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Togni ha anche parlato del campionato: «Finora mi hanno stupito Rapperswil e Ginevra. Tömmernes? Mi ricorda Nummelin».
Ricordiamo che la formazione sottocenerina aveva espugnato la pista leventinese con il punteggio di 4-1.Lugano-Ambrì e i... tanti campioni in pista: da Koskinen e Granlund a Heed
AMBRÌ - Il primo derby stagionale di National League ha sorriso al Lugano, capace di battere l'Ambrì 4-1 alla Gottardo Arena nella serata di martedì.
La truppa di McSorley ha così invertito la tendenza, andando a cogliere il secondo successo stagionale dopo tre sconfitte di fila. I biancoblù hanno invece incamerato il secondo ko consecutivo, dopo aver vinto i primi quattro incontri del campionato. «La differenza l'ha fatta Koskinen», ha analizzato Stefano Togni, ex attaccante di Lugano e Ambrì degli anni '90. «L'estremo difensore bianconero è stato intrattabile e nei momenti chiave si è rivelato un muro. Nei primi dieci minuti i giocatori dell'Ambri hanno messo una grande pressione sul portiere avversario, ma non sono riusciti a sbloccare il risultato. Il finlandese è indubbiamente stato il migliore in pista e ha evitato che il derby prendesse un'altra piega. Granlund? Ha segnato nel momento giusto e il suo gol in short-handed ha sicuramente dato più fiducia nei propri mezzi al gruppo».
Cosa è mancato all'Ambrì? «I leventinesi sono scesi in pista con l'attitudine giusta, ma la prima rete incassata in superiorità numerica è stata una doccia gelata a livello morale per loro, anche perché inizialmente stavano schiacciando gli ospiti. Questo episodio ha condizionato il resto della gara e dovendo rincorrere il risultato hanno disputato un match a corrente alternata».
Il reparto arretrato del Lugano non è sembrato sentire la mancanza di Kaski, mentre al contrario quello dell'Ambrì ha sofferto l'assenza di Heed. «Gli altri difensori di McSorley sono stati bravi a prendersi più responsabilità e questo è solo un bene per i bianconeri, che possono guardare al futuro con un certo ottimismo. L'assenza di Heed è stata invece molto pesante per Cereda e si è sentita soprattutto nelle situazioni di powerplay. Lo svedese è un difensore con un ottimo primo passaggio e garantisce stabilità al reparto arretrato. Chaplik e Spacek? Sono due leader e non si discutono, anche se nel derby non si sono messi tanto in luce. Devono ancora ambientarsi e conoscere meglio il campionato svizzero, ma con un po' di pazienza riusciremo ben presto ad ammirare tutte le loro qualità».
Conduce la classifica il Ginevra (14 punti), davanti a Lakers (12), Bienne (11) e Zugo (11), con i seelanders che sono scesi sul ghiaccio una volta in meno. «I sei stranieri per squadra hanno sicuramente portato più spettacolo e più gol in generale. Finora mi hanno stupito il Rapperswil – che ha nuovamente alzato il proprio livello e continua a viaggiare nei piani alti della graduatoria – e il Ginevra. Le Aquile sono una squadra ostica, vantano un pacchetto stranieri temibile e bisogna tenerle d'occhio. Tömmernes? È impressionante, gioca 45' a partita e sempre ad altissimi livelli, è determinante e costante. Mi ricorda il Nummelin dei tempi d'oro».