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LONDRA - Dalla metà di gennaio sono stati rilevati poco più di 600 casi. Secondo l'Agenzia di sicurezza sanitaria britannica si tratta di una sotto-variante. Viene monitorata, ma non allarma, anche se potrebbe essere più trasmissibile di Ba2.
Per ora i dati sono pochi. Il Regno Unito ha registrato a partire dal 19 gennaio scorso 637 casi di variante Xe. Si tratta di una mutazione ricombinante che deriva da Omicron e Omicron2. Anche se non è raro che due varianti di Coronavirus si incrocino e formino nuovi ceppi, l'Agenzia di sicurezza sanitaria britannica sta monitorando la situazione.
Secondo l'ultimo bollettino di aggiornamento dell'Organizzazione mondiale della sanità, Xe avrebbe un tasso di trasmissibilità del 10% più elevato di Omicron 2, tuttavia, spiega l'epidemiologa e funzionario pubblico nel Regno Unito Susan Hopkins, «non ci sono prove sufficienti per trarre conclusioni sulla trasmissibilità, sulla gravità o sull'efficacia del vaccino».
Come riportano diversi media internazionali, mutazioni ricombinanti di questo tipo non sono rare e solitamente sono scomparse velocemente. Scoperta sempre nel Regno Unito, ad esempio la variante XF è nata dall'unione di Delta e Omicron e in tutto sono stati riscontrati 38 casi. Ma da febbraio non ne sono più stato rilevati.