Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/94253

<h2>SubmittedText<h2><p>La Commissione federale contro il razzismo (CFR) ha pubblicato nel suo bollettino del dicembre 2008 (Tangram n. 22) un articolo del professor Christian Giordano nel quale s'invoca per la Svizzera il pluralismo giuridico. Per le minoranze degli immigrati dovrebbero valere, perlomeno nel diritto di famiglia e nel diritto civile, altri sistemi giuridici sul modello di quelli dei Paesi d'origine.</p><p>Il principio che per tutti gli abitanti della Svizzera - o, per questioni di competenza cantonale, per tutti gli abitanti di un cantone - vale lo stesso diritto è uno dei pilastri del moderno Stato federale. Pertanto sconcerta che un servizio federale si senta in dovere di pubblicare simili idee a spese dei contribuenti. E, ovviamente, poco importa che questo servizio federale abbia dichiarato a pubblicazione avvenuta che non condivide l'opinione dell'autore.</p><p>Alla luce di queste considerazioni invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ovviamente ciascuno è libero di esprimersi a favore del pluralismo giuridico e ogni organo privato può pubblicare articoli in tal senso. Ma è compito di un servizio federale pubblicare articoli che mettono in discussione principi basilari del moderno Stato di diritto?</p><p>2. Il Consiglio federale considera ammissibile rinunciare completamente o in parte al principio dell'unicità del sistema giuridico e dell'uguaglianza di fronte alla legge? Georg Kreis, presidente della CFR, ritiene che un simile dibattito - promosso da un servizio federale - sia opportuno.</p><p>3. Il Consiglio federale non condivide l'opinione che un simile articolo in una pubblicazione che riporta in copertina lo stemma svizzero e l'indicazione "Confederazione Svizzera" rischia di suscitare negli immigrati idee sbagliate su cosa è o non è ammissibile in Svizzera?</p><p>4. Questa pubblicazione non rischia di provocare nella popolazione svizzera un atteggiamento di ripiegamento difensivo a causa del timore ingiustificato che l'immigrazione metta in questione il nostro ordinamento giuridico?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a intraprendere i passi necessari per impedire in futuro queste pubblicazioni controproducenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha già risposto più volte in modo coerente a interventi parlamentari sull'operato della CFR (cfr. 07.3032 mozione Dunant, 07.1024 interrogazione Pfister Gerhard, 06.5164 domanda Wobmann, 99.3645 postulato Mörgeli), sottolineando in particolare che le commissioni extraparlamentari non devono essere costrette a mettersi al servizio soltanto di una determinata linea politica, bensì sono chiamate ad occuparsi di tutti i possibili temi che rientrano nel loro mandato e possono quindi affrontare anche opinioni controverse e discuterle in modo pubblico.</p><p>1./3./5. Per coinvolgere l'opinione pubblica nei dibattiti che rientrano nel suo mandato, la CFR pubblica, tra l'altro, il bollettino Tangram due volte all'anno. Ogni edizione di Tangram è dedicata a un tema specifico sul quale si esprimono specialisti di diversa opinione. Come indicato nelle note editoriali, l'opinione espressa negli articoli non riflette necessariamente quella della CFR. Il Consiglio federale non ritiene pertanto che vi sia alcuna necessità di intervenire.</p><p>2./4. Il Consiglio federale ha sempre affermato in modo inequivocabile - l'ultima volta nel messaggio concernente l'iniziativa popolare "contro l'edificazione di minareti" - che il nostro ordinamento giuridico vale per tutti e che nessuno può far valere norme religiose per sottrarsi al diritto ordinario. D'altro canto anche lo Stato non ha il diritto di sottoporre un determinato credo religioso a norme più restrittive. Per un'esposizione più articolata della questione sollevata dall'interpellanza, si rimanda al sito Internet del Servizio per la lotta al razzismo.</p><p>Il Consiglio federale ha fiducia nella capacità di discernimento del popolo svizzero. Inoltre sottolinea che nel nostro Paese le relazioni tra le culture e le religioni siano intense e proficue e che la nostra democrazia offra spesso l'opportunità di dibattere a fondo su problemi sociali.</p>  Risposta del Consiglio federale.