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16. mag 2001 - I futuri negoziati tra la Svizzera e l'UE concernenti la lotta alla frode non hanno nessun nesso diretto con gli accordi bilaterali. Un ritardo nella ratifica dei suddetti accordi a causa del dossier negoziale in sospeso nel campo della lotta alla frode non sarebbe quindi giustificato.
Il gruppo socialdemocratico alle Camere aveva tra l'altro chiesto dei ragguagli al Consiglio federale per sapere se l'esecutivo fosse consapevole che per la ratifica degli accordi bilaterali fosse necessario ottenere non solo l'approvazione di ogni Stato membro dell'UE, bensì anche quella della Commissione europea e del Consiglio europeo. Era stato inoltre chiesto al Consiglio federale se l'impunità della frode doganale costituiva un valore tanto essenziale da giustificare la messa in pericolo della ratifica dei bilaterali.
Nella sua risposta il Consiglio federale afferma di essere perfettamente a conoscenza che per la ratifica degli accordi bilaterali sono necessarie le decisioni sia degli Stati membri dell'UE, sia della Commissione UE (accordo relativo alla ricerca) e del Consiglio. Occorre impedire il contrabbando organizzato di sigarette a scapito del fisco comunitario, che è in parte commesso anche a partire dalla Svizzera. Il Consiglio federale ha più volte dichiarato di essere disposto a riprendere le trattative con l'UE concernenti la lotta contro la frode. Nei mesi scorsi sono avvenuti colloqui esplorativi al riguardo. I futuri negoziati della Svizzera con l'UE relativi alla lotta contro la frode non hanno un nesso diretto con gli accordi bilaterali. Un ritardo nella ratifica di tali accordi a causa del dossier negoziale in sospeso nel campo della lotta contro la frode sarebbe quindi ingiustificato.
Informazioni: Hermann Kästli, Amministrazione federale delle dogane,
tel. 031/ 322 65 03
16 maggio 2001
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