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Il Partito ecologista svizzero (PES) viene fondato negli anni 1980. Al centro del suo programma politico vi sono questioni inerenti all’ecologia, ma con il tempo s’impegna sempre più anche per esigenze legate alla politica sociale, collaborando a tal fine con partiti e gruppi di sinistra.
Il Partito ecologista svizzero (PES) affonda le sue radici nei movimenti ambientalisti degli anni 1970. Nel decennio successivo il movimento dei Verdi è molto eterogeneo: da un lato, a rappresentare le esigenze ambientaliste vi è la moderata Federazione dei Verdi della Svizzera, dal 1986 rinominata Partito dei Verdi, che si concentra principalmente su temi inerenti alla protezione dell’ambiente; dall’altro, vi sono gli esponenti della sinistra alternativa dell’Alleanza verde e sociale (AVeS), maggiormente proiettata sulle rivendicazioni ecologiste dei nuovi movimenti sociali. In occasione delle elezioni del 1987 il Partito dei Verdi ottiene una quota del 5 per cento circa e guadagna nove seggi nel Consiglio nazionale, mentre l’AVeS conquista un solo seggio. A seguito di questo risultato molti dei suoi membri passano al Partito dei Verdi e l’Alleanza finisce per essere sciolta. Nel 1993 il Partito dei Verdi si fonde con diversi piccoli partiti di sinistra e assume la denominazione ufficiale di Partito ecologista svizzero – i Verdi (PES).
Nel corso degli anni 1990 il PES passa da un partito di protesta a vocazione ecologista a un partito che porta avanti riforme politiche di sinistra. Un aspetto cruciale di questo riorientamento è costituito dalla politica sociale, sulla quale il partito sostiene a tutti gli effetti posizioni proprie. Nel contesto delle discussioni sulla 10arevisione dell’AVS, per esempio, il PES deposita due iniziative popolari nel 1996. La prima chiede una flessibilizzazione dell’età di pensionamento per le donne e gli uomini a partire da 62 anni, la seconda vuole garantire il finanziamento dell’AVS attraverso un’imposta sull’energia, un tentativo di unire obiettivi ecologisti e di politica sociale nonché di portare avanti, con una riforma fiscale in chiave ambientalista, nuovi modelli di finanziamento delle assicurazioni sociali. Entrambe le iniziative vengono bocciate dal Popolo, sebbene il 46 per cento di voti favorevoli a una flessibilizzazione dell’età di pensionamento costituisca un risultato di tutto rispetto. A fronte del fenomeno della nuova povertà, il PES è uno dei primi partiti a chiedere la garanzia di un minimo vitale che potrebbe sostituire le assicurazioni sociali. Inoltre, il partito s’impegna per una crescita ecologica, per esempio attraverso la promozione delle tecnologie ecologiche, e, su questa linea, a favore di una riduzione della settimana lavorativa e di una ridistribuzione del lavoro. La sterzata a sinistra del PES non è incontestata all’interno del movimento ambientalista e porta a una scissione del partito e, nel 2003, alla fondazione del Partito verde liberale svizzero (pvl). Quest’ultimo persegue da allora una politica d’indirizzo maggiormente borghese-liberale in particolare in rapporto allo Stato sociale.
Il PES si schiera spesso a favore di un ampliamento dello Stato sociale, al fianco del Partito socialista (PSS), dei sindacati e di gruppi della società civile. Con PSS e sindacati combatte con successo l’11a riforma dell’AVS nel 2004, promuove l’iniziativa «Per una cassa malati pubblica» nel 2014 e sostiene l’iniziativa sindacale «AVSplus» nel 2016. Nel 2002 si mobilita per un’iniziativa lanciata senza successo da gruppi della società civile a favore di una cassa malati unica. In occasione dell’iniziativa popolare «Per un reddito di base incondizionato», nel 2016, il PES è l’unico partito a prendere le parti del sì. Nel 2018, inoltre, sostiene il fallito referendum contro la base legale per la sorveglianza degli assicurati, lanciato da privati. Dall’inizio del nuovo millennio il PES acquisisce progressivamente importanza e nel 2007 raggiunge una quota di elettorato del 9,6 per cento. Nel 2019, con una quota di elettorato del 13,2 per cento, riesce ad ampliare massicciamente i propri seggi nel Consiglio nazionale e nel Consiglio degli Stati, diventando il quarto principale partito in Svizzera.
Literatur / Bibliographie / Bibliografia / References: Baer, Matthias; Seitz, Werner (Hg.): Die Grünen in der Schweiz. Ihre Politik. Ihre Geschichte. Ihre Basis, Zürich 2008; Grüne Partei Schweiz: Grüne Wirtschaftspolitik. Schwerpunkte grüner Wirtschafts- und Sozialpolitik 1994/95, Bern 1994; DSS: Verdi
(05/2020)