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Incarto n. 60.2022.13 Lugano 12 ottobre 2022 /dp In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello composta dai giudici: Nicola Respini, presidente, Raffaele Guffi, Giovan Maria Tattarletti cancelliera: Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera sedente per statuire sul reclamo 5/10.1.2022 presentato da RE 1 patr. da: PR 1 contro gli ordini di sequestro, per i rilevamenti segnaletici e di prelievo campione DNA emanati il 30.12.2021 dal procuratore pubblico Marisa Alfier nel contesto del procedimento penale di cui all’inc. MP __________ promosso nei suoi confronti per titolo di violazione di domicilio e sommossa; richiamate le osservazioni 20.1.2022 e la duplica 22/23.2.2022 del magistrato inquirente; vista la replica 16/17.2.2022 di RE 1; letti ed esaminati gli atti; considerato in fatto a. In data 29.12.2021 è stato organizzato da alcuni “__________”, sul sedime dell’__________ a, un pranzo comunitario, con altre attività correlate all’occupazione di tali spazi. Da un comunicato degli stessi emergeva che “(…) sull’area è in corso un presidio solidale con pranzo e poetry slam, mentre all’interno alcune persone stanno rendendo agibili gli spazi. La sera ci sarà la prima assemblea pubblica. Tutt* sono invitat* a partecipare! (…). Sette giorni dopo lo sgombero del __________ ci è sorto un fortissimo dubbio: forse abbiamo dimenticato le placche della cucina accese …. La preoccupazione ci ha spinto a rientrare per assicurarci che un incendio (…) non divampi. Trattandosi di uno ‘stato di necessità’, rientrare non dovrebbe avere alcuna conseguenza sulle persone che provvederanno alla messa in sicurezza dello stabile (…). Per questo motivo, ci siamo organizzat*, dal basso, per riprenderci con le nostre mani ciò che ci è stato tolto (…)” (comunicato 29.12.2021). Alcuni dei manifestanti si sarebbero infatti introdotti all’interno dell’immobile ed altri sarebbero saliti sul tetto dello stesso. All’alba del 30.12.2021 sarebbe di conseguenza intervenuta la polizia cantonale, procedendo allo sgombero. Diverse persone che si trovavano nell’edificio sono state portate presso gli uffici della polizia per essere interrogate. Tra queste anche RE 1 (cfr. inc. MP __________). Al termine del suo interrogatorio l’agente interrogante ha informato l’imputata “(…) che così come da decisione del Procuratore Pubblico Marisa Alfier” le sarebbero stati sequestrati gli oggetti trovati sulla sua persona al momento del suo fermo (una tenaglia, una pinza, un coltellino, nastri adesivi, ecc.) e che, sempre per disposizione del magistrato inquirente, sarebbe stata sottoposta ai rilevamenti segnaletici (foto, DNA, impronte) (verbale di interrogatorio 30.12.2021, p. 8, AI 18). Il suo avvocato presente (almeno in parte) al verbale di interrogatorio si sarebbe opposto a quest’ultimo provvedimento in quanto “(…) sproporzionato (…) rispetto ai reati imputati (…) visto che l’imputata è stata identificata (…)” (verbale di interrogatorio 30.12.2021, p. 8, AI 18). b. Con gravame 5/10.1.2022 RE 1 insorge contro l’agire della polizia cantonale [che, a suo dire, “(…) non aveva nessun serio e concreto indizio che potesse giustificare una perquisizione integrale del corpo come quella subita dalla reclamante (…)” (reclamo 5/10.1.2022, p. 3)], ribadendo inoltre “l’inadeguatezza” delle misure disposte, in particolar modo i rilevamenti segnaletici e il prelievo del DNA e contestando l’ordine di sequestro del magistrato inquirente. La reclamante ha dunque postulato il dissequestro di tutti gli oggetti a lei sequestrati così come la distruzione dei rilevamenti dattiloscopici ed il prelievo del DNA (reclamo 5/10.1.2022, p. 4). c. Nelle sue osservazioni 20.1.2022 il magistrato inquirente ha rilevato che un ordine di perquisizione e sequestro era stato da lei emanato in data 30.12.2021 (AI 5), che tuttavia non sarebbe stato immediatamente consegnato all’imputata, in quanto quest’ultima sarebbe già stata congedata dopo il verbale di interrogatorio. In merito ai rilevamenti segnaletici, il procuratore pubblico ha affermato che un “(…) prelievo DNA è stato ordinato, ma non è stato ordinato l’allestimento del profilo DNA (…). Sono stati invece ordinati gli esami dattiloscopici e fotografici che sono necessari per il proseguo del procedimento penale. Questo perché sulla base degli atti istruttori che si stanno raccogliendo (filmati) si potrà accertare la presenza (o meno) della reclamante sul sedime dell’ex-macello come pure la via di entrata nell’immobile ex-macello. Eventuali impronte papillari permetteranno poi di accertare (o meno) i vari spostamenti della reclamante sempre all’esterno (spostamento barricate presenti in loco) come pure all’interno del citato immobile (…)” (osservazioni 20.1.2022, p. 2 s.). A dire del magistrato inquirente inoltre la perquisizione si sarebbe resa necessaria considerato che la reclamante avrebbe potuto nascondere, sulla sua persona, oggetti pericolosi e/o da sequestrare; la perquisizione sarebbe stata eseguita da agenti di sesso femminile e “(…) per quanto a [sua] conoscenza (…), prima si è proceduto a far svestire la reclamante per la parte superiore e poi per la parte inferiore (…)” (osservazioni 20.1.2022, p. 2 s.). d. Con scritto 7.4.2022 il procuratore pubblico ha comunicato all’imputata il dissequestro degli oggetti trovati in suo possesso il 30.12.2021 (AI 138). in diritto 1. 1.1. In applicazione dell’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto, entro il termine di dieci giorni, contro le decisioni e gli atti procedurali e, in ogni momento, contro le omissioni della polizia, del pubblico ministero e, ancora, delle autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui esso è espressamente escluso dal CPP oppure quando è prevista un’altra impugnativa. Con il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1 lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2 LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP). Il reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed all’art. 385 CPP per la motivazione. Esso deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP). 1.2. Giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP sono legittimate a ricorrere contro una decisione le parti che hanno un interesse giuridicamente protetto all’annullamento oppure alla modifica della pronuncia stessa (sentenza TF 1B_317/2018 del 12.12.2018 consid. 2.2.). L’ interesse giuridicamente protetto a’ sensi dell’art. 382 cpv. 1 CPP implica che il ricorrente sia personalmente, direttamente (sentenze TF 1B_29/2018 del 24.8.2018 consid. 2.2.; 1B_158/2018 dell’11.7.2018 consid. 2.4.; DTF 142 IV 82 consid. 2.3.2.; 140 IV 155 consid. 3.2.) e (di principio: sentenza TF 1B_72/2014 del 15.4.2014 consid. 2.1.; BSK StPO – M. ZIEGLER / S. KELLER, 2. ed., art. 382 CPP n. 2) attualmente (DTF 144 IV 81 consid. 2.3.1.) leso dalla decisione che impugna (N. SCHMID / D. JOSITSCH, StPO Praxiskommentar, 3. ed., art. 382 CPP n. 2); talvolta è sufficiente un interesse anche soltanto virtuale (Commentario CPP – M. MINI, art. 382 CPP n. 5). L’interesse all’annullamento o alla modifica di una decisione giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP deve quindi essere di principio pratico e attuale (sentenza TPF BB.2017.39 del 3.4.2017 consid. 1.4.1.). Secondo la giurisprudenza (sentenza TF 1B_172/2018 del 10.4.2018 consid. 3.) si può rinunciare all’esistenza di un interesse attuale qualora la contestazione alla base della decisione impugnata possa riproporsi in ogni tempo in circostanze identiche oppure analoghe, con impossibilità per sua natura di sottoporla ad un’autorità giudiziaria prima che perda la sua attualità, ritenuta l’esistenza di un interesse pubblico sufficientemente importante a confrontarsi con la questione: si deve trattare di un argomento di importanza fondamentale, a cui si deve rispondere. 1.3. Come si è detto, il 10.3.2022 il procuratore pubblico ha dissequestrato tutti gli oggetti rinvenuti il 30.12.2021 in possesso di RE 1 (AI 138). Si pone dunque la questione a sapere se oggi ci sia ancora un interesse attuale all’evasione dell’impugnativa 5/10.1.2022 per quanto concerne l’ordine di sequestro 30.12.2021 (AI 5). La risposta è negativa. Non si può infatti ritenere che la decisione impugnata possa riproporsi in ogni tempo in circostanze identiche oppure analoghe, con impossibilità per sua natura di sottoporla ad un’autorità giudiziaria prima che perda la sua attualità. È pertanto venuto meno l’interesse all’annullamento del sequestro e di conseguenza all’evasione del gravame di RE 1 in merito a questo punto. 1.4. Il gravame, per quanto concerne il sequestro, è dunque divenuto privo d’oggetto e va stralciato dai ruoli. 1.5. Dato l’esito, si impone comunque di procedere ad un esame sommario, prima facie, del caso oggetto dell’impugnativa allo scopo di determinarsi sull’accollamento di tassa di giustizia e spese e sulle ripetibili (cfr., in analogia, sentenza TF 1B_5/2020 del 24.2.2020 consid. 1.2.). 1.5.1. Secondo l’art. 263 cpv. 1 CPP all’imputato e a terzi possono essere sequestrati oggetti e valori patrimoniali se questi saranno presumibilmente utilizzati come mezzi di prova (a), utilizzati per garantire le spese procedurali, le pene pecuniarie, le multe e le indennità (b), restituiti ai danneggiati (c) oppure confiscati (d). Il sequestro, provvedimento cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti per il dispiegamento della procedura e pertanto per le necessità dell’istruzione preliminare, per le decisioni del magistrato requirente e per quelle del giudice del merito nella prospettiva – anche – della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio secondo l’art. 263 cpv. 1 lit. a CPP) [sentenza TF 1B_492/2017 del 25.4.2018 consid. 2.2.] e della decisione di confisca, restituzione o devoluzione, come agli art. 69 ss. CP (sequestro confiscatorio in applicazione dell’art. 263 cpv. 1 lit. d CPP) [sentenza TF 1B_76/2020 del 6.7.2020 consid. 4.1.; ZK StPO – S. HEIMGARTNER, 3. ed., art. 263 CPP n. 15 ss.]. Il sequestro (quale misura coercitiva che restringe la garanzia della proprietà giusta l’art. 26 Cost.) è legittimo – secondo l’art. 197 CPP – soltanto se si fonda su una base legale, in presenza concorrente di sufficienti indizi di reato (sentenza TF 1B_194/2018 del 28.5.2018 consid. 4.3.), se gli obiettivi con esso perseguiti non possono essere raggiunti mediante misure meno severe (proporzionalità), se l’importanza del reato lo giustifica (proporzionalità) e se vi è connessione tra questo e l’oggetto che così occorre salvaguardare per istruttoria e giudizio (sentenza TF 6B_815/2020 del 22.12.2020 consid. 10.1.; BSK StPO – F. BOMMER / P. GOLDSCHMID, op. cit., vor art. 263-268 CPP n. 11 ss.). 1.5.2. Nel caso in esame il materiale (tra cui pure una tenaglia, una pinza ed un coltellino) trovato in possesso di RE 1 al momento del suo fermo potrebbe essere considerato atto a perpetrare il reato di violazione di domicilio: sussiste dunque una connessione tra i reati ipotizzati e gli oggetti del sequestro. Anche le ulteriori condizioni del sequestro ( base legale, presenza concorrente di sufficienti indizi di reato e proporzionalità) erano nel caso in esame rispettate. RE 1 sarebbe dunque risultata soccombente con il reclamo in oggetto (in merito al sequestro), ma tuttavia, visto l’esito del gravame si prescinde dal prelievo di tassa di giustizia e spese. 1.6. L’ordine della polizia in merito al prelievo di un campione di DNA giusta l’art. 255 CPP, può essere impugnato direttamente con reclamo (sentenza TF 1B_324/2013 del 24.1.2014) così come la perquisizione corporale (art. 249 CPP; art. 241 cpv. 3 e cpv. 4 CPP; art. 198 CPP). RE 1 quale imputata, è legittimata a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP contro il rilevamento ed il prelievo del suo DNA e contro la sua perquisizione corporale, avendo un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica del giudizio. Il gravame, inoltrato il 5.1.2022 a questa Corte, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro tali provvedimenti effettuati il 30.12.2021 è tempestivo e proponibile. 2. 2.1. Per quanto concerne la perquisizione corporale effettuata sulla sua persona dagli agenti della polizia cantonale, RE 1 afferma di essere “(…) stata costretta a togliersi tutti i vestiti” e a rimanere “(…) completamente nuda di fronte agli agenti (…)” (reclamo 5/10.1.2022, p. 2). Così facendo questi ultimi avrebbero violato la sua dignità personale, sottoponendola ad un trattamento sproporzionato. 2.2. Si rileva innanzitutto che dal verbale di interrogatorio 30.12.2021 dell’imputata risulta che: “(…) prima del presente verbale d’interrogatorio, sono stata perquisista completamente a zero da due agenti di Polizia femminili le quali non hanno trovato nulla di pericoloso sulla mia persona (…)” (verbale di interrogatorio 30.12.2021, p. 2, AI 18). In queste circostanze sembrerebbe che l’imputata abbia accettato la perquisizione, senza sollevare rimproveri nei confronti degli agenti. Anche il difensore intervenuto all’interrogatorio non ha sollevato nessuna contestazione in merito, sottoscrivendo il verbale di interrogatorio senza alcuna obiezione. In ogni caso, giusta l’art. 249 CPP, le persone possono essere perquisite senza il consenso dell’interessato se si debba presumere che si possano rinvenire tracce del reato oppure oggetti o valori patrimoniali da sequestrare; in applicazione dell’art. 241 cpv. 3 CPP, se vi è pericolo nel ritardo, la polizia può, senza mandato, eseguire perquisizioni. Ora nella fattispecie in esame, considerati tutti i fatti e le circostanze alla base dell’inc. MP __________, così come i reati di sommossa e violazione di domicilio (di un luogo già posto, parzialmente, sotto sequestro e transennato) imputati a RE 1, si deve concludere che il provvedimento fosse legittimo, proporzionato e giustificato dalle circostanze concrete. Era infatti necessario assicurarsi che l’imputata non nascondesse altri oggetti da sequestrare o che potessero rivelarsi pericolosi. L’urgenza ai sensi dell’art. 241 cpv. 3 CPP di assicurare il prima possibile tali oggetti consentiva agli agenti di agire prontamente e velocemente alla perquisizione, senza perdere tempo per richiedere, ed ottenere, un mandato del magistrato inquirente. Si può dunque concludere che gli agenti intervenuti il 30.12.2021, abbiano agito in maniera corretta per quanto concerne la perquisizione di RE 1. 3. La reclamante si lamenta inoltre “(…) dell’inadeguatezza delle misure disposte, in particolare i rilevamenti segnaletici e il prelievo del DNA (…)”, essendo, a suo dire, dei provvedimenti sproporzionati rispetto ai reati a lei imputati (reclamo 5/10.1.2022, p. 3). 3.1. In merito si rileva che l’ordine scritto della polizia in materia di rilevamenti segnaletici giusta l’art. 260 ss. CPP non può essere impugnato con reclamo davanti a questa Corte giusta l’art. 393 CPP, ma è necessaria una decisione in merito del procuratore pubblico che decide nel caso in cui l’interessato si rifiuta di sottomettersi all’ordine della polizia (art. 260 cpv. 4 CPP). Ciò non è tuttavia necessario in caso di conferimenti di mandati da parte del ministero pubblico alla polizia giusta l’art. 312 CPP; il mandato scritto (o, in casi urgenti, orale) impartito dal magistrato inquirente che incarica la polizia di svolgere indagini supplementari è sufficiente. L’ordine della polizia in merito al prelievo di un campione di DNA giusta l’art. 255 CPP, può essere impugnato direttamente con reclamo (sentenza TF 1B_324/2013 del 24.1.2014). 3.2. Dal verbale di interrogatorio 30.12.2021, emerge che “(…) così come da decisioni del Procuratore pubblico Marisa Alfier: (…) Rilievi fotografici e dattiloscopici e DNA (…)” (cfr. AI 18, p. 8). RE 1 si è opposta a tali provvedimenti: a suo dire questi ultimi sarebbero sproporzionati rispetto ai reati a lei imputati e visto che era stata già identificata. 3.3. Giusta l’art. 255 cpv. 2 lit. a CPP la polizia può disporre il prelievo di campioni di DNA su persone, se non invasivo. Tale norma si riferisce in particolare al prelievo di uno striscio della mucosa orale, ciò in considerazione del suo carattere esiguamente invasivo. La polizia è competente non soltanto per disporre il prelievo di questo tipo di campione bensì anche per eseguirlo (StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art. 255 n. 12; BSK StPO – C. FRICKER / S. MAEDER, op. cit., art. 255 n. 27; DTF 141 IV 87). L’art. 255 cpv. 2 CPP prevede dunque una competenza eccezionale della polizia, nell’ambito delle sue competenza di cui all’art. 306 cpv. 2 lit. a CPP. 3.4. Giusta l’art. 260 CPP, il rilevamento segnaletico consiste nell’accertare le caratteristiche fisiche di una persona, nonché nel prendere impronte di parti del suo corpo (cpv. 1). Possono disporre il rilevamento segnaletico la polizia, il pubblico ministero, il giudice e, nei casi urgenti, chi dirige il procedimento in giudizio (cpv. 2). Il rilevamento segnaletico è disposto con ordine scritto succintamente motivato. Nei casi urgenti può essere ordinato oralmente, ma deve successivamente essere confermato e motivato per scritto (cpv. 3). Se l’interessato rifiuta di sottomettersi all’ordine della polizia, decide il pubblico ministero (cpv. 4). Esso consiste, in sostanza, nel fotografare l’individuo e le caratteristiche particolari del suo corpo, ad esempio i difetti fisici, le cicatrici, i tatuaggi. Le impronte papillari vengono prelevate dalle mani: dita, palmo e dorso (ZK StPO – D. K. GRAF / T. HANSJAKOB, op. cit., art. 260 CPP, n. 1). Il rilevamento segnaletico e il prelievo di dati d'identificazione in quanto tale non costituisce una violazione significativa dei diritti della persona oggetto di tale rilevamento (DTF 133 I 77 consid. 3.2; DTF 144 IV 127; DTF 145 IV 263; sentenza TF 1B_242/2020 del 2.9.2020). Questo tipo di misura può perseguire diversi obiettivi. Da un lato, può essere utile per chiarire i fatti, cioè a stabilire l'identità di una persona e a creare materiale comparativo per la valutazione delle prove. D'altra parte, lo scopo della registrazione – come l'analisi del DNA – può anche essere quello di permettere il riconoscimento di un individuo in caso di futuri reati (ZK StPO – D. K. GRAF / T. HANSJAKOB, op. cit., art. 260 CPP, n. 1a). 3.5. Quando vengono imposti uno o più provvedimenti coercitivi, devono essere soddisfatte le condizioni cumulative elencate nell’art. 197 cpv. 1 CPP. Essi possono quindi essere ordinati solo se sono previsti dalla legge (lit. a), vi sono sufficienti indizi di reato (lit. b), gli obiettivi con essi perseguiti non possono essere raggiunti mediante misure meno severe (lit. c) e se l’importanza del reato li giustifica (lit. d). Giusta il principio della proporzionalità (art. 197 cpv.1 lit. c e d CPP; art. 36 Cost.), la limitazione di un diritto fondamentale deve essere idonea a raggiungere lo scopo perseguito (regola di adeguatezza), che non può essere raggiunto con una misura meno invasiva (regola di necessità). Inoltre, ci deve essere un rapporto ragionevole tra gli effetti della misura sulla situazione della persona interessata e il risultato atteso dal punto di vista dell'interesse pubblico (la regola della proporzionalità in senso stretto) [DTF 137 I 167; DTF 124 I 107; sentenze TF 1B_171/2021 del 6.7.2021; TF 1B_214/2021 del 23.11.2021]. Affinché i criteri di idoneità e proporzionalità in senso stretto siano soddisfatti, la misura coercitiva prevista deve quindi essere appropriata e idonea a raggiungere lo scopo previsto. Il fine deve quindi giustificare la restrizione imposta. In altre parole, l’obiettivo deve essere sufficientemente importante e la limitazione di un diritto fondamentale deve essere giustificata per essere effettivamente raggiunta. Un rapporto ragionevole tra il fine e i mezzi è quindi necessario (DTF 133 I 77). La gravità dei reati perseguiti deve, in questo contesto, essere presa in considerazione nell'esame complessivo della proporzionalità delle misure ordinate (DTF 141 IV 77), dovendo l'autorità essere tanto più vigile nel caso di reati formalmente di minore gravità (sentenze TF 1B_294/2014 del 19.3.2015; TF 1B_171/2021 del 6.7.2021; TF 1B_214/2021 del 23.11.2021). Nell’ambito della verifica della proporzionalità, eventuali reati precedenti dell’imputato devono essere altresì tenuti in considerazione e confluiscono nella ponderazione degli interessi come uno dei molti criteri (sentenza TF 1B_171/2021 del 6.7.2021). Nell’ambito dell’esame della gravità del reato richiesta non sono determinanti né la configurazione quale reato punibile a querela di parte o d’ufficio, né la comminatoria astratta della pena, ma si devono piuttosto includere il bene giuridico interessato e il contesto concreto; devono essere seriamente minacciati beni giuridici fondamentali (sentenza TF 1B_171/2021 del 6.7.2021). Per quanto riguarda il criterio di necessità, esso incarna il principio secondo il quale quando più mezzi sono suscettibili di raggiungere lo scopo desiderato, la scelta deve essere fatta a favore di quello che incide meno gravemente sugli interessi privati - sussidiarietà delle misure coercitive (DTF 124 I 107). Non appena è possibile raggiungere lo scopo desiderato per mezzo di una restrizione meno grave dei diritti fondamentali, la misura è sproporzionata. 3.6. In merito al rilevamento dei dati segnaletici di RE 1 ed al prelievo del DNA da parte della polizia cantonale si osserva che durante il suo interrogatorio del 30.12.2021, dopo che le era stato comunicato che sarebbe stata sottoposta a tali misure, essa si è opposta, per il tramite del suo avvocato, affermando di ritenere “(…) sproporzionata la richiesta del rilievo del DNA rispetto ai reati imputati così come il rilievo delle impronte e delle foto visto che l’imputata è stata identificata (…)” (verbale 30.12.2021, p. 8, AI 18). 3.7. Ora, se si può ammettere che sussistano sufficienti e concreti indizi nei confronti di RE 1 in merito ai reati di sommossa e di violazione di domicilio, ci si può chiedere se le misure qui contestate rispettino il principio di proporzionalità. 3.7.1. Per quanto concerne il prelievo del DNA di RE 1 da parte della polizia cantonale, non si comprende l’utilità di un tale prelievo, anche perché dagli atti non emerge che si sia provveduto alla raccolta sul sedime dell’ex-macello e al suo interno di materiale per un eventuale confronto. Tant’è che il magistrato inquirente non afferma il contrario, ma, anzi, egli non ha ordinato l’allestimento del profilo DNA giusta l’art. 255 cpv. 1 CPP. La misura appare dunque sproporzionata ed il campione di DNA di RE 1 deve essere distrutto. 3.7.2. Per quanto concerne i rilevamenti segnaletici si rileva che, come sopraindicato, giusta l’art. 260 cpv. 4 CPP, nel caso in cui l’interessato si rifiuta di sottomettersi all’ordine della polizia, deve decidere il pubblico ministero. Tuttavia agli atti vi è unicamente l’ordine della polizia cantonale (formulario) (AI 42), ma non vi è alcun ordine del procuratore pubblico. Il rilevamento segnaletico deve infatti essere disposto con ordine scritto succintamente motivato e, nei casi urgenti, può essere ordinato oralmente, ma deve tuttavia essere successivamente confermato e motivato per scritto (art. 260 cpv. 3 CPP). Il magistrato inquirente si è qui limitato a sottoscrivere il formulario di polizia, limitatamente tuttavia all’ordine per l’allestimento del profilo del DNA [di competenza esclusiva del procuratore pubblico (art. 255 cpv. 1 CPP)]. Visto quanto precede bisogna dunque ordinare la distruzione dei rilevamenti segnaletici effettuati il 30.12.2021 sulla persona della qui reclamante vista l’inesistenza di un ordine scritto. 4. Il reclamo, per quanto non divenuto privo d’oggetto, è parzialmente accolto. I rilevamenti segnaletici ed il campione di DNA effettuati / raccolti a RE 1 il 30.12.2021 devono essere distrutti. Ritenuto che parte delle censure di RE 1 sono state accolte, mentre altre (in parte divenute prive di oggetto per i motivi di cui al consid. 1.5) sono/sarebbero state respinte, non si prelevano tassa di giustizia e spese, rispettivamente non si assegnano ripetibili, ma le rispettive pretese vengono compensate (art. 442 cpv. 4 CPP). Per questi motivi, richiamati gli art. 255, 260, 393 ss. CPP ed ogni altra disposizione applicabile, pronuncia 1. Il reclamo, per quanto non divenuto privo d’oggetto, è parzialmente accolto. I rilevamenti segnaletici ed i campioni di DNA effettuati / prelevati a RE 1 il 30.12.2021 devono essere distrutti. 2. Tassa di giustizia, spese e ripetibili compensate. 3. Rimedio di diritto : Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, per i motivi Per la Corte dei reclami penali Il presidente La cancelliera

Incarto n. 60.2022.13 Incarto n. 60.2022.13

Incarto n. Lugano 12 ottobre 2022 /dp Lugano

Lugano 12 ottobre 2022 /dp

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello composta dai giudici: composta dai giudici:

composta dai giudici: Nicola Respini, presidente, Raffaele Guffi, Giovan Maria Tattarletti Nicola Respini, presidente,

Nicola Respini, presidente, Raffaele Guffi, Giovan Maria Tattarletti

Raffaele Guffi, Giovan Maria Tattarletti cancelliera: cancelliera:

cancelliera: Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera

Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera sedente per statuire sul reclamo 5/10.1.2022 presentato da

sedente per statuire sul reclamo 5/10.1.2022 presentato da RE 1 patr. da: PR 1 RE 1

RE 1 patr. da: PR 1

patr. da: PR 1 contro contro

contro gli ordini di sequestro, per i rilevamenti segnaletici e di prelievo campione DNA emanati il 30.12.2021 dal procuratore pubblico Marisa Alfier nel contesto del procedimento penale di cui all’inc. MP __________ promosso nei suoi confronti per titolo di violazione di domicilio e sommossa; gli ordini di sequestro, per i rilevamenti segnaletici e di prelievo campione DNA emanati il 30.12.2021 dal procuratore pubblico Marisa Alfier nel contesto del procedimento penale di cui all’inc. MP __________ promosso nei suoi confronti per titolo di violazione di domicilio e sommossa;

gli ordini di sequestro, per i rilevamenti segnaletici e di prelievo campione DNA emanati il 30.12.2021 dal procuratore pubblico Marisa Alfier nel contesto del procedimento penale di cui all’inc. MP __________ promosso nei suoi confronti per titolo di violazione di domicilio e sommossa; richiamate le osservazioni 20.1.2022 e la duplica 22/23.2.2022 del magistrato inquirente;

richiamate le osservazioni 20.1.2022 e la duplica 22/23.2.2022 del magistrato inquirente; vista la replica 16/17.2.2022 di RE 1;

vista la replica 16/17.2.2022 di RE 1; letti ed esaminati gli atti;

letti ed esaminati gli atti; considerato

considerato in fatto

in fatto a. In data 29.12.2021 è stato organizzato da alcuni “__________”, sul sedime dell’__________ a, un pranzo comunitario, con altre attività correlate all’occupazione di tali spazi. Da un comunicato degli stessi emergeva che “(…) sull’area è in corso un presidio solidale con pranzo e poetry slam, mentre all’interno alcune persone stanno rendendo agibili gli spazi. La sera ci sarà la prima assemblea pubblica. Tutt* sono invitat* a partecipare! (…). Sette giorni dopo lo sgombero del __________ ci è sorto un fortissimo dubbio: forse abbiamo dimenticato le placche della cucina accese …. La preoccupazione ci ha spinto a rientrare per assicurarci che un incendio (…) non divampi. Trattandosi di uno ‘stato di necessità’, rientrare non dovrebbe avere alcuna conseguenza sulle persone che provvederanno alla messa in sicurezza dello stabile (…). Per questo motivo, ci siamo organizzat*, dal basso, per riprenderci con le nostre mani ciò che ci è stato tolto (…)” (comunicato 29.12.2021). a. In data 29.12.2021 è stato organizzato da alcuni “__________”, sul sedime dell’__________ a, un pranzo comunitario, con altre attività correlate all’occupazione di tali spazi. Da un comunicato degli stessi emergeva che “(…) sull’area è in corso un presidio solidale con pranzo e poetry slam, mentre all’interno alcune persone stanno rendendo agibili gli spazi. La sera ci sarà la prima assemblea pubblica. Tutt* sono invitat* a partecipare! (…). Sette giorni dopo lo sgombero del __________ ci è sorto un fortissimo dubbio: forse abbiamo dimenticato le placche della cucina accese …. La preoccupazione ci ha spinto a rientrare per assicurarci che un incendio (…) non divampi. Trattandosi di uno ‘stato di necessità’, rientrare non dovrebbe avere alcuna conseguenza sulle persone che provvederanno alla messa in sicurezza dello stabile (…). Per questo motivo, ci siamo organizzat*, dal basso, per riprenderci con le nostre mani ciò che ci è stato tolto (…)” (comunicato 29.12.2021). Alcuni dei manifestanti si sarebbero infatti introdotti all’interno dell’immobile ed altri sarebbero saliti sul tetto dello stesso. All’alba del 30.12.2021 sarebbe di conseguenza intervenuta la polizia cantonale, procedendo allo sgombero. Diverse persone che si trovavano nell’edificio sono state portate presso gli uffici della polizia per essere interrogate. Tra queste anche RE 1 (cfr. inc. MP __________).

Alcuni dei manifestanti si sarebbero infatti introdotti all’interno dell’immobile ed altri sarebbero saliti sul tetto dello stesso. All’alba del 30.12.2021 sarebbe di conseguenza intervenuta la polizia cantonale, procedendo allo sgombero. Diverse persone che si trovavano nell’edificio sono state portate presso gli uffici della polizia per essere interrogate. Tra queste anche RE 1 (cfr. inc. MP __________). Al termine del suo interrogatorio l’agente interrogante ha informato l’imputata “(…) che così come da decisione del Procuratore Pubblico Marisa Alfier” le sarebbero stati sequestrati gli oggetti trovati sulla sua persona al momento del suo fermo (una tenaglia, una pinza, un coltellino, nastri adesivi, ecc.) e che, sempre per disposizione del magistrato inquirente, sarebbe stata sottoposta ai rilevamenti segnaletici (foto, DNA, impronte) (verbale di interrogatorio 30.12.2021, p. 8, AI 18). Il suo avvocato presente (almeno in parte) al verbale di interrogatorio si sarebbe opposto a quest’ultimo provvedimento in quanto “(…) sproporzionato (…) rispetto ai reati imputati (…) visto che l’imputata è stata identificata (…)” (verbale di interrogatorio 30.12.2021, p. 8, AI 18).

Al termine del suo interrogatorio l’agente interrogante ha informato l’imputata “(…) che così come da decisione del Procuratore Pubblico Marisa Alfier” le sarebbero stati sequestrati gli oggetti trovati sulla sua persona al momento del suo fermo (una tenaglia, una pinza, un coltellino, nastri adesivi, ecc.) e che, sempre per disposizione del magistrato inquirente, sarebbe stata sottoposta ai rilevamenti segnaletici (foto, DNA, impronte) (verbale di interrogatorio 30.12.2021, p. 8, AI 18). Il suo avvocato presente (almeno in parte) al verbale di interrogatorio si sarebbe opposto a quest’ultimo provvedimento in quanto “(…) sproporzionato (…) rispetto ai reati imputati (…) visto che l’imputata è stata identificata (…)” (verbale di interrogatorio 30.12.2021, p. 8, AI 18). b. Con gravame 5/10.1.2022 RE 1 insorge contro l’agire della polizia cantonale [che, a suo dire, “(…) non aveva nessun serio e concreto indizio che potesse giustificare una perquisizione integrale del corpo come quella subita dalla reclamante (…)” (reclamo 5/10.1.2022, p. 3)], ribadendo inoltre “l’inadeguatezza” delle misure disposte, in particolar modo i rilevamenti segnaletici e il prelievo del DNA e contestando l’ordine di sequestro del magistrato inquirente. La reclamante ha dunque postulato il dissequestro di tutti gli oggetti a lei sequestrati così come la distruzione dei rilevamenti dattiloscopici ed il prelievo del DNA (reclamo 5/10.1.2022, p. 4). b. Con gravame 5/10.1.2022 RE 1 insorge contro l’agire della polizia cantonale [che, a suo dire, “(…) non aveva nessun serio e concreto indizio che potesse giustificare una perquisizione integrale del corpo come quella subita dalla reclamante (…)” (reclamo 5/10.1.2022, p. 3)], ribadendo inoltre “l’inadeguatezza” delle misure disposte, in particolar modo i rilevamenti segnaletici e il prelievo del DNA e contestando l’ordine di sequestro del magistrato inquirente. La reclamante ha dunque postulato il dissequestro di tutti gli oggetti a lei sequestrati così come la distruzione dei rilevamenti dattiloscopici ed il prelievo del DNA (reclamo 5/10.1.2022, p. 4). c. Nelle sue osservazioni 20.1.2022 il magistrato inquirente ha rilevato che un ordine di perquisizione e sequestro era stato da lei emanato in data 30.12.2021 (AI 5), che tuttavia non sarebbe stato immediatamente consegnato all’imputata, in quanto quest’ultima sarebbe già stata congedata dopo il verbale di interrogatorio. In merito ai rilevamenti segnaletici, il procuratore pubblico ha affermato che un “(…) prelievo DNA è stato ordinato, ma non è stato ordinato l’allestimento del profilo DNA (…). Sono stati invece ordinati gli esami dattiloscopici e fotografici che sono necessari per il proseguo del procedimento penale. Questo perché sulla base degli atti istruttori che si stanno raccogliendo (filmati) si potrà accertare la presenza (o meno) della reclamante sul sedime dell’ex-macello come pure la via di entrata nell’immobile ex-macello. Eventuali impronte papillari permetteranno poi di accertare (o meno) i vari spostamenti della reclamante sempre all’esterno (spostamento barricate presenti in loco) come pure all’interno del citato immobile (…)” (osservazioni 20.1.2022, p. 2 s.). A dire del magistrato inquirente inoltre la perquisizione si sarebbe resa necessaria considerato che la reclamante avrebbe potuto nascondere, sulla sua persona, oggetti pericolosi e/o da sequestrare; la perquisizione sarebbe stata eseguita da agenti di sesso femminile e “(…) per quanto a [sua] conoscenza (…), prima si è proceduto a far svestire la reclamante per la parte superiore e poi per la parte inferiore (…)” (osservazioni 20.1.2022, p. 2 s.). c. Nelle sue osservazioni 20.1.2022 il magistrato inquirente ha rilevato che un ordine di perquisizione e sequestro era stato da lei emanato in data 30.12.2021 (AI 5), che tuttavia non sarebbe stato immediatamente consegnato all’imputata, in quanto quest’ultima sarebbe già stata congedata dopo il verbale di interrogatorio. In merito ai rilevamenti segnaletici, il procuratore pubblico ha affermato che un “(…) prelievo DNA è stato ordinato, ma non è stato ordinato l’allestimento del profilo DNA (…). Sono stati invece ordinati gli esami dattiloscopici e fotografici che sono necessari per il proseguo del procedimento penale. Questo perché sulla base degli atti istruttori che si stanno raccogliendo (filmati) si potrà accertare la presenza (o meno) della reclamante sul sedime dell’ex-macello come pure la via di entrata nell’immobile ex-macello. Eventuali impronte papillari permetteranno poi di accertare (o meno) i vari spostamenti della reclamante sempre all’esterno (spostamento barricate presenti in loco) come pure all’interno del citato immobile (…)” (osservazioni 20.1.2022, p. 2 s.). A dire del magistrato inquirente inoltre la perquisizione si sarebbe resa necessaria considerato che la reclamante avrebbe potuto nascondere, sulla sua persona, oggetti pericolosi e/o da sequestrare; la perquisizione sarebbe stata eseguita da agenti di sesso femminile e “(…) per quanto a [sua] conoscenza (…), prima si è proceduto a far svestire la reclamante per la parte superiore e poi per la parte inferiore (…)” (osservazioni 20.1.2022, p. 2 s.). d. Con scritto 7.4.2022 il procuratore pubblico ha comunicato all’imputata il dissequestro degli oggetti trovati in suo possesso il 30.12.2021 (AI 138). d. Con scritto 7.4.2022 il procuratore pubblico ha comunicato all’imputata il dissequestro degli oggetti trovati in suo possesso il 30.12.2021 (AI 138). in diritto

in diritto 1. 1.1.

1. 1.1. In applicazione dell’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto, entro il termine di dieci giorni, contro le decisioni e gli atti procedurali e, in ogni momento, contro le omissioni della polizia, del pubblico ministero e, ancora, delle autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui esso è espressamente escluso dal CPP oppure quando è prevista un’altra impugnativa.

In applicazione dell’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto, entro il termine di dieci giorni, contro le decisioni e gli atti procedurali e, in ogni momento, contro le omissioni della polizia, del pubblico ministero e, ancora, delle autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui esso è espressamente escluso dal CPP oppure quando è prevista un’altra impugnativa. Con il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1 lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2 LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

Con il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1 lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2 LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP). Il reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed all’art. 385 CPP per la motivazione.

Il reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed all’art. 385 CPP per la motivazione. Esso deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

Esso deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP). 1.2.

1.2. Giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP sono legittimate a ricorrere contro una decisione le parti che hanno un interesse giuridicamente protetto all’annullamento oppure alla modifica della pronuncia stessa (sentenza TF 1B_317/2018 del 12.12.2018 consid. 2.2.).

Giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP sono legittimate a ricorrere contro una decisione le parti che hanno un interesse giuridicamente protetto all’annullamento oppure alla modifica della pronuncia stessa (sentenza TF 1B_317/2018 del 12.12.2018 consid. 2.2.). L’ interesse giuridicamente protetto a’ sensi dell’art. 382 cpv. 1 CPP implica che il ricorrente sia personalmente, direttamente (sentenze TF 1B_29/2018 del 24.8.2018 consid. 2.2.; 1B_158/2018 dell’11.7.2018 consid. 2.4.; DTF 142 IV 82 consid. 2.3.2.; 140 IV 155 consid. 3.2.) e (di principio: sentenza TF 1B_72/2014 del 15.4.2014 consid. 2.1.; BSK StPO – M. ZIEGLER / S. KELLER, 2. ed., art. 382 CPP n. 2) attualmente (DTF 144 IV 81 consid. 2.3.1.) leso dalla decisione che impugna (N. SCHMID / D. JOSITSCH, StPO Praxiskommentar, 3. ed., art. 382 CPP n. 2); talvolta è sufficiente un interesse anche soltanto virtuale (Commentario CPP – M. MINI, art. 382 CPP n. 5).

L’ interesse giuridicamente protetto a’ sensi dell’art. 382 cpv. 1 CPP implica che il ricorrente sia personalmente, direttamente (sentenze TF 1B_29/2018 del 24.8.2018 consid. 2.2.; 1B_158/2018 dell’11.7.2018 consid. 2.4.; DTF 142 IV 82 consid. 2.3.2.; 140 IV 155 consid. 3.2.) e (di principio: sentenza TF 1B_72/2014 del 15.4.2014 consid. 2.1.; BSK StPO – M. ZIEGLER / S. KELLER, 2. ed., art. 382 CPP n. 2) attualmente (DTF 144 IV 81 consid. 2.3.1.) leso dalla decisione che impugna (N. SCHMID / D. JOSITSCH, StPO Praxiskommentar, 3. ed., art. 382 CPP n. 2); talvolta è sufficiente un interesse anche soltanto virtuale (Commentario CPP – M. MINI, art. 382 CPP n. 5). L’interesse all’annullamento o alla modifica di una decisione giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP deve quindi essere di principio pratico e attuale (sentenza TPF BB.2017.39 del 3.4.2017 consid. 1.4.1.).

L’interesse all’annullamento o alla modifica di una decisione giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP deve quindi essere di principio pratico e attuale (sentenza TPF BB.2017.39 del 3.4.2017 consid. 1.4.1.). Secondo la giurisprudenza (sentenza TF 1B_172/2018 del 10.4.2018 consid. 3.) si può rinunciare all’esistenza di un interesse attuale qualora la contestazione alla base della decisione impugnata possa riproporsi in ogni tempo in circostanze identiche oppure analoghe, con impossibilità per sua natura di sottoporla ad un’autorità giudiziaria prima che perda la sua attualità, ritenuta l’esistenza di un interesse pubblico sufficientemente importante a confrontarsi con la questione: si deve trattare di un argomento di importanza fondamentale, a cui si deve rispondere.

Secondo la giurisprudenza (sentenza TF 1B_172/2018 del 10.4.2018 consid. 3.) si può rinunciare all’esistenza di un interesse attuale qualora la contestazione alla base della decisione impugnata possa riproporsi in ogni tempo in circostanze identiche oppure analoghe, con impossibilità per sua natura di sottoporla ad un’autorità giudiziaria prima che perda la sua attualità, ritenuta l’esistenza di un interesse pubblico sufficientemente importante a confrontarsi con la questione: si deve trattare di un argomento di importanza fondamentale, a cui si deve rispondere. 1.3.

1.3. Come si è detto, il 10.3.2022 il procuratore pubblico ha dissequestrato tutti gli oggetti rinvenuti il 30.12.2021 in possesso di RE 1 (AI 138).

Come si è detto, il 10.3.2022 il procuratore pubblico ha dissequestrato tutti gli oggetti rinvenuti il 30.12.2021 in possesso di RE 1 (AI 138). Si pone dunque la questione a sapere se oggi ci sia ancora un interesse attuale all’evasione dell’impugnativa 5/10.1.2022 per quanto concerne l’ordine di sequestro 30.12.2021 (AI 5).

Si pone dunque la questione a sapere se oggi ci sia ancora un interesse attuale all’evasione dell’impugnativa 5/10.1.2022 per quanto concerne l’ordine di sequestro 30.12.2021 (AI 5). La risposta è negativa. Non si può infatti ritenere che la decisione impugnata possa riproporsi in ogni tempo in circostanze identiche oppure analoghe, con impossibilità per sua natura di sottoporla ad un’autorità giudiziaria prima che perda la sua attualità. È pertanto venuto meno l’interesse all’annullamento del sequestro e di conseguenza all’evasione del gravame di RE 1 in merito a questo punto.

La risposta è negativa. Non si può infatti ritenere che la decisione impugnata possa riproporsi in ogni tempo in circostanze identiche oppure analoghe, con impossibilità per sua natura di sottoporla ad un’autorità giudiziaria prima che perda la sua attualità. È pertanto venuto meno l’interesse all’annullamento del sequestro e di conseguenza all’evasione del gravame di RE 1 in merito a questo punto. 1.4.

1.4. Il gravame, per quanto concerne il sequestro, è dunque divenuto privo d’oggetto e va stralciato dai ruoli.

Il gravame, per quanto concerne il sequestro, è dunque divenuto privo d’oggetto e va stralciato dai ruoli. 1.5.

1.5. Dato l’esito, si impone comunque di procedere ad un esame sommario, prima facie, del caso oggetto dell’impugnativa allo scopo di determinarsi sull’accollamento di tassa di giustizia e spese e sulle ripetibili (cfr., in analogia, sentenza TF 1B_5/2020 del 24.2.2020 consid. 1.2.).

Dato l’esito, si impone comunque di procedere ad un esame sommario, prima facie, del caso oggetto dell’impugnativa allo scopo di determinarsi sull’accollamento di tassa di giustizia e spese e sulle ripetibili (cfr., in analogia, sentenza TF 1B_5/2020 del 24.2.2020 consid. 1.2.). 1.5.1.

1.5.1. Secondo l’art. 263 cpv. 1 CPP all’imputato e a terzi possono essere sequestrati oggetti e valori patrimoniali se questi saranno presumibilmente utilizzati come mezzi di prova (a), utilizzati per garantire le spese procedurali, le pene pecuniarie, le multe e le indennità (b), restituiti ai danneggiati (c) oppure confiscati (d).

Secondo l’art. 263 cpv. 1 CPP all’imputato e a terzi possono essere sequestrati oggetti e valori patrimoniali se questi saranno presumibilmente utilizzati come mezzi di prova (a), utilizzati per garantire le spese procedurali, le pene pecuniarie, le multe e le indennità (b), restituiti ai danneggiati (c) oppure confiscati (d). Il sequestro, provvedimento cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti per il dispiegamento della procedura e pertanto per le necessità dell’istruzione preliminare, per le decisioni del magistrato requirente e per quelle del giudice del merito nella prospettiva – anche – della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio secondo l’art. 263 cpv. 1 lit. a CPP) [sentenza TF 1B_492/2017 del 25.4.2018 consid. 2.2.] e della decisione di confisca, restituzione o devoluzione, come agli art. 69 ss. CP (sequestro confiscatorio in applicazione dell’art. 263 cpv. 1 lit. d CPP) [sentenza TF 1B_76/2020 del 6.7.2020 consid. 4.1.; ZK StPO – S. HEIMGARTNER, 3. ed., art. 263 CPP n. 15 ss.].

Il sequestro, provvedimento cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti per il dispiegamento della procedura e pertanto per le necessità dell’istruzione preliminare, per le decisioni del magistrato requirente e per quelle del giudice del merito nella prospettiva – anche – della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio secondo l’art. 263 cpv. 1 lit. a CPP) [sentenza TF 1B_492/2017 del 25.4.2018 consid. 2.2.] e della decisione di confisca, restituzione o devoluzione, come agli art. 69 ss. CP (sequestro confiscatorio in applicazione dell’art. 263 cpv. 1 lit. d CPP) [sentenza TF 1B_76/2020 del 6.7.2020 consid. 4.1.; ZK StPO – S. HEIMGARTNER, 3. ed., art. 263 CPP n. 15 ss.]. Il sequestro (quale misura coercitiva che restringe la garanzia della proprietà giusta l’art. 26 Cost.) è legittimo – secondo l’art. 197 CPP – soltanto se si fonda su una base legale, in presenza concorrente di sufficienti indizi di reato (sentenza TF 1B_194/2018 del 28.5.2018 consid. 4.3.), se gli obiettivi con esso perseguiti non possono essere raggiunti mediante misure meno severe (proporzionalità), se l’importanza del reato lo giustifica (proporzionalità) e se vi è connessione tra questo e l’oggetto che così occorre salvaguardare per istruttoria e giudizio (sentenza TF 6B_815/2020 del 22.12.2020 consid. 10.1.; BSK StPO – F. BOMMER / P. GOLDSCHMID, op. cit., vor art. 263-268 CPP n. 11 ss.).

Il sequestro (quale misura coercitiva che restringe la garanzia della proprietà giusta l’art. 26 Cost.) è legittimo – secondo l’art. 197 CPP – soltanto se si fonda su una base legale, in presenza concorrente di sufficienti indizi di reato (sentenza TF 1B_194/2018 del 28.5.2018 consid. 4.3.), se gli obiettivi con esso perseguiti non possono essere raggiunti mediante misure meno severe (proporzionalità), se l’importanza del reato lo giustifica (proporzionalità) e se vi è connessione tra questo e l’oggetto che così occorre salvaguardare per istruttoria e giudizio (sentenza TF 6B_815/2020 del 22.12.2020 consid. 10.1.; BSK StPO – F. BOMMER / P. GOLDSCHMID, op. cit., vor art. 263-268 CPP n. 11 ss.). 1.5.2.

1.5.2. Nel caso in esame il materiale (tra cui pure una tenaglia, una pinza ed un coltellino) trovato in possesso di RE 1 al momento del suo fermo potrebbe essere considerato atto a perpetrare il reato di violazione di domicilio: sussiste dunque una connessione tra i reati ipotizzati e gli oggetti del sequestro. Anche le ulteriori condizioni del sequestro ( base legale, presenza concorrente di sufficienti indizi di reato e proporzionalità) erano nel caso in esame rispettate.

Nel caso in esame il materiale (tra cui pure una tenaglia, una pinza ed un coltellino) trovato in possesso di RE 1 al momento del suo fermo potrebbe essere considerato atto a perpetrare il reato di violazione di domicilio: sussiste dunque una connessione tra i reati ipotizzati e gli oggetti del sequestro. Anche le ulteriori condizioni del sequestro ( base legale, presenza concorrente di sufficienti indizi di reato e proporzionalità) erano nel caso in esame rispettate. RE 1 sarebbe dunque risultata soccombente con il reclamo in oggetto (in merito al sequestro), ma tuttavia, visto l’esito del gravame si prescinde dal prelievo di tassa di giustizia e spese.

RE 1 sarebbe dunque risultata soccombente con il reclamo in oggetto (in merito al sequestro), ma tuttavia, visto l’esito del gravame si prescinde dal prelievo di tassa di giustizia e spese. 1.6.

1.6. L’ordine della polizia in merito al prelievo di un campione di DNA giusta l’art. 255 CPP, può essere impugnato direttamente con reclamo (sentenza TF 1B_324/2013 del 24.1.2014) così come la perquisizione corporale (art. 249 CPP; art. 241 cpv. 3 e cpv. 4 CPP; art. 198 CPP). RE 1 quale imputata, è legittimata a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP contro il rilevamento ed il prelievo del suo DNA e contro la sua perquisizione corporale, avendo un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica del giudizio.

L’ordine della polizia in merito al prelievo di un campione di DNA giusta l’art. 255 CPP, può essere impugnato direttamente con reclamo (sentenza TF 1B_324/2013 del 24.1.2014) così come la perquisizione corporale (art. 249 CPP; art. 241 cpv. 3 e cpv. 4 CPP; art. 198 CPP). RE 1 quale imputata, è legittimata a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP contro il rilevamento ed il prelievo del suo DNA e contro la sua perquisizione corporale, avendo un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica del giudizio. Il gravame, inoltrato il 5.1.2022 a questa Corte, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro tali provvedimenti effettuati il 30.12.2021 è tempestivo e proponibile.

Il gravame, inoltrato il 5.1.2022 a questa Corte, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro tali provvedimenti effettuati il 30.12.2021 è tempestivo e proponibile. 2. 2.1.

2. 2.1. Per quanto concerne la perquisizione corporale effettuata sulla sua persona dagli agenti della polizia cantonale, RE 1

Per quanto concerne la perquisizione corporale effettuata sulla sua persona dagli agenti della polizia cantonale, RE 1 afferma di essere “(…) stata costretta a togliersi tutti i vestiti” e a rimanere “(…) completamente nuda di fronte agli agenti (…)” (reclamo 5/10.1.2022, p. 2). Così facendo questi ultimi avrebbero violato la sua dignità personale, sottoponendola ad un trattamento sproporzionato. afferma di essere “(…) stata costretta a togliersi tutti i vestiti” e a rimanere “(…) completamente nuda di fronte agli agenti (…)” (reclamo 5/10.1.2022, p. 2). Così facendo questi ultimi avrebbero violato la sua dignità personale, sottoponendola ad un trattamento sproporzionato. 2.2.

2.2. Si rileva innanzitutto che dal verbale di interrogatorio 30.12.2021 dell’imputata risulta che: “(…) prima del presente verbale d’interrogatorio, sono stata perquisista completamente a zero da due agenti di Polizia femminili le quali non hanno trovato nulla di pericoloso sulla mia persona (…)” (verbale di interrogatorio 30.12.2021, p. 2, AI 18).

Si rileva innanzitutto che dal verbale di interrogatorio 30.12.2021 dell’imputata risulta che: “(…) prima del presente verbale d’interrogatorio, sono stata perquisista completamente a zero da due agenti di Polizia femminili le quali non hanno trovato nulla di pericoloso sulla mia persona (…)” (verbale di interrogatorio 30.12.2021, p. 2, AI 18). In queste circostanze sembrerebbe che l’imputata abbia accettato la perquisizione, senza sollevare rimproveri nei confronti degli agenti. Anche il difensore intervenuto all’interrogatorio non ha sollevato nessuna contestazione in merito, sottoscrivendo il verbale di interrogatorio senza alcuna obiezione.

In queste circostanze sembrerebbe che l’imputata abbia accettato la perquisizione, senza sollevare rimproveri nei confronti degli agenti. Anche il difensore intervenuto all’interrogatorio non ha sollevato nessuna contestazione in merito, sottoscrivendo il verbale di interrogatorio senza alcuna obiezione. In ogni caso, giusta l’art. 249 CPP, le persone possono essere perquisite senza il consenso dell’interessato se si debba presumere che si possano rinvenire tracce del reato oppure oggetti o valori patrimoniali da sequestrare; in applicazione dell’art. 241 cpv. 3 CPP, se vi è pericolo nel ritardo, la polizia può, senza mandato, eseguire perquisizioni.

In ogni caso, giusta l’art. 249 CPP, le persone possono essere perquisite senza il consenso dell’interessato se si debba presumere che si possano rinvenire tracce del reato oppure oggetti o valori patrimoniali da sequestrare; in applicazione dell’art. 241 cpv. 3 CPP, se vi è pericolo nel ritardo, la polizia può, senza mandato, eseguire perquisizioni. Ora nella fattispecie in esame, considerati tutti i fatti e le circostanze alla base dell’inc. MP __________, così come i reati di sommossa e violazione di domicilio (di un luogo già posto, parzialmente, sotto sequestro e transennato) imputati a RE 1, si deve concludere che il provvedimento fosse legittimo, proporzionato e giustificato dalle circostanze concrete. Era infatti necessario assicurarsi che l’imputata non nascondesse altri oggetti da sequestrare o che potessero rivelarsi pericolosi. L’urgenza ai sensi dell’art. 241 cpv. 3 CPP di assicurare il prima possibile tali oggetti consentiva agli agenti di agire prontamente e velocemente alla perquisizione, senza perdere tempo per richiedere, ed ottenere, un mandato del magistrato inquirente.

Ora nella fattispecie in esame, considerati tutti i fatti e le circostanze alla base dell’inc. MP __________, così come i reati di sommossa e violazione di domicilio (di un luogo già posto, parzialmente, sotto sequestro e transennato) imputati a RE 1, si deve concludere che il provvedimento fosse legittimo, proporzionato e giustificato dalle circostanze concrete. Era infatti necessario assicurarsi che l’imputata non nascondesse altri oggetti da sequestrare o che potessero rivelarsi pericolosi. L’urgenza ai sensi dell’art. 241 cpv. 3 CPP di assicurare il prima possibile tali oggetti consentiva agli agenti di agire prontamente e velocemente alla perquisizione, senza perdere tempo per richiedere, ed ottenere, un mandato del magistrato inquirente. Si può dunque concludere che gli agenti intervenuti il 30.12.2021, abbiano agito in maniera corretta per quanto concerne la perquisizione di RE 1.

Si può dunque concludere che gli agenti intervenuti il 30.12.2021, abbiano agito in maniera corretta per quanto concerne la perquisizione di RE 1. 3. La reclamante si lamenta inoltre “(…) dell’inadeguatezza delle misure disposte, in particolare i rilevamenti segnaletici e il prelievo del DNA (…)”, essendo, a suo dire, dei provvedimenti sproporzionati rispetto ai reati a lei imputati (reclamo 5/10.1.2022, p. 3).

3. La reclamante si lamenta inoltre “(…) dell’inadeguatezza delle misure disposte, in particolare i rilevamenti segnaletici e il prelievo del DNA (…)”, essendo, a suo dire, dei provvedimenti sproporzionati rispetto ai reati a lei imputati (reclamo 5/10.1.2022, p. 3). 3.1.

3.1. In merito si rileva che l’ordine scritto della polizia in materia di rilevamenti segnaletici giusta l’art. 260 ss. CPP non può essere impugnato con reclamo davanti a questa Corte giusta l’art. 393 CPP, ma è necessaria una decisione in merito del procuratore pubblico che decide nel caso in cui l’interessato si rifiuta di sottomettersi all’ordine della polizia (art. 260 cpv. 4 CPP). Ciò non è tuttavia necessario in caso di conferimenti di mandati da parte del ministero pubblico alla polizia giusta l’art. 312 CPP; il mandato scritto (o, in casi urgenti, orale) impartito dal magistrato inquirente che incarica la polizia di svolgere indagini supplementari è sufficiente.

In merito si rileva che l’ordine scritto della polizia in materia di rilevamenti segnaletici giusta l’art. 260 ss. CPP non può essere impugnato con reclamo davanti a questa Corte giusta l’art. 393 CPP, ma è necessaria una decisione in merito del procuratore pubblico che decide nel caso in cui l’interessato si rifiuta di sottomettersi all’ordine della polizia (art. 260 cpv. 4 CPP). Ciò non è tuttavia necessario in caso di conferimenti di mandati da parte del ministero pubblico alla polizia giusta l’art. 312 CPP; il mandato scritto (o, in casi urgenti, orale) impartito dal magistrato inquirente che incarica la polizia di svolgere indagini supplementari è sufficiente. L’ordine della polizia in merito al prelievo di un campione di DNA giusta l’art. 255 CPP, può essere impugnato direttamente con reclamo (sentenza TF 1B_324/2013 del 24.1.2014).

L’ordine della polizia in merito al prelievo di un campione di DNA giusta l’art. 255 CPP, può essere impugnato direttamente con reclamo (sentenza TF 1B_324/2013 del 24.1.2014). 3.2.

3.2. Dal verbale di interrogatorio 30.12.2021, emerge che “(…) così come da decisioni del Procuratore pubblico Marisa Alfier: (…) Rilievi fotografici e dattiloscopici e DNA (…)” (cfr. AI 18, p. 8).

Dal verbale di interrogatorio 30.12.2021, emerge che “(…) così come da decisioni del Procuratore pubblico Marisa Alfier: (…) Rilievi fotografici e dattiloscopici e DNA (…)” (cfr. AI 18, p. 8). RE 1 si è opposta a tali provvedimenti: a suo dire questi ultimi sarebbero sproporzionati rispetto ai reati a lei imputati e visto che era stata già identificata.

RE 1 si è opposta a tali provvedimenti: a suo dire questi ultimi sarebbero sproporzionati rispetto ai reati a lei imputati e visto che era stata già identificata. 3.3.

3.3. Giusta l’art. 255 cpv. 2 lit. a CPP la polizia può disporre il prelievo di campioni di DNA su persone, se non invasivo. Tale norma si riferisce in particolare al prelievo di uno striscio della mucosa orale, ciò in considerazione del suo carattere esiguamente invasivo. La polizia è competente non soltanto per disporre il prelievo di questo tipo di campione bensì anche per eseguirlo (StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art. 255 n. 12; BSK StPO – C. FRICKER / S. MAEDER, op. cit., art. 255 n. 27; DTF 141 IV 87). L’art. 255 cpv. 2 CPP prevede dunque una competenza eccezionale della polizia, nell’ambito delle sue competenza di cui all’art. 306 cpv. 2 lit. a CPP.

Giusta l’art. 255 cpv. 2 lit. a CPP la polizia può disporre il prelievo di campioni di DNA su persone, se non invasivo. Tale norma si riferisce in particolare al prelievo di uno striscio della mucosa orale, ciò in considerazione del suo carattere esiguamente invasivo. La polizia è competente non soltanto per disporre il prelievo di questo tipo di campione bensì anche per eseguirlo (StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art. 255 n. 12; BSK StPO – C. FRICKER / S. MAEDER, op. cit., art. 255 n. 27; DTF 141 IV 87). L’art. 255 cpv. 2 CPP prevede dunque una competenza eccezionale della polizia, nell’ambito delle sue competenza di cui all’art. 306 cpv. 2 lit. a CPP. 3.4.

3.4. Giusta l’art. 260 CPP, il rilevamento segnaletico consiste nell’accertare le caratteristiche fisiche di una persona, nonché nel prendere impronte di parti del suo corpo (cpv. 1). Possono disporre il rilevamento segnaletico la polizia, il pubblico ministero, il giudice e, nei casi urgenti, chi dirige il procedimento in giudizio (cpv. 2). Il rilevamento segnaletico è disposto con ordine scritto succintamente motivato. Nei casi urgenti può essere ordinato oralmente, ma deve successivamente essere confermato e motivato per scritto (cpv. 3). Se l’interessato rifiuta di sottomettersi all’ordine della polizia, decide il pubblico ministero (cpv. 4). Esso consiste, in sostanza, nel fotografare l’individuo e le caratteristiche particolari del suo corpo, ad esempio i difetti fisici, le cicatrici, i tatuaggi. Le impronte papillari vengono prelevate dalle mani: dita, palmo e dorso (ZK StPO – D. K. GRAF / T. HANSJAKOB, op. cit., art. 260 CPP, n. 1).

Giusta l’art. 260 CPP, il rilevamento segnaletico consiste nell’accertare le caratteristiche fisiche di una persona, nonché nel prendere impronte di parti del suo corpo (cpv. 1). Possono disporre il rilevamento segnaletico la polizia, il pubblico ministero, il giudice e, nei casi urgenti, chi dirige il procedimento in giudizio (cpv. 2). Il rilevamento segnaletico è disposto con ordine scritto succintamente motivato. Nei casi urgenti può essere ordinato oralmente, ma deve successivamente essere confermato e motivato per scritto (cpv. 3). Se l’interessato rifiuta di sottomettersi all’ordine della polizia, decide il pubblico ministero (cpv. 4). Esso consiste, in sostanza, nel fotografare l’individuo e le caratteristiche particolari del suo corpo, ad esempio i difetti fisici, le cicatrici, i tatuaggi. Le impronte papillari vengono prelevate dalle mani: dita, palmo e dorso (ZK StPO – D. K. GRAF / T. HANSJAKOB, op. cit., art. 260 CPP, n. 1). Il rilevamento segnaletico e il prelievo di dati d'identificazione in quanto tale non costituisce una violazione significativa dei diritti della persona oggetto di tale rilevamento (DTF 133 I 77 consid. 3.2; DTF 144 IV 127; DTF 145 IV 263; sentenza TF 1B_242/2020 del 2.9.2020).

Il rilevamento segnaletico e il prelievo di dati d'identificazione in quanto tale non costituisce una violazione significativa dei diritti della persona oggetto di tale rilevamento (DTF 133 I 77 consid. 3.2; DTF 144 IV 127; DTF 145 IV 263; sentenza TF 1B_242/2020 del 2.9.2020). Questo tipo di misura può perseguire diversi obiettivi. Da un lato, può essere utile per chiarire i fatti, cioè a stabilire l'identità di una persona e a creare materiale comparativo per la valutazione delle prove. D'altra parte, lo scopo della registrazione – come l'analisi del DNA – può anche essere quello di permettere il riconoscimento di un individuo in caso di futuri reati (ZK StPO – D. K. GRAF / T. HANSJAKOB, op. cit., art. 260 CPP, n. 1a).

Questo tipo di misura può perseguire diversi obiettivi. Da un lato, può essere utile per chiarire i fatti, cioè a stabilire l'identità di una persona e a creare materiale comparativo per la valutazione delle prove. D'altra parte, lo scopo della registrazione – come l'analisi del DNA – può anche essere quello di permettere il riconoscimento di un individuo in caso di futuri reati (ZK StPO – D. K. GRAF / T. HANSJAKOB, op. cit., art. 260 CPP, n. 1a). 3.5.

3.5. Quando vengono imposti uno o più provvedimenti coercitivi, devono essere soddisfatte le condizioni cumulative elencate nell’art. 197 cpv. 1 CPP. Essi possono quindi essere ordinati solo se sono previsti dalla legge (lit. a), vi sono sufficienti indizi di reato (lit. b), gli obiettivi con essi perseguiti non possono essere raggiunti mediante misure meno severe (lit. c) e se l’importanza del reato li giustifica (lit. d).

Quando vengono imposti uno o più provvedimenti coercitivi, devono essere soddisfatte le condizioni cumulative elencate nell’art. 197 cpv. 1 CPP. Essi possono quindi essere ordinati solo se sono previsti dalla legge (lit. a), vi sono sufficienti indizi di reato (lit. b), gli obiettivi con essi perseguiti non possono essere raggiunti mediante misure meno severe (lit. c) e se l’importanza del reato li giustifica (lit. d). Giusta il principio della proporzionalità (art. 197 cpv.1 lit. c e d CPP; art. 36 Cost.), la limitazione di un diritto fondamentale deve essere idonea a raggiungere lo scopo perseguito (regola di adeguatezza), che non può essere raggiunto con una misura meno invasiva (regola di necessità). Inoltre, ci deve essere un rapporto ragionevole tra gli effetti della misura sulla situazione della persona interessata e il risultato atteso dal punto di vista dell'interesse pubblico (la regola della proporzionalità in senso stretto) [DTF 137 I 167; DTF 124 I 107; sentenze TF 1B_171/2021 del 6.7.2021; TF 1B_214/2021 del 23.11.2021].

Giusta il principio della proporzionalità (art. 197 cpv.1 lit. c e d CPP; art. 36 Cost.), la limitazione di un diritto fondamentale deve essere idonea a raggiungere lo scopo perseguito (regola di adeguatezza), che non può essere raggiunto con una misura meno invasiva (regola di necessità). Inoltre, ci deve essere un rapporto ragionevole tra gli effetti della misura sulla situazione della persona interessata e il risultato atteso dal punto di vista dell'interesse pubblico (la regola della proporzionalità in senso stretto) [DTF 137 I 167; DTF 124 I 107; sentenze TF 1B_171/2021 del 6.7.2021; TF 1B_214/2021 del 23.11.2021]. Affinché i criteri di idoneità e proporzionalità in senso stretto siano soddisfatti, la misura coercitiva prevista deve quindi essere appropriata e idonea a raggiungere lo scopo previsto. Il fine deve quindi giustificare la restrizione imposta. In altre parole, l’obiettivo deve essere sufficientemente importante e la limitazione di un diritto fondamentale deve essere giustificata per essere effettivamente raggiunta. Un rapporto ragionevole tra il fine e i mezzi è quindi necessario (DTF 133 I 77). La gravità dei reati perseguiti deve, in questo contesto, essere presa in considerazione nell'esame complessivo della proporzionalità delle misure ordinate (DTF 141 IV 77), dovendo l'autorità essere tanto più vigile nel caso di reati formalmente di minore gravità (sentenze TF 1B_294/2014 del 19.3.2015; TF 1B_171/2021 del 6.7.2021; TF 1B_214/2021 del 23.11.2021).

Affinché i criteri di idoneità e proporzionalità in senso stretto siano soddisfatti, la misura coercitiva prevista deve quindi essere appropriata e idonea a raggiungere lo scopo previsto. Il fine deve quindi giustificare la restrizione imposta. In altre parole, l’obiettivo deve essere sufficientemente importante e la limitazione di un diritto fondamentale deve essere giustificata per essere effettivamente raggiunta. Un rapporto ragionevole tra il fine e i mezzi è quindi necessario (DTF 133 I 77). La gravità dei reati perseguiti deve, in questo contesto, essere presa in considerazione nell'esame complessivo della proporzionalità delle misure ordinate (DTF 141 IV 77), dovendo l'autorità essere tanto più vigile nel caso di reati formalmente di minore gravità (sentenze TF 1B_294/2014 del 19.3.2015; TF 1B_171/2021 del 6.7.2021; TF 1B_214/2021 del 23.11.2021). Nell’ambito della verifica della proporzionalità, eventuali reati precedenti dell’imputato devono essere altresì tenuti in considerazione e confluiscono nella ponderazione degli interessi come uno dei molti criteri (sentenza TF 1B_171/2021 del 6.7.2021).

Nell’ambito della verifica della proporzionalità, eventuali reati precedenti dell’imputato devono essere altresì tenuti in considerazione e confluiscono nella ponderazione degli interessi come uno dei molti criteri (sentenza TF 1B_171/2021 del 6.7.2021). Nell’ambito dell’esame della gravità del reato richiesta non sono determinanti né la configurazione quale reato punibile a querela di parte o d’ufficio, né la comminatoria astratta della pena, ma si devono piuttosto includere il bene giuridico interessato e il contesto concreto; devono essere seriamente minacciati beni giuridici fondamentali (sentenza TF 1B_171/2021 del 6.7.2021).

Nell’ambito dell’esame della gravità del reato richiesta non sono determinanti né la configurazione quale reato punibile a querela di parte o d’ufficio, né la comminatoria astratta della pena, ma si devono piuttosto includere il bene giuridico interessato e il contesto concreto; devono essere seriamente minacciati beni giuridici fondamentali (sentenza TF 1B_171/2021 del 6.7.2021). Per quanto riguarda il criterio di necessità, esso incarna il principio secondo il quale quando più mezzi sono suscettibili di raggiungere lo scopo desiderato, la scelta deve essere fatta a favore di quello che incide meno gravemente sugli interessi privati - sussidiarietà delle misure coercitive (DTF 124 I 107). Non appena è possibile raggiungere lo scopo desiderato per mezzo di una restrizione meno grave dei diritti fondamentali, la misura è sproporzionata.

Per quanto riguarda il criterio di necessità, esso incarna il principio secondo il quale quando più mezzi sono suscettibili di raggiungere lo scopo desiderato, la scelta deve essere fatta a favore di quello che incide meno gravemente sugli interessi privati - sussidiarietà delle misure coercitive (DTF 124 I 107). Non appena è possibile raggiungere lo scopo desiderato per mezzo di una restrizione meno grave dei diritti fondamentali, la misura è sproporzionata. 3.6.

3.6. In merito al rilevamento dei dati segnaletici di RE 1 ed al prelievo del DNA da parte della polizia cantonale si osserva che durante il suo interrogatorio del 30.12.2021, dopo che le era stato comunicato che sarebbe stata sottoposta a tali misure, essa si è opposta, per il tramite del suo avvocato, affermando di ritenere “(…) sproporzionata la richiesta del rilievo del DNA rispetto ai reati imputati così come il rilievo delle impronte e delle foto visto che l’imputata è stata identificata (…)” (verbale 30.12.2021, p. 8, AI 18).

In merito al rilevamento dei dati segnaletici di RE 1 ed al prelievo del DNA da parte della polizia cantonale si osserva che durante il suo interrogatorio del 30.12.2021, dopo che le era stato comunicato che sarebbe stata sottoposta a tali misure, essa si è opposta, per il tramite del suo avvocato, affermando di ritenere “(…) sproporzionata la richiesta del rilievo del DNA rispetto ai reati imputati così come il rilievo delle impronte e delle foto visto che l’imputata è stata identificata (…)” (verbale 30.12.2021, p. 8, AI 18). 3.7.

3.7. Ora, se si può ammettere che sussistano sufficienti e concreti indizi nei confronti di RE 1 in merito ai reati di sommossa e di violazione di domicilio, ci si può chiedere se le misure qui contestate rispettino il principio di proporzionalità.

Ora, se si può ammettere che sussistano sufficienti e concreti indizi nei confronti di RE 1 in merito ai reati di sommossa e di violazione di domicilio, ci si può chiedere se le misure qui contestate rispettino il principio di proporzionalità. 3.7.1.

3.7.1. Per quanto concerne il prelievo del DNA di RE 1 da parte della polizia cantonale, non si comprende l’utilità di un tale prelievo, anche perché dagli atti non emerge che si sia provveduto alla raccolta sul sedime dell’ex-macello e al suo interno di materiale per un eventuale confronto. Tant’è che il magistrato inquirente non afferma il contrario, ma, anzi, egli non ha ordinato l’allestimento del profilo DNA giusta l’art. 255 cpv. 1 CPP.

Per quanto concerne il prelievo del DNA di RE 1 da parte della polizia cantonale, non si comprende l’utilità di un tale prelievo, anche perché dagli atti non emerge che si sia provveduto alla raccolta sul sedime dell’ex-macello e al suo interno di materiale per un eventuale confronto. Tant’è che il magistrato inquirente non afferma il contrario, ma, anzi, egli non ha ordinato l’allestimento del profilo DNA giusta l’art. 255 cpv. 1 CPP. La misura appare dunque sproporzionata ed il campione di DNA di RE 1 deve essere distrutto.

La misura appare dunque sproporzionata ed il campione di DNA di RE 1 deve essere distrutto. 3.7.2.

3.7.2. Per quanto concerne i rilevamenti segnaletici si rileva che, come sopraindicato, giusta l’art. 260 cpv. 4 CPP, nel caso in cui l’interessato si rifiuta di sottomettersi all’ordine della polizia, deve decidere il pubblico ministero. Tuttavia agli atti vi è unicamente l’ordine della polizia cantonale (formulario) (AI 42), ma non vi è alcun ordine del procuratore pubblico. Il rilevamento segnaletico deve infatti essere disposto con ordine scritto succintamente motivato e, nei casi urgenti, può essere ordinato oralmente, ma deve tuttavia essere successivamente confermato e motivato per scritto (art. 260 cpv. 3 CPP). Il magistrato inquirente si è qui limitato a sottoscrivere il formulario di polizia, limitatamente tuttavia all’ordine per l’allestimento del profilo del DNA [di competenza esclusiva del procuratore pubblico (art. 255 cpv. 1 CPP)].

Per quanto concerne i rilevamenti segnaletici si rileva che, come sopraindicato, giusta l’art. 260 cpv. 4 CPP, nel caso in cui l’interessato si rifiuta di sottomettersi all’ordine della polizia, deve decidere il pubblico ministero. Tuttavia agli atti vi è unicamente l’ordine della polizia cantonale (formulario) (AI 42), ma non vi è alcun ordine del procuratore pubblico. Il rilevamento segnaletico deve infatti essere disposto con ordine scritto succintamente motivato e, nei casi urgenti, può essere ordinato oralmente, ma deve tuttavia essere successivamente confermato e motivato per scritto (art. 260 cpv. 3 CPP). Il magistrato inquirente si è qui limitato a sottoscrivere il formulario di polizia, limitatamente tuttavia all’ordine per l’allestimento del profilo del DNA [di competenza esclusiva del procuratore pubblico (art. 255 cpv. 1 CPP)]. Visto quanto precede bisogna dunque ordinare la distruzione dei rilevamenti segnaletici effettuati il 30.12.2021 sulla persona della qui reclamante vista l’inesistenza di un ordine scritto.

Visto quanto precede bisogna dunque ordinare la distruzione dei rilevamenti segnaletici effettuati il 30.12.2021 sulla persona della qui reclamante vista l’inesistenza di un ordine scritto. 4. Il reclamo, per quanto non divenuto privo d’oggetto, è parzialmente accolto.

4. Il reclamo, per quanto non divenuto privo d’oggetto, è parzialmente accolto. I rilevamenti segnaletici ed il campione di DNA effettuati / raccolti a RE 1 il 30.12.2021 devono essere distrutti.

I rilevamenti segnaletici ed il campione di DNA effettuati / raccolti a RE 1 il 30.12.2021 devono essere distrutti. Ritenuto che parte delle censure di RE 1 sono state accolte, mentre altre (in parte divenute prive di oggetto per i motivi di cui al consid. 1.5) sono/sarebbero state respinte, non si prelevano tassa di giustizia e spese, rispettivamente non si assegnano ripetibili, ma le rispettive pretese vengono compensate (art. 442 cpv. 4 CPP).

Ritenuto che parte delle censure di RE 1 sono state accolte, mentre altre (in parte divenute prive di oggetto per i motivi di cui al consid. 1.5) sono/sarebbero state respinte, non si prelevano tassa di giustizia e spese, rispettivamente non si assegnano ripetibili, ma le rispettive pretese vengono compensate (art. 442 cpv. 4 CPP). Per questi motivi,

Per questi motivi, richiamati gli art. 255, 260, 393 ss. CPP ed ogni altra disposizione applicabile,

richiamati gli art. 255, 260, 393 ss. CPP ed ogni altra disposizione applicabile, pronuncia

pronuncia 1. Il reclamo, per quanto non divenuto privo d’oggetto, è parzialmente accolto.

1. Il reclamo, per quanto non divenuto privo d’oggetto, è parzialmente accolto. I rilevamenti segnaletici ed i campioni di DNA effettuati / prelevati a RE 1 il 30.12.2021 devono essere distrutti.

I rilevamenti segnaletici ed i campioni di DNA effettuati / prelevati a RE 1 il 30.12.2021 devono essere distrutti. 2. Tassa di giustizia, spese e ripetibili compensate.

2. Tassa di giustizia, spese e ripetibili compensate. 3. Rimedio di diritto :

3. Rimedio di diritto : Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, per i motivi

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, per i motivi Per la Corte dei reclami penali

Per la Corte dei reclami penali Il presidente La cancelliera

Il presidente La cancelliera