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Un'ottantina di contadini hanno manifestato venerdì mattina davanti a Palazzo federale contro la decisione del governo di aumentare il contingente del latte.
Rispondendo all'appello del sindacato contadino Uniterre, i manifestanti hanno voluto sottolineare la precarietà del mercato svizzero del latte. L'aumento del contingente dell'1,5 %, approvato lo scorso 30 gennaio dal Consiglio federale, entrerà in vigore a partire dal primo maggio.
La decisione del governo giunge in un momento assolutamente inopportuno poiché è proprio ora che i produttori stanno negoziando il prezzo con le centrali lattiere, ha detto durante la manifestazione il segretario di Uniterre, Fernand Cuche, che invita il Consiglio federale a maggiore coerenza.
Critiche alla politica agricola
Secondo il consigliere nazionale neocastellano, decidendo un aumento del contingente per il nuovo anno lattiero 2002-2003, che inizia appunto in maggio, il governo non fa nulla per gestire l'offerta e contraddice palesemente le raccomandazioni che esso stesso aveva rivolto ai viticoltori, durante una precedente manifestazione a Berna.
In quell'occasione, il ministro dell'economia Pascal Couchepin aveva ritenuto i viticoltori soli responsabili dell'esubero di vino. Nel mercato del latte tuttavia la responsabilità ricade proprio sul governo, ha detto Cuche.
Nel corso della manifestazione, una delegazione di contadini ha consegnato alla Cancelleria federale un bidone di latte ed una lettera in cui, oltre a chiedere la sospensione della decisione sul contingentamento per il 2002-2003, gli agricoltori si dicono disposti a negoziare i quantitativi anche nel corso dell'anno se le condizioni di mercato lo permetteranno.
A questo proposito, Walter Willener, dell'associazione dei gruppi e delle organizzazioni agricole (AGORA), ha invocato una flessibilizzazione delle filiere del latte, che potrebbe condurre a aumenti di produzione limitatamente ad alcuni settori. Scandaloso è invece giudicato il trasferimento della sovrapproduzione per produrre Emmental, «un mercato estremamente pesante con tonnellate di prodotti venduti a un prezzo non rimunerativo», ha dichiarato Cuche.
Rivendicato un aumento del prezzo del latte
Dal primo maggio 1999 il mercato svizzero del latte è liberalizzato: il Consiglio federale conserva tuttavia la prerogativa di stabilire i contingenti e dà un'indicazione relativa al prezzo, che è però fissato più o meno liberamente nei negoziati tra produttori e centrali lattiere, prima fra tutte la Swiss dary food.
In vista del nuovo anno lattiero, gli acquirenti stanno facendo grandi pressioni per abbassare il prezzo di 3-4 centesimi al litro, ha affermato Cuche. Nella lettera depositata venerdì alla Cancelleria, i contadini rivendicano invece 2 centesimi in più al litro.
swissinfo e agenzie