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La delegazione del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) ha concluso la sua settima visita periodica in Svizzera. Durante il soggiorno durato 11 giorni la delegazione ha reso visita a varie strutture detentive nei Cantoni di Ginevra, Vaud, Argovia, Soletta, Berna e Zurigo.
Nella sua settima visita periodica, svoltasi dal 22 marzo al 1° aprile, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura ha reso visita a varie strutture detentive in Svizzera. La delegazione ha ispezionato in particolare il carcere Champ-Dollon e lo stabilimento chiuso Curabilis a Ginevra, diverse strutture della polizia cantonale di Ginevra, il carcere Bois-Mermet a Losanna, la clinica psichiatrica forense a Königsfelden AG, l’istituto di esecuzione delle pene di Soletta, il penitenziario di Thorberg e l’istituto di esecuzione delle misure di Uitikon ZH. La delegazione, accompagnata da esperti e interpreti, ha visitato persone private della libertà in seguito a una decisione delle autorità fondata sul diritto penale, sul diritto procedurale penale, sul diritto civile e amministrativo o sul diritto penale militare.
Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura presenterà al Consiglio federale un rapporto sulla situazione riscontrata nelle strutture e nei luoghi visitati, nel quale formulerà anche raccomandazioni per migliorare le condizioni di detenzione basandosi sulla Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti.
Composto di giuristi, medici, specialisti dell’esecuzione delle pene e altri esperti, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura ha sede a Strasburgo ed è un organo del Consiglio d’Europa. Organizza autonomamente visite negli Stati membri; la Svizzera è stata oggetto di visite nel 1991, 1996, 2001, (2003 visita ad hoc, a supplemento delle visite periodiche), 2007, 2011 e 2015. Nel corso di tali ispezioni, che sono effettuate da una delegazione, generalmente composta da diversi membri del CPT, accompagnati da membri del personale del Segretariato del Comitato e, se del caso, da altri esperti e da interpreti, i membri del Comitato hanno il diritto di intrattenersi senza testimoni con i detenuti. (www.bj.admin.ch)
“Il CPT prevede un sistema di visite nei luoghi di detenzione, per verificare le condizioni di trattamento delle persone private della libertà. Ha la facoltà di visitare carceri, centri di detenzione minorile, commissariati di polizia, centri di ritenzione per immigrati irregolari, istituti psichiatrici, strutture e istituzioni di ricovero a carattere sociale, ecc.
Nel corso delle visite le delegazioni del CPT si valgono del diritto di accesso illimitato ai luoghi di detenzione, all’interno dei quali possono spostarsi con assoluta libertà. Possono intrattenersi senza testimoni con le persone private della libertà e comunicare liberamente con chiunque possa essere in grado di fornire informazioni pertinenti.
Dopo ogni visita, il CPT invia un rapporto dettagliato al governo dello Stato interessato, contenente i risultati emersi nel corso della visita, nonché le raccomandazioni, i commenti e le eventuali richieste di informazioni complementari. Il CPT invita inoltre lo Stato a fornire una risposta dettagliata alle questioni sollevate nel rapporto. I rapporti e le risposte fornite costituiscono la base del dialogo permanente con gli Stati membri”. (www.coe.in)
photo: pixabay