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Un movimento che ha contribuito sostanzialmente all’emancipazione femminile in Svizzera
di Sandra Maissen / Cosinus, già presidente del MSS 1999–2003
In Svizzera a partire dal 1913 nacquero, indipendentemente le une dalle altre, diverse unioni femminili che si orientavano agli scritti di Baden-Powell. A partire dal 1917 questi gruppi iniziarono un intenso scambio per stabilire in che modo era possibile creare un’organizzazione unica. Il 5 e 6 ottobre 1919 infine nove associazioni di ragazze (Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Le Locle, Neuchatel, Villeneuve e Winterthur, Zurigo si era scusata per l’assenza) fondarono a Berna la Fédération des Eclaireuses Suisses. Nei primi cinquant’anni di esistenza la federazione fu diretta da donne romande: dopo vent’anni di presidenza di Yvonne Achard di Ginevra subentrò Thérèse Ernst dal Vallese. Nel 1957 il testimone quale capa svizzera passò a Perle Bugnion-Secrétan di Ginevra.
Nel 1922 fu creata la rivista ufficiale, il Trifoglio rosso-bianco. La FESici fu membro fondatore dell’Organizzazione mondiale delle guide e delle esploratrici (1928). Affinché l’attività delle sezioni fosse orientata verso una direzione comune, furono definite le prove per le tappe di formazione (esami di aspirante, esploratrice di seconda e di prima classe).
Durante la seconda guerra mondiale diverse sezioni organizzarono dei campi di servizio agricolo e, in collaborazione con la Croce Rossa, dei campi di svago per i bambini superstiti di guerra. Le scout a partire dai 18 anni trovavano nel servizio in qualità di “esploratrici della Croce Rossa” la possibilità di svolgere innumerevoli attività di aiuto. In occasione del suo 25esimo giubileo alla fine del 1944 la FESici contava 131 sezioni con 8’109 iscritte. Nel 1957 la federazione femminile aveva già 11 000 attive e nel suo primo campo federale si riunirono 6300 esploratrici con ospiti da 28 nazioni, suddivise in 10 sottocampi attorno a Goms (VS).
Le donne assumono delle responsabilità
La formazione delle cape era un tema importante per la FESici. Delle consulenti a livello nazionale erano a disposizione delle giovani cape. Il centro nazionale di formazione in Val Calanca e i raduni nazionali divennero tradizione. Rispondevano ad un concreto bisogno e davano la possibilità a tutte le cape a partire da 17 anni di influenzare democraticamente la federazione. Si trattava di qualcosa di unico! La FESici, in quanto organizzazione interamente femminile diede l’opportunità, in un tempo in cui le donne altrimenti erano ben poco considerate, alle giovani donne di assumere delle responsabilità, di condurre dei gruppi, di formarsi e di avere scambi culturali, anche internazionali.
Non c’è da stupirsi che molte scout erano poi impegnate nella società civile per migliorare la condizione femminile e per la parità di genere.
La fusione nel Movimento Scout Svizzero
Alla fine degli anni 1970 si pose la questione, se non fosse il caso di unire le due federazioni, maschile e femminile. Dal punto di vista della FESici era importante, nell’ambito di un grande progetto, prima di tutto avvicinarsi. Le due federazioni organizzarono quindi insieme il campo federale del 1980. Tre anni più tardi la commissione per la fusione iniziò i suoi lavori. Per la FESici era decisivo che, in una nuova organizzazione, le donne fossero equamente rappresentate e trattate alla pari, continuando a svolgere funzioni dirigenziali. Si giunse così a stabilire che tutte le funzioni statutarie (p.es. presidenza, direzione, responsabili cantonali…) dovessero essere ricoperte insieme da un uomo e una donna. Fu inoltre stabilita la «regola del terzo», secondo cui i gremi devono sempre avere una rappresentanza minima di 1/3 di ciascun sesso e regione linguistica.
Il «pacchetto fusione» fu discusso intensamente in entrambe le federazioni. Infine nel maggio del 1987 a Lucerna, FES e FESici furono sciolte per dare vita al Movimento Scout Svizzero, la più grande organizzazione giovanile svizzera, che allora contava circa 60 000 membri.
Le aspirazioni della FESici relative alla fusione furono realizzate? A tutt’oggi rimangono una sfida importante, tuttavia il principio della doppia carica è entrato nel DNA del movimento, come pure la consapevolezza che occorre il coinvolgimento di persone da tutte le regioni del Paese. Anche lo spirito democratico si può dire che oggigiorno sia scontato. E allora, con orgoglio cantiamo tanti auguri per i 100 anni della Federazione Esploratrici Svizzere!