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Oggetti recuperati dopo il crash del volo EgyptAir 804.
Keystone/AP Egyptian Armed Forces/UNCREDITED(sda-ats)
Svolta nell'inchiesta sulla tragedia del volo 804 di EgyptAir precipitato in mezzo al Mediterraneo il 19 maggio scorso con a bordo 66 persone. Le analisi sui resti dei cadaveri hanno rilevato "tracce di esplosivo".
Lo ha annunciato oggi la Commissione d'inchiesta egiziana, aprendo di fatto la pista dell'attentato terroristico.
L'ipotesi della bomba a bordo aveva già preso piede nelle settimane successive all'incidente: a settembre Le Figaro aveva rivelato che gli investigatori francesi - che si occupano del caso perché tra i 66 morti ci sono anche 15 cittadini d'Oltralpe - avevano individuato livelli di Tnt sui resti dell'aereo. Il quotidiano affermò che ai francesi venne impedito di proseguire le analisi.
Oggi l'ammissione dal Cairo, dopo lunghe analisi rese più complesse dalle operazioni di recupero dei corpi, dei frammenti di aereo, delle sue scatole nere. La nave John Lethbridge ha terminato la sua missione di ricerca e recupero a metà luglio.
La 'prudenza' egiziana è collegata ovviamente all'impatto di questo tipo di notizie su uno dei settori cruciali dell'economia del Cairo: il turismo.
L'industria miliardaria egiziana è precipitata a partire dall'ottobre del 2015: un volo charter russo venne abbattuto dall'Isis, con i jihadisti che rivendicarono l'attacco e mostrarono le immagini di una 'lattina bomba' utilizzata per far precipitare l'aereo sul Sinai. Il bilancio fu di 226 morti.
Le tracce di esplosivo trovate oggi non sono al momento ricollegabili alla galassia jihadista, ma è ovvio che segneranno un altro colpo al turismo egiziana.
L'ipotesi dell'attentato e della bomba a bordo del volo 804 - partito da Parigi e diretto al Cairo - "spiegherebbe le tante anomalie di questo incidente", dice un esperto indipendente egiziano. E anche perché nelle registrazioni contenute nelle scatole nere si parla di un "incendio" a bordo, e anche di fumo.
Ma da Parigi le reazioni ufficiali sono contrastanti: "Siamo nel campo delle manipolazioni", ha detto il portavoce dell'associazione delle vittime degli attentati, Stephane Gicquel: "Non ci sono elementi che accreditino la pista terroristica. Si tratta di un ricatto da parte delle autorità egiziane per far accreditare questa tesi e proteggere la compagnia Egyptair, rigettando la responsabilità su Parigi".
Circospetto anche il Bea, l'ufficio inchieste e analisi dell'aviazione civile: "In assenza di informazioni dettagliate sulle condizioni in cui sono stati effettuati prelievi e misure che hanno portato all'individuazione di esplosivi, consideriamo impossibile trarre conclusioni sull'origine dell'incidente".
SDA-ATS