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Nel giorno in cui Pfizer ha annunciato un vaccino anti-Covid efficace al 90% il presidente della direzione del colosso farmaceutico americano Albert Bourla ha venduto quasi i due terzi delle azioni che possedeva della società, incassando 5,6 milioni di dollari.
Diffusi peraltro ormai da giorni dai media americani, i dati della Sec (Securities and Exchange Commission), l'autorità di controllo della borsa americana a cui devono essere annunciate questo genere di operazioni, mostrano che Bourla ha ceduto 132'508 azioni a 41,94 dollari per titolo, il valore massimo da un anno a questa parte.
Pfizer lunedì aveva fatto sapere che il suo vaccino sperimentale contro il coronavirus - sviluppato insieme alla società tedesca BioNTech - era efficace in nove casi su dieci nei test clinici preliminari. "Siamo ad un passo dal fornire alle persone in tutto il mondo una svolta tanto necessaria per contribuire a porre fine a questa pandemia globale", aveva annunciato Bourla e le sue parole erano state accolte con toni entusiastici anche da numerosi politici, sia americani che europei.
La notizia si era rivelata anche una bomba sui mercati finanziari, provocando un rialzo generale dei listini (che nel frattempo è almeno in parte rientrato). A Wall Street l'azione Pfizer aveva chiuso con una performance giornaliera di quasi il +8% a 39,20 dollari. BioNTech era salita del 14%.
Il 59enne Bourla non è peraltro stato l'unico ad avere fatto ottimi affari personali grazie all'annuncio del potenziale vaccino: la sua vice, la manager 58enne Sally Susman, ha a sua volta lo stesso giorno venduto 43'662 azioni e ha così visto il conto in banca lievitare di 1,8 milioni di dollari.
Nei confronti della CNN un portavoce di Pfizer ha fatto sapere che le transazioni in questione facevano parte di un piano di vendita condizionato al fatto che il titolo raggiungesse un determinato prezzo. La programmazione di questo piano era stata effettuata in agosto, per quanto riguarda il Ceo Bourla, e nel novembre 2019 per la vicepresidente Susman.
Cittadino greco in forza dal 1993 presso Pfizer, Bourla può essere a giusto titolo considerato facente parte dell'aristocrazia mondiale dei dirigenti super-pagati. Per il suo lavoro durante il 2019 ha infatti ricevuto oltre 18 milioni di dollari, fra salario base (1,6 milioni), bonus (3,6 milioni) e azioni.