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Per i Paesi in via di sviluppo l’agricoltura ha una grande importanza economica ed è particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici. Come si nutre la gente oggi? Come potrà nutrirsi in futuro considerati i cambiamenti ambientali globali? Come possono contribuire la produzione e il commercio di prodotti alimentari a combattere la povertà mondiale? Quale contributo forniscono le organizzazioni di aiuto allo sviluppo, l’economia privata e la società civile? Durante la conferenza annuale della Direzione dello sviluppo e della cooperazione DSC e della Segreteria di Stato dell’economia SECO sono state discusse le questioni centrali riguardanti la sicurezza alimentare.
Nel suo discorso di apertura la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey ha ricordato che i problemi riguardanti la fame e la povertà possono essere risolti unicamente seguendo una strategia comune: «La lotta contro la povertà e la sicurezza alimentare sono compiti comuni dei Paesi industrializzati e dei Paesi in via di sviluppo. Tuttavia con responsabilità diverse.» Nella loro lotta giornaliera per la sopravvivenza le persone povere dipendono infatti dalle risorse naturali e sono particolarmente vulnerabili nei confronti dei cambiamenti climatici. Per far fronte alla fame e migliorare le condizione di vita, la ministra degli esteri si è espressa a favore di un’agricoltura polifunzionale nei Paesi del Sud, dove le piccole famiglie di coltivatori hanno un ruolo fondamentale.
Nel corso di un colloquio il direttore della SECO Jean-Daniel Gerber e il direttore della DSC Martin Dahinden hanno approfondito la questione del contributo della cooperazione svizzera allo sviluppo a favore di un sistema alimentare globale sostenibile, discutendo in particolare sull’effetto della cooperazione allo sviluppo. È importante rafforzare le forze produttive della popolazione povera e promuovere gli investimenti in innovazione, tecnologia, consulenza e infrastruttura. La DSC realizza da tempo con successo programmi di sviluppo rurale volti ad aumentare la produttività e a migliorare la sicurezza alimentare. «I piccoli coltivatori devono avere la possibilità di potenziare le loro capacità e la loro conoscenza e avere un migliore accesso a importanti risorse e mercati» ha sottolineato il direttore della DSC Dahinden.
La DSC s’impegna affinché la ricerca internazionale e la cooperazione allo sviluppo risponda meglio alle esigenze dei gruppi più poveri della popolazione, ha continuato Dahinden. La SECO s’impegna con misure a tutti i livelli a favore di un’integrazione duratura dei Paesi in via di sviluppo nel sistema alimentare globale, dalla produzione al commercio al consumo. «La promozione di standard di sostenibilità facoltativi nell’agricoltura orientata all’esportazione può fornire un contributo positivo», ha dichiarato il segretario di Stato Jean-Daniel Gerber. «L’applicazione di questi standard permette ai produttori di accedere meglio al mercato, contribuendo quindi ad avere più lavoro e più reddito.»
Alla conferenza annuale hanno partecipato circa 2100 persone, che hanno potuto farsi un’idea dei molteplici fattori che influenzano l’attuale sistema alimentare. Ousseini Salifou della Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale ECOWAS ha parlato sul potenziale della politica agraria regionale in Africa Occidentale. Marianne Bänziger, responsabile della ricerca presso il Centro internazionale di miglioramento del mais e frumento, ha informato sui contributi della ricerca agraria. Daniele Giovannucci del Committee on Sustainability Assessment COSA si è espresso sull’integrazione nel mercato mondiale quale opportunità e rischio. Un colloquio con il rappresentante dei consumatori dell’Africa occidentale Bernard Njonga e una tavola rotonda con esperti svizzeri e stranieri hanno completato l’evento.
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