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11.12.2011 - Cambio di paradigma nella politica climatica globale: Dopo lunghe e difficili trattative, la 17a Conferenza dell’ONU sul clima svoltasi a Durban (in Sudafrica) si è conclusa domenica 11 dicembre 2011 con un risultato positivo. In futuro tutti i Paesi saranno obbligati a ridurre le proprie emissioni in base alle quantità di gas serra emesse e alle loro possibilità.
In base alla decisione di Durban, i grandi emettitori di gas serra come i Paesi emergenti Cina, Brasile, India e Sudafrica, compresi gli Stati Uniti, sono disposti ad avviare un processo che si concluderà nel 2015 e sfocerà in un trattato sul clima giuridicamente vincolante.
Il cambio di paradigma è un successo
Questo trattato non farà più una distinzione tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo, come finora, ma obbligherà tutti i Paesi a ridurre le proprie emissioni in base alle quantità di gas serra emesse e alle proprie possibilità. «Con questo cambio di paradigma le trattative hanno fatto un grande passo avanti», ha dichiarato il direttore dell'UFAM Bruno Oberle, che ha sostenuto la posizione svizzera fino alla conclusione della Conferenza (avvenuta domenica di primo mattino).
L'adesione dei Paesi emergenti e degli Stati Uniti è stata la condizione che ha spinto l'Unione europea, la Nuova Zelanda, l'Australia e la Svizzera a sostenere un secondo periodo di impegno del Protocollo di Kyoto. Il trattato può quindi essere prorogato senza restrizioni a partire dal 2013.
Accordo anche sul Fondo verde per il clima
Alla loro 17a Conferenza le 194 Parti alla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici sono riuscite a trovare un accordo anche sulle modalità relative al Fondo verde per il clima (Green Climate Fund), adottato nel 2010. Questi fondi sono destinati a sostenere le misure di mitigazione e di adattamento previste dai Paesi in via di sviluppo. Un aumento di tali fondi non era all'ordine del giorno a Durban.
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Ultima modifica 11.12.2011