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LONDRA - La controversa pratica di rallentare i vecchi iPhone ha nuovamente rispedito Apple al centro della polemica, e, anche questa volta, si trova invischiata in un'azione legale.
Il gigante statunitense deve infatti ora affrontare una class-action in Europa, a poco più di un mese dal pagamento di 113 milioni di dollari per risolvere un'indagine sulla stessa questione da parte di 34 stati americani, tra cui California e Arizona, come riporta la Cnn.
Ora, l'organizzazione per i diritti dei consumatori "Euroconsumers", ha presentato una simile azione legale contro Apple, che riguarda oltre 2 milioni di dispositivi iPhone 6, 6 Plus, 6S e 6S Plus, presenti in Belgio, Spagna, Italia e Portogallo.
Apple si ritrova a combattere contro reazioni negative, opinioni critiche e azioni legali in tutto il mondo da quando, nel 2017, ha ammesso che alcuni aggiornamenti software, progettati per salvaguardare le batterie e impedire improvvisi spegnimenti o altri errori che li renderebbero inutilizzabili, possano effettivamente rallentare i dispositivi.
«Anche in Europa meritiamo di essere trattati con la stessa equità e rispetto dei consumatori statunitensi» ha dichiarato alla Cnn uno dei responsabili di "Euroconsumers", Els Bruggeman, che ha spiegato come i diversi tentativi di risolvere la questione al di fuori dei tribunali non hanno avuto esito positivo.
Ora, il gruppo chiede un risarcimento di 60 euro in media per ogni consumatore. Se le azioni legali avessero successo, potrebbero costare ad Apple fino 180 milioni di euro.
Apple, dal canto suo, ribadisce le sue buone intenzioni: «Non abbiamo mai - e non faremmo mai - nulla per accorciare intenzionalmente la vita di qualsiasi prodotto Apple o peggiorare l'esperienza dell'utente per guidare gli aggiornamenti dei clienti», ha spiegato l'azienda in una dichiarazione.