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La Svizzera può rimanere una piazza finanziaria di primo piano, malgrado la riduzione dei margini, i progetti di nuove normative e le persistenti pressioni dall'estero, secondo l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB). A tal fine è necessario che banche, ambienti politici e autorità di regolamentazione lavorino assieme. Gli accordi fiscali sono essenziali per il futuro, sottolinea l'ASB.
L'Associazione svizzera dei banchieri continua a sostenere gli accordi fiscali con la Germania, la Gran Bretagna e l'Austria. Essi presentano per tutte le parti più vantaggi che inconvenienti, ha detto Patrick Odier, presidente dell'ASB, in occasione di una conferenza stampa tenuta alla vigilia della Giornata dei banchieri.
Odier respinge categoricamente l'idea di una rinegoziazione con la Germania, come chiesto a gran voce dai socialisti tedeschi. Secondo il presidente, gli accordi rappresentano un'opportunità storica e sono essenziali per la strategia detta del denaro pulito.
Il banchiere ginevrino ha pure insistito sulla necessità di trovare una soluzione al contenzioso fiscale con gli Stati Uniti. Il presidente dell'ASB ha detto di deplorare che si siano dovuti fornire dati di dipendenti, passo dovuto a uno stato di necessità. "In una situazione tanto difficile, occorre che le banche interessate offrano ai loro collaboratori il sostegno necessario", ha osservato il presidente.
La Svizzera ha fatto concessioni in materia di assistenza, ora spetta agli Stati Uniti manifestare il loro interesse per una "soluzione negoziata consensuale", ha osservato Odier.
D'altro canto Odier ha affermato che la clientela rimane fedele alle banche elvetiche. "Non rileviamo particolari movimenti di clienti tedeschi verso l'estero" ha affermato. Anche clienti di altre nazionalità non stanno facendo prelievi degni di nota.
Cluade-Alain Margelisch, direttore dell'ASB, ha presentato dati sul settore. A fine 2011 le banche avevano in gestione in Svizzera fondi pari a 5269 miliardi di franchi, contro 5473 dodici mesi prima. La flessione è attribuita alla diminuzione di valore di azioni, prestiti e altri titoli. La quota dei fondi esteri è rimasta invariata a poco più della metà. La Svizzera - è stato rilevato - è attraente per la clientela di Eurolandia alla ricerca di sicurezza.
A proposito delle accuse provenienti dai socialisti tedeschi di un aiuto da parte delle banche elvetiche a trasferire fondi in altre piazze, l'ASB - è stato rammentato - ha già consigliato nel marzo 2011 ai propri membri di non sostenere attivamente i clienti che intendono lasciare la Svizzera.
SDA-ATS