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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>ad. 1 Il Consiglio federale non condivide le conclusioni contenute nell'opuscolo. Le risposte seguenti forniscono alcuni esempi di questa divergenza di vedute. Non spetta tuttavia al solo Consiglio federale giudicare la metodologia e la coerenza di tale documento. Sollecitate sono anche le cerchie economiche interessate (ad esempio le associazioni) e gli istituti di ricerca. L'analisi presentata dal Vorort prima della pubblicazione di detto documento giunge ad esempio a conclusioni diametralmente opposte. Anche istituti di ricerca hanno proceduto ad analisi critiche del documento.</p><p>Occorre inoltre che queste analisi serie siano ampiamente conosciute dai cittadini svizzeri.</p><p>ad. 2 La Svizzera è effettivamente una delle piazze economiche più attraenti al mondo. </p><p>Tuttavia, secondo il "World Competitiveness Report", essa ha perso la sua posizione di prima in classifica fra gli Stati europei. </p><p>Il Consiglio federale costata che da vari anni la posizione della Svizzera, sul piano internazionale e in particolare su quello europeo, è peggiorata in modo irreversibile per quanto riguarda la crescita economica e la disoccupazione. Così per esempio, nel periodo 1991-1996,  la crescita economica media è stata dell'1,9% nei Paesi dell'OCSE e dell'1,5% nei Paesi membri dell'UE, mentre in Svizzera è stata praticamente nulla (0,1%). </p><p>Inoltre, tra il 1992 e il 1997, il numero dei disoccupati in Svizzera è notevolmente aumentato. In seno all'UE (dove il tasso di disoccupazione è più elevato che in Svizzera) esso è invece rimasto praticamente stabile ed alcuni Stati membri sono persino riusciti a farlo diminuire. Il tasso di disoccupazione nell'UE è diverso da una regione all'altra così come in Svizzera differisce da Cantone a Cantone. Mentre nell'Appenzello interno il tasso di disoccupazione è dell'1,5%, in Ticino i senzalavoro sono il 7,5% della popolazione attiva. Nell'UE, il Lussemburgo presenta un tasso di disoccupazione del 3,2%, la Lombardia del 6,3%, il Bundesland austriaco del Vorarlberg del 4,1%. Valori questi nettamente inferiori al 16,8% del Nord-Pas-de-Calais in Francia.</p><p>ad. 3 È vero che il livello nominale dei salari in Svizzera è molto elevato. Tuttavia, questa affermazione va relativizzata. Infatti, se si considera il livello particolarmente alto dei prezzi in Svizzera, in termini di potere d'acquisto i salari (reali) nel nostro Paese non sono così elevati come sembra a prima vista.</p><p>ad. 4 Attualmente, la conclusione di negoziati bilaterali assume importanza prioritaria nel contesto della politica d'integrazione del Consiglio federale. Va da sé che, al momento opportuno, il Consiglio federale si esprimerà, nel contesto di un dibattito politico sull'adesione della Svizzera alla Comunità europea, sulle opportunità, i pericoli e gli effetti di tale adesione come aveva già fatto nel 1992 (vedere Rapporto sull'eventuale adesione della Svizzera alla Comunità europea del 18 maggio 1992). Oggi il Consiglio federale rileva che l'integrazione europea non ha condotto ad un impoverimento economico bensì ha promosso la concorrenzialità delle economie dei Paesi membri dell'UE. Come indicato dal alcune cifre menzionate al punto 2, è vero il contrario.</p><p>ad. 5 Per quanto riguarda gli investimenti diretti, occorre osservare che, a breve termine, le cifre relative alle esportazioni e alle importazioni di capitale subiscono fluttuazioni importanti. Per varie ragioni, il dato relativo alle importazioni di capitale nel 1992 era ad esempio estremamente basso. La notevole crescita degli investimenti diretti nel periodo 1993-1996 è dovuta principalmente alla scelta di un anno di riferimento, il 1992 per l'appunto, caratterizzato da investimenti particolarmente bassi. </p><p>Rimane infine da sottolineare che le cifre menzionate nell'opuscolo sono state scelte in modo soggettivo per avvalorare la tesi dell'autore. Abbellendo sistematicamente la situazione reale, si getta polvere negli occhi al pubblico. Il Consiglio federale costata quindi che l'opuscolo in questione non contribuisce ad una discussione approfondita e serena né sulla posizione della Svizzera in Europa né sulle conseguenze della non appartenenza istituzionale della Svizzera al mercato interno dell'UE:</p>  Risposta del Consiglio federale.