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Questa puntata della serie estiva sui grandi romanzi dell’800 è dedicata a "La lettera scarlatta", capolavoro di Nathaniel Hawthorne. Il romanzo, pubblicato nel 1850, è ambientato nel New England nella metà del 1600, all’interno della società puritana dell’epoca coloniale americana, in cui la libertà del singolo individuo coincideva con il bene dell’intera comunità. Società che doveva essere purificata da ogni elemento diverso dalla morale imposta. Per questo le autorità imponevano una rigida condotta di vita. Il romanzo narra le vicende di una giovane sposa fedifraga, Hester Prynne, che incinta dell’amante, il pastore Dimmesdale, non vuole rivelare il nome del padre della sua bambina. Per questo Hester viene schivata, stigmatizzata e isolata dalla società e costretta a indossare sul petto la lettera A, A di adultera. I temi che emergono fortemente dal romanzo sono la colpa, la vergogna, la volontà di condurre la propria vita senza seguire i dogmi imposti della rigida morale opprimente dell’epoca con tutte le sue conseguenze.
A parlarne il critico letterario e saggista Franco Pezzini, la scrittrice e docente di letteratura inglese all’università di Milano Nicoletta Vallorani. Molte sono state le trasposizioni in film del romanzo di Hawthorne: il critico cinematografico Bruno Fornara riflette sui film di Wenders e Joffè, mentre lo psicologo Mauro Croce, docente alla Suspi, interviene contestualizzando a oggi alcuni temi del capolavoro di Hawthorne.