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Due terzi degli svizzeri stimano che le condizioni del traffico sono peggiorate negli ultimi anni. il 33% degli automobilisti indica meno ponderabile, rispetto a cinque anni fa, il tempo per giungere puntuali ad un appuntamento. Un sondaggio rappresentativo condotto dall'istituto mrc, su richiesta del TCS, rivela che il motivo della trasferta influenza la scelta del mezzo di trasporto. I trasporti pubblici sono utilizzati più frequentemente per andare al lavoro, meno per le attività di svago. Nel campo della sicurezza stradale, più di un terzo degli intervistati ha vissuto, di recente, una situazione critica come pedone o ciclista. Altra tendenza interessante: i giovani sono più aperti all'economia della condivisione, ciò che prefigura in parte la visione della futura mobilità.
Meglio comprendere le ragioni che spingono gli svizzeri ad utilizzare un vettore di trasporto piuttosto che un altro e percepire le tendenze della mobilità di domani: questo era l'obiettivo del sondaggio condotto dall'istituto MRC su richiesta del TCS. Fondato da un gruppo di ciclisti nel 1896, il maggior Club della mobilità della Svizzera ha da sempre adattato la sua offerta di servizi ai bisogni dei suoi soci in ogni spostamento. Il nuovo modello di Societariato, proposto a tutti i soci da inizio 2018, include nuove prestazioni per garantire una più ampia e completa mobilità, qualunque sia il mezzo di trasporto utilizzato. Con questo sondaggio diretto, il TCS valuta i bisogni e le attese della popolazione: un’analisi che dà un'idea interessante sul piano socio-economico.
Per andare al lavoro o a scuola, gli svizzeri utilizzano in buona percentuale i trasporti pubblici (40%), ma sensibilmente meno per lo svago (28%); infatti, il 54% sceglie la propria automobile. Questo fatto, per le attività extra lavorative, sembra legato all’inadeguatezza della disponibilità della rete e alla cadenza oraria al di fuori dalle ore di punta. Il sondaggio sottolinea anche che il 27% delle grandi imprese offrono o sovvenzionano degli abbonamenti per i trasporti pubblici ai loro dipendenti, mentre le PMI mettono, in generale, dei parcheggi a disposizione.
Sebbene gli svizzeri considerano le infrastrutture stradali, in generale, di buono livello e il 62% degli intervistati riconoscono, che negli ultimi cinque anni, c’è stato un miglioramento in termine di sicurezza stradale, per contro, esprimono dure critiche sulla capacità delle stesse ad assorbire tutto il traffico.
Infatti, due svizzeri su tre indicano, per lo stesso periodo, un peggioramento della fluidità del traffico e che il numero degli ingorghi sulle autostrade o negli agglomerati è in costante aumento. Nel contesto, un terzo degli svizzeri è meno fiducioso, rispetto a cinque anni fa, circa la puntualità utilizzando la strada piuttosto che un altro mezzo di trasporto per recarsi dal punto A al punto B.
Il 39% degli intervistati dichiara di aver affrontato, nelle ultime settimane prima del sondaggio, una situazione di conflitto come utente della mobilità dolce. Se la maggioranza delle criticità è avvenuta con un utente motorizzato (58% dei pedoni, 69% dei ciclisti), il 39% dei pedoni segnala aver avuto un conflitto con un ciclista, d’altro canto il 25% dei ciclisti dichiara a sua volta di aver vissuto una situazione delicata con un pedone.
Gli svizzeri amano viaggiare. L’81% degli intervistati hanno effettuato almeno un viaggio negli ultimi dodici mesi. Il 48% delle persone intervistate dichiarano di prendere l'aereo per raggiungere la loro destinazione di vacanza. Solo un punto percentuale li separa da chi privilegia l'automobile (49%). Altro aspetto interessante da sottolineare, quasi un terzo (29%) utilizza il trasporto pubblico (essenzialmente il treno); dato che avvalora che questo mezzo di trasporto è competitivo per i lunghi tragitti.
Un svizzero su quattro, dai 16 ai 29 anni, ricorre regolarmente all'economia di condivisione nell’ambito della sua mobilità (automobile, parcheggi, alloggio, ecc.), contro il 14% dei 30-60enni ed il 7% dei più di 60 anni. I più giovani sono anche i più interessati e curiosi a questo nuovo mercato, anche se non l'hanno mai utilizzato, circa il 50%. Su questo argomento, gli svizzeri romandi si mostrano più aperti degli svizzeri tedeschi. L'interesse maggiore risiede nel fatto che queste prestazioni offrono una più larga paletta di scelta (49% d’accordo o completamente d’accordo), libera dal problema della proprietà (55% d’accordo o completamente d’accordo), e permettono di economizzare risorse per un obiettivo di sviluppo duraturo (59% d’accordo o completamente d’accordo). Il sondaggio rivela tuttavia che numerosi svizzeri, più anziani, non hanno fatto ancora il passo verso la condivisione o si mostrano poco convinti. Temono, in effetti, che l’offerta reale non corrisponda a quella proposta, creando delusione, e di subire dei danni in caso di prestazioni non-professionali (per es.: veicolo in cattivo stato) o di entrare in lite in caso di sinistro.
Questo studio è stato effettuato dall’Istituto di ricerca mrc, su mandato del TCS. Un riassunto può essere scaricato qua. Lo studio completo è disponibile presso il Servizio stampa del TCS.
Rapporto sulla mobilità del TCS
Sondaggio rappresentativo a cittadini elvetici per conoscere le loro abitudini sulla mobilità e il loro grado di soddisfazione sull'offerta di trasporto pubblico e sulle infrastrutture stradali.
Esecuzione
Mrc marketing research & consulting AG, Zug. Sondaggio telefonico, sulla base di un questionario preparato dal TCS e mrc, su un panel elaborato da Research now. Periodo del sondaggio dal 10 al 20 aprile 2018.
Campione
1229 abitanti di almeno 16 anni, domiciliati in Svizzera, di lingua tedesca e francese (D 952, F 277). Margine d’errore: + / -2.8%.