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Grazie a una lacuna della legge tedesca numerosi investitori si sono arricchiti, a spese dello Stato tedesco
BERNA - L'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) ha congelato, in attesa di verifica, rimborsi fiscali per importo di circa 900 milioni di franchi in relazione allo scandalo "Cum-Ex". Lo ha indicato a Keystone-ATS una portavoce dell'AFC confermando così quando indicato ieri sera dal telegiornale della televisione svizzero-tedesca SRF.
Attraverso le transazioni "cum-ex" numerosi investitori hanno approfittato sull'arco di diversi anni di una lacuna della legge tedesca per arricchirsi a spese dello Stato. Il trucco consisteva nello spostare azioni con ("cum") e senza ("ex") diritto al dividendo avanti e indietro intorno alla data del versamento. Le autorità fiscali tedesche si sono così trovate a rimborsare imposte sulle plusvalenze che in realtà non erano state pagate. Questo meccanismo ha comportato perdite miliardarie per lo Stato tedesco: la stampa ha avanzato la cifra di 55 miliardi di euro. La scappatoia fiscale è stata chiusa nel 2012.
«Conosciamo questo inganno dagli anni '90. L'Amministrazione federale delle contribuzioni ha cercato in tempi relativamente brevi di discutere con le banche per trovare soluzioni», ha detto a SRF Patrick Teuscher, responsabile della comunicazione presso l'AFC. La Svizzera ha posto fine alla pratica nel 2008, ma ci sono sempre nuovi trucchi. «La finanza è creativa», ha aggiunto.
In Germania, tali operazioni sono considerate frode fiscale e possono essere punite con una pena detentiva. In Svizzera questa pratica è considerata un abuso di diritto, ma non è ancora stata oggetto di un'indagine penale, secondo l'AFC.
Quando l'Amministrazione federale delle contribuzioni scopre un meccanismo del genere può rifiutarsi di rimborsare l'imposta preventiva, spiega il portavoce. Nei 16 casi che sono giunti in tribunale, i giudici hanno sempre confermato l'agire dell'AFC.
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