Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01053.jsonl.gz/1265

BERNA - Esaminando la revisione della legge sul diritto d'autore, già approvata dal nazionale lo scorso dicembre, la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) vuole (7 voti a 3) che i gestori di piattaforme di comunicazione in Internet (come Google o Facebook) paghino ai giornalisti un compenso per il loro lavoro. Il Nazionale aveva respinto una proposta di Matthias Aebischer (PS/BE).
In questo contesto, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, la CSEC-S è favorevole (7 voti a 5) «a che per un periodo di 10 anni gli editori di media dispongano nei confronti degli offerenti commerciali di servizi elettronici il diritto esclusivo di mettere a disposizione tutta o parte della loro produzione mediatica».
Gli offerenti devono tuttavia continuare ad avere la possibilità di pubblicarne singole parole senza un significato giornalistico proprio insieme al link che consente agli utenti di accedere direttamente alla pubblicazione originale.
Video su richiesta, tutto rimanga com'è - Circa la regolamentazione in materia di video a richiesta, la CSEC-S propone con 12 voti e 1 astensione di esentare la musica nei film dall'obbligo del compenso. In questo modo, s'intende preservare il modello attuale secondo cui, su mandato dei musicisti, già oggi si svolgono trattative tra le società di gestione e le piattaforme di video a richiesta. Ad avviso della maggioranza, il disegno del Consiglio federale farebbe aumentare gli oneri e i costi riducendo nel contempo i proventi degli artisti.
La Commissione propone poi all'unanimità che per legge le biblioteche, gli istituti d'insegnamento, i musei, le collezioni e gli archivi pubblici o accessibili al pubblico non sottostiano all'obbligo di compenso se le loro remunerazioni servono unicamente a coprire i costi d'esercizio.
Stando alla nuova legge, approvata dalla camera del popolo, i ricercatori e le biblioteche dovrebbero poter utilizzare i rispettivi fondi - musicali, video o di libri - anche senza un'autorizzazione esplicita del titolare dei diritti; dev'essere insomma possibile per i clienti delle biblioteche poter visionare spezzoni di film o ascoltare parte di brani musicali senza che l'istituzione che li propone corra pericoli.
Aree private, decisione controversa - Il Consiglio nazionale ha definito l’utilizzazione di opere in aree private di alberghi, appartamenti di vacanza, ospedali e prigioni come utilizzazione per uso privato e ha così soppresso il compenso finora dovuto. La CSEC-S si è adeguata a questa soluzione con 6 voti a 6, e un'astensione, quindi grazie al voto decisivo del presidente.
Nel corso del dibattito al Nazionale, la maggioranza aveva anche deciso di non apportare alcuna modifica alla funzione Replay-TV. In futuro dovrebbe quindi essere sempre possibile saltare la pubblicità, senza il consenso dell'emittente televisiva interessata. La questione è controversa: le emittenti televisive sostengono di aver subito un calo delle entrate pubblicitarie a causa delle trasmissioni in differita. Accuse respinte dai servizi TV quali UPC, Sunrise e Swisscom.
Legge da aggiornare - La revisione della legislazione sul diritto d'autore si è resa necessaria a causa degli sviluppi tecnologici degli ultimi decenni. Essa si pone anche l'obiettivo di contrastare più efficacemente la pirateria su Internet.
Le misure previste dal governo sono dirette contro coloro che rendono accessibili in maniera illegale dei contenuti. È previsto di agire sugli hosting provider in Svizzera, ovvero su coloro che mettono a disposizione dei clienti uno spazio su Internet su cui possono salvare informazioni (pagine, siti o applicazioni web).
Sarà compito loro accertarsi che sui loro server non si insedino piattaforme pirata e rimuovere tempestivamente i contenuti lesivi del diritto d'autore. Un provider che crea le condizioni per un rischio particolare di violazione del diritto d'autore deve pertanto premunirsi che i contenuti abusivi rimossi non vengano ripubblicati. Così facendo, non è necessario che il titolare segnali di nuovo la violazione dei suoi diritti.
Quale contropartita, le esecuzioni saranno protette per 70 e non più solo per 50 anni. L'estensione della protezione dà ai produttori più tempo per ammortizzare gli investimenti. Gli operatori della cultura approfitteranno inoltre di una gestione più efficiente dei diritti sui video a richiesta e dell'estensione della protezione per le fotografie (tutte e non solo quelle prodotte dai media). Oggi si possono trovare foto su internet o su libri senza il consenso del fotografo.
I provvedimenti proposti dal disegno di legge non intendono tuttavia "criminalizzare" i consumatori. Ciò significa, per esempio, che un brano musicale messo a disposizione su internet potrà continuare a essere scaricato, per uso privato, anche senza l'autorizzazione del detentore dei diritti.