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BERNA - La legge sulla riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA), approvata in votazione il 19 maggio, entrerà in vigore il 1° gennaio del prossimo anno. Ciò significa che se un cantone non mette in atto le disposizioni obbligatorie della RFFA entro tale data si applica direttamente il diritto federale. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale.
Alcune disposizioni transitorie entreranno in vigore prima, più precisamente il giorno dopo che il governo avrà preso atto in forma ufficiale dell'esito della votazione. In base alla Legge sui diritti politici, l'esecutivo può omologare il risultato di un voto popolare «non appena è assodato che nessun ricorso è stato depositato o è ancora pendente dinanzi al Tribunale federale».
Nel caso concreto, un ricorso al TF è verosimile. Contro l'esito della votazione sono stati depositati dei ricorsi in più di un cantone per chiedere l'annullamento del voto. Secondo i ricorrenti, rappresentati in particolare dall'ex consigliere di Stato vodese Pierre Chiffelle, il progetto non rispetta il principio dell'unità di materia, il quale impedisce di includere, nel medesimo oggetto sottoposto al popolo, molteplici proposte di natura e scopo differenti.
I cantoni di Vaud e Neuchâtel hanno già dichiarato irricevibili i ricorsi ricevuti poiché ritenuti tardivi. I due cantoni si sono nel contempo dichiarati incompetenti poiché riguardano aspetti di portata nazionale. Contro tale decisione è possibile appellarsi al TF. Da parte loro, i ricorrenti non hanno mai nascosto la volontà di portare la questione davanti al Tribunale federale.
La RFFA, nata dopo la bocciatura del precedente progetto, sancisce l'abolizione degli statuti speciali per le società holding e quelle di gestione invisi all'Unione europea e all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. La riforma prevede nuove agevolazioni, come un sistema di patent box, ovvero degli strumenti fiscali che consentono un'imposizione privilegiata degli utili generati dalla proprietà intellettuale. Gli sgravi andranno a beneficio di tutte le aziende. A conti fatti, le multinazionali pagheranno un po' più d'imposta e le piccole e medie imprese (PMI) di meno.
La principale misura fiscale - la riduzione dell'aliquota cantonale d'imposizione sull'utile delle imprese - non compare formalmente nel progetto essendo appunto di competenza cantonale. Tuttavia, la Confederazione verserà loro circa un miliardo di franchi a titolo di compensazione, attraverso un aumento dal 17% al 21,2% della quota dell'imposta federale diretta destinata ai cantoni.
La riforma è poi accompagnata da un contributo di quasi due miliardi di franchi da destinare all'AVS. Per ogni franco risparmiato dalle imprese grazie alla riforma fiscale, un franco dovrà infatti essere versato nel primo pilastro.