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L’associazione deve designare un ufficio di revisione e farlo iscrivere a registro di commercio se oltrepassa i valori fissati dall’art. 69b, cpv. 1, CC; e pertanto sottomessa ad una revisione ordinaria. Secondo l’art. 69b, cpv.2, CC, l’associazione deve far verificare la sua contabilità mediante revisione limitata, effettuata da un ufficio di revisione se un socio, personalmente responsabile o tenuto ad eseguire versamenti suppletivi, lo chiede. Negli altri casi, gli statuti e l’assemblea sociale possono disciplinare liberamente la revisione (art. 69b, cpv. 4, CC).
Se la legge obbliga l’associazione a far verificare la sua contabilità mediante revisione ordinaria o limitata, essa deve richiedere l’iscrizione dell’ufficio di revisione nel registro di commercio (art. 61, cpv. 1, ORC). L’ufficio di revisione deve essere abilitato dall’Autorità di sorveglianza dei revisori.
Se lo statuto o l’assemblea sociale prevedono che l’associazione non effettua una revisione della contabilità, sia ordinaria sia limitata, le persone che se ne occupano non devono essere iscritte nel registro di commercio come uffici di revisione. Lo statuto dell’associazione non deve neanche menzionarle come uffici di revisione per evitare di indurre i terzi in errore. Denominazioni come “organo di controllo” o “revisori dei conti” sono autorizzate sotto rubrica “organizzazione” ai sensi dell’art. 92, lett. j, ORC.
Comunicazione UFRC 1/08 – 17 ottobre 2008