Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/139684

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un progetto di modifica della LAMal che preveda una base legale per l'introduzione, a livello nazionale, di un sistema di rilevazione delle prestazioni uniforme per le case di cura e i servizi di assistenza e cura a domicilio (Spitex).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il sistema previsto per il finanziamento delle cure non può essere paragonato a quello per il finanziamento ospedaliero. Dall'entrata in vigore del nuovo finanziamento delle cure, la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) prevede infatti che l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie eroga un contributo per le cure uniforme a livello svizzero per limitare l'impatto dell'evoluzione demografica sull'assicurazione malattie. Pertanto non si applicano le disposizioni in materia di tariffe e in particolare quelle relative all'uniformità tariffale a livello nazionale (art. 43 cpv. 5 LAMal per le tariffe per singola prestazione e art. 49 cpv. 1 LAMal per le cure ospedaliere).</p><p>L'ordinanza sulle prestazioni (OPre; RS 832.112.31) prevede 12 livelli di bisogno di cure che dovrebbero consentire di uniformare la valutazione delle cure erogate. I diversi sistemi utilizzati in Svizzera non servono però unicamente a classificare il bisogno, come previsto dall'OPre, ma anche a soddisfare altre esigenze degli utenti. Questi sistemi sono stati sviluppati in base a criteri diversi e il problema della loro comparabilità è noto.</p><p>Come rilevato nella risposta del Consiglio federale all'interrogazione Humbel 12.1091, "Ritardo nell'armonizzazione dei sistemi di classificazione delle cure", una parte dei sistemi utilizzati in Svizzera è già stata armonizzata (RAI/RUG con BESA). È d'altronde per questo motivo che il Consiglio federale resta dell'opinione che si debba mirare a un'armonizzazione completa (comprendente il sistema Plaisir) prima di adottare altre misure. Il Consiglio federale preferirebbe se l'armonizzazione potesse essere raggiunta uniformando il sistema, perché fissare un sistema nella legge richiederebbe da parte degli utenti degli altri sistemi ingenti investimenti finanziari, temporali e organizzativi, che potrebbero rivelarsi problematici e non accelererebbero il raggiungimento dell'obiettivo perseguito dalla presente mozione.</p><p>La seconda fase di armonizzazione avrebbe dovuto iniziare alla fine del 2012, ma è stata rimandata perché Curaviva ha rinunciato a presiedere il gruppo di lavoro. A metà del 2013 anche la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) ha comunicato che i cantoni non intendevano dirigere i lavori futuri. Attualmente l'Ufficio federale della sanità pubblica sta cercando di riportare tutte le parti (assicuratori, Curaviva, CDS) al tavolo delle discussioni per tentare, congiuntamente, di armonizzare i sistemi. È stato previsto di suddividere i lavori in due fasi. La prima è già iniziata e prevede l'elaborazione, entro l'autunno del 2014, di uno studio preliminare sulle prestazioni di coordinamento e comunicazione. La seconda dovrebbe permettere di paragonare e armonizzare i sistemi. Se le parti si metteranno d'accordo sull'avvio di questa seconda fase, i lavori potranno iniziare alla fine del 2014. </p><p>Il Consiglio federale vorrebbe attendere i risultati delle discussioni in seno al gruppo di lavoro, ma sta già esaminando quali elementi complementari potrebbero essere decisi per favorire l'armonizzazione. Sarebbe infatti disposto ad adottare misure se le discussioni in corso dovessero fallire. Bisognerà in particolare analizzare se sia possibile imporre un sistema a scapito degli altri e quali conseguenze avrebbe questa soluzione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.