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Il Nobel per la Medicina 2011 è andato agli "esploratori" del sistema immunitario: l'americano Bruce Beutler, 54 anni, il lussemburghese Jules Hoffmann, 70 anni, e il canadese Ralph Steinman, 68 anni, sono stati premiati per il contributo rivoluzionario che hanno dato alla comprensione delle difese dell'organismo.
Le loro ricerche hanno permesso di chiarire come funziona "a tutto tondo" il sistema immunitario, dalle prime linee di difesa che entrano in gioco non appena si presenta una minaccia esterna, alle cellule che entrano in azione successivamente per cacciare gli intrusi e che aiutano il sistam immunitario a "ricordare" quali sono i suoi nemici.
In questo modo è stato possibile comprendere non solo i meccanismi con i quali l'organismo si difende dalle aggressioni esterne, come quelle di virus e batteri, ma anche da quelle interne, come accade nelle cosiddette malattie autoimmuni, come l'artrite reumatoide. Gli studi condotti dai tre Nobel hanno anche aperto la strada allo sviluppo di nuove strategie di prevenzione, la più recente delle quali punta a vaccini capaci di spingere il sistema immunitario ad aggredire le cellule tumorali. Importante anche il contributo delle loro ricerche nel favorire nuove strategie di cura contro le malattie infiammatorie.
Beutler e Hoffmann dividono la metà del premio per avere scoperto come funziona la "prima linea" delle difese immunitarie. Hanno individuato infatti i recettori delle proteine che risvegliano la reazione del sistema immunitario nel momento in cui riconoscono batteri e virus. L'altra metà del premio è stata assegnata a Steinman per la scoperta delle cellule dendritiche, specializzate nel "catturare" gli intrusi e fondamentali per la memoria immunitaria.