Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/73211

<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito della sorveglianza sulle assicurazioni sulla vita che operano nel settore della previdenza professionale non viene osservata l'elementare disposizione legale secondo cui almeno il 90 per cento delle eccedenze devono essere accreditate agli assicurati. Nel 2005, utili pari a circa 400 milioni di franchi sono stati indebitamente deviati alle società di assicurazione sulla vita.</p><p>1. L'Ufficio federale delle assicurazioni private (UFAP) permette che le assicurazioni sulla vita trattengano una quota di circa il 50 per cento delle eccedenze derivate dall'attività concernente la previdenza professionale invece di una quota del 10 per cento al massimo, come previsto dalla legge (art. 37 cpv. 4 LSA). Nel caso della quota legale, la legge parla di "eccedenze", vale a dire di ciò che rimane dopo che tutte le spese (prestazioni, riserve tecniche, perdite da liquidazioni, amministrazione ecc.) sono state detratte da tutti i redditi (premi, redditi di capitali, utili da transazioni ecc.). Con questa prassi illegale delle assicurazioni sulla vita e dell'UFAP i diritti legali degli assicurati vengono lesi. Essa viola il tenore della legge e la volontà della commissione legislativa (lettera del 23 aprile 2004 al Consiglio federale) secondo cui, dopo deduzione delle spese di amministrazione, all'assicuratore spetterebbe al massimo il 10 per cento delle eccedenze.</p><p>a. Il Consiglio federale è disposto a rivedere la prassi illegale e l'ordinanza in modo tale che la legge sia rispettata?</p><p>b. È disposto a rimediare alle perdite subite dagli assicurati?</p><p>c. È disposto ad aumentare il controllo sulla burocrazia assicurativa arbitraria in modo tale che le disposizioni legali vigenti e le disposizioni sulla trasparenza siano rispettate?</p><p>2. Contrariamente all'articolo 37 LSA e all'OPP 2, il conto d'esercizio separato per l'attività del 2005 concernente la previdenza professionale non è stato pubblicato.</p><p>a. A partire da quando il Consiglio federale pensa di pubblicare con i dati richiesti dalla legge bilancio e conto economico dell'attività che le assicurazioni sulla vita esercitano nel settore della previdenza professionale?</p><p>b. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la trasparenza delle assicurazioni sulla vita non può essere minore di quella degli istituti di previdenza autonomi?</p><p>c. Chiedo infine se il governo è disposto ad applicare il principio dell'espressione al lordo "per quanto riguarda la presentazione del conto d'esercizio delle casse pensioni e il settore collettivo delle assicurazioni sulla vita nonché a fare rispettare l'obbligo di pubblicare le cifre in modo chiaro e completo. Gli assicurati dovranno disporre d'informazioni chiare e complete sui redditi realizzati, sulle uscite, sulle riserve e sulle spese d'amministrazione (art. 65 cpv. 3 LPP)". (Testo della mozione 02.3421, parere favorevole del Consiglio federale del 30 settembre 2002, accolta e trasmessa dal Consiglio nazionale il 3 ottobre 2002 e dal Consiglio degli Stati il 4 giugno 2003)</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'ordinanza sulla sorveglianza, che si fonda sull'articolo 37 della legge sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA), è stata formulata sulla base delle definizioni di partecipazione alle eccedenze e di quota minima incentrate sul reddito: le prestazioni complessive destinate agli assicuratori devono ammontare almeno alla quota minima del reddito complessivo. Il testo dell'ordinanza è stato presentato in occasione dei dibattiti parlamentari sull'articolo 37 e la controversa definizione della quota minima è stata ampiamente discussa. In occasione della seduta del 17 marzo 2004, il Consiglio nazionale aveva rinunciato a prendere una decisione diversa da quella del Consiglio degli Stati in merito alla questione della partecipazione alle eccedenze, precisando tuttavia che quest'ultima avrebbe potuto essere ridiscussa anche in assenza di divergenze. Questo non si è però ancora verificato.</p><p>a. Il rimprovero secondo cui l'ordinanza del Consiglio federale entrata in vigore il 1° aprile 2004 non rispetterebbe la volontà del legislatore è altrettanto poco legittimo quanto il sospetto secondo cui l'UFAP non attuerebbe in modo corretto le disposizioni legali. Al contrario, l'assegnazione delle eccedenze rispecchia esattamente il tenore dell'ordinanza.</p><p>b. Le imprese di assicurazione non sono istituti previdenziali. Infatti, dietro mandato di questi ultimi, esse assumono, parzialmente o interamente, rischi e gestione di capitali. In quanto imprese orientate al conseguimento di utili, le imprese di assicurazione gestiscono l'attività concernente la previdenza professionale nel regime di concorrenza esplicitamente voluto dalla politica. Non bisogna dimenticare che le imprese di assicurazione garantiscono le proprie prestazioni e devono sopportare le perdite derivanti dall'attività previdenziale (nel 2002, ad es., 2,4 miliardi di franchi). Per quanto riguarda le casse pensioni autonome, sottocoperture e dolorosi risanamenti devono invece essere sopportati dal datore di lavoro e dagli assicurati.</p><p>c. In fatto di controllo, l'UFAP non può essere messo sotto accusa. Infatti, attuando la nuova LSA e implementando il test svizzero di solvibilità, uno strumento all'avanguardia in Europa, esso ha svolto un ottimo lavoro. Del resto l'attuazione non è stata in nessun modo criticata né da istituti di previdenza o da assicurati, né da autorità di sorveglianza in materia di previdenza professionale.</p><p>2. Il compito prioritario della sorveglianza in materia di assicurazioni è garantire che le imprese di assicurazione adempiano i loro obblighi concernenti la trasparenza. L'UFAP ha pertanto obbligato le imprese di assicurazione a preparare le cifre relative alla previdenza professionale entro il termine stabilito e nella dovuta forma. Oltre a questo compito di primaria importanza, l'UFAP appronta le cifre verificate dagli organi di sorveglianza e dalle società di revisione. Le cifre sono state pubblicate solo a fine anno, il 21 dicembre 2006, perché i processi sono stati eseguiti per la prima volta e hanno comportato dispendiosi lavori di appuramento. Vengono pubblicate anche le cifre relative al settore della previdenza professionale delle singole imprese di assicurazione che sono già da lungo tempo pubblicamente accessibili.</p><p>a. Come spiegato, la pubblicazione delle cifre in questione è già avvenuta.</p><p>b. Le relative cifre sono state preparate dalle imprese di assicurazione e messe a disposizione degli istituti di previdenza. La trasparenza nei confronti degli assicurati degli istituti di previdenza è in prima linea compito degli istituti di previdenza stessi e non delle imprese di assicurazione.</p><p>c. Sì. Le cifre relative al settore della previdenza professionale sono registrate al lordo, ai sensi di una contabilità trasparente.</p>  Risposta del Consiglio federale.