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Sabato scorso una valanga si è abbattuta nel nord del Pakistan, nei pressi del ghiacciaio di Siachen a oltre 4570 metri di altezza, travolgendo un campo di soldati. Secondo le stime dell'esercito pakistano, 124 militari e 11 civili sono rimasti sepolti sotto la neve. Su richiesta del Governo pakistano, la Confederazione ha inviato lunedì tre esperti di salvataggio sul luogo del disastro. La Svizzera dispone di un'esperienza internazionalmente riconosciuta nel campo delle operazioni di soccorso in alta montagna. L'intervento è coordinato dall'Aiuto umanitario della Confederazione.
La squadra svizzera, composta dal capo del soccorso alpino di Zermatt, da una guida di montagna e paramedico e da un conducente di cani con un cane da valanga, sarà operativa a partire da martedì e contribuirà alle ricerche sul posto. L'Ufficio della Direzione dello sviluppo e della cooperazione DSC a Islamabad si mantiene in stretto contatto con le unità di intervento pakistane. Domenica e lunedì le ricerche delle vittime della valanga si sono intensificate. I soccorritori, muniti di pesanti apparecchiature, si sono fatti largo tra una coltre di circa 25 metri di neve, roccia e fango, sotto alla quale è sepolto il campo dei soldati. Le speranze di trovare in vita dei superstiti sono minime. Sinora le vittime non sono state individuate.
La Svizzera è attiva da oltre 40 anni in Pakistan nel campo della cooperazione allo sviluppo, in particolare nella lotta alla povertà e nel sostegno alle fasce di popolazione più svantaggiate che vivono nella regione al confine con l'Afghanistan.
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