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<h2>SubmittedText<h2><p>Come valuta il Consiglio federale i rischi derivanti dall'attuazione dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa" per il prestigio della Svizzera come polo d'insegnamento, di ricerca e d'innovazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dei possibili effetti dell'articolo riguardante l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" (art. 121a della Costituzione) sull'economia e sulla società, in particolare sul settore ERI. La possibilità di reclutare i migliori talenti a prescindere dalla loro nazionalità rappresenta un fattore di successo della Svizzera nei settori della ricerca, della formazione e dell'economia. Nel messaggio ERI 2017-2020 il Consiglio federale si è espresso in modo dettagliato in proposito: nel 2012 quasi il 40 per cento del personale impiegato nel settore privato svizzero per attività di ricerca e sviluppo era di origine straniera. Inoltre, le nostre scuole universitarie attirano ricercatori d'eccellenza e professori di alto livello. Questo successo in termini di competitività internazionale è dovuto all'acquisizione di fondi per la ricerca, alle infrastrutture moderne, alle buone condizioni quadro e all'ottima reputazione delle scuole universitarie svizzere nel mondo.</p><p>Al momento è difficile valutare l'impatto concreto dell'articolo 121a della Costituzione sul settore ERI. Tuttavia, alcune conseguenze sono già ben visibili. Ad esempio, nella primavera 2014 la Svizzera non ha potuto associarsi a pieno titolo al programma quadro di ricerca europeo Horizon 2020 in quanto non aveva firmato il protocollo relativo all'estensione alla Croazia dell'accordo tra la Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra sulla libera circolazione delle persone. Grazie a un accordo di associazione parziale, dal settembre 2014 la Svizzera può partecipare fino alla fine del 2016 ad alcuni progetti di Horizon 2020. Tuttavia, da un primo bilancio intermedio emerge che la partecipazione dei ricercatori svizzeri è sensibilmente diminuita rispetto al programma quadro di ricerca precedente. Il protocollo concernente la Croazia è stato firmato il 4 marzo 2016. Se la Svizzera lo ratificherà entro il 9 febbraio 2017 potrà aderire a pieno titolo a Horizon 2020 dal 1° gennaio 2017 fino alla sua conclusione (31 dicembre 2020), altrimenti continuerà a partecipare come Paese terzo. In tal caso il Consiglio federale dovrebbe sottoporre al Parlamento delle proposte sulla strada da seguire (si veda in proposito il messaggio ERI 2017-2020, pag. 130 segg.). I programmi europei in materia di formazione, in particolare Erasmus+, promuovono gli scambi e la mobilità a livello internazionale sia fra gli istituti sia fra gli studenti e gli insegnanti. Dopo l'approvazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" i negoziati per l'adesione della Svizzera a Erasmus+ sono stati sospesi e il nostro Paese deve accontentarsi di partecipare come Stato terzo. Nel 2014 il Consiglio federale ha elaborato una soluzione transitoria valida fino alla fine del 2016.</p><p>Il Consiglio federale ha deciso di adottare diverse misure collaterali nell'ambito del disegno di legge sulla regolazione dell'immigrazione per attenuare gli effetti della limitazione dell'impiego di personale qualificato straniero grazie a un migliore sfruttamento del potenziale di manodopera locale (cfr. SECO, 2015: "Iniziativa sul personale qualificato - Stato di attuazione e prossimi sviluppi". Rapporto del Consiglio federale del 19 giugno 2015 in adempimento di diversi interventi parlamentari). Tra queste misure si possono citare, nel settore delle scuole universitarie, la promozione delle nuove leve accademiche e il ricambio generazionale in ambito medico, due aspetti centrali del messaggio ERI 2017-2020.</p>  Risposta del Consiglio federale.