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L'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) non aveva il diritto di consegnare alle autorità americane i dati relativi a circa 300 clienti di UBS: lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF), che in una sentenza pubblicata venerdì ravvisa l'assenza di una basa legale sufficiente.
La FINMA aveva deciso la consegna dei dati al fisco americano (IRS) il 18 febbraio 2009 e aveva attuato immediatamente il provvedimento, aggirando in pratica l'ordinaria procedura di assistenza amministrativa in corso sul caso. Il modo di procedere della FINMA aveva sollevato fin da subito pesanti critiche.
Le autorità avevano giustificato la loro decisione, affermando che volevano evitare un procedimento penale negli Stati Uniti contro l’UBS, che avrebbe potuto portare al suo fallimento. Il TAF aveva cercato di bloccare il passaggio della documentazione con una decisione superprovvisionale, ma la mossa giunse quando era ormai troppo tardi.
Contro il provvedimento della FINMA avevano presentato ricorso diversi clienti interessati. In una decisione presa martedì 5 gennaio 2010 - che può ancora essere impugnata entro 30 giorni presso il Tribunale federale - i giudici del TAF hanno dato una risposta chiara: l'operato dell'autorità di vigilanza è stato illegale.
"Gli articoli 25 e 26 della legge sulle banche non costituiscono una base legale sufficiente per trasmettere ad autorità estere dati relativi a clienti di istituti di credito", scrive il tribunale amministrativo in un comunicato pubblicato venerdì. "Certo le disposizioni in vigore conferiscono alla FINMA la competenza di adottare misure di protezione nel caso in cui una banca rischi l'insolvenza, ma non le permettono di trasmettere direttamente i dati relativi ai clienti".
La sentenza del TAF rappresenta un'importanza vittoria parziale, ha indicato all'ATS Andreas Rüd, avvocato dei ricorrenti. Il legale si aspetta che la FINMA o UBS portino però il caso davanti al Tribunale federale: a suo avviso è quindi ancora prematuro dire quali potranno essere le conseguenze in materia di diritto pubblico, diritto civile e diritto penale. UBS non ha voluto invece commentare il giudizio della corte.
La presidente della Confederazione Doris Leuthard ha incaricato i consiglieri federali Hans-Rudolf Merz e Eveline Widmer-Schlumpf di esaminare, entro mercoledì, la sentenza del TAF. Lo ha comunicato il portavoce del governo, André Simonazzi, precisando che la vicenda sarà discussa nella prossima seduta del Consiglio federale e che, per il momento, il governo si limita a prendere atto della decisione del TAF.
La sentenza ha suscitato intanto reazioni contrastanti tra i partiti di governo. Mentre il Partito socialista chiede una commissione d'inchiesta per chiarire il ruolo nella vicenda assunto da Consiglio federale, UBS e FINMA, il Partito popolare democratico giustifica la decisione dell'organo di sorveglianza, grazie alla quale è stato possibile evitare il peggio. Della stessa opinione il Partito liberale radicale, mentre l'Unione democratica di centro accusa l'esecutivo di essersi piegato alle pressioni degli USA, sacrificando il segreto bancario.
swissinfo.ch e agenzie