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WASHINGTON D.C. - Finita una presidenza, per gli archivisti dell'amministrazione inizia il compito di raccogliere tutti i documenti ufficiali del presidente uscente e iniziarne la catalogazione per l'Archivio Nazionale. Questi - una volta schedati - avranno una valore storico, politico e legale.
Per quanto riguarda il quadrienno trumpiano, scrive il Guardian, il lavoro degli addetti rischia di essere decisamente peculiare: fra fogli tenuti insieme dallo scotch e una diffusa disattenzione, se non proprio aperta opposizione, alla conservazione.
Ma andiamo per ordine: stando al Presidential Records Act i documenti maneggiati dal presidente degli Stati Uniti e dal suo staff sono considerati parte del registro presidenziale e, per legge, devono essere conservati e schedati.
Una "formalità" a cui Trump si è però sempre opposto tanto che era solito strappare e gettare nel cestino gran parte delle lettere che riceveva, questo malgrado i reiterati inviti da parte degli ufficiali. Per recuperarli era poi stato istituito un team di 10 funzionari "scotchatori" che è rimasto in attività fino almeno a giugno del 2018.
Le cose poi hanno cominciato a complicarsi ulteriormente durante le indagini di Robert Mueller e il seguente processo per il Russia Gate, così come durante il primo procedimento di impeachment.
Malgrado i costanti richiami lo staff di Trump ha sistematicamente utilizzato app di messaggeria (come WhatsApp) ed email private. Anche queste modalità di comunicazione, secondo protocollo, dovrebbero essere documentate e catalogate.
Nella Casa Bianca di Trump «non solo tenere un registro dei documenti non è stata una priorità, ma sono diversi i casi in cui è manifesta la volontà di occultarli oppure distruggerli», conferma alla testata britannica lo storico americano Richard Immerman.
Due associazioni - la National Security Archive e il Citizens for Responsibility and Ethics - hanno anche tentato di ottenere un ordine restrittivo per evitare che email e messaggi su canali non ufficiali venissero cancellati. La richiesta è stata però respinta dal tribunale che ha ritenuto sufficiente che la Casa Bianca emettesse un nuovo richiamo al personale sulla schedatura dei suddetti.
«Il risultato di tutto ciò sarà un colossale buco nei registri di questa presidenza», spiega l'avvocatessa Anne Weismann che rappresenta le due associazioni, «sono convinta che a Trump non interessi l'integrità di quei documenti, di sicuro quello che gli interessa è la possibilità che questi lo possano incriminare in qualche modo».
Come funziona l'Archivio e chi potrà vedere i documenti di Trump
Per legge un'amministrazione uscente deve consegnare tutta la sua documentazione agli Archivi Nazionali entro il 20 gennaio. A causa della riluttanza di Trump e della sua amministrazione questa data verrà molto probabilmente sforata.
Il team di Biden potrà chiedere di consultare questo archivio immediatamente, i tribunali e il pubblico dovranno però aspettare 5 anni. Trump potrà, come già altri presidenti prima di lui, invocare restrizioni particolari fino al 2033.