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È altamente improbabile che l'incidente nucleare di Fukushima possa aumentare i casi di tumore nell'area colpita. Lo afferma un rapporto dello Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation (Unscear) delle Nazioni Unite pubblicato oggi, che sottolinea come l'evacuazione disposta dalle autorità nipponiche abbia evitato il picco di casi visto a Chernobyl.
Il rapporto di 300 pagine ha calcolato l'esposizione delle varie popolazioni alle radiazioni sulla base delle misure ufficiali e degli studi disponibili finora, arrivando alla conclusione che lo scenario risultante è ben diverso da quello del 1986.
"Non sono attesi cambiamenti distinguibili nei tassi di cancro futuri e nelle malattie ereditarie a causa dell'esposizione alle radiazioni - si legge nel documento -. L'impatto molto basso è dovuto principalmente alle azioni protettive immediate messe in campo dalle autorità".
Secondo gli 80 esperti dell'Unscear che hanno redatto il documento c'è un rischio teorico di un aumento dei tumori della tiroide tra i bambini esposti, ma di sicuro non ai livelli visti a Chernobyl, dove sono stati riportati almeno seimila casi riconducibili all'incidente.
Gli effetti peggiori sulla salute dei cittadini esposti secondo il rapporto sono psicologici. "Il più colpito è il benessere sociale e mentale - scrivono gli esperti -, a causa della paura e dello stigma relativo al rischio percepito di esposizione. Sono stati già riportati casi di depressione e stress post traumatico".
SDA-ATS