Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/154209

<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:</p><p>Le basi legali vanno adeguate in modo che le Commissioni della gestione possano esercitare l'alta vigilanza sulla gestione secondo l'articolo 26 della legge sul Parlamento in modo più efficace, rapido ed efficiente e coordinandosi al meglio con gli altri organi di vigilanza della Confederazione.</p><h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa della commissione della gestione del Consiglio nazionale del 04.07.2019</b></p><p>La Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) propone un progetto di legge per conferire alle commissioni di vigilanza la facoltà di istituire, all'occorrenza, una delegazione straordinaria di vigilanza. In caso di eventi di vasta portata, il nuovo organo parlamentare dovrà poter avviare rapidamente un'inchiesta, che potrà essere condotta con diritti d'informazione illimitati. La CPI dovrà ancora essere mantenuta parallelamente quale strumento di alta vigilanza politicamente più incisivo. </p><p>La CdG-N ha adottato a destinazione del Consiglio nazionale un progetto di legge e il relativo rapporto sull'iniziativa parlamentare "Rafforzamento delle Commissioni della gestione" (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20150451">15.451</a>) dell'ex consigliere nazionale Rudolf Joder. Il progetto prevede in caso di eventi di vasta portata la possibilità per le quattro commissioni di vigilanza (vale a dire le due Commissioni della gestione e le due Commissioni delle finanze) di istituire una delegazione straordinaria di vigilanza che goda degli stessi diritti illimitati di una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI), ma che possa essere istituita in modo più semplice e rapido. Essa deve potersi avvalere dei lavori preparatori e delle conoscenze dei membri delle commissioni di vigilanza e delle relative segreterie. Lo strumento della CPI deve tuttavia essere mantenuto quale strumento di alta vigilanza politicamente più incisivo.</p><p>Il progetto prevede anche una separazione fra norme organizzative e procedurali, da un lato, e diritti d'informazione, dall'altro. Tali norme saranno strutturate in modo più chiaro.</p><p>La CdG-N prevede solo alcuni adeguamenti volti a rafforzare le commissioni di vigilanza, dato che nella prassi l'ultima revisione dei diritti d'informazione delle commissioni di vigilanza risalente al 2011 si è rivelata valida. </p><p>Il progetto è stato approvato dalla Commissione con 21 voti contro 2. Una minoranza ritiene il progetto superfluo e propone al Consiglio nazionale di non entrare in materia. </p><p>Un'ulteriore minoranza auspica che la delegazione straordinaria di vigilanza possa decidere autonomamente se pubblicare il suo rapporto d'inchiesta, mentre la maggioranza desidera riservare questa decisione alle quattro commissioni di vigilanza. Tale minoranza intende evitare la macchinosa procedura che una decisione comune di tutte le commissioni di vigilanza comporta, dato che queste ultime sarebbero rappresentate nella delegazione straordinaria. </p><p></p><p><b>Parere del Consiglio federale del 27 settembre 2019 </b></p><p>In generale </p><p>Spetta al Parlamento decidere come organizzare l'alta vigilanza sull'Amministrazione federale e sul Consiglio federale. Quest'ultimo è del parere che l'esercizio dell'alta vigilanza svolto dal Parlamento e l'interazione con l'Amministrazione federale funzionino bene. Per il Consiglio federale non vi sono ragioni per ritenere che sia necessario introdurre la nuova delegazione straordinaria di vigilanza. Il semplice fatto che una CPI venga impiegata solo molto raramente non può essere interpretato come un difetto dello strumento. Secondo il Consiglio federale è necessario intervenire piuttosto nella fase di coordinamento tra le commissioni tematiche e le delegazioni e le commissioni di vigilanza. In passato è successo ripetutamente che, per determinati affari, si siano attivate sia le commissioni di vigilanza competenti sia le commissioni tematiche, come per esempio nei casi Daniel M. e AutoPostale. Migliorando il coordinamento si eviterebbe che una commissione o delegazione di vigilanza lavori sullo stesso caso parallelamente a una commissione tematica. (...)</p><p></p><p><b>Comunicato stampa della commissione della gestione del Consiglio nazionale del 21.11.2019</b></p><p>L'iniziativa parlamentare <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20150451">15.451</a> chiede di adeguare le basi legali affinché le Commissioni della gestione (CdG) possano esercitare l'alta vigilanza in modo più efficace, rapido ed efficiente e coordinandosi al meglio con gli altri organi di vigilanza della Confederazione. </p><p>Nella sua seduta del 2 luglio 2019, la Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) ha adottato il rapporto esplicativo e il corrispondente progetto di modifica della legge sul Parlamento, che ha nel contempo trasmesso al Consiglio federale per parere. L'attuazione dell'iniziativa parlamentare prevede la creazione di una delegazione straordinaria di vigilanza, istituita attraverso le commissioni di vigilanza e dotata degli stessi diritti d'informazione di una commissione parlamentare d'inchiesta (CPI).</p><p>L'ordinamento giuridico attuale conferisce al Consiglio federale diversi diritti di partecipazione nel quadro delle inchieste delle CPI, diritti che si applicano anche alle procedure delle delegazioni di vigilanza. Lo stesso vale anche per i diritti di partecipazione delle persone interessate. Nella deliberazione del 2 luglio 2019, la CdG-N è giunta alla conclusione che tali diritti di partecipazione dovrebbero essere limitati alle procedure delle CPI essenzialmente perché fino ad ora il Consiglio federale non si è mai avvalso dei suoi diritti in relazione ad inchieste di delegazioni. Nel quadro della ristrutturazione a cui mira l'iniziativa parlamentare, questa disposizione deve essere adattata alla prassi e quindi essere modificata di conseguenza.</p><p>Nel suo parere del 27 settembre 2019 il Consiglio federale propone di mantenere sia i suoi diritti di partecipazione sia quelli delle persone interessate, non solo nel quadro di inchieste delle CPI ma anche nelle procedure di tutte le delegazioni di vigilanza.</p><p>In occasione della sua seduta del 19 novembre 2019 la CdG-N respinge entrambe le proposte del Consiglio federale per i motivi sovraesposti. </p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 20.12.2019</b></p><p><b>Verso una super commissione della gestione </b></p><p><b>Una procedura più semplice e rapida dovrebbe consentire al Parlamento di chiarire gli eventi di più vasta portata. Con 172 voti a 25 (il PLR), il Consiglio nazionale ha approvato oggi un progetto di legge volto ad istituire, all'occorrenza, una delegazione straordinaria di vigilanza. Il dossier va agli Stati.</b></p><p>L'Assemblea federale esercita attualmente la sorveglianza sul Consiglio federale e sull'amministrazione tramite le commissioni della gestione e delle finanze delle due Camere. Nei casi più eclatanti, essa può istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI), ciò che avviene però rarissimamente vista la pesantezza delle procedure attuali.</p><p>Negli ultimi anni voci si sono tuttavia levate affinché le Commissioni della gestione del Parlamento possano esercitare le loro funzioni in modo più efficace, rapido e attraverso il miglior coordinamento possibile con gli altri organi di vigilanza.</p><p>Il progetto approvato prevede che le quattro commissioni di sorveglianza attuali possano istituire una delegazione straordinaria di vigilanza in caso di eventi di vasta portata, come lo scandalo Autopostale. Al pari delle CPI, questa delegazione disporrebbe di un diritto all'informazione illimitato e sarebbe una sorta di super commissione della gestione.</p><p>Essa potrà inoltre avvalersi dei lavori preliminari effettuati dalle commissioni di vigilanza e dalle loro segreterie, nonché delle conoscenze dei loro membri. Lo strumento della CPI dovrà comunque essere mantenuto.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 22.09.2020</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha respinto l'entrata in materia sul progetto di istituire una "super commissione" della gestione, invece adottato dal Nazionale. Con tale riforma, le quattro commissioni di sorveglianza attuali potrebbero istituire una delegazione di vigilanza straordinaria in caso di eventi di grande portata sui quali è indispensabile fare piena luce.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 17.12.2020</b></p><p>Il Consiglio nazionale ha tacitamente ribadito la necessita di istituire una "super commissione" della gestione. Con tale riforma, le quattro commissioni di sorveglianza attuali potrebbero istituire una delegazione di vigilanza straordinaria in caso di eventi di grande portata sui quali è indispensabile fare piena luce.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.09.2021</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha deciso che le commissioni della gestione e delle finanze dovrebbero poter nominare una sottocommissione interdisciplinare che indaghi in caso di eventi di grande importanza. I "senatori" sono quindi contrari all'istituzione di una delegazione speciale di sorveglianza, come vuole il Consiglio nazionale. La sottocommissione non avrebbe accesso a informazioni segrete.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 18.03.2022</b></p><p>Il Consiglio nazionale ha rinunciato, vista l'opposizione degli Stati, alla creazione di una Delegazione di vigilanza straordinaria. Tuttavia la Camera del popolo non è soddisfatta del compromesso proposto dai "senatori", ritenendo il diritto d'accesso all'informazione insufficiente.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.06.2022</b></p><p><b>Poteri sottocommisione d'inchiesta</b></p><p><b>Quali documenti potrà consultare la sottocommissione d'inchiesta che le quattro commissioni di sorveglianza possono istituire per indagare su affari gravi? Per rispondere a questa domanda sarà necessario ricorrere alla Conferenza di conciliazione. Oggi il Consiglio degli Stati, con 24 voti a 18, non ha voluto concedergli il potere di consultare anche i documenti confidenziali come chiesto dal Nazionale.</b></p><p>Inizialmente, la Camera del popolo voleva istituire una Delegazione di vigilanza straordinaria, una specie di super commissione della gestione, che avrebbe dovuto poter investigare rapidamente in caso di eventi di grande portata, come per esempio il caso della trasmissione dei dati UBS, lo scaldo informatico Insieme o la vicenda della flotta svizzera svizzera di alto mare.</p><p>Gli Stati si sono però opposti e dopo una prima decisione di non entrata in materia hanno modificato il progetto e proposto che le quattro commissioni di sorveglianza possano istituire una sottocommissione comune. Tuttavia, secondo il Nazionale, questa soluzione si avvicina alla pratica attuale. Il Parlamento può infatti già istituire delle sottocommissioni per indagare su affari gravi.</p><p>Secondo il Nazionale, per affari gravi occorre affidare veri poteri alla sottocommissione comune di vigilanza. La Camera del popolo ha quindi proposto nella sessione di marzo che questa possa consultare i verbali delle sedute del Consiglio federale e i documenti classificati come segreti.</p><p>Tale soluzione è però stata respinta in data odierna dai "senatori". Per la maggioranza le disposizioni previste dal diritto attuale sono sufficienti.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 12.09.2022</b></p><p>Il Consiglio nazionale ha tacitamente ribadito che la futura sottocommissione d'inchiesta - che potrà essere istituita dalle quattro commissioni di sorveglianza che possono venire istituite per indagare su affari gravi - deve disporre del potere di consultare anche i documenti confidenziali. </p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 20.09.2022</b></p><p><b>Vigilanza, no accesso a tutte le informazioni</b></p><p><b>Il progetto di istituire una sottocommissione congiunta per indagare su scandali di vasta portata è ancora bloccato alle Camere. Una conferenza di conciliazione è chiamata ora a sbrogliare la matassa.</b></p><p>Il disegno di legge prevede che le quattro commissioni parlamentari di vigilanza (gestione e finanze) istituiscano una sottocommissione congiunta quando devono trattare casi particolarmente complessi. La divergenza che ancora divide le Camere riguarda l'accesso alle informazioni.</p><p>Il Consiglio nazionale vuole che la futura sottocommissione abbia accesso ai verbali delle riunioni del Consiglio federale e ai documenti classificati come "segreti", e che possa convocare anche persone per svolgere le proprie indagini. Questi diritti estesi sarebbero possibili solo in caso di necessità.</p><p>Il Consiglio degli Stati, tuttavia, non vuole concedere alla futura sottocommissione un accesso illimitato alle informazioni. Oggi ha ribadito questa sua posizione per 29 voti a 16. Spetterà ora a una conferenza di conciliazione trovare un compromesso su questo punto.</p><p>Durante il dibattito è emerso chiaramente che non c'è un bisogno impellente di istituire un nuovo strumento di vigilanza dotato di così vasti poteri, ha dichiarato a nome della commissione Matthias Michel (PLR/ZG). Solo la sinistra ha difeso il progetto sostenuto dal Nazionale che darebbe alla futura sottocommissione la facoltà di accedere a tutte le informazioni, anche quelle più sensibili.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 26.09.2022</b></p><p><b>CN: vigilanza, "sì" a proposte Conferenza di conciliazione</b></p><p>Il Consiglio nazionale ha approvato oggi all'unanimità le proposte della Conferenza di conciliazione in merito al progetto volto a istituire una sottocommissione congiunta per indagare su scandali di vasta portata è ancora bloccato alle Camere</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 27.09.2022</b></p><p><b>CSt: vigilanza, no commissioni congiunte</b></p><p><b>Non ci sarà alcuna sottocommissione congiunta per indagare su scandali di vasta portata. Oggi il Consiglio degli Stati ha respinto per 26 voti a 18 la proposta della Conferenza di conciliazione, approvata invece ieri dal Nazionale. Il dossier è liquidato.</b></p><p>Il disegno di legge prevedeva che le quattro commissioni parlamentari di vigilanza (gestione e finanze) istituissero una sottocommissione congiunta quando devono trattare casi particolarmente complessi.</p><p>La divergenza che ha diviso le Camere riguardava l'accesso alle informazioni. Nelle sue deliberazioni, la Conferenza di conciliazione ha approvato le proposte uscite dal Consiglio nazionale, ossia che la futura sottocommissione abbia accesso ai verbali delle riunioni del Consiglio federale e ai documenti classificati come "segreti", e che possa convocare anche persone per svolgere le proprie indagini. Questi diritti estesi sarebbero stati possibili solo in caso di necessità.</p><p>Il Consiglio degli Stati si è sempre detto contrario a concedere alla futura sottocommissione un accesso illimitato alle informazioni. Oggi la Camera dei cantoni ha ribadito questa posizione, respingendo le proposte della Conferenza di conciliazione: un voto che equivale all'archiviazione pura e semplice del progetto.</p><p>Secondo Daniel Fässler (Centro/AI), che ha chiesto di respingere la proposta di compromesso, il Parlamento non ha bisogno di sottocommissioni ad hoc: gli attuali strumenti di controllo del parlamento bastano e avanzano</p>