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La Svizzera deve fare meglio nella lotta contro gli abusi nello sport. A partire dal primo marzo, il Consiglio federale ha deciso che gli aiuti finanziari saranno versati alle organizzazioni sportive in funzione dei loro sforzi a favore di uno sport corretto e sicuro. Il pacchetto di misure comprende anche l’istituzione di un servizio di segnalazione nazionale indipendente e di un organo disciplinare.
Il Consiglio federale vuole applicare la tolleranza zero per gli abusi nello sport; dopo le rivelazioni sugli abusi nel centro sportivo nazionale di Macolin nel 2020, vuole evitare che si ripetano.
"Il Consiglio federale non tollera alcun abuso e alcuna intimidazione nei confronti degli atleti - si legge nel comunicato -. Diversi episodi verificatisi negli ultimi anni hanno dimostrato che le direttive esistenti non sono sufficientemente vincolanti sotto il profilo giuridico per pronunciare sanzioni come ad esempio riduzioni di sovvenzioni. Con l’adeguamento dell’ordinanza sulla promozione dello sport ora il Consiglio federale ha creato queste possibilità. La relativa base è costituita dallo statuto sull’etica che era stato approvato a fine 2021 dal Parlamento dello sport svizzero. Le federazioni e le società sportive devono soddisfare queste disposizioni se si avvalgono di aiuti finanziari della Confederazione. Si impegnano ad adottare misure a tutela degli atleti, come ad esempio misure contro la violenza, lo sfruttamento, gli abusi sessuali, le discriminazioni e le lesioni della personalità".
Dall'inizio del 2022 è in funzione un servizio di segnalazione nazionale indipendente. È gestito dalla Fondazione svizzera per l'integrità sportiva. La Fondazione esamina tutte le segnalazioni di abusi e maltrattamenti.
Se viene riscontrata una violazione dei principi etici, la Camera disciplinare di Swiss Olympic può intervenire imponendo sanzioni e facendo rapporto alle autorità penali. Finora Berna ha stanziato 1 milione di franchi svizzeri all'anno per il funzionamento del servizio di segnalazione.
Le organizzazioni sportive dovranno essere ineccepibili anche dal punto di vista della gestione amministrativa. Dovranno essere trasparenti sulle loro finanze, sulla gestione dei conflitti di interesse e sulla limitazione della durata dei mandati di gestione. Il Governo raccomanda un massimo di 12 anni per mandato, ma lascia a Swiss Olympic il compito di stabilire le norme finali.
Come per le aziende legate alla Confederazione, anche il Consiglio federale si è posto l'obiettivo di una rappresentanza di almeno il 40% di entrambi i sessi negli organi direttivi. Tuttavia, il governo intende rimanere "misurato" nell'applicazione delle quote, poiché lo sport svizzero si basa in gran parte sul volontariato. Le quote saranno obbligatorie solo per l'organizzazione ombrello Swiss Olympic e per le federazioni sportive nazionali.
Per le altre organizzazioni, come i livelli regionali e di club, Swiss Olympic dovrà trovare una soluzione per ciascuna filiale che promuova una rappresentanza equilibrata dei sessi. Per tutte queste buone pratiche è previsto un periodo di transizione, il primo gennaio 2025 per le federazioni nazionali e il primo gennaio 2026 per le società sportive sovvenzionate solo per i corsi e i campi sportivi e giovanili.
- RG 07.00 del 28.06.22: il servizio di Maria Jannuzzi
- SEIDISERA del 20.05.2022: Violenza e sport, Ginevra previene