Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/133458

<h2>SubmittedText<h2><p>La difficoltà di conciliare lavoro e famiglia è uno degli ostacoli alla realizzazione della parità di genere. Anche se non è direttamente tenuta ad assicurare sufficienti posti di custodia extrafamiliare dei bambini, la Confederazione dovrebbe comunque sfruttare tutte le possibilità a sua disposizione per sostenerli.</p><p>L'ampliamento delle offerte di custodia complementare alla famiglia compete in primo luogo ai cantoni e ai comuni. Nel quadro del concordato Harmos, i cantoni si sono impegnati a introdurre il tempo pieno e strutture adeguate ai bisogni locali. La Confederazione partecipa al finanziamento di queste offerte in virtù del programma d'incentivazione lanciato nel 2003 e prolungato fino al 31 gennaio 2015 in ragione del numero tuttora insufficiente di posti.</p><p>Da diversi studi sulla custodia di bambini complementare alla famiglia emerge che ogni franco investito in questi servizi ritorna nelle casse dello Stato moltiplicato per un fattore che va da 1,5 a 4,5 - sotto forma di maggiori entrate fiscali e minori uscite per l'aiuto sociale, minori riduzioni dei premi nell'assicurazione malattie, minori provvedimenti speciali o altre misure di sostegno per famiglie con obblighi assistenziali. Per fare un esempio concreto, se per la custodia extrafamiliare viene stanziato un milione di franchi, il ritorno sull'investimento ammonta, nel "peggiore" dei casi, a 1,5 milioni - un utile, quindi, di 0,5 milioni.</p><p>Diversi cantoni sono interessati da programmi di risparmio. Le misure di risparmio a breve termine privatizzano i servizi di custodia, perché non ne viene considerato il rendimento a lungo termine. Un fatto, questo, che non può lasciare indifferente nemmeno la Confederazione. Infatti, lo stato delle finanze cantonali potrebbe essere migliorato con un investimento nella custodia di bambini complementare alla famiglia, dato che ogni franco speso genera un utile. La Confederazione potrebbe andare oltre il programma d'incentivazione summenzionato e fare di più in quest'ambito.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È a conoscenza del ritorno sull'investimento generato dai servizi di custodia extrafamiliare? È a conoscenza di studi in materia e se sì, come li impiega?</p><p>2. Sarebbe disposto a investire maggiormente in questi servizi e a elaborare una corrispondente strategia d'investimento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza degli studi sui benefici macroeconomici delle offerte di custodia di bambini complementare alla famiglia. Del resto, ha ribadito a più riprese che la promozione della conciliabilità tra lavoro e famiglia rappresenta un importante obiettivo della politica familiare, non da ultimo per ragioni macroeconomiche. Il programma d'incentivazione della Confederazione costituisce un contributo alla promozione a lungo termine della custodia di bambini complementare alla famiglia. Va tuttavia ricordato che questo settore è in primo luogo di competenza di cantoni e comuni e che questa ripartizione è stata ribadita nella votazione popolare del 3 marzo 2013.</p><p>2. Il Parlamento ha volutamente limitato nel tempo il programma d'incentivazione. Il 1° ottobre 2010 ha deciso di prolungarlo di quattro anni, ma ha anche deciso che questa sarebbe stata l'ultima proroga. Tenuto conto di questo fatto, il Consiglio federale è del parere che spetti al Parlamento decidere se vuole ritornare sui suoi passi e investire ulteriori fondi nella promozione della custodia di bambini complementare alla famiglia.</p>  Risposta del Consiglio federale.