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SION - Neanche i morti vengono più lasciati stare. Questo è quanto viene da pensare guardando a ciò che si è verificato presso il cimitero di Collombey, nel Vallese.
Sulla tomba della moglie, un uomo, lì per ricordare la compianta consorte, ha trovato un singolare adesivo. Un QR code, di quelli che tramite una specifica applicazione del telefonino rimandano a pagine web. Nello specifico al sito di un'agenzia di pompe funebri.
«Pura e semplice pubblicità», secondo l'uomo. «Un'indecenza trovarla su una tomba», incalza su "Le Nouvelliste".
Si scopre che nessuna autorizzazione era stata richiesta prima di applicare questi adesivi, trovati tra l'altro su una decina di lapidi commissionate alla stessa agenzia. Adesivi incollati di recente, anche su lapidi piazzate nel cimitero da tempo.
Nonostante tutto ciò possa apparire scioccante, sembra che un tale approccio pubblicitario non sia proibito. Insomma, le vie del marketing sono infinite. Contattato, il servizio di sanità pubblica vallesana ha tuttavia dichiarato che svolgerà delle indagini in tal senso.
Dal canto suo, l'Associazione vallesana delle società di servizi funebri assicura di non aver mai sentito nominare prima, in Svizzera, un genere di pubblicità simile. L'agenzia incriminata, in tutto ciò, ha preferito tacere. Un silenzio... tombale.