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Svizzera, 30 gennaio 2019
Salta la verifica a scuola per andare a manifestare, l'insegnante gli da un 1
Venerdì 18 gennaio diverse migliaia di studenti in Svizzera interna e romanda non si sono presentati a lezione per andare a manifestare contro il cambiamento climatico. Se la maggioranza degli studenti non ha dovuto subire conseguenze di rilievo, se non alcuna, lo stesso non si può dire per Anne, studentessa del liceo di Payerne, nel canton Vaud, che lo stesso giorno avrebbe dovuto sottoporsi a una verifica di matematica. La studentessa aveva invece preferito non presentarsi a scuola e andare a manifestare insieme a altri suoi compagni.
Avendo saltato la verifica e non avendo una giustificazione valida per la sua assenza, l'insegnante di Anne ha deciso di dare un voto 1 alla sua verifica, il voto più basso possibile. La cosa però non è andata giù alla giovane che si è quindi rivolta ai media per rendere pubblica la sua rabbia. "Se mi avessero punita con delle ore supplementari - racconta Anne al portale "20 minuten", che riferisce della vicenda – avrei anche capito. Invece con un voto 1 rischio di compromettere il mio anno scolastico, anche se il voto non ha niente a che vedere con le mie prestazioni in matematica".
Anche la madre di Anne condivide la rabbia della figlia. "Mia figlia avrebbe potuto mentire come hanno fatto diversi suoi compagni e dire che
era malata. Invece è stata sincera e per questo è stata punita. Moralmente non è giusto" dice la donna.
Il direttore dell'istituto Thierry Maire , da parte sua, difende l'operato dell'insegnante, sostenendo che non si tratta di una punizione bensì della semplice applicazione delle regole. "Altri studenti hanno chiesto con largo anticipo un congedo e con loro si è potuto trovare una soluzione" spiega Maire.
Da notare infine che i lettori di "20 minuten" sembrano essere per la stragrande maggioranza dalla parte dell'insegnante, se si guardano i commenti e i risultati di un sondaggio inserito nell'articolo. Alla domanda "Condividete l'operato dell'insegnante?" il 60% ha risposto con "totalmente d'accordo", il 12% con "parzialmente d'accordo" e solo il 27% l'ha ritenuto ingiusto (l'1% ha risposto "non so"). Anche i commenti più apprezzati rispecchiano il tenore del sondaggio, con quello più popolare che semplicemente si chiede se "era uno sciopero per il clima o uno sciopero delle lezioni ?". Un'altro commentatore si chiede perchè gli studenti vanno a manifestare un giorno in cui hanno lezione e non un sabato o una domenica quando invece hanno libero.