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BERNA - Le sezioni cantonali del PLR avranno tempo fino al 24 di ottobre per proporre dei candidati alla successione di Johann Schneider-Ammann in Consiglio federale. Questi dovranno preferibilmente provenire dalla Svizzera tedesca ed essere donne. Lo ha annunciato oggi lo stesso Partito liberale-radicale in una conferenza stampa a Berna.
Formalmente non ci sono preferenze di genere o di provenienza, ha precisato la presidente del partito Petra Gössi. «Tutti hanno però capito» che il PLR vede di buon occhio una candidata donna di lingua tedesca, ha aggiunto il vicepresidente Christian Lüscher.
«Farebbe bene al PLR avere una donna in governo», ha detto Gössi, ripetendo le stesse considerazioni fatte ieri da Schneider-Ammann.
Il partito - ha proseguito - aveva proposto nelle elezioni precedenti un "ticket" che includeva anche una candidatura femminile, sono però gli altri partiti che hanno preferito eleggere un uomo.
Gössi ha poi ribadito di non volersi candidare alla successione di Schneider-Ammann. «Nella veste di presidente del PLR è mio compito guidare il partito alle elezioni federali dell'autunno del prossimo anno», ha sostenuto.
Gössi e Lüscher hanno poi presentato le caratteristiche che dovranno avere i candidati. Dovranno in particolare disporre di una solida esperienza e una reputazione irreprensibile nella vita politica, professionale e privata.
Dovranno anche essere da anni fortemente impegnati a favore del PLR ed essere disposti a collaborare con il partito e il gruppo parlamentare. Chi si mette a disposizione dovrà anche dimostrare credibilità, disinvoltura nei confronti dei media e prossimità con la popolazione.
Le persone che saranno nominate dalle sezioni cantonali o da una delle organizzazioni associate al PLR - come le Donne liberali-radicali - saranno poi sentite da una speciale giuria composta dall'ex consigliere agli Stati zurighese Felix Gutzwiller, dalla ex consigliera nazionale urana Gabi Huber e dal consigliere nazionale neocastellano Philippe Bauer.
Questi avranno tra l'altro il compito di giudicare l'integrità morale dei candidati. Con questa disposizione - già ribattezzata dai giornalisti accreditati a Palazzo "clausola Maudet" - si vuole sensibilizzare i candidati che dovranno del resto firmare una dichiarazione nella quale si impegnano a collaborare attivamente e apertamente con il giurì d'esame.
Quest'ultimo, previo accordo dei candidati, potrà chiedere informazioni a terze persone o istituzioni. Avrà anche il compito e il dovere di porre domande personali agli aspiranti consiglieri federali, come regali ricevuti che potrebbero rivelarsi problematici. «Viaggi compresi», ha precisato Lüscher rispondendo a una domanda di un giornalista.
«È una preoccupazione della popolazione ed è legittimo fare domande in tal senso», ha precisato il ginevrino. I candidati ufficiali, e ancor più i consiglieri federali, hanno una privacy limitata, ha aggiunto. In ogni caso, ha puntualizzato Lüscher, dei risultati verrà informato solo il gruppo parlamentare, e solo se le informazioni apprese saranno degne di nota.
In seguito, il 9 novembre, il Comitato direttore del PLR valuterà le candidature emerse e formulerà una raccomandazione a destinazione del gruppo parlamentare liberale-radicale. Quest'ultimo si riunirà il 16 novembre e, dopo aver sentito gli aspiranti ministri, designerà il o i candidati ufficiali.
Sarà poi la volta dell'audizione dei candidati presenti sul cosiddetto "ticket" da parte degli altri gruppi parlamentari. L'elezione del nuovo consigliere federale avverrà verosimilmente il 5 di dicembre.