Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/232526

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Governo svizzero è consapevole di aver finanziato la costruzione di edifici illegali nell'area C, la parte di Giudea e di Samaria (la Cisgiordania) sotto la piena giurisdizione di Israele secondo gli accordi di Oslo 8 (che rimangono il quadro giuridico per l'amministrazione dei territori contesi)? </p><p>2. A quanto ammonta l'aiuto svizzero utilizzato per questo tipo di edifici? </p><p>3. Il Governo svizzero è consapevole dell'impatto ambientale negativo dei progetti di costruzione che non coinvolgono gli organismi di pianificazione e monitoraggio ambientale? </p><p>4. Il Governo svizzero è consapevole dell'impatto politico negativo della costruzione di questi edifici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./4. Anche se gli accordi di Oslo conferiscono a Israele la responsabilità e l'autorità di pianificazione e di zonizzazione nell'area C, non l'hanno esentato dai suoi obblighi in virtù del diritto internazionale umanitario. Il regime di pianificazione e di zonizzazione, come attuato da Israele nell'area C, non è conforme al diritto internazionale. Inoltre, vista la bassa percentuale di permessi concessi per le infrastrutture destinate ai Palestinesi, questo regime è un ostacolo alla pace e compromette le prospettive di una soluzione a due Stati. A questo proposito, il Consiglio federale accoglie con favore l'impegno preso di recente dalle autorità israeliane di concedere più permessi di costruzione ai Palestinesi nell'area C.</p><p>2./3. Il programma di cooperazione mira in particolare a garantire ai Palestinesi l'accesso ai servizi essenziali. In questo contesto, dal 2016 la DSC sostiene un progetto infrastrutturale nell'area C per un ammontare di 2,4 milioni di franchi, che ha permesso, in particolare, di risanare le strade, di installare sistemi d'illuminazione solari, di costruire serbatoi d'acqua nonché una scuola e un asilo. Il progetto risponde ai severi requisiti degli standard internazionali sull'ambiente.</p>  Risposta del Consiglio federale.