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Due reattori nucleari si avvicinano in Giappone a riprendere le "normali operazioni" dopo quattro mesi di stop forzato a seguito della crisi di Fukushima. L'Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare (Nisa) ha invitato Kansai Electric e Hokkaido Electric, 2 tra i 9 gestori di impianti atomici a uso civile nel Sol Levante, a preparare i test finali in vista del ritorno alla piena attività.
Le utility, riferisce il quotidiano finanziario Nikkei, hanno iniziato le verifiche che, se a buon fine, concluderanno la fase delle ispezioni periodiche, di solito obbligatorie in Giappone ogni 13 mesi.
Poco prima del sisma/tsunami dell'11 marzo che ha colpito il nordest del Paese e causato l'emergenza di Fukushima, il reattore n.3 di Tomari della Hokkaido Electric e il n.1 di Oi della Kansai Electric avevano ricevuto l'approvazione dalle autorità locali per la ripresa operativa, mentre i test finali erano stati congelati dopo la peggior crisi nucleare, ancora tutta da risolvere, da quella di Cernobyl del 1986.
Malgrado la mancanza del via libera ufficiale, i due reattori stanno fornendo energia a pieno regime: se la situazione dovesse prolungarsi "si potrebbero sollevare problemi legali", ha notato Yoshinori Moriyama, funzionario della Nisa.
Il premier Naoto Kan ha espresso riserve sul riavvio dei reattori e ha chiesto un nuovo ciclo di controlli di sicurezza, ma per l'Agenzia i due reattori in questione sono da considerare in modo separato, in quanto le ispezioni sono nella fase finale e sono già in esecuzione.
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