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Secondo una relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), la qualità dell'aria in Europa è migliorata. Ma il processo è troppo lento e l'inquinamento atmosferico rimane la principale causa ambientale di morte prematura. Anche la Svizzera ne è colpita.
L'AEA ha analizzato la qualità dell'aria in Europa tra il 2000 e il 2016, utilizzando i dati di oltre 2500 stazioni di monitoraggio in tutto il continente. Le stime presentate si riferiscono al 2015. La conclusione è che le concentrazioni di polveri sottili (PM2.5), il biossido di azoto (NO2, emesso dai motori diesel) e l'ozono (O3) sono leggermente diminuiti: la qualità complessiva dell'aria in molte regioni è però inferiore agli standard autorizzati dall'Unione europea e a quelli raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che sono ancora più rigorosi.
L'AEA stima che le particelle sottili sono state responsabili di circa 422'000 decessi prematuri nei 41 Paesi europei esaminati, di cui 391'000 nei 28 Paesi dell'Unione europea. La cifra rappresenta una "riduzione di mezzo milione di decessi prematuri all'anno" rispetto al 1990, afferma la dichiarazione.
Il numero di decessi prematuri legati all'NO2 è stimato in 79'000 nei 41 Paesi europei studiati (76'000 per l'UE). Infine, per quanto riguarda l'ozono, il numero stimato è di 17'700 morti (16'400 per l'UE). "L'inquinamento atmosferico è un assassino invisibile e dobbiamo raddoppiare gli sforzi per affrontarne le cause", ha dichiarato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA. In Svizzera le particelle sottili hanno causato la morte prematura di 4200 persone nel 2015, il biossido di azoto ha ucciso 1000 persone e le concentrazioni di ozono 300.