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Leggenda del wrestling e in seguito politico, aveva 79 anni
TOKYO - Una vera leggenda del wrestling è morta nelle scorse ore: gli appassionati piangono (e non solo in Giappone) la scomparsa di Antonio Inoki all'età di 79 anni.
La conferma del decesso è giunta da una delle compagnie da lui fondate. La morte sarebbe stata provocata da un'insufficienza cardiaca, ha riferito l'emittente pubblica giapponese NHK.
Nativo di Yokohama (all'anagrafe Kanji Inoki), si trasferì all'età di 17 anni in Brasile ed è considerato tra i precursori della MMA (Mixed Martial Arts), disciplina molto popolare in questi anni. Celeberrimo il suo combattimento nel 1976 con un'altra leggenda del ring, questa volta della boxe: Muhammad Alì.
Brillante politico - Inoki ha avuto una carriera brillante anche fuori dal ring: Japan Times ricorda come, nel corso dei suoi due mandati in Parlamento, abbia saputo stringere stretti legami personali con la Corea del Nord e come sia intervenuto a favore della liberazione di ostaggi in Iraq.
I messaggi di cordoglio - Atsushi Onita, che come lui è passato dal wrestling alla politica, ha twittato: «Un'era è giunta al termine. Grazie, Inoki-san. Il padre supremo del wrestling professionistico». Anche la prestigiosa World Wrestling Entertainment (WWE) ha ricordato Inoki: «L'eredità dell'Hall of Famer della WWE Antonio Inoki vivrà per sempre». Secondo Triple H, stella del wrestling Usa, il lottatore giapponese era «una delle figure più importanti nella storia della nostra attività e un uomo che incarnava il termine 'spirito combattivo'».