Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/160157

<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'agosto 2015 l'UFCOM ha deciso insieme all'AFC che l'imposta sul valore aggiunto riscossa sul canone di ricezione non sarà rimborsata retroattivamente.</p><p>In una sentenza del 13 aprile 2015, il Tribunale federale ha constatato che al canone di ricezione non deve essere applicata l'imposta sul valore aggiunto.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Su quali basi legali si fonda la decisione di non rimborsare retroattivamente l'imposta sul valore aggiunto? Come spiega il Consiglio federale i diversi modi di procedere, in termini di pari trattamento, con da una parte l'UFCOM che ha deciso di non effettuare alcun rimborso, e dall'altra i cittadini del nostro Paese che devono in ogni caso versare le imposte dovute ed eventualmente anche gli interessi di mora?</p><p>2. Come viene assicurato che tutti coloro che prima della sentenza del Tribunale federale hanno pagato il canone di Billag per il 2015 beneficino del rimborso dell'imposta sul valore aggiunto versata per il periodo a partire da maggio 2015?</p><p>3. Quanti contribuenti del canone sono interessati da questa misura e a quanto ammonta l'importo della somma totale da rimborsare:</p><p>a. se si considerasse un rimborso;</p><p>b. a partire da maggio 2015?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come formulato dal Consiglio federale in merito alla mozione Flückiger Sylvia 15.3416, "Restituzione dell'IVA riscossa illegalmente sui canoni di ricezione radiotelevisivi", gli effetti di una sentenza si estendono solo alle persone coinvolte nel procedimento. La sentenza del Tribunale federale del 13 aprile 2015 (DTF 141 II 182) non conferisce alla collettività il diritto di esigere la restituzione dell'imposta sul valore aggiunto, precedentemente riscossa sui canoni di ricezione. Tale principio si applica anche nel caso inverso: se una prassi pluriennale risulta contraria alla legge in virtù di un decisione giudiziaria e la prassi adeguata in modo corrispondente porta alla riscossione di tasse più elevate da parte dello Stato, anche queste non vengono riscosse retroattivamente.</p><p>Inoltre è lecito supporre che la fondatezza del rimborso dei canoni di ricezione sarà appurata da un tribunale. Le relative domande degli assoggettati al canone sono già state presentate a Billag.</p><p>2. Da quando è stata pronunciata la sentenza a metà aprile, le fatture sono state emesse senza IVA. Le tasse sul valore aggiunto, già riscosse prima della sentenza per il periodo a partire da aprile 2015, saranno accreditate nella prossima fattura per il canone.</p><p>3. Circa 3,1 milioni di economie domestiche e imprese versano i canoni per la ricezione radiofononica e/o televisiva.</p><p>a. Un rimborso della tassa sul valore aggiunto per gli ultimi cinque anni ammonterebbe a circa 160 milioni di franchi.</p><p>b. Accreditando la tassa sul valore aggiunto già riscossa da aprile 2015 nella prossima fattura (sono interessate le fatture da giugno 2015 ad aprile 2016), i proventi del canone subiscono un calo di circa 14,5 milioni di franchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.