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LUGANO - Aveva il respiro corto, affannato, percepiva un dolore nella regione cardiaca: si era rivolta al medico curante che l’aveva inviata dallo specialista per i polmoni e per il cuore. I risultati degli esami erano stati negativi, ovvero Silvia non soffriva di nessuna malattia fisica. I sintomi erano durati per alcuni mesi. Negli anni successivi era stata bene, aveva iniziato un’attività lavorativa soddisfacente, si era sposata ed era diventata madre.
Dopo il parto la sintomatologia si era ripresentata con respiro affannato, dolori toracali, tachicardia, inquietudine, tremolio, spasmi muscolari, timore di morire. Si sottopose a nuove visite che diedero gli stessi esiti della prima volta.
Silvia entrò in uno stato di stress continuativo, finché ebbe una crisi importante ove ebbe il timore di soffocare, il cuore incominciò a battere velocemente, la sudorazione era elevatissima e vi era una profonda angoscia di subire un infarto cardiaco. Arrivò in pronto soccorso ove i medici fecero tutti gli esami del caso ma non trovarono nulla dal lato somatico.
Un medico, però, iniziò a pensare che la sintomatologia di Silvia probabilmente non aveva un’origine somatica ma psicologica. Chiese allora allo psichiatra del pronto soccorso di vedere Silvia. Lo psichiatra parlò a lungo con Silvia e pose diagnosi ei disturbo da attacco di panico.
Gli attacchi di panico si manifestano, solitamente, con un’improvvisa e intensa paura in assenza di un reale pericolo, accompagnata da sintomi somatici, dovuti all’attivazione del sistema simpatico, e cognitivo (paura di diventare folli, di perdere il controllo, di morire). Raggiungono rapidamente l’apice e sono in genere di breve durata, da 5 a 20 minuti all’incirca. I sintomi più comuni sono i dolori al petto, la vasodilatazione, la sudorazione, la sensazione di stordimento, la presenza di formicolio o intorpidimento, difficoltà respiratorie, la sensazione di chiusura della bocca dello stomaco e la tachicardia insieme ai tremori e agli spasmi muscolari Il disturbo di attacco di panico è una sindrome che colpisce una percentuale fra il 3 e il 10% della popolazione, nei giovani e negli studenti può arrivare, in alcuni studi, anche al 40/50%. Gli attacchi di panico si curano e se ne può uscire. È importante iniziare la cura precocemente e non dopo anni.