Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01271.jsonl.gz/228

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Non è possibile impedire un attacco come quello avvenuto sabato pomeriggio su un treno nel canton San Gallo: lo afferma Martin Graf, capo di Securitrans, un'azienda che fornisce sicurezza a tutte le imprese di trasporto concessionarie svizzere.
Neppure un sistema di videosorveglianza nelle stazioni potrebbe servire, dichiara Graf in un'intervista apparsa sul "Tages-Anzeiger" di oggi. "Non abbiano alcuna possibilità di impedire casi del genere, specialmente se qualcuno, non noto alle autorità, improvvisamente assume un comportamento criminale".
La tratta ferroviaria su cui è avvenuto il violento episodio, sempre secondo Graf, rientrava finora in una regione del tutto pacifica e non vi era motivo per gli organi di sicurezza di mantenere una presenza. Se l'assalitore sale su un treno in una grande stazione, viene ripreso dalle videocamere, ma non nella stazioncina di una linea regionale.
Contrariamente a quanto avviene nel trasporto aereo - sempre secondo Graf - nel traffico ferroviario ci si può muovere in maniera anonima, non vi è una lista dei passeggeri; non sarebbe una cosa praticabile. Il viaggiatore deve sapersi guardare attorno e "se sul treno non si sente a suo agio nell'ambiente in cui si trova, dovrebbe cambiare posto".
SDA-ATS