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Le misure del Consiglio federale per contenere la pandemia da coronavirus rappresentano una profonda ingerenza nel diritto fondamentale della libertà economica. Tuttavia, per venire a capo della crisi da coronavirus occorre trovare un giusto equilibrio tra decreti restrittivi e la concessione di maggiori libertà.
Il «distanziamento sociale» rappresenta una misura ragionevole di prevenzione della salute per società ed economia. La produzione, il consumo, la domanda e l’offerta dovrebbero essere distribuiti nel tempo e nello spazio su una settimana di sette giorni, e non confinati a fasce orarie prestabilite del giorno o della notte. In tal modo è possibile calmierare il consumo di beni e di servizi. Al tempo stesso la flessibilizzazione delle attività aziendali, dei ritmi di produzione e degli orari di lavoro facilita l’osservanza della distanza prescritta. È necessario allentare le disposizioni della legge sul lavoro, ma anche dell’orario di apertura dei negozi, della logistica e del trasporto merci, così come le norme che disciplinano la categoria dei frontalieri e l’amministrazione del settore ospedaliero.
Nel sistema sanitario svizzero gli ospedali sono sollecitati in maniera molto asimmetrica. Mentre gli uni lamentano la mancanza di personale qualificato, altri hanno inoltrato richiesta di lavoro ridotto non essendo in grado di accogliere pazienti Covid-19 a causa della scarsa infrastruttura a disposizione. Servono soluzioni creative nell’ambito del prestito di personale.