Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01099.jsonl.gz/1395

I paradisi fiscali restano ancora i più amati dalle multinazionali d’oltreoceano. Stando a uno studio di Oxfam, cinquanta tra i pesi massimi americani, tra cui Apple e Microsoft, stoccano circa 1600 miliardi di dollari offshore per ridurre il carico fiscale applicato loro negli Usa.
Tale somma, che rappresenta oltre la metà del Pil francese, dribbla il fisco statunitense grazie a una “rete opaca e segreta”, come cita il rapporto della ong, attraverso 1’751 filiali in paradisi fiscali.
“Le imprese che cercano di evadere le tasse sottraggono al tesoro americano 135 miliardi di entrate fiscali ogni anno” sostiene Robbie Silverman citato in un comunicato di Oxfam.
Apple è primo in classifica con circa 200 miliardi offshore, seguito da Pfizer, con 193,6 miliardi, e Microsoft con 124 miliardi.
La legge americana permette alle società di depositare senza limiti all’estero gli utili realizzati fuori dagli Stati uniti, dove l’imposta sulle imprese è una delle più elevate al mondo, pari al 35% a livello federale.
Durante la sua campagna elettorale, Donald Trump ha promesso di abbassare questa percentuale al 155 e proporre alle società di rimpatriare le loro riserve monetarie attraverso una tassazione unica del 10%. Secondo Oxfam, tale misura non farebbe altro che spingere le imprese a continuare a stoccare i loro proventi nei paradisi fiscali in attesa di beneficiare della prossima amnistia fiscale.
In generale, la riduzione drastica delle imposte sulle aziende promessa dal nuovo inquilino della Casa Bianca rischia di innescare una corsa al ribasso fiscale devastante per le finanze del Paese.