Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/257690

<h2>SubmittedText<h2><p>L’attuale obiettivo collettivo di finanziamento internazionale per il clima, ossia 100&nbsp;miliardi di dollari l’anno, giungerà a termine nel 2025. Al più tardi entro la fine del 2024, la conferenza delle Nazioni Unite sul clima formulerà un nuovo obiettivo che, secondo le previsioni, sarà molto più elevato.</p><p>Attualmente il contributo della Svizzera al finanziamento della lotta contro il cambiamento climatico è pari a 450-600 milioni di dollari l’anno. Questi fondi provengono quasi esclusivamente dai crediti destinati alla cooperazione internazionale (Cl) per il periodo 2021-2024. Dal 2025 non sarà più possibile garantire come finora il finanziamento in questione esclusivamente sulla base dei crediti destinati alla CI: compensare il forte aumento del finanziamento a favore del clima entro i limiti della Cl significherebbe sostituire completamente quest’ultima con progetti climatici. Uno scenario, questo, che non solo sarebbe incompatibile con il mandato costituzionale, ma che non sarebbe conforme con la tradizione umanitaria del nostro Paese. Inoltre, nel quadro del prossimo messaggio sulla cooperazione internazionale 2025-2028, il Consiglio federale ha annunciato l’intenzione di proporre di destinare un importo consistente per la ricostruzione dell’Ucraina, ciò che comporterebbe già una reale riduzione dei fondi destinati a progetti in altri Paesi.</p><p>Per far fronte al previsto aumento degli impegni nell’ambito del finanziamento a favore del clima, potrebbe quindi essere necessario mobilitare ulteriori fonti di finanziamento pubblico, come aveva sottolineato il Consiglio federale nella sua risposta all’interpellanza Badertscher 22.4419, in occasione della quale aveva ricordato le competenze del Parlamento: «un eventuale aumento dei relativi crediti d’impegno o lo sviluppo di fonti innovative secondo il principio di causalità per il finanziamento internazionale del clima richiederebbe una decisione del Parlamento». In seguito, rispondendo al postulato 23.3283 Andrey, il Consiglio federale aveva indicato che DATEC, DFAE e DEFR avevano «già iniziato a stilare un elenco che [potesse] consentire alla Svizzera di onorare gli impegni presi nell’ambito degli obiettivi finanziari globali in materia di clima e di biodiversità».</p><p>A questo proposito, e a fronte alle crescenti esigenze e domande a livello internazionale, è lecito chiedersi come la Svizzera intenda garantire in modo mirato e oculato il suo futuro contributo al finanziamento internazionale per il clima e coordinare al meglio l’operato dei dipartimenti competenti. Altri Paesi europei (ad es. l’Austria) hanno già elaborato un quadro strategico per definire le priorità, le risorse finanziarie, le opportunità e i limiti del loro contributo al finanziamento internazionale per il clima.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Per rispettare i suoi impegni internazionali, il Consiglio federale sta vagliando nuove fonti di finanziamento basate sul principio di causalità come menzionato nella risposta all’interpellanza Badertscher 22.4419?</p><p>2. Quando e in quale forma saranno accessibili e resi pubblici i risultati dell’elenco al quale aveva accennato nella sua risposta al postulato Andrey 23.3283?</p><p>3. Sulla base dei risultati di questo elenco, il Consiglio federale non ritiene utile elaborare una strategia coordinata tra i dipartimenti competenti, in collaborazione con la società civile, in modo da definire le priorità, le risorse finanziarie, le opportunità e i limiti del contributo svizzero al finanziamento internazionale per il clima a partire dal 2025, unendosi così agli sforzi di altri Paesi europei per definire un quadro strategico globale concernente gli stanziamenti in questo ambito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A fine 2024 sarà presumibilmente definito un nuovo obiettivo di finanziamento collettivo quantificato per sostenere le misure di lotta al cambiamento climatico nei Paesi in via di sviluppo. La Svizzera valuterà la possibilità di fornire un contributo adeguato al nuovo obiettivo di finanziamento collettivo per il clima. L'entità di tale contributo dipenderà dall'importo complessivo dell'obiettivo collettivo e dalle condizioni quadro. La posizione del nostro Paese rispetto al nuovo obiettivo di finanziamento collettivo per il clima sarà definita nel quadro del mandato negoziale della Svizzera per la conferenza annuale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, durante la quale vengono prese le decisioni pertinenti.</p><p>Le possibilità di incrementare le attività a favore del clima nel quadro dei crediti d'impegno della cooperazione internazionale senza che ciò vada a scapito di altri temi legati allo sviluppo sono esaurite. A causa delle crescenti esigenze di finanziamento, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) sta attualmente analizzando, in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), le fonti e gli strumenti, esistenti e nuovi, per il finanziamento internazionale del clima e della biodiversità. L'analisi mostrerà le opzioni a disposizione della Svizzera per rafforzare l'attuale finanziamento internazionale a favore del clima e della biodiversità nonché per trovare e mobilitare nuovi fondi supplementari, soprattutto privati. Le opzioni saranno valutate in termini di impatto potenziale, fattibilità politica e operativa, efficacia, rapporto costi-benefici, impatto sul bilancio ed efficienza economica. Sulla base di detta analisi, il Consiglio federale discuterà entro fine&nbsp;2023 le possibili opzioni di intervento e deciderà come procedere.</p>