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Il Mouvement citoyens genevois (MCG) è riuscito per la prima volta a depositare un'iniziativa cantonale.
Il testo che vuole abolire la retrocessione alla Francia dell'imposta alla fonte versata dai lavoratori frontalieri impiegati a Ginevra ha raccolto più di 8500 firme, mentre ne occorrevano 7403.
"Il fatto che si tratti della prima iniziativa cantonale che il MCG è riuscito a depositare da solo attesta la forza politica" del movimento, rileva, dandone l'annuncio oggi, il presidente del partito e consigliere nazionale Roger Golay.
L'iniziativa chiede al governo ginevrino di intervenire presso il Consiglio federale affinché sia revocato l'accordo firmato nel 1973 con la Francia, che prevede il ristorno a Parigi del 3,5% della massa salariale lorda dei lavoratori frontalieri residenti in Francia e attivi a Ginevra.
Il MCG afferma che una parte ingente della somma - destinata alle collettività locali francesi - è in realtà "conservata" da Parigi. La recente creazione della regione Auvergne-Rhône-Alpes non migliora la situazione, sottolinea Golay. "In precedenza i nostri vicini erano i dipartimenti dell'Ain e dell'Alta Savoia. Non vogliamo più che Ginevra versi da 280 a 300 milioni di franchi in assenza di progetti solidi".
Golay non ravvisa peraltro ostacoli giuridici all'iniziativa. "In risposta ad un postulato presentato dall'ex consigliere nazionale Mauro Poggia, il Consiglio federale aveva indicato nel 2013 che spetta ai cantoni valutare le conseguenze di una rinegoziazione degli accordi", precisa. La convenzione del 1973 che istituisce il sistema applicato a Ginevra è stata approvata dal Gran consiglio ginevrino e non dall'Assemblea federale, alla quale è stata semplicemente notificata.
SDA-ATS