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<h2>SubmittedText<h2><p>Stando al giudizio formulato nel rapporto "Doing Business 2007", pubblicato dalla Banca mondiale nel settembre 2006, ottengono una buona valutazione Stati caratterizzati da un basso livello di protezione dei lavoratori. Il rapporto valuta 175 Stati in base alla presenza di condizioni favorevoli alle imprese. L'attuazione di riforme finalizzate ad incentivare gli investimenti è determinante per il piazzamento in classifica. In testa, in virtù delle riforme realizzate, si trova la Georgia, seguita dalla Romania. Tale riconoscimento è dovuto, tra l'altro, al recente allentamento delle norme di tutela dal licenziamento, alla riduzione degli oneri sociali sul salario e all'indebolimento del diritto sindacale in materia di contratti collettivi.</p><p>Anche il rapporto "World Economic Outlook", pubblicato dal Fondo monetario internazionale, va in questa direzione, elogiando i Paesi che, mediante riforme del mercato del lavoro, hanno ottenuto un abbassamento del costo unitario del lavoro. Esso non riflette sul possibile conseguente abbassamento della componente salariale del reddito nazionale, da cui deriverebbe un calo della domanda complessiva. In effetti, l'aumento sempre più forte del divario tra il reddito salariale e quello da capitale può compromettere la crescita economica a causa di una insufficiente domanda interna.</p><p>Nei rapporti suddetti, sia la Banca mondiale sia il Fondo monetario internazionale non si pongono mai seriamente la questione circa la compatibilità di tutte le "riforme" in esame, con il diritto a condizioni di lavoro eque e favorevoli - compreso nei diritti umani e più volte sancito dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) -, il diritto alla sicurezza sociale, alla formazione, ad uno standard di vita adeguato e al massimo di salute possibile, anche sul posto di lavoro. L'adozione di un punto di vista esclusivamente economico porta il rapporto "Doing Business 2007" ad un'inaccettabile valutazione positiva, in relazione all'occupazione, di Paesi che hanno liberalizzato il loro mercato del lavoro in misura superiore a quanto consentito dalle convenzioni di base dell'OIL e dagli standard socioeconomici in materia di diritti umani. Viene ad esempio valutata in modo estremamente positivo la politica del mercato del lavoro adottata da Singapore, anche se questo Paese non ha ratificato le convenzioni di base dell''OIL 87 (libertà di associazione) e 111 (divieto di discriminazione), e recentemente è stato nuovamente oggetto di aspre critiche da parte dell'OIL per la sua mancanza di cooperazione (ilolex n. 122006SGP). È inaccettabile che la politica del mercato del lavoro di Singapore venga elogiata dalla Banca mondiale e sia valutata molto meglio di quella svizzera o - in piazzamento molto più arretrato - di quella della Spagna. Quest'ultimo Paese ha ratificato un numero cinque volte maggiore di convenzioni OIL rispetto a Singapore, tra cui le otto convenzioni di base, e collabora strettamente con l'OIL al fine di realizzarle.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale intende incaricare i rappresentanti della Svizzera in seno alle istituzioni di Bretton Woods di operare affinché queste ultime, nello svolgimento delle loro attività, non si contrappongano agli obiettivi dell'OIL riguardo alla promozione di condizioni di lavoro decenti e, in particolare, alle convenzioni di base dell'OIL?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale, come si potrebbero sostenere più efficacemente gli sforzi intrapresi dall'OIL per realizzare i suoi obiettivi, soprattutto in materia di promozione di condizioni di lavoro decenti, in seno alle istituzioni finanziarie e alle altre organizzazioni internazionali commerciali ed economiche?</p><p>3. Secondo il Consiglio federale, quali provvedimenti vanno adottati per impedire un abuso delle raccomandazioni contenute nei rapporti "Doing Business 2007" e "World Economic Outlook" finalizzato a legittimare la violazione delle convenzioni di base dell'OIL e di altri standard socioeconomici in materia di diritti umani?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) ha una funzione complementare rispetto a quella del Fondo monetario internazionale (FMI) e della Banca mondiale, vincolata all'attuazione degli obiettivi di sviluppo del millennio. Tale complementarietà spiega lo statuto di osservatore dell'OIL in seno al Comitato monetario e finanziario internazionale e al Comitato di sviluppo della Banca mondiale. Ognuna di queste organizzazioni ha fini e competenze particolari: il FMI è incaricato di garantire e promuovere la stabilità finanziaria internazionale, mentre la Banca mondiale persegue in primo luogo lo sviluppo economico e sociale, come pure la lotta contro la povertà. L'OIL promuove la giustizia sociale e il rispetto dei diritti dei lavoratori; a tale scopo, essa emana delle convenzioni che gli Stati membri possono ratificare e mettere in atto.</p><p>La Banca mondiale ritiene che le capacità lavorative siano una delle principali risorse dei poveri. Il lavoro giova alla dignità di un individuo: è una fonte di reddito che gli consente di soddisfare i bisogni materiali e concorre alla sua integrazione sociale. La creazione di possibilità lavorative, grazie a mercati del lavoro efficaci, contribuisce direttamente alla riduzione della povertà. In Georgia, per esempio, Stato citato nell'interrogazione, l'adeguamento della legge sul lavoro, che datava del 1973 (vale a dire del periodo comunista), ha contribuito all'aumento dei salari.</p><p>In occasione della recente discussione in seno al consiglio d'amministrazione della Banca mondiale riguardo a "Doing Business" (2007), l'amministratore svizzero è intervenuto affinché fosse riesaminato l'indicatore dell'occupazione dei lavoratori, poiché esso è eccessivamente incentrato sull'assunzione e il licenziamento e non considera la responsabilità sociale delle aziende. Il Consiglio federale chiederà ai rappresentanti svizzeri presso la Banca mondiale di continuare la loro opera di sorveglianza del rispetto dei diritti dei lavoratori nell'ambito dei programmi della Banca mondiale e del FMI. Per quanto riguarda la Banca mondiale, in seguito alla discussione del consiglio d'amministrazione, il presidente Wolfowitz ha riconosciuto che la metodologia applicata per il rapporto "Doing Business" necessita di un riesame.</p><p>2. Il Consiglio federale conferma la sua risposta all'interpellanza Levrat 06.3566, concernente l'impegno svizzero presso l'OIL, riaffermando l'importanza delle attività svolte dalla Svizzera in seno a tale organizzazione in favore delle norme internazionali del lavoro e degli aspetti sociali della globalizzazione. Gli incontri di alto livello tra l'OIL e le istituzioni di Bretton Woods consentono di garantire il coordinamento delle loro attività nei settori specificamente inerenti ai diritti sociali. Inoltre, l'OIL ha istituito un gruppo di lavoro accessibile a tutti i suoi membri - in seno al quale la Svizzera collabora attivamente - finalizzato alla discussione di questioni relative alla dimensione sociale della mondializzazione e alla promozione della cooperazione tra le istituzioni interessate. Anche rappresentanti delle istituzioni finanziarie internazionali, dell'OMC, dell'OCSE e della Commissione europea seguono i lavori del gruppo in questione. Nel giugno del 2007, la Conferenza generale dell'OIL si occuperà della questione relativa alle risorse destinate al rafforzamento delle capacità operative dell'OIL e dei suoi Stati membri, per la realizzazione dell'obiettivo dell'occupazione in condizioni dignitose.</p><p>3. In linea di massima, le principali pubblicazioni delle diverse organizzazioni internazionali denotano coerenza. Le raccomandazioni del rapporto "Doing Business" della Banca mondiale prendono in considerazione le convenzioni fondamentali sui diritti dei lavoratori dell'OIL. Il rapporto non legittima assolutamente la violazione dei diritti dei lavoratori. Il Consiglio federale ritiene che gli sforzi debbano essere incentrati su misure concrete di attuazione delle norme fondamentali dell'OIL ratificate dagli Stati, e su misure finalizzate alla promozione di quelle norme che, da alcuni Stati, non sono ancora state ratificate. Il rapporto "World Economic Outlook" del FMI presenta gli sviluppi piú importanti del settore dell'economia e dell'economia politica nel mondo. Questa pubblicazione semestrale non contiene analisi sistematiche del mercato del lavoro.</p>  Risposta del Consiglio federale.