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Fin dalla sua esistenza l’uomo ha sognato di staccarsi da terra e volare come gli uccelli. Storicamente il primo serio studioso ad occuparsi in modo scientifico del volo e dei problemi ad esso connessi fu il genio toscano Leonardo Da Vinci (1456-1519) il quale ha lasciato numerosi disegni di macchine volanti. Tra questi anche il progetto della "vite aerea" antenato dell'elicottero.
L'antico sogno si realizzò ufficialmente solo nel novembre del 1783 quando in Francia due uomini compirono la prima ascensione a bordo di un pallone aerostatico. Sebbene vari inventori negli anni successivi tentarono di far volare un apparecchio “più pesante dell’aria” capace di trasportare un uomo, nessuno apparentemente vi riuscì.
A Gustave de Ponton d'Amécourt (1825-1888) va invece riconosciuto il merito di aver coniato il termine “elicottero”, nato dalle parole greche “helix” (elica) e “pteron” (ala). Il termine "hélicoptère" apparve per la prima volta il 3 agosto 1861 in uno scritto nel quale l'inventore francese chiedeva il rilascio di un brevetto alle Autorità del Regno Unito.
A partire dalla seconda metà del 19esimo secolo alcuni costruttori riuscirono a far alzare in volo dei modelli (incapaci però di sollevare il peso di un uomo) mossi da motori a vapore, a molla e più tardi a benzina. Tra questi troviamo per esempio l’italiano Enrico Forlanini il cui modello d’elicottero azionato da un motore a vapore nel 1877 salì a ca. 13 metri d’altezza.
Nel novembre del 1906 il meccanico di biciclette francese Paul Cornu si staccò da terra di 30 centimetri a bordo di un elicottero di sua invenzione dotati di un rudimentale sistema di controllo. Anche se il “volo” durò solo una ventina di secondi a lui storicamente viene attribuito il merito di essersi staccato per primo da terra a bordo di un apparecchio ad ala rotante.
Il successo dell’elicottero, che rispetto all’aeroplano giunse molto più tardi, va in parte attribuito allo sviluppo dell’autogiro, un’invenzione messa a punto nei primi anni Venti del Novecento dallo spagnolo Juan De La Cierva. Anche se simile nell’aspetto generale all'elicottero, l’autogiro ha un principio di funzionamento differente. Il suo rotore anziché essere azionato direttamente da un motore viene mantenuto in (auto-)rotazione (da qui il suo nome) dall’avanzamento dell’apparecchio trascinato (o spinto) nell’aria dall'elica.
Verso la maturità
Dopo la metà degli anni Trenta, quando i primi elicotteri iniziarono a compiere tutte le manovre classiche di questo aeromobile, il ritardo tecnologico rispetto all’aeroplano è più che mai evidente e può essere stimato in circa 25-30 anni, un divario di tempo notevole se pensiamo ai velocissimi progressi compiuti dall’aviazione. Tra i primi modelli in grado di volare con successo troviamo il Gyroplane Laboratoire costruito dai francesi Dorand e Bréguet, lo TsAGI 1-EA e il Focke-Wulf FW-61 costruito qualche anno più tardi.
L'apparecchio tedesco nel 1938 sorprese il mondo aeronautico quando effettuò una serie di voli dimostrativi all’interno della Deutschlandhalle, ispirando in seguito numerosi altri progettisti sia in Europa sia negli Stati Uniti.
Il primo elicottero dalla classica formula (rotore principale e rotore di coda) a volare con successo fu il Sikorsky VS-300, un apparecchio messo a punto negli Stati Uniti dall’emigrato russo Igor I. Sikorsky tra il settembre del 1939 e l’agosto del 1941.
I primi apparecchi operativi, come i tedeschi Focke-Achelis 223 Drache e Flettner 282 Kolibri, o gli americani il Sikorsky R-4 e R-6, fecero la loro apparizione durante il secondo conflitto mondiale. Furono utilizzati principalmente per svolgere semplici compiti nelle retrovie come il collegamento e la ricognizione. Nell'aprile del 1945 in Birmania ebbe luogo una delle prime missioni di salvataggio. Un Sikorsky R-4B fu usato per portare in salvo un pilota rimasto gravemente ferito dopo un atterraggio d'emergenza avvenuto in una foresta discosta.
Elicotteri per usi civili
Al termine della seconda guerra mondiale gli Stati Uniti iniziarono la produzione in serie di apparecchi ad uso civile.
La prima azienda a lanciarsi in questo nuovo settore fu la Bell Aircraft Corporation con il suo celebre Model 47. Nel marzo del 1946 ottenne la certificazione dalla Civil Aeronautics Administration (l'ente che all'epoca certificava l’affidabilità degli apparecchi) e avviò la produzione in serie di questo modello che ebbe un notevole successo commerciale. La Sikorsky pochi mesi dopo ottenno lo stesso certificato per il modello Sikorsky S-51.
Negli anni successivi altri costruttori americani ed europei misero a punto nuovi modelli soprattutto per usi militari, dai quali poi vennero derivati quelli civili.
Un grosso passo avanti fu compiuto negli anni Cinquanta quando iniziarono ad essere costruiti in serie i primi elicotteri mossi da turboalberi. Questi motori hanno un rapporto peso/potenza molto migliore rispetto ai motori a pistoni. Il più celebre e rappresentativo di quel periodo è senz’altro l’SE 3130 Alouette 2 costruito in Francia.
Grazie alla sua capacità di restare fermo nell’aria, di muoversi in qualsiasi direzione e di decollare e rispettivamente atterrare in spazi ridotti, l’elicottero ha trovato una vasta gamma di impieghi.
In Svizzera ne sono attualmente immatricolati più di 300 ad uso civile (si stima che nel mondo siano ca. 60'000 di cui poco più della metà militari) utilizzati principalmente per il trasporto di merci e persone, il servizio di eli-ambulanza, l’esbosco (o logging), lo spegnimento di incendi, il montaggio aereo (di piloni, antenne, impianti di risalita, ecc.), la sorveglianza del traffico, le riprese aeree.
Il contributo svizzero dato allo sviluppo dell’elicottero è molto modesto. Solo i fratelli ginevrini Dufaux si distinsero nell'aprile del 1905 per essere riusciti a far innalzare in volo un modellino mosso da un motore a benzina azionante di due rotori.
HAB 08/2022