Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/95288

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato, come prima tappa delle trattative per un accordo di libero scambio con l'UE nel settore agroalimentare, di eliminare gli ostacoli non tariffari (ONT) al commercio. Si tratterebbe dunque di un'eliminazione totale degli ONT nel settore agroalimentare, affinché si possano sfruttare in maniera effettiva le possibilità previste dagli accordi bilaterali I e II. È altresì importante, a questo scopo, evitare che si creino continuamente nuovi ostacoli non tariffari al commercio.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui in alcuni casi gli ostacoli non tariffari al commercio possono rendere decisamente difficile l'esportazione. Tuttavia, ciò non vuol dire che gli ostacoli tariffari sono insignificanti. Secondo le analisi dell'OMC, la protezione doganale media dell'UE per i prodotti agricoli è attualmente pari al 17,9 per cento (equivalente in dazio ad valorem) quella della Svizzera al 29,4 per cento. Mediante il previsto accordo nel settore agroalimentare e in quello sanitario il Consiglio federale intende assicurare ai produttori svizzeri un accesso possibilmente completo al mercato interno dell'UE. A tal fine, oltre agli ostacoli tariffari al commercio è necessario abbattere anche quelli non tariffari.</p><p>L'UE ha ribadito a più riprese di essere interessata in particolare all'abolizione dei dazi e dei contingenti. Pertanto, il Consiglio federale considera poco promettente che i negoziati vengano limitati, in una prima fase, allo smantellamento degli ostacoli non tariffari. Ritiene che soltanto un approccio globale consenta di giungere a un accordo che tenga conto anche degli interessi della Svizzera.</p><p>Il migliore accesso al mercato dell'UE è soltanto uno degli risultati cui si mira mediante l'accordo. Il Consiglio federale intende infatti migliorare anche la produttività e la competitività dell'intero settore agroalimentare elvetico garantendogli quindi prospettive a lungo termine. Per raggiungere tale obiettivo è necessario ridurre anche la protezione doganale svizzera nei confronti dell'UE.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che non sia realistico mantenere a lungo l'elevata protezione doganale poiché non diminuirà la pressione da diverse parti (tra cui turismo degli acquisti, traffico di perfezionamento, accordi bilaterali di libero scambio, OMC). Anche questo è un motivo a sostegno della strategia globale scelta dal Consiglio federale volta a mantenere o ad aumentare le quote di mercato in Svizzera nonché a favorire l'accesso ai mercati di sbocco europei.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole dei problemi correlati all'utilizzo del contingente a dazio zero per gli insaccati. Nei negoziati concernenti i rispettivi adeguamenti dell'accordo agricolo è già riuscito a ridurre gli ostacoli: il volume d'importazione e d'esportazione del biennio precedente necessario per poter ottenere una licenza d'importazione è infatti stato ridotto da 50 a 25 tonnellate, quello minimo da 25 a 1 tonnellata. Inoltre, alla fine del 2008 il Consiglio federale ha ribadito all'UE le difficoltà esistenti.</p><p>Sia nell'UE che in Svizzera le licenze d'importazione sono necessarie per amministrare i contingenti. Esse possono quindi venir abolite soltanto se vengono soppressi anche i contingenti doganali che sono misure tariffarie. Lo smantellamento degli ostacoli tariffari al commercio è quindi strettamente correlato a quello degli ostacoli non tariffari.</p><p>Alla luce delle considerazioni suesposte, l'eliminazione degli ostacoli tariffari e non tariffari al commercio nel quadro di un accordo con l'UE rappresenta, per il Consiglio federale, un pacchetto globale convincente.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.