Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/79990

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di promuovere in modo mirato la produzione, la certificazione e l'importazione di beni e di servizi che vengono prodotti nei Paesi in via di sviluppo dagli strati della popolazione più poveri e indigenti, mantenendo standard elevati dal profilo sociale, ecologico e dei diritti umani.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel quadro della cooperazione economica allo sviluppo, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) promuove a più livelli il commercio di beni provenienti da Paesi in via di sviluppo che sono prodotti rispettando elevati standard sociali, ecologici e in materia di diritti umani. A causa della globalizzazione, anche in Svizzera le imprese, i consumatori, le organizzazioni non governative e i poteri pubblici sono confrontati sempre più spesso con le conseguenze ambientali e sociali delle loro attività nei Paesi terzi. I programmi della SECO si propongono di favorire una crescita sostenibile nei Paesi in via di sviluppo e di garantire l'accesso ai mercati mondiali per i prodotti qualificati di queste economie. Tali progetti riguardano la promozione dei marchi, degli standard di sostenibilità globali, il rispetto degli aspetti sociali e ambientali nelle imprese e il sostegno di tali prodotti nell'accesso al mercato svizzero ed europeo.</p><p>Conformemente alla strategia dei marchi della Confederazione, la SECO sostiene la strutturazione selettiva delle organizzazioni label nell'ambito del commercio equo e delle organizzazioni di certificazione nei Paesi in via di sviluppo per la certificazione dei prodotti biologici. Per armonizzare gli sforzi del commercio equo a livello internazionale, la SECO ha iniziato anche un coordinamento fra i donatori di tutto il mondo. </p><p>Nei cosiddetti mercati di massa la SECO sostiene l'introduzione di standard di sostenibilità internazionali coinvolgendo il settore privato, i produttori dei Paesi in via di sviluppo e le organizzazioni non governative per determinate materie prime come il caffè, il cotone, i legni tropicali, la soia o i nuovi biocarburanti. </p><p>In questo modo le imprese e in particolare le PMI nei Paesi in via di sviluppo possono adeguarsi a questi label e standard. In diversi Paesi partner la SECO, in collaborazione con altri donatori e con le organizzazioni multilaterali, promuove programmi per il rispetto delle norme fondamentali del lavoro dell'organizzazione internazionale del lavoro a livello d'impresa e sostiene la consulenza sui metodi di produzione che rispettano l'ambiente e il finanziamento per il trasferimento di tecnologie ambientali nei Paesi in via di sviluppo. </p><p>Anche per la promozione di contatti diretti tra gli importatori svizzeri e gli esportatori delle PMI nei Paesi in via di sviluppo, lo Swiss Import Promotion Programme (SIPPO) cerca di rispettare i "Global Compact's Ten Principles" delle Nazioni Unite. </p><p>Grazie ai programmi summenzionati, lo Stato può promuovere concretamente il rispetto di elevati standard sociali, ecologici e in materia di diritti umani nel quadro della cooperazione economica allo sviluppo. Tuttavia, nella politica degli appalti può limitarsi a chiedere solo determinate condizioni di produzione. In questo campo infatti la Confederazione è vincolata al diritto vigente in materia di appalti e ai relativi obblighi internazionali. Già nel contesto della sua strategia per uno sviluppo sostenibile 2002, il Consiglio federale aveva appoggiato la domanda statale di forniture di beni, servizi e opere edili che durante il loro ciclo di vita rispondessero a elevate esigenze economiche, ecologiche e sociali. Nell'attuale revisione del diritto in materia di appalti occorre dunque tener conto dell'aspetto delle esigenze sociali per gli appalti. Pertanto, è previsto anche che nello Stato di produzione gli offerenti che producono prodotti all'estero garantiscano il rispetto delle condizioni di lavoro e delle disposizioni in materia di protezione del lavoro che si devono applicare imperativamente a livello nazionale e internazionale. Per garantire uno standard minimo indipendentemente dalle singole regolamentazioni dei diversi Paesi, deve essere inoltre richiesto esplicitamente che gli offerenti rispettino almeno le otto convenzioni fondamentali dell'organizzazione internazionale del lavoro (OIL) ratificate dalla Svizzera a tutela delle norme fondamentali del lavoro.</p><p>Nel settore degli appalti pubblici la Confederazione può dunque fungere da modello e partecipare attivamente ai gruppi di lavoro internazionali per appalti pubblici sostenibili ("Marrakesh Task Force on Sustainable Public Procurement").</p> Il Consiglio federale è già attivo in questo senso e pertanto propone di respingere la mozione.