Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/253706

<h2>SubmittedText<h2><p>Da inizio dicembre 2022 l'Italia non accetta più trasferimenti nel quadro dell'accordo di Dublino. Nella fattispecie si trattava di 184 persone, richiedenti l'asilo o rifugiati. L'Italia ha tuttavia prorogato questa sospensione dell'accordo di Dublino. La situazione in materia d'asilo in Svizzera era ed è tuttora tesa. Ciononostante, il nostro Paese rispetta rigorosamente l'accordo di Dublino.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a:</p><p>1. informare il Parlamento sul numero esatto di richiedenti l'asilo o rifugiati che non hanno potuto essere trasferiti in Italia a causa della sospensione da parte italiana dei rinvii nel quadro di Dublino;</p><p>2. individuare gli Stati Dublino disposti a adoperarsi a Bruxelles, insieme alla Svizzera, affinché l'Italia rispetti i suoi obblighi derivanti dall'accordo di Dublino;</p><p>3. provvedere affinché la Svizzera, non appena saranno stati trovati alleati, intervenga formalmente presso il Consiglio dei ministri della giustizia e dell'interno dell'UE (Consiglio GAI) per chiedere una discussione sul rispetto dell'accordo di Dublino da parte dell'Italia;</p><p>4. provvedere affinché la Svizzera, nella sessione del Consiglio GAI, chieda alla Commissione europea di adottare tutte le misure necessarie affinché l'Italia rispetti l'accordo di Dublino.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide la richiesta avanzata dall'autore della mozione.</p><p>L'11 aprile 2023 l'Italia ha decretato lo stato d'emergenza su tutto il territorio nazionale a causa dell'elevato numero di migranti giunti tramite la rotta del Mediterraneo centrale. Secondo le dichiarazioni del Governo, lo stato d'emergenza durerà probabilmente sei mesi e permetterà di adottare e finanziare misure speciali per gestire la migrazione, ad esempio l'ampliamento delle strutture destinate al rimpatrio delle persone che non hanno diritto a uno statuto di protezione in Italia (centri di permanenza per i rimpatri, CPR) o la velocizzazione delle procedure di accoglienza e alloggio.</p><p>In Svizzera, attualmente 307 persone sono in attesa di essere trasferite in Italia. Tuttavia, dato che il termine di trasferimento dei casi Dublino scade in linea di massima soltanto dopo sei mesi e può essere prolungato in seguito a un ricorso o in caso di scomparsa, questi richiedenti potrebbero essere in parte trasferiti in un secondo tempo. Tra gennaio e marzo 2023 36 persone hanno dovuto essere sottoposte alla procedura d'asilo nazionale a causa della sospensione dei trasferimenti (stato: 11 aprile 2023), poiché i termini di trasferimento erano scaduti.</p><p>Da quando l'Italia ha comunicato di sospendere i trasferimenti nel quadro di Dublino, la Svizzera si adopera attivamente sul piano bilaterale e multilaterale affinché i trasferimenti possano riprendere. Insieme ad altri Stati Dublino (in particolare la Germania, l'Austria, la Francia, i Paesi Bassi, il Belgio e la Danimarca), la Svizzera è intervenuta a vari livelli presso la Commissione europea per chiedere che l'Italia riprenda i trasferimenti. Inoltre, il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha sollevato la questione anche a livello ministeriale nel quadro del Consiglio dei ministri di giustizia e dell'interno a Bruxelles. Sul piano bilaterale, anche la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è in contatto con le competenti autorità italiane. Il Capo del Dipartimento federale degli affari esteri ha inoltre discusso la questione con il suo omologo italiano in occasione della sua recente visita a Roma e il Capo del DFGP farà lo stesso in occasione di una visita prevista in Italia prima della pausa estiva.</p><p>La richiesta avanzata dall'autore della mozione è pertanto già attuata.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.