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La giustizia bernese ha chiesto oggi il carcere preventivo per Ousman Sonko, ex ministro dell'interno del Gambia arrestato ieri a Lyss (BE), dove aveva depositato domanda di asilo. Contro di lui è stata avviata un'indagine per sospetti crimini contro l'umanità.
Il Ministero pubblico del Giura bernese-Seeland ha motivato l'istanza con il pericolo di inquinamento delle prove e di fuga, ha indicato all'ats Christof Scheurer, addetto all'informazione.
La richiesta significa anche che il Ministero pubblico è convinto che ci siano sufficienti indizi a sostegno del sospetto di crimini contro l'umanità, ha aggiunto Scheurer. Il tribunale regionale delle misure coercitive del Giura bernese-Seeland ha 48 ore di tempo per decidere in merito.
Scheurer ha inoltre precisato che il Ministero pubblico, dopo aver interrogato Sonko, è sicuro che si tratti effettivamente dell'ex ministro dell'interno del Gambia. A metà gennaio agenzie di stampa estere avevano parlato di un capo della polizia del Gambia con questo stesso nome.
La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha da parte sua indicato oggi che la Svizzera è responsabile del trattamento della domanda di asilo di Sonko, anche se egli, dopo essere partito dal Gambia, si è diretto prima in Svezia.
L'ex ministro era infatti in possesso di un visto Schengen rilasciato dall'ambasciata svizzera in Senegal. Il documento era stato rilasciato quando Sonko era ancora ministro, in seguito a un invito a partecipare a una conferenza internazionale a Ginevra.
Quando la Svezia, all'arrivo di Sonko, ha esaminato il visto, ha fatto scattare la procedura Dublino e ha chiesto a Berna di occuparsene. L'ex ministro ha quindi raggiunto la Svizzera il 10 novembre 2016.
La SEM ha ripetuto di aver avuto piena consapevolezza della particolare valenza del caso all'apertura della procedura di asilo e di aver informato puntualmente in proposito le competenti autorità federali e cantonali bernesi.
Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha invece preferito non commentare la vicenda, limitandosi ad affermare di essere in contatto con il Ministero pubblico del Canton Berna. Stando alla giustizia bernese, toccherebbe tuttavia al MPC occuparsi di un caso così grave, relativo a sospetti crimini contro l'umanità.
Il siti internet del Bund e della Berner Zeitung hanno pubblicato un'intervista di un avvocato bernese specializzato nel diritto di asilo, Gabriel Püntener. Secondo lui, Sonko avrebbe dovuto essere arrestato subito al suo arrivo in Svizzera e "il caso sarebbe di competenza del MPC".
SDA-ATS