Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/76340

<h2>SubmittedText<h2><p>Per assicurare l'approvvigionamento di energia elettrica del Paese, il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. introdurre, per le partecipazioni o i diritti di prelievo da impianti esteri che producono elettricità a partire da fonti energetiche rinnovabili (a condizione che l'utente finale sia la Svizzera), una retribuzione per l'immissione di energia elettrica che copra i costi;</p><p>2. il presupposto necessario è che al Paese consumatore sia garantita per numerosi anni o per tutta la durata di vita dell'impianto, grazie a un contratto vincolante, la disponibilità dell'elettricità prodotta;</p><p>3. adottare regolamentazioni (certificati, contratti conformi al Protocollo di Kyoto) d'intesa con i partner esteri, di modo che le riduzioni di emissioni conseguite all'estero possano essere accreditate alla Svizzera;</p><p>4. provvedere ad ampliare le capacità della rete di trasmissione affinché possano coprire il fabbisogno anche a lungo termine.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'introduzione delle rimunerazioni per l'immissione a copertura dei costi di energie rinnovabili prodotte all'estero è di competenza dei singoli Stati. Per via della sovranità territoriale di ogni Stato, la Svizzera non può interferire nell'ordine interno dei Paesi confinanti e introdurre nel loro sistema rimunerazioni a copertura dei costi.</p><p>L'Unione europea (UE) promuove la libera concorrenza tra i produttori di energia. Riguardo all'aumento della quota di energie rinnovabili nel settore dell'elettricità l'UE si è posta obiettivi ambiziosi. Finché consentirà agli Stati membri di compensare il valore aggiunto ecologico della corrente pulita con rimunerazioni per l'immissione di energia, difficilmente potrà imporsi un commercio paneuropeo dei cosiddetti "certificati verdi" o garanzie d'origine commerciabili per la corrente prodotta a partire da energie rinnovabili. La libera circolazione dei capitali fa sì che le imprese svizzere, eccezion fatta per poche restrizioni di modesta entità, possano partecipare a progetti nello spazio europeo.</p><p>Oltre alla produzione nazionale di energia da fonti energetiche ampiamente diversificate, anche le importazioni di elettricità concorrono ad assicurare l'approvvigionamento energetico. Al riguardo occorre rafforzare le capacità di rete nazionali e transfrontaliere secondo quanto figura nel rapporto conclusivo relativo alle reti di linee di trasmissione strategiche svizzere 2015. Sia in Svizzera che nei Paesi confinanti, le reti di trasmissione presentano insufficienze di capacità che occorre colmare. Poiché riguarda i singoli Paesi membri dell'UE, la questione esula dall'ambito di competenza della Svizzera.</p><p>In occasione della seduta del 21 febbraio 2007 riguardo alla strategia energetica della Svizzera il Consiglio federale ha definito nuovi principi in materia di politica energetica. La strategia poggia su quattro pilastri: misure di efficienza energetica, promovimento delle energie rinnovabili, politica estera in materia energetica e impianti di grande potenza. Il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di elaborare entro la fine del 2007 dei piani d'azione per migliorare l'efficienza energetica in tutti i settori e promuovere le energie rinnovabili. Inoltre, sta valutando la possibilità di importare energia prodotta da fonti rinnovabili. Il DATEC ha anche ricevuto il mandato di verificare in quale misura si possa accelerare la procedura di autorizzazione per le linee di trasmissione nei settori energia e gas. Alla fine di quest'anno, una volta disponibili i piani e i rapporti, il Consiglio federale prenderà una decisione in merito al tipo e alla portata delle misure da adottare. Nel quadro della messa a punto dei piani d'azione, il DATEC esaminerà anche le misure proposte nella presente mozione. Poiché le decisioni relative ai singoli provvedimenti non sono ancora state prese, attualmente il Consiglio federale non può prendere impegni al riguardo; per ragioni formali la mozione va pertanto respinta. Nel caso la mozione venisse accolta, il collegio proporrebbe alla seconda Camera di trasformare l'intervento in un mandato di esame.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.