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Il Consiglio federale ha presentato oggi il suo messaggio concernente l’iniziativa “SÌ alla protezione della sfera privata”, raccomandando al popolo e ai cantoni di respingere questo progetto. Dopo aver preparato la soppressione del segreto a tutela dei clienti delle banche per ciò che riguarda l’estero, il governo di centrosinistra della Svizzera abbandona anche la protezione della sfera privata finanziaria nel paese stesso. Una decisione deludente ma, dopotutto, poco sorprendente per l’UDC.
La settimana scorsa, la Commissione dell’economia e dei tributi (CET) del Consiglio nazionale ha esaminato e approvato le leggi e le decisioni federali che istituiscono lo scambio automatico d’informazioni finanziarie a livello internazionale. I rapporti di maggioranza sono ormai noti. L’UDC prende atto del fatto che né il Consiglio federale né gli altri attori politici del nostro paese hanno la volontà di difendere la sfera privata e il segreto a tutela dei clienti delle banche.
Non resta che battersi per il segreto bancario in Svizzera
Per l’UDC, la protezione della sfera privata è d’importanza capitale. Noi ci battiamo perciò affinché il segreto a tutela dei clienti delle banche sia mantenuto in Svizzera. Le persone domiciliate in Svizzera o le imprese con sede in Svizzera, devono conservare il diritto alla protezione della loro sfera privata finanziaria, se possiedono un conto bancario in Svizzera. L’iniziativa popolare “SÌ alla protezione della sfera privata” mira a iscrivere nella Costituzione federale una disposizione che protegga questa sfera privata, in particolare la situazione finanziaria delle persone, per preservare la nostra libertà contro uno Stato ficcanaso e contro gli abusi dell’amministrazione.