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ZURIGO / SHANGHAI - UBS vuole lanciare la sua piattaforma digitale di gestione patrimoniale in Cina. L'obiettivo del numero uno bancario elvetico è di proseguire il suo sviluppo anche nel resto dell'Asia.
«Siamo pronti al lancio non appena otterremo una licenza», ha indicato Edmund Koh, direttore per la regione Asia-Pacifico di UBS. Il responsabile ha tuttavia ricordato come «sia molto difficile in Cina sapere la data esatta» dell'autorizzazione.
Ma «la squadra è pronta e abbiamo già un ufficio a Shanghai», ha precisato in una conferenza telefonica.
UBS è presente da anni in Cina. Nell'insieme del continente asiatico, la banca elvetica ha quasi raddoppiato i suoi utili nel terzo trimestre rispetto al 2019. «Abbiamo ottenuto ottimi risultati, con 500 milioni di dollari di ricavi sui mercati mondiali e 500 miliardi di dollari di attivi investiti nella gestione patrimoniale», ha aggiunto Koh.
Per la grande banca svizzera, attualmente l'acquisizione di un cliente nella gestione patrimoniale in Cina costa all'incirca 25'000 dollari. Ma con la futura piattaforma digitale, «UBS potrebbe ridurre tali costi a 60 dollari», ha precisato una portavoce dell'istituto all'agenzia finanziaria AWP.
Stando a quest'ultima, UBS ha quale obiettivo nei prossimi due anni di passare da 30'000 a 200'000 clienti in Asia grazie alla licenza bancaria digitale.