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<h2>SubmittedText<h2><p>Con un po' di stupore ho appreso dai media (ad es. intervista nel "Zürcher-Unterländer" del 9 marzo 2022) che il nostro capo dell'esercito, comandante di corpo Thomas Süssli, apparentemente si sarebbe dichiarato totalmente sorpreso dall'attacco all'Ucraina poiché, secondo la sua valutazione personale, non avrebbe pensato a un attacco da parte della Russia. Mentre altri servizi segreti ipotizzavano un attacco sulla base delle loro indagini, il comandante di corpo Thomas Süssli è stato colto di sorpresa nonostante avesse accesso alle informazioni dei servizi di intelligence. Pure con stupore vengo a sapere dai media (NZZ del 25.04.2022, "Bieler-Tagblatt" del 30.04.2022), che un giovane "agente di intelligence amatoriale" di nome Benjamin Pittet ha potuto documentare in modo sorprendentemente dettagliato con il suo laptop, con l'impiego intelligente di fonti di informazioni liberamente accessibili in Internet e con l'aiuto di immagini satellitari, i preparativi delle truppe russe nonché gli sviluppi dell'attacco all'Ucraina. Sorgono le seguenti domande:</p><p>- Com'è possibile che i servizi informazioni competenti della Svizzera non siano stati in grado di fornire al capo dell'esercito informazioni e documentazioni di almeno lo stesso livello di quelle che l'agente di intelligence amatoriale ha saputo raccogliere a partire da fonti liberamente accessibili?</p><p>- Il Consiglio federale come spiega e motiva il fatto che il nostro capo dell'esercito sia stato completamente colto di sorpresa dagli sviluppi del conflitto in Ucraina?</p><p>- Se i nostri servizi informazioni non sono in grado di effettuare ricerche analoghe a quelle del citato agente di intelligence amatoriale, cosa intende fare il Governo riguardo alla riforma di tali servizi?</p><p>- Il Consiglio federale può immaginarsi che in futuro i servizi informazioni svizzeri possano servirsi delle informazioni provenienti da fonti di informazioni civili e private in una forma appropriata di collaborazione con queste ultime?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) e il Servizio informazioni militare (SIM) forniscono al capo dell'esercito le informazioni necessarie per l'adempimento dei suoi compiti. Oltre all'utilizzo di OSINT (Open Source Intelligence, acquisizione di informazioni accessibili pubblicamente), entrambi i servizi d'intelligence hanno accesso a informazioni esclusive per il tramite di diversi sensori, tra cui anche fonti umane, partner esteri ed esplorazione tecnica (compresa l'esplorazione radio). Il SIC e il SIM effettuano cosiddette analisi "All-Source" e trasmettono le informazioni alle istanze decisionali tra cui al capo dell'esercito. Nella sua intervista del 9 marzo 2022, il capo dell'esercito afferma inoltre di essere stato al corrente delle valutazioni dei servizi informazioni che prevedevano un attacco. La data esatta e la brutalità dell'attacco russo non era prevedibile da nessuno.</p><p>2. Come si può leggere nell'intervista citata del 9 marzo 2022, il capo dell'esercito non è stato colto di sorpresa in merito agli eventi in Ucraina. Sia il SIC sia il SIM hanno seguito da vicino gli sviluppi nella regione e constatato che gli effettivi russi nonché i mezzi di appoggio al combattimento e i mezzi logistici previsti in origine per un'esercitazione non sarebbero stati sufficienti per un'occupazione di vaste aree dell'Ucraina. Ciononostante la Russia ha dato il via a un attacco su larga scala in Ucraina. Lo sviluppo e il fallimento dell'operazione russa nell'Ucraina settentrionale ha dato ragione ai servizi di intelligence.</p><p>3. Il SIC e il SIM dispongono delle risorse personali e dei mezzi tecnici che permettono non solo di effettuare ricerche a breve termine ma anche analisi a medio e lungo termine atte ad appoggiare la presa di decisione degli organi politici. Negli ultimi anni il Consiglio federale ha più volte espresso pubblicamente la propria preoccupazione per la minaccia che grava sugli Stati europei rappresentata dalla Russia e per l'interesse di quest'ultima di consolidare una zona d'influenza esclusiva come all'epoca dell'ex Unione sovietica, da ultimo ad esempio nel Rapporto sulla politica di sicurezza 2021.</p><p>Negli ultimi anni i mezzi e le capacità informativi sono stati potenziati e, anche in futuro, continueranno a essere costantemente adeguati alla situazione di minaccia. Il Consiglio federale non ravvisa alcuna necessità di riformare i servizi informativi.</p><p>4. Il SIC e il SIM lavorano già oggi con l'approccio "All-Source", che comprende l'utilizzo di informazioni pubbliche e la collaborazione con aziende private o persone private.</p>  Risposta del Consiglio federale.