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MENDRISIO - "Lo sciopero è totalmente illecito!". Lo afferma, senza giri di parole, l'avvocato Prisca Renella, legale della Exten SA di Mendrisio, bloccata da giovedì dopo l'annuncio di un taglio salariale del 16% per i lavoratori indigeni e del 26% per i frontalieri.
L'avvocato Renella ha inviato una lettera aperta al sindacato Unia, che sostiene attivamente gli scioperanti. Nel testo si elencano quattro condizioni che rendono 'lecito' uno sciopero. Basterebbe una sola violazione per rendere illegittima un'azione di protesta.
La prima: che ci siano i dipendenti all'origine dello sciopero. In questo caso "lo sciopero sembra iniziato dall'UNIA e imposto ai dipendenti che vogliono lavorare". La seconda: "richiedere nuovi diritti e non prendere il posto dei tribunali". Alla Exten, dice l'avvocato, si scontrano due visioni: gli scioperanti sostengono che la modifica salariale è stata fatta con la minaccia, mentre l'azienda ribatte che i lavoratori sono stati rispettati. "Dato che questo problema può essere risolto davanti ad un giudice, non si può scioperare".
Presso la Exten non è in vigore nessun contratto collettivo, e quindi la terza condizione, quella che prevede che la "pace contrattuale" non venga violata, non va rispettata. Infine uno sciopero è valido, conclude il legale, quando diventa l'ultima misura possibile. Questo non varrebbe nel caso della Exten SA: "UNIA non ha negoziato, né intrapreso alcuna mediazione prima di scioperare, malgrado i dirigenti della ditta si fossero resi disponibili al dialogo".