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Svizzera Avviata un'inchiesta amministrativa sull'acquisto di vaccini anti-Covid
Il consigliere federale Alain Berset ha avviato un'inchiesta amministrativa sull'acquisto di vaccini anti-Covid.
Il ministro della sanità ha informato la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale di possibili manchevolezze ed ha espresso l'intenzione di fare rapidamente chiarezza, annuncia un comunicato del Dipartimento federale dell'interno (DFI).
L'inchiesta dovrà chiarire se tutti gli acquisti di vaccini erano coperti da crediti votati dal Parlamento e se i contratti prevedevano un diritto di riserva parlamentare. Le possibili carenze sono emerse nel corso nel dibattito parlamentare sugli stanziamenti per l'acquisto di vaccini.
L'indagine amministrativa è stata affidata a Kurt Grüter, ex direttore del Controllo federale delle finanze. Si concentrerà sulle possibili carenze e sulle procedure che le hanno determinate. Il DFI intende inoltre fornire al più presto piena trasparenza sugli impegni assunti dalla Confederazione, aggiunge la nota.
«Nell'acquisto dei vaccini, il Consiglio federale ha sempre perseguito una strategia improntata alla sicurezza ordinando vaccini da due fabbricanti diversi. Oltre a ridurre al minimo i rischi, l'obiettivo era e rimane quello di garantire che la Svizzera disponga di vaccini di alta qualità in quantità sufficiente, anche in caso di difficoltà di produzione o lacune qualitative, e che la popolazione abbia sempre accesso ai vaccini più recenti», si legge nel comunicato.
La sovranità del Parlamento rischia di non essere garantita
«Con tutta probabilità alcuni contratti fra Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e i produttori di vaccini sono formulati in modo così svantaggioso che la sovranità del Parlamento in materia di preventivo rischia di non essere garantita», scrive la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale in un comunicato diramato in serata.
Durante il dibattito sul supplemento al budget 2022, il Consiglio degli Stati ha esaminato una proposta della maggioranza della sua Commissione della finanze (CdF-S) che chiedeva una significativa riduzione dei fondi destinati all'acquisto di vaccini. È emerso che il Parlamento non può ridurre l'importo del credito aggiuntivo richiesto perché l'UFSP non ha incluso tutte le riserve nei contratti con i produttori di vaccini, come invece aveva fatto in passato.
Il DFI lo ha scoperto prima delle discussioni al Consiglio degli Stati e ha informato i presidenti delle Commissioni delle finanze di entrambe le Camere, che non disponevano di queste informazioni al momento dell'esame preliminare a metà maggio.
Berset ha istituito anche un gruppo di lavoro
Questo pomeriggio i responsabili del DFI e del Dipartimento federale delle finanze (DFF) hanno informato la Commissione della finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) della situazione. Data l'estrema complessità del processo di approvvigionamento e dei contratti di acquisto, il DFI non è ancora in grado di fornire una stima affidabile delle conseguenze finanziarie.
Il CdF-N ha preso atto del fatto che, non appena è venuto a conoscenza del problema, Berset ha avviato un'indagine amministrativa interna e ha istituito un gruppo di lavoro. Quest'ultimo lavorerà ininterrottamente durante il fine settimana di Pentecoste per esaminare la situazione finanziaria e contrattuale in modo che il Parlamento possa prendere una decisione al più presto.
La CdF-N ha sospeso la decisione sul credito aggiuntivo in questione, prevista nella seduta odierna, e tornerà sull'argomento a metà della prossima settimana una volta ottenute le informazioni del caso. Propone inoltre che la Delegazione per le Finanze delle Camere federali effettui un'analisi immediata dei contratti con i produttori di vaccini e riferisca alle Commissioni delle finanze.
fach, ats