Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/202048

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In virtù di quali basi legali il Consiglio dei politecnici federali (PF) prende posizione su temi che riguardano la politica estera della Svizzera e la comunica pubblicamente?</p><p>2. Come giudica il Consiglio federale il parere affrettato del Consiglio dei PF, fondato su un unico ambito politico e proveniente da un soggetto esterno all'amministrazione federale, che non è neanche interessato direttamente dall'accordo quadro, un testo così vasto e complesso che il Consiglio federale stesso non ha ancora potuto approvare, per non parlare del fatto che Parlamento e Popolo non si sono ancora potuti esprimere?</p><p>3. Il Consiglio dei PF non deve rendere conto alla Confederazione per quanto riguarda le questioni strategiche? L'accordo quadro è una questione strategica! Il Consiglio dei PF anticipa le cose adottando una posizione unilaterale e politicamente motivata.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde come segue: </p><p>In linea con i principi del governo d'impresa della Confederazione, il Consiglio federale gestisce il settore dei PF in base a obiettivi strategici che stabilisce ogni quattro anni. Inoltre, esercita la propria funzione direttiva anche tramite riunioni al vertice che hanno luogo generalmente due volte l'anno. Durante queste riunioni il capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), cui compete il settore dei PF, e la direzione dell'Amministrazione federale delle finanze (AFF) discutono con il presidente del Consiglio dei PF le questioni strategiche e i principali dossier. A parte questi strumenti, secondo la legge sui PF (RS 414.110) il settore dei PF e le sue istituzioni sono indipendenti e organizzano le loro attività autonomamente all'interno del quadro stabilito dalla legge e dagli obiettivi strategici. Il Consiglio dei PF è l'organo di direzione strategica del settore dei PF e ha il compito di rappresentare gli interessi del settore nei confronti delle autorità della Confederazione (cfr. art. 25 cpv. 1 lett. b legge sui PF) e, nella figura del suo presidente, verso l'esterno (art. 26 cpv. 2 legge sui PF). Le basi legali pertinenti non elencano esplicitamente gli ambiti nei quali il settore dei PF o il suo presidente hanno la competenza di esprimersi pubblicamente. </p><p>Nella riunione del 7 dicembre 2018 il Consiglio federale ha deciso di indire una consultazione sulla bozza dell'Accordo quadro istituzionale tra la Svizzera e l'UE. Il 16 gennaio 2019 ha quindi deciso di invitare le cerchie interessate ad alcuni incontri per illustrare la bozza dell'Accordo e rispondere alle domande. Insieme ad altri attori del settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione anche il Consiglio dei PF è stato invitato a uno di questi incontri, presieduto da una delegazione del Consiglio federale composta dai capi del Dipartimento federale degli affari steri e del DEFR. Alla fine dell'evento i partecipanti avevano la possibilità di esprimersi per iscritto sulla bozza dell'accordo. Nel parere trasmesso nell'ambito della consultazione il Consiglio dei PF ha confermato che, dal suo punto di vista, il proseguimento della partecipazione ai programmi quadro di ricerca europei e la stabilità delle relazioni tra Svizzera e UE sono elementi importanti ma che occorre anche trovare insieme all'UE una soluzione condivisibile dalla maggioranza del Parlamento e del Popolo in caso di votazione popolare. Il Consiglio federale ritiene che la posizione espressa dal Consiglio dei PF nell'ambito della consultazione del Consiglio federale e ripresa nel comunicato stampa sulla riunione del Consiglio dei PF del 6 e 7 marzo 2019, sia stata pertinente.</p>  Risposta del Consiglio federale.