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Due inquirenti svizzeri si sono recati nel paese africano per assumere informazioni su presunte forniture illecite al governo di Pretoria durante l'apartheid.
Si è concluso lunedì il viaggio in Sudafrica dei due rappresentanti del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e della Polizia giudiziaria federale (PGF), incaricati di indagare su eventuali casi di spionaggio e di forniture illecite al governo di Pretoria ai tempi dell'apartheid.
Nel corso della visita, i due inquirenti elvetici hanno potuto visionare gli atti del processo contro l'ex direttore dei laboratori militari sudafricani Wouter Basson.
Documenti e testimonianze
In una nota diffusa martedì, il capo dell'informazione del MPC Hansjürg Mark Wiedmer precisa che il Sudafrica ha fornito alla Svizzera numerosi documenti in risposta a una richiesta di assistenza giudiziaria. Gli incarti saranno ora esaminati accuratamente a Berna dalle autorità competenti.
I due inquirenti elvetici hanno inoltre avuto l'occasione di ascoltare numerose persone, tra cui ex rappresentanti di alto rango delle autorità sudafricane. Non è invece stato possibile, precisa Wiedmer, avere un incontro con Basson a causa del lungo e complesso procedimento giudiziario tuttora in corso.
È la prima volta che un'inchiesta è svolta sul posto da quando è stato avviato un procedimento sui rapporti tra i servizi segreti svizzeri e l'ex regime sudafricano, nel 1999. La Procura elvetica ha avviato indagini contro ignoti per chiarire se nei rapporti fra la Svizzera e il Sudafrica siano stati commessi reati di rilevanza penale.
Inchieste sui rapporti Svizzera-Sudafrica
La delegazione delle commissioni di gestione delle Camere federali, che indaga sui rapporti tra la Svizzera e il regime dell'apartheid nel settore dei servizi d'informazione, aveva chiesto il parere del Consiglio federale sull'opportunità e le modalità di un'inchiesta sul posto. Il 19 marzo il governo ha deciso di lasciare ai parlamentari la libertà d'indagare in Sudafrica ma ha espresso riserve su un'eventuale trasferta.
Il Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha promosso dal canto suo un'inchiesta amministrativa contro l'ex capo dei servizi di informazione Peter Regli in seguito alle dichiarazioni fatte da Wouter Basson nel processo in corso contro di lui a Pretoria. Il «Dottor Morte» sudafricano aveva affermato di essersi procurato nel 1992 mezza tonnellata di Mandrax (una potente droga) in Russia grazie all'aiuto di Regli.
swissinfo e agenzie