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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'anno 2005 presenta per l'Africa subsahariana opportunità ma anche rischi. Il vertice del G8 ha permesso di evidenziare i problemi iscrivendoli nell'agenda dei grandi eventi internazionali, offrendo pure l'opportunità di accrescere il sostegno. Ma una maggiore attenzione internazionale comporta anche il rischio di sopravvalutare sia l'influsso degli attori esterni sia la dinamica dello sviluppo e del successo. Il "buon governo" spetta innanzi tutto agli Stati africani stessi ed è una condizione centrale del successo dello sviluppo. Dal canto suo, la comunità internazionale può sostenere il potenziamento delle capacità necessarie a tal fine.</p><p>Il Consiglio federale saluta l'intenzione dichiarata nella decisione del G8 di sostenere i Paesi più poveri nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio mediante misure di sdebitamento. Per garantire un impiego efficace dei mezzi ritiene sia opportuno applicare alla remissione dei debiti i criteri dell'iniziativa in favore dei Paesi più poveri e indebitati (o Iniziativa HIPC, "Heavily Indebted Poor Countries Iniziative"), concernente la lotta contro la povertà, contro la corruzione e in favore della democratizzazione e della disciplina budgetaria.</p><p>La Svizzera ha praticamente cancellato i debiti contratti bilateralmente con i 18 Paesi che beneficiano dell'iniziativa. 9 dei 14 Paesi africani interessati dalla decisione del G8 sono anche Paesi prioritari della cooperazione svizzera allo sviluppo: Benin, Burkina Faso, Ghana, Madagascar, Mali, Mozambico, Niger, Ruanda e Tanzania.</p><p>A livello multilaterale la Svizzera ha sinora partecipato attivamente all'Iniziativa HIPC. Continuerà questo impegno e intende pure esaminare l'eventualità di una partecipazione all'iniziativa del G8 a sostegno di una più ampia remissione dei debiti a livello multilaterale. Le precise modalità e implicazioni finanziarie dell'iniziativa di sdebitamento del G8 sono attualmente esaminate dalla Banca mondiale e dal FMI, come pure i suoi effetti sul quadro operativo elaborato delle istituzioni finanziarie internazionali per valutare la sostenibilità dei debiti. I governatori delle Istituzioni di Bretton Woods, tra cui anche la Svizzera, potranno discutere sull'iniziativa in occasione della loro assemblea annuale prevista il prossimo settembre.</p><p>Le misure di sdebitamento devono inserirsi in una strategia globale di lotta contro la povertà affinché i Paesi beneficiari possano svincolarsi dalla dipendenza degli aiuti esteri. Esse possono sortire i loro effetti soltanto se i Paesi interessati perseguono una politica finanziaria sostenibile e se i mezzi messi così a disposizione sono utilizzati per ridurre la povertà. Il promovimento della crescita dell'economia privata e lo sviluppo di un'adeguata cultura creditizia sono elementi essenziali di questa strategia. Basandosi sulle sue esperienze nell'ambito dello sdebitamento bilaterale e multilaterale, la Svizzera ritiene importante sottoporre ad una prudente analisi l'efficacia di ulteriori misure di sdebitamento.</p><p>Occorre inoltre tener presente che una remissione multilaterale del debito non è di per sé ancora una soluzione a lungo termine per ovviare all'indebitamento eccessivo. A tal fine vanno ancora promossi gli sforzi degli stessi Paesi in sviluppo per potenziare le loro capacità nella gestione dei debiti come pure il loro accesso ai mercati finanziari internazionali. In questo ambito la Svizzera presta il suo sostegno tecnico e si adopera affinché siano maggiormente aiutati i Paesi che manifestano chiaramente la volontà di trovare valide soluzioni istituzionali nell'ambito della gestione dei debiti e che sono anche disposti a investire mezzi propri per la creazione di solide istituzioni.</p><p>Il DFAE è incaricato di elaborare la strategia "Svizzera - India" e di sottoporla al Consiglio federale per approvazione. La strategia comprenderà anche la questione delle prospettive a medio termine della cooperazione svizzera allo sviluppo in India.</p>  Risposta del Consiglio federale.