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Altolà agli abusi nel settore del lavoro ridotto, esploso sulla scia della pandemia: la Segreteria di Stato dell'economia (Seco) ha annunciato lunedì di aver triplicato il personale che si occupa di chi chiede le indennità pur non avendone diritto.
La commissione di vigilanza del fondo assicurazione disoccupazione (AD) aveva dato il via libera all'aumento degli effettivi nell'agosto 2020, stanziando 25 milioni di franchi supplementari, informa la Seco in un comunicato interno. Il primo marzo di quest'anno sono entrati in vigore i contratti con i partner esterni Ernst & Young (EY) e PricewaterhouseCoopers (PwC): da marzo a maggio il Servizio di revisione dell'AD ha formato una quarantina di persone esterne alla Seco, ora operative in tutta la Svizzera.
Entro la fine di maggio la Seco ha ricevuto 900 segnalazioni di abusi. Altri 500 conteggi sospetti sono stati segnalati dalle casse di disoccupazione. I funzionari bernesi hanno effettuato finora 131 controlli presso i datori di lavoro. In 13 casi (10%) è stato comprovato un abuso, con conseguente denuncia penale, in 97 casi (74%), i datori di lavoro hanno dovuto correggere i conteggi, in 21 casi (16%) è stata confermata la correttezza delle informazioni. Finora la Seco ha chiesto rimborsi per un importo complessivo di circa 11 milioni di franchi.
L'autorità bernese ritiene di poter eseguire altri 200 controlli di questo tipo nel secondo semestre, grazie al rafforzamento delle risorse esterne di personale; un'ulteriore intensificazione (a 700 controlli) è prevista nel 2022. Le violazioni rilevanti saranno sistematicamente denunciate a livello penale, sottolinea la Seco.