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La prima donna a chiedere pubblicamente il suffragio femminile nella Svizzera tedesca fu una grigionese di origini aristocratiche. Si chiamava Meta von Salis e nacque nel 1855 nel castello di Marschlins (oggi nel comune di Landquart). Consapevole del ruolo subalterno al quale la società relegava il genere femminile scriveva: “Il mio primo passo falso l’ho compiuto venendo al mondo con le sembianze di donna”. Frequentò controvoglia diversi istituti femminili che si proponevano di preparare le giovani al ruolo di “angeli del focolare”. Lei le chiamava “scuole per l’allevamento di massaie”. Malgrado il padre le proibì di studiare, Meta von Salis continuò a formarsi da autodidatta e iniziò a lavorare come educatrice. Una delle poche professioni allora consentite alle donne. Dal 1883 studiò storia, filosofia e storia dell'arte all'Università di Zurigo, conseguendo il dottorato. Fu la prima a riuscirci in Svizzera in ambito storico. Poi lavorò come giornalista indipendente, conferenziera e scrittrice. Il 1. gennaio 1887 pubblicò un articolo sul Züricher Post nel quale rivendicava la parità completa delle donne anche in materia di diritti politici. Diritti che difendeva anche nei suoi discorsi pubblici. “Fintanto che l’uomo non riconoscerà pari diritti alla donna nello Stato e che la sua emancipazione non sarà un dato di fatto, lei rimarrà in balia dei capricci del fato”. Dopo una disavventura giudiziaria Meta von Salis si ritirò dalla scena pubblica, trasferendosi prima a Capri e poi a Basilea. Negli ultimi anni di vita mostrò un crescente interesse per le teorie della razza di de Gobineau e altri pensatori ultra-conservatori. Morì nella città sul Reno nel 1929.