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Dal 1° gennaio 2022 entrano in vigore le disposizioni per una migliore tutela dell’essere umano e dell’ambiente
Berna, 03.12.2021 - Le nuove disposizioni per una migliore tutela dell’essere umano e dell’ambiente entrano in vigore il 1° gennaio 2022. Nella seduta del 3 dicembre 2021, il Consiglio federale ha preso atto dei risultati della consultazione sulle pertinenti disposizioni attuative, ponendole in vigore insieme alle modifiche legislative. I nuovi obblighi di diligenza per le imprese, ispirati alla normativa europea e in alcuni casi più severi, saranno applicati per la prima volta nell’esercizio 2023.
L'iniziativa "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente" è stata respinta nella votazione del 29 novembre 2020. Entra dunque in vigore il controprogetto indiretto del Parlamento che, a differenza dell'iniziativa, non prevede alcuna disposizione in materia di responsabilità. Si tratta di una normativa in linea con gli standard internazionali, che si orienta prevalentemente alle disposizioni attualmente applicate nell'Unione europea.
Le nuove disposizioni del Codice delle obbligazioni (CO) contengono due importanti novità. Da un lato, le grandi imprese svizzere sono tenute per legge, in un'ottica di trasparenza, a presentare un rapporto non solo sui rischi della loro attività rispetto all'ambiente, agli aspetti sociali, alle condizioni dei lavoratori, ai diritti umani e alla lotta contro la corruzione, ma anche sulle misure adottate per contrastare tali rischi. Dall'altro, le imprese che presentano rischi connessi ai minerali originari di zone di conflitto oppure al lavoro minorile devono rispettare obblighi di diligenza e di riferire specifici e di ampia portata. Il Consiglio federale ha disciplinato i dettagli di tali obblighi in una pertinente ordinanza.
Adeguamenti in base ai risultati della consultazione
Come previsto, i pareri espressi sull'ordinanza in sede di consultazione sono stati controversi: alcuni partecipanti hanno chiesto di inasprire il testo normativo, altri invece di renderlo meno restrittivo. Il Consiglio federale è convinto che il testo adottato oggi sulla base dei risultati della consultazione tenga conto al meglio dei vari interessi della società e del mondo economico. Non è stato possibile includere nell'ordinanza le richieste che vanno oltre il testo di legge adottato dal Parlamento.
L'ordinanza sugli obblighi di diligenza e trasparenza in relazione a minerali e metalli originari di zone di conflitto e al lavoro minorile (ODiT) stabilisce in particolare quali imprese sono tenute a osservare i nuovi obblighi di diligenza. Analogamente al pertinente regolamento dell'UE, la ODiT fissa i volumi di importazione e lavorazione di minerali e metalli al di sotto dei quali un'impresa è dispensata dall'obbligo di diligenza e di riferire. Il Consiglio federale può adeguare in ogni momento i valori limite fissati nell'ODiT a ulteriori sviluppi che dovessero verificarsi all'interno dell'UE. Per quanto riguarda il lavoro minorile, il Consiglio federale ha deciso, sulla base di quanto è emerso nella consultazione, di inasprire le disposizioni introducendo una norma standard per i casi manifesti. Secondo questa norma, anche le PMI sono tenute a osservare gli obblighi di diligenza e di riferire se offrono prodotti o servizi riguardo ai quali vi sono indizi fondati che siano stati fabbricati o forniti ricorrendo al lavoro minorile. Con la normativa relativa al lavoro minorile, la Svizzera supera le norme in vigore nell'UE, che prevedono specifici obblighi di diligenza solamente in relazione ai minerali originari di zone di conflitto.
Infine l'ordinanza concretizza i singoli obblighi di diligenza ed elenca gli standard determinanti riconosciuti a livello internazionale.
Obblighi di diligenza applicati per la prima volta nell'esercizio 2023
Le nuove disposizioni del CO e della ODiT entrano in vigore il 1° gennaio 2022. La legge concede alle imprese un anno di tempo per prepararsi ai nuovi obblighi, che saranno quindi applicati per la prima volta nell'esercizio 2023.
Indirizzo cui rivolgere domande
Adrian Tagmann, Ufficio federale di giustizia, T +41 58 463 77 57, <email-pii>
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Ultima modifica 17.12.2021