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Limitare fortemente la pubblicità del tabacco e vietare a livello nazionale la vendita ai minorenni. È quanto prevede la revisione della Legge federale sui prodotti del tabacco (LPTab), che dopo essere stata rinviata al Governo nel 2016 è tornata in discussione al martedì al Consiglio degli Stati. La Camera alta si è già pronunciata sul primo punto, decidendo che reclamizzare sigarette e simili in giornali e riviste, oltre che su Internet, va proibito. Resterà tuttavia possibile per esempio nei cinema e nei negozi.
La riforma, il cui obiettivo principale è meglio proteggere bambini e adolescenti, dovrà permettere anche di ratificare la Convenzione quadro dell'OMS per la lotta contro il tabagismo, che la Svizzera aveva firmato nel 2004 ma che è rimasta lettera morta da allora, mentre altri 181 Stati la applicano. Proprio la settimana scorsa è stata consegnata a Berna un'iniziativa popolare in difesa dei minori, che mette pressione sul mondo politico.
La Camera dei cantoni ha pure deciso un divieto per l'industria del tabacco di sponsorizzare eventi di carattere internazionale o di patrocinare attività della Confederazione. È stato ampiamente evocato l'esempio del padiglione all'Expo 2020 di Dubai, al quale avrebbe dovuto contribuire Philip Morris, prima che le polemiche scoppiate facessero desistere il Dipartimento degli affari esteri.
Il dibattito proseguirà la prossima settimana e c'è ancora un punto cruciale da discutere: l'estensione a tutta la Svizzera della proibizione di vendere sigarette ai minorenni, già prevista da 11 cantoni, mentre 12 hanno fissato l'età limite a 16 anni.