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PHILADELPHIA - Consiglieri e personalità di spicco dell'entourage di Donald Trump, compreso l'avvocato Rudi Giuliani, si sarebbero mossi in prima persona per tentare di falsare il voto dei grandi elettori del 6 gennaio 2020 che ha insignito Joe Biden del titolo di presidente.
La cospirazione, riporta la Cnn che cita diverse fonti all'interno del partito repubblicano e anche alcune di questi "grandi elettori alternativi" coinvolti nel piano, sarebbe iniziata attorno a dicembre e avrebbe coinvolto 16 persone vicine al partito repubblicano in 7 Stati in cui Trump era stato sconfitto (per la precisione Pennsylvania, Georgia, Michigan, Arizona, Wisconsin, Nevada e New Mexico)
Per loro, il team di Trump, aveva anche creato una lunga serie di documenti falsi - per garantirne la legittimità - che sono poi finiti agli atti ufficiali, e anche schedati all'interno dell'Archivio Nazionale.
Persona fondamentale per la sostituzione in extremis dei grandi elettori legittimi con quelli falsi avrebbe poi dovuto essere poi agevolato da Mike Pence. Cosa che però, evidentemente, non si è verificata.
Ma come funzionano i grandi elettori?
I grandi elettori sono 538 e formano il collegio elettorale che poi eleggerà il presidente degli Stati Uniti. Si tratta di quella che viene definita una "elezione di secondo grado". Solitamente sono distribuiti nei vari Stati proporzionalmente alla popolazione (gli Stati più grandi e abitati ne hanno quindi di più). In caso di vittoria, solitamente, lo schieramento vincente ottiene tutti i grandi elettori di uno stato (a parte in Maine e Nebraska). Questo significa che non per forza il candidato che diventerà presidente ha ottenuto la maggioranza dei voti a livello nazionale (è il caso di George W. Bush e Trump). I grandi elettori, inoltre, sono scelti dai partiti ma non sono obbligati formalmente (fatta eccezione per alcuni stati) a votare per un candidato.