Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01122.jsonl.gz/757

Il Consiglio d'Europa incoraggia la Svizzera a promuovere l'utilizzo della lingua romancia nelle scuole e nell'amministrazione.
Il terzo rapporto sulle lingue minoritarie in Svizzera, presentato mercoledì a Strasburgo, invita inoltre al dialogo con i rappresentanti della lingua Jenisch.
Il comitato dei ministri del Consiglio d'Europa raccomanda in particolare di introdurre nelle scuole il «rumantsch grischun» - la lingua standard «inventata» 25 anni fa quale sintesi delle cinque varietà regionali tuttora parlate nei Grigioni - in modo da «favorire la protezione e la promozione del romancio in quanto lingua viva».
Anche l'amministrazione cantonale e i comuni a maggioranza tedescofona - sottolinea il rapporto - dovrebbero utilizzare questo idioma rivolgendosi ai romanci.
Dialogo con gli Jenisch
Il Consiglio d'Europa invita inoltre a proseguire il dialogo con le persone di lingua Jenisch, discendenti di popolazioni che percorrevano le vie commerciali europee già nel corso del XVIII e XIX secolo, che rappresentano la terza maggiore popolazione nomade europea, dopo i Rom e i Sinti.
In passato in Svizzera i bambini Jenisch sono stati spesso sottratti ai loro genitori e dati in affidamento a causa delle loro origini. L'obiettivo è quello di applicare la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie anche all'idioma Jenisch, riconosciuto nel 2004 come lingua minoritaria dal Consiglio d'Europa.
Misure anche per l'italiano
Nel rapporto del comitato d'esperti del Consiglio d'Europa si parla anche della situazione della minoranza di lingua italiana che vive in Ticino e nei Grigioni. Se gli esperti ritengono che il Canton Ticino rispetti ormai tutte le disposizioni della Carta europea per quel che riguarda la lingua italiana, indicano ancora alcune lacune nei Grigioni.
Pur sottolineando l'importanza dell'adozione di una legge sulle lingue in questo cantone, il rapporto rileva che «l'esistenza del Grigioni italiano è poco nota in Svizzera». Inoltre, fanno notare gli esperti, l'italiano non è sempre usato dalle autorità cantonali nei loro rapporti con gli enti locali. L'italiano è poi raramente utilizzato nei dibattiti del parlamento cantonale.
Valutazioni ricorrenti
Elaborato da un comitato indipendente di esperti, il rapporto sulle lingue minoritarie valuta la realizzazione degli obiettivi fissati nella Carta delle lingue regionali e minoritarie nei paesi che l'hanno ratificata. Tali paesi sono tenuti a presentare ogni tre anni un rapporto sulla realizzazione di questi obiettivi.
La carta è entrata in vigore in Svizzera nel 1998. Il documento, che mira a preservare la diversità linguistica nei vari paesi europei, incoraggia l'uso di idiomi regionali e minoritari nella vita quotidiana.
swissinfo e agenzie
Lingue nei Grigioni
Tedesco: 68,3% (1970: 57,6%)
Romancio: 14,5% (1970: 23,4%)
Italiano: 10,2% (1970: 15,8%)
Altre lingue: 7% (1970: 3,3%).
I dati si riferiscono al censimento federale del 2000 e prendono in considerazione solo quella indicata come «lingua meglio conosciuta»; se si aggiunge la «lingua usata regolarmente», la percentuale di parlanti romancio sale al 21,5% (ca. 40'100 persone).
In Svizzera il 63,7% della popolazione parla tedesco, il 20,4% francese, il 6,5% italiano, lo 0,5% romancio e l'1,6% un'altra lingua.