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Finora, i ricercatori credevano che il mal di montagna colpisse soprattutto giovani e bambini. Falso, afferma il Centro ospedaliero universitario del canton Vaud (CHUV) sulla base di uno studio condotto a 3'450 metri d'altitudine.
Il mal di montagna (AMS o "Acute mountain sickness") è la conseguenza della rarefazione dell'ossigeno nell'aria ad alta quota. Il mancato adattamento dell'organismo all'altitudine può manifestarsi con mal di testa, nausea, perdita di appetito, sfinimento, vertigini o insonnia. Nei casi più gravi si possono verificare edemi polmonari o cerebrali, coma, decesso.
Durante un'ascensione rapida, il cervello tende a gonfiarsi e a spingere contro la scatola cranica. Siccome il cervello si restringe con l'età, gli studiosi presupponevano che gli adulti tollerassero meglio l'altitudine rispetto ai giovani.
Il team del professor Urs Scherrer del CHUV, che per due giorni e due notti ha fatto soggiornare 48 giovani (tra i 10 e i 17 anni) nella stazione di ricerca della Jungfraujoch (Berna) a 3'450 metri, ha però provato il contrario.
Soltanto 18 ragazzi hanno sofferto di AMS, rileva lo studio pubblicato sulla rivista specializzata Pediatrics. Una proporzione considerevole, ha commentato Scherrer, ma inferiore alle previsioni.
Prima di un'ascesa o di un volo in aereo, consigliano i ricercatori, è quindi meglio evitare di somministrare ai bambini medicamenti di profilassi, i cui effetti secondari possono essere spiacevoli.