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Presentata alle Camere Federali e al Consiglio Federale.
Nel 1938, lo psichiatra italiano Ugo Cerletti, ispirato da un metodo praticato nel mattatoio per stordire i maiali prima di farli sgozzare, introdusse la terapia dell’elettroshock in psichiatria.
Attualmente è praticata sotto anestesia totale che dovrebbe attenuare così le manifestazioni spaventose (come paure, contrazioni e convulsioni del corpo), ma purtroppo non gli effetti secondari.
L’elettroshock, chiamato anche terapia elettroconvulsiva (ECT) o sismoterapia, consiste nell’applicazione di due elettrodi sulla testa per far passare delle scariche elettriche attraverso il cervello, con lo scopo di provocare volontariamente una grave crisi convulsiva (crisi epilettica).
Il processo danneggia sempre il cervello, risultante ogni volta in un coma temporaneo.
Dopo uno, due o tre ECT, il trauma causa i sintomi tipici di un trauma cerebrale oppure di una grave ferita alla testa, comprendenti emicranie, nausee, perdita della memoria, disorientamento, confusione, perdita della personalità e instabilità emozionale.
L’ECT altera la memoria in maniera permanente e provoca altri sintomi di disfunzioni mentali a lungo termine, come la difficoltà di concentrazione e un abbassamento delle capacità cognitive (di apprendimento e nel pensare).
L’ECT è generalmente utilizzato quando le droghe psicotrope hanno fallito.
Nessuno studio ha dimostrato un’efficacia a lungo termine dell’ECT.
Tenendo conto dei gravi effetti secondari, dalla mancanza di validità scientifica e perché al giorno d’oggi, non ha potuto essere spiegato il suo effetto reale sul cervello, i firmatari richiedono che l’elettroshock (sismoterapia), sia abolito in Svizzera e che una legge venga votata in questo senso.
Qui puoi trovare il file PDF da scaricare ed utilizzare: petizione per richiedere abolizione elettroshock