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L'ex presidente Evo Morales ha proposto ai movimenti sociali che lo sostengono, e che in questi giorni hanno organizzato decine di blocchi stradali, di accettare un accordo "definitivo e inamovibile" sullo svolgimento delle elezioni generali in Bolivia il 18 ottobre.
Dall'esilio in Argentina l'ex capo dello Stato, preoccupato che le violenze e le eventuali dimissioni della presidente ad interim Jeanine Anez ritardino il ritorno alla democrazia, ha rivolto via Twitter un appello "ai dirigenti sociali e al popolo che si è mobilitato" a considerare l'approvazione di una proposta elaborata dai movimenti sociali e dal Tribunale supremo elettorale (Tse).
Il 'Verbale di accordo' proposto in allegato al tweet prevede la "garanzia" di svolgimento definitivo delle elezioni il 18 ottobre con tutte le precauzioni per proteggere la salute dei boliviani dalla pandemia da coronavirus, l'approvazione di "una specifica legge" a sostegno da parte del Parlamento, e ribadisce la volontà del Tse di "continuare il dialogo e la ricerca di una intesa con l'insieme dei poteri dello Stato" e con "tutte le organizzazioni politiche ed i movimenti sociali".
Questi ultimi esprimono nel documento "la loro predisposizione a collaborare alla realizzazione del processo elettorale nelle migliori condizioni possibili per permettere che "le autorità del potere legislativo ed esecutivo possano insediarsi entro l'anno".