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Domani la Banca d'Italia compie 120 anni. Come ricorda una nota dell'istituto centrale fu infatti la legge bancaria del 10 agosto 1893 a istituirla. La legge bancaria ridefinì il sistema della circolazione cartacea, che venne basato sulla copertura metallica dei biglietti e su un limite di emissione assoluto.
La legge del 1893 pose le premesse per il risanamento degli istituti di emissione dell'epoca e avviò il processo di transizione verso una banca di emissione unica, introducendo norme che ponevano la tutela dell'interesse pubblico al di sopra delle esigenze di profitto degli azionisti.
L'istituzione della Banca, si legge nel sito dell'istituto centrale, avvenne dopo la crisi bancaria dei primi anni Novanta del secolo XIX, accoppiata a una crisi di cambio, la quale assunse anche una dimensione politica e giudiziaria clamorosa nel dicembre del 1892, quando fu rivelata la grave situazione delle banche di emissione e soprattutto i gravi illeciti della Banca Romana, fino a quel momento coperti dal Governo.
In una situazione di estrema difficoltà, fra battaglie aspre, il Paese trovò la forza di reagire. Scartata l'ipotesi, avanzata da Sidney Sonnino, di rifondare completamente il sistema dell'emissione, prevalse la linea del presidente del Consiglio Giovanni Giolitti: la legge del 1893 dettò nuove regole per l'emissione e portò alla costituzione della Banca d'Italia, che risultò dalla fusione fra tre degli istituti esistenti, la Banca Nazionale e le due banche toscane; essa fu guidata dal Direttore Generale Giacomo Grillo. La Banca Romana venne liquidata, mentre gli istituti meridionali continuarono la loro attività.
Nel 1926, la posizione sostanzialmente pubblica dell'Istituto ebbe un importante riconoscimento: la Banca d'Italia divenne l'unico istituto autorizzato all'emissione di banconote e le furono affidati poteri di vigilanza sulle altre banche, successivamente ampliati e potenziati dalla legge bancaria del 1936.
Quest'ultima riconobbe inoltre formalmente la Banca come istituto di diritto pubblico e avrebbe costituito la norma fondamentale del sistema bancario italiano fino al 1993, quando è stato promulgato il vigente Testo Unico in materia bancaria e creditizia. Nel 1947 la manovra di stabilizzazione della lira costituì uno snodo cruciale nella storia dell'Istituto: l'inflazione postbellica fu troncata e vennero poste le condizioni monetarie per il «miracolo economico» degli anni Cinquanta.
Nella Costituzione del 1948 fu introdotto il principio della tutela del risparmio. Dopo gli shock che negli anni Settanta hanno scosso il sistema monetario internazionale e la lira, il processo di disinflazione è stato favorito in Italia da una più decisa tutela giuridica dell'autonomia della banca centrale. La riconquistata stabilità della lira e l'avvio del riequilibrio della finanza pubblica hanno consentito all'Italia, nel rispetto dei criteri indicati dal Trattato di Maastricht (1992), di far parte del primo gruppo di paesi che nel 1999 hanno adottato l'euro come propria moneta; le banconote e le monete in euro hanno cominciato a circolare nel 2002.
SDA-ATS