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Tredici fotografie, tra quelle sequestrate a inizio mese presso la Radio della Svizzera romanda (Rsr), sono risultate essere a carattere pedofilo.
La notizia è stata comunicata giovedì dal giudice istruttore del cantone di Vaud Philippe Vautier, secondo il quale questo caso – giudicato comunque «di scarsa gravità» – è punibile con un massimo di 180 aliquote giornaliere.
«I circa 1'000 documenti sequestrati contenevano fotografie in svariati esemplari, per un totale di 250 a 300 immagini. Di queste, tredici mostrano ragazze la cui età è stimata fra 12 e 14 anni», precisa il giudice. Le immagini sono state conservate dalla Rsr, dal 2005, in un luogo non accessibile ai collaboratori.
Il magistrato ha confermato che l'azienda non aveva l'obbligo di denunciare il caso alla magistratura, ma potrebbe tuttavia essere incriminata per aver conservato i documenti. «Ciò dipenderà dai motivi per i quali le fotografie sono state conservate. Si tratta di una questione delicata, che sarà esaminata più tardi», ha precisato Vautier.
Contrariamente all'informatico che aveva denunciato il caso – ritenuto colpevole di violazione del dovere di confidenzialità –, il collaboratore responsabile del fatto, nel frattempo sottopostosi a un trattamento psichiatrico, non è stato licenziato dalla Rsr. A suo dire, non si era reso conto del fatto che tra le immagini scaricate ve ne fossero a carattere pedopornografico.
Influsso negativo
La vicenda ha avuto un'influenza negativa sui rapporti fra la direzione della Rsr e il personale dell'emittente. Stando ad un sondaggio, una maggioranza degli impiegati rifiuta di rinnovare la propria fiducia nei riguardi della direzione.
Delle 220 persone che hanno dato risposto al sondaggio infatti, 193 hanno risposto di non nutrire più fiducia nei confronti della direzione.
swissinfo e agenzie