Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/118046

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella primavera del 2011, il Consiglio di Stato ginevrino ha appreso tramite stampa dell'installazione di un centro di stoccaggio dei rifiuti radioattivi sul sito della centrale di Bugey, a 80 chilometri in linea d'aria da Ginevra.</p><p>1. Come spiega il Consiglio federale il fatto che le autorità ginevrine non sono state consultate in merito a questo progetto?</p><p>2. Quali misure intende adottare per meglio collaborare con le autorità francesi e meglio informare le autorità cantonali sulle questioni nucleari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Sul sito della centrale nucleare di Bugey la società EDF sta costruendo un impianto per il condizionamento e lo stoccaggio intermedio delle scorie radioattive, in vista del loro immagazzinamento finale. Questo impianto provvisorio, denominato ICEDA, servirà, per un periodo massimo di 50 anni, a condizionare attraverso un processo di cementificazione scorie metalliche radioattive sul lungo periodo (tempo di dimezzamento &gt; 30 anni). Le scorie proverranno da centrali nucleari francesi in fase di smantellamento, ossia da impianti della prima generazione, quali i reattori di Chooz-A e Creys-Malville. Nell'impianto ICEDA verranno pure impacchettate scorie metalliche dello stesso tipo, provenienti da centrali nucleari ancora in esercizio; non si procederà invece al condizionamento di materiale radioattivo.</p><p>L'impianto è attribuito alla categoria delle infrastrutture nucleari e, in quanto tale, sarà sottoposto alla vigilanza dell'Autorité française de radioprotection et de sûreté nucléaire (ASN).</p><p>Il rischio legato al progetto ICEDA non è per nulla comparabile con quello dell'attigua centrale nucleare di Bugey. Il tipo di impianto, e il fatto che esso non conterrà materiale radioattivo, limita notevolmente le ripercussioni che un incidente nucleare potrebbe avere sull'ambiente circostante. La distanza della costruzione dal confine svizzero costituisce un ulteriore fattore di sicurezza.</p><p>Il condizionamento e lo stoccaggio intermedio di scorie radioattive vengono praticati in tutti i Paesi che applicano la tecnologia nucleare, sia per produrre energia elettrica che per la ricerca, nell'ambito di tecniche industriali o applicazioni mediche. Anche in Svizzera, nel comune di Würenlingen (cantone Argovia), esiste un impianto per il condizionamento e lo stoccaggio intermedio delle scorie.</p><p>Risposte alle singole domande:</p><p>1. La Svizzera, e di conseguenza anche le autorità del cantone Ginevra, non è stata consultata formalmente. La Commissione europea si è espressa in merito al progetto ICEDA nel quadro del trattato Euratom; il nostro Paese non è membro di quest'organo.</p><p>2. Nel quadro della Commission franco-suisse de sûreté nucléaire et de radioprotection (CFS), la Svizzera è stata informata dai partner francesi circa lo svolgimento della procedura amministrativa sfociata il 22 febbraio 2010 nel rilascio dell'autorizzazione edilizia e, il 23 aprile 2010, nell'emanazione dell'ordinanza esecutiva relativa alla realizzazione.</p><p>Nella delegazione svizzera della CFS siede un rappresentante dei cantoni confinanti con la Francia. Mentre negli scorsi anni si trattava di un rappresentante del cantone Ginevra, attualmente questa funzione viene ricoperta da un esperto del cantone di Basilea Città.</p><p>Attraverso il loro rappresentante, i cantoni confinanti con la Francia hanno la possibilità di trasmettere alla CFS le richieste e le domande della popolazione concernenti la sicurezza nucleare e/o la radioprotezione. Nel caso ideale, le informazioni rilasciate dalla Francia in relazione al progetto ICEDA avrebbero dovuto essere trasmesse alle autorità ginevrine attraverso il loro rappresentante in seno alla CFS.</p><p>Il DATEC si adopererà affinché, in futuro, si instauri uno scambio di informazioni più intenso con questa commissione mista.</p>  Risposta del Consiglio federale.