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<h2>SubmittedText<h2><p>Non vi è settore tanto regolamentato e controllato quanto quello dei cabaret. L'attuale disciplinamento dello statuto di artista di cabaret (art. 34 OASA) offre una buona certezza giuridica. L'abrogazione di tale statuto comporta invece il rischio che sempre più donne provenienti da Paesi terzi entrino o vengano introdotte in Svizzera con un visto turistico o illegalmente. Invece di vedersi sgravate, le autorità si vedrebbero confrontate maggiormente con la migrazione illegale, la tratta di esseri umani e le loro conseguenze deleterie.  </p><p>Pertanto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. Il Consiglio federale è consapevole che l'abrogazione dello statuto di artista di cabaret non migliora la situazione delle donne, bensì le spinge nella clandestinità dove non godono di alcuna protezione dalla violenza? Ha nuovi approcci per risolvere il problema? In caso affermativo, quali?</p><p>2. È a conoscenza del fatto che esistono specifiche normative circa la retribuzione, l'orario di lavoro e i giorni liberi, la modalità di pagamento, l'alloggio degli artisti, i costi della visita medica al momento dell'entrata, il rimborso delle spese di viaggio, i tassi massimi per le provvigioni di collocamento, un'assicurazione malattia pagata dal datore di lavoro nonché l'assicurazione di indennità giornaliera in caso di malattia e l'assicurazione contro gli infortuni? Non sussiste forse il rischio, in caso di abrogazione dello statuto L, che tali normative non vengano più rispettate?</p><p>3. L'abrogazione dello statuto di artista di cabaret arresterà l'afflusso di donne provenienti da Paesi terzi? Oppure non comporterà che un numero maggiore di donne entrerà in Svizzera con un visto turistico o illegalmente? Tale abrogazione non torna indirettamente a vantaggio delle bande criminali?</p><p>4. Il modello dei due cerchi prevede di concedere un permesso di dimora in Svizzera soltanto ai lavoratori qualificati provenienti da Paesi terzi. Gli artisti di cabaret costituiscono l'eccezione. Il Consiglio federale si può immaginare di estendere lo statuto ad altre professioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 15 giugno 2012 il Consiglio federale ha avviato una procedura di consultazione sull'abrogazione dello statuto di artista di cabaret. Egli considera non più sufficiente la tutela offerta da tale statuto, poiché le esperienze e i rilevamenti degli organi di controllo cantonali e della Polizia giudiziaria federale hanno evidenziato che le condizioni effettive di lavoro nel settore dei cabaret sono precarie. Il promovimento della prostituzione, la tratta di esseri umani e molti altri reati sono spesso la regola.</p><p>Nella sua decisione il Consiglio federale ha ponderato accuratamente i vari aspetti. Deciderà sull'ulteriore modo di procedere probabilmente nel primo semestre del 2013, fondandosi sui numerosi pareri pervenuti.</p><p>1. Nel contesto in esame il Consiglio federale ritiene fondamentale la protezione delle donne. Per valutare le eventuali conseguenze dell'abrogazione dello statuto ha pertanto analizzato la situazione dei cantoni che non lo applicano più, alcuni da decenni. In questi cantoni non si è registrato un passaggio sistematico alla clandestinità e la situazione delle donne non è peggiorata.</p><p>Da anni il Consiglio federale si impegna a favore della lotta contro la tratta di esseri umani e le situazioni di sfruttamento. Il Servizio di coordinazione contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti (SCOTT), istituito in seno all'Ufficio federale di polizia, appronta misure e strumenti per combattere la tratta di esseri umani e quindi anche lo sfruttamento nascosto. Nell'autunno 2012 è stato inoltre adottato un piano nazionale d'azione.</p><p>2. Negli ultimi decenni l'Ufficio federale della migrazione ha ampliato costantemente le normative nell'ambito dei cabaret per rafforzare la tutela delle artiste provenienti da Paesi terzi. La realtà è tuttavia ben diversa: le misure adottate non sono abbastanza incisive e non hanno impedito condizioni di lavoro precarie e sfruttamento. Le esperienze maturate dagli organi di controllo cantonali e dalla Polizia giudiziaria federale mostrano che i provvedimenti a tutela delle artiste vengono elusi continuamente. In sede di consultazione 22 cantoni si sono espressi a favore dell'abrogazione dello statuto.</p><p>Le condizioni di lavoro generali, ad esempio quelle relative al lavoro notturno e alle assicurazioni sociali, continuerebbero ad essere applicate anche in caso di abrogazione dello statuto.</p><p>3. Per la questione il Consiglio federale ritiene determinante la situazione dei cantoni che non applicano (più) lo statuto. Stando alle esperienze maturate, questi cantoni non hanno registrato un aumento delle entrate illegali di artiste provenienti da Paesi terzi. I principali Paesi di provenienza delle artiste di cabaret sottostanno a severe disposizioni d'entrata. Le rappresentanze svizzere all'estero principalmente interessate sono già oggi appositamente istruite e sensibilizzate su questa problematica particolare.</p><p>4. Nell'ambito del suo rapporto di luglio 2012 sulle conseguenze dell'immigrazione e della libera circolazione delle persone, il Consiglio federale ha già trattato approfonditamente l'attuale sistema di ammissione binario, giungendo alla conclusione che il sistema attuale soddisfa le esigenze della società e dell'economia. Non prevede di estendere lo statuto di artista di cabaret ad altre professioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.