Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/240804

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di predisporre le misure seguenti:</p><p>1. Presentare un messaggio concernente una legge sul commercio di materie prime. </p><p>2. Questa legge stabilisce le regole del commercio internazionale delle materie prime gestito in Svizzera.</p><p>3. La legge prevede un sistema che garantisce la tracciabilità completa delle transazioni, dei carichi e delle materie prime, anche per permettere di verificare il rispetto di standard eventualmente vigenti in materia di estrazione, riciclaggio o produzione.</p><p>4. Questa legge garantisce standard analoghi a quelli vigenti per le banche in relazione a legalità dei fondi, trasparenza degli aventi diritto economici, rispetto delle leggi sul fisco, rispetto delle sanzioni internazionali, ecc. </p><p>5. La legge stabilisce ed estende le competenze della FINMA in modo che questa sia incaricata della sorveglianza completa del settore e dell'applicazione della legge sul commercio delle materie prime, settore in cui assolve già alcune responsabilità.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha rilevato elementi di rischio specifici nel settore delle materie prime in Svizzera ed ha preso le misure necessarie. Ad esempio, il 1° gennaio 2021 sono entrate in vigore le disposizioni sulla trasparenza dei pagamenti delle imprese del settore delle materie prime (art. 964d CO). Nell'ambito di un processo coordinato su un piano internazionale, il Consiglio federale può prevedere che gli obblighi di trasparenza si applichino anche al commercio (art. 964i CO). Con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2022, delle disposizioni del controprogetto indiretto del Parlamento all'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente", il livello di regolamentazione nel settore delle materie prime aumenta ulteriormente. Le nuove disposizioni prevedono l'obbligo di presentare una relazione sulla sostenibilità (questioni ambientali, aspetti inerenti al personale, rispetto dei diritti dell'uomo e lotta alla corruzione; art. 964b CO) nonché sul rispetto degli obblighi di diligenza e di trasparenza per quanto attiene a minerali o metalli originari di zone di conflitto (stagno, tantalio, tungsteno od oro) e il lavoro minorile (art. 964j CO).</p><p>Le disposizioni seguono l'orientamento della normativa UE, e in materia di lavoro minorile rispetto a quest'ultima sono più restrittive. Anche la revisione della legge sul riciclaggio di denaro (LRD; RS 955.0) e della legge sul controllo dei metalli preziosi (RS 941.31) comprende misure che interessano il settore delle materie prime. Dette misure sono volte anche a disciplinare il commercio professionale di metalli preziosi, e affidano all'Ufficio centrale per il controllo dei metalli preziosi la sorveglianza nel settore del riciclaggio di denaro tramite i saggiatori del commercio che trattano metalli preziosi bancari. Inoltre gli intermediari finanziari - comprese le banche svizzere - che finanziano il commercio di materie prime sono tenuti per legge a comunicare all'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro i casi in cui sospettano riciclaggio di denaro o finanziamento del terrorismo (cfr. art. 9 LRD).</p><p>Il commercio delle materie prime si svolge su scala internazionale, ed è a questo livello che la Svizzera si impegna per favorire trasparenza e tracciabilità delle catene di fornitura. La Svizzera sostiene, ad esempio, l'iniziativa per la trasparenza nel settore delle materie prime (Extractive Industries Transparency Initiative, EITI), uno standard di governance applicato a titolo volontario su scala globale nel settore delle materie prime. Lo standard EITI comprende anche requisiti in materia di trasparenza nel commercio di materie prime, che negli ultimi anni, grazie all'impegno della Svizzera e al dialogo con le società del settore, sono stati inaspriti. Mantenendo un costante dialogo con il settore, la Svizzera svolge un ruolo importante in relazione alla partecipazione attiva del settore nazionale delle materie prime in seno all'EITI. Inoltre il 24 settembre 2020, per migliorare la trasparenza e la tracciabilità delle filiere internazionali dell'oro, l'Amministrazione federale ha proposto all'Organizzazione mondiale delle dogane di adeguare la classificazione tariffale di questo metallo prezioso. Questa modifica viene già applicata alle importazioni di oro in Svizzera dal 1° gennaio 2021.</p><p>Il Consiglio federale si aspetta che le imprese con sede o attive in Svizzera operino in modo responsabile e si attengano alle norme in materia di responsabilità sociale d'impresa riconosciute internazionalmente - come le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali -, nell'ambito di tutte le loro attività, in Svizzera e all'estero.</p><p>Ciò vale anche per il commercio di materie prime: già nel 2018 la SECO e il DFAE hanno pubblicato una guida destinata alle imprese attive nel commercio di materie prime, per l'attuazione dei principi guida dell'ONU su imprese e diritti umani lungo tutta la catena delle forniture di materie prime, in linea con le guide dell'OCSE sul dovere di diligenza.</p><p>In considerazione dell'importanza che per la politica nazionale ed estera riveste il settore delle materie prime, e in particolare il loro commercio, nel 2013 il Consiglio federale ha istituito la piattaforma interdipartimentale sulle materie prime, conferendole il mandato di seguire gli sviluppi in atto, identificare i fattori di rischio e intervenire secondo necessità coinvolgendo i principali gruppi di interesse. Da allora il Consiglio federale ha pubblicato rapporti periodici sui lavori svolti con il coordinamento della piattaforma. La piattaforma garantisce lo scambio di informazioni all'interno dell'Amministrazione federale e con i gruppi di interesse esterni. I dipartimenti che partecipano alla piattaforma mantengono contatti regolari con gli operatori del settore e le ONG interessate. Ad esempio, la piattaforma ha recentemente organizzato un incontro tra commercianti di materie prime, ONG e Confederazione, per discutere anche di sanzioni e materie prime russe.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.