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Il preposto alla protezione dei dati Hans-Peter Thür vuole vederci chiaro circa l'invio agli Stati Uniti da parte del gestore patrimoniale Swisspartners di dossier riguardanti 110 presunti evasori americani. Le norme in vigore prevedono che "mister dati" venga informato in anticipo di ogni simile azione ma, come Thür ha dichiarato all'ats, ciò non è avvenuto.
"Ci occuperemo da vicino di questo problema", ha detto all'ats. Quando Swisspartners fornisce documenti agli Stati Uniti, il suo ufficio deve essere informato sulle garanzie fornite, ossia che le informazioni contenute sono adeguatamente protette, ha spiegato Hans-Peter Thür.
"Contatteremo Swisspartners per ricordare loro le regole in materia", ha sostenuto. Se necessario si ricorrerà ai tribunali per far rispettare le procedure.
Le regole sono le stesse che si applicano per la consegna di dati attinenti ai collaboratori delle banche elvetiche, ha spiegato "mister dati", ossia che i clienti devono essere informati prima dell'invio della informazioni e devono avere la possibilità di opporsi.
Thür non ha solo criticato la procedura scelta da Swisspartners, ma anche la legalità di questa decisione. Swisspartners non avrebbe in ogni caso violato il segreto bancario giacché, come gestore patrimoniale, non è sottoposto alla legge sulla banche.
In ogni caso anche Swisspartners deve rispettare la legge sulla protezione dei dati, ha sottolineato Hans-Peter Thür, precisando che la normativa in vigore vieta in linea di principio la consegna di informazioni a Stati che non dispongono di una protezione dei dati adeguata. Gli Stati Uniti, secondo"mister dati" rientrano in questa categoria.
SDA-ATS