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Il Consiglio degli Stati ha trattato due atti parlamentari di grande importanza per le persone con disabilità mentali e psichiche: concernono infatti la concessione e l’esercizio dei loro diritti politici. Nella maggior parte dei Cantoni e a livello federale, le persone sotto determinate forme di curatela non possono né votare né eleggere. Pro Infirmis è felice che il Consiglio degli Stati abbia dato seguito al postulato Carobbio e iniziato a tracciare un impegno in questo senso.
Il Consiglio degli Stati si china sul diritto di voto e di elezione per tutti
Oggi, le persone sotto curatela generale per un’incapacità di discernimento durevole non possono esercitare i diritti civili a livello federale. «Questa esclusione è una grave ingerenza nei loro diritti politici. Il loro parere non conta, non sono riconosciute come cittadine a pieno titolo», afferma Maya Graf, Consigliera agli Stati e co-Presidente di Inclusion Handicap.
Urs Dettling, Capodipartimento Politica sociale e Direttore aggiunto di Pro Infirmis, ricorda che la curatela è volta alla protezione della persona con disturbi cognitivi, è ad esempio intesa a evitare che stipuli contratti che possano nuocerle. «Rifiutarle l’esercizio dei diritti politici non è utile in questo senso ed è discriminatorio.»
Il postulato Carobbio incarica il Consiglio federale di illustrare le misure da intraprendere affinché anche le persone con disabilità intellettiva possano partecipare pienamente alla vita politica e pubblica. Pro Infirmis saluta la decisione del Consiglio degli Stati.