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Il governo di Tokyo ha avviato un'indagine tra le aziende nipponiche per capire il livello di esposizione alle cause legali in Corea del Sud, circa le questioni associate al secondo conflitto mondiale.
La decisione giunge a ridosso della sentenza della Corte Suprema di Seul, lo scorso martedì, che ha imposto alla società Nippon Steel & Sumitomo di risarcire 4 quattro cittadini sudcoreani che avevano intentato la causa per essere stati costretti ai lavori forzati durante la guerra.
Il ministero degli Esteri giapponese e altre agenzie governative sono in contatto con diverse imprese che hanno simili azioni legali in corso, e stanno raccogliendo informazioni specifiche in caso di nuovi provvedimenti. La preoccupazione del governo di Tokyo è che la decisione del massimo tribunale sudcoreano possa rappresentare un pericoloso precedente, innescando una serie di cause legali.
Le vicende mai sopite dei crimini di guerra di cui è accusato l'esercito imperiale sono avvenute dal periodo della colonizzazione delle penisola coreana, nel 1905 - quando al Corea divenne un protettorato giapponese, fino al termine della Seconda guerra mondiale.
Tokyo considera la questione risolta con la firma del trattato bilaterale del 1965, in concomitanza con l'avvio della normalizzazione dei rapporti diplomatici tra i due paesi, attraverso il quale il Giappone si impegnava a versare 300 milioni di dollari in sussidi, e fino a 200 milioni di prestiti per l'eventuale sorgere di questioni giudiziarie ed eventuali interessi privati dei cittadini.