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<h2>SubmittedText<h2><p>Con l'adesione prevedibile dell'Islanda all'Unione europea il futuro dell'AELS è messo in discussione. Non solo l'organizzazione raggiunge una grandezza critica, ma i tre Paesi membri restanti Svizzera, Liechtenstein e Norvegia si contraddistinguono per interessi economici differenti. L'attuale pressione politica sulla Svizzera mostra chiaramente che il procedere in solitario (economico-)politico va contro gli interessi della Svizzera stessa. A tale riguardo si chiede al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale le prospettive dell'AELS nel caso di un'eventuale adesione dell'Islanda all'UE?</p><p>2. Quale strategia segue a tale riguardo il Consiglio federale per l'ulteriore sviluppo dell'organizzazione?</p><p>3. Quali effetti avrebbe il procedere in solitario economico e politico della Svizzera, anche in vista delle differenze esistenti rispetto all'OCSE?</p><p>4. Come giudica il Consiglio federale le trattative di adesione con l'UE coordinate con Norvegia e Lichtenstein?</p><p>5. Mediante un tale procedimento si potrebbero concordare con l'UE più vantaggi per la Svizzera di quanti ne abbia l'adesione piuttosto "forzata" che si prevede da parte dell'Islanda?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Il Consiglio federale continua a seguire con attenzione gli sviluppi della situazione in Islanda, soprattutto per quanto riguarda l'eventuale domanda di adesione all'UE. Le elezioni legislative del 25 aprile 2009 hanno assegnato la vittoria a una coalizione formata dall'Alleanza socialdemocratica (SDA) e dalla Sinistra-Movimento verde (LGM). Johanna Sigurdardottir è stata quindi eletta alla testa del governo, posto da lei occupato già nel governo di transizione. All'interno della sua coalizione, il partito SDA sostiene l'adesione all'UE, mentre il LGM difende una posizione piuttosto contraria. Il 28 maggio 2009 il ministro degli affari esteri ha sottoposto al Parlamento una proposta relativa alla domanda di adesione all'UE. Il governo prevede di depositare questa domanda presso l'UE dopo aver ottenuto l'accordo dei deputati al più tardi nel mese di luglio. Se così fosse, i risultati dei negoziati di adesione sarebbero sottoposti a referendum.</p><p>Nel caso in cui l'AELS dovesse subire un restringimento, le ripercussioni possibili sull'AELS sarebbero esaminate sia all'interno che insieme ai partner dell'AELS. Il Consiglio federale ha già rilevato l'importanza dell'AELS quale strumento per il raggiungimento degli obiettivi in materia di politica economica estera ed europea della Svizzera, l'ultima volta nella risposta all'interpellanza de Buman 08.3947. Nella stessa ha espresso anche la sua intenzione di voler procedere a un esame approfondito dei vantaggi e degli svantaggi dell'affiliazione all'AELS, tenendo conto delle prospettive e delle alternative per futuri sviluppi dell'Associazione, nonché degli eventuali effetti da attendersi sul piano economico. Il Consiglio federale ha pertanto già previsto di includere in questo esame le questioni sollevate nelle domande 1 a 3 del presente postulato. Un'eventuale separazione dell'Islanda dall'AELS richiederà anche un riesame delle relazioni all'interno del SEE tra la Norvegia, il Liechtenstein e l'UE.</p><p>4./5. Come descritto nel rapporto Europa 2006, il Consiglio federale ritiene che al momento il proseguimento della cooperazione bilaterale con l'UE resti lo strumento migliore per difendere gli interessi della Svizzera nei confronti del suo partner principale. Il Consiglio federale intende dunque continuare in questa direzione che si è rivelata una garanzia di successo e che beneficia di un chiaro appoggio da parte del popolo svizzero. Per il Consiglio federale la via bilaterale resterà lo strumento ideale nella difesa degli interessi del Paese.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.