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La ventinovenne keniana abbatte anche il record dei 5000 metri dopo aver realizzato a Firenze quello dei 1500, mentre l'etiope è il nuovo re delle siepi
Una settimana dopo aver battuto il primato mondiale dei 1'500 m in quel di Firenze, Faith Kipyegon si ripete anche nella tappa parigina della Diamond League. Stavolta, la ventinovenne keniana abbatte il record dei 5'000 m, migliorando di oltre un secondo (14'05‘’20 contro 14‘’06‘’62) il crono realizzato nel 2020 dall'etiope Letesenbet Gidey, che anche nell'occasione è tra le grandi protagoniste della gara, ma che alla fine è costretta a dichiararsi battuta, con un vano tentativo di restare in scia all'avversaria nei metri conclusivi. Quello dell'africana non è tuttavia l'unico primato del mondo realizzato allo Stade Charléty: il primo, pur sull'insolita distanza delle due miglia, porta la firma del norvegese Jakob Ingebrigtsen (7'54‘’10), mentre l'altra impresa è quella compiuta sui 3000 m siepi da Lamecha Girma, che a soli ventidue anni realizza un tempo a dir poco stellare, fermando i cronometri sul 7'52"12 (il precedente primato, stabilito da Stephen Cherono nel lontano 2004, era di 7'53"63).
A Parigi, però, c‘è gloria anche per la Svizzera. E il merito è tutto di Simon Ehammer, tra i grandi protagonisti della prova del salto in lungo, vinta dal greco Tentoglu con due soli centimetri di vantaggio sull'appenzellese, la cui miglior misura è stata di 8 metri e 11. Quanto a Jason Joseph, dopo aver mostrato cose incoraggianti durante le qualificazioni il basilese non ha brillato nella gara che assegnava il successo nei 110 ostacoli e si è dovuto accontentare di un modesto settimo posto in 13’‘29, lontano dal 12’'98 dell'americano Grant Holloway, autore della miglior prestazione mondiale stagionale.