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Gli economisti dell'UBS ritengono che la Svizzera sarà risparmiata dalla recessione, malgrado il brusco rallentamento degli ultimi mesi.
UBS mantiene invariate le previsioni di crescita per l'insieme del 2002 all'1%, ma nel primo trimestre dell'anno pronostica un tasso negativo rispetto allo stesso periodo del 2001.
«La recessione non dovrebbe però investire la Svizzera. I pronostici di ripresa nel secondo semestre rimangono intatti, sempre nell'ipotesi di un miglioramento del clima congiunturale mondiale, in particolare negli Stati Uniti e in Europa, e di una svalutazione del franco svizzero rispetto all'euro», indica un documento pubblicato venerdì.
L'appuntamento con una crescita «normale» è fissato per il 2003, anno in cui l'indice dovrebbe segnare +2% grazie al consumo interno che rimane il principale motore della congiuntura. L'aumento della disoccupazione sarà compensato dalla forte progressione dei redditi reali. Esportazioni e investimenti cresceranno dalla seconda metà del 2002 e l'inflazione rimarrà modesta: dall'1% dello scorso anno si passerà quest'anno allo 0,7% e nel 2003 all'1,5%.
Gli economisti dell'UBS ritengono che la Banca nazionale svizzera ridurrà ancora i tassi di riferimento di un quarto di punto nel primo semestre 2002 e a fine marzo il tasso Libor (London Interbank Offered Rate) a tre mesi dovrebbe avvicinare l'1,5% (con un margine di fluttuazione dall'uno al 2%).
Il rischio maggiore è rappresentato dalla forza del franco. Se dovesse persistere il cambio attuale (1,48 franchi per un euro) la ripresa ne risentirebbe e secondo la simulazioni potrebbe costare fino a un mezzo punto di crescita.
swissinfo e agenzie