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Pubblicità aggressiva di crediti al consumo: la definizione è sufficiente
Berna, 17.06.2016 - Il Consiglio federale non ritiene attualmente necessaria una definizione legale della pubblicità aggressiva dei crediti al consumo e venerdì ha dichiarato sufficienti le convenzioni delle associazioni di categoria competenti.
Il 1˚ gennaio 2016 è entrato in vigore l'articolo 36a della legge federale sul credito al consumo (LCC), che vieta la pubblicità aggressiva dei crediti al consumo. Chi infrange intenzionalmente questo divieto è punito con una multa fino a 100 000 franchi. Il legislatore ha lasciato principalmente al settore creditizio il compito di dare una definizione di pubblicità aggressiva. Tuttavia, se l'autoregolamentazione fallisce o si rivela insufficiente, compete al Consiglio federale stabilire cosa si intende per pubblicità aggressiva.
Le associazioni di categoria competenti hanno sottoscritto due convenzioni contenenti esempi concreti delle pubblicità da considerarsi aggressive, e dunque vietate, ai sensi della LCC. È soprattutto inopportuno dare l'impressione che i crediti siano idonei a estinguere rapidamente i debiti; inoltre è vietato pubblicizzare crediti nei pressi delle case da gioco. È inammissibile anche la pubblicità mirata a bambini e giovani. Oltre a ciò, le associazioni di categoria hanno stabilito che anche nella pubblicità il creditore deve attirare l'attenzione sui rischi inerenti all'assunzione di crediti e che una violazione della convenzione può essere punita con pene convenzionali sino a 100 000 franchi (in totale la multa e la pena convenzionale non devono superare i 100 000 franchi).
Il Consiglio federale considera sufficientemente chiare le convenzioni di diritto privato del settore creditizio. Per i creditori è palese il tipo di pubblicità non ammesso. Il Consiglio federale ritiene inoltre importante che la Commissione svizzera per la lealtà vegli al rispetto delle convenzioni. Pertanto il Consiglio federale non ritiene attualmente necessaria una definizione legale del concetto di pubblicità aggressiva nelle operazioni di credito. Continuerà però a seguire gli sviluppi nel settore avvalendosi, all'occorrenza, della sua competenza normativa.
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