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Il PPD potrebbe cambiare nome, stralciando il riferimento cristiano presente nella sua denominazione in francese (Parti démocrate-chrétien) e tedesca (Christlichdemokratische Volkspartei). Per tastare il polso della base è stato avviato un sondaggio interno.
Il dilemma se fare a meno del referente cristiano occupa da anni il partito. La direzione della formazione politica propone ai suoi affiliati una serie di varianti, una ventina, come "CVP. Die Mitte", "Allianz der Mitte" oppure "Demokratische Volkspartei".
Una decisione non è ancora stata presa, ha dichiarato a keystone-ATS la portavoce del partito Salomé Steinle, secondo cui si tratta di conoscere l'opinione della base su questo punto di una riforma che contempla anche altri aspetti.
All'assemblea dei delegati di febbraio, il presidente del PPD, Gerhard Pfister, ha sostenuto che l'anno in corso sarà quello delle riforme, necessarie a suo dire se il partito vuole progredire nei consensi. Tra i cambiamenti adombrati figura anche una modifica del nome. A suo parere, l'appartenenza religiosa ha perso d'importanza nella società attuale.
Grazie a questo sondaggio, la direzione del PPD vuole anche sapere quale potenziale ha tra aderenti e simpatizzanti una politica di centro. Steinle non è stata troppo ciarliera in merito ai particolari del sondaggio: si tratta soprattutto di questioni che hanno a che vedere con la struttura del partito e i processi interni.
Stando a Urs Altermatt, tra i maggiori storici del partito, i precursori del PPD furono i partiti cattolici che si organizzarono nella prima metà del XIX secolo, formando un polo contrapposto ai partiti liberali e radicali. Un riferimento agli ideali cristiani si trova già nei programmi del 1881 e del 1912.
Negli anni il partito cambiò più volte denominazione: il nome di partito popolare cattolico, assunto nel 1894, fu sostituito con quello di partito conservatore nel 1912, di partito conservatore cristiano-sociale nel 1957 e di partito popolare democratico nel 1970, denominazione in uso ancora oggi in italiano, ma non in francese e tedesco.
Dopo il Concilio Vaticano II, nel 1962-65 il PPD promosse una revisione programmatica che fu all'origine delle riforme del 1970-71. In seguito al nuovo corso il partito si collocò al centro dello schieramento politico elvetico.
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