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Amazon dovrà pagare 250 milioni di euro per le tasse non pagate in Lussemburgo. Secondo la Commissione europea la multinazionale statunitense avrebbe ricevuto un trattamento di favore dalle autorità fiscali del principato. Lo scorso agosto contro la scelta dell'Ue di perseguire le aziende che hanno sottoscritto i cosiddetti "ruling tax" era sceso in campo l'allora segretario al Tesoro USA Jacob Lew. Chissà se il suo successore, Steven Mnuchin, nominato da Trump (notoriamente non particolarmente apprezzato dalla Silicon Valley), seguirà lo stesso approccio.
25 agosto 2016
Bruxelles respinge al mittente le accuse da parte degli USA di aver preso di mira società americane, da Apple a Starbucks, nell'ambito dei cosiddetti "tax rulings", gli accordi fiscali presi dalle società estere con i singoli paesi UE, come Irlanda, Olanda e Lussemburgo, che hanno consentito a queste azinede di pagare meno tasse del dovuto e che sono ormai da qualche tempo nel mirino della Commissione europea. "La legislazione Ue si applica in modo indiscriminato a tutte le società che operano in Europa, non c'è nessun pregiudizio contro quelle americane" ha dichiarato un portavoce della Commissione in risposta al White paper del ministero del Tesoro USA, che accusava l'Unione europea di essere diventata "un'autorità fiscale sovranazionale che rivede le decisioni degli stati membri" in merito all'imposizione delle imprese.
Secondo il ministero guidato dal Segretario al Tesoro USA Jacob Lew il "cambiamento di approccio" dell'UE stabilisce "uno sgradito precedente che potrebbe spingere altre autorità fiscali" a domandare "recuperi retroattivi ampi e punitivi alle società Ue e Usa".
Il portavoce della Commissione ha ricordato come la prima società a cui è stato imposto il pagmento di imposte retroattivamente è stata Fiat in Lussemburgo e ha successivammente elencato altre 35 società europee finitte sotto l'attenzione della Commissione.
Per quanto riguarda le società statunitensi è attualmente aperta un'inchiesta su Amazon da parte dell'Antitrust europeo, Starbucks è già finita nel mirino delle autorità europee per gli acordi fiscali con l'Olanda, mentre su Apple è atteso un verdetto per gli accordi in Irlanda.
La Commissione europea, precisa il portavoce, "resta disponibile a offrire ogni ulteriore chiarimento" in merito alla legislazione europea riguardante gli aiuti di Stato, che, precisa il funzionario, non consente vantaggi selettivi tramite trattamenti fiscali agevolati.