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Il Senato statunitense ha approvato un testo che consentirà al presidente Barack Obama di imporre sanzioni ai fornitori di carburante all'Iran. La misura potrebbe colpire anche ditte elvetiche.
Le sanzioni prendono di mira le compagnie che esportano carburante in Iran o che aiutano a migliorare le capacità di raffinazione di Teheran. Il paese, infatti, produce petrolio ma ha scarse capacità di raffinazione e deve importare il 40% del carburante di cui necessita.
Tra le misure previste c'é il divieto alle istituzioni finanziarie statunitensi di avere rapporti con tali compagnie. Una misura analoga è già stata approvata dalla Camera ma con un testo leggermente diverso da quello del Senato; ora i due documenti vanno armonizzati.
Tra i fornitori di benzina dell'Iran, il documento cita come importanti anche ditte elvetiche (Glencore, Vitol e Trafigura), francesi (Total), britanniche (BP) e indiane (Reliance Industries). Proprio per sottrarsi ad eventuali future sanzioni, BP e Reliance hanno già cominciato a ritirarsi dal mercato iraniano.
Washington vuole usare le sanzioni per mettere sotto pressione il governo di Mahmoud Ahmadinejad, accusato di portare avanti un programma di armamento nucleare camuffato da programma di produzione di elettricità per uso civile. La Casa bianca, inoltre, punta ad isolare ulteriormente Teheran, dopo l'esecuzione capitale di due avversari politici di Ahmadinejad, giudicata un omicidio.
swissinfo.ch e agenzie