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Fino al 2011, Mayumi Kudo si divideva prevalentemente in due ruoli: sacerdotessa nel tempio shintoista di Kaminoyama Hachimangu, a Minamisanriku, e madre di un bambino, che all'epoca aveva quattro anni.
«Ma dal giorno del disastro non è più così. La mia idea di avere solo questi due ruoli, di madre e custode del tempio, sono state spazzate via dallo tsunami. Poiché quel giorno sono sopravvissuta, ho iniziato a pensare a cosa avrei potuto fare di più». Da quel momento Mayumi si interroga su quale sia il modo migliore per affrontare l'esperienza dello tsunami. Da subito ha aperto il tempio alla popolazione, in uno dei paesi più colpiti dalla tragedia (a Minamisanriku sono state oltre 1200 le vittime). E da tempo si dedica a comunicare a tutti che cosa è stato lo tsunami. Si è messa a studiare gli eventi degli ultimi mille anni, per tramandarne la memoria storica. E ha realizzato un libro illustrato, in cui racconta (soprattutto ai bambini) i tragici fatti del marzo del 2011.
Marco De Vidi - Camilla Martini - Anna Martini