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Vengono mostrate oggi per la prima volta le opere che Zehra Doğan ha realizzato in prigione, dopo l’arresto nel 2016 per "propaganda terroristica". In carcere, non aveva a disposizione tela e pennelli e ha utilizzato fogli di giornale e vestiti che le portavano i parenti in visita su cui ha disegnato utilizzando talvolta anche i suoi capelli e il suo stesso sangue come colore. La mostra racconta l’esperienza in carcere ma evoca anche il dramma degli anni in cui è stata realizzata. Nel 2015, dopo qualche anno di tregua, riprende infatti il decennale conflitto tra Ankara e il partito armato fuorilegge curdo PKK. Anche Zehra Doğan finisce vittima di questa situazione. Un suo quadro diventerà una delle prove per la condanna a quasi tre anni di carcerazione.
"Non visto" è il titolo di questa esposizione di arte politica ospitata oggi nella prestigiosa casa della Letteratura Kıraathane di Istanbul che ha già visto la presenza di centinaia di visitatori. Zehra Doğan ha scontato la sua pena e dopo la scarcerazione ha deciso di trasferirsi in Europa dove vive e continua la sua attività artistica e di attivismo politico.