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La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale ha approvato - con 14 voti contro sei e un'astensione - il mandato negoziale sulle questioni istituzionali fra Svizzera e Unione europea, ma esige alcune precisazioni. Nel testo dovrà essere specificato che la Confederazione non intende aderire all'unione, e che non sarà tenuta a recepire automaticamente le norme europee.
Bocciata invece la proposta di limitare la base negoziale, in modo che la Svizzera non sia posta dinnanzi all'alternativa di recepire il futuro ordinamento giuridico europeo oppure di incorrere in «punizioni».
Respinto anche un mandato di esame aggiuntivo al Governo sui meccanismi di risoluzione delle controversie, che dovrebbe puntare a una soluzione alternativa tramite un tribunale arbitrale paritetico analogo a quello previsto dal diritto internazionale privato.
La stessa commissione degli Stati ha invece approvato il progetto senza modifiche. Il Governo deve ancora sentire i cantoni e informare i partner sociali prima di fissare un mandato definitivo. Sul fronte europeo, Bruxelles deve ancora ricevere l'approvazione dei 28 Stati membri. In caso di accordo, Parlamento e popolo svizzeri potranno pronunciarsi.
Ats/sp