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WASHINGTON - «La nostra indagine ha scoperto che il governo russo interferì nelle nostre elezioni in modo vasto e sistematico»: lo ha detto l'ex procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller nella sua testimonianza alla commissione giustizia della Camera.
Le interferenze russe nelle elezioni Usa sono «tra le sfide più serie alla democrazia americana», ha aggiunto Mueller.
«Il mio rapporto non esonera totalmente Trump» - Mueller ha poi respinto l'idea di aver promosso un «totale esonero» del presidente Donald Trump nelle sue indagini: «Non è quello che il mio rapporto dice», ha affermato.
Nella sua testimonianza al Congresso, l'ex procuratore speciale ha detto di aver trovato prove insufficienti della colpevolezza di Donald Trump nella cospirazione con i russi e ha sottolineato che cospirazione e collusione non sono sinonimi.
Trump potrebbe essere incriminato dopo che lascerà la Casa Bianca, ha però aggiunto Mueller, precisando che il presidente statunitense ha rifiutato di farsi interrogare dal suo team.
L'ex procuratore speciale ha poi detto che non può rispondere alle domande sulle origini delle indagini del Russiagate e sul dossier Steele (redatto da un ex spia britannica, pagato dai Dem e tra i primi atti che portarono agli accertamenti, ndr). Mueller ha detto anche che non commenterà alcuna azione presa dal procuratore generale William Barr o dal Congresso.