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L’ex direttore del patronato “INCA Svizzera”, Antonio Giacchetta, è stato condannato dalla giustizia zurighese a 9 anni di detenzione per aver truffato decine di lavoratori italiani intascando 12 milioni di franchi della loro cassa pensione. Subito dopo la lettura della sentenza il 52enne è stato incarcerato per il rischio di fuga.
In veste di direttore del servizio del sindacato CGIL (operante su incarico del Ministero del lavoro italiano), fra il 2001 e il 2009, ha gestito le prestazioni previdenziali affidategli da 250 connazionali, per un totale di 34 milioni di franchi. Alla fiducia ha risposto trasferendo parte del denaro sui suoi conti e dilapidandola per orologi di lusso, prostitute e altri vizi. Il presidente della corte ha calcolato che per 9 anni ha speso in media 45'000 franchi al mese agendo “con grande egoismo e senza il minimo scrupolo”.
Scuse non accettate
Rivolgendosi ai 64 connazionali che hanno preso parte al dibattimento in qualità di vittime, Antonio Giacchetta aveva detto: “Trovo ripugnante quello che ho fatto”. Gli aveva replicato uno di loro: “vogliamo indietro i nostri soldi, non le tue scuse”.
Diego/ATS
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