Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01174.jsonl.gz/1229

Prossima fermata: OEB Monaco
Camminando per i corridoi dell’IPI sembra di compiere un breve viaggio attraverso l’Europa: le sale riunioni prendono infatti i nomi di città quali Parigi, Monaco di Baviera o l’Aia. Non si tratta comunque di semplici suggestioni per la destinazione delle prossime vacanze. Monaco di Baviera, ad esempio, è considerata sin dalla metà del 20° secolo un polo della tecnologia più avanzata, ed è lì che si trova anche la sede dell’Organizzazione europea dei brevetti (OEB).
Analogamente alle altre città della serie – ossia Parigi, Madrid e Ginevra – Monaco di Baviera è una metropoli di rilievo internazionale ed è un centro culturale, politico, scientifico e mediatico. Per quanto riguarda la proprietà intellettuale, il comune più densamente popolato della Germania è uno dei punti di riferimento più importanti a livello europeo. È qui, infatti, che ha sede l’Organizzazione europea dei brevetti (OEB), istituita nel 1977 sulla base della Convenzione sul brevetto europeo (CBE), sottoscritta quattro anni prima proprio a Monaco.
L’Ufficio europeo dei brevetti (UEB), uno dei due organi dell’OEB, rilascia brevetti di grande qualità e, attraverso i suoi servizi, promuove l'innovazione, la competitività e la crescita economica a livello internazionale. Oltre a Monaco di Baviera, l’UEB ha filiali anche a Berlino, l’Aia e Vienna. Di questa organizzazione intergovernativa fanno parte, accanto a tutti gli Stati dell’UE, anche la Svizzera, Norvegia e la Turchia.
La CBE disciplina la domanda, l’esame e la concessione dei brevetti europei. Dalla sua entrata in vigore, nel 1977, il richiedente può ottenere, sulla base di un’unica domanda all’UEB, un brevetto valido in ogni Stato membro da lui indicato. La prima domanda di brevetto fu registrata il 1° giugno 1978.
Il secondo organo dell’OEB è il Consiglio d’amministrazione, che supervisiona le attività dell’UEB. Nel marzo 2021 ha eletto all’unanimità Catherine Chammartin quale sua delegata. Da allora, la direttrice dell’Istituto federale della proprietà intellettuale partecipa a un collegio di otto persone incaricato di preparare le attività del Consiglio d’amministrazione.