Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/20194

<h2>SubmittedText<h2><p>L'eccezionale gravità delle minacce di boicottaggio formulate dallo Stato della California, in flagrante violazione delle regole internazionali, nei confronti di un importante e vitale ramo economico svizzero esige una presa di posizione ferma e decisa.</p><p>Di conseguenza mi permetto di chiedere al Consiglio federale:</p><p>1. se non ritiene che sia giunto il momento di far sapere a coloro che ricorrono a questo genere di minacce che siamo pronti a rispondere con misure adeguate e concrete;</p><p>2. se, in tale ordine di idee e tenuto conto del fatto che le imprese americane, e in particolare californiane, intendono approfittare della liberalizzazione in corso nel nostro paese nel settore delle comunicazioni sollecitando concessioni di telefonia, non ritiene opportuno soprassedere all'attribuzione di nuove concessioni, prevista tra alcune settimane, nell'attesa che le autorità americane definiscano chiaramente il loro atteggiamento e che assicurino formalmente di voler attenersi alle regole internazionali riconosciute universalmente.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Misure di ritorsione della Svizzera contro gli Stati Uniti: Le sanzioni non rappresentano, di norma, il mezzo più idoneo per difendere i propri interessi politici: nella maggior parte dei casi, infatti, esse non hanno alcun effetto oppure sono addirittura controproducenti. Nel caso specifico, eventuali sanzioni nuocerebbero agli interessi dei due paesi. Ciò non significa assolutamente che occorra scartare fin dall'inizio qualsiasi misura compatibile con il diritto internazionale pubblico. All'occorrenza, l'opportunità di adottare tali misure dovrebbe tuttavia essere verificata accuratamente, soppesando vantaggi ed inconvenienti.</p><p>2. Rilascio di concessioni a fornitori di servizi di telecomunicazione: Il differimento della decisione di rilasciare una concessione di telecomunicazione non rappresenta, sotto vari aspetti, un mezzo idoneo per risolvere il problema. Siccome non è possibile prevedere il momento di un'eventuale revoca delle sanzioni contro la Svizzera, il rilascio della concessione rischierebbe di essere ritardato in modo sproporzionato, per di più a causa di motivi estranei alla questione. Ciò non servirebbe certamente alla causa degli interessi della piazza svizzera delle telecomunicazioni. Il rilascio di concessioni a fornitori di servizi di telecomunicazione in Svizzera è disciplinato in modo chiaro. La competenza di rilasciare tali concessioni spetta alla Commissione della comunicazione (Comcom), che è un organo indipendente. Adottando gli allegati settoriali specifici dell'Accordo generale sugli scambi di servizi (GATS/AGSS), la Svizzera si è impegnata a rispettare i principi di trasparenza, di oggettività e di non discriminazione nonché del trattamento nazionale. Questi principi si applicano parimenti al rilascio della concessione di esercizio delle reti di radiocomunicazione mobile. La legge sulle telecomunicazioni non contiene di conseguenza alcuna base legale che permetta di adottare le misure di ritorsione preconizzate. Del resto, i criteri di aggiudicazione delle due concessioni nazionali nel settore della radiocomunicazione mobile (capacità di produzione, programma commerciale e piano di servizio, copertura territoriale, pianificazione tecnica, attuazione e contenuto innovativo) sono già stati pubblicati dalla Comcom nel mese di novembre 1997. È proprio su tali criteri che questa commissione ha fondato la propria decisione.</p>  Risposta del Consiglio federale.