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Alla prossima riunione della commissione baleniera internazionale, in Giappone, la delegazione elvetica si batterà perché le decisioni siano prese su basi scientifiche.
La protezione delle balene deve passare attraverso la ricerca del consenso basato su dati scientifici. Questa la posizione che sarà difesa dalla delegazione svizzera, designata dal Consiglio federale, alla 54ma sessione annuale della Commissione internazionale per la caccia alle balene (IWC), prevista dal 20 al 24 maggio prossimi a Shimonoseki (Giappone).
Moderni metodi di gestione
La Convenzione internazionale che regola la caccia alla balena non è unicamente destinata a proteggere questi cetacei, ma intende pure «garantire un'utilizzazione duratura di talune popolazioni di balene mediante metodi di gestione moderni», ricorda un comunicato del Dipartimento federale dell'economia. In questo contesto la Svizzera «spera di poter svolgere in futuro un ruolo mediatore».
La Confederazione mira all'adozione di una regolamentazione generale per la «gestione» delle balene - il «Revised Management Scheme» - che permetta all'IWC di esercitare la funzione di controllo che le dovrebbe essere propria, ha detto il capo della sezione «Conservazione delle specie» dell'Ufficio federale di veterinaria Thomas Althaus, che rappresenterà la Svizzera alla riunione in Giappone.
Definizioni troppo vaghe
«Nella situazione attuale, senza alcuna regolamentazione, l'IWC non ha i mezzi per sorvegliare la caccia e un paese membro della Convenzione, come il Giappone, può praticarla liberamente appellandosi alla ricerca scientifica» così come ora menzionata nella Convenzione, ha precisato Althaus.
Il rifiuto di entrata in materia su un regolamento, da parte dei paesi che sono assolutamente contrari a qualsiasi prelievo attraverso la caccia, impedisce di accordarsi su una regolamentazione minima, ha aggiunto. «La situazione nella Commissione è assurda, tutto è diventato estremamente politico», ha concluso Althaus.
swissinfo e agenzie