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Un tribunale svedese, accogliendo le richieste dei pubblici ministeri, ha confermato il mandato d'arresto contro Julian Assange, fondatore di Wikileaks, per le accuse di violenza sessuale. Lo riporta la BBC. Il mandato d'arresto era stato emesso nel 2010, dopo che due donne svedesi - con le quali il giornalista australiano aveva avuto inizialmente rapporti consensuali riconosciuti - lo hanno accusato di aver avuto rapporti sessuali non protetti da un preservativo, il che per il codice penale locale equivale ad un'aggressione sessuale o stupro.
Assange, che nega le accuse, da due anni vive all'ambasciata dell'Ecuador a Londra, che gli ha concesso asilo, per evitare l'estradizione.
L'ideatore del sito che è riuscito a pubblicare migliaia di documenti segreti riguardanti soprattutto gli Stati Unit,i ma anche decine di altri paesi, svelando retroscena e sorprendenti particolari sulle attività di tanti governi, è accusato in Svezia di aggressione sessuale per la quale era stata chiesta a più riprese l'estradizione.
L'udienza pubblica di oggi doveva decidere se annullare il mandato di arresto internazionale contro Assange, il quale, secondo i suoi legali, sentiti alla vigilia, avrebbe sperato stavolta in una decisione a lui favorevole.
L'australiano di 43 anni era stato accusato nel 2010 da due donne di stupro e aggressione sessuale e nel 2012 si era rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador nella capitale britannica nel timore di essere estradato verso gli Stati Uniti, a causa in particolare delle sue rivelazioni sulle guerre in Iraq e Afghanistan e su decine e decine di documenti confidenziali della diplomazia americana.
La Gran Bretagna si è impegnata a estradare Assange e rifiuta qualsiasi salvacondotto per consentire all'australiano di lasciare liberamente l'ambasciata, malgrado l'asilo politico concesso dall'Ecuador.