Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/70256

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a pianificare trattative con l'Unione europea al fine di</p><p>a. procedere all'apertura bilaterale dei mercati per i servizi rivolti alle imprese quali la consulenza, le certificazioni, le verifiche, l'attività di manutenzione e la pubblicità;</p><p>b. permettere ai fornitori svizzeri di servizi finanziari di ottenere una "licenza unica" (passaporto europeo) nel settore dei servizi finanziari.</p><p>In tal modo i fornitori di servizi avranno libero accesso al mercato e al contempo dovranno soddisfare gli obblighi e le condizioni di sorveglianza dell'UE.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il rapporto del SECO pubblicato alla fine del 2005 e menzionato dagli autori della mozione evidenzia il potenziale di crescita economica che la Svizzera potrebbe sviluppare attraverso una liberalizzazione globale dei servizi. Gran parte di questo potenziale potrebbe essere sfruttato proseguendo le attuali riforme di politica interna nei settori dei servizi indipendentemente dagli accordi commerciali. Basti citare la revisione già conclusa della legge sulle telecomunicazioni e le riforme del mercato dell'elettricità e della Posta. Per quanto riguarda i servizi finanziari e i servizi rivolti alle imprese, la Svizzera dispone già di una delle legislazioni più liberali in materia, ragione per cui il potenziale di crescita legato a riforme dell'economia interna è limitato. In tutti i settori occorre tener conto dell'evoluzione internazionale. Dal punto di vista della politica di crescita, sarebbe inopportuno dare la priorità a settori di servizi scelti, come proposto dagli autori della mozione.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera abbia fondamentalmente interesse a garantire l'accesso ai mercati esteri nel settore dei servizi. Il commercio di servizi, che da anni si contraddistingue per il grande dinamismo a livello mondiale, dovrebbe continuare a registrare una forte crescita. Il miglioramento e la garanzia dell'accesso al mercato potrebbero quindi costituire un importante elemento da inserire nella rete di accordi svizzeri con la CE. Va rilevato che la maggior parte delle relazioni della Svizzera con la CE nel settore delle merci è retta da accordi, mentre ciò non avviene nel commercio di servizi, soprattutto per quanto riguarda la protezione dei consumatori. Occorre però considerare che molti fornitori svizzeri di servizi finanziari sono rappresentati nell'UE tramite succursali. In alcuni settori, l'accesso al mercato dell'UE per la fornitura di servizi finanziari è già una realtà.</p><p>Per tutta una serie di servizi rivolti alle imprese, l'accesso dei fornitori svizzeri al mercato della CE è già stato migliorato nell'ambito dei Bilaterali I con l'accordo sulla libera circolazione delle persone, grazie alla possibilità di fornire liberamente prestazioni di servizi per una durata non superiore a 90 giorni all'anno. Nel settore dei servizi transfrontalieri rivolti alle persone, le possibilità di fornire servizi di consulenza, pubblicità e manutenzione nella CE sono ugualmente migliorate nel limite del periodo di 90 giorni. La situazione è migliorata anche per i servizi di certificazione e di verifica, grazie all'accordo in materia di valutazione della conformità.</p><p>Il 2 luglio 2002, nell'ambito dei Bilaterali II, sono già stati formalmente avviati negoziati con la CE in merito alla liberalizzazione generale dei servizi. I negoziati si fondavano su una dichiarazione d'intenti comune della Svizzera e della CE nell'ambito dei Bilaterali I. Le numerose questioni aperte e la complessità del dossier hanno tuttavia indotto le Parti, nel marzo 2003, a sospendere di comune accordo i negoziati e a escludere il dossier dai negoziati dei Bilaterali II. Il recepimento da parte svizzera dell'acquis comunitario, politiche orizzontali incluse, auspicato dalla CE, era una delle questioni rimaste aperte. Un recepimento completo dell'acquis comunitario attuale e futuro avrebbe indubbiamente comportato per la Svizzera dei vantaggi nel settore finanziario, ma avrebbe anche presentato degli inconvenienti per la competitività della nostra piazza economica a livello mondiale. Sarebbe stato praticamente impossibile mantenere normative specifiche del diritto svizzero o regolamentazioni differenziate rispetto all'UE.</p><p>Da quando i negoziati tra la Svizzera e la CE sono stati sospesi, la questione della loro ripresa è stata periodicamente riesaminata. I negoziati possono essere riattivati di comune accordo in qualsiasi momento. L'applicazione efficace degli accordi bilaterali esistenti mantiene tuttavia la priorità nell'ambito delle relazioni bilaterali tra la Svizzera e l'UE. La questione di un eventuale riavvio dei negoziati sarà esaminata alla luce dello sviluppo delle relazioni tra la Svizzera e l'UE.</p><p>Se i negoziati fossero riavviati, si può oggi presupporre che essi verterebbero ancora su una liberalizzazione generale dei servizi, conformemente agli interessi e alle concezioni della Svizzera nonché alla dichiarazione comune formulata nell'ambito dei Bilaterali I. Per tali motivi, non risulta opportuno limitare oggi i negoziati a pochi settori.</p><p>La regolamentazione e la sorveglianza del mercato finanziario in Svizzera sono conformi agli standard internazionali. Il fatto che la CE regoli o copra diversamente determinati settori di questo mercato non significa che, nell'insieme, la regolamentazione e la sorveglianza del mercato finanziario svizzero non siano equivalenti a quelle della CE. Nella maggior parte dei settori considerati, il nostro Paese dispone di una legislazione avanzata in materia. Possibili miglioramenti della regolamentazione e della sorveglianza del mercato finanziario sono regolarmente presi in esame. Il Consiglio federale si adopera nell'interesse del Paese per garantire una regolamentazione e una sorveglianza efficaci.</p><p>In caso di ripresa del ciclo di Doha dell'OMC, la Svizzera si impegnerà anche, nell'ambito dei negoziati GATS, per migliorare l'accesso al mercato e il trattamento nazionale garantiti ai fornitori svizzeri negli Stati contraenti (e quindi anche nei Paesi membri della CE).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.