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Due anni dopo il "no" popolare alla nuova legge sulla caccia, il Consiglio degli Stati torna alla carica per ammorbidire la protezione del lupo in Svizzera: il predatore deve poter essere abbattuto anche preventivamente se costituisce un pericolo, per esempio se si avvicina all'uomo o all'abitato, stando a una proposta di revisione accolta giovedì dalla Camera dei cantoni con 31 voti contro 6 e 4 astensioni. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi.
Gli interventi di regolazione devono essere possibili dal 1° settembre al 31 gennaio, ma anche in giugno, luglio e agosto con il consenso delle autorità federali se il branco è responsabile di predazioni in particolare di bovini ed equini.
I "senatori" - con i rappresentanti dei cantoni alpini a suonare la carica - hanno adottato quindi il modello già in vigore per lo stambecco, altro animale protetto per il quale i tiri preventivi sono tuttavia possibili. Si sono spinti al di là di un compromesso raggiunto in una tavola rotonda fra le parti coinvolte.
Attualmente nella Confederazione si contano circa 180 esemplari in 17 branchi, numeri in continuo aumento. Bisogna agire rapidamente per limitare la proliferazione, ha detto a nome della Commissione Othmar Reichmuth (Centro/SZ). Per Fabio Regazzi, consigliere nazionale e presidente dei cacciatori ticinesi, l'intervento è comunque insufficiente e tardivo. Bisognerà inoltre vedere, ammesso che anche la Camera bassa si pronunci allo stesso modo, quali paletti verranno posti a livello di ordinanza. Una sua mozione che chiedeva maggiori aiuti federali per compensare i danni causati dal lupo, dall'orso e dal castoro e una di Marco Chiesa che mirava a ridurre drasticamente la protezione del lupo.
- GrigioniSera del 28.09.2022 - Branco Moesola, due lupi da abbattere - Il servizio di Patrick Colombo