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Musica: piace a metà il "Tannhauser", non la regia svizzera
BOLOGNA - Nella girandola di malumori e incomprensioni che stanno caratterizzando gli ultimi anni di attività del teatro Comunale di Bologna (dove proprio in questi giorni si fatica a trovare un nuovo sosvintendente) capita anche che uno spettacolo di un certo impegno come quello del regista svizzero Guy Montavon, autore del wagneriano "Tannhauser" che ha inaugurato la stagione lirica 2011, venga fortemente contestato da un pubblico che invece si è mostrato assai generoso nei confronti di una direzione musicale, del tedesco Stefan Anton Reck, peraltro non sempre perfetta.
Ma probabilmente anche la rieducazione del pubblico, con proposte si spera degne della tradizione del teatro di piazza Verdi, sarà uno dei compiti a cui il successore di Marco Tutino dovrà lavorare. Tutino, ancora in carica fino a questo "prima", ha preferito non esserci.
Il capolavoro di Richard Wagner mancava a Bologna dal 1970, ma le opere del musicista tedesco nell'ultimo trentennio hanno sostato nella sala del Bibiena con una media triennale, compreso un pregevole "Ring". Per questo appuntamento la scelta è andata su un allestimento dell'Opera di Erfurt di forte impatto visivo dove Montavon ha risolto la prima parte, quella del monte di Venere con l'ausilio di un filmato: i due amanti immersi in un immenso mare calmo. Un modo forse anche per contenere i costi per una scena altrimenti di più impegnativa realizzazione.
Nel secondo atto il castello della Wartburg dove si svolge la gara dei cantori per conquistare Elisabeth, viene trasformata in un sala della biblioteca di Weimar distrutta in un incendio nel 2004, con migliaia di preziosi volumi andati in fumo, anche se questo episodio forse è poco conosciuto in Italia.
"Un orrendo delitto fu compiuto" canta il Langravio ad un certo punto mentre alcune didascalie denunciano la grave perdita della biblioteca. Il terzo atto è molto intimista, a un certo punto torna il mare del primo, ma dopo la morte di Elisabeth, Tannhauser non muore ma si purifica attraverso una doccia a cui la regia lo sottopone. Uno spettacolo di un certo interesse, che ai più non è piaciuto, ma sicuramente migliore di altri ("Carmen" e "Elisir" vari) visti negli ultimi mesi al Comunale. Ottima la compagnia di canto capeggiata da Ian Storey e da Miranda Keys, wagneriani di provata fede.
Molto applauditi anche il Wolfram di Martin Gantner e la Venere di Patrizia Orciani. Stefan Anton Reck, conosciuto dal pubblico del Comunale per alcuni concerti sinfonici, si è guadagnato l'onore della prima perché creditore verso il teatro di un'opera (+A midsummer night's dream+ di Britten) che due anni fa gli venne tagliata. Ha diretto in maniera discontinua un'orchestra non sempre precisissima. A capo del coro ha debuttato il nuovo direttore Lorenzo Fratini. Si replica il 18, 20, 23, 25, 27 e 29 gennaio.