Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01032.jsonl.gz/646

Quasi due settimane dopo che il Consiglio federale ha annunciato di aver fissato la propria posizione in merito all'accordo quadro istituzionale con l'Unione Europea, Bruxelles è ancora in attesa di informazioni dettagliate. Lo ha detto oggi all'agenzia Keystone-ATS il portavoce dell'esecutivo comunitario Eric Mamer.
Quest'ultimo, di conseguenza, non ha potuto confermare un eventuale incontro previsto tra Berna e Bruxelles sull'accordo quadro, né fisicamente né tramite video-conferenza.
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non ha voluto esprimersi al riguardo. "Comunicheremo in merito alle discussioni con l'UE se si presentano nuovi elementi", ha detto a Keystone-ATS.
L'11 novembre il Consiglio federale aveva riferito di aver definito la sua posizione sull'accordo quadro, ma non l'aveva comunicata pubblicamente per "preservare il margine di manovra della Svizzera", aveva spiegato il portavoce governativo André Simonazzi.
La mattina dopo, in un colloquio telefonico, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga aveva informato la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen sulla posizione di Berna. "Ne ho preso nota e mi aspetto ulteriori dettagli", aveva annunciato la stessa von der Leyen tramite Twitter.
Il giorno seguente Autonomiesuisse - un nuovo movimento creato da diversi imprenditori e rappresentanti dell'economia - ha annunciato il lancio di una campagna per un migliore accordo quadro con l'UE, ritenendo che l'attuale progetto di intesa farebbe perdere alla Svizzera i suoi vantaggi competitivi. Secondo Autonomiesuisse nel progetto negoziato tra Berna e Bruxelles l'UE assume contemporaneamente il ruolo di parte in causa, autorità di vigilanza e arbitro: una triplice funzione che segna la fine della classica via bilaterale.