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ZURIGO - Il Politecnico federale di Zurigo (ETH) si classifica per la prima volta al sesto posto fra le migliori università del mondo, guadagnando una posizione rispetto allo scorso anno. È quanto emerge dalla sedicesima edizione degli QS World University Rankings, che piazza in vetta per l'ottavo anno consecutivo il Massachusetts Institute of Technology (MIT).
Dominano gli States - Ancora una volta le prime tre università rimangono americane: il MIT è seguito dalla Stanford University (seconda) e dall'Università di Harvard (terza). La prima università del Regno Unito - e in Europa - è l'Università di Oxford, che è salita al quarto posto. La sua concorrente connazionale, l'Università di Cambridge, è scesa al settimo posto; a causa del crollo del riconoscimento dei datori di lavoro e dell'aumento delle dimensioni delle classi, le 84 università del Regno Unito registrano la loro terza peggiore performance di tutte le sedici edizioni. L'ETH di Zurigo è prima fra le università dell'Europa continentale.
Resto del Mondo - Le due migliori università asiatiche sono di nuovo entrambe singaporiane: la National University of Singapore e la Nanyang Technological University sono entrambe all'11esimo posto. La prima università dell'America Latina è l'università di Buenos Aires, che, posizionandosi al 74esimo posto, è il leader continentale per il quinto anno consecutivo.
Le altre svizzere - Fra gli atenei elvetici, il Politecnico federale di Losanna (EPFL) sale dalla ventiduesima alla diciottesima posizione, dopo che un anno fa era stato scalzato per la prima volta dalle "Top 20" al mondo. Leggero miglioramento anche per l'Università di Zurigo, passata dal 78esimo al 76esimo posto. Altre quattro università elvetiche figurano fra i 200 migliori atenei al mondo: nell'ordine quelle di Ginevra (110ima), Berna (123esima), Basilea (151esima) e Losanna (153esima).
Il metodo - QS (Quacquarelli Symonds) classifica le migliori mille università al mondo. La classifica si basa su una ricerca che include le opinioni di 94'000 docenti, accademici e ricercatori e di 44'000 manager e direttori delle risorse umane. Comprende l'analisi di 11,8 milioni di pubblicazioni scientifiche, e di 100 milioni di citazioni. Inoltre, dati sulla distribuzione di 23 milioni di studenti e di circa 2 milioni di docenti e ricercatori sono stati analizzati per compilare la classifica.