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LOS ANGELES - Trionfa agli Oscar 2023 il film “Everything Everywhere All at Once”, vincitore della 95ª edizione degli Academy Awards. Sono ben sette le statuette conquistate dalla pellicola diretta da Daniel Kwan e Daniel Scheinert, in arte i Daniels, e prodotta dalla A24. In “Tutto, ovunque, tutto insieme”, come il titolo del loro EEAAO, i due registi si sono divertiti a mescolare generi e piani spazio temporale, battendo ogni record di trofei conquistati.
Miglior film, miglior attrice (Michelle Yeoh), migliori registi e migliore sceneggiatura originale (Daniel Kwan e Daniel Schenert), e poi miglior editing, miglior attrice non protagonista (Jamie Lee Curtis) e miglior attore non protagonista (Ke Huy Quan): il film dei Daniels, arrivato alla vigilia degli Academy Awards con undici nomination, ha fatto da asso pigliatutto in una serata all'insegna della commozione. È stato un trionfo per gli attori asiatici: mai nella storia dell'Academy due di loro avevano vinto nello stesso anno.
L’attore vietnamita Ke Huy Quan, 51 anni, ha iniziato a lavorare nel cinema da bambino partecipando nel 1984 al film “Indiana Jones e il tempio maledetto”; ha dedicato l’Oscar alla madre ottantenne che lo guardava da casa. Visibilmente emozionato, tra le lacrime ha detto: “Tenete vivi i vostri sogni”.
Qualche assaggio della trama: “All’inizio tutto sembra svolgersi nella più confortevole normalità: Evelyn Wang (Michelle Yeoh) gestisce una lavanderia automatica da qualche parte negli Usa con l’imbranato marito Waymond (Ke Huy Quan ) mentre si prende cura del vecchio padre Gong Gong (James Hong) e fatica ad accettare il lesbismo della figlia Joy (Stephanie Hsu) che vorrebbe presentare la fidanzata Becky (Tallie Medel) alla festa per il compleanno del nonno. Ma a rovinare questo già periclitante tran tran quotidiano arriva la convocazione dell’addetta delle imposte Deirdre (Jamie Lee Curtis), che contesta le detrazioni che Evelyn vorrebbe presentare. Ed ecco che proprio nell’ufficio delle tasse la donna si sente come risucchiata da qualche altra parte: è il richiamo delle dimensioni alternative al mondo quotidiano, quelle — come le spiega un marito anche lui improvvisamente cambiato nel carattere — dove Evelyn non è più una modesta commerciante del cosiddetto «Alphaverso» ma una brillantissima scienziata che ha scoperto come «collegare temporaneamente la sua coscienza con altre versioni di se stessa accedendo a tutte le sue altre memorie…”.