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Gli economisti del Credit Suisse prevedono per il 2009 una flessione dello 0,6% del Prodotto interno lordo elvetico, mentre stimano che il tasso di inflazione si attesterà allo 0,7%.
La banca rivede quindi al ribasso le proprie previsioni dello scorso settembre, che calcolavano una progressione del Pil dell'1%.
L'economia reale elvetica, che sino alla fine dello scorso ottobre ha tenuto decisamente meglio di quelle della maggior parte dei paesi industrializzati, non potrà più sottrarsi alla tendenza ribassista, affermano gli economisti di Credit Suisse.
Nello scorso autunno il contesto economico è infatti peggiorato drasticamente: la crisi dei mercati finanziari si è ulteriormente ampliata, propagandosi all'economia reale.
Da novembre, in Svizzera, le commesse industriali sono improvvisamente crollate e nel 2009 la contrazione dovrebbe riguardare tutte le componenti della domanda, ad eccezione del consumo.
È l'export il settore che più direttamente risente dell'andamento negativo: le esportazioni di merci calano per effetto della recessione nei paesi di destinazione e la crisi finanziaria penalizza le esportazioni di servizi. Nel 2009, inoltre, l'apprezzamento del franco dovrebbe dare filo da torcere al turismo.
Le previsioni del Credit Suisse sono comunque più ottimiste di quelle della Segreteria di Stato dell'economia (-0,8% del Pil) e dell'UBS (-0,9%).