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Dal 2004 alla fine del 2008 sono state riabilitate 137 persone che erano state condannate a multe o pene detentive per aver aiutato dei rifugiati ad entrare in Svizzera durante la Seconda guerra mondiale.
Secondo una commissione ad hoc del parlamento, che ha presentato giovedì un bilancio delle domande di riabilitazione raccolte in questi ultimi anni, tale gesto ha permesso il riconoscimento pubblico per questi cittadini, puniti oltre mezzo secolo fa dai tribunali militari per aver portato aiuto a numerose vittime del nazismo.
Per molte di queste persone la riabilitazione à giunta tardi, dal momento che sono decedute prima di conoscere l'esito dell'esame condotto dalla commissione, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa tenuta a Berna il consigliere nazionale socialista André Daguet.
La maggior parte delle persone riabilitate - di tutte le estrazioni sociali - viveva all'epoca dei fatti nelle regioni di frontiera. I motivi del loro agire sono eterogenei, ha precisato Daguet, "anche di carattere economico". Nella metà dei casi trattati, la commissione ha proceduto alla riabilitazione d'ufficio basandosi su ricerche d'archivio.
Stando alla legge, il mandato della commissione è scaduto a fine 2008. Tuttavia, persone direttamente toccate o parenti potranno inoltrare una richiesta di riabilitazione fino al 2011.
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