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I 27 Stati membri dell'UE hanno approvato lunedì sera un embargo sul petrolio russo che copre più di due terzi delle loro importazioni di greggio da Mosca. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. La misura sarà attuata entro la fine dell'anno. Il taglio "eliminerà un'enorme fonte di finanziamento per la macchina da guerra russa" ed eserciterà "la massima pressione" su Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina, ha dichiarato Michel su Twitter.
I 27 capi di Stato e di Governo dell'UE hanno quindi concordato un progressivo embargo sul petrolio trasportato via nave, che rappresenta i 2/3 degli acquisti europei di greggio russo. L'esenzione prevista per il petrolio trasportato tramite oleodotto, per eliminare il veto di Budapest, è temporanea. Si negozierà poi per bloccare anche le importazioni attraverso l'oleodotto (1/3 delle forniture europee), il cui ramo settentrionale serve Germania, Austria e Polonia e quello meridionale Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia.
Il caso ungherese
Budapest aveva condizionato il suo via libera alle garanzie di fornitura per l'Ungheria. Il premier ungherese Viktor Orban ha chiesto garanzie in caso di taglio dell'oleodotto Druzhba, che rifornisce il suo Paese attraverso l'Ucraina. L'Ungheria, un Paese senza sbocco sul mare, dipende dal petrolio proveniente dall'oleodotto Druzhba per il 65% del suo consumo. Il Paese si era opposto alla proposta iniziale di embargo a meno che non gli venissero concessi almeno quattro anni e circa 800 milioni di euro di finanziamenti UE per adeguare le sue raffinerie. Nel caso di Budapest la deroga all'embargo petrolifero dipende da due fattori. Il primo è il tempo che impiegherà la Croazia ad aumentare la capacità dell'oleodotto Adria, che collega l'Adriatico all'Ungheria. Tempo che Bruxelles stima in circa 45 giorni. Il secondo fattore è il timing per l'adeguamento delle raffinerie ungheresi. Qui conterà anche la tempistica e l'importo dell'erogazione dei fondi europeo nel quadro del RePowerEu. Su questo secondo punto il dibattito è aperto.
Per la Repubblica Ceca, si apprende ancora dalle stesse fonti UE, l'esenzione all'embargo al petrolio russo durerà invece 18 mesi.
Altre decisioni
Il nuovo pacchetto di sanzioni, in fase di negoziazione da un mese, comprende anche un'estensione della lista nera dell'UE a circa 60 persone, tra cui il capo della Chiesa ortodossa russa, il Patriarca Kirill. Il piano prevede pure l'esclusione di tre banche russe dal sistema finanziario internazionale Swift, tra cui Sberbank, la più grande banca del Paese.