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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le famiglie contadine devono affrontare molteplici sfide per le quali si rendono necessari sforzi enormi. Tuttavia, dall'inizio degli Anni '90, gli sviluppi si sono fatti più dinamici non soltanto nel settore primario, bensì anche nella società in generale e nell'economia. I processi di cambiamento avvengono a ritmo serrato e le strutture mutano costantemente. Ciò richiede flessibilità e capacità di fornire prestazioni idonee nonché di adeguarsi. L'agricoltura dovrà affrontare anche in futuro cambiamenti a ritmo sostenuto. Lo Stato sostiene il primario in questo processo di adeguamento, attraverso le condizioni quadro e gli strumenti di politica agricola. In tal modo questo settore, anche in futuro, sarà in grado di fornire le prestazioni auspicate dalla società conformemente all'articolo 104 della Costituzione federale. </p><p>In merito alle singole domande, il Consiglio federale si esprime come segue: </p><p>1. Non è possibile effettuare una valutazione globale della situazione economica delle aziende agricole quali aziende familiari indipendenti unicamente in base al profitto del lavoro. Oltre al reddito agricolo (compreso l'indennizzo per il capitale proprio) devono essere tenuti in considerazione il reddito accessorio e il costo della vita (affitto, consumo proprio, ecc.), che è di regola inferiore rispetto al resto della popolazione. Inoltre, particolarmente ricca di spunti è l'analisi del flusso di capitali prima delle uscite a scopo privato. Quest'ultimo è rimasto abbastanza stabile negli Anni '90. Nel periodo 1990/1992 tale importo ammontava a 93'900 franchi, mentre nel 1999/2001 a 94'300 franchi. Dalle prime stime emerge un miglioramento del reddito settoriale nel 2002. </p><p>La situazione reddituale dell'agricoltura è illustrata approfonditamente nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza Büttiker del 20 giugno 2002 (02.3315).</p><p></p><p>Il reddito delle aziende lattiere negli ultimi anni è rimasto a livelli relativamente bassi, in particolare negli anni precedenti la Politica agricola 2002. Malgrado questi livelli reddituali bassi, le aziende sono state in grado, mediamente, di coprire i propri costi di consumo e di finanziare nuovi investimenti ed investimenti sostitutivi. Il grado d'indebitamento delle aziende produttrici di latte commerciale non è aumentato. </p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che dietro questi valori medi si celano singole situazioni critiche. Per un terzo delle aziende agricole il potenziale di reddito non è sufficiente a garantire l'esistenza dell'azienda a lungo termine. La maggior parte di queste aziende è comunque ancora in grado di coprire le proprie uscite a scopo privato. </p><p>Attenersi alle attuali condizioni quadro non sarebbe sufficiente a migliorare la situazione. Sono dunque necessarie riforme. Con la Politica agricola 2007 il Consiglio federale propone provvedimenti volti a offrire nuove prospettive per le aziende promettenti.</p><p>2. Il Consiglio federale segue con attenzione lo sviluppo della situazione del mercato lattiero. Immediatamente dopo l'introduzione della Politica agricola 2002 l'agricoltura ha potuto approfittare della situazione positiva dal profilo dei prezzi e dello smercio. Nella primavera del 2002 si è assistito ad un'involuzione dei mercati indigeni e d'esportazione dei latticini, segnatamente del formaggio. Il Consiglio federale è consapevole della situazione critica in cui si trova l'economia lattiera e ne ha debitamente tenuto conto. È stato possibile adottare tempestivamente i provvedimenti straordinari necessari al fine di prevenire l'aggravarsi della situazione. In data 28 agosto 2002, il Consiglio federale ha decretato una serie di provvedimenti accessori di sostegno al mercato. Nel piano finanziario era stato previsto un taglio di 67 milioni di franchi nell'ambito del sostegno al mercato lattiero 2003. Questo importo è stato ridotto di 37 milioni cosicché per il 2003 in questo settore saranno disponibili ancora 564 milioni di franchi. Ciò consente di mantenere l'attuale supplemento per il latte trasformato in formaggio pari a 20 centesimi per chilogrammo di latte. Le aziende dedite al commercio di formaggio risultano sgravate grazie ad una proroga del termine per il rimborso dei mutui accordati dalla Confederazione per la gestione delle scorte. Infatti, i mutui, che ammontano complessivamente a 31 milioni di franchi, non dovranno necessariamente essere rimborsati nell'anno in corso bensì entro fine luglio 2005. Il Consiglio federale, inoltre, ha deciso di ridurre dal 1° novembre 2002 il prezzo d'obiettivo per il latte, che rappresenta un prezzo indicativo non vincolante per il mercato, da 77 a 73 centesimi.</p><p>In virtù della legge sull'agricoltura (LAgr), il 30 settembre 2002 il Consiglio federale ha deciso di coprire l'85 per cento del credito esigibile dal 1° agosto al 22 settembre dei produttori di latte, per un importo totale di 63 milioni di franchi. Quale controprestazione i produttori sono tenuti a cedere alla Confederazione i propri crediti nei confronti della Swiss Dairy Food. Alle organizzazioni del settore verranno inoltre accordati due mutui transitori gravati da interessi e rimborsabili, per un ammontare totale di 70 milioni di franchi, di cui 30 milioni con scadenza a 12 mesi a favore dell'organizzazione Produttori Svizzeri di Latte (PSL) per finanziare azioni di riduzione delle giacenze di formaggio e di latte in polvere e 40 milioni con scadenza a due anni a favore dell'Organizzazione di categoria del burro (OCB) per azioni di riduzione dei prezzi. I contributi riscossi dal settore presso i produttori saranno destinati al rimborso dei mutui.</p><p>I provvedimenti adottati dal Consiglio federale saranno in gran parte compensati nell'ambito del credito quadro per l'agricoltura. 30 milioni di franchi potranno essere prelevati dai fondi accantonati, che, stando alle circostanze attuali, non verranno più richiesti nel quadro dalla liquidazione dell'Unione svizzera del commercio del formaggio. </p><p>3. Il 16 ottobre 2002, il Consiglio federale ha inoltre trasmesso al Parlamento una modifica della LAgr secondo la procedura d'urgenza. Tale modifica prevede che la responsabilità per l'adeguamento del quantitativo di latte in base alle possibilità di smercio sia parzialmente delegata al settore. Per questo provvedimento è necessaria l'approvazione della PSL, dell'industria lattiera (VMI) e dei fabbricanti di formaggio (Fromarte). In caso di approvazione, il Consiglio federale provvederà ad applicare le decisioni in materia di quantitativi prese dal settore. Una possibilità analoga sarà introdotta per le singole organizzazioni di categoria. Essa dovrebbe venir inserita nel diritto ordinario il 1° maggio 2004. Il Messaggio concernente l'ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2007) sarà completato in tal senso. </p><p>Qualora i produttori rinuncino spontaneamente nel corso dell'anno lattiero 2002/03 a produrre una parte delle quote, queste ultime potranno essere trasferite nell'anno lattiero 2003/04. In via eccezionale, in questo caso non viene applicato il limite di 5'000 chilogrammi.</p><p>4. I pagamenti diretti sono destinati all'indennizzo di prestazioni ecologiche nonché di quelle fornite nell'interesse della collettività. Pertanto essi non devono essere impiegati per la compensazione a livello di mercato. Una compensazione del genere sarebbe in contraddizione con l'obiettivo strategico "Paese lattiero Svizzera", in quanto eventuali sovvenzioni fattoriali (contributi agli animali) ritarderebbero ulteriormente gli adeguamenti strutturali necessari nel settore della produzione lattiera. </p><p>Trasformando parzialmente i pagamenti diretti in contributi agli animali, una parte tendenzialmente maggiore di pagamenti diretti andrebbe a favore della regione di pianura, siccome la densità di animali è superiore rispetto alla regione di montagna.</p><p>A medio termine la trasformazione dei contributi a sostegno del mercato in contributi a favore degli animali che consumano foraggio grezzo potrebbe presentare una serie di vantaggi. Ad esempio, gli interventi sul mercato sarebbero ridotti e i contributi federali destinati direttamente ai contadini. Inoltre, l'amministrazione dei contributi federali risulterebbe semplificata. Tuttavia, questa ristrutturazione non può essere realizzata a breve termine in un'unica tappa, in quanto comporterebbe una riduzione significativa del reddito settoriale. </p><p>5. L'evoluzione dei costi nel settore primario e i provvedimenti mirati alla riduzione dei costi sono già stati illustrati nella risposta del Consiglio federale alla mozione del Gruppo dell'Unione democratica di Centro del 19 giugno 2002 (02.3280). Il margine di manovra per un intervento statale nell'ambito dei costi alla produzione è limitato e il potenziale di riduzione dei costi scarso. Queste stime sono avvalorate dalle analisi dell'evoluzione dei costi svolte nell'ultimo decennio. A registrare un incremento sono stati soprattutto i costi strutturali esterni (costi per edifici e macchinari, costi d'esercizio generali, costi di manodopera esterna). Risparmi si sono avuti principalmente per quanto riguarda gli interessi passivi (livello d'interesse più basso), i costi del personale, i costi di beni e servizi nel settore della produzione vegetale (soprattutto concime) e gli alimenti concentrati. </p><p>Il Consiglio federale intende continuare, per quanto possibile, a dare il proprio contributo a favore della riduzione dei costi del primario. Con la Politica agricola 2007 viene ridotta la densità normativa in vari settori, come ad esempio in materia di contingentamento lattiero e di limiti per l'ottenimento di pagamenti diretti. Ulteriori provvedimenti volti a ridurre i costi sono: ampliamento degli aiuti agli investimenti, sostegno degli interventi periodici di ripristino nel quadro delle bonifiche fondiarie nonché programmi di adeguamento al mercato per quanto concerne le colture speciali. </p><p>Attualmente tre gruppi di lavoro guidati dall'Ufficio federale dell'agricoltura stanno elaborando una serie di proposte su come vadano adeguati i requisiti in materia di prova che le esigenze ecologiche sono rispettate sulla base dell'esperienza e dello sviluppo tecnico-strutturale. Le proposte di modifica saranno sottoposte per parere alle cerchie interessate alla metà del 2003.</p><p>Il Consiglio federale intende, inoltre, valutare i provvedimenti di riduzione dei costi e pertanto si è dichiarato disposto a trasformare la mozione del Gruppo UDC in postulato. </p><p>6. L'applicazione della Politica agricola 2002, finora, è stata socialmente sostenibile. L'evoluzione dei prezzi alla produzione rispecchia le aspettative. L'indebitamento delle aziende, negli ultimi dieci anni, non è aumentato ed i crediti d'investimenti hanno potuto in gran parte essere rimborsati come previsto. L'aiuto per la conduzione aziendale a favore di aziende agricole promettenti, in difficoltà finanziarie indipendenti dalla propria volontà, non è stato particolarmente oneroso. </p><p>Sin dagli Anni '70 il mutamento strutturale (numero di aziende che in un anno cessano l'attività) è stato del 2-3 per cento. Al fine di poter garantire prospettive future ai giovani agricoltori, sono necessari ulteriori adeguamenti strutturali. Analogamente a quanto è stato il caso finora l'agricoltura svizzera, per lo stesso volume di produzione, ha un dispendio di lavoro superiore rispetto alle aziende estere di paragone. Vi è quindi un margine di manovra per la crescita delle aziende. La cessazione dell'attività da parte di alcune aziende consente ad altre di migliorare le proprie basi economiche. In tal modo l'intero settore primario potrà conseguire uno sviluppo economicamente sostenibile.</p><p>Attraverso i provvedimenti della Politica agricola 2007 vengono ottimizzate le condizioni quadro affinché alle aziende promettenti possa essere garantito un futuro. Le riforme proposte hanno un impatto esiguo sullo sviluppo strutturale. L'apertura del mercato caseario nei confronti dell'UE, il valore esterno del franco svizzero e le possibilità di smercio dei diversi canali di distribuzione dei latticini assumono un ruolo più importante. Tuttavia, vista la pressione finanziaria cui è sottoposta la Confederazione, il Consiglio federale dispone di un margine di manovra limitato per modificare il ritmo degli adeguamenti strutturali futuri. Le possibilità d'intervento si sono ulteriormente ridotte in seguito all'entrata in vigore delle nuove disposizioni sul freno all'indebitamento. </p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p>  Risposta del Consiglio federale.