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Thomas Hirschhorn è uno degli artisti più controversi della Svizzera: 14 anni fa aveva fatto scorrere fiumi di inchiostro per un'installazione nella quale un attore fingeva di urinare su un'immagine di Christoph Blocher. Ora il 62enne bernese, ma residente a Parigi, a Bienne ha realizzato un'altra opera che fa discutere. Proprio davanti alla stazione si trova una grande scultura in legno, cartone e nastro adesivo dedicata allo scrittore Robert Walser, nato nella cittadina nel 1878.
La creazione, frutto di tre anni di preparativi e due mesi di lavori, ha preso vita in un'area di 1'300 metri quadrati nell'ambito della XIII esposizione svizzera di scultura di Bienne dove resterà visitabile tutti i giorni fino al 8 settembre.
L'obiettivo dell'artista e dei circa 200 abitanti della cittadina bilingue (soprattutto emarginati sociali) che hanno contribuito alla realizzazione, è di far riscoprire l'importanza dello scrittore invitando tutti i visitatori a essere a loro volta Robert Walser che, dopo aver dato alle stampe numerosi romanzi e poemi, smise di scrivere a 51 anni, nel 1933 quando fu internato nella clinica psichiatrica di Waldau e messo sotto tutela. Morì nel 1956. Per taluni è stato il più grande scrittore svizzero. Per Thomas Hirschhorn è un eroe che viveva ai margini. "Quello che mi piace di lui è che si è interessato alla debolezza, ha descritto cose che passano inosservate, che sembrano inutili - ha spiegato l'artista -. Era qualcuno che non aveva paura di toccare il fondo per poi descriverlo."