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I letti e i materazzini che avevamo inviato, dopo essere stati utili per gestire la pandemia di coronavirus ora sono utili per accogliere i profughi che scappano da Odessa invasa dai russi
Smilitizzeremo, libereremo ed elimineremo il nazismo in Ucraina con una operazione militare speciale». Con queste parole, in diretta televisiva, il presidente russo Valdimir Putin ha annunciato ai cittadini russi l’inzio della guerra in Ucraina, il 24 febbraio 2022. La parola guerra in verità non è mai stata pronunciata da Putin, che ha parlato di «operazione militare speciale». Ma la differenza è solo lessicale. Difficile reperire fonti verificate, ma è certo che le forze militari russe sono entrate nel territorio ucraino da almeno tre direttrici diverse: dalla provincia del Donbass a est, dalla Bielorussia a nord e dalla Crimea a sud. I nostri contatti a chisinau ci riferiscono che stanno arrivando i primi profughi ucraini provenienti dalla zona di Odessa che si trova sotto attacco militare.
I letti e i materazzini che avevamo inviato in autunno erano stati molto utili per gestire la pandemia di coronavirus e ora tornano utili per gestire l'ondata di profughi. Chisinau si trova a circa 70 km dalla frontiera con l'Ucraina.
Soldati moldavi che hanno preso in consegna i nostri letti per gestire la pandemia in dicembre 2021
Letti elettrici dell'Ospedale di Samedan
Avevamo inviato circa 150 di questi materazzini che ora tornano utili per far dormire i profughi nelle chiese e nelle scuole della Moldavia
Ora stiamo preparando un nuovo carico di letti e vestiti da inviare in Moldavia per aiutare i profughi. Invieremo anche un contributo in soldi (che avevamo raccolto con la vendita di arance e limoni bio).