Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/246126

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un rapporto sul sistema d'indennità per intemperie previsto dalla legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) in considerazione dei cambiamenti climatici. Il rapporto deve valutare se eventuali modifiche del sistema potrebbero avere impatti positivi sulla protezione della salute dei lavoratori e analizzare i fattori che frenano le aziende dal chiedere l'indennità. Il rapporto deve inoltre esaminare se l'introduzione di criteri chiari per definire le intemperie permetterebbe di ottimizzare il sistema ed evitare gli abusi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'indennità per intemperie serve a indennizzare adeguatamente i lavoratori di determinati rami d'attività per le perdite di lavoro causate esclusivamente e direttamente dalle condizioni meteorologiche. In questo modo, contribuisce a prevenire lo sviluppo di condizioni di lavoro precarie in vari rami dovute alla situazione meteorologica. Il diritto all'indennità dipende dalle condizioni meteorologiche come pioggia, neve, grandine, freddo, caldo, vento, umidità o siccità. Siccome i presupposti del diritto all'indennità per intemperie sono legati a fattori meteorologici, il diritto alle prestazioni è previsto solo per a determinati rami d'attività. Il legislatore ha designato come beneficiari di questa indennità i rami in cui l'occupazione dipende direttamente dalle condizioni meteorologiche (cfr. art. 65 ordinanza sull'assicurazione contro la disoccupazione; OADI). Pertanto, se la continuazione dell'attività, pur con misure protettive sufficienti, è tecnicamente impossibile o economicamente insostenibile o non si può ragionevolmente esigere dai lavoratori e l'interruzione dell'attività dura almeno un giorno interno o una mezza giornata, la perdita di lavoro potrà in linea di principio essere indennizzata (cfr. art. 43 legge sull'assicurazione contro la disoccupazione; LADI).</p><p>L'indennità per intemperie può essere versata nei rami seguenti:</p><p>- edilizia e genio civile, carpenteria, taglio della pietra e cave;</p><p>- estrazione di sabbia e di ghiaia;</p><p>- posa di binari e di condotte aeree;</p><p>- sistemazioni esterne (giardini);</p><p>- selvicoltura, vivai ed estrazione della torba, nella misura in cui tali attività non siano esercitate a titolo accessorio da un'azienda agricola;</p><p>- estrazione d'argilla e industria laterizia;</p><p>- pesca professionale;</p><p>- trasporti, nella misura in cui i veicoli siano esclusivamente utilizzati per il trasporto di materiale di scavo e di costruzione verso e dai cantieri o per il trasporto di sabbia e ghiaia dai luoghi di estrazione;</p><p>- segherie;</p><p>- aziende che si dedicano unicamente alla viticoltura, alla coltivazione delle piante, alla frutticoltura e all'orticoltura, se gli usuali lavori stagionali non possono essere eseguiti a causa di siccità o di umidità straordinarie.</p><p>Da quanto esposto sopra risulta che la cerchia dei beneficiari è sufficientemente ampia. Il legislatore ha quindi già previsto un possibile indennizzo per i rami d'attività in cui i lavori si svolgono prevalentemente all'aperto. Pertanto, le conseguenze delle condizioni meteorologiche estreme causate dai cambiamenti climatici sono già coperte dall'indennità per intemperie. Il quadro giuridico esistente è sufficiente in quanto protegge i lavoratori attivi nei rami summenzionati dalle perdite di lavoro dovute a condizioni meteorologiche che impediscono lo svolgimento normale dell'attività.</p><p>Inoltre, si può constatare che in realtà, finora, non sono sorti problemi. Secondo il Consiglio federale, un esame come quello proposto nel presente postulato è quindi superfluo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.