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La scorsa settimana la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha nuovamente preso tempo, rimandando qualsiasi nuova discussione al secondo trimestre del 2023. Eppure si temporeggia già da fine 2013.
La proverbiale lentezza svizzera continua a rallentare qualsiasi sforzo di introdurre strumenti di tutela collettiva per i consumatori vittime, per esempio, di truffe. E così mentre nella maggioranza dei paesi occidentali i consumatori hanno modo di tutelarsi contro le grandi aziende attraverso cause collettive, i consumatori svizzeri rimangono privi di strumenti davvero efficaci.
La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha infatti richiesto “ulteriori chiarimenti” prima di entrare nel merito, al più presto verso metà 2023. Eppure a cavallo fra dicembre 2013 e gennaio 2014 una mozione dell’allora presidente della Konsumentenschutz Prisca Birrer-Heimo è stata adottata da entrambe le camere. La mozione si proponeva proprio di dotare i consumatori svizzeri di strumenti di azione collettiva efficace.
Così, almeno per un altro anno, i consumatori svizzeri resteranno indifesi contro le grandi aziende e l’accesso alla giustizia rimarrà soltanto relativo. Come spesso accade in materia di diritti dei consumatori, la Svizzera è in ritardo rispetto all’UE, dove molti stati membri hanno già strumenti efficaci da tempo, e in ogni caso al più tardi entro metà 2023 tutti i paesi dell’UE dovranno garantire questo diritto.