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L'indice svizzero dei responsabili degli acquisti (Purchasing Manager's Index, PMI) si è attestato a febbraio a 51,6 punti, in progresso di 1,6 punti rispetto a gennaio, quando era stato registrato un leggero calo (-0,4).
È quanto comunica Credit Suisse, che interpreta i dati raccolti mensilmente dall'associazione Procure.ch. Il risultato supera nettamente le previsioni dell'agenzia finanziaria awp. Quest'ultima si attendeva un dato inferiore a 50 punti, che fa da spartiacque tra contrazione ed espansione economica.
Si tratta inoltre del primo indicatore nettamente positivo dall'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro nel gennaio dello scorso anno.
"Non soltanto la produzione è aumentata, ma anche il portafoglio delle commesse si sta riempiendo a ritmi raggiunti l'ultima volta nell'autunno del 2014". Secondo gli economisti di Credit Suisse l'allungamento delle scadenze di consegna e la diminuzione degli stock denotano un migliore tasso di sfruttamento delle capacità produttive.
Nel dettaglio, il sotto indice produzione si è attestato a 58,6 punti (+5,6 punti) e il comparto ordini a 56,0 punti (+5,7). Le prospettive sul mercato del lavoro rimangono invece fosche, con un calo a 44,9 punti (-2,1). A questo proposito gli esperti scrivono che l'industria riesce ad assorbire i contraccolpi dell'attuale corso con l'euro soltanto attraverso trasferimenti all'estero e tagli occupazionali.
SDA-ATS