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Il senato della Repubblica democratica del Congo ha bocciato il progetto di legge elettorale che, legando la tenuta delle elezioni presidenziali al prossimo censimento, di fatto avrebbe consentito a Joseph Kabila di prolungare la durata del suo mandato, che scade nel 2016.
La decisione dei senatori - adottata all'unanimità - giunge dopo violente proteste dell'opposizione contro Kabila, che nel volgere di pochi giorni hanno causato molti morti: 42 secondo le organizzazioni di difesa dei Diritti dell'Uomo; 11 secondo il governo, che ha etichettato le vittime come "saccheggiatori", uccisi della polizia intervenuta a difesa della proprietà privata.
Il controverso progetto di legge era stato approvato, in prima lettura dalla Camera bassa lo scorso 17 gennaio, scatenando l'immediata protesta delle opposizioni e degli attivisti dei Diritti umani, scesi in strada a manifestare in molte delle più importanti città del Paese.
A dare il senso dell'importanza della decisione è stato il presidente del senato, Léon Kengo wa Dondo, che, parlando in lingala (uno dei quattro principali idiomi del Congo), si è rivolto in diretta televisiva ai suoi concittadini.
Il censimento e il conseguente aggiornamento delle liste elettorali, senza il rispetto dei tempi previsti dalla Costituzione, avrebbe avuto riflessi (cioè ritardi) non solo per le presidenziali del prossimo anno, ma anche per le legislative, le provinciali, le comunali e quelle per le assemblee locali.
SDA-ATS