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NEW YORK - La Nasa prepara il ritorno dell'uomo sulla Luna nel prossimo decennio, le nuove missioni umane saranno precedute da quelle robotiche commerciali attese per il 2019. Serviranno a spedire strumentazioni e tecnologia sulla superficie lunare per preparare le nuove passeggiate dell'uomo. Tra gli strumenti presi in esame, tutto il corredo utilizzato dalla Resource Prospector, la missione Nasa destinata ad esplorare un polo lunare ma poi cancellata.
Le missioni costituiranno le prime azioni robotiche sulla Luna e la prima di due spedizioni dimostrative, con un veicolo d'atterraggio di media grandezza che partirà nel 2022. Saranno frutto di una partnership tra pubblico e privato e propedeutiche allo sviluppo di missioni lunari più grandi con equipaggio.
Un nuovo capo delle esplorazioni - Intanto, la Nasa ufficializza di aver affidato a Steve Clarke il ruolo di vice amministratore associato per le esplorazioni nell'ambito della Divisione per le missioni scientifiche. Clarke è entrato alla Nasa nel 2000 come ingegnere responsabile delle missioni robotiche. Ora vi fa ritorno dopo un periodo alla Casa Bianca nel dipartimento della politica scientifica e tecnologica.
Nella nuova posizione sarà l'interfaccia tra le Direzioni delle missioni della Nasa, la comunità scientifica e aziende esterne interessate allo sviluppo di una strategia per le esplorazioni umane e robotiche. Clarke giocherà quindi un ruolo vitale nell'attuale campagna lunare della Nasa con un focus nello sviluppo di una rete di alleanze commerciali e attività di supporto alla tecnologia e agli obiettivi di esplorazione statunitensi.
Preoccupazione per il Rover marziano disperso - C'è preoccupazione alla Nasa per le sorti del rover (veicolo spaziale) Opportunity: una violenta tempesta di sabbia su Marte lo ha costretto a sospendere il lavoro di esplorazione. Comparsa all'orizzonte il primo giugno, la tempesta in pochi giorni ha oscurato il cielo, coprendo un'area più grande del continente nordamericano e impedendo ai pannelli solari del rover di funzionare e ricaricare le batterie.
Gli esperti della Nasa fanno sapere che le operazioni scientifiche del rover sono al momento sospese, ma che sono riusciti a mettersi in contatto con Opportunity il 10 giugno mattina, segno che le sue batterie hanno ancora abbastanza carica per comunicare con il centro di controllo del Jet Propulsion Laboratory (Jpl). Il rischio, infatti, temono gli ingegneri dell'Agenzia spaziale americana, è che il rover si raffreddi troppo e le sue batterie si esauriscano, se la tempesta dovesse continuare a lungo.
Opportunity è già sopravvissuto ad una tempesta di sabbia nel 2007, ma in questi giorni le condizioni su Marte sono peggiori di allora, hanno spiegato gli esperti. La Nasa continuerà a monitorare le condizioni del rover nei prossimi giorni attraverso la rete globale di parabole, il Deep Space Network, utilizzata dalle agenzie spaziali per comunicare con le sonde in giro per il Sistema Solare.
Giunto su Marte il 25 gennaio 2004, tre settimane dopo il gemello Spirit che ha interrotto i contatti con la Terra nel 2010, Opportunity doveva restare in funzione solo 90 giorni. Invece, da quasi 15 anni continua a mandare immagini spettacolari della superficie marziana.