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BERNA - Si prospettano nuovi problemi per i dipendenti delle banche svizzere i cui nomi sono stati consegnati agli Usa. Non solo potrebbero essere costretti a rinunciare ai viaggi negli Usa: ora si teme che anche i loro movimenti in Europa risultino alquanto limitati.
Le autorità americane hanno infatti la facoltà di avviare procedimenti penali attraverso Interpol in tutti i paesi del Vecchio continente con cui hanno concluso accordi di estradizione, ha spiegato all'Ats Denise Chervet, segretaria centrale dell'Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB). È il caso per esempio di Italia, Francia, Germania, Austria e Gran Bretagna.
L'ASIB divide le circa 10.000 persone interessate in due gruppi. Da una parte vi sono coloro che hanno lavorato con clienti statunitensi e che si sono recati oltre Atlantico: costoro rischiano di essere incriminati per complicità in evasione fiscale. Dall'altra figurano però anche molti altri dipendenti che non avevano a che fare direttamente con americani, ma disponevano dell'accesso ai dati o si sono limitati a eseguire ordini.
L'avvocato ginevrino Douglas Hornung condivide questi timori. Il legale cura gli interessi di una quarantina di bancari coinvolti nella vertenza fiscale fra gli istituti elvetici e il fisco di Washington.