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Introdotta provvisoriamente nel 2020 a causa della pandemia di coronavirus, la distribuzione agevolata di eroina per i tossicodipendenti deve continuare: una valutazione commissionata dal Consiglio federale ha dimostrato la sua validità.
Durante la pandemia di Covid-19, alla distribuzione controllata di eroina si sono applicate regole speciali. Ad esempio, in precedenza le persone con dipendenza che partecipavano al programma nazionale dovevano solitamente recarsi due volte al giorno in uno dei 22 centri per ottenere la loro dose giornaliera di eroina. I pazienti considerati stabili dal punto di vista sociale e sanitario hanno potuto portare a casa fino a sette dosi giornaliere sotto forma di compresse. Un portavoce dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha confermato a Keystone-ATS che l’esperienza è stata buona, come riportato anche dalla radio svizzero-tedesca SRF.
Due anni dopo l’inizio della pandemia, il Consiglio federale ha fatto valutare le nuove regole ed è giunto alla conclusione che sono state positive per tutte le persone coinvolte. Hanno comportato più libertà per gli interessati e maggiore integrazione lavorativa. Anche Thilo Beck, primario di psichiatria al Paracelsus Recovery interpellato da Radio SRF, si è espresso positivamente: la qualità della vita dei tossicodipendenti da eroina è notevolmente migliorata; e non si sono verificati né incidenti né overdose. Ora il Consiglio federale propone di rivedere l’ordinanza sugli stupefacenti e di inserire le nuove norme. Inoltre, i centri nazionali di distribuzione di eroina dovrebbero poter delegare il trattamento a strutture esterne adeguate, quali case di riposo, ospedali, carceri o farmacie.