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GINEVRA - L'attività di LafargeHolcim in zone di tensione è di nuovo nel mirino. Ammettendo la sua legalità, una ong israeliana accusa il gruppo franco-svizzero di contribuire a mantenere «un'occupazione» nel Cipro del Nord e nel Sahara occidentale.
A marzo dell'anno scorso, il Consiglio dei diritti dell'uomo aveva chiesto a Ginevra all'Alto Commissariato di stabilire entro l'anno seguente una lista di aziende che hanno direttamente o indirettamente «permesso, facilitato e tratto beneficio» dalle colonie israeliane. Zeid Raad al-Hussein aveva domandato in seguito un termine supplementare, provocando una polemica.
Attendendo questa lista, l'ong israeliana Kohelet Policy Forum (KPF) ha pubblicato oggi un rapporto su altre zone che considera come "occupate". Non nasconde che questo documento è fornito per mostrare che le attività d'imprese straniere non devono essere esaminate solamente nel Vicino Oriente. E per denunciare «l'indifferenza dell'ONU per i diritti dell'uomo».
Nel suo rapporto, menziona l'implicazione di oltre 40 multinazionali o grandi imprese di 17 Paesi nel mantenimento di zone occupate. Tra queste, LafargeHolcim nella Repubblica Turca di Cipro del Nord (RTCN), riconosciuta unicamente dalla Turchia.
Da tre anni, il gruppo franco-svizzero ha assorbito nella sua struttura Boğaz Endüstri ve Madencilik (BEM), rilevata una quindicina di anni fa da Holcim e che dispone di un cementificio nell'est della RTCN. Nel 2015, le vendite di LafargeHolcim hanno raggiunto quasi 250'000 tonnellate in questa parte cipriota turca, in crescita di oltre il 32%. Il cemento è uno dei prodotti più esportati della RTCN.
LafargeHolcim «facilita la crescita a lungo termine e la durabilità dell'economia di Cipro del Nord», deplora l'ong israeliana. Quest'ultima punta anche il dito sulla filiale nel Sahara occidentale, regione sotto controllo marocchino, ma dove l'organizzazione politica-militare Front Polisario chiede un referendum di autodeterminazione. La filiale marocchina deve inaugurare quest'anno un cementificio a El Aaiún per rispondere ai bisogni di questa città.
La giustizia francese ha recentemente aperto delle inchieste contro LafargeHolcim. Il gruppo è stato accusato di aver indirettamente finanziato gruppi armati in Siria. LafargeHolcim è oggetto di diverse denunce depositate presso il ministero francese dell'economia, ed è accusata da diverse ong, tra cui una che si è basata su dichiarazioni di ex impiegati. Il CEO Eric Olsen aveva annunciato le sue dimissioni per luglio a seguito di questa vicenda.