Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/199874

<h2>SubmittedText<h2><p>L'avamprogetto che mira a sopprimere il valore locativo (in consultazione fino al 17 luglio 2019) è un progresso interessante: finalmente si approccia in modo serio l'abolizione di un tributo destinato a finanziare la nostra difesa che risale all'ultimo conflitto mondiale. Nessun altro Paese al mondo applica un'imposta simile. Tuttavia, l'avamprogetto solleva una serie di interrogativi. </p><p>Per i proprietari che utilizzano la propria abitazione come residenza principale, la soppressione di questa imposta andrebbe di pari passo con l'abolizione, sia a livello federale sia a livello cantonale, delle deduzioni delle spese di manutenzione e di riattazione di immobili di nuova acquisizione e dei premi di assicurazione. La deduzione delle spese destinate alla protezione dell'ambiente, alla cura di monumenti storici e di demolizione verrebbe invece abolita a livello federale, mentre i Cantoni potrebbero mantenerla.</p><p>Le abitazioni secondarie a uso proprio e gli immobili locati o affittati rimarrebbero assoggettati al valore locativo nella sua forma attuale. Le deduzioni degli investimenti destinati al risparmio energetico, i costi per la cura di monumenti storici e le spese di demolizione sarebbero per contro soppresse a livello federale.</p><p>La deducibilità degli interessi ipotecari verrebbe palesemente limitata per tutti i beni. I nuovi acquirenti di un'abitazione propria potrebbero ancora dedurli con alcuni limiti circa l'importo e il periodo.</p><p>1. Il popolo svizzero ha sostenuto la Strategia energetica 2050, che impone il risanamento degli edifici. Con la soppressione degli incentivi fiscali non si rischia di rallentare gli sforzi per ridurre l'impronta di carbonio del nostro spazio abitativo o di far pesare un onere eccessivo sui proprietari?</p><p>2. Il parco immobiliare svizzero comprende diversi vecchi edifici che sono il fiore all'occhiello dei centri cittadini e dei villaggi storici, alcuni sono addirittura iscritti nell'inventario del nostro patrimonio culturale. La conservazione di questi edifici dipende molto dai lavori di manutenzione (costosi, poiché più l'edificio è datato, più le spese aumentano) effettuati dai proprietari. Sopprimere le deduzioni delle spese di manutenzione non rischia di favorire il degrado di questi edifici?</p><p>3. Infine, con la soppressione delle deduzioni delle spese di riattazione, non si rischia di innescare un rallentamento nel settore edilizio, che vive anche di questi lavori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 5 aprile 2019 la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) ha avviato la procedura di consultazione sulla legge federale concernente il cambio di sistema nell'ambito dell'imposizione della proprietà abitativa. Il Consiglio federale esprimerà il suo parere sull'avamprogetto una volta conclusa la procedura di consultazione.</p><p>1. Le deduzioni per provvedimenti di risparmio energetico, per la protezione dell'ambiente e per la tutela dei monumenti storici, comprese le due agevolazioni fiscali supplementari previste nella Strategia energetica 2050 (possibilità di riportare le spese e deduzione delle spese di demolizione in vista della costruzione di un immobile di sostituzione), fanno parte delle deduzioni motivate da fattori extrafiscali. Queste deduzioni, che a causa della progressività delle imposte favoriscono maggiormente i contribuenti con un reddito elevato rispetto a quelli con un reddito basso, generano importanti effetti di trascinamento. Si può quindi presumere che la rinuncia a tali agevolazioni non avrà ripercussioni rilevanti sull'esecuzione o sull'omissione di misure edilizie. Per gli investimenti nel settore degli edifici a forte impatto energetico e sulle emissioni di CO2, la situazione è diversa. Occorre inoltre tenere presente che nel messaggio del 1° dicembre 2017 concernente la revisione totale della legge sul CO2 dopo il 2020 (17.071) il Consiglio federale ha indicato che intende sospendere, dall'inizio del 2026, il Programma Edifici avviato nel 2010 dalla Confederazione e dai Cantoni. Non manterrà quindi i contributi d'incentivazione per il settore degli edifici, un pilastro centrale sul fronte delle uscite.</p><p>2. Secondo la sistematica fiscale, la deduzione delle spese di manutenzione deve essere soppressa se il valore locativo non dovesse più essere assoggettato all'imposta. Nel rispetto del principio dell'uguaglianza giuridica, non sarebbe ammissibile mantenere questa deduzione. Riguardo alla manutenzione necessaria degli edifici, essa risiede primariamente nell'interesse dei proprietari. Si può quindi generalmente presumere che continueranno a effettuare i rinnovamenti necessari anche senza un'incentivazione fiscale.</p><p>3. È possibile che si eseguiranno meno rinnovamenti dispendiosi nelle abitazioni proprie e, di conseguenza, vi potrebbe essere un calo nella creazione di valore nel settore edilizio nonché presso i fornitori di prestazioni preliminari. Occorre tuttavia partire dal presupposto che la minore creazione di valore nel settore edilizio sia compensata da un aumento in altri settori (ad es. le catene di centri commerciali specializzati in materiale edile). Questi ultimi potrebbero beneficiare di una domanda accresciuta in quanto i proprietari di abitazioni farebbero maggiormente capo a prestazioni proprie (rapporto della CET-S del 14 febbraio 2019 in attuazione dell'iniziativa parlamentare 17.400, pag. 40). Il Consiglio federale condivide questo giudizio.</p>  Risposta del Consiglio federale.