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Anno difficile il 2019 per Julius Bär: con un calo degli utili di oltre un terzo, la banca zurighese lancia ora un programma di risparmio di 200 milioni di franchi. Trecento posti di lavoro saranno cancellati.
L'utile netto ha registrato l'anno scorso un calo del 37% a 465 milioni di franchi, indica un comunicato odierno di Julius Bär, precisando che la contrazione è imputabile a un elevato accantonamento per un contenzioso legale in Germania e una correzione di valore di 99 milioni legata all'acquisizione della filiale italiana problematica Kairos. L'utile netto rettificato dei costi di integrazione e di ristrutturazione è diminuito del 4,7% a 772, milioni di franchi.
Gli azionisti di Julius Bär riceveranno ora un dividendo invariato di 1,50 franchi per azione per lo scorso esercizio. In precedenza, il dividendo era stato aumentato per cinque anni consecutivi.
Il patrimonio in gestione alla fine dell'anno ammontava a 426 miliardi di franchi, in crescita del 12% rispetto a un anno prima. L'afflusso di nuovo denaro si è attestato a 10,6 miliardi di franchi (17,4 miliardi nel 2018) pari a un afflusso del 2,8% del patrimonio in gestione. La banca zurighese è rimasta quindi l'anno scorso nettamente al di sotto del suo obiettivo del 4-6%. Senza l'influenza della filiale italiana l'afflusso sarebbe stato del 4,1% e l'obiettivo sarebbe stato raggiunto, precisa la nota.
I ricavi operativi sono aumentati leggermente a 3,38 miliardi di franchi (+0,4%) su base annua. Questi ultimi, il patrimonio in gestione e l'utile netto rispettano più o meno le aspettative degli analisti dell'agenzia finanziaria Awp. L'afflusso netto di nuovo denaro è invece inferiore di quasi il 12% alle previsioni.
Nell'ambito dell'"aggiornamento della strategia" del nuovo CEO Philipp Rickenbacher, in carica dal settembre scorso, la banca continua a frenare i costi. Le "misure di produttività ed efficienza" mirano a ridurre la base dei costi di 200 milioni di franchi. Rickenbacher ha spiegato in una conferenza telefonica che nell'anno in corso saranno tagliati circa 300 posti di lavoro. Al tempo stesso, i ricavi dovrebbero migliorare di oltre 150 milioni di franchi. Ulteriori decisioni saranno prese nella prima metà del 2020, ha detto il CEO, precisando che la banca vuole rimanere presente dove vede "opportunità di crescita".
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