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BERNA - Anche l'esercito deve adattarsi al cambiamento delle minacce che incombono sulla Confederazione. "Congedarsi dalle tradizioni e modernizzare in questo senso le forze armate può anche rivelarsi affascinante", ha spiegato il ministro della difesa Ueli Maurer in un'intervista pubblicata oggi dal "Tages-Anzeiger" e dal "Bund".
La scorsa settimana, presentando il Rapporto sull'esercito 2010, Maurer aveva evocato un ridimensionamento. In particolare, con un budget non superiore a 4,4 miliardi franchi, in futuro le forze armate dovrebbero essere composte al massimo di 80'000 militi, era stato annunciato.
Nell'intervista odierna il consigliere federale si spinge più in là e traccia alcuni possibili scenari, sottolineando che non bisogna fissarsi troppo sui numeri, che sono puramente indicativi. Per esempio, spiega, la situazione finanziaria impone riflessioni sul ruolo dell'artiglieria pesante:"Bisogna davvero chiedersi dove, in questo paese, possa ancora sparare senza colpire nessuno", rileva ironicamente Maurer.
Al contrario, il ministro non vuol sentir parlare di abolizione dei carri armati Leopard, che a suo avviso funzionano ancora "molto bene". Quanto ai risparmi, spiega ancora, saranno necessari anche nell'amministrazione, dove sono attualmente impiegate 9600 persone. "I tagli toccheranno oltre 1000 dipendenti sull'arco dei prossimi dieci anni", annuncia.
Nell'intervista Maurer non perde occasione per evidenziare i punti deboli della polizia. Le forze speciali sono troppo facilmente superate dagli eventi, rileva, come avvenuto con il pensionato di Bienne. In questo frangente "già tre giorni dopo l'inizio della vicenda all'esercito è stata inviata una richiesta di rinforzi", spiega il ministro, "e ciò per un uomo di 67 anni e oltretutto nel secondo più grande cantone del paese". Maurer afferma di aver respinto la richiesta, ritenendo che non si trattasse di un compito dell'esercito.
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