Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/178822

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un disegno di legge affinché consiglieri federali, membri dell'Assemblea federale e funzionari federali che hanno rapporti con l'estero non possano disporre di ulteriori nazionalità oltre a quella svizzera. Si chiede inoltre di annullare la decisione in base alla quale da inizio anno ai membri del corpo diplomatico e dei servizi consolari non è più richiesto di avere la sola cittadinanza elvetica.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Ogni cittadino avente diritto di voto è eleggibile al Consiglio nazionale, al Consiglio federale e al Tribunale federale (art. 143 della Costituzione). Per quanto riguarda il Consiglio degli Stati, l'eleggibilità è determinata dal diritto cantonale (art. 150 cpv. 3 della Costituzione). L'eleggibilità, ai sensi dell'articolo 143 della Costituzione, si valuta dunque rispetto all'articolo 136 della Costituzione, che definisce i diritti politici e il diritto di voto.</p><p>Ai sensi della Costituzione, la doppia cittadinanza o la cittadinanza plurima non sono per niente proibite. D'altronde, non lo sono mai state (la Costituzione del 1848 rifiutava l'eleggibilità agli ecclesiastici). Le norme sull'incompatibilità, che derivano da quelle relative all'eleggibilità (art. 144 della Costituzione; art. 60 e 61 della legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione [RS 172.010], per i membri del Consiglio federale, art. 14 della legge sul Parlamento [RS 171.10], per i membri dell'Assemblea federale), si riferiscono innanzitutto alle funzioni esercitate. Tali norme mirano a garantire l'indipendenza dei membri delle autorità e quest'ultima si deve naturalmente esaminare rispetto ai limiti costituzionali. La componente passiva del diritto di voto (potere essere eletto) potrebbe essere violata se la doppia cittadinanza o la cittadinanza plurima dovessero costituire un motivo d'impedimento.</p><p>Oggi numerosi Svizzeri sono binazionali. La rinuncia alla cittadinanza d'origine è stata soppressa nella legge sulla cittadinanza (RS 141.0) nel 1990. Pur se i Cantoni possono prevedere una siffatta normativa nella propria legislazione (in applicazione dell'art. 38 cpv. 2 della Costituzione), nessuno l'ha fatto. D'altra parte, la doppia cittadinanza è talvolta automatica e lo Stato estero non prevede, né nel suo diritto interno, né nella sua prassi, che vi si possa rinunciare. Con la modifica del 2 dicembre 2016 dell'ordinanza sul personale federale (RU 2016 4507), il Consiglio federale ha soppresso la condizione del possesso esclusivo della cittadinanza svizzera per gli impiegati del Dipartimento federale degli affari esteri soggetti all'obbligo di trasferimento in particolare per tale ragione.</p><p>Per finire, l'adattamento delle condizioni di eleggibilità è sempre stato incentrato su valori d'inclusione piuttosto che su criteri d'esclusione (ne è la prova - oltre alla questione degli ecclesiastici - che la presenza di due consiglieri federali dello stesso Cantone è diventata possibile con la revisione costituzionale del 1999).</p></text>