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In Svizzera non c'è la figura di reato specifica per lo stalking. Tuttavia, le vittime di stalking possono difendersi grazie alla legge e adottare delle misure contro gli stalker. Ciò può avvenire a livello di diritto sia penale che civile.
- Possibilità a livello di diritto penale
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Dato che, come già detto, non c'è un articolo di legge sullo stalking che punisca il processo nel suo insieme, l'autore del reato può essere chiamato a rispondere delle sue singole azioni. Non tutte le azioni commesse dallo stalker raggiungono la soglia dell'illegalità. Tuttavia, il codice penale (CP) offre alcune possibilità per fare causa allo stalker. Ecco alcuni esempi:
- Abuso di impianti di telecomunicazioni (art. 179septies CP)
- Coazione (art. 181 CP)
- Minaccia (art. 180 CP)
- Furto (art. 139 CP)
- Estorsione (art. 156 CP)
- Lesioni gravi (art. 122 segg. CP)
- Danneggiamento (art. 144 CP)
- Violazione di domicilio (art. 186 CP)
- Delitti contro l'onore (art. 173 segg. CP)
- Possibilità a livello di diritto civile
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Se le norme penali attuali non contemplano le azioni di stalking più lievi, ad esempio il continuo insidiare al di sotto della soglia di punibilità, alla vittima non resta altro da fare che ricorrere a misure di diritto civile.
L'articolo 28b del Codice Civile Svizzero (CC) garantisce protezione alle vittime di violenza, minacce e insidie. Per i casi di stalking è determinante il prerequisito di reato di insidia. Chi è perseguitato in modo ossessivo e infastidito da una persona per un lasso di tempo prolungato, può far valere diverse misure volte a far cessare tali comportamenti. In concreto, l'art 28b, cpv. 1, cifre 1-3 CC prevede un elenco non esaustivo di misure protettive, come il divieto di avvicinarsi entro un perimetro determinato attorno all'abitazione della vittima, trattenersi in determinati luoghi o mettersi in contatto con la vittima. La legge non prevede un limite temporale per tali misure e lo rimette quindi all'apprezzamento del tribunale che potrà eventualmente disporre un limite.
Il ricorso alle possibilità contemplate dal diritto civile presuppone sempre l’iniziativa della vittima. Concretamente, ciò significa che essa deve chiedere al tribunale di ordinare misure di protezione, tenendo presente che l’onere della prova è interamente a suo carico. Le vittime devono rassegnarsi all’idea che la durata del procedimento sarà relativamente lunga, a meno che non riescano a ottenere rapidamente dal giudice un provvedimento cautelare per il tramite della protezione giuridica provvisoria. Esso può per esempio consistere in un divieto immediato per l’autore/l’autrice di avvicinarsi all’abitazione della vittima o di mettersi in contatto con lei in qualsiasi forma. Se del caso, la vittima deve tuttavia provare che le insidie o le minacce subite potrebbero arrecarle un notevole pregiudizio difficilmente riparabile. All’autore/autrice viene nel contempo fatto presente che, in caso di violazione del provvedimento cautelare, potrà essere perseguito/a penalmente (multa) ai sensi dell'art. 292 CP (Disobbedienza a decisioni dell'autorità) (Stengel/Drück 2006; Fischbacher 2006).
Oltre all'art. 28b CC di cui sopra, citiamo anche gli articoli 172 e segg. CC (protezione dell'unione coniugale), art. 276 CPC (provvedimenti cautelari durante la procedura di divorzio) e l'art. 426 e segg. CC (ricovero a scopo di assistenza), che possono essere presi in considerazione in determinate situazioni di stalking.
Alcuni cantoni hanno inoltre integrato nelle leggi di polizia alcune disposizioni contro la violenza domestica che possono essere applicate a seconda dell'intensità dello stalking.