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par Jürg E. Schneider
La forma e la distribuzione delle finestre negli edifici profani tardomedioevali sono in genere distribuite più in rapporto alla suddivisione dei locali interni che non in base alla simmetria della facciata. Un disegno simmetrico della facciata si afferma solo con una certa esitazione a Zurigo a partire dal Rinascimento, con le finestre in serie, il telaio a croce, le finestre graduate, tuttavia ancora in stile tardogotico.
Lo sviluppo delle finestre e del disegno della facciata è accompagnato dalle innovazioni tecniche nel campo dei problemi di statica per quanto concerne la distribuzione equa del peso dell'opera in muratura sopra i vani delle finestre, e con l'impiego di aste di piombo durante il montaggio dei vetri, premessa essenziale per un ampliamento delle finestre. La produzione in massa del vetro in lastra viene sempre più incontro alle esigenze di comforto e alla crescente necessità di rappresentanza in ambito sociale.
La funzione rappresentativa traspare chiaramente nelle facciate rappresentate dettagliatamente nei disegni del «Regimentsbuch» di Gerold Escher (1693 – 1720), in cui si manifesta chiaramente, rispetto alla casa borghese, una differenza qualitativa nell'assortimento delle finestre, nel disegno della facciata come anche nella simmetria degli edifici pubblici da lui rappresentati (Municipio, «Helmhaus», Granaio cittadino, Arsenale etc.) e delle sedi delle corporazioni (di arti e mestieri) come anche gli edifici cittadini.
Sia nei disegni di Escher come anche nelle fonti iconografiche più antiche o più recenti emerge, che finestre e facciate sono un elemento sporgente di un cosiddetto «autoritratto» della cittadinanza e dell'autorità della città di Zurigo. Malgrado ciò è da notare in generale, che l'esteriore degli edifici zurighesi sono caratterizzati da una certa povertà di stile. I profili delle strombature della casa borghese zurighese sono sempre stati molto semplici. Come forme riconosciamo soprattutto l'obliquità e la scanalatura. Forme di una struttura più ricca sono estremamente rare.
La grafica nella fig. 15 mostra lo sviluppo delle diverse forme delle finestre a Zurigo. La finestra di forma rettangolare viene largamente utilizzata dal XII sec. fino al XX sec. con un aumento della grandezza del vetro. Accanto a questa nel XII/XIII sec. viene anche montata la finestra ad arco a tutto sesto. Nel XIII/XIV sec. vengono introdotte una moltitudine di forme: la finestra a catteratta, la finestra ad arco scemo, la finestra a ogiva e finestra tonda, che in ambito stilistico ebbero una durata nel tempo più o meno lunga oppure vennero riprese nei secoli successivi. Nel XV sec. venne introdotta la forma della finestra a croce.
Nella maggior parte dei casi in cui la distribuzione dei piani all'interno di un edificio è rimasta invariata, la perdita delle finestre medioevali, provocata da vani di finestre più recenti o più grandi, è incalcolabile. Per fare un esempio basta confrontare le due vedute, fatte a distanza di cento anni l'una dall'altra, del «Wettingerhaus» (Limmatquai 36/38, Römergasse 4), e cioè della parte dell'edificio che si affaccia sul cortile interno (cfr. fig. 29 e 30).
Alla stessa maniera viene anche rappresentato lo sviluppo dei rimanenti elementi del disegno della facciata. A questi vanno aggiunti: collegamento con bugnato, le porte, i portoni, le vetrine, le pensiline, le gronde, le arcate, i portici, i cornicioni, i scorrevoli, le terrazze, i balconi e i diversi vani nel tetto come i lucernari e gli abbaini ed infine i frontoni a gradini.
Traduzzione: Christian Saladin, Basilea/Origlio
, Jürg E. : Fenster und Fassaden im Alten Zürich
Mittelalter – Moyen Age – Medioevo – Temp medieval, Zeitschrift des Schweizerischen Burgenvereins, 7. Jahrgang 2002, Heft 2, .