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Il comitato dell'iniziativa «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell'infanzia e nella scuola elementare» ha ritirato la sua iniziativa. Gli obiettivi sono stati raggiunti, scrivono i promotori in un comunicato: ampia discussione pubblica sull'argomento, ritiro del materiale pornografico dai «Sexbox» e chiusura del centro di competenza sulla pedagogia sessuale di Lucerna.
Il popolo svizzero non dovrà esprimersi sull'insegnamento sessuale nella scuola dell'obbligo. Con una certa sorpresa, in luglio gli iniziativisti hanno comunicato la rinuncia a continuare la loro lotta. Il comitato ha reso noto che con la raccolta delle firme e la successiva campagna mediatica aveva già raggiunto gli obiettivi prefissati.
Christian Amsler, presidente dei direttori cantonali della pubblica educazione della Svizzera tedesca si è detto sollevato dalla decisione. «Sarebbe stato molto difficile affrontare questo tema molto sensibile e che va discusso in maniera approfondita in una votazione popolare», ha rilevato Amsler.
Il comitato di iniziativa ha creato ora un'associazione «Verein Schutzinitiative» che avrà lo scopo di seguire con attenzione l'insegnamento sessuale in aula e, se necessario, prendere le misure adeguate per proteggere i bambini e i giovani nella scuola dell'obbligo.