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Il burqa in Svizzera non costituisce un problema reale. Lo ha ribadito giovedì la ministra di giustizia, Eveline Widmer-Schlumpf, la quale si dice scettica su un eventuale divieto del velo integrale.
Tutti devono poter praticare liberamente la loro religione, ha detto la consigliera federale ai microfoni della radio svizzera tedesca, «ma nel rispetto dell'ordinamento giuridico svizzero».
Bisogna comunque capire se la copertura totale del viso sia compatibile con i valori elvetici, ha sottolineato Eveline Widmer-Schlumpf. Per la ministra, sarebbe intollerabile assistere alla costituzione di una società parallela.
Nel mese di febbraio, il Consiglio federale si era già pronunciato contro un divieto del burqa. Nelle ultime settimane si sono tuttavia moltiplicate le azioni che vorrebbero proibire alle donne in Svizzera di indossare questo capo d'abbigliamento.
Una mozione dell'Unione democratica di centro depositata in marzo chiede di proibire di velarsi il viso in occasione di contatti con l'amministrazione pubblica. Il testo prevede inoltre di vietare alle donne con il burqa di accedere ai mezzi pubblici.
Argovia intende dal canto suo presentare un'iniziativa cantonale per il divieto del burqa a livello svizzero. Il Gran Consiglio (parlamento cantonale) ha approvato martedì con 89 voti contro 33 una mozione in tal senso presentata dai Democratici svizzeri e appoggiata da tutti i partiti, con l'eccezione di socialisti e Verdi.
Al momento, tale divieto non costituisce un tema di discussione per la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia, ha riferito il suo segretario, Roger Schneeberger.
swissinfo.ch e agenzie