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L’ipertensione
Il rischio di soffrire d’ipertensione aumenta del 50% per le persone che consumano quotidianamente tra 30 e 40 grammi di alcol puro (3 BS); tale rischio raddoppia in caso di un consumo quotidiano di 60-70 grammi (da 5 a 6 BS)
Viceversa, al momento attuale non è ancora possibile affermare con certezza se il consumo quotidiano di meno di 10 grammi di alcol puro abbia effetti positivi sulla pressione sanguigna.
Le malattie del miocardio (Cardiopatie)
Per cardiopatie si intende tutta una serie di malattie del miocardio. Analogamente al consumo di droghe, l’uso di alcol può indebolire il miocardio. Generalmente, i danni al miocardio dovuti al consumo di alcol si presentano soltanto in caso di consumo cronico elevato.
I disturbi del ritmo cardiaco
In caso di intossicazione cronica di alcol o di consumo prolungato di alcol, si possono osservare determinati disturbi del ritmo cardiaco, soprattutto un battito accelerato (tachicardia) e una fibrillazione o una vibrazione atriale. Rispetto alle persone che bevono con moderazione (circa 10 grammi di alcol puro al giorno), nelle persone che consumano alcol in grandi quantità (oltre 60 grammi al giorno, pari a 5 BS) questi disturbi insorgono con una frequenza quasi doppia. Si presume quindi che l’elevato tasso di decessi improvvisi riscontrati tra gli alcolisti possa essere dovuto in parte a tali disturbi del ritmo cardiaco.
Gli ictus cerebrali
Gli ictus cerebrali sono una delle cause principali di decesso e d’invalidità in Svizzera. Essi possono essere provocati da un’interruzione dell’afflusso sanguigno al cervello (ictus ischemico) o da emorragie dovute a un assottigliamento delle pareti dei vasi sanguigni (ictus emorragico).
L’incidenza del consumo di alcol sugli ictus non è ancora stata chiarita in maniera definitiva. E’ tuttavia certo che il rapporto di causa ed effetto è diverso nei due tipi di ictus. Attualmente la teoria seguente è quella che incontra i favori maggiori:
- il rischio di essere vittime di un ictus emorragico è proporzionale al consumo di alcol;
- il rischio di subire un ictus ischemico diminuisce con un consumo moderato di alcol (al massimo un BS al giorno), ma aumenta in caso di consumo più elevato.
Le malattie coronariche: l’alcol fa bene al cuore?
È ormai risaputo che un consumo moderato di alcol previene le malattie coronariche. Ciò è dimostrato da molti studi condotti negli ultimi vent’anni sul rapporto tra consumo di alcol e malattie coronariche. Tali studi, tuttavia, hanno anche dimostrato che, consumando grandi quantità di alcol, l’effetto preventivo viene a cadere e l’alcol diventa dannoso.
Basta consumare un solo bicchiere di vino o di birra ogni due giorni per prevenire le malattie cardiache. Si sconsiglia comunque di iniziare a bere per questo motivo. L’attività fisica, un’alimentazione sana e l’astenersi dal fumo proteggono di più dagli infarti. L’alcol riduce i rischi di malattie coronariche soprattutto nelle persone al di sopra dei 45 anni; è raro che un giovane muoia a causa di malattie coronariche.
Alcuni studi sostengono che sarebbe soprattutto il vino a proteggere dalle malattie coronariche. Tuttavia, studi analoghi condotti in diversi paesi hanno dimostrato che lo stesso effetto preventivo può essere raggiunto consumando bevande alcoliche tradizionali differenti. Di conseguenza, l’effetto particolarmente preventivo che avrebbe il vino non è stato suffragato da prove sufficienti.
L’effetto positivo dell’alcol favorisce la produzione di colesterolo HDL (il cosiddetto “colesterolo buono”). L’HDL permette un’eliminazione veloce dei grassi nel sangue, prevenendo così la formazione di depositi di grasso sulle pareti dei vasi sanguigni. Inoltre si pensa che l’alcol riduca la formazione di piastrine, che sta alla base delle trombosi coronariche e dei conseguenti infarti.