Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/148770

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sull'opportunità di una presa a carico da parte dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) del trattamento delle conseguenze psicofisiche delle mutilazioni genitali femminili (MGF).</p><p>Secondo la definizione dell'OMS, le MGF comprendono tutte le pratiche che includono la rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o altre lesioni agli organi genitali femminili per ragioni non terapeutiche. Secondo gli ultimi dati dell'Unicef, nel 2012 in Svizzera vivevano 10 700 donne mutilate o a rischio di esserlo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi. Attualmente, il concetto di malattia è definito nell'articolo 3 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1) come qualsiasi danno alla salute fisica, mentale o psichica che non sia la conseguenza di un infortunio e che richieda un esame o una cura medica oppure provochi un'incapacità al lavoro. Le mutilazioni genitali femminili (MGF) - è cosa nota - hanno molteplici conseguenze mediche e psichiche che possono limitare le funzioni fisiche o mentali di una donna al punto da rendere necessario un trattamento.</p><p>In generale, l'assunzione da parte dell'AOMS dei costi delle prestazioni presuppone che queste ultime siano efficaci, appropriate ed economiche (criteri EAE). Fatta eccezione per le misure di prevenzione, le cure dentarie e le prestazioni di maternità, non esiste alcun elenco positivo esaustivo di prestazioni mediche obbligatorie. L'obbligo di presa a carico delle prestazioni diagnostiche e terapeutiche è implicito (principio della fiducia), per cui gli esami e le cure prestate dai medici vengono in linea di principio rimborsate, a condizione che l'allegato 1 dell'ordinanza sulle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (OPre; RS 832.112.31) non stabilisca condizioni particolari. Nel caso in cui il rimborso di una prestazione venga contestato, una commissione di esperti - la Commissione federale delle prestazioni generali e delle questioni fondamentali (CFPF) - esamina la prestazione in questione e raccomanda o meno l'assunzione dei relativi costi. Le decisioni definitive prese dal Dipartimento federale dell'interno DFI, sono riportate nell'allegato 1 dell'OPre. L'adempimento dei criteri per l'obbligo di prestazione è verificato dalla CFPF su richiesta (procedura di richiesta). Il Controllo parlamentare dell'amministrazione CPA ha esaminato questa procedura nel 2008 e l'ha giudicata adeguata.</p><p>Anche se le MGF non figurano esplicitamente nella "classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati" (codici di diagnosi ICD-10-GM, versione 2012), attualmente applicata e utilizzata in Svizzera come base per la codifica e la fatturazione, le loro conseguenze possono avere carattere di malattia per cui vengono trattate in base al principio della fiducia. Il rimborso di prestazioni per la cura delle conseguenze fisiche, mentali e psichiche di MGF da parte dell'AOMS è quindi possibile, a condizione che tali prestazioni siano efficaci, appropriate ed economiche. Nella versione 2014 dei codici di diagnosi ICD-10-GM, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2015, le MGF saranno menzionate esplicitamente come diagnosi o malattia, il che si tradurrà nel rimborso uguale e uniforme da parte dell'AOMS delle prestazioni per il trattamento delle loro conseguenze fisiche, mentali e psichiche.</p><p>Con il passaggio ai nuovi codici di diagnosi il 1° gennaio 2015, il riconoscimento delle MGF come malattia indipendente è già stato avviato, per cui non occorrono ulteriori richieste in tal senso. Inoltre, la presentazione da parte del Consiglio federale di un rapporto sull'opportunità del trattamento delle conseguenze delle MGF sarebbe in contrasto con la vigente procedura di richiesta secondo cui spetta agli ambienti interessati intraprendere i passi necessari e al DFI decidere in merito al rimborso sulla base della raccomandazione della CFPF.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.