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Una franco-vietnamita di 78 anni contro una quindicina di colossi della petrolchimica, come Bayer-Monsanto, Uniroyal e Dow Chemical: è l'impari battaglia giudiziaria che si apre oggi, lunedì, davanti al tribunale di Evry, chiamato ad esaminare la denuncia di Tran To Nga contro i produttori del famigerato "agente arancio", come veniva chiamato in codice il defoliante contenente diossina che l'aviazione statunitense rovesciò in grandi quantità sulle foreste vietnamite per tutti gli anni '60 e fino al 1971, per privare i vietcong della copertura data loro dalla vegetazione.
La querelante fu esposta due volte e, oltre ad aver perso una figlia in tenera età, al pari di molti di connazionali sopporta ancora oggi le conseguenze sulla salute della tossicità di quel prodotto, che ha causato tumori e fa nascere bambini deformi anche dopo generazioni.
Tran To Nga, che sul tema ha scritto anche un libro, "Ma terre empoisonné" ("La mia terra avvelenata"), ha rifiutato un accordo extragiudiziale, preferendo la via del tribunale. La sua causa non è la prima contro le aziende che produssero l'agente arancio su ordine del Governo statunitense: oltre Atlantico vennero assolte, mentre i veterani statunitensi irrorati per errore e ammalatisi a loro volta sono stati indennizzati.