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Le cose come sono.
Le cose come sono. Una iniziazione al buddhismo comune. Hervè Clerc. Adelphi L'autore di questo libro affascinante non descrive come raggiungere un obiettivo, questo accade spesso nei testi sul buddhismo, ma parte direttamente dal traguardo: l'illuminazione, l'esperienza culmine di questa filosofia/religione. Clerc racconta di una sua esperienza personale dell'illuminazione, vissuta nel fatidico maggio '68, di cui non sapeva nulla e che lo colse inaspettatamente. Questa realizzazione ha definito in seguito la sua vita, lo ha portato a cercare le domande dopo aver avuto la risposta, e queste domande sono il veicolo per approfondire l'argomento di questo libro. Clerc racconta tutto questo dal punto di vista occidentale, lo fa in modo colto, con una certa leggerezza, che, citando Italo Calvino, non significa affatto superficialità. L'autore utilizza una sottile ironia ed evita i soliti cliché e luoghi comuni sul buddhismo. È estremente chiaro in tutta la sua analisi, soprattutto quando afferma che "il buddhismo esisteva prima del Buddha e esisterà anche dopo"; in questa osservazione troviamo l'essenza del libro, basato sul pragmatismo, sull'esperienza diretta, senza inutili dogmatismi. "Le cose come sono" è un titolo molto appropriato, diretto ed essenziale come il vero buddhismo. In questo testo si conferma l'esistenza di un buddhismo occidentale, sottolineando che effettivamente è la dottrina più condivisa nel mondo contemporaneo, soprattutto per la sua estrema capacità di adattamento ai più svariati contesti. È riconosciuto ormai il rapporto tra filosofia moderna e visione buddhista, ben prima del clamoroso e simbolico successo del Siddharta di Herman Hesse. Il buddhismo era penetrato molto prima in occidente, plasmandone il pensiero, spesso sotto traccia, dalle conquiste di Alessandro Magno agli emissari del re buddhista Ashoka inviati presso i monarchi occidentali. Più tardi ne abbiamo una prova tangibile nella trasposizione non dichiarata della vita di Gautama Buddha in "Storia di Barlaam e Ioasaf" ai tempi di Bisanzio, per non parlare, in seguito de "La vita è un sogno" di Calderon de la Barca, senza tralasciare i preziosi resoconti di gesuiti e missionari al ritorno dall'oriente. La filosofia moderna è indubbiamente permeata dalla visione e dal pensiero del Buddha ed è anche questo che l'autore descrive e approfondisce. È quindi un libro interessante da leggere, sia per un neofita sia per chi se ne intende, per la sua freschezza e per la capacità di raccontare in modo personale quello che sostanzialmente è un' esperienza, prima ancora di essere filosofia. Si consiglia come accostamento ideale l'ascolto di due brani, dalle note in un certo senso buddhiste: "4' 33 " di John Cage" e "Summertime" nella versione di Paolo Fresu.