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Dopo intense discussioni e la ricerca di soluzioni consensuali, che riprendano le richieste dell’iniziativa biodiversità (22.025), con 16 voti contro 7 e 2 astensioni la Commissione ha trovato un’intesa su un controprogetto indiretto riguardante la modifica della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio. Essa si allinea ampiamente al disegno del Consiglio federale, sebbene formuli proposte divergenti per alcune disposizioni.
Riguardo al punto centrale del disegno, ovvero la nuova disposizione contenuta nell’articolo 18bis sull’infrastruttura ecologica, con 18 voti contro 7 la Commissione ha trovato un compromesso. Invece di una corrispondente delega di competenza al Consiglio federale, essa definisce nella legge le categorie di zone che vanno considerate come zone centrali. Si tratta essenzialmente di zone che, secondo il messaggio, il Consiglio federale intendeva inserire in un’ordinanza. Quale elemento aggiuntivo vanno computate le cosiddette «aree di biodiversità», che favoriscono il mantenimento e lo sviluppo della biodiversità permettendo nel contempo la loro utilizzazione. Queste nuove zone sono fissate dal Consiglio federale d’intesa con i Cantoni e tenuto conto degli interessi della sicurezza d’approvvigionamento alimentare ed energetico. Mediante un’enumerazione esaustiva, la Commissione vuole chiarire quali superfici in futuro potranno essere computate come zone centrali per l’infrastruttura ecologica. Tali superfici dovranno raggiungere entro il 2030 una quota della superficie nazionale di almeno il 17 per cento. Diverse minoranze propongono di allentare le diposizioni sull’infrastruttura ecologica o, al contrario, di attribuire una quota chiaramente superiore di zone centrali rispetto alla superficie nazionale.
Riguardo alle disposizioni volte a promuovere una cultura della costruzione di qualità (art. 17b e 17c) la Commissione ha deciso all’unanimità di stralciarle dal disegno. La Commissione è favorevole in linea di massima a un rafforzamento della cultura della costruzione di qualità, ma non desidera trattare questo punto nell’ambito del controprogetto indiretto all’iniziativa biodiversità. Con 17 voti contro 8 essa incarica il Consiglio federale, mediante una mozione di commissione (22.3892), di integrare le modifiche nell’ambito del prossimo messaggio sulla cultura 2025-2028.
La Commissione ha inoltre deciso di sostenere diverse misure volte a favorire le specie e gli spazi vitali nel quadro della caccia e della pesca. Ne sarebbero interessati le riserve per uccelli acquatici e di passo come pure le bandite di caccia (art. 11 della legge sulla caccia; 14 voti contro 10), i corridoi faunistici interregionali (art. 11a della legge sulla caccia; 12 voti contro11 e 1 astensione) e i biotopi per la fauna acquatica (art. 12 della legge federale sulla pesca; 12 voti contro 11 e 1 astensione).
Alla luce di questo controprogetto indiretto ampiamente condiviso la Commissione ha infine deciso, con 15 voti contro 7 e 2 astensioni, di raccomandare di respingere l’iniziativa biodiversità. Una minoranza propone invece di accettarla.
Aiuti finanziari per le imprese del settore dell’energia elettrica con problemi di liquidità
Con 18 voti contro 6 e 1 astensione la Commissione si è espressa a favore di un «paracadute» per il settore dell’elettricità. Con il progetto 22.031 si mira a consentire alla Confederazione di sostenere con mutui fino a 10 miliardi di franchi le imprese del settore dell’energia elettrica di rilevanza sistemica che, a causa del forte aumento dei prezzi dell’elettricità, rischiano di avere temporaneamente problemi di liquidità.
La proposta della Commissione diverge in diversi punti da quanto deciso dal Consiglio degli Stati il 16 giugno 2022. In particolare prevede che le imprese del settore dell’energia elettrica di rilevanza sistemica mettano a diposizione le informazioni riguardanti le loro operazioni commerciali nel settore dell’energia, il loro finanziamento e le loro posizioni di rischio soltanto nella misura in cui servano alla Confederazione per sorvegliare i propri rischi in relazione a un mutuo. In cambio non dovrebbe esserci alcuna pretesa legale agli aiuti finanziari; la decisione definitiva sul versamento dovrebbe spettare al Consiglio federale. Una minoranza chiede di allinearsi con la decisione del Consiglio degli Stati riguardo agli obblighi d’informazione.
Inoltre, contrariamente a quanto deciso dal Consiglio degli Stati, in caso di ottenimento di un mutuo, non vanno privilegiati gli obblighi finanziari delle aziende nei confronti dei Cantoni e dei Comuni, quali il versamento di canoni per i diritti d’acqua e di tasse di concessione. Una minoranza propone invece di aderire alla decisione del Consiglio degli Stati.
Per la messa a disposizione della necessaria liquidità la Confederazione sostiene dei costi che vanno trasferiti sulle imprese di rilevanza sistemica. La Commissione propone che tali costi siano ripartiti in base alla potenza installata della centrale tra tutte le imprese di rilevanza sistemica, incluse quelle che si sono volontariamente sottoposte a questo meccanismo. Una minoranza chiede che in caso di ottenimento di un mutuo le imprese investano eventuali profitti superiori alla media nello sviluppo in Svizzera delle energie rinnovabili. La proposta corrispondente è stata respinta con 15 voti contro 9.
La Commissione ha inoltre discusso di modificare la legge sull’approvvigionamento del Paese nel quadro del presente progetto, per prevedere a livello di legge diverse misure in caso di imminente penuria di elettricità e di gas. Con 16 voti contro 8 la Commissione rifiuta di conferire al Consiglio federale la facoltà di emanare in questo caso piani di risparmio di elettricità e gas vincolanti; la possibilità di svolgere aste di rinuncia è stata respinta con 17 voti contro 8. Respinta con 14 voti contro 10 pure la proposta di conferire al Consiglio federale la competenza di stabilire livelli minimi dei laghi artificiali. Tutte queste richieste sono state di volta in volta accolte da minoranze della Commissione.
Preparativi per far fronte alla minaccia di penuria energetica
La Commissione si è occupata della penuria energetica prospettata per i prossimi mesi invernali, informandosi presso le autorità e organizzazioni competenti sui preparativi in corso. In una lettera al Consiglio federale ha illustrato gli aspetti cui conferire particolare attenzione: la Confederazione deve assumere un ruolo attivo nell’influenzare la domanda di energia. In particolare è necessario concordare per tempo con i grandi consumatori riduzioni del consumo vincolanti, se del caso contro indennizzo. Occorre inoltre considerare i rischi congiunturali e sociali dovuti all’impennata dei prezzi dell’energia. Secondo la Commissione, sia le imprese che una parte delle economie domestiche potrebbero risentirne pesantemente. Se dovesse rivelarsi necessario adottare provvedimenti di tipo gestionale, ad esempio contingentamenti, le condizioni quadro dovranno essere definite in modo tale da ridurre al minimo le conseguenze negative. Anche sul fronte dell’offerta è possibile prevedere degli sgravi mediante diversi provvedimenti, fra cui un adeguamento provvisorio delle prescrizioni in materia di protezione ambientale, l’impiego di gruppi elettrogeni di emergenza o la conversione degli impianti bicombustibili in impianti a olio da riscaldamento.
Obblighi di trasparenza sui rischi derivanti dai cambiamenti climatici
Con 15 voti contro 10 la Commissione ha deciso di dare seguito all’iniziativa parlamentare 21.462, la quale chiede di inserire nella legge sul CO2 una disposizione concernente il mercato finanziario che obblighi la FINMA e la BNS a esaminare i rischi finanziari derivanti dai cambiamenti climatici per gli istituti finanziari svizzeri e per la stabilità del sistema finanziario. La Commissione si dice disposta a discutere della formulazione concreta nell’ambito della revisione della legge sul CO2 preannunciata dal Consiglio federale.
Per il resto la Commissione propone, con 14 voti contro 9 e 2 astensioni, di non dare seguito all’iniziativa 21.473, la quale chiede di finanziare maggiormente i provvedimenti a favore del clima mediante fondi correnti della Confederazione invece che mediante tasse d’incentivazione. Dato che sono attualmente in corso le deliberazioni sul controprogetto all’iniziativa sui ghiacciai, la Commissione ritiene poco opportuno elaborare un progetto separato sugli aspetti finanziari. Rinvia inoltre all’imminente revisione della legge sul CO2, che il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento nel corso dell’autunno. Una minoranza vorrebbe invece dar seguito all’iniziativa parlamentare per accelerare gli investimenti nella protezione del clima.
La Commissione ha altresì respinto, con 19 voti contro 2 e nessuna astensione, l’iniziativa parlamentare 21.456, dicendosi scettica di fronte alla proposta di istituire una responsabilità solidale della collettività per la riparazione dei danni ambientali parallelamente al principio di causalità attualmente prevalente. Reputa inoltre che l’attuazione concreta dell’iniziativa non sia sufficientemente chiara.
Con 13 voti contro 10 e 1 astensione, la Commissione ha pure respinto l’iniziativa parlamentare 21.447 volta a introdurre la nozione di limiti planetari nella Costituzione federale e nella legge sulla protezione dell’ambiente (LPAmb). Per la maggioranza, la normativa attualmente vigente è sufficiente per far fronte al cambiamento climatico. Il principio di sviluppo sostenibile è già sancito nell’articolo 73 della Costituzione federale. La modifica proposta non condurrebbe ad alcun cambiamento di prassi sostanziale. Una minoranza sostiene l’iniziativa parlamentare, adducendo invece che la nozione di limiti planetari consentirebbe di affrontare la crisi climatica mediante un approccio globale e tenendo conto delle diverse interazioni in gioco.
Presieduta dal consigliere nazionale Jacques Bourgeois (PLR, FR), la Commissione si è riunita a Berna il 29 e 30 agosto 2022. A parte della seduta era presente la consigliera federale Simonetta Sommaruga.