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Un’iniziativa popolare vuole sopprimere l’imposizione forfettaria, un regime fiscale riservato agli stranieri ricchi che molti ritengono ingiusto. Quanti di questi stranieri facoltosi lascerebbero la Svizzera se il testo venisse accettato? (RSI/swissinfo.ch)
Negli anni Sessanta l’imprenditore e miliardario Helmut Horten si è trasferito a Croglio, in Ticino. Horten è considerato uno dei primi “esiliati fiscali” in Svizzera.
L’immigrato tedesco è stato sottoposto a una regolamentazione fiscale concepita appositamente per i ricchi residenti venuti dall’estero che non hanno alcuna attività economica in Svizzera. In questo caso, la tassazione non si basa sul patrimonio e il reddito individuale, ma su quanto viene speso per mantenere il proprio livello di vita.
È un buon affare. Sia per i residenti ricchi sia per i comuni e i cantoni. Il risultato è che il numero di stranieri ricchi residenti è fortemente aumentato. In Ticino, ad esempio, erano 523 nel 2006. Sei anni più tardi sono saliti a 877, su un totale di 5’445 in tutta la Svizzera.
Jean Jacques Aumont ha fatto fortuna nel settore finanziario. Oggi vive sulle rive del lago Lemano e ha richiesto la cittadinanza elvetica. Diventare svizzero significa dover rinunciare al suo privilegio fiscale, ma per lui questo non è più una priorità.
In generale, si pensa che la maggior parte degli stranieri ricchi che vivono in Svizzera per ragioni finanziarie possano andarsene se il regime fiscale dovesse cambiare.
Non è chiaro per quanto tempo l’imposizione forfettaria sopravvivrà in Svizzera. Il canton Zurigo ha già abbandonato questo sistema e l’iniziativa per sopprimerlo a livello nazionale sarà sottoposta ai cittadini in novembre.