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Trasparenza degli affitti e costruzione di alloggi a prezzi moderati: l'Associazione svizzera inquilini (ASI) chiede al Consiglio federale di mantenere le promesse e di passare ai fatti. In caso contrario, l'organizzazione, riunita oggi a Berna in assemblea generale, minaccia di lanciare due iniziative.
Nel gennaio scorso, poco prima del voto sull'iniziativa contro l'immigrazione di massa, il Consiglio federale aveva cercato di rassicurare la popolazione proponendo misure per frenare i prezzi e la penuria di alloggi. In particolare che un nuovo inquilino possa conoscere l'affitto pagato dal suo predecessore. I delegati delle 22 sezioni fanno adesso pressione sul governo invitandolo a passare all'azione.
Oggi è stato anche deciso di sospendere momentaneamente le iniziative popolari in preparazione, senza comunque escluderne il lancio se le misure annunciate non andranno in porto, ha precisato all'ats Pierre Zwahlen, vicesegretario generale.
Alla fine di ottobre il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) di proseguire con la revisione del diritto di locazione e di elaborare un messaggio entro aprile.
"La Confederazione ha adottato recentemente degli orientamenti che contraddicono le misure previste in gennaio", ha affermato la consigliera nazionale ticinese Marina Carobbio.
I delegati hanno discusso anche le proposte avanzate dal Partito popolare democratico (PPD), come il calo automatico degli affitti in caso di riduzione del tasso ipotecario di riferimento.
Infine, la consigliera nazionale Marina Carobbio (PS/TI) è stata riconfermata alla presidenza dell'ASI e i suoi colleghi Balthasar Glättli (Verdi/ZH) e Carlo Sommaruga (PS/GE) alla vice-presidenza.