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L'ambasciatore svizzero in Lussemburgo Peter Frederich rimane in carcere. Il Tribunale federale ha accolto la richiesta del Ministero pubblico di prolungare la detenzione preventiva.
Gravi sospetti di riciclaggio di denaro legato al traffico di droga pesano su Peter Friederich. Si aggiunge inoltre il rischio d'inquinamento delle prove. Per questi motivi il Tribunale federale (TF) il 23 luglio ha accolto la richiesta del Ministero pubblico della Confederazione di prolungare fino al 15 agosto la detenzione preventiva dell'ambasciatore di Svizzera in Lussemburgo, attualmente sospeso dalle funzioni.
Nel dispositivo pubblicato mercoledì, la Camera d'accusa del Tribunale federale rileva che il diplomatico ha depositato sul suo conto in una banca lussemburghese un totale pari a diverse centinaia di migliaia di dollari in valute diverse. Le somme sono in seguito state trasferite sui conti di altre persone in vari Paesi, in particolare in Svizzera.
I principali beneficiari di questi conti erano noti alle autorità perché al centro di perseguimenti penali, essenzialmente legati al traffico di droga. Allo stadio attuale, tali elementi sono sufficienti per avanzare gravi sospetti di riciclaggio di denaro, spiega la Corte suprema.
Rischio di collusione
I giudici federali ritengono inoltre che esista il rischio di collusione. Una volta liberato Peter Friederich potrebbe contattare le persone coinvolte nella vicenda per concordare una strategia di difesa e compromettere l'istruttoria.
Il Ministero pubblico della Confederazione deve proseguire le investigazioni per definire l'origine del denaro e identificare i beneficiari. Mercoledì ha confermato che la persona per conto della quale Peter Friederich avrebbe trasferito denaro dal Lussemburgo alla Svizzera, viene attualmente interrogata.
Il diplomatico svizzero aveva dichiarato che riceveva una commissione del 3 per cento sull'importo di ogni transazione.La Camera d'accusa del TF sottolinea che le affermazioni di Friederich, secondo cui lo scopo delle transazioni era l'evasione fiscale, sembrano poco credibili. I fondi sono infatti stati rapidamente girati su altri conti.
Niente immunità diplomatica
Dal canto suo, Peter Friederich si era opposto alla proroga della detenzione preventiva argomentando che la rogatoria presentata dalla Procura federale alla Spagna richiederà molto tempo, soprattutto «in pieno periodo di vacanze». L'ambasciatore ha altresì chiesto invano il beneficio dell'immunità diplomatica.
Arresto in Svizzera
Peter Friederich è stato arrestato l'8 luglio a Berna, quando si trovava in vacanza in Svizzera, dopo essere stato interrogato dagli investigatori federali. A dare avvio all'inchiesta era stata una segnalazione, a fine febbraio, delle autorità lussemburghesi all'Ufficio federale di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro.
L'8 aprile il Ministero pubblico della Confederazione ha quindi aperto indagini preliminari di polizia giudiziaria contro ignoti. Il 3 luglio, in seguito a ulteriori informazioni trasmesse dalle autorità lussemburghesi nell'ambito dell'assistenza giudiziaria, le indagini sono state indirizzate in maniera formale nei confronti dell'ambasciatore.
Nel corso dell'istruttoria il diplomatico ha ammesso di aver versato 750mila dollari (circa 1,1 milioni di franchi) sul suo conto personale in una banca del Lussemburgo e di aver falsificato una firma su un documento per giustificare l'origine dei fondi a un istituto bancario del Granducato. Egli nega però di aver riciclato denaro sporco.
Il Dipartimento federale degli affari esteri ha sospeso l'ambasciatore dalle funzioni, «a titolo preventivo e temporaneo», due settimane or sono. Il diplomatico continua comunque a percepire lo stipendio. L'interim all'ambasciata svizzera in Lussemburgo è stato affidato a Pascal Décosterd, che era già primo collaboratore della missione diplomatica elvetica nel Granducato.
swissinfo e agenzie