Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01188.jsonl.gz/1354

Il fantasma di Doha
C’è il rischio che non rimanga nulla del ciclo di Doha durante la prossima ministeriale dell’OMC. Nemmeno una mietitura precoce per i paesi meno avanzati. Alcuni Stati vogliono, tuttavia, riflettere su una agenda per il XXI secolo, come richiesto da Alliance Sud.
Il ciclo di negoziati di Doha potrebbe non figurare all’ordine del giorno dell'ottava conferenza ministeriale dell’OMC, che avrà luogo a Ginevra dal 15 al 17 dicembre. Ma turberà tuttavia gli animi. Come un fantasma. O meglio, come un cadavere, poiché, dieci anni dopo il suo lancio, è clinicamente morto, anche se nessun paese vuole apparire come il suo becchino. In discussione, specialmente, la richiesta degli Stati Uniti ai paesi emergenti, di azzerare i loro diritti doganali, in interi settori industriali. Cina, India e Brasile si rifiutano. Il motivo è scritto nero su bianco: non li possono obbligare a prendere impegni che sono volontari.
Nessuna mietitura precoce
Durante la ministeriale del 2009, Alliance Sud aveva chiesto di fermare i negoziati che tergiversavano, per passare ad altro. Mantenendo, tuttavia, gli elementi pro-sviluppo faticosamente acquisiti durante dieci anni. Nella stessa direzione, il direttore generale dell’OMC, Pascal Lamy, aveva proposto, prima dell’estate, un processo a tre velocità: rapida, per i paesi meno avanzati (PMA) sotto forma di una “mietitura precoce” ; media, con un pacchetto “PMA +” che integri altri temi; e lenta per i soggetti più controversi. Per la ministeriale, si sperava di trovare un accordo sui primi due processi.
Alla fine di luglio, era ormai palese che non vi sarà nulla di tutto questo. Nemmeno una “mietitura precoce” per i PMA. La colpa è nuovamente degli Stati Uniti, che temono una concorrenza dei tessili del Bangladesh e non sono pronti a ridurre il loro sostegno ai produttori di cotone, anche se la crisi budgetaria potrebbe costringerveli. I paesi in via di sviluppo sono i primi a rimpiangere la paralisi di Doha e, a fortiori, la mancanza di un pacchetto per i PMA. Questi ultimi considerano il fallimento di Doha come una catastrofe. L’Africa del Sud insiste sulla necessità di mantenere il ciclo aperto, ad ogni costo, poiché costituisce l’unico, e forse l’ultimo, spazio per discutere l’iniquità delle regole dell’OMC, in particolare la questione delle sovvenzioni agricole dei paesi del Nord. Altri Stati, come il Messico – favorevole ad un pacchetto PMA+ - considerano che, bisogni continuare a negoziare, anche se per molti anni ancora.
“La Svizzera ha partecipato agli sforzi in vista di un pacchetto PMA+, anche se si è visto rapidamente che non porterebbero a nulla”, spiega Remigi Winzap, capo del settore OMC alla Segreteria di Stato dell’economia (Seco). La Svizzera è membro del gruppo "Amici del sistema”, una ventina di paesi – interessati a salvaguardare il sistema commerciale e multilaterale – che cerca di uscire dall’impasse. “Noi non abbiamo la bacchetta magica”, sottolinea Remigi Winzap, “Ma bisogna riflettere sul rafforzamento dell’OMC in quanto tale. Poiché questa organizzazione va oltre il ciclo di Doha”.
Su cosa verterà la ministeriale? Se l’adesione della Russia all’OMC sembra acquisita, la conferenza potrebbe adottare una versione rivista dell’accordo plurilaterale sui mercati pubblici, ai quali potrebbero aggiungersi paesi emergenti come la Cina. Pascal Lamy riconosce la necessità di propendere maggiormente per legami tra la politica commerciale ed i temi quali i tassi di cambio, i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare e l'energia. Un discorso che conferma le rivendicazioni di Alliance Sud in favore di un’agenda post - Doha, anche se non si sa quali saranno le proposte discusse.
No alle domande di Singapore
La Svizzera si dichiara pronta a sondare le posizioni degli uni e degli altri. Le domande di Singapore – mercati pubblici, investimenti e diritti alla concorrenza – costituiscono per lei uno dei soggetti prioritari del XXI secolo. Per Alliance Sud, questi temi, che sono stati definitivamente allontanati dai paesi in via di sviluppo alla ministeriale del 2003, non devono essere reinseriti nell’ordine del giorno.
Isolda Agazzi, Alliance Sud
Traduzione Lara Argenta
(pubblicato su La Regione, 28.12.2011)