Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01106.jsonl.gz/445

Con l'abbandono del sistema di voto online di Ginevra, l'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE) teme che la fiducia dei cittadini nel voto elettronico vacilli. L'OSE avvierà discussioni nel tentativo di salvarlo.
"Questo annuncio arriva al momento sbagliato", afferma la direttrice dell'OSE Ariane Rustichelli, rammaricandosi profondamente per la decisione del governo ginevrino. L'esecutivo ha annunciato oggi ufficialmente l'abbandono del sistema di voto elettronico CHVoteLink esterno, sviluppato e gestito dal Cantone.
Pericolo di amalgama
In particolare, Ariane Rustichelli teme che la popolazione faccia l'amalgama tra la fine del CHVote, che è dettata da motivi finanziari, e il livello di sicurezza richiesto dalla Cancelleria federale. "Questo non è un colpo inferto al voto online in sé, ma alla sua reputazione", si rammarica. Lo scorso novembre il Cantone di Ginevra era stato chiamato in causa per delle falle nella sicurezza nel suo sistema.
Ariane Rustichelli sottolinea che, nonostante le critiche, sempre più Cantoni decidono di adottare il voto tramite Internet: i parlamenti di Grigioni, Ticino e Giura si sono recentemente espressi in suo favore. "Alle elezioni federali del 2019, dieci cantoni offriranno il voto online. Il dossier avanza nella giusta direzione", osserva.
In un comunicato, l'OSE sottolinea inoltre che "la sicurezza non è mai stata messa in discussione" e che la decisione del Cantone di Ginevra è "esclusivamente di ordine finanziario". L'OSE si stupisce inoltre "che non sia stato possibile trovare una soluzione con la Cancelleria federale e i Cantoni".
Sarebbero preferibili due sistemi
Anche il senatore e vicepresidente dell'OSE Filippo Lombardi si rammarica dell'abbandono del CHVote. "Ormai avremo un solo sistema di voto online, quello sviluppato dalla Posta. È un peccato perché è sempre meglio averne due: per creare concorrenza e prezzi più bassi, ma anche per avere una soluzione di riserva, soprattutto in caso di problemi". Comunque, sottolinea, il voto elettronico della Posta è affidabile, così come quello di Ginevra.
Il senatore del Partito popolare democratico (PPD) ritiene che Ginevra potrebbe non aver ricevuto un sostegno finanziario sufficiente dalla Confederazione e dagli altri cantoni. "Questo tipo di sistema deve essere adattato frequentemente ed è costoso", osserva. Filippo Lombardi, tuttavia, non ha ancora perso tutte le speranze: "Ci metteremo in contatto per vedere se è possibile trovare una soluzione per salvare la piattaforma ginevrina".
Troppo tempo e troppi costi
Da parte sua, il cantone di Ginevra ha precisato che la sua piattaforma dovrebbe essere sviluppata e aggiornata per soddisfare le esigenze della Confederazione e consentire sia la verifica individuale (di ogni votante) che universale (controllo da parte di una commissione elettorale) degli scrutini. Il cantone ora si è reso conto che questi lavori richiederebbero più tempo del previsto e comporterebbero costi più elevati (+2,6 milioni di franchi, da aggiungere ai 4,7 milioni già investiti dal 2014). Perciò ha deciso di abbandonarlo. Ciò avverrà al più tardi nel febbraio 2020.
Altri cantoni si rivolgono alla Posta
Ginevra è stato uno dei tre cantoni pionieri del voto elettronico in Svizzera quando ha lanciato la sua piattaforma nel 2003. Oggi diversi cantoni utilizzano il suo sistema: Berna, San Gallo, Lucerna, Argovia, Basilea Città e Vaud.
In una nota, il Cantone di Berna dichiara di "rimpiangere" la decisione di Ginevra e sottolinea che "in tutti questi anni, le votazioni si sono sempre svolte alla perfezione". La Cancelleria bernese ringrazia il Cantone di Ginevra "per il suo ruolo pionieristico e per il prezioso lavoro svolto nel campo del voto elettronico".
Tutti i Cantoni interessati si sono dichiarati disposti a continuare a offrire agli svizzeri all'estero la possibilità di votare online. L'unica alternativa attualmente disponibile è il sistema Poste e-voting, già utilizzato da tre Cantoni (Friburgo, Neuchâtel e Turgovia).
Basilea-Città aveva già previsto di passare al sistema della Posta nel 2019, Berna e San Gallo intendono negoziare rapidamente con il "Gigante Giallo" per utilizzare il suo sistema, mentre Lucerna, Ginevra e Argovia indicano che studieranno i diversi mezzi a disposizione per mantenere il voto elettronico.
(Traduzione dal francese: Sonia Fenazzi)