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Riuscito, si andrà a votare, con tutta probabilità il prossimo 19 maggio. Il referendum sull'inasprimento della legislazione svizzera sulla detenzione di armi sarebbe riuscito. Gli oppositori alla revisione hanno annunciato di aver raccolto le 50'000 firme necessarie affinché la questione venga sottoposta al popolo. A riferirlo, oggi, sono nelle loro edizioni domenicali, il Blick e la NZZ. Oggi in Svizzera circolano tra i 2,5 e i 3 milioni di armi, fatte le debite proporzioni: quasi un'arma ogni tre abitanti. Deriva dalle misure antiterrorismo decise da Bruxelles dopo gli attentati di Parigi del 2015 la revisione della legge che mira a inasprire le condizioni di possesso e vendita delle armi semiautomatiche.
Il termine per raccogliere le firme è fissato al 18 gennaio. "L’indignazione dei tiratori, dei proprietari di armi e dei collezionisti nei confronti della legge è grande", ha dichiarato ai domenicali Werner Salzmann, consigliere nazionale UDC e copresidente del comitato referendario chiamato "No al diktat dell’Ue".
Le Camere federali hanno adottato una trasposizione nel diritto elvetico della direttiva Ue sulle armi volta ad inasprire il possesso e la vendita di quelle semiautomatiche. Nazionale e Stati hanno tuttavia previsto eccezioni per quanto riguarda l’arma personale che ogni soldato ha il diritto di portare a casa.
Secondo i due rami del Parlamento, anche per cacciatori e appassionati di tiro non cambierà nulla. I tiratori temono invece che la modifica di legge possa significare la fine del tiro come sport di massa in Svizzera.