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Il procuratore della Corte penale internazionale, Luis Moreno-Ocampo, ha deciso l'apertura di un'inchiesta formale sui crimini commessi in Libia dal 15 febbraio scorso. Lo ha reso noto la stessa Corte. La decisione è stata presa in seguito all'esito dell'esame delle prime informazioni raccolte dal Cpi.
Intanto, in un incontro a Parigi con la stampa, la Ong "Lega libica per i diritti umani" ha annunciato che dall'inizio dell'insurrezione in Libia il bilancio è di 6'000 morti.
"Il numero delle vittime in tutto il Paese è di 6.000 - ha precisato il portavoce dell'organizzazione, Ali Zerdan - di cui 3.000 a Tripoli, 2.000 a Bengasi e 1.000 in altre città".
Il bilancio, molto maggiore di quelli finora presentati, potrebbe anche essere superiore, ha sottolineato. L'ultima conta dei morti effettuata dalla Federazione internazionale delle leghe dei diritti dell'uomo, a cui appartiene quella libica, parlava di 640 morti, e risaliva al 23 febbraio.
Oggi in un discorso in tv Muammar Gheddafi ha dichiarato che "Ci saranno migliaia di morti se ci sarà un intervento militare degli Usa o della Nato in Libia".
"Vogliono farci tornare schiavi come eravamo sotto gli italiani?", ha detto Gheddafi: "Non lo accetteremo mai, entreremo in una sanguinosa guerra e migliaia e migliaia di libici moriranno se Usa o Nato entreranno nel Paese".
Da parte loro i ministri degli Esteri della Lega Araba hanno confermato "il loro rifiuto categorico" a qualsiasi intervento militare in Libia, sostenendo l'integrità territoriale del Paese. Lo ha affermato una fonte diplomatica araba a margine della riunione dei capi delle diplomazie della Regione.
SDA-ATS