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L'8 dicembre 2001, nel suo discorso alla Conferenza dell'ONU sul clima, in corso a Durban (Sudafrica), la Consigliera federale Doris Leuthard ha tra l'altro esortato la comunità internazionale, affinché nell'ambito della ricerca di soluzioni alla questione climatica si tenga conto della realtà di oggi. «È evidente che l'attuale regime climatico, che effettua una mera distinzione tra Paesi industrializzati che si sono assunti impegni specifici e Paesi in via di sviluppo che non hanno obblighi, non è adatto per risolvere i problemi attuali», ha detto il capo del DATEC.
Oggi meno del 45 per cento delle emissioni mondiali di gas serra sono prodotte dai Paesi industrializzati. «Oggi, in numerosi Paesi emergenti, le emissioni pro capite sono superiori a quelle dei Paesi industrializzati. Il nuovo regime climatico deve tenere conto di questo dato di fatto». Per questo motivo la Svizzera si adopera a favore di un accordo globale e giuridicamente vincolante, che si applichi a tutti i maggiori emettitori. Tale accordo deve avere una base comune, ma prevedere responsabilità differenziate in funzione delle possibilità di ogni Stato.
Doris Leuthard ha poi aggiunto che l'istituzione di un regime climatico globale necessita di tempo, ma che «occorre fare i primi passi subito e proprio qui a Durban. Dobbiamo convenire una serie di strumenti unici, globali, efficienti e giuridicamente vincolanti che entri in vigore entro il 2020».
A Durban dovrebbe essere approvato un mandato di negoziazione di questa serie di strumenti e una road map che dal processo di elaborazione conduca fino alla relativa approvazione. La Svizzera porterà avanti la propria ambiziosa politica nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra e rinnoverà i propri impegni anche a livello internazionale nel quadro di un secondo periodo di adempimento nell'ambito del Protocollo di Kyoto «a condizione che anche tutti i grandi emettitori si assumano impegni ambiziosi in funzione delle loro possibilità», ha proseguito la Consigliera federale.
Incontro con i ministri dell'ambiente di Paesi europei, africani e asiaticiA Durban, Doris Leuthard si è incontrata tra l'altro con i suoi omologhi tedesco Norbert Röttgen, norvegese Erik Solheim, indonesiano Rachmat Witolear, neozelandese Tim Groser e sudcoreano Young Sook Yoo. Al centro delle discussioni vi sono state le sfide e gli ostacoli verso un accordo globale e vincolante sul clima. Inoltre, ha avuto uno scambio di opinioni con il principe Alberto di Monaco, il cui Paese forma - assieme a Svizzera, Messico, Corea del Sud e Liechtenstein - il gruppo negoziale EIG (Environment Integrity Group). Nel quadro di un incontro della francofonia, la Consigliera federale si è infine intrattenuta con vari ministri di Paesi africani.
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