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Secondo il diritto costituzionale vigente, il Parlamento dichiara nulla un’iniziativa popolare che viola le disposizioni cogenti del diritto internazionale, quali ad esempio il divieto di genocidio, di tortura e di schiavitù nonché il "principio di non respingimento". Il Parlamento deve invece dichiarare valide e sottoporre al voto di Popolo e Cantoni le iniziative popolari contrarie al diritto internazionale restante. Se, una volta approvate, tali iniziative non possono essere attuate conformemente al diritto internazionale, la Svizzera si trova nella difficile situazione di dover scegliere tra rinunciare del tutto o in parte ad applicare il diritto costituzionale vigente o violare i suoi obblighi internazionali.
Nel 2010 e nel 2011 il Consiglio federale ha affrontato questo problema in modo approfondito in due rapporti. Ha proposto due misure che contribuiscono a ridimensionare il problema lasciando nel contempo per quanto possibile intatti i diritti popolari. Il Parlamento ha approvato la tendenza generale dei rapporti e, accogliendo due mozioni, ha incaricato il Consiglio federale di elaborare un progetto concreto.
Esame preliminare materiale: un aiuto per decidere
L’esame preliminare materiale costituisce un servizio offerto ai promotori dell’iniziativa e agli aventi diritto di voto. La procedura prevista completa l’esame materiale formale cui la Cancelleria federale procede già attualmente. Ancora prima della raccolta delle firme, l’Ufficio federale di giustizia (UFG) e la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP) esaminano il testo dell’iniziativa. Nel loro parere giuridico comune si esprimono in merito alla compatibilità dell’iniziativa popolare con gli obblighi di diritto internazionale della Svizzera.
Il parere giuridico non è vincolante per il comitato d’iniziativa. In caso di conflitto tra il testo dell’iniziativa e il diritto internazionale, i promotori dell’iniziativa sono liberi di decidere come procedere: possono adeguare il testo dell’iniziativa o iniziare la raccolta delle firme senza modificarlo. Essi sono tuttavia tenuti a pubblicare il risultato del parere giuridico sulla lista delle firme. Gli aventi diritto di voto che valutano di firmare l’iniziativa hanno così a disposizione un’informazione supplementare che può aiutarli a decidere. L’esame preliminare materiale non intacca la competenza dell’Assemblea federale di decidere in merito alla validità delle iniziative riuscite.
Salvaguardare l’essenza dei diritti fondamentali
L’introduzione dell’esame preliminare materiale non esclude iniziative popolari contrarie a diritti umani fondamentali. Il Consiglio federale propone pertanto, come seconda misura, un inasprimento moderato delle condizioni di validità per revisioni costituzionali. In futuro il Parlamento dovrebbe dichiarare nulla anche un’iniziativa popolare che viola l’essenza dei diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione. Ad esempio, un’iniziativa popolare volta a reintrodurre la pena di morte sarebbe nulla, in quanto violerebbe il diritto alla vita sancito nella Costituzione federale. Poiché l’essenza dei diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione equivale in gran parte alle garanzie fondamentali del diritto internazionale, questo nuovo motivo di nullità è in grado di contribuire a rafforzare la conformità delle iniziative popolari con i più importanti obblighi internazionali della Svizzera.
Tre progetti
L’esame preliminare materiale impone di integrare la legge federale sui diritti politici. L’estensione dei motivi di nullità rende necessaria una modifica costituzionale. Il Parlamento nonché il Popolo e i Cantoni possono approvare entrambe le misure. Ma possono anche accettarne soltanto una. Per permettere tale libertà di scelta il Consiglio federale ha suddiviso le modifiche costituzionali e legislative proposte in tre progetti.
Ultima modifica 15.03.2013