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Domande al Consiglio federale (una raffica di domande)
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Confermiamo una nostra consolidata opinione (già espressa in occasione di un commento a un testo dell’MPS): la sinistra vuole chiudere, la destra vuole aprire.
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Il Consiglio federale pretende di introdurre da settimana prossima nuove restrizioni anti-coronavirus, che avranno importanti ripercussioni negative sull’economia, sull’occupazione e sulla vita quotidiana dei cittadini.
E’ normale che il Consiglio federale pretenda nuove misure dai Cantoni e poi li esautori due giorni dopo?
Non ritiene il Consiglio federale di essersi giocato la fiducia dei Cantoni e della popolazione con un simile modo di procedere scomposto e contraddittorio?
Le nuove restrizioni sono il risultato dell’ennesimo cedimento del CF davanti a pressioni internazionali?
Il CF ritiene che la popolazione sia disposta a sopportare e a supportare ulteriori restrizioni?
Come intende il CF far rispettare il limite di 5 persone per gli incontri all’interno di abitazioni private?
Non reputa il CF che le nuove restrizioni non faranno che penalizzare ulteriormente quelle attività economiche – in particolare ristorazione e commerci – che si sono dotate di piani di protezione e che li fanno rispettare scrupolosamente, senza prove che il contagio provenga da loro?
Come intende comportarsi il CF nei confronti degli assembramenti di centinaia di persone, spesso giovani, che si registrano in varie località all’esterno, in particolare nelle sere dei fine settimana, senza alcun rispetto delle misure di protezione? E’ intenzione del CF ordinare alle polizie comunali e cantonali di intervenire con la forza per disperdere questi assembramenti?
Come mai il CF non prevede alcuna limitazione ai transiti transfrontalieri?
Perché il CF non prevede tamponi a tappeto tra la popolazione?
Lorenzo Quadri, consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi