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<h2>SubmittedText<h2><p>I segnali di crisi sul mercato immobiliare si moltiplicano, tanto che non solo la FINMA e la Banca nazionale svizzera (BNS) stanno richiedendo ulteriori misure per contrastare i grandi rischi di una crisi immobiliare, ma che anche le banche stesse sono disposte a inasprire le regole sulla concessione delle ipoteche. Alla luce di questi sviluppi, occorre mettere in discussione i progetti di Postfinance riguardo al suo ingresso, come investitore, nel settore del credito ipotecario. Inoltre, vari sviluppi in seno a Postfinance, ad esempio nella politica salariale e di rimunerazione, sollevano per lo meno una serie di questioni. In tale contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta i rischi dell'ingresso di Postfinance nel mercato ipotecario di fronte al pericolo di una bolla immobiliare? Quale volume di mercato si attende il Consiglio federale? Ha chiesto il parere della FINMA o della BNS a riguardo?</p><p>2. Dai rapporti di gestione di Postfinance emerge che negli ultimi anni gli utili si sono assottigliati. A quanto ammontano gli utili di Postfinance per il periodo 2013-2018? Qual è stata l'evoluzione dei salari della Direzione e del Presidente della direzione nello stesso periodo (retribuzione variabile e fissa in franchi svizzeri)? Qual è stata l'evoluzione dei salari medi dei collaboratori nello stesso periodo? Questa evoluzione salariale e la corrispondente politica sono in linea con la strategia della Confederazione in veste di proprietaria e con il mandato di servizio pubblico di Postfinance?</p><p>3. È disposto a esaminare strategie alternative per l'ingresso di Postfinance nel mercato ipotecario, specificamente la trasformazione di Postfinance in una banca del clima? Condivide le tre seguenti constatazioni ovvero che, di fronte alle grandi sfide per la protezione del clima, il settore finanziario deve assumersi una responsabilità molto maggiore, che ci si dovrà focalizzare sulla protezione del clima, l'efficienza energetica e le energie rinnovabili e che Postfinance potrebbe svolgere un ruolo pionieristico in questo settore? Come reputa il ruolo pionieristico di Postfinance per i prestiti verdi, da una parte, e per i crediti per la protezione climatica, dall'altra? È disposto a conferire a Postfinance un relativo mandato di prestazioni? Qual è la sua posizione riguardo a un così chiaro riorientamento di Postfinance verso l'importante obiettivo del bene comune, segnatamente nei confronti dei suoi investimenti urgenti e necessari per la protezione del clima?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella sua seduta del 5 ottobre 2018, il Consiglio federale si è detto favorevole a che Postfinance possa offrire anche ipoteche e crediti. L'Esecutivo ha quindi incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di elaborare, congiuntamente al Dipartimento federale delle finanze (DFF), un progetto di revisione parziale della legge sull'organizzazione della Posta da porre in consultazione. L'eventuale ingresso nel mercato creditizio e ipotecario dovrebbe avvenire gradualmente sull'arco di diversi anni. Per le ipoteche mira a una quota di mercato pari al 5 per cento. Prima della sua decisione di principio di abolire il divieto di credito e ipoteca imposto a Postfinance, il Consiglio federale ha chiesto il parere della BNS e della FINMA. Secondo la BNS, è fondamentale che l'ingresso di Postfinance nel mercato creditizio e ipotecario non porti né a distorsioni della concorrenza né a un improvviso aumento dell'offerta di credito nei periodi di surriscaldamento del mercato immobiliare. La FINMA ha valutato la questione tenendo conto delle imprese stesse e ha affermato che non sorgono preoccupazioni fintanto che i requisiti in materia di vigilanza sono soddisfatti.</p><p>2. Stando ai rapporti di gestione di Postfinance, il suo risultato d'esercizio (EBIT secondo le direttive IFRS) ha registrato il seguente andamento:</p><p>719 milioni di franchi (2013), 475 milioni di franchi (2014), 577 milioni di franchi (2015), 575 milioni di franchi (2016), 543 milioni di franchi (2017), 229 milioni di franchi (2018). La notevole diminuzione di tali importi è da ricondurre in gran parte al calo dei proventi da interessi dovuto al basso livello dei tassi di interesse.</p><p>Nel periodo 2013-2018, la retribuzione media per gli impieghi a tempo pieno (fissa e variabile) è aumentata di circa il 3 per cento, quella della Direzione (fissa e variabile, CEO incluso) del 43 per cento e, infine, quella del CEO (fissa e variabile) del 64 per cento. A tal proposito si può aggiungere che la retribuzione del CEO precedente, in carica fino al 2011, era equivalente a quella del CEO nel 2018. L'attuale CEO è stato assunto con uno stipendio nettamente inferiore, solo dopo diversi anni ha raggiunto il livello salariale del suo predecessore.</p><p>Nei suoi obiettivi strategici, il Consiglio federale si aspetta che la Posta sia un datore di lavoro socialmente responsabile. Le condizioni di lavoro concrete sono definite dalla Posta, d'intesa con le parti sociali, nei contratti collettivi (ad es. CCL Postfinance) e nelle trattative salariali annuali.</p><p>Postfinance fornisce il servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti. L'Ufficio federale delle comunicazioni garantisce la vigilanza sulle prestazioni del servizio universale e ogni anno verifica se le prescrizioni di legge sono state rispettate. Stando alla documentazione fornita, finora la Posta ha potuto sempre dimostrare l'adempimento del suo obbligo di garantire il servizio universale. Inoltre si può osservare che le disposizioni in materia di accessibilità alle prestazioni nel settore del traffico dei pagamenti sono state inasprite a partire dal 2019. Tali prestazioni dovranno essere ora accessibili per il 90 per cento della popolazione nell'arco di 20 minuti (finora 30 minuti), a piedi o con i mezzi pubblici.</p><p>Fatte queste premesse, secondo il Consiglio federale non ci sono elementi che dimostrano che la politica e l'evoluzione salariale di Postfinance non siano in linea con la strategia del proprietario e con il mandato di servizio universale.</p><p>3. Il Consiglio federale dirige la Posta fissandone gli obiettivi strategici e, di regola, non interferendo sulla sua attività operativa. In genere, non si esprime quindi in merito all'orientamento e alla strategia di una determinata unità aziendale della Posta. Tuttavia, negli obiettivi strategici il Consiglio federale può impartire istruzioni alla Posta concernenti la strategia aziendale di Postfinance. In vista dell'ingresso di Postfinance nel mercato creditizio e ipotecario, il Collegio si dice disposto a esaminare anche strategie alternative di Postfinance.</p><p>Con la ratifica dell'Accordo di Parigi sul clima, la Svizzera riconosce l'obiettivo esplicito di armonizzare i flussi finanziari con uno sviluppo a basse emissioni di gas serra e resistente ai cambiamenti climatici. Nel suo messaggio concernente la revisione della legge sul CO2, il Consiglio federale afferma di voler realizzare tale obiettivo promuovendo, in una prima fase, l'adozione di misure su base volontaria da parte degli operatori del mercato finanziario. La sostenibilità in questo settore rientra peraltro nella politica del Consiglio federale in materia di mercati finanziari ed è considerata uno degli elementi promotori dell'innovazione. Qualora gli effetti delle misure volontarie dovessero risultare insoddisfacenti, il Consiglio federale prenderà in considerazione altri provvedimenti per realizzare l'obiettivo.</p>  Risposta del Consiglio federale.