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Oltre a quelle dei principali partiti, le dimissioni a sorpresa di Deiss hanno suscitato le reazioni di tutta una serie di associazioni economiche.
La maggior parte dei commenti mettono in evidenza la capacità di dialogo del ministro friborghese e la sua disponibilità.
Secondo l'associazione padronale economiesuisse, Deiss è stato un eccellente ambasciatore della Svizzera all'estero. Nei suoi viaggi ha dato prova di competenza, suscitando rispetto.
Il fatto che il suo sogno di un trattato di libero scambio con gli Stati Uniti sia fallito non è stato certo piacevole per Deiss, ma non si è mai lamentato dei suoi colleghi di governo, anche se ne avrebbe avuto motivo, a volte, sottolinea Ueli Forster, presidente di economiesuisse.
A livello di politica interna, concede l'organizzazione, ha invece avuto qualche difficoltà, e ciò anche perché è stato meno populista di altri.
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Tramite il suo portavoce Pietro Cavadini, l'Unione sindacale svizzera (USS) sottolinea invece la buona collaborazione ottenuta dal consigliere federale. Quale esempio, i sindacati menzionano l'impegno di Deiss nel tentativo di risolvere lo sciopero alla Swissmetal di Reconvilier.
L'USS, che spera ora in un successore altrettanto aperto al dialogo, avrebbe gradito tuttavia delle misure più efficaci contro la disoccupazione giovanile.
Le pressioni dell'OMC
Pure i contadini hanno apprezzato l'attenzione mostrata da Deiss nei confronti dei loro problemi. Secondo l'Unione svizzera dei contadini, Deiss avrebbe potuto però mostrarsi più combattivo nel sostenere le famiglie di contadini.
L'organizzazione riconosce tuttavia che il ministro dell'economia ha subito forti pressioni a causa dei negoziati con l'Organizzazione mondiale del commercio e delle misure di risparmio.
Il futuro successore di Deiss alla testa dell'economia dovrà impegnarsi energicamente per l'agricoltura.
Nonostante non abbia seguito pedissequamente le direttive di economiesuisse, per l'associazione dei piccoli contadini, Deiss non si è però impegnato abbastanza per un'agricoltura di qualità e non ha preso le distanze dall'industria, per quanto riguarda gli organismi geneticamente modificati e le importazioni parallele.
swissinfo e agenzie