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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione
Sebbene la Repubblica di Cina, questo il nome ufficiale di Taiwan, sia separata dalla Repubblica Popolare Cinese soltanto dallo stretto di Taiwan, questa è certamente molto più lontana da Pechino in termini di rispetto della libertà religiosa. Grazie alla democratizzazione delle istituzioni governative iniziata con il presidente Lee Teng-hui, un cristiano presbiteriano1 (in carica dal 1988 al 2000), Taiwan ora gode di un’autentica libertà religiosa, un diritto garantito ai 23 milioni di taiwanesi dalla Costituzione e dalle leggi del Paese, e generalmente tutelato anche dalle autorità2. Non sono state segnalate tensioni religiose, che abbiano coinvolto organizzazioni o gruppi religiosi.
Taiwan sta accogliendo un grande afflusso di visitatori provenienti dalla Repubblica popolare cinese, che spesso hanno l’opportunità di vedere con i propri occhi come anche in una nazione cinese possa essere garantita una reale libertà religiosa. Ne è la riprova l’esperienza del movimento del Falun Gong a Taiwan. Il Falun Gong, una forma di qigong che attinge alla tradizione buddista, è divenuto popolare in Cina negli anni ‘90, acquisendo decine di migliaia di seguaci. Nel 1999, intimorite dal successo del movimento, le autorità cinesi hanno deciso di reprimerlo: il Falun Gong è stato messo al bando e migliaia di suoi seguaci sono stati imprigionati, torturati e giustiziati. Al contrario, a Taiwan, dove il movimento continua ad essere attivo, la Società del Falun Gong vanta un milione di membri articolati in più di 1.000 capitoli. Sebbene vi siano alcuni dubbi sull’attendibilità di tali stime, gli sforzi compiuti dai membri taiwanesi del Falun Gong per informare i turisti cinesi che visitano l’isola in merito al loro movimento e alla repressione che ha subito nella Cina continentale, testimoniano l’alto grado di libertà religiosa a Taiwan3.
Da un punto di vista giuridico, un ambito che merita di essere preso in considerazione è quello delle conseguenze delle leggi sul lavoro. A Taiwan vi sono circa 231.000 lavoratori4, provenienti principalmente dalle Filippine o dall’Indonesia, i cui contratti di lavoro di solito non includono un giorno di riposo settimanale, impedendo loro di visitare i propri luoghi di culto e prendere parte alle funzioni religiose delle rispettive comunità5. Sembra che al momento, le autorità di Taiwan non abbiano intenzione di modificare tale legislazione.
A parte questo aspetto, la libertà religiosa è generalmente tutelata dalla Costituzione, che sostiene la libertà di culto e la parità di trattamento di tutte le religioni. Tutte le attività religiose sono considerate legali a patto che esse non interferiscano con le libertà fondamentali e non mettano in pericolo il benessere pubblico e l’ordine sociale.
A Taiwan, è riconosciuto il ruolo delle religioni nella vita di tutti i giorni e il Paese è la patria di numerosi nuovi movimenti religiosi in ascesa, che sono in molti casi derivazioni del Buddismo, del Taoismo o del Confucianesimo, come ad esempio lo Yiguandao.
Un altro esempio significativo di come fioriscano con facilità le organizzazioni religiose a Taiwan è lo Tzu Chi. Fondato nel 1966, il movimento nacque in seguito all’incontro tra una religiosa buddista e tre suore cattoliche dell’ordine delle Orsoline. La monaca buddista, Cheng Yen, ha fondato lo Tzu Chi, che porta avanti un vasto lavoro caritativo e di divulgazione sociale. Il movimento gestisce attualmente diversi monasteri, due università, due canali televisivi, numerosi ristoranti vegetariani, vari centri di formazione e sei ospedali. È presente in non meno di 96 Paesi6, e conta 10.000 dipendenti e due milioni di volontari.
Episodi rilevanti
Negli ultimi due anni, non è stato segnalato alcun incidente rilevante legato all’esercizio della libertà religiosa.
Nel luglio 2017, l’Agenzia di Protezione Ambientale, un’agenzia governativa, ha annunciato alcuni piani per limitare l’uso dell’incenso nei templi delle grandi città7. L’agenzia ha spiegato che la decisione era volta a ridurre l’inquinamento atmosferico causato dalla combustione dell’incenso. Come reazione al provvedimento, sono state organizzate alcune dimostrazioni pacifiche che hanno avuto luogo davanti all’edificio del palazzo presidenziale di Taipei, e a cui hanno partecipato membri di comunità religiose, secondo i quali il fumo d’incenso non è neanche lontanamente comparabile con l’inquinamento causato dall’attività industriale e dai trasporti. In risposta, lo Yuan Esecutivo (il gabinetto di Taiwan) ha diffuso alcune le foto ritraenti il presidente Tsai Ing-wen e il Primo Ministro Lin Chuan con in mano dei bastoncini di incenso mentre pregavano in un tempio, per dimostrare che la polemica era «un malinteso» e che «l’Agenzia di Protezione Ambientale, non ha mai voluto vietare nessuna pratica religiosa». Tuttavia, l’agenzia ha insistito sul fatto che la misura fosse necessaria per rafforzare gli sforzi tesi a migliorare la qualità dell’aria delle città8.
Nel periodo in esame, la possibile legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso ha rappresentato una questione estremamente delicata. L’Alleanza dei gruppi religiosi per la protezione della famiglia, un organismo istituito nel 2013 dalla Chiesa cattolica e da alcuni gruppi buddisti, si è opposta in particolar modo alla proposta di sostituire nella legislazione esistente le parole «marito e moglie» con quella di «coniugi» o «compagni». Il presidente Tsai Ing-wen, che durante la sua campagna presidenziale ha apertamente appoggiato «una pluralità di tipi di famiglia», ha scelto di ritardare il disegno di legge, affermando che, su questo tema, dovrebbe essere trovato prima un generale consenso9. Tuttavia, in merito a questo problema, non è stata registrata alcuna violazione dei diritti dei gruppi religiosi.
Prospettive per la libertà religiosa
Nei prossimi anni, si ritiene che la democratizzazione in corso delle istituzioni nazionali e della vita politica rimuoverà qualsiasi ostacolo all’esercizio della libertà religiosa. Le religioni hanno una presenza significativa nella vita dell’isola.
- Cheng-Tian Kuo: Religion and Democracy in Taiwan (Albany, New York: State University of New York Press, 2008), p.13.
- Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Taiwan”, Rapporto 2014 sulla libertà religiosa internazionale, Istituto Statunitense di Taiwan, https://www.ait.org.tw/international-religious-freedom-report-2014-taiwan-part/
- Cheng Yuyan, “Taiwan: Thousands of Falun Gong Practitioners Hold Chinese New Year Celebration in Appreciation of Master Li”, Falun Dafa Minghui.org, 15 febbraio 2015, http://en.minghui.org/html/articles/2015/2/15/148410.html
- Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Taiwan”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, https://www.state.gov/documents/organisation/269012.pdf
- Joe Henley, “Domestic slavery, Maid in Taiwan”, Taipei Times, 17 febbraio 2015 http://www.taipeitimes.com/News/feat/archives/2015/02/17/2003611746
- “La fondation bouddhiste Tzu Chi inaugure ses nouveaux locaux”, Le Nouvelliste, 16 gennaio 2018, http://www.lenouvelliste.com/article/181888/La%20fondation%20bouddhiste%20Tzu%20Chi%20inaugure%20ses%20nouveaux%20locaux
- Si tratta di una pratica comune nella religione popolare cinese, che prevede che i credenti si radunino nei templi per bruciare grandi quantità di incenso.
- “Religious leaders incensed over rumored incense ban”, Taiwan News, 21 luglio 2017 https://www.taiwannews.com.tw/en/news/3215774
- “Les chrétiens mobilisés pour bloquer la légalisation du mariage homosexuel”, Églises d’Asie, 23 novembre 2016, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-nord-est/taiwan/2016-11-23-les-chretiens-mobilises-pour-bloquer-la-legalisation-du-mariage-homosexuel