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TUNISI - "Lavoro, libertà, dignita". "Pane, libertà, dignità". Gli slogan maggiormente scanditi, oggi a Tunisi, dai manifestanti radunati per la manifestazione di protesta indetta dall'Unione Generale Tunisina del Lavoro (Ugtt), hanno riecheggiato il profondo malessere e la rabbia che, dal 18 dicembre quando Mohamed Bouazizi si cosparse il corpo di benzina e si appiccò fuoco a Sidi Bouziz, pervadono la gioventù tunisina.
I manifestanti hanno osservato un minuto di silenzio, di raccoglimento, "in memoria dei martiri", cioè dei cinque morti (due colpiti dai proiettili della polizia, tre suicidatisi) dei giorni scorsi e, come ha sottolineato l'Ugtt, anche in segno di "solidarietà con le popolazioni di Sidi Bouziz e con l'insieme delle regioni dell'interno", che chiedono legittimamente "una migliore qualità della vita" ed "un modello di sviluppo che garantisca l'eguaglianza delle possibilità, il diritto ad un lavoro decente e a opportunità di sviluppo".
La manifestazione odierna, controllata da un forte dispositivo di sicurezza, si è svolta senza il minimo incidente e si è conclusa con il canto dell'inno nazionale. Ma voci, non controllabili, giunte da Kasserine parlano di disordini e scontri tra manifestanti e polizia. E ieri a Rgeb, 210 chilometri ad ovest della capitale, gruppi di giovani si sono scontrati con la polizia.
SDA-ATS