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Da lunedì 11 a venerdì 15 febbraio 2019
È indubbio che la rivoluzione a Cuba segnò uno spartiacque nello sviluppo e nell'organizzazione di molti settori della società dell’isola caraibica, ivi compresa la musica.
Se il jazz americano era entrato con decisione a far parte di un contesto musicale già di per sé ricchissimo, con l’avvento delle grandi formazioni di Perez Prado, Armando Romeu Gonzalez e Benny Moré che strizzavano l’occhio a Duke Ellington o Stan Kenton, dall'altra molti musicisti cubani avevano cercato fortuna a New York o vi erano stati addirittura chiamati, contribuendo da par loro alla nascita del cosiddetto latin jazz: il trombettista e poi direttore d’orchestra Mario Bauza (con Chick Webb, Ella Fitzgerald, Cab Calloway), i percussionisti Chano Pozo e Machito che lavorarono con i boppers.
Con la presa di potere di Fidel Castro, questo interscambio diretto cessò. Molti musicisti scelsero la via dell’esilio ma quelli che restarono, benché inquadrati in un’organizzazione statale dell’attività musicale, diedero un nuovo impulso allo sviluppo di un originale jazz cubano, anche grazie al movimento della Nueva Trova iniziato nei primi anni ’70.
Marcello Lorrai ci conduce in questo ciclo di “Birdland” sulla base di documenti noti e di altri direttamente raccolti sul posto.