Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/205459

<h2>SubmittedText<h2><p>Pare che diversi medici lavorino per più centri peritali medici. Spicca, per esempio, che nel 2018 nove medici hanno lavorato sia per l'ABI (Ärztliches Begutachtungsinstitut) di Basilea che per il ZIMB (Zentrum für Interdisziplinäre Medizinische Begutachtungen) di Svitto; una parte di loro ha lavorato anche per il GA eins (Gutachtenstelle Einsiedeln) e uno pure per il servizio di accertamento medico dell'Oberaargau. Inoltre, secondo il registro di commercio, i centri peritali GA eins e ZIMB sono gestiti dalla stessa persona, che precedentemente è stata responsabile anche dell'ufficio di revisione dell'ABI.</p><p>Le perizie pluridisciplinari dell'AI sono attribuite secondo il metodo aleatorio, il che è molto positivo. Sulla base di quanto precede è tuttavia lecito chiedersi come vengano definiti i criteri per i pool di periti e se la situazione summenzionata non vanifichi tale metodo.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È a conoscenza dei fatti summenzionati? Cosa ne pensa?</p><p>2. Quali criteri sono applicati per il riconoscimento di un centro peritale?</p><p>3. Come e con quale frequenza sono verificati?</p><p>4. È ammissibile che un'unica persona gestisca diversi centri peritali e sia vicina a un altro ancora? È possibile che un perito lavori per più centri peritali? Il Consiglio federale non è del parere che l'elevata probabilità che questa persona sia scelta per una perizia possa vanificare il principio aleatorio?</p><p>5. In generale: si può escludere che le perizie siano di fatto redatte e corrette da un centro peritale diverso da quello sorteggiato? La protezione dei dati è garantita?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 4. Secondo la convenzione tariffale, ogni centro peritale abilitato deve disporre di una struttura organizzativa e di un'infrastruttura autonome ed essere iscritto nel registro di commercio come impresa. Il numero di periti qualificati è ridotto e, nonostante gli sforzi compiuti da diverse parti, il suo ampliamento è lento e limitato. Da questa situazione e dal fatto che i singoli periti non sono legati a uno specifico centro peritale, ma lavorano nel quadro di singoli mandati, consegue che la domanda di periti debitamente qualificati presso i diversi centri peritali pluridisciplinari è molto elevata. Per questo motivo, fino alla fine del 2019 era possibile per un perito, in determinate circostanze, lavorare per più di un centro peritale o svolgere perizie monodisciplinari o bidisciplinari indipendenti per un ufficio AI in aggiunta a una attività presso un centro peritale. La gestione flessibile delle risorse permette di scongiurare i problemi di disponibilità costantemente insorti in passato e dunque anche lunghi tempi di attesa per gli assicurati.</p><p>Dopo che l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) è stato informato degli eventi descritti nell'interpellanza, sono stati avviati accertamenti presso i centri peritali interessati e sono state adottate misure adeguate. In particolare, dalla fine del 2019, su ordine dell'UFAS i centri peritali devono formare i gruppi di periti in modo tale che per ogni mandato vi sia al massimo un perito al servizio anche di altri centri peritali pluridisciplinari. Il Consiglio federale ritiene che il principio aleatorio non sia vanificato.</p><p>L'Esecutivo attribuisce grande significato alla qualità delle perizie nella procedura AI. Data l'importanza del tema, il Dipartimento federale dell'interno ha deciso di effettuare un'analisi delle perizie mediche. L'obiettivo principale di quest'analisi esterna è quello di chiarire i ruoli e le responsabilità dei diversi attori coinvolti nella procedura. Si tratta innanzitutto di studiare quali misure possano adottare gli uffici AI e l'UFAS per migliorare in particolare la qualità delle perizie e l'aggiudicazione dei relativi mandati. Occorre inoltre chiarire quali responsabilità spettino agli uffici AI e quali all'UFAS nella sua qualità di autorità di vigilanza e quali attività ne derivino. Le raccomandazioni sull'ottimizzazione dell'organizzazione e sullo svolgimento delle perizie sono attese entro l'estate del 2020.</p><p>2-3. Un centro peritale deve adempiere i criteri e i requisiti elencati nella convenzione tariffale conformemente all'articolo 72bis dell'ordinanza sull'assicurazione per l'invalidità (OAI; RS 831.201). L'UFAS procede a una prima verifica dei criteri formali quando viene inoltrata la domanda di riconoscimento per concludere una convenzione tariffale con l'AI. In seguito controlla i centri peritali per campionatura o a fronte di indizi di possibili discrepanze rispetto ai requisiti definiti nella convenzione tariffale. Questa procedura è stata applicata anche al GA eins e all'ABI. Nell'ambito dell'Ulteriore sviluppo dell'AI (17.022) si prevede che il Consiglio federale emani criteri per l'abilitazione dei periti e istituisca una commissione incaricata di controllare l'autorizzazione dei centri peritali, la procedura per l'allestimento delle perizie e i risultati delle perizie mediche. La commissione sarà costituita da rappresentanti dei diversi rami delle assicurazioni sociali, dei centri peritali, del corpo medico, della comunità scientifica e delle organizzazioni di pazienti e d'aiuto ai disabili.</p><p>5. Sulla base dei requisiti della convenzione tariffale, delle strutture e delle misure relative alla garanzia della qualità vigenti, nonché delle verifiche effettuate dall'UFAS è garantito che le perizie pluridisciplinari siano effettivamente eseguite e allestite, nel rispetto della protezione dei dati, nei centri peritali ai quali è stato assegnato il mandato secondo il principio aleatorio.</p>  Risposta del Consiglio federale.