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L'Unione Europea avrebbe trovato un accordo di massima sul numero totale dei 120'000 ricollocamenti da fare. Lo affermano fonti UE, sottolineando che per lo Stato membro in difficoltà nell'ospitare i profughi, gli ambasciatori dei Ventotto stanno prendendo in considerazione due ipotesi. La prima, per la quale sono contrarie Francia e Germania, prevede il pagamento di 6'500 euro a migrante, ma fino a un massimo del 30% del totale della quota da ricollocare, la seconda è quella di permettere al paese che lo chiede di ritardare di sei mesi i ricollocamenti.
Le sanzioni dello 0,002% del prodotto interno lordo per gli Stati che non accettano, proposte dalla Commissione europea nel pacchetto Juncker del 9 settembre, sono state invece accantonate. Tra gli altri argomenti ancora da discutere, il più importante riguarda la decisione su come verranno ridistribuiti i 54'000 profughi presenti sul territorio ungherese, dopo che Budapest ha comunicato di voler restar ferma sulla sua posizione di chiudere ai migranti, culminata nell'innalzamento della barriera metallica e filo spinato lungo la frontiera con la Serbia.
La polizia slovena, nel frattempo, ha cominciato a innalzare una barriera difensiva al valico di frontiera con la Croazia di Bregana. L'obiettivo è quello di evitare che i migranti entrino illegalmente nel paese.
ANSA/ATS/ads
- RG 12.30 del 21/09/15: il servizio di Tomas Paggini
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