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Nonostante un primo tentativo nel 1853, le scuole maggiori femminili hanno avuto uno sviluppo piuttosto lento. Non a caso nell’introduzione di questo programma, il primo, si fa riferimento alla legge scolastica del 1864 e si sottolinea il carattere tutto sommato sperimentale di un programma per un tipo di scuola ancora da consolidare.
Quanto ai contenuti, il programma contiene sì alcune materie tipicamente “femminili” come l’economia domestica e i “lavori femminili”, e che nel disegno si invita a far disegnare “fiori o paesaggi, a seconda della disposizione delle allieve”. Nel contempo però troviamo anche materie come la contabilità (a carattere professionalizzante) e l’educazione civica, a dimostrazione che si tratta comunque di far avere alle ragazze una vera istruzione che andasse oltre il semplice “leggere, scrivere e far di conto”.