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LUGANO - Il Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza SISI ha reso pubblico il rapporto finale sull'«incoveniente grave» occorso il 13 ottobre 2015, alle 16:11, e che ha visto protagonista un aeromobile di linea (DHC-8-402, OE-LGL) della Austian Airlines che per Swiss copriva la tratta Zurigo-Lugano.
Quel giorno, precisamente alle 15:40, il velivolo decollava con 55 passeggeri a bordo. A causa delle difficili condizioni meteorologiche, al momento dell’avvicinamento a Lugano, l'aereo ha effettuato delle manovre che l'hanno pericolosamente avvicinato al suolo. Sfiorando la tragedia.
I fatti - «A causa delle nuvole basse a nord dell’aeroporto e a una presunta zona senza nubi attorno al Monte Caslano - spiega il SISI -, l’equipaggio ha eseguito una virata a sinistra. Per non perdere il contatto visivo con il suolo, il pilota ha evitato lateralmente vari brandelli di nuvole, ha eseguito una virata e, pochi secondi dopo, è avvenuto il primo allarme di prossimità del suolo "Pull up". Credendo che l’allarme fosse stato generato dalla montagna che aveva in vista, l’equipaggio ha eseguito una riattaccata inclinando il velivolo a sinistra. L’altezza minima registrata dal radioaltimetro sopra il suolo è stata di circa 475 piedi».
In base alle informazioni meteorologiche ricevute, l’equipaggio ha deciso in seguito di ripiegare su un atterraggio all’aeroporto di MilanoMalpensa, avvenuto senza complicazioni.
La causa - Secondo il SISI, quello che ha definito come un «inconveniente grave» è stato causato da un «avvicinamento pericoloso al suolo durante un avvicinamento a vista con una situazione meteorologica marginale».
Per il SISI l'accaduto è stato causato da una «procedura d'avvicinamento a vista inadeguata da parte della compagnia aerea», ma anche da una «insufficiente collaborazione delle autorità di vigilanza riguardo alla procedura» e dall'«interruzione tardiva dell’avvicinamento a vista».
L’inchiesta ha determinato che ha contribuito anche un «insufficiente scambio d’informazione tra il Gestore di aeroporto e l’UFAC».
Per questo motivo il SISI ammonisce i responsabili raccomandando «sicurezza».