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Axpo non ha ancora usato un solo centesimo del credito d’emergenza di 4 miliardi di franchi deciso dal Consiglio federale. Lo dice il presidente del consiglio di amministrazione del gruppo energetico.
"Il fondo di salvataggio offre ulteriore sicurezza in una situazione estrema sui mercati energetici", ha dichiarato il presidente di Axpo, Thomas Sieber, in un’intervista pubblicata oggi dai giornali del gruppo CH-Media. Axpo può così garantire il suo contributo alla sicurezza dell’approvvigionamento della Svizzera, ha aggiunto.
Se alla fine di marzo il gruppo energetico aveva piazzato 3,7 miliardi di franchi di depositi nella borsa elettrica, "ora sono molti di più", ha detto il dirigente. "Non è ancora una cifra miliardaria a due cifre. Ma è un importo alto".
Questi fondi saranno restituiti ad Axpo quando sarà fornita l’elettricità promessa per contratto, ha precisato Sieber, sottolineando inoltre che il commercio di energia elettrica è di grande importanza strategica per l’azienda.
"Le centrali nucleari saranno chiuse, le concessioni idroelettriche scadranno e le centrali idroelettriche saranno consegnate ai cantoni", spiega ancora Sieber. È quindi importante essere attivi nel settore dell’elettricità.
Il gruppo Axpo - considerato un gruppo energetico d’importanza sistemica in Svizzera - ha ottenuto il credito d’emergenza per far fronte all’impennata dei prezzi nel settore energetico. I suoi dirigenti si sono impegnati a rinunciare ai bonus in caso di utilizzo del prestito.