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Con l'innalzamento del livello del mare, i danni economici causati dagli eventi estremi come le inondazioni nelle città e regioni costiere - da New York alle isole Fiji - crescono esponenzialmente.
A fare il punto è uno studio capitanato dal Potsdam Institute, che intende offrire ai governi un metodo per quantificare le perdite economiche attraverso stime dei costi annuali derivanti dall'impennata degli oceani nel lungo periodo.
"Quando il livello del mare si alza, i costi per i danni subiti si alzano ancora più velocemente", spiegano gli autori dello studio, secondo cui "una valutazione sintetica delle conseguenze economiche potenziali è indispensabile per valutare l'efficacia delle misure di adattamento".
Per Copenaghen, ad esempio, un innalzamento moderato del livello del mare, pari a 11 centimetri entro il 2050, creerebbe fino a un miliardo di euro di danni "extra" all'anno se non venissero messe in campo misure di adattamento. Nel caso in cui il mare salisse di 25 centimetri, ipotesi che rientra nello scenario peggiore delineato dal panel Onu sui cambiamenti climatici (Ipcc), le perdite si quadruplicherebbero raggiungendo i 4 miliardi all'anno, si legge nello studio pubblicato su "Natural Hazards and Earth System Sciences".
Gli esperti spiegano di aver trovato "semplici funzioni matematiche" in grado di stabilire i danni economici partendo da elementi complessi come il cambiamento climatico, le misure d'adattamento e le inondazioni. Anche se le città costiere e le minacce legate all'acqua variano in base alle località, "le nostre equazioni funzionano a Mumbai come a New York e ad Amburgo, nel Pacifico, nell'Atlantico e nel Mare del Nord. In ogni luogo del mondo valgono le stesse espressioni semplici e universali".
SDA-ATS