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L'onda verde, dopo aver inciso sugli equilibri politici in Parlamento, sta ora facendo sentire i suoi effetti anche sul piano delle opinioni legate alla composizione del Governo. Lo attestano i risultati dell'ultimo sondaggio lanciato online dalla SSR in queste giornate focalizzate sulle Elezioni federali. Il 60% dei partecipanti ritiene infatti che un seggio in Consiglio federale spetti ormai alle forze ambientaliste; ecologisti o anche Verdi liberali. Questo parere risulta ovviamente dominante fra i simpatizzanti dei due partiti e del PS. Ottiene però un significativo margine di consensi anche fra i sostenitori del PPD e del PLR.
Ma se questo seggio venisse effettivamente assegnato agli ambientalisti, quale partito di Governo dovrebbe farne le spese? Il 27% degli interpellati è del parere che spetterebbe al PLR la rinuncia a uno dei suoi seggi nell'Esecutivo. Il 20% sostiene invece l'ipotesi di un seggio in meno per l'UDC.
La sensibilità per i problemi climatici è andata decisamente di pari passo con l'exploit elettorale degli ecologisti e dei Verdi liberali. Il 25% degli interpellati ha infatti giudicato i temi ambientali come i più pertinenti in funzione delle loro intenzioni di voto. Più in generale, l'attenzione per i problemi climatici ha fatto registrare un'impennata fra le Federali del 2015 e quelle di domenica scorsa. Nettamente cresciuta, nella percezione dei partecipanti al sondaggio, anche la sensibilità per la problematica dei premi dell'assicurazione malattia. Fortemente in calo, invece, la percezione d'importanza concernente i temi dell'immigrazione.
Parallelamente all'onda verde, va sottolineato, si è anche manifestata un'onda "rosa". La presenza femminile alla Camera del popolo è infatti sensibilmente aumentata, grazie all'elezione di 84 donne: 20 in più rispetto al dato del Nazionale del 2015. Anche in questo contesto si registra un parallelo fra l'esito delle urne e i risultati del sondaggio. La questione di un'equa rappresentanza dei generi in Parlamento viene infatti giudicata molto importante dal 27% dei partecipanti, e piuttosto importante dal 35%. La rilevanza attribuita al tema tende però a decrescere man mano che ci si sposta, lungo lo spettro delle preferenze politiche, dai simpatizzanti dell'area di sinistra a quelli dell'area di destra.
Il verdetto delle urne di ieri può anche essere interpretato nei termini di una reazione alle dinamiche della politica tradizionale. Va in questo senso, ad esempio, il giudizio nettamente negativo emerso in materia di politica e lobbismo: ben l'82% dei partecipanti al sondaggio, infatti, ritiene problematica l'influenza esercitata dai lobbisti e dall'economia in genere sui membri del Parlamento federale. Un giudizio negativo che prevale nettamente, pur con proporzioni diverse, fra i sostenitori di tutti i maggiori partiti.
Quali sono, infine, i temi che le nuove Camere dovrebbero affrontare in via d'urgenza con l'avvio della nuova legislatura? A primeggiare sono la necessità di una riuscita riforma in campo previdenziale, e le misure legate a sgravi per gli oneri dei premi di cassa malati. Il 48% e rispettivamente il 44% degli interpellati attribuisce a questi provvedimenti un'importanza elevata. Al terzo posto nella graduatoria (36%), figura l'esigenza di un'efficace legge per il contenimento delle emissioni di CO2.
I risultati del sondaggio, che era accessibile agli interessati attraverso i portali d'informazione della SSR, sono stati elaborati dall'istituto di ricerca demoscopica Sotomo.
Alex Ricordi