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I ricercatori dell'EMPA, in collaborazione con esperti grigionesi e germanici, hanno elaborato tre scenari epidemiologici per la variante Omicron del SARS-CoV-2 e sono giunti alla conclusione che difficilmente spingerà il sistema sanitario ai suoi limiti.
Rispetto alla variante Delta, Omicron è apparentemente meno pericolosa per la salute ma significativamente più infettiva; e quindi è sorta la questione di sapere se potesse portare il sistema sanitario ai suoi limiti in Svizzera e Germania, scrive oggi sul suo sito il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca svizzero (EMPA).
Gli esperti hanno quindi considerato tre scenari diversi a seconda del tasso di riproduzione Re, parametro che indica la media di persone che viene contagiata da un individuo infetto. Uno rispecchiava la situazione attuale con un Re di 1,3, mentre i due casi peggiori erano rispettivamente di 1,5 e 1,8.
I risultati delle loro analisi inducono ora a un cauto ottimismo: secondo gli specialisti se il tasso di riproduzione è inferiore a 2 risulta improbabile che l'occupazione delle unità di terapia intensiva raggiunga livelli critici. E undici giorni fa, in Svizzera, il tasso Re era di circa 1,21.
Rimangono tuttavia alcuni rischi. Per esempio, l'immunità incrociata Omicron-Delta è momentaneamente ancora sconosciuta. Inoltre il solo numero di infezioni potrebbe portare a carenze di personale e limitare anche la capacità di diagnosi per il Covid-19.
I ricercatori suggeriscono che sia giunto il momento di orientare le misure di protezione sulle peculiarità individuali, in particolare con strategie focalizzate sui diversi gruppi a rischio.