Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/215756

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di valutare l'opportunità d'integrare nella legge federale sulla parità dei sessi (LPar) disposizioni sulla protezione contro la violenza domestica e la violenza nei confronti delle donne o di prevedere una base legale a sé stante.</p><p>È risaputo che la violenza domestica è un flagello diffuso anche in Svizzera. Stando alle statistiche, ogni quindici giorni una donna viene uccisa dal marito, dall'ex marito o dal partner. Nel 2018 sono stati registrati 18 522 casi di violenza domestica in Svizzera. 27 persone sono decedute, di cui 24 erano donne.</p><p>I dati evidenziano anche un forte aumento dei reati contro l'integrità sessuale. Gli atti più frequenti di violenza sessuale sono lo stupro, il tentato stupro, la coazione sessuale e l'abuso sessuali su minori.</p><p>Il problema non riguarda soltanto le donne, in grande maggioranza, ma anche i bambini e può lasciare traumi profondi e duraturi. La prevenzione e le misure per ridurne le conseguenze rappresentano quindi un'urgenza.</p><p>La crisi legata alla COVID-19 e il confinamento decretato per farvi fronte hanno dimostrato che il nostro sistema di monitoraggio e sostegno alle donne vittime di tali violenze presenta lacune.</p><p>In alcuni Cantoni, le associazioni di sostegno alle donne hanno registrato un aumento delle richieste di aiuto.</p><p>Già prima della crisi sanitaria si era constatato che soltanto una minoranza delle vittime osa segnalare la propria situazione o sporgere denuncia. Le ragioni sono da ricercare nella vergogna, nella paura di non essere prese sul serio o di vedere la situazione aggravarsi da una denuncia. A Ginevra, per esempio, è stato rilevato che soltanto il 35 per cento delle denunce è stato accolto dal ministero pubblico.</p><p>È necessario agire su più fronti, ovvero su quello della sensibilizzazione, della formazione dei professionisti confrontati con questi problemi e delle risorse per combattere il flagello della violenza contro le donne e per attuare quanto richiesto dalla Convenzione di Istanbul. Sarebbe inoltre estremamente utile istituire un osservatorio della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica per disporre di dati consolidati per l'intero Paese. Il programma di legislatura prevede anche di tenere meglio conto dei requisiti della Convenzione di Istanbul.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Convenzione di Istanbul (RS 0.311.35) è entrata in vigore per la Svizzera il 1° aprile 2018. La Convenzione definisce nei dettagli i requisiti della prevenzione, della protezione e del perseguimento penale della violenza contro donne e ragazze e obbliga tutti i livelli istituzionali ad attuarli. Nel suo primo rapporto, che sarà sottoposto al Consiglio d'Europa nel giugno del 2021, la Svizzera riferirà sullo stato dell'attuazione. Come già osservato dal Consiglio federale nel messaggio concernente l'approvazione della Convenzione di Istanbul (FF 2017 144, 197), nel complesso il diritto svizzero adempie i requisiti della Convenzione. Non sono dunque necessari né nuovi atti legislativi né la modifica di leggi federali vigenti.</p><p>L'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) coordina a livello nazionale l'attuazione della Convenzione di Istanbul, conformemente al cui articolo 10 l'organismo di coordinamento nazionale è responsabile "del coordinamento, dell'attuazione, del monitoraggio e della valutazione delle politiche e delle misure destinate a prevenire e contrastare ogni forma di violenza oggetto della presente Convenzione".</p><p>Confederazione e Cantoni coordinano le proprie misure d'attuazione della Convenzione di Istanbul nel quadro di un comitato che si riunisce regolarmente. A livello intercantonale, la funzione di coordinamento ai sensi dell'articolo 10 della Convenzione è esercitata dalla Conferenza svizzera contro la violenza domestica su incarico della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia e della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali.</p><p>Con l'ordinanza contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (RS 311.039.7), entrata in vigore il 1° gennaio 2020, il Consiglio federale rende possibile la promozione della prevenzione della violenza. Se nella sessione invernale del 2020 il Parlamento approverà il credito quadro richiesto, dal 2021 potranno essere sostenuti finanziariamente progetti in materia.</p><p>Il programma di legislatura 2019-2023 adottato dal Parlamento il 21 settembre 2020 prevede l'adozione di un piano d'intervento per l'attuazione della Convenzione di Istanbul (articolo 9 obiettivo 8 provvedimento 42, FF 2020 7365, 7369). Il piano sarà elaborato nel quadro della Strategia per la parità tra donne e uomini 2030 che il Consiglio federale adotterà nel primo semestre del 2021.</p><p>È pertanto già tenuto conto di quanto richiesto dall'autrice del postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.