Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/202817

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo messaggio dell'11 ottobre 2017 concernente la legge federale intesa a migliorare la protezione delle vittime di violenza, il Consiglio federale precisa di aver optato per la sorveglianza elettronica passiva invece di quella attiva (pag. 38-39 del PDF): </p><p>"Una soluzione di questo tipo richiede soltanto una minima parte delle risorse finanziarie e di personale che andrebbero invece impiegate per una sorveglianza attiva, soprattutto perché non è più necessaria né una sorveglianza costante né una prontezza d'intervento. Lo svantaggio di tale soluzione risiede nell'impossibilità d'impedire nella realtà a un autore, intenzionato ad opporsi a un'ordinanza restrittiva, di violarla. Ciononostante, il nostro Collegio è convinto che anche una sorveglianza passiva consente di rafforzare in modo decisivo la protezione delle vittime: siccome la persona potenzialmente pericolosa sa che un'eventuale infrazione all'ordinanza restrittiva viene registrata ed è visibile a posteriori, nella maggior parte dei casi essa si atterrà ai divieti ordinari." </p><p>In Spagna, un dispositivo munito di GPS permette alla donna di essere avvisata in tempo reale se l'ex coniuge munito di braccialetto elettronico non rispetta il divieto di avvicinarsi. Pur comprendendo che la polizia non può arrivare in tempo sul posto, questo dà perlomeno tempo alla donna di partire in macchina o di mettersi al sicuro.</p><p>Le statistiche mostrano che la maggioranza degli omicidi di donne vittime di violenze coniugali è avvenuta dopo la separazione della coppia. </p><p>Mi permetto di interpellare il Consiglio federale sui punti seguenti:</p><p>1. È necessario cambiare la legge per introdurre una sorveglianza attiva, ossia che la vittima possa essere informata nel caso in cui l'ex coniuge dovesse avvicinarsi?</p><p>2. È possibile proporre una sorveglianza attiva ispirata al modello spagnolo alle vittime di violenze coniugali che lo desiderano?</p><p>3. Gli strumenti moderni della digitalizzazione non permettono di allestire questo tipo di sorveglianza con costi inferiori rispetto alla riflessione del Consiglio federale del 2017?</p><p>4. Come mai è possibile approntare sorveglianze di questo tipo in Paesi europei ma non in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Con il nuovo articolo 28c del Codice civile (CC), che entrerà in vigore il 1° gennaio 2022 nel quadro della legge federale per migliorare la protezione delle vittime di violenza, il legislatore federale ha creato la base legale che permette ai giudici civili di ordinare una sorveglianza elettronica dell'applicazione delle misure a tutela della personalità secondo l'articolo 28b CC. L'articolo 28c prevede una sorveglianza passiva con analisi successiva dei dati di localizzazione GPS (Global Positioning System) della persona sorvegliata. Non si tratta tuttavia di una normativa esaustiva. Il Consiglio federale aveva già precisato nel messaggio concernente la legge che in virtù della loro competenza esecutiva i Cantoni possono all'occorrenza prevedere anche una forma più estesa di sorveglianza elettronica, ossia una sorveglianza attiva con possibilità di intervento immediato. Non è necessaria una modifica della legislazione federale. Inoltre, se anche la vittima venisse munita di un dispositivo che localizzi la sua posizione, essa dovrebbe comunque dare il suo assenso.</p><p>2. Come illustrato nella risposta 1, i Cantoni decidono, in virtù della loro competenza esecutiva, se associare alla sorveglianza elettronica prescritta dal diritto federale a partire dal 1° gennaio 2002 anche una sorveglianza attiva con possibilità di intervento immediato. Se in futuro sarà effettivamente possibile, questo metodo di sorveglianza potrà essere messo a disposizione delle vittime che lo auspicano.</p><p>3. Il costo di un tale strumento dipende in primo luogo dalla sua impostazione concreta. Una sorveglianza attiva che, tecnicamente, minimizzi il più possibile i rischi per la vittima, presuppone che i segnali GPS siano controllati e analizzati 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. È parimenti fondamentale, se necessario, poter reagire e intervenire in tempi rapidi. Attualmente motivi tecnici impediscono di assicurare sempre una sorveglianza integrale e ininterrotta. Per queste ragioni, nel 2017 il Consiglio federale aveva ritenuto troppo elevati i costi per un sistema affidabile di sorveglianza elettronica attiva. Nel 2018 il Parlamento ha espresso il medesimo parere. È difficile dire se e in che misura una sorveglianza elettronica attiva delle misure di protezione di diritto civile potrà essere implementata a costi inferiori, in particolare sulla base del sistema di monitoraggio elettronico d'esecuzione delle pene e misure con possibilità di intervento, che dovrebbe essere gestito congiuntamente dai Cantoni a partire dal 2023.</p><p>4. Come già evocato, il Parlamento ha adottato il quadro legale per la sorveglianza elettronica soltanto l'anno scorso e i Cantoni restano liberi, già oggi, di prevedere una sorveglianza attiva con possibilità di intervento immediato. Il Consiglio federale segue con la più grande attenzione l'attuazione e l'efficacia delle misure adottate. Nel contempo, esamina se, tenuto della crescente evoluzione tecnologica, potrebbero essere attuate nuove soluzioni che permettano interventi più efficaci e più rapidi. A tal fine, tiene conto delle esperienze maturate all'estero.</p>  Risposta del Consiglio federale.