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Il settore elettrico statunitense è già a metà strada verso zero emissioni di CO2
18.05.2021
Stando a uno studio appena pubblicato dal Lawrence Berkeley National Laboratory del Dipartimento USA dell'Energia e che porta il titolo evocativo di "Halfway to Zero: Progress towards a Carbon-Free Power Sector", dal 2005 ad oggi gli Stati uniti hanno ridotto le emissioni di CO2 del loro settore elettrico del 52%, rispetto alle previsioni fatte all’epoca dalla EIA, l’Energy Information Administration, l’ente governativo che si occupa della raccolta e dell’analisi dei dati per conto del governo americano.
Le proiezioni effettuate allora prevedevano un aumento delle emissioni di CO2 da 2'400 a 3’000 milioni di tonnellate a causa dei numerosi progetti di nuove centrali a carbone e a gas. In realtà le emissioni sono calate a 1'450 milioni di tonnellate, perché quasi tutti questi progetti sono stati abbandonati e sostituiti con investimenti nell’eolico e nel fotovoltaico.
Contrariamente alle previsioni delle numerose cassandre di allora, non solo il costo dell’elettricità è calato del 18%, alla gran gioia dei consumatori, ma è calata drasticamente del 92% anche la fattura per le malattie dovute all’inquinamento dell’aria, e ciò mentre il numero di persone impiegato nella produzione di elettricità è aumentato nel giro di soli 15 anni del 29%.