Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/227326

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che tracci un quadro delle misure e dei mezzi di diritto penale, di polizia preventiva e di diritto pubblico (per es. diritto delle telecomunicazioni) che esistono per lottare contro le incitazioni pubbliche all'odio (discorsi di odio) e contro l'importazione e la diffusione di materiale di propaganda estremista. Il rapporto dovrà inoltre indicare le eventuali lacune a livello legislativo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La protezione della popolazione contro i discorsi di odio e la propaganda estremista è una questione molto importante per il Consiglio federale. Le norme di protezione in questo campo esistono nel diritto penale, nel diritto civile e nel diritto amministrativo. La legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) è particolarmente degna di nota. In base a questa, il materiale di propaganda violenta può essere messo al sicuro, sequestrato o confiscato. Inoltre, fedpol può ordinare la revoca di un nome di dominio svizzero o la cancellazione di siti Internet, se il materiale di propaganda si trova su un server svizzero. Per di più, quali elementi della Strategia della Svizzera per la lotta al terrorismo (FF 2015 6143), la Confederazione ha elaborato due progetti legislativi: la legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) e un potenziamento del dispositivo penale contro il terrorismo e la criminalità organizzata. Sulla MPT si voterà il 13 giugno 2021. Il Piano di azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l'estremismo violento (PAN) contiene ulteriori misure preventive. Anche la piattaforma nazionale "Giovani e media" dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali attua misure preventive nell'ambito dei temi prioritari "Estremismo e radicalizzazione" (2017-2019) e "Odio in rete" (2020/2021). Inoltre, per combattere i discorsi di odio razzista su Internet, il Servizio per la lotta contro il razzismo (SLR) sostiene progetti che sviluppano misure, in particolare nei settori della prevenzione e della sensibilizzazione, della consulenza e della segnalazione, della contronarrazione e del monitoraggio.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che in particolare la diffusione pubblica di discorsi di odio e di propaganda estremista su Internet costituisce un rischio. La maggior parte dei contenuti online illegali che vengono scoperti o segnalati in Svizzera provengono da autori anonimi e sono diffusi tramite piattaforme estere (ad es. Facebook o YouTube). Le autorità svizzere non possono quindi intervenire direttamente ma devono adire le vie dell'assistenza giudiziaria (cfr. ad es. l'interpellanza Seiler Graf <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20193787">19.3787</a> e Grüter <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20173751">17.3751</a> nonché il rapporto complementare del 10 maggio 2017 "Base legale per i media sociali: nuova analisi della situazione" in adempimento del postulato Amherd <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20113912">11.3912</a>). Pertanto attualmente si preferiscono soluzioni basate sull'impegno volontario delle piattaforme. Alcune reti sociali trattano in via prioritaria le segnalazioni dei cosiddetti "trusted flagger". fedpol ha questo status speciale su YouTube. Il Consiglio federale prevede inoltre di risolvere almeno parzialmente i problemi di applicazione del diritto svizzero nei confronti delle piattaforme estere obbligandole a designare un recapito in Svizzera (cfr. mozioni Glättli <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20183306">18.3306</a> e Levrat <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20183379">18.3379</a>).</p><p>Per meglio comprendere i rischi nell'ambito della diffusione pubblica di discorsi di odio e di propaganda estremista nel settore online, il Consiglio federale ha inoltre già commissionato un rapporto all'Ufficio federale delle comunicazioni e alla Cancelleria federale per esaminare una governance svizzera delle piattaforme (tra cui i motori di ricerca, i social media, le piattaforme video). Il rapporto raccoglierà i risultati empirici che illustrerà le misure esistenti esaminandole nell'ottica di un'effettiva protezione dai discorsi di odio. In tale contesto saranno mostrate possibili soluzioni, come ad esempio nuovi strumenti legali da applicare alle piattaforme. Il rapporto è previsto per la fine del 2021. Secondo il Consiglio federale occorre aspettare i risultati del rapporto sulla governance prima di considerare qualsiasi altro passo successivo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.