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Le sanzioni sono uno strumento importante per imporre la pace e la sicurezza. Sono decretate dal Consiglio di sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e da altre organizzazioni regionali, come l’Unione europea. In quanto membro dell’ONU, la Svizzera è tenuta a rispettare le sanzioni decise dal Consiglio di sicurezza.
Le sanzioni generali si applicano agli Stati e ai loro cittadini indistintamente e spesso hanno notevoli ripercussioni umanitarie negative sulla popolazione civile e su Stati terzi. In seguito alle esperienze negative fatte con le sanzioni contro l’Iraq durante gli anni 1990, oggi l’ONU decreta solo sanzioni mirate. Le sanzioni mirate («targeted sanctions») sono rivolte direttamente a persone fisiche e giuridiche responsabili di violazioni della pace o minacce alla sicurezza internazionale. In genere sono quindi più efficaci e gli effetti collaterali sulla popolazione civile o su Stati terzi sono nulli o comunque nettamente minori.
Esempi di sanzioni mirate:
Le sanzioni mirate sono utilizzate anche nella lotta contro il terrorismo.
La Svizzera ha promosso attivamente il concetto delle sanzioni finanziarie mirate. Su invito del governo elvetico, nel 1998 e nel 1999 esperti internazionali si sono riuniti a Interlaken per valutare le possibilità di migliorare questo strumento. I risultati del processo di Interlaken sono stati pubblicati nel 2001 sotto forma di manuale.
Lo strumento principale per attuare le sanzioni mirate decretate dal Consiglio di sicurezza sono le liste nominative stilate dai comitati delle sanzioni (organi subordinati al Consiglio di sicurezza per regimi di sanzioni specifici). Siccome l’iscrizione in una di queste liste ha notevoli conseguenze per i diretti interessati, il rispetto dei principi dello Stato di diritto assume un’importanza fondamentale nella procedura di iscrizione («listing») e cancellazione («delisting»).
Allo scopo di eliminare i deficit del regime di sanzioni, la Svizzera s’impegna assieme ad altri Stati a migliorare le procedure di iscrizione di persone singole e gruppi di persone nelle liste di sanzioni. Nel dicembre 2009, nell’ambito del regime di sanzioni al Qaida/talebani, il Consiglio di sicurezza ha deciso l’istituzione di un mediatore per la procedura di delisting. Il Consiglio di sicurezza ha così accolto uno dei punti principali dell’iniziativa della Svizzera e dei suoi partner, facendo un passo importante verso procedure eque, chiare e conformi ai principi dello Stato di diritto.