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Nel 2021, nell’ambito della Rassegna sulla nutrizione in Svizzera pubblicata dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) è stata condotta una valutazione sul consumo di proteine. Ad esempio, in Svizzera in giovane età (dai 18 ai 34 anni) si consumano più proteine di quanto sia necessario. Le proteine vegetali rappresentano un terzo delle proteine assunte, quelle animali i restanti due terzi. La principale fonte di proteine si conferma la carne, seguita dai latticini e dai cereali. Dai 50 ai 65 anni, il fabbisogno calorico giornaliero si riduce in modo costante del 25 per cento. Il consumo di proteine animali diminuisce con l’età soprattutto per gli uomini, mentre rimane invariato a un livello basso per le donne.
Con l’avanzare dell’età una parte della massa muscolare viene sostituita da cellule di grasso e tessuto, per cui è necessaria meno energia. Il fabbisogno di micronutrienti e proteine, invece, rimane invariato o addirittura aumenta. Per questo, a partire dai 65 anni si consiglia di assumere giornalmente da 1 a 1,2 grammi di proteine per ogni chilo di peso corporeo sotto forma di prodotti di origine animale e vegetale (raccomandazione per le persone adulte più giovani: 0,8 grammi per ogni chilo di peso corporeo). Come è noto, anche in questo caso la dose ottimale fa la differenza: un’assunzione insufficiente può compromettere la muscolatura scheletrica e la forza, mentre un’assunzione eccessiva di proteine non le fa aumentare.
Le proteine della carne vanno sostituite, non omesse
Il Prof. dott. med. Reto W. Kressig, Direttore medico del Centro universitario di medicina geriatrica Felix Platter, raccomanda pertanto alle persone adulte più giovani di assumere più proteine vegetali da legumi e noci, e meno da dolciumi o snack salati. Secondo la rassegna, le giovani donne tendono a seguire un’alimentazione più sostenibile e a consumare meno carne e latticini, ma più prodotti a base di cereali. E le persone vegetariane? «Se la carne non viene semplicemente omessa, ma sostituita con uova e latticini, fornire all’organismo una quantità sufficiente di proteine non è un problema», spiega il Prof. Kressig. Le fonti di proteine possono essere un gustoso muesli a base di frutta, quark o quark di soia, un chili senza carne ma con fagioli rossi o una pasta di lenticchie con ragù di soia. Altre idee di menù versatili possono essere un’insalata con semi, noci e pane all’uovo, quinoa con broccoli e un sostituto della carne (quorn, falafel ecc.) o un porridge a base di latte vaccino o di soia guarnito con nocciole.
Se la carne non viene semplicemente omessa, ma sostituita con uova e latticini, fornire all’organismo una quantità sufficiente di proteine non è un problema. Prof. dott. med. Reto W. Kressig, Direttore medico del Centro universitario di medicina geriatrica Felix Platter
L’alimentazione vegana in età avanzata è sconsigliata
Le persone adulte sane possono assumere una quantità sufficiente di proteine seguendo una dieta vegana, ma ciò non è possibile in caso di malattia o nella terza età, perché si dovrebbero consumare quantità molto elevate (e non realistiche) di proteine vegetali. Secondo il Prof. dott. med. Reto W. Kressig, nella terza età il fabbisogno proteico di una persona su due non è sufficientemente coperto, anche se non si segue un’alimentazione vegana. «Dopo i 65 anni, il 50 per cento delle persone non raggiunge l’apporto minimo di un grammo di proteine per chilo di peso corporeo. Pertanto, sconsigliamo alle persone anziane di seguire una dieta esclusivamente vegana», spiega lo specialista.
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