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Prima dei colloqui le due parti - i Tamil Elam (LTTE) e i rappresentanti del governo - hanno annunciato la volontà di arrivare ad una soluzione pacifica del conflitto.
Al centro del conflitto nello Sri Lanka c'è la volontà d'indipendenza dei ribelli tamil.
Il dibattito si focalizza in questi giorni sulla volontà delle forze ribelli di creare uno Stato tamil indipendente nel nord e nell'est dell'isola dell'Oceano indiano.
Se le due parti sapranno trovare un ordine del giorno comune, le trattative vere e proprie possono cominciare. Ma per arrivare alla pace ci vorranno degli anni: le posizioni sono troppo distanti per trovare una soluzione immediata.
Il governo è disposto a concedere ampia autonomia locale alle regioni a prevalenza tamil. Ma gli osservatori suggeriscono che il capo dei ribelli, Prabhakaran, non si accontenterà di assumere un ruolo di capo regionale.
Inoltre la maggioranza cingalese dell'isola non sostiene le posizioni separatiste dei tamil.
Fino all'armistizio di febbraio il tributo di sangue sui due fronti era pesantissimo: si contavano oltre 3'000 morti all'anno. Il conflitto ha causato inoltre spese in armamenti per circa un miliardo di dollari l'anno, bloccando così l'economia di tutto il paese. Sia i turisti che gli investimenti stranieri rimangono per il momento lontano dalle zone di conflitto.
Felix Münger