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Perché si dice “canta che ti passa”?
Che origini ha, questa simpatica e diffusissima espressione colloquiale?
Pare che ebbe origine durante la prima guerra mondiale, quando un soldato, nonostante la guerra incombesse e la situazione fosse tutt’altro che allegra, mostrò la sua attitudine positiva incidendo su una trincea la scritta “canta che ti passa”, incitando i suoi compagni commilitoni a non spaventarsi e a non aver preoccupazioni... la pace sarebbe tornata presto!
Il racconto ci arriva da Piero Jahier, scrittore e poeta italiano nato nel 1884 e arruolato come volontario nel 1916 negli Alpini. Egli infatti, nell’epigrafe della sua raccolta di Canti di soldato pubblicata nel 1919, narrando del periodo passato in trincea, parla appunto del “buon consiglio che un fante compagno aveva graffiato nella parete della dolina: canta che ti passa”.
Lode al merito e all’atteggiamento positivo di questo soldato, il cui nome è purtroppo sconosciuto.
E da qui che ha origine questo modo di dire... tra l’altro a quanto pare veritiero e fondato: il canto può davvero curare timori e preoccupazioni!
La musica è usata oggi in campo medico, e la musicoterapia è assai nota ai giorni nostri. Studi scientifici hanno dimostrato che il canto allenta le tensioni corporee, riduce lo stress e innalza il tono dell’umore.. inoltre aumenta la funzionalità del sistema immunitario favorendo il rilascio di ormoni come la serotonina e l’endorfina, e implicando una respirazione più profonda, provoca l’aumento dell’ossigenazione sanguigna, migliorando la funzionalità cardiaca.
Quindi intonati o no… cantiamo!
Immagine: Peter Dawson singing with New South Wales Police, 1930s / Sam Hood