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LUGANO - Anche per l'ultimo degli otto imputati nel "caso Consonni" sono state stralciate le accuse.
Per l'impresa di Chiasso imputata di usura ai danni di 11 ex operai - riferisce la Rsi - è stato applicato il principio "ne bis in idem", che impedisce un nuovo giudizio nei confronti di chi è già stato assolto o condannato per i medesimi fatti.
La decisione è dovuta al fatto che, durante l'inchiesta, l'accusa aveva deciso per un decreto d'abbandono in merito ai reati di coazione e estorsione, per poi tentare la strada dell'usura e usura aggravata.
Per questo motivo, ai giudici delle Assise criminali non è rimasto che applicare il principio giuridico visto che, in sostanza, l'accusa stessa li aveva prosciolti sui fatti che venivano contestati.