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I. Spinte riformatrici nel diritto societario svizzero
Negli ultimi decenni, l'economia svizzera è diventata più dinamica e più internazionale. Il diritto societario va pertanto adeguato alle esigenze delle nuove attività economiche, una riforma che non sarà frutto di una trasformazione subitanea, ma di un processo graduale:
- la legge sulla fusione (in vigore dal 1° luglio 2004) ha posto le basi per la ristrutturazione delle imprese;
- il Parlamento ha approvato un progetto finalizzato a rendere pubbliche le retribuzioni dei quadri delle società quotate in borsa (entrata in vigore prevista: 1.1.2007);
- entro la fine dell'anno corrente, il Parlamento dovrebbe inoltre approvare la revisione totale del diritto della Sagl (entrata in vigore prevista: seconda metà del 2007);
- sempre entro la fine dell'anno in corso, è attesa l'approvazione delle nuove regole per la revisione contabile, che quindi potranno entrare in vigore nella seconda metà del 2007;
- la necessità di disciplinare ex novo l'intero diritto delle imprese, in particolare nell'ambito della cosiddetta corporate governance, comporta una revisione del diritto azionario; il progetto dovrebbe andare in consultazione entro la fine dell'anno.
In questa occasione intendo illustrare innanzi tutto il nuovo diritto in materia di revisione, soffermandomi brevemente sull'avamprogetto di revisione del diritto azionario, per il quale suppongo nutriate un interesse particolare!
II. Il rapporto tra consiglio d'amministrazione e ufficio di revisione
Prima di cominciare, mi preme chiarire un punto che alla luce della mia esperienza imprenditoriale ritengo importante.
Responsabile dell'impresa è sempre il consiglio d'amministrazione – è un dato di fatto che non muterà con le riforme. La responsabilità non è di chicchessia, tanto meno dell'ufficio di revisione – contrariamente a quanto lascerebbe immaginare il dibattito pubblico degli ultimi anni.
Questo però non significa che Voi, i revisori, possiate starvene con le mani in mano.
Proprio perché i conti annuali sono il fulcro del rendiconto societario, la legge prevede una verifica indipendente affidata all'ufficio di revisione. La Vostra indipendenza e le Vostre conoscenze professionali devono garantire la correttezza del rendiconto. Il consiglio d'amministrazione è poi responsabile delle cifre risultanti da tale rendiconto – e non certo l'ufficio di revisione, tenuto a intervenire soltanto se i conti annuali contengono errori. Questa è la Vostra responsabilità, cui non potete sottrarvi.
Il consiglio d'amministrazione, dal canto suo, non può sottrarsi dall'intervenire se i conti dell'esercizio non sono soddisfacenti.
Tale principio si riflette anche nel nuovo diritto in materia di revisione, che qui appresso intendo illustrarvi per sommi capi.
III. Nuovo diritto in materia di revisione
Triplice obiettivo
Il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso di introdurre nuove regole per l'ufficio di revisione; da un lato perché sono aumentate le esigenze in materia di rendiconto, dall'altro in considerazione del Sarbanes-Oxley Act varato negli Stati Uniti. Siamo infatti un'importante piazza finanziaria, integrata nei mercati finanziari internazionali al punto di dover reagire alle nuove esigenze statunitensi, e presto anche europee, in materia di vigilanza sugli uffici di revisione.
Se non lo avessimo fatto, gli Stati Uniti prima, e l'Unione Europea dopo, non avrebbero più riconosciuto i risultati delle nostre verifiche svolte su ditte operanti in campo internazionale.
Sono tre gli obiettivi del nuovo disciplinamento:
- armonizzare l'obbligo di revisione;
- sgravare le PMI;
- infondere maggior fiducia nella revisione e garantire il riconoscimento della revisione svizzera all'estero.
Partiamo con il primo obiettivo:
Armonizzare l'obbligo di revisione
Nel diritto in vigore, l'obbligo di revisione dipende in primo luogo dalla forma giuridica. Le regole applicate variano a seconda del tipo di società (SA, Sagl, cooperativa, ecc.), senza tener conto di quanto sia grande o importante la singola impresa.
Pertanto, la revisione e i costi che ne derivano determinano spesso la scelta della forma giuridica. È assurdo! L'obbligo di revisione deve contemplare il peso economico di un'impresa. Ecco perché il nuovo diritto prescrive una severa revisione ordinaria a tutte le grandi imprese, mentre le PMI possono ricorrere a una revisione "limitata".
Il confine tra "grande" e "piccolo" è stato tratto a 10 milioni di franchi per il bilancio complessivo, a 20 milioni di franchi per la cifra d'affari e a 50 collaboratori; un'impresa è considerata "grande" se almeno due degli indici finanziari citati superano i valori indicati.
Arriviamo al secondo obiettivo del progetto di legge:
Sgravare le PMI
Alle PMI si chiede, come accennato, di effettuare una revisione limitata. Questo di per sé basterebbe ad alleviarne l'onere finanziario, dal momento che una revisione limitata costerà meno di una revisione ordinaria.
È comunque lecito chiedersi se questi costi si giustificano sempre e comunque, per cui abbiamo previsto la possibilità di rinunciare alla revisione, laddove non sia necessaria (cosiddetto "opting out").
Tale possibilità presuppone che siano adempite tre condizioni
- Primo, possono rinunciare alla revisione soltanto le piccole imprese.
Questa condizione favorisce le ditte per le quali la revisione costituisce l'onere principale in termini relativi. Le società importanti dal profilo economico non possono optare per questa possibilità, in quanto in tal caso sussiste un interesse pubblico alla revisione.
- Secondo, la rinuncia presuppone il consenso di tutti gli azionisti.
Questa condizione è volta a tutelare le minoranze.
- Terzo, vanno tutelati i creditori.
La revisione o la libertà di revisione in questo contesto non va però sopravvalutata: c'è forse chi chiede il rapporto di revisione del committente quando riceve un'ordinazione?
Taluni sostengono che l'opting out non avrà larga diffusione, perché le banche insisteranno per una revisione (magari pure ordinaria!). Certo, le banche hanno il diritto di chiedere una revisione per tutelare i propri interessi; va tuttavia ricordato che già oggi prevalgono di fatto le revisioni limitate. Diamo tempo al tempo: il mercato si assesterà.
Esaminiamo infine il terzo e ultimo obiettivo perseguito disciplinando l'obbligo di revisione.
Ristabilire la credibilità della revisione
Il progetto di legge ristabilisce la credibilità della revisione introducendo nuovi parametri, in particolare in materia di indipendenza e di competenza professionale.
- Indipendenza
A che serve la revisione effettuata ad opera d'arte se il revisore si fa influenzare dall'impresa sotto verifica? – A niente, perché l'esito della revisione non è attendibile.
Ecco perché stiamo concretizzando e, in molti ambiti, anche inasprendo le attuali prescrizioni in materia di indipendenza.
- Competenza professionale
Riformulo la mia domanda: A che serve una revisione effettuata da un revisore indipendente, ma incapace? – A niente.
Secondo la legge in vigore, "i revisori devono disporre dei requisiti necessari per poter adempiere le loro funzioni presso la società soggetta alla loro verifica" (Codice delle obbligazioni).
Esagerando un po', si potrebbe quindi dire che può fare il revisore chiunque si senta di farlo.
Qualifiche specifiche sono richieste soltanto ai revisori particolarmente abilitati; ma sorgono problemi anche in questo ambito, perché non esiste alcuna autorità che decida in modo vincolante sull'abilitazione professionale. Tale situazione è destinata a mutare in quanto, d'ora in avanti, tutti i revisori che forniscono servizi prescritti dalla legge dovranno essere formalmente abilitati dalla futura Autorità federale di sorveglianza dei revisori.
Comunque, l'autorità di sorveglianza non deciderà soltanto in merito all'abilitazione formale, ma sorveglierà anche gli uffici di revisione delle società quotate in borsa.
Si tratta di un'altra novità; infatti, la legge in vigore non prevede la sorveglianza statale degli uffici di revisione. Fa eccezione soltanto il mondo bancario, con la Commissione federale delle banche che già sottopone a verifica gli uffici di revisione del settore.
L'Autorità federale di sorveglianza dei revisori effettuerà verifiche a intervalli regolari, al fine di assicurare che gli uffici di revisione conservino la loro indipendenza, adempiano i requisiti professionali e offrano adeguate garanzie di qualità.
L'autorità di sorveglianza sarà inoltre il punto di contatto per le autorità straniere preposte alla vigilanza. Conoscendo a fondo le imprese esaminate, gli uffici di revisione possono infatti venire a conoscenza di informazioni protette da segreto d'ufficio. Centralizzando l'assistenza amministrativa e giudiziaria, possiamo garantire che le nostre disposizioni in materia di segretezza vengano rispettate anche all'estero.
Le prossime tappe
Il Consiglio federale deciderà prossimamente su come intende procedere; restano da chiarire due punti in particolare.
- Sul piano organizzativo, va specificato il rapporto con la futura vigilanza sui mercati finanziari.
- Sono convinto che non convenga integrare la sorveglianza della revisione nella vigilanza sui mercati finanziari: non faremmo che creare un colosso poco economico e fin troppo potente.
- In presenza di varie autorità di sorveglianza, la collaborazione diventa comunque un obbligo, e la legge la prevede espressamente.
- Dal canto mio, mi adopererò per evitare doppioni.
- Va poi definita la dotazione di personale dell'autorità di sorveglianza. Lavoreremo badando alle spese, ma dobbiamo garantire che la sorveglianza, sul piano tecnico, possa tener testa agli uffici di revisione sorvegliati.
Il Parlamento sta ancora deliberando sul nuovo diritto in materia di revisione e, salvo imprevisti, lo approverà nella sessione invernale.
Ci vorrà poi un po' di tempo per costituire l'Autorità federale di sorveglianza dei revisori; il nuovo diritto potrà quindi entrare in vigore verso la metà del 2007.
IV. Revisione del diritto azionario / responsabilità dell'ufficio di revisione
Ho già accennato alla consultazione sulla revisione del diritto azionario. Mi soffermo un momento su un punto del progetto che dovrebbe interessarvi, ossia la questione della responsabilità per la revisione.
Il diritto in vigore consente al giudice di suddividere la responsabilità solidale tra l'ufficio di revisione e il consiglio d'amministrazione. È una norma di scarso rilievo pratico, giacché il principale convenuto è di regola l'ufficio di revisione, per il semplice motivo che è più solvibile del consiglio d'amministrazione.
Per motivi operativi, gli uffici di revisione si vedono poi spesso costretti ad accettare una transazione, sebbene la loro responsabilità non sia provata. La faccenda si fa problematica soprattutto quando al consiglio d'amministrazione è imputabile una colpa assai più grave che all'ufficio di revisione. Ecco perché è opportuno verificare in sede di consultazione se la responsabilità solidale va modificata.
Occorre comunque tenere conto di tutti gli aspetti, quindi anche dell'importanza che la responsabilità del consiglio d'amministrazione e dell'ufficio di revisione riveste per il controllo interno ai sensi della corporate governance.
Una soluzione potrebbe consistere nel limitare, in caso di colpa lieve, l'importo correlato alla responsabilità solidale dell'ufficio di revisione. Non intendo anticipare il risultato della consultazione; ritengo che vada innanzi tutto appurato se occorre intervenire.
V. Conclusione
Sto giungendo alla fine delle mie considerazioni.
Come potete vedere, sono in corso molti cambiamenti: taluni sono già cosa fatta, altri non sono che anticipazioni di un lontano futuro. Per i revisori tutto ciò comporta nuovi parametri in grandi quantità – una sfida per tutti Voi.
In conclusione, comunque, sono certo che la piazza svizzera ha tutto da guadagnare da un diritto economico al passo coi tempi, purché sia concepito sul modello liberale e lasci alle imprese lo spazio di manovra necessario.
Ultima modifica 28.10.2005