Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/128230

<h2>SubmittedText<h2><p>Per evitare che le società abusino di statuti speciali non giustificati, il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una riforma legislativa volta a garantire la tassazione di tutti i redditi conseguiti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le persone giuridiche con sede o amministrazione effettiva in Svizzera vi sono illimitatamente assoggettate all'imposta. L'assoggettamento comprende gli utili realizzati nel mondo intero e inoltre, a livello cantonale, il capitale nel mondo intero. Sono eccettuati dall'assoggettamento gli stabilimenti d'impresa, le imprese commerciali e gli immobili all'estero. Ulteriori eccezioni possono risultare dalle convenzioni bilaterali di doppia imposizione.</p><p>In Svizzera si applicano speciali normative a determinate persone giuridiche. Nel presente contesto è di particolare importanza il fatto che a livello cantonale si applica una base di calcolo ridotta alle società holding e alle società di amministrazione. Ai fini dell'imposta federale diretta a queste società si applicano invece le norme generali.</p><p>Tali normative speciali sono in parte giustificate dalla sistematica fiscale e tengono parzialmente conto del fatto che la Svizzera si situa in un contesto di intensa concorrenza internazionale. Normative speciali a favore di determinate imprese, rispettivamente di determinate attività imprenditoriali, si incontrano regolarmente anche sulle piazze concorrenti.</p><p>Non si possono escludere completamente la mancata imposizione a livello internazionale, come pure gli abusi. Essi sono possibili sia nell'ambito degli speciali generi di impresa menzionati, sia anche nel caso di altre società. La mancata imposizione a livello internazionale è anzitutto riconducibile al fatto che i sistemi fiscali nazionali presentano differenze. Per abbordare questa tematica sono necessari approcci multilaterali di soluzione. Gli sforzi di organizzazioni come l'OCSE sono volti a evitare le doppie imposizioni e a anche le mancate imposizioni internazionali. Nella conclusione di convenzioni di doppia imposizione la Svizzera segue il modello di convenzione dell'OCSE, si attiene allo standard dell'OCSE per quanto riguarda lo scambio di informazioni e applica gli orientamenti elaborati dall'OCSE in materia di prezzi di trasferimento.</p><p>Per quanto riguarda gli abusi spetta alle competenti autorità intervenire. Nella misura in cui ne è toccata l'imposta federale diretta, l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) effettua controlli nell'ambito della sua attività di vigilanza. I cantoni sono responsabili della corretta applicazione della legislazione tributaria cantonale.</p><p>In sintesi, il Consiglio federale non intravede attualmente nessuna necessità immediata di intervento per evitare la mancata imposizione internazionale, rispettivamente gli abusi. Nel quadro della futura riforma III dell'imposizione delle imprese sono invece previsti adeguamenti di determinati statuti fiscali cantonali atti a incrementare l'accettazione a livello internazionale della legislazione tributaria svizzera sulle imprese e, simultaneamente, a rafforzare la piazza imprenditoriale Svizzera e a mantenere in equilibrio le finanze dei cantoni e della Confederazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.