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La Banca nazionale svizzera (BNS) ha registrato una perdita di 50,1 miliardi di franchi nel primo semestre, a causa dell'apprezzamento del franco. Sulle posizioni in divise estere risulta una perdita di 47,2 miliardi. Il versamento di un dividendo è poco probabile.
Nel primo semestre 2014 l'istituto di emissione aveva ancora realizzato un utile di 16,1 miliardi. Nel primo trimestre 2015 aveva invece già subito una perdita di 30 miliardi di franchi, sempre a causa delle perdite di cambio, cui si aggiungono altri 20 miliardi tra aprile e giugno, in linea con quanto previsto da UBS e Credit Suisse.
"Il versamento di un dividendo alla Confederazione e ai Cantoni è escluso se il risultato della BNS non cambierà entro la fine dell'anno", ha indicato all'ats un portavoce della banca centrale. La cifra da attribuire alle collettività pubbliche è fissata a un miliardo fintanto che le perdite non superano le riserve per la distribuzione futura. Queste ultime ammontano attualmente a 27,5 miliardi di franchi.
Il rafforzamento del franco in seguito all'abolizione della soglia minima di 1.20 franchi per un euro del 15 gennaio ha comportato perdite di cambio sull'insieme delle valute di investimento, si legge nel rapporto intermedio pubblicato oggi. Le riserve monetarie, pari a 516 miliardi di franchi a fine giugno, erano costituite nella misura del 42% da euro e del 32% da dollari americani.
Le riserve di oro hanno accusato da parte loro una perdita di valore di 3,2 miliardi di franchi, contro un utile di 3,5 miliardi un anno prima. Il prezzo del metallo prezioso è evoluto in maniera sfavorevole: a fine giugno valeva 35'022 franchi per chilogrammo, contro 38'105 franchi a fine 2014.
Un contributo positivo ai risultati semestrali proviene invece dai ricavi degli interessi (3,5 miliardi di franchi) e dei dividendi (1,2 miliardi). I corsi delle obbligazioni e delle azioni non sono evoluti in modo uniforme: sui primi è risultata una perdita di 3,9 miliardi, sui secondi un profitto di 4,1 miliardi di franchi.
"I risultati della BNS dipendono in larga misura dall'evoluzione sui mercati dell'oro, dei cambi e dei capitali. Per questo motivo forti fluttuazioni sono la regola ed è difficilmente possibile avanzare previsioni per l'esercizio in corso", ricorda la banca.
Gli averi in conti giro delle banche svizzere, sulle quali dal 22 gennaio vengono applicati tassi negativi dello 0,75%, sono saliti anche nel secondo trimestre. Gli interessi negativi hanno generato 530 milioni di franchi. La BNS ritiene che per l'intero esercizio la cifra salirà a 1,2 miliardi.
Il capitale proprio ammontava a fine giugno a 34,3 miliardi, contro 86,3 miliardi a fine 2014. Forti oscillazioni sono usuali e in termini assoluti la cifra non rappresenta alcun record negativo. Se rapportato alla somma di bilancio risulta tuttavia una quota di appena il 6%, un valore storicamente molto basso.
SDA-ATS