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Per il direttore del Centro d'analisi del terrorismo (GCAT) di Ginevra Jean-Paul Rouiller, "non ci sono attualmente pericoli diretti" in Svizzera di contagio della rete jihadista attiva tra il Belgio e la Francia.
Questa rete francofona avrebbe come crocevia il comune di Molenbeek a Bruxelles.
In Svizzera, a suo avviso, "non ci sarebbero abbastanza persone per condurre un'operazione" come quella perpetrata venerdì sera a Parigi, anche se Rouiller aveva riferito sabato all'ats che anche la Svizzera, come tutta l'Europa, può essere colpita da azioni di terroristi jihadisti.
Oggi nelle colonne di "Le Temps" afferma che "entro cinque anni potremmo ritrovarci nella stessa situazione della capitale francese".
I kamikaze che hanno seminato il terrore a Parigi appartengono, a suo avviso, "a reti storiche attive dal 2012" in contatto con al-Qaida e "partite dalla Francia e dal Belgio". Nel caso dei terroristi che hanno agito nella capitale francese, contrariamente agli autori degli attacchi contro Charlie Hebdo in gennaio, "sembrano essere passati dalla Siria".
Rouiller fa notare tuttavia che i primi candidati alla jihad sono partiti nel 2012 dalla Svizzera verso la Siria.
SDA-ATS