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Il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa popolare dell'UDC “Elezione del Consiglio federale da parte del popolo”, senza abbinarvi un controprogetto. L'esecutivo è giunto alla conclusione che conviene mantenere il comprovato sistema di elezione da parte dell'Assemblea federale.
È infatti convinto che la compagine governativa è sempre riuscita a trovare soluzioni che permettessero alla Svizzera di superare con successo le sfide delle varie epoche. Essa rappresenta i principali partiti, territori geografici e gruppi linguistici.
Cosa chiede l’iniziativa
L'iniziativa dell'UDC prevede un'elezione popolare del governo secondo il sistema maggioritario, che si svolgerebbe ogni quattro anni, assieme alle elezioni per il Consiglio nazionale.
Nessuna garanzia di un rappresentante della Svizzera italiana
L'iniziativa contempla pure una clausola, secondo cui le regioni e i cantoni francofoni e italofoni avrebbero diritto complessivamente ad almeno due seggi in Consiglio federale. La Svizzera formerebbe una sola circoscrizione elettorale. I candidati che otterrebbero la maggioranza assoluta, sarebbero eletti già al primo turno.
Due progetti analoghi affossati nel secolo scorso
Per il secondo turno varrebbe invece la maggioranza semplice. L'Assemblea federale non avrebbe più dunque voce in capitolo. Essa dovrebbe accontentarsi di eleggere il cancelliere della Confederazione nonché i giudici federali.
L'iniziativa prevede inoltre che la competenza dell'elezione, per un anno, di un presidente della Confederazione e di un suo vice sia attribuita al Consiglio federale, e non più al Parlamento. Il popolo ha già respinto a due riprese iniziative analoghe depositate dal Partito socialista nel 1900 e nel 1942.