Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01248.jsonl.gz/435

I patrimoni depositati in Svizzera riconducibili ai presidenti decaduti Zine El-Abidine Ben Ali (Tunisia) e Viktor Yanukovich (Ucraina), nonché alle persone del loro entourage, rimarranno bloccati preventivamente per un altro anno ancora.
Lo ha deciso oggi il Consiglio federale per sostenere la cooperazione giudiziaria in corso con i due rispettivi Stati.
All'inizio del 2011, il governo aveva reagito alle rivolte arabe ordinando di bloccare gli averi depositati in Svizzera riconducibili al presidente decaduto Ben Ali e alle persone del suo entourage (circa 60 milioni di franchi). L'Esecutivo ha deciso un blocco analogo anche nel contesto della crisi ucraina scoppiata nel febbraio del 2014 (circa 70 milioni).
In una nota, l'esecutivo precisa che sono attualmente in corso diversi procedimenti penali nei confronti dei principali protagonisti e vari procedimenti di assistenza giudiziaria tra gli Stati coinvolti e la Svizzera. Per quanto riguarda l'eventuale restituzione dei valori patrimoniali, sono ancora necessarie sentenze sulla loro provenienza illecita nei Paesi interessati. Per questi motivi il blocco preventivo è stato prolungato.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>