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PARIGI - A più di due anni dall'incendio che ha devastato la cattedrale di Notre-Dame, le autorità francesi si trovano a dover fronteggiare nuove azioni legali. Proprio oggi è stata depositata una denuncia contro ignoti per messa in pericolo della vita altrui.
Entrando nel merito, nelle carte vengono evocate «gravi negligenze» a seguito del rogo avvenuto nella primavera del 2019, con riferimento agli elevatissimi livelli di piombo che le fiamme hanno liberato nell'aria. Polveri che sono tutt'ora presenti in grandi concentrazioni nell'area attorno alla cattedrale, il cui piazzale è stato chiuso nuovamente al pubblico lo scorso 18 di maggio.
A sporgere denuncia è stato un gruppo composto dal sindacato CGT, l'associazione Henri Pézerat e due famiglie i cui figli - riferisce Le Monde - sono rimasti esposti alle ricadute al suolo delle polveri di piombo, che possono risultare tossiche anche in quantità molto ridotte. Secondo le stime, durante l'incendio del 15 aprile 2019 sono circa 460 le tonnellate di piombo finite in fumo nell'aria.
La concentrazione di piombo nell'aria ha raggiunto in seguito picchi fino a 500mila microgrammi per metro quadrato nel cortile esterno della cattedrale. Una soglia di cento volte superiore a quella fissata per legge dalle autorità sanitarie parigine.