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Una gestione "caotica" e i tempi stretti spiegano il sovraccosto di 63 milioni di franchi registrato a Friburgo nell'ambito della costruzione del ponte della Poya: è la conclusione cui è giunta la commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) incaricata di far luce sulla vicenda, la prima del genere istituita finora nel Cantone.
Approvato dalla popolazione nel 2006, il progetto era stato stimato inizialmente a 120 milioni di franchi. Nel 2010 il costo dell'opera era lievitato a 148 milioni, ma la fattura stabilita a fine del 2013 ha raggiunto i 211 milioni di franchi, ha rammentato la CPI nel suo rapporto, presentato ufficialmente oggi.
Secondo i commissari, il sovraccosto è dovuto a due fattori: alla gestione inadeguata della pressione legata ai termini impartiti per ottenere il sostegno finanziario della Confederazione, nonché all'organizzazione "caotica, al limite catastrofica" dell'intero progetto.
La domanda di credito era basata su un avamprogetto e non su un progetto definitivo. Quest'ultimo è stato modificato successivamente a più riprese, generando costi supplementari. Le difficoltà geologiche evocate per spiegare l'aumento della fattura erano conosciute dai responsabili del cantiere, secondo i parlamentari.
Gli errori iniziali non sono stati corretti nel 2010 in occasione della domanda di credito aggiuntivo, malgrado le raccomandazioni dell'ispettorato delle finanze. La responsabilità di questo aspetto "va attribuita al Consiglio di Stato", afferma la CPI, citando quali fattori concomitanti i frequenti cambiamenti alla testa del dicastero responsabile dei lavori, nonché la mancanza di personale.
SDA-ATS