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La P-26 è un'organizzazione di resistenza segreta nata in Svizzera nel 1979. E’ durata una ventina d’anni. Viene scoperta nel 1990 e lo stesso è dissolta dal Consiglio Federale, sulla scia dei lavori della commissione parlamentare d'inchiesta istituita per un’altra questione, lo scandalo delle schedature, o "Fichenaffäre", che permette di scoprire anche la sua esistenza. Costituita nel periodo post-guerra fredda, con la P-26 ci si organizza per far fronte ad una possibile invasione da Est.
Cosa faceva
Opere di propaganda, organizzazione di sabotaggi, trasporto di materiale e di persone. Questi alcuni dei compiti che l'organizzazione si preparava a compiere. Quasi 800 persone avrebbero dovuto farne parte. Difficile però stimare quante persone vi abbiano veramente partecipato. La storia del progetto oggi si rifa alle testimonianze di chi vi ha partecipato ed è disposto a parlarne (sono una ventina di persone) e dei ricordi di chi ha diretto la commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività del Dipartimento della Difesa, come l'ex consigliere nazionale ticinese, Werner Carobbio.
Fino al 2040
Nel 2009, a quasi 20 anni dalla dissoluzione dell'organizzazione, il governo elvetico ha sollevato dal vincolo del segreto i suoi membri. Tutti i documenti, gli atti, riguardanti la P-26 restano però sigillati a livello federale fino al 2040. Esercito ombra, rete di quadri, organizzazione illegale. Molte le definizioni con le quali viene ricordata. La scoperta della P-26 ha anche permesso di far luce su altre organizzazioni segrete simili, a lei precedenti, ma di minore importanza.