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Istanbul - Diverse migliaia di musulmani hanno partecipato oggi a Istanbul alla presenza del presidente turco Recep Tayyip Erdogan alla prima preghiera all'interno e nei pressi dell'ex Basilica di Santa Sofia, dopo la sua controversa riconversione da museo in moschea il 10 luglio.
Prima della preghiera, Erdogan - che per l'occasione portava un berretto islamico e aveva bocca e naso coperti da mascherina, come il resto dei presenti - ha recitato alcuni versetti dalle prime sure del Corano, secondo le immagini trasmesse dal telegiornale di Stato TRT.
Il capo della Diyanet, la Direzione turca per gli affari religiosi, Ali Erbas, ha poi tenuto un sermone al termine del quale i quattro minareti di Santa Sofia hanno invitato alla preghiera che segna l'inizio del rito, hanno constatato i giornalisti dell'agenzia di stampa francese Afp.
Erbas ha definito "un momento storico" la prima preghiera islamica svoltasi dopo 86 anni a Santa Sofia riconvertita in moschea.
"Oggi Hagia Sophia riacquista la sua congregazione", ha aggiunto, affermando che "è guarita la ferita aperta" che si era creata e che si tratta di "un luogo in cui la vasta misericordia dell'Islam viene nuovamente mostrata al mondo". E questo perché Santa Sofia rappresenta "un simbolo di rispetto per la fede e la convivenza morale", un simbolo di "pace e tolleranza".
"Oggi è un giorno simile a quello di 70 anni fa, quando 16 muezzin dei 16 minareti della Moschea del Sultano Ahmet, situato proprio di fronte a Hagia Sophia, riempirono di gioia l'aria di Adhan, dopo una pausa di 18 anni - ha detto Erbas - Oggi è il giorno in cui i credenti si alzano in preghiera con lacrime di gioia, si inchinano con sottomissione e si prostrano per fortuna. Oggi è il giorno dell'onore e dell'umiltà".
"Come credenti, il nostro più grande dovere oggi è lavorare per la misericordia e la tolleranza, la pace, la tranquillità e la bontà. Il nostro dovere è quello di lavorare giorno e notte in modo che il bene e la giustizia prevalgano sempre sulla terra. Il nostro dovere è quello di essere garanti della giustizia nelle regioni assediate da crudeltà e ingiustizia, lacrime e impotenza", ha aggiunto Erbas. "Crediamo che la terra sia la nostra casa comune. Crediamo che tutti in questa casa, indipendentemente da convinzioni, razza o colore, abbiano il diritto di vivere in sicurezza, dignità, libertà e umanità", ha aggiunto.
Per questo, "sotto la cupola di Hagia Sophia invito tutta l'umanità ad abbracciare giustizia, pace, compassione ed equità. Vi esorto a promuovere valori universali e principi morali che proteggano l'onore di essere un essere umano. Rivolgendomi al mondo intero, vorrei dire che le porte della Moschea di Santa Sofia saranno aperte a tutti i servitori di Allah, proprio come le moschee di Suleymaniye, Selimiye, Sultan Ahmet (la Moschea Blu, ndr) e altre".
Importante opera architettonica costruita nel VI secolo dai bizantini che vi incoronarono i loro imperatori, Santa Sofia era stata trasformata in moschea dagli ottomani dopo la conquista di Costantinopoli nel 1453, fino alla sua trasformazione in museo nel 1934 dal fondatore della repubblica laica, Mustafa Kemal.
Il 10 luglio Erdogan ha deciso di restituire l'edificio al culto musulmano dopo una decisione del tribunale che ne ha revocato lo statuto di museo.
Gli analisti ritengono che la decisione di Erdogan di riconvertire Santa Sofia in moschea abbia lo scopo di galvanizzare la sua base elettorale conservatrice in un contesto di difficoltà economiche aggravate dalla pandemia di coronavirus.
La Grecia, la vicina Turchia, ha condannato con forza questa misura, definendola una "provocazione al mondo civilizzato".