Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/129939

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare e illustrare in un rapporto</p><p>1. a quanto ammonta, per la Svizzera, il danno economico causato dall'utilizzo e dal consumo, su Internet, di contenuti illegali protetti dal diritto d'autore;</p><p>2. a quanto ammonta la quota di contenuti illegali su Internet in rapporto al consumo totale di opere protette dal diritto d'autore;</p><p>3. in che misura sono interessati i singoli settori (musica, film, libri, fotografie);</p><p>4. a quanto ammonta il calo annuale del fatturato, sul mercato svizzero, causato dalla sostituzione e dalla pressione sui prezzi conseguenti al consumo di contenuti illegali, cui devono far fronte i fornitori legali?</p><p>5. In che misura la Svizzera è interessata da questo fenomeno nel confronto internazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo rapporto sull'utilizzo non autorizzato di opere scaricate da Internet in adempimento del postulato Savary 10.3263, il Consiglio federale ha indicato che circa un terzo degli Svizzeri maggiori di 15 anni scarica musica, film e/o giochi senza pagare. Indagini effettuate in altri Paesi giungono a risultati comparabili.</p><p>Tutti gli studi esteri non sono in grado di quantificare con esattezza, bensì soltanto di stimare approssimativamente il danno economico. Non è possibile fornire informazioni più dettagliate, visto che è impossibile separare in modo chiaro e attendibile gli effetti riconducibili direttamente al fatto di scaricare contenuti da fonti illegali da effetti di altro tipo. Ad esempio, è probabile che la strategia commerciale di iTunes volta a offrire singolarmente ogni brano musicale abbia cagionato un calo del fatturato, poiché i consumatori non sono più obbligati ad acquistare un intero cd. Il calo del fatturato dell'industria non può pertanto essere semplicemente considerato un danno risultante dall'utilizzo di fonti illegali.</p><p>Analogamente non è possibile fondarsi sul numero di utilizzi. Ad esempio, il consumo di serie senza licenza tende a spostarsi sempre più dagli Stati Uniti all'estero, poiché negli USA vi sono numerose possibilità per guardare legalmente serie e film, mentre l'offerta all'estero resta limitata. Laddove i titolari dei diritti rinunciano a una gestione, l'utilizzo di offerte senza licenza non comporta un calo diretto del fatturato e quindi nemmeno un danno chiaramente quantificabile. Lo stesso vale, per esempio, nel caso della diffusione senza licenza di opere ancora protette, ma non più disponibili.</p><p>Come indicato nella motivazione dall'autore del postulato, la diffusione senza licenza su Internet di opere protette dal diritto d'autore è un fenomeno ampiamente diffuso, che egli reputa importante impedire con provvedimenti adeguati. In linea di principio il Consiglio federale condivide questa opinione, e pertanto il gruppo di lavoro in materia di diritto d'autore (AGUR 12), istituito dalla consigliera federale Sommaruga, sta trattando anche tali questioni. Il suo rapporto sarà pubblicato alla fine del 2013 e fungerà da base per ulteriori dibattiti politici.</p><p>Per questi motivi non appare necessario elaborare un ulteriore studio oltre al rapporto sull'utilizzo non autorizzato di opere scaricate da Internet in adempimento del postulato Savary 10.3263 e parallelamente al rapporto dell'AGUR 12.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.