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Svizzera e Unione europea hanno compiuto "grandi progressi" nel negoziato in vista di un accordo quadro sulle questioni istituzionali. Lo hanno indicato oggi i negoziatori di entrambe le parti, lo svizzero Yves Rossier e l'europeo David O'Sullivan. Ma molto rimane ancora da fare.
Le parti stanno attualmente lavorando a un testo giuridico comune; c'è bisogno ancora di tempo, "ma sono convinto che troveremo un accordo", ha dichiarato il segretario di stato agli affari esteri Rossier, al termine del colloquio con il suo omologo europeo, a Bruxelles.
I due non hanno voluto specificare quali siano i punti che dovranno venir chiariti; O'Sullivan si è rifiutato di "entrare nei dettagli".
I principali punti di frizione sono tuttavia noti: il Consiglio federale aveva fissato una sorta di "linea rossa" per il negoziato. In sostanza: no alla ripresa automatica del diritto europeo e no alla creazione di un nuovo organo di sorveglianza. Ma soprattutto, no a un tribunale dell'UE che condanni la Svizzera in caso di contenzioso sugli accordi.