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Il nostro fumettista è il primo a riconoscerlo: si tratta di un evento molto improbabile. Tuttavia, anche gli eventi improbabili, ogni tanto, accadono e quindi, quando un aereo vola sopra la sua testa, Scott Adams cerca riparo.
Non è solo questione di paura della morte:
Quando penso ai vari modi nei quali potrei morire, la quasi totalità di essi è meglio del venire ucciso da della cacca volante. Questo è il genere di cose che potrebbe cancellare una vita di successi. Non sarei più conosciuto come il creatore di Dilbert, ma sarei famoso soltanto come il fumettista la cui testa è stata letteralmente schiacciata da uno stronzo.
Come dare torto al creatore di Dilbert?
Scott Adams tuttavia prosegue immaginando amici e parenti che, durante il funerale, a stento trattengono le risate. E quando qualcuno pone la classica domanda di rito “Come è morto?”, ecco uno dei suoi amici rispondere, prima di scoppiare a ridere, “I guess you could say he got pissed off” (non penso sia il caso di tradurre quel pissed off).
E qui mi trovo in disaccordo con Adams: questo è un ottimo motivo per desiderare una morte simile: niente facce tristi, niente parenti addolorati, niente lugubri ricordi. Al loro posto, solo allegre risate pensando alla ridicola conclusione di una vita della quale, in quel momento, non si potranno che vedere gli aspetti comici.
E qui arriviamo al vero problema: poniamo che io, un giorno, decida di porre fine alla mia esistenza e mi ponga come obiettivo proprio quello che Scott Adams teme: venire colpito da una cacca volante. Ha senso che mi metta a inseguire gli aerei che sorvolano la mia testa, o che cerchi casa vicino a un aeroporto internazionale?