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Quattro anni di detenzione e una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere: è quanto richiesto mercoledì dalla procura nel processo al Tribunale penale federale (TPF) nei confronti di un ex dipendente 45enne di UBS accusato di aver venduto dati di clienti alle autorità tedesche. A suo carico anche 68'000 franchi di spese procedurali.
Secondo l'atto d'accusa del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), il 45enne ha ceduto dati bancari di almeno 233 persone alla Renania settentrionale-Vestfalia per 1,45 milioni di euro.
L'uomo avrebbe raccolto le informazioni sul suo posto di lavoro, tra il dicembre del 2005 e l'autunno 2012. Gli sono imputati i reati di spionaggio economico qualificato, violazione del segreto commerciale e bancario e riciclaggio. È accusato anche di possesso illegale di munizioni, trovate in casa sua durante una perquisizione. Per lui la difesa chiede invece l'assoluzione. Il legale dell'imputato ha cercato di dimostrare che anche altri avevano accesso alle medesime informazioni, ma gli inquirenti si sono subito concentrati unicamente sul suo cliente.
La Germania, facendo valere "interessi superiori" non ha fornito collaborazione all'inchiesta, soprattutto quando le sono stati chiesti lumi su un conto tedesco sul quale l'imputato sarebbe stato pagato. Con quei soldi l'uomo avrebbe comprato una casa a Maiorca, per poi rivenderla. La sentenza sarà pronunciata il 21 gennaio.