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ZURIGO - Un maxi pacchetto di salvataggio per Swiss. La Confederazione - ha riferito ieri il Tages Anzeiger - avrebbe deciso di mettere mano alla leva finanziaria per soccorrere il settore aereo, con un pacchetto di aiuti per 2 miliardi di cui 1,5 finirebbero, sotto forma di prestiti bancari, nelle casse della compagnia di bandiera.
Ma a Berna e dintorni si sono subito levate voci critiche. E c'è chi propone di ri-nazionalizzare Swiss. Secondo il consigliere nazionale Nik Gugger (PPE) le cifre in ballo impongono una riflessione. Nel 2005 la Confederazione ha venduto la compagnia a Lufthansa per 310 milioni di euro. «Ora dovremmo spendere cinque volte tanto per salvare Swiss. Non ha senso» commenta il deputato, che ha chiesto al Consiglio federale di considerare l'opzione di ricomprare il vettore. «Non sarebbe meglio investire i soldi in questo modo?».
Anche la presidente della Gioventù socialista Ronja Jansen è d'accordo. La Confederazione dovrebbe acquistare Swiss, ma al fine di «ridurre in modo ordinato» il traffico aereo svizzero. Su Twitter, Jansen lancia la proposta di «un fondo per la riqualificazione del personale, a cui andrebbe garantito il reddito durante corsi di formazione» per trovare un nuovo lavoro.
Il Dipartimento delle finanze, contattato da 20 Minuten, non conferma né smentisce le indiscrezioni sul pacchetto di salvataggio. «Non commentiamo le speculazioni nei media» afferma il portavoce Philipp Rohr. Secondo Rohr, il direttore finanziario Gaillard è stato «in costante contatto» con diverse compagnie aeree negli ultimi giorni e settimane.
Anche Swiss vola basso e non commenta. Il portavoce Meike Fuhlrott precisa che la casa-madre Lufthansa è intervenuta in soccorso dei dipendenti svizzeri. L'azienda «condivide la posizione del Consiglio federale secondo cui la società deve fare il possibile per conservare la liquidità» precisa Fuhlrott. Un «sostegno federale aggiuntivo» garantirebbe tuttavia a Swiss di sopravvivere a una crisi a lungo termine.