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Il Consiglio federale vuole rafforzare il sostegno della Svizzera alle vittime di Ebola e alle popolazioni colpite dai conflitti in Siria e in Iraq. Per questo motivo oggi ha deciso di stanziare 40 milioni di franchi supplementari destinati a queste crisi umanitarie.
Una parte del contributo sarà finanziato dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) tramite la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Per quella restante (17,5 milioni), il governo chiede l'approvazione da parte del Parlamento, si legge in un comunicato odierno.
L'Aiuto umanitario della Confederazione ha stanziato finora nove milioni di franchi per aiutare le vittime dell'epidemia di Ebola, soprattutto attraverso l'invio di materiale sanitario. Ora sono previsti 20 milioni supplementari per lottare contro la propagazione del virus, potenziare il sistema sanitario dei Paesi colpiti e attenuare l'impatto dell'epidemia sul piano sociale ed economico.
Gli altri venti milioni di franchi serviranno a sostenere le persone colpite dalla crisi in Siria e in Iraq. Lo scopo è aiutare i rifugiati negli Stati vicini, ma anche le persone che hanno abbandonato la propria casa per trovare riparo in luoghi più sicuri all'interno di questi due Paesi. Il contributo supplementare della Svizzera (che da marzo 2011 ha già sbloccato circa 115 milioni di franchi) deve permettere di aiutare queste persone a superare l'inverno, ma anche di sostenere le comunità di accoglienza in Egitto, Giordania, Libano e Turchia, continua la nota.
L'epidemia di Ebola, le crisi umanitarie in Siria e in Iraq - poste al livello più alto della scala di emergenza delle Nazioni unite, con Repubblica centrafricana e Sudan del Sud -, il conflitto in Ucraina e l'aumento della violenza nella Striscia di Gaza stanno facendo esaurire le risorse della comunità internazionale. Per questo la Svizzera ha deciso di intervenire con mezzi supplementari.
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