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Donald Trump ha avuto due crisi di ossigeno e - secondo i media - quasi 39,5 di febbre prima del ricovero ma ora "continua a migliorare" e potrebbe essere dimesso già lunedì se non ci saranno regressioni.
A metà pomeriggio il medico della Casa Bianca Sean Conley si presenta con notizie rassicuranti alla conferenza stampa all'ospedale militare Walter Reed per il bollettino medico del terzo giorno di ricovero, circondato da uno stuolo di colleghi. Un annuncio insperato dopo che sabato sera, pur dicendosi cautamente ottimista, Conley aveva precisato che "il presidente non è ancora fuori pericolo", inducendo il segretario di Stato Mike Pompeo a tagliare il suo viaggio in Asia.
Lo stesso Trump, rivela Vanity Fair, ha avuto paura di morire venerdì, chiedendo ai suoi collaboratori se avrebbe fatto la fine di Stan Chera, il suo amico costruttore di New York morto in aprile di Covid.
Il presidente, ha spiegato lo staff medico, ha avuto bisogno di un supporto respiratorio prima e dopo il ricovero ma ora il suo livello di ossigeno è al 98% e da venerdì non ha più febbre, mentre le sue funzioni vitali sono stabili. Ha iniziato anche una terapia a base di desametasone, un potente antinfiammatorio steroideo che, secondo il New York Times, in genere viene somministrato ai pazienti Covid gravi e non nei casi lievi o moderati.
Uno dei medici, Brian Garibaldi, ha riferito che il presidente "è in piedi e si sente bene" e che il piano "è farlo mangiare e bere, e farlo stare fuori dal letto il più possibile per rimanere mobile". "Se continua a stare bene, la nostra speranza è che possiamo dimetterlo lunedì per farlo tornare alla Casa Bianca, dove può continuare il trattamento in corso", ha aggiunto.
Anche il chief of staff Mark Meadows ha confermato che Trump è migliorato ma i ben informati riferiscono che il 'boss' sia infuriato con lui per aver contraddetto sabato il medico della Casa Bianca, affermando che "le funzioni vitali del presidente sono state molto preoccupanti nelle ultime 24 ore e le prossime 48 ore saranno cruciali in termini di cura", ed escludendo che Trump sia su una "strada chiara per un pieno recupero".
Parole che avevano alimentato la confusione e l'incertezza, spingendo il presidente americano a postare su Twitter un video girato all'ospedale per rassicurare il Paese e i suoi fan, sempre più numerosi all'esterno del Walter Reed con bandiere e cartelli elettorali.
"Sono venuto al Walter Reed perché non mi sentivo tanto bene, ma ora mi sento molto meglio e penso di tornare presto per riprendere la campagna elettorale dove era stata interrotta", promette nella clip di 4 minuti, dove parla in giacca senza cravatta, col volto un po' pallido, seduto ad un tavolo con alle spalle la bandiera Usa e il vessillo presidenziale. "Devo tornare per finire il lavoro, dobbiamo ancora fare l'America di nuovo grande", spiega rilanciando il suo slogan elettorale.
Il presidente non sembra però aver cambiato idea sul suo approccio alla pandemia, quasi sempre senza mascherina e distanziamento sociale, e sostiene che non aveva "altra scelta" che rischiare di esporsi al virus: "Sono il presidente degli Stati Uniti, non potevo isolarmi alla Casa Bianca, non vedere e non parlare con nessuno". Poi ha riferito che la first lady Melania, anche lei contagiata ma convalescente alla Casa Bianca, "sta andando molto bene", e ha scherzato sui 24 anni che li dividono: "Come probabilmente saprete, lei è leggermente più giovane di me, giusto un pochino, e quindi sta reagendo meglio".
Tra i tanti retroscena, alcuni media raccontano che Trump non voleva farsi ricoverare ad un mese dalle elezioni e ha tentato di resistere ai medici ma poi ha ceduto alle pressioni, dopo che gli era stato dato un ultimatum: poteva recarsi all'ospedale mentre era ancora in grado di camminare da solo oppure i dottori sarebbero stati costretti a portarlo in una carrozzella o in barella nel caso le sue condizioni peggiorassero. Lui si è convinto, ma ha preferito attendere la chiusura di Wall Street, nel timore che crollasse.