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GINEVRA - È necessario un maggiore controllo nei confronti dei grandi distributori, ad esempio Coop e Migros, in seguito alle violazioni delle restrizioni di vendita. È quanto auspica l'Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam). Nel frattempo, la giustizia ginevrina ha stabilito che Migros non potrà più vendere libri.
L'Usam accoglie favorevolmente le decisioni adottate dalla Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica (CDEP), che si è impegnata a introdurre misure di sorveglianza più rigide nei cantoni. L'organizzazione, tuttavia, ha annunciato oggi di aver deciso non adire le vie legali nei confronti dei grandi distributori, anche perché questi ultimi hanno corretto il tiro nei tempi prestabiliti.
Secondo il comitato direttivo dell'Usam, la causa principale di queste inaccettabili distorsioni della concorrenza risiede nell'imprecisione del modo in cui l'ordinanza Covid-19 è stata concepita dal Consiglio federale. Invece di lasciare aperto l'intero settore del commercio, il governo ha voluto limitare la gamma di prodotti, critica l'organizzazione.
Su richiesta delle librerie Payot, la giustizia ginevrina ha ordinato a Migros Ginevra di non vendere libri nei suoi supermercati per rispettare l'ordinanza federale dello scorso 13 marzo. Inoltre, Payot ha presentato una denuncia contro il gigante arancione per concorrenza sleale. Il Ministero pubblico aprirà un'indagine, ha confermato la procura all'agenzia Keystone-ATS.
In una sentenza dello scorso venerdì, la camera civile della Corte di giustizia ginevrina «ordina alla Società Cooperativa Migros Ginevra di cessare immediatamente la vendita di libri in tutti i suoi negozi di Ginevra e Vaud», ha rivelato oggi la RTS. In questo caso sono stati adottati provvedimenti d'urgenza e superprovvisionali.
Secondo l'ordinanza federale, i libri non fanno parte dei beni di consumo quotidiano e non possono quindi essere venduti nei negozi. Payot, dal canto suo, come le altre librerie ha dovuto chiudere a metà marzo.