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Dopo un dibattito durato oltre otto ore, la scorsa notte il Parlamento greco ha deciso con una votazione a scrutinio segreto il rinvio al giudizio di Giorgos Papaconstantinou, ex ministro delle Finanze nel governo di Giorgos Papandreou (Pasok, socialista).
Papaconstantinou è accusato, secondo il rapporto della maggioranza della Commissione d'inchiesta parlamentare istituita ad hoc, di reati commessi durante il periodo in cui era ministro che riguardano la cosiddetta Lista Lagarde, dalla quale avrebbe fatto sparire i nomi di alcuni suoi parenti.
Nella lista figurano i nomi di 2.059 greci che hanno un conto corrente nella succursale di Ginevra della banca Hsbc. I nominativi, contenuti in un cd, erano stati forniti nel 2010 a Papacostantinou dall'allora ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde (attuale direttore dell'Fmi), ma il cd si era misteriosamente volatilizzato. In seguito anche il suo successore Evangelos Venizelos (attuale leader del Pasok e vicepremier) aveva ricevuto una copia della lista ma non ne aveva fatto nulla.
Sulla base della decisione del Parlamento, un Consiglio di giudici costituito da cinque membri provenienti dai due tribunali supremi della Grecia (Consiglio di Stato e Areios Pagos) saranno chiamati a decidere se le accuse attribuite a Papaconstantinou siano valide o meno. In caso affermativo l'ex ministro dovrà comparire davanti al tribunale speciale.
Prendendo la parola in aula, l'ex ministro ha respinto tutte le accuse, sostenendo "di non aver mai tratto alcun guadagno economico e di non aver provocato alcun danno allo Stato" e di essere stato scelto come "capro espiatorio" per essere stato il ministro che ha avviato i negoziati con la troika per ottenere aiuti finanziari per la Grecia.
SDA-ATS