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Nessuno in due anni si era accorto del decesso dell’80enne ex padrone di casa, probabilmente a causa del cattivo odore e del disordine degli ambienti
Quando si cerca casa capita spesso di visitarne una dove si nota qualcosa che non quadra. Una crepa sul muro o un po’ di muffa sono alcune sorprese sgradite abbastanza comuni che possono dissuadere un potenziale acquirente. È invece decisamente più raro trovare un cadavere, come è successo in un appartamento nella periferia di Göteborg, in Svezia.
Durante una delle visite di un potenziale acquirente, uno degli agenti immobiliari ha notato che il proprietario 80enne era in casa. Morto da più di 2 anni. Durante le visite precedenti nessuno aveva trovato il corpo, che era sotto il letto. In seguito la polizia ha fatto sapere che il cadavere era "in stato di mummificazione" e probabilmente stava lì "da due o tre anni". Ma non era stato notato perché gli ambienti "puzzavano" ed erano "parecchio in disordine".
In Svezia l’agenzia statale che riscuote i debiti, la Kronofogden, si occupa spesso di vendere gli immobili di persone defunte che non hanno eredi. E non è raro che si accorga di un decesso diversi mesi o alle volte anni dopo la morte dell’inquilino. Spesso sono i vicini che chiamano la polizia per via della puzza in condominio. Il fatto che, in questo caso, siano state fatte molteplici visite all’appartamento e che nessuno si sia accorto del corpo, rimane comunque parecchio inusuale. La polizia inoltre ha comunicato che la morte dell’uomo non è avvenuta in circostanze sospette.
Morire in solitudine, senza che nessuno se ne accorga, non è raro in Svezia. Nel 2015 il regista italo-svedese Erik Gandini aveva dedicato una parte del suo documentario "The Swedish theory of Love" a raccontare il lavoro fatto dagli agenti di Kronofogden mentre si occupano di liberare un appartamento dove il proprietario è deceduto, da solo.