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I vertici dell'Unione democratica di centro (Udc) hanno cambiato idea e non intendono pertanto sostenere il referendum contro la proroga dell'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione europea (Ue) e la sua estensione a Romania e Bulgaria.Questo contenuto è stato pubblicato il 27 giugno 2008 - 14:02
L'ultima parola spetterà all'assemblea dei delegati, che si riunirà il 5 luglio.
L'Udc (destra nazional-conservatrice) è contraria soltanto all'estensione della libera circolazione a Romania e Bulgaria. Tuttavia, in maggio, il comitato centrale si era detto «obbligato» a lanciare il referendum, qualora il parlamento avesse optato per un pacchetto unico, come in effetti poi accaduto in conferenza di conciliazione.
La direzione dell'Udc ha però cambiato opinione dopo il parere - contrario al referendum che la Lega dei ticinesi e i Democratici svizzeri intendono lanciare - espresso dal vice-presidente ed ex consigliere federale Christoph Blocher.
Secondo quanto indica un comunicato del partito diffuso venerdì, il popolo non ha la possibilità di esprimersi sulle due parti del pacchetto. Di conseguenza, scrive l'Udc, la votazione «non ha senso», «è una farsa»; il referendum sarebbe «fittizio»: non si può dare una risposta unica a due domande differenti, sostiene il partito.
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