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Tre anni fa una nascente associazione culturale che doveva riunire varie sensibilità artistiche luganesi e non solo luganesi chiese, sulla falsariga di ciò che avviene ad esempio a Zurigo, la disponibilità di un palazzo cittadino vuoto a Lugano per insediarvi attività appunto artistiche. Il tutto "a tempo", nel senso di pronto abbandono del palazzo al momento in cui dovesse essere di nuovo riconvertito per uso abitativo. Apriti cielo! Nessuna comunicazione di palazzi del genere ci giunse dalle autorità competenti.
Oggi, a Lugano, ci si impegna (?) a sfrattare una realtà culturale di aggregazione come il Molino che risiede all'ex Macello da 20 anni ormai. Già in vista delle elezioni comunali passate ci fu un "riscaldamento di motori" sulla questione del Molino/Macello quasi questo sia ormai un tema consueto della tenzone politica luganese in vista del rinnovo del municipio e del consiglio comunale.
Una domanda semplice semplice alle autorità: se la cultura luganese è il Lac (benvenuto!), le mostre cittadine nelle gallerie, l'attività letteraria che si snoda attraverso serate e convegni, i cinema (oggi chiusi), dove e come si situa la parte spontanea di quest'attività (niente biglietti d'entrata, spazi condivisi da giovani) se non al Molino/Macello? Dove e come, quindi, le autorità cittadine luganesi che vogliono "chiudere" l'autogestione luganese pensano di convogliare, favorire, invitare l'attività spontanea culturale della città?