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BERNA - Assurda e incomprensibile: così l'Associazione svizzera inquilini (ASI) giudica la decisione del Consiglio federale di continuare a permettere i traslochi nonostante la situazione di emergenza sanitaria.
La posizione del governo «è in netto contrasto con la raccomandazione generale 'Restate a casa' emanata dalla Confederazione», afferma l'ASI in un comunicato odierno. In pratica non è compatibile con i dettami sanitari imposti da Berna. Secondo l'organizzazione la salute dei locatari, in particolare dei gruppi più vulnerabili e delle persone anziane, non è sufficientemente protetta.
Rimangono inoltre irrisolte innumerevoli questioni. Per esempio chi deve prendersi carico dei costi di pernottamento in albergo o del deposito di mobili per quelle famiglie che non possono trasferirsi quando un appartamento non è disponibile perché la persona che lo abita non può lasciarlo per motivi di salute? Oppure, cosa succede quando, nonostante la disdetta, l'alloggio non può essere lasciato per motivi di salute? L'ASI chiede ai locatori di assistere gli inquilini interessati.
Sempre stando all'ASI la proroga a 90 giorni del termine di messa in mora per le pigioni che scadono fra il 13 marzo e il 31 maggio 2020 è del tutto insufficiente. È ovvio che gli affittuari di locali residenziali e commerciali non saranno in grado di trovare le risorse finanziarie per pagare le pigioni arretrate senza incorrere in pesanti debiti: il problema viene perciò solo rimandato, sostiene l'associazione.