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La Federal Reserve (FED) ha alzato di mezzo punto percentuale i tassi di interesse, portando il costo del denaro in una forchetta fra lo 0,75% e l’1%. Si tratta del primo aumento di questo tenore dal 2000. La decisione è stata presa in un contesto di forte inflazione. Negli Stati Uniti si parla di un livello dell’8,5%, provocato da una parte dal rincaro dei costi dell’energie e dall’altro dagli intoppi sulla catena produttiva a livello globale. Con un livello del genere, la Banca centrale americana non poteva rimanere a guardare. Per questo ha optato per un giro di vite ai tassi di interesse, aumentando cioè il costo del denaro.
Domani, giovedì, sarà il turno della Banca d'Inghilterra che comunicherà le sue decisioni di politica monetaria, e anche in questo caso ci si attende un rialzo dei tassi, visto che l'inflazione in Gran Bretagna si fissa attualmente al 7%. Poi tra un mese sarà il turno della BCE, e anche in questo caso ci si attende un rialzo. Musica invece diversa per la Banca nazionale svizzera: l'attuale livello di inflazione al 2,4%, e soprattutto la forza del franco, non dovrebbe portarla a rialzare i suoi tassi che sono sempre negativi.
- SEIDISERA del 04.05.2022: La FED verso un aumento dei tassi