Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01167.jsonl.gz/682

BERNA - Il sostegno al settore idroelettrico è cruciale per realizzare la svolta energetica verso fonti di produzione "pulite". Ne è convinto il Consiglio degli stati che oggi ha deciso - 32 voti a 11 - che i grandi impianti dovrebbero essere sostenuti finanziariamente in caso di assoluta necessità se, per ragioni economiche, la loro esistenza è minacciata a lungo termine. I dibattiti proseguono domani.
Tale sostegno verrebbe concesso caso per caso e solo per gli impianti che producono oltre 10MW. Gestori e proprietari verrebbero chiamati a partecipare, come anche i cantoni, che dovrebbero abbassare il canone per i diritti d'acqua a 90 franchi per KW di potenza lorda.
La Confederazione verserebbe la parte rimanente prelevando 0,2 ct. per kWh dal supplemento di rete che il plenum ha fissato a 2.3 ct./kWh. L'aiuto finanziario è limitato ed è concesso fino a un massimo di cinque anni dall'entrata in vigore della legge.
La questione riguardante la partecipazione dei cantoni è stata criticata dai rappresentanti delle regioni alpine, come Martin Schmid (PLR/GR), secondo cui è iniquo prendere in ostaggio i canoni d'acqua al fine di garantire la sopravvivenza di impianti dai quali dipende in buona parte la svolta verso le energie pulite.
Stefan Engler (PPD/GR) ha rimarcato che non è nell'interesse del Paese stare a guardare mentre questo settore, a causa dell'attuale situazione di bassi prezzi, va in malora.
Una minoranza si è battuta contro un sostegno delle grandi centrali idroelettriche. Per Georges Theiler (PLR/LU) è assolutamente normale, come per ogni soggetto che opera in un mercato concorrenziale, che un impianto idroelettrico vada in fallimento se non è in grado di "camminare da solo".
Dopo aver adottato questa aggiunta alla legge sull'energia, assente nella versione del Nazionale, il plenum ha bocciato (23 voti a 22) una proposta di minoranza presentata da Stefan Engler, con cui si chiedeva la possibilità per la Confederazione di concedere crediti per la costruzione di nuove centrali (10MW e oltre) a tassi favorevoli e rimborsabili in vent'anni. Diversi oratori hanno messo in guardia da un'esplosione delle sovvenzioni.
Sostegno anche a piccole centrali - Il plenum ha poi deciso di sostenere - includendole nel sistema di rimunerazione per l'immissione di elettricità (RIC) - le piccole centrali idroelettriche con una potenza compresa tra 300 kW e i 10 MW (10'000 kW). Tale soluzione rispecchia la proposta governativa. Attualmente non esiste alcun limite minimo.
Una minoranza, seguendo il Nazionale, avrebbe voluto innalzare il limite minimo ad almeno 1 MW (1'000 kW): a suo avviso, non vale la pena sostenere finanziariamente gli impianti con una potenza inferiore a 1MW visto che contribuiscono solo marginalmente alla produzione di elettricità e causano non pochi problemi ambientali alla fauna dei fiumi.
In Svizzera ci sono attualmente poco più di 500 centrali con una potenza superiore a 300 kW, e 179 con una potenza uguale o superiore a 10 MW.
Strutture anche in zone protette - Al pari del Nazionale, la Camera dei cantoni ha inoltre deciso che, in futuro, dovrebbe essere possibile realizzare centrali idroelettriche, di pompaggio/turbinaggio o eoliche a partire da una certa taglia o importanza in zone naturali protette, esclusi i biotopi di importanza nazionale - 2% del territorio nazionale - e le riserve di selvaggina e per gli uccelli migratori.
Rispetto al Nazionale, i "senatori" hanno inasprito le condizioni da rispettare per la costruzione di impianti in queste zone.
Energie pulite, sostegno limitato nel tempo - Diversamente dal Nazionale, gli Stati hanno deciso di limitare nel tempo il sostegno alle energie rinnovabili. Sei anni dopo l'entrata in vigore della legge non dovranno più essere accettati nuovi impianti nel sistema di rimunerazione per l'immissione di elettricità (RIC), strumento che permette di coprire la differenza fra il costo di produzione e il prezzo di mercato, garantendo ai produttori di elettricità un introito corrispondente al costo di produzione.
Dal 2031, poi, cesseranno anche le restanti rimunerazioni (rimunerazione unica, contributi agli investimenti, garanzie per la geotermia, bandi di gara ed emolumenti e tasse per la protezione delle acque).
Per accelerare le incentivazioni, il supplemento rete (che serve anche al finanziamento della RIC) aumenterà al limite massimo di 2,3 centesimi/kWh già un anno dopo l'entrata in vigore della normativa per poi essere ridotto in funzione del fabbisogno in un secondo tempo.
Agendo in questo modo, viene messo in risalto lo scopo precipuo del sistema di incentivazione, cioè offrire rapidamente uno sbocco sul mercato alle nuove tecnologie grazie ad un finanziamento iniziale.