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LOSANNA - Rilasciato nel mese di marzo, un 50enne ha denunciato le sue condizioni di detenzione il 16 giugno. E ha deciso di chiedere un risarcimento di 104'600 franchi, corrispondenti a 200 franchi per ogni giorno di reclusione. Il dibattito sulla prigione di Bois-Mermet, comunque, non è nuovo.
Condannato dal tribunale penale di Losanna per un affare di droga nel novembre 2017, l'uomo è stato detenuto nel carcere vodese dal 29 agosto 2016 al 2 febbraio 2018, prima di essere trasferito nella prigione della Croisée. Nella sua denuncia, deplora l'insufficienza di spazio individuale, la mancanza di separazione dei servizi igienici e le temperature troppo basse in inverno e troppo alte in estate. La sua richiesta di denaro è però stata respinta. Il motivo? È giunta troppo tardi.
L'ex detenuto ha quindi deciso di ricorrere: dice di essere stato informato tardi dei suoi diritti e ribadisce di aver occupato per 523 giorni uno spazio di sei metri quadrati (in due persone).
Ricorso al Tribunale federale - Il tribunale cantonale ha dal canto suo rilevato che il 50enne era assistito da avvocati esperti e che era libero di sollevare precedentemente la questione. Il caso non si chiude però qui. Il suo nuovo legale farà appello al Tribunale federale. Anche una procedura civile è stata avviata, ma è sospesa in attesa di una decisione dei giudici di Mon Repos.
La posta in gioco è alta per il Canton Vaud, a cui potrebbero essere richiesti altri pesanti risarcimenti per detenzioni illegali, anche vecchie.