Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01027.jsonl.gz/1114

Il Canton Ticino dovrebbe disporre di una proroga di alcune settimane per rispondere alle richieste di sicurezza avanzate dall’UFAC.
La delegazione ticinese non ha ottenuto invece a Berna una revoca delle direttive da parte del ministro dei trasporti, Moritz Leuenberger.
La “bomba” non è stata ancora disinnescata, ma la miccia è stata perlomeno allungata.
Così appare al termine dell’incontro tra il ministro dei trasporti, Moritz Leuenberger, e la delegazione ticinese, giunta martedì a Berna per difendere gli interessi del Cantone nella vertenza sull’aeroporto di Agno.
La bomba era stata “piazzata” venerdì scorso sull’aeroporto ticinese dall’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC).
In una conferenza stampa, il direttore dell’UFAC, André Auer, aveva in pratica decretato che l’aerodromo di Agno è troppo pericoloso e dispone di una settimana di tempo per adeguarsi a due norme europee in vigore dal 1997, relative alla visibilità e all’angolo di planata in fase di atterraggio.
Le “nuove” norme, che provocherebbero la paralisi dell’aeroporto a corto termine, hanno sollevato evidentemente una raffica di reazioni indignate nel Canton Ticino e hanno spinto le autorità a chiedere un incontro urgente con il ministro dei trasporti.
Leuenberger al di sopra delle parti
Invitato dalla deputazione ticinese ad adottare una decisione di natura politica per risolvere la vertenza, Moritz Leuenberger ha dichiarato di “non voler immischiarsi nella procedura”.
Secondo il ministro dei trasporti, ogni decisione va presa in base ad una perizia tecnica molto complessa. “Nemmeno quando volo, riesco a capire se l’angolo di planata è di 4 o 6 gradi” ha ironizzato Leuenberger.
Il capo del Dipartimento federale dei trasporti ha tuttavia indicato la strada da seguire per trovare un buon compromesso svizzero: le autorità ticinesi, la città di Lugano e l’aeroporto di Agno possono adoperare le vie legali vigenti per far valere le loro rivendicazioni.
In pratica, dovrebbero poter ottenere una proroga di alcune settimane per prendere posizione e chiedere una revisione delle direttive.
In caso di rifiuto dell’UFAC, potranno ancora inoltrare un ricorso. E, come ultima speranza, avranno la possibilità di rivolgersi al Tribunale federale.
Fulmine a ciel sereno
Dopo una decisione giunta come un “fulmine a ciel sereno in Ticino”, il presidente del governo cantonale, Marco Borradori, si è detto soddisfatto per aver potuto “riallacciare il filo del discorso”.
Ricordando l’importanza dei collegamenti aerei per il Canton Ticino, sia dal profilo economico che politico, Borradori ha affermato che una proroga di 3 o 4 settimane potrebbe bastare per risolvere le questioni tecniche sollevate dalle direttive dell’UFAC.
Il consigliere di Stato ticinese ha comunque tenuto a criticare la mancanza di “proporzionalità” della decisione annunciata venerdì dai funzionari federali. “Non si possono aspettare 5 anni senza intervenire e poi chiedere cambiamenti immediati nel giro di una settimana”.
Borradori ha inoltre biasimato il fatto che le direttive sono state comunicate nel corso di una conferenza stampa, senza avvisare prima le autorità ticinesi e l’aeroporto di Agno.
E, oltretutto, il "fulmine" ha colpito il canton Ticino proprio il giorno in cui due potenziali compagnie aeree hanno annunciato di voler riprendere i voli Lugano-Ginevra, che Swiss ha deciso di sopprimere da ottobre.
Sicurezza prioritaria
Una mancanza di tatto e di rispetto delle vie di servizio definita soltanto un “dettaglio” da Moritz Leuenberger.
Il ministro dei trasporti ha affermato invece di capire le critiche rivolte all’UFAC, che ha stranamente aspettato 5 anni prima di chiedere un adeguamento alle norme europee.
“Ho già affermato in passato che vi è un deficit a livello di sicurezza aerea in Svizzera e per questo motivo ho chiesto una perizia esterna” ha ammesso Leuenberger, lasciando intendere che vi sono ancora dei conti in sospeso con André Auer.
La sicurezza rimane comunque prioritaria per il ministro e l’aeroporto di Agno sarà probabilmente soltanto il primo ad dover adeguarsi a nuove norme in Svizzera.
“Il fatto che la situazione di pericolo sia durata molto a lungo non può essere utilizzato come argomento per ritardare ulteriormente misure di sicurezza necessarie” ha sottolineato Leuenberger.
swissinfo, Armando Mombelli
Fatti e cifre
1980: primi voli di linea dall’Aeroporto di Lugano-Agno.
1981: 25'000 passeggeri del traffico di linea
2000: 350’000 passeggeri
2003: Swiss sopprime i voli da Berna e Ginevra.