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WASHINGTON - È ormai da decenni che si parla di riciclare la plastica, e molte persone, in diverse parti del mondo, applicano con parsimonia la separazione dei rifiuti a questo scopo.
La verità sembrerebbe però diversa: la maggior parte della plastica che viene prodotta non viene riciclata. Infatti, un'indagine della NPR (National Public Radio), in collaborazione con la serie d'inchiesta Frontline della PBS (l'azienda di diffusione radio statunitense, Public Broadcasting Service), ha mostrato in un documentario che negli ultimi 40 anni è stato riciclato meno del 10% della plastica prodotta in tutti gli Stati Uniti.
L'inchiesta portata avanti dai due consorzi ha portato alla conclusione che le compagnie di gas e olio, ovvero le principali produttrici di plastica, hanno sempre saputo che la plastica non sarebbe stata riciclata granché. Anche mentre spendevano milioni di dollari in campagne pubblicitarie per far credere alla gente il contrario.
L'industria delle materie plastiche aveva infatti seri dubbi sul fatto che il riciclaggio sarebbe mai stato fattibile: alla fine degli anni '80, l'industria della plastica ha speso decine di milioni di dollari per promuovere il riciclaggio attraverso pubblicità, progetti e pubbliche relazioni, dicendo alla gente che si può, e si deve, riciclare. Ma già ai tempi, i documenti interni all'industria hanno rivelato che si sospettava che il riciclaggio su larga scala non sarebbe in realtà mai stato economicamente redditizio. Un rapporto inviato ai massimi dirigenti dell'industria nell'aprile 1973 definiva infatti lo smistamento "impossibile", e il riciclaggio "difficile e costoso".
L'idea dei produttori di plastica è stata allora quella di spingere per il riciclaggio per tenere lontano dalla mente delle persone l'eventualità di un possibile divieto. Questo principalmente a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, quando l'opinione pubblica stava spingendo per vietare, o limitare, l'uso della plastica. In altre parole, il riciclaggio è stato il cavallo di battaglia per prevenire eventuali proibizioni, e poter continuare a produrre e vendere plastica.
Nel documentario d'inchiesta, i giornalisti del PBS sono riusciti ad intervistare Larry Thomas, un alto funzionario che è rimasto alla guida dell'Associazione dell'industria della plastica (SPI, Plastics Industry Association) per oltre un decennio. Thomas ha dichiarato che la sensazione negli anni novanta era che l'industria fosse sotto tiro, e per continuare a fare prodotti in plastica, l'unica soluzione sarebbe stata quella di calmare gli animi. «Se il pubblico pensa che il riciclaggio stia funzionando, allora non è più così preoccupato per l'ambiente», ha spiegato Thomas.
Nelle altre interviste presenti, gli attuali funzionari dell'industria hanno riconosciuto che il riciclaggio non è stato per niente funzionale in passato. Ma hanno anche dichiarato che l'industria sta finanziando ora nuove tecnologie che potranno finalmente portare a un riciclo della plastica efficace ed economico su larga scala. L'obiettivo, secondo loro, è quello di riciclare il 100% della plastica che viene prodotta.
La conclusione però è chiara, più la plastica viene riciclata, meno soldi farà l'industria per realizzare e venderne di nuova. Secondo alcune proiezioni, la produzione potrebbe aumentare ancora fino al 2050, e ancora oggi l'industria spende denaro in pubblicità e relazioni pubbliche a favore del riciclaggio. Gli sforzi per ridurre il consumo di plastica sono aumentati a livello internazionale, ma qualsiasi progetto per rallentare la crescita della plastica dovrà essere pronto ad affrontare un'industria che ha in ballo miliardi di dollari di profitti.
Si può vedere il documentario "Plastic Wars" gratuitamente sulla pagina ufficiale del PBS.