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Ratko Mladic, l'ex comandante dei serbi di Bosnia catturato il 26 maggio scorso in Serbia, ha detto di aver sbagliato a non suicidarsi e ha minacciato di fare lo sciopero della fame se non gli sarà consentito di vedere i suoi famigliari.
"Adesso che sono qui in carcere dovete rispondere alle mie richieste e procurarmi al più presto un'adeguata assistenza medica, consentire la visita dei miei famigliari e procurarmi il denaro necessario a pagare i miei avvocati", ha detto Mladic come riferito oggi dal quotidiano Blic. "In caso contrario - ha aggiunto - non prenderò più né cibo né medicine".
Secondo le informazioni in possesso del giornale, Mladic non sarebbe malato di cancro, come riferito nei giorni scorsi dal suo avvocato, e il suo precario stato di salute sarebbe la conseguenza di due ictus che lo avrebbero colpito nel 1996 e nel 2008.
Sempre secondo Blic tutti gli imputati serbi del tribunale penale internazionale dell'Aia hanno presentato una richiesta comune per ottenere l'invio all'Aia di un team di medici e un team di specialisti che possano visitarli in modo adeguato. Il ministro della Sanità serbo Zoran Stankovic ha detto da parte sua che la richiesta viene attualmente esaminata.
Per quanto riguarda poi la difesa di Mladic, Blic riferisce che si starebbe considerando l'ipotesi di assumere 4 avvocati russi, con i quali sarebbero già in corso gli opportuni contatti.
Ratko Mladic è detenuto dal 31 maggio nel carcere del Tribunale penale dell'Aia a Scheveningen, ad una decina di chilometri dalla capitale olandese.
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