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I falsi saldi di Conforama continuerebbero
Sospeso a Losanna il processo contro la catena di grandi magazzini: la procura vodese sostiene di aver accertato che la pratica continua
Il processo che vede Conforama Svizzera alla sbarra a Losanna per rispondere di concorrenza sleale a causa dei falsi saldi che avrebbe sistematicamente praticato per anni è stato sospeso. La giudice Malika Turki ha aggiornato il dibattimento poiché la procura ha scoperto che la pratica non è cessata neanche con il deposito, lo scorso agosto, dell'atto d'accusa che presentava un centinaio di esempi di promozioni sulle quali figuravano dei prezzi "originali" molto più alti di quelli reali in modo da indurre il consumatore a pensare di fare un grande affare. E ciò nei negozi, ma anche su internet e nei cataloghi. Inoltre quando c'era il paragone con i prezzi della concorrenza, le cifre annunciate erano di fantasia.
Il procuratore Stephan Johner ha spiegato che l'inchiesta - avviata nel 2019 su denuncia della Federazione romanda dei consumatori (FRC) - è proseguita anche negli ultimi quattro mesi. I nuovi elementi saranno integrati nel dossier allestito dall'accusa per provare la violazione della legge federale sulla concorrenza sleale. La pena massima prevista è una multa di cinque milioni di franchi.
La società basata a Ecublens, presente con una ventina di punti vendita in tutta la Confederazione specializzati in attrezzature per la casa (mobili, decorazioni, elettronica e altri elettrodomestici), contesta integralmente le accuse. Si dice fiduciosa che dal processo emergerà la sua buona fede. L'avvocata del gruppo ha criticato le modalità di conduzione dell'inchiesta che ha ripreso quanto accertato dalla FRC. Un suo ex dipendente ha spiegato davanti al Tribunale che un gruppo di volontari ha seguito l'evoluzione dei prezzi di 350 articoli nei negozi e sul sito di Conforama e di altre catene per quasi un anno.
Interdiscount e Fust sono state segnalate poiché la pratica è risultata occasionale. La situazione più grave, sostiene l'accusa sulla base di un centinaio di casi documentati, è emersa nei grandi magazzini elvetici della catena francese. Il primo citato è quello di un frigorifero, il cui prezzo aveva oscillato tra i 699 e i 799 franchi tra luglio 2018 e aprile 2019. Il prezzo barrato parlava invece di: 1'099 franchi.