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SAN GALLO - Il diritto al ricongiungimento familiare sussiste anche quando un adolescente, nel corso della procedura, diventa maggiorenne. Lo ha stabilito con una sentenza il Tribunale amministrativo federale (TAF) di San Gallo modificando la prassi attuale del Tribunale federale (TF). La decisione non è definitiva.
La vicenda riguarda una ragazza originaria del Camerun, intenzionata a raggiungere la madre residente in Vallese. La procedura di ricongiungimento era stata avviata nel 2013 quando la giovane aveva 16 anni. Le autorità cantonali avevano però respinto la richiesta, dato che la donna aveva raggiunto nel frattempo la maggiore età.
Benché questa decisione sia stata in seguito cassata dal Tribunale cantonale, la Segreteria di Stato alla migrazione (SEM) ha ribadito il proprio parere negativo rifiutando un permesso di soggiorno.
Nella sua sentenza a favore del ricorso della madre della giovane, il TAF si rifà alla recente giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell'Uomo secondo cui sussiste un diritto al ricongiungimento familiare sulla base dell'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani se il bambino/a diventa maggiorenne nel corso della procedura.
Secondo il TAF, la Corte europea dei Diritti dell'Uomo tiene sempre conto della protezione della vita familiare, anche quando i richiedenti hanno raggiunto la maggiore età nel corso della procedura.
Nella loro sentenza, i giudici sangallesi hanno anche fatto valere principi costituzionali quali la sicurezza e la prevedibilità del diritto, il divieto dell'arbitrarietà, la celerità e l'uguaglianza di trattamento. Può infatti accadere che due minorenni con le medesime condizioni di partenza inoltrino una richiesta di ricongiungimento, ma che a causa delle diversa durata delle procedure un giovane possa giungere in Svizzera e l'altro no.