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SAN PAOLO - Migliaia di manifestanti hanno accompagnato ieri i leader del Partito dei Lavoratori (Pt) che si sono recati alla sede centrale del Tribunale Supremo Elettorale (Tse) per registrare la candidatura di Luis Inacio Lula da Silva alle elezioni presidenziali del prossimo 7 ottobre, poco prima della fine della scadenza per l'iscrizione dei candidati.
Alle 17.30 (le 22.30 in Svizzera) la candidatura di Lula è stata registrata dalla presidente del Pt, Gleisi Hoffmann, il candidato vicepresidente del partito, Fernando Haddad, e Manuela D'Avila, la deputata del Partito Comunista del Brasile (PcdoB) che potrebbe diventare la vice candidata se il Tse, come è probabile, respingerà la candidatura dell'ex presidente.
«Ognuno di voi deve diventare la mia voce finché sarò prigioniero» ha detto Lula ai suoi simpatizzanti - 50 mila secondo il Pt, 10 mila secondo la polizia - in una lettera che è stata letta al termine della manifestazione di appoggio all'ex presidente, una lunga carovana che è arrivata ieri a Brasilia.
Lula - rinchiuso dallo scorso aprile in un carcere di Curitiba, dove sconta una pena di 12 anni per corruzione e riciclaggio - ha ripetuto che è vittima di una «persecuzione giudiziaria», condannato «senza prove», sottolineando che «non voglio favori, voglio giustizia: non cambio la mia dignità per la mia libertà».
Sergio Moro - il magistrato che ha condannato Lula nel processo di primo grado - ha annunciato oggi che posticiperà il suo prossimo interrogatorio dell'ex presidente, per un'altra causa di corruzione, fino a dopo le elezioni di ottobre, per evitare che possa essere usato come propaganda elettorale dal Pt.
Ricorso della Procuratrice - La Procuratrice generale del Brasile, Raquel Dodge, ha presentato una richiesta di impugnazione della candidatura di Luis Inacio Lula da Silva per le elezioni presidenziali del prossimo 7 ottobre al Tribunale Supremo Elettorale (Tse).
Dodge ha giustificato la sua richiesta - presentata appena qualche ora dopo la sua iscrizione formale - in base alla cosiddetta "legge della scheda pulita", che dispone che una persona condannata in seconda istanza da un tribunale collegiale non può candidarsi per una elezione, allegando ad essa la sentenza con la quale il Tribunale Regionale di seconda istanza di Porto Alegre ha confermato la condanna di Lula a 12 anni di carcere per corruzione e riciclaggio.
La richiesta della Procuratrice non è l'unica arrivata al Tse poco dopo la registrazione della candidatura di Lula. Anche Kim Kataguiri, leader del Movimento Brasile Libero (Mbl, ultraliberale) e l'ex attore porno Alexandre Frota hanno presentato ricorsi equivalenti all'autorità elettorale.