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Il bosone di Higgs è come un granello di zucchero, dice Jonathan Amos, giornalista della BBC.
Le palline da ping-pong rappresentano le particelle in grado di muoversi liberamente alla velocità della luce. Lo zucchero rappresenta il campo di Higgs, che appena dopo il Big Bang rallenta il movimento delle particelle e permette loro di appesantirsi e di acquisire una massa. Alcune particelle interagiscono molto e acquisiscono una grande massa (come il quark top), altre interagiscono meno acquisendo una massa minore (come l’elettrone). Solo il fotone, che non ha massa e si muove alla velocità della luce, “sfugge” al campo.
“La particella maledetta” (The Goddamn particle): così il bosone di Higgs era stato definito da Leon Max Lederman, proprio per la difficoltà dei fisici nell’individuarlo. Ma questa definizione, destinata a essere il titolo del libro divulgativo di Lederman sull’argomento, diventò “La particella di Dio” (The God particle) per scelta dell’editore. Oggi dal CERN di Ginevra arriva l’annuncio che quella maledetta particella di Dio è stata trovata.
Dallo scontro di protoni se ne salta fuori l'Higgs (Cortesia: CERN)
Il Merychippus, cavallo del Miocene, se ne andava tranquillo a zonzo nella prateria, mai più pensando che da lì a qualche milione di anni sarebbe arrivato l’uomo. Mai più pensando che quest’uomo sarebbe riuscito a scoprire la temperatura di quel periodo in un posto un bel po’ più a Sud. Una temperatura alta, rispetto a quella che ci si sarebbe aspettati di trovare, per essere sulla costa antartica di 20 milioni di anni fa.
La barriera di Ross (Cortesia:Michael Van Woert, NOAA NESDIS, ORA)