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LONDRA - Associated Newspapers, la società a cui appartengono il tabloid Daily Mail e la sua versione digitale MailOnline, ha citato in giudizio Google.
L'accusa è piuttosto specifica, spiega la Bbc: Google manipolerebbe i risultati delle ricerche, privilegiando i media che vendono più pubblicità attraverso il colosso digitale, a scapito delle altre testate. Tra quelle "punite", secondo Associated Newspapers, ci sarebbe proprio il Daily Mail.
Il caso Morgan
Tutto nasce da una valutazione della copertura delle notizie sulla Famiglia Reale britannica nel corso di questo inizio di 2021. L'esempio è sulle esternazioni di Piers Morgan su Meghan Markle, dopo l'intervista rilasciata a Oprah Winfrey. Gli internauti britannici sarebbero stati indirizzati verso media di copertura regionale piuttosto che verso il tabloid, nonostante il grande spazio dato alla notizia e agli editoriali dello stesso Morgan sulle sue pagine.
Peter Wright, direttore emerito del Daily Mail, ritiene che le presunte azioni di Google siano «anti-competitive» e che la visibilità del tabloid sul motore di ricerca sia diminuita dopo l'implementazione di tecniche di pubblicità online «che ci permettevano di deviare il traffico pubblicitario da Google ad altre piattaforme di annunci, che pagava prezzi migliori».
La replica di Google
Google ha replicato ad Associated Newspapers, giudicando le accuse «prive di fondamento» e «completamente inaccurate». «L'utilizzo dei nostri strumenti di tecnologia pubblicitaria non influisce sul posizionamento del sito web di un editore nella ricerca Google». Google promette che darà battaglia: «Ci difenderemo noi stessi contro queste affermazioni senza merito».
Associated Newspapers, la società a cui appartengono il tabloid Daily Mail e la sua versione digitale MailOnline, ha citato in giudizio Google.