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Il governo di Appenzello Interno ha fatto trasferire in altri cantoni alcuni richiedenti l'asilo che manifestavano per il trattamento cui erano sottoposti.
Una decina di turchi e curdi che da 13 giorni seguivano uno sciopero della fame in un centro per richiedenti l'asilo di Appenzello (AI) sono stati trasferiti per ordine del governo cantonale in centri di altri cantoni.
I richiedenti l'asilo sono stati trasferiti singolarmente in diversi centri, in modo da rompere la «dinamica di gruppo», ha reso noto il governo di Appenzello interno, che in precedenza aveva rifiutato di negoziare con i dimostranti e aveva chiesto alla Confederazione un giro di vite in materia di asilo.
Per l'esecutivo appenzellese, il «cosiddetto» sciopero della fame ha dimostrato una volta di più «l'insufficienza» della politica d'asilo decisa a Berna. La procedura di concessione dell'asilo è a suo avviso troppo lunga e offre possibilità di ricorso «praticamente inesauribili». A sopportarne le conseguenze sono sempre i cantoni.
I partecipanti allo sciopero della fame, che hanno ricevuto il sostegno dei movimenti di «sans papiers» di Berna, San Gallo e Friburgo, criticavano in particolare la frequenza dei controlli cui sono stati sottoposti dall'entrata in carica di un nuovo direttore del centro. Chiedevano inoltre di poter seguire le trasmissioni delle emittenti televisive turche e l'abolizione del divieto di utilizzare i telefoni mobili.
swissinfo e agenzie