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L'ex presidente tunisino, Zine el-Abidine Ben Ali, si è detto pronto a restituire allo Stato tutti i fondi e i beni di sua proprietà che si trovassero in Svizzera. Lo ha annunciato il suo avvocato Akram Azoury, che nega nel contempo l'esistenza di tali fondi e ha consegnato una lettera all'ambasciatrice elvetica in Libano, Ruth Flint, da far recapitare al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
Ben Ali, deposto dalla cosiddetta Rivoluzione dei gelsomini nel gennaio 2011, si è rifugiato in Arabia Saudita. Dopo la sua fuga, si parlò di un vero e proprio tesoro che il rais e il suo clan avrebbero depositato su conti elvetici. Berna ha in seguito bloccato almeno parte di questi fondi, per un valore di circa 55 milioni di franchi.
Nella lettera il legale di Ben Ali scrive: "Siete irrevocabilmente autorizzati a trasferire i presunti averi e risorse allo Stato tunisino, senza bisogno di seguire alcuna formalità giudiziaria e extra-giudiziale, e senza neppure riferirne al mio cliente".
L'avvocato nega recisamente l'esistenza in Svizzera di averi del suo assistito e afferma che anche le autorità elvetiche sono al corrente che "non vi è nulla a nome del presidente Ben Ali".
Lo scorso giugno una delegazione di esperti tunisini aveva incontrato a Berna e Losanna alcuni responsabili svizzeri incaricati del dossier per la restituzione degli averi tunisini bloccati da Berna. Si tratterebbe di fondi di origine illecita appartenenti a persone vicine a Ben Ali.
SDA-ATS