Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/180181

<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 9 capoverso 1 della legge sui trapianti rivista, entrato in vigore il 15 novembre 2017, recita: "Una persona è morta quando le funzioni del cervello, incluso il tronco cerebrale, sono cessate irreversibilmente."</p><p>L'articolo 7 della pertinente ordinanza si fonda sulle direttive dell'ASSM, che sono state riviste contestualmente alla legge sui trapianti e poste in consultazione apparentemente senza ridurre il periodo di attesa per l'accertamento della morte da dieci a cinque minuti.</p><p>Il dimezzamento del periodo di attesa è un tema controverso a livello scientifico, soprattutto in caso di arresto cardiocircolatorio. In queste circostanze, infatti, gli specialisti affermano che il tronco cerebrale può sopravvivere fino a oltre dieci minuti. Questo periodo di attesa tiene conto della diversa sensibilità delle strutture encefaliche, conformemente a quanto descritto all'articolo 9 della legge. </p><p>I critici del dimezzamento temono che cinque minuti tra l'accertamento sicuro dell'arresto cardiocircolatorio e la morte cerebrale non siano sufficienti. </p><p>In Germania, la Camera federale dei medici (Bundesärztekammer) respinge il prelievo di organi dopo un arresto cardiocircolatorio, poiché la morte non può essere accertata con certezza. Questo parere è condiviso anche dalle associazioni di cardiologia e neurologia.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Prima dell'entrata in vigore della nuova ordinanza sui trapianti, ha preso atto della posizione della Camera federale dei medici e delle associazioni di cardiologia e neurologia?</p><p>2. È vero che l'ASSM ha introdotto il citato dimezzamento soltanto dopo la consultazione?</p><p>3. Se sì, il Consiglio federale ne era a conoscenza?</p><p>4. Come giudica il modo in cui l'ASSM ha svolto la consultazione? </p><p>5. Non sarebbe stato opportuno sottoporre al parere degli esperti almeno il dimezzamento del periodo di attesa (incl. le esigenze elevate poste per l'accertamento della morte cerebrale cui accenna l'ASSM il 10 novembre 2017)? </p><p>6. Condivide l'opinione che sarà difficile aumentare la disponibilità alla donazione della popolazione fintanto che questioni controverse come quella menzionata non saranno chiarite?</p><p>7. È disposto ad avviare un'ampia consultazione tra gli specialisti e le organizzazioni dei pazienti in merito al suddetto dimezzamento?</p><p>8. È disposto a riesaminare la possibilità di revocare la disposizione della nuova ordinanza e a mantenere il periodo di attesa di dieci minuti finora previsto finché la nuova prassi non sarà posta in consultazione e troverà un consenso maggioritario?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 9 della legge sui trapianti (RS 810.21), una persona è morta quando le funzioni del cervello, incluso il tronco cerebrale, sono cessate irreversibilmente. Trattandosi di un tema a carattere medico-scientifico, nella pertinente ordinanza il Consiglio federale rimanda ai capitoli delle direttive dell'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) concernenti le prescrizioni sull'accertamento della morte. Nella versione vigente delle direttive, per la donazione di organi dopo un arresto cardiocircolatorio il periodo d'attesa tra l'arresto e la diagnosi di morte è stato ridotto da dieci a cinque minuti per motivi medico-specialistici. In questo contesto, il rispetto dei seguenti tre principi garantisce un accertamento sicuro della morte:</p><p>a. secondo la legge sui trapianti, sono autorizzati ad emettere una diagnosi di morte soltanto i medici che non partecipano né al prelievo né al trapianto. I requisiti che questi medici devono soddisfare sono definiti nelle direttive dell'ASSM e comprendono un perfezionamento in diagnosi di morte e una sufficiente esperienza in materia;</p><p>b. la Svizzera è uno dei pochi Paesi in cui l'arresto cardiocircolatorio deve essere diagnosticato non soltanto rilevando l'assenza di polso, ma anche effettuando un'ecocardiografia (ecografia del cuore). Questo esame accerta con sicurezza l'assenza di flusso sanguigno, cioè l'interruzione dell'apporto di ossigeno al cervello. Se il cervello non riceve ossigeno per tre minuti, si producono danni irreversibili;</p><p>c. trascorso il periodo d'attesa, bisogna inoltre eseguire una diagnosi di morte secondo le direttive dell'ASSM (costatazione di segni clinici). Anche in questo caso, la Svizzera costituisce un'eccezione nel confronto internazionale.</p><p>La Germania è uno dei Paesi che non ammette la donazione di organi dopo un arresto cardiocircolatorio. Nella maggioranza dei Paesi in cui tale pratica è possibile, il periodo di attesa fino all'accertamento della morte non è superiore ai cinque minuti (per es. Francia, Belgio, Paesi Bassi, Gran Bretagna). </p><p>1. Nel messaggio del 12 settembre 2001 concernente la legge sui trapianti, il Consiglio federale ha illustrato le diverse posizioni a livello internazionale riguardo alla donazione di organi dopo un arresto cardiocircolatorio, e tra queste anche quella contraria della Camera federale dei medici in Germania.</p><p>2. Il dimezzamento è stato effettivamente introdotto nelle direttive dell'ASSM soltanto dopo la consultazione. </p><p>3. Per il Consiglio federale non è determinante quando è stata introdotta la modifica dettata da motivi medico-specialistici, ma se quest'ultima permette ancora di garantire un accertamento sicuro della morte, come effettivamente è il caso.</p><p>4./5. L'ASSM è libera di decidere come emanare le proprie direttive. Per la motivazione della procedura applicata, il Consiglio federale rimanda all'ASSM, che aveva preso pubblicamente posizione in proposito nella sua newsletter del 10 novembre 2017 (<a href="http://www.samw.ch">www.samw.ch</a> &gt; Ethik &gt; Transplantation: capitolo "Klärung zur Revision 2017" -&gt; link a "Online-Archiv", non disponibile in italiano).</p><p>6. Il Consiglio federale ha preso atto della controversia sorta sull'accertamento della morte. Ritiene tuttavia che il disciplinamento in questione garantisca una prova certa della morte. </p><p>7. Anche dimezzando il periodo d'attesa le norme vigenti permettono un accertamento sicuro della morte. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario svolgere una consultazione a tal proposito. L'ASSM ha annunciato nella sua newsletter l'intenzione di avviare un dialogo con le organizzazioni dei pazienti.</p><p>8. Dato che la procedura descritta garantisce un accertamento sicuro della morte, il Consiglio federale non ritiene opportuno rimettere in discussione il disciplinamento entrato in vigore il 15 novembre 2017.</p>  Risposta del Consiglio federale.