Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01142.jsonl.gz/1497

Gli assicuratori versano ogni anno agli azionisti 600 milioni di franchi frutto degli utili ottenuti con le casse pensioni: secondo Travail.Suisse "è troppo per un un'assicurazione sociale". Il sindacato chiede quindi che tali somme siano limitate e correlate al tasso di remunerazione minimo del secondo pilastro.
Secondo uno studio presentato oggi da Travail.Suisse a Berna, fra il 2005 e il 2010, gli assicuratori vita hanno attinto quasi 2,5 miliardi di franchi provenienti dal secondo pilastro. Ma contemporaneamente "si continua ad affermare che il tasso di conversione attuale costerebbe troppo caro, ossia da 300 a 600 milioni di franchi", nota indignato il presidente di Travail.Suisse, Martin Flügel.
Il sindacato propone quindi due cose: In primo luogo gli utili negli affari di assicurazione vita devono essere correlati al tasso minimo di remunerazione del secondo pilastro. Il Consiglio federale all'inizio del mese lo ha fissato all'1,5% per il 2012, contro il 2% per il 2011. Attualmente gli assicuratori possono attingere al massimo il 10% dai loro ricavi mentre il 90% deve andare a favore degli assicurati.
In secondo luogo bisogna limitare i premi per decesso e invalidità al 120% delle prestazioni fornite. In base allo studio di Travail.Suisse, per certe compagnie assicurative i premi incassati attualmente rappresentano quasi due volte e mezzo l'ammontare che devono versare in rendite e prestazioni.