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La Cina censura un film sull'Ucraina, la Svizzera protesta
Un film che evoca la rivolta di Maidan a Kiev nel 2013, «Olga», una coproduzione franco-svizzera, avrebbe dovuto essere proiettato ieri sera in Cina, ma è stato rimosso dal cartellone. Lo fa sapere l'ambasciata svizzera a Pechino, sullo sfondo della guerra in Ucraina.
La proiezione del lungometraggio all'Istituto francese di Pechino è stata posticipata a data da destinarsi. Una prima proiezione, organizzata la scorsa settimana dalla Svizzera in un cinema di Pechino, era già stata «impedita all'ultimo minuto dalle autorità cinesi», ha detto l'ambasciata svizzera all'agenzia francese Afp in una e-mail.
«Il motivo addotto è stato prima il COVID, poi il contenuto del film», ha aggiunto la rappresentanza elvetica, che dice di aver «subito protestato» presso le autorità locali.
Il film, diretto dal francese Elie Grappe, è stato selezionato per rappresentare la Svizzera nella corsa agli Oscar. Doveva essere presentato a Pechino nell'ambito del «Mese della Francofonia». Racconta la storia di una ginnasta ucraina, Olga, costretta ad allenarsi in Svizzera dopo la rivolta di Maidan.