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Negli ultimi 25 anni la mortalità delle donne nel mondo per cause legate alla gravidanza si è dimezzata, ma ancora oggi ci sono 303'000 morti per complicazioni che si verificano in gestazione o meno di sei settimane dopo il parto.
Lo afferma un rapporto di Oms, Unicef, Onu e Banca Mondiale presentato oggi e pubblicato su Lancet.
Nonostante i progressi, sottolinea il documento, solo nove paesi hanno raggiunto l'obiettivo del millennio di ridurre del 75% le morti materne entro il 2015.
I due terzi di questi eventi si verificano nell'Africa subsahariana, mentre la zona del mondo con i progressi più consistenti è l'Asia orientale, che ha visto una caduta del tasso del 75%.
"Come abbiamo visto per tutti gli altri obiettivi del millennio legati alla salute - commenta Geeta Rao Gupta, vicedirettore esecutivo dell'Unicef - l'educazione delle donne e delle ragazze, in particolar modo delle più marginalizzate, è la chiave per la loro sopravvivenza e per quella dei loro bambini. L'educazione fornisce loro le conoscenze per sfidare pratiche tradizionali che mettono in pericolo loro e i loro figli".
Attualmente il tasso globale di mortalità materna è di 216 ogni 100'000 bimbi nati, e un nuovo obiettivo dell'Onu prevede di scendere a 70 entro il 2030. "Per far ciò - sottolinea però Gupta - dobbiamo triplicare il ritmo a cui scende rispetto a quello attuale".
SDA-ATS