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Una donna è stata condannata per lesione della personalità dopo aver raccontato a terzi che il bambino di una coppia di sua conoscenza era stato concepito con un suo ovulo. Il Tribunale federale (Tf) ha confermato una sentenza della giustizia zurighese.
Per la procedura di donazione dell’ovulo e il concepimento, la coppia e la donatrice si erano recati negli Stati Uniti. L’accordo scritto fra le parti prevedeva la non divulgazione della questione. Nel registro di stato civile svizzero, marito e moglie risultano genitori biologici del bambino, emerge dalla sentenza del Tf pubblicata oggi.
Nonostante l’accordo, la donatrice ha raccontato a terzi – inclusi amici e conoscenti del marito della coppia – di essere la madre biologica. Marito e moglie hanno quindi deciso di portare il caso in tribunale.
La coppia si è vista dare ragione dalla giustizia zurighese e ora, in seguito a un ricorso della donatrice, anche dall’Alta corte di Losanna. I giudici sono dell’avviso che il metodo di concepimento doveva rimanere un segreto intimo della coppia: era loro diritto decidere chi informare.
Il fatto che la donazione di ovuli non sia nulla di scioccante e corrisponda a verità, argomento portato dalla ricorrente, non è in questo caso rilevante. Non si può inoltre nemmeno supporre che la donna non abbia capito l’accordo di non divulgazione.