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Ogni anno l'industria del gas viene a conoscenza di più di venti incidenti mortali a livello mondiale, causati dalla mancanza di ossigeno nell'aria respirata.
La maggior parte degli incidenti si verifica dopo l'accesso ad ambienti o contenitori angusti la cui atmosfera è arricchita di gas inerti, poco reattivi quali azoto, argon, elio, anidride carbonica, ecc.
Questi gas sono incolore e inodore e non causano insufficienza respiratoria percepibile. Essi non sono percepibili dai sensi umani.
La normale concentrazione d'ossigeno in aria è del 21 %. Un tasso d'ossigeno inferiore al 18 % produce errate valutazioni soggettive del pericolo acuto, mentre un tasso inferiore al 10 % genera danni permanenti al cervello e induce la morte dopo pochi minuti.
La EIGA che rappresenta i principali produttori di gas industriali, ha individuato tre principali cause per l'asfissia dovuta alla mancanza d'ossigeno:
Istruzioni operative non correttamente applicate o adottate solo parzialmente
Training e/o sorveglianza insufficienti
Delega dei compiti/delle responsabilità insufficiente e/o ambigua
Tutti coloro che manipolano gas inerti hanno il compito di conoscere i rischi e i pericoli della mancanza di ossigeno e di evitare incidenti, adottando un comportamento responsabile e osservando le norme di sicurezza. Le Associazioni nazionali per i gas industriali organizzati nell'EIGA con le aziende affiliate segnalano il problema con
una brochure «Rischio mancanza d'ossigeno» e
un pannello di presentazione mancanza d'ossigeno