Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/154554

<h2>SubmittedText<h2><p>Da fonti ben informate ho appreso di persone anziane che, negli istituti in cui sono ricoverate, vengono curate a loro insaputa e senza il loro consenso con psicofarmaci e/o cerotti o gocce a base di morfina. Queste persone non sono affette da dolori insopportabili, bensì da leggeri disturbi dell'età senile.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È a conoscenza di simili metodi terapeutici in uso nelle case per anziani o negli istituti di cura?</p><p>2. Quali misure può adottare per porre fine a questi abusi?</p><p>3. È a conoscenza del quantitativo annuale di cerotti o gocce a base di morfina e di psicofarmaci somministrati nel periodo 2000-2015 nei suddetti istituti?</p><p>4. Per l'impiego di questi medicamenti occorre un'autorizzazione dell'Ufficio federale della sanità pubblica?</p><p>5. Sa a quanto ammontano i costi di simili trattamenti?</p><p>6. Il 2 marzo 2014, la Federazione dei medici svizzeri e la Società svizzera di psichiatria e psicoterapia hanno presentato la nuova procedura di documentazione e informazione del paziente, che viene ora gradualmente introdotta negli ospedali e adottata dai medici. È possibile estendere questa procedura al trattamento dei pazienti negli istituti di cura?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. L'analisi dell'indagine sulla salute in Svizzera del 2012 indica che il 9,5 per cento della popolazione residente assume sonniferi, tranquillanti o antidepressivi. Classificati tra gli psicofarmaci, questi medicamenti sono consumati proporzionalmente all'aumentare del disagio psichico. Nel rapporto sulla salute mentale dell'Osservatorio svizzero sulla salute (Obsan) si rimanda ai risultati di studi sulla prassi di trattamento e di prescrizione, dai quali risulta che i pazienti in età avanzata sono trattati con psicofarmaci in misura superiore alla media ("Psychische Gesundheit in der Schweiz; Monitoring", Obsan 2012; non disponibile in italiano). Nella maggior parte dei pazienti anziani affetti da multimorbilità, che comporta spesso la somministrazione contemporanea di più medicamenti (politerapia), la depressione è la malattia psichica più frequente.</p><p>I risultati dell'indagine effettuata dall'Ufficio federale di statistica (UST) sulla salute degli anziani ospiti di case per anziani e istituti di cura (EBGI 2008-2009; UST 2012; non disponibile in italiano) indicano che, con il 21,8 per cento, queste persone sono sottoposte a trattamenti per problemi psichici molto più frequentemente rispetto a chi vive a casa propria (5,3 per cento). Nei sette giorni precedenti l'indagine, circa un terzo (32,1 per cento) degli ospiti delle case per anziani e degli istituti di cura aveva ricevuto un antidepressivo e uno su sette (13,6 per cento) un potente antidolorifico (p. es. cerotto alla morfina, Tramadol). Tuttavia il Consiglio federale non dispone di dati fondati che documentino un trattamento di queste persone con psicofarmaci e/o antidolorifici oppiacei a loro insaputa e senza il loro consenso.</p><p>Il Consiglio federale riconosce che la prassi di prescrizione dei medicamenti è importante per la qualità dell'assistenza e la sicurezza dei pazienti; il miglioramento di questa prassi rappresenta uno degli obiettivi delle sue priorità di politica sanitaria (Sanità 2020). L'introduzione e la promozione attiva della cartella informatizzata del paziente agevolerà i processi di trattamento, evitando tra l'altro errori nella terapia farmacologica. Queste misure offrono un contributo importante alla qualità dell'assistenza, alla trasparenza e alla sicurezza del paziente.</p><p>Il Consiglio federale fa inoltre notare che la vigilanza sull'attuazione della legge sugli stupefacenti, compresa la prassi di prescrizione da parte dei medici, è di competenza dei cantoni.</p><p>3.-5. Il Consiglio federale non dispone di dati che gli consentano di sorvegliare le quantità di cerotti e gocce alla morfina e/o di psicofarmaci dispensate ogni anno nelle case per anziani e negli istituti di cura. I cerotti e le gocce alla morfina sono medicamenti omologati da Swissmedic e quindi non necessitano di alcuna autorizzazione eccezionale dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), pur essendo soggetti alla legge sugli stupefacenti. Per la loro prescrizione è necessaria un'apposita ricetta per stupefacenti. Poiché la contabilizzazione dei medicamenti somministrati nelle case per anziani e negli istituti di cura è gestita con modalità diverse dai cantoni, i dati contabili degli assicuratori malattie non consentono di trarre conclusioni generalizzate sulle quantità somministrate. Lo stesso vale per i dati complessivi sulla cifra d'affari di gocce e compresse alla morfina o di altri antidolorifici contenenti oppiacei (p. es. cerotti contenenti fentanile) di cui dispone l'UFSP.</p><p>6. Il 1° gennaio 2013, il Consiglio federale ha posto in vigore il nuovo diritto sulla protezione degli adulti (RU 2011 725; FF 2006 6391) che rafforza l'autodeterminazione e, quindi, il diritto dei pazienti di decidere autonomamente. Tale diritto è esercitabile tramite le direttive del paziente. Queste ultime consentono a una persona capace di discernimento di decidere a quali misure mediche sottoporsi o a chi trasferire la facoltà di prendere decisioni qualora la sua capacità venisse meno. Le direttive del paziente sono giuridicamente vincolanti per medici, personale di cura e familiari.</p><p>Nel quadro dell'attuazione della strategia di politica Sanitaria sanità 2020, il Consiglio federale intende tra l'altro migliorare il benessere di tutti i pazienti, tenendo maggiormente in considerazione i loro diritti (p. es. diritto all'autodeterminazione, di ricorso, ecc.). A sostegno di questa intenzione, alcuni interventi parlamentari (Kessler 12.3100, Gilli 12.3124 e Steiert 12.3207) sono stati trasmessi al Consiglio federale, che probabilmente adotterà e pubblicherà il rapporto in adempimento di questi postulati nell'estate del 2015. Il Consiglio federale ritiene inoltre meritevole di sostegno la "procedura di documentazione e informazione del paziente" menzionata nell'interrogazione e pubblicata dalla FMH e dalla Società svizzera di psichiatria e psicoterapia. A tale scopo può essere utile anche la guida pratica alla comunicazione nell'attività medica quotidiana ("Leitlinie zur Kommunikation im medizinischen Alltag", Accademia svizzera delle scienze mediche, ASSM, 2013; non disponibile in italiano). Tuttavia, la scelta dell'esatta procedura spetta in ultima analisi ai singoli medici specialisti e alle singole istituzioni curanti.</p>  Risposta del Consiglio federale.