Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/203739

<h2>SubmittedText<h2><p>L'importazione dei pacchi di piccole dimensioni provenienti dall'estero, in particolare dall'Asia, aumenta drasticamente. Nel 2017, 17 milioni di piccoli pacchi provenienti dall'Asia sono arrivati in Svizzera, nel 2018 la cifra ha raggiunto già i 23 milioni. Nel 2018 Aliexpress ha aumentato la propria cifra d'affari in Svizzera del 70 per cento, Wish del 54 per cento. Questo boom minaccia il commercio al dettaglio locale. I fornitori beneficiano non solo del limite di franchigia secondo il valore ma soprattutto anche delle condizioni di spedizione più convenienti rispetto a quelle dei commercianti on line svizzeri. Il 24 e il 25 settembre, l'Unione postale universale ha tenuto a Ginevra un Congresso straordinario sul tema delle tariffe postali internazionali. Stando alle informazioni dell'Ufficio federale delle comunicazioni, gli operatori postali nel Paese di destinazione degli invii potranno in futuro stabilire autonomamente, in un quadro prestabilito, l'ammontare dell'indennità per la distribuzione finale.</p><p>Alla luce di tali considerazioni, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che misura tale decisione aiuta la Svizzera a controllare la marea di pacchi di piccole dimensioni e soprattutto a ripristinare una situazione di equità tra i commercianti on line svizzeri e i venditori per corrispondenza asiatici?</p><p>2. Quali possibilità vi sono per la Svizzera in virtù di questo adeguamento del "terminal dues system"?</p><p>3. La Svizzera approfitterà di questo allentamento? Quali misure sono pianificate e quando entreranno in vigore? </p><p>4. Quali altre misure sono ipotizzabili per sopprimere queste differenze ingiuste nelle condizioni di spedizione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Di principio ci si aspetta che tendenzialmente le indennità per i fornitori aumenteranno grazie al sistema dell'autodichiarazione dei costi e porteranno a una migliore copertura dei costi per i fornitori del Paese di destinazione. Al momento attuale non è possibile stimare in che misura ciò eliminerà le disparità nei costi di spedizione dei venditori per corrispondenza esteri e di quelli nazionali. Innanzitutto le disparità nei costi di spedizione non sono da ricondurre soltanto al sistema di contabilizzazione dell'Universal Postal Union (UPU) ma dipendono in particolare anche dalle diverse strutture dei costi nei Paesi asiatici (ad es. Cina) in confronto a quelle dei Paesi industrializzati (ad es. la Svizzera). Secondariamente non è ancora noto, se e in che misura la Posta cinese ripercuoterà sui propri clienti il rincaro dei costi d'indennità. Pertanto al momento non si può nemmeno valutare quali effetti l'aumento delle indennità avrà in ultima analisi sui prezzi al consumo e sull'evoluzione del mercato in Svizzera.</p><p>2. Anche con le novità decise in occasione del Congresso straordinario di Ginevra, il sistema multilaterale di contabilizzazione delle indennità viene preservato e le tariffe di spedizione per gli invii transfrontalieri con gli USA non sono concordate per via bilaterale. A partire da gennaio 2021 la Posta Svizzera può però determinare autonomamente le indennità nell'ambito delle condizioni convenute in occasione del Congresso straordinario.</p><p>3. Stando alle proprie dichiarazioni, la Posta intende attuare le misure decise conformemente allo scadenzario appositamente previsto dall'UPU. Al momento non è ancora chiaro in che misura i risultati del Congresso di Ginevra incidano sugli attuali accordi bilaterali sulle tariffe.</p><p>4. Le misure decise al Congresso dell'Unione postale universale di Istanbul nel 2016 mirano ad eliminare progressivamente le distorsioni del mercato causate dal sistema di contabilizzazione delle indennità dell'UPU (aumento annuo dell'indennità del 13 per cento nel 2018 e 2021). Inoltre l'indennità per il recapito di lettere raccomandate internazionali è stata nettamente elevata (raddoppio dell'attuale supplemento entro il 2021). Secondo la Posta queste misure hanno già contribuito notevolmente a migliorare la copertura dei costi per il recapito sul territorio nazionale. Questi adeguamenti vengono portati avanti e accelerati in base ai risultati raggiunti a Ginevra. Già dal 1° gennaio 2020 la Cina pagherà le stesse indennità come gli altri fornitori nei Paesi industrializzati. Nel suo rapporto in adempimento del postulato Moser 17.4228, "Armi pari per tutti i venditori on line", depositato il 4 settembre 2019, il Consiglio federale propone altre misure per sopprimere le condizioni di disparità tra i venditori per corrispondenza esteri e nazionali; <a href="https://www.efd.admin.ch/efd/it/home/dokumentation/nsb-news_list.msg-id-76298.html">https://www.efd.admin.ch/efd/it/home/dokumentation/nsb-news_list.msg-id-76298.html</a>.</p>  Risposta del Consiglio federale.