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Una colonna di auto lunga cinque chilometri è partita stamane da Belgrado per raggiungere la frontiera con il Montenegro, dove si è svolta una nuova manifestazione di protesta contro la legge sulla libertà religiosa.
Il testo, adottato a inizio anno da Podgorica, è ritenuto da Belgrado discriminatorio nei confronti della Chiesa ortodossa serba, largamente diffusa in Montenegro, dove quasi il 30% della popolazione è di etnia serba.
I manifestanti indossavano magliette con scritte quali 'Non vi diamo le nostre chiese', 'Montenegro-Serbia, una sola famiglia'. La legge contestata prevede la possibile confisca di chiese, monasteri e altri beni e proprietà della Chiesa ortodossa serba in Montenegro, la cui Chiesa locale non è riconosciuta dalle alte gerarchie ortodosse internazionali.
Da mesi si susseguono proteste e manifestazioni sia in Serbia sia da parte della popolazione serba in Montenegro, con la legge religiosa che ha contribuito a deteriorare sensibilmente i rapporti tra i due Paesi vicini, legati da una Unione politica fino al 2006, quando il Montenegro con un referendum si rese indipendente.