Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/242894

<h2>SubmittedText<h2><p>Nei campionati professionistici molti club versano in situazioni finanziarie precarie, e questo nonostante la maggiore affluenza di spettatori. Nel massimo campionato di disco su ghiaccio svizzero 11 dei 14 club sono stati risanati almeno una volta negli ultimi 25 anni. La pandemia di COVID-19 non ha fatto che aggravare la situazione: 20 dei 24 club di hockey su ghiaccio delle due massime leghe svizzere hanno dovuto chiedere prestiti alla Confederazione. Queste difficoltà finanziarie sono dovute in primo luogo all'aumento eccessivo dei costi salariali. Consapevoli di questa situazione, diversi politici hanno chiesto di vincolare i sussidi "à fonds perdu" previsti dalla legge COVID-19 a una riduzione dei salari. L'introduzione di un sistema di fair play finanziario, cioè di un tetto di spesa massimo, potrebbe migliorare la situazione in modo sostenibile. Sotto il profilo della legislazione sui cartelli un tale intervento sarebbe però problematico. Nell'interesse della competitività e dell'efficienza economica, ma anche dei contribuenti, è necessaria una base giuridica che consenta di introdurre su base volontaria un tale sistema nel settore dello sport.</p><p>A questo proposito pongo le seguenti domande:</p><p>1. Secondo il Consiglio federale è auspicabile limitare su base volontaria gli eccessivi salari dei giocatori attraverso un sistema di fair play finanziario?</p><p>2. È d'accordo sulla necessità di avere una base giuridica chiara per introdurre un sistema di fair play finanziario in Svizzera su base volontaria?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a valutare la possibilità di creare nella legge federale sui cartelli una tale base giuridica e altre limitazioni della concorrenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale prende atto del fatto che in alcuni casi gli stipendi dei giocatori sono aumentati notevolmente negli ultimi anni. Tutti gli attori, ossia i club e le leghe, sono comunque liberi di stipulare un accordo settoriale di diritto privato che garantisca il "fair play finanziario", purché sia conforme ai requisiti legali applicabili, compresa la legislazione sui cartelli vigente.</p><p>2. La legge sui cartelli (LCart; RS 251) protegge la concorrenza e non intende esplicitamente impedire la conclusione di accordi efficienti. La LCart offre quindi un margine di manovra sufficiente per un accordo come quello auspicato dall'autore dell'interpellanza. Lo ha confermato la Segreteria della Commissione della concorrenza (COMCO) in una consulenza a proposito di un piano di fairplay finanziario (cfr. DPC 2021/3, 603). Secondo il Consiglio federale non è necessaria una regolamentazione specifica.</p><p>3. Per offrire maggiore sicurezza giuridica alle imprese, la LCart prevede la possibilità di una consulenza della Segreteria della COMCO (art. 23 cpv. 2 LCart) e di una procedura di opposizione (art. 49a cpv. 3 lett. a LCart). Prima di prendere iniziative, le imprese possono notificare alla Segreteria della COMCO i comportamenti potenzialmente suscettibili di violare la LCart. Se la Segreteria non interviene, l'impresa in questione non corre il rischio di essere sanzionata. Tuttavia, consapevole che l'attuale procedura presenta delle lacune, il Consiglio federale ha previsto una serie di miglioramenti sostanziali nell'ambito dell'attuale progetto di revisione parziale della legge sui cartelli. Questi miglioramenti renderanno la procedura di opposizione più "praticabile" proprio per casi come quelli descritti nell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.