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Il fondo calcografico è stato in origine costituito per riunire e conservare il vecchio fondo di stampe appartenenti al Convento dei Cappuccini di Lugano. Il convento nei secoli passati ha infatti raccolto un buon numero di incisioni e assieme alle stampe, cosa non comune, si è conservato un piccolo gruppo di lastre calcografiche quasi tutte firmate, tra cui se ne segnalano due del XVIII sec. dovute all'artista "luganese" Giacomo Mercoli il Vecchio.
Successivamente al fondo antico è stato affiancato un fondo di opere moderne di artisti ticinesi o di incisori che hanno partecipato all'attività espositiva della Biblioteca. Il primo nucleo di opere è stato donato dall'Associazione Amici dell'Atelier Calcografico e riguarda opere stampate dall'Atelier stesso. In seguito molti artisti che hanno esposto nel Porticato della biblioteca hanno donato al Fondo calcografico esemplari delle loro opere. Tra le donazioni quantitativamente più numerose si segnalano quelle di Pino Sacchi, di Gérard de Palezieux, e quella recente di Rossana Carloni che in occasione dell'esposizione personale tenuta nel porticato (2009) ha donato alla biblioteca un corpus di trenta opere realizzate con la tecnica della "maniera nera".
La sezione antica del fondo calcografico, completata con opere a stampa ornate da incisioni appartenenti ai fondi della biblioteca, è stata alla base di una mostra didattica sull'arte della calcografia tenutasi in biblioteca nel 1989. Il catalogo dell'esposizione ha la particolarità di contenere una nuova tiratura di una matrice a soggetto francescano appartenente ai vecchi fondi conventuali. Il testo del catalogo è stato anche pubblicato su «Fogli» 9 (1989), pp. 10-23.
Si veda inoltre:
Gianstefano Galli, Donazioni al Fondo calcografico della Biblioteca Salita dei Frati, in «Fogli» 10-13 (1990-1993).