Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/158595

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di abolire, senza sostituirla, la tassa sui COV.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I COV (Volatile Organic Compounds, VOC) sono composti organici volatili utilizzati come solventi in molti settori e contenuti in diversi prodotti. Se liberati nell'aria possono avere effetti nocivi sia per l'uomo che per l'ambiente. I COV sono precursori dell'ozono troposferico e contribuiscono all'aumento dell'inquinamento da polveri fini (il cosiddetto smog estivo). Alcuni di essi hanno inoltre un effetto cancerogeno.</p><p>La tassa d'incentivazione sui COV è riscossa dal 2000 (artt. 35a e 35c della legge sulla protezione dell'ambiente, RS 814.01; ordinanza relativa alla tassa d'incentivazione sui composti organici volatili, OCOV; RS 814.018). Essa costituisce un incentivo efficace, affinché i COV siano utilizzati in modo parsimonioso o sostituiti e i processi produttivi vengano ottimizzati per quanto concerne le emissioni di detti composti.</p><p>I risultati finora raggiunti nella riduzione delle emissioni di COV sono da ricondursi alla combinazione della tassa d'incentivazione sui COV con le prescrizioni dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt, RS 814.318.142.1) come pure alle prescrizioni sui gas di scarico per i motori. Dall'introduzione della tassa, le emissioni generate dai settori soggetti alla stessa sono state ridotte del 38 per cento circa, ossia di oltre 40 000 tonnellate l'anno.</p><p>La tassa viene riscossa dall'Amministrazione federale delle dogane all'importazione in Svizzera di sostanze e prodotti contenenti COV o alla relativa produzione interna; in caso di esportazione, la tassa viene restituita (compensazione alla frontiera).</p><p>Inoltre, le aziende industriali che hanno adottato misure di riduzione delle emissioni di COV secondo l'articolo 9 OCOV sono esentate dalla tassa.</p><p>Con la tassa d'incentivazione sui COV, viene attribuita una portata finanziaria alle decisioni a favore o contro l'adozione di misure di riduzione delle emissioni che diventano quindi parte integrante della responsabilità imprenditoriale. Nella pratica si sono osservate innovazioni nell'ambito dei processi (p. es. sistemi di produzione chiusi, riciclaggio di COV) e dei prodotti (p. es. vernici senza COV), con ripercussioni positive sull'uso efficiente delle risorse naturali da parte delle imprese.</p><p>Il mix di strumenti costituito dalla tassa d'incentivazione sui COV e dai valori limite dell'OIAt conferisce alle imprese la flessibilità di raggiungere la riduzione delle emissioni di COV attraverso le misure per loro più convenienti. L'elevata efficacia della tassa è in media proporzionale ai costi amministrativi. Per le imprese sussistono oneri amministrativi considerevoli in particolar modo nei casi in cui sono state concesse deroghe a loro favore (restituzioni ed esenzioni). Al fine di mantenere il più basso possibile gli oneri amministrativi per le imprese, si cercano continuamente delle possibilità di ottimizzazione. Dall'introduzione della tassa, sono periodicamente state attuate semplificazioni.</p><p>L'abolizione della tassa d'incentivazione comporta il rischio che le emissioni di COV nei settori soggetti alla stessa aumentino nuovamente e mettano in discussione i successi già raggiunti, in quanto le misure di riduzione introdotte con successo verrebbero abolite o non più attuate. Non si può partire dal presupposto che senza misure o incentivi adeguati, le emissioni calino o si stabilizzino automaticamente.</p><p>L'abolizione della tassa d'incentivazione sui COV è già stata discussa e respinta dal Consiglio nazionale in relazione alla mozione 12.3912, "Abolizione della tassa sui COV". Nonostante i mutamenti economici avvenuti nel frattempo, la motivazione del Consiglio federale resta valida.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.