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Puro Romanticismo nella lettura di un grande rappresentante della scuola russa.
Robert Schumann
Papillons, dodici pezzi per pianoforte, op. 2
Johannes Brahms
Otto pezzi per pianoforte, op. 76
Franz Schubert
Sonata per pianoforte n. 20 in la maggiore, D. 959
Arkadij Volodos'
Considerato il "genio del piano" dal 1996 sta spopolando nelle più prestigiose sale concertistiche di tutto il mondo. Musicista dotato d'un talento prodigioso studia il piano fin da quando aveva otto anni. Nel 1987 entra al Conservatorio di Mosca dove studia con Galina Eguizarova. Nel 1993 studia per un anno a Parigi con Jacques Rouvier; prosegue per altri tre anni a Madrid con Dimitri Bashkirov
Agilità di dita e spirito romantico. Spettacolare prestidigitatore della tastiera, dotato d'una "maestria tecnica mozzafiato", proprio nulla appare per lui impossibile: "Molta gente pensa che un pezzo debba esser difficile solo perché c'è un sacco di note. L'unica la perfetta reincarnazione dell'ideal-typus del pianista romantico, "…un autentico eroe, esponente della scuola virtuosistica russa al suo meglio…", l'ultimo anello di una catena di illustri virtuosi risalente niente meno che a Liszt.
Arcadij Volodos’, con incisioni all'attivopremiate da prestigiosi riconoscimenti, si è misurato con bacchette e orchestre le più illustri.
"È prossimo a diventare una leggenda..." (Los Angeles Times), "Come uno spericolato trapezista vola sulla tastiera tra scale, arpeggi, ottave con la più grande facilità..." (New York Times). La critica ne parla così e il pubblico lo considera oggi uno dei più grandi pianisti di ogni tempo.