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In pieno scandalo sulle protesi Pip, Jean-Claude Mas, il fondatore della società produttrice delle protesi mammarie messe sotto accusa per le possibili conseguenze cancerogene, ha confessato tutte le sue responsabilità.
Secondo i verbali di un recente interrogatorio, Mas ha infatti ammesso con freddezza di sapere che il prodotto conteneva un silicone non conforme e non approvato dalle autorità competenti. Si tratta, ha spiegato agli inquirenti, di una formula di sua produzione che riguarda il 75% delle sue protesi e che a suo avviso "non presenta nessun rischio per la salute".
"Sapevo che il gel non era certificato. L'ho fatto consapevolmente - ha aggiunto - perchè il gel Pip era più economico e la resa migliore".
La stampa transalpina rivela inoltre oggi che l'agenzia sanitaria francese Afssaps era già stata allertata sin dal 2008 da alcuni medici per i rischi anormali di rottura notati sulle protesi Pip.
Gli ultimi dati resi noti dal Comitato di controllo per le donne portatrici di protesi Pip spaventano: 1.143 sono i casi di protesi rotte e 495 le infiammazioni al seno che hanno reso necessario l'espianto. Fino ad ora, 672 espianti sono stati praticati in Francia. Per le autorità sanitarie sono 20 i casi di cancro segnalati fino ad ora su donne portatrici delle protesi incriminate, ma nessun nesso tra la malattia ed il silicone è stato accertato fino ad ora.
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