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La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha esaminato il messaggio del Consiglio federale concernente gli aumenti di capitale della Banca mondiale e della Banca africana di sviluppo (20.024) e ha approvato la partecipazione della Svizzera con 10 voti contro 1 e 1 astensione. I consiglieri federali Cassis e Parmelin l’hanno inoltre informata sulle attuali sfide legate alla Covid-19. La Commissione ha anche approvato a larga maggioranza il credito aggiuntivo deciso dal Consiglio federale per gli aiuti umanitari.
La Commissione ritiene che, assieme ad altre banche multilaterali di sviluppo, al Fondo monetario internazionale e all’ONU, la Banca mondiale e la Banca africana di sviluppo contribuiscano in modo importante a risolvere sfide globali come le crisi finanziarie, i cambiamenti climatici, le catastrofi naturali, le crisi legate ai rifugiati e in particolare anche le pandemie. Per la Svizzera partecipare agli aumenti di capitale è di grande interesse per la propria politica dello sviluppo, la propria politica economica ed estera. A tal fine la Commissione approva crediti per un totale di 2759,29 milioni di franchi. Di questi verranno versati 297,4 milioni di dollari. La somma restante servirà come capitale di garanzia e riserve monetarie. Una minoranza vorrebbe che nei decreti federali concernenti l’aumento di capitale fosse esplicitamente sancito che nel quadro della Banca mondiale e della Banca africana di sviluppo la Svizzera s’impegni contro la corruzione, le politiche autoritarie e i progetti con combustibili fossili. La maggioranza è convita che queste richieste siano già contenute nell’attuale mandato. Inoltre per motivi d’ordine politico-istituzionale in un decreto federale concernente l’aumento di capitale non va aggiunto alcun articolo supplementare.
CRISI LEGATA ALLA COVID-19
La CPE-S si è occupata della crisi e delle sue conseguenze per la politica estera, la politica europea e la politica economica esterna. Ha discusso in particolare degli sforzi fatti dalla Svizzera nell’ambito degli aiuti umanitari, nonché delle ripercussioni della pandemia sulla cooperazione internazionale, delle operazioni di rimpatrio organizzate dal DFAE, dello stato attuale dell’importante dossier concernente l’Europa e delle conseguenze della pandemia sull’economia esterna e il libero scambio. La Commissione si è in particolare informata sugli sviluppi nel settore dei controlli degli investimenti e sulle considerazioni del Consiglio federale in merito alla rilocalizzazione in Svizzera di produzioni chiave – segnatamente di quelle relative all’approvvigionamento sanitario.
Il 30 aprile 2020 il Consiglio federale ha deciso di concedere al CICR un prestito senza interessi di 200 milioni di franchi e di stanziare un credito di 25 milioni di franchi a favore di un fondo istituito dal Fondo monetario internazionale per far fronte alle catastrofi. Inoltre vuole sostenere con ulteriori 175 milioni di franchi le organizzazioni internazionali nella lotta contro le conseguenze del coronavirus, la metà dei quali proveniente dal bilancio attuale. Prima della decisione del Consiglio federale la CPE-N aveva depositato la mozione 20.3131 («Credito aggiuntivo per l’aiuto umanitario»). Dato che con il suo pacchetto di misure il Consiglio federale soddisfa la mozione, nel quadro delle sue discussioni la maggioranza della CPE-S non ha sollevato obiezioni, approvando quindi con 10 voti contro 2 e 1 astensione la mozione che contribuisce a combattere la crisi legata al coronavirus e a migliorare la situazione precaria nei campi profughi.
La Commissione ha trattato la mozione 20.3130 («Graduale apertura delle frontiere e ripristino della libera circolazione delle persone») in presenza della consigliera federale Karin Keller-Sutter. Dopo una vivace discussione ha approvato la mozione con 10 voti contro 1 prendendo nel contempo atto della petizione 20.2006 («Abrogare la chiusura delle frontiere in virtù dell’ordinanza 2 COVID-19»).
NEGOZIATI DI LIBERO SCAMBIO CON TAILANDIA E MOLDOVA
Dopo essere stata consultata la Commissione ha sostenuto senza voti contrari i mandati negoziali del Consiglio federale per gli accordi di libero scambio che la Svizzera intende concludere con la Moldova e la Tailandia. Sempre all’unanimità la CPE-S ha approvato il mandato negoziale per l’Accordo sul cambiamento climatico, sul commercio e sulla sostenibilità (ACCTS).
INFORMAZIONE SULL’IMPOSIZIONE DELL’ECONOMIA DIGITALE
Nell’ambito di un’altra consultazione la Commissione è stata informata ampiamente dal consigliere federale Ueli Maurer sui recenti sviluppi in relazione all’imposizione dell’economia digitale. Poiché la lotta all’elusione fiscale illecita delle imprese multinazionali era diventata un obiettivo centrale della comunità internazionale, nel 2013 l’OCSE e gli Stati del G20 hanno varato un progetto per contrastare l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili («Base Erosion and Profit Shifting», BEPS). Le sfide fiscali derivanti dalla digitalizzazione dell’economia sono state identificate come una delle principali priorità della BEPS. La Commissione continuerà a seguire da vicino i lavori svolti nel quadro dell’OCSE e del G20 e a chiedere al Consiglio federale informazioni sulla posizione della Svizzera e sulle possibili conseguenze fiscali.