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Prevedere percorsi decisionali rapidi senza ostacoli amministrativi e fungere da base per una procedura corretta e trasparente: sono questi i requisiti che dovrà soddisfare l'articolo di legge teso a permettere la reintroduzione degli investigatori nel contrasto alle frodi assicurative. La settimana prossima il Parlamento dibatterà su questo importante avamprogetto, che in ultima analisi interessa tutti gli assicurati che pagano onestamente i loro premi.
La settimana prossima, nell'ambito dell'attuale sessione invernale, il Consiglio degli Stati dibatterà sul disegno di legge che intende permettere alle assicurazioni sociali di ricorrere agli investigatori. La Suva, il più grande assicuratore infortuni della Svizzera, ritiene che la proposta elaborata risponda ampiamente ai requisiti pratici. «La proposta attuale ci consente di contrastare efficacemente le frodi assicurative nella prassi» afferma Roger Bolt, responsabile del team anti-frode alla Suva. L'articolo di legge stabilisce fra l'altro che un'osservazione debba essere ordinata da una persona che in seno all'assicurazione rivesta una funzione direttiva nel settore delle prestazioni. Secondo Roger Bolt è fondamentale che l'osservazione possa essere autorizzata nella propria azienda. «È l'unico modo per poter reagire agli indizi con sufficiente rapidità ed evitare che vengano corrisposte rendite ingiustificate per milioni di franchi» precisa Bolt. Gli ostacoli amministrativi impedirebbero di effettuare le osservazioni con la dovuta tempestività e in ultima analisi costerebbero caro a chi paga onestamente i premi.
«Non sempre riceviamo cento opportunità. A volte ne riceviamo una, e la dobbiamo sfruttare» continua Roger Bolt. Ad esempio se una persona sta lavorando per alcuni giorni su un cantiere sebbene sia in malattia al 100 per cento. Fino alla sentenza emanata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) la Suva aveva impiegato degli investigatori per 10-15 casi all'anno. Nell'autunno 2016 la CEDU ha constatato che in Svizzera manca una chiara e dettagliata base legale per la sorveglianza degli assicurati. La Suva – quale prima assicurazione infortuni – ha così sospeso le osservazioni. Auspica una decisione politica rapida che disciplini chiaramente sul piano legale l'impiego degli investigatori e permetta una procedura corretta e trasparente.
Nel corrente anno, finora, la Suva ha effettuato accertamenti su un migliaio di casi di sospetta frode. Dopo la sentenza della CEDU ha adottato dei provvedimenti che consentono di scoprire un numero possibilmente elevato di casi di frode anche senza ricorrere alle osservazioni. Per individuare più rapidamente i casi sospetti, in futuro cercherà di smascherare i truffatori anche grazie alle analisi dei dati interni. In singoli casi, tuttavia, queste misure non potranno sostituire le osservazioni. Nel 2016 la Suva ha verificato 949 casi sospetti, in 300 casi ha sospeso i pagamenti o richiesto la restituzione dei pagamenti già avvenuti. Così facendo ha impedito che venissero percepite prestazioni ingiustificate per circa 18 milioni di franchi. Grazie all'impiego degli investigatori, negli ultimi anni la Suva ha potuto sgravare chi paga onestamente i premi per un importo medio di circa 6 milioni di franchi.
Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 4200 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,1 miliardi di franchi, la Suva assicura 128 000 imprese, ossia 2,0 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicu-razione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.