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Confrontato con le forti critiche provenienti dai Länder, in maggioranza SPD, il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble sarebbe intenzionato a rinegoziare l'accordo con la Svizzera. Lo sostiene il settimanale tedesco "Spiegel" nella sua edizione in edicola domani: Schäuble vuole aumentare il numero di possibili casi di assistenza amministrativa allargata, che l'intesa sottoscritta a Berna in agosto limita nei primi due anni a 999.
Stato federale e regioni - che minacciano di far naufragare l'accordo - sono ai ferri corti. Un gruppo di lavoro, cui partecipano, oltre al ministero delle finanze, i Länder di Baviera, Bassa Sassonia, Renania-Palatinato e Renania settentrionale-Vestfalia, dovrebbe appianare la vertenza entro gennaio 2012. Per entrare in vigore il trattato deve superare lo scoglio sia del Bundestag sia del Bundesrat, dove il governo non ha la maggioranza.
La convenzione firmata da Berna e Berlino prevede che le banche elvetiche prelevino un'imposta liberatoria (imposta alla fonte) del 26% sui futuri redditi e utili dei capitali dei clienti bancari tedeschi in Svizzera. Il provento sarà trasferito alle autorità tedesche. Gli evasori fiscali tedeschi non risparmierebbero dunque più depositando i loro capitali nella Confederazione, ma resterebbero comunque anonimi.