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La partenza di Jean-Daniel Ruch, attuale ambasciatore svizzero ad Ankara, dal posto di segretario di Stato per la politica di sicurezza continua a far discutere la stampa. Nominato a metà settembre, il 60enne originario del Giura bernese sarebbe dovuto entrare in servizio dal 1° gennaio 2024. Non sarà così. Annunciata la settimana scorsa, questa marcia indietro ha avuto l'effetto di una bomba nella Berna federale, soprattutto perché le ragioni di questa decisione non sono state chiaramente indicate.
Se inizialmente si evocava una possibile “vicinanza” con Hamas, il “SonntagsBlick” sembra privilegiare un'altra ipotesi. Il domenicale svizzerotedesco ritiene che il diplomatico avrebbe potuto rendersi vulnerabile durante il suo mandato come ambasciatore svizzero in Israele, dal 2016 al 2021. Ambienti vicini al Consiglio federale hanno infatti confermato che Ruch avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento “in questo Paese sensibile dalla politica mondiale con un elevato rischio per la sicurezza e dove sono attivi molti servizi segreti”. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) comunica da parte sua che Jean-Daniel Ruch non si esprimerà ulteriormente sull'argomento e che non riceverà l'indennità di partenza al termine del suo mandato nel giugno 2024.