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La storia del WWF
Hüssy si impegnò moltissimo per il WWF, dapprima come consulente legale e poi nel consiglio di fondazione, e fu uno dei fautori del WWF Svizzera. Terza sezione nazionale in ordine di tempo, la sede svizzera venne creata nel dicembre del 1961. Hüssy cominciò subito la sua opera di sensibilizzazione e di raccolta fondi organizzando esposizioni itineranti ed eventi di beneficienza insieme a Heidi Abel e pubblicando un catalogo di vendita per corrispondenza.
Nel 1977 il WWF Svizzera lanciò sulle strade il Quizmobile che, con il nome di Pandamobil, continua ancor oggi a far visita alle scuole. Tra le numerose esposizioni del WWF ricordiamo, a mo’ d’esempio, quella dedicata alla formica rossa. Nel frattempo emersero altri temi ambientali quali la crisi petrolifera, l’incidente nucleare di Harrisburg o il disastro di Seveso. Invece di preoccuparsi (solo) di tigri e rinoceronti, la gente cominciò a interessarsi al futuro dell’intero pianeta. Mentre decine di manifestanti occupavano il cantiere di Kaiseraugst, il WWF avviava la campagna “Spegni il motore”. Sulla copertina della rivista Panda la mano di uno scheletro puntava all’energia atomica, e un articolo spiegava come costruirsi un collettore solare. Nel giro di dieci anni i soci del WWF Svizzera passarono da 10 000 a oltre 100 000.
Mentre 30 000 persone manifestavano a Berna contro il deperimento delle foreste, il WWF si presentava sulla linea di partenza del “Tour de Sol”, una corsa per veicoli a energia solare. Nel frattempo era divenuto chiaro a tutti che per tutelare gli animali e i loro habitat era necessario modificare il proprio stile di vita e il modo di consumare le risorse. In quegli anni il WWF abbracciò definitivamente un pensiero ecologico più ampio e modificò il proprio nome: il “World Wildlife Fund” divenne il “World Wide Fund for Nature”. Insieme al Programma delle nazioni unite per l’ambiente (UNEP) e all’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), il WWF presentò la “World Conservation Strategy” o, in parole più semplici: “How to save the world”. La sostenibilità si impose, per lo meno come concetto.
Il WWF era ormai divenuto un’organizzazione globale molto potente. Esso, tra le altre cose, cofinanziò l’acquisto della nave Rainbow Warrior, la leggendaria piattaforma di protesta di Greenpeace. L’associazione del panda, tuttavia, decise di puntare sempre meno sulle azioni di protesta e sempre più sulla collaborazione, anche con i governi. Così facendo, nel 1985 riuscì a far approvare una moratoria sulla caccia alle balene e ad allestire aree protette per i cetacei. I “Debt-for-nature Swaps” furono un altro risultato dei costanti sforzi diplomatici del WWF, sforzi che consentirono a paesi come Ecuador, Madagascar e Filippine di ridurre il proprio debito attraverso progetti di tutela ambientale.
Il WWF si impegnò inoltre per un accordo internazionale sul clima, che nel 1997 a Kyoto si concretizzò nella prima Conferenza ONU sul clima. Contemporaneamente, in Svizzera, il tema dello stile di vita divenne centrale: il WWF vendeva magliette bio e organizzava esposizioni sugli imballaggi ecologici.
I temi relativi alla tutela della natura, tuttavia, mantenevano la loro importanza: la salvaguardia del panda gigante o la lotta al commercio illegale di avorio ne erano un chiaro esempio. In questi casi la collaborazione con le popolazioni locali acquisiva un peso sempre maggiore tanto da diventare un’esigenza centrale del nuovo direttore generale, lo svizzero Claude Martin. Venne inoltre intensificata la collaborazione con le aziende in grado di incidere sui mercati. Nel 1995 fu ad esempio creato il WWF Wood Group, una piattaforma per le aziende che puntavano su prodotti in legno FSC proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile. Due anni dopo fu il turno dell’MSC, un marchio per la pesca sostenibile.
L’adozione di uno stile di vita sostenibile è più importante che mai, anche nell’ambito degli obiettivi del WWF, il quale si impegna ad arginare in tutto il mondo la distruzione della natura e a gettare le basi per un futuro in cui uomo e natura possano vivere in armonia. in Svizzera, in Cina, ovunque. Aiutateci a raggiungerlo!