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Scienza: la cura per l’obesità in una pillola
Un nuovo farmaco che si espande nello stomaco può aiutare i pazienti che soffrono di grave sovrappeso.
Il rischio di morire di una malattia legata al cuore, per le persone obese, è assai maggiore di quello corso da coloro che non soffrono di un grave sovrappeso. I ricercatori dell’azienda biotecnologica Gelesis, a questo proposito, hanno creato una nuova pillola dimagrante, il cui effetto è di aumentare il senso di sazietà di chi la assume assorbendo più acqua, ed occupando così un maggiore spazio nello stomaco.
Durante il test clinico, 223 individui hanno ingoiato la pillola, composta da cellulosa e acido citrico, 20 minuti prima di pranzo e 20 prima di cena. L’alimentazione di tutti i partecipanti era moderata.
Secondo i risultati, alla fine del test il 59% dei partecipanti era riuscito a perdere 10 chili (circa 2 taglie).
Gli autori dello studio notano anche che, in generale, la pillola non ha provocato effetti collaterali significativi, anche se alcuni pazienti hanno manifestato qualche moderato problema gastrointestinale, come un leggero gonfiore di stomaco e lievi dolori addominali.
Tanti la considereranno una pillola «magica», ma in realtà la sua azione è molto semplice. Proprio come i cibi che assorbono tanta acqua, come l’avena e le verdure, questo farmaco permette a chi lo assume di raggiungere un senso di sazietà maggiore prima del normale. Ovviamente, deve essere accostata ad una dieta controllata e uno stile di vita salubre.
«Le persone dovrebbero conoscere il loro indice di massa corporea, e non credere che essere “un po' sovrappeso” vada bene», ha dichiarato Nick Finer, esperto di obesità presso la ditta farmaceutica danese Novo Nordisk. «Il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 è altissimo per le persone obese».
Statisticamente, il problema dell’obesità è in grado aumentare il rischio di morte prematura di una persona del 50%. Oltre al diabete di tipo 2, infarti, ictus, insufficienze cardiache e malattie renali sono tutti problemi di salute mortali, legati ad una condizione di grave sovrappeso.
I risultati della ricerca sono stati presentati di recente al congresso europeo sull’obesità di Glasgow, in Scozia.Tornare alla home page
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