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|Riunitasi il 29 e 30 ottobre 2012, la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale ha esaminato la petizione in oggetto, presentata il 17 febbraio 2012 dall'Associazione culturale degli azerbaigiani.

Nella petizione l'Associazione culturale degli azerbaigiani chiede, tra l'altro, che l'Assemblea federale classifichi il massacro di Khojaly come genocidio o crimine contro l'umanità ai sensi del Codice penale.
Proposta della Commissione
La Commissione propone, senza voti contrari, di non dare seguito alla petizione.
1.
Contenuto della petizione
Gli autori della petizione invitano le Camere federali a:
- entrare in materia, per la giusta causa, e a far sì che sia fatta giustizia per coloro che non possono più chiederla;
- attuare i principi fondamentali che garantiscono la dignità umana e a sostenere questo obiettivo morale;
- riconoscere apertamente e formalmente (a voce o per scritto), a nome dell'umanità, che il massacro di Khojaly è un crimine contro l'umanità e a lanciare un appello affinché gli autori di questo massacro rispondano dei loro atti davanti alla giustizia;
- classificare il massacro commesso contro gli Azeri a Khojaly il 25 e il 26 febbraio 1992 come genocidio ai sensi del Codice penale e a riconoscerlo in quanto tale, tenendo presente che gli Stati (tra cui il Messico e il Pakistan) a favore del riconoscimento di questo massacro come genocidio sono sempre più numerosi;
- fare uso dell'influenza della Svizzera in materia e a garantire che gli sfollati interni - circa un milione di Azeri - siano autorizzati a ritornare con dignità e senza correre pericoli nella loro patria, nelle montagne e nelle sette regioni dell'Alto Karabakh, attualmente occupate dall'Armenia.
2.
Considerazioni della Commissione
La Commissione non ritiene opportuna una presa di posizione politica da parte delle Camere federali sul massacro di Khojaly avvenuto nel febbraio 1992. È altresì del parere che spetterebbe a un'istanza giudiziaria stabilire se nella fattispecie si tratta di un genocidio o di un altro reato. La Commissione è inoltre convinta che l'esame storico e il sostegno al lavoro di riconciliazione siano strumenti più ragionevoli per affrontare eventi come quelli di Khojaly.