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Le accuse sono pesanti e in ballo ci sono diversi miliardi di dollari: BP e altre compagnie ritenute responsabili dell'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon che causò la morte di 11 persone e il rovesciamento di milioni di barili di greggio nel Golfo del Messico sono da oggi alla sbarra a New Orleans per il processo civile che vede al centro il peggior disastro ecologico nella storia degli Stati Uniti.
"Produzione e profitto a scapito della sicurezza, della protezione", ha tuonato in aula all'avvio del procedimento uno degli avvocati dei querelanti, Jim Roy, ricordando l'esplosione.
Da quel giorno, il 20 aprile 2010, sono passati quasi tre anni e la BP ha di recente raggiunto un accordo con le autorità americane sul piano penale, accettando di pagare una ammenda da quattro miliardi e mezzo di dollari. Sul fronte della grande causa civile questa volta un tentativo di giungere a un'intesa ed evitare il processo è naufragato nei giorni scorsi.
Il ministro della Giustizia americano Eric Holder intende dimostrare che all'origine del disastro c'è stata una "grave negligenza" e che quindi Bp deve fare i conti con la sanzione massima, ovvero 21 miliardi di dollari.