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Tra le cause più importanti del morbo di Crohn ci potrebbe essere una disbiosi, cioè uno squilibrio della flora batterica intestinale che, quando presente (insieme alla predisposizione genetica), scatenerebbe la malattia.
A suggerirlo sono i risultati di uno studio tedesco pubblicato sulla rivista Gut, nell’ambito del quale i ricercatori dell’Università tecnica (Technische Universität) di Monaco di Baviera hanno dimostrato, tramite osservazioni sugli animali da laboratorio, che alcuni "assortimenti" delle diverse famiglie di batteri che colonizzano l’intestino sono associati a infiammazioni croniche e a sintomi che assomigliano moltissimo a quelli del morbo di Crohn. Inoltre gli studiosi hanno visto che trasferendo in animali privi di flora batterica quel tipo di batteri, la malattia si ripresentava, e diventava quindi trasmissibile. Infine, i ricercatori hanno trovato una spiegazione per un fenomeno noto ma, finora, poco chiaro, e cioè la scomparsa di una popolazione di cellule della superficie dell’intestino chiamate di Paneth, collegata alla malattia. Si pensava che fosse la necrosi di queste cellule a scatenare la reazione infiammatoria, ma si è invece scoperto che ne è la conseguenza, e non la causa.
Si spera ora di confermare i dati sulle persone, e poi di iniziare a sperimentare una cura basata sul trasferimento dei ceppi positivi dei batteri nell’intestino dei malati, al fine di annullare la disbiosi. Lo stesso approccio è già in studio per altre malattie, e sta dando risultati che lasciano ben sperare per una sua effettiva applicabilità anche alle patologie croniche dell’intestino.
A.C.
Data ultimo aggiornamento: 27 aprile 2015