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<h2>SubmittedText<h2><p>Chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide il nostro parere che vada data priorità assoluta al miglioramento delle opportunità della generazione più anziana sul mercato del lavoro?</p><p>2. Quale delle misure previste nell'ambito della riforma "Previdenza per la vecchiaia 2020" privilegerà a tal fine?</p><p>3. In che misura prevede di adeguare o armonizzare le aliquote previste dalla LPP? Quali effetti si aspetta da aliquote LPP uniformi e quali da aliquote decrescenti?</p><p>4. Ritiene possibile che i lavoratori anziani versino a titolo facoltativo un contributo più elevato soggetto ad agevolazioni fiscali, aumentando così le loro opportunità sul mercato del lavoro?</p><p>5. A quanto pare, nell'amministrazione federale esiste un sistema di compensazione con un'aliquota uniforme a livello interno. </p><p>- Quali esperienze sono state fatte con questo sistema?</p><p>- Come funziona questo sistema nel dettaglio?</p><p>- Quali sono le eventuali ripercussioni in termini di costi?</p><p>6. Ritiene che questo sistema di compensazione sia anche un incentivo efficace per le imprese? Come pensa di farlo conoscere meglio e renderlo gradito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale presta molta attenzione alla situazione della generazione più anziana sul mercato del lavoro. Da uno studio (<a href="http://www.bsv.admin.ch/aktuell/medien/00120/index.html?lang=it&amp;msg-id=46218">http://www.bsv.admin.ch/aktuell/medien/00120/index.html?lang=it&amp;msg-id=46218</a>) condotto nell'ottobre 2012 su mandato dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) emergono la tendenza e la disponibilità a prolungare l'attività lucrativa. Nel raffronto internazionale, la Svizzera occupa uno dei primi posti al riguardo, come pure per quanto concerne la partecipazione al mercato del lavoro, secondo quanto risulta anche dal rapporto dell'OCSE pubblicato nel 2014. Tuttavia, sia lo studio commissionato dall'UFAS che il rapporto dell'OCSE avanzano alcune proposte per migliorare ulteriormente questa situazione positiva: accrescere gli incentivi a lavorare più a lungo, migliorare la competitività dei lavoratori anziani sul mercato del lavoro e sopprimere gli ostacoli alla loro assunzione. Il progetto di riforma "Previdenza per la vecchiaia 2020" riprende alcune raccomandazioni, quali la maggiore flessibilizzazione dell'età di pensionamento, la fissazione di un'età di riferimento unica per gli uomini e per le donne e l'allineamento dell'età ordinaria di pensionamento del 2° pilastro a quella dell'AVS. Inoltre, nell'ambito di una conferenza nazionale tenutasi alla fine di aprile, le parti sociali, la Confederazione e i cantoni hanno concordato provvedimenti finalizzati a migliorare l'integrazione nel mercato del lavoro dei lavoratori anziani. Infine, uno degli ambiti d'intervento dell'iniziativa sul personale qualificato, lanciata nel 2011 dal Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), consiste nella creazione di condizioni adeguate per l'occupazione dei lavoratori anziani, affinché essi possano rimanere nel mercato del lavoro fino al raggiungimento dell'età di pensionamento e anche oltre.</p><p>2. Nel novembre 2014, il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il messaggio sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 (FF 2015 1). Il relativo disegno prevede la possibilità d'impostare il pensionamento in modo flessibile tra i 62 e i 70 anni, con un'età di riferimento unica fissata a 65 anni per gli uomini e per le donne, e di armonizzare le relative modalità nel 1° e nel 2° pilastro. Inoltre, la graduazione degli accrediti di vecchiaia LPP in funzione dell'età viene lievemente livellata (v. risposta alla domanda 3). Per garantire l'equilibrio della riforma, il Consiglio federale ha rinunciato a privilegiare singole misure.</p><p>3. Il disegno di riforma della previdenza per la vecchiaia prevede di eliminare lo scatto contributivo al compimento dei 55 anni, sopprimendo così l'aumento degli oneri previdenziali per gli ultracinquantacinquenni rispetto ai lavoratori della fascia di età che va dai 45 ai 54 anni. Concretamente, esso propone aliquote del 5, 9 e 13 per cento del salario assicurato in funzione delle fasce di età. Un livellamento più deciso o addirittura un'aliquota uniforme o decrescente non è auspicabile. Al riguardo il messaggio riprende il parere del Consiglio federale in risposta al postulato Vitali 12.3731, "Per una LPP che non svantaggi nessuno", accolto a fine 2012 dal Consiglio nazionale. La transizione comporterebbe notevoli costi supplementari. La nuova regolamentazione verrebbe infatti applicata immediatamente agli assicurati più giovani, mentre quella previgente dovrebbe essere mantenuta per gli assicurati più anziani al fine di evitare la riduzione della loro previdenza. I costi supplementari effettivi potrebbero ammontare fino a un miliardo di franchi all'anno per un periodo di 20 anni in caso di aliquota uniforme (livellamento totale). Un'aliquota decrescente aumenterebbe ulteriormente questi costi. Conviene dunque optare per la soluzione proposta dal Consiglio federale, che permette di raggiungere pienamente gli obiettivi fissati, evitando al contempo costi supplementari eccessivi.</p><p>4. Per legge, la somma dei contributi del datore di lavoro deve essere almeno pari alla totalità dei contributi dei salariati. Una deroga a questa regola al fine di permettere al salariato di versare contributi più elevati non è auspicabile, in quanto anziché aumentare le opportunità sul mercato del lavoro di tutti i lavoratori anziani potrebbe introdurre un rischio di abuso a scapito dei salariati in questione. Si può infatti temere che questi ultimi siano indotti a versare contributi più elevati e che a lungo andare si ritrovino praticamente costretti a farlo per migliorare la loro competitività sul mercato del lavoro. Nella prassi, le persone anziane che desiderano tornare nel mondo del lavoro devono sovente ridurre le loro pretese salariali di modo che il nuovo datore di lavoro possa sopportare gli oneri complessivi derivanti dalla loro assunzione.</p><p>5. L'amministrazione federale applica un sistema di compensazione per preventivare i contributi dei datori di lavoro a favore dei dipendenti nel 2° pilastro (contributi alla cassa pensioni Publica). Le differenze a livello di contributi imputabili all'età e alla classe di stipendio sono compensate all'interno dell'amministrazione federale, e nello specifico tra le unità amministrative. Publica suddivide i contributi regolamentari tra gli assicurati in funzione dell'età. Le unità amministrative allestiscono il loro preventivo sulla base di un'aliquota uniforme. Pertanto, l'età del candidato a un posto riveste per loro meno importanza dal punto di vista finanziario.</p><p>Le esperienze mostrano che il sistema funziona bene, poiché permette di compensare internamente l'importo dei contributi di risparmio individuali che il datore di lavoro deve versare al 2° pilastro. Per l'impresa, ossia nel presente caso per l'amministrazione federale, la somma dei contributi di risparmio rimane complessivamente invariata. Non vi sono quindi ripercussioni in termini di costi.</p><p>6. L'applicazione di un sistema di compensazione analogo presuppone un'impresa di una certa dimensione: il processo di reclutamento coinvolge numerose persone e al contempo l'elevato numero di dipendenti permette di ottenere il potenziale di compensazione necessario. Pertanto, il Consiglio federale non diffonde maggiori informazioni sul sistema citato.</p>  Risposta del Consiglio federale.