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BERNA - In seno all'amministrazione federale, i dipendenti dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sono sicuramente quelli più sollecitati dalla pandemia. Gli oltre cinquecento collaboratori lavorano a pieno regime per preparare consulenze, pianificare conferenze stampa e anche per occuparsi di incarichi all'ordine del giorno che non hanno nulla a che fare con l'attuale situazione. Così facendo hanno fatto il pieno di straordinari: nel 2020 sono passati da 14 a 18,4 giorni per posto a tempo pieno.
Nessun miglioramento in vista - Questi straordinari vengono suddivisi in circa dodici giorni di ferie e sei giorni di saldo, come spiega Anand Jagtap dell'Ufficio federale del personale. I dati per il 2021 non sono ancora disponibili, ma si presume che la situazione non sia cambiata di molto.
Con 539 posti a tempo pieno, questa situazione viene a costare parecchio alla Confederazione. Sono quasi 10'000 i giorni dovuti ai collaboratori. Giorni che devono tra l'altro essere “rimandati” al prossimo anno contabile. Con un salario lordo di circa 125'000 franchi annui per una posizione a tempo pieno, complessivamente gli straordinari ammontano in teoria a circa 4,8 milioni di franchi.
Secondo il regolamento del personale, il credito ore accumulato deve essere compensato. «Ma la legge sul personale federale stabilisce che in casi giustificati è possibile il pagamento in contanti di 150 ore per anno solare» spiega Jagtap. Inoltre, un massimo di 150 ore può essere portato all'anno successivo.
Dato il quantitativo di straordinari accumulato in seno all'UFSP, non è possibile rispettare tali condizioni. Ai collaboratori sarà quindi concesso più tempo per ridurre le ore e prendere vacanze. «A causa della situazione eccezionale, l'Ufficio federale del personale e l'UFSP hanno concordato che gli straordinari dovranno essere compensati entro la fine del 2023» afferma ancora Jagtap.
La situazione è ben diversa in tutti gli altri settori: nel 2020 il numero delle ore di lavoro è infatti diminuito del 3,4%. Lo si evince dai più recenti dati dell'Ufficio federale di statistica. Una diminuzione dovuta soprattutto al lavoro ridotto o alle limitazioni operative per gli indipendenti. Il calo più significativo si osserva nel settore alberghiero e della ristorazione, dove si tratta di un -22,2%.