Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01285.jsonl.gz/1375

La Svizzera e l’Ucraina intrattengono buone e diversificate relazioni diplomatiche dalla proclamazione dell’indipendenza di quest’ultima nel 1991. La prima visita a livello presidenziale è avvenuta nel luglio del 2020 quando Simonetta Sommaruga si è recata nel Paese. La Conferenza sulla ripresa dell'Ucraina tenutasi a Lugano nel 2022 e le visite del Presidente Cassis e di Berset in Ucraina in seguito hanno ulteriormente rafforzato i contatti bilaterali.
Relazioni bilaterali
Articolo
Le informazioni attuali e le misure federali in relazione alla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina si trovano nelle seguenti pagine:
Priorità delle relazioni diplomatiche
La politica della Svizzera in Ucraina riguarda vari ambiti ma si concentra in particolare su due priorità: il sostegno al processo di riforma e la ricerca di una soluzione pacifica al conflitto. Prima dell’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina, l’attenzione era rivolta alla promozione della stabilità e della prosperità attraverso la cooperazione tecnica ed economica, la politica di pace e l’aiuto umanitario. Dopo l’aggressione militare, la Svizzera si impegna maggiormente per la sovranità e l’integrità territoriale del Paese. Oltre alle relazioni bilaterali viene data grande importanza anche alla cooperazione nel contesto multilaterale: l’Ucraina e la Svizzera lavorano insieme, per esempio, nel gruppo di voto diretto dalla Svizzera all’interno della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS).
Ukraine Recovery Conference (URC2022) in Svizzera
All’inizio del 2022 la Svizzera e l’Ucraina hanno deciso di adeguare il nome e gli obiettivi della conferenza sulla riforma ucraina (URC), che si tiene ogni anno dal 2017. Il 4 e il 5 luglio 2022 si è svolta dunque a Lugano la Ukraine Recovery Conference (URC2022), incentrata sulla ricostruzione e organizzata al posto della quinta conferenza sulla riforma prevista prima dell’aggressione russa. La ricostruzione dell’Ucraina richiederà un processo politico e diplomatico ampiamente condiviso. Ed è proprio questo processo che la Svizzera e l’Ucraina hanno avviato a Lugano. Sono stati discussi in particolare il piano di ricostruzione e di sviluppo dell’Ucraina, nonché i contributi di partner internazionali. Alla fine della conferenza la Svizzera e l’Ucraina, insieme ai partner partecipanti, hanno adottato la Dichiarazione di Lugano, che costituisce il quadro per il processo politico di ricostruzione e contiene i principi di Lugano come parametri comuni per il futuro.
Cooperazione economica
Fino al 24 febbraio 2022 le relazioni economiche bilaterali si sono sviluppate positivamente. L’Ucraina era un’economia dinamica, interessante e con un grande potenziale, che nonostante l’elevata necessità di riforme ha attirato grandi investimenti svizzeri (nel 2020 la Svizzera era il terzo investitore in ordine di importanza con un volume di scambi di 3,1 mia. USD; nel 2021 il volume di scambi era di 831 mio. CHF).
Tuttavia, oggi l’incertezza generale e l’incertezza sullo sviluppo economico sono grandi. Le previsioni economiche a lungo termine sono molto difficili al momento attuale e ciò rappresenta una sfida anche per il settore privato svizzero, che finora ha avuto una forte presenza sul mercato ucraino.
Cooperazione nei settori della formazione, della ricerca e dell’innovazione
Le ricercatrici e i ricercatori come anche le artiste e gli artisti provenienti dall’Ucraina possono candidarsi per una borsa di studio d’eccellenza della Confederazione Svizzera presso la SEFRI.
Tramite il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica è stato concesso un credito di solidarietà pari a 9 milioni CHF a favore delle ricercatrici e dei ricercatori ucraini nel nostro Paese.
Pace e diritti umani
Nel contesto dell’aggressione militare russa la Svizzera si adopera per il dialogo, la protezione della popolazione civile, la lotta contro l’impunità e il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Ciò avviene attraverso la cooperazione con organi governativi e organizzazioni locali e internazionali. L’obiettivo del programma di politica di pace, che è stato adeguato dopo il 24 febbraio 2022, è assistere i partner in Ucraina che devono affrontare questioni complesse, come la gestione delle persone scomparse, e promuovere un approccio di giustizia che tenga conto delle voci delle vittime.
Cooperazione internazionale
La Svizzera sostiene gli sforzi di riforma dell'Ucraina sin dagli anni Novanta. In particolare, si impegna a migliorare il tenore di vita della popolazione, a fornire servizi pubblici più efficienti e a promuovere una crescita economica sostenibile.
Alla luce dell'aggressione militare della Russia, l'impegno della Svizzera dopo il 24 febbraio 2022 ha ricevuto una forte componente umanitaria. Tuttavia, questo è allineato con le priorità tematiche del precedente programma di cooperazione a lungo termine, che comprende le seguenti priorità
- Rafforzamento delle istituzioni democratiche
- Miglioramento della salute (miglioramento dei servizi di base)
- Sviluppo urbano sostenibile (ad esempio, efficienza energetica, mobilità sostenibile),
- Rafforzamento della competitività delle piccole e medie imprese (imprese agricole, accesso ai servizi finanziari).
L'impegno attuale si basa sul programma di cooperazione 2020-2023, che è stato esteso al 2024.
Tutela del patrimonio culturale
La Confederazione si è impegnata per la tutela del ricco patrimonio culturale ucraino sostenendo finanziariamente i progetti di attori della società civile e organizzazioni internazionali come l’UNESCO e l’OSCE. Per prevenire la distruzione o la rimozione illecita di beni culturali ucraini, sono stati per esempio stanziati fondi per rafforzare i controlli alle frontiere e per creare una piattaforma online per lo scambio semplificato di informazioni tra Paesi.
A oltre una cinquantina di musei delle regioni di Odessa e Kharkiv sono stati inviati materiali di imballaggio e di protezione non più reperibili sul posto. Diversi pezzi unici della collezione del Museo nazionale d’arte di Kyïv sono inoltre stati portati in Svizzera per essere custoditi e presentati al pubblico. Grazie al sostegno finanziario della Confederazione è stato possibile creare una collezione di libri in ucraino per le biblioteche pubbliche della Svizzera.
Le svizzere e gli svizzeri in Ucraina
In base alla Statistica sulle Svizzere e sugli Svizzeri all’estero, il 24 febbraio 2022, prima dell’aggressione militare della Russia, in Ucraina risiedevano 258 persone con cittadinanza svizzera.
Storia delle relazioni bilaterali
I contatti tra la Svizzera e l’Ucraina risalgono al tempo degli zar. Il territorio dell’attuale Ucraina diventa una destinazione per molti emigranti svizzeri. Da queste migrazioni ha origine, oltre 200 anni fa, la colonia «Zürichtal» sulla penisola di Crimea. Di poco successiva è Shabo, una colonia nei dintorni di Odessa fondata da viticoltori provenienti dalla Svizzera occidentale. Nel tardo diciannovesimo secolo molti caffè e pasticcerie di Kyïv, Odessa e Kharkiv sono di proprietà di pasticceri grigionesi.
La Svizzera riconosce l’indipendenza dell’Ucraina il 23 dicembre 1991. Immediatamente dopo tale riconoscimento Berna e Kyïv aprono ambasciate nel territorio della controparte. Nel 1993 sono accreditati l’ambasciatore svizzero a Kyïv l’ambasciatore ucraino a Berna. Dal 1992 a oggi Svizzera e Ucraina hanno firmato molti accordi di cooperazione che coprono diversi ambiti.