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Aveva omesso di segnalare nell’autocertificazione di essere già stato condannato in Italia a una pena di 20 mesi di reclusione. In più durante la sua permanenza in Svizzera è stato oggetto di tre ulteriori condanne. Eppure il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) l’ha perdonato, consentendogli di restare in Ticino.
La vicenda emerge da una sentenza pubblicata oggi dal TRAM. A ricorrere è stato un cittadino italiano giunto in Ticino nel 2012. Allora non esisteva ancora l’obbligo di presentare il casellario giudiziale per cui all’uomo fu chiesto di compilare un’autocertificazione. Egli scrisse di non essere mai stato condannato e di non avere procedimenti penali pendenti.
Tuttavia nel 2015, dopo che il cittadino italiano era stato condannato tre volte per altrettante gravi infrazioni alle norme della circolazione stradale, la Sezione della popolazione del Dipartimento delle Istituzioni chiese alle autorità italiane di fornirgli il casellario giudiziale dell’uomo. E scoprì cosi che egli aveva mentito, sottacendo la condanna a 20 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta e ricorso abusivo al credito.
A questo punto la Sezione della popolazione decise di revocargli il permesso di dimora, fissandogli un termine per lasciare il territorio elvetico. Su ricorso, questa decisione venne confermata nel 2017 anche dal