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BERNA - L'Unione democratica di centro ha deciso di non lanciare un referendum contro gli accordi di doppia imposizione approvati dal Parlamento nella recente sessione estiva. Tra le nuove convenzioni figura anche quella di assistenza amministrativa con gli Stati Uniti.
I vertici del partito, che avevano sinora lasciato la porta aperta a un eventuale referendum, vi hanno rinunciato oggi dopo aver valutato attentamente la situazione, ha indicato all'ATS il segretario generale dell'UDC Martin Baltisser. Quanto al sostegno democentrista a un referendum inoltrato da altri partiti o associazioni, Baltisser non si è "sbottonato": "Sarebbe una nuova situazione che dovremmo esaminare".
Dal canto suo, la Lega dei ticinesi vuole prendersi ancora un po' di tempo prima di decidere se lanciare un eventuale referendum. Interrogato dall'ATS, il presidente Giuliano Bignasca, pur deplorando la rinuncia dell'UDC, ha dichiarato che il suo movimento esaminerà ancora la situazione. Anche in casa dei Democratici svizzeri la domanda resta aperta.
Le convenzioni già adottate dalle Camere federali sono state stipulate con USA, Francia, Danimarca, Norvegia, Lussemburgo, Austria, Regno Unito, Messico, Qatar e Finlandia. Questi accordi, riveduti per renderli conformi ai criteri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), non fanno più la distinzione tra frode ed evasione fiscale nel caso in cui occorre fornire assistenza internazionale.
SDA-ATS