Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01098.jsonl.gz/398

L'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura dell'Onu teme per la popolazione un periodo di carestia
La Corea del Nord dovrebbe accusare nel 2021 una carenza di cibo di circa 860'000 tonnellate: è l'ultima drammatica stima della Fao, l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura dell'Onu, contenuta sulla pagina web del suo Global Information and Early Warning System. Il dato solleva nuovi timori sul fatto che la popolazione dello Stato eremita possa avere nei prossimi mesi gravi problemi di alimentazione, dato che le previsioni indicano un livello medio di produzione quest'anno di 5,6 milioni di tonnellate di cereali. Il Nord, quindi, avrebbe bisogno di ulteriori 1,1 milioni di tonnellate per sfamare i suoi 25 milioni di abitanti: considerate le importazioni commerciali ufficialmente previste a 205'000 tonnellate, Pyongyang rischia di dover affrontare una carenza secca di cibo che sfiora il miliardo di tonnellate.
"Se questo divario non viene adeguatamente coperto dalle importazioni commerciali e/o dagli aiuti alimentari, le famiglie potrebbero sperimentare un periodo di magra duro da agosto a ottobre, quando i raccolti della stagione principale del 2021 saranno disponibili per il consumo", rimarca il rapporto della Fao. La Corea del Nord è nota per la carenza cronica di cibo, aggravata lo scorso anno dai tifoni e dalle inondazioni nelle principali aree agricole del Paese. D'altronde in una riunione del Partito dei lavoratori tenutasi giugno, il leader Kim Jong-un ha riconosciuto che il suo Paese sta affrontando una tesa carenza di cibo, aprendo scenari da carestia. La situazione alimentare potrebbe inoltre peggiorare poiché la Corea del Nord sta mostrando pochi segni di allentamento dei suoi rigidi controlli alle frontiere messi in atto per tenere a bada la pandemia di coronavirus, che sembra ostacolare i normali flussi di importazioni nel Paese, soprattutto dalla Cina.