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NEW YORK - Le aziende devono non solo preoccuparsi di contenere le perdite, ma anche di tutelarsi dalle truffe messe in atto dagli stessi dipendenti. A lanciare l'allarme è stato l'FBI.
In un rapporto che la CNN ha potuto visionare, l'agenzia governativa di polizia federale allertava le aziende dalle possibili frodi.
In particolare il rapporto dell'FBI descrive un episodio (uno dei tanti) in cui un dipendente di una società manifatturiera aveva dichiarato ai propri superiori di essere risultato positivo al coronavirus, presentando i documenti di una struttura sanitaria.
La società ha dunque provveduto a chiudere l'impianto in modo da disinfettare la zona, cessando così la produzione. Seguendo la procedura, l'azienda ha informato i dipendenti, in particolar modo quattro lavoratori che avevano avuto stretti contatti con il collega, costringendoli di fatto a osservare la quarantena a loro volta.
Successivamente sono sorti alcuni dubbi sui documenti forniti dal dipendente ammalato. In primo luogo la lettera non era stata scritta su carta intestata di una struttura sanitaria. E secondariamente il numero di telefono indicato non era legato in alcun modo a un luogo in cui venivano effettuati test del coronavirus.
L'FBI stima che la società abbia perso ben 175'000 dollari a causa della presunta truffa. Anche un collega dell'impiegato "ammalato" ha perso una consistente somma a causa del raggiro avendo preso in affitto un'abitazione per rimanere in quarantena.
Pertanto l'FBI raccomanda alle aziende di controllare sempre i numeri di telefono riportati sui documenti che attestano la positività al test, e di verificare se vi siano delle incongruenze o modifiche effettuate con il computer, basandosi su modelli reali.
E in effetti in America ci sono già stati i primi arresti per questo tipo di truffa. In California del Sud un uomo è stato arrestato dopo aver falsificato il certificato medico consegnato al datore di lavoro, e anche in Canada un 18enne è stato arrestato per lo stesso motivo.