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I 6 mezzi acquistati dall'esercito svizzero da Israele arriveranno con tre anni di ritardo. Saranno utilizzati anche a sostegno delle Guardie di confine
Secondo le informazioni attuali, la consegna dei droni – 6 in tutto – all'esercito svizzero acquistato da Israele dovrebbe avvenire a partire dal secondo semestre del 2022 fino all'estate del 2023. Si tratta di un ritardo di tre anni rispetto al previsto. Lo scrive oggi Armasuisse in una nota, precisando che lo schianto in Israele del drone Hermes-900 Hfe destinato alla Confederazione è dovuto a un problema tecnico ora risolto.
Attualmente la Confederazione non dispone più di droni da ricognizione. Il vecchio velivolo del tipo Ranger è stato eliminato nel 2019 dopo 20 anni di servizio. L'esercito ha ordinato sei droni Hermes 900 Hfe, ciascuno lungo nove metri, al produttore israeliano Elbit. Questi apparecchi hanno un'apertura alare di 17 metri. Non è previsto che siano muniti di armi.
Il nuovo velivolo può rimanere in aria per 24 ore e rilevare aerei, droni e missili. Gli apparecchi sono anche utilizzati, tra le altre cose, per sostenere il Corpo delle guardie di confine nel monitoraggio della frontiera, per la ricerca di persone scomparse in montagna o per la valutazione della situazione dopo una catastrofe naturale.
Il 5 agosto 2020, un drone del tipo Hermes 900 Hfe destinato alla Svizzera si è schiantato al suolo durante un volo di prova. Le indagini avviate dal Ministero dei trasporti israeliano hanno permesso di capire che l'incidente è stato causato da vibrazioni inaspettatamente forti che hanno provocato la separazione della coda (a forma di V) dal velivolo.
La causa del problema, assicura il comunicato, ha potuto essere risolta dalla Elbit Systems in vista dell'ulteriore produzione del drone senza cambiarne il design. Il danno è interamente a carico dell'azienda.
Secondo le informazioni attuali, la consegna dei droni alla Svizzera dovrebbe avvenire a partire dal secondo semestre del 2022 fino all'estate del 2023. L'omologazione del radar per il sistema sense-and-avoid è prevista per la fine del 2024.
Gli attuali ritardi sono dovuti ai lavori di certificazione con l'Autorità di omologazione dell'aviazione civile israeliana - sottovalutati dal fornitore - e ai ritardi nello sviluppo del sistema radar per Sense-and-Avoid. Inoltre, la pandemia di Covid19 ha avuto un impatto sull'industria, limitando fortemente la collaborazione con il fornitore a causa delle restrizioni di viaggio e dei requisiti di quarantena.
Fino a quando il radar Sense-and-Avoid non sarà omologato, il drone Hermes 900 Hfe opererà in spazi aerei non controllati e durante il giorno con un aereo di scorta.
I problemi e i ritardi nella consegna dei droni sono stati oggetti nei mesi scorsi di diversi contributi giornalistici. La ‘Neue Zürcher Zeitung’ del 20 marzo scorso aveva anticipato la notizia fornita oggi dall'esercito circa la messa un funzione dei primi esemplari.
Al giornale, il capo dell'armamento Martin Sonderegger aveva spiegato le lungaggini col fatto che il fornitore israeliano avesse sottovalutato l'impegno generato da un progetto innovativo. Egli aveva aggiunto che a metterci lo zampino era stata anche la pandemia.
Sonderegger aveva anche spiegato che il nuovo apparecchio avrebbe volato inizialmente solo insieme a un aereo, poiché il nuovo sistema di sensori doveva ancora ottenere l'approvazione svizzera. La tecnologia sense-and-avoid è progettata per rilevare gli ostacoli nello spazio aereo e prevenire le collisioni con aerei ed elicotteri.
Durante il dibattito sull'acquisizione dei sei velivoli alle Camere federali nel 2015 per 250 milioni di franchi, alcuni membri del parlamento avevano manifestato disagio per il fatto che era stato scelto un prodotto israeliano, che inoltre non era ancora pronto per la produzione in serie.