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Gli agenti russi che nel 2016 hanno cercato d'interferire col processo elettorale non hanno avuto la cooperazione di Donald Trump né di chi ne ha organizzato la campagna. Lo ha affermato giovedì il ministro della giustizia statunitense William Barr, illustrando i contenuti del rapporto del procuratore Robert Mueller, il quale non ha constatato alcuna collusione.
- RG 18.30 del 18.04.2019: la corrispondenza di Andrea Vosti
Le indagini hanno fatto emergere dieci episodi di potenziali ingerenze, nessuno dei quali però con prove sufficienti per poter accusare il capo dello Stato. Viene inoltre precisato che la Casa Bianca non ha richiesto modifiche nè ha rivendicato il privilegio di bloccare, come avrebbe potuto, alcune informazioni private, collaborando pienamente con gli inquirenti.
Il Congresso potrà comunque ancora determinare se il presidente abbia in qualche modo ostacolato l'operato della giustizia. Da parte loro, sia il diretto interessato sia i suoi legali parlano di vittoria su tutta la linea.
ANSA/dg