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La Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) si è espressa oggi contro la modifica della costituzione relativa alla diagnosi preimpianto (DPI), in votazione il prossimo 14 giugno.
Tramite un comunicato i religiosi affermano che il metodo della DPI crea numerosi e gravi problemi. Con questo sistema non si curano malattie, ma si evitano scartando gli embrioni portatori, azione non giustificabile, viene sottolineato nella nota.
Inoltre, per il funzionamento della DPI, è necessaria la produzione illimitata di embrioni, in modo da poter effettuare una selezione, fatto che si può definire "eugenetica liberale". Si tratta di un sistema selettivo, con cui si decide chi merita di vivere e chi no.
Gli embrioni umani, che vanno trattati come persone, ottengono la massima protezione con le attuali norme costituzionali. Una modifica permetterebbe implicitamente di congelare gli embrioni, con i problemi etici che questo comporta.
SDA-ATS