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L'India ha sospeso il servizio di telegramma dopo 163 anni di attività e l'ultimo messaggio è stato inviato ieri al vicepresidente del partito del Congresso Rahul Gandhi. Lo riferisce oggi l'agenzia di stampa Pti.
La decisione di dire addio al vecchio e obsoleto telegrafo, già annunciata un mese fa, ha suscitato un grande interesse in India e un coro di voci nostalgiche. Ieri, ultimo giorno d'attività, centinaia di persone si sono recate all'ufficio centrale delle poste a New Delhi per spedire telegrammi "souvenir".
L'ultimo messaggio, dettato quindici minuti prima della mezzanotte quando chiudeva definitivamente lo sportello, è stato quello di un sostenitore del figlio dell'italo-indiana Sonia Gandhi, che è indicato da molti come possibile futuro premier in caso di vittoria alle elezioni del 2014.
Il telegramma, abolito da tempo in quasi tutti i paesi in quanto superato dai messaggi elettronici, ma che sopravvive ancora in Paesi occidentali come l'Italia, era stato portato in India dagli inglesi nel 1850, pochi anni dopo l'esperimento del suo inventore Samuel Morse. La compagnia britannica delle Indie Orientali lo usava come sistema di comunicazione veloce tra la capitale Calcutta e il porto Diamond Harbour, distante una cinquantina di chilometri.