Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/88052

<h2>SubmittedText<h2><p>Il neoeletto presidente statunitense Barak Obama si è impegnato a far chiudere il più presto possibile il campo di detenzione di Guantanamo. Stando a diverse fonti, non lo può fare finché non trova dei Paesi disposti ad accogliere una cinquantina di detenuti che potrebbero essere messi in libertà, ma per i quali tornare nel proprio Paese d'origine significherebbe rischiare la tortura e la morte. La Comunità internazionale e i Paesi europei in particolare, seguendo l'esempio del Portogallo, devono dare prova di solidarietà e aiutare il nuovo governo degli Stati Uniti a risolvere questo problema.</p><p>1. Tre dei detenuti che potrebbero essere liberati, in carcere da più di sei anni, hanno appena ricevuto una risposta negativa alla domanda d'asilo che avevano presentato nel nostro Paese. Senza esprimere un giudizio anticipato sul risultato del ricorso che deve essere depositato presso il Tribunale amministrativo federale, il Consiglio federale è disposto a proporre spontaneamente il suo aiuto alle autorità statunitensi, in particolare accettando di accogliere alcuni detenuti in Svizzera sulla base del diritto umanitario?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a proporre agli altri Stati europei cui è stato chiesto di accogliere detenuti di cercare una soluzione comune a questo problema, per esempio ripartendosi i prigionieri che non possono rientrare nel proprio Paese d'origine?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Solo due giorni dopo il suo insediamento, il neopresidente degli Stati Uniti Barak Obama ha disposto la chiusura del campo di detenzione di Guantanamo a Cuba. Questa misura dovrebbe diventare effettiva entro un anno. Sotto l'amministrazione Bush la Svizzera aveva già ricevuto, come pure altri Paesi europei, una domanda informale degli Stati Uniti di accogliere alcuni detenuti di Guantanamo. Durante la seduta del 21 gennaio 2009, il Consiglio federale ha dichiarato di essere pronto a esaminare le modalità con cui la Svizzera, fedele alla sua tradizione umanitaria, potrebbe aiutare l'amministrazione Obama a risolvere il problema di Guantanamo. Concretamente, la Svizzera è disposta ad analizzare se e in quale misura accogliere i detenuti liberati da Guantanamo e a tale proposito è in contatto con le autorità americane. Oltre agli aspetti umanitari, di cui occorre tenere conto, sono esaminate in collaborazione con i cantoni anche le questioni giuridiche e, in particolare, quelle inerenti alla sicurezza interna ed esterna della Svizzera. Inizialmente si prevedeva di accogliere in Svizzera solo le persone che non sono state condannate ma che, a causa delle minacce di maltrattamento o tortura, non possono ritornare nel proprio Paese d'origine; del resto, si tratterebbe di un esiguo numero di persone (una a tre). Il Consiglio federale prenderà una decisione definitiva in merito all'accoglienza di alcuni ex detenuti non appena saranno noti i risultati di tali chiarimenti.</p><p>Anche alcuni Paesi membri dell'UE hanno dichiarato di essere disposti a esaminare la possibilità di accogliere sul proprio territorio alcuni detenuti della base americana. La Svizzera è in contatto con diversi Paesi europei e con l'UE per discutere della questione. Riunitisi a Bruxelles il 26 gennaio 2009, i ministri degli affari esteri dell'UE hanno cercato una posizione comune in merito all'accoglienza dei detenuti messi in libertà ma non hanno ancora raggiunto un'intesa. L'UE invierà una delegazione a Washington al fine di chiarire gli aspetti giuridici e politici di un'eventuale accoglienza degli ex prigionieri di Guantanamo.</p>  Risposta del Consiglio federale.