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L'Europa distrugge la sua preziosa natura e biodiversità soprattutto a causa degli allevamenti intensivi e dell'eccessivo sfruttamento delle foreste, spesso per ottenere prodotti di breve durata come cartone e legna da ardere. Lo rivela un nuovo rapporto di Greenpeace pubblicato oggi, in occasione della giornata dedicata alla biodiversità della COP27, che illustra con una serie di casi studio come viene messa a rischio natura e biodiversità nel nostro continente.
Ricerca su 13 Paesi
Dal rapporto emerge che nonostante gli impegni assunti in vista del prossimo vertice mondiale sulla biodiversità, che si terrà a Montreal a dicembre, i governi europei non stanno facendo abbastanza per porre fine alla distruzione della natura nei propri Paesi. La ricerca riguarda 13 Paesi europei (Svizzera, Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna, Svezia e Ungheria) e una serie di driver di impatti sulla natura: dall'agricoltura intensiva (che impatta anche sulla salute della api), alla pesca, dal disboscamento a progetti infrastrutturali obsoleti.
Conferenza ONU
L'imminente conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità, che si terrà a Montreal dal 7 al 19 dicembre e che dovrebbe fornire un nuovo quadro internazionale per la protezione della biodiversità per questo decennio, rappresenta un'occasione unica per portare la protezione della natura a un nuovo livello. Greenpeace invita i governi europei a sostenere un accordo globale che includa obiettivi rigorosi e vincolanti per proteggere almeno il 30% di suolo e di oceani entro il 2030.