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È stato condannato a un anno e tre mesi di carcere, sospesi per due anni, l'avvocato e notaio ticinese a processo per ripetuta appropriazione indebita qualificata.
L’avvocato aveva prelevato oltre 227'000 franchi, provenienti dalla vendita di un terreno, che gli erano stati affidati da una cliente tedesca, nel frattempo deceduta. L’imputato, durante il processo, ha affermato che i soldi erano stati messi a disposizione durante una telefonata dalla donna, venuta a conoscenza delle sue difficoltà finanziarie. Non esiste però un documento che certifichi la volontà della cliente.
L’accusa aveva quindi chiesto una condanna a 24 mesi di detenzione con la condizionale, sostenendo che la telefonata era stata un’invenzione per giustificare i ripetuti prelievi. La difesa, che ha già annunciato che farà appello, si era invece battuta per l’assoluzione, affermando che l’imputato era stato un pasticcione nella gestione del suo studio, senza però mai avere avuto intenti criminali.