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Ecco un commento di Diary Ratsimanarihaja e Parany Rasamimanana, coordinatori del programma di Azione Quaresimale in Madagascar.
«Il Madagascar è confrontato con un’inflazione incontrollata, che crea una grande dipendenza dagli aiuti esteri. Perfino il riso che può essere prodotto sull’isola deve essere importato. Questa dipendenza, unita agli effetti dei cicloni, del Codiv-19 e del malgoverno, sta impoverendo la popolazione giorno dopo giorno. I nostri progetti sono realizzati principalmente nelle zone rurali, dove le contadine e i contadini non sanno nulla della guerra in Ucraina.
Attualmente è ancora possibile rifornirsi di grano, benzina, gas, olio di girasole e fertilizzanti. I resoconti dei media su possibili carenze hanno incoraggiato la speculazione e dall’inizio della guerra i prezzi sono aumentati costantemente. L’aumento dell’inflazione è un problema serio per le famiglie, poiché il prezzo dei beni sta diventando sempre più proibitivo per molti.
L’esperienza ci ha insegnato quanto sia importante per le persone che beneficiano dei nostri progetti essere autosufficienti di fronte a una carenza di prodotti importati come quella che attualmente minaccia l’isola. L’instabilità economica globale generata dalla guerra, unita alle cattive scelte di governo dei nostri politici, rafforza la nostra convinzione che sia fondamentale fornire aiuti e assistenza alla parte più svantaggiata della popolazione. Il nostro programma mira quindi a consentire alle persone di produrre ciò di cui hanno bisogno per vivere e di provvedere a gran parte dei loro bisogni».