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ALBERTA - Sono stati scoperti nel sangue alcuni metaboliti (piccole molecole che si scompongono attraverso il processo metabolico), che potrebbero essere considerati "segnalatori" della presenza dell'infezione da coronavirus.
A dirlo è uno studio del Lawson Health Research Institute, della Western University e dell'Università dell'Alberta, che indica come proprio il Covid-19 influisca sui loro livelli di concentrazione nel sangue.
In futuro, secondo quanto affermano gli studiosi sulla rivista scientifica Critical Care Explorations, potrebbero far parte di un test a basso costo in grado anche di predire quali pazienti avranno le condizioni più critiche.
«Con il progredire della seconda ondata e l'aumento dei casi di Covid-19, c'è una domanda travolgente di test», ha detto il Dr. Douglas Fraser, ricercatore capo della Lawson and Western's School of Medicine.
«La nostra speranza è che i risultati possano essere convalidati anche in gruppi più ampi di pazienti, di modo che possano essere utilizzati per sviluppare un semplice esame del sangue che mostri la probabilità d'infezione, e di gravità, della malattia» ha spiegato Fraser. «Sarebbe un metodo di screening rapido ed economico, che potrebbe essere una prima linea di test nella comunità e negli ospedali, con risultati in 20 minuti» ha poi aggiunto il medico.
Sono quattro i metaboliti che i ricercatori ritengono importanti per il rilevamento di Covid-19. La concentrazione di chinurenina è risultata elevata nei pazienti con Covid, mentre le concentrazioni di altri tre metaboliti, arginina, sarcosina e lisofosfatidilcoline, sono risultate ridotte.
Dopo ulteriori analisi, i ricercatori hanno notato come due metaboliti (la chinurenina e l'arginina) hanno distinto i pazienti Covid-19 da quelli sani e da quelli più critici con un'accuratezza del 98%.
Il team ha anche scoperto che le concentrazioni di due metaboliti (la creatinina e l'arginina) potrebbero essere utilizzate per prevedere quali pazienti con Covid-19 in condizioni critiche possano essere maggiormente a rischio. Quando sono stati misurati i loro valori, nel primo e nel terzo giorno di terapia intensiva di un paziente, infatti, hanno predetto la morte associata a Covid-19 con una precisione del 100%.
Lo studio è stato condotto su campioni di sangue di 30 partecipanti: 10 pazienti Covid-19 e 10 pazienti con altre infezioni, ricoverati in terapia intensiva, oltre a 10 partecipanti di controllo (sani).