Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01263.jsonl.gz/663

Fermo restando che si tratta di due procedure sicure se eseguite da medici competenti e in strutture sanitarie dedicate, morire di parto è più facile che morire in seguito alle complicanze di un aborto volontario. Lo dimostra una ricerca che è stata ripresa dall'agenzia Reuters, appena pubblicata sulla rivista Obstetrics & Gynecology.
Secondo una recentissima ricerca su Lancet basata su dati del Guttmacher Institute (che si occupa della salute della donna) una gravidanza su cinque nel mondo finisce con l'aborto, e nel 2008 ci sono state 43,8 milioni di interruzioni di gravidanza, il 49% delle quali (ovvero quasi la meta) clandestine e quindi non sicure per la salute.
Sempre Lancet qualche anno fa, e sempre con dati del Guttmacher Institute, rivelava che nei paesi in via di sviluppo ogni anno ancora ben cinque milioni di donne sono costrette al ricovero per complicanze da aborto praticato in condizioni di insicurezza e clandestinità, ovvero oltre una donna su 4 di quelle che si sottopongono a tali procedure, e che circa 68 mila sono i decessi ad esse conseguenti.
Il nuovo studio, condotto da Elizabeth Raymond della Gynuity Health Projects di New York City e David Grimes della University of North Carolina School of Medicine a Chapel Hill, mostra che in media l'aborto, ovviamente quando eseguito in condizioni di legalità e in strutture sanitarie adeguate, è un intervento più sicuro del parto; in altri termini una donna che partorisca ha un rischio di morte durante e dopo il parto 14 volte maggiore del rischio di morire per complicanze di un aborto volontario (IVG).
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>