Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01153.jsonl.gz/1038

A oltre un anno dal disastro di Fukushima, uno studio elaborato dall’Università californiana di Stanford ha stimato l’impatto sulla salute dell’incidente avvenuto alla centrale nucleare giapponese. Le radiazioni sprigionatesi potrebbero provocare fino a 1'300 morti e 2'500 casi di cancro. Dati che contrastano con le rassicurazioni fornite nel marzo scorso dal Comitato scientifico delle Nazioni Unite.
Il peggior disastro dopo Chernobyl
Queste stime, pubblicate sulla rivista “Energy and Environmental Science”, indicano inoltre che si è trattato del peggior incidente nucleare dopo quello avvenuto nel 1986 a Chernobyl che provocò 65 decessi accertati e 4'000 sul lungo termine (cifra questa contestata da diverse associazioni ambientaliste che parlano invece di decine di migliaia di morti).
Morti durante l'evacuazione
Il modello elaborato da Stanford indica che durante l'evacuazione della zona circostante la centrale sono morte circa 600 persone, soprattutto anziani e malati cronici, sia per l'esposizione alle radiazioni sia per l'affaticamento.