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In Svizzera mai così pochi neonati dal 1871, secondo l'Ufficio federale di statistica
I covid-scettici accusano la campagna vaccinale, ma la scienza smentisce. Quali ragioni dunque dietro la cattiva notizia?
BERNA - All'inizio della pandemia, i medici avevano previsto un boom di nascite per l'anno successivo. E così è stato: diversi cantoni hanno registrato nuovi record nel 2021. Ma nel primo trimestre del nuovo anno il record si è rovesciato: dall'inizio delle statistiche nel 1871, secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica la Svizzera non ha mai registrato un numero così basso di nascite. Meno 6000 neonati (15,1 per cento) rispetto agli ultimi tre anni.
Le ragioni sono molteplici secondo Susanne Grylka, ricercatrice presso la Scuola di scienze applicate Zhaw di Zurigo. «Le persone hanno trascorso a casa buona parte dei primi mesi del 2020 a causa delle misure anti-Covid. Questo ha aumentato i concepimenti» soprattutto tra le coppie che desideravano dei figli. Al picco è corrisposto un tracollo al termine delle restrizioni, con la ripresa della vita sociale. Ma secondo Grylka anche lo stress psicofisico post-Covid potrebbe avere avuto un ruolo.
Nei circoli scettici e No-Vax i dati dell'Ust stanno suscitando molto clamore. Ad esempio, Weltwoche e Tell!, il portale del movimento giovanile Mass-Voll, citano l'economista sanitario lucernese Konstantin Beck secondo cui la vaccinazione è una «spiegazione plausibile» per il basso tasso di natalità.
La tesi è smentita da diversi studi. Come scrivono il Robert Koch Institute e il Paul Ehrlich Institute, non ci sono prove che la vaccinazione possa portare a una riduzione della fertilità femminile o maschile. Swissmedic a sua volta precisa che «non ci sono indicazioni, né dagli studi in corso né dal monitoraggio del mercato mondiale, che i vaccini basati sulla tecnologia mRNA per la prevenzione del Covid-19 possano rendere sterili le donne».
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