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Anche quest'anno l'esercito svizzero aiuterà l'autorità civile a garantire la sicurezza del Forum economico mondiale (WEF) di Davos, che comincia mercoledì. Saranno impiegati fino a 5000 militi, circa 1000 in più dell'anno scorso: 3500 sono già in servizio, ha spiegato in una conferenza stampa a Thusis (GR) - centro nervoso dell'apparato militare - il divisionario Jean-Marc Halter, capo dello stato maggiore di condotta.
Il 90% degli effetti è di milizia: il costo del loro impiego è di 1,5 milioni di franchi superiore a quello di normali corsi di ripetizione. Il WEF è diventato un compito fisso per le forze armate elvetiche: secondo Halter è però importante "che la routine non vada a scapito della vigilanza".
Uno dei compiti principali è rappresentata dalla salvaguardia dello spazio aereo: per garantire cieli sicuri saranno impiegati due jet F/A-18 e altrettanti turboelica PC-7. L'anno scorso si sono verificate cinque violazioni dello spazio aereo: quattro casi sono stati sanzionati con multe. Se la situazione dovesse farsi grave - finora non è mai accaduto - sarebbe possibile procedere a un abbattimento: l'ordine verrebbe dato dal consigliere federale Ueli Maurer, che prima di decidere avrebbe la possibilità di parlare direttamente con il pilota dell'aeronautica militare implicato nell'operazione.
Una sfida importante è quella della neve. "Non ce n'era mai stata così tanta, abbiamo avuto delle difficoltà", ha spiegato Marco Cantieni, responsabile delle truppe di terra. Per stendere i 18 chilometri di filo spinato necessari per sbarrare le varie zone è stato necessario prima lavorare parecchio di pala.