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Incarto n. 10.2003.144 DA 450/2003 Bellinzona 12 giugno 2003 Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Giudice della Pretura penale Damiano Stefani sedente con Marco Agustoni in qualità di segretario, per giudicare __________ detto __________ __________, fu __________ e di __________ nata __________, nato il __________ __________ 1958 a __________ (Italia), attinente di __________, domiciliato a __________, coniugato, __________, difeso da: avv. __________ __________ __________, __________, prevenuto colpevole 1. ingiuria, per avere, a __________ il __________ __________ 2002, offeso l’onore di __________ __________ tacciandolo con epiteti vari tra i quali: “figlio di puttana”, “bastardo” e “cornuto”; 2. ripetuta minaccia, per avere, a __________, incusso spavento e timore a __________ __________ minacciandolo con le parole: 2.1. in data __________ __________ 2002: “te l’ho promesso se ti prendo in giro ti spezzo le ossa e i reni, stai attento a quando vai in giro”; 2.2. in data __________ __________ 2002: “ti farò sputare sangue” facendogli nel contempo il gesto di spaccargli il collo e aizzandogli contro il suo cane di razza “Rottweiler” che teneva al guinzaglio; fatti avvenuti nelle riferite circostanze di tempo e di luogo; reati previsti dagli art. 177 e 180 CPS, richiamato l’art. 39 cifra 1 CPS; perseguito con decreto d’accusa del __________ __________ 2003 DA n. __________/__________ del Procuratore pubblico Nicola Respini, __________, che propone la condanna: 1.Alla pena di 3 (tre) giorni di arresto sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni. 2.Per ogni pretesa la parte civile __________ __________, __________, è rinviata al competente foro civile. 3.Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.-- e delle spese giudiziarie di fr. 200.--; La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà cancellata trascorso il periodo fissato dall’art. 80 CPS, rispettivamente dall’art. 41 cifra 4 CPS; vista l’opposizione al decreto d’accusa interposta tempestivamente in data 12 febbraio 2003 dal difensore; indetto il dibattimento 12 giugno 2003, al quale erano presenti l’imputato, assistito dal difensore avv. __________ __________ __________, la parte civile, __________ __________, assistita dal patrocinatore, avv. __________ __________, mentre il Procuratore pubblico ha rinunciato a presenziare, postulando nel contempo la conferma del decreto d’accusa impugnato; accertate le generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato; sentito il patrocinatore della parte civile, il quale in merito ai fatti del ____________________ 2002 ritiene che dagli atti emerge chiaramente che l’accusato ha pronunciato le frasi ingiuriose e minacciose, del resto sentite pure dalla teste __________. La minaccia ha sicuramente incusso nella parte civile timore di subire un danno. In merito ai fatti del ____________________ 2002, l’avv. __________ ritiene che non sia credibile che a cinque giorni di distanza dai fatti del ____________________ 2002 l’imputato sia passato davanti alla casa del fratello per caso. Inoltre dal filmato risulta chiaramente che l’imputato non stava semplicemente passeggiando e si trovava in loco non per caso. Dalla medesima registrazione si evince che egli abbia aizzato il cane per dare corpo alle minacce verbali, cercando di spaventare, e riuscendovi, la parte lesa. Dal profilo giuridico sono dati tutti i presupposti oggettivi e soggetti del reato di minaccia. In conclusione il patrocinatore chiede che venga confermato integralmente il decreto d’accusa e che vengano assegnate alla parte civile adeguate ripetibili, il cui ammontare viene lasciato al prudente giudizio di codesto giudice; sentito il difensore, il quale innanzitutto rileva come non vi siano prove tangibili a suffragio delle accuse mosse all’imputato per i fatti del ____________________ 2002. Le testimonianze sono irrilevanti, in quanto i testi non hanno visto nulla ed il timbro di voce dei fratelli è molto simile, per cui non si sa chi abbia parlato. Inoltre è inverosimile che l’imputato si sia espresso in dialetto ticinese. Al dibattimento l’accusato ha ribadito di non d’aver proferito gli epiteti e le frase minacciose indicate nel DA, che per giunta non emergono dagli atti. Per i fatti del ____________________ 2002 il difensore fa notare come il filmato sia stato tagliato a piacere e pertanto non può essere ritenuto una prova: infatti potrebbero mancare le provocazioni della parte lesa. Dal video non è possibile capire le frasi pronunciate dall’accusato. L’unica frase ammessa “ti farò pisciare sangue” è stata pronunciata in un contesto di litigio e pertanto non poteva incutere timore. L’accusato contesta decisamente d’aver fatto il gesto di spezzare il collo alla parte lesa e dal filmato infatti ciò non risulta. Dalla registrazione emerge inoltre in modo chiaro che il cane non è stato aizzato. Inoltre non ha incusso timore alla vittima, che infatti non nemmeno scappata. Per i motivi che precedono il difensore contesta il reato d’ingiuria, in subordine chiede l’applicazione del secondo capoverso dell’art. 177 CPS. Il reato di ripetuta minaccia non sussiste, in quanto non è stato incusso spavento. In conclusione egli chiede l’assoluzione del suo assistito per entrambi i reati, la conferma del rinvio della parte civile al competente foro per le pretese di corrispondente natura e si oppone all’assegnazione di ripetibili; sentito in replica il patrocinatore di parte civile precisa che l’imputato ha ammesso al dibattimento di aver dato del “vigliacco” al fratello in data ____________________ 2002. Inoltre la teste ha sentito gridare “figlio di puttana” da un’altra persona che non è la parte lesa. Le posizioni dei testi convergono con quella del suo patrocinato. La registrazione non è stata tagliata ma semplicemente interrotta. Dalla stessa si notano due atti che costituiscono una minaccia: il fatto di aver aizzato il cane e la frase indicata al punto 2.2 del DA. Egli contesta infine che ci sia stata provocazione da parte del suo cliente; sentito in duplica il difensore fa notare che il termine “vigliacco” non può entrare in considerazione nel presente procedimento, in quanto non contenuto nel DA. La registrazione, seppur non tagliata, è stata bloccata: quindi potrebbero mancare dei fatti rilevanti. Dal filmato non risulta che l’imputato abbia aizzato il cane; sentito da ultimo l'accusato, il quale si sente limitato nella sua libertà di movimento a causa del fratello. Aggiunge inoltre che si sente incastrato dal fratello; posti a giudizio i seguenti quesiti: 1. È il signor __________ __________ autore colpevole di: 1.1. Ingiuria? 1.2. Ripetuta minaccia? 2. In caso affermativo, deve, e se sì in che misura, essere ridotta la pena proposta? 3. A chi sono deferite le pretese della parte civile __________ __________? 4. L’imputato può beneficiare della sospensione condizionale della condanna? 5. L’eventuale condanna deve essere iscritta a casellario giudiziale e, se sì, a quali condizioni potrà avvenire la cancellazione? 6. A chi vanno caricate la tassa e le spese di giudizio? 7. Devono essere assegnate, e se sì in che misura, le ripetibili alla parte civile? letti ed esaminati gli atti; preso atto che nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza, né ha formulato dichiarazione di ricorso; visti gli art. 39, 41, 49, 63, 177 e 180 CPS; 9 e ss., 273 e ss. CPP; 39 LTG; rispondendo ai quesiti posti; dichiara __________ __________ Franco __________, fu __________ e di __________ nata __________, nato il ____________________ 1958 a __________ (Italia), attinente di __________, domiciliato a __________, coniugato, __________, autore colpevole di minaccia, art. 180 CPS; per i fatti compiuti a Mezzovico il ____________________ 2002 nelle circostanze descritte a punto 2.2. del decreto di accusa DA n. __________/__________ del ____________________ 2003; e lo proscioglie dall’accusa di ingiuria, art. 177 CPS, e di minaccia, art. 180 CPS, per i fatti descritti al punto 1. e 2.1. del suddetto decreto di accusa; condanna __________ detto __________ __________, 1. alla multa di fr. 300.-- (trecento); 2. al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di questa sede di complessivi fr. 150.-- (fr. 400.-- in caso di motivazione scritta), oltre a quelle del decreto d’accusa di complessivi fr. 300.--; ordina l'iscrizione della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata entro un anno, se l'imputato avrà pagato la multa e tenuto buona condotta (art. 49 cifra 4, risp. 106 cpv. 3 CPS); assegna al condannato il termine di tre mesi per il pagamento della multa e lo avverte che in caso di mancato pagamento entro il termine la pena sarà commutata in arresto (art. 49 cifra 3 CPS); conferma il rinvio della parte civile per ogni relativa pretesa al competente foro; condanna il signor __________ __________ al versamento di fr. 800.-- (ottocento) alla parte civile a titolo di ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP); le parti sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP). Intimazione a: __________ __________, __________, Procuratore pubblico Nicola Respini, __________ __________ __________, __________, __________ __________, __________ __________, __________, Avv. __________ __________ __________, Via __________ __________, __________, Avv. __________ __________, Via __________ __________, ____________________ __________ __________, e a: Comando della Polizia cantonale, Bellinzona, Sezione esecuzione pene e misure, Torricella, Servizio di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona, Ufficio dei Giudici dell’istruzione e dell’arresto, Lugano. La sentenza è definitiva. Il giudice: Il segretario: Distinta spese a carico di __________ __________ __________, fr. 300.00 multa fr. 200.00 tassa di giustizia fr. 250.00 spese giudiziarie fr. 750.00 totale

Incarto n. 10.2003.144 DA 450/2003 Incarto n. 10.2003.144

Incarto n. DA 450/2003

DA 450/2003 Bellinzona 12 giugno 2003 Bellinzona

Bellinzona 12 giugno 2003

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Sentenza

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Giudice della Pretura penale Il Giudice della Pretura penale

Il Giudice della Pretura penale Damiano Stefani Damiano Stefani

sedente con Marco Agustoni in qualità di segretario, per giudicare

__________ detto __________ __________, fu __________ e di __________ nata __________, nato il __________ __________ 1958 a __________ (Italia), attinente di __________, domiciliato a __________, coniugato, __________, difeso da: avv. __________ __________ __________, __________, __________ detto __________ __________, fu __________ e di __________ nata __________, nato il __________ __________ 1958 a __________ (Italia), attinente di __________, domiciliato a __________, coniugato, __________,

__________ difeso da: avv. __________ __________ __________, __________,

__________ prevenuto colpevole 1. ingiuria, per avere, a __________ il __________ __________ 2002, offeso l’onore di __________ __________ tacciandolo con epiteti vari tra i quali: “figlio di puttana”, “bastardo” e “cornuto”;

2. ripetuta minaccia, per avere, a __________, incusso spavento e timore a __________ __________ minacciandolo con le parole:

2.1. in data __________ __________ 2002: “te l’ho promesso se ti prendo in giro ti spezzo le ossa e i reni, stai attento a quando vai in giro”;

2.2. in data __________ __________ 2002: “ti farò sputare sangue” facendogli nel contempo il gesto di spaccargli il collo e aizzandogli contro il suo cane di razza “Rottweiler” che teneva al guinzaglio;

fatti avvenuti nelle riferite circostanze di tempo e di luogo;

reati previsti dagli art. 177 e 180 CPS, richiamato l’art. 39 cifra 1 CPS;

perseguito con decreto d’accusa del __________ __________ 2003 DA n. __________/__________ del Procuratore pubblico Nicola Respini, __________, che propone la condanna:

1.Alla pena di 3 (tre) giorni di arresto sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni.

2.Per ogni pretesa la parte civile __________ __________, __________, è rinviata al competente foro civile.

3.Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.-- e delle spese giudiziarie di fr. 200.--;

La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà cancellata trascorso il periodo fissato dall’art. 80 CPS, rispettivamente dall’art. 41 cifra 4 CPS;

vista l’opposizione al decreto d’accusa interposta tempestivamente in data 12 febbraio 2003 dal difensore;

indetto il dibattimento 12 giugno 2003, al quale erano presenti l’imputato, assistito dal difensore avv. __________ __________ __________, la parte civile, __________ __________, assistita dal patrocinatore, avv. __________ __________, mentre il Procuratore pubblico ha rinunciato a presenziare, postulando nel contempo la conferma del decreto d’accusa impugnato;

accertate le generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato;

sentito il patrocinatore della parte civile, il quale in merito ai fatti del ____________________ 2002 ritiene che dagli atti emerge chiaramente che l’accusato ha pronunciato le frasi ingiuriose e minacciose, del resto sentite pure dalla teste __________. La minaccia ha sicuramente incusso nella parte civile timore di subire un danno. In merito ai fatti del ____________________ 2002, l’avv. __________ ritiene che non sia credibile che a cinque giorni di distanza dai fatti del ____________________ 2002 l’imputato sia passato davanti alla casa del fratello per caso. Inoltre dal filmato risulta chiaramente che l’imputato non stava semplicemente passeggiando e si trovava in loco non per caso. Dalla medesima registrazione si evince che egli abbia aizzato il cane per dare corpo alle minacce verbali, cercando di spaventare, e riuscendovi, la parte lesa. Dal profilo giuridico sono dati tutti i presupposti oggettivi e soggetti del reato di minaccia. In conclusione il patrocinatore chiede che venga confermato integralmente il decreto d’accusa e che vengano assegnate alla parte civile adeguate ripetibili, il cui ammontare viene lasciato al prudente giudizio di codesto giudice;

sentito il difensore, il quale innanzitutto rileva come non vi siano prove tangibili a suffragio delle accuse mosse all’imputato per i fatti del ____________________ 2002. Le testimonianze sono irrilevanti, in quanto i testi non hanno visto nulla ed il timbro di voce dei fratelli è molto simile, per cui non si sa chi abbia parlato. Inoltre è inverosimile che l’imputato si sia espresso in dialetto ticinese. Al dibattimento l’accusato ha ribadito di non d’aver proferito gli epiteti e le frase minacciose indicate nel DA, che per giunta non emergono dagli atti. Per i fatti del ____________________ 2002 il difensore fa notare come il filmato sia stato tagliato a piacere e pertanto non può essere ritenuto una prova: infatti potrebbero mancare le provocazioni della parte lesa. Dal video non è possibile capire le frasi pronunciate dall’accusato. L’unica frase ammessa “ti farò pisciare sangue” è stata pronunciata in un contesto di litigio e pertanto non poteva incutere timore. L’accusato contesta decisamente d’aver fatto il gesto di spezzare il collo alla parte lesa e dal filmato infatti ciò non risulta. Dalla registrazione emerge inoltre in modo chiaro che il cane non è stato aizzato. Inoltre non ha incusso timore alla vittima, che infatti non nemmeno scappata. Per i motivi che precedono il difensore contesta il reato d’ingiuria, in subordine chiede l’applicazione del secondo capoverso dell’art. 177 CPS. Il reato di ripetuta minaccia non sussiste, in quanto non è stato incusso spavento. In conclusione egli chiede l’assoluzione del suo assistito per entrambi i reati, la conferma del rinvio della parte civile al competente foro per le pretese di corrispondente natura e si oppone all’assegnazione di ripetibili;

sentito in replica il patrocinatore di parte civile precisa che l’imputato ha ammesso al dibattimento di aver dato del “vigliacco” al fratello in data ____________________ 2002. Inoltre la teste ha sentito gridare “figlio di puttana” da un’altra persona che non è la parte lesa. Le posizioni dei testi convergono con quella del suo patrocinato. La registrazione non è stata tagliata ma semplicemente interrotta. Dalla stessa si notano due atti che costituiscono una minaccia: il fatto di aver aizzato il cane e la frase indicata al punto 2.2 del DA. Egli contesta infine che ci sia stata provocazione da parte del suo cliente;

sentito in duplica il difensore fa notare che il termine “vigliacco” non può entrare in considerazione nel presente procedimento, in quanto non contenuto nel DA. La registrazione, seppur non tagliata, è stata bloccata: quindi potrebbero mancare dei fatti rilevanti. Dal filmato non risulta che l’imputato abbia aizzato il cane;

sentito da ultimo l'accusato, il quale si sente limitato nella sua libertà di movimento a causa del fratello. Aggiunge inoltre che si sente incastrato dal fratello;

posti a giudizio i seguenti quesiti:

1. È il signor __________ __________ autore colpevole di:

1.1. Ingiuria?

1.2. Ripetuta minaccia?

2. In caso affermativo, deve, e se sì in che misura, essere ridotta la pena proposta?

3. A chi sono deferite le pretese della parte civile __________ __________?

4. L’imputato può beneficiare della sospensione condizionale della condanna?

5. L’eventuale condanna deve essere iscritta a casellario giudiziale e, se sì, a quali condizioni potrà avvenire la cancellazione?

6. A chi vanno caricate la tassa e le spese di giudizio?

7. Devono essere assegnate, e se sì in che misura, le ripetibili alla parte civile? letti ed esaminati gli atti;

preso atto che nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza, né ha formulato dichiarazione di ricorso;

visti gli art. 39, 41, 49, 63, 177 e 180 CPS; 9 e ss., 273 e ss. CPP; 39 LTG;

rispondendo ai quesiti posti;

dichiara __________ __________ Franco __________, fu __________ e di __________ nata __________, nato il ____________________ 1958 a __________ (Italia), attinente di __________, domiciliato a __________, coniugato, __________,

autore colpevole di minaccia, art. 180 CPS;

per i fatti compiuti a Mezzovico il ____________________ 2002 nelle circostanze descritte a punto 2.2. del decreto di accusa DA n. __________/__________ del ____________________ 2003;

e lo proscioglie dall’accusa di ingiuria, art. 177 CPS, e di minaccia, art. 180 CPS, per i fatti descritti al punto 1. e 2.1. del suddetto decreto di accusa;

condanna __________ detto __________ __________,

1. alla multa di fr. 300.-- (trecento);

2. al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di questa sede di complessivi fr. 150.-- (fr. 400.-- in caso di motivazione scritta), oltre a quelle del decreto d’accusa di complessivi fr. 300.--;

ordina l'iscrizione della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata entro un anno, se l'imputato avrà pagato la multa e tenuto buona condotta (art. 49 cifra 4, risp. 106 cpv. 3 CPS);

assegna al condannato il termine di tre mesi per il pagamento della multa e lo avverte che in caso di mancato pagamento entro il termine la pena sarà commutata in arresto (art. 49 cifra 3 CPS);

conferma il rinvio della parte civile per ogni relativa pretesa al competente foro;

condanna il signor __________ __________ al versamento di fr. 800.-- (ottocento) alla parte civile a titolo di ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP);

le parti sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).

Intimazione a: Intimazione a:

__________ __________, __________, Procuratore pubblico Nicola Respini, __________ __________ __________, __________, __________ __________, __________ __________, __________, Avv. __________ __________ __________, Via __________ __________, __________, Avv. __________ __________, Via __________ __________, ____________________ __________ __________, __________ __________, __________,

Procuratore pubblico Nicola Respini, __________ __________ __________, __________,

__________ __________, __________ __________, __________,

Avv. __________ __________ __________, Via __________ __________, __________,

Avv. __________ __________, Via __________ __________, ____________________ __________ __________,

e a:

Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,

Sezione esecuzione pene e misure, Torricella,

Servizio di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,

Ufficio dei Giudici dell’istruzione e dell’arresto, Lugano.

La sentenza è definitiva.

Il giudice: Il segretario:

Distinta spese a carico di __________ __________ __________,

fr. 300.00 multa

fr. 200.00 tassa di giustizia

fr. 250.00 spese giudiziarie

fr. 750.00 totale