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È scomparsa una delle grandi personalità della politica ticinese: Flavio Cotti è deceduto mercoledì all'età di 81 anni. Era ricoverato alla Clinica Santa Chiara di Locarno per le conseguenze del Covid, come anticipato dalla Regione.
Nato a Prato Sornico nel 1939, iniziò la sua carriera politica nei ranghi del PPD quando era ancora molto giovane, subito dopo il conseguimento della laurea in diritto presso l'Università di Friborgo. Nel 1964 entrò nel Consiglio comunale di Locarno e nel 1967 in Gran Consiglio: ne fu membro fino al 1975, anno in cui venne eletto consigliere di Stato. Dell'Esecutivo del cantone divenne presidente nel 1977. Sei anni più tardi lasciò il Consiglio di Stato e venne eletto al Consiglio nazionale. Dal 1984 al 1986 fu presidente del PPD svizzero.
Nel video l'accoglienza ufficiale in Ticino, nel 1986, dopo l'elezione in Consiglio federale
Nel 1986 l'elezione a consigliere federale, al posto del dimissionario Alphons Egli. Nei tredici anni nel Governo del Paese guidò dapprima il Dipartimento federale dell'interno (dal 1987 al 1993) e in seguito il Dipartimento federale degli esteri (fino al 1999).
Nel ruolo di ministro degli esteri, Cotti assunse nel 1996 la presidenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Quell'anno coincise segnatamente con l'attuazione degli accordi di pace di Dayton (che posero fine fine al conflitto nella Bosnia-Erzegovina) e con gli sforzi di pace nel Caucaso. Dovette inoltre negoziare i primi accordi bilaterali con l'UE, fino alla loro conclusione nel dicembre 1998.
Fu a due riprese presidente della Confederazione: nel 1991, anno del Settecentesimo, e nel 1998, anno del 150esimo dello Stato federale. Un sondaggio nel 2011 lo aveva incoronato come migliore presidente della Svizzera degli ultimi 20 anni.
Controluce del 1996 -«lanostraStoria.ch»
*Sulla scomparsa di Flavio Cotti sarà incentrata l'edizione di giovedì di "Modem", il magazine di approfondimento in onda su Rete Uno dopo il radiogiornale delle 08.00