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La Svizzera deve frenare le importazioni di carne aromatizzata. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi - con 125 voti contro 43 - un progetto della competente commissione, volto ad aumentare le tariffe doganali per questi alimenti. Il dossier passa agli Stati.
Nato da un'iniziativa parlamentare dell'UDC, il testo vuole abolire le tariffe "preferenziali" concesse alla carne aromatizzata, equiparandola alla carne non trattata.
L'esplosione delle importazioni registrata negli ultimi dieci anni rappresenta infatti un problema, ha sottolineato Hansjörg Walter (UDC/TG) a nome della commissione. Impieghi e investimenti nel settore sono minacciati.
Inoltre, la carne importata non è prodotta con le stesse norme vigenti in Svizzera, in particolare in materia di protezione degli animali. "Quando si sa come vengono trattati i vitelli all'estero, sarebbe meglio rinunciarvi", ha affermato Christophe Darbellay (PPD/VS). Come se non bastasse, a causa della tariffa doganale favorevole la Svizzera perde circa 20 milioni di franchi all'anno, ha aggiunto.
Secondo una minoranza, invece, il testo non porta a niente, e anzi provocherebbe solo problemi con l'Unione europea e l'Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Alla fine, "sarà il consumatore a dover pagare", ha detto Beat Jans (PS/BS).
La disputa sulla carne aromatizzata occupa la politica svizzera da anni. Il 20 settembre 2010 l'allora ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz era scoppiato in una risata irrefrenabile che ha fatto il giro del mondo durante l'ora delle domande nell'aula del Consiglio nazionale, mentre spiegava, nei minimi particolari, i segreti della carne speziata importata in Svizzera.