Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01036.jsonl.gz/143

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Il presidente dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) Eugen Haltiner ha inoltrato le dimissioni per la fine di quest'anno. Il Consiglio federale ne ha preso atto oggi ringraziandolo per i servizi resi. Haltiner, 62 anni, è stata una personalità controversa in particolare a causa dei suoi stretti legami con UBS.
Aveva assunto la presidenza dell'allora Commissione federale delle banche (CFB) nel 2006. In questa funzione ha collaborato in modo sostanziale all'ulteriore sviluppo della vigilanza svizzera sui mercati finanziari e ha contribuito alla creazione della FINMA, indica una nota del Dipartimento federale delle finanze (DFF). Haltiner ha assunto la carica di presidente del consiglio di amministrazione della neocostituita FINMA all'inizio dello scorso anno.
Per il governo Haltiner, che prima di giungere alla CFB era stato dirigente di UBS, ha fornito un contributo importante che, nel confronto internazionale, ha permesso alla Svizzera di uscire a testa alta dalla crisi finanziaria. "Le misure volte a stabilizzare la piazza finanziaria elvetica, al cui sviluppo egli ha partecipato in prima linea, hanno preservato l'economia del paese da seri pregiudizi". Il DFF ha avviato la ricerca di nuovi candidati e prevede di presentare un nome al Consiglio federale in novembre.
"Anche se non è stato facile prendere la decisione, il cambiamento avviene in un momento propizio", afferma Haltiner in un comunicato diffuso dalla FINMA senza fornire ulteriori informazioni sulle ragioni della sua partenza. Sempre nella nota, il direttore della FINMA, Patrick Raaflaub, rileva che il gendarme della finanza elvetico è sulla buona strada, essenzialmente grazie ad Haltiner. "Deploro tantissimo le sue dimissioni", afferma Raaflaub, citato nella nota.
A questi elogi fanno però da contrappeso numerose critiche rivolte in passato all'ormai presidente dimissionario, soprattutto in relazione alla sua posizione di dirigente presso UBS. Ha in particolare sollevato malumore il fatto che Haltiner parallelamente alla sua attività presso la FINMA percepiva una pensione dalla grande banca.
Da più parti - non solo la sinistra e i piccoli azionisti di UBS ma anche i partiti di destra - sono stati sollevati dubbi sulla sua indipendenza di giudizio. Anche il Consiglio federale non è sempre stato tenero: in maggio aveva rilevato una pressione insufficiente su UBS da parte della CFB prima e durante la crisi finanziaria.
La Commissione si è eccessivamente fidata delle stime fornite dalla banca e si è concentrata troppo poco sulla risoluzione dei problemi presso UBS, aveva indicato il governo, secondo cui però non vi è legame alcuno tra i controlli poco severi e il passato professionale di Haltiner. Questi si è infatti sempre astenuto in occasione di decisioni delicate.
Il presidente della FINMA ha raccolto una valanga di critiche anche in occasione della consegna di dati di clienti di UBS agli Stati Uniti, un operato che il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha poi giudicato contrario al diritto in vigore. Da più parti in gennaio furono chieste le dimissioni del presidente dell'autorità di vigilanza finanziaria.
Haltiner rimase affermando che, salvo parere contrario del governo, era stato eletto per un mandato che sarebbe scaduto alla fine del 2011. Difese anche il trasferimento delle informazioni agli USA sostenendo che la FINMA disponeva di basi legali sufficienti.
La consegna dei dati ha permesso di evitare una denuncia penale contro il numero uno bancario elvetico, aveva inoltre fatto valere, aggiungendo che un'azione legale avrebbe minacciato l'esistenza di UBS e che il Consiglio federale si era detto d'accordo con la decisione della FINMA.
"La valutazione giuridica non mi fragilizza: ho agito correttamente", aveva sostenuto Haltiner in un'intervista alla stampa. Un'affermazione che aveva del resto indispettito il presidente del TAF, Christoph Bandli, che non aveva esitato a criticare le affermazioni.
Attualmente la palla è nel campo del Tribunale federale (TF), a cui la FINMA si è appellata per un giudizio definitivo. I giudici di Losanna devono ora decidere se la consegna di dati di circa 300 clienti di UBS alle autorità statunitensi fosse stata legale o no.
In ambito giuridico è pure pendente una denuncia penale contro la FINMA e lo stesso Haltiner inoltrata da avvocati che rappresentano clienti americani di UBS. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha avviato un'indagine preliminare. Per il momento non è stata aperta alcun procedimento penale.
SDA-ATS