Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01099.jsonl.gz/880

GINEVRA - La Città di Ginevra e la Fondazione Gandur per l'arte (FGA) del collezionista e miliardario vodese Jean Claude Gandur hanno rinegoziato la convenzione che li lega in merito all'ingrandimento del Museo d'arte e di storia (MAH) di Ginevra. L'accordo interviene a sette settimane dal voto referendario sulla questione, previsto il 28 febbraio.
Promosso dalle associazioni di difesa del patrimonio, dall'estrema sinistra e dall'UDC, il referendum è diretto contro il credito di 132 milioni di franchi adottato dal consiglio comunale di Ginevra per finanziare i lavori. Sono contestati simultaneamente il progetto di ingrandimento firmato dall'architetto francese Jean Nouvel e l'intervento del mecenate privato. Il finanziamento pubblico sarà limitato a 64 milioni, mentre il resto della somma dovrebbe essere garantito da fondi privati.
L'obiettivo della nuova convenzione non è di mettere a tacere le critiche, ma di chiarire determinati aspetti e di renderla più solida per la durata prevista di 99 anni, indica il portavoce del municipale responsabile della cultura, Sami Kanaan.
La convenzione tiene conto del nuovo preventivo relativo al costo dei lavori - la precedente si basava su un totale di 80 milioni di franchi - e regola la presenza nel museo della Fondazione Gandur per l'arte. Quest'ultima stanzierà 20 milioni di franchi per il nuovo spazio espositivo che porterà il suo nome. Il suo contributo potrebbe salire a 40 milioni qualora non dovessero essere raccolte sufficienti donazioni private.
L'accordo sarà senza effetto qualora i lavori non dovessero incominciare prima del 10 marzo 2018. Le collezioni che la FGA presterà al museo saranno costituite unicamente da antichità e dalle belle arti, i cui esemplari soddisfino i criteri del codice di deontologia del Consiglio internazionale dei musei. Almeno il 50% delle antichità sarà esposto in modo permanente, mentre 150 metri lineari del museo saranno riservati ai dipinti.
Il dibattito relativo al finanziamento privato nell'ingrandimento di un museo pubblico è seguito con attenzione in tutta la Svizzera. A Ginevra esso ha pure assunto risvolti giudiziari: Gandur, la sua fondazione e il suo gruppo Addax and Oryx hanno presentato denuncia penale e civile contro il giornale indipendente Le Courrier, rivela quest'ultimo oggi. In causa è un ritratto del mecenate pubblicato dal giornale in maggio. La denuncia penale è stata archiviata dal Ministero pubblico, ma l'uomo d'affari ha fatto ricorso.