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Continua a non esserci consenso riguardo alla ristrutturazione dell'Esercito svizzero: dopo la proposta avanzata dal Consiglio federale sono piovute critiche un po' da ogni parte. Allo stato attuale, la riforma avrebbe pochissime probabilità di essere approvata dal Parlamento.
Questa situazione si è confermata anche oggi, giorno finale della procedura di consultazione sulla Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito, con cui viene applicato il Rapporto 2010 sul tema.
Contro i previsti finanziamenti si oppone l'UDC, che vorrebbe un budget di 5,4 miliardi di franchi, ovvero 700 milioni in più della versione preferita dal Consiglio federale. Il minimo accettabile per i democentristi è 5 miliardi, cifra approvata anche dal Parlamento, e confermata in seguito da PPD e PLR.
Il PS è invece dell'avviso che con un esercito gestito in modo moderno ed efficiente, un budget di 3,5 miliardi sia più che sufficiente per garantire la sicurezza della Svizzera.
Sempre l'UDC ritiene il taglio agli effettivi troppo pesante, e propone un esercito di 120'000 uomini: solo in questo modo, ritiene il partito di destra, può rispettare i propri compiti. PPD e PLR si accontentano invece del disegno governativo.
I Verdi liberali vorrebbero al contrario uno sfoltimento ancora maggiore. Simile l'opinione del PS, che vorrebbe la presenza nella Confederazione di 50'000 soldati, cosa a loro detta possibile se la diminuzione verrà effettuata in modo mirato, eliminando i siti inefficienti. Inoltre, i socialisti sostengono l'idea di una difesa pensata a livello europeo.
I partiti borghesi sono compatti nel bocciare l'accorciamento dei corsi di ripetizione da tre a due settimane. In così breve tempo sarebbe infatti impossibile addestrare i soldati, e non sarebbe più possibile fare grandi esercitazioni.
Contrario a questo punto anche il Partito socialista, secondo cui non bisogna cercare di addestrare male il più alto numero di persone possibile, ma piuttosto di preparare meno persone ma in modo migliore.
Dura la posizione dell'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI), secondo cui il progetto è insufficiente da un punto di vista "di Stato, di sicurezza, finanziario, strategico-militare, organizzativo e tecnico". Molto critico, seppur per ragioni diverse, anche il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), secondo cui l'esercito previsto sarebbe comunque troppo grande.
La Società Svizzera degli Ufficiali, pur definendo il progetto un miglioramento rispetto alla situazione attuale, critica la riduzione del budget, che dovrebbe essere l'1% del PIL, ovvero circa sei miliardi di franchi a partire dal 2020. Per un esercito funzionale sarebbero poi necessari almeno 120'000 uomini. I corsi di ripetizione dovrebbero inoltre rimanere di tre settimane.