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Il Consiglio federale sta però cooperando anche con l'Italia per garantire il transito del personale sanitario.
BERNA - La Confederazione non ha siglato con l'Italia, l'Austria e la Germania un accordo simile a quello in vigore con la Francia dal 2011 che assicura il transito di personale sanitario frontaliere in caso di epidemia.
Con questi tre Stati, la Svizzera ha però aperto canali di cooperazione con Vienna, Berlino e Roma per regolare il problema, coinvolgendo anche i Cantoni di frontiera interessati, scrive il Consiglio federale in risposta a una domanda di Manuela Weichelt-Picard (Verdi/ZG).
Durante la fase acuta della pandemia, per esempio, per evitare carenze di personale sanitario negli ospedali o attivo in altri settori importanti sono state istituite delle corsie stradali preferenziali ("Green Lanes") alle dogane, precisa l'esecutivo.
La convenzione con la Francia, indica la consigliera nazionale, prevede che la Svizzera non sia coinvolta se la Francia requisisce personale sanitario per far fronte a una pandemia. Tale convenzione ha permesso quindi a queste persone residenti in Francia di entrare in Svizzera nonostante la chiusura dei confini durante la pandemia di Covid-19.
Il testo, secondo il messaggio governativo del 2010 sulla lotta contro la malattie trasmissibili all'uomo, stabilisce anche l'istituzione di un gruppo di lavoro tra i due Stati destinato a preparare misure in caso di pandemia e di coordinarle nelle regioni di frontiera. La convenzione precisa anche che la chiusura dei confini non è giudiziosa da un punto di vista epidemiologico.
Nel 2017, il Consiglio federale aveva adottato il messaggio riguardante la cooperazione sanitaria transfrontaliera con la Francia che consente agli organi delle competenti regioni di confine di stipulare intese di cooperazione per facilitare l'accesso all'assistenza sanitaria delle loro popolazioni.
Allora, tale tipo d'intesa era stato limitato alla Francia, come si legge nel testo. I Cantoni consultati interessati dal mandato negoziale erano i due Basilea, Berna, Ginevra, Giura, Neuchâtel, Soletta, Vallese e Vaud. Gli altri cantoni, benché informati, non avevano preso posizione.
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