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Uno dei cinque scopi della politica estera svizzera, secondo la Costituzione federale, è di aiutare le popolazioni nel bisogno e lottare contro la povertà nel mondo. La Svizzera lo fa perché ciò corrisponde al suo atteggiamento etico di fondo (promozione della democrazia e giustizia). Ma lo fa anche nel proprio interesse, poiché la povertà genera conflitti, migrazioni e altri effetti che toccano il mondo intero – anche la Svizzera.
La Svizzera è un piccolo Paese donatore, ma dispone di una grande esperienza. E' credibile a livello internazionale: non è mai stata una potenza coloniale, non ha interessi geopolitici, è neutrale e conosce l’esperienza della democrazia diretta. Inoltre ospita una sede dell’ONU ed è Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra.
L’aiuto pubblico allo sviluppo si suddivide a grandi linee in tre settori: la cooperazione allo sviluppo, la cooperazione con l’Europa dell’Est e l’aiuto umanitario. La DSC occupa circa 1‘700 persone in Svizzera e all’estero.
Nel 2009 ha avuto a disposizione un budget di quasi 1.5 miliardi di franchi. Assieme alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e ad altri Uffici federali, ai Cantoni e ai Comuni, la Svizzera ha speso nel 2009 circa 2,5 miliardi di franchi per l’aiuto pubblico allo sviluppo. Ciò corrisponde allo 0.47% del reddito nazionale lordo, con un incremento dello 0.03% rispetto all'anno precedente.
(Informazioni tratte dal sito www.sdc.admin.ch)
All'azione promosso dallo Stato, si affianca l'impegno di altri attori della società civile, quali ad esempio le ONG, Organizzazioni Non Governative.
Il numero complessivo di ONG presenti sulla scena non è conosciuto con esattezza. In uno studio, l'ex IUED (oggi IHEID) di Ginevra aveva stimato a 10'000 le organizzazioni di pubblica utilità in Svizzera, delle quali all'incirca 1'000 con progetti all'estero. Nel solo Ticino si stimano oltre un centinaio di organizzazioni attive nella cooperazione allo sviluppo, soprattutto di piccole dimensioni. Una tendenza simile si presenta nella Svizzera romanda, e in parte pure in quella tedesca nella quale la popolazione sembra però affidarsi di più alle organizzazioni di dimensioni maggiori.
Per mantenere e rafforzare il dialogo tra queste organizzazioni e favorirne lo sviluppo qualitativo, sono sorte in Ticino e nella Svizzera romanda sette federazioni cantonali o regionali che raggruppano complessivamente 231 organizzazioni. La FOSIT ne conta 71, seguita dalla FGC-Federazione Ginevrina di Cooperazione (53), da Fedevaco (39), dalla Fédération Interjurassienne de coopération et de développement (30), da Valais Solidaire (26), da Latitude 21 (8), e da Fribourg Solidaire (6). Le stesse Fedarazioni hanno dato avvio ad una piattaforma di lavoro informale denominata Fédéréseau.