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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 17.11.2021</b></p><p><b>Le clausole di imposizione dei prezzi nei confronti delle aziende alberghiere devono essere vietate</b></p><p><b>Il 17 novembre 2021 il Consiglio federale ha deciso di inserire nella legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl) una nuova disposizione che vieta le clausole di imposizione dei prezzi nei contratti tra le piattaforme di prenotazione on line e le aziende alberghiere. Inoltre, ha preso atto dell'esito della procedura di consultazione sulla modifica della LCSl, approvando il disegno di legge e il messaggio.</b></p><p>L'obiettivo della nuova disposizione della LCSl è permettere alle aziende alberghiere di fissare liberamente i prezzi. Il divieto consente loro di promuovere la vendita diretta tramite i propri siti internet rendendole così più competitive. Il messaggio e il disegno di legge verranno ora sottoposti all'esame del Parlamento.</p><p>Il divieto delle clausole di imposizione dei prezzi è sancito nel nuovo articolo 8a D-LCSI. L'articolo è una norma di diritto civile e non contempla sanzioni di tipo penale. Tramite le azioni previste dalla LCSI i soggetti legittimati ad agire possono difendere i propri diritti. Si tratta in primo luogo delle aziende alberghiere, dei concorrenti nonché delle associazioni professionali ed economiche. Se però sono in gioco interessi collettivi, ad esempio gli interessi economici di molte persone, può intervenire anche la Confederazione.</p><p>Con la modifica legislativa prevista il Consiglio federale adempie la mozione Bischof "Vietare le clausole di parità tariffaria stabilite dalle piattaforme di prenotazione on line a scapito degli albergatori" (16.3902), che chiede di vietare le clausole di parità tariffaria nei contratti tra le piattaforme di prenotazione on line e gli alberghi.</p><p>Il rapporto sui risultati della procedura di consultazione sarà disponibile a breve sulla piattaforma di pubblicazione del diritto federale: Procedure di consultazione concluse.</p><p></p><p>Abusività dell'utilizzo di clausole di imposizione dei prezzi nei confronti delle aziende alberghiere</p><p>Agisce in modo sleale chiunque, in quanto gestore di una piattaforma on line per la prenotazione di servizi di alloggio, utilizza condizioni commerciali generali che limitano la fissazione dei prezzi da parte delle strutture alberghiere tramite clausole di imposizione dei prezzi. Le clausole di imposizione dei prezzi sono da intendersi come un concetto generale, che include sia le clausole di parità tariffaria sia le clausole in base alle quali una struttura alberghiera si impegna a non offrire un prezzo inferiore a quello stabilito dal gestore della piattaforma on line. La parità tariffaria può essere ampia o ristretta. Con la clausola di parità tariffaria ristretta un'azienda alberghiera si impegna nei confronti di una piattaforma di prenotazione on line a non richiedere sul proprio sito web tariffe più basse rispetto a quelle pubblicizzate sulla piattaforma in questione. Con la clausola di parità tariffaria ampia un'azienda alberghiera si impegna a non offrire in nessun altro canale di vendita, né al telefono né via e-mail e nemmeno su una piattaforma on line concorrente, tariffe più basse rispetto a quelle pubblicizzate sulla piattaforma on line.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 08.03.2022</b></p><p><b>Hotel liberi di proporre tariffe inferiori a piattaforme</b></p><p><b>Gli hotel devono poter offrire tariffe più basse sui loro siti rispetto a quelle proposte dalle grandi piattaforme online.</b></p><p>Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale che ha approvato una revisione della legge contro la concorrenza sleale per 109 voti a 70 e 13 astenuti. Il dossier va agli Stati.</p><p>Nel corso del dibattito, il plenum non ha vietato soltanto le clausole di parità tariffaria, come prevedeva il Governo nel suo progetto - frutto di una mozione del "senatore" Pirmin Bischof (Centro/SO) del 2016 - ma anche le clausole di parità in generale, quindi anche quelle di parità di disponibilità e di parità di condizioni. Il plenum ha tuttavia deciso di non prevedere sanzioni penali per chi non rispetterà tali disposizioni.</p><p>Con questa revisione, il parlamento vuole proibire le clausole di parità tariffale nei contratti tra le piattaforme come Expedia o Booking e i fornitori di alloggi allo scopo di rafforzare la competitività degli hotel.</p><p>Con la loro posizione dominante sul mercato, le grandi piattaforme internazionali di prenotazione possono infatti imporre le proprie condizioni alle piccole e medie strutture ricettive: l'industria alberghiera elvetica e i consumatori devono essere protetti da queste pratiche, hanno sostenuto in aula diversi oratori, facendo riferimento alle difficoltà del settore a causa della pandemia e, adesso, della guerra in Ucraina.</p><p>Una minoranza di destra (UDC, PLR e Verdi liberali) ha tuttavia tentato invano di far desistere il plenum, sostenendo che la piattaforme tanto odiate fanno in fondo un lavoro di marketing che consente agli albergatori di risparmiare sulla pubblicità.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 08.06.2022</b></p><p><b>CSt: hotel liberi di proporre tariffe inferiori a piattaforme</b></p><p><b>La strada affinché gli hotel operanti in Svizzera siano liberi di proporre tariffe inferiori alle piattaforme internet è praticamente spianata. Dopo il sì del Consiglio nazionale dell'8 marzo scorso, anche gli Stati hanno accolto oggi (38 voti a 7) la revisione della Legge sulla concorrenza sleale.</b></p><p>Come la camera del popolo, anche quella dei Cantoni si è detta d'accordo sia di vietare le clausole di parità tariffaria nei contratti tra piattaforme di prenotazione online e aziende alberghiere, sia di estendere tale proibizione alle clausole di parità di disponibilità e di parità di condizioni. Il plenum ha tuttavia deciso, adeguandosi al Nazionale, di non prevedere sanzioni penali per chi non rispetterà tali disposizioni.</p><p>Con questa revisione, il parlamento vuole proibire le clausole di parità tariffale nei contratti tra le piattaforme come Expedia o Booking e i fornitori di alloggi allo scopo di rafforzare la competitività degli hotel.</p><p>Con la loro posizione dominante sul mercato, le grandi piattaforme internazionali di prenotazione possono infatti imporre le proprie condizioni alle piccole e medie strutture ricettive: l'industria alberghiera elvetica e i consumatori devono essere protetti da queste pratiche, hanno sostenuto in aula diversi oratori.</p><p>Per i "senatori", queste modifiche permetteranno agli alberghi di dotarsi di una protezione efficace per contrastare la posizione dominante sul mercato esercitata, talvolta in modo abusivo secondo alcuni, dalle piattaforme di prenotazione online.</p>