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BERNA - Nei prossimi anni la produzione nazionale di corrente elettrica dovrà essere aumentata: lo auspica l'Unione democratica di centro (UDC), che ha presentato oggi a Berna proposte per colmare la prospettata penuria. Il partito caldeggia soprattutto la costruzione di nuove centrali nucleari, mentre giudica un'utopia affrontare il problema puntando soltanto sulle energie rinnovabili e sull'efficienza energetica.
"Tutte le previsioni mostrano che la domanda di elettricità in futuro aumenterà in modo considerevole", ha detto durante una conferenza stampa il vice-presidente dell'UDC Adrian Amstutz (BE). Nel contempo - ha aggiunto - la produzione e il trasporto sono confrontati con una serie di difficoltà: per questo motivo, s'impongono misure a breve termine, nell'interesse di un approvvigionamento elettrico sicuro e di un'economia concorrenziale.
"La produzione deve essere incrementata in Svizzera, in quanto le importazioni dall'estero sono costose e poco sicure", ha aggiunto Amstutz. A suo avviso, la combinazione di energia idroelettrica (che corrisponde al 55% della produzione totale) e nucleare (40%) ha finora dato frutti e dev'essere consolidata. In quest'ottica, è necessario evitare nuove tasse che peggiorerebbero le condizioni quadro.
Secondo il consigliere nazionale Hans Killer, la penuria energetica si farà sentire soprattutto con l'approssimarsi del 2020, quando le centrali nucleari di Beznau 1+2 e Mühleberg dovranno essere disattivate per raggiunti limiti di età. A ciò si aggiungerà la scadenza dei contratti di rifornimento privilegiato con la Francia. "In pochi anni, ci verrà a mancare almeno il 20% dell'attuale produzione", ha affermato il parlamentare argoviese.
SDA-ATS