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Oggi si usa tanto il termine pan di zucchero per definire una collina dalla forma particolare o anche per definire il colore “carta di zucchero” ma tutto deriva da un prodotto particolare diffuso nell’Ottocento per la commercializzazione dello zucchero.
In pratica la melassa scura, che veniva prodotta nelle zone di coltivazione della canna da zucchero, veniva trasformata in zucchero bianco raffinato dopo ebollizione e fatta raffreddare poi capovolta in speciali contenitori a forma di cono rovesciato. Alla fine della lavorazione si otteneva un panetto di zucchero a forma di cono con sommità arrotondata che veniva poi avvolto in una carta di colore celeste chiaro che prendeva il nome di “carta di zucchero”.
La produzione dei pani di zucchero, tuttavia, era ben più lontana e gli stessi Arabi citavano un “cono di zucchero” già prodotto nel IX secolo ma con materiali diversi da quelli della canna da zucchero.
Il famoso “panetto” iniziò poi a scomparire a metà del XX secolo grazie al processo di centrifugazione che eliminava velocemente il liquido in eccesso fino a produrre quello che oggi è lo zucchero semolato.
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