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Una sospensione dei brevetti sui vaccini potrebbe essere controproducente nella lotta globale alla pandemia. È il commento unanime della Federazione europea e internazionale dell'industria farmaceutica (IFPMA) dopo la decisione degli Stati Uniti di togliere la proprietà intellettuale dai vaccini anti-Covid.
"I Governi tendono a dare una risposta semplice a un problema complesso - spiega Cécile Rivière, portavoce della Federazione delle aziende farmaceutiche svizzere, Interpharma - una tecnologia come l'RNA messaggero non può essere trasferita dall'oggi al domani da un sito di produzione ad un altro".
"La proprietà intellettuale incoraggia le aziende a investire nella ricerca - continua Rivière- a produrre un preparato in tempo record come nel caso del coronavirus, rischi che le aziende possono assumersi solo con determinate garanzie".
Anche la Svizzera è coinvolta nella realizzazione del siero con Novartis e Lonza. Queste collaborazioni, secondo Interpharma, sono possibili solo grazie ai brevetti che permettono gli accordi tra le varie imprese sul trasferimento di tecnologie.
Intanto l'Unione europea "è pronta a discutere ogni proposta per affrontare la crisi in modo pragmatico - afferma la presidente della commissione europea, Ursula Von Der Leyen - le modalità della proposta americana per la revoca della proprietà intellettuale sui vaccini verranno dibattute nel fine settimana".