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Hong Kong
Hong Kong: un deputato viene destituito poiché fallisce il test patriottico
Il deputato di Hong Kong, Cheng Chung-tai, è stato destituito «con effetto immediato» per aver fallito il test sul patriottismo.
Il Comitato di revisione dell'eleggibilità dei candidati, nuovo organismo istituito nell'ambito del riassetto radicale del sistema elettorale dell'ex colonia britannica voluto dalla Cina, ha stabilito che Cheng, esponente di Passione civica, «non era abbastanza patriottico per ricoprire una carica pubblica».
La decisione, annunciata oggi dal Segretario capo John Lee, lascia un solo deputato del Consiglio Legislativo, il parlamentino locale, a non essere allineato con il campo filo-Pechino.
Lee, che presiede il nuovo Comitato, si è scagliato contro quelli che ha definito «bugiardi» che cercano di ripulire il loro passato, definendo la registrazione di Cheng per diventare un componente d'ufficio del comitato elettorale come non valida, dopo che il Comitato separato per la sicurezza nazionale ha dichiarato che non aveva superato la prova «sul giuramento di fedeltà alla città e di sostegno alla Basic Law», la mini Costituzione locale.
Nel destituire Cheng, Lee, il numero due dell'amministrazione cittadina, ha poi osservato che le autorità avevano preso in considerazione le sue precedenti dichiarazioni pubbliche, libri e articoli e una «lista negativa» di comportamenti ritenuti in violazione dell'impegno di fedeltà.
La mossa sulla destituzione si è basata su una decisione del principale organo legislativo di Pechino lo scorso novembre che ha autorizzato le autorità locali a estromettere quattro legislatori pandemocratici che consideravano «non patriottici». Cheng, di conseguenza, non potrà candidarsi alle imminenti elezioni LegCo di dicembre.
Il panel guidato da Lee, parte di un meccanismo di valutazione multistrato, mira a garantire che solo i «patrioti» possano detenere il potere e la guida della città. Le persone che desiderano competere per un seggio nel comitato elettorale o quello da deputato devono sottoporsi a due turni di controlli di sicurezza nazionale, prima che l'organismo di controllo dia il via libera finale.
Cheng, secondo i media locali, ha confermato la notifica della decisione, riferendo che durante l'esame gli erano state fatte domande sul suo dovere costituzionale di legislatore e se era «genuinamente patriottico». Le autorità hanno anche chiesto informazioni sui forum a cui aveva preso parte e se le sue dichiarazioni passate riguardassero collusioni con potenze straniere.
L'ex deputato ha affermato di «rispettare» la decisione, aggiungendo di ritenere che non vi fosse alcuna procedura giudiziaria per un esame d'appello. Cheng era tra le 1'498 persone esaminate dal Comitato di revisione.
pv