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Ovviamente, il Consiglio Federale sta conservando l’inasprimento delle misure restrittive per dopo il voto sulla legge Covid-19. L’UDC respinge risolutamente qualsiasi ulteriore inasprimento delle restrizioni e continuerà a battersi contro il principio del 2G, la vaccinazione obbligatoria e la vaccinazione dei minori dopo il 28 novembre. Poiché l’efficacia dei vaccini in termini di protezione contro l’infezione diminuisce massicciamente dopo pochi mesi, l’UDC ritiene che solo un aumento dei test abbia ora un senso. I test devono tornare a essere gratuiti. Per proteggere i gruppi a rischio, sono necessari più test negli ospedali e nelle strutture sociosanitarie.
Si può supporre che il Consiglio federale non voglia inasprire di nuovo le misure restrittive fino a dopo la votazione sulla legge Covid-19. L’UDC respinge chiaramente un ulteriore inasprimento delle restrizioni. Anche i piani dei Cantoni di limitare ulteriormente la libertà e i diritti fondamentali non sono opportuni. Tutte le misure devono essere proporzionali, ragionevoli ed efficaci.
Su questa base, l’UDC ha perseguito una strategia cristallina fin dall’inizio della pandemia: i gruppi a rischio devono essere protetti senza limitare inutilmente e arbitrariamente la libertà all’interno della società e dell’economia. Il Consiglio federale e l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) hanno un chiaro dovere: devono finalmente garantire in modo efficace la protezione delle persone oltre i 65 anni. Più test sono una soluzione appropriata, specialmente nelle strutture sociosanitarie. Dato che i vaccini non proteggono più dall’infezione del virus dopo alcuni mesi, i test offrono garanzie di sicurezza maggiori del certificato. È incomprensibile che il Consiglio federale non prenda ancora una posizione chiara sul fatto che l’efficacia protettiva contro l’infezione – a seconda del vaccino – si esaurisce molto più velocemente e più fortemente di quanto si pensi. Qui il Consiglio federale deve finalmente comunicare in modo chiaro.
La Confederazione, in questo ambito, ha in ogni caso fallito. La strategia vaccinale deve rivolgersi alle persone anziane e a quelle con malattie pregresse, compresa la cosiddetta vaccinazione di richiamo. Invece di garantire la loro sicurezza, la Confederazione preferisce spendere milioni di franchi in concerti propagandistici dinanzi a platee vuote, dove artisti di Stato selezionati vengono pagati a peso d’oro.
No alla vaccinazione obbligatoria
Le restrizioni arbitrarie e senza alcuna evidenza epidemiologica emanate nella caotica gestione della crisi pandemica da parte del consigliere federale del PS Alain Berset, non solo non hanno raggiunto il loro obiettivo a livello di politica sanitaria, ma hanno anche scosso la fiducia nella politica stessa e hanno profondamente diviso la società. Questo è il motivo per cui l’UDC chiede con forza:
Conclusione: l’UDC respinge fermamente la vaccinazione obbligatoria dei bambini, la vaccinazione obbligatoria per tutti e il divieto di lavoro per i non vaccinati. Per gestire finalmente la crisi in modo efficiente, l’UDC esige un aumento dei posti di terapia intensiva e un’offensiva formativa del personale necessario (invece di ridurre le capacità durante la pandemia, come assurdamente è successo). Le restrizioni per la popolazione che non è stata contagiata dal coronavirus dovrebbero essere revocate.