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Le ceneri della giovane brutalmente stuprata su un autobus il 16 dicembre a New Delhi e morta in un ospedale di Singapore sono state disperse oggi nel fiume Gange a Ballia, nello Stato indiano dell'Uttar Pradesh, città di dove è originaria la famiglia.
Alle 8.00 un piccolo corteo guidato dal padre e dal fratello della ragazza è uscito di casa, andando via via infoltendosi con la partecipazione di donne e bambini, tanto da richiedere oltre tre ore per percorrere gli otto chilometri previsti fino al Bharauli Ghat dove è avvenuta la cerimonia.
Dopo aver immerso le ceneri nelle acque del fiume in presenza di centinaia di persone, i famigliari della giovane sono scoppiati in lacrime.
Intanto l'identità della vittima continua ad essere un segreto. La legge prevede una pena fino a due anni di carcere per chi riveli l'identità di una donna stuprata senza il consenso dei famigliari.
Ma ora il ministro per lo sviluppo delle risorse umane, Shashi Tharoor, ha formalmente proposto che il nome sia rivelato e che anzi la riforma legislativa che verrà varata prossimamente in India per punire le violenze sessuali, prenda da lei il nome.
Finora la giovane è stata chiamata dai media "Braveheart", Nirbhaya (in hindi "colei che non ha paura"), Jagruti ("risveglio"), Amanat ("colei che ha ricevuto la fiducia") o Damini ("illuminata") che è anche nome di una eroina di Bollywood.
SDA-ATS