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Tutto come nelle previsioni. Al processo di Sondrio per l'omicidio dei coniugi Ferrari a Brusio, l'accusa ha terminato oggi – giovedì - la requisitoria chiedendo il carcere a vita per entrambi gli imputati: il valtellinese Ezio Gatti, il presunto mandante, nonché Ruslan Cojocaru, colui che avrebbe compiuto materialmente l’efferata uccisione.
Il delitto fu premeditato: il pubblico ministero non ha dubbi e ha ribadito che quella di Gatti – che pochi mesi fa ha ottenuto gli arresti domiciliari - non sarebbe un posizione marginale. Sarebbe stato lui ad ingaggiare il moldavo ed organizzare il delitto, iniziando 75 giorni prima a procurarsi le schede telefoniche per parlare con il complice, anche dopo la mattanza avvenuta il 21 novembre del 2010.
Ci sono volute due udienze e 14 ore per spiegare alla corte ogni tassello dell’intricata inchiesta, dai rapporti tra gli imputati, tra loro e le vittime e con altri personaggi, tra cui l’ex autotrasportatore poschiavino più volte citato dal pm stamani.
Per l’accusa il movente affonda le sue radice nel 2005, quando l’ex autotrasportatore vendette in semirimorchi che avrebbero innescato l’astio per la coppia uccisa.
CSI/Red.MM
Dal Quotidiano
- CSI 18.00 del 09/10/2014: il servizio di Antonia Marsetti