Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/143743

<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'estate del 2013, il ritrovamento nel lago di Bienne di cesio radioattivo proveniente dalla centrale nucleare di Mühleberg ha scosso la popolazione. Questo ritrovamento mette in luce l'esistenza di una grave lacuna nel sistema di controllo della radioattività. Il 15 maggio 2013 il Consiglio federale ha deciso di realizzare una nuova rete automatica di misurazione per sorvegliare sia l'aria che i corsi d'acqua. Occorre intervenire immediatamente per colmare questa lacuna.</p><p>I quattro esercenti delle centrali nucleari svizzere hanno presentato ricorso contro la loro partecipazione ai costi della prevista rete di misurazione Uranet. Questo ricorso comporta un ritardo che potrebbe anche essere di diversi anni. Invece di procedere, come previsto, all'installazione nel 2014 delle prime sonde nei corsi d'acqua e all'ordinazione di nuove sonde per il controllo dell'aria, si attende la sentenza del tribunale, congelando il necessario miglioramento della sorveglianza. Questo stato di cose è inaccettabile per la popolazione interessata. La lacuna nella sicurezza deve essere colmata al più presto.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché non impone attraverso una decisione l'attuazione di questa misura di sorveglianza?</p><p>2. È disposto ad anticipare le spese per il miglioramento della sorveglianza finché non si sarà deciso in merito al ricorso, nel caso in cui non sia possibile imporre la misura?</p><p>3. I valori misurati dalla rete di sorveglianza saranno pubblicamente accessibili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In Svizzera l'autorità responsabile della sorveglianza della radioattività ambientale è l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). La sorveglianza continua della radioattività presente nell'aria e nei corsi d'acqua mediante una rete automatica in grado di lanciare un allarme in caso di superamento di un valore soglia è uno strumento indispensabile per assicurare la protezione della salute della popolazione e dell'ambiente, soprattutto in prossimità delle centrali nucleari. Attualmente non esiste in Svizzera una rete di questo genere per la sorveglianza delle acque e quella attualmente utilizzata dall'UFSP per la sorveglianza dell'aria è obsoleta.</p><p>1. Nel maggio 2013 il Consiglio federale, consapevole delle lacune della sorveglianza attuale, ha deciso di ristrutturare la rete automatica di sorveglianza dell'aria utilizzata dall'UFSP e di estenderla alla sorveglianza continua dei corsi d'acqua. Nel suo decreto del 15 maggio 2013, il Consiglio federale ha inoltre incaricato l'UFSP di aprire una procedura formale di decisione contro gli esercenti delle centrali nucleari per riscuotere la loro partecipazione finanziaria alle spese di ristrutturazione e di estensione della rete, pari all'80 per cento del totale dei costi. Il restante 20 per cento resta a carico della Confederazione. In adempimento del mandato del Consiglio federale, la procedura di decisione è stata aperta dall'UFSP nel novembre 2013. Contro questa decisione gli esercenti delle centrali nucleari hanno interposto ricorso presso il Tribunale amministrativo federale all'inizio del 2014. La procedura giudiziaria è ancora in corso.</p><p>2. Il ricorso interposto dagli esercenti delle centrali nucleari contro la decisione di principio dell'UFSP del 29 novembre 2013 relativa al finanziamento del progetto non rimette in discussione il decreto del Consiglio federale del 15 maggio 2013 concernente la sua realizzazione. Piuttosto sarà causa di ritardi, dato che le procedure di acquisto hanno dovuto essere bloccate e ripensate in funzione delle risorse disponibili e delle esigenze più urgenti. L'elemento più critico è la sorveglianza automatica delle acque, visto che a tutt'oggi non esiste ancora. Così il finanziamento e l'installazione di tre sonde acquatiche delle cinque inizialmente previste hanno potuto essere garantiti dalla Confederazione nel 2014, rinunciando ad altri lavori la cui esecuzione ha potuto essere rinviata. Come ha fatto notare più volte il Consiglio federale nel 2013 in risposta a diverse mozioni parlamentari (van Singer 13.3683, gruppo dei Verdi 13.3877, gruppo dei Verdi 13.3294), è indispensabile colmare le lacune in questo settore. Per questo la Confederazione è pronta ad anticipare nel 2015 i fondi necessari al finanziamento delle ultime due sonde acquatiche (che inizialmente dovevano essere ripartiti sul 2015 e il 2016), purché il costo totale della rete per la sorveglianza delle acque non superi il 20 per cento a carico della Confederazione per l'intero progetto.</p><p>La parte del progetto che riguarda la ristrutturazione della rete di sorveglianza dell'aria ha dovuto essere rimandata di un anno in attesa della decisione giudiziaria. Infatti l'acquisto delle quindici sonde previste per la sorveglianza dell'aria rappresenta oltre l'80 per cento del costo totale del progetto e dovrà essere oggetto di un bando di concorso pubblico OMC, per cui quella parte del progetto difficilmente potrà essere frazionata. Pertanto un anticipo parziale dei fondi da parte della Confederazione non sarebbe molto utile. D'altra parte non è nemmeno previsto l'anticipo dell'intero importo, poiché un ritardo di un anno per la ristrutturazione della rete di sorveglianza dell'aria è considerato accettabile.</p><p>3. Come avviene per tutte le misurazioni effettuate dall'UFSP nel quadro della sorveglianza della radioattività ambientale, anche i risultati forniti dalla rete automatica saranno pubblicati. I risultati dettagliati e commentati saranno pubblicati annualmente nel rapporto sulla radioattività ambientale dell'UFSP (disponibile solo in tedesco e francese). Inoltre i risultati delle misurazioni delle reti automatiche saranno consultabili on line in tempo reale sul sito Internet dell'UFSP.</p>  Risposta del Consiglio federale.