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Questa è la storia di Mahmud Malas e della sua famiglia che è scappata dalla guerra in Siria e ha trovato una nuova casa a Bex, nel canton Vaud. Mahmud attualmente lavora come pasticcere nella vicina Montreux. (Julie Hunt/swisinfo.ch)
Nel 2011, una rivolta pacifica contro il presidente siriano si è trasformata in una guerra su vasta scale. Mahmud Malas, la moglie e i tre figli vivevano nella capitale, Damasco, dove Mahmud lavorava come pasticcere. Molte delle persone che conosceva sono state uccise nei combattimenti e il suo quartiere è stato messo in isolamento.
Non c'era elettricità, internet, gas per cucinare. L'acqua era razionata e il cibo era diventato molto costoso. Le scuole erano chiuse. Nel 2013, la famiglia ha dunque deciso di scappare.
Intenzionati a raggiungere la Svezia, hanno attraversato il Libano e l'Egitto. Da lì hanno attraversato il Mediterraneo su un'imbarcazione con altre 150 persone, passando nove giorni in mare. Arrivati in Sicilia, si sono spinti a nord ma sono stati fermati dalla polizia al confine italo-svizzero e mandati al centro per richiedenti l'asilo di Bex, nella Svizzera occidentale, dove hanno tutt'ora un piccolo appartamento.
Le loro domande d'asilo sono state respinte, ma la loro sicurezza non sarebbe garantita se fossero rimandati a casa. È stato loro concesso dunque di restare qui provvisoriamente con un permesso "F".
Mahmud voleva disperatamente trovare un lavoro e, con sua moglie, ha organizzato diverse feste a Bex durante le quali facevano assaggiare i loro pasticcini. Un imprenditore tunisino che stava per aprire un bar in stile mediorientale a Montreux li ha notati e li ha assunti. Ora Mahmud e Hanna lavorano a tempo parziale al "Damas Café" dove swissinfo.ch li ha incontrati.