Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/216091

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:  </p><p>1. Come valuta il Consiglio federale la perdita di fiducia nel "marchio Svizzera" e nella neutralità del nostro Paese?</p><p>2. A quanto stima i potenziali danni finanziari che derivano da un lato dal calo delle esportazioni di prestazioni crittografiche e dall'altro dall'acquisto di tali prestazioni?</p><p>3. Il Consiglio federale considera la crittografia una tecnologia chiave per la Svizzera?</p><p>4. Quali tecnologie chiave occorrerebbe assolutamente mantenere in Svizzera? Esiste una lista delle tecnologie chiave critiche? </p><p>5. In che modo il Consiglio federale intende ripristinare la certezza del diritto relativa all'industria e alla ricerca in ambito crittografico? </p><p>6. Quali misure intraprende per garantire le tecnologie chiave in Svizzera e far sì che il nostro Paese mantenga a lungo termine il suo ruolo di polo scientifico nell'ambito della ricerca? </p><p>7. Perché finora il Consiglio federale non si è ancora espresso ufficialmente su questo caso? </p><p>8. In che modo il Consiglio federale pensa di riabilitare la reputazione politica della Svizzera agli occhi di altri governi che hanno scelto appositamente determinati servizi proprio confidando sui valori svizzeri dell'indipendenza, della neutralità e della qualità? </p><p>9. Secondo il Consiglio federale, quale potenziale rischio deriva dal modo di agire esitante della Svizzera? </p><p>10. Secondo il Consiglio federale, come influirà questo caso sui rapporti bilaterali con i Paesi partner che erano o che sono ancora clienti della Svizzera? </p><p>11. Quali attività prevede il Consiglio federale a livello nazionale e internazionale per riabilitare la nostra reputazione e quella dell'industria crittografica? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 20 dicembre 2019 la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha revocato, su incarico del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), i rispettivi permessi generali di esportazione alla Crypto International SA e a un'ulteriore azienda e il 25 febbraio 2020 ha presentato al Ministero pubblico della Confederazione una denuncia penale contro ignoti. </p><p>Il Consiglio federale valuta la sua decisione di sospendere il trattamento delle singole domande di esportazione della Crypto International SA fino alla conclusione dell'inchiesta penale del Ministero pubblico della Confederazione in modo diverso rispetto all'autrice dell'interpellanza. Non si aspetta nemmeno conseguenze negative di portata così ampia come quelle delineate nelle domande.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1/8/10/11Il Consiglio federale non ha alcuna indicazione in merito al fatto che la sua decisione di sospendere il trattamento delle singole domande di esportazione della Crypto International SA fino alla conclusione dell'inchiesta penale del Ministero pubblico della Confederazione abbia causato una perdita di fiducia nei confronti della Svizzera o della sua neutralità. Non è nemmeno a conoscenza di danni generici alla reputazione. Il Consiglio federale ha agito nel rispetto della separazione dei poteri, tenendo conto degli aspetti economici, di politica estera e di politica di sicurezza.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole che i ritardi nel trattamento delle domande di esportazione della Crypto International SA hanno conseguenze negative per alcuni clienti stranieri. Con alcuni degli Stati interessati si sono tenuti dei colloqui attraverso vari canali e a diversi livelli. È stato chiarito il contesto delle decisioni del Consiglio federale e richiamata l'attenzione sulle disposizioni normative in vigore in Svizzera e sui procedimenti in corso.</p><p>2.Non spetta al Consiglio federale stimare le perdite finanziarie che un'impresa potrebbe subire perché non è in grado di esportare in tempi rapidi i propri beni all'estero. In questo contesto va tenuto conto del fatto che le decisioni del Consiglio federale riguardano due imprese, una delle quali è in liquidazione secondo il registro di commercio. Altre imprese nel settore della crittografia non sono interessate né dalla decisione del Consiglio federale, né tantomeno dall'importazione di crittografia dall'estero, né dall'acquisto di tali prodotti all'interno della Svizzera.</p><p>3. La crittografia rappresenta una tecnologia chiave non solo per la Svizzera, ma anche a livello mondiale. Praticamente tutti i meccanismi di sicurezza elettronica si basano su procedure crittografiche (e-banking, e-commerce, e-government ecc.). In considerazione della progressiva digitalizzazione, la crittografia continuerà a rivestire un'importanza crescente per lo Stato, l'economia e la società. </p><p>4.L'Ufficio federale dell'armamento in quanto centro tecnologico del DDPS ha definito le tecnologie rilevanti in materia di sicurezza e le ha riassunte in un elenco. Attualmente l'elenco comprende 220 tecnologie la cui importanza è stata stabilita in base alle esigenze dell'esercito. Le 25 tecnologie che godono del massimo grado di priorità sono considerate tecnologie chiave rilevanti per la sicurezza, di cui fa parte anche la crittografia. </p><p>5. Il Consiglio federale non percepisce alcuna incertezza giuridica che avrebbe potuto derivare dalle sue decisioni nell'ambito della ricerca o dell'industria. Il Consiglio federale non ravvisa pertanto la necessità di un intervento. </p><p>6.Conformemente ai Principi del Consiglio federale in materia di politica d'armamento, le tecnologie chiave rilevanti per la sicurezza devono essere rafforzate in modo mirato nel quadro della base industriale e tecnologica svizzera rilevante per la sicurezza (STIB). A tal fine sono disponibili, tra l'altro, i seguenti strumenti: acquisti in tale ambito in Svizzera, affari offset da altri acquisti, cooperazione internazionale mirata, ricerca orientata all'applicazione e incentivazione dell'innovazione.</p><p>7. La Crypto International SA è oggetto di indagini in corso e pertanto non è finora stata opportuna alcuna comunicazione da parte del Consiglio federale. Da un lato, vi è l'inchiesta parlamentare della Delegazione delle Commissioni della gestione e, dall'altro, l'inchiesta penale del Ministero pubblico della Confederazione.</p><p>9. Il Consiglio federale non ritiene che la Svizzera abbia agito in maniera irresoluta e pertanto non vede alcun pericolo in tal senso. </p>  Risposta del Consiglio federale.