Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01032.jsonl.gz/459

“Una risposta che sfiora il ridicolo” così ha commentato la sezione ticinese dell'UDC la risposta del Consiglio federale ad una interrogazione del Consigliere nazionale Marco Chiesa in cui chiedeva al governo di contrastare il fenomeno degli annunci di lavoro discriminatori verso i residenti. Nella sua risposta il Consiglio federale sostiene di “non essere a conoscenza” della pratica descritta nell'interrogazione di Chiesa.
In mancanza di casi concreti, il Consiglio federale non può quindi "esprimersi su un comportamento siffatto né su eventuali misure da adottare". Nella sua risposta il governo ricorda che dal primo luglio è entrata in vigore la legge di attuazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, anche se non è chiaro il collegamento con la pratica evocata da Chiesa dal momento che residenti e frontalieri hanno ugual accesso alle misure introdotte da questa legge.
La risposta non è piaciuta per nulla all'UDC ticinese, secondo cui la reazione del Governo mostra "quanta ignoranza della situazione ticinese regni ancora a Palazzo federale e in particolare all’interno del Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), autorità competente per la valutazione di questo atto parlamentare".
"Affermare di 'non essere a conoscenza della pratica descritta nell'interrogazione'" scrive l'UDC ticinese "sfiora il ridicolo ed è irrispettosa nei confronti delle famiglie ticinesi che si vedono escluse dal proprio mercato del lavoro". L’UDC Ticino promette quindi di presentare nelle prossime settimane "dei casi concreti, che sembrano essere “sfuggiti”, affinché anche chi non vuole vedere sia costretto a rendersi conto della gravità di queste discriminazioni".