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Quasi tre quarti dei membri delle Camere federali che si ripresentano alle elezioni non sono disposti a divulgare i guadagni da attività extra-parlamentari. È quanto emerge da un'inchiesta effettuata da Lobbywatch.ch.
Sui 198 membri di Consiglio nazionale e Stati che si ripresentano alle elezioni di ottobre, solo 56 si dicono pronti a rendere pubblici gli introiti. Gli altri 131 o non hanno dato risposta o hanno dimostrato disinteresse per la questione, secondo Lobbywatch.ch.
Come nel 2018, il PS si è rivelato il partito più trasparente, con quasi il 60% dei membri che ha comunicato i propri guadagni. I Verdi arrivano al secondo posto con il 50%, Verdi liberali e PBD seguono con il 33% ciascuno. I borghesi sono nuovamente sul fondo della classifica, con il 17,1% di PLR e PPD e il 15,6% dell'UDC. Rispetto all'anno scorso l'evoluzione della situazione è minima.
Per la prima volta, Lobbywatch.ch ha effettuato una valutazione per cantone. Con il 100% dei candidati trasparenti, il Giura si posiziona saldamente in vetta, anche se bisogna sottolineare che solamente due parlamentari si ripresentano. Se si contano le realtà con almeno cinque candidati, il canton Vaud si distingue con quasi la metà di rappresentanti trasparenti.
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