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Una miscela di 'politica' e 'poesia'. È solo una delle descrizioni che sono state utilizzate per riassumere Schlafgänger, opera seconda della giovane scrittrice zurighese Dorothee Elmiger.
Il romanzo propone una serie di dialoghi tra sette personaggi, ai quali si affiancano una serie di figure presenti e assenti allo stesso tempo. La storia è un susseguirsi di domande profonde legate alla realtà di frontiera - nella fattispecie il porto di Basilea ma le problematiche proposte sono comuni in tutta Europa.
Domande profonde in una lingua non sempre facile da comprendere ma che vuole essere una denuncia nei confronti della violenza crescente nei confronti della parola stessa. Abusata nei suoi significati - oggi - il "così non si dice" viene invece detto.