Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/118886

<h2>SubmittedText<h2><p>La legge sull'asilo (LAsi) è modificata come segue:</p><p>Articolo 43 capoverso 2</p><p>L'autorizzazione a esercitare un'attività lucrativa si estingue con lo spirare del termine di partenza fissato allorquando la procedura di asilo si conclude con una decisione negativa passata in giudicato, ma nel rispetto dei termini di disdetta fissati nel Codice delle obbligazioni (art. 335c) o in un contratto collettivo di lavoro del settore professionale in questione. Il datore di lavoro è tenuto a versare al richiedente il salario corrispondente al termine di disdetta e al diritto alle vacanze; esso verrà in seguito rimborsato dallo Stato. Se l'Ufficio federale rinvia il termine di partenza nell'ambito della procedura ordinaria, può continuare a essere autorizzata un'attività lucrativa.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le persone la cui procedura d'asilo si è conclusa con una decisione negativa e di allontanamento possono esercitare un'attività lucrativa fino alla scadenza del termine di partenza. Una volta scaduto tale termine, per legge non sono più autorizzate a esercitare un'attività lucrativa (art. 43 cpv. 2 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998, LAsi; RS 142.31) e sottostanno a un divieto di lavorare. Secondo il Consiglio federale tale disciplinamento corrisponde a una politica coerente in materia d'asilo, in quanto le persone tenute a partire che continuano a esercitare legalmente un'attività lucrativa non adempierebbero il loro obbligo di partire e non lascerebbero volontariamente la Svizzera.</p><p>Dal punto di vista del diritto del lavoro, in tali casi il rapporto contrattuale non è sciolto con una disdetta, bensì l'adempimento della prestazione lavorativa da parte del lavoratore è giuridicamente impossibile - senza colpa delle parti contraenti. In caso di una tale impossibilità successiva di adempimento, l'articolo 119 capoversi 1 e 2 della legge federale del 30 marzo 1911 di complemento del Codice civile svizzero (Libro quinto: Diritto delle obbligazioni, CO; RS 220) estingue le obbligazioni derivanti dal contratto di lavoro o il contratto di lavoro stesso. Il Consiglio federale rinvia peraltro alla giurisprudenza del Tribunale federale sul diritto al versamento del salario in caso di lavoro nero (DTF 122 III 110 e DTF 6B_1000/2010 del 22 agosto 2011).</p><p>Siccome ogni contratto di lavoro - indipendentemente dalla cittadinanza e dallo statuto di soggiorno delle parti - può essere interessato da un'impossibilità successiva di fornire la prestazione a causa di motivi giuridici, il Consiglio federale non reputa giustificato istituire una soluzione speciale con pretese d'indennità per i rapporti di lavoro di persone tenute a partire. Inoltre, al momento della stipula del contratto sia il datore di lavoro sia il lavoratore sanno già che il rapporto di lavoro potrebbe cessare a breve termine conformemente all'articolo 43 LAsi in combinazione con l'articolo 119 CO; essi possono quindi organizzarsi per tempo per una tale evenienza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.