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Con una bassa circolazione del virus nella primavera/estate 2023 si prevede che l’impatto della vaccinazione sul carico di malattia della popolazione sarà trascurabile, poiché oltre il 98 per cento di essa è già entrato in contatto con il virus e/o con il vaccino e la vaccinazione è in grado di proteggere soltanto poco dalle (re)infezioni lievi e in modo non rilevante dalla trasmissione del virus. Ciò vale anche per le persone non ancora vaccinate contro la COVID-19, poiché in base ai dati di sieroprevalenza si può presumere che abbiano superato l’infezione almeno una volta.
Inoltre le sottovarianti Omicron attualmente in circolazione provocano infezioni piuttosto lievi rispetto alle varianti precedenti. Per le persone prive di fattori di rischio il rischio di ammalarsi gravemente è pressoché nullo.
Eccezioni: per le persone con grave immunodeficienza valgono raccomandazioni differenti: consultare le Raccomandazioni di vaccinazione anti-COVID-19