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Il tema necessita anzitutto di alcuni chiarimenti. Oggi, nel pubblico dibattito in Germania e in Austria, la questione degli effetti civili dell’uscita dalla Chiesa (Kirchenaustritt) è posta in stretto rapporto con quella dei finanziamenti alla Chiesa e, molto concretamente, con il versamento delle tasse alla Chiesa stessa: le tasse ecclesiastiche (Kirchensteuer) in Germania e il contributo alla Chiesa (Kirchenbeitrag) in Austria. In altri termini: senza queste imposte, che le Chiese e le comunità religiose possono percepire dai loro membri, le regolamentazioni civili, che danno a questi ultimi la possibilità di lasciare le loro Chiese o comunità religiose – con le conseguenze che ne derivano – non avrebbero oggi alcun particolare significato. Sono tali leggi civili a rappresentare oggi l’unica possibilità per sottrarsi alle citate imposte. Eppure la regolamentazione legislativa del Kirchenaustritt è in ambedue i paesi più antica delle citate tasse ecclesiastiche. In Germania il Kirchenaustritt si può trovare per la prima volta nell’Editto religioso di Wöllner del 1788. Esso presupponeva la libera scelta della propria confessione religiosa, come anche la possibilità di cambiarla. Tale procedura doveva essere comunicata alle autorità civili. Non si trattava ancora di tutela della libertà religiosa negativa.
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