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PARIGI (Francia) - Dici terra rossa e non puoi fare altro che pensare a lui, a quel “cannibale” che risponde al nome di Rafael Nadal. Di aggettivi per descrivere le sue prestazioni al Roland Garros non ce ne sono più. D'altronde il dato “11 finali vinte su 11” racchiude già praticamente tutto. Il re della terra non può che essere lui.
Domenica – nella finale vinta agevolmente contro un Dominic Thiem comunque combattivo – l'iberico ha dato un'ulteriore pennellata di alta classe – da vero campione qual è – di un quadretto sempre più lucente, oltre che valoroso e raro. Dal 2005 ad oggi è caduto soltanto in tre edizioni nella capitale francese: nel 2009 (vittoria di Federer), nel 2015 (Wawrinka) e nel 2016 (Djokovic). Nell'edizione appena andata agli archivi ha perso un solo set: nel quarto di finale contro l'argentino Schwartzman. Insomma numeri da capogiro...
Sono tre i tornei che il mancino di Manacor è riuscito a vincere ben 11 volte: Barcellona, Monte Carlo e appunto Parigi. Negli Slam lo spagnolo ha disputato 24 finali, vincendone 17. Quattro delle sette battute d'arresto sono marchiate di rossocrociato (3 contro Federer, 1 contro Wawrinka e 3 contro Djokovic).
E adesso? A cosa punterà il “trattore” della terra rossa? I 20 Slam di Roger Federer non sono poi così lontani e Nadal – anche se non lo dice apertamente – si sta sicuramente facendo ingolosire. E c'è già chi sogna una finale di Wimbledon, in programma fra un mese, tra l'iberico e il basilese. Sono sei gli slam consecutivi vinti nell'ultimo anno e mezzo da Nadal e Federer: la concorrenza, ad oggi, pare poverissima.
Attualmente – e non soltanto perché guidano la classifica Atp – sono loro i più belli da vedere e i due che stanno scrivendo le storie più belle da consegnare in pasto a tutti gli appassionati. Appassionati che hanno gli occhi sempre più lucidi nell'ammirare due campioni di tale portata. E quindi, finché non giungerà quel tristissimo giorno in cui appenderanno la racchetta al chiodo, godiamoceli!