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La firma del protocollo sull'estensione della libera circolazione alla Croazia è anche un messaggio della Svizzera inviato all'Unione europea (UE).
"Noi diciamo semplicemente all'UE (...) che i problemi possono essere risolti a tappe", dichiara il consigliere federale Didier Burkhalter.
"Abbiamo firmato questo protocollo per mostrare che vogliamo veramente andare fino in fondo nella discussione su un accordo negoziato", spiega il ministro svizzero degli affari esteri in un'intervista pubblicata da "Le Matin Dimanche" e dalla "NZZ am Sonntag".
"Siamo interessati a continuare a contribuire all'avvenire del continente europeo", aggiunge il consigliere federale, citando il programma di ricerca europeo Horizon 2020.
"Ora abbiamo un'apertura con l'Unione europea per una clausola di salvaguardia comune", constata Burkhalter. "Sfortunatamente non è stato possibile concludere prima della fine di febbraio, come desiderava la Svizzera. Ma un esito favorevole è ancora possibile."
"Diciamo semplicemente all'UE, che con un po' di pragmatismo e immaginazione, i problemi possono risolversi a tappe. La firma del protocollo ci avvicina allo scopo di regolare meglio la gestione della migrazione in Svizzera preservando e sviluppando la via bilaterale", sottolinea Burkhalter.
Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) precisa che per il Consiglio federale il solo buon piano è un accordo comune con l'UE, poiché migliorerebbe la sicurezza del diritto e la prosperità.
A suo avviso, i negoziati con l'UE riprenderanno "probabilmente molto in fretta" dopo il voto della Gran Bretagna sulla "Brexit", previsto il 23 giugno.
SDA-ATS