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La decisione del consiglio federale, di partecipare al finanziamento della nuova compagnia aerea, ha suscitato reazioni per lo più positive.Questo contenuto è stato pubblicato il 22 ottobre 2001 - 21:19
Economiesuisse «saluta» le decisioni del Consiglio federale sulla nuova compagnia aerea. La scelta del governo «dimostra un chiaro impegno in favore della piazza economica svizzera», afferma in una nota l'organizzazione del padronato elvetico (ex Vorort).
I costi economici e sociali di una rinuncia all'hub zurighese e a una compagnia aerea basata in Svizzera sarebbero stati alti, aggiunge economiesuisse, secondo cui il fatto di avere una compagnia con destinazioni intercontinentali costituisce «un vantaggio comparativo importante».
Una soluzione largamente appoggiata dall'economia
Il «business plan» della nuova Crossair può contare sul sostegno di una buona ventina di ricchi imprenditori e imprese private per un totale di 1,69 miliardi di franchi. I principali settori dell'economia partecipano al 62 % del capitale azionario, insieme alle due grandi banche UBS e Credit Suisse Group (GSG), che partecipano ciascuna con il 10%.
Hanno annunciato un contributo, oltre a UBS e CSG, le famiglie Ammann e Bertarelli, Ciba Specialità Chimiche, Deutsche Bank, Edipresse, Givaudan, Walter Haefner (fondatore di AMAG, importazione di automobili), Roche, Holcim, Kudelski, Nestlé, Novartis, Rentenanstalt/Swiss Life, Schindler Holding, Thomas Schmidheiny, Serono, Sika, Swisscom, Swiss Re e Zurich Assicurazioni.
Tra i partiti, solo l'UDC è contraria
I socialisti sono i più soddisfatti tra i partiti di governo circa la partecipazione della Confederazione nella nuova Crossair: una decisone coraggiosa ha detto la presidente del Ps, Christiane Brunner., che avrebbe comunque preferito una partecipazione maggiore della Confederazione nella nuova società. Tuttavia, controllando il 38% del capitale - cantoni compresi - i poteri pubblici disporranno di un potere di ricatto importante».
Anche i radicali si sono detti sollevati pur sostenendo, «che con il 20% la partecipazione della Confederazione è al limite dell'accettabile».
Per i democristiani non c'è ragione di essere contenti. Per il presidente dei PPD, Philipp Stähelin, il Consiglio federale ha deciso per il «male minore, perché un rifiuto avrebbe eccessivamente nuociuto all'economia del paese».
Dal canto suo l' UDC ribadisce la sua contrarietà alla partecipazione della Confederazione nella nuova Crossair. Per il presidente del partito, Ueli Maurer, «vi è conflitto di interesse tra Berna, cui compete la sorveglianza dell'aviazione civile, e il suo ruolo di azionista. Visto che oramai la decisione è stata presa, ha detto Maurer, «tanto vale far bene il proprio lavoro». Per questa ragione, Berna dovrà avere un rappresentante del Cda.
Piacevolmente sorpresi i sindacati
L'Unione sindacale svizzera (USS) è soddisfatta della decisione del Consiglio federale. Senza l'intervento finanziario e politico della Confederazione le conseguenze sociali ed economiche del naufragio di Swissair sarebbero state insopportabili, scrive l'USS in un comunicato.
Il sindacato PUSH, che rappresenta il personale di Swissair, si è detto piacevolmente sorpreso della quota che la Confederazione investirà nella nuova Crossair: il portavoce del sindacato Richard Dunkel si è detto sollevato dalla decisione del Consiglio federale e dagli ambienti economici coinvolti nella ricapitalizzazione della nuova società.
Tuttavia rimane ancora molto da fare per portare al successo la nuova società: «bisognerà riguadagnare la fiducia dei viaggiatori, ha specificato Dunkel, altrimenti rischiamo altri guai finanziari prima di marzo 2002». Circa i prospettati licenziamenti, Dunkel spera che i 4-5.000 posti persi vengano riassorbiti dalla nuova società».
Dal canto suo, l'organizzazione del personale di cabina di Swissair - Kapers- si è detto sollevato della decisione sulla ricapitalizzazione. Tuttavia, si teme una adattamento verso il basso del modello «26/26».
«Qualsiasi soluzione che portasse Crossair a rilevare meno di 20 destinazioni a lungo raggio sarebbe contraria all'obiettivo declamato di voler salvare il maggior numero di impieghi», ha dichiarato il portavoce dell'organizzazione, che si batterà quindi per il modello massimo ossia 26 voli a corto e lungo raggio.
Il personale di cabina che troverà un nuovo posto di lavoro nella nuova compagnia dovrà fare i conti con una diminuzione dei salari. Kapers si è detta disposta ad accettare tagli massimi del 10%».
Anche il sindacato dei piloti Aeropers si è detto sollevato che una compagnia aerea svizzera possa proseguire le attività. Secondo il presidente Markus Jöhl rimane ancora molto da fare. La soluzione 26/26 deve assolutamente essere adottata. Questa variante è la meno dura per quanto riguarda le conseguenze sui posti di lavoro, ha detto Jöhl. In caso contrario le riduzioni di effettivi sarebbero massicce.
Soddisfazione anche a Zurigo-Kloten e a Ginevra-Cointrin
Il lancio di una nuova compagnia di bandiera intercontinentale rappresenta una ciambella di salvataggio per l'aeroporto di Zurigo: sono migliaia i posti di lavoro - 25 mila - salvati, ha indicato il direttore dell'aeroporto, Josef Felder. La nuova compagnia rappresenta una boccata di aria fresca per Zurigo, ma anche per la Svizzera.
Anche se la nuova società sarà più piccola di Swissair, la funzione di Hub dello scalo di Zurigo non è messa in discussione. Le sovraccapacità che si registrano nel trasporto aereo mondiale rappresentano una minaccia per la nuova compagnia, ha precisato Felder. Tuttavia, ha precisato, la domanda della piazza economica svizzera come del turismo rimane importante.
Anche l'aeroporto internazionale di Ginevra (AIG) si dice soddisfatto della soluzione annunciata a Berna e attende ora i risultati derivanti dall'applicazione del piano. L'AIG, per bocca di un suo portavoce, spera che lo scalo di Ginevra non venga dimenticato dopo la fase di consolidamento della nuova compagnia aerea.
La soluzione presentata lunedì permette all'AIG di mantenere intatta la rete di collegamenti, compreso il volo quotidiano Ginevra-New York, molto importante per lo scalo di Cointrin».
La nuova compagnia non avrà la massa critica
L'apporto di capitale permetterà di far decollare Crossair sulla base di Swissair ma la nuova compagnia non raggiungerà la massa critica, secondo Philippe Rezzonico, analista presso Ferrier Lullin & Cie. Il futuro dipenderà dalle alleanze che si opereranno nel settore aereo.
Rezzonico ritiene che «ci si può aspettare che la nuova Crossair prenda meno aerei di quanto annunciato». Il vettore si posizionerà come una società di media grandezza. «È sulle nicchie di mercato che bisogna puntare» ha detto l'analista.
«Dal nostro punto di vista - ha aggiunto Rezzonico - la compagnia potrà decollare senza enormi sforzi di marketing, la fama delle compagnie elvetiche rimane buona all'estero». Il gran numero di multinazionali che partecipano al piano di salvataggio causerà «problemi difficili da gestire quando le cose non andranno bene».
Berna informa Commissione europea
La Svizzera ha informato la Commissione europea della decisione di impegnarsi in una nuova compagnia aerea. «Ci rallegriamo» di essere stati contattati, ha detto a Bruxelles Gilles Gantelet, portavoce della commissaria ai trasporti Loyola de Palacio.
L'ambasciatore di Svizzera presso l'Ue, Dante Martinelli, si è recato lunedì in serata dal direttore generale per le questioni energetiche e dei trasporti, François Lamoureux.
swissinfo e agenzie
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