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|ABBATE Oreste |
Elettrotecnico, operaio, artigiano
Napoli 7.7.1887 da Gaetano e Vincenza Pastore -
È condannato nel gennaio 1908 a 5 mesi di reclusione per renitenza alla leva. Nel maggio 1915 prende servizio all'Arsenale di Venezia in qualità di operaio specializzato, ma il Comando militare lo licenzia per le sue idee sovversive.
Chiamato alle armi diserta, e il 29 ottobre 1916 si rifugia in Svizzera. Coinvolto nell'affare delle bombe di Zurigo viene arrestato nel 1918 e con Coretti Luigi e Rizza Roberto è scarcerato dopo 6 mesi di detenzione preventiva - senza processo - ed espulso dalla Svizzera il 2 dicembre 1918 unicamente in quanto anarchico.
Con il socialista Francesco Misiano, conosciuto in Svizzera, partecipa alla rivoluzione tedesca accanto agli spartachisti e viene arrestato l'11.1.1919 nella redazione del giornale Vorwärts. Imprigionato a Moabit - con L. Zingg, D. Fieramonte e i socialisti Misiano, Accomasso, D. Balduini - è liberato nel marzo 1919. In seguito si stabilisce provvisoriamente a Zurigo presso la famiglia Zanolli (suoceri di Bruno Misefari), poi torna a Berlino dove frequenta Misefari.
Con l'amnistia nittiana del 2 settembre 1919, rientra in Italia facendosi passare per l'ex soldato austriaco Giovanni Jurissewitsch e si trasferisce a Trieste, dove gestisce un negozio di apparati elettrici. Riceve più volte F. Misiano, divenuto deputato e nel gennaio 1925 gli vengono sequestrati 65 volumi sovversivi, in lingua tedesca e russa.
Emigra nuovamente in Germania nella primavera 1930, poi in URSS con Anna Furlan nel 1932, lavorando in una fabbrica di armi. Nel 1932 (o '35) sposa a Stalinski-Siberia Anna Furlan (di Pordenone - nata l'11.2.1905 - di famiglia antifascista) e a Tula, sempre nel 1932, nasce la figlia Ada, che va ad aggiungersi ai 2 figli nati dal primo matrimonio (la moglie Wanda Kudlascek era morta nell'ottobre 1930). Rivede Francesco Misiano e il pordenonese Costante Masutti, ambedue comunisti che vivono una fase di crisi con il partito.
Tra la fine del 1934 e la primavera del 1936 si presenta tre volte all'Ambasciata italiana di Mosca per farsi rilasciare un passaporto e nella circostanza ammette i propri trascorsi sovversivi e critica "in termini molto aspri le condizioni di vita fatte nell'URSS alle masse operaie, pur dicendosi per suo conto abbastanza soddisfatto del trattamento usatogli". Nel frattempo, a fine 1935, Anna e figlia si stabiliscono in Francia. Nel 1936 o inizio 1937 riesce ad abbandonare l'URSS e risulta domiciliato con la famiglia nel comune di Villeparisis (a Nord di Parigi), dove lavora come artigiano. Due anni dopo la fine della guerra, continuando la prassi fascista, le autorità italiane cercano informazioni presso il sindaco di questo comune e nel 1948 ottengono la risposta che non vi è nulla contro l'Abbate.
Oreste Abbate (* 7. Juli 1887 in Neapel; † unbekannt),
Elektrotechniker, Anarchist, war bereits 1908 als Wehrdienstverweigerer zu fünf Monaten Haft verurteilt worden. Bei Kriegseintritt Italiens wurde er im Arsenal von Venedig als Facharbeiter dienstverpflichtet, wegen seiner umstürzlerischen Anschauungen aber vom Militärkommando entlassen. Dem anschließenden Gestellungsbefehl leistete er nicht Folge, sondern desertierte im Oktober 1916 in die Schweiz. Anläßlich der „Zürcher Bombenaffäre“ wurde er mit einer Vielzahl italienischer Anarchisten verhaftet, verbrachte sechs Monate in Untersuchungshaft und wurde im Dezember 1918 ausgewiesen. Nach der Besetzung des Berliner „Vorwärts“-Gebäudes war er bis März 1919 in Moabit erneut in Untersuchungshaft. Nach seiner Entlassung hielt er sich in Zürich vorübergehend bei der mit seinem Landsmann Bruno Misefari verschwägerten Belluneser Emigrantenfamilie Zanolli auf und anschließend wieder in Berlin, wo er den ebenfalls dort weilenden Misefari aufsuchte. Bei seiner Rückkehr nach Italien gab sich Abbate als der ehemalige österreichische Soldat Giovanni Jurissewitsch aus und ließ sich in Triest nieder. Im Frühjahr 1930 emigrierte er erneut nach Berlin, wo im Oktober seine erste Frau Wanda Kudlascek verstarb. Er emigrierte bald darauf in die Sowjetunion, wo er in einem Rüstungsbetrieb arbeitete und wieder mit Francesco Misiano und dem Friulaner Linkskommunisten Costante Masutti (1890-1960) zusammentraf. 1932 heiratete er im sibirischen Stalinski die aus einer antifaschistischen Textilarbeiterfamilie kommende Anna Furlan (1905-?) aus Pordenone. Zwischen Ende 1934 und Frühjahr 1936 wurde er dreimal bei der italienischen Botschaft wegen der Ausstellung eines Passes vorstellig, wobei er sich mit bitteren Worten über die den Massen der Arbeiter in der Sowjetunion aufgeherrschten Lebensbedingungen äußerte. 1936 gelang es ihm, seiner mittlerweile nach Frankreich gezogenen Familie nachzufolgen, wo er sich in der im Norden von Paris gelegenen Gemeinde Villeparisis als Handwerker etablierte. Noch zwei Jahre nach dem Ende des 2. Weltkrieges versuchten die italienischen Behörden in Kontinuität zur faschistischen Praxis beim Bürgermeister etwaige Erkundigungen über Abbate einzuziehen, wobei sie 1948 die Auskunft erteilt bekamen, dass nichts gegen ihn vorliegen würde. A. wurde von 1919-1948 im zentralen politischen Polizeiregister (Casellario politico centrale) geführt.
FONTI:
GB // DBAI // Risv. 8.2.1919; 20.12.1919 // informazioni supplementari e scheda in tedesco a cura di Egon Günther - http://issuu.com/cmayer/docs/la_guerra_di_spagna?mode=window&pageNumber=2 // "La guerra di Spagna attraverso gli articoli e le lettere degli antifascisti e dei garibaldini del Pordenonese", a cura di G.L. Bettoli, Pordenone 2008 //