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Decine di migliaia di persone hanno dato l'addio stamane a Singapore a Lee Kuan Yew, lo storico leader della città-stato spentosi una settimana fa a 91 anni.
"I cieli si sono aperti e hanno pianto per lui", ha detto il figlio e attuale primo ministro Lee Hsien Loong nel discorso tenuto durante il funerale, alla presenza di circa 2 mila persone tra cui capi di stato di decine di Paesi. In precedenza, il convoglio con la salma di Lee aveva attraversato la città seguendo un percorso di 15 chilometri, lungo i quali la folla - con molte persone in composte lacrime - si è radunata fin dalle prime ore della mattina.
Il solenne corteo, partito dal Parlamento per concludersi al centro culturale dove si è tenuto il funerale, è stato salutato dai colpi di quattro cannoni, mentre dei jet militari hanno sorvolato i cieli della città-stato e le navi della Marina hanno suonato le sirene.
Durante i sette giorni di lutto nazionale, si calcola che oltre mezzo milione di persone - più di un decimo della popolazione di Singapore - abbia visitato la sala del Parlamento dove era esposta la bara di Lee.
In carica dal 1959 al 1990, ma decisivo dietro le quinte anche in seguito, Lee Kuan Yew è considerato l'artefice del miracolo economico dell'ex colonia britannica, che gode oggi di uno dei Pil pro capite più alti al mondo. Molti abitanti della città-stato provano nei suoi confronti una sincera gratitudine, ma c'è anche chi ricorda la stretta sui diritti umani in un Paese dove il "Partito di azione popolare" di Lee ha cementato il suo potere stroncando sul nascere qualsiasi forma di dissenso.