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Il Consiglio federale non vuole importazioni parallele. A suo avviso, i vantaggi di un'autorizzazione non compenserebbero gli svantaggi derivanti dal cambiamento del sistema.
Per rispondere a chi contesta l'attuale legge sui brevetti e il conseguente divieto delle importazioni parallele, il governo ha mandato in consultazione un progetto di legge che analizza i pro e i contro delle varie alternative.
Il Consiglio federale rimane convinto che le importazioni parallele siano dannose per l'economia elvetica, e in particolare per quei settori - farmaceutico e beni strumentali - nei quali la protezione dei brevetti svolge un ruolo importante.
Tuttavia, poiché numerose cerchie contestano tale opinione, mercoledì il governo ha inviato in consultazione un progetto di legge sull'esaurimento nel diritto dei brevetti che propone varie opzioni, indicando vantaggi e svantaggi di un cambiamento dell'attuale sistema. Gli ambienti interessati hanno tempo fino al 30 giugno per far conoscere la loro opinione.
Soddisfatti gli ambienti economici, ma non i consumatori
Dal canto suo, il ministro di giustizia Christoph Blocher, ha ribadito che le leggi sui brevetti devono avere l'obiettivo di proteggere la proprietà privata e in particolare quella intellettuale. È un principio riconosciuto da tutti i paesi industrializzati e per la Confederazione, che ha la spesa pro capite più alta al mondo alla voce «innovazione», è di fondamentale importanza. Se la Svizzera rinunciasse a vietare le importazioni parallele – ha detto Blocher – si ridurrebbe al livello dei «paesi africani e pirata».
Il ministro ha inoltre aggiunto che non avrebbe nulla in contrario se il progetto di legge fosse sottoposto al giudizio dei cittadini. Una votazione popolare sarebbe utile, perché «così la gente capirebbe quale è la posta in gioco».
La sinistra, l'associazione dei consumatori, i commercianti e il Partito popolare democratico (centro) criticano la posizione intransigente del governo. Il Partito liberale radicale (destra) e gli ambienti economici si dicono invece soddisfatti. I liberali chiedono il mantenimento del principio dell'esaurimento nazionale, ma potrebbero accettare un modello regionale concordato con l'Unione europea. D'accordo le industrie farmaceutiche e chimiche, che vogliono proteggere le innovazioni. Per i socialisti, invece, il Consiglio federale difende l'interesse di pochi a discapito del consumatore: per questo criticano il rapporto che definiscono unilaterale e non equilibrato.
Questione di prezzi
Le opzioni contenute nel progetto di legge vanno dal mantenimento dell'attuale regime, detto dell'esaurimento nazionale, al principio dell'esaurimento regionale e, infine, internazionale.
Il principio in vigore finora permette al titolare di un brevetto di difendersi, entro i limiti del diritto in materia di cartelli, dalle importazioni parallele di beni brevettati che avvengono contro la sua volontà.
Il principio dell'esaurimento internazionale prevede invece la liceità delle importazioni parallele. Quest'ultimo principio è interessante per i consumatori, perché permetterebbe l'importazione in Svizzera di prodotti ottenibili all'estero a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato nel paese dove è stato concepito.
Nel progetto di legge dell'esecutivo - risposta a una mozione delle camere del parlamento - si enumerano vantaggi e svantaggi dei vari regimi possibili. Stando alle varianti presentate, l'esaurimento regionale potrebbe causare una diminuzione dei prezzi del 3,5-7,5% in media per computer e apparecchi per la cucina. I prezzi dei medicinali potrebbero scendere del 5-11,5%. Il passaggio al sistema dell'esaurimento internazionale portebbe a una flessione dei prezzi al consumo del 6-11% in media. I medicinali potrebbero costare dall'8 al 18% in meno.
Il Consiglio federale ritiene tuttavia che gli eventuali benefici economici non compensino gli svantaggi derivanti dal cambiamento di sistema. Inoltre, il problema dei prezzi non sarebbe dovuto tanto all'assenza d'importazioni parallele, quanto alla presenza di altri ostacoli al commercio. Tema, quest'ultimo, che il governo intende affrontare con la revisione di leggi diverse da quella sui brevetti.
swissinfo e agenzie
Importazioni parallele
Nella maggior parte dei paesi del mondo - nonché in Svizzera - vige in materia di diritto dei brevetti il principio dell'esaurimento nazionale.
Ciò significa che se un'azienda inventa – ad esempio – una bottiglia superleggera e riciclabile e la fa brevettare ha il diritto di stabilire quando, in quale paese e a che prezzo metterla in commercio. Lo stesso prodotto può così avere un costo diverso in paesi diversi.
Quando vige il principio dell'esaurimento nazionale, se la ditta vende la sua bottiglia sia in Germania che in Svizzera, un dettagliante non potrà fare delle «importazioni parallele», ovvero acquistare le bottiglie in Germania – anche se lì costano meno – per importarle e venderle in Svizzera, a meno che non ottenga il consenso della ditta produttrice.
Cara Svizzera
In Svizzera i beni di consumo costano in media il 20% in più che nei paesi confinanti. La differenza non è generata tanto dai costi di produzione quanto dalle disposizioni che ostacolano le importazioni e falsano la concorrenza.
Le importazioni parallele di prodotti brevettati sono proibite.
Nel caso di prodotti non brevettati le importazioni parallele sono autorizzate, ma vengono ostacolate da disposizioni giuridiche – ad esempio per quanto riguarda le etichette e i foglietti illustrativi. Le importazioni di prodotti agricoli sono gravate da tasse doganali che fanno lievitare i prezzi.