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L'ex consigliere federale Joseph Deiss potrebbe presiedere la 65esima Assemblea Generale dell'ONU, che aprirà i battenti nel settembre 2010. Il governo svizzero ha infatti deciso di lanciare l'ex responsabile della diplomazia elvetica quale candidato nella corsa alla carica di presidente.Questo contenuto è stato pubblicato il 17 settembre 2009 - 17:30
La presidenza dell'Assemblea generale cambia ogni anno e il presidente ha un ruolo formale, ma può però influire sull'agenda dei lavori, ha indicato giovedì il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), confermando un'informazione pubblicata dalla "NZZ Online".
Dopo la Libia nel 2009/2010, la prestigiosa funzione spetterà a un membro del gruppo di paesi dell'Europa occidentale. La Confederazione ha quindi proposto l'ex consigliere federale, che fungeva da ministro degli affari esteri al momento dell'adesione della Svizzera alle Nazioni Unite.
Da parte sua, Deiss ha già fatto sapere di essere disponibile ad assumere questo prestigioso incarico. Uno svizzero alla testa dell'Assemblea generale permetterebbe di mostrare al mondo l'immagine di un paese "offensivo", "disponibile" e "presente sulla scena internazionale", ha affermato l'ex-consigliere federale.
Spetta ora al gruppo regionale trovare un accordo sul candidato che sarà sottoposto al vaglio delle Nazioni unite. Secondo la "NZZ Online", il Belgio è pure interessato alla presidenza dell'Assemblea generale. Bruxelles non ha però ancora reso pubblico il nome del proprio candidato.
In Svizzera, i partiti politici hanno accolto positivamente la candidatura di Deiss, ad eccezione dell'Unione democratica di centro, che aveva già fatto sapere in passato di essere contraria ad una presidenza elvetica dell'Assemblea generale dell'ONU.
swissinfo.ch e agenzie
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