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Svizzera e Unione europea hanno abbozzato, giovedì a Bruxelles, una prima soluzione di compromesso nella lotta contro la frode doganale.Questo contenuto è stato pubblicato il 13 dicembre 2001 - 22:35
Le due parti ritengono possibile negoziare sulla base di una dichiarazione generale accompagnata da una lista concreta di reati, ha indicato la delegazione svizzera.
Quello di giovedì è stato il quarto incontro fra le due delegazioni. Secondo Rudolf Dietrich, capo dell'Amministrazione federale delle dogane, le discussioni si sono indirizzate per la prima volta sui punti più sensibili della contesa e non più soltanto sul campo di applicazione dell'eventuale accordo.
L'incontro ha permesso «una migliore comprensione» reciproca, anche se persistono divergenze «fondamentali». Un compromesso sembra potersi delineare tra Bruxelles, che vuole una clausola generale comprendente tutti gli atti illeciti lesivi per gli interessi finanziari dell'Ue, e Berna, che vuole siano definite fattispecie precise.
Secondo Dietrich «sarebbe tecnicamente pensabile per le due parti negoziare una dichiarazione generale sulla frode, con in allegato una lista di reati». L'elenco potrebbe menzionare concretamente le fattispecie per cui sarebbe concessa l'assistenza giudiziaria, oppure potrebbe essere una lista «negativa», che indicherebbe le fattispecie per le quali l'assistenza sarebbe esclusa.
Il disaccordo riguarda anche l'effetto sospensivo dei ricorsi e le informazioni bancarie. Bruxelles vorrebbe per esempio poter sorvegliare dei conti, senza che il titolare ne sia informato, cosa che Berna giudica inaccettabile.
swissinfo e agenzie
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