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Il gruppo Kering avrebbe sottratto al fisco, soprattutto italiano, ma anche della Gran Bretagna e della Francia, paese in cui ha sede, 2,5 miliardi di euro a partire dal 2002. Lo afferma Mediapart, testata giornalistica in rete già all'origine d'importanti inchieste.
Gli 1,3 miliardi (la valutazione è della Stampa) che la procura di Milano ipotizzerebbe evasi dal marchio Gucci, fiore all'occhiello della società, che per anni avrebbe dichiarato in Svizzera attività in realtà condotte nella penisola, non sarebbero quindi che la parte emersa dell'iceberg. Secondo i documenti confidenziali citati dal sito, il numero due mondiale del lusso ha esteso la pratica fraudolenta a altre sue firme, da Balenciaga a Yves Saint Laurent.
Kering: versiamo all'erario il dovuto
La multinazionale, in una nota, non commenta le cifre, ma precisa di aver adottato un sistema di controllo per garantire il perfetto rispetto delle regole fiscali delle nazioni in cui è presente. Aggiunge inoltre che ognuna delle sedi elvetiche esercita attività economiche effettive, versando all’erario il dovuto.
AFP/dg