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Il fatto che nel 2009 in Ticino sia aumentato il numero di frontalieri, mentre cresceva la disoccupazione, non significa che gli italiani occupino gli impieghi lasciati liberi dai lavoratori locali, ritiene la ministra dell'economia Doris Leuthard.
Rispondendo a una domanda del deputato popolare democratico Meinrado Robbiani, secondo cui in certi rami si sarebbe di fronte a un problema di sostituzione, Doris Leuthard ritiene che certi fenomeni osservati in Ticino dipendono anche dalla particolare struttura economica della regione.
Per rispondere alla domanda sarebbero comunque necessari studi più approfonditi. In ogni caso, ha sottolineato la presidente della Confederazione, si è notato che «laddove vi sono molti lavoratori stranieri, la ricerca di un nuovo impiego dura di più».
In generale, i frontalieri sono un elemento di stimolo per l'economia. Nelle regioni di frontiera, ha aggiunto la ministra, «la disoccupazione non è cresciuta più velocemente rispetto ad altre regioni della Confederazione».
Nel 2009, il tasso di disoccupazione medio in Svizzera è stato del 3,7% (2,6% nel 2008). In Ticino, la quota si è attestata al 4,9%, contro il 4,1% dell'anno precedente.
In una seconda presa di posizione sui rapporti con l'Italia, Leuthard ha risposto al parlamentare ticinese di essere informata che le imprese svizzere devono ottenere da Roma - dal 31 maggio scorso - un'autorizzazione preventiva per poter partecipare agli appalti pubblici.
Il Dipartimento dell'economia, ha spiegato la consigliera federale, sta esaminando se simili misure sono più coercitive per le aziende elvetiche rispetto a quelle applicate a società di altri Paesi e «se i principi di non discriminazione e reciprocità presenti negli accordi sulla libera circolazione tra Svizzera e Unione europea vengono rispettati».
«Siamo in contatto con la Commissione europea e con l'Italia», ha assicurato Doris Leuthard.
swissinfo.ch e agenzie