Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/118641

<h2>SubmittedText<h2><p>Alla luce delle numerose critiche all'attuale metodo di calcolo dei costi - che peraltro condivide - e della dinamica dei mercati delle telecomunicazioni, il Consiglio federale non ritiene che, nel quadro del potere d'apprezzamento conferitogli dal legislatore, occorra adeguare il più rapidamente possibile le disposizioni regolamentari determinanti, idealmente in occasione dell'attuale revisione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo rapporto in adempimento del postulato della CTT-S 09.3002, "Valutazione del mercato delle telecomunicazioni", del 13 gennaio 2009 il Consiglio federale ha già accennato alla necessità di riesaminare determinati aspetti relativi ai prezzi d'accesso orientati ai costi. Non si tratta però solo di sapere se alcuni calcoli devono basarsi sui costi storici o sui valori di sostituzione, come indicato nel rapporto. Infatti, a seconda della situazione, sono immaginabili anche altre soluzioni. Oltretutto, il metodo di calcolo attuale non sempre tiene debitamente conto dell'evoluzione tecnologica degli ultimi anni. Analizzare le varie questioni diventa pertanto complesso. L'elaborazione di soluzioni efficaci necessita tempo e un'opportuna considerazione degli interessi dei vari fornitori coinvolti. </p><p>La revisione in corso dell'ordinanza sui servizi di telecomunicazione (OST) mira a un rapido miglioramento dei servizi a banda larga iscritti nel catalogo del servizio universale nonché a un rafforzamento puntuale della tutela dei giovani. In tal senso, il processo di revisione è ben avviato. L'indagine conoscitiva delle cerchie interessate ha avuto luogo a inizio estate. Ampliare l'attuale revisione alle questioni relative all'accesso alla rete implicherebbe ritardi considerevoli. </p><p>Entro l'autunno dell'anno prossimo, il Consiglio federale intende pertanto sottoporre alla consultazione delle cerchie interessate una revisione dell'OST contenente metodi alternativi di calcolo dei costi.</p>  Risposta del Consiglio federale.