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<h2>SubmittedText<h2><p>Quasi tre milioni di Ucraini hanno già dovuto lasciare il loro Paese. Varie decine di migliaia di persone in fuga cercheranno protezione e aiuto in Svizzera. La Confederazione prevede, già solo nelle prossime settimane e mesi, fino a 50 000 profughi provenienti dall'Ucraina. In questo contesto, il Gruppo del Centro invita il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Dispone di una strategia concreta, pianificata, per aiutare i profughi nelle diverse fasi (arrivo, offerta di protezione, familiarizzazione con la Svizzera e integrazione a lungo termine) in funzione delle loro esigenze? </p><p>2. Come intende attivare le competenze e capacità dei profughi per consentire loro di strutturare nella maniera più autonoma possibile la loro quotidianità? </p><p>3. Sta elaborando una strategia per il caso di una diminuzione a lungo termine delle offerte di alloggio organizzate da privati, che renda necessario cercare altre possibilità di alloggio? </p><p>4. In considerazione del potenziale di assorbimento del nostro mercato del lavoro, come valuta le prospettive dei profughi di trovare un lavoro? A tale proposito è in contatto con le parti sociali al fine di elaborare una strategia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Dopo che le persone registrate in un centro federale d'asilo sono attribuite a un Cantone, spetta a quest'ultimo attuare le pertinenti misure di sostegno. Questa regola deriva dalla ripartizione federalistica dei compiti e tiene conto delle peculiarità locali. Negli anni passati Confederazione e Cantoni hanno sviluppato un approccio strategico nella promozione dell'integrazione tramite i programmi cantonali d'integrazione (PIC) e l'Agenda Integrazione Svizzera. Altri programmi federali, come il "Pretirocinio d'integrazione", completano queste misure. Le misure delle strutture ordinarie vertono anche, oltre che sulla promozione dell'integrazione, in particolare sui settori della formazione (professionale) e dei servizi pubblici di collocamento. Sono impostate in modo da considerare il potenziale, le esigenze e le situazioni di ogni persona immigrata e dei suoi famigliari. Anche i titolari dello statuto di protezione S possono beneficiare delle offerte dei PIC (art. 58 cpv. 2 e 3 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione [LStrI]; RS 142.20), degli altri programmi federali nonché delle strutture ordinarie.</p><p>Dato che lo statuto di protezione S è in linea di massima orientato al ritorno, la legge non prevede il versamento ai Cantoni di una somma forfettaria a favore dell'integrazione (art. 58 cpv. 2 LStrI). Nel caso delle persone provenienti dall'Ucraina in cerca di protezione un sostegno è tuttavia necessario, in particolare per l'apprendimento della lingua, indispensabile affinché possano partecipare in maniera adeguata alla vita sociale e professionale. Al fine di sostenere i Cantoni nell'adempimento di questi compiti, il 13 aprile 2022 il Consiglio federale ha deciso di finanziare misure di sostegno per i titolari dello statuto S. A tal fine la Confederazione verserà per un anno ai Cantoni un contributo massimo di 3000 franchi a persona.</p><p>3. La Confederazione e i Cantoni hanno già messo a disposizione diverse migliaia di posti supplementari, che vanno ad aggiungersi alle offerte di alloggio da parte di privati. Confederazione e Cantoni lavorano a pieno regime per potenziare in maniera sufficiente le loro capacità di alloggio. I "Parametri per la pianificazione d'emergenza congiunta della Confederazione e dei Cantoni nel settore dell'asilo" e lo Stato Maggiore speciale Asilo (SONAS) fungono da strumenti strategici a tal fine.</p><p>4. Il 16 marzo 2022 il Capo del DFGP e rappresentanti della SEM nonché del DEFR/SECO hanno discusso con le parti sociali e i Cantoni in merito all'accesso dei rifugiati ucraini al mercato svizzero del lavoro. Da allora, su mandato del DFGP la SEM porta avanti questo scambio con le parti sociali, diversi servizi federali e i Cantoni nel quadro di un gruppo di lavoro che si riunisce a intervalli regolari al fine di coordinare le misure e trattare questioni di ordine pratico.</p>  Risposta del Consiglio federale.