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In una intervista pubblicata oggi dal giornale "Aargauer Zeitung" l'abate di Einsiedeln Martin Werlen critica l'atteggiamento della Chiesa cattolica in relazione agli abusi sessuali emersi tra il clero. A suo avviso ha reagito allo scandalo dei preti pedofili procedendo "con il freno a mano tirato", non ha "sfruttato l'opportunità" che le si è presentata.
Lo stesso papa non sfugge alle critiche: "Benedetto XVI ha preso chiaramente posizione. Ma effettivamente troppo tardi. Non ha colto il momento giusto", afferma l'abate.
Secondo Werlen invece di mantenere una posizione difensiva la Chiesa avrebbe dovuto assumere una posizione offensiva, affrontando di petto il problema. A suo avviso, lo scandalo può essere considerato "una benedizione per la Chiesa", come lo è stato per la stessa abbazia di Einsiedeln, in cui la commissione d'inchiesta indipendente istituita dall'abate ha fatto emergere i casi di ben 15 monaci rei di abusi sessuali negli ultimi 60 anni.
"Le vittime hanno trovato improvvisamente il coraggio di manifestarsi pubblicamente e hanno constatato che non erano sole - rileva Werlen -. È stata una benedizione anche per gli autori degli abusi, perché senza una rielaborazione del proprio operato non c'è guarigione".
SDA-ATS