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La Svizzera dovrebbe partecipare al nuovo sistema di sorveglianza europeo EUROSUR. Quest'ultimo regola lo scambio di informazioni per lottare al meglio contro la criminalità transfrontaliera e l'immigrazione illegale, e permette di sorvegliare le frontiere esterne dello spazio Schengen in modo più efficace onde evitare ulteriori tragedie nel Mediterraneo. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati. Il dossier va al Nazionale.
EUROSUR, operativo dal dicembre 2013 in Italia e in altri 17 Paesi dell'Ue, si propone di individuare le imbarcazioni "invisibili", ma anche di combattere in maniera più efficace il traffico di droga, di armi e di esseri umani.
I Paesi con frontiere esterne saranno chiamati a produrre i cosiddetti "quadri situazionali", documenti che servono allo scambio di informazioni su eventi e oggetti nel Mediterraneo, ad esempio per individuare e localizzare imbarcazioni.
Poiché non ha frontiere esterne - terrestri o marittime - ai sensi del regolamento EUROSUR, la Svizzera riceverà unicamente informazioni sotto forma di "quadri situazionali", ma non fornirà documenti propri.
L'applicazione di EUROSUR nella Confederazione compete al Corpo delle guardie di confine, che funge già da punto di contatto nazionale per l'agenzia FRONTEX per il controllo delle frontiere. Il costo per la Confederazione di un'eventuale partecipazione ammonta a poco più di 200 mila franchi.
SDA-ATS