Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/155143

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Esiste in Svizzera un registro o un altro metodo di osservazione dell'evoluzione della frequenza dei disturbi dello sviluppo (disturbi neurocomportamentali, in particolare dello spettro autistico, ritardi mentali, disabilità motorie, ecc.)?</p><p>2. Se no, che cosa intende fare il Consiglio federale per colmare questa lacuna?</p><p>3. In base al principio di precauzione, che cosa intende fare per limitare o addirittura vietare l'impiego e/o l'emissione di:</p><p>a. PCB (composti clorurati utilizzati in passato come isolanti elettrici, lubrificanti ecc.);</p><p>b. determinate diossine (prodotte dai processi di combustione);</p><p>c. bisfenolo A;</p><p>d. PBDE (composti bromurati ignifughi);</p><p>e. perfluorati (utilizzati come surfattanti);</p><p>f. pesticidi organofosforici;</p><p>g. altri perturbatori endocrini?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Attualmente le statistiche svizzere in materia di handicap si basano su diverse fonti, tra cui l'Ufficio centrale di compensazione, i cantoni e l'indagine sulla salute in Svizzera, che consentono di analizzare determinati disturbi dello sviluppo, fornendone tuttavia una visione d'insieme limitata. Al momento infatti non si dispone di un registro o di un metodo di sorveglianza che permettano una panoramica dettagliata di questi disturbi nella popolazione svizzera.</p><p>I dati sulla salute, siano essi raccolti da fonti esistenti o estratti da studi sulla popolazione, sono un elemento essenziale per la politica della sanità. L'allestimento di registri medici e gli studi supplementari finalizzati a ridurre al minimo l'esposizione ai prodotti chimici o le carenze alimentari della popolazione cui mira la Strategia sanità 2020 del Consiglio federale sono aspetti che contribuiscono ad ampliare i dati sulla salute.</p><p>Concretamente, si sta discutendo dello svolgimento di uno studio di follow-up nazionale con biosorveglianza. Tale programma permetterebbe di ottenere a intervalli regolari una panoramica mirata sullo stato di salute della popolazione, in particolare sui disturbi cognitivi o comportamentali. Questi dati, incrociati con la misurazione dell'esposizione a diversi inquinanti, permetterebbero una migliore comprensione dei fattori responsabili di diversi disturbi o patologie.</p><p>3. Gli interventi nell'ambito della sicurezza dei prodotti chimici si basano su una valutazione scientifica di dati tangibili. Mentre le sostanze con effetto nocivo riconosciuto sono già soggette a restrizioni o divieti (p. es. PCB, diossine e furani policlorurati/polibromurati, determinate sostanze con effetto ignifugo, i perfluorottano sulfonati, determinati pesticidi organofosforati e altri inquinanti organici persistenti), le sostanze il cui effetto nocivo è meno certo (bisfenolo A, perturbatori endocrini potenziali) sono sottoposte a un'oculata sorveglianza. Per far questo sono necessarie minuziose osservazioni, tenuto conto della complessità delle interazioni tra inquinamento e salute, nonché dei numerosi altri fattori che intervengono nello sviluppo neurologico.</p><p>Le condizioni legali vigenti impongono ai fabbricanti o agli importatori di prodotti chimici di valutare se le sostanze o i preparati possano mettere in pericolo la vita, la salute umana o l'ambiente. Prima dell'immissione in commercio sono valutati, mediante test tossicologici e stime dell'esposizione, i rischi che le sostanze chimiche possono costituire per l'essere umano e l'ambiente.</p><p>Gli uffici federali interessati (l'Ufficio federale dell'ambiente, UFAM; l'Ufficio federale della sanità pubblica, UFSP; l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, USAV) procedono da diversi anni a monitoraggi e alla biosorveglianza puntuale di determinate sostanze chimiche (comprese quelle perfluorate) che hanno permesso di adottare misure restrittive per limitare l'esposizione della popolazione e dell'ambiente. I risultati del sondaggio nazionale menuCH sul comportamento alimentare della popolazione e le analisi di residui nelle derrate alimentari coordinate dall'USAV contribuiscono altresì a stimare l'esposizione a determinate sostanze.</p><p>La neurotossicità è uno dei temi centrali del Centro svizzero di tossicologia umana applicata (SCAHT), in particolare sotto l'aspetto dello sviluppo e della validazione di metodi alternativi (neurotossicologia dello sviluppo, neurodegenerazione e neuroinfiammazione).</p><p>A livello dell'OCSE, la Svizzera contribuisce all'elaborazione di nuove strategie di valutazione dei rischi legati ai prodotti chimici nello sviluppo neurologico. È in corso un progetto sui meccanismi responsabili di turbe comportamentali a seguito di un'esposizione a prodotti chimici.</p>  Risposta del Consiglio federale.