Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01264.jsonl.gz/659

Riscaldamento accelerato al Polo Nord
Julia Schmale dirige il laboratorio di ricerca sulle condizioni ambientali estreme nel campus EPFL di Sion e collabora su base progettuale in vari team, come ad esempio nel centro di ricerca ambientale ALPOLE, dove studia i cambiamenti climatici che hanno luogo nelle Alpi e nelle regioni polari. Non si tratta di applicazioni tecniche, bensì di comprendere meglio i processi di cambiamento, le loro cause e i loro effetti.
La regione intorno al Polo Nord, l'Artico centrale, è particolarmente interessante poiché si riscalda a un ritmo di quattro volte maggiore rispetto al resto della Terra. «Ciò che minaccia altre regioni del mondo sta già accadendo qui», spiega la docente.
«Città come Tromsö nel nord della Norvegia stanno praticamente già vivendo la realtà del 2060».
Pure come 250 anni fa
Nel 2016 Julia Schmale inseguiva le tracce delle polveri sottili preindustriali in Antartide.
Si tratta di particelle d'aria provenienti dal sale marino e dalle alghe, che qui, nel luogo più remoto della Terra, sono quasi pure come 250 anni fa. La scienziata dell'atmosfera ha bisogno di quest'aria relativamente pura come valore di riferimento al fine di comprendere come la composizione e i processi dell'aria siano cambiati nel corso del tempo.
Ha svolto inoltre un ruolo di primo piano nella spedizione di ricerca internazionale MOSAiC, la più grande missione nell'Artico centrale fino ad oggi. L'obiettivo di MOSAiC (Multidisciplinary drifting Observatory for the Study of Arctic Climate) consisteva nell’esplorare i processi in natura e di rappresentarli con l'aiuto di modelli climatici in modo tale da poter formulare previsioni affidabili. Secondo Schmale, a differenza dell'Antartico "pulito", qui insolite masse d'aria calde hanno trasportato particolato industriale dall'Eurasia che si è unito all'accumulo annuale di inquinanti atmosferici in inverno nell'Artico centrale. Gli strumenti di misurazione hanno registrato valori record.
Il particolato è un problema per il clima; infatti non solo inquina l'atmosfera, ma riflette e assorbe anche le radiazioni solari oltre a contribuire alla formazione delle nuvole. E le nuvole sopra il ghiaccio accumulano il calore della Terra.
Di conseguenza, le temperature non scendono più come un tempo durante la notte polare. Il riscaldamento sta accelerando. Se si chiede a questa ricercatrice con 15 anni di esperienza nelle regioni polari quale sia la sua scoperta più importante fino ad oggi, non ci deve pensare due volte: «I cambiamenti nell'Artico sono sempre più rapidi ed estremi di quanto chiunque abbia mai immaginato, nonostante le nostre conoscenze di base. Questo mi preoccupa molto e mi motiva a continuare la ricerca».
«I cambiamenti nell'Artico sono sempre più rapidi ed estremi di quanto chiunque abbia mai immaginato, nonostante le nostre conoscenze di base».
Nei prossimi anni Julia Schmale dirigerà un progetto in Antartide. L'obiettivo è scoprire in che misura la formazione di nuvole contribuisce al riscaldamento del continente. «Si potrebbe definire l'Antartide come un gigante addormentato. Lì, il cambiamento climatico si fa sentire ancora piuttosto lentamente, ma l'accelerazione del riscaldamento dell'Antartide è già in corso», afferma. «Lo scioglimento dei ghiacci in Antartide contribuirà in modo significativo all'innalzamento del livello dei mari. Tuttavia, i processi coinvolti, come l’annuvolamento, non sono ben compresi. Ed è per questo motivo che è difficile prevedere con che rapidità e in che misura l'Antartide contribuirà all'aumento del livello dei mari prima della fine di questo secolo». Julia Schmale e il suo team utilizzeranno quindi un pallone legato per studiare i processi di formazione delle nuvole dalle stazioni di ricerca in Antartide.
Missione in Groenlandia
Fino al 2026 l’esperta del clima sarà inoltre impegnata in una missione internazionale dell'EPFL in Groenlandia, finanziata dallo Swiss Polar Institute, il cui obiettivo è studiare le conseguenze di un cambiamento socio-economico e ambientale accelerato sui cicli dei nutrienti e del carbonio dei fiordi, oltre ad esaminare come questi cambiamenti a lenta ma inesorabile evoluzione stanno influenzando l'atmosfera. Julia Schmale affronta questa missione con grande passione: «Se non acquisiamo ora queste conoscenze fondamentali, sarà troppo tardi, non avremo mai più la possibilità di farlo!». La responsabilità è grande, ma lo è anche la motivazione. Julia Schmale affronta il suo lavoro scientifico
con grande serietà, ma anche con ottimismo: «Come docente, vedo tanti giovani interessati e di talento. Fanno le domande giuste e hanno ottime idee, e questo mi dà sicuramente speranza. L'umanità è creativa e intrinsecamente motivata ad evolversi.
Sono molto ottimista sul fatto che riusciremo ad affrontare le sfide del cambiamento climatico».