Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/210157

<h2>SubmittedText<h2><p>Domenica 13 dicembre 2020 i giornali del gruppo Tamedia non sono stati consegnati nelle edicole e in altri punti vendita della Svizzera romanda. Il gruppo editoriale ha ritenuto che, poiché i negozi della Svizzera tedesca erano chiusi, fosse giustificato rinunciare a rifornire l'intera rete di distribuzione della Svizzera romanda, sebbene le edicole fossero aperte.</p><p>Sapendo che Tamedia beneficia di aiuti pubblici per la distribuzione della stampa, il Consiglio federale intende interrogare l'impresa su questa scelta? C'è da sperare che questa decisione rimanga un'unica eccezione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Venerdì 11 dicembre 2020, il Consiglio federale ha rafforzato le misure contro la diffusione del coronavirus. Le nuove misure sono già entrate in vigore il giorno successivo. Il Consiglio federale ha deciso di chiudere i negozi in settimana a partire dalle ore 19.00 e completamente la domenica e nei giorni festivi. Ai Cantoni con uno sviluppo epidemiologico favorevole sono state concesse determinate deroghe.</p><p>Stando alle informazioni di Tamedia, l'impresa incaricata di distribuire i giornali ai punti di vendita è partita dal presupposto che in tutta la Svizzera le edicole sarebbero rimaste chiuse durante il fine settimana. Di conseguenza, sono state stampate meno copie e la logistica è stata riorganizzata. Quando nel corso del sabato si è saputo che le edicole della Svizzera romanda sarebbero state comunque aperte, era troppo tardi per riorganizzare i sistemi di consegna. Tamedia ha espresso il suo rammarico e si è scusata presso i suoi clienti.. Ha immediatamente adottato misure per garantire, il fine settimana successivo e in futuro, la consegna all'intera rete di punti vendita aperti nella Svizzera romanda.</p><p>La consegna non è stata interrotta da Tamedia in modo globale e senza considerare la Svizzera romanda. Anzi, l'impresa ha subito una perdita economica a causa della mancata consegna ai punti vendita. Le perdite di fatturato sono state pari al 24 per cento. A ciò si aggiungono perdite non quantificabili nel mercato pubblicitario.</p>  Risposta del Consiglio federale.