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Mentre all'Organizzazione mondiale del commercio i negoziati sono ad un punto morto, il Segretariato di Stato dell'economia (SECO) intende puntare sugli accordi di libero scambio.
Secondo Jean-Daniel Gerber, al vertice del SECO, questi accordi vanno considerati come "la seconda migliore soluzione".
Attualmente, spiega il segretario di Stato al domenicale "SonntagsZeitung", è con il Canada che sono state avviati dei colloqui sull'eventualità di raggiungere degli accordi di libero scambio tra i due paesi.
Del resto il SECO spera di concludere un accordo nel corso del primo semestre dell'anno prossimo. Dal punto di vista elvetico, le concessioni che il Canada esige a livello di politica agricola costituiscono il tema più delicato di tutto il negoziato.
Intanto i negoziatori elvetici coltivano i contatti e proseguono nei lavori con gli omologhi tailandese ed egiziano. Stesso scenario con i diplomatici dei paesi membri del Consiglio del Golfo (Gulf Corporation Council), ossia gli Emirati arabi uniti, il Bahrein, il Kuwait, l'Oman e il Qatar.
La Svizzera è pure impegnata a concludere degli accordi di libero scambio con il Paese del Sol Levante.
Il mercato interno
Jean-Daniel Gerber ha fatto inoltre notare che, per quanto riguarda la situazione sul mercato interno, la Confederazione ha condotto in porto numerose riforme come, per esempio, la libera circolazione delle persone con l'Unione europea, il freno all'indebitamento e la nuova legge sul mercato interno e sulla concorrenza.
Per quanto riguarda la libera circolazione, ricordiamo che il primo aprile di quest'anno è stata estesa, in modo controllato, ai nuovi Stati membri dell'UE; esteso pure il rafforzamento delle misure d'accompagnamento contro il dumping salariale.
Le riforme
Facendo leva sull'attuale crescita economica, definita "vigorosa", Gerber ha sottolineato il legame con la fase positiva che caratterizza i mercati mondiali. Un'osservazione che gli permette di affermare come "la Svizzera abbia sempre bisogno di riforme" in diversi settori, come quello della salute, dell'agricoltura e dell'indebitamento crescente dello Stato.
Attualmente il SECO sta studiando le proposte per assicurare una crescita economica durevole, che tenga conto anche dei fattori sociali e ambientali, a cui la popolazione è molto attenta. Un secondo pacchetto di misure era già stato annunciato, lo scorso febbraio, dall'ex ministro dell'economia Jospeh Deiss.
Nell'intervista Gerber si è espresso anche sulle conseguenze di un eventuale no alla votazione sul miliardo di coesione, in agenda il prossimo 26 novembre. Se l'opposizione dovesse prevalere, secondo Gerber uno dei pericoli più grandi per la crescita economica della Svizzera sarà legata all'insicurezza.
swissinfo e agenzie
Il libero scambio
Il libero scambio è un sistema di commercio internazionale che riposa sull'assenza di barriere alla libera circolazione dei beni e dei servizi.
La Svizzera pratica questa politica da molto tempo. Ha aderito, nel 1960, all'Associazione europea di libero scambio (AELS)
La maggioranza dei paesi dell'AELS hanno lasciato l'associazione per aderire all'Unione europea. Ma per la Svizzera ciò non comporta nessun cambiamento, che prosegue il liberoi scambio con i paesi europei attraverso gli accordi bilaterali.
L'AELS (Svizzera, Liechtenstein, Norvergia e Islanda) ha pure concluso degli accordi di libero scambio con dei paesi extra comunitari, come Singapore, Cile e Israele.
Berna cerca ora di concludere nuovi accordi, ma il successo non è sempre garantito come, per esempio, nel caso dei negoziati di libero scambio con gli Stati Uniti.