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‘Live forever’ trionfa ancora
La canzone degli Oasis è stata riconosciuta come ‘miglior canzone inglese di sempre’
Secondo la classifica realizzata dal gruppo di emittenti radiofoniche inglesi Radio X, ‘Live forever’, la hit della band inglese degli Oasis del 1994 è la miglior canzone inglese di sempre. Scritta da Noel Gallagher e pubblicata come terzo singolo dell’album di debutto della band, ‘Definitely Maybe’, il brano è stato incluso anche nel greatest hits degli Oasis ‘Stop the Clocks’, pubblicato nel 2006. Prima del riconoscimento come canzone inglese più bella di sempre per il 2018, un sondaggio condotto tra i lettori del rivista Q nell’ottobre 2006 aveva nominato ‘Live Forever’ ‘canzone più bella di tutti i tempi’, mentre nel 2007 la rivista NME l’aveva piazzata al primo posto della classifica dei ‘50 migliori inni indie di tutti i tempi’.
A ricordare la genesi del brano è lo stesso Noel: “Per i primi due anni facevamo schifo. Le canzoni che scrivevo non erano grandiose. Poi un giorno scrissi una canzone di nome ‘Live Forever’ e cambiò tutto. E poi la settimana dopo scrissi forse tre altri brani che sarebbero finiti nel primo album. Dato che avevo un’enorme collezione di dischi, conoscevo abbastanza la musica e le canzoni per capire che quelle erano piuttosto buone”. Noel scrisse ‘Live Forever’ nel 1991, mentre lavorava per un’impresa costruttrice della sua città, Manchester.
Un infortunio lo costrinse ad un lavoro meno faticoso, in magazzino, che gli consentiva di avere più tempo a disposizione per scrivere canzoni. Una volta terminata, Noel fece ascoltare la canzone al fratello Liam, che ne rimase talmente impressionato da chiedergli di entrare a far parte della sua band, i Rain, che poi cambiarono nome in Oasis. Il brano giocò un ruolo fondamentale nel convincere Alan McGee, il capo della Creation Records a scritturare il gruppo: “Probabilmente è il singolo momento più bello che abbia mai vissuto con loro”, ha infatti dichiarato McGee. “Mi sono sempre posto obiettivi più alti di quanto potessi pensare. Molte persone cercano di essere meglio dei loro contemporanei o predecessori. Io? Io cerco di essere sempre meglio di me stesso che è abbastanza impossibile”, è invece il commento di Noel all’ultimo riconoscimento ottenuto dal suo famosissimo brano.
Da sottolineare anche che nella classifica delle migliori canzoni inglesi di sempre del 2018 altri quattro brani appartengono al repertorio degli Oasis: al terzo posto si trova infatti ‘Don’t Look Back In Anger’, mentre ‘Wonderwall’ è sesta, ‘Slide Away’ settima e ‘Champagne Supernova’ nona. La band inglese è stata attiva fino al 2009, pubblicando in totale 11 album e vendendo oltre 70 milioni di dischi in tutto il mondo. Ha vinto ben 15 NME Awards, 6 Brit Awards, 9 Q Awards e 4 MTV Europe Music Awards. I fratelli Gallagher sono gli unici membri della formazione originaria che vi hanno fatto parte fino al 2009. Nel 1991 a Manchester si costituirono i Rain: Liam Gallagher (voce), Paul Arthurs (chitarra), Paul McGuigan (basso) e Tony McCarroll (batteria).
Poco dopo ai quattro si aggregò Noel (chitarra e voce) e Liam suggerì il nuovo nome. E’ dell’epoca del secondo disco (1995), l’entrata nel gruppo del batterista Alan White. Verso la fine del decennio la band visse un periodo di crisi. Due membri storici, McGuigan e Arthurs, furono avvicendati da Colin ‘Gem’ Archer e, più tardi, da Andy Bell. Il sesto album, pubblicato nel 2005 ha invece registrato l’ingresso nella band del batterista Zak Starkey mentre per il tour mondiale del 2008 alla batteria figurava Chris Sharrock. Il 28 agosto 2009, a tre date dalla conclusione della tournée, Noel Gallagher ha comunicato ufficialmente il proprio abbandono della band, dopo aver lasciato il palco del Rock en Seine a pochi minuti dall’esibizione, sancendo la fine della band. I due fratelli saranno in Italia, separatamente, a giugno, entrambi sul palco dei I-Days: il minore il 21 e Noel il 23; Liam tornerà in Italia per due show anche il prossimo autunno, il 15 novembre a Conegliano (Treviso) e il 16 novembre a Roma. Noel è stato in Italia, al Fabrique di Milano, anche lo scorso 11 aprile.