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La divisione Investment Banking del Credit Suisse ha approfittato dell'usuale boom di inizio anno sui mercati dei capitali. I ricavi si sono portati a 4,14 miliardi di franchi, quasi il triplo rispetto agli ultimi tre mesi del 2011, ma in calo del 18% nel confronto con il primo trimestre dell'anno passato.
Dopo due trimestri chiusi in rosso, la banca nel comparto ha messo a segno un utile ante imposte di 993 milioni di franchi, contro i 300-400 milioni pronosticati dagli analisti.
Parallelamente ha ridotto del 15% i rischi, scesi di 38 miliardi di dollari. In un anno gli attivi ponderati secondo i rischi in base a Basilea III sono passati da 312 a 210 miliardi di dollari, valore già vicino all'obiettivo di 190 miliardi preannunciato per fine 2012, scrive la banca.
I ricavi delle vendite e negoziazioni di prodotti a reddito fisso si sono attestati a 2 miliardi di franchi, "con un rilevante miglioramento rispetto al trimestre precedente". I proventi del comparto azionario si sono fissati a 1,4 miliardi, una cifra definita solida nonostante i volumi ancora deboli.
Le spese per il personale, pari a 2 miliardi di franchi, sono cresciute rispetto agli ultimi tre mesi del 2011 principalmente per effetto dei maggiori costi di 418 milioni per retribuzioni differite in relazione al programma PAF2, ma sono scese rispetto a un anno prima, informa il Credit Suisse.
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