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La Camera dei rappresentanti statunitensi, controllata dai democratici, ha approvato martedì con una confortevole maggioranza e con il sostegno anche di una decina abbondante di rappresentanti repubblicani, una risoluzione per bloccare la dichiarazione di emergenza del presidente Donald Trump, tramite la quale costruire il muro al confine con il Messico.
Il testo passa ora al Senato, dove i repubblicani sono invece maggioritari, ma la Casa Bianca ha già avvertito che, se dovesse superare anche questo scoglio, opporrà il veto per la prima volta durante il suo mandato. Questo sarebbe poi superabile sono con il voto di due terzi dei deputati.
L'emergenza nazionale è stata fortemente criticata da esponenti di entrambi i campi, che vi vedono un precedente pericoloso e un potenziale superamento delle competenze presidenziali. Tuttavia, riconosce Jennifer Jaskal, professore di diritto alla American University, la legge del 1976 non pone alcun limite concreto ai casi ai quali può essere applicata. Altri presidenti se ne sono serviti, sebbene di fronte a minacce a prima vista più impellenti, come George W. Bush dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 e Barack Obama in piena epidemia di H1N1.