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"Decine di tribunali hanno respinto le affermazioni confutate e senza merito di Donald Trump e dei suoi alleati, e ora la corte più alta nel paese si è unita a loro, senza un singolo dissenso, nel respingere questo assalto al processo elettorale. Le elezioni sono finite, Joe Biden ha vinto e giurerà come presidente in gennaio": così il portavoce del futuro inquilino della Casa Bianca, Mike Gwin, ha commentato la decisione della Corte suprema di respingere la richiesta dei repubblicani di bloccare in Pennsylvania la certificazione del voto a favore di Biden.
La Corte, che ha tre giudici su nove nominati da Donald Trump, non ha motivato la sua decisione, ma nessuno dei suoi membri ha comunicato di non essere d'accordo con la bocciatura del ricorso. A oltre un mese dalle elezioni, il presidente repubblicano uscente rifiuta ancora di concedere la vittoria al democratico Joe Biden, presentandosi come vittima di "massicci brogli" senza però presentare prove convincenti. La campagna di Trump e i suoi alleati hanno intentato cause legali in diversi degli Stati che sono risultati decisivi per la vittoria di Joe Biden; ma quasi tutte sono state respinte dai tribunali.
Per gli osservatori vi è la netta sensazione che i giudici della Corte suprema non siano intenzionati a prendere posizione e interferire nelle controversie post-elettorali. Ha quindi poche speranze di riuscita anche il ricorso presentato ieri, martedì, dai repubblicani del Texas per invalidare il risultato elettorale in quattro Stati chiave.