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BERLINO - Le maxi multe da 2,5 miliardi di dollari, inflitte dalle autorità degli Stati Uniti e del Regno Unito per chiudere la vicenda della manipolazione dei tassi di interesse, abbattono l'utile del primo trimestre di Deutsche Bank, che tuttavia riesce a far meglio delle attese degli analisti.
Il gruppo tedesco mette a segno così un risultato netto di 559 milioni di euro dopo gli accantonamenti da 1,5 miliardi per i costi legali, superando comunque la stima di 256 milioni di euro prevista dal mercato. La 'mazzata' delle sanzioni, comminate lo scorso giovedì per chiudere la vicenda, guasta un trimestre di buoni risultati dove i ricavi sono saliti del 24% a 10,4 miliardi di euro, vicini ai livelli record. Negli ultimi tre anni il gruppo ha pagato oltre 7 miliardi di euro in diversi contenziosi, ha dovuto licenziare i trader coinvolti e effettuare una gigantesca indagine interna.
Il gruppo ora conta di riorganizzare la sua strategia, tagliando i costi, ridimensionando l'investment bank e ritirandosi da alcuni mercati (attualmente il gruppo è presente in 70 paesi). Secondo le voci di mercato inoltre Deutsche ridurrà la sua quota nella controllata Postbank sotto al 50%. Non è chiaro se la cessione della quota avverrà con una vendita sul mercato azionario come affermano fonti alla Bloomberg. I dettagli saranno diffusi lunedì.
Va bene intanto la filiale italiana che si conferma il primo mercato europeo dopo la Germania mettendo a segno, nel 2014, 40 miliardi di euro di impieghi e 1,5 miliardi di euro di mutui (+17% rispetto al 2013), oltre a essere l'advisor più attivo sulle operazioni finanziarie in Italia con 6 grandi operazioni per un valore di oltre 20 miliardi di dollari nel 2014.