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La socialista Simone Brander aveva partecipato a una manifestazione durante il lockdown del 2020
ZURIGO - La municipale di Zurigo Simone Brander (PS) è stata assolta dall'accusa di aver violato l'ordinanza federale sul Covid-19, per aver partecipato nel maggio 2020 ad una manifestazione di attivisti in bicicletta.
Il Tribunale cantonale di Zurigo ha motivato questa mattina la sua decisione sottolineando che l'azione in bicicletta non aveva violato né il divieto di manifestare né quello relativo agli assembramenti di più di cinque persone in vigore all'epoca.
Simone Brander, che due anni fa era consigliera comunale e sono nel febbraio di quest'anno è stata eletta nell'esecutivo cittadino, ha lasciato l'aula del tribunale dopo un breve interrogatorio. In prima istanza, il Tribunale distrettuale le aveva inflitto, un anno fa, una pena pecuniaria di dieci aliquote giornaliere da 100 franchi sospese con la condizionale.
Secondo il presidente del tribunale cantonale, "non è del tutto priva di significato" in questo caso la decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), che lo scorso marzo ha definito "sproporzionato" il divieto di manifestare rimasto in vigore per dieci settimane in Svizzera a partire dal 16 marzo 2020.
La Brander, che si è fatta conoscere proprio per il suo impegno in favore dalla mobilità lenta, aveva preso parte ad un'azione dell'associazione Umverkehr in favore della realizzazione di piste ciclabili senza pastoie burocratiche. Gli attivisti avevano chiuso per quasi mezz'ora una delle due corsie per le auto sulla Gessnerallee di Zurigo, pitturando sull'asfalto con uno stencil e dei gessetti i segnali di una pista ciclabile.
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