Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/73196

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure volte a promuovere la produzione indigena di derrate alimentari al fine di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento nazionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La produzione agricola indigena ha raggiunto un livello elevato. In Svizzera si registra un tasso d'autosufficienza (TAS) pari al 58,5 per cento (prod. animale: 94 per cento; prod. vegetale: 45 per cento). La Svizzera ha conosciuto tassi inferiori sia prima che dopo i periodi di guerra. Il TAS attuale si riferisce a un consumo quotidiano medio pro capite di 3363 calorie e ciò è ampiamente superiore al nostro fabbisogno energetico (max. 2500 per un uomo e 2000 per una donna con un'attività fisica sedentaria e max. 3600 e 2900 in caso di attività fisica elevata). L'evoluzione del TAS dopo il secondo conflitto mondiale riflette la notevole intensivazione dell'agricoltura, in corrispondenza di una crescita demografica, tra il 1950 e il 2004, pari al 58 per cento con un aumento della popolazione da 4,7 a 7,5 milioni. È stato proprio in questo periodo, durante il picco massimo del TAS, che la Confederazione ha dovuto adottare provvedimenti per limitare l'eccedenza della produzione animale (1977: contingentamento lattiero; 1980: produzione di carne e uova; moratoria sulle costruzioni).</p><p>Evoluzione del tasso d'autosufficienza in Svizzera (dal 1908 al 2005), in tasso calorico (per cento)</p><p>1908-1912: 53,1</p><p>1934-1936: 52,2</p><p>1943-1945: 70,5</p><p>1946-1955: 55,7</p><p>1979-1981: 65,5</p><p>2003: 56,4</p><p>2004: 60,2</p><p>2005: 59,0</p><p>Media: 2003-05: 58,5</p><p>Fonti: Die Schweizerische Landwirtschaft 1914 bis 1980, Hans Brugger, Edizioni Huber Frauenfeld, 1985; VI Rapporto agricolo; VII Rapporto agricolo; Messaggio PA 2011; 2005: stime UFAG</p><p>Altri Paesi hanno un TAS inferiore al nostro, come il Giappone (40 per cento) o la Norvegia (50 per cento). Infatti, per i Paesi industrializzati ad elevato potere d'acquisto, il TAS non rappresenta più l'unica garanzia dal profilo della sicurezza alimentare, poiché essi assicurano l'approvvigionamento mediante gli scambi commerciali internazionali e le scorte. La strategia per le situazioni di penuria messa a punto dall'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese consiste nell'approvvigionare il mercato con beni vitali, al 100 per cento e il più a lungo possibile. A tal scopo vengono adottate misure che incidono sull'offerta: liberazione delle scorte obbligatorie, impulso alla produzione svizzera e alle importazioni. L'approvvigionamento del mercato al 100 per cento, in linea di massima, deve essere mantenuto per sei mesi. Se, malgrado questi provvedimenti, la crisi d'approvvigionamento persiste, si ricorre a misure che incidono sulla domanda (p. es. contingentamento, razionamento). Parallelamente si può aumentare a medio termine la produzione indigena di derrate alimentari assegnando alla produzione di derrate alimentari le terre aperte utilizzate per la produzione vegetale destinata al foraggiamento e quelle incolte nonché valorizzando diversamente gli scarti alimentari. Mobilizzando queste due risorse e adeguando il consumo quotidiano pur coprendo il nostro fabbisogno energetico (2500 calorie pro capite al giorno) si potrebbe ottenere un TAS superiore al 70 per cento. </p><p>Infine va tenuto conto del fatto che la sostenibilità ecologica fissa dei limiti all'utilizzo intensivo delle nostre terre. In tale contesto si deve considerare non soltanto il TAS, bensì anche la superficie agricola disponibile pro capite. Essa è pari a 0,14 ettari in Svizzera, 0,21 ettari in Germania, 0,23 ettari in Italia, 0,4 ettari in Austria e 0,45 ettari in Francia. Dati topografici alla mano, in Svizzera la produzione per unità di superficie è comparativamente elevata.</p><p>In virtù dell'articolo 104 della Costituzione, La Confederazione provvede affinché l'agricoltura, tramite una produzione ecologicamente sostenibile e orientata verso il mercato, contribuisca efficacemente a garantire l'approvvigionamento della popolazione. La fornitura a lungo termine di queste prestazioni impone non soltanto un livello di produzione che utilizzi razionalmente ed efficacemente il potenziale esistente, bensì anche la conservazione dell'estensione delle superfici agricole e della loro fertilità.</p><p>L'attuale livello di produzione permette di adempiere il mandato fissato dalla Costituzione in materia di sicurezza dell'approvvigionamento. Le riforme agricole proposte dal Consiglio federale ci consentiranno di assicurarlo anche in futuro.</p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.