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La Julius Bär si aspetta di dover pagare una multa in relazione al conflitto fiscale con le autorità americane, ha rilevato in una conferenza telefonica il Ceo Boris Collardi, presentando il bilancio 2011.
La banca - ha osservato a sua volta Dieter Enkelmann, direttore delle finanze - dispone di poche informazioni in merito per procedere ad accantonamenti.
Anche dopo i recenti sviluppi nel contenzioso con le autorità statunitensi, la Julius Bär afferma di avere fiducia in una soluzione accettabile per entrambe le parti. "Non abbiamo indizi che facciano presumere altri scenari", ha aggiunto il presidente della direzione.
La situazione d'altro canto varia da banca a banca, ha proseguito Collardi, rammentando che il suo istituto nel 2009 è uscito completamente dalle attività offshore con la clientela americana.
La Julius Bär collabora con le autorità americane, ha aggiunto Collardi, sottolineando che appoggia le trattative tra la Svizzera e gli USA.
La Julius Bär, assieme ad altre dieci banche, è finita negli USA nel mirino del fisco e del Dipartimento giustizia. Una svolta drammatica si è avuta il 27 gennaio, con la cessione - alla luce del contenzioso giuridico negli USA - da parte della Wegelin alla Raiffeisen di tutte le attività, tranne quelle americane. Il Dipartimento della giustizia aveva poi annunciato a inizio febbraio il rinvio a giudizio della banca privata sangallese, accusata di avere aiutato clienti americani ad evadere le tasse.