Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/107681

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide la nostra opinione secondo cui è necessario evitare che la carta Maestro - strumento di pagamento di massa - venga rincarata a piacimento da un monopolista americano? È questo senza comprovato valore aggiunto per il commerciante o il prestatore di servizi?</p><p>2. La Commissione della concorrenza (COMCO) non dispone delle risorse giuridiche, personali e finanziarie per poter prendere, in tempi brevi, decisioni chiare. Cosa intende fare il Consiglio federale per evitare che la COMCO sia costretta ad attendere le decisioni dell'UE? Tanto più che i singoli sistemi nazionali non possono essere comparati a quello svizzero.</p><p>3. Non sarebbe ragionevole se lo Stato introducesse un elemento regolatore efficiente per il traffico elettronico dei pagamenti per evitare che le commissioni aumentino a dismisura a scapito dei clienti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il prezzo della carta di debito Maestro viene a crearsi, in via di principio, sul mercato del relativo servizio, in cui è applicabile la legge sui cartelli. Fino a quando la concorrenza nel settore funziona non è necessario un intervento di regolazione del prezzo da parte dello Stato. In considerazione della posizione dominante che Maestro occupa nel mercato delle carte di debito, le autorità svizzere in materia di concorrenza si sono ripetutamente occupate di tale sistema. Attualmente, la Segreteria della Commissione della concorrenza sta analizzando, nell'ambito di un'inchiesta preliminare, se la prevista introduzione di una "interchange fee" per il circuito di debito Maestro e se il nuovo prodotto Debit Mastercard costituiscono una limitazione illecita della concorrenza. Inoltre, la medesima segreteria ha aperto un'inchiesta preliminare finalizzata a valutare se sussistono gli estremi per una limitazione illecita della concorrenza per quanto riguarda l'introduzione di varie tasse di acquisizione da parte di Mastercard (Maestro Volume Fee e Maestro Development Fund).</p><p>Viste le due procedure pendenti presso le autorità in materia di concorrenza, il Consiglio federale non si esprime in merito al prezzo della carta Maestro.</p><p>2. Per quanto concerne le risorse di cui dispongono le autorità in materia di concorrenza, il Consiglio federale rimanda alla consultazione avviata il 30 giugno 2010 concernente la revisione parziale della legge sui cartelli. Basandosi tra l'altro sulla valutazione della legge sui cartelli, esso intende mettere in atto miglioramenti sia di natura materiale che istituzionale. Da un lato, il progetto prevede la valorizzazione delle istituzioni al fine di rafforzare lo Stato di diritto. D'altro lato, la revisione parziale propone miglioramenti materiali tesi a rafforzare ulteriormente il principio della concorrenza nell'interesse dell'economia nazionale.</p><p>Le autorità svizzere in materia di concorrenza giudicano autonomamente le limitazioni della concorrenza che si manifestano nel Paese senza attendere le decisioni della Commissione europea. Tali autorità seguono da vicino l'evoluzione della giurisprudenza estera in materia di concorrenza al fine di tenere conto del carattere internazionale di numerose infrazioni alla legge sui cartelli. In relazione al sistema di addebito Maestro la Svizzera riveste inoltre un ruolo particolare essendo l'unico Paese europeo in cui non viene tuttora riscossa alcuna commissione interbancaria.</p><p>3. Il Consiglio federale non ritiene necessario introdurre una regolamentazione specifica per il settore del traffico elettronico dei pagamenti. In virtù della legge sui cartelli, infatti, le autorità in materia di concorrenza dispongono dei mezzi legali necessari a prevenire danni economici provocati da eventuali limitazioni della concorrenza e legati all'uso di strumenti di pagamento come Maestro. Inoltre, la Banca nazionale svizzera ha il compito - conferitole dalla legge sulla Banca nazionale - di agevolare e garantire il funzionamento dei sistemi di pagamento elettronici.</p>  Risposta del Consiglio federale.