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Presto sarà possibile diagnosticare la malattia della mucca pazza su animali e uomini vivi. È quanto scrive la rivista scientifica Nature, riferendosi alle ricerche compiute dall'azienda svizzera Serono. Finora i test potevano essere effettuati solo su animali morti.Questo contenuto è stato pubblicato il 13 giugno 2001 - 18:38
Diventa dunque possibile la diagnosi precoce su animali e uomini vivi sia della malattia della mucca pazza, sia della sua forma umana, la variante della Creutzfeldt-Jakob (vCjd). Finora i test potevano eseguire solo dopo la morte, esaminando il tessuto del cervello, dove si annidano più numerosi i prioni alterati responsabili della malattia.
La tecnica che rende più vicina la diagnosi tempestiva è presentata su Nature, nel numero che esce giovedì, ed è stata messa a punto in Svizzera, nell'istituto di ricerche farmaceutiche della Serono di Ginevra, dal gruppo coordinato dal neurobiologo cileno Claudio Soto, ed è simile all'amplificazione genica nota come Pcr.
Imitando il comportamento dei prioni alterati, il nuovo metodo riesce per la prima volta a far moltiplicare in provetta, in tempi rapidissimi, quantità molto piccole di prioni alterati. Le quantità di partenza sono bassissime, proprio come quelle che in animali e uomini malati si trovano nel sangue o in altri tessuti periferici.
swissinfo e agenzie