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Come e a quanti anni è nata la tua passione per l'HCAP?
La mia passione per l'Ambrì è nata 11 anni fa (quando avevo 7 anni), siccome mio padre collaborava già con la squadra e io a volte lo accompagnavo alle partite. Con il passare del tempo mi sono affezionata sempre di più all'HCAP (finché 3 anni fa sono entrata a mia volta a far parte dello staff); ora non perdo più nemmeno un partita.
Qual'è il tuo ruolo durante le partite?
Il mio ruolo consiste nell'analisi del video delle partite. In poche parole mi occupo di analizzare a computer insieme a Fausto Croce i match che vengono ripresi con la videocamera da mio padre Giancarlo, in modo tale che gli allenatori possano in seguito visionarli.
Trovi difficoltà essendo donna in un ambiente prettamente maschile?
Per niente, mi trovo molto a mio agio, probabilmente perché parlo di hockey soprattutto con i maschi. All'inizio credevo che avrei incontrato qualche difficoltà a lavorare in un ambiente prevalentemente maschile, ma alla fine quello che conta è la passione per questo sport, che supera ogni differenza.
Il tuo giocatore preferito?
Il mio giocatore preferito è Maxim Noreau, in quanto cerca sempre di dare il meglio di sé quando è sul ghiaccio. È inoltre una persona molto gentile e disponibile. Colui che porto nel cuore è però Hnat Domenichelli, che non dimenticherò mai per il contributo che ha dato all'Ambrì e per la sua classe sul ghiaccio.
Il ricordo più bello
Il ricordo che conserverò per sempre è il primo autografo che ho ricevuto da un giocatore dell'Ambrì. Nel 2002 incontrai Robert Petrovicky, allora mio giocatore preferito e, disponibilissimo, mi fece una dedica su di una sciarpa che posseggo ancora oggi.
Il tuo sogno biancoblù
Il mio sogno biancoblu è quello di non dover più vedere l'Ambrì soffrire così tanto e, come tutti i tifosi, vederlo vincere il titolo!