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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza e dell'urgenza della conservazione delle foreste tropicali e persegue da tempo una politica attiva a favore delle medesime. La politica del Consiglio federale concernente le foreste tropicali e il legname tropicale, ma anche le restrizioni delle importazioni oppure la certificazione del legname è stata già esposta in occasione della risposta a numerosi interventi parlamentari precedenti quali, ad esempio, l'interpellanza del Gruppo dei Verdi del 9.3.1988 (88.360), l'interpellanza Hollstein del 5.6.1996 (96.3234), le mozioni Eymann del 9.10.1997 (97.3474) e dell'8.10.1999 (99.3542). Il Consiglio federale ha ogni volta richiamato l'attenzione sul ruolo attivo della Svizzera nell'ambito delle organizzazioni internazionali per la conservazione delle foreste ma, nel contempo, ha anche fatto notare che le possibilità in tal senso sono limitate a seguito degli accordi commerciali internazionali e dei trattati internazionali, segnalando inoltre i pericoli che potrebbero derivare dall'adozione di misure unilaterali da parte di singoli Stati. </p><p></p><p>La degradazione delle foreste, la loro deforestazione e distruzione avanzano costanti in tutto il mondo, tranne che in Europa. Tra il 1990 e il 2000 la superficie forestale globale ha subito una riduzione annua di 9,4 milioni di ettari (14,6 milioni di ettari di superficie forestale distrutta contro 5,2 milioni di ettari di superficie forestale nuova). Le conseguenze della diminuzione delle foreste superano i confini di uno Stato e rendono quindi necessario un impegno sul piano internazionale. Dopo la Conferenza di Rio de Janeiro (1992) la Svizzera si è fortemente impegnata nel dibattito internazionale concernente le foreste, mettendo a disposizione la propria esperienza e consentendo con il proprio sostegno finanziario la realizzazione di processi rilevanti.</p><p></p><p>Nell'ottobre 2000 è stato istituito il Forum delle Nazioni Unite sulle foreste (UNFF), organo subordinato del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) che, con un mandato iniziale limitato a cinque anni, succede al "Forum intergovernativo sulle foreste" (IFF). L'UNFF è incaricato di promuovere nel mondo la gestione, la conservazione e lo sviluppo sostenibile di tutti i tipi di foreste, nonché di assicurare a questo scopo un impegno politico a livello internazionale a lungo termine. Con quest'ultima formulazione si vuole esprimere anche l'intenzione di riesaminare la messa a punto di una convenzione internazionale sulle foreste, conformemente al mandato contenuto nell'Agenda 21. La Svizzera partecipa attivamente e con grande impegno ai lavori dell'UNFF, adoperandosi in particolar modo a favore del cambiamento delle attuali raccomandazioni internazionali per una gestione sostenibile delle foreste, ad esempio attraverso partenariati bilaterali tra Paesi industrializzati e Paesi del sud, nonché a favore dell'elaborazione di strumenti internazionali giuridicamente vincolanti per la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste. La Svizzera si impegna a perseguire tali obiettivi anche nell'ambito di altre istituzioni internazionali come la Convenzione sulla diversità biologica, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) o l'Organizzazione internazionale per i legni tropicali (ITTO).</p><p></p><p>Sia la certificazione delle foreste sia quella del legname sono state a lungo fortemente contestate. Soltanto negli ultimi anni la superficie forestale certificata ha subito un aumento significativo. Secondo gli studi più recenti (FAO, State of the World's Forests, 2001; primavera 2001) si è potuto procedere in tutto il mondo alla certificazione di 90 milioni di ettari, pari a circa il 2 per cento della superficie forestale globale, e la tendenza denota un ulteriore aumento. Il 95 per cento delle foreste certificate si trova nei Paesi industrializzati. Secondo il Pan-European Forest Certification (PEFC) in 15 Paesi europei sono stati certificati fino ad ora circa 36 milioni di ettari. Indonesia e Malesia sono impegnate nell'elaborazione di un proprio sistema basato sulle direttive ITTO. Canada e Finlandia, ad esempio, hanno già messo a punto un proprio sistema. Un reciproco riconoscimento di questi sistemi è senz'altro auspicabile ma, per il momento, difficile da attuare. In Svizzera, alla fine del 2000 risultavano dotati di certificazione circa 100'000 ettari di foresta, una parte dei quali ai sensi del Forest Stewardship Council (FSC), un'altra parte ai sensi del marchio-Q (riconosciuto nel frattempo dal PEFC) e un'ultima parte ai sensi di entrambi i sistemi; ciò corrisponde a circa il 10 per cento della superficie forestale svizzera. Entrambi i sistemi sono regolati in conformità degli "standard nazionali per la certificazione delle foreste svizzere" sviluppati nel 1999 dalle associazioni e dalle organizzazioni interessate con il sostegno della Confederazione.</p><p></p><p>La Confederazione favorisce e sostiene l'utilizzo di legname quale materia prima ecologica e fonte di energia rinnovabile. A partire dagli anni Settanta la Confederazione ha attuato diversi programmi di rilancio e di promozione del legno: </p><p>-programma nazionale di ricerca 7 "Problemi riguardanti la materia prima e il materiale" (1978-1986)</p><p>-programma nazionale di ricerca 12 "Legno, materia prima e fonte di energia rinnovabile" (1983-1991)</p><p>-programma di rilancio del legno (1986-1991)</p><p>-campagna d'informazione sul legno svizzero (1990)</p><p>-piano d'azione Legno 2000 (1998-2000)</p><p>-programma di promozione Legno 21 (2001-2003).</p><p></p><p>Il Consiglio federale condivide le preoccupazioni espresse nella presente mozione per la distruzione delle foreste vergini ed è parimenti convinto che siano necessarie misure adeguate per la conservazione delle foreste vergini. Occorre tuttavia anche osservare che le foreste vergini non sono minacciate soltanto dalla domanda di legname tropicale da costruzione, bensì anche dalla trasformazione di territori boschivi in zone di produzione agricola e dalla produzione di legna da ardere, che nei Paesi in via di sviluppo continua ancora a fornire il 15 per cento dell'energia primaria (World Resources 2000-2001, pag. 88).</p><p></p><p>Il Consiglio federale sostiene la richiesta di non utilizzare il legname proveniente da tagli illegali, ma soltanto quello la cui provenienza è nota. Esso è perciò anche intenzionato a prendere in considerazione, tra tutti i prodotti lignei utilizzati presso la Confederazione, quelli contrassegnati da un organismo di certificazione riconosciuto a livello internazionale che rispetti i criteri del Forest Stewardship Council (FSC) oppure quelli del Pan-european Forest Certification Council (PEFC). Il Consiglio federale quindi, nel pieno rispetto del diritto relativo agli acquisti e nell'ambito degli obblighi internazionali, trasmetterà ai servizi d'acquisto le relative raccomandazioni su come comportarsi in caso di acquisto di prodotti lignei. </p><p></p><p>In ragione della crescente richiesta di legname prodotto in modo sostenibile anche la produzione del medesimo verrà estesa. Infatti, il rafforzamento dell'importanza economica delle foreste coltivate in modo sostenibile motiva i produttori a riorganizzare le loro coltivazioni boschive.</p><p></p><p>Dato che la Confederazione per i propri acquisti prende in considerazione il legname proveniente da produzioni sostenibili, risulta superflua l'adozione di ulteriori misure quali, in particolar modo, i divieti d'importazione o di utilizzazione. Questo tanto più che il Consiglio federale è da tempo dell'avviso che non si può raggiungere una gestione sostenibile delle foreste mediante misure repressive. Il Consiglio federale ritiene importante mantenere il dialogo con i rispettivi Stati produttori e non minarlo con "tentativi di ingerenza dall'esterno", come potrebbe essere interpretato da tali Stati. In tal modo la Svizzera potrà dare il proprio contributo a una sostenibilità globale.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.