Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/199029

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sentenza 2C_479/2018 del 15 febbraio 2019 il Tribunale federale (TF) ha annullato una sentenza cantonale che confermava la revoca del permesso di domicilio UE/AELS e l'allontanamento di un cittadino europeo fortemente indebitato, dalla situazione finanziaria definita catastrofica dal TF stesso. La sentenza cantonale aveva ravvisato per questo una violazione dell'ordine pubblico svizzero (art. 63 cpv. 1 lett. b LStrI). Questo ragionamento è stato alla fine ritenuto contrario all'articolo 4 paragrafo 1 dell'allegato I all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). </p><p>1. Se ne deve concludere che l'ALC obbliga il nostro Paese a far restare sul suo territorio tutti i cittadini europei fortemente indebitati?</p><p>2. In caso affermativo, il Consiglio federale intende prendere provvedimenti per rimediare a questa situazione? Se sì, quali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con l'Unione europea e i suoi Stati membri (ALC; RS 0.142.112.681) non obbliga la Svizzera a tenere sul suo territorio tutti i cittadini indebitati degli Stati membri dell'UE. Non è nemmeno la conclusione cui giunge il Tribunale federale nella sentenza menzionata dall'autore dell'interpellanza.</p><p>In ogni caso particolare, le autorità competenti per la revoca di un titolo di soggiorno sono infatti tenute a esaminare e prendere in considerazione la situazione complessiva della persona in questione. Se un cittadino di uno Stato membro dell'UE adempie le condizioni di soggiorno previste dall'ALC, i diritti derivanti dall'accordo possono essere limitati soltanto se la persona in questione rappresenta una minaccia reale e sufficientemente grave per l'ordine e la sicurezza pubblici che tange un interesse fondamentale della società (cfr. art. 5 allegato I ALC). L'incapacità di far fronte ad obblighi finanziari non basta, di per sé, per costituire una tale minaccia. </p><p>Nel presente caso, l'interessato adempie da tempo le condizioni di soggiorno in Svizzera. Esercita un'attività lucrativa che gli procura un reddito sostanziale. Inoltre, non ha mai beneficiato dell'aiuto sociale né è mai stato condannato. Dopo aver esaminato la situazione personale complessiva, il Tribunale federale è giunto alla conclusione che i criteri e le condizioni di limitazione definiti sopra ai sensi dell'ALC non erano adempiuti. L'interessato non poteva dunque essere allontanato dalla Svizzera malgrado i debiti accumulati.</p><p>In linea generale, l'ALC non permette alle parti contraenti di invocare a fini meramente economici misure volte a limitare i diritti alla libera circolazione delle persone. Eventuali misure dovrebbero essere adottate senza limitare i diritti accordati dall'ALC e applicarsi indifferentemente sia ai cittadini nazionali sia a quelli dell'UE, conformemente al principio della parità di trattamento (art. 2 ALC).</p>  Risposta del Consiglio federale.