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Tutte e due i motori dell'ATR 72 della TransAsia schiantatosi a Taipei la mattina di mercoledì non stavano spingendo il velivolo. A rivelarlo è l'agenzia di sicurezza aerea taiwanese.
Il primo motore, quello di destra, smette di produrre spinta in avanti a soli 37 secondi dal decollo, quando l'aereo si trovava a circa 360 metri da terra. Nella cabina di comando, a quel punto, risuona per la prima volta l'allarme che avverte i piloti della pericolosa diminuzione di velocità e del rischio di precipitare. L'avvertimento viene ripetuto altre quattro volte.
Rimasti con una sola elica tenere in volo il velivolo, i due riducono la potenza pure a quella per errore, lasciando l'aereo senza spinta in avanti. Una situazione complicata, dal momento che a quel punto l'aereo viaggia già troppo lento. Ad alta quota sarebbe stato possibile spingere il muso verso il basso e acquistare velocità (e tempo) nel tentativo di accendere una delle due eliche. Una manovra semplicemente impossibile a poche centinaia di metri dal suolo.
I piloti lanciano il "mayday" e si adoperano per far ripartire il motore di sinistra, ancora funzionante, ma che non sta producendo spinta. L'aereo rimane in aria per un ulteriore minuto e 12 secondi prima di toccare con l'ala il cavalcavia autostradale e finire nel fiume sottostante.
Nella sciagura sono morte almeno 35 delle 58 persone a bordo. Otto risultano ancora disperse.
I due uomini al comando sono acclamati come eroi da media e opinione pubblica taiwanese, compreso il sindaco della capitale. Le loro decisioni hanno infatti evitato che l'aereo finisse contro gli alti palazzi della capitale, fatto che avrebbe quasi sicuramente aggravato il bilancio della sciagura.