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BirdLife chiede di fare di più per la protezione degli uccelli acquatici
La Svizzera è ancora molto in ritardo per quel che concerne la protezione delle zone umide e delle riserve di uccelli acquatici. Lo afferma l’associazione elvetica per la protezione degli uccelli BirdLife a margine di una conferenza Onu tenutasi a Ginevra e Wuhan.
In Svizzera, oltre il 90% delle zone umide è stato distrutto dal 1850. Le paludi beneficiano sì di una protezione nazionale dal 1987, ma le perdite quantitative e qualitative continuano. "Non sono state adottate misure efficaci per contrastare il degrado, malgrado le paludi siano serbatoi di CO2 molto importanti e siano quindi di importanza capitale nella lotta ai cambiamenti climatici", afferma BirdLife oggi in un comunicato.
Altre zone umide sono protette solo in parte in Svizzera, in particolare le riserve di uccelli acquatici e di quelli migratori. Questi luoghi sono necessari per migliaia di volatili, alcuni dei quali sono minacciati a livello internazionale, afferma ancora l’associazione.
La Convenzione di Ramsar (ufficialmente Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale), dal nome della città iraniana dove è stata adottata nel 1971, chiede di proteggere e ripristinare le zone umide. Ciò è particolarmente importante oggi che viviamo il cambiamento climatico e una siccità sempre più grave, afferma BirdLife. La Svizzera da tempo non designa nessun nuovo "sito Ramsar", deplora l’associazione.