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Per il 2021 le finanze federali resistono alla crisi grazie al freno all’indebitamento
- Introduction L’essenziale in breve | Posizione di economiesuisse
- Chapter 1 Le finanze federali in sintesi
- Chapter 2 Entrate e uscite
- Chapter 3 Nuovo indebitamento e riduzione del debito
- Chapter 4 Commento e posizione di economiesuisse
- Chapter 5 Allegato: panoramica globale delle misure legate al Covid-19 per il 2020/2021
Commento e posizione di economiesuisse
L’incertezza resta forte
La crisi del coronavirus sta avendo un forte impatto sulle finanze federali. Tuttavia le sfide sono probabilmente inferiori attualmente di quanto lo saranno in futuro. Grazie alla sua solida situazione finanziaria la Confederazione ha la capacità di agire, ora e per molto tempo ancora, senza costi enormi per la popolazione e l’economia. Essa può far fronte agli elevati costi aggiuntivi sotto forma di misure di sostegno mirate, sempre che queste non superino un certo livello. Come tutti gli Stati, deve farsi carico di un debito enorme. Il livello relativamente basso del debito prima della crisi rende sopportabile il nuovo indebitamento. È possibile ridurre il debito nel tempo e ciò sarà possibile senza tagli inaccettabili. Non sono tanto i costi diretti della crisi, ma i suoi effetti che possono diventare difficili per le finanze federali. In particolare è soggetto a rischi l'andamento futuro delle entrate.
Considerate le incertezze, occorre prudenza in materia di politica finanziaria. Per il momento, la Confederazione dovrebbe concentrarsi su misure di sostegno mirate e temporanee nell’ambito degli strumenti che sono stati decisi. Dovrebbero essere evitati oneri aggiuntivi, a meno che i vantaggi di misure specifiche si dimostrino positivi per l’economia. Bisogna stabilire un piano vincolante per la riduzione dei debiti attribuiti al coronavirus. Le esigenze del freno all’indebitamento devono essere rispettate, tanto più che questo strumento ha mostrato la sua efficacia durante la crisi.
In occasione delle deliberazioni delle Camere sul preventivo 2021 della Confederazione e il piano finanziario 2021-2024, bisognerebbe concedere la massima attenzione alle seguenti raccomandazioni:
- Approvazione del preventivo 2021 secondo la proposta del Consiglio federale
Il preventivo della Confederazione per il 2021 dev’essere approvato dal Parlamento nella forma proposta dal Consiglio federale, annunci ulteriori compresi. Il governo ha presentato un preventivo prudente che non va oltre il limite di disavanzo autorizzato, poiché si tratta di preservare il margine di manovra esistente. Qualora si decidessero spese aggiuntive al di sopra del tetto fissato, esse devono essere compensate.
A medio termine, il Consiglio federale non prevede né aumenti d’imposta né misure di austerità. Non si può che rallegrarsene poiché un aumento delle imposte e delle tasse è un veleno per la ripresa economica. Anche i programmi di austerità non sono benvenuti – per principio ma soprattutto in periodi di crisi. La politica di bilancio deve però essere definita in modo tale che essa non autorizzi nessun sorpasso inaccettabile delle spese. La Confederazione deve essere garante della futura solidità del suo bilancio.
- Misure urgenti mirate e temporanee nell’ambito degli strumenti adottati
Considerata l’enorme incertezza attorno all’esito della pandemia e le sue conseguenze per l’economia e la popolazione, la prudenza in materia finanziaria è d’obbligo. Essa si impone per il bilancio ordinario, nonché per le misure urgenti del bilancio straordinario. In teoria, il freno all’indebitamento autorizza spese supplementari illimitate, ma esige giustamente che siano compensate, allo scopo di evitare incontrollate uscite di denaro con conseguente accumulo di pesanti ipoteche per il futuro.
Nell’ambito della legge Covid 19, il Parlamento ha adottato delle misure urgenti e degli strumenti di sostegno specifici. Si tratta ora di realizzare queste misure in maniera precisa e specifica. Un aiuto non mirato ed esteso comporterebbe perdite e costi molto elevati. La crisi non deve tradursi in un sovraccarico di oneri e di compiti permanenti per lo Stato. Le misure di emergenza devono essere nuovamente ridimensionate. Ai prestiti concessi deve essere data chiara priorità rispetto ai contributi non rimborsabili.
- Nessun programma di rilancio, ma misure che sostengano durevolmente l’economia e la congiuntura
L'esigenza di moderazione si applica anche ai programmi di rilancio del governo. In una piccola economia aperta, che vive per il 40% delle proprie esportazioni, simili programmi non sfociano in nulla. L’esperienza mostra di fatto che arrivano troppo tardi e che sono poco mirati. Gli scarsi fondi federali costringono il governo a utilizzare le risorse finanziarie laddove il loro impatto è maggiore. Ha senso adottare misure il cui effetto stimolante sull'economia era già noto prima della crisi. Sono queste che bisogna ora implementare, nonostante la crisi. Esse includono in particolare la soppressione dei dazi doganali, discussa in Parlamento in occasione di questa sessione invernale, la riforma dell’imposta preventiva e la riduzione progressiva delle tasse di bollo, dannose per l’insediamento di imprese.
- Riduzione flessibile, ma imperativa, dell’indebitamento
I miliardi di euro destinati alle misure per attenuare le conseguenze della pandemia di coronavirus erano (e sono) sicuramente necessari. Tuttavia, sarebbe sbagliato, impressionati dai grandi numeri, avviare uno sviluppo che porti alla legittimazione di qualsiasi nuovo debito e alla decisione di spese aggiuntive senza tener conto delle direttive e delle regole. Il freno all’indebitamento obbliga la Confederazione a mantenere le sue spese e le sue entrate in equilibrio a lungo termine. La legge sulle finanze fissa vincoli analoghi. Essi sono sia chiari – anche i deficit legati alle misure urgenti «Coronavirus» devono essere compensati – e sufficientemente flessibili per tener conto di situazioni di crisi. Secondo le regole del freno all’indebitamento, il termine di rimborso prescritto dalla legge può essere sensibilmente prolungato in alcuni casi. Su questa base è dunque possibile trovare una soluzione per il debito dovuto alla pandemia.
economiesuisse ha presentato un concetto adatto alle realtà della politica finanziaria, un concetto flessibile ma sufficientemente vincolante affinché il debito dovuto al coronavirus non sia semplicemente "dimenticato" o il suo ammortamento continuamente rinviato. Il secolo ancora giovane ci ha insegnato che le crisi si verificano in successione regolare e che l'azione dello Stato è importante proprio quando ci si trova tra una crisi e l’altra. Tutti i debiti che lo Stato deve assorbire in situazioni eccezionali riducono notevolmente il suo margine di manovra in occasione di future crisi. Un’azione sostenibile ha dunque anche una dimensione finanziaria: l’attitudine consistente nell’addossare i costi delle misure urgenti attuali alle generazioni future non sarebbe né sostenibile, né equa.
- Garantire un sostegno coerente al freno all’indebitamento
La pandemia non è ancora finita, ma è già chiaro che lo strumento del freno all’indebitamento della Confederazione ha superato il suo primo grande test. Adottato nel 2001 dalla popolazione con quasi il 90% di voti favorevoli, questo meccanismo non è uno strumento che funziona solo in caso di entrate in crescita. Esso svolge il proprio ruolo anche in tempo di crisi. I deficit che esso consente permettono al bilancio ordinario di continuare a funzionare senza restrizioni. Esso permette inoltre di destinare grandi somme a misure urgenti. Il freno all’indebitamento è uno strumento per "tutte le stagioni". Non ha bisogno di essere adattato, e nemmeno aggirato. Il rispetto e il sostegno del freno all'indebitamento sono il mezzo migliore per superare questa crisi e quelle future.