Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/148245

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a elaborare un rapporto nel quale presenta un concetto di sicurezza globale che comprende la sicurezza fisica, informatica, alimentare, energetica, sanitaria, finanziaria e socio-economica della popolazione del nostro Paese e di prevedere un coordinamento con i cantoni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione espressa nel postulato secondo cui la sicurezza debba essere unicamente intesa e garantita in maniera globale. Così, per esempio, segue attentamente le sfide concrete e straordinarie in materia d'infrastruttura monetaria e finanziaria in atto da anni nel nostro Paese nonché a livello europeo e globale.</p><p>Nel contempo, il Consiglio federale ritiene che in ciascuno degli ambiti menzionati viga una collaborazione ben funzionante e collaudata tra Confederazione, cantoni e comuni, segnatamente anche in materia di prevenzione delle crisi, a cui anche i privati forniscono il loro contributo. La sicurezza fisica è regolarmente trattata nei rapporti sulla sicurezza. Con l'esercito, i corpi cantonali di polizia e la protezione della popolazione, la Confederazione e i cantoni dispongono dei mezzi per contrastare le relative minacce. La strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi è volta a garantire la sicurezza informatica con il coinvolgimento di diversi partner pubblici e privati. La sicurezza alimentare fa parte della politica agricola e della sicurezza d'approvvigionamento quale elemento dell'approvvigionamento economico del Paese. La garanzia di una sicurezza energetica a lungo termine è un obiettivo importante della strategia energetica 2050. La garanzia della fornitura di prestazioni mediche di alto livello è parimenti un tema affrontato regolarmente tra la Confederazione e i cantoni. Lo stesso dicasi per gli ambiti finanziario e socio-economico.</p><p>Il postulato chiede un concetto assai globale che si basa su un termine di "sicurezza" inteso in senso molto ampio. Tuttavia, in ciascuno degli ambiti menzionati già esiste e funziona una collaborazione tra la Confederazione e i cantoni, di regola tra il dipartimento federale competente e la relativa conferenza dei direttori cantonali. Pertanto, il Consiglio federale non individua alcun valore aggiunto nella procedura trasversale richiesta. Per sua natura, il rapporto chiesto dal postulato risulterebbe talmente generale che il suo valore informativo e quindi la sua utilità sarebbero limitati.</p><p>Degli scenari di situazioni di crisi sono elaborati ed esercitati in vari contesti come per esempio nell'ambito dell'esercizio di condotta strategica dell'amministrazione federale, che ha luogo a cadenza quadriennale, o attualmente nell'ambito dell'esercitazione della Rete integrata Svizzera per la sicurezza 2014. Un crollo totale a livello finanziario, politico e sociale dei Paesi limitrofi con una disintegrazione delle strutture statali come indicato nella motivazione del postulato non appare invece uno scenario plausibile.</p><p>In sintesi si può concludere che il Consiglio federale condivide l'approccio globale del postulato, ma ritiene che con l'organizzazione attuale il nostro Paese sia sufficientemente preparato a rispondere alle crisi e che la sicurezza della Svizzera è garantita in senso lato sempre che ciò dipenda dalle autorità.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.