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Il Consiglio federale ha presentato oggi la tanto attesa Riforma III dell'imposizione delle imprese: propone la soppressione di alcune norme fiscali esistenti che non saranno più compatibili con gli standard internazionali. I Cantoni saranno indennizzati con una compensazione pari a un miliardo di franchi. L'intero dossier va ora in consultazione fino al 15 gennaio 2015.
Le norme che dovranno essere eliminate, spiega il governo in un comunicato, sono gli statuti fiscali applicati dai Cantoni alle società holding, alle società di domicilio e quelle miste. Queste regolamentazioni fiscali, afferma ancora l'esecutivo, in futuro "presumibilmente non saranno più compatibili con gli standard internazionali".
A titolo di compensazione, la Confederazione prevede di introdurre nuovi strumenti fiscali, quali ad esempio i "licence box". Ampiamente diffusi in altri Stati Ue e OCSE e applicati in Svizzera solo dal canton Nidvaldo, essi consentono un'imposizione privilegiata, ossia più bassa, dei redditi generati dalla proprietà intellettuale (brevetti, marchi, fino ai procedimenti produttivi segreti).
Il governo vuole anche dare la possibilità ai Cantoni di introdurre agevolazioni mirate in materia di imposta sul capitale. Pure previste una serie di misure per rafforzare il diritto tributario. Tra questi provvedimenti figura l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio.
La soppressione degli statuti fiscali privilegiati peserà soprattutto sulle casse cantonali e comunali. La Confederazione, invece, approfitterà del rafforzamento della competitività fiscale a livello di entrate dell'imposta federale diretta.
Per questo motivo, il Consiglio federale intende operare una compensazione verticale tra Confederazione e Cantoni per un miliardo di franchi. Concretamente, il governo propone di aumentare la quota dell'imposta federale diretta versata ai cantoni.
In totale (compreso il miliardo versato ai cantoni) la Riforma III dell'imposizione delle imprese peserà sulle casse della Confederazione per 1,7 miliardi di franchi.