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ROMA - Donatella Versace ha parlato a cuore aperto in un'intervista rilasciata al sito di moda 'Ssense'. La stilista italiana ha raccontato della sua dipendenza dalla cocaina.
Tutto è iniziato con la morte del fratello Gianni, ucciso a Miami nella seconda metà degli anni '90. «Ero il nuovo volto di Versace. Chi avrebbe voluto indossare gli abiti ideati da una designer debole, instabile, che perde la testa a causa della droga e si auto-commisera? Nessuno! Così ho creato una Donatella distante, aggressiva, spaventosa», ha raccontato la bionda della moda.
«I rari momenti in cui rimanevo sola con la mia dipendenza, mi rendevo conto di essere molto, molto malata... ma un nuovo impegno era sempre dietro l'angolo. Alcune sere non mi controllavo più e mi umiliavo davanti ai miei figli. L'odio che provavo verso me stessa aumentava di giorno in giorno», ha aggiunto.
In quel periodo faceva anche un incubo ricorrente. «Nel sogno compare sempre Gianni che mi grida 'Donatella, che cosa sono questi vestiti orribili? Dovrebbero essere firmati Versace? Come hai potuto dimenticare tutto ciò che ti ho insegnato?'. Poi prende gli abiti e li butta via. Grazie a Dio ormai faccio raramente quest'incubo», ha spiegato.
La Versace ha anche rivelato che ad aiutarla ad uscire dalla dipendenza da cocaina fu Elton John, che la andò a prendere con un aereo privato e la portò in un centro di disintossicazione in Arizona.