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Le vincite a lotterie, scommesse sportive e giochi di destrezza vanno esonerate dal pagamento delle imposte solo se inferiori a un milione di franchi. Con 30 voti contro 12, il Consiglio degli Stati si è nuovamente detto contrario a un esonero generalizzato.
Ha mantenuto una divergenza con il Nazionale. Il dossier ritorna quindi alla Camera del popolo.
La nuova legislazione attua l'articolo costituzionale adottato da popolo e cantoni l'11 marzo 2012. Per la prima volta tutte le norme sul tema sono inserite in una sola legge.
Il governo, sostenuto dal Consiglio nazionale, vorrebbe esentare dall'obbligo di contribuzione tutte le vincite al gioco, come già ora avviene per i casinò.
Si tratta di lottare più efficacemente contro la concorrenza estera, che defiscalizza già talune vincite, ha sottolineato la consigliera federale Simonetta Sommaruga. Tale decisione, approvata dai cantoni, comporterebbe tuttavia 120 milioni di entrate in meno all'anno.
I "senatori", già nel giugno 2016, non avevano voluto spingersi così lontano. Oggi hanno ribadito che l'esenzione dovrebbe riguardare unicamente le vincite a giochi di grande estensione inferiori a un milione di franchi. Secondo Sommaruga, la questione è semplice: occorre favorire i gestori di giochi legali basati in Svizzera, che riversano i loro introiti all'AVS e ai cantoni a scopi di pubblica utilità, oppure lasciare che i cittadini elvetici giochino all'estero?
Ma la maggioranza dei "senatori" non l'ha seguita. Per un normale contribuente sarebbe difficile da digerire il fatto che una persona che guadagna milioni giocando venga esentata dal pagamento delle imposte, ha sostenuto Beat Rieder (PPD/VS).
SDA-ATS