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Come conciliare diritti umani e tutela dell'ambiente
Aggiornamento del 27 febbraio 2020: dichiarazione del WWF sul Parco nazionale di Salonga nella Repubblica Democratica del Congo
Nei Paesi e nelle regioni che presentano rischi elevati per via delle proprie circostanze specifiche è già stata adottata una vasta gamma di misure che includono l'intensificazione o l'accelerazione delle attività già avviate, in particolare nel bacino del Congo, dove guerre, disordini violenti e conflitti armati rappresentano sfide difficili per la tutela dell’ambiente.
Alcuni esempi delle misure adottate nella Repubblica Democratica del Congo:
- introduzione della convenzione quadro migliorata per le Safeguards ambientali e sociali nell'ambito del programma Salonga.
- in collaborazione con due organizzazioni locali per i diritti umani, sono state commissionate due missioni esplorative relative alle accuse nei confronti delle eco-guardie dal 2002 ad oggi (fine 2018 e ottobre 2019). I risultati sono stati presentati all'ICCN e all'Ufficio del Procuratore militare, responsabile dell’avvio di azioni legali contro eco-guardie.
- istituzione di una convenzione quadro nel Parco nazionale di Salonga che unisce i principali portatori d’interesse e le comunità (rappresentate dai capi tradizionali), le organizzazioni della società civile e i funzionari locali per garantire la consultazione delle comunità locali e il loro pieno coinvolgimento nelle strutture governative in loco.
- Un partenariato di progetto in corso con OXFAM, il World Agroforestry Center (ICRAF) e la ONG italiana ISCO, che ha esperienza nello sviluppo rurale e delle comunità, per aiutare a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali, ivi compresi i gruppi indigeni, e per fornire l'accesso ai servizi sanitari e di istruzione di base.
- sviluppare un migliore meccanismo di denuncia per le comunità locali e le popolazioni indigene che tenga conto della posizione isolata e complessa di Salonga, e che nel corso del 2020 sarà sottoposto alle comunità ai fini consultivi.
- sostegno alla formazione olistica e tutoraggio continuo per tutte le (oltre 300) eco-guardie statali a Salonga, sulla base di approcci in materia di diritti umani, buona leadership e misure di protezione della comunità dal 2020, partendo dalla formazione in materia di diritti umani svolta dalle eco-guardie dal 2016.
- introduzione di un codice di condotta per le eco-guardie, congiuntamente all’ente statale “Institut Congolais pour la Conservation de la Nature (ICCN)”. Il programma di formazione sopra menzionato include tale codice.
- discussioni in corso con il governo della Repubblica Democratica del Congo in merito al Parco nazionale di Salonga per garantire che il sostegno del WWF renda un accordo congiunto sul rispetto dei diritti umani una conditio sine qua non, incluso un comprovato impegno volto a un cambiamento sistemico che garantisca assoluta priorità ai diritti umani.
Queste attività completano il lavoro in corso nella Repubblica Democratica del Congo, che comprende quanto segue:
- sostegno a più di 340 comunità nella costituzione di comitati di sviluppo regionali.
- sostegno nella costruzione di due centri sanitari e tre magazzini (per lo stoccaggio di prodotti agricoli) e nella formazione di circa 6500 persone provenienti dalle comunità circostanti in merito all'impiego di metodi di coltivazione sostenibili.
- una partnership con “Action d'Aide Sanitaire et de Développement aux plus Démunis (AASD)” per sviluppare la capacità di consentire alle donne di essere attivamente coinvolte nei comitati di sviluppo regionale in sede di decisioni relative allo sfruttamento del territorio.
- sostegno alle donne congolesi nella loro lotta per i diritti alla terra, che nel 2016 ha spinto il governo ad inasprire la legge secondo cui le donne devono essere coinvolte nelle concessioni forestali locali, durante tutte le fasi del processo decisionale.
Ulteriori informazioni sulle sfide e le opportunità delle attività inclusive di conservazione della natura a Salonga sono disponibili qui.
Aggiornamento dell'11 dicembre 2019: Dichiarazione del WWF sul Parco nazionale di Salonga nella Repubblica Democratica del Congo
Il WWF sospende con effetto immediato il suo sostegno alle pattuglie sul campo nel Parco nazionale di Salonga nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). La sospensione è attiva a partire da mercoledì 11 dicembre 2019. La decisione arriva alla luce delle indagini condotte dalla polizia locale sul tragico caso di un corpo ritrovato all’interno del parco. Prenderemo in considerazione la revoca di questa sospensione una volta che le autorità avranno completato le indagini e potranno confermare che saranno intraprese azioni rapide e risolute contro qualsiasi parte ritenuta colpevole.
Ci impegniamo a fondo per garantire un futuro a lungo termine alle foreste e alla biodiversità per le persone e la natura in contesti difficili come Salonga. Per questo motivo continuiamo a sostenere il lavoro cruciale di crescita e sviluppo della comunità insieme alle comunità locali e indigene che vivono a Salonga e dintorni, mentre è in atto la sospensione del sostegno alle pattuglie sul campo.
Ciò include attività relative alla gestione forestale della comunità, all'agricoltura conservativa, all'accesso al mercato e allo sviluppo delle catene di valore, alle strutture di supporto alla comunità e alla governance e alla gestione del meccanismo di reclamo, oltre che alla diffusione delle tutele ambientali e sociali potenziate del WWF.
Aggiornamento dell'11 luglio 2019: il WWF garantisce la tutela dei diritti umani e chiarisce le accuse
La collaborazione con le comunità locali e il rispetto dei diritti umani sono tra i principi fondamentali del WWF e sono i pilastri dei nostri successi in ogni angolo del mondo per quanto riguarda la tutela dell’ambiente. Per questo motivo siamo sconcertati dalle accuse mosse nei confronti di alcuni nostri partner, che collaborano con noi in alcune regioni. Il WWF non tollera violazioni dei diritti umani e siamo profondamente afflitti e preoccupati per tutte le vittime dei presunti abusi.
Il WWF opera in aree geografiche e contesti sociali estremamente difficili. Stiamo rafforzando con costanza i nostri metodi di lavoro con l'obiettivo di incrementare la tutela dei diritti delle persone e di garantire al meglio la loro sicurezza, ovunque operiamo nel mondo.
Stiamo facendo tutto il possibile per chiarire le accuse e per essere certi che i presunti responsabili rispondano delle proprie azioni davanti alla giustizia, se le accuse dovessero essere fondate. Allo stesso tempo, sottoponiamo i nostri metodi di lavoro a un controllo sistematico al fine di rafforzare ulteriormente la tutela dei diritti umani. Non solo: il WWF ha avviato tutte le misure necessarie per essere sicuri che non avvengano abusi di alcun tipo in futuro e che questo venga garantito anche in regioni e zone critiche e con uno Stato di diritto non sufficientemente trasparente.
Il 4 marzo 2019 abbiamo annunciato un’indagine indipendente per comprendere appieno le accuse relative alla violazione dei diritti umani nei luoghi in cui operiamo per agire di conseguenza. Questa indagine indipendente è condotta da un gruppo guidato dall'ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navi Pillay. Al termine dell’indagine il comitato di esperti riferirà le conclusioni e le raccomandazioni.
Aggiornamento sugli avvenimenti nella Repubblica Democratica del Congo
Nel giugno 2018, in risposta alle accuse relative ad alcuni fatti accaduti nel Parco nazionale di Salonga nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), il WWF e l'ente governativo dell'Institut Congolais pour la Conservation de la Nature (ICCN) hanno avviato un'indagine che è stata ampliata al fine di far luce sulle accuse mosse dall’organizzazione Rainforest Foundation UK (RFUK) tra maggio e novembre 2018 relative a sei presunti crimini violenti. Anche la ONG congolese APEM, in rappresentanza della RFUK, è stata invitata a partecipare all'inchiesta.
L’indagine si è conclusa nel febbraio di quest'anno. Sulla base dei risultati dell'indagine sono state adottate tempestivamente le seguenti misure:
- il WWF e l'ICCN hanno trasmesso tutti e sei i casi in oggetto all’Auditeur militaire, l'autorità competente incaricata di avviare i procedimenti giudiziari all'interno del Paese;
- su raccomandazione del WWF, l'ICCN ha sospeso tutte le eco-guardie sospettate di essere coinvolte negli episodi, in attesa del procedimento giudiziario;
- un'altra indagine indipendente si svolgerà in agosto per esaminare ulteriormente le accuse sollevate recentemente da Rainforest UK.
Tra i motivi per cui la relazione non è stata resa pubblica vi è la preoccupazione riguardo alla salute e alla sicurezza delle vittime e delle loro comunità e la volontà di non interferire con il corretto procedimento legale. Non si vuole essere d’intralcio alle indagini penali contro i presunti colpevoli. Una bozza del rapporto è stata condivisa con i partner del progetto ed è stata presentata su base confidenziale alla Rainforest UK.
A seguito del rapporto, il WWF ha anche sostenuto con la massima fermezza e nei termini più assoluti, insieme alle autorità della Repubblica Democratica del Congo, il proseguimento del processo giudiziario, affinché tutti i presunti colpevoli venissero sottoposti ad un processo. Ciò è stato concordato tra il Direttore generale di WWF International, l’ICCN e il Ministro ad interim per l'ambiente e lo sviluppo sostenibile della Repubblica Democratica del Congo in un meeting che si è tenuto a Kinshasa nel maggio 2019.
Questi gli ulteriori accordi che sono stati presi:
- l’attuazione di un nuovo codice di condotta, che dovrà essere firmato da tutti i dipendenti del parco;
- un piano volto a migliorare e potenziare il meccanismo di denuncia a Salonga nel 2019;
- la sospensione immediata delle pattuglie congiunte tra eco-guardie e unità militari;
- sforzi continui per sostenere l’implementazione delle imprese forestali comunitarie, in qualità di amministratori della conservazione, come metodo per garantire il coinvolgimento delle popolazioni locali e mezzi di sussistenza sostenibili per le comunità.
I risultati dell'inchiesta di Salonga sono stati inclusi anche nell’indagine indipendente della commissione di Navanethem Pillay. Saranno inoltre utilizzati dal WWF per rivedere i suoi standard ambientali e sociali globali.
Revisione degli standard ambientali e sociali globali
Stiamo lavorando in tutta la rete del WWF per porre le persone al centro della tutela ambientale. Alcuni dei passi concreti che abbiamo già intrapreso includono:
- potenziamento del WWF Environmental and Social Safeguards Framework (ESSF) per sviluppare le politiche esistenti e favorire la loro attuazione nel nostro lavoro di conservazione;
- l'istituzione di un gruppo di lavoro transnazionale per garantire l'applicazione e l'ulteriore sviluppo dei nuovi standard ambientali e sociali in tutto il mondo attraverso la rete WWF;
- l'istituzione di un meccanismo indipendente di monitoraggio e riesame per sviluppare ulteriormente i meccanismi di denuncia esistenti al fine di esaminare i reclami e le denunce delle comunità locali in modo affidabile e tempestivo.
Inoltre, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi cercheremo scambi intensivi con vari partner, tra cui le popolazioni indigene e le comunità locali, le ONG sociali, di conservazione e ambientali, i governi e le organizzazioni per lo sviluppo. Vogliamo ascoltare le persone e le comunità più colpite e garantire che siano attivamente coinvolte nella progettazione e nella realizzazione di progetti locali.
Il WWF riferirà sui risultati di questi colloqui, nonché sullo stato di avanzamento delle indagini e delle azioni che stiamo intraprendendo per proteggere i diritti umani.