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Incarto n. 30.2002.17/AMM 16948/909 Bellinzona 18 aprile 2003 Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Giudice della Pretura penale Marco Ambrosini sedente con la segretaria Isabella Marchetti per statuire sul ricorso del 30 luglio 2002 presentato da __________ __________, __________ (patrocinato dall'avv. __________ __________, __________) contro la decisione n. __________ /__________ del __________ 2002 emessa d alla Sezione della circolazione, __________, viste le osservazioni del 20 agosto 2002 presentate dalla Sezione della circolazione; letti ed esaminati gli atti; ritenuto in fatto: che la Sezione della circolazione, con decisione del 12 luglio 2002, ha inflitto a __________ __________ una multa di fr. 400.–, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 80.– e le spese di fr. 80.–, per i seguenti fatti accertati il 10 gennaio 2002 in territorio di __________: "alla guida della vettura __________ s'immetteva nel flusso della circolazione collidendo con un autoveicolo circolante sulla pubblica via "; che la risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 36 cpv. 4, 90 n. 1 LCS e 15 cpv. 3 ONC; che __________ __________ è insorto contro tale decisione con un ricorso del 30 luglio 2002 in cui postula l'annullamento del querelato giudizio; che nelle sue osservazioni del 20 agosto 2002 la Sezione della circolazione propone di respingere il ricorso e di confermare la decisione impugnata; e considerato in diritto: che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile; che la domanda del ricorrente intesa all'audizione testimoniale di __________ __________ – di per sé ammissibile – non merita accoglimento, gli atti di causa essendo chiari e completi e la prova offerta non apparendo quindi suscettibile d'influire sull'esito del giudizio; che per l'art. 36 cpv. 4 LCS il conducente che si appresta a entrare nella circolazione non deve ostacolare gli altri utenti della strada, i quali hanno la precedenza; che tale disposizione è concretata dall'art. 15 cpv. 3 ONC, secondo cui chi si immette in una strada principale o secondaria uscendo da una fabbrica, da un cortile, da un'autorimessa, da strade dei campi, da ciclopiste, da parcheggi, da stazioni di servizio e simili oppure attraverso un marciapiede deve dare la precedenza ai veicoli che circolano su tali strade; che chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCS o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con l'arresto o con la multa (art. 90 n. 1 LCS); che la Sezione della circolazione ha sanzionato l'insorgente, come detto, per essersi immesso "nel flusso della circolazione collidendo con un autoveicolo circolante sulla pubblica via"; che dal rapporto di polizia del 31 gennaio 2002 emerge quanto segue (pag. 4): " La protagonista __________ circolava su via __________ diretta verso __________ ad una velocità dichiarata di 50 km/h. Giunta nei pressi del ristorante __________, si vedeva ostruita la carreggiata dal veicolo condotto dal __________ che, partito dal posteggio del ristorante, era intenzionato ad immettersi su via __________ diretto verso __________. __________ dichiarava di aver notato il veicolo del __________ fermo perpendicolarmente alla carreggiata e di aver rallentato preventivamente. Quando quest'ultimo avanzava ostacolandole il passaggio frenava bruscamente ma non riusciva ad evitare la collisione. __________ affermava di aver raggiunto lo sbocco sulla via __________ partendo dal vicino parcheggio del ristorante __________. Pur avendo notato il sopraggiungere della __________, si immetteva sulla via principale ritenendo di avere sufficiente spazio e tempo. Quando si trovava ancora sulla corsia della protagonista __________, avveniva la collisione tra le due vetture "; che il ricorrente non contesta la dinamica dell'incidente accertata dalla polizia (cfr. ricorso, pag. 2 in basso), ma insiste nel sostenere di essersi immesso sulla strada cantonale solo dopo aver "compiutamente valutato la situazione" e aver "avuto motivo di ritenere che la signora __________ fosse ancora lontana" (ricorso, pag. 3 verso il basso); che l'insorgente ne desume di non avere responsabilità nell'incidente, il quale sarebbe dovuto – con ogni verosimiglianza – all'eccessiva velocità dell'altro veicolo, "certamente superiore a quella dichiarata ed ammessa di 50 km/h" (ricorso, pag. 3 in fondo e pag. 5 in alto); che in ambito penale ognuno risponde delle proprie colpe, sicché il comportamento antigiuridico altrui non discrimina né attenua la responsabilità per una violazione di prescrizioni imputabile a propria colpa; che l'interessato, nondimeno, considera la colpa dell'altro conducente grave al punto da interrompere ogni nesso causale fra il proprio agire e la collisione (ricorso, pag. 6 in alto); che anche volendo ammettere, per avventura, un'eccessiva velocità dell'automobile circolante sulla pubblica via, l'insorgente non poteva ragionevolmente escludere – dopo aver visto l'altra vettura – ch'essa circolasse a una velocità superiore al limite consentito; che ciò vale a maggior ragione se si considera come, per ammissione dello stesso ricorrente, pur ritenendo "di riuscire a passare senza creare pericoli" egli ha avuto l'impressione "che l'altro veicolo circolasse a forte velocità" ed era altresì "convinto che la vettura … fosse più lontana" (verbale d'interrogatorio del 10 gennaio 2002, pag. 2, allegato al rapporto di polizia citato); che, ciò posto, l'interessato non avrebbe dovuto "parti[re] con decisione onde raggiungere la [sua] corsia di marcia" (verbale citato, pag. 2 in alto), bensì attendere – conformemente agli art. 36 cpv. 4 LCS e 15 cpv. 3 ONC – il passaggio dell'automobile che circolava sulla strada cantonale; che, in siffatte evenienze, questo giudice perviene al convincimento che l'insorgente abbia effettivamente commesso l'infrazione rimproveratagli dalla Sezione della circolazione, e questo a prescindere dall'eventuale colpa ascrivibile al conducente dell'altro veicolo coinvolto nell'incidente; che la multa inflitta è, per altro, proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge; che il ricorso deve pertanto essere respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr); per questi motivi, visti gli art. 36 cpv. 4, 90 n. 1 LCS e 15 cpv. 3 ONC; 1 segg. LPContr; pronuncia: 1. Il ricorso è respinto e la decisione impugnata è confermata. 2. La tassa di giustizia di fr. 150.– e le spese di fr. 50.– sono a carico del ricorrente. 3. Contro la presente sentenza può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di cassazione del Tribunale federale di __________. Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale federale conformemente all'art. 273 PP entro 30 giorni dalla notifica del testo integrale della decisione (art. 272 PP). 4. Intimazione a: – __________ __________, __________, – avv. __________ __________, __________, – Sezione della circolazione, __________. Il giudice: La segretaria:

Incarto n. 30.2002.17/AMM 16948/909 Incarto n. 30.2002.17/AMM

Incarto n. 16948/909

16948/909 Bellinzona 18 aprile 2003 Bellinzona

Bellinzona 18 aprile 2003

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Sentenza

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Giudice della Pretura penale Il Giudice della Pretura penale

Il Giudice della Pretura penale Marco Ambrosini Marco Ambrosini

Marco Ambrosini sedente con la segretaria Isabella Marchetti per statuire sul ricorso del 30 luglio 2002 presentato da

__________ __________, __________ (patrocinato dall'avv. __________ __________, __________) __________ __________, __________

(patrocinato dall'avv. __________ __________, __________)

contro contro

la decisione n. __________ /__________ del __________ 2002 emessa d alla Sezione della circolazione, __________, la decisione n. __________ /__________ del __________ 2002 emessa d alla Sezione della circolazione, __________,

viste le osservazioni del 20 agosto 2002 presentate dalla Sezione della circolazione;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto in fatto:

che la Sezione della circolazione, con decisione del 12 luglio 2002, ha inflitto a __________ __________ una multa di fr. 400.–, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 80.– e le spese di fr. 80.–, per i seguenti fatti accertati il 10 gennaio 2002 in territorio di __________:

"alla guida della vettura __________ s'immetteva nel flusso della circolazione collidendo con un autoveicolo circolante sulla pubblica via ";

che la risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 36 cpv. 4, 90 n. 1 LCS e 15 cpv. 3 ONC;

che __________ __________ è insorto contro tale decisione con un ricorso del 30 luglio 2002 in cui postula l'annullamento del querelato giudizio;

che nelle sue osservazioni del 20 agosto 2002 la Sezione della circolazione propone di respingere il ricorso e di confermare la decisione impugnata;

e considerato in diritto:

che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile;

che la domanda del ricorrente intesa all'audizione testimoniale di __________ __________ – di per sé ammissibile – non merita accoglimento, gli atti di causa essendo chiari e completi e la prova offerta non apparendo quindi suscettibile d'influire sull'esito del giudizio;

che per l'art. 36 cpv. 4 LCS il conducente che si appresta a entrare nella circolazione non deve ostacolare gli altri utenti della strada, i quali hanno la precedenza;

che tale disposizione è concretata dall'art. 15 cpv. 3 ONC, secondo cui chi si immette in una strada principale o secondaria uscendo da una fabbrica, da un cortile, da un'autorimessa, da strade dei campi, da ciclopiste, da parcheggi, da stazioni di servizio e simili oppure attraverso un marciapiede deve dare la precedenza ai veicoli che circolano su tali strade;

che chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCS o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con l'arresto o con la multa (art. 90 n. 1 LCS);

che la Sezione della circolazione ha sanzionato l'insorgente, come detto, per essersi immesso "nel flusso della circolazione collidendo con un autoveicolo circolante sulla pubblica via";

che dal rapporto di polizia del 31 gennaio 2002 emerge quanto segue (pag. 4):

" La protagonista __________ circolava su via __________ diretta verso __________ ad una velocità dichiarata di 50 km/h. Giunta nei pressi del ristorante __________, si vedeva ostruita la carreggiata dal veicolo condotto dal __________ che, partito dal posteggio del ristorante, era intenzionato ad immettersi su via __________ diretto verso __________.

__________ dichiarava di aver notato il veicolo del __________ fermo perpendicolarmente alla carreggiata e di aver rallentato preventivamente. Quando quest'ultimo avanzava ostacolandole il passaggio frenava bruscamente ma non riusciva ad evitare la collisione.

__________ affermava di aver raggiunto lo sbocco sulla via __________ partendo dal vicino parcheggio del ristorante __________. Pur avendo notato il sopraggiungere della __________, si immetteva sulla via principale ritenendo di avere sufficiente spazio e tempo. Quando si trovava ancora sulla corsia della protagonista __________, avveniva la collisione tra le due vetture ";

che il ricorrente non contesta la dinamica dell'incidente accertata dalla polizia (cfr. ricorso, pag. 2 in basso), ma insiste nel sostenere di essersi immesso sulla strada cantonale solo dopo aver "compiutamente valutato la situazione" e aver "avuto motivo di ritenere che la signora __________ fosse ancora lontana" (ricorso, pag. 3 verso il basso);

che l'insorgente ne desume di non avere responsabilità nell'incidente, il quale sarebbe dovuto – con ogni verosimiglianza – all'eccessiva velocità dell'altro veicolo, "certamente superiore a quella dichiarata ed ammessa di 50 km/h" (ricorso, pag. 3 in fondo e pag. 5 in alto);

che in ambito penale ognuno risponde delle proprie colpe, sicché il comportamento antigiuridico altrui non discrimina né attenua la responsabilità per una violazione di prescrizioni imputabile a propria colpa;

che l'interessato, nondimeno, considera la colpa dell'altro conducente grave al punto da interrompere ogni nesso causale fra il proprio agire e la collisione (ricorso, pag. 6 in alto);

che anche volendo ammettere, per avventura, un'eccessiva velocità dell'automobile circolante sulla pubblica via, l'insorgente non poteva ragionevolmente escludere – dopo aver visto l'altra vettura – ch'essa circolasse a una velocità superiore al limite consentito;

che ciò vale a maggior ragione se si considera come, per ammissione dello stesso ricorrente, pur ritenendo "di riuscire a passare senza creare pericoli" egli ha avuto l'impressione "che l'altro veicolo circolasse a forte velocità" ed era altresì "convinto che la vettura … fosse più lontana" (verbale d'interrogatorio del 10 gennaio 2002, pag. 2, allegato al rapporto di polizia citato);

che, ciò posto, l'interessato non avrebbe dovuto "parti[re] con decisione onde raggiungere la [sua] corsia di marcia" (verbale citato, pag. 2 in alto), bensì attendere – conformemente agli art. 36 cpv. 4 LCS e 15 cpv. 3 ONC – il passaggio dell'automobile che circolava sulla strada cantonale;

che, in siffatte evenienze, questo giudice perviene al convincimento che l'insorgente abbia effettivamente commesso l'infrazione rimproveratagli dalla Sezione della circolazione, e questo a prescindere dall'eventuale colpa ascrivibile al conducente dell'altro veicolo coinvolto nell'incidente;

che la multa inflitta è, per altro, proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge;

che il ricorso deve pertanto essere respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr);

per questi motivi, visti gli art. 36 cpv. 4, 90 n. 1 LCS e 15 cpv. 3 ONC; 1 segg. LPContr;

pronuncia: 1. Il ricorso è respinto e la decisione impugnata è confermata.

2. La tassa di giustizia di fr. 150.– e le spese di fr. 50.– sono a carico del ricorrente.

3. Contro la presente sentenza può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di cassazione del Tribunale federale di __________. Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale federale conformemente all'art. 273 PP entro 30 giorni dalla notifica del testo integrale della decisione (art. 272 PP).

4. Intimazione a:

– __________ __________, __________, – avv. __________ __________, __________, – Sezione della circolazione, __________. – __________ __________, __________,

– avv. __________ __________, __________,

– Sezione della circolazione, __________.

Il giudice: La segretaria: