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Con una mossa a sorpresa McDonald's, il colosso degli hamburger, alle prese con ricavi in calo e meno clienti, prevede di aumentare il salario dei suoi lavoratori americani di più del 10% entro la fine del 2016, includendo anche alcuni benefit quali le vacanze pagate.
A partire dal 1 luglio, McDonald's aumenterà di almeno un dollaro l'ora il salario minimo legale locale per i dipendenti dei suoi 1.500 ristoranti statunitensi, portando il compenso all'ora a 9,90 dollari. Entro la fine del 2016 il salario orario salirà a 10 dollari l'ora dagli attuali 9,01 dollari.
L'annuncio inatteso rafforza il fronte delle big americane che volontariamente hanno già deciso di aumentare i salari dei propri dipendenti. Lo ha fatto anche il gigante Wal-Mart, i cui dipendenti con quelli di McDonald's sono il 'simbolo' dei lavoratori sottopagati. La mossa a sorpresa arriva anche a pochi giorni dall'atteso sciopero dei dipendenti di fast food, che dovrebbero incrociare le braccia il 15 aprile. E arriva mentre montano le critiche dai sindacati sulle condizioni di lavoro e sui salari del colosso degli hamburger.
Per il presidente americano, Barack Obama, si tratta di una 'piccola' vittoria nella sua battaglia per l'aumento del salario minimo in tutto il Paese. L'aumento arriva in risposta ai sondaggi condotti fra i dipendenti. Ed è centrale - afferma l'amministratore delegato di McDonald's, Steve Easterbrook - nel piano dell'azienda per il rilancio delle vendite: dipendenti "motivati offrono migliore assistenza ai clienti e questo è vitale nella nostra svolta".