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Quando Veluppillai Prabhakaran era ancora un bambino, cioè nel 1958, a Colombo accaddero molti tumulti razziali che provocarono la morte di centinaia di persone Tamil, uccise dal governo Sri Lankese. Questi fatti furono narrati alla madre di Prabhakaran, di fronte al giovane ragazzo da una vedova universitaria. La vedova raccontò che suo marito fu massacrato e fu bruciato nella loro casa a Colombo. Lei e i suoi bambini scapparono con delle ustioni sul corpo. Non solo! Inoltre diversi bambini furono gettati vivi nel catrame.
Dopo che Prabhakaran ebbe ascoltato queste scene di violenza razziale, nella mente del ragazzo nacque il desiderio di ribellione. Da quel momento pensò solamente alla povera gente Tamil e alle vittime che vennero e anche oggi sono ammazzate per nessuna ragione. Da allora il suo primo sogno fu solamente quello di salvare i cittadini Tamil dal governo Sri Lankese. Si accorse anche che per proteggere gli abitanti Tamil, bisognava proprio lottare contro l’amministrazione Sri Lankese.
Prabhakaran da sempre aveva un’abitudine molto interessante e positiva, cioè leggere diversi libri. Soprattutto, le sue letture preferite, quando ancora frequentava le scuole medie, erano le biografie dei grandi personaggi della storia, come Alessandro Magno e Napoleone. Il denaro che i genitori di Prabhakaran gli davano come paghetta per i giocattoli e per le merende, andava a finire nelle casse del libraio locale, che nutriva il giovane con l’immagine degli eroi dell’indipendenza indiana, ad esempio Subhash Sandira Bose, Bagavat Singh e Balagangathara Thilakar. È stata proprio la passione per la lettura che ha forgiato i sentimenti fondamentali di rivoluzionario nella sua vita.
Egli infatti seguì il percorso indicato dal libro “Pakavatkeedam”, ossia “fai il tuo dovere ma non aspettare l’arrivo”. Da questo punto di vista, Prabhakaran pensò che i fatti che gli passavano per la mente, dovevano anche essere riportati nella realtà. In seguito Prabhakaran, leggendo libri di preistorie, imparò anche come doveva essere un guerriero perfetto.
L’insegnante di Prabhakaran, il signor Venukopal, era un membro del governo Tamil. Però, dal momento che non aveva abbastanza esperienza, assieme a V.Navarathnam si levò dal comando Tamil e diventò un sostenitore della lotta e un fondatore del suyaracci kalakam (Partito dell’autogoverno Tamil). Lui aveva sempre detto che bisogna competere con il comando Sri Lankese per avere una vita tranquilla. Inoltre era un buon sostenitore importante per Prabhakaran.
Quando il governo Sri Lankese venne ad attaccare nel paese di Veluppillai Prabhakaran, la sua rabbia aumentò notevolmente. Nel periodo che il giovane ragazzo Prabhakaran stava riflettendo come procedere alla libertà del Tamil Eelam, fu introdotta la legge dello studio. Cioè:
Durante il 1972, gli scolari Tamil si concentrarono sugli studi. Quindi presero delle note buone, in modo che riuscissero a frequentare l’università. Invece gli studenti Singalesi furono la minoranza. In quel ciclo il governo Sri Lankese portò all’aperto una legge: gli alunni Tamil dovevano per forza prendere un giudizio superiore per passare agli studi superiori; ma gli studenti Singalesi potevano andare all’università anche con una nota bassa.
Questa legge agitò gli scolari Tamil. Prabhakaran cercò di fare quello che poteva, cioè stampò e durante la notte attaccò sulle pareti della sua scuola dei cartelloni contro l’ordinamento dello studio. Dopo diverse discussioni, decisero con Satthiaseelan, il proprietario di un’organizzazione riferita agli studenti, che, siccome era un ragazzo, poteva essere perdonato. Prabhakaran volle unirsi a questa organizzazione per aiutare a salvare la gente Tamil. All’inizio non avevano accettato la sua proposta, perché era ancora un giovane ragazzo. Ma alla fine hanno accettato per il loro stesso interesse.
In quell’occasione, quest’organizzazione si ribellò, crebbe molto e diventò popolare. Il governo Sri Lankese, sempre per creare problemi, inventò faccende non vere sul loro gruppo. Così i membri incominciarono a scappare e a nascondersi. E così trovarono una difficoltà per la crescita della loro organizzazione. Però Prabhakaran non si arrese. Fece diversi processi per il loro gruppo. Dunque la polizia incominciò a cercare Prabhakaran. Verso il 1973 si nascose e scappò in Tamil Naadu, che si trova in India.
In quel periodo incontrò A. Iraasaratnam, un uomo coraggioso, anch’esso scappato dallo Sri Lanka in Tamil Naadu, perché aveva lavorato contro il governo Sri Lankese senza rispettare la loro legge. A. Iraasaratnam era felice di avere incontrato un giovane ragazzo che pensava alla libertà del Tamil Eelam. Questo diede coraggio a Prabhakaran, che era felice di aver incontrato qualcuno che condivideva i suoi interessi.
Come primo passo Prabhakaran, creò un gruppo che fu chiamato nuove Tigri Tamil. Raggrupparono giovani ragazzi che avevano un comportamento adatto a un guerriero e senza cattive abitudini. In questo periodo diversi problemi ostacolarono la loro crescita. Però Prabhakaran cercò di aprire la via con alcuni suoi amici. Durante l’ultimo incontro del Tamilar Aacci Makaanaadu (cioè Partito del governativo del popolo Tamil), il 10 gennaio del 1974 ci fu una guerra tra la polizia Sri Lankese e gli invitati alla riunione. Siccome guerreggiarono molto, violentemente, ci furono molte vittime e scomparsi.
Anche se Prabhakaran e Sivakumar erano nello stesso periodo di ribellione, non hanno avuto la possibilità di procedere assieme. Prabhakaran da allora aveva un dovere appesantito. Lavorò rapidamente, fece sapere al popolo Tamil che, anche se avevamo perso una vita forte e importante per la nostra terra, non avremmo mai smesso di guerreggiare per il Tamil Eelam.
La sua prima lotta armata, che accadde nel 1970, produsse una grande differenza in tutto lo Sri Lanka e in tutto il Tamil Eelam. Inoltre Prabhakaran trovò posto nella lista dei personaggi famosi e importanti. Così si collocò nella mente e anche nel cuore di ogni abitante Tamil.
In quel periodo si cercò di arrestare gli studenti rimasti con lo scolaro Sivakumar, assicurando che per tutte queste violenze il colpevole era lui. E dissero inoltre che gli studenti vollero ammazzare anche i poliziotti Sandrasekar e Albat Thurayappah. Dunque il comando e i poliziotti Sri Lankesi cominciarono a cercare l’apprendista Sivakumar. Il 5 giugno del 1974 riuscirono a scoprire il nascondiglio dello studente e lo catturarono, circondandolo. Ma lo scolaro Sivakumar, per non farsi imprigionare, inghiottì del veleno e morì. Infatti, l’alunno Sivakumar anche oggi si trova nel cuore di ogni abitante Tamil.
Siccome già dal primo passo trovarono una vittoria rilevante, vollero cambiare il nome del loro gruppo in modo che vi figurasse la parola “liberazione”. Così il 5 maggio del 1975 sostituirono il nome in Tigri della Liberazione del Tamil Eelam. Non solo lo fecero nel nome del gruppo, ma anche nella mente di ogni guerriero, che portò con passione la libertà per la loro terra. Una persona perfetta che pensava solo alla libertà, poteva essere il giusto responsabile. Questo l’ha affermato il capo Prabhakaran. Dunque le Tigri della Liberazione del Tamil Eelam proseguirono nel percorso del loro pensiero sulla pace. Per colpa dell’amministrazione Sri Lankese, che ha portato la legge contro gli studenti Tamil, nel pensiero degli alunni si diffuse il sentimento della guerra armata.
Tra il 1966 e il 1977, quando il governo era tra le mani di Sirimava R.D. Pandaranaika, egli lasciò che il governo Sri Lankese colpisse la gente che parlava la lingua Tamil. Inoltre uccise e arrestò la gente e gli studenti Tamil. Solo i partiti che ubbidivano al suo ordine avevano il diritto di esistere. Perciò, senza poter sopravvivere in altro modo, i proprietari dei partiti Tamil dovettero andare sotto il suo controllo. Però nello stesso momento tutti i testimoni dell’amministrazione Tamil si riunirono al Vaddukkoddai, il 14 maggio del 1976, per creare la mappatura per loro vita, per la loro indipendenza del Tamil Eelam, per i diritti individuali del popolo Tamil.