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BERNA - E ora cosa succederà con i tornei nazionali di hockey e calcio? Alle partite potranno assistere 50 spettatori, in pratica sarà come giocare a porte chiuse. C'è ovviamente preoccupazione, anche se gli attori se lo aspettavano (per esempio, lo ha detto Campana del Lugano calcio).
La Swiss Football League è decisa a continuare, pur facendo notare la grande difficoltà di un torneo senza pubblico. "Nelle ultime settimane i club hanno dedicato molte energie allo sviluppo di concetti di protezione molto professionali, che sono stati accolti da tutte le parti, e hanno accettato costi elevati, ad esempio per misure strutturali. Dopo poche partite con una maggiore capacità di spettatori, i club stanno già affrontando di nuovo enormi restrizioni. Questo peggiora pericolosamente la loro situazione finanziaria", scrive la SFL. "A marzo di quest'anno, i club SFL hanno dovuto affrontare una quasi totale mancanza di entrate da parte degli spettatori. Mentre nei primi mesi il lavoro a orario ridotto ha aiutato a evitare i fallimenti, i club ora dipendono con urgenza dai prestiti senza interessi del Governo Federale, che saranno probabilmente disponibili a partire da dicembre. Ciò dovrebbe contribuire a garantire la liquidità a breve termine. Se la situazione persiste, dovranno essere prese in considerazione altre misure di sostegno finanziario", è il grido d'allarme.
Giocare senza pubblico a lungo metterebbe a rischio quindi l'esistenza dei club e la SFL chiede di sapere fino a quando varranno queste misure (ma in conferenza stampa si è detto che non è stato messo appositamente un limite di tempo, per verificare l'efficacia delle norme stesse). Si dice in grado di continuare a garantire momenti di intrattenimento e svago in un momento difficile, facendo proseguire i tornei, ma vi è una richiesta anche per quanto concerne i protocolli: "La possibilità di andare avanti dipende anche dal fatto che, se si ottengono risultati positivi ai test in un club e si rispetta il concetto di protezione, non debba essere necessario imporre una quarantena a un'intera squadra, ma solo le persone interessate vengono messe in isolamento. Questo era stato approvato dalle autorità responsabili prima dell'inizio della stagione. Il concetto di protezione di SFL è stato rafforzato rendendo le maschere obbligatorie nelle sale fitness e limitando il numero di persone per tavolo a quattro durante le cene di squadra".
La federazione di hockey non ha ancora rilasciato note ufficiali ma ha sottolineato a sua volta la mancanza di introiti che metterà in difficoltà le società, pur ribadendo la volontà di continuare.
Dura la reazione dell'HC Lugano. “Sono convinta che, anche durante la pandemia, lo sport debba continuare ad essere praticato davanti ad un certo numero di spettatori, chiaramente con le dovute attenzioni. L’importanza economica e sociale dello sport va oltre il campionato dei professionisti perché riguarda i ragazzi dei settori giovanili, i tifosi, i quasi cento collaboratori a tempo pieno del club, gli sponsor, i partner e l’intera popolazione. C’è un’evidente contraddizione con quanto si vede giornalmente ad esempio in un centro commerciale. Ancora una volta le autorità politiche svizzere non hanno quindi riconosciuto il valore dello sport che nel suo insieme crea in Svizzera circa 100'000 posti di lavoro a tempo pieno. Siamo consapevoli dell’emergenza sanitaria ma la giornata odierna segna una sconfitta non solo per lo sport ma per l’intera società. Senza un vero aiuto finanziario a fondo perso da parte della Confederazione, la decisione di oggi del Consiglio Federale mette seriamente a repentaglio la sopravvivenza dell’Hockey Club Lugano e di tutto quanto rappresenta”, ha detto Vicky Mantegazza, Presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’Hockey Club Lugano SA.
Marco Werder, CEO dell’Hockey Club Lugano SA, ha aggiunto: “Nella scorsa estate, sulla base delle decisioni del Consiglio Federale sull’organizzazione dei grandi eventi, abbiamo studiato e messo in pratica un piano di protezione per accogliere i tifosi alla Corner Arena in piena sicurezza che, alla prova dei fatti, è stato più volte lodato dalle autorità politiche e sanitarie. Tanto è vero che non è stato accertato nessun caso di contagio all’interno di una pista di hockey. Abbiamo pianificato finanziariamente il campionato 2020/21, basandoci su una capienza ridotta di 2/3 dei posti seduti in pista e accettato la prospettiva di un deficit a fine stagione di diversi milioni di franchi pur di garantire il futuro del club. Abbiamo compiuto e stiamo compiendo importanti sforzi per ridurre i costi, in modo particolare attraverso trattative concrete con i giocatori, lo staff e tutti i dipendenti per una diminuzione della massa salariale. Le misure odierne del Consiglio Federale riducono in modo importante l’effetto di questo enorme lavoro”.
Intanto prosegue il campionato a singhiozzo dei bianconeri. La partita con i Lakers in programma per venerdì 30 è stata infatti rinviata a causa della quarantena in cui si trovano giocatori e membri dello staff del club sangallese.
Rammaricato anche il Lugano Calcio, che ha visto l'amore dei propri tifosi espresso in un aumento degli acquisti dei prodotti ufficiali. "Il club comprende la decisione delle autorità dal punto di vista sanitario, ma sottolinea come ora il club si ritrovi, per la seconda volta in meno di 12 mesi, privato di importanti fonti di ricavi (biglietteria, ristorazione, aree VIP, merchandising e parzialmente gli sponsor), pur dovendo far fronte a spese che invece risultano pressoché normali. A queste si sono poi aggiunti gli importanti costi sopportati per mettere in atto il piano di protezione della Swiss Football League approvato pure dalle autorità cantonali. Sforzi ora risultati vani". Agli abbonati viene chiesta pazienza perchè "vista la spesso rapida e continua evoluzione della pandemia, e le enormi difficoltà finanziarie che ne derivano, sarà possibile dare indicazioni precise relative ai rimborsi solo al termine della stagione. Per quanto riguarda invece i possessori di biglietti per la partita Lugano – Young Boys, potranno anche loro richiedere il rimborso".