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PLR
Il PLR trova un importante compromesso sul nucleare
Il PLR è riuscito a trovare un compromesso sulla questione del nucleare, evitando una scissione al proprio interno. I delegati riunitisi oggi a Montreux (VD) hanno approvato un documento più blando sulla questione e le raccomandazioni di voto per il 15 di maggio.
In merito all'atomo, i delegati hanno deciso di riformulare un passaggio controverso presente in un documento programmatico. La frase incriminata prevedeva di «elaborare le condizioni per permettere in particolare la realizzazione di centrali nucleari di nuova generazione».
Questo emendamento, richiesto dalla Conferenza dei presidenti cantonali del Partito, ha scongiurato la minaccia di una scissione sulla questione. La proposta originale elaborata dalla direzione del PLR ha suscitato una forte opposizione all'interno della formazione politica, specialmente tra le donne PLR.
Il PLR, stando alla nuova formulazione, non vuole che, per la realizzazione o sostituzione di centrali, vi siano divieti all'uso di nuove tecnologie e ciò affinché possa essere garantito un approvvigionamento stabile di energia – comprese energie verdi – alle generazioni future. Vanno quindi formulate le condizioni legali affinché, a lungo termine e se necessario, anche nuove tecnologie legate al nucleare possano dare, nel rispetto della sicurezza, il proprio contributo all'approvvigionamento del Paese.
Dopo un lungo dibattito, la maggioranza dei delegati si è detta soddisfatta della nuova formulazione, adottando la risoluzione con 248 voti e una astensione.
No a legge Netflix
Tra gli oggetti in votazione il prossimo 15 di maggio, i delegati hanno respinto a larga maggioranza la cosiddetta «Lex Netflix» per 275 voti a 53 e 10 astenuti. La norma voluta dal parlamento obbliga le piattaforme di streaming ad investire il 4% del rispettivo reddito lordo generato in Svizzera nella produzione di film elvetici indipendenti.
La seconda raccomandazione di voto concerne invece il recepimento del regolamento UE riguardante la guardia di frontiera e costiera europea Frontex (sviluppo dell'acquis di Schengen), contro il quale l'associazione Migrant Solidarity Network – sostenuta dalla sinistra – ha lanciato il referendum. I delegati a Montreux si sono chiaramente schierati a favore con 335 voti a 6 e due astensioni.
I delegati hanno anche approvato la revisione della legge sui trapianti che introduce il consenso presunto in senso lato per la donazione di organi. Venerdì sera, la Conferenza dei presidenti di partito aveva ha votato all'unanimità a favore di questa modifica, che sarà messa ai voti il 15 di maggio.
No a paraocchi
L'assemblea odierna è stata anche la prima sotto la guida del nuovo presidente del PLR, il consigliere agli Stati argoviese Thierry Burkart. Nel suo discorso di apertura, Burkart ha sostenuto che alla Svizzera servono le «soluzioni pragmatiche e costruttive» del PLR e non i «paraocchi ideologici» della sinistra.
In carica da quattro mesi appena, Burkart ha affrontato diversi temi fra cui la riforma dell'AVS, l'approvvigionamento energetico, la pandemia, Frontex e i rapporti con l'Unione europea.
Sui rapporti con l'Ue, Burkart ha sottolineato che un sano pragmatismo è necessario, soprattutto quando si tratta di politica europea. I rimedi miracolosi ci condurrebbero di nuovo in un vicolo cieco a livello di politica interna. Non fare nulla, come suggerisce l'UDC, metterebbe in pericolo la via bilaterale sul lungo periodo.
Circa la via d'uscita dalla crisi pandemica, il presidente del partito ha chiesto al Consiglio federale una visione a lungo termine, una strategia vaccinale sostenibile e un'unità ad hoc federale per la gestione delle future crisi.
cp, ats