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È salito a tre il bilancio dei morti nella disastrata centrale nucleare di Fukushima, dove un operaio al lavoro nel sito è deceduto per cause ancora sconosciute, mentre nel Giappone centrale si allontanano, almeno temporaneamente, i timori legati all'impianto nucleare di Hamaoka, uno dei più esposti al rischio sismico, che oggi è stato chiuso dopo l'invito in tal senso del premier Naoto Kan.
Un uomo di circa 60 anni, dipendente di una società esterna alla Tepco, è morto questa mattina dopo aver accusato un malore: le cause del decesso, il primo di una persona impegnata nelle operazioni di messa in sicurezza della centrale in avaria, non sono ancora chiare, ma al momento sarebbero da escludere danni derivati dall'esposizione alle radiazioni.
Sull'uomo non sono state trovate tracce di radioattività o ferite, e il lavoro svolto nell'impianto, trasportando materiali con indumenti protettivi, era iniziato appena ieri. L'esposizione alle radiazioni è risultata di 0,17 millisievert, e il suo compagno di lavoro non ha accusato problemi di salute.
Quattrocento chilometri a sud-ovest invece, il gestore Chubu Electric Power Co. ha fermato l'ultimo reattore attivo nella centrale di Hamaoka: nel primo pomeriggio è stata fermata la fissione atomica nell'unità 5, che ha seguito a ruota l'altro reattore ancora in funzione, il numero 4, spento ieri.
Il sito, costruito sulla congiunzione di due placche tettoniche, resterà chiuso per almeno 2-3 anni, il tempo necessario per innalzare barriere anti-tsunami alte 15 metri e installare nuovi impianti di raffreddamento di emergenza. Nel chiedere la sua chiusura temporanea, il premier Kan aveva citato il rischio elevato - 87% di probabilità - che l'area su cui sorge l'impianto possa essere colpita da un sisma di magnitudo 8 entro i prossimi 30 anni.
A Fukushima invece, aumentano i timori che la messa in sicurezza dell'impianto subisca un nuovo stop. Stando a quanto riferito oggi dall'Agenzia per la sicurezza nucleare nipponica, nel sottosuolo dell'edificio che ospita il reattore 1 è stata trovata una grande quantità di acqua, per un'altezza di oltre quattro metri: l'ipotesi è che provenga da una perdita del reattore lesionato, uno scenario che confermerebbe l'avvenuta fusione del combustibile nucleare, con possibili ripercussioni sulla roadmap fissata il mese scorso.
La nube tossica di Fukushima, infine, ha lasciato su Tokyo tracce finora sconosciute: secondo la stampa nipponica, a fine marzo, poco dopo l'inizio della crisi nucleare, è stata trovata una sostanza sconosciuta altamente radioattiva, con una densità fino a 170.000 becquerel/kg, nelle ceneri di tre impianti di depurazione cittadini. Le ceneri sarebbero già finite riciclate come materiale da costruzione.
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