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Un secondo caso d'influenza suina è stato accertato in Svizzera: si tratta di una donna di 24 anni di ritorno da un viaggio in Messico e negli Stati Uniti. Stando all'OMS, l'epidemia ha provocato finora la morte di 86 persone e il contagio di oltre 11'100.Questo contenuto è stato pubblicato il 22 maggio 2009 - 14:51
Rientrata dagli Stati Uniti nella notte tra il 16 e il 17 maggio, la giovane ha cominciato a manifestare i primi sintomi della malattia nel pomeriggio del giorno seguente ed è poi stata ricoverata in ospedale. Ora si trova in isolamento all'ospedale di Berna, ma il suo stato di salute non desta particolari preoccupazioni, ha rassicurato l'Ufficio federale della salute pubblica (UFSP).
Altre quattro persone, che sono state a stretto contatto con la giovane, si trovano sotto controllo medico. Finora nella Confederazione era stato confermato un solo contagio dovuto al virus H1N1, quello di un giovane 19enne glaronese che era stato in vacanza in Messico.
Nonostante questo secondo caso accertato, il rischio di contagio in Svizzera resta limitato, precisa l'UFSP, anche se permane la possibilità di importare l'infezione dall'estero. Stando all'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il numero di casi nel mondo si attesta al momento a oltre 11'100 persone contaminate e 86 decessi. L'epidemia ha raggiunto tre nuovi Stati: la Russia, le Filippine e l'Honduras, portando a 44 il numero dei paesi toccati. In Europa, la Spagna resta in cima alla classifica con 113 casi, davanti al Regno Unito (112).
In occasione dell'Assemblea mondiale della sanità a Ginevra, la direttrice dell'OMS Margaret Chan si è detta molto preoccupata per la sorte dei paesi in via di sviluppo, che non dispongono dei mezzi necessari per diagnosticare anche una semplice influenza stagionale. La propagazione del virus potrebbe tra l'altro essere favorita dal cambiamento di stagione nell'emisfero sud e dall'apparizione di quelle malattie tipiche della stagione delle piogge.
swissinfo.ch e agenzie
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