Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/62882

<h2>SubmittedText<h2><p>I media hanno riferito che un cittadino curdo proveniente dalla Siria è stato arrestato all'aeroporto di Damasco il 23 febbraio 2005. Rilasciato dopo due mesi di prigione, Shiar Ahmad, 28 anni, è stato trovato impiccato due giorni più tardi, nel villaggio da cui proveniva. Non è escluso che sia stato torturato.</p><p>Giunto in Svizzera nel 1998, Shiar Ahmad vi ha chiesto asilo poiché, essendo curdo, era vittima di discriminazioni nel suo Paese e soffriva inoltre di turbe psichiche. Le autorità hanno respinto la sua domanda due anni dopo, e il 26 giugno 2002 hanno respinto pure il suo ricorso. Il Cantone di San Gallo ha deciso di non trasmettere una domanda di ammissione provvisoria all'Ufficio federale della migrazione. Nel frattempo, Shiar Ahmad ha lavorato nel settore alberghiero, a Bad Ragaz. Quando la sua domanda d'asilo è stata definitivamente respinta, ha perso il suo impiego e la sua situazione è precipitata. Malato mentalmente e affetto da tendenze suicide, è stato ripetutamente internato nella clinica psichiatrica di Pfäfers. Una perizia ha confermato la gravità delle sue turbe.</p><p>In seguito a una relativa stabilizzazione del suo stato di salute, grazie alle cure e ai medicamenti somministratigli, Shiar Ahmad ha deciso di rientrare in Siria, seguendo il desiderio di suo padre. Il 23 febbraio 2005 è stato quindi allontanato verso Damasco, scortato dalla polizia. Ma prima ancora che potesse vedere suo padre, Shiar Ahmad è stato arrestato e incarcerato. Allertata dal padre, l'ambasciata svizzera ha provveduto a fornire a Shiar Ahmad le medicine che gli erano state sottratte in carcere. Shiar Ahmad si è impiccato due giorni dopo essere stato rilasciato. I suoi amici svizzeri suppongono che non potesse più sopportare le umiliazioni subite. Secondo alcune fonti, sarebbe inoltre stato torturato in carcere.</p><p>1. La Confederazione ha rifiutato l'ammissione provvisoria di Ahmad e ha fatto di tutto affinché rientrasse in Siria, nonostante la minoranza curda sia costantemente oggetto di discriminazioni e le autorità siriane arrestino, incarcerino e spesso torturino i richiedenti l'asilo respinti e rimpatriati. Come si concilia tutto ciò con la tradizione umanitaria svizzera?</p><p>2. L'Ufficio federale della migrazione fa valere che Ahmad è rientrato volontariamente in Siria. Il Consiglio federale è cosciente di quello che può provare un richiedente l'asilo respinto, al quale la Confederazione ha negato l'ammissione provvisoria e la possibilità di lavorare e che non ha più alcuna prospettiva in Svizzera? Non crede che la "decisione" di Ahmad di rientrare in Siria, malgrado le difficoltà che lo attendevano (non vi aveva prestato il servizio militare), fosse da ricondurre alla sua disperazione e rassegnazione?</p><p>3. Il Consiglio federale non ritiene che, in caso di turbe psichiche, occorra esaminare d'ufficio l'opportunità di un ritorno o di un allontanamento?</p><p>4. È vero che Ahmad è stato arrestato sotto gli occhi dei collaboratori dell'ambasciata svizzera?</p><p>5. Il suo arresto non conferma il fatto che Ahmad avesse ragione di sentirsi minacciato, e che quindi le autorità svizzere hanno avuto torto nel respingere la sua domanda d'asilo?</p><p>6. La tragica morte di Ahmad è conseguenza di decisioni prese da autorità svizzere. Il Consiglio federale non crede che sia il caso di esprimere almeno il suo rincrescimento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è dispiaciuto per la tragica fine del signor Ahmad.</p><p>1. Con i richiedenti l'asilo curdi provenienti dalla Siria l'UFM segue una prassi differenziata che è oggetto di costante riesame. In relazione a determinati gruppi a rischio, come i curdi in seguito ai disordini del marzo 2004, l'UFM presuppone una situazione di pericolo accresciuto, da cui risulta un'alta percentuale di domande accolte e un importante numero di ammissioni provvisorie. Questa prassi è confermata dalla Commissione federale di ricorso in materia d'asilo (CRA) ed è pure conforme alle prassi seguite da altri importanti Paesi d'accoglienza europei. Il Committee against torture (CAT) ha finora respinto tutti i ricorsi contro le decisioni negative emanate dalle autorità svizzere in materia d'asilo.</p><p>2. Dopo una procedura d'asilo conclusa con una decisione definitiva, si pone in particolare la questione relativa alle prospettive di ritorno nello Stato di provenienza. La persona che deve essere allontanata ha la possibilità di richiedere le prestazioni dell'aiuto al ritorno. Tuttavia, una decisione negativa in materia d'asilo causa spesso al richiedente una crisi personale. Il Consiglio federale non conosce il motivo per cui il signor Ahmad ha deciso di ritornare in Siria. È invece accertato che alla fine del 2004 egli e suo padre si sono rivolti alle autorità svizzere e hanno manifestato il desiderio di far ritorno in patria.</p><p>3. I problemi medici, e quindi anche quelli psichici, sono esaminati nel corso della procedura d'asilo sotto gli aspetti della valutazione della liceità ed esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento, come è avvenuto anche nel caso della domanda d'asilo del signor Ahmad. Nonostante il signor Ahmad fosse rappresentato da un avvocato, dopo la conclusione della procedura ordinaria egli non ha mai presentato all'UFM una domanda di riesame fondata su ragioni mediche.</p><p>4. Dopo il suo arrivo all'aeroporto di Damasco, i funzionari cantonali hanno consegnato il signor Ahmad alle autorità di immigrazione siriane, in presenza di due rappresentanti dell'ambasciata svizzera. Le autorità di immigrazione siriane hanno comunicato ai collaboratori della rappresentanza elvetica che occorreva effettuare ulteriori chiarimenti. I collaboratori della rappresentanza non hanno tuttavia potuto assistere all'interrogatorio. L'UFM è stato immediatamente informato di tali fatti dai collaboratori dell'ambasciata svizzera.</p><p>5. La domanda d'asilo è stata respinta da tutte le istanze, nell'ambito di una procedura d'asilo ordinaria, poiché non risultava che il signor Ahmad fosse esposto a una situazione di pericolo a causa delle autorità siriane. In base alle informazioni disponibili oggi, malgrado l'arresto del signor Ahmad non vi sono indizi concreti che facciano pensare a una valutazione errata della domanda d'asilo da parte delle autorità svizzere. In particolare, dopo un esame della pertinente documentazione, l'ACNUR ha recentemente constatato che, dal suo punto di vista e nonostante l'arresto del signor Ahmad, nel caso in questione le autorità svizzere non abbiano violato il divieto di respingimento. Il console siriano a Ginevra, poco prima del viaggio di ritorno, aveva ricordato al signor Ahmad che, una vota in Siria, egli avrebbe dovuto attendersi di essere arrestato per non aver prestato servizio militare nel suo Paese. Pur cosciente del possibile arresto, il signor Ahmad ha deciso di far comunque ritorno in patria. Malgrado i tentativi di chiarimento intrapresi dall'UFM, i motivi precisi e le circostanze dell'arresto e del rilascio rimangono poco chiari. Il padre del signor Ahmad, che durante la detenzione ha potuto visitare più volte il figlio, ha dichiarato alle autorità svizzere che il figlio non sarebbe stato vittima di maltrattamenti.</p><p>6. In una lettera indirizzata alla persona di fiducia del signor Ahmad, il consigliere federale Blocher ha espresso il suo rincrescimento per il tragico epilogo. Non è possibile individuare un nesso di causalità diretto tra la domanda d'asilo respinta e il successivo suicidio del signor Ahmad.</p>  Risposta del Consiglio federale.