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Lo dice l'Indice di sviluppo umano elaborato dall'Onu, che rileva un peggioramento generale
NEW YORK - L'anno scorso le condizioni di vita delle persone sono peggiorate in nove Paesi su dieci, secondo l'"Indice di sviluppo umano" elaborato dell'agenzia dalle Nazioni Unite UNDP.
Per il secondo anno consecutivo, il punteggio dell'indice globale è diminuito, ha lamentato il Programma dell'ONU per lo Sviluppo (UNDP) pubblicando ieri il rapporto. «Possiamo continuare a riscrivere sempre la situazione nelle nostre statistiche. Ma la questione difficile che dobbiamo affrontare è: per quale motivo non stiamo agendo?», ha osservato il responsabile del UNDP Achim Steiner.
L'attuale declino significa che «moriamo prima, che siamo meno istruiti, che i nostri redditi stanno diminuendo», ha poi aggiunto Steiner all'agenzia di stampa AFP, spiegando che questo porta a un sentimento diffuso di «disperazione, frustrazione, e paura del futuro».
Svizzera in testa
Secondo la nuova classifica, la Svizzera è il Paese più sviluppato al mondo con un punteggio di 0,962. Quasi pari risultano Norvegia e Islanda. La Germania si attesta a 0,942, posizionandosi al nono posto e perdendo così cinque posizioni rispetto al 2015. Nella prima edizione del 1990, gli Stati Uniti erano ancora in testa, ma ora sono solo al 21° posto.
Niger, Ciad e Sud Sudan sono in fondo ai 191 Paesi esaminati.
L'indice, pubblicato dal 1990, è calcolato sulla base di criteri quali l'aspettativa di vita, il reddito pro capite e la durata della scolarizzazione.
Secondo il programma, è la prima volta in 32 anni che si registra un peggioramento a livello mondiale per il secondo anno consecutivo. Secondo Steiner, un calo così generalizzato come quello del 2021 non si era mai verificato prima: anche all'apice della crisi finanziaria, circa dieci anni fa, l'indice era diminuito solo in circa un Paese su dieci.