Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/114411

<h2>SubmittedText<h2><p>Per le PMI orientate all'esportazione, le conseguenze dell'apprezzamento del franco svizzero continuano a rappresentare un serio problema, benché dall'inizio dell'anno si delinei una certa distensione sul fronte dei tassi di cambio. La loro evoluzione, tuttavia, rimane assai difficile da valutare.</p><p>Per alleviare la gravità della situazione, il Consiglio federale è pregato di esaminare se il mercato offre a tali imprese un'assicurazione contro i rischi di cambio che sia sostenibile in termini di costo. In mancanza di un'offerta confacente, il Consiglio federale è tenuto a esaminare se l'assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE) sarebbe in grado di offrire, per un periodo transitorio, operazioni di copertura dei rischi derivanti dai tassi di cambio.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'industria finanziaria offre oggi svariati strumenti per assicurare i rischi di cambio a breve, medio e lungo termine. I costi di copertura e i premi delle assicurazioni sono stabiliti dal mercato e variano in funzione del prodotto assicurato, della durata e di altri fattori. La scelta dello strumento giusto al momento giusto dipende essenzialmente dalla situazione economica della singola impresa; non esiste una ricetta universale per proteggersi contro i rischi valutari. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui i prodotti disponibili sono poco utilizzati.</p><p>Il Consiglio federale non perde di vista gli effetti della forza del franco. Nel messaggio concernente la promozione della piazza economica negli anni 2012-2015, ha proposto al Parlamento di prolungare di quattro anni i prodotti aggiunti temporaneamente alla gamma di strumenti dell'assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE) nell'ambito delle misure di stabilizzazione congiunturale (garanzia delle cauzioni, assicurazione del credito di fabbricazione, garanzia di rifinanziamento). Questi prodotti servono a migliorare la situazione degli esportatori in termini di liquidità e contribuiscono quindi ad attenuare le conseguenze della forza del franco. È inoltre previsto di adeguare la tariffa dei premi dell'ASRE aumentando o sopprimendo, in presenza di circostanze eccezionali quali forti oscillazioni del tasso di cambio, il supplemento applicato alle polizze in valuta estera e alla copertura dell'eventuale rischio monetario. L'attuale clausola che limita la copertura dell'eventuale rischio monetario alle operazioni a medio e lungo termine dovrà essere modificata in modo da estendere la copertura anche alle operazioni a breve termine (durata inferiore a due anni). L'ASRE e l'OSEC hanno inoltre rafforzato la loro attività di informazione allo scopo di far conoscere meglio le possibilità di copertura dei rischi di cambio disponibili sul mercato. Lo scorso mese di marzo, ad esempio, in collaborazione con banche commerciali, hanno organizzato quattro seminari sulle possibilità di copertura valutaria esistenti per le PMI che operano nel settore delle esportazioni.</p><p>L'ASRE è tenuta per legge a rispettare i principi di sussidiarietà e di autofinanziamento (art. 6 LARE; RS 946.10). Ciò significa che può intervenire solo dove non siano disponibili sufficienti offerte sul mercato e che, d'altra parte, deve esigere premi adeguati a coprire i propri costi. Il Consiglio federale, dopo aver esaminato a fondo la possibilità di un'assicurazione dei rischi di cambio da parte dell'ASRE, è giunto alla conclusione che questa misura sarebbe discutibile, sia dal punto di vista del grado d'intervento dello Stato, sia da quello dell'effettiva realizzazione degli obiettivi. Le esperienze fatte con questo strumento negli anni Settanta e Ottanta, quando la GRE - predecessore dell'ASRE - copriva le perdite di cambio, mostrano che la Confederazione si esporrebbe a rischi finanziari incalcolabili.Con un volume commerciale molto inferiore a quello attuale, la GRE, ossia la Confederazione, aveva subito perdite dell'ammontare di 900 milioni di franchi. Una simile copertura dei rischi di cambio da parte dell'ASRE contravverrebbe inoltre alle norme attualmente in vigore presso l'OMC (divieto di sovvenzionare le garanzie o le assicurazioni contro i rischi delle esportazioni) e sarebbe incompatibile con l'obbligo di autofinanziamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.