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L'ospedale di Sion "invita i giornalisti a lasciare la struttura sanitaria per rispettare la tranquillità e il dolore delle famiglie" dei bambini feriti nell'incidente di Sierre. Florence Renggli, responsabile della comunicazione dell'istituto, si è presentata a metà giornata alla stampa "non per dare notizie", ma per allontanare i giornalisti.
Nel frattempo, le misure di sicurezza davanti all'ospedale del capoluogo del Cantone Vallese si sono rinforzate e, a fianco alla vigilanza interna, anche la polizia cantonale presidia l'ingresso, lasciando entrare solo i pazienti e i loro parenti. Nella tarda mattinata due cronisti italiani sono stati trattenuti per una mezz'ora dal servizio di sicurezza dell'ospedale, dopo essere stati sorpresi nel reparto di pediatria. Sono stati poi allontanati dopo un'accurata perquisizione.
Misure contro i giornalisti che si mostrano troppo intrusivi potrebbero essere prese anche in Belgio. La polizia di Lovanio ha registrato numerose lamentele riguardanti il comportamento dei media nelle vicinanze della scuola di Heverlee, dalla quale provenivano parte delle vittime.
Questa mattina, una trentina di squadre si trovavano sul posto. "I giornalisti - in particolare quelli della stampa internazionale - importunano i parenti che portano i bambini a scuola. Salgono sui muri della scuola per scattare delle immagini e disturbano i bambini nel cortile della ricreazione mostrando loro fotografie delle vittime", rileva il portavoce della polizia Marc Vranckx. Il primo ministro belga Elio Di Rupo e il ministro-presidente fiammingo Kris Peeters hanno invitato "con insistenza" la stampa sia nazionale che internazionale a rispettare al massimo la sfera privata delle famiglie, dei parenti e delle vittime della sciagura.