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Like a Rolling Peaches
Altro che le solite acrobazie per spiegare cosa unisca la gente che sta dentro lo schermo e quella davanti. A volte, basta Peaches. E tutte le distanze, come ieri sera, si annullano in un gesto. Lei è lì. Piazza Grande.
Prima in video nelle immagini-lancio del suo film. Poi, senza stacchi né intermezzi, in latex e ossa. Ciuffo patinato, trucco Blade Runner's style, il tubino gommoso che sagoma la silhouette e la voce a rimbalzare sulla base musicale. Ed è lì che precisa come un orologio punk, Peaches si è arrotolata sul palco sopraelevato sotto lo schermo in una capriola rovesciata che, lì, mai nessuno aveva osato.
Un atto-cerniera giocoso, quasi a far da yo-yo, tra il qui e là, tra le acrobazie da spada luminosa con cui Christopher Lee aveva inaugurato Locarno66 e la serata di ieri di un Festival che non si è risparmiato il suo colpo di cresta rock. Un gesto solo, ma dentro, a suo modo, c'è già tutto un film.Lorenzo Buccella
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