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IL CAIRO - La magistratura egiziana ha preso di mira un'altra danzatrice del ventre: stavolta si tratta di una russa che sostiene di essere l'unica artista straniera ad esibirsi in questo tipo di danza in Egitto con tanto di permessi rilasciati da tre autorità.
La 31enne, che si presenta col nome d'arte di "Johara" (pietra preziosa), è stata fermata martedì per cinque ore dalla Procura di Giza, competente per la parte occidentale del Cairo, e rilasciata su cauzione, riferisce il sito del quotidiano Al Masry Al Youm.
L'accusa per la donna, il cui vero nome è traslitterabile in Ekaterina Andreeva, è di «istigazione alla depravazione e ai (bassi) istinti» e di aver ballato «seminuda». La procura la accusa anche di non avere permesso di lavoro contrariamente a quanto sostiene la ballerina.
Il rapporto di polizia precisa che stava ballando in un night club allestito in un barcone sul Nilo senza indossare gli "shorts", mutande particolarmente coprenti previsti dalle norme.
La ballerina ha negato l'accusa sostenendo che il proprio costume sarebbe «identico» a quello che le sue colleghe indossano in Egitto: «Conosco le tradizioni del vostro Paese, se avessi voluto danzare nuda l'avrei fatto in Russia», ha argomentato Andreeva, finita nel mirino della magistratura a causa di video amatoriali delle sue perfomance.
Peraltro il vestito bianco che indossava nei due video in circolazione su internet sarebbe stato fatto sparire dalla polizia, ha sostenuto la danzatrice che invece avrebbe voluto produrlo in tribunale come prova a suo favore.
In Egitto, Paese al 90% musulmano, già in passato danzatrici del ventre e altre artiste hanno avuto guai con la magistratura per esibizioni giudicate oscene.