Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01032.jsonl.gz/844

Il CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, risponde alle accuse della SEC, pubblicando per intero, la sua lettera di mozione di archiviazione direttamente su Twitter.
Today, a letter was filed on my behalf indicating my intent to file a Motion to Dismiss in response to the SEC’s amended complaint against me. Simply put, the SEC’s allegations are regulatory overreach. The letter speaks for itself: https://t.co/bwj9YdDOQw
— Brad Garlinghouse (@bgarlinghouse) March 3, 2021
La presente lettera fa riferimento alla causa contro Ripple Labs Inc e suoi due dirigenti, sollevata dalla SEC, il Securities and Exchange Commission americano, il 22 dicembre 2020.
Secondo Garlinghouse, le accuse della SEC sono un eccesso di regolamentazione e, dato che non ci sono elementi di scompenso, l’agenzia americana che vigila sui mercati finanziari dovrebbe procedere con l’archiviazione.
Le ragioni di Brad Garlinghouse su Ripple e le accuse della SEC
Nello specifico, il CEO di Ripple parla di due ragioni per cui le accuse della SEC dovrebbero fallire.
In primo luogo, la SEC ha rivelato che le transazioni eseguite in XRP fossero state definite come trasferimenti di “contratto di investimento”.
A tal proposito Garlinghouse scrive alla SEC come segue:
“la SEC non riesce a riconoscere le realtà economiche delle transazioni dei convenuti in XRP, il mercato XRP e l’attività di Ripple, ognuno dei quali non presenta nessuna delle tradizionali caratteristiche di un contratto di investimento secondo SEC v. W.J. Howey”.
Al contrario, XRP è da sempre definito come un bene o un asset digitale utilizzato per rendere più veloci, più economici e più efficienti i pagamenti e i trasferimenti di denaro.
Infatti, pare che sia nel 2015 che nel 2020, il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento del Tesoro e il Financial Crimes Enforcement Network (“FinCEN”) hanno ritenuto che XRP fosse una valuta virtuale o moneta virtuale.
Non solo, gli stessi enti hanno richiesto a Ripple di implementare controlli antiriciclaggio generalmente non applicabili alle transazioni di titoli, cosa che ha fatto e continua a fare.
In secondo luogo, il CEO di Ripple descrive la sua risposta contro l’accusa personale di aver effettuato vendite di XRP non registrate.
A tal proposito, ecco come nella lettera Garlinghouse si è espresso:
“la SEC ha anche scelto di puntare il signor Garlinghouse con la violazione personale delle le leggi sui titoli – sia vendendo il proprio XRP che aiutando e favorendo le vendite di Ripple. Sforzandosi di imporre la responsabilità personale su un dirigente come il signor Garlinghouse per aver semplicemente fatto il suo lavoro dove ha ragionevolmente capito che le sue azioni erano conformi alla legge, rappresenta un abuso di discrezione dell’accusa che ha inviato un segnale pericoloso per gli imprenditori e che raffredderà l’innovazione”.
In pratica, anche la denuncia modificata di recente, non riesce a dichiarare che le vendite e le offerte di XRP effettuate da Garlinghouse, rientrino nell’ambito territoriale del Securities Act.