Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/188242

<h2>SubmittedText<h2><p>In virtù dell'articolo 74 della legge sull'assicurazione per l'invalidità (LAI), l'assicurazione assegna sussidi alle associazioni centrali delle organizzazioni private d'aiuto agli invalidi. A tale scopo, l'UFAS conclude con questi enti contratti di quattro anni, nei quali vengono definiti le prestazioni, il controllo della qualità e l'importo degli aiuti finanziari. È inoltre stabilito che il 70 per cento dei sussidi deve servire a finanziare direttamente attività di consulenza e di assistenza, nonché corsi per gli invalidi o per i loro congiunti.</p><p>Recentemente, un articolo pubblicato nella rivista dei consumatori "Bon à Savoir" ha puntato il dito contro i salari dei dirigenti delle associazioni centrali, e più precisamente contro la loro mancanza di trasparenza. Inoltre, sono stati sollevati problemi di finanziamento per quanto riguarda programmi informatici troppo onerosi.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Cosa fa l'UFAS per assicurarsi che gli aiuti finanziari assegnati vengano utilizzati in modo adeguato?</p><p>2. Considerata la scarsa trasparenza delle prassi, non vi è il rischio che i sussidi vengano utilizzati per scopi diversi da quelli previsti inizialmente, ossia non per il bene della persona disabile (consulenza, assistenza e formazione)?</p><p>3. Non sarebbe il caso di aumentare la trasparenza della concessione e dell'impiego dei sussidi?</p><p>4. È stata eseguita un'analisi comparativa dei costi di funzionamento delle associazioni centrali? Se sì, quali ne sono i risultati?</p><p>5. È stata realizzata un'analisi che dimostri, per ciascuna delle associazioni centrali, che almeno il 70 per cento dei sussidi è stato utilizzato per finanziare direttamente le attività di consulenza e di assistenza delle organizzazioni affiliate?</p><p>6. Le associazioni centrali applicano per analogia anche alle organizzazioni affiliate i costi delle prestazioni stabiliti dall'UFAS? Se così non fosse, per quale motivo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Il rischio che gli aiuti finanziari vengano utilizzati per scopi diversi da quelli previsti è molto basso. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) sottopone l'attività delle associazioni centrali a verifiche costanti e rigorose. Da un lato, chiede annualmente dati sui costi e sulle prestazioni al fine di esaminare, mediante strumenti di lavoro standardizzati, il tipo, la quantità, i costi e la qualità delle prestazioni fornite. Se riscontra divergenze rispetto a quanto previsto, ne discute con l'associazione interessata, a cui chiede spiegazioni, e, se del caso, adotta misure. Il mancato rispetto delle condizioni per gli aiuti finanziari ne comporta di norma una riduzione. I costi, ad esempio, non devono superare certi limiti. Dall'altro lato, nel corso dei quattro anni di durata del contratto stipulato, l'UFAS svolge almeno una verifica sul posto presso ogni associazione centrale e ne sottopone i risultati a una classificazione dei rischi. Su questa base vengono verificate l'economicità e la conformità allo scopo delle prestazioni finanziate con i mezzi dell'AI. I processi e gli strumenti in atto sono sufficienti per garantire la trasparenza necessaria.</p><p>4. Considerata l'eterogeneità delle associazioni centrali, confrontarle direttamente sarebbe di scarsa utilità. Sulla base dei dati sui costi e sulle prestazioni presentati annualmente, tuttavia, l'UFAS allestisce per ogni associazione centrale indicatori quali i costi totali per ora di consulenza, che vengono poi confrontati con i valori di riferimento definiti nella Circolare sui sussidi alle organizzazioni private per l'aiuto agli andicappati (CSOAA), che consistono in importi orari determinati sulla base di un calcolo dei costi complessivi.</p><p>5. Il menzionato 70 per cento dei sussidi per prestazioni individuali specifiche è un valore medio determinato dall'UFAS su tutte le associazioni centrali sovvenzionate, teso unicamente a sottolineare la centralità di queste prestazioni. Nei singoli contratti di sovvenzionamento vengono disciplinate caso per caso le quote previste per le prestazioni individuali specifiche e per le prestazioni generali, ad esempio le attività di pubbliche relazioni. La quota per le prestazioni individuali specifiche varia notevolmente da un'organizzazione all'altra. Grazie ad alcune regole di compensazione, inoltre, le associazioni centrali hanno la possibilità di fornire prestazioni individuali specifiche supplementari, compensandole con una riduzione dell'offerta di prestazioni generali, ma non il contrario.</p><p>6. Le disposizioni contrattuali concordate tra l'UFAS e le associazioni centrali devono essere attuate per analogia anche tra queste ultime e le loro submandatarie. Le associazioni centrali sono responsabili al riguardo. L'UFAS esamina il rispetto delle condizioni previste nel quadro delle sue verifiche regolari.</p>  Risposta del Consiglio federale.