Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/71026

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare una legge quadro sull'integrazione, che poggi sui principi seguenti:</p><p>- l'integrazione è un compito statale e sociale di fondamentale importanza;</p><p>- è un presupposto e un elemento importante di una politica in materia di formazione, società e mercato del lavoro efficace e orientata al futuro;</p><p>- la politica in materia di integrazione è attiva e si basa sul principio del "promuovere ed esigere";</p><p>- la Confederazione:</p><p>a. stabilisce insieme ai cantoni la necessità basilare di informazione e di corsi linguistici e di integrazione;</p><p>b. è responsabile della garanzia della qualità e dell'ottimizzazione continua (controlling);</p><p>c. promuove l'integrazione cofinanziando le misure di integrazione dei cantoni;</p><p>d. stabilisce i principi di finanziamento (partecipazione finanziaria delle persone da integrare);</p><p>e. i cantoni stabiliscono le misure di integrazione specifiche che vanno oltre la necessità di base.</p><p>- I cantoni e i comuni sono responsabili dell'attuazione operativa della politica in materia di integrazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La nuova legge federale sugli stranieri (LStr), che entrerà in vigore il 1° gennaio 2008, copre buona parte delle esigenze formulate dall'autore della mozione ed è concepita come una legge quadro per quanto concerne l'integrazione.</p><p>La nuova LStr definisce l'integrazione quale mansione statale trasversale che incombe a tutti. Nell'adempiere i loro compiti rispettivi, Confederazione, cantoni e comuni devono tenere conto delle esigenze dell'integrazione (art. 53 cpv. 1 LStr). L'integrazione è intesa quale processo reciproco con una partecipazione attiva delle persone straniere. Esse devono in particolare conformarsi all'ordine giuridico, imparare una lingua nazionale e manifestare la volontà di integrarsi nella vita economica o di conseguire una formazione (art. 4 LStr).</p><p>L'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha elaborato un rapporto sui problemi dell'integrazione degli stranieri in Svizzera, che è stato pubblicato nel luglio 2006. Da tale rapporto emerge che la maggior parte delle prestazioni integrative sono fornite nel quadro delle strutture ordinarie a livello federale, cantonale e comunale (scuola, formazione professionale, offerte dell'assicurazione contro la disoccupazione, sanità). Nell'ottica di una politica integrativa attiva, la Confederazione appoggia peraltro progetti integrativi specifici a livello regionale, cantonale e comunale per un importo complessivo di 14 milioni di franchi (2005). Tali progetti sottostanno a regolari verifiche.</p><p>Il rapporto sull'integrazione giunge alla conclusione che occorre, in primo luogo, rafforzare le misure integrative nell'ambito della formazione e del mercato del lavoro e, in secondo luogo, concepire le misure nel settore dell'integrazione sociale (coabitazione nel comune e nel quartiere, comunicazione e conoscenze linguistiche) incentrandole maggiormente su determinati gruppi specifici, segnatamente i giovani.</p><p>Il 30 agosto 2006, dopo aver preso atto del rapporto, il Consiglio federale ha incaricato gli uffici e i dipartimenti di elaborare, in collaborazione con i competenti uffici federali, cantonali e comunali, misure volte a migliorare l'integrazione della popolazione straniera. Tale modo di procedere è in linea con la politica del Consiglio federale volta a promuovere l'integrazione entro le strutture esistenti. Di qui all'estate 2007, il DFGP sottoporrà al Consiglio federale un pacchetto contenente proposte di misure coordinate tra gli uffici e i dipartimenti. Il coordinamento incombe all'Ufficio federale della migrazione (art. 57 LStr).</p><p>Siccome i lavori di attuazione relativi al rapporto sull'integrazione sono stati avviati soltanto alcuni mesi fa, al momento è prematuro dare un giudizio definitivo quanto alla necessità di una legge federale sull'integrazione che vada oltre la legge sugli stranieri. Occorre attendere quali saranno i risultati prodotti dalle misure decise e dall'attuazione concreta dei progetti.</p><p>Il Consiglio federale propone pertanto di respingere la mozione. Se la Camera prioritaria dovesse accettare la mozione, il Consiglio federale chiederà alla seconda Camera di trasformarla in una proposta d'esame.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.