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"I patti erano chiari, gli studenti non possono dire di essere stati ingannati". Punto per punto l’ex direttore della IPUS e la sua ex compagna, segretaria dell’istituto scolastico privato, hanno contestato il reato di truffa promosso dalla procuratrice pubblica (PP) Raffaella Rigamonti.
Secondo l’accusa i due - alla sbarra da questa mattina alle assise criminali - hanno ingannato sistematicamente gli allievi promettendo una laurea che in realtà non avrebbero mai ottenuto.
I due sostengono invece di aver detto da subito agli studenti che non sarebbe stata la IPUS ad erogare i titoli universitari e di aver anche comunicato loro immediatamente le difficoltà sorte con l'università Alma Mater di Maribor, che avrebbe dovuto certificare le lauree. I due sostengono di essere stati in qualche modo ingannati dall'università slovena. Secondo la PP invece l'accordo sarebbe stato rescisso dalla Alma Mater perché non rispettato dalla IPUS.
Nel corso del pomeriggio il presidente della corte, il giudice Marco Villa, ha letto poi diverse testimonianze di ex professori ed ex studenti. Testimonianze nelle quali gli allievi affermano di aver sempre ricevuto dai vertici della IPUS rassicurazioni sul fatto che al termine del loro percorso di studi avrebbero ricevuto una laurea valida sia in Svizzera che in Europa. "A mio avviso - ha detto Villa - le informazioni date agli studenti erano quantomeno carenti".
CSI/redMM