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È nata a Reims il 10 febbraio del 1992. Ha quindi soli 28 anni, ma il suo nome suona alle orecchie degli estimatori come se fosse in circolazione da sempre.
2009, campionessa europea juniores. 2010, campionessa mondiale juniores, e stiamo parlando di strada. Ma lei, polivalente, vuole provare ebbrezza a 360 gradi. Nella MTB, a livello giovanile vince tutto. Ma proprio tutto.
Nel 2011, al suo primo anno fra le U23, demolisce anche le rivali della categoria Elite. Vince 4 prove di Coppa del Mondo e si aggiudica la classifica generale. Da quel momento la sua carriera è un continuo alternarsi fra alti (molti) e bassi (pochi).
Fa la spola fra Ciclo Cross, Strada e MTB diventando campionessa mondiale assoluta in tutte e tre le discipline, unica atleta nella storia. L’ultimo periodo down risale al 2018. Ma era difficile immaginare che a soli 26 anni una campionessa del suo calibro potesse issare bandiera bianca.
Infatti, l’anno successivo, torna, forte più che mai, e vince il suo secondo titolo iridato di cross country. Questa breve stagione 2020, intrisa di incertezze e restrizioni, una certezza ce l’ha già fornita: Pauline c’è. La rabbia con cui ha salutato lo sprint perso nel secondo Short Track di Nove Mesto, la dice lunga. Ai Mondiali in Austria ha trovato solo conferme.
Il suo dominio e la sua cavalcata verso il 3° oro individuale sono stati disarmanti. Agli Europei in Ticino, sarà la stella, il faro, la ragazza da non perdere di vista.