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ZURIGO - La madre del bambino di quattro anni ucciso dal padre dieci giorni fa a Winterthur si è presentata oggi alla stampa a Zurigo. La donna esige di sapere per quali motivi le autorità comunali di Bonstetten (ZH) hanno affidato "unilateralmente" il figlio al padre invece di lasciarlo a lei, sebbene l'uomo avesse già tentato vent'anni fa di uccidere un figlio nato dal suo primo matrimonio.
L'autorità tutoria ha creduto a tutto quel che diceva il padre e a niente di quel che sosteneva lei, ha affermato la donna. Eppure - ha dichiarato - il marito la costringeva alla prostituzione per far vivere la famiglia. Benché lei lo avesse lasciato per condurre una vita normale, il Comune non ha voluto darle fiducia. La donna di colore di origine brasiliana ha aggiunto di non sapere se il diritto di custodia le sia stato negato "per incompetenza professionale o per motivi razzisti".
Il suo avvocato, che sta valutando un'azione legale contro la stessa autorità tutoria, ha dichiarato che alla sua cliente preme innanzitutto fare chiarezza sulla questione delle responsabilità, "affinché un simile caso non succeda mai più".
Il Comune di Bonstetten ha indicato a sua volta in una conferenza stampa che per il momento non intende prendere posizione: prende nota delle affermazioni della madre e le includerà nell'indagine in corso.
SDA-ATS