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Il divieto degli imballaggi di plastica per frutta e verdura nei supermercati sarebbe sproporzionato. È quanto ritiene il Consiglio federale, che non intende neppure obbligare i dettaglianti a sostituirli con sacchetti compostabili.
In una risposta pubblicata oggi a un'interpellanza della consigliera nazionale Rebecca Ruiz (PS/VD), il governo riconosce che in Svizzera si producono troppi rifiuti e che sono opportune misure di riduzione degli imballaggi. Per questo motivo, scrive l'esecutivo, l'Ufficio federale dell'ambiente sta elaborando una strategia di prevenzione dei rifiuti con provvedimenti concreti.
Una soluzione consisterebbe nel rinunciare al cosiddetto "sovrimballaggio", ovvero l'imballaggio di diversi prodotti già impacchettati individualmente. Altra opzione: rinunciare agli imballaggi sovradimensionati, pieni solo per due terzi. L'esecutivo, invece, non crede nelle soluzioni proposte da Rebecca Ruiz.
Frutta e verdura
Un divieto degli imballaggi per la frutta e la verdura genererebbe soltanto una lieve riduzione dell'inquinamento ambientale, precisa il Consiglio federale, aggiungendo che i maggiori dettaglianti vendono già oggi una buona parte della verdura e della frutta come merce sfusa. Inoltre, l'imballaggio offre una protezione contro il deterioramento prematuro e quindi svolge anche una funzione importante per evitare sprechi alimentari.
Sacchetti compostabili
Il Consiglio federale non crede neppure alle virtù dei sacchetti compostabili. "Il bilancio ecologico complessivo di questi sacchetti è peggiore rispetto a quelli di plastica o di carta", scrive il governo. Questa affermazione è dimostrata, tra l'altro, da uno studio svolto nel 2014 dal Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa). Inoltre, non tutti gli impianti di biogas e di compostaggio in Svizzera sono in grado di decomporre completamente i sacchi compostabili.