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Analizzando le impronte attorno a sepolture risalenti al Mesolitico, alcuni ricercatori dell’università di Haifa, in Israele, hanno trovato la prova che già allora venivano deposti dei fiori sia all’interno delle tombe che al loro esterno.
Lo studio è stato pubblicato nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences e tratta di quattro camere funerarie del sito archeologico israeliano di Raqefet, sul Monte del Carmelo e di scheletri risalenti a 11.700 – 13.700 anni fa, secondo una datazione al carbonio.
Il team di ricercatori di Dani Nadel (dell’università di Haifa) ha intrapreso ricerche approfondite a partire dal 2004, scavando e portando alla luce queste sepolture.
I morti venivano deposti su un letto di piante, fra cui erbe aromatiche (menta e salvia). Piante che venivano forse scelte per i loro colori vivaci durante la fioritura.
“Le impronte delle piante sono state trovate unicamente nei siti funerari e non in altre zone – scrive il magazine scientifico Discover – il che rinforza la teoria secondo cui le piante venivano usate intenzionalmente nell’ambito di un rito funerario.”
Le tombe studiate appartenevano alla cultura Natoufian, che è vissuta nella regione mediterranea del vicino Oriente circa 10.000 – 15.000 anni fa. Secondo gli archeologi, si tratterebbe della prima società di cacciatori-raccoglitori che sono poi evoluti in una comunità sedentaria.
(Science Now)