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LUGANO - Nella seduta di ieri il Gran Consiglio ha deciso di demandare all’esame della Commissione delle petizioni e dei ricorsi la richiesta di Giorgio Ghiringhelli di presentare una risoluzione alle Camere federali per chiedere la concessione dell’asilo politico alla signora Asia Bibi (la donna cristiana condannata otto anni fa all'impiccagione per blasfemia e di recente assolta dalla Corte Suprema) e conferirle la cittadinanza onoraria cantonale.
Oggi lo stesso "Guastafeste" incalza sottolineando come, nel frattempo, la situazione sia precipitata, in quanto il Governo pakistano, cedendo alle richieste degli islamisti, avrebbe «deciso di non opporsi alla richiesta di revisione della sentenza della Corte suprema del Pakistan (che dopo 9 anni di prigionia aveva assolto la signora Asia Bibi dall’accusa di blasfemia , e relativa condanna a morte) e di impedire alla signora di lasciare il Paese».
«L’avvocato di quest’ultima - spiega Ghiringhelli -, temendo per la propria vita, ha già abbandonato il Paese e dunque attualmente la signora Asia Bibi è ancora in prigione e senza avvocato, e la sua vita è legata a un filo che potrebbe spezzarsi in ogni momento».
Preso atto della nuova situazione, Ghiringhelli suggerisce al Gran Consiglio di «votare nel corso dell’attuale sessione una risoluzione indirizzata al Consiglio federale con la quale si chiede innanzi tutto di intervenire con estrema urgenza presso il Governo pakistano per chiedere che la signora Asia Bibi, assolta dalla Corte Suprema, possa lasciare il Paese in attesa dell’eventuale revisione della sentenza; e di segnalare al Governo Pakistano che la Svizzera è pronta a ospitare la signora Asia Bibi e a concederle asilo politico».