Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/134758

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella mia interrogazione 12.1131, "Integrazione illecita dell'aeronautica svizzera nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione", ho posto diverse domande al Consiglio federale.</p><p>Nella sua risposta del 27 febbraio 2013, il collegio ha ammesso che, con la misura di integrazione prevista, la Svizzera sarebbe l'unico Stato terzo integrato senza vincoli contrattuali nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS) e l'aeronautica svizzera risulterebbe svantaggiata rispetto all'UE.</p><p>In una lettera all'UE, il DATEC aveva espresso la sua perplessità per quanto concerne il modo di procedere dell'UE, chiedendo spiegazioni in merito.</p><p>La situazione attuale non può essere accettata ed è pertanto necessario un intervento. Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nel frattempo ha ricevuto una risposta? Se sì, qual è il suo tenore?</p><p>2. Quali passi prenderà in considerazione se non sarà posta fine a questo trattamento iniquo?</p><p>3. Quali svantaggi vi sarebbero per le compagnie aeree svizzere se venisse dato seguito a tale decisione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In data 8 febbraio 2013 il commissario europeo per il clima Connie Hedegaard ha risposto alla lettera del capo del DATEC del 19 dicembre 2012, affermando che la sospensione temporanea del sistema EU ETS per gli esercenti di aeromobili di Stati terzi (iniziativa "Stop the Clock") intendeva essere nient'altro che un gesto per esprimere la buona volontà dell'UE in vista della successiva assemblea generale dell'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (OACI). Il commissario Connie Hedegaard ha motivato questa sospensione per tutti gli Stati terzi eccetto la Svizzera invocando il fatto che per quanto concerne le questioni di politica climatica il nostro Paese ha una posizione paragonabile a quella dell'UE e che sono in corso negoziati per collegare i sistemi per lo scambio di quote di emissione di Svizzera e UE. Il commissario ha continuato la sua argomentazione facendo riferimento alla posizione geografica della Svizzera e ai suoi legami con il mercato interno europeo. Infine, Connie Hedegaard ha citato l'allegato alla direttiva EU ETS in vigore, che prevede già un impegno unilaterale per la Svizzera. Per questi motivi, per il nostro Paese non vi sono cambiamenti rispetto alla situazione attuale.</p><p>2. La Svizzera si è rivolta alle istanze politiche dell'UE competenti per l'applicazione dell'iniziativa "Stop the Clock", sollecitandole a modificare il progetto di legge corrispondente affinché anche l'aviazione svizzera possa essere esclusa dal sistema EU ETS. In particolare, la consigliera federale Doris Leuthard ha scritto due lettere al commissario europeo per il clima Connie Hedegaard, nelle quali ha espresso la sua perplessità per quanto concerne il modo di procedere dell'UE. Ha inoltre chiesto una modifica del progetto di legge affinché la Svizzera, al pari degli altri Stati terzi, sia coinvolta nell'iniziativa "Stop the Clock". Malgrado tali interventi, tuttavia, il 16 aprile 2013 il Parlamento europeo ha avallato la proposta della Commissione senza tenere conto delle modifiche chieste dalla Svizzera, che ora, in collaborazione con la Commissione europea, cercherà possibili soluzioni su come procedere.</p><p>3. Conformemente alla versione adottata dal Parlamento, gli esercenti svizzeri di aeromobili interessati restano soggetti agli obblighi amministrativi nei confronti dell'UE. Di conseguenza, sono tenuti a registrare le proprie emissioni di CO2 nel traffico europeo e a redigere i relativi rapporti. In seguito, per una parte delle emissioni devono acquistare certificati di emissione di CO2. Il Consiglio federale non dispone di indicazioni precise circa la quantità di diritti di emissione che vengono assegnati a titolo gratuito agli esercenti svizzeri e stranieri di aeromobili che compiono voli tra la Svizzera e lo spazio UE/SEE o che questi devono acquistare dall'UE o dagli Stati competenti per le tasse d'emissione. Al momento è altresì incerto il numero di certificati che devono essere inoltrati per le emissioni del 2012. Stando alle stime, gli esercenti interessati devono acquistare certificati per un totale di 985 000 tonnellate di CO2, di cui 571 000 riguardano gli esercenti svizzeri. Non è ancora possibile quantificare con precisione il prezzo per questo acquisto, in quanto dipende dal prezzo di mercato della tonnellata di CO2 al momento dell'acquisto. A metà aprile del 2013 il prezzo si attestava al di sotto dei 4 franchi per tonnellata. Lo scorso anno, invece, in occasione delle prime aste dei diritti di emissione europei, il loro prezzo alla borsa europea dell'energia elettrica (European Energy Exchange; EEX) fluttuava tra 7 e 11 franchi per tonnellata.</p>  Risposta del Consiglio federale.