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I test standard di laboratorio impiegati in Europa per valutare le emissioni delle auto possono presentare "significative differenze" con quelle reali su strada.
La conferma arriva dall'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), secondo cui nel caso degli ossidi di azoto (NOx), gli inquinanti al centro del Dieselgate di Volkswagen, le emissioni dei nuovi veicoli nei test su strada "possono essere oltre sette volte più elevate di quelle dei test ufficiali".
L'Aea ricorda che gli ossidi di azoto sono fra i principali inquinanti dell'aria e danneggiano sia la salute umana sia l'ambiente. Allo stesso modo, i nuovi veicoli possono produrre in realtà fino al 40% in più di anidride carbonica (CO2), rispetto ai test standard di laboratorio.
I principali motivi di queste discrepanze secondo gli esperti dell'Aea si riducono sostanzialmente a tre: una procedura datata usata in Europa che non riflette le condizioni reali su strada; la concessione di meccanismi di flessibilità che consentono ai costruttori di ottimizzare alcune condizioni per i test e raggiungere un minor consumo di carburante e valori di CO2; diversi fattori che sono legati al conducente, come la guida, o indipendenti, come le condizioni ambientali.
Il risultato è che il settore trasporti, nonostante i passi avanti degli ultimi decenni, "è responsabile per almeno un quinto delle emissioni di gas serra dell'Europa" e inoltre "contribuisce alle elevate concentrazioni di inquinamento al di sopra degli standard Ue in diverse città europee" riferisce l'Aea.
SDA-ATS