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I Verdi lanciano un referendum contro l'imposta tonnellaggio
I Verdi non vogliono l'imposta tonnellaggio per le società marittime. Il comitato del partito ha deciso oggi di opporsi tramite un referendum a questo progetto del Consiglio federale, adottato dal Nazionale a dicembre e sul quale gli Stati devono ancora pronunciarsi.
L'imposta tonnellaggio è un metodo di calcolo alternativo dell'imposta sull'utile. Si tratta di tassare le navi d'alto mare in base alla capacità di carico e non tenendo conto dell'utile o di eventuali perdite. Questa revisione di legge voluta dal governo mira ad accrescere l'attrattiva della piazza economica svizzera.
«Le multinazionali delle materie prime hanno un bilancio climatico e ambientale molto negativo e fanno profitti record grazie alla guerra. E ora una tassa sul tonnellaggio dovrebbe alleggerirle dal loro carico fiscale», ha dichiarato la consigliera nazionale vodese Sophie Michaud Gigon in una nota.
Secondo i Verdi, la tassazione sulla base del peso del carico anziché del profitto rappresenta un enorme vantaggio fiscale per le compagnie di navigazione e il settore delle materie prime. Inoltre, questa imposta forfettaria serve a eludere l'imposta minima dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
Per il partito ecologista è inaccettabile non solo concedere nuovi privilegi fiscali a un settore del genere, ma anche non subordinarli a condizioni rigorose in materia di protezione dell'ambiente e del clima.