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La Svizzera sostiene l’UNRWA sin dalla sua fondazione negli anni 1950. Il contributo del nostro Paese ammonta a circa 20 milioni di franchi all’anno (periodo di riferimento 2017-2020). Dal 2005, la Svizzera è anche membro della commissione consultiva dell’UNRWA e partecipa alle discussioni sul processo di riforma. Fin dall’inizio, l’UNRWA è stata al centro di controversie politiche. In adempimento del postulato Nantermod (18.3557), il Consiglio federale descrive nel suo rapporto lo sviluppo storico di questa agenzia dell’ONU, esamina la sua collaborazione con la Svizzera e analizza le diverse critiche di cui è fatta oggetto.
L’UNRWA è cresciuta notevolmente
La storia dell’UNRWA è strettamente legata al conflitto mediorientale, che non è ancora stato risolto. Il suo mandato e la portata delle sue attività si sono dunque gradualmente evoluti dagli anni 1950 a oggi. Inizialmente l’attenzione si concentrava sull’aiuto umanitario. Ben presto però si sono aggiunti compiti quasi di tipo statale in settori come l’istruzione e la salute. Oggi l’UNRWA ha più di 27 000 dipendenti e gestisce oltre 700 scuole e 140 centri sanitari. Più di 5,6 milioni di Palestinesi sono registrati come rifugiati presso l’Agenzia. L’UNRWA dispone di un budget annuale di circa 1,3 miliardi di franchi. Il rapporto illustra le caratteristiche storiche dell’UNRWA: la sua creazione come istituzione separata rispetto all’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati (ACNUR); la sua specifica definizione di rifugiato; la risoluzione sul «diritto al ritorno» come punto di riferimento; e il ruolo di fornitore di servizi con una forte presenza sul campo che la distingue dalle altre agenzie delle Nazioni Unite.
La Svizzera si impegna nella ricerca di una soluzione al conflitto in Medio Oriente
L’UNRWA opera nel contesto altamente politicizzato del conflitto israelo-palestinese ed è stata accusata di svolgere un ruolo troppo politico. L’ereditarietà dello statuto di rifugiato fa crescere costantemente la popolazione di rifugiati palestinesi. Il Consiglio federale affronta queste e altre questioni critiche nel suo rapporto. Le accuse mosse all’UNRWA sono spesso espressione del contesto politico, ma in alcuni casi sono giustificate da motivi materiali. Nonostante i problemi creati dal continuo aumento dei costi per l’assistenza a un numero crescente di persone, il Consiglio federale ritiene che la questione dei profughi palestinesi debba essere risolta in modo duraturo nel quadro di un accordo globale di negoziazione. La Svizzera intende continuare a impegnarsi a favore di una conclusione del conflitto mediorientale.
Nel suo rapporto, l’Esecutivo afferma che il mandato dell’UNRWA conserva la sua importanza e contribuisce alla stabilità della regione. Conformemente alla Strategia per il Medio Oriente e il Nord Africa (Strategia MENA 2021-2024), adottata oggi dal Consiglio federale, la Svizzera sosterrà e seguirà da vicino le riforme avviate dall’UNRWA per rafforzarne in via prioritaria la governance.
Nel 2019 l’Assemblea generale dell’ONU ha prorogato il mandato dell’UNRWA fino al 2023. Entro la fine dell’anno, il Consiglio federale prenderà una decisione in merito al finanziamento di questa Agenzia da parte della Svizzera.
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