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Lo studente dell'Università di Bologna era accusato di propaganda sovversiva. Tolta la custodia cautelare, dovrebbe scontare ancora un anno e due mesi
Patrick Zaki, lo studente egiziano dell'Università di Bologna accusato in patria di propaganda sovversiva, "è stato condannato a tre anni": lo ha riferito all'ANSA uno dei quattro legali dell'attivista al termine dell'udienza odierna a Mansura, in Egitto.
Zaki è stato portato via dall'aula attraverso il passaggio nella gabbia degli imputati tra le grida della madre e della fidanzata che attendevano all'esterno.
"Calcolando la custodia cautelare" già scontata, "si tratta di un anno e due mesi" di carcere, ha spiegato all'ANSA Hazem Salah, uno degli avvocati del 32enne. Arrestato nel febbraio 2020 al suo arrivo all'aeroporto del Cairo, il ricercatore egiziano ha infatti passato 22 mesi in custodia cautelare in prigione fino al dicembre 2021.
A Mansura, città sul delta del Nilo, come previsto e su richiesta dell'Italia erano in aula anche diplomatici stranieri impegnati a seguire il processo nell'ambito di un monitoraggio europeo. Oltre a due diplomatici italiani, c'erano anche rappresentanti di Stati Uniti, Unione europea, Svizzera e Canada. Il monitoraggio a trazione italiana ha riguardato tutte le decine di udienze della fase pre-processuale e processuale.
Patrick Zaki "tornerà in carcere per tutto il tempo" della procedura necessaria a fare appello al governatore militare chiedendo l'annullamento della sentenza o il rifacimento del processo: lo ha detto all'ANSA una fonte legale qualificata presente a Mansura e al corrente dell'andamento del caso.