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GINEVRA - Il processo del controverso comico e polemista Dieudonné, che doveva tenersi oggi a Ginevra, è stato rinviato al 5 luglio. Il 55enne francese, accusato di discriminazione razziale, si trova in tournée in patria e non si è presentato davanti al Tribunale di polizia.
La presidente Sabina Mascotto si è rifiutata di giudicare l'imputato in contumacia, nonostante la pressione del Ministero pubblico. Il primo procuratore Stéphane Grodecki ha chiesto in effetti di tenere comunque il processo, malgrado l'assenza di Dieudonné.
La posizione dell'accusa era sostenuta anche da Philippe Grumbach, avvocato del Coordinamento intercomunitario contro l'antisemitismo e la diffamazione (Cicad), l'associazione che ha sporto denuncia. Secondo il legale e il procuratore, il comico ha scelto consapevolmente di non presentarsi e, anzi, si sta facendo beffe della giustizia, ha affermato Grumbach.
Dal canto suo, il difensore di Dieudonné Pascal Junod ha fatto riferimento alla situazione straordinaria legata alla pandemia. La Francia ha subito uno stretto confinamento e il comico non ha potuto lavorare per un anno. Ora dunque, si è giustificato l'avvocato, sta approfittando della piccola apertura concessa agli artisti.
Mascotto ha quindi spostato l'udienza in estate anche perché, il 4 luglio, è in programma uno spettacolo di Dieudonné proprio a Ginevra. Secondo l'atto d'accusa, l'uomo, durante show svolti nella città di Calvino e a Nyon (VD), ha fatto dire a un personaggio che «le camere a gas non sono mai esistite». In Francia, il polemista è già stato più volte condannato per le sue esternazioni incitanti all'odio e antisemite.