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La first minister scozzese Nicola Sturgeon (foto d'archivio).
KEYSTONE/EPA/ROBERT PERRY(sda-ats)
La richiesta di un referendum bis sull'indipendenza della Scozia è nero su bianco. La first minister Nicola Sturgeon ha formalizzato la cosa in una lettera alla premier britannica Theresa May, dopo che il Parlamento di Edimburgo ha approvato la mozione al riguardo.
L'obiettivo della Sturgeon, leader indipendentista dell'Snp, è quello di sottoporre la questione agli elettori entro due anni, prima che il percorso della Brexit sia completato, anche se May ha già risposto che non è il momento e che per ora non se ne parla. La lettera dovrebbe essere tecnicamente presa in consegna a Downing Street oggi, ma Sturgeon l'ha firmata ieri stasera, come riferisce fra gli altri la Bbc mostrando anche alcune immagini.
La 'donna forte' di Edimburgo rivendica la legittimità democratica dell'istanza, approvata dal parlamento locale scozzese martedì con 69 voti contro 59, che invoca la nuova consultazione entro la primavera del 2019: ovvero entro la scadenza dei negoziati sul divorzio della Gran Bretagna dall'Ue, al quale la maggioranza degli scozzesi (il 62%) si è espressa contro il 23 giugno scorso, in controtendenza con l'esito generale registrato nel regno.
In questi giorni Nicola Sturgeon si è detta d'altronde convinta di avere titolo "oltre qualsiasi dubbio" ad avanzare la richiesta e ha contestato come "democraticamente insostenibile" il rifiuto di Londra.
La lettera non ha tuttavia alcuna possibilità di essere accolta, almeno per il momento e per i prossimi anni. Il ministro britannico per la Scozia, David Mundell, ha ribadito in queste stesse ore che l'ipotesi di un secondo referendum sulla secessione del territorio del nord, dopo quello perso dagli indipendentisti nel 2014, è destinata a essere "respinta". E senza il placet del governo di Londra il dossier non può approdare al Parlamento di Westminster, a cui dal punto di vista costituzionale spetta l'ultima parola e nel quale peraltro tutti i gruppi salvo quello dell'Snp si sono già dichiarati ostili.
May, che a inizio settimana ha incontrato Sturgeon a Glasgow, in un faccia a faccia sfociato apparentemente in un nulla di fatto, ha da parte sua liquidato seccamente l'argomento proprio ieri, alla Camera dei Comuni, nel dibattito seguito al suo discorso sull'avvio dell'iter della Brexit. La premier ha detto che "non è il momento" e che il regno deve anzi rafforzare la sua unità interna nella transizione verso il divorzio da Bruxelles. Una questione sulla quale, ha aggiunto lapidaria, il parlamento di Edimburgo non ha competenza. Theresa May, nei giorni passati, aveva inoltre ricordato a più riprese come gli stessi indipendentisti scozzesi si fossero impegnati nel 2014 a considerare quello "un voto in una generazione". E li aveva accusati di voler strumentalizzare la Brexit per rimangiarsi l'impegno, a dispetto del fatto che tre anni fa avevano svolto la loro campagna per uscire dal Regno Unito ben sapendo che in caso di vittoria l'uscita della Scozia dall'Ue sarebbe stata automatica da subito.
SDA-ATS