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"Quando un bambino piange perché ha fame, alle mamme dico: se ha fame, dagli da mangiare qui, con tutta libertà". Così si è espresso il Papa concludendo l'omelia nella cappella Sistina, dove ha battezzato 26 bimbi.
I biberon, anche in mano ai papà, erano spuntati sia prima dell'inizio che durante il rito, che è stato accompagnato dal coro a tratti insistente del pianto dei piccoli neonati e di qualche fratello maggiore desideroso di attenzione.
L'allattamento al seno o con il biberon, del resto, è sempre stato un "protagonista" nelle messe che i papi, all'inizio dell'anno, celebrano nella splendida cappella affrescata da Michelangelo per battezzare alcuni piccoli. Oggi sono 13 maschi e 13 femmine, in tutina o abito da cerimonia, in genere bianca, tranne che per una neonata in tutina di ciniglia rosa.
All'Angelus il Papa è tornato sul senso del battesimo, sia dei piccoli che degli adulti, e ha assegnato come "compito a casa della settimana" la ricerca della data del proprio battesimo, se non la si ricorda, da effettuare con l'aiuto di "genitori, nonni, padrini, parrocchie".
Nella Sistina papa Bergoglio ha tenuto l'omelia completamente a braccio, insistendo sul fatto che la fede è la "eredità più grande" che i genitori possono trasmettere ai propri figli.
"Quaranta giorni dopo la nascita Gesù è portato al tempio, - ha detto - Maria e Giuseppe lo portarono per presentarlo a Dio, oggi, la festa del battesimo del Signore, voi portate i vostri figli per ricevere il battesimo, per ricevere quello che avete chiesto all'inizio quando io vi ho fatto la prima domanda, la fede, 'io voglio per mio figlio la fede' e così la fede viene trasmessa da una generazione all'altra come una catena".
"Questi bambini, queste bambine, passati gli anni - ha commentato - occuperanno il vostro posto con un altro figlio, i vostri nipotini, e chiederanno lo stesso la fede, la fede che ci dà il battesimo, che porta lo Spirito Santo, oggi nel cuore, nell'anima, nella vita di questi figli vostri".
"Voi - ha aggiunto - avete chiesto la fede. La Chiesa quando vi consegnerà la candela accesa vi dirà di custodire la fede in questi bambini, e alla fine non dimenticatevi che la più grande eredità che voi potrete dare ai vostri bambini è la fede, cercare che non venga persa, farla crescere e lasciarla come eredità: vi auguro questo oggi, che è un giorno gioioso, che siate capaci di far crescere questi bambini nella fede e che è la più grande eredità che loro ricevano da voi sia proprio la fede".
La fede è "vita e luce da comunicare specialmente a quanti vivono in condizioni non degne dell'uomo e camminano su sentieri tenebrosi", ha detto invece prima dell'Angelus, e "essere figli di Dio comporta la responsabilità di seguire Gesù, il Servo obbediente, e riprodurre in noi stessi i suoi lineamenti: mansuetudine, umiltà, tenerezza. E questo non è facile, specialmente se intorno a noi c'è tanta intolleranza, superbia, durezza".
SDA-ATS