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L'agenzia per i rifugiati dell'Onu e chiede un'evacuazione di emergenza delle migliaia di rifugiati bloccati sull'isola greca di Lesbo in attesa dei permessi di viaggio. Lo scrive il Telegraph.
Nella piccola isola sono accampate in condizioni igieniche sempre più precarie 17'000 persone e per due giorni la polizia è intervenuta con i manganelli per sedare proteste nella zona del porto. "Chiediamo un'evacuazione dei rifugiati - ha detto una rappresentante Unhcr sull'isola - per alleggerire la pressione".
Secondo l'Unhcr, a Lesbo la risposta delle autorità greche alla crisi è stata decisamente inadeguata. Nel porto di Mitilene c'è solo un piccolo ufficio dove possono essere rilasciati permessi di viaggio per salire sui traghetti e lasciare l'isola. E gli impiegati sono solo due.
Da due settimane moltissime persone sono costrette a dormire per terra, sul cemento, senza neppure un pezzo di cartone per proteggersi. I più "fortunati" stanno sulla spiaggia o sotto gli alberi di una pineta. Ma le tende - riferisce sempre il Telegraph - sono pochissime e la maggior parte non ha nulla per ripararsi.
Cani randagi si aggirano tra di loro cercando qualcosa da mangiare, bambini scalzi a piedi nudi si muovono spaventati in mezzo a pozze di urina, non ci sono servizi igienici e c'è spazzatura ovunque: pannolini sporchi, bottiglie di plastica, pacchetti di cibo e bucce di banana. Per lavarsi c'è solo l'acqua presa nella zona del porto da due fontanelle rotte.
SDA-ATS