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<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è la posizione del Consiglio federale sulla messa in orbita di costellazioni satellitari?</p><p>2. Le costellazioni sono state convalidate soltanto dalla Commissione federale delle comunicazioni degli Stati Uniti (FCC), ma sorvolano l'intero pianeta. La Svizzera può intervenire per proteggere lo spazio aereo del nostro Paese? Se sì, come? Se no, perché?</p><p>3. Gli astronomi, ma anche i cittadini, temono di non poter più osservare il cielo di notte. La Svizzera può prendere in considerazione un impegno internazionale per la protezione del cielo notturno?</p><p>4. Ogni satellite emetterà onde elettromagnetiche in direzione della Terra (e i dispositivi terrestri in direzione opposta). La legge federale sulla protezione dai pericoli delle radiazioni non ionizzanti e degli stimoli sonori (LRNIS) e la relativa ordinanza consentono di controllare queste emissioni e di proteggere la popolazione dai loro effetti?</p><p>5. La Svizzera ha già accesso ai dettagli della tecnologia utilizzata? In caso contrario, è in contatto con Starlink per conoscerli al più presto?</p><p>6. È stato valutato se questa tecnologia potrebbe comportare dei rischi per la popolazione? Se sì, con quali conclusioni? Se no, sono previsti studi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale promuove lo sviluppo di sistemi e applicazioni spaziali attraverso i contributi della Svizzera all'Agenzia spaziale europea (ESA), all'Organizzazione europea per lo sfruttamento dei satelliti meteorologici (EUMETSAT) e al programma Galileo/EGNOS dell'Unione europea. Lo sviluppo di sistemi e costellazioni spaziali, in orbita bassa, media - come per Galileo - e geostazionaria garantisce in permanenza sistemi di navigazione, di telecomunicazione, di osservazione della Terra e di meteorologia. Il Consiglio federale sostiene le iniziative di ricerca e sviluppo dell'industria spaziale svizzera, comprese quelle relative alle costellazioni, che si svolgono in gran parte nel quadro europeo e generano notevoli vantaggi socioeconomici. Le innovazioni tecnologiche degli ultimi anni consentono ormai di progettare costellazioni con potenzialmente migliaia di satelliti, come previsto da Starlink, per nuovi servizi come l'accesso globale a Internet.</p><p>Queste mega-costellazioni, tuttavia, prefigurano nuove sfide come l'impatto sulle osservazioni astronomiche e l'aumento dei detriti spaziali e del rischio di collisione, sollevando interrogativi sulla praticabilità a lungo termine delle attività spaziali. A livello globale, il Consiglio federale contribuisce alle iniziative per promuovere l'uso sicuro e sostenibile dello spazio a lungo termine in seno al Comitato delle Nazioni Unite sull'uso pacifico dello spazio extra-atmosferico (COPUOS), al fine di tutelare gli importanti vantaggi socioeconomici. Attraverso la partecipazione della Svizzera ai programmi dell'ESA, in particolare per quanto riguarda la gestione dei detriti spaziali e la sicurezza spaziale, il Consiglio federale promuove attività spaziali innovative, che comprendono non solo gli sviluppi legati alle costellazioni, ma anche l'utilizzo sostenibile dello spazio.</p><p>2. e 5. Un principio fondamentale del Trattato delle Nazioni Unite (1967) sulle norme per l'esplorazione e l'utilizzazione dello spazio extra-atmosferico (RS 0.790) - di cui la Svizzera è Stato contraente, insieme ad altri 109 Stati, tra cui i più attivi nel campo spaziale - è la libertà di tutti gli Stati di esplorare e utilizzare lo spazio. Di conseguenza, lo spazio extra-atmosferico al di sopra di uno Stato non è considerato spazio sovrano. Tuttavia, essendo ammesso a livello internazionale che un oggetto posto in orbita bassa intorno alla Terra è soggetto al diritto spaziale internazionale, i satelliti che compongono le mega-costellazioni sfuggono al principio della sovranità dello Stato sancito dal diritto aeronautico, sia internazionale che nazionale.</p><p>Un altro principio del Trattato è che le attività degli enti non governativi sono soggette ad autorizzazione e sorveglianza continue da parte dello Stato contraente del Trattato. Negli Stati Uniti, è la Federal Communications Commission (FCC) ad essere competente a rilasciare le autorizzazioni per le attività di tipo Starlink condotte dalla società americana SpaceX. Si tratta di una procedura nazionale che esclude altri Stati, nonché la Svizzera. Inoltre, ai sensi del Trattato, gli Stati contraenti assumono responsabilità internazionale per le loro attività nazionali nello spazio extra-atmosferico, siano esse condotte da organi governativi o da enti non governativi, e garantiscono che le attività nazionali siano condotte conformemente al Trattato.</p><p>La FCC gestisce anche la procedura di autorizzazione per lo spettro di frequenze disponibile per il servizio proposto. L'assegnazione dello spettro di frequenze viene negoziata in primis nell'ambito dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT). L'UIT è responsabile a livello mondiale del coordinamento delle posizioni orbitali e dell'utilizzo delle frequenze delle nuove reti satellitari e delle relative stazioni terrestri, nonché del loro riconoscimento e della loro protezione a livello internazionale. Se le applicazioni radio di alcuni Stati sono disturbate da queste nuove reti satellitari, gli Stati possono intervenire in questo processo di coordinamento. Il progetto Starlink non interferisce con le applicazioni radio svizzere e non fornisce servizi radio sul territorio svizzero. La Svizzera non è quindi interessata dal progetto Starlink dal punto di vista dell'utilizzo dello spettro radio e non è informata sulle sue specificità tecnologiche.</p><p>3. La messa in orbita di costellazioni di satelliti come Starlink sta effettivamente suscitando preoccupazioni tra gli osservatori a terra utilizzati intensamente dalla comunità scientifica internazionale, anche elvetica. È il caso, ad esempio, dell'American Astronomical Society o dell'Osservatorio europeo australe (European Southern Observatory, ESO), cui la Svizzera partecipa. Sono in corso discussioni con società come SpaceX per trovare una soluzione accettabile. Nel caso dei telescopi ottici, l'impatto sulle osservazioni sarebbe limitato, soprattutto all'inizio e alla fine della notte nel caso di lunghe esposizioni. Va notato che recentemente SpaceX ha dichiarato pubblicamente che avrebbe modificato l'involucro esterno dei suoi satelliti in produzione per renderli meno visibili. I segnali radioelettrici emessi da questo tipo di costellazione potrebbero, tuttavia, avere un impatto più dannoso sull'osservazione delle onde radio. L'ESO sta attualmente studiando soluzioni tecniche per ridurre il rumore causato dalle interferenze che i satelliti provocheranno. Una delle soluzioni privilegiate sarebbe la creazione di zone di silenzio radio attorno agli osservatori in questione.</p><p>4. I segnali radio emessi dai satelliti sono estremamente deboli quando raggiungono la Terra a causa della notevole distanza che devono percorrere. Le antenne direzionali, come le antenne paraboliche utilizzate per la ricezione della televisione satellitare, sono necessarie per captare questi segnali con un livello qualitativo sufficiente. Quando i segnali devono essere inviati nello spazio per l'uso di Internet (esistono altri fornitori oltre a Starlink), sono necessarie anche antenne direzionali. Le loro radiazioni sono limitate dalla legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) e dall'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI; RS 814.710). Le antenne trasmittenti devono essere installate in modo tale che nessun essere umano possa entrare nel loro raggio di trasmissione. Al di fuori di quest'ultimo, l'esposizione è bassa. Il rilascio delle licenze edilizie e il controllo degli impianti sono di competenza dei Cantoni o dei Comuni.</p><p>6. Con l'aumento del numero di satelliti nello spazio, aumenta il rischio che uno di questi oggetti cada sulla Terra. Tuttavia, considerate le dimensioni dei satelliti Starlink, si può supporre che si disintegreranno completamente non appena entreranno nell'atmosfera terrestre e che nessun detrito raggiungerà la Terra.</p><p>In caso contrario, la Centrale nazionale d'allarme (CENAL) presso l'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) sarebbe tenuta ad avvertire la popolazione di questo pericolo. Per svolgere questo compito, la CENAL si avvale di una rete di organizzazioni internazionali (per es. l'ESA).</p>  Risposta del Consiglio federale.