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«Ho sbagliato tutto, punto e basta». È con stupore che la Corte e le parti hanno appreso oggi in aula l'ammissione di colpa dell'80enne accusato di coazione sessuale nei confronti della vicina per un episodio verificatosi nel 2016. L'anziano, residente nel Luganese, convinse la donna a entrare in casa sua, dove la molestò senza tuttavia giungere imporle un rapporto completo. «Non so cosa volevo fare» ha detto oggi dinanzi alla Corte delle Assise correzionali, riconoscendo però di voler far «qualcosa di sessuale», incalzato dalla giudice Rosa Item.
L'improvvisa virata dell'imputato ha ridotto notevolmente la durata del procedimento: la procuratrice pubblica Chiara Borelli ha chiesto tredici mesi di detenzione sospesi però condizionalmente per due anni. Una proposta condivisa dal difensore Stefano Camponovo e da Item. La giudice ha tuttavia specificato che – a prescindere dall'ammissione – la Corte avrebbe creduto alla testimonianza della vittima, ritenuta «lineare, credibili e genuina». L'anziano ha agito «senza scrupolo, abusando di una persona fragile e indifesa, conquistandone pian piano la fiducia», ha sottolineato la presidente della Corte. La vittima infatti è una donna con limitazioni cognitive. Questo non le ha impedito di rendersi conto dell'accaduto e di parlarne con chi la segue regolarmente e che ha successivamente sporto denuncia. A suo favore è stato riconosciuto un risarcimento di 3'000 franchi.