Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01099.jsonl.gz/1000

Durante la seduta del 18 agosto 2021 il Consiglio federale ha deciso i parametri della futura rendicontazione dei rischi legati al cambiamento climatico per le grandi imprese svizzere. Entro l’estate del 2022 il Dipartimento federale delle finanze dovrà elaborare un progetto da porre in consultazione.
La finanza sostenibile offre alla piazza finanziaria svizzera l’occasione di rafforzare ulteriormente la propria competitività. Nel dicembre 2020 il Consiglio federale aveva incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di predisporre insieme ad altri dipartimenti un piano vincolante per l’attuazione delle raccomandazioni emanate dalla «Task Force on Climate-related Financial Disclosures» (TCFD) per le imprese svizzere.
Ora il Consiglio federale ha incaricato il DFF, insieme ad altri uffici federali, di elaborare entro l’estate del 2022 un progetto da porre in consultazione che preveda i seguenti parametri:
le società con azioni quotate in borsa, le banche e le assicurazioni con più di 500 collaboratori, oltre 20 milioni di franchi di somma di bilancio o almeno 40 milioni di franchi di cifra d’affari devono divulgare le informazioni relative alla propria sostenibilità climatica.
La rendicontazione comprende, da un lato, dati sul rischio finanziario che l’impresa sostiene perseguendo attività che influiscono sul clima, dall’altro, informazioni sull’impatto che tali attività hanno sul clima e sull’ambiente. Questo doppio obbligo è adottato anche dall’Unione europea.
I requisiti minimi hanno l’obiettivo di ottenere rendicontazioni significative, comparabili e, laddove possibile, lungimiranti e basate su scenari.
L’attuazione vincolante delle raccomandazioni della TCFD dovrebbe avvenire dal 2024 per l’esercizio 2023 mediante un’ordinanza d’esecuzione separata sul controprogetto relativo all’iniziativa «Per imprese responsabili». In questo modo si garantisce una maggiore certezza del diritto.
Nel maggio 2021 si sono svolte consultazioni con le associazioni economiche e quelle ambientali nonché con le organizzazioni di protezione dei consumatori. I parametri sono stati accolti a larga maggioranza.