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In Svizzera l'informatica è considerata una tecnologia chiave. Eppure il 2008 come anno dell'informatica non ha avuto una grande eco.Questo contenuto è stato pubblicato il 28 dicembre 2008 - 13:56
Intervistato da swissinfo, il professore emerito del Politecnico federale di Zurigo Carl August Zehnder stila un bilancio di questo anno.
swissinfo: La maggioranza della popolazione non sembra nemmeno essersene accorta. Come mai?
Carl August Zehnder: Purtroppo è così. Naturalmente sapevamo che avremmo avuto concorrenza, per esempio quella dell'Euro 2008. Ma non era il problema principale.
Purtroppo, per l'opinione pubblica l'informatica non costituisce proprio un tema. Per i giovani è scontata, mentre per gli anziani è inesistente. Per la nostra società è diventata un'infrastruttura. E l'infrastruttura non è sexy, è una cosa ovvia. Provoca imprecazioni quando s'inceppa, ma nessuna reazione quando funziona.
swissinfo: Gli obiettivi dell'anno dell'informatica non sono stati raggiunti?
C.A.Z.: In parte sì. Fra i successi possiamo menzionare i progressi conseguiti nelle scuole cantonali e nei licei, dove l'informatica è stata introdotta come disciplina complementare.
Inoltre sono stati migliorati i contatti all'interno del settore informatico. I professionisti sono diventati più coscienti di quello che succede in questo campo. Attualmente si stanno progettando delle associazioni.
Nelle pubbliche relazioni, invece, non abbiamo ancora raggiunto il posto che desidereremmo.
swissinfo: Cosa intende dire concretamente?
C.A.Z.: Lo posso illustrare con il seguente esempio: il 29 agosto abbiamo organizzato la "Giornata dell'informatica". Alle nostre manifestazioni al Technopark e alla Turbinenplatz di Zurigo hanno partecipato circa diecimila persone, fra cui molti scolari. Anche il consigliere federale Moritz Leuenberger era presente. I media elettronici non hanno riferito nulla sull'evento. Nei notiziari radiofonici del mattino è stato annunciato solo un elemento negativo: l'annullamento del progetto informatico fra le Banche cantonali zurighese e vodese.
In altri termini, per un evento informatico diecimila persone non sono sufficienti perché i media ne parlino, mentre per un botellón, ossia una sbornia collettiva, ne bastano poche centinaia.
swissinfo: Ciò a cosa si deve ricondurre? L'evoluzione nell'informatica è troppo rapida?
C.A.Z: Di nuovo: perché l'informatica è considerata infrastruttura! Occorre tuttavia distinguere tra software e hardware.
La durata di quest'ultimo è relativamente effimera. Poco tempo dopo aver comperato un nuovo computer, si devono già acquistare nuovi accessori o nuovi programmi. Uno dei motivi principali è che l'industria vuole vendere. Perciò sforna in continuazione novità. Lo sappiamo tutti. Ma si tratta semplicemente di hardware.
Sull'altro fronte si trovano i concetti di teoria informatica che sono nettamente più longevi. Queste nozioni sono insegnate e studiate a livello universitario. Non possono dunque essere conoscenze che diventano obsolete nel giro di un paio d'anni.
swissinfo: Cosa propone di fare affinché l'opinione pubblica non metta nello stesso paniere software e hardware?
C.A.Z.:Dobbiamo riuscire a fare in modo che l'opinione pubblica prenda assolutamente sul serio le cognizioni di teoria informatica. Le più grandi sfide oggi risiedono nei licei. Purtroppo, nei corsi d'introduzione a questa disciplina non viene insegnata la teoria informatica, bensì la semplice utilizzazione di strumenti e programmi informatici, come per esempio Excel e Word. Ciò non ha nulla a che vedere con l'informatica.
Si tratta di una lacuna dovuta in parte alla penuria di docenti qualificati, che ha pesanti conseguenze.
Gli allievi delle scuole medie superiori oggi imparano solo a utilizzare le tecnologie: i computer sono semplicemente visti come eredi delle macchine per scrivere. Così, alla fine, i ragazzi capiscono pressoché niente della vera informatica. Per cui non vedono l'interesse di seguire questa formazione.
swissinfo: Cosa proporrebbe oggi per i corsi d'informatica per le scuole medie superiori
C.A.Z.: Chi consegue una maturità oggigiorno dovrebbe avere conoscenze di base di robotica che gli consentano di sapere come funziona un automa. Occorrerebbe insegnare a programmare, non semplicemente a usare programmi di utilità quotidiana.
Nella "generazione dei bottoni", in cui viviamo, gli allievi dovrebbero capire almeno in linea di principio cosa succede quando premono un pulsante. Così come dovrebbero sapere cosa sono i dati e come accedere alle informazioni.
Ciò fa parte dell'informatica, la nuova scienza del 21° secolo. In modo analogo nel 20° secolo nella scuola sono state integrate le discipline di fisica, biologia e chimica.
swissinfo, intervista di Etienne Strebel
(traduzione dal tedesco e adattamento di Sonia Fenazzi)
Informatica 08
Il 2008 è stato proclamato "anno dell'informatica" nell'intento di promuovere questa disciplina in Svizzera.
Per sensibilizzare la popolazione sul ruolo fondamentale dell'informatica nella vita quotidiana, come purenello sviluppo dell'economia, della scienza, della formazione e del lavoro, gli ideatori di "Informatica 08" hanno organizzato quattro grandi manifestazioni nazionali, con la partecipazione di ministri elvetici, oltre a eventi regionali e a campagne mediatiche.
Uno degli obiettivi principali era di risvegliare l'interesse dei giovani per questa disciplina chiave, al fine di assicurarle in futuro una solida posizione in Svizzera. Attraverso vari progetti, gli organizzatori si sono in particolare rivolti al pubblico femminile, per renderlo consapevole dell'attrattiva dell'informatica e del potenziale che le donne rappresentano per il suo sviluppo.
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