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<h2>SubmittedText<h2><p>La crisi del coronavirus ha messo in evidenza i costi che la Confederazione deve sostenere in una situazione in cui gran parte dell'economia svizzera è bloccata. Al di là delle pandemie, anche le catastrofi naturali e i grandi disastri nucleari possono causare danni significativi che influiscono negativamente sulle performance a lungo termine di vaste aree del Paese. Gli esercenti delle centrali nucleari sono responsabili della sicurezza dei loro impianti e sono chiamati a rispondere in caso di incidente. Secondo gli articoli 11 e 12 della legge sulla responsabilità civile in materia nucleare (LRCN: RS 732.44), attualmente la somma di copertura obbligatoria per danni nucleari è pari a 1,5 miliardi di franchi. È evidente che questa somma è troppo bassa, sia in relazione ai costi generati da un incidente come quello di Fukushima, pari a 700 miliardi di euro, sia in confronto ai costi sostenuti dalla Confederazione durante la crisi del coronavirus, pari ad almeno 60 miliardi di franchi. Nell'articolo 29, la LRCN afferma esplicitamente che l'assicurazione non è sufficiente a coprire tutte le pretese di risarcimento dopo un grande sinistro. Un rapporto del Consiglio federale in risposta al postulato 11.3354 ipotizza che in caso di grande sinistro le pretese di risarcimento potrebbero raggiungere una somma compresa tra 88 e 8000 miliardi di franchi. È necessario che la somma di copertura obbligatoria sia fissata a un livello realistico. </p><p>Nel corso degli ultimi due decenni è divenuto evidente alla comunità scientifica che i modelli assicurativi esistenti per gli impianti nucleari hanno raggiunto i loro limiti. Nel 2012, due economisti hanno suggerito una forma di assicurazione basata su "obbligazioni catastrofe" (cat bonds). Nel frattempo, questo strumento è stato sviluppato e proposto in diverse occasioni. </p><p>Pongo quindi al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. In caso di grave catastrofe nucleare, è evidente che la somma assicurata non sarà sufficiente a risarcire i danni. Allora chi pagherà?</p><p>2. Il Consiglio federale è favorevole all'introduzione di un'assicurazione che copra tutti i danni di origine nucleare, per esempio attraverso delle "obbligazioni catastrofe" o degli strumenti simili? </p><p>3. Diversamente, in che modo il Consiglio federale intende coprire i costi di una catastrofe nucleare il cui impatto sul Paese ammonterebbe a decine, se non addirittura centinaia, di miliardi di franchi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1:</p><p>L'esercente di un impianto risponde senza limitazione finanziaria per i danni nucleari. Deve inoltre stipulare un'assicurazione di responsabilità civile con una copertura di un miliardo di franchi, oltre a 100 milioni di franchi per interessi e spese procedurali.</p><p>Per regolamentare e migliorare a livello internazionale il risarcimento dei danni nucleari, la Convenzione di Parigi sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare e la Convenzione complementare di Bruxelles sono state sottoposte a revisione e ratificate dalla Svizzera nel marzo 2009. Per recepire queste convenzioni nel diritto nazionale è stata emanata una nuova legge sulla responsabilità civile in materia nucleare, che tuttavia potrà entrare in vigore solamente quando la revisione della Convenzione di Parigi sarà stata ratificata da un numero sufficiente di Stati e sarà entrata in vigore. Ciò non accadrà prima del 1° gennaio 2022. La nuova normativa aumenta la copertura assicurativa minima da un miliardo di franchi a 1,2 miliardi di euro. Gli Stati contraenti di queste convenzioni internazionali garantiscono inoltre una copertura aggiuntiva comune di 300 milioni di euro. Per coprire i danni in caso di incidente sarebbero quindi disponibili 1,5 miliardi di euro.</p><p>Se l'entità dei danni nucleari supera la copertura assicurativa, l'esercente dell'impianto nucleare risponde con il suo intero patrimonio. Se anche questi fondi non sono sufficienti a coprire l'intero danno, l'attuale e la nuova legislazione sulla responsabilità civile in materia di energia nucleare prevedono un meccanismo che consente risarcimenti di grande entità. L'Assemblea federale può decidere, tra l'altro, che la Confederazione, in caso di necessità, eroghi contributi supplementari per i danni non coperti.</p><p>Se la somma assicurata e le risorse finanziarie dell'esercente con responsabilità illimitata non sono sufficienti a coprire i danni derivanti da un incidente nucleare, spetta quindi alla Confederazione intervenire per pagare i costi non coperti.</p><p>Domanda 2:</p><p>Secondo la legislazione sulla responsabilità civile in materia di energia nucleare, il Consiglio federale è tenuto ad aumentare la somma di copertura minima per l'esercente (attualmente: 1 miliardo di franchi più il 10 per cento per interessi e spese procedurali) non appena il mercato assicurativo offra una copertura maggiore a condizioni accettabili (art. 11 cpv. 2 della legge sulla responsabilità civile in materia nucleare; RS 732.44).</p><p>I danni il cui importo supera notevolmente le somme di copertura previste dalla legislazione sulla responsabilità civile in materia di energia nucleare non possono essere coperti con soluzioni assicurative tradizionali. Per il loro importo e la loro durata, le "obbligazioni catastrofe" non sono adatte ad assicurare i rischi nucleari. Il mercato di tali obbligazioni è troppo esiguo e imprevedibile per coprire simili rischi. Il Consiglio federale non è a conoscenza dell'esistenza sul mercato di strumenti o di offerte idonei a coprire questi rischi.</p><p>Domanda 3:</p><p>Nel caso di risarcimenti di grande entità, la Confederazione utilizzerebbe i fondi federali generali. Se necessario, dovrebbe assumersi il debito corrispondente.</p>  Risposta del Consiglio federale.