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SOLETTA - Ora è ufficiale: il gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) lancerà il referendum contro l'acquisto di nuovi aerei da combattimento per l'aeronautica militare elvetica, se il parlamento seguirà i piani del Consiglio federale. La decisione è stata presa oggi all'unanimità nell'assemblea annuale dell'organizzazione, svoltasi a Soletta.
Il governo propone di presentare come decisione programmatica di ampia portata - e quindi soggetta a referendum - il progetto di acquisto di nuovi jet e di un sistema di difesa terra-aria, per un costo di 8 miliardi di franchi al massimo. Il popolo sarebbe quindi chiamato a votare sul principio e non su piani elaborati.
«Un modo di procedere discutibile dal profilo democratico», afferma il segretario di GSsE Lewin Lempert, citato in un un comunicato odierno. «Al Dipartimento della difesa, noto per le sue panne, verrebbe in tal modo consegnato un assegno in bianco da 8 miliardi».
L'assemblea dell'associazione nata nel 1982 si è occupata anche degli interventi dell'esercito all'estero: il GSsE vi si oppone con fermezza, perché a suo avviso queste operazioni aumentano il livello di conflitto invece che portare stabilità.