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Le parole di Buzz Aldrin sono state utilizzate per negare l’allunaggio
Negli ultimi giorni sui social network italiani (e non solo) è diventato virale un filmato che mostra il dialogo tra una bambina e l’astronauta Buzz Aldrin. Aldrin ha partecipato alla missione Apollo 11, durante la quale per la prima volta, il 20 luglio 1969, l’uomo ha messo piede sulla Luna.
Stando a quanto condiviso da alcuni utenti dei social network, Aldrin avrebbe negato di essere mai stato sulla Luna, dando così ragione alle cospirazioni che negano che la missione sia mai stata portata a termine. Vediamo meglio che cosa è successo.
Il filmato
Il filmato al centro della nostra analisi dura complessivamente 58 secondi e mostra un dialogo tra una bambina che indossa un vestito con delle stelle e l'astronauta Aldrin. L’episodio è avvenuto nel 2015 in occasione della presentazione di un libro di Aldrin durante la National Book Fest (tenuta a Washington, Stati Uniti).
La giovane chiede: «Perché nessuno è stato sulla Luna per così tanto tempo?» e Aldrin risponde di essersi posto la stessa domanda e di essere, probabilmente, giunto ad una conclusione. L’astronauta, subito dopo, sembra affermare «perché non ci siamo andati. È ciò che è accaduto. E se non è accaduto sarebbe bello sapere perché non è accaduto, quindi in futuro se vogliamo continuare a fare qualcosa dobbiamo sapere perché qualcosa si è fermato in passato». L’astronauta continua criticando, almeno parzialmente, le scelte economiche fatte in materia di spedizioni spaziali dal governo degli Stati Uniti.
Se visionato in questo ordine e limitandosi a questo frammento, il dialogo sembra effettivamente negare l’approdo sulla Luna da parte di Aldrin. In realtà, il video è stato tagliato così da veicolare un messaggio facilmente fraintendibile.
Esaminando il contesto della frase e analizzando l’intero dialogo tra i due protagonisti del filmato, emerge chiaramente che Aldrin stesse in realtà facendo riferimento alla scelta della Nasa di non tornare sulla Luna dopo la missione Apollo 17, conclusasi nel dicembre 1972. Nulla a che vedere, dunque, con la spedizione del 1969 che non è mai stata negata. Il riferimento dello spezzone diventato virale sui social network non era la missione Apollo 11, ma la successiva Apollo 17.
La posizione di Buzz Aldrin
Per tutta la durata dell’intervista Aldrin non ha mai negato di essere stato sulla Luna né ha mai ammesso che la missione non è andata a buon fine. Al contrario, ha raccontato la sua esperienza, rispondendo alle domande della giovane intervistatrice.
L’astronauta ha, ad esempio, ammesso di considerarsi una persona molto fortunata per aver avuto l’onore di mettere piede sulla Luna, dopo le precedenti spedizioni di altri astronauti che hanno permesso di avvicinarsi sempre più alla superficie. Aldrin ha anche raccontato che cosa si prova a trovarsi nello spazio in assenza di gravità e della propria esperienza durante la spedizione.
Inoltre, Aldrin non ha mai supportato in alcun modo le teorie cospirazioniste che negano l'allunaggio, neppure al di fuori dell’evento in esame. Nel 2002 aveva addirittura avuto uno scontro fisico con un complottista che lo stava importunando.
Le cospirazioni sull’allunaggio
L’origine delle cospirazioni che negano l’allunaggio sono riconducibili ad un testo, pubblicato nel 1976 da Bill Kaysing, ex ufficiale della marina statunitense, dal titolo “Non siamo mai andati sulla luna. Una truffa da 30 miliardi di dollari”.
La teoria si basa sull’idea che, alla fine degli anni Sessanta, la Nasa non fosse in grado di far sbarcare degli uomini sulla Luna, come invece promesso dall’allora presidente John F. Kennedy pochi anni prima. Per aggirare il problema, lo sbarco sarebbe stato inscenato all’interno di uno studio cinematografico. Tra le principali prove a vantaggio di questa teoria, ci sarebbero alcune foto in cui sembra esserci un reticolo inciso sul vetro di una fotocamera o una presunta lettera “c” su una roccia lunare.
In realtà, teorie di questo tipo sono prive di fondamento, contrariamente a quelle che dimostrano che l’allunaggio è avvenuto. Per citare soltanto alcune delle prove, oltre alla testimonianza diretta degli astronauti statunitensi, vi sono oltre 380kg di roccia lunare raccolti nelle diverse missioni, conferme da Russia, Giappone e Cina, e le immagini del Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa che mostrano le tracce lasciate dagli astronauti sulla polvere lunare.
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