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ROTTERDAM - L'Eurovision Song Contest si farà in presenza e, se possibile, ci sarà pure «un po'» di pubblico. Ad assicurarlo alla BBC è il supervisore esecutivo della manifestazione, Martin Österdahl, che ha sottolineato come gli artisti non si spostino per divertimento.
«Non è una vacanza. In realtà, è un lavoro e deve essere fatto», ha dichiarato il dirigente respingendo l'eventualità di svolgere l'evento in remoto. È «necessario», ha sottolineato, che i cantanti, provenienti da 41 Paesi, dal 18 al 22 maggio siano a Rotterdam, nei Paesi Bassi.
Per renderlo possibile, i responsabili dell'Unione europea di radiodiffusione, che gestisce la manifestazione, si sono confrontati con gli organizzatori di appuntamenti «come la Formula 1, i tornei di tennis, le associazioni del golf» e hanno «imparato dalle loro buone pratiche».
Le delegazioni dei singoli Paesi, composte in media da una quarantina di persone, saranno in particolare dimezzate a un massimo di 20 e le misure di sicurezza anti Covid saranno «molto rigide». Agli artisti sarà inoltre chiesto di registrare un'esibizione dal vivo prima della competizione, alfine di utilizzarla se non potessero recarsi a Rotterdam a causa della pandemia o fossero costretti in quarantena.
Österdahl spera infine di strappare alle autorità la possibilità di avere qualche spettatore in sala. «Se tutto va per il verso giusto avremo un po' di pubblico - ha rivelato -. Fa una grande differenza per l'atmosfera della trasmissione se ci sono delle persone presenti».
L'Eurovision Song Contest si svolge nei Paesi Bassi perché sono loro ad aver vinto l'ultima edizione, con Duncan Laurence, nel 2019 a Tel Aviv. La manifestazione avrebbe dovuto svolgersi lo scorso anno, ma è stata annullata a causa della crisi sanitaria. L'evento si terrà al Rotterdam Athoy, un centro conferenze che potrebbe ospitare fino a 16mila persone.