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Al momento della creazione dello Stato federale nel 1848, in Consiglio federale sedevano solo dei radicali. Solo più tardi il governo si è aperto ad altre correnti.
Il sistema della concordanza ha trovato la sua espressione massima nel 1959 con la nascita della "formula magica".
Lo Stato federale nasce nello spirito liberale ottocentesco. Imposto dalle forze progressiste agli sconfitti dell'ultima guerra civile del 1847, vede dominare per decenni i liberali-radicali, il Partito-Stato.
La situazione dura per più di 40 anni. Solo nel 1891 un primo rappresentante del fronte cattolico-conservatore, predecessore dell'attuale Partito popolare democratico, accede all'esecutivo nazionale.
Ma non è per bontà d'animo che i radicali cedono un seggio ai nemici politici di un tempo. I cattolici possono infatti bloccare il processo decisionale, facendo ricorso agli strumenti di democrazia diretta inseriti nella revisione della Costituzione del 1874. Referendum e iniziativa costituzionale diventano delle armi efficaci contro il potere centrale.
In queste condizioni, anche i radicali preferiscono condividere il potere piuttosto che far bloccare il processo decisionale da nemici irriducibili.
Terremoto politico
La situazione si modifica profondamente nel 1919. In quell'anno il popolo accetta il principio della presenza proporzionale delle forze politiche in Consiglio nazionale, modificando il sistema di voto.
Con il rinnovo del Parlamento dello stesso anno, lo spettro dei partiti presente muta radicalmente. I radicali passano da 105 a 63. I socialisti da 19 a 41.
Di fronte ad un'opposizione rafforzata, i radicali rafforzano la coalizione con i cattolici che ottengono un secondo seggio in governo.
In occasione di una doppia vacanza nel 1929, anche il Partito agrario, predecessore dell'attuale UDC, ottiene un seggio in Consiglio federale. Dei sette ministri appartengono ormai solo quattro al partito radicale.
Nasce la "formula magica"
La formula non resiste però alla crisi degli anni Trenta e alla Seconda guerra mondiale. I socialisti conquistano consensi e alla camera bassa rappresentano ormai il gruppo più numeroso.
Nel 1943 un socialista entra per la prima volta fra i sette saggi; ancora una volta a scapito dei radicali. Solo nel 1953 questi recuperano il loro seggio, quando il ministro socialista se ne va sbattendola porta.
Ma tutto cambia l'anno successivo. Cattolici e socialisti si accordano per riconquistare il seggio perso. Il governo conta solo tre radicali. Completano la squadra tre cattolici e un agrario.
Nel 1959 i cattolici rendono il favore ai socialisti. In occasione dell'uscita di scena di ben quattro consiglieri federali, gli schieramenti ormai alleati si accordano per assicurarsi due ministri a testa.
I maggiori partiti hanno una rappresentanza proporzionale alla loro forza in Consiglio federale: due radicali, due cattolici, due socialisti e un agrario. È la nascita della "formula magica".
Questa distribuzione è ancora valida.
Olivier Pauchard, swissinfo
Traduzione: Daniele Papacella, swissinfo
In breve
La « Formula magica » è nata dall'accordo fra i partiti nel 1959. Non esiste una legge che prescriva la divisione del potere fra le principali forze rappresentate in Parlamento, si tratta di una concordanza volontaria. Un'altra regola non scritta è la presenza di 3 latini fra i 7 membri del Consiglio federale.Fine della finestrella
Fatti e cifre
Il primo consigliere federale conservatore : il lucernese Joseph Zemp, eletto nel 1891
Il primo rappresentante del partito agrario: il bernese Rudolf Minger, eletto nel 1929
Il primo socialista: Ernst Nobs, eletto nel 1943, durante la Seconda guerra mondiale