Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/88032

<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito del mandato di coordinamento della politica d'integrazione conferito all'Ufficio federale della migrazione (art. 57 LStr e art. 8 OIntS) e, in particolare, della sua responsabilità di garantire il coordinamento tra i cantoni e i comuni per intensificare lo scambio di informazioni e di esperienze, si invita il Consiglio federale a:</p><p>- effettuare una verifica sistematica dell'attuale offerta di corsi di lingua materna per bambini alloglotti nella scuola obbligatoria nei cantoni e rilevare le eventuali lacune;</p><p>- valutare la possibilità di prendere a carico parte dei corsi di lingua materna per alloglotti, in partenariato con i Paesi d'origine, allo scopo di armonizzare l'offerta in Svizzera, migliorare l'integrazione dei corsi nei programmi scolastici e definire requisiti pedagogici;</p><p>- studiare le possibilità di valorizzare in modo coerente e sistematico le conoscenze linguistiche (considerare i corsi di lingua madre nel libretto scolastico, attestare il livello di apprendimento mediante il portfolio europeo delle lingue).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Una prima considerazione generale è che in Svizzera i corsi di lingua e di cultura del Paese d'origine (corsi LCO) destinati ai bambini con un retroterra migratorio sono offerti in primo luogo dalle rispettive comunità di immigrati. I corsi sono organizzati da ambasciate, consolati, associazioni di diritto privato e privati cittadini. I corsi LCO non fanno parte dell'offerta educativa pubblica svizzera: i cantoni, i comuni e le opere assistenziali svizzere forniscono soltanto in casi eccezionali un contributo sostanziale alla loro organizzazione e al loro finanziamento.</p><p>Attualmente in Svizzera i corsi LCO sono impartiti in quasi quaranta lingue soprattutto allo scopo di consentire ai bambini di perfezionare la lingua d'origine della famiglia. Questa può essere la loro prima o seconda lingua, talvolta l'idioma d'origine della famiglia è appreso come lingua straniera.</p><p>Per quanto concerne le singole richieste del postulato, vanno segnalati i numerosi sforzi già in atto da qualche tempo come pure i progetti e i processi che stanno per concludersi:</p><p>1. Nel 2004 la segreteria generale della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) ha svolto un primo sondaggio sui corsi LCO a livello cantonale. I relativi dati sono stati aggiornati e analizzati alla fine del 2008 e saranno pubblicati prossimamente sul sito Internet della CDPE. La verifica sistematica richiesta può pertanto essere considerata in gran parte realizzata.</p><p>2. L'articolo 4 capoverso 4 dell'accordo intercantonale del 14 giugno 2007 sull'armonizzazione della scuola obbligatoria (concordato Harmos) conferma l'attuale prassi dei cantoni, che assicurano il loro sostegno organizzativo (nella maggior parte dei casi mettendo a disposizione aule scolastiche) ai corsi di lingua e di cultura offerti, nel rispetto della neutralità religiosa e politica, dai Paesi d'origine e dalle diverse comunità linguistiche. Vanno inoltre segnalate le disposizioni dell'articolo 16 della legge federale del 5 ottobre 2007 sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche, che prevedono la possibilità di concedere aiuti finanziari per promuovere la conoscenza della lingua nazionale del posto e della loro prima lingua da parte degli alloglotti. I presupposti saranno stabiliti nell'ordinanza esecutiva, che è in fase di elaborazione.</p><p>3. La valorizzazione sistematica delle conoscenze linguistiche è oggetto di un esame approfondito da parte del Consiglio d'Europa. Queste attività sono svolte in stretta collaborazione con la CDPE. Il loro obiettivo è integrare meglio l'insegnamento delle varie lingue, con modi e gradi d'intensità diversi, nel programma scolastico generale.</p><p>Per concludere, la questione dell'eventuale necessità di un coordinamento tra i cantoni e i comuni e dell'adozione di ulteriori provvedimenti da parte dell'Ufficio federale della migrazione in virtù dell'articolo 57 LStr e dell'articolo 8 OIntS sarà esaminata in modo più approfondito e affrontata globalmente nell'ambito del processo di sviluppo della politica d'integrazione svizzera avviato il 31 ottobre 2008 dalla conferenza tripartita sugli agglomerati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.