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Il gran consigliere turgoviese dell'UDC e avvocato, Hermann Lei, è stato condannato con un decreto d'accusa per il ruolo svolto nella vicenda che agli inizi del 2012 portò alle dimissioni del presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Philipp Hildebrand. Il Ministero pubblico zurighese lo ha giudicato colpevole di tentata istigazione e favoreggiamento della violazione del segreto bancario.
Il decreto d'accusa prevede una pena pecuniaria sospesa con la condizionale di 150 aliquote giornaliere da 110 franchi, più una multa di 3300 franchi.
Hermann Lei non intende accettare la condanna tramite decreto d'accusa. Il suo rappresentante legale, avvocato Valentin Landmann, ha detto all'ats di aver già inoltrato un ricorso. Il caso approderà quindi in tribunale.
Hermann Lei è l'uomo che ricevette da un ex informatico della Banca Sarasin documenti sui conti privati dell'ex direttore della BNS e li passò in seguito al vice-presidente dell'UDC e consigliere nazionale Christoph Blocher.
Stando alla nota diffusa oggi dal Ministero pubblico zurighese, Hermann Lei "esercitò a più riprese la sua influenza" sull'ex informatico, affinché trasmettesse i documenti alla "Weltwoche". E per finire li consegnò lui stesso sia al consigliere nazionale che al settimanale considerato vicino all'UDC.
Gli estratti-conto della Banca Sarasin si riferivano all'acquisto di dollari effettuato dalla moglie di Hildebrand nell'agosto 2011, poco prima che la BNS annunciasse la decisione di voler sostenere il corso del franco svizzero rispetto all'euro.
Blocher informò delle controverse transazioni l'allora presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey e copie degli estratti furono pubblicati dalla "Weltwoche" alla fine di dicembre del 2011. Il 9 gennaio 2012, Philipp Hildebrand annunciò le sue dimissioni da presidente della BNS.
Nella vicenda è intervenuto nel frattempo anche il Ministero pubblico della Confederazione (MPC), che lo scorso agosto ha annunciato l'apertura di un'inchiesta in cui è coinvolto l'ex presidente della BNS.
SDA-ATS