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Nel giorno in cui il premier ungherese Viktor Orban scende a Strasburgo per illustrare i successi della sua Presidenza di turno della Ue, conclusasi il 30 giugno, il Parlamento europeo lo accoglie con una bella sberla, approvando una risoluzione contro la nuova Costituzione di Budapest.
Il testo, promosso dal centro sinistra, di fatto chiede al governo ungherese di emendare la sua fiammante Magna Charta. Una richiesta rimandata al mittente da Orban: "La Ue rispetti le identità nazionali degli Stati membri - ha affermato il premier intervenendo nella plenaria - insistiamo che gli ungheresi possono stilare da soli la loro Costituzione".
La risoluzione, firmata dal gruppo S&D, alleanza dei Socialisti e dei democratici, dai liberaldemocratici dell'Alde, "invita le autorità ad affrontare le questioni sollevate dalla Commissione di Venezia (organo del Consiglio d'Europa incaricato di valutare gli aspetti di diritto costituzionale, ndr) e ad attuarne le raccomandazioni, emendando la nuova Costituzione".
I punti sollevati dalla risoluzione approvata dal Parlamento Ue riguardano la limitata protezione "dei diritti fondamentali", "l'omissione del divieto della pena di morte, dell'ergastolo e della discriminazione basata sull'orientamento sessuale" e il riconoscimento "del diritto alla vita dal momento del concepimento".
La nuova Costituzione, approvata il 18 aprile dalla fortissima maggioranza di governo, entrerà in vigore il primo gennaio 2012 ed è stata inizialmente criticata per le sue norme liberticide sul fronte della libertà di stampa.
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