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Grandson
La storia della città è strettamente legata a quella dei signori di Grandson che svolsero un ruolo di grandissima importanza nella Svizzera romanda dal secolo X al XIV; la casata si estinse con Ottone III nel 1397.
Il borgo medioevale, che si era sviluppato intorno al castello, andò distrutto da un incendio nel 1466 ma, dotato di nuove opere di difesa, ebbe una parte storica molto significativa nel 1476 con la battaglia di Grandson, svoltasi nella vicina Concise e conclusasi con la vittoria dei Confederati su Carlo il Temerario. Dopo l'evento storico, Grandson rimase pre tre scoli sotto la dominazione di Berna e Friborgo. Il castello, situato in posizione strategica su una collina prospiciente il lago, è una delle più grandi fortezze della Svizzera. Menzionato nel 1050, il castello attuale data in sostanza del secolo XIII. Di forma rettangolare, variante del quadrato savoiardo, è difeso a est e a sud da tre torri rotonde, a ovest da due torri semicircolari. Il cammino di ronda, che segue l'intero perimetro del castelo risale al secolo XVI. All'interno: nella cappella sec XVI, pala di Jan Metsys; sala dei cavalieri con stalli del 1620 e sala d'armi. Chiesa evangelica Grandson fu sede di un priorato benedettino a partire dal dal secolo XI; dopo il 1146 passo alle dipendenze dell'abbazia di "La Chaise Dieu" in Alvernia (Francia). Del convento, soppresso nel 1555, non rimangono tracce mentre si è conservata la chiesa. L'edificio attuale, visibilmente influenzato dal romanico alverniate, è una ricostruzione del secolo XII sulle fondamenta di un santuario dei secoli X-XI. Il coro a pianta quadaraa e una parte del transetto furono rivcostruiti nel secolo XIV, mentre verso il 1500 fu aggiunta la cappella funeraria a sud; la facciata principale è un rifacimento del 1896. La chiesa è a pianta cruciforme, le navate laterali sono sormontate da una volta a semibotte, quella centrale da una volta ad archi a tutto sesto che ricadono su colonne. Di fianco alla chiesa il municipio caratteristico per il timpano o frontone di facciata ornato con lo stemma della città (1779). Al numero 11 della Rue Haute, la Casa del balivo, setttecentesca facciata preceduta da doppia scalinata; balcone in ferro battuto. Sulla strada di Fiez un menhir.