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"Non è mia consuetudine rispondere alle critiche del presidente. Però in questo caso mi sento nella posizione di doverlo fare": a parlare, da noi interpellato, è l'allenatore del Lugano, Pier Tami, che ieri sera, a seguito della sconfitta in Europa League contro il Viktoria Plzen, è stato aspramente additato dal presidente bianconero Angelo Renzetti, soprattutto per le sue scelte tattiche.
E Tami vuole mettere le cose in chiaro: "Sono dell'avviso che le cose non funzionino quando un presidente vuole fare anche l'allenatore o viceversa. E se Renzetti vuole un mister che accetti questo modo di fare, allora io non sono quello giusto per il Lugano. È necessario che si remi tutti nella stessa direzione e che ognuno ricopra il suo ruolo, perché in questo momento mi sembra che si stiano facendo due passi in avanti e tre indietro. E queste cose sono distruttive a pochi giorni da una partita importante come quella che ci aspetta domenica a Thun".
Per quanto riguarda invece nello specifico le critiche di Renzetti, Il coach bianconero ha affermato di essere dispiaciuto che il presidente abbia messo in mezzo anche Mattia Bottani: "La ritengo una cosa ingiusta perché lui non c'entra niente".
Quando infine gli chiediamo se dunque, dopo tutte queste riflessioni, abbia pensato di fare un passo indietro, ossia di rassegnare le proprie dimissioni, Tami ci risponde in maniera molto razionale: "I pensieri, in questi casi, li fai tutti. Ma in questo momento voglio concentrarmi solo sul bene della squadra".
(Red)