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BERNA - Ieri con 32 voti a favore, 6 contrari e 6 astenuti il Consiglio degli Stati ha dato il suo sì per l'acquisto di una nuova flotta di jet da combattimento per l'esercito. Spesa massima: 6 miliardi di franchi.
Se c'è chi è soddisfatto di questo primo risultato (Viola Amherd, per esempio) c'è anche chi non fa proprio i salti di gioia. Stiamo parlando del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) che, per fare opposizione al piano ha deciso di puntare sulla carta... del clima: «Un F/A-18 consuma 4'850 litri di cherosene per ora di volo, è assurdo che l'esercito svizzero contribuisca alla più grande minaccia del nostro tempo, la crisi climatica», tuona il segretario Lewin Lempert.
«Con la stessa quantità di carburante un'automobile può fare diverse volte il giro del mondo», si accoda Jann Kessler, di Greenpeace Svizzera che accoglie favorevolmente la posizione del GssE. Non ci sta invece Marcel Dobler (Plr), che ritiene l'argomento ecologico se non altro un po' disonesto: «Qui lo si usa come base per nascondere il loro vero obiettivo: l'abolizione dell'esercito».
Per Dobler, inoltre, l'acquisto di un jet non è affatto assurdo: «Inutile puntare il dito sui consumi, per questi velivoli la performance è fondamentale per lo svolgimento della loro funzione».