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<h2>SubmittedText<h2><p>In molte regioni in conflitto i diritti sessuali subiscono gravi violazioni. Da un lato, la violenza sessuale è in aumento e talvolta viene usata come arma di guerra; dall’altro, l’accesso all’assistenza sanitaria sessuale, specialmente quella relativa alla gravidanza, è reso difficile se non impossibile. Il Consiglio federale è a conoscenza di questa problematica e, in risposta alla domanda&nbsp;23.7809, ha espresso la sua preoccupazione.<br>Poiché il conflitto armato in Palestina è purtroppo destinato a continuare, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:&nbsp;</p><p>1. Qual è l’impatto della riduzione e del congelamento del sostegno finanziario a favore dell’Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi (UNRWA) sui programmi e sulle misure di tutela dei diritti sessuali in Palestina, e in particolare nella Striscia di Gaza?&nbsp;</p><p>2. Il Consiglio federale dispone di dati sulle violenze sessuali commesse nel quadro di questo conflitto (nello specifico le violenze sessuali commesse da soldati e combattenti contro civili)? Se sì, in che modo tali dati guidano il suo operato nella regione?&nbsp;</p><p>3. Il Consiglio federale è in possesso di dati sulle condizioni in cui avvengono i parti e vengono prestate le cure perinatali a Gaza? In caso affermativo, in che modo tali dati guidano il suo operato nella regione?&nbsp;</p><p>4. Alla luce della situazione sanitaria nella Striscia di Gaza e dell’impossibilità per le donne incinte di ricevere sul posto le cure di cui hanno bisogno, il Consiglio federale sta considerando la possibilità di generalizzare la concessione di visti umanitari alle donne palestinesi incinte o che hanno partorito da poco, così come ai loro figli neonati o che nasceranno a breve? Se sì, come ed entro quando? In caso contrario, perché non intende farlo?&nbsp;</p><p>5. Il Consiglio federale è in contatto con le autorità israeliane per proteggere la salute sessuale, soprattutto quella delle donne incinte o che hanno partorito da poco, nel contesto del conflitto e in particolare nei campi nel Sud della Striscia di Gaza, dove vivono ammassate centinaia di migliaia di donne palestinesi?&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; font-size:12pt"><span style="font-family:Arial">1, 3 e 5: Il Consiglio federale è consapevole delle molteplici e crescenti difficoltà incontrate dalle donne per quanto riguarda l’accesso a servizi di assistenza al parto e a cure prenatali in condizioni dignitose e sicure nella Striscia di Gaza, ed è preoccupato dalla situazione. 15 dei 90</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">milioni di franchi di aiuti umanitari sbloccati lo scorso mese di novembre sono stati destinati all’assistenza sanitaria, in particolare all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e alle ONG svizzere Terre des hommes e Médecins du Monde.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:13pt; widows:0; orphans:0"><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">L’Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi (UNRWA) rimane attualmente il principale attore umanitario a Gaza e l’assistenza sanitaria fa parte del mandato conferitole dall’ONU. Circa 17</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">000 donne incinte a Gaza beneficiano delle sue prestazioni. Nell’attuale situazione di conflitto, sarebbe quasi impossibile per un’altra organizzazione o autorità rilevare tutti i compiti svolti dall’UNRWA nel Territorio palestinese occupato. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:13pt; widows:0; orphans:0"><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">Sia a livello multilaterale che bilaterale, la Svizzera esorta regolarmente le parti a rispettare il diritto internazionale umanitario e i diritti umani. Ciò include il rilascio degli ostaggi e la garanzia di un accesso umanitario senza ostacoli alla Striscia di Gaza e al suo interno. Il diritto internazionale protegge le popolazioni civili, le persone fuori combattimento e i beni civili, compresi gli ospedali e altre strutture sanitarie nonché i trasporti medici.</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:13pt; widows:0; orphans:0"><span style="font-family:Arial; font-size:11pt; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:13pt; widows:0; orphans:0"><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">2: Il Consiglio federale condanna qualsiasi forma di violenza sessuale in situazioni di conflitto. Si dice pertanto scioccato dai rapporti dell’ONU sul probabile e ripetuto ricorso alla violenza sessuale e di genere da parte di Hamas nel contesto degli attacchi terroristici del 7</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">ottobre e, successivamente, nei confronti degli ostaggi. Allo stesso modo, deplora gli atti di violenza sessuale e di genere perpetrati contro donne e uomini palestinesi nei luoghi di detenzione, durante le incursioni nelle abitazioni o ai posti di blocco (si veda il rapporto del 4</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">marzo</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">2024 della rappresentante speciale dell’ONU per la violenza sessuale nei conflitti armati). Il Consiglio federale chiede che vengano condotte indagini indipendenti e approfondite.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:13pt; widows:0; orphans:0"><span style="font-family:Arial; font-size:11pt; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:13pt; widows:0; orphans:0"><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">4: La concessione di visti umanitari è disciplinata dall’ordinanza del 15</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">agosto</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">2018 concernente l’entrata e il rilascio del visto (OEV; RS</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">142.204), che prevede l’autorizzazione all’entrata in Svizzera e la concessione di un visto umanitario a persone la cui vita o integrità fisica è direttamente, seriamente e concretamente minacciata nel Paese di provenienza (art.</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">4 cpv.</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; font-size:11pt">2 OEV). Le condizioni per il rilascio di tale visto vengono esaminate caso per caso, tenendo conto della situazione individuale. Per ulteriori dettagli, il Consiglio federale rimanda alle risposte alle interpellanze 23.3922 Fluri «Occorrono finalmente regole chiare ed eque per il rilascio di visti umanitari» e 24.3090 Klopfenstein Broggini «I bambini feriti di Gaza hanno urgentemente bisogno di un aiuto vitale: la Svizzera deve rilasciare loro visti umanitari».</span></p></div>