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Nel
settembre 1848 la Dieta dichiarò adottata la nuova Costituzione federale. I
Cantoni iniziarono subito a organizzare le elezioni per il Parlamento
nazionale. Sarebbero trascorse soltanto poche settimane prima che le
istituzioni del nuovo Stato sarebbero state dotate di personale e in grado di
funzionare. Fu un’ulteriore tour de force politico in quel movimentato 1848. In
ottobre si tennero infine le elezioni del Consiglio nazionale e del Consiglio
degli Stati; in novembre le due Camere si costituirono e designarono i
rispettivi presidenti. In seguito l’ Assemblea federale plenaria elesse il Consiglio federale, il cancelliere
della Confederazione e il Tribunale federale. Nacque così l’unico Stato
federale democratico in un’Europa altrimenti ancora monarchica.
«In guardia, Confederati», avvertiva la «NZZ» nell’ottobre 1848: occorreva guardarsi dagli «uomini del Sonderbund», che venivano eletti alle Camere. I fronti che facevano campagna per le elezioni del Consiglio nazionale nell'ottobre 1848 organizzate in tempi brevissimi erano gli stessi che si erano affrontati nella guerra civile: da una parte i liberali-radicali favorevoli allo Stato federale e dall’altra i cattolici-conservatori contrari al nuovo ordine. Ciononostante la campagna elettorale si svolse nella tranquillità: le passioni si erano già stemperate nella guerra civile. Ai conservatori mancavano inoltre le opportunità per litigare alla pari con i loro avversari. La Dieta lasciò ai Cantoni l’organizzazione delle elezioni, rendendo più facile ai liberali-radicali ostacolare la partecipazione dell’opposizione. La Costituzione prevedeva un seggio ogni 20’000 abitanti e il diritto di ogni Cantone o Semicantone ad almeno un seggio. Il primo Consiglio nazionale contava 111 membri. Veniva eletto chi otteneva la maggioranza relativa nei circoli elettorali. I liberali-radicali ottennero una comoda maggioranza (radicali 79 seggi e liberali 11), mentre i cattolici-conservatori ottennero 10 seggi, i riformati-conservatori 5 e la sinistra 6 seggi.
I 44
consiglieri agli Stati furono eletti dai Parlamenti cantonali o dalle «Landsgemeinde».
La maggior parte di loro non era eletta direttamente dal popolo. I Cantoni avevano
diritto a due seggi ciascuno, mentre i Semicantoni a un seggio ciascuno. Il
Consiglio degli Stati era considerato il successore della Dieta. In questa
Camera i Cantoni del Sonderbund avevano un peso specifico maggiore in virtù di
una concessione fatta loro dai vincitori della guerra del Sonderbund. Nella
maggior parte dei Cantoni comunque i consiglieri agli Stati erano eletti
soltanto per un anno. Inizialmente l’influenza politica di questa Camera era
pertanto limitata. Tanto poco spettacolari furono le elezioni, quanto poco
sorprendente fu il risultato: i liberali ottennero 30 dei 44 seggi; 6 seggi andarono
ai cattolici-conservatori e 8 ai liberali moderati.
La mattina del 6 novembre 1848 i colpi di cannone e il suono delle campane annunciavano un giorno speciale a Berna. La città brillava come un monumentale palazzo magico, si meravigliava un giornalista e a ragione: dopo le prime elezioni federali si costituirono a Berna, a quel tempo non ancora città federale, Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati. Dapprima si celebrarono i servizi religiosi nel tempio riformato e nella chiesa cattolica francese. In seguito i parlamentari si radunarono davanti al municipio di Berna. I cannoni ripresero a tuonare e le campane a suonare. Armi, onori militari e rullo di tamburi accompagnavano la parata. I deputati attraversarono i vicoli decorati con bandiere e striscioni fino alle loro sale di riunione. Il Consiglio degli Stati si riunì nel Rathaus zum Äusseren Stand che fino ad allora era stato utilizzato dalla Dieta, mentre il Consiglio nazionale si riunì nel Casinò. Un sontuoso banchetto serale per i parlamentari nella sala del teatro della città di Berna completò la giornata. Non c'è da stupirsi che alla fine della giornata i deputati scelsero Berna come città federale.
Alla lunga lettura delle credenziali degli eletti, in Consiglio nazionale fece seguito un’accesa discussione politica sulla validità delle elezioni negli ex-Cantoni del Sonderbund Uri e Obvaldo. Furono presentate alcune proposte. A quanto riferì un corrispondente la Camera condusse in seguito «una discussione estremamente lunga e poco edificante» sul regolamento della Camera che ancora mancava. Il nodo gordiano venne tagliato dal leader radicale e futuro consigliere federale Ulrich Ochsenbein. Propose l’istituzione di una commissione come quella voluta per sciogliere le riserve relative alle elezioni nei Cantoni di Uri e Obvaldo. Due giorni dopo questa commissione presentò un regolamento provvisorio. Il giorno seguente il plenum elesse al quinto scrutinio lo stesso Ochsenbein come suo presidente - l'elezione fu «un lavoro faticoso», riferì in seguito un esausto giornalista.
In Consiglio degli Stati le cose si svolsero in modo molto più calmo, incluse le elezioni: lo zurighese Jonas Furrer fu eletto presidente della Camera con 33 voti su 37. Grazie al suo equilibrio politico e ai suoi grandi meriti negli anni decisivi del 1847/48 era considerato una figura di spicco del nuovo Stato. Non sorprende che poco dopo sia stato eletto in Consiglio federale e presidente della Confederazione.
Il
6 novembre 1848 Georg Joseph Sidler aprì la sessione costituente del Consiglio
Nazionale come presidente decano ed espresse la solennità del momento con
parole un po' ruvide dicendo che «ritegno e moderazione sono necessari per
mantenere la giusta calma». Le sue origini e la sua carriera mostrano che non
esisteva una linea di demarcazione netta tra riformati e cattolici: Sidler era
cattolico e originario di Zugo, vale a dire cittadino di un Cantone che aderì
al Sonderbund nel 1845. Da leader politico liberale plasmò le sorti della Città
e del Cantone di Zugo fin quasi alla fine degli anni 1830. In quel periodo
divenne bersaglio della crescente opposizione cattolico-conservatrice. Nel
1845, quando Zugo aderì al Sonderbund, Sidler, che viveva già da diversi anni
nel Cantone liberale di Zurigo, ottenne un seggio nel Gran Consiglio zurighese
e nel 1848 fu eletto fra i liberali in Consiglio nazionale dove rimase fino al
1861.
C‘erano cattolici-conservatori che rimasero oppositori giurati del nuovo Stato federale e che manifestavano chiaramente la loro posizione nel nuovo Parlamento. Altri cattolici-conservatori, giovani pubblicisti, teologi e giornalisti erano per contro fondamentalmente favorevoli alla Costituzione e allo Stato federale, pur combattendo con altrettanta veemenza la politica liberale. Essi costituirono la «giovane scuola» e si riunirono nella Società degli studenti svizzeri, più tardi ambito di incontro delle nuove élite cattolico-conservatrici. Volevano ridare vita allo spirito conservatore nella stampa, nelle associazioni e nei partiti. Un primo passo in tal senso fu la fondazione nel 1849 di un proprio organo di stampa, la « Schwyzer Zeitung », in cui il pubblicista Josef Gmür di Amden (SG) svolse un ruolo fondamentale. Furono le premesse per i successivi successi nelle votazioni e per la conquista di un seggio in Consiglio federale.
Sebbene il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati abbiano nel complesso gli stessi poteri, nel 1848 la Camera più prestigiosa era il Consiglio nazionale. Godeva della reputazione di un’Assemblea nazionale, un organo che incarnava la volontà popolare e il progresso. Il Consiglio degli Stati invece aveva la reputazione di essere il successore della Dieta, una specie di anacronismo. Esso soffriva anche della rapida rotazione dei membri, poiché in molti Cantoni i consiglieri agli Stati erano eletti soltanto per un mandato di un anno, mentre i consiglieri nazionali lo erano per un mandato di tre anni. Inoltre i seggi nel Consiglio degli Stati non erano assegnati dal popolo, tranne che nei Cantoni con «Landsgemeinde», ma dai Parlamenti cantonali. L’iniziativa legislativa partiva quindi dal Consiglio nazionale. Una carriera politica a livello nazionale iniziava nel Consiglio degli Stati, dove il deputato si faceva le ossa per poi essere premiato dall’elezione popolare in Consiglio nazionale. Una situazione che tuttavia non durò: in termini di prestigio e di influenza il Consiglio degli Stati superò col tempo il Consiglio nazionale.
Il
16 novembre 1848 l’Assemblea federale plenaria elesse i primi sette
consiglieri federali nelle persone di Furrer, Ochsenbein, Druey, Munzinger, Franscini, Frey-Herosé, Näff. Soltanto quattro eletti erano presenti e
solamente uno accettò spontaneamente l’elezione, mentre due ne ritardarono
l’accettazione. L’Assemblea federale tenne conto di criteri politici,
linguistici, regionali e confessionali. Gli ex Cantoni del Sonderbund tuttavia
riuscirono a insediare un loro rappresentante (liberale) in Consiglio federale
soltanto anni dopo. Furono eletti quei politici che si distinsero in modo
particolare a favore dello Stato federale. Nell’insieme essi riunivano
un’enorme esperienza in ambito legislativo ed esecutivo e a questo si
aggiungeva il fatto che alcuni di loro non erano estranei alla pratica «rivoluzionaria».
Alcuni avevano addirittura perseguito una politica del confronto diretto e del
pugno duro nei confronti della parte avversa, mentre altri si erano distinti
come mediatori tra le parti. Quasi tutti si erano occupati in precedenza della
risoluzione del conflitto del Sonderbund e dell’elaborazione della nuova
Costituzione federale. In poche parole l’Assemblea federale elesse uomini dalle
caratteristiche atte a garantire la sopravvivenza del giovane Stato federale
ancora fragile in termini di politica interna ed estera.