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WASHINGTON - Quello che non sta riuscendo al Congresso potrebbe riuscire allo Stato di New York, determinato a ottenere le dichiarazioni fiscali di Donald Trump.
Al Parlamento statale sarà presentata nelle prossime ore una legge per permettere alle commissioni competenti di prendere visione delle dichiarazioni dei redditi presentate dal tycoon nello Stato di cui è residente e in cui sono basate le sue attività.
Il Dipartimento al Tesoro americano ha invece negato alla Camera del Congresso l'accesso alle dichiarazioni fiscali federali degli ultimi sei anni di Trump, aprendo la via ad una battaglia legale che potrebbe finire davanti alla Corte Suprema.
Dichiarazioni passate: «Perse 1,2 miliardi in 10 anni» - Ma se il reddito odierno resta tabù, quelli passati sono finiti sulle colonne del New York Times che oggi ha pubblicato copie delle dichiarazioni fiscali del presidente tra il 1985 e il 1994. Allora le attività gestite da Donald Trump finirono in profondo rosso, con perdite per circa 1,2 miliardi di dollari, sull'orlo della bancarotta. Trump non avrebbe pagato tasse federali sul reddito per 8 dei 10 anni presi in considerazione, avvalendosi della legge per cui gli imprenditori possono usare le perdite per evitare di pagare il fisco sulle future entrate.
Scontro istituzionale - Le rivelazioni del New York Times si innestano sullo scontro istituzionale tra Casa Bianca e Congresso causato dal rifiuto di Trump di svelare le sue dichiarazioni fiscali, una rottura rispetto a quanto fatto nel passato da tutti i presidenti. Quanto svelato dal quotidiano mette in evidenza come il tycoon non abbia alcun interesse a rendere pubbliche dichiarazioni fiscali che non solo potrebbero portare alla luce irregolarità ma metterebbero di sicuro in cattiva luce quell'immagine di abile uomo di affari e di "deal-maker" su cui ha costruito la sua carriera politica.