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Sinus 2020 Gli incidenti diminuiscono meno nelle località
Nel 2019 in Svizzera 3826 persone si sono ferite gravemente o hanno perso la vita in un incidente stradale. Nell'arco di dieci anni questa cifra è diminuita di un quarto, con variazioni a seconda del tipo di strada. È quanto si può leggere in un'analisi presentata nel rapporto «Sinus 2020» pubblicato dall'UPI. La riduzione dell'incidentalità interessa in maggior misura gli utenti delle strade extraurbane (–31%) e delle autostrade (–32%). Nell'abitato, il numero dei feriti gravi e dei morti a seguito di un incidente stradale è invece diminuito «solo» del 20%.
Ciò è dovuto principalmente al fatto che nelle località le vittime di incidenti gravi sono perlopiù ciclisti, motociclisti, e-biker o pedoni. Solo il 10% degli utenti della strada che si feriscono gravemente o perdono la vita in una città o un comune sono automobilisti. Dieci anni fa il loro tasso era ancora del 17%.
Le percentuali dei pedoni, dei ciclisti e dei motociclisti rimasti gravemente feriti o morti a seguito di un incidente stradale nell'abitato sono praticamente identiche (circa 25% per ogni categoria) e sono rimaste invariate nello scorso decennio. Al calo degli incidenti gravi tra gli automobilisti si contrappone tuttavia un forte aumento di quelli subiti da un gruppo relativamente nuovo di utenti, quello degli e-biker. Si conferma così ciò che l'UPI aveva anticipato da tempo: il traffico lento diventa sempre più problematico in termini di sicurezza stradale.
Forte influsso della velocità sulla letalità
Sulle autostrade la causa più frequente degli incidenti gravi è la disattenzione/distrazione, sulle strade extraurbane la velocità. All'interno delle località, gli infortuni gravi sono dovuti in primo luogo all'inosservanza del diritto di precedenza.
Un fattore decisivo per la frequenza e la gravità degli incidenti è la velocità. È quanto risulta tra l'altro da un confronto dell'incidentalità con diversi regimi di velocità: il rischio di decesso (numero di morti per 10 000 feriti) per i pedoni che subiscono un incidente su una strada a 50km/h è 1,3 volte superiore rispetto a una strada a 30 km/h. La differenza è ancora più marcata tra i ciclisti, per i quali il rischio di decesso sui tratti a 50 km/h è più che doppio rispetto ai tratti a 30 km/h.
Ridurre ulteriormente il numero degli incidenti gravi
Il rapporto «Sinus 2020» indica che le cifre dell'incidentalità stanno andando nella giusta direzione e che le misure di prevenzione sono efficaci. L'UPI è convinto che l'obiettivo definito dall'Ufficio federale delle strade (USTRA) per la Svizzera (ridurre a 100 il numero dei morti sulle strade e a 2500 quello dei feriti gravi entro il 2030) sia realistico. Per raggiungerlo sono tuttavia necessarie misure mirate e orientate al lungo periodo: occorre ad esempio migliorare la concezione dello spazio stradale, promuovere le tecnologie di guida intelligente e sviluppare ulteriormente l'istruzione alla guida.
Sinus (Sicherheitsniveau und Unfallgeschehen im Strassenverkehr) è una pubblicazione annuale dell'UPI e del Fondo di sicurezza stradale FSS. È un'opera statistica che funge da riferimento per gli esperti di sicurezza stradale e ogni altra persona interessata. Diversi indicatori (ad es. ferimenti, infrazioni stradali, comportamento cautelativo, atteggiamento nei confronti della sicurezza) aiutano a descrivere la situazione attuale, seguire l'evoluzione della sicurezza stradale e identificare i problemi. Su questa base, l'UPI definisce le priorità in uno dei suoi ambiti di prevenzione, la circolazione stradale.
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