Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/218516

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 22 marzo 2019, una modifica della legge sulle telecomunicazioni ha permesso di intervenire a livello della legge federale contro la concorrenza sleale e di introdurre una misura (art. 3 cpv. 1 lett. u, v e w) che mira a dichiarare sleale l'uso di informazioni raccolte per mezzo di pratiche di telemarketing a loro volta ritenute sleali. La decisione è stata presa in particolare a seguito di dell'iniziativa parlamentare di P. Nantermod (16.490).</p><p>In presenza di prove, questa misura potrebbe garantire la possibilità di denunciare un'azienda che ha ottenuto e utilizzato dati raccolti da agenzie di telemarketing con pratiche sleali.</p><p>Tuttavia, è possibile che alcune agenzie di telemarketing all'estero fungano da intermediario o da broker e che ricevano un incarico di telemarketing senza dover trasmettere direttamente i dati al mandante.</p><p>Mi permetto di presentare al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Perché la modifica alla legge non è ancora entrata in vigore? Quando verrà implementata e quando il Consiglio federale stima che questa misura contribuirà effettivamente a ridurre il ricorso a pratiche di telemarketing sleali?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale, con questa misura si riuscirà a condannare tutte le pratiche di telemarketing sleali utilizzate dalle aziende che non sono direttamente o facilmente denunciabili, perché con sede all'estero?</p><p>3. In particolare, la persona che viene contattata potrebbe denunciare l'azienda che ha incaricato l'impresa o la persona che effettua la telefonata? È possibile denunciare un'azienda quando essa ricorre a intermediari o broker che si servono di pratiche sleali per ottenere determinati dati che non le vengono forniti direttamente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La modifica della legge contro la concorrenza sleale (LCSI ; RS 241) fa parte della revisione parziale del 22 marzo 2019 della legge sulle telecomunicazioni (FF 2017 5599 / LTC ; RS 784.10). In particolare è previsto che siano considerati sleali i messaggi pubblicitari verso numeri non iscritti nell'elenco telefonico, equiparati a quelli che vi figurano con l'annotazione (art. 3, cpv. 1, lett. u LCSI).</p><p>Questa modifica introduce altre due misure secondo le quali agisce in modo sleale chiunque effettua chiamate pubblicitarie senza che venga visualizzato un numero chiamante iscritto nell'elenco telefonico e al cui utilizzo sia abilitato (art. 3, cpv. 1, lett. v LCSI) e chi si basa su informazioni ottenute in seguito alla violazione delle lettere u o v (art. 3, cpv. 1, lett. w LCSI).</p><p>Soltanto l'articolo 3, capoverso 1, lettera w LCSI è nato dalla proposta di P. Nantermod (ip. 16.490), che non era tuttavia stata accolta dal Parlamento in quanto il suo contenuto è stato parzialmente ripreso nella revisione della LTC e della LCSI.</p><p>Oltre alle già citate modiche alla LCSI, la revisione della LTC prevede anche che i fornitori di servizi di comunicazione siano tenuti a lottare contro le chiamate pubblicitarie indesiderate nella misura permessa dalla tecnologia (art. 45a LTC), ad esempio facendo uso di filtri di chiamata.</p><p>1 e 2. Le nuove diposizioni della LCSI sono entrate in vigore il 1° gennaio 2021 (RU 2020 6159); l'articolo 45a LTC verrà invece introdotto il 1° luglio 2021. L'obiettivo della revisione è rafforzare la protezione dalle pratiche di telemarketing sleali. Poiché le disposizioni di cui sopra sono entrate in vigore recentemente o saranno valide dal 1° luglio 2021, una valutazione degli effetti appare al momento prematura. In ogni caso è necessario tenere a mente che, vista la complessità e le particolarità della cooperazione internazionale in materia penale nonché il principio della doppia incriminazione, sarà difficile, se non impossibile, denunciare gli attori all'estero (vedasi risposta alla domanda tre riportata di seguito).</p><p>3. Un'azienda con sede in Svizzera che incarica una società svizzera o estera di effettuare chiamate sleali è perseguibile quale coautrice dell'infrazione. I prossimi sviluppi potranno indicare se si sarà riusciti a raggiungere l'obiettivo di cui all'articolo 3, capoverso 1 lettera w LCSI, ossia denunciare e punire tutti i beneficiari della vendita telefonica sleale, anche in assenza di un contratto o un mandato.</p>  Risposta del Consiglio federale.