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In Libia la situazione dei profughi che vogliono lasciare il paese negli ultimi giorni "è peggiorata", in particolare aumentano le famiglie. Lo ha detto la commissaria europea agli aiuti umanitari, Kristalina Georgieva, che non ha escluso la possibilità di nuovi massicci esodi alle frontiere.
"Dobbiamo essere pronti al peggio, un esodo di rifugiati e di vittime", ha osservato la commissaria nel corso di una conferenza stampa nella quale ha detto che l'Ue è pronta, se necessario, aumentare il suo aiuto anche dal punto di vista finanziario.
"La situazione a Bengazi è cambiata in maniera significativa e siamo arrivati al punto di sapere se dovremo essere pronti ad evacuare delle persone via mare da quelle zone dove ci sono i combattimenti", ha rilevato la commissaria.
Secondo gli ultimi dati riferiti dalla commissaria, dalla Libia sono già fuggite circa 280'000 persone, di cui 140'000 in Tunisia, 120'000 in Egitto e altre in Algeria e Niger.
Intanto proseguono anche in Svizzera i preparativi in vista di un possibile afflusso di immigrati e profughi dai paesi del Nordafrica, ma per il momento la situazione è normale. Lo ha constatato il comitato di esperti federali che si è riunito oggi per la seconda volta.
Sino ad oggi il numero delle domande di asilo non ha superato di molto la media degli ultimi mesi (1300). Pur non essendo possibile fare previsioni affidabili a causa della situazione incerta nella regione, è probabile un aumento delle domande, tra 200 a 700 ogni mese, fa sapere in un comunicato l'Ufficio federale della migrazione (UFM).