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Accordo con l’Indonesia7. Marzo 2021
Obiettivo: Stipulare un accordo economico tra la Svizzera e l’Indonesia.
Situazione attuale
La Svizzera e l’Indonesia sono partner commerciali. Fino ad oggi non c’era nessun accordo economico tra i due Paesi. Il Consiglio federale svizzero ha negoziato un accordo economico con l’Indonesia nel quadro dell’Associazione europea di libero scambio (AELS). Il Parlamento svizzero ha approvato questo accordo. Contro l’accordo è stato lanciato un referendum. Per questo motivo siamo chiamate e chiamati a votare.
Che cosa cambierebbe?
Se l’accordo economico viene accettato, i principali prodotti di esportazione svizzeri potranno essere venduti all’Indonesia senza dazi doganali. Allo stesso modo, i prodotti industriali indonesiani, ad esempio la colla, potranno essere importati in Svizzera senza dazi doganali.
Sui prodotti agricoli indonesiani, ad esempio i frutti tropicali, i dazi doganali verranno ridotti. Per quanto riguarda l’olio di palma ci sono alcuni requisiti: i dazi doganali ridotti si applicano solo se viene fornita la prova di una produzione sostenibile dell’olio di palma.
L’accordo comprende inoltre alcune disposizioni:
- per la tutela dei diritti umani, per esempio quelli delle lavoratrici e dei lavoratori;
- per la tutela dell’ambiente, per esempio della foresta tropicale.
Argomenti dei favorevoli
- L’Indonesia può essere un mercato importante per le aziende svizzere. L’accordo rafforza il benessere della Svizzera.
- L’Unione europea (UE) e l’Indonesia stanno negoziando un accordo simile. Senza un accordo proprio le aziende svizzere saranno svantaggiate.
- L’agricoltura svizzera non corre alcun rischio, dato che in questo settore i dazi doganali verranno soltanto ridotti.
Argomenti dei contrari-e
- Il governo indonesiano non è affidabile. La sostenibilità e gli standard sociali, ad esempio per le condizioni di lavoro, non vengono rispettati.
- Per ottenere l’olio di palma si deforesta la foresta pluviale. Ci sono spesso infrazioni dei label di sostenibilità, che dovrebbero essere la base per l’importazione.
- L’economia svizzera beneficia poco dell’accordo. La produzione dell’olio di palma aggrava la crisi climatica.
PIÙ INFORMAZIONI
L’accordo economico tra gli Stati dell’AELS e l’Indonesia è stato firmato il 16 dicembre 2018. Un accordo economico di questo tipo dev’essere approvato dal Parlamento svizzero. Il 22 maggio 2019 il Consiglio federale ha raccomandato al Parlamento di approvare l’accordo economico con l’Indonesia. Il Consiglio nazionale e il Consiglio agli Stati hanno così approvato l’accordo il 20 dicembre 2020. Il 2 luglio 2020 è stato lanciato un referendum facoltativo contro questo accordo economico.
Perché votiamo su un accordo dell’AELS?
Spesso la Svizzera negozia gli accordi economici nel quadro dell’Associazione europea di libero scambio (AELS). Con questo scopo i governi degli Stati AELS si incontrano con il governo dello Stato con cui viene firmato l’accordo. Insieme negoziano tutti i punti dell’accordo economico, ad esempio l’importo dei dazi. Quando tutti sono soddisfatti, i governi sottoscrivono l’accordo. In Svizzera è previsto che l’accordo venga approvato anche dal Parlamento. Se quest’ultimo lo approva, l’accordo entra in vigore. Tuttavia, una volta che il Parlamento ha approvato l’accordo, può essere lanciato un referendum. Per l’accordo economico con l’Indonesia è stato richiesto un referendum, motivo per cui siamo ora chiamate e chiamati a votare.
Olio di palma: che cos’è?
Dai frutti della palma da olio viene estratto l’olio di palma, un olio vegetale come quello di semi di girasole o di colza. Quello di palma è l’olio vegetale maggiormente prodotto a livello mondiale. Viene spesso impiegato nel settore alimentare per la produzione di margarina o dolci, ma è utilizzato anche nei detersivi dato che:
- le palme da olio garantiscono un’elevata produttività - coltivando la stessa quantità di colza e di palme da olio, queste ultime forniscono una quantità di olio due o tre volte superiore alla colza;
- l’olio di palma ha un prezzo fino a tre volte inferiore rispetto alle alternative come la colza.
Olio di palma e sostenibilità
L’olio di palma viene però spesso criticato, soprattutto quando si tratta di sostenibilità, dato che:
- per fare spazio alle palme da olio si deforestano delle foreste pluviali;
- le condizioni di lavoro nei campi di palme da olio sono spesso criticate;
- nei campi di palme da olio i diritti dei lavoratori non vengono spesso rispettati.
Per l’olio di palma è stato creato il label di sostenibilità „Tavola rotonda per l'olio di palma sostenibile“ (RSPO). In questa organizzazione, i produttori discutono della tutela delle foreste pluviali insieme ai rappresentanti della società civile e dell’industria. Questi incontri si svolgono però su base volontaria e per questo motivo la RSPO viene criticata. Diverse organizzazioni per la difesa dell’ambiente si stanno battendo per far sì che la RSPO preveda regole più severe.
L’olio di palma in Svizzera
L’olio di palma è il secondo olio più importato in Svizzera, dopo quello di semi di girasole. La Svizzera importa ogni anno circa 32.000 tonnellate di olio di palma, 35 delle quali provengono dall’Indonesia (circa lo 0,1%). La maggior parte proviene dalla Malesia, dalle Isole Salomone e dalla Papua Nuova Guinea.
Hai qualche domanda? Allora scrivici a <email-pii>. Saremo lieti di rispondere a tutte le tue domande sull’accordo economico tra gli Stati membri dell’AELS e l’Indonesia e sul sistema politico della Svizzera?.