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<h2>SubmittedText<h2><p>In Siria e nel nord dell'Iraq si contano ormai oltre 10 milioni di profughi, la maggior parte dei quali ha cercato riparo all'interno dei propri Paesi o in quelli limitrofi, come il Libano, la Turchia o la Giordania. Finora, l'Europa e la Svizzera hanno accolto i rifugiati con il contagocce. Secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, la situazione dei profughi è catastrofica. A causa della carenza di mezzi finanziari, il programma alimentare mondiale (PAM) è stato costretto a interrompere l'aiuto alimentare a 1,7 milioni di rifugiati siriani. Per costoro, che già devono lottare per la sopravvivenza contro un inverno rude, la sospensione dell'aiuto alimentare avrebbe conseguenze disastrose. Grazie a nuovi fondi, il programma può ora proseguire fino a fine dicembre. Dopo tale data, tutto torna in discussione.</p><p>1. Considerata la gravità di questa catastrofe umanitaria, il Consiglio federale è pronto a stanziare mezzi supplementari per l'aiuto sul posto e, in particolare, a fare in modo che il programma del PAM possa proseguire?</p><p>2. Data la situazione di emergenza, è disposto a facilitare nuovamente la concessione di visti e a fare in modo che gli interessati non debbano attraversare il mare per arrivare in Svizzera?</p><p>3. Quanti rifugiati siriani sono stati finora accolti?</p><p>4. Il Consiglio federale è pronto ad accogliere in tempi stretti contingenti supplementari di rifugiati?</p><p>5. È disposto a impegnarsi attivamente negli sforzi intesi a promuovere la pace? Non ritiene necessario cominciare a muoversi in tal senso? Che ruolo potrebbe svolgere la Svizzera da questo punto di vista?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dall'inizio della crisi siriana nel marzo del 2011, la Svizzera ha stanziato 128 milioni di franchi a sostegno della popolazione colpita. La metà di questa somma è stata destinata all'aiuto e alla protezione delle persone colpite in Siria, mentre l'altra metà è stata impiegata nei Paesi limitrofi (Iraq, Giordania, Libano e Turchia).</p><p>A fronte del costante deterioramento della situazione umanitaria in loco e dell'imminente avvento dell'inverno, il 29 ottobre 2014 il Consiglio federale ha deciso di stanziare altri 20 milioni di franchi a titolo di sostegno finanziario per le persone colpite dalla crisi in Siria e in Iraq. Tale importo aggiuntivo è stato in seguito confermato dal Parlamento. 4 milioni di franchi di questo credito supplementare sono stati destinati al programma alimentare mondiale (PAM), che il 1° dicembre 2014 aveva annunciato di vedersi costretto a sospendere l'aiuto alimentare in Siria e nei Paesi limitrofi. Grazie a questo contributo e a quello di altri donatori il PAM ha potuto riprendere la propria attività.</p><p>Nel 2015 la Svizzera porterà avanti il proprio impegno concreto per contribuire ad alleviare l'emergenza umanitaria provocata dalla crisi. L'aiuto umanitairo della Confederazione, che figura tra i primi donatori internazionali, ha già versato a fine gennaio dei contributi importanti al comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), all'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (HCR), e al programma alimentare mondiale (PAM), in modo che i loro programmi per il 2015 possano essere operativi immediatamente e non subiscano interruzioni. Il PAM ha ricevuto per esempio 4,25 milioni di franchi; questo montante porta a 19 milioni il contributo totale della Svizzera a questa organizzazione nel quadro della crisi siriana. Il 14 gennaio 2015 il Consiglio federale ha altresì incaricato il DFAE di verificare in che misura l'aiuto umanitario in loco possa essere potenziato tramite una riallocazione dei mezzi a disposizione.</p><p>2. Con un'istruzione concernente il rilascio agevolato di visti per visita a familiari siriani, valida dal 4 settembre 2013 al 29 novembre 2013, entro la fine di dicembre 2014 sono state approvate 4673 richieste di visto affinché queste persone potessero raggiungere i propri familiari in Svizzera. Circa 550 ulteriori richieste di visto erano ancora pendenti alla fine del 2014. Le disposizioni legali prevedono la possibilità del ricongiungimento familiare. Il 14 gennaio 2015 il Consiglio federale ha inoltre incaricato il DFGP di verificare, di concerto con i cantoni, se e a quali condizioni possa trovare protezione in Svizzera un maggior numero di rifugiati provenienti dalla regione della crisi.</p><p>3. Nel contesto del progetto pilota, deciso dal Consiglio federale nel settembre 2013, per l'accoglienza di 500 rifugiati particolarmente vulnerabili entro la fine del 2016, lo scorso anno sono giunte in Svizzera 168 persone. Presso la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) sono 314 le persone attualmente al vaglio o la cui pratica per l'entrata in Svizzera è ancora pendente. I dossier ancora mancanti, che riguardano circa 80 persone, sono stati richiesti all'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Il DFGP prevede di accogliere gran parte di queste 500 persone entro la fine del 2015. Dal 15 gennaio 2015, ogni tre settimane circa viene accolto un gruppo di 30 persone. La Divisione integrazione della SEM ha inviato ai cantoni la relativa pianificazione di massima.</p><p>4. In adempimento del postulato 14.3290 della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale, il 6 giugno 2014 il Consiglio federale si è dichiarato disposto a esaminare la possibilità di accogliere altri gruppi di rifugiati. Anche tale possibilità è esaminata nel contesto dell'incarico di cui al punto 2 assegnato dal Consiglio federale.</p><p>5. Il Consiglio federale si impegna già attivamente a favore della pace e intende continuare a sostenere tale impegno. La Svizzera appoggia il processo di pace fondamentalmente con misure di promozione della pace e del diritto internazionale - con particolare riferimento ai diritti dell'uomo e al diritto internazionale umanitario - nonché con la lotta all'impunità e con misure volte a potenziare le strutture economiche e l'occupazione. L'impegno svizzero in Siria si concentra altresì sulla promozione di un dialogo politico in questo Paese. In tale contesto la Svizzera sostiene a livello internazionale il lavoro dell'inviato speciale dell'ONU per la Siria attraverso un dialogo regolare e vari contributi specifici (p. es. sostegno attivo alla realizzazione della seconda Conferenza internazionale dell'ONU sulla pace in Siria; Ginevra II).</p>  Risposta del Consiglio federale.