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ZURIGO - Pilatus, l'unico costruttore aeronautico svizzero, ha archiviato il 2019 in modo nettamente positivo: ricavi in crescita su un anno del 7,1% a 1,17 miliardi di franchi.
Si guarda ora al 2020, e sebbene la società abbia spuntato un contratto importante con l'aviazione militare spagnola all'inizio dell'anno, Pilatus ha comunque dovuto introdurre il lavoro ridotto per circa il 20% dei suoi collaboratori a causa del coronavirus.
Per quanto attiene ai conti 2019, l'utile operativo si è attestato a 153 milioni, più o meno lo stesso livello dell'esercizio 2018. Sempre l'anno scorso, le nuove commesse hanno registrato una progressione dell'11,5% a 1,13 miliardi.
Grazie a questi risultati, precisa una nota odierna dell'azienda, la direzione ha versato ai collaboratori un premio pari a una volta e mezzo il loro salario mensile. Con 2'289 impiegati a tempo pieno, Pilatus registra anche una leggera progressione dell'organico.
L'esercizio 2020 si annuncia in ogni caso difficile a causa della crisi pandemica. Nonostante la citata commessa, da oltre due miliardi di franchi, dalla Spagna, Pilatus ha dovuto ricorrere al lavoro ridotto. Le catene di approvvigionamento sono per questo motivo disturbate e la situazione va continuamente tenuta sotto controllo.
Per Oscar Schwenk, presidente di Pilatus citato nella nota, le riserve finanziarie tesaurizzate in passato permetteranno però all'azienda di superare anche questo momento.
Pilatus, l'unico costruttore aeronautico svizzero, ha archiviato il 2019 in modo nettamente positivo: ricavi in crescita su un anno del 7,1% a 1,17 miliardi di franchi.