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Il termine pensionante si riferisce a diverse situazioni, ma designa fondamentalmente una persona che vive presso un privato o un'istituzione che, contro pagamento, le fornisce vitto e alloggio (in alcuni casi solo il vitto). Tra i pensionanti figuravano anche i poveri e gli anziani negli Ospedali, la cui retta era pagata dal com. Nel ME e durante l'ancien régime, bambini e adolescenti dei due sessi venivano spesso sistemati dai genitori presso un'altra fam., talvolta nel quadro di uno scambio. Sarebbe per contro improprio definire pensionanti i membri del personale domestico o i braccianti, che per lungo tempo ricevettero parte del loro salario sotto forma di vitto e alloggio (Servitù); lo stesso vale per gli apprendisti e i garzoni. Benché questi ultimi vivessero presso il loro datore di lavoro e facessero parte della Comunità domestica, non erano considerati pensionanti; i censimenti della città di Berna del 1764 e del cant. Lemano del 1798 distinsero nettamente tra apprendisti, garzoni e pensionanti.
In alcuni mestieri la coabitazione fu diffusa fino alla fine del XIX sec., ma sempre più frequentemente i dipendenti chiedevano il pagamento in denaro dell'intero salario e alloggiavano in un luogo diverso da quello di lavoro. Nel XIX e XX sec. gli apprendisti e i giovani celibi si stabilivano, quando non potevano risiedere presso i genitori, in pensioni fam. spesso gestite da vedove o operai che realizzavano in tal modo un gradito guadagno accessorio. Negli anni 1970-80 a Basilea esistevano ancora grandi pensionati (Kostgängereien). Un'analoga ist. a Vevey fu chiusa solo nel 2007; all'epoca accoglieva ancora 15 persone. Un altro tipo di clientela era costituito da donne anziane (nubili o vedove) e da poveri, la cui retta era pagata dal com.
Gli allievi che frequentavano una scuola conventuale o un collegio cittadino erano generalmente pensionanti. I collegi, beneficiari di lasciti di privati o donazioni di città (a Friburgo il collegio Saint-Michel ereditò le rendite agricole di monasteri in disuso), rappresentarono pensionati di prestigio: gli studenti avevano l'opportunità di condividere vitto e alloggio con eruditi di fama, professori che dispensavano il loro sapere gratuitamente. Nelle aree rif. gli studenti, spec. quelli provenienti dalla campagna o da regioni distanti, alloggiavano presso una fam., spesso quella di un professore o di un pastore. A Basilea Thomas Platter ospitava 40 allievi, distinguendosi da altri solo per il numero particolarmente elevato di pensionanti. Questa tradizione si mantenne fino agli anni 1950-60.
Dal XVII sec. pure alcune comunità di religiose gestirono pensionati, in particolare le orsoline, presenti a Porrentruy, Lucerna, Briga, Sion e Friburgo. In quest'ultima città dalla metà del XVII sec. la comunità composta da una trentina di religiose ospitava un numero equivalente di pensionanti (ca. 20 ragazze delle complessive 350-400 allieve e una decina di donne adulte, spesso vedove). Le autorità friburghesi ritenevano che questa attività remunerata, autorizzata nel 1634, evitasse alle orsoline di pesare sulle finanze dello Stato, poiché l'insegnamento era offerto gratuitamente. Nelle cerchie agiate divenne segno di raffinatezza mandare le ragazze per alcuni mesi in un pensionato per prepararsi al matrimonio. Dal XIX sec. i pensionati laici, frequentati soprattutto da giovani straniere, fecero concorrenza agli ist. religiosi. Il miglioramento dei trasporti e il sovvenzionamento statale dei collegi alla fine del XX sec. comportò la diminuzione o addirittura la chiusura degli internati. Nel 2008 Saint-Maurice contava ancora 44 pensionanti, a fronte dei 180 nel 1990. All'inizio del XXI sec. gli studenti prediligevano camere indipendenti in studentati univ. o presso privati (senza condividerne la vita fam.) oppure optavano per la condivisione di alloggi in affitto. Nonostante in passato l'abitudine di vivere in pensionati fosse molto diffusa, non esistono studi su questo argomento.
Autrice/Autore: Marie-Anne Heimo / frm