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GINEVRA - Ginevra non vuole partecipare all'indennizzo di 1,5 milioni di franchi, che verrebbe versato alla Libia qualora non venisse identificato il responsabile della pubblicazione sulla stampa ginevrina delle foto segnaletiche di Hannibal Gheddafi.
Non parteciperemo a questa strana operazione, afferma il presidente del Consiglio di stato ginevrino François Longchamp, in dichiarazioni riportate oggi dalla "Tribune de Genève". "Non ci sono motivi che qualcuno ci chieda dei soldi" e "non capisco perché dovremmo entrare nel merito" di una simile richiesta.
Ieri il Dipartimento federale degli affari esteri ha confermato che la Svizzera ha versato 1,5 milioni di franchi su un conto in Germania. Per ora la somma è bloccata, in attesa degli sviluppi dell'inchiesta avviata a Ginevra.
La conferma del DFAE è venuta dopo due smentite ufficiali. Sia il Consiglio di Stato ginevrino, sia la consigliera federale Micheline Calmy-Rey, avevano infatti negato le affermazioni del ministro degli esteri libico Moussa Koussa, stando al quale Berna - nell'ambito della liberazione di Max Göldi - aveva versato alla famiglia Gheddafi un risarcimento di 1,5 milioni di euro (e non di franchi). Il governo cantonale ginevrino aveva smentito "categoricamente", mentre Calmy-Rey aveva attribuito la notizia a un "errore di traduzione".
SDA-ATS