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Oggi, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, potrebbe includere nel DPA, legge in vigore dai tempi della Guerra Fredda, alcuni materiali per la produzione di batterie
Biden sfrutta la legge DPA della Guerra Fredda
Ieri sera Bloomberg ha riferito che il presidente USA Joe Biden sarebbe pronto ad “invocare i poteri della Guerra Fredda” per incoraggiare la produzione interna di minerali critici per i veicoli elettrici ed altri tipi di batterie.
BREAKING: Biden is poised to invoke as soon as this week Cold War powers to encourage domestic production of critical minerals for electric-vehicle and other types of batteries https://t.co/tUh7IPZB6s pic.twitter.com/7mjqI3roo9
— Bloomberg (@business) March 30, 2022
L’obiettivo sarebbe proprio quello di accelerare la produzione interna di prodotti chiave, in particolare per la filiera legata all’energia pulita, in contrapposizione ai prodotti cinesi. Per fare ciò è necessario incrementare la produzione nazionale di metalli e minerali.
Secondo Bloomberg già oggi Biden potrebbe aggiungere alcuni materiali critici per la produzione di batterie all’elenco degli articoli coperti dal Defence Production Act (DPA) del 1950, la legge utilizzata da Harry Truman per produrre acciaio per la guerra in Corea. Già il precedente presidente, Donald Trump, la utilizzò per stimolare la produzione di mascherine durante la pandemia.
Le fonti citate da Bloomberg però sono anonime.
A cosa serve nello specifico la DPA
La definizione data da Bloomberg sull’invocare i poteri della Guerra Fredda potrebbe però generare confusione nell’attuale contesto, visto che non si tratta né di poteri speciali, né tantomeno di poteri militari o legati al conflitto in Ucraina. Si tratta solamente di utilizzare una legge ordinaria, in vigore dal 1950, creata per far fronte all’inizio della Guerra Fredda nel secondo dopoguerra.
L’ipotesi è che all’elenco degli articoli coperti dal Defence Production Act potrebbero essere aggiunti litio, nichel, grafite, cobalto e manganese, e questo aiuterebbe le società estrattive ad accedere ai 750 milioni di dollari del fondo Titolo III del DPA. Inoltre potrebbe anche aiutare il riciclo dei rifiuti prodotti dalla dismissione delle batterie usate.
Questa misura potrebbe avere un impatto significativo sul mercato delle batterie elettriche statunitense.
I vantaggi sull’economia e gli svantaggi sull’ambiente
Pare che i promotori di questa iniziativa stiano anche prevedendo misure per assicurarsi che queste decisioni non consentano di evitare le revisioni ambientali o le normative sui permessi, visto che il rovescio della medaglia potrebbe essere un incremento dell’inquinamento. Infatti sembra siano stati coinvolti diversi dipartimenti, tra cui anche quello dell’Energia e quello degli Interni.
La decisione del presidente seguirebbe un’esplicita richiesta in merito giunta da un gruppo bipartisan di senatori, tra cui il democratico Joe Manchin del West Virginia ed i repubblicani Lisa Murkowski dell’Alaska, James Risch dell’Idaho e Bill Cassidy della Louisiana.
Bisogna tener presente che attualmente gli USA dipendono in gran parte dalle importazioni per quanto riguarda i materiali chiave per la produzione di veicoli elettrici ed energia pulita, e dato che questo crea di fatto dipendenza da Stati esteri come la Cina, avrebbe senso sfruttare il DPA.
Inoltre va ricordato che l’amministrazione Biden ha già stanziato molti miliardi di dollari proprio per sviluppare la produzione di batterie negli Stati Uniti e per ridurre la dipendenza dalla Cina. La decisione di oggi servirebbe per risalire la catena di produzione e favorire anche l’estrazione mineraria e la lavorazione dei minerali necessari a tale produzione.
Tra le aziende che potrebbero beneficiarne ovviamente c’è anche Tesla di Elon Musk.
Le batterie elettriche però non servono solo per i veicoli elettrici, ma anche per l’ottimizzazione della distribuzione dell’energia elettrica. Molte fonti rinnovabili, tipo solare o eolico, non solo non producono energia con costanza, ma la produzione non è nemmeno né programmabile né gestibile. Batterie elettriche efficienti consentirebbero di immagazzinare l’energia quando viene prodotta, per poterla poi distribuire liberamente quando c’è richiesta.
È possibile pertanto che l’intenzione di Biden sia quella di favorire molto lo sviluppo negli USA di tecnologie legate alle innovazioni in campo elettrico.