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Mondo politico diviso sulla riassegnazione di tre dei sette ministeri del governo svizzero.
La soddisfazione dei partiti borghesi incrinata dai rimbrotti dell'Unione democratica di centro. Socialisti e Verdi delusi per la perdita degli Interni.
La soddisfazione dei partiti borghesi è massima nel Partito radicale-democratico (PRD): è riuscito a piazzare uno dei suoi due consiglieri federali agli Interni. L'altro esponente radicale-democratico in governo è il ministro delle finanze Kaspar Villiger.
Soddisfatto della redistribuzione degli incarichi governativi anche il Partito democratico-cristiano. Deiss, che assieme alla ministra di giustizia Ruth Metzler-Arnold rappresenta il PDC in Consiglio federale, va ad un ministero importante come quello dell'economia pubblica.
Fuori dal coro
Critica, sul balletto delle poltrone governative, l'Unione democratica di centro. Il partito del ministro della difesa Samuel Schmid non ha apprezzato il passaggio di Deiss dagli Esteri all'Economia.
L'UDC giudica positivamente il passaggio di Couchepin agli Interni, ma rimprovera al PDC di ripetere la tattica del 1999, facendo cambiare a Deiss dipartimento ad un anno dalle elezioni: una tattica che l'UDC definisce "utilitaristica", al solo scopo di conservare i due seggi in governo.
Sinistra delusa
Delusione tra Socialisti e Verdi per il passaggio in mano radicali del Dipartimento dell'interno.
Per i Verdi, il fatto che alla neo eletta Micheline Calmy-Rey sia stato assegnato il ministero degli esteri equivale ad una relegazione.
Per i socialisti la scelta non è ideale: tuttavia la neo eletta consigliera federale ginevrina potrà dare nuovo slancio alla politica estera, grazie alle competenze che le si riconoscono.
swissinfo e agenzie