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Nonostante la situazione economica favorevole, il numero di persone che vivono in povertà in Svizzera è aumentato costantemente dal 2014, passando da 615 000 a 675 000 unità in un anno. Questa evoluzione è in netto contrasto con l’obiettivo di dimezzare la povertà nei prossimi dieci anni, che la Svizzera si è impegnata a raggiungere con la sottoscrizione dell’Agenda globale 2030 per uno sviluppo sostenibile. La povertà colpisce soprattutto le famiglie monoparentali, i single e le persone senza una formazione post-obbligatoria. La mancanza di istruzione, la perdita del posto di lavoro, i figli piccoli o le famiglie numerose, la separazione e il divorzio sono i maggiori rischi di povertà in Svizzera.
Quest’anno l’UST ha valutato per la seconda volta anche i dati relativi alla durata della povertà. L’analisi evidenzia che un numero di persone molto più alto del previsto è vittima della povertà nel nostro Paese. Negli ultimi quattro anni, il 12,8 per cento delle persone in Svizzera ha vissuto in situazione di indigenza per almeno un anno.
Occorre una strategia nazionale contro la povertà
Le ultime cifre lo dimostrano: la povertà non è un problema marginale, ma una nuova sfida sociopolitica. I rischi di povertà come l’esaurimento del diritto all’indennità di disoccupazione, la disoccupazione di lunga durata o il divorzio non sono coperti. Il fatto che lo scorso anno il Consiglio federale si sia ritirato dalla politica di lotta alla povertà si sta rivelando controproducente. Il problema non può essere semplicemente addossato ai Cantoni e ai Comuni. Adesso urge una strategia nazionale contro la povertà definita congiuntamente dalla Confederazione, dai Cantoni e dai Comuni. Insieme a organizzazioni della società civile e alle persone colpite dalla povertà occorre definire obiettivi e misure vincolanti al fine di contrastare la povertà in modo durevole. La priorità va data alla garanzia del minimo vitale e alla partecipazione sociale, alle possibilità di formazione continua e a una migliore armonizzazione tra vita professionale e vita privata. Le misure di riduzione attualmente in discussione, ad esempio in materia di assistenza sociale o di riduzione dei premi individuali, non fanno altro che aggravare il problema legato alla povertà.