Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/176789

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il telegiornale del 20 aprile 2017 della televisione svizzera SRF, nel 2016 le 15 maggiori imprese elvetiche quotate in borsa hanno licenziato un numero di lavoratori svizzeri superiore alla media assumendo nel contempo più stranieri.</p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A fronte del principio di preferenza agli Svizzeri approvato dal popolo e della sua versione più "light" decisa dal Parlamento, come valuta il fatto che le imprese citate reclutino un numero crescente di lavoratori stranieri, riducendo nel contempo quello dei lavoratori svizzeri?</p><p>2. Perché, a suo avviso, 2690 lavoratori svizzeri hanno perso il lavoro nelle 15 imprese quotate in borsa esaminate, mentre nello stesso tempo il numero di quelli stranieri è aumentato di 1780 unità?</p><p>3. In che misura l'estensione, dal 39 al 41 per cento, della quota di stranieri occupati nelle imprese menzionate, tre anni dopo la decisione del popolo e dei Cantoni è compatibile con il principio di preferenza agli Svizzeri approvato il 9 febbraio 2014 alle urne o anche solo con la sua versione "light" decisa dal Parlamento?</p><p>4. Che cosa intende fare concretamente visto che perfino Swisscom, un'azienda controllata dalla Confederazione, alla fine del 2016 occupava 400 lavoratori svizzeri in meno rispetto all'anno precedente, ma 210 stranieri in più?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il reclutamento dei lavoratori stranieri da parte delle aziende elvetiche è disciplinato dall'accordo sulla libera circolazione (ALC; RS 0.142.112.681) e dalla legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20). Secondo il Consiglio federale le grandi imprese in Svizzera rispettano le norme in materia. L'andamento dell'occupazione a livello nazionale è un indicatore essenziale del buon funzionamento del mercato del lavoro nel nostro Paese, che nel 2016 ha fatto registrare ancora una volta un aumento del numero di persone occupate. Più della metà di questo incremento è dovuta all'impiego di lavoratori svizzeri. Tra il 2015 e il 2016 il saldo migratorio è passato da 71 468 a 60 262 persone, raggiungendo il livello più basso dal 2007.</p><p>Dato che tutte le imprese SMI sono molto attive anche a livello internazionale, devono poter reclutare i lavoratori che rispondono meglio alle loro esigenze in termini di qualificazione. La scarsa crescita demografica in Svizzera, associata a un elevato tasso di occupazione, determina un'offerta limitata di manodopera nel nostro Paese. Finora non si è ancora osservato il fenomeno per cui i lavoratori svizzeri verrebbero soppiantati in generale dagli stranieri. Anche le misure di accompagnamento contribuiscono ad assicurare un certo controllo sulle condizioni salariali.</p><p>3. Al momento il Consiglio federale sta elaborando le ordinanze relative alla legge che applica l'articolo 121a della Costituzione, adottata dal Parlamento nel dicembre del 2016. La legge prevede che siano favorite le persone in cerca d'impiego registrate presso il servizio pubblico di collocamento se in determinati gruppi professionali, settori di attività o regioni economiche si registra un tasso di disoccupazione superiore alla media.</p><p>4. Con lettera del 10 aprile 2017 il Consiglio federale ha invitato tutte le imprese e gli istituti autonomi della Confederazione ad adottare misure adeguate nelle loro politiche di assunzione e risorse umane per sfruttare il potenziale di mandopera svizzera.</p><p>Nel caso di Swisscom, per gestire l'azienda il Consiglio federale dispone inoltre dei mezzi che gli spettano in base al diritto delle società anonime come azionista di maggioranza. Lo strumento più importante è costituito dagli obiettivi strategici che, come implica il loro nome e la loro funzione, non contemplano aspetti operativi. Il reclutamento e la selezione dei collaboratori fanno parte della gestione operativa e rientrano quindi nella responsabilità degli organi dirigenti, che gestiscono l'impresa in base a criteri economico-aziendali. Swisscom attribuisce grande importanza al mercato regionale del lavoro e vigila affinché nelle sue sedi siano impiegate in primo luogo persone provenienti dalle regioni circostanti. Dato che il fabbisogno di personale qualificato non può essere coperto esclusivamente dalla manodopera svizzera, l'azienda è costretta a cercare specialisti anche all'estero. Gli sviluppi citati dall'autore dell'interpellanza in relazione al 2016 hanno cause particolari (tra cui rilevamenti di aziende, pensionamenti anticipati). Nel complesso i cittadini stranieri impiegati rappresentano il 19,6 per cento dell'organico.</p>  Risposta del Consiglio federale.