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Il comitato contrario all’iniziativa in votazione il 28 novembre ritiene la designazione per sorteggio dei giudici del Tf ‘inconcepile e inadatta’
L’elezione dei giudici federali da parte del parlamento conferisce legittimità democratica, indipendenza e diversità del più alto organo giudiziario svizzero. Per questo, la designazione mediante sorteggio, come chiede un’iniziativa popolare in votazione il 28 novembre, è inconcepibile e inadatta: il Tribunale federale non è un casinò.
Parola di un ampio comitato partitico composto di Plr, Verdi, Udc, Ps, Verdi-Liberali e Il Centro, secondo cui i vantaggi del sistema attuale non devono essere messi a rischio alla leggera.
Attualmente, l’Assemblea federale elegge i giudici della massima istanza giudiziaria elvetica per un mandato rinnovabile di sei anni. Per essere eleggibili, i candidati devono essere affiliati a un partito. I candidati sono proposti al parlamento dalla Commissione giudiziaria. Il mandato può essere rinnovato fino all’età di 68 anni.
L’iniziativa popolare vuole che i giudici federali siano nominati per sorteggio al fine di garantirne l’indipendenza dal potere politico. Il testo è stato respinto nettamente dall’Assemblea federale. “Era da tempo che un’iniziativa non veniva respinta così all’unanimità”, ha sostenuto davanti ai media il “senatore” Andrea Caroni (Plr/AR).
L’iniziativa permetterebbe ai giudici di rimanere in carica fino a cinque anni dopo la normale età pensionabile, ossia fino a 70 anni. Ma per Barbara Steinemann (Udc/ZH), “i mandati troppo lunghi sono rischiosi perché i giudici sbagliati dovrebbero essere rimossi dal parlamento, che dovrebbe esercitare il suo diritto di allontanare chi non giudica più idoneo”.
Il testo prevede anche una commissione di esperti nominata dal governo incaricata di scegliere le persone più idonee. “L’iniziativa dà l’impressione che il Consiglio federale sia un organo neutrale e apolitico, ma non lo è”, ha spiegato Laurence Fehlmann Rielle (Ps/GE). Anche una commissione specializzata potrebbe essere soggetta a influenze.
Questa iniziativa è la risposta sbagliata a una domanda legittima, ha aggiunto Nicolas Walder (Verdi/GE). Altro difetto: il fatto verrebbe eseguito da un gruppo di giuristi: “I gruppi socio-professionali hanno orientamenti politici e sensibilità che non sono rappresentativi della popolazione”, stando a Walder.
Il sistema attuale ha dimostrato il suo valore, dando ai giudici una legittimità democratica, ha rincarato Caroni. I giudici oggi sono “eletti dai cittadini stessi, attraverso i loro rappresentanti direttamente eletti in Parlamento. Una lotteria non può sostituire la democrazia”.
“Non ci sono prove che i giudici cedano alle pressioni dei partiti”, ha sostenuto dal canto suo Beat Flach (Verdi liberali/AG), secondo cui ognuno è depositario di valori propri su questioni sociali, morali, etiche e quindi anche politiche. La realtà finora ha dimostrato l’indipendenza dei magistrati: i partiti, ha sottolineato, hanno talvolta espresso la loro insoddisfazione per le sentenze dei “loro” giudici e, nonostante ciò, nessuno è stato destituito per questo.
L’affiliazione a un partito non è sufficiente, ha spiegato Heidi Z’graggen (Centro/UR). “I partiti politici preferiscono i giuristi con esperienza, pubblicazioni rilevanti o che si sono fatti un nome nella loro professione. Nel suo intervento, Andrea Caroni ha messo in rilievo a suo dire un’“incongruenza” nel testo d’iniziativa, poiché introduce esplicitamente il sorteggio del solo Tribunale federale, e non di quelli cantonali e federali di prima istanza.
Nel decidere i giudici, il Parlamento tiene conto della forza elettorale dei partiti che sono equamente rappresentati nel Tribunale federale. Vengono presi in considerazione anche altri criteri, come il sesso, l’età o la regione d’origine.
Secondo Laurence Fehlmann Rielle, la soluzione del sorteggio non aggiunge alcun valore. “Una lotteria non deve sostituire il sistema democratico. Il Tribunale federale non è un casinò. Una lotteria non garantirebbe che i migliori candidati ottengano il posto. Indebolirebbe soltanto il sistema”, ha puntualizzato.
L’iniziativa popolare “Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio (Iniziativa sulla giustizia)” chiede che in futuro i giudici del Tribunale federale siano designati mediante sorteggio e che il mandato cessi cinque anni dopo l’età ordinaria di pensionamento. Solo in caso di gravi violazioni o malattia spetterebbe all’Assemblea federale intervenire.
I partecipanti al sorteggio verrebbero decisi da una commissione peritale, ancora da fondare. I candidati non verrebbero quindi più scelti dalla Commissione di giustizia del parlamento. Questa nuova commissione dovrebbe essere indipendente da autorità e partiti.
Per i fautori, i partiti politici nel sistema attuale ignorano la separazione dei poteri. Decidono chi prende posto nel più alto grado di giustizia e i giudici sono membri di partito, con dei veri e propri mandati. In questo modo i meglio qualificati, senza partito, non hanno possibilità di diventare giudici del Tribunale federale. La vera competenza in materia sarebbe secondaria.