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La Svizzera ha firmato accordi con tre aziende (Pfizer/BioNTech, AstraZeneca e Moderna) per acquistare in tutto 13 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus, sufficienti per oltre 6 milioni di persone. Mentre la logistica (con la partecipazione dell'esercito) si sta organizzando per la distribuzione a partire dall'inizio del 2021 - le forniture sono previste a tappe nel corso del primo semestre - Swissmedic non vuole tuttavia affrettare i tempi di un'approvazione: "Non possiamo ancora dare un'autorizzazione", ha detto Claus Bolte nella conferenza stampa in cui oggi, martedì, gli esperti hanno reso nota la strategia di vaccinazione della Confederazione.
"Manchiamo di dati clinici sull'efficacia della sperimentazione e sui sottogruppi inclusi negli studi", ha spiegato Bolte. Swissmedic vuole conoscere per esempio le malattie pregresse dei partecipanti. "La rapidità non deve andare a scapito del rigore" e della sicurezza, ha insistito Bolte. Avere diversi fonti di approvvigionamento è comunque un vantaggio: i diversi prodotti potrebbero essere indicati per categorie diverse. La precedenza - anche questo è stato comunicato oggi - verrà data alle persone a rischio e al personale curante.
La vaccinazione, è stato inoltre confermato, sarà gratuita e non obbligatoria. Gli obiettivi della campagna sono tre, ha spiegato dal canto suo Virginie Masserey dell'UFSP: ridurre il numero dei casi gravi, garantire le capacità del sistema sanitario e ridurre le conseguenze sociali ed economiche della malattia. Non punta invece a raggiungere l'immunità di gregge o persino sradicare completamente la malattia, perché non si sa ancora se sarà possibile.