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"Nell’ambito dell’utilizzazione del territorio si devono considerare anche gli interessi di Jenisch, Sinti e Rom che conducono una vita itinerante". Ne è convinta l'Associazione per la pianificazione del territorio EspaceSuisse e la Fondazione 'Un futuro per i nomadi svizzeri' che presentano alcune raccomandazioni volte a creare un numero maggiore di aree di stazionamento per i nomadi. "Tali aree continuano infatti a scarseggiare, anche nella Svizzera italiana", scrivono in un comunicato stampa.
"Per poter condurre la loro vita itinerante Jenisch, Sinti e Rom hanno bisogno di aree di stazionamento. La legge sulla pianificazione del territorio (Lpt) prevede che la pianificazione si orienti alle esigenze della popolazione. Ciò significa che i Cantoni sono tenuti a includere la questione delle aree di stazionamento nei piani direttori cantonali. Diversi Cantoni hanno anche elaborato le relative concezioni. I comuni devono inoltre collaborare, creando le premesse territoriali per le aree di stazionamento", si legge nella nota.
"A livello nazionale mancano oltre 40 aree di passaggio per brevi soggiorni in estate e 25 aree di sosta per l’inverno; inoltre si dovrebbero realizzare varie grandi aree di transito per i nomadi stranieri".
EspaceSuisse e la Fondazione 'Un futuro per i nomadi svizzeri' hanno formulato raccomandazioni all’indirizzo di Confederazione, Cantoni e comuni ma anche di Jenisch, Sinti e Rom. Entrambe le organizzazioni invitano le autorità a verificare se i terreni in loro possesso siano idonei alla creazione di aree di stazionamento oppure a permettere utilizzazioni provvisorie o duplici.