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Basta il vicino con il decespugliatore, il passaggio della spazzatrice, l’aspirapolvere, il mixer, lo spazzolino elettrico, la cappa della cucina… quanti rumori molesti inquinano le nostre giornate e costringono i bambini a coprirsi le orecchie, fuggire urlando o cominciare a protestare con veemenza. Possono aiutarvi delle cuffie antirumore, a patto che il bambino le sopporti.
La musica può essere un grande interesse, ma a volte genera emozioni così forti da essere insopportabili: per mio figlio, ad esempio, ascoltare la musica dallo stereo è difficile, preferisce che venga dalla televisione o dal tablet, o in auto; allo stesso preferisce continuare a cantare lui una canzone che io ho cominciato a cantare (va detto che non sono intonatissima mentre lui sì).
L’attenzione ai suoni può però anche diventare una risorsa: ad esempio per i bambini non verbali imparare i versi degli animali, imitare il suono del motore per indicare l’automobile, il clacson, la suoneria del telefono o il campanello della scuola. Questi riferimenti uditivi possono rimpiazzare le immagini o le parole e diventare uno strumento di comunicazione efficace.