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WASHINGON - Dopo la Louisiana, la Florida e l'Alabama, anche lo stato americano del Mississipi ha decretato lo stato d'emergenza di fronte alla minaccia della marea nera del petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Deepwater Horizon, che minaccia sempre più da vicino le sue coste.
"Questa fuga di petrolio rappresenta una grave minaccia per il nostro ambiente e la nostra economia", ha dichiarato il governatore dell'Alabama, Bob Riley, in una nota. Il suo omologo del Mississipi ha annunciato di aver proclamato lo stato di emergenza "per aiutare il governo locale e le agenzie federali a lavorare insieme con maggiore efficacia per contrastare questa gigantesca marea nera".
Frattanto si è saputo che la società britannica BP, che ha affittato la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon esplosa e poi affondata nel Golfo del Messico al largo della Louisiana, e la società svizzera Transocean, che ne è proprietaria, dovranno affrontare almeno 26 azioni legali intentate contro di loro. Le accuse vanno dal disastro ai danni personali.
Dal Texas alla Florida sono a decine le società che hanno denunciato le due compagnie: cooperative di pescatori, enti di turismo marittimo e commerciale, titolari di impianti turistici che si affacciano sulle coste americane del Golfo del Messico.
SDA-ATS