Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/96383

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare una revisione parziale della LPP al fine di creare pari condizioni di concorrenza per gli istituti di assicurazione e gli istituti di previdenza autonomi o parzialmente autonomi e in particolare per gli istituti collettivi o comuni. Le deduzioni per il rischio dovuto al tasso d'interesse vanno soppresse in caso di scioglimento di contratti di affiliazione stipulati con istituti di assicurazione (art. 53e LPP). Analogamente a quanto previsto dalle prescrizioni concernenti la liquidazione parziale degli istituti di previdenza autonomi o parzialmente autonomi, occorre inoltre che anche gli istituti di assicurazione trasferiscano nel nuovo istituto di previdenza gli accantonamenti tecnici, le riserve di fluttuazione e le quote parte al fondo per il rincaro e al fondo eccedenze.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In primo luogo va ricordato che le compagnie assicurative, quand'anche pratichino la previdenza professionale, non sono istituti di previdenza, ma imprese a scopo di lucro, che, per contratto, ne assumono i rischi e ne gestiscono il capitale. A differenza degli istituti di previdenza autonomi, dove insufficienze di copertura e risanamenti sono a carico di datori di lavoro e assicurati, le compagnie d'assicurazione devono garantire integralmente le proprie prestazioni e sono quindi tenute a compensare le eventuali perdite del settore previdenziale. Gli istituti di previdenza e le assicurazioni sulla vita si muovono dunque in due mondi diversi, entrambi con un'oggettiva ragion d'essere. Consideratane la diversa natura, appare giustificato che per certi aspetti siano soggetti a regolamentazioni diverse (p. es. in relazione alla solvibilità o agli accantonamenti).</p><p>In generale, le fondazioni collettive delle compagnie assicurative stipulano un contratto d'assicurazione collettivo con l'assicurazione sulla vita. Conformemente a questo tipo di contratto (assicurazione completa), le casse di previdenza versano i contributi degli assicurati direttamente a una compagnia assicurativa: non costituiscono quindi un capitale proprio per la copertura delle prestazioni né assumono, di conseguenza, alcun rischio d'insufficienza di copertura. Secondo questo modello assicurativo, la cassa non deve nemmeno contribuire alle riserve e agli accantonamenti della compagnia assicurativa o alimentarne di propri. Concedere a una cassa di previdenza uscente il diritto a una quota forfetaria di riserve e accantonamenti che non ha contribuito ad alimentare costituirebbe una manifesta violazione del principio assicurativo. </p><p>Le casse di previdenza affiliate hanno tuttavia diritto a una partecipazione proporzionale alle eccedenze (legal quote) che può essere ridotta dei costi di riscatto. Conformemente all'articolo 53e capoverso 3 LPP, sono considerate costi di riscatto soltanto le deduzioni per il rischio dovuto al tasso d'interesse. È invece vietata già dall'attuale legislazione qualsiasi deduzione per il mancato ammortamento delle spese di acquisizione. </p><p>Per le compagnie d'assicurazione, un netto aumento dei tassi d'interesse comporta il rischio che gli stipulanti, per fruire di tassi più elevati, rescindano il contratto e si facciano versare la riserva matematica contrattuale, mentre il portafoglio con bassi tassi medi resta presso l'assicurazione. La perdita di valore è in primo luogo a carico degli assicurati rimasti. La deduzione per il rischio rappresentato dai tassi d'interesse permette di addebitarne una parte alla cassa uscente. In questo modo si evita che la perdita sia sostenuta soltanto dal collettivo rimasto e che, in caso di forte aumento dei tassi d'interesse, sia messa a repentaglio la solvibilità della compagnia assicurativa. Limitando la liceità della deduzione ai rapporti durati meno di cinque anni si è inteso tener conto degli interessi di tutti gli attori coinvolti, non ostacolando la mobilità degli istituti di previdenza e salvaguardando al contempo la solvibilità delle compagnie assicurative e i diritti degli assicurati rimasti. Il Consiglio federale non ritiene opportuno modificare a vantaggio di una parte sola l'equilibrio così raggiunto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.