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Per motivi di sicurezza, dal 1° luglio 2009 l'UE introduce, nel traffico delle merci con Paesi non membri dell'UE, una disposizione secondo la quale l'importazione e l'esportazione devono essere dichiarate in anticipo (cosiddetta "regola delle 24 ore"). Per la Svizzera, che possiede lo statuto di Paese terzo, tale prescrizione avrebbe delle ripercussioni sostanziali sulle procedure nel commercio delle merci con i Paesi membri dell'UE, ossia i suoi principali partner commerciali.
L'accordo Svizzera-UE prevede che nel traffico delle merci, anche dopo l'introduzione di tale nuova prescrizione, non viga l'obbligo di predichiarazione tra la Svizzera e gli Stati membri dell'UE. L'equivalenza dei rispettivi standard di sicurezza verrà riconosciuta reciprocamente, al fine di garantire che lo scambio di merci con l'UE continui a funzionare senza intralci.
Nel contempo, le nuove prescrizioni di sicurezza europee (concernenti la predichiarazione e l'analisi dei rischi) verranno applicate al traffico delle merci tra la Svizzera e i Paesi non aderenti all'UE. L'UE ha introdotto la qualifica di "operatore economico autorizzato" (Authorized Economic Operator, AEO) che permette alle imprese certificate di beneficiare, nel commercio con Stati terzi, di allentamenti delle prescrizioni doganali relative ai controlli in materia di sicurezza. La Svizzera adotta tale prassi e i rispettivi certificati vengono riconosciuti reciprocamente.
Mediante il regolamento del 2 aprile 2009 relativo all'obbligo per gli operatori economici di fornire dichiarazioni sommarie di entrata e di uscita, la Commissione UE ha istituito una disposizione transitoria valida fino al 31 dicembre 2010. Pertanto a partire dal 1° gennaio 2011 anche la Svizzera introdurrà l'obbligo di predichiarazione nel traffico delle merci con Stati non membri dell'UE.
Dato che l'Assemblea federale si pronuncerà sull'approvazione soltanto nel secondo semestre di quest'anno, il Consiglio federale ha deciso di applicare l'accordo provvisoriamente dal 1° luglio 2009, onde garantire il funzionamento ineccepibile del traffico delle merci senza interruzioni.
L'accordo definisce inoltre una procedura di adeguamento ai futuri sviluppi giuridici e prevede la collaborazione di esperti svizzeri già nella fase d'elaborazione di nuove disposizioni concernenti il diritto europeo. La Svizzera non deve rappresentare una lacuna nell'ambito della sicurezza, pertanto è tenuta ad applicare simultaneamente con l'UE i relativi sviluppi giuridici. A questo scopo è finalizzato lo strumento di applicazione provvisorio delle nuove regole.
Le procedure costituzionali interne valide in caso di approvazione definitiva di nuove disposizioni giuridiche devono essere ottemperate e reciprocamente rispettate. Se la Svizzera decide di non adottare uno sviluppo giuridico e, di conseguenza, l'equivalenza delle misure di sicurezza di diritto doganale non è più garantita, è possibile ricorrere a misure compensative adeguate alla situazione. In caso di contestazioni e su consenso di entrambe le Parti è possibile sottoporre la controversia ad arbitrato, al fine di decidere in modo definitivo in merito alla proporzionalità delle misure compensative adottate.
La consultazione dura fino al 5 ottobre 2009. In seguito il Parlamento deciderà in merito all'approvazione dell'accordo, che sottostà a referendum facoltativo.
Informazioni supplementari:
Indirizzo per domande:
Hermann Kästli, Direzione generale delle dogane, tel. 031 322 65 03
Dominique Boillat, Ufficio dell'integrazione DFAE/DFE, tel. 031 323 26 14