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Le richieste raggruppate nell'ambito dell'assistenza amministrativa in materia fiscale rientreranno d'ora in poi nello standard dell'OCSE. Anche la Svizzera ha dato il suo assenso alla nuova norma antievasori, anche se il Parlamento non si è ancora espresso in modo definitivo: il Consiglio degli Stati è a favore, il Nazionale contro. L'ultima parola spetterà eventualmente al popolo.
Il Consiglio dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha approvato ieri all'unanimità a Parigi il nuovo commento dell'articolo 26 del modello di convenzione relativo all'assistenza amministrativa in materia fiscale. Su mandato del Consiglio federale anche il rappresentante di Berna ha acconsentito a questa modifica, indica una nota pubblicata oggi dal Dipartimento federale delle finanze (DFF).
D'ora in poi l'assistenza amministrativa internazionale dovrà essere accordata dai paesi membri non solo per singoli casi ma anche per gruppi di contribuenti. Nei casi di domande raggruppate le persone interessate devono essere identificate tramite specifici criteri di ricerca. Le cosiddette "fishing expedition", ovvero domande senza indizi concreti, permangono espressamente vietate, si ribadisce nel comunicato.
In Svizzera il Consiglio degli Stati ha già accolto lo scorso 29 maggio una disposizione in tal senso nel dibattito concernente la legge sull'assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale (LAAF). L'assistenza dovrebbe essere concessa esclusivamente "su domanda". La precisazione "nel singolo caso" (art. 4) è stata stralciata dai "senatori". Il Consiglio nazionale, che il 29 febbraio aveva invece tenuto a questa precisazione, tornerà ad occuparsi della questione in autunno.
SDA-ATS