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29.11.2022 | Lisa Bose, Sara Niedermann | News SLF
La maggior parte delle valanghe si distacca in montagna senza essere notata. Soprattutto per la sicurezza delle vie di comunicazione sarebbe tuttavia importante sapere dove e quando esattamente si è verificato un evento, in modo che le autorità possano sgomberare in modo efficiente il tratto interessato e quindi riaprirlo al traffico. Anche i servizi di avviso valanghe potrebbero tuttavia beneficiare di questi dati per perfezionare le loro previsioni. Allo stesso modo, le ricercatrici e i ricercatori sono interessati all’ora esatta in cui si è verificato un evento al fine di migliorare i loro modelli numerici di previsione.
I cavi in fibra ottica esistenti usati per le telecomunicazioni potrebbero ora essere impiegati come «osservatori di valanghe» locali perché reagiscono alle vibrazioni nel suolo deformandosi leggermente. Uno strumento che trasmette impulsi laser lungo i cavi li misura e consente così di usarli come sensori sismici. «La tecnologia non è nuova, ma oggi l’abbiamo usata per la prima volta per rilevare una valanga», afferma Alec van Herwijnen, nivologo presso il WSL Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF.
Lo scorso inverno i ricercatori hanno potuto utilizzare per i loro test una rete di cavi in fibra ottica esistente tra Susch e il passo Flüela. L’analisi dei dati è stata affidata a Pascal Edme del gruppo Sismologia e fisica delle onde presso l’ETH di Zurigo. Il suo team ha individuato diverse valanghe che hanno attraversato o sono passate vicino a un cavo posato lungo il passo.
Per verificare se i segnali delle vibrazioni erano stati effettivamente provocati dalle valanghe, lungo il tratto di 9 chilometri i ricercatori hanno installato tre telecamere. Queste ultime hanno ripreso un periodo caratterizzato da grandi valanghe asciutte e uno caratterizzato da numerose valanghe bagnate. «Ciò che abbiamo visto nelle immagini combaciava con i segnali ricevuti dal cavo», ha confermato van Herwijnen. Tuttavia, è praticamente impossibile rilevare le valanghe che si distaccano a diversi chilometri di distanza dal cavo. «Deve trattarsi di valanghe molto grandi. Ciò che però siamo stati in grado di rilevare chiaramente con i nostri dati è stata l’eruzione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Haʻapai, che si è verificata a metà gennaio del Pacifico», prosegue van Herwijnen.
La realizzazione pratica, ad ogni modo, non è molto semplice. Anche se il sistema ha un’ampia portata e in linea di massima potrebbe monitorare l’intera strada di un passo, c’è un problema: qualsiasi vibrazione del suolo produce un segnale che viene registrato. «Nel caso di un monitoraggio capillare, la valutazione di queste enormi quantità di dati richiede nuovi metodi come l’apprendimento automatico», conclude van Herwijnen. Da parte sua, è convinto che il monitoraggio del territorio con l’aiuto dei cavi in fibra ottica abbia un enorme potenziale e che nei prossimi anni la ricerca farà grandi passi avanti in questo settore.
L’articolo è stato pubblicato sul giornale Davoser Zeitung il 29.11.2022 e, in forma leggermente ridotta, nel magazine del WSL DIAGONAL 2022/2. Il magazine DIAGONAL è gratuito e può essere ricevuto in abbonamento o scaricato in formato PDF sul sito slf.ch (tedesco, francese e inglese).