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La 'pulizia' delle grandi quantità di acqua radioattiva della centrale di Fukushima non procede in linea con le attese, al punto da mettere a rischio i tempi di messa in sicurezza dell'intera struttura per gennaio 2012.
Mentre la seconda fase del piano di rientro della peggiore crisi atomica da Cernobyl stenta a decollare, alti livelli di cesio radioattivo sono stati trovati a 100 chilometri dalla centrale danneggiata dal sisma/tsunami dell'11 marzo scorso. Il ministro giapponese per l'Emergenza nucleare Goshi Hosono, nel presentare l'ultima versione della road map di contenimento dell'emergenza, ha ammesso che il rafforzamento delle attività di decontaminazione è "la principale sfida", visto che dal 17 giugno al 9 agosto, secondo i dati del gestore Tepco, l'operatività è stata del 66% a causa di ripetuti intoppi.
Il trattamento ha interessato 42.000 tonnellate di liquidi è meno di un quarto del target di fine anno (200.000 tonnellate), che appare irrealizzabile malgrado l'arrivo di Sarry, il sistema anti-cesio della Toshiba, che si è aggiunto alle tecnologie in uso della francese Areva e dell'americana Kurion.
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