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Il Tribunale federale svizzero ha comunicato venerdì di avere respinto un altro ricorso volto ad annullare lo scrutinio del 29 novembre. Altre opposizioni erano già state dichiarate irricevibili lo scorso dicembre.
L'autore del ricorso in questione – presentato il 19 gennaio – puntava il dito sulla campagna precedente la votazione. A suo parere, quest'ultima poteva essere stata falsata dalla diffusione di una propaganda giudicata sovversiva ai sensi dell'art. 275bis del Codice penale.
La Corte suprema non è entrata nel merito e si è limitata a rammentare che, di regola, uno scrutinio può essere contestato presso gli esecutivi cantonali entro il termine di tre giorni o al più tardi il terzo giorno dopo la pubblicazione dei risultati nel foglio ufficiale.
Un ricorso inoltrato direttamente presso il Tribunale federale – precisa la sentenza – sarebbe possibile soltanto qualora il voto fosse contestato a causa di un'irregolarità commessa sul piano nazionale e non cantonale. Anche in questo caso va applicato il termine di tre giorni. Non avendo rispettato tale requisito, il ricorso è dunque considerato irricevibile.
La questione della ricevibilità si porrà pure alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, presso la quale sono state inoltrate quattro procedure riguardanti il voto del 29 novembre, in cui il popolo svizzero ha sancito il divieto di edificare nuovi minareti.
swissinfo.ch e agenzie