Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01073.jsonl.gz/584

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Gli averi britannici in Svizzera non dichiarati al fisco sono meno del previsto: è quanto risulta da un primo bilancio dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) relativo all'applicazione dell'accordo fiscale con il Regno Unito.
Ciò è dovuto principalmente al fatto che molti clienti hanno lo status di clienti non domiciliati e non sono quindi imponibili nel Regno Unito. L'accordo non li concerne, ha precisato oggi l'ASB in una nota. Inoltre, molti i clienti britannici hanno scelto la notifica volontaria.
I cittadini britannici di istituti elvetici avevano tempo sino a fine maggio per decidere di regolarizzare la loro posizione versando l'imposta liberatoria una tantum o presentando notifica volontaria alle autorità fiscali britanniche.
Complessivamente il gettito fiscale derivante dal pagamento dell'imposta liberatoria che la Svizzera verserà alla Gran Bretagna sarà minore del previsto. "Non è pertanto da escludere che i pagamenti di garanzia delle banche pari a 500 milioni non possano essere recuperati, o lo possano essere solo in parte", conclude la nota.
Credit Suisse ritiene che l'accordo fiscale con il Regno Unito avrà un impatto negativo limitato sul risultato del secondo trimestre, al massimo di 90 milioni di franchi. La Banca cantonale zurighese ha reso noto di aver accantonato la sua quota di pagamento di garanzia, senza però fornire ulteriori precisazioni. UBS per il momento non fornisce dati, che saranno comunicati alla fine del mese in occasione della presentazione di risultati trimestrali, ha precisato un portavoce oggi all'ats. Lo stesso farà Julius Baer.
SDA-ATS