Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/192266

<h2>SubmittedText<h2><p>Negli anni scorsi il ritmo del lavoro parlamentare ha subito un'accelerazione, i dossier sono diventati più complessi e la portata degli affari si è ampliata. I parlamentari, che devono occuparsi di un numero sempre maggiore di oggetti in tempi sempre più stretti, hanno difficoltà a conciliare lo statuto di milizia con le numerose sedute a cui sono tenuti a partecipare. Anche i Servizi del Parlamento risentono del notevole carico di lavoro e della scarsa flessibilità dell'agenda dei parlamentari, circostanza evidente quando occorre organizzare sedute supplementari. </p><p>Negli ultimi anni la composizione del Parlamento è radicalmente cambiata: vi sono donne e uomini che si occupano dell'educazione dei figli e datori di lavoro per i quali l'assenza di un collaboratore per praticamente tre settimane rappresenta un problema. Anche per i lavoratori indipendenti non è semplice organizzarsi durante le sessioni parlamentari, per non parlare dei giovani genitori con figli ancora piccoli. Spesso i parlamentari lavorano in parallelo, fattore che non si ripercuote sempre positivamente sulla qualità del lavoro.</p><p>Pure l'organizzazione dei singoli parlamentari differisce notevolmente: alcuni dispongono di collaboratori personali mentre altri no, alcuni hanno un sostegno professionale e altri ne sono privi, ognuno ha un'infrastruttura diversa.</p><p>È giunto il momento di pensare seriamente se non sia opportuno che il Parlamento adotti una modalità di lavoro più consona alle mutate circostanze. Soprattutto pensando che lavoriamo in un sistema di milizia e che da un recente studio (<a href="https://www.parlament.ch/centers/documents/de/studie-einkommen-arbeitsaufwand-parlamentarier-2017-d.pdf">https://www.parlament.ch/centers/documents/de/studie-einkommen-arbeitsaufwand-parlamentarier-2017-d.pdf</a>) emerge che il tempo dedicato dai parlamentari al lavoro politico è assai elevato: 70 per cento in media nel Consiglio nazionale e 77 per cento nel Consiglio degli Stati.</p><p>Il Parlamento si è già occupato più volte della questione. Ciononostante chiedo all'Ufficio di illustrare in un rapporto le varianti al sistema attuale che ritiene possibili e opportune. Potrebbe prendere spunto dalle modalità di lavoro dei Parlamenti cantonali o da quelle di Paesi con un sistema paragonabile. Il rapporto dovrebbe vertere sulla possibilità di conciliare il lavoro politico con le altre occupazioni dei parlamentari (professione, cura dei figli, formazione, cariche accessorie ecc.), affinché il lavoro di milizia possa davvero essere vissuto come tale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come menzionato dall'autrice del postulato, negli anni scorsi sono stati presentati vari interventi riguardanti la questione della conciliabilità della famiglia e della professione con il mandato parlamentare o l'organizzazione dell'attività parlamentare:</p><p>- Iniziativa parlamentare Aebischer Matthias 15.445, "Collaboratori personali per i parlamentari";</p><p>- Iniziativa parlamentare Bernasconi 14.463, "Conciliare l'attività di genitore e di deputato al Consiglio nazionale";</p><p>- Iniziativa parlamentare Feri Yvonne 13.410, "Valutare la conciliabilità del ritmo delle sessioni parlamentari con gli impegni legati alla professione, alla famiglia e all'attività politica";</p><p>- Postulato Feri Yvonne 13.3691, "Studio sulla composizione socio-professionale dell'Assemblea federale e sulle esigenze dei suoi membri";</p><p>- Iniziativa parlamentare Galladé 11.453, "Sedute parlamentari e conciliabilità con la professione, la famiglia, la formazione o il perfezionamento professionali";</p><p>- Postulato Teuscher 06.3844, "Conciliare sessione e famiglia";</p><p>- Iniziativa parlamentare Dupraz 04.483, "Sessioni mensili per migliorare l'efficienza del Parlamento";</p><p>- Postulato Zisyadis 01.3232, "Modification du nombre de sessions des Conseils" (Modifica del numero di sessioni delle Camere; trad.).</p><p>Benché gli interventi menzionati non abbiano ottenuto il sostegno della maggioranza, il fatto che essi siano stati presentati in modo ricorrente mostra quanto siano d'attualità, e in futuro diventeranno ancora più importanti, il tema della conciliabilità dell'attività parlamentare con la famiglia, la professione, la formazione eccetera e, in senso lato, anche le possibilità e i limiti del lavoro secondo il sistema di milizia.</p><p>L'Ufficio ritiene perciò opportuno riflettere su questa problematica per verificare se sia auspicabile e necessario adeguare l'esercizio parlamentare alle condizioni di vita odierne dei deputati. Un'analisi fondata richiede tuttavia basi decisionali serie. L'Ufficio sostiene perciò le finalità del postulato e propone che siano esaminate in un rapporto le questioni inerenti al tema della conciliabilità tra mandato parlamentare e professione, famiglia eccetera e siano elaborati approcci per possibili miglioramenti o adeguamenti. Sulla base di tale rapporto sarà successivamente possibile discutere delle questioni fondamentali relative alla conciliabilità e - qualora la Camera lo reputi necessario e opportuno - procedere ai pertinenti correttivi o adeguamenti del sistema attuale.</p>  L’Ufficio propone di accogliere il postulato.