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ZURIGO - Non mi sento un banchiere decaduto: lo afferma Pierin Vincenz, ex Ceo di Raiffeisen ed ex presidente del consiglio di amministrazione (Cda) di Helvetia, fino a pochi giorni fa al centro di un procedimento dell'autorità di vigilanza dei mercati finanziari (Finma).
Il fatto di aver abbandonato il Cda di Helvetia - cosa che ha portato all'archiviazione del dossier Finma - «non è da considerare un'ammissione di colpa», afferma Vincenz in un'intervista pubblicata oggi dal SonntagsBlick, «Ho sempre agito nell'interesse di Raiffeisen».
Il non volere più in futuro essere attivo in comparti sotto il controllo della Finma «è dovuto al fatto che quale uomo con spirito aziendale mi sento troppo limitato». «Con le mie dimissioni volevo mettere fine all'incertezza per Helvetia», aggiunge il 61enne.
Vincenz non si sente di escludere che quando era presso Raiffeisen abbia forse una volta agito in una zona limite, cosa che con gli occhi di oggi, con l'attuale concezione del governo d'impresa, potrebbe portare a un giudizio diverso da allora. «Non lo posso escludere. Ma ho la coscienza a posto e continuo a ritenere valide le mie decisioni», afferma.
Numero uno della banca Raiffeisen dal 1999 al 2015, Vincenz è stato al centro di un'indagine aperta in ottobre dalla Finma per questioni di conflitti d'interesse in relazione a partecipazioni significative. Ha fatto anche parecchio discutere il ruolo della moglie nello stesso istituto.