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Quasi 600 tra ristoratori e negozianti si sono dati appuntamento a Plainpalais giovedì pomeriggio a Ginevra per manifestare contro le restrizioni imposte dalle autorità cantonali nei loro confronti. Il raduno era finalizzato a chiedere l'immediata riapertura di tutte le attività. "Il Consiglio di Stato ha perso di vista la realtà: i tram sono affollati mentre i negozi sono chiusi", ha dichiarato Yves Menoud, segretario della Nuova Organizzazione degli imprenditori (NODE).
Molti manifestanti hanno mostrato cartelli su cui si potevano leggere frasi come "Non voglio morire nel mio negozio", "Lo Stato ci sacrifica", o "Chiudere ogni tre mesi non è la soluzione". Da un podio c'è chi ha anche affermato che "non esiste alcuna emergenza sanitaria". E se questa protesta era stata autorizzata dalle autorità e quasi tutti i presenti hanno rispettato le norme sanitarie, non è da escludere che in futuro possano esserci gesti di disobbedienza: "Se ci costringete a farlo, sceglieremo la disobbedienza piuttosto che la morte", ha scritto in una lettera indirizzata al Consiglio di Stato la Società dei commercianti e degli esercenti di Ginevra.