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BERNA - Nel 2020, il personale dell'Esercito ha svolto quasi 5 milioni di giorni di servizio, circa 270.000 in meno rispetto all'anno precedente. Sul fronte della pandemia, la truppa ha svolto a sostegno delle autorità civili circa 350 mila giorni di servizio, indica una nota odierna del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport.
La flessione del numero di giorni di servizio è attribuibile soprattutto ai giorni di formazione cancellati o posticipati a causa della pandemia. Le spese per l'esercito sono ammontate a quasi 169,7 milioni di franchi, in calo di 8,1 milioni rispetto all'anno scorso.
Per contrastare la pandemia, il Consiglio federale ha mobilitato un massimo di 8 mila soldati nel marzo scorso. Durante la prima ondata, fino a 6 mila militi sono stati impegnati simultaneamente a sostegno del sistema sanitario, alle frontiere e a protezione delle infrastrutture diplomatiche.
Nel corso dell'anno, 351.117 giorni di servizio sono stati così assolti nell'ambito della pandemia. In totale, l'armata ha registrato 518.254 giorni di servizio per operazioni, impegni e servizi di supporto, in forte aumento su un anno (2019: 175.790 giorni).
Nell'ambito del servizio di polizia aerea, l'aviazione ha eseguito 15 (rispetto alle 18 del 2019) "hot mission" o interventi e 290 (rispetto alle 270 del 2019) "live mission", ossia controlli dei sorvoli di aerei di Stato. Come l'anno precedente, l'esercito svizzero non ha dovuto essere impiegato per le catastrofi.
Il lavoro per la posta da campo non è mancato. Nel 2020 sono stati consegnati 419.357 pacchi, quasi il doppio del 2019. A causa delle restrizioni imposte dal Consiglio federale, i soldati sono dovuti rimanere in caserma anche per diversi fine settimana. Grazie alla posta da campo hanno potuto spedire la biancheria sporca a casa, ricevendo quella pulita attraverso lo stesso canale.