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Era una bella giornata di notte.
La luna scendeva a larghe falde e la neve
coi suoi raggi cocenti illuminava la terra.
Da solo, con tre dei miei compagni,
camminavamo seduti sopra una larga pietra di legno.
Ad un tratto scorgemmo un cadavere vivente che
dalla pronuncia sembrava un sordo muto.
Trassi il mio coltello senza manico che gli mancava solo la lama,
Glielo infilai nel cuore dietro le calcagna e dissi:
Crepa cornuto d’un cadavere.
Grazie papa per avermi insegnato questa assurda poesia.