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La neoministra della giustizia Karin Keller-Sutter intende proporre una modifica della legge sull'utilizzo del DNA che permetterebbe di allentare i limiti nell'ambito delle indagini di polizia. Lo riferiscono i giornali del gruppo CH media.
Nella banca dati della Confederazione sono registrati oltre 190'000 profili del DNA di persone condannate o sospettate. Dati che gli inquirenti possono confrontare con le tracce rinvenute sul luogo del delitto, senza però spingersi oltre, là dove la scienza permetterebbe di arrivare, ovvero ricostruire dal DNA alcune caratteristiche estetiche del presunto colpevole, come il colore dei capelli, degli occhi o della pelle. Questo è ciò che vorrebbe permettere la neoministra. "Conoscere il probabile aspetto di un ricercato permetterebbe alla polizia di restringere la cerchia dei sospettati", ha spiegato ai microfoni di Radio SRF il portavoce dell'Ufficio federale di polizia, Florian Näf.
Nuove possibilità che potrebbero rivelarsi utili anche in casi di test del DNA di massa, come quello ordinato dalla polizia lucernese dopo il brutale stupro di Emmen nel 2015 ai danni di una 26enne poi rimasta paralizzata. La polizia verificò il DNA di quasi 400 persone, senza successo. Il colpevole è ancora oggi sconosciuto. Ma c'è anche chi invita alla prudenza, come l'incaricato federale per la protezione dei dati Adrian Lobsiger, per il quale vi è il rischio che si giunga a cacce all'uomo basate su pregiudizi, come il colore della pelle.