Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/64622

<h2>SubmittedText<h2><p>Alla fine di agosto, il DFGP ha annunciato la chiusura della sede di Givisiez dell'UFM. Chiedo pertanto al Consiglio federale:</p><p>1. È vero che il direttore dell'UFM non si è recato sul posto per annunciare personalmente questa notizia perlomeno fondamentale?</p><p>2. A sostegno di tale decisione sono stati addotti motivi di risparmio, mentre non è ancora stata apportata la prova del risultato (vedasi le domande Levrat 05.5161 e Fasel 05.5177 del 26 settembre 2005 e le risposte ad hoc del rappresentante del Consiglio federale). Come mai dunque il piano di riduzione (ca. del 40 per cento) delle superfici occupate presentato alla direzione all'inizio dell'estate, che avrebbe consentito di negoziare un contratto d'affitto più vantaggioso, non è mai stato discusso con i quadri dell'UFM prima dell'annuncio brutale dell'abbandono della sede di Givisiez?</p><p>3. Di conseguenza, perché nel febbraio 2005 è stato promesso ai collaboratori dell'UFM che sarebbero rimasti a Givisiez almeno per diversi anni, dal momento che non è stabilito che vi era la volontà di trovare una soluzione accettabile?</p><p>4. Siffatti modi di procedere e di comunicare non sono forse tali da alimentare attivamente e incresciosamente la progressione inquietante del sentimento di demotivazione in seno al personale della Confederazione? È cosciente il Consiglio federale dei costi di salute provocati a medio e lungo termine da una tale insoddisfazione, i quali annulleranno verosimilmente, in un'ottica globale, le economie ricercate (vedasi inchiesta pubblicata il 30 settembre 2005)?</p><p>5. Il Consiglio ha l'impressione che la chiusura della sede di Givisiez dell'UFM corrisponde agli impegni assunti nelle sue risposte alla raccomandazione Lombardi 02.3377 e alla domanda Rennwald 01.1003? Che ne è della decentralizzazione di uffici o servizi segnatamente verso Friburgo e della collaborazione con i cantoni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. È vero che il direttore dell'UFM non si è recato sul posto per annunciare la chiusura della sede di Givisiez. Il personale è stato informato, a nome della direzione, dal competente capo dell'Ambito direzionale Procedura d'asilo, più direttamente toccato dal provvedimento.</p><p>2. La decisione della chiusura del sito di Givisiez è stata presa nell'ambito delle misure di risparmio decise dal Parlamento nonché in base al sensibile calo del numero delle domande d'asilo che ha comportato un'ulteriore riduzione dei posti di lavoro presso l'UFM. Si è resa necessaria una valutazione dell'effettivo. L'esame comparativo ha rivelato che le spese globali - per singolo posto di lavoro - della sede di Givisiez sono più elevate rispetto a quelle della sede di Berna-Wabern.</p><p>3. In occasione della seduta informativa del febbraio 2005 a Givisiez, vertente sulla riorganizzazione dell'Ambito direzionale Procedura d'asilo, è stata sollevata la questione dell'avvenire della sede di Givisiez. In tale contesto è stato assicurato ai collaboratori che il luogo di servizio in questione sarebbe mantenuto in ogni caso sino alla fine del 2006. Sono state fatte dichiarazioni rassicuranti anche per quel che concerne l'avvenire della sede a medio termine. Non è tuttavia stato escluso che la questione potesse essere rivalutata in funzione del calo del numero delle domande d'asilo.</p><p>4. Nel contesto di una riorganizzazione, la comunicazione all'interno dell'ufficio, e quindi anche l'informazione ai collaboratori, assumono una grande importanza. La direzione dell'ufficio ne è cosciente e ne ha tenuto conto al momento decisivo.</p><p>5. Attualmente l'UFM ha delle sedi nei cantoni di Basilea Città, Berna, Friburgo, Ginevra, San Gallo, Ticino, Turgovia, Vaud e Zurigo. Nella scelta delle sedi dell'UFM si è tenuto conto di criteri culturali e linguistici e si è volutamente prestata attenzione alla Svizzera romanda e al Ticino.</p><p>La decisione dell'UFM di chiudere la sede di Givisiez non mette in gioco la decentralizzazione dell'amministrazione federale. Al contrario, negli ultimi tre anni l'UFR (ora UFM) ha trasferito un numero crescente di posti di lavoro verso i servizi esterni di Basilea, Chiasso, Kreuzlingen e Vallorbe (in totale 35 posti di lavoro). Tale trasferimento - unitamente alla riduzione dei posti di lavoro - diminuisce sensibilmente il grado di utilizzo della centrale di Berna-Wabern e della sede di Givisiez. Per motivi economici e inerenti all'organizzazione aziendale, la chiusura della sede di Givisiez è pertanto divenuta inevitabile.</p><p>Pur comprendendo la preoccupazione dei parlamentari friburghesi, non riteniamo si possa affermare che il canton Friburgo sia svantaggiato.</p>  Risposta del Consiglio federale.