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L'ex dirigente Jérôme Valcke è stato incriminato a Bellinzona per falsità in documenti e ripetuta corruzione passiva.
Nasser Al-Khelaifi, presidente del Paris Saint-Germain, è stato invece assolto.
BELLINZONA - Nel processo in appello sui diritti televisivi della Federazione internazionale di calcio (FIFA), il Tribunale penale federale (TPF) ha condannato l'ex segretario generale dell'organizzazione Jérôme Valcke a undici mesi di carcere sospesi per falsità in documenti e ripetuta corruzione passiva.
Nasser Al-Khelaifi, presidente di beIN Media e della squadra di calcio del Paris Saint-Germain, è invece stato assolto. Era incriminato per istigazione all'amministrazione infedele.
Valcke è stato riconosciuto colpevole di corruzione di privati in relazione all'assegnazione di diritti mediatici. La Corte d'appello del Tribunale penale federale gli ha inflitto una pena detentiva di undici mesi e una pena pecuniaria di 100 aliquote giornaliere di 200 franchi, entrambe con la condizionale. Il francese è invece stato assolto dall'accusa di amministrazione infedele aggravata.
Nei confronti di Al-Khelaifi il TPF conferma la sentenza emessa dalla Corte penale del TPF alla fine di ottobre 2020. Il terzo imputato, un uomo d'affari greco, è stato condannato a una pena sospesa di dieci mesi per ripetuta corruzione attiva. È invece assolto dall'istigazione all'amministrazione infedele aggravata.
Valcke farà ricorso al Tribunale federale - Contattati da Keystone-ATS, gli avvocati di Valcke, Patrick Hunziker ed Elisa Bianchetti, hanno dichiarato che il loro cliente farà ricorso al Tribunale federale. La sua condanna per corruzione di privati è "un errore e un fantasma", hanno detto.
Secondo loro, tutti gli atti del dossier e tutti i testimoni attestano che i contratti per i diritti televisivi sono stati approvati a tutti i livelli della FIFA perché erano straordinariamente favorevoli alla Federazione. "Non c'era alcuna intenzione di arrecare svantaggi".
Gli avvocati sottolineano inoltre che Valcke "non ha danneggiato il patrimonio della FIFA". Si rallegrano che sia stata confermata la sua assoluzione dall'accusa di amministrazione infedele aggravata. Inoltre, le richieste civili della FIFA sono state respinte dal tribunale.
Costi procedurali elevati - I costi delle procedure, che ammontano a poco più di 241'000 franchi, saranno in gran parte a carico degli imputati: poco meno di 117'000 franchi dovranno essere pagati da Valcke e circa 58'000 dagli altri due. La FIFA non riceverà alcun risarcimento ed è invitata a intraprendere un'azione civile.
Il processo di seconda istanza si è svolto all'inizio di marzo. Il Ministero pubblico della Confederazione aveva chiesto condanne a 35 mesi per Valcke, 28 mesi per Al-Khelaifi e 30 mesi per il terzo imputato.
"Patto di corruzione" - L'accusa ha sostenuto che i tre uomini avevano stretto un "patto di corruzione" per l'assegnazione dei diritti televisivi di diverse Coppe del mondo e altre competizioni della FIFA. La difesa ha chiesto un'assoluzione generale, affermando che il MPC aveva praticato una "caccia ai trofei".
Durante il processo, la procuratrice federale incaricata del caso ha sottolineato i benefici ottenuti da Valcke in cambio del suo intervento sui diritti televisivi. L'allora segretario generale della FIFA aveva ricevuto "prestiti" e aveva a disposizione una villa di lusso in Sardegna.