Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/155548

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare prioritariamente le necessarie modifiche di ordinanza e di legge affinché i datori di lavoro debbano comunicare i salari annui agli istituti di previdenza soltanto una volta all'anno. I cambiamenti che si verificheranno nel corso dell'anno (p. es. in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o di cambiamento del grado di occupazione) dovranno essere notificati soltanto se sono indispensabili per l'adempimento dei compiti dell'istituto di previdenza.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rapporto sui costi della regolamentazione (<a href="http://www.seco.admin.ch/aktuell/00277/01164/01980/index.html?lang=it&amp;msg-id=5139">http://www.seco.admin.ch/aktuell/00277/01164/01980/index.html?lang=it&amp;msg-id=51395</a>), adottato dal Consiglio federale il 13 dicembre 2013, sono stati valutati i costi causati alle imprese dalla regolamentazione in vigore. Lo studio è giunto alla conclusione che la maggior parte di essi sussisterebbe a prescindere dalla regolamentazione, in quanto le imprese garantiscono una copertura previdenziale anche senza LPP. Secondo il rapporto, in Svizzera nel corso dell'anno si effettuano circa 800 000 notifiche di modifiche salariali, che generano per le imprese costi pari a circa 2 milioni di franchi. Con una modifica di ordinanza si potrebbe risparmiare il 10 per cento, ossia, secondo questi calcoli, 200 000 franchi all'anno.</p><p>Il rapporto non menziona i costi generati al datore di lavoro dall'obbligo di informare l'ufficio di revisione. Tale obbligo si limita alle informazioni da fornire all'istituto di previdenza. Poiché i contatti diretti con l'ufficio di revisione sono estremamente rari, per il datore di lavoro i costi relativi a questa regolamentazione dovrebbero essere molto contenuti.</p><p>Il rapporto presenta due proposte che permetterebbero alle imprese di risparmiare sui costi nell'ambito della previdenza professionale. Da un lato, si prevede di rinunciare alla liquidazione parziale in casi di lieve entità, ossia quando l'istituto di previdenza dispone di pochi fondi liberi o il disavanzo è esiguo. Questa misura è stata inserita nel messaggio sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 (FF 2015 1). Dall'altro, si propone di ridurre il numero di notifiche di modifica salariale nel corso dell'anno. Questa seconda misura verrebbe attuata con una modifica di ordinanza nel quadro della riforma della previdenza per la vecchiaia 2020. Che sia necessario intervenire è dunque un fatto riconosciuto, ma non vi è motivo di farne una priorità visto l'esiguo potenziale di risparmio. Tanto più che attualmente vi sono già altre soluzioni per ridurre il numero di notifiche di modifica salariale nel corso dell'anno. Gli istituti di previdenza dispongono infatti di una grande autonomia per quanto riguarda il finanziamento e l'organizzazione. Per esempio, secondo l'articolo 3 capoverso 1 lettera b dell'ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (RS 831.441.1), possono decidere di fissare anticipatamente il salario coordinato annuo in base all'ultimo salario annuo noto e di non tener conto dei cambiamenti che intervengono nel corso dell'anno. Sono dunque possibili agevolazioni amministrative in favore dei datori di lavoro anche senza procedere a modifiche di ordinanza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.