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BERNA - La riforma nel settore dell'asilo, introdotta dal primo marzo, è stata preparata in modo adeguato, ma ci sono stati problemi a livello informatico e di coordinamento del progetto. È quanto emerge dall'audit del Controllo federale della finanze (CDF).
L'idea centrale della riforma, approvata in votazione popolare nel giugno 2016, è quella di riunire tutti gli attori del settore in grandi centri federali. La maggior parte delle procedure inoltre deve essere completata entro 140 giorni al massimo.
L'entrata in vigore fissata al 1° marzo 2019 non ha lasciato molto tempo per la preparazione e la mancanza di risorse al centro servizi informatici del Dipartimento federale di giustizia e polizia ha reso le cose più difficili. I problemi informatici sono stati rilevati dopo parecchio, per cui non è stato possibile raggiungere in tempo il grado di automazione desiderato. I ritardi comporteranno costi aggiuntivi, secondo il CDF.
Inoltre bisognerebbe migliorare il coordinamento tra il Centro servizi informatici e la Segreteria di Stato della migrazione (SEM). Il Controllo federale delle finanze li ha invitati a fissare insieme le priorità e a definire le esigenze. Una tabella di marcia dovrebbe essere utilizzata anche come base per la pianificazione.
Nel frattempo è stata elaborata una strategia, sottolinea da parte sua la SEM. Sono state attivate per tempo soluzioni transitorie. Intanto proseguono i lavori per lo sviluppo del sistema, che dovrebbe essere disponibile alla fine dell'anno o al più tardi entro la metà del 2020.
L'altro problema segnalato dal Controllo federale delle finanze riguarda la gestione del progetto: non c'è nessun direttore generale o un sistema indipendente di valutazione della qualità e dei rischi. Sarebbe invece necessario un "occhio critico e indipendente" per verificare se gli obiettivi sono stati raggiunti.
Anche in questo caso la SEM afferma che sono stati compiuti passi avanti. Il raggiungimento degli obiettivi sarà verificato nell'ambito delle relazioni annuali. È previsto inoltre di far capo a una valutazione esterna per esaminare le procedure e la tutela giuridica prevista dalla riforma.