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Novartis chiude uno stabilimento in Colorado, 400 dipendenti a casa
Novartis si appresta a chiudere il suo stabilimento di Longmont, in Colorado, che è stato acquisito dal concorrente britannico-svedese Astrazeneca meno di un anno fa per produrre la prima terapia genica approvata, Zolgensma, considerato il preparato più caro al mondo.
I media locali affermano che circa 400 dipendenti perderanno il loro lavoro.
Sviluppata a suo tempo da Avexis – società americana rilevata nel 2018 da Novartis – Zolgensma è una terapia genica per il trattamento di bambini molto piccoli affetti da atrofia muscolare spinale (SMA), una malattia ereditaria la cui forma più grave è solitamente mortale. Negli Stati Uniti il prodotto è commercializzato dall'autunno 2019 e una singola terapia costa 2,1 milioni di dollari, cosa che la rende il medicamento più caro della storia. La cifra da capogiro ha inevitabilmente innescato un dibattito che è andato al di là degli aspetti terapeutici.
Per quanto sia innovativo, il trattamento ha subito lo scorso autunno una battuta d'arresto ad opera della Food and Drug Administration (FDA): l'autorità americana di controllo dei medicinali ha ordinato alla multinazionale renana di condurre un nuovo studio clinico avanzato prima di approvare una nuova indicazione più estesa.
In una presa di posizione inviata all'agenzia Awp Novartis spiega che in un primo tempo l'azienda pensava che fossero necessari tre unità produttive – Libertyville, nell'Illinois; Durham, nel North Carolina; e, appunto, Longmont – per far fronte alla domanda. Sulla base di previsioni attualizzate e grazie a un aumento della produttività dovuto a processi ottimizzati sarà però possibile ricorrere a solo due stabilimenti.
hm, ats