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Per succedere a Alain Berset in Consiglio federale il Partito socialista ha proposto Beat Jans e Jon Pult, un duo che però fatica a convincere al di fuori del proprio partito. Per Christoph Blocher nessuno dei due dovrebbe essere eletto e si dovrebbe trovare un candidato alternativo ai due.
Blocher, pur non ricoprendo più alcuna carica politica, continua a essere influente e non sorprende quindi che la sua proposta venga ascoltata con attenzione dai politici. Nell'episodio 848 della serie di video Teleblocher, l'ex presidente dell'UDC non trova problematico che sia eletto un candidato socialista “selvaggio” al Consiglio federale.
Da sola nell’Assemblea federale, l’UDC non ha però la forza di nominare un consigliere federale. Ha bisogno di alleati, ma finora, nelle fila del Centro e del PLR, nessuno si è ancora detto d'accordo con il tribuno UDC.
“In politica non si mente mai così tanto come durante le elezioni per il Consiglio federale”, afferma Blocher. Ma dopo l’elezione di un candidato selvaggio, sarebbe difficile presumere che abbiamo fatto il contrario di quanto avevamo promesso. L'UDC ha infatti più volte sottolineato che non lancerà alcun candidato e che rispetterà la tessera ufficiale del Partito Socialista.
Ma per il deposto consigliere federale dell'UDC non sono ammissibili né Beat Jans né Jon Pult. Christoph Blocher descrive questo biglietto addirittura come una “provocazione”. Diversi hanno già fatto dichiarazioni simili, ma la voce di Christoph Blocher spinge ancora oltre queste critiche.
Come ricorda il Blick, non sarebbe nemmeno la prima volta che un Consigliere federale socialista sia stato eletto senza essere nominato dal suo partito. È quello che è successo con Otto Stich (1927-2012) e Willi Ritschard (1918-1983), due socialisti eletti al governo nonostante non fossero stati candidati dal loro partito. Per Christoph Blocher questi due consiglieri federali non erano i peggiori, nemmeno per il PS.
Il capo del gruppo parlamentare del Centro Philipp Matthias Bregy dichiara alla “SonntagsZeitung” che “non è possibile che una crisi di Stato minacci immediatamente in caso di elezione di un candidato selvaggio”. Ma allo stesso tempo lascia intendere che le elezioni del 13 dicembre saranno “totalmente noiose”, cioè verrà eletto uno dei due candidati proposti dal PS.