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Le scorie del match d'esordio di ieri contro Evans condizionano il basilese che alla distanza cala vistosamente sul piano atletico e si arrende al georgiano (3-6 6-1 7-5)
Non che si possa davvero fare un paragone con quanto successo nel 2017, quando rientrò dopo 6 mesi e vinse Hopman Cup e soprattutto Australian Open, ragion per cui l'uscita di scena di Roger Federer per mano del georgiano Nikoloz Basilashvili (Atp 42 al secondo turno del torneo di Doha che l'aveva visto esordire ieri con un match maratona di due ore e mezza è tutto sommato giustificata proprio dalla stanchezza del basilese, accumulata contro Daniel Evans, unita a una preparazione atletica da affinare, come è logico che sia, a quasi 40 anni e dopo 13 mesi di stop, molti dei quali con un ginocchio fuori posto.
Vinta agevolmente la prima frazione, l'elvetico ha accusato il colpo verso la fine del secondo set, quando ha iniziato ad accorciare gli scambi nel tentativo di preservare quante più energie possibili in vista del set decisivo. Operazione riuscita a metà che però quasi riesce completamente, visto che Federer si è procurato - benché un po' casualmente - un matchball sul 5-4, servizio del georgiano. Sprecata la ghiotta (e unica) occasione di ribaltare il corso di un incontro ormai nelle mani dell'avversario da parecchi giochi, si è infine arreso 3-6 6-1 7-5.