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SPRINGFIELD - L’immagine di Abramo Lincoln con in testa il suo iconico cilindro risulterà familiare anche a chi non è appassionato di storia americana. Il famoso copricapo del 16° presidente americano, tuttavia, potrebbe presto essere venduto insieme ad altri suoi cimeli a causa della precaria situazione dello Stato che gli ha dato i natali: l’Illinois, per altro noto come “La Terra di Lincoln”.
A paventare una vendita all’asta di alcuni oggetti appartenuti all’ex inquilino della Casa Bianca è la Lincoln Library Foundation, fondazione privata che sostiene le attività dell’Abraham Lincoln Presidential Library and Museum. Il museo e biblioteca con sede nella capitale Springfield - famoso in tutto il mondo per gli studi sul presidente della Guerra Civile americana - deve in particolare ancora pagare 9,7 dei 23 milioni di dollari di debito contratti per acquistare, nel 2007, una collezione di oltre 1’000 oggetti appartenuti a Lincoln o a lui collegati.
«Se a la fondazione non fosse in grado a breve di assicurare l’estinzione di buona parte dei rimanenti 9,7 milioni di dollari di debito, non avrebbe altra scelta che accelerare la possibilità di vendere questi artefatti unici sul mercato privato», scrive la Lincoln Library Foundation in una nota riportata dalla Chicago Tribune. Fra gli articoli che rischiano di finire in case private ci sono un cilindro di pelle di castoro attribuito a Lincoln, dei guanti che il presidente indossava la sera in cui fu assassinato (ancora sporchi di sangue), i suoi occhiali e persino un abito indossato da Marilyn Monroe che era parte della collezione acquistata in blocco dal museo.
Lo Stato dell’Illinois, noto proprio come la “Terra di Lincoln”, evita per il momento di prendere impegni vincolanti. È infatti oppresso da un debito statale miliardario e questo è un anno elettorale. «Siamo certamente interessati e lavorare con la Abraham Lincoln Presidential Library Foundation mentre valutano le loro opzioni - si è limitata a dichiarare una portavoce del governo -. Stiamo esaminando il loro business plan».