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La lotta parte dalla richiesta di adeguamento degli stipendi all'impennata recente dell'inflazione
LONDRA - Si allarga a un'ennesima categoria essenziale, fra i lavoratori dei servizi pubblici del Regno Unito, l'ondata di vertenze innescate dalla richiesta di adeguamento dei salari all'impennata recente dell'inflazione. Questa volta si tratta dei vigili del fuoco aderenti alla Fire Brigades Union (Fbu), loro sindacato di riferimento, i quali hanno votato a maggioranza a favore di uno sciopero da tenersi a breve, il primo dal 2003, ovvero quasi vent'anni.
I partecipanti - La data sarà confermata più avanti. Il risultato del voto degli iscritti ha intanto incassato il via libera all'astensione dal lavoro - emergenze vitali escluse, ovviamente - da parte di circa l'88% dei partecipanti, come hanno riferito ai media i portavoce sindacali, con un'affluenza indicata al 73%.
Secondo Matt Wrack, segretario generale della Fbu, la pazienza dei pompieri è arrivata al limite, dato che l'inflazione avrebbe portato a una perdita di potere d'acquisto reale delle loro paghe pari «al 12%», dal 2010 a oggi.
A novembre i rappresentanti dei vigili del fuoco avevano respinto l'offerta di un incremento medio degli stipendi del 5%, quindi sotto l'inflazione attuale. E meno di due settimane fa, dopo una serie di contatti infruttuosi, avevano rivolto una sorta di ultimatum al governo Tory di Rishi Sunak e alle «controparti aziendali», chiedendo loro di mettere sul tavolo una proposta aggiornata di miglioramento salariale «entro 10 giorni», pena lo sciopero.