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BERNA - Per evitare un uso improprio dei sussidi nei trasporti pubblici, come avvenuto con AutoPostale, la filiale della Posta che truccava la contabilità per incassare più sovvenzioni pubbliche, l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha deciso di inasprire la vigilanza nei confronti degli attori operanti in questo settore.
Verrà rafforzato il ruolo degli organi esterni di verifica e le imprese dovranno presentare ogni anno un'autodichiarazione del rispetto del diritto in materia di sussidi.
I provvedimenti presentati stamane ai media dal direttore dell'UFT, Peter Füglistaler, vanno oltre le raccomandazioni contenute nella perizia ordinata l'estate scorsa dal Dipartimento federale dei trasporti (DATEC).
Le misure in questione, delle quali il Consiglio federale è stato informato lo scorso primo di maggio, possono entrare in vigore immediatamente. Il costo è stimato in un milione di franchi - su 5,5 miliardi di sovvenzioni globali - l'anno, pari a 8 nuovi posti di lavoro.
Controlli specifici - In futuro, ha dichiarato Flügistaler, non controlleremo più i conti annuali delle società sovvenzionate. Questo rimarrà un compito delle stesse imprese. «I controlli puntuali eseguiti dall'amministrazione federale ci davano un'immagine ristretta delle cifre in gioco», ha spiegato l'alto funzionario.
L'UFT controllerà in maniera più estesa il traffico regionale viaggiatori sovvenzionato, con l'obiettivo di verificare meticolosamente la correttezza degli importi e l'impiego dei sussidi.
«Prevediamo - ha sottolineato il direttore dell'UFT - di analizzare in maniera approfondita eventuali differenze di bilancio e rendicontazione, di procedere a scrupolosi controlli a campione e di valutare la plausibilità degli importi sulla base di un'analisi comparativa».
Questo modo di procedere «ci consentirà di paragonare le diverse imprese». Se, per esempio, una società basa la propria offerta su un prezzo del carburante due volte più alto della concorrenza, «l'UFT se ne accorgerà».
Si instaurerà un controllo approfondito anche nell'ambito dell'infrastruttura ferroviaria sovvenzionata che comporterà, tra l'altro, la conduzione di ispezioni in loco a campione, volte alla verifica dell'attuazione di misure di mantenimento nel settore ferroviario.
Il numero di controlli eseguito dall'organo preposto dell'UFT raddoppierà, ha segnalato Füglistaler, passando a 20: «È stata questa istanza che ci ha permesso, tra l'altro, di scoprire le irregolarità presso Autopostale e le BLS».
Revisori esterni - Assieme alle organizzazioni del settore, l'UFT stabilirà quali atti di verifica le imprese beneficiarie di indennità dovranno obbligatoriamente affidare all'ufficio di revisione esterno.
Le imprese di trasporto dovranno inoltre presentare ogni anno un'autodichiarazione del rispetto del diritto in materia di sussidi; a partire da 10 milioni di franchi di aiuti federali all'anno dovranno poi far verificare regolarmente i conti all'ufficio di revisione.
Caso ancora aperto - A causa di questa vicenda, il 10 giugno scorso la direttrice generale Susanne Ruoff aveva rassegnato le dimissioni con effetto immediato, assumendosi la responsabilità di quanto avvenuto ma negando di essere stata a conoscenza delle irregolarità.
Il nuovo Ceo della Posta svizzera è ora Roberto Cirillo, 48 anni, laureato in ingegneria meccanica presso il Politecnico federale di Zurigo. È nato a Zurigo, ma è cresciuto in Ticino.
Frattanto, per quanto attiene alla vicenda Autopostale, è in corso un procedimento penale amministrativo per sospetta truffa in materia di sovvenzioni nei confronti di tre ex manager.
Milioni restituiti - Lo scandalo AutoPostale era esploso il 6 febbraio 2018, quando l'UFT aveva annunciato di aver scoperto, durante l'ordinaria attività di revisione del conteggio delle prestazioni, che l'azienda di trasporto della Posta, tra il 2007 e il 2015, aveva effettuato trasferimenti illeciti di utili dal traffico regionale viaggiatori sovvenzionato ad altri settori di attività, ottenendo indebite indennità federali e cantonali, pari a 90,9 milioni.
Per quanto attiene alla BLS, a causa di un modello scorretto riguardante i tassi di interesse, la compagnia ferroviaria ha incassato 29,4 milioni supplementari dalla Confederazione e dai Cantoni.
Il 18 di dicembre scorso è stata firmata una convenzione tra AutoPostale da una parte, e Confederazione, Cantoni e Comuni dall'altra per la restituzione dei sussidi ricevuti indebitamente per un importo di 188,1 milioni. Di questa cifra, 88,672 milioni sono andati alla Confederazione, il resto, ossia, 99,402 milioni, a Cantoni e Comuni.
Al Ticino (Comuni inclusi) ne spettano 14,805, ai Grigioni 20,923 milioni. Quest'ultimo cantone è il maggior beneficiario del rimborso, mentre il Ticino è terzo, appena dopo Argovia (14,887 milioni) e davanti a Zurigo (12,642 milioni). Oltre ai 181,1 milioni, AutoPostale si è impegnata a versare 17,2 milioni a titolo di "restituzione spontanea" per le irregolarità precedenti cadute in prescrizione.