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Il tribunale distrettuale di Zurigo ha condannato UBS a versare 7 milioni di franchi a un cliente americano, sospettato di evasione fiscale negli Usa, per aver eseguito in ritardo un ordine di vendita di titoli. Un portavoce dell'istituto ha confermato la notizia diffusa da "NZZ Online" e ha annunciato che UBS impugnerà la sentenza presso il tribunale d'appello.
Stando a "NZZ Online" il primo settembre 2008 il cliente aveva dato mandato per iscritto a UBS di vendere tutti i titoli americani in deposito presso la sua società con sede a Hong Kong. La banca aveva risposto di non poter eseguire l'ordine, poiché aveva bloccato l'insieme dei suoi valori patrimoniali sulla scia delle indagini delle autorità tributarie americane. Il 6 ottobre l'istituto aveva però dichiarato levato il blocco e il giorno dopo i titoli erano stati venduti, con un ricavato di 19,9 milioni di franchi. Se la vendita fosse stata effettuata cinque settimane prima - si era nel pieno della crisi finanziaria - avrebbe fruttato 26,8 milioni.
I giudici sono giunti alla conclusione che UBS ha violato il rapporto contrattuale, imponendo quindi il pagamento della differenza di 6,98 milioni, nonché di interessi del 5%, della gran parte delle tasse di giustizia e di un risarcimento alla controparte per il processo. Secondo la "NZZ Online" si tratta del primo indennizzo pronunciato da una corte elvetica per uno dei 285 clienti americani di UBS i cui dati, in una prima tranche, vennero forniti al fisco americano nel febbraio 2009.