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30 maggio 2000
Markus Rauh si è espresso con scetticismo in merito alle imminenti aste previste in Europa per l´assegnazione delle licenze UMTS: "L´incredibile guadagno generato dall´asta svoltasi in Gran Bretagna ha risvegliato anche da noi appetiti miliardari: basti pensare che nelle casse dello stato britannico sarebbero confluiti da 8 a 10 miliardi di franchi. Tuttavia, l´idea delle aste come macchine per fare soldi è destinata a non realizzarsi mai. A pagarne lo scotto sarà infatti il cliente! Ciò che rimpingua le casse della Confederazione nel breve periodo potrebbe riflettersi nel tempo in un aumento di prezzo di circa 600 franchi all´anno e per cliente. Gli elevati prezzi d´asta potrebbero porre in ultima analisi una pesante ipoteca sugli investimenti per le innovazioni. quella organizzata in Gran Bretagna non è altri che un´imposta indiretta che non genera alcun vantaggio economico."
Rauh sostiene che i costi per l´ottenimento di una licenza UMTS e la realizzazione di un´infrastruttura UMTS richiedono altri modelli di finanziamento. Nell´ambito delle possibilità di finanziamento di questo ambiziosissimo progetto, è stata presa in considerazione la possibilità di quotare in borsa il settore Mobile di Swisscom. La maggioranza del capitale azionario dovrebbe comunque rimanere di proprietà di Swisscom.
La probabile quotazione in borsa dell´Internet Provider Blue Window - che con i suoi 500´000 clienti è l´indiscusso numero uno in Svizzera - nella seconda metà del 2000 è già in fase di progettazione. Inoltre si sta valutando un´eventuale apertura al pubblico della società affiliata austriaca UTA.
A differenza dei suoi concorrenti, oggi Swisscom è una società anonima di diritto speciale. Lo statuto attuale prevede tra l´altro che la Confederazione detenga la maggioranza del capitale azionario. Secondo il Consiglio di amministrazione di Swisscom, questa legge particolare e la relativa interpretazione hanno esercitato un influsso determinante sullo sviluppo del corso delle azioni Swisscom che, paragonato a quello di altri fornitori europei, risulta essere piuttosto deludente.
Secondo Markus Rauh, ora devono essere create le premesse per realizzare ulteriori alleanze strategiche. "Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità valutando autonomamente, dalla nostra attuale posizione di forza, possibilità di collaborazione con partner competenti e lungimiranti. Una simile libertà di iniziativa è nell´interesse dell´azienda, dei suoi clienti e collaboratori, dei suoi azionisti e dell´intera piazza economica svizzera. Soltanto come azienda forte e con un ampio margine di trattativa Swisscom può assicurare la creazione di valore aggiunto, mantenere i posti di lavoro e fare in modo che la competenza decisionale non emigri all´estero ma contribuisca decisamente a consolidare la forza economica della Svizzera. Per garantire le possibilità di sopravvivenza di Swisscom in un mercato in rapido cambiamento è pertanto necessario trasformare l´azienda in una società anonima di diritto privato in base al codice delle obbligazioni. Soltanto così otterremo il margine di manovra necessario per programmare il futuro di Swisscom. Ma bisogna fare presto: il nostro tempo è calcolato in anni Internet."
Rauh ha poi ribadito che la copertura di base in Svizzera non dipende né da una modifica dello statuto né dalla legge sull´azienda delle telecomunicazioni (LATC). La copertura di base è regolata dalla legge sulle telecomunicazioni (LTC) e dalle relative ordinanze e non viene messa in discussione. Rauh ha inoltre affermato: "Optare per una forma giuridica di diritto privato non significa nemmeno che la Confederazione, da noi stimata come azionista affidabile e stabile, debba vendere subito le sue azioni."