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(DFGP, versione ridotta) Il 9 febbraio 2014 il Popolo e i Cantoni svizzeri hanno accolto l’iniziativa popolare "Contro l’immigrazione di massa" con il 50,3 per cento dei voti e una maggioranza di 17 Cantoni. Il testo costituzionale (art. 121a Cost.) impone al Consiglio federale e al Parlamento di introdurre, entro tre anni, un nuovo sistema d’ammissione che permette alla Svizzera di regolare l’immigrazione salvaguardando nel contempo gli interessi dell’economia e prevedendo la priorità ai lavoratori residenti. Il Consiglio federale aveva fatto notare già prima della votazione che il nuovo articolo costituzionale non sarebbe stato compatibile con l’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) con l’Unione europea (UE) e quindi neanche con gli accordi bilaterali.
L'11 febbraio 2015 il Consiglio federale aveva adottato il mandato per i negoziati sulla libera circolazione delle persone con l'UE. Il 27 ottobre 2015 è stata depositata l’iniziativa popolare RASA ("Fuori dal vicolo cieco! Rinunciamo alla reintroduzione di contingenti d’immigrazione") che intende invece abolire l’articolo costituzionale sull’immigrazione, al fine di mantenere gli accordi bilaterali con l’UE.
Nella seduta del 1° febbraio 2017, il Consiglio federale ha posto in consultazione due varianti per un controprogetto diretto all’iniziativa RASA, al fine di promuovere un’ampia discussione. Le due varianti corrispondono ai punti essenziali fissati dal Collegio governativo il 21 dicembre 2016. Entrambe mantengono l’incarico costituzionale di regolare l’immigrazione. Inoltre, entrambe garantiscono la prosecuzione degli accordi bilaterali. La prima variante contiene una disposizione secondo cui nella regolazione dell’immigrazione occorre tenere conto dei trattati internazionali di ampia portata per la posizione della Svizzera in Europa. Tale variante prevede inoltre l’abrogazione della disposizione transitoria, secondo cui i trattati internazionali contrari al nuovo articolo sull’immigrazione devono essere rinegoziati e adeguati entro tre anni. La seconda variante si limita ad abolire la disposizione transitoria.