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Aryna Sabalenka si difende: «Non sostengo la guerra»
«Non sostengo la guerra». Tradotto: «Al momento non sostengo Lukashenko». Parole e musica di Aryna Sabalenka, numero 2 del ranking WTA, dopo essersi qualificata alle semifinali del Roland Garros, martedì a Parigi.
Vincitrice degli ultimi Australian Open, la 25.enne bielorussa ha subito non poche pressioni dall’inizio del torneo francese. I media, in blocco, volevano infatti sapere quale fosse la sua posizione in merito all’invasione russa dell’Ucraina e ai suoi legami con il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, da sempre alleato di Mosca.
Per evitare problemi e concentrarsi unicamente sugli impegni sportivi, di concerto con gli organizzatori del torneo Sabalenka aveva deciso di non presentarsi in conferenza stampa per due turni. Lo ha fatto dopo il successo sull’ucraina Elina Svitolina, sinonimo appunto di semifinale.
Fino ad oggi, Sabalenka non aveva mai affrontato la questione di petto. Limitandosi, come dopo la vittoria su un’altra ucraina, Marta Kostyuk, a frasi più di circostanza che altro: «Nessun atleta russo o bielorusso sostiene la guerra». E ancora: «Perché dobbiamo dire cose del genere a voce alta e chiara? È ovvio, come 1+1=2».
Martedì, rispondendo a una domanda circa i suoi legami con Lukashenko, incontrato in diverse occasioni, la tennista ha risposto così: «Abbiamo giocato molte partite di Fed Cup in Bielorussia e Lukashenko era con noi. Si è fatto immortalare in alcune foto. All’epoca, però, non stava accadendo nulla di male in Bielorussia, Russia o Ucraina».
Di nuovo: «L’ho detto molte volte: non sono favorevole alla guerra. Non voglio che il mio Paese sia coinvolto in un conflitto. Non appoggio questa guerra». Allo stesso tempo, «non voglio che lo sport si confonda con la politica perché sono solo una tennista di 25 anni. E voglio solo essere una tennista».
Di qui, come detto, la decisione di non presentarsi in conferenza stampa in occasione dei suoi ultimi due impegni prima del quarto di finale. «Non me ne pento» ha chiarito la diretta interessata. «Non mi sentivo bene. In un Grande Slam c’è già abbastanza pressione da gestire e sto solo cercando di concentrarmi su me stessa e sul mio gioco. Mi sembrava che la mia ultima conferenza stampa si fosse trasformata in uno show televisivo politico».
E di politica, beh, Sabalenka non vuole parlare: «Non ho esperienza di politica, sono solo una tennista. Avevo bisogno di fare un passo indietro e di concentrarmi sul mio tennis, sul mio gioco. Oggi sono qui e sono pronta a rispondere a tutte le vostre domande». Lo ha fatto.