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A cosa non devono mai pensare gli scacchisti.
A Tromsø in Norvegia si stanno svolgendo in questi giorni le fasi finali della coppa del mondo di scacchi. Si tratta di un torneo ad eliminazione diretta tra ben 128 giocatori.
Nelle turni iniziali un giornalista chiese a uno dei favoriti se il fatto di essere costretti a vincere per passare il turno condizionasse il proprio gioco. La risposta fu negativa e motivata dalla spiegazione che durante la partita lo scacchista deve concentrasi unicamente sull’attuale posizione della scacchiera e sulla ricerca della mossa migliore, indipendentemente dal fatto se si è in vantaggio o in svantaggio. Il gioco ad altissimo livello non consente distrazioni.
Dan Heisman nella sua collona mensile “Novice Nook” su www.chesscafe.com qualche anno fa pubblicò un articolo contenente un elenco di quesiti che il giocatore dovrebbe o rispettivamente non dovrebbe porsi durante una partita di scacchi.
Nell’elenco delle domande che un giocatore di scacchi non dovrebbe assolutamente mai chiedersi durante un’incontro ho trovato molte domande che spesso tormentano a tal punto la mente dello scacchista da obbligarlo ad alzarsi dalla sedia e ad andare a chiedere chiarimenti all’arbitro. In particolare, sulla base della mia esperienza ricordo i seguenti e particolari problemi:
- Se vinco la partita, con chi giocherò il prossimo turno?
- Se pareggio, quanti punti Elo perdo?
- Se perdo, ricevo ancora un premio?
- A che ora è la premiazione? È previsto uno spuntino?
- Perché ho perso il Pedone alla 12° mossa? Mentre pensa l’avversario può per favore controllare sulla teoria cosa avrei dovuto giocare all’8°mossa?
- Chi è quella bella ragazza seduta in fondo alla sala??
- …
Comunque anche i migliori giocatori di scacchi non sono immuni alle distrazioni. Durante l’ultimo turno del torneo dei canditati del campionato del mondo, svoltosi quest’anno a Londra, Carlsen e Kramnik, allora appaiati al comando, erano talmente concentrati sulla partita dell’altro che persero ambedue il loro incontro: il primo contro Svidler e il secondo contro Ivanschuk.
Citazione di Jim Rohn: “Il miglior consiglio che mi è capitato di ascoltare sul soggetto della concentrazione è: dovunque tu sia, fai in modo di esserci davvero. Quando lavori, lavora. Quando giochi, gioca. Non mischiare le cose”.
Eccovi 5 schede contenente ciascuno otto problemi: