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MONTREAL - È stato un inizio d'anno pessimo per le compagnie aeree, con il traffico internazionale che è nuovamente a livelli abissali rispetto alla situazione pre-coronavirus.
Lo ha dichiarato l'International Air Transport Association (IATA), che ha presentato i risultati d'inizio anno per i voli passeggeri e per i voli cargo.
L'associazione ha spiegato che il traffico internazionale è crollato dell'86% nel mese di gennaio rispetto ai livelli pre-crisi, mentre il traffico nazionale è sceso del 47%. In particolare, l'emergere di nuove varianti del Covid-19 ha costretto molti governi ad applicare ulteriori restrizioni di viaggio, danneggiando le prospettive per le compagnie aeree.
«È un inizio d'anno davvero difficile», ha ammesso il capo economista della IATA Brian Pearce, che ha però mostrato uno spiraglio di positività: «Le imprese e i mercati finanziari si aspettano una forte ripresa economica».
La divisione cargo va molto bene - La domanda di trasporto merci è invece tornata ai livelli pre-Covid (gennaio 2019) per la prima volta dall'inizio della crisi, informa l'IATA.
La domanda di gennaio ha anche mostrato una forte crescita rispetto ai livelli di dicembre 2020 (+3%). Tutte le regioni globali hanno visto un miglioramento nella domanda, in particolare il Nord America e l'Africa.
«Il traffico aereo di merci è tornato ai livelli pre-crisi e questa è una buona notizia per l'economia globale» ha commentato Alexandre de Juniac, Ceo di IATA.
Tuttavia, «la nostra capacità è limitata dalla carenza normalmente fornita dagli aerei passeggeri. Perciò auspichiamo che i governi condividano presto i loro piani di ripartenza in modo che l'industria possa programmare un aumento della capacità» ha spiegato de Juniac.
Il trasporto merci per via aerea, secondo il dirigente, «è vitale» per aiutare a ripristinare le economie danneggiate dal Covid, «per non parlare del ruolo critico che il cargo aereo sta svolgendo nella distribuzione di vaccini».