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Doris Leuthard ha sostenuto oggi la causa dell'uscita dal nucleare. Davanti al Consiglio degli Stati, la ministra dell'energia ha affermato che "è giunta l'ora di puntare sulle energie rinnovabili in modo da recuperare il ritardo fin qui accumulato".
In quest'ottica, la consigliera federale ha affermato che occorre "investire nel futuro, per la nostra economia e per i nostri figli". La catastrofe di Fukushima ha nuovamente evidenziato il rischio che rappresenta l'energia atomica. "Di fronte a tale pericolo il governo ha detto di non voler più autorizzare la costruzione di nuove centrali per almeno 50-60 anni", ha aggiunto Leuthard.
Senza l'incidente nucleare giapponese, l'anno prossimo l'esecutivo sarebbe stato chiamato a esprimersi sulle tre domande d'autorizzazione per la sostituzione delle centrali esistenti. "Probabilmente avremmo accettato almeno un progetto", ha ammesso Leuthard.
In ogni caso, se la situazione in futuro dovesse cambiare, i politici potranno sempre ritornare sulla decisione presa oggi di abbandonare l'atomo, ha ricordato. Il popolo avrà comunque sempre l'ultima parola.
Oggi la Svizzera approfitta dell'elettricità di origine nucleare a basso costo e le energie rinnovabili non sono ancora sufficienti a soddisfare i bisogni. La situazione in futuro cambierà, anche se si fosse deciso di non abbandonare l'atomo: ogni nuova centrale costerebbe almeno 11 miliardi di franchi, ha ricordato la consigliera federale.
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