Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01151.jsonl.gz/1452

Come noto (e discusso in uno degli articoli pubblicati all’interno di questa nostra rubrica), il diabete è una malattia che colpisce milioni di persone in tutto il mondo e, secondo alcune stime, la percentuale di persone colpite è purtroppo destinata a salire.
Otto persone su dieci con diabete di tipo 2 presentano contemporaneamente anche un eccesso di peso e quasi un terzo degli individui sovrappeso sono anche affetti da diabete tipo 2.
Sembra un gioco di parole, ma sottolinea il forte legame tra un peso sopra la norma e questa patologia.
Roy Taylor è docente di malattie del metabolismo all’università di Newcastle, in Inghilterra. Secondo il professore, il diabete di tipo 2 è una condizione potenzialmente reversibile, almeno per i pazienti che ancora riescono a rispondere all’insulina. “L’importante è riuscire a perdere peso e non riacquistarlo” sostiene Taylor, il quale dimostra in uno studio che è possibile farlo per quasi un paziente su due, a patto di mettersi a dieta ferrea.
Il ricercatore ha coinvolto circa trecento diabetici adulti in sovrappeso od obesi, con una diagnosi della malattia da almeno sei anni, che non erano in cura con insulina. Coloro che hanno adottato una dieta rigida per tre/cinque mesi, seguita da una graduale reintroduzione dei cibi e da un’alimentazione di mantenimento, avevano perso quindici o più chili dopo un anno. Grazie a questo calo ponderale, in circa un caso su due gli studiosi hanno visto normalizzarsi la glicemia e i pazienti hanno potuto dire addio ai farmaci che stavano assumendo. Un risultato eccellente, anche se al prezzo di non pochi sacrifici, con una dieta radicale a basso contenuto calorico.
La teoria di Taylor si basa sul fatto che il diabete di tipo 2 è spesso causato da grassi che intasano il fegato e il pancreas, due organi fondamentali per la produzione di insulina e il controllo di zuccheri nel sangue.
Un fegato grasso, o per meglio dire coinquilino di troppo grasso viscerale, produce più glucosio. Il pancreas non sintetizza abbastanza insulina e le cellule muscolari, quando circondate da grasso, consumano meno glucosio. Queste sono tutte concause che contribuiscono all’insorgere del diabete.
Oltre alla dieta, un fattore determinante per diminuire il livello di grassi è la stimolazione corretta del metabolismo. Più attiviamo le cellule muscolari, meno saranno nutrite le cellule adipose del corpo.
Grazie quindi all’attività fisica e l’allenamento con sovraccarichi, si riesce più facilmente a intaccare le scorte di grasso viscerale e restituire vigore agli organi del nostro corpo. La strategia corretta non passa quindi dalla sola rieducazione alimentare, ma anche e soprattutto dall’esercizio fisico. Le probabilità di successo aumentano se questo viene organizzato in base al proprio stato di forma e riadattato in base ai progressi.
Per ulteriori approfondimenti, siamo sempre a vostra disposizione; potete contattarci anche via mail all’indirizzo <email-pii>, oppure potete fissare direttamente un appuntamento presso la nostra struttura contattando lo 091 966 13 13.
A cura di Marco Alfano,
Osteopata D.O., Dottore in Scienze Motorie, Personal Trainer e Istruttore Fitness Centro A-CLUB, Savosa
Bibliografia:
- Roy Taylor. Diabetes Research.
- Lim EL, Hollingsworth KG, Aribisala BS, Chen MJ, Mathers JC, Reversal of type 2 diabetes: normalisation of beta cell function in association with decreased pancreas and liver triacylglycerol. Diabetologia. 2011 Jun 9.