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Che cosa si intende per parità salariale tra donna e uomo?
La parità salariale significa che le donne ricevono lo stesso salario degli uomini non solo per lo stesso lavoro, ma anche per un lavoro di uguale valore. La condizione è che dispongano delle stesse caratteristiche oggettive legate alle qualifiche, come la formazione, la potenziale esperienza professionale o l'anzianità di servizio. In caso di raffronto tra due posti di lavoro, i criteri per valutare un lavoro di uguale valore sono il profilo dei requisiti, il carico di lavoro e la funzione. Questo modo di procedere permette di confrontare anche attività non identiche.
Il diritto allo stesso salario concerne tutte le componenti salariali, in particolare quelle dipendenti dalle prestazioni.
L'inosservanza della parità salariale può tradursi in un notevole risparmio di costi. L'applicazione del principio della parità salariale è dunque di fondamentale importanza anche nell'ottica di una politica della libera concorrenza.
Controllo della parità salariale
Per il controllo della parità salariale si impiegano metodi di analisi economico-statistici. Rilevante a tal fine sono le analisi di regressione, un metodo collaudato e riconosciuto a livello scientifico che permette di misurare l'influenza di vari fattori sul salario. Si tratta di determinare quale parte della differenza salariale è riconducibile a caratteristiche obiettive legate alle qualifiche (fattori del capitale umano) oppure a differenze dovute alla posizione professionale o al livello dei requisiti richiesti (fattori inerenti al posto di lavoro) e quale parte rimane inspiegabile ed è quindi legata al genere.
Il salario può essere influenzato da altri fattori esplicativi obiettivi, che non sono presi in considerazione nell'analisi standardizzata. Per i controlli effettuati nell'ambito degli acquisti pubblici è stata pertanto definita una cosiddetta soglia di tolleranza del 5 per cento. In altre parole si presume che un'impresa garantisca la parità salariale tra donna e uomo quando il risultato della parità salariale riscontrata e non spiegabile è inferiore alla suddetta soglia del 5 per cento. In tal modo si intende evitare che un'impresa sia tenuta a rendere conto senza giustificato motivo.
Autocontrollo della parità salariale
Gli offerenti possono controllare autonomamente e in modo semplice se la parità salariale in seno alla loro impresa è garantita. L'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) mette a disposizione gratuitamente il programma Logib in formato excel. Logib si basa sui metodi statistici descritti più sopra.
Metodo utilizzato anche in un caso giudicato dal Tribunale federale
Nella sentenza del 22 dicembre 2003 il Tribunale federale ha accolto la pretesa alla continuazione del pagamento dello stipendio per un ammontare di 210'000 franchi, più gli interessi, avanzata da una avvocatessa a causa di una discriminazione salariale. La convenuta è stata impiegata per quattro anni presso una grande società finanziaria. Nella sentenza il Tribunale si è fondato su una perizia di Yves Flückiger, professore di economia all'Università di Ginevra, che a sua volta si basava su un'analisi di regressione. Il nuovo strumento per il controllo della parità salariale nell'ambito degli acquisti pubblici utilizza dunque lo stesso metodo applicato nella perizia.
Indicazioni per i servizi d'acquisto e gli offerenti
I servizi d'acquisto della Confederazione sensibilizzano gli offerenti affinché questi garantiscano la parità tra donna e uomo in ambito salariale (art. 8 cpv.1 lett. c LAPub). Essi inviano agli offerenti il foglio informativo della CA concernente l'obbligo del rispetto delle condizioni di lavoro, delle disposizioni in materia di protezione del lavoro e della parità salariale tra donna e uomo. I servizi d'acquisto chiedono agli offerenti di firmare un‘autodichiarazione, che deve essere inoltrata durante la procedura di aggiudicazione, ma al più tardi prima della conclusione del contratto.