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Nascere significa, praticamente, trovarsi catapultati in una realtà ricca di stimoli dai quali è necessario proteggersi. Per far questo, i neonati hanno un particolare kit di sopravvivenza, composto dai riflessi arcaici primari, grazie al quale rispondere a tutte le nuove stimolazioni esterne. Grazie ai cosiddetti riflessi neonatali è possibile la sopravvivenza e l'organizzazione dell'esistenza su base sensoriale ed affettiva, ma anche la valutazione del corretto sviluppo neurologico del bambino. Entro l'anno questi riflessi scompaiono, lasciando il posto alle normali reazioni che poi accompagnano per il resto della vita. Se i riflessi arcaici non scompaiono possono essere ipotizzati problemi neurologici da approfondire.
Spesso i genitori verificano spontaneamente alcuni riflessi primari: per esempio il riflesso di presa che è quello che spinge il neonato ad afferrare piuttosto vigorosamente con la sua manina un dito che si avvicina e gli sfiora il palmo. Anche il riflesso di marcia automatica è frequentemente testato da mamma e papà che sostenendo il piccolo dalle ascelle lo mettono dritto sul tavolo o sul pavimento e lo ammirano sgambettare spontaneamente come se marciasse. La stimolazione a livello dei piedini provocherà l'allungamento delle dita se fatta sul dorso e la loro chiusura se fatta sulla pianta. Sfiorando, invece, una guancia del neonato lo si vedrà girarsi dalla parte del viso toccata con la bocca aperta ed in cerca del seno della mamma: è questo il riflesso di radicamento o suzione che tende a sparire verso i 4 mesi.
Il pediatra, di solito, verifica anche il riflesso di Moro, quello di Galant e quello di Babkin. Il riflesso di Moro consiste nell'accennare l'improvviso sollevamento del piccolo lasciandolo andare di scatto, oppure nel provocare suoni improvvisi: la reazione prevede che il neonato pianga e/o allunghi gambe e braccia, per poi tornare a piegarle. Il riflesso di Galant o spinale si verifica mettendo il bimbo disteso a pancia in giù per poi sfiorargli la schiena lungo la colonna vertebrale: in assenza di problemi, il neonato si piega sul lato toccato. Il riflesso di Babkin o palmo-mentoniero, invece, prevede uno sfioramento sul palmo della mano vicino all'attaccatura del pollice che, in assenza di problemi neurologici, provocherà una contrazione del mento.
TMT (ti.mamme team)