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Mentre l'Italia è scossa dalle recenti catastrofi naturali, in Svizzera si discute sulle competenze nel campo della prevenzione.
La nuova legge sulle misure antisismiche suscita apprensioni tra i cantoni, che temono un'ingerenza di Berna nei loro affari.
Con adeguate misure preventive, certe tragedie si potrebbero evitare. Una verità ovvia, quasi banale, che viene continuamente ripetuta dopo catastrofi naturali come quella che ha colpito il paese di San Giuliano di Puglia, in Italia, dove il crollo di un edificio scolastico è costato la vita a scolari e insegnanti.
"Si sapeva benissimo che quella colpita è una regione ad alto rischio sismico", ha spiegato il professor Jacques Wagner dell'Università di Ginevra al telegiornale TSR, "visto che fin dal diciassettesimo secolo è stata teatro di violenti terremoti".
Ciononostante, nell'edilizia non vengono applicate le norme di costruzione antisismiche, che permetterebbero agli edifici di resistere anche alle scosse violente.
"Bisogna ancora fare molti sforzi", ha poi detto il geologo. "Non solo in Italia, ma in generale, anche in Svizzera, per evitare che si ripetano tragedie del genere".
Prevenzione antisismica
Attualmente, in Svizzera, soltanto un edificio su dieci rispetta le norme antisismiche. Ma ora, in questo campo, qualcosa si sta movendo. Da un lato, la confederazione ha appena pubblicato un opuscolo didattico sulla prevenzione sismica all'indirizzo di ingegneri e architetti (vedi articolo correlato).
E dall'altro, ha messo in consultazione un nuovo articolo costituzionale, per attribuire alla confederazione la competenza per la prevenzione contro i rischi legati ai terremoti.
L'articolo recita che "la legislazione sulla protezione contro i pericoli naturali è un compito della confederazione", mentre attualmente sono regolate soltanto le competenze federali concernenti le valanghe e le piene.
Diversità regionali
In Svizzera, il pericolo sismico è considerato da moderato a medio. Le regioni più esposte sono il Vallese, la regione basilese, la Svizzera centrale, l'Engadina e la parte sangallese della valle del Reno.
Se il nuovo articolo verrà accettato, dovrà essere elaborata una legge quadro, che attribuirà la direzione strategica alla confederazione, mentre ai cantoni spetterà la direzione operativa degli interventi.
Il testo di legge dovrà contemplare, in particolare, prescrizioni circa l'obbligo d'assicurazione e indicazioni per i regolamenti concernenti la costruzione.
Berna dovrebbe limitarsi a coordinare
Ma questa visione non sembra piacere alla maggior parte dei cantoni consultati, secondo i quali la confederazione dovrebbe limitarsi alla coordinazione generale. Una possibilità che d'altronde è già effettiva, sulla base della legge attuale.
Dal canto suo, la conferenza dei direttori cantonali del territorio sarebbe favorevole al nuovo articolo, soltanto se questo limitasse le competenze della confederazione a "compiti strategici".
Critiche anche dai partiti
La posizione dei cantoni è appoggiata da UDC, PPD e liberali. Perché il rischio di terremoti è molto diverso da una regione all'altra, sostengono i centristi. Mentre i democristiani vogliono che la confederazione si limiti a un ruolo di coordinazione e i liberali sono contrari a qualsiasi nuova ripartizione delle competenze in questo campo.
Per i radicali, invece, l'articolo costituzionale va bene. Anche se deplorano il fatto che si debba ricorrere a una legge per regolare le protezione contro i terremoti.
I socialisti, favorevoli all'attribuzione delle competenze alla confederazione, sostengono dal canto loro che i pericoli naturali non si fermano alle frontiere. Una presa di posizione condivisa dall'Associazione svizzera degli assicuratori.
Anche l'associazione svizzera dei geologi e la Società svizzera degli ingegneri e architetti si sono espresse per una direzione strategica da parte delle autorità federali.
Fabio Mariani, swissinfo