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Lo scopo è «meglio proteggere i diritti dei clienti»
BERNA - In Svizzera i ministeri pubblici possono accedere senza autorizzazione giudiziaria agli e-mail degli indagati. Quest'ultimi possono chiedere di "sigillare" la casella di posta elettronica solo a posteriori. Ora Swisscom vuole cambiare la prassi e controllare la "sigillatura" di propria iniziativa.
Lo scopo, ha spiegato portavoce dell'azienda di telecomunicazioni Sepp Huber confermando quanto pubblicato dalla NZZ am Sonntag, «è meglio proteggere i diritti dei clienti». I provider di posta elettronica, in quanto proprietari degli account, hanno il diritto di richiedere i sigilli. In tal caso, la procura non è autorizzata ad accedere alle e-mail senza una decisione del giudice dei provvedimenti coercitivi.
Huber non ha voluto dire quante volte Swisscom ha concesso l'accesso a una casella e-mail a un ministero pubblico. Secondo il domenicale sarebbero meno di una decina all'anno.
Intervistato dalla NZZ am Sonntag, l'ex giudice federale Niklaus Oberholzer ha fortemente criticato la legge attuale. L'ex magistrato fa il confronto con la sorveglianza telefonica, «dove è necessario disporre di un'autorizzazione giudiziaria praticamente per tutto».
«Il fatto che i ministeri pubblici possano leggere le e-mail senza l'autorizzazione di un tribunale non è a mio avviso giustificabile. C'è qualcosa di fondamentalmente sbagliato», afferma Oberholzer.
Il problema è che gli interessati possono chiedere la sigillatura dei solo dopo che questi stati consegnati alla procura. Capita poi che l'ufficio del ministero pubblico non fornisce le informazioni in tempo.
Il Parlamento ha riconosciuto il problema. La recente revisione del Codice di procedura penale, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno, cambia la prassi: non appena i ministeri pubblici riceveranno dati da una banca o da un provider di telecomunicazioni dovranno informare attivamente le persone interessate del diritto chiedere i sigilli.
"Corona-Leaks" - La facilità con la quale le procure possono procurarsi i contenuti delle caselle di posta elettronica è emersa una settimana fa in relazione ai cosiddetti "Corona-Leaks". Lunedì scorso la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha chiesto di esaminare la legalità della consegna di dati al procuratore straordinario Peter Marti.
Secondo i giornali del gruppo mediatico Tamedia, l'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione (UFIT) avrebbe consegnato a Marti l'intero contenuto della casella di posta elettronica dell'ex responsabile della comunicazione di Alain Berset, Peter Lauener. Questi è recentemente finito nell'occhio del ciclone, assieme allo stesso consigliere federale, per via di presunte fughe di notizie sulla politica del Consiglio federale contro la pandemia. Da parte sua, Lauener ha chiesto di "sigillare" la sua casella di posta elettronica.
Ora tocca al giudice dei provvedimenti coercitivi del canton Berna decidere se Marti potrà avere accesso all'intera casella postale elettronica di Lauener, creata nel 2012. La decisione potrà essere impugnata fino al Tribunale federale.
Caso Crypto - La vicenda soprannominata dalla stampa "Corona-Leaks" trae origine da un altro episodio che ha destato molto scalpore, il cosiddetto caso Crypto. La CIA e i Servizi segreti tedeschi BND avrebbero per decenni intercettato migliaia di documenti da più di 100 Paesi utilizzando macchine crittografiche della società Crypto.
Indiscrezioni concernenti questa vicenda erano state pubblicate dalla stampa. Per questo motivo, nel gennaio 2021, l'autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione ha nominato un procuratore straordinario, Peter Marti appunto, incaricato di far luce su presunte violazioni del segreto d'ufficio.
Nel corso delle sue indagini, Marti si è imbattuto in ulteriori fughe di informazioni, soprattutto in relazione alla pandemia di Covid-19. A finire nel mirino è stato Peter Lauener. Quest'ultimo ha trascorso anche alcuni giorni in detenzione col sospetto di aver violato il segreto d'ufficio.
Nel settembre 2022, Lauener ha presentato a sua volta denuncia contro Marti per abuso d'ufficio. Il procuratore straordinario Stephan Zimmerli è stato incaricato di fare luce su questa denuncia.