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ZURIGO - UBS ha trovato un accordo con le autorità di vigilanza di Stati Uniti, Gran Bretagna e Svizzera nella vicenda della manipolazioni dei tassi di cambio. La grande banca ha annunciato stamane che verserà in tutto circa 774 milioni di franchi in multe e restituzioni di utili.
Negli Stati Uniti UBS verserà 290 milioni di dollari (281 milioni di franchi) all'agenzia federale indipendente di regolazione dei prodotti derivati Commodity Futures Trading Commission (CFTC). A questa somma si aggiungono 234 milioni di sterline (359 milioni di franchi) da pagare all'autorità britannica di vigilanza sui mercati Financial Conduct Authority (FCA).
In Svizzera l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha ordinato la confisca di utili per 134 milioni di franchi. La FINMA ha nel contempo chiuso il procedimento avviato contro la banca, indica ancora UBS in un comunicato.
Queste intese costituiscono "un passo importante" verso la conclusione della vicenda per UBS, rileva il presidente della direzione Sergio Ermotti citato nella nota. "Continuiamo a cooperare nelle inchieste in corso", aggiunge il manager ticinese. UBS ha messo a bilancio accantonamenti per questi oneri nel terzo trimestre 2014.
Oltre a UBS anche altre banche hanno trovato un accordo con le autorità americane e britanniche per la vicenda della manipolazione dei cambi. Alla CFTC dovranno essere pagati in tutto 1,4 miliardi di dollari, alla FCA 1,1 miliardi di sterline, ossia circa 1,7 miliardi di franchi. Le multe colpiscono, oltre a UBS, anche Royal Bank of Scotland (RBS), HSBC, JP Morgan e Citigroup.
ats