Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01260.jsonl.gz/133

Il numero uno bancario elvetico ha abbassato il rating della penisola da "neutral" a "underweight".
Il Belpaese finisce così all'ultimo posto per la dinamica dei profitti aziendali.
MILANO - Piazza Affari "bocciata" da Ubs: le azioni italiane sono troppo care e le società generano pochi utili. In un rapporto dove mette a confronto dodici Paesi europei, il numero uno bancario elvetico ha infatti abbassato il rating sul mercato finanziario della penisola da "neutral" a "underweight", mettendo l'Italia all'ultimo posto per la dinamica dei profitti aziendali.
La Borsa di Milano, dopo i recenti rialzi, secondo l'''European equity strategy" di Ubs non sarebbe infatti più "a buon mercato", mentre viene migliorato il giudizio su Germania, Gran Bretagna e Norvegia. Con l'Italia, perdono un gradino di preferenza anche Francia, Danimarca e Belgio, mentre sia la Svezia sia la Finlandia sono state confermate su un'indicazione "neutral".
Tra chi è visto in salute, gli analisti della grande banca svizzera descrivono il mercato azionario tedesco più pronto ad adattarsi "al probabile scenario di rendimenti obbligazionari in graduale aumento alla fine dell'anno, collocandosi al primo posto dei principali mercati per slancio degli utili e al terzo per titoli più convenienti", mentre dal punto di vista dei prezzi la Gran Bretagna sarebbe il più economico dei dodici Paesi europei presi in considerazione.
La Francia invece è scesa all'undicesimo posto nella classifica European Country Scorecard di Ubs, con solo il Belgio che fa peggio. La banca svizzera a Parigi vede valutazioni "costose: il rendimento dei dividendi rispetto all'Europa è al minimo da 15 anni" e il recente scivolone del titoli del lusso sui timori di minori consumi per il settore in Cina ha contribuito al declassamento. Ubs indica invece i titoli tedeschi e inglesi con "un impulso positivo degli utili" che si trovano "su valutazioni ragionevoli": Volkswagen, Deutsche Telekom, Infineon, HeidelbergCement, Taylor Wimpey, Wpp e Ferguson.