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MANTOVA - Stava sorvolando la zona industriale di Pegognaga, nel Mantovano, per salutare un amico. Ad un tratto il suo elicottero è andato in stallo, il rotore con le pale ha cominciato a perdere pezzi ed è precipitato su una cabina della rete del gas che distribuisce metano ai tanti capannoni cresciuti uno accanto all'altro.
Per Alessandro Foglio Bonacini, manager 37enne di Reggio Emilia - figlio del fondatore della Cellular Italia in cui è stato direttore finanziario - che era da solo sul Robinson R 22 Beta 2 appena noleggiato all'aeroporto di Carpi, non c'è stato nulla da fare. È morto sul colpo tra le lamiere contorte del velivolo che nel precipitare da circa 200 metri probabilmente per un guasto si è ridotto ad un ammasso di lamiere.
Sarà ora una perizia dell'agenzia per la sicurezza del volo, i cui tecnici hanno già effettuato un primo sopralluogo, a stabilire le cause dell'incidente che si è verificato poco dopo le 11.30 di questa mattina.
"Il saluto" - Alessandro Foglio Bonacini, che lascia la moglie e due figli piccoli, era partito circa un quarto d'ora prima dall'aeroporto di Carpi, nel modenese, dove aveva noleggiato l'elicottero biposto dalla Eli company elicopter service. Appassionato di motori, aveva preso il brevetto di volo da qualche anno ed era solito servirsi dell'elicottero per qualche breve spostamento. Come quello deciso questa mattina per raggiungere un amico a Pegognaga, fargli un saluto come si usa con i velivoli passandogli più volte sopra la testa per poi far rientro alla base. Questa mattina, però, qualcosa è andato storto.
«L'ho visto sorvolare il capannone della mia azienda di demolizioni d'auto - racconta Raffaele Nora - Ero nel cortile, ho notato l'elicottero compiere due-tre giri e poi l'ho visto come bloccarsi in aria. Si è quasi capovolto. Poi ho visto il rotore disintegrasi e i pezzi cominciare a cadere. Sono corso nel capannone spaventato per mettere in salvo mia moglie, che era in ufficio, e gli altri operai. Poi ho sentito uno schianto».
A due metri dal capannone - L'elicottero, che sorvolava una zona dove non c'erano linee elettriche e nemmeno alberi, è precipitato a due metri dal capannone, schiantandosi contro una cabina del gas coperta da una siepe che divide l'area dell'edificio dal largo piazzale dove vengono collocati i camion per la demolizione in quello che è un centro autorizzato di raccolta e trattamento dei veicoli fuori uso come recita la scritta appesa fuori. Subito è scattato l'allarme perché l'incidente aveva anche provocato una fuga di gas.
Vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale hanno subito evacuato tre capannoni vicini per consentire la messa in sicurezza del gasdotto. In mezz'ora l'emergenza è finita, ma sono stati momenti di panico perché la zona industriale di Pegognaga è densamente popolata e si trova a pochi metri in linea d'aria dal casello autostradale dell'Autobrennero.