Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/167043

<h2>SubmittedText<h2><p>I piani di incentivazione dei collaboratori sono indispensabili per le start up. Tuttavia, questo strumento diventa sempre meno attrattivo via via che aumenta la tendenza da parte delle autorità fiscali cantonali a determinare il "valore venale" della società sulla base del prezzo pagato nel corso dell'ultima fase di finanziamento, come recentemente accaduto nel cantone di Zurigo. Queste valutazioni si fondono infatti su proiezioni finanziarie ottimistiche che solitamente non tengono conto dell'elevato rischio di fallimento delle start up. L'imposizione a cui sono soggetti i collaboratori non è quindi calcolata sulla base di un "valore di mercato", che non esiste, bensì su un valore che si fonda sulla completa realizzazione del business plan, fatto quest'ultimo assai incerto. In seguito alla forte reazione di imprenditori e investitori, l'amministrazione fiscale di Zurigo ha pubblicato una nuova decisione nella quale si propone una tassazione sul valore intrinseco nei tre primi anni, una proroga che non fa altro che rimandare il problema.</p><p>In sintesi, i molteplici metodi di valutazione che variano da un cantone all'altro e da un giorno all'altro, senza criteri prestabiliti e obiettivi creano un clima di instabilità che penalizza. Questa fiscalità aleatoria rappresenta un handicap per la Svizzera.</p><p>1. Qual è il parere del Consiglio federale circa l'idea di un'armonizzazione delle prassi fiscali cantonali relative al metodo di valutazione delle start up al fine di offrire un modello di calcolo oggettivo, senza variazioni da un cantone all'altro e da un giorno all'altro, nell'ottica di favorire l'imprenditorialità?</p><p>2. Sarebbe possibile stabilire una regola basata su una media delle ultime fasi di finanziamento o un calcolo che si fondi sul valore intrinseco e sul valore venale ridotto? Oppure un altro metodo?</p><p>3. Un'armonizzazione probabilmente non avrebbe alcuna incidenza sulle entrate pubbliche. Inoltre, ciò permetterebbe di mantenere e creare in Svizzera posti di lavoro con un elevato valore aggiunto.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'auspicio dell'autore dell'interpellanza secondo cui occorre promuovere le start-up e un contesto favorevole all'innovazione delle stesse imprese. Il governo riconosce pure che normative cantonali differenti danneggiano la trasparenza e la certezza giuridica e che l'imposta sulla sostanza per i fondatori di imprese può portare a oneri fiscali eccessivi e a problemi di liquidità.</p><p>L'introduzione di un metodo di valutazione oggettivo delle imprese, che faccia astrazione da aspetti di natura temporale, cantonale e imprenditoriale, non tiene tuttavia sufficientemente conto delle sfide esistenti nell'ambito della valutazione delle start up.</p><p>1./2. Per le società quotate in borsa è possibile determinare i prezzi di mercato in modo relativamente semplice, mentre nel caso delle società non quotate in borsa spesso i prezzi di transazione non sono disponibili. In particolare per le start up, nonostante tassi di crescita del fatturato talvolta elevati, l'assenza di dati relativi al passato e i cash-flow negativi costituiscono elementi tipici. In seguito all'introduzione di nuovi prodotti o processi esistono notevoli incertezze riguardo al risultato a lungo termine delle imprese. Ne consegue che una valutazione comprendente anche i ricavi attesi in futuro dipenda in larga misura dalle ipotesi formulate. Occorre inoltre tenere presente che i rischi d'impresa possono variare molto a seconda della gestione aziendale, del mercato, della tecnologia di prodotto e dalle modalità di finanziamento.</p><p>In virtù dell'articolo 129 della Costituzione la Confederazione è competente per l'armonizzazione delle imposte sulla sostanza, che si estende all'oggetto delle imposte comprendente i principi oggettivi alla base del relativo calcolo. Basandosi su questa norma costituzionale, la legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni all'articolo 14 stabilisce le basi per la valutazione della sostanza. La sostanza è valutata al suo valore venale e il valore reddituale può essere preso in considerazione in modo appropriato. Tenendo in considerazione gli sforzi d'armonizzazione dei cantoni (ad es. mediante la circolare n. 28 della Conferenza svizzera delle imposte) e la competenza primaria dei cantoni nella riscossione delle imposte sulla sostanza (art. 3 della Costituzione), nella valutazione i cantoni godono tuttavia di un notevole margine di manovra. Per questi motivi l'armonizzazione dei metodi di valutazione delle start up è legata a particolari difficoltà. Tali metodi consistono nel fatto che un modello oggettivo deve tener conto di numerose costellazioni e interessi differenti. Questo, da un lato, a causa dell'esistenza tra le imprese da valutare di differenti strutture dell'azionariato e della necessità economico-aziendale di tenere conto dei casi particolari e, dall'altro, a causa delle diverse prassi di valutazione delle start up applicate nei cantoni come base per la riscossione dell'imposta cantonale sulla sostanza. Il Consiglio federale riconosce il fabbisogno di intervento e ha pertanto incaricato il Dipartimento federale delle finanze, in collaborazione con i cantoni, di individuare possibilità di miglioramento per l'attrattiva della piazza economica per le start up in Svizzera. Al riguardo, il margine di manovra federalistico dei cantoni deve essere rispettato.</p><p>3. Le ripercussioni sulle entrate sono difficili da stimare e dipenderebbero in misura rilevante dalla definizione di start up e dalla portata dell'armonizzazione della prassi di valutazione rispetto allo status quo. Se si opta per una delimitazione restrittiva della cerchia dei beneficiari, secondo una visione statica le minori entrate dovrebbero essere contenute. Secondo una visione dinamica è invece persino possibile che nuovi incentivi e agevolazioni fiscali portino a insediamenti e a un aumento di start up in Svizzera e che ciò possa generare, negli anni successivi alla fase di costituzione, anche un aumento del gettito fiscale. Se, invece, si persegue un metodo unitario per tutte le imprese, una valutazione basata sul valore intrinseco o che considera sia il valore intrinseco sia il valore reddituale sarebbe accompagnata da una sensibile riduzione delle entrate, poiché entrambi i metodi conducono spesso a valutazioni più basse.</p>  Risposta del Consiglio federale.