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Il Tribunale regionale di Berna ha condannato oggi a nove mesi di reclusione e a una pena pecuniaria, sospese con la condizionale, un uomo di 64 anni. Aveva incassato la pensione e l'assistenza sociale della moglie deceduta per una cifra superiore ai 200'000 franchi.
Inoltre, l'imputato, giunto in Svizzera dallo Sri Lanka come richiedente asilo nel 1985, è stato condannato a svolgere 160 ore di lavori di pubblica utilità. L'uomo è stato ritenuto colpevole di truffa per mestiere e falsità in documenti.
Il Ministero pubblico aveva chiesto una reclusione di due anni con la condizionale, mentre la difesa sperava di ottenere una condanna limitata a una pena finanziaria. Durante il processo, il 64enne si era dichiarato colpevole e consapevole di aver commesso un reato, giustificando le sue azioni con un pesante indebitamento nel quale era incorso.
Dopo la morte della consorte, sopraggiunta nel 2008, l'uomo aveva continuato a incassare mensilmente la pensione della donna fino al 2014, per un totale di 90'000 franchi. L'imbroglio gli aveva permesso anche di percepire 140'000 franchi dall'assistenza sociale della città di Berna.
SDA-ATS