Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01093.jsonl.gz/914

BIENNE - Il produttore di sistemi di automazione e di fabbricazione e di utensili Mikron ha chiuso l'esercizio 2020 («fortemente condizionato dalla crisi del Covid-19») con una perdita netta di 22,1 milioni di franchi. L'anno precedente aveva registrato un utile di 8,8 milioni.
Il risultato operativo EBIT, al netto dei costi di ristrutturazione, è di -4,7 milioni, a fronte di +14,1 milioni nel 2019. Includendo tali costi, la perdita ammonta perfino a 20,8 milioni, indica in una nota odierna il fabbricante bernese di macchine di precisione, che con Mikron Tool ha una sede anche in Ticino. Il gruppo rinuncia al versamento di un dividendo (6 centesimi per azione l'anno prima).
Il giro d'affari - come già reso noto in gennaio - è sceso del 21,3% a 257,8 milioni di franchi. La situazione sul fronte delle commesse è migliorata verso la fine dell'anno e, al 31 dicembre, il portafoglio degli ordinativi aveva un valore di 161,6 milioni, superando addirittura del 2,7% il livello di dodici mesi prima.
Le due divisioni di Mikron sono evolute eterogeneamente, con Mikron Automation, attiva principalmente nel settore farmaceutico e delle tecniche mediche, rimasta stabile, mentre Machining Solutions, che già prima della pandemia di Covid-19 soffriva della debole domanda da parte dell'industria automobilistica, si è quasi completamente fermata.
Per il 2021 Mikron si attende un lieve incremento delle vendite e un ritorno in zona utili.
La scorsa primavera, la ristrutturazione decisa dal gruppo aveva determinato 47 licenziamenti e la riduzione della percentuale di occupazione per 57 collaboratori nello stabilimento di Agno. L'incertezza continuava ad aleggiare su questo sito produttivo anche in estate.