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ZURIGO - O vaccinato, o nulla. È questa la nuova politica che la compagnia aerea Swiss imporrà al suo personale di volo a partire dal prossimo 15 novembre. I motivi, si legge nella nota odierna, sono sia operativi, sia legati alla protezione dei dipendenti. Un aspetto importante che ha portato alla decisione sarebbero «le normative in vigore nei vari Paesi del mondo, che sempre più spesso richiedono obbligatoriamente un vaccino anche per gli equipaggi». Tra questi, viene citata Hong Kong, «la prima destinazione della rete Swiss a richiedere la prova di vaccinazione degli equipaggi di determinati Paesi, compresi i voli dalla Svizzera».
Alcune destinazioni sarebbero tagliate fuori - «Applicare doppi standard agli assistenti di volo vaccinati e non vaccinati renderebbe la pianificazione molto complessa, al punto che a lungo termine la compagnia non potrebbe più garantire il regolare svolgimento delle sue operazioni di volo». Alcune destinazioni e regioni, dichiara la principale compagnia aerea svizzera, non potrebbero più essere servite.
Proteggere i dipendenti - «La gestione differenziata del personale porterebbe anche a una disparità di trattamento in termini di capacità di impiego dell'equipaggio», viene sottolineato. «È importante che adottiamo subito misure che ci consentano di preservare la nostra rete globale di linee e di adempiere al nostro dovere di proteggere i nostri dipendenti», così l'amministratore delegato Dieter Vranckx. Swiss conclude che tale misura è prevista e attuabile secondo i contratti collettivi di lavoro del personale di volo.