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NEW YORK - Un arbusto ricavato dal grande albero di castagno selvatico che Anna Frank vedeva dalla sua casa-rifugio di Amsterdam durante la Seconda Guerra Mondiale è stato piantato e dedicato alle Nazioni Unite in segno di omaggio a quello che sarebbe stato il 90esimo compleanno della ragazzina morta di tifo a 15 anni nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.
«L'arbusto è un simbolo vivente dell'eredità di Anna e dei valori delle Nazioni Unite che sono nati sulle ceneri della Seconda Guerra Mondiale e dopo la Shoah. Diventerà un albero a perpetua memoria dell'importanza di continuare il lavoro per un mondo più giusto e pacifico in cui celebriamo la diversità e dove uomini e donne, giovani e vecchi possono vivere senza paura», ha detto il segretario generale Antonio Guterres in un messaggio letto in apertura della breve cerimonia.
Il castagno piantato all'Onu è uno delle centinaia di arbusti-clone tratti dal grande albero secolare che l'autrice del celebre Diario vedeva dalla finestra della casa di Amsterdam al numero 263 della Prinsengracht. Anna l'aveva descritto con tenerezza nel suo Diario: «Il nostro castagno è in piena fioritura dai rami piu' bassi alla cima, è carico di foglie e molto più bello dell'anno scorso», si legge sulle pagine scritte il 13 maggio 1944, due mesi e mezzo prima del raid della Gestapo nell'alloggio segreto dove si nascondeva la famiglia Frank.
L'ippocastano, simbolo per la ragazzina della libertà negata, si era pero' gravemente ammalato e nel 2013, 150 anni dopo esser stato piantato nel giardino di un vicino del rifugio dei Frank, era stato abbattuto. Grazie all'opera di una fondazione, arbusti ricavati dalla pianta madre erano stati distribuiti in varie località in Europa e negli Usa. Oltre a Ground Zero e alla Casa Bianca, un esemplare è stato destinato al Museo dei Bambini di Indianapolis che ha una sezione dedicata ad Anna Frank.