Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/97303

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Gli Uffici delle Camere federali sono invitati a elaborare e gestire un registro dei lobbisti obbligatorio per disciplinare in modo trasparente l'accesso al Parlamento, che consenta di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali persone e organizzazioni esercitano un'azione di lobbismo nel processo legislativo e su singole decisioni?</p><p>2. Su mandato di chi agiscono? Da chi sono pagate?</p><p>3. A quali metodi ricorrono? Quali mezzi impiegano?</p><p>4. Su chi è esercitato il lobbismo?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Parere della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale del 5 febbraio 2010</p><p>Formalmente la mozione è stata indirizzata all'Ufficio del Consiglio nazionale, ma per rispondere questi ha preferito incaricare la Commissione delle istituzioni politiche (CIP), visto che quest'ultima è competente per la preparazione di atti normativi di diritto parlamentare. </p><p>Nella sua seduta del 14 gennaio 2010 la CIP ha proceduto all'esame preliminare di dell'iniziativa parlamentare Graf-Litscher 09.486, "Lobby e trasparenza a Palazzo federale", la quale ha degli obiettivi simili a quelli della presente mozione. La commissione ha deciso, con 11 voti contro 11 e grazie al voto decisivo del presidente, di dare seguito all'iniziativa. </p><p>Secondo l'ordinamento vigente, ogni deputato può richiedere una carta d'accesso per due persone che desiderano accedere tutto l'anno al Palazzo del Parlamento. Tali carte possono pertanto essere consegnate a due lobbisti. Il nome e le funzioni dei titolari di tali carte sono iscritti in un registro, che può però essere consultato esclusivamente su forma cartacea e non viene pubblicato (art. 69 cpv. 2 della legge sul Parlamento). Secondo l'autrice dell'iniziativa e la maggioranza della commissione, la regolamentazione vigente non garantisce una sufficiente trasparenza; la soluzione sarebbe quella di esigere dai lobbisti di segnalare i propri mandati e di indicare il proprio datore di lavoro, e in seguito di pubblicare queste informazioni su internet. La discussione della commissione ha evidenziato tuttavia anche un crescente disagio riguardo al massiccio sviluppo del lobbismo durante questi ultimi anni; occorre pertanto esaminare come limitare in modo efficace il numero di lobbisti.</p><p>Una minoranza della commissione respinge l'iniziativa, temendo che una nuova regolamentazione comporti un inopportuno riconoscimento del lobbismo. Questa ritiene inoltre che il lobbismo in Parlamento abbia un'importanza decisamente minore di quanto invece pensino l'opinione pubblica e i lobbisti stessi: per influenzare efficacemente il processo decisionale politico, vi sono infatti dei mezzi ben più efficaci che avvicinare i deputati nella sala dei passi perduti durante le sessioni, quando tutte le decisioni importanti sono ormai già state prese in seno alle commissioni.</p><p>Sul piano procedurale, il mandato di elaborare una modifica di legge può essere attribuito se è stato dato seguito ad un'iniziativa parlamentare o se una mozione è stata approvata. Trattandosi in questo caso di una modifica della legge sul Parlamento, nel caso di un'iniziativa parlamentare un tale mandato incombe alla CIP, mentre il destinatario formale nel caso di una mozione è l'Ufficio, il quale però - nella prassi - trasmette sistematicamente questo genere di mandato alla CIP. Nel caso di un'iniziativa parlamentare, la procedura è semplice: una modifica legislativa può essere elaborata se la CIP del Consiglio degli Stati approva la decisione positiva presa dalla CIP del Consiglio nazionale al termine dell'esame preliminare. Nel caso di una mozione la procedura è invece molto più complicata: il mandato viene assegnato all'organo competente solo nel momento in cui sia il Consiglio nazionale che il Consiglio degli Stati hanno approvato la mozione.</p><p>Quando si tratta di far elaborare una modifica della legge sul Parlamento, l'iniziativa parlamentare costituisce quindi uno strumento più efficace.</p><p>Se un tale mandato è già assegnato nell'ambito della trattazione dell'iniziativa parlamentare, non avrebbe alcun senso attribuirne un secondo identico per il tramite dell'esame della mozione: l'obiettivo della mozione è già stato raggiunto al momento in cui l'esame preliminare dell'iniziativa parlamentare ha dato esito positivo. Nonostante tra il testo dell'iniziativa parlamentare e quello della mozione vi siano alcune differenze, queste non sono pertinenti nell'attuale fase procedurale in cui si tratta esclusivamente di attribuire un mandato relativo alla modifica della legge sul Parlamento. In occasione dell'ulteriore elaborazione della modifica della legge, la commissione è libera di scegliere le modalità precise.</p></text>