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TOKYO - A duecento anni dall'ultima abdicazione di un imperatore la casa reale giapponese fa uno strappo alla tradizione, e riscrive la storia. Akihito, avrà 85 anni quando, il 30 aprile 2019, rinuncerà al titolo di sua maestà imperiale, consentendo al figlio primogenito e principe ereditario Naruhito di ascendere al trono.
Lo ha reso noto il consiglio della casa imperiale, costituito dai membri della famiglia reale, dai principali esponenti della politica, tra cui il premier Shinzo Abe, e dai giudici della Corte Suprema. Lo scorso giugno fu promulgata la legge speciale che garantisce la legalità dello storico passaggio dei poteri.
Era il 1817 quando l'imperatore Kokaku, incoronato all'età di 8 anni, decise di rinunciare al trono a soli 46 anni. Un paragone che può apparire stravagante agli esperti, in una fase della storia in cui era comunque raro per un monarca rimanere in carica dopo i quarant'anni di età.
Durante un messaggio televisivo nell'agosto dello scorso anno, Akihito aveva lasciato intendere che cominciava ad accusare il peso degli anni, preparando di fatto la nazione alla possibilità di un suo pensionamento anticipato. Salito al trono nel gennaio del 1989, Akihito è stato il primo imperatore ad abbandonare le prerogative divine, un culto che venne adottato a partire dal VII secolo fino alla 'Dichiarazione della natura umana dell'imperatore', promulgata dal padre Hirohito nel 1946 sotto l'occupazione statunitense. In base alla Costituzione postbellica del Giappone l'imperatore rimane il simbolo della nazione, pur rappresentando soltanto un figura simbolica a livello politico nell'attuale monarchia costituzionale.
Dopo la sua abdicazione Akihito verrà chiamato 'joko', dall'abbreviazione giapponese 'daino tenno', che significa 'sovrano a riposo'. Il governo annuncerà successivamente il termine dell'attuale era 'Heisei' (pace ovunque) dopo 31 anni di regno di Akihito, e darà inizio a una nuova era con l'avvento del principe Naruhito.
Le modalità per l'avvicendamento al Trono del Crisantemo richiamano la necessità di esaminare nuove condizioni per la successione alla monarchia più antica al mondo, attualmente consentita solo ai discendenti in linea maschile del lignaggio imperiale.
I membri della famiglia reale sono 17 e in progressivo declino: la legge del 1947, ad esempio, stabilisce che le principesse imperiali perdano i loro titoli a seguito del matrimonio con persone non di sangue blu. Secondo i resoconti ufficiali Akihito è il 125esimo imperatore in una linea ereditaria capace di ripercorrere oltre 2.600 anni di storia. In omaggio ai sudditi della corona e della leggenda, un adeguamento ai tempi moderni appare ormai inevitabile.