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L’idalopirdina, una molecola giudicata promettente per la cura dell’Alzheimer, non ha mantenuto le sue promesse durante i test clinici. Non sono infatti stati riscontrati miglioramenti della cognizione o del contenimento dei sintomi della malattia. Lo afferma uno studio pubblicato in questi giorni che smentisce ricerche precedenti. La molecola non è infatti stata in grado di minimizzare i sintomi della grave malattia neurodegenerativa.
Il più recente studio, realizzato da un’équipe internazionale di ricercatori e pubblicato dall’American Medical Association, è basato su test clinici realizzati in 34 Paesi con 2'525 partecipanti di età superiore ai 50 anni e sofferenti di una forma leggera della malattia. Poco più del 62% del campione era rappresentato da donne. Le prove sono state condotte tra il 2013 e lo scorso anno.
I ricercatori sconsigliano quindi l’uso della molecola per la cura dell’Alzheimer. La notizia è stata pubblicata a poca distanza dall’annuncio del gigante farmaceutico statunitense Pfizer di interrompere i costosi e finora infruttuosi studi e ricerche concernenti la fabbricazione di medicamenti per la cura dell’Alzheimer.
ATS/AFP/Swing