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Acque agitate per la formazione del nuovo governo israeliano. Sembra ancora in alto mare l'accordo tra Benjamin Netanyahu e Benny Gantz, nonostante l'intesa per un governo di unità nazionale tra i due annunciata nei giorni scorsi.
Tanto che Gantz, come premier incaricato, ha preannunciato oggi al presidente Reuven Rivlin l'intenzione di chiedere una proroga al suo mandato che termina il 13 aprile, in piena Pasqua ebraica. Ma non è sicuro che Rivlin accetti la richiesta di altri 14 giorni, visto che ha detto di riservarsi di esaminare la vicenda a ridosso della scadenza.
L'impasse tra il Likud di Netanyahu e Blu-Bianco di Gantz (orfano dei suoi ex alleati Lapid e Yaalon) riguarda, secondo i media, alcuni punti e tra questi l'annessione di una parte della Valle del Giordano e degli insediamenti ebraici di Cisgiordania - favorita dal piano di pace di Trump - che il Likud vuole avviare da subito. C'è anche dissenso sul fatto che la carica di presidente della Knesset - ora occupata da Gantz - torni al Likud, come vuole Netanyahu.
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