Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01089.jsonl.gz/326

Nonostante la crisi del coronavirus l'attività di costruzione nel settore degli immobili in affitto è rimasta solida.
Dopo la forte contrazione di marzo e aprile, le domande e le autorizzazioni edilizie sono di nuovo al di sopra della media pluriennale, rivela uno studio di Credit Suisse pubblicato oggi.
Nel secondo trimestre, il numero di licenze edilizie è salito del 15% su base annua, consentendo al mercato di compensare gran parte del calo del 21% subito nei primi tre mesi dell'anno. "Il ritorno alla crescita del rilascio dei permessi è anche una conseguenza dei molti grandi progetti per i quali sono state presentate domande alla fine del 2018 e nel corso del 2019, per poi essere approvate solo di recente", sottolineano gli esperti della banca.
Credit Suisse prevede che nei prossimi 6-18 mesi il numero di alloggi crescerà dell'1,1%: un anno fa, questo indicatore si attestava all'1,0%. Secondo gli autori dello studio, la maggior parte dei nuovi immobili in affitto dovrebbero essere costruiti alla periferia di Zurigo e nelle regioni di Zugo e Lucerna.
Nel segmento delle abitazioni occupate dai proprietari, invece, l'attività edilizia è ancora in declino, una tendenza destinata a continuare nei prossimi due anni. Stando all'analisi, è stato raggiunto un nuovo minimo calcolato su una media mobile che spazia sull'arco di quattro trimestri.
"Finché durerà il contesto negativo dei tassi d'interesse e la domanda di immobili residenziali rimarrà elevata, in molte località continueranno probabilmente a essere costruiti alloggi in affitto piuttosto che appartamenti in proprietà", conclude lo studio del Credit Suisse.