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I programmi di traduzione e i vocabolari online sono diventati elementi indispensabili nell’uso delle lingue. DeepL, Leo e Cie sono esempi ben noti di strumenti utilizzati attivamente dai loro utenti per vari scopi. Tuttavia, il ruolo di tali strumenti nell’insegnamento delle lingue straniere è controverso: da un lato si ritiene che abbiano un valore pedagogico, dall’altro, ci sono dubbi sul fatto che possano sostenere l’apprendimento delle lingue a lungo termine e in modo sostenibile. Questo progetto esamina i pro e i contro degli strumenti di traduzione digitali in base alle seguenti domande:
- In quale misura i programmi di traduzione e vocabolari online contribuiscono all’apprendimento delle lingue?
- Come influenzano lo sviluppo delle competenze linguistiche, ad esempio la redazione di testi e la costruzione del lessico?
- Per quali gruppi di apprendenti l’uso di questi strumenti può essere particolarmente utile?
La prima fase consiste nel condurre un’indagine per sondare il modo in cui vengono impiegati gli strumenti di traduzione online (ad esempio, quale software è preferito per quale compito, la frequenza d’uso, gli atteggiamenti). Il questionario è rivolto a studenti e insegnanti di tutti i livelli scolastici e linguistici.
Link al questionario:
Uno studio sperimentale con apprendenti di scuole professionali esaminerà poi come vengono utilizzati gli strumenti di traduzione online nella redazione di un testo. Di particolare interesse sarà la loro influenza sulla qualità dei testi, i processi di redazione e i potenziali effetti sull’apprendimento della lingua.
L’indagine e lo studio fanno parte del progetto di ricerca quadriennale Media digitali e costruzione del lessico nel contesto professionale condotto dal CSP nell’ambito del programma di ricerca 2021-2024.