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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 02.09.2020</b></p><p><b>Maggiore sicurezza grazie al collegamento tra i sistemi d'informazione </b></p><p><b>Il 2 settembre 2020 il Consiglio federale ha adottato il messaggio all'attenzione del Parlamento col quale intende rafforzare la sicurezza in Svizzera e migliorare la gestione della migrazione. Le autorità di polizia, di controllo delle frontiere e migratorie hanno accesso a numerosi sistemi d'informazione a livello europeo. Ad oggi, tuttavia, ogni singolo sistema deve ancora essere consultato separatamente. La cosiddetta "interoperabilità" consentirà in futuro di collegare i sistemi d'informazione in questione. In tal modo le informazioni potranno essere utilizzate in modo più efficiente e mirato. Per le autorità competenti sarà, ad esempio, più semplice identificare le persone che forniscono informazioni false in merito alla loro identità. </b></p><p><b>L'essenziale in breve:</b></p><p>- Grazie all'interoperabilità i sistemi d'informazione europei saranno collegati tra loro. In tal modo sarà possibile utilizzare le informazioni disponibili in modo più efficiente e mirato.</p><p>- Questo contribuirà a rafforzare la sicurezza in Svizzera e nello spazio Schengen e a migliorare la gestione della migrazione.</p><p>- Non saranno rilevati nuovi dati e i diritti di accesso delle autorità competenti ai sistemi d'informazione resteranno immutati.</p><p>Le reti criminali in Europa operano oltre i confini nazionali, come nel caso del traffico di stupefacenti, della criminalità organizzata o della tratta di esseri umani. Per contrastare la criminalità transfrontaliera occorre pertanto rafforzare la cooperazione tra le autorità di sicurezza. Per tale motivo è indispensabile che le autorità di polizia, di controllo delle frontiere e migratorie nello spazio Schengen abbiano accesso in qualsiasi momento alle informazioni essenziali in possesso degli altri Stati Schengen. </p><p></p><p>Maggiore sicurezza in Svizzera</p><p>In futuro l'interoperabilità permetterà anche alle autorità svizzere di confrontare simultaneamente, tramite un portale comune di ricerca europeo, tutti i dati rilevanti contenuti in tutti i sistemi d'informazione Schengen. A tale scopo non saranno rilevati nuovi dati e i diritti di accesso delle competenti autorità ai sistemi d'informazione resteranno immutati. L'interoperabilità rafforza la sicurezza in Svizzera così come nello spazio Schengen e contribuisce in particolare alla lotta contro il terrorismo. </p><p></p><p>Collegamento tra i sistemi d'informazione</p><p>Attualmente le autorità di polizia, di controllo delle frontiere e migratorie degli Stati Schengen si servono di numerosi sistemi d'informazione: il sistema d'informazione Schengen (SIS), contenente tra l'altro informazioni su persone ricercate o scomparse, il sistema d'informazione visti (VIS), in cui sono registrate le informazioni relative ai visti rilasciati dagli Stati Schengen, o ancora la banca dati Eurodac, che contiene le impronte digitali di tutti i richiedenti l'asilo e delle persone entrate illegalmente nello spazio Schengen. A questi sistemi d'informazione si aggiungeranno nei prossimi anni il sistema di ingressi/uscite (EES), nel quale saranno registrati i dati relativi agli ingressi e alle uscite di cittadini di Stati terzi che soggiornano nello spazio Schengen, e il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), nel quale saranno registrati i dati relativi alle autorizzazioni ai viaggi dei cittadini di Paesi terzi esentati dall'obbligo del visto. </p><p>Grazie all'interoperabilità i diversi sistemi d'informazione saranno collegati tra loro. In tal modo, le informazioni contenute potranno essere consultate in modo efficiente e mirato tramite un'unica interrogazione. Le persone potranno così ad esempio essere identificate con certezza, anche qualora siano registrate in più sistemi sotto falsa identità o utilizzino identità multiple. Oggi le persone oggetto di un divieto d'entrata in Svizzera e allontanate nel rispettivo Paese d'origine, potrebbero tornare nello spazio Schengen servendosi di una falsa identità, nonostante il divieto d'entrata sia stato registrato nel SIS. Attualmente le impronte digitali ivi registrate non possono essere infatti confrontate con quelle conservate nel VIS. Grazie al collegamento tra i diversi sistemi, in futuro sarà più semplice individuare simili casi di identità multiple. </p><p>I costi di progetto ammontano a 21 milioni di franchi e fanno parte di un credito d'impegno destinato a una serie di progetti attuali concernenti lo sviluppo dei sistemi d'informazione previsti dall'acquis di Schengen/Dublino. Il messaggio concernente il credito d'impegno è stato approvato dal Parlamento l'11 giugno 2020. La realizzazione dell'interoperabilità comporta modifiche a livello di legge. Il messaggio relativo all'attuazione dell'interoperabilità, adottato in data odierna dal Consiglio federale, sarà discusso in Parlamento molto probabilmente durante la sessione invernale del 2020 e la sessione primaverile del 2021.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 09.12.2020</b></p><p><b>Schengen, ok collegamento banche dati </b></p><p><b>Le autorità svizzere devono collaborare a stretto contatto e scambiare rapidamente informazioni con gli altri Stati Schengen. </b></p><p><b>Ne è convinto il Consiglio nazionale che - per 156 voti a 5 e 27 astenuti - sostiene il collegamento tra i sistemi d'informazione europei. Il dossier va agli Stati. </b></p><p>L'opposizione è venuta dalla sinistra, preoccupata per la protezione dei dati delle persone inserite nelle varie banche dati Schengen. Tale protezione, secondo la maggioranza, è assicurata e non è necessario inserire nella legge ulteriori paletti. </p><p>La cosiddetta interoperabilità collega tra di loro i sistemi di informazione dell'Unione europea in modo da consentire alle autorità di controllo delle frontiere, migratorie e di perseguimento penale di accedere ai sistemi rilevanti tramite un unico portale di ricerca. </p><p>Tale collegamento, secondo la maggioranza, dovrebbe consentire di rendere i controlli più efficienti, di agevolare l'attività delle autorità di sicurezza nonché di migliorare la sicurezza nello Spazio Schengen, e quindi anche in Svizzera. </p><p>Il Parlamento ha voluto anche integrare in questo progetto il Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), che non era stato inserito nel messaggio sull'interoperabilità per una questione tempistiche.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 01.03.2021</b></p><p><b>Schengen, ok collegamento banche dati </b></p><p><b>Le autorità svizzere devono collaborare a stretto contatto e scambiare rapidamente informazioni con gli altri Stati Schengen. Ne è convinto anche il Consiglio degli Stati che, per 42 voti a favore un'astensione, ha sostenuto il collegamento tra i sistemi d'informazione europei.</b></p><p>Il dossier va in votazione finale, dal momento che il Nazionale aveva già approvato il progetto governativo nel dicembre scorso nonostante l'opposizione della sinistra, preoccupata per la protezione dei dati delle persone inserite nelle varie banche dati Schengen.</p><p>Tale protezione, secondo i "senatori", è assicurata e non è necessario inserire nella legge ulteriori paletti. Oggi agli Stati, nessun esponente della sinistra ha preso la parola.</p><p>La cosiddetta interoperabilità collega tra di loro i sistemi di informazione dell'Unione europea in modo da consentire alle autorità di controllo delle frontiere, migratorie e di perseguimento penale di accedere ai sistemi rilevanti tramite un unico portale di ricerca.</p><p>Tale collegamento, secondo la consigliera federale Karin Keller-Sutter, dovrebbe consentire di rendere i controlli più efficienti, di agevolare l'attività delle autorità di sicurezza nonché di migliorare la sicurezza nello Spazio Schengen, e quindi anche in Svizzera.</p><p>La ministra di giustizia e polizia ha ricordato in aula gli attentati terroristici degli ultimi anni, anche quelli recenti in Svizzera, per esempio a Lugano, o a Vienna, con quest'ultimo che ha visto coinvolti simpatizzanti islamisti residenti nella Confederazione. Il collegamento delle varie banche dati, ha sottolineato, dovrebbe consentire di scovare quelle persone che annunciano alle autorità varie identità per poter poi mettere a punto attacchi terroristici.</p><p>Gli Stati, come il Nazionale, hanno voluto anche integrare in questo progetto il Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), che non era stato inserito nel messaggio sull'interoperabilità per una questione di tempistiche.</p>