Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01197.jsonl.gz/374

L'economia ticinese ha saputo reggere anche nel 2019 le pressioni dovute a un contesto internazionale difficile, segnato dalle incertezze legate ai rapporti con l'UE e alla Brexit, ma gli investimenti effettuati e previsti per il 2020 mostrano il segno meno per la prima volta nella storia dell'inchiesta congiunturale della Camera di commercio, inchiesta di cui martedì è stata presentata la decima edizione.
Sono 330 le aziende che vi hanno partecipato: il 42% giudica soddisfacente l'andamento degli affari nel 2019, un altro 32% lo ritiene buono. Dati quasi identici (rispettivamente 43 e 31%) per quanto riguarda le aspettative a breve termine, ovvero per i prossimi sei mesi. A differenza di altri cantoni, dall'economia meno diversificata e che prevedono un rallentamento, le previsioni per l'anno appena cominciato sono in linea con l'andamento dello scorso.
Quanto agli investimenti, nel 2019 ne ha effettuati il 46% delle aziende (50% nel 2018), con una flessione in particolare nell'ambito dell'industria e dell'artigianato e in quello dei servizi e del commercio. La capacità di farne risulta condizionata anche dall'erosione costante dei margini di utile, che comincia quindi a mostrare qualche conseguenza.
Per la prima volta nel formulario erano presenti domande sulla responsabilità sociale. Il 41% delle società, in particolare quelle di grandi dimensioni, afferma di compiere passi verso uno sviluppo sostenibile. Sono spinte dal mercato, perché le giovani generazioni sono attente al tema e consumano di conseguenza.