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Ritrovato sulla bancarella di un mercato, questo quaderno anonimo - probabilmente di uno studente della scuola allievi dei carabinieri, è datato 1941 e presenta nel retro di copertina, i possibili titoli dei temi da svolgere durante l'anno.
“Il libro di Stato, dello Stato fascista, dovrà essere un capolavoro didattico e tecnico; il suo contenuto deve educare gli adolescenti nella nuova atmosfera creata dal Fascismo e plasmare loro una coscienza consapevole dei doveri del cittadino fascista”.
Dalle testuali parole di Benito Mussolini pronunciate il primo novembre del 1928 per l’insediamento della Commissione sui libri di testo, si comprende l’importanza della didattica ai fini di quell’impronta che il regime del Ventennio intendeva inculcare nelle nuove generazioni. Infatti, per Mussolini
“la scuola italiana in tutti i suoi gradi e i suoi insegnamenti si ispiri alle idealità del Fascismo, educhi la gioventù italiana a comprendere il Fascismo, a nobilitarsi e vivere nel clima creato dalla Rivoluzione Fascista”.
L’indottrinamento viene pertanto programmato in ogni meandro e ad ogni livello, facendo della scuola il luogo prediletto e sostenuto ai fini della propaganda e la formazione del pensiero già dalla tenera infanzia.
Nel retro del quaderno sono elencati i temi da svolgere durante i due semestri che compongono l'anno di istruzione:
Olte alla conoscenza delle autorità civili e militari, sono assegnati agli allievi anche altri compiti di redazione:
- Perché l'Italia combatte contro l'Inghilterra;
- Ricordi di scuola;
- Non c'è rosa senza spine;
- L'ignoranza;
- L'uragano
- Vita di caserma;
- L'economia in tempo di guerra
Il quaderno può essere scaricato in allegato alla pagina.
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