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La statistica, indicante nel dettaglio tutte le informazioni fornite e le sorveglianze attuate dal Servizio SCPT su incarico delle autorità inquirenti nel 2012, mostra come la sorveglianza in tempo reale delle telecomunicazioni – ossia l’intercettazione di telefonate o di messaggi di posta elettronica – è aumentata del 20 per cento, attestandosi a quota 3233. Le autorità inquirenti sono ricorse con maggiore frequenza anche alla sorveglianza retroattiva (+ 21 %; 6960) e alle informazioni tecnico-amministrative (+ 22 %; 4775). Il numero delle informazioni semplici è aumentato del 15 per cento per un totale di 202 579. Le sorveglianze della corrispondenza postale hanno raggiunto quota 30, pari a un aumento del 26 per cento.
Poco più di un terzo dei casi riguardava gravi violazioni della legge sugli stupefacenti, un altro terzo invece gravi reati contro il patrimonio. Il resto verteva su crimini violenti o sessuali, il coinvolgimento in organizzazioni criminali e la tratta di esseri umani. Il 98 per cento circa delle misure è stato ordinato da autorità inquirenti cantonali, il restante due per cento da quelle federali.
Il numero delle ricerche di emergenza, ossia la localizzazione per cercare e salvare persone disperse, è calato da 430 a 421 rispetto all’anno precedente.
Come corrispettivo dei provvedimenti adottati, i fornitori di servizi di telecomunicazioni hanno percepito indennità per un ammontare di CHF 9 756 083.-, ossia il 4 per cento in più rispetto al 2011. Le autorità inquirenti svizzere, dal canto loro, hanno versato CHF 14 107 748.- in emolumenti, pari a un incremento dell’11 per cento rispetto all’anno precedente.

Procedura
Per indagare su reati gravi, le autorità inquirenti svizzere possono ordinare, in virtù del Codice di procedura penale (CPP; RS 312.0), misure di sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni. Le misure di sorveglianza ordinate dal pubblico ministero devono essere esaminate e approvate dall’autorità giudiziaria competente dei Cantoni o della Confederazione (giudice delle misure coercitive). Il Servizio SCPT procede infine a un esame formale verificando che l’autorità ordinante sia effettivamente competente e che l’ordine di sorveglianza riguardi uno dei reati elencati nell’articolo 269 CPP. In seguito, il Servizio SCPT ordina ai fornitori di servizi di telecomunicazione di trasmettergli i dati richiesti, che poi mette a disposizione dell’autorità inquirente cui compete l’analisi. Il Servizio SCPT non viene tuttavia a conoscenza del contenuto dei dati e delle pertinenti indagini.
Misure e informazioni
Sorveglianza in tempo reale: sorveglianza in tempo reale e trasmissione simultanea, leggermente differita o periodica dei dati della corrispondenza postale o del traffico delle telecomunicazioni; ad esempio sorveglianza del telefono o della posta elettronica (intercettazione, da parte delle autorità inquirenti, di telefonate o di messaggi elettronici).
Sorveglianza retroattiva: consegna dei dati relativi alle comunicazioni e alla fatturazione degli ultimi sei mesi, ossia delle informazioni che i fornitori di servizi rilevano dagli utenti per attestare l’invio postale o la comunicazione e la fatturazione; ad esempio dati del collegamento (chi ha telefonato con chi e per quanto tempo?). Il contenuto delle telefonate o dei messaggi di posta elettronica non viene invece registrato.
Informazioni tecnico-amministrative: altre informazioni rilasciate in virtù di una decisione, ad esempio numero IMEI di un cellulare, numero IMSI di una carta SIM, copie di contratti o di fatture.
Informazioni semplici: informazioni semplici in merito a collegamenti di telecomunicazione secondo l’articolo 14 capoverso 1 lettere a c LSCPT. Informazioni alle autorità inquirenti in risposta a domande quali: «A chi appartiene un determinato numero di telefono?» o «Quali numeri telefonici sono registrati a nome di una determinata persona?» Queste informazioni semplici non sono soggette alle norme procedurali valevoli per la sorveglianza: in particolare non devono essere approvate da un giudice, e non si applica loro nemmeno l’elenco dei reati dell’articolo 269 CPP.
Confronto con la statistica sulla criminalità
Il numero di sorveglianze ordinate va rapportato ai reati commessi. Nel 2011 la statistica della polizia sulla criminalità – i dati del 2012 non sono ancora disponibili – indica un totale di 692 954 reati, mentre sono state disposte 14 968 sorveglianze, vale a dire che le autorità inquirenti hanno ritenuto necessaria una sorveglianza nel mero 2,2 per cento dei casi. Rapportando tali cifre al solo totale delle sorveglianze in tempo reale nel 2012 (3233), la quota si riduce allo 0,5 per cento. Va inoltre tenuto a mente che per un determinato reato vengono ordinate varie sorveglianze, in quanto vanno ad esempio sorvegliati sia il telefonino sia il telefono fisso di un presunto spacciatore. Pertanto la quota rilevante è addirittura inferiore allo 0,5 per cento.
Ultima modifica 07.02.2013