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Il presidente della Confederazione Schneider-Ammann ha spiegato come il Governo intende sviluppare i tre pilastri del programma di legislatura 2015-2019, prosperità, coesione e sicurezza, e i 16 obiettivi di legislatura. Il programma di legislatura è stato adottato dal Consiglio federale la scorsa settimana. Stamattina, durante la discussione, i partiti di Governo hanno espresso il loro sostegno agli obiettivi generali del programma di legislatura.
Il consigliere federale Ueli Maurer ha illustrato il piano finanziario di legislatura 2017-2019. Nonostante le misure di risparmio nell'ambito del preventivo 2016 e del programma di stabilizzazione 2017-2019, il piano finanziario di legislatura presenta deficit strutturali tra 500 milioni (2017) e quasi un miliardo di franchi (2019). Secondo il capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF), per evitare ulteriori programmi di risparmio è indispensabile che nei progetti rilevanti per la politica finanziaria il Parlamento non vada oltre le spese proposte dal Consiglio federale. Come spiegato inoltre dal consigliere federale Maurer, le prospettive di bilancio a medio termine presentano ancora molti rischi. Il Consiglio federale intende pertanto esaminare come si possa sgravare a lungo termine il bilancio della Confederazione intervenendo anche sulle spese vincolate. Il Governo ha incaricato il DFF di presentargli entro la primavera una proposta su come procedere. Durante la discussione con i partiti sono emerse opinioni contrastanti in relazione alla necessità o meno di combattere i deficit strutturali previsti nel piano finanziario unicamente mediante misure di risparmio o di pensare a misure che consentano anche di aumentare le entrate.
Educazione, ricerca e innovazione
Venerdì sono state discusse anche due tematiche relative a decreti finanziari di grande portata e collegati al programma di legislatura: il settore educazione, ricerca e innovazione (ERI) e la cooperazione internazionale. Il presidente della Confederazione Schneider-Ammann ha dichiarato che il mantenimento della posizione di punta della Svizzera nel campo dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione resta una priorità del Consiglio federale. In questo contesto i partiti hanno espresso la loro preoccupazione che la Svizzera finisca per uscire dal quadro europeo della ricerca se non si riesce a trovare una soluzione atta ad assicurare la partecipazione al programma di ricerca Orizzonte 2020 dopo il febbraio 2017. È stato inoltre sottolineato che non bisogna trascurare per nessun motivo la formazione professionale di base nell'ambito del messaggio ERI, che sarà adottato dal Consiglio federale nel primo semestre del 2016.
Il presupposto è tuttavia che si mantenga a lungo termine un equilibrio nelle finanze federali in modo da assicurare durevolmente l'attrattiva della Svizzera in questo campo. Nei prossimi anni la crescita media annua delle uscite per l'educazione, la ricerca e l'innovazione sarà dunque più bassa rispetto al periodo 2013-2016.
Il consigliere federale Didier Burkhalter ha illustrato ai rappresentanti dei partiti di Governo gli aspetti salienti della cooperazione internazionale della Svizzera negli anni 2017-2020. Il Consiglio federale sottoporrà prossimamente al Parlamento il relativo messaggio. I partiti hanno preso nota che le attività collegate alla migrazione atte ad essere contabilizzate alla voce aiuti pubblici allo sviluppo con lo scopo di raggiungere l'obiettivo dello 0,5 per cento del PIL rispondono a criteri internazionali precisi. Le attività di promozione della pace e la protezione delle persone contro la violenza, la guerra e l'arbitrio costituiranno una voce importante delle grandi linee della cooperazione internazionale della Svizzera.
Immigrazione e situazione dei profughi
Un tema importante discusso nei colloqui è l'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione federale sulla regolazione dell'immigrazione. Il Consiglio federale ha deciso in dicembre che l'immigrazione di persone dall'UE/AELS sarà gestita in futuro mediante una clausola di salvaguardia. Conta a tal fine di riuscire a giungere a una soluzione consensuale con l'UE. Un tale soluzione deve conciliare le condizioni poste dall'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) con l'UE con quelle della Costituzione federale e deve essere perseguita mediante un'interpretazione condivisa della clausola di salvaguardia esistente (art. 14.2 ALC). Allo stesso tempo il Consiglio federale vuole applicare questa soluzione anche alla Croazia. Si adopera pertanto perché si giunga alla firma del Protocollo III relativo all'ALC. Nel corso della discussione i partiti di Governo hanno preso atto del fatto che il saldo migratorio per il 2015 è diminuito del 9,4 per cento. Anche il calendario delle decisioni future in questo settore è stato trattato in un contesto caratterizzato dalle discussioni sulle misure proposte dal Consiglio europeo intese a evitare che la Gran Bretagna esca dall'Unione europea.
I partecipanti ai colloqui hanno avuto uno scambio di vedute anche riguardo all'evoluzione del settore dell'asilo. A causa del persistere di guerre e focolai di crisi la situazione dei profughi in Europa e in Svizzera resterà anche quest'anno molto tesa. La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha spiegato che allo stato attuale non è possibile stilare una previsione attendibile a causa dei numerosi fattori esterni in rapida evoluzione. Ad ogni modo, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ritiene che molto probabilmente nel 2016 il numero di nuove domande d'asilo non diminuirà rispetto al 2015 (circa 40 000). I partiti di Governo si sono informati sulle misure preparatorie adottate dalla Confederazione per rispondere alla possibile evoluzione della situazione in questo settore. Per riuscire a fronteggiare gli eventuali sviluppi, Confederazione e Cantoni intensificano ulteriormente la pianificazione preventiva congiunta per alloggiare i richiedenti l'asilo.In rappresentanza del Governo hanno partecipato ai colloqui von Wattenwyl i consiglieri federali summenzionati e il cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr.
Indirizzo cui rivolgere domande:André Simonazzi, portavoce del Consiglio federale
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