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LOSANNA - Gli zingari non otterranno un indennizzo dalla IBM, che accusano di aver contribuito all'organizzazione del genocidio intrapreso dai nazisti nei loro confronti. Il Tribunale federale ha respinto il ricorso presentato dai gitani contro la decisione della magistratura ginevrina, secondo cui le attività della società Usa durante il periodo hitleriano sono ormai cadute in prescrizione. Le motivazioni della Corte suprema non sono ancora note.
L'avvocato ginevrino del Gruppo d'azione per il riconoscimento internazionale e l'indennizzo dei gitani (GIRCA), Henri-Philippe Sambuc, deplora che i giudici di Losanna non siano entrati nel merito della questione. "La sentenza - sottolinea - non farà tuttavia tacere le vittime di crimini contro l'umanità che vogliono denunciare le società responsabili di aver fornito un'assistenza logistica ai loro autori".
L'associazione GIRCA - a cui cinque gitani sopravvissuti ai campi di concentramento hanno ceduto i loro diritti - rimprovera alla IBM di aver fornito alla società Deutsche Hollerith Maschinen GmbH (Dehomag) le macchine per fabbricare le carte perforate impiegate dal regime nazista. Queste carte, utilizzate per i censimenti, sarebbero state impiegate anche per contare le persone decedute nei campi.
L'associazione ha intentato la sua azione a Ginevra poichè all'epoca la multinazionale possedeva una succursale sulle sponde del Lemano. La GIRCA sostiene inoltre che all'epoca IBM Germania dipendeva da IBM Ginevra. L'azione dell'associazione era stata promossa nel 2002, dopo la pubblicazione del libro "IBM e l'Olocausto" del giornalista statunitense Edwin Black.