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Sarà regolarmente organizzato, il torneo olimpico di pugilato (286 atleti suddivisi in otto eventi maschili e cinque femminili). Il Comitato olimpico internazionale (Cio) ha infatti sospeso l’Aiba (Association Internationale de Boxe Amateurs, oggi International Boxing Association ), ma conferma la boxe nel programma delle Olimpiadi di Tokyo 2020.
La decisione deve essere ratificata nel congresso di Losanna (22-24 giugno a Losanna). Si basa sulla raccomandazione della Commissione d’inchiesta guidata da Nenad Lalovic, membro dell’Esecutivo del Cio, istituita lo scorso novembre per fare luce sulle “gravi questioni riguardanti i settori della finanza, della governance, dell'etica, dell'arbitraggio e dei giudici” della federazione internazionale di boxe. Il Cio ha monitorato le criticità della boxe nelle aree indicate già dal 2017, riscontrando “una mancanza di progressi soddisfacenti”.
Il nuovo calendario delle qualificazioni olimpiche, che si svolgeranno tra gennaio e maggio del 2020, sarà stilato dal Cio. L'Aiba potrebbe essere privata dello status di Federazione internazionale e dunque andare verso il fallimento senza i soldi del Comitato olimpico. Il suo status sarà nuovamente valutato dopo i Giochi di Tokyo, con una commissione che avrà il compito di monitorare i progressi fatti nell’ottica del rispetto della carta olimpica e del codice etico del Cio. Inoltre, un organismo dovrà occuparsi dei regolamenti, dei tornei di qualificazione, degli arbitraggi. A tale organismo, le federazioni nazionali avranno poi l’obbligo di aderire? C’è un bel po’ di ordine da mettere, ma intanto la boxe resta disciplina olimpica, a prescindere da chi la gestirà nei mesi a venire.