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BARCELLONA - Il Tribunale costituzionale spagnolo ha decretato la sospensione precauzionale della sessione del parlamento catalano prevista per lunedì.
Non è una seduta come tutte le altre, bensì quella in cui il presidente Carles Puigdemont avrebbe dovuto pronunciarsi sul referendum del primo ottobre. In quell'occasione si sarebbe potuta verificare una circostanza molto temuta a Madrid: l'adozione di una dichiarazione di indipendenza.
La Corte ha accettato un ricorso presentato dal Partito socialista della Catalogna, che sosteneva che i deputati catalani avrebbero visto i propri diritti violati da una dichiarazione d'indipendenza.
Moscovici: «Non sarebbe membro Ue» - "Una Catalogna indipendente non sarebbe membro dell'Unione europea. L'Unione europea conosce un solo Stato membro: la Spagna".
Lo ha affermato il commissario Ue all'Economia Pierre Moscovici durante la trasmissione 'Questions d'Info'. Per l'alto responsabile Ue, il braccio di ferro tra Barcellona e Madrid è "una vicenda che va trattata dagli spagnoli. Risolverla non spetta né a Parigi né a Bruxelles né ad altri".
Moscovici è tuttavia tornato a lanciare un forte appello alla pacificazione evocando "immagini di violenza che hanno legittimamente scioccato. La soluzione - ha tagliato corto il francese - non può essere il confronto. Dobbiamo obbligatoriamente creare delle istanze di dialogo".
Pur non temendo un "contagio" ad altri territori europei, Moscovici ritiene che la vicenda catalana ponga il problema delle "ineguaglianze di sviluppo tra regioni". "Spesso - osserva - sono le regioni più ricche a volere l'indipendenza e questo solleva il problema di trattamento delle ineguaglianze territoriali. Quando le ineguaglianze non possono essere trattate completamente a livello nazionale, l'Europa ha un ruolo da svolgere".
E ancora: "La convergenza economica è una questione politica maggiore". Quindi l'appello a un bilancio della zona euro che permetterebbe di "rafforzare l'investimento e far convergere maggiormente le economie". Un obiettivo rispetto al quale manifesta ottimismo. "Oggi penso che ci sia una finestra di opportunità che non esisteva negli ultimi anni", vale a dire, "la vittoria di Emmanuel Macron, l'orientamento europeo di Angela Merkel e la volontà politica della commissione Juncker".
Banche Caixa e Sabadell pronte a trasferirsi - I due istituti di credito catalani CaixaBank e Banco Sabadell stanno pensando di trasferire la loro sede legale fuori dalla Catalogna allo scopo di rassicurare i clienti e sottrarsi alle tensioni politiche legate allo scontro tra gli indipendentisti e il governo di Madrid.
Banco Sabadell ha riunito alle 17.00 il proprio Consiglio d'amministrazione, secondo quanto ha confermato a Bloomberg un portavoce della banca, e sta valutando di trasferire il suo quartier generale nella vicina regione di Valencia, nell'area di Alicante.
Caixabank sta considerando un trasferimento temporaneo del suo domicilio legale alle Isole Baleari se il piano per l'indipendenza andasse avanti, riporta il quotidiano "El Mundo". "Caixabank ribadisce che tutte le decisioni necessarie saranno prese, al momento giusto, sempre con l'intento di dare la priorità agli interessi dei clienti, azionisti e del personale", ha commentato la banca in una email a Bloomberg.
"Posso assicurare che i management di queste banche sono impegnati completamente a perseguire gli interessi" dei clienti, dei depositanti e degli azionisti, ha detto il ministro dell'economia spagnolo Luis de Guindos a Bloomberg Television sottolineando che le banche "sono solventi e molto forti" e confermando la loro disponibilità a trasferire la loro sede legale nel caso in cui la situazione degenerasse.