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BELLINZONA - Presso la Scuola Cantonale di Commercio e al Liceo di Locarno vi è la possibilità di frequentare un insegnamento bilingue, italiano-francese o italiano-tedesco. Per un numero importante di ore (almeno un terzo del totale settimanale) la lingua del percorso scelto diventa la lingua di comunicazione utilizzata nell’insegnamento. Matteo Quadranti chiede al Consiglio di Stato un bilancio di questa esperienza.
«La seconda lingua non è più necessariamente oggetto di studio - ricorda l'esponente del PLR - ma è soprattutto strumento di comunicazione. L'insegnamento bilingue offre la possibilità di praticare e quindi approfondire e esercitare nella seconda lingua le basi grammaticali, le strutture e il vocabolario, gli atti di parola, i tipi di testo e di discorso acquisiti durante la scolarità precedente, in modo autentico, attraverso l'immersione linguistica. L'insegnamento bilingue permette all'allievo di beneficiare di tutti quegli apporti che provengono dalle discipline in termini di tipi di testo, di discorso, di campi semantici, di attività linguistiche. L'insegnamento bilingue, rappresenta un'evoluzione naturale dell'insegnamento delle lingue poiché permette un'utilizzazione attiva della lingua».
Matteo Quadranti chiede al Consiglio di Stato:
Come giudica l’esperienza delle classi bilingue presenti in Ticino nella scuola pubblica?
Quanti sono gli studenti che frequentano di regola queste classi bilingue alla Scuola di commercio o al Liceo di Locarno? Sono in aumento?
Se ha valutato di promuovere, sostenere ed incentivare a livello di ufficio di orientamento una formazione in classe bilingue italiano-tedesco o italiano-francese anche in più licei dei Cantone (almeno uno anche nel Sottoceneri) e non solo alla Scuola Cantonale di Commercio o al Liceo di Locarno?