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NEW YORK - Fitbit sposta la produzione dei suoi braccialetti elettronici fuori dalla Cina per evitare i dazi. L'annuncio mette le ali ai titoli della società a Wall Street, dove arrivano a guadagnare l'1,6%.
«Nel 2018, in risposta alla minaccia di dazi, abbiamo iniziato a esplorare potenziali alternative alla Cina. Il risultato di questo studio è che abbiamo effettuato dei cambi alla nostra catena di forniture e alle operazioni manifatturiere», afferma Ron Kisling, direttore delle finanze di Fitbit.
A partire dal 2020 tutti i braccialetti e gli smartwatch di Fitbit non saranno di origine cinese e quindi non saranno soggetti ai dazi.