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BERNA - Il Dipartimento federale dell'ambiente (DATEC) ha deciso di non entrare in materia sulla "denuncia climatica" presentata lo scorso ottobre da un'associazione di pensionate, che chiede allo Stato una migliore tutela contro il riscaldamento atmosferico. L'associazione deciderà il 23 maggio se ricorrere ai tribunali, indica una sua nota diramata oggi.
L'azione legale contro il Consiglio federale era stata annunciata lo scorso 23 agosto, all'atto costitutivo dell'Associazione delle anziane per il clima (Verein KlimaSeniorinnen) ed era stata inoltrata il 25 ottobre, sottoscritta da 459 donne in età AVS.
L'associazione sostiene che sono le donne in là con gli anni a soffrire più degli altri per gli effetti del cambiamento ambientale. Essa vuole dunque far valere i diritti fondamentali alla vita e alla salute, anche per le generazioni future. In questo ambito chiama in causa gli attuali «obiettivi climatici» del governo, che a suo avviso «sono ben lungi dalle esigenze minime» per evitare «le conseguenze catastrofiche» del riscaldamento dell'atmosfera, e violano in tal modo la Costituzione.
L'articolo 74 - ricorda l'associazione - afferma che "la Confederazione emana prescrizioni sulla protezione dell'uomo e del suo ambiente naturale da effetti nocivi o molesti" e "si adopera per impedire tali effetti". L'articolo 10 prevede poi che "ognuno ha diritto alla vita" e "all'integrità fisica".
Il DATEC ha tuttavia deciso di non entrare in materia su queste argomentazioni, deplora l'associazione nella sua nota. Il dipartimento diretto da Doris Leuthard ritiene che essa non abbia la facoltà di presentare una simile azione legale.
Una decisione di cui l'associazione si dice «molto delusa». Il prossimo 23 maggio la sua assemblea generale deciderà se ricorrere al Tribunale amministrativo federale (TAF). Il termine per farlo scade il 26 maggio.
Dopo il TAF potrebbe essere la volta del Tribunale federale di Losanna. La causa potrebbe addirittura finire a Strasburgo davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo, ha lasciato trasparire l'associazione. A suo avviso, infatti, gli attuali «obiettivi climatici» della Svizzera non rispettano, oltre che la Costituzione federale, neppure la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
Del Verein KlimaSeniorinnen fanno parte, tra le altre, la consigliera nazionale Anne Mahrer (Verdi/GE), la ex presidente del Partito Socialista svizzero Christiane Brunner, altre ex consigliere nazionali, nonché l'operatrice sociale e scrittrice Judith Giovannelli-Blocher, sorella dell'ex consigliere federale Christoph Blocher. La nuova associazione è anche sostenuta da Greenpeace.