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BERNA - L'attuazione dell'iniziativa sull'immigrazione di massa non convince pienamente la Conferenza dei governi cantonali (CdC), riunita oggi in assemblea plenaria. La soglia di disoccupazione a partire dalla quale i posti vacanti vanno annunciati agli Uffici regionali di collocamento (URC) deve essere in un primo momento portata all'8% e non al 5% proposto dal Consiglio federale, si legge oggi in un comunicato.
Il tasso dovrebbe poi essere fatto scendere al 5% non prima di luglio 2019, precisano i Cantoni. La percentuale avanzata dal governo era stata criticata anche dalle associazioni economiche, che ne richiedevano un innalzamento. L'esecutivo stima che attualmente sottostanno a un obbligo di annuncio circa tre posti vacanti su dieci.
Il periodo di transizione con soglia fissata all'8% comincerebbe a luglio dell'anno prossimo, precisa la nota. La CdC ritiene che una quota stabilita al 5% fin da subito inonderebbe gli URC di annunci.
A suo avviso, stando alle cifre recenti, la misura comporterebbe 180'000 posti vacanti in più ogni anno da gestire per gli Uffici regionali di collegamento, che però non dispongono né del personale né degli strumenti per gestirli tutti. Sarebbe necessario creare 270 nuovi impieghi in seno agli URC per far fronte alla situazione.
I Cantoni non vogliono poi dover contribuire ai costi supplementari generati dall'obbligo di comunicare i posti vacanti. In principio dovrebbe essere la Confederazione a sopperire a queste spese. Gli altri punti dell'attuazione dell'iniziativa sono invece ben accolti.