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Il governo chiede spiegazioni sui conti 2000 di SAirGroup
In occasione dell'assemblea generale degli azionisti, mercoledì prossimo, il Consiglio federale è intenzionato a non concedere lo scarico al consiglio d'amministrazione uscente del gruppo, contro il quale potrebbe addirittura intentare causa. Una posizione analoga l'hanno assunta anche i cantoni di Zurigo, Vaud e Ginevra.
Il Consiglio federale vuole ottenere spiegazioni sulle perdite di SAirGroup, di cui la Confederazione detiene il 3 percento del capitale azionario. Se non otterrà soddisfazione, chiederà un controllo speciale, ha annunciato il direttore dell'Amministrazione federale delle finanze, Peter Siegenthaler.
L'intenzione del governo è quella di non concedere lo scarico, per non avere le mani legate in caso di procedimento giudiziario. Tuttavia, se i membri del consiglio di amministrazione venissero sottoposti mercoledì a un voto individuale, il governo sarebbe pronto ad accordare lo scarico al nuovo presidente del gruppo, Mario Corti.
Pur non richiedendo espressamente questa procedura, il governo intende in tal modo confermare la sua fiducia nel nuovo presidente, ha detto Siegenthaler. D'altro canto, il Consiglio federale proporrà di non rieleggere Bénédict Hensch, Andres Leuenberger e Lukas Mühlemann oltre la prossima assemblea straordinaria, prevista per questo autunno, sebbene questi amministratori avessero già annunciato di volersi dimettere soltanto nel 2002.
Sarebbe contraddittorio rifiutar loro lo scarico, e contemporaneamente prolungare il loro mandato di un anno, ha spiegato Siegenthaler. Ma rifiutare ora la loro rielezione metterebbe in difficoltà il gruppo, poiché Mario Corti rimarrebbe da solo al timone.
La Confederazione intende pure fare di tutto per mantenere i suoi diritti di azionario, visto che il 3,1 percento che detiene, fanno parte della fortuna della popolazione, ha detto Siegenthaler. Il valore attuale di tali azioni ammonta a 45-50 milioni di franchi, mentre due anni or sono, prima della caduta del titolo, valevano quattro volte di più.
Per di più, secondo Siegenthaler, "è nell'interesse di tutti di avere una compagnia d'aviazione reputata efficace, indipendente e finanziariamente sana, specialmente in vista dell'importanza che riveste sia sul piano economico sia in materia di politica dei trasporti".
Per questo, il Consiglio federale ha sottoposto un lungo catalogo di domande al consiglio di amministrazione, sia in merito alla strategia che al controllo dell'azienda, specialmente per quanto riguarda i suoi affari all'estero. E si aspetta anche spiegazioni su questioni contabili, sui rischi finanziari e su eventuali indennità di partenza.
Una volta deciso in merito alla questione del controllo speciale, il governo esaminerà pure l'eventualità di un'azione giuridica contro il consiglio di amministrazione, la direzione e i revisori. Una decisione in merito verrà però presa soltanto dopo l'assemblea degli azionisti.
Oltre alla Confederazione, anche parecchi altri azionisti pubblici hanno annunciato la loro intenzione di rifiutare lo scarico al consiglio di amministrazione di SAirGroup. Tra queste anche il canton Zurigo, che pure detiene il 3 percento delle azioni, e i cantoni di Vaud e Ginevra, che possiedono meno dell'uno percento. In totale, circa il 12 percento del capitale del gruppo è controllato da cantoni, città o altre istituzioni pubbliche come la Suva o il Fondo di compensazione dell'AVS.
swissinfo e agenzie
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