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Sport
Cristiano Ronaldo dispensato dalla nazionale: può raggiungere i suoi gemelli
Cristiano Ronaldo non giocherà la finale per il terzo posto alla Confederation Cup in corso in Russia. Sfumato l'obiettivo della...
Cristiano Ronaldo non giocherà la finale per il terzo posto alla Confederation Cup in corso in Russia. Sfumato l'obiettivo della finale principale, alla stella portoghese è stato concesso di raggiungere i suoi gemelli nati l'8 giugno, Eva e Mateo.
«Sono felicissimo di poter infine essere con i miei bambini per la prima volta», ha scritto il capitano del Portogallo sulla sua pagina Facebook. «Mi sono messo al servizio della squadra, dando corpo e anima, pur sapendo che i miei bambini erano nati».
Come per il primogenito, Ronaldo Junior (nato nel 2010), il fuoriclasse del Real Madrid avrebbe fatto ricorso a una madre surrogata sulla costa Ovest degli Stati Uniti. Persa ai rigori la semifinale con il Cile, il presidente della Federazione portoghese e il selezionatore della nazionale hanno permesso a Ronaldo di lasciare il ritiro e raggiungere i gemelli.
Sorteggio di Coppa Svizzera: i...
Sorteggio di Coppa Svizzera: il Lugano sfiderà il Bassecourt (Prima Lega), il Chiasso andrà a Brühl (Lega Promotion). Locarno-Wyler (Seconda), Taverne- Bassersdorf (Seconda). Il Gambarogno-Contone ospiterà il Winterthur.
Sorteggio di Coppa Svizzera: il Lugano sfiderà il Bassecourt (Prima Lega), il Chiasso andrà a Brühl (Lega Promotion). Locarno-Wyler (Seconda), Taverne- Bassersdorf (Seconda). Il Gambarogno-Contone ospiterà il Winterthur.
Le finali di Coppa Davis e Fed...
Le finali di Coppa Davis e FedCup dal 2018 al 2020 saranno probabilmente a Ginevra. La Federazione internazionale ha dato la sua preferenza alla candidatura di Swiss Tennis e Palexpo. Ad agosto la decisione definitiva.
Le finali di Coppa Davis e FedCup dal 2018 al 2020 saranno probabilmente a Ginevra. La Federazione internazionale ha dato la sua preferenza alla candidatura di Swiss Tennis e Palexpo. Ad agosto la decisione definitiva.
Jordan Lotomba allo Young Boys...
Jordan Lotomba allo Young Boys. Stando a nostre informazioni il promettente 18enne laterale del Losanna, membro della Under 21 elvetica, ha firmato un contratto con i bernesi.
Jordan Lotomba allo Young Boys. Stando a nostre informazioni il promettente 18enne laterale del Losanna, membro della Under 21 elvetica, ha firmato un contratto con i bernesi.
Nella prossima stagione il dir...
Nella prossima stagione il direttore sportivo del Chiasso non sarà più Fabio Galante. I rossoblù hanno comunicato che, di comune accordo, la collaborazione con l'ex difensore italiano finirà il 30 giugno.
Nella prossima stagione il direttore sportivo del Chiasso non sarà più Fabio Galante. I rossoblù hanno comunicato che, di comune accordo, la collaborazione con l'ex difensore italiano finirà il 30 giugno.
'È già pronto per la Nhl'. Pauli Jaks sul fenomeno Hischier
Nel sentire il nome di Nico Hischier risuonare per primo nella notte del draft di Chicago, la Svizzera si è riempita d’orgoglio di fronte a quel...
Nel sentire il nome di Nico Hischier risuonare per primo nella notte del draft di Chicago, la Svizzera si è riempita d’orgoglio di fronte a quel ragazzino vallesano, apparentemente timido di fronte agli occhi di tutto il mondo, ma che sul ghiaccio non lo è di certo. E Pauli Jaks, che il prodigio di Naters lo conosce piuttosto bene, è uno di quelli che deve a Nico una gioia particolarmente profonda. «Sono contentissimo – dice il 45enne ex bandiera dell’Ambrì Piotta –. Avrei voluto esultare in diretta, ma purtroppo il sonno ha prevalso. Appena mi sono svegliato sono andato a controllare ed ero al settimo cielo. Credo che Nico se lo meriti nella maniera più assoluta. Non saprei dire che cosa abbia spinto i Devils a preferirlo a Nolan Patrick, perché non conosco molto bene il profilo del canadese, ma le qualità di Hischier mi sono note ormai da diversi anni (Jaks lo ha osservato nella Nazionale U18 di cui dal 2015 ricopre il ruolo di allenatore dei portieri, ndr). È un’eccellente pattinatore con un’ottima visione di gioco. Un centro two-way, efficace in difesa ma sicuramente più predisposto al gioco offensivo dove può contare su un repertorio di giocate fantastiche. Insomma, è un giocatore completo».
Già all’età di 15 anni il suo potenziale saltava all’occhio di qualsiasi intenditore. «Quando lo vidi giocare per la prima volta capii subito che aveva qualcosa di speciale. D’altronde, uno che brillava con la Nazionale U18 nonostante fosse due anni più giovane rispetto ai suoi compagni, doveva avere un talento fuori dal comune. Di giovani del genere non ne avevo mai visti in Svizzera. Ma il talento non basta: per raggiungere la Nhl si è rimboccato le maniche e ha lavorato duro». Quel che più colpisce è la grande maturità di un ragazzo che ha sempre portato sulle spalle l’etichetta del predestinato senza tuttavia mai accusarne la relativa pressione, mantenendosi concentrato sul proprio obiettivo. «È qualcosa che ho potuto constatare nelle ultime esperienze con la Nazionale. Si dimostrava molto tranquillo, senza avvertire la pressione del draft che incombeva, e riusciva a trasmettere questa calma anche agli altri compagni. È un leader completo, umile e con la testa sulla spalle. L’ho visto prendersela con se stesso al termine di partite negative e avere la forza d’animo per riprendersi immediatamente in quelle successive. L’abilità di lasciarsi le delusioni alle spalle e di continuare a sudare per migliorarsi è la sua grande forza». Una forza che pian piano lo ha fatto diventare un pezzo sempre più pregiato. «Già ai tempi sapevo che aveva possibilità di essere scelto al giro iniziale, ma mai mi sarei aspettato che venisse eletto per primo. La scelta di andare in Canada ha pagato moltissimo, anche se non sempre è necessario per un giovane che insegue il sogno Nhl. Dipende tanto da quello vuole e cerca il ragazzo, ma anche da ciò che i club svizzeri possono offrire a questo tipo di talenti. Per esempio, a Thomas Geisser (draftato al quarto turno dai Washington Capitals) è stata data la possibilità di crescere qui da noi in Lnb (con l’Evz Academy) e di fare già alcune presenze in Lna con lo Zugo. Chiaramente per Hischier il discorso è diverso: se hai un simile impatto in patria è giusto che tu vada oltreoceano, e se anche in quel contesto fai così bene non puoi che finire sotto i riflettori».
Nico Hischier è pronto per giocare da subito nella lega più prestigiosa del mondo? «Penso che una prima scelta debba avere la sua chance – dice Jaks –. E a mio parere lui è sicuramente pronto per averla subito. Detto questo, non dimentichiamoci che ha 18 anni, e di tempo per giocare ne avrà ancora tanto e se dovesse tornare a Berna per una stagione, per lui ma anche per noi spettatori, non sarebbe sicuramente qualcosa di negativo. Ma ora, inzialmente dovrà rilassarsi un po’ dopo tutto lo stress subito in questi mesi. Festeggerà nel suo paesino di Naters e poi si vedrà con l’inizio degli allenamenti. Ripeto: è giovane ma ha la testa sulle spalle e sarà in grado di capire cosa è meglio per lui». Da quanto appreso dalle parole dell’agente del 18enne, Gaetan Voisard, Hischier (che tornerà in Svizzera per poi ripartire l’11 luglio per il Development Camp dei Devils) ha il 60% di possibilità di giocare da subito in Nhl. Per riuscirci dovrà in particolare aumentare la massa muscolare entro il training camp di settembre. «È necessario, ma senza andare ad ostacolare la sua velocità – dice Jaks –. Mi aspetto che New Jersey abbia pensato a un programma dettagliato per il suo bene. Posso però assicurare che, anche se sembra magrolino, è robusto e sa come fare un check. È molto forte sulle gambe e per l’avversario è difficile buttarlo giù». Nel frattempo, il General manager Ray Shero ha voluto togliere un po’ di pressione al rossocrociato. «Partiamo dal presupposto che c’è un posto per lui in squadra. Dispone dell’istinto e della qualità che mancano nella nostra rosa, ma tutto dipenderà dalla velocità del suo sviluppo». Intanto nel New Jersey è già scoppiata la ‘Nicomania’, con gadget di ogni genere legati al vallesano. Un entusiasmo che mette in luce la necessità di un’attrazione simile, che mancava ormai da tempo.
Negli ultimi anni sempre più rossocrociati hanno varcato le porte della Nhl. «Prima di tutto c’è da valorizzare il lavoro dei club svizzeri con i propri giovani – spiega Jaks –. Il progetto Rockets ne è un valido esempio. Non bisogna poi dimenticare l’importanza delle Nazionali giovanili, che lottano e mettono in mostra un buon gioco. Negli ultimi anni c’è stata una buona sinergia tra Federazione e società. Sono sempre più importanti i tornei internazionali giovanili, sopratutto gli eventi a livello U18, dove è presente il maggior numero di scout. Per quelli che hanno la fortuna di fare parte di queste selezioni è una grande occasione per girare il mondo e farsi notare». Per arrivare in alto si passa dal sacrificio. «Ai miei tempi l’estro poteva bastare, ma oggigiorno il lavoro conta molto più del talento, che ti porta fino a un certo punto, ma se poi non hai voglia di impegnarti a pieno non arrivi tanto lontano». Sarà possibile sfornare nuovi talenti simili? «Tutto è possibile. Ci sono degli ottimi giocatori pronti a sbocciare. Il mio consiglio è di non sentirsi mai appagati. Se penso a Marc Streit, per esempio, è uno che non ha mai smesso di migliorarsi, dando sempre di più col passare del tempo. Se tu arrivi in Nhl non vuol dire che ci resterai per sempre: basta un niente per sprofondare e finire nel dimenticatoio. Nico sarà uno di quelli in grado di spingere sempre al massimo».
La Nhl di Pauli
Il 22 giugno 1991, un 19enne portiere dell’Ambrì Piotta diventò il secondo giocatore svizzero draftato (dopo Jacques Soguel nel 1976) scelto in 108esima posizione assoluta dai Los Angeles Kings. «Ma io non sapevo nemmeno cosa fosse il draft – ammette Jaks–. Ricordo che ero in vacanza e mi chiamò mio padre: era contentissimo e mi disse che sarei andato a giovare in Nordamerica». Un mondo in cui Pauli mai si era immaginato. «Due anni prima del draft avevo partecipato ad alcuni raduni per talenti e a ogni giocatore fu chiesto di fare un disegno inerente al proprio futuro. Tutti si immaginavo già con la Stanley Cup in mano. Io, invece, mi vedevo ad Ambrì: ero già contento di essere lì, di aver raggiunto la Lna e le Nazionali giovanili». Poi però nel 1993 ci fu la firma per due anni con i Kings e, dopo una stagione con il Farm team dei Phoenix Roadrunners, ecco che in una sera d’inverno Pauli Jaks diventò il primo svizzero ad esordire in Nhl. «Era il 29 gennaio 1995 – dice con orgoglio –, come dimenticarselo. Il regalo più grande fu la presenza alla partita di mio padre, che proprio in quel periodo venne a trovarmi negli Stati Uniti. Quella sera partii come riserva, l’incontro cominciò male: dopo il primo tempo eravamo sotto 4-1. Nello spogliatoio l’allenatore, Barry Melrose, manifestò la sua rabbia e, pochi istanti primi di tornare in pista, mi guardò e mi disse che toccava a me. Non ebbi il tempo di pensarci, e questo fu lo scopo della comunicazione tardiva, indossai il casco e scesi sul ghiaccio. Andò bene: feci delle belle parate e mi ritrovai sul ghiaccio insieme a giocatori leggendari (Wayne Gretzky, suo compagno e capitano dei Kings su tutti, ndr)». Jaks svela poi un aneddoto curioso. «In quel periodo avevo un dito rotto, ma non lo dissi a nessuno altrimenti non avrei giocato nemmeno quei magici 40 minuti. Dopo due settimane tornai a Phoenix e svelai il segreto ai miei compagni che mi diedero del pazzo. Ma a me non importava niente: era la mia occasione e dovevo coglierla a tutti i costi. A fine stagione però, Jaks salutò la Nhl, per sempre. «Ma senza rimpianti – conclude il 45enne –. Se ripenso a quelle due stagioni riaffiorano solamente ricordi positivi, sportivi e privati. Sono convinto che non avrei potuto chiedere di più».
I ricordi di Michael von Grünigen, domatore delle nevi: "Davvero bei tempi, quelli!"
MvG. La chimica, in senso stretto, stavolta non c’entra. Niente formule segrete, se non quella di un fenomeno passato, ma...
MvG. La chimica, in senso stretto, stavolta non c’entra. Niente formule segrete, se non quella di un fenomeno passato, ma che ancora oggi rimane indelebile nei ricordi di chi lo sci, quello del circo bianco planetario, lo segue da qualche annetto. In barba a un nome troppo lungo da pronunciare – tanto che per i cronisti di allora, nel citarlo per nome e cognome c’era il rischio di... terminare quando lui la sua fatica fra i paletti, in prevalenza non quelli più stretti, l’aveva già portata a termine – quella di Michael von Grünigen (noto ai più con il più spiccio acronimo “MvG” è una figura che conserva intatto il suo fascino.
A 14 anni dal suo commiato da sciatore professionista (l’ultima gara, un gigante non portato a termine, a Lillehammer il 15 marzo 2003), il 48enne bernese è uno dei “bersagli” principali di chi va a caccia di autografi dei big del circuito bianco. Anche a Losone, dove negli scorsi giorni si è tenuta l’assemblea dei delegati di Swiss Ski. Nonostante la sua statura tutto sommato contenuta (1 metro e 77 di altezza, per una corporatura snella), von Grünigen ha saputo imporsi sulla scena come un autentico “Gigante delle nevi”. Una reputazione costruita a suon di successi: ben 23 quelli accumulati durate la sua lunga carriera in Coppa del mondo. Una marea, al punto da poterlo quasi definire uno degli ultimi veramente grandi dello sci rossocrociato. Uno dei pochi che, sull’arco di svariate stagioni, ha saputo mantenersi sulla cresta dell’onda, confermandosi da un anno all’altro. Fino al fatidico momento di appendere gli sci al chiodo. Almeno dal profilo dell’atleta, visto che allo sci Michael von Grünigen è ancora saldamente legato. «Per me è ben più di una semplice passione – sottolinea il bernese –. Lo era quando gareggiavo in Coppa del mondo e lo è ancora oggi: ormai l’ho nel sangue, è parte di me. Ho smesso di sciare, ma non di impegnarmi per questo mondo: ho avuto l’opportunità di lavorare per un’azienda che fornisce l’attrezzatura agli atleti e inoltre sono attivo come allenatore delle giovani promesse della mia regione». Chissà che un giorno, proprio seguendo i suoi insegnamenti, non possa nascere un altro campione della sua stoffa. Uno che sapeva rivaleggiare con colossi come Alberto Tomba, tanto per citare uno dei protagonisti dei suoi epici duelli. Sfide che ancora oggi scorrono nitide nei suoi ricordi. E non manca un po’ di nostalgia nei suoi occhi quando li rievoca. «Beh, sì, erano davvero bei tempi quelli! Le sensazioni che provavi quando ti presentavi al cancelletto di partenza sono indescrivibili. Ancora oggi, a qualche anno di distanza, provo ancora grande emozione quando ci ripenso. Tuttavia fa parte del passato, come parecchie altre cose. Certo, il mio presente è ancora e sempre legato allo sci, ma da quei tempi il circo bianco ha fatto un bel passo avanti e voltato pagina». Quanto è cambiata questa realtà? «I maggiori cambiamenti sono intervenuti sul piano tecnico: la ricerca e lo sviluppo dei materiali hanno fatto enormi progressi, permettendo agli atleti di compiere un sensibile salto di qualità. Grazie a questi nuovi materiali le doti di ciascun atleta possono essere valorizzate e ottimizzate. A mio modo di vedere i progressi più significativi sono stati quelli intervenuti a cavallo tra fine anni Novanta e il 2003: una sorta di rivoluzione per il mondo dello sci, soprattutto per quel che concerne lo slalom speciale, disciplina tecnica per eccellenza. Dopodiché è subentrata una certa fase di stallo, ma non sono comunque mancate nuove “trovate”».
Scorriamo a ritroso l’album dei ricordi. Quasi un’enciclopedia: praticamente impossibile passarli in rassegna uno per uno. Anche se Michael von Grünigen qualcuno più degli altri lo ricorda con particolare commozione. «Fermo restando che ogni vittoria merita lo stesso posto in questo album, se devo scegliere citerei senza di dubbio i due titoli iridati di gigante (il primo vinto al Sestrière nel 1997 e l’altro a Sankt Anton quattro anni più tardi, ndr). I Mondiali sono una cosa a sé: in una sola gara e in una singola giornata si decide tutto. Non ci sono prove d’appello, né per gli avversari né per te. Bisogna azzeccare la giornata giusta e sperare che anche la fortuna sia dalla tua parte. Il titolo è la somma di tanti piccoli fattori e quando lo si vince si prova una gioia immensa». MvG snocciola qualche altro risultato degno di nota nella sua carriera ricca di pietre miliari: «Le diverse coppe di specialità vinte», ben quattro, tutte in gigante, la sua disciplina prediletta, come ben evidenziano i 46 podi su un totale di 48 in Coppa del mondo. L’ultimo acuto l’ha piazzato a Yongpyong, in Corea, il 1° marzo 2003. E quello più speciale di questo contesto? «Le due vittorie ottenute in Alta Badia (1996 e 1998) sono probabilmente quelle che ancor oggi ricordo con maggiore emozione. Indimenticabili perché ottenute su un tracciato estremamente esigente. Personalmente questa località è quella che si è presa un pezzo del mio cuore, così come Adelboden», dove vinse nel 1996. Proprio mentre cita la stazione dell’Oberland bernese, quasi a volersi vendicare di una sorta di sgarbo, un’improvvisa folata di vento gli fa cadere in testa il cartellone che pubblicizza un’altra stazione sciistica bernese: quella di Schilthorn-Piz Gloria.
Maldini, il tennis non è come il calcio...
Il debutto sul circuito tennistico internazionale non ha riservato grandi soddisfazioni a Paolo Maldini. Cinque volte vincitore della Champions League con il Milan, il...
Il debutto sul circuito tennistico internazionale non ha riservato grandi soddisfazioni a Paolo Maldini. Cinque volte vincitore della Champions League con il Milan, il 49enne è stato nettamente battuto nel primo turno del tabellone di doppio del Challenger di Milano: in coppia con il suo coach Stefano Londino, è stato sopraffatto con un doppio 6-1 dal duo formato dall'olandese Pel e dal polacco Bednarek.
Andy Murray annulla un'esibizione: Wimbledon a rischio?
Il numero uno al mondo rinuncia alla partita d'esibizione che lo avrebbe visto affrontare il francese Lucas Pouille a Londra; e attorno allo scozzese cresce...
Il numero uno al mondo rinuncia alla partita d'esibizione che lo avrebbe visto affrontare il francese Lucas Pouille a Londra; e attorno allo scozzese cresce l'inquietudine in vista di Wimbledon, dove è il campione in carica. La sua partecipazione al terzo Slam della stagione – il solo sull'erba, che ha vinto nel 2013 e nel 2016 – è messo in forse dai problemi a un'anca di cui soffre.
Sconfitto al primo turno al Queen's dall'australiano Jordan Thompson la scorsa settimana, Andy Murray venerdì avrebbe in programma un secondo match all'Hurlingham Club della capitale inglese; sulla cui disputa ancora non sono state fornite indicazioni.
Roger Federer non ha data di scadenza e pensa già al 2018. Alla Hopman Cup torna la coppia con Belinda Bencic
Era bastata la sua presenza per scatenare l'entusiasmo generale. Basti pensare che al suo...
Era bastata la sua presenza per scatenare l'entusiasmo generale. Basti pensare che al suo primo allenamento erano accorse ben seimila persone e la Hopman Cup aveva registrato numeri notevoli in termini di spettatori (oltre 103mila). Un'affluenza che la dice lunga sull'effetto-Federer, tenuto conto che il torneo australiano è d'esibizione, dunque non dispensatore di punti per la classifica.
Ora i fans di RF sanno che il fenomeno di Basilea già guarda, e programma, la stagione 2018: Roger Federer inizierà l'anno tennistico a Perth (si giocherà dal 30 dicembre al 6 gennaio), ancora in coppia con Belinda Bencic.
Il duo svizzero era stato eliminato dopo il girone di qualificazione, ma lo stesso Federer ha in seguito più volte affermato come proprio la Hopman Cup – in cui aveva giocato tre incontri di singolare – era stata la miglior preparazione per quell'Australian Open che si era poi andato a prendere a Melbourne, portando a 18 il numero degli Slam vinti.
Attualmente ferma dopo un'operazione al polso, la giovane Belinda Bencic – che ha twittato tutto il suo entusiasmo all'idea di tornare in campo con Federer in Australia – mostra di puntare a ritrovare al più presto quel livello di gioco che le aveva permesso di entrare nella top 10 della classifica Wta, a febbraio 2016. Per ora, comunque, non ha comunicato alcuna data per il suo rientro sul circuito.
Profumo di Europa a Lugano: a Cornaredo arriva il Milan
Il tifosi del Football Club Lugano potranno gustarsi già a luglio un primo assaggio del calcio europeo di alto livello. Martedì 11 a Cornaredo sarà ospite l'...
Il tifosi del Football Club Lugano potranno gustarsi già a luglio un primo assaggio del calcio europeo di alto livello. Martedì 11 a Cornaredo sarà ospite l'Ac Milan, che ha scelto l'erba luganese per il proprio esordio stagionale. La squadra rossonera partirà poi per la tournée asiatica, dopo di che tornerà ad affrontare i bianconeri, stavolta in una partita che conta, nel terzo turno preliminare di Europa League.
La società ha reso noto oggi anche il programma definitivo delle altre partite amichevoli di luglio, preparazione alla stagione 2017-18: sabato 1 Ac Sementina, martedì 4 Fc Köniz, venerdì 7 Fc Chiasso, sabato 15 Ac Chievo Verona.
Il Blick: 'La Champions league su Teleclub'
Cristiano Ronaldo, Messi e compagni: in futuro per vedere le loro gesta si dovrà pagare? Probabile. Stando a quanto riporta il 'Blick' di oggi, Teleclub si sarebbe...
Cristiano Ronaldo, Messi e compagni: in futuro per vedere le loro gesta si dovrà pagare? Probabile. Stando a quanto riporta il 'Blick' di oggi, Teleclub si sarebbe assicurata dal 2018 i diritti per trasmettere le partite della competizione continentale. E ciò, sempre secondo il quotidiano svizzerotedesco, a scapito della Srf e quindi della rete pubblica. La Srf non ha voluto commentare la notizia.
Alle Bermuda, Team New Zealand...
Alle Bermuda, Team New Zealand vince la 35esima edizione dell'America's Cup. Grazie al successo nella nona regata, i Kiwi si portano sul 7-1 e chiudono la serie (al meglio delle tredici) contro gli statunitensi di Oracle.
Alle Bermuda, Team New Zealand vince la 35esima edizione dell'America's Cup. Grazie al successo nella nona regata, i Kiwi si portano sul 7-1 e chiudono la serie (al meglio delle tredici) contro gli statunitensi di Oracle.
Il Lugano ha ingaggiato fino a...
Il Lugano ha ingaggiato fino al 2020 il portiere David Da Costa, proveniente dal Novara (serie B). Il 31enne svizzero-portoghese conta più di 160 partite in Super League (con Zurigo e Thun) ed è passato pure da Chiasso.
Il Lugano ha ingaggiato fino al 2020 il portiere David Da Costa, proveniente dal Novara (serie B). Il 31enne svizzero-portoghese conta più di 160 partite in Super League (con Zurigo e Thun) ed è passato pure da Chiasso.
Asafa Powel torna al Galà dei Castelli
Dopo lunghe trattative, i direttori sportivi del Galà dei Castelli comunicano di essersi assicurati nuovamente la presenza della stella giamaicana Asafa Powell. Quarto uomo...
Dopo lunghe trattative, i direttori sportivi del Galà dei Castelli comunicano di essersi assicurati nuovamente la presenza della stella giamaicana Asafa Powell. Quarto uomo più veloce di tutti i tempi e già detentore del record del mondo sui 100 metri, Powell si era già distinto in occasione della quinta edizione della manifestazione, oltre che per l’imponenza fisica, anche per l’allegria e la simpatia, concedendosi in selfies e autografi tra i fan accorsi numerosi al mercato di Bellinzona. E la sera del Galà, la freccia giamaicana aveva letteralmente mandato in visibilio il pubblico del comunale in un 100 m stellare, correndo in un incredibile 9’’87. Asafa Powell è d’altronde stato l’unico uomo capace di scendere al di sotto dei 10’’ ben 98 volte in carriera! Negli anni si è messo al collo ben tre ori, due argenti e due bronzi tra Giochi Olimpici e Mondiali.
Il 18 luglio 2017 Asafa tornerà quindi a correre all’ombra dei Castelli, pronto ad infiammare nuovamente il Comunale in un 100 m che lo vedrà confrontarsi con altri 5 atleti da meno di 10’’. Attualmente, il suo avversario di maggior spessore è lo statunitense Cristopher Belcher, una delle punte di diamante del team a stelle e strisce che scenderà in pista ai Mondiali di Londra.
La prevendita (spalti 15.-, tribuna 60.-, AVS e giovani fino a 18 anni gratuito) procede positivamente, ed è sempre aperta sul sito internet www.galadeicastelli.ch oppure al Mercato di Bellinzona il sabato precedente l’evento.
Agli Europei di atletica a squ...
Agli Europei di atletica a squadre di Vaasa, la Svizzera ha ottenuto una promozione storica in Super League (la massima categoria), chiudendo il torneo di 2a divisione al terzo posto dietro a Finlandia e Svezia.
Agli Europei di atletica a squadre di Vaasa, la Svizzera ha ottenuto una promozione storica in Super League (la massima categoria), chiudendo il torneo di 2a divisione al terzo posto dietro a Finlandia e Svezia.
Sul circuito olandese di Assen...
Sul circuito olandese di Assen, Thomas Lüthi ha conquistato il settimo podio stagionale classificandosi secondo nella categoria Moto2. Il Bernese ha chiuso con un ritardo di 0''158''' sull'italiano Morbidelli.
Sul circuito olandese di Assen, Thomas Lüthi ha conquistato il settimo podio stagionale classificandosi secondo nella categoria Moto2. Il Bernese ha chiuso con un ritardo di 0''158''' sull'italiano Morbidelli.
Ci ha impiegato solamente 52 m...
Ci ha impiegato solamente 52 minuti, Roger Federer, per sconfiggere Alexander Zverev (6-1 6-3) nella finale del Gerry Weber Open di Halle. Per il renano si tratta del nono successo sull'erba tedesca, il 92esimo in carriera.
Ci ha impiegato solamente 52 minuti, Roger Federer, per sconfiggere Alexander Zverev (6-1 6-3) nella finale del Gerry Weber Open di Halle. Per il renano si tratta del nono successo sull'erba tedesca, il 92esimo in carriera.
Valentino Rossi vince il Gran ...
Valentino Rossi vince il Gran Premio di Assen imponendosi davanti al connazionale Petrucci e allo spagnolo Marquez. Dovizioso, giunto quinto, sale in vetta al Mondiale con 115 punti, davanti a Vinales (111) e a Rossi (108).
Valentino Rossi vince il Gran Premio di Assen imponendosi davanti al connazionale Petrucci e allo spagnolo Marquez. Dovizioso, giunto quinto, sale in vetta al Mondiale con 115 punti, davanti a Vinales (111) e a Rossi (108).
St.-Moritz pronta a tornare in pista
La località sciistica grigionese si è detta pronta a candidarsi per ospitare i Mondiali del 2025 qualora Crans-Montana dovesse ritirare il suo interesse. A Losone, nel corso dell'...
La località sciistica grigionese si è detta pronta a candidarsi per ospitare i Mondiali del 2025 qualora Crans-Montana dovesse ritirare il suo interesse. A Losone, nel corso dell'assemblea dei delegati di Swiss-Ski i responsabili del comitato promotore della candidatura vallesana hanno peraltro ribadito i loro fermi intenti.