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Il deragliamento del Glacier Express di venerdì scorso è dovuto a un errore umano. È quanto hanno indicato una settimana dopo i responsabili della compagnia ferroviaria Matterhorn Gotthard Bahn. Il convoglio, nel tratto in cui è avvenuto l'incidente, viaggiava a una velocità superiore al limite consentito.
"Il governo vallesano è profondamente dispiaciuto per questa tragedia. Tutto il cantone condivide il dolore delle vittime e tutti i nostri pensieri vanno a loro e ai loro familiari", ha dichiarato Jacques Melly, vicepresidente dell'esecutivo cantonale, nel corso di una conferenza stampa tenuta venerdì a Briga, alla quale hanno partecipato i dirigenti della compagnia ferroviaria, oltre che i rappresentanti delle autorità, della polizia e del turismo vallesani.
Dalla prima settimana di inchieste è emerso che il treno turistico viaggiava ad una velocità di 56 chilometri orari, ben superiore ai 35 previsti nella tratta tra Lax e Fiesch, nell'Alto Vallese. Il deragliamento di tre vagoni viene quindi attribuito ad un errore umano del conducente, che lavora già da 8 anni al servizio della società Matterhorn Gotthard Bahn, incaricata di gestire la linea ferroviaria.
In prossimità del luogo della disgrazia vi è un cartello che permette ai treni di aumentare progressivamente la velocità da 35 a 55 km/h. L'accelerazione è però consentita solo quando l'ultimo vagone ha superato l'indicazione segnaletica. L'esame del tachigrafo della locomotiva ha invece accertato che il macchinista ha accelerato in anticipo, fino a raggiungere i 56 km/h.
Ancora non è chiaro se vi saranno conseguenze giudiziarie per il conducente del convoglio. L'uomo è in stato di choc e finora non è stato in grado di spiegare perché abbia accelerato anticipatamente. Hans-Rudolf Mooser, Ceo della compagnia ferroviaria, ha comunque tenuto a smentire speculazioni della stampa vallesana, secondo cui i macchinisti della compagnia sono costantemente sotto la pressione del tempo: "La pianificazione oraria è stretta, ma praticabile".
Attrazione turistica
La linea del Glacier Express, che collega due celebri stazioni alpine - quella grigione di St. Moritz e quella vallesana di Zermatt - è una delle predilette dai turisti in Svizzera. Al momento dell'incidente il treno era, come spesso in estate, affollato da visitatori stranieri e trasportava complessivamente 210 passeggeri. Una quarantina di persone, in maggioranza giapponesi, sono rimaste ferite, mentre una donna, pure proveniente dal paese asiatico, ha perso la vita.
Le vittime sono state ricoverate in diversi ospedali in Vallese: a Visp, Sierre e Sion, mentre tre feriti più gravi sono stati trasportati per elicottero alle cliniche universitarie cantonali di Losanna e a Ginevra. Attualmente ancora otto persone necessitano di cure ospedaliere, di cui tre dovrebbero poter ritornare a casa nei prossimi giorni.
L'incidente avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi: i tre vagoni sono deragliati a pochi metri dall'imboccatura di un ponte. L'ultima carrozza del convoglio si è praticamente capovolta, la penultima si è rovesciata su un fianco e la terz'ultima - la carrozza ristorante - si è inclinata, ma non si è ribaltata perché sostenuta da un pilone della linea di contatto.
Condoglianze uffiiciali al Giappone
Dicendosi molto colpita dall'incidente, la ministra elvetica degli affari esteri Micheline Calmy-Rey, di origini vallesane, ha espresso durante l'ultimo fine settimana le condoglianze del governo e della popolazione elvetica al Giappone, in una lettera al ministro degli esteri nipponico Katsuya Okada.
"La comunità giapponese residente in Svizzera è rimasta scioccata da questa disgrazia", ha dichiarato Gen Aoto, presidente del club nipponico a Zurigo. "La Svizzera era per noi uno dei paesi più sicuri al mondo. Questo mito è stato un po' intaccato, ma non vogliamo mettere sotto accusa la Svizzera per un evento di questo genere."
L'agenzia di viaggi Ana Sales, una delle tre che hanno organizzato il viaggio della comitiva giapponese, ha espresso il suo stupore per il fatto che il traffico ferroviario sulla linea del Glacier Express sia stato ripristinato già due giorni dopo l'incidente. "In Giappone, il governo non autorizzerebbe mai la rimessa in funzione di una linea, prima di aver appurato le ragioni di un sinistro", ha affermato un collaboratore dell'agenzia.
Reputazione buona
L'incidente non sembra comunque aver spaventato i viaggiatori: l'occupazione dei convogli è buona e la compagnia non ha registrato annullamenti delle riservazioni dei gruppi. Centinaia di persone si sono rivolte nei giorni seguenti la disgrazia alla compagnia Matterhorn Gotthard Bahn più che altro per sapere se i treni panoramici circolano di nuovo normalmente.
Da parte sua Jürg Schmid, direttore di Svizzera Turismo, prevede alcuni annullamenti a breve termine. A suo avviso, la reputazione in materia di sicurezza della Svizzera dovrebbe rimanere comunque buona e l'immagine del paese non dovrebbe peggiorare a causa di questa tragedia.
swissinfo.ch e agenzie
Incidenti ferroviari dal 2000
6 giugno 2000: un treno passeggeri urta un convoglio merci a Hüswil (Lucerna). Un ferroviere muore e quattro persone rimangono ferite.
21 febbraio 2002: un treno merci italiano entra in collisione con una motrice in manovra alla stazione internazionale di Chiasso (Ticino). Muoiono due macchinisti e altre tre persone restano ferite.
1° dicembre 2002: a causa di un malinteso fra il macchinista e il responsabile delle manovre un convoglio della compagnia Rorschach- Heiden deraglia su un binario morto. Si contano 41 feriti.
7 agosto 2003: uno scontro fra due treni a Gsteigwiler (Berna) causa un morto e 63 feriti. Un macchinista non aveva rispettato il semaforo rosso.
24 ottobre 2003: due diretti entrano in collisione alla stazione di Zurigo-Oerlikon, probabilmente a causa di un guasto ai freni di un treno. Il bilancio è di un passeggero morto e 60 persone ferite.
28 aprile 2006: un convoglio di due locomotive il cui macchinista ha "bruciato" il semaforo rosso, si scontra con un treno ad alta velocità tedesco ICE nei pressi della stazione di Thun (Berna). Otto persone sono ferite.
17 maggio 2006: un treno da cantiere percorre 31 chilometri in discesa senza più rispondere ai comandi, finendo la folle corsa a Thun, dapprima cozzando violentemente contro due vagoni di materiale fermi, poi contro un altro convoglio da cantiere. A bordo del convoglio in corsa c'erano il macchinista e due operai: tutti perdono la vita nel violentissimo impatto.