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BERNA - Dal 2011 i voli di rimpatrio forzato dei richiedenti l'asilo la cui domanda è stata respinta dovranno essere accompagnati da osservatori indipendenti. È quanto prevedono gli accordi di Schengen, valevoli anche per la Svizzera. L'Ufficio federale della migrazione (UFM) non ne ha però ancora reclutato alcuno.
La Svizzera non potrà rispettare le condizioni imposte da Schengen prima di metà 2011, ha affermato la vicedirettrice dell'UFM Eveline Gugger, confermando una notizia diffusa dalla radio DRS. Gugger spiega questo ritardo col fatto che le organizzazioni internazionali invitate hanno comunicato il loro rifiuto "relativamente tardi".
Tra queste figura anche la Croce Rossa svizzera che ha annunciato il suo "no" a metà ottobre. L'UFM ha quindi deciso di cambiare strategia e ha messo a concorso pubblico i posti di osservatori.
La Svizzera organizza ogni anno circa 50 rimpatri forzati, la maggior parte dei quali a destinazione di un paese dell'area Schengen, afferma Gugger. Lo scorso marzo un richiedente l'asilo nigeriano era deceduto all'aeroporto in attesa della sua espulsione. I voli erano allora stati sospesi per poi riprendere in giugno. Da quel momento un medico accompagna sempre l'espulsione.
Amenisty International (AI) e l'Organizzazione svizzera aiuto ai rifugiati (OSAR), contattati dall'ATS, hanno fortemente criticato l'UFM: "ci chiediamo fino a che punto l'Ufficio prenda sul serio" le direttive Schengen, ha detto Daniel Graf di AI.
Secondo l'OSAR il ritardo dell'UFM è incomprensibile: "le nuove direttive di Schengen sono note da tempo", ha detto il portavoce Adrian Hauser. L'organizzazione si era offerta di accompagnare i voli, ma l'Ufficio federale ha declinato la proposta. "Ora parteciperemo al concorso pubblico", ha aggiunto Hauser.
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