Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01146.jsonl.gz/155

Aziende come Takeda, Novartis, Evonik e Roche stanno elaborando molte idee per attirare e trattenere il personale.
BASILEA - È caccia al lavoratore in un'ampia zona di confine a cavallo fra Svizzera e Germania, sulla scia di un boom del comparto farmaceutico che interessa entrambi i paesi. Confrontate con una carenza di manodopera qualificata le aziende tedesche (e non poche filiali di gruppi elvetici) intensificano la lotta per accaparrarsi i dipendenti, a suon di aumenti salariali e di prestazioni aggiuntive, rivela un'indagine della Dpa, l'agenzia di stampa germanica.
«La competizione per i talenti è sempre più intensa», afferma Christjan Knudsen dell'associazione dei datori di lavoro chimico-farmaceutici del Baden-Württemberg, il grande Land che si trova a nord del Reno. A questo proposito l'esperto critica «l'eccessiva accademizzazione» a suo dire in atto in Germania: a suo avviso le aziende hanno bisogno di più dipendenti industriali ben formati. Oggi dalle due parti del confine la penuria è sensibile e si aggrava a causa della mancanza di alloggi.
Aziende come Takeda, Novartis, Evonik e Roche stanno quindi elaborando molte idee per attirare e trattenere il personale. Vengono ad esempio offerte indennità di viaggio per i trasporti locali, asili nido o l'assunzione dei costi di trasferimento in un dato luogo, come pure gli oneri di un'agenzia immobiliare. Le associazioni tedesche del ramo intensificano inoltre i loro programmi di formazione, in un contesto che vede la Svizzera esercitare un'attrazione sui lavoratori vicini al confine, grazie ai buoni stipendi e alle imposte più basse.
Simone Berger, responsabile delle risorse umane di Stada, un produttore di medicinali generici e su prescrizione, parla di un'esplosione degli stipendi in alcuni settori farmaceutici: gli specialisti delle catene di rifornimento chiedono ad esempio quasi il doppio rispetto a cinque anni fa. Anche gli esperti di regolamentazione sono molto richiesti.
Per Takeda, il livello salariale molto più alto in Svizzera, la bassa densità di popolazione e la carenza di alloggi nel sud del Baden-Württemberg sono solo alcune delle sfide, spiega una portavoce. A ciò si aggiunge il basso tasso di disoccupazione e la conseguente carenza di lavoratori qualificati: il 40% dei posti di lavoro è rimasto vacante per più di 60 giorni. Soprattutto nelle città industriali come Singen c'è inoltre urgente bisogno di abitazioni a prezzi accessibili.
Un addetto stampa di Evonik conferma che trovare personale nel Land in questione «è più costoso e richiede più tempo che in altre regioni della Germania». Stando a dati di fonte tedesca, nel 2021 più di 63'000 persone hanno fatto il pendolare dalla Germania alla Svizzera, di cui più della metà dai distretti di Waldshut e Lörrach.
«Il mercato del lavoro nella regione renana è trinazionale da secoli", commenta Thomas Bösch, presidente dell'Associazione dei datori di lavoro delle aziende farmaceutiche, chimiche e di servizi di Basilea (VBPCD). Circa un terzo dei dipendente delle imprese che fanno parte dell'organizzazione sono frontalieri francesi e tedesche. A suo avviso ad attrarli non è però solo il livello salariale: pesano anche le misure sul fronte della formazione e del perfezionamento professionale, sempre più decisive.
Novartis, ad esempio, ha una filiale nella cittadina tedesca di Wehr, vicino al confine elvetico, e sente una forte concorrenza, soprattutto nella produzione. "Per questo motivo utilizziamo metodi alternativi per trovare lavoratori adeguatamente qualificati", ha indicato un addetto stampa, citando come esempi offerte locali o programmi di raccomandazione.
Takeda, che ha una sede a Costanza e una a Singen, offre un'indennità di viaggio per i trasporti locali, programmi sanitari e sportivi, un'assicurazione integrativa per l'assistenza infermieristica, posti all'asilo nido e spesso paga i costi di trasferimento o di agenzia immobiliare. Anche altre aziende presentano offerte di sostegno simili.
La filiale tedesca di Roche sottolinea da parte sua che un rapporto di lavoro in Germania offre una protezione completa ai dipendenti e ulteriori benefici familiari previsti dalla legge. "Sia come paese che come azienda, otteniamo un buon punteggio internazionale per le nostre condizioni quadro, ad esempio per quanto riguarda l'equilibrio tra lavoro e vita privata", fa sapere la società. Oltre al costo della vita più basso, gli argomenti a favore dell'impiego in Germania riguardano aspetti quali il congedo parentale, l'assistenza all'infanzia, le ferie e i giorni festivi, ma anche norme aziendali in relazione alla flessibilità degli orari di lavoro.
Per professionisti con esperienza è anche importante l'orientamento del lavoro, come ad esempio l'area specifica di attività. Soprattutto gli stranieri che hanno studiato in Svizzera sono quindi aperti a trasferirsi in Germania, riferiscono gli operatori del ramo.
Roche ha sedi praticamente vicine su entrambi i lati del confine e questo è addirittura visto come un vantaggio, perché la vicinanza consente di lavorare in rete in team globali e offre possibilità di sviluppo. Le persone interessate si candidano spesso sia in Germania che in Svizzera, conclude un portavoce.