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I premi dell'assicurazione malattia di base dovrebbero salire del 4,5% nel 2015, il doppio degli aumenti dei tre anni precedenti. Lo ha annunciato oggi in una nota l'associazione degli assicuratori malattia Santésuisse.
"Questo aumento corrisponde all'evoluzione media annuale dall'introduzione della legge sull'assicurazione malattia" nel 1996, afferma Santésuisse. Nel 2014 e nel 2012, i premi per l'assicurazione di base erano tuttavia cresciuti del 2,2%, nel 2013 l'incremento è stato dell'1,5%.
Secondo Santésuisse, l'incremento si spiega con il nuovo finanziamento ospedaliero, in vigore dal 2012, e con l'aumento delle cure ambulatoriali. Gli assicuratori si assumono l'intero costo delle cure ambulatoriali, mentre per quelle stazionarie pagano meno della metà, ha spiegato a tal proposito l'esperto di politica sanitaria Heinz Locher.
Per i premi 2015, differenze tra singole casse sono possibili perché ogni assicuratore calcola i propri premi in modo autonomo prima di sottoporli per approvazione all'Ufficio federale della sanità pubblica, ricorda Santésuisse.
Secondo Locher, l'importo individuale dei premi potrà discostarsi anche di molto dall'aumento medio annunciato. Le riserve variano da un assicuratore all'altro, alcune casse dispongono così di maggiore flessibilità finanziaria per compensare l'incremento dei costi.
Da parte sua, Santésuisse non è in grado di identificare quale fascia della popolazione o quale cantone sarà maggiormente toccato dagli aumenti, ha detto il portavoce Paul Rhyn. L'anno scorso l'incremento maggiore riguardava principalmente i giovani adulti.
Il 28 settembre i cittadini saranno chiamati alle urne per esprimersi sull'iniziativa popolare "Per una cassa malati pubblica" che prevede la creazione di un'unica istituzione nazionale con agenzie cantonali che stabiliscano e incassino i premi.
Il voto sull'iniziativa avverrà quasi contemporaneamente alla pubblicazione dei premi delle casse malattia per il 2015. Il Consiglio federale non vuole infatti anticipare l'annuncio dei premi poiché, dal suo punto di vista, "non c'è alcun rapporto tra le due cose".