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L'economia russa subirà nel 2022 una recessione del 6%, ma nel complesso regge meglio del previsto e sarà meno penalizzata dalle sanzioni occidentali dopo l'invasione dell'Ucraina di quanto fosse lecito attendersi. Lo dice il Fondo monetario internazionale, che corregge il calo del PIL dell'8,5% stimato nel precedente rapporto di aprile.
"Le esportazioni di petrolio e di prodotti non energetici si mantengono a un livello superiore alla attese", secondo un economista dell'FMI interpellato dall'AFP. Inoltre, la domanda interna dà prova di resistenza grazie all'efficacia delle misure adottate dalla Banca centrale per proteggere il settore finanziario e all'impatto sul mondo del lavoro, che è stato inferiore alle aspettative.
Le principali economie europee invece, mantengono il segno più. Nel loro caso, tuttavia, il Fondo si dice meno ottimista che a inizio conflitto. Le previsioni di crescita sono state ridotte sia per la Germania (dal 2,1 all'1,2%), che per la Francia (2,3%, -0,6) o la Spagna (4%, -0,8).
È l'effetto dell'aumento dei prezzi dell'energia e del calo della fiducia dei consumatori, oltre che del rallentamento dell'attività manifatturiera per le persistenti difficoltà di approvvigionamento e il costo delle materie prime. Un eventuale stop totale alle esportazioni di gas russo ridurrebbe ancora "nettamente" la crescita sia quest'anno che il prossimo, andando a toccare in particolare i grandi settori industriali.