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Un culto durato 2306 ore
Per proteggere una famiglia di richiedenti l’asilo minacciata di espulsione, nella chiesa protestante Bethel, nei Paesi Bassi, il culto si è protratto per tre mesi
in migrazione , diritti umani
(Huibert Van Beek) Il 30 gennaio è terminato il culto ininterrotto nella chiesa protestante Bethel, a L’Aia, per proteggere una famiglia di richiedenti l’asilo minacciata di espulsione. Nei Paesi Bassi la polizia non può intervenire all’interno di un edificio religioso durante la celebrazione di una funzione. Quando il 26 ottobre la parrocchia della chiesa Bethel aveva offerto ospitalità alla famiglia armena Tamrazyan, i responsabili avevano deciso di prolungare il culto di quella sera con una seconda celebrazione e successivamente una terza e così via, senza interruzione, giorno e notte.
In totale 2.306 ore di culto, con quasi mille officianti provenienti da tutto il paese e dall’estero, con decine di volontari che assicuravano la logistica e centinaia di persone che riempivano i banchi della chiesa. Per tutto questo tempo la famiglia Tamrazyan è rimasta all’interno dell’edificio, nei locali al primo piano sopra il luogo di culto.
Asilo ecclesiastico
Questo esempio straordinario di asilo ecclesiastico (“kerkasiel” in olandese) si è concluso felicemente grazie a un accordo politico raggiunto fra i quattro partiti che costituiscono la coalizione di governo al potere nei Paesi Bassi in questo momento. L’accordo prevede il riesame dei fascicoli di circa 700 famiglie di richiedenti l’asilo, tutte con figli che frequentano la scuola da almeno cinque anni. Queste famiglie, tra cui la famiglia Tamrazyan - padre, madre e tre figli -, erano tutte minacciate di espulsione in virtù di un precedente accordo fra gli stessi partiti.
Al momento di formare la loro coalizione, questi partiti avevano convenuto che non ci sarebbe stata alcuna “grazia per i bambini” (“kinderpardon” in olandese), espressione con la quale si intendeva sottolineare che nonostante fossero bambini pienamente integrati, parlassero correntemente l’olandese e frequentassero la scuola da diversi anni, sarebbero stati espulsi insieme con i loro genitori. Nell’opinione pubblica questo rifiuto di prendere in considerazione la situazione dei bambini ha suscitato crescenti critiche, finché i leader politici si sono resi conto della necessità di invertire la rotta.
Compromesso politico
Il riesame dei fascicoli richiederà mesi. I funzionari dell’ufficio immigrazione prevedono che l'80%-90% dei casi otterranno una decisione favorevole. Come ogni accordo politico anche quello sulla grazia per i bambini ha purtroppo una clausola negativa. Per ottenere l'appoggio del partito dei liberali (la destra), gli altri tre partiti hanno dovuto accettare che il numero di rifugiati selezionati ogni anno nei campi in Medio Oriente sia ridotto da 750 a 500.
Sul cambiamento di rotta della coalizione al governo ha certamente avuto un notevole peso l'azione condotta nella chiesa Bethel. E questo grazie all'ampia risonanza avuta nei media, ma anche all’efficacia delle relazioni personali e all’impegno dei responsabili della chiesa, i quali ora sono determinati a proseguire la loro azione per una politica d’asilo più umana e rispettosa dei diritti umani. (da Réformes; trad. it. G. M. Schmitt; adat. P. Tognina)