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UBS ha annunciato stamane che prevede di registrare un "modesto utile netto" nel terzo trimestre del 2011, nonostante la vicenda dei miliardi persi da un trader a Londra. Il numero uno bancario svizzero s'attende inoltre un afflusso netto di fondi nella gestione patrimoniale.
"Il risultato comprende la perdita di 2,3 miliardi di dollari dovuta alle operazioni di negoziazione non autorizzate, nonché 0,4 miliardi di franchi di oneri di ristrutturazione legati al programma di riduzione dei costi dell'azienda", indica UBS in una nota odierna.
"Questo programma procede secondo i piani e la maggior parte dei collaboratori interessati è già stata informata. Le riduzioni continueranno nel 2012", si legge ancora nel comunicato. UBS aveva annunciato a fine agosto un programma di risparmi per 1,5-2 miliardi di franchi all'anno entro il 2013 e la cancellazione di 3500 dei 65'700 posti di lavoro.
Al risultato trimestrale positivo hanno contribuito "plusvalenze su credito proprio relativo a passività finanziarie rilevate al valore di mercato dell'ordine di 1,5 miliardi di franchi", attribuibili essenzialmente all'ampliamento degli spread creditizi della banca.
Inoltre, UBS registrerà un guadagno sulla vendita di investimenti connessi a titoli del Tesoro americano e britannico per circa 0,7 miliardi di franchi nella divisione "Wealth Management & Swiss Bank". Secondo la portavoce Tatiana Togni, tali titoli erano stati rilevati originariamente per assicurarsi contro il basso livello dei tassi di interesse.
Il gruppo prevede infine che l'afflusso netto positivo nella gestione patrimoniale sarà "sostanzialemente in linea con quella del secondo trimestre 2011". Per contro, "Global Asset Management" subirà modesti deflussi netti. In totale la raccolta netta tra aprile e giugno si era attestata a 8,7 miliardi di franchi, di cui 5,6 miliardi provenienti dall'amministrazione patrimoniale.
I risultati saranno pubblicati il 25 ottobre e non sono previsti ulteriori aggiornamenti prima di questa data. A livello di solidità patrimoniale si prevede una lieve diminuzione del coefficienti Tier 1 rispetto al secondo trimestre a causa della ripercussione delle perdite subite a Londra. La situazione patrimoniale rimane "solida", osserva l'istituto di credito.
In un commento, la banca Wegelin riferisce di una buona sorpresa per gli investitori, ma aggiunge che UBS ha ancora lavoro da svolgere per ristabilire la fiducia. Poco dopo le 15.20 circa il titolo in borsa perdeva lo 0,79%, mentre il listino dei titoli guida SMI cedeva dell'1,56% e il Credit Suisse il 4,02%.
La nuova strategia della banca si tradurrà in una nuova ripartizione dei rischi. UBS ridurrà i rischi e la complessività nell'invesment banking, ha affermato Tom Naratil, direttore delle finanze, secondo il testo di una presentazione per gli investitori, ribadendo quanto già indicato dal Ceo ad interm Sergio Ermotti in una lettera inviata al personale a fine settembre.
Naratil ha anche fornito alcune cifre sull'esposizione della banca verso Stati altamente indebitati di Eurolandia. Quella verso la Grecia ammonta a 158 milioni di franchi. L'esposizione netta più elevata è quella nei confronti del Belgio, pari a 743 milioni di franchi; segue l'Italia con 718 milioni.