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Il braccio americano del Credit Suisse Group prevede di tagliare ancora fino a 1750 posti di lavoro.
Dalla metà dello scorso anno, la banca aveva già ridotto di 4500 unità il suo personale negli Stati Uniti.
Credit Suisse First Boston (CSFB) ha annunciato che opererà nuovi tagli - da un minimo di 1.250 fino a un massimo di 1.750 posti di lavoro, pari al 5-7 per cento della forza totale di 25.300 dipendenti.
La misura servirà per cercare di comprimere i costi di un ulteriore mezzo miliardo di dollari, nell'ambito del piano di risanamento avviato oltre un anno fa.
La notizia, pubblicata martedì nell'edizione online del «New York Times», è stata confermata da Andreas Hildenbrand, portavoce della seconda banca elvetica.
Il nostro obiettivo è di ridurre i costi di 500 milioni di dollari e i tagli dell'organico riflettono questo orientamento, ha precisato il portavoce.
Drastiche misure di risparmio
I nuovi tagli riguardano essenzialmente gli Stati Uniti. Dalla metà del 2001, il CSFB aveva già ridotto di 4.500 unità il suo organico, portandolo a fine giugno a 25.300 persone.
Le nuove soppressioni - sottolinea la banca - sono da imputare ad un ulteriore deterioramento delle condizioni di mercato da quest'estate.
Nel luglio del 2001, il Credit Suisse Group aveva deciso importanti mutamenti ai vertici della sua filiale americana, sostituendo alla guida della società Allen Wheat con John Mack.
Dopo le dimissioni di Lukas Mühlemann, John Mack è stato nominato in settembre co-presidente del Credit Suisse Group.
Il CFSB la settimana scorsa aveva anticipato un terzo trimestre in rosso nell'investment banking. Il taglio arriva inoltre in un momento delicato per il gruppo, il cui titolo è sceso alla Borsa di Zurigo ai minimi degli ultimi nove anni.
Ma è anche l'intero settore a perdere colpi. Secondo le ultime stime, sono 54'000 i posti di lavoro cancellati dal comparto negli Usa nell'ultimo anno e mezzo a causa della crisi dei mercati finanziari.
swissinfo e agenzie