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MONTREAL - Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.7 è stata registrata alle 20.04 ora locale (le 4.04 in Svizzera) nell'estremo ovest del Canada, sull'isola Haida Gwaii della Columbia Britannica. Vi è stata in seguito una scossa di assestamento di magnitudo 5.8, che non avrebbe - secondo le informazioni iniziali - causato danni. E' stata però lanciata un'allerta tsunami per le coste delle Hawaii.
Secondo i rilievi del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), il sisma ha avuto ipocentro a 9,9 km di profondità ed epicentro 139 km a sud di Masset.
Agli abitanti delle coste le autorità avevano consigliato di allontanarsi verso l'entroterra, perché - afferma il Centro allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) - c'è il pericolo di inondazioni accompagnate da forti correnti.
Lo tsunami si è rivelato fortemente ridimensionato: le onde anomale hanno infatti avuto un'altezza di soli 75 centimetri, non hanno provocato danni, anche se si sono avuti momenti di panico.
L'allarme che era stato lanciato alle Hawaii, infatti, ha innescato la fuga dalle aree costiere, l'interruzione dei trasporti pubblici nei centri abitati e una corsa ai rifornimenti di benzina e generi alimentari: gli ospiti degli alberghi sulle coste sono stati immediatamente spostati ai piani alti per evitare incidenti e garantire la loro sicurezza. Il governatore dell'Aloha State Neil Abercrombie ha subito proclamato lo stato d'emergenza e mobilitato risorse per garantire che in caso di necessità fosse tutto pronto per un intervento.
L'agitazione è durata fino alla rimozione dell'allarme tsunami, circa tre ore dopo che la prima onda aveva raggiunto le coste hawaiane: «Siamo lieti di poter rientrare nelle nostre case senza problemi» eccessivi, ha detto Abercrombie tirando un sospiro di sollievo per aver scampato il peggio.