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Un gruppo di investitori in complessi turistici hanno deposto presso il Tribunale federale dello Stato dell'Idaho una causa collettiva di 24 miliardi di dollari (24,7 miliardi di franchi) contro il secondo istituto bancario svizzero.
Nella documentazione presentata domenica, stando all'agenzia Reuters, i querelanti affermano che il Credit Suisse, insieme alla società immobiliare Cushman & Wakefield, pure perseguita, avrebbe artificialmente gonfiato il valore di alcuni progetti nelle stazioni turistiche.
Un responsabile della comunicazione del Credit Suisse ha reagito definendo infondata la denuncia e ha affermato che la banca intende difendersi.
Secondo i ricorrenti, l’obiettivo della frode era di schiacciare sotto il peso dei debiti gli investitori con lo scopo di acquistare in seguito gli immobili ad un prezzo inferiore al loro valore. Con l'azione legale, i querelanti cercano anche di ottenere lo status di «class action» (azione collettiva), grazie alla quale un’eventuale sentenza favorevole potrà essere fatta valere da tutti i ricorrenti.
Fra le proprietà interessante ci sono lo Yellowstone Club, centro turistico privato per gli sport invernali nel Montana, i resort Tamarack nell’Idaho, Lake Las Vegas nel Nevada e Ginn Sur Mer alle Bahamas.
swissinfo.ch e agenzie