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Fra le 100 e le 300 persone all'anno muoiono ogni anno in Svizzera a causa di un'influenza contratta in ospedale, stima il professor Andreas Widmer, responsabile dell'igiene presso l'ospedale universitario di Basilea. Una delle ragioni è il rifiuto da parte del personale curante di farsi vaccinare contro il virus.
Con misure volontarie, nella Svizzera tedesca si raggiunge un tasso di vaccinazione del 35%, ha dichiarato in un'intervista diffusa oggi da "Le Matin Dimanche" e dalla "SonntagsZeitung". "Noi sappiamo però che la quota deve raggiungere il 50% per essere efficace". Sotto questo dato, il virus si può riprodurre.
Il professore è convinto che numerosi decessi dovuti all'influenza in ospedale potrebbero essere evitati, se il personale vaccinato aumentasse. "Purtroppo, ci si rifiuta di vedere i dati scientifici di base in questo dibattito. Abbiamo molto a che fare con fondamentalismo e irrazionalità".
Presso l'ospedale universitario di Ginevra, gli impiegati non vaccinati sono obbligati a portare una mascherina durante la stagione influenzale, rileva Widmer. "Questo modello protegge i pazienti o dovrebbe essere esteso a tutta la Svizzera".
"Per le unità ad alto rischio, sono a favore dell'obbligo di vaccinazione", ha aggiunto, respingendo le resistenze degli infermieri. Altre professioni hanno introdotto misure di protezione, ha detto, sottolineando che in un ospedale "i pazienti lottano fra la vita e la morte".
Widmer si stupisce inoltre del fatto che non vengano sistematicamente tenute statistiche riguardo i contagi influenzali nei nosocomi. Solo l'ospedale universitario di Ginevra registra minuziosamente i dati, grazie ai quali si può arrivare alla "stima realistica" di 100/300 morti all'anno.
SDA-ATS