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di Lorenzo Quadri*
Il triste pretesto del sessimo.
Senza assolutamente entrare nel merito dell'atto parlamentare della Lega, e senza volermi calare nel ruolo di avvocato d'ufficio dei CC leghisti, che non ne hanno bisogno: tirare in ballo il sessismo in questa vicenda vuol dire non avere davvero uno straccio di argomento.
E allora si cerca di sviare l'attenzione denigrando e delegittimando come sessista chi osa porre delle domande. Ossignùr!
Cosa c'entra adesso il genere? Mi pare scontato che l'interrogazione sarebbe stata presentata in termini identici anche se Karin Valenzano fosse stata un uomo.
Oppure, in nome della parità, le politiche donne non possono essere criticate per le loro posizioni politiche, perché qualsiasi osservazione viene poi tacciata di sessismo, ad evidente scopo di censura?
È questo che le donne PLR intendono per parità?
*Consigliere Nazionale Lega