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<h2>SubmittedText<h2><p>La risposta del Consiglio federale alla mia interpellanza 14.3237 sui provvedimenti contro i rischi delle zecche fa sorgere le seguenti ulteriori domande:</p><p>1. Il centro nazionale di riferimento per le malattie trasmesse dalle zecche è stato dismesso nel 2013. Al pubblico e alla classe medica non sono mai stati comunicati risultati tangibili.</p><p>- Quante risorse sono state messe a disposizione del centro dalla Confederazione, direttamente o indirettamente?</p><p>- La Confederazione ritiene giustificato anche a posteriori l'onere assunto?</p><p>- Quali sono stati, dal suo punto di vista o da quello dell'UFSP, l'utilità e i risultati di questo progetto?</p><p>- È stato abbandonato perché non ha portato a nulla?</p><p>- Se è stato questo il motivo, perché il progetto non è stato migliorato? L'intenzione era lodevole, opportuna e meritevole di sostegno.</p><p>2. È previsto un programma di ricerca, prevenzione o epidemiologia concernente le malattie trasmesse dalle zecche?</p><p>3. Per quanto riguarda la vaccinazione contro la meningoencefalite da zecche (FSME), le aree a rischio si estendono ormai su ampie parti del territorio nazionale. Anche l'anno scorso si sono avuti circa 100 casi gravi in più di FSME con invalidità totale o parziale, che si sarebbero potuti evitare se la popolazione fosse stata vaccinata. È noto che la vaccinazione di base, da effettuarsi una sola volta nella vita, è costituita da una serie di tre iniezioni successive: una prima all'inizio, seguita da una seconda a una distanza di tempo compresa tra 14 giorni e tre mesi. Dopo la seconda somministrazione si è protetti per un anno. Da cinque a dodici mesi dopo la seconda iniezione se ne effettua una terza, che protegge per dieci anni. Ogni dieci anni si pratica poi un richiamo. Da un'inchiesta statisticamente significativa condotta nel 2014 su oltre 2000 persone, è risultato che il 69 per cento della popolazione si era sottoposto alla prima somministrazione, ma soltanto il 31 per cento anche alla seconda. E la quota delle persone vaccinate correttamente e a lungo termine con una terza dose scende addirittura al 18 per cento, un dato del tutto insufficiente che deve far riflettere. A titolo di confronto, in Austria è vaccinato oltre il 95 per cento della popolazione. Lo studio dimostra che sia i medici sia la popolazione, tendono a dimenticare soprattutto la terza iniezione. Un semplice sistema di controllo da parte di chi si sottopone al vaccino sarebbe molto utile.</p><p>Come intende l'UFSP ottenere una migliore copertura vaccinale?</p><p>4. L'UFSP è disposto a lanciare, già all'inizio dell'estate, una campagna sui rischi delle zecche analogamente a quanto avviene per l'AIDS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nell'ambito dei preparativi per l'entrata in vigore della legge sulle epidemie riveduta (FF 2012 7201), i compiti di base e i compiti speciali dei centri nazionali di riferimento sono stati precisati e ridimensionati sulla scia di vari pacchetti di risparmio. A ogni centro sono assegnati i seguenti compiti di base:</p><p>a. offerta di diagnosi di riferimento, inclusa la caratterizzazione di un determinato agente patogeno;</p><p>b. gestione di una raccolta di riferimento per un determinato agente patogeno o garanzia dell'accesso a una raccolta di questo tipo;</p><p>c. sviluppo di una metodologia diagnostica e ricerca nel settore diagnostico;</p><p>d. consulenza e formazione delle autorità e degli specialisti;</p><p>e. collaborazione internazionale e istituzione di reti di contatto;</p><p>f. sostegno delle autorità sanitarie nell'individuazione e nella sorveglianza di un determinato agente patogeno.</p><p>Ad alcuni centri sono affidati anche compiti speciali.</p><p>Le basi e i compiti strategici dei centri di riferimento sono pubblicati nel sistema Aramis. I rapporti annuali sono consultabili su richiesta. Non si tratta di progetti, bensì di compiti a lungo termine della Confederazione conformemente agli articoli 5 capoverso 3, 9 e 32 capoverso 2 della legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101) e, dal 2016, agli articoli 17, 50 e 52 della legge sulle epidemie riveduta (FF 2012 7201).</p><p>Il centro di riferimento per le malattie trasmesse dalle zecche, inizialmente gestito dall'Università di Neuchâtel, è stato trasferito dal 2014 al Laboratorio di Spiez. Tra i compiti speciali del vecchio centro figurava l'elaborazione di materiale informativo destinato alla popolazione e di una mappa delle zecche in Svizzera. Al centro di riferimento erano stati messi direttamente a disposizione 80 000 franchi tra il 2009 e il 2011 e 100 000 franchi tra il 2011 e il 2013.</p><p>Il centro nazionale di riferimento per le malattie trasmesse dalle zecche di Spiez (NRZK) si concentra maggiormente sulla diagnosi. L'informazione della popolazione è assicurata dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) attraverso i propri siti Internet e i media, mentre la mappatura delle zecche in Svizzera non è più finanziata dall'UFSP.</p><p>La struttura del NRZK ricalca sostanzialmente quella del vecchio centro. Il Laboratorio di Spiez adempie il mandato in collaborazione con due partner contrattuali, l'ADMED di La Chaux-de-Fonds e il CHUV di Losanna. Del comitato consultivo scientifico fanno parte esperti autorevoli del vecchio centro, la direzione del NRZK, così come rappresentanti dei medici di famiglia e dell'UFSP. I costi del NRZK ammontano a 50 000 franchi all'anno e sono coperti all'interno della Confederazione in virtù di una convenzione.</p><p>2. L'UFSP sostiene con il proprio know-how la preparazione di un programma nazionale di ricerca sulle conseguenze delle malattie trasmesse dalle zecche. La direzione del progetto è affidata al NRZK e all'Istituto di malattie infettive dell'Università di Berna. Le prime proposte potranno essere presentate dall'autunno del 2016.</p><p>A livello epidemiologico, l'UFSP sorveglia la meningoencefalite primaverile-estiva (FSME) per mezzo del sistema di dichiarazione obbligatoria delle malattie infettive. L'epidemiologia della borreliosi di Lyme è monitorata mediante un sistema di rilevazione volontaria, gestito in stretta collaborazione con medici di famiglia, pediatri e internisti. Nel periodo di attività delle zecche, sui siti Internet e nel bollettino dell'UFSP è pubblicato ogni settimana un rapporto divulgativo sulla situazione. I media vi fanno regolarmente riferimento, informando e sensibilizzando il pubblico.</p><p>La sorveglianza e la lotta contro le zecche sono di competenza dei cantoni. Nel 2014, nell'ambito di uno studio, il cantone Ticino in collaborazione con il NRZK ha analizzato più di 11 000 zecche per rilevare l'eventuale presenza di agenti patogeni. Per stimare il tasso di diffusione dell'agente patogeno della borreliosi di Lyme sono state analizzate 500 zecche. La prevalenza è risultata pressoché analoga a quella riscontrata in altre regioni della Svizzera.</p><p>Per quanto riguarda la prevenzione si applicano le raccomandazioni sulla vaccinazione contro la FSME e le raccomandazioni generali di protezione contro le punture di zecca. Molto utile in quest'ambito risulta anche l'app di prevenzione "Zecke" sviluppata dalla Scuola universitaria professionale di scienze applicate (ZHAW) di Zurigo con il sostegno dell'UFSP.</p><p>3. In Svizzera il rischio di FSME in seguito alla puntura di una zecca non è uniforme sull'intero territorio nazionale. Per questo motivo, la vaccinazione contro la FSME è raccomandata alle persone che vivono o soggiornano nelle regioni a rischio elevato, indicate sulle mappe prodotte da Swisstopo in collaborazione con l'UFSP (<a href="http://www.fsme-schweiz.ch">www.fsme-schweiz.ch</a>).</p><p>Secondo l'indagine nazionale sulla copertura vaccinale infantile, coordinata dall'UFSP in collaborazione con i cantoni, per il periodo 2011-2013, a livello nazionale il 33 per cento dei ragazzi di 16 anni aveva ricevuto tre dosi di vaccino contro la FSME, mentre il 38 per cento aveva ricevuto almeno una dose e il 36 per cento due dosi. Nei cantoni a rischio elevato di FSME, la percentuale di ragazzi cui erano state somministrate tre dosi all'età di 16 anni è molto più alta: ad esempio il 71 per cento a Zurigo, il 69 per cento nel cantone di Turgovia, il 64 per cento nel cantone di Uri. La differenza tra la copertura vaccinale per tre dosi e la copertura vaccinale per la prima dose non supera sette punti percentuali. Questi dati sono disponibili sul sito Internet dell'UFSP.</p><p>Per garantire una protezione durevole, la vaccinazione contro la FSME richiede effettivamente tre iniezioni. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che uno schema di vaccinazione di questo tipo comporta un rischio di dimenticanza. Per questo motivo, in generale i medici fissano subito un appuntamento per l'iniezione successiva e possono quindi contattare i pazienti che non si presentano per fissarne un altro.</p><p>In Svizzera è inoltre disponibile una soluzione elettronica per evitare lacune vaccinali, grazie al libretto di vaccinazione elettronico. L'UFSP sovvenziona questo sistema elettronico (viavac(R), liberamente accessibile su Internet all'indirizzo <a href="http://www.lemievaccinazioni.ch">www.lemievaccinazioni.ch</a>), che consente un'analisi automatica dei libretti di vaccinazione digitalizzati (in modo da identificare le lacune rispetto alle raccomandazioni di vaccinazione vigenti), l'invio automatico di un messaggio elettronico allo scadere di una vaccinazione e richiami regolari fino a quando la vaccinazione mancante non è registrata nel libretto elettronico o espressamente rifiutata. Il sistema permette in particolare di segnalare se la vaccinazione contro la FSME è raccomandata nella regione di domicilio o nella regione verso cui si ha intenzione di viaggiare. Il sistema non è ancora utilizzato in modo sufficiente, motivo per cui l'UFSP lo promuove regolarmente menzionandolo in tutti i suoi documenti informativi sulle vaccinazioni e finanziando azioni di promozione, ad esempio nell'ambito della strategia nazionale per l'eliminazione del morbillo o della settimana europea della vaccinazione.</p><p>4. L'UFSP non prevede di lanciare una campagna annuale d'informazione sui rischi legati alle zecche. Sono già disponibili numerose offerte di materiale informativo destinato alla popolazione e agli specialisti sui rischi e sulle modalità di protezione. Questo materiale è divulgato e distribuito dalle autorità federali e cantonali, così come da organizzazioni ed esperti. In primavera, inoltre, i media danno ampio risalto a queste informazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.