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La Banca centrale cinese manterrà politiche "stabili e sane", confermando scarso entusiasmo per il quantitative easing e l'aggressivo taglio dei tassi d'interesse utilizzati invece in Usa ed Europa per sostenere la crescita.
"Non abbiamo alcuna fretta di prendere misure simili alle banche centrali di altri Paesi, come un ampio taglio dei tassi di interesse e il quantitative easing", ha affermato il governatore Yi Gang. La People's Bank of China eviterà "stimoli massicci", ha assicurato Yi, in una conferenza stampa tra gli eventi programmati in vista dei festeggiamenti del primo ottobre sui 70 anni della fondazione della Repubblica popolare.
Pechino, alle prese con una marcata frenata dell'economia scesa nel secondo trimestre al 6,2%, ai minimi di quasi 30 anni, sta misurando gli interventi per evitare le pressioni sul debito che possano causare una reazione delle agenzie di rating, avendo finora agito sul taglio delle riserve obbligatorie delle banche e sugli incentivi fiscali ad ampia portata per aiutare la liquidità sui mercati e la ripresa.
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