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Giustizia
Il New York Times non può pubblicare informazioni su Project Veritas
Il New York Times non può pubblicare i documenti preparati da un legale del gruppo conservatore Project Veritas. Deve restituire le copie fisiche e distruggere quelle elettroniche in suo possesso. È la decisione contro la quale il quotidiano intende fare appello.
La decisione della giustizia rientra nell'azione legale avviata da Project Veritas contro il New York Times (NYT) per diffamazione e fa seguito alle accuse del gruppo contro il quotidiano di aver ottenuto i documenti violando il privilegio fra cliente e avvocato. Il Dipartimento di Giustizia sta indagando su Project Veritas per il possibile ruolo nel furto del diario di Ashley Biden, la nipote del presidente Joe Biden.
Nel riportare l'indagine il New York Times ha riportato in novembre un documento preparato da un legale di Project Veritas nel quale venivano illustrate alcune pratiche ingannevoli che il gruppo poteva utilizzare senza violare la legge federale.
Il gruppo conservatore ora accusa il quotidiano di aver violato il rapporto di riservatezza fra legale e cliente con la pubblicazione del documento. Nel determinare che il New York Times non può pubblicare ulteriori documenti di Project Veritas, il giudice Charles Wood ha respinto la tesi del quotidiano, secondo la quale i documenti erano un tema di interesse pubblico.
La decisione del giudice
«Senza alcun dubbio tutti i media ritengono che quello che pubblicano è di interesse pubblico. I nostri smartphone si illuminano e vibrano tutto il giorno con news di vario genere che in teoria riflettono i nostri interessi. Ma in diversi casi non lo sono», ha spiegato il giudice osservando come la sua decisione non rappresenta alcun vincolo per il quotidiano.
«E' libero di indagare, cercare, intervistare, fotografare, riportate ed esporre ogni aspetto di Project Veritas senza però utilizzare» e violare il privilegio fra legale e cliente, ha osservato.
«Questa decisione dovrebbe allarmare non solo i sostenitori della libertà di stampa ma anche tutti coloro che temono un'eccessiva intrusione del governo in quello che il pubblico può sapere o meno. Il giudice ha vietato al New York Times di pubblicare informazioni su un'organizzazione di primo piano e influente ottenute in modo legale», ha detto l'editore del New York Times A.G. Sulzberger criticando la decisione del giudice.
Soddisfatto invece Project Veritas. «E' stato confermato che il quotidiano ha agito in modo irregolare – ha osservato la legale dell'organizzazione Elizabeth Locke -. L'opinione della corte è una vittoria per il Primo Emendamento e del privilegio fra cliente e avvocato».
SDA