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Solo la Posta è competente per decidere la trasformazione di un ufficio postale in agenzia. La decisione relativa all’ufficio di Balerna non può quindi essere contestata davanti alla giustizia, afferma il Tribunale amministrativo federale (TAF) in un sentenza resa pubblica oggi. È la Posta che decide se chiudere, trasferire o trasformare un ufficio o un’agenzia, sottolineano i giudici federali. Prima però deve consultare il comune e tentare di raggiungere un accordo. Se non si raggiunge un’intesa, il comune può rivolgersi alla Commissione federale delle poste (PostCom). Nel caso di Balerna quest’ultima aveva concluso che la trasformazione in agenzia è "conforme alle condizioni quadro legali e permetterà anche in futuro l’erogazione di un servizio universale di buona qualità nella regione in questione". La chiusura dell’ufficio postale, comunicata a fine 2016, è ormai definitiva. Il Gigante giallo ha avvisato in gennaio la popolazione con un volantino distribuito a tutti i fuochi che da inizio maggio il servizio cambierà veste e si trasferirà all’interno di una cartoleria diventando una filiale in partenariato. Nell’ottobre del 2016 era stata consegnata una petizione contro la chiusura, munita di 1’781 firme a difesa del servizio. La sentenza del TAF non è definitiva e può ancora essere contestata al Tribunale federale.
Immediata la risposta di Syndicom, secondo cui la sentenza dimostra la necessità di una revisione della legge sulla posta. In una nota odierna, il sindacato invita inoltre i comuni a "rifiutare discussioni con la Posta fino all’adozione della revisione". La modifica della legge e la questione della posizione dei comuni nei negoziati con l’ex regia federale saranno esaminate dal Parlamento, che dovrà esprimersi su diverse mozioni. Syndicom accusa la Posta e il Consiglio federale di non rispettare le promesse fatte lo scorso dicembre: in quell’occasione la consigliera federale Doris Leuthard e la direttrice dell’azienda Susanne Ruoff avevano indicato che non ci sarebbero più state chiusure contro la volontà di un comune fino alla revisione della legge. In realtà, scrive Syndicom, "fanno esattamente il contrario. Non passa giorno senza l’annuncio di chiusura di un ufficio postale. Questo compromette il servizio postale universale ed è preoccupante sul piano della politica istituzionale".