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Si complica la strada per condannare e interdire dai pubblici uffici Donald Trump nel secondo processo d'impeachment che - dopo il compromesso raggiunto tra democratici e repubblicani - comincerà al Senato dopo l'8 febbraio.
Un crescente numero di repubblicani ritiene che il partito assolverà l'ex presidente dall'accusa di aver istigato i suoi fan ad assaltare il Congresso per bloccare la certificazione della vittoria di Joe Biden, a meno che non emergano ulteriori prove o le dinamiche politiche nel loro partito non cambino in maniera importante.
Alla Camera solo 10 su 211 deputati hanno votato a favore dell'impeachment mentre al Senato, per il momento, c'è solo un pugno di dissidenti che potrebbero condannare l'ex presidente mentre ne servono 17 su 50.
Nel frattempo, il neo eletto Joe Biden ha dato un segnale forte sul tema migratorio. Infatti, ha discusso con il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador il piano per "revocare le draconiane politiche migratorie della precedente amministrazione".
Inoltre, ha spiegato di voler "ridurre l'immigrazione affrontando le cause scatenanti, aumentando la capacità di nuovi insediamenti e le alternative legali, migliorando l'esame alla frontiera delle richieste di asilo". Lo ha reso noto la Casa Bianca attraverso una nota ufficiale.
Durante il colloquio, i due leader hanno inoltre "concordato di lavorare strettamente per fermare il flusso di immigrazione irregolare in Messico e negli USA, come pure per promuovere lo sviluppo nel cosiddetto triangolo settentrionale dell'America centrale".