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Il Governo ha fissato la data di entrata in vigore del controprogetto all’iniziativa ‘Contro l’esportazione di armi in Paesi teatro di guerre civili’
A partire dal mese di maggio non sarà più possibile esportare armi in Paesi che violano in modo grave e sistematico i diritti umani. È quanto prevede il controprogetto del parlamento all’iniziativa "correttiva" la cui entrata in vigore è stata stabilita oggi dal Consiglio federale.
Il controprogetto all’iniziativa "Contro l’esportazione di armi in Paesi teatro di guerre civili" comporta la trasposizione nella legge federale sul materiale bellico dei criteri di autorizzazione attualmente contenuti nell’ordinanza di esecuzione. La deroga prevista per le esportazioni in Paesi che violano in modo grave e sistematico i diritti umani viene abolita, precisa una nota governativa odierna.
Nel settembre scorso, i promotori dell’iniziativa hanno ritirato la loro proposta di modifica costituzionale dopo che il Parlamento ha adottato il controprogetto indiretto del Consiglio federale, inasprendolo in alcuni punti.
L’iniziativa voleva garantire il controllo e la partecipazione democratica e impedire l’esportazione di materiale militare in Paesi teatro di violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani o di guerre civili. Prevedeva, tra l’altro, che i criteri di autorizzazione per l’export, regolati attualmente a livello di ordinanza, venissero iscritti nella Costituzione.
La proposta governativa elimina le esportazioni verso i paesi che violano gravemente e sistematicamente i diritti umani e continua a vietare le vendite a Paesi in guerra civile. Il parlamento ha voluto anche eliminare la possibilità, concessa all’Esecutivo in circostanze eccezionali, di derogare a queste regole per salvaguardare gli interessi di politica estera o di sicurezza nazionale.