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<h2>SubmittedText<h2><p>In seno alla Banca mondiale e al Fondo monetario internazionale (FMI) la Svizzera dirige un gruppo con diritto di voto che comprende in parte anche governi di Stati dittatoriali e corrotti dell'Asia centrale. Di recente in Turkmenistan, secondo quanto riportato dalla "Neue Zürcher Zeitung", una giornalista è stata torturata fino alla morte; dopo il massacro di Andijan, in Uzbekistan è in atto una brutale politica di repressione.</p><p>A questo proposito, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che la cooperazione con simili Stati sia sostenibile anche in futuro?</p><p>2. Non è contraddittorio applicare da un lato il principio della buona governanza nell'ambito della politica di aiuto allo sviluppo - quando si tratta di contributi finanziari e a prescindere dal loro importo e - d'altro lato, rappresentare tali Paesi problematici quali membri di un gruppo con diritto di voto?</p><p>3. Il Consiglio federale sa come potrebbe esercitare un'influenza in seno al gruppo, al fine di ricondurre tali Stati a una politica più rispettosa dei principi democratici e dello Stato di diritto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I gruppi con diritto di voto sono una caratteristica importante di FMI e Banca mondiale, che con 184 Stati contano un'affiliazione quasi globale. Tutti gli Stati membri devono, in base agli statuti delle istituzioni, appartenere a un gruppo con diritto di voto (a meno che, a causa del loro significato particolare, richiedano un seggio individuale nel consiglio esecutivo). Il direttore esecutivo scelto dagli Stati membri di un gruppo con diritto di voto ha il compito di difendere gli interessi e i diritti dei Paesi in seno all'istituzione, di sostenere questi Stati nell'attuazione di programmi (di finanziamento) e di fare in modo che essi adempiano ai loro doveri di Paesi membri. Per gli Stati del gruppo con diritto di voto guidato dal nostro Paese il direttore esecutivo svizzero esercita pertanto un'attività forense nel contesto dei diritti e doveri istituzionali. Per contro non rappresenta la politica interna ed estera dei membri del nostro gruppo con diritto di voto.</p><p>2. Il Consiglio federale non vede una contraddizione fondamentale tra una concessione, basata su criteri, di contributi finanziari bilaterali per l'aiuto allo sviluppo e la collaborazione con gli Stati del gruppo con diritto di voto nel FMI e nella Banca mondiale. È nella natura delle cose che l'approccio dell'aiuto allo sviluppo multilaterale differisce fondamentalmente dalla collaborazione delle istituzioni multilaterali con i loro Paesi membri. Proprio in riferimento al promovimento della buona governanza, il Consiglio federale ritiene che il coinvolgimento multilaterale di tutti gli Stati sia particolarmente importante.</p><p>I problemi nell'ambito della governanza o dello Stato di diritto sono spesso anche un'espressione diretta di un manco di sviluppo. La Banca mondiale persegue pertanto lo scopo di abilitare gli Stati a considerare i bisogni dei propri cittadini e delle proprie imprese e a tenerne maggiormente conto. La Banca mondiale valuta la prestazione dei singoli Paesi in via di sviluppo nei diversi settori politici, in particolar modo anche la buona governanza. Gli Stati dalle buone prestazioni possono ricorrere a maggiori crediti e prestazioni della Banca mondiale. Quelli con problemi più importanti ricevono un accesso più restrittivo e selettivo ai diversi strumenti di promovimento. La Banca mondiale promuove e richiede sviluppi mirati di condizioni fondamentali minime per avere rapporti normali con l'istituzione. Al riguardo si basa su relativi impegni e sforzi degli Stati in questione e promuove i partenariati con altre organizzazioni bilaterali e multilaterali.</p><p>Nel caso dell'Uzbekistan quest'anno la Banca mondiale ha deciso, in seguito a diversi problemi in parte rilevanti nella governanza e nei risultati dello sviluppo, di rinunciare al normale programma di quattro anni. Al riguardo dovrà prima essere attuata una strategia ad interim a breve termine, che richiede allo Stato di colmare lacune specifiche in modo mirato.</p><p>Di principio la Svizzera sostiene questo approccio differenziato dell'impegno. Sostiene quest'atteggiamento anche in relazione agli Stati nel suo gruppo con diritto di voto.</p><p>3. L'accesso speciale della Svizzera alle autorità dei membri del suo gruppo con diritto di voto nel FMI e nella Banca mondiale ha permesso un'ampia gamma di possibilità di interazioni bilaterali, come, ad esempio, l'implementazione di un dialogo e altre forme di impegno bilaterale. Mentre il dialogo si limita a incontri regolari di FMI e Banca mondiale, l'impegno si orienta ai bisogni degli Stati in questione e secondo le possibilità di una collaborazione costruttiva con le autorità. Esempi per la collaborazione bilaterale in corso con gli Stati del nostro gruppo con diritto di voto sono l'aiuto tecnico nella gestione dei debiti, programmi per il miglioramento dell'approvvigionamento di acqua potabile e dell'impiego sostenibile dell'acqua, il promovimento dei diritti umani come pure il sostegno della transizione economica. Laddove possibile e opportuno, le attività della Svizzera mirano a un miglioramento della buona governanza (partecipazione della popolazione, trasparenza dei meccanismi decisionali, rendiconto delle autorità).</p>  Risposta del Consiglio federale.