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Si chiamava Mavis Hutchinson, conosciuta nel mondo della corsa come la «nonnina galoppante». La sudafricana, che stabilì diversi record, è stata fonte d'ispirazione per molti, correndo fino a 89 anni. Ecco la sua storia.
Pochi giorni fa, a 97 anni, la pioniera delle corse sulle ultra-distanze, ha tagliato il suo ultimo traguardo. Si chiamava Mavis Hutchinson, conosciuta affettuosamente come la «nonnina galoppante».
«Non è importante la sofferenza, ma l'obiettivo. Se conoscesse i dolori del travaglio, saprebbe che nel momento in cui nasce il bambino i dolori del travaglio vengono dimenticati, diventano irrilevanti, è un momento di grande gioia e così è per la mia corsa», aveva detto la signora Hutschinson a chi li aveva chiesto della sofferenza del corridore di lunghe distanze.
Secondo la figlia, Gayle Stone, intervistata da il 'Echo', la 'nonnina galoppante' «ha trascorso 97 anni in una maratona che ha visto alti, bassi, felicità e tristezza. La sua grinta e la sua determinazione l'hanno accompagnata fino alla fine».
La sua storia
Mavis Hutchinson e la sua gemella nacquero il 25 novembre del 1924 a Kimberley in Sudafrica, una zona al nord del Paese africano conosciuta per le sue ricche miniere di diamanti.
Il padre, George Vaughan, correva per diletto e giocava a rugby. Come molti, in città, il signor Vaughan lavorava per la società di estrazione di diamanti De Beers.
L'infanzia di Mavis Huntchinson non fu tra le più serene: dopo aver contratto la febbre reumatica da piccola, anche durante l'adolescenza dovette essere ricoverata a più riprese. Per un certo periodo non fu in grado di camminare o parlare. Dovette così rimparare a camminare, a parlare e a correre. Iniziò la sua vita da adulta da giovane donna fragile.
All'inizio della Seconda Guerra Mondiale, la Hutchinson lavorò presso la zecca governativa di Kimberley, attiva nella produzione di utensili per la fabbricazione di armi. In seguito si trasferì a Johannesburg dove conobbe e sposò un minatore, il signor Ernest John Hutchison.
La coppia ebbe sei figli e fu quando due di loro si interessarono all'atletica, all'inizio degli anni '60, che la Hutchinson si avvicinò allo sport.
Le prime competizioni
Iniziò le sue prime gare competitive nel 1963, quando le donne ancora erano piuttosto lontane dallo sport, in Africa in special modo.
Nel 1965, come partecipante non ufficiale, fu la terza donna nella storia a terminare i 90 chilometri della Comrades Marathon. Negli anni successivi, completò la gara altre sette volte e stabilì nuovi record mondiali femminili sulle 100 miglia e nelle 24 ore di cammino.
Nel 1973 divenne la prima donna a percorrere i 602 km da Germiston a Durban. Ormai la signora Hutchinson era nota in Sudafrica come la «nonnina galoppante».
Record del mondo
Nel 1977, a 53 anni, la nonnina galoppante diventò la prima donna a correre attraverso l'America da Los Angeles a New York City. La signora sudafricana impiegò 69 giorni, 2 ore e 40 minuti per percorrere 2'871 miglia, più di 4'600 km. Secondo il Guinness dei primati, il suo record è ancora valido.
Le sue ultime corse lunghe sono state nel 1985. In quell'anno stabilì un altro record su un circuito di 3'200 km intorno a gran parte del Sudafrica. La Hutchinson aveva 61 anni.
«Fonte d'ispirazione per tante persone»
A partire dal 1977 fino al 2013, quando aveva 89 anni, la sudafricana di Kimberly partecipò regolarmente ai Mondiali seniores di atletica.
«Mia madre è stata una fonte d'ispirazione per tante persone» ha detto la figlia al settimanale 'Echo'.
Grace Ollewage, infermiera nella casa di riposo dov'è spirata la signora Hutchinson, ha raccontato che «era la persona più umile che ho incontrato e mancherà a tutti».
In una dichiarazione ufficiale, il Ministro degli Affari Culturali e dello Sport del Sudafrica Anroux Marais ha descritto la signora Hutchinson come «una leggenda della comunità podistica».
«Mavis ha incarnato il concetto di atleta per tutta la vita. Si è mantenuta in forma e in salute e ha continuato a gareggiare a un'età incredibile. Ha aperto la strada a molte atlete ed è stata anche un mentore e un'ispirazione per molti».