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L'omicida di Lucie, la ragazza alla pari uccisa nel marzo 2009 a Rieden (AG), non è soltanto estremamente pericoloso ma anche un manipolatore. Lo ha affermato il procuratore pubblico Dominik Aufdenblatten nel processo apertosi oggi a Untersiggenthal (AG), ribadendo la sua richiesta di ergastolo e internamento a vita dell'imputato, considerandolo non curabile a lungo termine.
"Un'esecuzione più violenta e brutale di un omicidio" è quasi impensabile, ha affermato Aufdenblatten. Inoltre l'accusato sapeva che poteva diventare pericoloso consumando grandi quantità di alcol e cocaina. Stando al procuratore, durante un interrogatorio il 28enne aveva indicato di aver "già compiuto un delitto nelle stesse condizioni". Nel 2004 era stato condannato a scontare quattro anni in un centro di rieducazione al lavoro per tentato omicidio intenzionale di una conoscente, picchiata brutalmente.
Nel primo pomeriggio sono stati interrogati i genitori della vittima. Il padre, in lacrime, ha parlato di "giorni orribili", in cui la coppia non ha trovato aiuto. La sua deposizione è stata sospesa. La madre ha affermato che i giorni seguenti la scomparsa della figlia sono stati pieni di paura e di speranza. Con la notizia del decesso della 16enne è crollato il mondo: "è come se fossi morta anch'io", ha affermato.
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