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L’obiettivo del Consiglio federale è di avvicinarsi gradualmente ai 7 miliardi l’anno. Oggi la spesa è poco più di 5 miliardi
Alla luce della guerra in Ucraina, dal 2023 la spesa per l’esercito dovrebbe crescere anche in Svizzera. Il Consiglio federale raccomanda al parlamento l’adozione di due mozioni identiche inoltrate dalle Commissioni della politica di sicurezza di entrambi i rami del parlamento volte ad accrescere progressivamente i mezzi per la truppa.
L’obiettivo? Raggiungere almeno l’1% del Prodotto interno lordo (nel 2020 poco più di 700 miliardi di franchi, ndr) al più tardi nel 2030. Oggi l’esercito spende poco più di 5 miliardi di franchi l’anno. L’intenzione è quindi avvicinarsi gradualmente ai 7 miliardi l’anno.
Le due mozioni, combattute dal campo rosso-verde, fanno presente che dal 1990 la spesa per l’esercito è stata continuamente ridotta passando dal 15,7% annuo al 6,8% della spesa federale nel 2019. Se nel 1990 l’1,34% del Pil era investito nell’esercito, nel 2019 lo era lo 0,67%.
A causa della grande pressione per ridurre le spese destinate all’esercito, gli acquisti sono stati rinviati e ora vi sono lacune in materia di capacità. La guerra in Ucraina, stando alle due commissioni, ha dimostrato che in Europa le guerre si fanno ancora con armi di fanteria, carri armati, artiglieria, aerei da combattimento.
Poiché a causa delle prescrizioni del freno all’indebitamento, le finanze della Confederazione non tollerano alcuna manovra affrettata, la pianificazione finanziaria della Confederazione dovrà orientarsi verso un aumento progressivo delle uscite per l’armata a partire dal 2023.
Il Consiglio federale, benché d’accordo col principio di aumentare il budget dell’esercito, non intende però mettersi fretta. Per questo invita i due rami del parlamento a bocciare due mozioni identiche presentate dall’Udc al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati che chiedono, per l’esercito, un incremento dei mezzi a disposizione ad almeno 7 miliardi al fine di garantire il più rapidamente possibile il completo equipaggiamento dei 140’000 militari, eliminare le impasse finanziarie per la realizzazione dei progetti informatici nonché di migliorare la capacità di difesa degli F/A-18. Oltre a ciò, per migliorare le possibilità d’impiego e il margine di manovra, l’effettivo regolamentare dell’esercito dovrebbe essere incrementato di circa 20mila militari, stando ai democentristi.
Nella sua risposta il governo crede che l’aumento delle spese debba avvenire in maniera graduale, altrimenti non sarebbe sopportabile per il bilancio federale. Come prima priorità, l’esecutivo intende assicurare in maniera duratura l’apporto di personale per l’effettivo regolamentare di 100mila militari. Per questo devono essere ridotte in particolare le numerose uscite anticipate dall’esercito. A tale scopo il Consiglio federale ha predisposto apposite misure. Un eventuale aumento potrebbe avvenire solo in un secondo momento, precisa l’esecutivo nella sua risposta.