Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/198254

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che illustri il suo scenario strategico (piano B) se l'Italia rifiuterà il nuovo accordo fiscale, indicando anche le conseguenze economiche, finanziarie e sociali di un simile rifiuto per il Ticino e le implicazioni sul destino dell'Accordo in vigore.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni il Consiglio federale per quanto concerne l'imposizione dei frontalieri e, in generale, le questioni fiscali in sospeso con l'Italia ha sempre privilegiato la strada del dialogo. Tale modus operandi è il risultato di un miglioramento graduale delle relazioni bilaterali in questo settore. Tuttavia, la situazione attuale in merito all'accordo sull'imposizione dei lavoratori frontalieri parafato il 22 dicembre 2015 non è soddisfacente. Malgrado gli sforzi intrapresi dalla Svizzera, l'accordo non è stato ancora firmato. Il 14 gennaio 2019, in occasione del suo incontro con il consigliere federale Ignazio Cassis, il ministro italiano degli affari esteri e della cooperazione internazionale Enzo Moavero Milanesi si è impegnato a trasmettere alla Svizzera una risposta definitiva da parte del Governo italiano entro la fine della primavera. L'obiettivo della Svizzera rimane la firma del nuovo accordo parafato nel 2015. Inoltre, il Cantone Ticino e la regione Lombardia hanno intavolato un dialogo per promuovere l'accordo a livello regionale.</p><p>In considerazione delle possibili ripercussioni sulle relazioni bilaterali, il Consiglio federale non ritiene opportuno che questioni strategiche siano oggetto di un rapporto come chiesto dall'autore del postulato. Ciò comprometterebbe considerevolmente il margine di manovra della Svizzera e, di conseguenza, le sue probabilità di successo. Sono già state fatte varie riflessioni circa i possibili scenari nonché i provvedimenti da adottare se non si dovessero intravedere sviluppi a medio termine. Queste questioni saranno oggetto di discussione all'occorrenza e nella cerchia ristretta composta dai diversi attori interessati, tra cui il Cantone Ticino, come del resto è già stato fatto in passato.</p><p>Inoltre, non è corretto affermare che il capo del Dipartimento federale delle finanze ha prospettato nei confronti della Deputazione ticinese di compensare finanziariamente il Cantone Ticino. Come già illustrato nel parere in risposta alla mozione 17.3639, se la Confederazione compensasse finanziariamente il Ticino, ciò non sarebbe giustificabile sotto il profilo legale né politico poiché significherebbe discriminare gli altri Cantoni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.