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Aumentare le tasse delle persone più ricche: questa la ricetta anti-crisi proposta oggi dal vicepremier liberal-democratico britannico, Nick Clegg, per distinguersi dai partner di governo conservatori di David Cameron, sperando così di recuperare credibilità politica di fronte ai propri elettori. I quali a metà legislatura, stando ai sondaggi, sono in fuga, lasciando il partito centrista ai minimi storici: il 55% si dice insoddisfatto, il 33% vorrebbe che uscisse dal governo, mentre il suo consenso è sceso dal 31% al 23% fra i britannici.
In un'intervista alla Bbc tre giorni prima del suo previsto discorso al congresso annuale del partito liberaldemocratico, in programma a Brighton, sulla costa sud dell'Inghilterra, Clegg ha detto di opporsi a qualunque ulteriore taglio alla spesa pubblica "che pesi sulle spalle dei poveri". Clegg ha ammesso di non essere finora riuscito a convincere il premier Cameron a creare un'imposta sulla ricchezza, su chi possiede una casa del valore superiore a un milione di sterline. Ma ha detto di essere fiducioso di poter riuscire ad aumentare, in un modo o nell'altro, le tasse sui più abbienti.
Clegg sconta un calo di credibilità politica, non essendo riuscito finora a far valere con i partner di governo nessuno dei perni dell'agenda per la quale fu votato nel 2010, sacrificati alla coabitazione e alla governabilità in un Paese non abituato a governi di coalizione: dalla promessa di non aumentare le rette universitarie alla riforma del sistema elettorale fino alla riforma della Camera dei Lord. A sua volta Clegg ha osteggiato - e finora impedito - la riduzione dei collegi elettorali, voluta da Cameron.
SDA-ATS