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Fanno discutere, in Germania, recenti dichiarazioni attribuite a Herbert Diess, l'attuale direttore generale di Volkswagen: ben 30'000 impieghi del gruppo potrebbero scomparire, secondo il CEO, se Volkswagen intraprenderà troppo lentamente la transizione dalle auto tradizionali a quelle elettriche. Come a dire, un quarto dei circa 120'000 posti di lavoro del gruppo in Germania. Diess si è così espresso, secondo due fonti citate dall'agenzia Reuters, durante una riunione del consiglio di sorveglianza dell'impresa.
A imporre una decisa accelerazione, è proprio la concorrenza che si registra sul fronte della mobilità elettrica. E la sfida si consuma segnatamente in termini di produttività. Tesla, in particolare, punta a produrre dal 2022 ben mezzo milione di auto elettriche all'anno nel suo nuovo stabilimento alle porte di Berlino. In questa sede il costruttore statunitense si avvale di 10'000 dipendenti. Volkswagen invece, per produrre 700'000 veicoli, impiega attualmente in Germania 25'000 lavoratori.
Un portavoce di Volkswagen ha confermato la posizione di Diess sul ruolo della concorrenza e sull'urgenza della transizione. Ha tuttavia negato che sarebbero stati fatti calcoli specifici sugli impieghi che potrebbero scomparire nel corso del processo.
Va ad ogni modo rilevato che per la fabbricazione di auto elettriche occorrono meno componenti e, quindi, anche meno manodopera. E le stime effettuate in Germania sul futuro della mobilità indicano che, entro il 2040, saranno tagliati nel Paese 400'000 impieghi nel settore automobilistico: quasi la metà del numero attuale.