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Rimane in carcere la 75enne che ha ucciso un bambino di 7 anni con una pugnalata al collo lo scorso mese di marzo a Basilea. Il Tribunale federale (TF) non è entrato in materia sul ricorso depositato contro la proroga della sua carcerazione.
La donna era stata arrestata a poche ore dal reato e posta in detenzione preventiva. Tre mesi dopo, il Tribunale dei provvedimenti coercitivi ha deciso di prolungare l'incarcerazione fino al primo novembre.
La Corte d'appello di Basilea Città ha respinto il ricorso dell'accusata contro tale provvedimento ritenendo che vi è un rischio di recidiva. È quanto viene indicato nella sentenza pubblicata oggi dal TF, che dal canto suo ritiene il ricorso non sufficientemente motivato.
Il Ministero pubblico basilese sta conducendo un'inchiesta penale per omicidio intenzionale ed eventuale assassinio, precisa il TF. Poco dopo i fatti, erano sorti dubbi sulla capacità di discernimento della donna, la procura ha quindi ordinato la realizzazione di una perizia psichiatrica.
Il fatto di sangue è avvenuto per strada il 21 marzo verso le 12.45 a poche centinaia di metri da una scuola sul St. Galler-Ring, nel quartiere Gotthelf, dove il bimbo frequentava la prima elementare. Secondo le informazioni emerse finora, la pensionata, una cittadina svizzera che vive a Basilea, non conosceva né il bambino né la sua famiglia, originaria del Kosovo. Gli esami dell'istituto di medicina legale hanno appurato che la donna, per motivi non noti, ha inflitto con un coltello una grave ferita al collo del bambino. Una passante ha trovato il bambino gravemente ferito sul marciapiede e ha subito chiamato aiuto, tuttavia il piccolo è deceduto poco più tardi in ospedale.
In seguito all'aggressione, l'anziana sospettata del delitto si è diretta verso il vicino Schützenmattpark e ha informato via SMS diverse persone e istituzioni di aver accoltellato un bambino. Poi si è presentata in procura.