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Svizzera, 09 maggio 2020
Lei non lavora, suo marito neppure. Ma può far venire la figlia dal Marocco
Il Tribunale federale ha ancora una volta annullato una decisione ticinese in materia di immigrazione. Le nostre autorità cantonali avevano negato l’autorizzazione a un ricongiungimento familiare a causa del rischio di dipendenza dall’aiuto sociale, ma secondo i giudici della massima corte elvetica il ricongiugimento familiare s’ha da fare comunque.
Protagonista di questa vicenda è una donna marocchina classe 1985, patrocinata dall’avvocato Stefano Zanetti. La donna è giunta in Svizzera nel 2013 per sposarsi con un connazionale, titolare di un permesso di domicilio nel nostro Paese. Celebrate le nozze, la donna ha ottenuto un permesso di dimora. Poco dopo ha dato alla luce una bambina.
Tre anni dopo la donna ha chiesto di poter fare venire in Svizzera un’altra figlia, dodicenne, nata da una precedente relazione in Marocco. La giovane è arrivata in Ticino ancor prima di ricevere una risposta dalle autorità cantonali e ha iniziato a frequentare le scuole medie.
Pochi mesi dopo però, sempre nel 2016, la Sezione della popolazione ha respinto l’istanza di ricongiungimento familiare, rilevando come i mezzi a disposizione della
famiglia fossero insufficienti, di modo che vi era un rischio di dipendenza dall’aiuto sociale.
La cittadina marocchina ha presentato ricorso sia al Consiglio di Stato sia al Tribunale amministrativo cantonale ma entrambi hanno respinto l’impugnativa.
Dopo la sentenza del TRAM, emessa nell’ottobre 2019, la donna si è quindi appellata al Tribunale federale. I giudici di Losanna, nella sentenza pubblicata ieri, scrivono che al momento della decisione del Consiglio di Stato la donna era in disoccupazione e suo marito senza lavoro. Essi riconoscono dunque che il fabbisogno della famiglia non poteva essere coperto.
Ma il Tribunale federale evidenzia che “la figlia ha raggiunto la madre in Svizzera già dal 2016 ed è quindi integrata nel nucleo familiare - anche da un punto di vista economico - oramai da diversi anni”. Da allora, infatti, la coppia non ha fatto capo all’aiuto sociale. Questo basta per far dire ai giudici di Losanna che la giovane marocchina può restare in Svizzera. Il ricorso è così stato accolto e lo Stato del Canton Ticino dovrà versare 2mila franchi alla donna marocchina per le spese giudiziarie.