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La Convenzione del Consiglio d'Europa si spinge considerevolmente più lontano rispetto alla Convenzione dell'OCSE contro la corruzione transfrontaliera ratificata l'anno scorso dalla Svizzera, e rappresenta una seconda tappa nella lotta internazionale contro la corruzione. Mentre la Convenzione dell'OCSE si limita alla lotta alla corruzione attiva di pubblici ufficiali stranieri, la Convenzione del Consiglio d'Europa stabilisce i requisiti generali minimi per la repressione penale sia della corruzione nazionale che di quella transfrontaliera. Occorre adattare le rispettive disposizioni penali negli Stati membri e agevolare la cooperazione internazionale in materia.
Fattispecie punibili
Il nucleo dell'accordo è costituito dalle fattispecie che devono essere oggetto di una repressione penale da parte degli Stati membri. Si tratta in particolare della corruzione attiva e passiva di pubblici ufficiali stranieri, così come di pubblici ufficiali appartenenti a organizzazioni internazionali o a corti di giustizia internazionali. È inoltre da punire la corruzione attiva o passiva di privati, nonché altri atti connessi alla corruzione, come in particolare il riciclaggio di denaro provento di corruzione. Gli Stati membri sono altresì tenuti a contemplare la responsabilità di persone giuridiche per reati di corruzione. Essi assicurano inoltre un'efficiente assistenza giudiziaria nel campo d'applicazione della convenzione.
La Convenzione del Consiglio d'Europa è stata finora ratificata da 9 Stati membri e sottoscritta da 29 Stati membri e da 2 Stati non membri. Per l'entrata in vigore sono necessarie 14 ratifiche.
Il diritto svizzero è ampiamente conforme alle disposizioni della Convenzione del Consiglio d'Europa. In alcuni punti presenta persino uno standard più elevato. Sussistono comunque ancora delle lacune, che il Consiglio federale deve colmare con il messaggio in vista della ratificazione. Manca in particolare nel Codice penale la punibilità della corruzione passiva di pubblici ufficiali stranieri. La responsabilità delle persone giuridiche verrà introdotta nel quadro della revisione della parte generale del Codice penale, attualmente oggetto di dibattiti in Parlamento.
Rafforzamento della prevenzione e della repressione della corruzione
Negli ultimi anni la Svizzera ha continuamente rafforzato la prevenzione e la repressione della corruzione. Al centro vi sono le nuove disposizioni penali in materia di corruzione, entrate in vigore il 1° maggio 2000, ai sensi delle quali, fra l'altro, è divenuta punibile la corruzione attiva di pubblici ufficiali stranieri. Questa revisione ha permesso alla Svizzera, il 31 maggio 2000, di aderire alla Convenzione OCSE sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali. All'inizio di quest'anno è inoltre entrata in vigore la legge federale sulla deducibilità fiscale delle retribuzioni corruttive.
Ultima modifica 14.02.2001