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<h2>SubmittedText<h2><p>Considerato l'importante ruolo attribuito al fotovoltaico (FV) nello scenario di base della Strategia energetica 2050 sviluppata dall'Ufficio federale dell'energia, è necessario accelerare notevolmente l'implementazione di tale tecnologia. Inoltre, visto il suo potenziale teorico sugli edifici, è il caso di valutare se vi sono altre superfici che potrebbero garantire un complemento, considerato che parte degli edifici non sarà assolutamente utilizzata per ragioni di patrimonio, tecniche o economiche, oppure per scelta dei proprietari. </p><p>Le infrastrutture ferroviarie risultano interessanti poiché consentono un duplice utilizzo della superficie: evitano infatti l'occupazione di superfici naturali o agricole e l'eventualità di un conflitto d'interessi con la biodiversità e la tutela del paesaggio. La posta in gioco è alta sia in quanto a produzione di corrente per le infrastrutture sia per la corrente di trazione. Le piccole imprese ferroviarie vogliono contribuire al cambio di paradigma in materia di produzione e consumo energetici nonché allo sviluppo delle energie rinnovabili e presentarsi alla propria clientela con un'immagine positiva di imprese responsabili. Tuttavia, le stesse piccole imprese devono confrontarsi con obblighi finanziari legati, da un lato, ai costi supplementari degli impianti e, dall'altro, a una rigorosa strategia finanziaria che sono costretti ad adottare per il finanziamento e l'esercizio delle proprie infrastrutture, per essere in linea con il tasso di copertura fissato dalla Confederazione. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nei casi di investimenti per il rinnovo, la modernizzazione o la costruzione di nuove infrastrutture, siano essi per stazioni, depositi, officine o pensiline, viene sistematicamente esaminata la possibilità di realizzare, ovvero di finanziare mediante il FIF, installazioni fotovoltaiche? </p><p>2. Ci sarebbe motivo di prevedere un complemento al FIF a tale scopo? </p><p>3. Per i cantieri sovvenzionati dall'UFT (FIF o TRV), quanti metri quadrati di FV sono stati installati negli ultimi due anni o integrati nei progetti in corso? </p><p>4. Attualmente le imprese di trasporto lavorano proprio con attori economici alle modalità di contrattazione per installare FV. I Chemins de fer du Jura (CJ), ad esempio, in collaborazione con un'impresa del posto hanno equipaggiato finora solo 88 metri quadrati di tettoie ma prevedono di installarne, con la stessa impresa, rispettivamente 72 metri quadrati nel 2022 su un magazzino merci e 512 metri quadrati nel 2024 su un deposito treni. È ipotizzabile semplificare le procedure e prevedere un contributo finanziario del FIF o dell'offerta TRV alle imprese di trasporto per l'installazione di FV, senza dover ricorrere a contrattazioni, al fine di fornire direttamente energia per edifici e impianti e corrente di trazione per treni o autobus elettrici? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Confederazione sostiene la costruzione di impianti fotovoltaici nei trasporti pubblici. L'UFT ha pubblicato in merito una guida (in fr. e ted., <a href="https://www.bav.admin.ch/bav/de/home/allgemeine-themen/forschung-innovation/forschungs-innovationsprogramme/ESoeV2050/esoev-news/ausgaben-2020/esoev-news-november-2020/photovltaik-und-eigenverbrauch.html">"Photovoltaik und Eigenverbrauch im öffentlichen Verkehr"</a>, [Fotovoltaico e consumo proprio nei trasporti pubblici]).</p><p>Definire i progetti di infrastruttura ferroviaria nelle convenzioni sulle prestazioni è principalmente compito del gestore. L'UFT non emana direttive riguardo a uno studio sistematico per l'installazione di impianti FV; la verifica in tal senso si svolge caso per caso.</p><p>Un finanziamento mediante il FIF è ipotizzabile se la corrente prodotta è destinata al fabbisogno dell'infrastruttura stessa (cfr. art. 62 cpv. 2 della legge sulle ferrovie). Gli impianti FV di cui sono dotati gli edifici del traffico regionale viaggiatori (depositi, officine o edifici amministrativi) possono essere impiegati dal proprietario dell'immobile per il proprio fabbisogno. Con il consenso dei committenti, i costi (in part. ammortamenti degli impianti) possono essere integrati nelle offerte TRV come costi computabili secondo l'articolo 28 della legge sul trasporto di viaggiatori, anche se l'elettricità costa di più rispetto a quella acquistata esternamente. Con la produzione e l'utilizzo di energia solare si favoriscono la sostenibilità e la compatibilità ambientale dei trasporti pubblici. L'elettricità eccedente può essere venduta (immessa in rete).</p><p>2. Il FIF è destinato all'infrastruttura ferroviaria e, in particolare, al suo ampliamento e al mantenimento della sua qualità. Per introdurre un complemento al FIF volto a finanziare la strategia energetica ci vorrebbe una modifica di legge, ovvero della Costituzione, a scapito di altri progetti ferroviari.</p><p>3. Gli indicatori concernenti le convenzioni sulle prestazioni tra l'UFT e i gestori dell'infrastruttura non comprendono il rilevamento di dati in merito.</p><p>Rilevamenti in questo senso sono assenti anche nel TRV. La documentazione delle domande presentate per i progetti che devono essere approvati espressamente dall'UFT non include dati circa i metri quadrati di superfici installate negli ultimi due anni.</p><p>4. Definire i progetti di infrastruttura ferroviaria nelle convenzioni sulle prestazioni è principalmente compito del gestore. Per il loro finanziamento, si veda il numero 1. Per modificarlo non si può cambiare la procedura, l'unico modo è passare per la modifica di legge citata al numero 1.</p><p>In definitiva, per l'installazione di impianti FV destinati alla produzione di corrente di trazione per la rete a 16,7 Hz è necessario accordarsi con la divisione FFS Energia.</p><p>La decisione concernente l'installazione di impianti FV su immobili del TRV e l'installazione stessa (con o senza contrattazione) spettano alle imprese di trasporto. I relativi costi possono essere integrati nelle offerte per il TRV (cfr. n. 1).</p>  Risposta del Consiglio federale.