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Il Fondo Bruno Manser ha denunciato al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) tre banche svizzere e una tedesca per aver fatto affari con il clan Taib, famiglia dominante nello Stato malaysiano del Sawarak. Nel mirino della ong basilese sono UBS, Edmond de Rothschild, Pictet & Cie e Deutsche Bank.
In una nota diramata oggi, il Fondo afferma di associarsi alla denuncia penale del consigliere nazionale Carlo Sommaruga (PS/GE), che ha chiesto alla Procura federale di considerare il clan Taib una organizzazione criminale e di bloccarne i fondi in Svizzera.
Secondo il Fondo Manser, il capo del governo del Sarawak Abdul Taib Mahmud, in carica dal 1981, è il principale responsabile e approfittatore del disboscamento delle foreste tropicali di questo stato federale della Malaysia orientale, grande circa tre volte la Svizzera nel nord dell'isola del Borneo. Taib, i suoi quattro figli e nove fratelli e sorelle si sarebbero "sistematicamente arricchiti" con abusi d'ufficio, corruzione e l'istituzione di diversi monopoli, accumulando una fortuna stimata a 20 miliardi di dollari americani.
Sempre secondo il Fondo, lo scorso ottobre, davanti al Tribunale della Sharia di Kuala Lumpur, l'ex nuora di Abdul Taib ha dichiarato sotto giuramento che il suo ex marito, Mahmud Abu Bekir Taib, possiede 111 conti in dieci Paesi. Oltre 100 milioni di dollari si troverebbero nelle tre banche elvetiche summenzionate.
Il Fondo Manser si impegna per la conservazione delle foreste tropicali e per i diritti della popolazione indigena del Borneo, in particolare nel Sarawak. L'uomo al quale il fondo si richiama, Bruno Manser, nato nel 1954 a Basilea, aveva vissuto nella giungla con la tribù dei Penan tra il 1984 e il 1990, diventando il portavoce dei loro interessi contro il disboscamento selvaggio. Nel maggio 2000 è scomparso mentre tentava di raggiungere clandestinamente il Sarawak passando dalla parte indonesiana del Borneo. Nel 2005 Manser è stato dichiarato ufficialmente disperso.
SDA-ATS