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Lo scorso luglio l'artista Bettina Diel ha presentato il suo lavoro "Freudvolle Angelegenheit" ("affare gioioso" in tedesco) in una esposizione al Kunsthaus di Zurigo. La quarantenne aveva raffigurato una vagina con ciocche di capelli attaccate a capsule di vapore colorate al posto del clitoride.
Purtroppo per Diel, la vetrina in cui è stata esposta la sua opera era leggermente aperta e, di conseguenza, del vapore è fuoriuscito ed è entrato attraverso una finestra aperta nei locali di un'azienda in un edificio vicino facendo così scattare l'allarme antincendio.
La donna spiega di aver contattato immediatamente i vigili del fuoco quando ha sentito le sirene avvicinarsi al Kunsthaus. "Volevo dire loro che era un falso allarme", racconta la sventurata a "20 minuten". Ma la sua chiamata è arrivata troppo tardi, perché poco dopo i pompieri erano sul posto con due veicoli.
Due mesi dopo, Diel ha ricevuto il conto dell'operazione: una fattura di quasi 2500 franchi. Diel fa notare che l'importo è già stato pagato dal Kunsthaus. "E' davvero molto generoso. Vorrei ripagarli". Ecco perché ha appena avviato una campagna di raccolta fondi. Ha stampato cinque diversi modelli della sua opera "Freudvolle Angelegenheit" su scatole di fiammiferi, che vende a 10 franchi ciascuno. Finora ha raccolto circa la metà dei 2'500 franchi.
Interpellato dal portale svizzerotedesco, i vigili del fuoco di Zurigo hanno confermato i fatti senza fornire ulteriori dettagli per motivi di protezione dei dati. Il portavoce Urs Eberle spiega, tuttavia, che è abbastanza comune far pagare un intervento, anche in caso di falso allarme. "Dal momento che i vigili del fuoco hanno lasciato la caserma dei pompieri, l'intervento è a carico. Un importo di 2500 franchi è abbastanza plausibile, a seconda del tipo di intervento".