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Lo scrittore srilankese Shehan Karunatilaka ha vinto il prestigioso Booker Prize britannico per il suo romanzo Le sette lune di Maali Almeida (ancora inedito in italiano), una satira pungente ambientata nella guerra civile che scosse il suo Paese. Il premio letterario è stato consegnato a Londra alla presenza della regina consorte Camilla, alla sua prima cerimonia in presenza dal 2019.
Il libro vincitore ha per protagonista un fantasma, un fotografo morto, che ha una settimana di tempo (le sette lune del titolo) per far sì che le sue fotografie che documentano le violenze del conflitto siano ritrovate e mostrate al mondo. «La mia speranza per Sette Lune è questa: che in un futuro non così lontano possa venire letta in uno Sri Lanka che ha capito che queste idee di corruzione, conflitti razziali e clientelismo non hanno funzionato e mai funzioneranno», ha affermato lo scrittore. «Spero che sia ancora in stampa tra 10 anni e se lo sarà, spero che sia in uno Sri Lanka che avrà imparato dalla sua storia, e che Sette Lune trovi il suo posto nella sezione fantasy della libreria, accanto ai draghi e gli unicorni». Il presidente della giuria, Neil MacGregor, ha definito il libro «un noir postumo che dissolve i confini non solo di generi diversi, ma di vita e morte, corpo e spirito, est e ovest». I giudici del Booker Prize l’hanno invece definito «un poliziesco e una corsa contro il tempo piena di fantasmi, gag e una profonda umanità».
Karunatilaka, 47 anni, è il secondo scrittore dello Sri Lanka a vincere il premio, dopo la vittoria di Michael Ondaatje nel 1992 per Il paziente inglese. L’anno scorso il premio era stato assegnato all’autore sudafricano Damon Galgut per The Promise, un libro su una famiglia di contadini bianchi in Sud Africa dopo l’apartheid.