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BERNA - I risultati riguardanti la Svizzera dell'ultimo rapporto sulle performance ambientali dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) fanno lanciare un grido d'allarme a WWF, Pro Natura e BirdLife. Le organizzazioni ambientaliste deplorano le lacune nella protezione della biodiversità e si preoccupano per la sparizione di specie indigene.
«Un'agricoltura di tipo intensivo, corsi d'acqua sbarrati e deficit nella gestione del territorio non restano senza conseguenze», scrive WWF Svizzera. «Lo stato generale della biodiversità è cattivo ed è compito dei politici prendere misure adeguate e liberare i fondi necessari per la messa in opera».
Secondo BirdLife, il piano d'azione per la biodiversità non definisce obiettivi quantitativi, impegni finanziari, responsabilità o punti di riferimento chiari per misurare i progressi. Bisogna dare vita immediatamente a progetti specifici per proteggere le specie minacciate, ha aggiunto l'organizzazione.
«La Svizzera resta ancora fanalino di coda in Europa per quel che riguarda le aree protette», sottolinea dal canto suo Pro Natura. Sono in particolare i corsi d'acqua e le zone paludose a essere minacciate e, di conseguenza, otto specie di pesci sono estinte e il 70% delle rimanenti è in pericolo o minacciata.