Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/210818

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua risposta all'interpellanza Schneider Schüttel 19.3560 "Accordi settoriali per ridurre la plastica", il Consiglio federale scrive che finora esiste un solo accordo settoriale (quello del commercio al dettaglio per la riduzione dei sacchetti di plastica monouso). Nella sua risposta al postulato Romano 19.3765 "Riduzione e limitazione dell'impiego di plastica monouso nella quotidianità. Possibili interventi legislativi", il Consiglio federale scrive anche che si aspetta che il settore adotti misure volontarie per ridurre gli articoli di plastica monouso.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è la quota di mercato del commercio al dettaglio coperta dall'accordo settoriale per la riduzione dei sacchetti di plastica monouso?</p><p>2. Da quali settori il Consiglio federale si aspetta misure per ridurre il numero di articoli di plastica monouso?</p><p>3. Quali misure (oltre agli accordi settoriali) si aspetta il Consiglio federale?</p><p>4. Entro quando il Consiglio federale si attende queste misure?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla domanda 1)</p><p>L'accordo settoriale per ridurre l'utilizzo di sacchetti di plastica monouso è stato stipulato nel 2016 tra la Swiss Retail Federation e la Comunità d'interessi commercio al dettaglio svizzera. L'accordo permette un'ampia copertura della quota di mercato (p. es. oltre il 90 % nel settore alimentare) e dal 2017, anno di introduzione del pagamento obbligatorio dei sacchetti, ha consentito di ridurre dell'86 per cento la quantità di sacchetti di plastica monouso messa in circolazione. A partire dal 1° gennaio 2021 il pagamento obbligatorio previsto dall'accordo settoriale sarà esteso a tutti i sacchetti di plastica (ovvero anche a quelli multiuso e a quelli del settore non alimentare).</p><p>Alla domanda 2)</p><p>Le misure devono interessare i settori che vendono soprattutto articoli di plastica monouso, in particolare il commercio al dettaglio, i punti vendita presso le stazioni di servizio, le edicole, il settore del cibo da asporto (take away) e quello della ristorazione rapida (fast food).</p><p>Alla domanda 3)</p><p>Si tratta in primo luogo di ridurre il consumo della plastica monouso laddove sussiste il pericolo che quantità importanti si disperdano nella natura. È il caso ad esempio di sacchetti di plastica, bastoncini di cotone, piatti e posate monouso, bicchieri di plastica, confezioni per fast food o stuzzicadenti di plastica. L'immissione nella natura avviene direttamente attraverso il littering oppure indirettamente con lo smaltimento non conforme di oggetti di plastica nelle raccolte degli scarti vegetali.</p><p>A complemento degli accordi settoriali sono possibili le seguenti misure supplementari: in una prima fase, il commercio al dettaglio può rinunciare di sua iniziativa alla vendita di tali prodotti. Spesso si dispongono infatti di alternative in legno, cartone o carta. In una seconda fase, possono essere adottate misure di sensibilizzazione dei consumatori volte a modificarne in generale i comportamenti di consumo. Se tutte le altre misure più blande non dovessero dare i risultati auspicati, il Consiglio federale può in ultima ratio vietare l'uso di simili articoli (sulla base dell'articolo 30a della legge sulla protezione dell'ambiente, LPAmb; RS 814.01).</p><p>Alla domanda 4)</p><p>Singoli commercianti al dettaglio hanno di loro iniziativa già rimosso dal loro assortimento o sostituito diversi prodotti di plastica (offrendo ad es. cotton fioc fatti con cartone). Le quote di inquinanti nel substrato fermentato o compostato e le continue immissioni di plastica nell'ambiente causato dal littering provano che le misure adottate sono ancora insufficienti. Inoltre, i negozi continuano a vendere numerosi prodotti di plastica di breve durata che potrebbero essere sostituiti (cfr. risposta alla domanda 3). Nel quadro dell'attuazione della mozione "Meno rifiuti plastici nelle acque e nei suoli" della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia CAPTE (18.3712), l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) prenderà o ha già preso contatto con i settori menzionati. Al momento è in corso uno studio esterno commissionato dall'UFAM che esamina il recepimento e le possibilità di attuazione in Svizzera della "Strategia europea per la plastica nell'economia circolare" adottata dall'Unione europea. Quando lo studio sarà disponibile, ossia presumibilmente nell'autunno del 2020, si procederà a concretizzare le misure proposte e a stabilire un calendario per la loro realizzazione, in linea con l'elaborazione del rapporto in adempimento a diversi postulati (p. es. 18.3196 Thorens Goumaz e 18.3496 Munz) riguardanti lo stesso ambito tematico.</p>  Risposta del Consiglio federale.