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Avrebbe dovuto essere la prima espulsione forzata dopo mesi di sospensione, ma l'operazione si è rivelata un fallimento. Soltanto uno sei richiedenti l'asilo costretti al rimpatrio dalle autorità svizzere ha infatti potuto raggiungere l'Africa. Per gli altri cinque, le autorità locali hanno negato il permesso di atterraggio.
Il 28 luglio l'Ufficio federale della migrazione (UFM) aveva noleggiato un aereo per riportare in patria un cittadino del Mali e cinque africani provenienti dalla Repubblica del Gambia.
Il velivolo ha fatto scalo regolarmente a Bamako, capitale del Mali, e ha fatto scendere il primo "immigrato clandestino", ma è stato poi bloccato dalle autorità del Gambia. La notizia, rivelata dalla NZZ am Sonntag, è stata confermata dal portavoce dell'UFM Jonas Montani.
Svizzera e Gambia non hanno finora firmato accordi di riammissione, ma in passato i rimpatri si sono sempre svolti senza ostacoli. "È la prima volta che ci viene rifiutato il diritto di atterrare", ha detto il portavoce. I cinque cittadini del Gambia sono quindi stati trasportati nuovamente a Zurigo e posti in detenzione: "un nuovo volo è già previsto", ha detto Montani, ma la data rimane confidenziale.
La sospensione dei voli speciali - ognuno costa oltre 100 mila franchi - era stata decisa dopo la morte di un nigeriano avvenuta, sempre a Zurigo, il 17 marzo scorso.
swissinfo.ch e agenzie