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ZURIGO - Il viaggio del biologo australiano 104enne David Goodall, giunto in Svizzera per usufruire dell'aiuto al suicidio da parte di Eternal Spirit, ha fatto il giro del mondo. Markus Renner, esperto di "immagine e reputazione" stima gli effetti di questa mediatizzazione dell'eutanasia liberale.
Mr. Renner, David Goodall è un famoso scienziato. In tutto il mondo i media hanno riferito del suo viaggio in Svizzera per trovare la morte. Ci sarà un'ondata di australiani o di altri stranieri che cercheranno la morte dolce in Svizzera?
«Questo è abbastanza plausibile, perché Mr. Goodall e i suoi sostenitori hanno portato l'adeguata attenzione internazionale a questa causa che ha avuto notevole copertura mediatica. Sono già stato contattato da colleghi e amici dalla Germania, dagli Stati Uniti, dall'Asia e dal Sud Africa sull'argomento. Che nei media e i social network termini come "eutanasia" o "morire con dignità" abbiano una così forte eco, mostra come la gente sia sensibile su questi temi».
Questo significa che la Svizzera verrà percepita come il luogo nel mondo dove trovare la morte?
«Il letto di morte del mondo è un'accezione troppo negativa. Anche prima di questo caso la Svizzera era, per la mia esperienza, già nota per l'atteggiamento liberale nei confronti dell'eutanasia, che può anche essere vista come un atto di dignità umana. A mio parere, la Svizzera è molto più aperta in tanti contesti rispetto ad altri paesi, come la Germania. La domanda dovrebbe essere: perché non dovrei mettere fine alla mia vita a determinate condizioni se trovo che non valga più la pena di essere vissuta e non nuoccia a nessun altro? La gestione relativamente liberale di questo problema in Svizzera non si basa su un espediente di marketing mirato per attirare l'attenzione, ma sull'atteggiamento collettivo dei suoi cittadini verso l'argomento».
La Svizzera sarà quindi percepita come positiva o negativa?
«È probabile che questo abbia un effetto prevalentemente positivo nelle aree liberali del mondo, anche se può essere piuttosto negativo per altri a causa della loro religione. La commercializzazione dell'eutanasia, d'altro canto, sarebbe macabra. Certo è che alcune persone senza scrupoli vedono nel turismo della morte un modello di business. Sarebbe quindi auspicabile che la Svizzera potesse essere un Paese pioniere e che, quindi, a medio termine la necessità di "morire dignitosamente all'estero" non esista più».