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Neve Shalom - Wahat al Salam
Oasi di Pace
Un'oasi di pace chiamata Neve Shalom - Wahat al Salam
Su una collina coperta di olivi, all'interno di un triangolo i cui vertici sono costituiti dalle città di Tel Aviv, Gerusalemme e Ramallah, nella terra di nessuno fra Israele e i Territori occupati sorge il villaggio di Neve Shalom - Wahat al Salam: Oasi di pace in ebraico e arabo.
Il villaggio è una comunità agricola dove ebrei e palestinesi, tutti di cittadinanza israeliana, hanno deciso di vivere e lavorare insieme in equità e giustizia.
I membri di questo villaggio rappresentano la possibilità concreta di convivenza all'interno di una comunità fondata sulla reciproca legittimazione, sul bilinguismo, sul dialogo interculturale e interreligioso, sul rispetto e la cooperazione.
Il villaggio fu fondato alla fine degli anni '70 sulle terre del monastero di Latrun, nella valle di Ayalon, dal padre domenicano Bruno Hussar e da Anne Le Meignen.
Oggi è abitato da circa settanta famiglie e crescerà fino ad ospitane centocinquanta.
Tutte le decisioni riguardanti la comunità vengono discusse in maniera democratica dall'Assemblea generale. Il villaggio è una municipalità riconosciuta ufficialmente dallo Stato di Israele e non è affiliato a nessun partito o movimento politico.
Neve Shalom - Wahat al Salam esprime concretamente la sua visione di pace proponendo un pionieristico sistema educativo i cui principi sono: il bilinguismo, lo sviluppo dell'identità di ciascuno, la conoscenza della cultura dell'altro popolo e la pari partecipazione nell'amministrazione e nella didattica.
Questo sistema è composto da in un asilo nido, una scuola materna e una scuola primaria. Nel villaggio, come anche in Israele, la scuola primaria va dai 6 ai 12 anni di età.
Ogni classe è divisa in egual numero tra bambini ebrei e arabi. Gli insegnanti, ebrei e arabi, parlano esclusivamente nella loro lingua materna, così i bambini imparano a conoscere fin da subito l'ebraico e l'arabo. Le feste vengono ugualmente ripartite nel corso dell'anno: Purim, Natale, Mawlad el Nabi vengono festeggiate da tutti gli abitanti del villaggio.
Nel 1979 subito dopo la sua nascita, il villaggio ha creato la Scuola per la pace, che è un Istituto di formazione continua dove si organizzano programmi e laboratori per la gestione dei conflitti. Questa scuola è aperta a gruppi misti di ebrei e palestinesi e si propone di facilitare la comunicazione e l'empatia reciproca, con l'obiettivo di favorire un dialogo veramente costruttivo.
Il villaggio si è dotato di un Centro spirituale pluralistico per garantire un contesto di incontro e di familiarità all'interno della comunità. Centrale è il ruolo della Casa del silenzio, Dumia Sakinh, che si propone come luogo di riflessione, di meditazione e di preghiera e si ispira al linguaggio universale del silenzio.
È importante anche la presenza del Centro giovanile Nadi, una realtà informale di incontro, scambio e apprendimento che ha il compito di suscitare sentimenti di responsabilità verso i coetanei e la società.
Abitare la terra di nessuno non è cosa da poco. Vuol dire abitare l'abisso, il limite e la speranza allo stesso tempo. Quando dopo i trattati di Camp David, Bruno Hussar ha chiesto all'ONU di poter costruire un villaggio nella zona di interdizione di Latrun, ha lanciato al mondo una sfida. C'è da considerare che fin dalla nascita dello Stato di Israele avvenuta nel maggio del 1948, il terreno dove ora sorge la comunità di Neve Shalom - Wahat al Salam, è stato teatro di battaglie e conflitti anche molto cruenti. La volontà di voler proprio da questo luogo, lanciare un messaggio di pace dimostra grande forza e saggezza.
La riflessione che arriva a noi dal villaggio è semplice e sofferta: la pace non è più solo un sogno e un'utopia, ma diventa una responsabilità, un obiettivo e un percorso, che si costruisce con il dialogo, la comprensione e l'amicizia reciproca.