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Testo depositato
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Alla luce delle informazioni contraddittorie in circolazione, il Consiglio federale sostiene il Parlamento europeo nella sua richiesta all'ONU di istituire una commissione d'inchiesta indipendente sui gravi disordini scoppiati l'8 novembre 2010 nel Sahara occidentale nel campo di Gdaim Izik non lontano dalla città di El Ayun nell'ex Sahara spagnolo?
2. Il Consiglio federale pensa di intervenire presso l'ONU in favore di una proroga del mandato Minurso, segnatamente per un suo ampliamento che includa anche la sorveglianza del rispetto dei diritti umani?
3. Quali misure intende adottare il Consiglio federale affinché le riserve di fosfato e le risorse ittiche del Sahara occidentale siano utilizzate a beneficio della popolazione locale conformemente alle Convenzioni di Ginevra?
4. A che punto sono giunte le trattative fra il Marocco e Polisario riguardo al previsto progetto di autodeterminazione?
Motivazione
Le trattative fra il Marocco e il Fronte Polisario concernente una votazione popolare sull'autodeterminazione del popolo sahariano stanno vivendo una fase di impasse, che è all'origine di tensioni sempre maggiori nell'intera regione. Il piano Baker, predisposto sotto l'egida dell'ONU, non viene rispettato da parecchi anni. Le risorse naturali del Sahara occidentale vengono tuttora utilizzate senza che la popolazione sahariana ne tragga beneficio. Negli ultimi tempi la situazione si è talmente deteriorata che l'8 novembre 2010 sono scoppiati gravi disordini nel corso dei quali hanno perso la vita numerose persone.
Il 21 novembre 2010 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che invita le Nazioni Unite a istituire una commissione d'inchiesta indipendente che faccia luce sui fatti.
Il rapporto dell'organizzazione Human Rights Watch del 26 novembre 2010 è l'unico documento che fornisce informazioni sulla situazione, in quanto l'accesso alla zona era precluso ai media e agli osservatori indipendenti, come ad esempio membri del Parlamento europeo.
Risposta del Consiglio federale
del
16.02.2011
1. Il Consiglio federale prende atto della decisione del Parlamento europeo all'indirizzo di vari consessi, come la Commissione europea, che richiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta indipendente sui gravi disordini scoppiati l'8 novembre 2010 nel Sahara occidentale. Rileva inoltre che fino a oggi non è ancora pervenuta alcuna richiesta in tal senso né al Consiglio di sicurezza né all'Assemblea generale dell'ONU.
2. L'ampliamento e le modalità del mandato Minurso sono di competenza del Consiglio di sicurezza dell'ONU, del quale la Svizzera non fa parte. Di conseguenza il nostro Paese non può esercitare alcun influsso diretto sulla definizione concreta del mandato. La Svizzera si impegna tuttavia in altri modi per favorire una migliore protezione della popolazione civile nell'ambito di operazioni dell'ONU per il mantenimento della pace, fra l'altro partecipando attivamente ai lavori del comitato speciale dell'ONU per il mantenimento della pace e alle attività del "Gruppo degli amici" per la protezione dei civili.
3. In base allo statuto speciale del Sahara occidentale, i diritti fondamentali e i diritti umani della popolazione locale sono garantiti dalla Carta delle Nazioni Unite e dal diritto internazionale umanitario. In seno all'ONU la Svizzera si adopera in favore del rispetto del diritto internazionale, che comprende fra l'altro sia la protezione contro lo sfruttamento delle risorse ai sensi dell'articolo 73 della Carta dell'ONU sia il rispetto delle garanzie in favore della popolazione del Sahara occidentale concesse dal diritto internazionale umanitario.
4. Nel mese di gennaio 2009 il segretario generale dell'ONU ha nominato l'ambasciatore americano Christopher Ross inviato speciale dell'ONU per il Sahara occidentale. Da allora, delegazioni di alto rango di entrambe le parti in conflitto si sono incontrate quattro volte per colloqui informali sotto la sua egida, ultimamente nei mesi di novembre e dicembre 2010. Il prossimo incontro è previsto per la fine di gennaio 2011. I deplorevoli fatti di El Ayun non hanno finora influenzato il ritmo dei colloqui. Le parti si sono accordate su colloqui strutturati, completi e a lungo termine, che permetteranno di affrontare le varie questioni del conflitto. Inoltre, a inizio febbraio le parti si incontreranno a Ginevra sotto l'egida dell'UNHCR per discutere su misure di rafforzamento della fiducia.
La Svizzera sostiene questo processo mettendo a disposizione dell'inviato speciale Christopher Cross uno specialista di mediazione svizzero. Un secondo specialista di mediazione svizzero opera in questo processo come consulente dell'ONU.