Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01276.jsonl.gz/1276

Sto leggendo News: Le notizie: istruzioni per l’uso di Alain de Botton.
Finora, il mio giudizio è riassumibile nel classico “è bravo ma non si applica”, anche se vista la quantità di libri che l’autore svizzero sforna probabilmente è più corretto il contrario, “si applica ma proprio non ce la fa”.
Nel libro ci sono alcune buone intuizioni sul mondo dell’informazione. Nulla di nuovo per chi conosca un po’ il tema, ma comunque intuizioni interessanti e esposte in maniera molto accattivante.
Il problema è come queste intuizioni vengono sviluppate da de Botton che dimostra una ossessione per l’idea che il giornalismo debba contribuire alla prosperità (flourishing) dell’umanità.
De Botton arriva ad esempio ad affermare che i giornalisti possono, se non devono, falsificare le notizie per raggiungere quello che è un fine superiore all’accuratezza dell’informazione: trasmettere al pubblico distratto le idee importanti.
In questo contesto – insostenibile per chiunque abbia la pazienza di chiedersi quale sia il significato di “prosperità” e di “idee importanti” – de Botton inserisce un elogio dei bias (termine che in italiano potremmo tradurre con inclinazione o distorsione) che tutto sommato mi piace:
The opposite of facts is bias. Yet we should perhaps be more generous towards bias. In its pure form, a bias simply indicates a method of evaluating events that is guided by a coherent underlying thesis about human functioning and flourishing.
Tralasciando la “coherent underlying thesis about human functioning and flourishing”, preferisco questo elogio dei bias a certi elogi dei fatti.