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L'esercito siriano ha condotto "attacchi indiscriminati in aree civili" della città di Homs, ha detto oggi l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani Navi Pillay, aggiungendo che la crisi umanitaria in Siria peggiora ogni giorno e che i morti sono stati oltre 5.400, ma da due mesi non è più possibile contarli.
L'inviata speciale per i diritti umani Navi Pillay, ha presentato in Assemblea Generale delle Nazioni Unite un rapporto sulla crisi in Siria, descrivendo una situazione tragica che peggiora di ora in ora. "Circa 300 persone sono state uccise negli ultimi dieci giorni nella città di Homs", ha detto la Pillay, sostenendo che l'attacco continuo e sistematico contro la popolazione civile risponde alla qualifica di crimini contro l'umanità.
"Ci sono 18.000 siriani ancora detenuti, 25.000 rifugiati e 70.000 sfollati", ha detto l'alto commissario per i diritti umani dalla tribuna dell'Assemblea Generale, denunciando l'arbitraria detenzione di medici e personale sanitario da parte delle autorità, mentre diversi ospedali sono stati trasformati in centri di prigionia e tortura.
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