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KATMANDU - Un'impresa da Guinness dei primati, quella compiuta dall'alpinista indiana Anshu Jamsenpa: è giunta sulla sommità dell'Everest per due volte in meno di una settimana.
La sua storia ha fatto il giro dei media di tutto il mondo: la prima ascensione agli 8848 metri della montagna più alta del mondo è stata compiuta martedì scorso, e dopo essere tornata al campo base e un breve riposo Anshu ha ripetuto la scalata, portandola a termine quando in Svizzera era ancora notte.
Prima di partire per questa impresa l'alpinista aveva ricevuto la benedizione del Dalai Lama.
Nelle stesse ore del trionfo di Anshu, sull'Everest sono avvenute due tragedie: la morte di uno scalatore statunitense e la scomparsa di un indiano, riferisce Everest Today. L'alpinista americano Roland Yearwood è morto oggi mentre era impegnato, a circa 8.000 metri, nell'ultima fase della sua scalata, spiega The Himalayan Times.
Nella sua pagina online il giornale ricorda che Yearwood, un medico di 51 anni, stava tentando l'ascesa alla montagna più alta del mondo nel 2015 dal lato tibetano quando il Nepal fu sconvolto dal terremoto che causò la morte di 9.000 persone e l'interruzione di tutte le attività alpinistiche.
Secondo Murari Sharma, direttore dell'agenzia Everest Parivar Treks, l'americano deceduto faceva parte di una spedizione (SummitClimb Everest) guidata dal noto scalatore Daniel Mazur.
Inoltre il giornale segnala che da molte ore non si hanno più notizie dell'alpinista indiano Ravi Kumar che ieri ha raggiunto la vetta dell'Everest e stava tornando al campo base IV.