Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01153.jsonl.gz/1350

Un'intervista di Agence France Presse mette in evidenza quanto sia facile comperare doping in Kenia, terra dei migliori corridori mondiali.
La premessa iniziale è d'obbligo: i corridori kenyani arraffano medaglie dove posssono, specialmente nelle centinaia di maratone che si corrono annualmente in tutto il mondo. Trentotto dei cento migliori maratoneti al mondo (numeri relativi al 2019) sono kenyani. Nelle ultime tre Olimpiadi gli atleti del Kenya hanno vinto 4 delle 12 medaglie a disposizione in campo maschile. Nelle ultime sei edizioni dei campionati del mondo di atletica, i corridori kenyani hanno vinto 4 medaglie d'oro sulla distanza della maratona. Numeri che la dicono lunga sull'importanza che la corsa riveste nel grande Paese africano.
Il farmacista di Iten
Ma veniamo all'intervista de l'Agence France Press, che racconta dell’incontro con un farmacista di Iten (Kenya) il quale ha svelato i segreti dell'acquisto e dell'uso del doping nel suo Paese.
«Il tutto ha avuto inizio nel 2010 - racconta il farmacista - e da allora basta una licenza d’importazione dall’India. Noi vendiamo l’Epo senza chiedere ricette. Non esistono controlli. E quando capita che le autorità vengano a farci visita, non sono a conoscenza di una seconda stanza, nella quale conserviamo le sostanze dopanti».
Non bisogna essere un corridore di punta per far uso di queste sostanze. Anzi, da alcuni anni il Kenya ha messo in piedi un'agenzia antidoping che si occupa di controllare una quarantina di atleti, dunque chi si serve al banco è maggiormente qualcuno di non troppo conosciuto.
Correre e vincere per sfamare la famiglia
«C’è chi deve vincere una gara minore che però gli permette di guadagnare abbastanza soldi per sfamare la famiglia», continua il misterioso farmacista.
«Lo devo usare per guadagnarmi da vivere - racconta invece un atleta che per ovvie ragioni vuol rimanere nell'anonimato - non ti puoi permettere di competere con gente che fa già uso di queste sostanze pensando di fare dei guadagni anche solo ragionevoli». «Lo sport oggi non è pulito», chiosa l'atleta.
A volte c'è chi si fa beccare
«Non seguono la procedura, e questo è per noi un grosso problema, perché se parlano, ci tolgono la licenza», racconta ancora il farmacista. L’Epo, in Kenya, è il prodotto che si vende maggiormente perché viene pure utilizzato per trattare i pazienti che soffrono d’anemia.
Certo, il farmacista deve fare attenzione a chi vende perchè i controlli oggi sono maggiori. Nonostante ciò i numeri non calano, a detta dello stesso anonimo venditore kenyano. «In una settimana vendo ad almeno 4 clienti, dosi da 20 dollari, a cui ne vanno aggiunti 100-150 per l'infermiere che effettua l’iniezione».
Il farmacista conclude dicendo che lui stesso tenta di rendere attenti gli atleti sui rischi per la salute... ma «in Kenya si fa tutto per soldi», conclude lui. Anche vendere l'Epo ovviamente.
Gare minori, controlli minori
«Cerco di partecipare a gare dove so che non vi è nessun tipo di controllo - racconta ancora l'atleta intervistato - se salta fuori che i controlli ci sono cerco allora di evitare di piazzarmi tra i primi tre, per eludere i sospetti».
«Se tutti smettono di prendere sostanze, smetto pure io - ammette candidamente l'anonimo ragazzo kenyano - baro perchè barano anche gli altri».
«Nella vita bisogna prendere alcuni rischi», conclude uno dei tanti corridori kenyani che partecipano e spesso vincono gare in giro per il mondo.
Moralismi?
Quanto doverosa è sembrata l'introduzione, tanto lo è una conclusione.
Nascere, crescere e vivere in un Paese dove la maggior parte della gente guadagna 1 dollaro al giorno è una sfida. Oggi lo è maggiormente in quanto tutti sanno come vive un quinto della popolazione mondiale. E forse «non è un peccato rubare quando si ha fame», cantava l'indimenticato Fabrizio De Andrè.