Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/94478

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di istituire un organo di verifica per gli imam e di introdurre un obbligo di autorizzazione per l'esercizio della loro professione in Svizzera.</p><p>Dal punto di vista legale, l'autorizzazione deve essere concessa quando l'imam dichiara di voler rispettare il nostro ordinamento giuridico e i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. Gli imam che rifiutano il nostro secolare Stato di diritto, la democrazia, la libertà di culto o i diritti dell'uomo vanno espulsi dalla Svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione, secondo cui le persone che forniscono assistenza religiosa svolgono un ruolo importante per l'integrazione degli stranieri. Fungono da intermediari tra lo Stato, ossia la società maggioritaria, e la comunità religiosa. </p><p>In casi isolati può succedere che i predicatori fomentino i conflitti culturali, schierandosi contro l'ordinamento giuridico e sociale vigente nel nostro Paese e quindi ostacolando l'integrazione degli stranieri. Questo modo di agire non è tollerato. </p><p>Le disposizioni in materia di stranieri sul divieto d'entrata, la mancata proroga o la revoca del permesso di dimora come pure la verifica dei requisiti d'ammissione applicabili alle persone provenienti da Paesi terzi sono tese a combattere in maniera risoluta le violazioni o le minacce riguardanti la sicurezza e l'ordine pubblici o la sicurezza interna ed esterna. È possibile negare o revocare un'autorizzazione d'entrata o un permesso di dimora agli stranieri che incitano alla violenza contro persone appartenenti a un'altra religione o addirittura contro lo Stato di diritto, che istigano all'odio contro una parte della popolazione o che approvano pubblicamente un crimine contro l'umanità o atti terroristici. </p><p>In presenza di indizi concreti di una possibile minaccia alla sicurezza e all'ordine pubblici o alla sicurezza interna ed esterna della Svizzera, i servizi di polizia cantonali, il Servizio di analisi e prevenzione o gli uffici di migrazione procedono a una verifica approfondita specifica anche nel caso di persone che forniscono assistenza religiosa provenienti dai Paesi membri dell'UE / AELS.</p><p>La legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) consente alle autorità competenti di adottare misure preventive per scongiurare minacce alla sicurezza interna. Inoltre, il Codice penale svizzero punisce la pubblica istigazione alla violenza, lo scherno delle convinzioni religiose e la discriminazione razziale. </p><p>Un organo speciale di verifica per gli imam non apporterebbe alcun valore aggiunto rispetto ai mezzi a disposizione, sarebbe sproporzionatamente dispendioso e comporterebbe una stigmatizzazione, che a sua volta potrebbe mettere in pericolo la pace religiosa e l'integrazione. </p><p>Il Consiglio federale osserva, inoltre, che le disposizioni in materia di stranieri entrate in vigore il 1° gennaio 2008, tengono espressamente conto dell'importanza di chi fornisce assistenza religiosa. Alle persone provenienti da Stati terzi che esercitano un'attività di questo tipo può essere rilasciato un permesso di dimora o un permesso di soggiorno di breve durata soltanto se dispongono delle capacità necessarie per svolgere la loro attività specifica (ossia possono provare di aver concluso gli studi in teologia), hanno dimestichezza con la scala di valori sociali e giuridici della Svizzera e sono in grado, all'occorrenza, di trasmettere tali conoscenze ai loro assistiti. In particolare, devono possedere conoscenze della lingua nazionale parlata nel luogo di lavoro equivalenti al livello B1 del quadro di riferimento europeo comune per le lingue del Consiglio d'Europa (IT). Tali disposizioni mirano a rafforzare il ruolo positivo che le persone che forniscono assistenza religiosa possono svolgere nel processo d'integrazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.