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Un tempo era il team principal di Ferrari, Mercedes e Honda, prima di dar vita (e con successo) a una scuderia che portava il suo nome, era il 2009. Oggi, invece, Ross Brawn, ormai sessantacinquenne, è il direttore del progetto in Formula 1. E l'ingegnere del Lancashire ha le idee ben chiare su cosa fare al momento della ripartenza del Circus, il 5 luglio sul tracciato di Spielberg, in Austria. «Bisogna stare attenti e tenere sempre sotto controllo la situazione del Covid 19 - spiega Brawn -. Le pratiche del passato ora non sono possibili. La griglia della F1 piena di gente, ad esempio, è qualcosa che non vedremo più».
Ma non ci sarà più nemmeno la sfilata di piloti qualche ora prima del via. «Non si possono piazzare 20 persone insieme su un veicolo - dice Brawn -. Vorrà dire che li faremo intervistare separatamente, ognuno nel proprio box. Ci sono vari modi per fare le cose senza mettere a rischio la salute di qualcuno».
I cambiamenti più evidenti, però, riguardano il podio. «Di certo il cerimoniale non potrà più essere quello che abbiamo avuto finora. Stiamo pensando di fare qualcosa sulla griglia dopo la gara, ma non consegneremo i trofei, in quanto non sarà possibile a causa delle norme sul distanziamento. Una delle opzioni sarebbe quelle di allineare vetture e piloti. Comunque ci abbiamo lavorato, abbiamo delle idee e stiamo capendo come metterle in pratica per le televisioni».
Brawn non ha poi escluso che la F1 possa tornare in Portogallo già quest'anno, dove manca dal 1996, con un gran premio che il 27 settembre potrebbe prendere il posto in calendario della corsa prevista in Russia.