Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/115376

<h2>SubmittedText<h2><p>Sebbene il Consiglio federale, il 28 giugno 2006, abbia accettato la prova dello smaltimento per le scorie altamente radioattive, diverse importanti questioni tecniche (indicate in NTB 08-02) non hanno finora ricevuto una risposta e se ne sono addirittura aggiunte altre (elencate, per esempio, nel parere della CSN sulla tappa 1 della procedura del piano settoriale). </p><p>Solo per citare un esempio di tali questioni ancora aperte, lo sviluppo di gas nei depositi in strati geologici profondi, connesso al materiale dei contenitori delle scorie, è un problema rilevante ai fini della sicurezza, e potrebbe mettere in discussione il previsto modello di stoccaggio in depositi geologici profondi (NAGRA NTB 02-02), e quindi la prova dello smaltimento. </p><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È anch'esso dell'opinione che eventuali problemi inerenti la sicurezza tecnica, per i quali non si intravedono soluzioni, mettano in discussione la prova dello smaltimento?</p><p>2. Come pensa di procedere se l'attuale modello di smaltimento delle scorie radioattive dovesse fallire per problemi tecnici (irresolubili)? Esiste un piano alternativo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A fine 2002, la NAGRA aveva presentato alla Confederazione la prova dello smaltimento per le scorie altamente radioattive.</p><p>L'IFSN (Ispettorato federale della sicurezza nucleare), la CGS (Commissione per la gestione delle scorie radioattive), la CSN (Commissione federale per la sicurezza nucleare) e un comitato internazionale di esperti dell'OCSE/NEA avevano espresso la valutazione complessiva che, con il progetto argilla opalina Weinland zurighese, era fornita la prova dello smaltimento per le scorie altamente radioattive richiesta. Essi avevano formulato diverse questioni tecniche che devono essere approfondite in vista della realizzazione di un deposito per lo stoccaggio di tali scorie, ma che non mettono fondamentalmente in questione la fattibilità di un deposito in strati geologici profondi. Il Consiglio federale ha approvato la prova dello smaltimento il 28 giugno 2006.</p><p>Con la sua decisione in merito alla prova dello smaltimento, il Consiglio federale ha disposto che i gestori delle centrali nucleari, insieme al programma di gestione delle scorie di cui all'articolo 32 della legge del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1), devono presentare un rapporto che raccoglie tutte le questioni in sospeso, i suggerimenti e le raccomandazioni indicate nei rapporti e nei pareri dell'IFSN, della CGS, della CSN e degli esperti dell'OCSE/NEA e che illustra come dare loro risposta, nei tempi e nei modi appropriati, nel seguito della procedura. Nell'ottobre 2008, la NAGRA ha presentato alle autorità federali il programma di gestione delle scorie (rapporto tecnico NAGRA 08-01) e il rapporto su come affrontare le questioni in sospeso relative alla prova dello smaltimento (rapporto tecnico NAGRA 08-02). Tali documenti sono attualmente all'esame delle autorità e saranno successivamente depositati pubblicamente insieme ai pareri ufficiali.</p><p>Risposte alle singole domande:</p><p>1. La prova dello smaltimento è la prova della fattibilità di principio dello smaltimento delle scorie radioattive in un determinato strato geologico. Non si tratta né di un'autorizzazione nell'ambito del diritto dell'energia nucleare, né della scelta di un sito. Con questo modo di procedere, il legislatore ha inteso accertarsi per tempo che fosse possibile, in linea di principio, smaltire le scorie radioattive in Svizzera. La prova dello smaltimento è un importante passaggio intermedio nel percorso verso la realizzazione di un deposito in strati geologici profondi.</p><p>La scelta del sito, la costruzione, l'esercizio, la sorveglianza e la chiusura di un deposito in strati geologici profondi è un processo graduale che dura decenni. Nel quadro della procedura di selezione dei siti e di rilascio dell'autorizzazione di massima, che durerà circa dieci a dodici anni, nonché nelle successive procedure di rilascio della licenza di costruzione e di quella d'esercizio, lo stato delle conoscenze sarà gradualmente approfondito. In ogni fase della procedura di autorizzazione le autorità effettuano una perizia in merito alla sicurezza tecnica. Questo modo di procedere consente di rispondere tempestivamente e con il grado di approfondimento necessario alle questioni ancora aperte, e di sfruttare nuove conoscenze. Per questa ragione la prova dello smaltimento non deve essere messa in discussione.</p><p>2. Nel 1999 il DATEC aveva istituito un gruppo di esperti per studiare possibili piani di smaltimento delle scorie radioattive (Entsorgungskonzepte für radioaktive Abfälle, EKRA). Esso aveva il compito di elaborare le basi per confrontare fra loro diverse strategie di smaltimento. Gli esperti erano giunti alla conclusione che solo lo stoccaggio in strati geologici profondi può garantire la sicurezza a lungo termine delle persone e dell'ambiente, e avevano quindi sviluppato il modello dello "stoccaggio geologico controllato a lungo termine". Esso combina lo stoccaggio definitivo con la possibilità di sorvegliare per un certo periodo le scorie radioattive dopo la chiusura del deposito ed eventualmente di recuperarle senza complicazioni eccessive. Prima della chiusura del deposito sono previste una lunga fase di osservazione e l'esercizio di un deposito pilota. Controllo, manutenzione e ricuperabilità sono quindi possibili sull'arco di numerose generazioni. Il modello sviluppato dagli esperti è riconosciuto a livello internazionale ed è stato ripreso nella LENu con la denominazione di "stoccaggio in strati geologici profondi". Il Consiglio federale non vede quindi alcuna necessità di procedere in modo divergente da quanto prescritto dalla legge e di sviluppare un piano alternativo.</p>  Risposta del Consiglio federale.