Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/129554

<h2>SubmittedText<h2><p>Visto il crescente numero di impianti di produzione di energia elettrica decentrati, e considerato che gli impianti fotovoltaici ed eolici producono elettricità a ritmo discontinuo, l'approvvigionamento di energia elettrica diverrà molto più complesso in futuro. Nel contempo aumentano le interdipendenze tra le diverse reti energetiche (elettricità, gas e reti termiche) e i sistemi di stoccaggio. Ciò comporta delle opportunità, ma anche dei notevoli rischi nell'ottica della sicurezza di approvvigionamento, della redditività e della pianificazione.</p><p>1. Nell'ambito della propria pianificazione, in che misura la Confederazione considera le possibilità offerte dallo stoccaggio chimico di energia attraverso i processi di elettrolisi e metanizzazione o la produzione di metanolo?</p><p>2. Tali processi renderanno necessari investimenti in reti supplementari (ad es. per la realizzazione di un'infrastruttura di rete distinta per l'idrogeno) o si potrà continuare a far capo all'infrastruttura esistente (in particolare alla rete del gas naturale)?</p><p>3. In futuro, quali ricerche intende condurre la Confederazione nei settori elettrolisi, metanizzazione e produzione di metanolo?</p><p>4. In vista dell'attuazione della nuova politica energetica federale, è previsto un coordinamento tra le reti termiche, di elettricità e di gas e le diverse possibilità di stoccaggio di energia (idroelettrica, termica, stoccaggio di gas naturale, Power-to-Gas, batterie, aria compressa, ecc.)?</p><p>5. È opportuno, in un primo tempo, concentrare il previsto piano settoriale delle reti energetiche principalmente sulle reti elettriche, come si evince dall'attuale bozza della strategia reti elettriche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella Strategia energetica 2050, e in particolare nel piano d'azione per una ricerca energetica coordinata in Svizzera, che le Camere federali dibatteranno nella primavera 2013, il Consiglio federale dichiara di voler accordare un'elevata priorità allo stoccaggio di energia elettrica. Vista la crescente decentralizzazione della produzione di elettricità da impianti fotovoltaici ed eolici, lo stoccaggio assumerà un'importanza sempre maggiore per il mantenimento dell'equilibrio tra immissione e prelievo di energia. Ingenti quantità di energia elettrica prodotta in funzione delle condizioni meteo del momento possono essere immesse nella rete soltanto in presenza di una sufficiente flessibilità, ossia di capacità di stoccaggio, gestione dei carichi, produzione flessibile e compensazione con l'estero. Benché, grazie ai suoi impianti di accumulazione, la Svizzera disponga già oggi di notevoli capacità di stoccaggio, in futuro ci si attende un importante contributo anche da altre tecnologie; a seconda della topologia di rete, della situazione dei flussi di potenza e delle condizioni geografiche si potranno impiegare sistemi diversi.</p><p>I vettori energetici chimici potrebbero rivestire una certa importanza soprattutto nell'ambito dello stoccaggio stagionale.</p><p>Attualmente sono in corso diversi progetti pilota e di ricerca nel settore dell'elettrolisi e della metanizzazione. Si stanno ad esempio esaminando delle procedure per lo stoccaccio di energia elettrica eccedente con vettori energetici chimici quali il metano o il metanolo. Non appena si delineeranno soluzioni efficienti, scalabili ed economiche, queste potranno essere integrate nella pianificazione. Già oggi l'idrogeno prodotto con l'elettrolisi dall'energia elettrica eccedente di impianti eolici e solari può, in una certa misura, essere miscelato al gas naturale ed immesso nella rete del gas (sistema "Power-to-Gas").</p><p>2. Da alcuni studi emerge che il processo di metanizzazione per lo stoccaggio stagionale è particolarmente sensato laddove si può far capo all'attuale rete del gas naturale. Per garantire le capacità di stoccaggio necessarie per un periodo di tempo limitato (giorni, settimane), si potrebbe ricorrere anche a centrali con stoccaggio locale di idrogeno, giacché in questo caso l'efficienza della catena di conversione è maggiore rispetto a quella del processo di metanizzazione.</p><p>Attualmente non si punta invece sulle pure e semplici reti di trasporto dell'idrogeno, non da ultimo poiché la realizzazione di una nuova infrastruttura per l'idrogeno causerebbe costi ingenti.</p><p>3. Attraverso i crediti dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) destinati alla ricerca in campo energetico e il piano d'azione per una ricerca coordinata in ambito energetico in Svizzera, la Confederazione sostiene diversi progetti finalizzati allo stoccaggio di energia. Esempi di progetti condotti nel campo dell'elettrolisi: collaborazione con il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (elettrolisi alcalina ad alta pressione) e con l'Istituto Paul Scherrer (PSI; elettrolisi sulla base di membrane a elettrolita polimerico).</p><p>La metanizzazione e la produzione di metanolo sono processi ben noti e studiati, per cui in quest'ambito in Svizzera non si conducono studi di rilievo. Da oltre dieci anni l'UFE sostiene diverse iniziative condotte dal PSI nell'intento di aumentare le capacità nel campo della ricerca sulla gassificazione del legno (oltre che sulla metanizzazione); si pensi ad esempio al progetto di Güssing, Austria.</p><p>Inoltre, la Svizzera partecipa al progetto UE "Bioenergy demonstrations of the European Industrial Bioenergy Initiative", che studia tra l'altro i processi di gassificazione con successiva metanizzazione.</p><p>Nel quadro dei sui programmi pilota e di dimostrazione, l'UFE prevede di incentivare il progetto "X-PDU" del PSI, finalizzato a realizzare un gassificatore della biomassa in scala ridotta che funzioni a livello commerciale e che si presterebbe per lo svolgimento di test su altre tecnologie chiave con flussi divisi e riuniti (ad es. la metanizzazione). Il progetto dovrebbe essere avviato nel corso del 2013.</p><p>Nell'ambito del piano d'azione per una ricerca coordinata in ambito energetico in Svizzera, si prevede di promuovere anche gli impianti di ricerca dei due Politecnici federali. Nel piano d'azione vengono ad esempio citati un impianto per la trasformazione della biomassa in metano (di circa 100 chilowattora) e una piattaforma "Energia rinnovabile".</p><p>4. Su incarico dell'UFE, la ditta olandese KEMA sta attualmente conducendo uno studio sullo stoccaggio volto a stimare il concreto fabbisogno di stoccaggio derivante dall'attuazione della Strategia energetica 2050 e ad illustrare in che modo tale fabbisogno può essere coperto sotto il profilo tecnologico ed economico. Anche le tecnologie succitate e il processo "Power-to-Gas" saranno oggetto di valutazione.</p><p>5. Nel quadro della Strategia energetica 2050, ci si concentra in una prima fase sulle reti elettriche; in un secondo tempo il campo d'applicazione del Piano settoriale Reti energetiche verrà tuttavia esteso a tutte le forme di energia distribuite in condotta (quindi anche al gas naturale e al petrolio). Ciò appare sensato, considerate le notevoli sfide da affrontare nel settore delle reti elettriche. Il necessario potenziamento di queste reti in particolare al livello delle reti di trasmissione avanza a rilento e solo una piccola parte dei progetti previsti ha potuto essere realizzata negli ultimi anni. L'integrazione delle fonti energetiche decentralizzate, rinnovabili e dipendenti dall'offerta (in continua crescita, se si attua la Strategia energetica 2050) costituisce una notevole sfida anche per le reti di distribuzione. Affinché la trasformazione e il potenziamento delle reti elettriche possa avvenire tempestivamente e in funzione delle esigenze dell'utenza, occorrerà fissare chiare condizioni quadro in materia di politica energetica.</p>  Risposta del Consiglio federale.