Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01199.jsonl.gz/1042

MIDDLESBROUGH (GB) - Quella della Nazionale nordcoreana è una storia travagliata e legata a doppio filo agli avvenimenti extra-calcistici che hanno segnato la storia politica della penisola asiatica. Dall'aggressione nipponica degli anni '30, passando per la Seconda Guerra Mondiale, fino alla Guerra di Corea che divise il Paese in due, il gioco del calcio ha avuto uno sviluppo molto lento, tanto da fare il debutto sulle scene internazionali soltanto nel 1964.
Qualificatasi subito per i Mondiali del 1966, l’esordio assoluto del 12 luglio all'Ayresome Park di Middlesbrough non fu dei migliori per la selezione nordcoreana, con la pesante sconfitta rimediata contro l’URSS per 3-0. Dopo il successivo pareggio contro il Cile - grazie alla rete di Pak Seung Zin nei minuti finali - la truppa asiatica toccò il massimo della sua gloria calcistica vincendo clamorosamente contro l’Italia. Il successo contro gli azzurri valse il secondo posto del girone e, addirittura, il passaggio ai quarti di finale. Lì però ci fu l'eliminazione per mano del Portogallo al termine di una partita rocambolesca, decisa dallo storico poker messo a segno da Eusebio che rispose all'iniziale 3-0.
Questa sconfitta, comunque, non cancella dalla storia quanto di buono fatto vedere dalla Corea del Nord, prima nazionale di calcio asiatica a superare la fase a gironi di un campionato del mondo. Accolti in patria come degli eroi, ai protagonisti di quell'impresa è stato dedicato nel 2002 il documentario “The game of their lives” di Dan Gordon. Per uno strano scherzo del destino, nell'unica altra loro partecipazione a un Mondiale – Sudafrica 2010 – i nordcoreani verranno matematicamente eliminati nella fase a gironi nuovamente per mano del Portogallo, che vincerà con un umiliante 7-0.