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I tifosi violenti lasciano segni devastanti anche sui treni. Le Ferrovie federali svizzere (FFS) ne hanno abbastanza e chiedono alle autorità di escluderli dall'obbligo di trasporto.
Sedili tagliati, arredi divelti, pareti imbrattate, pavimenti trasformati in immondezzai. "I treni speciali organizzati per i tifosi, dopo le partite a volte sembrano campi di battaglia", ha dichiarato il presidente del consiglio d'amministrazione delle FFS Ulrich Gygi in una recente intervista al quotidiano Aargauer Zeitung. Non è accettabile che i costi vadano a carico della società, sottolinea Gygi.
Ma l'ingente danno finanziario non è l'unico fattore che ha spinto le FFS a chiedere provvedimenti alla Confederazione. "Il passo è stato compiuto dopo che tifosi hanno lanciato bottiglie da treni in corsa e a causa di ciò abbiamo dovuto sbarrare dei marciapiedi della stazione, per poter garantire la sicurezza di terzi", ha spiegato a swissinfo.ch il portavoce delle FFS Reto Kormann.
I vertici delle FFS e dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT) hanno così convenuto, alla fine di giugno, la necessità di modificare la Legge sul trasporto di viaggiatori (LTV). Concretamente si vuole abrogare l'obbligo di trasporto per lottare efficacemente contro gli atti vandalici di tifosi violenti, spesso ubriachi, sui treni. Per legge, attualmente, le FFS sono costrette a trasportare qualsiasi passeggero munito di biglietto.
Responsabilità dei club
Il relativo progetto di revisione del governo federale dovrebbe essere pronto entro la fine dell'anno. Dato che la procedura di consultazione e poi l'esame parlamentare richiedono un certo lasso di tempo, non è sicuro che l'inasprimento – se approvato dalle Camere federali – possa entrare in vigore già all'inizio del prossimo campionato di calcio nell'estate del 2012, come vorrebbero le FFS.
Secondo i piani preliminari, con la modifica della legge, gli attuali convogli speciali sarebbero sostituiti da "treni charter". I clienti che li noleggerebbero – per esempio associazioni di calcio o club di tifosi – sarebbero vincolati a determinati obblighi legali.
Servizi di sicurezza dei club come accompagnatori
In merito, le FFS potrebbero seguire l'esempio dell'Olanda, dove si sono informati i responsabili della società ferroviaria elvetica, indica Kormann. Nei Paesi Bassi l'organizzazione di tali convogli, assieme a rigorose barriere architettoniche nelle stazioni e negli stadi, aiutano a impedire i temibili scontri fra gruppi di tifosi rivali.
Nel "modello olandese" è il sindaco che prima di una partita decide se si tratta di un incontro ad alto rischio, dice Kormann. Se è il caso, l'obbligo legale incombe al club della squadra ospite. Quest'ultimo deve garantire l'ordine per l'intero percorso dei suoi fan, ossia dalla partenza fino all'arrivo del settore ospiti dello stadio e ritorno, spiega il portavoce delle FFS.
Chi rompe paga
Inoltre, prima e dopo ogni viaggio di un treno charter viene effettuato un inventario. "Eventuali danni vanno a carico dai club. In sintesi, per i danni causati dai tifosi si applica il principio secondo cui, chi rompe paga". Attualmente in Svizzera, invece, sono i contribuenti ed i passeggeri che pagano, osserva Kormann.
I piani delle FFS e delle autorità federale suscitano scetticismo presso l'organizzazione "Lavoro sociale con i tifosi in Svizzera". Il segretario generale dell'organizzazione di categoria, Thomas Gander, teme che con i treni charter si manchi il bersaglio.
"Chi assicurerebbe che 700 tifosi prendano il treno charter e non treni normali senza controlli? Chi dovrebbe evitare che ciò accada?", chiede Gander, che è anche operatore socioprofessionale nel club dei tifosi della squadra di calcio di Basilea. A suo avviso, con treni charter si creerebbero più problemi di quanti ne risolverebbero.
Biglietto del treno per ricevere quello stadio
La risposta delle FFS e dell'UFT è il biglietto combinato, che dovrebbe far parte della revisione di legge. I tifosi della squadra ospite otterrebbero il loro biglietto d'entrata allo stadio soltanto su presentazione del biglietto del treno charter.
Anche Thomas Gander considera che la sicurezza sui treni sia capitale. "Ma l'esperienza dimostra che il successo in materia di sicurezza si raggiunge solo in collaborazione con i tifosi, invece di costringerli a sottomettersi a qualcosa a cui sono contrari", rileva. Quindi si dovrebbe piuttosto promuovere ancora di più l'autoregolazione, che funziona già bene.
Gander si rammarica del fatto che alcuni clamorosi comportamenti anomali, come il lancio di bottiglie dal treno in corsa, da parte di tifosi del Sion, prima della finale di Coppa svizzera, mettano in questione questa via. D'altra parte, però, capisce che le FFS insorgano per esempio contro i tifosi che hanno azionato il freno d'emergenza, perché questo comporta ritardi e deviazioni del traffico ferroviario.
L'autoregolazione nelle regioni funziona
Tuttavia, per Gander è importante che riguardo ai danni sui treni speciali si facciano chiare distinzioni. "Da regioni che offrono treni speciali, riceviamo anche reazioni positive circa l'evoluzione dell'importo dei danni registrati nella scorsa stagione", sottolinea.
Questo è confermato anche da Ulrich Gygi, almeno per ciò che concerne Berna. "Per le partite in trasferta dello Young Boys (YB) la scorsa stagione su un totale di 18 treni speciali sono stati trasportati 16mila tifosi. I danni complessivi ammontano a 13mila franchi. Non è una cifra elevata e ciò parla a favore del lavoro efficace con i tifosi", ha detto in un'intervista il presidente del Cda delle FFS, che è anche un grande fan dell'YB.
Salata è invece la fattura complessiva dei costi dei circa 130 treni speciali per stagione calcistica a carico delle FFS, indica Gander. Nel 2010 sono ammontati a tre milioni di franchi. Oltre alla riparazione dei danni, questa somma comprende anche i costi per la pulizia dei convogli, come pure del personale dei treni e di sicurezza.
Soccorso dai Cantoni e UFSPO
Il biglietto combinato fa pure parte del pacchetto di misure contro la tifoseria violenta, che la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia vuole proporre alla tavola rotonda contro la violenza nello sport il prossimo autunno. Il pacchetto include anche gli obblighi di sottoporre ad autorizzazione le partite e di notifica per hooligans notori in incontri ad alto rischio.
Anche il direttore dell'Ufficio federale dello sport (UFSPO) Matthias Remund ritiene che i supporter inclini alla violenza debbano essere trattati con maggior severità. Ciò dovrebbe significare rigorosi controlli nell'accesso agli stadi e l'obbligo per tutti di avere un documento d'identità alle partite.
Nella lotta contro tifosi violenti, le FFS e le autorità federali hanno sempre auspicato un intervento più energico da parte dei club. Con le previste modifiche di legge e le pressioni dei Cantoni e dell'UFSPO, presto i club, spesso giudicati troppo passivi, dovrebbero diventare più severi con gli hooligan.
un vecchio problema
Le tifoserie violente rappresentano da anni un grosso problema per il calcio svizzero. Esse sono apparse all'inizio degli anni '80, essenzialmente nell'ambito del calcio e dell'hockey, che sono fra gli sport più seguiti in Svizzera.
Nella lotta contro questo fenomeno non c'è una vera azione congiunta di club, Associazione svizzera di calcio, "Lavoro sociale con i tifosi in Svizzera", autorità federali, cantonali e comunali e società di trasporti pubblici. C'è piuttosto una tendenza allo scarica barile.
Le disposizioni adottate finora si sono rivelate insufficienti. Anche il Concordato anti-hooligan, cui hanno aderito tutti i cantoni, sta dimostrando di essere inefficace, così come le misure dei club negli e attorno gli stadi.
Tra i provvedimenti per i nuovi stadi c'è la sorveglianza con telecamere ad alta risoluzione.
I club sono finora rimasti sulla posizione di non essere responsabili dei disordini fuori dagli stadi.
Attualmente nella banca dati federale dei tifosi violenti HOOGAN sono registrate 1'159 persone. Poco più di un anno fa erano 797.End of insertion
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