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Le aziende della Confederazione non devono puntare ai profitti, ma offrire ai cittadini buoni servizi ad un prezzo ragionevole. I manager delle imprese pubbliche non dovrebbero quindi guadagnare più di un consigliere federale. È questo l'obiettivo di un'iniziativa popolare lanciata da diverse riviste dei consumatori e presentata oggi ai media a Berna.
Sportelli chiusi, treni sporchi, prelievi meno frequenti nelle cassette postali: sebbene società come FFS, Posta e Swisscom realizzino utili sempre maggiori, i servizi vengono costantemente diminuiti, con un contemporaneo aumento dei prezzi, criticano i promotori dell'iniziativa, "Spendere Meglio", "K-Tipp", "Saldo" e "Bon à Savoir".
La Posta, ad esempio, ha realizzato negli ultimi anni utili di miliardi di franchi. Fra il 2007 e il 2010 circa 900 milioni sono andati nelle casse della Confederazione. Dalla Swisscom sono arrivati addirittura 2,36 miliardi.
I fautori dell'iniziativa denominata "a favore del servizio pubblico" non hanno niente contro gli utili in sé, hanno dichiarato ai giornalisti. Questi guadagni devono però essere reinvestiti a vantaggio dei clienti e non ritornare nelle casse federali. "La qualità dei servizi deve essere prioritaria rispetto ai profitti. Alla Confederazione deve essere vietato di incassare indirettamente delle tasse tramite tariffe troppo alte di Posta, Ferrovie e Swisscom".
Stipendi troppo alti per i manager
Il testo vuole fra le altre cose abbassare il salario dei manager delle imprese pubbliche. La Costituzione deve porre dei limiti: "la Confederazione deve fare in modo che gli stipendi dei collaboratori del servizio pubblico non possano superare quello dei dipendenti della pubblica amministrazione", propongono gli iniziativisti.
La maggior parte degli svizzeri non capisce come un dirigente della Swisscom possa guadagnare il quintuplo di un consigliere federale. Un'indagine rappresentativa di "K-Tipp" nella Svizzera tedesca e francese ha mostrato che il 77% degli intervistati è infastidito dagli elevati salari dei manager di Ferrovie, Swisscom e Posta.
Al contrario, è risultata una grande simpatia per il personale in contatto con il pubblico. Il 50% ha però sottolineato in maniera negativa i prezzi delle FFS. Un risultato simile è stato ottenuto anche dal servizio spedizioni pacchi della Posta, scrivono gli iniziativisti.
I fautori dell'iniziativa hanno ora tempo fino a fine agosto 2013 per raccogliere 100'000 firme. René Schuhmacher, responsabile editoriale, si è dichiarato fiducioso del fatto che riusciranno a raggiungere l'obiettivo con i propri mezzi.
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