Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01222.jsonl.gz/169

Ambientalisti ed ecologisti hanno depositato venerdì un'iniziativa per meglio proteggere e gestire le foreste svizzere.
Il testo è la risposta alla revisione della legge forestale presentata dal Consiglio federale nel 2004, la quale prevede meno sussidi pubblici e più spazio di manovra al settore privato.
Firmato da oltre 115mila cittadini, il testo dell'iniziativa mira a consolidare «l'eccellente» legge attuale (che data del 1993), di cui si sta snaturandone il senso, ha dichiarato venerdì Léonard Farron, ingegnere forestale attivo presso la fondazione Pro Silva Helvetica.
In particolare, ha aggiunto, si tratta di ancorare nella Costituzione la nozione di multifunzionalità della foresta e il divieto esplicito di procedere a tagli rasi e dissodamenti (interventi che rischiano di compromettere la biodiversità).
Il testo prevede che Confederazione e cantoni siano obbligati a garantire in modo sostenibile tutte le funzioni protettive, di sfruttamento e di svago offerte dal bosco.
No alla nuova politica forestale
L'iniziativa «Salvare la foresta svizzera» è stata lanciata da Franz Weber e dalla sua organizzazione Helvetia Nostra (febbraio 2004) in risposta a una proposta del Consiglio federale.
A non piacere agli ambientalisti, la dichiarazione d'intenti a proposito della revisione della legge federale sulle foreste, prevista per il 2007, presentata dal governo svizzero.
La nuova politica forestale prevede di aumentare il sostegno al settore privato (che godrebbe di maggiore flessibilità, ad esempio mediante l'aumento della superficie massima per il taglio di sgombero) e a diminuire le sovvenzioni.
Una sola grande foresta
Come reso noto in data odierna da Weber, i sostenitori dell'iniziativa vogliono evitare che sia l'industria privata a «gestire arbitrariamente la foresta, senza alcuna limitazione».
La foresta - dicono gli ambientalisti - deve essere considerata come un unico insieme (al contempo accogliente, produttivo, vivo, protettivo e soprattutto durevole) e non come un sistema frammentato, suddiviso in varie categorie a seconda della funzione (protezione dalle catastrofi, svago, produzione di legname) come invece vuole il governo.
Secondo gli iniziativisti, le misure di risparmio paventate provocheranno inoltre la perdita del 30-40% dei 7'300 posti di lavoro nel settore forestale svizzero.
«Se le Camere federali decidono di andare nella nostra stessa direzione, ritireremo l'iniziativa», ha osservato Franz Weber, ricordando che il Parlamento sarà chiamato a dibattere sul dossier forestale, in consultazione fino al 31 ottobre.
Tagliare per uscire dalla crisi
A sostegno della revisione, gli imprenditori del legno, secondo i quali proibire il taglio di ampie superfici boschive - una pratica vietata dal 1902 - significa impedire ai produttori di conseguire dei benefici.
I tagli rasi permetterebbero invece, aggiungono, di far uscire il settore dalle difficoltà finanziarie.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
1,2 milioni di ettari la superficie occupata dalle foreste in Svizzera (30% del territorio nazionale).
9% delle foreste sono protette.
27% appartengono a privati.
L'industria forestale occupa 7'300 persone.
Nel 2004, sono stati tagliati alberi per un volume totale di 5,2 milioni di m3 (due terzi del volume sfruttabile).
La bilancia del settore è da parecchi anni deficitaria: nel 2004, la Svizzera ha esportato legno per 3,75 miliardi di franchi ma ne ha importato per 5,98 miliardi.