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Il Club dei 27: la maledizione del Rock n' Roll
La recente scomparsa di Amy Winehouse (2011) ha riaperto la discussione sulla famigerata maledizione del “Club 27” e una sua branca più specifica chiamata “Club J27”. Ne fa parte un gruppo di icone leggendarie del mondo della musica, decedute all'età di 27 anni e con in comune almeno una “J” nelle loro iniziali. Tutte morti non convenzionali dovute ad alcol, droghe, suicidi o incidenti stradali, tanto da diventare il marchio di uno stile di vita, quello del rock and roll.
Il termine “Club 27” fu coniato a seguito delle morti di Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison. Quattro star decedute a poca distanza una dall’altra, all’età di 27 anni! Attorno alle loro morti avvolte tutt’ora da un velo di mistero, non mancarono varie “teorie di complotto”. Essendo quello di Morrison il terzo decesso di una rispettabile tripletta di vere e proprie rock-star considerate “scomode” dal sistema ideale-politico dell’epoca; essendo molto attive nel fermento hippie post sessantotto e contro la guerra in Vietnam.
Un'altra morte avvolta dal mistero e antecedente a quelle precedentemente elencate è quella di Robert Johnson, leggendario bluesman che si dice abbia venduto l'anima al diavolo. Alcuni raccontano che sia stato pugnalato, chi avvelenato, ma forse il patto con il diavolo è la storia più conosciuta.
Negli anni altre figure importanti entrarono a far parte del Club 27, come ad esempio Kurt Cobain, leader carismatico dei Nirvana.