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Nel 1949 Hermann Gmeiner posò, nella cittadina tirolese di Imst, la prima pietra per il primo villaggio dei bambini SOS. L'impulso scatenò dall'infinita miseria nella quale il secondo conflitto mondiale aveva gettato numerosi bambini. Così facendo, Hermann Gmeiner promosse un modo di prendersi cura dei bambini simile a quello di una struttura familiare e basata su quattro principi.
I quattro principi di SOS Villaggi dei Bambini
La madre SOS
La madre
Ogni bambino è seguito e cresciuto da una madre SOS con una formazione specifica e con la quale costruisce una relazione stretta.
La casa
Ogni famiglia crea il proprio ambiente familiare. Con la sua atmosfera inconfondibile, i propri riti quotidiani e abitudini specifiche, la casa rappresenta il fulcro della vita familiare.
Fratelli e sorelle
Ogni bambino cresce con altri fratelli e sorelle. La famiglia è costituita da ragazze e ragazzi di età diversa. Le sorelle e i fratelli biologici non vengono mai separati.
Il villaggio
Le famiglie di SOS Villaggi dei Bambini costituiscono, insieme, una comunità fondata sul mutuo sostegno che intrattiene rapporti stretti con la comunità locale. Grazie a istituzioni complementari si offre aiuto alla popolazione del vicinato.
Nei villaggi dei bambini SOS, i bambini che hanno perso i genitori o non possono più vivere con loro, trovano un nuovo e duraturo focolare in un ambiente familiare. Cinque fino a dieci ragazzi e ragazze di età diversa vivono insieme con una mamma SOS in una casa familiare. Una comunità è formata da dieci a quindici famiglie.
Villaggi della pace
La base dalla vita comunitaria nei villaggi dei bambini SOS è la co-abitazione - al di là dalle differenze etniche, culturali e confessionali. I villaggi dei bambini SOS sono sovente dei crogioli di religioni e popoli diversi. Ciò vale per i bianchi ed i neri in Sudafrica, per i tamil e i cingalesi nello Sri Lanka, per i serbi e i croati in Bosnia-Erzegovina e per gli hutu e i tutsi in Ruanda.
In ogni casa del villaggio dei bambini SOS viene sperimentata e vissuta la tolleranza e la solidarietà. La pace della comunità del villaggio è un esempio anche per il vicinato. Un bambino che sperimenta oggi la pace, sarà domani in grado di trasmettere questa pace agli altri. Nasce così un "effetto moltiplicatore del bene" che contrassegna il lavoro pedagogico die SOS Villaggi di Bambini.