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"Professione?" ha chiesto il giudice, "rivoluzionario", ha risposto Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos, 62 anni, all'apertura del suo processo a Parigi per quattro attentati che 30 anni fa provocarono la morte di 11 persone e il ferimento di altre 150. Gli attacchi furono compiuti per ottenere la liberazione di due membri del suo gruppo, la sua compagna tedesca Magdalena Kopp e il ticinese Bruno Bréguet.
"Sono di professione rivoluzionario" ha risposto l'imputato con aria distesa al presidente del tribunale che gli ha chiesto di declinare le sue generalità.
Nell'aula di tribunale sono presenti una sessantina di giornalisti, mentre fuori sono radunate decine di persone - fra le quali diverse vittime, superstiti e familiari - che non sono state fatte entrare.
Non manca il sempre controverso comico Dieudonné, che insieme alle sue note prese di posizioni antisemite, è anche presidente del comitato di sostegno al "Comandante Carlos" e alla sua "rivoluzione".
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