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L'iniziativa "Salvate l'oro della Svizzera!" divide l'UDC: una dopo l'altra, le sezioni cantonali si stanno smarcando dall'indicazione di voto del partito nazionale, che raccomanda il no, e sostengono la proposta di modifica costituzionale. L'ultima a farlo, a stragrande maggioranza, è stata nel fine settimana la sezione grigionese. Per il politologo Michael Hermann tutto ciò non sorprende: "sulle questione economiche una parte della base non è sulla linea UDC", ha spiegato all'ats.
Stando all'ultimo barometro SRG SSR il 70% dei simpatizzanti democentristi intende inserire un sì nell'urna il prossimo 30 novembre. Un orientamento che è condiviso da 17 cantoni.
Ai vertici svizzeri la situazione è per contro diversa. Alle Camere federali meno della metà dei parlamentari UDC ha sostenuto l'iniziativa, sebbene il comitato promotore sia presieduto dai colleghi di partito Lukas Reimann, Luzi Stamm e Ulrich Schlüer. Il comitato centrale ha poi raccomandato il no di strettissima misura - 35 voti contro 34 - mentre l'assemblea dei delegati non ha avuto la possibilità di esprimersi sul tema.
Per il politologo Hermann queste disparità di vedute non devono stupire. Spesso in seno alla formazione di Toni Brunner in materia di economia si formano due ali, una che difende posizioni tradizionalmente borghesi, l'altra più critica. Lo stesso è accaduto in relazione all'iniziativa contro i salari abusivi e continua a succedere con Ecopop. Su argomenti come l'asilo o l'integrazione europea l'UDC è assai compatta, ma lo spettro ideologico del partito è vasto, continua Hermann.
Grazie a temi come l'immigrazione l'UDC ha attirato persone che ora fatica a controllare e che non si orientano come vorrebbero gli ambienti economici. Anche gli attacchi mossi contro la politica del consenso e della moderazione, praticata per esempio in ambito d'asilo e di politica europea, spingono la base ad essere più profilata pure in altri ambiti. Contrariamente a quanto sostenuto dall'ex consigliere federale Adolf Ogi il politologo non vede però una mancanza di leadership all'interno del partito.
Finora inoltre la "dicotomia economica" non ha nuociuto all'UDC, anche perché manca la concorrenza. "Fra i simpatizzanti vi è una forte disponibilità a far parte dell'UDC, sebbene il partito pratichi una politica vicina all'economia. E nel frattempo il mondo economico è pronto a collaborare con l'UDC, non curandosi della posizione in parte critica della base".
Per il presidente Toni Brunner "non esiste assolutamente alcun problema". Le sezioni sono libere di dare altre indicazioni di voto, ha indicato all'ats. Un partito popolare vive di dibattito: queste discussioni sono "molto buone".
Secondo il consigliere nazionale sangallese l'iniziativa sull'oro solleva legittimi quesiti, a cui si può dare risposte differenti, come si è visto anche a livello di comitato centrale. Il no all'iniziativa sulla sovrappopolazione è stato deciso invece da una maggioranza più consistente, ciò che si riflette anche nel minor numero di sezioni cantonali che la sostengono. "Vogliamo ridurre l'immigrazione, ma la via tracciata da Ecopop è sbagliata".
Brunner non contesta il fatto che su temi economici la base non si schieri sempre sulle stesse posizioni dei vertici. L'UDC è però per una politica liberale e favorevole alle aziende: bisogna segnalare alla base quando le iniziative popolari presentano delle debolezze, conclude.