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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole della problematica del crescente consumo di alcopops tra i giovani e sono state adottate le più disparate misure per frenare questa tendenza.</p><p></p><p>1. Il più importante sforzo di prevenzione a livello federale è stato realizzato nel 1998 con il lancio del programma sul consumo dell'alcol "Che ci cavi?". Il programma è sotto la responsabilità dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), della Regia federale degli alcool (RFA) e dell'Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e altre tossicomanie (ISPA). "Che ci cavi?" ha lo scopo di ridurre i rischi, per la popolazione, legati all'abuso di bevande alcoliche. Si concentra sui giovani adulti (dai 20 ai 30 anni), dato che i rischi in questa fascia d'età sono particolarmente elevati. A causa della ristrettezza budgetaria, attualmente si è dovuto rinunciare a un programma destinato espressamente ai giovani. Il programma "Che ci cavi?" include campagne di sensibilizzazione (manifesti, annunci, spot televisivi, Internet, opuscoli ecc.) per spingere i consumatori di bevande alcoliche a modificare il proprio comportamento e ridurre così i rischi legati all'alcol. In un altro progetto settoriale ci si è rivolti con successo ai medici, incitandoli ad impegnarsi nell'ambito del programma nel settore della prevenzione tempestiva e dell'intervento di breve durata. Dal dicembre 2000, in Svizzera, 20 Comuni lavorano su mandato del programma "Che ci cavi?" per formulare una politica comune in materia di alcol e metterla in atto a diversi livelli. Il tema alcopops è parte integrante del programma, se non il punto centrale.</p><p>Gli effetti delle misure adottate nell'ambito di "Che ci cavi?" sono regolarmente analizzati. Si stanno delineando i primi risultati positivi. Da sondaggi trasversali rappresentativi è emersa negli anni 1998 e 2000 una tendenza alla riduzione dell'abuso di alcol da parte delle donne e, nei giovani d'età tra i 15 e i 24 anni, una diminuzione del 9 per cento di questo comportamento. È prevista la continuazione del programma con una seconda fase 2003-2007.</p><p></p><p>2. La tematica degli alcopops è stata trattata anche nell'ambito della revisione dell'ordinanza sulle derrate alimentari (ODerr), entrata in vigore il 1° maggio 2002.</p><p>Infatti, trascorso il termine previsto nelle disposizioni transitorie, ossia a partire dal 1° maggio 2004, secondo l'articolo 22c della ODerr tutte le bevande alcoliche dolci come gli alcopops, che possono essere facilmente scambiate con bevande analcoliche dolci (p.es. le gazzose o i succhi di frutta), devono recare la menzione "bevanda alcolica dolce" con l'indicazione "contiene x % vol. di alcool" per essere chiaramente distinte e più facilmente riconosciute. Secondo il diritto anteriore le bevande alcoliche dolci non dovevano essere provviste di una tale indicazione; bastava la menzione del contenuto alcolico sotto forma di "x % vol.".</p><p>Inoltre il nuovo articolo 37a ODerr limita nettamente l'accesso dei giovani all'alcol e l'incentivo ad acquisti spontanei poiché </p><p>a) vieta la consegna di bevande alcoliche ai minori di 16 anni, </p><p>b) obbliga a collocare cartelli nei punti di vendita sui quali si rende attenti delle limitazioni di consegna di bevande alcoliche (niente vino, birra e sidro di mele a minori di 16 anni; niente spiritosi, vermut, alcopops a minori di 18 anni), </p><p>c) vieta indicazioni, immagini e presentazioni relative a bevande alcoliche che si rivolgono a bambini e giovani e che li inducono al consumo di alcol e </p><p>d) esige che le bevande alcoliche siano messe in vendita in modo tale da essere facilmente distinguibili dalle bevande analcoliche.</p><p>Le disposizioni summenzionate soddisfano i requisiti posti dall'Organizzazione mondiale della sanità a protezione dei giovani e coincidono con una politica coerente in materia di alcol orientata alla tutela della salute. Esse garantiscono trasparenza, sgravano il personale nei punti di vendita e attribuiscono alle autorità di esecuzione la competenza di intervenire in caso di contravvenzione.</p><p></p><p>3. L'UFSP e la RFA dal 1997, e in modo più intenso a partire dal 2002, hanno potenziato gli sforzi di comunicazione nell'ambito della protezione della gioventù. L'Istituto svizzero per la prevenzione dell'alcolismo e altre tossicomanie (ISPA) ha preparato una campagna di informazione con il sostegno dell'UFSP e della RFA. A chi mette in vendita bevande alcoliche sono fornite le informazioni utili e il materiale concreto, come ad esempio un piccolo manifesto con le prescrizioni per la protezione dei giovani che può essere esposto nel negozio. Inoltre può essere richiesto un testo scritto di facile lettura destinato al personale di vendita. È pure stato redatto un volantino che si rivolge ai giovani.</p><p></p><p>4. La decisione del 1° dicembre 1997 di assoggettare gli alcopops alla legge sugli alcol, che fece aumentare il prezzo di 3 franchi a bottiglia a causa della tassazione, causò nella pratica, per un breve periodo, la scomparsa di queste bevande alcoliche dolci. Con l'introduzione di un'imposizione unitaria delle bevande alcoliche nel 1999, la tassa scese a 50 ct. la bottiglia. In concomitanza con tale operazione si osservò un netto aumento del consumo di alcopops (28 mio di bottiglie durante l'ultimo anno e circa 40 in quello in corso). Per questa ragione la RFA intende proporre alle Camere federali una modifica della legge sull'alcol per poter introdurre una tassa speciale sugli alcopops.</p><p></p><p>Per riassumere, si può affermare che l'urgenza del problema è stata riconosciuta e che sono state adottate diverse misure i cui effetti potranno essere osservati a lungo termine. Tuttavia deve essere ancora svolto un grande lavoro d'informazione ed è necessario che gli sforzi compiuti in politica sanitaria dagli Uffici e dai servizi interessati beneficino di un sostegno politico. Si propone di togliere di ruolo il postulato presentato il 18 giugno 1997 con il rapporto di gestione 2002.</p>  Risposta del Consiglio federale.