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BERNA - L'organizzazione ambientalista Greenpeace esige che sia condotta un'indagine per appurare se sia vero quel che riferiscono i media domenicali, ossia che nel lago di Bienne vi sono importanti tracce radioattive provenienti dalla centrale nucleare di Mühleberg, risalenti al 2000. In particolare la presenza di cesio 137, rilevata sul fondo del lago.
Quel che Greenpeace contesta maggiormente è il clima di segretezza attorno a questa vicenda. "L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) deve spiegare chiaramente perché non era a conoscenza di questa vicenda o perché non ha fatto sapere nulla", scrive l'organizzazione in un comunicato odierno.
Inoltre, l'IFSN deve pubblicare "tutte le informazioni di cui dispone sulle emissioni radioattive della centrale". Pretendendo di aver perso i dati delle misurazioni, "l'Ispettorato dà prova di un dilettantismo inquietante", aggiunge Greenpeace.
Il Ministero pubblico del canton Berna - sempre secondo l'organizzazione ambientalista - deve aprire un'inchiesta e chiarire in quali circostanze le Forze motrici bernesi (BKW), che gestiscono la centrale, hanno sversato materiale radioattivo nel fiume Aare e se i valori legali sono stati rispettati.
"Matin dimanche" e "SonntagsZeitung" rivelano che alcuni geologi dell'università di Ginevra hanno scoperto in un campione di sedimenti prelevato nell'aprile 2010 nel lago di Bienne valori di Cesio 137 "inspiegabili". La concentrazione radioattiva, secondo gli studiosi, proverrebbe dal deflusso di acqua contaminata della centrale di Mühleberg.
Il sindaco di Bienne e consigliere agli Stati Hans Stöckli (PS), interrogato dai domenicali, dichiara di non esser stato informato della situazione. Da segnalare che quasi i due terzi dell'acqua potabile distribuita in città proviene proprio dal lago.
ats