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Gli accordi fiscali siglati con Germania e Gran Bretagna sono già nelle mani del Parlamento. Il Consiglio federale ha trasmesso oggi il messaggio in proposito. Le due Camere tratteranno il dossier in giugno, nell'ottica di una entrata in vigore in gennaio.
Anche se gli accordi fiscali sono applicabili direttamente, per la loro attuazione concreta in Svizzera le convenzioni necessitano di alcune norme legali. Per questo motivo il governo ha trasmesso alle Camere la legge federale sull'imposizione alla fonte in ambito internazionale (LIFI), che contiene disposizioni su organizzazione, procedura, rimedi giuridici e penali applicabili.
Le convenzioni prevedono la possibilità di tassare a posteriori, mediante pagamento unico o dichiarazione, i valori patrimoniali che le persone domiciliate in Germania o in Gran Bretagna detengono su conti bancari in Svizzera. I futuri redditi e utili da capitale saranno assoggettati a un'imposta alla fonte.
Finora la Svizzera ha firmato tre convenzioni concernenti un'imposta alla fonte, con Germania, Gran Bretagna e Austria. Nei prossimi giorni il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento il messaggio concernente la Convenzione con l'Austria, si legge oggi in un comunicato odierno del Dipartimento federale delle finanze (DFF). Anche l'accordo con Vienna verrà trattato dalle Camere federali nella sessione estiva, per entrare in vigore all'inizio nel 2013.
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