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<h2>SubmittedText<h2><p>Visto l'aumento delle tariffe che si sta prefigurando nel settore dell'elettricità in seguito alla liberalizzazione parziale, poniamo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la liberalizzazione porta ad un aumento delle tariffe?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a prendere misure, sia urgenti che strutturali, per impedire aumenti ingiustificati delle tariffe dell'elettricità conseguenti all'apertura del mercato?</p><p>3. Nell'immediato, il Consiglio federale è disposto a:</p><p>a. ampliare l'organico della segreteria della Commissione federale dell'energia elettrica (Elcom) a un livello tale da consentire un esame rapido delle tariffe delle 900 aziende elettriche svizzere?</p><p>b. considerare la possibilità di congelare le tariffe se la Elcom non riesce a imporre, prima del 1° gennaio 2009, una correzione al ribasso delle tariffe recentemente annunciate?</p><p>c. imputare il costo dell'energia di regolazione necessaria per compensare l'arresto imprevisto delle maggiori centrali di produzione, vale a dire le centrali nucleari, ai proprietari di queste ultime?</p><p>d. modificare l'ordinanza per ridurre i fattori che spingono le tariffe al rialzo, quali il supplemento dell'1,93 per cento applicato alla rimunerazione degli attivi (art. 13 dell'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico)?</p><p>4. A livello strutturale, il Consiglio federale è disposto a proporre una modifica della legge federale sull'approvvigionamento elettrico:</p><p>a. per assicurare alla Elcom un budget sufficiente, da finanziare attraverso un supplemento sui costi della rete di trasporto?</p><p>b. per imporre una separazione giuridica completa fra le attività di rete e la fornitura d'elettricità, in modo da ottenere una reale trasparenza dei costi?</p><p>c. per fare in modo che la società nazionale di rete sia direttamente in mano agli enti pubblici e che il consiglio di amministrazione sia realmente indipendente dalle grandi aziende elettriche?</p><p>d. per aumentare l'importo delle multe a un livello realmente dissuasivo, calcolandolo in termini percentuali sulla cifra d'affari dell'azienda interessata?</p><p>e. per dare alle imprese che si imbarcano nell'avventura di acquistare energia elettrica sul mercato il diritto di tornare al modello dell'approvvigionamento garantito?</p><p>5. Al fine di garantire a lungo termine l'approvvigionamento elettrico a un livello di prezzi ragionevole, il Consiglio federale è disposto a modificare la legge sull'energia per incoraggiare maggiormente gli investimenti nella produzione di elettricità a partire da fonti rinnovabili (soppressione di diverse restrizioni relative alla rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete) e per incoraggiare il risparmio energetico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. A questa domanda occorre rispondere in modo differenziato. Gli aumenti delle tariffe dell'elettricità sono riconducibili a diverse cause. Da una parte sono il risultato della sempre minore offerta di elettricità e del contemporaneo aumento dei consumi. A ciò si aggiunge il fatto che, a livello internazionale, le tariffe dell'elettricità dipendono sostanzialmente dai prezzi del gas e del petrolio, in forte crescita da qualche tempo. Relativamente a questi argomenti, l'aumento delle tariffe dell'elettricità ha dunque poco a che vedere con la liberalizzazione del mercato. Un legame indiretto con la liberalizzazione sussiste nella misura in cui i cantoni e i comuni, nel quadro della necessaria ridefinizione del sistema tariffario, hanno in parte aumentato i tributi e le prestazioni che gravano sull'energia elettrica (ad es. le tasse di concessione), con conseguente incremento delle tariffe dell'elettricità. Vi è infine un rapporto diretto tra gli aumenti tariffari e la liberalizzazione nella misura in cui l'apertura del mercato implica un adeguamento di diverse strutture e procedure applicate dai gestori di rete; questo fatto è all'origine di costi "una tantum", che a loro volta si ripercuotono sui costi di rete. Diversi gestori di rete hanno inoltre preso la legge federale sull'approvvigionamento elettrico (LAEl) a pretesto per rivalutare le proprie reti. La LAEl prevede tuttavia dei limiti massimi di tolleranza per la valutazione delle reti e non obbliga nessun gestore a procedere a una rivalutazione delle stesse.</p><p>2. A questo riguardo, è chiamata in causa in primo luogo la Commissione federale dell'energia elettrica (Elcom). Secondo l'articolo 22 LAEI, essa dispone di ampie competenze per la verifica delle tariffe dell'energia elettrica, potendo decidere una diminuzione o vietare un aumento. Prima di emettere una decisione, sente il sorvegliante dei prezzi. L'Elcom è un'autorità indipendente e non soggiace a istruzioni del Consiglio federale. Quest'ultimo non può quindi esprimersi in merito alle indagini in corso presso l'Elcom. Se dagli accertamenti di quest'ultima dovesse emergere che le basi legali esistenti sono insufficienti, il Consiglio federale proporrà o deciderà esso stesso i necessari adeguamenti.</p><p>3.a. Con il preventivo 2009, il Consiglio federale ha proposto al Parlamento un organico di 18 posti di lavoro a tempo pieno per l'Elcom. L'entità degli annunciati aumenti delle tariffe dell'energia elettrica ha provocato un'inattesa valanga di ricorsi. Solamente nelle prime settimane sono stati presentati all'Elcom circa mille reclami. Vi è inoltre da temere un'ulteriore ondata di ricorsi in relazione alla rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete. Alla luce di questi sviluppi non prevedibili, deve essere esaminata la possibilità di aumentare gli effettivi del personale. Dal momento che il picco che attualmente si registra nell'onere di lavoro dell'Elcom non è probabilmente destinato a durare a lungo termine, è ipotizzabile anche l'impiego di rinforzi a tempo determinato. Bisogna considerare che un aumento immediato dell'organico non porterebbe a uno sveltimento delle verifiche attualmente in corso, poiché il personale deve essere prima trovato e poi istruito, e par fare ciò occorre un certo tempo.</p><p>b. "Congelare" le tariffe significherebbe continuare ad applicare le vecchie tariffe dell'elettricità. Ciò tuttavia non è possibile, dato che a partire dal 1° gennaio 2009 il mercato verrà liberalizzato. Per permettere ai grossi consumatori di optare per un nuovo fornitore, entro tale data sarebbe necessario definire due tariffe per l'energia elettrica: una per l'utilizzo della rete (corrispettivo per l'utilizzazione della rete) e una per l'energia elettrica. Le vecchie tariffe erano quasi tutte delle cosiddette "tariffe all in" (ossia tariffe globali). Il corrispettivo per l'utilizzazione della rete sinora non era noto; si conosceva soltanto un valore approssimativo, corrispondente ai due terzi circa della tariffa globale. Se si congelassero le vecchie tariffe, si correrebbe inoltre il rischio che le imprese di approvvigionamento elettrico debbano vendere l'elettricità al di sotto dei prezzi di costo e dei prezzi di acquisto, cosa che, a medio termine, le metterebbe in difficoltà finanziarie (effetto California). L'Elcom ha però piena facoltà di correggere al ribasso gli aumenti tariffari annunciati; i relativi accertamenti, tuttavia, sono di natura complessa e richiedono tempo. L'Elcom può abbassare le tariffe elettriche anche con effetto retroattivo. Se, a giudizio della commissione, le tariffe sono troppo elevate, ai consumatori verrà rimborsata una parte del denaro.</p><p>c. L'articolo 15 capoverso 1 lettera b dell'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico (OAEl) prescrive la fatturazione individuale dei costi per le quote della potenza messa in riserva per la regolazione secondaria e terziaria. In tal modo, i costi provocati da grosse unità di produzione possono essere addossati direttamente a queste ultime. In un comunicato stampa diramato il 26 giugno 2008, l'Elcom ha dichiarato che, in occasione della verifica delle tariffe per le prestazioni di servizio relative al sistema, esaminerà se non sia possibile addossare taluni oneri ai produttori. L'Elcom verificherà pertanto se l'attribuzione dei costi è avvenuta in maniera corretta.</p><p>d. Il Consiglio federale ritiene che il tasso d'interesse fissato all'articolo 13 capoverso 3 OAEl indennizzi in misura adeguata i rischi di coloro che concedono prestiti per i necessari investimenti nella rete. Nel fissare questo tasso d'interesse, il Consiglio federale ha considerato due aspetti: da una parte il tasso dev'essere sufficientemente elevato perché i finanziatori siano disposti ad effettuare investimenti nella rete elettrica, garantendo così la sicurezza di approvvigionamento; dall'altra, il tasso dev'essere mantenuto basso per evitare che vengano conseguiti guadagni sproporzionati. In assenza di indizi contrari, il Consiglio federale ritiene che il tasso d'interesse fissato soddisfi questi due requisiti.</p><p>4.a. L'Elcom e la sua segreteria sono in gran parte finanziate con gli introiti degli emolumenti e delle tasse di sorveglianza. In virtù dell'articolo 28 LAEl l'Elcom, per coprire i costi inerenti alla collaborazione con le autorità estere, può riscuotere una tassa di vigilanza adeguata. Quest'ultima può essere computata da Swissgrid nel corrispettivo per l'utilizzazione transfrontaliera della rete di trasporto. Già nel messaggio concernente la LAEl, il Consiglio federale aveva proposto la riscossione di una tassa sulla rete ad altissima tensione per tutte le attività di vigilanza. In seguito, il Parlamento aveva limitato la riscossione della tassa di vigilanza alla collaborazione con le autorità estere.</p><p>b. Nel caso della rete di trasporto, sotto il profilo della proprietà è addirittura prescritta una separazione giuridica fra i settori della rete e le altre attività. Prescrivere una separazione giuridica completa anche nella rete di distribuzione costituirebbe una misura molto incisiva. Nel caso di imprese di approvvigionamento piccole, dotate di poco personale, l'effetto sarebbe inoltre limitato in quanto non è escluso che gli stessi dipendenti lavorino per entrambe le società. Il Consiglio federale è tuttavia disposto ad esaminare ulteriori separazioni e, in occasione di future regolazioni, a puntare ancora maggiormente sui confronti trasversali dei costi di rete. Da ciò deriverà probabilmente una maggiore pressione sui costi dei gestori di rete, con conseguente aumento dell'efficienza.</p><p>c. Il capitale di Swissgrid e i relativi diritti di voto devono appartenere in maggioranza, direttamente o indirettamente, ai cantoni e ai comuni (art. 18 cpv. 3 LAEl). Inoltre, la maggioranza dei membri e il presidente del consiglio di amministrazione, nonché i membri delle direzione, devono essere indipendenti da organi o persone che esercitano attività nel settore elettrico (art. 18 cpv. 7 LAEl). In tal modo si riduce l'influsso degli attuali proprietari della rete di trasporto su Swissgrid.</p><p>Nel quadro del processo legislativo, il Parlamento aveva proposto che Swissgrid appartenga in maggioranza direttamente ai cantoni e ai comuni. Di conseguenza, le attuali aziende elettriche nazionali non avrebbero più potuto detenere la maggioranza del capitale azionario di Swissgrid. Questa proposta, fortemente osteggiata dai cantoni nel quadro della consultazione, è pero stata abbandonata.</p><p>Nell'approvare gli statuti, cosa che probabilmente avverrà entro la fine di quest'anno, il Consiglio federale veglierà sull'attuazione di questi punti. Inoltre, il collegio osserverà gli sviluppi in atto in Svizzera e all'estero (terzo pacchetto di regolazione dell'UE), proponendo eventualmente al Parlamento una modifica della legge sull'approvvigionamento elettrico.</p><p>d. Nell'ambito del processo legislativo relativo alla legge sull'approvvigionamento elettrico, il Parlamento ha discusso di multe più elevate, ma poi ha abbandonato l'idea. In occasione della prossima revisione della legge, Il Consiglio federale verificherà l'opportunità di riconsiderare questo punto e valuterà anche se è ragionevole prevedere sanzioni amministrative contro l'azienda elettrica stessa e non contro la persona fisica responsabile (analogamente all'art. 49a della legge sui cartelli). Le sanzioni amministrative, a differenza di quelle di tipo penale, non presuppongono una colpa. Inoltre è opportuno stabilire la sanzione in funzione della cifra d'affari.</p><p>e. In virtù dell'OAEl, un consumatore finale che acquista l'energia sul mercato, non può più ottenere lo statuto di consumatore finale con servizio universale. Anche in futuro, il Consiglio federale intende attenersi a questa disposizione poiché, in caso contrario, verrebbero notevolmente privilegiate le imprese che possono alternativamente optare per il libero mercato e il servizio universale. Innanzitutto, per quanto riguarda la clientela commerciale e industriale, questo diritto di scelta causerebbe una disparità di trattamento tra i piccoli e i grandi consumatori. Secondariamente, un simile diritto si rivelerebbe molto caro per il gestore di rete, che non potrebbe pianificare a lungo termine le quantità di energia necessarie per fornire le prestazioni del servizio universale. I costi supplementari sarebbero così a carico di tutti i consumatori finali con servizio universale, ossia anche di quelli che non hanno il diritto di scelta. Il Consiglio federale ritiene pertanto inopportuna questa opzione.</p><p>5. Una migliore sicurezza di approvvigionamento attraverso l'incentivazione delle energie rinnovabili indigene costituisce una priorità per il Consiglio federale che, al riguardo, ha adottato una serie di piani d'azione. Questo principio è anche alla base della decisione delle Camere federali relativa alla rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Nello stesso articolo 7a della legge sull'energia, il Parlamento dà inoltre al Consiglio federale la possibilità di incentivare in particolare l'uso razionale di energia elettrica negli edifici e nelle imprese tramite bandi di gara. Anche questo principio corrisponde a un importante obiettivo che il Consiglio federale persegue da tempo.</p><p>Se i consumatori siano disposti a pagare questa maggiore incentivazione con una tariffa superiore agli attuali 0,6 centesimi per chilowattora è una questione politica alla quale il Parlamento dovrà rispondere nel quadro di una modifica della legge sull'energia. Va sottolineato che, ad eccezione di quella fotovoltaica, tutte le altre tecnologie mantengono per ora il loro posto nel sistema; tra qualche anno, in termini di costo anch'esse avranno tuttavia raggiunto il tetto massimo. Il Consiglio federale è pertanto del parere che, soltanto al termine di un attento esame delle esperienze maturate nel 2009 con la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia, occorrerà prendere una decisione in merito agli eventuali adeguamenti della stessa. Il Consiglio federale presenterà al Parlamento i risultati di quest'analisi, eventualmente accompagnati da una serie di proposte conformi alle richieste degli autori della presente interpellanza. Con ogni probabilità, nel 2010 il Consiglio federale pubblicherà un bando di gara per misure efficienti sotto il profilo energetico.</p>  Risposta del Consiglio federale.