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"Pensare di risedersi oggi a un tavolo con l’attuale Municipio, risulta per noi semplicemente impraticabile": l'assemblea del Centro sociale autogestito del Molino risponde così alla proroga di 10 giorni concessa mercoledì dalla Città di Lugano per lo sgombero dell'ex Macello lungo il Cassarate, in un comunicato in cui critica apertamente tanto il sindaco Marco Borradori quanto il municipale uscente Michele Bertini.
La disdetta ricevuta viene definita "illegale e modellata a seconda della situazione" e si denuncia che "la stessa "violenza”, sulla quale si costruisce la narrazione dello sgombero, rispetto a due situazioni (una convocata dal Molino, l’altra no), nelle quali, in realtà, è successo poco o niente, è assai emblematica". "A ben vedere parliamo di “normali” bagatelle e tensioni di mondi diversi che in qualsiasi città del mondo avvengono quasi settimanalmente", sostiene la lunga nota, "di cui nessuno si stupisce più troppo e soprattutto ci costruisce sopra un’intera campagna elettorale".
Il CSOA dice tuttavia di rinunciare a un ricorso giuridico, preferendone uno "politico, sociale e culturale". Un appello alla solidarietà.