Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/170813

<h2>SubmittedText<h2><p>In considerazione degli obblighi internazionali, il Consiglio federale è incaricato di emanare un divieto di importazione di pelli di rettile nel caso in cui i metodi di uccisione non sono conformi né alle norme internazionali né agli standard svizzeri in materia di protezione degli animali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide le preoccupazioni dell'autrice della mozione sui metodi di uccisione crudeli dei rettili e condanna tali pratiche. Per lottare contro questi metodi preferisce tuttavia affidarsi alle iniziative internazionali che offrono maggiori probabilità di riuscita a lungo termine.</p><p>In seguito al reportage sull'abbattimento di serpenti in Asia diffuso nel 2010 dalla trasmissione televisiva "Rundschau", su iniziativa della Svizzera è stato istituito un gruppo di esperti internazionali, che ha formulato raccomandazioni per l'uccisione rispettosa dei rettili. Queste raccomandazioni, pubblicate dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria nel 2013, hanno sortito effetti positivi. In Indonesia e in Malesia, la maggior parte dei rettili viene nel frattempo uccisa secondo i metodi raccomandati. Nel 2014 rappresentanti dell'OIE, della CITES e della Svizzera hanno presentato queste raccomandazioni agli allevatori vietnamiti. Anche le autorità si sono dimostrate interessate a metterle in atto. Il "Python Conservation Partnership" (PCP), un partenariato di commercio, Unione mondiale per la conservazione della natura e Centro per il commercio internazionale, si impegna a favore di un commercio sostenibile che tenga conto anche della protezione degli animali. Nel 2016 il PCP ha presentato le raccomandazioni del 2013 nel quadro di workshop in Indonesia, al fine di garantirne l'applicazione sistematica e corretta. Nel 2017 sono previsti altri workshop nel Sudest asiatico, che consentiranno di raggiungere un numero significativo di allevatori.</p><p>Nel frattempo, su iniziativa della Svizzera, anche l'Organizzazione mondiale per la sanità animale (OIE) ha istituito un gruppo di lavoro incaricato di affinare le raccomandazioni del 2013. È previsto che nel 2018 l'OIE le adotti come norma internazionale. Come le raccomandazioni del 2013, questa norma potrà essere utilizzata dal settore conciario come regola di buona prassi che i fornitori di pelli devono impegnarsi a rispettare.</p><p>Al Consiglio federale non sta a cuore soltanto la protezione degli animali, ma anche la conservazione delle specie. La sostenibilità del commercio di pelli di rettile è garantita dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (RS 0.453). Il commercio sostenibile rappresenta un'opportunità di guadagno per la popolazione rurale nel Sudest asiatico. Da uno studio del PCP emerge che in queste regioni l'allevamento e la cattura di serpenti hanno un effetto positivo sul reddito delle economie domestiche rurali povere. La collaborazione nel PCP costituisce un approccio molto promettente per conseguire un risultato analogo a quello richiesto dall'autrice della mozione, dato che in futuro il PCP attribuirà un peso ancora maggiore alla protezione degli animali.</p><p>Introdurre un divieto di importazione sarebbe doppiamente problematico. Da un lato, per sapere come sono effettivamente ottenute le pelli di rettile sarebbe necessario effettuare controlli nelle aziende di fabbricazione. Tuttavia, senza un accordo internazionale o senza l'obbligo per le aziende di rispettare determinati standard sarebbe difficile, se non impossibile, svolgere controlli di questo tipo. Dall'altro, in assenza di norme internazionali, un divieto di importazione basato unicamente su standard svizzeri con effetti extraterritoriali sarebbe difficilmente conciliabile con gli obblighi internazionali della Svizzera nel settore del commercio di merci.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.