Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01046.jsonl.gz/971

Sabato 28 luglio, 21:59
È deceduto all'età di 81 anni il regista Sergio Genni, uno dei pionieri della Televisione della Svizzera italiana.
La sua carriera iniziò nel 1953 e fece il suo debutto in cronaca nel 1954, per l’arrivo a Bellinzona del neo eletto consigliere federale Giuseppe Lepori. Lasciò poi la RSI nel 1957 per trasferirsi a Ginevra e lavorare al cinegiornale; sempre sulle rive del Lemano rientrò poi alla SSR nell'ambito di un servizio sperimentale della TSI. All'inizio degli anni '60 diventò responsabile dell'allora Dipartimento cultura, famiglia e teatro.
Genni fu tra i più attivi registi del teatro televisivo insieme a Vittorio Barino e Sandro Bertossa. Tra le sue regie più famose ci sono "Il guardiano" di Harold Pinter e "Il conte Öderland" di Max Frisch. Genni partecipò anche alla fondazione del "Teatro della Svizzera italiana".
Bleniese, originario di Ponto Valentino ma nato a Lugano nel 1931, figlio “d’arte” (suo padre era il regista Mario Genni) dopo gli studi commerciali trascorse un anno in Inghilterra per imparare l’inglese. Rientrato in Svizzera, andò al Cinegiornale svizzero a Ginevra proprio quando stavano iniziando le trasmissioni televisive nazionali. In quel periodo fu anche corrispondente della RSI dalla Svizzera romanda. Seguì un altro anno di permanenza a Londra per seguire corsi di regia.
Affascinato dalla nascente televisione, fu "pioniere" in questo campo e le esperienze acquisite le portò a Lugano alla TSI. Genni viene ricordato anche come “pioniere” della divulgazione medico-scientifica nella Svizzera italiana. Una trasmissione da lui ideata fu “Medicina oggi”, che ebbe un grande successo perché spiegava in modo semplice le malattie, in tempi in cui non esisteva internet per cui il paziente aveva scarso accesso a informazioni in questo campo.
Tra le principali produzioni televisive di Sergio Genni viene ricordato il film del 1990-1991 “Il Processo di Stabio”, che racconta lo scontro tra liberali e conservatori, una fiction sulle lotte politiche ticinesi della fine del 19esimo secolo.