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Almeno dieci persone sono morte durante una giornata di proteste ieri nella città colombiana di Cali, capoluogo del dipartimento della Valle del Cauca. Lo riferisce oggi Radio Caracol, che ha sede nella capitale Bogotà.
In dichiarazioni all'emittente, l'assessore alla sicurezza cittadina, Carlos Alberto Rojas, ha affermato che "Cali non può essere trasformata in un teatro di guerra" e ha chiesto un'indagine per risalire ai colpevoli di questa tragedia.
Rojas ha precisato che cinque delle vittime sarebbero direttamente legate alle proteste e ai blocchi stradali che hanno costretto le forze dell'ordine a intervenire.
Di fronte al persistere delle violenze e delle morti, ieri il presidente della Repubblica Iván Duque si è recato personalmente a Cali e, dopo una riunione con ministri e amministratori locali, ha annunciato il dispiegamento immediato di 7'000 soldati a sostegno delle forze di polizia.
Ieri, inoltre, la governatrice del dipartimento della Valle del Cauca, Clara Luz Roldán, ha decretato un coprifuoco entrato in vigore alle 19 e conclusosi 5 di oggi.
Da parte sua l'assessore Rojas ha dichiarato che in giornata si terrà una riunione con i giovani che partecipano alle manifestazioni per cercare un accordo che "permetta alla città di uscire da questa angosciante situazione".
Dal 28 aprile, le manifestazioni e le proteste antigovernative si ripetono senza sosta in tutta la Colombia, con un bilancio di una cinquantina di morti e centinaia di feriti.