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La Confederazione intende stanziare 1,2 milioni di franchi per la formazione dei docenti che assicurano corsi di lingua e cultura italiana in Svizzera. I contributi sono una risposta indiretta ai tagli decisi dal governo Berlusconi all'insegnamento della lingua di Dante nel mondo.
In base alla possibilità concessa dalla Legge federale sulle lingue, il governo svizzero ha deciso di concedere un contributo – seppur “modesto”, come ammesso dal ministro Didier Burkhalter – per finanziare nuovi mezzi didattici e la formazione continua degli insegnanti che si occupano dei corsi di lingua e cultura italiana.
La Confederazione non intende tuttavia prendere sulle proprie spalle il finanziamento dei corsi destinati ai figli di immigrati italiani, seguiti da 16mila alunni in Svizzera, perché compito della Farnesina. Al massimo, ha sottolineato Didier Burkhalter, la Confederazione può «esprimere il proprio dispiacere per i tagli decisi dal governo Berlusconi e evocare il problema durante i colloqui bilaterali».
La decisione del governo svizzero fa seguito a un’interpellanza del senatore socialista Didier Berberat, che nel suo intervento ha sottolineato come «incoraggiare questi corsi sia essenziale non soltanto a livello pedagogico, ma anche per preservare una delle nostre lingue nazionali». Anche perché – ha ribadito Berberat – «l’italiano non gode delle stesse condizioni di insegnamento del tedesco e del francese e questi corsi andrebbero proprio a colmare questo vuoto».
swissinfo.ch e agenzie