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Dopo l’incidente aereo in Egitto, da più parti si chiede la pubblicazione della lista delle compagnie colpite da divieto di sorvolo del territorio svizzero.Questo contenuto è stato pubblicato il 07 gennaio 2004 - 21:03
L’Ufficio federale dell’aviazione civile ha però le mani legate. La confidenzialità è garantita da un accordo internazionale.
Le compagnie di viaggio e le associazioni di protezione dei consumatori chiedono all’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) di avere accesso alla lista delle compagnie aeree i cui velivoli sono colpiti da divieto di sorvolare il territorio svizzero.
Ritengono che la sicurezza e il benessere dei passeggeri giustifichino una maggiore trasparenza. L’incidente di Sharm el Sheikh, che è costato 148 vite, dà loro ragione.
La compagnia egiziana Flash Airlines - a cui apparteneva l’aereo precipitato - era stata colpita nell’autunno del 2002 da un divieto di volare nei cieli svizzeri, dopo che, a detta dell’UFAC, ispezioni su suoi due velivoli avevano messo in luce gravi carenze tecniche.
Il caso della Flash Airlines non costituisce un'eccezione: il direttore ad interim dell'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) Max Friedli ha affermato che un simile divieto è stato preso nei confronti di altri 23 apparecchi.
Consumatori: “Un accordo senza scrupoli”
La Fondazione per la protezione dei consumatori della Svizzera tedesca (SKS) ha chiesto al ministro dei trasporti Moritz Leuenberger di intervenire.
Con sprezzo per l'umanità - scrive la SKS in un comunicato - un accordo informale senza scrupoli impedisce la pubblicazione dei nomi delle compagnie che usano apparecchi inadeguati. Questo «gentlemen's agreement» internazionale mette scientemente in gioco vite umane
“Abbiamo bisogno di maggiore trasparenza sulle ispezioni degli aerei”, osserva Jacqueline Bachmann, direttrice della SKS. “Altrimenti i consumatori perderanno la fiducia nelle compagnie aeree e questo causerà dei problemi economici.”
“La pubblicazione delle liste è d’interesse generale”, rileva dal canto suo Françoise Michel, redattrice di “J’achete mieux”, organo della Federazione romanda dei consumatori. “Bisogna fare pressione affinché l’UFAC pubblichi le liste. E anche i consumatori devono diventare più attivi e chiedere questa informazione.”
UFAC: “Vorremmo, ma non possiamo”
L’UFAC dice però di avere le mani legate. “Non possiamo dare queste informazioni prima di tutto perché sono protette dalla legge svizzera sulla protezione dei dati”, fa sapere Célestine Perissinotto, portavoce dell’UFAC.
“In secondo luogo, una convenzione della Conferenza europea dell’aviazione civile dice che queste informazioni devono restare confidenziali. Se violiamo la convenzione, saremmo esclusi dalla conferenza e non avremmo più accesso ai dati scambiati tra i membri”.
L’UFAC sembra però non essere del tutto a suo agio in questi panni. Alla domanda se l’ufficio sosterrebbe una modifica della convenzione )se discussa all’interno della Conferenza europea) la risposta d Célestine Perissinotto è univoca: “Naturalmente”.
IATA: “Trasparenza in casi gravi”
Del resto anche l'Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA) – di cui la Flash Airlines non fa però parte - ritiene che il pubblico abbia il diritto di conoscere i nomi della compagnie aeree incriminate. Ma unicamente in «caso di gravi mancanze».
«Il problema si pone fra l’UFAC e i cittadini svizzeri. Quando Berna prende una decisone grave come il divieto di sorvolo per la Flash Airlines, il pubblico ha diritto di sapere», afferma William Gaillard, responsabile dell'informazione della IATA.
D’altro canto Gaillard teme che troppa trasparenza finisca per minacciare il sistema di scambio di dati fra i vari paesi. “Spesso la scomparsa della confidenzialità porta con sé la scomparsa dei dati”.
La soluzione sarebbe allora piuttosto un’altra «Le agenzie dovrebbero esigere riassunti dei rapporti sulla sicurezza delle società aeree», aggiunge Gaillard. Una sorta di certificazione di qualità per le compagnie aeree, insomma.
swissinfo e agenzie
In breve
Le associazioni dei consumatori e le agenzie turistiche chiedono di avere accesso alla lista dei velivoli esclusi dai cieli svizzeri per ragioni di sicurezza. Ne va della salvaguardia di vite umane e anche nella fiducia dei consumatori nei confronti delle compagnie.
L’Ufficio federale dell’aviazione civile si oppone alla pubblicazione, perché è vincolato da una convenzione Conferenza europea dell’aviazione civile. Ma vedrebbe di buon’occhio una modifica della convenzione.
L'Associazione internazionale del trasporto aereo propone dal canto suo che le agenzie turistiche chiedano alle compagnie aeree dei riassunti dei rapporti sulla sicurezza dei loro velivoli.
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