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Del Capitano Peter Hammarstedt
Dopo ore di ricerca a bordo del peschereccio, il tenente della Guardia Costiera liberiana ha posto al pescatore senegalese una domanda di cui già conosceva la risposta:
- Avete trasbordato in acque liberiane?
- No. Mai, mai. Mai Liberia.
- E dove avete raccolto le 40 tonnellate di gamberetti allora?
- Costa d’Avorio, in Costa d’Avorio.
Con l’ammissione di trasbordo di pesce in acque territoriali della Costa d’Avorio, una pratica strettamente vietata e la cui dichiarazione è stata registrata, il tenente ha dato istruzioni al capitano portoghese affinché facesse rotta su Monrovia per ulteriori investigazioni.
Così si è concluso l’abbordaggio e la successiva perquisizione del peschereccio FV Hispasen 7, la prima imbarcazione arrestata durante l’operazione in incognito, sull’arco di tre settimane, che ha visto coinvolti Sea Shepherd Global e il Ministero della Difesa Nazionale della Liberia, guidato dal Ministro Hon Brownie Samukai.
Quando al FV Hispasen 7 ha varcato il confine delle acque liberiane, dalla Costa d’Avorio, erano ormai scomparsi dai sistemi di identificazione da un mese, dichiarando poi che un fulmine aveva messo fuori uso il loro Automatic Identification System (AIS) nonché il Vessel Monitoring System (VMS). La caduta del fulmine che li ha colpiti coincideva con il giorno in cui hanno lasciato il porto di Abidjan per iniziare la pesca. La Hispasen 7 è stata una nave sfortunata.
Ad insaputa della FV Hispasen 7, quest’ultima era entrata nei radar della MY Bob Barker, della Guardia Costiera liberiana e di Sea Shepherd, non appena varcato il confine delle acque liberiane. L’operazione congiunta è iniziata nell’ombra, a distanza. Non appena l’imbarcazione è sconfinata entro le acque territoriali della Liberia, la decisione di abbordaggio è stata presa.
La FV Hispasen 7 non ha risposto ai ripetuti tentativi di contatto via radio, ma quando il capitano ha visto 10 marinai armati della Guardia Costiera affiancati da un gommone di Sea Shepherd ha immediatamente provveduto a calare una scala per salire a bordo. Siamo accorsi sul ponte, da dove si poteva vedere il capitano intento ad armeggiare con gli apparecchi di registrazione elettronici, forse nel tentativo di cancellare dei dati. Non appena siamo entrati nella cabina di comando, al capitano è stato immediatamente ordinato di allontanarsi dal logger GPS. È stato poi informato di essere sospettato di attività di pesca illegale.
Fu allora che il capitano iniziò a lamentarsi del fulmine che li aveva colpiti, nonché del mese di pesca con scarsi risultati.
I documenti presentati erano piuttosto poveri. Nessuno dei documenti era originale. Il log book della pesca era rappresentato da un semplice quaderno a spirale, con alcune pagine strappate. La licenza di pesca presentata era valida per la Costa d’Avorio.
Tra i documenti c’erano anche due fogli bianchi, da stampante, graffati assieme. In cima alla pagina c’era scritto “Soraya I”, probabilmente il nome di una nave, mentre sotto c’era una lista manoscritta di specie di pesci che includeva 1'679 contenitori di gamberetti. Non c’erano intestazioni, firme o timbri, ma questo documento è stato presentato come prova di trasbordo di pesce in assenza di un vero e proprio carico a bordo.
Il trasbordo di pesce in mare è proibito in Costa d’Avorio perché rende difficile controllarne l’origine, circostanza che facilita chi cerca di nascondere la natura illegale delle sue catture.
Una nebbia ghiacciata si è sollevata dal buio della stiva destinata al pesce quando il pescatore ghanese, che indossava dei pantaloni sbrindellati e stivali di gomma, ha spostato il pesante coperchio. La luce della mia torcia si è posata su delle scatole di gamberetti, sistemate in una stiva che non era piena nemmeno per metà.
Il tenente si è rivolto al capo dei pescatori:
- Dove state andando con questo pesce?
- In Senegal.
- Ma perché dovreste andare in Senegal se la vostra stiva non è piena?
- È stata una pesca poco fruttuosa.
I pescatori, provenienti da una moltitudine di paesi diversi, sono rimasti seduti sul ponte principale mentre l’ispezione continuava. Tre di loro non recavano documenti di identificazione. Il responsabile non è stato in grado di produrre alcuna evidenza riguardo ai loro contratti. Non ricordo con certezza se fosse stato proprio uno dei pescatori non registrati ad aprire la stiva.
Di ritorno sul ponte, il tenente aveva contato 26 violazioni, inclusa l’ammissione registrata di trasbordo di pesce, dichiarando l’arresto della nave e lasciando 5 marinai della Guardia Costiera a bordo allo scopo di riportare la nave a Monrovia. Nel mentre, noi siamo scesi dalla nave.
Mentre la Hispasen 7 iniziava a dirigersi verso Monrovia, il capitano del peschereccio è rimasto convinto che la Guardia Costiera fosse arrivata direttamente dalla costa. La MY Bob Barker era rimasta nascosta alla vista, giusto dietro l’orizzonte, osservando dall’ombra.
Mentre ci arrampicavamo per tornare a bordo della Bob Barker, l’equipaggio si prodigava per recuperare i gommoni nell’oscurità con il solo ausilio di lampade da testa.
Era il secondo giorno di pattugliamento e già era avvenuto il primo arresto. Operation Sola Stella era iniziata.