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MADRID - Il giudice Pablo Llarena, del Tribunale Supremo spagnolo, ha ritirato il mandato di cattura europeo nei confronti dell'ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont e dei suoi quattro ministri che si trovano con lui in Belgio.
Lo riporta il quotidiano spagnolo El País, che sottolinea come tale cambio di rotta fosse inaspettato. Benché sia stato ritirato il mandato di cattura europeo, il leader indipendentista catalano e i suoi ex collaboratori rimangono ricercati in Spagna. Sarebbero quindi immediatamente arrestati se vi facessero ritorno.
Llarena ha spiegato che l'ordine europeo è uno strumento che può essere rivalutato in qualsiasi momento dopo la sua emissione. In particolare, «gli indagati sembrano aver mostrato la loro intenzione di tornare in Spagna per prendere possesso ed esercitare delle cariche elettive per le quali si sono presentati recentemente», scrive il giudice.
Il riferimento è alle prossime elezioni regionali anticipate previste in Catalogna per il 21 dicembre prossimo. I cinque sono accusati, fra le altre cose, di ribellione per aver tenuto il referendum indipendentista del 1° ottobre scorso e aver dichiarato la secessione della Catalogna - poi sospesa - nonostante i divieti di Madrid.
Il Belgio attende chiarimenti - La Procura di Bruxelles attende chiarimenti dalle controparti spagnole sul ritiro del mandato d'arresto europeo nei confronti del presidente destituito della Catalogna, Carles Puigdemont, e di altri quattro ex ministri del Govern, che sono al momento in Belgio. In base a questo verranno decisi i prossimi passi giudiziari. E' quanto ha riferito all'agenzia di stampa italiana Ansa la Procura, che farà altre comunicazioni appena la situazione sarà chiarita nei suoi dettagli.
Proprio ieri la Camera di consiglio di Bruxelles ha fissato al 14 dicembre la decisione sull'estradizione o meno di Puigdemont e degli altri quattro colleghi.