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La filiale italiana di Nestlé e l'azienda di confezionamento Tetra Pack sono state condannate al pagamento dei danni da un giudice di Catania nella vicenda del latte per bambini contaminato.
Il giudice di pace della Provincia di Catania ha condannato Nestlé Italia e Tetra pack international al pagamento dei danni, patrimoniali e non, a favore dei genitori di due bambine che avevano utilizzato latte Nidina, prodotto dalla filiale italiana della multinazionale elvetica.
Il latte conteneva l'Itx (IsopropilThioXantone), un inchiostro utilizzato nella fabbricazione di imballaggi. Stando a quanto ha indicato domenica il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e la tutela dei diritti dei consumatori (Codacons), si tratta della «prima sentenza del genere pronunciata in Italia».
Il giudice Salvatore Fisichella ha stabilito che «la commercializzazione del 'prodotto inquinato' comporta una responsabilità di natura contrattuale ed extracontrattuale in quanto si profila anche un'ipotesi di responsabilità per il danno alla salute che la commercializzazione comporta».
Il giudice di pace ha ritenuto che «gli attori hanno fornito prova idonea che a seguito dell'acquisto del latte Nestlé e della somministrazione dello stesso alle proprie figlie, subirono un danno di natura psicologica determinato dal turbamento e dalla preoccupazione che la prole potesse essere contaminata a causa della sostanza 'inquinante'».
L'inchiesta prese avvio il 22 novembre del 2005 da un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno che sfociò nel sequestro, eseguito dal corpo forestale, di 30 milioni di latte per bambini.