Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/186417

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre una modifica dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie che preveda la soppressione della partecipazione ai costi per il trattamento di una malattia cronica dal momento in cui è fornita la prova che il paziente si attiene a quanto che gli è stato prescritto. Il sistema delle franchigie resta valido per le prestazioni non direttamente collegate alla malattia cronica. Un modello analogo esiste già: le prestazioni in caso di gravidanza, parto e maternità sono escluse dalla franchigia e dall'aliquota percentuale.</p><p>La prova potrà essere fornita mediante perizia medica o mezzi tecnici.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Quale elemento della partecipazione ai costi, la franchigia si appella alla responsabilità individuale degli assicurati, sensibilizzandoli sui costi e spingendoli così a ricorrere alle prestazioni con ragionevolezza. In tal modo contribuisce a contenere il numero di consultazioni mediche per i casi di lieve entità. Inoltre, subordina in parte al principio della causalità il finanziamento dell'assicurazione malattie: l'assicurato deve farsi carico di una parte dei costi che genera. In virtù del principio della parità di trattamento (art. 5 lett. f della legge sulla vigilanza sull'assicurazione malattie, RS 832.12), tutti gli assicurati devono per principio assumere una parte dei costi.</p><p>Fino al 28 febbraio 2014, le assicurate erano esentate dalla partecipazione ai costi soltanto per le prestazioni specifiche di maternità. A volte però è molto difficile distinguere queste prestazioni da altri trattamenti. I tribunali consideravano le complicanze di una gravidanza alla stessa stregua di una malattia e quindi soggette alla partecipazione ai costi. L'esenzione dalla partecipazione ai costi delle prestazioni fornite a partire dalla tredicesima settimana di gravidanza, durante il parto e sino a otto settimane dopo il parto (art. 64 cpv. 7 lett. b della legge federale sull'assicurazione malattie, LAMal; RS 832.10), approvata dal Parlamento in base all'iniziativa parlamentare Maury Pasquier 11.494, "Partecipazione ai costi per le prestazioni di maternità. Parità di trattamento", deve permettere di porre fine ai numerosi contenziosi ed evitare lunghe procedure giuridiche.</p><p>Secondo il diritto vigente, il Consiglio federale ha già la possibilità di ridurre o sopprimere la partecipazione ai costi per cure di lunga durata e per la cura di affezioni gravi (art. 64 cpv. 6 lett. b LAMal). Vi ha tuttavia rinunciato, soprattutto a causa di numerosi problemi di applicazione dovuti, tra l'altro, all'assenza di una definizione legale di cure di lunga durata e di affezioni gravi. La stessa difficoltà si riscontra per le malattie croniche. Con quale frequenza deve ripetersi una malattia per essere considerata cronica? La risposta dovrebbe essere di competenza del medico curante dell'assicurato e, in caso di disaccordo con l'assicuratore, del medico di fiducia di quest'ultimo. Il rischio di controversie è dunque molto elevato. Inoltre, la proposta dell'autore della mozione porterebbe all'esenzione dal pagamento della franchigia di un'ampia parte degli assicurati che ricorrono a cure. Infine, i mezzi indicati dall'autore per fornire la prova che un assicurato si attiene scrupolosamente al trattamento prescritto rappresenterebbero un onere amministrativo importante per gli assicuratori.</p><p>Considerati la difficoltà di definire il carattere di cronicità di un'affezione e i problemi di applicazione che ne deriverebbero, il Consiglio federale non ritiene opportuno introdurre un'eccezione all'obbligo di assumere una partecipazione ai costi per le malattie croniche.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.