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BARCELLONA - Come se il panorama indipendentista catalano non fosse già abbastanza complicato, una nuova entità arriva a scompaginare ulteriormente le carte: la Tabarnia.
La regione, che corrisponde grosso modo alle province di Tarragona e Barcellona (Ta-bar...), intende infatti chiedere la secessione da un’ipotetica futura Catalogna indipendente e ricongiungersi alla Spagna. Ma tranquilli: la Tabarnia è solo un’entità immaginaria.
Lanciata nel giugno scorso dalla Piattaforma per l’autonomia di Barcellona come provocazione contro il movimento indipendentista, l’idea ha fatto una prepotente ricomparsa sulle reti sociali in queste giornate post natalizie. Ieri, martedì, #tabarnia era persino diventata un trending topic mondiale su Twitter, riporta la Vanguardia.
Ma perché? La regione secessionista immaginaria corrisponde su per giù ai distretti che hanno votato a favore dei partiti unionisti alle elezioni anticipate del 21 dicembre scorso. Il resto della Catalogna si è invece espresso in favore delle formazioni indipendentiste, che hanno ottenuto la maggioranza assoluta nell’assemblea catalana. L’idea, provocatoria, è che, se gli autonomisti hanno il diritto di proclamare arbitrariamente la secessione dalla Spagna, la Tabarnia unionista ha il diritto di dichiarare a sua volta la separazione dalla Catalogna e ricongiungersi a Madrid.
“Libertà per la Tabarnia!”, “La Catalogna deruba la Tabarnia” e “La gente della Tabarnia vuole solo votare” recitano alcuni dei commenti di questa provocazione delle feste scimmiottando gli slogan indipendentisti catalani. Alla parola “Tabarnia” è infatti possibile sostituire “Catalogna” e a “Catalogna” “Spagna” in un gioco di prospettive che vuole far riflettere sulle regole del confronto democratico.