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LONDRA - Poca speranza per il futuro, poca fiducia di trovare un lavoro e poco ottimismo nelle proprie capacità e aspirazioni.
Sono tra alcune delle preoccupazioni che attanagliano le menti dei giovani britannici sotto i 25 anni, da quanto emerge da un sondaggio condotto dall'ente di beneficenza Prince's Trust, che ha chiesto a 2'000 ragazzi tra i 16 e i 25 anni, in tutto il Regno Unito, cosa si aspettano per il futuro.
Il coronavirus è stato al centro delle preoccupazioni, in quanto il 55% dei giovani ha affermato che la pandemia li ha fatti temere per il loro futuro, con il 39% dei partecipanti che ha dichiarato di avere delle aspirazioni minori per il proprio futuro a causa del Covid-19.
L'amministratore delegato della società, Jonathan Townsend, ha dichiarato che la pandemia ha colpito fortemente la fiducia dei giovani, e che è necessario agire per prevenire la perdita di un'intera generazione. «I risultati di oggi dimostrano che la pandemia ha eroso la loro fiducia dei giovani, al punto che alcuni ritengono che non saranno mai in grado di avere successo nella vita» ha dichiarato Townsend in un comunicato.
Secondo la ricerca, condotta da Censuswide, il 41% dei giovani ha ammesso che i loro obiettivi futuri sembrano ora «impossibili da raggiungere». Una cifra che sale al 50% degli intervistati, quando ci si sposta in economie domestiche più povere.
Più di un terzo dei giovani, più precisamente il 38%, ritiene invece che «non riuscirà mai ad avere successo nella vita», e questa percentuale sale a quasi la metà (48%) degli intervistati provenienti dalle case più in difficolta a livello economico.
Per quanto riguarda il lavoro, il 28% degli interpellati ritiene che dovrà «accettare qualsiasi lavoro possibile», e il 35% ritiene che non otterrà mai il lavoro «dei propri sogni». In generale, oltre un terzo (36%) dei giovani intervistati ha dichiarato di aver «perso la speranza» per il futuro.
«I giovani perdono la speranza per il futuro e purtroppo quelli provenienti da ambienti svantaggiati sono i più colpiti» ha poi continuato il Ceo. «È responsabilità di tutti noi aiutarli a migliorare le loro competenze, a riqualificarsi e ad accedere alle opportunità di lavoro, altrimenti rischiamo di perdere la loro ambizione e il loro potenziale, a scapito del loro futuro e della ripresa della nostra economia» ha concluso Townsend.