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Due volte campionessa olimpica degli 800 metri, Caster Semenya ha conservato il titolo nazionale sudafricano sui 5'000 metri, ma rimane lontana dai limiti richiesti per prendere parte ai Giochi olimpici. A tre mesi dall'appuntamento di Tokyo (23 luglio - 8 agosto), la 30.enne sudafricana ha stabilito un tempo di 15’52”28, di 42” superiore a quanto richiesto (15’10”) per poter volare in Giappone. Tuttavia, le rimane tempo fino al 29 giugno per staccare il biglietto.
Medaglia d'oro sui due giri di pista a Londra 2012 e a Rio de Janeiro 2016, Semenya a Tokyo non potrà difendere il doppio titolo. Presenta infatti un tasso di ormoni maschili superiore alla norma e si è sempre rifiutata di sottoporsi a una terapia per abbassare il livello di testosterone entro i limiti definiti da World Athletics per poter gareggiare nella categoria femminile dai 400 metri al miglio. Da dieci anni l'atleta sudafricana sta portando avanti una battaglia contro World Athetics (ex Iaaf), ma in più occasioni ha perso i ricorsi presentati.
In agosto, in nome dell'equità sportiva, il Tribunale federale ha confermato la decisione del Tribunale arbitrale dello sport (Tas) con la quale venivano convalidati i regolamenti della federazione internazionale in merito alla soglia massima di testosterone. Lo scorso 19 febbraio, Semenya ha deciso di portare il caso davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, la quale per ora non si è pronunciata.
Inizialmente, l'atleta sudafricana aveva preso in considerazione una riconversione verso lo sprint, in particolare i 200 metri, ma la battaglia con World Athetics e altre considerazioni più prettamente sportive, l'hanno orientata sui 5000 metri. «Ho tent'anni e se continuassi a disputare gli sprint rischierei degli infortuni muscolari», ha affermato.