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LONDRA - Dopo le rivelazioni sul coinvolgimento del principe Carlo nei Paradise Papers, l'erede al trono britannico viene accusato di conflitto di interessi mentre c'è chi invoca maggiore trasparenza negli affari dei Windsor.
Sui media del Regno Unito è emerso infatti che il principe ha condotto una campagna ambientalista mirata poco dopo che il suo ducato di Cornovaglia aveva acquistato (nel 2007) 50 quote per 113mila dollari in una società delle Bermuda chiamata Sustanaible Forestry Management (Sfm), creata nel 1999 per vendere carbon credit (crediti di emissione).
La campagna portata avanti da Carlo, secondo la ricostruzione della Bbc e del Guardian, era diretta a cambiare in suo favore le regole del protocollo di Kyoto e del mercato europeo delle emissioni. Clarence House smentisce le accuse ma la deputata Labour Margaret Hodge invoca trasparenza negli affari dell'erede al trono e la supervisione da parte del Tesoro sugli investimenti della famiglia reale «affinché sia protetta la sua integrità».