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Regno Unito, Francia e Germania condannano: ‘Sfida al sistema globale di non proliferazione’
Vienna – L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha confermato che l’Iran ha iniziato a produrre uranio arricchito al 60% nel suo impianto sotterraneo di Fordo.
Stamani l’agenzia di stampa Isna aveva riferito che l’Iran ha iniziato a produrre l’uranio arricchito al 60% nel suo impianto di Fordo, un tasso ben superiore alla soglia del 3,67% stabilita dall’accordo internazionale del 2015 sul suo programma nucleare. L’impianto sotterraneo, situato a 180 chilometri a sud di Teheran, era stato recentemente modificato per ottenere una maggiore efficienza.
Londra, Parigi e Berlino hanno subito condannato l’espansione del programma nucleare iraniano in quanto non ha "alcuna giustificazione civile credibile" ed è una "sfida al sistema globale di non proliferazione".
In una dichiarazione congiunta, diffusa dal governo britannico i tre paesi europei (i cosiddetti E3) si legge: Teheran "ha compiuto nuovi significativi passi che svuotano" l’accordo sul nucleare iraniano del 2015 "del suo contenuto".
E ancora: "presentare questa escalation come reazione alla risoluzione dell’Aiea che chiede la cooperazione dell’Iran in materia di salvaguardia è inaccettabile. L’Iran è legalmente obbligato ai sensi del Trattato di non proliferazione ad attuare pienamente l’accordo di salvaguardia".