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Cenni storici
Già verso l'anno mille avanti Cristo troviamo in quel di Brissago il primo intervento dell'uomo nell'opera di terrazzamento del territorio. Tra le popolazioni che in tempi remoti abitavano questa regione possiamo annoverare i Liguri ed i Celti, che avevano insediamenti umani di una certa importanza. Con i Romani, ci fu un cambiamento di civiltà e l'introduzione di culture (vite, castagno, noci, ...) che in seguito determinarono profondamente l'economia del paese.
Nel primo medioevo, sul modello di quanto avveniva nella vicina Padania, si crearono forme di governo su modello di quelle dei Comuni italiani.
Con l'età feudale ed il Comune rustico, Brissago si diede le sue prime strutture giuridiche (statuti rustici) e religiose (separazione dalla Pieve di Cannobio). La proprietà e lo sfruttamento della terra (vicinia) erano collettivi, rispettivamente la designazione dei responsabili politici (il podestà, i consoli, la credenza) avveniva per nomina dal basso. Pur essendoci dei forti legami con la Pieve ambrosiana di Cannobio, l'autonomia giuridica ed istituzionale era garantita dagli statuti.
Il nascere di una prima borghesia locale diede un forte impulso al commercio, alle manifatture, all'arte ed alla cultura. Questo rapido sviluppo delle attività economiche del borgo non mancò di nuovi sbocchi in direzione dei mercati di Milano.
Nel Cinquecento, con il crollo degli Sforza e quale strascico delle guerre d'Italia si crearono a Brissago due frazioni rivali: il partito milanese e quello svizzero.
Con il vuoto di potere lasciato dal ducato di Milano in piena decadenza, si aprì per Brissago la possibilità di darsi degli ordinamenti repubblicani (1515-1521). Purtroppo, le dure lotte intestine, fomentate ad arte da chi voleva soggiogare la Comunità brissaghese, portarono a gravi distruzioni e a numerosi lutti.
Per porre fine a tale situazione di grave disagio, il giorno dedicato a San Giorgio dell'anno 1521, i Brissaghesi giurarono fedeltà agli Svizzeri, che a loro volta riconobbero il valore giuridico degli statuti del borgo.
Nel seicento Brissago, ridotto ai minimi termini, risultava essere terra separata al baliaggio di Locarno. Evidentemente, per ragioni politiche ed economiche, la contrapposizione con il Comune di Locarno cominciò a farsi sentire. Spesso anche l'amministrazione degli Svizzeri non fu delle più felici, creando litigi e scontri con il polo regionale. In tale ambito, si costituirono alcune famiglie di notarili il cui impegno amministrativo tenne vive le tradizioni libertarie della comunità brissaghese.
Con il Settecento presero nuovo sviluppo i commerci e a fine secolo le idee della Rivoluzione francese non mancarono di infiammare gli animi dei nostri cittadini. Tuttavia, in pubblica assemblea, i Brissaghesi decisero democraticamente di rimanere con gli Svizzeri.
L'Ottocento, con il capitalismo industriale ed i primi sviluppi dell'industria turistica, aprì nuovi orizzonti. Dopo la nascita ed i rivolgimenti della Repubblica Helvetica, infatti anche il Ticino (1803) prese il suo assetto moderno di Cantone.
Con la nascita dello stato confederale, poco a poco, i partiti politici cominciarono ad affermarsi.
E' pure l'epoca delle grandi emigrazioni verso nuovi continenti, causate dalla difficile situazione economica. Dal punto di vista della politica estera, le guerre del Risorgimento italiano suscitano non solo grandi simpatie (Carbonari e Mazziniani), ma anche un sostegno diretto dei Brissaghesi ai Garibaldini.
A fine secolo venne inoltre fondata la Fabbrica Tabacchi, industria trainante del borgo, segno tangibile della nascente era industriale.
Il Novecento vede l'affermarsi dell'industria alberghiera con la costruzione del Grand Hotel (1907), dell'Albergo Brenscino (1913) ecc., a significare la notevole attrattività turistica dei luoghi.
Su questa spinta positiva, si è poi sviluppata una vita culturale che in persone come il ma Ruggero Leoncavallo (cittadino onorario nel 1904) ha trovato uno dei suoi vertici.
Dalle Isole alle Alpi: la regione di Brissago si presenta
La regione comprendente il Comune di Brissago presenta, dal profilo ambientale, attrattive uniche nel loro genere, che oseremmo definire quasi opposte tra loro.
Infatti, per gli amanti del lago c'è quanto basta per soddisfare anche le esigenze più particolari. Fermo restando, il magnifico parco botanico sito presso le Isole di Brissago, esistono infatti infrastrutture balneari, scuole di vela e di surfing, ampie possibilità di passeggiate sul lago con mezzi pubblici e privati.
Per chi, al contrario, ama il contatto con la natura e si trova a suo agio in zone tipicamente alpine, c'è la possibilità di lunghe passeggiate a piedi, favorite da una serie di sentieri che percorrono il comprensorio comunale ed inespicandosi sino al mte Ghiridone che domina il lago, con i suoi 2190 metri o sino alla Capanna al Legn. Non da ultimo c'è pure un interesse artistico-culturale costituito da diversi monumenti storici ed opere architettoniche che, per la loro specificità, sono noti in tutta la Svizzera.
Come non ricordare infatti le chiese rinascimentali dei SS. Pietro e Paolo e della Madonna di Ponte.
Altri artisti ed architetti contemporanei hanno pure lasciato nella nostra regione la loro impronta: l'arch. Livio Vacchini nel restauro della Casa Baccalà e l'arch. Luigi Snozzi, che ha dato un nuovo splendore alla Casa Bianchini, proprietà della parrocchia.
Le Isole di Brissago: un tuffo nella natura con un pizzico d'amore per la botanica
Le Isole di Brissago costituiscono certamente un'attrattiva unica nel loro genere nel bacino dell'alto Verbano. Il parco botanico è costituito da diverse piante esotiche di origine subtropicale, coltivate all'aperto.
La visita guidata, con la presenza di specialisti del ramo, permette di gustare a fondo le ricchezze che la natura ha saputo concentrare in questo lembo di terra. Per i più romantici aleggia ancora lo spirito della Baronessa Saint-Lèger, personalità emergente delle grandi figure nobiliari, che nelle isole avevano eletto il loro domicilio.
Oggi, nello stabile di recente restauro, non solo ha sede un ridente esercizio pubblico, ma esiste pure la possibilità di organizzare congressi, conferenze ed assemblee.
Spiaggia, lago, vela, surfing, viaggi in battello
Durante l'estate una delle maggiori attrattive è evidentemente il lago e le attività che con esso si ricollegano. Nella regione troviamo infrastrutture balneari di spicco, tra cui il lido comunale di Brissago, nei pressi della Chiesa Madonna di Ponte. Evidentemente, una scuola di vela (Yacht Club) ed una scuola di surfing (Marenca Surf) offrono la possibilità ai patiti della nautica di trovare ampio spazio per il loro sport preferito. Chi ama i viaggi panoramici in battello non ha che l'imbarazzo della scelta e può facilmente uscire dal bacino svizzero per raggiungere le Isole Borromee.
Sul fronte della cultura: scoperte e testimonianze
Anche dal profilo culturale, l'interesse del visitatore è sicuramente stimolato. Tra gli edifici religiosi, testimonianza della profonda fede dei ticinesi, troviamo la Chiesa parrocchiale dei SS Pietro e Paolo e la Chiesa della Madonna di Ponte, opere degli architetti Pietro e Giovanni Beretta. Si tratta, come già accennato, di monumenti in stile rinascimentale, realizzati con la dura pietra del luogo. Va inoltre notato il Sacro Monte con le sue cappelle della via Crucis e la rispettiva Chiesa dell'Addolorata, opere pregevoli del Settecento. Tra le costruzioni profane di pregio, il visitatore attento può ammirare la Casa Branca-Baccalà, casa patrizia che si eleva nel nucleo storico di Brissago, illustrando l'opulenza di questo borgo nel XVII.o secolo.
Per concludere questo piccolo elenco di opere d'interesse, ci preme segnalare una particolarità di quella che potremmo oggi chiamare archeologia industriale, ante litteram, si tratta di un acquedotto ottocentesco, "i Canalitt", appena ripristinato, che si snoda nella viva roccia presso i mti di Brissago, in località Cortaccio.
Amare la montagna, percorrendone i sentieri nascosti
Da tempo viene fatto un grosso sforzo per migliorare i sentieri che collegano le varie località e soprattutto rendere più agevoli quelli che conducono dalla zona monti alle vette, che si specchiano nel lago. Una rete completa di sentieri (chiaramente indicati in una cartina geografica, ideata specificatamente per i turisti) si snoda tra boschi ridenti, toccando località immerse nel verde.
Nella zona alta, si raggiunge la Corona dei Pinci, il Pizzo Leone ed il Ghiridone, con una magnifica vista sul lago e sulle località rivierasche.
Tra le realizzazioni di questi ultimi anni segnaliamo la Capanna Alpina, in località al Legn, che permette agli escursionisti ed agli amanti della montagna di organizzare gite e soggiorni indimenticabili in un quadro alpino irripetibile. Gli alpeggi di una volta (Naccio, Alpe Casone, Mergugno, Arolgia, Cortaccio, ecc.) rimangono quali vestigia di un passato contadino ormai presente solo nella memoria degli anziani. Anche qui, miracolo della natura, si erge il Bosco Sacro che, con la fioritura del citisio, tinge di giallo un ampia zona boschiva sopra Mergugno.