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L'idea di abbassare i prezzi dei medicinali veterinari al livello di quelli praticati nell'Unione europea non ha sedotto il Consiglio degli Stati. Con 26 voti contro 14 e 3 astenuti, i "senatori" hanno respinto oggi una mozione in tal senso del consigliere nazionale Jean-Paul Gschwind (PPD/JU).
La sua proposta era stata accolta nel giugno scorso dal Consiglio nazionale, con 96 voti contro 80. Un confronto realizzato nel 2013 dal Sorvegliante dei prezzi su 28 preparati aveva dimostrato che i veterinari e i farmacisti svizzeri pagano le medicine il 70% in più rispetto al resto dell'Europa. Ciò si ripercuote anche sui costi di produzione dei contadini, secondo Gschwind.
Seguendo le raccomandazioni di "Mister Prezzi", l'autore della mozione chiedeva di eliminare le specificità elvetiche che generano un incremento dei costi, in particolare per quanto riguarda l'omologazione e l'etichettatura. Proponeva pure di allentare le esigenze di Swissmedic per i medicamenti veterinari importati.
Il Consiglio federale si è tuttavia opposto alla mozione, adducendo che - oltre agli interessi dei contadini - occorre tener conto anche del benessere degli animali e della sicurezza alimentare. Inoltre, secondo il governo, gli attori del mercato dispongono ancora di un margine di manovra per ridurre i prezzi. La maggioranza dei "senatori" ha condiviso questa posizione.
SDA-ATS