Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01218.jsonl.gz/889

Ufficialmente la Svizzera e l'Unione europea (UE) si scambiano pareri sulle loro divergenze in materia di fiscalità. Vi sono però segnali che indicano che si è già in fase negoziale.
La ministra degli affari esteri svizzera Micheline Calmy-Rey ha discusso, giovedì a Bruxelles, con la commissaria europea alle relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner dello spinoso dossier sulla fiscalità. Bruxelles ha messo i puntini sulle i, esigendo che Berna non riservi agli Stati Uniti un trattamento migliore rispetto all'UE in questo campo. In un incontro con i giornalisti al termine dei colloqui, Benita Ferrero-Waldner si è detta ottimista sulla soluzione del contenzioso circa i privilegi fiscali concessi da certi cantoni.
"La proposta della Svizzera va nella buona direzione", ha dichiarato la commissaria, riferendosi ai piani del governo federale di una riforma fiscale. Tuttavia, Bruxelles si attende qualcosa di più.
Micheline Calmy-Rey ha precisato che la Svizzera "non sta negoziando", ma sta semplicemente "proseguendo il dialogo". Di fatto, però, il dialogo si è già mutato in trattativa. Ciò non traspare dai documenti ufficiali che si sono scambiati i partner all'ultimo round dei colloqui diplomatici, lo scorso 13 febbraio.
Il capo della delegazione svizzera ha però consegnato alla controparte dell'Unione europea (UE) un documento di due pagine sulla riforma "autonoma" dell'imposizione delle imprese, tracciata nelle grandi linee dall'esecutivo elvetico in dicembre. Nel testo figura anche un elemento che finora non era stato reso noto: come Berna si potrebbe immaginare una riforma dell'imposizione delle società miste.