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Otto anni sono passati dal disastro nucleare più grave dopo quello di Cernobyl. Lo spazio per stoccare l'acqua contaminata si sta esaurendo e secondo il ministro giapponese la si dovrà buttare... in mare.
Tokyo Electric Power è il gestore della centrale elettrica nucleare di Fukushima, in Giappone, luogo nel 2011 della catastrofe ambientale causata dal danneggiamento dell'impianto nucleare in seguito a uno tsunami, causando il rilascio di sostanze radiottive e il più grave incidente nucleare dopo quello di Chernobyl dell'86. A quasi nove anni da allora (era marzo 2011) il gestore della centrale, ritenuto poi responsabile di non aver previsto misure di sicurezza sufficenti, e le autorità giapponesi, si trovano ancora a fare i conti con il problema del contenimento della radioattività. E i problemi non sono finiti. Il ministro dell'Ambiente giaponese Yoshiaki Harada ha infatti dichiarato che il gestore della centrale sta esaurendo lo spazio destinato ad immaganizzare l'acqua contaminata dalle radiazioni proveniente dai condotti di raffreddamento. Dunque che fare? L'unica soluzione sarebbe quella "di versarla in mare e diluirla", ha detto il ministro giapponese. Successivamente lo stesso ministro ha precisato che si tratta della sua "personale opinione" e che il Governo prenderà la decisione sul da farsi in base alla relazione di esperti. Si sa però che lo spazio per immmaganizzare l'acqua contaminata, più di un milione di tonnellate di liquido, sarà completamente esaurito entro il 2022.