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La superstizione del gatto nero
Le origini della superstizione del gatto nero risalgono al Medioevo. A quanto pare le ipotesi più accreditate sono due, una risale ai tempi in cui l’illuminazione notturna non esisteva, e visto che i gatti neri di notte non si vedevano, quando attraversavano la strada, facevano imbizzarrire e spaventare i cavalli provocando incidenti funesti.
L’altra ipotesi ha a che fare con i pirati, i quali erano soliti portare a bordo delle loro navi i gatti neri, poco visibili al buio, e a quanto pare più abili nel cacciare i topi dalle loro stive. Quando i pirati approdavano nei porti per saccheggiare le città, i gatti scendevano dalle navi aggirandosi tra le strade.. quindi vederli in giro era presagio di grande sventura.
Il colore nero è da sempre messo in relazione con una dimensione diabolica. Nel nostro immaginario collettivo ricordiamo il gatto nero come il servitore di fattucchiere di paese e di streghe, e l’animale in cui esse si trasformavano per compiere malefici. Inoltre proprio il nero è il colore del lutto e della morte per eccellenza! È da tutte queste assonanze messe insieme che nasce la credenza che il gatto “nero” sia portatore di sventura.
Molto più simpatica la versione inglese.. in Inghilterra il gatto nero porta fortuna! Anzi, se ti attraversa la strada significa che i guai sono passati senza sfiorarti, se entra in casa di primo mattino sarà una splendida giornata e se c'è una ragazza "da marito" presto troverà l'anima gemella!
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