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Nel centenario della nascita di Orson Welles il Festival di Venezia compie un risarcimento di quelli significativi, sia nei confronti di se stesso che nei confronti del grande regista di Quarto potere.
È storia di 64 anni fa: nel 1951 l'Otello wellesiano è uno degli eventi più attesi della 12esima edizione della Mostra. Ufficialmente la copia originale resta bloccata alla frontiera (ma il tempo ha tramandato anche voci che parlano di un film non pronto). Nel rifiutare l'ipotesi di far vedere quella in italiano, già a disposizione degli organizzatori, il regista è irremovibile. Fatto sta che - come era già avvenuto nel 1948 per Macbeth - la proiezione salta.
Martedì primo settembre, nel prefestival della 72esima edizione, il cerchio finalmente si chiude e viene mostrata la pellicola restaurata dalla Cineteca nazionale di Roma. Non è però la versione originale tanto agognata nel '51, bensì quella doppiata in italiano "senza l'acca" (in inglese il titolo è Othello), oggi prezioso reperto comprensivo di alcune sequenze uniche.
mz