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L'olandese è molto vicino a conquistare il secondo Mondiale consecutivo di F1 a 25 anni.
Il pilota della Red Bull conduce la classifica generale con 335 punti, davanti a Leclerc (219) e Perez (210).
MARINA BAY - Venerdì Max Verstappen festeggerà a Singapore il 25esimo compleanno. Nessuno ha vinto quanto lui alla sua età.
Senna, Lauda e Prost non avevano ancora vinto neppure una gara, mentre Schumacher soltanto due. Storie di un’altra epoca. Oggi la F1, come un po’ tutto lo sport, brucia le vite dei suoi campioni in fretta. Hamilton a 25 anni aveva già conquistato un mondiale e 11 gare. Vettel addirittura due titoli e 22 gran premi. Verstappen, che a giorni conquisterà anche aritmeticamente il suo secondo campionato, ha già collezionato 157 gare, 31 vittorie e 73 podi. Ha cominciato bambino, tanto che dopo di lui hanno cambiato le regole d’accesso. Ha messo su esperienza e alla stessa età dei suoi coetanei ne ha già accumulata molta di più (Leclerc che compirà 25 anni a ottobre ha corso 96 Gp; Russell che ci arriverà a febbraio è a quota 76 come Norris che però è del novembre 1999). Facile collezionare certi numeri con campionati da 22/23 addirittura 24 gare come quelle programmate nel folle calendario della prossima stagione. Senna, Prost, Lauda e lo stesso Schumi hanno iniziato in anni in cui si disputavano 16 gare a stagione, ci volevano due anni per collezionare lo stesso numero di gare che oggi si disputano in una stagione.
Tutto questo non vuole sminuire la precocità di Max Verstappen, uno che comunque le tappe le ha bruciate e a 17 anni 5 mesi e 15 giorni aveva già debuttato in Formula 1. Oggi a 25 anni è un pilota maturo che non commette quasi più errori. La sua stagione 2022 è stata praticamente perfetta. Non ha mai preso rischi inutili, neppure quando scattava dal fondo e dal centro classifica. Ha corso con la saggezza di un veterano riuscendo anche a divertirsi. Ha corso con una leggerezza che fino allo scorso anno non faceva parte del suo bagaglio sportivo.
In questo fine settimana a Singapore potrebbe già diventare campione, ma è molto più probabile che accada la settimana dopo in Giappone in casa di quella Honda che, una volta deciso di ritirarsi, continua a vincere (il tempismo giapponese spesso assomiglia a un harakiri). A Singapore si corre tra i muretti in notturna su una pista con 23 curve una più lenta dell’altra. È una gara ad alta probabilità di Safety Car, sperando che dopo Monza il direttore di corsa abbia imparato la lezione. Per la Ferrari c’è una chance di rivincita. Se Leclerc e Sainz dovessero riuscire a occupare la prima fila in qualifica poi avrebbero delle grandi chances. In 12 edizioni della gara sette volte ha vinto chi scattava davanti a tutti. Certo basta non mandare una contro l’altra le due auto in prima fila (Raikkonen e Vettel nel 2017), non sbagliare la strategia (Leclerc nel 2019 quando comunque vinse il compagno Vettel), non sbagliare il rifornimento ai box (Massa nel 2008 anno del grande inghippo di Briatore, Alonso e Piquet). Tre gaffe griffate Ferrari. Forse non sono state un caso…