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Tramite un canale segreto, l'amministrazione Obama ha inviato un monito al leader supremo iraniano, l'ayatollah Ali Khamenei, avvertendolo che una chiusura dello stretto di Hormuz provocherebbe una risposta americana. Lo scrive oggi il "New York Times", citando fonti dell'amministrazione.
Non è chiaro se vi sia stata una risposta di Teheran, mentre le fonti si limitano a dire che il messaggio è stato inviato con un canale diverso dall'ambasciata svizzera, in passato spesso usata come tramite fra Iran e Stati Uniti.
Varie esponenti dell'amministrazione di Washington, a partire dal segretario alla Difesa Leon Panetta, hanno detto pubblicamente che gli Stati Uniti non intendono tollerare la chiusura dello Stretto. Ma il canale segreto di comunicazione, sottolinea il quotidiano, "è stato scelto per sottolineare privatamente con l'Iran l'intensità della preoccupazione americana". Uno dei timori della Us Navy è che un capitano iraniano troppo zelante delle Guardie Rivoluzionarie possa compiere un gesto provocatorio, innescando una crisi.
La valutazione corrente fra gli esperti è che la minaccia di chiudere lo stretto di Hormuz, attraverso il quale passa ogni giorno un quinto delle esportazioni petrolifere mondiali, sia un bluff di Teheran in quanto rappresenterebbe un suicidio economico per il paese. Teheran ha la capacità militare d'imporre il blocco, che verrebbe tuttavia rapidamente scongiurato da un intervento della marina americana.