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La ministra dell'economia Doris Leuthard ha portato a termine martedì la sua prima visita a Washington. Investitori svizzeri parteciperanno alla ricostruzione di una zona devastata dal ciclone Katrina.
Leuthard ammette che un accordo con l'Organizzazione mondiale del commercio è difficile, ma dice d'aver trovato punti di convergenza con i responsabili statunitensi.
Per la sua prima visita a Washington, Doris Leuthard sperava di creare dei contatti con i suoi colleghi statunitensi.
Pur non avendo incontrato il suo omologo diretto, il segretario al Tesoro Henry Paulson, la ministra elvetica ha esplorato attentamente il terreno inerente al suo portafoglio incontrando la rappresentante per il commercio Susan Schwab, il ministro dell'agricoltura Mike Johanns, il ministro aggiunto per il commercio David Sampson e il ministro aggiunto del lavoro Stephen Law.
Inoltre, al Congresso, Doris Leuthard si è intrattenuta con Mike Castellano, consigliere del capo della nuova maggioranza al Senato, e con il futuro presidente della commissione agricola della Camera, il democratico Collin Peterson.
Un mercato importante per le assicurazioni
«Sono molto soddisfatta del risultato di questi colloqui», ha dichiarato Doris Leuthard a swissinfo. La prima visita ufficiale negli Stati uniti della ministra elvetica dell'economia non è culminata nella firma di documenti bilaterali, ma sono stati trovati «molti punti su cui c'è accordo».
Il più concreto riguarda il probabile avvallo dell'amministrazione Bush alla partecipazione di investitori svizzeri all'Iniziativa del litorale del Golfo del Messico, il piano federale per la ricostruzione nelle zone devastate dal ciclone Katrina.
«La nostra ambasciata a Washington seguirà il dossier per facilitare l'accesso degli investitori svizzeri alla regione sinistrata. Si occuperà in particolare delle compagnie d'assicurazione, per le quali questo può essere un mercato importante», ha precisato Doris Leuthard.
Ciclo di Doha: accordo improbabile
La visita della ministra aveva però un altro obiettivo: la discussione del round di Doha, il ciclo di negoziati che dovrebbe fissare il quadro delle relazioni tra gli Stati membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
Domenica, il direttore dell'OMC Pascal Lamy si è detto pessimista in merito alla possibilità di raggiungere un accordo entro la primavera prossima.
La primavera è indicata come data importante per il round di Doha, perché dovrebbe seguire alcune decisioni importanti del Congresso statunitense, in particolare il rinnovo del diritto del presidente Bush di concludere accordi di libero scambio (i «fast track») e l'adozione della legge agricola. Si tratta di due elementi che, vista la posizione dominante degli USA, sono essenziali per lo svolgimento dei negoziati di Doha.
Aspettando Davos
Martedì, Doris Leuthard ha spiegato a swissinfo che «Pascal Lamy ha ragione di essere pessimista. Sarà molto difficile trovare un accordo alla fine di marzo, perché i dossier sono molto tecnici». La ministra elvetica, tuttavia, sdrammatizza le conseguenze di un eventuale fallimento.
«Se non c'è un accordo per fine marzo, ciò non significa che non si potrà continuare a negoziare. Continueremo a discutere, forse lungo un arco di tempo di uno o due anni, perché nel 2008 ci saranno le presidenziali americane».
Il muro contro il quale s'infrangono i negoziati è sempre lo stesso: l'agricoltura. Doris Leuthard e Susan Schwab, la rappresentante USA per il commercio, ritengono che su questo punto è necessario trovare un approccio globale se si vuole arrivare ad un accordo. «Bisogna includere anche i servizi e i prodotti industriali», ha spiegato la ministra elvetica, «perché se ci si concentra solo sull'agricoltura, non arriveremo da nessuna parte».
Il dialogo tra la Svizzera e gli Stati uniti continua. Il prossimo appuntamento è a fine gennaio a Davos, dove si svolge il Forum economico mondiale. Per quest'occasione, la Svizzera ha invitato gli USA e 22 altri paesi a discutere di Doha.
«Sarà la prima riunione ministeriale da giugno», ha dichiarato Doris Leuthard. «Certo, parleremo soprattutto di procedure e non bisogna aspettarsi troppo da questa riunione».
swissinfo, Marie-Christine Bonzom, Washington
(traduzione, Doris Lucini)
La prospettiva svizzera
Stando alle dichiarazioni di Doris Leuthard, nel 2006 gli scambi commerciali tra i due paesi sono aumentati dell'11%. Le esportazioni svizzere verso gli USA sono salite del 12%.
Gli USA sono il secondo mercato d'esportazione (10,7%) dietro alla Germania (20%), ma davanti alla Francia (8,5%), all'Italia (8,2%) e alla Gran Bretagna (5,1%).
Gli investimenti esteri diretti delle compagnie svizzere negli Stati Uniti rimangono molto alti, con circa il 34% del totale, rispetto al 5,4% in Germania.
La prospettiva statunitense
L'esportazione di beni dagli USA alla Svizzera è cresciuta di oltre il 16% a 10,7 miliardi (facendo della Svizzera il 17esimo paese per volume d'importazioni dagli USA).
Le esportazioni statunitensi verso la Svizzera sono quattro volte quelle verso l'Austria. Il loro valore supera quello delle esportazioni cumulate verso Arabia Saudita e Russia.