Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01159.jsonl.gz/309

È il caso di dirlo: il 2016 è stata proprio una pessima annata. Quest’anno la produzione mondiale di vino è stata la più debole degli ultimi 20 anni a causa, soprattutto, del maltempo che ha colpito le zone di maggior produzione, tra cui la Francia e l’America Latina.
Quest’anno, 7,4 milioni di ettari di vigne piantate sul pianeta avrebbero prodotto 259 milioni di ettolitri di prodotto, in calo del 5% sul 2015, stando ai dati dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino con sede a Parigi (OIV).
El Nino, il fenomeno meteorologico che ha coinvolto tutto il Sud America, ha influito in maniera pesantemente negativa sulla produzione, la peggiore del ventennio come conferma anche il direttore generale dell’OIV, Jean-Marie Aurand. In Argentina il ribasso è stato del 35% a 8,8 milioni di ettolitri cosa che fa slittare il quinto produttore mondiale in nona posizione. Il Cile ha segnato una contrazione del 21% a 10,1 milioni di ettolitri, mentre il Brasile ha dimezzato la sua produzione a 1,4 milioni.
Il Sudafrica, esposto a una lunga siccità, cade per la prima volta dal 2011 al di sotto dei 10 milioni di ettolitri con una flessione del 19%.
Ad approfittare delle debolezze dei maggiori Paesi vignaioli è la Cina che si piazza sesta senza aumentare la sua produzione rispetto all’anno scorso, pari a 11,5 milioni di ettolitri.
In Europa si osserva, invece, una grande fluttuazione. La produzione francese è calata del 12% a causa di diverse condizioni climatiche non favorevoli. L’Italia non è progredita, ma ha segnato una riduzione di solo il 2% a 48,8 milioni di ettolitri che le permette di mantenere la testa della classifica mondiale. Terza viene la Spagna che, al contrario, ha visto i suoi volumi aumentare dell’1% a 37,8 milioni di ettolitri, mentre gli Stati Uniti hanno creato il 2% in più con 22,5 milioni di ettolitri. Quinta è l’Australia, con un rialzo del 5% a 12,5 milioni di ettolitri.