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GINEVRA - «L'Europa resta strettamente nella morsa del coronavirus», con questo preambolo ieri l'Oms ha fornito un ritratto estremamente preoccupante dei prossimi mesi (purtroppo) ancora pandemici. L'Organizzazione, infatti, evidenzia il delinearsi di una curva verso l'alto tanto di contagi quanto di morti con totali raddoppiati da settembre a oggi.
«L'ipotesi è che da qui a marzo saranno almeno 25 i Paesi con le cure intense degli ospedali sotto stress "alto" o "estremo"», conferma l'Oms che ventila la possibilità che il Vecchio Continenti sfori quota 2.2 milioni di morti entro la primavera (al momento sono circa 1.5 milioni).
Fra le cause dell'attuale situazione ci sono la variante Delta, i non-vaccinati e il calo dell'efficacia fornita degli attuali vaccini.
«La soluzione per convivere con il virus nei prossimi mesi sarà quella di seguire un approccio “vaccino più», spiega il responsabile per l'Europa dell'Oms Hans Kluge, «questo significa vaccinarsi, prendere la terza dose di rinforzo e continuare a osservare tutte le misure di sicurezza del caso».
Un protocollo, questo, necessario se non fondamentale «per affrontare l'impegnativo inverno che ci aspetta», continua Kluge, «ma non dobbiamo perdere la speranza perché tutti noi possiamo dare un contributo sostanziale per stabilizzare la situazione».