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(28.08.2013) A lungo riservata alle grandi società, l'internazionalizzazione seduce sempre più le piccole e medie imprese svizzere. Secondo uno studio della Scuola universitaria professionale di gestione di Friburgo (HEG-FR), la riuscita all'estero delle PMI dipende fortemente dall'esperienza dei suoi manager.
Intitolata "Approccio all'internazionalizzazione delle PMI svizzere", l'inchiesta mostra che le conoscenze internazionali degli imprenditori e della squadra dirigente costituiscono la chiave del successo dell'orientamento strategico all'estero. La rapidità e l'ampiezza dell'espansione al di fuori dalle frontiere sono anch'esse notevolmente influenzate da questo fattore.
L'edizione 2013 della ricerca, che costituisce la terza di questo genere, si basa sulle risposte di circa 800 PMI attive all'estero. Conferma fino a che punto i dirigenti desiderosi di internazionalizzarsi devono prepararsi accuratamente e stabilire la loro strategia prima di lanciarsi. Per questo, sono invitati ad osservare le società che hanno già fatto questo passo.
Tra le constatazioni dello studio figura pure il fatto che le PMI investono maggiormente all'estero nei settori che presentano dei vantaggi concorrenziali diretti piuttosto che nel valore reale. Si possono citare la ricerca e lo sviluppo, così come i settori dove viene sollecitata la creatività del personale.
Questi settori sono appunto quelli per i quali la Svizzera è apprezzata all'estero. Nel suo "Global Competitiveness Report 2012-2013", il World Economic Forum fa infatti figurare il paese in prima posizione, davanti a Singapore. Le performance elvetiche concernono l'efficacia, il mercato del lavoro, la tecnologia, l'innovazione e la cultura d'impresa.
Ultima modifica 10.09.2015