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BERNA - L'Unione delle città svizzere (UCS) chiede più attenzione per gli agglomerati urbani e pone il potenziale di questi "spazi di opportunità" al centro di un catalogo di richieste. L'UCS si aspetta un maggiore impegno soprattutto da parte della Confederazione.
Negli ultimi 35 anni la crescita demografica è avvenuta soprattutto negli agglomerati, ha detto oggi il presidente dell'Unione Kurt Fluri in una conferenza stampa a Berna, e in futuro è prevedibile che queste aree dovranno assorbire un ulteriore aumento della popolazione. Gli agglomerati, ha aggiunto, devono affrontare sfide simili a quelle delle città. Tuttavia, l'importanza di queste comunità è ampiamente sottovalutata.
Secondo l'USC gli agglomerati devono avere maggiore spazio nella politica nazionale. La prossima dovrà quindi diventare la «Legislatura delle città e degli agglomerati». La Confederazione dovrà migliorare le condizioni quadro di questi spazi sul piano dei trasporti, ma dovrà intervenire anche in tema di politica sociale, integrazione, politica economica e finanziaria e sviluppo. Nei prossimi mesi, l'USC condurrà un'indagine su vasta scala sulle questioni relative agli agglomerati. I risultati saranno presentati in autunno.
Secondo la definizione dell'Ufficio federale di statistica (UST), la Svizzera conta 49 agglomerati in cui vivono circa 3,8 milioni di persone. Il più grande è l'agglomerato di Zurigo con oltre 1,3 milioni di abitanti, il più piccolo è Martigny con 21.000. L'importanza crescente degli agglomerati si riflette anche nei flussi dei pendolari, saliti - dal 1990 al 2017 - da tre a quattro milioni di persone.