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|BULZAMINI Attilio |
Ferroviere macchinista, operaio meccanico.
Imola (BO) 11.11.1890 da Ercole e Agnese Zuffa – Barcellona 1.06.1938.
Sposato con Carolina Bafarra.
Dopo l'attentato al teatro Diana di Milano, non fa mancare la sua solidarietà agli anarchici incarcerati. Rimane in Contatto epistolare con Malatesta fino alla sua morte. Continuamente sottoposto alle persecutorie attenzioni dello Stato e del regime che lo sospetta di favorire l'espatrio clandestino, nel 1923 viene licenziato dalle ferrovie per motivi politici e poi brutalmente aggredito dalle squadre fasciste.
Emigra in Svizzera nel 1927 lavorando come ferroviere e operaio meccanico a Ginevra /GE, nel Canton Vallese /VS ed infine a Zurigo ZH. Nel 1933 partecipa in Francia - con Ludovici, Spotti e Rusconi (pure provenienti dalla Svizzera) - alla nascita della FAPI (Federazione comunista anarchica profughi italiani) e nell'ottobre 1935, nei pressi di Parigi è presente al Convegno d'intesa degli anarchici italiani emigranti in Europa (dalla Svizzera vi è pure Carlo Frigerio), promosso da Gilioli, Berneri, Fantozzi, Fornasari, Castagnoli e Cremonini, con una cinquantina di presenze.
Lascia la Svizzera allo scoppio della guerra di Spagna, e nell'agosto 1936 (o settembre) risulta miliziano nella sezione italiana della Colonna Ascaso, fronte Aragona. Ferito in ottobre, rientra a Zurigo presso la moglie nel dicembre 1936, viene arrestato per alcune settimane poi espulso dalla Svizzera perché miliziano in Spagna.
Quindi, nel gennaio 1937 ritorna a combattere in Spagna presso la 28esima Divisione, più tardi è ricoverato a Barcellona per sottoporsi a un'operazione di ulcera. Nel frattempo pure la moglie viene espulsa dalla Svizzera e deve riparare in Francia. Dimesso dall'ospedale nel marzo 1937, rimane al fronte nonostante la salute malferma fino a maggio 1938 (con breve parentesi nel settembre 1937 in licenza presso la moglie). Con Pio Turroni aveva presentato nel maggio 1937 un progetto operativo alla Sezione di Guerra della CNT-FAI per un attentato a Mussolini, poi rifiutato.
Muore di tifo all'ospedale Teobaldi Florida di Barcellona.
FONTI:
GB / DBAI / Bollettino Archivio Pinelli, A. Bertolo, No 39, giugno 2012 / Risv. 18.6.1938 art. di Ludovici /