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Nonostante un lieve rallentamento, la crescita dell'economia svizzera rimarrà forte. È l'opinione dei 26 economisti interpellati a scadenza trimestrale dal Business Economists Consensus (BEC). Le previsioni sono state rese note venerdì a Zurigo.
Per l'anno in corso si prevede una crescita del prodotto interno lordo del 3,13 percento, ha indicato il BEC, dato che nel 2001 dovrebbe però scendere al 2,34 percento. Il rallentamento dovrebbe essere provocato da un calo della crescita sia delle esportazioni che degli investimenti in costruzioni e attrezzature. L'economia continua però a svilupparsi in modo dinamico, soprattutto perché non sono presenti decisivi fattori inflazionistici.
Gli economisti prevedono infatti per il 2000 un tasso d'inflazione all'1,75 percento, che salirà poi all'1,82 l'anno successivo. La disoccupazione si manterrà su bassi livelli (rispettivamente all'1,95 e all'1,81 nei due anni).
Continuerà invece verso l'alto il movimento dei tassi. Quelli a breve alla fine di dicembre dovrebbero raggiungere 3,51 percento, per poi salire a 3,72 nel settembre 2001. Per i tassi di lungo periodo si prevede una progressione dal 4,01 al 4,15 percento.
Rispetto all'ultimo rilevamento gli economisti hanno ritoccato al rialzo le previsioni sui tassi a tre mesi, mentre hanno corretto al ribasso la crescita dei tassi per quanto riguarda le obbligazioni della Confederazione a 10 anni. Secondo il BEC ciò potrebbe significare che gli analisti si attendono nel 2001 un'interruzione del movimento rialzista.
Sul fronte dei cambi, l'euro a fine dicembre sarà scambiato a 1,52 franchi, in pratica il valore attuale. Entro la fine di settembre 2001 dovrebbe però salire a 1,55. Per il dollaro le previsioni sono rispettivamente di 1,74 e 1,61 franchi.
swissinfo e agenzie
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