Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/85160

<h2>SubmittedText<h2><p>Si invita il Consiglio federale</p><p>1. a perseguire la conclusione di un trattato con l'Unione europea concernente l'integrazione della Svizzera nel mercato interno dell'elettricità. Esso regolamenterà l'accesso della Svizzera nel mercato dell'elettricità e dell'energia in modo che il nostro Paese non risulti discriminato e sia equiparato agli Stati membri dell'Unione europea per quel che concerne la normativa applicabile;</p><p>2. ad esaminare la possibilità che la Svizzera partecipi alla Conferenza istitutiva dell'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I negoziati tra la Svizzera e l'UE per la stipula di un accordo sull'elettricità sono stati avviati l'8 novembre 2007 e la seconda tornata formale si è tenuta in Svizzera l'8 luglio 2008. Le trattative sono finalizzate all'armonizzazione dei mercati svizzero ed europeo dell'elettricità e vertono sul commercio transfrontaliero di energia elettrica, sull'attribuzione della priorità ai contratti a lungo termine, l'armonizzazione degli standard di sicurezza, il riconoscimento reciproco delle garanzie di origine per l'elettricità prodotta con fonti rinnovabili e la regolamentazione dell'accesso al mercato. Per l'UE, i negoziati devono contemplare i seguenti settori: mercato interno dell'elettricità (che regola il transito e l'accesso al mercato), le energie rinnovabili, il diritto della concorrenza e il diritto ambientale. In questo contesto, l'acquis deve rappresentare il punto di riferimento per i trattati. Un catalogo dettagliato di domande ha permesso agli esperti dell'UE di approfondire le loro conoscenze sul complesso quadro giuridico svizzero concernente il settore elettrico (in particolare la ripartizione delle competenze tra Confederazione e cantoni). Queste conoscenze costituiscono una base importante per il seguito dei negoziati. Da quando sono iniziati, il Consiglio federale informa regolarmente le Commissioni parlamentari CPE e CAPTE del loro andamento e tiene conto dei nuovi impulsi durante il loro svolgimento. Sul piano del contenuto, il mandato di negoziazione del Consiglio federale corrisponde alla richiesta del postulato. </p><p>2. Fondamentalmente il Consiglio federale ritiene che la politica energetica nazionale costituisca di gran lunga il più importante fattore di promozione delle energie rinnovabili, da cui derivano i diversi tassi d'incentivazione applicati in Svizzera. Inoltre, ritiene che siano necessari interventi a livello internazionale da parte di diverse organizzazioni e reti internazionali specializzate in precisi settori delle energie rinnovabili. Tra gli organismi responsabili e programmi si annoverano: l'AIE (Agenzia internazionale dell'energia), l'UNEP (programma delle Nazioni Unite per l'ambiente), l'UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale), il PNUD (programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo), la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura), la Banca mondiale, le banche regionali per lo sviluppo e fondi speciali (p. es. il Fondo globale per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili dell'UE, Geeref), il protocollo aggiuntivo della Carta dell'energia sull'efficienza energetica e sugli aspetti ambientali correlati, la rete REN21 istituita a seguito della Conferenza di Bonn sulle energie rinnovabili nel 2004 oppure il programma REEP (partenariato internazionale per le energie rinnovabili e l'efficienza energetica).</p><p>La Svizzera ha partecipato alle due riunioni preparatorie per l'istituzione di IRENA, difendendo le seguenti posizioni: </p><p>L'IRENA deve essere un'organizzazione capace di apportare un contributo nuovo nel panorama delle organizzazioni già esistenti, evitando la creazione di doppioni. Occorre anche evitare che certe tematiche, per esempio gli standard comuni per i carburanti biogeni o il trasferimento di tecnologie, siano politicizzate. Inoltre, la sua struttura burocratica deve essere snella. </p><p>Attualmente, non è sicuro che la Svizzera finanzi IRENA. Il nostro Paese ritiene che il bilancio di questo organismo debba derivare dal suo programma di lavoro e non, come oggi, dalla volontà di essere allo stesso livello dell'AIE. Secondo informazioni attuali, la partecipazione svizzera al bilancio è dell'ordine di 300 000-600 000 franchi. </p><p>La Svizzera continuerà a partecipare in modo costruttivo ai lavori preparatori. La partecipazione a IRENA in qualità di membro dipenderà dall'ammontare della quota associativa e dal suo finanziamento come pure dall'elenco definitivo dei compiti che svolgerà.</p> Il Consiglio federale propone di respingere il punto 1 e di accogliere il punto 2 del postulato.