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Una "ampia maggioranza" della commissione ha seguito la
raccomandazione nello stesso senso al parlamento formulata dal
Governo retico lo scorso marzo, indica una nota diramata oggi. Il
Gran Consiglio affronterà di nuovo il tema nella sessione di giugno
dopo aver dichiarato nullo il testo dell’iniziativa nell’aprile
2015, giudicandolo discriminatorio nei confronti delle minoranze e
quindi contrario al diritto federale.
Quale argomentazione a favore del "no" - si legge nel comunicato -
"vengono addotti il modello grigionese sulle lingue esistente
secondo cui alle regioni linguistiche viene in ampia misura
riservato il medesimo trattamento, la mobilità all’interno dei
Grigioni e della Svizzera, l’attuazione dell’iniziativa che si
prospetta costosa e complessa, il pericolo per la pace linguistica
e il rischio di intervento da parte della Confederazione se il
Cantone dei Grigioni dovesse scostarsi dalla soluzione di
armonizzazione prevista a livello nazionale".
Il controprogetto caldeggiato da una minoranza della commissione
prevede a sua volta che nella scuola elementare sia insegnata una
sola lingua "straniera", ma dovrebbe trattarsi obbligatoriamente di
una lingua cantonale. A suo avviso questa soluzione "permetterebbe
di salvaguardare la pace linguistica".
Lungo iter parlamentare-giudiziario
L’iniziativa "Solo una lingua straniera nelle scuole elementari
(iniziativa sulle lingue straniere)", depositata il 27 novembre
2013 con 3’709 firme valide, vuole in sostanza che alle elementari,
oltre all’idioma regionale, venga insegnato solo l’inglese o il
tedesco: il primo nelle zone tedescofone, il secondo in quelle
italofone e romance.
Il 20 aprile del 2015, il Gran Consiglio del cantone trilingue, con
82 voti contro 34, aveva dichiarato il testo nullo, giudicandolo
discriminatorio nei confronti delle minoranze e quindi contrario al
diritto federale.
Il Tribunale amministrativo cantonale, a seguito di un ricorso, ha
però annullato la decisione parlamentare nel marzo 2016, rilevando
che l’iniziativa riguarda unicamente l’insegnamento delle lingue
straniere nelle scuole elementari senza restrizioni a livello
secondario: gli allievi alla fine della scuola obbligatoria
avrebbero comunque la possibilità di acquisire le competenze
linguistiche richieste dal diritto federale.
Chiamato a sua volta ad esprimersi, il Tribunale federale ha
giudicato a sua volta valida l’iniziativa. I giudici della prima
sezione di diritto pubblico del TF, con tre voti contro due, hanno
respinto il 3 maggio 2017 un ricorso di rappresentati delle
minoranze linguistiche italiana e retoromancia, non ravvisando una
violazione manifesta dell’uguaglianza di trattamento e neppure del
divieto di discriminazione.
La palla è così tornata nelle mani del Governo di Coira, che lo
scorso 21 marzo ha chiesto al Gran Consiglio di respingere
l’iniziativa e di rinunciare a un controprogetto.