Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/256805

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio nazionale ha adottato il postulato 22.3007. Il rapporto richiesto nel postulato deve presentare una panoramica delle capacità necessarie alla gestione dei pericoli naturali dovuti al clima che devono essere fornite dalla protezione della popolazione, dall'esercito o dal servizio civile. </p><p>Uno studio della primavera 2023 analizza le ripercussioni della guerra di aggressione russa sulla popolazione ucraina. Trae delle conseguenze per la protezione della popolazione svizzera e identifica delle lacune nell'attuale concetto di protezione della popolazione. Lo studio è disponibile sul sito <a  href="https://www.maja-riniker.ch/politik-1/studie-zivilschutz">https://www.maja-riniker.ch/politik-1/studie-zivilschutz</a>. </p><p>Il ritorno della guerra sul suolo europeo induce a riorientare nuovamente i concetti, le competenze e le capacità della protezione della popolazione maggiormente a uno scenario di guerra. In particolare, occorre esaminare due aspetti: la ripartizione dei compiti nell'ambito del salvataggio dalle macerie tra esercito, protezione civile, pompieri e settore economico, e le capacità effettivamente disponibili in caso di emergenza in uno scenario di guerra. </p><p>Nella preparazione delle risposte, invito il Consiglio federale a integrare questi aspetti aggiuntivi nel rapporto chiesto dal postulato 22.3007. Chiedo inoltre al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. il Consiglio federale prevede di integrare gli aspetti summenzionati nel rapporto chiesto nel postulato 22.3007 o è necessario un postulato separato? </p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a riorientare maggiormente le capacità della protezione della popolazione a uno scenario di guerra? </p><p>3. Secondo il Consiglio federale, le competenze della protezione civile sono sufficienti per svolgere i suoi compiti in caso di atti di guerra? </p><p>4. È necessario adeguare la ripartizione dei compiti di gestione di un evento bellico tra l'esercito e la protezione civile, e in caso affermativo, come? </p><p>5. Il Consiglio federale come valuta l'attuale profilo prestazionale della protezione civile per quanto riguarda il salvataggio dalle macerie? </p><p>6. In caso di emergenza, vi sarebbe effettivamente sufficiente personale addestrato a manovrare macchinari pesanti e sarebbero disponibili sufficienti mezzi pesanti tra privati (imprese di costruzione), protezione civile, pompieri ed esercito? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1., 2., 4. e 6. Il rapporto in adempimento del postulato 22.3007 CPS-N «Capacità necessarie alla gestione dei pericoli naturali dovuti al clima» verterà in primo luogo sulle competenze che la protezione della popolazione, l’esercito e il servizio civile devono possedere per gestire i pericoli naturali legati al clima. Come base per il rapporto viene elaborata un’analisi completa delle capacità della protezione della popolazione.</p><p>Quest’analisi, che dovrebbe essere disponibile a inizio 2024, prenderà in esame anche lo scenario di un conflitto armato. Il rapporto chiesto nel postulato comprenderà quindi anche una panoramica delle capacità necessarie in caso di guerra. Il Consiglio federale ritiene pertanto che le questioni sollevate nelle domande 1., 2. 4. e 6. della presente interpellanza saranno trattate nel rapporto e che non occorre un postulato separato.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>3. Il profilo prestazionale della protezione civile è stato definito nella Strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ (FF 2012 4849). In caso di conflitto armato, la protezione civile fornirebbe le stesse prestazioni come in situazione di catastrofe o d’emergenza (assistenza di persone in cerca di protezione, aiuto alla condotta, supporto tecnico, logistica e protezione dei beni culturali). Nell’ambito della citata analisi delle capacità della protezione della popolazione, si intende chiarire se e in che misura la protezione civile debba ampliare le sue prestazioni a livello qualitativo e quantitativo, ad esempio nel settore sanitario, nel salvataggio tra le macerie, nella lotta agli incendi e nel sostegno alla popolazione in vista dell’occupazione dei rifugi.</p><p>&nbsp;</p><p>5. In caso di terremoto, le autorità competenti possono contare sul sostegno della protezione civile e dell’aiuto militare in caso di catastrofe (truppe di salvataggio), che dispone di personale addestrato ad hoc e mezzi pesanti (attrezzi e macchinari). Inoltre, per le operazioni di salvataggio e l’assistenza ai numerosi feriti in seguito a un sisma, la Svizzera riceverebbe aiuti internazionali. L’attuale profilo di prestazioni permetterebbe quindi di gestire questo tipo di scenario. In caso di conflitto armato, una parte dei mezzi di salvataggio dell’esercito sarebbero probabilmente impiegati in missioni militari, e il sostegno militare non sarebbe quindi più garantito in egual misura. Nell’ambito dell’analisi delle capacità della protezione della popolazione, si accerterà pertanto anche se e in che misura sarebbe necessario ampliare le prestazioni della protezione civile nel campo del salvataggio tra le macerie per il caso di un conflitto armato.</p>