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Dal prossimo 1° aprile, le società elvetiche di un gruppo internazionale potranno sfuggire all'imposta preventiva su alcune operazioni finanziarie in Svizzera.
Lo ha deciso oggi il Consiglio federale approvando la modifica della relativa ordinanza. Lo scopo è rafforzare la piazza economica.
Attualmente i grandi gruppi con sede in Svizzera svolgono spesso le attività di finanziamento deliberatamente all'estero allo scopo di evitare il pagamento dell'imposta preventiva. L'economia elvetica perde dunque una parte del valore aggiunto creato in questo settore.
Per riportarlo nel nostro Paese, il Consiglio federale ha quindi adeguato l'ordinanza sull'imposta preventiva. La modifica concerne i gruppi all'interno dei quali una società svizzera del gruppo (garante) garantisce un'obbligazione emessa da una società estera appartenente allo stesso gruppo (emittente).
Secondo il governo ci dovrebbero essere entrate fiscali supplementari nell'ambito dell'imposta sull'utile di queste società (effetto diretto), dell'imposta sull'utile dei fornitori (effetto indiretto) nonché dell'imposta sul reddito e dell'imposta sul valore aggiunto a seguito della crescita dell'occupazione o dell'aumento dei salari della manodopera (effetto indotto). Le eventuali minori entrate dall'imposta preventiva a breve termine dovrebbero invece essere trascurabili.
I problemi attuali potrebbero essere definitivamente risolti con la revisione della legge federale sull'imposta preventiva (passaggio al principio dell'agente pagatore) posta in consultazione il 17 dicembre 2014. I lavori sono tuttavia attualmente sospesi in attesa dei risultati della votazione sull'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata".
SDA-ATS