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In futuro, chiunque ricorrerà alle prestazioni sessuali di minori tra i 16 e i 18 anni in cambio di denaro sarà passibile di pena. È quanto prevede una delle modifiche del Codice penale (CP), posta in consultazione ieri dal Consiglio federale fino a novembre.
Con la revisione il governo intende adempiere i requisiti necessari affinché la Svizzera possa aderire alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuali. Le regole di quest'ultima vanno più lontano del CP svizzero per quanto riguarda gli adolescenti di 16 e 17 anni, ciò che giustifica il progetto di revisione.
Secondo la proposta del Consiglio federale presentata oggi in conferenza stampa dalla direttrice del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) Simonetta Sommaruga, i clienti di prostitute minorenni rischiano fino a tre anni di carcere. Le giovani non saranno invece perseguite.
In futuro sarà pure passibile di pena chiunque incoraggi alla prostituzione un minore. Per i protettori, i gestori di postriboli o di agenzie di escort, che facilitano o incoraggiano la prostituzione per trarne vantaggi patrimoniali è prevista una pena detentiva sino a dieci anni. Sarà punita anche la locazione di saloni oppure l'assunzione di minori in locali a luci rosse.
Come i più giovani, anche i minorenni di 16 e 17 anni saranno protetti contro una partecipazione a rappresentazioni di carattere sessuale. Chiunque fabbrica, importa, tiene in deposito, mette in circolazione, propaganda, espone, offre, mostra, lascia o rende accessibili, acquista, si procura o possiede oggetti o rappresentazioni concernenti atti sessuali o violenti reali con minori è punito con una pena detentiva sino a cinque anni.
Per il consumo di siffatti oggetti o rappresentazioni è invece prevista una pena detentiva sino a tre anni. Infine, sarà pure passibile di pena chiunque recluta minori per farli partecipare a una rappresentazione pornografica o li induce a parteciparvi.
La Convenzione europea impone agli Stati aderenti di punire il cosiddetto "grooming", ossia l'adescamento di minori in internet al fine di commettere reati sessuali. Il Consiglio federale rinuncia a una norma penale specifica in materia, dato che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, il "grooming" è già punibile.
La Convenzione, oltre alle fattispecie penali, contempla pure disposizioni sulla prevenzione, sulla protezione delle vittime e su programmi d'intervento che rientrano in parte o esclusivamente nelle competenze dei cantoni. Stando a un'audizione svolta dal DFGP, tutti hanno unanimemente approvato la firma della Convenzione. Minima o nulla è la necessità di modificare le legislazioni cantonali in materia qualora la Svizzera aderisse effettivamente alla Convenzione.
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