Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01256.jsonl.gz/204

Con il contributo di Friedrich Schiller, uno fra gli scrittori più autorevoli della letteratura tedesca, il mito svizzero si riscatta un’altra volta, accedendo ai teatri di tutta Europa. Lo spunto sarebbe stato ispirato dall’amico Johann Wolfgang Goethe che, durante il suo lungo viaggio in Italia, ha visitato anche la Svizzera centrale. Lo stesso Goethe ha curato la prima messa in scena al teatro di Weimar, contribuendo all’immortalità della pièce.
Alla base dell’intreccio si scorge l’attento studio delle fonti storiche allora conosciute, ma l'autore e sviluppa la scarna vicenda dell’eroe, conferendogli un profilo profondamente umano.
Rispettando la verità storica, il Guglielmo Tell di Schiller non condivide lo spettacolo con i padri fondatori dell’antica Confederazione: l’eroe mitologico non incontra mai i personaggi reali, le scene sono sempre separate.
Nel dramma, che si sviluppa fra il 1291 e il 1315, Schiller sottolinea il pericolo, rappresentato dall’autorità degli Asburgo, che incombe sull’intatta società rurale che popola l’idilliaca cornice del Lago dei quattro cantoni.
Pubblicato in un momento cruciale dell’espansione della Francia rivoluzionaria, guidata da Napoleone, il testo ha acquistato da subito una forte valenza politica. Ripresa, adattata e riletta per generazioni, la trama sviluppata da Friedrich Schiller ha sempre offerto spazio alle letture più diverse, mantenendo però il suo carattere di capolavoro della letteratura internazionale.