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BERNA - Il responsabile della Patrouille Suisse non deve temere alcuna conseguenza legale dopo l'esibizione effettuata nei cieli del villaggio sbagliato una settimana fa. Lo rileva un articolo apparso oggi sul giornale svizzerotedesco Schweiz am Wochenende. Dopo le indagini, l'esercito ha deciso di non procedere contro di lui.
La giustizia militare non ha trovato alcun sospetto iniziale di condotta criminale, ha dichiarato un portavoce della giustizia militare a Schweiz am Wochenende. Le autorità non hanno neppure indizi di rischi.
Gunnar Jansen, maggiore e leader della Patrouille Suisse che sabato 6 luglio si era esibita sopra Mümliswil (SO), dove era in corso una festa di jodel, invece che a a Langenbruck (BL), dove si trovavano i partecipanti alle commemorazioni per il centenario dalla morte del pioniere dell'aviazione elvetica Oskar Bider, aveva presentato pubblicamente le sue scuse.
Le due località distano circa 5 chilometri: all'origine dell'errore è stata probabilmente la presenza di un elicottero apparso improvvisamente nelle vicinanze della squadriglia, che ha distratto per qualche secondo il suo capo. «Circa 20 secondi prima di Langenbruck ho ricevuto la comunicazione per radio che l'aeromobile era entrato nella nostra zona protetta», aveva dichiarato Jansen nel corso delle scuse.
Mentre elaborava questa informazione Jansen ha sorvolato con i suoi compagni Langenbruck. «La prima cosa che ho visto nella curva effettuata subito dopo era un grande tendone bianco», aveva detto aggiungendo di aver quindi pensato di trovarsi nel punto giusto. Il disguido è dovuto al fatto che i piloti della Patrouille Suisse volano a vista. I Tiger F-5E non sono infatti dotati di sistemi moderni come i navigatori GPS.