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Il Gran Consiglio approva una risoluzione ‘Per la pace’. Prima delle discussioni sul conflitto, i due deputati comunisti lasciano l’aula
Si è discusso anche di guerra nella sessione del Gran Consiglio conclusasi oggi. Dopo un minuto di silenzio osservato per le vittime del conflitto in Ucraina, l’Ufficio presidenziale ha presentato una risoluzione ‘In favore della pace’ approvata all’unanimità dai 68 deputati presenti, con 3 astenuti. I due rappresentati del Partito comunista hanno invece lasciato l’aula prima delle discussioni sul tema.
Con la risoluzione adottata, il Gran Consiglio esprime "la più ferma condanna per l’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito della Federazione russa e deplora che nel Ventunesimo secolo, dopo avere sperimentato la sciagura di due guerre mondiali, vi siano governi per i quali la forza delle armi è ancora uno strumento per regolare i rapporti tra gli Stati". Alla versione originale del testo è stato inserito un emendamento – l’unico approvato dei cinque presentati dall’Mps – che recita: "Il Gran Consiglio esprime solidarietà a tutti coloro che, coraggiosamente, esprimono in Russia il proprio dissenso nei confronti della guerra: il loro diritto a una libera espressione è uno dei valori fondamentali che deve essere, sempre e ovunque, difeso". La risoluzione continua dichiarando che "per queste ragioni il parlamento chiede al Consiglio federale di produrre ogni sforzo possibile, in qualsiasi forma, per favorire la pace ed evitare ogni ricorso alla violenza, nel rispetto dei valori di convivenza e di neutralità che animano la nostra comunità e che devono rimanere un faro nell’azione di tutte le istituzioni in Svizzera".
Viene inoltre manifestata vicinanza e solidarietà a tutte le popolazioni colpite e chiesto a tutte le autorità competenti di fare "quanto possibile affinché chi fugge dal conflitto possa essere accolto in Svizzera in sicurezza e con una presa a carico che tenga conto della particolarità della situazione di ciascuno". In particolare per i Gran Consiglio "è importante garantire l’assistenza a chi è stato vittima di violenza, la scolarizzazione dei fanciulli e le cure sanitarie". Il legislativo cantonale chiede infine che "gli aiuti umanitari vengano coordinati in modo che possano giungere alla popolazione ucraina in maniera ordinata ed efficiente e invita la popolazione ticinese a esprimere la propria solidarietà seguendo le indicazioni delle istituzioni".