Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/227920

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In via preliminare, occorre precisare che l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) veglia sul rispetto - da parte dei titolari dell'autorizzazione - degli obblighi previsti dalla legislazione in materia di energia nucleare. L'IFSN è un'autorità di vigilanza distinta dalle autorità concedenti le autorizzazioni, e non sottostà a istruzioni quanto agli aspetti tecnici. L'IFSN ordina tutti i provvedimenti necessari e proporzionati per garantire la sicurezza nucleare. Pertanto il Consiglio federale non è competente per ordinare i provvedimenti corrispondenti e non prende posizione quanto al contenuto delle decisioni dell'IFSN.</p><p>Domanda 1:</p><p>I requisiti della prova della sicurezza contro la frattura fragile del contenitore in pressione del reattore sono definiti nella direttiva IFSN-B01. Secondo l'allegato 5, per determinare la temperatura di riferimento di cui si parla nella domanda sono ammissibili sia il metodo classico (metodo 1) che la procedura più recente basata sul concetto di master curve (metodi 2A e 2B).</p><p>Domanda 2:</p><p>Nel frattempo è stato possibile effettuare una serie di misurazioni e ulteriori esami e analisi, che hanno fornito informazioni sulle dimensioni e l'estensione dei punti di corrosione e sulle condizioni del calcestruzzo. Le indagini comprendevano fori di ispezione sulla superficie esterna e interna del guscio in pressione in acciaio. La massima profondità di corrosione determinata è stata di 5,2 millimetri sulla superficie esterna del guscio in pressione e di 4 millimetri sulla superficie interna. Secondo l'ENSI, lo spessore rimanente della parete è significativamente maggiore dello spessore minimo calcolato per la pressione di progetto del guscio in acciaio.</p><p>Domande 3 e 4:</p><p>Nel 2016 l'IFSN ha imposto agli esercenti di tutte le centrali nucleari svizzere di fornire a tappe, sulla base delle nuove ipotesi di pericolo definite in quel momento, prove della sicurezza per un terremoto con probabilità di verificarsi una volta ogni 1000 anni (categoria di incidente 2) e per un terremoto con probabilità pari a una volta ogni 10 000 anni (categoria di incidente 3). Inoltre, gli esercenti sono stati invitati ad aggiornare di conseguenza le analisi di sicurezza probabilistiche. Le prove della sicurezza sismica richieste dall'IFSN nel 2016 sono straordinariamente ampie e complesse. La verifica delle prove per il terremoto con probabilità di verificarsi una volta ogni 10 000 anni (la cosiddetta "prova Fukushima") si è conclusa nel febbraio 2021 e l'IFSN ha confermato che il valore di dose massima ammissibile di 100 millisievert è rispettato in tutte le centrali nucleari svizzere. La documentazione relativa alla prova della sicurezza per il terremoto con probabilità di verificarsi una volta ogni 1000 anni è già stata parzialmente presentata dall'esercente della centrale nucleare di Beznau. La scadenza per la presentazione della documentazione completa è settembre 2021.</p><p>Secondo l'articolo 44 capoverso 1 dell'ordinanza del 10 dicembre 2004 sull'energia nucleare (OENu; RS 732.11) il titolare di una licenza d'esercizio deve mettere senza indugio fuori servizio temporaneo la centrale nucleare e riequipaggiarla se le analisi degli incidenti mostrano che il raffreddamento del nocciolo, nel caso di un incidente di cui all'articolo 8 capoversi 2 e 3, non è più garantito e di conseguenza si supera una dose di 100 millisievert.</p><p>Per contro, secondo la legislazione vigente il superamento del valore di dose di 1 millisievert non costituisce un criterio determinante per la messa fuori servizio. Con un livello di dose così basso, dell'ordine di grandezza della dose (media) causata dalla radiazione naturale, procedere immediatamente a una messa fuori servizio temporanea non sarebbe corretto dal punto di vista tecnico e risulterebbe sproporzionato sotto il profilo giuridico. Se non riuscisse a fornire la prova della sicurezza per un terremoto con probabilità di verificarsi una volta ogni 1000 anni, l'esercente non dovrebbe quindi immediatamente mettere temporaneamente fuori servizio la centrale, ma dovrebbe effettuare entro un lasso di tempo ragionevole un riequipaggiamento che permetta di fornire tale prova.</p>  Risposta del Consiglio federale.