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Il 28 giugno di 206 anni fa, nasceva a Ginevra il filosofo, scrittore, pedagogo, naturalista e compositore Jean-Jacques Rousseau, uno dei celeberrimi rappresentanti del movimento dell’illuminismo. La celebrità Rousseau la raggiunse nel 1750 con il suo trattato filosofico «Discorso sulle scienze e le arti». Il libello di 60 pagine era la risposta del filosofo ginevrino al concorso indetto dall’Accademia di Digione sulla questione «se il progresso delle scienze e delle arti abbia contribuito a migliorare i costumi». Al quesito Rousseau rispose con un veemente «no», sviluppando una pungente critica alla civiltà che si contrapponeva allo «stato della natura» nel quale l’essere umano godeva d’assoluta felicità. Il progresso della scienza non aveva dunque apportato nessun beneficio all’umanità. Leggi tutto
Oggi è il 18 giugno ed esattamente 555 anni fa, il 18 giugno 1963, Edwin Stopper, il direttore della Divisione del commercio nel Dipartimento dell’economia pubblica, stilava in un documento confidenziale le direttive della politica economica svizzera per i prossimi anni. Il documento si trova nella banca dati online Dodis dei Documenti Diplomatici Svizzeri (dodis.ch/30719). L’analisi di Stopper partiva dal presupposto che l’allora Comunità economica europea (CEE) – così si chiamava questo primo pilastro dell’Unione europea (EU) dalla sua nascita nel 1958 fino al trattato di Maastricht del 1992 – sarebbe sostanzialmente rimasta limitata ai sei Paesi fondatori con quelli fino ad allora associati più la Turchia. Leggi tutto
«Oggi la storia», come si può leggere sul sito della Radiotelevisione svizzera, «è un programma che mira a dare, seppur nel breve formato, profondità storico filosofica a tematiche legate all’attualità o alle ricorrenze del calendario.» Già il titolo in sé non è privo d’implicazioni filosofiche: il termine «oggi» ci catapulta inesorabilmente nella contemporaneità, creando una contrapposizione con il passato di «la storia». A prima vista, dunque, «Oggi la storia» potrebbe sembrare un’aporia, una questione insolubile giacché sembrerebbe implicare una contraddizione insuperabile tra presente e passato. Leggi tutto
Commemorazioni con feste, solennità e discorsi fanno parte della liturgia politica di ogni Stato. Le date tonde del sistema decimale, come i centenari, hanno una propria estetica matematica e un alto grado d’attrazione politica. Nel anno 2014 ad esempio, è ricorso il centenario dello scoppio della Prima guerra mondiale e ovunque riecheggiano ora i fragori e frastuoni dei cannoni che flagellarono il mondo dal ’14 al ’18.
A dire il vero, gli storici non sono del tutto innocenti nell’alimentare il business delle commemorazioni e dal XIX secolo ebbero un ruolo fondamentale nell’invenzione della tradizione contribuendo così possentemente alla costruzione delle nuove nazioni. Leggi tutto
Oggi parliamo di draghi, grifoni e miraggi. No, non si tratta di un’escursione nella mitologia e non parleremo né di terrificanti mostri solitamente avvistati sotto forma di giganteschi rettili alati e sputanti fuoco e fiamme, né di favolosi animali con testa di rapace e corpo di quadrupede alato. Non parleremo nemmeno del fenomeno ottico atmosferico che forse sta alla fonte per i fantastici e straordinari avvistamenti di queste creature mitologiche. Stiamo invece ovviamente citando i nomi degli aeroplani cacciareattori che negli ultimi cinquant’anni hanno svolazzato sulla scena politica svizzera e sull’acquisto o meno della prossima creatura alata, il «Gripen» appunto domenica il 18 maggio 2014, il popolo svizzero si è pronunciato. Leggi tutto
«Il Consiglio d’Europa è il luogo dove meglio possiamo tastare il polso all’Europa». Questa è l’analisi alla quale giunge, nel novembre 1963, il Consigliere nazionale Max Weber. Cinquantacinque anni fa, infatti, il 6 maggio 1963 la Svizzera aderiva al Consiglio d’Europa che ha la sua sede a Strasburgo. In un’epoca dominata dall’incertezza sull’evoluzione dell’integrazione europea e sulle relazioni tra le due sponde dell’Atlantico, il Consigliere nazionale Weber non è il solo a nutrire la speranza che Berna possa contribuire a influenzare i dibattiti che si tengono in questo forum europeo. Leggi tutto
Nell’anno 2013 si è festeggiato il centenario della «Bibliografia della storia svizzera». Così cinque anni fa a Berna alla Biblioteca nazionale si è commemorato l’evento con un workshop per gli addetti ai lavori dedicato alle bibliografie storiche nell’era digitale.
Il primo volume, che copre appunto l’anno 1913, fu preparato nel 1914 in tempo di guerra. Il redattore Felix Burckhardt nell’introduzione si scusava per il ritardo di mezz’anno, tagliando corto: «La colpa la porta la mobilizzazione del nostro Esercito. Non è prevedibile quando potrà seguire la prossima annata.» Leggi tutto
Oggi è il 28 aprile e il 28 aprile 1970 l’ambasciatore svizzero a Roma inviava al Dipartimento politico un telegramma (dodis.ch/35599). Il consigliere federale Ernst Brugger, ministro dell’economia, si era infatti recato a Milano in occasione della giornata svizzera alla Fiera campionaria. Ad accogliere l’alto ospite, il governo italiano delegò il nuovo sottosegretario di Stato, Alberto Bemporad, responsabile per le questioni d’emigrazione. Leggi tutto
35 anni fa, il 25 aprile 1983 scoppiava l’ultima grande bomba di Hitler. I responsabili del settimanale tedesco «Stern» presentavano ad Amburgo davanti a 250 giornalisti della stampa internazionale la sensazione del decennio: i diari segreti di Adolf Hitler, scovati dopo rocambolesche ricerche dal reporter Gerd Heidemann che li aveva acquistati per l’astronomica cifra di quasi dieci milioni di marchi tedeschi. Tre giorni dopo, lo «Stern» iniziava a pubblicare i primi stralci tratti dai 62 volumi di diari che Hitler avrebbe redatto dal 1932 al 1945. Leggi tutto
Come tutti sanno la data della Pasqua è mobile e viene fissata nella domenica successiva al plenilunio che segue all’equinozio di primavera: quest’anno era il 27 marzo. A Pasqua i cristiani celebrano la resurrezione di Gesù morto crocifisso, secondo i racconti dei quattro evangelisti canonici Matteo, Marco, Luca e Giovanni, tre giorni prima, il Venerdì santo. Con la formula del «solus Christus», la Riforma protestante pose Gesù e la sua passione nel centro teologico, facendo diventare il Venerdì santo la festività più importante. Leggi tutto