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BERNA - La Banca nazionale svizzera (BNS) è intervenuta ancora la settimana scorsa sui mercati per evitare un eccessivo apprezzamento del franco svizzero causato dalla pandemia di coronavirus. Lo dimostra il forte incremento degli averi a vista dell'istituto centrale di emissione.
Gli averi a vista della Confederazione e delle banche sono aumentati la settimana scorsa di 5,8 miliardi di franchi per attestarsi a 608,8 miliardi. La settimana precedente, l'incremento era stato di 4,5 miliardi a 603 miliardi, la progressione più forte dal marzo 2017.
Nelle ultime cinque settimane gli averi a vista sono così saliti di quasi 20 miliardi, mentre nelle quattro settimane precedenti l'incremento era stato di "soli" 4 miliardi.
L'evoluzione di questa voce di bilancio rappresenta un indizio dell'intervento della BNS sui mercati delle divise allo scopo di evitare un eccessivo rafforzamento della moneta nazionale. La Banca nazionale acquista divise estere, per poi iscrivere il controvalore in franchi nei suoi conti.
La settimana scorsa, la BNS aveva indicato nel suo rapporto trimestrale che avrebbe mantenuto la sua politica monetaria espansiva a causa della pandemia e sarebbe intervenuta con maggior vigore sui mercati.
A causa dell'espansione del morbo e del conseguente indebolimento della congiuntura, il franco si è apprezzato ulteriormente nelle ultime settimane. Al momento, un euro viene scambiato a 1,0542 franchi, il livello più basso dal 2015. All'epoca la BNS aveva abbandonato il cambio fisso a 1.20, introdotto dopo lo scoppio della crisi finanziaria.