Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/201153

<h2>SubmittedText<h2><p>Martedì 18 giugno la stampa internazionale ha rivelato, basandosi su un rapporto del China Tribunal con sede a Londra, che la Cina preleva organi da prigionieri di coscienza.</p><p>Il China Tribunal, presieduto da Sir Geoffrey Nice, già procuratore del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia e responsabile del perseguimento contro l'ex presidente serbo Slobodan Miloevi, ha indicato che i prigionieri seguaci della disciplina spirituale del Falun Gong sono stati una delle principali fonti di approvvigionamento di organi.</p><p>Il Tribunale ha altresì concluso che, al di là di ogni ragionevole dubbio, contro i seguaci del Falun Gong sono stati commessi crimini contro l'umanità. Da vent'anni a questa parte, il Falun Gong continua a subire una repressione brutale e i suoi adepti vengono perseguitati in modo crudele e disumano.</p><p>Il China Tribunal sottolinea che i governi e le organizzazioni internazionali devono fare il loro dovere nei confronti di un regime che ha commesso crimini contro l'umanità. Aggiunge inoltre che coloro che hanno il potere di avviare indagini e procedimenti dinanzi ai tribunali internazionali o all'ONU hanno il dovere di verificare se sia stato perpetrato un genocidio.</p><p>Infine, il Tribunale ha ricordato che i governi e coloro che interagiscono con il regime cinese dovrebbero ora ammettere che interagiscono, nella misura indicata (nella sentenza), con uno Stato criminale.</p><p>Nell'ambito del dialogo sui diritti umani in corso con la Cina e alla luce dei fatti evidenziati dal China Tribunal, pongo le seguenti domande al Consiglio federale:</p><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza della pratica del prelievo abusivo di organi da prigionieri di coscienza in Cina?</p><p>2. In caso contrario, è disposto a incontrare Sir Geoffrey Nice, presidente del China Tribunal, per essere informato sui dettagli più recenti che riguardano questa pratica delle autorità cinesi?</p><p>3. Se ne è già a conoscenza, che cosa ha fatto finora, riguardo a questo tema, nell'ambito del dialogo sui diritti umani con la Cina?</p><p>4. Date le conclusioni del China Tribunal, quali provvedimenti ha intenzione di prendere affinché i responsabili di queste violazioni dei diritti umani vengano condannati?</p><p>5. Non pensa forse di dover proibire l'entrata in Svizzera e bloccare i valori patrimoniali di tutti i responsabili della catena di comando implicati in tali atti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Secondo le dichiarazioni ufficiali delle autorità cinesi, il prelievo di organi di prigionieri giustiziati è proibito dal 1° gennaio 2015. Tuttavia, la Svizzera condivide le preoccupazioni dell'autore dell'interpellanza in relazione alle conclusioni del China Tribunal presentate il 18 giugno 2019 da Sir Geoffrey Nice. Le pratiche denunciate costituirebbero, in effetti, una violazione particolarmente grave dei diritti umani in Cina, soprattutto del diritto fondamentale alla vita e del divieto di tortura.</p><p>La Svizzera porta avanti un dialogo bilaterale sui diritti umani con la Cina, nel quadro del quale viene trattata regolarmente la questione della pena di morte. Inoltre, la Svizzera si occupa dei diritti delle minoranze etniche e religiose in Cina in ambito bilaterale e in seno al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. In particolare durante il terzo Esame periodico universale nel novembre 2018, la Svizzera ha raccomandato alla Cina di chiudere tutti i centri di rieducazione nelle zone uigure descritti nel rapporto del China Tribunal. </p><p>Nel quadro del dialogo sui diritti umani tra la Svizzera e la Cina, le questioni e le preoccupazioni relative al sistema giudiziario e all'esecuzione delle pene, compresa la pena di morte, vengono discusse regolarmente. In questo contesto si discute anche del prelievo di organi senza il consenso degli interessati. Vari istituti penitenziari in Svizzera e in Cina sono stati visitati nell'ambito di uno scambio annuale di esperti con il Ministero della giustizia cinese. Questi incontri permettono di interpellare le autorità cinesi su questioni specifiche, come il trattamento dei detenuti in prigione e la lotta contro la tortura. </p><p>Il Dipartimento federale degli affari esteri collabora strettamente con le ONG competenti per migliorare il rispetto dei diritti umani in modo concreto. Uno scambio con Sir Geoffrey Nice sulle conclusioni del China Tribunal riguardo al prelievo di organi di condannati giustiziati potrebbe avere luogo in questo ambito.</p><p>4./5. La Svizzera porterà avanti il dialogo con le autorità cinesi sulla questione del rispetto dei diritti umani, in particolare per migliorare la situazione dei detenuti. Continuerà anche a trattare in modo appropriato queste questioni a livello multilaterale. Tuttavia, è difficile accedere a fonti diversificate e affidabili sul prelievo di organi sui prigionieri di coscienza giustiziati, poiché i dati sulle esecuzioni fanno parte del segreto di Stato. </p>  Risposta del Consiglio federale.