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L’Assemblea federale, i suoi 246 membri sotto la presidenza della ticinese Marina Carobbio, domani eleggerà i successori nel Governo federale di Doris Leuthard e Johann Schneider-Ammann. Una doppia vacanza piuttosto rara. Negli ultimi 25 anni si è presentata solo due volte: quando Flavio Cotti e Arnold Koller lasciarono insieme (1999) e poi nel 2010 quando ad andarsene contemporaneamente furono Moritz Leuenberger e Hans-Rudolf Merz.
Quattro candidati per due poltrone
L’idea del ticket è ormai una prassi consolidata. L’Assemblea federale non ama le imposizioni e poi le candidature uniche per i partiti sono pericolose: lasciano spazio ai cosiddetti candidati “selvaggi”. Questa volta, però, comporre un ticket è apparso difficile soprattutto in casa PLR; complicato trovare qualcuno che volesse sfidare la superfavorita Karin Keller-Sutter.
Alla fine, però, sia il PPD sia il PLR hanno proposto due candidati.
I democristiani schierano una coppia tutta al femminile: l’altovallesana Viola Amherd e l’urana Heidi Z’graggen. Una scelta rosa non scontata se si pensa che il partito per 16 degli ultimi 19 anni ha avuto una donna in Consiglio federale.
Impossibile invece - nonostante la pressione delle donne PLR - compiere un passo simile in casa liberale-radicale. Nessuna donna ha voluto sfidare Keller-Sutter. Accanto alla sangallese è stato così scelto un uomo della Svizzera centrale: il consigliere agli Stati nidvaldese Hans Wicki.
Come avverrà l’elezione?
La legge sull’Assemblea federale dice che nel caso in cui debbano essere assegnati più seggi vacanti, è determinante l’ordine d’anzianità di servizio del consigliere federale uscente.
Questo significa che i giochi si apriranno con il PPD.
I primi due turni dell’elezione sono liberi, i membri del Parlamento possono quindi scrivere sulle schede qualsiasi nome, anche quello di persone che non sono candidate, che non siedono in Parlamento, che non fanno politica. Nei turni successivi non sono invece più ammessi nuovi candidati.
Dal secondo turno viene eliminato il candidato che ottiene meno di 10 voti. Dal terzo in poi viene invece eliminato chi ottiene il numero minore di voti (a meno che un' altra persona non abbia ottenuto le stesse preferenze).
Ma cosa ci vuole per essere eletti?
La Costituzione del 1999 all’art.175 afferma:
“Le diverse regioni e componenti linguistiche del Paese devono essere equamente rappresentate”
Con l’elezione, lo scorso anno, del ticinese Ignazio Cassis, la questione della rappresentatività delle componenti linguistiche del Paese è per il momento risolta. Un criterio di cui l’Assemblea federale terrà dunque conto è quello regionale.
Due le regioni del paese che rivendicano un posto in Governo: la Svizzera orientale (assente dal 2010) e quella centrale (assente dal 2003). Ci sarebbe anche la regione basilese, polo importante del paese, ma davvero sottorappresentato in seno al Consiglio federale (il suo ultimo consigliere federale risale al 1973!). Questa volta Basilea Campagna ci ha provato con la consigliera nazionale PPD Elisabeth Schneider-Schneiter, ma la sua candidatura non ha convinto.
Questa volta - però - conterà forse più di ogni altra cosa un criterio che nella Costituzione non è scritto: il genere. La questione della rappresentatività femminile nelle istituzioni è sempre più urgente. L'ha ricordato anche Marina Carobbio al momento della sua elezione alla presidenza del Consiglio nazionale: le donne (che sono oltre il 50% della popolazione) sono il 33% degli eletti alla Camera del popolo, agli Stati solo il 15%. Una situazione sempre più insostenibile. Con l’annuncio delle dimissioni di Doris Leuthard, era reale il rischio che in Governo restasse una sola donna.
I punti forti, i punti deboli
Karin Keller-Sutter
Punti di forza: la consigliera agli Stati sangallese unisce l’esperienza sotto la cupola bernese a quella di governo, proviene da una regione che rivendica un posto nell'Esecutivo ed è donna. Rispetto alla sua precedente candidatura, questa volta dovrebbe essere votata anche dalla sinistra, considerata l’apertura al compromesso dimostrata alla Camera alta.
Punti deboli: nessuno è riuscito ancora a trovarne.
Hans Wicki
Punti di forza: anche il consigliere agli Stati di Nidvaldo vanta un’esperienza d’esecutivo e proviene da una regione che chiede di essere rappresentata in Consiglio federale, addirittura da un cantone che non ha mai avuto un rappresentante in governo.
Punti deboli: il genere, il PLR questa volta vuole una donna in Governo.
Viola Amherd
Punti di forza: la consigliera nazionale vallesana ha una lunga esperienza a Palazzo federale. Da anni è vicecapogruppo del PPD. Vanta anche esperienza a livello di esecutivo essendo stata per anni sindaca di Briga. La sua provenienza da una regione di montagna e per di più da un cantone bilingue potrebbe giocare un ruolo.
Punti deboli: c’è chi la considera un po’ troppo sbilanciata a sinistra (anche all’interno del PPD altovallesano, tradizionalmente ancorato a valori conservatori). La stampa ha inoltre cavalcato alcune sue piccole vicende giudiziarie.
Heidi Z’graggen
Punti di forza: la consigliera di Stato urana siede nel Governo cantonale da molto tempo. Politicamente si posiziona all’ala destra del partito, ma ha una sensibilità ecologica che potrebbe piacere alla sinistra. Come Wicki, viene da un cantone mai rappresentato in Consiglio federale.
Punti deboli: non ha nessuna esperienza a livello federale. Di solito questo è un handicap, perché l’Assemblea federale preferisce eleggere qualcuno che conosce. Sebbene ci siano eccezioni, come Eveline Widmer-Schlumpf e Ruth Metzler
Per sapere come andrà a finire questa corsa a quattro, appuntamento a domani a partire dalle 7:30 su tutti i vettori della RSI.
Pietro Bernaschina