Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/28699

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'utilizzazione della pianta di canapa senza azione stupefacente non è né vietato dalla legge sugli stupefacenti né sottoposto all'obbligo d'autorizzazione.</p><p></p><p>La legge sugli stupefacenti vieta, all'articolo 8 capoverso 1 lettera d, la piantagione, l'importazione, la fabbricazione e l'immissione in commercio di piante di canapa per estrarne stupefacenti e della resina dei suoi peli ghiandolari (hascisc). Secondo l'articolo 8 capoverso 5 l'Ufficio federale della sanità pubblica può accordare autorizzazioni eccezionali per la ricerca scientifica. La formulazione dell'articolo esclude tuttavia autorizzazioni eccezionali per un'applicazione medica limitata di queste sostanze.</p><p></p><p>Il dronabinolo (prodotto sotto la marca Marinol(r)) è un medicamento omologato negli Stati Uniti, fabbricato sinteticamente, che ha la caratteristica di avere un unico principio attivo, il delta-9-tetraidrocannabinolo (D-9-THC). Per questa ragione è difficile fare un confronto con il grande miscuglio di principi attivi che caratterizza la pianta di canapa naturale. La Commissione stupefacenti dell'ONU, responsabile per la classificazione degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope a livello mondiale, che ha sede a Vienna, ha iscritto sin dall' inizio degli anni '90 il dronabinolo nella lista 2 (stupefacenti prescrivibili) della Convenzione sulle sostanze psicotrope del 1971. Questa sostanza può così essere utilizzata a fini medici.</p><p></p><p>Partendo da queste considerazioni il Consiglio federale risponde alle domande poste come segue:</p><p></p><p>1. Oltre allo studio pilota di Basilea con il Marinol(r), l'UFSP ha autorizzato altri tre studi scientifici sull'estratto concentrato dei principi attivi ottenuti dalla pianta della canapa, in particolare per la cura dello spasmo acuto nei casi di sclerosi multipla, che non può essere trattato con altre terapie medicamentose, e contro forti dolori in combinazione con forti analgesici. Una delle questioni è se le dosi somministrate per ottenere un'azione efficace possano provocare effetti psicotropi.</p><p></p><p>2. L'UFSP ha autorizzato in circa 20 casi l'utilizzazione medica limitata del preparato sintetico Marinol(r) (ma non di principi attivi estratti dalla canapa). Quasi sempre si è trattato di casi di spasmo molto dolorosi nei quali altri medicamenti non hanno avuto effetto. Le autorizzazioni sono vincolate a severi oneri.</p><p></p><p>3. Il Marinol(r) negli Stati Uniti è omologato come medicamento da prescrivere contro forte vomito nell'ambito di terapie medicamentose contro il cancro e per stimolare l'appetito in caso di forte perdita di peso (p.e. nella fase terminale dell'aids). Questi effetti sono stati dimostrati in studi clinici. In Svizzera e in Germania sono in corso attualmente i primi studi clinici sull'azione degli estratti della canapa naturale, mentre in Inghilterra studi analoghi sono in programma. Se l'esito dovesse rivelarsi positivo c'è da supporre che sarebbero presentate domande d'ammissione in tal senso. Dato che a livello mondiale non sono stati ancora omologati medicinali a base di estratti di pianta di canapa, un confronto serio con il Marinol(r) non è proponibile.</p><p></p><p>4. Attualmente non c'è nessun preparato in commercio paragonabile al Marinol(r). Tuttavia dalle esperienze fatte con l'estratto utilizzato per gli esperimenti clinici menzionati emerge che i preparati naturali possono essere più convenienti a livello economico rispetto a quelli fabbricati sinteticamente.</p><p></p><p>5. Il Marinol(r) praticamente è costituito da D-9-THC allo stato puro. Le dosi generalmente sono dell'ordine di 2.5 a 40 mg al giorno. Per quanto concerne i dati relativi alla quantità complessiva per trattamento, non vi sono ancora indicazioni.</p><p></p><p>6. L'UFSP ha rilasciato un'autorizzazione per la sintetizzazione sperimentale di D-9-THC e due per il commercio di Marinol(r). La legislazione sulla protezione dei dati non consente di rivelare i nomi dei titolari di tali autorizzazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.