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In cinque anni sono stati prodotti 150 attestati di carenza beni, per un totale di un milione di franchi di credito vantati dall'ente pubblico. Ma le società riconducibili a Tito Bravo e Paolo Guarnieri non fallivano.
Sarebbe stato questo, come anticipato dalla RSI, il trucco. In pratica le società di gestione delle discoteche facevano debiti fittizi con privati ed enti pubblici, ma nonostante ciò la legge non prevedeva il loro fallimento.
L'inchiesta sarebbe partita circa un anno fa. E mercoledì scorso è sfociata nell'arresto di Tito Bravo e Paolo Guarnieri. Ai due titolari del NYX sono contestati diversi reati. Anzitutto di natura finanziarie: truffa, appropriazione indebita, amministrazione infedele,bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento, diminuzione dell'attivo in danno dei creditori, cattiva gestione, falsità in documenti, impiego di stranieri sprovvisti di permesso, frode fiscale, e diverse infrazioni per il mancato versamento degli oneri sociali (infrazione alla LAVS, infrazione alla LAINF, infrazione alla LPGA, infrazione alla LAI). Ai due vengo inoltre contestati i reati di sequestro di persona, coazione, lesioni gravi o semplici, omissione di soccorso e favoreggiamento.
L'inchiesta è coordinata dal procuratore generale John Noseda e dal procuratore pubblico Nicola Respini.