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Alcuni paesi, tra cui gli Stati Uniti, hanno già espresso interesse a rinegoziare gli accordi di doppia imposizione, allo scopo di sopprimere la distinzione tra frode ed evasione fiscale in materia di segreto bancario. Lo ha annunciato giovedì il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz.
"È assai probabile che gli Stati Uniti rientrino tra i partner principali con i quali avviare trattative a breve termine, visti i problemi di UBS in questo paese; tuttavia per il momento non è ancora stato deciso nulla", ha dichiarato il presidente della Confederazione al termine di una seduta coi suoi colleghi di governo per fare il punto della situazione.
Anche la Francia, il Giappone ed altri paesi – Merz non ha però precisato quali – si sono già detti interessati a rinegoziare gli accordi di doppia imposizione.
Venerdì il governo svizzero aveva deciso di riprendere gli standard in materia fiscale dell'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica (OCSE). In pratica ciò abolisce la differenza esistente nel diritto svizzero tra delitto fiscale e sottrazione d'imposta (evasione). Fino ad oggi la Svizzera concedeva assistenza giudiziaria e poteva ordinare la revoca del segreto bancario solo nel primo caso.
Questa modifica implica però la rinegoziazione dei circa 70 accordi di doppia imposizione che la Svizzera ha con altri Stati.
Durante la conferenza stampa di giovedì, Merz ha pure gettato acqua sul fuoco dopo le dichiarazioni al vetriolo del ministro delle finanze Peer Steinbrück e di alcuni parlamentari svizzeri. "Dobbiamo risolvere un problema e non possiamo farlo con gli insulti", ha sottolineato.