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La pandemia di coronavirus sta colpendo duramente le agenzie di viaggio: nel peggiore dei casi il settore, che nella Confederazione ha in organico 8170 posti di lavoro a tempo pieno, potrebbe perdere fino a 3000 impieghi.
"Il nostro destino è nelle mani del virus e della politica", ha sintetizzato in una conferenza stampa odierna Max Katz, presidente della Federazione Svizzera di Viaggi (FSV), l'associazione del ramo.
Le prospettive per il comparto in questione non sono mai state peggiori, stando ai risultati di uno studio condotto dall'Università di San Gallo (HSG). Per la seconda metà dell'anno, gli operatori prevedono un calo del fatturato del 70%; sull'insieme dell'anno la contrazione è stimata al 65%.
Anche nel secondo semestre il lavoro ridotto dovrebbe avere un volume analogo al primo, quando l'83% dei dipendenti era interessato. I licenziamenti sono stati però limitati. La crisi potrebbe peraltro accelerare la digitalizzazione delle agenzie e la loro messa in rete, secondo Christian Laesser, professore all'HSG e coordinatore dello studio.
Secondo la FSV l'entità della perdita di posti di lavoro dipenderà principalmente dalla durata della crisi e dall'aiuto che saprà fornire l'ente pubblico. In questo contesto l'industria del ramo si aspetta dal governo federale un sostegno "efficace e rapido" per far fronte alla situazione.
In Svizzera sono attive circa 1300 agenzie di viaggio, con un fatturato stimato a 6 miliardi di franchi. I mancati introiti causati dalla pandemia potrebbero essere di 2,9 miliardi, stando alla FSV.