Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01060.jsonl.gz/574

Il governo afghano sta ostacolando i colloqui di pace per l'Afghanistan, che vanno contro gli interessi dei politici, secondo quanto denuncia l'ex ministro degli esteri del regime dei Talebani, Wakil Ahmad Mutawakel, intervenuto a Kabul a un convegno inter-afghano sulle possibilità di un'intesa di pacificazione.
"Quando i talebani volevano negoziare con gli americani, il governo afghano ha creato ostacoli" e ha invece aperto trattative con il gruppo Hezb-e-Islami (Hia) di Gulbuddin Hekmatyar, il secondo gruppo armato antigovernativo, ha detto Mutawakel al convegno organizzato Afghanistan Strategic Studies Centre.
Secondo lui, "alcuni politici afghani considerano la situazione attuale favorevole ai loro interessi personali e non si impegnano quindi per la pace". "L'Emirato islamico in Afghanistan (i talebani, ndr) crede che i negoziati principali debbano essere condotti con gli stranieri, perché loro sono venuti qui, mentre solo la seconda fase dei colloqui debba rivolgersi al governo afghano", ha detto ancora l'ex ministro talebano.
Ma il governo del presidente Hamid Karzai, infastidito per non essere stato coinvolto nei tentativi di negoziato in Qatar fra talebani e Usa, ha richiamato il suo ambasciatore da Doha e così facendo, secondo Mutawakel, "ha minato i negoziati di pace".
Da parte sua il vicepresidente dell'Alto consiglio per la Pace di Karzai, Ataullah Ludin, ha sottolineato come l'Afghanistan sia divenuto "campo di battaglia" di interessi stranieri, soprattutto dei Paesi vicini, preoccupati dalla presenza della Nato e degli Usa.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>