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Crescono i timori di un disastro nel mare del Nord dove una chiatta alla deriva potrebbe schiantarsi contro la piattaforma petrolifera Valhall della British Petroleum (BP). La compagnia ha fatto abbandonare il sito estrattivo dai lavoratori, dopo che l'imbarcazione ha rotto gli ormeggi per il mare in tempesta.
La notizia riporta inevitabilmente sul tavolo la questione della sicurezza delle piattaforme petrolifere. La BP è già finita alla sbarra per il disastro ambientale avvenuto nel 2010 nel Golfo del Messico, per il quale dovrà sborsare un risarcimento da 20,8 miliardi di dollari, come comunicato dal ministro americano della Giustizia ad ottobre. Il risarcimento aveva messo un punto alle lunghe battaglie legali seguite alla dispersione di 500 milioni di litri di petrolio nell'oceano. Nell'esplosione della piattaforma avevano perso la vita 11 persone.
REUTERS/M.Ang.
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