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LONDRA - L'ingresso allo stadio di Wembley, il 'tempio' dello sport britannico, è stato costruito col sudore e la fatica dei prigionieri di guerra tedeschi che dopo la fine del secondo conflitto mondiale si trovavano ancora nel Regno Unito.
Ad affermarlo è una ricerca del programma 'Document' di Bbc Radio 4, che ha spiegato come in previsione delle Olimpiadi di Londra del 1948 servissero molte braccia per realizzare la via di accesso allo stadio di Wembley, conosciuta come 'Wembley Way'. La zona attorno all'impianto doveva essere ristrutturata ma, a causa dei tanti uomini arruolati o caduti al fronte durante la guerra che si era conclusa nel 1945, mancava la forza lavoro. Così le autorità britanniche pensarono di rivolgersi agli ex nemici, i soldati tedeschi catturati che ancora erano nei campi di prigionia del Paese.
All'inizio li si voleva usare per ripulire la zona da sigarette e altra spazzatura ma la reazione critica della stampa fece cambiare idea al governo di Londra. Così vennero impiegati nei lavori di pavimentazione dell'accesso allo stadio: in un documento dell'epoca si riporta che lavoravano alla Wembley Way 44 prigionieri tedeschi. Ma per ironia della sorte la Germania dell'Ovest non venne nemmeno invitata a partecipare alle Olimpiadi del 1948.
Si calcola che nel 1946 ci fossero circa 400 mila prigionieri di guerra tedeschi nel Regno Unito: la maggior parte veniva impiegata per lavori nelle campagne. Quasi tutti furono rimpatriati entro l'agosto del 1948, anche se 15 mila decisero di rimanere in Gran Bretagna. Sempre in quello stadio, che di recente è stato completamente ricostruito, nel 1966 l'Inghilterra conquistò la sua prima e unica Coppa del mondo di calcio, proprio battendo i tedeschi per 4 a 2.
SDA-ATS