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<h2>SubmittedText<h2><p>Stando a diversi studi, in un prossimo futuro l'approvvigionamento elettrico in Svizzera non potrà più essere garantito. Sempre secondo tali studi, questa carenza non potrà essere eliminata solo con l'impiego di fonti di energia rinnovabili. Oltretutto, queste presunte forme di energia pulita in realtà comportano svantaggi non trascurabili dal punto di vista della protezione del paesaggio e dell'emissione di sostanze nocive.</p><p>Le centrali a gas a ciclo combinato, attualmente sostenute dal DATEC, sono una valida alternativa nel breve periodo, tuttavia esse presentano degli svantaggi. Da una parte fanno aumentare la dipendenza della Svizzera da Stati che non possono essere considerati democratici e politicamente stabili. Dall'altra contribuiscono notevolmente all'inquinamento dell'aria a causa dell'emissione di CO2.</p><p>Per questi motivi il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Secondo il suo punto di vista, da quando ci sarà una carenza nell'approvvigionamento di energia elettrica, tenuto conto della disattivazione delle centrali di Mühleberg, Beznau I e II, della scadenza degli attuali contratti di fornitura e del crescente fabbisogno di corrente elettrica?</p><p>2. Come stima questa carenza di approvvigionamento negli anni 2020 e 2050?</p><p>3. Come intende realmente soddisfare il fabbisogno di energia elettrica che si viene a creare?</p><p>4. Riconosce i risultati della votazione popolare del maggio 2003 (consenso per l'opzione nucleare) e tiene conto di questa volontà nel definire una strategia volta a colmare la lacuna che si viene a creare con lo spegnimento delle attuali centrali nucleari?</p><p>5. È anche disposto a valutare la sostituzione delle centrali nucleari sugli attuali siti?</p><p>6. In virtù della nuova legge sull'energia nucleare, il rilascio di un'autorizzazione di massima presuppone la presentazione di una prova dello smaltimento delle scorie, che la società Nagra ha già inoltrato alla fine del 2002. È disposto a chiarire pubblicamente il malinteso sorto a causa di alcune dichiarazioni ufficiali, secondo le quali prima dell'esame della sostituzione di una centrale nucleare esistente deve essere risolta la questione del deposito finale delle scorie? Quali scadenze ha fissato per quanto concerne l'autorizzazione di una sostituzione delle attuali centrali nucleari?</p><p>7. È disposto a risolvere il problema dello smaltimento prima che inizino le discussioni relative ad una strategia per l'eliminazione delle lacune nell'approvvigionamento? Quali scadenze ha fissato in merito?</p><p>8. L'esenzione dalla tassa sul CO2 a favore di eventuali centrali a gas a ciclo combinato non ostacola il raggiungimento degli obiettivi della relativa legge?</p><p>9. Nel caso prevalga l'opzione per questo tipo di centrali, è disposto ad abrogare la legge sul CO2 e a denunciare il Protocollo di Kyoto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. L'Ufficio federale dell'energia (UFE) elabora diversi scenari in relazione alle prospettive energetiche. In uno di questi, nel quale si presume la continuazione dell'attuale politica energetica e un'evoluzione della tendenza dei diversi parametri generali (crescita economica, ecc.), ci si attende un aumento del consumo dello 0,7 per cento all'anno circa. A partire dal semestre invernale del 2018 e dall'anno civile 2020, ciò significa un maggiore fabbisogno di importazioni di corrente elettrica. In base alle ipotesi succitate, è previsto un fabbisogno di importazioni pari a circa 5 TWh nel semestre invernale del 2020 e a circa 3 TWh per l'anno civile 2020. Attualmente si stanno effettuando analisi in merito alle prospettive per il 2050 e alle evoluzioni alternative dei dati generali, ad una politica energetica più efficace e diverse opzioni in vista del potenziamento della produzione nazionale di energia elettrica. Nel corso del 2006, il Consiglio federale avvierà le discussioni sulle prospettive energetiche e uno scambio di opinioni a livello politico anche in relazione alla sostituzione delle attuali centrali nucleari. Va da sé che la garanzia dell'approvvigionamento energetico continua ad essere compito del settore economico.</p><p>4./5./8./9. In virtù dell'attuale legge sull'energia nucleare, l'opzione nucleare rimane aperta. Pertanto, è possibile la costruzione di nuovi impianti sia negli attuali che in nuovi siti. Considerati la mancanza di un consenso politico per nuovi impianti, il problema della prova dello smaltimento e la lunga fase di pianificazione e di realizzazione di nuove centrali nucleari (compresa la possibilità di referendum contemplata nella legge), la loro costruzione sarebbe pensabile solamente a lungo termine. </p><p>La realizzazione di una nuova centrale nucleare richiede un'autorizzazione di massima, un'autorizzazione di costruzione e un'autorizzazione d'esercizio. La prima viene rilasciata dal Consiglio federale e deve essere approvata dal Parlamento, la cui decisione sottostà a referendum facoltativo. Secondo la legge sull'energia nucleare, l'autorizzazione di costruzione e l'autorizzazione d'esercizio sono rilasciate invece dal DATEC. Contro la decisione del DATEC può essere interposto ricorso davanti alla Commissione di ricorso o, in futuro, al Tribunale amministrativo federale e, in ultima istanza, al Tribunale federale. La durata della procedura dipende dal fatto se sono stati inoltrati richieste e ricorsi e se ad un ricorso è stato tolto l'effetto sospensivo, in altre parole se la centrale può già essere messa in esercizio malgrado sia stato presentato un ricorso. </p><p>Gli impianti termici a combustibili fossili quale soluzione intermedia sono un'alternativa da valutare; la promozione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica rimane tuttavia prioritaria per la politica energetica della Confederazione e dei cantoni. La legge sul CO2 permette a tutte le imprese, che si impegnano nei confronti della Confederazione a favore della riduzione di queste emissioni, di essere esentate dal pagamento della tassa. Anche gli impianti termici a combustibili fossili hanno questo diritto nel caso non vogliano pagare la tassa. Al fine di dare la possibilità di esonero dalla tassa anche agli impianti di ultima generazione, che non dispongono di un potenziale di riduzione interno, l'articolo 8 dell'ordinanza del 22 giugno 2005 relativa alla tassa sul CO2 prevede misure di riduzione anche al di fuori dell'impresa. Possibili provvedimenti a livello svizzero sono programmi volti all'efficienza energetica nell'ambito degli edifici e nell'economia, contracting energetico, ecc. La quantità delle emissioni di CO2 da ridurre è stabilita in funzione della produzione di energia elettrica prevista. Il 30 per cento al massimo dell'obiettivo di limitazione per il 2010 può essere raggiunto mediante provvedimenti all'estero come i certificati CO2. Grazie a questi strumenti la costruzione di centrali a gas a ciclo combinato può essere inclusa nella politica climatica della Confederazione. L'abrogazione della legge sul CO2 e la denuncia del Protocollo non sono pertanto da prendere in considerazione.</p><p>6./7. In virtù dell'articolo 13 capoverso 1 lettera d della legge sull'energia nucleare, l'autorizzazione di massima per la costruzione di una nuova centrale nucleare può essere rilasciata se è fornita la prova dello smaltimento delle scorie radioattive prodotte. Nel 1988 il Consiglio federale ha stabilito che la prova dello smaltimento delle scorie di debole e media attività è fornita, mentre quella per scorie altamente radioattive lo è solo in parte. Nel contempo il Collegio ha deciso di estendere le analisi ai sedimenti. All fine del 2002 la Nagra ha presentato la prova dello smaltimento per scorie altamente radioattive relativa all'argilla opalina del Weinland zurighese. L'anno seguente è iniziata un'accurata verifica della documentazione da parte delle autorità competenti, che si è conclusa a metà del 2005. Dal 13 settembre al 12 dicembre 2005 sarà esposta al pubblico tutta la documentazione rilevante ai fini della decisione. Il Consiglio federale, probabilmente nella seconda metà del 2006, si pronuncerà in merito alla prova dello smaltimento e alla procedura da seguire in relazione allo smaltimento delle scorie radioattive. Sempre nel 2006, il Collegio si pronuncerà inoltre sulla questione della produzione nazionale di corrente elettrica a lungo termine.</p><p>A prescindere dall'ulteriore impiego di energia nucleare, la generazione attuale ha il compito e la responsabilità di cercare soluzioni concrete in vista dello smaltimento sicuro e a lungo termine delle scorie radioattive in Svizzera. A partire dal 2040 dovrebbe essere disponibile un deposito per lo stoccaggio di scorie altamente radioattive, per quelle mediamente e debolmente radioattive anche prima. Nei prossimi tempi sono attese decisioni importanti in relazione alla prova dello smaltimento, alla procedura di scelta dell'ubicazione (piano settoriale "dei depositi in strati geologici profondi") e al seguito dei lavori.</p><p>In virtù dell'articolo 5 dell'ordinanza del 10 dicembre 2004 sull'energia nucleare, la Confederazione fissa in maniera vincolante in un piano settoriale destinato alle autorità gli obiettivi e i principi per l'immagazzinamento delle scorie radioattive in depositi in strati geologici profondi. In una parte concettuale, il piano stabilisce i criteri e le procedure indispensabili per scegliere l'ubicazione, in Svizzera, di simili depositi. Attualmente il competente Ufficio federale dell'energia sta elaborando le necessarie basi di lavoro. A partire da quest'autunno, il piano settoriale sarà discusso e completato nell'ambito di una vasta procedura di consultazione e di partecipazione. Probabilmente nella seconda metà del 2006 il Consiglio federale si pronuncerà sulla parte concettuale del piano.</p><p>Non appena sarà stata approvata la parte concettuale del piano settoriale, i responsabili dello smaltimento delle scorie potranno avviare la procedura di selezione del sito per il deposito finale. Per quanto riguarda le scorie debolmente e mediamente radioattive si procede per gradi: in base ad una cartina neutra della Svizzera, dapprima si effettua una preselezione delle potenziali zone per poi giungere alla scelta dell'ubicazione vera e propria. Per quanto concerne invece le scorie altamente radioattive, il Consiglio federale ha chiesto di valutare dei siti alternativi al Weinland zurighese che, secondo il piano settoriale, devono essere esaminati e comparati a quello di Zurigo.</p><p>La presentazione di una domanda di autorizzazione di massima e lo svolgimento della relativa procedura di rilascio disciplinata dalla legge costituiscono l'ultima tappa della procedura di selezione del sito, che si conclude con la decisione del Consiglio federale, il quale stabilisce l'ubicazione del deposito secondo la legge sulla pianificazione del territorio e rilascia l'autorizzazione di massima in base alla legge sull'energia nucleare. Infine, spetta al Parlamento approvare l'autorizzazione, che può essere oggetto di un referendum facoltativo.</p>  Risposta del Consiglio federale.