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Oggi l'Assemblea federale ha scelto Viola Amherd (PPD) e Karin Keller-Sutter (PLR) per sostituire i dimissionari Doris Leuthard e Johann Schneider-Ammann. Entrambe sono state elette già al primo turno.
Viola Amherd, 56enne alto-vallesana (scelta con 148 voti dopo il primo scrutinio) si definisce una "costruttrice di ponti". Avvocato di formazione, Viola Amherd inizia la sua carriera politica nel 1992, venendo eletta nell'esecutivo comunale di Briga. La sua entrata nella camera bassa del Parlamento risale al 2005.
Karin Keller-Sutter, soprannominata la "lady di ferro della Svizzera orientale" è la nuova Consigliera federale del PLR e succede al dimissionario Johann Schneider-Ammann. La 54enne, consigliera agli Stati sangallese, è stata eletta facilmente (154 voti al primo scrutinio). Cresciuta in una famiglia cattolica, formazione come interprete, con studi all'estero anche in scienze politiche, la neo-consigliera federale, compirà 55 anni il prossimo 22 dicembre, ha incominciato la sua carriera a livello locale, quando è stata eletta nel 1992 nel Consiglio comunale di Wil.
Le reazioni della politica e dei media finora sono stati in gran parte positivi, con molti che più che sottolineare qualità e pecche delle due elette, salutano l'elezione di due donne arrivando anche a parlare di "giornata storica" perchè sono state elette due rappresentanti del gentil sesso.
Un pò meno entusiaste le reazioni in Ticino, con il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri che, in sostanza, giudica l'elezione odierna come uno spostamento verso sinistra del Consiglio federale. In un primo commento pubblicato oggi su Facebook, Quadri si dice critico verso Viola Amherd, da lui definita come "la terza socialista in Consiglio federale" e attacca in particolare il PLR che avrebbe sostenuto "la candidata della sinistra". Non meno tenero il giudizio su Karin Keller-Sutter che sarebbe un'esponente "della destra economica spalancatrice di frontiere".
Quadri non si fa quindi illusioni su un miglioramento del Consiglio federale nel prossimo futuro, in particolare per quel che riguarda le relazioni con l'Unione europea. "Questo "nuovo" Consiglio federale firmerà accordi internazionali ciofeca a piene mani e sarà costantemente chinato a 90 gradi davanti all'UE" scrive il Consigliere nazionale, secondo cui con questa elezione la politica svizzera diventa "sempre più "casta", sempre meno Svizzera".