Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01295.jsonl.gz/616

BERNA - Nell'ambito delle trattative per ottenere un sostegno pubblico per far fronte alla crisi causata dal coronavirus Swiss aveva anche offerto alla Confederazione un seggio nel consiglio di amministrazione (Cda), ma i funzionari bernesi non hanno mostrato interesse. Lo riferisce il periodico consumeristico svizzerotedesco Saldo.
«Non è compito della Confederazione gestire una compagnia aerea o avere una partecipazione in essa, motivo per cui non si è discusso di un seggio nel Cda», ha indicato all'agenzia Awp una portavoce del Dipartimento federale delle finanze (DFF).
Fin dall'inizio i negoziati si sono concentrati sui prestiti per superare le carenze di liquidità. L'addetta stampa ha sottolineato come non sia mai stato un obiettivo puntare a una partecipazione statale. La Confederazione controllerà il rispetto delle condizioni contrattuali concordate attraverso la Fondazione per l'aviazione, nella quale sarà rappresentata.
Complessivamente lo Stato ha concesso a Swiss e alla sua controllata Edelweiss garanzie per 1,275 miliardi di franchi, affinché le due compagnie potessero sottoscrivere presso le banche crediti per un totale di 1,5 miliardi. Berna si è assunta quindi l'85% del rischio. L'intero capitale azionario di Swiss funge però a sua volta da garanzia: se il credito non verrà rimborsato Swiss passerebbe in mano alla Confederazione.
Sulla base di 120 pagine di documenti interni relativi alle trattative, ottenuti in base alla legge sulla trasparenza, Saldo ricostruisce le trattative intercorse fra le parti. Agli occhi del periodico non si può assolutamente parlare di «severe condizioni» per l'aiuto statale, come invece fatto dal Consiglio federale. Al contrario, secondo Saldo Swiss ha goduto di un atteggiamento molto condiscendente da parte della Confederazione, mentre l'aviolinea concorrente Easyjet ne è uscita a mani vuote.