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Incarto n. 52.95.00037 DP 236/94 cm Lugano 31 marzo 1995 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi segretario: Leopoldo Crivelli statuendo sul ricorso del 29 agosto 1994 di __________ rappr. da: avv. __________ contro la decisione 5 luglio 1994, del Consiglio di Stato, no. 6081, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 6 ottobre 1992 con cui il municipio di __________ si è rifiutato di ordinare a __________ ed __________ di rettificare l'altezza della casa d'abitazione costruita in località __________ (part. no. __________ e __________ RFD); viste le risposte: - 6 settembre 1994 del comune di __________; - 6 settembre 1994 del Consiglio di Stato; - 13 settembre 1994 di __________, e __________; letti ed esaminati gli atti; esperito un sopralluogo; ritenuto, in fatto che il 19 ottobre 1990 il municipio di __________ ha rilasciato a __________ e ad __________ il permesso di costruire una casa d'abitazione monofamiliare in località __________ (part. no. __________ e __________ RFD; zona R 2P); in pari tempo ha respinto l'opposizione della vicina qui ricorrente, proprietaria della part. no. __________ RFD, situata a valle dei fondi dedotti in edificazione; che il progetto in contestazione prevedeva di realizzare un edificio strutturato su due livelli abitabili, appoggiati verso valle, su un'autorimessa interrata, sporgente 3 m oltre il filo della facciata sovrastante: l'altezza complessiva dello stabile, su questo versante, era indicata in m 8.31 (m 2.50 dell'autorimessa + m 5.81 dei piani superiori); che nell'ambito di un'azione promossa dai resistenti contro la ricorrente davanti al Pretore di Locarno Campagna, le parti hanno sottoscritto una transazione giudiziale, in virtù della quale i resistenti si impegnavano ad eliminare la sporgenza dell'autorimessa interrata, arretrandone la facciata visibile in modo da allinearla sulla facciata dell'edificio sovrastante e da staccarla di 3 m dal confine verso il fondo della ricorrente; questa si impegnava, dal conto suo, a ritirare il ricorso davanti al Consiglio di Stato; che alla transazione era annesso un piano che riproduceva le modifiche sopra descritte senza indicare alcuna misura all'infuori della distanza di 3 m della facciata S dal confine fra i fondi delle parti in lite; che dal profilo dell'altezza la facciata S dell'edificio è rimasta invariata; da questo punto di vista, la riproduzione grafica del piano suddetto coincide con quella del piano su cui si fondava la licenza 19 ottobre 1990 in contestazione davanti al Consiglio di Stato; che sulla base della predetta transazione l'autorità cantonale ha quindi stralciato il ricorso di __________; che il 14 gennaio 1991 i resistenti hanno notificato al municipio la variante concordata con la ricorrente in sede di transazione giudiziale: il piano allegato alla notifica indicava che la facciata S dell'edificio sarebbe stata alta m 8.20, l'altezza dell'autorimessa integrata nell'edificio sovrastante era indicata in m 3.15; che la variante, pubblicata all'albo e notificata alla ricorrente, non ha suscitato alcuna opposizione; il 1° febbraio 1991 il municipio ha quindi rilasciato la licenza richiesta; che il 13 agosto 1992, a lavori ultimati, __________ ha chiesto al municipio di verificare l'altezza del fabbricato; da un primo accertamento, l'altezza è risultata di m 8.35 (8.33 secondo ulteriori controlli); che considerata l'esiguità del sorpasso, con decisione 6 ottobre 1992 il municipio si è rifiutato di dar seguito alle sollecitazioni dell'insorgente volte all'emanazione di un ordine di rettifica; che con giudizio 5 luglio 1994 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da __________; che contro il predetto giudizio la soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che venga fatto ordine al municipio di __________ di promuovere un'azione di ripristino ed un procedimento contravvenzionale nei confronti dei resistenti; che secondo la ricorrente la transazione stipulata davanti al Pretore avrebbe previsto di arretrare di 3 m anche la facciata S dell'edificio principale; l'altezza dell'edificio dovrebbe inoltre tener conto del dislivello di 40 cm che intercorre tra il piede della facciata S ed il confine; la difformità (0,13 cm) sarebbe comunque rilevante perché le imporrebbe il rispetto di una maggior distanza dal confine; che all'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato, il municipio di __________ e i resistenti __________ con argomenti che verranno semmai ripresi più avanti; Considerato, in diritto che in quanto postulante l'adozione di provvedimento di ripristino il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine giusta gli art. 49 e 57 LE 1973, applicabili alla fattispecie in forza dell'art. 52 LE; che irricevibile è invece la richiesta di avviare un procedimento contravvenzionale: in simili procedimenti, al terzo denunciante non competono infatti diritti di parte (cfr. STA 3.4.94 fra le stesse parti); che la demolizione o la rettifica di opere eseguite senza permesso o in contrasto con il permesso ricevuto presuppone - notoriamente - l'esistenza di una violazione materiale del diritto edilizio, ovvero di un abuso non sanabile mediante rilascio di un permesso a posteriori; che nella zona R 2P l'altezza delle costruzioni è limitata a m 7.50; per la creazione di accessi ad autorimesse o a depositi sotterranei è inoltre concesso un supplemento di altezza di m 1 su una lunghezza pari al massimo a 50 % della lunghezza della facciata; che nel caso concreto l'altezza della facciata S prevista dai progetti approvati dal municipio il 19 ottobre 1990 (8.31), rispettivamente il 1. febbraio 1991 (8.20) non è conforme alla suddetta normativa, perché, estendendosi a tutta la lunghezza, supera il limite prescritto per la concessione dell'abbuono; che i resistenti sono nondimeno in possesso di due licenze edilizie che li abilitano ad edificare uno stabile altro m 8.31, rispettivamente m 8.20; la prima licenza del 19 ottobre 1990, con le modifiche apportate in sede della transazione giudiziale di cui si è detto in narrativa, è in effetti cresciuta in giudicato a seguito del ritiro del ricorso inoltrato da __________ davanti al Consiglio di Stato; la seconda licenza del 1. febbraio 1991 è invece cresciuta in giudicato contestualmente al suo rilascio per assenza di opposizione; che la violazione materiale imputabile ai resistenti è quindi di 2 cm, per rapporto alla prima licenza, e di 13 cm per rapporto alla seconda; che irrilevanti sono al riguardo le contestazioni che la ricorrente solleva con riferimento all'ubicazione del fabbricato rispetto al confine fra i fondi delle parti; che infondate sono invece le censure sollevate in relazione al dislivello di 40 cm che intercorre fra il piede della facciata S ed il suddetto confine: determinante, in base all'art. 13 LE 1973 (= 40 cpv. 1 LE 1991), è il livello del terreno sistemato ai piedi della facciata; che nell'ipotesi più sfavorevole ai resistenti il sorpasso di altezza denunciato dalla ricorrente (13 cm) non giustifica l'adozione di provvedimenti di rettifica; che per il principio di proporzionalità, violazioni minime, senza rilevanza per l'interesse pubblico giustificano l'adozione di misure di ripristino soltanto se ledono l'interesse del vicino; che, in concreto, la difformità lamentata dalla ricorrente non lede l'interesse pubblico e non pregiudica nemmeno l'interesse della ricorrente; data l'ubicazione della casa della ricorrente (a valle ed a S dello stabile dei resistenti), il sorpasso non limita infatti né l'insolazione, né la vista; tanto meno la costringe a rispettare una maggior distanza dal confine in caso di riedificazione del suo fondo; che, così stando le cose, il rifiuto del municipio di promuovere un'azione di ripristino nei confronti dei resistenti merita di essere confermato; che il ricorso va quindi respinto addebitando all'insorgente la tassa di giustizia e congrue ripetibili; visti gli art. 49, 57 LE 1973; 52 LE 1991 35 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm dichiara e pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La tassa di giustizia di fr. 1'000.-- (mille) è a carico della ricorrente, che rifonderà fr. 1'500.-- (millecinquecento) ai resistenti a titolo di ripetibili. 3. Intimazione a: __________ Per il Tribunale cantonale amministrativo: Il presidente: Il segretario:

Incarto n. 52.95.00037 DP 236/94 cm Incarto n. 52.95.00037

Incarto n. DP 236/94

cm

Lugano 31 marzo 1995 Lugano

Lugano 31 marzo 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo Il Tribunale cantonale amministrativo

Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: composto dei giudici:

composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi segretario: segretario:

segretario: Leopoldo Crivelli Leopoldo Crivelli

Leopoldo Crivelli statuendo sul ricorso del 29 agosto 1994 di

__________ rappr. da: avv. __________ __________

rappr. da: avv. __________

contro contro

la decisione 5 luglio 1994, del Consiglio di Stato, no. 6081, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 6 ottobre 1992 con cui il municipio di __________ si è rifiutato di ordinare a __________ ed __________ di rettificare l'altezza della casa d'abitazione costruita in località __________ (part. no. __________ e __________ RFD); la decisione 5 luglio 1994, del Consiglio di Stato, no. 6081, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 6 ottobre 1992 con cui il municipio di __________ si è rifiutato di ordinare a __________ ed __________ di rettificare l'altezza della casa d'abitazione costruita in località __________ (part. no. __________ e __________ RFD);

viste le risposte:

- 6 settembre 1994 del comune di __________;

- 6 settembre 1994 del Consiglio di Stato;

- 13 settembre 1994 di __________, e __________;

letti ed esaminati gli atti;

esperito un sopralluogo;

ritenuto, in fatto

che il 19 ottobre 1990 il municipio di __________ ha rilasciato a __________ e ad __________ il permesso di costruire una casa d'abitazione monofamiliare in località __________ (part. no. __________ e __________ RFD; zona R 2P); in pari tempo ha respinto l'opposizione della vicina qui ricorrente, proprietaria della part. no. __________ RFD, situata a valle dei fondi dedotti in edificazione;

che il progetto in contestazione prevedeva di realizzare un edificio strutturato su due livelli abitabili, appoggiati verso valle, su un'autorimessa interrata, sporgente 3 m oltre il filo della facciata sovrastante: l'altezza complessiva dello stabile, su questo versante, era indicata in m 8.31 (m 2.50 dell'autorimessa + m 5.81 dei piani superiori);

che nell'ambito di un'azione promossa dai resistenti contro la ricorrente davanti al Pretore di Locarno Campagna, le parti hanno sottoscritto una transazione giudiziale, in virtù della quale i resistenti si impegnavano ad eliminare la sporgenza dell'autorimessa interrata, arretrandone la facciata visibile in modo da allinearla sulla facciata dell'edificio sovrastante e da staccarla di 3 m dal confine verso il fondo della ricorrente; questa si impegnava, dal conto suo, a ritirare il ricorso davanti al Consiglio di Stato;

che alla transazione era annesso un piano che riproduceva le modifiche sopra descritte senza indicare alcuna misura all'infuori della distanza di 3 m della facciata S dal confine fra i fondi delle parti in lite;

che dal profilo dell'altezza la facciata S dell'edificio è rimasta invariata; da questo punto di vista, la riproduzione grafica del piano suddetto coincide con quella del piano su cui si fondava la licenza 19 ottobre 1990 in contestazione davanti al Consiglio di Stato;

che sulla base della predetta transazione l'autorità cantonale ha quindi stralciato il ricorso di __________;

che il 14 gennaio 1991 i resistenti hanno notificato al municipio la variante concordata con la ricorrente in sede di transazione giudiziale: il piano allegato alla notifica indicava che la facciata S dell'edificio sarebbe stata alta m 8.20, l'altezza dell'autorimessa integrata nell'edificio sovrastante era indicata in m 3.15;

che la variante, pubblicata all'albo e notificata alla ricorrente, non ha suscitato alcuna opposizione; il 1° febbraio 1991 il municipio ha quindi rilasciato la licenza richiesta;

che il 13 agosto 1992, a lavori ultimati, __________ ha chiesto al municipio di verificare l'altezza del fabbricato; da un primo accertamento, l'altezza è risultata di m 8.35 (8.33 secondo ulteriori controlli);

che considerata l'esiguità del sorpasso, con decisione 6 ottobre 1992 il municipio si è rifiutato di dar seguito alle sollecitazioni dell'insorgente volte all'emanazione di un ordine di rettifica;

che con giudizio 5 luglio 1994 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da __________;

che contro il predetto giudizio la soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che venga fatto ordine al municipio di __________ di promuovere un'azione di ripristino ed un procedimento contravvenzionale nei confronti dei resistenti;

che secondo la ricorrente la transazione stipulata davanti al Pretore avrebbe previsto di arretrare di 3 m anche la facciata S dell'edificio principale; l'altezza dell'edificio dovrebbe inoltre tener conto del dislivello di 40 cm che intercorre tra il piede della facciata S ed il confine; la difformità (0,13 cm) sarebbe comunque rilevante perché le imporrebbe il rispetto di una maggior distanza dal confine;

che all'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato, il municipio di __________ e i resistenti __________ con argomenti che verranno semmai ripresi più avanti;

Considerato, in diritto

che in quanto postulante l'adozione di provvedimento di ripristino il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine giusta gli art. 49 e 57 LE 1973, applicabili alla fattispecie in forza dell'art. 52 LE;

che irricevibile è invece la richiesta di avviare un procedimento contravvenzionale: in simili procedimenti, al terzo denunciante non competono infatti diritti di parte (cfr. STA 3.4.94 fra le stesse parti);

che la demolizione o la rettifica di opere eseguite senza permesso o in contrasto con il permesso ricevuto presuppone - notoriamente - l'esistenza di una violazione materiale del diritto edilizio, ovvero di un abuso non sanabile mediante rilascio di un permesso a posteriori;

che nella zona R 2P l'altezza delle costruzioni è limitata a m 7.50; per la creazione di accessi ad autorimesse o a depositi sotterranei è inoltre concesso un supplemento di altezza di m 1 su una lunghezza pari al massimo a 50 % della lunghezza della facciata;

che nel caso concreto l'altezza della facciata S prevista dai progetti approvati dal municipio il 19 ottobre 1990 (8.31), rispettivamente il 1. febbraio 1991 (8.20) non è conforme alla suddetta normativa, perché, estendendosi a tutta la lunghezza, supera il limite prescritto per la concessione dell'abbuono;

che i resistenti sono nondimeno in possesso di due licenze edilizie che li abilitano ad edificare uno stabile altro m 8.31, rispettivamente m 8.20; la prima licenza del 19 ottobre 1990, con le modifiche apportate in sede della transazione giudiziale di cui si è detto in narrativa, è in effetti cresciuta in giudicato a seguito del ritiro del ricorso inoltrato da __________ davanti al Consiglio di Stato; la seconda licenza del 1. febbraio 1991 è invece cresciuta in giudicato contestualmente al suo rilascio per assenza di opposizione;

che la violazione materiale imputabile ai resistenti è quindi di 2 cm, per rapporto alla prima licenza, e di 13 cm per rapporto alla seconda;

che irrilevanti sono al riguardo le contestazioni che la ricorrente solleva con riferimento all'ubicazione del fabbricato rispetto al confine fra i fondi delle parti;

che infondate sono invece le censure sollevate in relazione al dislivello di 40 cm che intercorre fra il piede della facciata S ed il suddetto confine: determinante, in base all'art. 13 LE 1973 (= 40 cpv. 1 LE 1991), è il livello del terreno sistemato ai piedi della facciata;

che nell'ipotesi più sfavorevole ai resistenti il sorpasso di altezza denunciato dalla ricorrente (13 cm) non giustifica l'adozione di provvedimenti di rettifica;

che per il principio di proporzionalità, violazioni minime, senza rilevanza per l'interesse pubblico giustificano l'adozione di misure di ripristino soltanto se ledono l'interesse del vicino;

che, in concreto, la difformità lamentata dalla ricorrente non lede l'interesse pubblico e non pregiudica nemmeno l'interesse della ricorrente; data l'ubicazione della casa della ricorrente (a valle ed a S dello stabile dei resistenti), il sorpasso non limita infatti né l'insolazione, né la vista; tanto meno la costringe a rispettare una maggior distanza dal confine in caso di riedificazione del suo fondo;

che, così stando le cose, il rifiuto del municipio di promuovere un'azione di ripristino nei confronti dei resistenti merita di essere confermato;

che il ricorso va quindi respinto addebitando all'insorgente la tassa di giustizia e congrue ripetibili;

visti gli art. 49, 57 LE 1973; 52 LE 1991 35 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm

dichiara e pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. La tassa di giustizia di fr. 1'000.-- (mille) è a carico della ricorrente, che rifonderà fr. 1'500.-- (millecinquecento) ai resistenti a titolo di ripetibili.

3. 3.

Intimazione a: Intimazione a:

__________ __________

Per il Tribunale cantonale amministrativo:

Il presidente: Il segretario: