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Non esiste una ripresa aziendale senza successore. La scelta di quest’ultimo è una fase cruciale nel processo di successione.
Il successore proviene dalla famiglia o bisogna cercare la persona adeguata al di fuori di essa? La stragrande maggioranza degli imprenditori che cedono la loro attività desiderano che siano i propri figli a recuperarla. Chiaramente bisogna che essi siano pronti ad accettare la sfida.
Secondo lo studio "Rentrer au bercail ou voler de ses propres ailes?" (tr. tornare al nido o volare con le proprie ali) realizzato nel 2012 dall'Università di San Gallo e Ernst & Young, la maggior parte degli eredi d'imprenditori in Svizzera non si accalcano per rilevare l'attività dei genitori. Il 79% degli studenti i cui genitori possiedono un'azienda rifiuterebbe di prenderne la successione, e solo il 3% di loro ha davvero intenzione di ereditarla dai genitori subito dopo la propria formazione.
La successione in famiglia non esclude l'emergere di conflitti e non rappresenta per forza la migliore alternativa a livello economico. In effetti, la componente emotiva può interferire su un'analisi obiettiva. In numerosi casi, l'imprenditore che cede la sua attività esige molto di più da un suo discendente che da una terza persona.
Viceversa, egli ignorerà anche più facilmente la mancanza di competenze del successore proveniente dalla famiglia sul piano professionale o sulla gestione dell'azienda, al fine di assicurargli un'attività professionale o di mantenere l'azienda all'interno della famiglia.
Se invece l'impresa sceglie una soluzione extrafamiliare, è possibile scegliere il successore fra chi opera nel management oppure fra i collaboratori. In caso di Management Buy-out (MBO), il successore già conosce l'impresa e saprà gestire le situazioni con maggiore facilità.
Formare adeguatamente il proprio successore
Soprattutto nel caso delle microimprese, è raccomandabile cercare e formare tempestivamente il successore. L'esperienza insegna che è particolarmente difficile cedere una microimpresa ad altre persone perché il suo funzionamento è centrato sul proprietario e di solito è priva di un'organizzazione interna autonoma.
L'acquirente di una microimpresa deve quindi rilevare l'intera rete di contatti, le conoscenze dell'impresa, la contabilità, i calcoli ecc., che a seconda del prezzo d'acquisto potrebbero costituire un rischio. Nel caso delle PMI di dimensioni medio-grandi, invece, la vendita a una persona terza costituisce un'opzione da tenere in considerazione in alternativa alla soluzione familiare.
Tutte le imprese, sia quelle che cercano una soluzione interna che esterna, dovrebbero allestire un profilo delle richieste mediante il quale restringere la cerchia dei candidati appropriati.
Sono disponibili vari portali online per la ricerca esterna di un successore.