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Popolo e cantoni saranno chiamati a pronunciarsi sull'assunzione dei costi delle interruzioni volontarie di gravidanza (IVG). È infatti formalmente riuscita l'iniziativa popolare lanciata dagli ambienti antiabortisti. Secondo il "Foglio federale" di oggi, delle 110'586 firme raccolte, 109'597 sono valide.
L'iniziativa "Il finanziamento dell'aborto è una questione privata" chiede di sgravare l'assicurazione malattia, stralciando i costi dell'interruzione di gravidanza dall'assicurazione di base obbligatoria. La legge potrebbe prevedere rare eccezioni, in particolare in caso di stupro o quando la vita della donna incinta è in pericolo. I fautori dell'iniziativa provengono da UDC, PPD, PLR, PEV, UDF e dagli ambienti religiosi.
La depenalizzazione dell'aborto è stata accolta dal 72,2% dei votanti nel 2002. Il cosiddetto regime dei termine liberalizza l'IVG nelle 12 settimane successive all'ultimo ciclo mestruale (l'embrione può avere al massimo 10 settimane).
La donna incinta deve invocare una situazione d'indigenza, mentre il medico è tenuto a informare sugli effetti fisici e psichici dell'intervento, nonché sulle possibilità di adozione. Trascorso il termine di 12 settimane, l'aborto può essere praticato soltanto se una diagnosi medica dimostra la necessità di un intervento per scartare il pericolo di una grave lesione all'integrità fisica o per ovviare a uno stato di profonda indigenza della donna.
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