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Detroit, la città simbolo dell'auto e sede delle tre grandi case a stelle e strisce (Gm, Ford e Chrysler), non ce l'ha fatta a risanare i suoi conti. La città ha dichiarato bancarotta, facendo segnare ieri sera la maggior richiesta di fallimento mai presentata da una città nella storia americana.
Dopo mesi di tentativi per scongiurare il passo e dopo che l'industria automobilistica si è ripresa, la città del Michigan ha quindi gettato la spugna.
La richiesta al giudice federale di accedere al Chapter 9 - che regola la bancarotta delle municipalità che possono chiedere assistenza per ristrutturare i propri debiti - è stata avanzata dal commissario straordinario di Detroit, Kevyn Orr, che ha dichiarato lo stato di insolvenza della città.
Insolvenza approvata dal governatore del Michigan, Rick Snyder. Se riceverà il nullaosta, la domanda permetterà al commissario straordinario di liquidare gli asset della città per soddisfare i creditori.
A pesare sui conti della città è stata una cattiva gestione delle finanze pubbliche dovuta alla corruzione politica. Ma anche il duro colpo subito dal mercato immobiliare e l'enorme calo della popolazione legato alla crisi economica che ha penalizzato anche il mercato dell'auto e l'immenso indotto che hanno fatto di Detroit la 'Motor City' americana.
SDA-ATS