Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01165.jsonl.gz/49

LUGANO – “Nekkaz, föö di ball”. Inizia cosi il post Facebook del Consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri riguardo all’ultima provocazione dell’attivista politico algerino Rachid Nekkaz, tornato in Ticino per un’altra azione dimostrativa contro la legge anti-burqa.
“Visto che – scrive Quadri – per questo sedicente “imprenditore” algerino la multa non basta...e un paio di giorni alla Farera? Oppure (ancora meglio) alle vecchie Pretoriali?”.
I divieti di burqa si moltiplicano e Lorenzo Quadri annuncia di tornare alla carica “affinché questo pagliaccio algerino venga dichiarato persona non grata in Svizzera”.
“L'altra volta – conclude il Consigliere nazionale leghista – il Consiglio federale aveva risposto, come consueto, che "sa pò mia".
Nel frattempo, il Consiglio federale ha respinto la mozione di Lorenzo Quadri che chiedeva l'abolizione della Commissione federale contro il razzismo in quanto "atto di propaganda politica che mira a far credere che in Svizzera esista un reale problema di razzismo".
Dalla sua, il Consiglio federale ha respinto la mozione di Quadri spiegando che "l'articolo 8 della Costituzione federale vieta ogni forma di discriminazione e l'articolo 35 obbliga tutti coloro che svolgono funzioni statali a contribuire ad attuare i diritti fondamentali".
"La Commissione federale contro il razzismo – spiega il CF – è uno strumento per affrontare in modo proattivo potenziali conflitti derivanti dal razzismo o dalla xenofobia".