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Testo depositato
In virtù dell'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:
Conformemente agli articoli 61a e 63a della Costituzione federale, la Confederazione elabora la base legale per assicurare la continuità del sistema sanitario facendo in modo che vi sia il necessario ricambio del corpo medico. D'intesa con i cantoni, essa disciplina a tal fine il numero di studenti ammessi alle facoltà universitarie. Se un tale accordo non va in porto, essa prende l'iniziativa di istituire una facoltà federale di medicina in forza dell'articolo 63a della Costituzione.
Motivazione
Dal 1993 il numero dei diplomi di medico ottenuti è diminuito da 800 all'anno a 600. I 30 000 medici attivi necessitano di un tasso di sostituzione che si aggira sui 1000 medici all'anno. Il saldo negativo è quindi programmato e la Svizzera importa già medici formati all'estero in una proporzione del 22 per cento. Tuttavia non sono certamente i candidati svizzeri a mancare dato che il loro numero è tre volte più grande dei posti a disposizione. La ricca Svizzera non si assume i costi di formazione del suo personale medico e fa capo ai Paesi vicini. Siamo in presenza di una disparità di trattamento, dal momento che i giovani svizzeri non possono accedere a una professione nella quale un quinto dei posti è attribuito a stranieri con conseguenti problemi di comunicazione linguistica.
I cantoni controllano le facoltà di medicina che adattano il numero di studenti ammessi alla capacità delle cliniche invece di adattare la capacità di ammissione delle facoltà al numero di medici necessario. Responsabile del coordinamento è la Conferenza universitaria svizzera.
Il bene pubblico richiede che la Svizzera non inneschi una spirale dissimulata di razionamento delle cure e che cessi di far capo all'estero per le sue necessità di medici. Il Consiglio svizzero della scienza e della tecnologia, I'Accademia svizzera delle scienze mediche e la Federazione dei medici svizzeri auspicano un aumento del 20 per cento dei medici diplomati.
L'autore dell'iniziativa non vuole entrare in polemica sui meriti di un numerus clausus fondato su un test attitudinale rispetto ai meriti di una selezione alla fine del primo anno, ma chiede semplicemente che il numero di candidati ammessi al primo anno sia tale che il ricambio del corpo medico sia garantito indipendentemente dal metodo di selezione scelto. Egli non chiede pertanto l'abolizione di questa selezione ma il suo adeguamento alle reali necessità.
In risposta all'interpellanza Gutzwiller del 19 marzo 2008, il Consiglio federale "raccomanda" ai cantoni di aumentare il numero dei diplomati. Questo genere di reazione sotto forma di incitamento non è sufficiente. Abbiamo bisogno di una politica sanitaria a livello nazionale con un'assunzione seria di responsabilità. Se necessario, la Confederazione ha sufficienti basi legali per istituire una facoltà di medicina supplementare, per esempio in Ticino.