Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/61461

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per il riciclaggio delle bottiglie in PET e delle lattine d'alluminio, il Consiglio federale ha fissato un chiaro obiettivo nell'ordinanza sugli imballaggi per bevande OIB: deve essere riciclato il 75 per cento degli imballaggi utilizzati. Se tale obiettivo non viene raggiunto, il dipartimento competente ha facoltà di introdurre un deposito sugli imballaggi.</p><p>1./2. I sistemi di raccolta, istituiti e finanziati con contributi volontari dall'economia, si contraddistinguono per la loro flessibilità e un buon rapporto costo/benefici. Le bottiglie in PET e le lattine d'alluminio raccolte separatamente presentano poche impurità e si prestano molto bene ad essere riciclate. Purtroppo, nel 2002-2003 la quota di riciclaggio del 75 per cento prescritta per il PET non ha potuto essere del tutto raggiunta. Per tale ragione, l'UFAFP tenta di motivare il settore a compiere maggiori sforzi, ventilando l'ipotesi dell'introduzione di un deposito in caso di mancato raggiungimento della quota prescritta.</p><p>La sempre più dura lotta sui prezzi nel commercio al dettaglio minaccia di sistema di raccolta e di riciclaggio finanziato su base volontaria. Secondo l'OIB, i refrattari al sistema volontario sono tenuti a riprendere e a conferire al riciclaggio le loro bottiglie in PET. Ma l'esperienza mostra, che proprio le piccole imprese raccolgono molte meno bottiglie in PET rispetto alla quota di mercato detenuta. Nel caso in cui gli "opportunisti" dovessero costituire una seria minaccia per la soluzione su base volontaria, il finanziamento potrebbe essere assicurato tramite una tassa di smaltimento anticipata obbligatoria. L'articolo 32abis della legge sulla protezione dell'ambiente stabilisce le basi necessarie a tal fine. Un esempio in questo senso è costituito dal settore del riciclaggio del vetro, dove, da alcuni anni, si applica una soluzione basata sulla tassa di smaltimento anticipata, la quale si contraddistingue sia per gli esigui oneri amministrativi che per gli ottimi risultati ottenuti.</p><p>3./4. Congiuntamente alle imprese private, le città, i cantoni e la Confederazione hanno compiuto sforzi notevoli per combattere il "littering", ossia la presenza nelle strade e negli spiazzi di rifiuti gettati. Nonostante le campagne lanciate contro il "littering", vi sono ancora troppi rifiuti gettati per terra invece che negli appositi cestini. Ciò vale in particolare per gli imballaggi dei cibi "take away" e delle bibite. La pulizia delle strade causa notevoli costi alle città. Per tale ragione, singole città stanno valutando se introdurre una tassa su detti imballaggi. Una simile tassa non corrisponde però del tutto al principio di causalità, dato che potrebbe interessare anche i consumatori che smaltiscono correttamente i loro rifiuti. Per utilizzare le tasse locali in maniera efficiente sarebbe inoltre necessario contrassegnare in maniera ben distinta sia gli imballaggi tassati che le aziende soggette al pagamento, e introdurre una procedura di controllo semplice. Sinora queste condizioni sono state tuttavia realizzate soltanto parzialmente.</p>  Risposta del Consiglio federale.