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Alla fine del 1948, durante la Guerra di indipendenza israeliana, mentre l’esercito era impegnato in vaste operazioni in Galilea e nel Negev, in alcuni villaggi palestinesi avvennero atrocità finora poco note.
Lo afferma su Haaretz lo storico israeliano Adam Raz, che di recente ha potuto prendere visione dei resoconti degli animati dibattiti di allora in seno al governo di David Ben Gurion (finora coperti da censura) e dello sgomento manifestato da diversi ministri per quegli episodi.
Raz menziona fra l’altro testimonianze relative a stragi di contadini arabi avvenute nei villaggi di Zalha e Zafzaf (in Galilea) e a Dweima (Negev). Alcuni ministri – secondo Raz – chiesero che i responsabili fossero processati, ma Ben Gurion – aggiunge – “tergiversò”.
“Si tratta di una ricerca importante, ma va inserita nel caos in cui versava Israele in quei mesi”, ha commentato alla radio militare Ayelet Nahmias-Verabin, direttrice della Casa Ben Gurion di Tel Aviv. “In quel momento lo Stato era ancora traballante”, essendo impegnato a respingere un attacco di diversi eserciti arabi.
Secondo Raz, fra i responsabili di quelle efferatezze uno solo fu poi condannato al carcere.