Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/68262

<h2>SubmittedText<h2><p>L'attuale struttura dell'assicurazione di base, con le sue circa novanta casse malati private, è poco trasparente.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nella sua risposta all'interrogazione 05.1138, "Accantonamenti e riserve nell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie", il Consiglio federale menziona per gli investimenti di capitale operati dalle casse malati negli anni 2003 e 2004 rendite nette rispettivamente del 3,3 e dell'1,7 per cento, cifre molto modeste rispetto a quelle fornite dall'Indice Pictet (6,9 e 4,8 per cento) o dall'INSAI (6,2 e 5,1 per cento). Queste differenze di rendimento rappresentano circa 200 milioni di franchi all'anno a carico dell'assicurazione malattie obbligatoria. Tale perdita va ricondotta a un'incompetenza oppure vi sono in gioco altri fattori?</p><p>Conformemente all'articolo 80 capoverso 3 lettere c e d OAMal, le casse malati possono investire capitali nella propria impresa o in immobili propri ed enti collegati. L'ufficio federale competente garantisce mediante appropriati controlli che tale possibilità (come pure i conseguenti vantaggi economici e gli affitti contenuti) non sia utilizzata per trasferire gli utili da una cassa malati all'altra, oppure dall'assicurazione malattie obbligatoria ad assicurazioni complementari?</p><p>Assicura inoltre che i titoli e i loro rendimenti siano bilanciati secondo il valore di mercato del momento, come richiesto per il secondo pilastro dal 1997?</p><p>2. Alcune casse malati si sono organizzate in strutture simili a holding, in cui le prestazioni sono fatturate internamente. L'ufficio federale competente garantisce mediante appropriati controlli che il pricing interno di queste prestazioni non sia utilizzato per trasferire gli utili da una cassa malati all'altra, oppure dall'assicurazione malattie obbligatoria alle assicurazioni complementari? Quali metodi di verifica adotta e quali metodi chiede invece alle casse malati di applicare (p. es. calcolo dei costi secondo i processi)? Quando sono stati controllati per l'ultima volta i prezzi della fatturazione interna?</p><p>3. Oltre che nell'assicurazione malattie obbligatoria, alcune casse malati sono attive anche in altri settori assicurativi (p. es. LAINF). Sono stati resi noti singoli casi in cui assicuratori hanno conteggiato nel quadro della LAMal prestazioni ambulatoriali della LAINF erogate a una persona assicurata presso di loro sia per le malattie che per gli infortuni. Tale pratica comporta un trasferimento degli oneri a carico dell'assicurazione malattie obbligatoria (e degli assicurati).</p><p>Quali controlli sono effettuati dall'ufficio federale competente per impedire questi e simili trasferimenti a carico dell'assicurazione malattie obbligatoria? Con quale frequenza sono svolti e con quali risultati? Vengono effettuate anche prove a campione su singole operazioni condotte dalle casse malati? Quante pezze giustificative sono esaminate in media (in percentuale)? Con che frequenza si procede mediamente a una verifica in loco presso le casse malati?</p><p>4. Di quanto personale dispone l'ufficio federale competente per effettuare i suddetti controlli? L'ufficio ritiene sufficienti gli effettivi? Considerando il volume dei pagamenti (in franchi e singole pezze giustificative), la dotazione di personale è comparabile a quella di altre assicurazioni sociali (p. es. AD)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La strategia di collocamento degli assicuratori-malattie si basa su criteri conservativi previsti dalla legge per permettere l'ottenimento di un reddito sufficiente. Il collocamento è disciplinato dall'articolo 80 dell'ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal; RS 832.102). I magri risultati ottenuti sull'arco dei due anni menzionati nell'interrogazione, rispetto alle strategie di collocamento caratterizzate da un rischio elevato, si spiegano con i redditi costanti e con la conseguente sicurezza budgetaria per gli assicuratori-malattie anche negli anni in cui l'andamento generale della borsa era peggiore. A lungo termine i redditi degli assicuratori-malattie, eliminato il rischio, non si differenziano dai risultati di investimenti comparabili. </p><p>Attualmente, i collocamenti di cui all'articolo 80 capoverso 3 lettere c e d OAMal concernono esclusivamente quelli degli assicuratori-malattie in Svizzera nel settore immobiliare, delle società immobiliari e dei prestiti garantiti da pegno immobiliare (compresi gli immobili e i locali amministrativi necessari all'attività della cassa malati). La suddetta disposizione attribuisce agli assicuratori la facoltà di amministrare essi stessi gli immobili amministrativi. In questo modo possono essere evitati costi amministrativi eccessivi dovuti ai canoni di locazione. Gli assicuratori devono contenere i costi amministrativi dell'assicurazione sociale malattie entro i limiti propri ad una gestione economica (art. 22 cpv. 1 LAMal; RS 832.10). Ma non è compito del Consiglio federale assumere la responsabilità delle decisioni imprenditoriali degli assicuratori-malattie e stabilire la struttura dei costi amministrativi (p. es. se e a che condizioni, nel caso concreto, devono essere locati di nuovo a tempo determinato locali amministrativi non utilizzati).</p><p>A lungo termine, il ricavo realizzato dalla vendita dei collocamenti è decisivo per determinare i premi degli assicurati. Per questa ragione è legittimo esigere che gli assicuratori-malattie si attengano ai principi di bilancio sanciti nel CO. Fondati sul principio di cautela, essi prevedono che di volta in volta possa essere indicato il valore più basso tra quello di acquisto e quello di mercato. Inoltre le differenze risultanti rispetto al valore di acquisto possono essere contabilizzate solo al momento della realizzazione.</p><p>2. Nel quadro della competenza di vigilanza sugli assicuratori-malattie, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sorveglia l'utilizzo delle entrate costituite tramite i premi degli assicurati. L'UFSP a questo scopo controlla l'intero importo dei costi amministrativi, determinante per stabilire i premi, in rapporto alle prestazioni fornite nonché alle chiavi di ripartizione dei costi amministrativi. Nel far questo concede agli assicuratori-malattie un certo margine di manovra entro il quale essi possono agire sotto la propria responsabilità economica e hanno la facoltà di stabilire la struttura dei costi amministrativi. Ciò significa quindi che l'UFSP non rilascia autorizzazioni né per la stipulazione di contratti tra gli assicuratori e terzi né per il prezzo d'acquisto di una singola prestazione. L'autorità di vigilanza impedisce tuttavia il trasferimento di utili mediante pricing all'interno di una struttura simile a una holding, appellandosi all'illegittimità della chiave di ripartizione dei costi amministrativi o al superamento del margine di manovra stabilito concernente l'entità massima dei costi amministrativi.</p><p>3. Gli assicuratori-malattie devono tenere contabilità separate in tutti i rami assicurativi. Il rispetto del principio della separazione, che si applica sia alla tenuta della contabilità sia al conteggio delle prestazioni, è verificato annualmente, oltre che dagli organi di controllo interni degli assicuratori-malattie, dall'organo di controllo indipendente previsto dalla legge, conformemente agli standard di verifica corrispondenti. L'UFSP esamina inoltre annualmente, nel mese di aprile dell'anno successivo, i documenti contabili prodotti secondo le prescrizioni e il piano contabile uniforme. Infine, l'UFSP verifica sul posto (audit) con prove a campione, nel quadro dei diversi esami degli assicuratori-malattie, la distinzione delle diverse prestazioni assicurate secondo il medesimo standard di verifica adottato dagli organi di revisione indipendenti previsti dalla legge. Con questa procedura l'UFSP effettua annualmente controlli su circa 15 casse malati, cui si aggiungono i controlli successivi degli assicuratori-malattie esaminati l'anno precedente. Trasferimenti non autorizzati di oneri tra singoli rami assicurativi possono essere evitati mediante tali provvedimenti di controllo.</p><p>4. Le divisioni vigilanza assicurazione malattia e vigilanza assicurazione infortunio dell'UFSP dispongono di 40 persone competenti per il controllo giuridico e finanziario degli assicuratori-malattie sottoposti alla vigilanza dell'UFSP. Sei persone sono responsabili del controllo diretto sul posto (audit) degli assicuratori. Il Consiglio federale ritiene che l'attuale effettivo sia sufficiente.</p><p>Inoltre, il volume dei pagamenti dell'assicurazione contro la disoccupazione non costituisce un criterio per determinare la dotazione del personale, in quanto essa è un'assicurazione sociale sostanzialmente diversa, con un proprio sistema di vigilanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.