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I paesi firmatari delle Convenzioni di Ginevra hanno approvato il nuovo emblema che verrà affiancato alla croce e alla mezzaluna rossa.
In seguito all'opposizione di alcuni paesi arabi, il "cristallo rosso" non è stato adottato per consenso unanime, ma da una chiara maggioranza durante un voto.
Il nuovo emblema, un cristallo rosso in forma di quadrato, potrà essere utilizzato in futuro dalle società nazionali affiliate al Movimento internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa che non vogliono ricorrere ai due simboli già esistenti per questioni politiche o religiose.
L'approvazione del protocollo sul nuovo emblema dovrebbe portare in particolare all'adesione della società nazionale di soccorritori israeliana Magen-David Adom al Movimento internazionale della Croce rossa, che raggruppa il Comitato internazione della Croce rossa e la Federazione internazionale delle società della Croce rossa e della Mezzaluna rossa.
L'organizzazione umanitaria israeliana aveva finora rifiutato di utilizzare uno dei due simboli internazionalmente riconosciuti, optando per una stella rossa di Davide.
Su pressione dei paesi arabi, il Movimento della Croce rossa e della Mezzaluna rossa aveva quindi respinto l'adesione, quale membro ufficiale, del Magen-David Adom.
Divergenze fino all'ultimo
La conclusione di questa lunga vertenza, in corso da decenni, rappresenta un successo per la diplomazia svizzera, che da anni ha cercato di avvicinare le parti tramite difficili trattative.
I negoziatori svizzeri erano riusciti a spianare la strada all'adozione del protocollo, riuscendo a strappare alla fine di novembre un accordo di cooperazione tra i servizi di soccorso israeliani e quelli palestinesi.
La nascita del nuovo emblema, che avrebbe dovuto celebrare l'unità e l'universalità del movimento, è avvenuta però in un clima di controversie e scontri sulla questione del Golan.
La Siria, con l'appoggio di numerosi paesi arabi e musulmani, aveva condizionato il suo appoggio al previo raggiungimento di un'intesa sull'accesso dei soccorsi umanitari nel Golan occupato da Israele. Nonostante tre giorni di intense trattative indirette tra Siria ed Israele, l'intesa non è stata raggiunta.
Le divergenze hanno così dominato fino all'ultimo i lavori della conferenza diplomatica indetta dalla Svizzera, paese depositario delle convenzioni di Ginevra.
Invece di un'adozione tramite consenso unanime, i negoziatori si sono visti costretti a sottoporre il testo a votazione. Per finire il protocollo è stato approvato con 98 voti favorevoli, 27 contrari e 9 astensioni.
Reazioni mitigate
Il presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), Jacob Kellenberger, ha comunque espresso grande soddisfazione per l'approvazione del protocollo.
Questo passo, ha detto, è molto positivo e costituisce una base per l'universalità del Movimento, ha affermato Kellenberger.
Meno serene le prime dichiarazioni rilasciate dalla delegazione svizzera.
Abbiamo dovuto costatare l'impossibilità di superare le differenze e siamo quindi stati costretti a ricorrere al voto, ha sottolineato Blaise Godet, ambasciatore svizzero alle Nazioni unite a Ginevra.
"Siamo soddisfatti per l'adozione del protocollo, ma chiaramente delusi per la mancanza di un consenso unanime", gli ha fatto eco Didier Pfirter, inviato speciale del governo svizzero a queste trattative.
In un'intervista a swissinfo, Pfirter ha deplorato l'atteggiamento di alcuni paesi arabi: "I loro ministri avevano promesso a me e alla consigliera federale Micheline Calmy-Rey di sostenere il nuovo emblema, nel caso in cui fosse trovato un accordo tra israeliani e palestinesi".
"Nonostante il raggiungimento di questo accordo, alcuni paesi arabi hanno votato contro il nuovo emblema", ha aggiungo Pfirter.
Critiche siriane
Da parte sua, l'ambasciatore siriano Bashar Jaafari ha avuto parole molto severe per la Svizzera.
«È la prima volta nella storia del diritto umanitario che una convenzione di tale importanza è approvata senza l'unanimità. È veramente un peccato», ha commentato Bashar Jaafari.
E ha aggiunto che le rivendicazioni siriane avrebbero potuto trovare una soluzione se la conferenza fosse stata gestita altrimenti. «Si tratta di un fallimento per tutti», ha concluso.
Dopo l'approvazione del Protocollo da parte degli stati sarà necessario convocare una conferenza internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa nel 2006 per emendare gli statuti del movimento.
Giovedì, il Dipartimento degli affari esteri svizzero ha respinto le critiche siriane, in particolare quella di non aver gestito bene la conferenza, affermando che la delegazione elvetica ha fatto "tutto il possibile per raggiungere un consenso generale".
Da parte sua, la comunità ebraica in Svizzera ha accolto positivamente l'esito della conferenza di Ginevra, affermando che permetterà l'adesione del Magem-David Adom al Movimento della Croce rossa, ponendo fine ad "un'ingiustizia durata oltre 50 anni".
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
La Svizzera è il paese depositario delle Convenzioni di Ginevra sul diritto umanitario.
98 si sono espressi a favore del nuovo emblema, 27 contro e 9 si sono astenuti.
La maggior parte dei voti contrari sono giunti dai paesi arabi.
Anche Iran, Cina, Corea del Nord e Cuba hanno respinto il nuovo emblema.
In breve
L'emblema con la croce rossa su sfondo bianco è stato approvato ufficialmente nel 1864 a Ginevra, un anno dopo l'istituzione del Comitato internazionale della Croce rossa (CICR).
Con tale scelta, i sedici Stati firmatari della prima Convenzione di Ginevra sul diritto umanitario volevano rendere omaggio all'impegno manifestato dalla Svizzera nei confronti del CICR.
La mezzaluna rossa, utilizzata attualmente da 25 paesi islamici, è stata adottata ufficialmente nel 1929.
Finora il Movimento della Croce rossa e della Mezzaluna rossa aveva respinto l'adesione, quale membro ufficiale, della Società di soccorso israeliana Magen David Adom, il cui emblema è la stella di Davide.