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La pandemia di coronavirus ha lasciato il segno sull'economia: per quest'anno, stando al KOF - il centro di ricerche congiunturali del Politecnico federale di Zurigo - il Pil svizzero scenderà del 5,5%. Atteso invece un balzo del 5,4% per l'anno prossimo.
La crisi attuale ha costretto gli economisti di Zurigo a rivedere le proprie previsioni nettamente al ribasso. Finora stimavano una crescita, sebbene leggera, dell'economia elvetica pari allo 0,3%.
Ma le pesanti ripercussioni della pandemia, specie per quanto attiene alle entrate fiscali, ha costretto gli specialisti a rivedere i propri calcoli. I mancati introiti da tasse uniti all'incremento delle uscite pubbliche per far fronte alla situazione provocheranno un ammanco di 25 miliardi di franchi per le collettività pubbliche.
Sul fronte del lavoro, il KOF prevede una progressione della disoccupazione al 4,7% entro la fine dell'anno, per una media annuale del 3,8%.
Con la pubblicazione odierna delle sue previsioni, il KOF si adegua alle stime degli altri istituti di ricerca congiunturale. Il BAK Economics prevede anch'esso una contrazione del PIL del 5,3% quest'anno e la Segreteria di stato dell'economia del 6,7%.
Le esportazioni, pilastro dell'economia svizzera, dovrebbero scendere del 7,3% per il 2020 e i consumi privati, fondamentali per il PIL, dovrebbero diminuire dell'1,9%.
Nella nota, il KOF specifica che le ripercussioni sull'attività economica della pandemia sono pesanti. Interi settori sono minacciati a causa delle chiusure obbligate ordinate dal Consiglio federale. Tuttavia, grazie alla disoccupazione parziale e ai crediti urgenti è stato possibile evitare un aumento ancora più importante della disoccupazione
Il KOF teme anche una seconda ondata epidemica che potrebbe sfociare in nuove chiusure temporanee che indebolirebbero ulteriormente settori già fortemente penalizzati, come la ristorazione o il ramo alberghiero.
Per quanto riguarda l'impatto finanziario della crisi, l'assicurazione disoccupazione dovrebbe accollarsi la maggior parte dei costi pari a 20 miliardi di franchi, di cui il 75% dovuti al al lavoro ridotto. L'indebitamento della Confederazione, pari al 27% del PIL a fine 2019, dovrebbe crescere.
Come già anticipato, la situazione dovrebbe migliorare nel 2021, con una crescita del PIL del 5,4% agevolata dalla ripresa dei consumi privati (+1,9%) e delle esportazioni (+4,9%). Unico neo: il tasso di disoccupazione rischia di progredite ancora per attestarsi al 4,3% in media annuale.