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«L'acquisizione di Credit Suisse non crea casi di insolvenza»
L'acquisizione forzata di Credit Suisse da parte di UBS non costituisce un evento scatenante di fallimenti. Lo ha deciso questa notte il Credit Derivatives Determinations Committee (CDDC).
Il comitato americano doveva rispondere alla domanda se la ripresa forzata di Credit Suisse decisa a fine marzo avesse creato casi di insolvenza. La risposta è no.
Alcuni giorni fa, il CDDC aveva già deciso che l'azzeramento dei bond AT1 di Credit Suisse ordinato dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) non farà scattare il pagamento delle assicurazioni sul default (cds) per i titolari di altri bond subordinati del gruppo acquistato da UBS.
Il 19 marzo scorso, la Finma aveva chiesto, nell'ambito dell'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS, che i bond AT1 della banca per un ammontare totale di quasi 16 miliardi di franchi fossero dichiarati senza valore. Da allora, oltre 1000 detentori di obbligazioni si sono rivolti al Tribunale amministrativo federale di San Gallo per impugnare questa decisione.