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Perché si dice “avere il bernoccolo per gli affari”? L’espressione ha un’origine piuttosto curiosa: fino all’inizio del secolo scorso era diffusa la convinzione che certe protuberanze del cranio, ed in particolare della fronte, fossero da interpretare come indizi delle attitudini di un individuo. Franz Joseph Gall, un medico tedesco, aveva teorizzato alla fine del Settecento che si formavano laddove la materia grigia era più sviluppata. Così prese a collezionare teschi per esaminare le corrispondenze fra i bernoccoli e le varie regioni cerebrali, di cui già si conoscevano le principali funzioni. Identificò 27 diverse posizioni che associò ad altrettante predisposizioni: per la musica o per la matematica, per il rischio o per la disciplina e così via.
Il bernoccolo per gli affari sarebbe localizzato nella corteccia parietale posteriore, più o meno sotto quell’area in cui un’incipiente calvizie si manifesta con la cosiddetta “chierica”. Se il mondo scientifico non avesse bollato come destituita di fondamento la teoria di Gall, oggi probabilmente la selezione del personale sarebbe affidata a degli esperti di anatomia, per i quali magari troveremmo ancora più azzeccata la definizione “cacciatori di teste”.
Scovare metodologie che facilitassero i reclutatori a scegliere le figure più idonee in una schiera di candidati è un’esigenza antica. Per molto tempo i parametri, a seconda dei casi, sono stati muscoli e cervello. Ma se i muscoli sono visibili, il cervello è una sorta di scatola nera.
I primi test per sondare le capacità cognitive risalgono a fine Ottocento e il loro esito era un valore definito “quoziente d’intelligenza”. Qualche decennio più tardi sono comparsi i test di personalità, che hanno preso definitivamente il sopravvento nel secondo dopoguerra. Già negli anni ’50 però Lee Cronbach, uno psicologo californiano, mise in dubbio che intelligenza e personalità fossero elementi sufficienti per ciò che da un test è auspicabile attendersi. Che non è semplicemente misurare (l’intelligenza) o descrivere (la personalità) quanto piuttosto predire.
Il fatto che un individuo possieda un elevato quoziente intellettivo, obiettò Cronbach, ci indica quali sono le sue potenzialità. Stabilire cosa è in grado di riuscire a fare non significa necessariamente che lo farà. Quanto alla personalità, è un insieme di etichette che esprimono delle polarità caratteriali, tipo estroverso o introverso, mite o aggressivo. Come spiegare che individui caratterialmente agli antipodi hanno successo negli stessi ruoli e negli stessi ambiti?
Nel campo della selezione del personale, predire equivale a prevedere con la maggiore attendibilità possibile come un individuo si comporterà in una specifica posizione non soltanto alla luce dei tratti della sua personalità ma delle situazioni in cui opera, cioè in base a fattori interni ed esterni che combinandosi determineranno di volta in volta l’intensità della motivazione e le fluttuazioni dell’umore, che andranno poi a riflettersi sull’efficacia delle sue azioni. La personalità ha certamente un peso non trascurabile sul modo di agire ma nel binomio azioni-risultati può fare al massimo da sfondo. Un famoso proverbio orientale avverte “Quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito”. Ebbene, la personalità è il dito. La luna sono le azioni, ossia i comportamenti che forniscono i risultati migliori.
Il Talent Discovery, il test adottato da ONE4 Switzerland, si fonda sulla tecnologia Extended Disc che oltre a riconoscere più di 160 stili comportamentali distingue, in ogni soggetto esaminato, lo stile naturale e quello adattato, cioè plasmato in ragione delle situazioni o dell’ambiente. È uno strumento di analisi che ha la finalità di predire i livelli di performance attraverso il grado di corrispondenza, in tutte le sue variabili, dello stile comportamentale di un candidato con il set di comportamenti ottimali – nel nostro gergo i benchmark – richiesti dal lavoro che potrebbe essere chiamato a svolgere. Optare per il Talent Discovery è costato a ONE4 Switzerland uno sforzo notevole in termini di riconversione, sperimentazione, addestramento e sviluppo. Ma è un prezzo che si paga volentieri quando si è forti della certezza di essere un passo avanti rispetto alla generalità del mercato.
Proprio per parlare di test e analisi comportamentale, il 6 Marzo 2019, dalle 14:30 alle 18:00, ONE4 Switzerland, brand di OSM Network SA, società di consulenza aziendale associata ad Ated ITC Ticino e specializzata in: ricerca e selezione del personale, valutazione e formazione, fintech e marketing, nella cornice di “Lezioni dal futuro”, terrà il workshop:
Gli strumenti per l’individuazione delle competenze e dello stile di comportamento.
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