Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01124.jsonl.gz/1060

Le casse federali seguono la via del risanamento: nel 2005 la Confederazione ha registrato un deficit di 100 milioni di franchi, al posto di 1,8 miliardi previsti.
Questo sensibile miglioramento si spiega con un calo delle spese pari a 1,1 miliardi e con un aumento delle entrate di 600 milioni.
Secondo i risultati provvisori del conto finanziario, presentati martedì dal ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz, nel 2005 gli introiti hanno raggiunto 51,3 miliardi di franchi, invece di 50,7 preventivati.
Le spese hanno totalizzato 51,4 miliardi, contro 52,5 miliardi previsti all'inizio dell'anno scorso.
Con 100 milioni, il deficit della Confederazione si presenta quindi molto più leggero rispetto ai timori di inizio anno e al disavanzo registrato nel 2004, pari a 1,7 miliardi.
Queste cifre non comprendono le entrate straordinarie conseguite l'anno scorso, ossia 7 miliardi di franchi provenienti dalla vendita di una parte delle riserve di oro della Banca nazionale svizzera e 1,4 miliardi derivanti dalla cessione di un pacchetto di azioni della Swisscom.
Disciplina finanziaria
Secondo Hans-Rudolf Merz, l'alleggerimento del disavanzo delle casse federali è il frutto della disciplina finanziaria seguita negli ultimi anni dal Consiglio federale e dall'amministrazione pubblica.
Le uscite sono state addirittura di 1,8 miliardi inferiori al limite previsto dal piano di abbattimento della spesa pubblica adottato dal Parlamento, che prevedeva un importo massimo di 53,2 miliardi.
Per ridurre il fardello del debito accumulato finora dalle casse federali, circa 130 miliardi di franchi, le Camere federali hanno approvato negli ultimi anni due nuovi programmi di risparmi per oltre 5 miliardi di franchi, da realizzare tra il 2006 e il 2008.
Sempre in base alla volontà del Parlamento, l'equilibrio strutturale del budget dovrebbe essere raggiunto a partire dal 2007.
Buona sorpresa
Nonostante la "gradita sorpresa", Hans-Rudolf Merz non ha voluto "cantare vittoria", ma ha preferito richiamare al rigore finanziario.
"L'euforia sarebbe fuori posto. Occorre restare vigili e non mollare la presa", ha avvertito il capo del dipartimento delle finanze. Per il futuro, Merz spera di non essere più chiamato ad assumere il ruolo di "pompiere".
A suo avviso, i lavori di preparazione del preventivo 2007 già lasciano però apparire la necessità di comprimere le uscite di altri 500 milioni.
Inoltre, ha ricordato il responsabile delle finanze federali, il governo dovrà trovare i mezzi per far fronte a una mozione parlamentare che esige un'ulteriore riduzione delle spese di 3 miliardi entro il 2008.
Crescita delle spese contenuta
Sul fronte degli introiti nel 2005, lo scarto più positivo è giunto dall'imposta preventiva (4 miliardi al posto dei 3,015 preventivati).
Sono stati superiori alle previsioni anche i gettiti dell'IVA, delle tasse stradali, degli interessi del patrimonio e degli investimenti, mentre la tassa di bollo ha registrato minori entrate per 0,6 miliardi rispetto al preventivo.
Per quanto concerne le uscite, sono aumentate nel 2005 le spese per la sicurezza sociale, i trasporti, la formazione e le relazioni con l'estero. Sono stati invece ridotti i fondi accordati al sostegno della produzione agricola e all'esercito.
Ulteriori risparmi sono stati realizzati sul personale della Confederazione. Alla fine del 2005, gli effettivi si erano ridotti a 33'290 collaboratori, ossia il 2,5% in meno rispetto all'anno precedente.
Da notare ancore che la quota di incidenza della spesa pubblica della Confederazione rispetto al Prodotto interno lordo della Svizzera è calata l'anno scorso dall'11,3 all'11,2 per cento.
Critiche dei partiti di governo
Malgrado un risultato migliore del previsto, i conti 2005 della Confederazione non soddisfano i partiti governativi, ad eccezione del Partito liberale radicale.
«Si dimostra ancora una volta che è assurdo moltiplicare i tagli ciecamente nel bilancio dello Stato con misure che vanno ben oltre il freno all'indebitamento», ha detto il presidente del Partito socialista Hans-Jürg Fehr.
Da parte sua, l'Unione democratica di centro rileva che ancora una volta nel 2005 la Confederazione ha speso più di quanto ha incassato: in mancanza di tagli supplementari si va incontro nuovamente a gravi deficit.
Anche per il Partito popolare democratico le finanze federali sono ancora in una situazione critica, malgrado la politica governativa in materia sia sulla buona strada.
swissinfo e agenzie
In breve
In seguito ai disavanzi accumulati soprattutto dagli anni '90, il debito della Confederazione è salito a 130 miliardi di franchi.
Per risanare le casse federali, il Parlamento ha approvato tra l'altro due programmi di sgravi del budget.
Il programma adottato nel 2003 prevede tagli della spesa pubblica per oltre 3 miliardi di franchi fino al 2007.
Il programma approvato nel 2004 impone altri risparmi per 2 miliardi di franchi entro il 2008.
Secondo gli impegni assunti dal Parlamento, i conti della Confederazione dovrebbero essere equilibrati a partire, al più tardi, dal 2007.
Fatti e cifre
Nel 2005, gli introiti finanziari della Confederazione hanno raggiunto 51,3 miliardi di franchi, contro 50,7 previsti a inizio anno.
Le spese si sono attestate a 51,4 miliardi, invece di 52,5 preventivati.
Il disavanzo dell'anno scorso si è fissato così a 100 milioni, contro 1,8 miliardi preannunciati. Nel 2004 il deficit ha toccato 1,7 miliardi.