomini.
Altre 5'600 donne potranno inoltre far valere i propri diritti nei confronti della Novartis. Infine la giuria ha stabilito che la filiale americana del gruppo svizzero dovrà pagare una multa. L'importo non è ancora stato fissato.
Dichiaratasi delusa dalla sentenza, la Novartis ha annunciato che ricorrerà. "Nel corso di tutta la sua storia e del processo, (alla Novartis) è sempre stato riconosciuto l'impegno per creare un contesto che favorisce gli obiettivi di carriera di tutto il personale", ha commentato una portavoce. La società ha sempre refutato categoricamente le accuse.
swissinfo.ch e agenzie