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Alcuni importanti impegni, almeno sul piano verbale, stanno scandendo il vertice internazionale sul clima indetto da Joe Biden. "Siamo risoluti ad agire. Combattendo i mutamenti climatici vedo l'occasione per creare milioni di impieghi. Questo vertice è il primo passo del cammino che dobbiamo fare insieme", ha sottolineato lo stesso capo della Casa Bianca aprendo i lavori di questo summit virtuale.
Biden ha quindi annunciato che gli Stati "raddoppieranno" entro il 2024 gli aiuti destinati ai Paesi in via di sviluppo per affrontare l'impatto dei mutamenti climatici. Jair Bolsonaro - già assai criticato per le sue politiche sull'Amazzonia, il "polmone" del mondo - ha per parte sua dichiarato che il Brasile si impegnerà a raggiungere la neutralità delle emissioni entro il 2050 e a bandire, entro un decennio, ogni deforestazione illegale.
In evidenza la proposta avanzata dal Fondo monetario internazionale (FMI), per voce della sua direttrice generale Kristalina Georgieva: quello di un prezzo minimo internazionale, per le emissioni di carbonio, da applicare ai Paesi che più le emettono.
Sul versante dell'UE Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea, ha dichiarato che il sistema di scambio di quote d'emissione sarà esteso a nuovi settori, nel quadro di nuove misure che saranno illustrate in giugno.
"Gli impegni e le misure annunciate (...) danno un colpo d'acceleratore tanto atteso per affrontare la crisi climatica", ha dichiarato con compiacimento il segretario generale dell'ONU Antonio Guterres, definendo il vertice come "una svolta" nella lotta contro il riscaldamento globale.
Red.MM/ARi