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Partecipazione al dialogo in seno alle Nazioni Unite, gestione dei partenariati e sviluppo della cooperazione europea. Il Consiglio federale ha adottato oggi il rapporto sulle attività svolte dalla Svizzera nel 2013 in materia di politica migratoria estera. Fra gli obiettivi per l'anno in corso figura il miglioramento della collaborazione con altri Stati per quanto riguarda il rimpatrio.
I cinque partenariati migratori con Serbia, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Nigeria e Tunisia sono stati al centro delle attività elvetiche, si legge in una nota odierna del governo. In futuro l'esecutivo intende approfondire e adeguare queste convenzioni e punta a migliorare la coordinazione con cinque Stati nei quali oggi si riscontrano le maggiori difficoltà: Marocco, Algeria, Mongolia, Etiopia e Iran.
La Confederazione ha pure partecipato alla messa in campo di misure di salvaguardia dei rifugiati nella regione di provenienza ("Protection in the Region"). Un esempio di tale impegno, rileva il Consiglio federale, è il progetto di riabilitazione di 21 scuole in in Giordania, che andrà a beneficio di 18 000 siriani e giordani tra i 9 e i 17 anni.