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<h2>SubmittedText<h2><p>L'inclusione della società civile nel processo di pace e nel processo decisionale democratico sono assi centrali della strategia di cooperazione svizzera per la Colombia 2017-2020. Come si legge nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza 17.3821, nell'accordo di pace tra il Governo e le FARC la Svizzera è stata esplicitamente invitata ad accompagnare l'attuazione della parte relativa alla partecipazione politica, un ruolo che comprende anche compiti di monitoraggio. Il DFAE si è dotato intanto di linee guida sulla protezione dei difensori dei diritti umani. </p><p>Al contempo, si moltiplicano le notizie di attivisti per la pace tacciati di far parte del gruppo di guerriglieri dell'ELN. Aumentano quindi anche i casi di persecuzioni giudiziarie, minacce e persino attentati nei confronti di queste persone. Sono segnali preoccupanti per una prospettiva di pace a lungo termine. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Che cosa fa il DFAE per proteggere i difensori dei diritti umani, gli attivisti per la pace e gli ambientalisti colombiani da minacce, persecuzioni giudiziarie e attacchi? </p><p>2. Che cosa fa il DFAE per spingere il Governo colombiano a intensificare gli sforzi a favore della protezione degli attivisti e dei difensori dei diritti umani minacciati e ad agire in modo efficace contro i responsabili delle violenze, come i gruppi neoparamilitari? </p><p>3. In che modo il DFAE può contribuire a rafforzare il coinvolgimento della società civile nei negoziati di pace e nella costruzione della pace e, in generale, a promuovere i diritti di partecipazione della popolazione? </p><p>4. Come vengono applicate concretamente le linee guida sulla protezione dei difensori dei diritti umani?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera concentra la propria azione sulle comunità di villaggio maggiormente colpite dalla violenza armata nonché sulle vittime del conflitto armato. In tali zone viene anche registrata la maggior parte delle aggressioni contro i difensori dei diritti umani. La Svizzera appoggia il rafforzamento dei meccanismi di protezione delle comunità di villaggio locali. Le attività svolte in questo contesto comprendono l'attuazione di misure di autoprotezione e la promozione di buone relazioni con le istituzioni statali, al fine di impedire la stigmatizzazione e i perseguimenti penali ingiustificati.</p><p>2. In collaborazione con altri Paesi, la Svizzera interviene presso il Governo colombiano per promuovere una migliore protezione dei difensori dei diritti umani. Attribuisce una particolare importanza alla valutazione globale dei rischi, all'attuazione di misure preventive di protezione nelle regioni più remote e alla risoluzione dei casi riguardanti reati contro i difensori dei diritti umani. In occasione di una riunione del Consiglio dei diritti umani tenutasi nel maggio del 2018 a Ginevra, la Svizzera ha presentato una proposta in tal senso al Governo colombiano. La Svizzera cerca inoltre di avviare un dialogo su questo argomento con il nuovo Governo.</p><p>3. L'esperienza svizzera in materia di partecipazione è apprezzata. Nel quadro del ruolo svolto dalla Svizzera nell'attuazione del capitolo dell'accordo relativo alla partecipazione politica sono previsti anche scambi a livello politico durante i quali verranno presentate proposte per un eventuale miglioramento dei meccanismi di partecipazione. La Svizzera dialoga regolarmente anche con rappresentanti della società colombiana sulla questione della partecipazione dei cittadini, in particolare nell'ambito della realizzazione di progetti nelle varie regioni.</p><p>4. La Svizzera porta avanti un dialogo permanente con i difensori dei diritti umani. Tale dialogo comprende contatti regolari in Svizzera e a Bogota nonché visite alle comunità di villaggio locali. Alcuni rappresentanti della Svizzera partecipano a eventi dedicati alla protezione dei militanti e dei difensori dei diritti umani. Vi è un dialogo continuo con istituzioni pubbliche e rappresentanti della comunità internazionale. In casi particolari, inoltre, la Svizzera partecipa a prese di posizione pubbliche della comunità internazionale. Lo ha fatto, ad esempio, nel marzo del 2018, quando si è unita all'UE nel condannare l'aumento degli atti di violenza contro i difensori dei diritti umani.</p>  Risposta del Consiglio federale.