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Aerei da combattimento: cosa bisogna aspettarsi?
Dopo la vittoria per un soffio, è stato approvato il credito di 6 miliardi di franchi per l’acquisizione di nuovi aerei da combattimento. Le seconde offerte sono arrivate mercoledì 18 novembre. Non sappiamo ancora quali aerei acquisterà la Svizzera. Ecco una panoramica della situazione attuale.
Si è trattato di una delle votazioni più serrate della storia: a fine settembre, il 50,15% degli elettori ha approvato l’acquisto di nuovi aerei da combattimento. Ma la questione è ben lontana dall'essere archiviata. In effetti, non si sa ancora quale modello di aereo sarà acquistato con il credito di 6 miliardi di franchi.
Quali aerei da combattimento la Svizzera intende acquistare?
Dato che il Gripen svedese è fuori dai giochi, sono quattro gli aerei da combattimento di diversi fornitori ancora al centro dei dibattiti: l’F-35 di Lockheed Martin, l’F/A-18 Super Hornet di Boeing, il Rafale di Dassault e l’Eurofighter di Airbus.
Non sappiamo neppure quanti aerei saranno acquistati. Gli esperti del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e degli sport (DDPS) stimano a 200 milioni di franchi il prezzo medio per aereo, considerando l’armamento, la logistica, i sistemi, gli aggiornamenti e altre spese.
Secondo questo calcolo, la Svizzera potrebbe acquistare 30 nuovi aerei da combattimento. Ma ciò dipende anche dal modello di aereo. Le offerte di Lockheed Martin e di Boeing menzionano 36 aerei armati e quattro aerei senza equipaggiamento.
Perché il processo di selezione è in ritardo?
Lo scorso anno, dopo che sono state fatte le prime offerte, sono stati testati diversi modelli di aerei da combattimento, in particolare a Payerne (Canton Vaud). In seguito, armasuisse ha sottoposto una nuova richiesta di offerte ai rispettivi organismi governativi dei costruttori. Mercoledì 18 novembre sono state ricevute le seconde offerte dei quattro produttori. La scadenza è stata rinviata per via dell’emergenza coronavirus; in effetti avrebbe dovuto essere ad agosto, ovvero prima del voto.
Mentre i detrattori dell’iniziativa accusavano il DDPS di contribuire alla mancanza di trasparenza, l’autorità ha informato di aver rinviato a causa delle misure di lotta contro il coronavirus. Il cambiamento di data è giustificato dalle restrizioni e dalle misure di telelavoro che coinvolgono anche i costruttori, oltre all’impossibilità dei colloqui di persona.
Ci sono informazioni circa l’acquisto degli aerei dopo le votazioni?
All’inizio di ottobre, il governo statunitense ha sottoposto alla Svizzera il suo accordo preliminare per la vendita degli aerei stealth F-35 di Lockheed Martin e degli F/A-18 Super Hornet di Boeing. In questa occasione, secondo un comunicato del Dipartimento di Stato, sono anche state rese note le offerte di aerei da combattimento.
Secondo questo comunicato, l’F-35 è nettamente meno costoso del F/A-18 Super Hornet, un apparecchio più datato. Il prezzo di quest’aereo supererebbe notevolmente il budget svizzero: secondo i media, 36 Super Hornet interamente equipaggiati e quattro aerei senza equipaggiamento costerebbero circa 7,45 miliardi di dollari (circa 6,8 miliardi di franchi).
Invece, 36 aerei stealth F-35 equipaggiati e quattro aerei senza equipaggiamento costerebbero 6,58 miliardi di dollari. Grazie alla debolezza del tasso di cambio del dollaro, ciò rientrerebbe nel budget svizzero.
Gli aerei statunitensi sono oggetto di critiche sempre più numerose: perché?
Durante la campagna che ha preceduto il voto, sono piovute critiche a proposito della dipendenza che la Svizzera svilupperebbe nei confronti dei paesi produttori – in particolare degli Stati Uniti – acquistando nuovi aerei da combattimento.
Come ha confermato un portavoce del DDPS a «blue News», non è possibile «un’indipendenza totale rispetto al costruttore o al paese produttore». Infatti, perché la Svizzera possa sfruttare gli aerei in completa autonomia sul lungo termine, bisognerebbe acquisire numerose conoscenze. Inoltre, sarebbero necessari tutti i tipi di pezzi di ricambio. Secondo il DDPS, entrambi questi investimenti sarebbero troppo costosi e poco redditizi.
L’obiettivo tuttavia è quello di conservare quanta più indipendenza possibile, ha indicato il capo del Dipartimento federale della difesa Viola Amherd prima delle votazioni. La consigliera federale non ha voluto sentir parlare di un «controllo a distanza» dagli Stati Uniti, cosa che temevano i detrattori dell’iniziativa. Quest’idea secondo lei è da escludere.
Secondo quali criteri sarà presa la decisione?
All’inizio dell’anno prossimo dovrebbe essere pubblicato un rapporto di valutazione per designare il modello di aereo più appropriato. Secondo il DDPS, la scelta terrà conto del rapporto costi-vantaggi. Verranno prese in considerazione le seconde offerte, oltre che i risultati dei test dell’anno scorso.
Sul piano concreto, i vantaggi globali degli aerei vengono valutati tenendo conto dei costi generati dall’acquisto e di trent’anni di funzionamento. Nel rapporto di valutazione deve anche essere inclusa un’analisi dei rischi.
Quali sono le prossime tappe del processo di acquisizione?
La scelta finale del modello spetta al Consiglio federale. Nel corso del secondo trimestre 2021, quest'ultimo deciderà quali apparecchi sostituiranno gli F/A-18, che saranno operativi nella più ottimistica delle previsioni soltanto fino al 2030. I nuovi aerei dovrebbero in seguito essere consegnati per tappe a partire dal 2025.
Ma ciò non vuol dire che l’affare sia concluso. Dopo la votazione popolare, il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) ha annunciato che intende lanciare un’iniziativa popolare contro l’acquisto concreto di nuovi aerei da combattimento. Il GSsE ha giustificato questa scelta ricordando che circa la metà degli elettori – il 48,85% per essere precisi – ha respinto il credito di 6 miliardi di franchi. Secondo il gruppo, lo scetticismo circa l’acquisto di armamenti è molto diffuso tra la popolazione.Tornare alla home page