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I dipendenti della Confederazione riceveranno un aumento salariale reale dello 0,7% nel 2014: lo annuncia oggi in una nota il Dipartimento federale delle finanze (DFF), indicando che l'accordo negoziale tra la ministra Eveline Widmer-Schlumpf e le associazioni del personale - che chiedevano inizialmente un aumento reale tra l'1 e il 2% - è stato raggiunto ieri.
"A causa del probabile rincaro annuo negativo non verrà concessa alcuna compensazione", precisa il comunicato del DFF. Già in occasione dei colloqui salariali del mese di maggio - indica la nota - la consigliera federale aveva affermato che le condizioni quadro interne ed esterne del 2013 non avrebbero consentito aumenti, che sussistevano incertezze riguardo all'evoluzione economica e che le previsioni di rincaro per il 2013 erano negative.
Le parti sociali avevano comunque convenuto di lasciare un piccolo margine di manovra nel preventivo 2014 per eventuali misure salariali, al fine di poter reagire ad accordi in questo ambito conclusi dall'economia. "Con l'esito odierno dei negoziati questo margine è stato sfruttato", scrive il DFF, concedendo che le associazioni del personale "sono solo in parte soddisfatte", pur avendo "dimostrato comprensione per la situazione politico-finanziaria della Confederazione".
Eveline Widmer-Schlumpf non è "entrata nel merito" di "ulteriori richieste" della controparte quali un'indennità unica per i beneficiari di rendite. L'esito dei negoziati deve ancora essere confermato dal Consiglio federale. Rimane riservata l'approvazione del Preventivo 2014 da parte delle Camere federali, conclude la nota.
La Comunità negoziale del personale della Confederazione (CNPC), che raggruppa diversi sindacati del personale, afferma dal canto suo che chiedeva un aumento salariale dell'1%, considerando che i conti annuali della Confederazione registreranno probabilmente un ottimo risultato, con una eccedenza di 300 milioni di franchi e che il preventivo 2014 non prevede deficit, anche nel caso di ipotesi pessimistiche.
Il comunicato sindacale aggiunge che la ministra Widmer-Schlumpf voleva concedere soltanto lo 0,5%. La CNPC "accetta" il compromesso dello 0,7% ma lo giudica un risultato "assai modesto" vista "la buona situazione finanziaria attuale e l'ingente carico di lavoro sopportato dai dipendenti della Confederazione". I sindacati fanno notare che l'inflazione negativa non sgrava i redditi medi e bassi, perché riguarda soprattutto prodotti di lusso, mentre sono da aspettarsi aumenti dei premi di cassa malattia e degli affitti.
La presidente della CNPC Maria Bernasconi, citata nella nota, rileva poi che una "buona metà" del personale federale non beneficia più di aumenti di stipendio, nonostante prestazioni di "ottima qualità", perché questi dipendenti hanno raggiunto il limite massimo della loro fascia salariale. Secondo la segretaria generale dell'Associazione del personale della Confederazione questo blocco riguarda "un gran numero" di dipendenti delle classi salariali medie e basse".
SDA-ATS