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BOSTON - «Basta restrizioni di viaggio selvagge e incoerenti tra un Paese all'altro».
È quanto ha chiesto oggi l'Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA), trovatasi in assemblea generale a Boston, negli Stati Uniti. In particolare, l'industria ha chiesto ai Governi di «implementare regimi semplificati» per permettere un rilancio dei viaggi internazionali e sbloccare la ripresa del trasporto aereo.
«Le restrizioni ai viaggi hanno fatto guadagnare tempo ai governi nei primi momenti della pandemia. Quasi due anni dopo, però, questa logica non esiste più» ha dichiarato a riguardo Willie Walsh, Direttore generale della IATA. Per lui, ormai, «il Covid-19 è presente in tutte le parti del mondo, e le restrizioni di viaggio sono una complessa e confusa rete di regole, per di più incoerenti tra loro».
Tutte queste norme «con poche prove a loro sostegno» portano solo al «caos economico», secondo Walsh, che ha preso d'esempio il Regno Unito. «Dei tre milioni di arrivi tra febbraio e agosto, solo 42'000 sono risultati positivi, meno di 250 al giorno. Nel frattempo, i casi giornalieri sono 35'000, e l'economia è aperta, la gente dovrebbe essere altrettanto libera di viaggiare».
Un quadro normativo per riaprire ai viaggi
In particolare, per rilanciare il settore, l'IATA ha chiesto ai Governi di rendere i vaccini disponibili a tutti «il più rapidamente possibile», di non mettere alcuna restrizione di viaggio ai viaggiatori vaccinati, di permettere «a coloro che non hanno accesso ai vaccini di viaggiare senza quarantena», e di utilizzare «i test antigenici, pagati dal Governo, come chiave per il rilancio».
L'Europa, ad esempio, ha intrapreso «una buona strada»: «Il certificato digitale dell'Unione europea è uno standard efficiente e affidabile per registrare i test e lo stato delle vaccinazioni. Se i governi stanno cercando uno standard da seguire, questa è la nostra raccomandazione», ha detto Walsh.
Secondo i soci dell'IATA, agire è urgente per contrastare la crisi. Nel corso del 2021 le compagnie aeree in tutto il mondo «avranno perdite per 52 miliardi di dollari». Anche il 2022 sarà un anno rosso, secondo le stime dell'Associazione, con 11,6 milioni di perdite. Il 2020, quando «la crisi ha toccato il fondo», ha invece portato 137,7 miliardi di dollari di perdite.
Emissioni zero entro il 2050
Dalla 77esima assemblea generale dell'IATA è poi stata approvata una risoluzione per raggiungere «le emissioni nette zero entro il 2050», un impegno che permette all'industria globale del trasporto aereo di allinearsi con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.
«Le compagnie aeree del mondo hanno preso una decisione epocale, una sfida enorme, per garantire che volare sia sostenibile per le generazioni future» ha dichiarato a riguardo Walsh.
La strategia consiste nell'abbattere quanta più CO2 possibile grazie a soluzioni interne al settore, come l'uso di carburanti sostenibili per l'aviazione, nuove tecnologie, operazioni e infrastrutture più efficienti e lo sviluppo di nuove fonti di energia a zero emissioni come l'elettrica e l'idrogeno.
L'IATA, lo ricordiamo, conta 290 compagnie aeree membri, che rappresentano l'82% del traffico aereo mondiale.