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STRASBURGO - La Yukos, ex compagnia petrolifera russa liquidata nel 2007, chiederà giovedì prossimo alla Corte europea dei diritti dell'uomo di riconoscergli un risarcimento record di 98 miliardi di dollari per le violazioni subite dalle autorità russe. Secondo i legali della Yukos, Mosca, nel portare avanti le azioni che hanno poi determinato la liquidazione della società, ha violato il diritto a un equo processo, il diritto alla protezione della proprietà privata e il diritto a non essere puniti in assenza di un'adeguata base giuridica.
Il ricorso per risarcimento danni presentato dalla Yukos è stato ritenuto 'ricevibile' dai giudici di Strasburgo dopo che, lo scorso febbraio, la stessa Corte aveva bocciato il tentativo delle autorità di Mosca di bloccare il procedimento.
Giovedì i giudici ascolteranno le parti che per la prima volta si troveranno faccia a faccia. Per arrivare alla sentenza occorrerà però aspettare diversi mesi. Il caso Yukos, nato sulla base di frodi ed episodi di evasione fiscale contestati all'ex colosso petrolifero russo, per molti oppositori è stato 'ispirato' dal Cremlino per stroncare le ambizioni politiche dell'ex patron della compagnia, Mikhail Khodorkovski, condannato nel 2005 a otto anni di prigione in Siberia.
SDA-ATS