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Il presidente israeliano Reuven Rivlin non condivide i contenuti della legge di 'regolarizzazione', anche retroattiva, delle case negli insediamenti e avamposti ebraici in Cisgiordania, costruiti su terra privata palestinese.
La normativa è stata approvata dalla Knesset e appellata da diverse Ong alla Corte Suprema.
"Israele - ha detto secondo quanto attribuitogli dai media - ha adottato la legge internazionale. E questo non permette ad uno stato di agire applicando e forzando le proprie leggi a territori che non sono sotto la sua sovranità. E' una cacofonia legale. Causerà ad Israele di essere visto come uno stato dell'apartheid, cosa che invece non è". Il portavoce della presidenza israeliana - sentito dai media - non ha voluto commentare le dichiarazioni attribuite a Rivlin.