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BERNA - Il boom di vendite di mountain bike fatto registrare l'anno scorso si è rispecchiato anche nel numero d'infortuni e incidenti mortali: otto persone hanno perso la vita, il quadruplo della media. A comunicarlo è l'Ufficio prevenzione infortuni (Upi).
Secondo Christoph Müller, esperto di mountain bike all'UPI citato in una nota, l'aumento si spiega sì in parte con l'aumento della diffusione di queste due ruote, ma anche con il fatto che molti sopravvalutano le proprie capacità.
Nel 2020 sono state vendute 200'000 mountain bike, di cui un terzo con la pedalata assistita. Ogni anno sono circa 10'600 le persone che si feriscono al punto da dover consultare un medico.
A livello di prevenzione si potrebbe fare di più, ad esempio indicando il grado di difficoltà dei percorsi, seguendo l'esempio delle piste da sci. Serve inoltre una preparazione fisica adeguata e un equipaggiamento consono, che può ridurre notevolmente il rischio e la gravità degli infortuni. Fondamentale è in particolare il casco.