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L'ex premier conservatore Alexander Stubb è il nuovo presidente della Finlandia, il primo della nuova era come membro della Nato: con la quasi totalità delle schede scrutinate nel ballottaggio a due su 4,3 milioni di elettori, Stubb, si è attestato sul 51,7% e il suo rivale, il verde indipendente ed ex ministro degli esteri Pekka Haavisto, gli ha prontamente concesso la vittoria, rivolgendo le sue "felicitazioni al tredicesimo presidente di Finlandia". "È una grande vittoria per la democrazia in Finlandia - ha commentato a caldo il vincitore con il conteggio ancora in corso - sono estremamente fiero di tutti i finlandesi che hanno votato" e "si tratta del più grande onore della mia vita".
Un vicino aggressivo a cui tenere testa
Sebbene il presidente della repubblica non abbia i poteri del primo ministro, nel mutato contesto dell'appartenenza alla Nato, dopo decenni di neutralità, e della tensione altissima con la Russia di Vladimir Putin, Stubb dovrà dimostrare di saper tenere testa all'aggressivo vicino in quanto depositario ultimo della politica estera e comandante supremo delle forze armate. Fino a un paio di anni fa ad Helsinki la necessità aveva imposto una lunga storia di rapporti di buon vicinato con la Russia, con la quale condivide una frontiera di ben 1'340 chilometri in una regione artica quasi disabitata: una condizione esistenziale condivisa con la vicina Svezia che si traduceva nella storica neutralità risalente alla Guerra Fredda. Una prassi entrata in crisi negli ultimi anni e collassata con la guerra ucraina. Lo stesso presidente uscente Sauli Niinisto, nel 2012 appena eletto aveva sbandierato la sua amicizia con Putin, prima di cambiare radicalmente posizione, incoraggiando l'adesione alla Nato dopo l'invasione russa dell'Ucraina e comunicando direttamente la decisione per telefono al capo del Cremlino.
Minacce russe
Passato il Rubicone dell'Alleanza atlantica, la Finlandia ha dovuto subire le minacce russe e un'improvvisa impennata di flussi di migranti da est, con il sospetto della guerra ibrida ritorsiva da parte di Mosca: problemi con i quali dovrà ora fare i conti il 54enne Stubb, insieme al premier conservatore Petteri Orpo. Stubb, leader del Partito di Coalizione Nazionale (Kok), di centro-destra (dato al 54% nei sondaggi delle vigilia), e il rivale sconfitto al ballottaggio Haavisto, 64 anni, di centro sinistra (dato al 46%), entrambi con esperienza in politica estera, hanno fatto campagna elettorale su posizioni praticamente convergenti, salvo sfumature. Atlantista, europeista e rivolto all'America il vincitore, più globalista e progressista il secondo, i due in politica estera divergevano soprattutto su un punto: la presenza, anche temporanea, di armi nucleari Nato nel Paese. Haavisto si è detto contrario, pur riconoscendo che l'atomica è parte essenziale della deterrenza dell'alleanza, mentre Stubb è favorevole e non esclude alcuna parte dell'arsenale di deterrenza.