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Osservatorio del volontariato in Svizzera
Contrariamente alla maggior parte dei suoi vicini, la Svizzera non ha una strategia pubblica per il volontariato e non c’è una ricerca in corso sulle attività di volontariato. Per questo motivo la SSUP ha deciso nel 2002 di produrre regolarmente una panoramica del volontariato in Svizzera basata su un ampio sondaggio. Così facendo, ha creato un punto di riferimento per la ricerca sulle attività di volontariato in Svizzera. Dopo i sondaggi del 2007, 2010, 2016 e 2020, una quinta analisi del volontariato in Svizzera sarà condotta nei prossimi anni. Il nuovo Osservatorio sul volontariato sarà pubblicato nel 2025.
Due terzi dello studio si concentreranno sulle stesse domande del 2007, 2010, 2016 e 2020 per identificare le tendenze del volontariato svizzero. Le domande rimanenti saranno utilizzate per ottenere nuove conoscenze sul volontariato. Come strumento scientifico orientato alla pratica, l’Observatoire du bénévolat mostra lo status quo del coinvolgimento volontario della società civile e allo stesso tempo ci permette di valutare gli sviluppi della società.
L’Osservatorio del Volontariato è stato creato su iniziativa della Ssup. È sostenuto dal Percento culturale Migros e dalla Fondazione Beisheim come co-sponsor e da circa 30 altre organizzazioni associate. L’Ufficio federale di statistica (UST) sostiene l’Osservatorio e l’istituto di ricerca Lamprecht & Stamm è responsabile della sua gestione scientifica in collaborazione con l’istituto di rilevamento LINK. Questa squadra guiderà anche l’Osservatorio del Volontariato del 2025.
Il nuovo Osservatorio del volontariato svizzero 2020 è stato pubblicato. Più informazioni…
Associazioni, fondazioni, agenzie di aiuto e istituzioni governative hanno l’opportunità di partecipare allo sviluppo dell’Osservatorio 2025 come co-sponsor o partner del progetto.
Diventare partner
- I partner dell’Osservatorio contribuiscono ai punti focali tematici e alle questioni concrete dell’Osservatorio previste;
- I partner dell’Osservatorio contribuiscono all’elaborazione del questionario;
- I partner dell’Osservatorio sono elencati per nome nella pubblicazione dell’Osservatorio sul volontariato;
- I partner dell’Osservatorio ricevono documenti privilegiati per la pianificazione strategica nel campo del volontariato;
- I partner dell’Osservatorio ricevono una dozzina di fogli informativi sull’Osservatorio in formato PowerPoint da integrare nelle presentazioni della loro organizzazione;
- I partner dell’Osservatorio sono invitati gratuitamente alla conferenza annuale della SSUP sul volontariato;
- I partner dell’Osservatorio del Volontariato in Svizzera pagano un contributo annuale indicativo di 1500 CHF durante la fase di produzione (2021-2025) e ricevono sconti individuali secondo le loro possibilità finanziarie.
Diventare un co-sponsor
- I co-sponsor dell’Osservatorio del Volontariato in Svizzera possono partecipare al gruppo di monitoraggio e accompagnare l’intero processo;
- I co-sponsor dell’Osservatorio lanciano le loro analisi approfondite dell’Osservatorio;
- I co-sponsor dell’Osservatorio hanno tutti i diritti dei partner dell’Osservatorio;
- I co-sponsor dell’Osservatorio versano un contributo annuale di almeno 20’000 CHF durante la fase di produzione (2021-2025).
La scadenza per le domande di diventare partner o co-sponsor dell’Osservatorio del volontariato svizzero 2025 è il 31 agosto 2021. Registrazione e ulteriori informazioni: <email-pii>
Organizzazione e sponsorizzazione dell’Osservatorio
Società svizzera di pubblica utilità (Ssup)
Lukas Niederberger
Schaffhauserstrasse 7
8042 Zurigo
Telefono 044 366 50 33
Percento culturale Migros
Cornelia Hürzeler
C.P., 8031 Zürich
Telefono +41 44 277 24 16
Fondazione Beisheim
Regula von Büren
Neuhofstr. 4
6340 Baar
Tél. +41 41 768 76 70
E-Mail: <email-pii>
Assistenza tecnica:
Ufficio federale di statistica
Nicole Schöbi
Espace de l’Europe 10
2010 Neuchâtel
Tél. +41 32 713 64 73 / <email-pii>
Gruppo di ricerca
Lamprecht und Stamm, Sozialforschung und Beratung AG
Markus Lamprecht und Adrian Fischer
Forchstrasse 212
8032 Zürich
Tél. +4 44 260 67 60 / <email-pii>
Osservatorio del volontariato in Svizzera 2020
L’osservatorio del volontariato in Svizzera 2020 è stato pubblicato – come libro e online
L‘osservatorio del volontariato in Svizzera 2020 informa sullo stato attuale del volontariato. Si tratta già della quarta edizione dell‘Osservatorio del volontariato, pubblicato dal 2006 dalla Società svizzera di utilità pubblica (Ssup) e sostenuto dal Percento culturale Migros, dalla Fondazione Beisheim, dall‘Ufficio federale di statistica e da 30 organizzazioni partner. Per l‘ultimo Osservatorio del volontariato in Svizzera, nel 2019 sono state intervistate in maniera approfondita oltre 5000 persone in merito al loro impegno sociale. Le persone interpellate, selezionate dall‘Ufficio federale di statistica sulla base dei registri degli abitanti, rappresentano un campione casuale degli abitanti della Svizzera a partire dai 15 anni di età. Di seguito riassumiamo i risultati più importanti.
- Quello del volontariato è un campo molto vasto. L‘Osservatorio del volontariato in Svizzera non si limita a quantificare il volume delle attività di volontariato prestate in Svizzera, ma rileva anche la grande varietà delle forme di impegno e i diversi settori di attività, nonché le possibili notevoli differenze nelle motivazioni, nei potenziali, nelle sfide e nelle misure di sostegno.
- L‘impegno della popolazione svizzera è grande: il 39 percento degli abitanti a partire dai 15 anni è attivo nel volontariato formale all‘interno di associazioni e organizzazioni, mentre il 46 percento è attivo nel volontariato informale, prestando servizi di assistenza e cura al di fuori delle associazioni e delle organizzazioni, aiutando altre persone o collaborando ad eventi e progetti. Le donazioni rappresentano un‘ulteriore forma di volontariato: Il 71 percento fa abitualmente offerte in denaro, il 7 percento è donatore di sangue.
- La Svizzera è il paese delle associazioni. L‘elevato numero di volontari nelle associazioni e nelle organizzazioni di utilità pubblica si spiega anche con le tante adesioni a questi enti. I tre quarti della popolazione svizzera dai 15 anni in su sono membri di un‘associazione o di un‘organizzazione di utilità pubblica. Il 61 percento collabora attivamente. I club sportivi annoverano il maggior numero di soci, seguiti dalle associazioni ludiche, per il tempo libero e gli hobby, dalle società culturali e dalle comunità religiose, Chiese e organizzazioni vicine alla Chiesa.
- Il numero dei volontari rimane sorprendentemente stabile. Negli ultimi dieci anni non si registra né un calo significativo né un sensibile aumento delle attività di volontariato. La percentuale delle persone impegnate non è nettamente cresciuta o diminuita né nelle donazioni né nel volontariato formale o in quello informale. Ciò che vale per il volontariato in generale, non vale però nella prospettiva dei suoi diversi settori. Mentre nello sport, nei gruppi di interesse e nel servizio pubblico si osserva un calo del volontariato formale, nelle associazioni ludiche, per il tempo libero e gli hobby, nelle società culturali e nelle organizzazioni sociali e caritative si registra un aumento dei volontari.
- Il profilo sociale dei volontari attivi nel settore formale potrebbe cambiare nei prossimi anni. Nelle associazioni e nelle organizzazioni di utilità pubblica sono rappresentati in misura più che proporzionale gli uomini, le persone tra i 45 e i 74 anni, nonché la popolazione rurale e quella della Svizzera tedesca. Un impegno superiore alla media contraddistingue anche le persone con una formazione superiore e un reddito elevato, le persone con passaporto svizzero e i genitori con figli di età superiore ai sei anni. Presso questi gruppi demografici il potenziale sembra tuttavia essersi progressivamente esaurito. Le donne, le giovani generazioni della Svizzera francese e italiana, la popolazione urbana e quella straniera residente in Svizzera presentano un‘elevata disponibilità ad assumere in futuro un maggiore impegno nel volontariato formale.
- Nonostante il volontariato sia per definizione un‘attività non retribuita, l‘Osservatorio del volontariato ha indagato anche varie forme di attività di pubblica utilità retribuite finanziarimente o risarcite materialmente. La forma di riconoscimento più frequente per il lavoro svolto sono gli inviti a pranzo/cena. Un quinto dei volontari attivi nell‘ambito formale riceve indennità finanziarie che vanno oltre il rimborso delle spese. Gli uomini sono tendenzialmente risarciti finanziariamente, e con compensi superiori rispetto alle donne. Le cariche sono generalmente retribuite con una compensazione finanziaria, soprattutto se si tratta di cariche politiche o pubbliche. Un volontariato retribuito finanziariamente con un onorario, un compenso forfettario o un gettone di presenza non è più considerato un volontariato in senso stretto, ma un impegno di interesse collettivo, anche quando gli interpellati lo vivono e lo definiscono come tale.
- Nel volontariato informale si tratta spesso di caregiving non retribuito, ossia di una presa in carico di persone che nella maggioranza dei casi sono parenti o conoscenti dei caregiver. Diversamente da quello formale, il volontariato informale è prestato più spesso dalle donne. Tra le donne che praticano il volontariato informale, molte sono in pensione: accudiscono i nipotini o si occupano dei genitori anziani. Per via dell‘esistenza di obblighi morali, questo genere di caregiving familiare non può essere considerato un volontariato in senso stretto, anche quando gli interpellati lo vivono e lo definiscono come tale. L‘Osservatorio del volontariato distingue pertanto tra volontariato informale in senso stretto e volontariato informale in senso più ampio.
- L‘aiuto tra vicini è molto diffuso. Il 72 percento della popolazione a partire dai 15 anni presta piccoli aiuti ai vicini nel corso dell‘anno, svolgendo compiti minori come svuotare la cassetta delle lettere o annaffiare le piante. L‘aiuto tra vicini è comune nelle città come nelle campagne.
- La propensione alle donazioni e gli importi elargiti aumentano con l‘età e il reddito disponibile. Rifertito al reddito del singolo, chi guadagna molto non è tuttavia più generoso di chi ha entrate inferiori. Le persone anziane fanno spesso donazioni a favore dell‘infanzia e dei giovani, per la ricerca sulle malattie e la cura degli ammalati.
- Internet e la sharing economy offrono nuove e promettenti forme di volontariato. Il volontariato in Internet è praticato preminentemente da giovani uomini residenti nelle città. Riguarda perlopiù l‘ambito del volontariato formale nelle associazioni e nelle organizzazioni. Un buon terzo di questo tipo di volontari è però attivo esclusivamente nella rete. Guardando alla sharing economy, non sono solo i giovani a dimostrare un‘elevata disponibilità a condividere oggetti di uso personale, come libri, attrezzi, automobile o addirittura l‘abitazione. Tuttavia, più l‘oggetto è personale e meno volentieri lo si condivide.
- Chi si impegna nel volontariato formale desidera fare qualcosa di utile con altre persone, aiutare al contempo migliorarsi, ampliare le proprie conoscenze e capacità, ma anche divertirsi. Le compensazioni finanziarie sono invece solo raramente menzionate come motivazione. Più del denaro attira la sfida, la responsabilità e lo svago. La grande maggioranza di chi esercita una carica a titolo onorifico è soddisfatta del proprio volontariato e si rimetterebbe a disposizione per un altro mandato.
- Un‘attività di volontariato si abbandona in primo luogo per motivi personali, in particolare la difficoltà nel conciliare lavoro, famiglia e volontariato. Oltre alla mancanza di tempo, altri motivi che inducono a porre fine a un impegno volontario sono anche l‘assenza di uno spirito di gruppo, un aumento eccessivo della burocrazia o l‘insufficiente riconoscimento.
- Anche se sono già in molti a praticare una qualche forma di volontariato, esiste ancora un potenziale non sfruttato. Laisponibilità di fondo ad assumere o riassumere l‘impegno volontario esiste senz‘altro. Le condizioni per la (ri)assunzione di un‘attività di volontariato sono: sufficiente tempo, un tema valido, flessibilità e un team ben funzionante. Un impegno all‘interno di un ente a scopo sociale o caritativo, nonché nelle organizzazioni per la protezione dell‘ambiente e degli animali sembra interessare soprattutto un buon numero di neofiti.
- Il volontariato informale è incentrato sull‘aiuto. Si tratta di contatti sociali – spesso anche intergenerazionali – della sensazione di essere utili e di restituire un poco di quello che si è ricevuto. Si tratta però anche dell‘ampliamento delle proprie esperienze e conoscenze, della cura delle reti sociali, di svago e divertimento. Un gran numero di caregiver vorrebbe ricevere maggiore sostegno nella loro attività di cura e assistenza da parte di altri parenti o dello Stato.
- Le attività di volontariato favoriscono la fiducia verso altre persone. Chi pratica il volontariato ha nettamente più fiducia nel prossimo, rispetto a chi non lo pratica. Dimostrano di avere molta fiducia soprattutto le persone attive su base volontaria all‘interno di associazioni e organizzazioni. Il volontariato ha effetti anche sulla fiducia nelle istituzioni politiche, ma non sulla fiducia nei mass media e nella scienza.
- L‘ampia rappresentazione del volontariato e del lavoro dei volontari nell‘Osservatorio 2020 evidenzia la portata dell‘impegno della popolazione svizzera e la grande eterogeità delle forme e delle motivazioni alla base di tale impegno. Al contempo rileva però anche la fluidità dei confini tra il lavoro retribuito da un lato, e il caregiving familiare dall‘altro. Al riguardo è necessaria una discussione approfondita sulle caratteristiche e la futura comprensione del volontariato.
Libro in tedesco: Lamprecht Markus, Adrian Fischer, Hanspeter Stamm (2020).
Freiwilligen-Monitor Schweiz 2020. Zürich: Seismo. ISBN 978-3-03777-215-7
Libro in francese: Lamprecht Markus, Adrian Fischer, Hanspeter Stamm 2020.
Observatoire du bénévolat en Suisse 2020. Zurich: Seismo. ISBN 978-2-88351-095-1
Open-Access tedesco: www.seismoverlag.ch/de/daten/freiwilligen-monitor-schweiz-2020/
Open access francese: www.seismoverlag.ch/fr/daten/observatoire-du-benevolat-en-suisse-2020/
Monitore volontario 2016
L’osservatorio del volontariato è la fonte sicura per informazioni concernenti il lavoro volontario in Svizzera. L’osservatorio fornisce cifre attuali in merito all’impegno della società civile e consente previsioni su future tendenze. L’osservatorio del volontariato fu fondato dalla Società svizzera di utilità pubblica Ssup, sostenuto dal Percento culturale della Migros e dall’Ufficio federale di statistica UFS. Gli’osservatori degli anni 2007, 2010 e 2016 sono stati diretti scientificamente dall’Istituto per le scienze politiche dell’’Università di Berna. Possono diventare partner dell’osservatorio del volontariato 30 imprese, unioni, fondazioni, opere benefiche e istituzioni statali, che ricevono analisi esclusive dei dati rilevati e suggeriscono quesiti speciali da analizzare.
Le grafiche
ill. 1: Forme di volontariato
Monitore volontario 2016: risultati in un pieghevole
A fine agosto 2015 la SSUP e l’Ufficio federale di statistica hanno pubblicato un pieghevole con i primi risultati. La pubblicazione completa sarà pronta a febbraio 2016.
Osservatorio del volontariato 2010
Il secondo osservatorio del volontariato Svizzera fu presentato il 26 ottobre 2010 alla Conferenza internazionale per la messa in rete del volontariato nell’Istituto Gottlieb Duttweiler (vedi presentazione qui.)
Insegnamenti e conoscenze del 2. incontro osservatorio del volontariato
Breve presentazione con i principali insegnamenti del secondo osservatorio del volontariato
I risultati 2009 sono raccolti in una pubblicazione, disponibile presso l’editrice Seismo Zurigo, oppure nelle librerie.
Osservatorio del volontariato 2010
Isabelle Stadelmann-Steffen, Richard Traunmüller, Birte Gundelach, Markus Freitag / ISBN: 978-3-03777-101-3
Osservatorio del volontariato 2007
Dati presso FORS
Pubblicazioni
La serie «Volontariato» (Freiwilligkeit) è edita dall’editrice Seismo con l’Ssup