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Davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona è ripreso oggi il processo contro un solettese e quattro complici, accusati di tratta di esseri umani per aver costretto 143 brasiliane a praticare la prostituzione in Svizzera. Tesi negata dai cinque: le donne sono venute di loro iniziativa nel canton Soletta seguendo l'invito di loro compatriote già attive sul locale mercato del sesso, hanno affermato.
Una prima giornata di processo era già stata celebrata in giugno. L'atto d'accusa designa un 60enne di Soletta, proprietario di bordelli, quale imputato principale. Oltre a lui oggi davanti alla Corte di Bellinzona si sono presentati solo altri due imputati: un 63enne solettese e una 57enne cittadina di Capo Verde. Le altre due accusate, di cittadinanza brasiliana, sono assenti.
Nella prima giornata di processo la scorsa estate, davanti alla Corte era comparso solo l'imputato principale, chiamato a rispondere di reati di cui era l'unico presunto responsabile: contraffazione di monete, commercio di droga e pornografia. Da oggi invece si dibattono i capi d'accusa principali, ossia tratta di esseri umani, promovimento della prostituzione, sequestro di persona e rapimento nonché riciclaggio di denaro.