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<h2>SubmittedText<h2><p>La situazione in Sri Lanka resta incerta a quattro anni dalla fine ufficiale della decennale guerra civile. Nelle regioni settentrionali del Paese, abitate principalmente da Tamil, la polizia è onnipresente. Nonostante la situazione incerta, nel 2011 l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha deciso che i richiedenti l'asilo provenienti dallo Sri Lanka potevano essere rimpatriati in tutte le regioni. Le istituzioni di soccorso riferiscono di casi, verificatisi nelle regioni occidentali, in cui i Tamil rientrati sono esposti a persecuzione politica. L'UFM ha pertanto deciso di sospendere temporaneamente i rimpatri in Sri Lanka, annunciando che avrebbe analizzato approfonditamente la situazione (comunicato stampa del 4 settembre 2013). La situazione è inoltre mutata in seguito alle prime elezioni tenutesi nella provincia settentrionale tamil dopo la fine del conflitto, stravinte dall'Alleanza nazionale Tamil (TNA). </p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È a conoscenza dei pericoli cui sono esposte le persone che fanno ritorno in Sri Lanka?</p><p>2. Condivide il parere delle istituzioni di soccorso secondo cui la situazione va rivalutata in termini di sicurezza? Le istituzioni di soccorso svizzere presenti in loco sono consultate nel tracciare il quadro della situazione?</p><p>3. Quale strategia persegue il Consiglio federale a medio e lungo termine per l'aiuto umanitario, la cooperazione allo sviluppo, la promozione della pace e il rafforzamento dei diritti umani in Sri Lanka?</p><p>4. Qual è la correlazione tra questa strategia globale e la prassi dell'UFM in materia di rimpatrio/ritorno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Le autorità svizzere competenti in materia di migrazione sono a conoscenza della situazione in materia di sicurezza e diritti umani in Sri Lanka. L'Ufficio federale della migrazione (UFM) valuta la situazione fondandosi su standard qualitativi riconosciuti su scala internazionale. Si basa, tra l'altro, sulle direttive dell'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati (UNHCR) specifiche ai Paesi, sulle informazioni delle autorità partner europee e sui rapporti di organizzazioni internazionali e istituzioni di soccorso operanti in loco. All'occorrenza effettua propri accertamenti nei Paesi d'origine. Dopo che di recente due richiedenti l'asilo srilankesi respinti sono stati arrestati all'aeroporto di Colombo al ritorno dalla Svizzera, l'esecuzione forzata degli allontanamenti verso lo Sri Lanka è stata temporaneamente sospesa fino a quando non sarà stata fatta chiarezza in merito ai motivi e alle circostanze degli arresti. L'UFM ha chiesto all'Ufficio dell'Alto Commissariato ONU per i rifugiati (UNHCR) competente per la Svizzera e il Liechtenstein di sottoporre questi due casi a una verifica qualitativa. L'UNHCR dovrà successivamente esaminare anche i dossier delle persone la cui domanda d'asilo è stata definitivamente respinta e che pertanto avrebbero dovuto attendersi l'esecuzione dell'allontanamento verso lo Sri Lanka.</p><p>3. In seguito al mutamento della situazione di partenza, l'aiuto umanitario della Confederazione terminerà il proprio intervento in Sri Lanka nel 2015. Grazie ad ampie misure di ricostruzione e ad attività tese a migliorare le condizioni sociali ed economiche nel Nord del Paese è migliorata in maniera duratura la situazione personale della popolazione e dei profughi di ritorno. Con l'aiuto svizzero, entro il 2015 saranno riparate o ricostruite oltre 4400 abitazioni e infrastrutture (come scuole, asili, fontane). In sintonia con il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2013-2016 e con la decisione ivi sancita di concentrarsi su un ristretto numero di Paesi, non è previsto alcun impegno della cooperazione svizzera allo sviluppo.</p><p>Per quanto concerne la promozione dei diritti umani e di una pace duratura, la Svizzera resterà impegnata in loco almeno fino al 2015 con un consulente per la sicurezza umana. Tale impegno è incentrato sull'autonomia delle province. La Svizzera sostiene in particolare colloqui tra governo, organizzazioni tamil e gruppi della diaspora.</p><p>Questo intervento è completato da un programma volta a migliorare le condizioni lavorative degli immigrati economici. La migrazione economica, soprattutto nei Paesi del Golfo, rappresenta un importante fattore economico per lo Sri Lanka. Nei Paesi di destinazione vigono spesso cattive condizioni di lavoro. La Svizzera sostiene misure volte a migliorare le condizioni di lavoro e la protezione dei migranti economici e delle loro famiglie.</p><p>4. Nell'ambito della collaborazione interdipartimentale ha luogo uno scambio periodico tra l'UFM e i servizi coinvolti nella strategia globale di cooperazione del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). In occasione dell'esame della prassi vigente in materia di asilo e allontanamento, lo scambio di informazioni con il DFAE costituisce per l'UFM una base importante per valutare la situazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.