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Ogni tanto, ingenuamente, mi chiedo: come fanno i ricchi a rimanere sempre costantemente ricchi?
È incredibile l’abilità dei ricchi di perpetuarsi. I loro conti correnti rimangono sempre gonfi. Lo sapete perché? Perché si proteggono a vicenda e usano tutto il loro potere per fare in modo di non perdere la loro posizione privilegiata.
I ricchi e i potenti si autopromuovono, si autoaumentano gli stipendi, si autoesimono da obblighi e spese, si autoassegnano privilegi.
I poveri, quando prendono una multa, bestemmiano e pagano. I ricchi telefonano agli amici e se la fanno togliere. Ci sono un centinaio di manager che occupano decine e decine di posti nei consigli di amministrazione delle società per azioni italiane. Non perché sono bravi. Perché sono amici.
I consigli di amministrazione distribuiscono ricchi “gettoni di presenza” per compensare un lavoro e un impegno pressocché nullo (è richiesta in questi casi soprattutto fedeltà).
Allora sapete che cosa succede? Che io, presidente di una società, offro un posto in consiglio di amministrazione a un mio amico presidente di un’altra società. E lui viceversa.
Moltiplicate più volte il trucchetto e avrete la fotografia del sistema, della casta che si autoprotegge e si autofinanzia a spese degli azionisti.
I ricchi e i potenti si impadroniscono delle case più economiche, viaggiano gratis, non pagano al ristorante, ricevono in regalo cozze pelose e spigole. È pensabile che si possa raggiungere prima o poi l’eguaglianza? Tranquilli: No.
Claudio Sabelli Fioretti
Pubblicato il 31 marzo sul settimanale del Corriere della Sera “Io donna” – per gentile concessione dell’autore