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Quindici anni dopo l'accordo sui fondi ebraici in giacenza tra le banche elvetiche e gli Stati Uniti, Berna e Washington sono ora in trattative per trovare un luogo adatto a depositare tutta la documentazione storica, previa la digitalizzazione di ogni singolo atto.
Lo scrive oggi il quotidiano Neue Zürcher Zeitung (NZZ) e il portavoce della FINMA, Tobias Lux, ha confermato all'ats la notizia della trattativa, che viene portata avanti dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, coadiuvata dagli Archivi federali, dal servizio storico del Dipartimento degli esteri e dall'Associazione dei banchieri.
Attualmente la documentazione è sistemata provvisoriamente nella regione di Zurigo dove si trovano, secondo NZZ, 281 scatoloni contenenti ognuno un centinaio di dossier. Si tratta comunque solo della seconda parte degli atti trattati dal tribunale arbitrale "Claims Resolution Tribunal". Bisogna aggiungervi la prima parte del dossier e tutti gli atti già digitalizzati.
Questo materiale riveste un interesse non soltanto storico, ma anche giuridico, politico ed economico, secondo la portavoce degli Archivi federali Manuela Höfler. Una delle proposte avanzate da Berna è che la documentazione venga depositata proprio negli Archivi federali, mettendola a disposizione del Museo dell'Olocausto a New York, grazie a Internet. Tuttavia la digitalizzazione è un'operazione costosa e Berna sta valutando la situazione, da sottoporre poi agli Stati Uniti.
La decisione ultima relativa al sito di archiviazione spetta al giudice Edward R. Korman, che già aveva fissato le regole procedurali del tribunale arbitrale, ma che non ha voluto rilasciare alcun commento in questo frangente, secondo la NZZ.
SDA-ATS