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La Conferenza dei direttori cantonali della sanità prende posizione sulle misure in consultazione in vista della decisione del Consiglio federale di mercoledi
I cantoni sostengono la proposta del Consiglio federale di allentare gradualmente le misure di protezione contro il Covid per evitare, per quanto possibile, un effetto yo-yo di aperture-chiusure. Quasi la metà però vorrebbe intervalli di tempo più brevi per le aperture.
Diversi cantoni hanno già commentato nei giorni scorsi le proposte del governo federale e oggi è toccato alla Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) prendere posizione. La decisione del Consiglio federale è attesa per mercoledì.
I cantoni sostengono il piano di decofinamento a tappe a secondo la situazione epidemiologica. L'obiettivo principale dovrebbe essere quello di mantenere le cifre dell'infezione il più basse possibile in tutto il paese o di ridurle, scrive la CDS. Questo dovrebbe evitare di dover imporre nuove restrizioni.
La maggioranza dei cantoni vorrebbe anche un approccio coordinato a livello nazionale, senza differenziazioni cantonali. Le varianti del coronavirus potrebbero cambiare la situazione in breve tempo, scrive la CDS.
Una stretta maggioranza vuole che le aree esterne dei ristoranti possano riaprire il primo 1° marzo invece che il primo aprile come proposto dal Consiglio federale. Si dovrebbero però applicare condizioni rigorose: tutti gli ospiti dovrebbero essere seduti, sarebbero ammesse solo quattro persone per tavolo, il tracciamento dei contatti dovrebbe essere possibile e, se necessario, si dovrebbe applicare un orario di chiusura.
Se la Confederazione decidesse altrimenti, bisognerebbe almeno aprire le terrazze nei comprensori sciistici, come avviene già in alcuni cantoni fra cui Ticino e Grigioni.