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In funzione da 100 giorni, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari ritiene di aver svolto un buon lavoro, nonostante il contesto difficile.
Nata in gennaio dalla fusione della Commissione federale delle banche, dell'Ufficio federale delle assicurazioni private e dall'Autorità di controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma), oggetto di numerose critiche, ha difeso martedì il suo operato.
"Abbiamo fatto un buon lavoro e retrospettivamente prenderemmo le stesse decisioni", ha dichiarato il presidente Eugen Haltiner. Se si vuole cercare un punto negativo, ha aggiunto, è il fatto di "non essere stati in grado di individuare i segnali degli attuali contraccolpi". Per questa ragione, l'autorità di vigilanza vuole perfezionare la sua tecnica di "diagnosi", attraverso una valutazione globale e non solo dei singoli istituti.
Criticato per una supposta mancanza di distanza nei confronti del suo ex datore di lavoro – era stato un dirigente dell'UBS – Haltiner ha pure ribadito che la decisione di consegnare alla giustizia statunitense i dati di circa 300 clienti americani della banca era l'unica possibile. Bisognava evitare ad ogni costo una procedura penale che avrebbe avuto "conseguenze disastrose per il sistema finanziario svizzero".
swissinfo e agenzie