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Lo spreco alimentare è un fenomeno in continua crescita: ogni anno nel mondo si buttano via circa 1,6 miliardi di tonnellate di cibo che equivalgono a un terzo della produzione globale. È quanto si apprende da uno studio pubblicato dal gruppo di consulenza Boston Consulting.
Gli sprechi avvengono durante tutte le fasi della filiera agroalimentare. I paesi emergenti sono inefficienti soprattutto nella fase di produzione, a causa di carenze nelle tecniche produttive e di raccolto, oltre a ritardi nelle infrastrutture per il trasporto.
Invece, nei paesi avanzati la perdita di cibo avviene nella fase di consumo, dovuta principalmente all’eccesso di offerta, all'utilizzo di forme di imballaggio inadatte e alla scarsa consapevolezza del consumatore. In Svizzera questo spreco ammonta a 300 chili a testa ogni anno.
Si tratta di un paradosso poiché nel mondo, oggi, 870 milioni di persone ancora soffrono la fame. È evidente che una soluzione deve essere trovata coinvolgendo tutti gli attori interessati: le aziende produttrici e di trasporto, i rivenditori, i consumatori e i Governi.