Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01193.jsonl.gz/744

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Centinaia di uomini del Genio civile e militare stanno lavorando per rimettere in funzione il Canale Munak, che fornisce il 60% dell'acqua di New Delhi, ed il cui danneggiamento nei giorni scorsi ha causato gravi problemi per milioni di abitanti della capitale.
Sale intanto il bilancio della rivolta della comunità Jat in Haryana, che ha provocato 19 morti in oltre una settimana di disordini in numerose località per rivendicare privilegi castali di tipo occupazionale e educativo.
Grazie a temperature ancora miti l'emergenza idrica nella capitale, che confina con lo stato di Haryana, non ha generato proteste nella popolazione, anche perché, secondo quanto hanno promesso le autorità della capitale, da domani il flusso dovrebbe tornare lentamente alla normalità.
Il ministro delle Risorse idriche della capitale, Kapil Mishra, che ieri ha disposto la chiusura delle scuole e varato un piano di razionamento dell'acqua, ha scritto al governo centrale per ottenere l'invio di squadre del Genio militare affinché le riparazioni necessarie siano fatte al più presto.
Le ultime tre vittime della rivolta, riferisce l'agenzia di stampa Pti, sono tre manifestanti, che lanciavano pietre contro le forze dell'ordine, colpiti a morte da proiettili. Altri nove sono rimasti feriti. L'esercito e le forze paramilitari hanno cercato, senza successo, di rimuovere barricate lungo la statale Ambala-Delhi che collega la capitale con l'India settentrionale, compresi il Punjab e il Jammu & Kashmir.
SDA-ATS