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Se le premesse della vigilia non erano per niente buone, con Vettel scattato addirittura dalla penultima fila e Leclerc soltanto tredicesimo in qualifica, la gara di casa per la scuderia del Cavallino è pure peggio. Con la vettura del tedesco che resta in pista appena otto giri, costretto al ritiro dai freni che vanno a fuoco (!), mentre quella del monegasco - che nel frattempo era riuscito a risalire sino in quarta posizione - si è schiantata contro gli pneumatici all'uscita della parabolita nel corso della venticinquesima tornata. Un gran botto che ha costretto i commissari di gara a interrompere momentaneamente la corsa, per permettere agli addetti ai lavori di sistemare le protezioni divelte dal ferrarista.
Già in testa al momento dell'interruzione - prima della penalità per essere tornato ai box in regime di Safety car (assieme alla seconda guida della Sauber Giovinazzi) quando la pitlane era chiusa -, Lewis Hamilton alla ripartenza in griglia scatta davanti a tutti, e dopo essere rientrato ai box per la penalizzazione - lasciando il comando alla AlphaTauri di Pierre Gasly, davanti all'Alfa Sauber di un gasatissimo Kimi Raikkonen che, però, dopo appena qualche giro deve cedere strada chi lo segue, e chiuderà fuori dai punti - al rientro si lancia all'inseguimento di tutti gli altri, a suon di giri veloci. Il podio, però, quello rimane utopia, con l'incredulo Gasly e alla sua AlphaTauri, scuderia basata a Faenza erede della Toro Rosso, che vince davanti alla McLaren dell'iberico - e futuro ferrarista - Carlos Sainz e alla Racing Point del brittanico Lance Stroll. Mentre il campione del mondo si deve accontentare del settimo posto.