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La via bilaterale si è finora rivelata una soluzione efficace e garantisce agli operatori economici svizzeri l'accesso a determinati settori del mercato interno dell'UE. Questa soluzione è stata costantemente sostenuta dal popolo e dai Cantoni, ottenendo più volte la maggioranza in occasione delle votazioni.
Il Consiglio federale ha ora confermato la sua intenzione di garantire e ampliare tale via nelle relazioni tra la Svizzera e l'UE. Ciò permetterebbe di mantenere le conquiste ottenute con la via bilaterale. Potranno inoltre essere consolidati e sviluppati in modo mirato in nuovi ambiti l'accesso al mercato e la sicurezza giuridica per la Svizzera, le sue imprese e i suoi cittadini.
La via bilaterale dovrà essere rinnovata sulla base dei valori fondamentali comuni alla Svizzera e all'Unione europea individuati nelle settimane passate. Con un nuovo accordo istituzionale, si terrà conto dell'intensità delle relazioni bilaterali tra il nostro Paese e l'UE, che ad oggi includono circa 20 accordi principali e oltre 100 accordi settoriali. È possibile risolvere i problemi relativi all’accesso al mercato solo armonizzando il diritto rilevante. Il rinnovo istituzionale considerato dal Consiglio federale non genera una situazione completamente nuova, bensì indica la strada da seguire, una strada che la Svizzera sta percorrendo già da molto tempo.
Questioni istituzionali
Ai fini del rinnovo della via bilaterale è necessario che si trovino soluzioni alle questioni istituzionali che riguardano quattro tematiche: l'adeguamento dinamico degli accordi sull'accesso al mercato all'evoluzione del diritto dell'UE, il monitoraggio e l'interpretazione degli accordi e la risoluzione delle controversie. Nel giugno 2012 il Consiglio federale aveva trasmesso le proprie proposte all'UE, dopo aver consultato le Commissioni della politica estera, i Cantoni e i partner sociali. Su questa base sono state intavolate discussioni informali con la Commissione europea sotto la direzione del Segretario di Stato del DFAE Yves Rossier e del direttore esecutivo del Servizio Europeo per l'Azione Esterna David O'Sullivan.
Queste discussioni hanno permesso di individuare varie opzioni che, sotto il profilo tecnico e giuridico, presentano possibili approcci risolutivi. Prendendo spunto da una di queste opzioni, il Consiglio federale ha ora incaricato il DFAE di allestire un avamprogetto per un mandato negoziale entro il mese di agosto 2013. L'opzione considerata si basa sull'assunto che le questioni interpretative relative al diritto dell'UE che è stato o che viene recepito dalla Svizzera, devono essere sottoposte alla Corte di Giustizia dell'Unione europea (CGUE).
Direttive di negoziazione
In questo contesto è quanto mai essenziale che venga rispettato il funzionamento delle istituzioni svizzere, in particolare per quanto attiene ai principi della democrazia diretta e dell'indipendenza del Paese. Pertanto il Consiglio federale non può recepire automaticamente il diritto dell'UE. L'integrazione di ogni nuova disposizione del diritto dell'UE in un accordo bilaterale deve essere oggetto di una decisione da parte della Svizzera.
Inoltre, non essendo la Svizzera uno Stato membro dell'UE, è necessario garantire un equilibrio tra diritti e doveri delle parti. Per questo motivo il compito di monitorare l'attuazione degli accordi sarà riservato alle autorità nazionali. In caso di un'eventuale applicazione delle soluzioni istituzionali agli accordi esistenti non è consentito modificare né il campo di applicazione né gli obiettivi degli accordi.
Strategia di medio termine della politica europea
Il Consiglio federale ha inoltre deciso che affronterà le questioni istituzionali nell'ambito di una strategia di medio termine in tre fasi. Tale approccio comprende la totalità degli attuali dossier di politica europea. La prima fase consiste nell'affrontare le questioni istituzionali e nel prendere le necessarie decisioni conformemente alle direttive di cui sopra. Nella seconda fase proseguono e terminano le negoziazioni per la stesura di un accordo in materia di elettricità, vengono avviate le negoziazioni per il coinvolgimento della Svizzera nel regolamento europeo sui prodotti chimici REACH, iniziano e si concludono le negoziazioni riguardanti i dossier di cooperazione come ricerca e istruzione e proseguono le trattative sul commercio dei diritti di emissione (ETS). I mandati corrispondenti, in parte non ancora eseguiti, saranno approvati con ogni probabilità dopo la pausa estiva. Il Consiglio federale porrà inoltre l'accento su un parallelismo tra questi dossier e i progressi avvenuti nell'ambito della fiscalità del risparmio nonché dell'imposizione delle imprese e del dialogo instaurato con l'UE a tal proposito. Alla luce dei risultati di tutte queste negoziazioni il Consiglio federale deciderà su un eventuale rinnovo del contributo all'allargamento per la riduzione delle disparità economiche e sociali nell'UE allargata.
In una terza fase il DFAE sarà incaricato di pianificare a partire dalla fine del 2013 un vertice in collaborazione con l'UE finalizzato a consolidare i progressi paralleli in tutti i dossier. Il vertice sarà organizzato unicamente se le tappe fissate nel quadro della strategia a medio termine avranno raggiunto i rispettivi obiettivi.
Prossime tappe
La proposta di un mandato negoziale sulle questioni di carattere istituzionale dovrà essere presentata al Consiglio federale prima della ripresa della sua attività.
Su questa base il Consiglio federale sottoporrà e questo avamprogetto a consultazione presso le Commissioni di politica estera, i Cantoni e le parti sociali. Successivamente esaminerà il mandato e prenderà le decisioni del caso. Qualora si giunga a negoziazioni che si concluderanno in un secondo momento, il Parlamento e il popolo potranno pronunciarsi in merito.
Parallelamente all'avvio delle negoziazioni istituzionali dovranno proseguire le altre trattative con l'UE.
Per ulteriori informazioni:
Jean-Marc Crevoisier
Servizio d'informazione DFAE
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