Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01036.jsonl.gz/366

Nell'ottobre 2007 è stato presentato al Consiglio nazionale un postulato che incaricava il Consiglio federale di esaminare le varie possibilità per agevolare lo scambio dei dati tra le autorità federali e quelle cantonali. Un esame su vasta scala ha mostrato che le eventuali difficoltà nello scambio di dati non erano da imputare alla protezione dei dati.
In questi ultimi anni, diversi fatti accaduti in particolare nell'ambito della previdenza sociale hanno dato alla maggior parte della popolazione l'impressione che lo scambio di dati tra la Confederazione e le autorità cantonali lasciasse a desiderare. A più riprese si è sospettata una protezione dei dati troppo restrittiva che impedisse lo scambio di dati necessari nelle situazioni urgenti. È sulla base di queste premesse che il 5 ottobre 2007 il consigliere nazionale Lustenberger ha presentato un postulato per chiedere un'«agevolazione dello scambio di dati tra autorità federali e cantonali», incaricando il Consiglio federale di esaminare se sia possibile agevolare, in determinati ambiti, lo scambio di dati tra servizi federali e cantonali. Ritiene che negli ambiti dell'aiuto sociale, delle naturalizzazioni, delle imposte e delle assicurazioni sociali il rischio di abusi sia maggiore e pertanto occorra valutare se la protezione dei dati in questi settori non crei ostacoli per uno scambio dei dati efficiente.
Il Consiglio federale ha incaricato l'Ufficio federale di giustizia e polizia (UFGP) di preparare il rapporto. La responsabilità è stata affidata all'Ufficio federale di giustizia (UFG) che ha istituito un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), dell'Ufficio federale della migrazione (UFM), dell'Ufficio federale di polizia (fedpol), della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) e di ogni Cantone per i settori della naturalizzazione, della fiscalità e della protezione dei dati. Inoltre, alle riunioni erano invitati anche i nostri specialisti provenienti dai diversi ambiti.
Nella primavera 2009 l'UFG ha incaricato l'ufficio Vatter AG di esaminare lo scambio dei dati personali tra le autorità federali, cantonali e comunali. Lo studio è giunto alla conclusione che lo scambio avveniva principalmente tra le autorità cantonali e comunali e che il margine di influenza della Confederazione era limitato. Il Consiglio federale ha preso atto del fatto che il flusso di dati funziona bene, lo scambio poggia su solide basi legali e non è ostacolato dalla protezione dei dati. Lo studio ha inoltre mostrato che i problemi di partenza presentati dalla raccolta dei dati non erano causati da disposizioni in materia di protezione dei dati, bensì da una mancanza di conoscenze giuridiche delle autorità implicate. Alla luce di queste constatazioni, il rapporto giunge alla conclusione importante per noi che non è necessaria una revisione della legge sulla protezione dei dati.
Lo studio ha però mostrato anche i punti deboli nello scambio di dati tra le autorità e formulato raccomandazioni che il Consiglio federale ha seguito a grandi linee. Infatti, con decisione del 22 dicembre 2010, il collegio governativo ha trasmesso diversi mandati al DFGP, al Dipartimento federale dell'interno (DFI) e al Dipartimento federale dell'economia (DFE). A fine novembre 2011 l'UFG ha riassunto questi mandati e i risultati ottenuti fino a quel momento nel rapporto «Agevolazione dello scambio di dati tra autorità federali e cantonali». L'attuazione del postulato Lustenberger ci ha mostrato, nella nostra veste di accompagnatori di questo intervento, che le difficoltà talvolta incontrate nello scambio di dati non possono essere imputate alla protezione dei dati.