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148 giorni di sciopero per un prima vittoria contro i pericoli dell’intelligenza artificiale
Gli accordi ottenuti dagli sceneggiatori americani sono una prima conquista per salvare l’ingegno umano dalla concorrenza delle macchine
L’anno scorso l’intelligenza artificiale (IA) era ancora soltanto un puntino sui radar, ma nel maggio del 2023 è stata al centro di lunghe trattative tra l’AMPTP (Alliance of Motion Picture and Television Producers, l’associazione dei produttori) e la WGA (Writers Guild of America, il sindacato degli sceneggiatori).
Nell’ultimo anno abbiamo visto che ChatGPT e altri programmi simili sono in grado di sintetizzare idee e di scrivere in modo incredibilmente rapido. Sebbene all’inizio tutti si siano divertiti a giocarci, si è subito intravisto un futuro in cui gli sceneggiatori sarebbero stati costretti semplicemente a correggere sceneggiature scadenti, o a utilizzare idee basate su algoritmi applicati da macchine senza veri ragionamenti o spunti creativi.
Era una prospettiva spaventosa. Per questo la WGA è intervenuta con una dura battaglia. Per impedire che il futuro degli scrittori fosse in pericolo. In questo modo hanno creato un precedente e posto le basi per la tutela dell’ingegno umano non solo nel campo del cinema, ma più in generale in quello delle attività creative.
Quali sono le disposizioni in materia di IA contenute nel contratto negoziato dalla WGA con i produttori?
Il contratto include diverse disposizioni chiave: vieta l’utilizzo dell’IA per la creazione o la modifica di sceneggiature o trattamenti, e impone agli studios di dichiarare esplicitamente qualsiasi contenuto generato dall’IA fornito agli sceneggiatori. Inoltre tutela gli sceneggiatori dal rischio che le loro sceneggiature vengano utilizzate per l’addestramento dell’IA senza il loro consenso.
Hanno inoltre ottenuto l’adozione delle seguenti regole:
- L’IA non può scrivere o riscrivere materiale letterario, e il materiale generato dall’IA non sarà considerato materiale di partenza ai sensi degli accordi sulla retribuzione minima. Ciò significa che il materiale generato dall’IA non può essere utilizzato per compromettere la retribuzione o i diritti spettanti ad uno sceneggiatore.
- Uno sceneggiatore può scegliere di utilizzare l’IA durante il suo lavoro di scrittura se l’azienda acconsente e a condizione che segua le politiche aziendali applicabili, ma l’azienda non può richiedere allo sceneggiatore di utilizzare software di IA (ad esempio ChatGPT) durante il lavoro di scrittura.
- L’azienda deve comunicare allo sceneggiatore se i materiali iniziali su cui è chiamato a lavorare sono stati generati dall’IA, o incorporano parti generate dall’IA.
- La WGA si riserva il diritto di dichiarare che l’utilizzazione dei materiali prodotti dagli sceneggiatori per addestrare l’IA è vietato dalla dagli accordi sui minimi salariali o da altre leggi.
In che modo queste disposizioni tutelano il futuro degli sceneggiatori?
Con questi accordi la WGA ha sostanzialmente assicurato che gli esseri umani rimarranno al centro del processo creativo.
Gli scrittori non potranno essere sostituiti dall’IA al centro del processo creativo. Nessuna sceneggiatura o trattamento eventualmente prodotto dall’IA sarà considerato materiale letterario. Se vi portano a lavorare su una cosa generata dall’IA devono dirvelo, e sarete pagati come se si trattasse di un’idea originale.
In questo modo si evita che gli sceneggiatori debbano ridursi a riscrivere le idiozie dell’IA e vengano pagati meno. Il contratto li protegge inoltre dagli studios che volessero assegnare loro delle sceneggiature elaborate dall’IA senza dinformarli. Infine dà agli sceneggiatori il potere di utilizzare l’IA e di negoziare con le case di produzione sui modi per utilizzarla.
So bene che i produttori cercheranno delle scappatoie, ed è per questo che è importante che le disposizioni permettano di usare l’IA, se necessario. E il sindacato dovrà tenere sotto controllo la situazione, proteggendo i suoi membri in caso di ulteriori cambiamenti, e continuando a garantire un uso responsabile ed etico dell’IA nel settore.
Articolo pubblicato da Naufraghi.ch