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ZURIGO - Spicca un'assenza di grande peso: reduce dal titolo di miglior posto di lavoro nel 2017, ma anche nel 2016 e nel 2015, così come nel 2013 e nel 2009, quest'anno Google nemmeno è in classifica.
Se avesse un altro primato facile in tasca, non lo sapremo mai: questa volta ha scelto di non sottoporsi al giudizio dei suoi dipendenti, chiamati ogni anno a dare un voto ai propri datori di lavoro in un'indagine che, sulla base delle risposte a 58 domande, decreta i "Great place to work" in 60 Paesi del mondo.
Così, ecco tornare in testa Cisco e l'information technology, azienda già vincitrice nel 2014 ma senza piazzamenti lo scorso anno; ed ecco Ikea guadagnare due posizioni, dal quarto posto nel 2017 al secondo oggi, mai cosi in alto.
Sembra di ritornare in un certo senso al 2016, quando, tolta Google in testa, i nomi erano i medesimi e nello stesso ordine: Cisco, Ikea, McDonald's e la società d'informatica Sap. Quinto posto per Dhl, new entry; nel 2016 c'era il concorrente FedEx.
Ieri a Zurigo la premiazione e una conferma: la digitalizzazione è ormai di pubblico dominio anche fra gli interessi dei lavoratori. Stipendio e mansione non sono tutto: molto apprezzata l'opportunità di crescita personale e la flessibilità, intesa come maniera in cui lavoro e tempo libero si consiliano e compenetrano senza creare attriti.