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AUSTIN - Parole forti arrivano dall'ex ciclista tedesco Jan Ullrich, che alla rivista Sport-Bild ha dichiarato di non essere sorpreso di tutto ciò che è capitato all’ex rivale di bicicletta Lance Armstrong, perché secondo Ullrich aveva “troppi nemici”. Il ciclista tedesco nel febbraio del 2012 è stato condannato per doping dal Tribunale arbitrale dello sport, e si è visto annullare tutti i titoli vinti dal maggio del 2005 in poi. Jan Ullrich, però, a differenza dello statunitense non ha fatto ricorso per riavere i titoli vinti e poi ritirati. Ullrich a Sport Bild ha dichiarato: “In generale, non voglio il male per nessuno ed è così anche per Lance Armstrong, ma lui ha sempre voluto essere il re, e si comportava senza pietà con i suoi subordinati. La storia di Armstrong ha fatto molto male al ciclismo, in particolare in Germania”.
Parole forti dunque da parte di Jan Ullrich che nel febbraio del 2012 si vide squalificato per due anni dal Tas per doping, ben cinque anni dopo il suo ritiro. Il ciclista tedesco ammise in una dichiarazione sul suo sito di aver conosciuto il medico spagnolo Eufemiano Fuentes, al centro di uno dei maggior scandali nel mondo del ciclismo: “Confermo che ho avuto contatti con Fuentes - affermava Ullrich - e so che è stato un grande errore e di questo mi pento. Voglio scusarmi per questo comportamento. Tornando indietro mi comporterei diversamente in certe situazioni della mia carriera”. Per cercare di spiegarsi, Ullrich ricordava che dopo la vittoria al Tour nel 1997 e cinque secondi posti: “Le pressioni su di me erano grandissime. Tutti volevano una seconda vittoria al Tour, specialmente dopo il ritiro di Armstrong. Ma poco prima ecco la sospensione, i titoli dei giornali, l'ostracismo, le perquisizioni a casa”. L'ex campione non ha fatto appello contro la sentenza che ha annullato tutti i risultati da lui ottenuti a partire dal 1 maggio 2005, tra i quali cinque vittorie e il terzo posto al Tour 2005, fino al suo ritiro, avvenuto nel 2007. Lance Armstrong, invece, ha rivendicato le sue vittorie dicendo di non sentirsi un imbroglione, perché si dopavano tutti. (ITM)