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Il ritorno dei jihadisti è responsabilità dei Paesi di origine.
È quanto sostiene il presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), Peter Maurer, in un'intervista pubblicata oggi da Le Matin Dimanche. Se si vuole giudicarli in altri Stati, occorrere creare i sistemi perché ciò avvenga, aggiunge.
Secondo Maurer, il rifiuto di alcuni Paesi di accettare il ritorno di jihadisti rappresenta "una questione di responsabilità". Molto spesso in passato, ricorda, questi stessi Stati sono stati i primi a sottolineare la responsabilità del Paese d'origine quando si trattava del ritorno dei migranti. "Dovrebbero pensarci oggi".
"Capisco che abbiano preoccupazioni di sicurezza, ma lasciare queste persone nelle prigioni, privarle del loro status o della loro nazionalità non è una soluzione", aggiunge Maurer. "Quando vedo le condizioni dei campi in cui vivono le famiglie di jihadisti in Medio Oriente, in Siria o Iraq, misuro l'urgenza della situazione".
"I Paesi devono assumersi le loro responsabilità, trovare delle soluzioni di rimpatrio e giudicare le persone che devono esserlo per le violazioni che hanno commesso", aggiunge il presidente del CICR, precisando: "lo diciamo a tutti i responsabili politici che incontriamo".
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