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BELLINZONA - Il comitato per il "sì" alla riforma dell'insegnamento della Civica farebbe «propaganda con il nome della Rsi». L'accusa arriva dagli avversari, il comitato per il "no", che punta il dito contro un'inserzione a pagamento comparsa nelle scorse settimane su alcuni media ticinesi e sui social. Nella pubblicità, si legge in una nota, una frase di Alberto Siccardi (Udc) è stata attribuita al Quotidiano Rsi.
«È stato utilizzato a scopi propagandistici un testo preparato dalla Rsi per lanciare un servizio diffuso al Quotidiano lo scorso 8 settembre» recita il comunicato. «In questo "lancio" era stato riprodotto un prospetto del comitato Siccardi a favore della revisione della legge della scuola. Questo lancio è stato invece ripreso mettendo in calce come firmatario "Rsi il quotidiano". Si è data quindi l'impressione al lettore che la Rsi avesse preso posizione a favore del comitato Siccardi».
Quest'ultimo non ha perso tempo: sui quotidiani questa mattina sono comparse le scuse per quella che appare come una svista. «Il Comitato promotore del sì alla Civica esprime il proprio dispiacimento per aver utilizzato il testo della RSI il giorno 12.09, affiancandolo alle opinioni di tre membri del Consiglio dei giovani come se fosse una presa di posizione a favore del sì, cosa che non è, vista la neutralità della RSI».
Ora la palla, però, passa all'emittente pubblica. Che in tutto questo è rimasta in silenzio. Il comitato per il "no" chiede una presa di posizione: «Come intende reagire la Rsi a questo abuso del suo nome?» continua la nota. «A nostro avviso, per rispetto della volontà e dell'informazione oggettiva dell'elettorato ticinese, la Rsi deve chiedere una rettifica pubblica da parte del comitato Siccardi. Il comitato presieduto da Siccardi pretende di insegnare la Civica al popolo ticinese ma utilizza mezzi che sono contrari alle tradizioni svizzere e ticinesi? Una dimostrazione in più che il prossimo 24 settembre si deve votare NO alla revisione della legge della scuola».