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FRANCOFORTE - L'ex boss di Volkswagen Martin Winterkorn, che era alla guida della casa automobilistica quando scoppiò il "Dieselgate", andrà a processo per falsa testimonianza.
Lo riporta l'agenzia stampa AFP.
L'ex dirigente avrebbe «mentito consapevolmente» con «dichiarazioni deliberatamente false» davanti a un'inchiesta parlamentare su quando sia «venuto a conoscenza» della presenza del software illegale (per manipolare le emissioni) nello scandalo denominato Dieselgate.
Secondo la procura di Berlino, Winterkorn sapeva «già nel maggio 2015» che le auto erano in grado di eludere i test sulle emissioni. Tuttavia, ha detto al parlamento che ne è venuto a conoscenza solo nel settembre 2015, poco prima che lo scandalo scoppiasse.
Recentemente, lo ricordiamo, Volkswagen e Winterkorn hanno raggiunto un accordo sui danni: l'ex Direttore dovrà pagare a VW circa undici milioni di euro di risarcimento. Aggiungendo la somma a quanto dovrà ricevere il gruppo da altri tre ex manager, VW intascherà in totale 288 milioni di euro.
Winterkorn, come altri ex dirigenti della casa automobilistica, andrà sotto processo a settembre, con l'accusa di frode, davanti al tribunale di Berlino.
Il Dieselgate è costato più di 30 miliardi di euro a Volkswagen, che sta mettendo ora in atto una svolta elettrica per voltare pagina. Tuttavia, lo scandalo ha macchiato la reputazione dell'industria automobilistica tedesca, un settore chiave dell'economia del paese.