Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01187.jsonl.gz/1347

KINSASHA - Il gigante alimentare vodese Nestlé ha annunciato la chiusura del suo stabilimento a Kinsasha, nella Repubblica democratica del Congo. Si tratta di un potenziale mercato di 80 milioni di abitanti, ma colpito dalla povertà e dall'instabilità politica.
«Nella Repubblica democratica del Congo (RDC) chiuderemo il nostro stabilimento e la sede sociale entro la fine del mese di gennaio e proseguiremo lo sviluppo del nostro modello economico di distribuzioni attraverso terze parti», ha indicato oggi un portavoce del gruppo.
«Circa 120 persone saranno interessate dalla decisione», ha aggiunto, precisando che Nestlé propone ai suoi dipendenti «un insieme di misure più favorevoli rispetto a quanto previsto dalla regolamentazione del lavoro a livello locale».
Il gigante dell'alimentazione vodese, presente nella RDC dal 2009, aveva aperto uno stabilimento di fabbricazione dei prodotti Maggi investendo circa 15 milioni di franchi svizzeri. Da allora Nestlé ha registrato unicamente delle perdite.
Questo investimento era tuttavia stato ben accolto in Congo, il quale - come numerosi paesi dell'Africa centrale - cerca di rafforzare la base industriale per non essere attivi unicamente nell'esportazione di minerali. La RDC, con l'80% della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà, sta subendo da oltre un anno un deprezzamento della moneta locale (attualmente 1600 franchi congolesi per un dollaro).
Il Paese è inoltre al centro di una crisi politica: una parte dell'opposizione rifiuta il calendario elettorale che prevede al 23 dicembre 2018 lo scrutinio per la successione del presidente Joseph Kabila, il cui secondo e ultimo mandato si è concluso il 20 dicembre dello scorso anno.
Nel corso del mese di ottobre Bralima, la filiale congolese del gigante olandese della birra Heineken, aveva annunciato un piano di ristrutturazione.