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Il 65enne è incarcerato dopo essere stato arrestato in Lussemburgo. Prometteva guadagni favolosi con titoli post-bellici germanici
È stato arrestato in Lussemburgo ed è incarcerato da alcuni giorni alla Farera il nipote del defunto re etiope Hailé Selassié. Lo ha riferito la Rsi, secondo cui il 65enne dovrà rimanere in carcerazione preventiva almeno per tre mesi in considerazione del pericolo di fuga e di inquinamento delle prove.
La denuncia nei confronti del nipote del re risale al 2017. Fu opera di tre investitori ticinesi che gli avevano affidato circa 10 milioni di franchi per finanziare una trattativa che l’etiope sosteneva di avere con la Germania per l’incasso di vecchi bond emessi dopo la Prima guerra mondiale per rispettare gli impegni assunti con il Trattato di Versailles. Titoli che a dire dell’uomo sarebbero valsi miliardi. Ma l’attesa ha snervato gli investitori, che si erano rivolti al Ministero pubblico.
Emanuele Stauffer, avvocato dell’uomo, si è limitato a sostenere che il suo assistito contesta i fatti.