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ZURIGO - Le 300 più grandi imprese europee e americane hanno visto il loro fatturato diminuire nel primo semestre, a causa del calo del prezzo del petrolio e delle materie prime. In controtendenza si sono invece mostrate le aziende svizzere.
I gruppi europei hanno subito una flessione delle vendite (su base annua) del 4,6%, indica la società di consulenza EY in un comunicato odierno. Per le società americane l'arretramento si è limitato allo 0,4%, mentre le 23 imprese elvetiche comprese nella classifica hanno beneficiato di una progressione pari al 9,5%. Glencore e Nestlé figurano nella top ten europea, rispettivamente al quinto e al nono posto.
Sul fronte degli utili l'Europa mostra un calo del 9,6%, gli Usa e la Svizzera una diminuzione del 3,5%: 14 delle 23 entità elvetiche sono però riuscite a migliorare il risultato. Roche è prima in classifica in Europa, con un utile operativo di 7,4 miliardi di euro: il gruppo farmaceutico renano si piazza davanti a Deutsche Telekom e a Nestlé.
Complessivamente le aziende europee prese in considerazione dalla statistica di EY hanno generato un fatturato di 3250 miliardi di euro e un risultato operativo di 272 miliardi, mentre i loro concorrenti americani rispondono con rispettivamente 4150 e 483 miliardi.
Nella graduatoria dei 300 gruppi il 47% delle imprese europee è attiva nel settore industriale, una percentuale più consistente del 29% registrato negli Usa. Al contrario, il comparto informatico negli Stati Uniti è trainante - con Apple, Google e Microsoft - mentre solo 14 imprese europee del ramo sono inserite in classifica, sottolinea EY: il settore ha un fatturato di 92 miliardi di euro in Europa e di 575 miliardi oltre Oceano. Da notare infine che Apple ha realizzato un utile superiore a quello cumulato delle cinque aziende più redditizie europee.