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Il rifiuto di Israele di concedere l'accesso al campo profughi di Jenin alla commissione ONU è letto da molti come prova dell'impotenza delle Nazioni Unite.
La Svizzera non avrebbe avuto alcuna possibilità di influire sulle attività dell'ONU. Così argomentavano gli oppositori dell'adesione elvetica all'organizzazione internazionale.
Dopo gli avvenimenti in Israele della scorsa settimana e lo scioglimento - quasi certo - della commissione ONU incaricata di indagare sui fatti di Jenin, gli svizzeri, che in marzo hanno accolto la proposta di adesione, si chiedono ora se le Nazioni Unite abbiano ancora la capacità di esercitare una qualche influenza.
Gli scettici rispondono di no, osservando come Israele ha saputo tenere l'ONU lontana da Jenin - luogo di un presunto massacro da parte delle truppe israeliane - nonostante le forti pressioni da parte del segretario generale Kofi Annan e del Consiglio di sicurezza.
Ma il professore svizzero Curt Gasteyger, esperto di questioni internazionali, ritiene un errore giudicare l'efficienza dell'ONU sulla scorta del solo caso Jenin.
"Anche gli USA hanno dei problemi..."
"Penso che non dovremmo essere precipitosi nel giudicare l'efficienza, i vantaggi e l'utilità dell'ONU", nota Gasteyger. "Il Medio Oriente è uno dei più complessi e spinosi problemi con cui l'ONU e il mondo in generale, sono chiamati a confrontarsi... Gli stessi Stati Uniti hanno enormi problemi... con il loro alleato Israele."
Per quel che concerne il possibile influsso della Svizzera nell'organizzazione internazionale, Gasteyger mette in guardia da speranze eccessive.
"Non è una speranza vana, ma è probabilmente una speranza troppo ottimistica, se non eccessiva, perché alla fin fine la Svizzera è un piccolo paese."
Neppure il ruolo della Svizzera quale stato depositario della convenzione di Ginevra - un fatto su cui il ministro degli esteri svizzero Joseph Deiss ha sottolineato a più riprese nelle scorse settimane - appare sufficiente a Gasteyger per conferire al paese un maggior peso.
"La Svizzera ha certamente una tradizione nella protezione dei diritti umani e nel fornire aiuti umanitari, ma è solo un membro tra altri 190."
Scelto da Kofi Annan
La Svizzera ha osservato con particolare attenzione le voicende della fallita missione a Jenin, poiché uno dei delegati - scelto da Kofi Annan - è una personalità svizzera molto rispettata, l'ex direttore del Comitato Internazionale della Croce Rossa Cornelio Sommaruga.
La scorsa settimana, Israele aveva chiesto che Sommaruga fosse escluso dalla missione, una richiesta respinta da Annan. Ma la fermezza dimostrata in quell'occasione dal segretario generale delle Nazioni Unite non ha potuto impedire che alla fine la resistenza di Israele la spuntasse.
Mercoledì fonti ufficiali palestinesi hanno fatto sapere che finora nel campo di Jenin sono stati ritrovati 58 corpi. Il gruppo Medici per i diritti umani, con sede a Boston ha dichiarato mercoledì, in un rapporto preliminare, che fino alla scorsa settimana nell'ospedale di Jenin sono arrivati 30 corpi dal campo.
Le fonti palestinesi presumono che durante i combattimenti fra il 3 e l'11 aprile le truppe israeliane abbiano massacrato dei civili. Israele afferma che è stata uccisa una dozzina di palestinesi, la maggior parte dei quali guerriglieri caduti durante i feroci combattimenti casa per casa.
swissinfo