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Quando Michihiko Iwamoto lavorava per una società commerciale specializzata in prodotti tessili, fu coinvolto nella produzione di indumenti da lavoro con filati ottenuti da bottiglie in polietilene (Pet). Ciò lo ha indotto a pensare alla possibilità di "rimettere tutto in circolo" riportando tutti gli oggetti usati al loro stato originale e mettendoli in nuovi prodotti da vendere. Dieci anni fa, Iwamoto ha co-fondato Japan Environment Planning (Jeplan Inc.), una venture company per la promozione del riciclo.
L’azienda, con sede a Tokyo, ha espanso il suo business e sta generando interesse tra il pubblico grazie ai suoi progetti appariscenti, come la creazione di una replica della macchina del tempo alimentata a rifiuti che compariva nel film di grande successo del 1985 “Ritorno al Futuro”.
Iwamoto, ora presidente dell’azienda, era in origine un membro dello staff di promozione vendite in una società di commercio tessile. Iniziò ad affrontare il problema subito dopo l’entrata in vigore della legge giapponese sul riciclo dei contenitori e delle confezioni, nel 1995. La legge stabilisce i ruoli di consumatori, aziende e municipalità ai fini della riduzione del volume di contenitori e confezioni, che costituiscono circa il 60 per cento dei rifiuti domestici.
È in quel contesto che Iwamoto incontra Masaki Takao, appena laureato all’università di Tokio. Il giovane è sicuro che sia tecnologicamente fattibile produrre etanolo dal cotone.
Una convinzione essenziale, dal momento che dei tessuti prodotti in tutto il mondo, il 60 per cento è costituito da poliestere e il 30 per cento da cotone. I costi ambientali per la produzione di questi tessuti sono enormi, e tuttavia solo una piccola percentuale degli indumenti usati viene riciclata.
Jeplan colloca box di raccolta nei negozi, e la gente vi depone indumenti usati perché vengano riciclati. Questi indumenti vengono inviati allo stabilimento della società, che si trova a Imabari, Prefettura di Ehime. Qui il cotone viene convertito in etanolo e usato come fonte energetica. All’inizio non è stato facile far accettare ai venditori al dettaglio di collocare box di raccolta nei loro negozi. Ma dopo una certa diffidenza iniziale il numero di negozianti che hanno installato box (o hanno accettato di farlo a breve) è aumentato a 70.
Il bioetanolo di Jeplan, utilizzato come carburante, è di fatto ottenuto dai rifiuti. Carburante che viene dalla pattumiera, un po’ come succedeva alla DeLorean di “Ritorno al futuro”. E non è un caso se Iwamoto ha preso proprio quell’auto ad esempio, mettendo in piedi un progetto in comune con Nbc Universal.
Il 21 ottobre 2015, data di destinazione del viaggio nel tempo descritto nel secondo film della serie, Iwamoto ha rifornito la DeLorean con etanolo prodotto a partire da magliette e ha organizzato un tour per il paese con la mitica automobile. Permetteva alla gente di salire sulla DeLorean per farsi fotografare a condizione che donassero vecchie magliette da usare come carburante per l’automobile, ed ha avuto così successo da riuscire in meno di tre mesi ad ammassare il numero di magliette che di solito raccoglieva in un anno intero.