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Sono rari gli scienziati che sommano al proprio curriculum il ruolo di imprenditore. È il caso per Martin Schadt, laureato del Premio dell’inventore europeo 2013 nella categoria ʺopera di una vitaʺ ed ex CEO di Rolic, impresa svizzera specializzata nei cristalli liquidi.
Nel 2013, l'Ufficio europeo dei brevetti ha ricompensato Martin Schadt per tutta la sua carriera. Inventore degli schermi a cristalli liquidi, o LCD, lo scienziato originario di Basilea Campagna colleziona più di un centinaio di innovazioni in questo campo. A partire da questa tecnologia, dei giganti dell'elettronica come Sony, Panasonic o Philips hanno fabbricato più di 40 milioni di televisori a schermo piatto. Il mercato dell' LCD pesa attualmente più di USD 100 miliardi. Martin Schadt si svela sul lavoro di una vita così come sul suo precedente ruolo di CEO e di inventore.
I media la descrivono come ʺil padre dei pixelʺ. Cosa pensa di questo soprannome?
Martin Schadt: Sono prima di tutto scienziato ed inventore, e non presto molta attenzione a questo genere di affermazioni. È un appellativo che inganna. L'LCD rappresenta una tecnologia estremamente complessa, numerose persone hanno contribuito al suo sviluppo. Considerarmi come suo ʺpadreʺ sarebbe a mio parere una semplificazione grossolana.
Qual è stato il suo ruolo nell'invenzione dell'LCD?
Schadt: Come attesta il Premio dell'inventore europeo 2013 per l'insieme della mia carriera, ho svolto un ruolo essenziale nell'invenzione dell'effetto ʺtwisted nematicʺ (effetto-TN), che ha costituito il punto di partenza della tecnologia LCD come esiste attualmente. Nel 1970, ho depositato, con il mio collega Wolfgang Helfrich, il primo brevetto su questa tecnologia. All'epoca lavoravamo da poco nel centro di ricerca dell'impresa farmaceutica F. Hoffmann-La Roche a Basilea.
Cos'altro avete inventato nel campo della tecnologia LCD?
Schadt: La scoperta dell'effetto-TN è stata solo l'inizio delle mie ricerche e delle mie attività nel campo dei cristalli liquidi. Durante i 40 anni successivi, ho fornito contributi di importanza comparabile nella comprensione della fisica dell'LCD, delle correlazioni tra le strutture molecolari dei cristalli liquidi e le loro proprietà di visualizzazione così come dell'orientazione ottica delle molecole dei cristalli liquidi con l'aiuto della tecnologia LPP (Linear Polarized Photo-alignment). Quest'ultima innovazione permette oggi tra l'altro la fabbricazione di schermi LCD ad alta definizione con un angolo di visione molto ampio. È anche a partire da questa tecnologia che ho fondato la spin-off Rolic, che dirigevo. Ad oggi 119 brevetti americani e 166 brevetti europei portano il mio nome. Il mio brevetto americano più recente risale al 2010. L'anno scorso i proventi generati dalla tecnologia LCD nel mondo hanno raggiunto USD 120 miliardi.
Ha fatto fortuna sfruttando questa innovazione?
Shadt: In Svizzera, i brevetti, per contratto lavorativo, appartengono al datore di lavoro. Ogni dipendente ha modo di prenderne coscienza durante la firma del contratto. Da allora i proventi della licenza d'uso del TN-LCD sono andati direttamente a F. Hoffmann-La Roche. Quando ho deciso, alla fine del mio apprendistato, di lanciarmi nel campo delle scienze applicate, il mio scopo non era quello di arricchirmi. Cercavo innanzi tutto un'attività innovante in un campo di ricerca che potesse potenzialmente portare a delle applicazioni interessanti. Se non avessi trovato questo tipo di ambiente avrei cambiato impresa. Da questo punto di vista la mia carriera è stata appagante e pienamente soddisfacente fin'ora, anche a livello economico.
Come ha sfruttato le sue invenzioni l'impresa Roche?
Schadt: Roche ha imposto e difeso i brevetti in modo esemplare a livello mondiale. Molto presto, questa impresa mi ha permesso di creare una mia unità dedicata all'LCD ed alla ricerca sui cristalli liquidi, e di portarla al successo con la mia équipe. Durante più di 30 anni, Roche ha contribuito alla progressione folgorante della tecnologia LCD, attraverso le sue ricerche scientifiche così come lo sviluppo e la produzione dei cristalli liquidi. Oltre alla vendita delle licenze d'uso del TN-LCD, Roche è diventato uno dei leader mondiali nella fabbricazione di materiali a cristalli liquidi.
Con quale scopo ha fondato l'impresa Rolic? (Roche Liquid Crystals)?
Schadt: All'inizio degli anni 1990, ho inventato e brevettato con la mia équipe la tecnologia LPP. Ciò ha aperto nuove possibilità per migliorare le performance ottiche ed elettriche degli LCD (grande angolo di visione, breve tempo di risposta, risoluzione ottica estremamente elevata), ma questa poteva anche essere sfruttata per altre applicazione oltre l'LCD, in particolare nel campo della sicurezza. Nel 1994, F. Hoffmann-La Roche ha deciso di concentrarsi unicamente sulla farmaceutica e di vendere gli altri suoi dipartimenti, in particolare le sue attività legate ai cristalli liquidi. Mi avevano allora proposto la pensione anticipata, ma non mi interessava. Abbiamo dunque deciso di creare una spin-off a partire dalla mia unità di ricerca, nell'ottica di rivenderla più tardi.
Qual era il suo modello di impresa?
Schadt: I brevetti della tecnologia LPP sono stati trasferiti come attivi nella nuova società Rolic, mentre il commercio legato al TN-LCD è stato ceduto ad un concorrente specializzato nei materiali a cristalli liquidi. Con Rolic, la mia ambizione era di continuare lo sviluppo della tecnologia LPP in collaborazione con imprese rinomate degli Stati Uniti e dell'Estremo Oriente. Lo scopo era quello di permettere la creazione di nuove applicazioni e di imporre questa tecnologia a livello mondiale attraverso le licenze d'uso, in modo simile al TN-LCD. Ho convinto 27 dipendenti fortemente motivati a seguirmi in questa avventura. Tre anni più tardi Rolic è stata acquistata da un azionario maggioritario svizzero. Gli introiti provenivano dai canoni delle licenze e da collaborazioni con società terze. Ho diretto questa impresa fino al 2002. Essere datore di lavoro di me stesso corrispondeva pienamente al mio desiderio di indipendenza. Quando sono andato in pensione ho fondato una ditta individuale. In quel momento Rolic aveva 63 dipendenti.
Quali sono secondo lei le competenze fondamentali di un ricercatore-imprenditore?
Schadt: Deve essere capace di identificare degli obiettivi tecnologici e scientifici e di perseguirli durante un periodo sufficiente, in una maniera economicamente vivibile. Deve dar prova di immaginazione e restare aperto a delle idee non convenzionali. Per portare a buon fine dei progetti complessi bisogna mostrare perseveranza e competenze imprenditoriali. In particolare, deve essere in grado di trovare dei collaboratori eccellenti con cui sarà possibile creare un ambiente di lavoro creativo sul lungo termine. I collaboratori devono pensare ai problemi complessi non come fossero fardelli, ma come opportunità.
Quale messaggio vorrebbe trasmettere alla nuova generazione di innovatori in Svizzera?
Schadt: Non c'è una ricetta miracolosa. Ogni situazione è differente. Prima di tutto bisogna valutare lo stato attuale della tecnologia, il potenziale di mercato, la situazione a livello della proprietà intellettuale ed il savoir-faire sul quale si basa il modello d'impresa. Nel caso della fabbricazione di un prodotto, è necessario anche decidere se questo sarà realizzato all'interno o all'esterno. Ma l'essenziale per creare un'impresa tecnologica resta il disporre di una vera innovazione, combinata ad un savoir-faire specifico che non potrà se non difficilmente essere evitato o copiato da terzi. Siccome il progresso tecnologico non si arresta mai e le migliori idee vengono sempre imitate, è importante basarsi su di un'innovazione che possa essere sviluppata e perfezionata.