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Ci sarebbe anche da discutere sul fatto che noi ci permettiamo di ascoltare il Messia di Haendel o l’ottava di Mahler mentre siamo in tangenziale o in coda all’USL.
Quest’uso è assolutamente astruso da quanto previsto dall’autore e dai fruitori originali.
Händel, morto nel 1759, non conosceva certo le automobili e le tangenziali, figuriamoci l’autoradio e l’iPod! D’altra parte, non conosceva neppure la radio e i dischi: per lui era imprevisto e imprevedibile non tanto la tangenziale, ma qualsiasi luogo che non fosse una sala da concerto!
Il discorso si può estendere: una sala da concerto moderna, pensiamo alla Philharmonie di Berlino progettata da Hans Scharoun, è qualcosa di inimmaginabile per Händel.
È ovvio che un iPod sia comunque più distante dal pensiero di Händel della Philharmonie di Berlino, eppure occorre tenere presente che in entrambi i casi non è possibile tornare indietro nel tempo: siamo oramai nel XXI secolo, possiamo ascoltare e apprezzare la musica di Händel (e le poesia di Dante o i dialoghi di Platone), senza dimenticare che in ogni caso tradiremo l’autore.