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Le rubriche di fashionchannel.ch: “ARTE e CULTURA”, alla scoperta di di artisti, mostre e spettacoli
LOCARNO - Il film cult di John Waters per eccellenza e' stato presentato ancora una volta al pubblico al Locarno Film Festival nella versione originale di Odorama, per consentire agli spettatori di rivivere l'esperienza che il regista aveva originariamente inventato per il suo film del 1981.
Comunemente riconosciuto come un immondizia in omaggio alla poetica di Douglas Sirk, Polyester è un film ancora più cinefilo di quanto non appaia in superficie. I fan del film horror più entusiasti saranno in grado di vedere piccoli ma visibili riferimenti a capolavori del genere come Halloween di John Carpenter o La notte dei morti viventi di George A. Romero. Per non parlare del prologo con lo scienziato pazzo che introduce Odorama, che sembra provenire direttamente da una parodia di Mel Brooks.
L'ambientazione principale del film è, come al solito, la periferia americana ricca e borghese, in questo caso quella del suo nativo Baltimora. Fin dalla prima scena Waters afferma esplicitamente la sua intenzione di colpire il cuore stesso della società, vale a dire l'istituzione familiare: la protagonista della storia è Francine Fishpaw, una madre insoddisfatta che cerca di tenere insieme un nucleo composto dal marito violento e ubriaco, un figlio maniaco feticista dei piedi e una figlia che pensa solo di divertirsi con il delinquente del momento. Quando Waters sceglie di ampliare la portata della sua critica e va oltre la semplice rappresentazione della famiglia, inserisce quindi nel film una scena di culto in cui il "Ribelle senza causa", rigorosamente bianco, letteralmente (e metaforicamente) punta a minoranze come asiatici, ebrei e ovviamente afroamericani,
Usando la lente distorta del grottesco come processo principale per rovesciare il buon gusto comune, Polyester si sviluppa lungo una linea narrativa molto precisa, in cui il corpo esuberante del Divino in uno stato di grazia sembra quasi dettare le regole estetiche del film. La via della croce a cui Francine si presenta più o meno deliberatamente visivamente è un tour de force che è ancora difficile da assorbire oggi: trentotto anni dopo la sua uscita, Polyester riesce incredibilmente a disturbare il pubblico senza necessariamente scioccarlo, e questo in il fatto diventa un processo tanto più inquietante perché non si ferma sulla superficie della scena. Niente, o quasi, è risparmiato dalla sferzata di Waters: anche i luoghi che in teoria dovrebbero rappresentare un momento di conforto per le psicologie torturate diventano piccole scene della donna ' s l'inferno personale in questo film. Da questo punto di vista, la breve ma atroce scena ambientata durante la sessione di Alcolisti Anonimi rappresenta il punto "più basso" e paradossalmente "più alto" della poetica sovversiva di Polyester, il vertice dell'acrobata della filmografia di John Waters.
Adriano Ercolani