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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è del parere che non spetta al settore pubblico fare delle previsioni su un mercato così specifico. L'importanza di queste attività va ricondotta alla sua giusta dimensione poiché il settore delle macchine e dei veicoli - all'interno del quale il materiale rotabile non rappresenta che una piccola parte - produce circa il 3,4% del valore aggiunto lordo prodotto in Svizzera. Inoltre, il mercato del materiale rotabile non è un mercato nazionale: in esso, numerose aziende internazionali si fanno un'aspra concorrenza. Tuttavia gli acquirenti di materiale rotabile sono generalmente imprese del settore pubblico. Come per la costruzione di aeromobili, anche nel settore del materiale rotabile non è necessaria una produzione nazionale di materiale rotabile per approfittare di un'offerta competitiva sulla rete ferroviaria.</p><p>2. Il Consiglio federale è preoccupato per la soppressione di posti d'impiego nel settore industriale, ma non ritiene che la piazza industriale svizzera sia seriamente minacciata. In effetti, la Svizzera si avvale di un ampio ventaglio di attività industriali diversificate, buona parte delle quali implica una catena di produzione completa. Esso riconosce nondimeno che il paesaggio industriale sta rapidamente cambiando. La creazione e la chiusura di imprese sono due aspetti - purtroppo indissociabili - di uno sviluppo economico dinamico. L'abbandono di alcuni centri di produzione è il pesante tributo che occorre pagare per le ristrutturazioni economiche, le quali genereranno successivamente nuove prospettive. A questi cambiamenti il Consiglio federale ha risposto con vari provvedimenti. Da un lato, esso ha posto mano alla riforma della formazione professionale per meglio adattarla ai bisogni e favorire la formazione di personale altamente qualificato. Dall'altro, ha intrapreso alcuni passi per rafforzare la posizione della Svizzera nella corsa internazionale all'innovazione. Si tratta in primo luogo di perseguire una politica che stimoli la capacità di produrre e di sviluppare tecnologie commercializzabili. In seguito, dovrà intervenire una serie di misure di promovimento intese a rafforzare la posizione dell'industria svizzera, fra cui in particolare la promozione delle esportazioni, che torna principalmente a profitto delle imprese industriali.</p><p>Il Consiglio federale deplora l'annuncio della chiusura dei centri di produzione ADtranz in Svizzera e i licenziamenti che detta chiusura implicherebbe. Esso è consapevole che ogni chiusura d'impresa è legata a destini umani. E la situazione è ancor più penosa quando i lavoratori vengono lasciati nell'incertezza circa la possibilità di mantenere il loro impiego. Uno dei compiti della politica economica e sociale è di impedire che le ripercussioni sociali di queste ristrutturazioni siano troppo gravose. Le imprese, dal canto loro, devono informare il più rapidamente possibile e in modo esauriente le persone coinvolte e l'opinione pubblica delle chiusure che intendono effettuare, nonché offrire un sostegno alle maestranze per limitare le ripercussioni sociali. A tal fine, il Consiglio federale si impegna per un intervento rapido: tutte le parti coinvolte devono contribuire alla soluzione del conflitto cercando insieme una soluzione accettabile e costruttiva. Il Consiglio federale sosterrà con vigore le task force e si adopererà soprattutto in favore di una soluzione che sia accettabile per il personale. Esso ha peraltro difeso senza ambiguità questo suo punto di vista in occasione dei colloqui avuti con la direzione di ADtranz. Se, nonostante tutto, le officine di ADtranz venissero chiuse, il Consiglio federale farà il possibile affinché le maestranze colpite dal provvedimento ottengano un aiuto degno di questo nome nella ricerca di un nuovo impiego, come pure un piano sociale appropriato.</p><p>3. Giusta la regolamentazione in vigore, l'acquisto di materiale è di esclusiva competenza delle FFS. Il Consiglio federale fornisce il suo sostegno al consiglio d'amministrazione e alla direzione operativa delle ex FFS nei loro sforzi in seno alle task force per trovare una soluzione ottimale.</p><p>4. Il mercato del materiale rotabile dipende fortemente dalle fluttuazioni dell'offerta. Nel 1997, l'impresa ADtranz che all'epoca era ancora un'impresa comune dell'ABB (Svezia/Svizzera) e della Daimler-Benz (Germania) ha rilevato la Schweizer Schindler Waggon AG. Nel 1998 la Daimler-Benz si è fusa con Chrysler per formare una nuova unità dal nome DaimlerChrysler (Germania/USA). Infine, nel 1999, DaimlerChrylser SA ha assunto il controllo di ADtranz acquistando le quote dell'ABB. Tutte queste fusioni sono state sottoposte al controllo previsto dalla legge sui cartelli. Sono dunque state esaminate dalla Commissione della concorrenza, le cui prese di posizione sono state pubblicate in "Droit et politique de la concurrence DPC" che è l'organo di pubblicazione della Commissione (cfr. DPC 1999/4, pag. 532 e segg., DPC 1998/3, pag. 418 e segg. e DPC 1999/1, pag. 175 e segg.). Dalle valutazioni della Commissione risulta che sul mercato europeo del materiale rotabile e sul mercato mondiale regna una concorrenza efficace nonostante la tendenza alla concentrazione. Le frontiere nazionali non impediscono alle ferrovie svizzere di lasciare giocare liberamente la concorrenza internazionale. Non solo la produzione, ma anche la domanda si sono internazionalizzate. Gravi problemi potrebbero invece porsi in termini di concorrenza se, per ragioni di politica industriale, le ferrovie dovessero privilegiare i fornitori nazionali. Detti problemi non sarebbero dovuti ai fornitori bensì all'influenza politica. La prudenza è pertanto d'obbligo.</p><p>Se i partecipanti al mercato dovessero adottare un comportamento anticoncorrenziale, essi potrebbero essere perseguiti legalmente grazie ai mezzi a disposizione della legge sui cartelli. Altre possibilità d'intervento non esistono e comunque sembrano superflue.</p><p>5. Il Consiglio federale confida nel potenziale e nella capacità innovativa delle industrie installate in Svizzera. Con una quota di ricerca e sviluppo (R&amp;S) del 2,75% del suo prodotto interno lordo (nel 1996), la Svizzera è uno degli Stati che sostiene maggiormente la ricerca. Lo dimostra il fatto che, nel 1996, essa vi ha destinato 9,99 miliardi di franchi; il 71% di questo importo proveniva dall'economia privata, 24% dalle università e il restante 5% dalla Confederazione e dalle organizzazioni senza scopo di lucro. Questi cifre mostrano chiaramente l'essenza della politica svizzera nel campo della ricerca e della scienza: a parte qualche eccezione, i fondi pubblici devoluti alla R&amp;S non sono versati direttamente all'economia.</p><p>Per quanto riguarda più in particolare l'industria del materiale rotabile, essa copre tradizionalmente vari settori che compongono un tutt'uno. La ricerca e lo sviluppo rivestono un ruolo essenziale nei settori dell'elettronica di potenza, della tecnica di gestione del traffico e delle tecniche di saldatura. Se non è auspicabile limitare la ricerca di base ad un solo ambito d'applicazione, non bisogna neppure promuovere la tecnologia al solo scopo di mantenere le strutture. Il Consiglio federale ritiene che gli strumenti esistenti e le attività di ricerca condotte dalle università e dalle scuole universitarie professionali siano sufficienti per offrire all'industria del materiale rotabile un ambiente favorevole alle attività di ingegneria.</p><p>6. La legge federale sulle ferrovie (Lferr, RS 742.101) e la sua ordinanza (Oferr, RS 742.141.1) affidano all'Ufficio federale dei trasporti il compito di determinare i sistemi di sicurezza e di trasmissione. Gli altri sistemi sono scelti dalle imprese delle ferrovie e innanzitutto da quelle incaricate dell'infrastruttura, che provvedono ad assicurare la compatibilità fra i vari sistemi. Non bisognerebbe adottare soluzioni applicabili solo in Svizzera. Siamo di fronte ad una questione di tecnologia infrastrutturale e non di tecnologia del materiale rotabile. Un progetto di sviluppo è in fase di realizzazione a livello europeo. È infatti assolutamente indispensabile evitare che i Paesi procedano in solitario. (Siemens è il principale fornitore di sistemi in Svizzera).</p>  Risposta del Consiglio federale.