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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato, di concerto con i responsabili del Dizionario storico della Svizzera (DSS), di esporre in un rapporto la propria visione del futuro del DSS e del ruolo che intende assegnargli nell'elaborazione, nella mediazione e nella divulgazione delle conoscenze di storia del nostro Paese. In particolare il rapporto dovrà illustrare la collocazione del DSS, o dell'ente che gli succederà, all'interno dell'infrastruttura mediante la quale s'intende rafforzare la posizione delle scienze umane in generale e della storia svizzera in particolare.
Motivazione
Data la sua valenza per la coesione e la politica culturale e linguistica del Paese, il DSS può contare da molti anni sul sostegno finanziario della Confederazione per l'elaborazione e la pubblicazione delle voci nelle quattro lingue nazionali. Da sempre il Consiglio federale e il Parlamento riconoscono l'importanza della storia per l'identità nazionale. Nella prefazione al primo volume, l'allora presidente della Confederazione Kaspar Villiger dichiarava infatti che il nostro Paese, la Confederazione svizzera, si è da sempre definito attraverso la storia, cioè attraverso quel passato che i nostri antenati hanno condiviso e forgiato insieme. Dal 1998 il DSS è disponibile in versione elettronica (e-DSS): si tratta della prima opera di consultazione pubblica al mondo disponibile gratuitamente on-line in più lingue. Dal 2002, i volumi cartacei del DSS sono pubblicati in tedesco, francese e italiano a ritmo annuale (sinora sono stati stampati 4 dei 13 volumi previsti; il quinto volume sarà pubblicato nell'autunno 2006). Il DSS, specialmente l'e-DSS, è ormai diventato l'opera di riferimento per la storia svizzera, regolarmente consultata dentro e fuori i confini nazionali anche da numerosi giovani.
La pubblicazione dei volumi cartacei si concluderà tra alcuni anni, ma il destino di questa grande banca dati di storia della Svizzera, con i suoi circa 115 000 voci nelle quattro lingue nazionali, e di tutto il materiale non stampato è ancora incerto. Certi sono invece gli obiettivi da perseguire: da un lato, far sì che a lungo termine i risultati raggiunti grazie agli investimenti pubblici e il know-how acquisito sinora da questa enorme "fabbrica" di scienze umane finanziata dalla Confederazione non vadano persi, e dall'altro, continuare a offrire al popolo svizzero informazioni attendibili, aggiornate e facilmente comprensibili sulla storia del Paese. In quest'ambito, la Confederazione è chiamata ad affrontare una grossa sfida: nessuno, infatti, né privati né altre istituzioni pubbliche, è in grado di assicurare nel tempo la continuità di questa grande opera nazionale. A mio avviso, il futuro del DSS è strettamente connesso alla necessità di rafforzare la posizione delle scienze umane in Svizzera. Diversi rapporti di commissioni specialistiche - ad esempio quello del gruppo di lavoro per la promozione delle scienze umane e sociali ("Arbeitsgruppe zur Förderung der Geistes- und Sozialwissenschaften"), noto anche come Commissione Schuwey (2002), o quello del gruppo di lavoro del Consiglio svizzero della scienza e della tecnologia (CSST) sulle prospettive delle scienze umane e sociali in Svizzera ("Perspektiven für die Geistes- und Sozialwissenschaften in der Schweiz", 2006) - hanno a più riprese messo in luce gravi lacune in questo settore, specialmente sotto il profilo infrastrutturale (centri di documentazione, banche dati ecc). In un ambito politicamente delicato come quello della storia svizzera, un passo importante per dare maggiore rilievo alle scienze umane potrebbe essere compiuto garantendo la continuità del DSS o trasformandolo in un centro svizzero di documentazione e informazione sulla storia svizzera - tutto ciò partendo da una situazione di base, quella attuale, che funziona bene e a costi relativamente contenuti.
Parere del Consiglio federale
del
29.11.2006
Il Consiglio federale riconosce la rilevanza del Dizionario storico della Svizzera (DSS) sia per la ricerca storica che per la coesione nazionale.
La fondazione "Dizionario storico della Svizzera" è sostenuta dalla Confederazione fin dalla sua istituzione, avvenuta nel 1988. Lo scopo della fondazione è di pubblicare il DSS e di garantire la prosecuzione di quest'opera sotto forma di banca dati.
Con la pubblicazione di un volume all'anno nelle tre lingue nazionali il primo obiettivo della fondazione sarà presto raggiunto. La redazione dell'opera dovrebbe terminare entro la fine del 2012, mentre l'ultimo dei tredici volumi sarà pubblicato nel 2014.
Il Consiglio federale ritiene prioritaria la conclusione del programma editoriale nei tempi previsti (primo scopo della fondazione), che comprende anche la pubblicazione del DSS in versione elettronica su Internet. Una relativa proposta di finanziamento sarà sottoposta alle Camere federali nell'ambito del messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI) negli anni 2008-2011.
Anche in considerazione della rapida evoluzione del settore delle pubblicazioni elettroniche, la strategia per la gestione futura della banca dati del DSS (secondo scopo della fondazione) sarà esaminata nel corso del prossimo periodo di legislatura con l'elaborazione di un rapporto. In questa fase la fondazione sarà senz'altro consultata, ma, visto che è al beneficio di sussidi federali, il rapporto sarà redatto in piena indipendenza dai servizi competenti dell'amministrazione federale. Il Consiglio federale proporrà al Parlamento le misure future nell'ambito del messaggio ERI 2012-2015.
Proposta del Consiglio federale
del
29.11.2006
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.