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BERNA - Le tratte ferroviarie che l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha affidato alla BLS creano una frammentazione delle concessioni, con un conseguente cambio di tutto il sistema svizzero. Le FFS sostengono che le basi legali non sono chiare e perciò si sono rivolte al Tribunale amministrativo federale (TAF).
Le FFS - si legge in un comunicato odierno - non sono di per sé contrarie alla concorrenza, ma riconoscono che il sistema tariffario nazionale e la pianificazione d'orario esistenti lasciano poco margine di manovra.
La decisione dell'UFT è criticata in particolare per «la mancanza di una base giuridica e di un valore aggiunto per i clienti». In passato, continuano le FFS, il mondo politico si era sì espresso a favore di una soluzione "multiferroviaria", ma per il solo traffico regionale e non per quello a lunga percorrenza.
L'assegnazione di linee del traffico a lunga percorrenza a diversi gestori deve quindi arrivare prima di tutto da una decisione del legislatore. Le FFS hanno pertanto inoltrato ricorso al TAF.
Lo scorso mese l'UFT ha confermato la concessione alla BLS per le due linee interregionali Berna-Bienne e Berna-Burgdorf-Olten a partire da fine 2019.
Il ricorso non giunge a sorpresa, poiché fin da subito la decisione ha scontentato un po' tutti. La BLS ha reso noto di non voler rinunciare alla richiesta di concessione per cinque linee di traffico a lunga percorrenza (la Basilea-Berna-Interlaken, la Basilea-Berna-Briga e la Berna-Le Locle oltre alle due ottenute).
Anche le FFS hanno immediatamente criticato apertamente le intenzioni dell'UFT, sollevando lo spauracchio di un aumento dei prezzi e di una riduzione della qualità dell'offerta ferroviaria.