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L'associazione Ecologie et Altruisme ha inoltrato un ricorso al Tribunale federale
BERNA - Informazioni obiettive? «Un corno». Visto il contenuto dell'opuscolo relativo alla votazione popolare sull'allevamento intensivo, l'associazione Ecologie et Altruisme ha presentato un ricorso al Tribunale federale chiedendo di annullare i risultati delle urne.
In un comunicato odierno, il gruppo ha chiarito le proprie motivazioni. «Gli accordi internazionali di libero scambio contengono clausole che consentono di vietare l'importazione di prodotti per motivi di interesse pubblico. Invece, il Consiglio federale ha dichiarato nell'opuscolo ufficiale contenuto nel materiale di voto che l'accettazione dell'iniziativa violerebbe tali accordi».
Non solo: «Solo il 12% degli animali allevati in Svizzera può uscire regolarmente all'aperto, Mentre il Consiglio federale, basandosi su una misura delle "unità di bestiame" secondo cui 250 galline insieme rappresentano solo 1 "unità di bestiame", ha dichiarato che il 78% degli animali allevati in Svizzera beneficia di tali uscite».
L'associazione si è quindi scagliata contro l'esecutivo e contro Alain Berset in particolare, che invece «di scrivere menzogne dovrebbe solo fare il suo lavoro. Anche perché è lautamente pagato per farlo».
Sarà ora compito dei giudici del Tribunale federale stabilire se le dichiarazioni del Consiglio federale violino l'articolo 11, paragrafo 2, della Legge federale sui diritti politici, che obbliga il Consiglio federale a fornire «informazioni obiettive» sull'oggetto della votazione nell'opuscolo ufficiale.
Nelle sue richieste, l'associazione chiede al Consiglio federale anche di rimborsare tutte le spese sostenute per la campagna in difesa dell'iniziativa.