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A fine maggio 2010 un'organizzazione per la protezione dei consumatori ha fatto pervenire all'Osservatorio una notifica relativa a una scheda plug-in per la decodificazione di programmi digitali messa in commercio da un operatore via cavo in alternativa al Set-Top-Box. La segnalazione asseriva che la scheda plug-in era dotata di un dispositivo di controllo delle copie che impediva la registrazione delle emissioni limitando così l'eccezione alla protezione dell'uso privato.
Gli accertamenti dell'OPT hanno rilevato che la scheda plug-in è stata dotata di una protezione anticopia tesa a proteggere segnatamente le opere audiovisive messe a disposizione dai servizi a pagamento (Pay-TV e Video-on-Demand) dagli utilizzi illeciti. La scheda è, tuttavia, entrata in commercio prima dell'introduzione del software necessario per una protezione dinamica. Di conseguenza la protezione anticopia impediva anche la registrazione delle emissioni incluse nell'offerta di base, comportando una limitazione dell'eccezione alla protezione dell'uso privato ingiustificata, seppur involontaria. Si tratta di una limitazione tecnica cui è stato rapidamente posto rimedio con la messa a disposizione del software per il controllo dinamico delle copie, che limita la protezione anticopia ai contenuti tutelati dei servizi a pagamento. La rete via cavo aveva inoltre informato i suoi clienti che l'utilizzazione della scheda plug-in avrebbe comportato una temporanea protezione anticopia generalizzata.
Alla contestata limitazione dell'uso privato di emissioni televisive digitali è dunque stato posto rimedio. All'OPT è, tuttavia, stato chiesto di sorvegliare i sistemi di controllo delle copie modulabili nell'ambito della televisione via cavo, al fine di prevenire eventuali utilizzazioni illecite.