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Art. 5 cpv. 2 e 14 cpv. 2 LPar– candidato professore ordinario associato con titolo di specializzazione, Università di Ginevra – annullamento della procedura di nomina
I fatti:
L’università di Ginevra aveva aperto un concorso per un posto di professore/a ordinario/a associato/a o assistente con titolo di specializzazione in neuropsicologia ai sensi della Legge federale sulle professioni psicologiche (LPPsi). La facoltà ha informato inizialmente il candidato che la commissione di nomina aveva proposto la sua nomina, che doveva essere confermata dal collegio dei professori ordinari della sezione e della facoltà interessata prima di essere sottoposta al rettorato.
Successivamente, il rettore della facoltà ha informato il candidato che il rettorato aveva rifiutato la nomina condizionale, cioè aveva rifiutato di permettergli di ottenere il titolo di psicologo specializzato solo in corso di mandato. Risultava infatti che il concorso conteneva una condizione che nessuno poteva adempiere prima di 2 o 3 anni, dato che la procedura di accreditamento da parte delle autorità federali per la specializzazione richiesta non era stata ancora neppure iniziata. La procedura di nomina non si era quindi svolta in conformità a quanto stabilito dal Regolamento del personale dell’Università, per cui andava annullata.
Richieste e procedura cantonale:
L’interessato si è opposto a questa informazione chiedendo il versamento di un’indennità equivalente a tre mesi di stipendio di un professore associato rispettivamente la revoca della decisione di annullare la procedura di nomina.
Il ricorso è stato respinto.
Richieste davanti al TF:
Con ricorso al Tribunale federale, il ricorrente chiede un’indennità pari a tre mesi di stipendio, in subordine di riprendere la procedura di nomina.
Le motivazioni del Tribunale federale (limitatamente alla LPar):
Per quanto riguarda la LPar, il ricorrente fa valere che la chiusura della procedura di nomina fosse abusiva in quanto eviterebbe una decisione di rifiuto della nomina. Infatti, una tale decisione secondo la giurisprudenza ginevrina potrebbe essere impugnata per violazione della LPar, e più precisamente per discriminazione nell’assunzione (art. 5 cpv. 2 LPar). Il cambiamento dell’avviso del rettorato (l’annullamento della procedura di nomina) si spiegherebbe unicamente con una discriminazione in base al sesso.
Il Tribunale federale rileva che il motivo oggettivo fatto valere dal rettorato era che nessuno adempiva né poteva adempiere la condizione richiesta prima di due o tre anni e che la procedura non era pertanto conforme al Regolamento sul personale dell’università. Nulla permette di supporre che l’annullamento della procedura di nomina sarebbe abusivo, scelto cioè dal rettorato per non emettere una decisione di rifiuto dell’assunzione altrimenti discriminatoria ai sensi della LPar. (consid. 4).
Di conseguenza, il ricorso è respinto.
Pubblicazione della sentenza nel sito del Tribunale federale (www.bger.ch)