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ZUGO - Sedici casse malattia, rappresentate da tarifsuisse AG hanno intentato una causa contro 13 case di cura del canton Zugo per ottenere il rimborso dei costi del materiale di cura. La somma globale raggiunge il milione di franchi, precisa santésuisse, a cui appartiene tarifsuisse.
Gli assicurati, tramite i premi, hanno finanziato per anni il costo del materiale, anche se non era tenuti a farlo per legge, ha detto il responsabile della comunicazione di santésuisse Matthias Müller all'agenzia Keystone-ATS. Zugo è un "cantone pilota", seguiranno denunce anche in altri cantoni.
La richiesta si basa su una sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) dell'autunno 2017 che ha dato ragione alla casse malattia stabilendo che non sono più tenute a rimborsare tramite l'assicurazione base il costo del materiale sanitario utilizzato dai servizi di cure a domicilio, dalle case anziani e degli ambulatori non medicalizzati. I membri di tarifsuisse AG hanno chiesto il rimborso dei costi a partire dal primo gennaio 2015.
Dopo la sentenza sono state avviata trattative fra gli assicuratori malattia, l'associazione delle case di cura e il cantone per trovare una "soluzione pragmatica", ma senza esito, afferma santésuisse in un comunicato. La causa è stata intentata perché il cantone non ha fatto nulla per assumersi i costi residui. I costi del materiale non coperto dall'assicurazione malattie è a carico di cantoni e comuni. Nell'ambito delle revisione del finanziamento delle cure del 2011 infatti, è stato deciso che i contributi dell'assicurazione malattie sarebbero stati limitati e che i cantoni dovevano assumersi il finanziamento residuo.
I membri di Curafutura, l'altra associazione di casse malattia che raggruppa Helsana, CSS, Sanitas e KPT, non hanno presentato alcuna denuncia. Helsana, principale cassa malattia svizzera, ha rinunciato perché non intende lanciarsi in lunghi procedimenti giudiziari.