Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01141.jsonl.gz/1130

Ero il secondo figlio di una famiglia di operai. A quell'epoca i miei genitori lavoravano entrambi, quindi, fin dalla più tenera età, durante il giorno ero affidato alle cure di una famiglia. All'età di sei anni i miei genitori mi fecero entrare in un collegio. Potevo tornare a casa soltanto durante i fine settimana. Con brevi intervalli, e fino all'età di 17 anni, trascorsi la mia vita in tre diversi collegi.
Uscito a quell'età dal collegio, iniziai il mio tirocinio come cameriere. Ben presto però mi persi in una cattiva strada e dopo un anno troncai il mio apprendistato. In quel tempo arrotondavo il mio modesto salario vendendo droghe e compiendo piccole rapine. Caddi nelle mani della giustizia e fui condannato a tre anni d’istituto di rieducazione; lì mi fu offerta la possibilità di iniziare un altro tirocinio, questa volta come falegname.
Insoddisfatto, poco tempo dopo riuscii ad evadere e mi recai all'estero. Lavorai per qualche tempo come manovale e poi riuscii a trasferirmi in America Latina, da dove tornai otto mesi dopo. Quando tornai ero ormai allo stremo delle mie forze.
Cosa avrei fatto ora? Mi recai presso l'istituto di rieducazione e chiesi la possibilità di riprendere il tirocinio. Con mia grande sorpresa il maestro di tirocinio mi disse subito di sì.
Da quel momento in poi cominciai a lavorare sotto la sua guida. La pazienza e l'amicizia che egli mostrava nei miei confronti mi colpivano sempre di più.
Di tanto in tanto egli mi parlava della sua fede cristiana, gli effetti della quale si manifestavano chiaramente attraverso il suo comportamento e la sua vita. Per me questo era un mondo nuovo, sconosciuto.
Un giorno egli mi dette da leggere un piccolo libro intitolato "C'è speranza". Le esperienze delle numerose persone che venivano in esso narrate mi colpirono profondamente. Queste persone sembravano possedere una forza ed una gioia che io ignoravo. Esse parlavano di Dio che aveva dato un senso alla loro esistenza, e sembrava che la loro vita fosse veramente cambiata. La cosa mi colpì molto e risvegliò in me interesse e curiosità
Di tanto in tanto il maestro mi invitava a mangiare a casa sua. Stare insieme a lui ed alla sua famiglia mi dava un gran senso di benessere e protezione.
Un giorno egli mi invitò ad una riunione, si trattava di persone che venivano in casa sua per studiare insieme la Bibbia. Accettai, perché la famiglia mi ispirava fiducia ed anche poiché da qualche tempo mi ponevo domande sulla fede cristiana.
Giunto il giorno dell'incontro mi recai a casa del maestro. Eravamo un gruppo piccolo, ma molto eterogeneo. Ciò che mi piacque subito, era che tutte le obiezioni e le domande sul cristianesimo erano prese sul serio.
In quell'atmosfera aperta non mancava il dialogo su problemi assai profondi, e senza che qualcuno tentasse di esercitare pressione su di me, cominciai anch'io ad esprimermi liberamente.
Col tempo cominciai anche a leggere la Bibbia, ed attraverso quella lettura, i miei dubbi nei confronti della vita cristiana diventarono sempre più rari e più deboli.
Realizzai piano piano che una vita vissuta senza Dio è una vita sprecata poiché basata solo su valori passeggeri. Volendo vivere la mia vita con Dio, così, solo, nella mia camera, per la prima volta pregai in questo senso. Mi rivolsi a Dio e gli dissi: "Se esisti, vieni nella mia vita. Togli dal mio cuore ogni colpa che mi separa da te. Grazie a Gesù che è morto sulla croce per me." Già poco tempo dopo, cominciai a sentire una forza ed un mutamento nella mia vita, che mi sostenevano e mi aiutavano a superare le cattive abitudini.
Più tardi entrai a far parte di una comunità cristiana che oggi frequento regolarmente. Ciò che mi ha molto aiutato durante i tempi duri è stata la cordiale accoglienza ed il contatto con altri cristiani.
Oggi non mi sento più come su un'isola deserta. Ho incontrato una nuova, grande famiglia che si basa sull'amore e sull'aiuto reciproco.
Ovviamente vi sono molte cose che ancora devono cambiare nella mia vita, ma ho la fiducia che Dio mi aiuterà a farlo.
Sono molto grato di tutto cuore a questi cari coniugi dell'istituto di rieducazione per avermi offerto la loro amicizia e fatto sì che attraverso loro abbia potuto conoscere il mio vero amico, Gesù Cristo.