Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/217531

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di eseguire davvero i rimpatri coatti verso l'Algeria:</p><p>1. negoziando una convenzione tecnica con l'Algeria che consenta i rimpatri via mare;</p><p>2. ottenendo da un Paese di transito (p. es. Francia, Italia o Spagna) un'autorizzazione all'accesso marittimo.</p><p>3. distaccando ad Algeri un "immigration liaison officer" (ILO).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'accordo di riammissione del 2006 costituisce la base per la collaborazione tra la Svizzera e l'Algeria nel settore del ritorno. Nel complesso, il governo algerino lo attua ora secondo quanto stabilito. L'accordo permette partenze volontarie e rimpatri con o senza scorta tramite voli di linea in partenza da Ginevra, mentre non prevede rimpatri via mare o tramite voli speciali. </p><p>L'Algeria non autorizza voli speciali in generale, neanche per gli altri Stati europei. La Francia è l'unico Paese europeo che può effettuare rimpatri via mare. Nemmeno la Germania e l'Italia, che devono rimpatriare un numero di cittadini algerini decisamente superiore rispetto alla Svizzera, possono farlo via mare. Richiedere l'autorizzazione all'accesso marittimo di un Paese di transito avrebbe senso soltanto se l'Algeria permettesse questa forma di rimpatrio, il che non è per il momento il caso. Il Consiglio federale continua a cercare una soluzione, che però può essere trovata soltanto a livello bilaterale. </p><p>La cooperazione con l'Algeria è tuttavia migliorata nel corso degli ultimi tre anni. Il numero di allontanamenti in sospeso ha potuto essere ridotto del 31 per cento, da 870 nel 2015 a 600 (al 30 novembre 2020). Soltanto tra gennaio e marzo 2020 una ventina di persone è stata rimpatriata in maniera coatta verso l'Algeria, il che rappresenta un aumento considerevole rispetto agli anni precedenti. Da allora, a causa della pandemia di COVID-19 le frontiere algerine sono chiuse e il traffico aereo internazionale è interrotto, cosicché i rimpatri non sono più possibili. </p><p>Nell'auspicio di continuare a favorire questa evoluzione piuttosto positiva, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) intrattiene, a tutti i livelli, contatti regolari con le competenti autorità algerine. All'inizio del 2020 è stato organizzato ad Algeri un dialogo migratorio nel quadro delle consultazioni politiche tra la Svizzera e l'Algeria. Per ampliare le possibilità di rimpatrio, sono state tra l'altro discusse soluzioni alternative ai voli di linea in partenza da Ginevra. In tale occasione le autorità algerine hanno autorizzato voli in partenza da Basilea. </p><p>Il Consiglio federale è fiducioso che le misure concordate all'inizio del 2020 e i contatti regolari con le autorità algerine contribuiranno ad aumentare in maniera costante il numero di rimpatri verso l'Algeria, non appena quest'ultima revocherà la chiusura delle frontiere dovuta alla pandemia da COVID-19 e autorizzerà la ripresa dei voli internazionali.</p><p>In linea di massima, anche il Consiglio federale ritiene auspicabile distaccare ad Algeri un agente di collegamento in materia di immigrazione (ILO). Alla luce della lunga chiusura delle frontiere in vigore a causa della pandemia da COVID-19 e dopo aver analizzato in maniera approfondita i possibili nuovi luoghi d'impiego, la SEM è tuttavia giunta alla conclusione che non sarebbe possibile, al momento, garantire un onere lavorativo sufficiente a un ILO in Algeria. Inoltre, l'ambasciata svizzera ad Algeri intrattiene attivamente una rete di contatti con gli attori rilevanti nel settore della cooperazione in materia di migrazione. Per questo motivo il Consiglio federale non ritiene attualmente opportuno il distacco di un agente, come chiesto dall'autore della mozione. Rivaglierà tuttavia questa opzione a intervalli regolari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.