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La Lega dei Ticinesi ha tempo fino al primo ottobre 2010 per raccogliere le 100'000 firme necessarie alla riuscita della sua iniziativa popolare che vuole ancorare il segreto bancario nella Costituzione. Il termine è stato pubblicato martedì nel «Foglio federale».
L'iniziativa intitolata «Difendiamo la Svizzera! Il segreto bancario nella Costituzione federale» è stata lanciata poco prima che il governo decidesse di allentarlo. La Svizzera sarebbe pronta a sopprimere la differenza esistente tra frode ed evasione fiscale con tutti i paesi che lo auspicano.
Il governo intende infatti ritirare la riserva formulata nel 2005 sulle regole dell'OCSE sull'assistenza amministrativa in materia fiscale. Ciò permetterà uno scambio d'informazioni più esteso. In sostanza, il governo negozierà con i paesi interessati la revisione delle convenzioni contro la doppia imposizione.
Questo modo di procedere non piace affatto alla destra, che non vuol sentire parlare di concessioni sul segreto bancario. L'iniziativa popolare della Lega precisa così che «Senza il suo consenso (del cliente), nessuna informazione sarà trasmessa a un'entità estera o a un'autorità federale non vincolata dal segreto bancario».
Tuttavia, «il segreto bancario non copre attività criminali come terrorismo, crimine organizzato, riciclaggio di denaro e la Svizzera assicura assistenza all'autorità estera quando l'attività perseguita sia punibile dal diritto interno (principio della doppia incriminazione)».
Nel testo dell'iniziativa, la Lega chiede anche «provvedimenti per evitare che la garanzia del segreto bancario venga aggirata a scopi di indagine fiscale». La sezione ticinese dell'UDC ha già espresso la propria adesione. A livello nazionale, l'UDC intende in un primo tempo battersi a livello parlamentare.
swissinfo e agenzie