Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/114381

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel mese di febbraio si è venuto a sapere che l'azienda Sandoz produce un anestetico impiegato per le iniezioni letali negli Stati Uniti. Stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla Sandoz GmbH, che fa parte del gruppo Novartis, l'azienda avrebbe provveduto a sospendere la fornitura del farmaco verso gli Stati Uniti.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giudica il fatto che un gruppo industriale svizzero abbia tratto profitto dalle esecuzioni capitali praticate negli Stati Uniti?</p><p>2. È stato accertato, nel frattempo, che il farmaco non viene più consegnato in America?</p><p>3. In che modo il Consiglio federale intende garantire che tali eventi non si ripetano in futuro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha preso atto che il tiopental sodico, un anestetico iniettabile prodotto dalla Sandoz GmbH, è stato impiegato insieme ad altre sostanze per le esecuzioni capitali negli Stati Uniti. Questo farmaco, classificato dall'Organizzazione mondiale della sanità come "essential drug", è spesso impiegato come anestetico di prima scelta ed è prodotto dalla Sandoz a scopo terapeutico. Inoltre, la vendita negli Stati Uniti non è partita dalla Svizzera, bensì dall'Austria tramite un distributore con sede in Gran Bretagna.</p><p>2. Attualmente la Sandoz, tramite un permesso di vendita per il tiopental sodico, ha dato istruzione ai propri stabilimenti di non esportare il prodotto negli Stati Uniti né di consegnarlo a grossisti o clienti con sede in Gran Bretagna che lo rivenderebbero negli Stati Uniti. Inoltre, verranno adottate ulteriori misure per intensificare i controlli sulla catena di fornitura dei prodotti.</p><p>3. Non esiste una base legale adeguata che consenta di intervenire nel caso del farmaco in questione nel contesto del commercio globalizzato. Il Consiglio federale rimane tuttavia in contatto con la Sandoz, al fine di evitare ogni abuso.</p>  Risposta del Consiglio federale.