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Bisogna offrire ai giovani spazi liberi dalla pubblicità: solo così, afferma la Commissione federale per l'infanzia e la gioventù (CFIG), i giovani potranno diventare consumatori consapevoli. La commissione auspica anche un aiuto nella lotta contro l'indebitamento, per esempio prelevando le imposte direttamente dal salario e generalizzando il sistema del "terzo pagante" per le prestazioni sanitarie obbligatorie.
In un rapporto pubblicato oggi, la CFIG propone di vietare le réclame che nuocciono ai bambini. L'asilo, la scuola e gli spazi di custodia extra famigliare dovrebbero essere zone prive di pubblicità, ha detto Véronique Alessio-Isler, membro della Commissione, oggi in una conferenza stampa a Berna.
Lo scopo, ha proseguito Alessio-Isler, è fare in modo che i giovani apprendano a diventare consumatori senza essere influenzati a loro insaputa a fini commerciali. I bambini e i ragazzi sono infatti un target di grande interesse per il settore pubblicitario. Non va poi dimenticato che, a dieci anni, un bambino conosce già i nomi di 300-400 marche.
Il rapporto si concentra poi su un altro fenomeno, l'indebitamento dei giovani. Pur riconoscendo ch'esso non è più frequente in questa categoria di età (la proporzione delle persone in difficoltà economiche è simile tra i 19-29enni e i 30-49enni), la CFIG sottolinea che le conseguenze per i giovani sono spesso più pesanti.
Per i giovani esistono due ostacoli di tipo strutturale che possono trasformarsi in "trappole" d'indebitamento: le imposte e i costi legati alla salute. Nel caso di Basilea Città, un quarto delle procedure di esecuzione viene avviato per imposte non pagate, un altro quarto per ritardi con i premi della cassa malattia.
Per questo motivo la CFIG propone il prelievo diretto delle imposte dal salario, analogamente a quanto avviene per i contributi dell'AVS. Andrebbe poi generalizzato il sistema del "terzo pagante" per tutte le prestazioni sanitarie obbligatorie, in base al quale medico, farmacista e ospedale inviano la fattura direttamente alla cassa malattia
Il rapporto è ora stato consegnato al Consiglio federale, ai Cantoni e ai parlamentari. Tocca quindi alla politica decidere come muoversi. Per questo motivo non esiste un calendario dell'applicazione delle misure proposte, ha spiegato al termine della conferenza stampa il presidente della CFIG, e consigliere di Stato ginevrino, Pierre Maudet.