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Il presidente della Bce ha annunciato un nuovo taglio del tasso di interesse, suscitando le critiche di Trump.
Giunto vicino alla scadenza del suo mandato, il prossimo ottobre, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi rilancia una nuova fase di politica monetaria espansiva. Ieri al termine della riunione del board della Bce Draghi ha annunciato un taglio dei tassi di interesse e l’acquisto di titoli. Questo perché, ha detto Draghi, il board “ha espresso la convinzione di perseguire l’obiettivo di un’inflazione vicina al 2% in modo simmetrico”. Vale a dire che “se dobbiamo ottenere questo valore di inflazione nel medio termine, l’inflazione dovrà salire sopra quel livello per qualche tempo in futuro”. Lo strumento principale per perseguire l’obiettivo di inflazione sarà quello dei tassi di interesse, mentre il quantitative easing non e lo strumento principale.
L’annuncio di Draghi già ieri ha suscitato la reazione del presidente USA Donald Trump, che ha accusato la Bce di voler fare una politica monetaria che avvantaggia l’economia europea (riducendo il valore dell’euro e dunque favorendo le esportazioni). Draghi ha risposto che il tasso di cambio non è fra gli obiettivi della Bce.