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Le dimissioni di Jacinda Ardern e la disinformazione
Il 19 gennaio la premier della Nuova Zelanda Jacinda Ardern ha annunciato le proprie dimissioni. Ha dichiarato di aver trascorso alla guida del Paese gli anni «più appaganti» della sua vita, ma ha aggiunto di non avere «le energie per ulteriori quattro anni», di fatto ufficializzando l’intenzione di non ricandidarsi in futuro.
Come molti altri personaggi pubblici, Jacinta Ardern è spesso finita al centro di casi di disinformazione, alcuni dei quali sono arrivati fino in Europa. La redazione di Facta.news ne ha verificati alcuni: ecco quali.
Eutanasia e COVID-19
Stando a quanto riportato a ottobre 2022 su diversi social network, il governo guidato da Jacinda Ardern avrebbe approvato una legge sull’eutanasia che riguarderebbe i soli malati di COVID-19 (o di «long COVID», espressione con cui si indica la persistenza di sintomi riconducibili al nuovo coronavirus SarS-CoV-2 per le settimane o i mesi successivi alla malattia).
In realtà, per quanto in Nuova Zelanda esista una legge che garantisce il diritto alla morte assistita, questa era stata approvata già nel 2019 e non ha nulla a che fare con la pandemia. La notizia di una legge specifica per i malati COVID era, al tempo, stata smentita dal ministero della Salute neozelandese.
La Nuova Zelanda e la legge sull’aborto
Un’altra falsa notizia che ha riguardato da vicino Ardern è quella secondo cui in Nuova Zelanda sarebbe stata approvata una legge che permetterebbe di abortire fino alla nascita del feto e legalizzerebbe l’aborto selettivo sulla base del sesso.
L’Abortion legislation act, entrato in vigore nel Paese a marzo 2020, ha decriminalizzato l’aborto in Nuova Zelanda. Prima di questa legge, l’aborto dopo le venti settimane di gestazione era possibile solo se necessario a salvare la vita della madre o per prevenire danni permanenti alla sua salute, fisica o mentale.
Con la normativa attualmente in vigore, però, non è vero che è possibile abortire fino al momento della nascita e per qualsiasi motivo. L’aborto dopo le 20 settimane resta possibile solo in precise circostanze, una volta ottenuta l’approvazione di almeno due medici qualificati e per comprovati motivi sanitari (e non, ad esempio, per il sesso del nascituro).
Terrorismo?
Infine, tra le false notizie che dalla Nuova Zelanda sono arrivate in Europa, ce n’è una che riguarda la New Zealand Security Intelligence Service (NZSIS), i servizi segreti del Paese, e la guida destinata ai cittadini per individuare possibili terroristi.
Stando ad alcuni utenti del Web, rientrerebbero in questa categoria anche coloro che si sono opposti alle misure introdotte dal governo Ardern per contrastare la pandemia. In realtà, le cose non stanno così.
La notizia della guida redatta dai servizi segreti della Nuova Zelanda è reale e l’intento è quello di aumentare la consapevolezza tra i cittadini, indicando loro i chiari segnali che identificano dei comportamenti estremi o violenti.
In nessun punto della guida si identificano come terroristi coloro che si sono opposti alle decisioni prese per ridurre la diffusione di SarS-CoV-2 nel Paese. La notizia è stata smentita anche da un portavoce della NZSIS, raggiunto dai colleghi fact-checker di Reuters.
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