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La Svizzera collaborerà maggiormente con gli altri Stati nella lotta contro la tratta di esseri umani e i passatori. Lo ha deciso mercoledì il Consiglio federale.
Il governo firmerà due protocolli aggiuntivi all'Accordo dell'ONU contro la criminalità organizzata transnazionale. Questi testi obbligano in particolare gli Stati contraenti a scambiare informazioni e a rafforzare i controlli alla frontiera.
Il Consiglio federale sottolinea che il traffico di esseri umani e la rete di passatori riguardano anche la Svizzera e che è dunque anche nel suo interesse, collaborare con altri Paesi.
Il protocollo aggiuntivo contro la tratta di esseri umani - segnatamente di donne e bambini per essere sfruttati - intende combattere e punire quest'attività. Lo sfruttamento può essere sessuale o di altra natura.
Misure preventive per lottare contro il fenomeno
Lo scopo dell'altro testo è di combattere il traffico illecito di migranti, nonché la falsificazione di documenti di viaggio o d'identità. I firmatari dei protocolli si impegnano pure ad adottare misure preventive per lottare contro il fenomeno e proteggere le vittime di questi traffici.
La Svizzera dovrà adattare il suo codice penale al protocollo aggiuntivo sulla tratta di esseri umani. In generale, comunque, il diritto svizzero è in gran parte compatible.
Per tradurre nella pratica le raccomandazioni dei due protocolli aggiuntivi, sarà necessario creare un "organismo di coordinamento" all'interno dell'Ufficio federale di polizia.
swissinfo e agenzie