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La rete non fa sconti a nessuno: ovvero la storia travagliata del marchio del sito bestswiss.ch fondato da Thomas Heinrich.
L'idea di creare un marchio mantello per specialità regionali svizzere nel campo dello stile, dei prodotti gourmet e del design è venuta a Thomas Heinrich quando ancora lavorava come responsabile Marketing e vendita. Il nome del progetto: «Heidi: best of Switzerland».
Ha presentato una domanda di registrazione del brand come marchio verbale presso l'Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI) pensando che la questione sarebbe finita lì. Niente affatto. «Ho ricevuto dozzine di lettere», ricorda il 51enne diplomato in economia aziendale, tra le altre una da un ente turistico grigionese, intenzionato ad adire le vie legali se Heinrich non avesse ritirato la propria domanda entro un determinato termine.
«Stupidamente», racconta Heinrich, «ho lasciato che questo termine scadesse». La conseguenza: una vertenza legale con l'ente grigionese durata quattro anni e giunta sino al Tribunale amministrativo federale.
Ma Heinrich non ha aspettato la decisione del tribunale di San Gallo e ha lanciato una piattaforma online ridenominata bestswiss.ch e ha provveduto a proteggere dal punto di vista legale la sua proprietà intellettuale.
Dai primi accertamenti presso l'IPI è risultato che il nome fosse troppo descrittivo per essere considerato un marchio verbale. Heinrich ha pertanto elaborato un segno che incorpora una croce svizzera in un cerchio dorato e ne ha chiesto la registrazione come marchio verbale-figurativo.
Questa volta l'IPI ha criticato la rappresentazione grafica insufficiente, segnalandogli tuttavia la possibilità di porvi rimedio con l'aggiunta di un elemento supplementare. Nell'ottobre 2010 Heinrich ha infine depositato il suo marchio, valido ancora oggi, composto dal logo, dalla croce e dall'aggiunta: «Das Beste aus der Schweiz».
Nel frattempo, sotto la gestione di Heinrich e della sua socia Anita Di Domenico, bestswiss.ch è diventato uno dei principali siti Internet di prodotti lifestyle svizzeri. Attualmente presenta circa 200 offerenti e 500 articoli e l'elenco dei fornitori spazia dal produttore di cioccolato lucernese Aeschbach, al fabbricante di sci grigionese Zai.
E la vertenza dinanzi al Tribunale amministrativo federale si è conclusa positivamente: Thomas Heinrich può di nuovo utilizzare il marchio «Heidi: best of Switzerland». Non è ancora sicuro, tuttavia, di come ne farà uso: «Forse», afferma, «lo utilizzeremo per lanciare la piattaforma a livello internazionale».