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Segretario di Stato dal 1973 al 1977 durante la presidenza di Richard Nixon e, insieme al presidente, protagonista dell’apertura USA alla Cina di Mao Zedong e alla Russia dell’Unione Sovietica. Kissinger, pilastro della pace all’interno della guerra, quella fredda, personaggio splendente nelle sue controversie, compie oggi 100 anni.
Era nato tedesco e si chiamava Heinz, era nato da famiglia ebraica, il 27 maggio 1923 a Fürth in Baviera, proprio nell’anno in cui Adolf Hitler compiva il suo putsch in birreria.
Poi, era emigrato negli Stati Uniti nel 1938, per fuggire dalle persecuzioni antisemite, aveva studiato ad Harvard e si era specializzato in relazioni internazionali, guadagnandosi ben presto il titolo di “SuperKraut”.
Arrivato in America, infatti, Heinz cambiò il suo nome in Henry. S’iscrisse alla High School George Washington e subito si mise in mostra come uno degli studenti più brillanti. Per proseguire gli studi serali d’inglese, durante il giorno lavorò come operaio. Terminato il liceo, Henry s’iscrisse ai corsi serali del City College e cominciò a studiare ragioneria. Contribuì al bilancio familiare lavorando dapprima in una fabbrica di spazzole, poi in un’altra per pennelli da barba e infine trovò impiego in un ufficio postale.
Poi venne il 1943: insieme al fratello Walter, Henry si arruolò nell’esercito degli Stati Uniti e acquisì la cittadinanza americana.
Le sue doti di organizzatore e diplomatico emersero già quando fu inviato in missione a Krefeld, allo sbando dopo la fuga dei nazisti, dove mezzo milione di persone erano senz’autorità, casa, vestiti, cibo. Nel giro di una settimana il soldato semplice Henry Kissinger riuscì a far tornare alla normalità la vita a Krefeld e, per questo, venne promosso sergente. Quindi, passò ai servizi segreti del comando europeo, insegnandovi, però. Grazie al suo perfetto tedesco, insegnava agli ufficiali come scoprire i nazisti che cercavano rifugio nella clandestinità.
Terminata la guerra, l’esercito gli offrì di rimanere nella scuola come insegnante civile con un lauto stipendio, ma Kissinger rifiutò, poiché voleva portare a termine gli studi interrotti. Nel 1947 richiese di essere ammesso a Harvard e la sua domanda fu accolta. A 24 anni iniziò così una nuova fase della sua vita.
Si laureò con Lode nel 1952, ed entrò a lavorare temporaneamente all’Università. Lo scoperse il miliardario Nelson Rockefeller, repubblicano e collaboratore del presidente Eisenhower, che lo incontrò nel ‘55 durante un seminario che lo stesso Rockefeller aveva organizzato a New York con istituti di cultura e organismi governativi per esaminare vari problemi di politica internazionale. Rockefeller offrì a Kissinger di lavorare presso la sua Fondazione, con il titolo di direttore degli studi speciali. Qui, Kissinger conobbe Kennedy e Johnson e proprio Johnson, più tardi, lo licenzio.
Il tedesco ebreo americanizzato, avrebbe infatti criticato Lyndon Johnson per l’ntervento americano in Vietnam, e fu licenziato. Ma, da lì a poco, aveva stretto un’alleanza con Nixon, del quale sarebbe poi divenuto Segretario di Stato.
Aveva pubblicato Nuclear Weapons and Foreign Policy un best seller, che lo portò tuttavia a litigare anche con Kennedy dopo l’assassinio del quale collaborò, per poi staccarsi, con Johnson, appunto.
Ma torniamo alla presidenza Nixon. Kissinger appoggiò nel 1973 il colpo di Stato di Pinochet in Cile, azione che gli varrà, per i suoi detrattori, il peso dei bombardamenti in Cambogia e delle vittime delle operazioni in Sudamerica.
Sempre nel 1973, in ottobre, Kissinger negoziò la fine della guerra del Kippur, iniziata con l’attacco di Egitto e Siria a Israele, vinta, però, proprio dalla Terrasanta. Kissinhger sfruttò l’indispensabilità degli Stati Uniti per Israele, isolato in Medio Oriente, per provocare un embrago petrolifero di sei mesi e ottenere in fase armistiziale che Israele si ritirasse su linee più arretrate. Grazie alla sua opera, Stati Uniti ed Egitto si riavvicinarono e nel 1978, sotto Carter, sarebbe stata firmata la pace fra Egitto e Israele, a Camp David.
Dopo l’11 settembre 2001, Kissinger fu scelto da Bush per indagare sull’oscurità recondita dietro l’11 settembre 2001, ma si dimise dalla commissione il 13 dicembre 2002.
Un anno fa, Kissinger aveva dichiarato che sarebbe pronto a interloquire personalmente col presidente russo Vladimir Putin, nel caso gli giungesse una richiesta in tal senso da parte dell’amministrazione presidenziale Usa guidata da Joe Biden.
Due mogli, un divorzio e due figli: Kissinger, oggi centenario, è forse la chiave di un mondo che ha abbandonato se stesso.
Kissinger (al centro) con Condoleeza Rice e Antony Blinken