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Battaglia e monumento di San Giacomo sulla Birsa
Una sconfitta e insieme un eroico salvataggio di Basilea
Nasce nel comune di Tavannes, ai piedi del colle di Pierre Pertuis ad una altezza di 765 metri, per poi, dopo un percorso di 75 km, gettarsi nel Reno a Basilea ad una altezza di 262 metri. È la Birsa: il fiume di 73 km, appunto affluente di sinistra del Reno, nei cui pressi si svolse la (seconda) battaglia di San Giacomo, il 26 agosto del 1444 nel quadro della Vecchia guerra di Zurigo e del conflitto tra Basilea e la nobiltà asburgica del Reno superiore.
Antefatti
La Vecchia guerra di Zurigo si costituì in una serie di conflitti e di scontri militari che, tra il 1436 e il 1450, videro principalmente opposti all’Austria i cantoni confederati di Zurigo e di Svitto, dopo i quali Zurigo tornò in possesso pressoché di tutti i suoi territori rurali, ma dovette sciogliere l'alleanza con l'Austria.
La battaglia sulla Sihl
Una prima battaglia di San Giacomo, questa volta sulla Sihl -fiume che nasce nelle Prealpi svittesi e sfocia nella Limmat a Zurigo, ebbe luogo nel 1440 quando la Vecchia guerra di Zurigo poteva sembrare conclusa, grazie ad un arbitrato dei cantoni confederati tramite il quale, due anni più tardi, venne siglata l'alleanza perpetua tra Zurigo e re Federico III; un’alleanza che, tuttavia, dai Confederati fu considerata un tradimento, cosicché le ostilità esplosero nuovamente nella primavera del 1443; Svitto e i cantoni della Svizzera centrale inflissero perdite a Zurigo durante i duri combattimenti a Freienbach e sull'Hirzel. Il 21 luglio del 1443 l'esercito confederato composto da circa 6’000 uomini si radunò dunque nel Freiamt mentre l'esercito zurighese, rafforzato da circa 500 cavalieri della nobiltà austriaca, aveva preso posizione nei pressi del lazzaretto di San Giacomo, appunto sulla Sihl. La battaglia ebbe luogo il giorno seguente e nel 1444 la guerra si estese ulteriormente in modo particolare con la battaglia di San Giacomo sulla Birsa, per poi concludersi solo nel 1450.
La battaglia sulla Birsa
Nell’estate del 1444, l’esercito di mercenari francesi degli Armagnacchi (privi di ingaggio in seguito a una tregua nella guerra dei Cent'anni e guidato dal delfino di Francia, il futuro re Luigi XI), chiamato da re Federico III entrò in Alsazia e prese posizione davanti alle porte di Basilea. All'alba del 26 agosto, una schiera confederati di circa 1’500 uomini (che stava assediando la fortezza di Farnsburg) si mosse contro l’esercito francese, senza ricevere tuttavia un ordine di marcia.
La battaglia si distinse in quattro fasi: nella prima, i Confederati vinsero uno scontro delle avanguardie presso Pratteln, poi sconfissero un'unità di Armagnacchi presso Muttenz ma, dopo aver attraversato la Birsa, l'esercito confederato venne invece respinto dal nemico, numericamente superiore, nella battaglia principale di Gundeldingen, per poi essere battuto definitivamente nel combattimento finale presso il lazzaretto di S. Giacomo, che allora era una cappella votata a Santa Caterina.
Alcuni mesi dopo, il 28 ottobre 1444, a Ensisheim, il delfino Luigi XI siglò la pace con Basilea e gli altri Confederati, ma soltanto nella primavera dell’anno successivo le sue truppe lasciarono l'Alsazia da loro devastata, sebbene non sia chiaro se il delfino avesse mai avuto seriamente intenzione di attaccare la Confederazione. Soltanto nel Diciannovesimo secolo, infatti, si cominciò ad interpretare la battaglia come un salvataggio eroico di Basilea e della Svizzera, e a ricordarla dunque solennemente. Un scontro in cui persero la vita circa milleduecento Confederati, ai quali nel 1824 venne dedicato un primo monumento commemorativo e, su iniziativa dell'associazione studentesca Zofingia, vennero organizzate celebrazioni, che dal 1860 ebbero luogo a scadenza annuale, poi quinquennale dal 1894 e in forma più fastosa, l'ultima delle quali nel 1994; nel 2002 le corporazioni basilesi decisero infine di rinunciare alle celebrazioni, giudicate ormai sorpassate. Ad oggi rimane il monumento di San Giacomo, risalente al 1872.
Il Monumento di San Giacomo
A Basilea , su una collina lungo la strada dove oggi si incontrano la Münchensteinerstrasse e la St.Jakobsstrasse, era stata edificata una piccola cappella dedicata a Santa Caterina, menzionata per la prima volta nel 1437 e poi ancora tre anni dopo, quando degli inviati e dei rappresentanti del Consiglio vi ricevettero il duca Amedeo VIII di Savoia. Nel 1525 anche i contadini ribelli del contado di Basilea si avventurarono in questo luogo, perché qui correva un importante confine, mentre la cappella venne poi utilizzata a scopi profani in seguito alla Riforma protestante, come per esempio quale casa di guardia. Questa cappella venne demolita nel 1805, ma secondo la tradizione, nei suoi pressi, sarebbero stati sepolti alcuni dei Confederati caduti nella battaglia di San Giacomo, lì giunti il 26 agosto 1444 per cercare appunto riparo nelle sue mura. Sebbene non vi siano attestazioni certe, soprattutto rispetto alla sepoltura, per queste ragioni nel 1824 venne edificato un monumento per ricordare quella sconfitta elvetica; nel 1821 l'artista basilese Marquard Wocher (1760-1830) progettò infatti un monumento a forma di pilastro gotico, che inizialmente doveva essere realizzato in ghisa, ma che finì per essere composto di arenaria poiché i soldi raccolti in tre anni non furono sufficienti. L'inaugurazione di questo pilastro alto 12 metri avvenne nel 1824, accompagnata da mille milizie e furono suonate le campane della cattedrale.
Dal vecchio al nuovo monumento
Visto il materiale con cui fu realizzato il primo monumento, solo pochi anni più tardi il pilastro iniziò a mostrare dei segni di danneggiamento e così, nel 1859, il Basler Kunstverein costituì una commissione di studio per allestire un concorso che potesse ideare un nuovo monumento. La giuria di questo concorso era composta da nomi altisonanti dell’epoca, come ad esempio lo storico Jacob Burckhardt (1818-1897), oppure gli architetti Amadeus Merian (1808-1889) e Christoph Riggenbach (1818-1863), senza dimenticare il consigliere e futuro direttore delle Ferrovie centrali svizzere Johann Jakob Vischer-Iselin (1823-1893) o il paesaggista Johann Jakob Frey (1813-1865), i quali completarono il gran comitato. Quando il concorso fu annunciato nel febbraio 1860 furono ben 18 le candidature inviate, i cui disegni vennero esposti nella sala del casinò cittadino. I progetti di Ferdinand Schlöth, Ernst Stückelberger e Arnold Böcklin furono inizialmente selezionati e presentati al pubblico, senza tuttavia essere scelti; fu invece chiesto a Ferdinand Schlöth di progettare una nuova soluzione, con un fondo di al massimo 80'000 franchi svizzeri. Il risultato fu un’opera di 365 quintali, costituita dall’Helvetia sospesa su un piedistallo con la corona di gloria, verso quattro Confederati caduti, seduti ai suoi piedi. Le cinque figure furono realizzate in marmo di Carrara, la base cruciforme in pietra calcarea e uno dei quattro guerrieri risultò essere un autoritratto dello stesso Schlöth.
L'inaugurazione del nuovo monumento votato a San Giacomo ebbe luogo il 26 agosto 1872 alla presenza dei consiglieri federali Paul Cérésole e Melchior Knüsel, che dichiararono: "Possa essere un ricordo della gratitudine e dell'amore altruistico per la patria!"