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I giovani stranieri che si rendono colpevoli di atti di violenza dovrebbero essere subito allontanati dalla Confederazione: é l'opinione espressa da circa due terzi del migliaio di persone intervistate nel quadro di un sondaggio commissionato da tre giornali svizzeri.
L'inchiesta segue di pochi giorni l'uccisione, da parte di tre ragazzi d'origine balcanica, di un 22enne ticinese.
I giovani stranieri che si rendono colpevoli di gravi delitti devono essere espulsi immediatamente dalla Svizzera: è questa la richiesta espressa dal 69% dalle 913 persone intervistate nel quadro di un sondaggio, effettuato dall'istituto Demoscope su incarico dei giornali domenicali «Il Caffè», «SonntagsBlick» e «Le Matin Dimanche» (margine di errore del 3,3%).
Quest'orientamento è espresso soprattutto dai cittadini d'età superiore ai 55 anni, dagli stessi stranieri residenti in Svizzera e, in Ticino, dalle persone tra i 15 e i 34 anni.
L'inchiesta è stata eseguita alcuni giorni dopo l'uccisione, avvenuta nella notte tre il 1° e il 2 febbraio al carnevale di Locarno, di uno studente ticinese da parte di tre coetanei di origini balcaniche (due di loro in possesso del passaporto rossocrociato).
Sentimento di sicurezza stabile
L'indagine demoscopica evidenzia inoltre che il sentimento di sicurezza presso la popolazione è comunque relativamente intatto: il 22% degli intervistati si sente infatti «molto al sicuro» quando esce di casa e il 51% «abbastanza». Soltanto il 3% non si sente affatto al sicuro; si tratta in prevalenza di donne.
Uno svizzero su quattro teme di subire un'aggressione tra le vie della sua città, in Ticino addirittura il 36%. Questo genere di paura è aumentato ovunque, nella Confederazione, durante gli ultimi cinque anni.
Dal canto suo, l'Unione democratica di centro (destra nazional-conservatrice) sta raccogliendo le firme necessarie nel quadro dell'iniziativa popolare per l'espulsione degli stranieri che commettono reati.
Polizia poco rassicurante
Per quanto concerne la percezione dei tutori dell'ordine, la polizia viene considerata da un terzo degli intervistati come lontana o quasi assente nella gestione della sicurezza pubblica.
Tra gli interpellati, una persona su due reputa comunque insufficienti le sole misure restrittive, e ritiene quindi necessario puntare nel contempo sulla (ri)educazione; soltanto il 23% chiede pene più severe, mentre il 21% caldeggia punizioni per i genitori dei violenti.
Opportunità di crescita
Nonostante la recentissima tragedia di Locarno, la maggior parte dei ticinesi (quasi uno su due) ritiene comunque che, in generale, i giovani stranieri costituiscano un'opportunità di crescita per il Paese.
La percentuale di chi non sa rispondere a questa domanda è comunque elevata, segnatamente nel resto della Svizzera, dove tra giovani e anziani i pareri sono molto discordanti. Quasi un cittadino su due – dai 15 ai 34 anni – ritiene infatti i giovani stranieri una ricchezza per il paese in prospettiva futura; quasi uno su due di quelli d'età maggiore ai 55 anni, invece, una fonte di pericolo.
swissinfo e agenzie
In Breve
Giovedì, il Tribunale federale svizzero ha confermato una decisione della giustizia lucernese, che aveva decretato l'espulsione di un uomo di 42 anni – originario della Bosnia-Erzegovina –, colpevole di aver pugnalato e gravemente ferito due persone nel 2001.
Nel marzo del 2005, la corte suprema del cantone di Lucerna l'aveva condannato a tre anni e mezzo di reclusione, ed espulso per otto anni dal territorio svizzero. Nel maggio del 2006, l'Ufficio della migrazione lucernese aveva ordinato un'espulsione di durata indeterminata: un verdetto avallato dai giudici federali.
Criminalità giovanile
Nella statistica della criminalità giovanile del 2004 sono registrate circa 13'000 persone (su un totale di 945'000 minori tra i 7 e i 17 anni), di cui 4'000 di cittadinanza straniera con permesso di dimora o di domicilio in Svizzera.
Il 14% di tutte le condanne sono state pronunciate per reati violenti, il 45% per reati contro il patrimonio e il 36% per infrazioni alla legge sugli stupefacenti.
La proporzione di minorenni stranieri oggetto di condanne penali è quasi il doppio rispetto alla quota relativa ai loro coetanei svizzeri (2% - 1%).
swissinfo.ch e agenzie