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In un'atmosfera febbrile, la Birmania ha ultimato oggi i preparativi per le elezioni suppletive di domani che con ogni probabilità porteranno Aung San Suu Kyi in Parlamento: un voto che non potrà alterare la struttura di potere, ma che ha un valore estremamente simbolico. Frattanto, la comunità internazionale attende di verificare la regolarità della consultazione in vista di un possibile allentamento delle sanzioni contro il Paese.
In tutti i 45 collegi in palio (il 7% del Parlamento) sono state allestiti i seggi di voto, mentre ieri i 157 candidati hanno completato la loro campagna elettorale.
Nelle strade di Rangoon, dove si corre per sei seggi, anche oggi sostenitori della "Lega nazionale per la democrazia" (Nld) di Suu Kyi (66 anni) hanno attraversato la città indossando magliette con l'immagine della loro leader e intonando slogan in una clima gioioso: comportamento che fino a solo un anno fa avrebbe garantito l'arresto.
L'impressione è che le riforme introdotte negli ultimi mesi dal governo di Thein Sein abbiano liberato molti birmani dalla paura. Come ha detto Suu Kyi ieri in una conferenza stampa, nella quale ha denunciato brogli e intimidazioni tali da rendere il voto "non libero e regolare", "il nostro più grande trionfo è la crescente consapevolezza politica della popolazione".
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