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I direttori cantonali dell'economia pubblica raccomandano di approvare l'estensione della libera circolazione delle persone ai nuovi membri dell'Ue.
Riuniti a Berna, i responsabili hanno adottato all'unanimità una risoluzione in favore dell'accordo bilaterale in votazione il prossimo 25 settembre.
La Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica (CDEP) sostiene all'unanimità l'estensione della libera circolazione delle persone ai dieci nuovi Stati membri dell'Unione europea (Ue).
La decisione di appoggiare il progetto in votazione federale il 25 settembre è stata adottata dopo aver preso atto di due rapporti, da cui emerge che l'apertura del mercato del lavoro elvetico ai Quindici non ha avuto conseguenze negative.
Dopo l'entrata in vigore, nel giugno 2002, dell'accordo sulla libera circolazione delle persone fra Berna e Bruxelles «non si sono verificate le temute ondate migratorie», ha dichiarato giovedì in una conferenza stampa a Berna la consigliera di Stato dell'Unione democratica di centro (UDC, destra populista) Elisabeth Zölch, al termine di una riunione della CDEP. Anche con l'estensione dell'accordo a Est, non sono previsti massicci afflussi di lavoratori esteri, ha aggiunto.
Le conclusioni dei rapporti dei direttori cantonali dell'economia pubblica sono identiche a quelle pubblicate martedì dal Segretariato di Stato dell'economia (seco), ha osservato dal canto suo il presidente della CDEP Josef Keller.
Previste misure di accompagnamento
In ogni caso, i cantoni sono pronti a combattere il dumping salariale, ha promesso la Zölch. A tal proposito, i rappresentanti della CDEP hanno assicurato che le autorità cantonali intendono impegnarsi nell'applicazione delle misure di accompagnamento rafforzate.
Dopo qualche problema iniziale, ha dichiarato Josef Keller, ora la vigilanza da parte dei Cantoni funziona: tutti effettuano i controlli. A suo parere, la libera circolazione delle persone fra la Confederazione e i Quindici ha quindi fornito risultati positivi e la pronosticata pressione sui salari non c'è stata.
La consigliera di Stato Elisabeth Zölch ha infine ricordato che il prossimo 25 settembre saranno in gioco tutti gli accordi bilaterali fra la Svizzera e l'Ue. Zölch ha sottolineato che, in caso di rifiuto, Bruxelles potrebbe denunciare quelli già in vigore e la Confederazione perderebbe tutti i vantaggi acquisiti con i Bilaterali I.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Il popolo svizzero si esprimerà il 25 settembre 2005 sull'estensione della libera circolazione.
Nell'ambito del referendum sono infatti state raccolte 92'901 firme valide.
In breve
Il 1° maggio 2004, data dell’allargamento dell’Ue, gli accordi bilaterali del 1999 sono stati estesi automaticamente ai nuovi Stati membri, tranne quello sulla libera circolazione delle persone.
Per quest'ultimo è stata quindi concordata una regolamentazione transitoria specifica, volta ad aprire, progressivamente e in modo controllato, il mercato del lavoro svizzero ai nuovi Stati membri dell’Ue.
Le limitazioni (priorità ai lavoratori indigeni, contingentamento, verifica delle condizioni salariali e lavorative) potranno essere mantenute fino al 30 aprile 2011.