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Terzo appuntamento elettorale in America latina dopo quelli per la presidenza ed il Parlamento in Argentina e Uruguay: in Colombia 36 milioni di aventi diritto scelgono i candidati per le 3.306 cariche disponibili, ai vertici di tutti i dipartimenti e le città.
La scelta riguarda 1.101 sindaci, fra cui quello di Bogotà, 32 governatori, i membri di 32 assemblee dipartimentali e quelli di 1.040 giunte amministrative locali.
Nel suo messaggio alla vigilia del voto, il presidente Iván Duque ha chiesto ai colombiani di "appoggiare gli eletti, anche quando non rappresentano la forza da essi scelta. Questa è una regola fondamentale della democrazia".
L'importanza della giornata è rappresentata anche dal fatto che essa si svolge per la prima volta dopo la firma dell'Accordo di pace fra le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), in gran parte smobilitate, ed il governo. Molti candidati locali, va detto, vengono dalla forza politica creata con la stessa sigla (Farc) e sarà interessante vedere se riscuoteranno un successo a base di voti.
La campagna elettorale è stata purtroppo condizionata dalla violenza, con 22 candidati assassinati, cinque sequestrati, due desaparecidos, secondo statistiche diffuse dalla 'Fundación Paz y Reconciliación (Pares)'.
Infine, per evitare il moltiplicarsi dei brogli, la ong Missione di Osservazione elettorale (Moe) ha annunciato che conterà su 3.340 operatori distribuiti fra 566 municipi.
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