Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/147040

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legislazione in materia (art. 59 e 62 LRTV, art. 55 ORTV e ordinanza del DATEC sulla radiotelevisione) affinché le emittenti concessionarie con mandato di servizio pubblico diffondano i loro programmi su un canale preferenziale anche nell'era del digitale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il processo di digitalizzazione coinvolge tutti i canali di diffusione dei programmi radiotelevisivi: la trasmissione via cavo e via Internet (IP) non fanno eccezione. I fornitori storici si stanno organizzando per sfruttare meglio il potenziale delle nuove tecniche, mentre fanno la loro comparsa nuovi attori, che propongono ai telespettatori servizi di ultima generazione. Grazie a innovativi dispositivi di ricezione e di comando intelligenti, si aprono per il pubblico nuove opportunità e possibilità di fruizione.</p><p>Il Consiglio federale guarda con favore allo sviluppo della diffusione dei programmi in tecnica digitale, in quanto utile strumento per accrescere la pluralità delle opinioni e dell'offerta. Lo sviluppo tecnologico non è destinato ad arrestarsi a breve termine. Tanto più grande è così il rischio di frenare il positivo processo di innovazione digitale con un'inappropriata regolamentazione dei mezzi di comunicazione.</p><p>Il graduale smantellamento dell'offerta televisiva in tecnica analogica si concluderà prevedibilmente nel 2015. Di conseguenza, tutti gli operatori delle reti via cavo stanno adeguando l'offerta digitale. Oggigiorno, i programmi televisivi regionali titolari di una concessione non sono organizzati ovunque secondo un ordine uniforme, ma continua ad esser data loro una posizione nella prima parte del piano di numerazione. Con la decisione di diffondere su base volontaria tutti i programmi televisivi regionali nell'intera regione linguistica, upc cablecom ha raggiunto una soluzione di compromesso: le emittenti regionali hanno guadagnato l'accesso a una zona di copertura considerevolmente più estesa di quella stabilita nella concessione; nel contempo, questi programmi non si trovano più nei primissimi posti della lista, pur restando in una posizione che il telespettatore medio considera quando passa in rassegna i canali televisivi.</p><p>Nei casi in cui gli operatori delle reti via cavo attribuiscono un ordine preliminare ai programmi, questo è solo temporaneo. La posizione in cui i singoli programmi compaiono sullo schermo o sulla guida elettronica dei programmi (EPG) dipende dal tipo di apparecchio televisivo. I televisori più datati li elencano in base alla frequenza di trasmissione o in ordine alfabetico, e non secondo una sistematica stabilita dall'operatore della rete via cavo. Dato che l'immensa offerta di programmi digitali rende oggigiorno lo "zapping" praticamente impossibile, molti telespettatori organizzano elenchi personalizzati con i propri programmi preferiti, una funzione che diventa sempre più facile grazie ai moderni televisori e ai set-top-box.</p><p>Per concludere, ad oggi non è prevedibile quali applicazioni e servizi verranno alla ribalta nel prossimo futuro, sulla scia della progressiva digitalizzazione del mondo televisivo. Si pensi, ad esempio, all'utilizzo di tablet e smartphone per comandare il televisore o anche a programmi informatici che consentono di riordinare questi elenchi in modo automatico e personalizzato sulla base delle preferenze dello spettatore. A fronte dell'incalzante sviluppo tecnico, una regolamentazione legale sarebbe inappropriata.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.