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Povertà
Caritas lancia un appello per agire contro la povertà in Svizzera
Da alcuni anni la povertà in Svizzera è in aumento, la crisi pandemica non ha fatto che aggravare questa situazione e le inuguaglianze, denuncia Caritas. L'organizzazione si rivolge al mondo politico perché questo agisca in modo determinato per ridurre la povertà.
L'appello lanciato oggi da Caritas in una conferenza stampa a Berna, chiede di agire in sei ambiti.
L'organizzazione umanitaria auspica in particolare un lavoro dignitoso con salari che permettano di vivere e meno impieghi precari, pari opportunità nell'ambito della formazione e per tutte le famiglie un accesso senza barriere al sistema sanitario, una miglior copertura del minimo vitale grazie all'estensione delle prestazioni complementari e più alloggi a prezzi abbordabili.
Oltre alle 735'000 persone che vivono in condizioni di povertà, 600'000 persone vivrebbero appena sopra il livello di sussistenza in condizioni precarie.
Povertà nonostante si abbia un lavoro
In molti casi le persone non sono in grado di assicurare il loro sostentamento anche se lavorano. Secondo Aline Masé, responsabile dell'unità di politica sociale di Caritas Svizzera, attualmente fanno parte di questa categoria di «lavoratori poveri» 155'000 persone.
Questo «non dovrebbe succedere» in un Paese ricco come la Svizzera, afferma Andreas Lustenberger, responsabile della politica e degli affari pubblici dell'organizzazione, riferendosi al prodotto interno lordo in costante aumento.
In veste di firmataria dell'Agenda 2030 dell'ONU per lo sviluppo sostenibile, la Svizzera si è impegnata a ridurre la povertà di almeno la metà entro tale data, ha aggiunto. Tuttavia, secondo Caritas, non esiste ancora una strategia su come raggiungere questo obiettivo, da cui la necessità di lanciare l'appello odierno.
sifo, ats