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L'ecografia è l'esame tecnico che permette di visualizzare l'immagine dell'embrione/feto tramite l'utilizzo di ultrasuoni nel ventre materno. È utilizzata senza che sia stato riscontrato effetto nocivo sulla madre e il feto. È un esame che viene eseguito dal medico (e in alcuni casi dall'ostetrica) per accertarsi che la gravidanza stia procedendo bene o, nel caso non sia così, per trovare ciò che non va e saperlo risolvere.
Durante la prima ecografia le mamme tendono a rendersi davvero conto che dentro il loro corpo sta crescendo la nuova vita.
L'ecografia non è comunque un esame perfetto in quanto dipende da diversi fattori: l'esperienza dell'ecografista, la qualità dello strumento utilizzato, la qualità e lo spessore del tessuto adiposo materno, la posizione fetale, la qualità e quantità del liquido amniotico e l'inserzione placentare.
Resta comunque un esame molto preciso nel diagnosticare le anomalie letali (80% rilevate), relativamente preciso nel riconoscere problemi che necessitano cure e trattamenti, un po' meno efficace nel diagnosticare le anomalie minori.
Alcune anomalie non possono essere escluse con certezza in quanto si sviluppano con il proseguimento della gravidanza.
L'ecografia ci permette di sapere lo stato di salute del feto e diversi altri parametri: misure di partenza, data del concepimento (più o meno), salute degli organi vitali, sviluppo dello scheletro, posizione della placenta...
In caso di fisiologia gli studi consigliano di fare principalmente tre ecografie:
tra la 12° e la 14° settimana per datare correttamente la gravidanza e misurare la traslucenza nucale;
tra la 20° e la 22° settimana per l'ecografia morfologica che valuta in modo approfondito l'anatomia del feto;
tra la 30° e la 32° settimana per valutare la crescita fetale.