Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/216011

<h2>SubmittedText<h2><p>L'ordinanza federale sui siti contaminati (OSiti), entrata in vigore nel 1998, mira in particolare a individuare e risanare i siti inquinati che causano effetti dannosi o molesti per l'ambiente. Nel messaggio che accompagnava l'ordinanza, il Consiglio federale esprimeva l'intenzione di risolvere il problema entro una o due generazioni, ossia entro il 2040 circa. Ciò significa che siamo già a metà di un processo complesso e oneroso, ma estremamente necessario.</p><p>Il sito dell'Ufficio federale dell'ambiente mostra una situazione incoraggiante. Il numero totale di siti inquinati in Svizzera è inferiore a quello inizialmente stimato e, grazie all'impegno della maggior parte delle autorità responsabili, il loro risanamento prosegue deciso, soprattutto nel confronto con gli Stati confinanti.</p><p>Tuttavia, si può ragionevolmente presumere che l'obiettivo di completare il risanamento dei siti inquinati entro il 2040 non potrà essere raggiunto senza accelerare l'attuale ritmo dei lavori. Il progetto di modificare l'articolo 32e della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) al fine di fissare delle scadenze per l'indennità OTaRSi è un primo passo verso la loro accelerazione. Ne consegue che i Cantoni dovranno compiere rapidamente ulteriori sforzi per portare a termine i risanamenti futuri.</p><p>Se il ritmo dei risanamenti non è, nel complesso, del tutto soddisfacente, lo è ancor meno per una particolare categoria di siti, ovvero i siti industriali dismessi. Si tratta di siti il cui inquinamento è stato generato da imprese che nel frattempo hanno cessato la propria attività e la cui bonifica deve essere finanziata principalmente, se non interamente, dalla collettività.</p><p>Per questo tipo di siti, il contributo della Confederazione ai costi di risanamento attraverso il fondo OTaRSi è fissato al 40 per cento dei costi scoperti; tale contributo è corrisposto in funzione della spesa. Tuttavia, nonostante il sostegno della Confederazione, si osserva che in molti casi il finanziamento del risanamento dei siti inquinati dismessi rimane complicato, se non impossibile. I Cantoni, e talvolta i Comuni, devono trovare il modo di finanziare quasi il 60 per cento dei costi, garantendo al contempo anche la direzione dei lavori. A titolo di esempio, la regione del Giura sta ancora pagando le conseguenze della crisi dell'orologeria della fine degli anni Settanta, poiché la collettività ha ereditato da detta industria numerosi vecchi siti contaminati che ora devono essere risanati.</p><p>In questo contesto, considerando da un lato la necessità di agire in termini di sviluppo sostenibile e di favorire la densificazione edilizia nelle località conformemente a un obiettivo importante della politica in materia di pianificazione del territorio e, dall'altro, che al 31 dicembre 2019 il fondo OTaRSi presentava un saldo di circa 160 milioni di franchi dato dalla differenza tra i suoi impegni (480 mio.) e le entrate accumulate (642 mio.), il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui, a metà percorso nell'attuazione dell'OSiti, il risanamento dei siti contaminati abbandonati procede a un ritmo particolarmente ridotto?</p><p>2. Un aumento dei contributi federali per questo tipo di siti contaminati costituirebbe una misura efficace per accelerare la protezione dell'ambiente e per sostenere le regioni industriali che devono farsi carico di un numero elevato di siti da risanare?</p><p>3. Dalle informazioni in nostro possesso, il numero di siti bonificati è esiguo. Per non penalizzare i Cantoni che hanno già effettuato dei risanamenti, sarebbe ipotizzabile una misura retroattiva?</p><p>4. Per adempiere le richieste e le proposte di cui sopra, si potrebbe prevedere una modifica della LPAmb, segnatamente dell'articolo 32e, nel quadro della procedura di revisione di detta legge attualmente in corso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 3.</p><p>Dei circa 1300 siti contaminati già risanati, circa 300 sono siti industriali, di cui 48 siti industriali dismessi. Il risanamento dei siti contaminati sta procedendo, ma se non si aumenta il ritmo attuale, non tutti i siti potranno essere risanati entro il 2040. Per raggiungere l'obiettivo del 2040 è quindi necessario accelerare le misure. Finché le indagini sui siti inquinati non saranno completate, non ci è dato sapere quanti siti industriali dismessi devono ancora essere risanati. </p><p>Dal fondo OTaRSi sono stati erogati complessivamente 22,5 milioni di franchi per i siti dismessi. Un finanziamento retroattivo di un ulteriore 20 per cento ammonterebbe quindi a 11,3 milioni di franchi.</p><p>2 e 4.</p><p>Accelerare il ritmo del risanamento dei siti contaminati è una misura concreta per la protezione dell'ambiente, in quanto consente di eliminare danni spesso significativi, in particolare alle acque sotterranee.</p><p>Un aumento del tasso di indennità dal 40 al 60 per cento per i siti industriali dismessi sarebbe in effetti un incentivo per i Cantoni e consentirebbe di accelerare il risanamento di questi siti. Il Consiglio federale sta esaminando una modifica della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) con l'obiettivo di accelerare il risanamento dei siti contaminati. Sono allo studio diverse misure, come l'introduzione di scadenze per le indennità OTaRSi. Poiché non tutti i siti contaminati beneficiano delle indennità OTaRSi, e non sarebbero quindi interessati dalle scadenze, si stanno prendendo in considerazione anche misure aggiuntive. In linea di principio, questa revisione della legge consentirebbe anche di includere un aumento del tasso di indennità dal 40 al 60 per cento per i siti dismessi.</p>  Risposta del Consiglio federale.