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Una vita trascorsa fra la sua Chiasso, Neuchâtel, Parigi e il Canton Vaud quella di Pietro Sarto. Un tutt’uno con il suo atelier nella piccola Saint-Prex nel Canton Vaud dove risiede al primo piano di una casa a pochi metri dal lago.
87 anni passati a perfezionare la tecnica dell’acquatinta, dell’acquaforte e dell’incisione diretta. Pietro Sarto produce per grandi musei, per singoli mecenati o per chiunque volesse pubblicare un libro, dice lui, “degno di questo nome”.
Nel suo atelier - cofondato 50 anni fa - ospita giovani artisti, ma anche ragazzi in difficoltà. La passione e l’esperienza di chi ha visto e vissuto la Parigi degli anni ‘40 e ’50, che ha incontrato maestri come Alberto Giacometti, Albert Flacon, Johnny Friedlaender e il filosofo francese Gaston Bachelard che lo inviterà a rientrare in Svizzera per poter sfruttare la sua tecnica riproducendo i paesaggi sul Lago Lemano.
Nel 2008 riceve la visita del Consiglio federale nel suo atelier. Pascal Couchepin si dice “entusiasta”. Si susseguono una serie di retrospettive in Francia e in Svizzera sulla sua opera. Ancora oggi produce per musei internazionali come il Musée d’Orsay di Parigi o il Moma di New York e conduce il proprio atelier grazie all’apporto di giovani artisti come Valentine Schopfer, figlia di uno dei cofondatori dell’atelier, e il sostegno di altre associazioni locali.
Riccardo Bagnato
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