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L'anno scorso, il Servizio sociale dell'esercito (Sses) ha versato 1,18 milioni di franchi a militari, militi della protezione civile, personale del Servizio della Croce Rossa nonché pazienti militari e superstiti in difficoltà. Si tratta di 80 mila franchi in più rispetto all'anno precedente. Aumentato il numero di consulenze, anche a causa della pandemia.
A seguito della crisi epidemica, l'SSEs è stato particolarmente sollecitato per consulenze, impiegando a tale scopo anche militari di milizia, come si può evincere dal rapporto annuale dell'SSEs.
In virtù del servizio d'appoggio prestato in relazione con la pandemia, l'impegno principale dell'SSEs ha riguardato il lavoro di consulenza e di assistenza. Lo scorso anno, il Servizio sociale dell'esercito ha ricevuto 4445 telefonate (3000 nell'anno precedente) al suo numero di telefono (0800 855 844).
I quattro assistenti sociali dell’SSEs, oltre ad aver risposto a numerose richieste d'informazioni, hanno complessivamente trattato 1920 dossier (l'anno precedente 1400). Per poter gestire le richieste supplementari, l'SSEs ha fatto capo a 42 militari.
In 480 casi (403 nel 2017) è stato accordato un aiuto materiale. Negli altri 1439 casi (l'anno precedente 941) sono state sufficienti una consulenza, un'assistenza o un'intermediazione.
631'730 franchi sono stati destinati a militari che hanno assolto scuole reclute e corsi di ripetizione. Per militari in servizio d'appoggio a favore dei Cantoni è stato necessario versare 245'000 franchi. Queste maggiori uscite sono in parte state compensate da importi inferiori nei corsi di ripetizione, dal momento che diversi servizi sono stati annullati.
Il SSEs aiuta militari, il personale del Servizio della Croce Rossa e i militi della protezione civile che, visto l'obbligo di prestare servizio con soldo (per esempio scuola reclute, corsi di ripetizione), incontrano difficoltà personali, professionali o familiari. Ciò vale anche per le persone che prestano servizio di promozione della pace e servizio d'appoggio all'estero. Anche i militari malati o infortunati che si trovano in una situazione difficile (complemento all'assicurazione militare) possono essere sostenuti, così come i familiari di militari malati o infortunati oppure deceduti.