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Andrà a processo in Appello il 19 maggio il 47enne di origine portoghese che il 1. maggio del 2019, nei boschi di Orselina, aggredì un'anziana a scopo di rapina. Il 5 maggio 2020 l'uomo era stato condannato in prima istanza a 3 anni e 6 mesi di detenzione – con la prospettiva di un trattamento in una struttura chiusa – cui si aggiungeva l'espulsione dal territorio svizzero per un periodo di 7 anni. I reati ipotizzati sono rapina aggravata (pericolo di vita), subordinatamente rapina aggravata (pericolo particolare). Il giudice Amos Pagnamenta aveva sottolineato la brutalità dell'agire e la gravità della colpa dell'imputato, ma anche il fatto che l'uomo non mise la sua vittima in concreto pericolo di morte.
L'uomo era ricoverato alla Clinica Santa Croce per problemi depressivi e per disintossicarsi dall'alcool. L'obiettivo dell'aggressione era procurarsi del denaro per comprare da bere. Il 47enne sorprese la donna che passeggiava nel bosco retrostante la clinica, la immobilizzò e le infilò un foulard in gola per impedire che gridasse. Poi la abbandonò sul posto.
Le Criminali di Locarno, presiedute da Amos Pagnamenta, avevano accolto in prima istanza la tesi difensiva dell'avvocato Giorgia Maffei, secondo cui non vi fu appunto reale messa in pericolo di morte. La procuratrice pubblica Margherita Lanzillo la pensava diversamente e aveva chiesto la condanna a una pena di 5 anni e 6 mesi. La vittima è difesa dall'avvocato Carlo Borradori, che per lei era riuscito ad ottenere un risarcimento per torto morale pari a 5'000 franchi.
Al Pretorio di Locarno, il 19 maggio, l'imputato sarà difeso da Luca Marcellini e Demetra Giovanettina. Presidente della Corte, la giudice Giovanna Roggero-Will, con Rosa Item e Francesca Lepori Colombo quali giudici a latere.