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Stando all’agenzia d’informazione Reuters, diverse grandi banche internazionali, fra cui: Morgan Stanley, Barclays, Bank of America, Citigroup, HSBC, BNP Paribas, NatWest e Standard Chartered, avrebbero l’intenzione di escludere dalla loro rendicontazione sulle emissioni di carbonio i 2/3 delle emissioni legate alle loro attività sui mercati finanziari. La notizia preoccupa il partito Verdi del Ticino perché attualmente, in base al protocollo GHG (GreenHouse Gas Protocol), la stragrande maggioranza delle banche contabilizzano nelle loro emissioni anche quelle causate dai finanziamenti forniti a società terze che emettono o che sono all’origine della produzione di grandi quantità di gas serra, come ad esempio le società petrolifere. Ciò permette di mettere in evidenza chiunque investe o finanzia aziende responsabili delle emissioni. Ciò è inoltre molto importante perché anche le banche, al pari di altri settori, sono chiamate ad assumersi maggiori responsabilità per le emissioni generate dalle proprie attività. Lo stesso vale pure per gli investitori che comprano e vendono in borsa azioni di queste aziende e che quindi ne sono di fatto proprietari. Se dunque confermata, la notizia che diverse grandi banche internazionali intendono uscire dal Protocollo GHG rappresenta un passo indietro almeno di parte dell’industria finanziaria rispetto all’obiettivo «zero emissioni nette» e di trasparenza, al quale si era precedentemente impegnata. E cosa hanno intenzione di fare le grandi banche svizzere?