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Raccomandata Incarto n. 30.2016.19+25-26 cs Lugano 22 settembre 2016 In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il Tribunale cantonale delle assicurazioni composto dei giudici: Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici redattore: Christian Steffen, vicecancelliere segretario: Gianluca Menghetti statuendo sul ricorso del 31 marzo 2016 di RI 1 rappr. da: RA 1 contro la decisione su opposizione del 19 febbraio 2016 emanata da chiamati in causa: CO 1 TERZ 1 TERZ 2 in materia di contributi AVS ritenuto, in fatto 1.1. Con decisione di tassazione d’ufficio del 18 settembre 2015, la CO 1 ha ripreso a RI 1, per il periodo dal 1° luglio 2012 al 31 dicembre 2013, un importo complessivo di fr. 544'684, ritenendo quale salario determinante un ammontare di fr. 550'026 versato a TERZ 1 e riprendendo un importo di fr. 10'190 a TERZ 2 (tra cui fr. 4'666 per l’utilizzo del veicolo della ditta a scopo privato). Dall’importo totale di fr. 560'216 è stato dedotto l’ammontare di fr. 15'532 dichiarato in troppo per TERZ 1 (cfr. doc. 1). 1.2. Con decisione su opposizione del 19 febbraio 2016 la Cassa ha proceduto ad una rettifica, stornando un importo di fr. 5'524 erroneamente ripreso a TERZ 2. Per il resto ha confermato la ripresa (doc. A). 1.3. Il 31 marzo 2016 RI 1, rappresentata dall’avv., è insorta al TCA, chiedendo di annullare la predetta decisione su opposizione del 19 febbraio 2016 e di confermare il salario determinante di TERZ 1, suo dipendente, come esposto nei certificati di salario compilati dalla datrice di lavoro, ossia fr. 124'199 nel 2012 e fr. 210'736.40 nel 2013 (doc. I). La ricorrente contesta la qualifica di reddito determinante degli (ulteriori) importi versati a TERZ 1 nel 2012 (fr. 229'966) e nel 2013 (fr. 320'060), poiché non deriverebbero dall’attività lucrativa svolta per la società, ma costituirebbero un reddito da capitale a lui spettante conformemente a un accordo di partenariato fra soci del 21 dicembre 2011 nell’ambito della vendita internazionale di containers abitativi. L’insorgente contesta inoltre la ripresa, sulla base dell’art. 13 OAVS, di un importo di fr. 4'666 per l’uso del veicolo aziendale a scopo privato da parte di TERZ 2, amministratore unico della società. 1.4. Con risposta del 22 aprile 2016 la Cassa propone di respingere il ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III). 1.5. Con decreto del 28 aprile 2016 il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa TERZ 1 e TERZ 2, assegnando loro un termine scadente il 20 giugno 2016 per determinarsi in merito alla procedura, postulando l’acquisizione di eventuali prove (doc. V). 1.6. Il 4 maggio 2016 la ricorrente si è ulteriormente espressa in merito, ribadendo che l’importo percepito in seguito all’accordo del 21 dicembre 2011 non deriva da un’attività svolta da TERZ 1 in favore di RI 1 (doc. VI). 1.7. Chiamata ad eventualmente esprimersi in merito, l’amministrazione si è confermata nella risposta di causa, ribadendo che dall’esame della contabilità i conti inerenti l’accordo del 21 dicembre 2011 sono parte integrante del bilancio e del conto economico della società ricorrente e che in ogni modo le prestazioni di TERZ 1 non vanno qualificate quali dividendo, bensì semmai come attività indipendente (doc. VIII). 1.8. Il 6 settembre 2016 le parti sono state sentite nel corso di un’udienza dalla quale è emerso: " (…) A domanda TERZ 1 precisa che gli importi che la Cassa ha ripreso con la decisione qui impugnata ossia fr. 229'966.-- e fr. 320'060.-- sono si maturati nel corso degli anni 2012 rispettivamente 2013 ma sono stati versati e pagati nel 2013 rispettivamente nel 2014. Sono stati regolarmente dichiarati all’autorità fiscale siccome il ricorrente risiede stabilmente in Ticino dal maggio __________. Una decisione dell’autorità fiscale non è stata ad oggi ancora emanata. Solo la decisione relativa all’anno __________ è stata notificata. Il dott. TERZ 1 precisa che destinatario finale, la committenza quindi, di container abitativi è radicalmente diversa rispetto alla committenza e ai destinatari finali dei container destinati alla spedizione marittima. Gli abitativi sono stati commissionati soprattutto per fornire basi logistiche a grossi cantieri rispettivamente alle forze armate utilizzate in particolare in __________ per missioni di pace. Il sig. TERZ 2 precisa che non è stata mantenuta in essere la società che procedeva alla commercializzazione dei container abitativi quando la sede RI 1 era in __________ ma con il trasferimento in Svizzera quella società che aveva sede a __________ è stata liquidata per non avere una struttura societaria e per essere più diretti e più chiari anche con l’autorità fiscale svizzera e ticinese. L’allora fiduciaria dott. __________ purtroppo nel frattempo deceduto, e il sig. TERZ 2 si sono recati presso il sig. __________. Il Giudice chiede come nella contabilità RI 1, materialmente a livello di iscrizione contabile veniva inserita nella contabilità l’incasso per conto del contratto di partenariato, se veniva specificato che l’incasso era per conto di terzi. Il sig. TERZ 2 precisa che in effetti nel conto economico risultano le uscite relative ai versamenti in favore del dott. TERZ 1 con la specifica “risultato abitativi” seguito dalla valuta in cui il versamento era fatto. Per i ricavi gli incassi derivanti dall’attività riferita agli abitativi non viene altrimenti specificata se non con la precisazione che si tratta appunto di “abitativi”. Questo aspetto di caratterizzare con la dicitura abitativi alcune operazioni di ricavi permetteva in seno alla RI 1 di caratterizzarle e specificarle. È vero che le operazioni relative ai container abitativi non erano specificate come svolte per conto di terzi. La Cassa evidenzia invece che il conto economico 2012, a titolo di esempio, presenta raccolti senza alcuna specifica ricavi e la provenienza, costi e loro natura seguiti dalle spese generali amministrative e le correzioni dell’attivo tra le quali è contenuta poi la voce “quote di terzi attività abitativi” pari a fr. 554'516.--. Parte ricorrente evidenzia che ciò dipende dal grado di dettaglio che si vuole attribuire al conto economico su cui la Cassa fa riferimento. Dalla contabilità emerge chiaramente che le attività di vendita dei container abitativi sono indicate in modo separato dalle altre della società. La Cassa obbietta che il contenuto di un bilancio deve far fede. Parte ricorrente evidenzia comunque che dal conto economico 2012 emerge come le quote di terzi relative all’attività riferita ai container abitativi è raggruppata nelle correzioni dell’attivo e quindi come costo, e ciò contrariamente a quanto la Cassa ha sostenuto in precedenza. Il dott. TERZ 1 precisa che l’attività svolta da RI 1 è l’eredità di quella che fu l’attività svolta dalla società di __________ che, al momento della sua fondazione e dell’inizio della sua attività, venne finanziata dai 3 soci ossia da egli stesso dal sig. TERZ 2 e dal terzo socio __________ con un importo di 600'000 dollari. Le ragioni di non far più capo questa società sono state spiegate nei memoriali agli atti, il dott. TERZ 1 ritiene che tenere in piedi una società come quella di __________ avrebbe avuto un costo relativamente contenuto e vantaggi di natura fiscale. Il Gd chiede alla Cassa se non abbia fatto una riflessione sui versamenti da RI 1 al socio __________ per un’attività da questi svolta per conto di RI 1, così come per il dipendente TERZ 1, e perché non abbia eventualmente ripreso anche quegli importi come salario. La Cassa indica che la differenza sostanziale consiste nel luogo di svolgimento del lavoro e della residenza. La ricorrente RI 1 precisa che il sig__________ non è suo dipendente e percepisce malgrado questo la quota di partecipazione come la percepisce il dott. TERZ 1 e la partecipazione continuerebbe a essere versata indipendentemente dai rapporti di dipendenza o meno siccome riconducibile a un’attività estranea.” (doc. XI) in diritto 2.1. Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS). A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa. In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente. Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità di rincaro e altre indennità aggiunte al salario, le provvigioni, le gratificazioni, le prestazioni in natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi ed altre prestazioni analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono un elemento importante della retribuzione del lavoro. I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS). Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge. L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2). Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005). In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650). 2.2. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità. Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000). 2.3. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un’attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208). Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa ( Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/ Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS). 2.4. Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente. Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165). Per questi motivi, un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127). 2.5. In concreto, la ricorrente contesta in primo luogo la ripresa degli importi conseguiti da TERZ 1 nel 2012 (fr. 229'966) e nel 2013 (fr. 320'060), ritenuti dall’amministrazione salario determinante e derivanti dal reddito conseguito in seguito ad un accordo di partenariato sottoscritto il 21 dicembre 2011 tra l’interessato, __________, cittadino __________ e RI 1 (di seguito: RI 1). Secondo la tesi dell’insorgente il versamento a TERZ 1 della quota del provento netto dell’attività di vendita internazionale di containers abitativi da lui fondata con gli altri due soci e delle cui società di produzione è beneficiario economico in ragione del 30%, e che è stata data in commissione per la distribuzione internazionale a RI 1, costituisce un reddito da partecipazione in quelle società e dunque un reddito da capitale non soggetto a contribuzione. 2.6. Agli atti è stato prodotto l’accordo di partenariato del 21 dicembre 2011 stipulato tra __________, TERZ 1 e RI 1, in seguito al quale TERZ 1 ha percepito gli importi litigiosi e che prevede in particolare che (doc. F/2): - __________ è amministratore delegato di __________, società costituita in __________ nell’ottobre 2006, la cui attività principale è la costruzione di containers abitativi imballati piani e di altre soluzioni abitative in containers; - RI 1 è una società che compravende e noleggia containers marittimi; - __________ intende commercializzare su scala internazionale attraverso RI 1 i prodotti fabbricati da __________, o da terzi ma commercializzati da __________ (di seguito: prodotti); - RI 1 è disposta a svolgere tale attività con la sua struttura; - a partire dal 1° dicembre 2011 RI 1 agirà come distributore dei prodotti per la successiva vendita a clienti internazionali (di seguito: attività); - __________ avrà diritto di ricevere il 40% del profitto netto generato dall’attività, TERZ 1 il 30%; - Il profitto netto di un determinato anno sarà determinato entro il 31 marzo dell’anno successivo a tale anno. RI 1, entro o antecedentemente a tale data, renderà disponibile a __________ e TERZ 1 un rendiconto specifico, non certificato, del profitto netto inerente l’attività; - Il profitto netto sarà uguale alle vendite nette (vendite lorde meno le tasse sulla vendita e gli sconti di natura commerciale e finanziaria) dell’attività dedotte tutte le spese relative, elencate nell’accordo. - __________, TERZ 1 e RI 1 si concorderanno entro il 30 aprile di ogni anno se le rispettive quote del profitto netto annuale debbano essere pagate da RI 1 a __________ e TERZ 1 in un’unica o più soluzioni, anche in considerazione dell’ammontare dei crediti riferiti a quell’anno non ancora incassati da RI 1 a quella data e degli investimenti da effettuare negli anni seguenti; - RI 1 ogni anno fornirà a __________ e TERZ 1, un rendiconto scritto che indichi come riconoscimento di debito il saldo loro dovuto; - le parti, a dipendenza del flusso di cassa e della situazione, possono comunque accordarsi per effettuare pagamenti straordinari del saldo dovuto a __________ e TERZ 1 e/o pagamenti anticipati delle rispettive quote del profitto netto dell’anno in corso, in ogni momento dell’anno, in deroga ai termini citati in precedenza; - __________ e TERZ 1 hanno il diritto di chiedere a RI 1 tutti gli archivi e la documentazione dell’attività inclusi, ma non solo, le conferme d’ordine e le fatture di vendita ai clienti, le fatture inerenti l’attività emesse a RI 1, i documenti bancari dei pagamenti ricevuti, la corrispondenza con i clienti o i legali, ecc. Come emerge dal ricorso (doc. I) e dall’audizione del 6 settembre 2016 (doc. XI), l’accordo del 21 dicembre 2011 trae origine dall’attività di produzione e vendita, a livello internazionale, di containers abitativi a partire dalla __________ e che era stata costituita ed avviata ben prima che RI 1 si trasferisse in Svizzera nel dicembre 2011. L’operazione di commercializzazione dei containers abitativi era stata inizialmente costituita, a titolo personale e senza alcun rapporto di subordinazione con RI 1, da __________ in ragione del 40%, TERZ 2, attuale amministratore unico di RI 1, nella misura del 30% e TERZ 1 pure in ragione del 30%. TERZ 2 ha poi ceduto la sua quota a RI 1. Tutti e tre i soci, inoltre, a titolo personale e non in relazione a rapporti di lavoro con RI 1, sono titolari nelle medesime proporzioni (40% per __________, 30% per TERZ 2, poi ceduto a RI 1 e 30% per TERZ 1 attraverso la fiduciaria __________) della società __________ con sede __________ __________, detentrice a sua volta del 100% delle due società di produzione, la __________ e la __________, con sede a __________ e costituite grazie alla messa a disposizione, da parte dei suddetti soci, di investimenti personali, e che si occupano di fabbricare fisicamente i containers abitativi. Le società congiuntamente hanno realizzato nel 2013 una cifra d’affari di __________ dollari (__________dollari nel 2012) ed hanno mediamente 50 lavoratori alle loro dipendenze. Le quote di partecipazioni nelle società corrispondono alle percentuali di ripartizione dell’utile netto previsto nell’accordo del 21 dicembre 2011. L’investimento complessivo effettuato per finanziare l’attività delle società ammonta a 900'000 dollari ed è stato esborsato dai soci in due riprese, la prima nel 2006 con la costituzione della __________, la seconda nel 2011 con la costituzione di __________, in proporzione alle rispettive partecipazioni (doc. 25). Sino al 30 novembre 2011 la commercializzazione internazionale dei containers abitativi era stata affidata dai tre soci alla società di __________. Questa società si poggiava per la vendita al di fuori della __________ pure sulla struttura di RI 1, allora domiciliata in __________ e la cui attività principale era (ed è tuttora) la vendita di containers marittimi, la quale fungeva da agente esterno. RI 1 addebitava una commissione per spese amministrative del 3% sulle vendite effettuate e la società di vendita di __________ distribuiva ai tre soci il profitto, costituito dal ricavato delle vendite tramite RI 1, dedotti la commissione del 3%, i propri costi generali e le riserve per gli esercizi futuri. A fine 2011 RI 1 si è trasferita in Svizzera e i soci titolari dell’attività di produzione e vendita dei containers abitativi hanno convenuto di dare una continuità alla propria attività: hanno liquidato la società di __________ e deciso di agire unicamente tramite RI 1, la quale, mantenendo come sua attività principale la commercializzazione di containers marittimi si è impegnata a vendere anche i containers abitativi, riconoscendo agli altri due titolari (__________e TERZ 1, mentre nel frattempo la quota di TERZ 2 è stata ripresa da RI 1, di cui l’interessato è amministratore unico), una partecipazione sul profitto generato da quell’attività in proporzione alle loro quote originarie del 40% per __________ e del 30% per TERZ 1, dedotta una commissione del 3% a titolo di rimborso spese di personale e amministrative di RI 1. L’insorgente evidenzia che questa soluzione, che nulla muta alla sostanza di quanto accadeva prima del dicembre 2011 con la distribuzione del profitto ai soci (TERZ 1 compreso) tramite la società di vendita di __________, è stata codificata nell’Accordo di partenariato del 21 dicembre 2011. 2.7. Alla luce di quanto sopra, questo Tribunale deve in primo luogo concludere che gli importi litigiosi versati a TERZ 1 dalla società ricorrente non costituiscono un reddito derivante da attività salariata e meglio una remunerazione per il lavoro svolto a favore di RI 1. L’importo percepito da TERZ 1 non proviene dall’utile della società e non può di conseguenza essere assimilato ad una distribuzione di utili da parte del datore di lavoro. Come rileva la ricorrente, RI 1 è tenuta a versare a __________ e a TERZ 1 la rispettiva quota (40%, 30%) dei proventi della commercializzazione dei containers abitativi in applicazione dell’accordo del 21 dicembre 2011, indipendentemente dall’andamento dell’attività principale (commercializzazione di containers marittimi) e dal conseguimento di un utile nella propria specifica attività. Su questo utile TERZ 1 non ha nessuna partecipazione. Se per l’intera attività RI 1 dovesse conseguire una perdita, essa sarebbe comunque tenuta a versare la parte di utile derivante dall’attività della vendita dei containers abitativi. Del resto, in contabilità, i versamenti a __________ e TERZ 1 sono registrati come un costo per la società e non come utile. Nell’ambito della commercializzazione di containers abitativi, l’utile conseguito da RI 1 è invece costituito, oltre che dalla sua quota parte (30%), dalla commissione del 3% sulle vendite dei citati containers. Non va poi dimenticato che, se TERZ 1 non lavorasse più per RI 1 e se lavorasse per un’altra società, la ricorrente, sulla base dell’accordo del 21 dicembre 2011, sarebbe comunque tenuta a versare la quota parte spettantegli dall’attività di commercializzazione dei containers abitativi. Inoltre, come rileva l’insorgente, TERZ 1, insieme a __________, ha diritti di controllo e di determinazione che un dipendente non potrebbe avere. Egli può chiedere gli archivi e la documentazione dell’attività, può determinare i termini di pagamento, l’ammontare degli accantonamenti e della commissione qualora le spese della ricorrente dovessero superare il previsto 3%. Ciò non significa tuttavia che gli importi percepiti da TERZ 1 siano da qualificare quale reddito da capitale. Infatti, come rammentano le direttive sui contributi dei lavoratori indipendenti e delle persone senza attività lucrativa (DIN) nell’AVS/AI e nelle IPG, la distinzione tra reddito da attività lucrativa e altri generi di reddito dev’essere operata sulla base dell’insieme delle circostanze concrete in ogni singolo caso (marg. 1080 DIN). Il reddito è frutto di un’attività lucrativa se proviene da investimenti, godimenti o da valorizzazioni sistemiche che esulano dall’ambito di una semplice gestione patrimoniale di beni o diritti non formalmente designati quali patrimonio commerciale (1084 DIN; cfr. DTF 134 V 250). In concreto, l’attività di commercializzazione dei containers abitativi è stata costituita da TERZ 1 in collaborazione con altri due soci, che hanno investito un capitale complessivo di 900'000 dollari (cfr. doc. 25, in sede di udienza è stato indicato un ammontare di 600'000 dollari). L’attività è stata costituita a scopo di lucro. Dall’attività di commercializzazione di containers abitativi TERZ 1 consegue una quota di utile del 30%. A non averne dubbio le parti formano di conseguenza una società semplice ai sensi dell’art. 530 CO. Per l’art. 530 CO la società è un contratto, col quale due o più persone si riuniscono per conseguire con forze o mezzi comuni uno scopo comune (cpv. 1). E’ società semplice, nel senso di questo titolo, quella che non presenta i requisiti speciali di un’altra società prevista dalla legge (cpv. 2). Secondo l’art. 531 cpv. 1 CO ogni socio deve conferire una quota consistente in denaro, in cose, in crediti o nel lavoro. Una società semplice può essere costituita non solo con persone fisiche ma anche con persone giuridiche (cfr. F. Chaix, in Commentaire Romand, Code des obligations, Vol. II, 2008, n. 4 ad art. 530, pag. 49; Fellmann/Müller, Berner Kommentar 2006, n. 19 ad art. 530, pag. 98). Ai sensi dell’art. 17 OAVS sono considerati reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente ai sensi dell’articolo 9 capoverso 1 LAVS tutti i redditi conseguiti in proprio da un’azienda commerciale, industriale, artigianale, agricola, silvicola, dall’esercizio di una professione liberale o da qualsiasi altra attività compresi gli utili in capitale e gli utili realizzati con il trasferimento di elementi patrimoniali giusta l’articolo 18 capoverso 2 LIFD e gli utili conseguiti con l’alienazione di fondi agricoli e silvicoli giusta l’articolo 18 capoverso 4 LIFD, eccetto i redditi da partecipazioni dichiarati quali sostanza commerciale giusta l’articolo 18 capoverso 2 LIFD. Per l’art. 20 cpv. 3 OAVS, i membri di una società in nome collettivo, di società in accomandita e di altre società di persone, che perseguono uno scopo lucrativo e non hanno personalità giuridica, devono pagare i contributi sulla loro parte del reddito della collettività. Per il marg. 1022 DIN, nella versione in francese (la versione in italiano non è più stata aggiornata): " Doit être considéré comme exerçant une activité indépendante tout associé d’une société simple qui participe de sa personne à la société, assume par conséquent le risque économique d’entrepreneur et possède le pouvoir de disposition, c’est-à-dire règle la marche des affaires de la société." In una sentenza 9C_1055/2010 del 4 agosto 2011, consid. 4.3, il TF ha rilevato che l’assicurato deve pagare i contributi nella sua qualità di indipendente in applicazione dell’art. 20 cpv. 3 OAVS a condizione che i redditi provengano da una società senza personalità giuridica che persegua uno scopo lucrativo ( “ Entscheidend für die Anwendbarkeit von Art. 20 Abs. 3 AHVV ist einzig, ob es sich um eine auf einen Erwerbszweck gerichtete Personengesamtheit ohne juristische Persönlichkeit handelt ”). In DTF 136 V 258 il TF ha stabilito che l’accomandante residente in Svizzera di una società in accomandita del diritto germanico (“GmbH & Co”) con sede in Germania è tenuto a versare i contributi quale persona esercitante un’attività lucrativa indipendente sui redditi provenienti dalla società, indipendentemente dal fatto che egli collabori nell’impresa o che eserciti un’influenza sulla gestione di quest’ultima. Questa giurisprudenza è stata confermata nelle sentenze 9C_504/2010 del 1° settembre 2010, 9C_342/2011 dell’8 luglio 2011 e 9C_1055/2010 del 4 agosto 2011 (cfr. anche sentenza 9C_853/2009 del 23 luglio 2010). Nella sentenza del 1° settembre 2010 9C_504/2010 il TF ha ribadito che il reddito proveniente da una GmbH & Co. KG, non costituisce un semplice reddito da capitale ma è soggetto a contribuzione come reddito da attività indipendente anche se la persona assicurata è esclusa dalla rappresentanza della società e dalla sua conduzione (consid. 1.3: „ Entgegen den Vorbringen in der Beschwerde normiert Art. 20 Abs. 3 AHVV einen Tatbestand selbständiger Erwerbstätigkeit. Daran ändert nichts, dass die Bestimmung mit "Beitragspflichtige Personen" überschrieben ist und der Begriff des Erwerbszweckes verwendet wird und nicht von Erwerbstätigkeit die Rede ist. In diesem Zusammenhang stellt auch das Halten von Beteiligungen an einer Firma, welche wie hier die Y.________ GmbH & Co. KG eine Geschäftstätigkeit (Getränkehandel und Abfüllen von Coca Cola in Lizenz) ausübt, eine selbständige Erwerbstätigkeit im Sinne von Art. 9 Abs. 1 AHVG und Art. 17 AHVV dar. Auch wenn die Beschwerdeführerin von der Geschäftsführung und der Vertretung der X.________ & Co. KG ausgeschlossen war, stellt ihre Beteiligung an der Gesellschaft nicht eine beitragsbefreite bloss "kapitalmässige Nutzung ihres Vermögens" dar. Ebenfalls liegt kein (unzulässiger) mehrstufiger Durchgriff auf die Beschwerdeführerin vor. Die gegenteilige Auffassung der Beschwerdeführerin übersieht, dass es sich bei der X.________ & Co. KG nicht um eine juristische Person handelt, sondern um eine Personengesellschaft ohne juristische Persönlichkeit (BGE 9C_627/2009 E. 2.1 in fine)“ ). Nel caso di specie TERZ 1 ha eseguito investimenti importanti ed ha poteri di disposizione (cfr. accordo del 21 dicembre 2011). Inoltre, in sede di opposizione la società ha affermato che la vendita di containers costituisce una parte dell’attività svolta da TERZ 1 (doc. 25, pag. 3). Egli non si è di conseguenza limitato ad investire del denaro e non ha solo poteri di disposizione, ciò che sarebbe comunque sufficiente per ritenere un reddito da attività indipendente (cfr. anche sentenza del 1° settembre 2010 9C_504/2010) ma svolge pure una vera e propria attività lavorativa in relazione con il citato accordo del 21 dicembre 2011. Il reddito così conseguito deve di conseguenza essere assoggettato come provento da attività indipendente ai sensi dell’art. 20 cpv. 3 OAVS. La partecipazione ad una società semplice, costituita con lo scopo di conseguire un reddito, finanziata con mezzi propri, non può infatti essere qualificata di reddito da capitale. Ne segue che su questo punto il ricorso va accolto e la ripresa annullata. L’incarto deve essere rinviato all’amministrazione per il calcolo dei contributi dovuti da TERZ 1 quale indipendente. 2.8. Va ora esaminata la ripresa di fr. 4’666 per l’utilizzo del veicolo aziendale a scopo privato ad opera dell’amministratore unico TERZ 2, in applicazione dell’art. 13 OAVS, calcolato in ragione dello 0.8% del valore d’acquisto (senza IVA) del veicolo in analogia con quanto prevedono le autorità fiscali. 2.9. I contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente (art. 4 cpv. 1 LAVS). Questo reddito ingloba dunque tutte le prestazioni percepite dal salariato che hanno una relazione economica con il rapporto di lavoro (DTF 124 V 100 consid. 2 pag. 102 con riferimenti), incluse le indennità che il salariato ha ricevuto, indipendentemente se sono state effettuate durante il tempo libero ed i fine settimana. Per ottenere il salario determinante ai fini dell'AVS, è necessario dedurre le indennità versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento spese. Queste spese, che incombono al salariato, vengono rimborsate sia separatamente dal datore di lavoro quale risarcimento delle spese, sia incluse nel salario quali spese generali (art. 9 OAVS). Per l’art. 9 cpv. 1 OAVS: " Sono spese generali quelle cui il datore di lavoro [recte: salariato] deve far fronte nell'ambito della propria attività. Le indennità per spese generali non rientrano nel salario determinante.” Non fanno parte di queste spese le indennità periodiche per gli spostamenti del salariato dal luogo di domicilio al luogo di lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o sul luogo di lavoro; queste indennità rientrano di norma nel salario determinante (art. 9 cpv. 2 OAVS). Configurano, di norma, spese generali rimborsabili le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio), le spese di rappresentanza e quelle per la clientela (STFA H 57/04 del 20 aprile 2006, consid. 7.1 in: RtiD II-2006 n. 46 pag. 214; STFA H 257/03 dell'11 gennaio 2005, consid. 4.3.1, concernente la ricorrente); le spese per il materiale e per il vestiario professionale; le spese d'uso di locali di servizio, nella misura in cui essi sono utilizzati per lo svolgimento dell'attività lucrativa; le spese supplementari di viaggio dal domicilio al luogo di lavoro, se questi sono considerevolmente lontani l'uno dall'altro; le spese supplementari per i pasti che il salariato deve consumare fuori dal domicilio a causa della distanza del domicilio dal luogo di lavoro, come pure le spese d'alloggio per il pernottamento fuori casa nonché le spese di formazione e di perfezionamento professionali (tasse d'iscrizione a corsi o ad esami, libri o materiale, ecc.), che sono in stretta relazione con l'attività professionale del salariato (N. 3003 delle Direttive sul salario determinante (DSD), edite dall'UFAS, valide dal 1° gennaio 2008; RDAT II-1992 n. 60, pag. 140; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Berna 1996, N. 4.151, pag. 164-166). Di principio si deve dedurre l'importo effettivo delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354, RCC 1983 pag. 310). 2.10. In concreto la Cassa ha ripreso quale reddito in natura d’altra specie ai sensi dell’art. 13 OAVS la messa a disposizione del veicolo aziendale a scopo privato. Giusta l’art. 13 OAVS le prestazioni in natura di altra specie sono valutate, caso per caso, dalla cassa di compensazione secondo le circostanze. Il marg. 2062 delle direttive sul salario determinante (DSD) recita: " Le seguenti prestazioni del datore di lavoro, se assegnate regolarmente, sono considerate reddito in natura di altra specie: - assegnazione di un’abitazione gratuita unicamente per il salariato o per tutta la famiglia risp. per il partner registrato. Quest’ultimo caso si verifica quando è messo a disposizione del salariato più d’un locale; - vestiario e calzature; - consegna di un veicolo di servizio per uso privato; - il valore del diritto concesso a un pastore di tenere il proprio bestiame sull’alpe del datore di lavoro (diritto d’alpeggio) o di usufruire dei suoi terreni. Gli utili ricavati dal diritto d’alpeggio o dalla coltivazione dei terreni costituiscono un reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente." Il marg. 2063 delle DSD prevede: " Il valore di tali redditi in natura dev’essere stimato di caso in caso dalla cassa di compensazione. Per quanto possibile, ci si deve sempre basare sui corrispondenti tassi dell’imposta federale diretta o dell’imposta cantonale, a meno che certi tassi siano già stati fissati dalla Suva. Le casse di compensazione valutano l’utilizzazione dei veicoli di servizio a scopo privato analogamente alle autorità fiscali (v. le cifre 21 e segg. delle Istruzioni per la compilazione del nuovo certificato di salario risp. dell’attestazione delle rendite pubblicate dalla Conferenza fiscale svizzera e dall’Amministrazione federale delle contribuzioni).” Nel caso di specie si tratta quindi di stabilire se la stima effettuata dalla Cassa si situa nel potere d'apprezzamento dell'amministrazione oppure se va considerata come arbitraria (cfr. anche RCC 1991 pag. 41 segg.). L’amministrazione ha ripreso all’amministratore unico, TERZ 2, l’importo di fr. 4’666, a titolo di utilizzo privato del veicolo aziendale (__________), ritenendo poco realistico sostenere che l’interessato utilizza per i suoi spostamenti il suo scooter e l’__________ di sua proprietà, poiché anche la moglie svolge un’attività lavorativa. Il ricorrente rileva che sia la moglie sia i due figli svolgono la loro attività in seno alla RI 1. Il tragitto tra il posto di lavoro (via __________ a __________) e il domicilio (__________), avviene o nel medesimo veicolo di loro proprietà (__________) o con i tre motoveicoli intestati a TERZ 2, con la vespa intestata alla moglie, con la vespa e la __________ intestati al figlio __________ o con la __________ intestata alla figlia __________. Il veicolo aziendale a fine giornata rimane invece sempre stazionato presso l’azienda e, secondo l’insorgente, come si evince dai chilometri risultanti dai controlli in garage, è utilizzato unicamente per gli spostamenti professionali (in particolare dalla sede di __________ all’allora succursale di __________ o ai depositi di __________ e __________ della filiale __________). La Cassa in sede di risposta ha preso atto che il veicolo rimarrebbe stazionato in azienda, ma rileva che al momento del controllo, alla richiesta di presentazione della carta grigia del veicolo privato, la stessa non è stata immediatamente prodotta poiché la vettura non era in loco e la richiesta è stata evasa solo nel corso del pomeriggio. Inoltre dai chilometri risultanti dai controlli effettuati in garage non si può affermare che il veicolo aziendale sarebbe utilizzato soltanto per gli spostamenti professionali. Con le osservazioni del 4 maggio 2016 la ricorrente non ha dato spiegazioni circa l’assenza del veicolo privato di TERZ 2 al momento del controllo, il 16 settembre 2015, ampiamente annunciato dalla Cassa con lettera del 9 luglio 2015 (doc. 2) e la sua ricomparsa solamente nel corso del pomeriggio. Inoltre le fatture emesse dai garage nel 2013 e nel 2014 e relative ai controlli dei veicoli __________ e __________ di proprietà di RI 1 e dell’__________ di proprietà di TERZ 2 non sono atte a comprovare un utilizzo solo aziendale dell’__________ (doc. N). Dagli atti risulta infatti che il 12 luglio 2012 l’__________ presentava __________), l’__________ presentava __________), mentre l’auto privata presentava __________, che fa semmai propendere proprio per l’utilizzo privato dell’auto aziendale. Questo TCA, applicando l’abituale principio della verosimiglianza preponderante valido nell’ambito delle assicurazioni sociali, deve di conseguenza ritenere che l’__________ viene utilizzata a scopi privati e di conseguenza la ripresa va confermata. 2.11. Alla luce di tutto quanto sopra esposto, la decisione impugnata va annullata e l’incarto rinviato alla Cassa per un nuovo calcolo dei contributi dovuti dalla ricorrente sulla sola ripresa per l’utilizzo privato dell’automobile aziendale. L’amministrazione dovrà inoltre affiliare TERZ 1 quale indipendente e fissare i contributi sociali da lui dovuti. Alla ricorrente, parzialmente vincente in causa e rappresentata da un avvocato, vanno assegnate le ripetibili. Per questi motivi dichiara e pronuncia 1.Il ricorso è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi. § La decisione su opposizione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa per un nuovo calcolo dei contributi e l’affiliazione di TERZ 1 quale indipendente. 2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. La Cassa verserà alla ricorrente fr. 2'500.-- (IVA inclusa se dovuta) a titolo di ripetibili. 3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti

Raccomandata Raccomandata

Raccomandata Incarto n. 30.2016.19+25-26 cs Incarto n. 30.2016.19+25-26

Incarto n. 30.2016.19+25-26 cs

cs Lugano 22 settembre 2016 Lugano

Lugano 22 settembre 2016

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni composto dei giudici: composto dei giudici:

composto dei giudici: Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore: redattore:

Christian Steffen, vicecancelliere Christian Steffen, vicecancelliere

segretario: segretario:

Gianluca Menghetti Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 31 marzo 2016 di

RI 1 rappr. da: RA 1 RI 1

rappr. da: RA 1

contro contro

la decisione su opposizione del 19 febbraio 2016 emanata da la decisione su opposizione del 19 febbraio 2016 emanata da

chiamati in causa: chiamati in causa:

CO 1 TERZ 1 TERZ 2 in materia di contributi AVS CO 1

TERZ 1

TERZ 2

in materia di contributi AVS

ritenuto, in fatto

1.1. Con decisione di tassazione d’ufficio del 18 settembre 2015, la CO 1 ha ripreso a RI 1, per il periodo dal 1° luglio 2012 al 31 dicembre 2013, un importo complessivo di fr. 544'684, ritenendo quale salario determinante un ammontare di fr. 550'026 versato a TERZ 1 e riprendendo un importo di fr. 10'190 a TERZ 2 (tra cui fr. 4'666 per l’utilizzo del veicolo della ditta a scopo privato). Dall’importo totale di fr. 560'216 è stato dedotto l’ammontare di fr. 15'532 dichiarato in troppo per TERZ 1 (cfr. doc. 1).

1.2. Con decisione su opposizione del 19 febbraio 2016 la Cassa ha proceduto ad una rettifica, stornando un importo di fr. 5'524 erroneamente ripreso a TERZ 2. Per il resto ha confermato la ripresa (doc. A).

1.3. Il 31 marzo 2016 RI 1, rappresentata dall’avv., è insorta al TCA, chiedendo di annullare la predetta decisione su opposizione del 19 febbraio 2016 e di confermare il salario determinante di TERZ 1, suo dipendente, come esposto nei certificati di salario compilati dalla datrice di lavoro, ossia fr. 124'199 nel 2012 e fr. 210'736.40 nel 2013 (doc. I).

La ricorrente contesta la qualifica di reddito determinante degli (ulteriori) importi versati a TERZ 1 nel 2012 (fr. 229'966) e nel 2013 (fr. 320'060), poiché non deriverebbero dall’attività lucrativa svolta per la società, ma costituirebbero un reddito da capitale a lui spettante conformemente a un accordo di partenariato fra soci del 21 dicembre 2011 nell’ambito della vendita internazionale di containers abitativi. L’insorgente contesta inoltre la ripresa, sulla base dell’art. 13 OAVS, di un importo di fr. 4'666 per l’uso del veicolo aziendale a scopo privato da parte di TERZ 2, amministratore unico della società.

1.4. Con risposta del 22 aprile 2016 la Cassa propone di respingere il ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).

1.5. Con decreto del 28 aprile 2016 il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa TERZ 1 e TERZ 2, assegnando loro un termine scadente il 20 giugno 2016 per determinarsi in merito alla procedura, postulando l’acquisizione di eventuali prove (doc. V).

1.6. Il 4 maggio 2016 la ricorrente si è ulteriormente espressa in merito, ribadendo che l’importo percepito in seguito all’accordo del 21 dicembre 2011 non deriva da un’attività svolta da TERZ 1 in favore di RI 1 (doc. VI).

1.7. Chiamata ad eventualmente esprimersi in merito, l’amministrazione si è confermata nella risposta di causa, ribadendo che dall’esame della contabilità i conti inerenti l’accordo del 21 dicembre 2011 sono parte integrante del bilancio e del conto economico della società ricorrente e che in ogni modo le prestazioni di TERZ 1 non vanno qualificate quali dividendo, bensì semmai come attività indipendente (doc. VIII).

1.8. Il 6 settembre 2016 le parti sono state sentite nel corso di un’udienza dalla quale è emerso:

" (…)

A domanda TERZ 1 precisa che gli importi che la Cassa ha ripreso con la decisione qui impugnata ossia fr. 229'966.-- e fr. 320'060.-- sono si maturati nel corso degli anni 2012 rispettivamente 2013 ma sono stati versati e pagati nel 2013 rispettivamente nel 2014. Sono stati regolarmente dichiarati all’autorità fiscale siccome il ricorrente risiede stabilmente in Ticino dal maggio __________. Una decisione dell’autorità fiscale non è stata ad oggi ancora emanata. Solo la decisione relativa all’anno __________ è stata notificata.

Il dott. TERZ 1 precisa che destinatario finale, la committenza quindi, di container abitativi è radicalmente diversa rispetto alla committenza e ai destinatari finali dei container destinati alla spedizione marittima. Gli abitativi sono stati commissionati soprattutto per fornire basi logistiche a grossi cantieri rispettivamente alle forze armate utilizzate in particolare in __________ per missioni di pace.

Il sig. TERZ 2 precisa che non è stata mantenuta in essere la società che procedeva alla commercializzazione dei container abitativi quando la sede RI 1 era in __________ ma con il trasferimento in Svizzera quella società che aveva sede a __________ è stata liquidata per non avere una struttura societaria e per essere più diretti e più chiari anche con l’autorità fiscale svizzera e ticinese. L’allora fiduciaria dott. __________ purtroppo nel frattempo deceduto, e il sig. TERZ 2 si sono recati presso il sig. __________.

Il Giudice chiede come nella contabilità RI 1, materialmente a livello di iscrizione contabile veniva inserita nella contabilità l’incasso per conto del contratto di partenariato, se veniva specificato che l’incasso era per conto di terzi.

Il sig. TERZ 2 precisa che in effetti nel conto economico risultano le uscite relative ai versamenti in favore del dott. TERZ 1 con la specifica “risultato abitativi” seguito dalla valuta in cui il versamento era fatto. Per i ricavi gli incassi derivanti dall’attività riferita agli abitativi non viene altrimenti specificata se non con la precisazione che si tratta appunto di “abitativi”. Questo aspetto di caratterizzare con la dicitura abitativi alcune operazioni di ricavi permetteva in seno alla RI 1 di caratterizzarle e specificarle.

È vero che le operazioni relative ai container abitativi non erano specificate come svolte per conto di terzi.

La Cassa evidenzia invece che il conto economico 2012, a titolo di esempio, presenta raccolti senza alcuna specifica ricavi e la provenienza, costi e loro natura seguiti dalle spese generali amministrative e le correzioni dell’attivo tra le quali è contenuta poi la voce “quote di terzi attività abitativi” pari a fr. 554'516.--.

Parte ricorrente evidenzia che ciò dipende dal grado di dettaglio che si vuole attribuire al conto economico su cui la Cassa fa riferimento. Dalla contabilità emerge chiaramente che le attività di vendita dei container abitativi sono indicate in modo separato dalle altre della società.

La Cassa obbietta che il contenuto di un bilancio deve far fede.

Parte ricorrente evidenzia comunque che dal conto economico 2012 emerge come le quote di terzi relative all’attività riferita ai container abitativi è raggruppata nelle correzioni dell’attivo e quindi come costo, e ciò contrariamente a quanto la Cassa ha sostenuto in precedenza.

Il dott. TERZ 1 precisa che l’attività svolta da RI 1 è l’eredità di quella che fu l’attività svolta dalla società di __________ che, al momento della sua fondazione e dell’inizio della sua attività, venne finanziata dai 3 soci ossia da egli stesso dal sig. TERZ 2 e dal terzo socio __________ con un importo di 600'000 dollari. Le ragioni di non far più capo questa società sono state spiegate nei memoriali agli atti, il dott. TERZ 1 ritiene che tenere in piedi una società come quella di __________ avrebbe avuto un costo relativamente contenuto e vantaggi di natura fiscale.

Il Gd chiede alla Cassa se non abbia fatto una riflessione sui versamenti da RI 1 al socio __________ per un’attività da questi svolta per conto di RI 1, così come per il dipendente TERZ 1, e perché non abbia eventualmente ripreso anche quegli importi come salario. La Cassa indica che la differenza sostanziale consiste nel luogo di svolgimento del lavoro e della residenza.

La ricorrente RI 1 precisa che il sig__________ non è suo dipendente e percepisce malgrado questo la quota di partecipazione come la percepisce il dott. TERZ 1 e la partecipazione continuerebbe a essere versata indipendentemente dai rapporti di dipendenza o meno siccome riconducibile a un’attività estranea.” (doc. XI)

in diritto

2.1. Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS). A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.

A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa. In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente. Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità di rincaro e altre indennità aggiunte al salario, le provvigioni, le gratificazioni, le prestazioni in natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi ed altre prestazioni analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono un elemento importante della retribuzione del lavoro.

I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).

I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS). Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.

L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).

Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).

In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

2.2. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).

2.3. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un’attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa ( Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).

Rehbinder Vischer L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/ Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/ Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS). 2.4. Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.

2.4. Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

Per questi motivi, un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

2.5. In concreto, la ricorrente contesta in primo luogo la ripresa degli importi conseguiti da TERZ 1 nel 2012 (fr. 229'966) e nel 2013 (fr. 320'060), ritenuti dall’amministrazione salario determinante e derivanti dal reddito conseguito in seguito ad un accordo di partenariato sottoscritto il 21 dicembre 2011 tra l’interessato, __________, cittadino __________ e RI 1 (di seguito: RI 1). Secondo la tesi dell’insorgente il versamento a TERZ 1 della quota del provento netto dell’attività di vendita internazionale di containers abitativi da lui fondata con gli altri due soci e delle cui società di produzione è beneficiario economico in ragione del 30%, e che è stata data in commissione per la distribuzione internazionale a RI 1, costituisce un reddito da partecipazione in quelle società e dunque un reddito da capitale non soggetto a contribuzione.

2.5. 2.6. Agli atti è stato prodotto l’accordo di partenariato del 21 dicembre 2011 stipulato tra __________, TERZ 1 e RI 1, in seguito al quale TERZ 1 ha percepito gli importi litigiosi e che prevede in particolare che (doc. F/2):

- __________ è amministratore delegato di __________, società costituita in __________ nell’ottobre 2006, la cui attività principale è la costruzione di containers abitativi imballati piani e di altre soluzioni abitative in containers;

- RI 1 è una società che compravende e noleggia containers marittimi;

- __________ intende commercializzare su scala internazionale attraverso RI 1 i prodotti fabbricati da __________, o da terzi ma commercializzati da __________ (di seguito: prodotti);

- RI 1 è disposta a svolgere tale attività con la sua struttura;

- a partire dal 1° dicembre 2011 RI 1 agirà come distributore dei prodotti per la successiva vendita a clienti internazionali (di seguito: attività);

- __________ avrà diritto di ricevere il 40% del profitto netto generato dall’attività, TERZ 1 il 30%;

- Il profitto netto di un determinato anno sarà determinato entro il 31 marzo dell’anno successivo a tale anno. RI 1, entro o antecedentemente a tale data, renderà disponibile a __________ e TERZ 1 un rendiconto specifico, non certificato, del profitto netto inerente l’attività;

- Il profitto netto sarà uguale alle vendite nette (vendite lorde meno le tasse sulla vendita e gli sconti di natura commerciale e finanziaria) dell’attività dedotte tutte le spese relative, elencate nell’accordo.

- __________, TERZ 1 e RI 1 si concorderanno entro il 30 aprile di ogni anno se le rispettive quote del profitto netto annuale debbano essere pagate da RI 1 a __________ e TERZ 1 in un’unica o più soluzioni, anche in considerazione dell’ammontare dei crediti riferiti a quell’anno non ancora incassati da RI 1 a quella data e degli investimenti da effettuare negli anni seguenti;

- RI 1 ogni anno fornirà a __________ e TERZ 1, un rendiconto scritto che indichi come riconoscimento di debito il saldo loro dovuto;

- le parti, a dipendenza del flusso di cassa e della situazione, possono comunque accordarsi per effettuare pagamenti straordinari del saldo dovuto a __________ e TERZ 1 e/o pagamenti anticipati delle rispettive quote del profitto netto dell’anno in corso, in ogni momento dell’anno, in deroga ai termini citati in precedenza;

- __________ e TERZ 1 hanno il diritto di chiedere a RI 1 tutti gli archivi e la documentazione dell’attività inclusi, ma non solo, le conferme d’ordine e le fatture di vendita ai clienti, le fatture inerenti l’attività emesse a RI 1, i documenti bancari dei pagamenti ricevuti, la corrispondenza con i clienti o i legali, ecc.

Come emerge dal ricorso (doc. I) e dall’audizione del 6 settembre 2016 (doc. XI), l’accordo del 21 dicembre 2011 trae origine dall’attività di produzione e vendita, a livello internazionale, di containers abitativi a partire dalla __________ e che era stata costituita ed avviata ben prima che RI 1 si trasferisse in Svizzera nel dicembre 2011.

L’operazione di commercializzazione dei containers abitativi era stata inizialmente costituita, a titolo personale e senza alcun rapporto di subordinazione con RI 1, da __________ in ragione del 40%, TERZ 2, attuale amministratore unico di RI 1, nella misura del 30% e TERZ 1 pure in ragione del 30%. TERZ 2 ha poi ceduto la sua quota a RI 1.

Tutti e tre i soci, inoltre, a titolo personale e non in relazione a rapporti di lavoro con RI 1, sono titolari nelle medesime proporzioni (40% per __________, 30% per TERZ 2, poi ceduto a RI 1 e 30% per TERZ 1 attraverso la fiduciaria __________) della società __________ con sede __________ __________, detentrice a sua volta del 100% delle due società di produzione, la __________ e la __________, con sede a __________ e costituite grazie alla messa a disposizione, da parte dei suddetti soci, di investimenti personali, e che si occupano di fabbricare fisicamente i containers abitativi. Le società congiuntamente hanno realizzato nel 2013 una cifra d’affari di __________ dollari (__________dollari nel 2012) ed hanno mediamente 50 lavoratori alle loro dipendenze. Le quote di partecipazioni nelle società corrispondono alle percentuali di ripartizione dell’utile netto previsto nell’accordo del 21 dicembre 2011. L’investimento complessivo effettuato per finanziare l’attività delle società ammonta a 900'000 dollari ed è stato esborsato dai soci in due riprese, la prima nel 2006 con la costituzione della __________, la seconda nel 2011 con la costituzione di __________, in proporzione alle rispettive partecipazioni (doc. 25).

Sino al 30 novembre 2011 la commercializzazione internazionale dei containers abitativi era stata affidata dai tre soci alla società di __________.

Questa società si poggiava per la vendita al di fuori della __________ pure sulla struttura di RI 1, allora domiciliata in __________ e la cui attività principale era (ed è tuttora) la vendita di containers marittimi, la quale fungeva da agente esterno.

RI 1 addebitava una commissione per spese amministrative del 3% sulle vendite effettuate e la società di vendita di __________ distribuiva ai tre soci il profitto, costituito dal ricavato delle vendite tramite RI 1, dedotti la commissione del 3%, i propri costi generali e le riserve per gli esercizi futuri.

A fine 2011 RI 1 si è trasferita in Svizzera e i soci titolari dell’attività di produzione e vendita dei containers abitativi hanno convenuto di dare una continuità alla propria attività: hanno liquidato la società di __________ e deciso di agire unicamente tramite RI 1, la quale, mantenendo come sua attività principale la commercializzazione di containers marittimi si è impegnata a vendere anche i containers abitativi, riconoscendo agli altri due titolari (__________e TERZ 1, mentre nel frattempo la quota di TERZ 2 è stata ripresa da RI 1, di cui l’interessato è amministratore unico), una partecipazione sul profitto generato da quell’attività in proporzione alle loro quote originarie del 40% per __________ e del 30% per TERZ 1, dedotta una commissione del 3% a titolo di rimborso spese di personale e amministrative di RI 1.

L’insorgente evidenzia che questa soluzione, che nulla muta alla sostanza di quanto accadeva prima del dicembre 2011 con la distribuzione del profitto ai soci (TERZ 1 compreso) tramite la società di vendita di __________, è stata codificata nell’Accordo di partenariato del 21 dicembre 2011.

2.7. Alla luce di quanto sopra, questo Tribunale deve in primo luogo concludere che gli importi litigiosi versati a TERZ 1 dalla società ricorrente non costituiscono un reddito derivante da attività salariata e meglio una remunerazione per il lavoro svolto a favore di RI 1. L’importo percepito da TERZ 1 non proviene dall’utile della società e non può di conseguenza essere assimilato ad una distribuzione di utili da parte del datore di lavoro.

Come rileva la ricorrente, RI 1 è tenuta a versare a __________ e a TERZ 1 la rispettiva quota (40%, 30%) dei proventi della commercializzazione dei containers abitativi in applicazione dell’accordo del 21 dicembre 2011, indipendentemente dall’andamento dell’attività principale (commercializzazione di containers marittimi) e dal conseguimento di un utile nella propria specifica attività. Su questo utile TERZ 1 non ha nessuna partecipazione.

Se per l’intera attività RI 1 dovesse conseguire una perdita, essa sarebbe comunque tenuta a versare la parte di utile derivante dall’attività della vendita dei containers abitativi. Del resto, in contabilità, i versamenti a __________ e TERZ 1 sono registrati come un costo per la società e non come utile. Nell’ambito della commercializzazione di containers abitativi, l’utile conseguito da RI 1 è invece costituito, oltre che dalla sua quota parte (30%), dalla commissione del 3% sulle vendite dei citati containers.

Non va poi dimenticato che, se TERZ 1 non lavorasse più per RI 1 e se lavorasse per un’altra società, la ricorrente, sulla base dell’accordo del 21 dicembre 2011, sarebbe comunque tenuta a versare la quota parte spettantegli dall’attività di commercializzazione dei containers abitativi. Inoltre, come rileva l’insorgente, TERZ 1, insieme a __________, ha diritti di controllo e di determinazione che un dipendente non potrebbe avere. Egli può chiedere gli archivi e la documentazione dell’attività, può determinare i termini di pagamento, l’ammontare degli accantonamenti e della commissione qualora le spese della ricorrente dovessero superare il previsto 3%.

Ciò non significa tuttavia che gli importi percepiti da TERZ 1 siano da qualificare quale reddito da capitale.

Infatti, come rammentano le direttive sui contributi dei lavoratori indipendenti e delle persone senza attività lucrativa (DIN) nell’AVS/AI e nelle IPG, la distinzione tra reddito da attività lucrativa e altri generi di reddito dev’essere operata sulla base dell’insieme delle circostanze concrete in ogni singolo caso (marg. 1080 DIN). Il reddito è frutto di un’attività lucrativa se proviene da investimenti, godimenti o da valorizzazioni sistemiche che esulano dall’ambito di una semplice gestione patrimoniale di beni o diritti non formalmente designati quali patrimonio commerciale (1084 DIN; cfr. DTF 134 V 250).

In concreto, l’attività di commercializzazione dei containers abitativi è stata costituita da TERZ 1 in collaborazione con altri due soci, che hanno investito un capitale complessivo di 900'000 dollari (cfr. doc. 25, in sede di udienza è stato indicato un ammontare di 600'000 dollari). L’attività è stata costituita a scopo di lucro. Dall’attività di commercializzazione di containers abitativi TERZ 1 consegue una quota di utile del 30%.

A non averne dubbio le parti formano di conseguenza una società semplice ai sensi dell’art. 530 CO.

Per l’art. 530 CO la società è un contratto, col quale due o più persone si riuniscono per conseguire con forze o mezzi comuni uno scopo comune (cpv. 1). E’ società semplice, nel senso di questo titolo, quella che non presenta i requisiti speciali di un’altra società prevista dalla legge (cpv. 2). Secondo l’art. 531 cpv. 1 CO ogni socio deve conferire una quota consistente in denaro, in cose, in crediti o nel lavoro.

Una società semplice può essere costituita non solo con persone fisiche ma anche con persone giuridiche (cfr. F. Chaix, in Commentaire Romand, Code des obligations, Vol. II, 2008, n. 4 ad art. 530, pag. 49; Fellmann/Müller, Berner Kommentar 2006, n. 19 ad art. 530, pag. 98).

II, 2008, n. 4 ad art. 530, pag. 49; Fellmann/Müller, Berner Kommentar 2006, n. 19 ad art. 530, pag. 98). Ai sensi dell’art. 17 OAVS sono considerati reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente ai sensi dell’articolo 9 capoverso 1 LAVS tutti i redditi conseguiti in proprio da un’azienda commerciale, industriale, artigianale, agricola, silvicola, dall’esercizio di una professione liberale o da qualsiasi altra attività compresi gli utili in capitale e gli utili realizzati con il trasferimento di elementi patrimoniali giusta l’articolo 18 capoverso 2 LIFD e gli utili conseguiti con l’alienazione di fondi agricoli e silvicoli giusta l’articolo 18 capoverso 4 LIFD, eccetto i redditi da partecipazioni dichiarati quali sostanza commerciale giusta l’articolo 18 capoverso 2 LIFD.

Per l’art. 20 cpv. 3 OAVS, i membri di una società in nome collettivo, di società in accomandita e di altre società di persone, che perseguono uno scopo lucrativo e non hanno personalità giuridica, devono pagare i contributi sulla loro parte del reddito della collettività.

Per il marg. 1022 DIN, nella versione in francese (la versione in italiano non è più stata aggiornata):

" Doit être considéré comme exerçant une activité indépendante tout associé d’une société simple qui participe de sa personne à la société, assume par conséquent le risque économique d’entrepreneur et possède le pouvoir de disposition, c’est-à-dire règle la marche des affaires de la société."

" Doit être considéré comme exerçant une activité indépendante tout associé d’une société simple qui participe de sa personne à la société, assume par conséquent le risque économique d’entrepreneur et possède le pouvoir de disposition, c’est-à-dire règle la marche des affaires de la société." In una sentenza 9C_1055/2010 del 4 agosto 2011, consid. 4.3, il TF ha rilevato che l’assicurato deve pagare i contributi nella sua qualità di indipendente in applicazione dell’art. 20 cpv. 3 OAVS a condizione che i redditi provengano da una società senza personalità giuridica che persegua uno scopo lucrativo ( “ Entscheidend für die Anwendbarkeit von Art. 20 Abs. 3 AHVV ist einzig, ob es sich um eine auf einen Erwerbszweck gerichtete Personengesamtheit ohne juristische Persönlichkeit handelt ”).

In una sentenza 9C_1055/2010 del 4 agosto 2011, consid. l’assicurato deve pagare i contributi nella sua qualità di indipendente in applicazione dell’art. 20 cpv. 3 OAVS a condizione che i redditi provengano da una società senza personalità giuridica che persegua uno scopo lucrativo ( In DTF 136 V 258 il TF ha stabilito che l’accomandante residente in Svizzera di una società in accomandita del diritto germanico (“GmbH & Co”) con sede in Germania è tenuto a versare i contributi quale persona esercitante un’attività lucrativa indipendente sui redditi provenienti dalla società, indipendentemente dal fatto che egli collabori nell’impresa o che eserciti un’influenza sulla gestione di quest’ultima.

In DTF 136 V 258 il TF ha stabilito che l’accomandante residente in Svizzera di una società in accomandita del diritto germanico (“GmbH & Co”) con sede in Germania è tenuto a versare i contributi quale persona esercitante un’attività lucrativa indipendente sui redditi provenienti dalla società, indipendentemente dal fatto che egli collabori nell’impresa o che eserciti un’influenza sulla gestione di quest’ultima. Questa giurisprudenza è stata confermata nelle sentenze 9C_504/2010 del 1° settembre 2010, 9C_342/2011 dell’8 luglio 2011 e 9C_1055/2010 del 4 agosto 2011 (cfr. anche sentenza 9C_853/2009 del 23 luglio 2010).

Questa giurisprudenza è stata confermata nelle sentenze 9C_504/2010 del 1° settembre 2010, 9C_342/2011 dell’8 luglio 2011 e 9C_1055/2010 del 4 agosto 2011 (cfr. anche sentenza 9C_853/2009 del 23 luglio 2010). Nella sentenza del 1° settembre 2010 9C_504/2010 il TF ha ribadito che il reddito proveniente da una GmbH & Co. KG, non costituisce un semplice reddito da capitale ma è soggetto a contribuzione come reddito da attività indipendente anche se la persona assicurata è esclusa dalla rappresentanza della società e dalla sua conduzione (consid. 1.3: „ Entgegen den Vorbringen in der Beschwerde normiert Art. 20 Abs. 3 AHVV einen Tatbestand selbständiger Erwerbstätigkeit. Daran ändert nichts, dass die Bestimmung mit "Beitragspflichtige Personen" überschrieben ist und der Begriff des Erwerbszweckes verwendet wird und nicht von Erwerbstätigkeit die Rede ist. In diesem Zusammenhang stellt auch das Halten von Beteiligungen an einer Firma, welche wie hier die Y.________ GmbH & Co. KG eine Geschäftstätigkeit (Getränkehandel und Abfüllen von Coca Cola in Lizenz) ausübt, eine selbständige Erwerbstätigkeit im Sinne von Art. 9 Abs. 1 AHVG und Art. 17 AHVV dar. Auch wenn die Beschwerdeführerin von der Geschäftsführung und der Vertretung der X.________ & Co. KG ausgeschlossen war, stellt ihre Beteiligung an der Gesellschaft nicht eine beitragsbefreite bloss "kapitalmässige Nutzung ihres Vermögens" dar. Ebenfalls liegt kein (unzulässiger) mehrstufiger Durchgriff auf die Beschwerdeführerin vor. Die gegenteilige Auffassung der Beschwerdeführerin übersieht, dass es sich bei der X.________ & Co. KG nicht um eine juristische Person handelt, sondern um eine Personengesellschaft ohne juristische Persönlichkeit (BGE 9C_627/2009 E. 2.1 in fine)“ ).

1.3: „ Entgegen den Vorbringen in der Beschwerde normiert Art. 20 Abs. 3 AHVV einen Tatbestand selbständiger Erwerbstätigkeit. Daran ändert nichts, dass die Bestimmung mit "Beitragspflichtige Personen" überschrieben ist und der Begriff des Erwerbszweckes verwendet wird und nicht von Erwerbstätigkeit die Rede ist. In diesem Zusammenhang stellt auch das Halten von Beteiligungen an einer Firma, welche wie hier die Y.________ GmbH & Co. KG eine Geschäftstätigkeit (Getränkehandel und Abfüllen von Coca Cola in Lizenz) ausübt, eine selbständige Erwerbstätigkeit im Sinne von Art. 9 Abs. 1 AHVG und Art. 17 AHVV dar. Auch wenn die Beschwerdeführerin von der Geschäftsführung und der Vertretung der X.________ & Co. KG ausgeschlossen war, stellt ihre Beteiligung an der Gesellschaft nicht eine beitragsbefreite bloss "kapitalmässige Nutzung ihres Vermögens" dar. Ebenfalls liegt kein (unzulässiger) mehrstufiger Durchgriff auf die Beschwerdeführerin vor. Die gegenteilige Auffassung der Beschwerdeführerin übersieht, dass es sich bei der X.________ & Co. KG nicht um eine juristische Person handelt, sondern um eine Personengesellschaft ohne juristische Persönlichkeit (BGE 9C_627/2009 E. 2.1 in fine)“ ). Nel caso di specie TERZ 1 ha eseguito investimenti importanti ed ha poteri di disposizione (cfr. accordo del 21 dicembre 2011). Inoltre, in sede di opposizione la società ha affermato che la vendita di containers costituisce una parte dell’attività svolta da TERZ 1 (doc. 25, pag. 3). Egli non si è di conseguenza limitato ad investire del denaro e non ha solo poteri di disposizione, ciò che sarebbe comunque sufficiente per ritenere un reddito da attività indipendente (cfr. anche sentenza del 1° settembre 2010 9C_504/2010) ma svolge pure una vera e propria attività lavorativa in relazione con il citato accordo del 21 dicembre 2011.

Il reddito così conseguito deve di conseguenza essere assoggettato come provento da attività indipendente ai sensi dell’art. 20 cpv. 3 OAVS.

La partecipazione ad una società semplice, costituita con lo scopo di conseguire un reddito, finanziata con mezzi propri, non può infatti essere qualificata di reddito da capitale.

Ne segue che su questo punto il ricorso va accolto e la ripresa annullata. L’incarto deve essere rinviato all’amministrazione per il calcolo dei contributi dovuti da TERZ 1 quale indipendente.

2.8. Va ora esaminata la ripresa di fr. 4’666 per l’utilizzo del veicolo aziendale a scopo privato ad opera dell’amministratore unico TERZ 2, in applicazione dell’art. 13 OAVS, calcolato in ragione dello 0.8% del valore d’acquisto (senza IVA) del veicolo in analogia con quanto prevedono le autorità fiscali.

2.9. I contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente (art. 4 cpv. 1 LAVS).

Questo reddito ingloba dunque tutte le prestazioni percepite dal salariato che hanno una relazione economica con il rapporto di lavoro (DTF 124 V 100 consid. 2 pag. 102 con riferimenti), incluse le indennità che il salariato ha ricevuto, indipendentemente se sono state effettuate durante il tempo libero ed i fine settimana.

Per ottenere il salario determinante ai fini dell'AVS, è necessario dedurre le indennità versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento spese. Queste spese, che incombono al salariato, vengono rimborsate sia separatamente dal datore di lavoro quale risarcimento delle spese, sia incluse nel salario quali spese generali (art. 9 OAVS).

Per l’art. 9 cpv. 1 OAVS:

" Sono spese generali quelle cui il datore di lavoro [recte: salariato] deve far fronte nell'ambito della propria attività. Le indennità per spese generali non rientrano nel salario determinante.”

" Sono spese generali quelle cui il datore di lavoro [recte: salariato] deve far fronte nell'ambito della propria attività. Le indennità per spese generali non rientrano nel salario determinante.” Non fanno parte di queste spese le indennità periodiche per gli spostamenti del salariato dal luogo di domicilio al luogo di lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o sul luogo di lavoro; queste indennità rientrano di norma nel salario determinante (art. 9 cpv. 2 OAVS).

Configurano, di norma, spese generali rimborsabili le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio), le spese di rappresentanza e quelle per la clientela (STFA H 57/04 del 20 aprile 2006, consid. 7.1 in: RtiD II-2006 n. 46 pag. 214; STFA H 257/03 dell'11 gennaio 2005, consid. 4.3.1, concernente la ricorrente); le spese per il materiale e per il vestiario professionale; le spese d'uso di locali di servizio, nella misura in cui essi sono utilizzati per lo svolgimento dell'attività lucrativa; le spese supplementari di viaggio dal domicilio al luogo di lavoro, se questi sono considerevolmente lontani l'uno dall'altro; le spese supplementari per i pasti che il salariato deve consumare fuori dal domicilio a causa della distanza del domicilio dal luogo di lavoro, come pure le spese d'alloggio per il pernottamento fuori casa nonché le spese di formazione e di perfezionamento professionali (tasse d'iscrizione a corsi o ad esami, libri o materiale, ecc.), che sono in stretta relazione con l'attività professionale del salariato (N. 3003 delle Direttive sul salario determinante (DSD), edite dall'UFAS, valide dal 1° gennaio 2008; RDAT II-1992 n. 60, pag. 140; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Berna 1996, N. 4.151, pag. 164-166).

Käser Di principio si deve dedurre l'importo effettivo delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354, RCC 1983 pag. 310).

2.10. In concreto la Cassa ha ripreso quale reddito in natura d’altra specie ai sensi dell’art. 13 OAVS la messa a disposizione del veicolo aziendale a scopo privato.

Giusta l’art. 13 OAVS le prestazioni in natura di altra specie sono valutate, caso per caso, dalla cassa di compensazione secondo le circostanze.

Il marg. 2062 delle direttive sul salario determinante (DSD) recita:

" Le seguenti prestazioni del datore di lavoro, se assegnate regolarmente, sono considerate reddito in natura di altra specie:

" Le seguenti prestazioni del datore di lavoro, se assegnate regolarmente, sono considerate reddito in natura di altra specie: - assegnazione di un’abitazione gratuita unicamente per il salariato o per tutta la famiglia risp. per il partner registrato. Quest’ultimo caso si verifica quando è messo a disposizione del salariato più d’un locale;

- assegnazione di un’abitazione gratuita unicamente per il salariato o per tutta la famiglia risp. per il partner registrato. Quest’ultimo caso si verifica quando è messo a disposizione del salariato più d’un locale; - vestiario e calzature;

- vestiario e calzature; - consegna di un veicolo di servizio per uso privato;

- consegna di un veicolo di servizio per uso privato; - il valore del diritto concesso a un pastore di tenere il proprio bestiame sull’alpe del datore di lavoro (diritto d’alpeggio) o di usufruire dei suoi terreni. Gli utili ricavati dal diritto d’alpeggio o dalla coltivazione dei terreni costituiscono un reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente."

- il valore del diritto concesso a un pastore di tenere il proprio bestiame sull’alpe del datore di lavoro (diritto d’alpeggio) o di usufruire dei suoi terreni. Gli utili ricavati dal diritto d’alpeggio o dalla coltivazione dei terreni costituiscono un reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente." Il marg. 2063 delle DSD prevede:

" Il valore di tali redditi in natura dev’essere stimato di caso in caso dalla cassa di compensazione. Per quanto possibile, ci si deve sempre basare sui corrispondenti tassi dell’imposta federale diretta o dell’imposta cantonale, a meno che certi tassi siano già stati fissati dalla Suva. Le casse di compensazione valutano l’utilizzazione dei veicoli di servizio a scopo privato analogamente alle autorità fiscali (v. le cifre 21 e segg. delle Istruzioni per la compilazione del nuovo certificato di salario risp. dell’attestazione delle rendite pubblicate dalla Conferenza fiscale svizzera e dall’Amministrazione federale delle contribuzioni).”

Nel caso di specie si tratta quindi di stabilire se la stima effettuata dalla Cassa si situa nel potere d'apprezzamento dell'amministrazione oppure se va considerata come arbitraria (cfr. anche RCC 1991 pag. 41 segg.).

L’amministrazione ha ripreso all’amministratore unico, TERZ 2, l’importo di fr. 4’666, a titolo di utilizzo privato del veicolo aziendale (__________), ritenendo poco realistico sostenere che l’interessato utilizza per i suoi spostamenti il suo scooter e l’__________ di sua proprietà, poiché anche la moglie svolge un’attività lavorativa.

Il ricorrente rileva che sia la moglie sia i due figli svolgono la loro attività in seno alla RI 1. Il tragitto tra il posto di lavoro (via __________ a __________) e il domicilio (__________), avviene o nel medesimo veicolo di loro proprietà (__________) o con i tre motoveicoli intestati a TERZ 2, con la vespa intestata alla moglie, con la vespa e la __________ intestati al figlio __________ o con la __________ intestata alla figlia __________. Il veicolo aziendale a fine giornata rimane invece sempre stazionato presso l’azienda e, secondo l’insorgente, come si evince dai chilometri risultanti dai controlli in garage, è utilizzato unicamente per gli spostamenti professionali (in particolare dalla sede di __________ all’allora succursale di __________ o ai depositi di __________ e __________ della filiale __________).

La Cassa in sede di risposta ha preso atto che il veicolo rimarrebbe stazionato in azienda, ma rileva che al momento del controllo, alla richiesta di presentazione della carta grigia del veicolo privato, la stessa non è stata immediatamente prodotta poiché la vettura non era in loco e la richiesta è stata evasa solo nel corso del pomeriggio. Inoltre dai chilometri risultanti dai controlli effettuati in garage non si può affermare che il veicolo aziendale sarebbe utilizzato soltanto per gli spostamenti professionali.

Con le osservazioni del 4 maggio 2016 la ricorrente non ha dato spiegazioni circa l’assenza del veicolo privato di TERZ 2 al momento del controllo, il 16 settembre 2015, ampiamente annunciato dalla Cassa con lettera del 9 luglio 2015 (doc. 2) e la sua ricomparsa solamente nel corso del pomeriggio.

Inoltre le fatture emesse dai garage nel 2013 e nel 2014 e relative ai controlli dei veicoli __________ e __________ di proprietà di RI 1 e dell’__________ di proprietà di TERZ 2 non sono atte a comprovare un utilizzo solo aziendale dell’__________ (doc. N).

Dagli atti risulta infatti che il 12 luglio 2012 l’__________ presentava __________), l’__________ presentava __________), mentre l’auto privata presentava __________, che fa semmai propendere proprio per l’utilizzo privato dell’auto aziendale.

Questo TCA, applicando l’abituale principio della verosimiglianza preponderante valido nell’ambito delle assicurazioni sociali, deve di conseguenza ritenere che l’__________ viene utilizzata a scopi privati e di conseguenza la ripresa va confermata.

2.11. Alla luce di tutto quanto sopra esposto, la decisione impugnata va annullata e l’incarto rinviato alla Cassa per un nuovo calcolo dei contributi dovuti dalla ricorrente sulla sola ripresa per l’utilizzo privato dell’automobile aziendale. L’amministrazione dovrà inoltre affiliare TERZ 1 quale indipendente e fissare i contributi sociali da lui dovuti.

Alla ricorrente, parzialmente vincente in causa e rappresentata da un avvocato, vanno assegnate le ripetibili.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.Il ricorso è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

§ La decisione su opposizione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa per un nuovo calcolo dei contributi e l’affiliazione di TERZ 1 quale indipendente.

2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. La Cassa verserà alla ricorrente fr. 2'500.-- (IVA inclusa se dovuta) a titolo di ripetibili.

3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il segretario

Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti