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Le operazioni di ricerca dei 35 dispersi proseguono all'isola di Oshima, a 120 km a sud di Tokyo devastata dal tifone Wipha, mentre il bilancio delle vittime si porta a quota 19, di cui 18 nella piu' grande delle isole Izu.
Sono circa gli 1.100 agenti di polizia e vigili del fuoco al lavoro, mentre 20 medici legali hanno avviato le procedure per l'identificazione dei corpi recuperati sotto una frana di grandi dimensione che ha spazzato via 300 abitazioni.
Il sindaco della città di Oshima, Masafuni Kawashima, finito al centro delle polemiche per non aver lanciato allarmi o ordini di evacuazione in vista dell'arrivo del più potente tifone degli ultimi 10 anni, ha offerto le proprie scuse, nel corso di una conferenza stampa.
Kawashima, al momento del passaggio della perturbazione, era nella prefettura di Shimane per motivi legati alla sua attività istituzionale. "Vorrei offrire le perché alcune persone avrebbero potuto essere salvate se la città avesse emesso un avviso o un ordine di evacuazione", ha detto il sindaco, aggiungendo di non "capacitarsi del fatto di aver preso le misure necessarie" e ammettendo di aver "sottovalutato" le informazioni sul disastro.
L'Agenzia meteorologica giapponese ha avvertito la città di Oshima sull'arrivo di pioggia e vento forti, possibile causa di "una situazione straordinaria", senza un avviso speciale in quanto - secondo la spiegazione, più burocratica che tecnica - le condizioni non soddisfacevano i requisiti di pioggia torrenziale che cade in una "zona paragonabile a una prefettura". Il capo di gabinetto, Yoshihide Suga, ha assicurato che il governo provvederà a rivedere i parametri per il rilascio dell'allerta.
SDA-ATS