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Il volume di Giulio Passardi “Parlèm dialètt” così definisce la voce cassinèll. Cassinèll, casera; cassinèll dal lacc, costruzione di pietra per la conservazione del latte. La bassa temperatura è assicurata dall’acqua di un ruscello che viene fatta scorrere al centro del locale, in modo da potervi immergere i recipienti del latte (cunca).
Ricorda Barbara Olgiati, erede di una storica famiglia di Cadenazzo e proprietaria di questo cassinello: “I miei nonni mi raccontavano che nel cassinello portavano il latte e lo mettevano nelle “conche in rame”, che galleggiavano nell’acqua, lo lasciavano al fresco e il giorno successivo passavano a togliere la parte “grassa” (la panna), che veniva usata per preparare il burro. Il resto del latte veniva usato per produrre formaggelle e altri prodotti caseari”.
La costruzione è in pietra e al suo interno è solitamente divisa in due parti; la parte a monte è formata da una o più vasche dove scorre continuamente l’acqua proveniente dalla sorgente e la parte a valle, verso la porta d’entrata, è in terra o sassi.
I cassinelli permettevano di conservare il latte, i formaggi e le altre derrate alimentari facilmente deperibili. L’uso di queste semplici strutture, sempre ubicate a ridosso di sorgenti d’acqua che assicurava loro frescura, era molto comune. Quasi tutte le famiglie, almeno sino alla Seconda guerra mondiale, possedevano animali domestici; una o due mucche potevano costituire un’importante fonte di sostentamento.
Elio Boiani ha passato in rassegna l’ubicazione e la proprietà dei cassinelli esistenti tra la seconda metà del XIX secolo e la prima parte del secolo XX secolo nel paese di Cadenazzo. Nel farlo si è valso dei ricordi di Osvaldo Beltrametti, una delle memorie storiche di Cadenazzo.
Da est a ovest l’esito di questo censimento dei cassinelli di Cadenazzo vede in località Ruscadella due cassinelli ancora esistenti. Uno era delle famiglie Domenico Caccia e Martino Caccia, l‘altro era riferito al casato Luigi Benedetto Beltrametti.
Un altro cassinello ancora esistente apparteneva ad Antonio e Giuseppe Beltrametti.
Vi erano altri tre cassinelli che ora non sono più esistenti; da tempo semidiroccati, furono demoliti per far posto alla costruzione della camera di deposito del Riale Ruscadela. Uno era di proprietà della famiglia Defendente Beltrametti, l’altro della famiglia Roberto Malè ed il terzo della famiglia Carlo Malè.
I cassinelli erano presenti anche in Località Cügnöö. Vi sorgevano due cassinelli. Da tempo semidiroccati, furono demoliti per far posto alla costruzione di un’ulteriore camera di deposito del Riale Ruscadela. Uno era di proprietà della famiglia Massimo Caccia e l’altro della famiglia Ricca.
In località Cadenazzo alto si trova un cassinello ancora esistente, originariamente del casato Beltrametti.
In località Precesìn è ubicato un cassinello ancora esistente, anch’esso era originariamente del casato Beltrametti.
Infine in località Alpe Rogela sono ancora presenti due cassinelli originariamente del casato Olgiati.