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Basta code a Lugano!
NO a spese enormi per progetti inefficaci!
La nostra Associazione è stata, assieme alle altre, ai Verdi e al PS, tra i promotori del referendum contro il credito comunale di 102 milioni per il PAL2. La raccolta delle firme si è svolta in piena estate, quindi con condizioni difficili. Nonostante ciò il risultato è stato positivo. Si sarebbe votato il 10 dicembre 2015, se un consigliere comunale leghista, Paolo Sanvido, non avesse interposto ricorso, in quanto ha ritenuto che la questione fosse già stata decisa in via definitiva dal Consiglio di Stato (decisione del 14 ottobre 2014). Per questo motivo Sanvido ritiene che il Consiglio comunale di Lugano non abbia più nulla da dire in merito. In prima istanza il Consiglio di Stato gli ha dato ragione. Contro la decisione del Consiglio di Stato, gli iniziatori del referendum hanno ricorso al tram.
A noi sembra: 1) che la decisione di impedire la votazione sia sostanzialmente antidemocratica e non rispettosa dei principi della buona fede, poiché nessuno prima e durante la raccolta delle firme aveva sollevato la questione; per tutti era pacifico che si sarebbe potuto votare. 2) perché la decisione di stanziare crediti per opere pubbliche spetta a un legislativo e non a un esecutivo. Il Gran Consiglio non l’ha fatto. Se l’avesse fatto la decisione sarebbe stata vincolante per il Comune, ma In mancanza della decisione del Gran Consiglio, il Consiglio comunale di Lugano era libero di decidere o meno, la partecipazione al PAL2. La sua decisione è dunque referendabile.
La sentenza del Tribunale amministrativo non è ancora stata emessa. Aspettiamo il risultato, pronti semmai a ricorrere nuovamente al Tribunale federale.