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Cosa intende fare il Consiglio federale per impedire l'effetto sostituzione di lavoratori residenti in Ticino con frontalieri? Ci saranno problemi per l'erario circa la tassazione dei frontalieri che, essendo in telelavoro, lavorano dal proprio domicilio in Italia e non in Svizzera?
Questi i quesiti posti al Consiglio federale nel quadro dell'ora delle domande dal consigliere nazionale Udc Piero Marchesi, che evidenzia l'aumento "importante e preoccupante" della disoccupazione (+40%) e le conseguenti riduzioni del personale, che spesso in Ticino toccano prima i residenti che i frontalieri. "Vi é il timore", afferma Marchesi", "che quando si tornerà ad assumere verranno ancora una volta preferiti i frontalieri". Da qui la domanda su cosa intende fare il Consiglio federale per impedire questo effetto di sostituzione.
Circa il telelavoro per i frontalieri italiani, per quanto, a dire di Marchesi, questa pratica, che verosimilmente verrà mantenuta anche in seguito, "possa essere apprezzabile", essa pone problemi per quanto riguarda la tassazione dei frontalieri. Questi ultimi, infatti, lavoreranno prevalentemente dal domicilio in Italia, ciò che porta il consigliere nazionale a chiedersi: "Quali sono i rischi che i frontalieri, che lavoreranno prevalentemente dal domicilio in Italia, non potranno più essere imposti dall'erario ticinese, proprio per il fatto di lavorare dall'Italia e non più dal Ticino?".
La risposta alle domande arriverà lunedi.