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Dopo Melbourne e Parigi, Rafael Nadal ha cominciato l’assalto anche a New York. L’ha fatto lasciato il primo set alla wildcard australiana Rinky Hijikata, ma poi ha aggiustato il tiro e ha avuto la meglio in quattro set: finisce 4-6 6-2 6-3 6-3, per un Nadal che non è al cento per cento, ma non ne fa un dramma. «È stato un esordio difficile: non sono partito male, ma poi non ho sfruttato alcune occasioni nel primo set – il commento del maiorchino – e mi sono un po’ innervosito. Ma era il mio primo incontro a New York dopo tre anni, nella ‘night session’: non ho servito come avrei potuto, poi la situazione è migliorata e ho giocato meglio. Non è stata la partita perfetta, ma sono felice. Era solamente il mio secondo incontro in 50 giorni, quindi in un certo senso non potevo pretendere di giocare al massimo. L’importante era vincere e l’ho fatto
Intanto, però, il mancino di Manacor nella stagione degli Slam 2022 non ha ancora perso una sola partita. «È vero, però di tornei non ne ho vinti tre, ma solo due. Dal mio punto di vista un ritiro è più doloroso di una sconfitta. Lo sport è fatto di vittorie e sconfitte, non di ritiri».