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Dopo le varie escalation tra sfere politiche di gestione internazionale può sembrare inopportuno che vengano versati importi simili verso il dittatore nordcoreano Kim Jong Un, il quale spende moltissimi fondi per per l’armamento nucleare e ampliare il proprio arsenale di guerra.
Secondo però il responsabile dell’ufficio di Pyongyang della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) Thomas Fisler, “l’aiuto umanitario alla Corea del Nord è necessario.”
“Indipendentemente dal contesto politico, la Svizzera ha il compito di fornire aiuti umanitari dove questi sono necessari e dove questi aiuti vanno a vantaggio di chi ne ha bisogno” afferma Fisler, intervistato dal portale Watson. “Questo è il caso in Corea del Nord.”
Tra pochi giorni passerà in mano al ticinese Ignazio Cassis. Vi si legge che “nel 1995 è stato avviato l’aiuto umanitario in Corea del Nord per far fronte alla grave carestia che aveva colpito la popolazione. Successivamente il fulcro delle attività si è spostato sempre di più verso la cooperazione allo sviluppo, tanto che nel 1997 la Svizzera ha aperto un Ufficio di coordinamento a Pyongyang. Dal 2012 la Svizzera porta avanti in Corea del Nord un programma puramente umanitario. L’obiettivo è quello di migliorare la sicurezza alimentare e del reddito, l’approvvigionamento idrico e la gestione delle acque reflue nonché di proteggere l’ambiente.”