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Nata in Guadalupa, nella trentina di libri pubblicati ha scritto di Africa, schiavitù e identità nere
È morta nella notte tra lunedì e martedì, all’età di 90 anni, dopo una vita condotta lottando per la sua libertà e per quella delle identità delle Indie occidentali e degli afroamericani. Maryse Condé è stata voce riconosciuta della letteratura francofona. Si è spenta nel sonno all’ospedale di Apt (Vaucluse), come riferito dal marito, il britannico Richard Philcox. Condé ha scritto una trentina di libri sulla storia dell’Africa e sulla sua diaspora, l’eredità della schiavitù e le identità nere. “Ho sempre lavorato con lei nelle sue diverse case editrici e ho ammirato profondamente la sua influenza, il suo coraggio. Ha fatto sì che molti scrittori desiderassero fare il grande passo e combattere con lei”, ha detto di lei Laurent Laffont, suo editore.
Nata a Pointe-à-Pitre l’11 febbraio 1934, Maryse Condé riesce dedicarsi veramente alla scrittura solo una volta avvicinatasi ai quarant’anni; prima di allora, questa “bambina viziata dai suoi genitori”, come si descriveva, attraversa molte prove dal suo arrivo a Parigi nel 1953: la perdita della madre nel 1956, alla quale non riesce dire addio, il razzismo, il fallimento del suo matrimonio con il guineano Mamadou Condé e le condizioni rudimentali in cui è costretta ad allevare i suoi quattro figli la segnano. Grazie al nuovo compagno conosciuto in Senegal, Richard Philcox, che diventerà suo marito e traduttore, realizza la sua vocazione, lasciando l’Africa nel 1970. A Parigi intraprende un dottorato in lettere: la sua tesi, difesa nel 1976, è intitolata ‘Stereotipo del nero nella letteratura delle Indie occidentali della Guadalupa-Martinica’. Ottiene il riconoscimento come scrittrice grazie a ‘Hérémakhonon’ nel 1976, ma il suo grande successo nelle librerie è ‘Ségou’, un affresco in due volumi (1984 e 1985) sul declino dell’impero Bambara, in Mali, dal XVIII secolo fino all’arrivo dei colonizzatori francesi.
Tornata a vivere in Guadalupa, per sostenere l’indipendenza, Condé viene reclutata da diverse università americane, per le quali insegna letteratura francese e pubblica con regolarità. Dal 1995 al 2005 dirige il Center for Francophone Studies della Columbia University di New York, diventando intellettuale di punta negli Stati Uniti, Paese che lascia definitivamente nel 2013 per ritirarsi in un villaggio del Luberon, Gordes.
Maryse Condé è stata una delle contendenti al Premio Nobel per la Letteratura, che non ha mai ottenuto. Nel 2018 a Stoccolma ritirò il ‘Premio della nuova letteratura’, assegnato quell’anno da una ‘Nuova Accademia’ che prese il posto di quella svedese, impantanata in uno scandalo di violenza sessuale non denunciato. ATS/RED