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Le piccole e medie aziende (PMI) svizzere si mostrano robuste rispetto al difficile contesto economico. Nove aziende su dieci infatti valutano positivamente l'andamento attuale degli affari.
È quanto emerge da un'indagine effettuata dalla società di consulenza Ernst & Young. La proporzione delle PMI decisamente soddisfatte della loro situazione è perfino aumentata rispetto al sondaggio della scorsa estate, si legge in una nota odierna.
La fiducia si incrina però per quanto riguarda il futuro: il 37% si attende un deterioramento dell'economia elvetica. Solo il 18% pronostica una ripresa. Oltre la metà si aspetta un indebolimento della congiuntura mondiale. Tre PMI su quattro inoltre ritengono che nei prossimi mesi la crisi dell'Eurozona peggiorerà. I manager sono preoccupati anche per la scarsità di personale qualificato.
Complessivamente, le previsioni commerciali delle PMI svizzere rimangono positive. Il 28% si aspetta un miglioramento degli affari nei prossimi sei mesi, contro un 13% che stima un deterioramento.
Le PMI attualmente sono ben posizionate. L'andamento degli affari e delle commesse è più che soddisfacente, ha sottolineato Alessandro Miolo partner della società di consulenza responsabile per la Svizzera tedesca, citato nella nota.
Sulle previsioni grava l'incertezza. La crisi del debito europeo è una spada di Damocle sospesa sull'economia, ha commentato dal canto suo Pierre-Alain Cardinaux, partner di Ernst & Young responsabile per la Romandia. Essa frena la propensione a investire e pesa sulla concorrenza. Se la crisi del debito dovesse amplificarsi, le conseguenze sarebbero considerevoli, causando un crollo della congiuntura che colpirebbe chiaramente anche le PMI.