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In Svizzera il 44% degli adolescenti ha ricevuto proposte sessuali indesiderate da uno sconosciuto su internet. Secondo un sondaggio, le ragazze sono molto più toccate da questo fenomeno dei ragazzi.
In base allo studio JAMES, condotto ogni due anni dalla Scuola universitaria professionale di Zurigo (ZHAW) su incarico di Swisscom, negli ultimi sei anni il tasso di giovani che ha ricevuto simili proposte è passato dal 19 al 44%.
Il sondaggio tiene conto delle risposte date da più di 1000 giovani fra i 12 e i 19 anni d'età delle tre principali regioni linguistiche. Da esso emerge che il doppio delle ragazze (55%) ha ricevuto proposte "indecenti" rispetto ai ragazzi (28%).
"Naturalmente, a questa età gli adolescenti sono particolarmente attratti da contenuti sessuali. Ma è tutta un'altra cosa quando i giovani si trovano involontariamente di fronte a questo problema", afferma, citato in una nota, Michael In Albon, incaricato di Swisscom della protezione dei giovani nell'utilizzo dei media. L'aumento considerevole delle molestie è dovuto anche alla banalizzazione dei contenuti a sfondo sessuale su internet.
Stando allo studio, un quarto dei giovani ha avuto anche esperienze di cybermobbing. Tra i dodicenni e i tredicenni, questa esperienza è toccata a un partecipante al sondaggio su dieci, con una frequenza leggermente maggiore per le ragazze.
Secondo i ricercatori, l'interesse per contenuti erotici e sessuali fa parte del processo di crescita e di sviluppo della sessualità. Ciò può tuttavia essere problematico, poiché certi contenuti pornografici trasmettono un'immagine falsa o unilaterale della sessualità e possono avere un effetto inquietante. Anche le pose provocanti ed erotiche possono essere abusate e svolgere un ruolo nel cybermobbing e nelle molestie sessuali.
Con l'aumento dell'età dei ragazzi crescono anche le loro esperienze con la pornografia e il sexting. L'indagine ha mostrato che la metà dei diciottenni e diciannovenni intervistati ha già guardato contenuti pornografici sul cellulare o sul computer o ha ricevuto immagini erotiche da altri.
Lo studio JAMES ha fotografato anche un forte aumento dell'uso del cellulare fra i giovani. Nei fine settimana l'utilizzo quotidiano del cellulare, stimato dagli stessi utenti, è stato di circa cinque ore, ossia quasi due ore in più rispetto al 2018. Durante la settimana lo smartphone è usato per più di tre ore al giorno, ovvero 40 minuti in più rispetto al 2018.
I social network sono particolarmente importanti per i giovani, soprattutto per la possibilità di guardare e mettere un "like" ai post degli altri. Il 90% degli adolescenti intervistati ha un profilo su Instagram e Snapchat.
TikTok è in forte crescita: oggi tre giovani su quattro hanno un profilo su TikTok, contro il 37% di due anni fa. Evoluzione contraria per Facebook, passato dal 79% del 2014, al 14% dell'ultimo rilevamento.
Gli adolescenti sembrano peraltro essere meno prudenti a proteggere la propria privacy sui social network. Se nel 2014 l'81% degli intervistati utilizzava le impostazioni per proteggere la propria sfera personale, nel 2020 si è scesi al 66%.
Gli autori dello studio sospettano che il tipo di social network svolga in questo caso un ruolo fondamentale. "Con piattaforme come Instagram e Snapchat è importante raccogliere un numero considerevole di like", afferma nella nota Gregor Waller della ZHAW. "Limitando la loro privacy, i giovani sono meno visibili e restringono la platea di contatti. Tutto questo limita le possibilità di ottenere like".
Le ragazze comunicano, i ragazzi giocano
Lo studio ha del resto mostrato che le ragazze e i ragazzi usano il cellulare per scopi diversi. Le ragazze lo usano soprattutto per comunicare nei social network o tramite messaggi vocali, ascoltano inoltre più spesso la musica e l'86% scatta regolarmente foto (contro il 62% dei ragazzi).
Per i ragazzi, l'attenzione è invece rivolta ai video e ai giochi online. Due terzi di loro giocano regolarmente, rispetto a solo il dieci per cento delle ragazze. Fa inoltre pensare il fatto che un quarto dei minorenni dichiara di giocare regolarmente a giochi non ammessi per la loro età.
Cresce lo streaming
Lo studio ha inoltre evidenziato un cambiamento significativo nell'uso di servizi di streaming orientati all'intrattenimento: tre quarti delle famiglie con adolescenti ha ora un abbonamento a servizi come Netflix (2016: 38%). Sono aumentati in modo significativo anche gli abbonamenti flat per la musica in streaming.
"Il periodo di lockdown è stato stressante per i giovani", afferma lo psicologo dei media della ZHAW Daniel Süss. "Probabilmente hanno fatto maggiore ricorso alle offerte di servizi di streaming per distrarsi o per sfuggire a una realtà che li opprimeva".
La crisi del coronavirus ha probabilmente rafforzato anche un'altra tendenza: la famiglia sta diventando sempre più importante per i giovani. Il 29% dei partecipanti al sondaggio ha detto di aver fatto quest'anno qualcosa con la famiglia, contro il 16% del 2010. Il 62% ha incontrato gli amici (2010: 81%).