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Duro colpo per l’occupazione in Svizzera: la multinazionale statunitense General Electric ha annunciato il taglio di 1’400 posti di lavoro in Svizzera, in particolare a Baden e in due altre località argoviesi.
La decisione della multinazionale di Boston, che prevede di sopprimere 12'000 impieghi a livello mondiale, era attesa ma non a queste cifre, tanto da far titolare il sito online dell’Aargauer Zeitung “Peggio di quanto si temesse”.
La ristrutturazione interessa anche la GE Power, il più grande fabbricante di turbine a gas nel mondo rilevato a fine 2015 dalla francese Alstom, che conta 4500 dipendenti.
Il gruppo statunitense ha spiegato che "in tutti gli stati OSCE la domanda di centrali termiche a gas è drasticamente calata", poiché le aziende elettriche clienti di GE Power hanno drasticamente ridotto gli investimenti a causa dell’accresciuta importanza delle energie rinnovabili, del miglioramento dell'efficienza energetica, della pressione sui prezzi dell'elettricità, della concorrenza globale e delle incertezze sulla politica climatica.
GE Power l'anno scorso ha generato un fatturato di 27 miliardi di dollari e il previsto taglio dell’organico, che a inizio anno era di 57'000 persone, è del 21%.
Da parte sua il governo argoviese ha reso noto che farà tutto il possibile per aiutare i dipendenti licenziati, per i quali si attende un piano sociale generoso. E ha comunque espresso soddisfazione per il fatto che le unità di Birr e Oberentfelden non saranno chiuse, contrariamente a quanto era filtrato negli scorsi mesi.
tvsvizzera/spal con RSI (TG del 7.12.2017)