Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01151.jsonl.gz/1144

Behring è indagato per vari reati, fra cui truffa, appropriazione indebita, falsità in documenti e riciclaggio. È sospettato di aver attirato investitori con promesse di redditi mirabolanti, alleggerendoli in tal modo di centinaia di milioni di franchi attraverso un sistema che gli inquirenti ritengono essere null'altro che una catena di Sant'Antonio.
Le indagini - che coinvolgono anche altre dieci persone - sono partite nel 2004, ma finora il Ministero pubblico della Confederazione non è ancora riuscito ad arrivare a un rinvio a giudizio o a un decreto d'abbandono. Durante il procedimento Behring ha già più volte cambiato la sua squadra difensiva: il legale attuale - un avvocato d'ufficio - è stato nominato dalla procura lo scorso agosto. Ma solo un mese più tardi ha chiesto di rimettere il mandato, ritenendo completamente infranto il rapporto di fiducia.
L'MPC si è però rifiutato di lasciarlo partire: una decisione ora confermata anche dal TPF, chiamato in causa da un ricorso del legale. La Corte federale ammette che Behring ha trattato male il suo difensore, fra l'altro attraverso una lettera il cui contenuto viene qualificato come semplicemente "infamante" dai giudici. Secondo il tribunale Behring mira però solo a complicare il caso. Per evitare questo tipo di abuso l'avvocato deve quindi mostrare di avere la pelle dura: la situazione - afferma il TPF - è paragonabile a quella di un medico chiamato a curare un paziente aggressivo o addirittura violento. Prima di assumere il mandato il legale era inoltre già stato informato dalla Procura federale di possibili difficoltà nel collaborare con il "cliente".