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Il gip di Bolzano Emilio Schoensberg ha deciso di rinviare a giudizio il trentenne bolzanese Benno Neumair, accusato di omicidio aggravato plurimo e occultamento di cadavere dei suoi genitori. Per l’accusato, è stata respinta la richiesta della difesa di rito abbreviato.
Il 4 gennaio 2021 Neumair uccise i suoi genitori, Laura e Peter, strangolandoli con un cordino e gettando poi i loro cadaveri nel fiume Adige dal ponte di Vadena.
Dopo la scomparsa dei coniugi, Benno negò ogni responsabilità sino ad essere arrestato il 29 gennaio e crollare, il 6 febbraio, dopo il ritrovamento del corpo della madre nel fiume Adige. Il corpo del padre fu rinvenuto solo il 27 aprile, all’altezza di Ravina, una frazione a sud di Trento.
Il padre Peter fu strangolato dal figlio Brenno dopo una colluttazione, mentre la mamma Laura fu uccisa il giorno stesso, quando rientrò a casa, dopo aver fatto visita alla propria madre, da poco dimessa dall’ospedale.
Nella colluttazione, il padre perse sangue, le cui tracce furono trovate dagli inquirenti sul ponte di Ischia Frizzi, a sud di Bolzano.
Ora, il legale difensore di Brenno, l’avv. Flavio Moccia, dichiara che “Benno era totalmente incapace di intendere e volere”, anche se secondo la perizia psichiatrica, il bolzanino sarebbe stato seminfermo di mente durante l’omicidio del padre ma non durante quello della madre.
Ora, il giudice ha respinto durante l’udienza preliminare la richiesta della difesa di rito abbreviato, con il quale Brenno avrebbe evitato il verdetto dei giudici popolari della Corte d’assise.