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<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è anch'esso dell'avviso che l'eventuale introduzione di una tassa d'incitazione, in particolare sull'elettricità, sia ormai inutile, visti i prezzi più elevati dell'energia primaria (il prezzo del petrolio greggio supera in modo netto i 100 dollari)?</p><p>2. Quali quote di produzione elettrica intende raggiungere il Consiglio federale per tipo di tecnologia (forza idrica, biomassa, eolica, legno, fotovoltaica e geotermia) fino al 2020, ovvero più realisticamente fino al 2030, vista la nuova situazione sui mercati energetici e le condizioni giuridico-legali (protezione delle acque, pianificazione del territorio, protezione del paesaggio, della natura e del patrimonio culturale, procedure di autorizzazione ecc.)?</p><p>3. Il Consiglio federale intende aumentare ulteriormente la quota delle energie rinnovabili per la produzione di energia elettrica nel quadro del piano d'azione per le energie rinnovabili? In caso affermativo, di quanti terawattora?</p><p>4. Quali ulteriori misure intende adottare il Consiglio federale nel caso non si riuscisse a raggiungere l'obiettivo e si decidesse di rinunciare al tetto massimo dei costi stabilito dal Parlamento?</p><p>5. Quali costi supplementari dovrebbero sopportare i consumatori rispetto alle tradizionali tecnologie di produzione di elettricità (ad es. centrali nucleari sostitutive moderne)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale non comprende il parere dell'autore dell'interpellanza: anche se una tassa d'incitazione sull'elettricità contribuirebbe a raggiungere l'obiettivo di un impiego quanto più possibile razionale, essa non è in discussione, almeno per il momento. Anche se lo fosse, l'evoluzione del prezzo del greggio non costituirebbe sicuramente un elemento diretto a suo sfavore. Finora, in Svizzera, non viene praticamente prodotta elettricità dalle energie fossili. Attualmente, nel nostro Paese, l'incremento del prezzo dei vettori energetici fossili (petrolio e gas) influisce solo indirettamente sul prezzo della corrente elettrica, attraverso il mercato europeo dell'energia elettrica; in futuro, potrà eventualmente influire direttamente se saranno realizzate le centrali a gas a ciclo combinato, attualmente oggetto di dibattiti. </p><p>2. Il Consiglio federale considera realistico l'obiettivo per il 2030 stabilito dal Parlamento di produrre 5400 gigawattora di energia elettrica in più dalle fonti rinnovabili. Quanto le singole forme di energia potranno effettivamente produrre tra vent'anni non può essere determinato con precisione. I potenziali ecologicamente sostenibili e realizzabili fino al 2030 sono attualmente stimati nel modo seguente (stime dell'UFE): forza idrica più 2400 gigawattora, biomassa (incl. la legna) più 2000 gigawattora, energia eolica più 550 gigawattora, energia elettrica solare più 280 gigawattora, geotermia più 1500 gigawattora, in totale quindi circa 6700 gigawattora. Ecologicamente sostenibili significa che non solo vengono rispettate le direttive attuali in materia di ambiente, pianificazione del territorio e protezione del paesaggio, ma anche che il bilancio ecologico (LCA) è positivo. Tutti gli impianti devono essere sottoposti alle normali procedure di autorizzazione e adempiere i requisiti in materia di ambiente. Sicuramente vi saranno impianti la cui realizzazione sarà ritardata o addirittura resa impossibile a causa di ricorsi. Tuttavia, grazie a nuove direttive (ad es. per gli impianti eolici), si dovrebbe contribuire ad ottimizzare la situazione.</p><p>3. Il piano d'azione per le energie rinnovabili ha come obiettivo essenzialmente la promozione mirata dell'impiego delle energie rinnovabili per il calore (riscaldamento/raffreddamento, acqua calda, calore di processo), mentre non prevede altre forme di promozione dell'elettricità oltre alla RIC. Più del 40 per cento del fabbisogno di energia concerne attualmente la produzione di calore. Per quanto riguarda il settore elettrico, il piano d'azione permette solo di ottimizzare la legislazione in materia di protezione delle acque e le procedure di autorizzazione cantonali, le quali vanno a sostegno di uno sfruttamento sostenibile di tutti i potenziali della forza idrica ancora disponibili. </p><p>4. Con la modifica della legge sull'energia, il Consiglio federale viene incaricato dal Parlamento di osservare attentamente gli effetti della RIC, affinché possa impartire alle imprese di approvvigionamento elettrico, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, al più presto dal 2016, direttive vincolanti per la fornitura di elettricità generata da energie rinnovabili (art. 7b cpv. 4 LEne, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2009). Dal dibattito in corso in Parlamento emergerà la necessità o meno di rinunciare al tetto di spesa nell'ambito della RIC. Il prossimo anno il collegio procederà ad un'analisi dello stato della RIC e ne farà un resoconto dettagliato al Parlamento.</p><p>5. L'ammontare dei costi supplementari a carico dei consumatori durante tutto il periodo di attuazione della RIC, nel caso in cui i 5400 gigawattora in più di produzione venissero ottenuti solo mediante questo sistema, non può essere stimato con precisione. Infatti, non è possibile calcolare con sufficiente certezza né l'evoluzione a medio e lungo termine del prezzo di mercato dell'elettricità, né le riduzioni dei costi delle tecnologie che possono essere effettuate nello stesso periodo. Tuttavia, i costi supplementari sarebbero in proporzione esigui: il limite attuale di 0,6 centesemi/chilowattora comporta ad esempio, per una famiglia media con un consumo di 4500 chilowattora all'anno, 27 franchi da versare per la RIC, ovvero un po' più di 2 franchi al mese. L'esperienza mostra che i consumatori pagano volentieri questo piccolo contributo, nella consapevolezza di ottenere in cambio corrente elettrica di migliore qualità, proveniente da fonti rinnovabili indigene. Il confronto con i costi nettamente inferiori dell'energia nucleare attualmente non gioca del tutto a favore delle energie rinnovabili. I costi legati alla sostituzione degli impianti attuali e alla costruzione di nuove centrali nucleari sono però molto più elevati rispetto a quelli degli impianti esistenti, in gran parte ammortizzati, mentre i costi per le energie rinnovabili diminuiscono a lungo termine (ad es. meno 10 per cento per gli impianti fotovoltaici).</p>  Risposta del Consiglio federale.