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NEUCHÂTEL - Si prospettano tempi duri per i cormorani che popolano i laghi di Neuchâtel e di Morat. Da oggi tredici pescatori professionisti, che durante l'estate hanno svolto una formazione specifica, saranno infatti abilitati ad abbatterli in un raggio di cento metri da dove hanno gettato le reti.
«Svuotatore di laghi» o capro espiatorio? - Il problema dell'uccello acquatico, accusato di «svuotare i laghi» e di conseguenza le reti dei pescatori, è dibattuto da tempo. Da una parte le associazioni naturalistiche sono contrarie all'abbattimento in quanto «non ci sono prove scientifiche che essi siano i responsabili del calo della pesca», che segue cicli a lungo termine, legati a diversi altri fattori quali la qualità dell'acqua. «I laghi oggi sono più puliti, contengono meno sostanze nutritive e sono più caldi a causa del cambiamento climatico», precisa il direttore di Birdlife Werner Müller.
Un primo passo - Non la pensa invece così Pierre Schär, uno dei tredici pescatori che è stato formato per abbatterli. «È un primo passo verso il miglioramento. Ma bisogna vedere come si evolverà la situazione nei prossimi due anni». I pescatori potranno uccidere un numero illimitato di esemplari, ma la missione non si preannuncia comunque semplice. «Sono difficili da abbattere. Non mi aspetto sicuramente una strage di uccelli».
Anche le statistiche relative alla pescosità del lago di Neuchâtel forniscono un alibi al cormorano: «Questo uccello si è stabilito nel lago a partire dal 2001, tuttavia il numero di coregoni pescati è diminuito solo dal 2016».
Questione (anche) politica - La questione del cormorano - specie non protetta in Svizzera se si eccettua la stagione riproduttiva da marzo a fine agosto - è stata discussa anche dalle Camere federali. Lo scorso anno erano state presentate tre interpellanze per rivendicare misure supplementari a favore dei pescatori. La consigliera nazionale Valérie Piller Carrard (PS/FR) aveva ad esempio chiesto che le uova di cormorano potessero venire distrutte. Il Consiglio federale aveva tuttavia fatto sapere che non sarebbe intervenuto «finché i Cantoni non avranno dimostrato l'entità e la rilevanza dei danni subiti dai pescatori professionisti e non avranno dimostrato che sono state adottate misure di prevenzione».