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BERNA - La popolazione di lupi deve poter essere rapidamente regolata: in particolare va reso possibile abbattere in tempi brevi gli animali che causano danni. È quanto ritiene il Consiglio nazionale che oggi, per 136 voti a 36, ha sostenuto una mozione della sua Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia.
Una mozione dello stesso tenore è stata approvata, nella giornata di ieri, anche dagli Stati. Entrambi gli atti parlamentari saranno dunque trasmessi al Consiglio federale.
Il testo incarica il governo di sfruttare il margine di manovra concesso dall'attuale legge sulla caccia per creare le premesse di una convivenza regolamentata fra esseri umani, grandi predatori e animali da reddito, procedendo alle necessarie modifiche a livello di ordinanza e di disposizioni d'esecuzione.
La revisione della legge sulla caccia, bocciata di misura dal popolo lo scorso settembre, avrebbe potuto stemperare la situazione, ha detto a nome della commissione Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR). Seppure la decisione dei cittadini vada rispettata, bisogna trovare una soluzione pragmatica al problema del lupo, ha aggiunto la deputata. Non fare niente non è un'opzione, le ha dato man forte la ministra dell'ambiente Simonetta Sommaruga. L'obiettivo è agire entro l'estate.
Tra le altre cose, la mozione vuole che l'esecutivo adotti misure per rafforzare ed estendere la protezione delle greggi, in particolare sugli alpeggi e nei pascoli. Le disposizioni vanno poi ritoccate in modo tale da poter escludere in ogni momento la possibilità che un lupo solitario o dei branchi si abituino all'essere umano o divengano una minaccia per quest'ultimo.
Il primo lupo è apparso in Svizzera nel 1995. Nel frattempo, si sono formati otto branchi. Il numero di esemplari sta crescendo, tanto che, stando alle stime, tra la fine del 2019 e l'autunno 2020 si è passati da un'ottantina di animali a un centinaio.