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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale rinvia alla sua risposta del 20 maggio 1998 all'interpellanza Bühlmann 98.3139 "Società sportive. Violenza e abusi sessuali" soprattutto per quanto riguarda la domanda 5.</p><p></p><p>Domande 1, 2, 3</p><p></p><p>Il Consiglio federale riconosce che il problema dell'infanzia maltrattata e degli abusi sessuali è grave e che si tratta di migliorare la lotta e la prevenzione dato che ne sono colpiti l'infanzia e la gioventù di tutto il Paese. Sostiene e incoraggia, quindi, le iniziative volte a prevenire gli abusi sessuali lanciate dalle organizzazioni giovanili e sportive e soprattutto i lavori di CEVI e FSAG menzionati nell'interpellanza. Nell'ambito del progetto "Voilà", l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha sostenuto finanziariamente nel 1995 e nel 1996 il lancio delle attività della CEVI in questo settore. Inoltre la Centrale per le questioni famigliari (CQF) ha finanziato in parte le attività di prevenzione degli abusi sessuali della FSAG nel 1997. È utile menzionare che sia FSAG che CEVI sono sovvenzionate dalla Confederazione.</p><p></p><p>Domanda 4</p><p></p><p>Sul piano dei maltrattamenti e degli abusi sessuali in generale sono stati portati a termine o sono in corso diverse ricerche e vari progetti di prevenzione.</p><p></p><p>In particolare la CQF, che dispone di un budget annuale di 150'000 franchi per la prevenzione dei maltrattamenti dei bambini, è stata mandante di alcuni progetti. Una ricerca per elaborare un piano globale di prevenzione che tratti separatamente gli abusi sessuali e le altre forme di maltrattamenti di bambini si trova ora nella sua fase finale. È stato creato uno schedario elettronico dei servizi d'aiuto e di consulenza esistenti in Svizzera in materia di maltrattamenti di bambini e di protezione dell'infanzia. Una volta pubblicato, questo repertorio è stato distribuito gratuitamente nel 1996 e ne è in corso una riedizione aggiornata. Nel frattempo vengono organizzati vari corsi di formazione continua per professionisti che si occupano di maltrattamenti di bambini. È stato accordato anche un sostegno finanziario per film e video sul tema della prevenzione della violenza in seno alla famiglia o per prospetti sui maltrattamenti di bambini o sull'educazione non violenta. L'Arge Kipro (Associazione contro lo sfruttamento sessuale commerciale di bambini) ha effettuato una ricerca, tuttora in corso, sullo sfruttamento commerciale di minori in Svizzera (prostituzione, pornografia, commercio di bambini). L'UFSP e la CQF ne hanno finanziato in parte le prime fasi.</p><p></p><p>Inoltre, il telefono Help-o-phone, in servizio 24 ore su 24, riservato a bambini e adolescenti in pericolo e sovvenzionato dalla CQF, sarà presto accessibile in tutta la Svizzera con un numero unico di tre cifre.</p><p></p><p>Il servizio di lotta contro la tratta di esseri umani interno agli Uffici centrali di polizia criminale è incaricato di raccogliere e trattare le informazioni sugli atti delittuosi commessi su bambini e di redigere regolarmente rapporti sullo stato della problematica in Svizzera.</p><p></p><p>Va sottolineata ancora l'esistenza del Programma Nazionale di Ricerca 40 "Violenza quotidiana e crimine organizzato" che consta di oltre una ventina di progetti di ricerca in corso soprattutto sulla violenza giovanile e sessuale.</p><p></p><p>Domanda 5</p><p></p><p>La Scuola federale dello sport di Macolin (SFSM) e l'Associazione Olimpica Svizzera (AOS) hanno rivolto particolare attenzione al tema abusi sessuali. È stato costituito un gruppo di lavoro per esaminare le possibilità di formazione e d'intervento come pure di informazione dell'opinione pubblica sui centri d'aiuto e di consulenza. Il maggio scorso il consiglio esecutivo dell'AOS, in cui la SFSM è rappresentata, ha approvato lo stanziamento di 20'000 franchi per un progetto di lotta agli abusi sessuali e alla violenza nello sport.</p><p></p><p>Nella primavera del 1997 l'Associazione svizzera per la protezione dell'infanzia (sovvenzionata dalla CQF) ha lanciato un progetto di prevenzione dei maltrattamenti e degli abusi sessuali commessi sui bambini nelle associazioni sportive.</p><p></p><p>Non bisogna tuttavia dimenticare che la maggior parte dei casi di violenza e di abusi sessuali avvengono in seno alla famiglia.</p><p></p><p>Domande 6, 7</p><p></p><p>Nel suo parere del 27 giugno 1995 sul rapporto Infanzia maltrattata in Svizzera il Consiglio federale si dichiarava pronto a prendere in considerazione la propria collaborazione a iniziative o progetti di campagne nazionali o regionali.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene necessario incentivare campagne d'informazione al fine di sensibilizzare la popolazione sul tema della violenza sui bambini. Ricorda l'esistenza dell'esposizione itinerante per la prevenzione dello sfruttamento sessuale delle giovani (promossa dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo) allestita in 35 città svizzere tra il 1993 e il 1995.</p><p></p><p>Nel 1998 la Commissione federale per la gioventù si è inoltre dedicata interamente al tema "I giovani e la violenza".</p><p></p><p>Il postulato 96.3180 della CAG-N richiede la realizzazione di una campagna di informazione contro la violenza quotidiana nell'ambiente sociale più prossimo e la mozione Vermot 97.3610 "Maltrattamenti ai bambini e pubbliche relazioni" va nella stessa direzione.</p><p></p><p>Il budget "Infanzia maltrattata" assegnato alla Centrale per le questioni famigliari non consente di sostenere i costi (molto elevati) di una campagna nazionale di informazione. Il Consiglio federale sottolinea che non solo l'attuale situazione finanziaria della Confederazione, ma anche misure efficaci sulle relazioni pubbliche richiedono un'ampia collaborazione con i diversi partner (Cantoni, Comuni, istituzioni, ONG, media ecc.) e soprattutto la loro partecipazione materiale e finanziaria. Lo stato precario delle finanze, infatti, non consente di aumentare i mezzi previsti nel budget e nella pianificazione finanziaria. Il Consiglio federale è tuttavia disposto ad esaminare la possibilità di spostare le priorità.</p>  Risposta del Consiglio federale.