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Secondo un comunicato della Caritas la Svizzera vive, a livello economico, nella bambagia. Il problema risiede, paradossalmente, nel mondo del lavoro. In effetti, il nostro sistema si è scisso in due velocità. I posti fissi sempre più rari e lo sviluppo sempre più marcato dei lavori precari che colpisce segnatamente la mano d'opera non qualificata. Ecco, una parte delle conclusioni dell'Almanacco Sociale 2008 di Carlo Knöpfel, economista presso la Caritas Svizzera. Questa esplosione ha, tuttavia, un effetto positivo sulla nostra economia, come nota Grégoire Praz, portavoce della Caritas Svizzera. "Nel frattempo, il settore dell'impiego interinale è diventato il primo datore di lavoro per i giovani che hanno terminato il tirocinio e, spesso, per le persone più anziane che hanno perduto il lavoro fisso e che, grazie all'interinale, evitano di essere escluse prematuramente dalla vita lavorativa attiva."
A detta del portavoce della Caritas Svizzera, le strutture e le forme familiari e la comprensione di queste ultime sono enormemente cambiate in questi anni e ciò ha notevolmente modificato i dati. "Gli uomini sono un po' più numerosi nel gruppo dei working poor rispetto alle donne, anche se le donne sono le più numerose (10%) nel gruppo dei poveri rispetto agli uomini (7,2%). Questa apparente contraddizione si spiega in due modi differenti. Da una parte, ci sono più donne attive che vivono in coppia con uomini attivi, rispetto al contrario. Dall'altra parte, le madri che allevano i propri figli molto spesso lavorano part-time, e ciò - di fatto - le esclude dalla statistica dei working poor". Esiste un fattore importante che può spiegare, parzialmente, questo cambiamento: alcune coppie si sforzano di applicare l'uguaglianza fra i sessi, mentre altre suddividono i compiti ancora tradizionalmente. Il Sig. Praz conferma quanto sopra e afferma che "nel 24% dei nuclei familiari, l'uomo lavora full-time e la donna non ha un'attività professionale fuori dalle mura domestiche."
Nella Svizzera di lingua francese il fenomeno del lavoro precario è ben lungi dall'essere risparmiato. Il problema principale risiede nel fatto che per una coppia è difficile vivere decorosamente se non si ha il posto fisso. Questo fenomeno colpisce i redditi quasi al di sopra della soglia per ricorrere all'aiuto sociale, redditi che sono inferiori "rispetto ai nuclei familiari del working poor che percepiscono un reddito lordo che dà loro diritto ad un assegno di sostentamento". Questa disparità deve essere disciplinata al più presto per evitare troppe ingiustizie. Questo problema ne porta un altro, più grave: l'indebitamento. Non potendo provvedere ai propri bisogni, ricorrono ai prestiti finanziari entrando, così, in una spirale infernale.
La Caritas farà di tutto per denunciare queste ineguaglianze. Attualmente, lo scopo è individuare nuove opportunità. Jean-Noël Maillard, Direttore della Caritas Giura e Presidente della Conferenza delle Caritas Romanda e anche Pierre-Alain Praz, Direttore della Caritas Vaud, propongono di esplorare nuove possibilità con le imprese sociali. Queste imprese sono, come precisa il Sig. Praz: "Imprese in cui le logiche economiche e sociali si compensano e non si oppongono l'una con l'altra".