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Il 27 settembre 2020 i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi sull’introduzione di un congedo di paternità pagato di due settimane. Il Consiglio federale ed il Parlamento raccomandano di accogliere il progetto. Il congedo di paternità agevola la partecipazione dei padri all’accudimento dei figli.
Dopo la nascita di un figlio, le madri che esercitano che lavorano hanno diritto, per legge, ad un congedo di maternità pagato di 14 settimane. I padri salariati hanno invece diritto soltanto a uno o due giorni liberi, i quali rientrano nei giorni di libero usuali che il datore di lavoro deve concedere loro per legge. Per i lavoratori indipendenti non è prevista alcuna regolamentazione legale.
Se il progetto sarà accolto, i padri che esercitano un’attività lucrativa avranno diritto a un congedo di paternità pagato di due settimane, ossia a dieci giorni lavorativi liberi. Questi giorni liberi potranno essere presi entro sei mesi dalla nascita del figlio, in blocco o singolarmente. Ai datori di lavoro sarà vietato ridurre le vacanze per compensare il congedo. La perdita di guadagno durante il congedo di paternità sarà indennizzata, applicando gli stessi principi previsti per il congedo di maternità: l’indennità ammonterà all’80 per cento del reddito da lavoro medio conseguito prima della nascita del figlio, ma al massimo a 196 franchi al giorno. Per due settimane di congedo saranno versate 14 indennità giornaliere, cosicché l’indennità massima sarà pari a 2744 franchi.
Il congedo di paternità di due settimane sarà finanziato tramite l’ordinamento delle indennità di perdita di guadagno (IPG), ossia prevalentemente con i contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro.
Per finanziare la nuova prestazione si dovrà aumentare il contributo salariale alle IPG dall’attuale 0,45 allo 0,5 per cento, il che corrisponde a un aumento di 50 centesimi ogni 1000 franchi di salario, a carico per metà dei salariati e per metà dei datori di lavoro.
La nascita di un figlio è un evento importante che cambia in modo duraturo la vita di coppia. Il Consiglio federale ritiene anacronistico che per una tale occasione i padri ricevano soltanto uno o due giorni liberi, ossia non più che per un trasloco o un matrimonio. Grazie al congedo di paternità i padri potranno trascorrere più tempo con i loro figli neonati, partecipare maggiormente alla nuova vita familiare quotidiana e sgravare le madri. A beneficiarne sarà pertanto tutta la famiglia.
Il progetto è un compromesso finanziariamente sostenibile che gode di un ampio sostegno. Il congedo di paternità di due settimane sarà finanziato tramite le IPG. In questo modo anche le piccole e medie imprese (PMI) potranno permettersi di concedere un congedo di paternità ai loro dipendenti, il che aumenterà la loro attrattività quali datori di lavoro.
I cittadini saranno chiamati a esprimersi sul congedo di paternità di due settimane, poiché il referendum lanciato contro la relativa legge è riuscito. L’argomento degli oppositori è che il congedo di paternità pagato è oneroso per le PMI, irresponsabile ed ingiusto in quanto coinvolge la collettività per il vantaggio di alcuni.
Il progetto in votazione è un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare federale «Per un congedo di paternità ragionevole – a favore di tutta la famiglia», che chiede l’introduzione di un congedo di paternità pagato di quattro settimane. Questa iniziativa è stata ritirata in favore del controprogetto indiretto. Ciò significa che, se il congedo di paternità di due settimane sarà accolto, il Consiglio federale lo introdurrà e l’iniziativa popolare verrà ritirata definitivamente. Se invece il progetto sarà respinto, si dovrà votare sull’iniziativa che chiede il congedo di quattro settimane, salvo se il comitato promotore deciderà di ritirarla definitivamente.
Secondo un rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL)1, a livello mondiale nel 2013 il diritto al congedo di paternità era garantito da 79 Paesi sui 167 per i quali erano disponibili informazioni.
I Paesi dell’Unione europea (UE) prevedono un congedo di paternità pagato compreso tra alcuni giorni o settimane. Una nuova direttiva dell’UE relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare impone inoltre di introdurre entro il mese di agosto del 2022, un congedo di paternità per i salariati, ben pagato e pari ad almeno dieci giorni lavorativi, da fruire nel periodo intorno alla nascita del figlio.
Gli Stati dell’UE sono già tenuti a prevedere un congedo parentale per un periodo di almeno quattro mesi per ciascun genitore salariato; gli Stati possono decidere autonomamente se remunerare o meno il congedo. L’Italia prevede un congedo parentale di sei mesi, con una remunerazione modesta ma con 7 giorni obbligatori, indennizzati al 100%.
Fonte: www.admin.ch
photo: pixabay