Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01290.jsonl.gz/1231

Sono stati in parte prosciolti per prescrizione e in parte assolti nel merito i tre frati francescani, ex amministratori di tre enti dei Frati Minori, imputati per appropriazione indebita per un ammanco nelle casse dei francescani da 20 milioni di euro. Soldi che con la promessa di proficui investimenti i frati affidarono ad un broker con casa a Lugano attivo sulla piazza luganese, che si suicidò nel novembre 2015, il giorno dopo che scoppiò lo scandalo.
Il sedicente broker utilizzò un conto corrente aperto al Credit Suisse su cui transitò dal 2007 al 2012 i soldi che incautamente gli furono affidati dai tre frati minori. Per questa vicenda un consulente del Credit Suisse, che si occupava del conto, nelle scorse settimane è stato rinviato a giudizio per carente diligenza in operazione finanziaria. Per la stessa vicenda è in corso una causa civile nei confronti del Credi Suisse.
Le congregazioni dei Frati Minori che si ritengono truffate sono rappresentate da Paolo Bernasconi. Il proscioglimento è stato deciso stamane dal giudice delle udienze preliminari di Milano Giuseppe Vanore. Il giudice ha dichiarato il «non doversi procedere per intervenuta prescrizione» per i 3 imputati per i fatti fino al maggio del 2011 e l'assoluzione «perché il fatto non sussiste» per quelli rimanenti e successivi. Gli enti religiosi parti civili nel processo di Milano si erano opposti. Non si esclude un ricorso in appello.