Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/157965

<h2>SubmittedText<h2><p>A metà giugno 2015 il giornalista azero Emin Huseynov ha lasciato il suo Paese alla volta della Svizzera accompagnato dal capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Didier Burkhalter. Secondo il DFAE, all'uomo è stato concesso un visto per motivi umanitari. In precedenza Huseynov era riuscito ad accedere all'ambasciata di Svizzera fornendo informazioni false.</p><p>1. Quante sono le persone arrivate in Svizzera grazie a un visto umanitario da quando questo tipo di visto è stato introdotto? E quanti visti umanitari sono stati rilasciati finora? </p><p>2. Quante persone si trovano attualmente presso le ambasciate svizzere e, come il giornalista azero Emin Huseynov, speculano sul visto umanitario?</p><p>3. Quante sono le procedure di rilascio di visti umanitari attualmente pendenti?</p><p>4. Secondo il Consiglio federale quanti visti umanitari verranno rilasciati in futuro?</p><p>5. Il Consiglio federale non teme che questa uscita da un Paese con tanto di titoli sui giornali e accompagnamento da parte di un consigliere federale possa rappresentare un precedente illustre e innescare così un effetto domino?</p><p>6. Con questo intervento o con azioni simili il Consiglio federale non corre il rischio di compromettere le relazioni con altri Stati e di mettere quindi incautamente a repentaglio anche il principio superiore della neutralità della Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Un visto per ragioni umanitarie viene rilasciato se, in singoli casi concreti, si può ipotizzare che la vita e l'integrità fisica della persona interessata siano immediatamente, seriamente e concretamente minacciate nella sua Patria o nel suo Paese di origine. La persona in questione deve trovarsi in una situazione di emergenza particolare, che rende assolutamente necessario un intervento delle autorità e giustifica il rilascio di un visto. Dall'entrata in vigore dell'istruzione del 28 settembre 2012 "Domande di visto per motivi umanitari" a oggi (2 luglio 2015) sono stati rilasciati in totale 208 visti umanitari. L'istruzione è stata nel frattempo rielaborata ed è indicata con il n. 322.123. Può essere consultata sul sito Internet: <a href="http://www.bfm.admin.ch">www.bfm.admin.ch</a> &gt; Pubblicazioni &amp; servizi &gt; Istruzioni e circolari &gt; Settore degli stranieri &gt; Entrata in Svizzera.</p><p>2. Al momento attuale, nessuna persona è ospitata in maniera permanente in un'ambasciata svizzera nell'attesa di ottenere un visto umanitario d'entrata nel nostro Paese.</p><p>3. Per motivi tecnici legati al sistema non è possibile dire quante sono le domande di rilascio di un visto umanitario attualmente pendenti. Nella banca dati Orbis utilizzata dagli uffici federali competenti sono registrati solo i visti rilasciati o rifiutati. In base all'esperienza, le procedure pendenti presso le rappresentanze all'estero non dovrebbero essere molte. La procedura di rilascio di un visto non può essere paragonata alla procedura, ora soppressa, che permetteva di presentare domande d'asilo nelle ambasciate.</p><p>4. Il Consiglio federale non dispone di una stima del probabile numero di richieste future di visto umanitario. Le domande di un visto di questo tipo devono essere considerate nel contesto della revisione della legge sull'asilo, approvata il 28 settembre 2012 dal Parlamento e accettata dal popolo il 9 giugno 2013, che ha eliminato la possibilità di presentare domande di asilo presso le rappresentanze. La procedura di rilascio di un visto umanitario è più restrittiva della domanda d'asilo presso un'ambasciata e la stragrande maggioranza delle domande di questo tipo è respinta.</p><p>5. Il Consiglio federale considera l'accoglienza di Emin Huseynov nell'ambasciata come un caso connesso a circostanze specifiche. Grazie a un'intensa opera di mediazione il DFAE è riuscito a ottenere l'uscita di Emin Huseynov dall'ambasciata e dal Paese.</p><p>6. Il principio alla base degli sforzi della Svizzera di mantenere, nei limiti del possibile, buone relazioni con tutti gli Stati non ha a che fare con la neutralità ma con l'universalità che guida la politica estera svizzera. Quest'ultima non è stata messa in pericolo da quanto fatto per consentire la partenza di Emin Huseynov dall'Azerbaigian. L'espatrio di Emin Huseynov è stato ottenuto con la collaborazione del governo azero, con il quale la Svizzera mantiene ampie e buone relazioni bilaterali. Si è trattato di un atto umanitario che non è in contraddizione con la neutralità, ma al contrario rientra nella tradizione umanitaria della Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.