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L'obbligo di affrancare la busta del voto per corrispondenza riduce di quasi il 2% la partecipazione al voto (foto rappresentativa d'archivio)
KEYSTONE/GAETAN BALLY(sda-ats)
L'obbligo di affrancare la busta del voto per corrispondenza, come richiesto dalla maggioranza dei comuni svizzeri, riduce di quasi due punti percentuali il tasso di partecipazione alla consultazione. È quanto risulta da uno studio dell'Università di Friburgo.
Si tratta di un calo "statisticamente significativo", sottolineano Mark Schelker e Marco Schneiter, autori della ricerca che ha esaminato la partecipazione alle votazioni organizzate tra il 1989 e il 2014 in 325 comuni del canton Berna.
In 25 anni il prezzo del francobollo adatto alle buste di risposta per corrispondenza è passato da 50 a 85 centesimi. Tenendo conto del rincaro, i due economisti hanno appurato che l'aumento di un centesimo del costo di affrancatura corrisponde a un calo della partecipazione compreso tra 0,025 e 0,031 punti percentuali. Ma, al di là dell'aspetto finanziario, i due ricercatori notano che la gratuità del voto offre la comodità di non dover cercare un francobollo.
Nel 2013, in risposta ad una interpellanza della consigliera nazionale Yvette Estermann (UDC/LU), il Consiglio federale affermava che il voto gratuito per corrispondenza generalizzato intaccherebbe l'autonomia finanziaria dei cantoni e dei comuni, limitando soprattutto il margine di manovra per i comuni. Inoltre nei cantoni che avevano introdotto questa modalità di voto (Zurigo, Obvaldo, Glarona, Zugo, Basilea Città, San Gallo, Argovia, Ginevra e Appenzello interno) non era stato constatato alcun aumento del tasso di partecipazione.
Allora l'esecutivo valutava che - per un tasso medio di partecipazione del 43% e una percentuale di votanti dell'80% che si avvale del voto per corrispondenza - lo Stato dovrebbe spendere poco più di un milione di franchi per la spedizione di ritorno gratuita (inclusi gli enti pubblici che si assumono già le spese di spedizione).
SDA-ATS