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Gli atti commessi dalle forze dell'ordine a Genova-Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001 sono tortura. L’ha stabilito giovedì a Strasburgo la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l'Italia per queste azioni e per non aver condotto indagini efficaci. I giudici hanno riconosciuto ai ricorrenti il diritto a ricevere tra 10’000 e 85’000 euro a testa per danni morali.
La Corte ha sancito che "i ricorrenti, trattati come oggetti dal potere pubblico, hanno vissuto durante la durata della detenzione in un luogo "di non diritto", dove pure le garanzie più elementari erano sospese". Definiscono così, nella sentenza, la situazione vissuta da 48 persone nel 2001.
I magistrati rilevano pure il fatto che nessuno degli agenti o funzionari coinvolti ha passato un giorno in prigione "per quanto inflitto ai ricorrenti". La Corte ha stigmatizzato aspetti quali l'impossibilità di identificare gli agenti coinvolti, privi di segni distintivi sulle uniformi, e l'assenza di cooperazione tra polizia e magistratura.
ANSA/EnCa
- RG 18.30 del 26.10.17 - La corrispondenza di Claudio Bustaffa