Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/244069

<h2>SubmittedText<h2><p>La roadmap sulla mobilità elettrica sarà rafforzata e prorogata fino al 2025. Diversi rappresentanti dei settori automobilistico, elettrico, immobiliare, dei gestori dei parchi veicoli, nonché di Confederazione, Cantoni, Città e Comuni, hanno avviato questa nuova fase della roadmap tramite un accordo firmato in occasione dell'incontro tenutosi il 16 maggio scorso a Bienne. Attraverso un'ampia gamma di misure nuove o aggiornate, essi auspicano di raggiungere insieme i nuovi ambiziosi obiettivi fissati per la fine del 2025.</p><p>Tra queste misure non figura il retrofit, ossia la possibilità di sostituire nei veicoli esistenti il motore termico con un motore elettrico. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Al momento di elaborare la roadmap, il retrofit è stato considerato come una delle possibili misure? In caso affermativo: per quale ragione, alla fine, tale misura non è stata presa in considerazione?</p><p>2. Vista e considerata la scarsa reperibilità dei materiali, l'aumento dei relativi costi e, di conseguenza, l'interesse a utilizzare i veicoli il più a lungo possibile tanto sul piano economico quanto ecologico, il retrofit non costituisce forse una soluzione promettente e conforme ai principi dell'economia circolare ? Se sì, la Confederazione non dovrebbe lanciare dei progetti pilota nel campo del retrofit o/e uno studio generale sul suo potenziale in Svizzera?</p><p>3. Nel marzo 2020 la Francia ha adottato un quadro legale per il retrofit: la Svizzera non dovrebbe fare altrettanto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La roadmap sulla mobilità elettrica 2025 è incentrata sulle nuove immatricolazioni di veicoli con spina e su un'infrastruttura di ricarica sufficiente, in linea con le esigenze della clientela e al servizio della rete. La sostituzione, nei vecchi veicoli, del motore a combustione con un motore elettrico non è considerata una priorità dagli operatori del settore. Le oltre 70 misure attualmente previste dalla roadmap sono state definite dalle imprese, organizzazioni e associazioni interessate; in seguito sono state valutate da un gruppo di esperti e, in caso di adempimento dei criteri stabiliti, convalidate. La roadmap sulla mobilità elettrica rimane comunque aperta alla partecipazione di imprese e organizzazioni che volessero proporre misure proprie per sostenere il raggiungimento degli obiettivi fissati.</p><p>2. Gran parte dei veicoli tolti dalla circolazione in Svizzera non sono destinati al riciclaggio diretto, ma vengono spesso esportati e riutilizzati all'estero. La conversione dei motori dei vecchi veicoli da endotermici a elettrici (retrofit) è onerosa e piuttosto costosa; il suo potenziale di mercato è esiguo e potrà quindi contribuire soltanto in misura limitata alla riduzione delle emissioni di CO2 del traffico stradale. Vi sono sì dei veicoli di nicchia a cui applicare questa conversione, come ad esempio le auto d'epoca, i veicoli speciali trasformati con un notevole onere o determinati tipi di auto sportive. Nella fattispecie si tratta tuttavia di categorie di veicoli con prestazioni chilometriche di regola limitate. Le misure adottate dalla Confederazione puntano pertanto in primo luogo al mercato delle automobili nuove, che ha un impatto di gran lunga maggiore sulle future emissioni di CO2 nel traffico stradale.</p><p>3. Il Consiglio federale rimanda al parere che ha espresso in relazione alla mozione Storni 22.3078 "Facilitare la riqualificazione elettrica di autoveicoli usati". Il 29 giugno 2022 il Collegio ha avviato la consultazione relativa alla revisione dell'ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV; RS 741.41). I consultati saranno tra l'altro chiamati a esprimersi su alcune agevolazioni proposte dal Consiglio federale per la conversione dei motori di veicoli da endotermici a elettrici.</p>  Risposta del Consiglio federale.