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BERNA - La liberalizzazione completa del mercato dell'elettricità, presentata oggi dalla consigliera federale Doris Leuthard, è già nel mirino della critica. La sinistra chiede misure di accompagnamento, mentre diverse organizzazioni sottolineano la mancanza di misure volte a promuovere le energie rinnovabili.
Il PS si oppone a una liberalizzazione totale e unilaterale del mercato, come proposto dal Consiglio federale. Il partito ritiene che una mossa del genere non è necessaria, siccome l'accordo con l'Ue non è ancora stato firmato.
Se la liberalizzazione dovesse avvenire nel quadro di un accordo bilaterale, il PS intende lottare per garantire il rispetto di determinate condizioni. Ad esempio, le grandi infrastrutture di produzione, il trasporto e lo stoccaggio dell'elettricità devono rimanere in mani pubbliche. Inoltre, sostiene il partito, è necessario adottare misure per proteggere i salari e il personale. La stessa rivendicazione è stata fatta dai Verdi. Questi ultimi aggiungono che un'apertura totale del mercato è possibile unicamente se vi si includono misure di accompagnamento a favore delle energie rinnovabili.
Progetto "zoppicante" - L'Unione sindacale svizzera (USS) ritiene che il progetto del Consiglio federale sia un regalo alle aziende elettriche. Ma sono state prese in considerazione in minima parte le energie rinnovabili per evitare che le associazioni ecologiste alzino le barricate, scrive l'USS.
La liberalizzazione presentata oggi è "zoppicante", poiché i gestori delle reti di distribuzione sarebbero obbligati ad acquistare l'elettricità destinata all'approvvigionamento di base dai grandi produttori. Questo vincolo è un ritorno alla casella di partenza. La confederazione sindacale Travail.Suisse non è a priori contraria a un'apertura completa del mercato. Tuttavia sono necessarie alcune condizioni, ad esempio un accordo sull'elettricità con l'Ue e misure di accompagnamento per i lavoratori del settore. Il sindacato ha espresso il proprio disappunto per il fatto che il progetto presentato oggi non soddisfa nessuna di queste condizioni.
AEE Suisse - organizzazione che riunisce gli attori attivi nell'energia rinnovabile e nell'efficienza energetica - ritiene che il progetto del Consiglio federale non tiene abbastanza conto della strategia energetica 2050 voluta dal popolo. L'organizzazione approva una liberalizzazione del mercato solo se vengono inserite alcune misure di accompagnamento, in particolare a favore delle energie rinnovabili.
Critiche anche da parte della Fondazione svizzera per l'energia (SES), secondo cui il progetto manca di una visione d'insieme, poiché si concentra sui dettagli e non tiene conto dell'elemento essenziale: lo sviluppo delle energie rinnovabili. L'apertura del mercato, rileva la SES, non è una priorità.
Per l'Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES), la sicurezza dell'approvvigionamento e la struttura del futuro mercato dell'elettricità sono fondamentali. Tuttavia, si esprimerà in maniera più dettagliata dopo aver preso conoscenza del progetto.