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NEW YORK - L'economia americana si espanderà "intorno al 3,5%" nel 2010, per poi accelerare nel 2011 grazie a una ripresa della domanda privata che, gradualmente, sostituirà il sostegno delle politiche fiscali, destinato a diminuire nel corso dell'anno.
Il presidente della Fed Ben Bernanke, assicurando che la banca centrale "prenderà le misure necessarie per aiutare la ripresa", si mostra cautamente ottimista sullo stato di salute dell'Azienda America nonostante la ripresa "modesta e frenata", l'elevato tasso di disoccupazione, la crisi del debito europea e il deterioramento dei conti pubblici.
Le rassicurazioni di Bernanke spingono Wall Street, che avanza in modo deciso, ma non sembrano convincere Standard & Poor's: in un'intervista a Reuters Insider, il responsabile dei rating sovrani dell'agenzia David Beers ritiene concepibile un eventuale cambio del rating americano.
L'agenzia attende di verificare - aspiega Beers - come si orienterà la politica americana nella lotta al deficit e al debito. Secondo un documento del Tesoro inviato al Congresso nei giorni scorsi e riportato dalla stampa americana, il debito americano raggiungerà quest'anno i 13.600 miliardi di dollari per poi salire a 19.600 miliardi di dollari nel 2015.
SDA-ATS