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BELLINZONA - L'ex ministro dell'Interno del Gambia Ousman Sonko, sospettato di crimini contro l'umanità nel suo paese, rimarrà in carcere in Svizzera almeno fino al 25 ottobre. Il Tribunale penale federale (TPF) ha respinto un ricorso dell'africano, che può ancora rivolgersi al Tribunale federale di Losanna.
Nella decisione pubblicata oggi la Corte dei reclami penali di Bellinzona afferma che esistono sospetti sufficienti per un prolungamento. I giudici poggiano la loro decisione su rapporti indipendenti di relatori speciali delle Nazioni unite riguardanti la tortura e le esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in Gambia. Contrariamente a quanto sostiene Sonko - affermano - il rapporto sulla tortura non è stato esaminato in modo unilaterale o parziale.
Nel frattempo, il Ministero pubblico della Confederazione che conduce l'inchiesta a suo carico ha proceduto a tre nuove audizioni di cittadini gambiani.
Ousman Sonko, comandante della guardia presidenziale gambiana nel 2003 e poi ministro dell'Interno tra il 23 ottobre 2006 e il 19 settembre 2016, si è rifugiato lo scorso novembre in Svizzera. Il 26 gennaio è stato arrestato a Lyss (BE), dove soggiornava in un centro di transito per richiedenti asilo, su denuncia di Trial, la Ong con sede a Ginevra che si occupa di lottare contro l'impunità per crimini internazionali.
Il 48enne africano è accusato di essere responsabile di atti di tortura commessi dalle forze di polizia e dal personale carcerario a lui sottoposti, oppure da gruppi ad essi legati, sotto il regime del presidente Yahya Jammeh.
Il TPF aveva già autorizzato a giugno un prolungamento della detenzione preventiva fino al 25 luglio. Il ricorso di Sonko era stato bocciato dal Tribunale federale a metà agosto. Nel frattempo la Procura federale ha esteso l'indagine penale ad altri reati e ha ottenuto una ulteriore proroga fino al 25 ottobre.