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La FAA ha spiegato che si è trattato di una «involontaria cancellazione dei file» da parte del personale di una ditta appaltatrice
WASHINGTON - Non c'è stato un atto di sabotaggio dietro all'interruzione del sistema di notifica delle missioni aeree che ha messo k.o. il trasporto aereo negli Stati Uniti la scorsa settimana. La FAA, l'ente che regola l'aviazione civile negli Usa, ha spiegato che il problema è avvenuto dopo che «il personale a contratto ha involontariamente cancellato dei file».
L'interruzione del servizio lo scorso 11 gennaio è stata di tale portata da paralizzare completamente il traffico in tutto il Paese. Nella dichiarazione pubblicata giovedì, la FAA spiega che l'analisi preliminare dell'incidente ha mostrato che gli appaltatori stavano «lavorando per correggere la sincronizzazione tra il database primario live e un database di backup». In questa fase sono quindi stati eliminati per errore dei file del sistema NOTAM, che invia ai piloti le informazioni essenziali per il volo. Il sistema è stato poi ripristinato nel corso della stessa giornata.
In questa fase delle indagini, spiega ancora l'ente, è stato escluso un attacco informatico o un atto deliberato. La FAA ha spiegato inoltre di aver imparato la lezione e che sono state apportate migliorie al sistema NOTAM, così da renderlo più resiliente.