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Nessun Paese ha raggiunto la parità dei sessi: lo ha affermato il direttore esecutivo di UN Women, Phumzile Mlambo-Ngcuka, alla vigilia delle celebrazioni dell'8 marzo.
Vent'anni dopo che 189 Paesi hanno adottato il piano per l'uguaglianza di genere a Pechino, Mlambo-Ngcuka ha sottolineato come "una bambina che nasce oggi dovrà aspettare 81 anni per avere le stesse opportunità di un maschio, e dovrà compiere 50 anni per avere le stesse opportunità di condurre un Paese".
Il direttore esecutivo dell'agenzia Onu per le donne, incontrando i giornalisti al Palazzo di Vetro, ha sottolineato che nel mondo ci sono meno di 20 capi di Stato e di governo 'rosà, e il numero delle donne parlamentari è passato dall'11% ad appena il 22% negli ultimi due decenni.
"La sotto-rappresentanza delle donne nei processi decisionali e le violenze contro il genere femminile sono fenomeni globali - ha continuato - un risultato del dominio maschile nel mondo che deve cambiare se le donne devono essere veramente uguali agli uomini".
Secondo la relazione che il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon presenterà lunedì a vent'anni da Pechino, i progressi verso la parità di genere sono stati troppo lenti. "La relazione mostra chiaramente il divario deludente tra le norme e l'attuazione della piattaforma di azione di Pechino - ha chiosato Mlambo-Ngcuka -, che rappresenta un fallimento collettivo sul progresso per le donne".
Il numero uno di UN Women ha poi concluso che "entro il 2030 al più tardi vogliamo vivere in un mondo in cui almeno la metà di tutti i parlamentari, gli studenti universitari, gli amministratori delegati, i dirigenti della società civile e di tutte le altre categorie, sono donne. Questo richiede il vero progresso".
SDA-ATS