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Mitt Romney candidato mormone14 gennaio 12
Il fattore fede nella campagna elettorale statunitense
(Ronald Gerste) In campo repubblicano, è considerato il favorito. Dopo il risicato successo nello Iowa, Mitt Romney ha affrontato sicuro di sé la corsa alle primarie nel New Hampshire. I sondaggi non lasciavano dubbi riguardo a una nuova vittoria sui suoi concorrenti repubblicani per la candidatura presidenziale - non importa quanto i suoi rivali si diano da fare per sommergerlo di critiche nei dibattiti televisivi e negli eventi preelettorali - e lui ha vinto. L'ex presidente della Camera dei rappresentanti lo ha accusato di raccontare “pie assurdità” dopo che Romney ha dichiarato di non considerarsi un professionista della politica. Le sue passioni sarebbero piuttosto la famiglia, la fede e il suo Paese. Romney è mormone, appartiene alla Chiesa dei santi degli ultimi giorni (LDS), come la stessa comunità si definisce.
I mormoni non sono cristiani
Un terzo dei votanti repubblicani non ritiene che il mormonismo sia un movimento cristiano. Questo atteggiamento è particolarmente presente tra gli evangelicali: per il 53% di essi i mormoni non sono cristiani. Ciò costituisce un pericolo per Romney e anche per il secondo candidato mormone, Jon Huntsman, perché gli evangelicali costituiscono il maggior gruppo chiaramente identificabile tra i sostenitori dei repubblicani.
Il mormonismo è nato negli anni 1820-30, quando Dio Padre e il Figlio sarebbero apparsi a Joseph Smith, il fondatore della chiesa. Il libro di Mormon da lui in seguito redatto e contenente la presunta rivelazione divina, è il fondamento della fede mormone. Dopo l'assassinio di Smith nell’Illinois, nel 1844, molti mormoni si trasferirono nello Utah. Lo Stato - in cui si vota sempre rigorosamente repubblicano - è ancora oggi la base della comunità.
Attualmente, stando ai dati forniti dalla LDS, sarebbero 13 milioni i mormoni nel mondo, di cui una buona metà negli Stati Uniti. La loro struttura organizzativa ricorda una impresa globale. Nella centrale ubicata nella Temple Square di Salt Lake City svolge le sue funzioni un presidente della chiesa, coadiuvato da due consiglieri particolari e da un consiglio di quindici membri, il Quorum dei dodici apostoli. Del gruppo dirigente fanno parte solo uomini. Le donne non possono in ogni caso ricoprire cariche elevate.
Aspirazione alla ricchezza
Anche un’altra cosa salta all'occhio: molto spesso i membri del Quorum sono ricchi uomini d'affari. In effetti spesso tra i mormoni la convinzione di poter raggiungere una condizione simile a Dio va di pari passo con il perseguimento del successo materiale. Alla LDS appartengono molti leader economici: i più noti fondatori d'impresa mormoni sono i fratelli Marriott. I mormoni che ricoprono cariche direttive non sono un fenomeno esclusivamente americano: anche l'ex pilota della Lufthansa, Dieter Uchtdorf, è mormone ed è entrato a far parte del gruppo dirigente della LDS.
Romney è un opportunista?
Il candidato alla presidenza Mitt Romney ha alle spalle una tipica carriera mormone. Ha guadagnato milioni di dollari con l'impresa di consulenza Bain Capital. A Boston era “vescovo” della chiesa e si distingueva come radicale antiabortista. Il fatto che in seguito abbia a più riprese rivisto questa e numerose altre posizioni e gli venga rimproverato di conformarsi di volta in volta al pubblico e alle circostanze, potrebbe costituire presso gli elettori alle primarie un problema anche maggiore del suo appartenere al movimento mormone. Ma se Romney sarà scelto quale candidato repubblicano per la corsa alla Casa Bianca, potrà contare sull'appoggio degli evangelicali: la loro avversione nei confronti di Obama è ancor maggiore di quella nutrita nei confronti dei mormoni (kipa, trad. it. Giacomo Mattia Schmitt).
Un mormone alla Casa Bianca?, di Paolo Naso
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