Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/256240

<h2>SubmittedText<h2><p>Accogliendo quattro mozioni dello stesso tenore il Parlamento ha chiesto un piano di misure per aumentare la quota dei trasporti pubblici nella ripartizione modale. La stessa richiesta è contenuta in tutti i documenti di base della Confederazione relativi ai settori della mobilità e del clima. Anche Cantoni e Comuni puntano su un maggior trasferimento ai mezzi pubblici nelle regioni densamente popolate e sulla disponibilità di un'offerta di base di trasporti pubblici nelle regioni rurali. </p><p>A febbraio 2023 il Consiglio federale ha annunciato di voler ridurre, nel quadro di un programma di risparmio, il contributo al traffico regionale viaggiatori del due per cento rispetto al preventivo 2023. Rispetto ai costi effettivi del 2023 ciò equivale addirittura a una riduzione del 7,8 per cento. </p><p>Ringraziamo il Consiglio federale per le risposte alle seguenti domande. </p><p>1. Questa riduzione può essere attuata senza limitare l'offerta?</p><p>2. Se no, il Consiglio federale può quantificare la diminuzione di linee o prestazioni chilometriche che ne consegue? </p><p>3. Quali sono le ripercussioni di queste riduzioni a medio e lungo termine sul raggiungimento degli obiettivi nella ripartizione modale? </p><p>4. A esserne maggiormente colpite saranno le regioni periferiche, già che le loro linee spesso presentano un minor grado di copertura dei costi? </p><p>5. La riduzione dei contributi mette a repentaglio la realizzazione di miglioramenti previsti dell'offerta negli agglomerati? </p><p>6. Minori contributi della Confederazione, e quindi anche dei Cantoni, potrebbero causare ulteriori aumenti dei prezzi dei biglietti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Rispetto all'anno precedente, il credito della Confederazione per il traffico viaggiatori regionale, aggiunta inclusa, si contrae di circa 92 milioni di franchi. Con il credito aggiuntivo vengono in parte finanziati i costi causati dalla pandemia di COVID-19. Inoltre, l'aumento della domanda e le misure tariffarie annunciate da Alliance SwissPass per fine 2023 consentiranno di compensare parte dell'incremento dei costi.</p><p>Le prime offerte presentate dalle imprese di trasporto per il 2024 evidenziano tuttavia un aumento del fabbisogno di indennità. Se le imprese non provvederanno a un loro ulteriore sostanziale miglioramento, basandosi su stime più realistiche degli sviluppi positivi, non sarà possibile finanziarle. Poiché non si può partire dal presupposto che i Cantoni saranno disposti ad assumersi le quote della Confederazione sulle indennità, non è esclusa la rinuncia ad ampliamenti dell'offerta o l'eventuale limitazione di offerte.</p><p>2. Il Consiglio federale non è in grado di quantificare l'eventuale diminuzione dell'offerta. Al momento è accordata priorità all'esame delle offerte da parte dei committenti e al loro adeguamento da parte delle imprese di trasporto.</p><p>3. Il Consiglio federale non si aspetta ripercussioni a medio o lungo termine sulla ripartizione modale. Gli aumenti previsti negli anni successivi nel preventivo e nel piano finanziario della Confederazione per il traffico regionale viaggiatori consentiranno un ulteriore ampliamento moderato dell'offerta.</p><p>4. Dal 2024 la Confederazione non parteciperà più al finanziamento di offerte che non adempiono i requisiti di cui alla direttiva, in vigore dal 2010, sulla redditività minima nel traffico regionale viaggiatori: per le offerte di base nelle regioni periferiche è richiesto un grado di copertura dei costi minimo volutamente basso, ossia del dieci per cento, mentre per le altre linee uno, sempre basso, del 20 per cento.</p><p>5. Si ritiene che resterà possibile un ulteriore ampliamento moderato dell'offerta.</p><p>6. La determinazione dei prezzi nei trasporti pubblici è di competenza delle imprese di trasporto, ovvero di Alliance SwissPass. La loro evoluzione è influenzata da diversi fattori, quali il rincaro e la domanda. Non è pertanto possibile formulare previsioni attendibili in merito.</p>  Risposta del Consiglio federale.