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«Coco Gauff è una persona incredibile. Eccezionale». A dirlo è Patrick Mouratoglou, guru del tennis mondiale, colui che prese per mano l'oggi 16enne astro nascente del tennis femminile, dopo il toccante discorso fatto dall'attuale 52esima classificata nella Wta, che dal podio di Delrey Beach era intervenuta sulla piaga del razzismo negli Stati Uniti, chiedendo a tutti di non restare in silenzio dopo la tragedia di Minneapolis, con l'uccisione di George Floyd durante un arresto da parte della polizia. «Il mio nome è Coco e parlo dopo mia nonna - aveva detto la tennista -, ed triste che io sia qui a protestare per lo stesso motivo per cui lei protestava più di cinquant’anni fa. Dobbiamo capire che andiamo avanti così da tanti anni. Non è solo George Floyd. Avevo otto anni quando Trayvon Martin è stato ucciso e mi spezza il cuore essere ancora qui a sedici anni chiedendo che cambi qualcosa».
«Quand'ho sentito le sue parole sono rimasto sorpreso anche se non lo ero - le parole di Mouratoglou riprese dal britannico The Guardian -. Perché Coco ha una fiducia in se stessa che le serve nel tennis ma anche per fare un discorso del genere all'età di sedici anni». «Che lei fosse diversa - aggiunge - l'ho capito quando l'ho incontrata nella mia accademia all'età di solidieci anni. Dopo averla incontrata faccia a faccia, ho detto 'Ragazzi, lei è diversa'. Era così speciale, e a 14 anni era più matura delle ragazze del Tour che ne hanno venticinque».