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In un momento di estrema crisi, secondo il New York Times, il progetto del presidente al-Sisi è sproporzionato
IL CAIRO - «In Egitto una nuova capitale degna dei faraoni, ma a quale prezzo? È il più grandioso di una serie di megaprogetti» del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi «ma, mentre il Paese arranca a causa di una terribile crisi economica, ci sono dubbi sul fatto che possa permettersi i suoi sogni grandiosi»: lo sottolinea il New York Times (Nyt) sul proprio sito riferendosi alla «Nuova capitale amministrativa» che sta sorgendo ad est del Cairo, su un lembo di «deserto quattro volte più grande di Washington».
Un progetto sproporzionato - «È imperiale per dimensioni e stile, incarnando le grandiose ambizioni del presidente», sostiene il quotidiano statunitense segnalando che l'agglomerato include «l'edificio più alto dell'Africa, una piramide di cristallo e un vasto palazzo a forma di disco» per Sisi, «ispirato ai simboli di un antico dio del sole egizio».
In «sei anni di lavori per un costo stimato di 59 miliardi di dollari», i progetti sono stati parzialmente realizzati «per lo più dai potenti militari», evidenza il Nyt. Ma proprio «negli ultimi sei anni, il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha concesso all'Egitto tre prestiti per un totale di circa 20 miliardi di dollari» e, sebbene «gli aiuti americani continuano ad arrivare», «il Paese è ancora una volta nei guai».
Il Paese è in crisi - Anche se «il finanziamento dei nuovi progetti rimane opaco», è noto che sono «finanziati in parte dal capitale cinese e da obbligazioni ad alto interesse che sarà costoso per l'Egitto rimborsare nei prossimi anni», ricorda il quotidiano.
«Le finanze dell'Egitto, nel complesso, erano fragili anche prima che la Russia invadesse l'Ucraina a febbraio» e di recente «la banca d'affari Goldman Sachs» ha «stimato che l'Egitto ha bisogno di un salvataggio di 15 miliardi di dollari» dal Fmi (anche se i diplomatici stimano l'importo in 3 miliardi di dollari), scrive ancora il Nyt ricordando che secondo alcuni economisti «l'Egitto è uno dei pochi Paesi che corrono un rischio significativo di insolvenza del debito».
Follia pura di un Presidente-Dittatore megalomane
Ma che l'America pensi prima hai propri problemi prima di guardare quelli degli altri....
E chi partecipa al finanziamento del FMI. E poi l'articolo dice che gli aiuti americani continuano ad arrivare...
Attenzione a non fare il passo più lungo della gamba!!!! Comunque un giretto me lo farò (by myself!!)