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Quaglia
Rivista numero 56 – Giugno 2008
La piccola e simpatica Quaglia
Di Luca Bettosini
In Ticino è presente saltuariamente come migratore e come nidificante, in quest’ultimo caso con effettivi molto modesti. Essa è molto piccola e difficile da osservare in libertà.
Le quaglie appartengono all’ordine dei Galliformi e costituiscono insieme ad altri uccelli come i Polli, i Fagiani e le Pernici, la famiglia dei Fasianidi di cui esso è il piú piccolo rappresentante. Il gruppo delle Quaglie comprende piú razze: la razza Coturnix è stata da sempre quella piú ricca di specie. La specie piú comune è la Coturnix coturnix, che è diffusa in Europa, Asia, Arabia e India.
Le quaglie sono menzionate per la prima volta nella Bibbia (Esodo 16, 13) riguardo a fatti avvenuti in primavera (Esodo 16, 1), periodo nel quale esse migrano verso nord. Gli israeliti si trovavano nel deserto di Sin nella penisola del Sinai e si lamentavano del cibo che avevano a disposizione. In risposta, Dio assicurò a Mosè che “fra le due sere” avrebbero mangiato carne e la mattina si sarebbero saziati di pane. (Esodo 16, 12) Quella sera “le quaglie salivano e coprivano il campo”, e la mattina dopo comparve per terra la manna. L’uccello descritto nella Bibbia è evidentemente la quaglia comune (Coturnix coturnix), che in primavera si sposta dal centro dell’Africa verso N, raggiunge l’Egitto in marzo e in seguito attraversa l’Arabia e la Palestina, per riprendere il viaggio di ritorno all’inizio dell’inverno.
In Ticino è presente saltuariamente come migratore e come nidificante, in quest’ultimo caso con effettivi molto modesti. Essa è molto piccola e difficile da osservare in libertà.
“Nei caratteri, nei costumi e in generale nel modo di vivere, la quaglia si differenzia molto dalla pernice. Cammina rapidamente e dimenandosi, ma con brutti atteggiamenti perché ritira la testa, lascia pendere la coda, nicchia continuamente col capo e di rado prende un nobile contegno; il suo volo è celere, interrotto e mai troppo prolungato o elevato, a parte quello cui si affida durante le migrazioni; i suoi sensi, soprattutto la vista e l’udito, si possono dire ben sviluppati, mentre l’intelligenza è molto scarsa. Benché non veramente paurosa, è sempre timida e inquieta, ed assolutamente incapace di qualsiasi socievolezza. Solo il bisogno, mai l’inclinazione, riunisce le quaglie: il maschio non conosce neppure la simpatia verso i suoi simili, li insegue e li combatte con cieco furore, e maltratta perfino la femmina dalla quale, pure, la sua passione è esaltata fino al massimo grado. La femmina si mostra madre amorosa e raccoglie anche i piccoli orfani dei genitori, ma essi l’abbandonano villanamente appena non hanno piú bisogno di lei. In generale, la quaglia non si cura degli altri animali se non quando li teme, e non mantiene nessuna relazione amichevole con essi”. 1
Caratteristiche
Di indole solitaria, si riunisce in branco solo per compiere la migrazione, che si svolge per lo piú di notte. Ha un carattere timido e diffidente. Terragnola e ottima pedinatrice è riluttante a prendere il volo. Dal terreno si alza con un tipico “salto” prima di affidarsi al volo. Attiva nelle ore diurne, trascorre il riposo notturno in depressioni del terreno al riparo dal vento.
La Quaglia non presenta un forte dimorfismo sessuale, i maschi giovani hanno gola bianca con macchia nera longitudinale che, col passare del tempo, diventa rossastra o nerastra con petto fulvo ruggine tendente al chiaro; la femmina ha gola bianco-fulva e petto fulvo-giallastro o gialliccio con macchie allungate scure. I giovani assomigliano alle femmine, ma il loro piumaggio è fortemente macchiato e tende al grigiastro. Il piumaggio è di colore dominante fulvo-giallastro barrato di bianco, fulvo e nero con linee chiare e scure sui fianchi. In entrambi i sessi il becco è bruno scuro e le zampe sono bruno-giallo chiare. Non sono rari gli individui melanici. In volo si riconosce per le piccole dimensioni, le ali lunghe e relativamente appuntite, la colorazione mimetica e il volo basso e rettilineo. Le misure vanno dai diciotto centimetri della lunghezza complessiva agli oltre trenta dell’apertura alare, mentre le singole ali misurano dieci centimetri e la coda appena quattro.
L’ambiente preferito è rappresentato da zone aperte, a dominanza di graminacee, “steppe cerealicole”, incolti, ecc., dal livello del mare fino ad oltre 2’500 metri di altitudine. Nidifica al suolo, generalmente nei cereali.
Il nutrimento consiste in semi di vario genere, foglie e gemme, ma soprattutto in ogni specie di insetti; per agevolare la digestione l’uccello inghiotte dei piccoli ciottoli, ed ha naturalmente bisogno d’acqua per estinguere la sete, ma poiché gli bastano le poche gocce di rugiada che riesce a raccogliere sulle foglie, è molto raro che si diriga in luoghi determinati per dissetarsi.
La stagione riproduttiva, che va da maggio a metà agosto, viene preannunciala dai canti d’amore dei maschi di tono profondo e miagolante, ai quali rispondono quelli sommessi e pigolanti delle femmine. Gli accoppiamenti sono preceduti da combattimenti tra i maschi e corteggiamenti.
La femmina incomincia a fabbricare il nido piuttosto tardi, mai prima dell’inizio dell’estate: pratica, per lo piú nei campi di frumento o nei prati, una leggera escavazione, la riveste con qualche frammento di pianta secca e vi depone da otto a quattordici uova, macchiate di scuro o di bruno-nero sul fondo bruniccio-chiaro. L’incubazione dura per diciotto o venti giorni e, dopo che i piccoli sono sgusciati, la madre li conduce con cura alla ricerca del cibo e li sorveglia amorevolmente. Si sviluppano molto rapidamente; nella seconda settimana sono già in grado di svolazzare e abbandonano senza complimenti la madre; nella quinta o nella sesta hanno già raggiunto l’intero sviluppo e sono in grado di intraprendere il viaggio autunnale.
Negli ultimi decenni per questa specie si è notata in Europa una progressiva diminuzione degli effettivi. Come nel caso della Starna, le cause sono da ricercare principalmente nelle modifiche del territorio e delle pratiche agricole. Tuttavia per questa specie anche la prolungata siccità nelle zone di svernamento del Sahara e la forte pressione venatoria possono aver avuto un’influenza non trascurabile sulla densità degli effettivi.
La migrazione
“Le migrazioni delle quaglie presentano parecchi aspetti notevoli: esse avvengono ogni anno, ma differiscono considerevolmente da quelle degli altri uccelli. Alcune si trovano già in Egitto alla fine di agosto, un numero maggiore vi giunge in settembre, e frattanto, in questo stesso mese, e non molto di rado, si incontrano ancora nel centro dell’Europa delle femmine covanti o dei piccoli coperti di piumino. La migrazione principale ha certamente luogo in settembre, ma si prolunga per tutto ottobre e in certi casi anche in novembre. Prima del viaggio gli uccelli non hanno l’uso di raggrupparsi, e ciascuno si mette in cammino senza curarsi degli altri: solo per la traversata vera e propria si riuniscono a stuoli, già numerosi quando i viaggiatori hanno raggiunto il meridione europeo, dove le coste del Mediterraneo formicolano, a cominciare da settembre, di migliaia e migliaia di quaglie. In Grecia, in Turchia, nell’Italia meridionale, nella Spagna, intorno al Mar Nero e al Mar Caspio, come pure sulle coste dei mari della Cina e del Giappone, nei cespugli lungo i precipizi, lungo i fossi e i prati, nei pruneti e tra le zolle, dovunque i cacciatori si imbattano nelle quaglie, bastano poche ore per riempire i carnieri. Stando in osservazione sulle coste settentrionali dell’Africa, si può sovente essere spettatori dell’arrivo delle quaglie. Si scorge una nuvola scura e bassa, aleggiante al di sopra delle onde, che rapidamente si avvicina e si abbassa per precipitare al suolo sul margine estremo delle onde, in una mortale stanchezza. Qui le povere creature giacciono dapprima alcuni minuti come sbalordite e quasi incapaci di muoversi, e passa parecchio tempo prima che si decidano a mettere nuovamente in esercizio gli spossati muscoli del petto: in genere, ciascuna cerca la sua salvezza correndo a cercarsi un rifugio, ed evita accuratamente di alzarsi in volo nei primi giorni dopo l’arrivo. Da quel momento in poi compiono la maggior parte dei loro spostamenti sul terreno, e, tenendosi sempre piuttosto isolate, scelgono per dimora le località che meglio si accordano ai loro gusti, vale a dire le stoppie, le zone coltivate e le steppe. Al cominciare della primavera si preparano a partire e si riuniscono sulle coste del mare, mai però in schiere cosí numerose come d’autunno: sembra che nel ritorno non scelgano sempre la stessa strada percorsa all’andata, ed è certo che, dopo aver superato il mare, si spostano molto lentamente, scomparendo a poco a poco dalle regioni piú meridionali alle quali giungono, in genere, durante la primavera, nel mese di aprile. La residenza preferita dalle quaglie nella stagione estiva è data dalle pianure fertili e ricche di cereali, mentre le regioni elevate e montuose, le paludi e i luoghi acquitrinosi sono attentamente evitati. Subito dopo il ritorno si trattengono nei campi di frumento e di segale, ed anche se piú tardi si mostrano meno esigenti, si può dire che, di regola, non si trovino bene se non laddove vi siano coltivazioni di frumento”. 2
Le uova di Quaglia
Le uova di Quaglia possono essere utilizzate in cucina esattamente come le uova di gallina: alla coque, sode, all’occhio di bue, per dolci o originali tagliatelle. Sono indicate anche per la prevenzione e la cura di alcuni tipi di allergie.
“La maggior parte degli ovomucoidi non possiedono o possiedono poca affinità per la tripsina umana. Ora, quelli delle uova di quaglia ne hanno. Infine, studi recenti hanno dimostrato che l’uovo di Quaglia è indenne da tutti i germi cinque settimane dopo la produzione a condizione che sia conservato a cinque gradi, ma cinque settimane dopo se ne possono trovare se conservato a temperatura ambiente; da qui la necessità di utilizzare le uova in un limite di tempo molto ristretto da una parte, e una conservazione rigorosa e costante a partire dalla produzione dall’altra. Attualmente, gli studi tossicologici a breve ed a lungo termine sono realizzati sull’animale. L’uovo di Quaglia presenta una grande efficacia tanto sulla ipersensibilità immediata corrispondente alla reazione immunologica detta di tipo I, quanto sulle relazioni immunologiche di tipo II, III e IV, che sono attualmente in studio. Le malattie dove interviene la reazione di tipo I sono l’asma allergica, le riniti non stagionali allergiche, le laringiti, le pollinosi, l’orticaria, certe turbe digestive accompagnate da edema di Quinke e da vomito ed infine gli shock anafilattici alla penicillina ed alle punture di insetti come gli imenotteri”. www.mednews.it
SCHEDA ZOOLOGICA
Classe: Uccelli
Ordine: Galliformi
Famiglia: Fasianidi
Genere: Coturnix
Specie: coturnix
Habitat: Le regioni del vecchio mondo dalle quali la quaglia è completamente assente sono ben poche: in Europa si incontra ovunque, a parte le regioni piú settentrionali; nell’Asia centrale è comune, e dalle une e dalle altre località migra ogni anno verso sud, attraversando tutta l’Africa settentrionale fino all’Equatore e al Capo di Buona Speranza, come pure verso tutti i paesi meridionali del continente asiatico.
Fonti:
1: Da Wikipedia, l’enciclopedia libera
2: Da Wikipedia, l’enciclopedia libera
It-2 / 689
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www.mednews.it