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Nella seduta del 23 maggio 2018, il Consiglio federale, nell’ambito della pianificazione del rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo, ha stabilito di porre in consultazione la decisione programmatica riguardo l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un nuovo sistema di difesa terra-aria, il popolo avrà quindi la possibilità di esprimersi sulla decisione di principio con un referendum facoltativo.
Le forze aeree svizzere devono rinnovare tutti i loro mezzi per la protezione dei cieli della Confederazione; nell’autunno del 2017 il Consiglio federale aveva deciso di pianificare questo rinnovo con un volume finanziario massimo pari a 8 miliardi di franchi. Poiché si tratta di un progetto di fondamentale importanza per la sicurezza della Svizzera, il Consiglio federale, ha stabilito che il popolo deve avere la possibilità di esprimersi sul rinnovo dei mezzi, quindi il Consiglio federale presenta il progetto nella forma di una cosiddetta decisione programmatica.
Se il Parlamento approverà, la decisione sarà soggetta a referendum facoltativo e la cittadinanza avrà possibilità di raccogliere il numero di firme necessarie per una votazione popolare.
“Secondo la decisione programmatica, presentata nella forma di un disegno, il Consiglio federale è incaricato di pianificare il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo mediante l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di nuovi sistemi di difesa terra-aria a lunga gittata, in maniera tale che il rinnovo sia concluso entro la fine del 2030. (…) Le ditte estere che ricevono mandati saranno inoltre tenute a compensare il 100 per cento del valore contrattuale mediante affari di compensazione in Svizzera. Gli acquisti concreti saranno proposti alle Camere federali nel quadro di uno o più programmi d’armamento. (…) Se i mezzi attuali delle Forze aeree non dovessero essere sostituiti per tempo, dal 2030 al più tardi la Svizzera non sarebbe più in grado di proteggere il proprio spazio aereo dalle minacce aeree e sarebbe esposta ad attacchi militari o terroristici”.
La consultazione durerà fino al 22 settembre.
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