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Un'inchiesta indipendente getta nuove ombre sulle capacità dell'ex premier britannico Boris Johnson.
LONDRA - Boris Johnson appariva spesso «disorientato» quando era primo ministro di fronte agli scienziati incaricati di spiegargli l'evoluzione del Covid nel Regno Unito, ed è stato «orribile» vederlo cercare di capire le statistiche.
Lo ha affermato il professor sir Patrick Vallance, consigliere scientifico capo del governo conservatore nel corso della pandemia, durante la sua testimonianza all'inchiesta indipendente sulle responsabilità delle autorità britanniche ai tempi dell'emergenza coronavirus.
«Aveva difficoltà con alcuni concetti base e abbiamo dovuto ripeterli spesso», ha sottolineato sir Patrick, diventato un volto noto nel Paese per le apparizioni televisive col collega Chris Whitty e lo stesso Johnson nel corso dei tesi briefing in cui si aggiornava sull'andamento dei contagi e si annunciavano nuove misure per contenere la malattia, inclusi i lockdown, e soprannominato per le sue previsioni fosche "Dr Doom" (Dottor Destino).
Vallance, che fra l'altro all'inizio della pandemia era stato a sua volta criticato per aver per primo evocato l'immunità di gregge, oltre a stigmatizzare l'introduzione ritardata del primo lockdown nel marzo 2020 e la gestione dell'emergenza da parte di Johnson, come fatto già da altri ex collaboratori dell'allora premier nell'inchiesta, ha menzionato anche una decisione controversa compiuta dall'attuale primo ministro Rishi Sunak, in quel periodo Cancelliere dello Scacchiere.
Quella di introdurre il programma Eat Out to Help Out che prevedeva sconti per chi mangiava fuori al fine di sostenere il settore dell'ospitalità in forte crisi. Per il professore è «altamente probabile» che l'iniziativa abbia portato a più morti. Un portavoce del primo ministro ha affermato che Sunak chiarirà la sua posizione in merito quando testimonierà all'inchiesta.