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Il presidente cinese Xi Jinping è stato eletto per un secondo mandato al vertice della Repubblica popolare dal 13mo Congresso nazionale del popolo, la sessione legislativa annuale, carica che potrebbe mantenere a vita dopo la rimozione dalla Costituzione del limite dei due mandati.
Nel giuramento, Xi si è impegnato "a difendere la costituzione" e a essere "leale verso il Paese e la sua gente". Una cerimonia breve, tenuta con la mano sinistra sul testo emendato dalla riforma che ha rivisto ben 21 articoli e il braccio destro alzato con la mano chiusa a pugno: una procedura seguita per la prima volta per enfatizzare l'autorità e per manifestare il rispetto verso la Carta fondamentale.
Xi, 64 anni, diventato il leader cinese più potente dai tempi di Mao Zedong, potrà contare sul sostegno di Wang Qishan, eletto vicepresidente e "richiamato" in servizio dopo il pensionamento dal Partito comunista cinese nel congresso di ottobre 2017 per limiti d'età. A 69 anni, Wang, ex temutissimo "zar dell' anticorruzione", trasformerà la carica simbolica in una operativa con poteri reali come longa manus presidenziale.
Xi è stato anche confermato a capo della potente Commissione centrale militare. In questo modo, Xi mantiene la "trinità": segreteria generale del Partito comunista cinese, presidenza della Repubblica e presidenza della Commissione centrale militare.
(Ats)