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<h2>SubmittedText<h2><p>L'Algeria resta il Paese che conta il maggior numero di casi pendenti nel settore dell’asilo. I casi sono in costante aumento: dai 647 il 31&nbsp;dicembre 2022 si è passati a 706 il 30&nbsp;aprile 2023. Sembra peraltro che la Segreteria di Stato della migrazione non abbia intrapreso nulla per quanto riguarda l’allontanamento per via marittima dei richiedenti algerini come chiesto dalla mozione 20.4477. Sono due le spiegazioni possibili: o il Consiglio federale si rifiuta di attuare la suddetta mozione – il che sarebbe alquanto problematico sotto il punto di vista democratico – oppure l’Algeria rifiuta di accordare alla Svizzera la possibilità di ritorni per via marittima.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la collaborazione con l'Algeria in materia di ritorno sia più che soddisfacente, valutazione ridimensionata dal Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia secondo cui «non si può dire che sia perfetta». Ci ha pure appreso che i rimpatri verso l’Algeria possono essere effettuati su voli di linea in partenza da Basilea.</p><p>La questione degli allontanamenti verso l’Algeria suscita sempre più interrogativi, finora restati senza risposta.</p><p>Prego dunque il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come giudica veramente la collaborazione con l’Algeria nel settore del ritorno?</p><p>2. L'Algeria si oppone a ritorni per via marittima?</p><p>3. Da quando ritorni verso l’Algeria sono eseguiti da Basilea?</p><p>4. Lo Stato algerino pone restrizioni quanto al numero di cittadini per volo e al numero di voli all’anno che la Svizzera può organizzare?</p><p>5. La Francia e altri Paesi europei possono organizzare voli speciali? In caso contrario, perché no?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La collaborazione tra l’Algeria e la Svizzera nell’ambito dei ritorni è disciplinata dall’Accordo del 3&nbsp;giugno 2006 tra il Consiglio federale della Confederazione Svizzera e il Governo della Repubblica algerina democratica e popolare sulla circolazione delle persone (RU&nbsp;2007&nbsp;6911). L’Algeria è al primo posto in termini di casi pendenti nell’ambito del ritorno e riveste un carattere prioritario per i Cantoni e la Confederazione. Negli ultimi anni il Dipartimento federale di giustizia e polizia ha profuso importanti sforzi per potenziare la collaborazione bilaterale nel settore dei ritorni. I risultati sono oggi evidenti: l’identificazione, l’acquisizione di documenti di viaggio nonché l’organizzazione delle partenze funzionano senza problemi. Come il Consiglio federale ha già illustrato nel suo parere relativo alla mozione 23.3032, la Svizzera è in grado di organizzare ritorni volontari o coatti a tutti i livelli d’esecuzione, il che include le partenze volontarie, le partenze accompagnate e i voli speciali. Questa evoluzione positiva si riflette nelle statistiche: nel 2022 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha potuto organizzare 462 partenze controllate (351 ritorni volontari e 111 coatti), il che corrisponde a un aumento del 280&nbsp;per cento rispetto al 2019, prima della chiusura delle frontiere algerine a causa della pandemia. L’evoluzione positiva si conferma anche nell’anno in corso: fino al 31&nbsp;maggio 2023 hanno avuto luogo 153 ritorni volontari e 71 ritorni coatti. In questo contesto, il Consiglio federale qualifica come eccellente la collaborazione con l’Algeria. Il numero elevato ma stabile di casi pendenti nel settore del ritorno riflette il numero elevato di domande d’asilo (1360 nel 2022, 679 fino al 31.05.2023).&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>2. La questione dei ritorni per via marittima è stata discussa nel 2022 in occasione di due dialoghi migratori con l’Algeria, in cui è stato possibile negoziare un accordo su una forma di rinvio molto più favorevole per la Svizzera: l’Algeria ha accettato per la prima volta l’organizzazione di voli speciali. Questi ultimi sono preferibili ai ritorni per via marittima sotto ogni punto di vista: sono nettamente meno cari, durano meno tempo e sono inoltre più sicuri in un’ottica di polizia. Un’operazione di rimpatrio per via marittima dura circa tre giorni e richiede il trasporto della persona da allontanare fino all’aeroporto svizzero di partenza, un volo a destinazione di un aeroporto vicino alla costa, il trasferimento al porto, la traversata a bordo del traghetto e il volo di ritorno degli agenti di scorta della polizia cantonale. A parere dei Cantoni, i voli speciali sono incontestabilmente l’opzione da prediligere. La questione della possibilità di eseguire ritorni per via marittima si pone pertanto solo se non possono essere effettuati voli speciali. Dal 2023 la Svizzera effettua voli speciali a destinazione dell’Algeria.</p><p>&nbsp;</p><p>3. I ritorni a destinazione di Algeri a partire dall’aeroporto di Basilea-Mulhouse sono operativi da luglio 2022, in seguito al ripristino del collegamento diretto sospeso da marzo 2020 a causa delle misure di lotta contro la pandemia. I relativi negoziati erano stati conclusi con successo ad Algeri all’inizio del 2020, prima della pandemia, ma hanno potuto essere attuati soltanto nel 2022.</p><p>&nbsp;</p><p>4. L’accordo di riammissione non prevede limitazioni particolari. A livello operativo, le esigenze delle compagnie aeree in materia di sicurezza limitano in genere a due il numero di persone rimpatriate tramite volo di linea. Nel caso dei voli speciali, l’elenco dei passeggeri è deciso di comune intesa tra la SEM e le autorità algerine. Non vi sono limitazioni formali, in quanto si ricorre ai voli speciali soltanto in via eccezionale quando l’allontanamento non può essere eseguito con mezzi meno coercitivi.</p><p>&nbsp;</p><p>5. Il Consiglio federale non commenta gli eventuali accordi operativi conclusi da altri Stati.</p>