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RÜNENBERG - Sono stati tre colpi sparati da una pistola militare d'ordinanza ad uccidere dieci giorni fa Martin Wagner, il noto avvocato basilese 57enne specializzato nel diritto dei media morto nel suo domicilio di Rünenberg (BL). A premere il grilletto è stato uno svizzero di 39 anni, che ha agito per motivi esclusivamente privati, ha indicato la procura.
Stando alla ricostruzione del ministero pubblico e della polizia di Basilea Campagna diffusa oggi l'omicida è entrato nell'abitazione della vittima poco prima delle 09.00 del 28 gennaio: per farlo ha sparato contro il vetro di una finestra, per poi aprirla dall'interno.
Una volta nella villa ha subito affrontato Wagner e ha aperto il fuoco, colpendolo con tre colpi al corpo e alla testa. Non vi sono elementi che facciano pensare a un litigio o una colluttazione immediatamente prima dell'omicidio. Subito dopo l'omicida è uscito all'aperto e presumibilmente si è sparato: al riguardo sono ancora in corso indagini forensi, precisa la procura.
All'arrivo dei sanitari l'avvocato era ancora in vita, ma è spirato durante i tentativi di rianimazione. In totale sono stati esplosi sette colpi, tutti con l'arma di ordinanza che il 39enne aveva tenuto una volta concluso il suo servizio militare.
Il movente all'origine del gesto è di natura prettamente privata, afferma la procura, che non intende fornire ulteriori dettagli in merito, limitandosi a far sapere che la vittima e il suo uccisore si conoscevano da lungo tempo.
Stando a notizie di stampa l'omicida aveva prestato servizio come granatiere ed era attualmente dipendente della Banca nazionale svizzera. Alcuni mesi or sono Wagner aveva perso la moglie, deceduta per un tumore al cervello. Lascia tre figli, due adulti e una bambina di 10 anni. L'omicida - sempre secondo i media - aveva moglie e lui pure tre figli; abitava a poco più di 100 metri dalla villa dove è avvenuto il fatto di sangue.
Wagner era conosciuto anche dal grande pubblico per essere stato editore dalla Basler Zeitung, per conto dell'investitore principale Tito Tettamanti. L'avvocato è stato anche presidente del consiglio di amministrazione della Weltwoche. E per anni ha lavorato con il nuovo presidente del FC Basilea, Bernhard Burgener.