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Il Canton Vaud ha trovato un'intesa - un unicum a livello svizzero - tra Stato e privati affinché l'onere costituito dagli affitti per i piccoli negozianti e ristoratori, duramente colpiti dalla crisi del coronavirus, sia sensibilmente ridotto.
Dovranno pagare solo il 25% dell'affitto per i mesi di maggio e giugno.
L'accordo è stato raggiunto tra i rappresentanti dei locatari e dei proprietari. L'obiettivo è quello di compensare la mancanza di aiuti federali in questo settore, ha spiegato oggi la consigliera di Stato Christelle Luisier (PLR) in occasione di una conferenza stampa delle autorità vodesi.
Le due parti dovranno firmare un accordo in base al quale il locatore rinuncia al 50% dell'affitto. Il locatario pagherà il 25% e il Canton Vaud il restante quarto. La spesa per il Cantone è stimata a 20 milioni di franchi.
È una sovvenzione una tantum, non rimborsabile, ha detto Luisier. "Tutti partecipano allo sforzo", ha aggiunto la direttrice del Dipartimento delle istituzioni e del territorio, indicando che si tratta di un "meccanismo unico".
Anche per il suo collega di governo Philippe Leuba (PLR) questo tipo di sostegno non è stato fornito "da nessuna altra parte in Svizzera". Il capo del Dipartimento dell'economia, dell'innovazione e dello sport ha precisato che la misura si applica alle locazioni commerciali in cui l'affitto mensile fisso (escluse le spese) non superava i 3500 franchi, o i 5000 franchi per i ristoratori. Questo aiuto "concerne una gran parte" dei caffè-ristoranti del cantone, ha osservato.
All'inizio del mese il Consiglio di Stato di Neuchâtel ha deciso una misura meno generosa: ha rinunciato agli affitti dovuti in aprile e maggio dai locatari di locali commerciali di proprietà dello Stato. Il governo ha anche invitato gli attori parapubblici a studiare la fattibilità di una misura simile.
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