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La nuova disposizione costituzionale ticinese vieta di velare integralmente il volto nelle vie pubbliche e nei luoghi aperti al pubblico. Il divieto si rivolge contro il velo integrale per motivi religiosi e il mascheramento con cui i facinorosi tentano di serbare l’anonimato durante le manifestazioni. La disposizione s’ispira fortemente a una legge francese che, stando a una decisione del 1° luglio 2014 della Corte europea dei diritti dell’uomo, è compatibile con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU).
Ticino: possibile un’interpretazione conforme al diritto federale
I diritti fondamentali tutelati dalla CEDU, in particolare la libertà di religione e il divieto di discriminazione, coincidono in ampia misura con quelli garantiti dalla Costituzione federale. Essendo le due normative e basi legali paragonabili, il Consiglio federale conclude che la Costituzione ticinese può essere interpretata in conformità con il diritto federale e propone pertanto il conferimento della garanzia. Ciò anche perché le nuove disposizioni della Costituzione ticinese autorizzano il legislatore a prevedere eccezioni. In particolare, il velo integrale resta permesso all’interno di luoghi sacri.
Tuttavia, come già nelle risposte a precedenti interventi parlamentari, nel messaggio il Consiglio federale ribadisce di non ritenere opportuni tali divieti. In Svizzera sono poche le persone a portare un velo integrale per motivi religiosi e finora esse non hanno creato problemi. Il divieto di portare un velo per motivi religiosi concerne soprattutto le donne e chi costringe una donna a portare un velo è punibile per coazione ai sensi dell’articolo 181 del Codice penale.
Il Consiglio federale propone inoltre di concedere la garanzia anche alle seguenti modifiche della Costituzione ticinese: revoca del Municipio, pari opportunità, incompatibilità per carica, ineleggibilità e destituzione, ordinamento finanziario.
Berna: nuove condizioni di naturalizzazione non inderogabili
Il Consiglio federale si è inoltre occupato di una disposizione della Costituzione bernese. La nuova disposizione elenca una serie di principi che escludono la naturalizzazione. Il Consiglio federale ritiene che la maggior parte dei candidati adempia senza problemi i requisiti specifici imposti. L’applicazione inderogabile di tali principi potrebbe tuttavia sfociare in un rifiuto di naturalizzazione non conforme al diritto federale, ad esempio nel caso in cui una disabilità impedisce al naturalizzando di acquisire buone conoscenze di una lingua ufficiale o di restituire l’aiuto sociale riscosso.
Seppure a prima vista formulata in termini assoluti, la disposizione costituzionale bernese rimanda al diritto federale. Se ne evince che sono applicabili anche i diritti fondamentali della Costituzione federale. Parlando di «principi», il testo costituzionale bernese lascia inoltre presumere che la valenza normativa non sia assoluta e che siano possibili deroghe. Il Consiglio federale ritiene pertanto possibile un’interpretazione conforme alla Costituzione federale e propone il conferimento della garanzia.
Garanzia chiesta anche per altre Costituzioni cantonali
Il Consiglio federale propone inoltre al Parlamento di conferire la garanzia anche alle Costituzioni rivedute dei Cantoni di Uri, Soletta, Basilea Città, Basilea Campagna, Appenzello Esterno, Appenzello Interno, Vaud e Giura. Tutti le modifiche costituzionali sono conformi al diritto federale e prevedono quanto segue:
- Uri: riforma strutturale dei Comuni;
- Soletta: energie rinnovabili;
- Basilea Città: adeguamento delle disposizioni sul diritto di voto al nuovo diritto federale in materia di protezione degli adulti; introduzione, per gli Svizzeri all’estero, del diritto di elezione del Consiglio degli Stati;
- Basilea Campagna: promozione dell’accesso alla proprietà per uso personale e della costruzione di abitazioni di utilità pubblica;
- Appenzello Esterno: riforma della direzione dello stato;
- Appenzello Interno: referendum finanziario;
- Vaud: competenza di esaminare la validità delle iniziative popolari; prolungamento del termine di raccolta delle firme per i referendum; assegnazione dei posti vacanti nel Consiglio di Stato; riorganizzazione della Corte dei Conti;
- Giura: procedura di creazione di un nuovo Cantone.
Ultima modifica 12.11.2014