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Come previsto, la Commissione UE ha deciso di riconoscere solo temporaneamente la borsa svizzera. La sola cosa che sa fare il Consiglio federale di fronte a quest’affronto, è di reagire con un silenzio costernato. La conferenza stampa appena tenuta dal Consiglio federale dimostra la debolezza del governo. Poiché la presidente della Confederazione, Doris Leuthard, ha nella sua ingenuità mal giudicato la situazione in occasione del suo incontro segreto e precipitosamente promesso un regalo di oltre un miliardo di franchi per la coesione e la stipulazione di un accordo-quadro, l’UE tenta evidentemente di approfittare della debolezza di un governo e di diplomatici svizzeri sopraffatti dagli avvenimenti. Con quest’accordo-quadro inaccettabile, Bruxelles vuole obbligare la Svizzera a riprendere automaticamente del diritto UE e ad accettare le decisioni di giudici stranieri. Se i consiglieri federali non si svegliano oggi, prendendo finalmente delle misure contro questa discriminazione flagrante della Svizzera da parte di una burocrazia UE arbitraria e imprevedibile, quando sapranno difendere l’indipendenza e la libertà del nostro paese?
L’UDC invita il Consiglio federale a dare finalmente prova di fermezza e di spirito decisionale:
- bisogna comunicare chiaramente all’UE che la sottoscrizione di un accordo-quadro che sopprime in realtà la nostra democrazia diretta, deve essere approvato dal sovrano, per cui non ha alcuna chance di successo;
- il cosiddetto “contributo di coesione” di 1,3 miliardi di franchi per i paesi dell’est deve essere rifiutato. Vivendo una ripresa economica vigorosa, questi paesi non hanno bisogno di questi fondi;
- qualsiasi partecipazione facoltativa ai programmi di reinsediamento dei migranti provenienti da Stati UE deve essere immediatamente sospesa;
- la soppressione del diritto di bollo non deve essere prevista, bensì immediatamente realizzata;
- la condotta dei negoziati con l’UE deve essere immediatamente rinnovata, rafforzata e impegnata ad adoperarsi esclusivamente per gli interessi della Svizzera.
Infine, la presidente della Confederazione Doris Leuthard deve rispondere delle sue azioni di fronte al popolo svizzero e impegnarsi infine pubblicamente a favore degli interessi del nostro paese. Il tempo delle vuote parole e delle semi-verità è definitivamente finito.