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Publius Vergilius Maro
Publio Virgilio Marone

(LA) "Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc

Parthenope; cecini pascua rura duces"
|(IT) "Mi ha generato Mantova, la Puglia mi ha strappato alla vita, ora Napoli conserva i miei resti; ho cantato pascoli, campi, eroi"|

(Epitaffio)
Publio Virgilio Marone (Andes, 15 ottobre 70 a.C. Brindisi, 21 settembre 19 a.C.) fu un poeta romano.
Biografia
Virgilio nacque il 15 di ottobre del 70 a.C. vicino Mantova, e precisamente nel villaggio di Andes, località identificata dal XIII secolo con il borgo di Pietole in tal senso si esprime Dante nella Divina Commedia (Purgatorio, 18,83). Altri studi[1] sostengono invece che l'effettivo luogo di nascita sia nella zona di Castel Goffredo.[2]
Il padre, di nome Stimicone Virgilio Marone (citato nelle Bucoliche, V,55), era un piccolo proprietario terriero arricchitosi tramite lapicoltura, lallevamento e lartigianato mentre la madre, di nome Polla Magio, era la figlia di un facoltoso mercante, Magio, al cui servizio aveva lavorato il padre del poeta. Virgilio studiò prima a Cremona, poi a Milano ed infine a Roma lettere greche e latine ma anche matematica e medicina. Qui conobbe molti poeti e uomini di cultura e si dedicò alla composizione delle sue opere. Nel suo soggiorno romano, il futuro poeta fu infatti anche veterinario per i cavalli dellimperatore Augusto. Inoltre nella capitale portò a termine la propria formazione oratoria studiando eloquenza alla scuola di Epidio, un maestro importante di quellepoca. Lo studio delleloquenza doveva fare di lui un avvocato ed aprirgli la via per la conquista delle varie cariche politiche. Loratoria di Epidio non era certo congeniale alla natura del mite Virgilio, riservato e timido, e dunque quantomai inadatto a parlare in pubblico. Infatti nella sua prima causa come avvocato non riuscì nemmeno a parlare. In seguito a ciò Virgilio entrò in una crisi esistenziale che lo porterà (non ancora trentenne) a spostarsi dopo il 42 a.C. a Napoli, dove si recò alla scuola dei filosofi Sirone e Filodemo per apprendere i precetti di Epicuro, e dove conobbe diversi importanti personaggi nel campo politico ed artistico (tra cui Orazio).
Gli anni in cui Virgilio si trova a vivere sono anni di grandi sconvolgimenti a causa delle guerre civili: prima lo scontro tra Cesare e Pompeo, culminato con la sconfitta di questultimo a Farsalo (48 a.C.), poi luccisione di Cesare (44 a.C.) in una congiura e lo scontro tra Ottaviano e Marco Antonio da una parte e i cesaricidi (Bruto e Cassio) dallaltra, culminato con la battaglia di Filippi (42 a.C.). Egli fu toccato direttamente da queste tragedie: infatti la distribuzione delle terre ai veterani dopo la battaglia di Filippi mise in grave pericolo le sue proprietà nel mantovano ma, grazie all'intercessione di personaggi influenti (Pollione, Varo, Gallo, Alfeno e lo stesso Augusto), Virgilio riuscirà ad evitare la confisca. Si sposterà poi a Napoli.
Dopo il successo delle Bucoliche, venne in contatto con Mecenate ed entrò a far parte del suo circolo, che raccoglieva molti letterati famosi dellepoca. Il vate frequentava le tenute terriere di Mecenate, che egli possedeva in Campania nei pressi di Atella ed in Sicilia. Attraverso Mecenate Virgilio conobbe Augusto e collaborò alla diffusione della sua ideologia politica. Divenne il maggiore poeta di Roma e dellimpero.
Morì a Brindisi il 21 settembre del 19 a.C. (calendario giuliano), di ritorno da un improvviso viaggio in Grecia, secondo i biografi per una vampa di sole. Prima di morire, Virgilio raccomandò ai suoi compagni di studio Tucca e Varo di distruggere il manoscritto dellEneide. Ma i due, per timore o per colpa, consegnarono i manoscritti allimperatore.
I resti del grande poeta furono poi trasportati a Napoli, dove sono custoditi in un tumulo tuttora visibile, sulla collina di Posillipo. Purtroppo lurna che conteneva i suoi resti andò dispersa nel Medioevo. Sulla tomba fu posto il celebre epitaffio: Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope; cecini pascua, rura, duces; ovvero: "Mi generò Mantova, la Calabria [la Puglia] mi rapì: ora mi custodisce Partenope [Napoli]; cantai i pascoli [le Bucoliche], i campi [le Georgiche], i capi guerrieri [lEneide]".
Opere
Un primo gruppo di opere (noto dal Cinquecento come Appendix Vergiliana) fu composto tra il 44 a.C. ed il 38 a.C. tra Roma e Napoli;
- Alla spicciolata (Catalepton)
- Focaccia (Moretum)
- Canti a Priapo (Priapea)
- Epigrammi (Epigrammata): che comprendono le Rose (Rosae), E non è (Est et non), Uomo buono (Vir bonus), Elegia in Maecenatis obitu, Hortulus, Il vino e Venere (De vino et Venere), Il livore (De livore), Il canto delle Sirene (De cantu Sirenarum), Il giorno natale (De die natali), La fortuna (De fortuna), Su Orfeo (De Orpheo), Su sé stesso (De se ipso), Le età degli animali (De aetatibus animalium), Il gioco (De ludo), De aerumnis Herculis, De Musarum inventis, Lo specchio (De speculo), Mira Vergilii versus experientia, Mira Vergilii experientia, I quattro tempi dell'anno (De quattuor temporibus anni), La nascita del sole (De ortu solis), Le fatiche di Ercole (De Herculis laboribus), La lettera Y (De littera Y), ed I segni celesti (De signis caelestibus).
- Oste (Copa) (solo secondo il biografo Servio)
- Maledizioni (Dirae)
- Airone (Ciris)
- Zanzara (Culex)
- Etna (Aetna)
- Gesta romane (Res romanae), opera solo progettata e poi abbandonata
- scrittore dell'eneide
Opere successive:
- Bucoliche (Carmina Bucolica): composte in due o tre anni tra il 42 e il 39 a.C. a Napoli, sono una raccolta di dieci ecloghe di stile perlopiù bucolico e che seguono il modello del poeta siciliano Teocrito. La quarta ecloga è dedicata a Pollione, la sesta a Varo, e la decima a Gallo: tre potenti governatori della provincia cisalpina presso cui il poeta sperava di trovare favore per rientrare in possesso delle proprie terre perdute durante lesproprio.
- Georgiche (Georgicon): composte a Napoli in sette anni (tra il 36 a.C. ed il 29 a.C.) e suddivise in quattro libri. È un poema didascalico sul lavoro dei campi, sullarboricoltura (in particolare della vite e dellolivo), sullallevamento e sull'apicoltura come metafora di unideale società umana.
Ciascun libro presenta una digressione: il primo sulla morte di Cesare, il secondo con un elogio allItalia, il terzo sulla peste. Il poema si conclude con lesposizione del mito di Aristeo. In realtà, nella prima stesura delle Georgiche, la conclusione del IV libro era dedicata a Cornelio Gallo ma, caduto questi in disgrazia presso Augusto, gli venne ordinato di concludere lopera in modo diverso. Lopera fu dedicata a Mecenate. Si tratta sicuramente di uno dei più grandi capolavori della letteratura latina e lespressione più alta dellautentica e vera poesia virgiliana. I modelli qui seguiti sono Esiodo e Varrone.
- Eneide (Aeneis): poema epico composto a Napoli, Atella ed in Sicilia in dieci anni (tra il 29 a.C. ed il 19 a.C.) e suddiviso in dodici libri. Opera monumentale, considerata dai contemporanei alla stregua di unIliade latina, fu il libro ufficiale sacro allideologia del regime di Augusto sancendo lorigine e la natura divina del potere imperiale. Naturalmente il modello fu Omero. Essa narra la storia di Enea, esule da Ilio e fondatore della divina gens Iulia. Secondo alcuni biografi lopera si sarebbe dovuta articolare in ventiquattro libri, che comprendevano la storia romana fino ai tempi di Augusto. Il poema rimase privo di revisione, e nonostante Virgilio prima di partire per lOriente ne avesse chiesto la distruzione e ne avesse vietato la diffusione in caso di sua morte, esso fu pubblicato per volere dellimperatore. Nel XV secolo il poeta Maffeo Vegio compose in esametri il Supplementum Aeneidos, cioè il tredicesimo libro a completare il poema virgiliano.
Fortuna
La fama del vate dopo la morte fu tale che egli fu considerato una divinità degna di ricevere onori, lodi, preghiere, e riti sacri. Già Silio Italico (appena un secolo dopo), che acquistò la villa e la tomba di Virgilio, istituì una celebrazione in memoria del Mantovano nel suo giorno di nascita (le Idi di Ottobre). In tal modo questa celebrazione si tramandò anno per anno nei primi secoli dell'era volgare, diventando un punto di riferimento importante soprattutto per il popolo napoletano che vide in Vergilius il suo secondo patrono e spirito protettore della città di Napoli, dopo la vergine Partenope. Ai suoi resti (cenere ed ossa), conservati nel sepolcro da lui stesso concepito secondo forme e proporzioni pitagoriche, fu attribuito il potere di proteggere la città dalle invasioni e dalle calamità. Nonostante le divinità pagane venissero dimenticate, di Virgilio si mantenne comunque intatto il ricordo, e le sue opere furono interpretate cristianamente.
Egli divenne in particolare un simbolo dellidentità e della libertà politica di Napoli: fu per questo che nel XII secolo i conquistatori normanni, col consenso interessato della Chiesa di Roma, acconsentirono ad un filosofo e negromante inglese di nome Ludowicus di profanare il sepolcro di Virgilio con lo scopo di rimuovere ed asportare il vaso con le sue ossa, al fine di indebolire e sottomettere Napoli al potere normanno distruggendo loggetto di culto che era la base simbolica della sua autonomia. I resti di Virgilio furono salvati dalla popolazione che li trasferì allinterno di Castel dell'Ovo, ma in seguito vennero qui sotterrati e nascosti per sempre ad opera dei Normanni. Da allora i napoletani ritennero che il potere protettivo del Poeta verso la città fosse vanificato. E la storia di Napoli (caratterizzata da lunghe dominazioni straniere e dalla mancanza di autonomia) nei secoli successivi al XII sembra confermare la loro convinzione.
Il ricordo di Virgilio però, soprattutto nel popolo napoletano, rimase sempre vivo. Alla fama di sapiente per la tradizione colta, con il tempo si affiancò quella di mago nella tradizione popolare, inteso come uomo che conosce i segreti della natura e ne fa uso a fin di bene. Di tale interpretazione ci resta un corpus basso-medievale di leggende che hanno come sfondo soprattutto le città di Roma e Napoli: ad esempio, tanto per citarne una, quella che lo vede costruttore del Castel dell'Ovo magicamente edificato sopra il guscio di un uovo magico di struzzo che si sarebbe rotto solo quando la fortezza fosse stata definitivamente espugnata, oppure quella che riguarda la creazione e l'occultamento sotterraneo di una specie di palladio (una riproduzione in miniatura della città di Napoli contenuta in una bottiglia vitrea dal collo finissimo) che per magia protesse la città dalle sciagure e dalle invasioni finché non fu trovato e distrutto da Corrado di Querfurt, cancelliere dellimperatore Enrico VI inviato nel XII secolo a conquistare il Regno di Sicilia (che allora comprendeva anche la città di Napoli).
Durante lalto Medioevo Virgilio fu letto con ammirazione, il che permise alle sue opere di essere tramandate completamente.
Linterpretazione dellopera virgiliana utilizzò largamente lo strumento dellallegoria: al poeta fu infatti attribuito un ruolo di profeta di Cristo, basandosi su un brano delle Bucoliche (la IV ecloga) annunciante la venuta di un bambino che avrebbe riportato l'età dell'oro e identificato per questo con Gesù.
Virgilio venne quindi rappresentato come vate, maestro e profeta nella Divina Commedia (Purgatorio, canto XXII, vv. 67-72) da Dante Alighieri, il quale ne fece la propria guida attraverso i gironi dell'Inferno e del Purgatorio.
vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore
che m' ha fatto cercar lo tuo volume."
Al sommo poeta latino è intitolata l'Accademia Nazionale Virgiliana di Mantova.
La leggenda virgiliana
Come stretto amico di personaggi di potere e di grandissima influenza come l'imperatore Augusto, del governatore provinciale dell'Egitto Gaio Asinio Pollione e del ricco Gaio Cilnio Mecenate, il grande poeta poté beneficare in molti modi la città di Napoli in cui tanto amava risiedere.
I suoi biografi medioevali infatti ci narrano che fu Virgilio a consigliare allimperatore di costruire un acquedotto (proveniente dalle sorgenti nei pressi di Serino nellavellinese) che servisse questa ed anche altre città, come Nola, Avella, Pozzuoli e Baia.
Inoltre esortò Augusto a creare per Napoli una rete di pozzi e fontane per lapprovvigionamento idrico, un sistema fognario di cloache e complessi termali terapeutici a Baia e Pozzuoli, per cui fu anche necessario scavare un grandioso traforo nella collina di Posillipo, lodierna "Grotta di Posillipo", nota per tale motivo fino al XIV sec. come "Grotta di Virgilio".
Un altro provvedimento che il vate fece adottare allimperatore fu listituzione di un particolare gioco di lotta tra gladiatori, allora noto come "gioco della Carbonara", da cui probabilmente deriva l'odierno toponimo della via della Carbonara (sita nel quartiere di S. Lorenzo).
Infine, Virgilio, essendo grandemente appassionato di divinazione e del mondo della religione in generale (come traspare anche dalle sue opere letterarie), fece installare due sculture di teste umane in marmo, una maschile e allegra, laltra femminile e triste, sulle mura della città e precisamente ai lati della porta di Forcella al fine di fornire un presagio casuale fausto o infausto (una sorta di innocua cefalomanzia minerale) per i cittadini di passaggio.
Con lallargamento delle murazioni orientali in epoca aragonese, le teste furono trasferite nella lussuosa villa reale di Poggioreale che andarono però perdute a causa della distruzione del complesso.
Come riportano i suoi più antichi biografi, Virgilio aderì al neopitagorismo, corrente filosofica e magica allora molto diffusa nella Magna Grecia, ed in particolare a Neapolis, una delle poche città del Meridione che dopo la conquista romana aveva conservato la sua vita culturale genuinamente ellenica.
In quanto filosofo neopitagorico e mago gli sono attribuiti nove talismani di protezione per la città di Napoli che tanto amò, secondo i biografi medioevali e rinascimentali (tra cui spicca Paracelso).
Note
- Nardoni, Davide (gennaio-febbraio 1986). La terra di Virgilio . Archeologia Viva (N.1/2): pag.71-76.
- Piero Gualtierotti. Castel Goffredo dalle origini ai Gonzaga. , 2008.
- Sulle lapidi sottostanti è scolpito: "MANTUA ME GENUIT CALABRI RAPUERE TENET NUNC PARTENOPE CECINI PASCUA RURA DUCES" e "MILLENIS LAPSIS ANNIS D(OMINI) N(OSTRI) IQ(UE?) DUCENTIS: BISQ(UE) DECEM [ ? ] SEPTEMQ(UE) SEQUENTIBUS ILLOS: VIR CONSTANS A(N)I(M)O FORTIS SAPIENSQ(UE) BENIGNUS: LAUDARE [ ? ]US HONESTIS MORIBUS UNDIQ(UE) PLENUS: HANC FIERI LECTIOR(?) FECIT QUA(M) CONSPICIS EDE(M?): TUNC ADERANT SECU(M) CIVILI IURE PERITI: BRIXIE QUEM GENUIT BONACURSIUS ALTER EORUM: IACOBUS ALTER ERAT BONO NIA QUEM TULIT ALTA:"
Bibliografia
- Nardoni, Davide (gennaio-febbraio 1986). La terra di Virgilio . Archeologia Viva (N.1/2): pag.71-76.
- Piero Gualtierotti. Castel Goffredo dalle origini ai Gonzaga. , 2008. (ISBN non disponibile)
Altri progetti
Collegamenti esterni
- (EN) Vita di Virgilio di Donato Traduzione in lingua inglese di una delle più antiche biografie di Virgilio. Essa deriva dalla perduta biografia di Svetonio.
- (LA) Testo originale delle Bucoliche, delle Georgiche e dell'Eneide da The Latin Library
- (LA) IntraText Digital Library Testi originali dei Catalepton, delle Bucoliche, delle Georgiche e dell'Eneide con concordanze e liste di frequenza (da Intratext)
- (LA) Bibliotheca Augustana Estratti di alcuni codici antichi dell'Università tedesca di Augusta.
- Marcovalerio.it Traduzione in lingua italiana delle Ecloghe Bucoliche.
- Biblio.net Traduzione in lingua italiana delle Georgiche.
- (EN) IntraText Digital Library Traduzione in lingua inglese dell'Eneide.
- Classici Italiani "Virgilio nel Medioevo" di Domenico Comparetti (1941).
- Napoli on the road Interessante articolo sull'interpetrazione magica di Virgilio nel Medioevo.
- Accademia Nazionale Virgiliana di Scienza, Lettere, Arti Sito ufficiale dell'Accademia mantovana.
- (EN)Virgil.org Risorse sul poeta mantovano: opere, bibliografie, mappe e gruppi di discussione.
- (EN) Virgil Murder Sito di uno studioso francese, Maleuvre, che presenta le ipotesi sull'assassinio di Virgilio da parte dell'imperatore Augusto.
- Parco della Tomba di Virgilio Sito della Soprintendenza per il Patrimonio Storico-artistico dedicato al Parco della Tomba di Virgilio.
- Parco della Tomba di Virgilio Sito sul Parco della Tomba di Virgilio all'interno della Rete dei Musei Napoletani.
- Itinerario virgiliano Itinerario letterario alla scoperta di Parabiago romana.
- [1] Bucoliche tradotte da Alessandro Natucci
|Virgilio (69 a.C. - 18 a.C.)|
|Opere: Appendix Vergiliana - Bucoliche - Georgiche - Eneide|

Circolo di Mecenate
|Promotori||Gaio Cilnio Mecenate Ottaviano Augusto|
|Membri||Virgilio Orazio Properzio Cornelio Gallo Plozio Tucca Aristio Fusco Lucio Vario Rufo Valgio Rufo Domizio Marso Quintilio Varo Caio Melisso Emilio Macro|
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