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Il prossimo fine settimana si disputa il Gran Premio di Formula 1 di Monaco sul circuito stradale di Montecarlo, il primo dei quali si corse nel 1929 con un ticinese in gara, il luganese Mario Lepori.
Oggi riaccendiamo i motori con un personaggio che ha scritto la storia della Formula 1: Bernhard Charles “Bernie” Ecclestone. Nato a Ipswich nel 1930, l’oggi straricco inglese ebbe delle ambizioni corsaiole in giovane età partecipando a gara motociclistiche dapprima e a quella della Formula 3 500 nei primi anni ’50.
Padre di una bambina di tre anni, in vista del 1958 acquista la scuderia inglese Connaught e l’iscrive al Mondiale di F1 come “BC Ecclestone” e per la quale va in pista egli stesso in due occasioni. A Montecarlo divide la monoposto con l’americano Bruce Kessler che mancherà la qualificazione per sei secondi come la seconda guida Paul Emery. Ecclestone medesimo scenderà in pista per un sol giro, tanto per toccare il gettone di presenza, finendo con… sei minuti di ritardo sulla pole position di Tony Brooks. Divide la macchina con David Fairman anche alla sua seconda apparizione in Inghilterra nel medesimo anno, senza girare ma tenendosi pronto a una sostituzione.
Amico di Stuart Lewin-Evans, Bernie è molto scosso dalla morte del connazionale pochi giorni dopo un brutto incidente al GP del Marocco di Casablanca del ‘58: vende la scuderia e smette di correre. Negli anni ’70 acquisterà la Brabham e riorganizzerà tutta la Formula 1 come factotum dell’associazione dei costruttori, tenendosi la percentuale su ogni movimento finanziario fino alla vendita della F1 medesima nel 2017. Il suo patrimonio odierno, tra cui l’albergo Olden di Gstaad, ammonterebbe ad alcuni miliardi – o franchi o sterline, fate voi. Risposatosi per la terza volta nel 2012 con la brasiliana Fabiana Flosi, più giovane di 47 anni, ha visto nascere il suo quarto figlio lo scorso luglio.
Fin qui i fatti. A tutt’oggi campata nell’aria una sua partecipazione alla rapina inglese del secolo dell’agosto 1963 e che fruttò ai malviventi 2,6 milioni di sterline che ai tempi erano circa 60 milioni di franchi. Evaso di prigione e rifugiatosi in Brasile, uno dei banditi di nome Ronald Biggs fu invitato regolarmente da Ecclestone a seguire sul posto il locale Gran Premio di F1. Quindici dei sedici assalitori vennero fermati o individuati nel corso degli anni: il sedicesimo no.