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PER INCOMINCIARE
A coloro che prima di leggere questo libro si chiederanno quali siano le rotaie e la locomotiva che mi hanno guidato e trascinato nei miei viaggi tra sale da concerto e teatri, rispondo fin d'ora che i sette punti capitali del mio «sistema», estratti e condensati dopo l'attenta lettura di quarantanove ponderosi in folio di filosofia e di estetica, dovuti a ventuno filosofi ed esteti diversi, e tutti di diverso parere, sono i seguenti:
1. Rimanere fermo zella convinzione che un ettogrammo di pratica dell'arte vale più di dieci tonnellate di elucubrazioni dottrinarie.
2. Cercare di aver delle idee chiare, per poterle chiaramente esprimere. Esprimermi chiaramente, per non recare un altro non necessario contributo al già cospicuo confusionismo ideologico e artistico attuale.
3. Lavarmi le mani prima di scrivere, e non dopo aver scritto.
4. Sforzarmi di non lasciar mai sopraffare la sensibilità e l'istinto - base ed anima dell'arte - da preconcetti teorici, da pedanterie di vecchie o nuove accademie, da fluttuazioni di mode, da promesse o speranze d'altari o d'incensi in questa o quella chiesuola.
5. Difendere la mia indipendenza, a costo di rischiare l'isolamento. Meglio soli, se - per trovarsi in compagnia - è proprio necessario andare a braccetto di bugiardi, di lacchè o di procacciatori.
6. Non tenere in dispregio alcuno l'opinione pubblica o il pubblico borghese; nè ritenere quella o questo infallibili.
7. Tanto meno, ritenermi infallibile.