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Barricati in casa per 55 interminabili giorni a causa del lockdown, i francesi hanno continuato a leggere e a dedicarsi attività culturali ma le vendite di libri sono crollate da metà marzo a metà maggio. Lo rivelano le cifre dell'istituto GfK pubblicate oggi.
"Sul totale del periodo del lockdown - ha spiegato Camille Oriot, responsabile del mercato del libro per l'istituto - sono state vendute 15,5 milioni di copie di libri, con un calo del 60% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente". In termini di fatturato, il crollo nelle 8 settimane in cui i francesi non sono usciti di casa è stato del 67%.
In questo panorama fosco, "ci sono elementi positivi da sottolineare", aggiunge lo studio. Innanzitutto, nell'impiego del tempo a disposizione, nettamente superiore rispetto al solito, la lettura non è stata superata - come si sarebbe potuto temere - dall'utilizzo di strumenti digitali, al contrario. Otto francesi su 10 hanno letto almeno un libro o un fumetto durante il lockdown e il 34% ha trascorso un tempo più lungo rispetto al normale con un libro fra le mani. Soltanto l'8% ha notato un calo nelle proprie abitudini di lettura.
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