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Si apre domani davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona il processo a carico del copilota etiope che nel febbraio 2014 dirottò su Ginevra un Boeing della compagnia di bandiera del suo paese.
Stando a una perizia psichiatrica ha agito in uno stato di completa paranoia e dovrebbe quindi essere giudicato completamente irresponsabile.
Nell'ambito del procedimento aperto per sequestro di persona e rapimento nonché per perturbamento della circolazione pubblica l'uomo è considerato penalmente incapace. È infatti risultato che si sentiva perseguitato.
Attualmente è detenuto nel carcere La Tuilière di Lonay (VD), dove sta già seguendo trattamenti terapeutici. La sanzione dovrebbe essere confermata al termine di un breve processo.
Il caso aveva provocato grande scalpore. Il 17 febbraio 2014 il 31enne si trovava ai comandi di un Boeing 767-300 di Ethiopian Airlines (volo ET-702) partito nella notte da Addis Abeba con 204 persone a bordo e diretto a Roma. Un'ora e venti minuti dopo il decollo il copilota aveva approfittato dell'assenza del comandante, recatosi alla toilette, per chiudersi nel cockpit e dirottare il velivolo.
Tra le quattro e le cinque del mattino aveva poi contattato l'aeroporto di Ginevra, cercando di ottenere asilo per sé e l'assicurazione di non essere estradato in Etiopia.
Dopo l'atterraggio a Cointrin, aveva aperto un finestrino e si era calato con la fune d'emergenza, si era diretto verso le forze dell'ordine lasciandosi arrestare senza opporre resistenza e affermando di essere stato minacciato nel proprio paese e di volere asilo politico.
Nel marzo 2015 il dirottatore è stato condannato in contumacia ad Addis Abeba a 19 anni e sei mesi di carcere. In precedenza l'Etiopia aveva anche chiesto l'estradizione del suo cittadino, ma la Svizzera aveva respinto la domanda, volendo giudicarlo per proprio conto.
Grazie a quel dirottamento la Svizzera scoprì che le sue forze aeree erano operative solo durante gli orari di ufficio, vale a dire dalle 08.00 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 17.00. Al di fuori di questi tempi di azione i compiti di polizia aerea vengono assunti dai vicini, un approccio che nei prossimi anni sarà cambiato. Nella notte in questione il volo del Boeing era stato scortato prima da Eurofighter italiani, poi da Mirage francesi.
SDA-ATS