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Il governo retico si schiera a favore del congedo di paternità di due settimane finanziato con le indennità per perdita di guadagno (IPg), controprogetto indiretto all'iniziativa popolare che auspicava 4 settimane di stop per i neo papà. Per l'esecutivo grigionese si tratta di "un segnale forte a favore di una ripartizione paritaria dei ruoli e della varietà dei modelli familiari".
Approvato dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) a novembre 2018, la proposta è il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per un congedo di paternità ragionevole a favore di tutta la famiglia", promossa dalla confederazione sindacale Travail.Suisse e da 140 altre organizzazioni, che chiedeva l'istituzione di un congedo di paternità di 4 settimane finanziato mediante le Ipg.
Il controprogetto prevede invece per i neo papà uno stop di sole due settimane, utilizzato entro sei mesi dalla nascita in un blocco unico o in singoli giorni, sempre finanziato attraverso l'indennità per perdita di guadagno.
"Il Governo - scrive l'esecutivo retico in una nota odierna - sostiene gli obiettivi dell'iniziativa di commissione. Esso ritiene che sia i padri, sia le madri e non da ultimi i figli traggano beneficio da un congedo di paternità. Se entrambi i genitori partecipano sin dall'inizio alla custodia dei bambini, senza che un genitore debba rinunciare a svolgere un'attività lucrativa, anche l'economia beneficia della conservazione di lavoratori esperti".
Nel rapporto esplicativo della Commissione (novembre 2018) si ricorda come attualmente il diritto federale non preveda alcun tipo di congedo per il padre tranne i cosiddetti "giorni di libero usuali", di norma uno o due giorni di congedo pagato o qualcuno di più in base a contratti collettivi o singole condizioni aziendali. Secondo la Commissione il congedo di paternità favorisce una più equa ripartizione dei ruoli all'interno della famiglia: "entrambi i genitori possono così assumere la loro parte di compiti familiari, senza per questo essere costretti a sacrificare la loro attività lucrativa alla famiglia".
Sempre nel rapporto esplicativo la Commissione scriveva che dal punto di vista finanziario e organizzativo anche le PMI e le aziende più piccole potrebbero attuare il congedo di paternità di due settimane: "con un costo annuo di 224 milioni di franchi rappresenterebbe un contributo di politica sociale sostenibile per l'istituzione di condizioni di lavoro favorevoli alle famiglie".