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Sulla Corea del Nord sono stati fatti "grandi progressi", ma molto resta ancora da fare. Lo afferma il vicepresidente americano Mike Pence.
A poche ore dall'annuncio di Pyongyang di un test riuscito di "un'arma tattica ad alta tecnologia di nuovo sviluppo" alla presenza del leader Kim Jong-un, Mike Pence ha rilevato che un anno e mezzo fa "c'erano test nucleari, missili che volavano sul Giappone e c'erano minacce e propagazioni" contro Stati Uniti e altri.
Pence, a Singapore per il vertice dell'Associazione dei Paesi del Sud-est asiatico (Asean), è impegnato oggi in un bilaterale col premier della città-Stato, Lee Hsien Loong.
Adesso, ha aggiunto Pence, "non ci sono altri missili in volo, non ci sono più test nucleari, i nostri ostaggi sono tornati a casa e la Corea del Nord ha ripreso a riconsegnare i resti degli eroi americani caduti nella Guerra di Corea. Abbiamo fatti grandi progressi, ma c'è ancora del lavoro che deve essere fatto".
In attesa di ulteriori elementi a disposizione per analisi più puntuali, l'arma "tattica" nuova del Nord non sembra interessare dispositivi nucleari o missili a lungo raggio.
Il Dipartimento di Stato, per altro verso, ha fatto sapere che funzionari Usa e nordcoreani stanno discutendo su come attuare quanto concordato dal presidente Donald Trump e Kim nello storico summit di Singapore del 12 giugno. Nella dichiarazione congiunta finale, Pyongyang confermò la vaga promessa di raggiungere una "completa denuclearizzazione della penisola coreana".