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Le proposte del Consiglio federale volte a facilitare l'assistenza amministrativa ed evitare che la Svizzera venga nuovamente iscritta su una lista nera dell'OCSE difficilmente riusciranno a superare l'esame del Parlamento. I partiti di destra infatti si sono già schierati contro le modifiche presentate oggi da Eveline Widmer-Schlumpf.
L'UDC si oppone con forza a qualsiasi modifica degli accordi di doppia imposizione, precisa un comunicato. A suo avviso le critiche provenienti dall'estero sono una tattica volta a indebolire a poco a poco la piazza finanziaria svizzera.
Il PLR invita il governo a non cedere alle pressioni "inutili e premature" di un organo dell'OCSE. Secondo il partito l'assistenza amministrativa dev'essere concessa solo se le autorità straniere forniscono il nome del cliente e identificano chiaramente la banca.
Anche il PPD respinge categoricamente la possibilità di identificare un cliente solo con un numero di conto, ha detto all'ATS il consigliere nazionale Pirmin Bischof (SO). Bisogna opporsi ai tentativi dell'OCSE di introdurre per vie traverse lo scambio automatico di informazioni che la Svizzera ha sempre scartato, ritiene il partito.
La sinistra invece ha accolto favorevolmente le proposte del Consiglio federale. Il PS critica però il fatto che il governo non abbia accettato fin dall'inizio la prassi internazionale in materia di assistenza amministrativa, ha detto la consigliera nazionale socialista Susanne Leutenegger Oberholzer. Secondo Iwan Schauwecker, segretario dei Verdi per le questioni economiche e sociali, "queste misure vanno nella giusta direzione".
SDA-ATS