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KREUZLINGEN - Sorpreso in treno senza mascherina. Non in una, ma in due separate occasioni. Sì, perché nonostante l’intervento della Polizia ferroviaria, sia l’8 dicembre 2020 che l'11 maggio 2021, Max R.* si era rifiutato di indossarla. Dopo una multa di 150 franchi e 100 franchi di spese procedurali non pagate dall’uomo in febbraio per il primo episodio, il 6 aprile il Pubblico ministero l’ha convocato in udienza. Ma forse nemmeno lui si aspettava di uscirne indenne, senza sborsare nemmeno un centesimo.
Niente eccezioni per la corte - Al momento della convocazione l’uomo ha annunciato di necessitare un permesso scritto che si sarebbe potuto presentare in aula senza mascherina, citando «motivi particolari» che lo esenterebbero dal portarla, ma senza presentare un certificato medico.
L'imputato riceve 390 franchi - Poi, lo scorso 2 giugno, la sorpresa: Max R. riceve una raccomandata che lo informa che il procedimento è stato interrotto. Le ragioni citate sono «le circostanze di fatto e di diritto». E non è tutto: dopo una sua richiesta di rimborso, l’uomo ha ricevuto complessivamente poco più di 390 franchi, le spese del procedimento sono infatti state prese a carico dallo Stato.
Per alcuni, un eroe - Nel frattempo, una newsletter dell'associazione “Amici della Costituzione”, che si definisce impegnata «per una società plasmata dai valori di libertà, uguaglianza e fraternità», ha definito il caso come «un esempio di coraggio morale».
Parola al Pubblico ministero - Il procuratore pubblico di Kreuzlingen Patrick Müller conferma la decisione presa, così come il risarcimento: «L’archiviazione si basa sul fatto che il Tribunale distrettuale di Kreuzlingen ha riscontrato, in un caso simile, che non vi erano basi sufficienti per una pena pecuniaria prima dell'entrata in vigore dell'ordinanza Covid del 1 febbraio 2021». Il nocciolo della questione è il seguente: L'Ufficio del pubblico ministero ha ritenuto che la base giuridica, che esiste nella Legge federale sulle epidemie dal 2016, fosse sufficiente per elargire una multa. Al suo interno viene esplicitato che chiunque si opponga deliberatamente a misure che concernono la popolazione può essere punito in questo modo. Il Tribunale distrettuale è però di parere diverso: è giunto alla conclusione che la base giuridica sarebbe stata sufficiente solo con l'ordinanza, in vigore solo dal 1° febbraio.
* Nome noto alla redazione