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VEVEY - Nestlé lancia un'alternativa a base vegetale per le uova e i gamberetti: due nuovi prodotti saranno offerti in un numero limitato di negozi in Svizzera e Germania per testare le reazioni dei consumatori, ha indicato oggi la multinazionale alimentare vodese.
Inserita nella gamma Garden Gourmet l'alternativa all'uovo contiene proteine della soia e acidi grassi omega-3: secondo Nestlé potrà essere usata «come le uova vere». I finti gamberetti sono per contro realizzati con una combinazione di alghe, piselli e radice di konjac, ma hanno un gusto che l'impresa definisce «autentico». Rappresentano un modo per evitare l'eccessivo sfruttamento dei mari spiega la società.
Le alternative vegetariane alla carne e agli articoli lattiero-caseari sono una delle categorie di prodotti su cui il Ceo Mark Schneider sta puntando per rilanciare la crescita dell'azienda. Pochi mesi dopo che il manager 56enne con doppia nazionalità tedesca e americana aveva assunto la sua funzione, nel gennaio 2017, il gruppo era stato preso di mira da Third Point: il fondo attivista statunitense aveva accusato Nestlé di essersi addormentata sugli allori e di essere stata superata da imprese più piccole che erano più in sintonia con le nuove tendenze dei consumatori. L'effetto non era mancato: dopo aver lanciato un hamburger vegetariano nel 2019 il gruppo ha esteso l'offerta di prodotti a base vegetale, tra cui articoli equivalenti a salsicce, crocchette di pollo e tonno.
Secondo uno studio pubblicato in giugno da Credit Suisse, il mercato delle alternative alla carne e ai latticini vale già oggi circa 14 miliardi di dollari nel mondo. Grazie alla diffusione delle diete cosiddette flexitarian - flexible and vegetarian: cioè semi-vegetariane - potrebbe raggiungere un volume di 143 miliardi di dollari entro il 2030 e addirittura 1400 miliardi entro il 2050, secondo le proiezioni degli analisti della banca.
Non stupisce quindi che alla conquista del lucrativo mercato si siano lanciate nel frattempo più di 600 aziende, dalle start-up ai grandi gruppi alimentari, sempre stando ai calcoli di Credit Suisse. Nuovi nomi importanti di questa industria sono ad esempio Beyond Meat o Impossible Foods, entrambe imprese californiane. La prima è stata fondata nel 2009, la seconda nel 2011.
Nettamente più anziana è invece Nestlé, le cui origini vanno fatte risalire alla seconda metà dell'Ottocento e che porta il nome di un imprenditore tedesco naturalizzato svizzero, Heinrich (Henri) Nestlé (1814-1890). Oggi il gruppo è un colosso attivo in 186 nazioni con 2000 marchi e un organico di 273'000 dipendenti. L'anno scorso ha realizzato un fatturato di 84 miliardi di franchi. L'azione della società è anche la più importante quotata alla borsa svizzera: incide per il 18% sull'indice SMI.
Nestlé lancia un'alternativa a base vegetale per le uova e i gamberetti: due nuovi prodotti saranno offerti in un numero limitato di negozi in Svizzera e Germania per testare le reazioni dei consumatori, ha indicato oggi la multinazionale alimentare vodese.