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Bisogna distinguere tra una ricaduta e un semplice passo falso. Quando si fuma una o più volte, ma in quantità molto piccole (ad es. uno o due tiri), tornando poi ad astenersi completamente, non si tratta tanto di una ricaduta quanto piuttosto di un passo falso.
In seguito, bisogna distinguere anche tra:
- la ricaduta o il passo falso precoce, che avviene quando non sono ancora trascorsi tre mesi di astinenza, e
- la ricaduta tardiva, che è invece posteriore
Le ricadute precoci sono probabilmente dovute alla dipendenza dalla nicotina. Il consumo di nicotina, naturale o sintetica, induce un aumento dei recettori specifici che si trovano nel cervello.
Quando la nicotina si lega a questi recettori, attiva il circuito di ricompensa e il rilascio di dopamina. È soprattutto a causa dell’attivazione dei neuroni della dopamina che la nicotina induce dipendenza.
Le ricadute tardive presentano invece un problema più complesso. Esperimenti su animali hanno mostrato che il condizionamento associato all’assunzione di una droga può, da solo, provocare a livello neuronale i fenomeni che normalmente sono indotti esclusivamente dalla sostanza. Questo può essere il caso, ad esempio, del gesto di fumare, che può provocare la stessa sensazione di piacere indotta dalla nicotina, indipendentemente dal fatto che essa sia presente o meno.
È così che, quando si provano sensazioni e stati d’animo associati alla nicotina e appresi (l’odore, la vista del pacchetto, la pausa caffè e così via), si ritiene che la corteccia cerebrale stimoli spontaneamente il sistema cerebrale di ricompensa dopaminergico. È da qui che sorgono le difficoltà, ad esempio, di fare diversione in momenti di fragilità psicologica.
In altre parole: un passo falso non va preso alla leggera! Se dovesse ripetersi potrebbe comportare un vero pericolo e condurre rapidamente a una ricaduta.
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