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Sì alla diagnosi preimpianto (DPI), ma non come proposto dal Parlamento. La Legge (LPAM), su cui si voterà il 5 giugno, si spinge troppo lontano e va pertanto respinta. È l'opinione del Comitato interpartitico contrario alla nuova legislazione.
Nel comitato sono rappresentate tutte le formazioni politiche ad eccezione del PLR.
In una conferenza stampa tenutasi oggi a Berna, diversi parlamentari hanno sottolineato il rischio di deriva eugenica (l'eugenetica mira al perfezionamento della specie umana attraverso selezioni artificiali operate tramite la promozione dei caratteri fisici e mentali ritenuti positivi e la rimozione di quelli negativi, ndr).
Per il comitato non si tratta di rimettere in discussione il principio costituzionale che autorizza la diagnosi preimpianto approvato lo scorso anno in votazione dal 61,9% dei votanti - "la decisione popolare va rispettata", ha detto il consigliere nazionale Christian Lohr (PPD/TG) - ma di respingere questa legge d'applicazione. Se la LPAM dovesse essere rifiutata, le autorità federali dovranno ripresentare un progetto che presenti condizioni più restrittive per ricorrere alle DPI, ha spiegato Mathias Reynard (PS/VS).
La proposta originale del Consiglio federale prevedeva l'accesso alla DPI alle sole coppie portatrici di una malattia ereditaria grave (circa 50/100 casi all'anno). Il Parlamento ha però voluto estendere le diagnosi preimpianto a tutti coloro che ricorrono alla medicina della procreazione (circa 6000 casi potenziali all'anno), ha affermato Marco Romano (PPD/TI).
"Con l'estensione del campo d'applicazione delle legge si dà ad alcuni scienziati, senza che vi sia un serio controllo, un vero e proprio diritto di vita o di morte: quello di decidere quali embrioni sono degni di vivere, quali possono beneficiare della sospensione data dal congelamento e quali sono condannati a morte", ha aggiunto Jean-Luc Addor (UDC/VS).
"Questa distinzione tra embrioni porterà a una discriminazione delle persone handicappate, dato che saranno considerate come un rischio evitabile", ha sostenuto Christine Häsler (Verdi/BE). "Si corre il pericolo - ha aggiunto - che i genitori di un figlio handicappato vengano chiamati a giustificare la loro decisione di far nascere il figlio".
In sostanza, la legge in questione "apre la porta ad ogni eccesso", ha spiegato Häsler. Per questo motivo la LPAM va chiaramente rifiutata e dovrà essere ripresentata una nuova versione "che contenga limiti chiari, come il governo aveva previsto in origine".
"Non è perché queste tecniche sono già permesse in numerosi Paesi che dobbiamo per forza fare ciecamente lo stesso errore", ha aggiunto Marianne Streiff-Feller (PEV/BE). "Dobbiamo avere il coraggio di scegliere la nostra strada, una via svizzera che non si limiti a seguire ciò che è tecnicamente possibile e accettato nel resto del mondo, ma che tenga conto delle importanti conseguenze, questioni e problematiche etiche e socio-politiche", ha sostenuto la bernese.
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il cardiologo dell'Inselspital di Berna Stefano Rimoldi che ha illustrato i rischi sanitari della medicina della procreazione. Studi clinici hanno infatti dimostrato che i bambini nati in provetta presentano maggiori segni di arteriosclerosi precoce e di resistenza all'insulina, cosa che li predispone alle malattie cardiovascolari e al diabete.
SDA-ATS