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Israele
Israele: storica visita presidente del Ciad
Con un'iniziativa a sorpresa, il presidente del Ciad Idriss Deby ha intrapreso oggi la prima visita ufficiale di un capo di Stato del suo Paese in Israele, 46 anni dopo la rottura delle relazioni diplomatiche.
L'annuncio formale della visita - definita "storica" dal premier Benyamin Netanyahu - è giunto con poche ore di preavviso, solo dopo che l'aereo presidenziale era decollato da N'Djamena. A Gerusalemme, Deby è stato poi accolto con tutti gli onori da Netanyahu (che ha avuto con lui un lungo incontro privato) e dal capo di Stato Reuven Rivlin.
Sul tavolo c'era la cooperazione di sicurezza ed in particolare la lotta del Ciad (un Paese a maggioranza musulmana) contro il terrorismo dell'Islam radicale.
In una dichiarazione alla stampa Deby ha aggiunto di essere personalmente favorevole al riallacciamento delle relazioni diplomatiche con Israele: "Ma questo - ha precisato - non può offuscare la questione palestinese". Uno sviluppo del genere, ha lasciato intendere, potrà materializzarsi quando si avrà una ripresa delle trattative israelo-palestinesi, "ad esempio sulla base dell'iniziativa di pace araba".
Netanyahu ha inserito la visita di Deby in due processi in cui Israele è impegnato: la graduale penetrazione nel continente africano e l'apertura a Paesi islamici con cui non mantiene relazioni. "Negli ultimi due anni - ha ricordato - ho compiuto tre visite in Africa: prima nell'occidentale, poi nell'orientale. Spero che presto verrò anche nell'Africa centrale". "Israele torna in Africa, e l'Africa torna in Israele", ha aggiunto tornando col pensiero alla politica degli anni Sessanta.
Netanyahu ha inoltre aggiornato Deby sui "cambiamenti in atto nel mondo arabo riguardo Israele, manifestatisi col mio recente viaggio in Oman dal sultano Qabbus. Presto - ha rivelato - ci saranno altre visite in paesi arabi".
Nei giorni scorsi un portavoce del premier, citato dalla stampa araba, ha prefigurato una visita nel Bahrein. Sulla stampa si moltiplicano peraltro indiscrezioni su rapporti sempre più stretti fra Israele ed Arabia Saudita. In queste settimane, inoltre, Netanyahu ha aperto un canale di collaborazione discreta col Qatar, consentendo a quel Paese di introdurre a Gaza 15 milioni di dollari in contanti per placare le tensioni con Hamas.
Il premier israeliano spera che dal mondo arabo possano giungere pressioni tali da indurre i palestinesi a tornare a parlare di pace. Ma sia l'Anp di Abu Mazen sia Hamas hanno chiarito che il suo calcolo è errato e che la normalizzazione delle relazioni di Israele col mondo arabo dipenderà dal raggiungimento di una soluzione della questione palestinese.Tornare alla home page
ATS