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Talvolta si riscontrano delle differenze salariali notevoli tra donne e uomini risultanti da fattori oggettivi. I fattori oggettivi che spiegano circa il 60% delle disparità salariali sono:
1. Caratteristiche individuali (età, anzianità di servizio, formazione)
In media, le donne che svolgono un'attività lavorativa hanno minore esperienza e sono meno formate rispetto agli uomini. Le differenze spiegano una parte delle disparità salariali.
2. Caratteristiche legate al posto di lavoro (Situazione professionale, livello dei requisiti richiesti, campo d'attività, carico lavorativo, forma di salario)
Più elevati sono la situazione professionale e il livello dei requisiti richiesti maggiore è il salario, inferiore è la presenza femminile, maggiori sono le disparità salariali tra uomo e donna.
3. Caratteristiche legate alla professione (Grandezza dell'azienda, settore, luogo/regione)
Le differenze maggiori a livello salariale si riscontrano nelle grandi aziende e nei settori bancari, assicurativi e informatici, settori in cui le donne guadagnano tra il 31% e il 37% in meno. Le disparità salariali meno marcate (tra il 9% e il 10%) sono state riscontrate nell'edilizia e nell'industria alberghiera come pure nei trasporti.
4. Lo stato civile come caratteristica individuale
Unitamente all'origine, lo stato civile appartiene alle caratteristiche individuali che non dovrebbero influire sul salario. Tuttavia per le donne sposate la disparità salariale è evidente: esse ricevono mediamente uno stipendio inferiore del 31% rispetto agli uomini sposati, anche perché spesso rientrano nel mondo del lavoro o sono impiegate a tempo parziale in occupazioni che sono peggio retribuite di altre. Per contro, le donne celibi guadagnano in media «solo» il 10% in meno rispetto agli uomini non coniugati.
Circa il 40% delle disparità salariali medie si basa su fattori non oggettivi. In questi casi si suppone che vi sia una discriminazione salariale di genere, vale a dire che a parità di requisiti, le donne vengono talvolta peggio retribuite rispetto agli uomini. Oltre la metà della discriminazione tocca il cosiddetto «salario di base» delle donne. Per loro, questo salario destinato ai dipendenti senza alcun tipo di esperienza, qualifiche ecc., risulta essere inferiore di circa il 6% rispetto a quello percepito dagli uomini. Il resto della disparità salariale discriminante deriva dalla diversa retribuzione di singoli fattori.