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Soddisfazione relativa per la scelta dell'Assemblea federale e nessun entusiasmo per iil nuovo consigliere federale. Questo il tenore dominante nei commenti, che si soffermano anche sulle conseguenze dell'elezione per il futuro dell'UDC.Questo contenuto è stato pubblicato il 07 dicembre 2000 - 13:11
"La sconfitta di Blocher" titola il Tages Anzeiger il suo commento di prima pagina. Per il quotidiano zurighese, l'UDC non è neppure riuscita a votare in modo compatto per i suoi due candidati ufficiali, che hanno ottenuto un risultato ancora inferiore alle previsioni. Il partito di Blocher ha comunque una ragione per consolarsi: rispetto a Ogi, "Schmid è un politico molto più vicino alla corrente zurighese" dell'UDC.
In diversi campi, a cominciare dall'asilo, Schmid rappresenterà gli interessi dell'ala più intransigente del partito, altrettanto bene di quanto avrebbero fatto Rita Fuhrer o Roland Eberle. Da parte sua, Blocher dovrà finalmente riconoscere che il parlamento, seppur diviso, riesce a compattarsi istintivamente quando si tratta di opporsi ai suoi tentativi di arrivare al potere a Berna.
Il nuovo consigliere federale solleva poco entusiasmo da parte di Le Temps. Il giornale romando accoglie la sua elezione quasi con sconforto: "È vero, possiamo vivere con Samuel Schmid. Avremo anche il tempo di abituarci a vivere con lui, nelle prossime due o tre legislature. Ma a che scopo?". Le Temps si rammarica soprattutto per il rifiuto di scegliere, in modo più chiaro e coraggioso, manifestato ancora una volta dai politici.
Colpa dei socialisti, da una parte, per il giornale romando. Socialisti che hanno dimostrato un'evidente mancanza di abilità nella loro strategia volta a estromettere l'UDC dal Consiglio fedeale. Colpa anche dei radicali che hanno avuto paura di assumere la leadership in seno al governo, accettando l'offerta dei socialisti di eleggere il presidente del PRL, Franz Steinegger.
Anche per l'Agefi, l'elezione di Samuel Schmid non offre grandi speranze di cambiamento in seno al Consiglio federale. Il governo "scivola leggermente verso la destra e la sua capacità di apertura verso nuove sfide si ritrova ridotta".
Per il giornale economico vi è ancora di peggio: Samuel Schmid diventerà, ancora più di Ogi, l'ostaggio dell'ala dominante dell'UDC. La sua elezione permetterà inoltre a questo partito di governo di "proseguire una politica di opposizione sistematica nei confronti del Consiglio federale". La prossima volta non bisognerà quindi aspettare l'ultimo minuto per rimettere in questione l'appartenenza al governo di un partito che cerca di marginalizzare le minoranze, escludere i dissidenti e favorire i potenti.
Più soddisfatto chiaramente il Bund, dal momento che l'Assemblea federale ha scelto nuovamente un candidato bernese. A suo avviso, "Schmid potrà assumere a lungo termine un ruolo ancora più forte di Ogi all'interno dell'UDC". Se il suo predecessore era un politico votato all'armonia, Schmid è invece un uomo fortemente conservatore. Le sue posizioni borghesi e di destra in ambito di politica economica e sociale saranno apprezzate dal partito di Blocher.
Lo stesso Blocher dovrà "assumere la responsabilità per la sconfitta subita in questa elezione". È infatti fallito il suo piano, che prevedeva di utilizzare una probabile sconfitta di Rita Fuhrer come strumento per assicurarsi nuove simpatie popolari. In futuro, "Blocher avrà maggiori difficoltà a ottenere il sostegno del suo partito".
La sconfitta di Blocher viene evidenziata anche dai tre quotidiani della Svizzera Italiana. Sul Corriere del Ticino Carlo Manzoni, nel fondo pone l'accento sui perdenti di quest'elezione che vengono individuati in "Blocher e l'improvvisazione". L'editorialista del maggiore quotidiano della Svizzera Italiana puntualizza come "Blocher, che ha lanciato una sfida al parlamento federale, ha perso".
Il commentatore di politica federale del Giornale del Popolo Moreno Bernasconi evidenzia, dal canto suo, come con questa elezione "il parlamento cementa lo statu quo" in risposta "ai sogni patetici di putch vagheggiati da Franco Cavalli e compagni".
Ed alla formula magica, che i socialisti ed il loro capogruppo alle Camere Franco Cavalli volevano scardinare, è dedicato anche l'editoriale de La Regione firmato da Monica Piffaretti e dedicato ai "samaritani della formula" quei parlamentari che votando per Samuel Schmid oltre a "farla a Blocher e rompere i suoi piani" -come precisa la Piffaretti- sono corsi in aiuto della formula magica minacciata "come tanti buoni samaritani".
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