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Ulteriori sanzioni nei confronti della Libia
Berna, 30.03.2011 - Il 30 marzo 2011, il Consiglio federale ha emanato una nuova ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Libia. In tal modo la Svizzera applica le sanzioni varate dal Consiglio di sicurezza dell’ONU nonché i provvedimenti di più ampia portata decisi dall'Unione europea. La nuova ordinanza entra in vigore il 31 marzo 2011 a sostituzione di quella emanata il 21 febbraio 2011 che istituisce provvedimenti nei confronti di talune persone originarie della Libia.
Con la risoluzione 1970 del 26 febbraio 2011, il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha decretato l'imposizione di sanzioni nei confronti della Libia. Queste ultime sono state inasprite il 17 marzo 2011 mediante la risoluzione 1973. Esse comprendono un embargo sul materiale d'armamento, restrizioni finanziarie e di viaggio nei confronti di talune persone fisiche e giuridiche vicine a Muammar Gheddafi nonché il divieto di sorvolo sulla Libia per velivoli libici.
Il 28 febbraio 2011, anche l'Unione europea ha varato una serie di sanzioni nei confronti della Libia, ampliandole in seguito mediante varie decisioni. Oltre alle misure imposte dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, l'UE ha decretato il divieto di fornire alla Libia merci che potrebbero essere utilizzate a scopi di repressione interna e ha sottoposto ulteriori persone alle restrizioni finanziarie e di viaggio di cui sopra.
Il 21 febbraio 2011, il Consiglio federale ha emanato l'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti di talune persone originarie della Libia (entrata poi in vigore il 24 febbraio 2011), basandosi sull'articolo 184 capoverso 3 della Costituzione federale. Tale ordinanza era finalizzata ad impedire, con effetto immediato e in modo efficiente, il ritiro di valori patrimoniali, eventualmente acquisiti illegalmente, appartenenti a Muammar Gheddafi e al suo entourage. L'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Libia, emanata oggi dal Consiglio federale sulla base della legge sugli embarghi, applica le decisioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, vincolanti dal punto di vista del diritto internazionale. L'ordinanza in questione riprende inoltre le sanzioni decise dell'UE, che vanno oltre quelle varate dal Consiglio di sicurezza dell'ONU. L'ordinanza del 21 febbraio 2011 che istituisce provvedimenti nei confronti di talune persone originarie della Libia, che poggia sull'articolo costituzionale relativo al diritto di necessità, può dunque essere abrogata.
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Ultima modifica 21.01.2022
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