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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare un registro nazionale dei donatori di organi in cui raccogliere le dichiarazioni di volontà dei cittadini.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'8 marzo 2013, il Consiglio federale ha adottato e trasmesso al Parlamento il rapporto "Esame delle misure necessarie per incrementare il numero di organi disponibili a scopo di trapianto in Svizzera", elaborato in adempimento dei postulati Gutzwiller 10.3703, "Per un maggior numero di donatori di organi", Amherd 10.3701, "Modello dell'opposizione per il prelievo di organi", e Favre 10.3711, "Donazione di organi. Valutazione del modello dell'opposizione".</p><p>Nel suo rapporto, il Consiglio federale raccomanda di rinunciare all'introduzione di un registro nazionale, per le considerazioni seguenti: secondo la letteratura specializzata e un confronto con altri Paesi, un registro centrale non favorirebbe l'aumento delle donazioni. Colpisce che i Paesi europei con un tasso di donazione elevato non dispongano di questo strumento (per es. Spagna, Croazia), ma anche che laddove esiste, il registro è pressoché inutilizzato (tasso d'iscrizione in Austria: meno dell'1 per cento della popolazione). Per contro, il 33 per cento della popolazione dei Paesi Bassi è attualmente iscritto in un registro ampiamente pubblicizzato e molto costoso. Ciò nonostante, dalla sua introduzione nel 1998, il tasso di donazione in questo Paese non è mutato ed è praticamente lo stesso di quello svizzero.</p><p>Ai dubbi sull'utilità di un simile strumento si aggiungono costi di gestione annuali che si aggirano, a seconda della struttura scelta, su 1,5 milioni di franchi. Anche l'informazione dell'opinione pubblica ha il suo prezzo: affinché una parte significativa della popolazione si convinca a iscriversi, andrebbero investite importanti risorse nella comunicazione e nella pubblicità. Inoltre, esercitando una chiara pressione sulla popolazione per incoraggiarla ad aderire al registro si rischierebbe di ottenere l'effetto contrario. Infatti, dalle esperienze maturate nei Paesi Bassi, in Australia e in Nuova Zelanda emerge che a un incremento del numero di iscrizioni corrisponde un aumento sproporzionato delle dichiarazioni di opposizione alla donazione. Per aumentare il numero di organi disponibili sarebbe necessario investire le risorse in misure alternative, con un rapporto costi/benefici decisamente più favorevole.</p><p>Per permettere a chi intendesse iscriversi di documentare in modo attendibile la propria volontà di donare gli organi o per consentire alle persone debitamente autorizzate di reperire rapidamente la dichiarazione di volontà di un paziente sarebbe ipotizzabile l'impiego della cartella informatizzata del paziente. La legge federale sulla cartella informatizzata del paziente è attualmente alla Camera prioritaria per la prima deliberazione. L'analisi della situazione internazionale ha inoltre mostrato che misure isolate non bastano, da sole, a far aumentare il tasso di donazione in modo durevole. Paesi come la Spagna, gli Stati Uniti e l'Austria, e negli ultimi anni la Croazia, sono riusciti a incrementare notevolmente il numero delle donazioni raggruppando in modo opportuno le misure e attuandole nel quadro di un piano d'azione mirato. Questi Stati investono in strutture e processi relativi alla donazione di organi, analizzandone e migliorandone continuamente la dinamica. Il Consiglio federale ha quindi deciso di avviare il piano d'azione "Più organi per i trapianti" allo scopo di razionalizzare le misure di ottimizzazione a livello procedurale e strutturale e di attuarle in modo più mirato. Questa strategia dovrebbe permettere di portare il numero dei donatori post mortem dagli attuali 12 a 20 per milione di abitanti.</p><p>Il Consiglio federale ha definito i punti salienti del piano d'azione in collaborazione con i cantoni, la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità, il Comité national du don d'organes (organo peritale della Fondazione nazionale svizzera per il dono e il trapianto di organi Swisstransplant) e altri attori. La sua impostazione generale è stata approvata nel febbraio 2014 dall'ente promotore, il Dialogo "Politica nazionale della sanità" (piattaforma comune di Confederazione e cantoni). Il fatto che sia stato integrato nell'obiettivo 3.1 (Promuovere la qualità delle prestazioni e dell'assistenza sanitaria) della strategia globale "Sanità 2020" dimostra chiaramente la priorità assoluta che il Consiglio federale gli attribuisce. Il Consiglio degli Stati aveva già preso atto del rapporto citato durante la sessione invernale 2013, quando ha dibattuto sulla revisione della legge sui trapianti. In quell'occasione aveva rinunciato a creare una base legale per un registro, come invece richiesto dalla presente mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.