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Le imprese svizzere devono rendere conto del rispetto dei diritti umani e degli standard di tutela ambientale
L’essenziale in breve:
- Il Consiglio federale vuole che in futuro le imprese svizzere debbano rendere conto del rispetto dei diritti umani e degli standard di tutela ambientale all’estero.
- Ha quindi autorizzato il DFGP a sostenere questa posizione nell’ambito dei dibattiti parlamentari relativi al controprogetto indiretto all’iniziativa sulla responsabilità delle imprese.
- Se il Consiglio degli Stati deciderà di non presentare un controprogetto che riprenda le richieste del Consiglio federale, il DFGP potrà elaborare un avamprogetto corrispondente alla direttiva dell’UE.
Il Consiglio federale accorda grande importanza al rispetto dei diritti umani e alla tutela dell’ambiente. Già nel programma di legislatura 2016–2019 ha definito entrambi i settori come obiettivi costanti e prioritari. Come illustrato nel messaggio del 15 settembre 2017 concernente l’iniziativa popolare "Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente", pur sostenendone la richiesta di base, ritiene che i suoi obiettivi puntino troppo in alto per diversi motivi, tra l’altro per quel che concerne le disposizioni in materia di responsabilità.
L’iniziativa sulla responsabilità delle imprese è attualmente dibattuta in Parlamento. Il Consiglio degli Stati la respinge, mentre il Consiglio nazionale, pur non essendosi ancora espresso in materia, ha già elaborato un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare. Analogamente a quanto richiesto dall’iniziativa, vorrebbe introdurre un obbligo generale di diligenza nonché una disposizione di legge in materia di responsabilità per le imprese svizzere e le loro filiali estere in caso di violazione dei diritti umani e delle normative ambientali. Il Consiglio federale ritiene che anche questa normativa in materia di responsabilità, benché attenuata, sia eccessiva, in quanto svantaggerebbe chiaramente la piazza economica svizzera allo stesso modo dell’iniziativa.
Obbligo di rendiconto nei settori dei diritti umani e della tutela ambientale
Il Consiglio federale riconosce la necessità di intervenire per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali da parte delle imprese svizzere all’estero. Come ha sottolineato nel messaggio sull’iniziativa popolare, occorre in prima linea attuare in modo coerente gli svariati strumenti esistenti. Il Consiglio federale ritiene che i tre piani d’azione decisi rispondano ampiamente alle richieste fondamentali dell’iniziativa in questione. Nel messaggio ha inoltre annunciato che a tempo debito intende elaborare un avamprogetto sul reporting di sostenibilità ispirandosi alla direttiva dell’UE e tenendo conto dei progetti d’attuazione degli Stati membri dell’UE.
Nella seduta del 14 agosto 2019, il Consiglio federale ha ribadito la sua volontà e incaricato il DFGP di impegnarsi, nell’ambito dei dibattimenti parlamenti relativi al controprogetto indiretto, a favore di un progetto che preveda l’obbligo di rendiconto in materia di rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali ma non regole sulla responsabilità più severe di quelle attuali. Secondo il Consiglio federale tale progetto dovrà consentire alle imprese di rinunciare alla rendicontazione su singole questioni a condizione che ne dichiarino la ragione (approccio "comply or explain"). L’obbligo varrà per le imprese con oltre 500 collaboratori. Questa soluzione corrisponderebbe alle disposizioni vigenti nell’UE. Il DFGP dovrà inoltre esaminare se sia opportuno e necessario introdurre un obbligo di diligenza supplementare nei settori del lavoro minorile e dei minerali provenienti da zone di conflitto.
Per il caso in cui durante la sessione invernale il Consiglio degli Stati non opti per un controprogetto indiretto riprendente queste richieste, il Consiglio federale ha autorizzato il DFGP a presentargli un avamprogetto corrispondente alla direttiva dell’UE.
Documentazione
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Die Umsetzung der Richtlinie 2014/95/EU (CSR-Richtlinie) in verschiedenen Mitgliedstaaten der EU (PDF, 2 MB, 05.06.2020)
Rapporto dell'ISDC
(Questo documento non è disponibile in italiano)
Ultima modifica 14.08.2019