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Il 6 settembre, Alliance Sud ha mandato una lettera aperta ai tre candidati PLR al Consiglio federale. Voleva sapere cosa pensano della cooperazione allo sviluppo della Svizzera, della coerenza della politica di sviluppo e dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Sono questioni che dovrebbero occupare non solo i vertici del ministero degli Affari esteri, ma qualsiasi futuro membro del Consiglio federale.
Isabelle Moret e Ignazio Cassis non ci hanno risposto. Era per mancanza di tempo o d’interesse per le questioni di politica di sviluppo …? Ignazio Cassis si è scusato: “Per le domande dei media e delle associazioni purtroppo non ho più tempo”. Accettiamo le scuse stringendo i denti.
Pierre Maudet è stato completamente diverso: ha fornito prova di sufficiente organizzazione e interesse per inviarci una posizione dettagliata e seria. Ciò merita riconoscenza! La cosa più rilevante è che Maudet riconosce che la cooperazione allo sviluppo è un investimento nel futuro della Svizzera. La cooperazione internazionale non è solo una linea budgetaria. Ogni centesimo risparmiato qui prima o poi dovrà essere speso, fosse solo che per lottare contro l’immigrazione clandestina.
Maudet quindi non vuole diminuire le spese per la cooperazione allo sviluppo al di sotto dello 0.5% del reddito nazionale lordo. I suoi colleghi di partito della commissione delle finanze del Consiglio nazionale hanno un’altra opinione: con i rappresentanti dell’UDC hanno sostenuto recentemente una mozione che va contro lo 0.5% stanziato finora e che spianerà la strada a tagli drastici nella cooperazione internazionale.
Però Maudet trova “poco chiara” la domanda sulla coerenza della politica di sviluppo – come deve cambiare la politica svizzera per evitare di nuocere ai paesi in via di sviluppo? Manca ancora la coscienza che la politica finanziaria svizzera sostiene i flussi di denaro sporco in provenienza dai paesi in via di sviluppo o che accordi commerciali iniqui impediscano lo sviluppo. Ci rallegriamo di discutere con lui di queste questioni.