Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01212.jsonl.gz/1030

Con quasi 250'000 visitatori in 5 mesi, la mostra "Leonardo da Vinci - scienziato, inventore, artista", prolungata fino al 31 gennaio, ha fatto registrare al Museo Nazionale di Zurigo uno dei maggiori record nell'ambito dei musei svizzeri.Questo contenuto è stato pubblicato il 28 gennaio 2001 - 15:08
Nel corso dell'ultimo decennio, soltanto i quadri del pittore austriaco GustavKlimt, al Kunsthaus nel 1992, erano stati ammirati da un pubblico numericamente pari a quello accorso a vedere i modellini del grande genio universale del Rinascimento.
In precedenza, nel 1988, la mostra delle opere di Edvard Munch non aveva superato i 225'000 visitatori. E la tanto pubblicizzata esposizione su Paul Cézanne, dall'inizio di maggio a metà agosto del 2000, non è riuscita a superare la quota dei 200'000 visitatori (si è fermata infatti a 193'000).
Il successo della mostra su Leonardo è tanto più eccezionale, se si considera che i maggiori eventi espositivi del Museo Nazionale Svizzero hanno finora attirato, in media, un pubblico relativamente modesto, oscillante tra le 80'000 e le 100'000persone. "Leonardo da Vinci non è stato soltanto una grande calamita di pubblico"- ha detto il direttore, Andres Furger - "ma ha fatto toccare al Museo Nazionale i limiti della sua capacità ed ha rappresentato un test per il suo sviluppo futuro".
Iniziata il 2 settembre 2000, l'esposizione sarebbe dovuta durare fino al 7gennaio 2001. Ma vista la grande affluenza di pubblico (in dicembre quasi 60'000persone, con una punta di oltre 4'000 visitatori in una sola giornata, il 28dicembre), la sua apertura è stata prolungata di quasi un mese. Fino a metà gennaio erano stati venduti 25'549 biglietti ferroviari combinati con l'entrata al Museo; le visite guidate hanno superato le 1'200, per una media di 8 al giorno; oltre duemila sono stati i gruppi e scolaresche; sono state distribuite almeno 300'000 cartoline gratuite, riproducenti la "Monna Lisa" o l'"Uomo del vitruvio".
Quella di Zurigo è stata l'ultima tappa di questa esposizione internazionale. Il Museo Nazionale Svizzero l'aveva acquistata per un milione di franchi dall'Istituto d'interscambio culturale di Tubinga (Germania), che l'aveva a sua volta organizzata sviluppando un progetto della città di Malmö (Svezia). Divenuta itinerante, la mostra è stata aggiornata costantemente dai contributi degli istituti che l'hanno ospitata, dopo la Svezia, in Germania, nei paesi Bassi, in Austria, negli Stati Uniti, a Singapore, in Corea, in Canada, in Sudafrica, in Slovenia e a Taiwan. In totale, l'hanno ammirata oltre tre milioni di visitatori.
Come spiegare lo straordinario richiamo esercitato sugli svizzeri dagli oltre 250 plastici, sculture, schizzi e disegni, oltre al "Codex Atlanticus"e alle opere pittoriche che testimoniano il grande genio leonardesco? Il direttore del Museo Nazionale, Andres Furger, ha tentato una sua interpretazione: "Il motivo più profondo di questo successo è il fatto che viviamo in un'epoca di transizione. Il nostro presente, quindi, si riduce. Leonardo da Vinci ha invece vissuto il suo presente proiettato nel futuro. E questa è una verità che inconsciamente percepiamo".
Silvano De Pietro
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative