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Il Böögg della festa della Sechseläuten di Zurigo è esploso oggi, in trasferta in terra urana sul Ponte del Diavolo, dopo 12 minuti e 57 secondi. Secondo la tradizione è segno che l'estate sarà piuttosto bella e calda. Il rogo del pupazzo che simboleggia l'inverno, nella tradizionale festa della primavera delle corporazioni di Zurigo, si è tenuto quest'anno nella Gola della Schöllenen, sul versante urano del passo del San Gottardo. Nel pupazzo erano o inseriti 140 petardi: tradizione vuole che più in fretta esplode la testa, più l'estate sarà bella e calda. Nel 2019, nell'ultima edizione prima della pandemia, la testa del pupazzo era esplosa dopo 17 minuti e 44 secondi.
La tradizione dell'oracolo dell'estate è però stata sconfessata da MeteoSvizzera, che analizzando i dati statistici per gli anni dal 1965 al 2005 non ha trovato nessuna correlazione fra la durata prima dell'esplosione finale e le temperature estive. Unica eccezione: la torrida estate del 2003, quando la testa del Böögg esplose dopo soli 5 minuti e 40 secondi.
La festa zurighese della primavera, menzionata per la prima volta per iscritto nel 1525, viene celebrata nella forma attuale dal XIX secolo. La tradizione della ‘Sechseläuten’ (letteralmente ‘suonare le sei’) è legata agli scampanii della cattedrale Grossmünster, che segnavano la fine della giornata lavorativa: con l'inizio della primavera si smetteva alle 18 invece che alle 17.
Il rogo del Böögg ha già avuto a che fare in passato con una pandemia. Nel 1890, quella che all'epoca era una bambola decorata e non ancora un pupazzo di neve, fu fatta bruciare su una pira per mettere fine alla cosiddetta ‘influenza russa’, scoppiata nell'ottobre del 1889. La pandemia ebbe tuttavia diverse recidive e si calcola che fino al 1895 uccise circa un milione di persone in tutto il mondo.