Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/55826

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il Consiglio federale è invitato a pronunciarsi sulle seguenti questioni.</p><p>- Il Consiglio federale non teme che la Svizzera latina si senta abbandonata dalla Confederazione e che la frattura politico-culturale percepita in seguito ad alcune votazioni federali su oggetti importanti (lo SEE nel 1992, l'assicurazione maternità nel 1999) rischi di accentuarsi al punto da minacciare la coesione della Svizzera, e questo tanto più che in occasione delle votazioni federali svolte nell'ultimo decennio la maggioranza dei cantoni latini si è trovata nel campo dei perdenti tre volte più sovente dei cantoni della Svizzera tedesca?</p><p>- Visto il moltiplicarsi di termini tedeschi (ad esempio: SUVA) o inglesi (ad esempio: Swiss Football League) applicati in tutta la Svizzera, il Consiglio federale non ritiene necessaria una legislazione linguistica che protegga ogni lingua nella sua regione di diffusione e che favorisca il reciproco rispetto delle quattro lingue su tutto il territorio svizzero? Una siffatta normativa concernerebbe l'amministrazione e l'insieme della società.</p><p>- Il fatto che alcuni cantoni svizzero tedeschi inizino a insegnare l'inglese prima del francese non introduce un'evidente discriminazione nei riguardi dei latini, i quali per poter lavorare in Svizzera devono spesso comunque imparare il tedesco, lingua maggioritaria nel nostro Paese? A meno che il Consiglio federale non intenda adottare l'inglese come lingua veicolare in Svizzera.</p><p>- Il Consiglio federale non ritiene che l'apprendimento di una lingua sia finalizzato non solo alla comunicazione ma anche alla conoscenza dell'altro? In questo senso, l'apprendimento di una seconda lingua nazionale non è indispensabile per la coesione della Svizzera?</p><p>- Quali misure intende adottare il Consiglio federale per assicurare un'equa ripartizione delle commesse pubbliche federali tra le differenti regioni linguistiche ? Il fatto di rafforzare la posizione dei Latini nell'Amministrazione federale e di esaminare altre possibilità di decentralizzazione dell'apparato statale federale non sarebbero soluzioni in questa direzione?</p><p>- Il Consiglio federale è disposto ad esaminare la creazione di meccanismi permanenti di regolazione socio-economica (sul modello dei bonus d'investimento, ad esempio) che possano essere impiegati non appena il tasso di disoccupazione differisca tra una regione e l'altra più del 2 per cento?</p><p>- Considerato il contesto generale descritto qui sopra, il Consiglio federale non pensa che sia necessario elaborare un rapporto che faccia il punto sulle relazioni tra le comunità linguistiche del Paese e che proponga misure per migliorarle, un rapporto dunque che consisterebbe in un certo senso nell'aggiornare la risposta che il governo aveva dato nel suo rapporto di gestione del 1980 al postulato Delamuraz (77.404) sulle minoranze linguistiche?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1. La coesione nazionale è un elemento centrale della Confederazione svizzera. Per questo, la sua promozione va intesa come un compito permanente. In un suo discorso del 1914, Carl Spitteler già rilevava quanto sia necessario che ci preoccupassimo delle nostre incomprensioni ("... das Missverhältnis soll uns bekümmern "), un'esortazione ripresa dalle Commissioni della comprensione delle Camere federali quale titolo del loro rapporto del 22 ottobre 1993 (92.083, FF 1994 I 18) elaborato dopo il voto negativo sullo SEE. Questo rapporto rileva tuttavia che non vi sono soluzioni miracolose. Il Consiglio federale propende per una politica equilibrata e per una costante attenzione alle sensibilità culturali, sociali e politiche delle diverse regioni del Paese. </p><p>Il fatto che nelle votazioni popolari vi siano vincitori e perdenti è una conseguenza del nostro sistema democratico. In realtà, le fratture che si possono osservare non si limitano alle differenti regioni linguistiche, ma comprendono anche divari socio-culturali come ad esempio quello tra città e campagna o quello tra giovani e anziani. Per il Consiglio federale non vi è nessuna ragione di ritenere che la Svizzera latina si consideri abbandonata dalla Confederazione. Il sistema politico che tutela le minoranze del nostro Paese ha da secoli dato buoni risultati e il Consiglio federale non vede nessun motivo per apportarvi modifiche. </p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che in un Paese quadrilingue vi siano sufficienti possibilità per denominare le differenti attività della Confederazione in una delle lingue nazionali, senza dunque dover far capo a una quinta lingua, segnatamente all'inglese. A questo proposito il Consiglio federale rimanda alle sue risposte all'interrogazione ordinaria Rennwald (03.1112 Anglicismi per elevare il livello del calcio elvetico?) e al postulato Berberat (04.3159). Concretamente, i lavori intesi a uniformare l'identità visiva della Confederazione offriranno pure l'occasione per adottare le dovute misure correttive. </p><p>Conformemente alla volontà del Consiglio federale, a livello di autorità e di amministrazione vanno usate esclusivamente le lingue ufficiali, ad eccezione dei rapporti in ambito internazionale.</p><p>Il nuovo articolo sulle lingue è stato accettato in una votazione popolare nel 1996 ed è stato ulteriormente perfezionato nella nuova Costituzione federale. Nel 2004 il Consiglio federale ha deciso di rinunciare a presentare alle Camere il disegno di legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche. </p><p>3./4. Il Consiglio federale ha più volte sottolineato che a suo avviso l'apprendimento di una seconda lingua nazionale è una condizione importante per la comprensione reciproca tra le comunità linguistiche e che una buona conoscenza di un'altra lingua nazionale costituisce un fattore essenziale della coesione nazionale. Segue con attenzione la tendenza che va delineandosi in alcuni cantoni e spera che le lingue nazionali non vengano pregiudicate. Le questioni riguardanti l'istruzione pubblica rientrano tuttavia nella competenza dei cantoni.</p><p>5. Per quanto concerne la ripartizione delle commesse pubbliche federali tra le diverse regioni linguistiche, il Consiglio federale rimanda alla sua risposta del 15 settembre 2004 all'interpellanza Kohler (04.3214 Acquisti della Confederazione. Bandi nelle regioni periferiche). </p><p>In merito alla rappresentanza delle minoranze linguistiche nell'amministrazione federale, il Consiglio federale ha adottato direttive concernenti la promozione del plurilinguismo nell'amministrazione federale nel 1997 e le ha rinnovate nel 2003. Inoltre, l'11 novembre 2004 l'Ufficio federale del personale ha pubblicato l'ultimo rapporto sul plurilinguismo nell'amministrazione federale. Il rapporto mostra che tutti i gruppi linguistici sono rappresentati circa in ragione della loro proporzione nella popolazione residente, conformemente anche agli obiettivi del Consiglio federale. Tuttavia, la rappresentanza al livello dei quadri superiori non è ancora soddisfacente, in particolare per gli italofoni. </p><p>Quanto alla decentralizzazione, il Consiglio federale sottolinea di essere pienamente cosciente dell'importanza politica di un siffatto assetto dell'amministrazione, ma rileva che l'amministrazione federale è già oggi molto decentralizzata. Di conseguenza, non occorrono di massima ulteriori misure di decentralizzazione delle unità amministrative esistenti. Alla fine del 2003 il Consiglio federale si è tuttavia dichiarato disposto ad esaminare più accuratamente la decentralizzazione di alcuni servizi e ha incaricato il DFF - in collaborazione con il DFE - di effettuare gli accertamenti necessari. A tal fine, gli aspetti dell'economicità e dell'efficienza assumeranno particolare importanza. Questo esame è attualmente in corso. </p><p>6. Il Consiglio federale esamina varie misure nell'ambito della nuova politica regionale, che è uno degli oggetti principali della corrente legislatura. Inoltre, uno degli scopi del progetto di riforma della perequazione finanziaria è di creare un certo equilibrio tra i cantoni con un grande potenziale di risorse e quelli con un debole potenziale. </p><p>7. Il Consiglio federale ritiene che il rapporto elaborato dalle Commissioni della comprensione delle Camere federali (menzionato al numero 1) è tuttora valido e che le sue conclusioni siano ancora attuali. D'altra parte, nella sua risposta del 4 settembre 2002 all'interpellanza Stadler (02.3244 Migliorare la comprensione tra le regioni linguistiche) che domanda quale seguito sia stato dato alle raccomandazioni formulate dalle commissioni, ha tracciato un bilancio delle misure in corso o già realizzate per una migliore comprensione tra le differenti comunità linguistiche.</p></text>