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Il nomade (tradizionale o postmoderno) rifugge dal criterio territoriale per la determinazione del diritto da osservare; è per definizione il non-cittadino, colui che non ha neppure la dignità dello straniero o del nemico perché non è cittadino di nessuno Stato.
Egli non sta né al di qua né al di là del confine, ma perpetuamente in transito.
Il nomade è colui che da un lato rifiuta l’incardinamento perpetuo in un territorio definitivo, e dall’altro percepisce tutto il mondo come un possibile campo d’azione.
Il nomadismo, pur avendo segnato la storia del genere umano fin dalle sue origini, sarebbe stato man mano sostituito da una sedentarietà funzionale allo sviluppo della civiltà industriale e dello Stato-nazione.
Riavvolgendo il filo rosso della storia cerchiamo di indagare le ragioni che hanno portato le culture umane a scegliere la sedentarietà o il nomadismo.