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SAN GALLO - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) non entra nel merito sul ricorso depositato da 23 televisioni locali e private contro i diritti d'autore negoziati per la visione delle trasmissioni in differita. Tale decisione può essere ancora impugnata davanti al Tribunale federale (TF).
Nel febbraio 2018 la Commissione arbitrale federale per la gestione dei diritti d'autore (CAF) ha approvato la nuova tariffa che regola le indennità che i fornitori di servizi TV dovranno versare alle emittenti televisive per la visione di trasmissioni in differita.
Le emittenti televisive non erano ammesse a questa procedura di conciliazione in quanto la commissione ritiene che la televisione in differita rientri nella gestione collettiva dei diritti d'autore. Di conseguenza le emittenti televisive devono far valere i loro interessi unicamente attraverso società di gestione dei diritti d'autore.
In una sentenza pubblicata oggi, il TAF ricorda che in materia di diritti le parti terze non sono in generale legittimate a ricorrere. Si può fare eccezione solo quando queste possono dimostrare un interesse proprio diverso da quello degli altri titolari di diritti.
In questo caso il TAF constata che non sussiste alcun interesse divergente. In queste condizioni la Corte ritiene che i loro interessi nella procedura di approvazione della tariffa sono stati rappresentati dalle diverse società di gestione - come SUISA o Pro Litteris - che vi hanno partecipato.
Il TAF non è quindi entrato nel merito sul ricorso. La decisione non è definitiva e può essere contestata davanti al TF.
La Comunità di interessi Radio e Televisione (IRF) - in un comunicato - si rammarica della decisione del TAF. Si è persa un'occasione che permette ai canali televisivi di discutere direttamente con i fornitori allo scopo di trovare una soluzione ragionevole. La Comunità valuterà se portare il caso davanti al TF.