Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01160.jsonl.gz/728

Una folta delegazione cinese, guidata dal presidente Xi Jinping, sarà il momento clou del 47° Forum economico mondiale (WEF) di Davos. L'obiettivo degli organizzatori del WEF è di convincere i leader mondiali ad essere più responsabili e all'ascolto delle popolazioni.
Xi Jinping è il primo presidente cinese che prende parte al Forum di Davos. Insieme alla presidente della Confederazione Doris Leuthard, egli terrà il discorso d'apertura della sessione plenaria martedì prossimo, dinanzi a una platea di un numero record di partecipanti: ben tremila, provenienti da 70 paesi. La partecipazione di Xi Jinping avviene in un momento in cui la Cina sta cercando di affermarsi sulla scena internazionale.
Nel corso di una conferenza stampa, oggi a Cologny, la località alle porte di Ginevra dove ha sede il WEF, il fondatore del Forum, Klaus Schwab, ha sottolineato che la presenza cinese di massimo rango sarà "particolarmente significativa" in relazione al tema del simposio di quest'anno: "leadership responsabile".
Parlando delle crescenti potenza e influenza della Cina nell'economia mondiale, Schwab ha detto che questo potrebbe forzare "il presidente Xi a mostrare come la Cina assumerà un ruolo di leadership responsabile e sensibile negli affari mondiali".
Ascoltare di più i cittadini
Schwab ha sottolineato la crescente tendenza globale degli elettori di esprimere insoddisfazione nei confronti i leader negli ultimi mesi. I voti populisti in Gran Bretagna, Stati Uniti e in Italia lo scorso anno potrebbero essere seguiti da simili espressioni di malcontento in Francia, Germania e Paesi Bassi nel 2017. "Speriamo che il mondo ascolti più attentamente questo messaggio di quanto ha fatto negli ultimi anni", ha aggiunto. Il 78enne ha ricordato che già due decenni or sono aveva sollevato il tema dell'indispensabile correlazione fra attività economica e responsabilità sociale.
Se Xi Jinping sarà indubbiamente la grande vedette del 47° WEF, l'elenco dei nomi illustri è lungo. Vi figurano per esempio la prima ministra britannica Theresa May, il nuovo segretario generale della Nazioni Unite Antonio Guterres, la numero uno del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde e il presidente colombiano nonché premio Nobel per la pace Juan Manuel Santos.
Gli Stati Uniti avranno una doppia delegazione, con l'uscente vicepresidente Joe Biden e il segretario di Stato John Kerry, ma anche molti membri del team di transizione del nuovo presidente eletto Donald Trump, che entrerà in carica il 20 gennaio, ultimo giorno del Forum. Non mancheranno esponenti di famiglie reali del Belgio, dell'Olanda, della Norvegia e della Giordania.
Nella località grigionese si recheranno anche sei membri del governo svizzero su sette: l'unica a rinunciarvi sarà Simonetta Sommaruga.
L'Ue manderà diversi esponenti. Mancheranno invece diversi capi di governo di paesi europei, come il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel, in un anno di febbre elettorale nei loro rispettivi paesi. Tra i grandi assenti figura anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che oggi ha sorprendentemente cancellato il previsto viaggio a Davos, senza fornire spiegazioni pubbliche.
Anche sul fronte imprenditoriale i riflettori saranno puntati sulla Cina: saranno in Svizzera fra gli altri Jack Ma (fondatore del gigante dell'e-commerce Alibaba), Wang Jianlin (fondatore del colosso degli hotel e dei centri commerciali Wanda Group) e Zhang Yaqin (presidente di Baidu, il Google cinese).
Per il mondo dello spettacolo saranno presenti Matt Damon, co-fondatore della organizzazione non governativa Water.org, e Forest Whitaker, che ha lanciato un'iniziativa intitolata Whitaker Peace & Development.
swissinfo.ch e agenzie/sf