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Per il settore assicurativo globale la pandemia di coronavirus rappresenta un importante caso di sinistro che ha evidenziato grandi lacune di copertura nel settore assicurazione interruzione d'esercizio. Anche in futuro le pandemie saranno «assicurabili» solo attraverso un partenariato pubblico-privato.
Un contributo esterno di Kai-Uwe Schanz, L'Associazione di Ginevra
Il Covid-19 ha evidenziato enormi lacune di copertura nel settore assicurazione interruzione d'esercizio. I fornitori di tali assicurazioni si assumono meno dell'1 percento delle perdite economiche mondiali, che solo per il 2020 sono stimate in oltre 4 bilioni di dollari USA. Basta osservare due cifre per spiegarne il motivo. Con premi globali pari a circa 30 miliardi di dollari USA, l'interruzione d'esercizio è un settore di nicchia dell'assicurazione danni e responsabilità civile che ogni anno genera in tutto il mondo premi pari a circa 1,6 bilioni di dollari USA. Da questo punto di vista risulta evidente per quale ragione gli assicuratori hanno escluso simili rischi d'interruzione d'esercizio ben prima della pandemia di Covid-19.
Al contrario ad esempio di catastrofi naturali, non è possibile diversificare a livello globale i rischi commerciali legati a una pandemia: Kai-Uwe Schanz.
Il Covid-19 ha mostrato in modo chiaro il carattere sistemico dei rischi d'esercizio nello scenario di una pandemia globale. Si sono registrate perdite in tutto il mondo, in parte contemporaneamente e di regola durante un lungo periodo. Per gli assicuratori è semplicemente impossibile allestire dei modelli che considerino le decisioni politiche che ne conseguono. Il rischio cumulativo non controllabile viola inoltre i principi più elementari dell'assicurabilità e viste le somme del danno minaccerebbe la solvibilità e la stabilità del settore assicurativo nel suo complesso.
Ma vi sono anche segnali positivi. Finora gli assicuratori vita e malattia hanno superato la prova del fuoco rappresentata dal Covid-19. Diversamente dai rischi legati all'interruzione d'esercizio, in generale i rischi di mortalità e morbilità legati a una pandemia non sono mai stati esclusi. L'eccesso di mortalità è un rischio che può essere inserito in un modello. Vi è inoltre una compensazione naturale del rischio tra decessi e longevità. Gli assicuratori malattie sono stati risparmiati in seguito al rinvio di interventi e trattamenti non urgenti. Ciononostante, non va dimenticato che in futuro la popolazione mondiale sarà chiamata ad affrontare agenti patogeni ben più aggressivi del Covid-19 che potrebbero mettere maggiormente alla prova la solidità degli assicuratori vita e malattie.
«Non è possibile diversificare a livello globale i rischi commerciali legati a una pandemia. Di conseguenza è importante che gli assicuratori sviluppino insieme ai governi i giusti modelli per un partenariato al fine di essere pronti ad affrontare rischi estremi futuri.»
Oltre alla distinzione tra rischi legati alla pandemia non assicurabili (sistemici) e assicurabili, è anche importante separarli da altri rischi di catastrofe. Al contrario ad esempio di catastrofi naturali e rischi legati al terrorismo, non è possibile diversificare a livello globale i rischi commerciali legati a una pandemia. Per questa ragione, non tutte le esperienze fatte con soluzioni di rischio esistenti e parzialmente controllate dallo Stato (ad es. pool nei settori pericoli della natura e di terrorismo) sono applicabili a possibili strutture di pandemia future.
Nonostante l'evidente impossibilità di inserire i rischi economici legati alla pandemia sui bilanci delle assicurazioni private, il settore assicurativo dispone di numerose altre opzioni per dare dei contributi preziosi dal punto di vista sociale in vista della preparazione per far fronte a future pandemie. Si va dalle misure per la valutazione e prevenzione dei rischi fino al sostegno di funzioni statali nella creazione, distribuzione e gestione di polizze assicurative.
In merito all'Associazione di Ginevra:
Kai-Uwe Schanz, Dr. oec. HSG, Deputy Managing Director dell'Associazione di Ginevra, ha pubblicato lo studio «An Investigation into the Insurability of Pandemic Risk» in collaborazione con alcuni professori dell'Università di San Gallo.
L'Associazione di Ginevra è un'organizzazione globale di assicuratori composta da CEO di compagnie di assicurazione e riassicurazione. Sulla base di lavori di ricerca svolti in collaborazione con membri, istituzioni accademiche e organizzazioni multilaterali, l'Associazione di Ginevra mira a riconoscere e analizzare importanti tendenze e settori di rischio e a emanare su queste basi delle raccomandazioni per attori del settore e organi decisionali politici.