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"Diecimila nuovi rifugiati attendono davanti al punto di passaggio frontaliero di Kilis tra la Turchia e la Siria". Lo ha detto il premier di Ankara, Ahmet Davutoglu, che sta partecipando alla Conferenza dei donatori iniziata oggi a Londra.
Dallo scorso fine settimana la Turchia ha già accolto oltre seimila nuovi profughi turcomanni e arabi, fuggiti per l'intensificarsi dei bombardamenti russi e dell'offensiva del regime di Bashar al Assad. Secondo Davutoglu altre 70mila persone, rifugiate finora nei campi a nord di Aleppo, si starebbero dirigendo verso il confine turco.
"La mia mente adesso non è a Londra, ma al nostro confine, a come collocare queste nuove persone che vengono dalla Siria", ha detto Davutoglu.
Il premier turco ha aggiunto che "trecentomila persone che vivono ad Aleppo sono pronte a muoversi verso la Turchia" e che per andare incontro alle esigenze di tutti i 2,5 milioni di profughi siriani già ospitati dalla Turchia occorrerebbero altri 20 miliardi di dollari, oltre ai 10 miliardi che Ankara sostiene di aver già speso.
Davutoglu ha inoltre accusato il regime di Assad di aver causato lo stop ai negoziati Onu di Ginevra con i "continui bombardamenti di ospedali e scuole ad Aleppo e Latakia". Un'accusa analoga era stata lanciata nelle scorse ore nei confronti della Russia dal presidente Recep Tayyip Erdogan.
SDA-ATS