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WUHAN - Le restrizioni ai viaggi sono utili a frenare la diffusione del nuovo coronavirus soprattutto nelle fasi iniziali e finali dell'epidemia, quando i casi sono d'importazione. Nella fase culminante invece, quando si innesca la trasmissione locale, è più efficace intervenire facendo tamponi, tracciando i contatti e isolando gli infetti.
Lo dimostra l'analisi degli spostamenti dei cittadini cinesi registrati nelle scorse settimane attraverso la geolocalizzazione fatta dal sito Baidu e incrociati con i dati epidemiologici relativi ai casi di Covid-19. I risultati sono pubblicati su Science da un gruppo internazionale guidato dall'Università di Oxford e dalla Northeastern University.
Lo studio dimostra che la mobilità è stata un fattore predittivo della diffusione del nuovo coronavirus in Cina. Le limitazioni ai viaggi da Wuhan sono state troppo tardive e il loro impatto è andato diminuendo man mano che è cresciuta l'epidemia. A quel punto le provincie fuori dall'Hubei che si sono mosse in maniera tempestiva con test, tracciamento dei contatti e contenimento dei casi d'importazione sono quelle che meglio hanno contenuto i focolai locali.
I viaggi potrebbero tornare a essere determinanti anche ora che la Cina inizia a rialzare la testa dopo l'emergenza. «Le province cinesi e gli altri Paesi che sono riusciti a fermare la trasmissione interna del Covid-19 devono valutare attentamente come gestire il ripristino della mobilità per evitare la reintroduzione e la diffusione della malattia nelle loro popolazioni», commenta il primo autore dello studio, Moritz Kraemer di Oxford.