Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/84850

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di introdurre un sistema di autorizzazioni (obbligo d'autorizzazione o sistema di licenze) per i fornitori di prestazioni nel settore della sicurezza o in quello militare che a partire dalla Svizzera operano in regioni di crisi o di conflitto. L'autorizzazione dovrebbe presupporre per l'offerente l'obbligo di dimostrare di possedere un sistema efficace di controllo interno e di garanzia della qualità, che verta su standard internazionali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rapporto licenziato il 2 dicembre 2005 sulle società di sicurezza e le società militari private, il Consiglio federale si è detto disposto a valutare se assoggettare i fornitori di prestazioni militari e di sicurezza privati, attivi in zone di crisi e di conflitto, a un obbligo di autorizzazione o di registrazione di diritto federale. Per svolgere questa valutazione l'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale assumendone la direzione. Per ottenere informazioni più dettagliate sulla questione, il gruppo di lavoro ha chiesto all'UFG di incaricare il "Centre for the Democratic Control of Armed Forces" (DCAF) di Ginevra di analizzare la situazione in Svizzera e di allestire uno studio di diritto comparato.</p><p>Dall'inchiesta del DCAF si evince che oggi soltanto poche società di sicurezza private, perlopiù piccole, con sede in Svizzera sono attive in zone di conflitto e che di solito le imprese e le organizzazioni internazionali interpellate preferiscono ingaggiare sul posto società di sicurezza locali. Il confronto fra le legislazioni dimostra inoltre che persino gli Stati molto presenti su questo tipo di mercato (Stati Uniti, Sudafrica), dispongono soltanto di poche norme specifiche che disciplinano le prestazioni all'estero in zone di crisi e di conflitto da parte di società di sicurezza e società militari private. I principali fornitori di prestazioni come la Gran Bretagna o altri Paesi in grado di svolgere un ruolo importante sul mercato (p. es. la Francia, l'Australia, la Russia, gli Stati dell'area dell'ex Unione sovietica) e gli altri Stati limitrofi alla Svizzera non dispongono di norme di questo tipo. Il governo sudafricano incontra peraltro difficoltà notevoli nell'applicazione di tali norme che a livello pratico non producono per il momento quasi alcun effetto.</p><p>Sulla scorta delle ricerche del DCAF e del rapporto dell'Ufficio federale di giustizia, il 21 maggio 2008 il Consiglio federale ha deciso di rinunciare per il momento a legiferare. Innanzitutto il mercato svizzero è attualmente limitato. Inoltre il Consiglio federale ritiene opportuno osservare l'evolversi del mercato e degli standard nazionali e internazionali. In questo contesto s'inserisce anche l'iniziativa internazionale commissionata dal Consiglio federale nel suo rapporto del 2 dicembre 2005 e promossa dal DFAE in collaborazione con il CICR, che si prefigge di rafforzare il diritto internazionale vigente e proseguire il perfezionamento di standard appropriati per i fornitori di prestazioni nel settore della sicurezza o in quello militare. L'iniziativa tiene conto anche del codice di condotta dell'"International Peace Operations Association" (IPOA) cui si riferisce la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.