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GINEVRA - L'Alto commissariato Onu per i diritti umani ha accolto con favore la recente decisione della Corte suprema statunitense sul ricorso alla pena di morte per le persone mentalmente e intellettualmente disabili.
"Accogliamo la sentenza della Corte Suprema come un passo significativo verso la limitazione del campo di applicazione della pena di morte negli Stati Uniti", ha detto oggi a Ginevra la portavoce dell'Alto commissariato, Ravina Shamdasani.
"Esortiamo le autorità statunitensi ad andare oltre e a stabilire una moratoria sulle esecuzioni, con l'obiettivo di giungere all'abolizione della pena capitale", ha aggiunto.
La Corte suprema Usa era chiamata a pronunciarsi sul caso di un condannato a morte con deficit mentale in Florida. Finora - ha ricordato la portavoce Onu - lo stato della Florida aveva rifiutato di rivedere le prove in merito a presunte disabilità intellettuali di un imputato a meno la persona non avesse un punteggio del quoziente intellettuale (QI) inferiore a 70. La Corte ha invalidato la legge della Florida ed affermato che "la disabilità intellettiva è una condizione, non un numero".
Per la portavoce dell'Onu, è una delle decisioni "più importanti" della Corte suprema sul ricorso alla pena di morte contro persone mentalmente disabili e "la sentenza avrà effetto non solo in Florida, che è lo stato con il secondo maggior numero di persone nel braccio della morte dopo la California, ma anche altri Stati che utilizzano ancora la pena di morte negli Stati Uniti".
Ats Ans