Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01035.jsonl.gz/1338

La Svizzera sarebbe impegnata per quindici miliardi
L’UE aveva appena approntato il suo pacchetto d’aiuto alla Grecia, che già la responsabile del Fondo monetario internazionale (FMI), Christine Lagarde, pugnalava Bruxelles alla schiena. Chiede la totale cancellazione del debito greco. La Svizzera è impegnata nei confronti dell’FMI per circa quindici miliardi di franchi.
eu-no.ch INFO del 23.07.2015
La notizia ha spaventato l’Europa il 15 luglio 2015: ancora prima che il presidente del Consiglio greco aprisse il dibattito parlamentare sul pacchetto d’aiuti dell’UE, la capa dell’FMI ha chiesto una totale cancellazione del debito per la Grecia.
Anche la Svizzera, sebbene non membro dell’UE, è colpita da questa richiesta. Nei confronti del Fondo monetario internazionale, via Banca nazionale, ha fornito garanzie per circa quindici miliardi di franchi. La Confederazione, in caso di bisogno, deve coprire queste garanzie. Qualora il pagamento delle garanzie fosse richiesto - per esempio per il finanziamento della cancellazione del debito greco - al massimo fino a quindici miliardi di franchi dovrebbero essere coperti dai contribuenti svizzeri.
La richiesta inopportuna di Lagarde illustra in particolare il profondo disaccordo fra i paesi dell’UE in merito alla crisi dell’euro e alla crisi greca. Lagarde è francese. Era ministra delle finanze quando il sovraindebitamento della Francia fu reso noto. La Francia spinge da sempre - tenendo conto della sua propria smisurata montagna di debiti - per lo sdebitamento della Grecia da parte dei suoi partner UE. Per mero calcolo, perché se l’UE dovesse prendere a suo carico l’indebitamento greco, altrettanto dovrebbe poi fare con la Francia. Lagarde si è messa evidentemente al servizio di questo calcolo di François Hollande. Mentre che la Svizzera non è giuridicamente vincolata al programma di sdebitamento dell’UE, sarebbe tuttavia gravemente colpita dalle misure di sdebitamento qualora queste passassero attraverso il Fondo monetario internazionale.
Le garanzie all’FMI furono a suo tempo avallate da maggioranze di centrosinistra del Parlamento. La ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf le aveva notoriamente sapute vendere al Parlamento quali “impegni del tutto privi di rischi”.
us