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Quelli provenienti da Ucraina e Russia rappresentano solo il 2 per cento del mercato nazionale
BERNA - Sebbene l'Ucraina e la Russia siano tra i maggiori esportatori di grano e fertilizzanti, la Svizzera è poco esposta: solo il 2% dei cereali, il 4% dei foraggi e il 4,5% degli oli e grassi vegetali provengono da questi due Paesi. Lo ha indicato oggi il Consiglio federale durante l'Ora delle domande.
A causa della situazione, il settore agricolo e la filiera agroalimentare stanno attualmente adottando misure per garantire l'approvvigionamento. La Svizzera fa inoltre parte del meccanismo europeo per la sicurezza dell'approvvigionamento in tempi di crisi (European Food Security Crisis preparedness and response Mechanism - EFSCM).
Se il mercato non riesce più a soddisfare la domanda di generi alimentari, è poi possibile sbloccare le riserve obbligatorie. Altri strumenti di intervento sono possibili, come misure per promuovere le importazioni o restrizioni della vendita. L'ottimizzazione della produzione allo scopo di aumentare l'autosufficienza non è invece uno strumento ideale per superare le carenze a breve termine, precisa l'esecutivo.
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«Non voglio essere etichettata semplicemente come la moglie di un giocatore. Penso che le persone non sappiano quanto ho studiato, lavorato e combattuto».