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<h2>SubmittedText<h2><p>Riguardo le dichiarazioni del 7 settembre del procuratore generale della Confederazione Michael Lauber circa il reclutamento di 40 svizzeri o residenti nel nostro Paese da parte di organizzazioni jihadiste, chiedo:</p><p>- Come valuta la pericolosità del fenomeno jihadista in Svizzera?</p><p>- È intenzionato a rafforzare le misure legislative e di intelligence per prevenire e contrastare il jihadismo?</p><p>- Viste le ramificazioni internazionali, quali collaborazioni sono in atto con gli altri Stati europei?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Servizio delle attività informative della Confederazione afferma nel proprio rapporto sulla situazione 2014 che la maggiore minaccia terroristica per la Svizzera è costituita dal terrorismo jihadista. Benché tuttora la Svizzera non figuri tra gli obiettivi dichiarati e prioritari dei gruppi jihadisti, occorre considerare che eventuali atti terroristici potrebbero essere perpetrati anche da singoli individui ideologicamente radicalizzati e che i cittadini e le cittadine svizzeri all'estero potrebbero diventare vittime di rapimenti o attentati di stampo terroristico. Fedpol precisa nel proprio rapporto annuale sul 2013 che al momento non sussiste alcun indizio riguardo alla pianificazione o preparazione di un attentato in Svizzera. Gli estremisti violenti di matrice islamista tendono soprattutto a servirsi del nostro Paese come base di supporto per il finanziamento, la propaganda e la logistica.</p><p>Il Consiglio federale prende atto costantemente della situazione di minaccia jihadista e valuta la necessità d'intervento. Soprattutto in materia di raccolta d'informazioni e prevenzione riscontra lacune evidenti, che dovrebbero essere colmate dalla nuova legge sul servizio informazioni, il cui messaggio è stato adottato dal consiglio federale in febbraio 2014. Ulteriori lacune nell'ottica del perseguimento penale sussistono nella sorveglianza della telefonia via Internet e potrebbero essere colmate grazie alla corrente revisione della legge sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni. Con un decreto del 2010, il Consiglio federale ha peraltro già provveduto a rafforzare l'attività di monitoraggio e di contrasto alle attività jihadiste in Internet. Infine, ai fini della lotta contro il reclutamento e l'addestramento di terroristi, l'11 settembre 2012 il Consiglio federale ha firmato la Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo. Nel quadro della ratifica e dell'attuazione della Convenzione viene attualmente vagliata l'introduzione di una o più disposizioni penali che puniscano gli atti preparatori del terrorismo.</p><p>Nell'ambito della lotta al terrorismo, la Svizzera coopera ormai da anni in modo stretto ed efficace con gli altri Stati europei. Fedpol è ad esempio membro del Police Working Group on Terrorism di orientamento operativo e degli altri Analysis Work Files di Europol che si occupano di questo tema. Anche il Servizio delle attività informative della Confederazione partecipa a organi analoghi costituiti in seno al raggruppamento dei servizi d'informazione a livello strategico, infine, la Svizzera garantisce il proprio impegno in prima linea nel quadro dell'ONU, dell'OSCE e del Global Counterterrorism Forum.</p>