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I delegati dell'UDC hanno espresso un chiarissimo «no» al trattato di Schengen, anche se sul tema non è ancora formalmente decisa una votazione.
Quelli del PLR hanno invece preso nettamente posizione a favore della nuova perequazione finanziaria tra i cantoni.
I delegati dell'Unione democratica di centro (UDC) riuniti a Basilea, hanno raccomandato di bocciare l'accordo di Schengen con 321 voti contro 4.
Benché tenuto a presentare la posizione del governo, il consigliere federale Christoph Blocher ha ricordato di essersi aspramente opposto al trattato prima della sua elezione nell'esecutivo federale.
Dal canto suo, il presidente del partito Ueli Maurer ha criticato la «crescente ingerenza» del Tribunale federale in questioni politiche.
Blocher collegiale
Blocher ha spiegato di sostenere l'accordo perché questa è la posizione del governo, che ciascun consigliere federale deve difendere. Ha tuttavia assicurato che non si esprimerà su aspetti che non lo soddisfano pure personalmente.
Con l'accordo di Schengen, i membri dell'Unione europea (UE) intendono ovviare ai problemi causati dall'abolizione delle frontiere interne, mentre l'intesa di Dublino regolamenta il rimpatrio degli immigrati clandestini e dei richiedenti l'asilo.
Ma, secondo Christoph Blocher, questi trattati non risolvono i problemi della Confederazione, per cui la Svizzera deve autonomamente fare in modo da non rendere il suo diritto d'asilo troppo attrattivo.
Le accuse di Maurer
Aprendo l'assemblea, il presidente dell'UDC Ueli Maurer ha una volta ancora criticato gli altri partiti di governo e la loro «rovinosa politica». Il consigliere nazionale zurighese ha accusato il Partito liberale radicale di deviare a sinistra.
Il presidente dell'UDC ha poi stigmatizzato le politiche svizzere d'asilo e della sanità condotte finora, sostenendo l'utilità dell'iniziativa popolare lanciata dal suo partito per l'abbassamento dei premi dell'assicurazione malattie.
Ha quindi criticato la «crescente ingerenza» del Tribunale federale nella politica e ha annunciato che il partito interverrà alla sessione autunnale per abolire la norma penale contro il razzismo. A suo avviso infatti l'inasprimento delle giurisprudenza in questo settore lede la libertà d'espressione.
Radicali per la nuova perequazione
Il Partito liberale radicale svizzero (PLR) sostiene a spada tratta la riforma della perequazione finanziaria, sottoposta a votazione popolare il prossimo 28 novembre.
Riuniti in assemblea straordinaria a Zofingen (AG), i delegati del PLR hanno seguito la direzione del partito e il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz, approvando il progetto con 257 voti contro 10 e 2 astensioni.
La nuova perequazione finanziaria (NPF) metterà ordine tra le competenze rispettive di Cantoni e Confederazione. «Il sistema attuale soffre di una mancanza di chiarezza e della sovrapposizione delle competenze», ha detto Merz.
Per il ministro della finanze, il problema principale è che attualmente le sovvenzioni sono fondate sulla capacità finanziaria dei cantoni. «Più un cantone è debole, più sarà invogliato a spendere per beneficiare al massimo degli aiuti», ha denunciato il consigliere federale.
Due sì e un no
I delegati del PLR hanno raccomandano pure di votare «sì», il prossimo 26 settembre, ai progetti sulla naturalizzazione agevolata per i giovani di seconda generazione e sull'acquisizione automatica della cittadinanza svizzera per quelli di terza generazione.
Non è invece stata sottoposta al giudizio dei delegati liberali radicali l'iniziativa popolare «Servizi postali per tutti». L'oggetto è stato discusso solo dai presidenti delle sezioni cantonali e dal comitato direttivo, che lo hanno bocciato con 20 voti contro 2.
Il quarto tema in votazione federale il 26 settembre, il congedo maternità pagato per 14 settimane con le indennità per perdita di guadagno, aveva già ricevuto il sostegno dei delegati del PLR: nell'assemblea del 17 aprile scorso a Coira, lo avevano chiaramente accettato, con 229 voti contro 25.
Marina Masoni nuova vice
Il PLR ha pure accolto la proposta del presidente, Rolf Schweiger, di allargare la presidenza del partito da quattro a sette membri, eleggendo la consigliera di Stato ticinese Marina Masoni nuova vicepresidente, in rappresentanza della Svizzera italofona.
La presidenza del Partito liberale-radicale (PLR) è passata da quattro a sette membri - oltre al presidente, tre vice per ognuna delle regioni linguistiche, un rappresentante ciascuno per le donne e per i giovani, e un quarto vicepresidente.
Tra i romandi è stato eletto a sorpresa il presidente della sezione cantonale vallesana Léonard Bender ,che ha battuto il consigliere nazionale vodese Charles Favre e il giovane deputato neocastellano Damien Cottier.
Per la Svizzera tedesca è stato scelto l'attuale vicepresidente, il consigliere nazionale zurighese Rudolf Noser, che era l'unico candidato.
Per il nuovo posto di quarto vicepresidente, futuro braccio destro di Schweiger, è stata eletta l'attuale vice e consigliera nazionale appenzellese Marianne Kleiner.
swissinfo e agenzie
In breve
Accordo di Schengen:
in giugno i delegati dell'UDC avevano già incaricato la direzione del partito di lanciare il referendum, qualora il Consiglio federale non avesse deciso di sottoporre obbligatoriamente il tema a votazione popolare. Il Parlamento deve ancora discutere il dossier.
Perequazione:
con la riforma, a partire dal 2008 i cantoni più ricchi dovranno contribuire in misura maggiore e quelli più poveri riceveranno aiuti più sostanziali. Risulteranno «penalizzati» Basilea Campagna, Ginevra, Nidvaldo, Svitto, Zugo e Zurigo.