Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/27537

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La discussione lanciata dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa verte su un testo dedicato ai valori fondamentali che si applicano all'insieme del continente europeo. L'Assemblea parlamentare è infatti convinta della necessità di consolidare l'unità del nostro continente nell'ambito di un processo di costruzione europea fondato sul sentimento di appartenenza dei popoli europei a un'identità comune. Secondo la Raccomandazione n. 1394 (1999) dell'Assemblea parlamentare, il sentimento di appartenenza all'Europa necessita l'elaborazione di una "Carta istituzionale europea" quale fondamento di una futura "costituzione" di portata continentale. In mancanza di un simile strumento, i popoli europei non sarebbero in grado di riconoscere i punti comuni che li legano alla stessa unità europea. Un simile raggruppamento ha la sua importanza poiché eviterebbe il sorgere di nuove sfaldature in Europa. Il progetto redatto in questo contesto da Rousseau all'attenzione della Commissione per le relazioni parlamentari e pubbliche non è stato ancora dibattuto in seno all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Le decisioni della Commissione e dell'Assemblea parlamentare al riguardo non sono state rese note.</p><p></p><p>Parallelamente ai lavori del Consiglio d'Europa, l'Unione europea (UE) dibatte su una costituzionalizzazione del proprio ordine giuridico. Già nel 1999 il Consiglio europeo aveva deciso di elaborare una Carta dei diritti fondamentali. Il testo, che sarà annunciato solennemente dal Consiglio europeo nel corso di quest'anno, è attualmente in fase di preparazione sotto la direzione dell'ex presidente tedesco e del presidente della Corte costituzionale tedesca Prof. Roman Herzog. Collaborano ai lavori i Paesi candidati all'adesione come anche il Consiglio d'Europa di cui due rappresentanti (uno dei quali un giudice della Corte Europea dei Diritti dell'uomo) fungono da osservatori. Il 27 marzo 2000 il Parlamento europeo ha chiesto alla Conferenza intergovernativa, tuttora in corso, di "avviare una procedura volta a costituzionalizzare i trattati" nel corso della quale dovrebbe essere integrata nei trattati dell'UE la Carta dei diritti fondamentali. La Commissione europea appoggia questa proposta. Il 12 luglio 2000 ha adottato in forma di comunicato, uno studio completo sull'elaborazione di un "trattato fondamentale dell'Unione europea" che potrebbe includere parimenti una carta dei diritti fondamentali. La necessità di rivedere i trattati potrebbe sfociare a medio termine nell'elaborazione di un trattato fondamentale dell'UE, analogo a una costituzione, corredato di un catalogo dei diritti fondamentali. I lavori dell'UE devono tuttavia essere differenziati da quelli del Consiglio d'Europa poiché</p><p>riguardano soltanto i suoi Stati membri (attuali, ma anche futuri).</p><p></p><p>Non va trascurato, sotto il profilo giuridico, che una "costituzione" designa la legislazione fondamentale di uno Stato. Nel quadro di un'organizzazione internazionale o di una comunità sovranazionale, sarebbe quindi preferibile utilizzare i termini "Statuto", Carta" o "Trattato fondamentale".</p><p></p><p>1. Il Consiglio federale condivide le considerazioni dell'interpellante in merito all'elaborazione di un testo dedicato ai lavori fondamentali di portata europea in grado di rafforzare il sentimento europeista, ossia di appartenere allo stesso continente e a una stessa cultura. La Svizzera, che fa parte dell'Europa, non può certo estraniarsi da un dibattito imperniato sui valori fondamentali comuni a tutto il nostro continente. Non si esclude che le esperienze tratte dalla nostra storia - alleanza dei Cantoni e creazione di uno Stato federale - possano rafforzare il dialogo avviato a livello europeo. Non bisogna però trascurare che l'attuale realtà costituzionale svizzera affonda le radici nella nostra cultura specifica e nei nostri eventi storici. Queste esperienze non si possono trasporre tali e quali su scala europea. Le prassi di altri Stati europei potrebbero essere altrettanto in grado di contribuire a questa discussione.</p><p></p><p>Secondo il Consiglio federale l'atteggiamento del popolo e dei Cantoni di fronte all'Europa - nel senso di Unione europea - dipende, fattore non trascurabile, dal modo in cui l'UE si svilupperà nel suo insieme. Per quanto occupino un posto importante, i testi fondamentali dell'UE vanno nondimeno considerati nel contesto globale, al pari dei risultati dei dibattiti avviati in seno al Consiglio d'Europa.</p><p></p><p>2. Il Consiglio federale è del parere che i lavori svolti nel Consiglio d'Europa costituiscono un utile apporto al dibattito generale dedicato alla realtà delle costituzioni europee. Se è legittimo tentare di comprendere la realtà europea in tutta la sua diversità, l'elaborazione di un trattato fondamentale europeo necessita profonda riflessione che non può limitarsi ad integrare i parametri attuali della costruzione politica europea. Tale riflessione dovrebbe incentrarsi sul fatto che l'UE sarà la chiave di volta della futura Europa politica. Il Consiglio federale non si ritiene legittimato a pronunciarsi sulla fondatezza dell'attuale dibattito costituzionale in seno all'UE.</p><p></p><p>3. Se il progetto del Prof. Rousseau è stato elaborato nel 1999 nel quadro del Consiglio d'Europa, quello del Prof. Max Imboden è stato redatto nel 1963, a prescindere dalle discussioni tenutesi in seno a un'organizzazione internazionale. I due progetti si distinguono su diversi punti. La principale differenza sembra risiedere nel fatto che il Prof. Imboden descrive, nelle grandi linee, il contenuto delle politiche future mentre il Prof. Rousseau vi soprassiede asserendo che una costituzione, con riserva dei diritti fondamentali, deve limitarsi a fissare l'ambito dell'operato politico senza dilungarsi sulla definizione del contenuto che, sempre secondo Rousseau, deve essere lasciato alla responsabilità dei politici e pertanto ai cittadini che li eleggono.</p><p></p><p>Peraltro, il progetto Rousseau evidenzia maggiormente i diritti fondamentali che troviamo nei primi venti articoli. Al contrario, il progetto Imboden abborda tali diritti in una sola</p><p>disposizione (art. 18).</p><p></p><p>In futuro si dovrà studiare con attenzione il progetto del Prof. Rousseau. Altri progetti con temi diversi animeranno sicuramente un dibattito che non si può per ora anticipare. Nella discussione approfondita che solleverà il progetto Rousseau sarà sicuramente esaminato il rapporto esistente con altri testi normativi europei come ad esempio la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. I diritti dell'uomo elencati in questo strumento internazionale sono formulati in modo più estensivo di quelli contenuti nel progetto Rousseau. A tempo debito si dovrà dedicare particolare attenzione ai problemi che potrebbero sorgere con una interpretazione restrittiva dei diritti dell'uomo in un trattato fondamentale europeo.</p><p></p><p>4. In Svizzera la democrazia diretta è ormai collaudata. Come sottolineato al punto 1, le nostre esperienze potrebbero arricchire un dibattito che ha luogo in seno al Consiglio d'Europa e sarebbe certamente utile associarle a questa riflessione.</p><p></p><p>5. La finalità del Consiglio d'Europa consiste nell' "attuare un'unione più stretta fra i Membri per tutelare e promuovere gli ideali e i principi che sono loro comune patrimonio e per favorire il progresso economico e sociale" (art. 1 lett. a dello Statuto del Consiglio d'Europa). Questo scopo perseguito "mediante l'esame delle questioni di interesse comune" (art. 1 lett. b) è sfociato parimenti nell'adozione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Dibattere i valori comuni a tutti gli Europei è compito principale del Consiglio d'Europa. Il Consiglio federale non può esimersi dal partecipare a un così vasto dibattito. Se il Comitato dei Ministri dovesse occuparsi di questi problemi, ad esempio sulla base di una proposta concreta presentata dall'Assemblea parlamentare, la Svizzera recherebbe parimenti un contributo attivo a queste discussioni.</p><p></p><p>6. Nell'ambito della politica di informazione della Confederazione in materia di politica estera, occorrerà anche in futuro discutere sui diversi aspetti costituzionali affinché il popolo svizzero possa disporre delle necessarie informazioni e dibattere ampiamente su questo tema.</p>  Risposta del Consiglio federale.