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VARSAVIA - La Polonia smantellerà 229 monumenti celebrativi dell'Armata Rossa, che richiamano la egemonia sovietica nel Paese durante l'epoca del comunismo. I monumenti non saranno distrutti, ma trasferiti in un parco che sarà loro dedicato.
"Non ci sono motivi per cui i monumenti alla memoria dell'Armata Rossa, che per due volte ha invaso il Paese (nel 1920 durante la guerra polacco-bolscevica e nel 1939 di concerto con la Germania), e che è responsabile di numerosi crimini dopo la guerra, siano glorificati" ha dichiarato Pawel Ukielski, presidente aggiunto dell'Ipn, Istituto polacco della memoria nazionale.
Il progetto rientra nella nuova politica del Pis, partito conservatore che ha assunto il potere l'anno scorso e intende eliminare tutte le tracce del comunismo. "Non si tratta di monumenti eretti nei cimiteri. Le tombe dei soldati sovietici caduti in guerra continueranno a essere protette dallo Stato polacco con il più grande rispetto" ha aggiunto Ukielski.
I monumenti smantellati troveranno nuova collocazione nel nord ovest del Paese a Borne Sulinowo dove le truppe sovietiche stazionarono per circa mezzo secolo. L'anno scorso, destò l'ira di Mosca lo smantellamento di una placca commemorativa del generale russo Ivan Chernyakhovsky a Pieniezno, località polacca dove il comandante fu ucciso nei combattimenti del febbraio '45.