Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/227736

<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera è stata coinvolta nelle riflessioni sul progetto del centro commerciale "A la Poterie", nella regione del Pays de Gex (F), al confine con il Cantone di Ginevra? Ha partecipato alla procedura di studio dell'impatto sull'ambiente di tale progetto? </p><p>A meno di un chilometro dalla frontiera ginevrina, il progetto del centro commerciale "A la Poterie" a Ferney Voltaire, nella regione del Pays Gex, prevede 63 000 m2 di superficie coperta, di cui 34 571 m2 di spazi commerciali non alimentari, 4729 m2 destinati alla ristorazione, 3943 m2 al cinema et 1600 posti auto. È l'equivalente del centro commerciale Balexert a Ginevra, il più grande della Svizzera romanda. Il progetto ambisce ad accogliere fino a 14 000 visitatori al giorno, anche se in questa regione già oggi la concentrazione di centri commerciali è la più alta di tutta la Francia, con una densità superiore persino al centro città di Parigi.  </p><p>Anche se i centri commerciali non figurano direttamente sulla lista della Convenzione di Espoo, che "obbliga la Parte di origine (ossia lo Stato in cui è prevista la realizzazione di un progetto) a esaminare l'impatto ambientale di un progetto sullo Stato limitrofo (Parte colpita) e prevede che la Parte di origine notifichi al centro di competenza della Parte colpita qualsiasi progetto che potrebbe avere un impatto transfrontaliero pregiudizievole importante per l'ambiente", un'opera di simili dimensioni concerne anche la Svizzera. Il progetto, ubicato a 200 metri dalla frontiera, avrebbe un impatto diretto sul nostro Paese, in particolare perché causerebbe un ingente aumento della circolazione in una regione transfrontaliera già congestionata dal traffico motorizzato. </p><p>La presente interpellanza fa eco a un altro progetto: quello del centro commerciale "Open", a Saint-Genis Pouilly, ubicato a 8 chilometri dalla frontiera con la Svizzera e oggetto dell'interpellanza 20.4298. Si tratta di affrontare una riflessione comune. Di fronte a questi centri commerciali dalle dimensioni smisurate, dobbiamo esprimerci con una voce franco-svizzera unanime e solidale con entrambi i lati della frontiera, mettendo al centro la qualità di vita degli abitanti, la mobilità sostenibile, la conservazione della biodiversità, ma anche il commercio locale e di prossimità.  </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per il progetto in questione, la Confederazione non è stata consultata. In effetti, secondo l'articolo 2 paragrafo 2 della Convenzione sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero (Convenzione di Espoo; RS 0.814.06), i Paesi limitrofi devono notificare i progetti figuranti all'appendice I che possono avere un impatto pregiudizievole transfrontaliero importante. I centri commerciali non figurano in quest'appendice; pertanto, non sussiste alcun obbligo di notifica.</p><p>Tuttavia, il Cantone di Ginevra è stato consultato e ha potuto prendere posizione nel quadro della dichiarazione di utilità pubblica della zona di pianificazione concordata (zone d'aménagement concertée, ZAC) Ferney-Genève-Innovation. Tale dichiarazione include il progetto commerciale menzionato come pure numerosi alloggi e servizi pubblici.</p><p>Spetta al Cantone di Ginevra decidere se il progetto del centro commerciale possa avere un impatto pregiudizievole transfrontaliero importante sull'ambiente. In tal caso, d'intesa con l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), si potrebbe avviare un dialogo con la Francia.</p>  Risposta del Consiglio federale.