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Attivisti di Pane per tutti e Sacrificio Quaresimale, che con altre organizzazioni sostengono l'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente". La foto risale allo scorso febbraio
KEYSTONE/LUKAS LEHMANN(sda-ats)
Le aziende elvetiche - anche quelle che operano all'estero - devono rispettare i diritti umani e ambientali.
È quanto sostengono 80 organizzazioni che oggi hanno consegnato alla Cancelleria federale le 120'000 firme raccolte per l'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente".
Tra i membri del comitato d'iniziativa figurano nomi importanti della politica e della società civile, come le ex consigliere federali Ruth Dreyfuss (PS) e Micheline Calmy-Rey (PS), l'ex consigliere agli Stati ticinese PLR Dick Marty (co-presidente del comitato) e l'ex consigliera nazionale Chiara Simoneschi-Cortesi (PPD), già presidente dell'Assemblea federale. Completano il drappello di personalità l'ex presidente del CICR Cornelio Sommaruga e l'ex giudice federale Giusep Nay.
Sostengono l'iniziativa anche associazioni quali Amnesty International, Pane per tutti, Sacrificio quaresimale, Public Eye (ex Dichiarazione di Berna), Alliance Sud, Swissaid, Terre des Hommes (Svizzera), Ethos e Greenpeace.
L'iniziativa chiede al Consiglio federale di prendere provvedimenti "per rafforzare il rispetto dei diritti umani e dell'ambiente da parte dell'economia". Nelle intenzioni dei promotori, le società con sede in Svizzera dovranno "rispettare anche all'estero i diritti umani riconosciuti a livello internazionale e le norme ambientali internazionali; esse devono provvedere affinché tali diritti e tali norme siano rispettati anche dalle imprese da esse controllate".
Le aziende e in particolare le multinazionali dovrebbero inoltre rispondere "del danno che le imprese da esse controllate cagionano nell'esercizio delle loro incombenze d'affari, violando diritti umani riconosciuti a livello internazionale o norme ambientali internazionali". Ciò non vale se "dimostrano di aver usato tutta la diligenza richiesta (...)".
La consegna delle firme è avvenuta con qualche giorno di anticipo, visto che il termine per la raccolta delle 100 mila sottoscrizioni necessarie scade il 21 ottobre 2016. Ma il comitato promotore è sicuro che il popolo sarà chiamato a pronunciarsi sul testo. Nel luglio scorso, da un sondaggio dell'istituto Demoscope è emerso che le preoccupazioni espresse dall'iniziativa sulle imprese responsabili sono condivise da una grande maggioranza della popolazione, sottolineano i promotori.
SDA-ATS