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La Serbia non accetterà il risultato dei referendum in corso nelle regioni ucraine sotto controllo russo. Lo ha detto il ministro degli Esteri Nikola Selakovic.
Parlando oggi in una conferenza stampa al suo ritorno dall’Assemblea generale dell’Onu, dove ha affiancato il presidente Aleksandar Vucic. Il ministro ha precisato che Belgrado non può accettare l’esito di tali consultazioni per due ragioni. Primo, la stretta osservanza da parte della Serbia dei principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Secondo, ciò sarebbe contrario agli interessi nazionali della Serbia, è contrario alla sua politica di rispetto della sovranità e integrità territoriale degli Stati, di rispetto del principio della inviolabilità dei confini.
Selakovic si è poi riferito alle critiche relative a un accordo di collaborazione fra i due ministeri degli Esteri serbo e russo, da lui firmato a New York con il collega russo Serghiei Lavròv. Le critiche, ha osservato, arrivano da coloro che non conoscono i contenuti di tale documento, e che prendono ciò come pretesto per attaccare la Serbia. "Tale accordo si firma dal 1996 e si tratta di un documento tecnico, senza alcuna connotazione sulla politica di sicurezza. Esso riguarda le consultazioni sui rapporti bilaterali e l’attività multilaterale. Noi ci consultiamo con tutti, anche con quelli con i quali le nostre posizioni sono del tutto opposte". L’altro ieri Selakovic, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, ha firmato con Lavròv un Piano di consultazioni fra i rispettivi ministeri degli Esteri per il periodo 2023-2024.