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Tewirneh She, sposa dell'imperatore Tharaus Lithucorn di Sandovelia, sfoggia un abbigliamento che cerca di coniugare le esigenze dettate dal protocollo con i gusti personali della sovrana. Gli elementi di chiara matrice politica sono i diversi richiami al casato del suo regale consorte, ovvero l'Unicorno bianco su fondo azzurro smeraldino. Anche il massiccio utilizzo dell'ermellino è una necessità imposta dal suo rango: l'abito sontuoso di Sua Maestà, infatti, deve mostrare chiaramente l'importanza dei regnanti sandoveliani e il loro peso nella scacchiera internazionale. Tuttavia, a differenza di altre sovrane che l'hanno preceduta sul trono dell'Unicorno - e di molte ambiziose rappresentanti della nobiltà locale - Tewirneh dimostra un carattere poco incline all'eccessiva opulenza e agli inutili orpelli, perciò le sue richieste alla sartoria imperiale sono caratterizzate da uno stile raffinato, che predilige i colori pastello (come il rosa pallido) e limita la presenza di nastri, fiocchi, piume e altri gingilli, nel tentativo di mantenere una certa contegnosa discrezione.
sabato 31 dicembre 2016
venerdì 30 dicembre 2016
Da quando fu conquistata dai Duharion, la città di Bin Pantidari è retta da un collegio di quattro prìncipi, appartenenti a quattro diversi casati. Questo sistema, nell'ottica della nobiltà locale, avrebbe evitato che una delle famiglie patrizie prendesse il sopravvento sull'altra. In effetti va detto che si ricordano pochi conflitti interni nella storia del fiorente principato, grazie anche all'alto grado di istruzione cui vengono sottoposti i rampolli destinati a salire al trono. Le dinastie principesche di Bin Pantidari, infatti, sono sempre state ritenute dei modelli di raffinatezza culturale. I prìncipi di Bin Pantidari sono versati in diversi campi del sapere e amano tutto ciò che paia loro esotico, strano e degno d'interesse. Questo fa di loro dei grandi collezionisti di amenità, oggetti eccentrici e animali rari, che rendono il palazzo e l'intera città un'estesa "camera delle meraviglie". Al contempo, però, la natura fortemente suggestionabile dei sovrani li ha resi, più di una volta, facili vittime di ciarlatani, imbonitori, finti maghi e venditori di false reliquie...
Infine, va detto che il gusto per lo sfarzo e le bizzarrie è spesso costato ai prìncipi il dileggio da parte di popoli e casati regnanti di alcuni Paesi stranieri meno inclini al lusso appariscente, prima fra tutti la sobria città di Pilannard Riel. Quest'ultima ha assunto i prìncipi di Bin Pantidari a figure proverbiali, tanto che, tra i suoi abitanti, dare a qualcuno del "Binpantidariano" equivale ad attribuirgli un carattere stravagante, vanitoso, e la tendenza a indulgere in vizi tipici dell'aristocrazia.
lunedì 26 dicembre 2016
"E più la creatura volante si abbassava, Hairam cominciava a scorgere il brulicare degli Gnomi" (da "Hairam Regina").
Gli scontri tra le tribù degli Edimukku - gli Gnomi del deserto roccioso - ci vengono descritti come frequenti e cruenti, rapidi e almeno apparentemente disordinati. Le armi in rame forgiate dal piccolo popolo potrebbero sembrare rudimentali: in realtà, ad un'analisi più attenta, si scoprirà che malgrado l'utilizzo di materiali "poveri", i fabbri Edimuuku dedicano grande cura alla forgiatura di lame e scudi dalle elaborate decorazioni, testimonianza di una cultura iconografica alquanto evoluta. Anche al di là delle valenze estetiche, le forme complesse e irregolari delle punte di lancia permettono una grande versatilità di utilizzo rispetto alle tradizionali aste a punta di goccia.
domenica 25 dicembre 2016
"... come una stretta fenditura che si apriva sul fianco del monte, quasi fosse una ferita di spada. Quell’idea sinistra era rafforzata dalle colature ferruginose sulle rocce sottostanti, che suggerivano l’immagine di un’emorragia della montagna" (da "Hairam Regina").
Il piccolo ma fiorente reame di On-Ifar ha sviluppato un'architettura molto elegante, ispirata all'accentuata verticalità che caratterizza il paesaggio di quei territori. Una verticalità suggerita sia dalle montagne, tra le quali il regno è adagiato, sia - soprattutto - dalle altissime cascate a strapiombo. In architettura questa idea è stata ripresa con forme che si slanciano coraggiose verso il cielo, abbondano infatti le torri e i minareti. L'acqua, elemento dominante del paesaggio onifariano, ha ispirato anche la sagoma "a goccia" delle guglie e le singolari mura perimetrali che, a differenza di quanto visibile altrove, si snodano su un percorso fluido senza seguire rigidi schemi costruttivi.
Altra peculiarità del Regno del Gatto Bianco sono le alte vetrate policrome che ornano i palazzi e gli edifici principali, veri e propri gioielli d'artigianato la cui realizzazione richiede la più grande maestria - il che ha determinato il notevole sviluppo e il progressivo perfezionamento dell'arte vetraria nel regno.
mercoledì 21 dicembre 2016
"Raggiunsi l’Occhio del Re quando Tharaus si apprestava ormai a lasciarlo, montando su un destriero bianco dalle gualdrappe e bardature talmente fastose da risultare quasi più impacciato del suo cavaliere nei movimenti!" (da "Hairam Regina").
lunedì 5 dicembre 2016
Tornano le avventure dei Pirin in questo secondo volume dell’omonima saga. Ritroviamo l’avveduto e sagace re Helewen e la sua amata, l’intraprendente e idealista Hairam, alle prese con problemi epocali. Siamo negli anni che segneranno una svolta decisiva nella storia del continente di Gaimat. Al centro della vicenda, la ricerca della misteriosa Incudine di Elpur, unico oggetto su cui sembra possibile riforgiare la sacra Corona del Re del Mondo. In questo quadro, le imprese dei singoli personaggi e le vicende collettive dei popoli diventeranno il riflesso di sentimenti e stati d’animo delineati in forma allegorica, come avveniva nei grandi poemi epici dell’antichità. Molti anelli oscuri della trama acquisiranno via via un senso, mentre sorgeranno nuove domande alle quali, per il momento, non potremo dare risposta (in attesa del terzo volume conclusivo). Troveranno così una coerenza eventi apparentemente distanti tra loro sia nel tempo che nello spazio, come ennesima dimostrazione che tutto risponde al preciso disegno del Fato cui solo gli occhi dei Numi hanno accesso. Tutto ruota intorno all’enigma della corona spezzata, mistero millenario che aspetta di trovare una soluzione alla fine dei tempi. Cosa rappresentano i frammenti di quel misero cerchio di metallo arrugginito, destinato a diventare il più potente dei diademi regali? In essi sembrano essere racchiusi il bene e il male del mondo, la rovina e la rinascita, le lacrime e i sorrisi dei mortali. Oscuri e ambigui auspici gravano anche sulla progenie della coppia regale di Lothriel: i figli della profezia porteranno su di sé grandi anatemi e benedizioni. Dalle loro scelte, dalle strade che imboccheranno, dipenderanno le sorti di molti. Brocchi racconta il delicato e complesso intrigo con uno stile che spazia dal fiabesco al mistico, dall’avventuroso al poetico, toccando talvolta in modo incredibilmente ravvicinato il vissuto psicologico dei personaggi. Coraggio, amore, fiducia, tradimento, gelosia, furbizia, inganno, saggezza, si mescolano in un mosaico dalle tinte variegate, capace di avvincere il lettore per le 600 pagine di cui si compone questo epic fantasy nostrano. Ricordiamo che sulla scia della saga vedrà presto la luce un videogame, curato dallo stesso autore in collaborazione con gli sviluppatori ticinesi della Stelex Software. Un’avventura punta e clicca intitolata “Eselmir e i cinque doni magici”, che rappresenterà un imperdibile spin-off per addentrarsi ancor più in profondità, tra nuovi personaggi e colpi di scena.
a 05:18:00
giovedì 17 novembre 2016
|wallpaper|
Esattamente quattro anni fa ha visto la luce il romanzo "Pirin - Libro I - Le memorie di Helewen", frutto del decennale lavoro dell'autore svizzero Sebastiano B. Brocchi, che con pazienza e una buona dose d'immaginazione, ha dato vita a un universo fantasy incredibilmente variegato e complesso. Un'opera che, oltre a spezzare alcuni stereotipi narrativi (proponendo un intreccio non lineare che si snoda su varie epoche seguendo le vicende di più personaggi) si appoggia su un mondo di grande spessore, delineato con cura nei dettagli più diversi. La geografia, la natura, le civiltà o le creature fatate che la popolano, la loro storia, i loro usi e costumi, l'architettura, la religione, la lingua, danno forma a un quadro coerente e verosimile pur con l'abbondante utilizzo di elementi fiabeschi, onirici o leggendari. Numerosi i riferimenti e le allusioni al patrimonio mitologico dell'antichità, all'epica, alle favole tradizionali, ai testi sacri e mistici o al folklore medievale, che tuttavia non si configurano mai come dirette citazioni ma sempre come rielaborazioni in una chiave del tutto trasfigurata. A fianco delle tante novità introdotte, comunque, non mancano gli ingredienti essenziali che hanno fatto la fortuna del genere fantasy, come elfi, nani, draghi e altre amenità, anch'essi rivisitati e arricchiti di uno stile peculiare.
La trama è incentrata sulle vicende del popolo dei Pirin, discendenti di una Fata e di un mortale, e sulla ricerca del predestinato a portare la Corona di Sibereht, ovvero la corona del Re del Mondo: l'eletto che porrà fine al potere del Dio Belhagard, Signore della guerra, e potrà finalmente estirpare il fiore dell'Odio.
Quest'anno è stato pubblicato il secondo volume della saga, intitolato "Pirin - Libro II - Hairam Regina", che riprende il filo del discorso interrotto. In particolare seguendo le vicende di re Helewen e della sua sposa, Hairam, i quali si mettono in viaggio per trovare l'incudine su cui sia possibile riforgiare i due frammenti della Corona di Sibereht. Ma la loro missione, così come la loro unione, sono adombrate da oscure profezie apocalittiche.
Presto dovrebbero vedere la luce anche un videogioco ispirato alla saga, ma che costituirà un vero e proprio spin-off, e il terzo volume della trilogia.
Iniziamo con il videogioco: intitolato "Eselmir e i cinque doni magici", sarà un'avventura punta e clicca in 2D, frutto del lavoro congiunto di Brocchi (a cui si devono la trama, i dialoghi e i disegni, garantendo la continuità stilistica con i romanzi) e dei ragazzi dell'intraprendente software house elvetica Stelex Software, oltre al talento dei diversi cantanti e musicisti coinvolti nella realizzazione della colonna sonora.
Anche il capitolo finale della trilogia lettararia, "Pirin - Libro III - Le gesta di Nhalbar", è già in fase di lavorazione, e ci porterà a conoscere l'esito epico e magico di questa saga attraverso le storie parallele dei Figli della Profezia. E queste potrebbero non essere le uniche novità e sorprese riguardanti l'universo dei Pirin. Non ci resta quindi che consigliarvi, come si suol dire, "stay tuned!".
Iniziamo con il videogioco: intitolato "Eselmir e i cinque doni magici", sarà un'avventura punta e clicca in 2D, frutto del lavoro congiunto di Brocchi (a cui si devono la trama, i dialoghi e i disegni, garantendo la continuità stilistica con i romanzi) e dei ragazzi dell'intraprendente software house elvetica Stelex Software, oltre al talento dei diversi cantanti e musicisti coinvolti nella realizzazione della colonna sonora.
Anche il capitolo finale della trilogia lettararia, "Pirin - Libro III - Le gesta di Nhalbar", è già in fase di lavorazione, e ci porterà a conoscere l'esito epico e magico di questa saga attraverso le storie parallele dei Figli della Profezia. E queste potrebbero non essere le uniche novità e sorprese riguardanti l'universo dei Pirin. Non ci resta quindi che consigliarvi, come si suol dire, "stay tuned!".
Intanto, per celebrare la ricorrenza, pubblichiamo per voi un nuovo wallpaper (declinato anche come sfondo per tablet e smartphone) con i protagonisti Helewen, Hairam, Nhalbar, Iriah e Nothal. Buon compleanno Pirin!
|sfondo per tablet|
|sfondo per smartphone|
a 01:10:00
giovedì 10 novembre 2016
Scopriamo nuove indiscrezioni sul videogame "Eselmir e i cinque doni magici", in corso di realizzazione presso Stelex Software. La ricerca degli antichi doni magici di re Theoson non sarà l'unica quest che terrà occupato il protagonista. A questa si uniranno diverse piccole e grandi indagini legate a personaggi ed eventi significativi per la vita di Eselmir o di interi regni. Il sacerdote dovrà far luce anche su alcuni misteri del passato prossimo, tra i quali il destino della donna che amava e con la quale avrebbe dovuto convolare a nozze. Come è morta davvero la bella Jeselion?
Per le risposte a questi quesiti non ci resta che aspettare di percorrere i passi di Eselmir in questa fantastica avventura grafica ispirata all'universo dei Pirin. Per il momento possiamo goderci questa nuovissima locandina che ci mostra l'aspetto di Jeselion, la donna il cui ricordo ancora tormenta l'animo del protagonista...
Continuate a seguirci per scoprire sempre nuovi aggiornamenti!
a 01:28:00
domenica 6 novembre 2016
Il maestoso scranno su cui, nei secoli, si sono seduti gli imperatori di Sandovelia, è cambiato insieme alle dinastie che si sono succedute alla guida del regno. L'ultimo, fatto scolpire per i sovrani del casato di Lithucorn, è realizzato in pregiato marmo grigio dalle venature bianche, con un seggio imbottito e rivestito in velluto blu smeraldino, colore delle insegne araldiche della famiglia regnante, con passamanerie d'argento. Il seggio è sormontato da una corona imperiale sempre in argento, mentre sullo schienale marmoreo sono intagliati a bassorilievo il sole, la luna a in alto l'immagine del Dio supremo Inkahal. I braccioli sono elegantemente scolpiti in forma di unicorni, rivolti in direzioni opposte.
venerdì 28 ottobre 2016
"Così la mia Fatina arrivò, scivolando rapida negli anfratti della montagna, al palazzo del Genio, che era tutto lustrato e impreziosito da centinaia di decorazioni di vetro" (da "Hairam Regina").
domenica 23 ottobre 2016
"Nel guizzo di quel bagliore che le colpì le iridi di topazio verde, fu come perdermi in un sentiero che, al crepuscolo, si tuffa tra le ombre sconosciute della foresta" (da "Hairam Regina").
martedì 18 ottobre 2016
lunedì 10 ottobre 2016
"Da quel silenzio senza luce apparve progressivamente un chiarore lunare, e vidi quel chiarore adagiarsi sulle superfici di una stanza colma di vesti femminili dalle fogge più varie" (da "Hairam Regina").
mercoledì 5 ottobre 2016
La nuova locandina del videogioco "Eselmir e i cinque doni magici" (in corso di sviluppo), rilasciata oggi da Stelex Software, mostra un nuovo artwork realizzato da Sebastiano B. Brocchi per illustrare una scena di battaglia. Immagine resa ancor più impressionante dall'aspetto originale dei personaggi in primo piano, gemelli siamesi in armatura regale, dai vistosi elmi decorati con corna di stambecco.
A proposito di questa scena, l'autore spiega che il gioco, proprio come le sue controparti letterarie, non porrà il giocatore di fronte a una netta distinzione tra buoni e cattivi, o meglio non dobbiamo immaginare di trovarci di fronte a stereotipati conflitti tra uno schieramento che rappresenti il bene e un altro che rappresenti il male. Per ogni personaggio o fazione si è cercato di delineare dei percorsi umani, delle motivazioni credibili (sempre, naturalmente, nell'ottica di vicende fantastiche) che li spingessero ad agire o combattere per un certo scopo. Il torto o la ragione non sono mai solo da una parte. E anche le scelte compiute in buona fede dal protagonista, in certi casi potranno procurare conseguenze nefaste.
La "morale della favola", in questo caso, non sarà una strada lineare che si snoda tra un "bianco" e un "nero" facilmente distinguibili, bensì un sentiero tortuoso che attraverserà diverse zone grigie...
a 07:08:00
lunedì 3 ottobre 2016
Le cronache e i miti del continente di Gaimat parlano a più riprese di due ancestrali dragoni o Leviatani (traduciamo così il termine Pirin "Purharnohi"), guardiani della sacra montagna Adhìrshagg prima che gli Dei vi si insediassero. Sappiamo che uno di questi era bianco e l'altro era nero, definiti anche "il fulgente" e "l'oscuro". Alcuni ritengono che questi esseri personificassero il bene e il male, ma la loro vera origine e il loro ruolo sono piuttosto enigmatici, perdendosi in epoche remote e troppo nebulose per essere ricordate. Gli affreschi e le miniature che li raffigurano li dipingono come esseri colossali, dei rettili alati con sette teste di cobra e corpi simili a grosse lucertole. La loro nascita è ignota: i teologi ritengono impossibile che essi fossero preesistenti a Inkahal, perciò credono che i Leviatani possano essere una delle prime creazioni del Dio supremo. I due Purharnohi vengono anche descritti come esseri molto sapienti e in grado di comunicare con gli Dei, come testimoniano gli eventi mitici della Prima Era. Alcuni attribuiscono loro anche la creazione delle varie stirpi di draghi che popolarono in seguito il continente.
giovedì 29 settembre 2016
"Più a valle, le cupole blu della città di Bin Pantidari, alla biforcazione del fiume Maahelf" (da "Hairam Regina").
La capitale di questo fiorente principato dei Duharion (gli Uomini dell'Est) ha uno stile architettonico che risulta alquanto influenzato dai limitrofi regni di On-Ifar, a ovest, e Melim-Hè, a nord. Con questi due, potremmo dire che Bin Pantidari costituisca un triangolo, una sorta di "cintura", intorno agli alti monti che racchiudono il reame dei Pirin. Dalla raffinata On-Ifar, la città dei prìncipi ha chiaramente ereditato le tipiche cupole a cipolla e gli alti minareti che la ornano. Dai Nani di Melim-Hè, invece, le solide, basse e larghe mura, oltre alla struttura urbanistica che si dirama da un esagono centrale. La ragione di queste sovrapposizioni culturali è presto spiegata: la fondazione della città, secondo i miti locali, andrebbe attribuita ai Nani. In seguito il feudo passò nelle mani degli Onifaroi, che eressero alcuni dei principali monumenti cittadini, tra cui il maestoso Palazzo dei Principi. Infine la città fu conquistata dai Duharion, che la resero più popolosa e potenziarono le fortificazioni, in particolare erigendo un poderoso castello sul colle orientale. Questo avrebbe permesso ai difensori di sorvegliare e contrastare più efficacemente un'eventuale avanzata di truppe nemiche da sud-est, durante le guerre contro il regno di Eh Ravendhè.
Altra peculiarità della città sono i suoi curati giardini, e i quattro ponti sul fiume Maahelf costruiti su archi abbastanza alti da non ostacolare l'importante navigazione fluviale, decisamente vitale per i commerci cittadini, e i terrazzamenti sulle colline, scavati per la coltivazione del riso nero.
sabato 24 settembre 2016
domenica 18 settembre 2016
giovedì 15 settembre 2016
martedì 13 settembre 2016
domenica 11 settembre 2016
Sebastiano B. Brocchi, l'autore della saga, legge alcune pagine dal primo capitolo del nuovo romanzo "Hairam Regina".
a 14:53:00
lunedì 5 settembre 2016
Cari lettori, il secondo capitolo della saga è stato finalmente pubblicato! Mentre l'ebook è disponibile fin da subito - su tutti i principali cataloghi online - la versione cartacea arriverà nelle prossime settimane.
Vi invitiamo perciò a immergervi ancora una volta nel fantastico universo dei Pirin e a scoprire le vicende umane ed eroiche che accompagnano la ricerca del predestinato a portare la Corona del Re del Mondo!
a 13:41:00
lunedì 15 agosto 2016
Manca davvero poco alla pubblicazione del nuovo volume della saga di "Pirin", intitolato "Hairam Regina". La trama si concentrerà soprattutto sulle vicende di Helewen e Hairam, alla ricerca dell'incudine su cui riforgiare i frammenti della sacra Corona di Sibereht, destinata al Re del Mondo di cui parlano le profezie. Rispettando i canoni della saga, l'intreccio si svolgerà tra luoghi fiabeschi, personaggi misteriosi, creature mitologiche, potenti oggetti magici, raffinati giochi di allegorie, scontri epici e difficili strade emotive... In un caleidoscopio di enigmi, incantesimi e profezie, sarà sempre più difficile individuare i confini tra il bene e il male, comprendere gli oscuri disegni del fato, intuire i progetti degli Dei...
Con le sue circa 600 pagine, questo secondo libro si annuncia più lungo e articolato del precedente. Non avrà, questa volta, un'appendice a colori. L'autore, infatti, prevede di pubblicare in futuro un artbook dedicato (una scelta che permetterà di non gravare sulla mole e il costo del romanzo e di valorizzare maggiormente le illustrazioni). Non mancheranno tuttavia alcune illustrazioni in bianco e nero, sempre ad opera di Sebastiano B. Brocchi.
Intanto, per addolcire l'attesa, pubblichiamo per voi un fantastico wallpaper che rivela in anteprima assoluta uno dei tanti nuovi personaggi che faranno la loro comparsa nel romanzo. Un minaccioso stregone, fregiato del simbolo del Fiordaliso Nero, che sembra emergere da un lago di lava incandescente!
Continuate a seguirci per non perdervi alcun aggiornamento!
a 15:14:00
lunedì 1 agosto 2016
A più di tre anni di distanza dall'uscita de "Le memorie di Helewen", Sebastiano B. Brocchi annuncia l'imminente uscita del secondo volume della saga dei Pirin: "Hairam Regina". Questo secondo capitolo ci riporterà nella terra di Gaimat per conoscere il seguito delle vicende di Helewen, Hairam, e dei tanti altri personaggi che, come loro, orbitano intorno a un misterioso disegno del fato: la ricerca del predestinato a portare la corona di Re del Mondo. Vi aspetta una nuova straordinaria avventura tra potenti divinità, oggetti magici, creature fiabesche e luoghi mozzafiato... Continuate a seguirci per restare aggiornati!
a 01:52:00
martedì 26 luglio 2016
"... Ed Hairam sfregò su una parete del santuario in rovina la pietra azzurra avuta in dono dai Nani, e dall’architrave di pietra grigia cominciò a gocciolare copiosamente acqua pura e scintillante" (da "Le memorie di Helewen").
giovedì 21 luglio 2016
"Nataùidayn venne colpito da quattro frecce, e rimase esanime sul campo di battaglia, mentre ormai il restante del suo esercito si era ritirato, travolto dalle schiere nemiche" (da "Le memorie di Helewen").
giovedì 14 luglio 2016
Introduttori della scrittura nel continente di Gaimat, i Pirin sono una civiltà molto colta, depositaria di tradizioni e conoscenze millenarie racchiuse nel numero impressionante di manoscritti che questo popolo semidivino conserva nella biblioteca di Lothriel. Non a caso, alcuni punti chiave nell'avventura del sacerdote Eselmir (il nostro eroe videoludico, che sarà protagonista dell'avventura punta e clicca "Eselmir e i cinque doni magici" firmata Stelex Software) saranno incentrati sulla ricerca di informazioni utili tra i preziosi volumi della biblioteca. In certi casi, la consultazione di questi libri rappresenterà la possibilità, per il giocatore, di scoprire nuove "storie nella storia" - una delle caratteristiche peculiari nella narrativa della saga.
a 14:08:00
domenica 3 luglio 2016
Cresciuta in una sorta di isolamento culturale rispetto al resto del continente, la civiltà insediatasi nella Valle di Pegmenjaba, anche conosciuta come la Valle dei Funghi Giganti, ha sviluppato un'architettura alquanto differente dai modelli vigenti nelle regioni confinanti. Gli edifici innalzati dai Pegmenjabaroi presentano una grande varietà di forme, accomunate però da alcune caratteristiche strutturali comuni. Fusi con le mura che sembrano "spalmate" sul paesaggio, gli edifici sono interamente coperti di una particolare calce dall'aspetto calcareo, bianco grigiastra, che li riveste persino sui tetti. Tetti, cupole, guglie e pinnacoli, appaiono quindi come propaggini di questi edifici dalle strane forme, senza soluzione di continuità con le pareti: a differenza che altrove non sembrano essere conosciuti o praticati rivestimenti in paglia, tegole, piode o placche metalliche. Tra i tetti spuntano numerosi comignoli, a testimonianza della grande quantità di camini con i quali i Pegmenjabaroi tentano di contrastare il clima costantemente umido della loro valle. Sempre a causa dell'umidità, che tende a rendere fangosi i terreni tra una casa e l'altra, i Pegmenjabaroi hanno iniziato a edificare un reticolo di strade sopraelevate che collegassero i principali edifici delle loro città, e in particolare della capitale Adesi Nothar.
venerdì 24 giugno 2016
"Per prima cosa dovrai recarti nella città di Mastri Veliaklord, che è lambita dal grande lago Sighchireh. Qui chiederai ad un traghettatore di condurti all’isoletta che sorge in mezzo al lago" ("Le memorie di Helewen").
Mastri Veliaklord, letteralmente la Fortezza dei Re, è un importante centro dell'impero sandoveliano. Il suo nome deriva da due imponenti teste coronate scolpite nel basamento roccioso delle due principali torri cittadine, poste a guardia delle due punte di una baia a forma di mezzaluna. La storia delle due sculture è legata alle vicende dinastiche della capitale Sandovelia: rappresentano rispettivamente l'ultimo re del lignaggio dell'Aquila e il primo re dell'Unicorno. Fu la città lacustre, infatti, il principale teatro dello scontro tra i due pretendenti alla corona imperiale, prima della definitiva vittoria della famiglia Lithucorn (Unicorno).
L'aspetto urbanistico di Mastri Veliaklord è caratterizzato da solide fortificazioni merlate, edifici in pietra gialla, tetti e cupole color zaffiro. Altro aspetto peculiare sono le ampie spiagge sabbiose lambite dal pescoso e poco profondo lago Sighchireh, principale fonte di ricchezza della città che rappresenta il maggiore avamposto edificato dagli Arion sulle sue coste.
mercoledì 15 giugno 2016
Il piccolo popolo degli Edimukku, abitatori del deserto roccioso sud-occidentale, ha un abbigliamento fatto perlopiù di materiali poveri: stoffe grezze come juta o lino, talvolta pelli di animali, tagliati grossolanamente e privi di motivi ornamentali ricamati. Ciò si deve alla scarsa predisposizione gli Edimukku per il cucito e il ricamo. Gli ornamenti sono costituiti prevalentemente da gioielli o fibbie realizzati con il metallo cardine dell'artigianato gnomico: il rame, declinato in ogni foggia e monile. Diversi accessori sono invece fabbricati con elementi di origine animale come ossa - le più usate sono quelle degli animali che gli Gnomi considerano animali totemici, ovvero il pipistrello e il rinoceronte - ma anche conchiglie e piume.
I colori degli abiti non sono, in genere, molto appariscenti, poiché gli Edimukku producono poche tinture, e quelle che utilizzano sono destinate perlopiù al trucco del viso, praticato indifferentemente sia dai maschi (spesso a scopo rituale o bellico, per indicare l'appartenenza a una tribù) che dalle femmine con finalità estetiche o religiose (attraverso il disegno di simboli sacri).
lunedì 13 giugno 2016
Gli Elfi di Asur sono costruttori molto rispettosi della natura e le loro città sono un tutt'uno con la foresta. Abilissimi scultori del legno, gli Asi realizzano, con questo materiale, architetture complesse ricche archi, colonne, lesene, guglie, con edifici a forma di pagoda dai tetti di paglia. L'aspetto grezzo dei materiali è compensato dalla finezza nella lavorazione, gli intarsi e i bassorilievi che impreziosiscono le facciate lignee. Inoltre usano decorare le finestre con eleganti vetrate policrome, che riflettono i loro colori iridati all'interno delle costruzioni contribuendo a dare un tocco di magia agli ambienti. Solo le fondamenta o pochi muri portanti sono realizzati in pietra, ma gli Elfi ne fanno un uso molto ridotto poiché non dispongono di molte cave e degli utensili adatti alla lavorazione di marmi e graniti. Onnipresenti, invece, i vessilli dai raffinati ricami. Spesso ne viene issato più d'uno su una singola asta, soprattutto sulle palizzate perimetrali.
sabato 4 giugno 2016
Sebastiano B. Brocchi, l'autore della saga, ci parla del lavoro di supervisione degli effetti sonori per il videogame "Eselmir e i cinque doni magici" (in corso di sviluppo presso Stelex Software).
D: Cosa comporta la ricerca di effetti sonori per un videogioco?
R: È una fase importante e molto delicata nello sviluppo di un videogioco, e prima di viverla in prima persona non immaginavo fosse così complessa. Non si tratta semplicemente di trovare, ad esempio, il suono prodotto da due spade che cozzano, o quello del galoppare di un cavallo, di una camminata o di una tempesta: per questi e per ogni altro evento della storia ci si trova confrontati ad una scelta vastissima. Perciò anziché dover trovare il suono di una spada bisogna scegliere tra decine di varianti possibili di suoni di spade, e così via.
D: Quali fattori bisogna tenere in considerazione per la scelta?
R: Tanti. Nel limite del possibile, si cercherà di trovare dei suoni che non annoino il giocatore, che non risultino fastidiosi, che siano riconoscibili. Inoltre ricordiamoci che, trattandosi di un mondo immaginario, di molte cose è difficile capire che tipo di suono possano produrre, non avendo confronti con il mondo reale. Che si tratti del verso di un mostro o del suono prodotto da un incantesimo, ogni volta bisogna porsi la domanda: vedendolo, che suono immagino che possa produrre?
D: Appunto, come si fa ad attribuire un suono a entità fantasiose?
R: Generalmente cercando tra i suoni prodotti da cose che, nel mondo reale, si avvicinino nell'aspetto o per qualche caratteristica alla creatura o all'oggetto immaginario. In certi casi però è necessario abbinare più suoni diversi per ottenere qualcosa di convincente.
D: Che parte hanno gli effetti sonori nel "dare vita" a un universo fantasy?
R: Contribuiscono né più né meno che i testi, le immagini o le musiche. Attribuiscono all'avventura uno spessore e un'intensità che la rende un passo più vicina al reale. E anche se i suoni sono qualcosa di incorporeo, sono capaci di rendere i luoghi, i personaggi e gli eventi un po' più palpabili, ampliando l'esperienza sensoriale del giocatore. Anche quei suoni ai quali magari non prestiamo particolare attenzione, come un fruscio, un alito di vento, uno scricchiolio, lo sciabordio dell'acqua... ognuno ci permette di immergerci un po' di più nell'avventura.
a 11:45:00
lunedì 30 maggio 2016
Presentato in anteprima in versione alpha all'ultimo Fantasy Basel, "Eselmir e i cinque doni magici", il videogame firmato Stelex Software ispirato all'universo fantasy ideato da Sebastiano B. Brocchi, è stato annoverato nella lista dei cinque videogiochi di sviluppatori indipendenti svizzeri più promettenti stilata da Red Bull. E per aumentare la hype legata all'uscita del titolo pubblichiamo oggi una nuova locandina, tra le più cupe e misteriose finora mostrate. L'immagine rivela un elmo d'argento, contrassegnato dal simbolo del Fiordaliso Nero: simbolo piuttosto famigliare ai fan della saga, che lo riconosceranno come l'emblema degli oscuri stregoni assassini devoti a Belhagard. L'incombere di questa figura lascia presagire che l'avventura di Eselmir potrebbe essere meno pacifica del previsto...
a 08:28:00
venerdì 13 maggio 2016
Cari lettori, pubblichiamo oggi un complemento extra all'appendice "Le civiltà del Gaimat" che trovate in fondo al primo volume della trilogia, "Le memorie di Helewen". Questa pagina inedita è dedicata alla civiltà dei Sandarion (Giganti) che popolano le regioni nordorientali del continente.
giovedì 12 maggio 2016
"I Pirin gettarono in acqua dei piccoli monili di valore, e come d’incanto videro comparire sulla superficie gli spiriti dell’ancella e dell’emissario, che non avevano ancora lasciato il luogo, come fantasmi legati ad un sortilegio" (da "Le memorie di Helewen").
domenica 8 maggio 2016
Una bellissima esperienza quella - appena conclusasi - di Stelex Software al Fantasy Basel (5-7 maggio). I visitatori di questa Comic Con svizzera hanno potuto scoprire da vicino il videogioco "Eselmir e i cinque doni magici" e testare alcune sequenze di gioco della versione prealfa. Tra gli ospiti che ci hanno onorato della loro presenza anche Michele Gammino (doppiatore italiano di attori del calibro di Harrison Ford). Per voi, una photo gallery dallo stand:
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