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<h2>SubmittedText<h2><p>Quando nell'autunno del 2008 il ministro delle finanze non ha potuto svolgere la sua funzione in seguito a malattia, quale sua supplente la ministra della giustizia ha guidato ad interim anche il DFF. Questo è perlomeno quanto si è appreso allora. Inoltre, spesso e a gran voce è stato comunicato chi aveva salvato le banche svizzere, se non addirittura la piazza finanziaria Svizzera, dal naufragio. Com'è risaputo, la Svizzera non era rappresentata all'incontro informale dell'OCSE tenutosi nel mese di ottobre a Parigi, in occasione del quale i Paesi messi al bando come "paradisi fiscali" sono stati condannati. Il popolo svizzero, ma anche l'autorità competente, ha sollevato proteste contro il mancato invito del nostro Paese. Sono state inoltre avanzate richieste che andavano fino alla dimissione del Segretario generale dell'OCSE Angel Gurría o al ritiro dall'associazione palesemente superflua. Ora, è stato svelato il mistero del mancato rispetto degli interessi da parte della Svizzera quale membro: anche la Svizzera aveva chiaramente ricevuto l'invito, che tuttavia ha rifiutato. Ma non è stata la supplente del ninistro delle finanze a decidere di rifiutare l'invito. Come appena reso noto, la ministra della giustizia ha demandato tale decisione di non partecipare alla Segretaria generale del DFF, la quale non può essere di certo competente per una questione politica di tale portata.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È vero che la segretaria generale del DFF e non la supplente ufficiale del Ministro delle finanze ha deciso in merito alla non partecipazione della Svizzera all'incontro dell'OCSE a Parigi?</p><p>2. La supplente del ministro delle finanze era stata informata dell'invito di Parigi?</p><p>3. Come mai l'invito all'incontro di Parigi non è stato comunicato al pubblico?</p><p>4. Come mai la ministra della giustizia non si è assunta la responsabilità per la non partecipazione?</p><p>5. Il Consiglio federale è del parere che oggi la Svizzera avrebbe una migliore posizione per difendere la piazza finanziaria, se avesse partecipato all'incontro di Parigi?</p><p>6. In seno al Consiglio federale esiste un concetto affinché le decisioni estremamente importanti per il Paese siano prese da un collega consigliere federale anche in caso di impedimento del consigliere federale competente e non dall'amministrazione?</p><p>7. Come garantisce il Consiglio federale che in futuro le decisioni estremamente importanti siano prese anche dai nostri membri del governo responsabili ed eletti dall'Assemblea federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. All'inizio di settembre del 2008 è pervenuto al Dipartimento federale delle finanze (DFF) un invito firmato dal ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück e dal ministro del bilancio francese Eric Woerth all'"High-level meeting of selected EU and OECD countries on transparency and exchange of information" previsto per il 21 ottobre 2008. Il consigliere federale Hans-Rudolf Merz ha incaricato immediatamente gli uffici competenti di fornire chiarimenti sul contenuto e sulla cerchia di partecipanti alla conferenza, poiché queste informazioni non risultavano sufficientemente chiare nell'invito. Da questi chiarimenti è emerso che Germania e Francia avevano invitato solo Stati prescelti dell'UE e dell'OCSE. Inoltre, diversi tra gli Stati invitati avevano previsto di farsi rappresentare alla conferenza a livello tecnico. Perciò il consigliere federale Hans-Rudolf Merz ha deciso a metà settembre 2008 che anche la Svizzera dovesse essere rappresentata non a livello ministeriale, ma a quello amministrativo. Il delegato per le questioni fiscali internazionali dell'amministrazione federale delle contribuzioni, il vicedirettore Jürg Giraudi, è stato pertanto annunciato come partecipante.</p><p>Com'è consuetudine in occasione di conferenze internazionali, gli uffici competenti del DFF, DFAE e DFE hanno preparato congiuntamente la partecipazione della Svizzera. Il 14 ottobre 2008 è pervenuta alla delegazione svizzera la bozza del testo elaborato da Germania e Francia con le conclusioni degli Stati partecipanti alla conferenza. In questa occasione è risultato evidente che la Svizzera non poteva condividere questa dichiarazione. In quel momento, la bozza del testo prevedeva di chiedere a tutti gli Stati di adottare integralmente l'articolo 26 del modello di convenzione OCSE per lo scambio di informazioni. Inoltre, gli Stati partecipanti alla conferenza dovevano dichiararsi disposti a intraprendere contromisure coordinate nei confronti degli Stati non cooperanti. Secondo le informazioni fornite dalla Francia, i Paesi autori dell'invito non avevano previsto di apportare alla dichiarazione finale, su richiesta di Stati partecipanti, modifiche più consistenti che si discostavano dall'indirizzo dato alla conferenza.</p><p>Da chiarimenti successivi è emerso che a quel momento solo undici Stati intendevano partecipare all'incontro a livello ministeriale: Germania, Francia, Australia, Belgio, Danimarca, Spagna, Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Svezia. Si erano annunciati a livello di alti funzionari: Canada, Corea del Sud, Islanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Messico e Svizzera. Gli USA e l'Austria avevano rifiutato di partecipare. Il Lussemburgo ha comunicato alla Svizzera di essere piuttosto propenso a non partecipare a causa delle questioni sollevate dalla dichiarazione finale.</p><p>Dopo colloqui con Austria e Lussemburgo, il 16 ottobre 2008 gli uffici competenti del DFF hanno consigliato alla Svizzera di non partecipare alla conferenza del 21 ottobre 2008. Basandosi su questa raccomandazione e rifacendosi alle decisioni preliminari del capo del DFF, la segretaria generale del DFF ha deciso lo stesso giorno che l'amministrazione non avrebbe partecipato alla conferenza. Questa decisione è stata appoggiata dagli uffici competenti del DFAE e del DFE.</p><p>2./4. Durante l'assenza in seguito a malattia del capo del DFF, il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha avuto regolarmente dei colloqui con la segretaria generale del DFF. Nell'intervallo di tempo in questione, le riunioni hanno avuto luogo il 13 e il 20 ottobre 2008. Al momento della riunione del 13 ottobre gli uffici competenti partivano ancora dal presupposto della partecipazione svizzera alla conferenza. Poiché il capo del DFGP intorno al 16 ottobre 2008 aveva ultimato l'elaborazione del pacchetto di misure per rafforzare il sistema finanziario svizzero e lo aveva presentato al pubblico, in quei giorni non c'era stata la possibilità di organizzare una riunione fra il Capo del DFGP e la segretaria generale del DFF. Secondo gli uffici competenti era urgente prendere una decisione, e secondo la segretaria generale del DFF attendere il colloquio del 20 ottobre 2008 per prendere una decisione sarebbe stato troppo tardi.</p><p>3. Nei mesi di settembre e ottobre del 2008 il DFF ha più volte preso posizione nei confronti dei media svizzeri in merito all'invito di Germania e Francia e alla mancata partecipazione alla loro conferenza. Allora il DFF comunicò al pubblico che la Svizzera collaborava a queste questioni nell'ambito dell'OCSE.</p><p>5. No. Si trattava di una conferenza informale, organizzata da Germania e Francia, alla quale numerosi Stati non sono stati invitati. Inoltre, alcuni degli Stati invitati non hanno partecipato a livello ministeriale. Infine, anche Paesi con situazioni simili alla Svizzera come l'Austria e il Lussemburgo non vi hanno partecipato.</p><p>6./7. Il capo competente del DFF era a conoscenza dell'invito e ha preso le decisioni preliminari essenziali.</p>  Risposta del Consiglio federale.