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Riesaminato dal Ministero pubblico dopo l'intervento del giudice Mauro Ermani, il caso torna in aula.
LUGANO - Coazione sessuale ripetuta, sequestro di persona e rapimento ripetuto, coazione ripetuta, lesioni semplici e vie di fatto reiterate. Sono queste le accuse delle quali dovrà rispondere oggi davanti alla corte delle Assise criminali di Lugano un 36enne ticinese che tra agosto 2021 e maggio 2022 ha a più riprese picchiato, costretto ad atti sessuali e segregato l'allora compagna.
L'uomo avrebbe dovuto essere processato in forma di rito abbreviato lo scorso 22 dicembre. Al termine del dibattimento il giudice Mauro Ermani aveva però respinto l'atto d'accusa presentato dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni, definendo la pena richiesta dopo l'accordo tra le parti «inammissibile» e «inaccettabile» perché troppo blanda. Se la condanna proposta (sei mesi di carcere da scontare più 30 mesi sospesi) fosse stata accettata l'uomo sarebbe infatti potuto uscire immediatamente dal carcere, a dispetto della gravità dei fatti e dell'alto rischio di recidiva.
Il Ministero pubblico ha quindi dovuto riesaminare il caso e oggi, a cinque mesi di distanza, si torna in aula ripartendo da zero.