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BERNA - Non occorre una legislazione specifica per regolamentare la concentrazione nel settore dei media. Rispondendo a un postulato di Jacques-André Maire (PS/NE), il Consiglio federale afferma di preferire attenersi alle attuali disposizioni sui cartelli.
Nel suo intervento, il deputato neocastellano chiede un intervento per garantire e rafforzare la diversità dei proprietari e delle opinioni, sostenendo che il giornalismo non è un bene che possa essere regolato dal mercato. A suo avviso, per affrontare la concentrazione nel settore dei media, è necessario intervenire in modo mirato e urgente.
In altri Paesi europei sono stati adottati strumenti specifici per regolare il settore, in particolare con l'introduzione di criteri per l'acquisizione dei media esistenti, ricorda Maire, citando l'esempio norvegese e di altri Stati scandinavi.
Attualmente le disposizioni in materia di concentrazione differiscono a seconda del mezzo di comunicazione, ricorda il Consiglio federale nella sua risposta pubblicata oggi. La concentrazione della stampa e dei media online è disciplinata innanzitutto dal controllo delle fusioni previsto dalla legge sui cartelli.
Già oggi è possibile intervenire in caso di concentrazione dei mezzi di comunicazione, secondo il governo, dato che la legge sui cartelli si applica a tutti i settori e quindi anche alle imprese mediatiche, a condizione che le soglie fissate in materia di cifra d'affari siano rispettate.
In merito alla radiotelevisione esistono disposizioni specifiche per i media titolari di una concessione e misure in caso di minaccia per la pluralità delle opinioni e dell'offerta. Un'emittente o l'azienda privata a cui questa appartiene può ottenere al massimo due concessioni televisive e due concessioni radiofoniche, rileva l'esecutivo, ricordando che la commissione delle comunicazioni del Nazionale ha recentemente presentato una mozione per chiedere lo stralcio di tale disposizione.