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La minoranza protesta: occorre garantire la completa parità. Stralciate dal codice le pretese di risarcimento per scioglimento del fidanzamento
Le lesbiche sposate non devono poter accedere al seme di un donatore. Lo ha deciso, con un solo voto di scarto (13 a 12), la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N), benché questa variante del progetto abbia ricevuto un forte sostegno durante la procedura di consultazione.
La CAG-N, si legge in una nota odierna dei servizi parlamentari, crede che una simile disposizione volta a realizzare l'iniziativa parlamentare "Matrimonio civile per tutti" non raccoglierebbe attorno a sé una maggioranza. L'idea è quella di trattare le questioni concernenti la medicina della riproduzione soltanto in un secondo tempo.
La minoranza crede invece che soltanto questa variante del progetto sia in grado di garantire la completa parità tra coppie omosessuali ed eterosessuali.
Sempre nel corso della discussione sul disegno di legge, con 14 voti a 4 e 5 astensioni la commissione ha deciso di stralciare dal Codice civile le pretese di risarcimento per scioglimento del fidanzamento, giudicando tale disposizione socialmente obsoleta.
Nella votazione sul complesso, con 17 voti a 7 e una astensione la CAG-N ha approvato il progetto rielaborato. Una minoranza propone di non entrare in materia e di mantenere il diritto vigente.
Dopo averlo rielaborato, la Commissione approverà il rapporto esplicativo in occasione della sua prossima riunione e sottoporrà il progetto per parere al Consiglio federale. Il dibattito in Consiglio nazionale si terrà probabilmente nella sessione primaverile del 2020.
Le grandi linee del progetto, frutto dell'iniziativa parlamentare dei Verdi liberali, sono note: le disposizioni che attualmente disciplinano il matrimonio si applicheranno in futuro anche a quelli fra persone dello stesso sesso. Di conseguenza, non sarà più possibile costituire nuove unioni domestiche registrate.
I partner che hanno contratto un'unione domestica registrata, qualora questa revisione dovesse entrare in vigore, potranno comunque continuare a restare vincolati da tale istituto giuridico. Allo stesso tempo, chi lo desidera potrà convertire l'unione domestica registrata in matrimonio senza inutili ostacoli burocratici.