Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/185704

<h2>SubmittedText<h2><p>La legge sui disabili richiede l'eliminazione degli svantaggi per i disabili, tra i quali rientra l'accesso ai mezzi di trasporto pubblici. </p><p>In molte località, alle fermate dei tram sono stati rialzati i marciapiedi su tutta la lunghezza della fermata, onde consentire un accesso a livello nei veicoli. Tale miglioramento dell'accesso al tram, però, presenta svantaggi per i ciclisti e i pedoni: i bordi sono infatti talmente alti che i ciclisti possono toccarli con i pedali e si sono già registrati molti incidenti gravi. Anche lo spazio tra la rotaia e il marciapiede è troppo stretto per il traffico ciclistico e passare all'interno delle due rotaie è pericoloso, soprattutto se la strada è bagnata. Anche per i pedoni i marciapiedi rialzati sono insolitamente alti e hanno già provocato cadute con ferite.</p><p>La necessità di migliorare la mobilità dei disabili è innegabile, ma si dovrebbero ridurre al minimo gli "effetti collaterali" rispetto a quelli riscontrati attualmente.</p><p>Il mandato della legge può essere adempiuto anche se i marciapiedi non vengono rialzati per l'intera lunghezza della fermata del tram, ma solo nel settore adibito all'accesso conforme alle esigenze dei disabili, riducendo il rischio d'incidente per il traffico lento.</p><p>Invito a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È consentito prevedere l'accesso a livello solo in corrispondenza delle porte del tram conformi alle esigenze dei disabili e non sull'intera lunghezza della fermata?</p><p>2. Devono offrire l'acceso a raso proprio tutte le fermate del tram, anche quelle a breve distanza da una successiva che consenta un accesso conforme?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che gli innalzamenti dei marciapiedi siano pericolosi per il traffico ciclistico e pedonale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. Il Consiglio federale è a conoscenza del conflitto di obiettivi, esistente nel concepire le fermate dei tram, tra le esigenze delle persone a mobilità ridotta e quelle dei ciclisti. ProVelo (sezione Berna), che rappresenta gli interessi di questi ultimi, ha condotto già nel 2010, in collaborazione con l'Ufficio federale delle strade (USTRA), un'inchiesta sulla percezione dei ciclisti riguardo alle fermate dei tram e all'altezza dei marciapiedi, che consente l'accesso autonomo in sedia a rotelle nei veicoli. In sintesi, dall'inchiesta è emersa la preoccupazione, per i ciclisti, di toccare il bordo del marciapiede con il pedale nonché l'insicurezza generata dalla presenza di molte persone in attesa sul marciapiede, che potrebbero improvvisamente sconfinare nella zona dei binari. A prescindere dall'altezza del marciapiede, per gli utenti del traffico le fermate del trasporto pubblico sono zone in cui bisogna prestare la massima attenzione. Se le esigenze di sicurezza dei ciclisti sono superiori all'interesse delle persone a mobilità ridotta di salire e scendere autonomamente da più porte è possibile realizzare solo innalzamenti parziali del marciapiede.</p><p>2. In linea di principio tutte le fermate dei tram devono adempiere il requisito infrastrutturale di almeno un accesso a livello per tram. Sono tuttavia possibili deroghe in base ai costi, alle esigenze di sicurezza del traffico e dell'esercizio nonché di tutela del paesaggio e in base ai vantaggi attesi per persone con difficoltà deambulatorie. In questo caso l'impresa di trasporto deve offrire una soluzione alternativa adeguata che, conformemente all'ordinanza concernente la concezione di una rete di trasporti pubblici conforme alle esigenze dei disabili (OTDis; RS 151.34), può consistere nell'impiegare personale che fornisca la necessaria assistenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.