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<h2>SubmittedText<h2><p>La mostra di Thomas Hirschhorn, inaugurata di recente a Parigi, è stata sovvenzionata o piuttosto è finanziata dalla fondazione Pro Helvetia con un sussidio di 180 000 franchi. Questa mostra ha suscitato l'incomprensione di ampie cerchie, poiché, ad esempio, mette in relazione la democrazia svizzera con le terribili torture nella prigione di Abu Ghraib e fa esibire un attore che orina, nella posa di un cane, sull'immagine di un consigliere federale.</p><p>Di fronte a questa situazione inammissibile chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide il parere che questo genere di mostre è in contraddizione con il mandato legale di Pro Helvetia, il cui scopo consiste tra l'altro nel "conservare il patrimonio spirituale della Svizzera e preservarne le peculiarità culturali" e nella "propaganda volta a favorire la comprensione del patrimonio culturale e spirituale svizzero"?</p><p>2. Come giudica la mostra summenzionata in considerazione dell'articolo 5 dell'ordinanza sui sussidi di Pro Helvetia, secondo cui si devono sostenere solo progetti e opere che "corrispondono allo scopo della fondazione" (lett. a) e "sono convincenti dal punto di vista qualitativo" (lett. b)?</p><p>3. È del parere che negli ultimi cinque anni altri progetti hanno beneficiato di sussidi da parte di Pro Helvetia e sono o sono stati in contraddizione con lo scopo della fondazione?</p><p>4. A quanto ammonta la partecipazione della Confederazione al budget effettivamente a disposizione di Pro Helvetia negli ultimi cinque anni? Quanti fondi di terzi (privati) sono stati acquisiti? Esiste una strategia per l'acquisizione di fondi di terzi?</p><p>5. Quanti mezzi ha assegnato Pro Helvetia a opere e progetti concreti negli ultimi cinque anni? A quanto ammonta il dispendio amministrativo per anno?</p><p>6. Come giudica il fatto che Pro Helvetia non sostiene più il salone del libro di Ginevra per motivi finanziari, per poi però sussidiare mostre come quella di Parigi?</p><p>7. Quali progetti ha realizzato Pro Helvetia insieme ad altre organizzazioni federali (p.es. Presenza Svizzera, Svizzera Turismo ecc.)? Come funziona questa collaborazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'attività della fondazione Pro Helvetia è posta sotto la sorveglianza del Dipartimento federale dell'interno (DFI), che controlla tra l'altro "l'impiego dei mezzi finanziari conformemente agli scopi della fondazione" (art. 13 cpv. 2 della legge federale del 17 dicembre 1965 concernente la fondazione "Pro Helvetia"). Tuttavia, come sottolineato a più riprese dal Consiglio federale, Pro Helvetia decide di propria competenza e in modo autonomo che cosa deve essere considerato meritevole di promozione. Questa autonomia porta a una grande discrezione da parte dell'autorità di vigilanza quando si tratta di giudicare se un'attività di Pro Helvetia è conciliabile con il suo scopo e con i suoi compiti. </p><p>2. Riguardo all'utilizzazione dei mezzi finanziari da parte di Pro Helvetia occorre distinguere chiaramente tra due procedure ben distinte.</p><p>Su richiesta Pro Helvetia concede sussidi a terzi per "(...) progetti ed opere che giovino alla produzione e alla mediazione culturale in Svizzera, alla cura dell'eredità culturale svizzera, allo scambio culturale fra le varie regioni linguistiche svizzere oppure alla promozione dei rapporti culturali con l'estero" (art. 1 dell'ordinanza del 22 agosto 2002 sui sussidi della fondazione Pro Helvetia; ordinanza sui sussidi di Pro Helvetia). La concessione di sussidi a terzi è retta dall'ordinanza sui sussidi di Pro Helvetia. </p><p>Oltre alla concessione di sussidi a terzi, Pro Helvetia gestisce i cosiddetti progetti propri alla fondazione ai sensi del regolamento del 24 gennaio 2002 della Fondazione Pro Helvetia, tra cui figurano in particolare le attività degli uffici esterni di Pro Helvetia. La mostra di Thomas Hirschhorn presso il Centro culturale svizzero di Parigi (CCSP) ne è un esempio. Anche se l'ordinanza sui sussidi di Pro Helvetia non può essere applicata direttamente ai progetti propri alla fondazione, questi ultimi devono comunque corrispondere allo scopo della fondazione Pro Helvetia ed essere convincenti dal punto di vista qualitativo. Gli organi decisionali di Pro Helvetia hanno un ampio margine di manovra soprattutto per quanto riguarda la valutazione della qualità delle richieste di sussidio o di progetti propri alla fondazione. Il Consiglio federale rispetta questo ampio margine decisionale di Pro Helvetia. </p><p>3. Il Consiglio federale non è a conoscenza di tali progetti.</p><p>4. Negli ultimi cinque anni la partecipazione della Confederazione al budget di Pro Helvetia è oscillato tra il 98 e il 99,7 per cento. Inoltre Pro Helvetia riceve un sussidio annuo di 70 000 franchi unicamente dalla città di Zurigo. Accanto a questi sussidi regolari dei poteri pubblici Pro Helvetia realizza utili modesti dalla vendita delle sue pubblicazioni, dall'affitto e dalla recente vendita del ritrovo per artisti  della Casa Pantrovà. Infine Pro Helvetia acquisisce sporadicamente fondi di terzi per finanziare progetti propri alla fondazione (per esempio finanziamenti di fondazioni private).</p><p>Nel quadro dell'attribuzione di sussidi Pro Helvetia non persegue una strategia per l'acquisizione di fondi di terzi né intende farlo sistematicamente. Se lo facesse, competerebbe direttamente con gli operatori culturali alla ricerca di fondi e li esonererebbe dal prendere iniziative proprie, ciò che, non da ultimo, si ripercuoterebbe negativamente sui costi d'esercizio di Pro Helvetia (aumento dell'onere amministrativo). Queste due conseguenze non sono auspicabili, mentre è possibile e auspicabile un maggiore impegno di Pro Helvetia per acquisire fondi di terzi per progetti propri alla fondazione. In questo ambito Pro Helvetia intensificherà ulteriormente i propri sforzi. </p><p>5. Tra il 1999 e il 2003 i costi d'esercizio di Pro Helvetia si sono situati tra il 27,3 e il 35,8 per cento del budget complessivo (1999: 27,8 per cento; 2000: 27,3 per cento; 2001: 38,9 per cento; 2002: 35,4 per cento; 2003: 35,8 per cento). L'aumento notevole dei costi d'esercizio a partire dal 2001 è riconducibile a ragioni contabili: dal 2001 i costi per diverse attività proprie della fondazione e tutti i costi di produzione e del personale degli uffici esterni vengono contabilizzati quali costi d'esercizio. Verso la metà del 2004 Pro Helvetia ha avviato il programma speciale "Vision 70", il cui obiettivo è quello di ridurre i costi d'esercizio al 32,5 per cento del budget complessivo entro il 2006. Il Consiglio federale è del parere che Pro Helvetia ha preso in questo modo prime misure adeguate per soddisfare questo obiettivo. Esso seguirà attentamente gli ulteriori sviluppi dei costi d'esercizio e auspica che Pro Helvetia porti avanti il suo esame critico. </p><p>Negli ultimi cinque anni (dal 1999 al 2003) Pro Helvetia ha versato sussidi a terzi (senza attività proprie della fondazione) per un importo compreso tra 19 568 000 e 22 811 000 franchi (1999: 21 380 000 CHF; 2000: 22 811 000 CHF; 2001: 19 568 000 CHF; 2002: 20 495 000 CHF; 2003: 22 352 000 CHF).</p><p>6. Per molti anni Pro Helvetia era presente al salone del libro di Ginevra con uno stand a pagamento. Recentemente la Fondazione ha adeguato il suo impegno a favore del Salone del libro alle altre attività che non prevedono più la partecipazione diretta a fiere commerciali. In cambio Pro Helvetia sostiene il programma letterario collaterale del Salone del libro. Affermare quindi che non appoggi la manifestazione ginevrina è falso. Pro Helvetia ha piuttosto adeguato la forma del sostegno alle nuove circostanze. </p><p>7. Uno dei compiti di Pro Helvetia consiste nel promuovere le relazioni culturali della Svizzera con l'estero (art. 2 cpv.1 lett. d della legge federale concernente la fondazione Pro Helvetia). Ma la fondazione non è l'unico attore in questo campo d'attività. Anche il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) partecipa allo scambio culturale con l'estero mediante la Divisione politica III, le rappresentanze all'estero, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e l'organizzazione Presenza Svizzera (PRS). Il numero di attori rende indispensabile un coordinamento dei progetti culturali all'estero. Il coordinamento avviene a livello istituzionale attraverso il gruppo di lavoro Pentapartite, in cui, oltre agli attori summenzionati, è rappresentato anche l'Ufficio federale della cultura (UFC). I dettagli della cooperazione sono disciplinati mediante accordi bilaterali tra i diversi attori. Pro Helvetia ha concluso accordi per una collaborazione sia con PRS che con la DSC e ha svolto anche numerosi progetti, soprattutto con PRS (tra l'altro il festival "SwissPeaks" a New York nel 2003), ma anche con Svizzera Turismo. </p><p>Dal punto di vista di una ripartizione dei compiti sistematica, coerente e trasparente la promozione culturale della Confederazione deve essere migliorata. L'elaborazione di una legge sulla promozione della cultura è l'occasione per apportare tali miglioramenti. Il Consiglio federale intende mettere in procedura di consultazione il progetto di legge sulla promozione della cultura nella primavera del 2005.</p>  Risposta del Consiglio federale.