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Il primo giorno di processo per truffa si è svolto in un clima teso caratterizzato da scambi accesi.
Domani l'udienza proseguirà con l'interrogatorio di Blatter. Sono previsti undici giorni di sedute fino al 22 giugno.
BELLINZONA - I due ex pesi massimi del calcio mondiale devono in particolar modo rispondere di un presunto pagamento illegale di due milioni di franchi. Il processo si protrarrà, con delle pause, fino al 22 giugno. Blatter si è seduto nel primo rango accanto al suo avvocato Lorenz Erni, mentre Michel Platini si è accomodato in seconda fila, vicino al suo difensore Dominic Nellen.
L'ex fuoriclasse francese e l'ex dirigente alto vallesano sono accusati di truffa, amministrazione infedele, appropriazione indebita e falsità in documenti. Rischiano fino a cinque anni di prigione per questi reati, mentre la difesa parla di un complotto.
La Camera penale è presieduta dalla giudice Joséphine Contu Albrizio. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) è rappresentato dal procuratore della Confederazione Thomas Hildbrand.
Blatter: «Ho la coscienza tranquilla» - Al suo arrivo in tribunale, Blatter ha dichiarato ai media di essere in un stato d'animo «ottimista come sempre». Ha affermato di essere molto fiducioso. «Se non fossi fiducioso il primo giorno del processo, sarebbe una brutta cosa», ha aggiunto.
«Ho servito per 45 anni la FIFA e il calcio internazionale, è la mia vita, la mia vita professionale. E ora devo difendermi e mi difenderò bene, soprattutto perché ho la coscienza tranquilla», ha proseguito Blatter. «Oggi è il primo di una serie di 15 giorni, allora ascolterò e risponderò», ha concluso prima di dirigersi verso l'entrata del TPF. Dal canto suo, Platini non ha voluto esprimersi al suo arrivo davanti all'istanza giudiziaria.
Pagamento «privo di fondamento» - Difesa e accusa sono d'accordo su un punto: l'ex fuoriclasse francese è stato consulente di Blatter tra il 1998 e il 2002, durante il primo mandato dell'alto vallesano alla testa della FIFA, e i due dirigenti hanno firmato un contratto nel 1999 che stipulava un compenso annuo di 300'000 franchi per il lavoro di Platini alla Federazione internazionale di calcio, integralmente pagato da quest'ultima.
Tuttavia nel gennaio 2011, «oltre otto anni dopo la fine della sua attività quale consulente», l'ex numero dieci della Francia e della Juventus, «ha fatto valere un credito di 2 milioni di franchi» pagati dalla FIFA "con il concorso" di Blatter, ha rilevato la procura.
Per l'accusa, si tratta di un pagamento "privo di fondamento" ottenuto inducendo "astutamente in errore" i controlli interni della FIFA con dichiarazioni ingannevoli dei due dirigenti, da qui l'accusa principale di truffa.
I due uomini hanno ribadito dal canto loro che era stato deciso sin dal principio un salario annuo di un milione di franchi a Platini, oralmente e senza testimoni, senza che le finanze della FIFA ne fossero a conoscenza.
Scambi accesi - Oggi le questioni preliminari hanno dato adito ad accesi scambi. L'avvocato di Blatter, Lorenz Erni, ha chiesto che la FIFA fosse esclusa dal procedimento quale parte civile, poiché non esiste alcuna decisione giuridicamente vincolante che consenta di costituirsi parte civile contro un suo ex presidente.
Dal canto suo l'avvocata della Federazione internazionale di calcio, Catherine Hohl-Chirazi, ha invitato la corte a respingere la domanda, ritenendo che fosse chiaro come la FIFA, in veste di parte lesa, avesse diritto di costituirsi parte civile e fosse legittimata a farlo.
L'avvocato di Platini, Dominic Nellen, ha invece contestato la competenza del TPF. Ha inoltre chiesto la sospensione del procedimento per poter svolgere delle indagini nei confronti dell'ex procuratore generale della Confederazione Michael Lauber, in particolare sui suoi incontri segreti con l'attuale presidente della FIFA Gianni Infantino. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e il dirigente della FIFA hanno dichiarato che tali inchieste non avevano nulla a che vedere con l'accusa del versamento di due milioni di franchi.
Tono garbato ma duro nella sostanza - Il tono è stato garbato nella forma, ma molto duro nella sostanza. Erni ha rimproverato ai suoi "colleghi" dell'MPC e della FIFA di non disporre delle conoscenze giuridiche di base. «Se si fosse trattato di un esame d'avvocatura, lo avreste bocciato», ha dichiarato.
Il tribunale si è ritirato verso mezzogiorno per deliberare sulle questioni preliminari e ha in seguito respinto tutte le richieste della difesa. Domani, il processo proseguirà con l'interrogatorio di Sepp Blatter, il che gli consentirà di rispondere alle accuse concrete.
Sono previsti undici giorni di udienze fino al 22 giugno. I dibattiti si svolgeranno soltanto il mattino, fino alle 13.30 al più tardi. Lo stato di salute di Blatter non gli consente di essere presente ai dibattimenti per più di quattro ore al giorno. La sentenza è prevista soltanto l'8 luglio.
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