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La cancelliera tedesca Angela Merkel si è detta favorevole lunedì all'acquisto di dati bancari offerti al suo governo riguardanti presunti evasori fiscali con conti nella Confederazione. Le critiche in Svizzera non si sono fatte attendere.
Berlino si muoverà sulla scia di quanto successo col Liechtenstein all'inizio del 2008, quando i servizi segreti tedeschi comperarono, per 4,2 milioni di euro, liste di nomi fornite da un ex dipendente della banca Lgt, ha dichiarato Michael Offer, portavoce del ministero delle finanze.
La decisione sull'acquisto dei dati non è ancora stata presa e spetta formalmente al Land competente, nel caso specifico quello del Nord-Reno-Vestfalia. Ma il ministero delle finanze è coinvolto nella decisione, ha precisato Offer, osservando che si tratta innanzitutto di chiarire la situazione dal profilo giuridico. La cancelliera Angela Merkel ha dal canto suo dichiarato che "bisognerà fare di tutto per ottenere i dati".
Tra la classe politica tedesca non sembra però regnare l'unanimità. Il ministro della difesa Karl-Theodor zu Guttenburg, ad esempio, ha osservato che "consegnare del denaro per qualcosa ottenuto in un modo non proprio limpido dal punto di vista legale è problematico".
Lunedì il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha discusso del caso proprio con Angela Merkel e con il suo omologo elvetico Hans-Rudolf Merz. Il colloquio telefonico si è tenuto prima della notizia proveniente da Berlino, ha indicato il portavoce del Dipartimento federale delle finanze, Roland Meier. Merz ha in particolare sottolineato che la Confederazione non fornisce assistenza amministrativa sulla base di dati rubati.
I principali partiti svizzeri hanno reagito all'annuncio proveniente da Berlino con dure critiche. Il Partito socialista ha sottolineato che "l'acquisto di dati rubati non è accettabile". Tuttavia, secondo i socialisti, la vicenda mostra "in quale scomoda situazione venga a trovarsi la Svizzera se continuerà a considerare differentemente frode ed evasione fiscale".
Il Partito liberale radicale (PLR) – di cui fa parte il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz – si è detto "sconcertato" e ha invitato il governo a non fornire alcuna assistenza amministrativa. Al pari del PLR, l'Unione democratica di centro ha dal canto suo invitato il Consiglio federale a "sospendere immediatamente i negoziati per un accordo di doppia imposizione" nel caso in cui Berlino decidesse di utilizzare i dati.
Per l'Associazione svizzera dei banchieri, infine, portando a termine questa operazione la Germania si renderebbe colpevole di ricettazione.
Proseguono intanto le speculazioni sull'origine dei dati. Secondo il Financial Times, l'informatore che ha offerto al fisco tedesco la lista con i dati riguardanti i conti bancari posseduti in Svizzera da 1'500 contribuenti tedeschi per una somma di 2,5 milioni di euro è un dipendente di una filiale di Ginevra della banca britannica HSBC. Stando allo Spiegel, si tratterebbe di Hervé Falciani, l'informatico che rubò dati bancari presso la succursale ginevrina e li offrì alla Francia.
swissinfo.ch e agenzie