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BRUXELLES - Per combattere il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, la Commissione Ue ha messo a punto un piano d'azione che aggiorna la lista dei Paesi terzi a rischio.
Propone inoltre di istituire un'Autorità di vigilanza europea, per evitare i controlli frammentati che l'anno scorso hanno reso possibile lo scandalo della Danske bank, la banca danese attraverso le cui filiali estoni sono transitati oltre 200 miliardi di fondi sospetti, senza che nessuna autorità se ne accorgesse.
L'obiettivo, per il vicepresidente Valdis Dombrovskis, è «chiudere le lacune nei controlli in cui si infiltrano i criminali». Per questo occorre creare un insieme di regole unico, possibilmente con un'autorità unica che supervisioni, come chiedevano già diversi Paesi, tra cui l'Italia, a novembre scorso.
L'attuale normativa dell'Ue infatti, «benché efficace e di vasta portata, viene in genere applicata in modi molto diversi dagli Stati membri», spiega Bruxelles. Con la conseguenza che le diverse interpretazioni «determinano lacune nel nostro sistema, che possono essere sfruttate dai criminali».
La Commissione proporrà quindi un insieme più armonizzato di norme, e un'autorità unica, nel primo trimestre del 2021. Per ora, Bruxelles ha aggiornato la lista dei Paesi terzi a rischio riciclaggio, con i quali discuterà per affrontare insieme le problematiche rilevate. Sono stati aggiunti Bahamas, Barbados, Botswana, Cambogia, Ghana, Giamaica, Maurizio, Mongolia, Myanmar, Nicaragua, Panama e Zimbabwe.