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La decisione è stata presa in attesa di una sentenza definitiva sul caso dei 12 militanti collegati a Credit Suisse assolti lo scorso gennaio
La giustizia vodese ha deciso di sospendere i processi che riguardano attivisti per il clima. Si attende infatti che ci sia una sentenza che possa fare giurisprudenza nel caso dei dodici militanti che sono stati assolti lo scorso gennaio dal Tribunale distrettuale di Renens per un'azione condotta nel novembre 2018 nei locali di Credit Suisse a Losanna. La procura cantonale aveva fatto ricorso. Insieme ai colleghi, il presidente del tribunale e giudice unico Philippe Coleluogh ha quindi deciso che non avrebbe senso emettere sentenze di primo grado in casi analoghi fino a quando il tribunale cantonale - oppure, se dovesse essere il caso, il Tribunale federale - non emette una sentenza definitiva ed esecutiva.
L'Ordine giudiziario vodese ha confermato oggi un'informazione pubblicata sul quotidiano romando "24 heures". Il processo a un giovane attivista, previsto il prossimo 12 marzo, è così stato rinviato. L'imputato all'inizio del 2019 aveva imbrattato con vernice rossa la parete di una filiale del Credit Suisse. A giudicarlo, però, dovrebbe essere proprio Colelough, che a gennaio aveva assolto i dodici attivisti. Il magistrato ha optato per il rinvio proprio in seguito al ricorso presentato dal Ministero pubblico contro la sua precedente decisione. All'orizzonte, inoltre, vi sono i processi ad alcuni di coloro - in particolare i militanti di "Extinction Rebellion" - che si sono resi protagonisti di blocchi a strade e ponti nel canton Vaud.
La decisione della giustizia vodese non viene al momento presa in considerazione in altri cantoni: a Ginevra è attualmente in corso un processo nei confronti di un attivista 23enne del collettivo Breakfree Suisse, accusato di danni alla proprietà per un'azione avvenuta nell'ottobre 2018 su un edificio di Credit Suisse. La sentenza è attesa per giovedì prossimo.
I militanti di Action Climat erano finiti a processo per un'azione condotta nel novembre 2018 nei locali di Credit Suisse a Losanna, che avevano occupato per un'ora e mezza. L'accusa era di violazione di domicilio e resistenza agli ordini di polizia.
Vestiti da tennisti, gli attivisti avevano preso di mira la banca perché, secondo loro, utilizza l'immagine positiva di Roger Federer nelle sue campagne, perseguendo al tempo stesso una politica di investimenti dannosi per l'ambiente.
Colelough, in una sentenza emessa lo scorso 13 gennaio, ha però riconosciuto lo stato di legittima necessità in cui essi hanno agito e ha giudicato l'azione "necessaria e proporzionata" vista l'emergenza climatica. A suo avviso tale proposta era "l'unico modo efficace per far sì che la banca rispondesse" e "per ottenere la necessaria pubblicità" da media e opinione pubblica.
Una decisione che la procura vodese contesta e che intende portare davanti alla corte d'appello. Secondo il Ministero pubblico, la sentenza di primo grado sembra estendere il campo d'applicazione delle disposizioni giuridiche nettamente al di là dei limiti fissati finora dalla giurisprudenza in un contesto che comprende aspetti politici. Stando al procuratore generale Eric Cottier, la sentenza dà una risposta sorprendente a una questione giuridica di principio.
Per il Ministero pubblico, indipendentemente da quale posizione prenderà la prossima istanza, è molto probabile che il caso arrivi fino al Tribunale federale.