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Dopo aver superato una malattia da coronavirus, spesso alcune persone ne subiscono le conseguenze per settimane o mesi. Su questo sito web trovate diverse informazioni sulle conseguenze a lungo termine della COVID-19.
Dopo aver superato una malattia da coronavirus, spesso alcune persone ne subiscono le conseguenze per settimane o mesi. Su questo sito web trovate diverse informazioni sulle conseguenze a lungo termine della COVID-19.
Spiegazione della definizione del termine
Per le conseguenze persistenti di un’infezione da coronavirus utilizziamo l’espressione «conseguenze a lungo termine della COVID-19», seguendo così la convenzione linguistica dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Su altre piattaforme o nei media viene spesso utilizzata, per esempio, anche l’espressione «sindrome post COVID-19», con lo stesso significato.
Conseguenze a lungo termine della COVID-19
Tra le conseguenze a lungo termine della COVID-19 si annoverano principalmente i seguenti sintomi:
- stanchezza eccessiva e spossatezza;
- mal di testa;
- tosse;
- affanno e difficoltà respiratorie;
- perdita dell’olfatto e del gusto;
- insonnia;
- stanchezza muscolare/dolori muscolari;
- dolori al petto;
- febbre intermittente;
- eruzioni cutanee;
- disturbi dopo uno sforzo fisico.
I sintomi più frequenti sono stanchezza, tosse e mal di testa. Le modalità di comparsa e la durata dei sintomi sono molto variabili. Nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono da soli.
Al momento è difficile indicare cifre precise sulle persone colpite dalle conseguenze a lungo termine della COVID-19. Attualmente sono disponibili i seguenti valori:
- circa il cinque per cento delle persone che si sono ammalate di coronavirus e hanno avuto un decorso lieve della malattia ha ancora sintomi sei settimane dopo la fase acuta;
- più dell’ottanta per cento delle persone che si sono ammalate di coronavirus e hanno avuto un decorso grave della malattia ha ancora sintomi due mesi dopo la fase acuta;
- in particolare tra i giovani adulti, gli adolescenti e i bambini sono in aumento le persone che accusano conseguenze a lungo termine della COVID-19 pur avendo avuto soltanto sintomi leggeri nella fase acuta.
L’età media delle persone affette da conseguenze a lungo termine della COVID-19 è intorno ai 45 anni. Si stima che le donne ne siano colpite con una frequenza all’incirca doppia rispetto agli uomini. Quanto più numerose sono le malattie preesistenti da cui è affetta una persona, tanto più frequentemente compaiono conseguenze a lungo termine della COVID-19.
Come procedere in caso di conseguenze a lungo termine della COVID-19
Nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono da soli. Se siete preoccupati per i sintomi della sindrome post COVID-19 o questi intralciano la vostra vita quotidiana, contattate il vostro medico e parlatene con lui per sapere come procedere.
Offerte di sostegno
Per le questioni che riguardano le conseguenze a lungo termine della COVID-19, la prima persona alla quale rivolgervi è sempre il vostro medico di famiglia, che conosce meglio di tutti la vostra salute e la vostra anamnesi. Più sotto trovate inoltre due pagine web con ulteriori informazioni sulle conseguenze a lungo termine della COVID-19.
Sul sito web della Lega polmonare svizzera è disponibile una rubrica rivolta alle persone affette da conseguenze a lungo termine della COVID-19, che contiene diversi link a raccomandazioni, servizi di consulenza cantonali o piattaforme di scambio e di sostegno.
La rete Altea mette al centro lo scambio di esperienze sulle conseguenze a lungo termine della COVID-19 tra persone colpite, familiari, personale medico e ricercatori. Sul sito web si trovano diverse informazioni sulle conseguenze a lungo termine della COVID-19 (definizione, suggerimenti per gestire al meglio i sintomi e sostegno), nonché un calendario delle manifestazioni.
Al sito web di Altea (in tedesco)
Costi dei trattamenti
I costi dei trattamenti medici necessari in caso di conseguenze a lungo termine della COVID-19 sono assunti dall’assicurazione malattie.
Come procedere in caso di perdita di guadagno
Il disciplinamento dell’indennità di perdita di guadagno in caso di conseguenze a lungo termine della COVID-19 dipende dal vostro rapporto di lavoro e dalla vostra situazione assicurativa. Se non siete in grado di lavorare per lungo tempo, probabilmente sarà necessario che lo comunichiate all’assicurazione invalidità.
Indennità per i dipendenti
Se siete dipendenti, il vostro datore di lavoro è tenuto a continuare a pagarvi il salario per un periodo variabile, a seconda che disponga o meno di un’assicurazione d’indennità giornaliera in caso di malattia (di cui solitamente dispone).
La maggior parte delle assicurazioni d’indennità giornaliera dà diritto all’80 per cento del salario durante 720 giorni. In assenza di un’assicurazione d’indennità giornaliera, è il numero di anni di servizio a determinare la durata della continuazione del pagamento del salario. Il primo anno di servizio viene versato l’intero salario per tre settimane, gli anni successivi la durata del versamento è proporzionalmente più lunga. I disciplinamenti variano da un Cantone all’altro.
Indennità per i lavoratori autonomi
Se siete lavoratori autonomi, è fondamentale sapere se avete stipulato un’assicurazione d’indennità giornaliera in caso di malattia e quali prestazioni fornisce. È possibile che disponiate inoltre di un’assicurazione in caso d’incapacità di guadagno, che provvede al pagamento di una rendita una volta esaurita l’indennità giornaliera in caso di malattia.
In caso di incapacità lavorativa a lungo termine: comunicazione all’assicurazione invalidità
Se si prospetta un’incapacità lavorativa a lungo termine, è importante comunicarlo tempestivamente all’assicurazione invalidità (AI). Rivolgetevi all’ufficio AI del vostro Cantone di residenza. Questo rilevamento tempestivo presuppone che la vostra incapacità lavorativa si sia protratta per 30 giorni ininterrotti o che siate stati ripetutamente assenti per periodi più brevi negli ultimi 12 mesi.
Subito dopo essere stata contattata, l’AI valuta la possibilità di una richiesta formale e di provvedimenti che vi consentano di mantenere il vostro posto di lavoro o di essere integrati in un nuovo impiego. Questa fase di intervento tempestivo dura al massimo 12 mesi. Successivamente si decide in merito agli ulteriori provvedimenti possibili (p. es. ripristino della resistenza psico-fisica e potenziamento della prestazione lavorativa, lavoro a titolo di prova, orientamento, riformazione professionale).
In caso di insuccesso dei provvedimenti d’integrazione dell’AI, si valuta se sussiste il diritto a una rendita AI, che può essere percepita al più presto dopo un’incapacità lavorativa di almeno il 40 per cento per un anno, e sei mesi dopo la richiesta all’AI. In fase di verifica del diritto alla rendita, si valuta nel singolo caso quali disturbi concreti comportino una riduzione della capacità di guadagno. Al momento non è ancora chiaro come saranno classificate dal punto di vista del diritto assicurativo le diverse conseguenze a lungo termine della COVID-19.
Sul sito web dell’associazione «Verband Covid Langzeitfolgen» (in tedesco) sono disponibili ulteriori informazioni.
Ultima modifica 21.07.2021