Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/229060

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale e il Parlamento hanno rivisto la legge sul CO2 con l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra. Tuttavia, quest'ultima è stata nettamente respinta dall'elettorato svizzero il 13 giugno 2021. Rimane così in vigore l'attuale legge sul CO2.</p><p>Nell'ambito della consultazione in corso sulla revisione dell'ordinanza sul CO2, il 15 giugno 2021 l'UFAM, ossia l'autorità competente, ha informato tramite e-mail i destinatari della consultazione in merito all'ulteriore procedura. Secondo la comunicazione dell'UFAM, il mantenimento dell'attuale legge sul CO2 comporterebbe degli adeguamenti dell'ordinanza sul CO2 in vigore (p.es. negli ambiti dello scambio di quote di emissioni e delle prescrizioni sulle emissioni dei nuovi veicoli). Invece, altri elementi dell'ordinanza sul CO2 riveduta (p.es. le disposizioni d'esecuzione relative al fondo per il clima, le tasse sui biglietti aerei e i valori limite di CO2 nel settore degli edifici) non sarebbero più oggetto di discussione a causa del respingimento della legge sul CO2.</p><p>Alla luce della netta bocciatura della legge sul CO2 da parte del Popolo, appare incomprensibile il motivo per cui l'UFAM ritiri singole parti della revisione dell'ordinanza durante la consultazione, mentre ne mantiene altre. Per i destinatari della consultazione, dall'e-mail dell'UFAM non emerge una chiara demarcazione, né è possibile trovare una giustificazione per il mantenimento di alcuni ambiti, motivo per cui il modo di procedere dell'UFAM deve essere ricusato. La nuova ordinanza sul CO2 prevista deve essere rielaborata senza indugio e dotata di norme neutrali per la concorrenza e a favore dei consumatori.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene credibile il modo di procedere dell'UFAM in questo progetto in consultazione?</p><p>2. Considerata la bocciatura della legge sul CO2, il Consiglio federale è disposto a interrompere la procedura di consultazione e a rinunciare a una revisione parziale forzata?</p><p>3. Come giustifica l'UFAM i presunti necessari adeguamenti alle attuali prescrizioni sulle emissioni di CO2?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a introdurre una moratoria di due anni nella regolamentazione sul CO2 con lo scopo di sospendere le disposizioni che causano distorsioni della concorrenza e che vanno contro gli interessi dei consumatori?</p><p>5. In che modo il Consiglio federale garantisce una protezione dell'ambiente orientata al futuro senza distorsioni della concorrenza e norme inadeguate?</p><p>6. Se il Consiglio federale dovesse confermare la consultazione parziale, manterrà l'estensione di 12 mesi della doppia tassazione per le più recenti auto usate, già tassate, che farà lievitare i prezzi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-3) Alcuni strumenti come lo scambio di quote di emissioni, che dal 2020 è collegato al sistema dell'UE, e il rimborso della tassa sul CO2 sugli impianti di cogenerazione forza-calore, risalgono a precedenti revisioni parziali della legge federale sulla riduzione delle emissioni di CO2 (legge sul CO2; RS 641.71) e non sono interessati dal respingimento della revisione totale. Allo contempo, restano in vigore i valori limite di CO2, introdotti nel 2020, di 95 grammi per chilometro per le automobili e 147 grammi per chilometro per gli autofurgoni e i trattori a sella leggeri. Inoltre dal 2021, la nuova procedura di misurazione secondo la "Procedura di prova per i veicoli leggeri" (Worldwide Harmonized Light-Duy Vehicles Test Procedure, WLTP) ha consentito di definire dei valori limite equivalenti. Anche il programma Edifici e il Fondo per le tecnologie saranno mantenuti e finanziati come finora dalla tassa sul CO2. La legge sul CO2 assegna al Consiglio federale la competenza di disciplinare in dettaglio questi strumenti. Inoltre, con la proposta di revisione dell'ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2; RS 641.711), il Consiglio federale intende attuare la mozione 20.3210 del Consigliere agli Stati Müller Damian, adottata dal Parlamento. Quest'ultima richiede che i veicoli dei piccoli produttori e di quelli di nicchia siano soggetti agli stessi valori limite di CO2 degli altri tipi di veicoli. Un'interruzione della consultazione non è quindi opportuna.</p><p>4-5) Per evitare distorsioni della concorrenza, l'accordo bilaterale con l'UE sul collegamento dello scambio di emissioni vincola la Svizzera a una forma equivalente di tale strumento. Una moratoria di due anni non permetterebbe di adattare l'ordinanza sul CO2 alle novità decise dall'UE nella primavera del 2021. Come menzionato nella risposta alla domanda 1, con la revisione il Consiglio federale intende anche attuare la mozione 20.3210 Müller Damian.</p><p>6) Affinché le norme sulle emissioni di CO2 non possano essere aggirate, il Consiglio federale propone di estendere il campo di applicazione ai veicoli immatricolati all'estero. Anche i veicoli immatricolati all'estero più di 6-12 mesi prima dello sdoganamento in Svizzera con un chilometraggio inferiore a 5000 chilometri sono ora soggetti alle nuove disposizioni. I veicoli di seconda mano non ne sono interessati.</p>  Risposta del Consiglio federale.