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BOTTIGHOFEN - Il relitto del battello a vapore "Jura" ha rischiato di essere causa dell'ennesima morte. Affondato nel 1864, a 38 metri di profondità nel lago di Costanza, a circa 1,3 km dalla riva di Bottighofen (TG), è infatti meta di diversi appassionati sommozzatori. Ma non è la prima volta che la visita si trasforma in dramma.
E così è quasi stato anche ieri mattina, quando una coppia di tedeschi si è immersa assieme a un gruppo di sommozzatori per visitare il relitto. La donna, 40 anni, nel riemergere, ha segnalato al marito 40enne che qualcosa non andava.
Stando a quanto riferisce la polizia cantonale, l'uomo ha trascinato la moglie da 20 metri a 5 metri di profondità. A quel punto la donna ha perso conoscenza e ha smesso di respirare. Con l'aiuto di altri subacquei, è stata portata sulla barca e sono state messe in atto le operazioni di rianimazione.
«Sulla barca, il respiro si è fermato di nuovo», sottolinea la polizia. La donna è stata immediatamente portata a terra e un elicottero l'ha trasferita d'urgenza in ospedale.
Non è chiara la causa dell'incidente. La polizia sottolinea che la sommozzatrice era carica di pesanti attrezzature fotografiche.
Sito di immersione impegnativo - Il relitto non è nuovo a questo tipo di incidenti. Solo in aprile un 56enne, sommozzatore esperto, era stato ritrovato senza vita sul fondo del lago, accanto al relitto. Nel 2015, un cittadino tedesco era annegato. Nel 2008, un residente nel Canton Argovia non era mai tornato in superficie, mentre nel 2005, due uomini erano stati trovati morti vicino al battello.
Trappola mortale - Ma perché questo relitto si trasforma regolarmente in una trappola mortale? «Normalmente, i sub entrano in acqua dalla riva, che funge dunque da punto di riferimento durante l'immersione», spiega Murat Antakli, che supervisiona regolarmente le immersioni sul relitto “Jura". «Ma visto che questo relitto si trova proprio in mezzo al Lago di Costanza, usare la riva quale punto di riferimento non è possibile. Bisogna raggiungere l’imbarcazione tramite una corda tesa verso il basso. Si tratta dell'unico aiuto per i sommozzatori. Tutto intorno, invece, c'è solo verde». Secondo Murat Antakli, questa immersione è quindi particolarmente impegnativa e pericolosa.
Contattato a sua volta, un esperto in immersioni turgoviese avverte: «Non importa se si è dei sub “navigati”, si dovrebbe sempre fare immersioni in due, così da poter contare su un aiuto in caso di emergenza».
Una storia iniziata nel 1854 - Il "Jura" fu costruito nel 1854 dalla Maschinenfabrik Escher-Wyss di Zurigo. Aveva una lunghezza di 46,3 metri e (nel punto più largo) una larghezza di 10,25 metri. Alimentato a vapore, poteva raggiungere una velocità massima di 18,5 km/h. Dapprima navigò sul Lago di Neuchâtel, poi, dal 1861, sul Lago di Costanza come sostituto del "Ludwig", affondato dopo una collisione. Solo tre anni dopo, il 12 febbraio 1864, anche il "Jura" fu speronato (peraltro dalla stessa imbarcazione che fece affondare il "Ludwig") e colò a picco in circa quattro minuti. Nell'incidente persero la vita tre persone.
Dal 7 dicembre 2014 il Canton Turgovia, dopo aver rinunciato al recupero e al restauro che sarebbe costato circa 4 milioni di franchi, ha deciso di proteggere il relitto in quanto monumento industriale sottomarino.
BOTTIGHOFEN - Il relitto del battello a vapore "Jura" ha rischiato di essere causa dell'ennesima morte. Affondato nel 1864, a 38 metri di profondità nel lago di Costanza, a circa 1,3 km dalla riva di Bottighofen (TG), è infatti meta di diversi appassionati sommozzatori. Ma non è la prima volta che la visita si trasforma in dramma.