Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01158.jsonl.gz/1131

ZURIGO - In Germania, l'obbligo della mascherina rimarrà probabilmente in vigore fino alla primavera del 2022. È quanto emerge dalle linee guida del ministero federale della Salute, come riporta lo "Zeit".
Inoltre, il Governo prevede di estendere l'uso del certificato Covid a ristoranti, hotel, eventi al coperto e parrucchieri dall'inizio o da metà settembre.
Se la situazione dovesse peggiorare drasticamente e dovessero nuovamente rendersi necessarie restrizioni ulteriori, a risentirne dovrebbero essere in particolare i non vaccinati. Il Certificato Covid potrebbe quindi essere rilasciato non più ai vaccinati/guariti/testati ma solo ai vaccinati e convalescenti.
Mascherina obbligatoria fino a primavera - Sembra probabile che anche la Svizzera decida per l'obbligatorietà della mascherina su autobus, treni e negozi fino alla prossima primavera. «In autunno e in inverno, oltre al Covid, dovremo lottare anche con l'influenza e altri virus delle vie respiratorie. Se tutto ciò si verifica senza la protezione di una mascherina, si rischia nuovamente di mettere in crisi il sistema sanitario», afferma l'infettivologo Andreas Widmer. «Penso quindi che abbia senso continuare ad aderire al requisito della mascherina in ambienti chiusi e con molte persone, almeno fino alla fine di marzo 2022».
Anche l'ex membro della task force federale, Dominique de Quervain, considera sensato l'uso di mascherine «finché la situazione epidemiologica è instabile». Virginie Masserey, capo della sezione controllo delle infezioni presso l'Ufficio federale della sanità pubblica, ha spiegato a 20 Minuten che mascherine e distanze sociali «resteranno un requisito anche nella fase di normalizzazione», almeno all'inizio.
Non è ancora chiaro quando inizierà il passaggio a questa terza fase. La task force e l'UFSP affermano che in questo momento non si può escludere un'altra pericolosa ondata in autunno. Allo stesso tempo, Virginie Masserey ha sottolineato che il governo non potrà protrarre le misure restrittive ancora per molto.
«Un'estensione immediata del certificato avrebbe senso» - Gli esperti, intanto, sostengono l'estensione del certificato Covid. «Penso che avrebbe senso richiederlo per accedere a ristoranti, palestre e altre strutture al chiuso», afferma de Quervain. «Al momento, puoi entrare in un ristorante senza vaccinazione, quindi portare il virus e mettere in pericolo altre persone. È una libertà che va difesa?», si domanda.
Gastrosuisse è contraria - Il presidente di Gastrosuisse Casimir Platzer, invece, critica aspramente la possibile estensione del certificato Covid: «Secondo le dichiarazioni di Virginie Masserey durante l'info point di martedì, le persone vaccinate potrebbero trasmettere il virus con la stessa forza di quelle non vaccinate. Mi chiedo chi sia il pericolo maggiore per gli altri: quello che è stato vaccinato e forse non sa nemmeno di avere il virus, e quindi di poterlo trasmettere, o quello che di recente si è testato e sa che è molto probabilmente non infettivo?».
Per Platzer è tempo che il Consiglio federale mantenga le promesse e passi alla fase di normalizzazione: «Chi non è stato ancora vaccinato ovviamente non vuole farlo, almeno per il momento. Quindi corre il rischio di contrarre il Covid. Il resto della popolazione è ben protetto dalle forme gravi della malattia grazie alla vaccinazione. Non c'è più alcun motivo per mantenere o addirittura incrementare le misure».
Limitazioni controverse - Sul certificato, de Quervain fa un parallelo con gli USA: «La città di New York lo richiede per poter accedere a ristoranti e palestre. Anche le università statunitensi come Harvard esigono che gli studenti siano vaccinati. E credo sia giusto così».
Restrizioni solo per chi non è stato vaccinato, quindi? Non tutti sono d'accordo: «Finora si è sempre detto che chi è stato testato ha le stesse possibilità di chi è vaccinato o guarito», spiega Andreas Widmer.
Se la situazione dovesse peggiorare le opzioni sarebbero due: «O introduciamo il certificato solo per i vaccinati e guariti, e neghiamo alle persone non vaccinate l'opportunità di godere della stessa libertà con un test, oppure smettiamo di finanziare i test rapidi. Io sono per quest'ultima opzione».