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BERNA - L'UDC ha accusato ieri i sindacati di essere i grandi «vincitori» per quanto riguarda la libera circolazione delle persone. E questo grazie alle misure di accompagnamento. I democentristi vogliono quindi rinegoziare (o addirittura abolire) l'accordo con l'UE.
Con la sua iniziativa «Per un'immigrazione moderata" il partito spera di ridare alla Svizzera i mezzi per gestire e limitare in maniera autonoma l'immigrazione tenendo conto dei bisogni di un mercato del lavoro liberale e della manodopera disponibile sul territorio.
Mercato liberale - Secondo l'UDC, il mercato del lavoro liberale è tradizionalmente uno dei punti forti dell'economia elvetica, dove l'influenza statale e sindacale risulta molto più debole rispetto a altre nazioni europei. Questo prima dell'introduzione della libera circolazione delle persone. Da allora - rimarcano i democentristi - la quota degli stranieri è aumentata dal 20% al 25%. La disoccupazione degli stranieri è doppia rispetto a quella degli svizzeri.
Il potere dei sindacati - Per evitare una pressione sui salari svizzeri - denuncia l'UDC - la sinistra è riuscita a imporre le misure di accompagnamento, avviando un enorme apparato di sorveglianza dello Stato e dando un potere sproporzionato ai sindacati e ai contratti collettivi di lavoro, imponendo stipendi e condizioni di lavoro "svizzeri".
Il partito ritiene quindi che siano i «sindacati i principali beneficiari» della situazione. E accusa: «I contratti collettivi di lavoro portano ai sindacati influenza, potere e pure soldi».