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BERNA - Soltanto l'olio di palma sostenibile e certificato prodotto in Indonesia può beneficiare delle riduzioni dei dazi doganali. Lo ha stabilito il Consiglio federale, il quale ha oggi approvato la relativa ordinanza che entrerà in vigore insieme con l'Accordo di partenariato economico globale.
Lo scorso 7 marzo, in seguito a un referendum, il popolo ha accettato - con il 51,7% di voti favorevoli - l'accordo di libero scambio tra i paesi dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) e l'Indonesia, definito anche CEPA. Al centro del dibattito c'era soprattutto l'olio di palma a causa dei gravi rischi ambientali e sociali dovuti alla sua produzione.
Il Consiglio federale aveva tuttavia assicurato che solo l'olio di palma prodotto in maniera sostenibile avrebbe beneficiato delle riduzioni dei dazi doganali. Ora, per garantire il rispetto di questo requisito, l'esecutivo ha elaborato una specifica ordinanza.
Dimostrare la sostenibilità - «L'ordinanza stabilisce che per importare olio di palma indonesiano all'aliquota preferenziale occorre dimostrare che sia stato prodotto in conformità con i requisiti di sostenibilità definiti nel CEPA», indica un comunicato governativo odierno. A tal proposito, sono stati selezionati quattro sistemi di certificazione che sono stati definiti «i più idonei».
Gli importatori dovranno pertanto garantire il rispetto di questi standard di sostenibilità per ottenere l'autorizzazione d'importare olio di palma dall'Indonesia su base preferenziale. Verranno effettuati anche controlli a campione da parte delle autorità doganali.
L'entrata in vigore dell'ordinanza, che avverrà insieme al CEPA, è prevista nei prossimi mesi, sottolinea il Consiglio federale, che oggi ha anche approvato i risultati della consultazione: dei 57 pareri pervenuti, «nessun partecipante si è opposto categoricamente al progetto di ordinanza o al meccanismo di base».