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BERNA - L'accordo fiscale tra la Svizzera e la Germania "è di fatto morto", secondo il ministro delle finanze della Sassonia, Jens Bullerjahn, socialdemocratico. Il testo avrebbe potuto avere un'opportunità - dichiara alla "SonntagsZeitung" - se il governo di Angela Merkel lo avesse presentato nel quadro di un pacchetto fiscale.
Il governo tedesco di coalizione di centrodestra non è però pronto ad un simile compromesso, rileva Bullerjahn, che aggiunge: se non ci saranno nuovi elementi il testo non verrà da lui approvato nel Bundesrat, la camera dei rappresentanti dei Länder, dove c'è una maggioranza di sinistra.
Quanto al ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble, che ha condannato l'acquisto di CD con i dati fiscali di cittadini tedeschi, Bullerjahn afferma: un divieto di acquisto può essere emanato solo se Svizzera e Germania trovano una soluzione per lo scambio automatico di informazioni e di armonizzazione fiscale.
Maurer replica - Il consigliere federale Ueli Maurer, pur mostrando comprensione per le ragioni tedesche, afferma al domenicale "Sonntag": non è opportuno da parte di uno Stato formulare contestazioni alla Svizzera o alla banche elvetiche.
"I tedeschi sono in campagna elettorale e hanno problemi interni. In questi casi si cercano sempre dei capri espiatori all'estero", dichiara Maurer, secondo cui quello con la Germania è un buon accordo fiscale e se Berlino lo rifiuterà sarà il solo responsabile. Alla Svizzera non rimane che attendere.
"Berna si è comportata correttamente e ha cercato le soluzioni. Se l'accordo dovesse fallire ci rimetteremmo un giorno o l'altro attorno a un tavolo", aggiunge il consigliere federale.
Ats Ans