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«Ho avuto una conversazione molto lunga con il presidente degli Stati Uniti: abbiamo affrontato tante questioni, l’Ucraina, la Siria e alcune questioni bilaterali». Così Vladimir Putin prima del colloquio con Shinzo Abe, al quale ha chiesto scusa per il ritardo «anche da parte di Trump». «Abbiamo parlato anche di lotta al terrorismo e di cyber-sicurezza», ha aggiunto Putin.
Trump avrebbe iniziato il dialogo con il suo omologo russo proprio sulla questione delle ingerenze russe nelle elezioni americane. A riferirlo è il segretario di stato Usa, Rex Tillerson, che parla di scambi ’’molto vigorosi’’ fra il presidente americano e Putin riguardo al tema.
Stando a Tillerson fra i due c’è comunque una ’’chimica positiva’’. A proposito del lungo colloquio il segretario di stato ha detto che quando i presidenti vedono che ci possono essere dei risultati per risolvere le questioni aperte "il tempo non importa".
Da vertice bilaterale è infatti giunta una prima decisione: Usa e Russia si assumeranno la responsabilità di far rispettare la tregua nella zona cuscinetto nel sud-ovest della Siria e garantire accesso agli aiuti umanitari.
Lo ha comunicato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. La polizia militare russa verrà dislocata in coordinamento con Usa e Giordania. La tregua, ha detto Lavrov, entrerà in vigore a partire dal 9 luglio alle ore 12 di Damasco nell’area di Daraa e Quneitra. "Gli Stati Uniti hanno assicurato che tutti i gruppi presenti lì osserveranno il cessate il fuoco", ha detto Lavrov.