Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/217526

<h2>SubmittedText<h2><p>La mortalità delle persone anziane in Svizzera deve diminuire immediatamente: questo obiettivo può essere raggiunto se si permette agli ospiti degli istituti medico-sociali, che stanno pagando il tributo più alto alla COVID-19 in termini sia di mortalità che di isolamento, di farsi vaccinare rapidamente. Queste persone hanno il diritto di non vedersi ridurre l'aspettativa di vita dalla COVID-19 malgrado ci sia una soluzione - il vaccino - che però non viene sfruttata perché quella svizzera è una legislazione che funziona in tempi normali, ma non in tempi burrascosi come quelli che stiamo vivendo: i nostri anziani vogliono vivere i loro ultimi anni in sicurezza e circondati dai loro cari. Visto che nessun altro ha il potere di farlo, esorto il Consiglio federale ad avviare questo processo.</p><p>La qualità, l'efficacia e la sicurezza di un vaccino non sono in nessun caso negoziabili. Eppure, l'Inghilterra, il Canada e gli Stati Uniti, le cui autorità di regolamentazione dei farmaci non possono essere tacciate di lassismo, hanno iniziato le loro campagne di vaccinazione. L'Agenzia europea per i medicinali - tra altri - dispone di procedure per l'omologazione d'urgenza di un farmaco, a differenza della Svizzera, la cui legislazione in questo ambito è legittimamente severa, ma incompatibile con l'attuale pandemia. Di fronte all'urgenza della situazione, la Svizzera potrebbe avvalersi del lavoro di altri Paesi esigenti e proteggere così la sua popolazione più vulnerabile. La COVID-19 ci ha insegnato che lo stare insieme ci manca: non potrebbe anche insegnare al Consiglio federale ad avere più fiducia negli altri? I nostri anziani, ai quali dobbiamo tutto, hanno bisogno di questo vaccino il più rapidamente possibile, ossia subito. Da qui le mie domande:</p><p>1. La Svizzera dispone attualmente di dosi sufficienti per vaccinare da subito questa popolazione a rischio?</p><p>2. Se sì, il Consiglio federale è disposto ad autorizzare la vaccinazione immediata e in via prioritaria degli ospiti degli istituti medico-sociali?</p><p>3. Se no, il Consiglio federale può comunicare la data prevista dell'arrivo delle dosi e prevedere di autorizzare la vaccinazione immediata e in via prioritaria di questa popolazione altamente a rischio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Confederazione ha acquistato tempestivamente sufficienti quantitativi di vaccini da somministrare alle persone particolarmente a rischio nelle case di cura e nelle case per anziani. In proposito occorre osservare che l'organizzazione della vaccinazione anti-COVID-19 è per principio di competenza dei Cantoni: questi provvedono a promuovere la vaccinazione e ad assicurare che le persone interessate dalle raccomandazioni siano vaccinate in modo completo.</p><p>La Svizzera ha acquistato dosi di vaccino anti-COVID-19 da diversi produttori, da un lato per ridurre al minimo i rischi di inadempimento dei fabbricanti e dall'altro per avere a disposizione dosi di vaccino sufficienti per proteggere le persone particolarmente a rischio in Svizzera. Fino al 3 febbraio, la Svizzera ha omologato 2 vaccini, di cui sono disponibili 550 000 dosi. Entro la fine di febbraio saranno disponibili in Svizzera circa 1,2 milioni di dosi di vaccino.</p><p>Secondo la strategia di vaccinazione definita dalla Commissione federale per le vaccinazioni e dall'Ufficio federale della sanità pubblica e conformemente alle raccomandazioni elaborate di conseguenza, hanno accesso prioritario al vaccino i seguenti gruppi di destinatari (in ordine di precedenza):</p><p>1. persone particolarmente a rischio (definite per età e patologie croniche);</p><p>2. personale sanitario a contatto con pazienti / personale di assistenza a persone particolarmente a rischio;</p><p>3. contatti stretti (membri della stessa economia domestica) di persone particolarmente a rischio;</p><p>4. persone residenti in strutture collettive con un elevato rischio di infezione e di focolaio (strutture con residenti appartenenti a diverse fasce di età, p. es. istituti con persone disabili).</p><p>In Svizzera, circa 1,6 milioni di persone rientrano nel gruppo degli ultrasessantacinquenni a rischio. In considerazione della disponibilità di dosi per il momento ancora limitata, nella prima fase di vaccinazione di questo gruppo saranno dunque definite ulteriori priorità. La precedenza è accordata a persone che hanno superato i 75 anni, soprattutto i residenti delle case di cura e delle case per anziani.</p>  Risposta del Consiglio federale.