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Casimir Platzer, copresidente del comitato iniziativista ha confermato oggi informazioni in tal senso del "Tages-Anzeiger" e del portale online Newsnet. Finora sono già state vidimate 90'000 firme, ha detto all'ats il presidente di GastroSuisse. Le sottoscrizioni autenticate saranno consegnate alla Cancelleria federale in dicembre.
Il termine per la raccolta delle firme terminerà ufficialmente a metà marzo. L'iniziativa vuole impedire in futuro la maggiorazione abusiva di prezzi in Svizzera per i prodotti fabbricati all'estero e quindi offrire prezzi più vantaggiosi nella Confederazione.
"La Svizzera è da molto tempo un'isola dei prezzi alti: per identici prodotti importati nel nostro Paese dobbiamo spesso pagare nettamente di più rispetto ad acquirenti nei Paesi esteri vicini", aveva detto Prisca Birrer-Heimo, presidente della Fondazione per la protezione dei consumatori della Svizzera tedesca (SKS), nell'autunno del 2016 al lancio dell'iniziativa.
Inoltre, gli elevati prezzi in Svizzera sono attribuibili solo in modo limitato ai costi maggiori.
Dietro l'iniziativa "Per prezzi equi" vi sono la Fondazione per la protezione dei consumatori, GastroSuisse e Swissmechanic, organizzazione leader delle piccole e medie imprese (PMI) attive nell'industria delle macchine, elettronica e metallurgica (MEM) .
Nel comitato dell'iniziativa sono presenti esponenti di tutti i partiti politici, fra i quali il consigliere nazionale ticinese Fabio Regazzi (PPD) e la consigliera agli Stati Anita Fetz (PS/BS).