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Venticinque esperti statunitensi di sicurezza, repubblicani e democratici, hanno pubblicato una lettera aperta nella quale definiscono il cambiamento climatico un "rischio significativo" per la sicurezza nazionale e chiedono una politica adeguata per affrontarlo.
Nel gruppo ci sono ex militari ed esperti, fra i quali il sottosegretario alla Difesa dell'amministrazione di George W. Bush, Dov Zakheim, e l'ex generale dei Marines Anthony Zinni, già inviato speciale in Medio Oriente.
"L'attuale traiettoria del cambiamento climatico presenta un rischio strategicamente significativo per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, e l'inattività non è un'opzione praticabile", si legge nel documento, diffuso dal Center for Climate & Security, think tank Usa bipartisan.
I 25 esperti indicano numerosi pericoli. La scarsità di acqua e cibo dovuta al riscaldamento globale può causare "migrazioni di massa, conflitti e collasso di stati". I cambiamenti negli oceani possono impattare "le attività marittime e la sicurezza marittima nel mondo", specie in zone strategiche come "l'Artico o il Mar Cinese Meridionale".
L'innalzamento del livello del mare può mettere a rischio le popolazioni costiere e le strutture militari sulle coste, pregiudicando la capacità di reazione delle forze armate. Il cambiamento climatico aumenterà la probabilità di disastri naturali e quindi la necessità di missioni di soccorso umanitario. Infine, il riscaldamento globale mette a rischio la stabilità del sistema finanziario globale, perché crea un ambiente instabile che danneggia gli investimenti.
Gli esperti di sicurezza chiedono quindi "una robusta agenda per prevenire e per prepararsi ai rischi del cambiamento climatico".
SDA-ATS