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Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann durante una visita a Teheran
KEYSTONE/PETER KLAUNZER(sda-ats)
Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha adottato oggi l'accordo commerciale tra la Svizzera e l'Iran.
La Camera del popolo ha inoltre preso atto del rapporto di politica economica esterna 2016, secondo cui le imprese elvetiche devono poter continuare a fruire di un accesso senza ostacoli ai mercati esteri, sebbene la situazione in alcuni Paesi sia complicata.
Il decreto federale che autorizza la Confederazione a sviluppare le proprie relazioni economiche con la Repubblica islamica d'Iran è stato accolto con 151 voti contro 1 e 35 astenuti. Il mercato è stato valutato tra 80 e 90 milioni di franchi.
I deputati hanno inoltre approvato - con 132 voti contro 55 - l'accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS (di cui fa parte la Svizzera) e le Filippine. Il PS ha tentato invano di completarlo istituendo un forum di attori della società civile per garantire l'attuazione delle disposizioni concernenti lo sviluppo sostenibile. Ma la proposta, appoggiata unicamente dai Verdi, è stata respinta con 132 voti contro 53 e 1 astenuto.
Libero scambio
Nel 2016, il governo si è impegnato in seno al WTO per la liberalizzazione del commercio internazionale e ha negoziato diversi accordi di libero scambio. Alla fine dell'anno, la Svizzera era parte di 28 accordi che hanno coinvolto 38 Stati non membri dell'UE o dell'Associazione europea di libero scambio. I negoziati sono proseguiti - o sono ripresi - anche con altri Paesi, tra cui l'India e l'Indonesia.
Ma il libero scambio deve far fronte a parecchie critiche e rimesse in discussioni, sottolineano gli autori del rapporto, e non unicamente tra gli oppositori alla globalizzazione. Le tendenze protezionistiche guadagnano terreno. Si tratta di garantire condizioni quadro vantaggiose affinché le imprese svizzere continuino a beneficiare di un accesso il più possibile libero ai mercati esteri.
Globalmente, le prospettive sono più fragili per il commercio elvetico: ai rischi geopolitici si sono aggiunti in particolare l'indebolimento delle banche in vari Paesi della zona euro nonché le conseguenze dell'uscita del Regno Unito dall'UE. Inoltre, il futuro delle relazioni tra Berna e Bruxelles potrebbe rallentare a medio termine l'attività degli investimenti della Svizzera e la crescita economica del Paese.
SDA-ATS