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Secondo un sondaggio pubblicato domenica dal settimanale "Sonntagsblick", la maggioranza degli svizzeri auspica che la festa del primo agosto sul mitico praticello continui ad essere celebrata.
Da parte sua, la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey ribadisce che il giorno della festa nazionale sarà sul Rütli ed invita gli svizzeri ad andarci con lei. In gioco vi sono "la libertà di movimento e di espressione".
Un sondaggio realizzato dall'istituto Isopublic su mandato del "Sonntagsblick" indica che il 57.5% degli svizzeri è a favore di una festa ufficiale sul mitico praticello. Il 35.7% è invece contrario.
Il rilevamento è stato realizzato tra il 24 e il 26 maggio. Nell'occasione sono state interrogate telefonicamente 500 persone nella Svizzera tedesca ed in Romandia.
Più della metà del campione (56.2%) ritiene inoltre che la Confederazione debba partecipare finanziariamente alle spese legate alla sicurezza. Un tale finanziamento non è approvato dal 39.4% dei sondati.
Per circa due terzi degli interrogati (64.3%), il Rütli è "un simbolo nazionale". Le affermazioni del presidente dell'Unione democratica di centro (UDC – destra nazionalista) Ueli Maurer che, sorprendentemente, aveva qualificato il luogo come "un semplice prato pieno di sterco di vacca" sono state percepite come un affronto dagli svizzeri: soltanto il 6% dei sondati condivide questa opinione.
"Venite con me al Rütli"
Da parte sua, la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey ha ribadito domenica la propria determinazione a volersi recare sul praticello affacciato sul lago dei Quattro cantoni.
E ciò nonostante giovedì scorso, per la prima volta da 58 anni, il comitato incaricato di organizzare i festeggiamenti del primo agosto sullo storico prato aveva deciso di rinunciare.
"Venite con me sul Rütli": questo l'appello rivolto agli svizzeri da Calmy-Rey. "In gioco vi sono la libertà di movimento e quella d'espressione", afferma la presidente in un'intervista con la "SonntagsZeitung" e "Le Matin".
La festa, che di recente ha attirato un numero crescente di estremisti di destra e di contro-manifestanti di estrema sinistra, è stata annullata a causa del rifiuto del Consiglio federale di partecipare ai costi del dispositivo di sicurezza, ammontati lo scorso anno a due milioni di franchi.
Gli estremisti, afferma la Calmy-Rey, vogliono impedire agli altri di esprimersi e "su questo punto i democratici non devono in nessun caso rassegnarsi". "Il miglior modo di affermare che teniamo ai nostri valori è di essere numerosi lassù".
Interrogata sulle responsabilità che si assume invitando le famiglie a recarsi sul Rütli in caso di violenze, la presidente spiega di "avere piena fiducia nella capacità degli svizzeri di vivere assieme in modo pacifico".
swissinfo e agenzie
Il Rütli
Secondo la leggenda, è sul praticello del Rütli che i rappresentanti dei cantoni di Uri, Svitto e Untervaldo si sono riuniti per fondare la Confederazione nel 1291.
Il praticello è diventato un luogo di memoria patriottica dal XVII secolo. Il ricordo del mito fondatore si è ulteriormente rafforzato nel corso del XIX secolo.
È sul Rütli che nel 1940 il capo dell'esercito svizzero – il generale Guisan – tenne un discorso storico ai principali ufficiali per accendere la volontà di resistenza in caso di invasione tedesca.
Una Festa nazionale è organizzata ogni anno sul praticello. Due volte, nel 2000 e nel 2005, dei manifestanti di estrema destra hanno insultato il presidente della Confederazione durante il suo discorso. Da allora le misure di sicurezza sono state rafforzate.