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Il cinquantesimo anniversario del Bloody Sunday (domenica di sangue) ricorre oggi. E fra gli eventi organizzati nella città nordirlandese di Derry (Londonderry per britannici e unionisti), luogo di quei tragici fatti, c'è ovviamente anche una marcia pacifica, come quella tenutasi mezzo secolo fa quando lo scontro fratricida divampava nell'Ulster.
Nel pomeriggio del 30 gennaio 1972 truppe britanniche a Derry, in Nord Irlanda, aprirono il fuoco su una manifestazione organizzata dalla Northern Ireland Civil Rights Association (l'Associazione per i diritti civili nordilrlandese), alla quale avevano aderito in 50'000.
- SEIDISERA 18.00 del 30.01.2022, il servizio di Manjula Bhatia
Quel giorno morirono 13 persone e un'altra quattro mesi dopo, a seguito delle gravi ferite riportate.
Tomorrow marks a tragic day in our history, the 50th anniversary of Bloody Sunday. This was one of the darkest days of the Troubles. We must learn from the past, reconcile, and build a peaceful future for people in Northern Ireland.— Boris Johnson (@BorisJohnson) January 29, 2022
Nei giorni scorsi il premier del Regno Unito Boris Johnson, ricordando alla Camera dei Comuni l'anniversario, ha parlato di un "giorno tragico nella nostra storia" e ha ribadito l'impegno del suo Governo a tutela, anche dopo il divorzio dall'Unione europea, della pace raggiunta nell'Ulster nel 1998.
La piena responsabilità britannica nella strage è emersa ufficialmente solo nel 2010 dopo un'indagine di dodici anni, conclusasi col rapporto di Lord Saville nel quale le uccisioni dei manifestanti vengono definite "ingiustificate" e "ingiustificabili".