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PHNOM PENH - La Cambogia ha registrato in queste ore il primo decesso in assoluto - dall'inizio dell'emergenza sanitaria, oltre un anno fa - legato al Covid-19.
Stando a quanto riportato dalle agenzie internazionali si tratta di un uomo di 50 anni che era risultato positivo al coronavirus lo scorso 27 febbraio.
Lo stato del sud-est asiatico, che conta poco più di 16 milioni di abitanti (circa il doppio rispetto alla popolazione della Svizzera), è uno fra i meno colpiti dalla pandemia in tutto il continente. Dal 7 marzo dell'anno scorso, giorno in cui fu confermato il primo caso locale, sono state conteggiate 1'163 infezioni. E metà di queste riguardano le ultime tre settimane.
La scintilla del contagio
A innescare il recente focolaio sarebbe stato un cittadino straniero che agli inizi di febbraio, ha spiegato il ministro della Sanità cambogiano, è "evaso" dal regime di quarantena in hotel per concedersi una serata in un nightclub. Con l'emergere di nuovi casi, il governo ha annunciato la chiusura immediata di bar, cinema e scuole nella capitale, Phnom Penh, per due settimane. Misura che è già stata prorogata di altri 14 giorni, coinvolgendo anche palestre, musei e altre attività.
Il "modello" Cambogia
Già dopo i primissimi mesi della pandemia di Covid-19, la Cambogia - così come i suoi vicini, il Laos, il Vietnam e, inizialmente, la Thailandia - si è distinta per essere riuscita a frenare la corsa del coronavirus. Una storia di successo nella gestione dell'emergenza che può essere spiegata da diversi fattori. Da un lato le autorità hanno agito tempestivamente già nel mese di gennaio del 2020, implementando test e tracciamento, blindando temporaneamente i confini e disponendo misure aggressive di contenimento all'interno del paese.
Un forte contributo al mantenimento di una bassa curva dei contagi è arrivato poi dalla distribuzione della popolazione, che per tre quarti vive nelle aree rurali del paese e svolge lavori prevalentemente all'aria aperta. Tuttavia, anche la risposta cambogiana all'emergenza non è stata del tutto esente da critiche e dubbi sollevati, in particolare nei confronti di Hun Sen, l'autoritario premier che è stato accusato da diverse Ong di aver sfruttato le restrizioni della pandemia, al pari di quanto accaduto nelle Filippine, per soffocare il dissenso.
La Cambogia ha avviato la propria campagna vaccinale durante il mese scorso e può contare al momento su una fornitura di 600'000 dosi del preparato cinese Sinopharm e su 324mila dosi di AstraZeneca, prodotte dal Serum Institute of India e donate nell'ambito dell'iniziativa Covax.
La Cambogia ha registrato in queste ore il primo decesso in assoluto - dall'inizio dell'emergenza sanitaria, oltre un anno fa - legato al Covid-19.