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A quaranta anni dalla sua nascita Medici Senza Frontiere, l'organizzazione premiata con il Nobel per la Pace nel 1999 rilancia la sua sfida: l'accesso alle cure per tutti, tema dibattuto nel corso di un congresso umanitario internazionale organizzato a Roma.
"La sfida di portare cure mediche di qualità alle popolazioni che ne hanno bisogno è sempre stata il cuore della nostra azione - afferma all'ANSA Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia - ma ci sono contesti in cui l'accesso è compromesso, come in Somalia, dove gran parte del centro-sud del Paese è fuori dalla portata degli aiuti".
Altra sfida per l'organizzazione è quella di "negoziare sempre la nostra presenza in zone di guerra - aggiunge Moschochoritis - e, in alcuni casi, si devono accettare dei compromessi". Il limite oltre il quale un compromesso diventa inaccettabile "è molto sottile" ma ci sono due parametri che non possono essere messi in discussione: "l'indipendenza della nostra azione e l'imparzialità nel somministrare le cure a chiunque ne abbia bisogno", precisa Moschochoritis.
L'organizzazione ha pubblicato un libro, presentato nell'ambito del congresso, 'Intervenire a ogni costo? Negoziati umanitari: l'esperienza di Medici Senza Frontiere', in cui "sono descritte le nostre sfide e anche i nostri fallimenti - sottolinea il direttore generale di Msf - perché solo così si può crescere e ci si può confrontare con le altre associazioni".
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