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Critiche rivolte ai governi africani per l'invio di grandi delegazioni alla Cop28, che secondo alcuni cittadini rappresentano una stravaganza finanziaria
Indignazione in Namibia dopo che i quattro figli del presidente, Hage Geingob, si sono uniti alla delegazione del governo presente al vertice sul clima Cop28. L'ufficio di Geingob ha confermato sulla piattaforma X che i figli sono a Dubai, ma ha negato che il viaggio sia stato finanziato dallo Stato.
"L'opinione pubblica namibiana e i media siano certi che non un solo centesimo di fondi pubblici è stato speso per i figli", è scritto in un comunicato stampa pubblicato dall'ufficio di presidenza su X, in cui inoltre si specifica che il presidente e sua moglie "separano meticolosamente le spese che rientrano nelle loro prerogative da quelle che sono considerate spese private, in linea con le normative vigenti".
Le accuse giunte sono perciò "maliziose e politicamente motivate, con il chiaro intento di sminuire l'eccellente lavoro che il presidente Geingob e la delegazione namibiana stanno svolgendo alla Cop28", secondo la nota della presidenza. Le reazioni, però, sono all'insegna dello scetticismo, e c'è chi chiede le prove di quanto dichiarato.
Diverse critiche sono state rivolte ai governi africani per l'invio di grandi delegazioni alla Cop28, che secondo alcuni cittadini rappresentano una stravaganza finanziaria. Alcuni governi, tra cui Nigeria, Tanzania e Kenya, hanno difeso però le loro scelte affermando che molti dei delegati non sono finanziati dallo Stato poiché rappresentano i media, le organizzazioni della società civile e le istituzioni private.