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Invece di riadagiarsi nell’acqua, Sweeney uscì e si asciugò rapidamente. Mentre finiva di farlo, guardava il piccolo rigurgito dell’acqua mentre la vasca si svuotava. E gli venne la domanda: ho commesso un assassinio? Non è forse una vasca d’acqua, quando è piena, un’entità? Un ente che ha, se non la vita, per lo meno un’esistenza propria. Ma allora la vita nel corpo umano è come l’acqua in una vasca: non può darsi che attraverso la canalizzazione delle arterie e delle vene essa scorra verso una specie di lago Michigan e poi forse in un oceano, quando viene tolto il tappo della chiusura della vasca? Eppure anche così è un assassinio, perché se l’acqua continuerà a esistere quella data vasca non esisterà mai più, non vivrà mai più.
Cancelò l’evidenza del delitto sciacquando la casca e tornò in camera sua.
Fredric Brown; La statua che urla; Interno Giallo Editore, Milano, 1991
Paolo Flores D’Arcais sull’Unità (registrazione gratuita obbligatoria) del 29 novembre: «A chi appartiene la tua vita? La stessa formulazione grammaticale e sintattica tradisce l’assurdità della domanda. Per essere tua, la tua vita non può appartenere che a te.»
Può essere che la mia vita appartenga a me; sicuramente però non per la formulazione grammaticale. Per convincersi di questo è sufficiente pensare alle seguenti espressioni: «Milano è la mia città», «Lei è mia moglie», «Questa è casa mia» (e sono in affitto).
O tutte queste espressioni sono errori grammaticali, oppure Flores D’Arcais ha scritto una fesseria. Può capitare: chissà quante ne sono scritte su questo sito!
Invidio chi si può permettere una certezza. Non è una cosa da poco: le certezze, nel senso di un sapere talmente indubitabile che l’idea stessa di una obiezione ci ripugna, sono dei beni rari e preziosi, almeno quelle non banali.
Perché di certezze banali è pieno il mondo: la terra è una sfera, il fuoco illumina e scalda, io ho due mani: tutte certezze indubitabili e accessibili a chiunque. Ci siamo talmente abituati che neppure le nominiamo, le riserviamo giusto ai matti e ai bambini. Continua a leggere Certezze