Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/231225

<h2>SubmittedText<h2><p>La Posta sta comprando un'azienda dopo l'altra. Si sta quindi espandendo in settori molto vasti quali la digitalizzazione, la pubblicità, la comunicazione, l'amministrazione, l'amministrazione comunale e i servizi legati alla salute, ai cloud nonché alla logistica. Si tratta di settori di lunga tradizione con mercati per le piccole, medie, grandi impese e le start up.</p><p>1. Qual è la base legale per l'espansione della Posta in questi settori?</p><p>2. In che rapporto diretto stanno il core business della Posta (invii postali, trasporto viaggiatori e servizi finanziari) e questa notevole estensione del suo campo di attività?</p><p>3. Questo campo di attività ampliato corrisponde ancora all'idea iniziale dei "servizi liberi" sancita nelle leggi e ordinanze di un tempo?</p><p>4. Come si contrasta il pericolo che la Posta, in quanto impresa parastatale, corra troppi rischi in questi settori, apparendo sì innovativa, ma causando di fatto una distorsione delle condizioni di mercato, visto che si tratta pur sempre di un'impresa parastatale che detiene in generale un forte potere di mercato?</p><p>5. Chi risponde del comportamento rischioso della Posta?</p><p>6. Come giudica il Consiglio federale il fatto che questi ingenti acquisti aggiuntivi o acquisizioni di imprese fanno concorrenza al settore privato, in particolare anche alle PMI e alle start up?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1 - 3</p><p>La Posta può offrire servizi che esulano dalle prestazioni del servizio universale, purché siano in sintonia con lo scopo dell'azienda, secondo l'articolo 3 della legge sull'organizzazione della Posta (LOP; RS 783.1). Viste le grandi sfide che deve affrontare, come ad esempio il calo del volume delle lettere e delle attività allo sportello nonché il persistente basso livello dei tassi d'interesse, la Posta ha elaborato una nuova strategia per il periodo 2021-2024. Quest'ultima prevede, tra l'altro, investimenti nei settori della comunicazione e della logistica. Nei suoi obiettivi strategici, il Consiglio federale esige dalla Posta che mantenga la sua posizione di leader di mercato nel settore della posta-lettere e dei pacchi a livello nazionale e transfrontaliero e che soddisfi moderne esigenze di comunicazione e logistica, sviluppando offerte innovative, in particolare nei settori del traffico di dati e informazioni. La Posta è leader di mercato nel marketing diretto (invii pubblicitari indirizzati e non indirizzati). Il mercato pubblicitario è un'importante fonte di ricavi per la Posta e fornisce quindi anche un contributo al finanziamento del servizio universale. Con l'acquisizione di know-how e infrastrutture nell'ambito della digitalizzazione, la Posta risponde a una situazione che vede confini sempre meno netti tra forma fisica ed elettronica nei settori della logistica e della comunicazione e che richiede una sempre maggiore interazione tra offerte fisiche ed elettroniche. Questo in particolare anche nel mercato pubblicitario. La Posta adegua pertanto i propri servizi agli sviluppi tecnologici e alle esigenze della sua clientela.</p><p>Domande 4 - 6</p><p>Secondo il diritto della società anonima, la società e i suoi organi devono rispondere dei rischi legali. In ultima analisi è la Confederazione, in qualità di proprietaria, a sostenere il rischio finanziario. Gli strumenti di corporate governance (governo d'impresa) della Confederazione forniscono al Consiglio federale un mezzo efficace per gestire e limitare questo rischio. In questo contesto risultano particolarmente importanti gli obiettivi strategici che il Consiglio federale fissa per la Posta. Questi inglobano, tra l'altro, i requisiti per il sistema di gestione del rischio dell'impresa e i criteri per le partecipazioni e le acquisizioni. Ogni anno il consiglio di amministrazione della Posta deve fornire al Consiglio federale la prova del raggiungimento degli obiettivi strategici.</p><p>Nel suo rapporto "Stato e concorrenza" dell'8 dicembre 2017, in adempimento dei postulati 12.4172 Gruppo liberale radicale e 15.3880 Schilliger, il Consiglio federale ha esaminato in modo dettagliato l'impatto delle imprese controllate dallo Stato sui mercati competitivi. Le conclusioni tratte in questo contesto sono ancora valide.</p>  Risposta del Consiglio federale.