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BERNA - Il progetto per un nuovo rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera è largamente approvato. Questo quanto è emerso dalla consultazione relativa al rapporto. Gli sviluppi in materia di politica di sicurezza degli ultimi mesi e i risultati della consultazione richiedono però anche un certo adeguamento del rapporto che sarà quindi puntualmente aggiornato e verrà sottoposto al Consiglio federale nel mese di agosto per l’approvazione definitiva.
I risultati della consultazione relativa al nuovo rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera sono nel complesso positivi. Una grande maggioranza ritiene il rapporto una buona base per la politica di sicurezza della Svizzera e si limita a proposte di modifica puntuali. Ciò vale in particolare per la maggior parte dei Cantoni, cosa che dal punto di vista del Consiglio federale è particolarmente importante, poiché la politica di sicurezza in Svizzera è un compito congiunto tra la Confederazione e i Cantoni.
Una minoranza è critica in merito al progetto di rapporto o in linea di principio lo respinge. Questo è il caso di singoli partiti politici e della maggioranza delle organizzazioni militari. La critica principale è mossa all'orientamento e all'attuazione della politica di sicurezza svizzera ritenuta, per motivi differenti spesso anche contrastanti, troppo vaga o errata.
L'analisi del contesto in materia di politica di sicurezza nel rapporto è ampiamente incontestata. Gli ultimi mesi hanno però nuovamente mostrato quanto la situazione sia vulnerabile e imprevedibile. Soltanto sulla base degli sviluppi reali si delinea pertanto una certa necessità di adeguare il rapporto.
Alla luce di queste considerazioni il Consiglio federale ha deciso di aggiornare e adeguare puntualmente il progetto di rapporto sulla base degli sviluppi in materia di politica di sicurezza degli ultimi mesi e dei risultati della consultazione. Nel mese di agosto il rapporto sarà approvato definitivamente dal Consiglio federale e trasmesso al Parlamento.