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BERNA - L'iniziativa "Per la sovranità alimentare. L'agricoltura riguarda noi tutti" sarà verosimilmente respinta dal Parlamento senza che vi sia opposto un controprogetto. È quanto emerge dalle prime discussioni che si sono tenute oggi al Consiglio nazionale. Il voto è previsto giovedì.
Pur considerando "importanti" alcuni punti del testo, come il rafforzamento della produzione locale e la protezione delle terre coltivabili, altri, come la gestione da parte dello Stato dei prezzi e delle quote e la limitazione delle esportazioni, risultano eccessivi, ha affermato la relatrice commissionale Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL).
Secondo la maggioranza dei parlamentari che si sono espressi, inoltre, le disposizioni già presenti attualmente nella Costituzione sono sufficienti, in particolare l'articolo sulla sicurezza alimentare approvato dalle urne il 24 settembre. "Quest'ultimo prevede già una protezione delle terre coltivabili", ha ad esempio ricordato Chevalley (PVL/VD).
L'iniziativa depositata dall'associazione contadina Uniterre, ha ricordato il consigliere federale Johann Schneider-Ammann, contiene richieste già considerate dall'attuale politica agricola, come la promozione di un'agricoltura contadina, variata e sostenibile, la protezione delle terre coltive o il divieto di sovvenzioni alle esportazioni dal 2019.
L'iniziativa chiede di inserire un nuovo articolo nella Costituzione allo scopo di promuovere l'agricoltura dei piccoli contadini responsabile in primo luogo dell'approvvigionamento locale della popolazione e di perseguire questo obiettivo mediante interventi statali sul mercato di ampia portata.
Essa chiede, inoltre, che le derrate alimentari e i prodotti agricoli importati debbano, per principio, rispettare le norme sociali ed ecologiche della Svizzera. L'impiego di organismi geneticamente modificati (ogm) sarebbe vietato.
L'iniziativa prevede anche che siano adottate misure per "preservare le superfici coltivabili", garantire "la trasparenza del mercato", favorire "la fissazione di prezzi equi" e rafforzare "gli scambi commerciali diretti tra contadini e consumatori".
Il testo chiede anche che Berna favorisca "l'aumento della popolazione attiva nell'agricoltura e la varietà delle strutture" e che presti "particolare attenzione alle condizioni di lavoro dei salariati agricoli".