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BERLINO - Dopo il voto di Bonn, l'Spd naufraga nei sondaggi cedendo ancora un punto (il Forsa lo dà al 17%) e cresce la pressione su Martin Schulz: c'è chi oggi gli chiede esplicitamente di rinunciare a un posto da ministro, nell'eventuale esecutivo di Angela Merkel. Una questione nell'aria da tempo.
In tal senso si è espresso il leader in pectore dei socialdemocratici della Turingia, Wolfgang Tiefensee, che ha messo in guardia l'ex presidente del Parlamento Ue: «Una svolta di 180 gradi su questo danneggerebbe molto la credibilità di Martin Schulz». In campagna elettorale, infatti, il presidente del partito aveva affermato che non sarebbe mai entrato in un governo Merkel, e «anche dopo le elezioni ha detto pubblicamente di non aspirare affatto a un posto da ministro a fianco alla cancelliera». Secondo Tiefensee, inoltre, Merkel farebbe bene a dichiarare di voler portare il Paese al voto fra due anni.
Mentre i socialdemocratici si consultano sulla linea da tenere al tavolo delle trattative per il governo, i sondaggi rispecchiano impietosi il disastro sul fronte dei consensi: rispetto alla settimana scorsa, quando aveva registrato un tonfo al 18%, il partito perde un altro punto. Mentre crescono i populisti di Afd, che passano dal 12 al 13% e la sinistra della Linke, all'11% (+1). Fermi la Cdu al 34%, i verdi al 12% e i Liberali all'8%. Lo stesso rilevamento mostra però anche che il 65% degli elettori dell'Spd sarebbe favorevole alle trattative per la Grosse Koalition.