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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 29.05.2019</b></p><p><b>Il Consiglio federale licenzia il messaggio concernente lo scambio automatico di informazioni con altri 19 Stati partner e approva il primo rapporto di verifica </b></p><p><b>Nella seduta del 29 maggio 2019 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente l'introduzione dello scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con altri 19 Stati partner. L'entrata in vigore è prevista per il 2020, con un primo scambio di dati nel 2021. Inoltre il Consiglio federale ha approvato il rapporto relativo al meccanismo che verifica l'attuazione conforme allo standard dello scambio automatico di informazioni da parte degli Stati partner. </b></p><p>Dei 108 Stati e territori che ad oggi si sono dichiarati favorevoli a introdurre lo standard per lo scambio automatico di informazioni, alla rete di Stati partner della Svizzera ne mancano ancora 19. Con l'estensione della rete la Svizzera contribuisce a creare pari condizioni concorrenziali a livello globale.</p><p>Concretamente, il Consiglio federale intende scambiare per la prima volta informazioni relative a conti finanziari a partire dal 2021 con Stati partner quali Albania, Azerbaigian, Brunei Darussalam, Dominica, Ghana, Kazakistan, Libano, Macao, Maldive, Nigeria, Niue, Pakistan, Perù, Samoa, Sint Maarten, Trinidad e Tobago, Turchia e Vanuatu. Nel periodo intercorso tra l'avvio della procedura di consultazione e la pubblicazione del messaggio l'Oman ha dichiarato di voler introdurre a sua volta lo scambio automatico di informazioni entro il 2020. Il Consiglio federale lo ha quindi inserito nell'elenco dei nuovi Stati partner.</p><p>Affinché lo scambio automatico di informazioni con i suddetti Stati partner possa essere attivato nel 2020, i relativi decreti federali saranno sottoposti al Parlamento per approvazione nella sessione autunnale e invernale dell'anno in corso. Prima di procedere al primo scambio di dati con questi Stati, il Consiglio federale esaminerà nuovamente la loro conformità con lo standard per lo scambio automatico di informazioni. Per questa ragione intende applicare per analogia il meccanismo di verifica adottato dal Parlamento nel dicembre 2017 a tutti i nuovi Stati partner sopra elencati.</p><p>Il 29 maggio 2019 il Consiglio federale ha inoltre approvato il rapporto relativo al meccanismo che verifica l'attuazione conforme allo standard dello scambio automatico di informazioni da parte degli Stati partner con i quali la Svizzera prevede di scambiare per la prima volta dati nell'autunno 2019. Ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze di sottoporre il rapporto per parere alle competenti commissioni parlamentari. L'Esecutivo deciderà in seguito se vi siano Stati partner da escludere eventualmente dallo scambio di dati.</p><p>A fine settembre 2018 la Svizzera ha scambiato per la prima volta informazioni relative a conti finanziari su base automatica con 36 Stati e territori e a fine settembre 2019 prevede di scambiare dati con altri 37 Stati partner.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 17.09.2019</b></p><p>Il Consiglio nazionale ha approvato l'introduzione dello scambio automatico di informazioni (SAI) in materia fiscale con 19 nuovi Stati.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.12.2019</b></p><p><b>Scambio automatico sarà esteso a 18 Stati, ma non alla Turchia </b></p><p><b>La Svizzera estenderà lo scambio automatico di informazioni bancarie con 18 Stati supplementari a partire dal 2021. Seguendo il Nazionale, il Consiglio degli Stati ha adottato oggi questi progetti, ma ha bloccato il progetto con la Turchia.</b></p><p>In settembre il Nazionale aveva approvato l'introduzione dello scambio informatico di informazioni relative a conti finanziari con 19 Paesi supplementari. Tuttavia, in ottobre, la Commissione dell'economia e dei tributi degli Stati ha sospeso l'esame del dossier con la Turchia, poiché riteneva problematico attivare un simile automatismo con uno Stato che viola in maniera grave il diritto internazionale, ha spiegato il relatore commissionale Pirmin Bischof (PPD/SO).</p><p>Non si tratta di un "segnale di cattivo umore", gli ha fatto eco Christian Levrat (PS/FR). Occorre dapprima esaminare le conseguenze delle azioni militari della Turchia e in particolare la questione della protezione dei dati, ha aggiunto il "senatore" friburghese.</p><p>La Camera dei cantoni ha invece seguito il Nazionale per quanto riguarda gli altri 18 Stati della lista posta in consultazione: Albania, Azerbaigian, Brunei, Dominica, Ghana, Kazakistan, Libano, Macao, Maldive, Nigeria, Niue, Oman, Pakistan, Perù, Samoa, Saint-Martin (Antille olandesi), Trinidad e Tobago, e Vanuatu.</p><p>Il governo ha verificato che le giurisdizioni con le quali conta di praticare lo scambio automatico soddisfino una serie di criteri. Inoltre, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) è incaricata di controllare il rispetto degli accordi, ha precisato ancora Bischof. Si tratta in particolare di verificare se tali Paesi rispettano la confidenzialità dei dati o se lo scambio automatico non generi severe violazioni dei diritti dell'uomo.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 03.03.2020</b></p><p><b>CSt: fisco, scambio automatico con Turchia dal 2021 </b></p><p><b>Dal 2021, la Svizzera scambierà informazioni in ambito fiscale anche con la Turchia. Dopo un primo stop in dicembre, il Consiglio degli Stati ha dato il via libera oggi (29 voti a 1 e dieci astensioni) a un'intesa simile. Secondo la maggioranza, l'accordo rafforzerà la piazza finanziaria elvetica.</b></p><p>La Svizzera ha già attivato lo scambio automatico con 97 paesi e diversi territori. Nel dicembre scorso i "senatori" avevano dato il via libera allo scambio automatico di informazioni con 18 Paesi, ma si erano rifiutati di estenderlo alla Turchia a causa delle operazioni militari di Ankara in Siria.</p><p>La Turchia soddisfa tutti i criteri tecnici, ha sottolineato in aula il relatore della commissione Pirmin Bischof (PPD/SO). Non approvando questo accordo, la Svizzera sarebbe l'unico Paese a non dar seguito alla collaborazione in ambito fiscale con la Turchia.</p><p>Il consigliere federale Ueli Maurer ha ricordato che rimane sempre possibile sospendere lo scambio di informazioni se la situazione dovesse richiederlo. Tuttavia, a parere del ministro delle finanze, la politica fiscale non è il canale giusto per risolvere i problemi di politica estera.</p><p>Il governo ha verificato che le giurisdizioni con cui intende scambiare dati di natura fiscale soddisfino tutta una serie di criteri. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico è inoltre responsabile della sorveglianza del rispetto degli accordi. Si tratta, in particolare, di verificare il rispetto della riservatezza dei dati o se lo scambio non comporti gravi violazioni dei diritti umani.</p>