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La SUVA, l'ex Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni, nel 2020 ha esaminato 2'236 casi sospetti ed evitato pagamenti ingiustificati per un importo di 12,6 milioni di franchi. Si tratta di circa l'1% di tutti i dossier per i quali vi è stato il versamento di una indennità giornaliera o di una rendita.
Il medico che fatturava 24 ore di lavoro al giorno anche in ferie
Lo si apprende da un comunicato diffuso lunedì nel quale si sottolinea che "la maggior parte degli assicurati è onesta" ma che "non mancano le pecore nere". A tentare di raggirare le assicurazioni ci sono gli infortunati e le aziende, ma anche "singoli medici e ospedali" che fatturano "ad esempio ore e prestazioni fittizie o errate". Per esempio, è stato scoperto il caso di un medico che, stando alle sue note d'onorario, lavorava 24 ore al giorno e riusciva ad emettere fatture anche quando era in ferie. Un modo di fare che, se non scoperto, avrebbe causato un danno di 2,7 milioni.
I casi sospetti nell'anno della pandemia sono cresciuti del 23,6% rispetto ai 1'809 del 2019, mentre le difficoltà di accertamento legate al coronavirus si sono tradotti nella riduzione del numero degli accertamenti chiusi con la conferma dei sospetti 478 (contro 520) e dell'ammontare delle prestazioni evitate. Il 14 anni di attività il servizio antifrode della SUVA ha permesso un risparmio complessivo di 194 milioni.