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Ogni anno in India muoiono più neonati nel primo giorno di vita (oltre 300.000) che in qualsiasi altro paese del mondo. È quanto emerge da un rapporto diffuso oggi dalla ong umanitaria Save The Children.
Nello studio, intitolato 'Condizione delle Madri nel mondo 2013', si sostiene che 309.300 neonati (il 29% della quota generale di oltre un milione) non sopravvivono alle prime 24 ore per fattori legati a nascita prematura, igiene e salute materna.
Ogni anno, si dice ancora, tre milioni di bambini muoiono prima di raggiungere i cinque anni. Di questi, il 98% è nei paesi cosiddetti emergenti. Accanto all'Africa, avverte Save The Children, l'Asia meridionale è la regione dove il pericolo di mortalità infantile alla nascita è più alto (il 40% del totale sul 24% della popolazione mondiale), con un importante contributo dei paesi più popolosi (Cina, India e Indonesia), ma anche di altri come Pakistan, Afghanistan e Bangladesh.
Fra le cause di questo triste primato di mortalità infantile indiano vi sono il fatto che oltre la metà delle donne partoriscono in casa (a prescindere dalla vicinanza di un ospedale) e che nelle zone più remote delle campagne, non è disponibile personale medico e ostetrico e il parto è gestito da persone non sempre professionalmente preparate.