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Melbourne come Wimbledon, il primo turno come una finale. Tutta “colpa” di Andy Murray (Atp 229), che dopo aver annunciato proprio alla vigilia dell'Australian Open che il primo appuntamento dello Slam del 2019 potrebbe essere l'ultimo della sua carriera, ha dimostrato che nonostante gli evidenti problemi all'anca, di andare in pensione proprio non ne aveva voglia. In una ambiente da stadio di calcio tutto per lui, lo scozzese nel primo turno contro lo spagnolo Roberto Bautista Agut (24) ha dato prova di un carattere, una resilienza e una capacità di soffrire fuori dal comune. Sotto due set a zero (doppio 6-4) e visibilmente andicappato dai noti problemi fisici, il vincitore di tre titoli dello Slam ha trovato la forza per reagire e conquistare le due seguenti frazioni al tiebreak. E in fondo poco importa se nel quinto e decisivo set è crollato lasciando campo libero all'avversario, impostosi 6-2 dopo oltre quattro ore di gioco. Sì, perché a prescindere se sia stato il suo ultimo match o se proverà ad arrivare fino a Wimbledon – dove ha ammesso che gli piacerebbe chiudere la carriera – Andy Murray ha saputo regalare ancora una volta emozioni che rimarranno nel cuore di tutti gli appassionati. Standing ovation.