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WASHINGTON - Il numero di nuovi contagi negli Stati Uniti ha subito un aumento da record nella giornata di venerdì. Le autorità hanno riferito di 18'000 nuove persone affette da coronavirus, per un totale di 104'000 infetti.
Per quanto riguarda i morti, il dato di ieri parla di 370 persone decedute, un record per gli Stati Uniti, che hanno raggiunto in pochi giorni ben 1630 decessi.
Il personale medico ha lanciato l'allarme da più parti del paese, richiedendo maggiori dispositivi di protezione. Inoltre a New York, New Orleans, Detroit e in altre città-focolaio, mancano il personale medico, medicine e attrezzature mediche, in particolare i ventilatori.
Al momento gli Stati Uniti si trovano in cima alla triste classifica, avendo superato giovedì anche la Cina e l'Italia per il numero di contagi.
Stando agli ultimi dati della Johns Hopkins University, le vittime in tutto il mondo sono ormai 27'300.
Dati mondiali - Hanno superato i 600'000 i contagi da coronavirus nel mondo, secondo l'ultimo bilancio della Johns Hopkins University. Per la precisione, i casi finora registrati sono 601'478. Secondo l'ultimo bilancio, i deceduti in tutto il mondo sono 27'862 e i guariti 131'826. Al primo posto come numero di contagi ci sono gli Stati Uniti, con 104'837 casi, al secondo l'Italia con 86'438 e al terzo la Cina con 81'948.
Trump contro GM - Donald Trump alza la voce con General Motors e ordina al colosso di Detroit di iniziare a produrre respiratori. L'ordine arriva con il ricordo al Defense Production Act, la legge varata negli anni 1950 durante la guerra di Corea per riorientare la produzione di alcune industrie. «Non esiterò a usare tutto il mio potere e la mia autorità per combattere la crisi» assicura Trump nominando Peter Navarro, il falco consigliere commerciale, come coordinatore della politiche adottate nel Defense Production Act.
Accusando GM di «perdere tempo» nelle trattative con l'amministrazione per il contratto di produzione di ventilatori, Trump passa all'azione. L'obiettivo, spiega il presidente, è «salvare vite umane». «Le nostre trattative con GM sulla fornitura di ventilatori sono state produttive ma la nostra battaglia contro il virus è più urgente del tira e molla del normale processo di contrattazione», aggiunge Trump. Il nodo, secondo indiscrezioni, sarebbe il valore del contratto, con l'amministrazione scettica a firmare un'intesa da 1 miliardo di dollari. Secca la replica di GM, che sta lavorando con il produttore di ventilatori Ventec «24 ore al giorno da una settimana per soddisfare il bisogno» delle apparecchiature. «Il nostro impegno non ha mai vacillato», spiega il portavoce di GM, James Caine.