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Tassare le eredità milionarie per rafforzare l'AVS: Partito evangelico, Verdi, PS e Unione sindacale svizzera spiegano perché approvare l'iniziativa popolare il 14 giugno.
L'iniziativa "Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS (Riforma dell'imposta sulle successioni)", mira ad introdurre a livello federale un tasso di imposizione del 20% per la parte delle eredità che supera i due milioni di franchi, nonché per le donazioni superiori ai 20'000 franchi. Tutto ciò con validità retroattiva dal primo gennaio 2012.
Al momento dei dibattiti in parlamento, solo la sinistra ha sostenuto questo testo. Contrari gli altri partiti come pure il Consiglio federale. Il Consiglio degli Stati si è inoltre interrogato sulla validità di questo testo, sia per il carattere retroattivo delle disposizioni ivi contenute, sia perché potenzialmente contrario al principio dell'unità di materia, come richiesto dalla Costituzione federale: dopo un dibattito articolato, tuttavia, i "senatori" hanno giudicato valida l'iniziativa.
Per il comitato promotore, l'iniziativa non prende di mira i patrimoni medio-piccoli, ma le grandi fortune. In Svizzera il 2% dei contribuenti possiede il 98% della ricchezza, con tendenza al rialzo. Insomma, è necessario porre un freno a questa concentrazione di benessere nelle mani di pochi.
I fautori dell'iniziativa ritengono che la tassazione delle eredità frutterà 3 miliardi di franchi all'anno, che verrebbero assegnati nella misura di due terzi all'AVS e del rimanente terzo ai Cantoni. Questi ultimi non imporrebbero più le successioni e le donazioni.
Questa ripartizione dell'incasso dovrebbe compensare i Cantoni per le mancate entrate dovute alle imposte di successione, che verrebbero riscosse quindi a livello federale. Questo accentramento nelle mani della Confederazione permetterebbe inoltre, secondo i fautori dell'iniziativa, di fare chiarezza in un settore caratterizzato da una certa opacità e da una forte eterogeneità cantonale.
SDA-ATS