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– Policy Brief
Misure di controllo alle frontiere per limitare la diffusione del virus SARS-CoV-2
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Sommario
Aggiorniamo il nostro Policy Brief sulle misure da adottare alle frontiere per limitare la diffusione del virus SARS-CoV-2 importato e per adattare il Policy Brief a due nuovi fattori: i vaccini e l’emergenza delle varianti preoccupanti con un maggiore rischio di contagio. Suggeriamo fattori da prendere in considerazione per classificare il profilo di rischio dei Paesi e le misure per la gestione dei viaggiatori.
La diffusione del virus SARS-CoV-2 sta aumentando in Svizzera e l’apertura delle frontiere internazionali comporta casi di infezione importati. Il virus SARS-CoV-2 importato, in particolare le nuove varianti preoccupanti con un maggiore rischio di contagio come la variante Delta, può causare focolai che potrebbero essere difficili da controllare, se non rilevati. Le misure di controllo alle frontiere volte alla raccolta di informazioni, al rilevamento, al tracciamento dei contatti, all’isolamento, alla quarantena e al follow-up ridurranno i rischi.
Proponiamo che i livelli di screening per SARS-CoV-2 e di circolazione delle varianti preoccupanti facciano parte del profilo di rischio di un Paese e che venga utilizzato uno schema a colori per classificare i Paesi: verde se il numero di casi in un periodo di 14 giorni è inferiore a 60 per 100 000 abitanti (come in Svizzera, all’inizio di luglio 2021); rosso se è maggiore; viola se si verifica una trasmissione di comunità di una variante preoccupante; grigio se il numero di test è inferiore a 10 000 per un milione di abitanti o se non è disponibile, rendendo inaffidabile la valutazione del profilo di rischio del Paese.
Proponiamo delle misure per la gestione degli ingressi in Svizzera. Le informazioni sulle procedure all’arrivo devono essere messe a disposizione anticipatamente e all’arrivo occorre fornire e completare una checklist per i sintomi. Tutti i viaggiatori non vaccinati devono presentare un test negativo effettuato prima della partenza verso la Svizzera (un test PCR entro 3 giorni o un test antigenico rapido professionale entro 1 giorno) e devono essere nuovamente sottoposti a test all’arrivo.
La quarantena deve essere obbligatoria per le persone provenienti da altri Paesi; la quarantena può concludersi il settimo giorno dopo l’ingresso se il risultato del test effettuato dal quinto al settimo giorno è negativo; l’utilizzo dell’app SwissCovid o di altre app di tracciamento compatibili è obbligatorio. Le persone provenienti da un Paese viola o che presentano sintomi devono sottoporsi a un test. I viaggiatori con un risultato positivo alla frontiera devono essere sottoposti a isolamento secondo le norme dell’UFSP. Occorre prelevare un campione da tutti i viaggiatori che risultano positivi al test e inviarlo per il sequenziamento genomico al fine di monitorare l’importazione e la diffusione delle varianti preoccupanti. Ad eccezione dei frontalieri, si consiglia di avere biglietti nominativi per semplificare il tracciamento dei contatti qualora venissero identificati dei casi sullo stesso vagone, autobus, treno o aereo.
Per i cittadini svizzeri che viaggiano all’estero: si consiglia di non recarsi in Paesi non verdi se non per motivi essenziali (come definito dal Concilio federale); se è necessario viaggiare, occorre registrare nome, scopo della visita, data di uscita e data di ritorno prevista e archiviare questi dati in un database dedicato di un ufficio federale.
See also the Policy Briefs Prevention of spread of SARS-CoV-2 in Switzerland in summer 2021, in the context of variants of concern and vaccination, Protection duration after vaccination or infection, Considerations for an alert system for infectious diseases, focus on COVID-19: a scoping review of tier systems used in other countries and current data.