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Il comitato direttivo del PLR ginevrino ha escluso stamane dal partito Pierre Maudet. In favore dell'estromissione del consigliere di Stato, accusato di accettazione di vantaggi, si sono pronunciati in 22, mentre un membro si è detto contrario e uno si è astenuto.
La decisione è stata presa dopo un'ora e mezzo di discussione, ha detto ai media il presidente della sezione cantonale dei liberali-radicali Bertrand Reich. Questi ha parlato di una scelta chiara e gravosa, da far risalire ai valori del partito.
Maudet ha ora trenta giorni di tempo per opporsi alla sua esclusione, ricorrendo presso l'assemblea generale del PLR. Nel week-end, l'ex candidato al Consiglio federale aveva dichiarato che questa mattina non si sarebbe presentato, precisando di non voler partecipare "a questo processo politico" e sostenendo che il suo diritto di essere ascoltato fosse "un'illusione".
La pressione su Maudet è aumentata di una tacca la settimana scorsa dopo che il Ministero pubblico ginevrino ha annunciato l'intenzione di rinviarlo a giudizio e spedirlo sul banco degli imputati per alcuni aspetti dello scandalo che lo ha travolto.
La principale accusa contro il consigliere di Stato è quella di accettazione di vantaggi, in relazione a un controverso viaggio del 2015 ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Maudet aveva inizialmente mentito sulla trasferta, nascondendo il fatto che volo in business class e alloggio fossero stati pagati da uno sceicco locale, principe ereditario membro della casa regnante. La procura è invece sul punto di abbandonare la parte dell'inchiesta sul finanziamento delle attività politiche.