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La presidente dei Verdi Regula Rytz (nella foto) vuole diventare consigliere federale. La bernese ha annunciato giovedì alla stampa di essere pronta a portare l'ambizione del suo partito a dicembre.
La Consigliera nazionale ha infine messo fine alle attese sulle sue ambizioni personali sulla spinta storica degli ambientalisti alle scorse elezioni federali. Finora aveva esitato mettendo in evidenza la sua corsa al Consiglio degli Stati e annunciando che se fosse stata eletta alla Camera dei Cantoni il 17 novembre, non sarebbe stata in corsa per il governo.
Regula Rytz, 57 anni, è presidente dei Verdi dal 2012. Al Consiglio nazionale da otto anni, questa insegnante e accademica ha prestato servizio nel Gran Consiglio di Berna e nel Dirigente comunale di Berna. Precedentemente era anche stata segretaria centrale dell'Unione sindacale svizzera.
Il suo tempismo è sorprendente perché venerdì il gruppo parlamentare dei Verdi deve decidere se lancerà una candidatura per il Consiglio federale al completo rinnovo del collegio l'11 dicembre.
Vista la sua crescita elettorale, il partito ritiene che avrebbe diritto a un seggio in Consiglio federale perché l'attuale composizione non corrisponde più la forza elettorale dei singoli partiti.
Rytz non ha nascosto di puntare a uno dei due seggi del PLR, partito "ampiamente sovrarappresentato in governo". Secondo la verdele forze ecologiste meritano di essere rappresentate in Governo: "Capisco e comprendo il desiderio dei ticinesi di avere un proprio rappresentante e che i ticinesi non saranno contenti, ma anche la voce ecologista emersa il 20 ottobre in una votazione storica ha il diritto di essere rappresentata nell’Esecutivo federale. E senza posti liberi c’è poco margine di manovra", ha aggiunto Rytz, secondo cui ci dovrebbe essere nuova formula magica nella quale vanno attribuiti due seggi ai due principali partiti (UDC e PS) e uno ciascuno ai tre seguenti (PLR, PPD e Verdi).
I Verdi, assieme ai Verdi liberali, sono stati i grandi vincitori delle recenti elezioni federali. Al Consiglio nazionale hanno più che raddoppiato il loro numero di seggi, passati da 11 a 28.