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Il 2020 si annuncia difficile per Straumann: in un'intervista pubblicata oggi dal portale The Market, il direttore finanziario Peter Hackel prevede che le vendite "probabilmente" diminuiranno. Le prospettive a lungo termine rimangono tuttavia intatte.
Lo specialista in impianti dentali con sede a Basilea ha registrato vendite "molto deboli" durante le settimane di confinamento, con differenze a seconda dei Paesi, ha spiegato Hackel. Nelle zone in cui le misure restrittive sono state allentate si è osservato un effetto di recupero, ma è ancora troppo presto per parlare di normalizzazione. Una recessione è imminente, afferma.
Secondo Hackel, la situazione attuale per Straumann non è tuttavia in alcun modo paragonabile a quella, più grave, vissuta durante la crisi finanziaria del 2009. Allora la società offriva solo un numero limitato di prodotti, oggi gli impianti dentali sono venduti in diverse forme e categorie di prezzo. Il portafoglio di prodotti è pertanto molto più diversificato.
"Al momento della crisi finanziaria, i mercati emergenti e altri mercati in crescita rappresentavano solo il 50% delle vendite, rispetto al 75% di oggi", osserva Hackel. Il fatturato potenziale è salito a 14 miliardi di franchi, rispetto al miliardo del 2009.
La decisione annunciata a metà maggio di tagliare 660 posti di lavoro, pari il 9% del personale, è stata molto difficile da prendere, afferma ancora il direttore finanziario, per il quale questa ristrutturazione sarà sufficiente per compensare gli effetti negativi della crisi attuale. Hackel ricorda inoltre che Straumann ha raddoppiato gli effettivi in tre anni (a quota 7680).
Nonostante la pandemia di Covid-19, le prospettive a lungo termine non sono invece cambiate per Straumann. In un contesto "normalizzato", il mercato dovrebbe riprendere a crescere del 4-5% all'anno, conclude Hackel.