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È il primo giorno del rover Perseverance su Marte e il primo di una nuova pagina dell'esplorazione spaziale che guarda alla vita fuori dalla Terra. Dopo una discesa perfetta, il rover della Nasa si posato nel cratere Jazero, il bacino di quello che è stato un antichissimo lago. Lì raccoglierà i campioni del suolo marziano destinati a essere portati sulla Terra entro il 2031, grazie a una staffetta di missioni che vedrà la Nasa collaborare con l'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Contemporaneamente Perseverance proverà a produrre ossigeno su Marte, in vista delle future missioni che porteranno astronauti sul pianeta, mentre il suo compagno di viaggio, il piccolo drone-elicottero Ingenuity alimentato da pannelli solari, dimostrerà la possibilità del volo in un ambiente dall'atmosfera così rarefatta. È abbastanza per considerare la missione Mars 2020 che ha portato il rover su Marte "un grande risultato del potere della scienza", come l'ha definita il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, congratulandosi con l'agenzia spaziale americana.
Il cratere Jazero, con formazioni che risalgono a 3,6 miliardi di anni fa, conserva ancora i segni di un ambiente perduto non lontano da quello terrestre, nel quale sono riconoscibili le tracce del delta di un fiume che successivamente occupò l'intero bacino, dando origine a un lago. Potrebbero quindi contenere spie di antiche forme di vita i sedimenti che gli strumenti a bordo di Perseverance "annuserà" e i cui dati saranno inviati a Terra.
Intanto, Perseverance raccoglierà i campioni e li sistemerà in piccoli contenitori che radunerà in un sito vicino al suo campo d'azione. Sarà il retroriflettore laser LaRA (Laser Retroreflector Array), costruito in Italia e progettato dall'Istituto Nazionale italiano di Fisica Nucleare (Infn) a orientare, come un catarifrangente hi-tech, la futura missione che andrà a recuperare i campioni.