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Birmania: Suu Kyi, rilascio tarda per suo rifiuto condizioni
BANGKOK - Con l'atteso rilascio di Aung San Suu Kyi sempre più probabilmente rimandato a domani, in Birmania si è diffusa la convinzione che le parti siano ancora impegnate in negoziati, dopo un apparente rifiuto della Premio Nobel per la pace di accettare una sorta di libertà condizionata a vincoli imposti dalla giunta, come aveva preannunciato alcuni giorni fa il suo avvocato.
Mentre alcuni diplomatici sono stati visti entrare nel pomeriggio nella casa di Suu Kyi a Rangoon, secondo l'inviato del quotidiano britannico "The Guardian" la donna non ha accettato le restrizioni sui suoi movimenti a cui il regime intendeva sottoporla, nel tentativo di impedire il contatto con la popolazione. Fonti dell'entourage della leader dell'opposizione fanno capire che a questo punto l'attesa per la liberazione slitta a domani, anche se le autorità avrebbero già firmato i documenti necessari.
Alla folla radunatasi davanti alla sede del partito NLD, guidato da Suu Kyi, è stato detto da qualche ora di tornare a casa. I termini degli arresti domiciliari della Premio Nobel - prigioniera in casa ininterrottamente dal 2003 - scadono domani.