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Lunedì il Senato ha gettato le basi per il "miliardo di solidarietà" in favore dei nuovi paesi membri dell'UE. Sul quale pende però la minaccia del referendum.
Il Consiglio degli Stati ha appianato le ultime divergenze con il Nazionale (Camera bassa). La votazione finale è prevista per venerdì.
La legge sull'aiuto svizzero ai paesi dell'Est, base legale per il miliardo di franchi che la Svizzera verserà ai 10 nuovi stati membri dell'Unione Europea (UE) quale contributo autonomo al fondo di coesione istituito da Bruxelles, è pronta per le votazioni finali del 24 marzo.
Il Consiglio degli Stati (Camera dei cantoni) ha eliminato lunedì sera le ultime divergenze con il Consiglio Nazionale (Camera del popolo).
Contro tale legge verrà però lanciato un referendum da parte della Lega dei ticinesi e dei Democratici Svizzeri. Ai quali potrebbe aggiungersi L'Unione democratica di centro (UDC – destra radicale).
Si all'aiuto allo sviluppo...
La Svizzera offre il proprio sostegno finanziario ai paesi dell'ex blocco comunista dall'inizio degli anni novanta. Finora la Confederazione ha sborsato 3,5 miliardi di franchi.
Inizialmente tale aiuto era pensato per permettere la transizione di questi stati da un'economia pianificata a un'economia di mercato. La legge votata oggi dai senatori svizzeri permette di prolungare il sostegno elvetico di dieci anni.
Alla fine dello scorso mese di febbraio, la Svizzera ha firmato un memorandum d'intesa con l'UE sulle modalità di ripartizione del miliardo di franchi. L'aiuto assumerà la forma di progetti concreti, scelti da Berna in modo assolutamente autonomo, in collaborazione con i paesi beneficiari (primo fra tutti la Polonia, alla quale andranno quasi la metà degli aiuti).
La consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha ricordato oggi che il miliardo di franchi sarà compensato il seno al Dipartimento federale dell'economia (DFE) e a quello degli affari esteri (DFAE).
Eventualmente è previsto pure il ricorso ai redditi provenienti dalla fiscalità del risparmio. In ogni caso, ha precisato la ministra, l'aiuto allo sviluppo per i paesi del Sud non verrà toccato.
... e si al referendum
Contro il miliardo di franchi in favore dei nuovi paesi membri dell'UE, la Lega dei Ticinesi ha deciso mercoledì scorso il lancio di un referendum (una modifica di legge, per la quale sono necessarie almeno 50mila firme).
Il partito dei Democratici svizzeri e l'«Alleanza dei pagatori di tasse», un movimento vicino all'UDC ben radicato nella regione di Zurigo, hanno dichiarato il loro sostegno all'iniziativa leghista.
Anche l'UDC è intenzionata a fare altrettanto, dopo che il Parlamento ha rifiutato tutte le proposte da lei inoltrate riguardo la cooperazione con i paesi dell'Est.
l'assemblea dei delegati del partito si esprimerà l'8 di aprile su un eventuale sostegno. Il presidente Ueli Maurer ha comunque già dichiarato che nel in cui i delegati votassero contro, si costituirebbe un comitato indipendente di parlamentari UDC in favore della modifica della legge.
Il presidente e consigliere nazionale zurighese si è detto tuttavia ottimista sull'appoggio del suo partito.
swissinfo e agenzie
In breve
La Svizzera verserà un miliardo di franchi in cinque anni al fondo di coesione dell'Unione europea, destinato ad appianare le disparità economiche e a favorire lo sviluppo dei 10 nuovi membri.
Il miliardo di franchi sarà attinto soprattutto dai budget dei Dipartimenti dell'economia e degli affari esteri. Questa somma non andrà invece a scapito dell'aiuto alla cooperazione e allo sviluppo.
Contro il miliardo per la coesione dell'UE è stato annunciato il lancio di un referendum da parte della Lega dei ticinesi (destra populista).
Fatti e cifre
Dei dieci nuovi paesi membri dell'Ue, la Polonia sarà il maggiore beneficiario del contributo elvetico al fondo di coesione, con 489 milioni.
L'Ungheria riceverà 131 milioni, la Cechia 110, la Lituania 71, la Slovacchia 67, la Lettonia 60, l'Estonia 40, la Slovenia 22, Cipro 6 e Malta 3.
Due milioni saranno a disposizione per progetti prioritari.