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Distruzione creativa. Con questa espressione, negli anni 50’, l’economista austriaco Joseph Schumpeter indicò il “processo di mutazione industriale che rivoluziona incessantemente la struttura economica dall'interno, distruggendo senza sosta quella vecchia e creando sempre una nuova.” Secondo Schumpeter, che si basava su un'attenta lettura del pensiero di Marx, attraverso questo processo di distruzione creativa l’innovazione tecnologica produce crescita economica. Non bisogna quindi spaventarsi se qualche prodotto cessa di esiste, se qualche processo produttivo viene eliminato, portandosi via anche qualche tipologia di lavoro. Al loro posto, ci saranno prodotti più appetibili, più sicuri. Processi produttivi più efficienti, meno inquinanti, meno faticosi per chi lavora. Lavori e mansioni nuovi.