Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/150010

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispettare la quota rosa del 30 per cento, di cui ha proposto l'introduzione negli organi direttivi delle persone giuridiche nell'ambito di una revisione delle disposizioni del CO sulla società anonima, anche negli organi direttivi delle istituzioni federali e delle istituzioni parastatali della Confederazione (imprese, autorità di vigilanza, ecc.) al più tardi al prossimo rinnovo generale degli organi di queste istituzioni. È invitato a rispettare una regola di riferimento analoga anche ad ogni avvicendamento tra i quadri dell'amministrazione federale.</p><p>Qualora in casi isolati ed eccezionalmente questo valore di riferimento non dovesse essere raggiunto al momento del rinnovo degli organi direttivi delle istituzioni federali, il Consiglio federale dovrà spiegare al Parlamento per quali ragioni la quota non può essere rispettata e quali passi intende intraprendere per porvi rimedio. Inoltre, deve riferire annualmente al Parlamento in merito ai progressi compiuti nel rispetto della quota rosa.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'iniziativa parlamentare 12.469 depositata il 26 settembre 2012 chiedeva di sancire nella legge una quota di almeno il 40 per cento per la rappresentanza di entrambi i sessi nei consigli d'amministrazione. Questa quota dovrebbe essere raggiunta entro quattro anni dall'entrata in vigore della disposizione di legge. Il 12 dicembre 2013 il Consiglio nazionale ha respinto l'iniziativa con 111 contro 67 voti e 4 astensioni.</p><p>Il 6 novembre 2013 il Consiglio federale aveva già stabilito una quota di almeno il 30 per cento per la rappresentanza di entrambi i sessi e valori di riferimento per le quote relative alle lingue nazionali, da introdurre negli organi di direzione superiori delle imprese e degli istituti vicini alla Confederazione. Queste disposizioni sono in vigore dal 1° gennaio 2014. La quota del 30 per cento è un obiettivo che dovrà essere raggiunto entro la fine del 2020. Nel quadro della nomina di un nuovo membro i dipartimenti sono tenuti a motivare ogni scostamento dai valori di riferimento e dalla quota stabilita. Il Consiglio federale ha inoltre incaricato i dipartimenti di completare il profilo dei requisiti dei membri degli organi di direzione superiori con le quote fissate per entrambi i sessi e con i valori di riferimento per la rappresentanza delle lingue nazionali. Le quote e i valori di riferimento si applicano agli organi di direzione superiori delle imprese e degli istituti vicini alla Confederazione indicati nel rapporto sulla retribuzione dei quadri (in totale 27), tra cui rientrano anche le grandi imprese e i piccoli istituti.</p><p>Le nomine per il rinnovo degli organi di direzione non avvengono tutte contemporaneamente, bensì in periodi differenti. A causa di una situazione di partenza disomogenea, per alcune imprese e alcuni istituti l'obiettivo fissato è ambizioso. La scadenza scelta dal Consiglio federale per il raggiungimento di tale obiettivo, ossia il 2020, tiene conto delle circostanze descritte. Essa è anticipata rispetto a quella prevista per la disposizione dell'articolo 734e CO secondo la procedura di consultazione del 28 novembre 2014 sulla revisione del CO. Se quest'ultima entrasse in vigore tra circa sei anni, le grandi società quotate in borsa avrebbero, dall'entrata in vigore, altri cinque anni di tempo per ottemperare alla disposizione dell'articolo 734e CO. L'obbligo ivi stabilito di indicare i motivi potrebbe diventare efficace non prima del 2026. La Confederazione svolge pertanto pienamente il suo ruolo di modello. Il 22 giugno 2011, nel quadro della Strategia per il personale dell'amministrazione federale 2011-2015, il Consiglio federale ha stabilito un valore di riferimento anche per la rappresentanza delle donne nelle classi di stipendio dei quadri dell'pour cent federale. Il governo la definisce di volta in volta per ogni legislatura.</p><p>Il Consiglio federale informa le commissioni parlamentari di vigilanza in merito all'evoluzione in seno all'amministrazione federale tramite il rapporto annuale sulla gestione del personale (Consultabile all'indirizzo <a href="http://www.epa.admin.ch/themen/arbeit/00229/index.html?lang=it">http://www.epa.admin.ch/themen/arbeit/00229/index.html?lang=it</a>). Le informazioni sulla situazione negli organi di direzione superiori delle imprese e degli istituti vicini alla Confederazione sono fornite nel rapporto sulla retribuzione dei quadri (Consultabile all'indirizzo <a href="http://www.epa.admin.ch/dokumentation/zahlen/00273/index.html?lang=it">http://www.epa.admin.ch/dokumentation/zahlen/00273/index.html?lang=it</a> (rubrica "Retribuzione").). In questo rapporto le imprese e gli istituti come pure i dipartimenti competenti presentano annualmente al Consiglio federale e alla Delegazione delle finanze delle Camere federali il grado di raggiungimento degli obiettivi. A tal fine, motivano ogni scostamento dalla quota e dai valori di riferimento stabiliti. La richiesta di riferire annualmente al Parlamento è adempiuta con i suddetti rapporti.</p><p>Secondo il rapporto sulla retribuzione dei quadri, nel 2013 la quota delle donne negli organi di direzione superiori aveva superato il 30 per cento; in altri quattro casi era pari al 28 per cento. Questi valori si situano nettamente al di sopra di quelli a cui siamo abituati nell'economia privata. Pertanto, nel 37 per cento dei casi la quota stabilita era già stata del tutto raggiunta, o quasi, prima della sua entrata in vigore. I cambiamenti intervenuti dopo l'entrata in vigore potranno essere accertati a partire dal rapporto sulla retribuzione dei quadri riferito all'esercizio 2014.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.