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BERNA - La scelta di sospendere il progetto Difesa terra-aria 2020 (DTA, più noto con la sigla tedesca BODLUV) , fatta dal capo del Dipartimento della difesa (DDPS), è «comprensibile e plausibile» e non è quindi necessario riavviare una valutazione. È quanto sostiene il Consiglio federale, che ha esaminato oggi le raccomandazioni contenute nel rapporto delle Commissioni della gestione sul caso.
Il governo non condivide l'opinione secondo la quale il consigliere federale Guy Parmelin abbia preso decisioni avventate. Il progetto è stato sospeso poiché vi erano incertezze riguardanti i costi: nel 2013 erano previsti 500 milioni di franchi per il sistema complessivo (corta e media gittata), mentre nell'estate del 2015 le offerte con stime approssimative arrivavano a 700 milioni per due sistemi parziali. Per un ulteriore sistema parziale era necessario prevedere costi supplementari pari a circa 100 milioni di franchi, si legge in un comunicato odierno.
Nel 2016 i membri dell'organo di sorveglianza del progetto si sono pronunciati a favore di una variante combinata, che contemplava due sistemi. I costi preventivati nel messaggio sull'esercito di quell'anno ammontavano a 1,1 miliardi di franchi solo per i sistemi a media gittata. Per il progetto globale non erano state presentate stime attendibili.
Viste le risorse limitate a disposizione dell'esercito, l'elevato fabbisogno di rinnovamento previsto per grandi sistemi nonché la situazione e le prospettive delle finanze della Confederazione, un'evoluzione dei costi di questo tipo non è accettabile, sottolinea l'esecutivo.
Il futuro - Un gruppo di esperti istituito internamente al DDPS elaborerà un rapporto di base per la valutazione e l'acquisto di un nuovo aereo da combattimento. Un gruppo di accompagnamento formulerà raccomandazioni sullo stesso tema. Entrambi hanno il compito di includere nelle loro valutazioni aerei da combattimento e sistemi basati a terra per la difesa aerea. Il rapporto è atteso per il prossimo mese di maggio. Il capo del DDPS deciderà in seguito in quale forma riavviare un progetto di difesa terra-aria.
Nel rapporto - contrario alla sospensione del progetto - le Commissioni della gestione (CdG) del Nazionale e degli Stati chiedono, per le future decisioni, di tenere conto dei processi previsti e di coinvolgere tutte le persone responsabili. Viene richiesta anche la creazione di una «cultura della comunicazione interna ed esterna attiva e aperta».
Il Consiglio federale ricorda però che rientra nei processi decisionali previsti che il capo del DDPS, in quanto responsabile politico, intervenga su progetti in corso e possa anche sospenderli. Il ministro deve poter dirigere il suo dipartimento e non deve sussistere un automatismo tecnocratico che si sottragga alla gestione politica.
Ad ogni modo - sottolinea ancora l'esecutivo - il capo del DDPS era ed è consapevole della portata delle sue scelte, «cerca lo scambio regolare con i suoi subordinati diretti ed è sempre a loro disposizione per qualunque esigenza, domanda e suggerimento».
Polemiche - Il rapporto delle CdG aveva suscitato all'inizio di quest'anno alcune perplessità. I rappresentanti dell'organo di vigilanza parlamentare hanno subìto non poche critiche da parte dei media quanto alla composizione e ai criteri di scelta del gruppo di lavoro. Nello specifico è stata criticata la prossimità dell'organo di sorveglianza con gli ambienti militari.
Le conclusioni del rapporto sono state poi particolarmente prese di mira, tanto che una forte minoranza della CdG del Nazionale ha respinto il documento nel suo insieme.
Nel documento di valutazione, la sospensione decisa da Parmelin era stata definita non opportuna «né dal punto di vista fattuale né da quello politico».