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BERGAMO - Tiziano Galeazzi ha deciso di affrontare, se ci sarà, il processo per il caso Pecunia Olet. "Finalmente dopo più di dieci anni potremo mettere a posto questa storia", sono le sue parole.
Nella prima udienza, il suo legale ha chiesto spiegazioni su che cosa si contesta esattamente al Municipale di Lugano, attivo nel caso come fiduciario.
Secondo Galeazzi il suo operato è stato giudicato illecito dalla Procura di Bergamo per un errore. Nel 2018 il Tribunale penale federale aveva in parte bocciato il riciclaggio ipotizzato dall’accusa. Il democentrista aveva commentato che era la dimostrazione che non aveva violato le regole bancarie e le leggi svizzere in vigore all'epoca dei fatti. Oggi ha ribadito al Corriere del Ticino: "In Svizzera non mi è mai stato mosso alcun rimprovero per questa vicenda. Ho semplicemente fatto il lavoro che mi era stato chiesto di fare come dipendente di banca (la signora era cliente della banca, non mia) prima e consulente finanziario poi, al tempo del segreto bancario".
Ad essere al centro dell'indagine è l'imprenditore Luca Siriani per un sistema di riciclaggio messo in piedi dalla moglie, dalla suocera e dal fratello di quest'ultima, per 10 milioni su conti elvetici, soldi che rimbalzavano tra affari legati al mondo del calcio, Singapore, San Marino, le Isole Marshall e la Svizzera.