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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'assegnazione di un luogo di soggiorno e il divieto di accedere a un dato territorio fanno parte delle misure coercitive del diritto in materia di stranieri. Queste misure sono strumenti amministrativi e di polizia. Per la loro imposizione sono competenti esclusivamente le autorità cantonali. L'imposizione delle misure coercitive non è sistematicamente registrata a livello federale.</p><p>1. L'assegnazione di un luogo di soggiorno e il divieto di accedere a un dato territorio vengono ordinati soprattutto nei centri urbani al fine di lottare contro le scene aperte della droga. Sono note le azioni mirate di Aarau, Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Lucerna, Olten, San Gallo e Zurigo.</p><p>2. Nella maggioranza dei casi le autorità preposte alla migrazione hanno ordinato il divieto di entrata: alle persone in questione viene in altri termini vietato l'accesso a un determinato territorio.</p><p>Il Tribunale federale ha d'altronde osservato che l'assegnazione di un luogo di soggiorno non deve essere applicata in modo da essere assimilabile a una privazione occulta della libertà. Diverse autorità preposte alla migrazione hanno da quel momento rinunciato all'assegnazione di un luogo di soggiorno entro un raggio spaziale strettamente definito, ad esempio il luogo di domicilio. In particolare temevano che i tribunali amministrativi cantonali potessero designare come sproporzionato un raggio strettamente definito.</p><p>3. Nel 2001 l'ex Ufficio federale dei rifugiati ha rilevato, su incarico del Consiglio federale, i dati statistici concernenti l'applicazione delle misure coercitive nel diritto in materia di stranieri per gli anni dal 1995 al 2000. I risultati sostanziali sono stati pubblicati nell'ambito del messaggio relativo alla legge federale sugli stranieri (FF 2002 3383 segg.). Da questa inchiesta è risultato che, in questa fase, ogni anno in Svizzera sono stati disposti tra 1 000 e 1 300 assegnazioni di un luogo di soggiorno e divieti di accedere a un dato territorio.</p><p>Le autorità hanno dimostrato che le azioni urbane volte a smantellare scene aperte della droga sono state di volta in volta un successo. I divieti mirati di accedere a un dato territorio hanno certamente contribuito a questo successo.</p><p>Il Consiglio federale ha nel frattempo accertato una lacuna nell'ambito dell'asilo per quanto concerne l'assegnazione di un luogo di soggiorno e il divieto di accedere a un dato territorio. Secondo la giurisprudenza vigente, è possibile ordinare tali misure soltanto qualora la sicurezza e l'ordine pubblico siano perturbati o messi in pericolo. Nel caso delle persone nei cui confronti è stata pronunciata una decisione di allontanamento o di espulsione passata in giudicato e che non hanno rispettato il termine di partenza fissato, spesso non sono realizzati i presupposti per l'assegnazione di un luogo di soggiorno o per il divieto di accedere a un dato territorio. Il 25 agosto 2004 il Consiglio federale ha pertanto deciso di chiedere al Parlamento di estendere in modo corrispondente il campo d'applicazione dell'assegnazione di un luogo di soggiorno e del divieto di accedere a un dato territorio. L'estensione del campo d'applicazione per l'assegnazione di un luogo di soggiorno e il divieto di accedere a un dato territorio permette di migliorare l'esecuzione degli allontanamenti ordinati dalle autorità anche nei casi in cui non è stata disposta alcuna carcerazione in vista del rinvio forzato. La misura facilita la sorveglianza o il controllo delle persone a cui è assegnato un luogo di soggiorno o a cui è vietato accedere a un determinato territorio. Questa modifica è pertanto attualmente oggetto di dibattito al Consiglio degli Stati.</p><p>4. Soltanto con il riesame di ogni singolo incarto può essere stabilito contro quante persone a cui è stato assegnato un luogo di soggiorno o vietato di accedere a un dato territorio, è in pari tempo pendente un procedimento penale o è stata pronunciata una sentenza penale. La statistica concernente l'asilo registra il numero delle partenze non controllate. Parimenti soltanto con un riesame di ogni singolo incarto risulterebbe se nei singoli casi era stato anche assegnato un luogo di soggiorno o emanato un divieto di accedere a un determinato territorio. Il dispendio sproporzionato che si rivelerebbe necessario per estrapolare tali dati non sarebbe giustificato.</p><p>La persona interessata è responsabile di ottemperare all'obbligo di lasciare la Svizzera fondato su una decisione di allontanamento definitiva. Se la persona obbligata a lasciare la Svizzera omette di annunciarsi e il suo luogo di soggiorno resta sconosciuto oltre un determinato periodo, la persona viene registrata come "partita senza controllo". In linea di principio queste persone non generano più alcun costo. Se la persona esce dalla clandestinità, l'autorità è autorizzata a organizzare un rimpatrio coatto. In queste circostanze, il Consiglio federale non ritiene necessarie misure legislative per impedire le partenze non controllate.</p>  Risposta del Consiglio federale.