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Il valore di bitcoin (BTC) è dovuto alla sua scarsità: ad oggi in circolazione ce ne sono solo poco meno di 17 milioni e mezzo, ma in realtà, secondo quanto spiegato in un recente report ad opera di Delphi Digital, solo la metà sono stati usati nel 2018.
Infatti, l’altra metà dei bitcoin è rimasta ferma per tutto il tempo nei wallet in cui viene conservata.
Utilizzando i dati del Bitcoin Unspent Transaction Output (UXTO), gli analisti sono in grado di determinare quanti BTC vengono effettivamente utilizzati all’interno di transazioni on-chain.
Ovvero grazie all’UXTO è possibile misurare la percentuale di BTC non utilizzati a partire da una precisa data fino ad oggi, quindi ad esempio l’UXTO a 1 anno misura quanti BTC non vengono utilizzati da almeno un anno, e così via.
L’UXTO a 1 anno ha iniziato a calare a metà 2017, indicando che gli holder di lungo periodo probabilmente avevano iniziato a vendere i loro BTC per monetizzare i guadagni.
Da aprile 2018, invece, l’UXTO ha ripreso a salire, suggerendo che il mercato possa essersi spostato verso l’accumulo. Confrontare questi dati con i precedenti cicli orso/toro potrebbe aiutare gli analisti a stabilire le possibili evoluzioni dei prezzi di Bitcoin.
Ad esempio, i dati del mercato orso del 2014 e 2015 mostrano che, una volta che l’UXTO a 1 anno risalì sopra il 50%, il calo del prezzo di Bitcoin si arrestò.
Secondo i dati attuali l’UXTO a 1 anno è di nuovo risalito oltre il 50%, poco prima della caduta di Bitcoin di novembre verso il nuovo minimo annuale del 2018.
Visto che solitamente gli investitori accumulano quando il prezzo scende, un aumento dell’UTXO viene considerato come un aumento della tenuta del prezzo sul mercato.
Nel report bitcoin di Delphi Digital si legge:
“Possiamo supporre che questi vecchi proprietari abbiano esaurito gran parte dei loro sforzi di vendita, evidenti nell’appiattimento di queste vecchie bande UTXO, insieme alla banda UTXO a un 1 anno che torna in piano e rimane piatta durante la prima metà del 2018. Stiamo assistendo a un processo di accumulo ora simile a quello alla fine del 2014. Ciò implicherebbe un fondo in vista”.
Questi valori tuttavia sono influenzati anche dai BTC considerabili oramai come perduti.
Sempre secondo il report bitcoin di Delphi Digital, almeno il 20% di tutti i BTC creati fino ad oggi, ovvero circa 3 milioni e mezzo, sarebbero da considerare persi, perchè non utilizzati almeno da 5 anni.
In altri termini, l’UXTO a 5 anni ha come valore circa 20%, e questo può far presumere che quel 20% di BTC che non vengono utilizzati da almeno 5 anni sia da considerare come non più effettivamente utilizzabile.
Tra l’altro, l’UXTO a 5 anni è in costante crescita dal 2014 ed ha recentemente raggiunto il livello più alto di sempre, superando per l’appunto il 20%.
Una cosa curiosa è che, nonostante sia in aumento la quantità di BTC che vengono tenuti fermi sui wallet, il numero totale delle transazioni giornaliere è tornato ai massimi livelli da un anno, ovvero dai giorni appena successivi allo scoppio della bolla speculativa di dicembre 2017.
In altre parole, diminuiscono i BTC che vengono utilizzati per le transazioni, ma aumentano le transazioni. Questo implica che, sebbene il numero di possessori di BTC che scelgono di tenerli fermi sia in crescita, gli altri inevitabilmente li stanno scambiando sempre di più.
Questi dati, secondo gli analisti che hanno elaborato il rapporto, possono far presumere da un lato che a dicembre 2018 si sia toccato il nuovo livello minimo di prezzi, e che a gennaio 2019 potrebbe essere iniziato un lento periodo di risalita.