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Su iniziativa della Gran Bretagna, il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha discusso per la prima volta dei cambiamenti climatici. Per Londra l'effetto serra compromette la stabilità mondiale.
L'ambasciatore svizzero all'ONU Peter Maurer afferma che garantire uno sviluppo sostenibile è sostanzialmente importante. Le sue implicazioni vanno infatti oltre i cambiamenti climatici.
"È vero, il Consiglio di sicurezza si sta occupando della questione dei cambiamenti climatici", ha detto martedì a swissinfo Peter Maurer.
Si tratta del primo dibattito sul tema in seno al Consiglio. La scelta non è anodina. Ci si rende infatti sempre più conto che il riscaldamento del pianeta può influire sulla stabilità mondiale.
Ma l'iniziativa della Gran Bretagna, che ha fortemente voluto questa discussione sul tema "Energia, sicurezza e clima", non è condivisa da tutti i paesi membri. Stati Uniti, Russia e Cina, ad esempio, ritengono che non spetti al Consiglio parlare di riscaldamento del pianeta.
Clima e stabilità mondiale
Dalla discussione è emerso che uno dei problemi più urgenti da affrontare è quello della siccità che sta colpendo continenti come l'Africa e che potrebbe avere conseguenze ancora più drammatiche, accelerando i movimenti migratori verso l'Europa.
La crescente scarsità delle risorse naturali, i processi di desertificazione, il degrado dei suoli, l'intensificarsi di uragani e cicloni possono inoltre avere conseguenze devastanti sull'economia di intere regioni creando instabilità.
Nel suo intervento introduttivo, il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha evidenziato il fatto che "il Consiglio ha un ruolo da svolgere, lavorando con gli altri organi intergovernativi competenti per contribuire a risolvere tutte le cause che possono provocare un conflitto, anche quelle climatiche".
Anche l'ambasciatore svizzero ha sottolineato che l'accesso all'acqua potabile, così come all'energia, al cibo, alle materie prime, sono spesso fattori scatenanti conflitti.
"L'ambiente diventa un'emergenza strategica perché i cambiamenti climatici potrebbero modificare la mappa della distribuzione di acqua sul pianeta e quella delle zone dove impera la fame e la povertà". Il Consiglio di sicurezza dovrebbe quindi prestare più attenzione a una gestione dell'ambiente a lungo termine, aggiunge.
Proposte concrete
L'incontro è stata l'occasione per i Quindici del Palazzo di vetro di suonare quello che un diplomatico occidentale ha definito "un campanello di allarme", che in futuro potrà aiutare i singoli governi nei processi dell'avvio di politiche particolari di protezione dell'ambiente.
A tal proposito, Peter Maurer ha avanzato due proposte. Da un lato il Consiglio dovrebbe dotarsi di una capacità in ambito ambientale e meglio sfruttare il potenziale che già ha a disposizione in questo settore. Ad esempio informandosi regolarmente presso gli esperti del Programma per l'ambiente delle Nazioni Unite (UNEP). Maurer auspica che questo primo dibattito dia un impulso per una migliore coerenza in seno all'ONU e una politica ambientale più efficace a livello internazionale.
Il diplomatico elvetico si è inoltre espresso sulla protezione della popolazione dalle catastrofi in relazione con lo scoppio di conflitti. A tal proposito ha invitato gli Stati membri a partecipare, dal 5 al 7 giugno, alla serie di colloqui che si terrà a Ginevra sulla riduzione dei rischi legati alle catastrofi.
swissinfo e agenzie
In breve
In un documento elaborato in vista della discussione in seno al Consiglio di sicurezza dell'ONU, la Gran Bretagna ha messo in guardia contro i rischi di conflitto legati al riscaldamento climatico.
La diminuzione delle risorse d'acqua, l'inquinamento, la riduzione delle aree abitabili e coltivabili sono fattori che rischiano di scatenare tensioni.
I cambiamenti climatici inaspriranno inoltre la corsa alle risorse energetiche.
Razionalizzare la politica ambientale
Quest'anno Berna, nell'ambito delle sue attività in seno alle Nazioni Unite, attribuisce un significato particolare all'ambiente. L'assemblea generale dell'ONU ha infatti domandato a Peter Maurer e al suo omologo messicano di formulare una serie di proposte di regolamentazione.
Il loro scopo sarà quello di strutturare in modo più efficace la politica ambientale dell'ONU - attualmente frammentata - e di collegarla alla tematica dello sviluppo.
Un rapporto sul tema sarà presentato in maggio.
Alcuni Stati vorrebbero trasformare il Programma per l'ambiente delle Nazioni Unite (PNUE) in un'organizzazione ambientale autonoma.
Attualmente da 40 a 50 agenzie dell'ONU si occupano di programmi in relazione con la protezione ambientale.