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I singoli Cantoni devono avere la possibilità di adottare misure eccezionali contro il coronavirus. Lo sostiene il presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) Pierre-Yves Maillard. Il governo ci sta pensando e dovrebbe esprimersi oggi al riguardo.
Maillard cita il caso del Ticino, rimproverato da Berna per aver preso provvedimenti non conformi al diritto federale.
Secondo Maillard, intervistato dal "Blick", il Consiglio federale sta esaminando la creazione di "finestre di crisi" pensate per situazioni particolari come quella attuale, durante le quali ai Cantoni sarebbe permesso di muoversi con più libertà.
Lo scorso week-end, il Consiglio di Stato ticinese ha ordinato la chiusura temporanea di industria e cantieri per contenere l'epidemia di Covid-19. Lunedì la Confederazione aveva risposto affermando che da Bellinzona ci si era spinti troppo in là e citando come possibili conseguenze ricorsi delle imprese interessate contro le disposizioni e problemi nella concessione del lavoro ridotto per gli impiegati di queste aziende.
Per Maillard però, "quando la pressione diventa troppo alta, come in Ticino, un Cantone deve poter rispondere". Il Consiglio federale non può governare andandogli contro, ha aggiunto il numero uno dell'USS.
Nessuno vuole uno stop totale, ha chiarito Maillard dalle pagine del quotidiano svizzerotedesco, ma in alcune regioni serve probabilmente una sospensione delle attività. Forse sarebbe necessario fermare qualche cantiere per poter adottare misure a tutela dei lavoratori, ha proposto il sindacalista.
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