Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/227041

<h2>SubmittedText<h2><p>La città californiana di Berkeley ha di recente bandito i dolciumi (barrette di cioccolato, caramelle ecc.) dalle casse dei grandi magazzini con una superficie di 230 metri quadrati o più. Al loro posto, i negozi sono esortati a mettere prodotti più sani. Lo scopo di questa misura è promuovere un'alimentazione sana.</p><p>In Svizzera, alcune organizzazioni delle consumatrici e dei consumatori avevano a suo tempo avanzato la stessa rivendicazione, anche con un discreto successo, visto che diverse catene hanno allestito "casse per famiglie" dove non sono esposti dolciumi; molti grandi negozi non hanno però dato seguito a questa idea.</p><p>In tedesco queste zone sono chiamate "Quengelzone", ossia zone dei piagnistei, dove i bambini chiedono con insistenza ai genitori di comprare loro un dolciume. Benché apprezzate dai genitori, le cosiddette "casse per famiglie" sono abbastanza rare e sarebbe quindi più efficace se si generalizzasse l'esposizione di prodotti sani alle casse.</p><p>Negli ultimi decenni, la prevalenza di sovrappeso e obesità è aumentata in Svizzera e in Europa. Secondo l'OBSAN, il 42 per cento della popolazione svizzera è attualmente in sovrappeso od obesa. I bambini devono essere protetti sin dalla più tenera età ed è importante influenzare le abitudini di consumo promuovendo un'alimentazione equilibrata. La Confederazione si sta già muovendo in questo senso con diversi programmi quali la Strategia sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili. Anche se è importante sensibilizzare la popolazione facendo appello alla responsabilità individuale, gli studi sull'efficacia dei programmi di prevenzione dimostrano che sono necessarie anche misure strutturali: queste forniscono un quadro che facilita la presa di decisioni compatibili con un'alimentazione sana. </p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alla domanda seguente:</p><p>- Non ritiene opportuno esortare i grandi distributori a rimuovere i prodotti contenenti zucchero esposti in prossimità delle casse dei negozi e a sostituirli con prodotti sani?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Strategia nutrizionale svizzera 2017-2024 (<a href="http://www.usav.admin.ch">www.usav.admin.ch</a> &gt; Alimenti e nutrizione &gt; Nutrizione &gt; Strategia e piano d'azione) ha come obiettivo quello di promuovere un'alimentazione equilibrata e variata per mantenere la salute e prevenire così diverse malattie. La prima priorità di attuazione è il miglioramento dell'informazione delle consumatrici e dei consumatori, per esempio attraverso l'introduzione volontaria del sistema di etichettatura NutriScore, e della composizione dei prodotti alimentari in collaborazione con l'industria del settore. Nel quadro della "Dichiarazione di Milano", per esempio, diverse aziende si sono impegnate volontariamente a ridurre in modo graduale il tenore di zucchero nei loro yogurt e cereali per la colazione. Ulteriori accordi volontari sono in preparazione per altre categorie di prodotti (prodotti a base di quark, bevande a base di latte ecc.) e ingredienti (sale).</p><p>Un altro importante obiettivo di attuazione è la rinuncia volontaria al marketing rivolto ai bambini per gli alimenti troppo dolci, troppo grassi, troppo salati o troppo calorici. In quest'ambito, tuttavia, la cooperazione con le aziende si rivela più difficile: l'industria alimentare non è ancora pronta a prendere in considerazione criteri più severi di quelli vigenti.</p><p>Per il Consiglio federale, la priorità va accordata agli obiettivi di attuazione citati della Strategia nutrizionale svizzera. L'allestimento della zona casse è una delle misure per tutelare i bambini da un marketing specificamente destinato a loro. A titolo di misura complementare, il Governo accoglie pertanto con favore la proposta di raccomandare ai grandi distributori, in particolare, di prevedere nelle zone antistanti alle casse un'offerta di prodotti sani. Giudica inoltre positive le iniziative private che vanno in questa direzione, ad esempio le promesse di azione volontaria.</p>  Risposta del Consiglio federale.