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Sulla scia delle polemiche per la prevista riduzione del tasso minimo d'interesse sui capitali del secondo pilastro, gli esperti mettono in guardia da falsi allarmismi.
Peter Pfund, direttore dell'Ufficio federale delle assicurazioni private, non ha dubbi: le rendite degli attuali pensionati sono assicurate al cento per cento. "Sono totalmente prefinanziate", ha affermato Pfund in un'intervista pubblicata sul giornale domenicale Sonntagszeitung.
Quel che conta è il potere d'acquisto dei pensionati
Le rendite dovranno essere pagate anche da quelle assicurazioni che, come la Generali e la Providentia, hanno deciso di ritirarsi dal settore delle casse pensione. E le attuali discussioni sul finanziamento del cosiddetto secondo pilastro contribuiranno a fare in modo che le rendite siano assicurate anche per le generazioni future.
Dal canto suo, il commentatore economico Beat Kappeler mette in guardia, dalle pagine del settimanale NZZ am Sonntag, contro le manifestazioni isteriche in merito al tasso minimo d'interesse sui capitali delle pensioni.
In definitiva, quello che conta per Kappeler è il potere d'acquisto dei pensionati - un aspetto che, secondo il commentatore, è andato del tutto trascurato nelle discussioni di questi ultimi giorni.
Nessuna riduzione delle rendite
In futuro, le rendite non risulteranno più basse del previsto, e per questo non bisogna lasciarsi illudere dal denaro. Secondo Kappeler, negli anni 80 e 90 l'inflazione aveva già roso una buona parte dell'interesse del 4 percento sui fondi delle casse pensione, riducendolo a un tasso reale del 2,5 percento.
Nel frattempo però il sistema finanziario occidentale si è liberato degli alti tassi di inflazione. Per cui anche con un abbuono del 3 percento contro un tasso d'inflazione dello 0,5 percento, il consiglio federale potrà ottenere lo stesso tasso reale del 2,5 percento all'anno.
swissinfo