Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01135.jsonl.gz/139

Il dibattito sulla strategia della Svizzera in materia di politica europea prosegue, ma non ci sono passi avanti concreti per il momento. Nel corso della seduta di "clausura" di ieri dedicata a questo tema, il Consiglio federale ha deciso di commissionare due perizie esterne che serviranno da base per le future decisioni.
Il governo rimane dell'opinione che lo sviluppo degli Accordi bilaterali con l'Unione europea e la soluzione delle controversie costituiscano un punto centrale del dibattito e debbano essere approfonditi, precisa un comunicato diramato oggi. La Svizzera vorrebbe avviare un nuovo ciclo di trattative bilaterali e affrontare in maniera coordinata gli eventuali futuri dossier. Bruxelles invece auspica una maggiore dinamicità degli accordi bilaterali e chiede a Berna di applicare automaticamente il diritto europeo su dossier di interesse comune.
Prima della seduta di clausura, il Consiglio federale ha fatto il punto sulla situazione con quattro esperti dell'amministrazione: Peter Maurer, Segretario di Stato del Dipartimento degli esteri, Michael Ambühl, Segretario di Stato del Dipartimento delle finanze, Jacques de Watteville, ambasciatore e capo della Missione della Svizzera presso l'Unione europea, e Henri Gétaz, ambasciatore, capo dell'Ufficio dell'integrazione.
Per avere un parere supplementare, il governo ha deciso di affidare ad esperti esterni due perizie sull'interpretazione degli Accordi bilaterali e sulla sorveglianza della loro applicazione. Sulla base di queste analisi l'esecutivo deciderà quali saranno i nuovi passi da fare per concretizzazione la sua politica europea e continuare sulla via bilaterale, aggiunge il comunicato.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>