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Quella di oggi nei cieli della Verzasca non è la prima tragedia sfiorata a causa di un drone in Svizzera. Poco meno di un anno fa, nel suo rapporto annuale, il Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (Sisi) riferiva che nel 2016 gli avvicinamenti pericolosi tra aeromobili tradizionali con equipaggio e droni erano notevolmente aumentati rispetto agli anni precedenti. Già nel 2015 il Sisi aveva lanciato l'allarme, avvertendo che uno scontro fra un drone e un velivolo è "solo questione di tempo". Da tempo il Sisi auspica l'attuazione di misure di sicurezza per evitare incidenti. Una di queste dovrebbe consentire di individuare e localizzare i droni dai radar situati a bordo degli aerei e a terra.
In un rapporto pubblicato in dicembre, sempre il Sisi ha reso noto che un velivolo della compagnia Swiss che il 6 maggio 2017 stava atterrando all'aeroporto di Zurigo è stato avvicinato fino a dieci metri di distanza da un drone di un metro di diametro. Per poco è stata evitata una catastrofe. Non è del resto la prima volta che un drone rischia di colpire un aereo di linea della Swiss. Un evento del genere si era verificato nei cieli sopra il London City Airport nel giugno 2016.
A fine settembre, come qualcuno forse ricorderà, un piccolo velivolo radiocomandato era sfrecciato pericolosamente vicino a un elicottero della Rega a Zurigo, sopra al quartiere di Witikon. L’elicottero della guardia aerea svizzera di soccorso procedeva a 200 km/h in direzione dell’Ospedale universitario. Il drone viaggiava invece a 72 km/h su una traiettoria che avrebbe incrociato quella dell’elicottero 27 secondi dopo il passaggio di quest’ultimo. Solo il destino ha voluto che non siano entrati in collisione.
Secondo uno studio pubblicato a fine marzo dall'Università di scienze applicate di Zurigo (Zhaw), in Svizzera vengono venduti 22mila droni all'anno e oltre 100mila velivoli comandati a distanza popolano già il cielo. Negli ultimi anni i droni civili, oltre ad essere utilizzati nel tempo libero, si sono affermati anche come apparecchi di sostegno e aiuto in diversi settori, tra cui agricoltura, edilizia, missioni umanitarie e soccorsi in caso di calamità.
Lo scorso dicembre, l'Ufficio federale dell'aviazione civile (Ufac) ha fatto sapere di non più essere in grado di trattare le richieste di autorizzazione per l'esercizio di droni da parte di privati. Due le ragioni: la penuria di personale e il numero crescente di richieste. Lo scorso anno l'Ufac ha aperto 31 procedimenti contro piloti di droni. Questi hanno ad esempio sorvolato affollamenti di persone e sono stati segnalati dalla polizia.