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La crisi dell'euro ha causato un sacco di preoccupazione nell'UE per più di dieci anni. Una soluzione praticabile e permanente è lontana, perché richiederebbe una politica economica e fiscale comune, vale a dire un emendamento costituzionale e, pertanto, l'approvazione da tutti i ventisette paesi dell'Unione europea, in alcuni stati persino un referendum nazionale.
Un'altra soluzione potrebbe essere un accordo contrattuale tra i paesi dell’euro, che però potrebbe dividere l'Unione europea in paesi con e senza l’euro. Una tale soluzione è stata respinta, tra l'altro, dalla Cancelliere tedesca. Per lei, la crisi dell'euro deve assolutamente essere risolta, perché: "Se la Grecia fallisce, l'euro fallisce; e se l'euro fallisce, allora l'Europa fallisce!".
Ecco perché l'UE e la Banca centrale europea BCE facevano tutto per mantenere la Grecia nella zona euro e per evitare il "Grexit". Sotto la supervisione della Troika - in seguito denominata "istituzioni" su richiesta del governo greco (Commissione UE, Banca centrale europea BCE e Fondo monetario internazionale FMI), il paese è stato costretto ad attuare rigorose politiche di austerità al fine di ricevere pacchetti di salvataggio per un totale di 350 miliardi di euro per evitare il fallimento nazionale - nonostante il fatto che i greci si fossero espressi contro queste misure con il 61,3% dei voti in un refendum il 5 luglio 2011 ordinato dal governo greco.
Pacchetti di aiuto ancora molto più grandi sono stati decis nel 2020 a favore dei paesi particolarmente colpiti dalla crisi Corona (in particolare Italia, Spagna).
Tutti i cittadini in tutta l'Europa sono invitati a dare la loro opinione sull’euro e su una politica economica europea comune. Votate per favore scegliendo una delle posizioni seguent (questionario, questione 8):