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Origini della Giornata internazionale della Croce Rossa e delle collette di maggio
Il sanguinoso conflitto del 1914-1918 aveva messo in luce il ruolo primordiale dell’azione umanitaria in tempo di guerra. Ma una volta tornata la pace, nuove minacce insidiavano l’Europa, soprattutto la povertà, la penuria di cibo e le malattie ad esse collegate di cui soffrivano in particolare le popolazioni dell’Europa dell’Est. Rivolgendo la propria attenzione alla salute pubblica, le Società nazionali della Croce Rossa decisero di impegnarsi per migliorare le condizioni di vita, fattore incontestabile di pace tra gli uomini. La giovane Croce Rossa cecoslovacca fu la pioniera di questa svolta: dobbiamo infatti alla sua presidentessa l’idea di istituire una «tregua della Croce Rossa», oggi nota come la Giornata internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.
Radici cecoslovacche
Dopo la firma dei trattati di pace nel 1919, la situazione in Europa restava precaria. Milioni di persone vivevano nell’indigenza. Il trauma della guerra aveva fatto nascere un ardente desiderio di pace e sicurezza. Le alleanze militari responsabili del conflitto vennero gradualmente sostituite dalla volontà di cooperazione a favore della stabilità e dell’intesa tra gli Stati, volontà di cui le numerose organizzazioni internazionali e pacifiste sorte in quegli anni sono chiara espressione. Una di esse, la Lega delle Società della Croce Rossa, incitò le Società nazionali a utilizzare il potenziale della Croce Rossa per dedicarsi ad attività civili in tempo di pace anziché concentrarsi unicamente sui bisogni sanitari in tempo di guerra.
Fu in quel periodo che Alice Masaryková, figlia del primo presidente della Repubblica ceca, prese in mano le redini della Croce Rossa nazionale. Ispirandosi ai concetti medievali di «Pax Dei» (pace di Dio) e « Treuga Dei » (tregua di Dio), decise di applicare l’idea al suo Paese, sconvolto da gravi disordini politici. Convinta che spettasse alla Croce Rossa incarnare il suo progetto, Alice Masaryková lanciò un appello a intellettuali, storici e giornalisti per promuovere l’idea di una «tregua della Croce Rossa» tra la popolazione.
In occasione della Pasqua del 1921, gli scontri interni vennero sospesi per tre giorni durante i quali i cittadini aderirono ai principi della Croce Rossa all’insegna dello slogan «per la salute del popolo». Numerose iniziative (collette, concerti, feste popolari) vennero organizzate in tutta la Cecoslovacchia a favore della Croce Rossa nazionale e in nome della «tregua». Le manifestazioni coinvolsero non solo gran parte della popolazione, ma anche la stampa, la Chiesa, molti esponenti dell’industria e numerose associazioni. Il successo fu tale che l’operazione venne ripetuta gli anni seguenti. Alice Masaryková, però, non era donna da lasciare le cose a metà: in occasione della Conferenza internazionale della Croce Rossa che si tenne alcuni giorni dopo a Ginevra, propose di adottare il modello cecoslovacco e di organizzare ogni anno una «tregua della Croce Rossa» su scala internazionale.
8 maggio: tra spirito della Croce Rossa e spirito di pace
L’idea di una «Giornata internazionale della Croce Rossa» fece per la prima volta la sua comparsa alla Conferenza di Varsavia nel 1923. Alcuni anni dopo, alla Conferenza di Bruxelles nel 1930, venne istituita una commissione incaricata di valutare i risultati ottenuti in Cecoslovacchia. Infine, in occasione della Conferenza di Londra nel 1938, fu presentata una relazione sul tema. Purtroppo lo scoppio della Seconda guerra mondiale impedì l’introduzione della «tregua della Croce Rossa» a livello internazionale. Le trattative ripresero nel 1946 dinanzi all’Assemblea generale della Lega. Due anni più tardi la Croce Rossa Svizzera mise l’argomento sul tavolo in occasione delle celebrazioni per il 120° anniversario della nascita di Henry Dunant, l’8 maggio 1948 (data che coincideva anche con la fine della Seconda guerra mondiale tre anni prima). Un messaggio radiofonico venne trasmesso a tutte le Società nazionali della Croce Rossa dalla chiesa di Heiden per ricordare che «gli uomini sono fratelli»:
Lo spirito della Croce Rossa è lo spirito della pace, perciò noi invitiamo tutti gli uomini a coltivare questo spirito nel cuore a diffonderlo nelle famiglie, nelle scuole, nelle officine nei parlamenti e nei governi e nei rapporti tra gli Stati.
Tre mesi dopo, le Società nazionali della Croce Rossa riunite a Stoccolma decisero che l’8 maggio, giorno della nascita di Henry Dunant, sarebbe stato celebrato ogni anno come una ricorrenza particolare. Nasceva così la Giornata internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.
Le collette di maggio della Croce Rossa Svizzera
Le attività organizzate in Cecoslovacchia nell’ambito della «tregua della Croce Rossa» suscitarono grande entusiasmo tra l’opinione pubblica e permisero di raccogliere ingenti fondi. La stessa formula venne adottata in Svizzera dopo la Seconda guerra mondiale con l’introduzione di quella che sarebbe divenuta la principale fonte di entrate per la Croce Rossa Svizzera: la colletta di maggio. Sfruttando l’occasione della Giornata dell’8 maggio per informare la popolazione sulle sue attività, la Croce Rossa Svizzera decise di pianificare una serie di iniziative nel corso di tutto il mese, di cui la più celebre è la vendita di distintivi della Croce Rossa, svoltasi ogni anno nelle strade del Paese dal 1947 fino alla metà degli anni ‘90. Parallelamente venivano anche organizzate collette attraverso assegni postali e presso aziende e uffici pubblici. Nel 1955 i Samaritani iniziarono a collaborare più attivamente alle collette di maggio, mentre i volontari andavano per le case facendo circolare le liste delle raccolte di fondi. Molte attività e numerosi stand venivano organizzati nelle diverse regioni in cui la Croce Rossa poteva contare sul sostegno di associazioni femminili, di scolari o scout.
Le collette di maggio, il cui ricavato venne devoluto fin da subito ad attività rigorosamente nazionali, costituivano la modalità di finanziamento di gran lunga più redditizia per la Croce Rossa Svizzera. Organizzata in maniera sempre più professionale, l’iniziativa tendeva a uniformarsi sull’insieme del territorio. Ma con il passare degli anni l’entusiasmo iniziale rischiava di smorzarsi. L’allarme venne lanciato nella relazione sull’edizione del 1979:
Dovremmo avere il coraggio di trovare ogni anno nuovi spunti. Nella nostra organizzazione, infatti, ci sono già abbastanza elementi tradizionali.
La colletta annuale, tuttavia, continuò senza un autentico rinnovamento. Nessuno osava proporre qualcosa di diverso. Le resistenze interne al cambiamento erano troppo forti. La prima frattura venne sancita nel 1985, quando i Samaritani decisero di lanciare una campagna di raccolta di fondi per conto proprio. Il reclutamento di volontari per la colletta divenne un problema particolarmente sentito negli anni ‘80, come si legge in un passaggio del rapporto annuale del 1983:
Paradossalmente, le possibilità di raccogliere fondi tendono a diminuire nonostante i progressi della tecnologia. Le vendite di distintivi per strada o le collette con liste sono in via di estinzione e vengono sempre più spesso sostituite da appelli diretti alla donazione di fondi. […] Le collette attirano sempre meno volontari, soprattutto tra i giovani! Non possiamo che rammaricarci di questo stato di cose perché i volontari per le collette rappresentavano l’anello di congiunzione tra l’istituzione e i cittadini.
Il problema dell’insufficienza di organico si aggravò definitivamente quando i Samaritani abbandonarono la colletta comune, una decisione che ebbe come conseguenza il ritiro di migliaia di volontari. La manifestazione proseguì, nonostante tutto, ancora per qualche anno, anche se con sempre minore successo. Il ricavato continuò a diminuire e le collette di maggio, così com’erano state organizzate per cinquant’anni, sparirono nel corso del decennio successivo.