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Lindt&Sprüngli e Migros sono ai ferri corti a causa di un orsetto di cioccolato. A metà ottobre il presidente del Tribunale commerciale di San Gallo aveva disposto un blocco cautelare delle vendite del prodotto da parte del dettagliante, ma già nove giorni più tardi ha revocato la misura.
Quest'ultima decisione, pure cautelare e pubblicata sul sito internet della corte, risale al 25 ottobre. Il dietro-front viene spiegato con il fatto che Migros offre il suo orsetto di cioccolato in una confezione in PET, diversamente da quello di Lindt&Sprüngli che è avvolto in carta dorata e ha un collarino rosso, come i suoi conigli.
Inoltre il gigante arancione ha reso credibile che il suo prodotto veniva già venduto in passato in una forma simile, si legge nella decisione del presidente del tribunale.
Nella sua denuncia Lindt&Sprüngli parla di "sfruttamento della reputazione" e sostiene che gli orsetti di cioccolato di Migros sono simili ai propri. Non è ancora chiaro cosa succederà ora, ha dichiarato all'ats la portavoce del gruppo zurighese Sylvia Kälin.
Anche in Germania è pendente un procedimento sugli orsetti di cioccolato: a fine 2012 un tribunale di Colonia ha deciso a favore di Haribo e contro Lindt&Sprüngli. I giudici ritengono che la forma del prodotto svizzero rappresenti una violazione del marchio "orsetti d'oro" (Goldenbären) registrato dal gruppo tedesco. Lindt&Sprüngli ha interposto ricorso; la corte superiore non si è ancora pronunciata in merito.
SDA-ATS