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NEW YORK - Nel Golfo del Messico scatta un nuovo allarme: popolazione di corallo in pericolo per colpa del disperdente utilizzato per eliminare le fuoriuscite di petrolio dalla Deepwater Horizon. A darne notizia un nuovo studio, pubblicato sul New Scientist, svolto dai ricercatori del Mote Marine Laboratory in Florida.
I test in laboratorio hanno evidenziato come la soluzione trovata dalla Bp sconvolga inesorabilmente l'ecosistema del corallo: il liquido per contrastare il greggio blocca lo spostamento delle larve verso la superficie del mare dove finiscono la loro maturazione. La vita di questi piccolissimi organismi, grandi come "una punta di spillo", consiste infatti nel galleggiare nelle acque prima di agganciarsi su superfici solide, come rocce, scogli, pareti rocciose o vecchie piattaforme petrolifere. La maturazione di una colonia è un processo lungo e delicato, affermano gli studiosi, che richiede centinaia di anni.
Il team di ricerca ha osservato le larve del corallo "Mustard Hill" per 48 ore, pari al tempo necessario per la maggior parte di queste di stabilizzarsi su una superficie solida: i risultati preliminari hanno dimostrato come gli organismi a contatto con il liquido disperdente non riescano a concludere il processo, mentre paradossalmente non abbiano problemi quelle poste in un mix di acqua e petrolio.
"Dovremmo testare le conseguenze su tutti i differenti tipi di corallo - ha affermato Steve Ross, zoologo alla University of North Carolina di Wilmington- non essendo ancora in grado di fare questo passaggio io penso tuttavia che possiamo pensare che se c'è un impatto negativo su un tipo di corallo, ce ne sarà uno altrettanto dannoso sugli altri".
SDA-ATS