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Ariosto · Lettera n. 91
- Mittente
- Ariosto, Ludovico
- Destinatario
- Rucellai, Nicolò
- Data
- 9 giugno 1523
- Luogo di partenza
- Castelnuovo di Garfagnana
- Luogo di arrivo
- Pietrasanta
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Gli homini di Vagli m'hanno riferito vostra Signoria essere al tempo constituito ritrovatosi sul luogo de la differentia
- Explicit
- scrivendo al mio Illustrissimo Signor, di operare perché tal cosa, o per mio mezo o per altrui, pigli buono assetto.
- Regesto
-
Ariosto ha saputo dagli uomini di Vagli della presenza del capitano fiorentino sul luogo di una controversia di confine tra gli uomini di Vagli e di Pietrasanta. Ariosto avrebbe dovuto recarsi lì, e infatti era montato a cavallo circa alle 19 della sera prima, ma era stato colto da un terribile temporale durato per tutto il giorno seguente. Una volta tornato il bel tempo, gli era stato detto che il Rucellai era già andato sul posto, e che Ariosto non avrebbe potuto essere in alcun modo utile. Dispiaciuto di non aver fatto in tempo, rimprovera però il Rucellai per essere arrivato con molti uomini, come a voler combattere; mentre in precedenza lui stesso gli aveva detto di avviarsi con poche persone al seguito, per parlare. Ariosto ritiene inutile la propria presenza sul confine, e cercherà di amministrare la questione a distanza (e si occuperà della mancata restituzione del bestiame agli uomini di Vagli da parte degli abitanti di Pietrasanta). Confida nella collaborazione del proprio destinatario.
- Testimoni
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Firenze, Archivio di Stato di Firenze, Otto di Pratica, Responsive, lettera n. 3, filza 24, c. 321-322
Originale, manoscritto autografo.Missiva raccolta in filza.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente.
- Firenze, Archivio di Stato di Firenze, Otto di Pratica, Responsive, lettera n. 3, filza 24, c. 321-322
- Edizioni
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- Bibliografia
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- Stella 1963 = Angelo Stella, Per una nuova edizione delle Lettere di L. Ariosto (con lettere e manoscritti inediti), in «Giornale Storico della Letteratura italiana», vol. 140, fasc. 432, 1963, pp. 566-601
- Cabani 2016 = Maria Cristina Cabani, «Qui vanno gli assassini in sì gran schiera» Ariosto in Garfagnana, Lucca, Maria Pacini Fazzi editore, 2016, pp. 62-64
- Albonico 2022 = Simone Albonico, Ariosto, in Autografi dei letterati italiani. Il Cinquecento, tomo III, a cura di Matteo Motolese, Paolo Procaccioli, Emilio Russo, Roma, Salerno editrice, 2022, pp. 3-35, p. 14
Magnifico tanquam frater honorandissime.
Gli homini di Vagli m’hanno riferito vostra Signoria essere al tempo constituito ritrovatasi sul luogo de la differentia: di che mi son maravigliato ché la causa che haveva ritenuto me pensavo et ero certo che dovesse ancho havere ritenuto quella; imperhò che Domenica montai a cavallo che poteva essere circa 19 hore, per andare quella sera a Vagli, ch’altrimente non potevo ritrovarmi il dì del luni constituito sul fatto,
et essendomi già mosso si levò un tempo tanto horribile de tuoni e con sì gran pioggia, che son molt’anni che non se ne vide la pare, che durò tutto il giorno senza mai allentarsi et piové la notte et la matina seguente,
io stava pur aspettando che’l tempo si richiarasse per venire, perché la via di qui a Vagli è, di sorte che per il miglior tempo del mondo havrò fatica a venirvi se non a piedi,
et quando mi vòlse movere, mi vennero incontra alcuni che mi dissero che Vostra Signoria era già stata sula differentia e ch’io venirei indarno, io me ne maravigliai che sì male tempo fusse stato dal canto nostro, et che verso Pietrasancta non fosse stato il simile, perché se fosse stato tale saria stato impossibile il venire per Vostra Signoria, come fu per me.
M’incresce che Vostra Signoria habbia havuto tal disconcio e poi sia venuta indarno, m’incresce appresso d’ havere inteso che Vostra Signoria sia venuta con tanta gente, con scoppetieri in buon numero, ché, mi pare essendo così, che più presto fosse venuta per combattere che per terminare con iustitia et equità le contese de questi subditi; e più me ne par strano quando Vostra Signoria mi scrisse ch’io volessi venire con poca gente, ché in verità venendo io non menavo mieco oltra dieci o 15 persone.
Poi che siamo qui che io non son venuto, et ancho al presente non è più d’importantia di venire che un’altra volta, che omnino, per quello che io intendo la pastura di quelli luoghi hora fin a septembre tocca a gli homini dela Capella, io non venirò più hora ma ne darò aviso al mio Illustrissimo Signore, il quale forse mi farà un mandato di potere tutto quello ch’io farò far rato e fermo; e forse ancho farà ellectione di qualche persona che gli paia più sufficiente in questo, di me che non son dottore come vostra Signoria Né ancho ho copia di doctori in Grafagnana da potere menar meco come intendo che Vostra Signoria ha in Pietrasancta
ma mi pare ancho che oltra la doctrina quelli di Pietrasanta vogliano far di forza, non havendo voluto restituire le bestie a questi poverhomini di Vagli ché anchora che io non sia doctore pur mi pare che la equità nol comporti, perché, mentre la cosa sta in differentia, non dovrebbono volere star per forza in possessione,
io prego Vostra Signoria per singulare piacere et come mio particulare commodo che sia contenta di far restituire a questi di Vagli le lor bestie, offerendomi io versavice per amor di Vostra Signoria et in specie per ogni homo di Pietrasancta, compensare questa cortesia in maggiore cosa dove accada ch’io li possa gratificare, et per me non mancherà, scrivendo al mio Illustrissimo Signor di operare perché tal cosa o per mio mezo o per altrui, pigli buono assetto.Et a Vostra Signoria mi offero e raccomando.
Castelnovi, 9 Iunij 1523.
Scheda di Chiara De Cesare | Ultima modifica: 29 giugno 2022
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/ariosto/letters/91