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Letto di ruscello immacolato, svelato mistero
Il letto immacolato di un ruscello in Engadina Bassa (GR), un unicum a livello nazionale, ha svelato il mistero del suo candore a 30 anni dalla sua scoperta. E apre prospettive interessanti in materia di purificazione dell'acqua dall'arsenico.
Un cacciatore ha notato lo strano fenomeno una trentina di anni fa, poi dopo una quindicina d'anni ha condiviso la sua scoperta con scienziati. Da allora sul corso d'acqua hanno lavorato studenti che hanno fornito prime indicazioni nel corso di lavori di bachelor e master. Negli ultimi quattro anni una ricerca internazionale
pilotata dall'università di Berna ha fatto piena luce sul mistero, svelato nella rivista specializzata Geochimica et Cosmochimica Acta.
Il ruscello scorre in una valle laterale, sul versante destro dell'En (denominazione romancia dell'Inn), non lontano dal confine con l'Italia. Per oltre un chilometro, a una quota tra 2800 e 2500 metri, le pietre del suo letto sono assolutamente bianche. Il fenomeno, rarissimo, noto in regioni in cui l'uomo ha proceduto a sfruttamento minerario, non è conosciuto in alcun altro sito elvetico, ha riferito a Keystone-ATS Christoph Wanner, dell'istituto di geologia dell'ateneo della città federale, che ha diretto lo studio.
La pellicola bianca che ricopre i sassi è costituita da fiocchi nanometrici (dell'ordine del miliardesimo di metro) di alluminio, hanno dimostrato le ricerche. Ma come mai il metallo si accumula in un ruscello che scorre ad alta quota in un ambiente intatto? La causa è l'elevata acidità generata dalla degradazione di un minerale, la pirite, che si trova nella sorgente del corso d'acqua. Il pH dell'acqua diventa tanto basso che l'alluminio contenuto nei sassi è reso solubile. Non appena nel ruscello entrano altri corsi d'acqua con pH più elevato, l'acidità diminuisce e l'alluminio precipita conferendo il rarissimo candore al letto del ruscello.
Un corollario sorprendente dello studio riguarda possibili applicazioni nella purificazione dell'acqua potabile contaminata da arsenico. L'alta acidità della sorgente non rende solubile solo l'alluminio, ma anche l'arsenico. Nella fattispecie l'elemento chimico noto per la sua grande tossicità è presente in concentrazioni inoffensive per l'uomo, ma potenzialmente dannose per l'ambiente.
I ricercatori sono stati sorpresi nel trovare l'arsenico fissato nei fiocchi di alluminio. Questi ultimi, sintetizzati in laboratorio, sono noti e utilizzati per fissare il semimetallo nella purificazione dell'acqua, ma Wanner e colleghi non si aspettavano che l'alluminio potesse funzionare in modo tanto efficiente e intrappolare anche arsenico così poco concentrato. "I fiocchi di alluminio presentano dunque un elevato potenziale quali filtri dell'arsenico nell'acqua potabile", afferma Wanner, citato in un comunicato dell'alta scuola bernese.
Il candido letto fluviale è certamente sfuggito per secoli all'osservazione perché lontano da sentieri. È tuttavia riconoscibile su foto satellitari e, sapendo dove vada ingrandita l'immagine, ben visibile anche su Google Earth.