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Il consigliere federale Ueli Maurer ritiene che la Svizzera potrà abbreviare il periodo di quarantena per le persone che rientrano da un Paese a rischio ma risultano negative ai test per il coronavirus.
In governo, stiamo discutendo di quanto velocemente possiamo reintrodurre nell'attività economica queste persone. Ma occorrono urgentemente molti test per determinare chi sia realmente infetto, ha detto il ministro delle Finanze in un'intervista odierna al telegiornale della SRF "Tagesschau".
Al fine di arginare l'importazione del virus Sars-CoV-2, dall'inizio di luglio tutti coloro che arrivano in Svizzera da un Paese o da una zona considerata ad alto rischio di contagio devono trascorrere dieci giorni in quarantena. In diversi paesi, tra cui Germania, Francia e Italia, sono in corso discussioni per ridurre tale periodo a sette o addirittura a cinque giorni. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha finora dichiarato che non vi sono nuovi dati che mostrino che un accorciamento sia sicuro. Se la quarantena fosse abbreviata, molte persone infette sarebbero "perse", ha avvertito la settimana scorsa Stefan Kuster, responsabile delle malattie trasmissibili dell'UFSP.
Nell'intervista televisiva odierna, il ministro delle Finanze ha detto che il Paese deve comunque continuare a limitare i rischi di infezione e fare appello alla responsabilità individuale dei cittadini. "La Svizzera non può permettersi un secondo lockdown. Non abbiamo i soldi", ha sostenuto l'esponente dell'UDC. Il Parlamento ha approvato un po' più di 30 miliardi di franchi di spese supplementari. Ne serviranno circa 18 miliardi. A causa anche delle minori entrate, a fine anno l'indebitamento sarà cresciuto di 22 miliardi di franchi, ha spiegato Maurer.
Per quanto riguarda il gettito fiscale, il ministro prevede che il 2024 vedrà un ritorno al livello precedente la pandemia. Un aumento delle tasse non sarà probabilmente necessario. "Dobbiamo tornare alla disciplina nella politica di spesa", avverte Maurer.