Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01076.jsonl.gz/328

BERNA - Il popolo svizzero non sarà chiamato ad esprimersi sulla cosiddetta iniziativa RASA, che mirava ad abrogare le disposizioni introdotte con l'accettazione di quella dell'UDC "contro l'immigrazione di massa". I suoi promotori hanno infatti deciso di ritirarla poiché soddisfatti dalle soluzioni adottate dal Parlamento.
L'iniziativa RASA ("Raus aus der Sackgasse", in italiano "Fuori dal vicolo cieco") era stata lanciata pochi mesi dopo l'adozione del testo democentrista, chiedeva la gestione autonoma dell'immigrazione in Svizzera. «Non potevamo accettare di rimettere in discussione gli accordi bilaterali, per questo motivo è stata lanciata una iniziativa», ha ricordato in una conferenza stampa a Berna Franziska Barmettler del comitato promotore. Il suo testo era volutamente molto conciso: chiedeva semplicemente che le disposizioni introdotte il 9 febbraio 2014 (art. 121a e 197 n. 11) venissero abrogate.
Nel frattempo l'iniziativa RASA è stata - lungamente - discussa dal Parlamento che l'ha bocciata a larga maggioranza. Niente da fare nemmeno per un controprogetto. Le Camere non hanno voluto scoperchiare il vaso di Pandora e vivere nuovamente una campagna di votazione sull'immigrazione.
Il Parlamento ha anche ritenuto che le principali rivendicazioni dell'iniziativa siano già soddisfatte. Le Camere hanno infatti già adottato un'applicazione dell'articolo costituzionale sull'immigrazione rispettosa della libera circolazione delle persone.
Questo punto è stato ricordato oggi anche dalla Barmettler, secondo cui la presenza dell'iniziativa RASA ha permesso di creare la pressione necessaria sul Parlamento. Sean Serafin, pure del comitato promotore, ha affermato di essere dispiaciuto che le camere abbiano rinunciato al controprogetto.
A suo modo di vedere questo era necessario per garantire la certezza del diritto. «Capiamo però che attualmente non c'è una maggioranza in Parlamento disposta a votarlo», ha aggiunto.
Da parte sua, Thomas Geiser ha spiegato il motivo per il quale l'iniziativa è stata ritirata solo ora: «Bisognava lasciare tempo al Parlamento di prendere posizione prima di valutare definitivamente la questione, soprattutto quando una iniziativa nasce dalla società civile e non da un partito», ha sostenuto.
Con la sua decisione di rinunciare a RASA, i promotori hanno deciso di «chiudere il capitolo "immigrazione di massa"», ha spiegato la Barmettler. Capitolo che potrebbe però ben presto riaprirsi se l'UDC dovesse riuscire a portare davanti al popolo la sua iniziativa «per una immigrazione moderata» che mira ad abolire gli Accordi di libera circolazione. «In tal caso ci impegneremo affinché venga massicciamente bocciata dal popolo», ha concluso Serafin.