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La posizione dell’UDC rimane chiara: la Svizzera dovrebbe adottare solo sanzioni vincolanti emanate dall’ONU. Le sanzioni imposte da organizzazioni di cui la Svizzera non è membro non devono essere adottate. Il Consiglio federale dovrebbe solo garantire che la neutrale Svizzera non sia abusata per aggirare le sanzioni. L’UDC chiede anche che il Consiglio federale rinunci immediatamente a far parte del Consiglio di sicurezza dell’ONU. La Svizzera, quale Stato neutrale, non deve far parte di un organismo in mano alle grandi potenze che decidono sulla guerra, sulla pace e sulle sanzioni. Con i suoi buoni uffici, la Svizzera può dare un contributo essenziale alla pace in Europa e nel mondo.
Come Stato neutrale, la Svizzera si impegna all’imparzialità. Non interferisce nei conflitti internazionali e di conseguenza non adotta sanzioni dirette contro altri Paesi. Si limita a garantire che le sanzioni decise da paesi terzi non possano essere aggirate attraverso la Svizzera.
Secondo l’UDC, è imperativo che la Svizzera neutrale mantenga il suo ruolo di mediatrice. Offrendo i tradizionali buoni uffici, il nostro paese dà un prezioso contributo al raggiungimento di soluzioni pacifiche. Ma può farlo solo se non si schiera unilateralmente.
Nessuna adesione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU
Il Consiglio federale e gli altri partiti si comportano in modo ipocrita. Si reputano delle autorità morali e allo stesso tempo spingono per entrare nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, un organo che decide sulla guerra e sulla pace. La crisi ucraina mostra drasticamente che l’appartenenza a questo gremio distrugge una dei nostri valori più preziosi: la credibilità nella nostra neutralità. Essa rappresenta una garanzia nel sostegno di soluzioni pacifiche – e ha anche assicurato per oltre 200 anni che la Svizzera non venisse trascinata in conflitti sanguinosi.
L’UDC chiede quindi al Consiglio federale e agli altri partiti di ritirare immediatamente l’incosciente adesione al Consiglio di sicurezza dell’ONU. Non vogliamo che la Svizzera sia coinvolta in conflitti esteri e metta in pericolo la sua neutralità. È scandaloso che l’ufficio del Consiglio Nazionale abbia cercato finora di impedire un dibattito su questa svolta fondamentale.