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Superati i dubbi sulla sicurezza, i droni della Posta tornano a volare e lo fanno in Ticino: da lunedì prossimo i campioni di laboratorio faranno di nuovo la spola aerea fra due ospedali luganesi, il Civico e l'Italiano.
Un servizio che - stando al gigante giallo - permette di risparmiare sino a 45 minuti di percorrenza.
In seguito a due incidenti verificatisi nel 2019 (un drone precipitato a Zurigo, un altro nell'omonimo lago), la Posta e l'azienda a cui si appoggia - il gruppo californiano Matternet - avevano deciso di sospendere i voli in tutta la Svizzera, si legge in un comunicato odierno. La Posta aveva allora costituito un consiglio di esperti indipendenti formato da specialisti nel campo dell'aviazione, che ha avuto accesso completo alle procedure di Matternet e che ha verificato in maniera critica l'esercizio e i relativi processi di sicurezza.
Nel dicembre 2019 il consiglio di esperti - di cui fa parte anche Luca Jelmoni, direttore dell'Ospedale Regionale di Lugano, a cui fanno capo il Civico e l'Italiano - ha concluso le proprie verifiche, esprimendo un giudizio "sostanzialmente positivo", scrive l'azienda postale.
"Attestiamo alla Posta e a Matternet un elevato standard di sicurezza, nonché una radicata consapevolezza riguardo a questo tema", afferma Michel Guillaume, direttore del centro di aviazione della Scuola universitaria professionale di Zurigo (ZHAW) e membro del consiglio di esperti, citato nella nota. "Il livello di sicurezza era già elevato anche prima degli incidenti. Non vi sono obiezioni al ripristino delle operazioni di volo".
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