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981.1
Ordinanza sulle domande d’indennità nei confronti dell’estero
del 1° dicembre 1980 (Stato 1° marzo 1993)
1 Il Consiglio federale istituisce la commissione per un periodo amministrativo di quattro anni e ne designa il presidente. La commissione elegge un vicepresidente.
2 La commissione è composta di almeno cinque e di al massimo quindici membri. Il Consiglio federale ne stabilisce il numero per ogni periodo amministrativo, secondo l’importanza degli accordi da eseguire. Se il volume degli affari lo esige, il numero dei membri può essere aumentato per il resto del periodo amministrativo.
3 La commissione può deliberare validamente se almeno la metà, ma al minimo tre dei suoi membri sono presenti.
1 La commissione può suddividersi in sezioni, deliberanti autonomamente, di almeno tre membri. Per le sezioni sono designati membri supplenti.
2 Le sezioni possono deliberare validamente soltanto alla presenza di tutti i loro membri.
3 Qualora una sezione intenda derogare, in una questione di diritto o in un’altra questione di principio, a una decisione presa precedentemente da un’altra sezione o dalla commissione in seduta plenaria, è necessario il consenso della commissione in seduta plenaria.
Il Dipartimento federale degli affari esteri (Dipartimento) sbriga i lavori di segreteria. Questa è subordinata al presidente della commissione.
La commissione esamina se il richiedente adempie, personalmente e materialmente, le condizioni per il pagamento di un’indennità. Se non sono adempiute, la commissione gli comunica immediatamente la decisione negativa.
1 Se la legittimazione è stabilita, la commissione valuta il danno.
2 Se la valutazione in base ai mezzi di prova è impossibile, la commissione stima essa stessa il danno.
La commissione può sottoporre all’avente diritto una proposta motivata d’indennizzazione. Se egli l’accetta entro 30 giorni, la proposta acquista forza di cosa giudicata.
Se dev’essere ripartita un’indennità globale, tutte le proposte d’indennizzazione sono integrate in un piano di ripartizione.
Gli importi d’indennizzazione, se complessivamente eccedono l’indennità globale, sono ridotti proporzionatamente, purché già non siano fissati nell’accordo di risarcimento.
1 Su ogni indennità, la commissione riscuote una tassa per le spese amministrative. La tassa ammonta almeno all’1 ma al massimo al 5 per cento. Il suo importo è determinato secondo i costi causati.
La commissione può stabilire acconti per le pretese costituenti l’oggetto di una decisione cresciuta in giudicato. Gli acconti devono essere calcolati in modo che resti disponibile una parte sufficiente dell’indennità globale per le pretese che non costituiscono ancora oggetto di una decisione cresciuta in giudicato.
Il Dipartimento, se sussiste un residuo dono il pagamento di tutte le indennità, ne decide l’impiego d’intesa con il Dipartimento federale delle finanze.
La commissione tiene un conteggio degli importi ricevuti e dei pagamenti agli aventi diritto.
I membri e le persone al servizio della commissione sono tenuti a mantenere il segreto sui fatti di cui sono venuti a conoscenza nell’esercizio della loro funzione.
2 Le deliberazioni non sono pubbliche.
2 Se un membro presenta una controproposta, il presidente la sottopone ai membri che non ne hanno conoscenza. La procedura di circolazione è proseguita fino al momento in cui una proposta raccoglie la maggioranza dei voti.
1 Nuovo testo giusta il n. 45 dell’all. n. 3 all’O del 3 feb. 1993 concernente l’organizzazione e la procedura delle commissioni federali di ricorso e di arbitrato, in vigore dal 1° gen. 1994 (RS 173.31).
2 Nuovo testo giusta il n. 45 dell’all. n. 3 all’O del 3 feb. 1993 concernente l’organizzazione e la procedura delle commissioni federali di ricorso e di arbitrato, in vigore dal 1° gen. 1994 (RS 173.31).
Il presidente può prendere decisioni incidentali.
2 Le decisioni sono prese alla maggioranza semplice. Nel caso di parità, decide il voto del presidente.
La commissione possono dotarsi di un regolamento interno.
Il Dipartimento può chiedere in ogni momento alla commissione un rapporto sulla sua attività.
Sono abrogate:
- 1.
- l’ordinanza del 17 aprile 19511 concernente la Commissione delle indennità di nazionalizzazione;
- 2.
- l’ordinanza del 17 aprile 19512 concernente la Commissione di ricorso delle indennità di nazionalizzazione;
- 3.
- l’ordinanza del 18 aprile 19583 concernente l’organamento della Commissione e la procedura per l’aiuto agli Svizzeri all’estero e rimpatriati vittime della guerra dal 1939 al 1945;
- 4.
- l’ordinanza del 29 agosto 19584 concernente la Commissione di ricorso per l’aiuto straordinario agli Svizzeri all’estero e rimpatriati vittime della guerra dal 1939 al 1945.
La decisione riguardante una prestazione ricorrente, fondata sul decreto federale del 13 giugno 19571 concernente un aiuto straordinario agli Svizzeri all’estero e rimpatriati vittime della guerra dal 1939 al 1945, può essere modificata, se le circostanze determinanti per stabilire la prestazione sono mutate essenzialmente.
La presente ordinanza entra in vigore il 1° gennaio 1981.