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Il centro di consulenza nazionale della rete svizzera contro le mutilazioni genitali femminili viene contattato da un’operatrice sociale che assiste la signora A., fuggita in Svizzera insieme alle sue figlie da un paese dell’Africa orientale. La signora A. si lamenta di forti dolori nella zona del basso ventre. È possibile che abbia subito una mutilazione genitale? Come deve gestire la situa-zione l’operatrice sociale? Esiste del personale medico specializzato nella regione?
Approcci multidisciplinari per contrastare questa problematica complessa
Molte professioniste e molti professionisti sono confrontate/i con queste domande. La rete svizzera contro le mutilazioni genitali femminili offre consulenza alle vittime e alle operatrici e agli operatori del settore. Dal momento che spesso mancano le competenze necessarie, le professioniste e i professionisti provenienti dal settore sociale, sanitario e dell’asilo vengono formate/i su questo tema. La rete gestisce inoltre un sito web e supporta la creazione di centri di consulenza regionali per offrire un sostegno a bassa soglia alle vittime.
Nel 2012 la Svizzera ha riconosciuto il reato di mutilazione dei genitali femminili. Ma il solo divieto non basta: per abbattere questo tabù dalla tradizione millenaria occorre intensificare le attività di sensibilizzazione nelle comunità di migranti interessate. La rete collabora con circa 50 uomini e donne che organizzano regolarmente degli eventi nelle loro comunità. Con molta pazienza e rispetto infondono la fiducia necessaria per instaurare un dialogo sulle conseguenze delle mutilazioni genitali femminili.
La rete svizzera contro le mutilazioni genitali femminili interviene con una vasta serie di misure volte a garantire la protezione e la presa a carico di donne e ragazze a rischio o vittime di questa pratica. Si tratta di una problematica complessa e sono molte le motivazioni che stanno alla base delle mutilazioni genitali femminili. Di conseguenza, anche gli approcci per contrastarle devono essere differenziati su più livelli.
Continuare a garantire la protezione e l’assistenza
Le donne come la signora A. e le sue figlie hanno il diritto di ricevere protezione e una buona assistenza. Il progetto della rete contro le mutilazioni genitali femminili in Svizzera, avviato nel 2016 da Caritas Svizzera, Terre des Femmes Svizzera, Salute Sessuale Svizzera e il Centro svizzero di competenza per i diritti umani, proseguirà ancora fino alla fine del 2019.
La rete è finanziata dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) mediante il credito federale per l’integrazione e dall’Ufficio federale della sanità pubblica nell’ambito del programma Migrazione e salute. A metà del corrente anno verrà deciso in che modo continuare a sostenere la Rete svizzera contro le mutilazioni genitali femminili.