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Considerata l’attuale crisi commerciale mondiale, la Commissione si è interessata ai modi per preservare la rete di libero scambio svizzera, evitare una recrudescenza delle tendenze protezioniste e facilitare la risoluzione delle divergenze nell’ambito delle istanze internazionali. Nel prosieguo di questa discussione, la CPE-N si è interessata alla politica di sanzioni del Consiglio federale, in particolare nei confronti della Russia e del Venezuela. A tale proposito, è venuta a conoscenza delle ragioni per le quali il Consiglio federale ha deciso di associarsi alle sanzioni dell’Unione europea (UE) nei confronti del Venezuela (cfr. comunicato stampa del Consiglio federale del 28 marzo 2018). Diversi membri della CPE-N si sono detti sorpresi da questi provvedimenti. Osservano infatti che le Nazioni unite non hanno adottato sanzioni nei confronti del Venezuela e che altri Stati, a loro avviso più criticabili in materia di rispetto delle libertà individuali o delle istituzioni democratiche, non sono oggetto di alcuna sanzione. Varie voci hanno parimenti rilevato che la Svizzera seguiva i provvedimenti promulgati dall’UE, nel caso del Venezuela e in maniera generale, pur se non in modo sistematico; infatti, come fa notare la Commissione, la Svizzera non ha aderito alle sanzioni europee nei confronti della Russia. Di conseguenza, la Commissione si è interrogata sulla strategia del Governo in materia di sanzioni; desidera proseguire la sua discussione a tale proposito in presenza del Consiglio federale nella sua prossima seduta.
Attualità europee e internazionali
In una panoramica sullo sviluppo delle relazioni tra la Svizzera e l’UE il consigliere federale Ignazio Cassis, capo del DFAE, ha informato la Commissione sullo stato dei negoziati riguardanti le questioni istituzionali. Alla luce di queste considerazioni, si è discusso anche dello scadenzario relativo alla procedura di consultazione su un secondo contributo ad alcuni Stati membri dell’Unione europea (cfr. comunicato stampa del Consiglio federale del 28 marzo 2018) inteso a ridurre, anche in futuro, le disparità economiche e sociali nell’UE. Sono statepoi affrontate le sfide attuali e future afferenti alla Brexit. Per finire, la CPE-N si è informata sul modo in cui la Commissione dell’UE intende rafforzare i diritti dei consumatori. Vi si può annoverare, tra l’altro, la possibilità di azioni collettive per far valere pretese di risarcimento nello Spazio UE.
In un secondo tempo, la CPE-N si è occupata delle diverse tematiche inerenti all’attualità internazionale. La Commissione ha dapprima fatto il punto sugli sviluppi in corso in Siria; la CPE-N ha preso atto delle azioni svolte dalla Svizzera, in particolare a livello multilaterale, nonché delle preoccupazioni del Consiglio federale riguardo al destino delle vittime del conflitto e alle violazioni del diritto internazionale. A tale proposito, la Commissione ha accolto con soddisfazione i pareri espressi dal Consiglio federale. Sono stati altresì affrontati il ruolo delle Nazioni Unite nel contesto siriano, confuso e complesso, e la legittimità giuridica dei recenti bombardamenti occidentali.
La Commissione si è anche interessata all’esame periodico (Universal Periodic Review) del Consiglio dei diritti umani dell’ONU, del quale la Svizzera è stata oggetto il 9 novembre 2017. Su tale questione, la CPE-N si è informata riguardo alle raccomandazioni formulate dagli Stati interpellati e accettate o respinte dal Consiglio federale.
Per finire, la CPE-N si è occupata del caso della politica catalana Marta Rovira, che ha cercato rifugio in Svizzera. In Spagna, dove rischia una pena di detenzione fino a trent’anni, è stata accusata di ribellione e sommossa. La Commissione ha preso atto che si tratta di un procedimento in corso e che un’estradizione – qualora si trattasse di mera persecuzione politica – è esclusa.
Altre decisioni
La Commissione ha inoltre discusso e preso atto del rapporto del Consiglio federale concernente il regime monetario internazionale e la strategia della Svizzera in adempimento del postulato 15.3434 n Leutenegger Oberholzer del 6 maggio 2015. La CPE-N si è poi informata in merito ad attuali questioni fiscali internazionali e in particolare al nuovo sistema fiscale statunitense. Infine ha portato avanti la sua discussione sul tema dei flussi finanziari internazionali sleali e sulle attività in tal senso della DSC e della SECO in quel settore (cfr. comunicati stampa della CPE-N del 21 marzo 2017 e del 7 novembre 2017).