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<h2>SubmittedText<h2><p>Per uno Stato piccolo come la Svizzera non esiste alcuna alternativa realistica alla neutralità. La neutralità è il più grande valore aggiunto che un piccolo Stato senza ambizioni di potere possa fornire e si fonda su un fattore determinante: la credibilità. Questa credibilità deve essere rinsaldata in tempo di pace e non durante le guerre. Soltanto chi in tempo di pace dimostra di non voler prendere posizione per nessuna delle parti belligeranti in caso di guerra potrà tenersi fuori dalle ostilità quando scoppia un conflitto. A maggior ragione, potrà svolgere un ruolo nell'ambito della diplomazia di pace e dell'aiuto umanitario in quanto Stato riconosciuto come neutrale da tutte le parti. </p><p>La Costituzione federale conferisce al Consiglio federale e all'Assemblea federale il mandato di tutelare la neutralità della Svizzera (art. 173 e 185 Cost.). Da secoli la neutralità rappresenta per la Svizzera la strategia più efficace nel campo della politica estera e di sicurezza. </p><p>Nel 2014 la Svizzera ha presieduto l'OSCE per un anno e l'attenuazione del conflitto tra Russia e Ucraina è stata al centro degli sforzi diplomatici. Lo stesso Didier Burkhalter, allora presidente dell'OSCE, ha definito la neutralità un presupposto decisivo per il buon esito della diplomazia di pace. L'epoca degli esperimenti con la cosiddetta neutralità attiva rivendicata dall'ex ministra degli esteri, la consigliera federale Micheline Calmy-Rey, sembrava essere finita, ma ora la Svizzera si lascia sempre più coinvolgere nelle sanzioni imposte dall'Unione europea e i negoziati con la Russia per un accordo di libero scambio sono stati bloccati. Si continua anche a mirare a un seggio nel Consiglio di sicurezza dell'ONU e, inoltre, un eventuale impiego di personale di sicurezza svizzero per le operazioni Frontex alle frontiere esterne dell'UE è poco compatibile con il principio della neutralità svizzera. </p><p>1. Vista la complessa situazione geopolitica, il Consiglio federale ritiene che sia necessario rendere più credibile la neutralità della Svizzera? </p><p>2. Quali misure adotta a tal fine? </p><p>3. Nel prossimo futuro verranno ripresi i negoziati con la Russia per la conclusione di un accordo di libero scambio? </p><p>4. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui l'introduzione del principio della neutralità armata perpetua nella Costituzione federale (ampliamento art. 54 Cost.) consentirebbe di consolidare in modo duraturo e credibile la politica di sicurezza e la politica estera della Svizzera come pure la diplomazia di pace?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore dell'interpellanza secondo cui la neutralità permanente quale principio fondamentale della politica estera e di sicurezza della Svizzera si è dimostrata valida e lo ribadisce costantemente nella prassi e in vari documenti fondanti della politica estera e di sicurezza (rapporto sulla politica estera, rapporto sulla politica di sicurezza). Nel suo rapporto sulla neutralità del 29 novembre 1993 (<a href="https://www.eda.admin.ch/dam/dea/it/documents/berichte_botschaften/bericht-neutralitaet-1993_it.pdf">https://www.eda.admin.ch/dam/dea/it/documents/berichte_botschaften/bericht-neutralitaet-1993_it.pdf</a>) il Consiglio federale ha peraltro descritto in maniera esaustiva le basi concettuali della neutralità, che sono tuttora valide e alle quali il Consiglio federale si ispira per definire la sua politica in materia.</p><p>Alla luce della menzionata situazione geopolitica complessa in varie regioni del mondo, il Consiglio federale verifica costantemente la politica estera e di sicurezza svizzera e applica la neutralità di conseguenza. A livello internazionale la Svizzera viene così percepita come uno Stato neutrale credibile e, in quanto tale, viene regolarmente consultata. A titolo di esempio si possono citare l'impegno della presidenza OSCE della Svizzera nel quadro della crisi ucraina, la politica distinta della Svizzera riguardo alla ripresa/non ripresa delle sanzioni dell'Unione europea nonché il dialogo sulla neutralità con la Mongolia organizzato dalla Svizzera nel novembre 2015. Il Consiglio federale non ritiene quindi necessario ridefinire la neutralità svizzera o adottare misure per rafforzarne la credibilità. Per ulteriori riferimenti sulla compatibilità della politica estera e di sicurezza svizzera con la neutralità si vedano le risposte del Consiglio federale alle interpellanze 14.3676, 14.4054, 15.3560 e 15.4155. </p><p>3. In merito alla domanda sulla ripresa dei negoziati per la conclusione di un accordo di libero scambio con l'Unione doganale Russia, Bielorussia, Kazakstan, il Consiglio federale ha precisato in risposta alla mozione 15.3626 che la mancanza di una soluzione stabile e pacifica della crisi ucraina non ha finora consentito all'AELS di riprendere questi negoziati.</p><p>4. La neutralità è ancorata nel titolo quinto della Costituzione federale e rientra nelle competenze delle autorità federali. Ai sensi degli articoli 173 e 185 della Costituzione l'Assemblea federale e il Consiglio federale adottano i provvedimenti a tutela della sicurezza esterna, dell'indipendenza e della neutralità della Svizzera. La stessa formulazione si trova nelle Costituzioni federali del 1848 e 1874. La neutralità è dunque un importante strumento per mantenere la sovranità del Paese. Gli autori delle Costituzioni del 1848, 1874 e 1999 hanno tuttavia evitato scientemente di menzionare la neutralità tra gli scopi della Confederazione o i principi della politica estera. La neutralità è quindi uno strumento di politica estera e di sicurezza che può essere impiegato in funzione delle sfide internazionali del momento. Le normative vigenti hanno finora fornito risultati positivi e il Consiglio federale non ritiene quindi opportuno ancorare ulteriormente il contenuto essenziale della neutralità nell'articolo 54 della Costituzione, né per il consolidamento della politica estera e di sicurezza della Svizzera né per la diplomazia di pace.</p>  Risposta del Consiglio federale.