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I ghostwriter sono scrittori per conto terzi: essi realizzano un’opera (per esempio, un’autobiografia o un discorso per un politico) e quindi ne sono anche gli autori, ma non si designano come tali perché l’opera viene pubblicata con il nome del committente. Dal punto di vista giuridico, questo caso è permesso quando un autore pattuisce con il suo committente che l’opera da lui creata sia pubblicata sotto un altro nome (accordo di ghostwriter). L’autore rinuncia dunque all’indicazione del suo nome sull’opera. Tuttavia, ciò non significa che l’autore rinunci anche alla sua qualità d’autore. Il suo diritto al riconoscimento della qualità d’autore rimane, perché è un diritto personale non trasferibile (art. 9 cpv. 1 LDA). Se l’autore intende comunque essere menzionato nell’opera, dal punto di vista del diritto d’autore ne ha il diritto, benché generalmente andrebbe contro l’accordo di ghostwriter che prevede proprio la rinuncia, da parte del vero autore, all’indicazione del suo nome. Potrebbe quindi essere tenuto al risarcimento dei danni per violazione del contratto.