Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/17845

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.Il Consiglio federale è cosciente delle paure e delle preoccupazioni dei cittadini che vedono nel processo di globalizzazione una minaccia per il proprio posto di lavoro e per il loro livello di vita. Tuttavia, per un Paese altamente industrializzato come la Svizzera, anche la globalizzazione rappresenta un'opportunità. L'economia svizzera è tradizionalmente orientata verso il mercato mondiale, sia con le sue esportazioni che con i suoi investimenti diretti in quasi tutti i Paesi del mondo. Anche la Svizzera ha quindi bisogno di aziende di importanza mondiale. Ciò che si intende oggi con il termine di globalizzazione, spesso d'altronde con una connotazione negativa, è infatti all'origine della prosperità della Svizzera. Pochi Paesi dipendono in tale misura dal processo mondiale di liberalizzazione del commercio e dei capitali come la Svizzera. Nel nostro Paese, i settori che creano maggiormente valore aggiunto vendono sul mercato interno appena il 5% dei prodotti fabbricati sul posto; la Svizzera ha dunque tutti i requisiti per essere uno dei principali beneficiari del processo di globalizzazione.</p><p>2.Il Consiglio federale è convinto che, con un'accresciuta concorrenza, la globalizzazione comporta un'accelerazione dei mutamenti strutturali in tutto il mondo. In tutti i Paesi, di conseguenza, i lavoratori sono confrontati a maggiori esigenze in fatto di qualifiche, di flessibilità e di mobilità. Nell'ambito segnatamente della politica della formazione, del mercato del lavoro e della tecnologia, gli sforzi sono incentrati su queste esigenze e il Consiglio federale è fiducioso che sia possibile gestire con successo tali mutamenti in quanto sussistono le necessarie condizioni. Per quanto riguarda i cittadini, non tutti otteranno certamente lo stesso successo in questo processo di adattamento. È dunque particolarmente importante che, grazie a un'accorta moderazione dei costi sociali, i mutamenti strutturali possano essere accettati dalla popolazione, il che è essenziale per lo sviluppo delle nostra economia. A lungo termine, come è dimostrato da studi scientifici, non sono i mutamenti strutturali che potrebbero mettere in pericolo i posti di lavoro, bensì il tentativo di impedire tale evoluzione.</p><p>3.Il Consiglio federale, che attualmente non dispone di alcuna informazione relativa a nuove megafusioni, sottolinea che per ragioni evidenti esso non potrebbe diffondere tali informazioni anche se ne fosse in possesso. È tuttavia probabile che le costanti ristrutturazioni a cui è esposta la nostra economia potrebbero determinare fusioni in numerosi settori, anche se le concentrazioni non costituiscono la sola e unica risposta possibile ai mutamenti strutturali. Per questo motivo potrebbe anche verificarsi una frammentazione delle grandi unità economiche in imprese di minore dimensione.</p><p>4.Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'interpellante secondo cui la globalizzazione tende a ridurre l'efficacia di una politica concepita su scala nazionale. Ma a questa sfida non è confrontata solo la Svizzera bensì tutti i Paesi. È dunque nell'interesse di tutti gli Stati rafforzare il coordinamento e la cooperazione internazionale al fine di preservare l'efficacia dell'azione politica. Adottando questa strategia, il Consiglio federale attribuisce un notevole peso alle iniziative prese in seno alle organizzazioni internazionali come l'OCSE e l'OMC, pur restando cosciente del fatto che un'armonizzazione internazionale delle decisioni politiche nazionali non può raggiungere una portata tale da impedire l'esercizio di una sana concorrenza fra sistemi di politica economica diversi. A seguito del postulato Zbinden del 19 marzo 1997 (97.3113: Perdita d'influenza della politica. Rapporto del Consiglio federale), il Consiglio federale effettuerà un'analisi approfondita degli effetti della globalizzazione nei diversi ambiti politici e sul margine di manovra della Stato nazionale. Il relativo rapporto, che deve essere presentato nel corso del 1998, servirà da base per la preparazione del programma di legislatura 1992-2003.</p>  Risposta del Consiglio federale.