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Tribunale di Tirana: respinta querela contro Dick Marty
(Keystone-ATS) Il tribunale di Tirana ha respinto la causa intentata contro Dick Marty per calunnia e diffamazione da una famiglia albanese che sarebbe stata coinvolta nel traffico d’organi dopo la guerra del Kosovo. Lo ha riferito oggi l’agenzia austriaca APA citando i media di Belgrado.
La famiglia albanese Brama aveva querelato il “senatore” ticinese per i dati contenuti nel suo rapporto al Consiglio d’Europa sul traffico d’organi e chiesto un risarcimento di 200’000 euro. Nel rapporto sarebbero state indicate due case di proprietà dei Brama come luoghi in cui i serbi sequestrati in Kosovo sarebbero stati uccisi in seguito all’espianto di organi.
Secondo i giudici di Tirana la famiglia Brama non aveva nessun argomento concreto per accanirsi contro Marty, poiché nel rapporto egli non aveva fatto riferimento a queste case, menzionate però più volte nei media locali.
Essi avevano identificato una casa della famiglia Brama a Nord di Tirana, a Buraj, come una delle cliniche illegali. Gli espianti sarebbero avvenuti anche in un’abitazione nel villaggio di Ripe, detta “Casa Gialla”.
Nel rapporto adottato il 25 gennaio dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di Strasburgo, Marty aveva richiamato l’attenzione sul traffico illegale di organi dopo la guerra del Kosovo, alla fine degli Anni Novanta.
Marty aveva attribuito il traffico agli indipendentisti albanesi dell’Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK). Le loro vittime, circa 400, sarebbero state in massima parte prigionieri serbi da loro uccisi, ma anche albanesi considerati non leali.