Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/96668

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 2 giugno 2009, il Capo del DFGP ha risposto alla mia domanda numero 5230 con cui chiedevo perché non avesse ancora deciso sulla richiesta di autorizzazione a procedere contro i collaboratori del Ministero pubblico della Confederazione Nicati, Fels e Fabbri, presentata nel mese di novembre 2008 dal procuratore federale straordinario Th. Hug. La Consigliera federale ha replicato che prima occorrono una decisione dell'Assemblea federale e indagini preliminari.</p><p>La competenza decisionale in merito a una richiesta d'autorizzazione a procedere spetta unicamente al DFGP, non occorre l'avallo dell'Assemblea federale. Nulla impedisce di prendere una decisione. Nell'ambito dei suoi accertamenti preliminari, il procuratore federale straordinario ha ritenuto manifestamente motivato l'avvio di una procedura d'indagine (art. 100 segg. PP). In base a tale conclusione, ha presentato una richiesta d'autorizzazione a procedere, giustificata soltanto se il procuratore federale straordinario intende avviare una procedura d'indagine. Ciò significa che sulla scorta della documentazione e delle informazioni generali disponibili deve avere un sufficiente sospetto di reato. La risposta del Capo del DFGP fa pensare a un serpente che si morde la coda: l'autorizzazione a procedere può essere concessa soltanto se sono state condotte indagini preliminari, che tuttavia possono essere svolte solo con un'autorizzazione a procedere!</p><p>Una volta ottenuta l'autorizzazione a procedere, se ne ha motivo, il procuratore federale straordinario è libero di non avviare immediatamente il procedimento. In linea di principio, potersi informare sullo stato del procedimento, invece, è nell'interesse del procedimento stesso, dell'autore della denuncia, dell'imputato e, in un caso del genere, anche del pubblico. Il fatto di ritardare la decisione in merito all'autorizzazione a procedere è contrario a tali interessi. </p><p>Inoltre, l'autorizzazione a procedere può essere negata soltanto se è evidente che una fattispecie penale o una condizione legale per il perseguimento non è adempiuta. Se ciò fosse il caso, il procuratore federale straordinario non avrebbe dovuto dare seguito alla denuncia penale. Per di più, questo caso non può nemmeno essere risolto con un provvedimento disciplinare. Nulla impedisce, pertanto, di concedere senza indugio l'autorizzazione a procedere. </p><p>A quando la tanto attesa decisione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con decisione del 24 giugno 2009, il procuratore federale straordinario Thomas Hug ha sospeso il procedimento avviato in seguito alla denuncia penale sporta contro tre collaboratori del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) per violazione del segreto d'ufficio (art. 320 CP), tentativo di coazione (art. 181 CP in combinazione con l'art. 22 cpv. 1 CP) e associazione illecita (art. 275ter CP). Le indagini condotte contro le persone in questione non hanno infatti permesso di accertare il minimo indizio di comportamento punibile. Con questa decisione il procuratore federale straordinario ha nel contempo rinunciato implicitamente alla sua richiesta di autorizzazione a procedere.</p><p>Per quanto riguarda l'autorizzazione a procedere vera e propria, la giurisprudenza del Tribunale federale (TF) in materia precisa che tale documento, rilasciato dal DFGP, deve essere richiesto e ottenuto prima di avviare l'istruzione preparatoria. Pertanto, da questa giurisprudenza risulta, a contrario, che la procedura penale federale non impone al procuratore federale di richiedere e/o ottenere l'autorizzazione a procedere prima di qualsiasi atto d'indagine. L'autorità di perseguimento penale può e deve adottare tutti i provvedimenti urgenti necessari ad assicurare le prove, nonché accertare con precisione i fatti, prima di chiedere formalmente l'autorizzazione a procedere. Tale procedura è tesa a stabilire se sono adempiute congiuntamente le condizioni oggettive e soggettive del reato. Per poter decidere con cognizione di causa e in modo non arbitrario, il DFGP deve infatti potersi basare su un dossier sufficientemente solido. </p><p>Il procuratore federale straordinario aveva dunque la possibilità di differire la richiesta di autorizzazione fino a che non avesse accertato l'insieme dei fatti e deciso l'indirizzo da dare all'indagine, tenendo conto in particolare anche della richiesta di revoca dell'immunità parlamentare presentata in tale vicenda. Nella fattispecie egli si è manifestamente avvalso di tale possibilità. La procedura è stata pertanto rispettata appieno.</p>  Risposta del Consiglio federale.