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Che cosa è il libero arbitrio?
Paopasc risponde così:
Per me un organismo può dirsi dotato di libero arbitrio quando ciò che prova e ciò che dice o fa possono non essere la stessa cosa. La mancata rispondenza tra atto, che è l’insieme dei comportamenti attuati da un movimento muscolare, mimica facciale, gestualità, atteggiamento, tono della voce, e così via, e intenzione, che è il bersaglio che l’individuo vuol raggiungere con i suoi atti, è la prova dell’elasticità del mezzo espressivo.
La definizione mi pare sensata.1
Il libero arbitrio è autocontrollo. Ma è anche inganno, frode, imbroglio.
Il libero arbitrio, così concepito, non è certo una gran cosa: la capacità di imbrogliare il prossimo. Ovviamente, in quanto possibilità di essere disonesti, il libero arbitrio è anche possibilità di essere onesti, ma questa considerazione sembra tanto un premio di consolazione.
Forse ha ragione Giorgio Israel:
Nessun pensiero religioso vivo può convivere con il naturalismo, che ne costituisce la negazione radicale. Il naturalismo ha come progetto la riduzione del pensiero e dell’anima […]. Entro questa riduzione i temi della libertà, della finalità, della morale si dissolvono.
A questo punto, aspetto con una certa impazienza la dissoluzione della visione religiosa dei temi della libertà, della finalità e della morale.
- Anche se, più che una definizione di libero arbitrio, sembra un metodo empirico per accertarsi della sua presenza. [↩]