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Con un saggio di Sainte-Beuve
Introduzione di Daria Galateria
Traduzione di Giovanna Arcaini
Formato 12.5x21 cm, 228 pp.
TRE DONNE non è soltanto una galleria di ritratti settecenteschi, ma anche una serie di testimonianze che coinvolgono il lettore moderno. Emilie, la protagonista di questo romanzo epistolare, vive in modo rassegnato la sua condizione di nobile fanciulla "rovinata" dalla Rivoluzione. Costretta a vivere in Germania in attesa di un improbabile riscatto, aspira a un buon matrimonio, a condizione che al suo passato (di francese) venga riconosciuto il valore che merita. Buona e ingenua, non é tuttavia priva di idee proprie. Lo si vede bene nel confronto con Josephine, la fedele quanto impertinente domestica, che sacrifica se stessa per il bene della padroncina, approfittando però di ogni occasione per "far la lezione" attraverso la voce dei philosophes. Fra i temi trattati figurano la religione, l'uguaglianza, il matrimonio, il dovere, la lealtà e il sesso. Quest'ultimo, affrontato con un'arditezza che potrebbe stupire, porta a un ridimensionamento dei rapporti tra le due donne, sfociando in situazioni in cui la tecnica narrativa a suspense fa crollare alcune delle più radicate convinzioni comuni. La terza donna, Madame de Vancourt, appare come una sorta di deus ex machina, in maniera quasi rocambolesca. Essa si stabilisce presso le altre due, confessando tutto di sé e soprattutto dell'immenso patrimonio da lei ereditato, forse in modo illegittimo.
Isabelle de Charrière (1740-1805), nobile, colta e impegnata, vive da testimone critico le vicende storiche e il pensiero innovativo del suo tempo. Personalità intellettuale di primo piano, è donna che propone modelli, occupandosi della condizione femminile e difendendo tesi ardite, come quelle che riguardano l'impegno sociale e la necessità dell'istruzione. Nella sua opera ritroviamo il mondo degli sconvolgimenti provocati dalla Rivoluzione, l'emergere di una coscienza nuova e più matura, il tentativo di introdurre comportamenti del tutto moderni. E qui interviene il fattore decisivo: il protagonista non è l'uomo ma la donna, che si analizza senza riguardi e propone la propria personalità con veemenza, lasciando presagire che nei suoi confronti dovrà essere accettato un patto, quello della usa presenza a pieno diritto.