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Per l'elvetico Claude Nicollier, ex passeggero della navetta Discovery, i problemi avuti durante questa missione non le impediranno di tornar presto a volare.Questo contenuto è stato pubblicato il 09 agosto 2005 - 11:46
Al termine di una lunga suspense, lo shuttle si è finalmente posato senza danni martedì alle 14.11 ora svizzera nella base Edwards in California.
Gli astronauti del Discovery sono atterrati alle 14.11 ora svizzera, con un ritardo di oltre 24 ore sui tempi previsti inizialmente, dopo che le cattive condizioni atmosferiche avevano costretto l'agenzia spaziale statunitense (NASA) a rinviare il viaggio di ritorno.
L'atterraggio, avvenuto nella base Edwards in California, segna la fine della prima missione dello shuttle dopo che il Columbia si era disintegrato al suo rientro nell'atmosfera terrestre nel febbraio del 2003.
Il Discovery ha iniziato il suo volo verso la stazione spaziale internazionale (ISS) il 26 luglio. Poco dopo il lancio, la NASA ha annunciato di voler interrompere il suo intero programma di voli con equipaggio, dopo che un pezzo di schiuma isolante si era staccata dal serbatoio esterno dello shuttle durante il decollo.
Ma Claude Nicollier – il primo e finora unico svizzero ad aver viaggiato nello spazio – è fiducioso che la NASA non lascerà a lungo a terra la sua flotta di shuttle. Egli spera anche che il telescopio spaziale Hubble, che si trova in cattivo stato, possa essere salvato e rimesso completamente in funzione.
swissinfo: Dev'essere sollevato di vedere il Discovery atterrare sano e salvo...
Claude Nicollier: Certo, è naturale. La procedura di rientro è una fase molto complessa della missione. È più pericolosa di quanto si pensasse prima dell'incidente del Columbia. Negli anni Novanta si credeva che fosse molto meno rischiosa del decollo. Dopo il Columbia, questo punto di vista è naturalmente cambiato. Ma se la protezione termica è in buone condizioni – com'è stato il caso ora per il Discovery – si può essere fiduciosi sul rientro e sull'atterraggio.
swissinfo: Come ha vissuto quest'ultima missione, lei che ha volato nello stesso shuttle?
C.N.: Devo dire che ho un legame particolare con tutti e quattro i velivoli con i quali ho avuto il privilegio di volare, compreso il Columbia, che sfortunatamente è andato perso nel 2003. Ma il Discovery è stato l'ultimo shuttle con cui sono stato in missione, nel dicembre del 1999, e naturalmente per me rappresenta qualcosa di speciale, perché è una navicella che conosco bene.
swissinfo: Che impatto avrà la decisione di interrompere le missioni dello shuttle sul lavoro dell'ISS e sulla riparazione dello Hubble?
C.N.: Non credo che avrà un impatto significativo. Mi aspetto che lo Shuttle riprenda i voli entro la fine dell'anno. Potrebbe già succedere in settembre. La finestra successiva sarà in novembre e sono piuttosto convinto che fino ad allora si rivedrà lo shuttle nello spazio. Per cui non penso che il grounding avrà grandi conseguenze sull'assemblaggio della stazione spaziale, che è il compito principale degli shuttle.
Quanto allo Hubble, continua a funzionare anche se alcuni suoi sistemi si sono deteriorati gravemente. Se non lo possiamo raggiungere con lo shuttle nei prossimi due o tre anni, entro il 2008 sarà inservibile. Ma spero che una delle 15-20 missioni previste per gli shuttle prima che la flotta sia messa a riposo nel 2010 serva a revisionare lo Hubble, per dare al telescopio alcuni anni supplementari di vita.
swissinfo: La NASA dovrebbe rivelare entro la fine di questo mese alcuni dettagli sulla prossima generazione di navicelle spaziali. Che aspetto avranno e cosa le distinguerà dallo shuttle?
C.N.: Non conosco tutti i dettagli, ma quel che so è che il successore dello shuttle non gli assomiglierà per niente. Si tratterà piuttosto di un veicolo con una capsula, simile al Soyuz russo, ma naturalmente ad uno stadio tecnologicamente più avanzato. Anche il design di questa nuova navicella evolverà in futuro e sarà adattato per voli sulla Luna e di nuovo per voli verso Marte nei prossimi 20 o 30 anni.
Intervista swissinfo: Ramsey Zarifeh
Fatti e cifre
Claude Nicollier è nato il 2 settembre 1944 a Vevey, in Svizzera.
Si è laureato in fisica a Losanna nel 1970 e ha ottenuto un master in astrofisica all'università di Ginevra nel 1975.
Avendo partecipato a quattro missioni dello shuttle, Nicollier ha al suo attivo oltre 1000 ore di volo nello spazio.
La sua prima missione risale al 1992. Il suo ultimo viaggio nello spazio è avvenuto a bordo dello shuttle Discovery nel dicembre 1999.
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