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Se sull'eco-tassa sui biglietti aerei c'è parecchio sostegno, la riduzione dell'utilizzodell'aereo non sembra all'orizzonte... nonostante l'onda verde.
Come ormai noto l'aereo è fra i mezzi più inquinanti in termini di quantità di CO2 emessa per passeggero. Con la recente "onda verde" portata dalla scandinavia dalla giovane Greta Thunberg un po' in tutto il mondo i voli aerei sono diventati bersaglio delle istanze ecologiste. Imporre una tassa sul CO2 per i biglietti aerei oggi sembra essere una misura che gode di ampio consenso. Addiritura anche molti operatori del settore non si oppongono a una misura simile, come espone un articolo pubblicato sul portale Watson. L'associazione mantello degli operatori nel settore dei viaggi svizzeri vede di buon occhio un'ecotassa sui biglietti aerei, a patto che il ricavato sia devoluto a progetti di salvaguardia del clima. Una forchetta che dovrebbe variare fra i 30 e i 120 di ecotassa a seconda della distanza del viaggio.
Per quanto riguarda il comportamento dei clienti invece, che effetti ha avuto l'"onda verde"? Se a livello internazionale si riscontra un lieve calo dei voli l'"onda verde" non si riflette nelle cifre riportate dall'aeroporto di Zurigo. Nella prima metà del 2019 infatti il numero di passeggeri è aumentato del 2,4%, attestandosi a 14,9 milioni. Markus Fässler di Hotelplan spiega a Watson che alcuni clienti "chiedono anche proattivamente come si possono compensare (a livello ecologico, ndr) i voli. Tuttavia, non vediamo alcun abbandono completo del viaggio aereo o un cambiamento nel comportamento di prenotazione, non soprattutto con i clienti più giovani".