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Quando si tratta di eleggere un nuovo membro del Consiglio federale, i parlamentari hanno solitamente la scelta fra due candidati ufficiali. Ppd, Udc e Plr hanno in tre casi modificato la formula presentando un ticket a tre, rispettivamente nel 1999, nel 2015 e nel 2017.
Il primo partito in assoluto a utilizzare il ticket a due è stato l’Udc (con Leon Schlumpf e Werner Martignoni) nel 1979. La pratica si è poi diffusa a partire dagli anni 90.
Nel 1999, quando si trattava di rimpiazzare Arnold Koller e Flavio Cotti, il Ppd ha fatto eccezione: oltre a un ticket con due nomi femminili (Ruth Metzler e Rita Roos), ne ha presentato uno con una formula a tre (Remigio Ratti, Joseph Deiss e Adalbert Durrer) per permettere al ticinese di figurare in lista.
Un ticinese è stato coinvolto anche nella seconda eccezione: per accaparrarsi il seggio lasciato da Eveline Widmer-Schlumpf, l’Udc ha presentato Guy Parmelin, Thomas Aeschi e il leghista Norman Gobbi.
La terza eccezione si è rivelata positiva per i ticinesi: il Plr Ignazio Cassis ha infatti superato gli altri due candidati del partito, Pierre Maudet e Isabelle Moret, nella corsa alla successione di Didier Burkhalter.
Il Parlamento solitamente non ama che gli si forzi la mano. Unica candidata ufficiale socialista nel 1993, Christiane Brunner ne ha fatto ad esempio le spese. Il Parlamento le ha preferito Francis Matthey, che ha però rifiutato l’elezione. Il Ps è quindi tornato alla carica con un ticket Christiane Brunner/Ruth Dreifuss.
A volte la candidatura unica è comunque andata bene, come nel caso del Ppd che nel 2006 ha presentato solo Doris Leuthard, o dell’Udc che nel 2003 ha fatto solo il nome di Christoph Blocher. I democentristi, per la successione di Schmid nel 2008, sono però tornati al ticket a due (Christoph Blocher e Ueli Maurer).