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23 ottobre 2009 – 30 maggio 2010
Grazie alle acque del Nilo, che alimentava tramite canale la celebre città fondata dai Greci alla fine de IV secolo a.C., Alessandria ha conosciuto uno straordinario sviluppo economico e un’influenza scientifica e culturale unica nel Mediterraneo.
Eppure questa metropoli è stata costruita in una zona senz’acqua dolce, senza sorgenti naturali d’acqua potabile. Come ha dunque potuto conoscere una tale prosperità ? Come è potuta diventare una delle città più influenti del Mediterraneo ? Questo tema appassiona da tempo Jean-Yves Empereur, il celebre egittologo francese, direttore del Centre d’Etudes Alexandrines (CEA), che ha condotto durante numerosi anni le ricerche su questa tematica.
Realizzata in collaborazione col Centre d’Etudes Alexandrines e presentata in anteprima al Laténium, la mostra è stata concepita dai migliori specialisti dell’acqua e del suo utilizzo nell’antico Egitto. Diversi modellini illustravano come gli Alessandrini e più generalemente gli Egizi, hanno saputo gestire l’acqua del Nilo dall’epoca faraonica ad oggi. Numerosi oggetti prestati da musei svizzeri evocavano l’utilizzo dell’acqua nella vita quotidiana degli abitanti di questa celebre città greca insediata più di 2000 anni fa in territorio egiziano.