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La Russia critica il price cap e potrebbe ridurre la produzione
NEW YORK - L'Opec+ ha deciso di mantenere gli attuali livelli di produzione e segnalato che valuterà l'impatto delle nuove restrizioni occidentali sulle esportazioni petrolifere russe prima di rivedere la sua produzione. Lo affermano alcune fonti citate dal Financial Times.
La decisione dell'Opec+ arriva fra le molte incertezze che incombono sul mercato petrolifero, in primis l'embargo europeo sul greggio russo e il tetto al prezzo a 60 dollari al barile. Il prossimo appuntamento del cartello è ora in calendario nel giugno 2023 ma i membri del gruppo si riservano d'incontrarsi in qualsiasi momento e «assumere ulteriori azioni per affrontare gli sviluppi sul mercato».
La Russia, nel frattempo, ribadisce le sue critiche al tetto del petrolio definendolo inefficiente e destabilizzante. «Venderemo petrolio e prodotti petroliferi ai paesi che lavorano con noi sulla base delle condizioni di mercato anche se questo volesse dire che dobbiamo ridurre un po' la produzione», afferma, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, il vice primo ministro russo Alexander Novak dopo la riunione dell'Opec+.