Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01293.jsonl.gz/1073

"Roma non fu costruita in un giorno, ma io non ero lì". Si tratta di un'affermazione pubblica di Brian Clough, ex calciatore e soprattutto ex allenatore, di cui oggi ricorre il sedicesimo anniversario della scomparsa. Clough era tipico ad affermazioni come quella riportata. Si atteggiava da cafone e da arrogante, ma era anche schietto, brillante e vincente.
La carriera dell'allenatore inglese parla chiaro. Clough, infatti, è riuscito a compiere più di un miracolo sportivo. Nella stagione 1968/69 il Derby County di Brian Clough vinse la Second Division, conquistando la promozione nella First Division (l'attuale Premier League). Un bel risultato, ma nulla di eccezionale. La grandezza di Clough e dei suoi ragazzi sta nell'aver conquistato il tetto d'Inghilterra nella stagione 1971/72. Il primo trofeo per Clough. Il primo campionato vinto dal Derby County.
Vincere in First Division con una squadra che, fino a pochi anni prima, militava in leghe inferiori, è un'impresa per pochi allenatori. Clough, però, lo ha fatto due volte. Infatti, chiusa l'avventura con il Derby County nel 1973 e dopo due brevi parentesi al Brighton e al Leeds United, Clough è ripartito dalla Second Division. Alla guida del Nottingham Forrest dal 1975, l'allenatore inglese conquistò la promozione in First Division nella stagione 1976/77, per poi vincere il titolo del massimo campionato inglese nella stagione successiva. Con il Nottingham Forrest, inoltre, Clough vinse anche due Coppe dei Campioni (l'attuale Champions League): la prima nel 1978/79 e la seconda nel 1979/80.
Ogni epoca ha i suoi grandi campioni e i suoi allenatori vincenti. Clough, però, fu qualcosa in più, soprattutto per il suo modo di porsi al pubblico. Spesso eccessivamente sopra le righe nella polemica, ma mai banale. Le parole di Clough erano dirette, mettevano in discussione tutto e tutti. Per questo Clough era interessante.
Nel calcio contemporaneo manca una figura del genere. Ci sono stati José Mourinho fino alla fine della sua avventura all'Inter; Zdenek Zeman su qualunque panchina si sia seduto; Carlo Mazzone, con la sua veracità; Alberto Malesani e i suoi indimenticabili sfoghi. Qualcuno lo dimentichiamo sicuramente. Oggi, però, nel calcio regna il piattume. Quasi nessuno che osa fare la voce fuori dal coro ed esprimere il proprio pensiero. Forse, qualcuno un pensiero non lo ha mai nemmeno maturato. I più, sicuramente, sono intruppati. Il risultato sono le solite dichiarazioni standard: "i ragazzi hanno dato il massimo", "di calciomercato ne parla la dirigenza", "affrontiamo una partita per volta", ecc. Insomma, una noia mortale. A questo calcio manca un Brian Clough.
TM