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L'industria dell'alluminio va a gonfie vele
L'anno scorso l'industria dell'alluminio ha ottenuto nuovamente ottimi risultati, nonostante l'aumento dei prezzi delle materie prime. Oltre l'80% della produzione è stata esportata.
In Svizzera sono state utilizzate 191'500 tonnellate di alluminio, vale a dire il 5,8% in più rispetto all'anno precedente, ha precisato lunedì a Zurigo Markus Tavernier, presidente dell'Associazione svizzera dell'alluminio (Alu.ch). Ciò corrisponde a 25,5 chilogrammi per abitante. Negli ultimi 5 anni, l'uso di questo metallo è cresciuto del 20%.
Durante l'anno preso in esame, il produttore elvetico ha tratto profitto soprattutto dalla forte domanda dell'industria automobilistica. La crescita delle forniture (+5,3% a 212'500 tonnellate) non riflette però unicamente l'aumento del numero di veicoli venduti in tutto il mondo, ha aggiunto Tavernier.
Le discussioni relative al cambiamento climatico e il probabile inasprimento della legislazione europea in materia di emissioni di ossido di carbonio faranno aumentare l'importanza dell'alluminio nel settore automobilistico. Il potenziale di riduzione del peso delle automobili attraverso l'impiego di componenti in alluminio è infatti ancora ampio.
Riguardo al tema del riciclaggio, Alu.ch indica che il 35% della domanda mondiale di alluminio è coperta da materiale di recupero. Nove lattine su dieci e l'80% delle confezioni in alluminio di cibo per animali sono riciclate. L'uso di alluminio riciclato permette di ridurre del 95% il bisogno di energia.
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