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Il settore Promozione della ricerca della Lega svizzera contro il cancro organizza il bando e la valutazione dei progetti per il premio Swiss Bridge Award. La Fondazione Swiss Bridge è stata istituita nel 1997 su iniziativa di Thomas Hoepli, ex direttore e oggi membro del consiglio di fondazione, con il sostegno della Lega svizzera contro il cancro, con lo scopo di finanziare – grazie a donazioni di privati e fondazioni – progetti di alta qualità nel campo della ricerca sui tumori. Il bando di partecipazione viene emesso ogni anno in primavera. Nell'autunno seguente, dopo attenta valutazione dei progetti presentati, vengono annunciati i vincitori.
La fondazione Swiss Bridge ha assegnato più di 25 milioni di franchi a ricerche condotte in Belgio, Brasile, Germania, Gran Bretagna, Francia, Israele, Italia, Norvegia, Svezia, Spagna e Svizzera.
Bando 2017
Giovani ricercatori con progetti inerenti al tema «microambiente tumorale» sono invitati a presentare una bozza del loro progetto entro il 30 aprile.
Per ulteriori informazioni: http://www.swissbridge.ch/call-for-application.html
Consegna del premio 2016
Nel 2016 lo Swiss Bridge Award è stato assegnato a due ricercatori belgi e due svizzeri. Jan Cools, Pieter Van Vlierberghe, Christian Mosimann e Sara Meyer ricevono 250 000 franchi ciascuno per la realizzazione dei loro progetti scientifici.
In occasione del 20° anniversario, la Fondazione Swiss Bridge ha deciso di raddoppiare la dotazione del premio per il 2016. Il tema dell’anno scorso era la ricerca sui tumori rari, ossia malattie che colpiscono meno di una persona su 100 000 e che spesso non solo sono scarsamente studiate, ma anche difficili da curare.
In totale 226 ricercatori hanno presentato le loro proposte scientifiche. Nel quadro di una procedura di valutazione a due livelli, una giuria composta da esperti di chiara fama ha infine deciso di premiare con 250 000 franchi ciascuno dei quattro progetti promettenti provenienti dal Belgio e dalla Svizzera. Il premio è stato consegnato nel quadro di una solenne cerimonia al Castello Schadau di Thun.
Analisi dei processi patologici cruciali
I due progetti belgi si focalizzano sulla leucemia linfoblastica acuta dei linfociti T (LLA-T), una forma rara di leucemia. Nel trattamento della LLA-T sono stati conseguiti importanti progressi negli ultimi 50 anni, tali da consentire oggigiorno a quattro pazienti su cinque, solitamente giovani, di essere trattati con successo. Tuttavia la prognosi rimane pessima per il venti per cento dei pazienti in età infantile e per molti altri più avanti negli anni. Analizzando nel dettaglio i processi patologicamente rilevanti all'interno dei linfociti T maligni, l'équipe di Jan Cools dell'Università di Lovanio spera di porre basi concrete per nuovi approcci terapeutici.
L'altro team belga diretto da Pieter Van Vlierberghe dell'Università di Gand si interessa in primo luogo dei processi epigenetici coinvolti nell'insorgenza e nello sviluppo delle leucemie. Gli studiosi hanno recentemente scoperto che la sopravvivenza delle cellule leucemiche può essere impedita da un principio attivo che contrasta una proteina chiamata LSD1. Tale proteina influisce sull’addensamento del DNA nel nucleo della cellula e di conseguenza su quali geni sono letti e con quale intensità. Con questo nuovo progetto Van Vlierberghe desidera partire dai risultati ottenuti finora per studiare meglio il potenziale terapeutico degli inibitori di LSD1.
Analogie tra l’uomo e il pesce zebra
Il primo progetto svizzero premiato è quello di Christian Mosimann dell'Università di Zurigo. Il suo team di ricercatori analizza i meccanismi molecolari di insorgenza dei cordomi, tumori rari che si sviluppano lentamente dai resti della cosiddetta notocorda, il precursore embrionale della colonna vertebrale. Il team di Mosimann ha scoperto che i cordomi dei pesci zebra sono simili sotto molti aspetti a quelli degli esseri umani, pertanto nel nuovo progetto intende sfruttare questo modello animale per decifrare il processo di sviluppo della malattia e individuare possibili approcci terapeutici.
L'ultima vincitrice dello Swiss Bridge Award è Sara Meyer dell'Ospedale universitario di Basilea. I ricercatori del suo team stanno caratterizzando le neoplasie mieproliferative, rare malattie croniche dell'apparato di produzione del sangue che possono degenerare in leucemia mieloide acuta. Meyer e il suo gruppo nei loro recenti lavori hanno riconosciuto che le cellule malate esibiscono vie segnaletiche ridondanti, responsabili dei purtroppo frequenti fallimenti terapeutici. Ora nel progetto premiato intendono esaminare se un trattamento in grado di interrompere contemporaneamente due vie segnaletiche complementari possa dare esiti migliori.