Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01146.jsonl.gz/532

Primo accordo quadro fra Google ed editori francesi
Google ha firmato un accordo quadro che apre la strada alla remunerazione della stampa quotidiana francese sulla base dei «diritti connessi», la nuova normativa simile al diritto d'autore creata nel 2019.
L'accordo è stato firmato fra Google e l'Alliance de la presse d'information générale (Apig), principale organizzazione dei professionisti della stampa francese, che rappresenta in particolare i quotidiani nazionali e regionali.
Si tratta – hanno sottolineato i firmatari in un comunicato – «della conclusione di negoziati durati parecchi mesi nel quadro fissato dall'Authority della concorrenza». L'accordo – spiega il comunicato – «fissa il quadro nel quale Google negozierà accordi individuali di licenza con i membri» dell'Apig, per le pubblicazioni riconosciute «di informazione politica e generale».
«Licenze» che copriranno i cosiddetti «diritti connessi»
Queste «licenze» copriranno i cosiddetti «diritti connessi» e «apriranno inoltre ai giornali l'accesso a News Showcase», un programma attraverso il quale Google remunera i contenuti della stampa.
Rimane da conoscere l'ammontare di tale remunerazione, in quanto i dati finanziari dell'accordo sono confidenziali. Sarà comunque fissata individualmente, in funzione di criteri quali «il contributo all'informazione politica e generale, il volume quotidiano di pubblicazioni o l'audience Internet mensile».
Il cammino di Apig e Google per trovare l'intesa parte dalla fine del 2019, quando la stampa francese accusò Google di violare i diritti connessi, creati da una direttiva europea con l'obiettivo di arrivare a una migliore spartizione dei guadagni della rete a vantaggio degli editori di giornali e delle agenzie di stampa.
Google escluse risolutamente di voler remunerare l'editoria
In un primo momento, Google escluse risolutamente di voler remunerare l'editoria, decidendo unilateralmente di citare meno i giornali che avessero rifiutato di lasciar utilizzare gratis i loro contenuti nei suoi risultati delle ricerche.
La stampa francese ricorse all'Authority della concorrenza, che nell'aprile 2020 ordinò a Google di negoziare «in buona fede» con gli editori. In questo quadro si è sviluppato il negoziato con tappe importanti ad ottobre e poi una conclusione di primi accordi a novembre a titolo individuale con alcune testate come Le Monde, Le Figaro, Libération e L'Express.
L'accordo quadro annunciato oggi, di una durata di tre anni, non copre tutta la stampa francese, in particolare le agenzie di stampa fra le quali la France Presse, sempre nel pieno di loro negoziati con Google.Tornare alla home page
SDA