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Quella inaugurata oggi, mercoledì, a Bir Zeit, alla presenza dei massimi rappresentanti politici palestinesi, tra i quali il presidente Mahmoud Abbas, è la struttura culturale più imponente costruita in Cisgiordania. Parliamo del Museo della Palestina destinato a promuovere nel mondo la cultura palestinese e a custodire con immagini, documenti cartacei e sonori la storia palestinese degli ultimi 200 anni. Costato 28 milioni di dollari, il museo sorge su un'area di 40'000 metri quadrati di terra appartenenti all'università di Bir Zeit, uno dei partner del progetto. L'edificio in pietra e vetro è stato disegnato dallo studio di Dublino "Heneghan Peng". Il finanziamento è giunto dall'associazione "Taawon-Welfare".
Il museo, spiegano i suoi responsabili, "è un segnale lanciato al mondo sulla volontà dei palestinesi di riaffermare la loro esistenza, la loro creatività e la loro narrazione della storia di questa terra". Uno degli obiettivi, aggiungono, è quello di creare rapporti stabili con le più prestigiose istituzioni culturali internazionali, di accogliere mostre ed eventi di ampio respiro nonchè di "esportare" collezioni palestinesi.
La cerimonia di oggi ha riguardato solo l'apertura del museo. La mostra inaugurale, "Never Part", in programma ad ottobre, include interviste a palestinesi sugli oggetti personali che conservano gelosamente e che offrono una miscellanea di interpretazioni alternative della storia collettiva della Palestina. Il Museo della Palestina collabora a digitalizzare più di mezzo milione di foto e documenti audio in possesso dell'Unrwa, l'agenzia dell'Onu che da quasi 70 anni assiste i profughi palestinesi.
Michele Giorgio