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Benzina alle stelle?
L'Opec+ e la Russia riducono massicciamente la produzione di petrolio
L'Opec+, malgrado la forte pressione di molti paesi, taglia nettamente la produzione di petrolio di 2 milioni di barili al giorno a partire da novembre. Per gli automobilisti non è una buona notizia poiché il prezzo della benzina non scenderà. Furiosa la Casa Binaca.
I delegati dei 23 Paesi che fanno parte dell'alleanza, che include, tra gli altri, l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, al termine del vertice a Vienna, svoltosi in presenza per la prima volta da marzo 2020, hanno annunciato la drastica misura. Per la Russia ha partecipato Aleksandr Novak, vice premier della Federazione Russa con delega al settore energetico.
A partire da novembre, l'alleanza produrrà quindi due milioni di barili di petrolio in meno al giorno. E questa potrebbe essere una brutta notizia per gli automobilisti perché di sicuro il prezzo della benzina non scenderà, anzi.
Quella decisa a Vienna è la riduzione più imponente della produzione da molto tempo a questa parte. L'obiettivo è quello di stabilizzare almeno il prezzo del petrolio, che di recente è sceso fino al 30%. L'Opec ha dichiarato: «Alla luce dell'incertezza che circonda le prospettive dell'economia globale e del mercato petrolifero e della necessità di migliorare le indicazioni di lungo termine per il mercato petrolifero».
Pressioni internazionali inutili
L'accordo è uno schiaffo al presidente statunitense Joe Biden, che aveva fatto pressing più degli altri leader mondiali sui rappresentanti del cartello chiedendo di non ridurre le quote di produzione.
Per Biden il taglio drastico della produzione di greggio non cade in un buon momento, perché potrebbe portare a un rialzo del prezzo della benzina alla vigilia delle elezioni di Midterm, dopo che i suoi sforzi avevano portato a un calo per quasi 100 giorni consecutivi.
Gli USA son delusi per la «decisione miope»
«Il presidente è deluso dalla miope decisione dell'Opec+ di tagliare le quote di produzione mentre l'economia mondiale fa i conti con l'impatto negativo dell'invasione dell'Ucraina da parte di Putin» dice la Casa Bianca. Ora l'amministrazione si consulterà con il Congresso sugli strumenti per ridurre il controllo dell'Opec+ sui prezzi dell'energia.
«In un momento in cui la sicurezza energetica è importante, la decisione dell'Opec+ avrà l'impatto più negativo sui paesi a basso e medio reddito», afferma la Casa Bianca sottolineando che Biden continuerà con il rilascio delle scorte petrolifere strategiche per «proteggere i consumatori americani e la sicurezza energetica».
La portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, in un briefing con la stampa a bordo dell'Air Force One diretto in Florida ha detto che la decisione dell'Opec+ mostra che c'è «un allineamento» dell'organizzazione con la Russia.
Una vittoria della Russia?
La risoluzione dell’OPEC+ mostra, secondo diversi esperti, come i produttori non siano disposti ad accettare profitti più bassi di quelli che l’alto prezzo del petrolio ha garantito loro in questi mesi, e che, anche se dall'inizio dell'estate il prezzo scende, rimane a livelli alti.
A indirizzare in maniera decisiva la decisione dell’OPEC+ sembra essere stata l’Arabia Saudita, con l’appoggio degli Emirati Arabi Uniti, ma soprattutto della Russia.
Mosca, giova ricordare, ha bisogno di tenere alte le quotazioni del petrolio per sostenere la campagna militare iniziata in febbraio contro l'Ucraina e le casse pubbliche colpite dall’embargo economico dei paesi occidentali, oltre che dal tetto al prezzo del petrolio imposto dall’Unione Europea con l’ottavo insieme di sanzioni.
Alcuni analisti vedono in questa mossa un avvicinamento dell’Arabia Saudita verso gli interessi di Mosca, a discapito della relazione con gli USA.
SDA