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La Confederazione dovrebbe continuare ad incoraggiare la creazione di asili-nido anche dopo il 2011, quando scadrà la legge attualmente in vigore.
Con 115 voti contro 56, il Consiglio nazionale ha adottato giovedì una mozione che chiede al governo di presentare un progetto in tal senso entro la fine dell'anno, con i relativi crediti per il periodo 2011-2015.
Grazie agli aiuti previsti dalla legge che scadrà il 31 dicembre 2011, è stato possibile creare 24'000 nuovi posti, con un aumento dell'offerta di oltre il 50%. Nei prossimi due anni ve ne dovrebbero essere altri 9'000. In tutto la Confederazione avrà investito 200 milioni di franchi.
Tuttavia, questo gesto è insufficiente. La domanda resta infatti elevata: mancano alcune decine di migliaia di posti. Il governo è dunque disposto a proseguire gli sforzi. Vuole tuttavia nuovamene limitare la sua azione nel tempo, nell'intento di evitare un impegno duraturo della Confederazione.
Appellandosi al rigore finanziario, l'Unione democratica di centro si è inutilmente opposta all'idea di questa proroga. Per alcuni dei suoi membri, spetta alle famiglie occuparsi dei figli in tenera età e non allo Stato, soprattutto a livello federale.
La Camera bassa ha anche archiviato cinque iniziative parlamentari depositate dalle donne di vari partiti. Chiedevano l'iscrizione nella Costituzione del diritto per i bambini di beneficiare di strutture d'accoglienza in tutto il paese. Per la commissione si tratta di un compito troppo complesso che comporterebbe una serie di votazioni popolari dall'esito incerto. Per cui ha suggerito di rinunciarvi.