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Nuovo episodio nell'annosa "guerra delle capsule" di caffè tra l'impresa friburghese Ethical Coffee Company (ECC) e il leader del mercato Nespresso. La società di Jean-Paul Gaillard ha annunciato oggi di aver avviato un'azione legale per contraffazione di brevetti e richiesta di risarcimenti contro il gruppo Nestlé/Nespresso. L'ammontare richiesto sarà di "decine di milioni di franchi", si legge in una sua nota diramata oggi.
L'azione legale - precisa il comunicato - è stata avviata il 29 gennaio presso il Tribunale federale dei brevetti di San Gallo, tribunale di prima istanza della Confederazione operativo dal primo gennaio 2012. Essa è rivolta anche contro il produttore turgoviese di macchine da caffè Eugster/Frismag e contro i distributori zurighesi Turmix e Koenig, si legge ancora nella nota.
"È semplicemente vietato utilizzare brevetti di un'altra entità senza autorizzazione. Nestlé non ha mai chiesto un'autorizzazione per farne uso", afferma nel comunicato il direttore generale di ECC Jean-Paul Gaillard, denunciando la violazione del brevetto svizzero di Ethical Coffee "CH 701 971 B1".
Il vallesano, che è stato direttore di Nespresso dal 1988 al 1997 e ha fondato la ECC nel 2008, aveva già annunciato lo scorso autunno di voler attaccare in tribunale la filiale di Nestlé per chiederle risarcimenti milionari, sostenendo che i mancati guadagni dell'azienda ammontano a centinaia di milioni di franchi.
ECC aveva infatti dovuto far fronte a un'ordinanza "superprovvisionale" (cautelare, urgente e provvisoria, senza ascolto della parte avversa) di divieto di commercializzazione emessa dalla giustizia vodese su richiesta di Nestlé/Nespresso dopo il lancio sul mercato, nel settembre 2011, delle sue capsule compatibili con le macchine Nespresso. Ethical Coffee può ora di nuovo venderle, dopo che il Tribunale cantonale vodese ha annullato il provvedimento lo scorso ottobre.
La "guerra delle capsule" è in corso anche in Francia e potrebbe estendersi ulteriormente ad altri paesi. A metà gennaio ECC si è rivolta al "Tribunal de grande instance" di Parigi denunciando una violazione del diritto dei brevetti e reclamando dalla filiale di Nestlé un risarcimento di almeno 150 milioni di euro. L'accusa a Nespresso è di aver introdotto nelle sue macchine da caffè un meccanismo che ha impedito, dal 2010, il buon funzionamento delle capsule ECC, in violazione del brevetto europeo detenuto dalla stessa ECC, che è presente in 25 paesi.
La denuncia a Parigi riguarda unicamente la violazione del brevetto in Francia, precisa l'azienda, che ha preannunciato preannuncia azioni legali simili in altri paesi dove c'è stata a suo avviso una violazione di brevetto. Inoltre sono previste azioni in "altri settori" oltre a quello dei brevetti.
Nel giugno 2014 ECC aveva già ottenuto soddisfazione in una denuncia per concorrenza sleale presentata al Tribunale del commercio di Parigi, che aveva condannato Nespresso e la casa madre Nestlé a versare 500'000 euro più 40'000 franchi di spese legali.
SDA-ATS