Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01253.jsonl.gz/496

Con una lettera inviata al presidente del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), Thomas Bach, la ministra svizzera dello sport Viola Amherd ha chiesto di escludere i funzionari di Russia e Bielorussia dalle posizioni di vertice delle federazioni sportive internazionali. Il Cio non ha ancora reagito in merito.
In considerazione della situazione in Ucraina, non è più sufficiente escludere gli atleti dei due paesi dalle competizioni all’estero, afferma la consigliera federale nella missiva di giovedì.
Già il mese scorso una trentina di Paesi, tra cui la Svizzera, avevano chiesto in una dichiarazione congiunta alle federazioni sportive internazionali di prendere misure contro la Russia e la Bielorussia.
Con questa dichiarazione, sottolinea Christoph Lauener, capo della comunicazione dell’Ufficio federale dello sport, la Svizzera ha preso una posizione chiara con la dichiarazione. Tuttavia, le varie federazioni sportive sono organizzate secondo il diritto privato.
Il Cio ha mezzi molto più efficaci dello Stato e, se è il caso, può escludere le federazioni dalla grande famiglia olimpica.
Mercoledì, il direttore dell’Ufspo, Matthias Remund, aveva affermato in una conferenza online del collettivo di nazioni che sono necessari ulteriori passi. La Svizzera, come patria di numerose federazioni sportive internazionali, si aspetta ora un segnale forte dallo sport, ha sottolineato.
Swiss Olympic, il comitato olimpico svizzero, sostiene la posizione della Confederazione. «Siamo favorevoli alla parità di trattamento di atleti e funzionari», ha detto ai giornali Tamedia il portavoce Alexander Wäfler. Secondo Swiss Olympic, rispetto agli atleti molti funzionari hanno legami più stretti con i regimi di Mosca e Minsk.