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WASHINGTON - «Profonde preoccupazioni» per come l'amministrazione Trump «ha cambiato la cultura del rispetto per i media, per le restrizioni imposte all'accesso delle informazioni in settori dell'amministrazione come l'Epa o il ministero della Difesa, e per le pressioni sui giornalisti del Dipartimento della Giustizia» sono state espresse oggi da David Kaye, un giurista americano da tre anni Special Rapporteur presso il Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu sui temi della libertà di espressione.
Secondo Kaye, il clima che si è creato negli Usa dopo l'elezione di Donald Trump è «a lungo termine» negativo per la libertà di espressione, anche se a breve «si è creata una dinamica interessante: se il presidente ha identificato i giornalisti come nemici del popolo, il giornalismo investigativo è più in salute che mai».