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<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo 43 anni di aiuto allo sviluppo in Mali, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quanto ha investito la Confederazione nell'aiuto allo sviluppo e in altre forme di aiuto umanitario?</p><p>2. Qual è il bilancio di questo aiuto per quanto riguarda l'instabilità, la corruzione, la povertà endemica, l'insicurezza o il jihadismo?</p><p>3. Il Consiglio federale è in grado di proporre una strategia e di spiegare se intende portare avanti i diversi aiuti allo sviluppo e, in caso affermativo, quali sono gli elementi essenziali di questa strategia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel periodo 1977-2019, la Svizzera ha destinato all'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) per il Mali 672 milioni di franchi, di cui 556 milioni di franchi per la cooperazione allo sviluppo, 73 milioni per l'aiuto umanitario e 13 milioni per la politica di pace. I restanti 30 milioni di franchi provengono da vari uffici federali, dai Cantoni e dai Comuni.</p><p>2. In 40 anni, il tasso di scolarizzazione dei bambini è più che raddoppiato, passando dal 30 per cento al 70 per cento e il tasso di alfabetizzazione è salito dal 9,5 per cento al 35,5 per cento. Grazie a un migliore accesso al sistema sanitario, l'aspettativa di vita è aumentata notevolmente, passando da 37 anni nel 1977 a 58 anni nel 2018. Tra il 2001 e il 2019 la povertà estrema è diminuita in modo significativo, scendendo dal 55,6 per cento al 42,3 per cento.</p><p>Dal 2003 in poi, e sempre di più nel corso degli anni, il Mali e l'intera regione del Sahel sono diventati aree di grande instabilità e di rifugio per i gruppi jihadisti armati. La cooperazione svizzera è sempre stata attiva in Mali, anche in periodi di conflitto, ed è quindi molto apprezzata. Utilizzando in modo complementare i suoi diversi strumenti di cooperazione internazionale (CI), la Svizzera ha svolto un ruolo chiave salvando vite umane e contribuendo a prevenire l'estremismo violento, e ha accresciuto la resilienza dei Maliani di fronte alle crisi. In particolare, attraverso l'attuazione dell'accordo di pace di Algeri del 2015 contribuisce a evitare un'ulteriore destabilizzazione del Paese che potrebbe avere gravi ripercussioni sulla sicurezza della regione e sulla propria sicurezza.</p><p>Nel dialogo politico che porta avanti in Mali, la Svizzera è sempre stata attenta alle sfumature e critica nelle analisi e nei messaggi rivolti alle autorità maliane, impegnandosi sistematicamente nella lotta alla corruzione, nella prevenzione della violenza e nella promozione del buongoverno. Il nostro Paese concentra il suo sostegno a livello locale (comuni e regioni) e i suoi interventi si rivolgono ai diretti beneficiari.</p><p>3. Gli orientamenti strategici della cooperazione svizzera in Mali saranno riesaminati nel 2021 alla luce dei criteri guida della strategia CI 2021-2024 (bisogni della popolazione, interessi a lungo termine della Svizzera e valore aggiunto della CI svizzera) e terranno conto delle implicazioni della crisi che si è aperta nel 2020; gli adeguamenti riguarderanno sia il programma di cooperazione che le forme della sua attuazione. Le necessità del Paese e le sfide che deve affrontare restano grandi. La Svizzera intensificherà la sua azione decentralizzata per rispondere nel miglior modo possibile ai bisogni prioritari della popolazione, avvicinare le autorità ai cittadini e ridurre la corruzione attraverso un migliore controllo dell'attività pubblica (responsabilità).</p>  Risposta del Consiglio federale.