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Andreas Fridolin Weis Bentzon è stato uno dei più importanti etnomusicologi danesi. Ha incentrato le proprie attività nella regione Sardegna ed a lui si deve il salvataggio della cultura musicale millenaria delle launeddas, avviata durante gli anni cinquanta dello scorso secolo verso l'estinzione. Il legame con l'isola iniziò casualmente in adolescenza, durante un viaggio in cui rimase impressionato dagli aspetti ancestrali della tradizione sarda. Tornò ripetutamente effettuando ricerche e registrazioni sul campo, ottenendo risultati eccellenti nonostante lavorasse con mezzi di fortuna. Oltre lo studio sulle launeddas che lo mise in relazione con i principali etnomusicologi e antropologi dell'epoca come Diego Carpitella, Alberto Cirese e Ernesto De Martino, a destare il suo interesse furono anche altri aspetti culturali e sociali, che non riuscì ad approfondire a seguito della prematura scomparsa a soli trentacinque anni nel 1971. L'epopea entuasiasmante della ricerca sulle launeddas, incluso un avventuroso viaggio a bordo di una moto Numbus da Copenaghen alla Sardegna, la racconta Dante Olianas, ricercatore di lunga data delle attività di Bentzon, nonché autore di vari prodotti multimediali legati alla sua figura, tra cui il recente film documentario “La Sardegna e le launeddas" e il libro "Antonio Lara - Il più grande maestro di launeddas del XX secolo?".
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