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La Commissione elettorale della Guinea, paese dell'Africa occidentale guidato dal presidente Alpha Condé, ha annunciato i risultati delle votazioni del 22 marzo sulle nuova Costituzione e per la nuova Assemblea Nazionale.
Viene così chiuso un processo elettorale in cui la popolazione civile ha mostrato maturità evitando di alimentare focolai di violenza (una cinquantina di morti in varie città) e di cedere alle diffuse provocazioni che da oltre un anno affliggono la vita sociale ed economica della Guinea.
La riforme contenute nella nuova costituzione sono state approvate dal referendum con il 91,6% dei voti a fronte di un 8,4% di no e il tasso di partecipazione è stato del 61,2%. I risultati sono stati annunciati dalla Commissione elettorale indipendente come riporta il sito del giornale Guinee Matin.
I risultati quasi plebiscitari rivelano la mancata partecipazione al voto da parte dei maggiori partiti di opposizione, in nome di una imponderabile mancanza di trasparenza e di credibilità, ma in realtà nel timore che la nuova Costituzione possa favorire la candidatura del presidente per un terzo mandato alle elezioni presidenziali del prossimo dicembre.
Nella pratica, la nuova Costituzione della Guinea Conakry segna un passo avanti importante contro le radicalizzazioni che compaiono in diversi Paesi della regione: introduce divieto delle mutilazioni genitali femminili, tutele rafforzate per i diritti umani, riforme secolari che migliorano il funzionamento dell'inefficiente burocrazia dello Stato.
La Francia ha disconosciuto i risultati di queste votazioni e al Quay d'Orsay si sono associate l'Unione Europea e la Germania. La comunità internazionale in generale però ha espresso il forte auspicio che cessino al più presto le violenze da parte di tutti gli attori politici attivi in Guinea e che il Paese ritrovi sia un dialogo costruttivo e sia la convivenza serena specialmente nella prospettiva delle prossime, delicate elezioni presidenziali.
Per diversi Paesi la Guinea ha una particolare importanza con Francia, Germania e Ue da un lato e USA, Cina, Russia, Gb, Emirati Arabi dall'altro. I sanguinosi incidenti per le strade sono stati tutto sommato fatti episodici e le tante micce non sono riuscite a innescare alcuna rivolta o movimento di massa.
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