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Nelle "Diavolerie" menzionate dal Professor Mancini sono incluse le tecniche di fecondazione artificiale medicalmente assistita. Ma cerchiamo di vedere più da vicino queste "diavolerie".
Le tecniche scientifiche di riproduzione artificiale medicalmente assistita sono una diecina, ma la più impiegata è quella conosciuta col nome di FIVET, che consiste nella somministrazione di ormoni sintetici per la stimolazione ovarica, seguita dal prelievo strumentale degli ovociti e fecondazione in provetta con gli spermatozoi, precedentemente prelevati, mediante auto masturbazione e successivo trasferimento in utero dell'embrione.
I rischi tecnologici universalmente riconosciuti della fecondazione artificiale medicalmente assistita includono:
- Effetti da farmaci, da ormoni in particolare.
- Irritazioni locali
- Reazioni allergiche
- Abnorme iperstimolazione ovarica, alterata permeabilità e versamenti liquidi
- Gravidanze multiple
- Gravidanze ectopiche
- Complicazioni chirurgiche e anestesiologiche
Aumentato rischio di malformazioni fetali e scambi di provette sono stati anche descritti.
Alcuni di questi rischi possono addirittura essere così gravi da richiedere l'immediato ricovero in ospedale e persino compromettere la vita della donna. Ma tutto questo non deve sorprendere se si pensa che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche:
- Poco o nulla si sa sui processi naturali che mettono in moto l'ovulazione.
- Poco o nulla si sa sul perche solo un gruppo di follicoli viene selezionato dalla Natura per la fecondazione.
- Poco o nulla si sa sulla durata di sopravvivenza degli ovociti nelle tube uterine.
- Poco o nulla si sa sul meccanismo di trasporto degli spermatozoi verso le tube uterine.
- Poco o nulla si sa sul perché milioni di spermatozoi devono essere prodotti e morire se solo uno o due sono necessari per fecondare.
- Poco o nulla si sa sul perché alcuni spermatozoi sono capaci di fecondare e altri no.
- Poco o nulla si sa sulle ragioni per cui in alcuni pazienti il varicocele è causa di infertilità maschile e in altri no.
- Poco o nulla si sa sul come avviene l'impianto dell'embrione nell'utero e cosa succede nella cavità uterina.
- Poco o nulla si sa ancora sulla partecipazione della ghiandola pineale nel processo della riproduzione.
- Poco o nulla si sa perché il successo della riproduzione dipende dall’esatto momento in cui gli ormoni devono raggiungere gli organi bersaglio della riproduzione.
- Poco o nulla si sa sulla interazione fra ormoni, neurotrasmettitori, enzimi e altri importanti complessi molecolari, prima di raggiungere le loro strutture ricettoriali.
- Poco o nulla si sa sul meccanismo intermittente (pulsatile) con cui certi ormoni, i cosiddetti GnRH, vengono rilasciati e immessi in circolo.
- Poco o nulla si sa sulle variazioni cicliche della produzione e secrezione degli ormoni e delle altre sostanze con cui interagiscono.
Inoltre la FIVET, ancora oggi, presenta non indifferenti limitazioni e si è dimostrata poco efficace, specialmente nei seguenti casi:
- Età troppo avanzata, soprattutto dopo i 35 anni.
- Scarse qualità spermatiche.
- Varie malattie organiche a carico degli organi riproduttivi.
- Mancato impianto dell'embrione in utero.
- Mancanza di un laboratorio adeguatamente attrezzato, di personale sufficientemente qualificato e di altre strutture adeguate allo scopo.
Sembra proprio che l'intero atto della procreazione, sia un misterioso segreto inaccessibile alla comprensione umana e alla ricerca scientifica.
E così, nonostante il dichiarato “progresso” delle tecniche di riproduzione artificiale, l'infertilità rimane ancora oggi un vergine territorio di ricerca scientifica.
Di fronte a simili scarse conoscenze scientifiche e a simile confusione, sarebbe impensabile e rischioso ricorrere alla pratica delle attuale tecniche di riproduzione artificiali, anche perché non esistono studi attendibili, a lunga distanza circa la loro influenza sulla salute fisica e psichica dei bambini nati in provetta. Ci sono invece sufficienti motivi, anche scientifici, per incoraggiare i nostri sforzi terapeutici verso il ripristino delle funzioni riproduttive naturali perdute e, nei casi in cui un intervento di riproduzione artificiale fosse necessario, di preparare la coppia con adeguate cure protettive.
La coscienza è come un tribunale privato dentro di noi che, come tale, rappresenta la “Morale dentro di noi”, come un inquisitore che tormenta l’anima del peccatore e lo stimola a riconoscere le proprie colpe.
Gli ormoni non raccontano sempre tutta la storia dell'infertilità. La loro ricerca nel sangue o nelle urine, e quindi anche la loro valutazione non é stabile, ma fluttua continuamente in rapporto ai ritmi circadiani, allo stile di vita e allo stato d'animo individuale presente al momento dell'esame.
Inoltre gli ormoni che vengono somministrati nella procreazione artificiale medicalmente assistita, in quanto sintetici, sono ben diversi da quelli naturali e posseggono importanti effetti collaterali.
La fisiologia della riproduzione è talmente complessa e ancora così sconosciuta che non possiamo escludere che altri meccanismi, a noi ancora sconosciuti, possano essere coinvolti nel complesso processo della procreazione. Allo stato attuale delle nostre conoscenze è impensabile che meccanismi così complessi possano essere controllati dall'esterno senza commettere errori! Meglio riattivare le leggi naturali della riproduzione.