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Ratko Mladic, l'ex capo militare dei serbi di Bosnia catturato giovedì scorso dopo 16 anni di latitanza, ha fatto un primo atto di difesa nel corso dell'interrogatorio al quale è stato subito sottoposto dai giudici del Tribunale speciale di Belgrado, dove è detenuto in attesa dell'estradizione al Tribunale penale dell'Aja (Tpi).
"Io non ho ucciso nessuno! A rispondere devono essere quelli che hanno ucciso", ha detto Mladic ai giudici, come riferito oggi dal quotidiano Blic. "Siete stati voi a eleggere (Slobodan) Milosevic, non io, e allora bisogna vedere chi è il vero criminale", ha aggiunto l'ex generale.
Ratko Mladic, capo delle forze serbo-bosniache, non stimava granchè Milosevic ed era fortemente contrario alle posizioni del leader serbo, favorevole a firmare gli accordi di Dayton che nel novembre 1995 posero fine alla guerra di Bosnia. Per Mladic, tale posizione causò alla Serbia forti perdite in termini di territori e di prestigio.
Con i giudici che lo hanno interrogato, Mladic - sempre secondo Blic - si è in particolare lamentato del fatto che dal 2005 gli sia stata congelata la pensione. Ora chiede che gli vengano corrisposti tutti gli arretrati. "Mi avete rubato la pensione!", ha detto ai giudici con voce grossa.
L'ex generale si è quindi riferito ai suoi seri problemi di salute, affermando di essere "con un piede nella tomba", anche se si è al tempo stesso informato su come potrà apprendere l'inglese in vista delle udienze che lo attendono al Tribunale penale internazionale dell'Aja (Tpi), al quale verrà estradato nei prossimi giorni.
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