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Japan Atomic Energy Agency (Jaea) ha riavviato oggi le operazioni per riportare in attività la centrale nucleare sperimentale di Monju, 400 chilometri a ovest di Tokyo, ferma dalla scorsa estate in seguito alla caduta nel reattore di un grosso macchinario.
Dopo il tentativo fallito in ottobre, i tecnici cercheranno di recuperare l'attrezzatura tramite uno speciale congegno da calare sul fondo del contenitore, stimando, se non ci saranno imprevisti, di concludere i lavori entro la metà di giugno e di riavviare l'impianto in autunno.
La Jaea, il gestore dell'impianto che è un ente pubblico impegnato nello sviluppo di tecnologie innovative come lo sfruttamento dell'energia atomica con tecnologie avanzate, conta di raggiungere il pieno regime nella primavera del 2013, e di realizzare l'impianto a fini commerciali entro il 2025, ma non è escluso che i progetti possano subire ritardi alla luce della crisi nucleare in corso a Fukushima.
Nell'agosto del 2010, con il sito riavviato da soli tre mesi dopo lo stop di quasi 15 anni dovuto a un incendio, una gru alta 12 metri e pesante 3,3 tonnellate, durante le operazioni di sostituzione del combustibile, era caduta all'interno del reattore lesionandosi e complicando i tentativi di recupero.
Monju, capace di produrre 280 megawatt di energia, è una centrale sperimentale di nuova generazione, che usa una miscela di ossido di plutonio e uranio per generare dalla combustione più plutonio di quanto ne venga bruciato, arrivando a una sorta di autoalimentazione.
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