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La decisione della Commissione europea, emersa ieri, di togliere a dieci ong svizzere che si occupano di aiuto umanitario i fondi dell'Ue non è piaciuta alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (Dsc). È un provvedimento che "deploriamo", ha detto oggi alla Rts il suo direttore Manuel Sager.
Questi, a margine della conferenza annuale della Dsc, ha aggiunto che la situazione viene attualmente esaminata con le organizzazioni interessate. La Confederazione per ora temporeggia, ma alcune misure potrebbero essere prese nel quadro del prossimo messaggio del Consiglio federale.
Lo scorso 21 dicembre la Direzione generale che si occupa delle operazioni di aiuto umanitario in seno all'Ue ha comunicato tramite una lettera l'interruzione a partire dal primo gennaio del partenariato, che l'anno scorso ha portato nelle tasche delle ong elvetiche oltre 50 milioni di franchi. Il motivo sarebbe l'assenza di base legali.
Qualcuno aveva sospettato che in realtà dietro la mossa vi fossero intrighi politici, facendo riferimento per esempio alle difficili trattative sull'asse Berna-Bruxelles nell'ambito dell'accordo istituzionale. Secondo Sager però, al momento è prematuro parlare di una ritorsione. Una portavoce dell'Ue ha subito smentito l'ipotesi che la decisione sia una sorta di punizione.