Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/230070

<h2>SubmittedText<h2><p>Conformemente all'articolo 125 LParl, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Cambierà, secondo il Consiglio federale, la formazione degli apprendisti nelle professioni in cui il lavoro flessibile (p. es. home office) è possibile e auspicato? Se sì, in che misura?</p><p>2. Per gli apprendisti quale sarà la proporzione tra home office e lavoro in presenza ammessa in futuro? Per il Consiglio federale è ipotizzabile che gli apprendisti possano svolgere la loro formazione perlopiù da casa? In caso negativo, come intende impedirlo?</p><p>3. Come si ripercuote la diversa organizzazione del lavoro dei formatori professionali sulla formazione degli apprendisti? È concepibile che in futuro gli apprendisti siano formati da formatori che lavorano perlopiù da casa?</p><p>4. Se la nuova realtà dovesse prevalere, come fare per assicurare e verificare che la sicurezza sul lavoro sia garantita per gli apprendisti in telelavoro? E come garantire e controllare il rispetto dell'articolo 1 lettera a dell'ordinanza del DEFR sui lavori pericolosi per i giovani?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per il Consiglio federale l'home office non è soltanto un trend passeggero, bensì un fenomeno che avrà la sua rilevanza anche nel mondo del lavoro di domani. Prepararsi concretamente a questa forma di lavoro già durante la formazione professionale di base ha senso, perché così non sarà un fenomeno del tutto nuovo per gli ex-apprendisti che accederanno al mercato del lavoro al termine della formazione.</p><p>Nella formazione professionale di base le professioni che si prestano a essere esercitate prevalentemente da casa sono relativamente poche. Sono poco più di una decina sul totale di 240 formazioni professionali. Si tratta perlopiù di professioni nel settore dei servizi, del commercio e dell'informatica.</p><p>2. L'obiettivo della formazione professionale di base è ottimizzare gli obiettivi di apprendimento facendo in modo che gli apprendisti siano ben preparati in vista della loro futura attività lavorativa e possano superare le procedure di qualificazione previste. In linea di principio l'home office è adatto solo nella misura in cui prepara i giovani alla realtà del mercato del lavoro. Quando se ne fa ricorso bisogna inoltre assicurarsi che i requisiti legali, come la protezione dei giovani lavoratori, siano soddisfatti. Se non lo sono, l'home office non è un'opzione. Lo stesso dicasi per i formatori professionali per quanto concerne il requisito di fornire agli apprendisti la migliore assistenza possibile.</p><p>La possibilità di lavorare da casa è il risultato di un'intesa tra le parti che stipulano il contratto di tirocinio: l'azienda di tirocinio e l'apprendista. Ai Cantoni spetta la vigilanza sugli apprendistati e il ruolo di interlocutore per tali contraenti.</p><p>3. Il fattore decisivo è che i formatori professionali possano garantire la trasmissione dei contenuti formativi nella loro interezza nonostante l'home office. I nuovi ambienti e le nuove realtà lavorative sono già da sempre un aspetto ricorrente nell'ambito della formazione per formatori professionali. Questa formazione verte sull'assistenza agli apprendisti e, quindi, su obiettivi formativi ritagliati sulle loro esigenze, ad esempio su come impostare adeguatamente un processo interattivo in un contesto di apprendimento.</p><p>4. Prima di accordare la possibilità dell'home office bisogna sincerarsi che gli apprendisti dispongano, a casa loro, di un posto di lavoro impostato conformemente ai requisiti legali. Ciò comprende, oltre all'aspetto dell'ergonomia, anche le misure di accompagnamento riguardanti la sicurezza sul lavoro e la protezione della salute definite nei piani di formazione. Bisogna inoltre prevenire il rischio di una sollecitazione eccessiva degli apprendisti. La responsabilità spetta in primo luogo ai formatori professionali, che sottostanno alla vigilanza dei Cantoni.</p><p>Va infine ricordato che le professioni che si prestano alla modalità del telelavoro non comportano tendenzialmente "lavori pericolosi".</p>  Risposta del Consiglio federale.