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FRIBURGO - Cosa fare quando si trovano nella spazzatura 3,5 milioni di franchi? Prendersi i soldi e scappare? La storia raccontata dal Blick oggi ha dell'incredibile. Susanne e Georg M. sono una coppia di turisti tedeschi di Bamlach, località del Baden-Württemberg a 25 chilometri da Basilea. Turisti che non dimenticheranno mai quanto capitato loro al campeggio la Palma di Agno.
Susanne e Georg avrebbero trovato nel campeggio dove alloggiavano 3 milioni e mezzo di franchi. "Non abbiamo ricevuto nemmeno un centesimo di ricompensa" ha detto al quotidiano svizzero-tedesco l'infermiera tedesca - "Se si è così onesti, sarebbe giusto ricevere una ricompensa". E invece...
Il caso risale al tardo pomeriggio del 1° agosto del 2009. Susanne e Georg M. trascorrono una vacanza insieme ai loro figli, Ben David e Lilli, gemellini che oggi hanno sette anni. Georg M., che di professione è agricoltore, di ritorno al campeggio, dopo aver fatto benzina, butta in un cestino una lattina di birra vuota. Ed è in quel momento che l'uomo scova vicino al cestino una valigetta della Samsonite, di colore grigio scuro. Con grande stupore Georg si accorge che la valigetta è piena di banconote da 1000 franchi. In tutto 3,5 milioni di franchi. Dopo una verifica si constata che, in pratica la valigetta contiene "soltanto" 53.000 franchi, mentre il resto delle banconote è falso. "In tutti i casi sono pur sempre 53mila franchi. Denaro che, ovviamente, ci sarebbe servito" ha aggiunto l'uomo.
L'agricoltore chiama la polizia e la informa del ritrovamento. Passa qualche ora e il proprietario della valigetta si rivolge alla polizia. E' un signore che sarebbe stato vittima di un raggiro. L'uomo truffato, infatti, ha venduto i suoi euro per ricevere dei franchi svizzeri a un cambio molto vantaggioso. I cambisti, però, si sono rivelati dei truffatori. Accortosi della truffa, l'uomo, in un momento di rabbia cieca, ha gettato la valigetta tra i rifiuti. "Abbiamo tentato di risalire al nome del proprietario della valigetta per chiedergli la ricompensa, ma senza successo. Nel luglio del 2011 ci ha scritto il Ministero pubblico. Ministero pubblico che ci informava di avere trasmesso il nostro indirizzo ai legali del proprietario della valigetta. Ma da quel momento non abbiamo più saputo niente".
"Il contenuto della valigetta è stato confiscato in quanto frutto di un reato e quindi non è prevista nessuna ricompensa" ha spiegato al Blick Renato Pizzolli della polizia cantonale.
Anche se al proprietario della valigetta fossero restituiti i 53mila franchi, la ricompensa non sarebbe garantita. "Non è obbligato a pagare" ha aggiunto Pizzolli. "La famiglia M. dovrebbe rivendicare la propria ricompensa attraverso le vie legali". "Se questa è onestà - ha detto amara Susanna - avremmo dovuto tenerci i soldi. La lezione l'abbiamo imparata".