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Berne (ots) - Dans le cadre d'une Assemblée générale extraordinaire, les membres présents d'auto-suisse ...
*EMBARGO 10.00* economiesuisse - La crescita si indebolisce
Zürich (ots) - Il processo di ripresa economico dopo la crisi degli anni 2008/09 si attenua lentamente. Rudolf Minsch, capo economista di economiesuisse, lascia tuttavia trasparire un cauto ottimismo nelle sue previsioni congiunturali. L'organizzazione mantello dell'economia prevede una crescita del Prodotto interno lordo (PIL) del 2,1% per quest'anno e dell'1,7% per il 2012 e si attende un leggero calo del numero dei disoccupati. Per le imprese esportatrici la forza del franco svizzero pone qualche problema: essa favorirà la deindustrializzazione della Svizzera. Dal canto suo, il mercato interno rimane robusto, mentre l'inflazione resterà contenuta sia quest'anno sia l'anno prossimo.
I cambiamenti dell'economia mondiale influenzano le esportazioni L'economia elvetica si afferma in un contesto economico difficile a livello mondiale. Sebbene l'euro abbia perso un ulteriore 14% nel corso degli ultimi dodici mesi e la debolezza del dollaro si sia accentuata, le esportazioni di merci sono aumentate - nel corso dei primi quattro mesi di quest'anno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso - del 4,6% in termini nominali e dell'11,4% in termini reali. Tuttavia nel frattempo, il settore più importante dal punto di vista delle esportazioni, quello chimico-farmaceutico si è visto ridurre le proprie ordinazioni del 3,8%. Queste cifre sorprendenti danno, a torto, l'impressione che il vigore del franco non costituisca un problema serio per le imprese esportatrici. In realtà, queste imprese sono confrontate a diverse sfide: i loro margini di utile si sono notevolmente ridotti, esse importano maggiormente prodotti semifiniti dall'estero o riducono i loro costi razionalizzando delle procedure. A seguito del grado di specializzazione dell'industria, alcuni aumenti di prezzo possono in parte essere riversati ai clienti. Tuttavia, questa strategia comporta dei rischi a lungo termine, nella misura in cui questi aumenti potrebbero incitare dei concorrenti a tentare di conquistare dei mercati di nicchia.
L'evoluzione positiva delle esportazioni si spiega soprattutto con la forte domanda proveniente dall'economia più dinamica dei mercati emergenti e dei paesi industrializzati - in primo luogo la Germania. Nel corso degli ultimi quattro mesi dell'anno, le esportazioni di merci verso l'Unione europea sono aumentate solo dell'1,5% rispetto all'anno scorso, mentre quelle destinate all'Asia sono progredite in totale del 13,7% - nonostante la flessione dell'economia nipponica. Questo comprova una delle forze principali dell'economia svizzera: grazie alla sua strategia di mondializzazione, essa è in grado di approfittare della crescita ovunque essa si manifesti. La modifica dei rapporti di forza a favore dell'Asia influenza la struttura delle esportazioni elvetiche: prima della crisi, nel 2008, la quota delle esportazioni destinate all'UE era del 63,5% (da gennaio ad aprile). Oggi, essa rappresenta il 58,3%, mentre le esportazioni destinate all'Asia raggiungono già il 21,1%.
Un tasso d'inflazione basso nonostante un'economia indigena forte L'economia indigena è robusta. Il consumo delle famiglie e l'edilizia crescono costantemente, accompagnate da tassi d'interesse bassi, da un tasso di disoccupazione in calo e da un saldo di immigrazione positivo. In alcune regioni della Svizzera, si osserva una tendenza al surriscaldamento dei mercati immobiliari - un segnale chiaro di quanto l'offerta fatichi a tenere il ritmo di fronte ad una domanda sostenuta. Tuttavia, nonostante la buona congiuntura svizzera, il tasso d'inflazione resta globalmente basso. I prezzi ridotti delle importazioni attenuano il rincaro globale e aumentano il potere d'acquisto della popolazione elvetica nel confronto internazionale. Per contro, le esportazioni e il settore del turismo risentiranno delle conseguenze del franco forte.
Progressione moderata delle esportazioni nonostante la forza del franco economiesuisse si attende la conclusione del processo di rilancio dopo la crisi. Al termine di un 2010 eccezionalmente positivo sul piano congiunturale, l'ambiente economico mondiale difficile è all'origine dei primi segnali di rallentamento. La dinamica delle esportazioni si attenuerà sensibilmente quest'anno e, per il 2012, gli esperti si attendono una crescita reale moderata delle esportazioni di appena il 3%. Tuttavia, alla luce della situazione finanziaria tesa degli Stati Uniti e di diversi paesi europei, nonché del vigore del franco svizzero, questa deve essere considerata una buona notizia. La domanda proveniente dai nuovi mercati di crescita asiatici e latino-americani nonché da economie dinamiche come quella della Germania resta una colonna portante. Le industrie dell'orologeria, delle macchine, della farmaceutica e della tecnica medica approfittano di questi mercati in crescita, di modo che, in questi settori, la questione della valuta è relegata in secondo piano. La situazione è molto più difficile per le imprese che non sono attive nelle nicchie molto specialistiche ad alto valore aggiunto. Per le industrie dei metalli o della carta, il prezzo svolge un ruolo più importante a seguito di un minor grado di differenziazione e di conseguenza i tassi di cambio influenzano più rapidamente i loro affari.
La forza del franco obbliga le imprese esportatrici ad aumentare la loro produttività e a ridurre i costi delle prestazioni preliminari. Questi due fattori frenano la congiuntura elvetica. In primo luogo, la disoccupazione diminuisce più lentamente, mentre le ordinazioni delle imprese industriali esportatrici sono fiorenti e gli aumenti salariali saranno meno elevati alla fine dell'anno. Presso alcune imprese verranno pure soppressi degli impieghi. In secondo luogo, numerose società fanno i loro calcoli per determinare se, con il cambio attuale, i fornitori svizzeri sono ancora competitivi. Quando questo non è il caso, esse pretendono diminuzioni di prezzo o si rivolgono a fornitori esteri. Così, il franco forte influenza i canali che riguardano le importazioni di prodotti semifiniti dall'estero anche sul mercato elvetico.
L'aumento dei prelievi frena il consumo delle famiglie Il mercato interno rimarrà stabile, anche se ci si può attendere una (leggera) diminuzione della crescita. Sommato a modesti aumenti salariali, l'aumento dei prelievi (premi dell'assicurazione malattia, contributi dell'assicurazione disoccupazione, aumento dell'IVA) riduce il reddito disponibile delle famiglie, di modo che queste aumenteranno solo moderatamente il loro consumo quest'anno. Anche nel 2012 il reddito disponibile non registrerà un forte aumento. economiesuisse prevede l'anno prossimo una progressione del consumo dell'1% in termini reali. La costruzione continuerà a beneficiare dell'aumento dell'immigrazione e del basso livello dei tassi d'interesse. La congiuntura svizzera è in particolare sostenuta dalla crescita costante del settore della sanità. Le agenzie di collocamento, le società di pubblicità e il commercio registrano una crescita superiore alla media. Il settore finanziario cresce più o meno proporzionalmente al PIL reale: gli operatori di servizi finanziari beneficiano degli arrivi di capitali provenienti dall'estero, ma la forza del franco e il basso livello dei tassi d'interesse pesano sui loro risultati. I settori dell'industria alberghiera e delle assicurazioni dovrebbero invece restare stabili.
Nel complesso, l'economia dovrebbe conseguire nel 2012 una crescita del PIL reale dell'1,7%. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione diminuirà solo leggermente, per portarsi al 3,0% circa.
Fino alla fine del 2012, l'inflazione non sarà un tema preoccupante. Su questo piano, l'apprezzamento del franco incide positivamente poiché frena l'aumento dei prezzi in Svizzera. economiesuisse parte dal principio che l'indice nazionale dei prezzi al consumo aumenterà nel 2012 mediamente dell'1,2%.
Nella misura in cui l'inflazione dovrebbe essere più elevata nel 2013, la Banca nazionale svizzera (BNS) sarà costretta ad adattare al rialzo il margine di fluttuazione del Libor. Tenuto conto della debolezza del dollaro e dell'euro, la BNS potrà aumentare solo leggermente i propri tassi. Anche i tassi d'interesse a breve termine dovrebbero rimanere bassi, ossia l'1,1% in media annua per il 2012.
E' pertanto logico, vista l'incertezza che circonda l'evoluzione dell'economia mondiale, che le previsioni congiunturali dell'economia siano molto incerte. I principali rischi che comporterebbero un deterioramento della situazione congiunturale sono: la diminuzione della crescita nei paesi emergenti, l'aggravamento della crisi dell'euro, problemi di reperimento delle materie prime. Esistono anche diverse variabili che potrebbero favorire l'economia elvetica: il consolidamento della crescita negli Stati Uniti, il surriscaldamento del mercato immobiliare in Svizzera e il deprezzamento del franco.
Si prosegue con la deindustrializzazione Ancora due parole sulle conseguenze a lungo termine dell'apprezzamento della valuta nazionale: più gli imprenditori vedono la robustezza come un fenomeno permanente, più essa influenzerà le decisioni d'investimento. La piazza economica svizzera - nonostante le sue numerose possibilità - perde attrattività per i nuovi investimenti. Il tasso di cambio diventa determinante per numerosi investitori - e incita ad investire all'estero. Per questo motivo, la forza della moneta nazionale ha conseguenze a lungo termine. La tendenza alla deindustrializzazione della Svizzera, che è stata brevemente frenata della debolezza del franco tra il 2005 e il 2008, si rafforzerà.
Previsioni dei conti nazionali Variazione rispetto all'anno precedente (in %) 2007 2008 2009 2010 2011P 2012P Prodotto interno lordo, reale 3,6 1,9 -1,9 2,6 2,1 1,7 Consumo privato 2,3 1,3 1,0 1,7 1,4 1,2 Consumo pubblico 0,3 1,7 1,6 -1,6 1,3 0,8 Investimenti nella costruzione -2,3 0,0 3,0 3,3 2,5 2,1 Investimenti per equipaggiamenti 11,1 0,8 -10,8 5,7 3,6 4,1
Esportazioni (totale) 9,6 3,3 -8,7 9,3 5,6 2,9 Importazioni (totale) 6,1 0,3 -5,4 6,8 5,2 3,2
Variazione rispetto all'anno precedente (%), media annua
Tasso d'inflazione 0,7 2,4 -0,5 0,7 0,9 1,2
Tasso di disoccupazione 2,8 2,6 3,7 3,9 3,2 3,0
Ipotesi esogene * 2011 2012 Corso di cambio CHF/EUR 1,27 1,25 Corso di cambio CHF/USD 0,88 0,82 Prezzo del petrolio in USD 110 120 Tasso di crescita USA 2,5 2,3 Tasso di crescita zona euro 1,7 1,8 Tasso di crescita Cina 9,3 8,7 Tasso d'interesse a breve termine 0,4 1,1 Rendimento delle obbligazioni della Confederazione 2,1 2,9
* Parametri sui quali si basa la valutazione delle previsioni congiunturali
Annotazione importante : Oggi alle ore 10.00 avrà luogo una conferenza stampa telefonica sulle previsioni congiunturali con Rudolf Minsch, capo economista di economiesuisse. Per partecipare, comporre il numero : +41 (0)58 262 07 11 In seguito, digitare il codice : 54 04 33 Vi si chiederà il vostro nome, quello del giornale per il quale lavorate. Sarete in seguito connessi automaticamente. Su richiesta, è possibile organizzare un appuntamento (telefonico o sul posto).
Contatto:
Angelo Geninazzi
Responsabile economiesuisse per la Svizzera italiana
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