Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/30631

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La riforma agraria non è terminata con l'introduzione della nuova politica agricola ("PA 2002") e la promulgazione della nuova legge sull'agricoltura (LAgr; RS 910.1). Analogamente a quanto è il caso per tutti gli altri settori economici, anche l'agricoltura deve adeguarsi continuamente a nuove condizioni quadro. I provvedimenti di politica agricola vanno valutati a scadenza regolare al fine di stabilire se consentono di raggiungere l'obiettivo di un'agricoltura competitiva e in grado di produrre in modo sostenibile nonché perfezionati sulla base di nuove conoscenze e in funzione delle sfide future. Già nel quadro del dibattito in merito alla nuova legge sull'agricoltura il Parlamento aveva previsto un mandato in tal senso (art. 187 cpv. 13 LAgr).</p><p>Il processo di riforma deve proseguire indipendentemente dal fatto che l'obiettivo venga raggiunto in condizioni quadro nuove. Nell'ambito dell'ulteriore sviluppo della politica agricola vanno anticipati gli eventi che potrebbero verificarsi soprattutto sul piano internazionale. L'Amministrazione appronterà i necessari adeguamenti in collaborazione con la neoistituita Commissione Consultiva Agricoltura (art. 186 LAgr) e con le cerchie interessate.</p><p>Domanda 1:</p><p>Non esiste alcun scadenzario per preparare il settore agricolo a un'adesione all'UE. Nel quadro della "PA 2002" sono stati adottati provvedimenti che dovrebbero consentire all'agricoltura svizzera di imporsi in un contesto economico caratterizzato da una concorrenza vieppiù agguerrita. Indipendentemente dalla questione di un'eventuale adesione all'UE, a medio termine il Primario sarà confrontato con sfide che impongono uno sviluppo coerente della politica agricola. L'applicazione dell'accordo bilaterale sull'agricoltura concluso con l'UE presuppone un rafforzamento della competitività dell'agricoltura indigena in vista di mantenere le quote di mercato della produzione svizzera e approfittare dell'opportunità concessa dall'accordo di aumentare il volume d'esportazione. I negoziati dell'OMC potrebbero comportare ulteriori impegni in materia di ridimensionamento della protezione alla frontiera e di sostegno del mercato. Un'indicazione di politica interna in tal senso si desume dall'articolo 187 capoverso 12 LAgr il quale prescrive che i fondi impiegati nel settore del sostegno del mercato debbano venir ridotti di un terzo entro cinque anni dall'entrata in vigore della legge sull'agricoltura.</p><p>Domanda 2:</p><p>La questione di un'eventuale adesione all'UE riguarda tutti i settori economici. L'impegno che dovrà essere profuso per adempiere le condizioni legate all'adesione varia tuttavia a dipendenza della situazione iniziale e della competitività dei singoli settori. L'agricoltura svizzera deve adoperarsi per mantenere o addirittura incrementare le sue quote di mercato nonostante la concorrenza sempre più agguerrita sul piano internazionale. La riforma agraria "PA 2002" e l'accordo bilaterale sull'agricoltura concluso con l'UE dovrebbero consentire al settore agricolo di raggiungere tale obiettivo.</p><p>Domanda 3:</p><p>Non si tratta di imporre all'agricoltura un ritmo d'adeguamento più celere rispetto agli altri settori economici, bensì di proseguire con determinazione sulla via tracciata dalla nuova politica agricola indipendentemente dalla questione e dall'epoca di un'eventuale adesione all'UE. Nel quadro dell'ulteriore sviluppo della politica agricola va considerata in particolare la situazione reale dell'intera economia caratterizzata, tra l'altro, dall'apertura dei mercati.</p><p>Domanda 4:</p><p>Affinché l'agricoltura possa operare in un contesto vantaggioso dal profilo dei costi è necessario un notevole impegno a tutti i livelli e in numerosi settori economici. Provvedimenti in tal senso sono stati promossi in diversi ambiti politici. Sono particolarmente degne di nota la legge sui cartelli (RS 251), la legge sul mercato interno (RS 943.02) e la legge sugli ostacoli tecnici al commercio (RS 946.51). L'applicazione degli accordi bilaterali dovrebbe innescare un calo dei costi in tutti i settori economici. In altri campi, come ad esempio quello della liberalizzazione del mercato dell'elettricità, è in corso un dibattito politico.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole delle sfide che la riforma agraria comporta per le famiglie contadine interessate. Se si considerano gli sviluppi futuri, è lecito ritenere che la pressione ad adeguare le strutture non diminuirà. Nel quadro dell'ulteriore sviluppo della politica agricola dovrà essere esaminata l'opportunità di introdurre misure sociali di durata limitata che consentano di mitigare i casi di rigore.</p>  Risposta del Consiglio federale.