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Antonio Manuel de Oliveira Guterres
KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI(sda-ats)
Sarà Antonio Guterres il nuovo segretario generale dell'Onu: l'ex premier portoghese ed ex Alto Commissario per i rifugiati è stato nominato per acclamazione dal Consiglio di Sicurezza, che per una volta è riuscito a superare le divisioni.
La prossima settimana il passaggio finale, quando l'elezione verrà ratificata dall'Assemblea Generale.
Non sarà dunque una donna il successore di Ban Ki-moon, come auspicato per mesi da numerosi Paesi membri e dallo stesso leader del Palazzo di Vetro. Ma potrebbe essere una donna la vice di Guterres: i giochi per la scelta del numero due sono aperti sino a dopo la conferma del neo segretario generale. Tuttavia durante la campagna elettorale è emerso che l'ex premier portoghese quasi certamente sceglierà un numero due 'rosa', perché a suo parere alle Nazioni Unite è "cruciale la parità di genere".
"Congratulazioni ad Antonio Guterres per la sua nomina. Lo conosco bene e lo considero una scelta superba", ha commentato il segretario generale uscente.
Guterres, veterano della politica e della diplomazia, primo ministro portoghese dal 1995 al 2002 e Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati dal 2005 al 2015, entrerà in carica il 1 gennaio 2017, e lo sarà sino al 31 dicembre 2021. "Era il candidato migliore, e questa è stata considerata all'unanimità la cosa più importante", ha dichiarato l'ambasciatore russo Vitaly Churkin, presidente di turno dei Quindici, commentando la mancata elezione di una donna come leader dell'Onu.
Il segretario generale eletto, si è descritto come "un onesto mediatore, un costruttore di ponti, una persona che cerca di creare le condizioni per il consenso". "Per descrivere cosa provo in questo momento bastano due parole: gratitudine e umiltà": è stato il suo primo commento in videoconferenza da Lisbona.
"La mia gratitudine va al Consiglio di Sicurezza per sua fiducia, ma anche all'Assemblea Generale e agli stati membri per il processo di selezione aperto e trasparente", ha precisato, dicendosi "commosso nel vedere l'unita' dell'organo Onu". "Unità e consenso sono assolutamente indispensabili affinché il Cds affronti le sfide del nostro tempo - ha concluso - ma serve umiltà per riconoscere le sfide odierne e per servire i popoli, soprattutto i più vulnerabili, come le vittime di conflitti e povertà".
La sua esperienza lo ha fatto emergere sin dal primo voto preliminare del Cds come il favorito, ma si temeva il veto di Mosca, che premeva per scegliere un candidato dell'est Europa (gruppo regionale a cui per rotazione informale sarebbe spettato il posto). Questo, insieme alle forti tensioni tra Russia e Stati Uniti, facevano pensare ad un processo lungo e complesso, tanto che il risultato, arrivato velocemente e all'unanimità, è stata una sorpresa per molti.
sda-ats