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La cosiddetta luce visibile è la radiazione che può essere percepita dall'occhio umano. Rappresenta solo una piccola parte dello spettro elettromagnetico e ha una lunghezza d'onda compresa fra 380 nm (blu) e 780 nm (rosso).
Le informazioni sul laser sono disponibili in una pagina a parte.
La luce visibile è fondamentale per la nostra vita, poiché ci permette di percepire l'ambiente circostante attraverso gli occhi. Inoltre la luce blu influisce sulla produzione di melatonina, alterando così il ritmo sonno-veglia.
Una luce troppo intensa può causare danni agli occhi e alla pelle.
Esistono due diversi meccanismi che possono danneggiare i nostri tessuti: l'effetto fotochimico e l'effetto termico, a cui si aggiunge l'azione indiretta dell'abbagliamento.
I danni provocati dall'effetto fotochimico sono legati principalmente alla quantità di luce assorbita, ovvero dipendono dalla durata e dall'intensità dell'esposizione. Nel caso della radiazione visibile, questo effetto è provocato in particolare dalla luce blu che colpisce la retina.
I danni alla retina sono irreversibili e compromettono l'acuità visiva.
I danni termici si verificano in seguito all'aumento della temperatura del tessuto. Esporre la pelle a una sorgente luminosa molto intensa può causare ustioni. Di fatto, però, si tratta di un'eventualità decisamente remota, poiché la sensazione di dolore si manifesta già prima che la pelle subisca dannose scottature e permette di allontanarsi in tempo dalla fonte di calore.
Gli abbagliamenti possono causare sensazioni di disturbo e compromettere la funzione visiva. Talvolta si generano immagini postume, e una luce accecante e diretta può impedire addirittura la percezione dell'ambiente circostante. L'abbagliamento può essere provocato anche da una luminanza o una differenza di luminanza eccessiva oppure da una distribuzione di luminanza sfavorevole. Questi effetti determinano un aumento del pericolo di infortuni.
Un valido strumento per valutare il pericolo legato alle lampade è costituito dai «gruppi di rischio», indicati talvolta dai fabbricanti. Nel definire il gruppo di rischio di una lampada si tiene conto sia della luce visibile che delle componenti non visibili.
Il pericolo, in generale, dipende molto dalla distanza e dalla durata di esposizione. La distanza minima considerata per stabilire il gruppo di rischio è pari a 20 cm.
Nella seguente tabella sono elencati i gruppi di rischio e il relativo significato.
|Gruppo di rischio||Possibile pericolo||Significato|
|Gruppo esente (RG 0)||Nessun rischio||La lampada è innocua anche in caso di esposizione continua (8 ore di lavoro al giorno) entro la distanza di riferimento.|
|RG 1||Rischio basso||Nelle normali condizioni di impiego, la lampada non comporta alcun pericolo.|
|RG 2||Rischio moderato||La lampada, normalmente, non comporta pericoli poiché la luce chiara e intensa costringe a distogliere lo sguardo e il disagio prodotto dal calore eccessivo induce ad allontanarsi dal campo di radiazione.|
|RG 3||Rischio elevato||La lampada comporta pericoli già con un'esposizione breve entro la distanza di riferimento.|
Le fonti di illuminazione più comuni, come quelle presenti negli uffici, si possono ritenere sicure se vengono utilizzate in modo normale.
Bisogna però accertare il pericolo di infortuni dovuto agli abbagliamenti.
Chi svolge le seguenti attività dovrebbe proteggersi dalla luce visibile.
|Fonte / posto di lavoro||Commento||Misure di protezione|
|Saldatura||Il valore limite viene superato nel giro di poco tempo (il valore limite UV è già stato superato)||Schermare le postazioni in cui si svolgono lavori di saldatura, utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI)|
|Videoproiettore, proiettore di diapositive||Se si fissa con insistenza l'interno dell'apparecchio si rischia di superare il valore limite per la retina nel giro di poco tempo. Tuttavia è difficile che ciò accada, poiché l'abbagliamento costringe a distogliere lo sguardo.||Evitare di fissare la fonte luminosa troppo a lungo|
|IPL (Intense Pulsed Light)||Un uso corretto dell'apparecchiatura non comporta pericoli. Se però il fascio di luce arriva diretto (ad es. il punto di uscita del raggio non è del tutto coperto), si rischia di danneggiare la retina e la pelle.||Indossare occhiali di protezione (livello minimo: 5)|
|Flash fotografico||L'uso di flash ad alte prestazioni a breve distanza può essere pericoloso per la retina||Evitare l'esposizione a breve distanza|
|Riflettori||Fissare a lungo i riflettori può comportare pericoli per la retina; il primo valore limite a essere superato, tuttavia, è generalmente quello della radiazione UV||Utilizzare riflettori dotati di lenti con filtro UV. Se si è costretti a fissare la luce è bene indossare occhiali di protezione (livello minimo: 5)|
|Lampade scialitiche||Se si fissa la luce per un certo periodo di tempo, il valore limite per la retina viene superato. Tuttavia è difficile che ciò accada, poiché l'abbagliamento costringe a distogliere lo sguardo.||Evitare di fissare la luce|

Sole
|Se si fissa direttamente la luce, il valore limite per la retina viene superato nel giro di pochissimo tempo. Tuttavia è difficile che ciò accada, poiché l'abbagliamento costringe a distogliere lo sguardo.||Evitare di fissare la luce del sole. Durante l'eclissi indossare dispositivi di protezione adeguati.|