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Il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, e il suo vice, Heinz-Christian Strache, hanno difeso alla Camera dei rappresentanti, il Nationalrat, la scelta di non fare aderire l'Austria al Patto Onu per la migrazione.
Le ragioni della non adesione riguardano la preoccupazione di una commistione tra la migrazione originata dalla ricerca di protezione e la migrazione per motivi economici, ha detto il cancelliere.
Strache, leader del partito populista di destra Fpoe, ha ringraziato Kurz per la sua decisione ricordando che "noi rappresentiamo il diritto alla sovranità del popolo austriaco" e con questa "consapevole decisione" diamo seguito al mandato ricevuto dagli elettori.
Critiche alla posizione del governo austriaco sono arrivate dalla formazione liberale Neos, secondo la quale la scelta del governo rovina la fama dell'Austria nell'ambiente diplomatico "in un modo che favorisce la caccia agli applausi da bar nel nostro paese", ha detto la capogruppo del partito, Beate Meinl-Reisinger. La motivazione è astrusa e rende la menzogna solo più presentabile, secondo la capogruppo.