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Aspetti economici del servizio pubblico
In un Paese di piccole dimensioni con quattro lingue nazionali come la Svizzera, la pubblicità e le sponsorizzazioni non bastano a finanziare programmi di qualità che offrano un'ampia gamma di contenuti e si rivolgano a tutto il Paese. Pertanto la SSR e le radio locali e le televisioni regionali vengono sostenute con i proventi del canone.
Senza il sostegno tramite il canone, nel mercato radiotelevisivo svizzero i fondi attualmente disponibili diminuirebbero di più della metà. Questi sono devoluti alle radio e televisioni che adempiono il mandato di servizio pubblico iscritto nella Costituzione federale. I fondi servono a coprire una parte dei costi di produzione. Soprattutto la produzione di trasmissioni televisive causa costi fissi elevati. Produrre delle trasmissioni tecnicamente ineccepibili e dal contenuto interessante presuppone un onere di base che può essere ridotto solo in misura limitata. Il prezzo di una trasmissione è sempre lo stesso indipendentemente dal fatto che questa raggiunga un pubblico di 1000 o di un milione di telespettatori. Una volta che la trasmissione è stata prodotta, non vi sono quasi più costi aggiuntivi. La redditività dipende innanzitutto dalle entrate e quindi dalla dimensione del pubblico: più è piccolo il bacino di utenza, tanto minori sono gli introiti che si possono realizzare con la pubblicità e la sponsorizzazione.
Pubblicità radiotelevisiva
I canali televisivi della SSR sono un'importante piattaforma pubblicitaria, perché gli spot trasmessi raggiungono un vasto pubblico. Sopprimendo il canone di ricezione per la radiotelevisione la SSR avrebbe nettamente meno fondi a disposizione per produrre trasmissioni. Più il programma è scarno, meno è interessante, e più diminuisce la sua portata.
Se con la riduzione dell'offerta diminuisce l'audience, è lecito supporre che gli introiti pubblicitari tenderebbero ancora di più a defluire all'estero. Attualmente quasi la metà della cifra d'affari netta conseguita tramite la pubblicità televisiva è realizzata dalla SSR. Le emittenti private svizzere totalizzano circa l'11 per cento. Al momento più del 40 per cento degli introiti pubblicitari finisce già all'estero tramite le finestre pubblicitarie private. Le imprese finanziariamente solide provenienti dai Paesi limitrofi più grandi che parlano la stessa lingua fanno una forte concorrenza alle emittenti svizzere.
Quote di mercato pubblicitario televisivo 2016 in percentuale
Le radio locali e le televisioni regionali che beneficiano di proventi del canone
Le condizioni quadro per le radio locali e per le televisioni regionali titolari di un mandato di servizio pubblico sono state migliorate con l'ultima revisione della legge. Dal 1° luglio 2016 ricevono 67,5 milioni di franchi all'anno. A partire dal 1° gennaio 2019 l'importo si eleverà a 81 milioni di franchi all'anno.
Evoluzione della quota del canone destinata alle emittenti radiotelevisive locali
Sia per le televisioni regionali che per le radio locali, il sostegno tramite il canone rappresenta una fetta cospicua del budget: presso le TV regionali la quota ammonta in media al 53 per cento del budget, presso le radio locali nelle regioni di montagna e periferiche al 35 per cento e presso le radio locali complementari (ossia quelle senza scopo di lucro) a circa il 67 per cento.
La SSR
In futuro la quota della SSR sarà limitata: in autunno 2017 il Consiglio federale ha deciso di limitare la quota di proventi del canone distribuita alla SSR a 1,2 miliardi di franchi a partire dal 2019.
La SSR fornisce dei programmi equivalenti in tutte le regioni linguistiche. Affinché ciò sia possibile, nel quadro di una perequazione finanziaria interna, fondi provenienti dalla Svizzera tedesca vengono trasferiti nella Svizzera romanda, italiana e romancia.
L'importanza economica del servizio pubblico
Con l'accettazione dell'iniziativa le economie domestiche e le imprese potrebbero disporre liberamente dell'importo che oggi spendono per il canone di ricezione. Resterebbe da vedere se questi mezzi continuerebbero ad essere utilizzati per la radio, la televisione e i giornali o per altri fini. Si parte dal presupposto che sarebbero spesi meno soldi per la fruizione dei media svizzeri. In questo modo verrebbero sottratti fondi al mercato nazionale dei media. Al servizio pubblico finanziato dai proventi del canone sono associati posti di lavoro e la creazione di valore aggiunto internamente ed esternamente al settore mediatico. Se l'iniziativa venisse accolta questi scomparirebbero completamente o in parte, oppure verrebbero trasferiti. Per svolgere le proprie attività, molti settori dipendono da spazi pubblicitari interessanti. Secondo l'associazione mantello "Comunicazione Svizzera", che rappresenta gli interessi dei committenti di pubblicità, un'accettazione dell'iniziativa comporterebbe una riduzione massiccia degli spazi pubblicitari offerti. Ciò avrebbe delle ripercussioni negative sul settore pubblicitario, altri settori e i posti di lavoro.