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Colloqui a Washington tra il ministro della difesa elvetico Samuel Schmid ed esponenti del Pentagono.
Ogni nuova azione militare da parte americana potrebbe portare ad una destabilizzazione. L'opinione è stata espressa a Washington dal consigliere federale Samuel Schmid, in un colloquio con la stampa organizzato al termine dell'incontro che il capo della difesa elvetica ha avuto lunedì con alti esponenti del Pentagono. Martedì Schmid è a New York dove incontra il segretario generale dell'ONU, Kofi Annan.
La lotta al terrorismo e i problemi legati alla sicurezza interna sono stati i temi al centro dell'incontro che Schmid ha avuto con Paul Wolfowitz, il vice segretario alla difesa americano. L'incontro - ha precisato il ministro - si è svolto in un clima amichevole. Doveva durare solo 20 minuti, ma in realtà si è potratto per tre quarti d'ora.
Sicurezza interna e terrorismo
Si è parlato molto di sicurezza interna. Gli americani hanno deciso di investire molto in questo campo nei prossimi anni. Una delegazione americana è venuta recentemente in Svizzera per conoscere il nostro sistema, contemporaneamente un gruppo elvetico ha fatto il viaggio inverso per informarsi su come gli americani hanno affrontato la situazione d'emergenza creatasi dopo l'11 di settembre.
Nel corso del colloquio Schmid ha ricordato ai suoi interlocutori la posizione elvetica sui detenuti di Guantanamo. Gli Stati Uniti non vogliono definirli prigionieri di guerra e questo in futuro potrebbe innescare un pericoloso processo di reciprocità. La Svizzera ha chiesto agli Stati Uniti il rispetto delle convenzioni di Ginevra sui diritti dei prigionieri di guerra.
Per quanto riguarda la lotta al terrorismo, la Svizzera ritiene che la risposta militare sia solo uno dei mezzi per combattere questa minaccia. Interrogato sulle recenti dichiarazioni di Bush relative all'asse del male, Schmid ha precisato che, a suo modo di vedere, ogni "supplementare azione militare potrebbe avere una funzione di destabilizzazione". Per questo il consigliere federale ritiene appropriato che un eventuale attacco all'Iraq debba ottenere l'approvazione delle Nazioni Unite.
Passaggio alle olimpiadi
Prima di venire a Washington, Schmid era stato alla cerimonia d'inaugurazione delle olimpiadi di Salt Lake City. L'annuncio dell'arrivo delle prime medaglie elvetiche è arrivato dopo la sua partenza per Washington. "Non ho ancora avuto modo di congratularmi personalmente con i vincitori, ma ho mandato loro un messaggio" ha precisato il ministro dello sport soddisfatto dei risultati finora ottenuti dalla squadra elvetica. In particolare, la Svizzera ha conquistato domenica una medaglia d'oro nel salto con gli sci.
Dopo la tappa a Washington, Schmid è partito alla volta di New York. Oggi ha in programma un incontro con il segretario dell'ONU Kofi Annan. Il ministro ha precisare che l'incontro rientra nei normali contatti che il nostro paese ha con l'ONU. Non è quindi legato all'imminente votazione prevista il 3 marzo sull'adesione della Svizzera alle Nazioni Unite. Ma c'è da scommettere che si parlerà anche di questo.
Anna Luisa Ferro Mäder, Washington