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Grande retrospettiva consacrata all'artista Meret Oppenheim a Berna
Il Kunstmuseum di Berna presenta la prima retrospettiva transatlantica dedicata all'artista Meret Oppenheim (1913-1985). L'esposizione riunisce circa 200 opere su carta, sculture e dipinti. Berna è l'unica tappa della mostra in Europa.
Meret Oppenheim è considerata la più importante artista svizzera del XXesimo secolo e la più rilevante rappresentante del surrealismo, indica il Kunstmuseum di Berna. L'istituzione bernese presenta questa retrospettiva in collaborazione con il Museum of Modern Art di New York (MoMA) e la Menil Collection di Houston.
La retrospettiva transatlantica «Meret Oppenheim. Mon exposition» svela fino al 13 febbraio 2022 le creazioni significative dell'artista su cinque decenni. L'accento viene posto sui suoi inizi nella Parigi degli anni '30 e sulla sua evoluzione artistica dopo la seconda guerra mondiale.
Legami con l'ambito artistico
L'esposizione evidenzia i legami che l'artista ha instaurato con gli animati ambiti artistici di Parigi, Basilea e Berna nonché l'influenza che questi hanno avuto sulle sue fasi creative. Al contempo, sottolinea la diversità dell'opera di Oppenheim e la sua attualità.
Le opere selezionate, in particolare i lavori poco conosciuti degli anni '60, '70 e '80, mostrano Oppenheim come artista contemporanea. Secondo il Kunstmuseum, con il suo approccio della pop art, del nuovo realismo e della pittura monocroma ha elaborato una voce artistica autonoma.
Movimento surrealista
Oppenheim nasce nel 1913 a Berlino. Trascorre l'infanzia nel sud della Germania, a Delémont (JU), a Basilea e a Carona. Una volta conclusa la scuola decide di diventare artista. A 18 anni, si reca per la prima volta a Parigi dove soggiorna e lavora in diversi atelier. Qui conosce artisti come Jean Arp, Alberto Giacometti, Max Ernst e Sophie Taeuber-Arp.
Dal 1933, si muoverà nella cerchia di André Breton. Durante tutti questi anni parigini, Oppenheim è una perfetta autodidatta, inizia una formazione più accademica soltanto durante la seconda guerra mondiale.
Nel 1936, crea per un'esposizione una delle composizioni più emblematiche del movimento surrealista: «Colazione in pelliccia», composta da una tazza, un piattino e un cucchiaino ricoperti di pelliccia.
Nel 1949, ottiene la nazionalità svizzera sposando Wolfgang La Roche e si trasferisce con lui a Berna. Lì, nel 1954, si conclude finalmente la fase che durava dal 1937 e che la stessa Oppenheim descrisse come una crisi. Apre un atelier ed entra a far parte della vivacissima scena artistica bernese, che si incontra regolarmente al Café du Commerce.
Nel 1972 si trasferisce di nuovo in uno studio a Parigi e da allora fa la pendolare tra Berna, Parigi e Carona.
Nel 1983, l'opera commissionata «Brunnen» (Fontana) viene inaugurata a Berna. La scultura, che consiste in un cilindro circondato da due spirali di tufo con piante verdi e da cui scorre un filo d'acqua, verrà criticata dagli abitanti.
Nel 1984, la Kunsthalle di Berna espone per la prima volta una grande retrospettiva di Oppenheim.
Prix Meret Oppenheim
Deceduta nel novembre del 1985 all'età di 72 anni, questa borghese basilese lascia un premio in suo nome. Il Prix Meret Oppenheim viene conferito annualmente dall'Ufficio federale della cultura ad artisti il cui lavoro illustra l'arte e l'architettura contemporanea.
hs, ats