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NEW YORK - In audizioni a porte chiuse in Congresso un alto funzionario di BP ha ammesso che dal geyser sottomarino di greggio nel Golfo del Messico potrebbero sgorgare fino a 60'000 barili di petrolio al giorno, oltre dieci volte quanto stimato finora.
Lo scrive il "New York Times" sul suo sito online paragonando la pressione a cui la società britannica si trova adesso di fronte in Congresso e quella affrontata dalla Toyota nei mesi scorsi per i problemi all'acceleratore dei suoi modelli venduti negli Usa.
Nel briefing, David Rainey, vicepresidente BP per il Golfo del Messico, ha detto che la società sta utilizzando vari sistemi per fermare la perdita a 1'500 metri sotto il livello del mare, tra cui la cupola di contenimento del pozzo che dovrebbe essere installata in settimana per immagazzinare e aspirare in superficie il flusso di greggio.
Rainey e altri manager di Transocean e di Halliburton hanno ammesso di non saper valutare la probabilità che petrolio del pozzo danneggiato possa essere agganciato dalle cosiddette "correnti loop" del Golfo del Messico e trascinato fino alle Keys della Florida e da lì nell'Atlantico.
Intanto il Pentagono ha approvato l'ordine esecutivo per la mobilitazione di 17'500 uomini della Guardia Costiera federale nelle zone colpite. Il ministro della difesa Robert Gates ha firmato il dispiegamento nei diversi Stati interessati dall'emergenza ecologica di 6'000 uomini in Louisiana, 6'000 in Mississippi, 3'000 in Alabama e 2'500 in Florida. Saranno gli Stati, e non il ministero della difesa, a decidere come utilizzare questi rinforzi.
SDA-ATS