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Una delle più vecchie democrazie e il più giovane Stato indipendente entreranno insieme all'ONU il 10 settembre.
L'entrata ufficiale della Svizzera all'ONU, accettata in votazione popolare il 3 marzo scorso, figura all'ordine del giorno della seduta speciale che il governo svizzero ha organizzato nel convento di Ittingen, in Turgovia. L'argomento sarà poi esaminato in dettaglio la settimana prossima.
La neutralità è compatibile con l'apertura all'ONU
La procedura segue tranquillamente il suo corso, indica il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae). Il testo della richiesta di adesione figurava già nella documentazione fornita ai votanti.
Il governo ricorda nel testo che "la Svizzera è uno Stato neutrale il cui statuto è riconosciuto dalla comunità internazionale" e che questa neutralità "è compatibile con gli obblighi della Carta e contribuisce alla realizzazione degli obiettivi delle Nazioni Unite".
Il documento, firmato dal presidente della confederazione Kaspar Villiger, sarà trasmesso fra qualche settimana all'ambasciatore Jenö Staehelin, osservatore permanente della Svizzera presso l'ONU a Nuova York. Questi lo consegnerà a sua volta al segretario Kofi Annan.
Il Consiglio di sicurezza dell'ONU discuterà la richiesta svizzera e comunicherà la sua raccomandazione all'Assemblea generale, l'organo cui spetta la decisione definitiva di ammettere o rifiutare i paesi candidati. L'argomento è in agenda il primo giorno della sessione annuale dell'Assemblea, che si aprirà il 10 settembre nella metropoli americana.
Il 191esimo Stato membro
Quel giorno, vigilia di una giornata tutta dedicata al ricordo delle vittime degli attacchi terroristici dello scorso settembre, la Svizzera non varcherà da sola la soglia dell'istituzione internazionale.
Lunedì scorso, dopo la proclamazione dell'indipendenza di Timor orientale, i parlamentari di quello Stato asiatico hanno votato la loro prima legge e approvato la richiesta di adesione alle Nazioni unite.
Si pensa a Nuova York che Timor est sarà riconosciuto prima della Svizzera. Un'opinione condivisa dall'ambasciatore Erwin Hofer, capo della divisione delle organizzazioni internazionali del Dfae: "Il popolo di Timor est ha fretta, ha bisogno della conferma della sua indipendenza da parte della comunità internazionale". In un certo senso, Timor est ha la priorità. La Svizzera diventerà dunque il 191esimo Stato membro.
Forze supplementari e un ruolo rafforzato
L'entrata all'ONU richiederà qualche piccola modifica alla diplomazia svizzera. Il ministro degli esteri Joseph Deiss ha già indicato che non ci saranno modifiche sostanziali, ma la politica estera svizzera diventerà più visibile.
Otto nuovi posti sono stati creati dal Dfae a Berna, Nuova York, Ginevra e Vienna. A Nuova York, bisognerà seguire in modo più approfondito i dibattiti politici e garantire una migliore presenza nella commissione che si occupa delle questioni sociali e umanitarie.
È proprio in questo settore che la Svizzera deve mostrarsi attiva: "abbiamo ricevuto segnali molto positivi, osserva Hofer; le nostre competenze in campo umanitario, nel regolamento pacifico dei conflitti e nella cooperazione allo sviluppo sono apprezzate; la comunità internazionale vuole che rafforziamo la nostra attività in questi settori".
swissinfo