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Il rifiuto del Consiglio federale di ricevere il Dalai Lama - che arriverà in Svizzera in aprile - è "incomprensibile" e "molto deludente". La denuncia è dell'associazione Amicizia Svizzera-Tibet (GSTF), che oggi ha lanciato una campagna per esortare il governo a rendere comunque possibile l'incontro.
L'associazione invita la popolazione a sostenere la causa tibetana indirizzando al Consiglio federale una cartolina elettronica disponibile sul suo sito www.gstf.ch (in tedesco).
L'ultimo incontro fra un membro del governo svizzero e il capo spirituale tibetano risale al 2005. Nel frattempo diversi altri capi di Stato hanno ricevuto il Dalai Lama, ha dichiarato alla stampa a Zurigo il presidente di GSTF, Migmar Raith.
L'associazione auspica di poter discutere con il capo della diplomazia svizzera Didier Burkhalter (PLR), che lunedì scorso, in una lettera ai membri dell'intergruppo parlamentare Tibet, aveva rammentato che la Svizzera non intrattiene relazioni diplomatiche con il governo tibetano in esilio.
"Il governo non intende attizzare una vertenza che rischierebbe di politicizzare inutilmente le visite del Dalai Lama, che giunge assai frequentemente in Svizzera in qualità di capo spirituale", ha inoltre scritto il consigliere federale.
"Queste motivazioni sono incomprensibili", ha affermato nel corso della conferenza stampa la consigliera nazionale Tiana Angelina Moser (Verdi-liberali/ZH). Il Dalai Lama ha ceduto tutti i suoi incarichi politici al governo in esilio e "oggi è soltanto un capo spirituale". Per la Moser, "è un segreto di Pulcinella" che dietro al rifiuto si celano interessi politico-economici: in particolare i negoziati in corso con la Cina per un accordo di libero scambio.
Nonostante il rifiuto dell'esecutivo, il 16 aprile il Dalai Lama sarà ricevuto a Palazzo federale dalla presidente del Nazionale Maya Graf (Verdi/BL). Si tratta di "un segnale forte", ha commentato Tiana Angelina Moser.
SDA-ATS