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BELLINZONA - La scoperta di un conto aperto in Svizzera da Vito Roberto Palazzolo nel 1983 non avrà gravi conseguenze per l'ex tesoriere di Cosa Nostra. L'inchiesta per riciclaggio di denaro avviata nei suoi confronti è stata infatti archiviata e gli averi confiscati non superano i 5000 franchi.
In una decisione pubblicata oggi, la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona ha sì respinto un ricorso dell'ex cassiere di Cosa Nostra, ma il procedimento nei suoi confronti è stato abbandonato, perché il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) si è accorto che gli ultimi movimenti operati sul conto in questione risalivano al 1986, prima dell'entrata in vigore della legge federale contro il riciclaggio di denaro.
Vito Roberto Palazzolo era stato condannato nel 2006 a Palermo a nove anni di prigione per associazione mafiosa tra il marzo 1992 e il luglio 2006. Frutto di un'attività criminale, i soldi depositati sul suo conto hanno potuto essere confiscati, visto che il detentore non ha potuto provare che i fondi custoditi in Svizzera provenissero da attività legali.
Nato a Terrasini (Palermo) nel 1947, Palazzolo era stato condannato nel 1985 dalla Corte delle assise criminali di Lugano a tre anni di prigione per traffico di droga e riciclaggio di denaro sporco nell'ambito dell'inchiesta denominata "Pizza Connection". La pena era stata aumentata nel 1986 dalla Corte di cassazione a cinque anni e mezzo.
Non ripresentatosi al penitenziario della Stampa nel dicembre 1986 dopo un congedo per le festività natalizie, era stato arrestato nel febbraio 1988 in Sudafrica. Riconsegnato alla Svizzera, era tornato a Città del Capo una volta scontata la pena.