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In Svizzera la memoria storica non è un bene così importante come in altri Paesi.
Una situazione che si può migliorare anche con la partecipazione a programmi internazionali, come la Conferenza delle biblioteche nazionali d'Europa.
Jean-Frédéric Jauslin è da settembre il presidente della Conferenza delle biblioteche nazionali d'Europa, una fondazione che ha sede in Olanda e che riunisce i direttori delle Biblioteche nazionali dei Paesi che fanno parte del Consiglio d'Europa.
Negli ultimi anni, grazie al rapporto Bergier sulle relazioni con la Germania nazista, abbiamo avuto l'impressione che la memoria storica sia diventato un tema prioritario per la Svizzera. Il direttore della Biblioteca nazionale corregge questa impressione.
Mancanza di fondi e di coordinazione
Se Bergier ha aiutato a formare un atteggiamento più positivo nei confronti dell'importanza della conservazione dei documenti (la Biblioteca nazionale è la fonte principale per la conoscenza della Svizzera) c'è comunque un abisso tra ciò che si fa da noi e gli sforzi compiuti in altri Paesi per preservare documenti del passato.
Jean-Frédéric Jauslin fa l'esempio dei paesi dell'Est."Nei Paesi dell'ex-blocco sovietico le biblioteche nazionali sono un patrimonio culturale della massima importanza. Hanno poca tecnologia, ma molto personale a disposizione. E dispongono inoltre di conoscenze molto approfondite".
Partecipando a progetti europei, la Svizzera approfitta non solo della collaborazione con altre istituzioni analoghe, ma anche dei fondi per la ricerca messi a disposizione dalla Commissione europea e dall'Ue.
Punti di forza della Svizzera
Sarebbe d'altronde sbagliato dipingere un quadro troppo nero: da non dimenticare che singoli progetti puntuali, come Memoriav, l'associazione per il recupero di materiale audio-visivo, funzionano. Ma ciò che si deve migliorare è la coordinazione tra le varie biblioteche regionali e cantonali.
Se altri Paesi, come gli Stati Uniti, il Canada e l'Australia sono molto più avanzati della Svizzera nel campo della conservazione dei documenti, compresi quelli che negli ultimi anni appaiono esclusivamente su internet, la Svizzera è tuttora molto apprezzata quando si tratta di stoccaggio e de-acidificazione di libri e documenti cartacei.
Inoltre come ricorda il suo direttore, la Biblioteca nazionale svizzera è veramente sui generis, molto più aperta al pubblico di altre. "Quando dico che da noi si può spedire un libro per posta in prestito a qualcuno per un mese, all'estero pensano che sia una cosa da matti".
Anche il servizio "print on demand", la riproduzione digitale e la stampa di originali funziona bene, sempre che non si tratti di libri protetti da copyright.
I libri per bambini su internet
Sono diversi i progetti internazionali cui partecipa la Svizzera. Alcuni mirano al miglioramento della collaborazione tra biblioteche europee (come il progetto TEL o il MACS, per equiparare certi parametri e le lingue in cui si fa ricerca di testi). Non si possono ancora consultare libri della biblioteca di uno dei paesi membri, ma forse un giorno ci si arriverà. Per ora sono in rete solo alcune pagine di esemplari preziosi.
Un altro progetto internazionale molto interessante è la digitalizzazione di libri per bambini di autori svizzeri messi a disposizione dell'Università del Maryland, che ha creato una vera e propria biblioteca mondiale di libri per ragazzi consultabili on-line. Il lancio è previsto il 20 novembre a Washingon: l'indirizzo www.icdlbooks.org. "Heidi" di Johanna Spyri figura naturalmente sulla lista.
swissinfo/Raffaella Rossello
Fatti e cifre
Il CENL( Conferenza delle biblioteche nazionali d'europa) ha sede in Olanda.
Conta 41 membri di 39 paesi (Italia e Russia sono presenti con due biblioteche ciascuno)
È finanziato in larga misura dal Commissione Europea.
Il suo scopo primario è rinforzare il ruolo delle biblioteche nazionali al fine di preservare il patrimonio storico e culturale dei vari paesi membri.
In breve
Il presidente della Conferenza delle biblioteche nazionali d'Europa (CENL) è uno svizzero: Jean-Frédéric Jauslin, direttore della Biblioteca nazionale svizzera. Il suo scopo: raccogliere almeno un milione di euro all'anno nell'UE per finanziare progetti internazionali.Fine della finestrella