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Le persone rilasciate, quelle ancora detenute e le loro famiglie hanno sacrificato gran parte della vita a combattere pacificamente per la democrazia e i diritti dell’uomo. Questo impegno incondizionato per l’umanità merita tutto il nostro più profondo rispetto.
La liberazione di prigionieri politici s’inserisce in una serie di sviluppi positivi registrati negli ultimi mesi in Myanmar. La Svizzera ritiene questa decisione un importante passo verso la riconciliazione nazionale, la democrazia e il miglioramento della situazione dei diritti dell’uomo. Riconosce la disponibilità del governo di Myanmar ad avviare riforme economiche destinate a incrementare il benessere e la giustizia sociale nel Paese e lo incoraggia inoltre a proseguire sulla via delle riforme politiche ed economiche. Questo obiettivo presuppone però una collaborazione costruttiva con tutti i principali attori a livello nazionale e internazionale. La Svizzera si dichiara disponibile a sostenere Myanmar in questa fase di transizione e sta esaminando concrete misure di attuazione.
Per portare avanti il processo di riconciliazione nazionale è necessario porre fine anche gli annosi conflitti etnici nel Paese che hanno duramente colpito la popolazione civile e causato centinaia di migliaia di rifugiati e profughi interni. La Svizzera ha fatto inoltre appello al governo di Myanmar e ai diversi gruppi etnici affinché cessino immediatamente le ostilità e avviino un dialogo costruttivo.
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