Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/210913

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare le misure necessarie affinché la pigione dovuta dai gestori di ristoranti e di altre strutture chiuse dal Consiglio federale in virtù dell'articolo 6 capoverso 2 dell'ordinanza 2 COVID 19 sia limitata, in linea di principio, al 30 per cento per il periodo durante il quale devono rimanere chiusi a seguito delle misure ordinate dalle autorità. Nel contempo il Consiglio federale è incaricato di valutare se si possa istituire un fondo per casi di rigore destinato ai locatori e dotato di un importo di 20 milioni di franchi.</p><p></p><p>Una minoranza della Commissione (Matter Thomas, Aeschi Thomas, Amaudruz, Burgherr, Dettling, Martullo) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Non appena è stata dichiarata la crisi del coronavirus, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha istituito la task force "Diritto della locazione e crisi del Corona", composta da rappresentanti delle parti interessate e dell'Amministrazione federale e finalizzata a vagliare gli eventuali provvedimenti da adottare nell'ambito delle locazioni e degli affitti di locali commerciali.</p><p>Nell'ordinanza del 27 marzo 2020 COVID-19 locazione e affitto (RS 221.213.4) il Consiglio federale ha disposto alcune agevolazioni per gli affittuari e i conduttori in mora per mancato pagamento della locazione o dell'affitto. Con decisione dell'8 aprile 2020 ha tuttavia deciso di non intervenire ulteriormente nei rapporti di locazione, sottolineando che ricorre al diritto di necessità con estrema cautela, tanto più se si tratta di rapporti contrattuali tra privati. Ha però esortato i locatari e i locatori ad adoperarsi per individuare soluzioni adatte al singolo caso. Solo le parti contrattuali stesse, o il tribunale competente nel caso di mancato accordo tra le parti, sono infatti in grado di trovare una soluzione che tenga conto delle circostanze specifiche.</p><p>Il Consiglio federale ha inoltre incaricato l'Amministrazione federale di monitorare la situazione delle pigioni commerciali e di presentargli un rapporto entro l'autunno 2020 includendo eventuali proposte.</p><p>Limitare al 30 per cento le pigioni e gli affitti delle strutture chiuse dal Consiglio federale in virtù dell'articolo 6 capoverso 2 dell'ordinanza 2 COVID 19 (RS 818.101.24) è problematico per le seguenti ragioni:</p><p>- è un intervento statale diretto in rapporti contrattuali stipulati tra privati;</p><p>- non tiene conto del fatto che gli introiti provenienti dalle pigioni e dagli affitti sono necessari per coprire i costi immobiliari, per cui una riduzione generalizzata di pigioni e affitti contraddirebbe in molti casi il principio di proporzionalità;</p><p>- non tiene conto della molteplicità di situazioni legate alle pigioni commerciali né, soprattutto, dei canoni d'affitto;</p><p>- non tiene conto delle conseguenze economiche, più o meno gravi, che l'interruzione temporanea di un'attività comporta per varie aziende né degli altri provvedimenti di necessità, solidarietà e sostegno adottati dallo Stato. </p><p>Il fondo per casi di rigore proposto contraddice, dal canto suo, la strategia perseguita finora dal Consiglio federale di sostenere le aziende puntando soprattutto sulla liquidità. L'importo di liquidità messo a disposizione sotto forma di mutui senza interessi (art. 3 cpv. 3 e 4 dell'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19; RS 951.261) ammonta, almeno in una prima fase, fino a 500 000 franchi ed è destinato ad aiutare gli interessati a far fronte ai costi fissi, tra cui rientrano anche gli affitti. A ciò si aggiunge la difficoltà di stabilire quando si è effettivamente in presenza di un caso di rigore.</p><p>Il disbrigo delle domande che ne deriverebbero sarebbe inoltre associato a un grande onere amministrativo, perché in questo settore non esiste una procedura prestabilita.</p><p>Il 27 aprile 2020 numerosi negozi potranno riavviare la propria attività e a questi ne seguiranno progressivamente altri, il che significa che molti dovrebbero disporre di riserve sufficienti a superare la situazione o dovrebbero comunque riuscire a concordare una riduzione adeguata con il rispettivo locatore.</p><p>Non va infine dimenticato che molti Cantoni si stanno attivando e stanno collaborando con le associazioni mantello per trovare soluzioni nell'ambito delle quali il Cantone fornisce un contribuito finanziario in modo da incoraggiare una riduzione temporanea, su base volontaria, del canone d'affitto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.