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Kathrin Zehnder
Responsabile del progetto:«Il mio corpo appartiene solo a me!»
031 384 29 15
Il percorso «Il mio corpo appartiene solo a me!» è stato sperimentato e valutato nella Svizzera tedesca nel 2006 (rapporto di valutazione - disponibile in tedesco). Per il Cantone di Uri è inoltre disponibile una valutazione cantonale del 2015 (rapporto di valutazione Uri / Sintesi dei risultati della valutazione).
In merito al percorso per i bambini esistono anche lavori di ricerca elaborati da studenti, che possono essere richiesti per e-mail. Qui di seguito sono riassunti i principali risultati della valutazione (2006).
Il percorso «Il mio corpo appartiene solo a me!» è stato sperimentato e valutato nella Svizzera tedesca nel 2006. Alla valutazione hanno partecipato complessivamente 76 allievi di Berna, Liestal e Jona con i loro genitori e insegnanti.
L’esposizione è stata visitata complessivamente da 1500 allievi, che provando, giocando e sperimentando hanno appreso comportamenti che possono adottare direttamente in situazioni concrete a scuola o a contatto con gli adulti. L’indagine presso gli insegnanti ha rivelato che in quasi tutte le classi una parte degli allievi ha continuato a discutere dei temi dell’esposizione anche dopo la visita. In oltre un terzo delle classi questo processo di apprendimento ha coinvolto più della metà dei bambini. Gli insegnanti hanno inoltre rilevato che dopo la visita dell’esposizione in classe i bambini parlavano delle loro esperienze più apertamente rispetto a prima.
Dall’indagine è emerso che dopo il progetto gli insegnanti si sentivano meglio informati e più sicuri nell’affrontare il tema della violenza sessuale. Tra le cose particolarmente utili è stato menzionato spesso il fatto che gli insegnanti sapevano con maggiore chiarezza a chi rivolgersi in caso di domande e a chi chiedere sostegno. Gli insegnanti hanno inoltre apprezzato molto la cartella contenente materiale didattico, definita estremamente utile. La cartella contiene numerose idee concrete per affrontare il tema a scuola in modo ludico, parlando con gli allievi del corpo, dei sentimenti, dei limiti e dei segreti belli e brutti e rafforzando la loro autostima. La metà degli insegnanti intervistati ha dichiarato di aver utilizzato il materiale nei mesi successivi alla visita dell’esposizione.
Il progetto è servito anche ai genitori. Due terzi di loro hanno indicato di sentirsi meglio informati e più sicuri nell’affrontare il tema della violenza sessuale. Un elemento molto utile menzionato dai genitori è il fatto che ormai sapevano a chi rivolgersi in caso di domande e a chi chiedere sostegno. Sono stati apprezzati anche i suggerimenti su come affrontare il tema con i bambini. Più della metà dei genitori che hanno partecipato all’indagine ha dichiarato di aver approfondito il tema con i bambini.
Il processo di apprendimento è durevole sia per gli allievi sia per gli insegnanti e i genitori. Oltre la metà delle allieve e quasi la metà degli allievi maschi mette in pratica quanto appreso anche mesi dopo la visita dell’esposizione. Per i bambini, l’effetto durevole del processo di apprendimento è rafforzato dal fatto di aver vissuto l’esperienza collettivamente. I bambini possono così riferirsi reciprocamente a quanto appreso. Ciò vale anche per gli insegnanti e i genitori: anche per loro il progetto ha gettato le fondamenta per far nascere un linguaggio comune e una comprensione comune. Per garantire un effetto durevole a lungo termine è fondamentale che il tema sia ripreso periodicamente.
La valutazione ha rivelato che i contatti tra genitori, insegnanti e servizi specializzati, che rappresentano un fattore chiave del progetto «Il mio corpo appartiene solo a me!», funzionano. Dopo gli incontri informativi, i genitori e gli insegnanti erano meglio informati in generale e sugli interlocutori a cui rivolgere domande e dubbi in caso di sospetto.
«Il mio corpo appartiene solo a me!» è un progetto di prevenzione e non è stato concepito per portare alla luce atti di violenza. Ciononostante è inevitabile e anche giusto che il fatto di parlare di violenza induca a parlare delle proprie esperienze di violenza. Il progetto incoraggia i bambini a parlare della violenza o a fare domande. La metà degli insegnanti conferma infatti di aver sentito i bambini parlare di esperienze di violenza nei mesi successivi all’esposizione. In genere si è trattato di violenza esercitata dai bambini stessi tra di loro.
Dal punto di vista organizzativo, il progetto è impostato in modo tale da rappresentare uno sgravio, in termini di tempo e di contenuti, per gli insegnanti. La guida attraverso l’esposizione è affidata ad animatori appositamente formati, il che è stato effettivamente percepito dagli insegnanti come un alleggerimento.
Kathrin Zehnder
Responsabile del progetto:«Il mio corpo appartiene solo a me!»
031 384 29 15