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N. 595.2001.3 L Lugano, 24 aprile 2002 IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO __________ sedente per statuire sull’istanza presentata il 17 aprile 2002 dal Procuratore pubblico avv. __________ intesa ad ottenere la proroga di quattro mesi del carcere preventivo cui è astretto __________, attualmente presso il Penitenziario cantonale (patrocinato dalla lic. iur. __________) nel procedimento pendente contro quest’ultimo per titolo di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti e altri reati; preso atto della comunicazione verbale 24 aprile 2002 della patrocinatrice dell'accusato di rinuncia a presentare osservazioni; letti ed esaminati gli atti; ritenuto e considerato in fatto e in diritto: 1. Il sedicente __________, già appalesatosi con altre generalità, è stato arrestato il 1. novembre 2002, con promozione dell'accusa nei suoi confronti per titolo di violazione del bando, infrazione alla legge federale sulla dimora e il domicilio degli stranieri e subordinatamente di falsità in certificati. Nonostante espulsione giudiziaria, egli era infatti nuovamente entrato sul nostro territorio, legittimandosi con passaporto all'indicato nome, palesemente falso (v. rapporto 2 novembre 2001 della Polizia scientifica, doc. 8 dell'inc. MP 7531/2001). Vale la pena di ricordare (cfr. verbale di conferma dell'arresto del 2 novembre 2001, doc. 3 dell'inc. MP), che l'accusato ha negato di aver mai consumato stupefacenti e di averne ancora trafficati, nonché la falsità del passaporto ed anche di essere a conoscenza dell'espulsione, salvo a dover ricordare poi: " Confermo di avere il 2 aprile 1999 promesso di non venire più qui, sotto comminatoria (da me proposta) della pena di morte ". Con intimazione a verbale del 5 dicembre 2001 (doc. 23 inc. MP), il Procuratore pubblico ha esteso l'accusa nei confronti di __________ al reato di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti, essendo emerse sue vendite di droga, da lui inizialmente negate. Solo dopo numerosi ed intensi interrogatori, confrontato con emergenze esterne, __________ ha fatto delle ammissioni concernenti spaccio di cocaina, ridotto ed a suo dire unicamente per sovvenire ai costi del consumo personale (v. verbale 11 febbraio 2002 dinnanzi al Procuratore pubblico, doc. 56). 2. Il Procuratore pubblico postula una proroga del carcere preventivo della durata di " almeno " quattro mesi, considerata la convergenza di tutti i presupposti di legge. __________ è già stato oggetto di procedimenti e condanne, sotto altre generalità, ed ha continuato la sua presenza clandestina in Svizzera, spacciando stupefacenti, nella misura da lui ammessa di non meno di 180 grammi di cocaina, ciò che basta a dimostrare l'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza. Ma vi sono fondati sospetti di più ampia attività criminosa, per la sua permanenza sul nostro territorio, per le disponibilità finanziarie e per quanto desumibile da accertamenti esterni, che si scontrano con le sue reiterate menzogne: di qui la necessità di approfondimenti istruttori, attraverso l'analisi dei movimenti finanziari e l'identificazione e l'interrogatorio di altri compartecipi, donde certo pericolo di collusione. Il pericolo di fuga è evidente, stante la situazione personale dell'accusato e la sua importante compromissione. Come ricordato in epigrafe, la patrocinatrice dell'accusato - direttamente interpellata da questo Ufficio - ha comunicato di rinunciare a presentare osservazioni. 3. Come al dettato di legge ed a giurisprudenza (REP 1998, pag. 333 ss.), l'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (come è qui il caso) proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto concerne la fattispecie in discussione - i bisogni dell'istruzione, nella specie di paventata collusione, ed il pericolo di fuga (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3). L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128). 4. Nonostante il silenzio dell'accusato, questo giudice è tenuto ad affrontare d'ufficio i contenuti dell'istanza, per in ogni modo concludere in casu che sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, sino a conclusione del procedimento. 4.1 __________ è sicuramente colpevole dei reati imputatigli ed in particolare di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti, come alle sue ammissioni di aver (perlomeno) spacciato complessivamente 180 grammi di cocaina. Ma i sospetti del magistrato inquirente di maggior traffico non sono destituiti di fondamento e meritano approfondimento delle indagini: a questa conclusione portano gli illuminanti esiti delle indagini condotte nel Canton Vaud (v. doc. 42, 44, 48 e 61), la dimostrata continuità di presenza di __________ in Svizzera sotto mentite spoglie (basti in proposito ricordare che il passaporto sicuramente falso venne denunciato come smarrito dal 22 settembre 1999 da un cittadino bianco [doc. 49], e che al recapito della pretesa zia a Lisbona non sono conosciute persone dalle millantate generalità dell'accusato [verbale di polizia 15 marzo 2002]), l'ampia disponibilità di denaro contante (per pagare numerose trasferte in taxi: v. verbali di polizia 7 dicembre 2001 di __________ e 10 dicembre 2001 di __________) ed i trasferimenti sempre di denaro ancora oggetto di analisi (v. doc. 68, 69 e 73). A ciò si può aggiungere che la credibilità dell'accusato non vale un ette, essendo addirittura riuscito a farsi smentire dalla propria patrocinatrice (cfr. verbale dinnanzi al Procuratore pubblico del 5 dicembre 2001, doc. 23 pag. 5 :" D. Lo ha detto alla sua avvocatessa di essere stato picchiato? [R.] Sì. Domanda dell'avvocatessa: è sicuro di avermelo detto visto che io sono certa che non me lo ha detto? [R.] No, ora che ci penso posso dire che credevo di averglielo detto ma forse non è stato così. "). 4.2 Quanto esposto sopra vale anche ad aver per dimostrato serio e concreto pericolo di collusione e di inquinamento delle prove nei confronti di correi, compartecipi e acquirenti, per il non celato intento di __________ di nascondere al massimo le sue malefatte. 4.3 In punto al pericolo di fuga, quale impedimento a scarcerazione, si ricorda che i criteri determinanti per stabilire se esso sia dato o meno sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti (in questo senso Mario Luvini ; in REP 1989, pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94). __________ è cittadino straniero, di generalità non certe, clandestino e già espulso, pregiudicato anche per infrazioni alla legislazione sugli stupefacenti (v. casellario giudiziale al nome suppositizio di __________, cittadino della Guinea Bissau, doc. 7) ed ora alquanto pesantemente compromesso, per cui è certo che per lui la fuga sarebbe la soluzione migliore, aduso d'altra parte com'è ad assumere altre generalità. 5. Il carcere preventivo sin qui sofferto e ipotizzabile sino alla conclusione del procedimento, che risulta essere condotto con coerente sollecitudine nonostante l'atteggiamento reticente (è un eufemismo) dell'accusato, è rispettoso del principio di proporzionalità per la gravità della fattispecie e la relativa complessità delle indagini che necessitano ancora di tempo per vedere convenientemente assicurato l'assetto probatorio, fermo restando il noto obbligo del Procuratore pubblico di non protrarre la privazione della libertà personale oltre il necessario (art. 102 cpv. 1 CPP) e di agire celermente (art. 176 cpv. 3 CPP). 6. Di conseguenza l’istanza di proroga del carcere preventivo è accolta come proposta dal magistrato inquirente, con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario), e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP). Per i quali motivi, richiamati i citati articoli di legge, decide: 1. L’istanza è accolta. Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto il sedicente __________ è prorogato di quattro mesi e cioè sino al 30 agosto 2002, compreso. 2. Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie. 3. Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione. 4. Intimazione: - lic. iur. __________, per sé e per l’istante; - Procuratore pubblico avv. __________ (con l'inc. MP 7531/2001 di ritorno); - Direzione del Penitenziario cantonale, Lugano-Cadro. giudice __________

N. 595.2001.3 L Lugano, 24 aprile 2002

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO __________

sedente per statuire sull’istanza presentata il 17 aprile 2002 dal

Procuratore pubblico avv. __________

intesa ad ottenere la proroga di quattro mesi del carcere preventivo cui è astretto

__________, attualmente presso il Penitenziario cantonale

(patrocinato dalla lic. iur. __________)

nel procedimento pendente contro quest’ultimo per titolo di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti e altri reati;

preso atto della comunicazione verbale 24 aprile 2002 della patrocinatrice dell'accusato di rinuncia a presentare osservazioni;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto e considerato

in fatto e in diritto:

1.

Il sedicente __________, già appalesatosi con altre generalità, è stato arrestato il 1. novembre 2002, con promozione dell'accusa nei suoi confronti per titolo di violazione del bando, infrazione alla legge federale sulla dimora e il domicilio degli stranieri e subordinatamente di falsità in certificati. Nonostante espulsione giudiziaria, egli era infatti nuovamente entrato sul nostro territorio, legittimandosi con passaporto all'indicato nome, palesemente falso (v. rapporto 2 novembre 2001 della Polizia scientifica, doc. 8 dell'inc. MP 7531/2001). Vale la pena di ricordare (cfr. verbale di conferma dell'arresto del 2 novembre 2001, doc. 3 dell'inc. MP), che l'accusato ha negato di aver mai consumato stupefacenti e di averne ancora trafficati, nonché la falsità del passaporto ed anche di essere a conoscenza dell'espulsione, salvo a dover ricordare poi: " Confermo di avere il 2 aprile 1999 promesso di non venire più qui, sotto comminatoria (da me proposta) della pena di morte ".

Con intimazione a verbale del 5 dicembre 2001 (doc. 23 inc. MP), il Procuratore pubblico ha esteso l'accusa nei confronti di __________ al reato di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti, essendo emerse sue vendite di droga, da lui inizialmente negate. Solo dopo numerosi ed intensi interrogatori, confrontato con emergenze esterne, __________ ha fatto delle ammissioni concernenti spaccio di cocaina, ridotto ed a suo dire unicamente per sovvenire ai costi del consumo personale (v. verbale 11 febbraio 2002 dinnanzi al Procuratore pubblico, doc. 56).

2.

Il Procuratore pubblico postula una proroga del carcere preventivo della durata di " almeno " quattro mesi, considerata la convergenza di tutti i presupposti di legge. __________ è già stato oggetto di procedimenti e condanne, sotto altre generalità, ed ha continuato la sua presenza clandestina in Svizzera, spacciando stupefacenti, nella misura da lui ammessa di non meno di 180 grammi di cocaina, ciò che basta a dimostrare l'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza. Ma vi sono fondati sospetti di più ampia attività criminosa, per la sua permanenza sul nostro territorio, per le disponibilità finanziarie e per quanto desumibile da accertamenti esterni, che si scontrano con le sue reiterate menzogne: di qui la necessità di approfondimenti istruttori, attraverso l'analisi dei movimenti finanziari e l'identificazione e l'interrogatorio di altri compartecipi, donde certo pericolo di collusione. Il pericolo di fuga è evidente, stante la situazione personale dell'accusato e la sua importante compromissione.

Come ricordato in epigrafe, la patrocinatrice dell'accusato - direttamente interpellata da questo Ufficio - ha comunicato di rinunciare a presentare osservazioni.

3.

Come al dettato di legge ed a giurisprudenza (REP 1998, pag. 333 ss.), l'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (come è qui il caso) proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto concerne la fattispecie in discussione - i bisogni dell'istruzione, nella specie di paventata collusione, ed il pericolo di fuga (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

4.

Nonostante il silenzio dell'accusato, questo giudice è tenuto ad affrontare d'ufficio i contenuti dell'istanza, per in ogni modo concludere in casu che sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, sino a conclusione del procedimento.

4.1

__________ è sicuramente colpevole dei reati imputatigli ed in particolare di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti, come alle sue ammissioni di aver (perlomeno) spacciato complessivamente 180 grammi di cocaina. Ma i sospetti del magistrato inquirente di maggior traffico non sono destituiti di fondamento e meritano approfondimento delle indagini: a questa conclusione portano gli illuminanti esiti delle indagini condotte nel Canton Vaud (v. doc. 42, 44, 48 e 61), la dimostrata continuità di presenza di __________ in Svizzera sotto mentite spoglie (basti in proposito ricordare che il passaporto sicuramente falso venne denunciato come smarrito dal 22 settembre 1999 da un cittadino bianco [doc. 49], e che al recapito della pretesa zia a Lisbona non sono conosciute persone dalle millantate generalità dell'accusato [verbale di polizia 15 marzo 2002]), l'ampia disponibilità di denaro contante (per pagare numerose trasferte in taxi: v. verbali di polizia 7 dicembre 2001 di __________ e 10 dicembre 2001 di __________) ed i trasferimenti sempre di denaro ancora oggetto di analisi (v. doc. 68, 69 e 73). A ciò si può aggiungere che la credibilità dell'accusato non vale un ette, essendo addirittura riuscito a farsi smentire dalla propria patrocinatrice (cfr. verbale dinnanzi al Procuratore pubblico del 5 dicembre 2001, doc. 23 pag. 5 :" D. Lo ha detto alla sua avvocatessa di essere stato picchiato? [R.] Sì. Domanda dell'avvocatessa: è sicuro di avermelo detto visto che io sono certa che non me lo ha detto? [R.] No, ora che ci penso posso dire che credevo di averglielo detto ma forse non è stato così. ").

4.2

Quanto esposto sopra vale anche ad aver per dimostrato serio e concreto pericolo di collusione e di inquinamento delle prove nei confronti di correi, compartecipi e acquirenti, per il non celato intento di __________ di nascondere al massimo le sue malefatte.

4.3

In punto al pericolo di fuga, quale impedimento a scarcerazione, si ricorda che i criteri determinanti per stabilire se esso sia dato o meno sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti (in questo senso Mario Luvini ; in REP 1989, pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94).

Luvini __________ è cittadino straniero, di generalità non certe, clandestino e già espulso, pregiudicato anche per infrazioni alla legislazione sugli stupefacenti (v. casellario giudiziale al nome suppositizio di __________, cittadino della Guinea Bissau, doc. 7) ed ora alquanto pesantemente compromesso, per cui è certo che per lui la fuga sarebbe la soluzione migliore, aduso d'altra parte com'è ad assumere altre generalità.

5.

Il carcere preventivo sin qui sofferto e ipotizzabile sino alla conclusione del procedimento, che risulta essere condotto con coerente sollecitudine nonostante l'atteggiamento reticente (è un eufemismo) dell'accusato, è rispettoso del principio di proporzionalità per la gravità della fattispecie e la relativa complessità delle indagini che necessitano ancora di tempo per vedere convenientemente assicurato l'assetto probatorio, fermo restando il noto obbligo del Procuratore pubblico di non protrarre la privazione della libertà personale oltre il necessario (art. 102 cpv. 1 CPP) e di agire celermente (art. 176 cpv. 3 CPP).

Il carcere preventivo sin qui sofferto e ipotizzabile sino alla conclusione del procedimento, che risulta essere condotto con coerente sollecitudine nonostante l'atteggiamento reticente (è un eufemismo) dell'accusato, è rispettoso del principio di proporzionalità per la gravità della fattispecie e la relativa complessità delle indagini che necessitano ancora di tempo per vedere convenientemente assicurato l'assetto probatorio, fermo restando il noto obbligo del Procuratore pubblico di non protrarre la privazione della libertà personale oltre il necessario (art. 102 cpv. 1 CPP) e di agire celermente (art. 176 cpv. 3 CPP). 6.

Di conseguenza l’istanza di proroga del carcere preventivo è accolta come proposta dal magistrato inquirente, con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario), e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

Per i quali motivi,

richiamati i citati articoli di legge,

decide:

decide: 1. L’istanza è accolta.

Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto il sedicente __________ è prorogato di quattro mesi e cioè sino al 30 agosto 2002, compreso.

2. Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3. Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

4. Intimazione:

- lic. iur. __________, per sé e per l’istante;

- Procuratore pubblico avv. __________ (con l'inc. MP 7531/2001 di ritorno);

- Direzione del Penitenziario cantonale, Lugano-Cadro. giudice __________