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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel corso degli ultimi dieci anni non sono state rilasciate autorizzazioni per l'esportazione di materiale bellico verso il Nepal.</p><p>2. Durante gli ultimi dieci anni, le autorità competenti non hanno dovuto rifiutare domande formali di esportazione. Per contro, a partire dal 2000, esse hanno trattato tre domande preliminari di esportazione alle quali è stata data una risposta negativa a causa della precarietà e dell'instabilità esistenti in Nepal.</p><p>3. Il partenariato tra la Svizzera e il Nepal risale a circa 50 anni fa ed è dovuto in particolare al suo programma di cooperazione allo sviluppo. Malgrado i numerosi cambiamenti positivi constatati in Nepal, il conflitto aperto che è scoppiato nel 1996 ha evidenziato profonde disuguaglianze per quanto riguarda l'aumento del reddito e la partecipazione dei cittadini al processo decisionale in ambito politico e sociale. Di fronte all'aggravarsi del conflitto, dal 2002 la Svizzera ha integrato ufficialmente, come tema trasversale, le dimensioni della promozione della pace e della governabilità (compresi i diritti umani) nei suoi programmi specifici in favore dell'infrastruttura rurale, della formazione professionale e della gestione delle risorse naturali. Inoltre sono stati avviati o rafforzati alcuni programmi di decentralizzazione, di sostegno ai mass media e alle organizzazioni che si impegnano in difesa dei diritti umani.</p><p>Nella primavera del 2005 la Svizzera si è distinta soprattutto nell'attività in favore dell'adozione di una risoluzione sul Nepal in seno alla Commissione dei diritti umani dell'ONU. Essa ha contribuito a creare un'ampia alleanza formata da diversi Stati e da alcune organizzazioni non governative. Grazie al dialogo, essa ha ottenuto che il governo nepalese firmi un protocollo addizionale (memorandum of understanding) con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che in tal modo ha potuto svolgere la sua nuova missione sul terreno. La risoluzione elaborata dalla Svizzera denuncia tutte le violazioni dei diritti umani commesse in quel Paese e serve quale strumento di lavoro. Si tratta della prima risoluzione sostenuta da diversi Paesi e presentata dalla Svizzera. Essa costituisce uno dei principali successi registrati in occasione della 61 sessione della Commissione dei diritti umani a Ginevra.</p><p>La nuova strategia di cooperazione della Svizzera con il Nepal per il periodo da luglio 2005 a giugno 2008 è imperniata su tre elementi: </p><p>a. miglioramento e stabilizzazione del livello di vita generale; </p><p>b. dialogo e trasformazione del conflitto; </p><p>c. armonizzazione degli interventi bilaterali e multilaterali. </p><p>Ognuno di questi elementi è strettamente connesso al rispetto e alla promozione dei diritti umani (per esempio: non discriminazione nell'accesso alle risorse e partecipazione ai processi decisionali; sostegno alle organizzazioni locali e agli individui impegnati nella difesa dei diritti umani; sostegno alle operazioni previste dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani).</p><p>4. È prevista la partecipazione al finanziamento delle operazioni dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani in Nepal con un credito di 500 000 franchi per il 2005, e di 1 milione di franchi per il 2006.</p>  Risposta del Consiglio federale.