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Prospettive energetiche: economia svizzera in crescita con una politica climatica orientata all'obiettivo delle emissioni nette pari a zero
Berna, 20.10.2022 - La Svizzera può rendere il suo approvvigionamento energetico climaticamente neutrale entro il 2050 e al tempo stesso garantirne la sicurezza. Lo indicano le Prospettive energetiche 2050+, pubblicate alla fine del 2020. Ora è disponibile anche uno studio sugli effetti economici di alcuni pacchetti di misure selezionati. Questo studio mostra che anche con una politica climatica orientata all'obiettivo del saldo netto di emissioni pari a zero l'economia svizzera continua a crescere.
L'obiettivo della politica energetica e climatica è ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici e i costi che ne derivano. Stando a diversi studi, cambiamenti climatici incontrollati potrebbero comportare costi economici di enorme portata. Per questo motivo il Consiglio federale persegue l'obiettivo delle emissioni nette pari a zero, vale a dire che entro il 2050 la Svizzera dovrà raggiungere la neutralità climatica. Ciò significa che nel 2050 i sistemi di stoccaggio naturali e quelli tecnici assorbiranno le emissioni di gas serra residue.
Per raggiungere questo obiettivo, la Svizzera deve basare maggiormente il proprio sistema energetico sulle energie rinnovabili indigene. Nelle Prospettive energetiche 2050+ l'UFE mostra che la Svizzera può ridurre la sua dipendenza dal petrolio e dal gas e diventare più efficiente dal punto di vista energetico, e tutto ciò con l'aiuto di investimenti sostenibili. Un nuovo studio della società di consulenza Ecoplan si ricollega a questa analisi. Lo studio simula tre scenari con cui la Svizzera può raggiungere l'obiettivo del saldo netto pari a zero e ne esamina gli effetti economici.
Benessere, prodotto interno lordo (PIL) e occupazione continuano a crescere
I tre scenari descrivono differenti pacchetti di misure con cui la Svizzera potrebbe raggiungere la neutralità climatica. In tutti e tre gli scenari, l'economia svizzera continua chiaramente a crescere fino al 2050.
Nello scenario principale il benessere, che indica il grado di prosperità di un Paese, aumenta del 36 per cento entro il 2050, mentre il prodotto interno lordo (PIL), che misura lo stato di salute dell'economia, del 33 per cento. Ciò corrisponde a una crescita annuale di circa l'1 per cento entro il 2050, analogamente agli altri due scenari. Anche l'occupazione aumenta in tutti e tre gli scenari.
In ambito economico, viene leggermente rafforzato il cambiamento strutturale dovuto al passaggio dall'industria ad alto consumo energetico e a elevata produzione di emissioni ai servizi. I settori energetico ed edilizio beneficiano dei maggiori investimenti operati nell'efficienza energetica e nelle energie rinnovabili in Svizzera. Nei settori ad alta intensità energetica, lo studio ipotizza un calo dell'occupazione.
I tre scenari a zero emissioni vengono confrontati con un'ipotetica evoluzione di riferimento «Proseguimento della politica energetica attuale», che non considera le recenti misure di politica climatica adottate in Svizzera e all'estero. Nell'evoluzione di riferimento, l'obiettivo delle emissioni nette pari a zero non viene raggiunto. In questo scenario il benessere e il PIL crescono rispettivamente dello 0,04 per cento e dello 0,07 per cento all'anno in più rispetto allo scenario principale «Saldo netto pari a zero». In altre parole, la rinuncia a una politica climatica efficace non ha praticamente alcun effetto in termini di crescita economica. Al contrario, l'assenza di tali misure provoca danni considerevoli al clima, che a loro volta si traducono in ingenti costi economici.
Effetti secondari positivi e costi della non azione
Il riassetto del sistema energetico ha anche effetti secondari positivi. Diminuiscono ad esempio, oltre alle emissioni di CO2, anche l'inquinamento atmosferico e fonico provocati dal traffico stradale e i costi esterni correlati.
Lo studio non tiene conto dei costi derivanti dai danni climatici. Il vero obiettivo della politica climatica è in effetti evitare i cosiddetti costi della non azione. Il metodo per il calcolo di questi costi è però complesso e gravoso. Lo studio si concentra quindi sul calcolo degli effetti economici delle misure volte al raggiungimento dell'obiettivo di azzeramento delle emissioni nette.
Configurazione dei tre scenari
Nello studio i tre scenari con cui la Svizzera può raggiungere l'obiettivo del saldo netto pari a zero sono stati volutamente semplificati. Gli effetti economici nei tre scenari differiscono tra loro solo leggermente. Ciò significa che l'obiettivo del saldo netto di emissioni pari a zero può essere raggiunto con diversi pacchetti di misure a costi analoghi per l'economia. Una discussione a livello politico sulle misure climatiche ed energetiche da intraprendere concretamente deve tuttavia essere ancora condotta. Lo studio non anticipa tale discussione. Gli scenari presentati non riflettono quindi nemmeno lo stato attuale della politica climatica in Svizzera e comprendono misure, come una tassa d'incentivazione sui gas serra o un aumento dell'attuale tassa sul CO2 per i combustibili, che non sono considerate prioritarie dalla politica. In ultima analisi, gli scenari dello studio non comprendono nemmeno misure di sgravio per determinati gruppi di popolazione o di attenuamento di effetti distributivi indesiderati. Queste dovranno essere prese in considerazione al momento della definizione delle future politiche climatiche ed energetiche.
Prospettive energetiche
In Svizzera, dopo la crisi petrolifera del 1973, nella «Concezione globale dell'energia» sono state elaborate le basi per una politica energetica nazionale, tra cui, per la prima volta, anche le Prospettive energetiche, che in seguito sono state periodicamente aggiornate. L'ultima versione, che risale al 2012 («Prospettive energetiche 2050»), ha costituito la base per la rielaborazione della politica energetica svizzera dopo l'incidente nucleare di Fukushima. A partire da quest'ultima versione sono state elaborate la «Strategia energetica 2050» e la nuova legge sull'energia, entrata in vigore il 1° gennaio 2018. Per le Prospettive energetiche 2050+ sono stati considerati i dati quadro e gli sviluppi tecnologici più aggiornati ed è stato stabilito l'obiettivo del saldo netto pari a zero entro il 2050.
Le Prospettive energetiche 2050+ non si esprimono sulla probabilità che uno scenario si verifichi così come previsto oppure se uno sviluppo sia più probabile di un altro. Sono quindi ipotizzabili anche altri sviluppi tecnologici.
Le Prospettive energetiche 2050+ sono state elaborate su incarico dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) da un consorzio composto dalle ditte Prognos AG, TEP Energy GmbH, Infras AG ed Ecoplan AG. Ulteriori risultati sono stati pubblicati nel 2021. Lo studio sugli impatti economici conclude le Prospettive energetiche 2050+.
Indirizzo cui rivolgere domande
Marianne Zünd, Capo Media e politica UFE, tel. 058 462 56 75
Pubblicato da
Ufficio federale dell'energia
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