Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/218336

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto sul bullismo che permetta di ottenere i dati quantitativi e qualitativi necessari per mettere a punto misure contro la reiterazione delle violenze verbali, fisiche e piscologiche in ambito scolastico.</p><p>Il rapporto conterrà in particolare:</p><p>1. alcune statistiche specifiche sul bullismo in Svizzera,</p><p>2. un bilancio degli attuali strumenti di sostegno della Confederazione,</p><p>3. un elenco esaustivo delle misure contro il bullismo messe in campo dalla Confederazione e dai Cantoni,</p><p>4. una valutazione della possibilità di predisporre degli aiuti per finanziare misure di prevenzione del bullismo, in analogia con le misure finanziarie varate per contrastare la violenza sulle donne e la violenza domestica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è pronunciato sul tema del bullismo nella risposta dell'11 novembre 2020 all'interpellanza 20.4178 "Bullismo. Come fermarlo?" affermando che - alla luce delle iniziative adottate dai Cantoni, che hanno la competenza principale in materia, e delle misure prese dalla Confederazione - non ritiene necessario adottare nuove misure specifiche per la protezione delle vittime di bullismo né varare un ulteriore piano di azione a livello nazionale.</p><p>Nell'ambito dell'indagine PISA, che interessa circa 6000 alunni e 200 scuole, è già emerso con quale frequenza si verificano diverse situazioni di bullismo. L'indagine permette di fare un confronto tra il 2015 e il 2018 oltre che tra la Svizzera e altri Paesi. Inoltre, contiene dati dettagliati che riguardano tutti i Paesi partecipanti, tra cui la Svizzera, e rileva i diversi atteggiamenti con cui i ragazzi di 15 anni affrontano il bullismo nel nostro Paese. I dati sono stati riepilogati all'interno di un rapporto nazionale (PISA 2018: Gli allievi della Svizzera nel confronto internazionale. Berna e Ginevra: SEFRI/CDPE e Consorzio PISA.ch [2019], capitolo 7). PISA.ch è un progetto comune della Confederazione e dei Cantoni.</p><p>In base all'articolo 62 capoverso 1 Cost. l'istruzione pubblica è di competenza dei Cantoni. Sono loro, insieme alle scuole cantonali, a doversi occupare di questioni quali il benessere degli alunni e il bullismo. Il centro di informazione e documentazione della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) ha stilato un elenco di tutte le risorse documentali dei Cantoni che riguardano le situazioni di crisi nelle scuole, compreso il bullismo (<a href="https://edudoc.ch/record/209670?ln=fr">https://edudoc.ch/record/209670?ln=fr</a>, pagina non disponibile in italiano).</p><p>Alcuni esempi di iniziative in vigore a livello nazionale sono già stati descritti nella risposta all'interpellanza 20.4178. In questa sede si menzionerà anche la Rete delle scuole 21, finanziata dall'UFSP insieme alla fondazione Promozione Salute Svizzera, che aiuta le direzioni scolastiche e il corpo docente a creare un clima positivo nelle scuole per agire in maniera preventiva contro gli atti di violenza. Nel settembre 2020 il Consiglio federale ha inoltre proposto di accogliere la mozione 20.3687 che chiedeva l'avvio di una campagna sui media sociali per sensibilizzare i bambini e i giovani sui temi del bullismo e del cyberbullismo. Infine, nel dicembre 2020 la Confederazione ha adottato un rapporto sulla situazione dei diritti dei minori in Svizzera nell'ambito della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo. Alcune misure potrebbero riguardare anche il bullismo nel contesto scolastico (5° e 6° rapporto della Svizzera sulla convenzione ONU sui diritti del fanciullo. <a href="https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home.html">www.ufas.admin.ch</a> &gt; Temi di politica sociale &gt; Organizzazioni internazionali (ONU).</p><p>Con l'ordinanza sui provvedimenti per la protezione dei fanciulli e dei giovani e il rafforzamento dei diritti del fanciullo (RS 311.039.1) la Confederazione dispone già di una base legale che le permette di concedere aiuti finanziari a organizzazioni private senza scopo di lucro attive a livello nazionale o di regione linguistica nella prevenzione della violenza contro bambini e giovani. Per mancanza di domande, oggi nessuna organizzazione specializzata nella prevenzione del bullismo beneficia di sussidi.</p><p>Considerata la competenza cantonale in materia e le misure già adottate, il Consiglio federale ritiene che non sia necessario redigere un rapporto sul bullismo a scuola.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.