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Per 25 voti a 16, il Consiglio degli Stati ha respinto oggi una mozione della sua Commissione dell'educazione che domanda di sostenere finanziariamente gli asili nido pubblici, confrontati con le ripercussioni economiche della pandemia di Covid-19.
Il testo - identico a un altro depositato dall'omologa commissione del Nazionale approvata dalla camera del popolo - chiede al Consiglio federale di riconsiderare l'ordinanza sulla custodia di bambini complementare alla famiglia nell'ambito del coronavirus.
Le strutture sovvenzionate da Cantoni, comuni o enti pubblici allo stato attuale non beneficiano infatti del sostegno della Confederazione. Questo problema riguarda soprattutto i Cantoni Romandi, dove sono più diffuse le strutture pubbliche, rispetto a quelli svizzerotedeschi, che si appoggiano maggiormente a istituzioni private.
Nel suo intervento, il consigliere federale Alain Berset ha sottolineato la difficoltà di riattivare un'ordinanza d'urgenza dopo la sua validità, ossia sei mesi. Oltre a ciò, il ministro friburghese ha spiegato che le istituzioni pubbliche non sono state sostenute proprio perché tale settore è principalmente di competenza di Cantoni e comuni, che sono invitati a prendersi le proprie responsabilità.
L'aiuto d'urgenza di Berna è pensato per le istituzioni private, la cui esistenza è messa a rischio dalle perdite di guadagno subite. Relativi costi sono stimati in 65 milioni di franchi: se l'esecutivo dovesse farsi carico anche del deficit delle istituzioni pubbliche dovrebbe sborsare altri 20 milioni. Una versione ribadita oggi in aula dal ministro della sanità Alain Berset, secondo cui questi soldi non ci sono.
Johanna Gapany (PLR/FR) e Carlo Sommaruga (PS/GE) hanno difeso, invano, la mozione in nome dell'uguaglianza di trattamento e della solidarietà confederale.