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La libera circolazione delle persone è un progetto dell’élite per l’élite. Per il cittadino medio, tuttavia, la libera circolazione delle persone è uno svantaggio. Pensate agli affitti sempre più alti, alla pressione salariale, allo stress e alla disoccupazione. E poiché la libera circolazione delle persone è uno svantaggio per la maggioranza della popolazione, i circoli elitari devono fare un enorme sforzo per far approvare la libera circolazione delle persone. Il fatto che si stiano stipulando accordi segreti anche con governi stranieri per raggiungere questo obiettivo è però intollerabile. Questo non deve accadere in uno Stato democratico diretto come la Svizzera.
Già a febbraio alcuni media (Radio SRF e Weltwoche) hanno riportato che la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha incontrato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE, alla presenza di altri due membri del Consiglio federale presso il WEF di Davos per una discussione il cui contenuto è altamente esplosivo: la consigliera federale Sommaruga ha chiesto alla von der Leyen di non esercitare alcuna pressione alla Svizzera in merito all’accordo quadro fino al voto sull’iniziativa per la limitazione dell’UDC. Ursula von der Leyen si è dichiarata d’accordo e in cambio ha affermato che dopo il voto sull’iniziativa per la limitazione l’UE si aspetterà presto una posizione chiara a favore dell’accordo quadro. Questo accordo segreto si è svolto lontano dal pubblico e non sarebbe mai stato conosciuto senza il giornalismo critico. Ciò avrebbe lasciato gli elettori nell’errata convinzione difesa dalla presidente Sommaruga che non vi fosse alcuna intenzione di avvicinare la Svizzera all’UE non appena fosse stata lanciata l’iniziativa per la limitazione. Ciò rappresenta – a prescindere dalle opinioni politiche – una chiara violazione della libertà di voto garantita dalla Costituzione (articolo 34, paragrafo 2), tanto più che lo Stato, in contrasto con il principio di trasparenza, ha voluto privare gli elettori di fatti che hanno chiaramente influenzato le loro decisioni e che sarebbero ancora sconosciuti senza una persistente copertura mediatica.
I Giovani UDC hanno utilizzato la fase del coronavirus per chiarire la situazione giuridica. Si è giunti alla conclusione che la Consigliera Federale (ed eventualmente gli altri membri del Consiglio federale presenti) hanno violato con il loro comportamento l’art. 267 n. 1 cpv. 3 del Codice penale svizzero, secondo il quale sono vietate le trattative con governi stranieri “a scapito della Confederazione”. È ovvio e indipendente dall’opinione politica individuale che la Svizzera è svantaggiata se gli accordi con i governi stranieri portano a nascondere agli elettori fatti essenziali. Questo attacco alla libera democrazia e allo Stato di diritto liberale è chiaramente contrastato dai Giovani UDC. La procedura per la denuncia penale è stata ora ultimata ed è stata presentata oggi al Ministero pubblico della Confederazione dal presidente del partito David Trachsel. Spetta ora al Parlamento revocare l’immunità di Simonetta Sommaruga. Speriamo che a lungo termine vinca lo Stato di diritto.
Pur prendendo sul serio la necessità di presentare un reclamo, siamo consapevoli che il processo può essere difficile. Tuttavia, stiamo anche dimostrando che la libera circolazione delle persone è un progetto di certi circoli elitari, ma che in realtà si è dimostrato dannoso per il cittadino medio. E questo indica anche che la cosiddetta “alleanza ampia” contro l’UDC è in realtà un’alleanza molto piccola di certi circoli elitari che non hanno mai affrontato problemi come gli affitti elevati, lo stress, la pressione salariale e la disoccupazione che la popolazione deve affrontare.
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