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Trovate qui le risposte alle domande che ci sono state poste più frequentemente. Se non doveste trovare l'informazione che desiderate, siamo volentieri a vostra disposizione e potrete contattarci via E-Mail.
Dal 1° gennaio 2009, gli assegni familiari sono disciplinati a livello svizzero nella legge federale sugli assegni familiari (LAFam). Dal 1° gennaio 2013 vi sono assoggettati anche gli indipendenti che non lavorano nel settore agricolo. Alle persone attive nell'agricoltura si applica una legge speciale. Hanno diritto agli assegni familiari:
tutti i salariati e i lavoratori indipendenti;
le persone prive di attività lucrativa che conseguono un reddito modesto.
Sì. Anche i lavoratori a tempo parziale hanno diritto ad assegni familiari interi, a condizione che il reddito soggetto all'AVS ammonti almeno a 592 franchi al mese o 7'110 franchi all'anno. Se la persona lavora simultaneamente per più datori di lavoro, i salari sono addizionati.
Il diritto agli assegni familiari nasce e si estingue insieme al diritto al salario. In caso di impedimento al lavoro per malattia o infortunio, gli assegni vengono corrisposti durante il mese in cui interviene l'impedimento al lavoro e per i tre mesi successivi.
Laddove l'impedimento al lavoro si protragga per oltre tre mesi, occorre quindi una comunicazione del datore di lavoro.
Un giovane è ritenuto in formazione se segue un ciclo di formazione regolare (di almeno 4 settimane) e riconosciuto e, sistematicamente e per la maggior parte del suo tempo (almeno 20 ore alla settimana: insegnamento scolastico, lezioni, corsi, compiti a casa, lavoro personale, redazione di un lavoro di diploma, studio a distanza ecc.), si prepara a un diploma professionale o acquisisce una formazione generale che funge da base per diverse professioni.
Un giovane che svolge uno stage è ritenuto in formazione se quest'ultimo:
costituisce una condizione per l'ammissione a un ciclo di formazione o a un esame;
è richiesto per il conseguimento di un diploma o un diploma professionale.
A certe condizioni, il giovane può essere considerato in formazione se lo stage gli permette di trovare un posto di apprendistato.
Per contro, un giovane non è considerato in formazione se svolge un'attività pratica con l'unico obiettivo di acquisire cognizioni e abilità specifiche per migliorare le sue possibilità d'impiego in una situazione di difficoltà occupazionale o per scegliere una professione.
Poiché non è consentito percepire due volte gli assegni familiari, la LAFam stabilisce chi è l'avente diritto principale (primo avente diritto).
a) la persona che esercita un’attività lucrativa;
b) la persona che ha l’autorità parentale o che l’aveva fino alla maggiore età del figlio;
c) la persona presso la quale il figlio vive prevalentemente o è prevalentemente vissuto fino alla maggiore età;
d) la persona cui è applicabile l’ordinamento degli assegni familiari nel Cantone di domicilio del figlio;
e) la persona esercitante un’attività lucrativa dipendente con il reddito più elevato sottoposto all’AVS;
f) la persona esercitante un’attività lucrativa indipendente con il reddito più elevato sottoposto all’AVS.
Se entrambi i genitori sono salariati, gli assegni familiari sono versati al cosiddetto primo avente diritto (vedi la domanda precedente). L'altro genitore ha diritto al versamento di un importo differenziale se lavora in un Cantone diverso da quello del primo avente diritto dove sono versati assegni minimi più elevati.
Gli assegni (fatti salvi gli assegni di nascita e di adozione) sono esportati nei Paesi dell'UE e dell'AELS dei cittadini beneficiari. Per i figli dei cittadini di Serbia, Montenegro e Bosnia-Erzegovina che lavorano in Svizzera gli assegni sono versati in tutto il mondo, in quanto la Svizzera si è impegnata in tal senso nell'ambito di convenzioni internazionali. In tutti gli altri casi gli assegni non sono esportati, fatta eccezione per i salariati distaccati da un datore di lavoro con sede in Svizzera.
Nei rapporti con gli Stati dell'UE e dell'AELS si applica il principio del luogo di lavoro. Gli assegni familiari vanno cioè richiesti laddove è esercitata un'attività lucrativa, anche se l'avente diritto e/o i figli vivono in un altro Paese. Se entrambi i genitori esercitano un'attività lucrativa, gli assegni sono versati in primo luogo nel Paese in cui risiedono i figli. Se l'altro genitore lavora in un Paese in cui l'importo degli assegni familiari è più elevato, quest'altro Paese versa la differenza.
Se gli assegni familiari sono stati riscossi indebitamente (p. es. in base ad indicazioni errate o perché la conclusione della formazione di un figlio non è stata comunicata), ne sarà richiesta la restituzione.
Per i salariati sono finanziati dai datori di lavoro, che versano alle casse di compensazione per assegni familiari un importo sotto forma di percentuale salariale. Solo nel Cantone del Vallese anche i salariati devono versare un contributo.
Per i lavoratori indipendenti sono finanziati dai contributi versati dagli indipendenti.
Per le persone prive di attività lucrativa sono finanziati dai Cantoni, che a loro volta possono far partecipare i Comuni o prevedere il versamento di un contributo da parte delle persone prive di attività lucrativa.