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Vittima del suo successo nutrizionale, il tonno, ricco di omega-3, minerali, proteine e vitamina B12, è un pesce molto richiesto. Ma è necessario fermare la pesca eccessiva per le conseguenze negative non solo alla biodiversità ma anche alle comunità. Molti Paesi, infatti – spiega l’Onu – dipendono fortemente dalle risorse di tonno per la sicurezza alimentare e la nutrizione, lo sviluppo economico, l’occupazione, le entrate governative, i mezzi di sussistenza, la cultura e le attività ricreative. È dunque importante gestire la pesca di questa grande risorsa del mare. Ogni anno, quasi 7 milioni di tonnellate di tonno, di varie specie, vengono catturati in tutto il mondo. Secondo le ultime stime, il 33,3 per cento degli stock delle sette principali specie di tonno è stato sfruttato a un livello biologicamente insostenibile.
Il tonno e le specie affini rappresentano il 20% del valore di mercato di tutte le attività di cattura marina e oltre l’8% della produzione ittica globale. È dunque vitale fermare la pesca eccessiva di questo pesce. Per questo, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata mondiale del tonno che si celebra il 2 maggio.