Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01027.jsonl.gz/516

Le recenti dichiarazioni pubbliche del negoziatore Yves Rossier contro il contingentamento dei frontalieri – che lui ha il mandato di “portare a casa” – non solo denotano “crassa ignoranza” nei confronti della realtà ticinese, ma fanno sorgere spontanea la domanda: Rossier negozia per la Svizzera o per l’UE?
Abbiamo interpellato alcuni interlocutori, ai quali abbiamo chiesto: – Il negoziatore svizzero con l’Ue, Yves Rossier, ha dichiarato pubblicamente in un’intervista il proprio scetticismo nei confronti dell’introduzione di contingenti per i frontalieri. Come valuta questa affermazione? È normale che un negoziatore esprima simili giudizi di valore sull’oggetto della trattativa?
I negoziatori svizzeri sono pagati (profumatamente!) dal contribuente svizzero, non dal contribuente UE. Yves Rossier non fa eccezione, pertanto è tenuto a fare tutto il possibile e anche di più affinché la chiara volontà popolare di introdurre i contingenti anche per i frontalieri venga messa in atto.
Questo è il compito che gli è stato assegnato: le sue convinzioni personali non dovrebbero essere espresse pubblicamente, indebolendo così la posizione negoziale svizzera.
Nel caso Rossier non volesse difendere la posizione votata, il Consiglio federale provveda prima di subito a nominare un negoziatore più rispettoso della volontà popolare!
Luca Paltenghi
Vicepresidente Giovani UDC