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WASHINGTON / GINEVRA / BRUXELLES - Come annunciato in giornata, Pfizer e BioNTech intendono chiedere ai principali enti regolatori, ovvero la Food and Drug Administration (FDA) statunitense e l'Agenzia europea per i medicinali (EMA), l'autorizzazione per includere una terza dose "di richiamo", nel proprio programma vaccinale.
Qualche ora dopo, però, il mondo degli enti e delle autorità sanitarie mondiali ha già mostrato luce rossa alle aziende, senza alcun tentennamento. La FDA e i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) sono stati i primi a rispondere alle due case farmaceutiche, rilasciando una dichiarazione congiunta dicendo che la popolazione non ha ancora bisogno di alcun richiamo.
Poco dopo, interpellata dall'emittente CNN, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato: «Non sapremo se i vaccini di richiamo saranno necessari per mantenere la protezione contro il Covid fino a quando non saranno raccolti ulteriori dati». Per il momento, infatti, «sono disponibili dati limitati su quanto dura la protezione dalle dosi attuali e se una dose di richiamo aggiuntiva sarebbe utile e per chi». Simili, se non uguali, le dichiarazioni dell'EMA, come riportato dall'agenzia Adnkronos.
«Continueremo ad analizzare e valutare tutti i nuovi dati che si rendono disponibili e terremo il pubblico informato. Saremo pronti ad approvare l'utilizzo delle dosi di richiamo se e solo quando la scienza dimostrerà che sono necessarie», hanno concluso FDA e CDC nella loro dichiarazione, proprio come ha fatto l'EMA.
Per il momento, a quanto comunicato dai principali organi sanitari a livello internazionale, l'introduzione di una terza dose non è quindi prevista.