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Il tema della "assunzione di responsabilità" nella lotta agli abusi del clero, da parte dei vescovi e di quanti nella Chiesa occupano "posizioni di responsabilità" è "di grande importanza". E c'è "urgenza di implementare corrette procedure di protezione". Lo afferma la Pontificia commissione per la protezione dei minori a conclusione della sua prima riunione plenaria.
Il tema della assunzione di responsabilità di vescovi e vertici ecclesiali nella lotta decisa agli abusi del clero sui minori e gli adulti fragili, la "accountability" come recita la nota della Commissione, pubblicata in inglese, è emerso con forza sabato scorso, nell'incontro con la stampa della Commissione al completo.
In particolare Mary Collins e Peter Saunders, entrambi vittime di abusi da parte di un prete quando erano bambini, hanno minacciato di dimettersi dalla Commissione voluta da papa Francesco, se entro due anni non sarà risolto il problema della assunzione di responsabilità da parte dei vertici della Chiesa contro gli abusi. In particolare Saunders ha suggerito che le vittime si rivolgano anche alle autorità civili per denunciare gli abusi, e non solo alle autorità della Chiesa.
La nota pubblicata oggi dà molto rilievo a questo tema e lo collega alla necessità di una maggiore consapevolezza della Chiesa a tutti i livelli nel lottare contro gli abusi. La nota dà rilievo anche alla lettera che il Papa ha scritto ai vescovi e superiori religiosi di tutto il mondo, alcuni giorni fa, chiedendo di appoggiare la sua battaglia contro la pedofilia e gli abusi, lettera che alcuni tendono invece a passare sotto silenzio. La Commissione riferisce inoltre sta preparando materiali per realizzare la proposta di un Giorno di preghiera per tutti quelli che sono stati feriti dagli abusi sessuali.
SDA-ATS