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<h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 23.11.2023</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Sanità: il Consiglio federale intende accelerare la digitalizzazione con DigiSanté</strong></p><p class="Standard_d"><strong>La digitalizzazione nel settore sanitario svizzero dovrà essere accelerata, aumentando l’efficienza del sistema sanitario, la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti. A tal fine, nella seduta del 22 novembre 2023 il Consiglio federale ha adottato il programma di promozione della trasformazione digitale nel settore sanitario (DigiSanté) e trasmesso al Parlamento il messaggio sul relativo credito d’impegno.</strong></p><p class="Standard_d"><strong>La Svizzera vanta un ottimo sistema sanitario nel confronto internazionale, ma sul fronte della digitalizzazione c’è ancora molto da fare. Sebbene molti attori lavorino già ampiamente in modalità digitale, i diversi sistemi e processi sono troppo poco armonizzati tra loro e non interoperabili. Ciò significa che attualmente i dati non possono essere trasmessi da un sistema all’altro senza soluzione di continuità lungo tutto il percorso. Questo comporta la necessità di indicare le stesse informazioni e svolgere gli stessi test ed esami più volte, così come l’impossibilità di riutilizzare le informazioni.</strong><br>Con il programma di promozione della trasformazione digitale nel settore sanitario (DigiSanté), il Consiglio federale vuole dare nei prossimi anni un impulso alla digitalizzazione e migliorare il collegamento fra i vari attori. In collaborazione con le parti interessate, DigiSanté promuove l’attuazione dello spazio svizzero dei dati sanitari per migliorare qualità delle cure, efficienza, trasparenza e sicurezza dei pazienti e rafforzare la ricerca. A tal fine i progetti digitali degli attori devono essere ben coordinati e armonizzati fra loro: questo compito sarà svolto dalla Confederazione.<br>DigiSanté è stato elaborato dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in collaborazione con l’Ufficio federale di statistica (UST). Ha una durata di dieci anni (2025–2034), comprende circa 50 progetti ed è suddiviso in quattro pacchetti: presupposti per la trasformazione digitale; infrastruttura nazionale; digitalizzazione dei servizi delle autorità; e uso secondario dei dati per la pianificazione, la gestione strategica e la ricerca.<br><br>Creazione dei presupposti<br>Per garantire un flusso continuo di dati tra le singole strutture sanitarie e tra esse e gli attori terzi (p. es. i servizi federali), i diversi sistemi informatici devono essere in grado di comunicare tra loro, essere cioè interoperabili. I progetti del primo pacchetto servono a porre le basi per l’interoperabilità. Il gruppo di esperti Gestione dei dati nel settore sanitario, insieme a specialisti di Confederazione, Cantoni, ospedali, comunità medica, farmacie, assicurazioni, industria farmaceutica e ricerca, ha iniziato a lavorare a standard comuni da settembre 2022.<br><br>Infrastruttura nazionale<br>Occorre creare elementi di base per un’infrastruttura nazionale che sia il fondamento del settore sanitario digitale. Essa consentirà un’interoperabilità sicura nel settore sanitario digitale grazie alla quale sarà possibile implementare rapidamente nuovi servizi sanitari digitali. Inoltre farà in modo che gli attori dell’intero spazio di dati sanitari possano utilizzare servizi di base uniformi come registri, interfacce e applicazioni volti a garantire lo scambio sicuro di dati, tra cui i registri degli ospedali e dei fornitori di prestazioni.<br><br>Digitalizzazione dei servizi delle autorità<br>Per migliorare lo scambio di dati tra autorità e attori del settore sanitario, occorre digitalizzare e standardizzare anche i servizi delle autorità, per esempio nel sistema di dichiarazione delle malattie trasmissibili o attraverso il progetto SpiGes per l’utilizzo multiplo di dati nel settore delle cure ospedaliere stazionarie.<br><br>Uso secondario dei dati per la pianificazione, la gestione strategica e la ricerca<br>L’ampia gamma di dati rilevanti dovrà poter essere utilizzata meglio e con maggiore efficienza. Nell’ambito della ricerca saranno migliorati l’accesso ai dati e le possibilità di analisi, per esempio in ambiti quali il monitoraggio delle malattie tumorali o lo spazio di dati per la ricerca in materia di salute.<br><br>Finanziamento di DigiSanté<br>DigiSanté tiene conto della struttura federalista del settore sanitario svizzero. La Confederazione interviene solo laddove occorre una base nazionale che non può essere realizzata da Cantoni o fornitori privati, garantendo la sicurezza di pianificazione e di investimento necessaria per la digitalizzazione nel settore sanitario. Basandosi sui lavori preparatori della Confederazione, i diversi attori possono sviluppare, acquistare e gestire con efficienza i relativi servizi. L’idea è di creare una rete di sistemi informatici in grado di scambiare dati senza soluzione di continuità. La Confederazione predisporrà uno scambio continuo e regolare tra gli attori coinvolti coadiuvando così il coordinamento dei diversi progetti e assicurandosi che anche i sistemi informatici federali e cantonali confluiscano in questa rete.<br>I circa 50 diversi progetti del programma DigiSanté, in parte complessi, promuovono l’attuazione di uno spazio di dati sanitari in Svizzera. Per l’attuazione del programma il Consiglio federale chiede al Parlamento lo stanziamento di un credito d’impegno di 392 milioni di franchi nell’arco di dieci anni (2025-2034). La maggior parte dei fondi previsti sarà attribuita alla digitalizzazione dei servizi delle autorità (221 mio.), seguita dall’infrastruttura nazionale (76 mio.), dall’uso secondario (39 mio.) dalla creazione di presupposti per la trasformazione digitale, come per esempio standard uniformi (27 mio.), nonché dalla concertazione, dall’efficacia, dall’organizzazione del lavoro e dalla gestione del programma (29 mio.). La Confederazione digitalizzerà completamente i servizi delle autorità nel settore sanitario come i registri, i sistemi di dichiarazione o le piattaforme di informazione, assicurando che possano comunicare con altri sistemi informatici. Questo alleggerirà il lavoro quotidiano degli attori del settore sanitario. Insieme agli attori verranno elaborati standard comuni per garantire un flusso continuo di dati. Parallelamente la Confederazione creerà le necessarie basi giuridiche. I singoli progetti dovranno essere approvati dal Consiglio federale o dal Dipartimento federale dell’interno (DFI) secondo criteri chiaramente definiti. Questa procedura consente di reagire rapidamente alle conoscenze più recenti e di adeguare eventualmente i progetti.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 07.03.2024</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>Sanità, sì a offensiva digitale dal 2025</strong><br><strong>Sì al programma DigiSanté lanciato dal Consiglio federale. Con 127 voti contro 64, la Camera del popolo ha sostenuto oggi l'ampia offensiva di trasformazione digitale nel settore sanitario e il relativo credito d'impegno di 391,7 milioni di franchi per il periodo 2025-2034. Solo l'UDC si è opposta al progetto.</strong></p><p class="Standard_d">Il sistema sanitario svizzero è molto buono, ma i vari processi non sono sufficientemente coordinati. La Svizzera è chiaramente in ritardo rispetto agli altri Paesi in materia di digitalizzazione, ha dichiarato Benjamin Roduit (Centro/VS) a nome della commissione.</p><p class="Standard_d">Digisanté - che ingloba 50 progetti - mira a migliorare nell'arco di dieci anni la qualità delle cure, l'efficienza e la trasparenza del sistema sanitario e la sicurezza dei pazienti, ha spiegato a sua volta la ministra della sanità Elisabeth Baume-Schneider.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Non compensare posti creati all'interno del DFI</p><p class="Standard_d">Con 105 voti contro 84 e 2 astenuti, la Camera del popolo ha oggi respinto la proposta della maggioranza della Commissione delle finanze, sostenuta in aula da Thomas Aeschi (UDC/ZG), di compensare all'interno del DFI tutti i posti creati nell'ambito del programma DigiSanté.</p><p class="Standard_d">Ciò comporterebbe forti ritardi o potrebbe persino compromettere l'intero progetto, ha spiegato in aula Alex Farinelli (PLR/TI) a nome della minoranza della Commissione delle finanze. Il parlamentare ticinese ha invitato il plenum con successo a non pretendere una completa compensazione in seno al DFI di tutti i posti supplementari creati con Digisanté.</p><p class="Standard_d">La maggioranza del plenum ha infatti ritenuto che un obbligo in tal senso metterebbe a rischio l'attuazione del programma, in quanto si dovrebbero esternalizzare un maggior numero di lavori sottraendo fondi destinati a progetti e con il rischio di notevoli ritardi. Inoltre, il DFI sarà già chiamato a fornire notevoli contributi propri, che non sono inclusi nel credito.</p><p class="Standard_d">A sua volta, Brigitte Crottaz (PS/VD) ha sottolineato che questi fondi devono essere approvati ogni anno dal Parlamento. "Non si tratta di un assegno di bianco".</p><p class="Standard_d">A nulla sono valsi i tentativi di Thomas Aeschi di convincere il plenum a bocciare dapprima l'entrata in materia e poi sostenere la compensazione dei posti all'interno del DFI, invocando le difficoltà finanziarie della Confederazione.</p><p class="Standard_d">Maggioranza fondi per digitalizzazione</p><p class="Standard_d">La maggior parte dei fondi previsti per DigiSanté sarà attribuita alla digitalizzazione dei servizi delle autorità (221 milioni), seguita dall'infrastruttura nazionale (76 milioni), dall'uso secondario (39 milioni), dalla creazione di presupposti per la trasformazione digitale, come per esempio standard uniformi (27 milioni), nonché dalla concertazione, dall'efficacia, dall'organizzazione del lavoro e dalla gestione del programma (29 milioni).</p><p class="Standard_d">Oggi - come detto - il Nazionale ha stabilito chiare linee guida per il DFI per quanto riguarda la definizione degli obiettivi, il controllo e il coinvolgimento delle cerchie interessate e ha chiesto che si presenti un rendiconto annuale al Parlamento.</p><p>&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa della commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati del 24.04.2024</strong></h2><p class="Standard_d">La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) ha approvato all’unanimità nella votazione sul complesso un credito d’impegno di 392 milioni di franchi per il <strong>Programma di promozione della trasformazione digitale nel settore sanitario (Digisanté, </strong><a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20230076"><strong>23.076</strong></a><strong>)</strong>. In precedenza aveva pure deciso all’unanimità di entrare in materia. Il programma, per il quale sono a disposizione un totale di 624 milioni di franchi distribuiti su un periodo di 10 anni e che prevede l’attuazione di 50 progetti diversi, si prefigge di migliorare la qualità delle cure, l’efficienza e la trasparenza del sistema sanitario e la sicurezza dei pazienti.</p><p class="Standard_d">Secondo la Commissione è essenziale che i risultati di questo programma su vasta scala possano offrire ai pazienti e ai fornitori di prestazioni i maggiori benefici possibili. Essa rileva inoltre che nel sistema sanitario la Confederazione dispone di competenze limitate e quindi risulta centrale il coinvolgimento dei Cantoni. Per conseguire i benefici auspicati è inoltre opportuno che siano adeguatamente convolte nel programma anche altre parti interessate che si occupano della digitalizzazione del sistema sanitario. In considerazione dell’evoluzione assai rapida che si manifesta in ambito digitale, i singoli progetti parziali del programma devono essere riesaminati con regolarità e se necessario differiti. In questo contesto la CSSS-S si pronuncia a favore delle modifiche apportate dal Consiglio nazionale al decreto federale in questione, che impartiscono al Dipartimento federale dell’interno (DFI) direttive chiare in merito alle priorità, al controlling e al coinvolgimento delle cerchie interessate e che prevedono l’elaborazione di un rendiconto annuale all’indirizzo del Parlamento. Nella sessione estiva il progetto sarà esaminato dal Consiglio degli Stati.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Informazioni</strong></h2><p class="Auskünfte_d">Boris Burri, segretario della commissione,&nbsp;</p><p class="Auskünfte_d">058 322 92 59,</p><p class="Auskünfte_d"><a href="mailto:sgk.csss@parl.admin.ch">sgk.csss@parl.admin.ch</a></p><p class="Auskünfte_d"><a href="https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-csss">Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS)</a></p>