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BELLINZONA - Un dipendente delle Ferrovie federali svizzere (FFS) dovrà rispondere a giugno davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona delle accuse di infedeltà nella gestione pubblica, truffa per mestiere, riciclaggio di denaro e altri reati. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) gli rimprovera di essersi arricchito illegalmente per oltre dieci anni attribuendo appalti a due aziende di un amico. Parte dei lavori non sono neppure stati eseguiti. I due uomini hanno così guadagnato circa 4 milioni di franchi, che si sono divisi.
Nel periodo compreso tra aprile 2003 e marzo 2014, il 56enne ha assegnato autonomamente contratti ad un suo ex compagno di studi, deceduto nel 2011. Dopo la sua morte, afferma l'MPC nell'atto di accusa, la vedova ha accettato di proseguire con il sistema.
All'inizio i due amici avrebbero compilato insieme le offerte e le fatture per le FFS. Dopo qualche tempo, l'imputato ha assunto da solo tale compito. In qualità di dipendente delle FFS "controllava" personalmente la documentazione e la approvava.
Con circa due milioni di franchi ha sostenuto finanziariamente l'amante e pagato i lavori svolti nella propria casa, la scuola privata della figlia, una moto Ducati e molto altro.
I lavori e servizi non svolti o completati solo parzialmente hanno causato alle FFS un danno di almeno 1,2 milioni di franchi, si legge nell'atto di accusa.
La vedova e la sua sorella gemella, che aveva messo a disposizione il suo conto bancario per riciclare il denaro, sono già state condannate nel 2015 con decreto d'accusa.
L'imputato avrebbe coinvolto anche un'altra società nelle malversazioni, ricevendo in cambio dai tre principali azionisti sconti e denaro contante per un valore complessivo di 380'000 franchi. Anche questi azionisti sono coimputati. L'udienza dovrebbe durare tre giorni.