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TEMI FEDERALI:
A. Decreto federale del 14.03.2017 sulla sicurezza alimentare
Il Comitato sostiene il Decreto federale sulla sicurezza alimentare.
B. Decreto federale del 17.03.2017 sul finanziamento supplementare dell'AVS mediante l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto
Breve introduzione:
Attualmente i conti dell'AVS presentano maggiori uscite rispetto alle entrate, l'obbiettivo è pertanto quello di riversare 0.6 punti percentuali d'IVA a favore dei conti dell'AVS.
Dal 2018 l'IVA rimarrà immutata all'8%, poiché alla fine del corrente anno verrà a cadere il finanziamento aggiuntivo all'AI. Dal 2021 l'IVA aumenterà al 8.3%.
Posizione del Comitato:
Il Comitato ritiene necessario procedere con questo finanziamento supplementare, tuttavia si dice preoccupato dell'assenza di vere riforme da parte del Governo federale. Si considera opportuno, alfine di evitare questi continui "cerotti", che venga elaborata una vera riforma dell'AVS, che sia naturalmente coordinata con le altre assicurazioni del primo pilastro, in modo da garantire le rendite ai nostri anziani, l'autofinanziamento dell'assicurazione AVS, come pure un maggior sostegno alle famiglie che desiderano avere bambini, poiché quest'ultimi saranno la "materia prima", ovvero i futuri contribuenti di questo sistema previdenziale.
Questa proposta di finanziamento dell'AVS è settoriale ed interessa solo il campo dell'imposta sul valore aggiunto, inoltre se raffrontata alla vita quotidiana non pretende un grande sacrificio del popolo. Siccome la misura garantirà il finanziamento delle maggiori uscite dell'AVS, il Comitato invita a sostenere l'aumento dell'IVA come misura straordinaria a favore di questa assicurazione sociale.
C. Legge federale del 17.03.2017 sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020.
Breve spiegazione:
La riforma ha lo scopo di stabilizzare il finanziamento dell'AVS (1° pilastro), come pure il mantenimento delle prestazioni versate dalla previdenza professionale LPP (2° pilastro). Per raggiungere questi obbiettivi è prevista l'adozione di diverse modifiche legislative presentate con una riforma al popolo, dove riassumiamo le principali modifiche:
AVS:
- età di pensionamento delle donne a 65 anni, invece degli attuali 64;
- maggiore flessibilità di pensionamento (tra i 62 ed i 70 anni);
- introduzione del supplemento di CHF 70.00 ed aumento del limite di plafonamento delle rendite dei coniugi dal 150% al 155%.
LPP:
- diminuzione dell'aliquota di convenzione dal 6.8% al 6.0%;
- il salario assicurato e gli accrediti di vecchiaia verranno aumentati.
Posizione del Comitato:
Le modifiche previste al primo pilastro sono direttamente connesse alla riforma del secondo pilastro, come pure alla necessità di stabilizzare il finanziamento dell'AVS per raggiungere il pareggio dei conti anche con il finanziamento supplementare di 0.6 punti percentuali dell'IVA.
Per contro constatiamo che la riforma al secondo pilastro prevede essenzialmente di mantenere invariate le rendite con una diminuzione del tasso di conversione, compensato con l'aumento delle entrate, ovvero degli accrediti di vecchiaia.
L'aumento dei soggetti sottoposti alla LPP con la diminuzione della deduzione di coordinamento, attualmente di CHF 24'675.00, come pure l'aumento degli accrediti di vecchiaia, segnatamente dagli anni 35-44 e 45-54 dove il prelievo sale di un punto percentuale, portano in sostanza ad incrementare le entrate e mantenere invariate le uscite.
Nonostante venga abbassato il tasso di conversione, grazie ai maggiori accrediti la rendita attualmente prevista nel certificato di previdenza del lavoratore viene garantita anche dopo la riforma. Questa maggiore entrata sarà prelevata dai salariati e dai rispettivi datori di lavoro con conseguente diminuzione del potere di acquisto per i salariati, i quali si vedranno diminuire lo stipendio netto a favore della previdenza.
Con l'attuale regolamentazione il Fondo AVS andrà in deficit già dal 2030, per contro con la riforma, questo problema sarà procrastinato al 2040. Il Comitato dopo aver analizzato i documenti e le tabelle in materia (fonte UFAS) constata che il problema del risanamento del primo e del secondo pilastro viene semplicemente spostato di 10 anni, quindi la riforma non permette la risoluzione definitiva del problema.
Il Comitato è del parere che l'Autorità federale debba presentare una vera riforma, che comporterà naturalmente dei sacrifici per il popolo, ma che tuttavia dovrà raggiungere lo scopo di garantire le attuali rendite e prestazioni, ma soprattutto risolvere il problema del finanziamento con misure definitive, trasparenti e possibilmente neutre (ovvero senza la creazione di nuove tasse od imposte, ma con la semplice ridistribuzione dei flussi finanziari dello Stato, come pure tramite un maggior sacrificio delle Casse pensioni per quanto attiene il tasso d'interesse minimo sull'avere di vecchiaia (ad esempio con l'introduzione di un tasso complementare basato sui profitti derivanti dalla gestione dei patrimoni).
Il Comitato, alla luce di quanto sopra, invita a sostenere la riforma della previdenza 2020 ed auspica che le prossime future riforme siano durature e complete, in modo da poter garantire ai giovani una struttura dei pilastri previdenziali solida che permetta quindi organizzarsi secondo le proprie necessità.
TEMI CANTONALI:
D. Modifica del 21.06.2017 della Costituzione cantonale del 14.12.1997
(nuovo articolo 15 cpv. 3).
Il nuovo articolo costituzionale intende iscrivere il principio di solidarietà del Cantone e dei Comuni per il versamento di un contributo affinché alla popolazione sia garantita la giusta dotazione di servizi pubblici, in particolare in materia di strutture scolastiche e di prestazioni sociosanitarie.
Attualmente esistono delle divisioni di competenze o delle partecipazioni dei Comuni in questi campi, quindi si vede già in parte applicato questo nuovo articolo costituzionale. Considerato tuttavia che questa norma andrà sicuramente a ridefinire le responsabilità ed i flussi all'interno del progetto "Ticino 2020" e che le misure di solidarietà per questi servizi pubblici andranno a beneficio della qualità e delle prestazioni fornite alla popolazione ticinese, il Comitato invita a sostenere la modifica costituzionale.
E. Modifica 29.05.2017 degli articoli 23a e 98 della Legge della scuola del 01.02.1990.
La modifica di questi articoli prevede la creazione di una nuova materia, quella della civica, che sarà scorporata da storia. Questo comporta conseguentemente un maggior onere di esami ed una nota in più sulla pagella per l'allievo che affronta un programma scolastico complesso e ben carico, come pure introdurrà sicuramente un insegnamento con un sistema puramente nozionistico, poiché necessario per l'attribuzione di note scolastiche secondo criteri di valutazione obbiettivi.
Il Comitato è convinto che la civica non dev'essere solo studiata, bensì vissuta, poiché essa riguarda il nostro sistema politico con il quale siamo confrontati ogni giorno con le nostre azioni. La creazione di una materia di civica, a nostro giudizio, trasmette il messaggio secondo cui le famiglie non sono più in grado oppure interessate di fornire questi insegnamenti (di vita) ai loro figli.
I docenti già prevedono oggi nei loro programmi educativi l'insegnamento della civica, che viene spesso inserito in un contesto storico ed interdisciplinare, bisogna quindi dare fiducia agli "addetti ai lavori" , all'attuale sistema scolastico, ma soprattutto alle famiglie.
In ogni caso si consiglia alle Autorità preposte di approntare i necessari controlli, affinché la civica sia correttamente inserita e promossa nell'insegnamento scolastico attuale, che già la prevede.
Per questi motivi il Comitato invita a non sostenere le modifiche della Legge della Scuola.
Bellinzona, 10 settembre 2017
Per il Comitato Generazione Giovani Ticino:
Il Presidente:
Ivan Monaco