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Si allarga la forbice tra l’effettivo reale dell’esercito e l’effettivo di coloro che prestano CR.
Nei prossimi anni si verificherà un lieve aumento temporaneo dell’effettivo reale di personale dell’esercito, mentre continuerà a diminuire il numero dei militari ancora soggetti all’obbligo di prestare servizio d’istruzione. Questo è uno dei punti chiave del Censimento dell’esercito 2020.
L’annuale Censimento dell’esercito rispecchia la situazione dell’esercito in materia di personale. L’edizione 2020 (stato dei dati: 1° marzo 2020) si concentra in particolare sull’analisi degli effettivi, sul loro sviluppo (in particolare con riferimento alle donne) e sulle ripercussioni che l’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs) in corso dal 2018 produce sul personale.
Una constatazione importante del Censimento dell’esercito 2020 è l’ulteriore allargamento della forbice tra l’effettivo reale dell’esercito (143 372) e l’effettivo di militari ancora soggetti all’obbligo di prestare servizio d’istruzione (100 372) che pertanto devono prestare corsi di ripetizione (CR). Di conseguenza circa un terzo dei militari attualmente incorporati nell’esercito (43 045) può essere ancora chiamato in servizio per impieghi nel servizio d’appoggio o nel servizio attivo, ma non presta più CR. Le previsioni fino al 2035 indicano che nei prossimi anni la forbice continuerà ad allargarsi. Tuttavia con un numero di effettivi troppo basso – in poco più della metà dei corpi di truppa nel 2018 e nel 2019 gli effettivi CR si situavano a una quota inferiore all’80% degli effettivi regolamentari – l’allenamento nei corsi di ripetizione non può svolgersi in condizioni reali e sul medio periodo diminuisce la prontezza dei corpi di truppa interessati.
Riduzione delle partenze per motivi medici
Dall’analisi degli effettivi risulta inoltre che le misure volte a ridurre le partenze per motivi medici sono efficaci. Tra il 2011 e il 2019 è stato possibile ridurre tali partenze del 48 percento. Dopo un aumento costante tra il 2011 e il 2017, negli anni 2018 e 2019 il numero dei trasferimenti al servizio civile si è stabilizzato a un livello lievemente inferiore. L’esempio del 2019 mostra che tra il reclutamento e il termine dell’obbligo di prestare servizio militare soltanto la metà dei militari rimane nel sistema.
Gli sforzi per il reclutamento di un maggior numero di donne nell’esercito mostrano i primi effetti: nel marzo 2020 la quota di donne ha raggiunto lo 0,9% dell’effettivo reale dell’esercito (1253 militari). Inoltre nel 2019 il numero di partecipanti donne alle giornate informative dei Cantoni è aumentato del 30 percento circa rispetto al 2017. Le giornate informative rappresentano un fattore fondamentale per raggiungere una quota femminile del 10 percento sul lungo periodo.
Il rapporto finale apparera 2023
L’esercito è nel mezzo dell’attuazione dell’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs), avviato nel 2018 e che si concluderà nel 2022. Di conseguenza è ancora troppo presto per una valutazione complessiva delle misure dell’USEs in materia di personale. Il rapporto finale sull’USEs, la cui pubblicazione è prevista per fine 2023, tratterà anche il tema dell’apporto di personale. È chiaro che a lungo termine saranno necessarie ulteriori misure per garantire gli effettivi dell’esercito e della protezione civile. Un rapporto del Consiglio federale si trova attualmente in fase di elaborazione e dovrebbe essere disponibile entro la metà del 2021.
Il Censimento dell’esercito 2020 non tiene conto degli effetti sull’esercito degli impieghi nel servizio d’appoggio di quest’anno nel quadro della lotta al coronavirus. Tali effetti potranno essere tematizzati al più presto nel Censimento dell’esercito 2021.
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