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<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente si sta svolgendo a New York il 57° convegno sullo statuto delle donne, dedicato all'eliminazione e alla prevenzione di ogni forma di violenza contro le donne e i bambini, a cui partecipa anche una delegazione svizzera.</p><p>Finora la Svizzera si è adoperata a più riprese, con varie iniziative su scala nazionale e internazionale, in favore della prevenzione e della lotta contro la violenza nei confronti delle donne. Il nostro Paese non ha tuttavia ancora né firmato né ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica" (http://www.conventions.coe.int/Treaty/Commun/QueVoulezVous.asp?CL=ITA&amp;NT=210), che da aprile 2011 è aperta alla firma ed è finora stata sottoscritta da 29 Stati. Tra i Paesi firmatari figurano, tra gli altri, Austria, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia e Svezia. Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. La Svizzera intende firmare e ratificare la Convenzione?</p><p>2. In caso negativo: per quali motivi la Svizzera non firma/ratifica la convenzione?</p><p>3. Quali provvedimenti adotta la Svizzera, sul piano nazionale, per prevenire e lottare contro la violenza nei confronti delle donne?</p><p>4. Quali provvedimenti appoggia la Svizzera, sul piano internazionale, per prevenire e lottare contro la violenza nei confronti delle donne?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale ritiene fondamentale proteggere le donne e le ragazzine da qualsiasi forma di violenza. Pertanto deciderà probabilmente entro la pausa estiva in merito alla firma della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). In un secondo tempo dovrà prendere una decisione in merito alla successiva ratifica e attuazione della convenzione, finora ratificata soltanto da tre Stati.</p><p>3. Negli ultimi tre anni, su scala nazionale sono state adottate le seguenti misure tese a prevenire e combattere la violenza nei confronti delle donne:</p><p>- Nel 2003 in seno all'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) è stato istituito l'ambito violenza domestica, che mette a disposizione studi, perizie e materiale informativo per la prevenzione e la lotta contro la violenza domestica, e organizza convegni in materia destinati ai servizi e alle organizzazioni cantonali. L'UFU dirige inoltre il gruppo di lavoro interdipartimentale sulla violenza domestica, che coordina le relative misure e attività a livello federale.</p><p>- Nel suo rapporto del 13 maggio 2009, intitolato "Violenza nei rapporti di coppia. Cause e misure adottate in Svizzera", il Consiglio federale ha deciso venti misure tese a prevenire e combattere la violenza nei rapporti di coppia. Secondo il rapporto intermedio del Consiglio federale del 22 febbraio 2012, gran parte dei provvedimenti è già stata attuata o lo sarà entro il 2016. All'UFU compete coordinare l'attuazione delle misure e stilare un rapporto.</p><p>- Nel suo rapporto del 27 febbraio 2013 in adempimento del postulato Fehr Jacqueline 09.3878, "Più denunce, maggior effetto deterrente", il Consiglio federale ha proposto varie misure tese a incentivare le denunce da parte delle vittime di reati e a potenziare il sostegno offerto a queste persone. Tali misure devono essere vagliate in collaborazione con i cantoni.</p><p>- Nell'autunno 2013 l'UFU pubblicherà uno studio sui costi economici della violenza nei rapporti di coppia.</p><p>- Con la statistica criminale di polizia, l'Ufficio federale di statistica mette annualmente a disposizione dati aggiornati sui reati violenti. In collaborazione con l'UFU sono state allestite pubblicazioni speciali sugli omicidi (2006 e 2008) e la violenza domestica (2012).</p><p>- Attualmente l'Ufficio federale di giustizia sta valutando l'articolo 28b del Codice civile (norma di diritto civile sulla protezione da violenze) e l'articolo 55a del Codice penale (sospensione del procedimento in caso di violenza nei rapporti di coppia). Una valutazione della legge concernente l'aiuto alle vittime di reati è prevista per il 2016.</p><p>- Il servizio di coordinazione contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti crea le condizioni necessarie per combattere e prevenire efficacemente la tratta di esseri umani e il traffico di migranti in Svizzera.</p><p>- L'Ufficio federale della migrazione, in collaborazione con l'UFU, attua il programma federale contro i matrimoni forzati (2013-2018).</p><p>- L'Ufficio federale della sanità pubblica sta elaborando materiale informativo per la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili, sostiene il servizio di mediazione per la prevenzione di tale pratica e dirige un gruppo di lavoro che sta attualmente stilando raccomandazioni per la prevenzione, la sensibilizzazione e la tutela in materia.</p><p>- Infine il Codice penale (CP) è stato integrato con due fattispecie: l'articolo 181a CP (matrimonio forzato, in vigore dal 1° luglio 2013) e l'articolo 124 CP (mutilazione di organi genitali femminili, in vigore dal 1° luglio 2012).</p><p>4. La Svizzera si adopera su scala internazionale per la protezione delle donne dalla violenza, in particolare negli ambiti seguenti:</p><p>- Nel 1997 la Svizzera ha ratificato la Convenzione dell'ONU sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna e stila regolarmente rapporti, all'attenzione del competente comitato ONU, in merito alle misure federali e cantonali per la prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne.</p><p>- La Svizzera si adopera in seno alla Commissione sulla condizione della donna, al terzo comitato dell'Assemblea generale dell'ONU e al Consiglio dei diritti umani a favore della tutela dei diritti femminili.</p><p>- La Svizzera ha fornito un contributo determinante all'elaborazione della Convenzione di Istanbul in seno al comitato di esperti del Consiglio d'Europa.</p><p>- La Svizzera intrattiene dialoghi in materia di diritti umani con vari Paesi. In tale contesto i diritti delle donne sono trattati anche in via prioritaria (p. es. in Nigeria e Tagikistan).</p><p>- In Africa settentrionale i diritti delle donne sono promossi da un'ONG svizzera. Anche in Venezuela il DFAE sostiene le donne vittime di violenza.</p><p>- Il DFAE è attivo in vari ambiti, sul piano bilaterale e multilaterale, nella lotta contro la tratta di esseri umani e le mutilazioni genitali femminili, sviluppando standard internazionali e sostenendo e finanziando programmi in loco.</p><p>- In seno alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione sono in corso iniziative tese a prevenire e combattere la violenza nei confronti delle donne soprattutto in contesti postbellici e in regioni nelle quali sono particolarmente diffuse forme specifiche di violenza nei confronti delle donne. Nell'ambito di programmi in materia di migrazione sono ad esempio promossi i diritti delle migranti attive come aiuto domestico e sono previsti programmi sanitari che forniscono assistenza psicologica e medica alle vittime e alle superstiti di violenze di genere.</p>  Risposta del Consiglio federale.