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Dall'inviata a Davos Daniela Bleeke
Anche nella sua seconda finale di Coppa Spengler dopo quella del 1991 il Lugano non è riuscito a conquistare il trofeo. Al termine di un atto conclusivo spettacolare i bianconeri si sono arresi per 4-3 a un Team Canada più cinico e concreto, ormai al suo 13o trionfo nella competizione. Gli uomini di Shedden possono recriminare in particolare per tre ferri colpiti nel periodo centrale, due nello stesso powerplay. Una vittoria però meritata per la squadra di Boucher, capace di vincere tutte le sue partite.
Dopo un inizio in sordina, sono stati i ticinesi a portarsi avanti con Hofmann, abile ad aggirare la porta avversaria e infilare il disco con il portiere a terra. Ancora nel primo terzo è però arrivato il pareggio dei nordamericani, siglato da Ellerby. Nel periodo centrale canadesi per la prima volta in vantaggio grazie a Roy immediatamente dopo il palo colpito da Hofmann. Stessa immagine per il 3-1, con Klasen che ha messo il disco fuori a due passi dalla gabbia e Pyatt che ha superato Merzlikins pochi secondi dopo.
La rete di Chiesa al termine di un'azione insistita con l'uomo in più poco dopo metà gara ha riaperto la sfida, riportata sui binari giusti da Hirschi e compagni al 45'08" grazie ancora ad Hofmann, ma tre minuti dopo D'Agostini ha dato un nuovo dispiacere al Lugano, che in seguito non è più riuscito a trovare le energie per tornare in partita se non negli ultimi secondi di gioco, ma non è bastato.
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