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Il premio Marcel Benoist 2013 - definito il Nobel svizzero - è stato assegnato a Michael Graetzel, professore di chimica presso il Politecnico federale di Losanna. La consegna avverrà il 19 novembre, ma oggi il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann, presidente della Fondazione del premio, ha ricevuto a Berna il vincitore.
Di origine tedesca, Graetzel lavora dal 1977 al Poli di Losanna, dove dirige il laboratorio di fotonica e interfacce. Nel 1988 con la scoperta delle celle solari a colorante sensibile conosciute come "celle di Graetzel" ha aperto una nuova frontiera per migliaia di ricercatori in tutto il mondo. In seguito a questa scoperta in molti Paesi sono stati avviati programmi di ricerca prioritari e istituiti centri specializzati, si legge in un comunicato del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca.
Nel corso degli anni l'équipe di Michael Graetzel a Losanna è riuscita a portare il livello di efficienza al 15% e a rendere più stabile questo nuovo tipo di celle solari. I risultati ottenuti, riconosciuti a livello mondiale, rendono le sue "celle" un'alternativa promettente a quelle fotovoltaiche in silicio, maggiormente diffuse.
Graetzel, i cui studi sono stati citati più di 100 000 volte, è uno dei chimici più importanti al mondo. Oltre a diffondersi in ambito accademico, la sua ricerca è sfociata nel rilascio di brevetti e nella creazione di spin-off che stanno iniziando a lanciare le nuove celle sul mercato.
Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui "l'Albert Einstein World Award of Science" nel 2012. È membro di numerose società ed è stato insignito di diverse lauree honoris causa.