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L'ex presidente tunisino Zine el-Abidine Ben Ali è stato condannato ieri sera in contumacia a 16 anni di carcere per corruzione e frode immobiliare al termine di un processo che lo vedeva imputato in relazione alla cessione di due terreni in un quartiere esclusivo a Tunisi.
Sua figlia Nesrine e il genero Sakhr al-Materi sono stati a loro volta condannati in contumacia a otto e 16 anni nell'ambito della stessa vicenda. I due, infatti, sono riusciti a fuggire dalla Tunisia prima della caduta del regime e ora si trovano a Doha, stando alle ultime notizie che si hanno su di loro.
Ai tre imputati era contestata l'acquisizione illecita di un terreno, originariamente di proprietà della società "El Bouhayra" e finito nelle mani di Sakher Materi e della moglie, attraverso una delle molte loro società, la "Les hirondelles". Il terreno, rivenduto, consentì, secondo l'imputazione, un guadagno di circa nove milioni di euro.
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