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Dölf Reist faceva parte del quartetto di alpinisti svizzeri che nel 1956 conquistarono l'Everest. Il bernese documentò anche fotograficamente la spedizione. Quegli scatti costituirono le pietre miliari di una carriera parallela di successo come fotografo di montagna, autore di libri illustrati e conferenziere.
Morto nel 2000 all'età di 79 anni, di statura Reist era piccolo solo fisicamente, perché era un uomo dai molteplici talenti: egli incarnava non solo i vertici dell'alpinismo e della fotografia di montagna del dopoguerra, ma pubblicò anche numerosi libri illustrati ed eccelse come narratore.
Nei suoi tour attraverso la Svizzera riempiva di gente le grandi sale in cui proiettava le sue diapositive e con i suoi racconti di prima mano affascinava un pubblico eterogeneo, che andava dai giovani agli anziani. Dall'attività di conferenziere ricavava una sostanziosa parte del suo reddito.
Reist è dunque considerato uno dei precursori delle odierne stelle dell'alpinismo estremo, che creano grande richiamo con le loro presentazioni multimediali high-tech inscenate come eventi.
(Testo: Renat Kuenzi, swissinfo.ch/ Immagini: Dölf Reist/Museo alpino svizzero)