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Mozione del nostro consigliere nazionale
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare uno studio volto ad analizzare la possibilità di introdurre la castrazione chimica per pedofili e stupratori recidivi.
Motivazione:
La “terapia farmacologica antagonista del testosterone”, più comunemente conosciuta come “castrazione chimica” è una pratica che da tempo viene impiegata in numerosi paesi occidentali quali la Germania, la Svezia, la Danimarca, la Spagna, la Polonia o in diversi stati degli Stati Uniti in presenza di pedofili e stupratori recidivi. Tale misura viene praticata in determinati casi con il consenso del criminale stesso, che beneficia poi di una riduzione di pena, oppure imposta. Essa consiste in un trattamento farmacologico che diminuisce i livelli di testosterone dell’uomo, il suo livello libidico e quindi il rischio di recidiva.
I dati provenienti dai paesi scandinavi dimostrano che la reiterazione dei reati nei confronti dei bambini si è ridotta grazie a questa misura dal 40% al 5%.
La Svizzera si trova anch’essa confrontata a casi di pedofili e stupratori che in breve tempo diventano recidivi, a causa di una legislazione penale e di un sistema giudiziario che puniscono troppo blandamente questi criminali e che proteggono in maniera insufficiente le vittime o le potenziali vittime di questi reati (donne e bambini). Ecco che allora la castrazione chimica potrebbe costituire una valida alternativa.
Naturalmente, alla castrazione chimica andrebbe affiancato un adeguato supporto psicologico, affinché il pedofilo o lo stupratore recidivo seguano regolarmente la terapia e perché essa abbia anche un reale beneficio sociale.