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LONDRA - Nuova bastonata sull'occupazione nel settore aereo sulla scia del coronavirus e del lockdown: il colosso elvetico dei servizi aeroportuali Swissport ha annunciato oggi un taglio di 4'556 posti di lavoro del suo personale impiegato negli scali del Regno Unito, destinato più che a dimezzare l'organico attuale.
«Dobbiamo ridimensionarci per sopravvivere», afferma in una nota il direttore di Swissport per il Regno Unito e l'Irlanda Jason Holt, indicando stime di un calo del 50% dei ricavi nel 2020 a causa del pesante contraccolpo della pandemia sul traffico aereo.
«Abbiamo visto tempi duri in passato come dopo l'11 settembre o per la nube del vulcano islandese, ma questa volta è diverso - aggiunge -. Non c'è stato nulla di simile al Covid-19 nelle nostre vite, ci aspetta un lungo periodo d'incertezza e di riduzione del numero dei voli».
Il gruppo zurighese numero uno al mondo nell'assistenza al suolo negli aeroporti, un'ex filiale di Swissair ormai controllata dal conglomerato cinese HNA, conta attualmente circa 8'500 dipendenti nel Regno, inclusi addetti ai bagagli e ai check-in nei due maggiori aeroporti londinesi, Heathrow e Gatwick.
Dura la risposta dei sindacati di categoria britannici, che hanno definito il piano «devastante» e iniquo.