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Il presidente Hamid Karzai ha ufficialmente invitato oggi i talebani a "un negoziato diretto" con il governo afghano. Lo rende noto un comunicato presidenziale. Questo, ha sottolineato, "è un elemento essenziale al fine di raggiungere gli obiettivi del processo di pace" avviato in Afghanistan.
Nel comunicato riguardante specificamente "il processo di pace", il capo dello Stato sostiene che "visto che la pace resta il bisogno più urgente del popolo afghano, il governo dell'Afghanistan continuerà a perseguire gli sforzi di pace e riconciliazione come questione di massima priorità".
Dopo aver ricordato che "il processo di pace che abbiamo avviato" è frutto di un forte consenso della nazione afghana, come dimostrato nella Jirga (Assemblea) di pace del luglio 2010 e dalla Loya Jirga (Grande Assemblea) tradizionale del novembre 2011, Karzai si dice convinto che "pur condotto e controllato dal popolo afghano, il successo del processo di pace richiede anche il sostegno della comunità internazionale".
In questo ambito il leader afghano ha espresso "il profondo apprezzamento al governo della nazione sorella del Pakistan per il suo appoggio al processo di pace e riconciliazione in Afghanistan". Dopo aver più volte in passato rivolto un appello ai talebani ad unirsi al processo di pace, è la prima volta che Karzai rivolge un invito ai seguaci del Mullah Omar per "negoziati diretti". Anche di recente i talebani hanno comunque manifestato interesse più ad un negoziato con gli Usa che con quella che definiscono "l'amministrazione fantoccio" di Kabul.
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