Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01227.jsonl.gz/629

Il termine sport trae origine dal latino deportare che tra i suoi significati aveva anche quello di uscire fuori porta, cioè uscire al di fuori delle mura cittadine per dedicarsi ad attività sportive. Da questo termine derivarono il provenzale deportar, lo spagnolo deporte e il francese antico desporter (divertimento, svago). Da quest’ultimo termine originò l’inglese disport (XIV secolo). Solo in seguito (XVI secolo), esso fu abbreviato nell’odierno sport. Il termine italiano diporto, nella moderna accezione, può essere inteso come svago, divertimento, ricreazione.
La definizione di sport è stata fissata nella successiva Carta Europea dello Sport [1], alla cui stesura parteciparono più di quaranta Paesi. Per sport si intende (Art. 2): “qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non organizzata, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”.
Le attività sportive possono essere suddivise in tre categorie:
Per attività ludico-motoria/amatoriale si intende quella praticata da soggetti non iscritti presso società sportive o enti di promozione sportiva: Essa è finalizzata al raggiungimento e al mantenimento del benessere psico-fisico della persona e non prevede un aspetto competitivo. Ne sono esempi lo jogging al parco, il fitness in palestra, la danza, la piscina o altre attività similari. Anche fare calcetto o giocare a tennis con gli amici è attività ludico-motoria/amatoriale, purché svolta al di fuori di ogni contesto di gare o competizioni promosse da società sportive. Ai fini dello svolgimento di questo tipo di attività non è necessaria alcuna certificazione medica, se non espressamente richiesta, e quindi può essere svolta in forma libera. Tuttavia, la persona può certamente chiedere un consiglio al proprio medico sull’attività che intende intraprendere. Ciò non perché vi sia un obbligo in tal senso, ma solo per una valutazione di opportunità. Il medico, dopo aver fatto presente che questo certificato non è necessario, può comunque rilasciarne uno dove attesta che la persona ha buona salute e non è affetto da patologie in atto.
L’attività sportiva non agonistica è quella svolta da alunni delle scuole nell’ambito delle attività parascolastiche in orario extra-curriculare, dagli studenti che partecipano ai Giochi della Gioventù nelle fasi precedenti a quella nazionale e da tutti quelli che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI. In questo caso i partecipanti sono considerati atleti non agonisti ed è obbligatorio il certificato medico. Prima del rilascio del suo rilascio, il medico, secondo il proprio giudizio clinico, può sottoporre la persona a un elettrocardiogramma. In caso di sospetto diagnostico o in presenza di patologie croniche o conclamate, il medico certificatore può avvalersi della consulenza di un medico sportivo o di un altro collega specialista nella specifica branca.
Infine, per attività sportiva agonistica si riferisce a quell’attività praticata continuativamente, sistematicamente ed esclusivamente in forme organizzate dalle Federazioni sportive nazionali, dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e dal Ministero dell’Istruzione, per quanto riguarda i Giochi della Gioventù a livello nazionale. Tale attività consente di conseguire prestazioni sportive di elevato livello. La qualificazione sportiva agonistica, anche in base ai limiti di età, è stabilita da ogni singola Federazione sportiva e dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI. In questo caso, è necessario un libretto strettamente personale sul quale devono essere annotati i dati dell’atleta e gli estremi delle visite medico-sportive superate. Esso è un documento indispensabile per l’attività sportiva agonistica, che ogni atleta deve possedere e che deve essere esibito in occasione delle visite medico-sportive.
E’ ormai universalmente accertato e condiviso il concetto che l’attività sportiva produce effetti benefici sulla salute. Numerosi studi effettuati sull’argomento hanno dimostrato che il rischio di patologie cardiovascolari diminuisce con l’aumentare dell’esercizio fisico.
Chi fa sport tende a vivere più a lungo perché protegge meglio la propria salute. Un celebre studio dell’università di Harvard [2] ha dimostrato come la curva di rischio cardiovascolare diminuisca all’aumentare dell’esercizio fisico praticato fino ad avere un minimo con 6-8 ore settimanali; all’aumentare dell’attività fisica il rischio di morte torna leggermente a salire. Uno studio derivato dal campione italiano del Seven Countries Study [3] su soggetti dai 40 ai 59 anni ha rilevato che chi pratica un’intensa attività sportiva da almeno dieci anni ha un indice di rischio cardiovascolare uguale ai due terzi di chi la pratica moderatamente e a un terzo rispetto a un sedentario, riconfermando i risultati di Harvard.
L’obesità e attività sportiva [4]. L’obesità costituisce un vincolo che deve essere rimosso per una buona salute. Sicuramente lo sport aiuta a bruciare calorie e a combattere il sovrappeso, soprattutto dopo i trentacinque anni. Chi fa sport per puro divertimento, senza preoccuparsi di migliorare le proprie prestazioni controllando la massa grassa, ha sicuramente un beneficio in termini di controllo del peso. Bisogna ricordare che per bruciare calorie non occorre sollevare pesi notevoli per tempi brevi oppure correre per 100 metri in pochi secondi. Tali attività atletiche, seppur notevoli come qualità, sono caloricamente poco dispendiose perché durano troppo poco. Anche la velocità con cui si esegue un’attività sportiva è importante. Per bruciare calorie ciò che conta è la durata dello sforzo fisico. Ciò va fatto, comunque, con attenzione e prudenza.
Cuore, pressione del sangue e attività sportiva [5]. La protezione cardiovascolare è sicuramente l’azione indiretta più importante. Lo sport aumenta il colesterolo HDL, più comunemente definito come colesterolo buono. Il colesterolo buono riduce l’indice di rischio che è dato dal rapporto fra colesterolo totale e colesterolo buono (il limite di tale rapporto è per l’uomo attorno a 5 e per la donna a 4,5). La diminuzione dei grassi circolanti nel sangue (trigliceridi) riconduce a un rischio minore di coronaropatia. Una buona attività sportiva riduce gli effetti di un’alimentazione scorretta; tuttavia va perseguita l’educazione verso una migliore qualità della vita, mangiando in modo più sano e razionale. Infine, un’attività piuttosto intensa tende a ridurre il tasso di fibrinogeno e la viscosità del sangue, riducendo il rischio di trombosi.
Lo sport è un’ottima cura per l’ipertensione arteriosa essenziale. Gli effetti migliorativi sull’emotività di chi fa sport, la maggior capillarizzazione, la diminuzione della viscosità del sangue sono solo alcuni dei fattori che tendono a ridurre la pressione sanguigna (soprattutto quella minima).
Difese immunitarie, cancro e attività sportiva [6]. La corsa, tende a potenziare le proprie difese immunitarie; spesso, soggetti che fanno sport riferiscono di non incorrere in stati influenzali. Gli stessi sfidano la pioggia o la neve per un allenamento ed è cosa abbastanza comune vederli in pieno inverno mentre si cambiano all’aperto le magliette madide di sudore.
Lo sport agisce indirettamente su alcune delle principali cause di cancro: limita il sovrappeso, innalza attiva la motilità del colon, riduce il livello degli ormoni che sono fattori di rischio tumorale (come estrogeni e testosterone).
Stress e attività sportiva [7]. Il fare sport prolungato, ma di tipo lento produce un effetto calmante. Questa pratica, infatti, permette di “staccare la spina” dai problemi quotidiani e di ricostituirsi. È noto che durante l’attività fisica sono secrete le endorfine che agiscono come rinfrancanti naturali, stimolando l’organismo e predisponendolo a reagire positivamente a situazioni di stress. Lo sport consente di migliorare condizioni patologiche come le cefalee, i disturbi gastrici, e la stitichezza; anche la diuresi ne trae vantaggio.
Efficienza muscolo-scheletrica e attività sportiva [8]. Lo sport favorisce il trofismo muscolare e quello osseo (contrastando l’osteoporosi) ed esercita un effetto preventivo nei confronti del quadro clinico che caratterizza la senescenza.
Vantaggi psichici e attività sportiva [9]. Chi fa sport tende ad aumentare la propria forza di volontà e di sopportazione. Tutto ciò incrementa anche la fiducia in se stessi e l’autostima; si diventa più forti mentalmente e non solo fisicamente. Chi fa sport spesso affronta meglio le difficoltà e le controversie della vita e ha più fiducia nella risoluzione dei problemi. Assumere questa forma mentis è fondamentale per gestire correttamente il passare degli anni: il declino va affrontato con consapevolezza, determinazione e ottimismo.
La pratica sportiva è da eseguire con intelligenza e buon senso. Una pratica distorta può creare più danni che apportare benefici, ma questa situazione occorre solo in soggetti che stravolgono scopi e valenze dello sport. La sorveglianza medica, anche se in alcuni casi non prevista, è tuttavia auspicabile.
Guido Li Volsi
Professore di Fisiologia
Bibliografia
[1] Carte europea dello Sport, Consiglio d’Europa, Comitato per lo Sviluppo dello Sport, 7^ Conferenza dei Ministri
Europei responsabili dello Sport, Roma 13-15 maggio 1992.
[2] Lee I. M. et Al., Epidemiologic methods in physical activity studies, New York, NY: Oxford University Press,
2009, 100.
[3] Keys A. et Al., Circulation, 1963, 28, 381.
[4] Mota J. et Al., Relationships between physical activity, obesity and meal frequency in adolescents, Ann. of
Human biol., 2008, 35, 1.
[5] Joyener M. et Al., exercise protects the cardiovascular system: effects beyoind traditional risk factors, J. Physiol.,
2009, 587, 5551
[6] Friedenreich C. M. et Al., Physical activity and cancer prevention: ethiologic evidence and biological
mechanisms, J. Nutr., 2002, 132, 3456S.
[7]Hoffman R. et Al., The exercise effect, APA, Monitor on Psychology, 2011, 42, 48.
[8] Jones D. et Al., Skeletal Muscle from Molecules to Movement: A Textbook of Muscle Physiotherapy for Sport,
Exercise and Physiotherapy, 2013, Elsevier Ed..
[9] Craig D et Al., Group Dynamics: Theory, Research