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Il Tribunale federale di Losanna ha stabilito che la domanda di naturalizzazione dovrà essere riesaminata.
LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha accolto il ricorso della sorella di Igor Kolomoisky contro il rifiuto di concederle la naturalizzazione. La decisione delle autorità era basata sulla sua parentela con l'oligarca ucraino. Il caso torna al Tribunale amministrativo federale (TAF).
La ricorrente ha sostenuto con successo che il suo diritto a essere ascoltata è stato violato durante la procedura. Anche il marito e il figlio minore, che avevano presentato un'istanza congiunta, sono interessati, indica il TF in una sentenza pubblicata martedì.
Per motivare il suo rifiuto, il TAF si era basato su diversi articoli di stampa trovati su Internet. Le parti interessate non avevano però potuto esprimere la loro opinione in merito. La decisione dei giudici sangallesi è pertanto stata annullata dal TF.
Quest'ultimo fornisce alcune indicazioni per il riesame della domanda. Ad esempio, la parentela con una personalità non porta di per sé a concludere che vi sia un rischio per la sicurezza della Svizzera in caso di naturalizzazione. Altrimenti si tratterebbe di una forma di persecuzione dei parenti.
Non è comunque impossibile concludere che esiste un rischio dovuto alla stretta relazione familiare. Ma il rifiuto di concedere la naturalizzazione è giustificato solo se la persona che ne fa richiesta ha contribuito a questa situazione o ne ha consapevolmente beneficiato.
La famiglia della sorella di Igor Kolomoisky ha la cittadinanza svizzera e vive nel Paese dalla fine del 2005. I due figli maggiori sono stati naturalizzati nel 2015 e nel 2018.
Fino al 2016, Igor Kolomoisky controllava la più grande banca privata ucraina. A seguito di un caso di corruzione, l'istituto è stato nazionalizzato. Lo stesso oligarca è stato accusato di aver sottratto miliardi alla sua banca. Igor Kolomoisky è stato a lungo vicino al presidente Volodymyr Zelensky.
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