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BERNA - I delegati del Partito borghese democratico (PBD), riuniti in assemblea virtuale, hanno formalmente approvato oggi senza opposizioni la fusione con il PPD sotto la denominazione "Alleanza del centro".
Se i delegati del PPD approveranno a loro volta il cambiamento del nome e l'accordo di fusione, il nuovo partito sarà operativo dal primo gennaio del prossimo anno.
«Sono personalmente convinto che questo nuovo marchio arriva al momento giusto, porterà le giuste risposte alle sfide che si presenteranno al nostro Paese e modificherà in modo durevole gli equilibri di potere sul piano politico», ha affermato il presidente del PBD Martin Landolt, citato in una nota.
Nel settembre scorso, i membri del PBD avevano già accolto il principio di una fusione con il PPD modificando per l'occasione gli statuti. I due partiti, assieme agli Evangelici, formano già un gruppo unico alle Camere federali (Gruppo del Centro).
Il PBD ha visto la luce in seguito al terremoto del 12 dicembre 2007, quando il consigliere federale UDC Christoph Blocher non viene rieletto dall'Assemblea federale, che gli preferisce la consigliera di Stato grigionese Eveline Widmer-Schlumpf, pure democentrista.
L'UDC reagisce allora escludendo la propria sezione retica, la quale, sei mesi dopo, fonda un partito chiamato in un primo tempo Bürgerliche Partei Schweiz, allora reso in italiano con partito svizzero dei cittadini o partito borghese svizzero.
Un anno più tardi una scissione si produce anche nell'UDC del canton Berna. Alcuni eletti, sostenitori del loro consigliere federale Samuel Schmid, creano la Bürgerlich-Demokratische Partei, che sarà il marchio della formazione svizzera.
Il PBD si profila come un partito di centro che intende distanziarsi da quello che definisce il populismo dell'UDC. Nei primi cinque anni di esistenza, lo schieramento aveva sorpreso i politologi, ottenendo 88 seggi nei Gran Consigli e, in occasione delle elezioni del Consiglio nazionale dell'autunno 2011, raccogliendo il 5,4% dei consensi.
Con il ritiro dal Consiglio federale di Widmer-Schlumpf e Schmid, il partito perde costantemente terreno. Alle ultime elezioni federali ha raccolto solo il 2,4% dei voti.