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L'indice globale che misura gli sforzi fatti per raggiungere la parità di genere evidenzia che non si sta facendo abbastanza per migliorare le condizioni delle donne.
Nessun Paese al mondo è sulla buona strada per raggiungere la parità di genere entro il 2030. È quanto emerge dal primo indice elaborato per misurare i progressi rispetto a una serie di obiettivi fissati a livello internazionale.
A presentare l’indice indice è stata Melinda Gates, co-presidente della Bill and Melinda Gates Foundation, che ha dichiarato che l'indice "dovrebbe servire da campanello d'allarme per il mondo".
In base a quanto emerge dai dati anche i paesi nordici, che ottengono un punteggio elevato nell'indice, dovrebbero compiere enormi passi avanti per rispettare gli impegni di genere contenuti nei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile che 193 paesi hanno sottoscritto nel 2015.
L’SDG Gender Index, sviluppato in partenariato con Equal Measures 2030, ha rilevato che attualmente 2,8 miliardi di donne e ragazze vivono in paesi che non fanno abbastanza per migliorare la vita delle donne.
Il punteggio medio complessivo per i 129 paesi presi in considerazione dall'indice, che comprendono il 95% delle donne e delle ragazze del mondo, è stato di 65,7 su 100, considerato un risultato scarso
La sottorappresentazione delle donne in parlamento, il divario retributivo di genere e la violenza di genere sono tra i fattori con cui tutti i paesi si trovano confrontati.
Solo 21 paesi hanno raggiunto punteggi pari o superiori a 80. Il primo paese, la Danimarca, ha raggiunto gli 89,3 punti. 21 paesi hanno ottenuto un punteggio inferiore a 50, con il Ciad ai piedi della tabella con un punteggio di 33,4. La Svizzera si posizione al decimo posto con 85.0 punti.