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SM CON COSCIENZA
La neuro-scienziata e premio Nobel Rita Levi Montalcini scrive che:
“Sia le forme più comuni di sclerosi multipla, sia quelle progressive secondarie, a tutt’oggi non sono suscettibili di cure”.
Della stessa opinione sono anche la maggior parte degli altri attuali scienziati. Per l`attuale scienza medica, la SM sarebbe quindi una malattia inguaribile, progressiva e debilitante, e dovremmo quindi rassegnarci a continuare ad avere ogni anno migliaia di nuovi casi che non potranno essere efficacemente curati e che prima o dopo potrebbero finire invalidi a letto o su una sedia a rotelle. È ovvio che questo pessimismo terapeutico, ritenuto ormai ovvio e scontato per la scienza medica, non può essere facilmente accettato dal malato e tantomeno dalla coscienza del medico che ha il dovere professionale di praticare al paziente "ogni trattamento" nel suo interesse e conformemente alle regole dell'arte medica, cioè "scienza e coscienza e con la massima diligenza", e non solamente secondo scienza e propria convenienza! La sola scienza medica non basta perché in grado di offrire solo trattamenti palliativi e rischiosi, probabilmente poiché essa si limita a seguire le linee guida scientifiche offerte dalla consultazione della attuale letteratura internazionale che, come si sa non è esente da conflitti di interessi e altre ambiguità.
La "vera scienza", si evolve con l'osservazione clinica e con l'intuizione, non certamente con l'autorità imposta dal sistema industriale e politico-sanitario!
Secondo le nostre esperienze e osservazioni cliniche, la SM è una malattia multifattoriale che, per semplificazione, può così riassumersi:
1. Esiste una
certa vulnerabilità e correlazione fra SM, personalità, stile di vita e comportamenti.
La vulnerabilità, che può essere congenita o acquisita, riguarda qualunque evento percepito come stressante, tuttavia, più frequente è la vulnerabilità emotiva (ansia, depressione, paura, panico, etc..) che da sola può essere sufficiente a causare e peggiorare le lesioni tipiche della SM. (Dall'emozione alle lesioni)
2. “Anatomo-patologicamente la SM deve essere considerata come neuropatia di origine vascolare circoscritta del sistema nervoso centrale e periferico, e più esattamente come una microangiomielinopatia ischemica accompagnata da aumento della permeabilità capillare, estravasazione e deposito perivascolare di leucociti, ferro e altri elementi plasmatici ”.
3. I sintomi clinici riflettono un disturbo di coordinazione neuro-vascolare a vari livelli funzionali sensoriali e motori, e sono l'espressione di un'alterata funzionalità del sistema nervoso autonomo.
4. I sintomi e le lesioni sono periodici e sembrano riflettere un disturbo nella sincronizzazione della comunicazione bioritmica fra i vari sistemi funzionali dell’organismo e l’ambiente esterno.
5. Non esiste un rapporto diretto fra le lesioni e i sintomi clinici della SM. Si possono riscontrare sintomi clinici senza lesioni e viceversa. Entrambi, sintomi e lesioni, possono periodicamente scomparire e ricomparire, o addirittura permanentemente regredire, probabilmente in virtù delle proprietà plastiche del sistema nervoso.
In conclusione: la SM necessita di un approccio diagnostico e terapeutico superiore che implichi non solo l'intervento della scienza, ma anche quello della coscienza.