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Chi lo avrebbe detto che a battere il record di Phileas Fogg, il protagonista del Giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne, sarebbero state due donne? Erano entrambe americane e tutte e due si chiamavano Elizabeth: Elizabeth Wetmore Bisland ed Elizabeth Jane Cochrane, conosciuta con lo pseudonimo di Nellie Bly. L’una proveniva da una famiglia aristocratica della Louisiana, teneva una raffinata rubrica letteraria sul mensile “The Cosmopolitan”, animava un salotto letterario ed era considerata la donna più bella dell’ambiente giornalistico newyorkese.
L’altra era una reporter irrequieta e coraggiosa, che veniva dal mondo minerario della Pennsylvania e si era affermata con i suoi reportage a sfondo sociale, che avevano suscitato scalpore. Viaggiavano entrambe per due testate giornalistiche, la prima per la propria rivista, di cui era vice-redattore capo, la seconda per il “New York World”, il popolare quotidiano di Joseph Pulitzer.
Alla fine a vincere la competizione fu Nellie Bly: 72 giorni contro i 76 della rivale, che aveva avuto la sfortuna di perdere l’ennesima coincidenza, finendo su una nave lenta, invece che su quella veloce che aveva prenotato, e attraversando l’Atlantico in condizioni meteo giudicate fra le peggiori di quegli anni. Nellie ritornò al punto di partenza il 25 gennaio 1890: aveva percorso 40’070 km ed era entrata nella storia dei viaggi.
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