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Costituito il nuovo parlamento
All'apertura della 48esima legislatura del parlamento, il democentrista André Bugnon è stato eletto presidente della camera bassa.
Alla presidenza della camera alta accede Christoffel Brändli, anch'egli rappresentante della destra nazionalconservatrice. I duecento consiglieri nazionali e i quindici nuovi senatori hanno prestato giuramento.
Lunedì alle 14h30 il Consiglio nazionale (camera bassa) ha aperto la 48esima legislatura del parlamento federale.
Dopo avere formalmente convalidato i risultati elettorali del 21 ottobre scorso, i 200 consiglieri nazionali hanno prestato giuramento, ciascuno nella loro lingua.
Senza sorprese e con 161 voti su 182 schede valide, André Bugnon è stato eletto presidente della camera del popolo. Si tratta del primo esponente dell'Unione democratica di centro (UDC) romanda ad essere eletto primo cittadino della Svizzera.
Appena eletto alla presidenza, il democentrista vodese ha fatto sistemare nell'emiciclo del Consiglio nazionale due bandiere svizzere. In questo modo, il deputato vodese ha voluto ricordare agli eletti che devono impegnarsi costantemente in favore di tutta la Svizzera.
Alla prima vicepresidenza della Camera del popolo è stata eletta la democristiana Chiara Simoneschi. La ticinese ha ottenuto 156 voti su 186 schede valide. La Camera ha poi eletto quale seconda vicepresidente con 127 voti su 189 la socialista argoviese Pascale Bruderer. Il tentativo dei Verdi di accedere a questo posto è fallito: la loro candidata Maya Graf ha infatti ottenuto soltanto 49 voti.
Ricreare fiducia nei cittadini
Anche la camera alta del parlamento ha eletto il suo presidente. Si tratta del grigionese Christoffel Brändli, eletto con ben 44 voti su altrettante schede valide. Consigliere agli Stati da 13 anni, Brändli si era già trovato sotto le luci della ribalta nel dicembre del 2000 quando era candidato alla successione del consigliere federale Adolf Ogi. Al terzo turno fu però eletto il bernese Samuel Schmid, attuale ministro della difesa.
"Numerosi cittadini hanno avuto l'impressione che l'ultima campagna elettorale si sia trasformata in una specie di teatro e che la politica non si occupi più di risolvere i problemi del paese", ha detto il neoeletto presidente del senato. Spetta al Consiglio degli Stati, vera fortezza della democrazia, ristabilire la fiducia della popolazione, ha aggiunto.
Alla presidenza del senato Brändli succede al democristiano Peter Bieri. Il socialista Alain Berset è dal canto suo stato eletto vicepresidente.
Quindici nuovi consiglieri di Stato hanno prestato giuramento. Per la prima volta due ecologisti – il ginevrino Robert Cramer e il vodese Luc Recordon – siedono alla camera dei cantoni. Dovrebbero presto essere raggiunti dalla verde liberale Verena Diener, la cui elezione dovrebbe essere convalidata mercoledì dal canton Zurigo.
Polarizzazione elvetica
Al Consiglio nazionale la sorte ha voluto che i due discorsi d'apertura fossero pronunciati da altrettanti deputati sangallesi, ma di partiti diversi. Secondo il regolamento del Nazionale, la prima sessione della legislatura è inaugurata dal suo membro con la maggiore appartenenza ininterrotta alla Camera del popolo, nonché dal deputato o deputata più giovane.
Il decano per militanza è il socialista Paul Rechsteiner, eletto nel 1982, mentre il più giovane e "beniamino" è il democentrista Lukas Reimann, 25 anni. Entrambi gli oratori si sono soffermati sul glorioso passato della Svizzera, ma con intenti diversi.
Rechsteiner, che è anche presidente dell'Unione sindacale svizzera, ha ricordato le conquiste sociali del 20.mo secolo. Ne ha approfittato per difendere il pensionamento flessibile e l'uguaglianza salariale tra i sessi.
"Occorre pensare alle generazioni future", ha dal canto suo sottolineato Lukas Reimann. Tuttavia, lo studente di diritto ha insistito sulla necessità di ridurre le spese. "Dalla mia nasciata, l'indebitamento delle collettività pubbliche è triplicato".
Lumengo sotto i riflettori
Un altro dei momenti forti dell'apertura della legislatura è stato l'arrivo a Palazzo federale di Ricardo Lumengo, il primo nero eletto al Consiglio nazionale. Dal "New York Times" al quotidiano spagnolo "El Pais", fino alla rivista francese "L'Express" e alla BBC, la stampa mondiale ha puntato i riflettori sul deputato socialista, giunto in treno da Bienne.
"Ho anche ricevuto una lettera con le congratulazioni da parte di Jesse Jackson*, uno delle figure più emblematiche del movimento dei diritti civici, ha detto Lumengo. Personaggio piuttosto discreto e disponibile, il neoeletto sostiene di volere incarnare l'immagine di una Svizzera aperta e tollerante. Ha poi detto di volere essere giudicato per le sue qualità e non per il colore della sua pelle.
swissinfo e agenzie
André Bugnon
Con il membro dell'UDC André Bugnon, il posto di primo cittadino del paese è nuovamente occupato per un anno da un rappresentante della Svizzera romanda.
Il 60enne agricoltore-viticoltore di Saint Prex (Vaud), sposato e padre di tre figli, ha dietro di sé una carriera politica lunga ben 38 anni.
A 22 anni ha rilevato l'impresa famigliare ed è entrato in politica, dove ha fatto carriera dapprima a livello comunale, poi cantonale e federale. Dopo essere stato per otto anni membro del legislativo comunale, a 30 anni è diventato municipale e quindi sindaco di Saint Prex dal 1990 al 2002. Ha fatto parte del Gran Consiglio (parlamento cantonale) vodese per 11 anni. Nel 1999 è entrato nel Consiglio nazionale.
Christoffel Brändli
La sua carriera politica è cominciata nel 1943, a 26 anni, nel municipio di Igis-Landquart, nel canton Grigioni. A soli 28 anni siedeva già nel parlamento cantonale e a 39 è stato eletto nel Consiglio di Stato (governo) grigionese. Dopo 13 anni è stato eletto alla camera alta del parlamento federale (Consiglio degli Stati).
Da allora rappresenta insieme a Theo Maissen gli interessi del suo cantone in senato. Brändli fa parte dell'ala più moderata dell'UDC.
Padre di tre figli, il neopresidente del senato è stato insegnante presso una scuola di commercio e, da quando siede alla camera alta, è consulente economico.
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