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“Gli Amanti” è un quadro dipinto da René Magritte nel 1928. Il dipinto mostra una coppia abbracciata che si bacia. Tuttavia, le loro teste sono completamente coperte da veli bianchi non traslucidi che si avvolgono e delicatamente si adagiano ai loro volti. Il viso celato dell’uomo si trova nel centro dell’immagine ed assume una posizione dominante. Questa impressione è rafforzata dal fatto che le loro teste sono inclinate lateralmente: quella della donna si allontana dall’osservatore, mentre la testa dell’uomo si avvicina in modo prominente al primo piano. Inoltre, il corpo dell’uomo preme contro quello della donna, costringendola ad inarcare le spalle all’indietro, il che suggerisce che è stato lui ad iniziare il bacio. Comunque, non si ha l’impressione che lui stia agendo contro la volontà della donna. Infatti, la posizione dei loro corpi evoca la tipica rappresentazione del bacio romantico raffigurato nel cinema americano della prima metà del ventesimo secolo: una cultura cinematografica nella quale l’uomo impone la propria virilità alla donna, mentre lei si arrende volentieri perché il valore della stessa è definito esclusivamente dal fatto che un uomo la desideri.
Il velo dell’uomo si avvolge contro la parte posteriore della sua testa in modo tale che la forma della testa maschile rimanga preservata; il velo che avvolge il capo della donna, invece, cade liberamente verso la sua schiena, rammentando chiaramente le onde dei capelli femminili. Quindi, la funzione dei veli non è di nascondere le teste degli amanti, oppure i loro visi: il vero obiettivo dei veli è di accrescere la loro importanza nella composizione visuale, allo stesso modo in cui un paio di guanti non hanno lo scopo di nascondere le mani femminili ma quello di aumentare la loro bellezza, trasformandoli in protagonisti della notte. In aggiunta, grazie all’esperta maestria del chiaroscuro, è facile indovinare le espressioni facciali coperte dai veli. Ad esempio, si immaginano vividamente gli occhi chiusi degli amanti arresi alla loro passione.
Per quanto riguarda l’arrogante tentativo di indovinare le intenzioni del pittore, è difficile affermare se i veli bianchi siano soltanto un tentativo del pittore di costringere l’osservatore a concentrarsi sulla passione espressa dal linguaggio corporale degli amanti, o se lui avesse avuto intenzione di suggerire una realtà che non è ciò che appare a prima vista. La passione che si vede non può essere negata, ma la passione può facilmene mascherare un ampio spettro di sentimenti interiori e moventi. Gli amanti che si salutano prima di un evento che li separerà a lungo, non si baciano con la stessa passione della prima volta, cercando di convincere l’uno all’altro che tutto andrà bene, mentre nei loro cuori, sanno che il proprio amore non avrà futuro? Oppure è proprio questo intimissimo bacio tra labbra celate la rapresentazione più inquietante del bacio dato senza amore: il bacio freddo e bugiardo tra due amanti che hanno perso la capacità di guardarsi negli occhi, di due amanti che rimangono insieme per abitudine perché la pantomima è meno sgradevole che affrontare la realtà? Stiamo parlando della realtà di una coppia che finge di non percepire la crescente distanza tra di loro, la freddezza della loro relazione. È forse in questo che consiste la funzione del velo, vale a dire nell’impedire che la freddezza delle loro labbra diventi evidente quando si toccano?
Ma perché parliamo di freddezza con insistenza? A causa dei colori. Ad eccezione della piccola quantità di colore rosso utilizzata per dipingere la blusa della donna, l’immagine è dominata da colori scuri e freddi. Inoltre, lo stesso colore della blusa è stato usato per dipingere il muro dietro la schiena dell’uomo: ritengo che, mentre il colore rosso dell’abito femminile possa rappresentare l’ultimo momento di vera passione ancora esistente tra queste due persone (lui indossa un abito e una cravatta di color nero poco vistosi), al contrario il muro rosso non abbia altro scopo se non quello di creare una simmetria in cui inquadrare la figura maschile, aggiungendo alla prominenza visiva di cui abbiamo parlato prima. Il piano posteriore del dipinto, che nonostante la sua posizione dietro i protagonisti non può sfuggire all’attenzione dell’osservatore grazie al contrasto che lo distingue dalle bianche teste velate, è dominato da tonalità blu non sature. A differenza del muro rosso che deve essere interpretato come tale senza paura di sbagliare (si noti la cornice che lo separa dal soffitto bianco), la superficie blu assomiglia più ad un cielo lontano appesantito di nuvole scure e minacciose. È come se una violentissima tempesta stesse per scatenarsi sul futuro degli amanti.