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L'economia svizzera nel 2022 crescerà del 2,5 per cento secondo Bak Economics, anziché del 3 per cento
BERNA - L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia avrà ripercussioni anche sulle prospettive economiche elvetiche: nell'anno in corso e nel prossimo, l'aumento del Prodotto interno lordo (Pil) potrebbe infatti essere ridotto di circa 0,5 punti percentuali. È quanto indica oggi BAK Economics in una prima valutazione delle implicazioni economiche della guerra in Ucraina.
Ciò significa che la Svizzera non registrerà una recessione, ma che la ripresa dalla crisi del coronavirus sarà fortemente rallentata, scrivono oggi gli esperti di BAK Economics. Nel 2022, la crescita del Pil si attesterà a circa il 2,5% invece del 3% ipotizzato in precedenza. L'anno prossimo invece a circa l'1,5%, "un dato chiaramente inferiore alla crescita potenziale", puntualizzano gli economisti.
Questa frenata deriva soprattutto da effetti economici indiretti come ad esempio la perdita di potere d'acquisto dovuta all'alta inflazione. Tuttavia, a causa delle sanzioni economiche imposte a Mosca, bisognerà fare i conti anche con alcuni effetti diretti dato che la Russia è ormai esclusa dal sistema commerciale e finanziario mondiale in molti settori. L'attività di gestione patrimoniale (quasi un terzo dei patrimoni privati russi si trova in Svizzera), il commercio di materie prime e il settore del turismo, per esempio, potrebbero tutti subire gravi perdite.
Va però sottolineato, aggiunge BAK Economics, che le esportazioni svizzere di beni verso la Russia rappresentano solo poco più dell'1% del totale, mentre la quota dell'Ucraina si aggira attorno allo 0,2%. Per quanto riguarda le importazioni, in entrambi i casi sono circa lo 0,1%.