Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01071.jsonl.gz/386

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Un'immagine simbolica mostra una bambina che si nasconde (foto d'archivio).
KEYSTONE/CHRISTOF SCHUERPF(sda-ats)
La Corte penale di appello vodese ha confermato oggi la pena di tre anni e mezzo di carcere inflitta ad un padre di famiglia che per anni ha abusato di una bambina datagli in affidamento, nonché della propria figlia.
Giunta nella famiglia all'età di tre anni dopo aver subito abusi da parte di parenti, la bimba ha subito i palpeggiamenti dell'uomo, un ingegnere di 53 anni, dal 2009 al 2014.
Già nel 2012, la ragazzina aveva tentato di attirare l'attenzione del Servizio di protezione della gioventù sulla sua situazione, denunciando invano il fatto che il padre affidatario girava per casa nudo. La denuncia vera e propria è intervenuta due anni dopo.
Durante il processo di prima istanza, l'uomo ha riconosciuto di essere un pedofilo e dichiarato di volersi curare. Oggi ha sostenuto di non poter beneficiare di un trattamento adeguato in carcere, dove si trova dal febbraio 2016. Dato l'elevato rischio di recidiva, la Corte ha rifiutato di concedere all'imputato una sospensione condizionale parziale della pena.
SDA-ATS