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APPENZELLO - La Procura di Appenzello Interno ha sospeso l'inchiesta avviata dopo il sequestro di 69 chili di cocaina avvenuto il 26 luglio 2018 presso una ditta del capoluogo cantonale. Gli autori del traffico non hanno potuto essere identificati, indica in una nota diramata oggi.
Si era trattato del più grosso sequestro mai realizzato nel piccolo cantone della Svizzera orientale. La cocaina, ripartita in diversi pacchetti, era disposta in tre borse che si trovavano in un container navale proveniente da oltremare e trasportato in Svizzera su un camion, secondo quanto si era allora appreso. Era stata la stessa ditta destinataria del container ad informare le autorità.
La polizia appenzellese e specialisti dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD) avevano confiscato lo stupefacente per distruggerlo. Allora era stato arrestato un camionista polacco di 34 anni, che era poi stato rimesso poco dopo in libertà.
La Procura di Appenzello aveva aperto un procedimento penale contro ignoti per violazione della legge sugli stupefacenti. Alle indagini hanno collaborato anche la polizia del canton San Gallo, l'AFD e l'Ufficio federale di polizia (Fedpol). Nessun trafficante ha tuttavia potuto essere identificato. Il camionista polacco è stato interamente scagionato. Il Ministero pubblico ha così deciso di sospendere l'inchiesta, che sarà tuttavia rimessa in moto se dovessero emergere nuove informazioni, indica la Procura.