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E' stato così sciolto il nodo del ricorso presentato nel 2013 da Manila a causa dell'occupazione di Pechino degli scogli nelle secche di Scarborough, a molte centinaia di chilometri dalla costa cinese e ad appena poche centinaia da quella filippina.
Secondo il Guardian online, "la sentenza accrescerà le pressioni diplomatiche su Pechino perché riduca la sua espansione militare in un'area giudicata sensibile".
La Cina, con azioni mirate nell'ambito di un piano più ampio, è arrivata a rivendicare il 90% del mar Cinese meridionale fino a costruire isole (dagli originari atolli) e strutture militari a presidio di acque ricche di risorse ittiche e di idrocarburi, e su cui transitano ogni anno 5mila miliardi di dollari di merci. Mosse che hanno creato irritazione nei paesi vicini, Vietnam e Filippine su tutti, oltre che negli Stati Uniti, intenzionati a difendere la libertà di navigazione.
ATS/ANSA/M.Ang.
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