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BERNA - Per l'Unione sindacale svizzera (USS) la terza riforma della fiscalità delle imprese è un «regalo economicamente assurdo». L'organizzazione ha fortemente criticato oggi a Berna la revisione, dicendosi preoccupata per i costi che farà ricadere sulla collettività.
Produrrà «riduzioni delle imposte di un'ampiezza ancora mai vista», ha messo in guardia Daniel Lampart, economista capo dell'USS in conferenza stampa. Le perdite fiscali sarebbero «enormi», ha aggiunto, ricordando quelle generate dalla seconda riforma della fiscalità delle imprese. Stando ai calcoli dell'USS, le minori entrate saranno pari a 2,5-3 miliardi di franchi. I cantoni e i comuni dovranno da parte loro fare i conti con ammanchi pari a 4-5 miliardi.
La terza revisione vuole rafforzare la competitività delle aziende sopprimendo la tassa di emissione e limitando «gli ostacoli di natura fiscale al loro finanziamento», si legge sul sito internet del Dipartimento federale delle finanze (DFF). Per allinearsi agli standard internazionali, prevede inoltre di armonizzare i regimi fiscali cantonali e in particolare l'imposizione alla fonte per le aziende, continua il DFF.