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<h2>SubmittedText<h2><p>Alla luce della guerra in Ucraina, contraria al diritto internazionale, e nello spirito della tradizione umanitaria della Svizzera il Consiglio federale è incaricato di chiedere al Parlamento un credito aggiuntivo di 15 milioni di franchi per ulteriori aiuti umanitari nella regione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera ha risposto alla guerra in Ucraina fornendo rapidamente aiuti umanitari. Il pacchetto di aiuti della Svizzera prevede tre componenti: fornitura di beni di prima necessità, impiego di esperte ed esperti del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) e sostegno finanziario alle organizzazioni umanitarie. A metà marzo la Svizzera aveva già inviato più di 500 tonnellate di aiuti destinati all'Ucraina e alla Moldova. Il pacchetto di aiuti della Svizzera in questa prima fase ammonta a 8 milioni di franchi.</p><p>A fine marzo si contavano circa 12 milioni di persone che dipendevano dagli aiuti di emergenza, non avendo esse più accesso a elettricità, acqua, cibo e altri beni di prima necessità. Si stima che 6,5 milioni di persone in Ucraina stiano fuggendo dalle loro case. Inoltre, secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR), oltre 3,5 milioni di profughi si sono rifugiati nei Paesi limitrofi. Questo significa che più del 23 per cento della popolazione ucraina è stato costretto a fuggire. Nei loro appelli diffusi a marzo, l'ONU e il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa precisano che fino a maggio servono quasi due miliardi di dollari da destinare all'Ucraina e ai Paesi confinanti.</p><p>Il Consiglio federale concorda con quanto rilevato nella mozione, ossia che la crisi di portata eccezionale e le implicazioni sul piano della politica migratoria richiedono ulteriori sforzi. L'11 marzo 2022 ha quindi deciso di aumentare a 80 milioni di franchi gli aiuti umanitari erogati all'Ucraina e ai Paesi vicini. Il credito aggiuntivo di 15 milioni chiesto nella mozione è incluso in questo importo. Un quarto degli 80 milioni sarà destinato alle persone ucraine fuggite nei Paesi limitrofi e tre quarti andranno a sostegno della popolazione in Ucraina. I fondi sono suddivisi in contributi al Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, ad agenzie dell'ONU, a ONG internazionali e locali e a progetti realizzati dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) in Ucraina.</p><p>Il DFAE contribuisce a questo ulteriore stanziamento con 21 milioni di franchi prelevati da crediti esistenti, il DFGP con 6 milioni. I rimanenti 53 milioni saranno sottoposti al Parlamento per l'approvazione. I mezzi supplementari sono necessari perché i fondi dell'aiuto d'urgenza della DSC non bastano. I bisogni umanitari sono enormi visto il sovrapporsi di crisi acute. Oltre all'impatto socio-economico della pandemia di COVID-19 che continua ad affliggere soprattutto i Paesi in via di sviluppo, i conflitti armati e il cambiamento climatico aggravano la carestia in varie regioni, che, a sua volta, sarà ulteriormente accentuata dalla guerra in Ucraina.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.