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LUCERNA - Nella lotta alle frodi assicurative la Suva ha impedito nel 2017 il pagamento ingiustificato di 12,5 milioni di franchi. Il calo di 5,5 milioni di franchi rispetto al 2016 è dovuto al mancato impiego di investigatori privati, a cui l'assicuratore ha dovuto rinunciare lo scorso anno.
Nel 2017, l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva) ha esaminato 1271 dei 220'000 casi in cui ha versato un'indennità giornaliera. Si tratta di 322 dossier di sospetta frode in più rispetto al 2016, informa un comunicato odierno dell'assicuratore.
Complessivamente, in 251 incarti il sospetto iniziale ha trovato conferma e le prestazioni sono state sospese o è stata richiesta la restituzione di pagamenti già effettuati. L'85% dei casi sospetti notificati sono stati liquidati ancora nello stesso anno.
Dopo una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), emessa nell'ottobre 2016, la Suva ha rinunciato all'impiego di detective privati. Quell'anno erano stati assegnati nove mandati di sorveglianza. In precedenza l'assicuratore aveva utilizzato questo mezzo in una dozzina di casi all'anno, ha riferito all'ats una portavoce. Ciò ha permesso di evitare il versamento di un importo compreso tra 300'000-500'000 franchi di prestazioni ingiustificate per ognuno. La sorveglianza veniva applicata solo in casi isolati.
Il Consiglio nazionale delibererà lunedì prossimo su una legge che intende consentire alle assicurazioni di ricorrere agli investigatori. La Suva accoglie con favore il testo.