Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01271.jsonl.gz/65

Dipartimento Federale dell’Interno - Politica in materia di droga
Mediante la legge sugli stupefacenti del 1951, tuttora in vigore, s’intendeva originariamente controllare il commercio di sostanze stupefacenti destinate ad essere impiegate legalmente in ambito medico e lottare contro l’uso illecito delle stesse. Con la revisione del 1975 furono per la prima volta presi in considerazione gli effetti e le conseguenze del consumo di droghe, ma non si riuscì a impedire un aumento del numero di consumatori e di tossicodipendenti. All’inizio degli anni 1980, i quartieri di alcune città svizzere si trasformarono in vere e proprie zone pubbliche di spaccio e consumo di droghe, con il risultato che il numero dei tossicodipendenti continuò ad aumentare e che la situazione d’indigenza di queste persone divenne manifesta. Nel 1991 il Consiglio federale decise perciò di rafforzare il proprio impegno nella politica in materia di droga: la strategia scelta per lottare contro il consumo di stupefacenti poggia sui famosi "quattro pilastri": prevenzione, terapia, riduzione dei danni, repressione. La lacunosità, l’incoerenza e le contraddizioni che sussistono nella legge giustificano ora una sua revisione. Si tratta di creare una base legale solida per le misure della Confederazione, dimostratesi sinora efficaci.
La politica dei quattro pilastri
La politica del Consiglio federale in materia di droga si basa sui seguenti quattro pilastri: prevenzione, terapia, riduzione dei danni e repressione. Con la prevenzione s’intende evitare che una persona inizi a consumare illegalmente droghe. La categoria "terapia" comprende numerosi progetti terapeutici e di reinserimento sostenuti dalla Confederazione e destinati a persone con problemi di tossicodipendenza (p.es. prescrizione medica di sostanze stupefacenti). Le offerte nell’ambito della riduzione dei danni sono destinate a chi fa uso di droghe. Infine, la repressione è finalizzata a perseguire penalmente il consumo e il commercio di stupefacenti.
Coltivazione di canapa
Nel suo messaggio, il Consiglio federale propone di tollerare la coltivazione di canapa, così come la fabbricazione e il commercio di prodotti della canapa (quali hashish e marijuana), a determinate condizioni. Tali condizioni quadro sono già stabilite nel progetto di revisione della LStup ma devono ancora essere definite concretamente in un’ordinanza del Consiglio federale, la cosiddetta "ordinanza sulla canapa". Nelle sue deliberazioni, il Consiglio degli Stati ha seguito il parere del Consiglio federale approvando una certa tolleranza verso il mercato della canapa.
Tossicodipendenti in Svizzera
Secondo stime attuali, in Svizzera vi sono 30’000 persone dipendenti da stupefacenti illegali, la maggior parte delle quali consuma eroina e cocaina per via intravenosa. Circa due terzi delle persone dipendenti da oppiacei stanno seguendo un trattamento medico; 20’000 persone circa utilizzano il metadone come sostanza sostitutiva. Negli ultimi anni, il consumo di droghe pesanti come l’eroina o la cocaina non è più aumentato.
La canapa è la droga maggiormente consumata in Svizzera, seguita dall’eroina e dalla cocaina. Tra le 500 000 e le 600 000 persone consumano canapa più o meno regolarmente. Nel 2002, circa il 50% degli allievi e il 40% delle allieve di 15/16 anni ha dichiarato di avere provato la canapa almeno una volta nella vita. Dalla metà degli anni 1980 in poi, la quota è aumentata in modo costante. Occorre tuttavia osservare che, raggiunta una certa età, una buona parte dei giovani smette di consumare canapa.
Negli ultimi anni è aumentato presso i giovani il consumo di droghe sintetiche, in particolare di ecstasy: nel 2002, il 3% degli scolari di 15/16 anni ha dichiarato di avere provato l’ecstasy almeno una volta nella vita. È rimasta invece stabile l’assunzione di funghi allucinogeni, di medicamenti e di sostanze eccitanti.