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Scambio di note del 23 e 26 maggio 2008
tra la Svizzera e l’Italia relativo alla frontiera nazionale in caso di cambiamenti naturali della linea displuviale o della linea di cresta in corrispondenza dei ghiacciai
Entrato in vigore mediante scambio di note l’8 febbraio 2010
(Stato 8 febbraio 2010)
Testo originale
Ambasciata di Svizzera in Italia Roma
Roma, 26 maggio 2008
Ministero degli Affari Esteri
della Repubblica Italiana
Piazzale della Farnesina 1
Roma
L’Ambasciata di Svizzera presenta i suoi complimenti al Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana e ha l’onore di accusare ricevuta della Sua Nota del 23 maggio 2008 del seguente tenore:
«Il Ministero degli Affari Esteri presenta i suoi complimenti all’Ambasciata di Svizzera ed ha l’onore di riferirsi alla riunione della Commissione per la manutenzione del confine italo-svizzero, svoltasi ad Aosta, il 10 ed 11 novembre 2004. Durante i lavori di tale Commissione, è emerso il comune accordo di introdurre, nell’ambito del complesso degli accordi esistenti tra l’Italia e la Svizzera relativi al confine comune, una disposizione con la quale si stabilisca che la linea di confine coincidente con la cresta dei ghiacciai possa seguire i graduali e naturali cambiamenti della linea di cresta, e pertanto essere considerata mobile.
In relazione a quanto precede, ed al fine di recepirne i contenuti a livello normativo, il Ministero degli Affari Esteri ha l’onore di proporre all’Ambasciata di Svizzera quanto segue:
1) Là dove il tracciato del confine di Stato, in base ai documenti descritti nell’art. 19 delle «Disposizioni per la esecuzione dei lavori di manutenzione dei termini del confine italo-svizzero da Piz Lat e Piz Lad al Monte Dolent, in base alla Convenzione e relativo Regolamento fra l’Italia e la Svizzera, firmata a Berna il 24 luglio 19411» è definito espressamente dalla linea displuviale o dalla linea di cresta, esso segue i graduali cambiamenti naturali cui sono soggette queste linee. Alterazioni naturali repentine ovvero alterazioni superficiali della linea displuviale o della linea di cresta non comportano invece alcun cambiamento del tracciato del confine. In tal caso gli Stati contraenti potranno concordare una soluzione che potrà eventualmente prevedere anche uno scambio di superfici equivalenti.
2) Per «linea displuviale» si intende la linea sulla quale si separano sul terreno le acque del deflusso. A tale proposito non vengono considerate le infiltrazioni d’acqua negli strati inferiori del terreno.
3) Ai sensi del precedente punto 1) per «graduali cambiamenti della linea displuviale o della linea di cresta» si intendono in particolare lo spostamento della linea di crescita in conseguenza dell’erosione, nonché dello spostamento della linea displuviale a seguito di alterazione di ghiacciai o di nevai perenni; in caso di contrazione di un ghiacciaio o di un nevaio perenne, la linea di confine coinciderà stabilmente con la linea displuviale o di cresta dell’emergente terreno roccioso, e potrà seguire solo gli scostamenti descritti al precedente punto 1).
4) Considerato che il rilievo della linea di confine è stato realizzato tra il 1924 e il 1938, si demanda alla «Commissione per la manutenzione del confine italo-svizzero» il compito di definire l’attuale tracciato del confine là dove coincida con la linea displuviale o di cresta.
Se da parte svizzera si concorda su quanto precede, il Ministero degli Affari Esteri propone che la presente Nota Verbale, e la risposta che codesta Ambasciata invierà, costituiscano un Accordo in materia tra le Autorità dei rispettivi Paesi, che entrerà in vigore alla data di ricezione della seconda delle due notifiche con le quali gli Stati si saranno comunicati l’avvenuto espletamento delle procedure interne all’uopo previste.»
L’Ambasciata ha l’onore di comunicare al Ministero degli Affari Esteri che le Autorità svizzere concordano su quanto precede e che la suddetta nota italiana e la presente risposta costituiscono un Accordo tra le competenti Autorità dei due Paesi.
L’Ambasciata di Svizzera si avvale dell’occasione per rinnovare al Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana gli atti della sua più alta considerazione.