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Il gruppo parlamentare UDC s’è riunito oggi a Berna. All’unanimità ha deciso di depositare un’interpellanza urgente per chiedere un dibattito sull’introduzione di un referendum finanziario. Lo scopo è di dare al popolo l’ultima parola su decisioni finanziarie come il cosiddetto miliardo per la coesione dell’UE, i giochi olimpici o l’acquisto di un nuovo aereo da combattimento. Già a più riprese, il gruppo UDC ha chiesto questa indispensabile estensione dei diritti popolari, nel 2003 e, l’ultima volta, in giugno 2017. Inoltre, i parlamentari UDC chiedono, tramite un’iniziativa parlamentare, che la nuova legislazione sull’espulsione degli stranieri criminali sia applicata anche nei riguardi delle cittadine e dei cittadini UE.
La democrazia diretta ha ampiamente dato prova della sua utilità in Svizzera. Le imposte sono più basse laddove il contribuente partecipa alle decisioni. Concepito nella forma di decreto federale semplice, il regalo di un miliardo di franchi per la cosiddetta coesione dell’UE sfugge al referendum. Il Parlamento avrebbe i mezzi per cambiare tutto ciò. Il denaro della Confederazione è denaro dei contribuenti. La settimana scorsa, il Consiglio federale ha deciso di offrire 1,302 miliardi di franchi all’UE senza ottenere una tangibile contropartita. Il gruppo UDC combatterà in Parlamento questo contributo e conta su alleati che abbiano conservato il rispetto della democrazia diretta. Chiede perciò un dibattito urgente sull’introduzione di un referendum finanziario.
Il gruppo UDC deposita inoltre un’iniziativa parlamentare esigente che anche i cittadini UE criminali condannati siano espulsi dalla Svizzera, conformemente alla legislazione vigente. Nella sua scioccante sentenza del 22 agosto 2017, il Tribunale cantonale zurighese ha rinunciato a decretare l’espulsione dal territorio svizzero di un delinquente tedesco, con il pretesto che l’accordo di libera circolazione delle persone è prioritario rispetto alle leggi svizzere. Il Tribunale federale, al quale fa riferimento la corte di giustizia zurighese, non è legittimato e non ha la competenza, conformemente alla Costituzione, per impedire al Parlamento di applicare il mandato costituzionale secondo l’art. 121 Cost. L’UDC chiede quindi, tramite un’iniziativa parlamentare, che il Codice penale sia completato con una norma che imponga esplicitamente l’applicazione delle disposizioni sull’espulsione anche nei riguardi dei cittadini UE. Con questo complemento esplicito e la base legale che ne consegue, si costringerà il Tribunale federale a rispettare l’articolo costituzionale emesso dal legislatore (popolo e parlamento).
Berna, 28 novembre 2017