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BERNA - Una società che riscatta un'impresa insolvente non dovrà più assumere automaticamente i dipendenti. Il Consiglio federale ha mantenuto questa disposizione vivamente criticata nel progetto di legge sull'esecuzione e il fallimento. La parola spetta ora al parlamento.
Il governo non vuol più sentir parlare di un obbligo di trasferimento dei rapporti di lavoro in caso di rilevamento di un'azienda in fallimento. In futuro, questa problematica dovrà essere negoziata dalle parti interessate.
Per l'esecutivo, questa misura criticata dai sindacati, è "indispensabile per regolare efficacemente il risanamento delle aziende". Quale "compensazione", il governo propone di instaurare un obbligo generale di varare un piano sociale in caso di licenziamenti collettivi, anche al di fuori delle procedure d'insolvibilità.
Tuttavia, questa regola si applicherebbe soltanto alle imprese con oltre 250 dipendenti e che intendono licenziarne più di 30. Secondo il Consiglio federale, tale regola riguarderebbe "oltre un terzo dei lavoratori in Svizzera".
SDA-ATS