Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/260475

<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ora delle domande spesso capita che a una domanda posta in una lingua ufficiale segua una risposta in un'altra lingua ufficiale.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Ora se questo è parzialmente comprensibile da un profilo del Consigliere federale che deve rispondere in aula alla domanda meno lo è per la versione pubblicata sul portale degli affari parlamentari dove andrebbe mostrata la necessaria considerazione anche per le lingue minoritarie.</p><p>&nbsp;</p><p>Fatta questa premessa si chiede:</p><p>&nbsp;</p><p>non si ritiene che si possa prevedere una nuova prassi per la quale alle domande sia data evasione nella lingua in cui sono state poste, o quantomeno nella banca dati degli affari parlamentari si proceda alla pubblicazione delle risposte nella lingua in cui è stata posta la domanda?</p><p>&nbsp;</p><p>Se non si ritenesse di procedere in questo senso se ne chiedono le ragioni sotto il profilo qualitativo e quantitativo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L’ora delle domande è un’occasione per i membri del Consiglio nazionale di ricevere rapidamente risposta a domande di attualità rivolte al Consiglio federale. L’Ufficio del Consiglio nazionale ritiene importante che la risposta del Consiglio federale giunga al più presto al parlamentare che ha presentato la domanda, ragion per cui ha stabilito al numero 3.5 della «Raccolta delle decisioni e delle pratiche dell’Ufficio» che la risposta scritta del Consiglio federale sia recapitata ai parlamentari già entro il lunedì in cui si tiene l’ora delle domande.</p><p>I membri del Consiglio federale, così come i parlamentari delle Camere, possono scegliere liberamente quale lingua nazionale utilizzare per i propri interventi in Parlamento. I collaboratori dell’Amministrazione federale preparano le risposte nella lingua di preferenza del consigliere federale responsabile e, una volta scaduto il termine di presentazione fissato a mercoledì, restano solo 24 ore per redigerle, tenendo conto che devono essere approvate dal Consiglio federale venerdì per essere disponibili entro il lunedì successivo.</p><p>Considerato che per ogni ora delle domande sono posti in media 120 quesiti, risulterebbe quasi impossibile riuscire a garantire entro il suddetto termine di 24 ore anche la traduzione delle risposte nella lingua in cui è stata presentata la domanda. Secondo stime della Cancelleria federale, sarebbero necessarie risorse supplementari pari a un 0,2–0,3 equivalente a tempo pieno (ETP). L'Ufficio, dal canto suo, teme che con l'introduzione di questa nuova prassi ne risentirebbe la qualità delle risposte, che sarebbero inevitabilmente più brevi.</p><p>L’autore dell’interpellanza chiede se la traduzione delle risposte scritte possa essere pubblicata nella banca dati degli oggetti parlamentari quantomeno in un secondo momento. L’Ufficio ritiene che tale richiesta sia in contraddizione con l’idea alla base di questa fase dei lavori parlamentari, la quale prevede che tutte le risposte siano pubblicate il lunedì dell’ora delle domande. Nella gestione dei lavori del Parlamento è inoltre consuetudine pubblicare in contemporanea i testi tradotti così da non penalizzare nessuna lingua.</p><p>L’Ufficio ritiene che nell’ora delle domande sia più importante dare priorità all’attualità delle risposte e alla loro disponibilità immediata anziché alla richiesta dell’autore dell’interpellanza di ricevere una risposta redatta nella stessa lingua in cui è stata formulata la domanda.</p><p>Per queste ragioni, l’Ufficio intende continuare con la prassi vigente, ossia garantire che il giorno dell’ora delle domande tutti i parlamentari interessati ricevano una risposta orale e scritta.</p>