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LONDRA - Sono da oggi in corso le verifiche dell'autorità regolatoria di controllo britannica sui farmaci (Mhra) sul candidato vaccino anti-coronavirus elaborato dall'università di Oxford in partnership con AstraZeneca e in collaborazione fra gli altri con l'italiana Irbm di Pomezia.
Lo confermano i media del Regno Unito precisando che la procedura - passo in avanti chiave per ottenere il via libera a una distribuzione di massa futura - procede nonostante l'annuncio di ieri del numero uno di AstraZeneca, Pascal Soirot, che aveva parlato della necessità di «uno studio supplementare» metodologico sul prototipo, destinato a chiarire come mai nella prima fase sperimentale il massimo dell'efficacia sia stato ottenuto con l'inoculazione - fatta inizialmente per errore - di una mezza dose seguita da una dose intera invece che con il classico doppio dosaggio pieno (prima dose e richiamo).
Sulla questione del dosaggio, vi erano state nei giorni scorsi richieste di chiarimenti da parte della comunità scientifica internazionale e degli investitori.
L'efficacia del preparato in ogni caso resta estremamente promettente, in base ai trial, ha ribadito ieri il ministro della Sanità britannico, Matt Hancock, spiegando che l'avvio dell'iter presso la Mhra segue di una settimana quello già chiesto nel Regno Unito per il candidato vaccino tedesco-americano di Pfizer/BioNTech e rappresenta «un primo passo significativo» verso la possibile autorizzazione finale per entrambi.