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I fianchi del palazzo sono stretti da grosse pietre d'angolo sporgenti che nei piani superiori si trasformano in snelle lesene, coronate al piano nobile da capitelli in stile pseudo ionico.
Grandi aquile sono appollaiate agli architravi delle finestre. Sopra il portale, la targa con l'iscrizione e la data (1620) con lo stemma di famiglia sorretto da due giovani ignudi. Altri elementi araldici dello stemma costellano la facciata, secondo l'uso tipicamente romano in seguito molto sviluppato dal Borromini (1599-1667), architetto originario di Bissone.
Gli stucchi pregevoli che ornano la facciata sono opera di Giovanni Battista Serodine, figlio di Cristoforo, proprietario del palazzo, e fratello del pittore Giovanni.
Sul fianco verso il lago due graffiti allegorici mostrano una figura femminile alata (Vittoria?) ed un guerriero armato reggente una Vittoria.
Casa Serodine è stata restaurata nel 1968.