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BERNA - Gli assegni per i figli versati nello spazio Ue - per esempio alla prole dei frontalieri - vanno adeguati al potere d'acquisto. La pensa così la Commissione della sicurezza sociale degli Stati (CSSS-S) che ha accolto, anche se con un solo voto di scarto (6 a 5), un'iniziativa parlamentare in tal senso di Verena Herzog (UDC/TG).
Dal momento che l'omologa commissione del Consiglio nazionale aveva già dato il proprio benestare, quest'ultima potrà ora mettersi al lavoro per presentare un progetto concreto. In una nota odierna dei servizi parlamentari, la CSSS-S afferma di considerare importante la richiesta, ma ritiene che siano ancora necessari precisazioni e chiarimenti ai fini dell'applicazione.
Stando alla Herzog, la legge sugli assegni familiari deve essere adeguata affinché gli assegni per i figli e gli assegni di formazione per i figli residenti nell'Unione europea vengano versati in maniera corrispondente al potere d'acquisto, come avviene per l'assicurazione disoccupazione. Occorre quindi a suo avviso ridurre di 100 franchi l'assegno minimo e al contempo introdurre un supplemento di 100 franchi destinato a bambini e ragazzi domiciliati in Svizzera per compensare la riduzione del potere d'acquisto.
Gli assegni familiari, finanziati dai contributi dedotti dallo stipendio, costituiscono una delle assicurazioni sociali più importanti in Svizzera. In questo ambito, scrive la Herzog a motivazione della sua iniziativa, si riscontrano di gran lunga i maggiori costi sociali in relazione alla libera circolazione.
Si tratta di circa 420 milioni di franchi all'anno versati nello spazio Ue, in particolare quando figli di frontalieri e di dimoranti temporanei vivono all'estero. Con la parificazione del potere d'acquisto queste persone non verrebbero svantaggiate o trattate altrimenti, verrebbe semplicemente corretto un chiaro favoritismo.