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Per sottolineare i suoi 50 anni di esistenza l'Istituto svizzero di storia dell'arte di Zurigo organizza mercoledì e giovedì un simposio internazionale aperto al pubblico sul tema «Classicismo e cosmopolitismo, scambi culturali intorno al 1800». Nato come un semplice centro di documentazione, l'istituto è diventato nel corso degli anni un centro di ricerca di rinomanza internazionale.Questo contenuto è stato pubblicato il 06 giugno 2001 - 12:01
Il simposio internazionale si svolge nei locali del Politecnico federale di Zurigo. Al mezzo secolo di vita dell'istituto è inoltre dedicato un opuscolo multilingue dal titolo «horizonte - horizons - orizzonti -horizons».
Situtato in un'elegante villa sulla «Zollikerstrasse», circondata da un parco aperto al pubblico, l'Istituto svizzero di storia dell'arte dipende da una fondazione di utilità pubblica ed è un istituto di ricerca riconosciuto dal Consiglio federale. Riceve sovvenzioni dalla Confederazione, dal Cantone e dalla Città di Zurigo, come pure dal canton Vaud, che sostiene l'»antenna romanda» con sede all'Università di Losanna.
In un articolo pubblicato martedì dal quotidiano svizzero tedesco «Neue Zürcher Zeitung», il direttore dell'istituto Hans Jörg Heusser sottolinea come l'istituto raccolga circa la metà di tutti i fondi a sua disposizione attraverso le proprie attività. Ciò è possibile soltanto grazie ad un impiego delle risorse umane che ha raggiunto «una misura che supera il tollerabile».
Per garantire, anche in futuro, una ricerca che soddisfi gli standard internazionali - afferma Heusser - è necessario che gli enti pubblici aumentino i loro aiuti finanziari.
swissinfo e agenzie
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