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Lo afferma, attraverso il suo ufficio di rappresentanza a Washington, il National Council of Resistance of Iran (NCRI), organizzazione politica di opposizione che si proclama parlamento in esilio della resistenza in Iran al regime islamico e che in passato ha rivelato l'esistenza di vari siti nucleari di Teheran, da Natanz ad Arak e Fordo.
La fonte delle informazioni, illustrate con immagini satellitari e riguardanti anche gli organigrammi del progetto nucleare, è la rete in Iran dei Mojahedin del Popolo (Mek), cui il Ncri è legato.
Le informazioni, ha spiegato Alireza Jafarzadeh, vicedirettore del NCRI, sono state condivise con il governo americano un paio di giorni fa, in coincidenza quindi con l'annuncio da parte dell'amministrazione Trump di un "riesame" dell'accordo.