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'I presupposti dovrebbero essere molto più espliciti di quanto siano stati nei precedenti negoziati'. Ipotizzabile una partecipazione al Green Deal dell'UE
Il consigliere federale Ignazio Cassis non esclude che dopo l'abbandono delle trattative per un accordo quadro, un giorno la Svizzera non torni a discutere con l'Unione europea su questioni istituzionali. “Un simile passo potrebbe essere il risultato del dialogo politico”, ha affermato il ministro degli esteri in un'intervista pubblicata oggi dalla SonntagsZeitung. Se si arrivasse a tal punto la Svizzera dovrebbe mettere in chiaro fin dall'inizio cos'è accettabile e cosa no.
“I presupposti dovrebbero essere molto più espliciti di quanto siano stati nei negoziati sull'accordo quadro, altrimenti la Svizzera rischia un nuovo accordo che politicamente non ha alcuna chance”, ha sottolineato il ticinese. Un'adesione all'UE nei prossimi anni inoltre “non è realistica”.
Berna e Bruxelles sono interessate a una collaborazione come è stato il caso nella lotta alla pandemia di coronavirus. La Svizzera è inoltre uno dei più importanti siti di ricerca. Secondo il consigliere federale entrambe le parti sono interessate a proseguire la cooperazione. Cassis può anche immaginarsi una partecipazione al Green Deal dell'UE: la Confederazione e i Ventisette hanno obiettivi simili in materia di protezione del clima. Pertanto “avrebbe senso esaminare un'alleanza in questo ambito”, ha sostenuto. La consigliera federale Simonetta Sommaruga aveva già proposto una collaborazione sul Green Deal al Forum economico mondiale (WEF) del 2020.