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Marzo variabile: dapprima tempestoso, poi soleggiato
Al sud delle Alpi il mese di marzo è stato piuttosto soleggiato e asciutto.
La situazione meteorologica della prima metà di marzo è stata caratterizzata da forti correnti occidentali provenienti dall'Atlantico e da frequenti zone di bassa pressione sull'Europa settentrionale. Sul pendio nordalpino il tempo è stato per lo più tempestoso, ma non vi sono state raffiche di vento estreme. La seconda metà del mese è stata dominata da una situazione di alta pressione persistente, che ha causato giornate molto soleggiate e temperature miti. Soprattutto ad altitudini più elevate, le temperature massime giornaliere sono salite fino a 6 - 8 gradi al di sopra della norma. La temperatura media mensile in tutta la Svizzera è stata di 1.5 gradi superiore alla norma, valore che corrisponde al diciannovesimo mese di marzo più caldo dall’inizio delle misurazioni avvenuto nel 1864. Sul versante meridionale delle Alpi e nella Svizzera occidentale il tempo è stato molto più mite. Lo scarto termico positivo è stato di 1.7 gradi a Lugano e di 2.2 gradi a Ginevra; per queste due località si è trattato rispettivamente del decimo e del sesto mese di marzo più caldo dall’inizio delle misurazioni avvenuto nel 1864. Le alte temperature hanno favorito la fusione della neve sul versante sudalpino, dove a livello locale è stata registrata la più massiccia mancanza di neve dall’inizio delle misure.
Inizio del mese ventoso
Nella prima metà di marzo correnti occidentali persistenti sull'Atlantico hanno dato origine ad una serie di forti tempeste che hanno attraversato l’Europa settentrionale. Di conseguenza, dall’1 al 17 marzo la Svizzera è stata spesso al margine di numerose zone di bassa pressione ed è stata interessata frequentemente da passaggi frontali che hanno causato giornate tempestose e situazioni di favonio marcate sul versante nordalpino. Aeroporti e laghi sono stati regolarmente allertati per il forte vento. Il Ticino è stato per lo più risparmiato dai forti venti, a parte le località montane e le due fasi con vento da nord del 15 - 18 e 25 marzo.
Il 6 marzo una forte corrente meridionale formatasi davanti ad una bassa pressione sull’Inghilterra ha portato ad una marcata situazione di favonio a nord delle Alpi. Le raffiche di vento hanno raggiunto i 160 km/h sulle cime delle montagne e i 100 - 120 km/h nelle vallate nordalpine. Nella regione del Lago di Uri, dove tipicamente il favonio è molto forte, non sempre si è rimasti all’asciutto durante le passeggiate lungo le rive del lago (foto di copertina).
Negli altri giorni della prima metà del mese, le raffiche di vento sull’Altopiano hanno raggiunto velocità comprese tra 50 e 100 km/h. Nelle Alpi e alle quote più elevate del Giura sono stati raggiunti valori fino a 150 km/h. Ad esempio, l'11 marzo la stazione di Chasseral ha registrato 141 km/h, il 14 marzo la stazione del Titlis 151 km/h e quella del Säntis 145 km/h, mentre il 15 marzo la stazione Gornergrat 165 km/h. Questi valori non sono straordinari, in quanto si verificano mediamente ogni 2 – 5 anni. Tuttavia, oltre due settimane di tempo tempestoso hanno portato in molte stazioni il numero di giorni di vento forte a superare i valori medi pluriennali (Fig. 1).
Seconda metà del mese ricca di sole
Il giorno 16 marzo un promontorio di alta pressione ha preannunciato un cambiamento del tempo. Dal 18 marzo, infatti, la situazione meteorologica generale è cambiata e una vasta zona di alta pressione si è stabilita sulla Svizzera. Questo ha portato a condizioni meteorologiche meno dinamiche con abbondanza di sole e assenza di precipitazioni. Le temperature massime sono aumentate costantemente: mentre a nord delle Alpi il 19 marzo erano ancora di 8 - 11 gradi, il 23 marzo hanno raggiunto i 15 - 20 gradi a quote basse e addirittura 22 gradi lungo il Reno anteriore. A sud delle Alpi, invece le temperature hanno superato il valore di 15 gradi già dal 21 marzo per salire oltre i 20 gradi tra il giorno 23 e il giorno 25. Soprattutto alle quote più elevate, le temperature del periodo dal 21 al 24 marzo sono state molto elevate, e si sono attestate da 6 a 8 gradi al di sopra della norma 1981-2010.
Sotto l’influsso dell’alta pressione, sull'Altopiano centrale e nelle vallate nordalpine durante la notte si sono verificate gelate al suolo, assieme a nebbia o nebbia alta che si è tuttavia dissolta rapidamente sotto il mite sole di marzo. La temperatura minima di questo periodo di alta pressione è stata misurata il 20 marzo con -20.4 gradi misurati presso la stazione Buffalora a 1968 metri di quota sul Passo del Forno.
In Ticino durante questa fase di alta pressione il tempo è stato per lo più soleggiato. Già nella prima metà del mese il versante meridionale delle Alpi era stato significativamente risparmiato dai passaggi frontali e aveva potuto godere di numerose ore di sole. Nuvolosità estesa si è avuta solamente nei giorni del 6, 7 e 17 marzo. Complessivamente la durata del soleggiamento è stata nella norma 1981-2010.
Estrema mancanza di neve sul versante sudalpino
Mentre nelle Alpi orientali c'era ancora una quantità di neve superiore alla media, in marzo il versante meridionale delle Alpi ha registrato la più massiccia mancanza di neve dall'inizio delle misurazioni. A Bosco-Gurin, a 1486 m di quota, l'altezza media della neve di marzo è stata di soli 4 cm (Fig. 3), mentre il precedente valore più basso risale al marzo 2007 con 19 cm. Nella stessa località un anno fa era stata registrata un'altezza della neve nel mese di marzo di 116 cm, valore nettamente superiore alla media, e cinque anni fa addirittura 177 cm, uno dei valori più alti dall'inizio delle misurazioni. Questi sono tuttavia eventi isolati, e l'aumento della temperatura primaverile dovuto al cambiamento climatico ha già avuto un forte impatto sugli accumuli di neve sul versante sudalpino, dove l'altezza media della neve a marzo si è ridotta da 108 cm nel periodo 1961-1990 a 69 cm nel periodo 1991-2018.
Questa variazione è in linea con l'innalzamento della quota dell’isoterma di zero gradi dovuto ai cambiamenti climatici di origine antropica. Secondo i nuovi scenari climatici CH2018, questa tendenza continuerà anche in futuro. Senza interventi di protezione del clima, la quota media dell’isoterma di zero gradi in inverno potrebbe salire dagli attuali 850 m a poco meno di 1500 m entro la metà di questo secolo – per esempio, fino all'altezza di Bosco-Gurin.
La primavera è in anticipo
Fino a metà marzo sono stati osservati arbusti di nocciolo in fiore, soprattutto a quote comprese tra i 650 e i 1200 metri. Quest'anno il periodo di fioritura del nocciolo è stato breve, poiché molti arbusti di nocciolo sono fioriti contemporaneamente sull’Altopiano e a quote più elevate. Al di sopra dei 1000 m i noccioli sono fioriti molto presto, con un anticipo medio di 20 giorni. Nel complesso, la fioritura del nocciolo si è verificata con un anticipo medio di 8 giorni circa rispetto alla media del periodo 1981-2010, tuttavia all’interno del periodo normale. Già in febbraio si sono osservati i primi fiori della tossilagine comune (farfaro), evento che può essere considerato molto precoce. La maggior parte della fioritura è tuttavia stata osservata in marzo. La tossilagine comune (farfaro) ha beneficiato delle temperature elevate riscontrate a febbraio e marzo ed è fiorita con un anticipo medio di 16 giorni. Il 70% delle osservazioni può essere classificato come precoce o molto precoce. La quota più elevata dove è stata osservata la fioritura della tossilagine comune è a Chaumont, a 1150 m, in cui la si è notata il 12 marzo. L'anemone bianca ha iniziato a fiorire il 3 marzo nell'Altopiano sotto i 650 m circa, con un anticipo sulla media di circa 8 giorni. Anche i primi alberi da frutto hanno iniziato a fiorire a marzo: a Locarno la piena fioritura del pero è stata osservata il 19 marzo (12 giorni prima rispetto alla media 1991-2018) e a Liestal l'inizio della fioritura del ciliegio il 21 marzo (15 giorni prima rispetto alla media 1996-2018).