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Per il 2012 e il 2013 il FMI prevede tassi di crescita lievemente più bassi di quelli ipotizzati in primavera. Le previsioni per alcuni gruppi di Paesi divergono notevolmente. Mentre i Paesi emergenti e in via di sviluppo dovrebbero nuovamente registrare tassi di crescita relativamente sostenuti, nei Paesi industrializzati la crescita dovrebbe permanere bassa. Le deboli prospettive di crescita per i Paesi industrializzati riguardano in primo luogo l'Europa, dove per il 2013 il FMI prevede solo una modesta ripresa nell'eurozona e in Gran Bretagna. Negli USA e in Giappone la ripresa dovrebbe essere più marcata. Nonostante nel confronto i tassi di crescita siano positivi, nel breve periodo è atteso un rallentamento anche in importanti Paesi emergenti quali Cina e Brasile.
Il FMI ritiene che per prevenire i rischi globali legati alla congiuntura siano necessarie, da un lato, misure monetarie e di bilancio efficaci a breve termine. A medio termine occorrono in particolare efficienti misure di natura strutturale. Per l'Europa queste sono il risanamento dei conti pubblici, riforme strutturali volte a stimolare la crescita nonché il rafforzamento della stabilità finanziaria. D'altro lato, il FMI invita a compiere ulteriori passi nel processo di integrazione europea. Per gli USA e il Giappone il FMI chiede soprattutto azioni credibili per consolidare a medio termine il bilancio.
Nel 2008 sono state riviste per la prima volta le modalità di calcolo delle quote e dei diritti di voto nel FMI. Questa revisione ha determinato una sostanziale ridistribuzione dei diritti di voto a favore dei maggiori Paesi emergenti. Un'ulteriore revisione dovrà essere conclusa entro la fine del 2013. D'intesa con altri Paesi, la Svizzera si adopera affinché nella formula siano presi in considerazione i contributi finanziari volontari al FMI e sia considerata meglio l'apertura economica e finanziaria di un Paese.
I crediti del FMI ai Paesi membri economicamente deboli sono concessi a condizioni preferenziali attraverso un fondo speciale del Fondo monetario. La riduzione del tasso d'interesse è finanziata per mezzo di contributi bilaterali e risorse proprie del FMI. Sulla scia della crisi finanziaria, nel 2009 era già stato deciso un incremento di tali risorse. Una parte sarà finanziata con i ricavi della vendita di oro del FMI.
La discussione principale in seno al Comitato per lo sviluppo della Banca mondiale verterà sui temi trattati dal rapporto sullo sviluppo mondiale 2013, ovvero il lavoro e l'occupazione. Il rapporto sullo sviluppo mette in luce come una combinazione mirata di misure politiche, adeguate alla situazione peculiare di ogni singolo Paese, possa essere in grado di generare una crescita sostenibile e incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro.
I costi economici delle catastrofi naturali, già elevati al giorno d'oggi, sono destinati ad aumentare ulteriormente in futuro. In questo modo la gestione dei rischi è destinata ad assumere viepiù importanza. La Banca mondiale riveste un ruolo chiave nella gestione delle crisi e dei rischi climatici. Essa ha elaborato un piano d'azione in cui la gestione dei rischi è integrata nelle sue attività e strategie. La Svizzera sostiene gli sforzi volti a rafforzare la gestione dei rischi nelle attività della Banca mondiale.
In occasione del vertice annuale, la Banca mondiale ha pubblicato un rapporto sullo stato dello sviluppo dell'uguaglianza di genere. La Svizzera sostiene l'impegno del Gruppo della Banca mondiale in questo campo. Essa ne riconosce i progressi compiuti e l'adeguatezza delle priorità con cui pone particolare attenzione alle regioni, ai Paesi e alle fasce della popolazione più problematiche.
Incontri bilaterali
Il vertice annuale di FMI e Banca mondiale fornisce pure l'opportunità per numerosi incontri bilaterali a livello ministeriale. La presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf incontrerà tra l'altro il primo ministro del Giappone Yoshihiko Noda per uno scambio di opinioni su questioni politiche ed economiche.
Indirizzo per domande:
Mario Tuor, capo della Comunicazione, Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI),
tel. +41 31 322 46 16
Philippe Sas, capo ad interim del settore Cooperazione multilaterale, Segreteria di Stato dell’economia (SECO),
tel. +41 31 324 08 19
Olivier Bürki, capo della divisione Istituzioni globali, Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC),
tel. +41 31 322 86 09