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Julio Le Parc è nato nel 1928 a Mendoza, in Argentina. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Buenos Aires prima di trasferirsi a Parigi nel 1958.
A Parigi, nel 1960, insieme a François Morellet, Francisco Sobrino, Yvaral e altri, Le Parc fonda G.R.A.V. (Groupe de Recherche d ‘Art Visuel), un gruppo che ha sposato l’arte sociale e partecipativa. Ciò che cercano di promuovere è un’arte che coinvolga lo spettatore, che abbia una funzione sociale, che diventi ludica e capovolga il classico rapporto tra artista e fruitore. In sintonia con ciò che la scienza e la tecnologia stanno scoprendo, attraverso effetti cinetici ed ottici che utilizzano la luce artificiale e materiali quali la plastica, il metallo ed altri prodotti industriali, gli artisti del GRAV inducono nell’opera l’effetto del movimento, coinvolgendo il fruitore in un nuovo rapporto spazio-temporale. Pochi anni dopo, nel 1966, vincerà la Biennale di Venezia.
Mentre Le Parc è conosciuto per la creazione di lavoro che si basa molto sulla teoria e astrazione, nel corso della sua carriera si è occupato molto del rapporto tra arte e società e di come quest’ultima viva l’arte.
GRAV si sciolse nel 1968 e la produzione di Le Parc spazia tra gli studi di colore, che saranno rigidamente limitati a una gamma di quattordici, alle grandi sculture e installazioni interattive, tutte concentrate sul rapporto intimo tra spettatore e opera. I suoi dipinti e le sue sculture confondono i confini tra la modernità e il mondo naturale, abbinando la precisione industriale a forme simili a piante, steli, fiori. Anche la luce diviene fondamentale nel suo lavoro: riflessi, rifrazione, e ombre creano abbagli e giochi, per indurre lo spettatore a giocare con lui.