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Il consigliere federale e ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann (foto d'archivio).
KEYSTONE/PETER KLAUNZER(sda-ats)
Il Consiglio federale non prevede di prendere misure specifiche a favore dei cantoni, in particolare quelli latini, in cui la disoccupazione è più alta e la pressione sul mercato del lavoro maggiore.
È quanto ha dichiarato oggi durante l'Ora delle domande il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann a un quesito posto dalla consigliera nazionale Marina Carobbio (PS/TI).
Grazie alla legge sull'assicurazione contro la disoccupazione, i cantoni che vertono in situazioni difficili possono già ricevere più mezzi finanziari volti al reinserimento professionale delle persone senza lavoro, ha sottolineato il consigliere federale. Inoltre, tali cantoni possono già adottare provvedimenti specifici per far fronte a situazioni critiche dal punto di vista del mercato del lavoro.
Fondandosi sui dati più recenti pubblicati dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), la parlamentare ticinese chiedeva al governo di esprimersi sul fatto che vi siano importanti differenze per quanto riguarda il tasso di disoccupazione tra la Svizzera tedesca da un lato e la Romandia e il Ticino dall'altro.
A fine aprile, i cantoni romandi erano infatti i più colpiti dal fenomeno, con un tasso record del 5,9% per Neuchâtel e una percentuale oltre il 5% anche per Ginevra. In Ticino il tasso dei senza lavoro era del 3,3%, mentre nella Svizzera centrale, il tasso medio era pari o poco superiore all'1%.
Secondo il consigliere federale, tali differenze cantonali sono dovute alle diverse strutture economiche regionali. Inoltre, le regioni latine sono state maggiormente toccate dall'apprezzamento del franco sull'euro o dalla debolezza di taluni singoli settori. In generale, secondo gli esperti della Confederazione, la disoccupazione dovrebbe leggermente diminuire nei prossimi mesi, ha precisato Schneider-Ammann.
Il consigliere federale ha inoltre spiegato che, verosimilmente dal 2018, entrerà in vigore l'obbligo di comunicare i posti vacanti agli uffici regionali di collocamento. Ciò dovrebbe rafforzare la manodopera indigena sul mercato del lavoro.
SDA-ATS