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Secondo il consigliere nazionale socialista Franco Cavalli, anche i radicali e popolari-democratici prenderanno parte alle manovre per estromettere l'Unione democratica di centro dal governo. Scettico però il presidente del PPD, Adalbert Durrer.Questo contenuto è stato pubblicato il 18 novembre 2000 - 15:13
«Dieci giorni fa si erano ancora mostrati disinteressati. Ora iniziano a muoversi», afferma Cavalli in un'intervista pubblicata sabato dal quotidiano zurighese «Tages-Anzeiger». Il presidente del gruppo parlamentare socialista non ha però voluto dare dettagli più concreti. Attualmente gli sforzi sono concentrati per convincere Il Partito Liberale Radicale (PLR) e il Parito Popolare Democratico (PPD) a formare una coalizione.
«PS, PLR e PPD hanno opinioni molto più vicine di quanto si pensi sui problemi fondamentali», ha proseguito Cavalli, precisando che «non si tratta di difendere le singole posizioni, bensì di essere pronti a trovare soluzioni comuni. Questa volontà manca invece all'UDC».
«Le differenze tra PLR e UDC possono essere paragonate a quelle che vi sono tra la politica aziendale di Novartis e quella di McDonald's», ha aggiunto. Con la Novartis i sindacati riescono a dialogare e magari anche a trovare una soluzione comune. Con McDonald's è invece impossibile trattare, perché non accetta i partner sociali.
Ultimamente nella politica elvetica ci sono stati pochi movimenti, perché i vertici del PLR e del PPD «sono stati bloccati dal terrore dell'UDC. Cerchiamo un cambiamento di clima. E io posso immaginarmi - conclude Cavalli - che faremo qualche passo in avanti assieme agli altri due partiti».
Questa opinione di Cavalli non sembra però condivisa dal presidente del Partito popolare democratico (PPD) Adalbert Durrer che in un'intervista pubblicata dal quotidiano romando «Le Temps» giudica prematura l'estromissione dell'UDC dal governo, voluta dai socialisti.
«Se vogliamo cambiare fondamentalmente il sistema - ha aggiunto- ci sono poche possibilità che ciò avvenga con Franz Steinegger alla guida del Partito liberale radicale (PLR). Secondo Durrer infatti, il PLR è «rimasto bloccato» di fronte all'avanzata dell'UDC nelle ultime elezioni federali.
Se «a titolo personale» Durrer sarebbe «abbastanza tentato a osare», è comunque convinto che «un cambiamento di sistema non si possa improvvisare alla carlona in occasione di un posto vuoto in Consiglio federale. Il momento più propizio - afferma - è quello dell'inizio di una nuova legislatura», quando il Parlamento elegge i membri del Governo».
Un tale scenario è comunque molto incerto, anche perché -ammette Durrer - il PPD non ha più, matematicamente, diritto a un secondo seggio in Consiglio federale. Qualora dovesse ritirarsi un ministro del nostro partito «avremmo un problema, o meglio lo avrà il mio successore». La questione infatti probabilmente non si porrà prima delle prossime elezioni del 2003.
swissinfo e agenzie
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