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Con le «Lackskins», le «pelli di lacca» parate sulla superficie di una vasca piatta piena d'acqua e poi riportate sulla carta, egli sviluppò negli anni cinquanta una tecnica nuova e scherzosa che prendeva a modello un procedimento della rilegatura. Dalla lingua e dalle parole traeva infinite ispirazioni per il suo lavoro creativo. Le sue poesie e i suoi giochi di parole - spesso in forma di palindromi o anagrammi - che utilizzava anche come titoli per quadri, hanno contribuito alla sua fama. Voleva battere il tradizionale palindromo «reliefpfeiler» (pilastro a rilievo), che letto nelle due direzioni ha lo stesso significato; vi riuscì in modo ironico e poetico con neologismi che forniscono ma contemporaneamente cercano significato e che lui chiamò «parole a ritroso»: «oh! cet écho!», «nee, die ideen» oppure «reize vitaler stiere - bereits relative zier». L'acquerello Terra inesplorata mostra un paesaggio attraversato da elementi architettonici immaginari, abitato da piccole figure. Gli elementi figurativi si dissolvono talvolta in pennellate a nuvola. Sembra quasi che l'artista abbia consapevolmente tentato di esplorare una terra pittorica sconosciuta, situata tra le «Lackskins» e l'acquerello. La perdita della pennellata precisa è dovuta anche all'indebolimento della vista che lo aveva colpito a partire dagli anni settanta.
La piccola scenetta paesaggistica ricorda le rappresentazioni del tardo medioevo delle guarigioni miracolose, quali per esempio la grottesca situazione nella quale S. Francesco riceve le stigmate da un martello di legno o la scena dell'eremita che si ritira nel deserto della sua fantasia e vi sperimenta avvenimenti miracolosi. André Thomkins crea mondi giocosi in opposizione al mondo razionale della logica. Terra inesplorata, il titolo dell'acquerello, simboleggia l'infinita inventiva di questo artista, maestro dell'assurdo tanto apprezzato dal suoi amici per lo charme e la sua forza vitale, ma purtroppo scomparso troppo presto.
(Fonte: catalogo ‚Innovazione e Tradizione‘, Berna 2001)