Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/96003

<h2>SubmittedText<h2><p>La crisi economica è intensa, profonda e durevole. Per superarla è necessario, nel suo decorso, stanziare un credito quadro. Con questo fondo per la crisi devono essere finanziati progetti per formazione, ricerca e innovazione sostenibili, in particolare per il rilascio di buoni di formazione e perfezionamento a lavoratori e interessati nonché per progetti di ricerca relativi al rinnovamento ecologico dell'economia e all'attuale crisi nelle sue molteplici sfaccettature. Il freno all'indebitamento e la regola complementare devono essere sospesi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche il Consiglio federale è dell'avviso che la crisi sia un'occasione per promuovere nuove tecnologie, soprattutto in campo energetico. </p><p>Le prime due fasi delle misure di stabilizzazione congiunturale intervengono prevalentemente mediante anticipi di spese. Per i progetti in campo ambientale ed energetico sono previsti circa 320 milioni di franchi. Anche il parziale vincolo sulla destinazione degli introiti della tassa sul CO2 procurerà fondi cospicui per interventi in questi settori.</p><p>Inoltre, la Confederazione investe ulteriori 21,5 milioni di franchi per progetti dell'Agenzia per la promozione dell'innovazione (CTI), in particolare nell'ambito delle tecnologie pulite e dei materiali intelligenti.</p><p>Per la terza fase delle misure di stabilizzazione congiunturale il Consiglio federale ha disposto e presentato al Parlamento il 10 agosto 2009 ulteriori provvedimenti, per complessivi 400 milioni di franchi, volti ad attenuare gli effetti della recessione e favorire la crescita: è indispensabile, infatti, prepararsi in maniera ottimale alla ripresa. Per questo motivo la terza fase, per contrastare le conseguenze della disoccupazione, contempla anche il sostegno alla formazione continua e un'iniziativa per la formazione e la formazione continua nel campo energetico. Inoltre, le aziende che operano in campo energetico e ambientale beneficeranno di un forte sostegno all'esportazione di prodotti e servizi.</p><p>Con queste misure di stabilizzazione si esaurisce per il 2010 il margine di manovra disponibile sul piano delle spese nei limiti del freno all'indebitamento. Quest'ultimo è una disposizione costituzionale e può pertanto essere abrogato o sospeso solo mediante una revisione della Costituzione, seguendo le procedure apposite. Il Consiglio federale rammenta che il Parlamento ha approvato la regola complementare al freno all'indebitamento nel marzo 2009, vale a dire in un momento in cui già era a conoscenza della crisi finanziaria. Il Consiglio federale si oppone pertanto a un rinvio dell'entrata in vigore della regola complementare, fissata per il 2010.</p><p>Per quanto concerne il credito quadro richiesto nella mozione, la sua necessità non può giustificarsi con l'intensità, la profondità e la durata della crisi economica. Infatti, l'orizzonte di programmi e ricerche durevoli supera di gran lunga quello dei programmi congiunturali. Inoltre, l'urgenza del momento consiste nel riprendere il controllo sugli sviluppi dei mercati finanziari. Le decisioni di politica economica sull'impostazione a lungo termine dell'economia devono essere prese seguendo le procedure ordinarie.</p><p>Se la mozione dovesse essere accolta dalla Camera prioritaria, il Consiglio federale si riserva di chiedere alla commissione della seconda Camera di trasformarla in un mandato di esame.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.