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È l'invito di Peter G. Kirchschläger, professore di etica all'Università di Lucerna
LUCERNA - In vista dell'imminente campionato mondiale in Qatar, Peter G. Kirchschläger, professore di etica all'Università di Lucerna e appassionato di calcio, auspica un boicottaggio da parte dei tifosi. «Se si comprende che a livello etico qualcosa non va, allora bisogna intervenire, adeguando il proprio comportamento», ha spiegato il 45enne di origine austriaca in un'intervista rilasciata a testate del gruppo "CH Media". Anche ai tifosi più piccoli si può insegnare in maniera consona che, per motivi etici, si dovrebbe rinunciare alle partite del Mondiale mostrate in televisione.
«Durante la Coppa del mondo, possiamo invitare i bambini ad andare a giocare a pallone per conto loro, spiegando che non riteniamo giusto che degli operai siano tenuti a lavorare in condizioni disumane e immorali solo per costruire infrastrutture calcistiche», ha poi aggiunto il professore lucernese.
Kirchschläger ha inoltre criticato la Svizzera per non essersi finora assunta alcuna responsabilità nei confronti della FIFA. Secondo il professore il nostro paese non agisce contro le società e le organizzazioni che violano i diritti umani nonostante le loro sedi principali si trovino in territorio elvetico. «Sappiamo tutti cosa combina la FIFA, e la Svizzera dovrebbe intervenire di conseguenza», ha aggiunto l'etico.
«Dovremmo introdurre una legge sulla responsabilità delle multinazionali, simile a quella presentata dalla Commissione europea quest'anno». Kirchschläger ha poi concluso dicendo che «i diritti umani non sono un lusso, bensì un minimo indispensabile e devono essere destinati a ogni essere umano. Nessuno al mondo dovrebbe morire solo per garantire lo svolgimento puntuale di un torneo di calcio».