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I giochi d'azzardo sono Giochi in cui la vittoria è principalmente determinata dal caso. I più antichi strumenti per il gioco d'azzardo furono certi ossi delle zampe degli ungulati, che potevano ricadere unicamente su quattro lati, ma con una frequenza diversa a seconda delle facce, che risultavano facilmente distinguibili e che quindi non necessitavano di contrassegni. Piccoli ossi di forma cubica, i cosiddetti astragali (ricavati in prevalenza dagli arti posteriori di capra o pecora) costituirono i precursori dei dadi da gioco odierni. La loro diffusione anche in territorio sviz. è attestata da ritrovamenti archeologici; a Windisch (Vindonissa) è stata rinvenuta una coppa in ceramica raffigurante delle bambine intente a giocare con degli astragali. Nei giochi d'azzardo venivano solitamente utilizzati numerosi dadi, mentre nei giochi da tavolo ne bastava quasi sempre uno. Nei Giochi di carte sono le regole a determinare la prevalenza dell'abilità o la fortuna; quasi esclusivamente d'azzardo sono il baccarat, il sette e mezzo e il poker.
Con le lotterie nacquero dei giochi d'azzardo non più circoscritti all'ambito privato, ma praticati invece nel quadro di manifestazioni pubbliche. Il gioco dell'urna (Glückshafen), organizzato a Zurigo a partire dal 1465 soprattutto durante le feste di tiro, ne costituisce la più antica testimonianza all'interno della Conf.; 24'000 nomi figurano su una lista dei partecipanti risalente al 1504. Durante il sorteggio da un'urna venivano estratti i vincitori e dall'altra i premi (in denaro o in natura). La ruota della fortuna (che spesso ne è il simbolo) è sopravvissuta fino ai nostri giorni all'interno delle fiere annuali. Il lotto a numeri nacque nel XVI sec. nella Repubblica di Genova, dove cinque seggi del Senato risultavano sorteggiati fra 90 candidati. Venivano effettuate scommesse sui nomi dei vincitori, sostituiti in seguito da numeri: fu così che nacque l'estrazione di cinque numeri da un totale di 90. Adottato successivamente anche da altre città it., il lotto a numeri si diffuse poi gradualmente in tutta Europa. Nel XIX sec. in Francia si sviluppò la roulette nella sua forma odierna. In questo gioco d'azzardo, praticato nei casinò, occorre puntare sulla casella in cui si suppone che si fermerà la pallina.
Già nel ME, i giochi d'azzardo furono spesso proibiti o ammessi solamente in certi periodi e luoghi in quanto considerati causa di litigi e di impoverimento. A partire dal XVIII sec., le lotterie conobbero un'ampia diffusione in Svizzera, ma dalla metà del XIX sec. furono sempre più considerate un malcostume. Nel 1915 esse risultavano proibite in tutti i cant. Con la legge fed. del 1923 concernente le lotterie e le scommesse professionalmente organizzate, vennero escluse dal divieto le lotterie a scopo di utilità pubblica o di beneficenza, come il lotto organizzato dalle ass. per raccogliere fondi, molto popolare nella Svizzera franc., dove ai numeri estratti vengono attribuiti premi in natura. In seguito allo sviluppo incontrollato delle lotterie durante la crisi economica mondiale degli anni 1930-40, vennero create quattro grandi soc. che ottennero il monopolio per le grandi lotterie: nel 1933, la Soc. cooperativa di lotteria (Seva) per il cant. Berna, nel 1937 la Loterie Romande e la Lotteria intercant. (a cui aderirono il Ticino e i cant. svizzeroted. tranne Berna), oggi denominata Swisslos, e nel 1938 la Soc. Sport-Toto (SST) con sede a Basilea. All'inizio del 2003 il cant. Berna ha aderito alla Lotteria intercant; la Seva è stata sciolta. Contemporaneamente la SST ha affidato alla Swisslos l'organizzazione e il marketing delle scommesse sportive. Nella Svizzera franc. i rapporti con i punti vendita sono invece affidati alla Loterie Romande. Nei primi anni del XXI sec. gli utili annui di tutte le lotterie sono ammontati a ca. 400 milioni di frs.: 290 milioni ca. sono stati destinati a scopi di pubblica utilità, 85 allo sport e 25 ai cant. Nell'intento di migliorare la vigilanza sulle lotterie, un concordato intercant. (entrato in vigore nel 2006) é stato preferito ad una revisione della legge fed. sulle lotterie.
Con l'avvento del turismo nel XIX sec., anche in Svizzera nacquero case da gioco, situate nei Casini e nei Kursaal di stazioni termali o località di villeggiatura come Saxon, Montreux, Ginevra, Interlaken, Thun, Lucerna e Baden. Solo con la Costituzione fed. del 1874 fu introdotto il divieto delle case da gioco; quelle esistenti dovettero chiudere entro la fine del 1877. Saxon, che gestiva un casinò simile a quello di Monte Carlo, perse così il suo ruolo di località mondana. La pratica di giochi d'azzardo rimase comunque possibile, ma solo su scala fortemente ridotta, come ad esempio il cosiddetto gioco dei cavallini (Rösslispiel, jeu des petits chevaux); un decreto del Consiglio fed. del 1898 limitò la puntata massima a 5 frs. Giocatori desiderosi di fare puntate superiori dovettero ripiegare per tutto il XX sec. sulle case da gioco estere in prossimità della frontiera (Evian, Divonne, Campione d'Italia, Costanza). Il divieto delle case da gioco iscritto nella Costituzione fed. venne abrogato nel 1993. Basandosi sulla legge sulle case da gioco del 1998 (LCG), nel 1998 il Consiglio fed. ha accordato una concessione a 22 casinò, 19 dei quali risultavano operativi nel 2006. La Conf. da un lato beneficia del gioco d'azzardo grazie alla tassa sulle case da gioco (ca. 260 milioni di frs. nel 2003, 443 milioni nel 2005, di cui più dell'80% versato all'AVS), dall'altro cerca di prevenire "le conseguenze socialmente nocive del gioco" (LCG), vincolando i gestori al rispetto di una concezione sociale.
Bibliografia
– -HWSVw, 2, 389 sg.
– G. Himmelheber, Spiele, 1972
– A. Anzani Les jeux de hasard en Suisse d'après les sources juridiques du début du XVe s. jusqu'au milieu du XVIe s., mem. lic. Losanna, 1995
– SPM, 5, 260-263
– G. Viquerat En Suisse, les jeux sont faits, 2003
Autrice/Autore: Peter F. Kopp / sma