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Il test permette di identificare il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), responsabile dell'Aids, nel plasma sanguigno ma anche nel sangue disidratato. Queste proprietà saranno particolarmente utili in numerose regioni africane, indica oggi Roche in un comunicato.
Il "depistaggio" dell'HIV nei bebè è una grossa sfida a causa del passaggio degli anticorpi della madre al bambino al momento del parto, per un periodo che può estendersi fino a 15 mesi. I test forniscono dunque spesso un risultato detto "falso positivo". L'analisi lanciata da Roche identifica l'HIV-1 TNA, che è rivelatore di un'infezione attiva e quindi, stando alla nota, conferisce al test maggiore affidabilità.