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Il sostegno agli accordi bilaterali con l'Unione europea non è una condizione sine qua non da rispettare qualora l'UDC dovesse presentare un proprio candidato al Consiglio federale. Lo ha dichiarato stamane ai media il presidente del PLR Philipp Müller.
Presentatosi davanti alla stampa assieme al consigliere nazionale Christian Lüscher (GE) e alla "senatrice" Karin Keller-Sutter (SG) per ribadire l'importanza degli accordi bilaterali con Bruxelles, Müller ha sostenuto, in vista del rinnovo del collegio governativo previsto per dicembre, che non si può pretendere da un candidato UDC al Governo che "sposi il nostro programma" per ottenere il gradimento del partito, annacquando quanto affermato il 30 di agosto in un'intervista alla "SonntagsZeitung".
È chiaro tuttavia, ha aggiunto, "che il sostegno ai bilaterali giocherà un ruolo importante" quando l'eventuale pretendente si presenterà per le tradizionali audizioni svolte dai gruppi parlamentari in vista del rinnovo dell'Esecutivo.
Müller ha fatto notare che, in passato, il PLR ha anche votato per candidati socialisti al Consiglio federale, "benché su molti punti le posizioni del PS siano diverse da quelle dei radicali".
Dal canto suo Lüscher ha sottolineato l'importanza della collegialità e del rispetto da parte dei ministri delle decisioni adottate dal Governo.
A fine agosto, il presidente del PLR aveva sostenuto al domenicale svizzerotedesco che un secondo seggio UDC in Consiglio federale era ammissibile, a patto che il candidato sostenesse gli accordi bilaterali con l'UE e la Convenzione dei diritti umani.
In questo caso, secondo Müller, il candidato avrebbe potuto godere dell'appoggio del PLR. Sempre in quell'intervista, il consigliere nazionale aveva detto "che gli accordi bilaterali con l'UE costituiscono una componente centrale e vitale della politica estera elvetica".
SDA-ATS