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L'accorpamento dell'acquisto dei nuovi aerei da combattimento e del sistema di difesa terra-aria non è una buona idea. A sostenerlo è l'ex astronauta e pilota militare Claude Nicollier che, anche in vista di una votazione popolare, raccomanda alla consigliera federale Viola Amherd di presentare un nuovo progetto riguardante solo i velivoli, allontanandosi, in sostanza, dalla decisione sul programma Air2030, presa dal Governo nel novembre 2017 allorquando alla testa del Dipartimento militare c'era Guy Parmelin.
La neo titolare del dossier, subito dopo la sua entrata in carica, ha deciso di approfondire l'intera questione riguardante la futura protezione dello spazio aereo elvetico chiedendo tre rapporti supplementari: una perizia indipendente sull'intero progetto, una analisi aggiornata delle minacce per confrontarla con le valutazioni precedenti e la compensazione dell'acquisto di armi all'estero tramite contratti in Svizzera. Le loro conclusioni sono state presentate giovedì mattina.
Scelta del modello dopo la votazione
Oltre a invitare a scindere le due questioni, l'ex astronauta consiglia inoltre di posticipare la scelta del tipo di jet (a Payerne sono in corso i test dei vari modelli partecipanti al concorso) a dopo la decisione finale sul credito di sei miliardi per 40 nuovi aerei da combattimento.