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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il legislatore ha disciplinato i fondamenti relativi alle indennità nella legge federale del 6 ottobre 2000 sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT; RS 780.1). Giusta l'articolo 16 capoverso 1, le installazioni necessarie per attuare la sorveglianza sono a carico degli offerenti di prestazioni di telecomunicazione. Questi ultimi, per le spese delle singole misure di sorveglianza, ricevono un'indennità appropriata dall'autorità che ha ordinato la sorveglianza. Secondo il capoverso 2, il Consiglio federale disciplina le indennità e determina le tasse per le prestazioni del servizio.</p><p>Il 7 aprile 2004 il Consiglio federale ha adottato la nuova ordinanza sulle tasse per la sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni e stabilito la sua entrata in vigore al 1° maggio 2004. La normativa si attiene alle condizioni summenzionate e si basa sulla struttura dei costi dei fornitori di servizi di telecomunicazione rilevati da un istituto di consulenza esterno e indipendente, in collaborazione con un gruppo rappresentativo di piccole, medie e grandi imprese di servizi telefonici e/o internet. Mediante tale rilevazione è stato determinato un onere finanziario medio per una serie di misure di sorveglianza disciplinate in modo esaustivo a livello di legge e di ordinanza.</p><p>1. L'indennizzo totale dei costi sostenuti dai fornitori di servizi telecom è in contrasto con la regolamentazione in vigore attualmente. Se il legislatore avesse avuto l'intenzione di prevedere un indennizzo integrale dei costi, per l'articolo 16 avrebbe scelto una formulazione corrispondente. Scegliendo invece il concetto di "indennità appropriata", egli ha rinunciato consapevolmente a un indennizzo completo.</p><p>Il termine "adeguatezza" (di una prestazione in denaro) ricorre in diversi ambiti del diritto (p.es. diritto di famiglia, in relazione al mantenimento della moglie dopo il divorzio; previdenza professionale, in relazione all'ammontare delle rendite, ecc.). Per definire l'adeguatezza di una prestazione vanno considerate tutte le condizioni determinanti. Nel presente caso sono determinanti in particolare l'interesse pubblico all'impiego di misure di sorveglianza del traffico delle telecomunicazioni e l'interesse economico dei fornitori nell'offrire le prestazioni più diverse nel settore delle telecomunicazioni. Occorre inoltre prendere in considerazione la struttura dei costi dei fornitori di servizi. È necessario tuttavia provvedere affinché il significato del principio della sorveglianza sul traffico delle telecomunicazioni non venga di fatto limitato dagli ostacoli organizzativi, tecnici o finanziari.</p><p>2. La legge stabilisce chiaramente che i costi delle installazioni sono a carico degli offerenti di prestazioni di telecomunicazione. Il calcolo dell'indennità per i costi di una singola misura di sorveglianza può basarsi soltanto sui costi d'esercizio. Nel 2002, ai fornitori di servizi di telecomunicazione sono complessivamente stati corrisposti ca. 10 milioni di franchi per le prestazioni offerte nell'ambito della sorveglianza e per informazioni sui collegamenti delle telecomunicazioni.</p><p>3. Il procedimento penale è un compito statale sancito dalla legge e le misure di sorveglianza menzionate dall'autore dell'interpellanza contribuiscono a sostenere l'operato delle autorità in quest'ambito. Di norma, lo Stato si fa carico anche dei costi delle misure di sorveglianza. Con la libertà di cui godono i fornitori, di offrire - nel settore delle telecomunicazioni - prestazioni sempre nuove e più attraenti, cresce anche l'onere finanziario delle autorità incaricate del procedimento penale per sorvegliare le diverse tipologie di comunicazione. Pertanto, il fatto che il procedimento penale sia un compito statale non esclude che il soggetto economico si faccia carico indirettamente di una parte di tali costi.</p><p>Del resto, anche il comune cittadino è tenuto a far fronte a determinati obblighi nel quadro di un procedimento penale, senza che questi gli siano indennizzati totalmente: si pensi ad esempio alle indennità per testimoni, il cui ammontare non è stabilito secondo principi di economia aziendale e che in genere non bastano a coprire le spese effettive (assenza dal lavoro, tempo di viaggio, ecc.). Queste spese sono assunte o dal testimone stesso oppure dal suo datore di lavoro. Un altro esempio è costituito dagli estratti conto richiesti dall'autorità nel caso di un procedimento penale alla banca dell'imputato: la banca fornisce tali estratti gratuitamente.</p><p>4. L'obbligo degli offerenti, di fornire alle autorità incaricate del procedimento penale servizi di sorveglianza in cambio di un indennizzo appropriato, non costituisce un intervento inammissibile nella loro libertà economica. Da un lato, infatti, tutti i fornitori di servizi di telecomunicazione in Svizzera sono soggetti a quest'obbligo nella stessa misura, e dall'altro l'obbligo -- previsto dal diritto pubblico -- di sorvegliare il traffico delle telecomunicazioni adempie alle condizioni di cui all'articolo 36 Cost. sui limiti dei diritti fondamentali. L'obbligo di sorvegliare il traffico delle telecomunicazioni si fonda su una base formale-legale (art. 15 LSCPT), ha un interesse pubblico (in particolare nell'ambito di un procedimento penale) ed è appropriato. Non vi è invece alcuna base costituzionale che obbliga lo Stato a indennizzare totalmente gli interventi nella libertà economica, contrariamente agli interventi nella garanzia della proprietà. Non si può pertanto parlare di una violazione della libertà economica.</p><p>5. Come spiegato alla cifra 1, l'ammontare dell'indennità corrisposta ai fornitori per una singola misura di sorveglianza è calcolato in base a diversi criteri, tra cui la struttura dei costi di tali imprese. Se un fornitore di servizi telecom rinuncia a determinati investimenti, esso deve impiegare maggiore personale per cui, in certi casi, il grado di copertura dei costi d'esercizio diminuisce in proporzione. Se invece effettua degli investimenti, esso può ridurre i costi d'esercizio e quindi beneficiare di una migliore copertura. A ciò si aggiunge il fatto che il DATEC, in collaborazione con i fornitori di servizi telecom, ha emanato delle direttive tecniche e amministrative basate sull'ordinanza del 31 ottobre 2001 sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (OSCPT; RS 780.11). In tali direttive sono stabilite sia le procedure amministrative per i rapporti tra i fornitori di servizi di telecomunicazione e il Servizio per compiti speciali, sia l'interfaccia tecnica (p.es. configurazione dei dati) fra i due sistemi. Nelle direttive sono inoltre stabilite alcune condizioni relative agli investimenti necessari da parte dei fornitori.</p><p>6 L'ammissibilità e la portata delle misure di sorveglianza nel traffico delle telecomunicazioni si fondano, da un lato, sulla già citata legge sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni e sulla sua ordinanza d'applicazione, e dall'altro, sui codici di procedura penale cantonali o federali. L'obiettivo specifico raggiunto con una misura di sorveglianza non può essere raggiunto semplicemente con un altro strumento tecnico. Laddove la necessità di una misura di sorveglianza è indicata e sono soddisfatte le condizioni di legge, nel quadro di un'inchiesta questo procedimento è sovente anche l'unico mezzo efficace. L'ordinanza sulle tasse e le indennità deve essere elaborata rispettando quanto prescritto dalla legge e non deve in alcun modo aprire le porte a un'eccessiva sorveglianza, ma neanche far fallire le misure necessarie a causa di costi proibitivi. In ogni caso, viste le statistiche degli ultimi anni, non vi sono elementi che comprovano la tendenza tanto temuta dall'autore dell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.