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La nuova legge sugli stranieri, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2008, definisce i principi e le condizioni di base della politica d'integrazione. L'integrazione è considerato un compito trasversale che spetta alla Confederazione, ai Cantoni, ai Comuni e ad altri partner. Se si considera che la Svizzera presenta una proporzione di stranieri tra le più elevate d'Europa, si può dire che l'integrazione degli immigrati nel nostro Paese è perlopiù riuscita.
Il rapporto sull'integrazione del luglio 2006 dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha tuttavia rivelato problemi e deficit per quanto concerne l'integrazione di una parte della popolazione straniera. Il 30 agosto 2006, il Consiglio federale ha pertanto incaricato i dipartimenti e gli uffici di sviluppare, ciascuno negli ambiti di propria competenza, misure tese a migliorare tale situazione. I lavori sono stati portati avanti nel quadro del Gruppo di lavoro interdipartimentale per le questioni delle migrazioni (IAM) diretto dall'Ufficio federale della migrazione.
Punti salienti dell'integrazione
Le conoscenze linguistiche rappresentano - per i giovani - una condizione essenziale per accedere alla scuola e alla formazione professionale. Per gli adulti, invece, sono indispensabili per avere successo nel mondo del lavoro. La promozione della lingua è un punto centrale dell'integrazione e va presa in considerazione nel contesto di tutte le misure. Altri ambiti che il Consiglio federale considera prioritari sono la formazione professionale e il lavoro. Nel complesso il Consiglio federale presenta un pacchetto di 40 misure. Le persone straniere hanno una responsabilità propria per quanto concerne la loro integrazione. È necessario che si familiarizzino con gli usi e costumi della Svizzera e che imparino una lingua nazionale.
Le misure inerenti alla formazione e al lavoro rientrano nella sfera di competenza dell'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT), della Segreteria di Stato dell'economia (seco) e dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS). Le misure nell'ambito della promozione linguistica vanno rafforzate e meglio coordinate di concerto e in mutua cooperazione dai diversi partner, sotto la direzione dell'Ufficio federale della migrazione.
Ulteriori misure
I servizi federali competenti hanno sviluppato ulteriori misure complementari in vari settori: miglioramento della situazione nelle zone abitative, promozione specifica dell'integrazione, sicurezza pubblica, sport, sanità, alloggio, pianificazione del territorio, statistica e lotta al razzismo.
Coordinamento delle misure
Il Consiglio federale ha deciso di incaricare il Gruppo di lavoro interdipartimentale per le questioni delle migrazioni (IAM) di accompagnare le misure. Per il coordinamento a livello di uffici sarà fatto ricorso a organi specialistici esistenti. Il Consiglio federale ha vagliato la proposta di istituire un delegato all'integrazione. L'istituzione di una tale funzione presterebbe a confusione per quanto concerne le competenze, ostacolando così l'attuazione e il coordinamento delle misure d'integrazione (monitoraggio).
Nella maggior parte dei contesti in cui si concretizza l'integrazione, quali scuola, formazione professionale, mercato del lavoro e coabitazione nei Comuni o nei quartieri, la competenza per la promozione dell'integrazione spetta ai Cantoni e ai Comuni. Gli uffici e i dipartimenti, entro le sfere di loro competenza, consulteranno pertanto i servizi cantonali e comunali, coinvolgendoli nell'attuazione delle misure.
Ultima modifica 22.08.2007