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Ulteriore sviluppo del promovimento militare della pace: stato dell’attuazione
Berna, 17.12.2021 - Il Consiglio federale intende sviluppare ulteriormente la partecipazione della Svizzera al promovimento militare della pace e puntare con maggiore forza su contributi di elevata qualità. Nel novembre 2020 il DDPS ha presentato un rapporto con raccomandazioni concrete al riguardo. Il Consiglio federale ha incaricato il DDPS e il DFAE di attuare queste raccomandazioni. In occasione della sua seduta del 17 dicembre 2021 il Consiglio federale ha preso atto dello stato dei lavori in corso e ha incaricato il DDPS di sottoporgli entro ottobre 2022 un progetto di revisione parziale della legge militare destinato alla consultazione.
La Svizzera partecipa a impieghi di promovimento militare della pace dal 1953. Negli ultimi 15 anni circa il contesto internazionale in cui vengono svolti impieghi di questo genere e con esso anche la richiesta di prestazioni militari hanno subito profondi cambiamenti. Dal rapporto di novembre 2020 emerge l’intento dell’Esercito svizzero di sviluppare ulteriormente i suoi contributi futuri a favore del promovimento militare della pace. Vi è l’intenzione di ampliare il raggio d’azione sotto il profilo geografico. Inoltre il rapporto conferma l’orientamento di puntare su contributi di elevata qualità. La Svizzera attribuisce priorità agli impieghi dell’ONU.
Il rapporto contiene otto raccomandazioni in questo senso. Nel frattempo, insieme al DFAE il DDPS ha effettuato accertamenti approfonditi e ha iniziato ad attuare le raccomandazioni. Per determinate novità è necessaria una revisione della legge militare. Il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di elaborare un progetto destinato alla consultazione entro l’autunno del 2022. Questo comprende i seguenti adeguamenti:
• vi è l’intenzione di attribuire al Consiglio federale la competenza di inviare fino a 10 persone singole armate per legittima difesa e aiuto in caso di legittima difesa se ciò risulta opportuno per motivi di sicurezza o l’ONU lo stabilisce. La competenza per l’invio di contingenti armati invece continuerà a spettare al Parlamento.
• Vi è l’intenzione di permettere ai militari di prestare servizio d’appoggio all’estero mettendo a disposizione il loro know-how militare in veste di rappresentanti dell’esercito per sostenere il DFAE anche in processi di pace che esulano dagli impieghi legati a mandati dell’ONU o dell’OSCE. Si tratta di impieghi non armati di singoli specialisti dell’esercito che forniscono consulenza in ambito militare. Per processi di pace che esulano dagli impieghi legati a mandati dell’ONU o dell’OSCE si intendono ad esempio situazioni in cui la Svizzera funge da mediatrice su richiesta di parti in conflitto, un processo di pace si trova in una fase precoce o un impegno è utile a evitare una crisi. Spesso processi di questo genere sono in atto in regioni o Stati in cui le forze armate esercitano una forte influenza o godono di un elevato riconoscimento sociale.
Le altre raccomandazioni possono essere attuate nel quadro del contesto giuridico odierno. Il Consiglio federale ha preso atto dello stato dei lavori. Questi riguardano miglioramenti nell’istruzione nonché condizioni di impiego più flessibili finalizzate a reclutare un numero sufficiente di specialisti per impieghi di promovimento militare della pace. In termini concreti vengono attuate le seguenti misure:
• Una particolare «carriera internazionale» dovrebbe consentire alle donne di completare una regolare istruzione per diventare ufficiale dell’esercito e di svolgere più missioni ONU senza l’obbligo di dover successivamente rimanere incorporate nell’esercito.
• Grazie all’adeguamento dell’istruzione, i militari di milizia che si mettono a disposizione per impieghi prolungati di promovimento della pace quale novità dovranno poter svolgere anche funzioni che finora erano riservate al personale professionista.
• Da un esame giuridico è emerso che in linea di massima la partecipazione dell’Esercito svizzero a missioni di formazione dell’UE è possibile se queste hanno un nesso con un mandato dell’ONU. Tuttavia in ogni caso è necessario un esame del caso singolo.
Inoltre in un’ottica di medio e di lungo termine la Svizzera intende essere in grado di offrire all’ONU prestazioni militari aggiuntive particolarmente richieste per il promovimento della pace. Concretamente ciò significa:
• quale novità la Svizzera partecipa al sistema di prontezza dell’ONU e l’estate scorsa ha iscritto tre formazioni della forza di una compagnia. Finora la Svizzera aveva iscritto in questo sistema solo persone singole come osservatori militari o ufficiali di stato maggiore. L’ONU può tenere in considerazione questi contributi per le sue pianificazioni degli impieghi. Ciò però non influisce su nessuna decisione. La Svizzera rimane libera in ogni caso di decidere se intende mettere a disposizione queste risorse militari per un impiego nel caso concreto.
• In futuro la Svizzera dovrà mettere a disposizione ancora più risorse per il trasporto aereo con elicotteri in missioni internazionali di pace. Questa intenzione dovrà essere considerata nella futura pianificazione degli acquisti, in particolare per quanto riguarda la sostituzione programmata della flotta esistente di Super Puma e di Cougar, la quale al momento è prevista verso la fine del decennio.
• Dagli accertamenti effettuati è emerso che gli Stati che mettono a disposizione dell’ONU droni da ricognizione hanno un notevole fabbisogno di specialisti per l’interpretazione delle immagini. Tale circostanza offre l’opportunità alla Svizzera di mettere a disposizione dell’ONU ufficiali interpretatori e di integrarli in contingenti dei Paesi che a loro volta mettono a disposizione droni da ricognizione.
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