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Grazie a Roberto Chibbaro ho scoperto l’esistenza de Il Minottino, Manuale di sopravvivenza giuridica ad uso del blogger scritto da Daniele Minotti, avvocato.
Alcuni aspetti giuridici mi sono sembrati sensati (tutto ciò mi preoccupa non poco: o la legge è sensata, e di questo ne dubito, oppure il mio buon senso è contorto quanto quello dei giuristi). L’aspetto più interessante del libro è comunque la domanda centrale che tiene un po’ le fila di tutto il discorso: il web è stampa?
Qui c’è una enorme ontologia invisibile, per riprendere una fortunata espressione di John Searle: invisibile perché, per quanto ci possa essere di mezzo molta e solida materia (la carta, le rotative, i computer, le fibre ottiche), non è ben chiaro dove siano la stampa e il web; enorme perché qui si parla di cose molto grandi (pensate a una biblioteca, o alle cifre chieste in alcune cause di diffamazione); ontologia perché qui ci si chiede se un certo tipo di cose siano uguali (simili, assimilabili, paragonabili) a un certo tipo di altre cose, e questa è una domanda ontologica.
Quello che mi chiedo è se c’è un senso a leggere ontologicamente questo tipo di problemi.