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Venerdì 27 aprile, 14:50
A 22 anni di distanza, rimane avvolto dal mistero l'omicidio di Simonetta Cesaroni, colpita con 29 coltellate il 7 agosto del 1990 in Via Poma a Roma. La prima corte d'appello di Roma ha infatti assolto "per non avere commesso il fatto" l'unico imputato per quel delitto, Raniero Busco.
Condannato in prima istanza
In prima istanza l'uomo, ex fidanzato della vittima, era stato condannato a 24 anni di carcere. Oggi ha accolto in lacrime la sentenza, poi ha abbracciato il fratello e l'avvocato, prima di far fronte con la moglie, fuori dall'aula, all'assedio di fotografi e giornalisti.
Sul reggiseno altri due DNA
Le motivazioni saranno pubblicate entro 30 giorni, dopodiché la procura deciderà se fare o meno ricorso in Cassazione. La prima ipotesi è decisamente la più probabile. I giudici in secondo grado per il loro verdetto si sono affidati a una perizia secondo la quale il segno trovato su un seno della Cesaroni non sarebbe riconducibile a un morso datole da Busco. Sul reggiseno della ragazza, inoltre, oltre a quello dell'accusato erano stati trovati altri due DNA.