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Il fallimento colpisce le aziende che non riescono più a rimborsare i loro debiti. Può essere avviato dall’azienda o dai suoi creditori.
Il fallimento interviene quando un'azienda si ritrova indebitata, ossia quando il valore dei suoi beni, il suo attivo, non copre più l'ammontare dei debiti. Se il consiglio d'amministrazione ha motivo di ritenere che l'azienda si trova in tale situazione, è costretto ad avvertire il giudice (art. 725 CO). Il fallimento può anche essere avviato da un creditore esterno. In effetti, ogni procedura di esecuzione comporta automaticamente l'apertura di un fallimento, tranne qualche eccezione (art. 43 LEF).