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Colpo di scena al processo contro l'ex commissario dell'antidroga ticinese Fausto Cattaneo e un agente vodese apertosi ieri davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Il pubblico ministero ha chiesto alla corte di prosciogliere i due e indennizzarli.
Il procuratore Jürg Blaser si è completamente distanziato dall'atto d'accusa del precedente titolare del dossier Felix Reimann e ha sostenuto che le accuse contro l'ex agente infiltrato Cattaneo e il coimputato non possono essere provate. Ha dunque chiesto che le imputazioni di denuncia mendace e sequestro di persona, con l'aggiunta della falsa testimonianza per il poliziotto vodese, siano abbandonate. Le spese processuali vanno a suo avviso messe a carico della Confederazione e i due imputati devono essere indennizzati.
Il 72enne Cattaneo e il coimputato, un 59enne capo sezione della polizia vodese già suo collega in indagini antidroga, erano principalmente accusati di aver ordito nel 2003 l'arresto di un ex collega di Cattaneo con cui questi aveva avuto forti attriti. L'uomo, che nel processo è accusatore privato, lavorava allora e tutt'oggi per la polizia federale in Ticino. L'uomo fu arrestato nel settembre 2003 per il sospetto di corruzione, riciclaggio di denaro e infrazione alla legge federale sugli stupefacenti e trattenuto una settimana in detenzione preventiva.
SDA-ATS