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L'ipotetica uscita della Gran Bretagna dall'Ue sarebbe tutt'altro che indolore, checché ne dicano il fronte euroscettico e alcune analisi a freddo.
Lo sostiene l'Evening Standard riportando la stima di "un banchiere di alto livello" della City secondo il quale, nel solo settore bancario, la cosiddetta Brexit causerebbe nell'immediato una potenziale perdita di 100'000 posti di lavoro.
Il calcolo si basa sull'ipotesi che - in caso di una vittoria dei no all'Europa nel referendum promesso dal premier conservatore David Cameron entro i prossimi mesi - banche e istituzioni finanziarie trasferiscano i loro quartier generali da Londra a Francoforte, Lussemburgo o Dublino, secondo piani che sono stati peraltro già messi allo studio e fatti filtrare sui media.
Per la City, ironizza lo Standard, si tratterebbe del più grande disastro occupazionale "dopo il Big Bang".
SDA-ATS