Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/20648

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla fine di aprile è stato reso noto che nel 1997 e nel 1998 molti vagoni che trasportavano barre combustibili usate, provenienti da centrali nucleari svizzere e destinati all'impianto di ritrattamento di La Hague in Francia, erano contaminati, superando i valori limite stabiliti per la contaminazione della superficie. L'8 maggio 1998, considerate le domande sollevate da tale fenomeno e le molteplici incertezze sulle cause della contaminazione, l'Ufficio federale dell'energia ha deciso di sospendere tutte le autorizzazioni per i trasporti ferroviari e stradali di barre combustibili usate e di non rilasciare più nuove autorizzazioni, finché non sono chiarite le questioni ancora in sospeso.</p><p></p><p>Nel traffico nazionale e internazionale, il trasporto ferroviario di merci pericolose sottostà alle prescrizioni internazionali che fissano un valore limite per la contaminazione della superficie di 4 becquerel/cm2  in media su 300 cm2. La quantità di sostanze radioattive autorizzate su 300 cm2 è dunque di 1200 becquerel (Bq). A titolo di confronto, il corpo umano contiene costantemente circa 5000 Bq di potassio-40 naturale radioattivo e un litro di latte circa 50  Bq di tale isotopo. Gli esperti considerano tali valori piccole quantità di sostanze radioattive.</p><p></p><p>Nel presente caso le superfici dei vagoni ferroviari e dei contenitori non erano contaminate in modo globale, ma soltanto in alcuni punti (alcune macchie di pochi dm2 o cm2) e in luoghi non accessibili. L'intensità di dose emanata da queste macchie radioattive è più di 1000 volte inferiore all'intensità tollerata alla superficie dei contenitori, dovuta alle radiazioni sprigionate dalle barre combustibili usate, nonostante la protezione dei contenitori. Considerata la natura della merce trasportata, i contenitori devono rimanere chiusi ermeticamente in tutte le circostanze, anche in casi di gravi incidenti (urto, incendio). </p><p></p><p>I contenitori vengono caricati sott'acqua per proteggere il personale. Tale procedura riduce infatti al minimo le radiazioni. Inserite le barre nel contenitore, quest'ultimo viene chiuso ermeticamente, prelevato dal bacino, lavato con getti d'acqua e pulito, visto che la superficie esterna è in parte contaminata dall'acqua radioattiva nel bacino. Infine, i contenitori vengono installati sui vagoni. L'acqua nel bacino contiene anch'essa microscopici prodotti di corrosione che possono sprigionare una radioattività di alcune centinaia o migliaia di Bq. Tali particelle radioattive possono insediarsi in piccole fessure, per esempio sopra e intorno ai bulloni di sostegno dei contenitori di trasporto.</p><p></p><p>Le prescrizioni internazionali relative ai trasporti esigono l'assenza totale di contaminazione prima della spedizione. Lo speditore deve procedere a misurazioni su tutta la superficie del contenitore e del vagone ferroviario. Tali misurazioni vengono effettuate in venti punti diversi e i relativi valori registrati. Se per caso durante questo controllo sfugge una piccola macchia con un'intensità di dose eccessiva, può essere sprigionata una radioattività di alcune migliaia di Bq. Durante il trasporto tali microscopiche particelle radioattive potrebbero staccarsi e cadere sulla piattaforma del vagone.</p><p></p><p>La sospensione delle autorizzazioni di trasporto concerne anche i trasporti, in parte effettuati con autocarri, a destinazione dell'impianto di ritrattamento di Sellafield, Inghilterra. Secondo un rapporto inviato il 12 giugno 1998 alla Divisione principale per la sicurezza degli impianti (DSN) dalla British Nuclear Fuel Limited (BNFL), l'esercente dell'impianto summenzionato ha rilevato dalla fine del 1996 a oggi complessivamente quattro trasporti con un'intensità di dose superiore ai valori limite stabiliti. Uno di questi trasporti andava verso l'Inghilterra con contenitori pieni di merce (dalla centrale nucleare di Mühleberg con cinque anziché quattro Bq/cm2) e gli altri tre viaggiavano con contenitori vuoti in direzione Svizzera (di cui due verso la centrale nucleare di Mühleberg con 20 e 40 Bq/cm2  e uno in direzione della centrale di Gösgen con 60 Bq/cm2). I trasporti sono stati decontaminati presso stazioni di trasbordo estere. Le seguenti considerazioni valgono dunque anche per questi trasporti.</p><p></p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande:</p><p></p><p>1. Nel 1997 sei trasporti dalla Svizzera presentavano una contaminazione radioattiva superiore ai valori limite fissati all'arrivo a Valognes in Francia. Di questi trasporti tre provenivano dalla centrale di Beznau, due da quella di Gösgen e uno da Leibstadt. Nel 1998 è stata inoltre rilevata la stessa situazione  per un trasporto proveniente dalla centrale di Gösgen.</p><p></p><p>2. La contaminazione si misura in radioattività (Bq) per unità di superficie (cm2). E' stata misurata soprattutto la radioattività Gamma degli isotopi cobalto-60 e cesio-137. Secondo le prescrizioni internazionali, valide anche in Francia, una contaminazione Gamma/Beta misurata su 300 cm2 non deve superare la media di 4 Bq/cm2. Le macchie radioattive rilevate sui vagoni ferroviari svizzeri sprigionavano valori eccessivi da 7 a 60 Bq/cm2 sui contenitori e da 80 a 1440 Bq/cm2 sui vagoni. Se si presuppone una radioattività base di 1440 Bq/cm2 su una superficie di 300 cm2 , una persona dovrebbe trascorrere più di 5000 ore a una distanza di un metro dalla fonte radioattiva per raggiungere l'intensità di dose massima autorizzata sul corpo umano in un anno dalla legge e valida per la popolazione. Confrontata con le contaminazioni Gamma/Beta, la contaminazione Alpha è trascurabile.</p><p></p><p>3. Soltanto luoghi inaccessibili durante il trasporto erano contaminati; si trattava solo di piccoli punti o piccole macchie. Non è stata rilevata alcuna contaminazione sulle superfici esterne dei vagoni ferroviari che dalla Svizzera erano diretti in Francia. Le radiazioni emanate da tali contaminazioni ha rafforzato di circa un millesimo del suo valore il campo di radiazione già presente intorno ai contenitori di trasporto. Contaminazioni di tale entità isolate non compromettono in alcun modo la salute del personale delle centrali nucleari, della ferrovia e della dogana nonché quella della popolazione.</p><p></p><p>4. La DSN ha controllato i binari della stazione ferroviaria di Muttenz, dove sono stati smistati i vagoni in questione, senza trovare alcuna traccia di radioattività. Per quanto concerne le radiazioni emanate da quest'ultimi, esse non contaminano l'aria in modo inammissibile.</p><p></p><p>5. Attualmente vengono esaminate le cause delle contaminazioni. Gli esercenti delle centrali nucleari hanno formato un gruppo di lavoro con la società che esercita l'impianto di ritrattamento di La Hague, la Cogéma e il trasportatore Transnucléaire. Anche in Germania e in Francia sono in corso delle indagini in merito e i relativi risultati saranno sottoposti anche alle autorità di sicurezza svizzere, francesi e tedesche. Attualmente, si può supporre che la superficie esterna dei contenitori venga contaminata sott'acqua. Una volta caricati, i contenitori vengono decontaminati e dopo il lavaggio viene controllata sistematicamente la superficie. E' tuttavia possibile che particelle radioattive si insedino nelle piccole scabrosità della superficie, sfuggendo ai controlli, visto che la loro radioattività si sovrappone alle radiazioni emanate dall'interno dei contenitori.</p><p></p><p>6. Secondo la legge sull'energia nucleare tali trasporti sottostanno ad una autorizzazione. L'autorità preposta alle autorizzazioni è l'Ufficio federale dell'energia. La DSN esamina la conformità dei contenitori e del contenuto con le prescrizioni internazionali in materia di trasporti. I controlli relativi alla protezione contro le radiazioni vengono effettuati dallo speditore e dal destinatario svizzero sulla base delle prescrizioni concernenti la garanzia della qualità, approvate dalla DSN. A quest'ultima non sono noti casi in cui siano stati fatti partire vagoni o contenitori che sprigionavano una radioattività superiore ai valori limite stabiliti. </p><p></p><p>7. Secondo le informazioni ricevute dalle centrali nucleari svizzere, i destinatari francesi, ad eccezione di un caso che concerneva la centrale nucleare di Gösgen, non hanno loro mai comunicato le contaminazioni di trasporti con contenitori carichi. Invece, da alcuni anni, esse rilevano leggeri superamenti dei valori limite al ritorno dall'estero sui contenitori vuoti, che sono stati decontaminati sistematicamente secondo le prescrizioni. Le autorità non sono state informate di tali superamenti perché attualmente non esiste alcun obbligo di comunicazione ufficiale. </p><p></p><p>8. Fino a oggi nessun contenitore ha presentato problemi di ermeticità o di resistenza in caso di incidenti. Non vi è dunque motivo di mettere in dubbio la qualità di tali contenitori.</p><p></p><p>9. La sicurezza può essere garantita se vengono rispettate le prescrizioni in materia. Rese note le contaminazioni, sono state sospese tutte le autorizzazioni per il trasporto di barre combustibili usate. I trasporti potranno essere ripresi in modo regolare soltanto quando saranno state individuate ed eliminate le cause che hanno provocato le contaminazioni. La DSN  ha inoltre deciso di introdurre ulteriori provvedimenti destinati a fare rispettare le prescrizioni sui trasporto (p. es. un programma di misurazione più efficace, un obbligo di informazione più severo). Inoltre, unitamente alle autorità addette alla sicurezza francesi e tedesche, essa ha deciso di introdurre un sistema d'informazione internazionale. </p><p></p><p>10. I vantaggi e gli svantaggi del ritrattamento saranno discussi nell'ambito del dialogo energetico sullo smaltimento delle scorie radioattive, i cui risultati sono attesi per la fine dell'estate 1998. La questione del ritrattamento, ossia del trasporto di barre combustibili usate verso impianti di ritrattamento, sarà primordiale nell'ambito della revisione totale della legge sull'energia nucleare. L'invio del relativo avamprogetto in procedura di consultazione è previsto per la fine del 1998. Anche se si rinuncerà al ritrattamento, continuerà a sussistere il problema dei trasporti di barre combustibili usate verso depositi intermedi e finali.</p>  Risposta del Consiglio federale.