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Esattamente un anno fa, il 10 novembre del 2021, il prezzo di Bitcoin faceva registrare il nuovo massimo storico, superando per la prima volta nella sua storia quota 69.000$.
Il video mostra in basso il classico grafico con l’andamento del prezzo, mentre in alto mostra il confronto tra i prezzi massimi e minimi giornalieri in modo da rendersi conto della volatilità.
Si nota come la volatilità rimase particolarmente alta durante le settimane precedenti il picco, per poi scemare una volta toccato. È rimasta poi relativamente bassa fino a febbraio, quando si è un po’ alzata.
È stata poi anche abbastanza alta a maggio, e soprattutto a giugno, quando il prezzo scese a 17.500$. Poi è rimasta sostanzialmente contenuta fino a novembre, quando si è impennata.
Il risultato è che tra ieri ed oggi è stato toccato il nuovo minimo annuale, che corrisponde anche per ora al minimo post-bolla dell’attuale ciclo, circa a quota 15.500$, ovvero il 77% in meno del massimo storico.
Summary
Il prezzo del Bitcoin durante tutta la sua storia: i cicli precedenti
L’attuale ciclo di Bitcoin è iniziato a maggio 2020, con il terzo halving, e si concluderà nella primavera del 2024 con il quarto.
Il primo ciclo, da gennaio 2009 a novembre 2012, è stato troppo anomalo per poter essere preso come riferimento, ma i due successivi possono essere utilizzati per fare dei confronti.
In tutti e tre i casi finora accaduti, l’anno successivo all’halving si è generata una bolla speculativa.
Post primo halving, 2014
Dopo il primo halving di novembre 2012 si generò una mega bolla speculativa nel 2013 che fece schizzare il prezzo da 13$ ad oltre 1.100$. L’anno successivo iniziò il primo bear market post-bolla di Bitcoin.
Il prezzo scese prima fino a 360$ ad aprile 2014, e poi fin sotto i 330$ ad ottobre. Il calo però proseguì fino a gennaio 2015, quando si toccò il minimo post bolla a quota 172$.
Quindi durante la prima fase di calo il prezzo fece un -67%, seguito da un ulteriore -8% nella seconda fase conclusa ad ottobre 2014. Successivamente, a partire da metà dicembre, ci fu un terzo forte calo del 48% che portò il minimo post-bolla a -85% dal precedente massimo storico.
Il bear market dopo i $20.000, 2018
Dopo il secondo halving di luglio 2016 si generò un’altra grande bolla speculativa nel 2017, grazie alla quale venne registrato un nuovo massimo storico a quota 20.000$ a dicembre.
In quel caso il primo crollo si fermò già a febbraio 2018, quando venne toccata quota 6.000$, con una perdita del 70% dai massimi. In altre parole la perdita in percentuale fu simile a quella del primo calo del 2014, anche se fu molto più rapida.
La seconda fase di calo del 2018 durò fino a giugno, ma si limitò a riportare il prezzo poco sotto i 6.000$.
Se si confrontano i crolli cumulati dai massimi delle prime due fasi della discesa del prezzo di Bitcoin nei due precedenti bear market post-bolla si ottiene sempre un -70%.
Così come nel ciclo precedente, anche a fine 2018 si innescò una terza fase di discesa, con un ulteriore crollo del 46%. Il prezzo minimo post bolla fu toccato a dicembre 2018 a quota 3.200$. Anche in questo caso il minimo post-bolla è stato dell’85% inferiore al precedente massimo storico.
La storia del prezzo del Bitcoin dopo l’ultimo halving, 2022
Dopo il terzo halving di maggio 2020 si è innescata la terza bolla speculativa post-halving, sebbene di misura inferiore. È iniziata già a dicembre del 2020, ed ha portato a registrare un nuovo massimo a novembre 2021 a 69.000$.
Nel 2022 anche questa bolla è scoppiata, con una prima fase di calo terminata a gennaio a quota 35.000$. La perdita dai massimi a quel punto era del 49%, ovvero inferiore in percentuale sia alla perdita della prima fase del bear market del 2014 che a quella del 2018.
Il secondo crollo del 2022 è avvenuto tra maggio e giugno, portando il prezzo a 17.500$, ovvero a -74% dai precedenti massimi.
Quindi il calo cumulato nei due primi crolli del 2022 è stato maggiore, in percentuale, e più rapido rispetto a quelli del 2014 e del 2018.
Il terzo calo è ancora in corso. Qualora tuttavia si fermasse a quota 15.500$, toccata ieri, si sarebbe trattato di un -77% decisamente inferiore ai -85% dei due cicli passati. Tuttavia il picco minimo del primo bear market post-bolla si verificò a gennaio 2015, mentre il secondo a dicembre 2018. Quindi c’è ancora tempo per fare altrettanto.
La situazione attuale
Una cosa importante da dire è che quest’anno nulla sembra indicare che Bitcoin abbia dei problemi.
Per ora, infatti, sono i mercati crypto ad avere grossi problemi, ma non di per sé Bitcoin.
Gli analisti di mercato di Bitfinex, ad esempio, affermano:
“Dato che il settore dei token digitali vacilla in mezzo a una frenetica pressione di vendita, la premessa unica di Bitcoin come forma veramente decentralizzata di denaro digitale diventerà ancora più evidente. Anche se ci saranno molte cure da fare dopo l’apparente implosione di FTX, un presunto pilastro dell’industria dei token digitali, i motivi che hanno portato alla nascita di Bitcoin sono chiari e risoluti come sempre”.
Nel 2018, invece, il problema del crollo di novembre fu proprio un incredibile aumento della pressione di vendita di BTC a causa della cosiddetta hashwar, mentre nel 2014 sui mercati crypto c’era quasi solo Bitcoin a dominare.
Pertanto la situazione attuale è comunque molto diversa da quella del passato, e potrebbe anche avere esiti differenti.
D’altronde, se da un lato i bear market del 2014 e del 2018 hanno diverse cose in comune, quello del 2022 sembra, invece, leggermente differente, forse proprio grazie al fatto che Bitcoin non sta avendo alcun tipo di problema interno. La stessa bolla speculativa del 2021 su Bitcoin è stata enormemente inferiore alle due passate, mentre non si può dire lo stesso per alcune altcoin cresciute evidentemente troppo l’anno scorso.
In conclusione, forse si potrebbe affermare che durante questo 2022 in realtà Bitcoin non abbia sofferto poi così tanto, se comparato alle sofferenze dei precedenti bear market, e che ne sta pian piano uscendo persino rafforzato.