Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/32771

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Un obiettivo dell'esecuzione della pena, ovvero il reinserimento dell'autore del reato nella </p><p>società (reinserimento sociale), può di norma essere raggiunto al meglio se il condannato </p><p>sconta la pena in un ambiente sociale e culturale a lui familiare. A favore dell'esecuzione </p><p>della pena nel Paese d'origine vi sono anche motivi di carattere umanitario, in particolare </p><p>quando ciò facilita i contatti con i familiari. Non da ultimo, in tal modo, si può ottenere un </p><p>certo sgravio degli istituti svizzeri per l'esecuzione delle pene.</p><p></p><p>Per questi motivi, la Svizzera ha ratificato, già nel 1988, la Convenzione del Consiglio </p><p>d'Europa sul trasferimento dei condannati. Detta Convenzione consente che, per espiare la </p><p>pena, i condannati stranieri siano ricondotti nel loro Stato d'origine a condizione che lo </p><p>desiderino e che tanto lo Stato giudicante quanto lo Stato d'origine approvino il trasferimento. </p><p>Fino a oggi, hanno aderito alla Convenzione 38 Stati europei e 9 Stati non membri (fra i quali </p><p>anche Stati d'oltre oceano). All'atto pratico risulta purtroppo che tali trasferimenti, in sé </p><p>auspicabili, non possono essere effettuati, spesso per mancanza del consenso.</p><p></p><p>Con la partecipazione determinante della Svizzera, è stato elaborato un Protocollo </p><p>aggiuntivo alla Convenzione sul trasferimento, al fine, fra l'altro, di ovviare a tale ostacolo. </p><p>Tale Protocollo permette, a determinate condizioni, il trasferimento a scopo di espiazione </p><p>della pena nel loro Stato d'origine, senza il loro consenso, segnatamente dei condannati </p><p>contro i quali sono state pronunciate anche misure d'allontanamento (espulsione secondo il </p><p>diritto penale, espulsione secondo la polizia degli stranieri, divieto d'entrata in Svizzera ecc.). </p><p>Il Protocollo aggiuntivo è in vigore dal 1° giugno 2000. Nel frattempo è stato ratificato da 8 </p><p>Stati europei e firmato da altri 18 Stati (situazione all'inizio del gennaio 2001).</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha già avviato i lavori in vista della firma del Protocollo aggiuntivo. È </p><p>previsto di sottoporre il progetto al Parlamento verso la fine del 2001. Grazie a contatti </p><p>bilaterali, la Svizzera si adopererà inoltre affiché altri Stati ratifichino il Protocollo aggiuntivo.</p><p></p><p>Il Consiglio federale si aspetta dall'adesione alla Convenzione, nel caso in cui Stati </p><p>interesanti per la Svizzera la ratifichino, uno sgravio determinante nell'esecuzione delle pene, </p><p>cosa che corrisponde all'obiettivo della mozione.</p><p></p><p>Contrariamente a quanto asserito dall'autore della mozione, lo sgravio delle carceri non è un </p><p>obiettivo primario della revisione in corso delle disposizioni generali del Codice penale, ma </p><p>unicamente un effetto collaterale auspicato. Non è nemmeno esatto affermare che la </p><p>revisione si prefigge di trattare con maggiori riguardi gli autori di reati e porta a un </p><p>allentamento della legislazione penale. Al contrario, la revisione, approvata in larga misura </p><p>dal Consiglio degli Stati, mira a una migliore protezione della sicurezza pubblica. Il previsto </p><p>nuovo ordinamento del sistema delle sanzioni non istituisce sanzioni più leggere, ma </p><p>sanzioni più opportune ed efficaci.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.