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È successo per la seconda volta che il coach del CSKA, in occasione di una sfida di cartello di KHL, ha provato una mossa molto coraggiosa, andata a buon fine.
È stato uno dei giocatori di hockey più forti di tutti i tempi, addirittura, un cronista canadese negli anni '90, si permise di dire nel corso di una telecronaca, «non me ne vogliano Gretzky e Lemieux ma oggi, in NHL, non c'è nessuno come Fedorov».
Sergei Fedorov, ex giocatore del CSKA di Mosca, dei Red Wings di Detroit, di Anaheim, Columbus e Washington, oltre che vincitore di quattro ori mondiali, prima con l'Unione Sovietica, poi con la Russia, ha totalizzato 1'179 punti in 18 stagioni giocate in NHL. Giocatore dalla visione di gioco sopra la norma, dalle intuizioni geniali, e spesso coraggiose.
Anche per questa sua caratteristica Sergei Fedorov è ricordato come un uomo non certo frenato dalle paure, uno dei primi a sfidare il Politbüro scappando dall'USSR per cercare fortuna negli Stati Uniti.
Oggi, il 52enne è tornato a casa, in veste di head-coach del 'suo' CSKA di Mosca.
Ed è proprio il suo leggendario coraggio che gli ha permesso di portare a termine con successo una mossa estremamente rischiosa, per la seconda volta di seguito.
Già, perché ancora una volta il suo CSKA ha vinto ai supplementari grazie a un trucco tattico del suo pluridecorato allenatore.
Nella sfida di KHL contro l'altra grande formazione di Mosca, Fedorov ha tolto il suo portiere per mettere sul ghiaccio un quarto giocatore, questo durante uno degli affondi della sua squadra nel corso del tempo supplementare.
Mossa vincente, in quanto Nikita Nesterov ha segnato la rete della vittoria per il CSKA.
Secondo l'esperto di hockey Thomas Roost non passerà molto tempo prima di vedere una simile manovra anche nella nostra National League.