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Il caso dello studio svizzero utilizzato per disinformare sui vaccini anti-COVID
Da un paio di giorni circola sui social network la notizia secondo cui la vaccinazione anti-COVID causa la sclerosi multipla, una grave disfunzione del sistema immunitario. Questa notizia, però, è infondata. Vediamo insieme perché.
La ricerca
La presunta notizia deriva dalla lettura fuorviante di un testo prodotto da alcuni ricercatori dell’Ospedale universitario di Zurigo, che è stata pubblicata a ottobre 2022 su una rivista medica statunitense specializzata nella sclerosi multipla, il Multiple Sclerosis Journal.
Nel testo vengono riportati due casi di sclerosi multipla iniziati dopo le vaccinazioni a mRna anti-COVID. Secondo i ricercatori, l’infezione naturale da Sars-CoV-2 e, in misura molto minore, le vaccinazioni a mRna anti-COVID, possono essere accompagnate da fenomeni autoimmuni transitori o dall'insorgenza di malattie autoimmuni. La ricerca, che analizza le possibili cause, non dimostra tuttavia che esiste un rapporto causa-effetto tra la vaccinazione e l'insorgenza della sclerosi multipla.
Camille Gamboa, portavoce di SAGE Publications – editrice della rivista – ha specificato inoltre all’agenzia di stampa internazionale Associated Press che la ricerca non è uno studio completo, ma un abstract pubblicato a scopo informativo. Era stato infatti presentato lo scorso anno a una conferenza internazionale organizzata dal Comitato europeo per il trattamento e la ricerca nella sclerosi multipla (ECTRIMS), organizzazione non-profit dedita allo studio e al trattamento della malattia autoimmune.
Mancanza di uno studio sperimentale
Questa ricerca non è la prima nel suo genere. Nel 2021, infatti, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica olandese Journal of Neuroimmunology ha analizzato in modo simile cinque casi di sclerosi multipla sviluppatisi dopo la somministrazione di un vaccino anti-COVID. In questo caso, i ricercatori dello studio avevano stabilito che la causalità della vaccinazione e l'insorgenza della sclerosi multipla non possono essere determinate. Per chiarire una possibile associazione, infatti, erano necessarie ulteriori ricerche.
Julie Fiol, vicepresidente associata della National Multiple Sclerosis Society, organizzazione senza scopo di lucro statunitense, ha confermato che per dimostrare causa ed effetto sarebbe necessario condurre un tipo di studio sperimentale, con un numero molto elevato di persone.