Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01044.jsonl.gz/778

Volevano soltanto caricare nottetempo la batteria di un modello d'auto, ma hanno causato un incendio che, nelle prime ore del 21 dicembre 2015, distrusse sei case nel centro storico di Steckborn, nel canton Turgovia. Due coniugi compaiono oggi e domani davanti al tribunale regionale di Frauenfeld per rispondere di incendio colposo.
Secondo il ministero pubblico hanno infatti agito con negligenza. Nell'atto d'accusa la procura chiede pene pecuniarie con la condizionale: 30 aliquote da 30 franchi più una multa di 600 franchi per l'uomo di 48 anni, dieci aliquote da 30 franchi e una multa di 300 franchi per la donna di 47. Al processo partecipano anche 22 accusatori privati, rappresentati da un singolo avvocato.
L'incendio aveva causato danni per dodici milioni di franchi. L'allarme era stato lanciato verso le 2.45 del mattino e diversi abitanti avevano dovuto lasciare le loro abitazioni e passare il resto della notte nella casa comunale e in un ristorante. Una trentina di loro avevano perso tutti i loro averi. Fra questi i due imputati, tratti in salvo dai pompieri. Tre persone erano state ricoverate in ospedale per una sospetta intossicazione da fumo.
A causare l'incendio era stata la batteria ricaricabile ai polimeri di litio di un modellino di auto. Il caricatore era stato posto dapprima in cucina dall'uomo, poi la donna lo aveva spostato sul pavimento in laminato di una camera nell'appartamento situato al secondo piano di uno degli edifici poi andati in fiamme. Un caricamento eccessivo aveva portato a un surriscaldamento e in seguito al sinistro.
Secondo la procura i coniugi, un olandese e una tedesca che ora non vivono più a Steckborn, hanno dimostrato negligenza per aver lasciato il caricatore incustodito attaccato alla rete elettrica. I pericoli legati all'uso degli accumulatori litio-polimero sono infatti noti. Questi accumulatori vengono utilizzati per le loro elevate prestazioni. In caso di impiego inappropriato possono però surriscaldarsi, incendiarsi o addirittura esplodere.
Interrogati oggi al processo, i due imputati hanno confermato per l'essenziale i fatti descritti nell'atto d'accusa. L'uomo ha detto di aver ricevuto il modellino d'auto da un conoscente e di non essere stato a conoscenza di questi pericoli: ha allacciato il caricatore alla corrente come si fa con quelli dei telefonini. Sul caricatore figurava sì un avvertimento, ma il marito non riusciva a leggere bene, tanto meno in tedesco, ha dichiarato la moglie, aggiungendo di non aver pensato a sua volta a possibili pericoli.
In aula il pubblico ministero ha menzionato una possibile alternativa alla condanna richiesta, menzionando l'articolo 54 del Codice penale, che prevede la rinuncia a una punizione "se l'autore è stato così duramente colpito dalle conseguenze dirette del suo atto che una pena risulterebbe inappropriata". Il processo riprenderà domani con l'arringa della difesa.