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Il coronavirus ha effetti anche sulla grande banca UBS: nel secondo trimestre l'utile ante imposte si è attestato a 1,58 miliardi di dollari, pari a una diminuzione del 10% su base annua.
L'utile netto attribuibile agli azionisti, si legge in un comunicato di questa mattina, è stato di 1,23 miliardi di dollari, pari a un calo dell'11% su base annua.
I proventi operativi (comprese le perdite su crediti) sono scesi del 2% su base annua. Come previsto in precedenza, le perdite su crediti sono rimaste elevate a quota 272 milioni, di cui 127 milioni derivanti da un aggiornamento delle ipotesi macroeconomiche, 75 milioni come conseguenza perlopiù di overlay e rivalutazioni comprese migrazioni di fasi, e 70 milioni dovute a posizioni che hanno subito una riduzione di valore in tutte le divisioni.
Tenuto conto dell'elevata incertezza circa l'entità e l'intensità dello shock economico causato dalla pandemia di Covid-19 e delle direttive delle autorità di vigilanza, volte a mantenere la flessibilità del capitale, UBS sta rivedendo la suddivisione tra dividendi in contanti e riacquisti di azioni. "Sebbene sia prematuro fornire indicazioni per il 2020", continua la nota, in futuro l'intenzione è quella di continuare a versare capitale in eccesso e mantenere i rendimenti complessivi del capitale da attribuire agli azionisti in linea con i livelli precedenti.
Secondo UBS, alla luce della continua incertezza relativa alla pandemia, è ragionevole aspettarsi, per il secondo semestre 2020, elevate perdite su crediti a livello di Gruppo, ma comunque inferiori rispetto a quelle viste nel primo semestre.