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Cosa significa essere una donna nell'automazione oggi? Tre donne di OMRON Europe parlano delle loro esperienze nel mondo dell'automazione industriale, delle sfide che affrontano, degli strumenti e del supporto che le hanno aiutate a crescere.
Quando Wendy Tonks ha iniziato il suo cammino professionale come ingegnere nel Regno Unito poco più di 20 anni fa, uno dei primi punti fermi che ha dovuto stabilire è stato di non essere l'addetta al tè.
"Avevo vent'anni, l'unica donna in una squadra di ragazzi, principalmente ex marinai sui quarant'anni, il che ha reso il lavoro interessante. Si facevano battute e si supponeva che mi sarei occupata di preparare il tè. Mi sono sempre rifiutata perché ho pensato fosse importante stabilire questo confine fin dall'inizio", dice.
Ci sono voluti un paio d'anni prima che i suoi colleghi uomini l'accettassero come una pari.
"Ho dovuto instaurare un rapporto di fiducia e dimostrare le mie competenze", ricorda.
Fortunatamente, a distanza di due decenni Wendy non deve affrontare atteggiamenti misogini sul posto di lavoro. Come Lead System Test Engineer presso OMRON Europe, lavora all'interno del team di Ricerca e sviluppo dell'azienda con sede nei Paesi Bassi, che comprende ingegneri hardware e software, scienziati dei dati, tester e ingegneri meccanici. Un quarto del personale è rappresentato da donne.
"Abbiamo donne in tutte le aree della Ricerca e sviluppo nei Paesi Bassi ed è fantastico. Mi piace il fatto di avere questo team diversificato perché si traduce in diversi modi di pensare, il che può essere davvero utile per la risoluzione dei problemi", afferma.
Ancora in minoranza
Tuttavia, Wendy afferma che, al di fuori del luogo di lavoro, quando partecipa a eventi e conferenze di settore, come donna impegnata nella Ricerca e sviluppo dell'automazione è ancora vista come una sorta di eccezione.
"Sono in genere pochissime le donne che presentano argomenti tecnici e spesso questo viene sottolineato durante le conversazioni. La gente dice cose come ‘Oh, sei la prima donna con cui ho parlato oggi’."
Questa testimonianza del fatto che le donne siano ancora sottorappresentate nei ruoli in campo tecnologico e ingegneristico è supportata da numerose fonti di dati. Nel 2022, l'analisi McKinsey ed Eightfold AI della forza lavoro europea ha rilevato che le donne occupano solo il 22% di tutti i ruoli tecnologici nelle imprese europee.
Uno dei maggiori problemi dell'essere in minoranza è il possibile senso di isolamento.
"Per un periodo molto lungo, all'inizio della mia carriera, non ho potuto parlare di come mi sentivo perché tutti i miei amici lavoravano in settori come contabilità e viaggi, mondi molto diversi da quello dell'ingegneria. Oggi cerco quel cameratismo e senso di comunità e partecipo a eventi in cui le donne possono usufruire di piattaforme per presentare e discutere le loro idee. La prossima settimana parteciperò a un evento per le donne nel settore della sicurezza informatica, per esempio. Penso che questi incontri di settore promuovano un senso di comunità, per far capire alle donne che non sono isolate", afferma Wendy.
Solitudine ai vertici
L'isolamento spesso aumenta contestualmente all'ascesa della scala gerarchica, in quanto solo una percentuale molto piccola riesce a raggiungere il livello senior. Secondo i dati ricavati dal grafico, ai vertici delle aziende tecnologiche europee solo un dirigente su sette è donna.
Philippa Glover è madre di due figli e membro del Senior Leadership Team di OMRON per Regno Unito e Irlanda. Dice che agli inizi della carriera non si è mai sentita come una "donna nel settore"; solo dopo l'arrivo dei figli e una maggiore esposizione nei vertici aziendali si è resa conto di essere spesso l'unica presenza femminile nella sala riunioni.
"La realtà attuale è che, sfortunatamente, non ci sono sempre altre donne in sala riunioni. Questo può comportare disagio ed è quindi importante creare un ambiente di supporto. Avere a disposizione spazi sicuri in cui parlare di esperienze positive e condividere le sfide affrontate rappresenta una parte essenziale di questo obiettivo".
L'importanza dell'alleanza
Continua: "Sono una convinta sostenitrice dell'alleanza e del supporto reciproco; ho un fantastico gruppo di colleghi dirigenti, composto sia uomini che da donne, che mi ha supportata, sostenuta e, cosa ancora più importante, stimolata a raggiungere il punto in cui mi trovo ora e che continuerà a farlo per far sì che io possa esprimere il mio potenziale e costruire una carriera gratificante e di successo".
Oltre all'alleanza, il mentoring e il coaching rappresentano un'altra forma preziosa di sostegno per le donne che ricoprono ruoli di alto livello. In qualità di Team Lead per IPC, HMI & Robotics presso lo stabilimento OMRON del Brabante Settentrionale nei Paesi Bassi, Iris Brem, 31 anni, supervisiona un team di 26 addetti del reparto di produzione.
Per questa giovane responsabile con un background tecnico, la gestione del personale e la motivazione sono tra gli aspetti più impegnativi del suo ruolo. Per sostenerla nella crescita e nel processo decisionale, Iris ha chiesto all'ex responsabile della logistica del sito, una collega che ammirava e considerava di esempio, di essere la sua coach.
"Ogni mese ci sediamo insieme e discutiamo delle sfide incontrate. Mi aiuta ad affrontarle e mi dà consigli. Parlarne è molto utile e trovo estremamente stimolante il modo in cui gestisce le persone", afferma Iris.
Nuovi modelli di lavoro promuovono la parità
Iris è inoltre del parere che, man mano che i datori di lavoro adottano pratiche più flessibili, alcuni degli ostacoli pratici che hanno storicamente impedito alle donne di assumere ruoli più importanti vengono rimossi.
"Una settimana lavorativa di 40 ore è molto meno comune di quanto non fosse in passato poiché le persone cercano di stabilire un migliore equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. Inoltre, la cura dei figli viene ripartita in modo più equo tra i genitori e le aziende sono più predisposte a contemplare modalità di lavoro ibrido e part-time. Con questi cambiamenti, penso che dovremmo essere in grado di invertire la tendenza che vede troppe poche donne crescere professionalmente nel settore della tecnologia", afferma Iris.
Ma anche se, da un punto di vista pratico, oggi per le donne è più facile destreggiarsi tra casa e lavoro, la mancanza di sicurezza e autostima può ancora ostacolare la crescita.
"Nella mia squadra ci sono ragazze ambiziose ma insicure. Lavoro con loro sui piani di sviluppo perché voglio davvero incoraggiare un maggior numero di donne a realizzare le proprie ambizioni professionali. Sento che a volte le donne hanno bisogno di essere stimolate a credere in se stesse".
Sostiene che la struttura non gerarchica e l'etica inclusiva di OMRON sono preziose in questo senso.
"In OMRON, abbiamo 26 diverse nazionalità. Uomini e donne sono trattati allo stesso modo. Tutti sono considerati uguali".
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