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BRUXELLES - Continua a preoccupare la diffusione globale della misteriosa epatite virale acuta che ha contagiato diversi bambini, in casi riscontrati in diversi Paesi in Europa e nel mondo. Per questo motivo, anche l'Unione Europea «segue molto da vicino l'evolversi della situazione» definita dalla commissaria Stella Kyriakides «estremamente preoccupante».
All'interno dei confini dell'Unione all'inizio di questa settimana sarebbero almeno 40 i casi identificati con una casistica abbastanza variegata in termine di età. I pazienti hanno da 1 anno di età fino ai 16 anni. In generale però la fascia più colpita resta quella dei piccoli fino ai 6 anni d'età.
Vista la natura acuta, la malattia resta relativamente pericolosa e può portare al ricovero e, in una frazione dei casi, anche al trapiantoQualche giorno fa anche l'Oms aveva avvertito sulla diffusione, non rapida ma costante, della malattia a livello mondiale con 169 casi (e 1 decesso).
Il vettore virale, che è l'ipotesi più accreditata ma non ancora confermata, è tutt'ora sconosciuto. Nei pazienti è stato riscontrato molto spesso un adenovirus caratterstico, a volte in concomitanza con il coronavirus.
«È importante che gli Stati condividano tutte le informazioni a loro disposizione», aggiunge Kyriakides che conferma come per domani è atteso un paper sull'argomento del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).