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L'utile e le azioni della Banca nazionale in primo piano
Jean Studer, presidente del Consiglio di banca
110a Assemblea generale ordinaria degli azionisti della Banca nazionale svizzera, Berna, 27.04.2018
L'utile da record della Banca nazionale svizzera (BNS) per l'esercizio 2017 e il repentino incremento della quotazione del suo titolo azionario negli scorsi mesi hanno suscitato grande attenzione da parte del pubblico. Tuttavia, nella valutazione di questi due fenomeni va considerato il fatto che la BNS è, in virtù del suo mandato pubblico, un'istituzione speciale.
La Banca nazionale è chiamata a condurre la politica monetaria nell'interesse generale del Paese. Diversamente dalle altre imprese, l'ammontare dell'utile non è pertanto un indicatore della sua capacità di adempiere i propri compiti. Il suo risultato di esercizio dipende in larga misura dall'andamento dei tassi di cambio, dei mercati dei capitali e del prezzo dell'oro ed è quindi soggetto a considerevoli oscillazioni. Gli ingenti acquisti di valuta degli ultimi anni, per mezzo dei quali la BNS ha contrastato la pressione al rialzo sul franco, hanno determinato un aumento massiccio delle riserve valutarie. Anche modeste variazioni di cambio possono quindi causare notevoli fluttuazioni dei risultati. Pertanto è indispensabile che la BNS mantenga, anche nell'attuale contesto, una politica degli accantonamenti improntata alla cautela al fine di preservare la sua capacità operativa a lungo termine. La ripartizione di un eventuale utile di bilancio è definita in modo preciso ed esaustivo nella Legge sulla Banca nazionale (LBN). Le disposizioni ivi contenute vengono comunque applicate anche nel caso in cui la BNS registri un utile molto elevato come quello dello scorso esercizio.
Il fatto che la BNS sia una società anonima disciplinata da una legge speciale, forma giuridica scelta all'atto della sua fondazione, implica che anche il suo titolo azionario presenti delle specificità. Rispetto ad altre società anonime, i diritti amministrativi e patrimoniali degli azionisti sono entrambi limitati. Ad esempio, un azionista privato dispone di un massimo di 100 voti. Fra le restrizioni riguardanti i diritti patrimoniali figura l'ammontare del dividendo, che può essere pari al 6% al massimo del capitale azionario. Ciò è dovuto al fatto che gli utili della BNS risultano dall'assolvimento del suo mandato pubblico e spettano quindi in prima linea all'autorità pubblica e non agli azionisti. Lo stesso vale per le attività patrimoniali sulle quali, ai sensi della LBN, gli azionisti non avrebbero alcun diritto nemmeno in caso di liquidazione della BNS. Secondo il messaggio concernente la revisione della LBN del giugno 2002, tale regolamentazione contenuta nella legge contribuisce a rendere meno probabili sopravvalutazioni speculative dell'azione della BNS che potrebbero verificarsi occasionalmente sulla base di equivoci sui diritti degli azionisti.
Per via della loro peculiarità, le azioni della BNS non sono tanto da considerare come un investimento patrimoniale tradizionale; con il loro impegno gli azionisti testimoniano piuttosto il loro legame con l'istituzione. La forma giuridica di società anonima, disciplinata da una legge speciale, offre alla BNS un quadro adeguato affinché possa assolvere al meglio il suo mandato disponendo dell'indipendenza necessaria.