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Il Parlamento del Guatemala ha aumentato l'età minima legale per contrarre matrimonio da 14 a 18 anni.
Si tratta del primo passo legale della battaglia culturale per combattere quella che l'Unicef definisce la piaga dei "matrimoni precoci", in un paese dove il 30% delle donne si sono sposate quando erano ancora minorenni.
La riforma è stata approvata con 87 voti a favore e 15 contrari e prevede anche che le ragazze fra i 16 e i 18 anni si possano sposare con un permesso giudiziario, in casi specifici. Finora l'età minima per contrarre matrimonio era 14 anni.
Si tratta di "una pietra miliare" nella storia del paese, ha spiegato Tiziana Fattori, responsabile di Plan International Italia, una delle Ong che ha promosso la riforma, sottolineando che "in questo modo si proteggono le bambine dagli abusi sessuali, dalle gravidanze precoci, dalle violenze fisiche e psicologiche".
Sia Fattori che altri attivisti che hanno militato a favore della riforma insistono però che resta da fare il lavoro più importante, imporre cioè un cambio culturale riguardo ai matrimoni precoci delle ragazze, che fa parte delle tradizioni famigliari in molte zone rurali del paese, soprattutto nelle popolazioni indigene.
Secondo statistiche dell'Unicef, nel decennio 2002-2012 il 30,3% delle donne guatemalteche che si sono sposate avevano meno di 18 anni, e il 7,1% meno di 15.
SDA-ATS