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Il governo svizzera si lascia influenzare dai paesi confinanti, in particolar modo l'Italia, per quel che concerne l'apertura delle stazioni sciistiche? È quel che si chiede il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri, che nell'”ora delle domande” di lunedì ha denunciato “indebite pressioni” da parte dell'Italia in merito all'apertura degli impianti sciistici e ha quindi chiesto al Consiglio federale se è “sua intenzione non cedere a pressioni dall'estero” e confermare ai propri interlocutori dei paesi vicini che l'apertura delle stazioni sciistiche in Svizzera non viene decisa “né dall'Italia né dall'Unione europea”.
La domanda di Quadri giunge il giorno dopo che il domenicale “SonntagsZeitung” aveva riferito di un possibile inasprimento delle misure anti-coronavirus nelle stazioni sciistiche (vedi articoli correlati), inasprimento che un gestore degli impianti di una località grigionese aveva definito come “esagerate” accusando allo stesso tempo il Consigliere federale Alain Berset di cedere alle pressioni dei paesi vicini.
Di seguito il testo integrale della domanda posta da Lorenzo