Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01123.jsonl.gz/33

È scontro totale in politica, ma in realtà... «non è colpa né della destra, né della sinistra»
Le considerazioni dell'esperto di energia Michael Höckel
BERNA - L'aumento dei prezzi dell'elettricità e l'incombente penuria stanno portando ad accesi dibattiti su chi sia il responsabile della crisi energetica.
Mentre i deputati dei partiti borghesi incolpano l'ex consigliera federale Doris Leuthard e l'attuale ministra dell'Energia Simonetta Sommaruga per le politiche portate avanti negli anni («deve ammettere che la Strategia energetica 2050 è un fallimento», ha ad esempio detto il democentrista Thomas Matter), la sinistra accusa il PLR e l'UDC, che hanno tra l'altro «sistematicamente impedito l'espansione delle energie rinnovabili».
Ma chi è il vero responsabile della crisi attuale? L'esperto di energia Michael Höckel, dell'Università di Scienze Applicate di Berna, sostiene di avere la risposta.
«Nessuno»
Di chi è la colpa? In realtà, la responsabilità principale non è da attribuire a nessuno, secondo Höckel. Per l'esperto, la causa principale della crisi energetica in Svizzera riguarda i rapidi cambiamenti avvenuti all'estero, come i problemi di produzione di elettricità nei Paesi vicini.
«In Francia le centrali nucleari funzionano solo a capacità ridotta, in Germania molte centrali nucleari sono già state spente e l'energia solare ed eolica non sono ancora sufficientemente disponibili». Allo stesso tempo, le centrali elettriche a gas possono essere rifornite di combustibile solo con difficoltà e a costi elevati, ha dichiarato Höckel. «Credo che nessuno avrebbe potuto prevedere questo rapido sviluppo». Anche la guerra in Ucraina ha influito su questo aspetto.
Un altro fattore che ha contribuito alla crisi energetica è stata la liberalizzazione del mercato dell'elettricità, ha detto Höckel a 20 Minuten. «I fornitori sono stati colti di sorpresa dalle dinamiche del mercato elettrico. Il mercato degli acquirenti è diventato in breve tempo un mercato dei venditori, con variazioni estreme dei prezzi».
«È ora di guardare al futuro»
È comunque chiaro che lo scontro in Parlamento sul tema (con alcuni partiti che ritardano l'espansione delle energie rinnovabili, mentre allo stesso tempo altri partiti chiedono l'abbandono graduale di tecnologie collaudate) sia problematico. «Anche se non sarebbe comunque cambiato molto in vista del prossimo inverno, questo mostra il problema centrale della politica nell'attuazione della strategia energetica».
Basta quindi controversie legate al breve termine, per Höckel è fondamentale mettere al primo posto l'interesse generale a lungo termine: «I politici hanno il dovere di stabilire la rotta. Soprattutto per quanto riguarda gli impianti di accumulazione, si dovrebbero sfruttare le potenzialità ancora esistenti».