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Nove persone sono morte nella prima metà del 2021 durante lo svolgimento di lavori agricoli. Lo hanno comunicato il Servizio per la prevenzione degli infortuni nell'agricoltura (Spia) e Agriss, sottolineando che il numero è nettamente inferiore rispetto a quello della prima metà del 2020, quando gli infortuni mortali censiti erano stati 16. La maggior parte degli incidenti mortali nei primi sei mesi del 2021 si sono verificati durante lavori forestali, di costruzione e manutenzione: le persone sono decedute dopo essere state colpite da legname caduto, o per essere uscite di strada con un veicolo ed essere precipitate lungo un pendio. Durante i lavori di costruzione le persone sono morte cadendo in un silo a torre o sono state trovate prive di vita vicino a una pompa del liquame.
Spia e Agriss – che controlla la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute in aziende agricole – sottolineano tuttavia che dal momento che non c'è l'obbligo di segnalare gli incidenti agricoli, non si possono fare dichiarazioni statisticamente affidabili. Rispetto agli anni precedenti, sono state registrate meno segnalazioni d'incidenti mortali; tuttavia, il numero d'infortuni con lesioni gravi è rimasto a un livello simile a quello degli anni precedenti.