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“È ora che l’Occidente riconosca una scomoda verità. La Russia moderna, sebbene non aderisca apertamente all’ideologia comunista, è parte integrante di un rigenerato blocco antioccidentale guidato dalla Cina”
Dopo la visita del nuovo leader cubano Miguel Diaz-Canel in Russia, si può affermare che le relazioni tra Mosca e L’Avana sono tornate ad un livello di cooperazione che non si vedeva dai tempi dell’Unione Sovietica, scrive l’editorialista del giornale newyorkese “Epoch Times” Trevor Loudon.
Considerando che il presidente cubano non ha perso tempo per rafforzare i legami con i regimi comunisti della regione asiatica, si può parlare di un nuovo blocco anti-occidentale, ritiene l’autore dell’articolo.
Al termine del tour internazionale del nuovo leader di Cuba Miguel Diaz-Canel, iniziato con una visita in Russia, si può affermare che i rapporti tra Mosca e L’Avana “sono tornati ad un livello di cooperazione che non si vedeva dai tempi dell’Unione Sovietica”, scrive su “Epoch Times” Trevor Loudon, analista dei movimenti di sinistra radicale.
Secondo il giornale del partito comunista People’s World pubblicato negli Stati Uniti, “la cooperazione russo-cubana ha iniziato a prosperare dopo che a Cuba è stato annullato il suo debito contratto con l’Unione Sovietica a margine della visita di Vladimir Putin nell’isola caraibica nel 2014”. Secondo la stessa pubblicazione, la commissione interdipartimentale russo-cubana ha preparato, in seguito ai risultati dell’ultimo incontro a Mosca, 8 accordi nel campo commerciale e degli investimenti, che saranno in vigore fino al 2030.
In particolare nel settore delle infrastrutture a Cuba si propongono la cooperazione col sistema di navigazione satellitare Glonass, finanziamenti russi per la modernizzazione di tre centrali elettriche e l’assistenza per la modernizzazione e lo sviluppo dell’industria siderurgica a Cuba. Inoltre Mosca aiuterà l’Avana a costruire le ferrovie, fornirà lampioni a basso consumo elettrico, contribuirà alla ripresa dell’industria agrumicola, nonché lo sviluppo dei giacimenti petroliferi sull’isola.
Dopo aver firmato gli accordi il presidente russo Vladimir Putin ha riferito ai giornalisti che durante i colloqui sulle questioni internazionali e regionali sono emerse convergenze su diversi argomenti chiave.
“È ora che l’Occidente riconosca una scomoda verità. La Russia moderna, sebbene non aderisca apertamente all’ideologia comunista, è parte integrante di un rigenerato blocco antioccidentale guidato dalla Cina”, conclude l’autore dell’articolo.
Oltre alla Russia il leader cubano si è recato in Corea del Nord, Cina, Vietnam e Laos, ovvero tutti Stati comunisti ad eccezione del Nepal, sottolinea l’esperto. Con tutti questi Paesi il leader cubano si è affrettato a stipulare accordi tesi ad ampliare la cooperazione in vari settori.
Per quanto riguarda la Cina, Diaz-Canel e Xi Jinping hanno concordato di includere Cuba nel progetto di Pechino della “Nuova Via della Seta”. Inoltre la Cina si è impegnata ad aprire una linea di credito di 124 milioni $ per le esigenze dell’industria turistica cubana, 40 milioni $ per lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile ed altri 129 milioni $ per progetti nel campo della sicurezza informatica.
“E’ ovvio che oggi i paesi comunisti stanno organizzando ed implementando una strategia su larga scala. E’ imperativo che gli americani siano consapevoli delle possibili conseguenze di questo blocco dal punto di vista della sicurezza nazionale”, avverte Loudon.