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Sono passati settant’anni da quell’incoronazione del 2 giugno 1953, quando la venticinquenne Elisabetta II divenne regina. Dagli spalti, il piccolo Carlo, tra la nonna e la zia, guardava – un poco annoiato – quella corona venir posata sul capo della madre.
Ora, cioè domani, settant’anni dopo, quell’antico bambino sarà re. Era divenuto erede al trono britannico appena due anni prima, cioè all’età di tre anni, per effetto della morte di suo nonno (salito al trono dopo l’abdicazione del fratello, Edoardo VIII) e dell’ascesa al trono di sua madre.
Ma perché lo zio Edoardo aveva abdicato? Si era innamorato di un’americana che aveva divorziato dal suo primo marito e stava cercando il divorzio dal suo secondo, e voleva sposarla. I primi ministri del Regno Unito e dei domini si opposero al matrimonio con Wallis Simpson, sostenendo che una donna divorziata con due ex mariti ancora in vita era politicamente e socialmente inaccettabile come potenziale regina consorte.
Così, Edoardo VIII abdicò e salì al suo posto il fratello, che si chiamava Alberto ma che scelse di chiamarsi Giorgio – come il padre – e di salire, quindi, col nome di Giorgio VI.
Giorgio VI morì nel 1952, mentre Elisabetta, all’epoca principessa 21enne, si trovava in Africa col marito Filippo. Quando le fu portata la triste notizia, rivelò di trovarsi su di un albero. In seguito, in un’intervista, dichiarò: “salii su di un ramo principessa, e ne discesi regina”.
Il primo luglio 1969, Carlo fu incoronato “Principe del Galles” da sua madre in una cerimonia trasmessa anche in televisione, nel corso della quale tenne un discorso in inglese e in gallese. Chissà se William avrà lo stesso onore.
E poi, nel 1981, sposò Diana Spencer. Forse, aveva seguito il consiglio di suo zio Louis Mountbatten (morto a 79 anni, a bordo di un’imbarcazione fatta esplodere dall’IRA, nel 1979). Lo zio aveva consigliato al principe: “In un caso come il tuo, un uomo deve dare sfogo ai propri istinti e avere più relazioni che può prima di mettere la testa a posto, ma per moglie deve scegliere una donna attraente, di buon carattere prima che possa incontrare qualcun altro di cui innamorarsi… È motivo di disturbo per le donne avere esperienze che le portino a rimanere su un piedistallo dopo il matrimonio”. Carlo, infatti, aveva avuto molte ragazze, gli si attribuiscono, infatti: Georgiana Russell (figlia dell’ambasciatore britannico in Spagna), lady Jane Wellesley, Davina Sheffield, la modella Fiona Watson, l’attrice Susan George, Lady Sarah Spencer (sorella maggiore di Diana), la principessa Maria Astrid del Lussemburgo, la baronessa Tryon, Janet Jenkins, Jane Ward e Camilla Shand, sua amante durante il matrimonio con Diana e, in seguito, sua seconda moglie.
Diana, infatti, morì in un tragico incidente all’Alma di Parigi, a soli 36 anni, nel 1997, dopo che aveva divorziato dall’infelice matrimonio che, tuttavia, aveva generato i due eredi, tra cui l’erede al trono, William. Carlo si recò a Parigi assieme alla sorella di Diana, Sarah, sua antica fidanzata, per seguire il corpo della moglie, nel rimpatrio.
Nel 2005 – quindi solo 7 anni dopo, Carlo sposò Camilla – nel frattempo divorziata dal primo marito, Parker Bowles, da cui aveva avuto ben due figli.
Il 33enne Carlo aveva scelto la 19enne Diana solo perché era nobile e vergine. Secondo il Royal Marriage Act del 1772, voluto da re Giorgio II, la sposa dell’erede al trono – che sarebbe divenuta regina consorte – doveva essere illibata e Diana dovette certificarlo.
E, d’altronde, la verginità delle spose, nel passato ancestrale era, per così dire, un test del dna. Essendo che non esistevano i test di gravidanza, le spose – se illibate – erano una garanzia, per il marito, del fatto che il primo erede sarebbe stato figlio legittimo. Coi test di gravidanza e del dna, successivamente si risolse tutto. Anche se si disse lo stesso il principe Harry non fosse figlio di Carlo ma di James Lifford Hewitt, un ufficiale col quale Diana effettivamente ebbe una relazione; questo sospetto si basava sulla somiglianza fisica tra Hewitt e Harry, ma nel 2002 fu reso noto che, quando Harry nacque, la madre non aveva ancora iniziato la relazione con il militare.
Notevole, nevvero, che Carlo sia divenuto erede al trono, soltanto perché suo zio abdicò. E suo zio abdicò perché non avrebbe potuto essere re e sposare una divorziata.
E ora, Carlo, divorziato, sposato a una divorziata, diverrà re e, anzi, sua moglie non sarà semplicemente “regina consorte” (come è sempre stato per i consorti – anche, per esempio, per Filippo, che fu sempre soltanto il “principe” e mai il “re” – perché la vera monarca era Elisabetta II), bensì “regina”.
Insomma, la legge è cambiata. E per cambiare la legge (di verginità, divorzio, e quant’altro), sono dovuti cambiare i tempi.