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Stando ai primi accertamenti, sono stati rispettati i normali standard nell'assistenza alla donna sospettata di aver ucciso i suoi figli lo scorso primo gennaio a Flaach (ZH). La 27enne, suicidatasi ieri in carcere, era regolarmente curata a livello psichiatrico.
Lo ha indicato oggi alla stampa Thomas Manhart, capo dell'esecuzione delle pene del canton Zurigo. In base ai primi elementi dell'inchiesta è emerso che dopo il pranzo si è strangolata, ha aggiunto precisando che la donna ha lasciato una lettera. Manhart non ha voluto fornire dettagli sul contenuto di quest'ultima, attualmente al vaglio degli inquirenti.
Il personale del penitenziario ha incontrato la donna quando è stato servito il pasto e al termine dello stesso, durante la riconsegna del vassoio. Circa due ore più tardi, al momento della chiamata per l'ora d'aria, era morta. I tentativi di rianimarla sono falliti, ha precisato Manhart, aggiungendo che sono stati subito allertati la polizia, gli esperti forensi e il ministero pubblico.
Quest'ultimo ha aperto un'inchiesta, come accade sempre in caso di morte eccezionale. La stampa sarà informata al momento opportuno sugli sviluppi della stessa, ha concluso la consigliera di Stato Jacqueline Fehr, direttrice del dipartimento di giustizia e dell'interno.
Il dramma di Flaach aveva alimentato numerose critiche e accuse contro l'Autorità di protezione dei minori e degli adulti (AMPA) di Winterthur-Andelfingen che lo scorso novembre aveva deciso di togliere, con una misura "superprovvisoria", l'autorità parentale alla madre dei due bimbi, un cittadina svizzera di 27 anni.
Lo scorso 4 novembre la donna era stata arrestata assieme al padre dei due fanciulli per una sospetta truffa. La giovane era stata rilasciata qualche giorno più tardi. I due bimbi erano quindi stati collocati in un istituto a Zurigo e il 19 dicembre erano ritornati a casa per passare il periodo di Natale con la madre.
La sera del primo dell'anno la donna aveva chiamato la polizia annunciando che i due bimbi erano morti. La 27enne, che si era autoinflitta delle ferite al collo, fu arrestata il giorno stesso e da allora si trovava in carcere. I figlioletti - probabilmente soffocati nell'appartamento in cui abitava la famiglia - avrebbero dovuto fare ritorno nell'istituto il 4 gennaio.
SDA-ATS