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Dopo i casi riscontrati non lontano dai confini elvetici, il pericolo che l'influenza aviaria giunga in Svizzera è, secondo le autorità sanitarie, sempre più probabile.
Sabato è stata confermata la presenza del virus H5N1 in un'anatra ritrovata morta sulle sponde tedesche del lago di Costanza e in un allevamento francese di tacchini.
Dopo il caso dell'anatra selvatica contaminata rinvenuta sulle rive germaniche del lago di Costanza (a una quindicina di chilometri dalla frontiera elvetica) e la presenza del virus H5N1 in un allevamento di tacchini a nord-est di Lione (150 km da Ginevra), la Svizzera si ritrova sempre più accerchiata dall'influenza aviaria.
«Il pericolo per il nostro paese è sempre più reale», ha dichiarato sabato il direttore dell'Ufficio federale di veterinaria.
Hans Wyss ha comunque voluto precisare che «tutte le misure precauzionali attualmente necessarie, sono state adottate».
Nessun provvedimento speciale
In mattinata, Peter Hauk, ministro dell'agricoltura del Baden-Württemberg - il Land tedesco sul lago di Costanza - ha indicato che l'anatra selvatica trovata morta ieri a Überlingen è vittima del ceppo altamente patogeno, e potenzialmente pericoloso per l'uomo, dell'influenza aviaria.
Le autorità dei cantoni Turgovia e San Gallo - bagnati dallo stesso lago - non intendono ad ogni modo, per ora, adottare misure di protezione ad hoc.
«Fin dall'inizio del ritrovamento dell'animale - ha affermato il veterinario cantonale turgoviese Christian Senn - siamo partiti dall'idea che la bestia fosse morta a causa dell'H5N1».
I guardacaccia e guardapesca hanno tuttavia ricevuto l'ordine di prestare particolare attenzione agli animali morti, ha affermato Senn.
Anche a San Gallo non sono stati adottati al momento provvedimenti speciali, ha affermato a nome del veterinario cantonale Markus Seiler.
Stando a Seiler, le autorità cantonali sono in contatto con quelle germaniche e dei cantoni vicini. Qualora il virus dovesse giungere nel cantone, si reagirebbe come in Germania, ossia istituendo dei perimetri di sicurezza di 10 chilometri.
Niente panico
Gli esami di laboratorio hanno pure ufficialmente confermato la presenza del virus dell'influenza aviaria in un allevamento di tacchini nella regione francese dell'Ain, confinante con il canton Ginevra.
Si tratta del primo caso di contagio da virus H5N1 riscontrato in un allevamento di volatili dell'Unione europea.
In mattinata, il presidente francese Jacques Chirac ha tuttavia affermato che non sussiste «alcun pericolo a consumare volatili e uova», deplorando allo stesso tempo le conseguenze economiche e sociali «di una specie di panico completamente ingiustificato».
Secondo Hans Wyss, la Francia ha adottato tutte le misure necessarie per impedire il diffondersi della malattia.
In Svizzera, le 87 analisi finora effettuate su uccelli morti non hanno rilevato la presenza del virus.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Dal 2003, il virus H5N1 ha fatto strage di polli in tutto il mondo, contagiando 170 persone e uccidendone oltre 90, principalmente in Asia.
Il rischio di trasmissione della malattia dai volatili all'uomo è per il momento molto debole.
Gli esperti temono tuttavia che il virus possa mutare, divenendo trasmissibile all'uomo e scatenando così una pandemia.
In breve
Diffuso già da tempo presso i volatili, il virus H5N1 è stato rilevato per la prima volta su esseri umani nel 1997 a Hong Kong. Si è poi esteso in una decina di paesi dell'Asia.
Nel 2005 ha raggiunto la Turchia, la Romania e la Croazia, mentre a inizio febbraio del 2006 il virus è stato identificato per la prima volta in Africa.
In seguito, ha toccato anche 6 paesi dell'Unione europea, tra cui Italia, Francia, Germania e Austria.
Il 20 febbraio è entrato nuovamente in vigore in tutta la Svizzera l'obbligo di rinchiudere il pollame; contrariamente a Francia e Olanda, non sono per ora previste vaccinazioni sui volatili.
Se un caso simile a quello riscontrato sulla riva tedesca del lago di Costanza dovesse verificarsi in Svizzera, sarà istituito un perimetro di sicurezza di 10 km.