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BERNA - La notizia della ritrovata libertà per Roman Polanski è stata accolta con sollievo da esponenti del cinema elvetico. "La Svizzera ne esce più grande", si rallegra il direttore della Cineteca svizzera Frédéric Maire, interpellato dall'ATS.
La Svizzera si è mostrata "capace d'indipendenza", aggiunge Maire, che si dice "estremamente felice". "Non era per nulla scontato per un piccolo Stato come il nostro che non ha sempre rapporti rosei con gli Stati Uniti", rileva l'ex direttore artistico del Festival di Locarno (2005-2009).
Anche il regista vodese Lionel Baier ("Un autre homme"), che si era mobilitato per Polanski, è "molto contento che gli sia stata restituita la libertà e che il Dipartimento federale di giustizia abbia fatto il suo lavoro".
Il Festival del film di Zurigo, per partecipare al quale Polanski era venuto in svizzera lo scorso settembre, ha rilasciato soltanto una breve dichiarazione, in cui gli organizzatori si dicono "molto sollevati" della decisione di Berna e si rallegrano che il regista "possa finalmente tornare dalla sua famiglia".
SDA-ATS