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Stando al “Tages-Anzeiger” il Consigliere federale Ignazio Cassis voleva che tutti i negozi potessero aprire a partire dal 27 aprile. Secondo quanto riporta il foglio zurighese in un articolo pubblicato mercoledì sera, Cassis si sarebbe fatto portavoce di un'alleanza composta da esponenti UDC, PLR e alcuni cantoni svizzerotedeschi, i quali volevano a tutti i costi che i commerci avessero la possibilità di aprire i battenti a partire da lunedì prossimo.
Ma senza successo. La proposta di Cassis, in seno al Consiglio federale, sarebbe stata bocciata martedì con un netto 6 a 1, quindi senza il sostegno di nemmeno la sua collega di partito Keller-Sutter o i due rappresentanti UDC. Una manovra che il “Tages-Anzeiger” definisce, forse un pò iperbolicamente, un “tentativo di colpo di stato”, perchè avrebbe rimesso in discussione il piano deciso dal Consiglio federale appena una settimana prima.
La manovra di Cassis, continua sempre il quotidiano zurighese, rappresenta “un colpo alla credibilità sua e dell'intero Consiglio federale” in un momento delicato in cui “un governo che prevale sulla separazione dei poteri e governa in legge di emergenza deve fare uno sforzo speciale per allineare le sue politiche agli interessi del Paese, non ai desideri di una lobby”.
Cosa che il ministro degli Esteri non ha fatto, “superando così una linea” e per questo, conclude il Tages-Anzeiger, “l'intero Consiglio federale dovrà pagare caro per questo. D'ora in poi, ogni decisione solleverà dubbi sul fatto che una lobby venga privilegiata rispetto a altri interessi. Perché la contrattazione, il lobbismo, l'affermazione spietata di interessi particolari è ricominciata. Dove ciò non dovrebbe accadere nemmeno in tempi normali. Nella stanza del Consiglio federale”.
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