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Le multe inflitte alle banche con carattere penale, comprese le sanzioni amministrative, non possono essere dedotte dalle imposte. È la conclusione a cui giunge un rapporto approvato oggi dal Consiglio federale in risposta ad un postulato di Susanne Leutenegger-Oberholzer (PS/BL), presentato in seguito alla maxi ammenda inflitta al Credit Suisse.
Stando a una nota odierna dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), rimane "tuttavia possibile dedurre le sanzioni che comportano una riduzione degli utili e che diminuiscono quindi un utile imponibile conseguito in modo illecito".
L'atto parlamentare era stato approvato lo scorso mese di giugno dal Consiglio nazionale per 99 voti a 81. La consigliera nazionale socialista aveva chiesto chiarimenti al governo in materia dopo il caso del Credit Suisse, in vista anche delle penalità che attendono altri istituti finanziari elvetici nell'ambito del contenzioso fiscale con Washington.
Prima che si passasse al voto in aula, la sinistra assieme al PBD, al PPD e ai Verdi liberali si era fatta portavoce dell'indignazione che circolerebbe tra la popolazione circa la possibilità che le banche multate possano dedurre dalla tasse simili penalità, facendo perdere alle casse cantonali e federali importanti introiti fiscali.
Il singolo cittadino si chiede come mai debba pagare lo scotto per un comportamento delittuoso di manager strapagati, si sono chiesti vari oratori.