Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01089.jsonl.gz/55

Ben 68,5 milioni di persone erano in fuga l'anno scorso nel mondo a causa di guerre o disastri. Il fotografo vodese Yvain Genevay mostra le sistemazioni temporanee per i profughi che arrivano in Svizzera.
I richiedenti l'asilo in Svizzera sono alloggiati temporaneamente in attesa che le autorità elvetiche decidano se accordare loro lo statuto di rifugiato o meno. Secondo le statistiche della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), nel 2017 nella Confederazione sono state registrate 18'088 domande d'asilo.
Prima impressione
Con le sue fotografie, il fotografo Yvain Genevay mostra la prima impressione che possono avere dei richiedenti l'asilo in Svizzera, quando si trovano per la prima volta di fronte al loro alloggio temporaneo. Gli ingressi fotografati spaziano dai bunker in zone suburbane e urbane agli alberghi in paesaggi montani.
Sul suo sito webLink esterno, Genevay dice di essere stato colpito dalla diversità delle forme. Il fotoreporter osserva poi che "l'insediamento di ognuno di questi stabilimenti ha la sua storia, è il risultato di aggiustamenti e compromessi politici. La loro forma riflette l'atteggiamento delle autorità locali in materia di asilo".
Il vodese ha vinto il premio di Fotografo svizzero dell'anno nel 2015 per una serie di immagini di una famiglia siriana protagonista di una drammatica vicenda. La famiglia era stata respinta dalla Francia e affidata alle guardie di confine svizzere per il rinvio in Italia. La madre incinta di sette mesi, quando ancora era in territorio svizzero aveva iniziato ad avere perdite di sangue e forti dolori, ma le guardie di confine le avevano negato qualsiasi assistenza medica. All'arrivo a Domodossola la giovane aveva collassato e perso la bimba che portava in grembo.