Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01203.jsonl.gz/714

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
L'ex direttore della polizia federale statunitense Fbi James Comey.
KEYSTONE/AP/J. SCOTT APPLEWHITE(sda-ats)
L'ex direttore della polizia federale statunitense Fbi James Comey non rispettò il protocollo ma le sue azioni non furono politicamente motivate. Non fu di parte.
Questo stabilisce il rapporto del Dipartimento di giustizia sull'indagine che riguardò l'uso da parte dell'allora segretaria di Stato Hillary Clinton di un account e di un server privato per le sue email.
Il rapporto è stato voluto dal presidente Donald Trump ma che, pur non consegnando all'opinione pubblica la testa di Comey, per il presidente Usa può ancora valere come riprova che la sua decisione di licenziarlo non fu poi sbagliata.
"Potrebbe essere un bel regalo di compleanno (compie oggi 72 anni ndr)": così nei giorni scorsi Trump aveva espresso la sua impazienza per il documento. Cinquecento pagine e 18 mesi di lavoro, per giungere alla conclusione che Comey "non rispettò il protocollo ma non non fu politicamente di parte". Critiche sì, per insubordinazione in particolare ma non vere e proprie condanne verso il direttore del Bureau, che poi Trump presidente licenziò. Una decisione che ha sempre difeso strenuamente. Così come il dito è rimasto puntato sulla condotta dell'Fbi nella gestione della "vicenda Clinton".
SDA-ATS