Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/212457

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure affinché i gestori di ristoranti e di altre aziende chiuse dal Consiglio federale ai sensi del l'articolo 6 capoverso 2 dell'ordinanza COVID-19 (nella versione del 21 marzo 2020) siano tenuti a versare ai loro locatori soltanto il 40 per cento della pigione per il periodo in cui sono costretti a restare chiusi a causa delle misure disposte dalle autorità.</p><p>Per i gestori di imprese che secondo l'articolo 10a capoverso 2 dell'ordinanza 2 COVID-19 (versione del 21 marzo 2020) hanno dovuto ridurre la loro attività, il presente disciplinamento si applica per una durata massima di due mesi. </p><p>Il presente disciplinamento si applica ai locatori la cui pigione non supera 20 000 franchi per mese e per oggetto.</p><p>Per le pigioni comprese tra 15 000 e 20 000 franchi le due parti - locatore e locatario - possono decidere di non applicare il presente disciplinamento (clausola opt-out). </p><p>Nel contempo il Consiglio federale è incaricato di costituire un fondo per casi di rigore destinato ai locatori dotato di un importo di 20 milioni di franchi. </p><p>Il disciplinamento deve garantire che eventuali accordi già conclusi tra le parti restino validi.</p><p></p><p>Una minoranza della Commissione (Feller, Aeschi Thomas, Dettling, Hess Erich, Huber, Lüscher, Martullo, Tuena, Walti Beat) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale riconosce l'operato del Parlamento nel cercare una soluzione alla questione delle pigioni commerciali. Tuttavia, rimane dell'idea che le questioni complesse relative al diritto di locazione non possano essere risolte con il semplice adeguamento delle basi legali. Per questo il Consiglio federale è convinto della posizione adottata finora e ribadisce che va cercato un compromesso, frutto del dialogo fra le parti.</p><p>Le misure proposte potrebbero certamente aiutare gran parte delle piccole e medie imprese, così come gli indipendenti; il Consiglio federale ritiene però che la mozione presenti anche notevoli svantaggi, che ne renderebbero difficile l'attuazione stessa, e propone di respingerla per i seguenti motivi.</p><p>- La mozione chiede un intervento statale diretto nei contratti fra privati.</p><p>- La riduzione delle pigioni - generale, temporanea e per pigioni fino a un determinato importo - non tiene conto della varietà dei contratti di locazione e affitto e comporta incertezza giuridica, in particolare se le parti hanno già trovato un accordo.</p><p>- La mozione non considera le differenti conseguenze economiche della chiusura temporanea dei locali commerciali e solleva difficili interrogativi per quanto riguarda gli aventi diritto.</p><p>- La richiesta di un fondo di 20 milioni di franchi per i casi di rigore è in contraddizione con la strategia del Consiglio federale che punta principalmente sulla liquidità per sostenere l'economia.</p><p>- Lo studio dei casi di rigore comporterebbe un notevole onere amministrativo e presuppone, a monte, la creazione di strutture idonee a tal fine.</p><p>- Con la riapertura graduale la situazione dovrebbe migliorare per molti esercizi commerciali. Non è quindi necessario adottare misure rapidamente. Se entro l'autunno il monitoraggio deciso l'8 aprile 2020 dal Consiglio federale dovesse indicare una necessità d'intervento nel settore delle pigioni commerciali, il Consiglio federale potrà valutare eventuali misure in un secondo tempo.</p><p>- Diversi Cantoni stanno già elaborando modelli di incentivi per fornire un contributo finanziario alle parti che si accordano su soluzioni consensuali, sotto forma di riduzione temporanea delle pigioni commerciali. Se la mozione venisse attuata, bisognerebbe prendere in considerazione anche questo aspetto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.