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Emigrazione bleniese del XIV e XV secolo
Nonostante la scarsità di notizie storiche, queste suggeriscono che le relazioni tra le Tre Valli e Milano dovessero risalire a tempi antichi: un modesto numero di Bleniesi e Leventinesi si era trasferito, già nel Duecento e Trecento, nel capoluogo lombardo, attratto dalle molteplici possibilità di lavoro stabile e di impiego saltuario che la grande e florida città offriva.
Probabilmente la presenza di ufficiali civili e militari nei centri amministrativi della regione prealpina al servizio dei signori di Milano, dalla metà del Trecento in poi, ha aperto la via a persone provenienti dalle valli superiori.
Nel quadro dell’emigrazione bleniese quattrocentesca spicca la presenza di cuochi attivi nelle cucine ducali. Per quali motivi i Bleniesi si fossero dati a questa professione è difficile stabilirlo. Questa attività nelle cucine ducali e nel servizio di mensa presupponeva indiscusse abilità e conoscenze.
Si era così sviluppata una numerosa e variegata squadra di camerieri, credenzieri, scalchi, coppieri e cuochi. Il primo Bleniese insediato tra i fornelli della cucina ducale aprì la strada per altri compaesani attratti dalle possibilità di guadagno e altrettanto desiderosi di mettere a frutto conoscenze e abilità culinarie.
La fortuna e il prestigio accumulati dai primi gettavano la base per coloro che sarebbero venuti in seguito, non appena la voce faceva il giro dei villaggi della valle. In pochi anni la notorietà dei cuochi bleniesi si diffuse e alcuni divennero cuochi della duchessa e di altri membri della famiglia Sforza.
La necessità di amministrare il patrimonio di famiglia nel villaggio d’origine era l’occasione per i cuochi bleniesi emigrati di rientrare. Potevano così mostrare ai compaesani il livello di agiatezza raggiunto nella lontana Milano, regalando un prezioso calice per la chiesetta del paese, oppure lasciando una somma considerevole a sostegno di un edificio sacro.
Alcuni nomi di cuochi ducali bleniesi:
Magistro Martino o Rubeus de Blegnio, conosciuto come Maestro Martino.
Jacobus de Anardonis o Giacomo de Blegni o Giacomo di Schona: Magistro
Jacomo da Beligno era cocho dela Ill.ma Madona nostra Matre.
Pietro da Dongio, cuoco della duchessa Bona Sforza nel 1472.
Pietro de Donsio e Valentino de Clericis, forse identificato come Leventino,
ottengono la cittadinanza milanese da Gian Galeazzo Sforza.
Altri nomi ritrovati nel Bollettino storico della Svizzera italiana:
Petro da Scona o Pietro de Blegni, Giovanni di Scona, Giovanni da Marogno,
Guglielmo da Dongio, Jacobus de Purzaschis (Prugiasco), Pietro de Giralda,
Petro de Realda de Blegnio, Petro de Gereda de Blegnio, Boninus de Bregnio,
Laurentius de Pongia.
Documento in PDF del Bollettino storico della Svizzera italiana,1887, N.1-2, Vol.IX
Dal Dizionario storico della Svizzera DSS, MILANO (DUCATO): Milano (ducato) (hls-dhs-dss.ch)
IL DOMINO DEI VALICHI DEL GOTTARDO E DEL SEMPIONE NEL XV SECOLO: E-Periodica – Il domino dei valichi del Gottardo e del Sempione nel XV secolo