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Incarto n. 17.2001.00041 Lugano 2 luglio 2001 /kc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il presidente della Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello sedente per statuire sull’istanza di libertà condizionale/provvisoria del 20 giugno 2001 presentata da __________, presso il PCT la Stampa, Lugano (patrocinato dall'avv. __________) nell'ambito del procedimento penale sfociato con sentenza del 15 marzo 2001 dalla Corte delle assise criminali in _____ nei confronti suoi e di __________ (patrocinata dall'avv. __________) viste le osservazioni presentate il 26 giugno 2001 dal Procuratore pubblico; posti i seguenti punti di questione: 1. Se deve essere accolta l'istanza di libertà condizionale/provvisoria di __________; 2. Il giudizio sulle spese. Ritenuto in fatto: che con sentenza del 15 marzo 2001 la Corte delle assise criminali in __________ ha riconosciuto __________ e __________ autori colpevoli di coazione sessuale e atti sessuali con fanciulli, per avere nel corso del 1995/1996, in una circostanza e presso l'abitazione familiare a __________, costretto la figlia __________ (nata il __________ 1980) a subire un atto sessuale, rendendola inetta a resistere, rispettivamente per avere compiuto atti sessuali con la medesima persona quando era minore di anni 16; che la Corte delle assise criminali ha per contro prosciolto i prevenuti dalle ulteriori imputazioni loro addebitate, segnatamente __________ dalle imputazioni di atti sessuali con fanciulli (punto B.3 dell'atto di accusa), di ripetuti atti sessuali con persone dipendenti (punto B.4 dell'atto di accusa), di violazione del dovere d'assistenza o educazione (punto B. 5 dell'atto di accusa) e __________ dall'imputazione di violazione del dovere d'assistenza o educazione (punto C. 6 dell'atto di accusa); che in applicazione della pena i primi giudici hanno condannato __________, avendo agito in stato di scemata responsabilità, a 2 anni di reclusione (computato il carcere preventivo sofferto) e __________ a 18 mesi di reclusione (computato il carcere preventivo sofferto), sospesi condizionalmente con un periodo di prova di due anni; che contro la sentenza di assise il Procuratore pubblico ha interposto in data 25 aprile 2001 ricorso alla Corte di cassazione e di revisione penale, chiedendo, in via principale, che i prevenuti siano dichiarati autori colpevoli anche dei reati dai quali sono stati prosciolti, con conseguente condanna di __________ alla pena di 7 anni di reclusione e all'espulsione dalla Svizzera per 10 anni, e __________ alla pena di tre anni di reclusione, e in via subordinata che gli atti siano rinviati a una nuova Corte di assise per nuovo giudizio; che per contro ambedue gli accusati non hanno ricorso contro la sentenza di assise; che in data 18 giugno 2001 __________ ha chiesto al Dipartimento delle Istituzioni, Sezione dell'esecuzione pene e misure, di porlo in libertà provvisoria a partire dal 22 luglio 2001, ossia dal momento in cui egli avrà scontato due terzi della pena irrogatagli dalla Corte delle assise criminali di __________; che con scritto 20 giugno 2001 la Sezione dell'esecuzione delle pene e delle misure ha trasmesso tale richiesta al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale per competenza, allegando i rapporti chiesti e pervenuti dal Servizio sociale e dal medico psichiatra consulente del Penitenziario, dott. __________; che a giudizio della Sezione dell'esecuzione delle pene e delle misure, il Consiglio di Vigilanza, autorità competenza in materia di liberazione condizionale ex art. 38 CP (v. art. 339 cpv. 1 lett. a CPP), non è abilitata a statuire sulla richiesta, essendo pendente ricorso per cassazione proposto dal Ministero pubblico (v. scritto del 13 giugno 2001 a __________); che con osservazioni del 26 giugno 2001 il Procuratore pubblico ha chiesto la reiezione dell'istanza; Considerando in diritto: che il ricorso per cassazione presentato dall'accusato sospende l'esecuzione della sentenza, salvo contraria dichiarazione dell'accusato stesso (art. 290 cpv. 1 CPP); che il ricorrente incarcerato può chiedere la revoca dell'arresto al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale, il quale decide entro brevi termini (art. 290 cpv. 2 CPP); che, nella fattispecie, nessuno dei condannati ha però interposto ricorso per cassazione contro la rispettiva condanna, onde per cui il giudizio emanato nei loro confronti dalla Corte delle assise criminali è esecutivo; che pertanto la domanda di __________ volta a ottenere la scarcerazione una volta scontati i due terzi della pena inflittagli (art. 38 n. 1 CP) esula dal contesto regolato dall'art. 290 cpv. 2 CPP; che, nondimeno, contro la sentenza di assise è tuttora pendente il ricorso per cassazione presentato dal Procuratore pubblico, mirante a fare riconoscere ambedue gli accusati autori colpevoli anche dei reati dai quali sono stati prosciolti, con conseguente aumento delle rispettive pene; che a differenza del diritto previgente (v. art. 242 cpv. 2 vCPP), il ricorso del Procuratore pubblico contro sentenze assolutorie – nel caso specifico contro i dispositivi n. 2 e 3 della sentenza di assise – non può comportare ulteriore carcere preventivo per il condannato; che l'art. 290 CPP, infatti, non contiene una disposizione analoga all'art. 242 cpv. 2 CPP, secondo cui in caso di sentenze assolutorie – se del caso anche parziali – restano riservate le misure di detenzione preventiva da ordinarsi dal presidente della Corte di cassazione e di revisione penale ad istanza del Procuratore pubblico (che peraltro non ha chiesto provvedimenti del genere con il proprio gravame); che adottando l'art. 290 CPP, il legislatore ha ritenuto che, in caso di sentenza assolutoria, decade il presupposto principe che fonda la detenzione preventiva dell'accusato, e meglio l'esistenza a suo carico di gravi e concreti indizi di colpevolezza (Rapporto della Commissione speciale per l'esame del CPP; Verbali del Gran Consiglio, vol. 2, 1994, pag. 1298 ad art. 290); che alla luce di quanto precede si deve perciò concludere che l'istante non si trova attualmente nella situazione che consente al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale di entrare nel merito di una domanda di scarcerazione, avendo egli accettato la sentenza di assise nella misura in cui i primi giudici lo hanno condannato alla pena di due anni di reclusione (da qui la sua esecutività, con le conseguenze del caso) e non comportando il ricorso del Procuratore pubblico un eventuale ripristino della detenzione preventiva; che, pertanto, non spetta al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale stabilire se l'istante potrà essere scarcerato una volta scontati i due terzi della pena che egli non ha impugnato, ma al Consiglio di Vigilanza, ossia all'autorità abilitata a statuire su fattispecie del genere (art. 339 cpv. 1 lett. a CPP), la quale deciderà senza considerare – comunque sia – il ricorso presentato dal Procuratore pubblico, che come visto non può comportare misure volte a privare della libertà il condannato (a meno di violare la presunzione di innocenza), a differenza di quanto prevedeva l'art. 242 cpv. 2 vCPP; che nella misura in cui è diretta al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale, l'istanza di messa in libertà condizionale/provvisoria a partire dal 22 luglio 2001 è perciò inammissibile; che si prescinde dal riscuotere spese; per i quali motivi, richiamati gli art. 290 e 339 CPP pronuncia: 1. L'istanza è inammissibile. 2. Non si riscuotono spese. 3. Intimazione a: – __________, c/o Penitenziario cantonale, 6904 Lugano; – avv. __________, con le osservazioni del PP; – Procuratore pubblico avv. __________; – Presidente della Corte delle assise criminali di _______; – Dipartimento delle istituzioni, Ufficio esecuzione pene e misure, casella postale 238, 6807 Taverne; – Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, 6904 Lugano; – Consiglio di Vigilanza sull'esecuzione delle pene, Torricella Casella postale 238, 6807 Taverne. Il presidente (dott. __________)

Incarto n. 17.2001.00041 Incarto n. 17.2001.00041

Incarto n. 17.2001.00041 Lugano 2 luglio 2001 /kc Lugano

Lugano 2 luglio 2001 /kc

2 luglio 2001 /kc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il presidente della Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello Il presidente della Corte di cassazione e di revisione

Il presidente della Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello

penale del Tribunale d'appello sedente per statuire sull’istanza di libertà condizionale/provvisoria del 20 giugno 2001 presentata da

sedente per statuire sull’istanza di libertà condizionale/provvisoria del 20 giugno 2001 presentata da __________, presso il PCT la Stampa, Lugano (patrocinato dall'avv. __________) __________, presso il PCT la Stampa, Lugano

__________, presso il PCT la Stampa, Lugano (patrocinato dall'avv. __________)

(patrocinato dall'avv. __________) nell'ambito del procedimento penale sfociato con sentenza del 15 marzo 2001 dalla Corte delle assise criminali in _____ nei confronti suoi e di __________ (patrocinata dall'avv. __________) nell'ambito del procedimento penale sfociato con sentenza del 15 marzo 2001 dalla Corte delle assise criminali in _____ nei confronti suoi e di __________

nell'ambito del procedimento penale sfociato con sentenza del 15 marzo 2001 dalla Corte delle assise criminali in _____ nei confronti suoi e di __________ (patrocinata dall'avv. __________)

(patrocinata dall'avv. __________) viste le osservazioni presentate il 26 giugno 2001 dal Procuratore pubblico;

viste le osservazioni presentate il 26 giugno 2001 dal Procuratore pubblico; posti i seguenti

posti i seguenti punti di questione:

punti di questione: 1. Se deve essere accolta l'istanza di libertà condizionale/provvisoria di __________;

1. Se deve essere accolta l'istanza di libertà condizionale/provvisoria di __________; 2. Il giudizio sulle spese.

2. Il giudizio sulle spese. Ritenuto

Ritenuto in fatto: che con sentenza del 15 marzo 2001 la Corte delle assise criminali in __________ ha riconosciuto __________ e __________ autori colpevoli di coazione sessuale e atti sessuali con fanciulli, per avere nel corso del 1995/1996, in una circostanza e presso l'abitazione familiare a __________, costretto la figlia __________ (nata il __________ 1980) a subire un atto sessuale, rendendola inetta a resistere, rispettivamente per avere compiuto atti sessuali con la medesima persona quando era minore di anni 16;

in fatto: che con sentenza del 15 marzo 2001 la Corte delle assise criminali in __________ ha riconosciuto __________ e __________ autori colpevoli di coazione sessuale e atti sessuali con fanciulli, per avere nel corso del 1995/1996, in una circostanza e presso l'abitazione familiare a __________, costretto la figlia __________ (nata il __________ 1980) a subire un atto sessuale, rendendola inetta a resistere, rispettivamente per avere compiuto atti sessuali con la medesima persona quando era minore di anni 16; che la Corte delle assise criminali ha per contro prosciolto i prevenuti dalle ulteriori imputazioni loro addebitate, segnatamente __________ dalle imputazioni di atti sessuali con fanciulli (punto B.3 dell'atto di accusa), di ripetuti atti sessuali con persone dipendenti (punto B.4 dell'atto di accusa), di violazione del dovere d'assistenza o educazione (punto B. 5 dell'atto di accusa) e __________ dall'imputazione di violazione del dovere d'assistenza o educazione (punto C. 6 dell'atto di accusa);

che la Corte delle assise criminali ha per contro prosciolto i prevenuti dalle ulteriori imputazioni loro addebitate, segnatamente __________ dalle imputazioni di atti sessuali con fanciulli (punto B.3 dell'atto di accusa), di ripetuti atti sessuali con persone dipendenti (punto B.4 dell'atto di accusa), di violazione del dovere d'assistenza o educazione (punto B. 5 dell'atto di accusa) e __________ dall'imputazione di violazione del dovere d'assistenza o educazione (punto C. 6 dell'atto di accusa); che in applicazione della pena i primi giudici hanno condannato __________, avendo agito in stato di scemata responsabilità, a 2 anni di reclusione (computato il carcere preventivo sofferto) e __________ a 18 mesi di reclusione (computato il carcere preventivo sofferto), sospesi condizionalmente con un periodo di prova di due anni;

che in applicazione della pena i primi giudici hanno condannato __________, avendo agito in stato di scemata responsabilità, a 2 anni di reclusione (computato il carcere preventivo sofferto) e __________ a 18 mesi di reclusione (computato il carcere preventivo sofferto), sospesi condizionalmente con un periodo di prova di due anni; che contro la sentenza di assise il Procuratore pubblico ha interposto in data 25 aprile 2001 ricorso alla Corte di cassazione e di revisione penale, chiedendo, in via principale, che i prevenuti siano dichiarati autori colpevoli anche dei reati dai quali sono stati prosciolti, con conseguente condanna di __________ alla pena di 7 anni di reclusione e all'espulsione dalla Svizzera per 10 anni, e __________ alla pena di tre anni di reclusione, e in via subordinata che gli atti siano rinviati a una nuova Corte di assise per nuovo giudizio;

che contro la sentenza di assise il Procuratore pubblico ha interposto in data 25 aprile 2001 ricorso alla Corte di cassazione e di revisione penale, chiedendo, in via principale, che i prevenuti siano dichiarati autori colpevoli anche dei reati dai quali sono stati prosciolti, con conseguente condanna di __________ alla pena di 7 anni di reclusione e all'espulsione dalla Svizzera per 10 anni, e __________ alla pena di tre anni di reclusione, e in via subordinata che gli atti siano rinviati a una nuova Corte di assise per nuovo giudizio; che per contro ambedue gli accusati non hanno ricorso contro la sentenza di assise;

che per contro ambedue gli accusati non hanno ricorso contro la sentenza di assise; che in data 18 giugno 2001 __________ ha chiesto al Dipartimento delle Istituzioni, Sezione dell'esecuzione pene e misure, di porlo in libertà provvisoria a partire dal 22 luglio 2001, ossia dal momento in cui egli avrà scontato due terzi della pena irrogatagli dalla Corte delle assise criminali di __________;

che in data 18 giugno 2001 __________ ha chiesto al Dipartimento delle Istituzioni, Sezione dell'esecuzione pene e misure, di porlo in libertà provvisoria a partire dal 22 luglio 2001, ossia dal momento in cui egli avrà scontato due terzi della pena irrogatagli dalla Corte delle assise criminali di __________; che con scritto 20 giugno 2001 la Sezione dell'esecuzione delle pene e delle misure ha trasmesso tale richiesta al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale per competenza, allegando i rapporti chiesti e pervenuti dal Servizio sociale e dal medico psichiatra consulente del Penitenziario, dott. __________;

che con scritto 20 giugno 2001 la Sezione dell'esecuzione delle pene e delle misure ha trasmesso tale richiesta al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale per competenza, allegando i rapporti chiesti e pervenuti dal Servizio sociale e dal medico psichiatra consulente del Penitenziario, dott. __________; che a giudizio della Sezione dell'esecuzione delle pene e delle misure, il Consiglio di Vigilanza, autorità competenza in materia di liberazione condizionale ex art. 38 CP (v. art. 339 cpv. 1 lett. a CPP), non è abilitata a statuire sulla richiesta, essendo pendente ricorso per cassazione proposto dal Ministero pubblico (v. scritto del 13 giugno 2001 a __________);

che a giudizio della Sezione dell'esecuzione delle pene e delle misure, il Consiglio di Vigilanza, autorità competenza in materia di liberazione condizionale ex art. 38 CP (v. art. 339 cpv. 1 lett. a CPP), non è abilitata a statuire sulla richiesta, essendo pendente ricorso per cassazione proposto dal Ministero pubblico (v. scritto del 13 giugno 2001 a __________); che con osservazioni del 26 giugno 2001 il Procuratore pubblico ha chiesto la reiezione dell'istanza;

che con osservazioni del 26 giugno 2001 il Procuratore pubblico ha chiesto la reiezione dell'istanza; Considerando

Considerando in diritto: che il ricorso per cassazione presentato dall'accusato sospende l'esecuzione della sentenza, salvo contraria dichiarazione dell'accusato stesso (art. 290 cpv. 1 CPP);

in diritto: che il ricorso per cassazione presentato dall'accusato sospende l'esecuzione della sentenza, salvo contraria dichiarazione dell'accusato stesso (art. 290 cpv. 1 CPP); che il ricorrente incarcerato può chiedere la revoca dell'arresto al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale, il quale decide entro brevi termini (art. 290 cpv. 2 CPP);

che il ricorrente incarcerato può chiedere la revoca dell'arresto al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale, il quale decide entro brevi termini (art. 290 cpv. 2 CPP); che, nella fattispecie, nessuno dei condannati ha però interposto ricorso per cassazione contro la rispettiva condanna, onde per cui il giudizio emanato nei loro confronti dalla Corte delle assise criminali è esecutivo;

che, nella fattispecie, nessuno dei condannati ha però interposto ricorso per cassazione contro la rispettiva condanna, onde per cui il giudizio emanato nei loro confronti dalla Corte delle assise criminali è esecutivo; che pertanto la domanda di __________ volta a ottenere la scarcerazione una volta scontati i due terzi della pena inflittagli (art. 38 n. 1 CP) esula dal contesto regolato dall'art. 290 cpv. 2 CPP;

che pertanto la domanda di __________ volta a ottenere la scarcerazione una volta scontati i due terzi della pena inflittagli (art. 38 n. 1 CP) esula dal contesto regolato dall'art. 290 cpv. 2 CPP; che, nondimeno, contro la sentenza di assise è tuttora pendente il ricorso per cassazione presentato dal Procuratore pubblico, mirante a fare riconoscere ambedue gli accusati autori colpevoli anche dei reati dai quali sono stati prosciolti, con conseguente aumento delle rispettive pene;

che, nondimeno, contro la sentenza di assise è tuttora pendente il ricorso per cassazione presentato dal Procuratore pubblico, mirante a fare riconoscere ambedue gli accusati autori colpevoli anche dei reati dai quali sono stati prosciolti, con conseguente aumento delle rispettive pene; che a differenza del diritto previgente (v. art. 242 cpv. 2 vCPP), il ricorso del Procuratore pubblico contro sentenze assolutorie – nel caso specifico contro i dispositivi n. 2 e 3 della sentenza di assise – non può comportare ulteriore carcere preventivo per il condannato;

che a differenza del diritto previgente (v. art. 242 cpv. 2 vCPP), il ricorso del Procuratore pubblico contro sentenze assolutorie – nel caso specifico contro i dispositivi n. 2 e 3 della sentenza di assise – non può comportare ulteriore carcere preventivo per il condannato; che l'art. 290 CPP, infatti, non contiene una disposizione analoga all'art. 242 cpv. 2 CPP, secondo cui in caso di sentenze assolutorie – se del caso anche parziali – restano riservate le misure di detenzione preventiva da ordinarsi dal presidente della Corte di cassazione e di revisione penale ad istanza del Procuratore pubblico (che peraltro non ha chiesto provvedimenti del genere con il proprio gravame);

che l'art. 290 CPP, infatti, non contiene una disposizione analoga all'art. 242 cpv. 2 CPP, secondo cui in caso di sentenze assolutorie – se del caso anche parziali – restano riservate le misure di detenzione preventiva da ordinarsi dal presidente della Corte di cassazione e di revisione penale ad istanza del Procuratore pubblico (che peraltro non ha chiesto provvedimenti del genere con il proprio gravame); che adottando l'art. 290 CPP, il legislatore ha ritenuto che, in caso di sentenza assolutoria, decade il presupposto principe che fonda la detenzione preventiva dell'accusato, e meglio l'esistenza a suo carico di gravi e concreti indizi di colpevolezza (Rapporto della Commissione speciale per l'esame del CPP; Verbali del Gran Consiglio, vol. 2, 1994, pag. 1298 ad art. 290);

che adottando l'art. 290 CPP, il legislatore ha ritenuto che, in caso di sentenza assolutoria, decade il presupposto principe che fonda la detenzione preventiva dell'accusato, e meglio l'esistenza a suo carico di gravi e concreti indizi di colpevolezza (Rapporto della Commissione speciale per l'esame del CPP; Verbali del Gran Consiglio, vol. 2, 1994, pag. 1298 ad art. 290); che alla luce di quanto precede si deve perciò concludere che l'istante non si trova attualmente nella situazione che consente al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale di entrare nel merito di una domanda di scarcerazione, avendo egli accettato la sentenza di assise nella misura in cui i primi giudici lo hanno condannato alla pena di due anni di reclusione (da qui la sua esecutività, con le conseguenze del caso) e non comportando il ricorso del Procuratore pubblico un eventuale ripristino della detenzione preventiva;

che alla luce di quanto precede si deve perciò concludere che l'istante non si trova attualmente nella situazione che consente al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale di entrare nel merito di una domanda di scarcerazione, avendo egli accettato la sentenza di assise nella misura in cui i primi giudici lo hanno condannato alla pena di due anni di reclusione (da qui la sua esecutività, con le conseguenze del caso) e non comportando il ricorso del Procuratore pubblico un eventuale ripristino della detenzione preventiva; che, pertanto, non spetta al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale stabilire se l'istante potrà essere scarcerato una volta scontati i due terzi della pena che egli non ha impugnato, ma al Consiglio di Vigilanza, ossia all'autorità abilitata a statuire su fattispecie del genere (art. 339 cpv. 1 lett. a CPP), la quale deciderà senza considerare – comunque sia – il ricorso presentato dal Procuratore pubblico, che come visto non può comportare misure volte a privare della libertà il condannato (a meno di violare la presunzione di innocenza), a differenza di quanto prevedeva l'art. 242 cpv. 2 vCPP;

che, pertanto, non spetta al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale stabilire se l'istante potrà essere scarcerato una volta scontati i due terzi della pena che egli non ha impugnato, ma al Consiglio di Vigilanza, ossia all'autorità abilitata a statuire su fattispecie del genere (art. 339 cpv. 1 lett. a CPP), la quale deciderà senza considerare – comunque sia – il ricorso presentato dal Procuratore pubblico, che come visto non può comportare misure volte a privare della libertà il condannato (a meno di violare la presunzione di innocenza), a differenza di quanto prevedeva l'art. 242 cpv. 2 vCPP; che nella misura in cui è diretta al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale, l'istanza di messa in libertà condizionale/provvisoria a partire dal 22 luglio 2001 è perciò inammissibile;

che nella misura in cui è diretta al presidente della Corte di cassazione e di revisione penale, l'istanza di messa in libertà condizionale/provvisoria a partire dal 22 luglio 2001 è perciò inammissibile; che si prescinde dal riscuotere spese;

che si prescinde dal riscuotere spese; per i quali motivi,

per i quali motivi, richiamati gli art. 290 e 339 CPP

richiamati gli art. 290 e 339 CPP pronuncia: 1. L'istanza è inammissibile. pronuncia: 1. L'istanza è inammissibile. 2. Non si riscuotono spese.

2. Non si riscuotono spese. 3. Intimazione a:

3. Intimazione a: – __________, c/o Penitenziario cantonale, 6904 Lugano;

– __________, c/o Penitenziario cantonale, 6904 Lugano; – avv. __________, con le osservazioni del PP;

– avv. __________, con le osservazioni del PP; – Procuratore pubblico avv. __________;

– Procuratore pubblico avv. __________; – Presidente della Corte delle assise criminali di _______;

– Presidente della Corte delle assise criminali di _______; – Dipartimento delle istituzioni, Ufficio esecuzione pene e misure, casella postale 238, 6807 Taverne;

– Dipartimento delle istituzioni, Ufficio esecuzione pene e misure, casella postale 238, 6807 Taverne; – Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, 6904 Lugano;

– Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, 6904 Lugano; – Consiglio di Vigilanza sull'esecuzione delle pene, Torricella Casella postale 238, 6807 Taverne.

– Consiglio di Vigilanza sull'esecuzione delle pene, Torricella Casella postale 238, 6807 Taverne. Il presidente

Il presidente (dott. __________)

(dott. __________)