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Berna – Nel discutere l’estensione di alcune disposizioni della legge Covid-19, la Commissione della sanità del Consiglio nazionale (Csss-N) ha proposto che la Confederazione assuma nuovamente i costi dei test Covid. Si tratta di una vecchia richiesta: la Confederazione dovrebbe sostenere i costi se le persone non vaccinate si fanno testare per ottenere un certificato Covid. La decisione è stata presa con 15 voti a favore e 9 contrari e un’astensione, hanno reso noto i Servizi del Parlamento.
Il Consiglio federale aveva abolito i test gratuiti il 1° ottobre. Già a settembre, la Csss-N aveva fatto appello al governo affinché si astenesse dal compiere questo passo.
In un’altra decisione, la Commissione vuole che i cantoni rilascino un certificato alle persone che risultano negative nei test regolari effettuati in aziende, scuole o istituti di cura. Alcuni cantoni hanno finora rifiutato di farlo, evocando problemi di attuazione.
La Csss-N ha poi fatto un passo avanti per la riforma dell’AVS, giunta a livello di divergenze, proponendo un compromesso sulle misure di compensazione per le donne, che stando al progetto dovranno andare in pensione a 65 anni come gli uomini, con 21 voti a 4.
La maggioranza della commissione segue il Consiglio degli Stati nel proporre che il supplemento sia pagato alle prime nove coorti. Tuttavia, ha rivisto il livello di compensazione. Dovrebbe essere fissato tra i 140 e i 40 franchi al mese. Una minoranza del PLR vorrebbe invece versare tale compensazione alle prime sette coorti.
In giugno, il plenum aveva fissato una compensazione tra 50 e 150 franchi, ma per le prime sei coorti. In settembre, i senatori hanno aumentato il supplemento tra 100 e 240 franchi.
La CSSS-N si adegua anche al modello di un supplemento graduato basato su criteri sociali proposto dai senatori. Tuttavia, i supplementi verrebbero pagati solo alle donne che hanno lavorato fino all’età di riferimento. Le donne con redditi modesti o medi sarebbero favorite. Potrebbero ritirare la loro pensione fino a tre anni prima dell’età di riferimento a condizioni favorevoli. Le donne ad alto reddito, invece, non dovrebbero beneficiarne. La possibilità di prepensionamento non dovrebbe essere resa inutilmente attraente in questo caso, secondo la CSSS-N.