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L’8 marzo si festeggiano le donne. Lo si fa, simbolicamente, regalando un rametto di mimosa. La scelta dei fiori gialli risale al 1946, quando le organizzatrici di una manifestazione in favore delle donne, a Roma, scelsero la mimosa perché di stagione e poco costosa.
L’idea di una "Giornata internazionale della donna" nasce invece molto prima, nel 1909, negli Stati Uniti, su iniziativa del Partito socialista americano. Solo nel 1921, in occasione della seconda conferenza delle donne comuniste a Mosca, si scelse l’8 marzo, in ricordo della manifestazione contro lo zarismo delle "compagne" di San Pietroburgo (1917).
E oggi? Oggi sono in molti ad avere l’impressione che la Festa della donna sia diventata una ricorrenza puramente commerciale, buona solo per regalare - e vendere - le famose mimose.
Ma ha ancora senso festeggiarla? Lo abbiamo chiesto alla gente e abbiamo poi raccolto le impressioni di Marialuisa Parodi, presidente della FAFTPlus, la Federazione delle Associazioni Femminili Ticino Plus, che fin dalla fondazione - era il 1957 - si è battuta per conquistare diritti come quello di voto e di eleggibilità per le donne e che oggi continua a promuovere e salvaguardare la parità tra i sessi in ambito economico, politico e sociale.
Barbara Raveglia
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