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Un cittadino bosniaco di 56 anni è da oggi a processo al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona per aver cercato di uccidere la moglie con una bomba a mano. I fatti sono avvenuti a Buchs, nel canton Argovia, il 3 aprile dello scorso anno. La sentenza è attesa domani.
L'uomo è accusato di tentato assassinio e tentate lesioni gravi. L'episodio era inizialmente passato inosservato: nonostante la forte detonazione, che aveva anche rotto la finestra di una casa vicina, nessuno si era infatti rivolto alla polizia.
Era stata la moglie 59enne a informare le forze dell'ordine, riferendo però soltanto di problemi relazionali con il marito. La donna - pure bosniaca e residente con il marito a Buchs - si era in seguito recata in ospedale, dove le è stata asportata chirurgicamente una pallina di metallo.
Gli inquirenti hanno allora deciso di approfondire le indagini e hanno trovato resti di una bomba a mano sul luogo dei fatti. L'indagine è perciò stata affidata al Ministero pubblico della Confederazione (MPC). L'ordigno è risultato essere una bomba a frammentazione di fabbricazione jugoslava che l'accusato avrebbe acquistato sul mercato nero.
L'uomo era stato arrestato a tre giorni di distanza dai fatti alla dogana di Chiasso e si trova da allora in detenzione preventiva. In base all'atto d'accusa, l'imputato ha agito "con particolare mancanza di scrupoli": era ben consapevole della pericolosità dell'ordigno e ha cercato di far fuori la moglie, dalla quale voleva divorziare, per evitare di versarle gli alimenti.
(atsi)
SDA-ATS