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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il 22 maggio 2020 il presidente bielorusso Lukashenko ha dichiarato: "Abbiamo bisogno di un nostro missile. Attualmente la risposta migliore dal punto di vista degli armamenti consiste nei missili quali armi ad alta precisione. È il momento di esaminare in che modo realizzeremo il programma di produzione di missili ad alta precisione e di altri missili". Può il Consiglio federale escludere la possibilità che dei missili ad alta precisione siano stazionati in Europa? Qual è l'entità del rischio di proliferazione missilistica, ad esempio in Bielorussia, Ucraina o Turchia? In caso affermativo, quale risposta intende dare a tale proliferazione?</p><p>2. Nel suo rapporto del 9 aprile 2019 sullo stato della minaccia e le conseguenze per la protezione dello spazio aereo ("Rapport sur l'état de la menace et ses conséquences sur la protection de l'espace aérien", non pubblicato in italiano), il DDPS sottolinea la crescente minaccia rappresentata dai missili balistici in seguito al ritiro della Russia e degli USA dal Trattato INF: "Prima di annunciare il suo ritiro, la Russia aveva equipaggiato le sue brigate missilistiche con missili da crociera in violazione del Trattato INF". Nel 2017 il gruppo di esperti "Nuovo aereo da combattimento" ha dichiarato: "Il numero di Paesi in grado di impiegare tali armi contro la Svizzera dal loro territorio o dalle loro piattaforme d'impiego militare rimane basso, nonostante la crescente proliferazione di armi negli ultimi anni (...) I missili balistici a media gittata con testate convenzionali hanno un'efficacia militare limitata a causa della loro imprecisione". Cosa ne pensa, in definitiva, il Consiglio federale?</p><p>3. La Russia e la Cina hanno sviluppato missili balistici che possono essere lanciati da aerei situati a lunga distanza dal bersaglio (più di 2000 chilometri). Una volta lanciato, un missile del genere non può essere intercettato da aerei da combattimento. Ci sono Paesi che utilizzano testate balistiche convenzionali in una funzione paragonabile all'uso di munizioni a guida di precisione, ciò che, in precedenza, era una missione riservata agli aerei da combattimento. In tale contesto, come può il Consiglio federale affermare che il nuovo aereo da combattimento potrebbe proteggere lo spazio aereo svizzero? Nell'eventualità (già improbabile) di una guerra, tutti gli aerodromi militari e le caverne per velivoli potrebbero essere distrutti nel giro di poche ore. A cosa servirebbero degli aerei da combattimento di lusso in un simile scenario?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I servizi competenti della Confederazione, in particolare i servizi informazioni, seguono attentamente l'evoluzione delle minacce e delle capacità militari, compresa la proliferazione dei missili balistici e dei missili da crociera. In seguito all'abbandono del Trattato sulle forze nucleari a medio raggio (Trattato INF), tali sistemi possono essere di nuovo sviluppati e acquistati dalle ex parti contraenti. Di conseguenza, il rischio di proliferazione e, a lungo termine, dello stazionamento di tali sistemi in Stati europei è aumentato.</p><p>La Svizzera si impegna da molto tempo nella lotta contro la proliferazione di tali sistemi d'arma e tecnologie. Quale membro del regime di non proliferazione nel settore missilistico (Missile Technology Control Regime, MTCR), il nostro Paese si impegna a favore di regolamentazioni e misure internazionali volte a limitare la proliferazione dei vettori di armi di distruzione di massa, dei loro componenti e dei mezzi di produzione. Inoltre, il 3 giugno 2020, la Svizzera ha assunto per un anno la presidenza del Codice di condotta dell'Aia contro la proliferazione dei missili balistici (Hague Code of Conduct, HCOC). L'obiettivo di questa trasparenza vincolante a livello politico e di questa iniziativa volta a rafforzare la fiducia è di contrastare l'ulteriore proliferazione dei vettori di armi di distruzione di massa.</p><p>2. Con l'abbandono del Trattato INF nel 2019, in Europa è aumentato il rischio di proliferazione a lungo termine di missili da crociera e di missili balistici a medio raggio (1000-3000 km). Il rapporto sullo stato della minaccia e le conseguenze per la protezione dello spazio aereo citato dall'autore dell'interpellanza confronta la valutazione delle minacce degli anni 2016 (Rapporto sulla politica di sicurezza) e 2017 (Rapporto sul futuro della difesa aerea) con la valutazione delle minacce del 2019 e giunge alla conclusione che, materialmente, la decisione di rinnovare e garantire a lungo termine i mezzi di protezione dello spazio aereo con nuovi aerei da combattimento e un sistema di difesa terra-aria sembra sempre ancora appropriata in termini di analisi delle minacce e che la necessità di agire è persino più elevata a causa dell'evoluzione negativa della situazione in materia di sicurezza a livello internazionale degli ultimi due anni e dei tempi necessari per i progetti d'acquisto (cfr. capitolo 4, pag. 18-19, traduzione dall'originale tedesco).</p><p>3. Gli aerei da combattimento possono essere utilizzati contro un'ampia gamma di minacce. Non sono stati tuttavia concepiti per combattere missili balistici in volo. La difesa dai missili balistici a media e lunga gittata (1000-5500 km) supera generalmente le possibilità della maggior parte degli Stati. In Europa, questo compito può essere svolto solo in seno a un'alleanza multinazionale, come ad esempio il sistema di difesa della NATO diretto dagli Stati Uniti. La partecipazione della Svizzera a tale sistema non sarebbe però compatibile con la neutralità.In considerazione delle minacce prevedibili, la combinazione di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata è la più adatta per proteggere e difendere efficacemente la popolazione svizzera e le infrastrutture necessarie al funzionamento della società, dell'economia e dello Stato. Ciò è confermato dalle attuali analisi della situazione di minaccia.</p>  Risposta del Consiglio federale.