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Cresce l'atteggiamento critico nella popolazione britannica sui ritardi imputati, almeno inizialmente, al governo conservatore di Boris Johnson nella risposta all'emergenza coronavirus.
Nonostante ciò la popolarità personale del premier rimane per ora relativamente solida rispetto a quella di qualunque altro leader.
Secondo un sondaggio Ipsos-Mori diffuso oggi, due terzi dei sudditi di Sua Maestà ritengono che l'esecutivo abbia imposto tardivamente le misure restrittive del lockdown, scattato fra il 16 e il 23 marzo: in aumento rispetto al 57% di due settimane fa.
Nel contempo cala però la percezione di rischio personale fra la gente. Con non più di un 49% che dice oggi di sentirsi "molto in pericolo" di contagio contro il 63% di metà aprile.
Una contraddizione in qualche modo, rilevano i ricercatori, notando che se da un lato monta il rimprovero al governo britannico di non essere stato abbastanza cauto e severo a marzo, dall'altro scema la consapevolezza della necessità di mantenere ora in vigore il lockdown, come Johnson al momento invece indica.
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