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1. affidamento: cioè il trasferimento di parte del patrimonio da parte del settlor (disponente) ad un trustee (amministratore del trust) il quale riceve i beni per realizzare una finalità che gli è specificatamente indicata dal settlor stesso; il beneficiario fa affidamento all’osservazione dello scopo da parte del trustee;
2. segregazione: cioè la non confusione dei beni o dei diritti che sono oggetto del rapporto di trust; essi appartengono al trustee, fanno parte del suo patrimonio, ma sono distinti dagli altri beni; i terzi non possono aggredirli;
3. perdita: da parte di chi ha istituito il trust, del controllo sui bei e sui diritti trasferiti al trustee. Il dualismo di proprietà (trustee – settlor e beneficiari) insito in questo strumento è la sua caratteristica più importante. Il disponente durante la sua vita può affidare parte del suo patrimonio al trustee ma allo stesso tempo ha la facoltà di ritenere un certo controllo sull’utilizzo del patrimonio. Lo strumento ben si adatta ad una soluzione di problematiche successorie che a dipendenza della nazionalità rispettivamente domicilio del disponente può completare o sostituire un testamento. Oltre a questa flessibilità bisogna inoltre menzionare, previo corretto uso dello strumento, vantaggi fiscali in ambito di tassazione del reddito, capitale e utili.