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134 I numeri UNO - 2022 Un atto ben ponderato Non credo sia stato l’amore per le sfide ad indurmi a quotare la nostra azienda in Borsa. È stato un atto ben ponderato. Se noi sbagliassimo una protesi creeremmo danni a qualche migliaio di persone. Può succedere ed è successo: la Johnson & Johnson sta pagando sei miliardi di dollari di danni per una protesi che, dopo un anno che era in circolazione, pertanto applicata a numerosi pazienti, ha cominciato a rilasciare particelle metalliche nello sfregamento. Si tenga conto che le assicurazioni non assicurano questo tipo di sinistri perché sono potenzialmente troppo grossi. Con questa consapevolezza, il nostro ragionamento è stato semplice: noi dobbiamo differenziare il rischio. Quindi vendiamo il 30%, mantenendo il controllo totale con il 70%, ed equilibriamo finanziariamente e patrimonialmente la nostra famiglia. È uno dei motivi e dei metodi classici, una sorta di tecnicismo, se vogliamo definirlo così, che inducono ad andare in Borsa: dividi il rischio, lo trasformi in soldi, investi in altri settori, compri immobili, continui ad avere l’azienda sotto controllo e a svilupparla. Ce ne sono anche altri per andare in Borsa. Uno può essere quello di placare la sete di liquidità che possono avere i soci di grandi aziende. Esempi ce ne sono. Questa sete viene quando non partecipi alla gestione, ma sei socio. È determinata da una crisi di astinenza di partecipazione. Quindi cosa si fa? Si chiedono soldi. In questo modo, andando in Borsa, i soci che lo ritengono possono liquidare facilmente una parte delle azioni che hanno.
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