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Il Tribunale federale (TF) conferma l'internamento per un criminale dopo la sua condanna a vent'anni di reclusione per omicidio e assassinio. Secondo la Corte, la misura non viola il principio di irretroattività, né il divieto della doppia condanna.
L'uomo aveva finito di scontare la sua pena nell'ottobre del 2010. Da allora è detenuto per ragioni di sicurezza. Vista la sua pericolosità, il procuratore generale del canton Zurigo aveva chiesto nel 2009 che fosse internato.
Sulla base di una perizia psichiatrica, il tribunale distrettuale di Zurigo aveva dato il suo assenso e ordinato l'internamento dell'interessato. Quest'ultimo aveva ricorso al TF invocando una violazione della Convenzione europea dei diritti umani e del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici.
In una sentenza pubblicata oggi, il TF indica che una persona può essere internata anche se ha già scontato la sua pena. Le disposizioni in merito possono essere applicate retroattivamente se non sono più severe delle vecchie regole.
Nel caso in questione, il procedimento penale applicabile nel canton Zurigo al momento dei fatti non escludeva la revisione di un giudizio, nei confronti del condannato, per fatti o prove nuove. Di conseguenza, il principio di irretroattività non è violato se il diritto applicato allora permetteva già di tornare su una sentenza e di ordinare l'internamento.
Con la liberazione di questo uomo ci sarebbe il rischio che commetta altri gravi crimini, conclude la Corte, citando la perizia psichiatrica.
(sentenza 6B-896/2014 del 16 dicembre 2015)
SDA-ATS