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Bocciata senza appello una mozione del deputato UDC Lukas Reimann
BERNA - Lo Schwytzerdütch deve rimanere fuori dalla sala del Consiglio nazionale. Lo ha deciso il plenum bocciando sonoramente - 164 voti a 20 - una mozione di Lukas Reimann (UDC/SG) che chiedeva includere il dialetto svizzerotedesco tra le lingue ufficiali dei dibattiti, accanto al tedesco standard, al francese, all'italiano e al romancio.
«I dialetti sono il simbolo per eccellenza sia dell'identità che della diversità del nostro Paese», ha sostenuto Reimann. Il democentrista ha ricordato come in diversi legislativi cantonali si parli svizzerotedesco. «Nel cantone bilingue di Berna, nel Parlamento cantonale si parla svizzero-tedesco e francese, senza che ciò rappresenti un problema», ha aggiunto.
«I problemi esistono, e ne faccio subito la dimostrazione», ha replicato Philipp Bregy (Cetnro/VS) leggendo una poesia in un incomprensibile dialetto alto-vallesano. «Serve insomma una lingua comune», del resto anche i romandi (e gli italofoni, ndr) hanno i loro dialetti ma parlano francese in aula, ha aggiunto.
L'uso del dialetto in seno all'Assemblea federale renderebbe invece più difficili la comprensione e gli scambi tra le comunità linguistiche. A ciò vanno aggiunti i problemi legati alla traduzione simultanea e alla trascrizione nel Bollettino Ufficiale, ha concluso Bregy.