Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/202408

<h2>SubmittedText<h2><p>La DSC, unico rappresentante ufficiale della Svizzera in Afghanistan, gestisce nel Paese asiatico un programma di sviluppo del valore di 27 milioni di franchi. Durante l'estate abbiamo appreso con stupore da diversi media che la sicurezza dell'ufficio della DSC a Kabul è garantita da un'azienda finlandese al costo di 150 000 euro al mese. </p><p>Anche se si tratta di un contratto di soli sei mesi, significa comunque che la Confederazione paga un importo di quasi un milione di franchi a un'impresa che impiega mercenari.</p><p>Inoltre, il mandato è stato assegnato senza gara d'appalto, anche se l'entità dell'importo l'avrebbe richiesto. </p><p>Invitiamo quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La sicurezza di una rappresentanza ufficiale del nostro Paese, in questo caso in Afghanistan, non dovrebbe essere garantita dalle forze speciali dell'esercito svizzero?</p><p>2. A quale livello di responsabilità è stata presa questa decisione, senza l'approvazione del Parlamento, e da quale budget è stato prelevato l'importo?</p><p>3. Se si tratta di quello della DSC, non vi sarebbe forse un modo migliore per utilizzare un milione di franchi che non pagare un'impresa che impiega mercenari?</p><p>4. Se la situazione riguardante la sicurezza è catastrofica, anche nella capitale Kabul, non sarebbe meglio orientare questi aiuti verso altri Paesi in cui la DSC potrebbe fornire un sostegno veramente efficace?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il ricorso a un'impresa di sicurezza privata già operativa sul posto, che dispone delle necessarie autorizzazioni del Governo afghano (l'impresa in questione si occupa anche della sorveglianza di un'altra rappresentanza europea), ha permesso di attuare rapidamente la decisione del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) di fornire protezione armata all'Ufficio di cooperazione di Kabul. Per il momento, la missione dell'impresa di sicurezza privata è limitata fino alla fine di febbraio del 2020, ma in caso di necessità il contratto potrà essere prorogato. L'aggiudicazione è stata effettuata conformemente alle disposizioni di legge vigenti. I servizi competenti stanno attualmente valutando se sussistono le condizioni giuridiche, politiche e logistiche per prendere in considerazione una soluzione svizzera, con l'aiuto dell'esercito.</p><p>2./3. La Confederazione è tenuta a garantire la protezione dei suoi collaboratori distaccati all'estero. Nel dicembre del 2018, sulla base di un rapporto di missione del Centro di gestione delle crisi (KMZ) e della DSC, le direttrici e i direttori del DFAE hanno deciso di rafforzare la sicurezza della rappresentanza svizzera a Kabul facendo ricorso a personale armato. Il KMZ è stato incaricato di attuare questa decisione il più presto possibile, in collaborazione con l'Ufficio di cooperazione in loco, e di utilizzare in un primo momento il budget destinato alle missioni di protezione per finanziarla.</p><p>4. Con i suoi progetti in Afghanistan, la Svizzera dà un contributo alla stabilizzazione e allo sviluppo sostenibile di questo Paese dilaniato dalla guerra. Molte persone lasciano il Paese a causa della mancanza di prospettive per il futuro. I cittadini afghani costituiscono la seconda comunità più numerosa tra i richiedenti l'asilo in Svizzera. In linea con le disposizioni del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020, la cooperazione allo sviluppo ha notevolmente ampliato le sue attività negli Stati fragili, contribuendo in questo modo a promuovere la sicurezza a livello regionale e mondiale. I programmi svizzeri in Afghanistan stanno ottenendo buoni risultati nonostante la difficile situazione legata alla sicurezza: ogni anno circa 200 000 persone beneficiano dei progetti svizzeri di sviluppo rurale. La natura puramente civile del suo impegno ha del resto un'influenza positiva sulla reputazione della Svizzera in loco.</p>  Risposta del Consiglio federale.