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BELLINZONA - Verrà presentata oggi a Berna la campagna del comitato nazionale che ha lanciato il referendum contro la Legge sulla riforma fiscale e in finanziamento dell’AVS (RFFA). Il comitato ticinese contro la RFFA ha nel frattempo già iniziato il lavoro di preparazione della campagna in vista della votazione del 19 maggio.
«I sostenitori della RFFA, guidata dal Consiglio federale - sostiene il comitato contrario -, stanno cercando di diffondere l'idea che questa legge sarebbe una risposta a due precedenti fallimenti: La Riforma delle imprese 3 (RI III) e Previdenza vecchiaia 2020 (PV 2020). Sembrerebbe che con una sola votazione, è questo che ci si vuol fare credere, verrebbero risolti due problemi: il regime di imposizione delle imprese e il futuro dell'AVS».
Per il comitato ticinese contro la RFFA le cose, invece, non stanno così. «Affermare, come fa la direzione del Partito Socialista Svizzero, che votare "sì" alla RFFA significherebbe seppellire la prospettiva di innalzare l'età pensionabile delle donne è primo di qualsiasi fondamento - sostiene lo stesso comitato in una nota odierna -. Tanto più che lo stesso Consiglio federale non ha rinunciato a tale innalzamento, nonostante l'"accordo" concluso in seno al Consiglio degli Stati, che è all'origine della RFFA. Essa verrà sicuramente messa nero su bianco nel progetto di legge definitivo che verrà presentato alle Camere dopo la pausa estiva».
Allo stesso modo, parlare di compensazione sociale in riferimento al finanziamento aggiuntivo per l'AVS viene visto dai contrari all RFFA come «un abuso linguistico se non un inganno vero e proprio». «Gli attuali pensionati, così come i futuri pensionati, non riceveranno un franco in più - prosegue la nota -. Così, in un paese ricco come la Svizzera, centinaia di migliaia di pensionati devono contare ogni centesimo per arrivare alla fine del mese. E le prospettive non sembrano migliori: le rendite del 2° pilastro sono in forte calo ovunque».
Secondo il comitato, insomma, «anziché offrire miliardi di franchi di regali fiscali ai grandi azionisti, dovrebbero essere migliorate le rendite AVS. E tale disposizione non figura per nulla nella RFFA».