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Il pericolo dei luoghi comuni
Eric Dolphy registrò nel 1964 “Out to lunch”, un album che è considerato uno dei dischi jazz più importanti degli anni sessanta.
Nato a Los Angeles nel 1928 Eric Dolphy è stato uno dei più grandi polistrumentisti del Jazz. Virtuoso del sassofono contralto, flauto traverso, ottavino, clarinetto, clarinetto basso, di cui Dolphy è stato un pioniere. Come sideman ha preso parte a dischi come “Free Jazz” di Ornette Coleman, “Percussion Bitter Sweet” di Max Roach, “Clifford Brown + Eric Dolphy” con Clifford Brown, “Olé” di John Coltrane dove suona sotto lo pseudonimo di George Lane,”Mingus at Antibes” e molti altri lavori di Charlie Mingus, “The Blues and the abstract truth” di Oliver Nelson , pietre miliari della storia del Jazz.
Per la registrazione di”Out to lunch” Dolphy riunisce un cast di musicisti formidabili, Freddie Hubbard alla tromba, Bobby Hutcherson al vibrafono, Richard Davis al contrabbasso e Tony Williams alla batteria.
L’album comprende 5 composizioni di Dolphy. Il primo brano “Hat and Beard” è dedicato a Thelonious Monk. Apre con un accento all’unisono di tromba, clarinetto basso, contrabbasso e batteria sul primo tempo della misura. Batteria e contrabbasso partono con un walking medium tempo in 9/4, contrariamente ai paesi dell’est e altre culture extraeuropee, prima del 900 nella tradizione della musica popolare Occidentale le metriche in tempi dispari sono sempre state un ‘eccezione , qualcosa di esotico. Il clarinetto di Dolphy segue la linea del contrabbasso con delle variazioni. Il vibrafono crea inizialmente un tappeto che dà un atmosfera di mistero. Per poi riprendere all’unisono la linea del contrabbasso. A questo punto il clarinetto introduce con la tromba la seconda parte del tema. Ripreso il motivo di introduzione si passa all’improvvisazione. L’unico a mantenere un groove ostinato con variazioni in 9/4 è il contrabbasso di Davis.
La batteria di Williams scompone il tempo e fa esclamazioni espressive sfruttando le timbriche dello strumento che vanno da un uso orchestrale a momenti free. Il clarinetto basso di Dolphy inizia l’improvvisazione che è un mix di elementi post - bop e avanguardia. Si ritrovano a delle vere e propie stazioni d’incontro con alcune traccie tematiche. L’improvvisazione è commentata da tutti gli strumenti e diventa improvvisazione collettiva, non è completamente free c’è una struttura anche se non convenzionale, e un armonia modale. Gli strumentisti dialogano tra loro e tutti sono al tempo stesso leader. Durante l’improvvisazione c’è individualismo e coesione al tempo stesso. Un confronto, articolato da chiamate e risposte, riprendere e ripetere quanto è stato espresso. C’è inoltre uno sviluppo dinamico condiviso. Si ritrovano ad una stazione d’incontro per riprendere il tema, un ostinato in 9/4 che si dissolve in decrescendo. Sono diversi gli artisti che hanno inciso la propia interpretazione di “Hat and Beard”, come The Vienna Art Orchestra.
Le composizioni di Eric Dolphy hanno influenzato compositori come Frank Zappa. Il quarto brano che dà il titolo all’album “Out to lunch”è un esempio. Per chi conosce la musica di Zappa è facile cogliere le similitudini tra la scrittura del tema di “Out to lunch”, e il modo di orchestrare e articolare la melodia che riecheggia nella musica di Zappa. Il quale dedicò una composizione a Dolphy “The Eric Dolphy Memorial Barbecue”.
Il terzo brano “Gazzelloni”è dedicato al grande flautista Italiano Severino Gazzelloni, che negli anni cinquanta e sessanta fu un grande interprete di musica contemporanea, e grande estimatore di Erich Dolphy. In “ Gazzelloni” Dolphy suona il flauto traverso. Costruito su13 misure in questo Blues dissonante, Eric Dolphy riesce a produrre i suoni più incredibili, sul breve solo di tromba , la sezione ritmica suona decisamente free in contrasto con le veloci frasi hard bop di Hubbard.
Il free Jazz rivaluta l’improvvisazione collettiva liberando i musicisti dalla struttura, le note non devono per forza essere consonanti all’armonia, si è liberi da un centro tonale. Anche la sezione ritmica è liberata dal ruolo di custode del tempo e della forma, prendendo altri ruoli. È senza dubbio esplorare le possibilità timbriche e espressive dello strumento. È quanto avviene a più riprese in questo album.
L’improvvisazione, la composizione, l’invenzione sono funzioni vitali che in musica non hanno confini tra loro. Carl Jung ha detto la mente creativa gioca con l’oggetto che ama. Erich Dolphy ha mostrato una curiosità instancabile nelle esplorazioni dei suoni. L’imitazione del canto degli uccelli è una pratica che ha sempre appassionato Dolphy e si sente quando suona il flauto traverso. Anche Olivier Messiaen (1908 – 1992) compositore di musica contemporanea di cui Gazzelloni fu grande interprete era affascinato dal canto degli uccelli.
“Out to lunch” è un esplorazione avventurosa per trovare libertà oltre i confini della scrittura, oltre l’hard bop e oltre il free jazz è un viaggio che porta alla musica classica contemporanea dove ci sono tecniche di scrittura in cui la partitura è semplicemente la mappa di un percorso. Un percorso di vita terrena che Dolphy lascerà 5 mesi dopo l’incisione di “Out to lunch”. Infatti Dolphy aveva sviluppato una forma molto grave di diabete. Si trovava a Berlino per un concerto, si senti male, lo portarono all’ospedale. I medici dopo una visità sbrigativa, etichettarono Dolphy come il classico musicista di colore in crisi d’astinenza dovuta all’abuso di stupefacenti. Eric Dolphy era astemio non fumava e non aveva mai fatto uso di sostanze stupefacenti. In realtà si trattava di uremia che lo portò alla morte. Charlie Mingus, Freddie Hubbard , Ornette Coleman e tutti i musicisti con i quali ha collaborato hanno perso un caro amico e collega. Il mondo ha perso un genio.