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BERNA - Affamare deliberatamente la popolazione civile durante i conflitti armati sarà considerato come un crimine di guerra dalla Corte penale internazionale (CPI). Questa novità, introdotta su iniziativa svizzera, è stata adottata oggi all'unanimità dall'Assemblea degli Stati membri della CPI.
La maggior parte degli oltre 800 milioni di persone che soffrono la fame vive in zone di conflitto, dove affamare in modo intenzionale la popolazione civile quale metodo di conduzione della guerra è un problema rilevante, indica il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in una nota.
Il fatto che la Corte penale possa ora perseguire questo crimine durante le guerre civili contribuisce a prevenirlo e a rendere giustizia alle vittime, sottolinea il DFAE.
La CPI si occupa del perseguimento del genocidio, dei crimini contro l'umanità, di guerra e di aggressione. Può dichiararsi competente solo se uno Stato non vuole o non è in grado di perseguire direttamente i reati.