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Attualità
Finalmente si sta risolvendo positivamente un altro problema che assilla l'Amministrazione da tempo: la presenza di costruzioni private (diritti di superficie) sorte, in passato, sul territorio giurisdizionale del Patriziato.
Il Patriziato di Bidogno aveva concesso questo "privilegio" ai suoi patrizi, ma non solo, considerandolo un concreto aiuto all'attività che essi, per necessità di sopravvivenza, dovevano esercitare.
Così facendo il nostro ente patriziale aveva espletato il suo ruolo nel suo significato migliore per almeno una generazione ed aveva assicurato a molti patrizi, e non , un provvidenziale apporto dal profilo economico locale.
Con lo stile che sempre lo ha contraddistinto, il Patriziato di Bidogno non intende in alcun modo adottare un atteggiamento speculativo nei confronti dei privati, ai quali verrà inoltre data ampia facoltà di scelta per quanto attiene l'usufrutto di una ragionevole zona di terreno adiacente l'edificio.
Nel 2008 l'Ufficio patriziale presentava, il 3 dicembre, quanto necessario all'Assemblea per ottenere la facoltà di indurre i proprietari privati all'acquisto dei sedimi dei loro stabili rustici.
Nel 2010, in autunno, si incaricava il notaio Avv. Fiamma Bindella, nostra patrizia, di procedere alla preparazione dei rogiti di compra-vendita.
Nello stesso periodo l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale di Berna inoltrava ricorso al Tribunale cantonale amministrativo in merito al Piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi con edifici e impianti protetti (PUC-PEIP) approvato dal Gran Consiglio l'11 maggio 2010. Il nostro territorio, secondo quanto stabilito dal cantone, risultava integralmente nella zona PUC-PEIP. Cosa contestata con il ricorso dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale. In seguito a ciò si decideva di tenere in sospeso le vendite per il fatto che i rustici non ancora riattati se non sono in zona PUC-PEIP non possono più essere trasformati in residenze secondarie.
Nel 2013, il 9 dicembre, il Tribunale cantonale amministrativo dava facoltà agli enti pubblici e ai privati toccati dal ricorso di presentare risposta in merito.
Nel 2014, il 25 marzo, il Patriziato inoltrava tempestivamente al Tribunale cantonale amministrativo la sua risposta con la richiesta di mantenimento integrale del nostro territorio in zona PUC-PEIP come deciso dal cantone nel maggio 2010.
Nel 2016, mese di aprile, abbiamo chiesto informazioni al Tribunale cantonale amministrativo in merito ai tempi decisionali. Il Giudice ci ha comunicato che una decisione arriverà verosimilmente entro l'estate del 2017, decisione che potrà essere soggetta a ricorso presso il Tribunale federale, prorogando ulteriormente i tempi. L'Ufficio patriziale ritiene che ci siano alte probabilità che il nostro territorio sia mantenuto nella zona PUC-PEIP e ha deciso di riattivare la procedura delle vendite, in considerazione anche del fatto che quasi tutti i rustici interessati sono già stati trasformati in residenze secondarie (e quindi qualsiasi sia la decisione finale per questi non cambierà nulla). Per quei pochi non trasformati spetta ai proprietari decidere se acquistare il sedime subito o attendere la decisione finale. In questo caso si dovrà procedere ad un nuovo piano di mutazione con costi maggiori di quelli attuali.