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RIAD - «In nessun momento Sua Altezza Reale il Principe Ereditario ha avuto comunicazioni con alcun funzionario saudita per far del male a Jamal Khashoggi, un cittadino saudita. Respingiamo categoricamente ogni accusa che mira a collegare il Principe a questo orribile incidente». Lo scrive su Twitter la portavoce dell'Ambasciata di Riad a Washington, dopo le accuse rivolte ieri a Mohammed bin Salman da alcuni senatori Usa al termine dell'audizione sul caso del direttore della Cia, Gina Haspel.
«Il Regno dell'Arabia Saudita è stato franco nell'affrontare questo tragico errore, sta portando davanti alla giustizia le persone responsabili e mettendo in campo misure correttive per garantire che un buco istituzionale di tale catastrofica natura non si ripeta», prosegue la portavoce Fatima Baeshen, sottolineando che Riad mantiene il suo «fermo impegno» alle relazioni bilaterali con gli Stati Uniti, «che si adoperano per la stabilità regionale e altri scopi comuni».
«L'inchiesta andrà fino in fondo» - «L'inchiesta della Turchia prosegue, andremo fino in fondo» e «in caso di ostruzioni non esiteremo a ricorrere a un'inchiesta internazionale». Lo ha ribadito il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, parlando a margine della ministeriale dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (Nato) a Bruxelles, dopo che la procura di Istanbul ha emesso stamani mandati di cattura per due alti funzionari sauditi ritenuti molto vicini al principe ereditario Mohammed bin Salman.