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Vladimir Putin ha dichiarato che il Nobel per la Pace assegnato al direttore di Novaya Gazeta, Dmitri Muratov, non protegge il giornalista dal poter essere bollato come “agente straniero” se dovesse violare la legge. Lo riporta l’Afp. “Se non viola la legge russa e se non dà ragione per essere dichiarato agente straniero, non lo sarà”, ha affermato Putin. Ma il presidente russo ha anche avvertito il giornalista di non provare a nascondersi dietro il Nobel “usandolo come uno scudo” per violare la legge russa e “attirare l’attenzione su di sé”.
La legge russa permette di bollare con l’etichetta di “agente straniero” le organizzazioni che ricevono fondi dall’estero e sono impegnate in non meglio precisate “attività politiche”. Una definizione piuttosto ampia, che secondo molti osservatori consente di fatto alle autorità di prendere di mira diversi enti ritenuti “scomodi”. Il Cremlino è accusato di un nuovo aspro giro di vite contro opposizione e libertà di stampa e il governo russo negli ultimi tempi ha bollato come “agenti stranieri” diversi giornali e giornalisti obbligandoli a presentarsi con questa infamante etichetta sulle loro pubblicazioni.
Il Nobel per la Pace la settimana scorsa è stato assegnato a Muratov e alla giornalista filippina Maria Ressa per il loro lavoro volto a promuovere la libertà di espressione.