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“Mentre scaricai una cassa di acqua minerale, feci una torsione del tronco e sentii un forte dolore alla schiena che si propagò come un fulmine lungo una gamba”. Questo è il racconto tipico di un
paziente che si è appena procurato un’ernia del disco lombare. Che cosa è successo? Con l’alzare un peso, in particolar modo quando questo è tenuto lontano dal baricentro del corpo, i dischi intervertebrali sono caricati
oltre la loro capacità di resistenza. I dischi intervertebrali sono composti di materiale cartilaginoso che collega una vertebra all’altra.Tra i 20 e i 40 anni di età, questi hanno un turgore (pressione interna) molto forte
per poter resistere alle forze di pressione esterne. Se però la pressione su di essi diventa troppa, l’anello di un disco potrebbe rompersi e far uscire il contenuto del disco, il nucleo polposo. I dischi di una persona più anziana invece
sono già un po' disidratati e perciò meno soggetti ad erniazione. Per questa ragione l’ernia discale è prevalentemente una malattia dei giovani. Mentre le ernie discali lombari si riscontrano statisticamente per la più parte
tra la 4a e 5a vertebra lombare, quelle cervicali si trovano prevalentemente tra la 5a e 6a vertebra cervicale. Le ernie cervicali sono generalmente di origine traumatica (cadute o “colpo di frusta” negli incidenti stradali).
Le premesse per mantenere una colonna vertebrale forte e sana è il buon funzionamento delle piccole articolazioni che la compongono e l’elasticità dei legamenti. Molto importante è anche l’interazione armoniosa
della muscolatura con la colonna vertebrale. Se fallisce uno o più elementi di questa catena funzionale, anche dei movimenti o delle sollecitazioni apparentemente irrelevanti, che sembrerebbero irrelevanti, possono provocare danni
ai dischi intervertebrali. I sintomi classici di un’ernia discale sono: 1. dolori che si propagano dalla schiena lungo una gamba nel caso di ernia lombare, o dal collo verso un braccio nel caso di ernia cervicale; 2. zone d’insensibilità
o ipersensibilità cutanea; 3. mancanza dei riflessi tendinei e 4. debolezze motorie, cioè mancanza di forza. Se ci sono tutti i quattro punti presenti, in aggiunta ad una conferma di un’ernia discale in una Risonanza Magnetica, la valutazione
d’un intervento chirurgico è indicato. In tutti gli altri casi un tentativo con cure conservative è possibile. Ci sono parecchie condizioni che sembrano avere origine da un'ernia discale ma non lo sono: la sciatica, la pseudosciatalgia,
l’iliosacralgia, la coxalgia ecc.
La cura conservativa chiropratica consiste nella manipolazione specifica dei segmenti vertebrali in questione e indirettamente dei dischi intervertebrali, nell’uso aggiuntivo
di diverse elettroterapie, trazioni, impacchi antiflogistici e riabilitazione funzionale della parte lesa. Paragonando statisticamente l’esito dopo tre mesi di una cura chirurgica per ernia discale lombare, con una cura conservativa chiropratica,
non si riscontrano differenze. Nel caso di ernia cervicale, l’esito con trattamenti conservativi è definitivamente migliore. In ogni caso rimane una differenza importante di rischio e dei costi tra i due metodi di cura. Perciò è
preferibile un tentativo incruente e naturale chiropratico per i casi di ernia discale.
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