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BERNA - L'industriale svizzero Stephan Schmidheiny ha inoltrato ricorso contro la sentenza sul caso Eternit emessa da un tribunale di Torino in febbraio. Lui e il barone belga Louis de Cartier erano stati condannati a 16 anni di carcere e a risarcimenti milionari per disastro ambientale doloso e omissione volontaria delle cautele anti-infortuni.
Il ricorso al tribunale d'appello di Torino è stato confermato oggi dal portavoce di Schnidheiny, Peter Schürmann, che conta in una riapertura del processo entro tre o cinque mesi. La sentenza riguardava i danni provocati dall'amianto. Secondo il pubblico ministero torinese Raffaele Guariniello, sono alcune migliaia i morti e i malati di tumore individuati tra lavoratori e cittadini nel corso dell'inchiesta.
I legali dei due imputati avevano chiesto per entrambi l'assoluzione per non aver commesso il fatto. Secondo la difesa il 91.enne de Cartier, dal 1971, aveva ricoperto solo «un ruolo minoritario senza compiti operativi». Da parte sua il 65.enne Schmidheiny «non è mai stato responsabile operativo e neppure consigliere d'amministrazione del gruppo Eternit italiano», aveva dichiarato Schürmann ai tempi del processo.