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L'uomo deve 40 mila franchi di arretrati alla moglie per gli alimenti della figlia
Dopo il divorzio dalla prima moglie, l'uomo ha sposato una donna svizzera nel 2000. Nel 2017 ha presentato una domanda di naturalizzazione agevolata nascondendo i diversi procedimenti di esazione.
LOSANNA - Un uomo di origine algerina perderà la nazionalità svizzera ottenuta grazie alla procedura facilitata: non aveva dichiarato il fatto che l'ex moglie domandava 40 mila franchi di arretrati per gli alimenti della loro figlia. Lo ha deciso il Tribunale federale confermando una decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM).
Dopo il divorzio dalla prima moglie, l'uomo ha sposato una donna svizzera nel 2000. Nel 2017 ha presentato una domanda di naturalizzazione agevolata. Durante la procedura ha firmato una dichiarazione in cui affermava di non essere oggetto di alcun procedimento di esazione. La SEM gli ha poi concesso la cittadinanza svizzera nel maggio 2018.
Un mese dopo, la sua ex moglie rimasta basita ha scritto alla SEM dicendo che l'ex marito era oggetto di diversi procedimenti di esazione a Ginevra e che non aveva mai pagato gli alimenti per la loro figlia nata nel 1989. Nel febbraio 2018 gli aveva nuovamente inviato un'ingiunzione di pagamento di quasi 40'000 franchi, sulla base di un attestato di carenza beni del 2004.
Problema: per la naturalizzazione agevolata è necessario avere una reputazione finanziaria irreprensibile. Le argomentazioni del ricorrente, secondo i giudici di Mon repos, non reggono: l'uomo invocava la volontà dell'ex moglie di nuocergli portando alla luce un dossier vecchio di quasi 15 anni e il fatto di aver firmato la dichiarazione in buona fede.
Il TF sottolinea però che il ricorrente ha fatto opposizione quando ha ricevuto l'ingiunzione di pagamento nel febbraio 2018. Nel dicembre successivo l'ex moglie ha ottenuto il ritiro parziale dell'effetto sospensivo. Tre mesi più tardi l'imputato si è impegnato a versare 400 franchi al mese per dirimere la controversia.
Ciò dimostra che quando ha firmato la dichiarazione l'uomo era ben cosciente di avere delle procedure a suo carico. Tenendo conto che una naturalizzazione agevolata può essere revocata se ottenuta con false dichiarazioni o occultamento di fatti essenziali, l'operato della SEM è corretto, tanto più che non ha alcuna influenza sul suo diritto di soggiorno in Svizzera, concludono i giudici.
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