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<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'autunno 2018 il Consiglio federale porrà in consultazione la revisione della legge sull'approvvigionamento elettrico (LAEl). Tra l'altro sarà affrontata la questione della sicurezza dell'approvvigionamento elettrico mediante nuovi modelli del mercato dell'elettricità in cui, secondo quanto annunciato dal Consiglio federale, si punterà innanzitutto sulle importazioni di energia elettrica e su una riserva strategica. Gli sviluppi in atto sul mercato dell'elettricità sia svizzero che europeo, che vanno nella direzione di una produzione di energia elettrica sempre più rinnovabile e decentralizzata a seguito dell'abbandono del nucleare, comportano sempre più un ritorno alle riserve nazionali affinché eventuali lacune in termini di energia elettrica possano essere colmate in tempi rapidi. A ciò si aggiunge che la Svizzera, senza un'apertura totale del mercato dell'energia elettrica e con l'accordo sul mercato dell'energia elettrica bloccato, è penalizzata rispetto ai Paesi confinanti europei per quanto riguarda l'integrazione del mercato elettrico. Questi problemi si accentuano nei mesi invernali, durante i quali la Svizzera deve già oggi fare affidamento sulle importazioni di energia elettrica. Viste queste circostanze e le incertezze che ne conseguono per la sicurezza dell'approvvigionamento a lungo termine in Svizzera, si invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Collegio come intende includere nell'imminente revisione della LAEl le richieste contenute nella mozione 17.3971, "Mercato dell'energia elettrica 2.0. Seconda fase di liberalizzazione del mercato", già trasmessa al Consiglio degli Stati?</p><p>2. Come intende assicurare la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico a lungo termine se non potrà essere concluso un accordo sull'energia elettrica?</p><p>3. Quali sono le opzioni del Consiglio federale qualora importanti fornitori di energia elettrica, quali la Germania o la Francia, non dovessero più essere in grado di garantire le forniture a causa di insufficienze nella propria produzione, soprattutto durante i mesi invernali? In un simile caso, come potrà bastare una riserva strategica anche per eventuali problemi di capacità in Svizzera che dovessero protrarsi più a lungo?</p><p>4. In che misura le centrali a gas, annunciate nel primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050, continueranno a essere parte integrante della pianificazione che il Consiglio federale ha messo a punto per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento?</p><p>5. Di chi è la responsabilità finale per la sicurezza dell'approvvigionamento nel settore dell'energia elettrica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il progetto di revisione della legge del 23 marzo 2007 sull'approvvigionamento elettrico (LAEl; RS 734.7), posto in consultazione dal Consiglio federale il 17 ottobre 2018, prevede un'apertura completa del mercato dell'energia elettrica.</p><p>2. Dallo studio dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) sul system adequacy (disponibile in tedesco e scaricabile da <a href="http://www.bfe.admin.ch">www.bfe.admin.ch</a> &gt; Approvvigionamento &gt; Approvvigionamento elettrico &gt; Sicurezza dell'approvvigionamento elettrico) emerge che la sicurezza dell'approvvigionamento in Svizzera può essere classificata come non critica fino al 2035, sempreché la Svizzera rimanga interconnessa con i Paesi limitrofi fornitori di energia elettrica. Lo studio ha analizzato le capacità di produzione in Svizzera e all'estero, la rete di trasporto e un utilizzo delle centrali orientato alle esigenze del mercato. Senza un accordo sull'energia elettrica la Svizzera sarà sempre più esclusa da mercati importanti (ad es. mercato intraday). Di per sé ciò non comprometterebbe la sicurezza dell'approvvigionamento visto che le connessioni fisiche restano. Per contro, non sarebbe possibile utilizzare i potenziali di questi mercati, circostanza che, in ultima analisi, significherebbe un notevole svantaggio economico. L'esclusione della Svizzera comporterebbe un aumento delle problematiche tecniche a livello di rete, a cui si potrebbe porre rimedio soltanto con numerosi e costosi interventi da parte del gestore della rete di trasporto (gestione delle congestioni, ridispacciamento).</p><p>3. Anche in simili scenari estremi, anche essi oggetto di analisi dell'UFE, la sicurezza dell'approvvigionamento è garantita fino al 2030. Pertanto, anche nel contesto del futuro abbandono dell'energia nucleare, la Svizzera non avrà problemi in termini di potenza. Finché la Svizzera dispone di una sufficiente potenza di riserva, il suo approvvigionamento è garantito, specialmente se è costituita una riserva di stoccaggio per fronteggiare imprevisti legati a insufficienti quantitativi importati o a perdite di produzione. Considerato l'orizzonte temporale 2030, la situazione potrebbe diventare critica solo in caso di perdite di produzione molto consistenti in Svizzera (5 gigawatt secondo lo studio) e se contemporaneamente vi saranno grandi insufficienze in Germania e in Francia (15 gigawatt in ciascun Paese). Un simile scenario è tuttavia poco probabile, visto che attualmente non vi sono segnali secondo cui le capacità di produzione in Svizzera subiranno perdite di un ordine di grandezza così importante. </p><p>4. L'approvvigionamento energetico, e dunque la pianificazione delle centrali, sono di competenza del settore energetico. Con la Strategia energetica 2050, il Consiglio federale ha definito un quadro in base al quale la produzione di energia elettrica poggia in primo luogo sul potenziamento delle energie rinnovabili. Le centrali a gas a ciclo combinato sono considerate nel frattempo come una possibile opzione per l'approvvigionamento elettrico. La scelta della variante di offerta da realizzare spetta in ultima analisi agli operatori del mercato dell'energia. Tuttavia, l'utilità degli investimenti a medio termine nelle centrali a gas è discutibile, poiché la Svizzera dispone attualmente di potenza sufficiente e, con molta probabilità, anche nel prossimo futuro. Nel progetto relativo alla revisione totale della legge sul CO2, è tuttavia previsto che il Consiglio federale integri nel sistema di scambio di quote di emissioni, a partire dal 2020, gli impianti che emettono gas a effetto serra quali ad esempio le centrali a gas. </p><p>5. La sicurezza dell'approvvigionamento nel settore dell'energia elettrica è di competenza dell'economia energetica. Alla Confederazione (in collaborazione con i Cantoni) spetta, da una parte, la responsabilità di istituire condizioni quadro adeguate e, dall'altra, di intervenire quando le imprese del settore dell'energia elettrica non sono più in grado di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di elettricità. Conformemente all'articolo 22 LAEl, la ElCom vigila sulla sicurezza dell'approvvigionamento e, se necessario, può proporre al Consiglio federale provvedimenti secondo l'articolo 9 LAEl. Nel suo rapporto dell'11 gennaio 2017 sulle competenze nel settore della sicurezza dell'approvvigionamento elettrico all'attenzione della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (rapporto disponibile in tedesco e scaricabile da <a href="http://www.bfe.admin.ch">www.bfe.admin.ch</a> &gt; Approvvigionamento &gt; Approvvigionamento elettrico &gt; Sicurezza dell'approvvigionamento elettrico), l'UFE ha descritto nel dettaglio la ripartizione delle competenze in materia.</p>  Risposta del Consiglio federale.