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La proposta dei transumanisti, per superare le diatribe sull'aborto. Potrebbe essere possibile con i biobags.
Recentemente, come riferito dal New York Times, l'ospedale psichiatrico di Filadelfia (USA) ha fatto nascere degli agnelli, da uteri artificiali. I feti sono stati rimossi dal corpo dalle madri, dopo 105-120 giorni, ovvero l'equivalente di 22-24 settimane negli esseri umani, e posti in biobags, ovvero delle sacche biologiche artificiali (dei contenitori di plastica), al cui interno è contenuto del liquido amniotico. Stando alle informazioni riportate dal New York Times, la tecnologia ectogeneitica (relativa alla nascita fuori dal corpo) del biobag potrebbe essere disponibile per gli umani, entro tre anni.
Secondo l'attivista transumanista (il transumanesimo è una corrente di pensiero, che vede nella tecnologia la possibilità non solo di migliorare la salute umana, ma anche di aumentare le facoltà fisiche e intellettuali) Zoltan Istvan, questa scoperta potrebbe dare una risposta alla questione dell'aborto. "Per alcuni", scrive Istvan sul New York Times, "il diritto di una donna a scegliere, prevale su qualsiasi pretesa di diritto alla vita, da parte del feto; per altri, è il contrario. Ma che cosa succederebbe se potessimo separare i due, e se la scelta di una donna di interrompere una gravidanza, non significasse più non far nascere il feto?".
il futuro che Istvan ipotizza, si compone di nascite di bambini non voluti. Ciò - secondo la giornalista del Corriere della Sera, Elena Tebano - indica che la separazione del feto dalla madre non supera la problematica dell'aborto, "ma apre ancora più domande di quelle che risolve".