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Giuliano Bignasca è stato riconosciuto colpevole di pubblica istigazione alla violenza e ingiuria. Il tribunale distrettuale di Bellinzona lo ha condannato in contumacia a 6000 franchi di multa.
Oltre all'ammenda, il fondatore e presidente a vita della Lega dei ticinesi dovrà pagare 1000 franchi di spese di giustizia. Se Bignasca non ottempererà o non ricorrerà entro 30 giorni, la multa sarà commutata in 60 giorni di detenzione.
I fatti imputatigli risalgono al settembre 2007. Dalle pagine del settimanale "Il Mattino della domenica", Bignasca aveva esortato i lettori a portargli i radar fissi installati dalla polizia in Ticino offrendo in compenso "una taglia" di 500 franchi per la scatola e 1500 franchi per l'intero dispositivo.
Il processo si è svolto martedì nella Pretura penale a Bellinzona. Come avevano preannunciato, né l'imputato né il suo legale si sono presentati in aula. Dopo averli attesi invano, il giudice Damiano Stefani si è ritirato in camera di consiglio per una decina di minuti. Ha quindi emesso la sentenza di condanna che conferma il decreto d'accusa della procura.
Il municipale di Lugano è pure stato condannato per ingiuria contro il capofila degli ex azionisti del Casinò cittadino Adriano Censi. Bignasca lo aveva insultato, sempre sulle pagine del suo domenicale.