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Il 30 aprile 2009, il Consiglio federale aveva deciso di prorogare il blocco degli averi Mobutu fino a quando l'autorità di vigilanza non si fosse pronunciata sulla denuncia interposta, ma al massimo fino al 31 ottobre 2009.
Il 14 luglio 2009, il Tribunale penale federale ha deciso di non dare seguito a questa denuncia. Conformemente alla decisione del Consiglio federale del 30 aprile 2009, la misura di blocco dei fondi è dunque arrivata al termine. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha informato in merito le banche e le parti interessate, attraverso i loro avvocati il 15 luglio 2009. Il DFAE deplora un tale esito della vicenda, che mette fine a dodici anni di blocco, nel corso dei quali sono state tentate tutte le soluzioni possibili. Dal 1997, la Confederazione ha moltiplicato gli sforzi in questo affare. Conformemente al mandato conferitole dal Consiglio federale, il DFAE ha assistito le Parti al fine di trovare una soluzione quanto più soddisfacente. Tuttavia la mancanza di sostegno, durata a lungo, da parte delle autorità congolesi e l’irremovibilità degli eredi Mobutu, non hanno permesso di giungere a un accordo.
Il fatto di dover infine restituire gli averi di Mobutu, bloccati dal 1997, conferma la necessità di adeguare la legislazione svizzera, in modo da evitare che in futuro possano ripetersi casi analoghi. Per questa ragione, il 5 dicembre 2008 il Consiglio federale ha incaricato il DFAE di allestire un progetto di legge che permetta la confisca e la restituzione degli averi di origine illecita di persone politicamente esposte. Questi lavori legislativi sono in corso e per l’anno prossimo dovrebbe essere approntato un progetto di legge in tal senso.
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