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ZURIGO - Carlos ci è ricascato. Dopo aver distrutto la propria cella, essere venuto alle mani con altri detenuti e avere ingiuriato il personale di custodia, il giovane criminale divenuto famoso per aver beneficiato di programmi di risocializzazione da quasi 30mila franchi al mese ha recentemente assalito diversi secondini del carcere di Pöschwies e mandato in ospedale un dipendente della struttura.
Risultato: non è uscito di prigione a fine settembre come previsto. Ma che cosa gli succederà ora? All’ultimo processo il giudice e il pubblico ministero l’avevano messo in guardia: se avesse commesso altri reati si sarebbe iniziato a parlare di internamento. E, secondo l’esperto di diritto penale Martin Killias, è possibilissimo che il pubblico ministero lo richieda. Se si arrivi o meno a tanto o se si tratti di un internamento “grande” o “piccolo”, però, sta al tribunale deciderlo.
Marianne Heer, giudice cantonale ed esperta di diritto delle misure coercitive, ritiene sia molto probabile che il tribunale valuti un piccolo internamento, ovvero misure terapeutiche stazionarie. Un vero internamento, invece, non entra in linea di conto per motivi giuridici: «Posso immaginarmi che sia sproporzionato per una persona così giovane e che dubito sia già stata sottoposta a un tentativo di trattamento serio», conclude.