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Fumare danneggia irrimediabilmente le vie respiratorie
La broncopneumopatia cronica ostruttiva (o BPCO) è una malattia polmonare che interviene in seguito ad un deterioramento progressivo delle vie respiratorie. Questa alterazione è dovuta in genere al fumo di tabacco e, più raramente, alla presenza nell’aria di sostanze inquinanti o polveri. Questa patologia, che provoca delle gravi difficoltà respiratorie (dispnea) è incurabile, ma la sua evoluzione può essere rallentata considerevolvemente assumendo delle misure adeguate, la prima delle quali è smettere di fumare.
Chi è affetto da questa malattia?
La BPCO tocca un gran numero di persone ed è considerato come la quarta o la quinta causa di mortalità nei paesi industrializzati. Questo disturbo riguarda fra il 9 ed il 10% della popolazione sopra i 40 anni (Halbert e altri, 2006). E le prime vittime sono i fumatori. Secondo la lega polmonare « Il 90% circa dei pazienti e delle pazienti che soffrono di BPCO sono fumatori o ex fumatori. L’altro 10% delle persone affette da BPCO ne soffrono a causa di fattori ereditari e di altre irritazioni dei polmoni, quali l’inalazione di un forte tasso di polveri nocive (agricoltura, miniere etc.) o di gas tossici inalati in ambito professsionale. In alcuni casi, la BPCO può ugualmente essere la conseguenza tardiva di un asma di lunga durata ».
Per altro, molte persone soffrono di BPCO senza rendersene conto : la malattia è insidiosa ed evolutiva e non viene diagnosticata che agli ultimi stadi del suo sviluppo.
|La testimonianza di Olivier|
Una malattia che evolve
La BPCO corrisponde ad un deterioramento progressivo delle vie respiratorie. Nei primi stadi della malattia, quando le lesioni polmonari sono già presenti, è probabile che non compaia nessun sintomo e che la persona non si renda conto di aver già perduto una parte della sua capacità respiratoria. Un esame del flusso respiratorio, che si effettua per mezzo di una spirometria permette di osservare un’eventuale perdita delle capacità respiratorie. La Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease (GOLD) parla a questo proposito di quattro stadi di sviluppo della malattia, da una BPCO leggera e generalmente asintomatica ad una BPCO molto grave in cui il benessere del paziente talmente ridotto da mettere a rischio la sua vita. Potete trovare la descrizione di questi quattro stadi sul sito della lega polmonare.
Come altera le vie respiratorie il fumo di tabacco ?
La BPCO consiste di fatto nella perdita irrimediabile del fiato in seguito ad un’esposizione prolungata a sostanze nocive e ad un’infiammazione cronica : bronchite cronica ed enfisema polmonare partecipano congiuntamente all’apparizione di una BPCO.
I bronchi sono rivestiti da una patina protettiva, da una mucosa di cellule: si tratta delle cellule ciliate, che rigettano polvere e microbi grazie al movimento congiunto delle ciglia e delle cellule ghiandolari che secernono una sostanza (il muco) che ingloba le impurità.
Il fumo di tabacco contiene delle sostanze tossiche e degli irritanti che vanno a danneggiare ed inseguito a distruggere questo rivestimento protettivo :
- Durante una prima fase del tabagismo, le ciglia si muovono in modo disordinato e finiscono in seguito persino per bloccarsi. La tosse diventa allora i solo modo per eliminare le particelle tossiche.
- Oltre alla distruzione delle cellule ciliate, gli irritanti contenuti nel fumo di tabacco spingono le cellule ghiandolari a secernere una quantità eccessiva di muco.
Questa doppia azione sul rivestimento mucoso provoca un assemblamento delle secrezioni che ostruiscono le vie respiratorie e peggiorano la funzione respiratoria. Questo fenomeno di bronchite, inizialmente reversibile, diventa col tempo irrimediabile.
Per altro, il tabacco ha un’azione deleteria sugli alveoli polmonari e provoca un enfisema centro-lobulare : le pareti degli alveoli spariscono progressivamente diminuendo cosi la quantità d'aria che può essere inspirata e espirata (diminuzione della superficie di contatto).
Una bronchite cronica o un’enfisema polmonare possono costuituire i sintomi precursori di una BPCO. Per questa ragione vi suggeriamo di consultare il vostro medico se tossite, se avete espettorazioni frequenti e se vi capita spesso di restare senza fiato.
Secondo la lega polmonare « in caso di BPCO, le vie respiratorie sono ristrette in maniera irreversibile e questo restringimento si aggrava progressivamente. Questo provoca inoltre un aumento della resistenza al flusso dell’aria nelle vie respiratorie; la funzione polmonare si riduce, la dispnea aumenta. Ad uno stadio ulteriore, la persona può subire i sintomi di una mancanza di ossigeno».
Il polmone, un filtro naturale straordinario
I nostri polmoni ricevono in media all’incirca 6 litri d'aria al minuto! Quest’aria contiene naturalmente l’ossigeno necessario al nostro organismo ma, allo stesso modo, una certa quantità di impurità e di polveri. Fortunatamente, il nostro polmone possiede un sistema di protezione straordinario, che depura quest’aria, impedendo cosi alle sostanze nocive di danneggiarlo prematuramente. Quando si inala fumo di tabacco, da un lato la quantità delle polveri e delle sostanze tossiche che devono essere eliminate oltrepassa drammaticamente la soglia di tolleranza del polmone, dall’altro il sistema di difesa del polmone stesso viene neutralizzato (in particolare a causa della distruzione delle cellule ciliate), e per queste ragioni il tabagismo accellera il deperimento del sistema respiratorio.
A titolo indicativo segnaliamo che quando si effettuano delle misure del monossido di carbonio con un tester di anidride carbonica- la cui unità di misura è il ppm (parti su un milione) - il valore rilevato nelle città si attesta fra i 3 e gli 8 ppm . Oltre questo livello, l’aria è considerata come inquinata. Una misurazione effettuata sull’aria espirata da un fumatore mostra dei valori che possono oscillare fra i 6 ed i 50 ppm, se non superiori !.
Quali sono i trattamenti possibili ?
Smettere di fumare è la prima, e la principale, misura da adottare per evitare l’apparizione o l’aggravemento della BPCO.
Se la malattia è già avanzata, esistono diverse misure che, insieme a smettere di fumare, permettono di migliorare la funzione polmonare ed il benessere del paziente : l’attività fisica unita a degli esercizi di respirazione associati e all'assunzione di alcuni farmaci permettono di alleviare i sintomi della BPCO (Anthonisen et al., 1994). Per altro, i vaccini servono a evitare le infezioni virali e batteriche a cui le vie respiratorie sono particolarmente esposte.
Infine, il miglior modo di frenare lo sviluppo della malattia o addirittura di prevenire completamente la sua comparsa consiste proprio nello smettere di fumare. Per riuscire in questo intento, le persone che soffrono di BPCO possono ricorrere agli stessi trattamenti usati dagli altri fumatori ; una meta-analisi di cinque studi ha concluso che la combinazione di trattamenti farmacologici di sostegno per smettere di fumare (trattamento sostitutivo, bupropione, etc.) e un appoggio psicologico adeguato aumentano le possibilità di riuscire a smettere nelle persone che soffrono di BPCO (Van der Meer e altri, 2003). Un’altra rivista di letteratura scientifico-medica giunge alle stesse conclusioni e suggerisce che il miglior trattamento a lungo termine per i pazienti che soffrono di BPCO consiste in un trattamento a base di sostituti nicotinici accompagnato da un programma intensivo di prevenzione contro la ricaduta (Wagena e altri, 2004).
Smettere di fumare ha dei benefici a lungo termine ben noti sull’evoluzione della BPCO. Una rivista di letteratura ha messo in evidenza che smettere di fumare rallenta significativamente il declino delle funzioni polmonari e aumenta enormemente la qualità della vita, anche nelle persone che soffrono di una BPCO molto grave all’ultimo stadio (Godtfredsen e altri, 2008).
Quali sono gli effetti a breve termine ?
Smettere di fumare migliora il pronostico a lungo termine dell’evoluzione della BPCO. Ma ci sono benefici immediati, che seguono la dissuefazione dal tabacco? Una ricerca condotta da Jean-François Etter sul sito Stop-tabac.ch ha permesso di concludere che smettere di fumare consente un rapido miglioramento dei sintomi respiratori della BPCO (2009). I 252 partecipanti allo studio che avevano smesso di fumare, hanno dichiarato che tossivano meno (51.6% prima di smettere, 15.5% dopo 30 giorni), che espettoravano meno al mattino (dal 47.6% al 19.4%), che non erano più senza fiato dopo aver caminato rapidamente o dopo aver fatto le scale (dal 75% al 48,8%) e che fischiavano meno respirando (dal 33,7% al 10,3%).
Soffrite di un problema respiratorio ?
La tosse e le espettorazioni mattutine (muco), a meno che non siano conseguenti ad un raffreddamento, rappresentano i primi sintomi della BPCO. Spesso questi fenomeni sono interpretati come i sintomi di una di una semplice « tosse da fumatore ». Con il tempo, e se non si decide di smettere, la malattia evolve. Le persone colpite costatano allora una difficoltà crescente a respirare (dispnea). All’inizio, hanno solo l'impressione di avere poco fiato quando svolgono un’attività fisica intensa, in seguito, il minimo sforzo e il semplice fatto di camminare provoca questa dispnea. L’aggravamento della malattia è dunque insidioso ed il suo lento sviluppo fa in modo che le persone toccate dal problema non prendano seriamente la patologia e non ne parlino col proprio medico.
Esistono dei questionari on line che permettono di fare il punto sulla vostra respirazione e di vedere se soffrite già di un problema respiratorio cronico; potete trovare alcuni esemplari di tali questionari sul sito della Lega Polmonare Svizzera .
Anche su Stop-tabac.ch, potete fare il punto sulla vostra respirazione e compilare un questionario che farà avanzare la ricerca : tale questionario fa parte infatti di uno studio sull’impatto benefico della dissuefazione dal tabacco per la funzionalità delle vie respiratorie.
|Questionario sulla respirazione|
Si noti che i risultati di un altro questionario di questo genere hanno già fatto oggetto di una pubblicazione in una rivista scientifica (Etter, 2009).
A proposito della BPCO
- www.stop-bpco.ch: site d'information du CIPRET valais
Riferimenti
- Pagina dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs315/fr/index.html
- Pagina della lega polmonare svizzera : http://www.lung.ch/fr/maladies/bpco.html
- Page Wikipédia : http://fr.wikipedia.org/wiki/Broncho-pneumopathie_chronique_obstructive
- Viegi, G., Pistelli, F., Sherrill, D.L., Maio, S., Baldacci, S., Carrozzi, L. (2007). Definition, epidemiology and natural history of COPD. Eur Respir J., 30 (5): 993-1013.
Studi sulla BPCO
- Anthonisen, N.R., Connett, J.E., Kiley, J.P., Altose, M.D., Bailey, W.C., Buist, A.S., Conway, W.A. Jr., Enright, P.L., Kanner, R.E., O'Hara, P. et al. (2004). Effects of smoking intervention and the use of an inhaled anticholinergic bronchodilator on the rate of decline of FEV1. The Lung Health Study. JAMA, 272(19):1539-41.
- Etter, JF. (2009). Short-term change in self-reported COPD symptoms after smoking cessation in an internet sample. Eur Respir J., 35(6):1249-55. Epub 2009 Nov 19.
- Godtfredsen, N.S., Lam, T.H., Hansel, T.T., Leon, M.E., Gray, N., Dresler, C., Burns, D.M., Prescott, E., Vestbo, J. (2008). COPD-related morbidity and mortality after smoking cessation: status of the evidence. Eur Respir J., 32(4): 844-853.
- Halbert, R.J., Natoli, J.L., Gano, A., Badamgarav, E., Buist, A.S., Mannino, D.M. (2006). Global burden of COPD: systematic review and meta-analysis. Eur Respir J., 28(3): 523-532.
- Van der Meer, R.M., Wagena, E., Ostelo R.W.J.G., Jacobs, A.J.E., Van Schayck, C.P. (2003). Smoking cessation for chronic obstructive pulmonary disease. Cochrane Database of Systematic Reviews 2003, Issue 2. Art. No.: CD002999. DOI: 10.1002/14651858.CD002999
- Wagena, E.J., Van der Meer, R.M., Ostelo, R.J.W.G., Jacobs, J.E., Van Schayck, C.P. (2004). The efficacy of smoking cessation strategies in people with chronic obstructive pulmonary disease: results from a systematic review. Respiratory Medicine: COPD Update (2005) 1, 29–39.
Autore: Grégoire Monney