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La crisi finanziaria e economica mondiale colpisce in modo particolarmente pesante i Paesi in sviluppo e i Paesi emergenti e rischia di pregiudicare in parte i progressi compiuti nella lotta alla povertà e il raggiungimento entro il 2015 degli Obiettivi di sviluppo del Millennio. Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera debba continuare a contribuire in base alla sua importanza economica agli sforzi internazionali per ridurre la povertà e risolvere altri problemi globali. La Svizzera potrà influire effettivamente sull’impostazione degli interventi internazionali soltanto sostenendo finanziariamente in modo adeguato le istituzioni multilaterali (ONU, FMI, Banca mondiale, OCSE, banche regionali di sviluppo, OMC).
Dal rapporto emerge che per raggiungere l’obiettivo dello 0,5 per cento entro il 2015 l’aiuto pubblico allo sviluppo deve crescere ogni anno del 7,1 per cento. Questo equivale per gli anni 2010-2013 a un importo supplementare totale di 775 milioni di franchi e per gli anni 2014-2015 di 963 milioni. Queste spese si devono conciliare con il consolidamento delle finanze federali. Il Dipartimento federale delle finanze è stato pertanto incaricato di elaborare un programma che consenta di sgravare le finanze federali di 1,5 miliardi annui rispetto al Piano finanziario 2011-2013.
Il Consiglio federale riconosce l’obiettivo di aumentare la quota dell’aiuto pubblico allo sviluppo. Ha pertanto deciso di sottoporre al Parlamento un messaggio sulla partecipazione della Svizzera agli aumenti di capitale delle banche multilaterali di sviluppo, alla XII ricostituzione del Fondo africano di sviluppo e alla IX ricostituzione del Fondo per le operazioni speciali della Banca interamericana di sviluppo. Considerata la situazione finanziaria e in adempimento ai suoi decreti per il consolidamento delle finanze federali, il Consiglio federale chiederà al Parlamento mezzi supplementari per le banche multilaterali di sviluppo soltanto a partire dal 2013.
Nel 2008 la Svizzera ha stanziato lo 0,42 per cento del suo prodotto interno lordo per l’aiuto pubblico allo sviluppo. La Svizzera si attesta in tal modo al 12° posto dei 22 Paesi dell’OSCE. Nei due decreti federali dell’8 dicembre 2008 relativi ai crediti quadro sulla continuazione della cooperazione tecnica e dell’aiuto finanziario della DSC e sulla prosecuzione dei provvedimenti economici e di politica commerciale della SECO il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di presentare nel 2009 un messaggio per un credito quadro aggiuntivo. Lo scopo di questo messaggio è di aumentare entro il 2015 la quota dell’aiuto pubblico allo sviluppo della Svizzera allo 0,5 per cento del reddito nazionale lordo (RNL).
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Beatrice Maser Mallor, responsabile Cooperazione e sviluppo economici, SECO tel. +41 31 324 07 53
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