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La Cina si oppone fortemente alle critiche avanzate dall'alto commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti in Tibet. Lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Hong Lei, in conferenza stampa.
Venerdì scorso Navi Pillay aveva chiesto alle autorità cinesi di fare di più sulla situazione dei diritti umani in Tibet, esortando anche i tibetani ad astenersi dalle immolazioni, arrivate a 63 dal 2009.
"Siamo molto insoddisfatti e ci opponiamo fortemente al comunicato dell'alto commissario", ha detto Hong Lei. Il portavoce ha detto che il popolo tibetano sta godendo della crescita economica e stabilità sociale, e che i diritti religiosi, politici, economici e culturali sono garantiti.
Il portavoce della diplomazia cinese ha ribadito l'idea di Pechino secondo la quale le immolazioni vengono fomentate dalla cricca del Dalai Lama, atteggiamenti che "vanno contro la legge, la morale e la dottrina religiosa in Cina". Hong Lei, che ha parlato di interferenze straniere negli affari cinesi alle quali Pechino si oppone fermamente, ha concluso sperando che la Pillay possa cessare di emettere comunicati che interferiscono negli affari interni della Cina e che voglia invece impegnarsi in oggettivi, neutrali e chiari commenti.