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A fine giugno 2017, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA ha concluso un procedimento di enforcement avviato nei confronti di J.P. Morgan (Suisse) SA. A causa di insufficienti chiarimenti delle relazioni d’affari e delle transazioni registrate in Svizzera legate al fondo sovrano malese 1MDB e di un suo partner commerciale, J.P. Morgan (Suisse) SA ha gravemente violato le disposizioni in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro.
Dal procedimento di enforcement condotto tra maggio 2016 e fine giugno 2017 sono emerse gravi lacune di J.P. Morgan (Suisse) SA (di seguito: J.P. Morgan) nella lotta contro il riciclaggio di denaro, che risultano correlate, in particolare, a relazioni d’affari e transazioni relative al presunto scandalo di corruzione nell’ambito del fondo sovrano malese 1MDB. La decisione della FINMA, contro la quale non è stato fatto ricorso, è passata in giudicato.
Controlli carenti
J.P. Morgan ha rilevato in maniera insufficiente i rischi superiori di riciclaggio di denaro che alcune relazioni d'affari legate a tale contesto presentavano. Per altre relazioni importanti pure correlate al medesimo contesto, la banca ha sì identificato i clienti come persone politicamente esposte (PEP), tuttavia non ha trattato e monitorato in modo adeguato i rischi superiori che tali relazioni specifiche presentavano. Nella gestione di queste relazioni d'affari, la banca si è così accontentata di informazioni talvolta incomplete o incoerenti da parte dei suoi clienti, senza procedere ad approfonditi chiarimenti o documentarli. Inoltre, il controllo e la sorveglianza interni di queste relazioni clienti e transazioni attuati all'epoca in seno alla banca si sono rilevati carenti: alcuni avvertimenti generati dal sistema che indicavano la presenza di rischi superiori sono stati evasi sulla base di informazioni insufficienti e alcune informazioni fornite dai clienti sono state giudicate plausibili senza ulteriori chiarimenti.
Insufficiente sorveglianza delle transazioni
In particolare, la banca non ha individuato i rischi di riciclaggio di denaro correlati ai flussi di fondi intercorsi tra conti commerciali e conti privati. Per esempio, ha accettato che il versamento di un importo dell’ordine di centinaia di milioni di dollari statunitensi proveniente dal fondo sovrano 1MDB fosse effettuato sul conto privato di una persona vicina al suo partner commerciale, per il presunto acquisto di un’azienda. Successivamente, ha versato una parte di tale importo sul conto di una società correlata al cliente privato. In tale circostanza la banca non ha analizzato criticamente né il modo di procedere né l'addotto scopo economico delle transazioni, e neppure l’importo considerevole in giacenza sul conto privato.
La FINMA sottoporrà a stretta vigilanza il sistema di controllo
Avendo nel presente caso constatato lacune nei controlli e gravi violazioni della legge, la FINMA sottoporrà a un esame approfondito il sistema di controllo della banca nell’ambito della lotta contro il riciclaggio di denaro. A tale scopo ha nominato un incaricato delle verifiche che, in loco, valuterà e sottoporrà a costante monitoraggio l’adeguatezza e l’efficacia dei controlli. Le verifiche saranno principalmente incentrate sulla gestione delle transazioni che comportano rischi superiori e, in particolare, sul monitoraggio delle transazioni effettuate tra conti privati e conti commerciali. Inoltre, la FINMA ha portato il presente caso a conoscenza dell'autorità di vigilanza statunitense Office of the Comptroller of the Currency (OCC), competente per il gruppo J.P. Morgan.
Alla luce dei risultati emersi dalle indagini condotte e diversamente da quanto deciso per altri procedimenti legati al caso 1MDB, la FINMA ha rinunciato ad avviare procedimenti di enforcement nei confronti di persone fisiche. Peraltro, a J. P. Morgan non è stata inflitta alcuna sanzione pecuniaria o restrizione commerciale. La banca si è mostrata collaborativa nell'indagine condotta dalla FINMA.
La FINMA sanziona diversi casi in relazione a 1MDB
La FINMA conclude pertanto un ulteriore procedimento di enforcement dei complessivamente sette avviati nell’ambito del fondo 1MDB. Al momento, un procedimento è ancora pendente.
La prevenzione del riciclaggio di denaro riveste un ruolo di primo piano nell'attività di vigilanza della FINMA. Nel corso degli ultimi anni, in questo ambito la FINMA ha emanato, in media, più di dieci decisioni in materia di enforcement all'anno, contestualmente alle quali sono state inflitte delle sanzioni. L'Autorità di vigilanza ha adottato varie misure, fra le quali si annoverano lo scioglimento della banca, la confisca degli utili e il ritiro dell'autorizzazione a una fiduciaria. Ha inoltre ingiunto ad alcuni assoggettati di adeguare le loro strutture di governance; in altri casi, ha posto considerevoli restrizioni alla possibilità di avviare nuove attività commerciali. In ragione di gravi violazioni degli obblighi di diligenza, la FINMA ha altresì pronunciato, negli ultimi cinque anni, otto divieti di esercizio della professione nei confronti di dirigenti di banche. Tra il 2016 ed il 2017 ha avviato procedimenti di enforcement nei confronti di sette responsabili di banche in correlazione al caso 1MDB.
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