Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/92633

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella seduta del 3 giugno 2008, il Consiglio nazionale ha votato la mozione 08.3094 sull'espulsione degli stranieri che rifiutano di integrarsi. Secondo il testo depositato dal gruppo UDC, la conoscenza di una lingua nazionale costituisce un criterio fondamentale d'integrazione. Tale affermazione sembra implicare che la scarsa padronanza di una lingua nazionale possa essere motivo sufficiente per l'espulsione.</p><p>Desidero quindi porre al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Quante persone (stima) vivono in Svizzera con un permesso di lavoro, senza tuttavia padroneggiare bene una lingua nazionale?</p><p>2. Quale parte dell'attività economica della Svizzera dipende da tali persone?</p><p>3. Più precisamente: in caso di accoglimento definitivo di questa mozione, il Consiglio federale intende espellere i numerosi CEO, quadri e scienziati che lavorano in Svizzera parlando unicamente in inglese poiché non si sanno esprimere in una lingua nazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Non esistono dati statistici sulle competenze linguistiche dei lavoratori stranieri in Svizzera. Da indagini effettuate sulla scorta dei dati del censimento del 2000 è risultato che circa il 7 per cento dei lavoratori stranieri non ha la possibilità di utilizzare una lingua regionale né sul posto di lavoro né nella sua cerchia sociale.</p><p>3. La mozione UDC 08.3094 riguarda l'espulsione degli stranieri che rifiutano di integrarsi. Incarica il Consiglio federale di istituire le basi legali che permettano di revocare il permesso di domicilio e quindi di espellere gli stranieri che comprovatamente rifiutano di integrarsi secondo le regole svizzere (p. es. di apprendere la lingua).</p><p>Occorre premettere che in base al diritto pubblico internazionale, in particolare l'Accordo sulla libera circolazione delle persone e la Convenzione sullo statuto dei rifugiati, tale proposta sarebbe applicabile soltanto a persone provenienti da Paesi terzi e senza statuto di rifugiato.</p><p>L'espulsione rappresenta la misura più radicale prevista dal diritto in materia di stranieri. Il principio della proporzionalità dei provvedimenti emanati dalle autorità secondo l'articolo 5 capoverso 2 della Costituzione federale andrebbe osservato anche in caso di accoglimento della mozione 08.3094. </p><p>Pertanto, anche il controprogetto indiretto all'Iniziativa espulsione, trasmesso dal Consiglio federale alle Camere federali il 24 giugno 2009, non include la mancata integrazione tra i nuovi motivi d'espulsione. Per contro tiene conto dell'esigenza di una migliore integrazione, prevedendo di rilasciare il permesso di dimora soltanto agli stranieri che possono comprovare conoscenze di una lingua nazionale.</p><p>Secondo il diritto in materia di stranieri, l'integrazione comprende diversi aspetti oggettivamente misurabili, ossia le conoscenze di una lingua nazionale, ma anche il rispetto della sicurezza e dell'ordine pubblici e dei valori della Costituzione federale, nonché la volontà di partecipare alla vita economica e di acquisire una formazione (art. 4 dell'ordinanza sull'integrazione degli stranieri; RS 142.205). Il contributo dello straniero è valutato nel singolo caso considerando tali aspetti nell'ambito dell'esercizio del potere discrezionale delle autorità competenti (art. 96 della legge federale sugli stranieri, LStr; RS 142.20). Le competenze linguistiche devono essere esaminate, nella misura del possibile, nel quadro della valutazione complessiva dell'integrazione e delle capacità comunicative.</p><p>I membri di direzione, i CEO, altri quadri e gli scienziati possono essere ammessi in virtù dell'articolo 23 capoverso 3 LStr o dell'articolo 30 capoverso 1 lettere g, h e i LStr, quindi in deroga alle condizioni generali per il rilascio dei permessi. In questo caso, non è indispensabile comprovare conoscenze di una lingua nazionale per ottenere un permesso di lavoro. Questa categoria di quadri e scienziati altamente qualificati è ammessa sulla base di importanti interessi economici o scientifici, tanto più che di norma si tratta di persone chiave per le imprese svizzere.</p><p>Già oggi l'inglese domina la vita quotidiana in molte imprese di medie e grosse dimensioni. Spesso i soggiorni lavorativi sono limitati nel tempo, poiché queste persone qualificate lavorano in Svizzera, anche in qualità di lavoratori distaccati, per un determinato progetto. Alla luce dell'attuale prassi di ammissione non si prevede che, in caso di accoglimento della mozione UDC, i lavoratori menzionati nel punto 3 dell'interrogazione sarebbero espulsi per insufficienti conoscenze della lingua nazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.