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Israele crede che “tornare al vecchio accordo spiani la strada dell’Iran verso un arsenale nucleare”. Lo ha detto l’ufficio del premier Benyamin Netanyahu sulle recenti posizioni Usa. “Israele - ha poi ribadito -resta impegnato nell’impedire all’Iran di ottenere armi nucleari e la sua posizione sull’accordo nucleare non è cambiata”. “Israele - ha concluso - l’ufficio del premier - è in stretto contatto su questo dossier con gli Usa”.
L’accordo sul nucleare iraniano era stato siglato nel 2015 sotto l’egida dell’Onu, dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza (Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti) più la Germania e prevedeva la progressiva riduzione delle sanzioni economiche in cambio di contreti passi avanti per lo smantellamento del programma nucleare e per l’apertura del paese a controlli puntuali di ispettori delle Nazioni Unite. Nel 2018 però il Presidente americano Donald Trump nel 2018 aveva annunciato il ritiro unilaterale dall’accordo (voluto da Barack Obama), definendolo “pessimo per gli Stati Uniti” e rilanciando le sanzioni. Di conseguenza, il paese sciita aveva apertamente smesso di rispettare i termini del trattato e, negli ultimi mesi, ripreso con l’arricchimento dell’uranio.