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La scrittura coreografica di Lorena Dozio si sviluppa da una decina d'anni sul principio di una scrittura coreografica sensibile: esplora l'unico e il multiplo, la respirazione come motore del movimento che il lavoro di visualizzazione coduce su dei territori trasgressivi del passaggio del visibile all'invisibile. Il progetto incrocia delle scritture percettive e spaziali al centro delle quali si trova l'umano. Si tratta di esplorare le frontiere porose tra il materiale e l'immateriale, lo spazio fisico e sonoro, la forza di gravità e l'assenza di peso. Un essere umano si pone in relazione al mondo e il principio del suo movimento e la sua relazione allo spazio lo collega poco a poco all'altro. Il lavoro di creazione di Lorena Dozio é basato su come rendere visibile l'invisibile attraverso la relazione allo spazio, il dialogo con la musica e lo sviluppo dei principi fisici; questi tre elementi sono strettamente legati fra loro e prendono delle forme e disposizioni diverse per ogni progetto. L'elemento dell'interazione e della sincronia tra il movimento e la musica é considerato come un'amplificazione percettiva dello spazio circostante e della spazio interno del corpo: la traduzione del senso del movimento in un altro senso, quello udito. L'ascolto è così considerato come elemento di composizione coreografica e interpretativo per la danza : come essere in uno stato corporeo ricettivo, presente lasciando così apparire la forma.
La ricerca di Lorena Dozio è iniziata in collaborazione con il danzatore coreografico brasiliano Fernando Cabral incontrato al Centro Coreografico Nazionale di Angers nel quadro della formazione « Essais » diretta da Emmnauelle Huynh. In seguito nel 2012 risiede all'Abbazia di Royaumont a nord di Parigi nel quadro della formazione per coreografi Transforme diretta da Myriam Gourfink, incontra il compositore Carlo Ciceri e il compositore-programmatore Daniel Zea con i quali fonda la Compagnia Crile basata a Lugano e con la quale produce tutti i suoi più recenti lavori: levante (2013), ALibi (2014), I Nauti (2015), Otolithes (2016)