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Ai sensi dell'ordinanza sono considerate persone particolarmente a rischio le donne incinte non vaccinate e non guarite e gli adulti che per motivi medici non potrebbero essere vaccinati contro il COVID-19 e che soffrono di determinate malattie croniche a uno stadio avanzato, per es. ipertensione arteriosa con danno agli organi bersaglio, gravi malattie cardiovascolari, gravi malattie croniche delle vie respiratorie, diabete con complicazioni tardive, malattie e terapie che indeboliscono il sistema immunitario, cancro e forte obesità attestata da una valutazione clinica (IMC>35kg/m2). Questi lavoratori devono dichiarare il loro rischio particolare in una dichiarazione personale. Il datore di lavoro può richiedere un certificato medico (DOC, 58 kB, 28.01.2021).
I provvedimenti devono tenere conto del rischio individuale delle persone particolarmente a rischio. Per esse devono essere adottati provvedimenti supplementari secondo l'art. 27a dell'ordinanza 3 COVID-19.
Prima di adottare i provvedimenti previsti, il datore di lavoro consulta i collaboratori interessati. Le misure decise per proteggere la salute delle persone particolarmente a rischio devono essere documentate per iscritto.