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Incarto n. 15.2014.136 Lugano 6 marzo 2015 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Jaques, presidente Walser e Grisanti vicecancelliere: Cortese statuendo sul ricorso 28 novembre 2014 di RI 1 (patrocinato dall’ PA 1,) contro l’operato dell’ Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Leventina, o meglio contro l’aggiudicazione del fondo n. __________ RFD di __________ avvenuta il 21 novembre 2014 a favore di PI 1 nelle esecuzioni n. __________ e __________ dell’Ufficio di esecuzione __________ (Betrei­bungsamt __________) promosse nei confronti di PI 2, (GR) ritenuto in fatto: A. Su incarico in via rogatoria del Betreibungsamt __________ (GR), il 21 novembre 2014 l’Ufficio di esecuzione e fallimenti (UEF) del Distretto di Leventina ha realizzato ai pubblici incanti il fondo agricolo n. __________ RFD di __________ di proprietà di PI 2. B. In seguito alle rituali tre chiamate, RI 1 è risultato il miglior offerente per fr. 40'500.–. L’immobile è stato tuttavia aggiudicato a PI 1, avendo quest’ultima, quale affittuaria del fondo, dichiarato di esercitare il diritto di prelazione fondato sull’art. 47 della legge federale del 4 ottobre 1991 sul diritto fondiario rurale (LDFR; RS 211.412.11), dopo che l’UEF le aveva offerto tale facoltà. C. Con ricorso del 28 novembre 2014, RI 1 si aggrava contro l’aggiudicazione, chiedendone l’annullamento e postulando che il fondo sia attribuito a lui, quale miglior offerente, per fr. 40'500.–, con conseguente restituzione a PI 1 dell’anticipo già corrisposto in sede d’asta. In via preliminare, egli sollecita pure il conferimento dell’effetto sospensivo, poi concesso dal presidente di questa Camera con decreto del 4 dicembre 2014. D. Con osservazioni del 22 dicembre 2014 l’UEF si rimette al giudizio della Camera, pur ritenendo di aver agito correttamente. PI 1 è invece rimasta silente. Considerato in diritto: 1. Interposto all’autorità di vigilanza entro 10 giorni dall’aggiudica­­zione del noto fondo avvenuta il 21 novembre 2014, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF). 2. Il ricorrente contesta in sostanza all’UEF di aver offerto a PI 1 la facoltà di esercitare il diritto di prelazione legale giusta l’art. 47 LDFR, nonostante – a sua detta – l’immobile in questione non soggiaccia alla LDFR, poiché è di esigua estensione – ovvero di meno di 25 are (2500 mq) – e non fa parte di un’azienda agricola nel senso dell’art. 2 cpv. 3 LDFR. 2.1 La questione dell’esistenza del diritto di prelazione su fondi agricoli va esaminata, in principio, dal giudice civile. Tuttavia, le contestazioni relative a un’aggiudicazione, quando oppongono parti alla procedura di realizzazione, sono di esclusiva competenza dell’autorità di vigilanza (art. 132 a cpv. 1 e 143 a LEF), anche per quanto concerne le questioni pregiudiziali di diritto civile materiale (sentenza della CEF 15.2011.84 del 13 gennaio 2012, consid. 1.1 e riferimenti citati). Questa Camera è quindi competente per statuire sul ricorso. 2.2 L’art. 47 cpv. 2 LDFR istituisce a determinate condizioni un diritto di prelazione legale a favore dell’affittuario in caso di alienazione di un fondo agricolo. Tale diritto sussiste però soltanto nella misura in cui il fondo agricolo sottostà alle disposizioni della LDFR ( L orenz Strebel, Das gesetzliche Vorkaufsrecht des Pächters gemäss dem Bundesgesetz über das bäuerliche Bodenrecht, in Zürcher Studien zum Privatrecht, vol. 218, 2009, n. 745), ciò che non è il caso per i fondi di meno di 15 are se si tratta di vigne e di meno di 25 are se si tratta di altri terreni, non facenti parte di un’a­­zienda agricola (art. 2 cpv. 3 LDFR). In tali evenienze, il diritto di prelazione di cui all’art. 47 cpv. 2 LDFR viene dunque meno ( Strebel, op. cit., n. 799 e 802). Secondo la giurisprudenza, il testo dell’art. 2 cpv. 3 LDFR è chiaro: se i fondi agricoli non fanno parte di un’azienda agricola, determinante per il campo di applicazione generale della LDFR è unicamente la superficie del singolo fondo agricolo (DTF 123 III 233). 2.3 Nel caso in rassegna, è pacifico che il fondo n. __________ RFD di __________ ha una superficie totale di 1902 mq, ovvero inferiore a 25 are (2500 mq), e che non si tratta di una vigna (v. doc. C e perizia del 12 ottobre 2012 sulla stima del fondo presente agli atti). Dagli atti non risulta, inoltre, che faccia parte di un’azienda agricola o che si situi nel perimetro di una ricomposizione particellare nel senso dell’art. 2 cpv. 4 LDFR, circostanze che, ad ogni modo, né PI 1 né l’UEF allegano. Ne consegue che, conformemente all’art. 2 cpv. 3 LDFR, l’immobile in oggetto non sottostà alla LDFR, soluzione cui, del resto, era pure giunto l’organo esecutivo, avendo indicato espressamente in calce alle condizioni d’asta che “ il fondo è agricolo ma siccome non supera i 2500 m 2 non sottostà alla LDFR ”. Non applicandosi la LDFR, non sussiste neppure il diritto di prelazione dell’affittuario giusta l’art. 47 cpv. 2 LDFR (v. sopra, consid. 2.2). E un simile diritto nemmeno è previsto da altre leggi applicabili al caso, come la legge federale del 4 ottobre 1985 sull’affitto agricolo (LAAgr; RS 221.213.2) o la legge cantonale sul diritto fondiario rurale e sull’affitto agricolo (RL 8.1.3.1). Il modo di agire dell’UEF si rivela dunque errato laddove ha comunque offerto a PI 1 la facoltà di esercitare tale diritto. 3. Da quanto precede discende che il ricorso merita accoglimento. Di conseguenza, l’aggiudicazione del fondo n. __________ RFD di __________ avvenuta il 21 novembre 2014 a favore di PI 1 va annullata e il fondo aggiudicato al miglior offerente RI 1 al prezzo di fr. 40'500.–. Va così ordinato all’ufficio d’e­se­cu­­zione di restituire a PI 1 l’acconto versato in contanti e di chiedere l’iscrizione nel registro fondiario del trapasso della proprietà a favore di RI 1, previo pagamento da parte di quest’ultimo delle spese di realizzazione e del prezzo di aggiudicazione. 4. Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20 a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [ RS 281.35 ] ). Per questi motivi, pronuncia: 1. Il ricorso è accolto. 1.1 Di conseguenza, l’aggiudicazione del fondo n. __________ RFD di __________ avvenuta il 21 novembre 2014 a favore di PI 1 è annullata e il fondo è aggiudicato a RI 1 al prezzo di fr. 40'500.–. 1.2 È fatto ordine all’Ufficio di esecuzione di Faido di restituire a PI 1 l’acconto versato in contanti e di chiedere l’iscri­­zione nel registro fondiario del trapasso della proprietà a favore di RI 1, previo pagamento da parte di quest’ultimo, nel termine che gli impartirà l’Ufficio, delle spese di realizzazione e del prezzo di aggiudicazione. 2. Non si prelevano spese né si assegnano indennità. 3. Notificazione a: –; –; –. Comunicazione all’Ufficio di esecuzione, Faido. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.

Incarto n. 15.2014.136 Incarto n. 15.2014.136

Incarto n. Lugano 6 marzo 2015 Lugano

Lugano 6 marzo 2015

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza La Camera di esecuzione e fallimenti

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Jaques, presidente Walser e Grisanti Jaques, presidente

Jaques, presidente Walser e Grisanti

Walser e Grisanti vicecancelliere: vicecancelliere:

vicecancelliere: Cortese Cortese

Cortese statuendo sul ricorso 28 novembre 2014 di

statuendo sul ricorso 28 novembre 2014 di RI 1 (patrocinato dall’ PA 1,) RI 1

RI 1 (patrocinato dall’ PA 1,)

(patrocinato dall’ PA 1,) contro contro

contro l’operato dell’ Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Leventina, o meglio contro l’aggiudicazione del fondo n. __________ RFD di __________ avvenuta il 21 novembre 2014 a favore di

l’operato dell’ Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Leventina, o meglio contro l’aggiudicazione del fondo n. __________ RFD di __________ avvenuta il 21 novembre 2014 a favore di PI 1 PI 1

PI 1 nelle esecuzioni n. __________ e __________ dell’Ufficio di esecuzione __________ (Betrei­bungsamt __________) promosse nei confronti di

nelle esecuzioni n. __________ e __________ dell’Ufficio di esecuzione __________ (Betrei­bungsamt __________) promosse nei confronti di PI 2, (GR) PI 2, (GR)

PI 2, (GR) ritenuto

ritenuto in fatto: A. Su incarico in via rogatoria del Betreibungsamt __________ (GR), il 21 novembre 2014 l’Ufficio di esecuzione e fallimenti (UEF) del Distretto di Leventina ha realizzato ai pubblici incanti il fondo agricolo n. __________ RFD di __________ di proprietà di PI 2. in fatto: A. Su incarico in via rogatoria del Betreibungsamt __________ (GR), il 21 novembre 2014 l’Ufficio di esecuzione e fallimenti (UEF) del Distretto di Leventina ha realizzato ai pubblici incanti il fondo agricolo n. __________ RFD di __________ di proprietà di PI 2. B. In seguito alle rituali tre chiamate, RI 1 è risultato il miglior offerente per fr. 40'500.–. L’immobile è stato tuttavia aggiudicato a PI 1, avendo quest’ultima, quale affittuaria del fondo, dichiarato di esercitare il diritto di prelazione fondato sull’art. 47 della legge federale del 4 ottobre 1991 sul diritto fondiario rurale (LDFR; RS 211.412.11), dopo che l’UEF le aveva offerto tale facoltà.

B. In seguito alle rituali tre chiamate, RI 1 è risultato il miglior offerente per fr. 40'500.–. L’immobile è stato tuttavia aggiudicato a PI 1, avendo quest’ultima, quale affittuaria del fondo, dichiarato di esercitare il diritto di prelazione fondato sull’art. 47 della legge federale del 4 ottobre 1991 sul diritto fondiario rurale (LDFR; RS 211.412.11), dopo che l’UEF le aveva offerto tale facoltà. C. Con ricorso del 28 novembre 2014, RI 1 si aggrava contro l’aggiudicazione, chiedendone l’annullamento e postulando che il fondo sia attribuito a lui, quale miglior offerente, per fr. 40'500.–, con conseguente restituzione a PI 1 dell’anticipo già corrisposto in sede d’asta. In via preliminare, egli sollecita pure il conferimento dell’effetto sospensivo, poi concesso dal presidente di questa Camera con decreto del 4 dicembre 2014.

C. Con ricorso del 28 novembre 2014, RI 1 si aggrava contro l’aggiudicazione, chiedendone l’annullamento e postulando che il fondo sia attribuito a lui, quale miglior offerente, per fr. 40'500.–, con conseguente restituzione a PI 1 dell’anticipo già corrisposto in sede d’asta. In via preliminare, egli sollecita pure il conferimento dell’effetto sospensivo, poi concesso dal presidente di questa Camera con decreto del 4 dicembre 2014. D. Con osservazioni del 22 dicembre 2014 l’UEF si rimette al giudizio della Camera, pur ritenendo di aver agito correttamente. PI 1 è invece rimasta silente.

D. Con osservazioni del 22 dicembre 2014 l’UEF si rimette al giudizio della Camera, pur ritenendo di aver agito correttamente. PI 1 è invece rimasta silente. Considerato

Considerato in diritto: 1. Interposto all’autorità di vigilanza entro 10 giorni dall’aggiudica­­zione del noto fondo avvenuta il 21 novembre 2014, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF). in diritto: 1. Interposto all’autorità di vigilanza entro 10 giorni dall’aggiudica­­zione del noto fondo avvenuta il 21 novembre 2014, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF). 2. Il ricorrente contesta in sostanza all’UEF di aver offerto a PI 1 la facoltà di esercitare il diritto di prelazione legale giusta l’art. 47 LDFR, nonostante – a sua detta – l’immobile in questione non soggiaccia alla LDFR, poiché è di esigua estensione – ovvero di meno di 25 are (2500 mq) – e non fa parte di un’azienda agricola nel senso dell’art. 2 cpv. 3 LDFR.

2. Il ricorrente contesta in sostanza all’UEF di aver offerto a PI 1 la facoltà di esercitare il diritto di prelazione legale giusta l’art. 47 LDFR, nonostante – a sua detta – l’immobile in questione non soggiaccia alla LDFR, poiché è di esigua estensione – ovvero di meno di 25 are (2500 mq) – e non fa parte di un’azienda agricola nel senso dell’art. 2 cpv. 3 LDFR. 2.1 La questione dell’esistenza del diritto di prelazione su fondi agricoli va esaminata, in principio, dal giudice civile. Tuttavia, le contestazioni relative a un’aggiudicazione, quando oppongono parti alla procedura di realizzazione, sono di esclusiva competenza dell’autorità di vigilanza (art. 132 a cpv. 1 e 143 a LEF), anche per quanto concerne le questioni pregiudiziali di diritto civile materiale (sentenza della CEF 15.2011.84 del 13 gennaio 2012, consid. 1.1 e riferimenti citati). Questa Camera è quindi competente per statuire sul ricorso.

2.1 La questione dell’esistenza del diritto di prelazione su fondi agricoli va esaminata, in principio, dal giudice civile. Tuttavia, le contestazioni relative a un’aggiudicazione, quando oppongono parti alla procedura di realizzazione, sono di esclusiva competenza dell’autorità di vigilanza (art. 132 a cpv. 1 e 143 a LEF), anche per quanto concerne le questioni pregiudiziali di diritto civile materiale (sentenza della CEF 15.2011.84 del 13 gennaio 2012, consid. 1.1 e riferimenti citati). Questa 2.2 L’art. 47 cpv. 2 LDFR istituisce a determinate condizioni un diritto di prelazione legale a favore dell’affittuario in caso di alienazione di un fondo agricolo. Tale diritto sussiste però soltanto nella misura in cui il fondo agricolo sottostà alle disposizioni della LDFR ( L orenz Strebel, Das gesetzliche Vorkaufsrecht des Pächters gemäss dem Bundesgesetz über das bäuerliche Bodenrecht, in Zürcher Studien zum Privatrecht, vol. 218, 2009, n. 745), ciò che non è il caso per i fondi di meno di 15 are se si tratta di vigne e di meno di 25 are se si tratta di altri terreni, non facenti parte di un’a­­zienda agricola (art. 2 cpv. 3 LDFR). In tali evenienze, il diritto di prelazione di cui all’art. 47 cpv. 2 LDFR viene dunque meno ( Strebel, op. cit., n. 799 e 802). Secondo la giurisprudenza, il testo dell’art. 2 cpv. 3 LDFR è chiaro: se i fondi agricoli non fanno parte di un’azienda agricola, determinante per il campo di applicazione generale della LDFR è unicamente la superficie del singolo fondo agricolo (DTF 123 III 233).

2.2 L’art. 47 cpv. 2 LDFR istituisce a determinate condizioni un diritto di prelazione legale a favore dell’affittuario in caso di alienazione di un fondo agricolo. Tale diritto sussiste però soltanto nella misura in cui il fondo agricolo sottostà alle disposizioni della LDFR ( L orenz Strebel, Das gesetzliche Vorkaufsrecht des Pächters gemäss dem Bundesgesetz über das bäuerliche Bodenrecht, in Strebel Zürcher Studien zum Privatrecht, vol. 218, 2009, n. 745), ciò che non è il caso per i fondi di meno di 15 are se si tratta di vigne e di meno di 25 are se si tratta di altri terreni, non facenti parte di un’a­­zienda agricola (art. 2 cpv. 3 LDFR). In tali evenienze, il diritto di prelazione di cui all’art. 47 cpv. 2 LDFR viene dunque meno ( Strebel, op. cit., n. 799 e 802). Secondo la giurisprudenza, il testo dell’art. 2 cpv. 3 LDFR è chiaro: se i fondi agricoli non fanno parte di un’azienda agricola, determinante per il campo di applicazione generale della LDFR è unicamente la superficie del singolo fondo agricolo (DTF 123 III 233). Strebel 2.3 Nel caso in rassegna, è pacifico che il fondo n. __________ RFD di __________ ha una superficie totale di 1902 mq, ovvero inferiore a 25 are (2500 mq), e che non si tratta di una vigna (v. doc. C e perizia del 12 ottobre 2012 sulla stima del fondo presente agli atti). Dagli atti non risulta, inoltre, che faccia parte di un’azienda agricola o che si situi nel perimetro di una ricomposizione particellare nel senso dell’art. 2 cpv. 4 LDFR, circostanze che, ad ogni modo, né PI 1 né l’UEF allegano. Ne consegue che, conformemente all’art. 2 cpv. 3 LDFR, l’immobile in oggetto non sottostà alla LDFR, soluzione cui, del resto, era pure giunto l’organo esecutivo, avendo indicato espressamente in calce alle condizioni d’asta che “ il fondo è agricolo ma siccome non supera i 2500 m 2 non sottostà alla LDFR ”. Non applicandosi la LDFR, non sussiste neppure il diritto di prelazione dell’affittuario giusta l’art. 47 cpv. 2 LDFR (v. sopra, consid. 2.2). E un simile diritto nemmeno è previsto da altre leggi applicabili al caso, come la legge federale del 4 ottobre 1985 sull’affitto agricolo (LAAgr; RS 221.213.2) o la legge cantonale sul diritto fondiario rurale e sull’affitto agricolo (RL 8.1.3.1). Il modo di agire dell’UEF si rivela dunque errato laddove ha comunque offerto a PI 1 la facoltà di esercitare tale diritto.

2.3 Nel caso in rassegna, è pacifico che il fondo n. __________ RFD di __________ ha una superficie totale di 1902 mq, ovvero inferiore a 25 are (2500 mq), e che non si tratta di una vigna (v. doc. C e perizia del 12 ottobre 2012 sulla stima del fondo presente agli atti). Dagli atti non risulta, inoltre, che faccia parte di un’azienda agricola o che si situi nel perimetro di una ricomposizione particellare nel senso dell’art. 2 cpv. 4 LDFR, circostanze che, ad ogni modo, né PI 1 né l’UEF allegano. Ne consegue che, conformemente all’art. 2 cpv. 3 LDFR, l’immobile in oggetto non sottostà alla LDFR, soluzione cui, del resto, era pure giunto l’organo esecutivo, avendo indicato espressamente in calce alle condizioni d’asta che “ il fondo è agricolo ma siccome non supera i 2500 m 2 non sottostà alla LDFR ”. Non applicandosi la LDFR, non sussiste neppure il diritto di prelazione dell’affittuario giusta l’art. 47 cpv. 2 LDFR (v. sopra, consid. 2.2). E un simile diritto nemmeno è previsto da altre leggi applicabili al caso, come la legge federale del 4 ottobre 1985 sull’affitto agricolo (LAAgr; RS 221.213.2) o la legge cantonale sul diritto fondiario rurale e sull’affitto agricolo (RL 8.1.3.1). Il modo di agire dell’UEF si rivela dunque errato laddove ha comunque offerto a PI 1 la facoltà di esercitare tale diritto. 3. Da quanto precede discende che il ricorso merita accoglimento. Di conseguenza, l’aggiudicazione del fondo n. __________ RFD di __________ avvenuta il 21 novembre 2014 a favore di PI 1 va annullata e il fondo aggiudicato al miglior offerente RI 1 al prezzo di fr. 40'500.–. Va così ordinato all’ufficio d’e­se­cu­­zione di restituire a PI 1 l’acconto versato in contanti e di chiedere l’iscrizione nel registro fondiario del trapasso della proprietà a favore di RI 1, previo pagamento da parte di quest’ultimo delle spese di realizzazione e del prezzo di aggiudicazione.

3. Da quanto precede discende che il ricorso merita accoglimento. Di conseguenza, l’aggiudicazione del fondo n. __________ RFD di __________ avvenuta il 21 novembre 2014 a favore di PI 1 va annullata e il fondo aggiudicato al miglior offerente RI 1 al prezzo di fr. 40'500.–. Va così ordinato all’ufficio d’e­se­cu­­zione di restituire a PI 1 l’acconto versato in contanti e di chiedere l’iscrizione nel registro fondiario del trapasso della proprietà a favore di RI 1, previo pagamento da parte di quest’ultimo delle spese di realizzazione e del prezzo di aggiudicazione. 4. Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20 a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [ RS 281.35 ] ).

4. Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20 a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF RS 281.35 ). Per questi motivi,

Per questi motivi, pronuncia: 1. Il ricorso è accolto. pronuncia: 1. Il ricorso è accolto. 1.1 Di conseguenza, l’aggiudicazione del fondo n. __________ RFD di __________ avvenuta il 21 novembre 2014 a favore di PI 1 è annullata e il fondo è aggiudicato a RI 1 al prezzo di fr. 40'500.–.

1.1 Di conseguenza, l’aggiudicazione del fondo n. __________ RFD di __________ avvenuta il 21 novembre 2014 a favore di PI 1 è annullata e il fondo è aggiudicato a RI 1 al prezzo di fr. 40'500.–. 1.2 È fatto ordine all’Ufficio di esecuzione di Faido di restituire a PI 1 l’acconto versato in contanti e di chiedere l’iscri­­zione nel registro fondiario del trapasso della proprietà a favore di RI 1, previo pagamento da parte di quest’ultimo, nel termine che gli impartirà l’Ufficio, delle spese di realizzazione e del prezzo di aggiudicazione.

1.2 È fatto ordine all’Ufficio di esecuzione di Faido di restituire a PI 1 l’acconto versato in contanti e di chiedere l’iscri­­zione nel registro fondiario del trapasso della proprietà a favore di RI 1, previo pagamento da parte di quest’ultimo, nel termine che gli impartirà l’Ufficio, delle spese di realizzazione e del prezzo di aggiudicazione. 2. Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

2. Non si prelevano spese né si assegnano indennità. 3. Notificazione a:

3. Notificazione a: –; –; –. –;

–; –;

–; –.

–. Comunicazione all’Ufficio di esecuzione, Faido.

Comunicazione all’Ufficio di esecuzione, Faido. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere

Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.