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Il programma “Papyrus” è un programma lanciato dal canton Ginevra nel 2017 per regolarizzare una parte dei numerosi migranti che risiedono illegalmente nel cantone. Terminato nel dicembre 2018, il programma aveva dato un permesso di soggiorno a 2'390 persone. Allora il cantone aveva tracciato un bilancio positivo del programma ma oggi, a distanza di due anni, un'inchiesta penale per frode e numerose testimonianze di funzionari cantonali riportati dalla RTS dipingono in modo decisamente meno positivo l'andamento di questo programma di regolarizzazione.
Nel contesto di un'indagine criminale per frode, le testimonianze di numerosi funzionari dell'Ufficio cantonale della migrazione e della popolazione (OCPM) contraddicono la valutazione positiva fatta dal Consiglio di Stato dell'operazione Papyrus. Secondo loro, la massiccia regolarizzazione di centinaia di migranti privi di documenti è stata montata troppo rapidamente e con mezzi insufficienti. I controlli erano quindi carenti e in assenza di direttive scritte e, per molto tempo, di capi, la veridicità dei documenti presentati non poteva essere verificata prima dell'approvazione. Alcuni vanno oltre: le richieste approvate non avrebbero dovuto essere approvate, creando un richiamo per nuovi clandestini dall'estero, specialmente in provenienza della penisola balcanica.
Funzionari dell'OCPM hanno asserito che le organizzazioni partner dell'operazione si sono lamentate con il consigliere di stato Pierre Maudet, il "padre" di Papyrus. Secondo quanto riferito, quest'ultimo ha chiesto ai suoi servizi di rivedere alcune di queste decisioni; in un caso, il magistrato avrebbe convalidato un dossier che non soddisfaceva i criteri di ammissione. Infine, poco prima delle elezioni cantonali del 2018, le decisioni di rifiuto sono state sospese sugli ordini del management, sempre secondo la RTS. Pierre Maudet ha assicurato a quest'ultimo di non essere a conoscenza della procedura cui si riferisce la radio e la televisione svizzera di lingua francese.