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La Corte di cassazione francese ha ribaltato una decisione presa nel 2019 dai giudici d'appello di Parigi riguardante le attività in Siria di Lafarge, il produttore di cemento che nel 2015 si è unito al concorrente svizzero Holcim per dare vita a LafargeHolcim, che nel frattempo è tornato a chiamarsi Holcim.
Contrariamente a quanto deciso dalla precedente istanza, viene mantenuta l'incriminazione per complicità in crimini contro l'umanità in relazione all'operato nel paese medio-orientale sino al 2014. La più alta corte francese ha anche deciso di cassare il mantenimento dell'accusa di messa in pericolo della vita altrui. Le due questioni devono ritornare all'entità istruttoria affinché si pronunci nuovamente.
La filiale siriana di Lafarge (Lafarge Cement Syria, LCS) è nel mirino degli inquirenti per aver versato denaro all'Isis e ad altri gruppi armati, fra il novembre 2013 e il settembre 2014, allo scopo di mantenere in funzione il suo stabilimento di Jalabiya, nel nord del paese.
- RG 08.00 del 06.09.2021 - Il servizio di Roberto Scolla
"Collaborazione con organizzazioni terroristiche"
Per continuare a produrre cemento in una fabbrica siriana e garantirsi l'andirivieni di persone e materiali in sicurezza, Lafarge avrebbe pagato organizzazioni terroristiche, tra le quali anche il sedicente Stato islamico. Con questa accusa - assieme a "violazione di embargo" e "complicità in crimini contro l'umanità"- è finita sotto processo a Parigi. Se ritenuta colpevole Holcim rischia una multa fino a 60 milioni di euro. Oltre che in Francia, Holcim è finita pure nel mirino della giustizia statunitense per lo stesso motivo, per fatti risalenti al 2013-14.
Potrebbe invece essere miliardaria la pena pecuniaria inflitta alla multinazionale svizzera in un eventuale processo statunitense, sempre che non si arrivi a un accordo extragiudiziale. Per cominciare a far fronte a queste spese Holcim ha provveduto, nel primo semestre di quest'anno, ad accantonare oltre 340 milioni di franchi.