Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/178147

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo rapporto del 10 maggio 2017 sul finanziamento internazionale per il clima il Consiglio federale parte dal principio che a partire dal 2020 la Svizzera parteciperà con un importo compreso fra i 450 e i 600 milioni di dollari statunitensi al finanziamento internazionale per il clima sostenuto dai Paesi industrializzati. Per questo contributo, il Consiglio intende utilizzare, oltre a fondi pubblici provenienti da fonti esistenti, anche una quota consistente di "fondi privati mobilizzati". Nel suo rapporto il Consiglio federale non indica se e in che misura potrà garantire che una parte dei contributi nazionali al finanziamento internazionale per il clima saranno attribuiti a mandati per aziende svizzere.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come intende il Consiglio federale garantire che nell'ambito dell'attribuzione di mandati, resi possibili dai fondi del finanziamento internazionale per il clima, l'economia svizzera possa partecipare alla creazione di valore aggiunto e non venga discriminata a vantaggio di aziende di altri Paesi industrializzati che contribuiscono al finanziamento?</p><p>2. Il Consiglio federale intende emanare condizioni concrete ai sensi di una quota obbligatoria per la creazione di valore aggiunto in Svizzera in relazione ai previsti versamenti dei contributi al finanziamento internazionale per il clima? Se sì, a che livello dovrà essere definita tale quota obbligatoria?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide il parere che la definizione di una quota obbligatoria per la creazione di valore aggiunto in Svizzera conformemente all'obiettivo menzionato nel rapporto del Consiglio federale di utilizzare in misura sostanziale anche "fondi privati mobilizzati" per il finanziamento internazionale per il clima potrebbe essere incentivante?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è convinto che, grazie ai loro prodotti e servizi di qualità elevata, le aziende svizzere possono fornire preziosi contributi alla protezione del clima all'estero. Con mobilizzazione di fondi privati per il finanziamento internazionale per il clima si intende che i fondi pubblici o gli interventi statali generano investimenti privati supplementari a favore del clima all'estero. Si tratta di investimenti privati che non sarebbero stati effettuati senza l'intervento dello Stato. Attraverso programmi bilaterali e multilaterali, nel 2014 la Svizzera ha partecipato al finanziamento internazionale per il clima con un importo pari a 299 milioni di dollari provenienti per la maggior parte dal credito quadro per la cooperazione internazionale (CI) e, in aggiunta, da quello per l'ambiente globale. La Svizzera ha inoltre contribuito con un importo di fondi privati mobilizzati pari a circa 92 milioni di dollari ai fondi privati mobilizzati dalle banche multilaterali di sviluppo per la protezione del clima e con 3,7 milioni di dollari al SIFEM, il fondo svizzero di investimento per i Paesi in via di sviluppo. Complessivamente, nel 2014 il finanziamento della Svizzera per il clima ha quasi raggiunto i 400 milioni di dollari.</p><p>1./2. Le prescrizioni di aggiudicazione delle banche multilaterali di sviluppo e dei fondi multilaterali resteranno in vigore fintanto che i fondi pubblici della Svizzera saranno utilizzati per il finanziamento internazionale per il clima attraverso dette istituzioni. Queste ultime esigono di regola procedure di assegnazione internazionali orientate al risultato e neutrali. Le aziende svizzere possono quindi candidarsi senza alcuna discriminazione per mandati nei Paesi in questione. Il Consiglio federale non intende limitare la libera concorrenza e nemmeno vincolare i contributi della Svizzera al finanziamento multilaterale per il clima a condizioni supplementari quali quote obbligatorie per le aziende svizzere. Ciò non sarebbe comunque compatibile con le direttive vigenti presso le istituzioni menzionate. Nel caso di aggiudicazioni proprie di mandati, una prassi usuale nella CI bilaterale, la Confederazione si attiene al diritto svizzero in materia di appalti pubblici, che deriva dall'Accordo OMC sugli appalti pubblici, il quale prevede che a partire da un determinato valore soglia gli appalti devono essere messi a concorso a livello internazionale ed essere, in linea di principio, aperti a tutti i fornitori di prestazioni ai sensi del divieto di discriminazione. La prassi di aggiudicazione della Confederazione è quindi conforme alle raccomandazioni dell'OCSE concernenti i contributi volontari allo sviluppo (cfr. <a href="http://www.oecd.org/dac/financing-sustainable-development/development-finance-standards/2017-Report-DAC-Untying.pdf">http://www.oecd.org/dac/financing-sustainable-development/development-finance-standards/2017-Report-DAC-Untying.pdf</a>). Più Paesi rispettano questi standard e maggiore sarà il numero di appalti internazionali ai quali potranno candidarsi anche le aziende svizzere. Il rispetto delle raccomandazioni dell'OCSE concernenti i contributi volontari allo sviluppo da parte della Svizzera è quindi anche nell'interesse dell'economia del nostro Paese.</p><p>3. Considerati i contributi previsti dalla Svizzera a partire dal 2020, pari a 450 a 600 milioni di dollari, nel dialogo con il settore privato la Confederazione cerca attualmente idee e progetti modello che potrebbero consentire di aumentare in misura sostanziale i fondi provenienti da fonti private. A tale scopo, come illustrato nel rapporto del 10 maggio 2017 concernente il finanziamento internazionale per il clima ("Internationale Klimafinazierung"), il Consiglio federale intende analizzare gli strumenti della CI o nuovi modelli di partenariato con il settore privato. Terrà in particolare conto anche del potenziale di mobilizzazione delle banche multilaterali di sviluppo e del Fondo internazionale per il clima, di cui la Svizzera è membro.</p><p>Inoltre, la Confederazione proseguirà e rafforzerà in modo mirato i suoi sforzi, richiamando l'attenzione del settore privato su possibili opportunità e nuovi campi di attività offerti nel quadro del finanziamento internazionale per il clima. Anche senza una clausola di partecipazione minima, il settore privato svizzero è motivato e ben predisposto a sfruttare le occasioni offerte da questi campi in piena crescita. Per promuovere le attività economiche svizzere all'estero sono disponibili altri strumenti sostenuti o gestiti dalla Confederazione, quali l'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni, focalizzata sulle piccole e medie imprese, e la Switzerland Global Enterprise.</p>  Risposta del Consiglio federale.