Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/80335

<h2>SubmittedText<h2><p>Il presidente della Romania ha effettuato una visita in Svizzera il 4 dicembre 2007. In questa occasione quali dichiarazioni o promesse ha formulato la presidente della Confederazione in merito a un eventuale contributo di coesione a favore della Romania? Nel caso in cui siano stati promessi soldi, chiedo se tale promessa fosse stata concordata preventivamente all'interno del Consiglio federale. Chi ha deciso l'ammontare del contributo? Il Consiglio federale non ritiene problematico che vengano fatte delle promesse a un Paese che manifestamente nel 2007 non è riuscito a utilizzare neanche il 10 per cento dei mezzi finanziari messi a sua disposizione dall'UE? Il Consiglio federale è consapevole del fatto che, in base all'elenco stilato da Transparency International, la Romania è il Paese più corrotto dell'UE e si situa addirittura dietro a Paesi come il Ghana e la Colombia? Come si intende assicurare che i soldi promessi dal Consiglio federale vengano effettivamente utilizzati per riforme a favore del Paese, dato che ad esempio la" Frankfurter Allgemeine Zeitung" ritiene il Paese controllato da persone che, subito dopo l'adesione all'UE, si sarebbero attivate per arrestare ed annacquare il processo di riforma?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In occasione della visita del presidente rumeno il 4 dicembre 2007 non sono state fatte promesse quanto a un eventuale contributo svizzero finalizzato a ridurre le disparità economiche e sociali in Romania. Le dichiarazioni fatte si sono limitate a indicare, in termini generali, che la richiesta dell'Unione europea in tal senso va valutata alla luce di una ponderazione degli interessi in gioco e in considerazione delle relazioni complessive tra la Svizzera e l'UE. Qualora il Consiglio federale decidesse di entrare in materia sulla richiesta dell'UE, un eventuale contributo dovrebbe essere deciso dal Parlamento sotto forma di credito quadro.</p><p>L'aiuto che la Svizzera ha accordato alla Romania fino al suo ingresso nell'UE mirava a contribuire alla costruzione di uno Stato democratico e all'introduzione di un'economia di mercato aperta e sociale. Lo scopo delle attività prestate a tal fine era portare miglioramenti negli ambiti della sanità pubblica, della promozione del settore privato, dello Stato di diritto, delle infrastrutture e dell'ambiente.</p><p>In merito agli altri punti intendiamo chiarire quanto segue:</p><p>Nell'ambito dell'impegno svizzero in favore dei Paesi ex comunisti dell'Europa dell'Est, viene prestata particolare attenzione a questioni quali il buongoverno e il sostegno accordato a tali Stati nella lotta alla corruzione. La Svizzera ha quindi contribuito alla modernizzazione del sistema giudiziario, alla lotta alla criminalità organizzata, allo sviluppo delle capacità nell'ambito dell'amministrazione pubblica o al miglioramento della certezza del diritto.</p><p>L'aiuto svizzero è sottoposto a controlli severi. Tali controlli comprendono il monitoraggio dei progetti, la verifica di programmi globali e di progetti che presentano rischi specifici e l'esame accurato dei concorsi pubblici e dell'attribuzione dei mandati. Attraverso la sorveglianza rigorosa delle attività svizzere, si garantisce costantemente un impiego dei mezzi adeguato ed efficiente. Nel caso di un contributo a favore della Romania, al fine di ridurvi le disparità economiche e sociali, questa prassi sarebbe ovviamente mantenuta.</p><p>È noto che nei nuovi Stati dell'UE vi siano alcuni problemi legati all'impiego delle risorse. Tali problemi hanno confermato la posizione assunta dalla Svizzera, che rifiuta di fornire il suo contributo a favore dei dieci Stati che hanno aderito all'UE nel 2004 nella forma di un versamento nel fondo di coesione dell'UE, bensì, come in passato, in forma bilaterale e collaborando direttamente con gli Stati partner.</p>  Risposta del Consiglio federale.