Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01176.jsonl.gz/542

Matematica tra Sud e Nord
Nuova Libera Stampa, 17 aprile 1993
In un mio precedente articolo avevo accennato, a proposito delle
sue scoperte relative a pi-greco, al matematico indiano
Srinivasa Ramanujan .
Nato a Madras nel 1887, da una famiglia di casta elevata, ma di condizioni
economiche disagiate, aveva rivelato ben presto straordinarie capacità
matematiche. Non avendo potuto concludere gli studi, aveva continuato come
autodidatta, (ri)scoprendo, in totale isolamento, un centinaio di teoremi.
Nel 1914 arrivò a Londra, su invito del matematico
Godfrey H. Hardy (1877 - 1947) che era rimasto incuriosito da una lettera che Ramanujan gli
aveva scritto per comunicargli alcune sue scoperte, e subito si impose
all'attenzione del mondo accademico. Pur essendo autodidatta, e quindi
estraneo a molti metodi della matematica contemporanea, aveva scoperto
teoremi di grande portata, dimostrando una innata genialità. Purtroppo
una salute cagionevole, probabilmente causata dagli stenti dell'infanzia,
gli impedì ben presto di approfondire i suoi lavori. Morì
nel 1920 dopo essere rientrato a Madras.
Come si vede lo sviluppo della matematica non è certamente eurocentrico: i contributi indiani e arabi nello sviluppo dell'aritmetica sono di importanza fondamentale. Gli Arabi inoltre hanno dato un notevole impulso alla nascita dell'algebra (altra parola di etimologia araba) e hanno avuto un ruolo decisivo nella conservazione delle opere dei grandi matematici greci che l'Europa medievale aveva praticamente dimenticato.
Per concludere ritorno a Ramanujan per riferire un curioso aneddoto citato da Hardy, nel suo libro "Apologia di un matematico" (Garzanti 1989) , un testo di estremo interesse, ma sicuramente accessibile a tutti. Nel corso di una sua visita a Ramanujan, degente in un ospedale di Londra, Hardy, tanto per avviare la conversazione disse: "Sono arrivato con il taxi numero 1729 ; mi sembra che sia un numero veramente insulso!" Ma Ramanujan ribattè immediatamente: " No, Hardy, si tratta invece di un numero molto interessante; è il più piccolo numero che si può esprimere in due modi diversi come somma di due cubi !". Della verità di questa affermazione lascio la verifica ai lettori, sempre che a qualcuno possa importare sapere se un numero è o non è in qualche modo la somma di due cubi.
Matematica
Prima pagina