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I partiti borghesi hanno rimesso in causa l'accordo aereo firmato tra la Svizzera e la Germania, difeso dal ministro dei trasporti e dalla sinistra.
Nel corso del dibattito sulla sicurezza dell'aeroporto di Kloten, il consigliere federale Moritz Leuenberger, sostenuto dalla sinistra, ha ribadito che tra la sciagura aerea dal 24 novembre e l'accordo - che mira a limitare i sorvoli sulla Germania meridionale - non vi è alcun rapporto.
Le critiche all'accordo erano state aperte dall'udc zurighese Max Binder, secondo il quale dalla firma dell'intesa, nel mese di ottobre, l'atterraggio sulla pista 28, in precedenza limitata a casi eccezionali, è oggi diventato la regola. E ora, sostiene Binder, i rischi sono 5-6 volte più alti.
L'accordo all'origine del crash del Jumbolino?
«Non si può negare - ha poi commentato il radicale zurighese Rolf Hegetschweiler - il legame di causalità tra l'accordo e lo schianto del Jumbolino di Crossair, nei pressi di Bassersdorf (ZH), che provocò la morte di 24 persone. Prima di applicare l'accordo si doveva munire la pista 28 del sistema d'atterraggio strumentale (ILS), più preciso». Secondo Hegetschweiler, se il Consiglio federale avesse insistito presso la Germania, l'incidente probabilmente non si sarebbe verificato.
I deputati borghesi hanno così già apertamente criticato il trattato, che sarà ben presto sottoposto al parlamento per ratifica, probabilmente nella sessione estiva. L'UDC si è già sin d'ora pronunciata chiaramente contro. Il radicale vodese René Vaudroz ha dal canto suo invitato il Consiglio federale a chiedere una moratoria sull'applicazione dell'accordo, nell'attesa dei risultati dell'inchiesta sullo schianto del Jumbolino.
A suo modo di vedere è inoltre indispensabile che passi analoghi siano compiuti a livello internazionale, affinché la Svizzera possa imporre misure di sicurezza più severe in tutti gli aeroporti.
Una tesi respinta dal Moritz Leuenberger
Il ministro dei trasporti, ricordando che in caso di bocciatura dell'accordo il diritto tedesco verrebbe applicato in modo unilaterale, ha dal canto suo tenuto a escludere ogni rapporto tra la sciagura aerea e l'accordo con la Germania.
Intervenendo nel dibattito, il capogruppo socialista Franco Cavalli ha esordito affermando: «peccato che il collega Flavio Maspoli non sia in sala. Si vede che non si è ancora ripreso dal trauma dell'entrata della Svizzera all'ONU». Cavalli ha in sostanza accusato l'UDC di sfruttare lo schianto del Jumbolino per denunciare l'accordo con la Germania.
Franco Cavalli ha rilevato come il Ticino si troverebbe ben presto, rispetto all'aeroporto della Malpensa, nella stessa situazione in cui si trovano gli abitanti della Germania del Sud rispetto all'aeroporto di Zurigo-Kloten. Continuando di questo passo - ha aggiunto Cavalli - non è escluso che il Ticino debba intervenire presso il Consiglio federale per far diminuire un rumore che sta già adesso diventando insopportabile in molte parti del Ticino.
swissinfo e agenzie