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Credit Suisse conferma l'intenzione di ridurre la sua esposizione al rischio dopo il caso Archegos, che dovrebbe costargli più di 5 miliardi di dollari (4,7 miliardi di franchi) in totale. Nuovi costi non sono esclusi, ha ricordato il numero due bancario elvetico nel suo rapporto trimestrale pubblicato oggi.
Il livello di attivi ponderati in base al rischio e quello dell'indebitamento saranno limitati per la banca d'investimento e a livello di gruppo, indica Credit Suisse. Le soglie saranno fissate dal Consiglio di amministrazione (cda), che collabora con l'Autorità svizzera di vigilanza dei mercati finanziari (Finma).
Un ulteriore impatto negativo sui risultati e il bilancio di Credit Suisse non è escluso, avvertono i responsabili dell'istituto. "Non ci può essere garanzia che ulteriori perdite, danni, costi e spese supplementari, così come ulteriori indagini e procedimenti normativi o un declassamento dei nostri rating di credito non abbiano un effetto importante" sui risultati, liquidità o posizioni patrimoniali, precisa il rapporto.
La pubblicazione giunge quasi una settimana dopo l'elezione del nuovo presidente del cda António Horta-Osório, che ha messo in guardia da tempi difficili per Credit Suisse. L'ex direttore del gruppo bancario britannico Lloyds ha annunciato una revisione della gestione del rischio, della strategia e della cultura aziendale di Credit Suisse.