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Le risorse per trasformare l'economia rendendola meno dannosa per l'ambiente ci sono: ne è convinto il premio nobel americano Joseph Stiglitz, secondo cui i tassi negativi in Europa e in Svizzera dimostrano che non vi è carenza di capitale.
Si tratta di utilizzare questi mezzi in modo produttivo per rafforzare sia l'economia che il pianeta, ha indicato Stiglitz im un'intervista all'agenzia finanziaria Awp. Bisogna agire al più presto e in modo completo: "sappiamo infatti quanto veloce sia il cambiamento climatico e quanto a lungo duri trasformare l'economia".
L'economista, che insegna alla Columbia University di New York, partecipa oggi a una conferenza su clima e rischi finanziari, per poi recarsi al Forum economico mondiale (WEF) di Davos.
Stiglitz è fautore un "Green New Deal" ed è convinto che la massiccia ristrutturazione sarà in grado di dare un forte impulso all'economia. "Molte persone credono che crescita e sostenibilità ambientale si escludano a vicenda: io invece ritengo che, se gestite correttamente, possano completarsi".
Il 76enne si dice anche "impressionato" dai piani della Commissione Europea per un "Green Deal". A suo avviso si tratta di un approccio molto ben ponderato e completo. "Come l'esecutivo Ue, sono convinto che questo programma avrà effetti molto positivi per l'economia europea".
Per Stiglitz è chiaro che vi sono resistenze: "Lo sconvolgimento strutturale produce sempre vincitori e vinti". Vi sono molte attività che rischiano di perdere fortemente valore nel processo di trasformazione. Ma l'Europa è in una posizione di partenza migliore degli Stati Uniti o di molti paesi in via di sviluppo, grazie al suo sistema sociale ancora ben sviluppato. Il cambiamento sarà infatti associato a costi: per esempio, le persone attive nell'industria del carbone dovranno guadagnarsi da vivere altrove. Allo stesso tempo, si creeranno però più impieghi per l'installazione di pannelli solari.
Un altro vantaggio in Europa è che tre persone su quattro riconoscono la necessità di lottare contro il cambiamento climatico. "Nel frattempo negli Stati Uniti uno dei due principali partiti, compreso l'attuale presidente degli Stati Uniti, continua a negare il cambiamento climatico", osserva il premio Nobel 2001.