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BASILEA - Recessione meno forte di quanto temuto nel 2020, rimbalzo più contenuto l'anno prossimo: sono le indicazioni di BAK Economics riguardo all'evoluzione dell'economia elvetica in un biennio segnato dal coronavirus.
Quest'anno il prodotto interno lordo dovrebbe scendere del 3,7% rispetto al 2019, afferma l'istituto di ricerca renano in un comunicato odierno. L'anno prossimo dovrebbe per contro salire del 3,6% (3,3% al netto dei grandi eventi sportivi). Nell'ultima stima - risalente a settembre - gli economisti basilesi avevano scommesso rispettivamente su -4,5% e +3,7% (+3,4% senza sport). Viene anche presentata una prima stima relativa al 2022: +3,6% senza l'impatto di Olimpiadi e manifestazioni simili.
«Non ci aspettiamo un significativo allentamento della crisi globale fino alla metà del prossimo anno», ha affermato il capoeconomista del BAK Martin Eichler in una conferenza stampa. Comunque le restrizioni legate alla seconda ondata del Covid-19 appaiono meno severe che nella prima.
Lo specialista ha anche fatto un confronto con la crisi finanziaria di circa dieci anni fa. Nell'industria, il crollo attuale è stato paragonabile, mentre nel ramo dei servizi l'arretramento è stato più marcato, soprattutto a causa delle misure di confinamento.
Da parte sua un altro esperto del BAK, Alexis Bill-Körber, ha sottolineato come anche senza un lockdown l'economia svizzera vedrà ancora «molta sabbia negli ingranaggi» sino alla metà del 2021.
Recessione meno forte di quanto temuto nel 2020, rimbalzo più contenuto l'anno prossimo: sono le indicazioni di BAK Economics riguardo all'evoluzione dell'economia elvetica in un biennio segnato dal coronavirus.