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Oltre un centinaio di dimostranti hanno fatto irruzione a Tripoli nella sede del Congresso Nazionale Generale, il Parlamento libico, per protestare contro la composizione del futuro governo proposta ieri dal primo ministro eletto, Mustafa Abushagur, a loro dire troppo poco rappresentativa.
Provenienti in massima parte da Zawiyah, citta' della Tripolitania nord-occidentale situata a una cinquantina di chilometri dalla capitale, gli intrusi hanno imposto la cancellazione di una seduta straordinaria, che sarebbe dovuta essere per l'appunto dedicata all'esame delle nomine per la formazione del nuovo gabineto provvisorio.
Ad Abushagur è imputata in particolare l'esclusione di rappresentanti dell'Alleanza delle Forze Nazionali, una formazione laica e filo- liberale guidata dall'ex premier Mahmoud Jibril, che ha vinto le elezioni del 7 luglio scorso. L'organigramma prevede invece diverse figure del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, braccio politico dei locali Fratelli Musulmani, ma soprattutto una serie di personalità assai poco note: a cominciare da colui che dovrebbe diventare ministro del Petrolio, Mabrouk Issa Abu Harroura.
I maggiorenti di Zawiyah, le cui tribù fornirono un contributo decisivo al rovesciamento del vecchio regime di Muammar Gheddafi, avevano indicato alcune alternative, nessuna delle quali è peraltro stata presa in considerazione. Alla fine i manifestanti sono usciti dal palazzo del Parlamento, ma si sono comunque trattenuti all'esterno, continuando a contestare la selezione dei potenziali ministri, ancora suscettibile di modifiche. La votazione sulla nomina di ciascuno di essi è nel frattempo stata rinviata almeno fino alla serata odierna.