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Il numero di feriti gravi è aumentato l’anno scorso sulle strade svizzere, in particolare tra le persone anziane, ma anche tra i ciclisti e i pedoni. È quanto deplora l’Ufficio prevenzione infortuni (Upi) nel suo barometro annuale della sicurezza stradale.
Nel 2021 il numero di persone gravemente ferite in seguito a un incidente della circolazione è salito a 3’933, precisa l’Upi in una nota odierna. Inoltre 200 utenti della strada hanno perso la vita. È cresciuto soprattutto il numero di incidenti gravi che hanno coinvolto pedoni di età superiore a 75 anni, nonché chi usa monopattini elettrici o e-bike lente.
È salito anche il numero di incidenti gravi subiti da giovani motociclisti tra i 15 e 17 anni. In quest’ultima categoria l’aumento è probabilmente dovuto a una decisione politica diventata effettiva all’inizio del 2021, che permette di guidare motociclette e scooter con una velocità fino a 45 km/h già a partire da 15 anni e moto di 125 cc a partire da 16 anni.
Le principali cause degli incidenti rimangono la disattenzione e la distrazione (1’348 casi). Seguono il non rispetto delle precedenze (1’030), la velocità eccessiva (852) e l’alcool (462). La maggioranza degli incidenti mortali sono invece dovuti a una velocità non appropriata. Durante gli ultimi cinque anni, gli incidenti imputabili all’eccessiva velocità hanno provocato 700 feriti gravi e 60 decessi, rileva ancora l’Upi.
Gli incidenti in moto (1’114 casi nel 2021) sono la principale causa dei ferimenti gravi di persone. Seguono quelli che riguardano le biciclette "classiche" (841) e le automobili (803). Il numero di sinistri gravi che ha coinvolto le bici elettriche ha continuato ad aumentare (548).
Nel 2021, il numero di incidenti gravi è salito nella Svizzera romanda, ma è rimasto stabile nel resto del Paese. Resta comunque proporzionalmente più elevato in Ticino rispetto alle altre regioni linguistiche.
Inoltre, gli incidenti che provocano feriti gravi hanno spesso luogo all’interno delle località, mentre quelli mortali avvengono fuori dalle località. Le perdite del controllo dei veicoli sono altrettanto frequenti che le collisioni, ma hanno conseguenze ben più gravi, scrive ancora l’Upi.
Stando alle ultime rilevazioni, gli utenti della strada possono fare di più per la propria sicurezza e quella degli altri. Sui sedili posteriori delle automobili, ad esempio, una persona su dieci non allaccia la cintura di sicurezza. Il 30% degli utenti di e-bike lente circola senza casco e il tasso è addirittura del 43% per chi usa una bicicletta convenzionale.
Infine, una persona su tre si distrae nel traffico, tra i pedoni addirittura una su due. Molti automobilisti premono invece troppo sull’acceleratore nei tratti a 30 km/h: solo il 46% rispetta il limite di velocità.