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<h2>SubmittedText<h2><p>Il settore del cemento è responsabile nel mondo e in Svizzera di circa l'8 per cento delle emissioni di CO2, che a livello globale dovranno scendere al più tardi entro il 2050 a un saldo netto di zero. Il più grande produttore di cemento ha la sua sede principale in Svizzera e i due politecnici federali stanno conducendo importanti ricerche su miscele di calcestruzzo e alternative più compatibili con il clima. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono le tecnologie o i prodotti sostitutivi che il Consiglio federale ritiene idonei per ridurre a livello globale entro il 2050 a un saldo netto di zero le emissioni di CO2 del settore del cemento?</p><p>2. Come si può garantire, in un settore caratterizzato da costi infrastrutturali elevati, che la necessaria trasformazione avvenga con sufficiente rapidità?</p><p>3. La Germania ha contribuito all'affermazione del fotovoltaico e la Svezia vuole rendere il settore siderurgico climaneutrale. La Svizzera potrebbe dare un impulso all'affermazione del cemento climaneutrale e assumere in quest'ambito un ruolo guida a livello mondiale?</p><p>4. Quale ruolo dovrebbe svolgere il settore pubblico come committente per accelerare questa trasformazione sul fronte della domanda?</p><p>5. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sostiene con successo un programma di ricerca condotto dal Politecnico federale di Losanna su cementi a base di argilla (LC3) con un'impronta di CO2 notevolmente ridotta?</p><p>6. Come fa il Governo a garantire che la prossima fase di attuazione e di scalabilità possa ora avere luogo Quali fondi nazionali o internazionali di finanziamento per il clima sono disponibili a tal fine? Come può essere sfruttato il vantaggio delle conoscenze acquisite dalla Svizzera in quest'ambito?</p><p>7. Quali altri risultati di ricerca avanzati nel campo dei materiali da costruzione potrebbero essere promossi dalla Svizzera fino alla scala industriale e della commercializzazione?</p><p>8. Quali possibilità vede il Consiglio federale di: a) promuovere la ricerca per riportare nella roccia il CO2 geogenico adottando misure adeguate e b) istituire un finanziamento per l'avvio di un eventuale impianto pilota, ad esempio attraverso la tassa sul CO2?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il clinker di cemento è prodotto con un processo di cottura ad alta temperatura utilizzando calcare (con l'aggiunta di argilla) e combustibili fossili o alternativi ottenuti dai rifiuti. Entrambe le componenti (combustione e decarbonizzazione) contribuiscono alle elevate emissioni di CO2 dell'industria del cemento. Nel contempo, l'impiantistica è una tecnica che richiede un grande impiego di capitali e implica pertanto investimenti a lungo termine. Soprattutto il cosiddetto fattore clinker consente di ottimizzare gradualmente le emissioni, ma non permette di ottenere una neutralità diretta in termini di produzione di CO2. L'unica possibilità è quella di conseguire la neutralità indiretta applicando misure di sostituzione o impiegando la cattura e l'approvvigionamento del CO2 emesso (cfr. risposta 8). I prodotti e i processi di sostituzione sono al momento disponibili soltanto su scala pilota o di laboratorio e non possono soddisfare il fabbisogno annuo mondiale di oltre quattro miliardi di tonnellate di cemento.</p><p>2. Per il settore del cemento, la politica climatica punta innanzitutto sul sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) a lungo termine, che prevede una riduzione continua dei diritti di emissione globalmente disponibili. L'incremento dei prezzi del CO2 rende più interessanti i combustibili non fossili alternativi e le tecnologie che impiegano quantità inferiori di CO2. La neutralità in termini di CO2 sarà ottenuta con lo strumento dei diritti di emissione solo quando tali diritti non saranno più attribuiti.</p><p>3. L'acciaio può essere fuso più volte in forni alimentati a corrente elettrica e quindi completamente recuperato anche in modo climaneutrale. L'industria del cemento non dispone di una simile tecnologia. A differenza dell'acciaio, non si tratta di produrre una materia prima, in quanto il clinker è solo un componente del calcestruzzo. Per sostituire le emissioni di CO2 geogene, bisognerebbe innanzitutto individuare una materia prima disponibile in quantità pari a vari milioni di tonnellate all'anno che possieda inoltre caratteristiche simili. Allo stato attuale delle conoscenze, l'utilizzo pratico a livello nazionale di un materiale da costruzione che sostituisca il cemento e il calcestruzzo è irrealistico.</p><p>4. Per quanto concerne i nuovi edifici, l'Amministrazione federale civile e il settore dei Politecnici federali soddisfano già le prescrizioni ambientali dello standard Minergie P-eco. Per gli edifici nuovi e per le ristrutturazioni con impianto di riscaldamento, il DDPS rispetta lo standard Minergie più adeguato. L'area di Guisanplatz 1, in cui tale dipartimento si è da poco trasferito, ha ottenuto il primo certificato di platino dello Standard costruzione sostenibile Svizzera (SNBS) per gli edifici adibiti a uffici. I progetti di laboratorio del PF di Zurigo attualmente in corso sono pianificati e realizzati secondo lo standard della Società svizzera per un mercato Immobiliare sostenibile (SGNI). Tutti gli standard promuovono l'impiego di calcestruzzo riciclato e l'utilizzo di varietà di cemento più ecologiche con meno emissioni di gas serra.</p><p>La Conferenza di coordinamento degli organi della costruzione e degli immobili dei committenti pubblici KBOB mette a disposizione dati relativi all'ecobilancio di vari tipi di calcestruzzo nella propria raccomandazione 2009/1:2016 "Dati dell'ecobilancio nel settore della costruzione". Il calcolatore di calcestruzzo della KBOB funge da base tecnica per integrare come criterio d'acquisto gli indicatori ambientali di varietà specifiche di calcestruzzo con diversi tipi di cemento e di aggregati.</p><p>5./6. La DSC finanzia un partenariato di ricerca per lo sviluppo di un nuovo tipo di cemento (LC3) al quale partecipano, oltre al Politecnico federale di Losanna (EPFL), anche centri di competenza in India e a Cuba. La produzione di LC3 richiede il 30 per cento di CO2 in meno del comune cemento. L'LC3 potrebbe quindi fornire un importante contributo al contenimento dei cambiamenti climatici. A lungo termine, l'obiettivo è di mettere a disposizione l'LC3 nei mercati con una forte domanda di cemento. Per questa ragione, la DSC e il team di progetto collaborano con rappresentanti dell'industria internazionale del cemento.</p><p>7. Soprattutto per quanto concerne l'aspetto della neutralità climatica, la regola delle 3R (reuse, reduce, recycle) vale anche per i materiali da costruzione: la Svizzera è impegnata in vari progetti per il riutilizzo dei materiali da costruzione, come ad esempio Madaster, che gestisce una biblioteca svizzera online dei materiali costruiti. Altri innovativi progetti esemplari d'interesse internazionale sono l'edificio di ricerca 1:1 NEST (Next Evolution in Sustainable Building Technologies), il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa) a Dübendorf e lo Smart Living Lab a Friburgo. In entrambi i centri menzionati vengono condotte ricerche sul tema dell'edilizia sostenibile (nuovi materiali da costruzione, nuove tecnologie di costruzione).</p><p>8. a) Per la cattura e lo stoccaggio del CO2 (Carbon Capture and Storage, CCS) o per la trasformazione del CO2 catturato in prodotti utilizzabili (Carbon Capture and Utilization, CCU) vengono condotte ricerche soprattutto presso il Politecnico federale di Zurigo (PFZ), all'EPFL, il Paul Scherrer Institut (PSI), swisstopo (Ufficio federale di topografia), presso le Università di Ginevra, Losanna e Berna nonché presso la Scuola universitaria professionale di Zurigo. Il programma quadro di ricerca "Horizon 2020" finanzia anche diversi progetti volti a ridurre le emissioni di CO2. La start-up Climeworks (tecnologia che cattura il CO2 dall'aria), fondata presso il PFZ, ha, ad esempio, ricevuto il finanziamento di "Horizon 2020" nell'ambito del progetto di ricerca STORE &amp; GO. Nel campo della ricerca sono attive anche altre imprese dei settori dell'industria e dei servizi (p. es. Sulzer, Casale, Climeworks, LafargeHolcim, First Climate). Nel rapporto in adempimento del postulato Thorens Goumaz 18.4211 il Consiglio federale indicherà se sussiste un ulteriore fabbisogno in termini di ricerca.</p><p>b) Il Consiglio federale ritiene che i progetti pilota siano utili quando possono essere attuati con grandi possibilità di successo. Allo stato attuale l'Ufficio federale dell'energia (UFE) e l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) già finanziano singoli progetti pilota, dimostrativi e di ricerca in Svizzera (Climeworks a Hinwil ZH) e all'estero (progetto europeo Eranet Elegancy). Tuttavia, il Consiglio federale si aspetta che anche le industrie caratterizzate da emissioni difficilmente prevenibili esaminino ogni opportunità disponibile per ridurre le emissioni e contribuire agli obiettivi della Svizzera in campo climatico. Ciò comprende il CCS e il CCU. Singoli attori dell'industria svizzera del cemento stanno mettendo a punto studi di fattibilità.</p>  Risposta del Consiglio federale.