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BERNA - Sonora sconfitta alle urne per il testo volto a concedere maggiori deduzioni fiscali per i figli. La relativa modifica della legge sull'imposta federale diretta è stata bocciata con il 63,24% dei voti. La partecipazione si è attestata al 58,52%.
In alcuni luoghi, come a Ginevra, il risultato è stato comunque favorevole, con 50,05% di "sì". Stesso discorso per il Ticino, dove i fautori hanno avuto la meglio con il 52,1%, con un tasso di partecipazione del 60,18%. Nei Grigioni la bocciatura è arrivata con il 63,56% dei voti e una partecipazione del 60,37%.
Il testo, come noto, prevedeva di portare da 10'100 a 25'000 franchi la massima deduzione per la custodia dei figli da parte di terzi. Dovevano essere portate anche da 6'500 a 10'000 le deduzioni generali per i figli, indipendentemente dalla modalità con cui vengono accuditi.
Il risultato odierno è piuttosto sorprendente, poiché dai sondaggi la partita appariva decisamente più equilibrata. Una parte del testo era stata fatta passare dai partiti borghesi in Parlamento, contraddicendo l'opinione del Consiglio federale. Per il fronte borghese si tratta quindi di una sconfitta.
Il governo calcolava le perdite di entrate fiscali legate al disegno finale in circa 380 milioni di franchi, mentre il progetto iniziale si limitava a minori entrate per 10 milioni. Il referendum è stato lanciato dal PS, che stimava vantaggi soprattutto per i ceti più abbienti.
Questione d'invidia - I fautori del testo si sono mostrati delusi dal risultato scaturito dalle urne. Il consigliere nazionale Philipp Kutter (UDC/ZH) ha ad esempio affermato ai microfoni della SRF che non è stato possibile combattere quelli che ha definito gli «argomenti dell'invidia».
«Le cifre parlano chiaro e me ne rammarico», ha detto. I contrari hanno puntato in maniera decisa sulle argomentazioni dettate dall'invidia, nonostante il fatto che il 60% delle famiglie avrebbero approfittato degli sgravi.
Il deputato non escludere di riproporre il testo originale, senza l'aumento delle deduzioni generali per i figli, ma solo con quello relativo alla custodia da parte di terzi. Il PS potrebbe in effetti schierarsi a favore
Niente regali ai ricchi - Gioisce invece il comitato dei contrari, che vede il risultato come un chiaro rifiuto dei «regali per i ricchi». Il consigliere nazionale Beat Jans (PS/BS) ha affermato all'agenzia Keystone-ATS che il risultato è soddisfacente e un segno a favore di giuste politiche fiscali e per la famiglia.
Felice anche Pierre-Yves Maillard, presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS). A suo dire, il progetto bocciato oggi «era una vera e propria provocazione in un momento difficile» per la popolazione, che avrebbe portato vantaggi ai più ricchi.
«Siamo contenti del risultato odierno», ha detto a Keystone-ATS il consigliere nazionale vodese. «All'inizio non molti erano d'accordo con noi, ma col tempo hanno capito che il progetto era in realtà un aiuto ai salari elevati», analizza il socialista. Secondo Maillard, la destra ha mostrato di essere pronta ad accordare 370 milioni di franchi all'anno, ora bisogna «prendere meglio la mira» e non favorire solo i più agiati.
Un progetto utile concreto, sempre secondo Maillard, è quello dell'aiuto allo sviluppo degli asili. Oltre a questo, ci potrebbe essere un contributo federale per i Cantoni, in modo che possano abbassare le tariffe di queste strutture di accoglienza.