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News Corporation, il colosso dei media guidato da Rupert Murdoch, non rivelando immediatamente l'esistenza dello scandalo intercettazioni ha favorito una quotazione artificialmente elevata delle sue azioni. È quanto si sostiene in una causa collettiva presentato da un ufficio legale statunitense, che ha invitato tutti gli azionisti che hanno perso denaro in questa vicenda a farsi avanti per essere risarciti.
L'appello è per ora rivolto agli investitori che hanno acquistato azioni di News Corporation tra il 3 e l'11 luglio 2011. Ma il raggio di azione potrebbe presto essere esteso. L'azione legale - spiegano gli avvocati dello studio Hagens Berman di San Francisco - si basa sul fatto che il gruppo Murdoch, non rivelando l'esistenza della pratica delle intercettazioni, "ha fatto dichiarazioni ingannevoli nei confronti degli investitori, portando le azioni del gruppo ad essere quotate ad un prezzo artificialmente elevato".
Secondo i depositari della causa, sia Rupert Murdoch sia il figlio James "avrebbero dovuto sapere dell'esistenza di questa deplorevole pratica delle intercettazioni utilizzata dai giornalisti di News of the World", il tabloid domenicale britannico travolto dallo scandalo. "Noi cercheremo di sapere se sapevano - spiegano ancora i legali - e quando hanno saputo, valutando l'impatto sugli investitori del ritardo nel rivelare lo scandalo".