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Il Dipartimento americano della giustizia accusa formalmente la banca privata Wegelin, di aver aiutato ricchi clienti americani a nascondere più di 1,2 miliardi di dollari in conti segreti all'estero. L'avvio di un'azione legale fa seguito all'incriminazione ad inizio gennaio di tre banchieri di Wegelin, accusati di aver aiutato contribuenti americani e altri a nascondere l'esistenza di conti svizzeri alle autorità USA fra il 2002 e il 2011.
Nella notte il ministero americano della giustizia ha pure annunciato di aver confiscato 16 milioni di dollari che la banca sangallese deteneva su un conto negli Stati Uniti.
"Wegelin non aveva succursali al di fuori della Svizzera, ma aveva un accesso diretto al sistema bancario americano grazie a un conto bancario presso un corrispondente che era UBS, a Stamford nel Connecticut", ha precisato il ministero USA della giustizia.
Secondo il procuratore federale Preet Bharara, "questa incriminazione mostra che non vogliamo solamente punire i contribuenti americani scorretti con il fisco, ma anche le imprese e i loro collaboratori che favorirebbero il compimento di tali crimini".
I rappresentanti della banca Wegelin sono già sin d'ora invitati a comparire il 10 febbraio alle 15:00 (ora di New York) davanti al giudice Jed Rakoff di un tribunale del distretto del sud di New York.
La settimana scorsa, in seguito alle pressioni delle autorità fiscali americane, le attività della banca privata sangallese, ad eccezione di quelle negli Stati Uniti, erano state acquistate da Raiffeisen. Wegelin comprende ormai solo i soci accomandatari e i dipendenti particolarmente legati ai clienti USA.