Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01276.jsonl.gz/1061

Potrà anche sembrare anacronistico in un'epoca nella quale ai saldi puoi accaparrarti un capo firmato per pochi Euro. In un'epoca nella quale conta solo dimostrare agli altri "che te lo puoi permettere". Beh, io a certe cose sono affezionata e vorrei non doverle buttare mai, e poi mi da molto fastidio leggere sulle etichette di capi apparentemente made in Italy, che in realà sono stati fatti in Cina, chissà in quali condizioni lavorative. Mi domando quanto sia etico, e logico, che uno stilista italiano disegni un capo in Italia, che i suoi disegni vengano trasmessi in Cina, che la materia prima venga acquistata in Romania, che il tutto venga assemblato e spedito per nave dall'altro capo dl mondo per finire di nuovo in Italia, in un negozio, e che alla fine venga ribassato del 70%. Senza poi contare che saranno migliaia i bambini che indosseranno lo stesso capo identico. Ecco, io questa salopette che era di Ricky l'ho trasformata in un vestitino per Valentina. L'ho fatto io, punto dopo punto, a casa mia, apposta per lei ed è l'unica bambina al mondo a possederlo! Vi pare poco?