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Il singhiozzo è fastidioso, ma innocuo. Di solito si placa rapidamente. In caso contrario o se si ripete continuamente, è opportuno consultare un medico.
Mordere un limone. Trattenere il fiato. Tirare la lingua. Mettersi in posizione accovacciata. O addirittura fare la verticale poggiando sulla testa? Esistono numerosi rimedi casalinghi contro il singhiozzo, anche se la loro efficacia non è affatto comprovata. I vari trucchi e suggerimenti hanno tuttavia un denominatore comune, quello di distrarre, calmare il respiro e rilassare il diaframma, il grande muscolo respiratorio che si trova tra la cavità toracica e addominale. Con il singhiozzo, infatti, il diaframma perde il suo ritmo.
Normalmente, il diaframma funziona senza interruzioni, contraendosi durante l’ispirazione per fare spazio ai polmoni e consentire all’aria di entrare, e rilassandosi per permettere all’aria di uscire attraverso la glottide; una fessura tra le corde vocali e la trachea. Durante il singhiozzo (singultus), invece, il diaframma si contrae involontariamente in modo spasmodico e irregolare, chiudendo di colpo la glottide. Questo fa sì che l’aria inspirata venga respinta, producendo il tipico rumore da singhiozzo. La frequenza può variare dalle quattro alle 60 volte in un solo minuto.
Singhiozzo – cause spesso innocue
Nella maggior parte dei casi le cause del singhiozzo sono innocue: si è mangiato troppo o troppo in fretta, si è consumato alcol o bevande gassate. A volte, però, il singhiozzo è provocato anche dall’agitazione. Oppure da qualcuno che ci ha spaventati. In ogni caso, con o senza rimedio casalingo: „il singhiozzo normalmente cessa comunque dopo poco tempo“, spiega Jürg Knuchel, medico responsabile del reparto di gastroenterologia presso l’ospedale cantonale di Aarau.
Se il singhiozzo dovesse durare più di 48 ore occorre rivolgersi a un medico. Un singultus cronico è stressante per chi ne è colpito, sia a livello fisico sia psicologicamente. Inoltre può essere sintomo di gravi patologie cardiache, del tratto gastrointestinale o del sistema nervoso centrale. Jürg Knuchel sottolinea l’importanza dell’accertamento delle cause e del relativo trattamento. Per curare i sintomi può essere ragionevole somministrare dei farmaci, p. es. allo scopo di rilassare i muscoli o svuotare lo stomaco.
Ne sono colpiti soprattutto i bebè
Il singhiozzo frequente nei bebè, per contro, non devono destare preoccupazione. Nei neonati, infatti, si verifica circa 3000 volte di più che nelle persone adulte. Si tratta di un riflesso naturale che impedisce al latte materno di raggiungere i polmoni invece dello stomaco. Inoltre, i bebè non lo percepiscono come fastidioso o doloroso. Basta un semplice „ruttino“ per farlo cessare più velocemente. A tale scopo prendere in braccio il neonato, poggiare la sua testa sulla spalla e dare dei leggeri colpetti sulla sua schiena.