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Un farmaco orale contro l’ipertensione, il guanabenz, potrebbe essere attivo anche contro la sclerosi multipla. Lo suggeriscono i dati appena pubblicati sulla rivista Nature Communication dai neurologi dell’Università di Chicago (Stati Uniti) che - partendo da osservazioni presenti in letteratura ma sporadiche - hanno sperimentato l’efficacia della molecola prima in vitro e poi su animali.
I ricercatori hanno concentrato l’attenzione, in particolare, su cellule nervose chiamate oligodendrociti, che, all’interno del cervello, hanno il compito di riparare i danni alla mielina (la sostanza che riveste le fibre nervose) tipici della sclerosi multipla. Riproducendo in laboratorio condizioni simili a quelle della malattia, e trattando gli oligodendrociti con il guanabenz, gli studiosi hanno visto che i danni alla mielina erano molto minori, rispetto a quelli che si erano verificati quando il farmaco non era presente. Allo stesso modo, somministrando il guanabenz agli animali da laboratorio, gli studiosi hanno misurato un ritardo nella manifestazione dei sintomi tipici della sclerosi multipla, comprovato dalla maggiore integrità della mielina e in generale da un’evoluzione più lenta e attenuata.
Il guanabenz è già in uso e non comporta effetti collaterali gravi; in più, test effettuati dai neurologi americani hanno mostrato che il farmaco lascia inalterate le cellule sane. Ora gli studi proseguiranno per verificare la possibilità di usare il guanabenz anche su un gruppo selezionato di persone con la sclerosi multipla.
Data ultimo aggiornamento 13 mar 2015
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