Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/186104

<h2>SubmittedText<h2><p>In base al rapporto di gestione 2016, le FFS SA hanno versato 690 milioni di franchi alla Cassa pensioni FFS (CP FFS), un istituto autonomo sotto il profilo giuridico e finanziario. Nello stesso anno il grado di copertura dell'istituto di previdenza era del 107,1 per cento, pertanto il pagamento straordinario, finanziato dall'utile corrente della divisione Immobili delle FFS, solleva dei dubbi. Quindi, è sostanzialmente incomprensibile il motivo per cui i 690 milioni di franchi non sono confluiti nella cassa generale della Confederazione ma sono stati versati a un istituto di previdenza autonomo e quindi impiegati per uno scopo diverso da quello previsto. I 690 milioni di franchi sono in ultima analisi costituiti da denaro dei contribuenti, che sovvenzionano in maniera consistente le FFS. A proposito di tale pagamento pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Su quali basi legali è stato effettuato questo pagamento?</p><p>2. La Cassa pensioni FFS è stata ampiamente risanata (finanziata dai diversi miliardi di franchi versati dai contribuenti). Con quale obiettivo, se non quello di un risanamento, è stato effettuato il pagamento?</p><p>3. Chi ha autorizzato il pagamento? Il Consiglio federale in corpore è stato informato al riguardo?</p><p>4. Il Controllo federale delle finanze (CDF) o il Consiglio federale sono al corrente di eventuali versamenti effettuati da altre unità della Confederazione autonome e sovvenzionate ai loro rispettivi istituti di previdenza? Esiste un rapporto in merito?</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che le unità della Confederazione autonome e sovvenzionate dovrebbero rendere accessibile, in qualche modo, gli eventuali utili ai contribuenti? Nel caso delle FFS questo sarebbe possibile, ad esempio, con una riduzione dei prezzi dei biglietti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. Le FFS sono una società anonima di diritto speciale. Il Consiglio di amministrazione è responsabile della gestione aziendale nell'ambito degli obiettivi strategici del Consiglio federale. Questo vale specialmente nell'ambito del personale e, di conseguenza, per la decisione di effettuare un versamento di 690 milioni di franchi alla CP FFS nel 2016. La Confederazione è stata informata in merito a livello di rappresentanza dei proprietari prima che il consiglio di amministrazione prendesse una decisione.</p><p>2. In vista della decisione del consiglio di amministrazione, è risultato evidente che la svantaggiosa struttura assicurativa della Cassa pensioni FFS, la crescente aspettativa di vita dei collaboratori delle FSS, il perdurare dei bassi tassi d'interesse e la mancanza di riserve di fluttuazione hanno richiesto ulteriori misure volte a stabilizzare a lungo termine la CP FSS. Contrariamente ai risanamenti della CP FSS effettuati nel 2011, le misure adottate nel 2016 erano lungimiranti e si prefiggevano di contrastare per tempo l'insorgere di un nuovo caso di risanamento. L'adeguamento delle basi attuariali e la relativa riduzione dell'aliquota di conversione dal 5,8 al 5,2 per cento avrebbero comportato una diminuzione delle prestazioni dell'11 per cento circa a discapito degli assicurati attivi. Tuttavia, la CP FSS non disponeva di risorse per finanziare misure di attenuazione per gli assicurati attivi. La riduzione del tasso d'interesse tecnico e l'applicazione di nuove basi per il calcolo dell'aspettativa di vita hanno già causato costi per l'effettivo delle rendite per un totale di 965 milioni di franchi. Solo grazie al contributo di 690 milioni di franchi da parte del datore di lavoro è stato possibile evitare diminuzioni delle prestazioni nella fase precedente il pensionamento e quindi un notevole aumento del numero dei pensionamenti anticipati (il cosiddetto panico dell'ultima ora). Al fine di ridurre le diminuzioni delle prestazioni per gli assicurati più giovani, i crediti di risparmio sono stati aumentati del 2,5 per cento. Il finanziamento è stato effettuato in maniera paritetica: metà dell'aumento è a carico del datore di lavoro, l'altra metà è a carico dei collaboratori. Inoltre, tutti i collaboratori delle FSS hanno contribuito all'auspicata stabilizzazione del fondo pensione, rinunciando all'aumento generalizzato dei salari dal 2017 al 2020 e a un giorno di vacanza dal 2016 al 2018. Nonostante queste misure, la redistribuzione continua a essere a carico degli assicurati attivi, dal momento che sul loro avere di vecchiaia è stato corrisposto solo l'1 per cento di interessi nel 2017, mentre sugli averi di vecchiaia degli assicurati passivi sono stati corrisposti interessi del 2,5 per cento.</p><p>4. Il Consiglio federale ha preso atto del fatto che anche altre unità della Confederazione rese autonome, come la Posta Svizzera SA, Skyguide SA o i politecnici federali (PF) hanno effettuato versamenti alle loro casse pensioni allo stesso scopo. Nell'ambito della sua verifica presso le FFS, il CDF ha anche constatato a più riprese versamenti effettuati alla Cassa pensioni FFS. In un rapporto (11417) pubblicato su Internet descrive come vengono impiegati i ricavi da immobili non più necessari per alimentare la Cassa pensioni. Il CDF non ha effettuato un controllo specifico dei versamenti effettuati dai beneficiari delle sovvenzioni resi autonomi alle loro casse pensioni.</p><p>5. È altresì interesse dei contribuenti e della clientela delle FSS che una parte dei proventi sia impiegata per attenuare le diminuzioni delle prestazioni. Le FFS fanno affidamento su personale qualificato e motivato per mantenerne la qualità e l'efficienza delle loro prestazioni. Di conseguenza, si impegnano ad offrire condizioni di lavoro attrattive. Una riduzione dell'11 per cento delle condizioni di pensionamento sarebbe nettamente in antitesi con questo obiettivo e, inoltre, comporterebbe il rischio che il fenomeno del pensionamento anticipato aumenti notevolmente. Tutti gli altri utili rimangono interamente all'interno della società e vengono investiti in un'offerta di servizi ferroviari attrattiva ed economicamente vantaggiosa.</p>  Risposta del Consiglio federale.