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Un infortunio o una malattia grave possono potenzialmente compromettere la capacità di decidere sul proprio destino. Il testamento biologico o un mandato precauzionale permettono di disporre sul da farsi in un’eventualità di questo tipo: quali terapie sono disposto a seguire, a quali invece rifiuto di sottopormi? Chi dovrà ritirare la posta, pagare le bollette e occuparsi delle mie questioni finanziarie e personali? Chi pianifica con lungimiranza, può definire in autonomia le risposte a queste domande nel caso in cui dovesse subentrare l’incapacità di discernimento.
Testamento biologico
L’idea originale del testamento biologico è nata dal rifiuto di un numero crescente di pazienti verso un eccessivo ricorso alla medicina strumentale e al loro desiderio di avere una morte dignitosa in fase terminale di vita. Oggi può contenere disposizioni relative a un’ampia varietà di circostanze mediche. A fondamento del testamento biologico vige giuridicamente il principio secondo cui il paziente è libero di decidere se una determinata attività diagnostica o terapeutica debba essere eseguita o meno.
Questo diritto all’autodeterminazione presuppone la capacità di discernimento da parte del paziente in procinto di effettuare un trattamento medico. Il testamento biologico estende tale possibilità di scelta autonoma per le persone in grado di discernere anche a situazioni future in cui la facoltà di intendere e di volere potrebbe venire a mancare. In assenza di testamento biologico, decide, in caso di eventuale incapacità di discernimento, una persona designata per legge.
Informare i famigliari
Il testamento biologico deve essere redatto per iscritto. È possibile redigerlo di proprio pugno, ma non è obbligatorio. Si possono anche utilizzare modelli standardizzati e preformulati. Il documento deve in ogni caso essere datato e firmato personalmente dall’autore.
Il contenuto del testamento biologico può comprendere disposizioni relative alle cure, ai farmaci o agli interventi chirurgici desiderati o rifiutati dal paziente in una specifica situazione clinica. L’autore può tuttavia anche limitarsi a formulare determinate opinioni od obiettivi terapeutici cui devono orientarsi le future cure mediche. Una scelta importante può riguardare ad esempio la risposta alla domanda se, in caso d’incapacità di discernimento, si debbano tentare tutte le alternative offerte dalla medicina o se le cure debbano servire ad alleviare il dolore anziché a prolungare la vita.
Il soggetto disponente ha inoltre la possibilità di designare una persona di fiducia che lo rappresenti nelle decisioni mediche. Perché il testamento biologico sia effettivo, deve essere messo a disposizione dell’équipe medica in tempi utili. Si consiglia quindi di indicare su una scheda l’esistenza del testamento biologico e di portarla con sé nel portafoglio. Si raccomanda inoltre di informare della sua esistenza anche i famigliari più prossimi o il medico di famiglia.
Natura vincolante del testamento biologico
La volontà espressa nel testamento biologico è, in linea generale, vincolante per il medico curante. Ciò presuppone tuttavia che le disposizioni si riferiscano alla situazione clinica concreta e siano sufficientemente chiare. Non si attuano in ogni caso disposizioni non consentite dalla legge o immorali. È illegale ad esempio disporre l’eutanasia attiva. Nella stesura del testamento biologico si consiglia fortemente di farsi aiutare da uno specialista competente. Senza la supervisione di un esperto, come il medico di famiglia o un centro di consulenza specializzato, si corre il rischio che il testamento biologico contenga aspettative irrealistiche o istruzioni poco chiare e non attuabili.
Mandato precauzionale
Se in caso d’incapacità di discernimento la persona malata si avvale di un supporto per il disbrigo di questioni finanziarie e amministrative, l’Autorità (regionale) di protezione dei minori e degli adulti (ARP) dovrà eventualmente istituire una curatela. Ciò vale soprattutto per le persone sole. Per i coniugi e i partner registrati, il diritto di protezione degli adulti prevede comunque il diritto legale di rappresentanza, a condizione che la coppia costituisca un unico nucleo famigliare o che i suoi componenti si assistano regolarmente di persona.
Redigendo un mandato precauzionale in tempi normali, è possibile evitare un intervento delle autorità in caso di futura necessità di aiuto. Tutti i soggetti capaci di agire (ossia maggiorenni e capaci di discernere) possono conferire a una persona fisica o giuridica di fiducia il compito di occuparsi delle proprie questioni in caso di perdita futura della capacità di intendere e di volere.
Requisiti formali e possibili contenuti
Il mandato precauzionale può essere stilato in due modi: in forma olografa o per atto pubblico. Il mandato precauzionale redatto in forma olografa deve essere scritto per intero a mano e corredato di data e firma. A differenza del testamento biologico, non è consentito utilizzare moduli e prestampati. In alternativa, è possibile redigere il mandato precauzionale insieme a un notaio e farlo autenticare dallo stesso. In questo modo il notaio ne controllerà la correttezza a livello di contenuto e confermerà che la persona sottoscrivente è in grado di intendere e volere.
Nel mandato precauzionale vanno definiti i compiti che si desidera delegare alla persona incaricata. Tali compiti possono riguardare per esempio l’assistenza personale (es.: organizzazione dell’assistenza), la gestione del patrimonio (es.: pagamento di bollette, vendita della casa) e la rappresentanza nei rapporti giuridici (in particolare per la stipula di contratti). Deve essere indicata una persona fisica o giuridica che assuma tali funzioni non appena il mandante perda la capacità di discernere.
Perché sia efficace, il mandato precauzionale deve poter essere reperito facilmente nel caso in cui le circostanze lo richiedano. Si consiglia pertanto di indicare ai famigliari più prossimi il luogo dove è riposto. La rintracciabilità del documento sarà ancor più certa dichiarandone l’esistenza e il luogo di deposito all’Ufficio dello stato civile ai fini dell’iscrizione in un registro centralizzato o depositandolo direttamente presso l’ente pubblico designato dal diritto cantonale.
La dichiarazione di efficacia spetta all’ARP
Nel momento in cui l’ARP viene a conoscenza della perdita di capacità di discernimento di un soggetto adulto, predispone gli accertamenti necessari alla convalida del mandato precauzionale: verifica il rispetto dei requisiti formali e la capacità di intendere e di volere dell’autore nel momento in cui è stato steso il documento. Controlla quindi se il rappresentante designato sia idoneo e se eventuali conflitti d’interesse non depongano a sfavore del ruolo in procinto di essergli assegnato. Decide in merito all’indennizzo, se non già stabilito dal mandato precauzionale. Se tutti i requisiti sono soddisfatti e il rappresentante designato accetta l’incarico, l’ARP emette un documento di rappresentanza.
Ponderare vantaggi e svantaggi
Ai vantaggi della libera scelta della persona incaricata si contrappongono taluni svantaggi e rischi: la nomina di un esperto in materia, ad esempio di un fiduciario o di un legale, ha un costo di gran lunga maggiore della curatrice nominata dall’ARP per l’esecuzione degli stessi compiti. L’attività del curatore, poi, è sottoposta a supervisione da parte dell’autorità, mentre un mandatario non è soggetto a controlli ufficiali. Una volta validato il mandato precauzionale, il compito dell’autorità di tutela dei minori e degli adulti si esaurisce.
Per la stesura di semplici mandati precauzionali, si possono utilizzare dei modelli, tra questi anche quelli messi a disposizione dalla Società SM. Se la situazione patrimoniale è complessa, si consiglia di rivolgersi a un avvocato o a un notaio per la stesura del mandato precauzionale.