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Il Comitato Internazionale della Croce Rossa licenzierà 1800 persone e chiuderà 26 sedi in tutto il mondo, ha dichiarato oggi a Keystone-ATS, confermando una notizia riportata da RTS. In un primo annuncio, il 4 aprile, il CICR parlava di 1500 licenziamenti. L'organizzazione umanitaria con sede a Ginevra negli ultimi tempi ha espresso preoccupazioni in merito alla liquidità. Ad aprile, gli organi direttivi del CICR avevano concordato tagli per 430 milioni di franchi per il 2023 e l'inizio del 2024. Il CICR sottolinea che i problemi sono comuni a tutte le organizzazioni umanitarie . "Non è raro che il nostro appello annuale sia sottofinanziato in questo periodo dell'anno, e speriamo che i donatori facciano del loro meglio per sostenere il nostro lavoro", ha indicato il CICR.
Finanziamenti in calo
"È troppo presto per dire come evolverà la situazione nei prossimi mesi", ha dichiarato il Comitato. "Ci aspettiamo comunque che i finanziamenti umanitari diminuiscano nei futuri due anni. Inoltre, sta diventando sempre più difficile raccogliere fondi non vincolati, il che significa che le nostre operazioni in molte delle attuali crisi umanitarie sono sottofinanziate. Dovremo adattarci a queste realtà e nei prossimi mesi rivedremo le nostre attività e priorità, sia sul campo che in sede". All'inizio di quest'anno, il Comitato ha anche sostenuto 160 milioni di franchi di costi supplementari, previsti per quest'anno.
26 sedi chiuderanno i battenti
Saranno chiuse 26 delle 350 sedi dell'istituzione umanitaria nel mondo (7,4%), tra cui le delegazioni in Mauritania, Kuala Lumpur e Grecia. Inizialmente le chiusure dovevano riguardare venti strutture. La presenza della Croce Rossa Internazionale sarà inoltre significativamente ridotta in diverse grandi città, come Amman, Dakar, Nairobi, Bangkok, Panama e altre 21 località. "Si tratta di luoghi in cui i bisogni possono essere coperti da un'altra struttura del CICR o da altri attori umanitari o dello sviluppo. Questi cambiamenti riflettono il desiderio del CICR di concentrarsi sulle sue attività principali, come i programmi in aree di difficile accesso, contese militarmente o in prima linea", conclude l'organizzazione.