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Wesley Sneijder si è ritirato dal calcio giocato un anno fa e oggi racconta del sue tante notti brave, della troppa vodka bevuta e dei rimpianti di oggi.
Sneijder, 36 anni, si è ritirato dal calcio professionistico nel 2019 dopo una carriera notevole, durante la quale ha vinto 20 titoli importanti.
Nonostante sia considerato uno dei più grandi talenti della sua generazione, l'ex numero 10 olandese, che ha vestito la maglia degli arancioni per ben 134 volte, ha ammesso lo stile di vita poco professionale, motivo per il quale il Real Madrid si sbarazzò di lui dopo due stagioni.
«Ero giovane e mi piaceva avere successo ed essere al centro dell'attenzione», ha scritto Sneijder nella sua autobiografia che uscirà nelle librerie venerdì.
«A Madrid sono successe cose brutte»
Aveva 23 anni quando arrivò la chiamata del grande Real Madrid, pochi per chi non ha ancora la testa ben piantata sulle spalle.
«Lì sono successe cose brutte. Niente droghe, ma alcol... mi sono abituato a vivere come una star», ha scritto l'olandese nel suo libro autobiografico.
«Lì sei adorato come un dio, esci per strada e tutti ti riconoscono. Ho speso decine di migliaia di euro pagando da bere a gente che non conoscevo».
«Avrei potuto fare meglio»
Sneijder aveva i piedi fini e il cervello veloce, tanto che a Madrid pensavano d'aver trovato il tanto atteso sostituto di Zinédine Zidane. «Ho giocato abbastanza bene, ma avrei potuto fare ancora meglio».
Dopo il primo divorzio l'olandese rimase solo a Madrid, il piccolo figlio era lontano. «Sono rimasto solo e non mi sono reso conto che la bottiglia di vodka era diventata la mia migliore amica».
«Fisicamente non me ne rendevo conto. Mi alzavo il giorno dopo come se non fosse successo nulla. Continuavo ad allenarmi, ma ogni volta peggioravo».
Oggi il 36enne ammette ciò che non era riuscito a fare prima.
«Mentivo a me stesso, dicendo che tutto andava bene e mi rifugiavo nella mia intelligenza calcistica. Sono affondato fisicamente. Ho iniziato a correre meno, e mi sono nascosto dal mio allenatore. Pensavo che nessuno se ne sarebbe accorto».
Doppio divorzio e poi l'Inter
Invece, dopo la moglie Ramona Streekstra anche il Real Madrid lo mollò. L'olandese trovò presto una squadra, quell'Inter diretto da José Mourinho che conquistò il triplete. A Milano Sneijder trovò di nuovo l'amore con la modella Yolanthe Cabau.
Ma gli eccessi non erano ancora terminati, il ragazzo olandese non aveva ancora imparato. Anche Yolanthe Cabau chiese il divorzio e Sneijder continuò a bere, molto.
«Non potevo continuare così»
«Altri me lo fecero notare: i connazionali Ruud van Nistelrooy e Arjen Robben. Mi martellavano, dicendomi di mantenere la mia disciplina come giocatore. Dicevano che non sarei durato a lungo se avessi continuato così».
«Ho fatto un sacco di feste con un sacco di amici cattivi in giro, donne e alcolici».
«Non so cosa mi abbia spinto a farlo. L'ego? Il denaro. Il potere? Ma ora sento il dolore perché Yolanthe vive in America senza di me».
«La donna dei miei sogni», ora non c'è più
«Era la donna dei miei sogni. L'ho persa perché ho rovinato tutto», ha ammesso l'ex calciatore nel suo libro.
In carriera Wesley Sneijder ha segnato 152 gol, ha fornito 143 assist in 573 partite di club giocate con le maglie di AFC Ajax, Real Madrid, Inter, Galatasaray, OGC Nice e Al Gharafa.