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STRASBURGO - Da oggi, con la nomina della croata Marija Pejčinović Burić a segretaria generale del Consiglio d'Europa, l'organizzazione paneuropea ha al suo vertice solo donne. È la prima volta da quando l'istituzione fu creata 70 anni fa.
Al fianco della nuova segretaria generale, che succede al norvegese Thorbjørn Jagland, che ha guidato il Consiglio d'Europa per dieci anni, c'è l'italiana Gabriella Battaini Dragoni, eletta la prima volta a vice segretaria generale nel 2012. Ma ci sono anche altre due donne ai vertici: la presidente dell'assemblea parlamentare, la ginevrina Liliane Maury Pasquier, e la commissaria ai diritti umani, la bosniaca Dunja Mijatović.
Non è la prima volta che una donna guida il Consiglio d'Europa: la prima fu la francese Catherine Lalumiere, dal 1989 al 1994. La nuova segretaria generale eredita dal suo predecessore un'organizzazione che esce da una crisi politico istituzionale e finanziaria che l'ha quasi portata al collasso a causa delle tensioni tra Mosca e Strasburgo dopo l'annessione della Crimea.
Sul suo tavolo restano aperti due fascicoli che Thorbjørn Jagland non è riuscito a chiudere. Il primo riguarda la mancata adesione della Ue alla Convenzione europea dei diritti umani, nonostante sia previsto dal trattato di Lisbona. Il secondo riguarda il mancato accesso degli organi di monitoraggio del Consiglio d'Europa alla Crimea e ad altre zone dove ci sono conflitti non risolti.