Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01192.jsonl.gz/879

La legge federale era stata approvata alle urne il 13 giugno 2021.
BERNA - La legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT), approvata dal popolo lo scorso giugno, entrerà in vigore a partire dal mese prossimo. Lo ha stabilito il Consiglio federale, che ha approvato la relativa ordinanza.
Il testo era andato alle urne il 13 giugno 2021, raccogliendo il 56,6% dei voti a favore (in Ticino i "sì" hanno raggiunto il 57,3%). Con questa modifica la Confederazione darà maggiori poteri alla polizia nella caccia a potenziali terroristi: rafforza infatti sensibilmente l'arsenale di misure a disposizione delle autorità nei confronti di persone ritenute una minaccia terroristica molto prima che esse commettano reato.
Tra le misure incluse vi è la possibilità, da parte delle autorità competenti, di disporre delle informazioni necessarie per poter controllare il rispetto delle misure servendosi della localizzazione tramite telefonia mobile. In una nota governativa odierna, l'Esecutivo rende noto di aver introdotto "singoli adeguamenti formali", ad esempio la fatturazione della localizzazione di un presunto terrorista tramite telefonia mobile.
Dal primo giugno 2022 la polizia avrà dunque la possibilità di pronunciare misure preventive nei confronti di persone che rappresentano una minaccia terroristica, come l'obbligo di presentarsi, il divieto di avere contatti, il divieto di lasciare il Paese o, come ultima ratio e solo in caso di una decisione giudiziaria, la cosiddetta residenza coatta (ovvero una sorta di arresto domiciliare preventivo).
Le misure, tiene a ricordare il Consiglio federale, devono tener conto del principio di proporzionalità, hanno una durata limitata nel tempo e possono essere impugnate dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF).
Gli oppositori al testo criticavano la definizione molto vaga di terrorismo e temevano che le disposizioni avrebbero violato i diritti dell'infanzia. In merito alla votazione sono stati presentati numerosi ricorsi per presunte irregolarità nelle informazioni fornite dal Consiglio federale, che il Tribunale federale ha però dichiarato inammissibili.