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È stato lui a elaborare la teoria dei 'non luoghi'
PARIGI - L'etnologo, scrittore e filosofo francese Marc Augé, uno dei maggiori e più influenti antropologi a livello internazionale, famoso per aver introdotto il neologismo 'non luogo', utilizzato per indicare tutti quegli spazi che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici, è morto oggi all'età di 87 anni.
Augé, già directeur d'études presso l'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, di cui è stato a lungo presidente, dopo aver contribuito allo sviluppo delle ricerche in Africa occidentale, ha elaborato un'antropologia dei mondi contemporanei attenta alla dimensione rituale del quotidiano e della modernità. Era nato a Poitiers il 2 settembre 1935.
Acquisita una grande rinomanza in campo antropologico grazie alle sue ricerche sul campo in Costa d’Avorio e nel Togo concernenti la malattia, la morte e i sistemi religiosi, Augé si è orientato successivamente verso una 'antropologia del quotidiano' - esaminando in particolare Francia, Italia e Spagna - che ha trovato campo privilegiato di analisi negli spazi moderni (autogrill, centri commerciali, alberghi e in senso generale tutti gli spazi topografici in cui si svolgono i riti dell'afflusso e del consumo di massa) dominati dall'assenza di storia, identità, relazioni.
In base a ciò, ha elaborato la teoria dei 'non luoghi' come spazi estranianti e deculturalizzati che giacciono concettualmente all'estremo opposto del 'luogo antropologico'.