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Sviluppi importanti nell’indagine Russiagate, già anticipati qualche giorno fa dall’emittente americana CNN. L’ex capo della campagna elettorale di Trump Paul Manafort si è costituito oggi presentandosi alla sede dell’FBI di Washington. Assieme a lui, l’ex socio Rick Gates.
Sono 12 i capi d’accusa contro Manfort tra cui la cospirazione contro gli Stati Uniti che sarebbe avvenuta tra il 2006 e il 2017, la mancata registrazione come agenti di uno Stato straniero, ma anche l’aver fatto dichiarazioni false e fuorvianti e l’aver omesso la dichiarazione di conti su banche straniere.
Smentita dunque l’ipotesi di Trump che aveva dichiarato che le accuse contro Manafort riguardassero eventi precedenti alla sua collaborazione alla campagna elettorale. Tra le accuse c’è anche quella di evasione fiscale, sui conti di Manafort e Gates sono transitati circa 75 milioni di dollari e l’ex capo della campagna ne avrebbe riciclati almeno 18.
Oltre ai due, anche un altro ex collaboratore volontario della campagna di Trump di nome George Papadopolous si è dichiarato colpevole per aver rilasciato dichiarazioni false all’FBI durante l’indagine del procuratore speciale Robert Mueller. Ansa riporta che Papadopolus avrebbe mentito “sui tempi, l’estensione e la natura dei suoi rapporti e della sua interazione con certi stranieri che aveva capito avere strette connessioni con alti dirigenti del governo russo”.
Come se non bastasse, un’altra rivelazione rafforza l’idea che il Cremlino sia stato coinvolto nelle elezioni presidenziali americane. Facebook ha depositato una dichiarazione scritta secondo cui i contenuti sponsorizzati dalla Russia sarebbero stati circa 80’000 e siano stati visualizzati da circa 126 milioni di americani. Inoltre, il gigante Google ha scoperto che alcuni account russi connessi con la Internet research agency abbiano speso circa 4700 dollari per ricerca e pubblicazione di annunci nell’ultimo anno della campagna elettorale.
Il ministro degli Esteri russo, Serghey Lavrov ha commentato queste rivelazioni come “fantasie”. “Senza alcuna prova, siamo accusati di aver interferito no solo nelle elezioni statunitensi, ma anche in quelle dell’Europa. Recentemente Mosca è stata accusata di aver interferito sulla nomina di un ministro in Sudafrica. Non c’è limite alla fantasia” ha dichiarato Lavrov.