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BERNA - L'Associazione svizzera dei medici assistenti e capiclinica (ASMAC) denuncia che per la categoria continuano a sussistere condizioni di lavoro illegali.
Dal 2005 la legge prescrive un massimo di 50 ore alla settimana e non più di sei giorni di lavoro consecutivi, sette in casi eccezionali. A dieci anni di distanza, secondo l'ASMAC per circa il 70% degli interessati la legge sul lavoro non viene rispettata.
Questa costante violazione pluriennale è pericolosa sia per i medici sia per i pazienti, hanno sottolineato esponenti dell'ASMAC in una conferenza stampa oggi a Berna. L'associazione di categoria chiede quindi al Consiglio federale che negli ospedali sia finalmente rispettata legge sul lavoro, garantendo un buon perfezionamento professionale e migliorando la conciliabilità tra professione e vita familiare.
All'inizio dell'anno l'ASMAC ha effettuato un sondaggio rappresentativo, i cui risultati mostrano tra l'altro chiaramente quanto la gente perda la fiducia nelle cure ospedaliere se i medici lavorano troppo a lungo. La popolazione ritiene "giusta" una settimana di lavoro di 44,3 ore, ma in realtà i medici assistenti ne lavorano 56,5.
Il 77% degli interpellati considerano che la loro fiducia nel medico sia seriamente minata se quest'ultimo ha già lavorato per dodici ore consecutive. Essi ritengono inoltre giudizioso un giorno di pausa al più tardi dopo cinque consecutivi di lavoro. Il 70% del campione rappresentativo auspica che gli ispettorati cantonali del lavoro compiano controlli negli ospedali.
Il 38% dei medici assistenti e dei capiclinica ha già vissuto personalmente situazioni di pericolo per un paziente dovute alla stanchezza.
Une campagna, intitolata "Ospedali fuorilegge" era già stata lanciata nel 2013. Questa volta, all'insegna di "Fatti e non parole- prima che ci venga l'esaurimento!", l'ASMAC chiede alla popolazione di firmare una e-mail (http://spital-illegal.ch/it/iniziativa-di-protesta/firmare-qui.html)
indirizzata al ministro Johann Schneider-Amman in quanto responsabile della Segreteria di Stato dell'economia SECO, che si occupa di sorvegliare il rispetto della legge sul lavoro negli ospedali.
In un periodo di penuria di dottori - aggiunge l'ASMAC - bisognerebbe prendersi maggior cura dei giovani medici al fine di ridurre il tasso di abbandono della professione. Per fare ciò occorrono condizioni di lavoro globalmente moderne, che comprendano misure favorevoli alla famiglia anche negli ospedali.