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La moschea dell'imam modello
Bekim Alimi, imam di Wil, nel Canton San Gallo, è noto come promotore dell'integrazione, ma è stato criticato per le sue conoscenze salafite
in islam , religioni , società
(Michael Meier) Quella dell'architetto albanese Mujdin Fazlija, inaugurata lo scorso 13 maggio, è un gioiello tra le moschee svizzere. Il pianterreno con sala comune, cucina e bar ne fa un punto d'incontro dei musulmani di Wil, che costituiscono pur sempre il 14 percento della popolazione locale. La sala di preghiera a tre piani con galleria per le donne e tribuna per i visitatori offre spazio per 400 persone. Le piastrelle colorate e le iscrizioni dorate in arabo conferiscono alla casa di Dio un aspetto orientale.
La nuova moschea di Wil
Nessun finanziamento esterno
L'imam Bekim Alimi paragona la costruzione - e la storia della costruzione - della moschea con quella delle chiese cattoliche nella diaspora all'inizio del 20. secolo. La buona volontà dei credenti e il loro impegno volontario hanno ridotto drasticamente i costi di costruzione del luogo di culto. Alimi stesso, da abile ricercatore di fondi, ha promosso numerosi progetti: da un lavoro teatrale sul Profeta a concerti di beneficenza fino alla vendita di un orologio da taschino con l'incisione della moschea.
L'imam sottolinea che i costi di costruzione sono stati coperti esclusivamente dalle offerte. Non sono arrivati soldi dall'Arabia Saudita, dall'Egitto o dalla Turchia. “Non un solo investitore estero”, afferma. Qualche piccolo contributo è arrivato soltanto da alcune moschee albanesi “sorelle” in Germania, in Danimarca e in Norvegia.
Non sono arrivati soldi dall'Arabia Saudita, dall'Egitto o dalla Turchia
Ostacoli e ricorsi
L'imam ripensa a una lunga, faticosa storia di costruzione. Quando quattro anni fa l'associazione islamica ha presentato la domanda per ottenere il permesso, sono stati inoltrati 300 ricorsi. La città di Wil li ha respinti tutti. Anche il tribunale amministrativo ha aderito alla sentenza del tribunale di prima istanza. Tuttavia i piani per la moschea avevano suscitato parecchie discussioni già molto tempo prima. La domanda di costruzione per i minareti a Wil, a Wangen bei Olten e a Langenthal aveva allarmato l'UDC e aveva portato all'iniziativa contro i minareti. Allora, Alimi voleva un minareto a forma di parallelepipedo con una mezzaluna come emblema dell'islam. Per ovvi motivi ha dovuto rinunciarvi. Ciononostante in questi giorni, come conclusione architettonica, sulla cupola della moschea viene montato un piedistallo di tre metri di altezza con una falce di luna. Alimi spiega che è stato approvato recentemente dalla divisione delle costruzioni.
Moschea di Wil
Il 42.enne imam, cresciuto nella città macedone di Tetovo e formatosi al Cairo, si occupa dal 1999 dei musulmani di Wil e dintorni, prevalentemente di origine albanese. Lì si è fatto un nome come mediatore culturale, insegnante di islam, assistente spirituale e promotore dell'integrazione. Tuttavia poco prima dell'inaugurazione, l'anno scorso, della galleria di base del Gottardo, dove rappresentava la comunità musulmana, sono venuti alla luce i suoi contatti con gli ambienti estremisti. Per esempio una foto all'aeroporto di Kloten che lo mostra insieme con il macedone Imberja Hajrullai, che sulla sua pagina Facebook posta contenuti antisemiti e salafiti. Alimi dissipa i sospetti affermando che si tratta soltanto di un selfie con un collega che non vedeva dai tempi del liceo.
Benedizione interreligiosa della galleria del Gottardo
Contatti equivoci
Tuttavia già nel 2010, a Bülach, Alimi collaborò con il kosovaro salafita Shefqet Krasniqi alla conversione di un italiano. Insieme con Krasniqi, Alimi prese pure parte a un evento pubblico a Pristina, dove posò anche con il presidente del Consiglio centrale islamico Nicolas Blancho. Egli però non condivide la loro ideologia. Le apparizioni con Krasniqi avrebbero avuto luogo prima che questi venisse accusato di indottrinamento estremista nel 2014, spiega Alimi. “A chi può venire in mente che io condivida la posizione di qualcuno che incontro a un evento pubblico?” A Wil la sua posizione è nota ed è risaputo che non è gradito ai salafiti.
Tuttavia proprio a marzo Alimi è di nuovo comparso come relatore a un grande evento albanese a Stoccarda. Lì ha tenuto un discorso anche l'imam salafita Mustafa Terniqi di Durazzo, che ha posato con Alimi sul manifesto dell'evento. “Non sapevo che fosse salafita”, afferma. (da Tages Anzeiger; trad. it. G. M. Schmitt)