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Il commercio equo si afferma sempre più nella distribuzione elvetica. L'offerta di prodotti che rispettano società e ambiente del terzo mondo si arricchisce ora con il riso tailandese.
Del riso con il marchio Max Havelaar è in vendita da giovedì nelle botteghe del mondo e presso i grandi distributori Coop e Migros. Il «riso equo» è prodotto da un migliaio di famiglie tailandesi, che approfittano di prezzi che garantiscono il loro sostentamento e di contributi a progetti di sviluppo.
I consumatori possono scegliere fra diverse qualità di riso a grano lungo e profumato (Jasmin), ha indicato oggi la fondazione Max Havelaar a Zurigo. L'obiettivo è di riuscire a vendere un migliaio di tonnellate nel corso del primo anno, ossia il 5 per cento del riso venduto in Svizzera.
Il commercio equo
I principi del commercio equo garantiscono ai coltivatori di riso tailandesi prezzi superiori a quelli di mercato. Le cinque cooperative in cui i risicoltori sono riuniti riceveranno inoltre dei contributi che corrispondono al 10 per cento del prezzo all'esportazione e che saranno utilizzati per finanziare progetti in campo sociale, per la formazione, la salute e l'agricoltura.
In cambio i produttori s'impegnano a rispettare determinate norme sociali ed ecologiche e le cooperative devono garantire ai loro affiliati il diritto di cogestione. Max Havelaar effettuerà regolarmente dei controlli in collaborazione con esperti del posto, assicura la fondazione.
Produzione rilevante
Contrariamente ad altri paesi industrializzati, in Thailandia la coltivazione di riso avviene ancora in gran parte un modo artigianale. Nonostante ciò il paese del sud-est asiatico è il primo esportatore di riso, con il 27 per cento delle esportazioni mondiali. L'anno scorso la Thailandia ha esportato 6,6 milioni di tonnellate di riso: ciò che rappresenta il 40 per cento della sua produzione, ma soltanto il 4 per cento della produzione planetaria di 400 milioni di tonnellate. Il riso consumato in Svizzera proviene dagli Stati Uniti (40 per cento), dall'Italia (30 per cento) e dall'Asia (30 per cento).
Vendite in crescita
Oltre al riso, la fondazione Max Havelaar - fondata nel 1992 dalle sei grandi organizzazioni umanitarie svizzere - commercializza da anni anche prodotti come banane, caffè, cacao, zucchero, miele e tè. Gli ultimi due arrivati sono stati il succo d'arancia (lanciato tre anni fa) e le rose (dalla primavera 2001).
Entrambi i prodotti sono piuttosto apprezzati dagli svizzeri: in nove mesi sono stati venduti 1,2 milioni di mazzi di rose provenienti dall'Africa e la fondazione ha potuto versare 300'000 franchi di contributi a 17 aziende di floricoltura del Kenia, dello Zimbabwe e della Zambia. Le vendite di succo d'arancia Max Havelaar proveniente dal Brasile e dal Messico hanno raggiunto l'anno scorso 3,5 milioni di litri, con un aumento del 20 per cento rispetto al 2000. Ai produttori sono stati versati 100'000 franchi di contributi.
swissinfo e agenzie