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Paul Glass, nato a Los Angeles nel 1934, ha conseguito la laurea all'Università del Sud della California. Ha studiato con Boris Blacher, Infolg Dahl e Hugo Fridhofe, Goffredo Petrassi a Roma, Roger Sessions a Princetown, e Witold Lutoslawski a Warsaw all'Institute of International of Education. Nel 1962 torna negli Stati Uniti inizia a comporre musica per diversi film e serie televisive. In seguito trascorre quattro anni in Francia dove si avvicina al lavoro di Anton Webern. Ha ricevuto incarichi dalla radio-televisione tedesca WDR, " Settimane Musicali ad Acsona" e da Pro Helvetia. È stato premiato dal Los Angeles Chamber Symphony Broadcast Music Incorporated, Warsaw Department of Culture, and the Swiss Music Edition. Ha inoltre ricevuto riconoscimenti dalla American Society of Composers, Authors and Publishers.
Dal 1973 si è stabilito in Svizzera, vicino a Carona, nel Cantone Ticino, ottenendo la cittadinanza svizzera nel 1995. È stato professore di teoria della musica e composizione al Conservatorio della Svizzera Italiana a Lugano e presta consulenze al Franklin College in Svizzera. Il suo lavoro è pubblicato da Müller & Shade.
Una riflessione; qui ad areapangeart ci piace tentare di mettere in dialogo i linguaggi delle arti, in sala espositiva come avete colto regnano anche le musiche di Paul Glass, sono la terza presenza effettiva, vivono lo spazio, dialogano con le opere con una propria intensità. Si generano sempre sospensioni e alternano vicinanze, è come sfidassimo la settima arte.
E da qui vorrei partire, perché come sapete Paul ha molto composto per musiche da film, e potete cogliere sulla vostra sedia delle note biografiche minime, forse manca che Paul è nato nel 1934. Un vita attorno alla dimensione dei suoni, della musica composta, della dimensione del tempo armonico, ma non solo, di quella misteriosa matematica che appartiene allo spirito del vivere.
Paul mi diceva che una sorte di contrappunto regna e ha sempre regnato tra le sue composizioni per musica da camera, o musiche orchestrali, o ancora sinfonie, o vocale o quartetti d'archi, come nel caso della Corale per Margaret II, in sala. Appunto si alternano alle differenze "richieste" dalle musiche per film. Dove l'accadimento psicologico dialoga con le immagini del regista. Chiaramente le tensioni si diversificano e intensificano per annullare il tempo o caricarlo di strati emotivi diversi. E qui mi piaceva mettere in relazione alle opere sospese di Penelope, al suo tessere nodi e interstizi, dove movimento e trasparenza dialogano con una realtà che appartiene quasi alla dimensione musicale. Abitano una temporalità, e si muovono. Generando ritmi che si ridisegnano apparentemente all'infinito eppur sono opere finite, quasi matematicamente chiuse e contemporaneamente aperte su se stesse.
Termino qui, ringrazio davvero Paul Glass per questo suo intervenire qui ad areapangeart, certo Penelope Margaret Praed. Colgo l'occasione di ringraziare nuovamente anche Barbara Paltenghi Malacrida, che ha scritto due piccoli poemi per noi due artiste in sala, e chiaramente a seguire, tutti voi qui questa sera. Grazie Loredana