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Nell'antico coro gli affreschi, in parte nascosti dall'organo del Seicento, sono attribuiti a Domenico Sursnicus (1513) e rappresentano scene della Passione. Altri affreschi, tra cui una Pesca miracolosa, santi e ornamenti rinascimentali risalgono alla fine del XVI-inizio del XVII secolo. A Giovan Battista Tarilli si devono le Storie di S. Giovanni e di S. Francesco, i Profeti e le Sibille (1595).
Nella cappella del Sacramento stucchi del 1591 ed affreschi relativi alla Confraternita del XVII secolo; nella cappella di fronte le pitture a carattere illusionistico sono di epoca barocca: le eseguì Cipriano Pelli di Aranno verso il 1795.
L'altare maggiore in marmo è del 1758 e reca una statua cinquecentesca della Madonna; ai lati tele di Davide Antonio Fossati del 1799 (Epifania, Natività di Maria).
Il cimitero situato in posizione panoramica vicino alla chiesa conserva alcune interessanti tombe del XIX secolo.