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L'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC) respinge le critiche mosse nei confronti del procuratore straordinario Peter Marti, incaricato di indagare sulla fuga di notizie relativa alla vicenda dell'impresa zughese Crypto. Marti è accusato di andare oltre il suo mandato.
L'inchiesta avviata dal procuratore straordinario ha portato alla luce indizi di ulteriori violazioni del segreto d'ufficio, scrive l'AV-MPC in una presa di posizione. In base al principio dell'unità della procedura, previsto dal Codice di procedura penale, l'autorità ha incaricato Marti di due altri procedimenti. "Questi due mandati non sono stati pubblicati", viene spiegato.
Le prime rivelazioni della stampa sullo scandalo Crypto risalgono al febbraio 2020 e si basano su documenti dei servizi di spionaggio statunitensi (CIA) e tedeschi (BND). Le due intelligence per decenni hanno intercettato migliaia di documenti di un centinaio di Stati utilizzando i dispositivi di crittografia dell'azienda zughese truccati segretamente.