Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/85455

<h2>SubmittedText<h2><p>L'espressione "per motivi egoistici" va stralciata dall'articolo 115 del Codice penale di modo che esso abbia il tenore seguente:</p><p>"Chiunque istiga alcuno al suicidio o gli presta aiuto è punito, se il suicidio è stato consumato o tentato, una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria."</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni il Consiglio federale si è occupato più volte in modo approfondito delle questioni riguardanti l'aiuto al suicidio e il turismo della morte. Sulla scorta del rapporto del 24 aprile 2006 "Eutanasia e medicina palliativa. La Confederazione deve legiferare?" e del relativo rapporto completivo del luglio 2007, il Consiglio federale ha sostenuto in diversi pareri che non vi è necessità di legiferare in tale ambito a livello federale. Ha rinunciato in particolare a modificare l'articolo 115 del Codice penale e a legiferare in maniera circostanziata sull'ammissione e la vigilanza delle organizzazioni di aiuto al suicidio. Secondo il Consiglio federale, a livello cantonale e comunale esistono abbastanza strumenti di controllo e di intervento per individuare e impedire gli abusi, anche se tali risorse non sono sempre interamente sfruttate. Inoltre, una legislazione sulla vigilanza conferirebbe alle organizzazioni di aiuto al suicidio un marchio statale di qualità, il che incentiverebbe a sua volta l'aiuto organizzato al suicidio come pure il cosiddetto turismo della morte.</p><p>Alla luce dei recenti sviluppi, il 2 luglio 2008 il Consiglio federale ha incaricato il DFGP e il DFI di chiarire se nell'ambito dell'aiuto organizzato al suicidio sono effettivamente necessarie normative legali supplementari puntuali, ad esempio in materia di obbligo di diligenza, di documentazione e di trasparenza, per prevenire abusi.</p><p>Per contro, il Consiglio federale non vede alcun motivo per modificare l'articolo 115 del Codice penale come chiesto nella presente mozione. Eventuali problemi concreti a provare il motivo egoistico non vanno risolti inasprendo semplicemente la punibilità, bensì in altro modo, sancendo semmai un obbligo di trasparenza sui flussi finanziari delle organizzazioni di aiuto al suicidio. Non sarebbe nemmeno giustificato applicare la pena prevista all'articolo 115 del Codice penale (al massimo cinque anni di detenzione, il che significa che si tratta di un crimine) a una partecipazione disinteressata al suicidio equiparando così questi due comportamenti di gravità molto diversa.</p><p>Del resto, dall'obbligo statale di proteggere la vita umana non si può desumere un obbligo assoluto di sanzionare l'istigazione e l'aiuto al suicidio (che non è punibile). Per contro, la vita è sempre protetta dal diritto penale laddove non si tratta di suicidio, bensì di omicidio (cfr. art. 111-114 CP).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.