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PECHINO - Taiwan non accetterà l'offerta della Cina di "un Paese, due sistemi" in stile Hong Kong. Lo ha ribadito Tsai Ing-wen, nel discorso inaugurale del suo secondo mandato presidenziale.
«Non accetteremo l'uso da parte di Pechino di 'un Paese, due sistemi' per declassare Taiwan e minare lo status quo. Restiamo fermi nel rispetto di questo principio» ha detto la Presidente, Taipei e Pechino devono trovare modi per coesistere e prevenire l'antagonismo che punta a rafforzare i legami con Usa, Giappone e «altri Paesi affini».
Nel discorso tenuto dopo aver prestato giuramento per il suo secondo e ultimo mandato, Tsai ha affermato che le relazioni tra Taiwan e Cina hanno raggiunto una svolta storica. «Entrambe le parti hanno il dovere di trovare un modo per coesistere a lungo termine e prevenire che si intensifichino antagonismo e differenze».
Tsai e il suo Partito democratico progressista hanno vinto con ampi margini le elezioni presidenziali e parlamentari di gennaio, avendo per piattaforma l'opposizione alla Cina, pronta a prendere il controllo dell'isola ribelle anche con la forza, se necessario. Pechino, come ripetuto più volte dal presidente Xi Jinping, ha proposto il modello "un Paese, due sistemi", al fine di garantire un alto grado di autonomia come per Hong Kong.
Le proteste e gli scontri anti-governativi e pro-democrazia iniziati a giugno 2019 nell'ex colonia hanno rafforzato a Taipei la convinzione dell'inaccettabilità del piano cinese. La Cina ha intensificato le manovre militari intorno a Taiwan dopo la rielezione di Tsai, con aerei da combattimento e navi da guerra.
La presidente ha citato Taiwan con il nome ufficiale di "Repubblica di Cina", diverso dalla Repubblica popolare cinese, rimarcando gli sforzi fatti per mantenere la pace e la stabilità nello stretto che separa l'isola dalla Cina. «Proseguiremo gli sforzi e siamo disposti a impegnarci in un dialogo con la Cina e a dare contributi più concreti alla sicurezza regionale», ha detto, parlando nel giardino della vecchia residenza del governatore giapponese a Taipei, ora sede presidenziale, di fronte a un pubblico di funzionari e diplomatici rispettosi delle regole di distanziamento sociale contro il Covid-19.
Proprio la pandemia del coronavirus ha scosso l'ordine politico ed economico globale e creato opportunità e sfide per Taiwan: per questo, Taiwan continuerà a lottare per accedere alle organizzazioni internazionali, a partire dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dove non ha ricevuto l'invito a partecipare da osservatore all'assemblea di lunedì per l'opposizione di Pechino, e «rafforzerà i legami con Usa, Giappone, Europa e altri Paesi affini».
L'amministrazione Trump ha fortemente sostenuto Taiwan, anche se gli Stati Uniti riconoscono solo il Governo cinese, diventando un'altra fonte di tensione tra Washington e Pechino anche per la vendita di armi e per una nuova legge a difesa dell'isola approvata dal Congresso americano.
Il segretario di Stato Mike Pompeo ha inviato ieri le sue congratulazioni a Tsai, lodandone «Il coraggio e la visione nel guidare la vibrante democrazia di Taiwan», in un raro messaggio di alto livello di Washington al governo di Taiwan, riassunto anche su Twitter. Questa mattina si è aggiunto anche un tweet di Joe Biden, l'ex vicepresidente Usa e sfidante democratico di Donald Trump alle presidenziali di novembre: «la fiorente democrazia di Taiwan e la sua risposta al Covid-19 sono un esempio per il mondo».