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Capelli diradati? Caduta eccessiva?
La caduta di capelli è un fenomeno che riguarda tutti. La caduta può essere temporanea, anche se eccessiva, o sintomo di calvizie.
Una caduta temporanea può dipendere da una dieta sbagliata, stagionalità, stress o eventi occasionali.
COME ACCORGERTI SE SEI SOGGETTO ALLA CALVIZIE?
La calvizie o alopecia androgenetica colpisce entrambe i sessi, ma è più frequente e grave nell'uomo, in quanto gli ormoni androgeni sono un fattore determinante nella comparsa dell'inestetismo.
Innanzitutto, serve distinguere se si tratta di caduta di capelli o di alopecia, in quanto le due situazioni vengono spesso scambiate, ma sono cose molto diverse. L'unico modo scientifico per valutare se si è predisposti alla calvizie è l'analisi del DNA DNAHair, che consente di fornire la previsione scientifica della predisposizione all'alopecia androgenetica e la valutazione se la caduta di capelli è soggetta a stress dell'organismo.
La calvizie o alopecia androgenetica ha una forte predisposizione ereditaria. Se da tempo si sospettava che la calvizie precoce fosse dovuta a fattori ereditari, la ricerca degli scienziati tedeschi diretti da Markus Nothen dell'Università di Bonn (American Journal of Human Genetics) ha messo in evidenza che il gene che più di ogni altro viene associato alla perdita di capelli si trova sul cromosoma X, ossia quello che ogni maschio eredita dalla madre.
Si tratta di un gene che codifica per un recettore androgeno, una proteina che risponde agli stimoli degli ormoni sessuali maschili. La calvizie precoce è il risultato di alcune varianti di questo gene che portano ad un arretramento progressivo dell'attaccatura dei capelli ed al diradamento della "chierica".
L'alopecia androgenetica provoca un assottigliamento (miniaturizzazione) dei capelli, e non una loro caduta. Nella fase di caduta eccessiva, anche se predisposto geneticamente alla calvizie, la causa non è strettamente dell'alopecia: ecco perché serve individuare e contrastare subito le cause dell'aumentata caduta dei capelli. Nelle fasi successive dell'alopecia, la caduta dei capelli può dipendere proprio dalla predisposizione alla calvizie, perché i capelli miniaturizzati hanno una durata del ciclo di vita più corta e quindi muoiono prima.
Se non trattata, la calvizie peggiora in modo più o meno rapido. In genere, si nota un primo diradamento quando almeno il 15% dei capelli dell'area interessata è miniaturizzato.
QUANDO NOTI IL DIRADAMENTO CLASSICO ALLO SPECCHIO (cuoio capelluto visibile tra i capelli), VUOL DIRE CHE HAI GIA' PERSO ALMENO IL 50% DEI CAPELLI.
La progressione della calvizie non è graduale: studi dimostrano, che, in soli 5 anni, il 100% dei soggetti non trattati peggiora notevolmente. La perdita media di capelli è di 270 capelli per 3 cm² (le dimensioni della moneta da 1 euro), vale a dire che se consideriamo che l'area del cuoio capelluto affetta dalla calvizie è almeno 10 volte più grande, la perdita media di capelli in 5 anni è di 2700 capelli.
Considerando che la densità follicolare del cuoio capelluto è di 200-400 per cm², la percentuale di capelli persa varia dal 25% al 50%. Ogni anno in pratica si perdono definitivamente un numero considerevole di capelli e quindi non trattare immediatamente la calvizie significa perdere molti capelli che non si potranno più recuperare.
La velocità con cui la calvizie progredisce è molto variabile da caso a caso.
Alcuni uomini (circa il 30%) diventano completamente calvi in meno di 5 anni, in altri (circa il 60%) la caduta dei capelli progredisce molto lentamente e sono necessari 15/20 anni perché raggiunga uno stadio grave. In altri casi infine (circa il 10%), l'alopecia androgenetica non raggiunge mai gli stadi più gravi, ma si arresta a stadi di gravità intermedia. Per questa ragione, è fondamentale accertarsi subito, con uno screening scientifico, se si ha una propensione genetica alla calvizie.