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L'8 novembre 1882 nel corso di una convocazione straordinaria del Consiglio Comunale di Frosinone, Iginio presenta un suo progetto per dotare la Citta di due macchine idrauliche per l'estinzione degli incendi. Frosinone proprio nei mesi precedenti era stata colpita da una lunga serie d'incendi fra i quali il più drammatico avvenuto il 29 luglio 1881 in via Moccia che poteva avere gravissime conseguenze per l'intero centro urbano.
Il sindaco Grappelli giustifica la bocciatura con i soliti "motivi di bilancio" e si limita a suggerire delle aggiunte, di tipo pagliativo, al regolamento esistente. Il Consigliere Luè esprime con forza la sua più completa insoddisfazione per l'insensibilità della maggiornanza consigliare per una organizzazione pur minima del servizio antincendio e si dimette dal Consiglio Comunale. (rif. FROSINONE E I SUOI POMPIERI 1871 - 2006 di Maurizio Federico pagine 21 e 22)
Nel 1906 troviamo una sua traccia tra i corrispondenti di Giosue Carducci (vedi archivi di Casa Carducci).
Si ringrazia per l'aiuto gentilmente offerto dal giornalista, scrittore e divulgatore storico, signor Maurizio Federico di Frosinone, durante la ricostruzione storica sulla vita del personaggio.
La realizzazione di questo racconto è stata possibile grazie alle informazioni e alle fotografie messe gentilmente a disposizione dal pronipote Enrico Luè Verri di Pesaro.
Dopo la morte della moglie Clelia, nel 1896 Iginio si trasferisce prima a Cagliari e poi a Rovigo. A quel tempo suo figlio Enrico risiedeva a Sacile, ne fa fede una dedica posta sulla prima copia del libro "Le notti romane" scritto dal conte Alessandro Verri, parente di sua madre, pubblicato nel 1797 da Filippo Neri a Milano . Il libro, donato il 28/2/1907 al figlio Enrico, è tuttora conservato con estrema cura presso i suoi discendenti.
Nel corso degli anni, Iginio decide di modificare il proprio cognome unendolo a quello della mamma.D'ora in poi si chiamerà Iginio Luè-Verri, come figura nel verbale della seduta consigliare ordinaria del comune di Frosinone del 25 aprile del 1891
(i consiglieri comunali di allora erano 22).
Dal 1899 al 1905 si trova in Sardegna dove insegna nei vari istituti cagliaritani. Da notare che Iginio aveva non solo una forte esperienza nel campo ginnico, ma era anche un instancabile animatore di tutte le attivitità inerenti allo sport.
Molti istituti ambivano averlo come insegnante ginnico.
Infatti lo ritroviamo tra i pionieri del calcio cagliaritano. Menzionato dallo storico del calcio isolano Mario Fadda nel suo libro
I pionieri del footbal sardo 1902-1935,
rievocato sul quotidiano L'Unione Sarda.
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A testimoniare della sua attività in Sardegna, nella Mediateca del Comune di Cagliari figura una foto della pergamena realizzata nel 1900 del
Santuario Patrio
ideato da Iginio Luè Verri, la cui riproduzione figura nell'ultima pagina.