Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/212882

<h2>SubmittedText<h2><p>Gli assicuratori malattia hanno già ipotizzato aumenti di premio per l'anno 2021 a seguito della pandemia da Coronavirus.</p><p>E' assodato che una pandemia genera dei costi sanitari; tuttavia, in contemporanea ad essa, si è assistito, negli scorsi due mesi, ad una riduzione sensibile dell'attività della medicina "extracoronavirus", sia per il settore stazionario che per quello ambulatoriale. Gli ospedali hanno registrato deficit e gli studi medici sono stati quasi fermi. Si assiste inoltre, anche in Svizzera, al (difficilmente spiegabile) fenomeno della diminuzione degli ictus e degli infarti, con conseguente riduzione dei ricoveri in cure intense, notoriamente costosi.</p><p>Gli esperti confermano che nei primi sei mesi dell'anno il bilancio tra i minori costi della medicina "extracoronavirus" ed i costi causati dal covid tornerà certamente a vantaggio degli assicuratori malattia. L'andamento della seconda parte dell'anno è ovviamente ignoto, ma non sarà possibile recuperare tutti gli interventi (compresi quelli elettivi) che non sono stati effettuati nella prima parte.</p><p>Le casse malati si troveranno quindi a spendere meno di quanto avevano preventivato per l'anno 2020. Inoltre, gli stessi assicuratori malattia hanno promesso che i costi generati dalla pandemia covid sarebbero stati coperti utilizzando le riserve in esubero, quindi senza incidenza sui premi.</p><p>Poiché la pandemia sta già generando, oltre all'allarme sanitario, una pesante crisi economica con conseguente disoccupazione e povertà, un aumento dei premi di cassa malati sarebbe insostenibile per molte economie domestiche.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Il Consiglio federale intende assicurarsi che le casse malati mantengano la promessa di coprire i costi generati dalla pandemia con le riserve in esubero?</p><p>2. Come reagirebbe il Consiglio federale davanti ad un tentativo degli assicuratori malattia di aumentare i premi 2021 col pretesto del coronavirus?</p><p>3. Per contenere i contagi si propone un maggiore utilizzo dei tamponi. E' intenzione del Consiglio federale attivarsi presso gli assicuratori malattia affinché i costi dei tamponi - onde evitare che i cittadini non si sottopongano agli esami per non dover contribuire alla spesa - vengano interamente coperti dalle casse malati, utilizzando sempre le riserve in esubero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Al momento non è possibile quantificare gli effetti della pandemia. Da un lato, non sappiamo come evolverà la malattia, dall'altro non tutte le prestazioni legate alla COVID-19, già fornite o ancora previste, sono fatturate. È troppo presto per valutare l'incidenza della pandemia sui costi sanitari e, dunque, sui premi delle casse malati. Questi ultimi sono calcolati in modo da coprire i costi dell'anno in cui si applicano. Quando, nell'estate del 2019, gli assicuratori hanno fissato i premi per il 2020, non erano in grado di prevedere la pandemia, i cui costi perciò non sono stati inclusi nel calcolo dei premi di quest'anno. Tuttavia, le riserve che gli assicuratori devono costituire per legge servono proprio a far fronte a questo tipo di situazioni. L'ammontare minimo di riserve di cui devono disporre è definito in modo da garantire la loro capacità finanziaria anche in caso di eventi eccezionali che generano costi particolarmente elevati. Uno scenario di pandemia, che serve da base al piano pandemico dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), è considerato nel calcolo dell'ammontare minimo di riserve. Al momento gli assicuratori possiedono riserve che dovrebbero permettere loro di far fronte alla pandemia.</p><p>2. Secondo l'articolo 16 capoverso 4 della legge sulla vigilanza sull'assicurazione malattie (LVAMal; RS 832.12), l'UFSP approva unicamente i premi che coprono i costi senza superarli in modo inadeguato e che non comportano la costituzione di riserve eccessive. Gli assicuratori fissano i loro premi basandosi sui costi dell'anno precedente, sulle estrapolazioni per l'anno in corso e sulle previsioni per quello seguente. L'UFSP verifica la plausibilità di questi dati e, se ritiene che i costi stimati da un assicuratore siano troppo elevati, non ne approva i premi.</p><p>3. Per reagire rapidamente e contenere un nuovo aumento dei casi di COVID-19, il Consiglio federale reputa necessario effettuare quanti più test possibili e pertanto, il 24 giugno 2020, ha deciso di semplificare il sistema di finanziamento dei test effettuati in ambulatorio. A partire dal 25 giugno 2020, la Confederazione si farà carico dei costi di tutti i test di screening. La struttura sanitaria o il fornitore che ha proceduto al test trasmette la fattura all'assicuratore-malattie competente, che riceve dalla Confederazione un importo forfettario fino a 169 franchi per i test per la diagnosi di un'infezione da nuovo coronavirus e un importo forfettario fino a 113 franchi per i test sierologici per il rilevamento di anticorpi. L'assicurato non deve accollarsi né la franchigia né l'aliquota percentuale. Nel settore stazionario, i test effettuati sono compresi negli importi forfettari per singolo caso (DRG) per non addossare costi supplementari all'assicurato. Il Consiglio federale constata che con l'assunzione di questi costi non c'è più nulla che ostacoli gli assicurati a sottoporsi al test se la situazione lo richiedesse. Il disciplinamento che ha adottato il 24 giugno 2020 risponde alla preoccupazione dell'autore dell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.