Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01273.jsonl.gz/617

A quattro mesi dalle elezioni federali in Svizzera, i partiti politici stanno cercando di mostrare la loro sensibilità sulle questioni ambientali. La radiotelevisione pubblica RTS ha verificato se ciò si manifesta nelle posizioni dei parlamentari e nella loro attività legislativa.
La presidente del Partito liberale radicale svizzero (PLR, destra liberale) Petra Gössi il 16 giugno ha dichiarato alla RTS: "Le questioni ambientali sono nel DNA" del PLR. Anche l'Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) sta cercando di posizionarsi in questo campo. Ha distribuito in tutte le cassette postali della Svizzera una pubblicazione focalizzata sul tema dell'ecologia.
Investimenti pubblici ignorati dai deputati di destra
Il budget per la protezione dell'ambiente e la pianificazione del territorio dovrebbe essere aumentato? È una delle domande di SmartvoteLink esterno ai candidati alle elezioni federali. Mentre i futuri parlamentari di sinistra e verdi liberali sostengono all'unanimità questo budget dal 2011, la risposta è più moderata fra i loro colleghi degli altri partiti del centro e della destra.
Il vicepresidente del PLR svizzero Christian Lüscher nega fermamente qualsiasi forma di opportunismo nell'approccio del suo partito. Tuttavia, ammette che "tutti i politici si adattano alle preoccupazioni della popolazione secondo le ondate della storia". Un adattamento non sempre facile. "Non dobbiamo nasconderci. È stato necessario un profondo cambiamento all'interno del PLR. Abbiamo sondato la base, c'è stata una presa di coscienza che si trattava di una vera preoccupazione della popolazione".
L'UDC, da parte sua, resta fedele alla sua linea: dal 2011, i suoi rappresentanti eletti chiedono una riduzione di questo budget. Nella pubblicazione distribuita a tutte le economie domestiche argomenta che i problemi ecologici non dovrebbero essere risolti con investimenti pubblici.
"L'UDC deve combattere in modo specifico l'isteria ideologica del clima. Sono favorevole alla protezione dell'ambiente, ma non sono un marxista verde", spiega il deputato nazionale dell'UDC Roger Köppel.
Inattività parlamentare
Un altro indicatore interessante è quello che misura la quota di oggetti parlamentari (mozioni, interpellanze, postulati, ecc.) riguardanti questioni ecologiche presentati da ogni partito.
Come si poteva immaginare, i partiti più attivi sono i Verdi e i Verdi liberali. Quasi un atto parlamentare su tre presentato da questi due partiti riguarda l'ambiente. Tra gli altri partiti, al centro e in seno ai socialisti questa proporzione scende a uno su dieci.
Un po' sorprendentemente, l'UDC non è il partito meno attivo in questo campo nel parlamento svizzero, anche se solo il 7% degli interventi dei suoi deputati riguarda l'ecologia.
Il fanalino di coda è il PLR. Soltanto un oggetto su venti depositato dai suoi parlamentari rientra in questa categoria.
Un dato che Christian Lüscher considera poco pertinente: "La politica svizzera non si fa a suon di mozioni o postulati. Essa passa dalla consultazione e dai lavori commissionali. Questi oggetti parlamentari fanno piuttosto parte della politica spettacolo, che il PLR non pratica".
Eppure, il PLR non disdegna affatto l'uso di questi strumenti parlamentari in generale. Complessivamente ha depositato quasi un migliaio di atti parlamentari tra il 2015 e il 2018. Un numero inferiore a quelli del PS e dell'UDC, certo, ma superiore a quelli degli altri partiti. L'argomentazione di Christian Lüscher non spiega perché l'ambiente fosse così poco rappresentato tra il migliaio di atti parlamentari del PLR.
(Traduzione dal francese e adattamento: Sonia Fenazzi)