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<h2>SubmittedText<h2><p>Durante il fine settimana dal 12 al 14 giunio 2020, in numerose città svizzere si sono svolte grandi dimostrazioni su diversi temi con fino a 10 000 partecipanti che hanno calpestato le vigenti regole sul coronavirus (assembramenti di al massimo 300 persone, piani di protezione, cfr. art. 6b dell'ordinanza 2 COVID-19). Le autorità sul posto hanno fatto poco per farle rispettare; anzi, già alla vigilia avevano dichiarato che non le avrebbero fatte applicare e in seguito hanno addirittura espresso il loro compiacimento per queste dimostrazioni. </p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Come valuta le infrazioni del diritto da parte degli organizzatori e dei partecipanti a queste dimostrazioni (in particolare nell'ottica dello Stato di diritto, del principio dell'uguaglianza giuridica e della sanità pubblica)? In questo ambito distingue tra scopi graditi, che giustificano queste infrazioni, e scopi meno graditi?</p><p>2. Cosa si aspetta dalle autorità cantonali e comunali competenti?</p><p>3. a. Ritiene che le sue regole sul divieto di assembramento (art. 6b dell'ordinanza 2 COVID-19) non siano più necessarie o comunque non applicabili?</p><p>b. Se no: interviene per far applicare le regole vigenti del diritto federale o, al contrario, ritiene che nel contesto del coronavirus anche la violazione di altre regole non debba più essere sanzionata dalle autorità competenti? </p><p>c. Se sì: cosa fa per adeguare o abrogare queste regole il più presto possibile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. In considerazione dell'importanza fondamentale per l'esercizio di ogni forma di demo-crazia, il Consiglio federale è consapevole che come parte della libertà di espressione debba essere tutelata in modo particolare. L'articolo 28 della Costituzione federale e le relative garanzie dei diritti umani sul piano internazionale, vincolanti per la Svizzera (art. 21 Patto ONU II o art. 11 CEDU) proteggono tutte le forme di riunione di più persone organizzate a tale fine. Il Consiglio federale ha mostrato quindi comprensione per il desiderio di molte persone di manifestare la loro opinione politica nell'ambito di una dimostrazione. A fronte della situazione straordinaria, le dimostrazioni con più di 300 partecipanti nei finesettimana menzionati sono state tuttavia vietate per tutelare la salute pubblica. La Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia aveva emesso raccomandazioni per lo svolgimento di dimostrazioni. In linea di massima spettava alle autorità di polizia interessate decidere, a seconda degli interessi in gioco, se e come intervenire in una determinata situazione.</p><p>3. Sarebbe estremamente difficile applicare la regola di un numero massimo di partecipanti a manifestazioni politiche, come è stato dimostrato dalla dinamica delle dimostrazioni durante i finesettimana di maggio e giugno in diverse città e dalla reazione delle forze di polizia. Nell'interesse della libertà di espressione e di riunione, per queste manifestazioni è stata trovata una soluzione speciale. Con l'entrata in vigore della nuova ordinanza COVID 19 situazione particolare il Consiglio federale ha revocato il limite massimo per manifestazioni politiche e della società civile con effetto al 20 giugno 2020. Possono quindi parteciparvi più di 1000 persone, contrariamente alle regole altrimenti in vigore per le manifestazioni. Tuttavia vige in generale l'obbligo di indossare la ma-scherina (cfr. art. 6 cpv. 4).</p><p>Il Consiglio federale esorta la popolazione a rispettare queste prescrizioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.