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Nell’innovazione la Svizzera non la batte nessuno. La Confederazione, infatti, svetta la classifica dell’Indice mondiale dell’innovazione redatto dall’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, OMPI.
Mentre gli Usa, con la loro guerra commerciale, si danno la zappa sui piedi e scendono di due gradini, posizionandosi sesti, la Cina per la prima volta entra a far parte della top 20.
In questa analisi, basata su 80 indicatori, la Svizzera si posiziona davanti a Paesi Bassi e Svezia. Quarta la Gran Bretagna ,che guadagna due posizioni, seguita da Singapore.
Pechino, invece, conquista la diciassettesima posizione in rimonta di cinque posti. Ed è proprio la proprietà intellettuale il pomo della discordia tra America e Cina, quest’ultima accusata da Trump di aver danneggiato le aziende statunitensi.
Il direttore generale dell’OMPI, Francis Gurry, ha menzionato la decisione del Dragone di dirottare l’economia verso industrie moderne per mantenere il loro vantaggio concorrenziale. Sono ben 20 i paesi che si rivelano più innovativi rispetto al loro livello di sviluppo. Tra questi, per esempio, India, Kenia e Vietnam.
Quest’anno, l’indice ha tra gli indicatori anche le tecnologie verdi. Nonostante le novità in materia siano osservate su scala globale, l’aumento degli investimenti è calato e gli ostacoli restano numerosi.
La Svizzera, dal canto suo, è prima in classifica per diversi fattori in termini di brevetti e proprietà intellettuale, mentre è seconda per la produzione manifatturiera ed è fra i migliori al mondo per gli investimenti nella ricerca.