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Il referendum contro l'acquisto di nuovi aerei da combattimento - presentato dal Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE), dal Partito Socialista e dai Verdi - è formalmente riuscito: 65’685 firme sulle 65’913 consegnate la scorsa settimana contro il decreto federale sono valide.
Lo comunica oggi la Cancelleria federale, ricordando che il popolo sarà chiamato a esprimersi in proposito il prossimo 27 settembre: gli svizzeri non voteranno né sul modello di aereo né sul numero si velivoli, ma solo sul principio dell'acquisto.
Consiglio federale e parlamento intendono comperare dal 2025 nuovi aerei da combattimento per sei miliardi di franchi che dovrebbero sostituire l'attuale flotta di F/A-18 e Tiger. Gli oppositori ai nuovi jet da combattimento sostengono che i costi siano troppo elevati.
Per l'intera durata di vita dei velivoli, comprese le spese di esercizio e di manutenzione, si calcolano infatti costi per i contribuenti di 24 miliardi di franchi. Questo denaro mancherà altrove: nell'istruzione, nei trasporti pubblici o nell'AVS.
I sostenitori dei nuovi caccia - tra cui PLR, UDC, PPD, PBD, PVL e PEV - controbattono che la protezione della popolazione è tutt'altro che un "lusso".