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"Le minoranze nazionali in Bosnia Erzegovina non hanno accesso ai loro diritti", sono vittime di una "discriminazione istituzionalizzata" e "non hanno la possibilità di partecipare pienamente alla vita politica del paese".
Lo denuncia il comitato del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nel suo ultimo rapporto sul Paese.
Il comitato critica che nonostante una condanna della Corte europea dei diritti umani pronunciata nel 2009, la Bosnia "per mancanza di volontà politica" non ha ancora emendato le leggi che impediscono a chi non appartiene alle comunità bosniaca, croata e serba di poter essere eletto al parlamento e alla presidenza del Paese. A Strasburgo evidenziano che quest'ostacolo esiste anche per chi appartiene alle tre comunità ma non vive nel "territorio corrispondente alla sua affiliazione etnica. Queste persone, dice il comitato sono anch'esse discriminate, e in alcuni casi vittime di violenza e abusi.
Infine nel rapporto si rileva che "i leader politici e altre figure pubbliche continuano a fare dichiarazioni che non fanno che esacerbare le divisioni etniche" e che, siccome tali dichiarazioni non sono mai condannate, stanno creando un terreno fertile d'impunità.