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Pierre Condamin-Gerbier, ex quadro dirigente della banca ginevrina Reyl & Cie, rimane in detenzione preventiva. La Corte dei reclami del Tribunale penale federale ha infatti respinto una sua richiesta di scarcerazione.
Condamin-Gerbier, testimone nella vicenda che ha costretto alle dimissioni l'ex ministro francese del bilancio Jérôme Cahuzac, aveva affermato in giugno a una commissione di senatori francesi di disporre di una lista di nomi di ex o di attuali ministri del governo di Parigi, che sarebbero detentori di conti bancari non dichiarati in Svizzera. In un secondo tempo aveva corretto il tiro, parlando semplicemente di "personalità politiche".
L'ex banchiere, di nazionalità francese, è stato arrestato lo scorso luglio in Svizzera su mandato del Ministero pubblico della Confederazione con l'accusa di spionaggio economico.
Oggi la Corte dei reclami di Tribunale penale federale di Bellinzona ha reso noto di aver respinto il ricorso interposto da Condamin-Gerbier contro la decisione del Giudice dei provvedimenti coercitivi, con la quale - il 9 luglio scorso - veniva appunto ordinata la sua carcerazione preventiva.
"La Corte dei reclami penali, si legge in un comunicato odierno, ha considerato realizzati i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di collusione. Essa ha inoltre ammesso la sussistenza di un rischio di fuga ritenendo proporzionata la suddetta misura coercitiva". La decisione può essere impugnata presso il Tribunale federale.
Reyl & Cie e la sua filiale Reyl Private Office avevano inoltrato una denuncia alla Procura federale, accusando Condamin-Gerbier di furto, falsità in documenti e violazione del segreto professionale. L'accusa principale riguardava la divulgazione alle autorità francesi di informazioni coperte dal segreto bancario.