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Legambiente, l'organizzazione italiana di tutela della natura, ha denunciato la Svizzera al Consiglio d'Europa.
Il Consiglio d'Europa vuole sapere perché la Confederazione ha dato il permesso per l'abbattimento dell'animale lo scorso 29 settembre in Val Bregaglia (GR), in presunto contrasto con la Convenzione di Berna del 1982, che definisce il «canis lupus» una specie rigorosamente protetta.
Una lettera in tal senso è già stata spedita all'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP), come ha confermato ieri all'ats Eladio Fernández-Galiano, della sezione patrimonio naturale del Consiglio d'Europa.
Paesi come Francia, Germania e Norvegia hanno gli stessi problemi della Svizzera col lupo, ma hanno trovato delle soluzioni. «Se altri paesi possono convivere col lupo, dovrebbe riuscirci anche la Svizzera», ha aggiunto Fernández-Galiano.
La reazione della Svizzera
Dal canto suo l'UFAFP respinge le accuse: «Non riteniamo che l'abbattimento dell'animale abbia infranto la Convenzione», ha dichiarato l'addetto stampa Andreas Stuber.
Prima che il Consiglio d'Europa riceva la lettera in merito, egli non ha però voluto specificare come l'Ufficio federale dell'ambiente giustificherà il proprio operato. L'articolo 9 della Convenzione di Berna permette l'abbattimento di un animale protetto, fra l'altro, «per evitare seri danni al bestiame», ma solo se la specie in causa non è messa in pericolo.
Urs Tester, che per cinque anni ha partecipato alle sedute della Convenzione di Berna come osservatore di Pro Natura, non crede che, nella prossima riunione di aprile, l'abbattimento bregagliotto venga punito come una «spudorata violazione della Convenzione». Piuttosto alla Svizzera verrà consigliato come potrebbe cambiare la propria politica di tutela del lupo.
Il lupo frontaliero
Verosimilmente, secondo Tester, il lupo grigionese è considerato come parte della popolazione delle Alpi italiane, che non è sicuramente messa in pericolo dall'abbattimento dello scorso autunno.
Il predatore, un maschio di 40 chili che da marzo viveva in Val Bregaglia (GR) e in Valchiavenna (I), aveva sbranato almeno 59 ovini e 5 cervi in Svizzera e altri 37 animali in Italia. Aveva inoltre ferito numerose pecore e capre. Lo ha abbattuto nella zona del Pizzo della Margna, poco a sud del Maloja, un cacciatore grigionese, che aveva l'apposito permesso speciale. Il programma della Confederazione «Lupo Svizzera», avviato nel 1999, permette infatti di eliminare un lupo dopo che ha sbranato 50 capi di bestiame all'anno.
Specie non più protetta?
Forse le discussioni su un'eventuale infrazione della Convenzione di Berna saranno però presto inutili: lo scorso dicembre, infatti, il Consiglio degli Stati ha accolto una mozione di Theo Maissen (PPD/GR) che chiede al governo di abbandonare il progetto di reintroduzione del lupo e di toglierlo quindi dalla lista degli animali protetti. Se anche il Consiglio Nazionale, probabilmente quest'estate, dovesse dare il suo assenso, la Svizzera dovrebbe abbandonare la Convenzione di Berna o perlomeno chiedere una deroga alla tutela del lupo.
Secondo Antonino Morabito, dell'italiana Legambiente, se la Confederazione dovesse uscire dalla Convenzione sarebbe «un fatto molto grave perché la tutela delle specie a rischio ha bisogno di un fronte unito e non di regole applicate a macchia di leopardo». La stessa Convenzione lascia la possibilità di agire in deroga al divieto di uccidere i lupi se si dimostra l'inefficacia di tutta una serie di soluzioni alternative a tutela del bestiame, ma, sostiene il rappresentante di Legambiente, «non c'è notizia di tentativi del genere» in Svizzera.
swissinfo e agenzie