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La crisi politica libanese sarà oggi al centro di consultazioni convocate dal premier israeliano Benyamin Netanyahu con i ministri a lui più vicini e con i responsabili alla sicurezza. Lo ha anticipato Radio Gerusalemme.
In una intervista alla emittente, il vicepremier Silvan Shalom (Likud) ha affermato che la possibile nomina di un nuovo premier gradito agli Hezbollah - in sostituzione di Saad Hariri - rappresenterebbe uno sviluppo "pericoloso per Israele" e destabilizzante per il mondo intero perchè, a suo parere, approfondirebbe il controllo iraniano sul Libano.
Secondo l'ex capo di stato maggiore Amnon Lipkin-Shahak non fa invece molta differenza se gli Hezbollah siano al governo o all'opposizione "perchè in realtà essi dispongono comunque di immensi magazzini di armi in Libano e mantengono un avamposto iraniano al confine di Israele". Lipkin-Shahak ha lamentato che l'esercito nazionale libanese "non è un fattore". In ogni caso non sarebbe in grado di confrontarsi con gli Hezbollah i quali restano, a suo parere, "la forza più militante e dominante in Libano".
SDA-ATS