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BERNA - In un sondaggio condotto da UBS, le 314 aziende intervistate prevedono per il 2022 un aumento medio dei salari nominali dello 0,8 percento.
La crescita salariale dovrebbe quindi risultare solo leggermente superiore rispetto al 2021. Per l'anno in corso, infatti, le aziende intervistate prevedono un aumento salariale medio dello 0,6 percento.
Inflazione col segno più - I salari reali, al netto dell'inflazione, dovrebbero tuttavia crescere solo leggermente. Effetti di ripresa dopo l'abbattimento delle misure contro il coronavirus e l'aumento dei prezzi delle materie prime hanno fatto sì che nel 2021 l'inflazione risultasse nuovamente positiva, dopo un'ulteriore crollo dei prezzi al consumo nel 2020.
Per l'intero 2021 gli economisti di UBS prevedono un'inflazione dello 0,5 e per il 2022 dello 0,4 percento. Di conseguenza, il livello salariale del 2021 dovrebbe aumentare solo dello 0,1 percento, mentre l'aumento per il 2022 sarebbe dello 0,4 percento.
Problema approvvigionamenti - Le prospettive economiche presentano anche rischi. Il rischio maggiore è rappresentato al momento dall'aggravarsi della situazione relativa agli approvvigionamenti. Problemi di fornitura e prezzi d'acquisto crescenti, che hanno causato un aumento dell'inflazione, alimentano la preoccupazione che la ripresa finanziaria possa crollare e l'inflazione crescere notevolmente.
L'aumento salariale atteso per il 2022 dello 0,8 percento corrisponde alla media degli ultimi dieci anni. Daniel Kalt, capo economista UBS Svizzera, riporta quanto segue: «Dal punto di vista dei salari non ci si deve pertanto aspettare una pressione inflazionistica per il prossimo anno. Ciò rende improbabile che i maggiori prezzi d'acquisto portino a una spirale prezzi-salario, che sarebbe il presupposto per un aumento duraturo dell'inflazione. Tutto questo va a supportare la nostra idea che l'inflazione sia solo momentanea.»
Aumento dei salari in tutti i settori - Tutti e 22 i settori intervistati prevedono un aumento dei salari per l'anno prossimo. Per due terzi di essi, l'aumento dovrebbe risultare dell'1 percento. Tra questi, vi sono settori che sono stati colpiti solo marginalmente dalla pandemia, come l'industria chimica e farmaceutica, il settore IT e delle telecomunicazioni, oppure i fornitori di servizi finanziari.
Nel 2021 i salari aumentano maggiormente rispetto alle previsioni - Tuttavia, anche le aziende operanti in attività industriali sensibili alla congiuntura, come ad esempio il settore meccanico, elettrico e metallurgico (MEM) così come i settori dell'orologeria e della gioielleria, prevedono un aumento salariale dell'1 percento. Questi settori hanno vissuto una forte ripresa e sono responsabili del fatto che l'aumento medio dei salari nel 2021 sia maggiore rispetto alle previsioni dello scorso anno (0,6 percento vs. 0,3 percento).
Non ci sono invece state revisioni per il turismo, compresi i settori culturale, sportivo e della formazione, dove la crisi ha gravato nella misura temuta. Per i settori legati al tempo libero, fortemente colpiti dalla crisi, la crescita nel 2021 è risultata pari a zero. Per il 2022 questi settori prevedono in media un nuovo aumento salariale, ma con lo 0,5 percento restano fanalini di coda.
UBS
In un sondaggio condotto da UBS, le 314 aziende intervistate prevedono per il 2022 un aumento medio dei salari nominali dello 0,8 percento.