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Mostra al Museo di Vallemaggia dedicata ai primi tour organizzati
CEVIO - La folle storia del ticinese che fece il giro del mondo nel XIX secolo: Emilio Balli (1855-1934) era un appassionato naturalista che ha contribuito a plasmare il suo Cantone d'origine dopo aver viaggiato intorno al mondo. Solo pochi anni prima che Emilio Balli, allora 23enne e ticinese, partisse per il suo giro del mondo, era stato pubblicato il "Viaggio intorno alla Terra in 80 giorni" di Jules Verne. Il romanzo di viaggio e di avventura, che era praticamente ancora fresco di stampa, ispirò il giovane svizzero, come molti altri, a intraprendere il suo viaggio di 472 giorni intorno al mondo.
«Solo negli anni Settanta del XIX secolo è stato possibile viaggiare per il mondo come turista. Si tratta comunque di un'avventura complessa e non priva di rischi, ma soprattutto economicamente fattibile per pochi. E il giovane Balli fu l'unico ticinese a intraprendere una spedizione di tale portata», spiega Elio Genazzi, presidente del Museo.
Per Balli, il giro del mondo divenne possibile perché suo padre Valentino Alessandro era diventato ricco come commerciante in Olanda. Nato a Locarno il 27 aprile 1855 come il più giovane di undici figli, Emilio aveva frequentato un collegio a Monza, in Italia, e poi aveva studiato scienze naturali all'Università di Lovanio in Belgio. Spinto da uno spirito pionieristico, rispose a un annuncio su un giornale che offriva un viaggio, tra il 1878 e il 1879 intorno al mondo per esploratori.
«È un'esperienza che affronta con la maturità, la determinazione e la curiosità dello studioso e che sfrutta al meglio», prosegue Genazzi. Le testimonianze del viaggio di Balli sono ora esposte nel museo di Cevio, nell'alta Vallemaggia: il suo diario di viaggio meticolosamente tenuto, le lettere ai fratelli e le fotografie; oltre a una collezione di cimeli, come conchiglie, erbe e fiori, animali imbalsamati e monete, oltre a vari oggetti che aveva acquistato nei vari 'negozi di curiosità', come si dice. Balli aveva attraversato l'America in treno, quindi sono esposti anche vecchi sedili in legno di un treno e si sente persino il fischiare della locomotiva e sulla parte è allestita una gigantografia con un enorme ponte ferroviario. Un vero progetto pionieristico per quei tempi. La mostra si estende su un totale di otto sale con fotografie che riempiono le pareti. «I diversi schemi di colore delle sale riflettono le caratteristiche speciali dei singoli Paesi. Ad esempio, la sala dedicata al Giappone è rossa, mentre quella dedicata all'America è blu», afferma la mia guida.
Dopo il suo ritorno - arrivò a Marsiglia il 26 settembre 1879 - Balli divenne una figura di spicco in Ticino. Arricchito dalle sue esperienze, si distinse in particolare nelle discipline dell'archeologia, della numismatica e delle scienze naturali. Su sua iniziativa, il 13 maggio 1900 fu fondato a Locarno il Museo di Archeologia e Storia Naturale dove ne fu direttore per diversi anni. Balli è anche considerato un cofondatore della Società Agricola Cantonale (1885), del Club Alpino Ticinese (1886) e della Società Ticinese di Scienze Naturali (1903). Balli morì a Locarno il 29 novembre 1934 e venne sepolto nel cimitero di Cavergno.
La Facoltà di Geografia e Ambiente dell'Università di Ginevra è stata coinvolta nella concezione scientifica della mostra dedicata ad Emilio Balli. Questa collaborazione fa parte del progetto di ricerca "Faire le monde - die ersten Weltenbummler und Weltreisen (1869-1914)", finanziato dalla Fondazione Nazionale Svizzera per la Scienza.
La mostra “Il giro del mondo di Emilio Balli” durerà fino al 31 ottobre 2023, sarà poi riproposta nel 2024 da aprile a ottobre!
Un’interessante forma di divulgazione, legata alla mostra, sarà la messa in scena teatrale con due singolari personaggi di fine Ottocento. Essi accompagneranno grandi e piccoli alla scoperta della figura di Emilio Balli nella sua avventura attorno al globo. Andrea Jacot-Descombes e Alina Vanini trasporteranno i visitatori all’anno 1878, vestendo i panni di un emigrante valmaggese e una donna borghese. Queste visite guidate avranno luogo sabato prossimo 1 luglio, il 28 luglio, il 24 agosto e il 7 ottobre. I posti sono limitati e per partecipare bisogna iscriversi scrivendo a <email-pii> o chiamando lo +41 91 754 13 40.
Il mio tour alla scoperta dell’alta Vallemaggia non termina con la presentazione di questa mostra. Sono sicuro che tornerò per parlarvi di altri interessanti progetti: per esempio quello dedicato al recupero dei famosi “grotti”. Seguitemi!
Testo a cura di Claudio Rossetti