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Coronavirus: peggio di crisi finanziaria
ATS
5.8.2020 - 16:42
Per l'economia svizzera la crisi dovuta all'epidemia di coronavirus è molto peggio di quella finanziaria: il crollo è stato molto più marcato e la ripresa richiederà molto più tempo, secondo il direttore del KOF Jan-Egbert Sturm.
Un decennio fa il prodotto interno lordo (PIL) era tornato ai livelli pre-crisi dopo sette trimestri, mentre ora esso non dovrebbe riattestarsi sui livelli precedenti la pandemia – pari a 175 miliardi di franchi – nemmeno alla fine del 2021, ossia dopo otto trimestri, ha dichiarato oggi il direttore del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF) in una videoconferenza. Un simile livello sarà raggiunto solo nel corso del 2022; qualora dovesse seguire una seconda ondata ci vorrà ancor più tempo.
Inoltre il crollo è più marcato: durante la crisi finanziaria la maggiore flessione trimestrale del PIL è stata dell'1,9%, mentre nel periodo aprile-giugno 2020 l'economia svizzera dovrebbe essersi contratta dell'8,4%.
Tuttavia, ricorda Sturm, più forte è la caduta e più ripida è anche la curva della ripresa. Per il terzo trimestre il KOF si attende una progressione del 6,3%. Dopo il crollo durante la crisi finanziaria era stata registrata solamente una crescita dell'1,0%.
In ogni caso l'economia elvetica dovrebbe essere confrontata a una perdita di 45 miliardi di franchi quest'anno e di 26 miliardi l'anno prossimo rispetto a un'evoluzione senza coronavirus. In caso di seconda ondata queste cifre salirebbero rispettivamente a 53 e 43 miliardi, ha sostenuto Sturm.
Ciononostante la Svizzera è meno colpita dalla pandemia di altri stati. È un paese relativamente benestante e può sopportare di più. Ma senza le misure di sostegno dello Stato la contrazione del PIL sarebbe naturalmente molto più marcata.