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L’illusione del Pianeta Venere
Nel seguito verrà presentato un metodo di studio quantitativo dell’anomalia di fase del pianeta Venere, ossia la differenza della fase osservata rispetto a quella attesa. Questo fenomeno venne scoperto nel 1793 da J.H. Schröter e definito da allora “anomalia di fase” o “effetto Schröter”. Ma di che cosa si tratta? In breve, la fase di Venere, cioè la frazione di disco illuminato visibile dalla Terra, talvolta non coincide con il valore calcolato teoricamente. Schröter trovò che l’istante della dicotomia di Venere, quando cioè il disco è illuminato al 50%, era anticipato di 8 giorni nelle elongazioni serali e ritardato in quelle mattutine.
Quindi si tratta di un fenomeno notato visualmente agli inizi delle osservazioni astronomiche strumentali moderne, che però non ha ricevuto una spiegazione univoca, ed è quindi spesso giustificato come una sorta di illusione dell’osservatore, analogamente ad esempio ai “canali” di Marte, un’altra e forse ben più nota storica “querelle” scientifica della fine del XIX secolo. Studi moderni eseguiti da astrofili e professionisti, propendono per la realtà del fenomeno. Ho scritto questo articolo e sviluppato il metodo analitico ed informatico presentato poco meno di 30 anni fa, quando le tecnologie digitali non erano sviluppate come oggi; negli anni successivi sono stati creati altri metodi simili, ma questo permette di valutare, mediante opportune ipotesi iniziali, l’errore associato alle misure. Ad oggi, per quanto mi risulta, credo che questa sia una caratteristica unica rispetto ad altri strumenti software analoghi. Buona lettura.