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del professor Francesco Russo
Cent’anni fa esattamente si verifico’ un evento che condiziono’ la storia italiana, europea e forse mondiale: Mussolini fondo’ i fasci italiani di combattimento.
Il termine “fascista” ebbe cosi grande successo che viene tutt’oggi utilizzato in tantissime circostanze molto diverse tra loro: venne applicato alla dittatura nazista ma anche a quella franchista, e all’Argentina di Videla e al Cile di Pinochet. Oggi molti chiamano fascista persino il governo ucraino attuale.
Spesso sono stati denominati fascisti in modo totalmente improprio gli avversari politici. La terza internazionale comunista (Comintern) utilizzo’ il termine” socialfascista” per indicare i socialdemocratici riformisti. Fascisti vengono talvolta chiamati i fondamentalisti islamici, forse anche per un certo loro culto della giovinezza.
Il termine fascista dovrebbe rimanere nel suo contesto storico italiano, anche economico e non solo politico. Preconizzava una visione corporativa, a suo tempo vennero addirittura scritti dei “trattati” in difesa del modello corporativo.
Il fascismo nacque ad opera di uno dei massimi dirigenti del partito socialista, direttore dell’Avanti, appunto Benito Mussolini. Nacque dalla sensazione della “vittoria mutilata” dell’Italia alla fine della prima guerra mondiale; nacque anche dalla paura di una rivoluzione bolscevica in Italia. Cosa che le violenze del famoso “biennio rosso” nell’Italia dell’immediato primo dopoguerra lasciavano presagire.
Francesco Russo, Parigi