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L‘azienda Ems-Chemie della consigliera nazionale Udc intenderebbe tutelare i suoi dipendenti in Russia, dove è illegale parlare di ‘guerra in Ucraina’
Ai dipendenti di Ems-Chemie viene chiesto di fare a meno del termine "guerra in Ucraina" internamente e di riferirsi al "conflitto ucraino". L’azienda, di proprietà della consigliera nazionale Magdalena Martullo-Blocher (Udc), vuole proteggere i suoi dipendenti in Russia.
In due e-mail interne, che Keystone-ATS ha ottenuto giovedì, i dipendenti della società chimica sono tenuti a smettere di parlare della "guerra in Ucraina" all’interno della società e nella comunicazione esterna. Il Südostschweiz, il Blick e il settimanale di sinistra Woz hanno riportato la notizia.
Secondo le due e-mail di Ems-Chemie, i dipendenti devono usare il termine "conflitto ucraino", poiché l’uso della parola "guerra" in relazione all’Ucraina è punibile con il carcere in Russia. Questa misura è destinata a proteggere i dipendenti della società svizzera, in particolare in Russia, e gli affari del gruppo, scrive la direzione. I capi delle varie divisioni sono chiamati a garantire il rispetto di questa regola.
Ems-Chemie ha due siti di produzione in Russia, a Nizhny Novgorod e Yelabuga con30 dipendenti in ciascuno dei due stabilimenti.
L’azienda ha sospeso la produzione nel Paese, poiché i suoi affari in Russia sono crollati a causa della guerra in Ucraina. Entrambi gli impianti sono stati in gran parte chiusi e i dipendenti stanno eseguendo lavori di manutenzione, ha detto Marc Ehrensperger, segretario generale del gruppo svizzero, a Südostschweiz. Entrambi gli stabilimenti forniscono polimeri all’industria automobilistica locale.
La quota della Russia nel fatturato del gruppo con sede a Domat/Ems (GR) rimane comunque modesta rappresentando solo l’uno per cento del totale, ovvero 23 milioni di franchi nel 2021.