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Fondo Nazionale Svizzero, promozione di progetti, progetto No 176338
Questo progetto si propone di studiare il modo in cui parlanti francofoni, tedescofoni e italofoni conferiscono coesione ai loro racconti. L’approccio si ispira alle teorie e ai metodi sviluppati in linguistica applicata sulla struttura dell’informazione.
Per rafforzare la coesione, le lingue dispongono di mezzi linguistici generalmente facoltativi, per esempio particelle additive (p. es. aussi, auch, anche), avverbi di tempo (p. es. finalement, schlussendlich, alla fine) o il pronome contrastivo lui specifico del francese. Tali strategie permettono di stabilire dei collegamenti anaforici tra azioni e protagonisti nel corso di una narrazione.
Diversi studi hanno osservato differenze tipologiche tra le lingue, in particolare per quanto riguarda la disponibilità dei mezzi linguistici e la frequenza dei loro usi. Ciò ha un’influenza sull’organizzazione delle informazioni nei testi prodotti da parlanti madrelingua. Le produzioni degli apprendenti di una lingua seconda/straniera possono essere influenzate dalle tendenze della loro lingua madre e dai mezzi linguistici di cui essa dispone.
Proseguiamo queste ricerche in un contesto di contatto linguistico ponendoci le seguenti domande:
- In che modo i parlanti quasi monolingui e bilingui in Svizzera codificano le informazioni relative ai protagonisti, alle azioni e agli aspetti temporali nelle loro lingue?
- Se si osservano influenze interlinguistiche, come si manifestano? Inoltre, possono essere in parte spiegate dalla dominanza linguistica?
Per rispondere a queste domande studieremo i collegamenti anaforici prodotti nelle narrazioni orali di 200-250 partecipanti raccolte con l’aiuto di un videoclip (Finite Story, Dimroth 2006).
Un altro obiettivo è quello di determinare se queste sottili differenze sono percepite da parlanti madrelingua, ovvero se i racconti (ad es. in svizzero tedesco) costruiti in un altro stile (ad es. italiano) sono percepiti come diversi. A tal fine, verrà sviluppato uno studio esplorativo per la valutazione di diversi racconti. L’indagine si inscrive nell’attuale tendenza che ha come centro di interesse lo studio dei diversi stili discorsivi nell’insegnamento delle lingue straniere ai livelli più avanzati.
Titolo della tesi di Giulia Berchio (2021) : Modellare la lingua in contesto in situazioni di bilinguismo: monologhi in italiano e svizzero tedesco di parlanti a dominanza linguistica variabile
L'obiettivo di questa tesi è stato quello di descrivere, attraverso analisi quantitative e qualitative, il repertorio linguistico di parlanti che hanno come codici principali l'italiano e lo svizzero tedesco, in particolare per quanto riguarda la loro tendenza, in entrambe le lingue, a utilizzare strategie linguistiche volte a strutturare l'informazione e a conferire coesione alle unità discorsive nelle produzioni orali. Poiché il focus di questa tesi è sul bilinguismo individuale, lo studio si è posto inoltre come obiettivo quello di comprendere se e in che misura la dominanza linguistica abbia un effetto sul comportamento linguistico delle/dei parlanti. Infine, un certo numero di fenomeni linguistici potenzialmente categorizzabili come influenze interlinguistiche e derivati dalle produzioni delle/dei parlanti bilingui sono stati portati all'attenzione di parlanti classificate/i come quasi-monolingui (di italiano/svizzero tedesco) per osservare in che misura questi fenomeni fossero eventualmente percepiti come particolari, non idiomatici.