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Immigrazione "una benedizione" per la Svizzera, Yves Rossier (UFAS)
La "buona salute" finanziaria dell'AVS è dovuta ad un solo fattore: la forte immigrazione che la Svizzera registra dall'inizio degli anni '90. "Da 20 anni, senza gli immigranti l'assicurazione di vecchiaia avrebbe perso miliardi ogni anno".
Lo afferma, in un 'intervista pubblicata oggi dal quotidiano friburghese "La Liberté", il direttore uscente dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), Yves Rossier, che dal primo di maggio sarà il nuovo Segretario di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
Secondo Rossier, "il sistema migliore per devastare l'AVS è limitare l'immigrazione, che è una benedizione per la Svizzera e non solo per le assicurazioni sociali: basti pensare al personale negli ospedali, nelle case per anziani, nelle università e nelle nostre aziende in generale".
Tutti gli altri fattori, dall'invecchiamento della popolazione all'arrivo all'età di pensionamento della generazione del cosiddetto baby-boom, sono invece sfavorevoli alla buona situazione dell'AVS, precisa l'ex direttore dell'UAFS.
L'immigrazione è inoltre un segno di una società viva, in buona salute. E non è una questione politica: "società in declino demografico come il Giappone e la Germania hanno certo meno carenza di alloggi, ma sono confrontate a problemi ben più gravi", aggiunge il futuro numero due del ministero degli esteri.
Egli ritiene che le assicurazioni sociali in Svizzera tutto sommato vadano piuttosto bene. Il secondo pilastro è forse il più fragile e "c'è da sperare che non ci sia adesso un'altra crisi borsistica e finanziaria". Le casse pensioni - osserva - sono al limite delle risorse dopo aver utilizzato le loro riserve per sormontare tre grandi crisi. Da oltre dieci anni il rendimento preteso dai tassi di conversione non è raggiunto.
In interviste pubblicate una paio di settimane fa dai media svizzero tedeschi, Yves Rossier ha affermato che "entro dieci anni alcuni problemi potrebbero intervenire anche per l'AVS, ma senza termini di paragone con quanto succede a greci, britannici, irlandesi e spagnoli". Le misure che si dovranno prendere per trovare nuove fonti di finanziamento non raggiungeranno mai tali livelli e permetterebbero comunque di mantenere a 65 anni l'età legale di pensionamento.