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La Svizzera ha accolto con dispiacere la notizia che Louise Arbour, Alto commissario ONU per i diritti umani, non accetterà un secondo mandato di quattro anni.
La Arbour, che ha invocato ragioni personali, lascerà l'incarico in giugno. La 61enne canadese si ritira in un momento difficile per l'Alto commissariato: il budget è stato sì raddoppiato, ma ci sono dei paesi che l'accusano di non essere indipendente. Inoltre, sono sorti dei contrasti con il Consiglio dei diritti umani che, nato due anni fa, stenta ancora a trovare una sua strada.
La notizia della partenza di Louise Arbour è stata accolta con rammarico da numerosi paesi – in particolare europei, latinoamericani e africani – e dalle organizzazioni non governative che si battono per il rispetto dei diritti umani.
«Perdiamo un grande Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo», ha dichiarato l'ambasciatore svizzero alle Nazioni unite Blaise Godet.
Il diplomatico elvetico ha aggiunto che «si tratta di una grave perdita, poiché la Svizzera condivideva gli stessi valori con la canadese. La Arbour è infatti una persona impegnata e integra».