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GINEVRA - Il terzo processo contro l'ex capo della polizia del Guatemala Erwin Sperisen si è aperto oggi a Ginevra con la proposta del procuratore Yves Bertossa di aggiungere sussidiariamente all'accusa di assassinio finora sostenuta quella di assassinio "per omissione". La difesa si è recisamente opposta.
Per Giorgio Campà, uno degli avvocati di Sperisen, si tratta di una modifica completa dei fatti rimproverati al suo assistito. Il legale ha fatto notare che il 47enne binazionale svizzero-guatemalteco, che aveva diretto la Polizia nazionale civile del Guatemala tra il luglio 2004 e il marzo 2007, è stato sin dall'inizio perseguito per aver pianificato e ordinato l'esecuzione extragiudiziale di detenuti, e persino di aver personalmente ucciso uno di loro, in occasione di un intervento della polizia nel penitenziario in rivolta di Pavon, vicino a Città del Guatemala, il 25 luglio 2006.
Il primo procuratore Bertossa, dal canto suo, ha motivato la richiesta fondandosi sulla sentenza del Tribunale federale, che a fine giugno 2017 ha ordinato il rifacimento del processo d'appello conclusosi nel maggio 2015 con la conferma dell'ergastolo inflitto in primo grado a Sperisen.
I giudici della suprema corte di Losanna - ha detto Bertossa - hanno ammesso che si è trattato di omicidi pianificati, in una operazione parallela che riuniva persone vicine a Erwin Sperisen. Secondo il procuratore non ci sono dubbi che Sperisen sia stato parte in causa nelle circostanze che hanno permesso il passaggio all'atto: l'allora capo della polizia guatemalteca ha lasciato gli assassini agire, ha lasciato loro campo libero e ha pure permesso che le scene dei crimini fossero in seguito manipolate.
L'avvocato Campà ha dal canto suo ribattuto che il pubblico ministero ha fornito una "lettura insostenibile" della sentenza del Tribunale federale. Il difensore di Sperisen ha chiesto alla Camera penale d'appello e di revisione della Corte di giustizia cantonale un aggiornamento del processo di tre mesi nel caso dovesse accettare la modifica dell'atto d'accusa proposto da Bertossa, al fine di consentire al suo assistito di preparare la propria difesa.
Non risponde - Erwin Sperisen ha deciso di non rispondere alle domande postegli. «Tutto quello che ho detto è stato ritorto contro di me», si è giustificato.
«Ho mostrato disponibilità a collaborare con il Ministero pubblico e mi sono fatto trattare come un uomo in fuga», ha dichiarato l'imputato ai giudici della Camera penale d'appello e di revisione ginevrina, davanti alla quale è ritornato su decisione del Tribunale federale dopo essere stato condannato al carcere a vita in primo e secondo grado. «Tutto ciò che avevo da dire l'ho già detto e potete riferirvi alle mie dichiarazioni precedenti», ha aggiunto.
Dopo queste dichiarazioni, la presidente della corte ha deciso di sospendere l'udienza fino a domani, quando saranno ascoltati due inquirenti della Commissione internazionale contro l'impunità in Guatemala (CICIG). Si tratta dei due soli testi previsti in questo processo.