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Le persone che assistono - fornendo cure non mediche - i propri famigliari devono poter ricevere un assegno di accompagnamento. Con 99 voti contro 77, il Consiglio nazionale ha approvato oggi un'iniziativa parlamentare in tal senso depositata da Lucrezia Meier-Schatz (PPD/SG). Gli Stati devono ancora esprimersi.
"Malgrado i costi della settore della sanità continuino a crescere, non bisogna dimenticare le cure fornite dai famigliari dei malati. Queste persone mettono a rischio la propria salute dedicando talvolta anche 24 ore al giorno a questi compiti", ha affermato Meier-Schatz.
Anche le loro risorse economiche sono messe a repentaglio: il 16% smette di lavorare per dedicarsi a tali cure. Le loro prestazioni costano però quattro volte meno rispetto a quelle fornite in un istituto specializzato e pertanto vanno sostenute, ha aggiunto la sangallese.
I partiti di destra hanno criticato la misura ritenuta troppo costosa per lo Stato. "Vi è certamente un problema, ma questa non è la soluzione giusta", ha sostenuto invano Jürg Stahl (UDC/ZH). Dal suo punto di vista sarebbe stato meglio concedere deduzioni fiscali a chi assiste i propri famigliari.