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Il caso Djokovic non è ancora finito: il tennista, al centro di un polverone mondiale per aver ricevuto un’esenzione per poter partecipare agli Australian Opens nonostante non abbia mai voluto dichiarare se sia o meno vaccinato, si è visto rifiutare l’ingresso nel paese dal Governo australiano perché sul visto d’ingresso non si faceva menzione dell’esenzione ed è stato espulso dal Paese, anche se l’espulsione non può avvenire prima di lunedì. Al momento, Djokovic è in isolamento in un hotel di Melbourne.
Il tennista (contro cui si è espresso, pur diplomaticamente, anche il collega Rafa Nadal) aveva presentato ricorso contro l’espulsione dall’Australia, ottenendo una momentanea sospensione, prima che un giudice di Melbourne, Anthony Kelly, esaminasse in queste ore la richiesta, rinviando ogni decisione a lunedì pomeriggio.
“Le regole sono regole e non ci sono casi speciali – aveva tuonato Scott Morrison, primo ministro australiano – l’ingresso con un visto richiede una doppia vaccinazione o un’esenzione medica.
Mi viene comunicato che tale esenzione non era in vigore e di conseguenza lui è soggetto alla stessa regola di chiunque altro: voglio anche sottolineare che alla fin fine è responsabilità del viaggiatore”.