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"E’ un momento grave per la nostra democrazia": l'ha detto mercoledì in giornata il premier spagnolo Mariano Rajoy intervenendo in Parlamento a Madrid sul referendum del 1° ottobre in Catalogna. "Si stanno mettendo in discussione i principi di una società democratica", ha aggiunto.
Rajoy ha accusato il Governo della Catalogna di Carles Puigdemont di "un attacco sleale e pericoloso alla Costituzione, all'unità della Spagna e alla convivenza pacifica dei cittadini. Il Governo autonomo non ha rispettato la legge e le sentenze della Corte", ha rimarcato il primo ministro iberico, che rifiuta ogni ipotesi di mediazione.
"Il futuro e il ritorno alla normalità istituzionale, come tutto il mondo sta chiedendo, è nelle mani di Puigdemont", ha ribadito, il capo dell’Esecutivo spagnolo, rilanciando la sua richiesta di chiarimenti al presidente catalano. "Nelle strade della Catalogna abbiamo visto le drammatiche conseguenze della violazione della legge", ha concluso il premier, affermando che "quanto non è legale non è democratico", che "il referendum è illegale" e, di fatto, che "ha fallito" nei suoi obiettivi.
AP/AFP/ATS/Reuters/EnCa
- RG 18.30 dell'11.10.2017 L'intervista di Silvia Piazza a Emmanuel Dalle Mulle ricercatore allistituto di Alti studi di Ginevra, specialista di nazionalismo e separatismi