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BERNA - La Svizzera alle prese con l'esplosione di isolamenti e quarantene ha deciso di ridurne la durata. Anche quella dell'isolamento, che riguarda le persone risultate positive al coronavirus: da ieri anche loro possono tornare alla vita quotidiana già dopo cinque giorni, nel caso che i sintomi siano scomparsi da quarantotto ore.
Ma si tratta di una mossa pericolosa, secondo Huldrych Günthard, responsabile della Sezione malattie infettive dell'Ospedale universitario di Zurigo. «C'è un certo rischio che dopo cinque giorni di isolamento le persone positive tornino al lavoro ancora altamente contagiose» afferma.
E lo dice sulla base di uno studio britannico non ancora pubblicato, secondo cui nel 30% dei casi una persona infetta dopo cinque giorni sarebbe ancora contagiosa. Nel 15% dei casi dopo sette giorni e nel 5% dopo quindici. «È una differenza notevole che, in combinazione con l'elevato numero di casi che si registra in Svizzera, potrebbe portare a un numero notevolmente maggiore di infezioni».
«Mi aspettavo la mascherina FFP2» - In relazione alla decisione di ridurre la durata dell'isolamento, Günthard si aspettava perlomeno la raccomandazione di indossare una mascherina FFP2 fino a dieci giorni dopo il risultato positivo. «Mi stupisce molto che il Consiglio federale non lo abbia previsto».
Anche l'infettivologo Andreas Cerny ritiene che la decisione del Consiglio federale non abbia una base scientifica. Anzi, uno studio giapponese su persone che hanno contratto la variante Omicron dimostrerebbe che la contagiosità resterebbe a un livello elevato fino a sette-nove giorni dopo l'infezione.
Si parla di «strategia ad alto rischio» anche sul fronte politico. Così come Günthard, anche il consigliere nazionale Martin Bäumle (Verdi liberali) si aspettava la raccomandazione di indossare la mascherina FFP2. «Ma confido nel fatto che le persone si comportino con responsabilità e che non escano quindi dall'isolamento in presenza di sintomi».
Tre motivi a favore della decisione - La vede diversamente Jürg Utzinger, direttore dell'Istituto svizzero di salute pubblica: «La decisione di accorciare l'isolamento non è certamente una decisione a rischio zero». Tuttavia la ritiene giustificabile per tre motivi: «In primo luogo, gran parte della popolazione è vaccinata e sappiamo che i vaccinati sono contagiosi per meno tempo».
In secondo luogo l'esperto parla del periodo di incubazione, durante il quale la persona malata è già contagiosa. Ma con la variante Omicron tale periodo è più breve. Infine, Utzinger sottolinea che per l'economia e i servizi essenziali è fondamentale che non ci siano troppe persone che isolamento nello stesso momento.