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I conti con utili della Confederazione non accontentano tutti. C'è chi sostiene che si trascurino gli investimenti.
La Svizzera ha troppo poco debito? Mercoledì scorso il consigliere federale Ueli Maurer, a capo del Dipartimento federale delle finanze, ha presentato i conti della Confederazione del 2017, che segnano un'eccedenza ordinaria di 2,8 miliardi di franchi, a fronte di un deficit previsto di 250 milioni. Il consigliere federale Udc ha dichiarato che il risultato positivo dei conti è stata una piacevole sorpresa. Ma non tutti concordano.
Il Tages Anzeiger in un articolo di commento a firma di Christoph Lenz, pubblicato sul sito del giornale svizzero tedesco, evidenzia come delle eccedenze nei conti della Confederazione non siano necessariamente una notizia positiva. Negli ultimi anni le eccedenze sono andate sempre ad appianare il debito della Confederazione, tanto che è "probabile che il rapporto debito/PIL sia sceso al di sotto del 10%. Un valore preoccupantemente basso". Secondo l'articolo "uno Stato senza debito è un cattivo Stato. Questo perché ha reso assoluti gli obiettivi di politica fiscale e ha trascurato altri compiti del settore pubblico, come ad esempio, gli investimenti in infrastrutture, sicurezza, istruzione e compensazione sociale. Le spese in questi settori hanno generalmente un effetto economico positivo a lungo termine, in quanto non solo consentono la crescita, ma la stimolano". In altre parole "la prosperità di oggi in Svizzera è il risultato dell' economia debitoria di ieri".