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Il governo croato ha nominato oggi un suo commissario speciale alla guida del colosso agroalimentare Agrokor, una delle più grandi società dei Balcani, con il compito di stabilizzare l'azienda, da settimane in una grave crisi di liquidità.
In base a una legge apposita per la salvaguardia "delle compagnie di valore sistemico" per l'economia nazionale, votata d'emergenza lo scorso venerdì, alla guida della Agrokor è stato nominato Ante Ramljak, manager proveniente dal settore bancario. Questo significa che la potente famiglia Todorić non ha più il controllo della società che ha fondato quasi trent'anni fa. L'obiettivo del governo è evitare o contenere gli effetti potenzialmente devastanti che il collasso della Agrokor potrebbe avere sull'economia croata.
Ramljak dovrebbe proporre un piano di ristrutturazione della società, che, molto probabilmente, prevederà il rifinanziamento dell'enorme debito di circa sette miliardi di euro, ovvero sette volte il valore dell'azienda, e la vendita di alcune delle compagnie che fanno parte del consorzio.
Le principali banche creditrici, tra cui la Sberbank russa che negli ultimi anni ha maggiormente finanziato Agrokor, hanno annunciato di essere disposte a dare immediatamente una iniezione di liquidità, di circa 150 milioni di euro, e in futuro a riprogrammare i propri crediti.
Agrokor possiede catene di supermercati in Croazia, Bosnia, Slovenia e Serbia, nonché decine di strutture produttive in questi e altri Paesi. La società impiega circa 40 mila persone in Croazia e altre 20 mila nei Paesi vicini. I problemi in cui versa la società sono la conseguenza dei troppi debiti contratti negli ultimi anni, quando Agrokor era in forte espansione, e che ora non riesce a ripagare in modo regolare. Tra i principali creditori figura la banca Sberbank, di proprietà dello Stato russo, che alla crisi aggiunge un contorno politico.
SDA-ATS