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I top manager del Credit Suisse dovrebbero restituire i bonus ottenuti tra il 2004 e il 2008. È quanto chiede un gruppo di clienti danneggiati dalla bancarotta dell'americana Lehman Brothers, che presenterà una proposta in tal senso all'assemblea generale della banca di aprile.
La somma restituita sarebbe ampiamente sufficiente per risarcire integralmente tutti i piccoli risparmiatori che hanno subito perdite a causa del tracollo della banca americana, scrive in una nota pubblicata martedì l'ufficio di avvocatura Fischer & Partner, che rappresenta l'organizzazione. Finora solo una piccola parte degli investitori che hanno perso dei soldi, acquistando prodotti "tossici" consigliati dal Credit Suisse, sono stati risarciti. La banca svizzera ha infatti deciso di indennizzare solo i clienti che a fine agosto 2008 avevano un patrimonio inferiore a 500 mila franchi e ne avevano investiti almeno il 50% in prodotti emessi da Lehman Brothers.
Secondo i dati forniti dall'associazione dei clienti danneggiati dal fallimento della banca americana, solo il 5% circa dei 400 membri hanno ricevuto un risarcimento dal Credit Suisse. Il 45% delle persone che si ritengono raggirate hanno oltre 60 anni. I membri del gruppo sono convinti che la responsabilità delle "vendite aggressive" ai piccoli risparmiatori dei "cosiddetti prodotti a capitale interamente protetto" emessi dalla Lehman Brothers spetti al top management del Credit Suisse. Il gruppo chiede quindi ai responsabili della banca di rinunciare volontariamente ai bonus.