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Rispetto!
Salari migliori, pensioni migliori.
Appello della commissione delle donne dell’USS in occasione dello Sciopero delle donne* 2021
Due anni dopo il leggendario sciopero delle donne*del 2019, la situazione della parità di genere rimane insoddisfacente: senza il lavoro pagato, sottopagato e non pagato delle donne, la società non potrebbe funzionare, figuriamoci con l’attuale pandemia di COVID-19. Eppure, le condizioni di lavoro e i salari nelle cosiddette professioni «di importanza sistemica», in cui lavora la maggioranza delle donne, sono ancora pessime. I datori di lavoro e il discorso politico dominante non vogliono che questa situazioni finalmente cambi. E il Consiglio federale ci presenta la sua strategia «Parità 2030», che non migliorerà la deplorevole situazione in cui ci troviamo, ma prevede un aumento dell’età pensionabile delle donne. A questo opponiamo un chiaro rifiuto!
Le donne soffrono di gravi lacune a livello di reddito perché sono quelle che si assumono la responsabilità dei figli e dei familiari che dipendono dalle cure. Il rischio di cadere in povertà dopo il pensionamento è molto elevato, poiché le loro pensioni sono appena sufficienti per vivere. Tuttavia, anziché migliorare queste pensioni, il Consiglio federale e il Consiglio degli Stati vogliono aumentare l’età pensionabile delle donne con il progetto AVS 21. È un affronto a tutte le donne!
I posti negli asili nido, negli asili e nelle scuole a orario continuo, che dovrebbero alleggerire il carico sulle donne, sono chiaramente sottofinanziati; ciò va a scapito delle famiglie, che devono pagare contributi molto elevati, del personale, che non ha il tempo di fare il suo lavoro, e della qualità, che soffre di una logica improntata sul risparmio. Questo compito, di cui tutta la società deve assumersi la responsabilità, dovrebbe essere finanziato in uno spirito di solidarietà dai poteri pubblici!
Infine, la differenza di stipendio tra uomini e donne è addirittura aumentata tra il 2014 e il 2018, anziché diminuire, principalmente perché la discriminazione salariale si è accentuata. Ciò, nonostante il fatto che le donne abbiano da tempo superato gli uomini a livello di formazione, ma il valore delle donne e del loro lavoro rimane meno riconosciuto! La commissione delle donne dell’USS chiede di conseguenza due anni dopo lo sciopero delle donne*
Chiediamo quindi – due anni dopo lo sciopero delle donne* con decisione:
Rispetto per il lavoro retribuito e non retribuito delle donne: parità di salario anziché divari di reddito!
La valorizzazione delle professioni esercitate principalmente dalle donne attraverso aumenti salariali e buone condizioni di lavoro!
Controlli da parte delle autorità e sanzioni contro i datori di lavoro che violano la legge sulla parità!
Rafforzamento dell’AVS: aumentare le pensioni delle donne anziché aumentare l’età pensionabile!
Cessare con i risparmi sulle strutture per la cura dei bambini e delle persone dipendenti e organizzarle invece come un servizio pubblico.
Mobilitiamoci il 14 giugno e chiediamo ciò che è un nostro di diritto! Rispetto! Salari migliori, pensioni migliori!