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NEW YORK - Apu dei Simpsons lo conosciamo tutti: famiglia numerosa, accento pesante e indefesso lavoratore. Sono passati gli anni, è cambiata la società, e all'improvviso inizia un po' a sembrare una macchietta offensiva.
Soprattutto per chi, come decine di migliaia di persone negli States, è di origini indiane o pakistane e - almeno una volta nella vita - si è sentito paragonato a lui e/o scimmiottato proprio con il suo accento.
A raccontare una di queste storie, e il problema della rappresentazione di indiani e pakistani nella cultura popolare americana, ci ha pensato un documentato "The problem with Apu" ("Il problema con Apu") del comico e regista americano Hari Kondabolu.
A controbattere alle accuse alzate dal suddetto mini-film, che nel frattempo era diventato virale sul web, era stata la stessa Lisa Simpson durante una puntata del famoso telefilm in un modo che ha convinto veramente in pochi. Il succo del discorso: «Ok, le cose sono cambiate ma non è detto che la cosa debba per forza essere offensiva».
«Non è come mi sento io, non è certo il messaggio che vorrei far passare», ha commentato l'attore Hank Azaria (tra l'altro caucasico) che da anni presta la voce ad Apu, «pensare che qualcuno possa essere stato bullizzato o ferito per colpa di Apu è francamente sconcertante».
Azaria, ospite di Stephen Colbert nel suo Late Show, si è così offerto di lasciare il ruolo a «qualcuno di più adeguato».