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È stata la confusione del copilota e non le turbolenze a provocare 16 feriti a bordo di un volo Air Canada fra Toronto e Zurigo il 13 gennaio del 2011. Svegliatosi da una siesta in volo, ha creduto che il suo aereo stesse per scontrarsi con un altro e ha fatto perdere rapidamente quota al velivolo. Lo indica il rapporto dell'Ufficio canadese per la sicurezza dei trasporti.
L'incidente si è verificato in piena notte mentre l'apparecchio procedeva con il pilota automatico, si legge nella relazione. All'epoca, Isabelle Knoblauch, responsabile per la Svizzera della compagnia aerea, aveva affermato che l'aereo aveva attraversato una zona di turbolenze.
Apparente vittima dell'"inerzia del sonno" e dunque "probabilmente confuso e disorientato", il copilota ha scambiato in un primo tempo il pianeta Venere per un altro aereo, prima di convincersi, a torto, che un velivolo dell'esercito statunitense stesse facendo rotta verso il suo apparecchio, riferisce il rapporto.
In realtà l'altro aereo era mille piedi (300 m) al di sopra e non presentava alcun pericolo. Nonostante ciò, il copilota ha fatto scendere bruscamente il velivolo di 400 piedi (120 m), prima che il comandante, riprendendo i comandi, lo facesse risalire di 800 piedi.
Quattordici passeggeri e due membri dell'equipaggio sono rimasti feriti: non avevano allacciato le cinture di sicurezza malgrado il segnale luminoso fosse stato acceso 40 minuti prima, con l'avvicinarsi di una zona di turbolenze. A Zurigo sette persone sono state condotte all'ospedale per un controllo.
I piloti sono autorizzati a dormire sui voli di linea. Il sonno può durare al massimo 40 minuti. In seguito non possono essere assunti i comandi del velivolo per circa 15 minuti, per essere sicuri di essere perfettamente svegli.
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