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Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha rinviato a giudizio quattro presunti capi di una organizzazione criminale internazionale con base in Bolivia attiva anche in Svizzera e nel canton Ticino e dedita a "ingenti traffici" di cocaina dal Sud America verso l'Europa. I quattro - uno svizzero, due italiani e un boliviano - saranno processati dal Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona.
La procura federale li accusa di organizzazione criminale, infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti, infrazione aggravata alla legge federale sul materiale bellico, riciclaggio di denaro ed altri reati, si legge in una nota diramata oggi dal MPC.
Concretamente i quattro avrebbero importato grossi quantitativi di droga dal Sud America verso l'Europa, in particolare verso la Svizzera, l'Italia e la Spagna. Secondo le ricostruzioni della procura federale, questi traffici sono stati effettuati per lungo tempo secondo lo stesso modus operandi, sulle medesime rotte aeree e facendo capo a diversi corrieri assoldati in Brasile, ai quali venivano affidate valigie nel cui sottofondo era occultata la sostanza stupefacente.
Alcuni dei corrieri sono già stati condannati nell'ambito di procedimenti penali cantonali ed esteri. Il MPC, coadiuvato dalla Polizia giudiziaria federale, ha concentrato le sue indagini sui vertici dell'organizzazione, mettendo in correlazione le proprie attività d'indagine con quelle promosse dalle altre autorità penali, del Cantone Ticino ed estere. È stato così possibile fare luce su "oltre venti traffici di stupefacenti del tipo cocaina, per un totale di 231 kg effettuati dall'organizzazione criminale", si legge nel comunicato.
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