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PARIGI - Un ex dirigente di Lafarge, colosso francese nella produzione di materiali edili, ha ammesso che la società ha pagato delle tangenti all'Isis per mantenere in attività una sua fabbrica nei pressi di Raqqa, in Siria, tra il 2013 e il 2014. Lo rivela Le Monde, che ha pubblicato alcuni estratti dell'inchiesta giudiziaria in corso, avviata nell'ottobre del 2016 per «relazioni finanziarie illecite tra la Francia e la Siria».
«Ogni sei mesi andavamo al Quai d'Orsay che ci spingeva a restare» ha affermato l'ex vice direttore generale, Christian Herrault, confermando che l'atteggiamento del gruppo riceveva l'appoggio del governo francese. Dalle testimonianze riportate dal quotidiano, Lafarge nominò un intermediario per negoziare con i terroristi, che ricevevano tra gli 80mila e i 100mila dollari al mese.