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Un ticinese con domicilio nel Principato di Monaco è stato condannato oggi dal Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona a una pena pecuniaria di mille franchi sospesa condizionalmente per due anni. L'uomo aveva incollato la vignetta autostradale su un foglio di plastica invece che direttamente sul parabrezza. Il 41enne deve inoltre assumersi i costi procedurali di 1'300 franchi.
Il 23 agosto 2013 l'imputato aveva acquistato un contrassegno a Losanna e poi si era recato in barca a Evian (F), sull'altro lato del Lago Lemano. Lì ha incollato la vignetta su un foglio di plastica che ha poi apportato al parabrezza della sua auto di lusso.
In seguito si è diretto verso il confine svizzero; al valico di Saint-Gingolph (VS) è stato fermato e costretto a pagare immediatamente una multa di 500 franchi.
In tribunale l'uomo ha spiegato di aver applicato il contrassegno su un foglio di plastica per proteggere la sua preziosa vettura: in base alla sua esperienza le vignette lasciano resti sul parabrezza quando le si vuole tirar via.
Il 41enne, un informatico che attualmente si occupa della gestione del suo patrimonio e non svolge alcuna attività lucrativa, si è opposto con veemenza all'accusa di falsificazione dei valori ufficiali, riconoscendo solamente l'applicazione contraria alla legge. Il suo legale ha inoltre messo in dubbio la legittimità di un rinvio a giudizio in Svizzera: in fondo il suo mandante ha incollato il contrassegno sul veicolo mentre si trovava in Francia.
Nella sentenza sono stati confutati entrambi i punti. L'ordinanza concernente la tassa per l'utilizzazione delle strade nazionalichiarisce inequivocabilmente che la vignetta va applicata direttamente sulla vettura. E il reato - ha argomentato il giudice - è stato commesso solamente al momento di varcare la frontiera, con il posto di confine che già appartiene al territorio elvetico.