Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/202752

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a creare le basi legali che disciplinino la coltivazione di piante con genoma editato, non soggette all'introduzione di un patrimonio genetico diverso dalla specie, e che spieghino in modo chiaro che queste piante non rientrano nel campo di applicazione della legge sull'ingegneria genetica (LIG) e in particolare non sono soggette al divieto di ricorso all'ingegneria genetica. In tal modo si spiana la strada all'editing genomico e al suo potenziale quale alternativa all'impiego di prodotti fitosanitari inquinanti nella produzione di derrate alimentari.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 5 capoverso 2 della legge sull'ingegneria genetica (LIG; RS 814.91), gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono organismi il cui materiale genetico è stato modificato in un modo non ottenibile naturalmente mediante incroci o ricombinazioni naturali. Anche le nuove tecniche di editing genomico intervengono sul materiale genetico dell'organismo in questione, modificandolo. Non trattandosi di un fenomeno possibile in natura, i nuovi procedimenti devono essere considerati, dal punto di vista tecnico e giuridico, alla stregua delle tecniche di ingegneria genetica.</p><p>Per determinate tecniche di modificazione genetica tradizionali, come la mutagenesi mediante radiazioni o l'impiego di sostanze chimiche, è prevista un'eccezione secondo l'allegato 1 capoverso 3 dell'ordinanza sull'emissione deliberata nell'ambiente (RS 814.911), per cui le medesime sono state escluse dal campo d'applicazione della LIG. Questa scelta è motivata dal fatto che, quando fu introdotta la legge sull'ingegneria genetica, l'uso di tali pratiche risultava già sicuro e di lunga data.</p><p>Il caso delle piante con genoma editato, non soggette all'introduzione di un patrimonio genetico diverso dalla specie, non è paragonabile - sul piano tecnico e giuridico - alle tecniche di mutagenesi convenzionali. Come evidenziato nella motivazione, l'editing genomico si differenzia in maniera sostanziale dalle classiche procedure di ingegneria genetica. Attualmente, l'editing genomico non può ancora contare su una "history of safe use", in particolare su informazioni relative alle ricadute ambientali, come invece era il caso di tali procedure all'entrata in vigore della LIG, che ne ha giustificato l'eccezione. Alla luce di ciò, il 25 luglio 2018 anche la Corte di giustizia europea ha stabilito che per le nuove tecniche si debba adottare il principio di prevenzione e che il caso dell'editing genomico oggetto della sentenza debba rimanere assoggettato alla legislazione europea in materia di ingegneria genetica.</p><p>Nell'agricoltura, attualmente non vi sono informazioni certe a garanzia del fatto che con l'impiego a fini agricoli di piante con genoma editato e a fronte di un rischio accettabile si possa prevedere di ridurre l'utilizzo di prodotti fitosanitari.</p><p>Una modifica della LIG proposta dal Consiglio federale nel 2016 ha evidenziato come il Parlamento sia contrario alla coltivazione di OGM così come all'adozione di misure atte a consentire la coesistenza tra OGM e non OGM. La nuova regolamentazione dell'editing genomico citata nella mozione consentirebbe l'uso di prodotti con genoma modificato secondo la legislazione agricola e quindi darebbe il via libera ad applicazioni che, a seconda di come sarà definita la normativa, non saranno conformi ai principi della LIG, ossia il principio di prevenzione e causalità, la libertà di scelta dei consumatori e le norme relative all'etichettatura e all'informazione.</p><p>Alla luce di quanto sopra, il Consiglio federale ritiene che non sia al momento opportuno escludere dal campo d'applicazione della disciplina sull'ingegneria genetica la coltivazione di piante con genoma editato, non soggette all'introduzione di un patrimonio genetico diverso dalla specie.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.