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Non è arrivato l'oro nella gara maschile di cross-country della mountain bike, ma in compenso - e c'è di che essere ben lieti - la Svizzera ha conquistato un comunque splendido argento (la seconda medaglia a Tokyo 2020) con Mathias Flückiger. Il bernese è stato battuto sul percorso olimpico di Izu (sette giri da 3,85km) dal nuovo fenomeno della disciplina, il britannico Thomas Pidcock (compagno di squadra alla Ineos di Richard Carapaz, oro nella prova in linea di ciclismo) che, dopo aver preso la testa della corsa tra il terzo e il quarto giro non si è più fatto raggiungere. Un trionfo per il ragazzo di Leeds - che venerdì compirà 22 anni e alla prima stagione da professionista della MTB - che va ad aggiungersi ai già notevoli risultati colti nelle altre coniugazioni della due ruote: da grande polivalente ha infatti già messo in carniere nel 2019 il bronzo U23 ai Mondiali in linea mentre l'anno scorso ha colto l'argento élite ai Mondiali di ciclocross e l'oro U23 ai Mondiali di MTB.
Dal canto suo Flückiger, dopo i due argenti iridati conquistati nel 2019 e 2020, è dunque andato a prendersi un'altra medaglia d'argento ma stavolta con impressa l'effige dei cinque cerchi. Un po' di delusione per Nino Schurter che, al contrario, non è riuscito a cogliere un'altra medaglia olimpica dopo il bronzo di Pechino, l'argento a Londra e l'oro a Rio: il grigionese ha concluso quarto, facendosi superare nel finale dallo spagnolo David Valero Serrano. Ottimo 12o posto per il ticinese Filippo Colombo, reduce da un brutto infortunio al bacino, ma che ha saputo onorare alla grande questa sua prima presenza olimpica, che fino ad un paio di mesi fa era tutt'altro che scontata.
E, a proposito di delusi e di polivalenti, ha dovuto alzare bandiera bianca uno dei grandi favoriti della vigilia, Mathieu van der Poel. L'olandese si è infatti reso sfortunato protagonista di una rovinosa caduta dopo soli nove minuti di gara; poi ha provato a reagire, risalendo fino al 15o posto ma, dopo cinque giri, si è visto costretto a gettare la spugna.