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Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, e altri membri del suo entourage sono stati condannati, per aver diffuso messaggi misogini, a pagare multe e altre forme di indennizzo per un totale di circa 3 milioni di dollari.
Nella sua sentenza, la giudice federale Ana Lucia Petri Betto ha affermato che le parole del presidente e dei suoi collaboratori "sono degne di orrore e ripudio". La condanna si è basata su una denuncia del pubblico ministero di San Paolo, che aveva disposto il pagamento di 5 milioni di reais (un milione di dollari) a titolo di risarcimento alle vittime, oltre alla realizzazione di campagne mediatiche contro il maschilismo per 10 milioni di reais (due milioni di dollari).
Il pm ha citato diverse dichiarazioni di Bolsonaro, tra cui quella all'indirizzo di una giornalista del quotidiano Folha de S.Paulo in cui insinuava che la donna avesse fatto carriera in cambio di favori di natura sessuale. Il governo dovrà ora sborsare 10 milioni di reais per pagare sui media e sui social "campagne di sensibilizzazione sulle situazioni di violenza, molestie e disuguaglianza subite dalle donne", afferma la sentenza della giudice federale.
L'ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva (in carica dal 2003 al 2010), ha il 49% delle intenzioni di voto rispetto al 23% dell'attuale capo dello Stato, Jair Bolsonaro, secondo un sondaggio dell'istituto Ipec pubblicato oggi dal quotidiano Estado de Sao Paulo, in vista delle elezioni del 2022.
La direttrice di Ipec, Marcia Cavallari, ha spiegato al giornale che lo svantaggio elettorale di Bolsonaro si spiega con il deterioramento della sua immagine negli ultimi mesi a causa dell'aggravarsi della crisi legata alla pandemia da coronavirus.
Secondo Ipec, la disapprovazione per il leader di estrema destra è cresciuta dal 39% di febbraio al 50% del rilevamento di questo mese. Chi invece ha risposto che il governo Bolsonaro è "ottimo o buono" è passato dal 28% di febbraio al 23% di giugno, e nello stesso periodo chi lo giudica "regolare" è passato dal 31% al 26%.