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Garanzia della politica svizzera dei trasporti nel contesto europeo
L'accordo sui trasporti terrestri è uno dei sette accordi conclusi nel 1999 tra la Svizzera e l'Unione europea (conosciuti come «Bilaterali I»). L'accordo garantisce una collaborazione a lungo termine tra la Svizzera e l'UE nel settore dei trasporti, nonché il riconoscimento a livello europeo della politica svizzera di trasferimento del traffico. L'accordo è entrato in vigore il 1° giugno 2002, dopo il parere nettamente favorevole espresso dal popolo con il voto sui «Bilaterali I».
L'aspetto centrale dell'accordo sui trasporti terrestri è il riconoscimento, da parte dell'UE, della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP), con cui la Svizzera può assoggettare le corse di autocarri da confine a confine al pagamento, in media, di 325 franchi. L'accordo sancisce anche il divieto per gli autocarri di circolare la notte e la domenica. In cambio, la Svizzera ha innalzato il limite di peso per gli autocarri a 40 tonnellate, aumentando così l'efficienza del traffico stradale. La Svizzera ha quindi ottenuto il coordinamento delle politiche di protezione dell'area alpina e il riconoscimento, da parte dell'UE, della politica di trasferimento del traffico decisa dal popolo. L'accordo è strettamente legato all'Iniziativa delle Alpi, accolta dal popolo nel 1994.
L'accordo sui trasporti terrestri offre vantaggi anche al settore svizzero dei trasporti pesanti, in quanto permette agli autotrasportatori svizzeri di accedere al mercato dell'UE e di svolgere servizi di cabotaggio tra Stati dell'UE, ossia di trasportare, ad esempio, merci dalla Germania alla Francia. Il mercato svizzero, invece, resta protetto dal cabotaggio da parte di trasportatori stranieri: l'accordo esclude, ad esempio, che un autocarro tedesco possa trasportare merci da Zurigo a Losanna.
L'UFT, quale autorità competente in materia di trasporti, rappresenta la Svizzera nei confronti dell'UE nel processo di attuazione e di revisione dell'accordo sui trasporti terrestri.