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WASHINGTON - L'Fbi ha concluso la sua indagine sull'utilizzo di indirizzo e-mail e server privato da parte di Hillary Clinton durante il suo mandato da segretario di Stato. Lo ha reso noto il direttore dell'agenzia federale, James Comey, affermando che adesso i risultati verranno passati al dipartimento di Giustizia.
Nell'Emailgate l'Fbi non si è coordinato con altre agenzie governative: lo ha detto il direttore dell'Fbi, James Comey.
«Nessuna incriminazione nei confronti di Hillary Clinton è ritenuta appropriata in questo caso», lo ha detto il direttore dell'Fbi James Comey.
Hillary Clinton usò differenti server di email quando era segretario di Stato e l'Fbi ha recuperato migliaia di email che lei non ha consegnato, ha aggiunto il direttore dell'agenzia federale in una conferenza stampa trasmessa in diretta tv.
110 email delle 30 mila transitate sul server privato dell'allora segretario di stato Hillary Clinton contenevano informazioni classificate, ha spiegato il direttore dell'Fbi, che ha esaminato tutte le email. Non vi sono prove che Hillary Clinton e il suo staff intendessero violare la legge, ma l'ex segretario di Stato e il suo staff «sono stati estremamente negligenti», ha aggiunto il direttore dell'Fbi.
Trump: «Sistema corrotto» - Tempestiva la reazione del candidato repubblicano Donald Trump all'annuncio della conclusione dell'inchiesta sullo scandalo delle email di Hillary Clinton da segretario di Stato, che grida al «sistema corrotto».
Trump reagisce con due tweet: «Il direttore dell'Fbi dice che la corrotta Hillary ha compromesso la sicurezza nazionale. Nessuna incriminazione. Wow», si legge nel primo. Il secondo chiama in ballo il caso del generale Petraeus: «Il sistema è corrotto. Petraeus ha avuto problemi per molto meno. Molto molto ingiusto! Come al solito, cattivo giudizio».