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Più di 2000 anni fa Ippocrate teorizzava che una rilassazione irreversibile ed un allargamento del bacino occorreva durante la prima gravidanza. La risultante instabilità delle articolazioni sacro-iliache portava ad una inflammazione sintomatica nella paziente.
Recenti studi suggeriscono che il 50% delle donne gravide soffre di lombalgia che può persistere o presentarsi dopo il parto.
Il dolore della cintura pelvica (pelvic girdle pain PGP in inglese) si presenta generalmente in relazione con la gravidanza, trauma, artrite e/o osteoartrosi. La prevalenza di donne che soffrono di questi dolori è all’incirca il 20%. I fattori di rischio per lo sviluppo di tale problematica sono molto verosimilmente delle precedenti lombalgie e traumi al bacino. I ricercatori concordano che fattori come la pillola anticoncezionale, il tempo tra una gravidanza e l’altra, il peso, l’altezza, il fumare e l’età non sono fattori di rischio.
La presentazione clinica del dolore è molto variabile. Spesso si parla di dolori leggeri che possono occasionalmente raggiungere picchi più acuti. I fastidi iniziano attorno alla 18esima settimana e diventano più intensi tra la 24esima e la 36esima settimana di gestazione.
È stato riportato che i dolori alla catena pelvica post-partum scompaiono da soli approssimativamente dopo 3 mesi nel 93% dei casi.
Il dolore è profondo e localizzato nella regione gluteale/sacrale. La sua distribuzione non segue le regole di una vera e propria sciatica da compressione nervosa e viene descritto come un dolore lancinante vicino all’osso sacrale, un dolore sordo nella regione lombare ed un dolore bruciante nella regione toracale. Inoltre, i fastidi sono relazionati con attività specifiche, come la camminata o la flessione anteriore del tronco.
Le cause sono semplici da individuare. Con la notevole presa di peso in pochi mesi il centro di gravità della donna viene spostato in avanti, c’è un importante cambiamento di postura e di posizione del bacino e della colonna lombare ed un aumento del rilascio di ormoni (relaxin) nel corpo, che hanno il compito di rilassare i ligamenti e favorire la dilatazione del bacino durante il parto. Tutto ciò pone le strutture lombo-sacrali in una situazione di stress.
Una recensione sistematica del 2005 (Cochrane Library) ha accertato l’efficacità della terapia fisica, come esercizi, agopuntura, consigli per la cura della propria schiena, massaggi e terapia fisica individualizzata, per i dolori lombari e pelvici legati alla gravidanza. Ciò nonostante, questa recessione non ha dimostrato grande efficacia di una terapia fisica per la prevenzione di questi dolori.
Le direttive Europee per la diagnosi ed il trattamento del pelvic girdle pain sono le seguenti:
- Raccomandiamo esercizi individualizzati durante la gravidanza;
- Raccomandiamo un programma di trattamento individualizzato post-partum, che si focalizzi soprattutto su degli esercizi per il controllo e la stabilità;
- Raccomandiamo iniezioni intra-articolari delle articolazioni sacro-iliache nel caso di spondilite anchilosante;
- Prescrizione di medicamenti, se necessario ed escludendo le donne incinte, per il dolore presi ad intervalli regolari (paracetamolo come prima scelta e anti-infiammatori FANS come seconda);
- Dare le informazioni adeguate e rassicurare il paziente come parte di un trattamento multifattoriale.
Non ci sono ancora sufficienti studi per determinare quali specifici metodi di trattamento potrebbero prevenire tali dolori.
Le manipolazioni della colonna vertebrale sono associate con un miglioramento dei dolori lombari legati alla gravidanza. Studi dimostrano che circa 75% delle donne incinte che soffrono di lombalgia e dolore pelvico trovano beneficio con l’aiuto di trattamenti manuali. Tuttavia, ricerche e studi più specifici in questo campo sono necessari per ottimizzare le conoscenze e migliorare così i risultati ottenibili clinicamente.
Le cure chiropratiche posso aiutare a rilassare la madre durante la gravidanza, ciò per evitare che un’attività stimulatoria prolongata del sistema simpatico nervoso (il sistema di stress) della madre possa aumentare l’irritabilità, l’agitazione, il pianto e i problemi digestivi nel neonato.
L’aumento di adrenalina può diminuire fino al 60% l’afflusso di sangue verso gli organi riproduttivi, di conseguenza il battito cardiaco del feto aumenta diminuendo l’apporto di ossigeno; situazione che potrebbe diventare pericolosa se persiste per lunghi periodi di tempo.
Attraverso le cure chiropratiche si può ristabilire un equilibro tra il sistema nervoso parasimpatetico e simpatetico e riportare il corpo in uno stato di omeostasi. La forza uterina sarà quindi sufficientemente bilanciata e appropriatamente coordinata per permettere una dilatazione cervica e delle contrazioni regolari. Le articolazione del bacino saranno libere da impedimenti meccanici per consentire infine un parto naturale. La chiropratica può inoltre aiutare il bambino a prepararsi per il parto ed a girarsi in maniera del tutto naturale all’interno dell’utero materno.
Oltre al dolore lombare, molti problemi di cui soffre la donna durante la gravidanza sono collegabili a disfunzioni della colonna vertebrale. Tra questi nausea, capogiri, vertigini, emicrania, dolore cervicale, sciatica e stanchezza. La gravidanza può inoltre aumentare od accentuare problematiche pre-esistenti, dovuto al rapido cambiamento posturale.
Il chiropratico può e dovrebbe avere un ruolo fondamentale nella prevenzione di tali disturbi e nell’educazione della donna su semplici esercizi per mantenersi in forma, sulla corretta postura da assumere e sulle tecniche di sollevamento del bambino una volta nato.
Referenze