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Ancora nessun accordo tra UBS e Stati Uniti
Nel contenzioso fiscale tra l'UBS e le autorità statunitensi non è per il momento stato trovato alcun compromesso. Mercoledì, il giudice americano Alan Gold ha constatato l'assenza di sufficienti elementi per posticipare il processo civile previsto per lunedì prossimo a Miami.
Le trattative tra il governo svizzero e quello americano proseguiranno, ha indicato Stuart Gibson, avvocato del ministro di giustizia degli Stati Uniti, durante una conferenza telefonica convocata dal giudice Gold.
Stando a Gene Stearns, legale di UBS, le parti sarebbero vicine ad un compromesso. Per questo motivo, ha proposto al giudice di organizzare una nuova conferenza telefonica venerdì 31 luglio. La richiesta è stata accettata da Alan Gold, il quale ha però mantenuto la data prevista per l'apertura del processo contro UBS (3 agosto).
Sempre mercoledì, la vertenza si è ulteriormente intricata dopo la rivelazione di un cliente americano di UBS, che davanti a un tribunale della Florida ha parlato di pratiche illecite (corruzione) in seno all'amministrazione svizzera.
L'uomo ha confessato una frode fiscale di 8 milioni di dollari e ha accusato un funzionario elvetico di averlo aiutato dietro compenso.
Alla televisione svizzero tedesca, il presidente della Confederazione e ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz ha affermato di non credere che le accuse abbiano un fondamento. «Le affermazioni sono così gravi, che abbiamo chiesto immediatamente l'intervento degli organi giudiziari presentando denuncia contro ignoti».
swissinfo.ch e agenzie
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