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Non sarebbe morto nel raid americano il 16 ottobre scorso, come finora ritenuto Denis Cuspert, l'ex rapper berlinese noto con il nome d'arte Deso Dogg, arruolatosi nell'Isis e considerato una delle figure di primo piano delle milizie terroristiche.
Lo sostiene lo Spiegel, nel numero in edicola domani, citando fonti dei servizi di sicurezza tedeschi.
Ci sarebbe una registrazione telefonica successiva al 16 ottobre, nella quale la voce sarebbe stata identificata come quella di Cuspert.
La registrazione telefonica riguarderebbe un colloquio con un portavoce della scena salafita tedesca. Spiegel scrive che non si tratterebbe dell'unico elemento in mano ai servizi, i quali tuttavia non hanno la certezza che l'ex rapper sia sopravvissuto.
Verificare i sospetti sarà operazione lunga e difficile per la difficoltà di acquisire informazioni dal territorio dell'Isis, scrive ancora il settimanale citando i servizi.
Non è la prima volta che Cuspert riemergerebbe dopo essere stato dato per morto. Già in altre occasioni in passato erano state diffuse tali informazioni, poi smentite dal fatto che l'ex rapper fosse ritornato sulla scena del terrore, soprattutto come autore di video di propaganda, nei quali utilizzava la sua arte musicale per reclutare jihadisti in Occidente.
Ma questa volta la conferma della sua morte era venuta ufficialmente da funzionari americani, perfino dal ministro della Difesa di Washington il 30 ottobre.
Il raid degli aerei statunitensi era avvenuto due settimane prima, il 16 ottobre: le bombe erano piovute su una località nei pressi di Raqqa, la capitale del cosiddetto Stato islamico. E gli americani erano certi di aver colpito anche Cuspert.
SDA-ATS