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I cyber-rischi rappresentano una delle sfide più importanti cui sono confrontate le società democratiche. Come ha spiegato il consigliere federale Ueli Maurer ai vertici dei partiti di Governo, la Confederazione deve riconsiderare e, all'occorrenza, riprogettare la propria organizzazione nel settore dei cyber-rischi. Anche il Parlamento, in diversi interventi parlamentari, ha impartito direttive chiare in tal senso.
Il 18 aprile 2018 il Consiglio federale ha adottato la Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi 2018-2022 (SNPC) e i relativi obiettivi e ambiti d'intervento in questo settore. Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) è stato incaricato di elaborare il piano di attuazione della SNPC in collaborazione con gli altri Dipartimenti, i Cantoni e l'economia. La discussione con i vertici dei partiti è stata incentrata sia sulla collaborazione tra i Dipartimenti dell'Amministrazione federale sia sul rafforzamento delle strutture di gestione nell'ambito della cyber sicurezza. Secondo il Consiglio federale, per quanto riguarda l'impostazione, dovrà essere introdotto un coordinamento fra i Dipartimenti nel settore dei cyber-rischi allo scopo di rilevare le misure organizzative e le risorse necessarie. Occorrerà inoltre chiarire le interfacce fra cyber sicurezza, perseguimento penale della criminalità informatica e cyber difesa ed esaminare se vi sia eventualmente la necessità di legiferare in materia. Nella discussione, il Consiglio federale e i partiti hanno insistito sulla necessità di collaborare con gli attori privati competenti in materia.
Relazioni della Svizzera con l'Unione europea (UE)
La delegazione del Consiglio federale ha fatto il punto sui negoziati in corso nell'ambito delle questioni istituzionali. È stata presentata la soluzione arbitrale abbozzata dai negoziatori per la risoluzione delle controversie tra la Svizzera e l'UE ed è stata ribadita la volontà del Consiglio federale di salvaguardare le misure di accompagnamento all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). Per quanto concerne gli aiuti di Stato, la Svizzera è alla ricerca di una soluzione che preveda autorità di sorveglianza indipendenti per la Svizzera e per l'UE (sistema a due pilastri). Le disposizioni materiali su questi aiuti potranno però essere negoziate solo nel quadro di accordi settoriali (ad es. nel campo dell'elettricità). Il Consiglio federale ha infine ricordato che l'accordo istituzionale non è fine a sé stesso ma rappresenta uno strumento che permette di gestire in modo efficiente gli accordi di accesso al mercato.
Per quanto concerne il secondo contributo della Svizzera destinato ad alcuni Stati membri dell'UE, il Consiglio federale ha precisato che, una volta conclusa la consultazione avviata lo scorso 28 marzo, ne analizzerà i risultati riesaminando in parallelo lo stato generale delle relazioni tra la Svizzera e l'UE. Su queste basi deciderà come portare avanti questo dossier. Il secondo contributo costituisce per il Consiglio federale un investimento per la sicurezza, la stabilità e la prosperità dell'Europa e risponde quindi agli interessi della Svizzera.
Da ultimo i partecipanti ai colloqui sono stati informati in merito a come il Consiglio federale intende garantire i diritti e i doveri reciproci esistenti tra la Svizzera e il Regno Unito nella fase di transizione tra l'UE e il Regno Unito prevista dal 29 marzo 2019 al 31 dicembre 2020.
Governance delle aziende della Confederazione
Il Consiglio federale e i partiti hanno discusso di come riuscire in futuro a meglio identificare possibili problemi in seno alle aziende della Confederazione. Il Consiglio federale ritiene che le attuali basi legali siano adatte a gestire in modo appropriato queste aziende. Tuttavia, Consiglio federale e partiti reputano necessario proseguire la riflessione per individuare le migliori modalità di gestione delle aziende della Confederazione.
Questioni fiscali
Su richiesta dei partiti, il consigliere federale Ueli Maurer ha illustrato ai presenti le possibili misure per rafforzare la piazza economica svizzera. Entro fine anno il Dipartimento federale delle finanze (DFF) prevede di sottoporre al Consiglio federale una serie di proposte di riforma. Sulla base di queste informazioni l'Esecutivo potrà quindi decidere come procedere con i dossier concernenti la riforma sull'imposta preventiva e la soppressione delle tasse di bollo.
Evoluzione della politica agricola
Il Consiglio federale ha fornito informazioni sullo stato attuale dei lavori riguardanti l'evoluzione della politica agricola a partire dal 2022 (AP22+). Si è inoltre discusso dei negoziati per nuovi accordi commerciali e per lo sviluppo di quelli esistenti. Consiglio federale e partiti concordano che la discussione sulla politica agricola debba essere condotta in modo strutturato, nell'ambito della politica agricola PA22+ e che la questione degli accordi di libero scambio debba essere trattata in separata sede. Il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann non era presente ai colloqui a causa di un viaggio negli Stati del Mercosur.
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