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MENDRISIO - Sono ben diciassette i pazienti di cui l'ex infermiere dell'ospedale Beata Vergine di Mendrisio, nel corso di cinque anni, potrebbe avere accelerato la morte, alterando il dosaggio di alcuni farmaci. Circostanze che potrebbero essere avvenute con la complicità silenziosa dei colleghi di reparto. Sono le novità che emergono dagli elementi d'inchiesta, secondo quanto riporta questa mattina il Caffè.
Il 45enne era stato arrestato lo scorso 5 dicembre per una lunga lista di presunti reati, fra i quali maltrattamenti e omicidio. Il 14 agosto è uscito dal carcere, in quanto non esiste più il pericolo di inquinamento delle prove.
E il domenicale riferisce anche che oltre alle foto scattate e condivise su chat di WhatsApp di pazienti nudi o morti, esisterebbe anche un (o più) presunto video, da cui emergerebbe una sorta di complicità dei colleghi di lavoro. Nelle immagini, riprese dall'ex infermiere, si vedrebbe un paziente psichiatrico a cui deve essere somministrato un medicamento. Comparirebbero in video due colleghi, un uomo e una donna, e si sentirebbe la voce di una terza che avverte sulle gravi conseguenze di quell'azione.
L'ex infermiere, nel frattempo, si dichiara innocente da nove mesi.