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La disoccupazione è a bassi livelli in Svizzera e in alcuni rami, in particolare nell'informatica, nelle telecomunicazioni e nel settore sanitario, il personale specializzato scarseggia.Questo contenuto è stato pubblicato il 09 gennaio 2001 - 16:56
In alcuni comparti il problema è molto sentito, secondo Jean-Luc Nordmann, responsabile della direzione del lavoro presso il Segretariato di Stato dell'economia (seco). Oltre ai rami citati, sono alla ricerca di specialisti anche i costruttori di macchine, il turismo e l'edilizia.
Per Peter Hasler, direttore dell'Unione svizzera degli imprenditori (USI), l'alto numero di annunci di offerte di lavoro e il fatto che alcune imprese offrano somme per ciascuna assunzione segnalano le difficoltà registrate sul mercato del lavoro. Serge Gaillard, segretario centrale dell'Unione sindacale svizzera (USS), sdrammatizza: l'insufficienza di personale specializzato è normale in periodi di buona congiuntura.
L'economia elvetica potrà crescere ancora per parecchi anni a un ritmo superiore al 2 per cento senza temere forti tensioni sul mercato del lavoro, dice il sindacalista. D'altro canto, la libera circolazione delle persone nell'ambito degli accordi bilaterali con l'Unione europea dovrebbe contribuire a mitigare il problema.
Gaillard, Hasler e Nordmann su un punto concordano: il paese deve compiere altri sforzi per promuovere ulteriormente la formazione di specialisti. Chiaramente tale obiettivo non è raggiungibile dall'oggi all'indomani.
Parte degli specialisti sarà così reclutata all'estero. Secondo Nordmann, quest'anno i contingenti per permessi annuali (Confederazione: 5 000; cantoni 12 000), stagionali (Confederazione 8 000; cantoni 80 000) e per soggiorni di breve durata (Confederazione: 7 000; cantoni: 11 000) saranno verosimilmente esauriti, contrariamente agli ultimi anni. L'USI e i sindacati avvertono i politici di non fare concessioni alle richieste delle associazioni turistiche, delle arti e mestieri e contadine volte ad aumentare i contingenti di manodopera a bassi salari. Si ripeterebbero in caso contrario gli errori del passato.
Occorre invece insistere sul reclutamento di personale qualificato, se si vuole evitare in caso di debolezza congiunturale problemi analoghi a quelli degli anni '90 nell'ambito della disoccupazione, con un aumento del tasso di senza lavoro detto «incompressibile».
Secondo il professore ginevrino Yves Flückiger, la Svizzera dovrà affrontare la prossima recessione con uno «zoccolo duro» più alto. Malgrado la scarsità di personale, molti lavoratori specializzati fanno tuttora fatica a trovare un'occupazione, rileva Flückiger.
swissinfo e agenzie
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