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Eduardo Cunha, presidente della Camera brasiliana, ala bassa del Legislativo nazionale, è stato rimosso dalle sue funzioni giovedì dal Supremo tribunale federale. Il giudice ha dato seguito ad una richiesta formulata dalla Procura generale che indaga sui fondi neri relativi alla società Petrobras, inchiesta che da mesi scuote i palazzi del potere brasiliani e che ha addentellati pure in svizzera.
L’organo giudiziario gli ha revocato il mandato di deputato: "Cunha – ha fatto sapere il giudice - non possiede le minime condizioni personali" per occupare la carica più alta della Camera che, secondo la costituzione, avrebbe anche il compito di sostituire il presidente del Governo e il suo vice, nel caso in cui entrambi fossero assenti. Un incarico, quest’ultimo, per il quale Cunha "non è più qualificato", sempre secondo il giudice.
Cunha è accusato di aver attivamente preso parte nello schema di corruzione del colosso statale del petrolio, intascando, tra le altre cose, una tangente di 5 milioni di dollari. Lo scandalo si è tradotto in una lotta di potere ai vertici dell’establishment brasiliano che ha travolto anche la presidente Dilma Roussef, nei confronti della quale è stata avviata una complessa procedura di impeachment.
Cunha ha annunciato che intermporrà ricorso.
ab/ansa
- RG 07.00 del 6 maggio 2016 Il servizio di Emiliano Guanella
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