Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/31973

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'accesso gratuito e facile ad informazioni su tutte le questioni relative alla tossicodipendenza ed alla droga rappresenta senza dubbio una prestazione di base che deve essere offerta dai responsabili del settore della sanità. Nell'ambito della politica dei quattro pilastri è necessario assicurare che tanto i giovani e gli adulti, quanto le persone colpite ed i loro parenti vengano informati e consigliati in maniera personale e competente sul pericolo rappresentato dalle varie sostanze, sulle offerte di assistenza e di cura e sulle implicazioni giuridiche e sociali della problematica della droga.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene che il numero e la qualità dei servizi di informazione e di consulenza esistenti in Svizzera al momento sia sufficiente.</p><p></p><p>In merito alle singole domande, il Consiglio federale ritiene quanto segue:</p><p></p><p>1. negli anni Novanta, l'Ufficio federale della sanità pubblica ha affiancato una formazione specifica dei collaboratori di Telefono amico. Tuttavia, le statistiche hanno dimostrato che il numero di domande sulle droghe non è stato elevato e che il servizio ha bisogno di ampia pubblicità. Infatti, se prima della pubblicità il n. 143 ha ricevuto 150 chiamate al mese per problemi di droga, durante la stessa il loro numero è aumentato a 260, per tornare dopo a 160. Se dunque da una parte sarebbe utile poter fare una pubblicità continua al numero, dall'altra questa si rivelerebbe troppo costosa.</p><p></p><p>L'Ufficio federale della sanità pubblica appoggia nuovamente, nell'ambito della campagna di prevenzione dell'alcolismo attualmente in corso "Che ci cavi?", il n. 143 e "Alcoline" (n. 0848 800 808) nella Svizzera occidentale nel loro tentativo di far funzionare una consulenza telefonica competente. I primi risultati pubblicati a fine anno daranno indicazioni sull'esito di questo impegno. </p><p></p><p>Il sostegno telefonico per bambini e giovani, il n. 147, è stato avviato nel 1999 e viene fatto funzionare con successo dalla Pro Juventute. La Confederazione (UFAS) finanzia questo servizio con 200'000 franchi e contribuisce in parte alle spese per la pubblicità. Ogni mese il personale qualificato conduce circa 1000 consultazioni telefoniche in tutte le regioni linguistiche. </p><p></p><p>2. In Europa esistono servizi di consulenza telefonica 24 ore su 24 per problemi di droga i cui più conosciuti sono quello francese e quello dei Paesi Bassi. Il fatto che la popolazione sia più numerosa e la forma statale più centralizzata rende più facile e meno dispendioso il funzionamento di un servizio a livello nazionale. Il servizio francese "Drogues Info Service" risponde a circa 13'000 chiamate al mese, mentre l'olandese a circa 3'000. La centrale federale tedesca per l'informazione sanitaria dispone anch'essa di un numero nazionale di consulenza per la prevenzione della tossicodipendenza il quale però è in funzione solo dalle ore 10 alle ore 22. Tuttavia questo numero è utilizzato soprattutto dagli esperti e non dal vasto pubblico.</p><p></p><p>3. L'anno scorso nella maggior parte dei Cantoni sono stati creati ed ampliati servizi di consulenza ed assistenza regionali e locali. Nelle città più grandi inoltre esistono offerte di consulenza a bassa soglia aperte anche la sera.</p><p>L'assistenza odierna ai tossicodipendenti può essere definita tanto dal punto di vista quantitativo quanto da quello qualitativo come buona.</p><p></p><p>Le esperienze delle centrali di consulenza telefonica esistenti e del servizio francofono in Internet CIAO mostrano come gli argomenti tossicodipendenza e problema della droga non siano i più discussi. Altri campi, come la sessualità, la salute, la violenza o più in generale questioni che riguardano la vita di ogni giorno sono affrontati più spesso. Un servizio di consulenza germanofono via Internet è in preparazione e si rivolgerà a giovani e adolescenti. Per quanti sono già tossicodipendenti questi servizi sono meno interessanti, dato che la maggior parte di loro è già presso un centro di consulenza o di cura.</p><p></p><p>4. Avviare e far funzionare una consulenza telefonica in Svizzera è un'impresa complessa a causa delle diverse regioni linguistiche e necessita in realtà di un periodo di avvio più lungo e di una pubblicità più intensa. Inoltre bisogna tener conto di spese annue elevate. Il Consiglio federale condivide dunque il parere degli esperti secondo i quali è più utile concentrare i mezzi sul n. 147 (telefono amico per bambini e giovani) e sul n. 143, piuttosto che istituire una consulenza supplementare specifica per questioni riguardanti la droga.</p><p></p><p>5. Nonostante i prezzi più elevati, il telefonino è un mezzo di comunicazione alla moda, destinato ad acquisire popolarità ancora maggiore. Per questa ragione le centrali telefoniche di consulenza stanno appurando se è possibile chiamarle anche dal telefonino ad una tariffa "sociale". </p><p></p><p>6. L'UFSP ha cessato le campagne mediatiche nazionali sul problema della droga. Al momento valuta la possibilità di far pubblicità ai servizi di consulenza telefonica in modo puntuale nell'ambito dei programmi di prevenzione in corso, come avviene già per la campagna contro la dipendenza dall'alcol "Che ci cavi?".</p><p></p><p>7. In Svizzera non esistono centrali di consulenza telefoniche operanti 24 ore su 24. La domanda non è sufficiente, la loro utilità non è chiarita e le spese non sarebbero giustificate. In genere, il problema della droga non è un fenomeno isolato, ma si situa in un contesto che non potrebbe essere discusso in maniera soddisfacente al telefono.</p><p></p><p>8. Per persone dipendenti dall'alcol esiste la linea telefonica già citata "Alcoline" fatta funzionare 24 ore su 24 da esperti romandi. I primi risultati sono previsti per la fine dell'anno. Ma anche altre organizzazioni come "Croix Blue Suisse" oppure "Alcolisti Anonimi AA" offrono consulenze telefoniche. In genere i tossicodipendenti si rivolgono ai centri di consulenza locali e regionali nei quali ottengono ampie informazioni e assistenza medica e psicosociale, di solito nella loro lingua materna.</p>  Risposta del Consiglio federale.