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<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'estate del 2021 la Svizzera è stata colpita da precipitazioni di rilievo. In questo contesto si sono verificati diversi fenomeni indesiderati. In diverse regioni della Svizzera si è osservato un aumento spettacolare del livello delle acque. In particolare, la regione dei tre laghi e, a monte del suo bacino imbrifero, il lago di Thun e la città di Berna, sono stati esposti a livelli delle acque particolarmente alti e minacciosi. Le precipitazioni hanno anche causato piene e inondazioni in vari luoghi. In particolare, il villaggio di Cressier (NE) è stato colpito da un torrente di fango e acqua a seguito di temporali particolarmente intensi. L'acqua ha attraversato il villaggio, causando numerosi danni. Fortunatamente - e miracolosamente - non vi sono state vittime, dispersi o feriti. Con il cambiamento climatico sappiamo che questo tipo di episodi rischia di diventare più frequente e violento. </p><p>In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Le grandi opere di correzione delle acque del Giura di fine XIX e XX secolo sono sufficienti per gestire l'aumento del livello delle acque atteso nei prossimi decenni? </p><p>2. In relazione alle riflessioni su una nuova correzione delle acque del Giura volta a lottare contro le fasi di siccità, anch'esse da temere, si rendono opportuni nuovi lavori finalizzati a un miglior utilizzo della capacità della zona tampone dei tre laghi, pur preservando le zone abitate e agricole (innalzamento delle sponde dei canali, collegamento dell'Aare e della Broye per sgravare il Lago di Bienne, adattamento di altre infrastrutture...)? </p><p>3. La Confederazione non dovrebbe avere un ruolo più attivo in queste riflessioni e coinvolgere i partner interessati (Cantoni, Comuni, ambienti agricoli, organizzazioni per la protezione dell'ambiente ecc.)? </p><p>4. Per quanto riguarda i lavori di sistemazione dei corsi d'acqua, non si potrebbe aumentare il contributo finanziario della Confederazione per incoraggiare anche i Comuni piccoli con risorse finanziarie limitate a realizzare lavori importanti per la sicurezza dei loro abitanti? </p><p>5. Come intende il Consiglio federale compensare gli importi destinati a questo scopo nel fondo per il clima previsto dalla nuova legge sul CO2, respinta in votazione lo scorso 13 giugno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1) Le due correzioni delle acque del Giura hanno ridotto in misura significativa il rischio di inondazione per le zone attorno ai laghi. Tuttavia, gli eventi di piena del 2005, 2007, 2015 e 2021 mostrano che non esiste una protezione assoluta. Le forti precipitazioni locali sono in aumento. Purtroppo, lo sviluppo futuro di eventi di piena rari su larga scala è difficile da prevedere. È quindi importante che, responsabilmente, anche i proprietari di edifici nelle vicinanze dei laghi adottino misure di protezione dei loro oggetti e che tengano conto delle allerte e degli ordini delle autorità in caso di evento.</p><p>2) Con le due correzioni delle acque del Giura e la regolazione dei laghi ai piedi del Giura è stato creato un sistema equilibrato. Uno studio pubblicato nel 1996 dal Politecnico di Zurigo su mandato della commissione intercantonale di sorveglianza per la seconda correzione delle acque del Giura è giunto alla conclusione che sono possibili miglioramenti puntuali del regolamento di regolazione a favore di singoli ambiti di interesse, ma non modifiche sostanziali del regolamento. L'analisi della piena dell'agosto 2007 è stata all'origine dell'introduzione della cosiddetta regolazione previdente (ossia la regolazione preventiva in caso di evento basata sulle previsioni di piena) e, quindi, a un'ulteriore ottimizzazione del sistema. Misure di protezione contro le piene complementari a quelle della prima e della seconda correzione delle acque del Giura risulterebbero molto costose per un beneficio sufficiente. Infatti, dovrebbero considerare in modo adeguato le diverse esigenze di utilizzo e di protezione ed essere integralmente pianificate e proporzionate. Al momento, quindi, i Cantoni interessati non dispongono di pianificazioni al riguardo.</p><p>3) In linea di massima, spetta ai Cantoni adottare misure concrete di protezione contro le piene. La Confederazione esercita l'alta vigilanza, fornisce il quadro giuridico, emana direttive per una gestione armonizzata delle piene a livello svizzero e sostiene i Cantoni con sussidi. L'attuale ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni si è dimostrata valida. I Cantoni di Friburgo, Vaud, Neuchâtel, Berna e Soletta hanno regolamentato la manutenzione e la sorveglianza comune delle opere intercantonali della seconda correzione delle acque del Giura nel quadro di un accordo intercantonale ed elaborato un regolamento di regolazione.</p><p>4) In linea di massima, Confederazione, Cantoni e Comuni si fanno carico dei costi della protezione contro le piene ciascuno nella misura di circa un terzo. La Confederazione sostiene il 35 per cento dei costi. Questa quota può essere aumentata fino al 45 per cento per progetti individuali particolarmente efficaci. Nei Cantoni in cui gli investimenti in opere di protezione sono superiori alla media, la quota della Confederazione può raggiungere il 65 per cento e salire addirittura all'80 per cento in ogni Comune in caso di prestazioni ecologiche supplementari. A fronte della considerevole quota garantita dalla Confederazione, finora l'aumento dei contributi federali in sede di attuazione non è mai stato un problema. I fattori limitanti nella realizzazione di misure di protezione sono di solito le risorse umane nel settore pubblico e la lunga durata di realizzazione del progetto.</p><p>Poiché le opere di protezione supplementari possono offrire solo una protezione limitata, oggi si tratta spesso in primo luogo di gestire il rischio residuo. Questo avviene attraverso un utilizzo dello spazio adeguato al pericolo, misure organizzative supplementari e la protezione responsabile degli edifici e degli impianti costruiti in zone a rischio. Questa gestione integrale dei rischi nell'ambito dei pericoli naturali, che si è dimostrata valida nella pratica, deve essere inserita nella revisione in corso della legge sulla sistemazione dei corsi d'acqua (RS 721.100). In linea di massima, si tratta di misure relativamente poco costose. Tenuto conto della situazione attuale, il Consiglio federale non ritiene quindi opportuno un aumento dei contributi della Confederazione.</p><p>5) Con il Fondo per il clima, il Parlamento aveva previsto di utilizzare i fondi per finanziare misure di adattamento ai cambiamenti climatici. Secondo la proposta del Consiglio federale per l'ordinanza del 14 aprile 2021 sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2; RS 641.711), questi fondi avrebbero potuto essere utilizzati anche per finanziare misure di prevenzione dei danni causati da piene più frequenti e più intense e dall'aumento dei fenomeni di deflusso superficiale. In questo modo, i proprietari di edifici sarebbero stati sostenuti finanziariamente ai fini della protezione contro i pericoli naturali. I votanti hanno respinto la revisione della legge sul CO2 (FF 2020 6901) il 13 giugno 2021. A seguito di questa bocciatura, manca la base giuridica per un sostegno adeguato ai proprietari di edifici.</p>  Risposta del Consiglio federale.