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ZURIGO - A Zurigo i votanti hanno approvato con il 51,7% l'introduzione della controversa "Züri City Card". Il documento è stato voluto dai suoi promotori per facilitare la vita ai migranti senza documenti.
Quella che in effetti è una tessera d'identità locale a disposizione di tutti i residenti, è considerata dal comitato referendario un documento «illegale» per la «legalizzazione fasulla» dei sans-papiers. La partecipazione ha raggiunto il 47,1%.
Nella più grande città svizzera si stima che vivano circa 10'000 persone senza un permesso di soggiorno, il che rende difficili diverse procedure amministrative. La "Züri City Card" dovrebbe facilitare loro la vita, per esempio, quando ritirano una lettera raccomandata, iscrivono i loro figli in un asilo, prendono in prestito un libro dalla biblioteca o passano un controllo di polizia.
I suoi promotori si sono ispirati ad un'esperienza lanciata a New York ed hanno espressamente voluto che sia a disposizione di tutti i residenti della città, in modo che in caso di controlli non si possano trarre conclusioni sullo status di chi la usa.
I partiti borghesi, che lo considerano un documento illegale che vuole dare l'impressione che la situazione dei sans-papier sia legale, hanno lanciato un referendum contro il credito di 3,2 milioni di franchi che servirà per i lavori preparatori per introdurre la City Card.
La stesso Consiglio federale sembra piuttosto scettico a proposito della City Card: nel febbraio 2021, rispondendo a un'interpellanza, aveva affermato che un simile documento non sarebbe legalmente vincolante. La competenza in materia d'asilo spetta infatti alla Confederazione.
Presentando il progetto, la sindaca di Zurigo Corine Mauch (PS) aveva da parte sua avvertito che le "elevate" aspettative riposte dai promotori nella City Card - che è stata oggetto di una mozione approvata dal consiglio comunale - potranno essere soddisfatte soltanto in parte.
Secondo la sindaca, il documento «non permetterà ai migranti senza documenti di muoversi in città completamente senza paura e non offrirà loro un migliore accesso alla legge e alla giustizia». Dovrebbe tuttavia essere a disposizione di tutta la popolazione e consentire ad esempio un accesso a prezzo ridotto alle offerte culturali della città, ma anche facilitare la ricerca di un alloggio o l'accesso a prestazioni sanitarie.