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L'accusa arriva da un gruppo di attivisti che ha redatto un rapporto sul funzionamento dell'App nei paesi del terzo mondo.
Facebook fa "colonialismo digitale". L'accusa arriva dal gruppo di attivisti Global Voices e riguarda Free Basics, l'app di Facebook che consente l'accesso gratuito ma parziale a internet nei Paesi in via di sviluppo. Free Basics è disponibile in 63 paesi e l'anno scorso è stato vietato in India per violazione della neutralità della rete. L'app offre l'accesso a Facebook e a un numero limitato di siti e servizi di pubblica utilità.
Stando al rapporto di Global Voices Free Basic raccoglie un numero elevato di informazioni dagli utenti, ma non dà loro sufficienti servizi. Fra le carenze evidenziate vi sarebbe quella della posta elettronica, del supporto per le lingue locali, l'accesso a pochi siti locali e molti statunitensi o in inglese. "Facebook non sta portando l'internet aperto alle persone, sta costruendo questa piccola rete che trasforma gli utenti in consumatori passivi di contenuti aziendali occidentali", ha detto Ellery Biddle di Global Voices al Guardian. "Questo è colonialismo digitale".