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Gli interessi dei profitti della vendita dell'oro in esubero della Banca nazionale svizzera dovrebbe essere ripartiti proporzionalmente tra Confederazione e cantoni.
Lo ha precisato mercoledì 20 agosto il Consiglio federale in un messaggio alle Camere.
Il governo svizzero propone di mantenere il patrimonio della vendita delle 1.300 tonnellate di oro in esubero della Banca nazionale svizzera (BNS) e di istituire un fondo che lo amministri.
L’idea del Consiglio federale prevede che per un periodo di 30 anni i redditi debbano essere ripartiti nella misura di un terzo alla Confederazione e di due terzi ai cantoni.
Le reazioni politiche
La pubblicazione del messaggio governativo ha suscitato reazioni opposto tra i partiti di governo.
Liberali-Radicali (PRD) e popolari democratici (PDC) hanno dato la loro disponibilità a sostenere il modello di ripartizione degli utili proposto dal governo.
Oppositori al progetto del Consiglio federale, socialisti (PSS) e centristi di destra (UDC) rivendicano una partecipazione dell’AVS nelle quote di ripartizione degli utili annuali della Banca nazionale e della vendita dell’oro.
Ritorno alle urne
Il Consiglio federale ha dunque tenuto fede alla decisione di principio, adottata all'inizio dell'anno, dopo il rifiuto popolare di distribuire l'oro della BNS in parti uguali tra AVS, cantoni e Fondazione Svizzera solidale.
Il governo continua ad opporsi al versamento integrale dei proventi della vendita dell'oro in esubero ed a qualsiasi attribuzione obbligatoria (AVS, formazione, ecc.), come chiede una parte dell'arco istituzionale elvetico.
Il popolo sarà in ogni caso chiamato a pronunciarsi nuovamente.
Il Consiglio federale ritiene infatti che il capitale della vendita dell'oro, ossia da 18 a 20 miliardi di franchi, debba restare intatto per almeno 30 anni.
Fondazione indipendente
Questo obiettivo comporta una modifica costituzionale, che non prevede soltanto la distribuzione degli utili a Confederazione (1/3) e cantoni (2/3).
Nel progetto governativo, il ricavato della vendita dell'oro dovrebbe essere versato ad una fondazione giuridicamente indipendente, costituita dal governo.
L’obiettivo è di evitare conflitti d'interesse alla BNS tra la condotta della politica monetaria e quella della gestione del capitale.
Il rendimento reale di questo patrimonio sarebbe versato ogni anno ai cantoni ed alla Confederazione, che si ripartirebbero tra 450 e 500 milioni di franchi.
Dopo 30 anni, il capitale sarebbe definitivamente versato per 1/3 alla Confederazione e per 2/3 ai cantoni, a meno che il popolo dovesse ritornare, nel frattempo, sulla decisione.
Cespiti fiscali
Gli interessi saranno distribuiti già dalla primavera prossima, anche se il popolo non si è ancora pronunciato.
Alla fine di luglio 2003 sono già state vendute 840 delle 1.300 tonnellate, per un incasso di 12,7 miliardi di franchi.
Il Consiglio federale ha stipulato una convenzione con la BNS: Confederazione e cantoni potranno così suddividersi 300 milioni di franchi nel 2004, 400 nel 2005 e mezzo miliardo nel 2006.
Ripartizione degli utili
Il Consiglio federale raccomanda inoltre al parlamento di respingere l'iniziativa popolare «Utili della Banca nazionale all'AVS», lanciata dalla sinistra lo scorso anno.
L'iniziativa prevede di versare in futuro al Fondo di compensazione AVS l'utile netto dell'istituto di emissione, riservando ai cantoni un miliardo di franchi l'anno.
Il Consiglio federale respinge l'iniziativa perché sostiene che non porterebbe ad un risanamento a lungo termine dell'AVS e permetterebbe, al massimo, di rinviare di qualche anno l'aumento dell'IVA a favore dell'AVS.
La sostanza della proposta
Con questo messaggio, il Consiglio federale sottopone al parlamento due oggetti distinti. Il primo è il progetto di una base costituzionale per l'utilizzazione delle 1.300 tonnellate. L’altro è la richiesta di respingere l'iniziativa popolare.
I due progetti - rileva il Dipartimento federale delle finanze (DFF) - rappresentano proposte a sé stanti: si possono dunque accettare o respingere indipendentemente l’uno dall'altro.
swissinfo e agenzie
In breve
A poco meno di un anno dal rifiuto popolare sulla ripartizione degli utili della vendita delle eccedenze d’oro della Banca nazionale svizzera, il governo elvetico presenta al Parlamento un nuovo messaggio.
Il progetto prevede la creazione di una fondazione indipendente, che amministri per 30 anni il capitale della vendita.
Gli interessi annui, stimabili sul mezzo miliardo di franchi, verrebbero versati alla Confederazione ed ai cantoni, e destinati al finanziamento delle spese correnti, nell'ambito dei budget ordinari.
Nel messaggio parlamentare, il Consiglio federale raccomanda inoltre di respingere l’iniziativa popolare «Utili della Banca nazionale all'AVS», lanciata dalla sinistra lo scorso anno.
Fatti e cifre
18/20 miliardi di franchi, i proventi stimabili della vendita delle 1.300 tonnellate d’oro in esubero della Banca nazionale svizzera
450/500 milioni di franchi, il rendimento annuale della monetizzazione dell’oro in esubero
30 anni, il termine d’intangibilità del capitale proposto dal governo
840, le tonnellate vendute a fine luglio 2003 per un ricavo complessivo di 12,7 miliardi di franchi
300 milioni, gli interessi degli utili che verranno versati a Confederazione e cantoni dal prossimo anno, nella misura di un terzo per la prima e di due terzi per i secondi