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Dopo la fine della vertenza giuridica in Germania sull’eredità di Cornelius Gurlitt, il Kunstmuseum di Berna potrà prendere in consegna le oltre 1500 opere d'arte lasciate dal collezionista tedesco. Ma alcuni ostacoli rimangono. Le spiegazioni della giornalista Catherine Hickley, autrice di un libro sulla collezione Gurlitt.
Il tesoro conservato per decenni da Cornelius Gurlitt e venuto alla luce solo quattro anni fa si trova ancora attualmente in un deposito di Monaco di Baviera, nascosto agli occhi del pubblico. Prossimamente, come stabilito dallo stesso collezionista tedesco prima della sua morte due anni fa, l’immenso patrimonio artistico dovrebbe entrare nelle mani del Museo d’arte di Berna.
Nei giorni scorsi, il tribunale competente di Monaco di Baviera ha infatti respinto un ricorso di una cugina di Gurlitt, che metteva in dubbio le sue condizioni mentali al momento della firma del testamento. Nonostante questa decisione, non tutte le opere saranno trasferite a Berna.
Il patrimonio lasciato in eredità al Kunstmuseum raccoglie numerosi grandi nomi dell’arte moderna, da Claude Monet a Paul Cézanne, Ernst Ludwig Kirchner, Otto Dix, Pablo Picasso, Wassily Kandinsky. La collezione comprende però anche alcuni grandi maestri olandesi, un dipinto di Albrecht Dürer e xilografie giapponesi.
Ricerche e poi restituzione
Come concordato da Museo d’arte di Berna e dal governo tedesco, un team di ricercatori tedeschi continuerà ad indagare sulla provenienza di tutte le opere della collezione. Non entreranno in Svizzera le opere per le quali risulta con certezza o grande probabilità che sono state rubate dai nazisti ai tempi della Seconda guerra mondiale. Questi lavori saranno restituiti agli eredi delle famiglie ebree che li possedevano.
Ciò è già avvenuto in due casi. Un dipinto di Max Liebermann, “Due cavalieri sulla spiaggia”, è stato restituito a David Toren, l'erede di David Friedmann al quale era stato rubato. La tela "Donna seduta" di Matisse è stato consegnato agli eredi del mercante d'arte parigino Paul Rosenberg.
Tre altre opere saranno restituite prossimamente agli eredi dei loro ex proprietari: un disegno di Carl Spitzweg che raffigura una coppia di musicisti, una visione della Senna di Pissarro e un disegno di Adolph von Menzel dell’interno di una chiesa gotica.
Secondo i ricercatori tedeschi, rimangono ancora 680 opere per le quali non può essere escluso che provengano da saccheggi perpetrati dai nazisti. Gli esperti hanno raccomandato di sottoporre ad ulteriori ricerche 189 lavori.
Tra questi vi sono dipinti di Pierre-Auguste Renoir e Gustave Courbet; disegni di Cézanne, Eugène Delacroix, Liebermann, Jean-Baptiste-Camille Corot, Georges Seurat e Giovanni Battista Tiepolo; incisioni di Rembrandt e Picasso; litografie di Edvard Munch e Marc Chagall; e sculture di Auguste Rodin e Edgar Degas. Il Kunstmuseum dovrà aspettare ancora un po' di tempo prima di poter rivendicare questi tesori.
Politica di prestiti generosa
Il Museo d’arte di Berna potrà invece prendere in consegna 231 opere considerate dai nazisti “arte degenerata” e confiscate allora a diversi musei tedeschi. Questi lavori artistici sono considerati al di sopra di ogni sospetto e non vi sono rivendicazioni giuridiche che pesano su di loro.
A titolo di riconoscimento nei confronti dei musei tedeschi, il Kunstmuseum di Berna ha promesso di essere "particolarmente generoso nella sua politica di prestiti" verso le istituzioni culturali interessate ad esporre temporaneamente queste opere.
Tra le opere che potranno essere prese in mano prossimante dal Museo d’arte di Berna vi sono lavori su carta di Dix, George Grosz, Beckmann, Oskar Kokoschka, Emil Nolde, Karl Schmidt-Rottluff, Otto Müller, Erich Heckel, August Macke e Kandinsky. Vi figurano anche bellissimi acquerelli che non hanno perso nulla del loro lustro durante la loro permanenza nell’appartamento di Gurlitt.
Il museo potrà entrare in possesso anche di opere di due membri della famiglia del mercante d’arte. La zia di Cornelius Gurlitt, Cornelia, e il suo bisnonno, Louis, erano entrambi artisti. La collezione comprende 218 opere realizzate da loro o dedicate da altri artisti alla famiglia Gurlitt.
Almeno un altro anno di ricerche
Il Kunstmuseum non parteciperà ai lavori di ricerca sulla provenienza delle opere e spera che possano essere completati entro la fine del 2017. Un termine che appare piuttosto ottimista, tenendo conto del lungo tempo che hanno già richiesto le ricerche fino ad oggi.
Il museo di Berna ha già annunciato che non entrerà in possesso di opere per le quali è stato provato o è altamente probabile che sono state sequestrate dai nazisti. In molti casi, i ricercatori rischiano però di ritrovarsi un vicolo cieco, in particolare per diverse stampe non uniche, per le quali gli ex proprietari non possono essere identificati con certezza. Il Kunsmuseum si riserva ancora una decisione.
I responsabili del museo d’arte hanno invece già escluso 53 delle 1578 opere raccolte da Cornelius Gurlitt. Si tratta di lavori che provengono da una "produzione di massa", tra cui pagine strappate da calendari. Vi figura anche una tempera, originariamente attribuita a Chagall e poi identificata come un falso.
Traduzione di Armando Mombelli