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La collaborazione fra i Cantoni e la Confederazione nella lotta al traffico di cocaina comincia a dare i suoi frutti. Le autorità possono ora mettere in atto azioni mirate contro i trafficanti.
A un anno mezzo dall'istituzione di un gruppo di lavoro permanente comune, la Polizia giudiziaria federale, il Corpo delle guardie di confine e i Cantoni hanno stilato un primo bilancio positivo mercoledì ad Aarau. La lotta al traffico di cocaina è infatti stata intensificata e la Svizzera è diventata meno interessante per i trafficanti.
La ripartizione delle competenze è chiara: il gruppo di lavoro coordina lo scambio d'informazione tra i cantoni interessati (Argovia, i due semicantoni di Basilea, Berna, Lucerna, San Gallo, Sciaffusa, Soletta, Ticino e Vaud), le guardie di confine e gli organi internazionali quali Interpol ed Europol. I dati vengono poi analizzati, confrontati e ciò consente di effettuare azioni mirate.
Soltanto nel 2009, le guardie di confine e la polizia hanno sequestrato 560 chilogrammi di cocaina, quantitativo che rappresenta un nuovo record. Le autorità hanno inoltre deciso di concentrare gli sforzi sulle reti criminali africane – segnatamente nigeriane – che controllano il mercato della cocaina nella Confederazione.
Secondo l'Ufficio federale di polizia, la cocaina è la droga illegale più consumata nella Confederazione dopo la cannabis. Il traffico della "polvere bianca" è pertanto fra i più lucrativi.
swissinfo.ch e agenzie
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