Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/17865

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad domanda 1 </p><p></p><p>Dall'entrata in vigore dell'Accordo sulla riaccettazione tra Svizzera e Repubblica federale di Jugoslavia, del 1°settembre 1997, 521 persone (stato: 17.2.1998) sono state rimpatriate con misure coercitive. Nella circostanza si trattava nella maggior parte di persone divenute passibili di pena in Svizzera.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è consapevole della difficile situazione politica in cui versa la Repubblica federale di Jugoslavia, segnatamente il Kossovo. Segue quindi con grande attenzione l'evoluzione nella Repubblica federale di Jugoslavia, in particolare dal punto di vista dell'applicazione dell'accordo sulla riaccettazione concluso con il Governo di Belgrado. All'uopo attribuisce la massima priorità alla salvaguardia e al rispetto dei diritti dell'uomo dei richiedenti l'asilo respinti. L'Ambasciata di Svizzera a Belgrado è informata su ogni rimpatrio coercitivo e ha istruzione di informarsi in modo dettagliato su ogni caso. Il Consiglio federale non è ha conoscenza di nessuna violazione dei diritti dell'uomo nei confronti dei suddetti rimpatriati.</p><p></p><p>Ad domande 2 e 3</p><p></p><p>Conformemente all'accordo, le Parti contraenti si obbligano a eseguire i rimpatri nel rispetto della dignità della persona da rimpatriare. Sulla scorta delle esperienze precedenti fatte in occasione dell'applicazione dell'Accordo, il Consiglio federale non ha motivo per dubitare del rispetto dei trattati da parte del Governo della Repubblica federale di Jugoslavia. Condizione per un rimpatrio è ovviamente che venga precedentemente esaminata la questione della necessità di protezione e dell'osservanza del principio del non respingimento conformemente al diritto nazionale e internazionale. L'accordo prevede inoltre l'istituzione di una commissione peritale comune mediante la quale possono essere fra l'altro esaminati altri problemi relativi al trattamento conforme ai diritti umani delle persone rimpatriate. In questa commissione peritale siede un esperto svizzero in diritti dell'uomo. Benché da parte svizzera si sia sempre sottolineato che nell'interesse delle due Parti fosse auspicabile per il rimpatrio l'allestimento di un monitoraggio in materia di diritti dell'uomo, qualsiasi monitoraggio è stato rifiutato dalla Repubblica federale di Jugoslavia. Quest'ultima assume lo stesso comportamento anche nei confronti di tutti gli altri Paesi con i quali ha concluso un accordo sulla riaccettazione. Rappresentanti dell'Ambasciata di Svizzera a Belgrado e dell'amministrazione federale si recano tuttavia regolarmente nel Kossovo al fine di informasi in loco sulla situazione. </p><p></p><p>Ad domande 4 e 5</p><p></p><p>Il Consiglio federale, d'intesa con l'ACNUR, ritiene fondamentalmente ragionevole un rimpatrio dei richiedenti l'asilo respinti, nonostante la situazione politica tesa nel Kossovo. La situazione in questa regione è continuamente sotto osservazione; modifiche fondamentali verranno prese in considerazione nel quadro della prassi dell'asilo e dell'allontanamento, revocando, eventualmente, le misure di allontanamento in caso di gravi disordini. Del resto, il Consiglio federale si è impegnato e lo farà anche in futuro, a che delegazioni di persone interessate possano recarsi nella Repubblica federale di Jugoslavia alfine di informarsi in loco sulla situazione. Il Consiglio federale è tuttora disposto a intervenire, ove fosse necessario, presso i competenti organi jugoslavi.</p>  Risposta del Consiglio federale.