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(28.11.2012) Tre organizzazioni mantello svizzere si dicono molto soddisfatte dei cambiamenti generati dall'entrata in vigore degli accordi bilaterali con l'Unione europea nel 2002. Secondo loro, la libera circolazione delle persone permette alla Svizzera di restare competitiva.
L'Unione padronale svizzera, l'Unione svizzera delle arti e mestieri (usam) ed economiesuisse sottolineano come siano stati gli accordi bilaterali ad aver permesso alla Svizzera di uscire dalla stagnazione degli anni '90. Dopo il 2002, il PIL svizzero ha fatto registrare una crescita più forte, così come i salari medi, la capacità d'innovazione e la competitività della piazza economica.
Per molte PMI, l'apertura del mercato del lavoro grazie all'accordo sulla libera circolazione delle persone è stata fondamentale, secondo le organizzazioni economiche. I settori della costruzione, alberghiero e della ristorazione ne hanno tratto particolari vantaggi. In effetti, prima dell'adozione degli accordi bilaterali, il sistema di contingente e le spese amministrative rappresentavano un ostacolo importante per l'assunzione di mano d'opera qualificata in questi settori.
Inoltre, le tre organizzazioni si dichiarano fermamente contrarie alle iniziative popolari che mettono in pericolo la via bilaterale senza proporre valide alternative. Gli abusi denunciati (come il dumping sociale e salariale) restano, secondo loro, minoritari e sono in gran parte impediti dalle misure d'accompagnamento alla libera circolazione delle persone. Al contrario, le organizzazioni economiche si pronunciano in favore di un dialogo per una politica d'immigrazione costruttiva.
Ultima modifica 10.09.2015