Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/228210

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di decretare una moratoria sulla nuova costruzione di centri federali d'asilo (CFA), di valutare la situazione e di avviare una riflessione a livello nazionale per coordinare una risposta adeguata alla presa in carico di richiedenti l'asilo sul territorio svizzero. </p><p>Dal 1° marzo 2019 l'attuazione della nuova politica d'asilo svizzera, incentrata sulla velocizzazione delle procedure, si contraddistingue per lo sviluppo di centri federali d'asilo (CFA). </p><p>Dalle fasi di test svolte nel centro federale di Zurigo è risultato che il numero di richiedenti che lasciano il centro e passano alla clandestinità è esploso, passando dal 9,9 per cento in procedura standard al 32,4 per cento. Sembra che la sparizione, il passaggio alla clandestinità, "l'irregolarizzazione" di una parte delle persone in situazione di esilio siano inerenti ai nuovi CFA, in quanto il medesimo fenomeno pare ripetersi in altri centri. Le autorità friburghesi hanno constatato che la metà delle persone che dovevano essere ospitate dal centro di Giffers si sono date alla clandestinità. </p><p>Di fronte a molteplici limitazioni della libertà di movimento dei richiedenti l'asilo, la Commissione federale contro il razzismo (CFR) ha pubblicato un parere giuridico sulla legalità di tali limitazioni. Il parere ha constatato che il coprifuoco imposto nei centri viola in maniera illegittima la libertà di movimento dei richiedenti l'asilo, in quanto sproporzionato. Gli esperti ne concludono che in fin dei conti le regole adottate nell'ordinanza federale vanno oltre quanto necessario, sul piano temporale e del personale, per il buon funzionamento della struttura e l'applicazione di procedure d'asilo efficaci. Non appaiono dunque né necessarie né accettabili. </p><p>Mentre questi centri sono unanimemente oggetto delle denunce degli ambienti di difesa dei diritti umani e delle associazioni antirazziste e le violenze psicologiche e fisiche sono diventate correnti, facenti eco a un problema sistemico, occorre oggi riflettere sul miglior modo di attuare la legge e accompagnare i richiedenti l'asilo senza spingerli nella clandestinità. La mozione chiede pertanto di sospendere la costruzione di nuovi centri per il tempo necessario a valutare la situazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 5 giugno 2016 il Popolo svizzero ha accolto, con il 66,8 per cento dei voti, la revisione della legge sull'asilo (LAsi; RS 142.31) tesa a velocizzare le procedure d'asilo. L'articolo 24 LAsi prevede l'istituzione dei centri federali d'asilo (CFA) con il coinvolgimento dei Cantoni e dei Comuni. Questo nuovo sistema d'asilo implica la messa a disposizione di 5000 posti a livello federale e una corrispondente riduzione delle infrastrutture cantonali. Favorendo un'integrazione più rapida o il ritorno quando non è necessaria una protezione, la velocizzazione delle procedure mira a migliorare l'economicità e la credibilità della politica d'asilo svizzera.</p><p>La gestione dei CFA compete alla SEM, che può delegare a terzi determinati compiti tesi a garantirne l'esercizio (cfr. art. 24b cpv. 1 LAsi). L'ordinanza del DFGP sull'esercizio dei centri della Confederazione e degli alloggi presso gli aeroporti (RS 142.311.23) e le istruzioni interne della SEM, che integrano le raccomandazioni formulate nel 2017 dall'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati e dall'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati, concretizzano la gestione dei CFA. Quest'ultima è valutata regolarmente attraverso un controllo interno della qualità e una sorveglianza indipendente da parte della Commissione federale per la prevenzione della tortura (CNPT). Nel suo rapporto 2019-20, la Commissione ha confermato che in generale i richiedenti l'asilo sono alloggiati in condizioni conformi ai diritti fondamentali e umani. La CNPT constata inoltre con soddisfazione che la SEM e numerosi Comuni ospitanti strutture di alloggio permettono orari d'uscita più lunghi. Al contempo incoraggia altri Comuni a fare altrettanto, conformemente alle disposizioni dell'articolo 17 capoverso 5 della suddetta ordinanza del DFGP. La SEM si adopera in generale per favorire le libertà individuali nei CFA entro i limiti posti dalle misure necessarie per la sicurezza dei beni e delle persone. In questo contesto, il Consiglio federale ritiene accettabili le regole previste nell'ordinanza del DFGP per garantire il buon funzionamento della struttura e lo svolgimento di procedure d'asilo efficaci. Occorre inoltre sottolineare che ad oggi non è stato possibile stabilire nessun nesso di causalità tra le limitazioni della libertà di movimento dei richiedenti l'asilo e il tasso di persone resesi irreperibili, come dimostra la risposta del Consiglio federale alla domanda 21.7407 Marchesi "Centro richiedenti l'asilo di Chevrilles (FR): il 50 % dei suoi ospiti nel centro sono spariti. Per il Consiglio federale va tutto bene?".</p><p>Il Consiglio federale come pure la SEM non tollerano alcun atto di violenza o razzismo nei CFA e prendono molto sul serio le accuse di maltrattamenti avanzate da richiedenti l'asilo. Le risposte del Consiglio federale alle interpellanze Pasquier-Eichenberger 21.3202 "Ripetute violenze fisiche e psicologiche nei centri federali d'asilo. Quali misure preventive attua il Consiglio federale?", Pasquier-Eichenberger 21.3590 "Violenza nei centri federali d'asilo: ben vengano nuove misure" e de la Reussille 21.3641 "Sicurezza nei centri di accoglienza per richiedenti l'asilo" illustrano in dettaglio sia le inchieste in corso per far luce sulle accuse mosse sia le misure adottate per prevenire la violenza nei CFA. I CFA costituiscono l'infrastruttura necessaria allo svolgimento delle procedure d'asilo celeri. Non si tratta pertanto di metterli in discussione, ma di continuare a ottimizzarne la gestione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.