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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro della revisione della legge sull'asilo accolta dal Popolo il 5 giugno 2016, il Consiglio federale ha parlato della necessità di investimenti per circa 600 milioni di franchi nei centri federali d'asilo (CFA). Dal picco registrato nel 2015 e dalla chiusura della rotta del Mediterraneo centrale nell'estate 2017, le domande d'asilo in Svizzera sono tuttavia diminuite sensibilmente. Già nella risposta all'interpellanza 17.3909 il Consiglio federale ha indicato uno sfruttamento delle capacità pari ad appena il 47 per cento nei primi tre trimestri del 2017. In relazione all'attuale eccessiva disponibilità di posti nell'ambito dell'alloggio e dell'assistenza dei richiedenti l'asilo, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. A quanto ammontano gli investimenti effettuati e quelli previsti per i CFA nel quadro della citata revisione della legge sull'asilo?</p><p>2. Quali sono le ripercussioni del calo delle domande d'asilo sul tasso di sfruttamento delle capacità e sui costi di gestione dei CFA attuali e previsti?</p><p>3. Dato che le domande d'asilo possono variare fortemente, nella futura pianificazione si prevede di basare le capacità su nuove stime?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a rinunciare a CFA non ancora realizzati (p. es. Svitto)?</p><p>5. Come vengono utilizzate le capacità non sfruttate?</p><p>6. Quali sono le ripercussioni del calo delle domande d'asilo nell'ambito delle risorse umane impiegate, in particolare per il trattamento delle domande e per l'assistenza? Quale ruolo svolgono i rapporti di lavoro di diritto pubblico e il fatto di incaricare terzi di fornire determinate prestazioni?</p><p>7. In che modo sono utilizzati, nei corrispondenti bilanci, i risparmi risultanti dal calo delle domande?</p><p>8. In che modo il Consiglio federale contrasta gli incentivi negativi all'interno dell'Amministrazione e presso i terzi incaricati, che possono indurre a mantenere a un livello elevato l'infrastruttura e il personale nonostante la diminuzione delle domande?</p><p>9. Con il calo delle domande si potrebbero accelerare le procedure?</p><p>10. Che impatto ha l'esistenza di capacità inutilizzate nel settore dell'asilo sull'impegno del Consiglio federale nel quadro dei programmi di reinsediamento, del ricongiungimento familiare e di altre misure analoghe, che mirano a un'accoglienza diretta di rifugiati?</p><p>11. In futuro il Consiglio federale è disposto, per ottimizzare le capacità, a non entrare più nel merito delle domande manifestamente presentate per meri motivi economici e quindi abusive?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Conformemente al messaggio del 3 settembre 2014 concernente la modifica della legge sull'asilo (FF 2014 6917 segg.) è stato fissato un tetto massimo di 583 milioni di franchi per l'acquisizione di centri federali d'asilo (alloggi e posti di lavoro). Fino alla fine del 2017 l'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) ha erogato 67,2 milioni di franchi per investimenti o locazioni per centri federali d'asilo. Secondo le stime attuali il tetto previsto potrà essere rispettato.</p><p>2. Nel primo trimestre il tasso di occupazione medio dei centri della Confederazione è stato pari al 58 per cento. Nel 2014, 2015, 2016 e 2017 si è attestato rispettivamente al 94, 88, 68 e 51 per cento. Esso aumenterà probabilmente nel 2019 con l'introduzione delle procedure celeri. Un numero di domande identico a quello attuale comporterà infatti verosimilmente un aumento del tasso di occupazione in ragione della maggiore durata dei soggiorni nei centri federali d'asilo. I costi di gestione di un centro federale d'asilo includono una parte relativamente elevata di costi fissi, indipendenti dal tasso d'occupazione. Essi non diminuiscono dunque in maniera lineare in caso di diminuzione del tasso d'occupazione.</p><p>3. Secondo la dichiarazione congiunta del 28 marzo 2014 adottata all'unanimità dai Cantoni e dalla Confederazione e il summenzionato messaggio del Consiglio federale concernente la modifica della legge sull'asilo, le nuove strutture devono essere in grado di far fronte a oscillazioni delle domande d'asilo. Anche la legge sull'asilo impone alla Confederazione e ai Cantoni di adottare misure, tra l'altro nell'ambito dell'alloggio, in modo da poter reagire alle oscillazioni del numero di domande d'asilo. Nel suo rapporto finale, il gruppo di lavoro congiunto della Confederazione e dei Cantoni ha stimato che disporre di 5000 posti costituiva una condizione fondamentale per l'introduzione del nuovo sistema. La pianificazione attuale garantisce l'adempimento di questa condizione.</p><p>4. Le capacità di alloggio del futuro sistema intendono garantire il trattamento di un numero medio di domande d'asilo. Nel 2006 Confederazione e Cantoni avevano deciso di ridurre fortemente le loro infrastrutture e di fondare il loro sistema di gestione su valori minimi. In seguito, tra il 2008 e il 2015 sia la Confederazione sia i Cantoni sono stati confrontati con una penuria di alloggi e si sono visti costretti a trovare e mettere a disposizione nuovi posti a breve termine e a costi elevati. Le esperienze negative maturate nel corso di questi anni sono il principale motivo per cui i Cantoni esigono che la Confederazione pianifichi in maniera sostenibile la sua infrastruttura invece di fondarsi su valori minimi. Solo così si potrà garantire la voluta accelerazione delle procedure anche in caso di un numero elevato di domande d'asilo.</p><p>5. Il riassetto del settore dell'asilo è oggetto di un monitoraggio. Se il tasso di occupazione dovesse risultare insufficiente, dovranno essere adottate misure appropriate in collaborazione con i Cantoni.</p><p>6./8. Per tenere conto delle oscillazioni delle domande d'asilo, i contratti di lavoro saranno conclusi di norma per una durata limitata. In tal modo sarà possibile reagire in caso di diminuzione delle domande. Il fabbisogno di personale nel settore dell'asilo dipende tuttavia anche dal numero di domande pendenti. L'assistenza dei richiedenti l'asilo è assicurata da fornitori esterni di prestazioni, i cui contratti possono essere adeguati alle oscillazioni.</p><p>7. Il bilancio della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è sostanzialmente determinato dal numero di domande d'asilo depositate. Se queste ultime sono inferiori a quanto previsto, le risorse iscritte a bilancio non sono esaurite, il che risulta in residui di crediti.</p><p>9. Nell'ambito della sua strategia di trattamento delle domande d'asilo, la SEM tratta in priorità quelle depositate da richiedenti che presumibilmente non necessitano di protezione in Svizzera. Per questo tipo di domande, la durata media delle procedure in prima istanza risulta costantemente breve (circa 60 giorni per i casi Dublino; circa 180 giorni per gli altri casi prioritari). I restanti casi sono sbrigati con le risorse disponibili iniziando dalle domande più vecchie. In ragione del numero elevato di domande presentate nel 2015 e nel 2016, la durata della procedura è relativamente lunga per i casi di questo tipo. La durata media delle procedure diminuirà nuovamente non appena i casi più vecchi saranno stati evasi.</p><p>10. Il Consiglio federale decide di accogliere gruppi di rifugiati (da reinsediare) fondandosi in primo luogo su considerazioni umanitarie. Prima di decidere, consulta i Cantoni e tiene conto delle loro capacità. Il numero dei ricongiungimento familiari dipende dal numero di casi in cui le condizioni legali sono adempiute.</p><p>11. La SEM non entra nel merito delle domande d'asilo presentate esclusivamente per motivi economici o medici (art. 31a cpv. 3 LAsi; RS 142.31).</p>  Risposta del Consiglio federale.