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Sotto la leadership del suo coach Greg Ireland il Lugano ha condotto la regular season sempre fra i primi in classifica, chiusa al quarto posto. Nonostante le oggettive difficoltà per una serie di infortuni pesanti dell’ultimo minuto (Chiesa, Bürgler e Brunner) il gruppo si è ulteriormente compattato nei playoffs, superando nei quarti di finale per 4-1 l’ambizioso Friborgo e nella semifinale con il punteggio nella serie di 4-2 il sorprendente Bienne con l’entusiasmante rimonta dallo 0-2. La finale con gli ZSC Lions è stata all’insegna dell’equilibrio con due gare vinte dagli zurighesi all’Hallenstadion nel tempo supplementare e due alla Resega molto equilibrate.
La squadra ha senz’altro raggiunto gli obiettivi di politica sportiva annunciati in estate. Il Lugano ha infatti proposto un gioco attrattivo sul piano offensivo fondato su una buona solidità in retrovia. Lo staff tecnico ha costantemente impiegato almeno sette difensori e dodici attaccanti con una buona ripartizione del tempo di ghiaccio e ruoli chiari per ogni giocatore. Molti ragazzi cresciuti nel settore giovanile hanno trovato spazio grazie anche al bacino del partner team dei Ticino Rockets, tanto che nei playoff sono stati schierati ben dieci elementi con un’età inferiore ai 25 anni, tutti formatisi all’interno dell’HCL (Merzlikins, Ronchetti, Riva, Sartori, Bertaggia, Fazzini, Romanenghi, Morini, Vedova e Zorin).