Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/177477

<h2>SubmittedText<h2><p>La situazione dei media in Svizzera, soprattutto in Romandia, è inquietante. La stampa vive una fase di transizione delicata che potrebbe comprometterla in modo significativo pregiudicando la sua diversità e la sua qualità, ma anche facendole perdere indipendenza, si pensi all'acquisto delle testate da parte dei grandi gruppi d'interesse. La crisi di questo settore è strettamente legata alla digitalizzazione: quest'ultima riduce l'attrattività dei media stampati in quanto supporti pubblicitari. La transizione verso il digitale esige inoltre grandi investimenti, sebbene i costi legati alla stampa non diminuiscano.</p><p>Diverse proposte, soprattutto per quanto riguarda il miglioramento del sostegno indiretto e la pertinenza del sostegno diretto, sono già state presentate al Parlamento. Il dibattito in corso verte innanzitutto sulla difesa del servizio pubblico e sulla nuova legge sui media elettronici. In questo contesto, pongo le seguenti domande al Consiglio federale:</p><p>1. Ai media potrebbero essere accordati aiuti da parte della Commissione per la tecnologia e l'innovazione, ma sono poco richiesti. Perché? Come fare per renderli più adatti ai media?</p><p>2. I media, in particolare quelli indipendenti, necessitano di un'infrastruttura digitale. Il Consiglio federale potrebbe immaginare, ad esempio nel quadro della legge sui media elettronici, di sostenere una tale infrastruttura in modalità open source, mettendola a disposizione di tutti i media?</p><p>3. Il Consiglio federale sarebbe disposto a riesaminare una modifica della legge sui cartelli allo scopo di integrarvi i media e disporre degli strumenti per lottare contro i processi di concentrazione che minacciano la diversità dei media? </p><p>4. Nella sua risposta alla mia domanda del 6 marzo 2017, la presidente della Confederazione Doris Leuthard ha detto che le opinioni giuridiche divergono in quanto alla necessità di modificare la Costituzione per quanto riguarda gli aiuti diretti e che questo punto va riesaminato. Quando? Nel quadro della nuova legge sui media elettronici?</p><p>5. Spariscono i confini tra i diversi formati: in un mondo digitale, tutto diventa multimediale. I media scritti, presenti in rete, forniscono prestazioni che rientrano chiaramente nel servizio pubblico e sono complementari a quelle della SSR. Il Consiglio federale può immaginare di considerare queste prestazioni nel quadro della nuova legge sui media elettronici e di proporre soluzioni per sostenerle, senza però indebolire l'aiuto alla SSR?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel suo rapporto del 5 dicembre 2014 "Garantire le funzioni dei media in termini di politica statale e democratica", il Consiglio federale raccomandava al settore di approfittare maggiormente delle opportunità di sostegno ai progetti offerte dalla Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI). Riconosce tuttavia che la compilazione della domanda di sostegno è piuttosto laboriosa e che, in particolare per le imprese più piccole, potrebbe essere difficile trovare le risorse necessarie per partecipare ai progetti della CTI. Le imprese più grandi possono invece approfittare più facilmente del sostegno offerto dalla CTI e condividere in seguito le proprie esperienze con quelle più piccole. Inoltre, dal 2013 si può ricorrere all'aiuto dei mentori dell'innovazione della CTI per la compilazione delle domande di sostegno.</p><p>Le possibilità di sostegno offerte dalla CTI continuano ad essere troppo poco conosciute. Come comunicato ad aprile 2017 in occasione della presentazione dei risultati della sua ultima analisi d'impatto, la CTI intende pubblicizzare maggiormente le proprie attività di sostegno per farne conoscere tutta la potenzialità.</p><p>2./5. Questi aspetti sono esaminati nel quadro dei lavori preliminari per una nuova legge sui media elettronici, nei quali sono coinvolti anche la Commissione federale dei media e il sounding board istituito dal DATEC. Al momento il Consiglio federale non è in grado di fornire risposte definitive a queste domande. Prenderà posizione in merito a tempo debito, e intende avviare una procedura di consultazione nella primavera 2018.</p><p>3. Già oggi è possibile intervenire in caso di concentrazione dei mezzi di comunicazione. La legge sui cartelli (LCart) si applica a tutti i settori e quindi anche alle imprese mediatiche, a condizione che le soglie fissate in materia di cifra d'affari siano rispettate (art. 9 cpv. 1 LCart) o che un'impresa partecipante alla concentrazione occupi una posizione dominante sul mercato (art. 9 cpv. 4 LCart). In tale contesto va precisato che l'articolo 9 capoverso 2 LCart, che prevedeva soglie particolarmente basse per le cifre d'affari di case editrici ed emittenti di programmi radiotelevisivi, è stato volutamente abrogato dal legislatore in occasione della revisione della LCart il 1° aprile 2004. Attualmente la modernizzazione del controllo delle fusioni è già al vaglio del Consiglio federale, che presenterà un avamprogetto da porre in consultazione.</p><p>La legge sulla radiotelevisione (LRTV) prevede inoltre una possibilità d'intervento settoriale specifica. In presenza di una minaccia per la pluralità delle opinioni e dell'offerta, il DATEC può disporre misure e deve consultare la Commissione della concorrenza per stabilire se un'impresa occupi o meno una posizione dominante sul mercato (art. 74 e 75 LRTV). Tale disposizione sarà riesaminata nel quadro dei lavori preliminari per l'elaborazione della nuova legge sui media elettronici.</p><p>4. Non esiste una base costituzionale che consenta alla Confederazione di fornire un sostegno diretto ai media stampati. Esistono varie scuole di pensiero in merito alla competenza della Confederazione per quanto riguarda il settore on line. Nell'ambito dei lavori preliminari per la legge sui media elettronici si esaminerà pertanto in che misura e in quale forma sia possibile sostenere i prodotti della stampa diffusi in formato elettronico.</p>  Risposta del Consiglio federale.