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Con 10 voti contro 7 e 8 astensioni (disegno 1) e con 10 voti contro 0 e 15 astensioni (disegno 2) la Commissione ha adottato durante la votazione sul complesso la
Previdenza per la vecchiaia 2020.Riforma (14.088 s), che comprende 15 leggi e una modifica della Costituzione. L’entrata in materia è stata decisa all’unanimità. Alla fine delle deliberazioni tutti i gruppi parlamentari hanno confermato la necessità della riforma dato che l'aspettativa di vita in Svizzera è in aumento e che la generazione del baby-boom sta raggiungendo l'età del pensionamento. Tuttavia, fanno notare che le proposte della Commissione costituiscono un’istantanea del processo negoziale e che il progetto deve ancora essere ulteriormente sviluppato durante i prossimi dibattiti parlamentari. Alla fine di una deliberazione durata circa 55 ore, la maggioranza della Commissione è in particolare giunta alla conclusione che gli aumenti delle rendite AVS decisi dal Consiglio degli Stati erano controproducenti, dato che il semplice fatto di conservare il livello attuale delle rendite costituisce già un problema dal profilo finanziario: un aumento delle rendite causerebbe un ulteriore onere per le prossime generazioni senza risolvere dal profilo strutturale i problemi di finanziamento. Pertanto, le proposte della CSSS-N si discostano in alcuni punti essenziali dal disegno del Consiglio federale e dalle decisioni del Consiglio degli Stati.
Importanti proposte in merito all’assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)
Età di pensionamento flessibile: la Commissione è indiscutibilmente del parere che uomini e donne debbano poter riscuotere anticipatamente a partire dai 62 anni tutta o parte della loro rendita di vecchiaia oppure posticipare la riscossione fino all'età di 70 anni. A medio termine questa flessibilizzazione della riscossione della rendita non comporta costi aggiuntivi. L'età pensionabile diventa così un'età di riferimento matematica.
Età di riferimento a 65 anni: l'età di pensionamento delle donne deve essere portata da 64 a 65 anni (17 voti contro 7 e 1 astensione) in quattro tappe.Questa misura sgrava l'AVS di 1,2 miliardi di franchi1 e nel contempo genera un aumento delle entrate pari a 110 milioni di franchi.
Livellamento delle differenze salariali tra uomini e donne: nel calcolare le rendite, ai salari delle donne deve essere aggiunto un supplemento che corrisponde all'inspiegabile differenza tra i sessi in materia di stipendi (13 voti contro 12). In questo modo un numero maggiore di nuove pensionate riceveranno una rendita più elevata con un conseguente aumento dei costi per l'AVS pari a 260 milioni di franchi. La rendita massima non viene tuttavia aumentata.
La Commissione ha respinto la proposta del Consiglio federale di facilitare il pensionamento anticipato a tutte le persone che hanno iniziato a lavorare prima del compimento dei 20 anni e che hanno percepito uno stipendio basso (13 voti contro 8 e 1 astensione); in questo modo si evita un aumento della spesa pari a 400 milioni di franchi. La Commissione condivide dunque la posizione del Consiglio degli Stati.
Rendita per superstiti: le persone vedove ricevono ora una rendita solo se al momento del decesso del coniuge hanno un figlio di età inferiore ai 18 anni oppure un figlio agli studi di età inferiore ai 25 anni oppure se si occupano di un figlio bisognoso di cure. La rendita vedovile (uomo o donna) scende al 60 per cento della rendita di vecchiaia, mentre la rendita per orfani viene portata al 50 per cento della rendita di vecchiaia. Per quanto concerne le rendite per superstiti, la Commissione si è fondamentalmente allineata alla posizione del Consiglio federale a differenza del Consiglio degli Stati (17 voti contro 8). In questo modo l'AVS risparmia 410 milioni di franchi.
La Commissione propone ora di abolire ogni nuova rendita AVS per i figli a partire dall'entrata in vigore della riforma (15 voti contro 10), facendo risparmiare 200 milioni di franchi all'assicurazione.
Lavoratori indipendenti: per quanto riguarda i contributi, i lavoratori indipendenti non devono più essere privilegiati rispetto ai dipendenti (13 voti contro 12). L'AVS incassa dunque 330 milioni di franchi in più. Per quanto concerne i lavoratori indipendenti, la Commissione si è fondamentalmente allineata alla posizione del Consiglio federale contrariamente al Consiglio degli Stati.
Finanziamento supplementare: la Commissione vuole aumentare l'IVA (contrariamente al Consiglio federale e al Consiglio degli Stati) per il momento solo di 0,6 punti percentuali; questo corrisponde a un aumento delle entrate pari a 2,1 miliardi di franchi. Questi proventi dell'IVA destinati a garantire l'AVS devono essere interamente accreditati al Fondo AVS.
Articolo costituzionale per un meccanismo d'intervento nell'AVS a due soglie: se il Fondo AVS scende sotto il livello delle uscite annuali, il Consiglio federale deve immediatamente sottoporre al Parlamento un proposta di risanamento (prima fase: mandato politico). Se il risanamento mediante la via politica non ha un esito positivo, deve scattare una misura di stabilizzazione automatica che permetta all'AVS di continuare a pagare le rendite per intero (seconda fase: misura automatica). La misura funziona come segue: se il Fondo AVS scende al di sotto dell'80 per cento delle uscite di un anno, l'età di riferimento viene aumentata di al massimo 4 mesi all'anno fino a 67 anni e nel contempo l'IVA viene aumentata al massimo dello 0,4 per cento (13 voti contro 12). Il primato è conferito al mandato politico e la misura automatica non dovrebbe mai scattare. Se però la soluzione politica fallisse, secondo gli odierni pronostici, la misura automatica diventerebbe efficace probabilmente nel 2035.
Contributo della Confederazione: quest'ultima deve fornire un contributo alla stabilità finanziaria dell'AVS e continuare ad assumersi il 19,55 per cento delle uscite dell'AVS (16 voti contro 9). Il Consiglio federale voleva ridurre questo contributo al 18 per cento, facendo mancare all'AVS 930 milioni di franchi. Inoltre il percento demografico IVA prelevato dal 1999 a favore dell'AVS andrebbe interamente a quest'ultima permettendole di incassare ulteriori 610 milioni di franchi.
No al modello del Consiglio degli Stati: la maggioranza della Commissione ha respinto le misure decise dal Consiglio degli Stati volte ad aumentare le rendite AVS a compensazione dell'innalzamento dell'età pensionabile delle donne e della riduzione dell'aliquota di conversione nella LPP. I nuovi beneficiari di una rendita di vecchiaia non dovrebbero ricevere 70 franchi in più e non dovrebbe neppure essere innalzato dal 150 al 155 per cento il limite della rendita per coniugi (13 voti contro 12). Queste due misure, considerate inadeguate dal profilo della politica sociale, costerebbero 1,4 miliardi di franchi che il Consiglio degli Stati avrebbe voluto finanziare con un aumento delle trattenute salariali a favore dell'AVS. La maggioranza della Commissione teme inoltre effetti soglia fra l'AVS e le prestazioni complementari.
Importanti proposte relative alla previdenza professionale (LPP)
Riduzione dell'aliquota minima di conversione e relativa compensazione nel quadro della LPP: l'aliquota minima di conversione verrebbe ridotta dal 6,8 al 6,0 per cento in considerazione dell'accresciuta speranza di vita e dei bassi rendimenti di capitale. Senza misure di compensazione il rendimento della cassa pensione passerebbe da 6800 a 6000 franchi all'anno per 100 000 franchi di capitale risparmiato (14 voti contro 6 e 1 astensione). Affinché la rendita si mantenga a livelli comparabili, la maggioranza della Commissione ha deciso le seguenti misure di compensazione:
Generazione transitoria: chi all'entrata in vigore della riforma, prevista il 1° gennaio 2018, avrà compiuto 50 anni dovrebbe ricevere le medesime prestazioni previste dal diritto vigente (15 voti contro 10). Anche il Consiglio degli Stati ha fissato il limite a 50 anni, contro i 40 proposti dal Consiglio federale.
Modifica della graduazione delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia e riduzione della deduzione di coordinamento: il processo di risparmio dovrebbe essere anticipato al 18° anno di età e le aliquote per gli accrediti di vecchiaia aumentate fra i 25 e i 44 anni di età.Le aliquote per gli accrediti di vecchiaia non dovrebbero più aumentare dopo il 45° anno di età così da rendere più attrattivi i lavoratori più anziani sul mercato del lavoro (13 voti contro 12). La deduzione di coordinamento dovrebbe essere ridotta a 21 150 franchi (17 voti contro 8).
Miglioramenti per impiegati a tempo parziale: la deduzione di coordinamento dovrebbe essere ridotta in base al grado di occupazione (17 voti contro 8). Chi lavora a tempo parziale riceve così una rendita più alta. Di questo vantaggio beneficerebbero in particolare le donne.
All’unanimità la Commissione è d'accordo di permettere che i disoccupati più anziani possano rimanere assicurati presso la propria cassa pensione (nessun obbligo di ritirare il capitale). Questa misura era stata introdotta dal Consiglio degli Stati.
In merito alle diverse proposte di maggioranza sono state presentate in Commissione complessivamente 39 proposte di minoranza.
1 Gli effetti finanziari si riferiscono al 2030 con i prezzi del 2016.