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62 anni dopo l’exploit di Poulidor, l’olandese conquista la Sanremo con un capolavoro sul Poggio
Mathieu van der Poel, nipote del celebre Raymond Poulidor, ha vinto sabato in solitaria la Milano-Sanremo numero 114 grazie a un’azione sferrata prima dello scollinamento del Poggio, a 5 km dal traguardo. Sotto lo striscione dell’arrivo, il fuoriclasse dell’Alpecin ha preceduto di una quindicina di secondi un gruppetto di superstar: l’italiano Filippo Ganna (2°), il belga Wout van Aert (3°) e lo sloveno Tadej Pogacar (4°). Per Van der Poel - che ripete quanto fatto da suo nonno 62 anni fa - si tratta della terza vittoria in una classica-monumento, cioè una delle cinque più prestigiose corse del calendario: si era infatti già imposto 2 volte al Fiandre, nel 2020 e nel 2022.
L’olandese era molto legato al francese Poulidor, scomparso a 83 anni nel 2019. Stavolta, però, sul podio Van der Poel non ha versato lacrime pensando a suo nonno, come gli era invece successo nel 2021 quando riuscì a conquistare la maglia gialla del Tour de France, che era sempre sfuggita al suo famoso antenato. Pianto che ha lasciato il posto all’enorme soddisfazione per essere riuscito a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della Classicissima, la corsa più lunga della stagione.
«Sapevo che la Sanremo era stata la sola corsa-monumento vinta da mio nonno, è bello che anch’io sia riuscito ad impormi», ha detto l’olandese. «Ci sono grandi campioni che non l’hanno mai portata a casa, sono molto fiero di esserci riuscito».
Van der Poel ha fatto la differenza in cima al Poggio, l’ultima salita, dopo aver tenuto testa a un precedente attacco di Pogacar. All’altezza della famosa cabina telefonica posta sulla sommità, l’olandese è transitato con 5 secondi di vantaggio sul meglio del ciclismo mondiale - Ganna e Van Aert oltre allo sloveno - e da lì la sua azione è risultata irresistibile per chiunque.