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Il Gruppo di Stati del Consiglio d'Europa contro la corruzione (GRECO) deplora nuovamente la mancanza di trasparenza che caratterizza la campagna per le elezioni federali del 20 ottobre. In un'intervista con swissinfo.ch, il segretario generale esecutivo Gianluca Esposito rileva però gli sforzi compiuti dalla Confederazione.
In molti settori la Svizzera rappresenta un'eccezione nel cuore dell'Europa. La Confederazione ama particolarmente vantare i meriti della sua democrazia semidiretta: permette ai cittadini comuni di esprimersi regolarmente alle urne e quindi di placare una rabbia che altrove si manifesta nelle strade.
Ma la democrazia elvetica ha anche il suo lato oscuro. La sua credibilità è compromessa dalla totale opacità che circonda il finanziamento delle campagne elettorali e delle votazioni. Tra i 47 Stati membri del Consiglio d'EuropaLink esterno, la Svizzera è l'unico Paese che non ha una legge sul finanziamento dei partiti politici.
Gianluca Esposito, segretario esecutivo del GRECOLink esterno, chiede di nuovo alla Svizzera di attuare un disciplinamento che garantisca la trasparenza del finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali. D'altra parte, sottolinea però anche gli sviluppi positivi osservati negli ultimi mesi e annuncia che il GRECO ha ritirato la Svizzera dalla procedura di non conformità.
swissinfo.ch: La campagna elettorale per le elezioni parlamentari di quest'autunno in Svizzera si svolge ancora una volta senza che nessun partito politico debba rivelare il proprio budget o i nomi dei propri donatori. Qual è la sua reazione?
Gianluca Esposito: La situazione attuale non è ancora pienamente conforme alle norme del Consiglio d'Europa in questo settore. La nostra raccomandazione alla Svizzera è molto semplice: deve stabilire norme che garantiscano una ragionevole trasparenza e il controllo del finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali, indipendentemente dall'esistenza o meno di finanziamenti pubblici.
"Il GRECO applica regole abbastanza chiare, approvate anche dagli Stati stessi, compresa la Svizzera".Fine della citazione
Rammento peraltro che il GRECO applica regole abbastanza chiare, approvate anche dagli Stati stessi, compresa la Svizzera. Queste regole sono contenute nella Raccomandazione Rec(2003)4Link esterno del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, rivolta agli Stati membri, sulle regole comuni contro la corruzione nel finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali.
Perché la Svizzera è lenta nell'introdurre una regolamentazione di questo tipo, a suo avviso?
La domanda deve essere rivolta alle autorità svizzere. Aspettiamo questa riforma da otto anni. Ciò che abbiamo raccomandato alla Svizzera non è specifico per la Svizzera; abbiamo formulato raccomandazioni simili agli altri Stati membri del GRECO, quando era necessario.
Sono possibili sanzioni?
Il GRECO non adotta sanzioni e, personalmente, non credo che le sanzioni servano a granché. Affinché le riforme funzionino in qualsiasi Paese, devono nascere all'interno. Non credo nelle riforme imposte dall'esterno.
In casi estremi, come quello recente con la BielorussiaLink esterno, il GRECO può adottare una dichiarazione pubblica di non conformità ai nostri standard, che ha pur sempre conseguenze politiche, economiche e di reputazione non indifferenti.
Siamo molto lontani da questa situazione nel caso della Svizzera. Al contrario, vediamo segnali che vanno nella giusta direzione, come il progetto di modifica della legge federale sui diritti politiciLink esterno elaborato dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati e il progetto di articolo costituzionale oggetto di un'iniziativa popolare federaleLink esterno [Per più trasparenza nel finanziamento della politica, NrR.].
Oltre all'iniziativa popolare e al controprogetto a cui lei fa riferimento (cfr. riquadro in fondo all'articolo), cinque Cantoni hanno già adottato regole per una maggiore trasparenza nel finanziamento dei partiti politici. Pensa che il vento stia girando?
Sono ottimista. Tutte queste iniziative vanno nella giusta direzione. In diversi Cantoni la popolazione si è espressa chiaramente a favore di una maggiore trasparenza nel finanziamento dei partiti politici. Questa esigenza di maggiore trasparenza è del resto generale e non specifica della Svizzera.
Sempre più spesso la popolazione di tutti gli Stati membri vuole sapere come sono finanziati i partiti politici, come vengono spesi i soldi, eccetera. Mi sembra normale. Spero quindi che anche la Svizzera sia presto in grado di conformarsi alle norme europee in questo campo.
Questo significa che allenterete un po' la pressione sulla Svizzera?
Il GRECO lo scorso giugno ha adottato un rapporto di conformità sulla Svizzera su questo tema. Questo rapporto non è ancora pubblico perché la Svizzera non ne ha ancora autorizzato la pubblicazione, per cui non posso entrare nei dettagli. Tuttavia, posso dirvi che la Svizzera non è più nella nostra procedura di non conformità. Naturalmente continuiamo a seguire da vicino gli sviluppi e ci aspettiamo un ulteriore aggiornamento da parte delle autorità svizzere nel giugno 2020.
L'attuale mancanza di trasparenza non nuoce comunque alla reputazione della democrazia svizzera, che si erige volentieri come modello per il resto del mondo?
La Svizzera effettivamente ha una lunga tradizione di democrazia parlamentare e democrazia diretta. Tuttavia, la trasparenza nel finanziamento della vita politica è una questione cruciale in un Paese come la Svizzera, dove, in assenza di finanziamenti pubblici diretti, i partiti politici, le campagne elettorali e le campagne per le votazioni popolari sono fortemente, per non dire totalmente, dipendenti da risorse finanziarie private.
Il popolo avrà l'ultima parola
Attualmente la legge federale svizzera non contiene disposizioni sul finanziamento dei partiti politici. Cinque cantoni hanno però già introdotto norme in questo settore: Friburgo, Neuchâtel, Svitto, Ticino e Ginevra.
Di fronte al rifiuto sistematico della maggioranza di destra in parlamento di legiferare, la sinistra, sostenuta dai piccoli partiti al centro, nell'ottobre 2017 ha depositato un'iniziativa popolareLink esterno volta a creare maggiore trasparenza nel finanziamento della vita politica.
L'obiettivo del testo è in particolare quello di obbligare i partiti politici a rendere pubblici l'ammontare e l'origine delle donazioni superiori a 10'000 franchi e le spese di campagna elettorale e di voto quando superano i 100'000 franchi.
All'inizio di maggio, la Commissione delle istituzioni politicheLink esterno del Consiglio degli Stati (la Camera dei Cantoni) ha elaborato un controprogetto all'iniziativa, che fissa la soglia per gli importi soggetti a trasparenza a 25'000 franchi all'anno per le donazioni e 250'000 franchi per le campagne. I due principali partiti di destra – l'Unione democratica di centro e il Partito liberale radicale – si sono dichiarati contrari sia all'iniziativa che al controprogetto.Fine della finestrella
Potete conttatare l’autore dell'articolo su Twitter: @samueljabergLink esterno
(Traduzione dal francese: Sonia Fenazzi)