Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01060.jsonl.gz/1551

Quattro fratelli colombiani di 13, 9, 4 e 11 mesi, erano a bordo di un aereo monomotore ad elica Cessna 206 con carrello fisso, in volo dalla città colombiana di San Jose de Guaviare ad Araracuara la mattina del 1° maggio 2023, quando il suo pilota ha emesso un avviso di “mayday” a causa di un guasto al motore.
Scomparso dal controllo radar, due settimane dopo l’aereo è stato ritrovato con il muso piantato nel profondo della giungla nella provincia di Caquetá, 175 km a sud dall’aeroporto di partenza. Sul luogo dell’incidente sono stati scoperti tre corpi di adulti, compreso quello della madre 33enne dei quattro fratellini, ma nessun segno dei bambini.
Nei giorni successivi emerse un bagliore di speranza, in quanto a circa 500 metri dal relitto, le squadre di ricerca trovarono delle impronte, frutta masticata e pannolini usati. Lo sforzo di salvataggio, denominato “Operazione Speranza”, fu rapidamente intensificato fino a comprendere 150 soldati e 200 volontari delle comunità indigene locali, nonché una squadra di 10 cani, riuscendo a coprire un’area di oltre 320 km quadrati.
Durante la ricerca, in un’area in cui la visibilità è fortemente limitata dalla nebbia e dal fitto fogliame, i soldati hanno lasciato cadere dagli elicotteri scatole di cibo nella giungla, nella speranza di aiutare loro a sostenersi.
Venerdì pomeriggio, 40 giorni dopo l’incidente aereo su cui viaggiavano, sono stati trovati nell’Amazzonia colombiana tutti e quattro, malnutriti e coperti di punture di insetti, ma vivi.
Una straordinaria impresa di resilienza. I quattro fratellini sono sopravvissuti a forti tempeste in una delle parti più inospitali del paese, dove dimorano animali predatori e gruppi militari armati. Il più piccolo ha vissuto il suo primo compleanno nella giungla.
“Ci hanno dato un esempio di sopravvivenza che passerà alla storia”, ha detto con gioia il presidente colombiano Gustavo Petro.
I quattro bambini hanno usato una conoscenza primordiale in una foresta così fitta e pericolosa, visto che appartengano ad un gruppo indigeno che vive nella remota regione. Sono membri del popolo Huitoto, indigeni latino-caraibici americani di religione cristiana. Le autorità hanno affermato che i bambini più grandi del gruppo avevano una certa conoscenza di come sopravvivere nella foresta pluviale.
L’annuncio di venerdì del loro salvataggio, ha portato un lieto fine ad una saga che aveva attirato l’attenzione di molti colombiani con alti e bassi, mentre i ricercatori setacciavano freneticamente la foresta pluviale a caccia dei bambini miracolati.