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Sovente sono i parenti che si accorgono che la schiena del figlio o della figlia sta curvandosi. La deviazione rimane spesso per molto tempo ignorata e la scoperta viene fatta per caso. Ci si accorgono, per esempio, al mare
quando i ragazzi si chinano in avanti, oppure in occasione della prova di un abito quando le spalle ed i fianchi non sono simmetrici. I1 danno non è soltanto di natura estetica; alla deviazione della colonna s'accompagna una deviazione del torace e
dell'addome e conseguentemente un danno degli organi ivi contenuti, i polmoni, il cuore e perfino i reni. Una deviazione laterale della colonna vertebrale a forma di «C» o di «S», si chiama scoliosi. Quasi sempre non è una semplice
deviazione sul piano sagittale, ma tridimensionale comprendente una rotazione e torsione assiale. Per rotazione si intende la deviazione della singola vertebra sul piano trasversale e per torsione lo spostamento relativo della singola vertebra rispetto alle
altre. La terza dimensione forma il gibbo. Ci sono autori che attribuiscono alla scoliosi perfino una quarta dimensione: il tempo, vale a dire il periodo dello sviluppo e del suo evolversi.
Se i segni iniziali di una
scoliosi vengono scoperti prima della pubertà, le previsioni per una correzione sono le migliori. Infatti, le scoliosi iniziano a formarsi tra gli 8 e 10 anni, per arrestarsi un anno e poi, prima della pubertà, a svilupparsi violentemente fino
alla completa deformazione. Ma anche se curate più tardi, durante la crescita scheletrica, i risultati terapeutici in tanti casi sono buoni. La crescita scheletrica cessa tra i 16 e 18 anni e perciò è importante che gli interventi terapeutici
vengano iniziati il più presto possibile ed i bambini tenuti sotto controllo durante tutta l'adolescenza.
La scoliosi è una deformazione che affligge il 7% degli scolari, il 3% dei maschi e il 4% delle femmine.
Per un decimo di essi rimane così lieve, che quasi non ci si accorge. La grande maggioranza però, sviluppa scoliosi importanti, con un'angolazione tra i 16 e 25 gradi (secondo il sistema di misurazione Cobb). Questo gruppo ci interessa particolarmente,
perché i 4/5 di esso è correggibile parzialmente o addiritura totalmente, grazie a nuovi mezzi terapeutici incruenti e conservativi.
L'origine delle scoliosi è rimasta per molto tempo sconosciuta. Per
questa ragione si attribuiva a molte scoliosi nei testi di medicina e purtroppo ancora oggi, la denominazione «scoliosi idiopatica» (deformazione di origine sconosciuta). Questo attributo diagnostico ha incorraggiato tanti studiosi a ricercare
le origini di queste deformazioni per poi sviluppare trattamenti efficaci. Purtroppo i risultati delle ricerche e dei trattamenti applicati fin'ora sono rimasti scarsi.
Le scoliosi possono venir divise sommariamente in due
categorie: in scoliosi strutturali e scoliosi funzionali.
LE SCOLIOSI STRUTTURALI
Le scoliosi strutturali si sviluppano
in seguito a deformazione ossee, cioè quando una o più vertebre non crescono normalmente. Una vertebra per esempio, invece di crescere cilindricamente, può formarsi in modo cuneiforme e così provocare una scoliosi.
Altre cause delle scoliosi strutturali sono: le malformazioni delle articolazioni vertebrali, causate da rachitismo o da paresi dovute a malattie del sistema nervoso. I1 fattore più importante però è la predisposizione genetica.
Esistono purtroppo delle scoliosi, dove veramente non si trovano cause apparenti e che si spiegano solo con la programmazione genetica asimmetrica. Queste sono le scoliosi idiopatiche vere. Correzioni incruenti in questi tipi di scoliosi, fortunatamente non
molto numerose, non sono possibili. Interventi chirurgici cercano di correggere queste scoliosi contro la volontà della statica programmata storta, cioè della postura dell'individuo, così che solo sbarre metalliche e graffie ossee riescono
a mantenere un raddrizzamento permanente. Va persa naturalmente ogni mobilità con conseguenti sofferenze muscolari e ligamentose.
LE SCOLIOSI FUNZIONALI
Le scoliosi
funzionali non contengono elementi morfologici anomali da parte della colonna vertebrale, ma si formano in seguito a condizioni e malfunzioni statiche e dinamiche di portamento e di movimento del corpo umano. Si tratta di conseguenze e difetti di programmazione
neuromuscolare che si verificano nell'età in cui il bambino impara a camminare. L'orgoglio dei genitori o quello del bambino stesso, abbreviano o impediscono lo stadio del trascinarsi a quattro zampe, stadio importante del «cross crawl»
per lo sviluppo della lateralizzazione cerebrale. In questo periodo di sviluppo viene imparata la coordinazione delle due parti (destra e sinistra) del cervello e la sua interazione col tronco e le membra. I nervi motorici, che conducono impulsi alla muscolatura
vertebrale, vengono esercitati con questi movimenti e imparano così a mantenere l'equilibrio. I muscoli intrinsici vertebrali e sacrospinali sopportono la colonna vertebrale come i fili di una barca a vela tendono l'albero. Se il periodo del procedere
a quattro zampe come i gatti non viene vissuto sufficientemente a lungo, un lato della muscolatura paravertebrale rimane debole e la colonna si curva in scoliosi. Analogamente uno staglio sulla barca a vela si affatica e l'albero si piega sul lato opposto
del suo allungamento. Si deve menzionare però, che i muscoli tesi sono maggiormente situati nella concavità della curva ma possono anche, in certi casi, manifestarsi nella convessità.
Il concetto dell'origine
neuromuscolare di certe scoliosi è rivoluzionario: non solo spiega l'origine di tante deviazioni scoliotiche di lieve entità, ma dà anche l'indirizzo per metodi curativi nuovi.
LE CURE
TRADIZIONALI
Senza voler trattare in dettaglio questo argomento, è giusto menzionare gli apparecchi e le cure ai quali tanti bambini afflitti da scoliosi vengono sottoposti dai medici. L'apparecchio più conosciuto
è il corsetto Milwaukee, con il quale si cerca di raddrizzare la colonna vertebrale. Il povero bambino deve portare un'armatura di stecche che appoggia sul bacino, che sostiene il cranio e che preme sulla convessità della curva dorsale. Viene
applicato il principio dell'immobilizzazione, come il gesso alla gamba rotta, ignorando il compito fondamentale della colonna vertebrale come organo di movimento, quello di muoversi. I danni del corsetto di Milwaukee sono: atrofia delle fascie muscolari posturali,
irrigidimento della colonna vertebrale, indebolimento cardiovascolare, problemi di natura psicologica. Si è cercato di correggere questi inconvenienti facendo fare ai ragazzi la ginnastica giornaliera e dando loro cure psicoterapiche, senza considerare
le contraddizioni inerenti queste disposizioni. Statisticamente l'immbolizzazione si è verificata insufficiente, sia con i corsetti Milwaukee o corsetti di gesso, con o senza ginnastica.
Sarebbe logico pensare: se
l'immobilità non aiuta, la ginnastica intensa potrebbe giovare. Esiste un solo istituto, quello delle signore Lehnert-Schroth in Germania, dove correzioni di scoliosi con ginnastica intensa e specifica possono essere raggiunte. Questa ginnastica consiste
in esercizi che vengono praticati per diversi mesi sotto sorveglianza, in clinica, e perciò rimane riservata a pazienti selezionati.
La ginnastica correttiva scolastica, un nome sbagliato per un sistema preventivo
dei paramorfismi, non può dare risultati per quanto concerne la correzione delle scoliosi. Già nell'anno 1920, nello stato di New York, vennero fatte delle prove su centomila allievi con ginnastica «correttiva». Dieci anni dopo fu
abolita, siccome non aveva dato i risultati inizialmente sperati.
Recentemente sono state pubblicate delle ricerche con terapie elettriche con piastre superficiali, che stimolano della muscolatura paravertebrale selettivamente
gli intertransversii ed i rotatores. I risultati appaiono per la scoliosi sotto i 25 gradi convincenti ed incorraggianti. Se si guardano però le procedure con particolare attenzione si nota, che sono state necessarie cure intense per 3 e più
anni con trattamenti fino a 200 sedute.
LA CORREZIONE CHIROPRATICA DELLE SCOLIOSI
La chiropratica, con la sua esperienza tradizionale
nella cura della colonna vertebrale, era predestinata a trovare una soluzione efficace per correggere le scoliosi. Senza conoscere a suo tempo esattamente il meccanismo della programmazione cerebrale del portamento eretto del corpo umano, il chiropratico ginevrino,
Dr. Fred Illi, aveva trovato e sviluppato negli anni quaranta delle apparecchiature per correggere le scoliosi funzionali. La sua invenzione, il tappeto correttivo (tapis roulant), funziona col principio del feedback neuro-muscolare con la trazione-deambulazione,
che regola l'omeostasi della statica e dell'equilibrio, cioè del portamento eretto dell'uomo.
I1 tappeto correttivo consiste in un nastro che viene girato motoricamente su due cilindri dove il paziente cammina sopra.
La velocità del procedere è regolabile individualmente secondo le esigenze. I1 tappeto consente un'andatura con cifosizazzione terapeutica della colonna lombare, tramite l'inclinazione della sua superficie. Questo portamento permette una separazione
delle articolazioni apofisarie, quindi una più facile derotazione delle curvature scoliotiche.
Per camminare semplicemente in salita, non serve un'apparecchio speciale... e qui si nota la differenza: attorno al tappeto
correttivo è costruita una gabbia, che permette una trazione verticale del tronco e della testa del paziente, con corsetti e fili. Contrappesi tirano la colonna vertebrale costantemente in posizione eretta e la raddrizzano. L'elasticità del nastro
le dà una spinta verticale ad ogni passo. Quando il paziente camminando si alza e si abbassa un pò, i pesi vengono sollevati tramite corde e caruncole. La forza gravitazionale li fa cadere provocando una trazione supplementare di scatto, che
raddrizza ritmicamente la colonna vertebrale scoliotica. I1 paziente non solo è costretto a camminare in una posizione eretta, ma i muscoli ed i ligamenti subiscono strappi ed allunghi di «stretch». In recenti pubblicazioni scientifiche
gli «stretch» vengono descritti come «rinforzanti dei muscoli atrofici e rilassanti dei muscoli ipertesi». Con più forza e velocità vengono effettuati e più sono efficaci.
La colonna vertebrale scoliotica contiene muscoli atrofici da un lato e muscoli ipertrofici dall'altro che la deformano. Gli organi propriocettivi che misurano la tensione nei muscoli, i cosiddetti «muscle spindles»
neuro-muscolari e quelli nei tendini, gli organi di «Golgi», conducono, tramite i tratti nervosi spino-cerebellari, gli impulsi delle strutture di portamento, al cervello. Quest'ultimo integra le informazioni raccolte e riconduce nuovi impulsi
nervosi, tramite i tratti cerebro-spinali, ai muscoli di portamento. Con il camminare in una posizione eretta, i centri di movimento situati maggiormente nel cervelletto, imparano come innervare meglio la fascia muscolare spinale. Quando la sessione del trattamento
col tappeto correttivo è finita, la posizione corretta della colonna vertebrale continua ad essere mantenuta da impulsi continui corretti dai centri nervosi motorici cerebrali. Si verifica un raddrizzamento del rachide tramite un'autogestione nervosa.
Col tempo e l'esercizio, i centri motorici cerebrali subiscono una riprogrammazione.
Le statistiche confermano le basi teoriche. I pazienti trattati col tappeto correttivo hanno miglioramenti in scoliosi funzionali nell'84No
dei casi. Questi risultati sono possibili dopo soli 10 trattamenti di 20 minuti ciascuno! Sono successi fantastici se paragonati ai risultati con trattamenti elettrici o con quelli ottenuti tradizionalmente con i corsetti, che nei risultati riescono solo a
non peggiorare la situazione.
I nostri risultati chiropratici non sono però validi grazie al solo camminare sul tappeto correttivo. Prima di ogni trattamento viene effettuata una correzione manipolativa secondo la
tecnica del chiropratico americano Dr. Barge. Egli ha sviluppato la tecnica del come e dove liberare le articolazioni apofisarie prima della camminata correttiva. Vengono inoltre usate le stimolazioni neuro-muscolari manuali, secondo i principi di trattamento
della «kinesiologia applicata», sistema di cura ultramoderno americano.
Ci vuole però sempre l'esperto chiropratico per la procedura diagnostica esatta delle scoliosi ed anche per i controlli periodici,
che comprendono l'esame statico tramite la teleradiografia della colonna vertebrale intera. I1 miglior trattamento per le scoliosi consiste in manipolazioni vertebrali chiropratiche ed il raddrizzamento neuro-muscolare del rachide con la trazione-deambulazione
sul tappeto correttivo.
LA CHIROPRATICA
La chiropratica si occupa della prevenzione, dell'esame e dell-a diagnosi delle malattie, specialmente dei disturbi funzionali
e di portamento della colonna vertebrale, del bacino e di tutte le articolazioni del corpo umano.
La chiropratica cura le condizioni della sua competenza principalmente col trattamento manipolativo chiropratico, con fisioterapie
e con tante altre misure incruenti naturali.
info: <email-pii>
Tel: 091 970 32 32