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Le spese di ripristino sono state di circa 45 milioni di franchi. Dieci volte in meno rispetto all'anno precedente
Alluvioni, cadute massi, frane e colate detritiche non hanno di certo risparmiato il 2022, ma il loro impatto economico si è aggiudicato un posto nella classifica delle 10 annate in cui si sono registrati meno danni negli ultimi 51 anni.
Nel 2021, ad esempio, i costi provocati dal maltempo ammontavano a dieci volte in più rispetto a quelli dell'anno seguente, in cui le spese di riparazione arrivavano a un totale di 45 milioni di franchi.
Le statistiche riportate in un comunicato dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio Wsl sono eloquenti: l'anno scorso, in più di 9 casi su 10, a provocare danni sono state le alluvioni, mentre nel 9% restante si trovano, nell'ordine, le cadute massi e frane (4%), gli smottamenti (3%) e le colate detritiche (2%).
Sebbene non sia di per sé un elemento positivo, la siccità che ha caratterizzato il 2022 ha contrastato il maltempo. Ciononostante, a livello locale, "si sono registrati danni ingenti", si legge nella nota. Tra questi episodi spuntano anche quelli relative alle copiose precipitazioni che, tra il 7 e l'8 settembre 2022, hanno infuriato specialmente nel Malcantone: esse hanno provocato lo straripamento di torrenti e la conseguente rottura degli argini, nonché lo spostamento a valle di detriti. I comuni più colpiti in questo caso sono stati Manno, Agno e Bioggio.
Dopo circa due mesi, durante la mattina del 4 dicembre, in Val Calanca, tra Castaneda (Gr) e Buseno (Gr), si è assistito a una caduta di massi per un totale di circa 600 metri cubi, a causa della quale i villaggi siti a valle sono stati isolati dal mondo esterno per più di quattro giorni.
Dal 1972 l'Istituto Wsl dispone di una banca dati in continuo allestimento, a cui contribuisce anche l'Ufficio federale dell'ambiente, grazie alla quale è possibile registrare e consultare i danni provocati dai fenomeni atmosferici di cui sopra.