Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/213007

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare come segue le disposizioni di legge riguardanti le imprese di proprietà della Confederazione e che hanno ricevuto un mandato di approvvigionamento per la popolazione (in particolare la Posta, Swisscom e FFS): </p><p>la Confederazione non esige il versamento di alcun dividendo dalle imprese di cui è proprietaria. Gli eventuali utili dell'impresa vengono reinvestiti per garantire e ampliare il servizio universale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale concorda con l'autore della mozione sul fatto che reinvestendo gli utili conseguiti dalle imprese della Confederazione nel mantenimento e nell'ampliamento del servizio universale si contribuisce a garantire alla popolazione e all'economia servizi moderni ed economicamente accessibili. Mantenere nella misura necessaria la capacità di investimento di queste imprese è nel precipuo interesse della Confederazione, loro maggiore o unico azionista.</p><p>Secondo i principi della Corporate Governance la Confederazione indirizza l'attività delle imprese di sua proprietà attraverso obiettivi strategici, che tuttavia si inseriscono entro limiti stabiliti dalla legge. Tali obiettivi rispecchiano gli interessi della Confederazione quale proprietaria delle imprese. Il loro raggiungimento rientra nelle responsabilità di queste ultime.</p><p>La politica dei dividendi della Posta e di Swisscom è un tema degli obiettivi strategici. Il Consiglio federale si aspetta una politica in materia di dividendi basata sul principio della continuità e che consideri le esigenze sia di un'attività d'investimento sostenibile sia di una quota di capitale proprio consueta nel settore e commisurata al rischio. Simili condizioni concedono un margine di manovra: nella primavera del 2020, ad esempio, il Consiglio federale ha accolto la richiesta del Consiglio d'amministrazione della Posta di ridurre notevolmente i dividendi. Viste le grosse sfide che la Posta deve affrontare è opportuno mantenere al suo interno maggiori risorse finanziarie.</p><p>I circa 1,6 miliardi di franchi che Swisscom investe ogni anno nel potenziamento e nella manutenzione dell'infrastruttura di rete in Svizzera sono sufficienti a garantire la competitività sia dell'infrastruttura sia delle prestazioni del servizio universale. Inoltre, Swisscom è una società quotata in borsa con quasi 70'000 azionisti, che si aspettano un indennizzo per il capitale proprio investito commisurato al rischio. Il valore e la solvibilità dell'impresa dipendono direttamente dal rendimento del capitale proprio. Vietare il pagamento di dividendi ridurrebbe fortemente le possibilità di rendimento e danneggerebbe pertanto la capacità di Swisscom di operare sul mercato finanziario. Un simile divieto, inoltre, indurrebbe erroneamente l'impresa a investire a qualunque costo gli utili conseguiti, indipendentemente dalle proprie necessità. Né i collaboratori né i clienti hanno interesse a una simile situazione. Ciò sarebbe anche in contrasto con l'obiettivo strategico di un servizio universale economicamente accessibile ed efficiente.</p><p>Le FFS, che ogni anno ricevono oltre 2,5 miliardi di sussidi, non dispongono di fondi da distribuire sotto forma di dividendi.</p><p>Le entrate derivanti dai dividendi versati dalle imprese della Confederazione (preventivo 2020: 812 mln.) sono preventivate nel preventivo e nel piano finanziario. Qualsiasi riduzione di queste entrate deve essere compensata aumentando altre fonti di introiti (tasse) oppure riducendo le spese che la Confederazione destina al cofinanziamento di altri compiti, con conseguente riduzione delle rispettive prestazioni.</p><p>Il Consiglio federale ritiene pertanto che vietare alle imprese della Confederazione di versare dividendi non sia la strada giusta per garantire la qualità del servizio universale in Svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.