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ZURIGO - Durante i primi nove mesi del 2018, il settore principale della costruzione ha registrato un fatturato in diminuzione del 2,7% su base annua, a 14,9 miliardi di franchi.
«Le ordinazioni hanno persino subito un calo del 4%», indica oggi la Società svizzera degli impresari-costruttori (SSIC) in un comunicato, precisando che, a breve termine, non c'è però da aspettarsi alcuna forte diminuzione dell'attività, se non localmente.
Nel terzo trimestre l'attività è risultata più debole di quella rilevata nel primo semestre. Nel 2018, le cifre d'affari dell'edilizia principale non raggiungeranno i livelli del 2017 e continueranno a diminuire nel 2019, prevede la SSIC.
Si moltiplicano i segni che rivelano come, nell'edilizia abitativa, sia stato superato l'apice: infatti, il volume degli affari è in calo, scrive la SSIC. Negli ultimi anni i deboli rendimenti sui mercati finanziari avevano stimolato la costruzione di alloggi in affitto: gli immobili rappresentavano per gli investitori un'attraente alternativa a prestiti o azioni, e tutto ciò nonostante la discesa della domanda nell'edilizia abitativa.
Tale evoluzione ha però portato a un forte incremento della percentuale delle abitazioni sfitte. Di conseguenza, sono ancora aumentati i rischi in questo settore. Una correzione dei prezzi immobiliari e dell'attività nell'edilizia abitativa sembra inevitabile a medio e lungo termine.
Secondo la SSIC, l'attuale calo moderato del settore può contribuire ad attenuare tali rischi e lascia sperare che ci sarà un «atterraggio in dolcezza». I dati fondamentali, soprattutto il debole livello degli interessi, non dovrebbero subire sensibili modifiche. Non si può escludere che nelle regioni con un elevato volume di abitazioni sfitte avvengano anche a breve termine significative diminuzioni dell'attività.