Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/50432

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per la coltivazione all'estero, da decenni, la Svizzera applica accordi speciali stipulati con i singoli Paesi confinanti, i quali tengono conto delle condizioni particolari nelle regioni di confine. Nel quadro del traffico rurale di confine, all'interno dei 10 km della zona economica estera, è consentita l'importazione esente da dazio e autorizzazione dei cosiddetti prodotti greggi del suolo quali cereali, foraggi, barbabietole da zucchero, frutta e verdura, a condizione che essi siano importati da gestori che risiedono nella zona economica svizzera, proprietari, locatari o usufruttuari del terreno ubicato all'estero. Le stesse disposizioni si applicano pure per le aziende estere con superfici in Svizzera. Molte aziende sono situate immediatamente sul confine e gestiscono da generazioni superfici agricole utili ubicate in territorio estero. La superficie ubicata all'estero costituisce per molte aziende una parte considerevole della superficie aziendale nonché della base esistenziale.</p><p>Nel quadro dei provvedimenti di politica agricola, si fa una distinzione tra superfici coltivate per tradizione familiare e superfici non coltivate per tradizione familiare. Per superfici coltivate per tradizione familiare si intendono le superfici coltivate ininterrottamente almeno dal 1° maggio 1984 da agricoltori residenti in Svizzera. Per superfici non coltivate per tradizione familiare, invece, s'intendono le nuove superfici gestite all'estero dopo il 1° maggio 1984. </p><p>I contributi di promozione e i pagamenti diretti per superfici all'estero vengono concessi soltanto per le superfici coltivate per tradizione familiare. Considerati i costi alla produzione più contenuti all'estero, le aliquote dei contributi per tali superfici equivalgono al 75 per cento delle aliquote applicate all'interno del Paese.</p><p>Tenendo conto delle superfici coltivate per tradizione familiare viene assicurato un sostegno adeguato alle aziende che, in alcuni casi da generazioni, gestiscono superfici ubicate all'estero. Sulla base delle disposizioni vigenti si evita tuttavia che tali superfici vengano ampliate.</p><p>Domanda 1</p><p>Nel 2002, 652 aziende gestivano superfici coltivate per tradizione familiare nella zona economica estera. In seguito al mutamento strutturale il numero dei gestori è da anni in lieve calo.</p><p>Domanda 2</p><p>La superficie coltivata per tradizione familiare ammonta a 5200 ettari circa. A livello nazionale non sono disponibili statistiche sui rapporti di proprietà e di affitto relative alle superfici gestite nella zona economica estera. È pertanto impossibile quantificare le superfici coltivate per tradizione familiare in proprietà. Dalle stime risulta che, dei 5200 ettari, un terzo circa è in proprietà e due terzi in affitto.</p><p>Domanda 3</p><p>Nel 2002 per le superfici coltivate per tradizione familiare sono stati stanziati circa 6 milioni di franchi a titolo di pagamenti diretti e contributi di coltivazione per la campicoltura.</p><p>Domanda 4</p><p>La regolamentazione attualmente in vigore sarà applicata anche in futuro, altrimenti sarebbe seriamente messa a repentaglio l'esistenza di molte delle aziende familiari coinvolte.</p>  Risposta del Consiglio federale.