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«Non mi piace sentirmi sotto pressione in quel modo». Risponde così, Roger Federer, a coloro che gli chiedono di decidere una volta per tutte se parteciperà alla nuova, innovativa versione della Coppa Davis. Pur se l'elvetico non ha firmato la lettera dei giocatori che chiedono il boicotto della nuova competizione. «Ma – dice – non ero al corrente dell'iniziativa».
A margine del torneo di Basilea – dove il renano si è qualificato ai quarti di finale (sarà di nuovo in campo domani, per sfidare il francese Gilles Simon, vincitore in due set della sfida con il lettone Ernets Gulbis) –, Federer ha tuttavia ammesso di aver ricevuto una specie di ultimatum da parte del gruppo Kosmos, implicato, assieme all'Itf, nella metamorfosi della storica competizione tennistica tra le Federazioni nazionali. «Mi hanno lasciato soltanto tre giorni per decidere – spiega Federer –. Ora: tre giorni non sono sufficienti per contattare tutte le persone che devo consultare. Non si possono prendere decisioni in così poco tempo. Quanto a me, non so quale sarà la formula migliore. L'Itf ha voluto cambiare, perché no? Io posso soltanto constatare che tale cambiamento è arrivato in maniera tardiva».