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BERNA - L'idea di un congedo paternità divide gli animi: la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) è infatti entrata in materia su un progetto preliminare da essa stessa elaborato per soli 6 voti a 5.
L'esame del dossier dovrebbe concludersi a inizio novembre, allo scopo di porre in consultazione il progetto a metà novembre. In tal modo dovrebbe essere possibile trattare l'iniziativa popolare e il controprogetto indiretto in Consiglio degli Stati nella sessione estiva 2019, indica una nota odierna dei servizi parlamentari.
L'iniziativa popolare, promossa dalla confederazione sindacale Travail.Suisse e da 140 altre organizzazioni, chiede di introdurre un congedo di quattro settimane. Con questa proposta di modifica costituzionale si vuole obbligare la Confederazione a istituire un'assicurazione per la paternità finanziata mediante le indennità per perdita di guadagno (IPG) come avviene per il congedo maternità, mediante un prelievo dello 0,06% sui salari. Le competenti commissioni dei due rami del parlamento, al pari del Consiglio federale, giudicano troppo costosa - 420 milioni di franchi l'anno - questa soluzione.
Da qui l'idea di un compromesso - sotto forma di controprogetto indiretto - elaborato dalla stessa CSSS-S. Esso prevede per i neo papà due settimane di stop per accudire la prole. Il congedo paternità pagato dovrebbe essere preso nei 6 mesi successivi alla nascita del figlio, in un'unica volta o sotto forma di riduzione del grado di occupazione, anche con singoli giorni. Il tutto verrebbe finanziato per il tramite delle IPG. Oggi la CSSS-S è entrata nel merito di un progetto dettagliato per un solo voto, segno che al suo interno il tema suscita forti resistenze.