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I Fratelli musulmani sono pronti ad aprire un dialogo con i copti, i cristiani d'Egitto, per esaminare con loro la posizione della confraternita sul tema dei rapporti interconfessionali ed eliminare i timori espressi a riguardo dagli stessi copti.
Lo ha dichiarato oggi il portavoce della fratellanza, Essam El Eryan, che ieri aveva dato notizia di "un ottimo colloquio" svoltosi al telefono tra la guida suprema del movimento, Mohamed Badie, ed il capo della chiesa copta ortodossa, papa Shenuda III.
L'annuncio arriva poche ore dopo il risultato del referendum sugli emendamenti alla Costituzione, a favore dei quali hanno votato circa 14 milioni di egiziani, dopo che il sì era stato sostenuto con decisione sia dai Fratelli Musulmani sia dai residui sostenitori del Partito Nazionale Democratico, il partito al potere durante il regime di Mubarak.
I copti si erano apertamente schierati per il no al referendum, visto che gli emendamenti non includevano modifiche all'articolo 2 della Costituzione che prevede la 'Sharià, la legge coranica, come fonte del diritto egiziano.
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