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In Svizzera, negli ultimi tre anni il numero di nuove infezioni di AIDS è quasi raddoppiato tra gli omosessuali ed i bisessuali.
Nel suo ultimo rapporto pubblicato lunedì, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ritiene preoccupante questa evoluzione e vuole rinforzare le misure di prevenzione.
In Svizzera, circa tre persone su mille sono portatrici del virus dell'AIDS. Sin dall'inizio dell'epidemia, le autorità sanitarie sanno che i "focolai" della malattia sono rappresentati soprattutto da tre gruppi di popolazione: i drogati, i migranti e gli uomini che hanno delle relazioni sessuali con altri uomini.
Nel corso degli anni, le misure di prevenzione hanno permesso di ridurre o stabilizzare il numero d'infezioni nelle prime due categorie. La situazione è invece più critica per il terzo gruppo.
Dal 2004, le infezioni registrate nella popolazione gay e tra gli uomini che hanno delle relazioni sessuali con altri uomini sono aumentate costantemente. Il fenomeno è ancor più significativi visto che s'inserisce in una tendenza generale nella quale le contaminazioni nella popolazione totale sono invece in calo.
Sull'insieme degli uomini infettati nel 2005, il 49.3% aveva avuto dei rapporti con altri uomini. Nel 2004 questa percentuale era invece del 36.5%.
Entro la fine del 2006, l'UFSP prevede circa 300 nuovi contagi riguardanti questa categoria di persone, ciò che rappresenterebbe un'ulteriore netta progressione rispetto al recente passato.
Meno attenzione
La Svizzera non è il solo paese che riscontra un'evoluzione del genere. Situazioni simili si osservano nella gran parte degli Stati dell'Europa occidentale. In sostanza, le autorità ritengono che i comportamenti a rischio stanno aumentando e che sempre più uomini hanno dei rapporti non protetti con diversi partner.
Agli occhi di una parte della popolazione, la prevenzione sembra insomma aver perso dello smalto. Una parte degli omosessuali ritiene ad esempio che i messaggi informativi e gli inviti alla prudenza trasmessi in occasione delle feste o delle serate rovinino l'ambiente.
L'UFSP invita tuttavia le associazioni omosessuali a riportare al centro della loro attenzione l'AIDS e le attività di prevenzione. L'obiettivo delle autorità e di fare in modo che tutte le parti in causa lottino contro la malattia in maniera coordinata.
Secondo l'Ufficio federale, l'evoluzione dei casi di contagio tra i migranti ed i drogati mostra che i messaggi di prevenzione possono passare. Per quel che riguarda questi gruppi, le infezioni sono in effetti in calo o si sono stabilizzate.
swissinfo e agenzie
In breve
Ogni trimestre, l'Ufficio federale della sanità pubblica i dati più significativi riguardanti i test positivi riguardanti l'AIDS e i nuovi casi della malattia.
Le statistiche si basano sulle dichiarazioni dei nuovi casi, sui decessi di persone colpite dall'AIDS, sui test positivi confermati dai laboratori e sulle dichiarazioni complementari dei medici. Sulla base dell'ordinanza sulla dichiarazione, tutte queste comunicazioni sono obbligatorie.
Fatti e cifre
Nel 2005, il 49.3% dei nuovi contagi di AIDS tra gli uomini riguardavano omo- e bisessuali.
Nel 2004, la percentuale era del 36.5%.
Tra il 1983 e il 2005 i casi registrati di Aids in Svizzera sono stati 8'251 (234 nel 2005, 298 nel 2004). I test positivi nel 2005 sono stati 714.
Sino ad oggi in Svizzera sono morte 5'660 persone a causa della malattia.
Nel mondo si stima siano 25 milioni le persone morte di Aids. Quaranta milioni invece quelle contagiate dal virus dell'Hiv.