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Il destino della Svizzera ai Mondiali in Qatar è un pezzo di un puzzle che è stato costruito nel tempo dallo staff tecnico, da Pier Tami in primis: "Siamo dove pensavamo di essere prima dell'inizio della rassegna iridata. Ci eravamo prefissati che l'ultima partita contro la Serbia sarebbe stata quella decisiva. Infatti ci arriviamo in condizioni migliori rispetto ai nostri avversari, abbiamo quasi due risultati su tre a nostro favore se il Brasile fa il suo dovere".
Ai Mondiali del 2018, la Svizzera aveva già affrontato i balcanici nel girone in una sfida sfociata poi in un'alta tensione politica dovuta all'esultanza con il gesto dell'aquila albanese da parte di Xhaka e Shaqiri. "I giocatori, alcuni soprattutto, sono già stati indottrinati se così possiamo dire - ha sottolineato il ticinese - Veglierò che sia così perché bisogna concentrarsi solo sul calcio e non sulla politica. Tutti sono focalizzati sull'importanza della partita, si sa cosa c'è in palio".
- Il servizio con Pier Tami (Rete Uno Sport 30.11.2022, 12h30)