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Non è sicuro che il Parlamento riuscirà a prendere una decisione in questa sessione sullo sblocco del secondo miliardo di coesione all’Unione europea (UE). Il Consiglio degli Stati ha respinto stamane - con 30 voti a 14 - una mozione d’ordine di Carlo Sommaruga (PS/GE) che chiedeva di anticipare l’esame del dossier, attualmente in agenda il penultimo giorno.
La questione è urgente, ha affermato il ginevrino, il tempo stringe. Le università sperano ancora che lo sblocco possa permettere alla Svizzera di non più essere classificata come paese terzo dall’UE nel programma di ricerca Horizon.
Thomas Hefti (PLR/GL), vicepresidente della Camera, si è opposto, sostenendo che non è opportuno adottare una procedura insolita nel processo parlamentare. Il dossier deve essere portato a buon fine con calma nella sessione invernale, ha aggiunto.
Gli Stati tratteranno il tema il giovedì mattina del penultimo giorno di sessione, il 30 settembre. Il Nazionale lo abborderà il pomeriggio. Si potrà giungere a un’intesa ancora nel corso della sessione autunnale solo se non ci saranno divergenze fra le Camere.
Il Parlamento aveva condizionato il versamento della somma all’abolizione delle misure discriminatorie - come il mancato riconoscimento dell’equivalenza della Borse - adottate dall’UE nei confronti della Confederazione per accelerare i negoziati sull’accordo quadro.
Per facilitare le relazioni con Bruxelles, il Consiglio federale intende ora sbloccare la somma, destinata ai Paesi dell’est. Le commissioni preparatorie hanno dato il rispettivo benestare nella speranza che questo gesto di buona volontà possa ammansire Bruxelles, piccata per il dietrofront elvetico.