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Dopo un brevissimo periodo di apparente calma, è tornata a salire in Grecia la rabbia della gente contro il governo, ma soprattutto contro i creditori internazionali ritenuti i principali responsabili della grave situazione economica in cui versa il Paese dopo le misure di austerity adottate per cercare di evitare la bancarotta.
In questi giorni la troika (Ue, Bce e Fmi) sta negoziando con le autorità elleniche un nuovo programma di austerity e di riforme dal quale dipenderà la concessione o meno di altri aiuti economici per la Grecia per altri 130 miliardi di euro.
"Fuori la troika dalla Grecia": con questa frase, tracciata su uno striscione lungo 10 metri e alto uno e mezzo, alcune centinaia di dimostranti aderenti al sindacato filocomunista greco Pame hanno dato stamani il buongiorno ai tecnici della troika che stavano uscendo dall'hotel Hilton, nel centro della capitale, per recarsi ad una serie di incontri (gli ultimi prima di ripartire dalla Grecia) con le autorità elleniche.
Ma l'ostilità dei dimostranti - che avevano circondato l'albergo bloccandone tutti gli accessi - era così palpabile che i rappresentanti dei creditori internazionali (Ue, Bce e Fmi) hanno dovuto chiedere l'intervento della polizia nel timore di essere aggrediti fisicamente uscendo dall'edificio.
Diverse decine di poliziotti in tenuta antisommossa sono stati subito dispiegati sul posto per liberare gli ingressi dai dimostranti che, comunque, sono rimasti all'esterno dell'hotel per diverse ore sventolando bandiere e scandendo slogan contro la politica di austerity del governo e contro l'Ue.
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