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Caso Vincenz
Caso Vincenz, i banchieri «sanno come sfruttare il sistema»
Un «Tour de Suisse» attraverso vari strip club indicato come spesa di lavoro? I dettagli del processo contro l'ex CEO di Raiffeisen Pierin Vincenz portano la gente a porsi qualche domanda su come funzioni il mondo dei banchieri. blue News, per rispondere a questi interrogativi, si è rivolto a un esperto.
Mercoledì, secondo giorno del processo contro l'ex CEO di Raiffeisen Pierin Vincenz, le visite aI locali a luci rosse sono state al centro del dibattito. L'accusa ha parlato di un «Tour de Suisse» attraverso gli strip club, effettuato solo per il piacere personale di Vincenz.
L'imputato stesso aveva dichiarato, il giorno prima, che con queste «cene» aveva coltivato le relazioni con dei clienti. Ecco perché i costi erano stati segnati come spese di lavoro. Il totale: 200.000 franchi.
La continuazione del processo sarà ancora da seguire. Ma molti cittadini, dopo la recente serie di scandali bancari, potrebbero chiedersi: in che tipo di mondo vivono i banchieri? blue News lo ha chiesto a Christian Fichter, psicologo specializzato nel mondo degli affari.
L'esperto
Christian Fichter è uno psicologo sociale e aziendale. È capo della ricerca all'Università di Scienze Applicate di Kalaidos.
Pierin Vincenz, quando dirigeva la Banca Raiffeisen, era considerato una personalità con i piedi per terra rispetto ai «top banker» di Zurigo. Grandi banchieri con i piedi per terra, può esistere una cosa del genere?
Sì, assolutamente. L'umiltà può appartenere a molti tipi diversi di personalità. Non è impossibile essere un banchiere e rimanere in contatto con il personale e con la clientela. Molte ricerche, però, hanno dimostrato che più in alto si sale nel management, più è probabile che la modestia venga a mancare - questo è particolarmente vero nel settore finanziario. Si tratta di ciò che potrebbe essere successo anche al Signor Vincenz.
All'udienza, Vincenz ha presentato le visite ai nightclub come normali incontri con i partner commerciali. Potrebbe essere, no?
Sembra ragionevole supporre che abbia mescolato molto la sua vita e le sue attività commerciali, sarebbe anche comprensibile. È anche possibile che, per lui, le proprie azioni rientrassero in un quadro coerente. Posso quindi immaginare che non fosse nemmeno consapevole di fare qualcosa di discutibile dal punto di vista legale. Le sue azioni però sono certamente discutibili dal punto di vista morale.
Il caso Vincenz è l'ultimo di una serie di scandali nel settore finanziario. Il presidente del Credit Suisse, António Horta-Osório, ha dovuto recentemente dimettersi per aver violato le regole sulla quarantena. Arrivati a un certo livello nelle loro carriere i banchieri si sentono intoccabili?
Non si arriva a questi livelli per caso. Si tratta di persone che sono molto orientate alla performance, motivate, intelligenti, con buone conoscenze. Sanno come usare il sistema per avere successo.
Le conseguenze sono due: in primo luogo, la sensazione di sicurezza, del tipo «Non mi può succedere niente, finora sono sempre riuscito a gestire tutto». In secondo luogo, l'atteggiamento del «per me valgono regole speciali». La sensazione di essere una superstar. In paesi come la Russia o la Corea del Sud a questi livelli si può davvero fare quello che si vuole, e anche nell'economia svizzera ci sono casi isolati di questo atteggiamento, ma questo è dannoso e sbagliato.
Ci sono altri tratti del carattere che sono più comuni nei leader?
Assolutamente. Si parla spesso della cosiddetta triade tossica, che è una combinazione di tre tratti di personalità: narcisismo, machiavellismo e psicopatia ad un livello non clinicamente rilevante.
Può spiegare questi termini un po' più nel dettaglio?
Narcisismo significa auto-assorbimento. Il machiavellismo indica un comportamento in cui si approfitta degli altri. E la psicopatia non clinica comporta una certa tendenza alla scelleratezza, una mancanza di coscienza. Le persone in cui queste dimensioni della personalità sono fortemente pronunciate si trovano più spesso in posizioni di potere. La ragione è semplice: in un ambiente molto competitivo sono tendenzialmente capaci di affermarsi meglio degli altri.
Questa cultura competitiva è rappresentata anche al cinema, ad esempio in film come «Wall Street». Si va quindi al di là di un semplice cliché hollywoodiano?
Spesso a certi settori o a certi livelli vengono attribuite delle caratteristiche predeterminate. Molte volte non c'è niente di vero, ma nel caso della finanza sì. Ovviamente, non tutti i banchieri sono bugiardi e imbroglioni senza vergogna. Ma, confrontando i banchieri nel loro insieme con altri gruppi professionali, queste caratteristiche sono riscontrabili in misura maggiore.
Questo ha delle conseguenze: se un gruppo tende alla psicopatia o al narcisismo più di altri allora questi valori diventano più estremi quanto più in alto si sale nella scala della carriera. Se, per esempio, una persona non presenta segni di psicopatia non patologica, questa potrebbe non prevalere semplicemente perché qualcun altro è più crudele o disposto a ricorrere a misure più sfacciate.
Ma lei ha detto all'inizio che questo fenomeno non è una specificità del settore finanziario.
Tali dinamiche sono vere in qualsiasi organizzazione, sia nell'investment banking che in un’associazione che raccoglie vestiti usati per chi ne ha bisogno. Quando più persone lavorano insieme, per far sopravvivere l’organizzazione gli obiettivi economici devono essere raggiunti. Le stesse tipologie di personalità prevalgono anche nel volontariato o nelle associazioni culturali di sinistra: la differenza è che in quei casi uno scandalo comporta minori danni collaterali che nell’ambito bancario.
Finora abbiamo parlato principalmente di uomini. Le donne in posizioni di leadership mostrano la stessa tendenza a possedere la triade tossica?
No, la dinamica è individuabile in minor misura nelle donne. In generale, quella femminile è una struttura di personalità diversa, più socievole e comunicativa. Ma le donne che arrivano a posizioni di leadership possiedono anche loro tratti di narcisismo e machiavellismo più marcati rispetto alle altre. Non sono a conoscenza di uno studio riguardo a se e come queste caratteristiche siano paragonabili a quelle degli uomini.
Le donne hanno più difficoltà a salire di grado nel settore finanziario?
Non è per forza così. Ci sono anche misure che favoriscono il loro avanzamento in modo esplicito e informale, come le quote per le donne.
Cosa intende per informale?
I casi in cui le aziende non introducono una quota per le donne ma, forse per ragioni di percezione esterna, fanno uno sforzo per avere una presenza femminile nel piano di gestione. Questo permette di far salire di grado anche donne con una triade tossica meno pronunciata.
In che misura il denaro è fonte di motivazione per i banchieri?
Naturalmente, i soldi sono uno dei principali motivi per cui qualcuno decide di entrare nell'industria finanziaria. Il denaro è qualcosa di incredibilmente importante e affascinante che modella la nostra società e che ci ha portati lontano. Quindi: sì, l'interesse per il denaro è eccezionalmente forte tra i banchieri, qualsiasi altra affermazione sarebbe completamente sbagliata.
Quando questo interesse per il denaro sfocia nell'avidità?
L'avidità è un concetto difficile. Le persone hanno una tendenza innata a soddisfare i loro bisogni. I musicisti sono avidi di esibizioni e di applausi e i banchieri sono affascinati dal denaro. Non la vedrei necessariamente come una cosa negativa. Diventa problematico quando le persone attraversano i confini di ciò che è morale o legale per ottenere denaro. Cosa che succede di continuo.
Come si può contrastare questa tentazione?
Con duri controlli e sanzioni rivolti ai vertici del settore finanziario. Naturalmente, i controlli necessari dovrebbero già essere in atto, ma spesso non funzionano perché gli stessi controllati sanno come sfruttare il sistema. Sono necessarie delle riforme. E c'è anche bisogno di un migliore processo di selezione del personale. Non è accettabile scegliere i dirigenti sulla base di raccomandazioni e senza condurre test psicologici attitudinali. Il che accade troppo spesso ed è una grave negligenza che, alla fine dei conti, causa un danno enorme alle banche.