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Prosegue il viaggio tra le librerie particolari del mondo. Da San Francisco a Roma ed oggi... a Bogotà
La Casa Tomada è una libreria di Bogotà. Deve il suo nome a un famoso racconto di Julio Cortazar in cui una casa viene lentamente invasa da non meglio precisati spiriti. Spiriti che nell'interpretazone di Ana, fondatrice della libreria, rappresentano i libri e le storie che essi contengono. Questa insolita dimora è stata lentamente invasa dai libri, dalle attività culturali, dai cineforum e dai dibattiti letterari. Varie personalità del mondo culturale e letterario bogotano passano di qua per bere un caffé e fare quattro chiacchere.
Tra le attività, ci sono i pranzi letterari. Una volta al mese i partecipanti si ritrovano e pranzano assieme tra le opere della libreria. Ogni pranzo tematico viene preparato con la lettura del libro, quando è possibile viene invitato l'autore stesso del libro, oppure un critico letterario o un traduttore che conosca bene l'opera che verrà portata in tavola. Leandro Carvajal, che fin dall'inizio si occupa di curare il menù del pranzo, dà un'interpretazione culinaria del romanzo. Basata su spunti geografici, culturali, storici, veri e propri ingredienti o pietanze che compaiono tra i passaggi del libro.
Interessante è per esempio la storia dei biscotti Huntley & Palmers, che sono l'unico alimento che il protagonista dell'opera di Conrad porta con sé durante il suo viaggio in Africa. La scatola metallica di questi biscotti compare più volte durante il romanzo. Sempre a rappresentare il passaggio dei colonizzatori in Congo, come un elemento perturbatore degli equilibri locali. I biscotti Huntley & Palmers hanno chiuso il dibattito del pranzo letterario, con un dessert pensato da Leandro sulla base della ricetta di questi storici biscotti.
Samuel Bregolin