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L’essenziale in breve
Il debito della Confederazione è aumentato a causa dei provvedimenti per combattere la pandemia da coronavirus. A fine 2020 il debito ammontava a circa 104 miliardi di franchi, registrando così una progressione di 7 miliardi rispetto all’anno precedente. Nonostante ciò, il debito della Svizzera continua ad attestarsi a un livello relativamente basso nel confronto internazionale, grazie anche al cosiddetto «freno all’indebitamento». Nel 2005 il debito della Confederazione ammontava addirittura a 130 miliardi circa. Dall’introduzione del freno all’indebitamento nel 2003, la Confederazione ha potuto ridurre notevolmente il proprio debito. Tuttavia, per il 2021 si prospetta di nuovo un aumento significativo del debito.
Il grafico mostra l’evoluzione del debito lordo, del debito netto e del tasso d’indebitamento tra il 2009 e il 2024.
Come è costituito il debito della Confederazione?
La maggior parte del debito pubblico svizzero (circa 79 mia. di fr.) è costituito da titoli di debito che la Confederazione emette sul mercato monetario e dei capitali. Il debito lordo comprende anche altri impegni, ad esempio pagamenti non ancora effettuati nei confronti di contribuenti, Cantoni e imprese della Confederazione.
In che modo la Confederazione contrae debiti?
Per ottenere capitali di terzi la Confederazione emette titoli di debito, i cosiddetti prestiti federali, e crediti contabili a breve termine. Questi titoli di debito sono cartevalori e, come le altre cartevalori, possono essere negoziate liberamente dai creditori per tutta la durata del prestito.
- Per la raccolta di fondi a breve termine si ricorre a crediti contabili a breve termine, ossia a crediti che hanno generalmente una durata da 3 a 12 mesi.
- I prestiti federali garantiscono un finanziamento a lungo termine e attualmente hanno una durata massima di 50 anni.
La Confederazione paga un prezzo per i suoi debiti, gli interessi. Grazie al basso livello attuale degli interessi e alla riduzione del debito, questa voce delle uscite si è ridotta negli ultimi anni e nel 2020 ammontava complessivamente a circa 1 miliardo di franchi. La strategia messa in atto dalla Confederazione consiste nell’approfittare a lungo termine degli interessi bassi, ragione per cui emette titoli di debito a lungo termine con durata massima di 50 anni.
Chi sono i creditori della Confederazione?
Poiché i titoli emessi sul mercato monetario e dei capitali non sono nominativi e vengono negoziati, nemmeno la Confederazione sa con certezza chi li detiene. Tuttavia, la statistica della Banca nazionale svizzera (BNS) fornisce indizi in merito alla composizione della categoria degli investitori dei prestiti federali: una buona parte è costituita da fondi di investimento e assicurazioni svizzere, il 18 per cento circa è costituito da investitori esteri e la parte restante si divide tra casse pensioni, banche e altri investitori svizzeri. La Confederazione ha quindi perlopiù debiti nei confronti di investitori istituzionali svizzeri.
Il grafico mostra le quote ai prestiti federali dei vari gruppi di investitori negli anni 2010, 2019 e 2020.
Prospettive
La pandemia da coronavirus rende necessarie uscite ingenti. Una buona parte di queste ha potuto essere finanziata con le riserve di liquidità esistenti. Ciononostante il debito pubblico svizzero dovrebbe nuovamente aumentare. Fondamentalmente la cosiddetta norma complementare al freno all’indebitamento prevede che anche i debiti contratti in situazioni straordinarie di crisi debbano essere ripagati in modo relativamente rapido. Questa disposizione potrebbe però essere adeguata tramite una modifica di legge. Nell’estate 2021 il Consiglio federale intende decidere come affrontare l’aumento del debito pubblico.
Ultima modifica 26.02.2021