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Come gestiscono la loro vita i pazienti con apnea ostruttiva del sonno (AOS) e quanto sono stati aiutati dalla terapia Inspire con il pacemaker linguale? Qui sono riportate le storie e le testimonianze personali di pazienti affetti da apnea del sonno. Raccontano la loro esperienza personale che, dai primi segni di apnea del sonno e dalla diagnosi presso un laboratorio del sonno, attraverso la terapia con maschera per CPAP, li ha portati alla terapia Inspire senza maschera.
Molti di loro soffrivano delle conseguenze legate alle apnee notturne causate dall'AOS, ad es. stanchezza diurna, problemi di concentrazione e attacchi di sonno. Tuttavia, anche la terapia standard con maschera per CPAP procurava ai pazienti problemi ed effetti collaterali, che portavano in molti casi al fallimento della terapia con CPAP. Infine, il pacemaker linguale ha potuto aiutarli a ritrovare una vita senza apnee e senza maschera.
Da molti anni, Ilona M. faticava a svolgere anche le più semplici attività quotidiane. La causa era una grave forma di apnea del sonno. Grazie ad un pacemaker linguale, ora le sue apnee si sono ridotte al minimo. Con la terapia Inspire può vivere di nuovo la vita che desidera insieme alla sua famiglia.
Markus Däppen, un 54enne residente nel Canton Argovia, convive da quattro anni con un cosiddetto pacemaker linguale. Si è fatto impiantare il piccolo dispositivo per il trattamento dell'apnea ostruttiva del sonno dopo aver cercato, invano, di curarla con diverse terapie convenzionali.