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BERNA - La Svizzera sta lentamente uscendo dall'energia nucleare. Ma nel frattempo si consuma sempre più elettricità, sia per la mobilità che per la produzione di calore. E con il fallimento dei negoziati per l'accordo quadro con l'Unione europea, l'importazione di energia potrebbe diventare più complicata.
Ecco dunque che in futuro si potrebbe concretizzare il rischio di non avere sufficiente elettricità durante il periodo invernale, come si evince da un rapporto pubblicato negli scorsi giorni dal Consiglio federale. Ma la Confederazione si prepara per evitare il peggio. È quanto riferisce oggi la Nzz am Sonntag, parlando di una lettera che le autorità federali stanno inviando alle circa trentamila imprese che consumano di più (si parla di oltre 100'000 chilowattora all'anno): a queste viene comunicato che in caso di crisi energetica la Confederazione potrà obbligarle a ridurre in consumi, anche del 30%.
L'associazione Powerloop, attiva nel settore energetico, sta invece pensando a un progetto concreto per evitare la carenza di energia: si parla della creazione di una rete formata da circa duemila impianti a gas in tutta la Svizzera. In caso di necessità, potrebbero essere attivati in poco tempo per produrre elettricità. Per la realizzazione del progetto, è richiesto un investimento di 3,4 miliardi di franchi. Un blackout - si legge ancora sul domenicale - potrebbe invece costare dai tre ai quattro miliardi al giorno.