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"Gran parte della riduzione dei tassi ipotecari rimane nelle tasche dei proprietari". È l'accusa lanciata oggi a Berna dalla presidente dell'Associazione svizzera degli inquilini (ASI), Marina Carobbio. Secondo la consigliera nazionale ticinese, i bassi tassi e il franco forte rendono il mercato immobiliare ancor più attrattivo. Tuttavia molti locatari non ne traggono alcun beneficio.
Nel contempo gli inquilini sopportano tutte le conseguenze dell'abbassamento dei tassi e dell'apprezzamento del franco, come ad esempio le perdite delle casse pensioni. Secondo l'ASI, se il tasso di riferimento scende, i proprietari dovrebbero diminuire gli affitti.
"Dal 2008, i tassi sono praticamente scesi della metà". Tuttavia, nello stesso periodo, le pigioni sono aumentate del 9%, ha deplorato l'associazione, secondo cui solo pochi inquilini - appena il 20% - ottengono una riduzione dell'affitto, quando il tasso di riferimento diminuisce.
Dal canto suo, l'Associazione svizzera dei proprietari fondiari (HEV) ha indicato oggi che grazie alla lunga fase caratterizzata da bassi tassi di interesse "vi sono tuttora sul mercato molti appartamenti a prezzi favorevoli". Secondo l'HEV, il tasso di riferimento - oggi al 2% - dovrebbe calare in giugno.
L'organizzazione ha tuttavia spiegato che i proprietari non sono obbligati per legge a diminuire gli affitti. Il Tribunale federale ha più volte ribadito che i proprietari possono far valere altri diritti che si fondano su precedenti modifiche del tasso di riferimento e altre modifiche dei costi, come un aumento di quelli di manutenzione o del rincaro nella misura del 40%.
SDA-ATS