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Un tribunale del Maryland (USA) si pronuncerà questa settimana sull'accusa alla Roche di avere violato un accordo di licenza.
L'Igen ritiene di non avere ricevuto abbastanza royalties (diritti di licenza) dalla Roche e rinfaccia inoltre al gruppo renano di avere sviluppato una tecnologia concorrente.
«Dal 1997 la Roche ha investito 350 milioni di dollari nello sviluppo della tecnologia in questione», ha indicato Daniel Piller, portavoce del gigante basilese. Il gruppo ha contribuito fortemente allo sviluppo dell'Igen, ha aggiunto.
«Nel 2001 Igen ha realizzato un giro d'affari di 31,4 milioni di dollari, la metà del quale generato dalle entrate delle royalties fornite dalla Roche», ha proseguito il portavoce. Lo scorso anno le vendite della tecnologia in questione sono aumentate del 30 per cento.
L'anno passato la magistratura del Maryland ha dato ragione a Igen in due punti. Questa settimana il tribunale competente dovrebbe esprimersi su punti centrali. Secondo analisti citati dal «Financial Times» odierno, il contenzioso potrebbe costare 1,5 miliardi di dollari al gruppo basilese, risarcimenti inclusi.
La Roche preferisce non commentare la sostanza del litigio né l'importanza delle somme in gioco. Ma in occasione dell'acquisto della Boehringer Mannheim, ditta da cui ha ereditato la licenza nel 1997, la Roche ha costituito accantonamenti in relazione a questa vicenda.
Il gruppo farmaceutico svizzero ha solo menzionato il clima «emotivo» che avvolge il dossier giudicato da una corte d'assise (giudici non professionisti) composta di undici membri. La Roche non ha ancora determinato l'atteggiamento che assumerà dopo il verdetto né commenta le voci di un eventuale acquisto di Igen o della conclusione di un accordo extragiudiziale.
swissinfo e agenzie