Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/77365

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a ridurre l'aliquota dell'imposta sull'utile per le imprese dall'8,5 al 5 per cento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ottica dell'obiettivo dell'attrattiva della piazza economica, la motivazione della mozione coincide con l'analisi effettuata dal Dipartimento federale delle finanze nel rapporto "Attrattiva internazionale della Svizzera dal punto di vista fiscale" del 1° febbraio 2006 (testo disponibile soltanto in tedesco e in francese n.d.t). Il Consiglio federale non contesta quindi che la riduzione dell'aliquota dell'imposta sull'utile per le imprese sia una misura efficace per mantenere l'attrattiva della Svizzera quale luogo d'insediamento per le imprese e per apportare miglioramenti nell'ambito della concorrenza internazionale.</p><p>Recentemente, per risolvere il problema della doppia imposizione economica, nel quadro della riforma II dell'imposizione delle imprese Consiglio federale e Parlamento hanno optato, con l'imposizione parziale degli utili distribuiti, per una soluzione a livello dell'investitore. Dal punto di vista della neutralità questa misura è superiore a uno sgravio a livello delle imprese, perché la doppia imposizione economica viene diminuita ai sensi della neutralità di finanziamento. L'imposizione parziale degli utili distribuiti riduce l'aliquota fiscale marginale su questi ultimi e rende più vantaggioso il finanziamento mediante emissione di titoli, che rappresenta la forma di finanziamento più cara dal punto di vista fiscale nel paragone con l'autofinanziamento e il finanziamento di terzi. L'imposizione parziale riduce quindi i problemi di incitamento che risultano da uno scostamento dal principio economico della neutralità dell'impiego degli utili. Per contro, la riduzione dell'imposta sull'utile rende meno costoso sia il finanziamento tramite emissione di titoli, sia l'autofinanziamento, che è comunque già la forma di finanziamento più vantaggiosa. Diversamente dall'imposizione parziale, essa non comporta quindi un miglioramento nell'ottica della neutralità dell'impiego degli utili.</p><p>Sulla base del gettito lordo previsto per il 2008 che ammonta a quasi 9 miliardi di franchi, dal punto di vista statistico la riduzione dell'imposta sull'utile dall'8,5 al 5 per cento richiesta nella mozione causerebbe minori entrate pari a 3,7 miliardi di franchi. Tramite effetti dinamici (arrivo di imprese dall'estero, effetti di crescita dovuti a una maggiore accumulazione del capitale) con il tempo una parte di queste minori entrate verrebbe compensata. Nonostante gli effetti dinamici, la mozione causerebbe ai conti pubblici notevoli minori entrate anche a lungo termine. Pertanto, senza controfinanziamento conforme al freno all'indebitamento essa non si giustifica né per la Confederazione né per i cantoni, tanto più che non contiene proposte di controfinanziamento.</p><p>Nell'ottica dell'attrattiva fiscale della piazza imprenditoriale svizzera, il Consiglio federale ritiene che l'indirizzo richiesto nella mozione di diminuire l'aliquota dell'imposta sull'utile sia giusto. All'ora attuale, tuttavia, non vuole ancora determinare l'entità dello sgravio. A questo proposito occorre innanzi tutto una seria valutazione, nel cui quadro è da elaborare anche un piano per il controfinanziamento compatibile con il freno all'indebitamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.