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Il Consiglio federale ha lanciato gli «Swiss Climate Scores» nella riunione del 29 giugno 2022. Raccomanda a tutti gli operatori del mercato finanziario svizzero di applicare questa serie di indicatori a tutti i prodotti di investimento e ai portafogli dei clienti, ove opportuno. Per garantire che gli «Swiss Climate Scores» continuino a rappresentare la «migliore pratica» in materia di trasparenza climatica, la loro comparabilità e il loro effetto incentivante dovrebbero essere regolarmente rivisti e, se necessario, adattati, per la prima volta nel 2023.
Swiss Climate Scores: Trasparenzadelle migliori praticheperinvestimenticompatibilicon il clima
I sei indicatori mostrano il grado di compatibilità climatica delle aziende presenti nel portafoglio e le loro intenzioni per il futuro. Uno studio commissionato dall'UFAM ha esaminato come dovrebbe essere strutturato l'indicatore previsionale del «potenziale di riscaldamento globale» e ha confrontato diversi metodi. Ha concluso che l'indicatore fornisce informazioni preziose, ma che deve essere completato con altri indicatori.Nella scelta dei metodi, l'uso previsto è centrale: i metodi «Implied Temperature Rise ITR» possono essere particolarmente utili per il reporting, in quanto includono tutti i settori e le promesse climatiche a lungo termine fatte dalle aziende. Metodi come i test climatici PACTA possono essere particolarmente adatti al dialogo con le aziende («engagement») e agli obiettivi climatici settoriali, perché si concentrano sui piani di produzione effettivi delle aziende. Attualmente si stanno sviluppando diversi metodi, per cui l'indicatore del «potenziale di riscaldamento globale» è ancora facoltativo.
Portfolio Climate Alignment (PDF, 1 MB, 22.06.2022)Studio commissionato dall'UFAM (in inglese)
Il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di presentare un rapporto che illustri le misure che la Svizzera può adottare per orientare i suoi flussi finanziari verso investimenti più rispettosi del clima. Il Consiglio federale ha adottato questo rapporto nella sua seduta del 17 novembre 2021. Particolarmente efficaci sono le misure che includono esplicitamente investimenti orientati al rispetto del clima, come gli accordi settoriali tra i settori finanziari e la Confederazione. Inoltre, una maggiore trasparenza riguardo agli investimenti, sia climalteranti che rispettosi del clima, può avere indirettamente un impatto climatico positivo, poiché porta a una maggiore consapevolezza nell’adozione delle decisioni d’investimento (cfr. comunicato stampa del 17.11.2021). Durante la stessa seduta, il Consiglio federale ha deciso di portare avanti le misure di trasparenza per prevenire il greenwashing e di adoperarsi per concludere gli accordi settoriali con gli attori del mercato finanziario (cfr. comunicato stampa del 17.11.2021).
Nel suo rapporto del giugno 2020 sulla sostenibilità nel settore finanziario, il Consiglio federale si è già posto l’obiettivo di rendere la piazza finanziaria leader nel settore dei servizi finanziari sostenibili. Questo non solo per rafforzare la competitività, ma anche per dare un contributo tangibile agli obiettivi climatici e ambientali (cfr. comunicato stampa del 26.06.2020).
La revisione totale della legge sul CO2 impone alla FINMA e alla Banca nazionale di verificare e riferire periodicamente in merito ai rischi climatici legati agli istituti finanziari e ai rischi per la stabilità finanziaria. Il Consiglio degli Stati ha inoltre trasmesso tre postulati volti a individuare misure più incisive (cfr. rubrica «Diritto», pagina «Clima e mercato finanziario»). Sono inoltre allo studio possibili estensioni dell’applicazione sistematica di PACTA, un metodo per misurare la compatibilità climatica dei portafogli finanziari, ad altre aree ambientali come la biodiversità. Infine, sono in corso diversi studi volti a determinare quali strategie degli attori dei mercati finanziari sono efficaci nel generare un impatto climatico e ambientale positivo nell’economia reale (cfr. anche Impatto sul clima e rischi).
Le normative dell’UE sono particolarmente rilevanti, poiché molti operatori svizzeri del mercato finanziario vendono prodotti finanziari anche nell’UE. La Commissione europea ha ampliato la sua strategia in materia di finanze sostenibili e ha posto in vigore diverse modifiche normative, come la divulgazione dei rischi e degli impatti sulla sostenibilità per tutti i prodotti finanziari o l’esplicita considerazione di obiettivi non finanziari nei servizi di consulenza alla clientela. Per il settore del clima esiste già un sistema di classificazione delle attività economiche «verdi».
Ultima modifica 01.07.2022