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LOS ANGELES - Essere unici e fuori dai canoni può essere un vantaggio ma spesso e volentieri è uno svantaggio, soprattutto se sei una donna. Ne sa qualcosa l'attrice Kristen Bell che, all'inizio della sua carriera ha avuto parecchie difficoltà come ha confermato durante un'intervista con Vanity Fair.
«Ricordo che all'inizio mi dicevano che non ero "abbastanza" per qualsiasi ruolo mi presentassi», ricorda la star di “The Good Place”, «mi dicevano: "Non sei carina abbastanza per fare la parte della ragazza carina, ma non sei abbastanza strana per fare quella della ragazza strana».
E lei, che si trovava al di fuori degli insiemi prestabiliti, ha inizialmente avuto parecchie difficoltà: «Mi chiedevo: "Che significa, che non posso recitare?". Fortunatamente con il tempo queste "scatole" sono scomparse, e oggi non ci sono quasi più. C'è questa "zona grigia" diffusa che permette di raccontare storie con personaggi multidimensionali... Non siamo più negli anni '80 con le cheerleader, i maschioni sportivi e i nerd... Ed è una cosa a di cui sono particolarmente grata».
Bell, almeno per quanto riguarda il mondo anglosassone, è anche nota per essere la voce di Anna di “Frozen”: «Quel ruolo l'ho avuto anche perché non ho ottenuto quello di "Rapunzel", il regista mi ha detto: per questo non vai bene, ma abbiamo qualcosa che può fare il caso tuo. In Anna ho riversato tutta la me stessa 11enne, se si pensa alle principesse Disney sono tutte così belle e perfette... Io da ragazzina ero goffa e un po' un disastro, ho avuto la possibilità di cambiare un po' le carte in tavola».