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Nella lotta alla continua crescita dei costi sanitari, l'UDC vuole aumentare la responsabilità personale chiamando i pazienti alla cassa. In una presa di posizione propone fra le altre cose un incremento della quota oltre alla franchigia a carico del paziente da 700 a 1'400 franchi.
Inoltre, si legge nel documento pubblicato oggi, i democentristi vorrebbero adeguare premi e sconti alle classi di rischio e alle rispettive classi di età: giovani e famiglie verrebbero quindi sgravati a carico dei più anziani. Questi ultimi riceverebbero in compenso maggiori sconti sui premi, nel caso in cui si accollassero la maggior parte dei costi.
Un'altra proposta dell'UDC è tagliare la lista delle prestazioni dell'assicurazione di base. Interruzioni di gravidanza o interventi legati alla droga non devono più venire pagati dalle casse malattia. In questo modo verrebbe moderata la mentalità da "casco totale" esistente oggi, si legge sempre nella presa di posizione.
Il partito di destra prende di mira anche gli stranieri, in particolare quelli provenienti dall'Unione europea o dagli Stati dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), che dovrebbero garantire un finanziamento anticipato delle prestazioni. I richiedenti l'asilo dovrebbero invece venire curati al di fuori del sistema delle casse malattia.
Un ulteriore calo dei prezzi dovrebbe poi essere raggiunto grazie ad una maggiore concorrenza, sostiene l'UDC. Per questo motivo è necessaria la soppressione dell'obbligo contrattuale fra fornitori di prestazioni e casse malattia. Anche fra gli assicuratori deve vigere la concorrenza, ed è quindi necessario evitare una cassa pubblica unica.
SDA-ATS