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David Cameron è intervenuto sabato a Manchester alla chiusura del congresso dei conservatori per assicurare che la sua politica nei confronti dell'Europa non ha isolato la Gran Bretagna "ma le ha fatto conquistare degli alleati".
Il premier ha reiterato la sua promessa di rinegoziare i termini dell'appartenenza di Londra all'UE e di organizzare entro il 2017 un referendum sul tema. A condizione, naturalmente, di essere rieletto nel 2015. I britannici si erano meritati le ire di molti partner nel 2011, rifiutando un trattato che doveva rinforzare la disciplina finanziaria.
"Ho messo il mio veto e tenuto il paese fuori dal piano di salvataggio dell'euro, riducendo il budget", si è giustificato, "avremo forse perso stima, ma guadagnato l'appoggio di chi vuole rimpatriare dei poteri accordati all'Unione". La Gran Bretagna, va ricordato, non ha adottato la moneta unica.
Minacciato in vista delle prossime elezioni dai laburisti (in testa nei sondaggi) ma anche dagli euroscettici dell'UKIP, Cameron sta discutendo con Angela Merkel e i dirigenti dei paesi nordici per trovare appoggio a un suo progetto di riforma dell'UE, i cui dettagli non sono ancora noti.
RedMM/pon