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BERNA - Gli svizzeri all'estero non avranno la garanzia di poter aprire un conto presso una banca svizzera di rilevanza sistemica e mantenere una relazione bancaria a condizioni ragionevoli. La Commissione della politica estera del Nazionale (CPE-N), allineandosi al Consiglio federale, propone, con 11 voti contro 9, di respingere una mozione in tal senso di Lombardi.
Il testo "Le banche di rilevanza sistemica devono garantire un conto bancario a tutti i cittadini svizzeri" depositato da Filippo Lombardi (PPD/TI) a giugno, era stato adottato lo scorso settembre dal Consiglio degli Stati.
Secondo il consigliere agli Stati ticinese, gli svizzeri all'estero necessitano di un conto bancario nella Confederazione per la stipulazione dell'assicurazione malattie, il versamento dell'AVS, le spese del soggiorno nel Paese di provenienza oppure per la gestione delle entrate e delle uscite legate a un immobile.
Dal 2008 - ossia dallo scoppio della crisi finanziaria - è però sempre più difficile per loro aprire o mantenere una relazione bancaria, poiché le banche elvetiche spesso non li accettano come clienti. Quando vengono accettati si vedono inoltre di frequente confrontati con spese notevolmente superiori a quelle richieste alle persone residenti in Svizzera.
Per il "senatore", vicepresidente dell'Associazione degli svizzeri all'estero che rappresenta oltre 700 mila connazionali espatriati, le lamentele di questi ultimi circa le difficoltà di avere un conto in Svizzera sono ormai una costante da nove anni.
"Sì" a informazioni specifiche - La CPE-N ha invece deciso oggi, con 15 voti contro 4 e un'astensione, di adottare una nuova mozione commissionale che incarica il Consiglio federale di fare in modo che "le banche mettano a disposizione degli Svizzeri all'estero informazioni utili alle loro specifiche necessità".