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Ricercatori del gruppo agrochimico basilese Syngenta e scienziati cinesi pubblicano la prima bozza del genoma del riso. Un salto di qualità per la produzione, ma anche nuovi interrogativi.
Il riso rappresenta l'alimento di base per la metà dell'umanità. Lo studio, pubblicato sulla rivista americana «Science», concerne le due sottospecie più diffuse: l'Oriza sativa japonica e l'Oriza sativa indica. Quest'ultima è la varietà più coltivata in Cina e nel sud-est asiatico.
La bozza della sottospecie «indica» è accessibile immediatamente al pubblico e ai ricercatori del mondo intero attraverso la banca dati di informazioni genetiche GenBank. La «japonica» è invece protetta da un brevetto ed è disponibile per il momento solamente tramite Syngenta.
Opinioni divergenti sulla portata della scoperta
Per "Science", la scoperta costituisce un progresso maggiore. Ma già altri scienziati si interrogano sulla vera portata della scoperta delle due squadre di scienziati. I lavori pubblicati sono infatti soltanto un elemento del vasto mosaico da comporre per completare la lettura dei circa 450 milioni di lettere del codice genetico del cereale in questione. Uno sforzo che coinvolge numerosi altri scienziati.
Le due squadre di scienziati, dell'istituto genomico di Pechino e del laboratorio californiano della Syngenta, il Torrey Mesa Research Institute, hanno fatto ricorso a un sistema che permette l'allestimento di una parte della mappa genetica, ma che no consente la sua ricostituzione esatta. Resta dunque un grande numero di buchi da colmare.
Una mappa completa l'anno prossimo
Per disporre di una sequenza completa del codice del riso bisognerà aspettare la fine del lavoro intrapreso da un consorzio che riunisce i laboratori pubblici di ricerca di vari paesi. Questo consorzio utilizza un sistema più costoso e lento, ma più completo. Una versione finale completa del genoma del riso è attesa per l'anno prossimo.
Comunque, il codice genetico del riso sta per essere decifrato. Il suo genoma è più piccolo di quello degli altri cereali, di cui costituisce una sorta di "riassunto". La lettura della struttura genetica del riso permetterà di avviare uno studio sistematico degli altri cereali. Si potrà così determinare quali geni sono responsabili del rendimento, della resistenza alle malattie e ai parassiti, della precocità, del bisogno di acqua o ancora del valore alimentare. Questi dati permetteranno di accelerare la produzione di speci più resistenti.
Ma questa via non sarà percorribile senza ostacoli. Già si intravedono le minacce sulle speci attuali che si sono bene adattate ai diversi ambienti naturali. L'agricoltura tradizionale potrebbe patirne ed esiste un grande pericolo che si vada verso la produzione di una cultura unica e dunque verso un impoverimento.
Dal canto suo, il caporedattore di «Science» Donald Kennedy è convinto che decifrare il genoma de riso «permetterà di accelerare il miglioramento della qualità nutrizionale, dei raccolti e dell'agricoltura conforme ai principi dello sviluppo sostenibile per rispondere ai crescenti bisogni del pianeta.»
swissinfo e agenzie