Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/36552

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad punto 1</p><p></p><p>L'autore della mozione chiede la completa revoca dell'obbligo di autorizzazione per l'affitto particella per particella di aziende agricole motivando la propria richiesta con il fatto che la legislazione sull'affitto agricolo risale al 1986, ossia a un periodo precedente la nuova politica agricola, e impedisce il cambiamento strutturale attualmente auspicato. </p><p></p><p>È vero che la legge federale sull'affitto agricolo (LAAgr; RS 221.213.2) è stata emanata nel periodo della "vecchia" politica agricola. Tuttavia, insieme al messaggio sulla riforma della politica agraria: Seconda tappa (Politica agraria 2002) nella parte III intitolata "Allentamento delle disposizioni di politica strutturale nel diritto fondiario rurale e nel diritto relativo all'affitto agricolo", il Consiglio federale ha proposto e il Parlamento ha deciso modifiche relative alla legge federale sul diritto fondiario rurale (LDFR; RS 211.412.11) e alla LAAgr. Queste sono entrate in vigore contemporaneamente alla nuova legge sull'agricoltura il 1° gennaio 1999. Nell'ambito della revisione parziale della legge federale sull'agricoltura - i relativi lavori sono attualmente in corso - nella LDFR e nella LAAgr dovrebbero essere proposti nuove modifiche e allentamenti.</p><p></p><p>L'obbligo di autorizzazione per l'affitto particella per particella delle aziende agricole è un punto centrale della LAAgr e ha il suo corrispettivo nella LDFR, la quale prevede un divieto di divisione materiale per aziende agricole con la possibilità di autorizzazioni eccezionali. Entrambe le misure sono armonizzate. Affinché possano essere effettivamente esercitati anche il diritto ereditario all'attribuzione e il diritto di prelazione di un'azienda agricola, è necessario non soltanto il divieto di divisione materiale, bensì anche l'obbligo di autorizzazione per l'affitto particella per particella, dato che altrimenti il proprietario di un'azienda agricola potrebbe affittarla per pezzo dissolvendo quindi la sua unità economica. L'unità economica è uno dei presupposti per l'esistenza di un'azienda agricola. Infine senza l'obbligo di autorizzazione per l'affitto particella per particella il diritto degli eredi all'attribuzione e il diritto di prelazione dei discendenti e dei fratelli e delle sorelle sarebbero illusori. </p><p></p><p>Contrariamente all'opinione dell'autore della mozione, queste persone non sono sufficientemente protette dal diritto preferenziale di affitto in favore dei discendenti (art. 5 LAAgr). La LAAgr non prevede il diritto preferenziale di affitto come istituto di diritto federale, bensì i singoli Cantoni sono autorizzati a introdurlo. Soltanto pochi Cantoni si sono avvalsi di tale possibilità (ad es. Berna, Friborgo e Svitto). La maggior parte dei Cantoni ha mantenuto un atteggiamento critico nei confronti di tale istituto (un motivo era che quest'ultimo non è stato introdotto dal diritto federale, sebbene fosse stato proposto nel messaggio del Consiglio federale del 1981). Anche dal punto di vista del dogma giuridico la soluzione non fa presa, secondo l'attuale intendimento del diritto preferenziale, che è calcato sul diritto di prelazione. Affinché il diritto preferenziale di affitto possa essere esercitato nei confronti di un'azienda, è necessaria la conclusione con un terzo di un contratto di affitto riguardante tutta l'azienda. In questo caso il discendente con diritto preferenziale di affitto può entrare a far parte del contratto di affitto dell'azienda. Questo non è possibile se i singoli contratti di affitto particella per particella sono stati conclusi con diversi terzi. Il diritto prefenziale di affitto non dovrebbe quindi essere configurato come diritto preferenziale, bensì piuttosto come diritto alla conclusione di un contratto di affitto riguardante un'azienda che viene riscattata da un affitto particella per particella. Un tale diritto sarebbe il primo sotto il profilo dogmatico e susciterebbe considerevoli dubbi di natura giuridica e agricola e renderebbe necessario un disciplinamento dettagliato non auspicato. </p><p></p><p>La richiesta dell'autore della mozione non può quindi essere accolta in questa forma. Le sue richieste fondamentali, ossia non impedire il cambiamento strutturale auspicato e consentire alle aziende principali di continuare a crescere, non sono contestate. Tuttavia, tale scopo può essere raggiunto più facilmente e in modo più efficace con l'aumento delle dimensioni minime delle aziende agricole. </p><p></p><p>Ad punto 2</p><p></p><p>Le argomentazioni dell'autore della mozione relative al presente punto sono accolte; la richiesta è giustificata.</p>