Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/71156

<h2>SubmittedText<h2><p>A causa del mutamento della minaccia e delle sempre più scarse risorse finanziarie, da alcuni anni l'esercito è sottoposto a maggiori pressioni affinché proceda a riforme. Le discussioni concernenti la fase di sviluppo dell'esercito 2008-2011 indicano tuttavia che il Consiglio federale è riuscito soltanto parzialmente a illustrare tale fase come un adeguamento necessario e conforme alla minaccia di fronte a nuove sfide. Invitiamo il Consiglio federale a integrare nei lavori della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati le risposte alle domande seguenti:</p><p>1. Se dal profilo materiale la fase di sviluppo dell'esercito è in gran parte motivata e giustificata, il processo di revisione ha per contro evidenziato chiare lacune. Come valuta il Consiglio federale il processo decisionale relativo alla revisione parziale dell'organizzazione dell'esercito?</p><p>2. Come valuta il Consiglio federale il processo decisionale relativo alla revisione parziale dal punto di vista dell'efficienza e della legittimità politica? Considerate le sfide in materia di politica di sicurezza e di difesa, un simile processo decisionale consente di raggiungere gli obiettivi?</p><p>3. La legge militare (LM) disciplina le competenze concernenti l'organizzazione dell'esercito (art. 93 LM). La revisione parziale dell'organizzazione dell'esercito ha avuto luogo conformemente a tale disciplinamento. Come valuta il Consiglio federale la questione della ripartizione delle competenze tra esecutivo e legislativo in materia di politica di sicurezza, nell'ambito delle esperienze fatte con la fase di sviluppo dell'esercito 2008-2011? L'attuale ripartizione delle competenze è appropriata?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a verificare periodicamente la strategia in materia di politica di sicurezza, a procedere all'eventuale adeguamento e a presentare al riguardo un rapporto al Parlamento (per es. all'inizio di ogni legislatura)? Un aggiornamento periodico delle basi in materia di politica di sicurezza non potrebbe contribuire a favorire il dialogo politico-strategico e sostenere meglio nell'ambito della politica interna le necessarie riforme in materia di politica di sicurezza?</p><p>5. Pur non essendo direttamente in relazione con la fase di sviluppo dell'esercito 2008-2011, la carenza di personale militare professionista costituisce un grande problema. Il Consiglio federale è disposto ad affrontare rapidamente questo urgente problema?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha informato il Parlamento e l'opinione pubblica sulla necessità di una fase di sviluppo dell'esercito e in cosa essa consistesse, al momento delle sue prime decisioni volte a concretizzare la riforma dell'esercito, non più tardi del settembre 2004. Nel frattempo sono emerse ulteriori necessità che mostrano quanto, con un adeguamento minimo, l'esercito possa contribuire in maggior misura alla sicurezza del Paese e della popolazione, quanto un'applicazione senza modifiche dell'attuale modello non sia possibile anche per ragioni finanziarie e quanto i necessari adeguamenti rientrano nel quadro predefinito della Costituzione, della legge militare e del rapporto sulla politica di sicurezza.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. La revisione dell'ordinanza dell'Assemblea federale sull'organizzazione dell'esercito (Oes) è un elemento, seppur decisivo, della fase di sviluppo dell'esercito 2008/2011 (un altro elemento fondamentale è ad esempio il concetto relativo agli stazionamenti dell'esercito che è stato oggetto di un ampio dibattito pubblico). Poiché le modifiche dell'ordinanza sono relativamente lievi, è stata adottata una procedura di consultazione della durata di quattro settimane invece di una procedura di consultazione ordinaria. Considerata la portata materiale della questione, il Consiglio federale riteneva adeguata tale procedura. Durante l'intero processo occorreva però considerare, relativamente al programma di sgravio 2004, anche le conseguenze risultanti dall'articolo 4a capoverso 3 della legge federale a sostegno di provvedimenti per migliorare le finanze federali. Tale disposizione prevede che il taglio di 165 milioni di franchi previsto nel 2008 per il settore dell'esercito è subordinato alla riserva che entro il 2006 l'Assemblea federale possa decidere in merito a eventuali modifiche delle basi giuridiche concernenti l'organizzazione, l'impiego e l'istruzione militari. Questa disposizione legale ha un influsso determinante sulle scadenze e sulle procedure relative alla revisione della Oes.</p><p>2. In questo tipo di processi il Consiglio federale deve intraprendere regolarmente una ponderazione dell'efficienza e della legittimità politica. Nella procedura adottata dal Consiglio federale per la revisione parziale dell'ordinanza dell'Assemblea federale sull'organizzazione dell'esercito il criterio dell'efficienza era prioritario. Il Consiglio federale è consapevole che, tenuto conto del nostro sistema di milizia, non deve fissare un ritmo di riforma dell'esercito troppo elevato. In futuro, esso è disposto ad avviare un più ampio processo decisionale e a concedere più tempo qualora vi siano indizi per ritenere che in tal modo si possa giungere a un più ampio consenso.</p><p>3. Il cumulo di questioni specialistiche nei settori della politica finanziaria e d'armamento e in materia di politica strutturale e di sicurezza conducono, nell'ambito delle questioni militari, a una sovrapposizione di tematiche e a conflitti di fondo che necessitano una ponderazione degli interessi. Se un rafforzamento dell'esecutivo contribuirebbe verosimilmente a una maggiore efficienza, per la legittimità politica è tuttavia necessario un solido sostegno parlamentare (cfr. anche risposta 2). Considerate entrambe le esigenze, il Consiglio federale ritiene appropriata l'attuale ripartizione dei compiti tra Parlamento ed esecutivo. Del rimanente, nel quadro della riforma "Esercito XXI", le competenze sono state oggetto di un nuovo disciplinamento approvato a larga maggioranza in votazione popolare.</p><p>4. Con i rapporti conformemente all'articolo 149b della legge militare, il Consiglio federale dispone già oggi di uno strumento per condurre regolarmente il dialogo sull'esercito. Tuttavia, l'esercito non è che uno dei mezzi della politica di sicurezza della Svizzera. Il Consiglio federale è disposto a presentare al Parlamento, una volta per legislatura, un rapporto sulla strategia in materia di politica di sicurezza. Esso non intende però allestire ogni volta un nuovo rapporto sulla politica di sicurezza nella forma sinora vigente, ma adeguare l'entità del rapporto alla portata dei cambiamenti di strategia.</p><p>5. Il Consiglio federale riconosce le tensioni esistenti per quanto concerne la situazione nel settore del personale militare di professione e intende affrontare queste particolari circostanze con misure adeguate. Il DDPS vaglia tale preoccupante situazione con la massima serietà e considera suo compito precipuo trovare rapidamente una soluzione al problema della scarsità degli effettivi. Oltre alle misure di reclutamento del personale si tratta anche di preservare l'attuale corpo di militari di professione. Inoltre, occorre migliorare ulteriormente l'attrattiva professionale delle attività nell'ambito del personale militare. Negli ultimi tempi sono state adottate diverse misure, tra cui il trasferimento di ufficiali e di sottufficiali di professione dagli Stati Maggiori al "fronte" dell'istruzione, la revisione e l'attenuazione delle condizioni d'ammissione per gli aspiranti ufficiali e sottufficiali di professione e un'indennità speciale a tempo determinato come misura salariale dal 2006 al 2010 per la maggior parte degli ufficiali e sottufficiali di professione e come indennità per gli oneri supplementari per altre categorie di personale. Infine, nell'ambito del progetto "Nuovo profilo professionale per il personale militare" saranno effettuate ulteriori analisi e proposte al più presto pertinenti misure al Consiglio federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.