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In una nuova circolare, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA precisa la propria prassi di vigilanza sulla gestione dei rischi finanziari legati a eventi naturali, in linea con le raccomandazioni degli organismi internazionali preposti alla definizione degli standard. La circolare si applica unicamente alle banche e alle imprese di assicurazione. La corrispondente indagine conoscitiva si concluderà il 31 marzo 2024.
Gli istituti finanziari hanno il dovere di tenere adeguatamente conto dei rischi finanziari materiali derivanti dal cambiamento climatico e da altri cambiamenti ambientali. Con la Circolare «Rischi finanziari connessi a eventi naturali», la FINMA precisa le esigenze concernenti la gestione dei rischi da parte degli istituti finanziari in relazione a tali rischi. La FINMA svolge un’indagine conoscitiva in merito alla nuova circolare, che si concluderà il 31 marzo 2024.
Standard internazionali quali base
La circolare si basa sulle attuali raccomandazioni degli organismi internazionali preposti alla definizione degli standard, in particolare il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (BCBS) e l’Associazione internazionale degli organi di vigilanza nel settore assicurativo (IAIS), e in parte sulle raccomandazioni del Network for Greening the Financial System (NGFS). Tra il 2021 e il 2023 il BCBS e la IAIS hanno pubblicato principi e raccomandazioni sulla gestione dei rischi finanziari connessi a eventi naturali. La FINMA condivide il parere del NGFS secondo cui è opportuno seguire un approccio integrato dei rischi climatici e degli altri rischi connessi a eventi naturali, tra cui la perdita di biodiversità (comunicato stampa della FINMA del 4 dicembre 2023).
Gestione dei rischi quale punto focale
Nella sua circolare, la FINMA precisa in che misura i rischi finanziari connessi a eventi naturali debbano essere considerati nella corporate governance e nella gestione dei rischi da parte delle banche e delle imprese di assicurazione.
In particolare, essa specifica i criteri per la valutazione della materialità dei rischi e le modalità di inclusione delle analisi degli scenari. Inoltre, stabilisce in che modo i principali rischi finanziari connessi a eventi naturali debbano essere integrati come fattori di rischio nell’attuale gestione dei rischi di credito, di mercato, di liquidità e operativi, nonché nell’attività assicurativa.
Le banche e le imprese di assicurazione sono esposte in maniera differente ai rischi finanziari connessi a eventi naturali. Ad esempio, oltre ai rischi di transizione, le imprese di assicurazione contro i danni e le imprese di riassicurazione sono esposte soprattutto ai rischi fisici in ragione delle loro passività di bilancio. Già oggi le imprese di assicurazione interessate identificano, misurano e gestiscono tali rischi nelle aree esposte e sottostanno alla vigilanza della FINMA in questo ambito. Le banche sono spesso maggiormente esposte ai rischi di credito, che possono aumentare ulteriormente a causa dei rischi finanziari connessi a eventi naturali.
La concretizzazione della prassi della FINMA mediante un’apposita circolare aiuta le banche e le assicurazioni a integrare integralmente e sistematicamente i rischi finanziari connessi a eventi naturali nella loro gestione dei rischi. Inoltre, consente una vigilanza più efficace, efficiente e trasparente per gli assoggettati.
Ambito di applicazione
La circolare è rivolta alle banche e alle imprese di assicurazione ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2025 con disposizioni transitorie. Relativamente all’ambito di applicazione, la FINMA segue il suo approccio orientato al rischio. Gli istituti che rientrano nel regime delle piccole banche e delle piccole imprese di assicurazione, le società di intermediazione mobiliare e i gestori patrimoniali sono esposti a rischi complessivamente contenuti e sono quindi esclusi per motivi di proporzionalità. Tuttavia, i rischi finanziari connessi a eventi naturali possono avere un impatto anche su di essi. La FINMA raccomanda pertanto a questi istituti di attenersi alla circolare.