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Lo scrive il Consiglio di Stato in risposta a una consultazione federale. ‘Serve una riflessione per evitare di dover ridurre i costi della ferrovia’.
Il trasporto merci su strada non copre completamente i suoi costi esterni, occorre quindi avviare un’ampia riflessione e una trattativa affinché gli accordi internazionali non rappresentino più un vincolo per il raggiungimento della verità dei costi nel trasporto merci su strada. Ciò eviterebbe di dover ridurre i costi della ferrovia per incentivare il trasferimento su rotaia. È la posizione del Consiglio di Stato ticinese, contenuta nella risposta alla consultazione federale sul Progetto di perfezionamento delle condizioni quadro per il trasporto di merci in Svizzera. "Attraverso la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (Ttpcp) attualmente il trasporto merci su strada copre solo una parte dei suoi costi esterni sull’ambiente e la società", scrive il governo. "I furgoni con peso inferiore alle 3,5 tonnellate, inoltre, non sono sottoposti alla Ttpcp, mentre il loro impiego nella consegna delle merci negli ultimi 20 anni è cresciuto del 60%". Dal Ticino si suggerisce anche di "elaborare una nuova componente dedicata alle merci dell’attuale Piano settoriale dei trasporti, indicando le infrastrutture d’importanza nazionale, piuttosto che una concezione". In questo modo, prosegue il Consiglio di Stato, "si disporrebbe di un chiaro quadro d’insieme delle infrastrutture d’importanza nazionale".
La consultazione chiedeva ai governi cantonali di esprimersi su due diversi orientamenti e varianti di fondo, elaborati dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec). Un cambiamento dovuto al fatto che la revisione totale della legge sul trasporto merci, entrata in vigore nel 2016, non includeva ancora le attuali iniziative volte a realizzare gli obiettivi climatici e il connesso aspetto della sicurezza di approvvigionamento. "Il Consiglio federale – si legge nella missiva recapitata ai cantoni –, ha stabilito che per realizzare entro il 2050 l’obiettivo climatico previsto per il settore dei trasporti è necessario, tra le altre cose, il trasferimento di merci su rotaia". Agli esecutivi cantonali si chiedeva quindi "un riscontro non solo sugli strumenti proposti, ma anche sulla valutazione degli sviluppi economici e tecnici nel mercato dei trasporti e della logistica".
Tra le due varianti proposte dal Ticino è arrivata l’approvazione per quella che prevede un potenziamento del trasporto merci mediante un ammodernamento tecnico e organizzativo del traffico merci ferroviario e della navigazione sul Reno. "È adeguato alle necessità d’intervento e agli obiettivi formulati", scrive il governo cantonale. Meno le è invece la seconda proposta, che chiede di ottimizzare in singoli punti del quadro giuridico esistente per il traffico merci. "Questa variante non è opportuna e avrebbe conseguenze negative per l’economia e il sistema di trasporto stradale, anche nel caso in cui nei prossimi anni diventasse completamente a propulsione priva di carburanti fossili".