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NEUCHÂTEL - L'ex consigliere nazionale neocastellano, già consigliere di Stato e vicepresidente dell'UDC svizzera Yvan Perrin sarà la locomotiva della sezione democentrista per le elezioni federali di quest'autunno. Attualmente l'UDC dispone di un seggio (su quattro) in Consiglio Nazionale. Molti osservatori e il partito stesso sono consapevoli della difficoltà di conservarlo.
Senza l'attuale consigliere nazionale, Raymond Clottu, 51 anni, da sei a Berna, che non si ripresenta, il partito è in posizione di debolezza per mantenere il suo mandato nella Camera del popolo.
I delegati della sezione riuniti ieri sera in assemblea a Couvet, nella periferica Val de Travers (NE), hanno deciso di affidarsi a Perrin, 52 anni, nonostante la depressione e un burn-out sofferti in passato che lo avevano costretto a rinunciare al suo mandato di consigliere di Stato, carica che aveva brevemente esercitato tra il 28 maggio 2013 e il 16 giugno 2014. L'ex ispettore di polizia, che nell'aprile 2017 aveva rinunciato alla presidenza del partito cantonale in seguito allo smacco subito dai democentristi alle elezioni cantonali, è stato eletto al primo turno con 52 voti su 64, ha riferito oggi a Keystone-ATS Walter Willener, presidente del partito.
Clottu era stato escluso nella primavera del 2017 dall'UDC neocastellana per non aver pagato le quote dovute - 5000 franchi all'anno - e per aver criticato la direzione del partito dopo i cattivi risultati alle elezioni cantonali. Il consigliere nazionale aveva deciso di sospendere i versamenti sostenendo che si doveva prima chiarire la situazione finanziaria del partito. Siede a Berna come indipendente pur rimanendo nel gruppo UDC.
L'eletto si era già dimesso nel gennaio 2016 dal comitato direttivo del partito neocastellano, giudicando prematuro un ritorno dell'ex consigliere nazionale Perrin - negli anni dal 2003 al 2013 - alla presidenza della sezione cantonale del partito.
Tra i due politici vi sono stati dissapori, che parevano ormai appianati. La dirigenza dell'UDC neocastellana contava dunque di presentare per il Nazionale una lista con i due nomi, che avrebbe dato buone possibilità al partito di riconfermare il seggio. Ma Clottu, dopo aver «riflettuto molto», a sorpresa il 12 febbraio ha annunciato la sua rinuncia a una nuova candidatura. «Il fatto di presentarsi con Perrin non ha svolto alcun ruolo», aveva assicurato, invocando unicamente una questione di motivazione e l'intenzione di concentrarsi sull'attività professionale (esperto contabile). La voglia di continuare - ha affermato - deve venire «dalla pancia. Bisogna saper dire basta a un dato momento».
La riammissione nel partito cantonale di Clottu e la sua ricandidatura non avrebbero posto alcun problema alla sezione, anzi. «Se dovesse candidarsi, la sua riammissione sarà una pura formalità», aveva dichiarato già in gennaio Willener.
La debolezza della lista dell'UDC, ancora «convalescente» dopo la batosta alle elezioni cantonali nel 2017, è rivelata anche dai tre nomi che accompagnano Perrin - il solo capace di raccogliere voti al di fuori dei ranghi democentristi. Si tratta di tre granconsiglieri supplenti. I delegati hanno invece escluso dalla lista due granconsiglieri che avevano fatto atto di candidatura. Come spiegazione il presidente del partito cantonale si è limitato a dire che «talora chi si espone è più minacciato».
Per il Consiglio degli Stati, che a Neuchâtel è designato col sistema proporzionale, l'assemblea ha scelto quale candidato l'ex municipale di La Chaux-de-Fonds Pierre Hainard. Tradizionalmente i due seggi nella Camera dei Cantoni sono occupati da un liberale radicale e un socialista, le due principali formazioni politiche cantonali. Willener è consapevole delle «minime chance» di elezione agli Stati. La candidatura di Hainard, valida, è anche un modo per dare visibilità al partito, ha spiegato il presidente della sezione.