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Il reddito dei contadini cresce, ma di quanto?
Secondo l'Ufficio federale dell'agricoltura il reddito dei contadini svizzeri è migliorato sensibilmente nel corso del 2000. Il reddito agricolo è salito del 21 per cento, mentre il reddito da lavoro ha avuto un incremento del 16 per cento. Ma i dati sono criticati dall'Unione svizzera dei contadini, secondo cui l'aumento medio delle entrate è stato del 10 per cento.
I dati presentati dall'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) sono stati raccolti su un campione di 1'017 aziende di riferimento dalla Stazione federale di ricerche in economia e tecnologia agricole (FAT) di Tänikon (TG), ha spiegato il direttore dell'UFAG Manfred Bösch in una confereza stampa martedìa Berna.
Si tratta, ha sottolineato, di valori medi che non forniscono alcuna indicazione sul reddito di singoli contadini o di determinate regioni. L'azienda «media» del rilevamento ha una gestione familiare, offre l'equivalente di 1,3 posti di lavoro e gestisce una superficie di 18 ettari.
Bösch ha inoltre osservato che il reddito contadino fluttua considerevolmente da un anno all'altro in funzione della meteorologia e ha ipotizzato variazioni sempre più importanti per il futuro. Nessun influsso sulle entrate nel settore primario avrebbe invece avuto la nuova politica agricola, visto che i pagamenti diretti sono rimasti stabili.
Secondo i dati UFAG, l'anno scorso il reddito agricolo sarebbe progredito del 21 per cento rispetto alla media dei tre anni precedenti, attestandosi a 66'200 franchi. Il reddito da lavoro medio avrebbe invece raggiunto i 38'800 franchi. Il reddito agricolo è quanto risulta dalla differenza tra utili e costi esterni. Il reddito da lavoro è calcolato sottraendo gli interessi sul capitale investito nell'azienda dal reddito agricolo.
La caduta del prezzo della carne dovuta alla seconda crisi della mucca pazza a partire dal mese di novembre ha avuto solo un impatto marginale sui risultati economici del settore primario, ha proseguito Bösch. La frutticoltura e le patate hanno avuto rendimenti superiori alla media. Quale conseguenza positiva della tempesta Lothar, la selvicoltura ha addirittura registrato una crescita del 100 per cento, ma costituisce solo il 2 per cento di tutte le entrate nel primario.
L'Unione svizzera dei contadini (USC) riconosce la buona annata per la produzione vegetale ma relativizza i risultati dell'UFAG perché darebbero troppa importanza a queste colture nel calcolo del reddito. Secondo le sue stime i contadini hanno mediamente guadagnato il 10 per cento in più rispetto agli anni precedenti. In un comunicato diffuso martedì, l'Unione si dice soprattutto preoccupata per la stagnazione dei redditi bassi: ad esempio un contadino di montagna continua a guadagnare appena un terzo del salario medio degli altri settori economici.
La statistica pubblicata martedì dall'UFAG trascurebbe il fatto che il numero di aziende agricole è in calo costante, prosegue l'USC. Secondo dati dell'UFAG, sono 2000 a chiudere i battenti ogni anno. Se la produzione si concentra su meno contadini, è ovvio che il reddito per azienda aumenti, ha constatato Fernand Cuche, segretario dell'organizzazione romanda Union des producteurs suisses (UPS).
swissinfo e agenzie
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