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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni, svariati sviluppi politici, economici e sociali hanno suscitato un numero </p><p>crescente di critiche, le quali si sono in parte manifestate sotto forma di proteste violente.</p><p></p><p>Nel nostro Paese sono regolarmente tenute conferenze internazionali grazie </p><p>all'atteggiamento aperto della Svizzera, alla sede dell'ONU a Ginevra e alla sue relazioni </p><p>economiche. Soprattutto gli oppositori alla globalizzazione si servono sempre più di questi </p><p>incontri per attirare, con manifestazioni alternative e dimostrazioni, l'attenzione sulle loro </p><p>rivendicazioni. Sebbene gli organizzatori tendano perlopiù all'osservanza dei mezzi </p><p>democratici, gruppi di estremisti abusano di tali incontri anche per la protesta militante e non </p><p>esitano a esercitare la violenza contro persone e cose. Inoltre, le conferenze internazionali </p><p>sono talvolta sfruttate da gruppi esteri di opposizione per volgere l'attenzione sui problemi e </p><p>conflitti del loro Paese d'origine. A questo va aggiunto che si sono già verificate aggressioni </p><p>fisiche ai danni di rappresentanti di governi esteri.</p><p></p><p>Nel suo rapporto del 16 marzo 1992 sull'estremismo, il Consiglio federale ha chiaramente </p><p>manifestato la propria preoccupazione in merito alla crescente polarizzazione e </p><p>all'incremento della violenza in Svizzera. In seguito, ha più volte espresso la propria opinione </p><p>su diverse forme di estremismo. Si è inoltre detto contrario a qualsiasi forma di estremismo e </p><p>ha ribadito la volontà di servirsi ampiamente degli strumenti giuridici e politici a sua </p><p>disposizione.</p><p></p><p>Per quanto concerne le violenze occorse in occasione delle dimostrazioni contro il forum </p><p>economico di Davos 2001, il Consiglio federale ha rilevato ancora una volta che i reati di </p><p>stampo estremistico vanno combattuti il più possibile e di conseguenza vanno perseguiti </p><p>penalmente. Se si tratta di estremismo violento, se ne deve occupare la protezione dello </p><p>Stato. </p><p></p><p>Il Consiglio federale, con un'informazione più libera, mira a un'analisi e discussione oggettive </p><p>ed equilibrate sulla problematica dell'estremismo. Così il Servizio di analisi e prevenzione </p><p>dell'Ufficio federale di polizia nei rapporti annuali sulla protezione dello Stato mostra i rischi e </p><p>i pericoli per la sicurezza interna della Svizzera. Già nel 1998 e nel 1999 è stato analizzato il </p><p>movimento violento antiglobalizzazione (violenze in occasione del congresso del 1998 per </p><p>l'anniversario dell'OMC a Ginevra, mobilitazione contro le manifestazioni del WEF nel 1999 e </p><p>nel 2000). Inoltre, il 31 gennaio 2001, il Consiglio federale ha incaricato la Giunta in materia </p><p>di sicurezza di presentare un'analisi approfondita dei problemi che toccano la </p><p>Confederazione per quanto concerne l'organizzazione e lo svolgimento del WEF 2001. </p><p></p><p>Infine, il Consiglio federale concorda con gli interpellanti sul fatto che i gruppi e le azioni </p><p>caratterizzati da un estremismo violento non possono essere combattuti né evitati soltanto </p><p>con la prevenzione e la repressione da parte della polizia. Sono invece necessari altri sforzi </p><p>a livello sia sociale che politico da parte della nostra collettività. </p><p></p><p>Alla luce di tali considerazioni, è possibile rispondere come segue alle domande poste: </p><p></p><p>1. Le efficaci misure di prevenzione e sicurezza volte a impedire l'entrata di militanti anti-</p><p>WEF e a proteggere il WEF a Davos si basavano in gran parte sul ben riuscito scambio </p><p>di informazioni con l'estero. Grazie a ciò, prima e durante il WEF, il corpo delle guardie di </p><p>confine (Cgcf) ha potuto, grazie a controlli intensivi, respingere alla frontiera senza </p><p>formalità o con un blocco delle entrate un considerevole numero di persone consentendo </p><p>lo svolgimento senza problemi di rilievo della manifestazione a Davos. Anche se la </p><p>collaborazione internazionale si è dimostrata ottima nel caso del WEF, può essere </p><p>ancora migliorata. A tal fine sono in corso tentativi nell'ambito dell'applicazione degli </p><p>accordi bilaterali in materia di collaborazione di polizia con i Paesi vicini nonché con il </p><p>partenariato comune per la sicurezza dei Paesi dell'arco alpino. Inoltre, il Consiglio </p><p>federale intende esaminare sotto quale forma la Svizzera può partecipare allo spazio </p><p>europeo di sicurezza, di libertà e di giustizia. </p><p></p><p>Anche la collaborazione intercantonale in materia di polizia ha contribuito in modo essenziale </p><p>affinché il WEF possa svolgersi praticamente senza alcun problema. La coordinazione da </p><p>parte della Confederazione nel settore dell'informazione a sostegno delle autorità cantonali </p><p>competenti in materia di misure di sicurezza ha dato buoni risultati sotto forma di </p><p>collegamento di informazioni diretto dal Servizio di analisi e prevenzione in seno all'Ufficio </p><p>federale di polizia. La cooperazione tra i Cantoni Grigioni e Zurigo in materia di informazione </p><p>è oggetto di una verifica commissionata da entrambi i Cantoni. Attualmente, nell'ambito del </p><p>progetto USIS (Esame del sistema di sicurezza interna della Svizzera) si esamina il modo in </p><p>cui la Confederazione e i Cantoni dovranno organizzare in futuro la protezione di </p><p>manifestazioni nazionali e internazionali. </p><p></p><p>2. La presente interpellanza urgente va nella stessa direzione delle mozioni Leu (99.3198) e </p><p>Jaquet-Berger (99.3072). La prima chiede una truppa di polizia di sicurezza a livello </p><p>federale mentre la seconda chiede la messa a disposizione di mezzi per finanziare un </p><p>determinato numero di posti di polizia nei Cantoni e nelle grandi città. Il Consiglio </p><p>nazionale ha trasmesso entrambe le mozioni sotto forma di postulati. Come già affermato </p><p>più volte dal Consiglio federale, quest'ultimo è ben consapevole delle limitate capacità </p><p>del corpo di polizia cantonale per compiti di protezione a favore della Confederazione. </p><p>Tale problematica è ampiamente contenuta e analizzata nell'ambito del progetto USIS. </p><p>Quest'ultimo è un progetto comune del DFGP e della Conferenza dei direttori cantonali di </p><p>giustizia e polizia (CDCGP) a cui collaborano la Confederazione e i Cantoni. Il 5 aprile </p><p>2001, la consigliera federale Ruth Metzler-Arnold e il consigliere di stato Jörg Schild, </p><p>presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia, ne hanno </p><p>presentato lo stato effettivo. Secondo lo scadenziario, nel novembre 2001 saranno </p><p>presentate le varianti nell'ambito di USIS. Nell'interesse di una verifica globale di tutto il </p><p>sistema di sicurezza interna, attualmente non è accettabile anticipare tale verifica e </p><p>costituire ora una riserva di polizia a livello federale. </p><p></p><p>3. Il Consiglio federale ritiene necessario analizzare i retroscena e le cause della violenza </p><p>manifestatasi in occasione del WEF e di altri eventi. Un rapporto in merito è già stato </p><p>commissionato all'attenzione della Giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza e </p><p>sarà presentato ancora quest'estate. In seguito, si dovrà esaminare se devono essere </p><p>adottate misure e in caso positivo quali. </p><p></p><p>4. La sorveglianza dei gruppi estremistici violenti o propensi alla violenza spetta, nell'ambito </p><p>della protezione svizzera dello Stato, al Servizio di analisi e prevenzione in seno </p><p>all'Ufficio federale di polizia in collaborazione con i servizi di protezione dello Stato dei </p><p>Cantoni. Questo in base alla legge federale sulle misure per la salvaguardia della </p><p>sicurezza interna (LMSI; RS 120). La collaborazione dei Cantoni è essenziale per </p><p>l'adempimento dei compiti e va ampliata dato che sussistono ancora lacune. La </p><p>Confederazione, fondandosi sul nuovo ordinamento sulle indennità e sull'imminente </p><p>messa in vigore dell'ordinanza d'esecuzione sulla LMSI, esorterà i Cantoni ad </p><p>aumentare, ove necessario, i loro effettivi dei servizi di protezione dello Stato. Nel </p><p>contempo sono necessarie misure accompagnatorie nei settori della società, della scuola </p><p>e dell'educazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.