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BERNA - L'apertura del mercato postale non decolla. La liberalizzazione totale, accolta di misura dal Consiglio degli Stati, è stata respinta stamani dal Consiglio nazionale con 102 voti contro 82 e 4 astenuti, al termine di una cascata di votazioni su proposte di minoranza.
Il Consiglio federale proponeva una liberalizzazione a tappe. La nuova legge sulla Posta avrebbe dovuto preparare i prossimi cambiamenti, dopo la riduzione da 100 a 50 grammi, poco più di un anno fa, del limite del monopolio dell'ex Regia sulle lettere.
Un anno dopo l'entrata in vigore della nuova legislazione, ora all'esame del parlamento, il governo sarebbe dovuto tornare alle Camere con un decreto per proporre l'apertura completa del mercato. Tale decreto avrebbe dovuto essere sottoposto a referendum facoltativo.
Tuttavia, questa tabella di marcia è stata respinta dalla Camera del popolo, che ha ritirato dal progetto le disposizioni relative all'apertura completa del mercato. Il Consiglio federale sarebbe unicamente incaricato di valutare le conseguenze di una liberalizzazione totale. Al più tardi tre anni dopo l'entrata in vigore della legge sulla Posta, il governo sottoporrebbe alle Camere un rapporto in cui proporrà le misure future.
SDA-ATS