Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/158260

<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera accoglie rifugiati provenienti da Siria, Iraq e altri Paesi in crisi del Vicino e Medio Oriente. Il Consiglio federale è incaricato di esaminare se, oltre a minorenni, donne sole, anziani, feriti e vittime di tortura, la Svizzera non dovrebbe privilegiare l'accoglienza diretta, attuale e futura, di rifugiati cristiani in pericolo di vita, in particolare ex musulmani convertitisi al cristianesimo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La questione dell'accoglienza privilegiata di rifugiati cristiani è già stata sollevata a più riprese in Parlamento, in particolare negli ultimi tempi alla luce della situazione di crisi in Medio Oriente.</p><p>Il Consiglio federale non può che rinviare alle sue precedenti risposte in cui ha ribadito il suo parere in merito, ossia che la politica di accoglienza della Svizzera è strettamente dettata dai bisogni di protezione, senza discriminazione positiva o negativa nei confronti di qualsivoglia gruppo minoritario vulnerabile (cfr. in particolare le recenti risposte alle interpellanze Jean-Pierre Graber 15.3450, "Accoglienza di rifugiati siriani rappresentativa della diversità della popolazione siriana", Ingold 15.3115, "Iraq e Siria. Non discriminare i profughi cristiani e gli sfollati interni", e Engler 14.3765, "La culla del cristianesimo non deve divenirne la bara", nonché alla domanda Graber Jean-Pierre 15.5210, "Accueil de 3000 réfugiés syriens. Privilégier les chrétiens", e alla mozione von Siebenthal 14.3826, "Lotta alla discriminazione religiosa tramite la politica di sviluppo").</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.