Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/161067

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a intervenire affinché la Banca nazionale svizzera (BNS) raggiunga gli obiettivi prescritti dalla Costituzione e dalla legge. Tra questi figurano, in primo luogo, la stabilità dei prezzi (la BNS concretizza l'obiettivo di un tasso di inflazione tra lo 0 e il 2 per cento) e, in secondo luogo, la stabilizzazione della congiuntura (e dell'occupazione). A tale scopo la BNS deve ricorrere ai necessari strumenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Banca nazionale è indipendente ed è la sola a condurre la politica monetaria del Paese (art. 99 Cost. e art. 6 LBN). La BNS è indipendente giacché essa non può ricevere istruzioni né dal Consiglio federale né dal Parlamento né da terzi. In occasione delle discussioni trimestrali con la BNS, il Consiglio federale si impegna tuttavia affinché le basi legali e gli obiettivi della BNS siano rispettati. Inoltre, le commissioni delle finanze e dell'economia e dei tributi del Parlamento incontrano regolarmente il presidente della Direzione generale della BNS. Tali incontri rientrano nell'obbligo di informare e di rendere conto all'Assemblea federale a cui deve adempiere la BNS (art. 7 cpv. 2 LBN). In tale circostanza essa può esporre le riflessioni che sottostanno alle decisioni prese mentre i parlamentari hanno la possibilità di esprimere la loro posizione riguardo alla politica monetaria e formulare domande.</p><p>L'indipendenza implica altresì che la BNS sia libera di scegliere gli strumenti atti al conseguimento degli obiettivi prefissati dal legislatore, vale a dire la stabilità dei prezzi tenendo conto della congiuntura economica. La Banca nazionale definisce la stabilità dei prezzi come l'aumento annuale dell'indice svizzero dei prezzi al consumo (IPC) attestantesi non oltre la soglia del 2 per cento. Essa interpreta il suo mandato anche come azione volta a prevenire l'inflazione negativa. Conseguentemente, il suo obiettivo d'inflazione si situa tra 0 e 2 per cento come bersaglio di medio termine. La politica monetaria della BNS è dunque organizzata in modo tale da evitare tanto un'inflazione quanto una deflazione persistenti. Nel breve termine sono possibili lievi fluttuazioni dei prezzi sulle quali però la BNS può esercitare un'influenza limitata. Esiste effettivamente un lasso di tempo che si frappone tra le decisioni di politica monetaria e i loro effetti sull'economia reale.</p><p>Di regola la BNS agisce sui tassi d'interesse per influenzare l'inflazione e la congiuntura; essa può altresì ridurre i tassi d'interesse attenuando così la pressione sul franco. Tuttavia, la situazione odierna rappresenta un caso non consueto. Essendo i tassi d'interesse molto bassi e l'inflazione quasi a zero, il margine di manovra della politica monetaria risulta essere ristretto. Per tale ragione la Banca nazionale ricorre attualmente a tassi d'interesse negativi e a interventi mirati sul mercato valutario. Queste azioni consentono anche di ridurre la pressione esercitata sul franco svizzero. La BNS contribuisce così a stabilizzare la congiuntura nonché a riattivare un'inflazione di tipo positivo.</p><p>L'attuale inflazione negativa è parzialmente dovuta al sovrapprezzamento del franco. Il crollo dei prezzi del greggio è un altro fattore importante, tanto che l'inflazione è molto bassa in numerosi paesi industrializzati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.