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La Svizzera per adempiere agli impegni presi nei confronti dell'OCSE e del G20 introdurrà dall'inizio del 2024 un'imposta integrativa per le grandi imprese internazionali che raggiungono un fatturato annuo globale di almeno 750 milioni di euro e il cui livello d'imposizione minima è inferiore al 15%. Il progetto trasmesso ora al Parlamento dovrebbe essere internazionalmente accettato, secondo Ueli Maurer.
I tre quarti degli introiti - stimati fra uno e 2,5 miliardi di franchi annui - saranno ridistribuiti ai Cantoni, ha comunicato giovedì il ministro delle finanze in conferenza stampa. In un primo tempo era previsto che toccasse loro la totalità dell'importo, un'idea che aveva incontrato resistenze in sede di consultazione.
La Confederazione utilizzerà il quarto che le spetta per coprire le maggiori uscite per la perequazione finanziaria e promuovere l'attrattiva della piazza economica. Il progetto non dovrebbe nel complesso incidere sul bilancio federale.
I Cantoni, anche quelli costretti ad alzare le imposte, avranno invece i mezzi necessari per preservare la competitività e potranno utilizzarli liberamente "tenendo conto dei comuni".
Toccate Nestlé, Novartis, Roche e...
Il nuovo regime fiscale delle società si compone di due pilastri. Il primo riguarda le 100 aziende più grandi del mondo, tra cui figurano i gruppi farmaceutici Novartis e Roche e il gigante alimentare Nestlé. Secondo la volontà degli Stati membri dell'OCSE, in futuro queste aziende saranno tassate non solo nel paese in cui hanno sede, ma anche dove vengono consumati i loro servizi. Il secondo concerne le 200-300 aziende svizzere con un fatturato globale superiore a 750 milioni di euro. Inoltre, sono attive in Svizzera circa 2000-3000 filiali di grandi multinazionali estere.
- Notiziario 10.00 del 23.06.2022 Imposta multinazionali