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Il leader dei talebani afghani, Mullah Akhtar Mansour, ha sostenuto oggi che se il Paese "non fosse sotto occupazione", la crisi in cui si trova da 14 anni "potrebbe essere risolta attraverso una intesa inter-afghana".
In un messaggio dell'Emirato islamico dell'Afghanistan alla vigilia dell' Eid al-Adha (Festa del Sacrificio), il successore del Mullah Omar ha chiarito che "ogni pressione straniera realizzata con il pretesto di risolvere il problema afghano non lo risolverà, ma piuttosto creerà altri problemi".
Analisti afghani hanno sottolineato a Kabul che è la prima volta che i talebani usano in un loro messaggio il termine di "intesa inter-afghana".
Per quanto riguarda il negoziato, si dice ancora, "seguiamo una politica basata sulla necessità del momento e sulle esigenze in base ai nostri principi e agli interessi nazionali e del jihad", la guerra santa.
Il Mullah Mansour dice poi che "se l'Amministrazione di Kabul vuole mettere fine alla guerra e portare la pace nel Paese, lo può fare attraverso la fine dell'occupazione e la revoca di tutti i trattati militari e di sicurezza con gli invasori".
"Ma - avverte il leader dei talebani - se a parole si cantano inni di pace e invece sul terreno le fortezze della guerra sono accresciute" sotto molteplici pretesti, "allora questo non significa altro che volersi prendere gioco della pace".
Nel messaggio il Mullah Mansour torna sul problema delle vittime civili del conflitto affermando che "i mujaheddin devono fare molta attenzione a non versare, durante le loro operazioni, il sangue di persone innocenti".
SDA-ATS