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Il termine Expo si riferisce generalmente a una manifestazione di tipo fieristico caratterizzata da un tema specifico. Vengono chiamate esposizioni universali le fiere dedicate all’esposizione di prodotti e tecnologie, ma anche eventi riguardanti vari temi, quali l’alimentazione o la filosofia, eventi che quindi si configurano spiccatamente come meeting costituiti da più giorni di conferenze ed interventi.
Il termine Expo è anche stato adottato in tempi moderni dalle esposizioni organizzate e riconosciute dall’Ufficio Internazionale delle Esposizioni (Bureau International des Expositions, BIE) con sede a Parigi, Francia, che vengono ospitate da un unico Paese organizzatore e che vedono la partecipazione di più Nazioni e/o organizzazioni internazionali.
Con il nome generico di Expo ci si può riferire sia a una Esposizione universale che a una internazionale. Sebbene la classificazione ufficiale non abbia sempre seguito questo dualismo, è possibile riconoscere, lungo tutta la storia delle esposizioni, la volontà di designare due tipologie di eventi: uno di più grande, caratterizzato da un’area espositiva molto ampia e che trattasse temi di carattere generale, e uno minore, organizzato in un’area più piccola e definito da un tema di carattere specifico.
L’ESPOSIZIONE UNIVERSALE
Esposizione universale è il nome generico che indica le grandi esposizioni tenutesi fin dalla metà del XIX secolo. Lungo i decenni questo termine è stato associato indiscriminatamente a qualsiasi esposizione di carattere internazionale, sebbene l’organismo internazionale che coordina gli eventi di questo genere, il Bureau International des Expositions (tipicamente abbreviato in BIE), definisse una nomenclatura ben precisa. In tempi moderni comunque l’aggettivo universale viene associato a qualsiasi Expo di categoria superiore (in contrasto con le esposizioni internazionali, più piccole).
Secondo le ultime regole definite dal BIE una Esposizione universale, o per meglio dire una International Registered Exhibition, è caratterizzata da:
– Frequenza: ogni 5 anni
– Durata massima: 6 mesi
– Costruzione dei padiglioni da parte dei partecipanti;
– Dimensioni dell’area non definite;
– Tema generale
IL PADIGLIONE ELVETICO: LA SVIZZERA C’E’.
Dopo essere stato il primo paese ad aderire e a firmare il contratto di partecipazione nel 2011, la Svizzera è stata il primo paese a presentare ufficialmente il progetto di Padiglione svizzero per Expo 2015. La Svizzera vuole presentarsi a Milano come paese attrattivo, solidale e responsabile in campo alimentare.
Il padiglione è stato selezionato nel 2012 da una giuria di esperti tra 103 proposte pervenute nell’ambito del concorso internazionale promosso da Presenza Svizzera del DFAE. Il team di giovani architetti di Brugg ha saputo convincere la giuria d’esperti con un messaggio chiaro, capace di stimolare la riflessione sulla responsabilità personale, sull’equa ripartizione dei beni alimentari e sulla sostenibilità.
Il Padiglione svizzero – con una superficie di 4432 m2 – presenterà una grande piattaforma aperta con quattro torri visibili da lontano, riempite di prodotti alimentari del Paese. I visitatori accedono alle torri attraverso gli ascensori e, una volta arrivati in cima, possono servirsi di prodotti. Man mano che le torri si svuotano, le piattaforme sui cui poggiano si abbassano, modificando la struttura del Padiglione svizzero. Il progressivo svuotamento delle torri è registrato in tempo reale e può essere seguito anche sui media sociali.
IL CUORE DEL PADIGLIONE SVIZZERO:
http://www.padiglionesvizzero.ch/it/content/il-cuore-del-padiglione-svizzero
(Fonti: MilanCity.com; Expo 2015 e Padiglionesvizzero.ch)