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Il Tribunale penale federale (TPF) dovrà riconsiderare le condanne inflitte a tre membri di un gruppo anarchico italiano, accusati di aver pianificato un attentato al centro di ricerca sulle nanotecnologie dell'IBM a Rüschlikon (ZH).
In ultima istanza, il Tribunale federale ha accettato i ricorsi degli interessati - un ticinese e due italiani - condannati nel luglio 2011 ad oltre tre anni di carcere per atti preparatori per un incendio intenzionale e commercio non autorizzato di esplosivi.
Durante il processo, il loro legale aveva chiesto invano che venissero allegati agli atti tre documenti ufficiali pubblicati in Italia. Stando a tali documenti, l'arresto dei tre imputati il 15 aprile 2010 sulla strada del colle dell'Albis, nel canton Zurigo, non era avvenuto in seguito ad un semplice controllo stradale.
I tre sarebbero stati sorvegliati da agenti infiltrati italiani e arrestati sulla base d'informazioni trasmesse dagli inquirenti italiani. Il TF ordina ora l'allegamento di questi documenti agli atti e la loro presa in considerazione.
La Corte suprema rifiuta invece la domanda della difesa volta ad ottenere l'ascolto del sottosegretario all'interno italiano Alfredo Mantovano - secondo cui l'arresto dei tre anarchici era stato pianificato insieme alle autorità elvetiche - nonché di un giornalista italiano che aveva indagato sui retroscena della vicenda.
Il TPF aveva condannato il ticinese a tre anni e mezzo di reclusione, mentre al suo complice italiano erano stati inflitti tre anni e otto mesi. Alla donna erano spettati tre anni e quattro mesi di carcere.