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<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide il parere secondo cui una votazione popolare possa essere utile ai fini della realizzazione e dell'ottimizzazione di progetti nel settore delle energie rinnovabili? L'introduzione di un diritto di referendum facoltativo darebbe infatti maggiore legittimazione ai progetti. Un plebiscito a favore di un progetto potrebbe infatti dissuadere i potenziali oppositori ed essere di sostegno alle autorità e ai responsabili politici. Nel caso contrario, un esito negativo della votazione farebbe sì che, a causa della pressione politica, un progetto ancora perfettibile sia ottimizzato oppure realizzato altrove, invece di rimanere bloccato per anni da una procedura di opposizione.</p><p>2. Cosa fa oggi la Confederazione affinché i cantoni, nel quadro delle loro competenze legislative, promuovano l'introduzione di votazioni popolari come quelle suesposte?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene possibile introdurre nella procedura di autorizzazione per impianti che sfruttano le energie rinnovabili un referendum facoltativo e/o votazioni consultative a livello regionale o rendere tali strumenti obbligatori per i cantoni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito della costruzione di impianti per la produzione di elettricità a partire dalle energie rinnovabili, la Confederazione ha solamente poteri limitati. Sia nell'ambito delle energie rinnovabili che in quello della pianificazione del territorio le sue competenze riguardano solo la legislazione nei suoi principi. Gli impianti che sfruttano energie rinnovabili e la loro costruzione esulano dalle responsabilità della Confederazione e il settore edilizio è in linea di massima prerogativa dei cantoni. Pertanto la Confederazione può imporre a questi ultimi pochissime prescrizioni sulle procedure di autorizzazione. L'idea di tenere un referendum popolare su progetti concreti rientra nel campo della procedura di autorizzazione.</p><p>Se da una parte le autorità politiche, talvolta anche mediante referendum popolare, fissano le norme generali, dall'altra una decisione popolare è più inconsueta quando si tratta di applicare queste regole nel caso singolo. Generalmente le autorità amministrative sembrano essere più idonee a prendere una decisione sul caso specifico, soprattutto quando si devono applicare numerose prescrizioni e quando vi è un diritto al rilascio dell'autorizzazione. L'atto di applicare norme sul caso singolo (decisione) è soggetto quindi al controllo dell'autorità giudiziaria.</p><p>La normativa generale relativa all'edilizia è l'ordinamento di base, costituito dal piano delle zone e della prescrizioni edilizie. Dal canto loro, i cantoni disciplinano competenza e procedura (art. 25 della legge sulla pianificazione del territorio, LPT; RS 700). In virtù dell'articolo 4 capoverso 2 di questa legge, la popolazione deve poter partecipare al processo pianificatorio. Già oggi, l'ordinamento di base edilizio dei cantoni prevede in parte referendum popolari. Per quanto riguarda progetti concreti di costruzione di impianti che sfruttano le energie rinnovabili, i referendum popolari sono invece rari, tuttavia si tengono ad esempio già oggi per il rilascio di concessioni relative allo sfruttamento delle forze idriche, senza che vi sia però un diritto a tale rilascio. Occasionalmente i cittadini possono inoltre esprimersi indirettamente anche in relazione al finanziamento di progetti concreti, ad esempio quando un comune è cofinanziatore.</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che la proposta di far agire gli elettori in qualità di autorità di rilascio di licenze edilizie comporti svantaggi considerevoli, anche se ciò avviene con un referendum facoltativo. L'arrivo di un nuovo attore in una procedura spesso complessa allungherebbe ulteriormente i tempi. L'autorità amministrativa o esecutiva non potrebbe più essere la prima a decidere (in caso di referendum facoltativo, infatti, non ha luogo necessariamente una votazione). Tale compito verrebbe ripreso piuttosto dall'organo legislativo, poiché generalmente solo le sue decisioni possono essere sottoposte a referendum. Inoltre la decisione popolare dovrebbe essere motivata e ciò costituirebbe un'altra ulteriore difficoltà. Infine il popolo non potrebbe decidere in via definitiva su un progetto: una decisione può essere infatti sottoposta al controllo dell'autorità giudiziaria, che tuttavia non è vincolata all'esito della votazione. L'annullamento della decisione popolare da parte del tribunale potrebbe sfociare in conflitti.</p><p>2. Nell'articolo 4 capoverso 2 LPT la Confederazione invita i cantoni a coinvolgere la popolazione nel processo pianificatorio in relazione a norme generali come l'ordinamento di base in campo edilizio. In questo contesto lo svolgimento di referendum popolari può aumentare la legittimità dei progetti, nel senso voluto dall'autore della presente interpellanza. Il consenso è maggiore se, come avviene sempre più spesso, in caso di progetti concreti tutti gli interessati vengono coinvolti già nella fase iniziale di pianificazione. Più refererendum popolari in relazione a progetti concreti non sono invece auspicabili.</p><p>3. Già solo in base alla ripartizione delle competenze sancita dalla Costituzione, la Confederazione non potrebbe imporre ai cantoni una prescrizione così importante per la procedura di autorizzazione. Come spiegato sopra, la richiesta va respinta anche per motivi materiali. Anche le votazioni consultative comportano dei problemi, in quanto allungano ulteriormente i tempi e non sono vincolanti nemmeno per il popolo sovrano. Anche se l'esito di una votazione consultativa dovesse essere positivo, non è escluso che un successivo referendum dia un esito esattamente contrario.</p>  Risposta del Consiglio federale.