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La Ronald Reagan Presidential Library, è una fondazione non profit situata nella Simi Valley, a sud della California. Gestisce i documenti presidenziali dell’amministrazione repubblicana di Ronald Reagan, 40° presidente degli Stati Uniti dal 1981 al 1989. Inoltre rappresenta anche il suo luogo di sepoltura insieme alla First Lady, Nancy Reagan.
La Fondazione ha formalmente chiesto al presidente Trump e al Comitato nazionale repubblicano, di smettere di usare il nome e l’immagine di Ronald Reagan per raccogliere fondi. La richiesta è arrivata in seguito ad un appello di raccolta fondi del comitato “Trump Make America Great Again” offrendo due monete commemorative, con l’incisione di Reagan in una e con quella di Trump nell’altra, a chiunque donasse almeno 45 dollari per la rielezione di Donald Trump. Appello inviato tramite email firmata dallo stesso presidente.
Non è la prima volta che Trump scambia la sua somiglianza con Reagan, nominato sempre da lui come suo presidente preferito e venerato tra i conservatori. Ha cercato sempre beneficio politico, sfruttando alcune foto scattate insieme nel 1987 per creare analogie tra le loro visioni per l’America. Secondo una storia fatta girare sui social da Trump e mai autenticata, Reagan avrebbedetto all’incontro con il giovane Trump: “For the life of me, and I’ll never know how to explain it, when I met that young man, I felt like I was the one shaking hand with the president”. Tradotto: “Non saprò mai come spiegarlo, ma quando ho incontrato quel giovane, mi sono sentito come se fossi stato io a stringere la mano al presidente”. Joanne Drake, direttore della Fondazione, ha dichiarato più volte che Reagan non ha mai detto questo su Donald Trump.
Il figlio di Reagan, Ron, ha dichiarato nel 2018 in un’intervista che suo padre non avrebbe mai sostenuto Trump, descrivendolo anzi come un presidente che “tradisce” il suo paese. La figlia, Patti Davis Reagan, ha accusato Trump di mettere in pericolo la democrazia e ha affermato che è stato distorto il significato di “Facciamo di nuovo grande l’America” slogan creato dal padre durante la campagna presidenziale del 1980. “Penso che abbia assunto un significato completamente diverso perché quello che sembra significare adesso è: rendiamo l’America di nuovo bianca e razzista e di nuovo di mentalità ristretta”, ha detto la figlia di Reagan.
Negli anni ’90, sia Reagan che sua moglie, firmarono degli atti legali che garantivano alla fondazione i diritti esclusivi dei loro nomi e immagini. La Fondazione rivendica quindi il potere di impedire che immagini e accostamenti dell’ex presidente possano essere utilizzate per scopi commerciali e sponsorizzazioni politiche. Quando i funzionari della Fondazione Reagan sono stati informati dell’appello sollecitato via email di Donald Trump, hanno deciso immediatamente di fermarlo.
A cento giorni dalle elezioni presidenziali, i recenti sondaggi mostrano Biden molto più avanti di Trump. Preoccupanti per l’attuale presidente sono i dati che suggeriscono che sta perdendo il vantaggio sull’economia, in precedenza la più grande vulnerabilità di Biden. Michael Steel, stratega repubblicano, suggerisce che è difficile immaginare una rielezione se la disoccupazione aumenta e non vi è alcun segno che la pandemia da coronavirus sia sotto controllo. Trump vuole condurre una campagna come nel 2016, ma gli USA sono cambiati dall’ultima crisi economica e da un crescente movimento per la giustizia razziale. Un approccio che potrebbe non funzionare questa volta per Trump negli Stati chiave.