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A un certo punto aveva rivenduto nel Regno Unito più telefoni di tutti i rivenditori legali messi insieme
TARRAGONA - Frode all'Iva, riciclaggio di denaro, latitanza. Una britannica di 47 anni è stata arrestata in Spagna dopo nove anni di fuga. Faceva parte di un'organizzazione che rivendeva illegalmente telefoni cellulari nel Regno Unito per un profitto di più di un miliardo di sterline.
Sarah Panitzke era scomparsa nel 2013, mentre aveva luogo un processo dove lei e altre 15 persone avrebbero dovuto affrontare la giustizia in quanto avevano acquistato telefoni all'estero senza Iva per rivenderli all'interno del Regno Unito. Secondo la Guardia Civil, a un certo punto erano riusciti a smerciare più telefoni «di tutti i rivenditori legali del Paese messi insieme». In contumacia, la donna era stata condannata a otto anni di carcere.
Il profitto dei 16, stimato dal Dipartimento governativo britannico per la riscossione delle imposte, si aggira intorno al miliardo di sterline. Panitzke, all'interno dell'organizzazione criminale, si occupava soprattutto di riciclaggio di denaro, attraverso più società di sua proprietà che si trovavano in Spagna, Andorra e negli Emirati Arabi Uniti.
Per nove anni la donna è stata una delle latitanti fiscali più ricercate dal Regno Unito. Quando è stata arrestata, lo scorso 27 febbraio, si trovava a Santa Barbara, un villaggio di 4mila abitanti nella provincia di Tarragona, Spagna. Stava facendo una passeggiata con il suo cane. Dal 2013 si trovava in Catalogna, ma aveva cambiato più volte indirizzo e nel 2015 era riuscita a sfuggire a un fermo, camuffandosi.
L'Alta Corte nazionale spagnola ha ordinato la custodia cautelare della donna, in attesa dell'estradizione.