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TORONTO - La filantropa e mecenate svizzero-canadese Sonja Bata, erede dell'impero delle calzature Bata -l'industria con sede a Losanna e nata in Cecoslovacchia nel 1894 - è morta a Toronto, in Canada, all'età di 91 anni.
L'annuncio della scomparsa, che risale al 20 febbraio scorso, è stato dato dalla famiglia al "New York Times". Nata Sonja Wettstein l'8 novembre 1926, aveva sposato Tomas Jan Bata, figlio del fondatore dell'azienda e si era dedicata a studi di architettura.
E proprio da un'idea di Sonja Bata, nel 1979, a Toronto, dove si era trasferita nel 1946, nacque la Bata Shoe Museum Foundation, con lo scopo di prendersi cura della gestione della collezione storica di calzature di famiglia.
Oggi il Bata Shoe Museum di Toronto, di proprietà della Bso (Bata Shoe Organization), è il più grande museo al mondo dedicato interamente alla cultura, alla tradizione e allo stile della scarpa. Contiene una vasta collezione di più di 13.000 pezzi tra calzature, accessori e strumenti raccolti dalla famiglia Bata nel corso di molti anni di attività.
Il museo è una sorta di centro per la conservazione e la promozione della conoscenza delle calzature e della loro produzione in relazione alla storia culturale e sociale dell'umanità. Esso offre infatti una miriade di esemplari e fogge provenienti da ogni angolo del mondo e di ogni periodo storico: dal calzare egizio di 4.500 anni fa alla scarpa del gigante del basket Shaquill O'Neal taglia 56.
Situato nel centro pulsante della metropoli canadese, con la sua architettura contemporanea ed elegante, il museo accoglie ogni anno più di 100'000 visitatori provenienti da tutto il mondo.
Il Bata Shoe Museum è organizzato in una grande mostra permanente e tre mostre temporanee che di volta in volta sono dedicate ad argomenti specifici di approfondimento, spesso allestite in collaborazione con i più prestigiosi musei del mondo.