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BERNA - Si profila un ulteriore giro di vite per richiedenti l'asilo e rifugiati: queste persone potrebbero in futuro perdere il diritto di soggiorno in Svizzera, qualora dovessero recarsi in vacanza o per altri motivi nel Paese di origine, da cui sono fuggiti. Lo prevede un'iniziativa parlamentare di Gregor Rutz (UDC/ZH) approvata dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) per 15 voti a 9.
Secondo la CIP-N, vi è necessità di agire in questo senso, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari.
Secondo il consigliere nazionale Gregor Rutz, i richiedenti asilo e i rifugiati che tornano nel Paese d'origine, ad esempio per trascorrervi le vacanze, incontrare persone o partecipare a un evento, vanno privati del diritto di soggiorno nel nostro Paese.
Rutz non contesta il fatto che il diritto d'asilo debba essere riconosciuto alle persone la cui vita e la cui integrità fisica sono minacciate. Tuttavia, "chi si reca in vacanza proprio nel Paese in cui sostiene di essere perseguitato, di fatto fornisce la prova che non necessita della protezione del nostro Paese o non ne necessita più, certificando inoltre che nel Paese di provenienza non incombe (più) alcuna minaccia sulla sua persona".