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PostFinance deve essere autorizzata a offrire autonomamente anche ipoteche e prestiti. È l'auspicio del Consiglio federale che ha incaricato oggi il Dipartimento delle comunicazioni (DATEC) di preparare congiuntamente a quello delle finanze (DFF) un progetto di revisione della Legge sull'organizzazione della Posta (LOP) che preveda anche una parziale apertura dell'azionariato.
PostFinance, con quasi 3 milioni di clienti che hanno depositato averi per complessivi 120 miliardi di franchi, è uno dei maggiori istituti finanziari della Svizzera malgrado non sia una banca. Conformemente alla LOP, PostFinance tra l'altro non può infatti concedere crediti e ipoteche a terzi. Per farlo deve basarsi su un istituto terzo (attualmente la banca bernese Valiant e la tedesca Münchener Hypothekenbank).
PostFinance - società affiliata al 100% alla Posta Svizzera, che a sua volta appartiene al 100% alla Confederazione - è leader in Svizzera per quel che concerne il settore del traffico dei pagamenti e le operazioni di deposito. Per questo motivo, ricorda il governo in una nota, fa parte degli istituti di rilevanza sistemica ("too big to fail").
Tuttavia, dato che per legge non può concedere ipoteche e prestiti, la società detiene una quota elevata del suo patrimonio sotto forma di titoli a interesse fisso (obbligazioni). I maggiori proventi di PostFinance provengono dalle operazioni sulle differenze di interesse, ossia dal margine tra gli interessi applicati sugli investimenti patrimoniali e il patrimonio dei clienti.
A causa della fase di interessi bassi iniziata nel 2008, che ancora perdura, e dei limiti dell'attuale modello imprenditoriale, il governo teme però che entro il 2021 il risultato d'esercizio di PostFinance diminuisca sensibilmente. Il finanziamento del servizio universale diventerebbe così più difficile e sarebbe in contrasto con gli obiettivi strategici della Posta.
Per l'esecutivo l'unica soluzione è concedere l'accesso al mercato creditizio e ipotecario a PostFinance. Nella nota il governo afferma di non intravedere particolari rischi per il mercato finanziario, "in quanto il processo sarà graduale e verrà portato a termine sull'arco di diversi anni".
Per permettere alla società di ottenere il capitale proprio necessario e per ridurre i rischi della Confederazione, il Consiglio federale propone inoltre un'apertura parziale dell'azionariato di PostFinance. La Posta Svizzera - e indirettamente quindi la Confederazione - deve comunque rimanere l'azionista di maggioranza.
Il governo ha poi anche discusso della revisione dell'Ordinanza sui fondi propri (OFoP) che concerne le banche di rilevanza sistemica non attive a livello internazionale (oltre a PostFinance, anche Banca cantonale di Zurigo e Raiffeisen). Sono previsti in particolare requisiti patrimoniali più stringenti per un eventuale risanamento e sviluppo.
Per PostFinance ciò significa in primo luogo la costituzione di un capitale proprio e senza garanzia dello Stato. La modifica dell'OFoP, conclude il Consiglio federale, entrerà in vigore presumibilmente il 1° gennaio 2019.