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Per 30 anni diversi ricercatori in Groenlandia hanno gestito una rete di stazioni meteorologiche in condizioni estreme. Le misurazioni di questa ricerca sul clima sono state ora analizzate in modo esaustivo e pubblicate in uno studio. La pubblicazione è anche un omaggio all’opera di una vita dell'ex direttore del WSL, il Prof. Dr. Konrad Steffen, venuto a mancare in un incidente in Groenlandia nel 2020.
La rete di misurazione “Greenland Climate Network” ha portato a un tesoro incommensurabile di dati sui cambiamenti climatici nell'estremo nord. Un gruppo di ricercatori ha riedito questo tesoro di dati e li ha pubblicati sulla rivista scientifica Earth System Science Data. I dati possono ora essere utilizzati da tutti per la ricerca sul clima. Dal 2020 la rete di stazioni gestita dal Servizio geologico della Danimarca e della Groenlandia (GEUS).
Negli anni '90, il defunto direttore del WSL Konrad (Koni) Steffen ha istituito un campo di ricerca in Groenlandia, formalmente noto come ETH/CU Camp e informalmente come Swiss Camp. Koni Steffen è stato direttore del WSL dal 2012 e ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella supervisione della rete di misurazione. Mentre Koni Steffen era una costante in Groenlandia, decine di ricercatori hanno contribuito alle misurazioni uno dopo l'altro. Anche i sistemi di trattamento dei dati sono cambiati nel corso degli anni. È stato quindi necessario rielaborare i dati per armonizzare le misurazioni. Gli autori dello studio hanno documentato in dettaglio il loro approccio. Questo facilita l'utilizzo dei dati da parte di altri ricercatori. Per promuovere l'uso dei dati, ci si è concentrati anche sul loro accesso pubblico. Così per la prima volta ora esiste una serie di dati pubblici dell'intera serie di misurazioni. Ciò consente ai ricercatori interessati di verificare quali modelli climatici sono più vicini alla realtà e di fare previsioni a lungo termine.
La calotta glaciale della Groenlandia non solo è un elemento di raffreddamento importante per il clima globale, ma reagisce anche in modo particolarmente forte ai cambiamenti climatici. La calotta glaciale è quindi fondamentale per comprendere gli effetti del cambiamento climatico. Il Swiss Camp disponeva di 31 stazioni meteorologiche automatiche per rilevare la temperatura, la pressione atmosferica, il vento, l'intensità delle radiazioni e l'umidità. Le stazioni hanno permesso di registrare la più lunga serie temporale di dati meteorologici sulla Groenlandia. I dati raccolti mostrano una chiara tendenza al riscaldamento e sono di rilevanza globale per ulteriori ricerche sul clima.
In occasione della pubblicazione della serie di misurazioni, abbiamo parlato con Derek Houtz, co-autore dello studio e ricercatore del WSL, ex-collaboratore e amico di Koni Steffen.
FF: Derek Houtz, lei è stato spesso in Groenlandia con Koni Steffen. Come si è trovato a lavorare con lui?
DH: Mi è piaciuto molto lavorare con Koni. Era un grande leader di squadra. Era naturale che tu fossi motivato a lavorare sodo perché lui era un buon modello di comportamento. Molti dicevano che il caffé gli scorreva tra le mani perché non si raffreddava mai. Inoltre, non beveva mai acqua, ma solo caffè espresso. L'esperienza è stata fantastica, mi manca.
FF: Qual è stato il momento più importante?
DH: Ci sono stati molti momenti salienti. Ricordo gli atterraggi difficil sui ghiacciai, e uno in particolare: nel 2014 abbiamo sorvolato troppo basso, l'ala sinistra ha scavato una solca nel ghiaccio e si è deformata. Siamo rimasti fermi per 48 ore aspettando i soccorsi. Per sopravvivere avevamo solo pasta cruda, cioccolato e whisky (ride). Ma ci sentivamo a nostro agio e al sicuro, non era pericoloso. Un momento indimenticabile.
FF: Cosa avrebbe desiderato Koni per l'ulteriore utilizzo dei suoi dati?
DH: Koni è sempre stato felice di vedere utilizzati i suoi dati. Era necessario richiedere il download dei dati, ma lui non ha mai rifiutato nessuno. Voleva solo sapere chi utilizzava i suoi dati. A Koni premeva che la sua ricerca fosse sfruttata al massimo. È stato coautore di molti studi, ma non ha mai avuto l'intenzione di moltiplicare le sue pubblicazioni. Voleva che i risultati fossero resi pubblici. Era anche attivamente impegnato a diffondere il messaggio del cambiamento climatico al pubblico. Invitò Doris Leuthard, Al Gore e Nancy Pelosi allo Swiss Camp per mostrare loro a cosa andavamo incontro. Come scienziato, considerava una sua responsabilità fare ricerca in modo che le persone con potere decisionale esaminassero i fatti e, auspicabilmente, prendessero decisioni.
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