Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/158755

<h2>SubmittedText<h2><p>La Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) in collaborazione con l'Ufficio federale per l'uguaglianza tra uomo e donna ha condotto un'analisi sulla situazione e sul fabbisogno in materia di case per donne maltrattate. Lo studio, pubblicato a inizio giugno 2015, evidenzia che in Svizzera le donne vittima di violenza e i loro figli non sono sufficientemente protetti. Basti pensare che nel 2013 hanno dovuto essere respinte oltre 300 richieste per mancanza di spazio. Inoltre, sono state rilevate lacune nella garanzia finanziaria del coordinamento e delle offerte di protezione e intervento in caso di crisi. </p><p>Con l'offerta attuale, la Svizzera è ampiamente al di sotto delle raccomandazioni del Consiglio d'Europa e della Convenzione di Istanbul. Tra un cantone e l'altro si osservano forti differenze. La CDOS intende pertanto apportare dei correttivi in collaborazione con i cantoni. Senza il sostegno della Confederazione, competente per la ratifica e l'applicazione della Convenzione di Istanbul, non è tuttavia possibile mettere a disposizione in tempi brevi la necessaria offerta di protezione.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. È disposto a elaborare, in collaborazione con i cantoni, una strategia contro la violenza sulle donne e i bambini che definisca tra l'altro su scala nazionale i parametri fondamentali (alloggio, assistenza, consulenza) per l'assistenza in situazione di emergenza alle donne e ai bambini vittima di violenza e garantisca offerte di protezione a tutte le vittime di violenza domestica a prescindere dal loro cantone di domicilio?</p><p>2. Nell'ambito di questa strategia, è disposto ad affrontare anche il problema dell'alloggio, dell'assistenza e della consulenza da garantire alle donne con esigenze particolari come pure agli uomini, alle ragazze e alle vittime della tratta di esseri umani?</p><p>3. È disposto a partecipare al finanziamento di una segreteria professionale per l'associazione mantello che raggruppa tutte le case per donne maltrattate e rendere in tal modo possibile il coordinamento e lo sviluppo mirato delle offerte al di là dei confini cantonali?</p><p>4. La Confederazione è disposta ad assumere un ruolo attivo nell'attuazione della Convenzione di Istanbul, che prevede tra l'altro "la creazione di rifugi adeguati, facilmente accessibili e in numero sufficiente"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Sul piano federale i lavori di prevenzione e di lotta contro la violenza domestica avviati dai diversi uffici federali sono coordinati dall'ambito violenza domestica dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo UFU, che presiede anche il gruppo di lavoro interdipartimentale permanente sulla violenza domestica. L'ambito collabora costantemente con le conferenze cantonali, le federazioni e le associazioni specializzate nazionali, e quindi anche con l'organizzazione mantello delle case per donne maltrattate della Svizzera e del Liechtenstein DAO. Inoltre, nei limiti delle sue possibilità, sostiene progetti di portata nazionale, come il rapporto di base sulla situazione delle case per donne maltrattate e lo sviluppo di una statistica standardizzata di queste strutture.</p><p>1./2. La messa a disposizione di rifugi per vittime di violenza domestica compete ai cantoni. Sulla base delle raccomandazioni formulate nel rapporto succitato, pubblicato nel giugno del 2015 dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali CDOS e dall'UFU (disponibile in tedesco e francese (<a href="http://www.sodk.ch/it/fachbereiche/familien-und-gesellschaft/opferhilfe/frauenhaeuser/">www.sodk.ch/it/fachbereiche/familien-und-gesellschaft/opferhilfe/frauenhaeuser/</a>), ancora nello stesso mese la CDOS ha inviato ai cantoni una lettera in cui li invita a esaminare la disponibilità sul loro territorio di case per donne maltrattate e altri alloggi d'emergenza per vittime di violenza domestica e a verificare se vi sia necessità di posti supplementari. La CDOS ha inoltre deciso di commissionare l'elaborazione di una definizione dell'offerta di prestazioni delle case per donne maltrattate in modo da disporre di una base unitaria e trasparente per il finanziamento delle prestazioni fornite da queste strutture in Svizzera. Sarebbe pertanto prematuro pronunciarsi su ulteriori passi prima di disporre dei risultati di questi due provvedimenti. Nella valutazione della legge federale concernente l'aiuto alle vittime (LAV; RS 312.5), condotta quest'anno dall'Ufficio federale di giustizia UFG, viene inoltre verificato se i consultori per le vittime, che secondo l'articolo 14 capoverso 1 LAV devono, se necessario, provvedere a un alloggio d'emergenza, tengono conto delle esigenze delle diverse categorie di vittime. Anche in questo caso, bisogna attendere i risultati della valutazione prima di decidere quali ulteriori passi intraprendere. </p><p>3. Coordinare l'offerta intercantonale di case per donne maltrattate è compito delle conferenze intercantonali; il sostegno finanziario di queste strutture e delle loro associazioni mantello compete ai cantoni. Dal canto suo, l'ambito violenza domestica dell'UFU promuove il coordinamento e l'istituzione di reti di collaborazione nell'amministrazione federale e tra Confederazione, cantoni e associazioni specializzate.</p><p>4. Comme già sottolineato, la messa a disposizione di rifugi compete ai cantoni. Gli Stati parte della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convezione di Istanbul) sono tenuti, in adempimento dell'articolo 23, a creare rifugi adeguati, facilmente accessibili e in numero sufficiente per le vittime ai sensi della Convenzione. In questo modo si vuole garantire che siano soddisfatte le esigenze di tutte le vittime per quanto riguarda la disponibilità di rifugi e di sostegno specializzato. Il numero di rifugi deve essere commisurato al bisogno effettivo. Non sono prescritte quantità effettive, ma soltanto valori di riferimento. Determinante è il fabbisogno specifico di ogni singolo Paese. Nell'autunno del 2015 la Confederazione aprirà una consultazione sulla ratifica e l'attuazione della Convezione di Istanbul.</p>  Risposta del Consiglio federale.