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Le naturalizzazioni sono passate in Svizzera da 33'000 nel 2014 a 38'000 nel 2015, stando a una stima della radio romanda RTS. Una causa del forte aumento (+15%) potrebbe essere la politica antistranieri dell'UDC.
Lo ipotizza Etienne Piguet, professore di geografia umana all'università di Neuchâtel.
Le cifre ufficiali per l'intero anno scorso ancora mancano: da gennaio a novembre sono circa 35'000 gli stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza elvetica, ha precisato all'ats la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), con una media di oltre 3000 al mese.
La tendenza era al ribasso dal 2008 ma l'iniziativa popolare dell'Unione democratica di centro "Contro l'immigrazione di massa" e quella, in votazione il 28 febbraio, "Per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati", avrebbero spinto molti stranieri a puntare sul passaporto rossocrociato, ritiene il professore, espressosi stamane ai microfoni della RTS.
"Si tratta di una reazione alle chiusure rappresentate dal voto del 9 febbraio (2014 sull'immigrazione di massa, ndr)", ha proseguito Piguet, che è anche vicepresidente della Commissione federale della migrazione (CFM): "Parte degli stranieri possono sentirsi insicuri e avere paura di perdere il permesso di dimora, per esempio in caso di disoccupazione". Risultato: "acquisire la nazionalità elvetica è evitare questo rischio".
Interpellato dall'ats, l'esperto ha tenuto a precisare che la sua è una ipotesi tra altre. "Ci sono diversi fattori che si sommano". Per esempio, la paura di perdere l'impiego e con esso il permesso di dimora può essere semplicemente legata alla congiuntura economica, è un sentimento di insicurezza indipendente dalla politica di chiusura verso gli stranieri.
SDA-ATS