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Storia
Come è nata la Fondazione "Fonoteca nazionale svizzera"
Dodici anni di pazienza
Il 27 ottobre 1972, l'allora responsabile della sezione "Collezioni speciali" della Biblioteca Nazionale Svizzera, Robert Wyler, scrisse in un rapporto: "La Biblioteca Nazionale Svizzera sostiene attivamente tutti gli sforzi per giungere alla fondazione di una Fonoteca Svizzera. Per ora, non dispone né del personale, né dei locali per potersi assumere un tale compito."
Robert Wyler fa parte della ristretta cerchia di persone che si sono impegnate a fondo per più di un decennio per la creazione di una Fonoteca nazionale svizzera.
È interessante anche il fatto che nel suo testo, egli menziona le carenze che sussistono ancora oggi: la scarsa accessibilità alle registrazioni radiofoniche, i fondi mancanti per l'Archivio Nazionale delle canzoni popolari e per l'Archivio dei Fonogrammi dell'Università di Zurigo, per poter "curare, valorizzare ed ampliare il materiale da loro raccolto nel modo auspicato." Nel 1973, questo rapporto è stato la base per le petizioni al Consiglio Federale e al Consiglio Scientifico Svizzero che raccomandavano la fondazione di una Fonoteca Nazionale.
Oltre a Robert Wyler, anche l'allora Direttore della sezione musicale della Biblioteca Centrale di Soletta, Hans-Rudolf Dürrenmatt, si impegnava per la Fonoteca. Negli anni settanta, erano entrambi membri della Commissione per le Fonoteche della SBS (Società dei Bibliotecari Svizzeri - oggi BBS) e della SSD ( Società Svizzera per la Documentazione). Si può leggere in una nota del 2 giugno 1976: "Due membri della Commissione - i signori Dürrenmatt e Wyler - fanno parte di un gruppo di lavoro convocato dalla sezione Svizzera della AIBM (Association Internationale des Bibliothèques Musicales - oggi la ASCM) con lo scopo di creare una Fonoteca Nazionale. Con il sostegno finanziario della Pro Helvetia sarà possibile realizzare a breve uno studio sulle esigenze fondamentali di una tale istituzione. Nel suo rapporto, la Commissione di esperti "Clottu" evoca in modo esplicito il progetto di una Fonoteca nazionale svizzera e ne raccomanda la realizzazione."
Il cosiddetto Rapporto - Clottu (elementi per una politica culturale svizzera) del 1975 fu uno dei pochi documenti ufficiali nel quale la Fonoteca era menzionata. Due altri protagonisti della storia della Fonoteca ne erano all'origine: Franz Georg Maier, Direttore della Biblioteca Nazionale e Hans Steinbeck, dirigente dell'Archivio Musicale Svizzero presso la SUISA. La parte concernente la Fonoteca nel rapporto Clottu fu elaborata in uno scambio di corrispondenza, in aprile e maggio del 1974, tra il Consigliere nazionale Gaston Clottu e i signori Steinbeck e Maier.
Lo studio di Hans-Rudolf Dürrenmatt sopra menzionato, fu elaborato tra l'agosto e l'ottobre del 1976 e contiene una sorprendente abbondanza di dettagli, malgrado il breve tempo a disposizione. Mentre Maier, in relazione a questo studio, dava un parere positivo a nome della Biblioteca Nazionale nell'agosto del 1977, il Dipartimento Federale degli Interni (DFI) prendeva più tempo. In una lettera a Hans Steinbeck del 26 maggio 1978, l'allora responsabile del Dipartimento, Hans Hürlimann, comunicava che "la creazione di una Fonoteca corrisponde sì a una necessità politico-culturale, che (però) la realizzazione del progetto come proposto non è attualmente possibile anche solo a causa della decisione del Parlamento di vietare assolutamente l'assunzione di nuovo personale e della mancanza di locali idonei." Come alternativa all'integrazione nella Biblioteca Nazionale si considera un patronato dal Cantone e dalla città di Berna, inoltre il parere della SSR sul progetto "è decisivo per la realizzazione".
Durante un incontro tra gli interessati avvenuto il 15 novembre 1978, la reticenza della Confederazione venne confermata e si discussero le possibilità di sistemare la Fonoteca Nazionale a Berna con la partecipazione della città e del cantone.
Un gruppo di lavoro dell'Ufficio federale per la Cultura, eminentemente impegnato e sotto la presidenza di Christoph Reichenau, pubblicò il 3 luglio 1980 un voluminoso rapporto con il titolo "Progetto Fonoteca nazionale svizzera". Esso tra le altre cose contiene una proposta per l'atto di fondazione. Vennero proposti come membri fondatori: la Confederazione, il Cantone di Berna, la SUISA, la Società Svizzera degli Interpreti (SSI), la IFPI Svizzera (Federazione Internazionale dell'Industria Fonografica) e la SSR.
Il 31 ottobre 1981, il DFI propose la fondazione di una Fonoteca nazionale svizzera al Consiglio Federale; la mozione fu però ritirata per le resistenze insormontabili del Dipartimento delle Finanze. In seguito, F.G. Maier e il Direttore dell'Ufficio Federale della Cultura, Frédéric Dubois, si impegnarono per l'allocazione di un contributo all'investimento prelevato dagli utili della coniazione della moneta in memoria dell'accordo di Stans, come anche per la possibilità di impiegare un tirocinante e di lasciar libero per 2-3 anni il locale allestito nella Biblioteca Nazionale. Nel luglio 1982, il Consiglio Federale decise un contributo di 120'000 Fr. In un verbale propositivo per il Consiglio Federale del settembre 1983 si affermava che nel dicembre 1982, la Città di Lugano aveva dato il suo consenso per mettere a disposizione il vecchio studio radiofonico. Questo è stato un grande passo verso la realizzazione del progetto.
Il 14 febbraio 1984 fu creata la "Società per l'allestimento della Fonoteca nazionale svizzera". Gli statuti descrivono lo scopo "di costruire una Fonoteca nazionale svizzera e di affidarne in seguito la gestione alla Confederazione Svizzera come parte della Biblioteca Nazionale Svizzera." Hans Rudolf Dörig, allora Vicedirettore dell'Ufficio federale della cultura, fu eletto Presidente. Facevano parte del Comitato anche Hans Georg Maier, Direttore della Biblioteca Nazionale, André Guex-Joris (archivista della città di Morges e collezionista di dischi), Emmanuel Belser (SSR) e Hans Steinbeck (SUISA, Archivio Musicale Svizzero).
Il 22 marzo 1984, dunque dopo la fondazione della società, Frédéric Dubois informò un'altra volta per iscritto il Consigliere federale Egli sull'evoluzione della situazione. Egli reagisce in modo sdegnoso perché il progetto Fonoteca Nazionale non era stato inserito nella pianificazione della legislatura e perché, malgrado ciò, due dei suoi funzionari-capi, H.R. Dörig e F.G. Maier, si erano messi a disposizione della Società come membri ad personam. Mise l'accento sul fatto che il Consiglio federale in questo modo era stato messo davanti ad un fatto compiuto.
La Fonoteca prende forma
L'esistenza effettiva della Fonoteca nazionale svizzera iniziò un giorno di fine estate, il 17 agosto 1984, a Morges, con la prima Assemblea generale della Società per l'allestimento. Durante questa assemblea, il Comitato venne rafforzato da Armando Zoppi, segretario comunale della Città di Lugano, e da Vital Hauser, Direttore della Società Svizzera degli Interpreti. Venne inoltre creato un consiglio consultivo con Jacques Goy, tecnico del suono della Radio Suisse Romande, Clau Solèr dell'archivio di fonogrammi dell'Università di Zurigo, Carlo Florindo Semini, compositore ticinese che aveva lottato per l'insediamento della Fonoteca in Ticino, e anche Robert Wyler e Hans-Rudolf Dürrenmatt. Kurt Deggeller venne infine eletto Direttore.
La base finanziaria dell'impresa si limitava allora a due contributi "una tantum": 120'000 Fr. dagli utili della coniazione della Confederazione e 100'000 Fr. dalla SUISA. Non si poteva sperare in un contributo della Confederazione prima del 1988 con l'inizio di un nuovo piano finanziario. La Città di Lugano mise a disposizione gratis dei locali nel vecchio studio radiofonico e aveva stanziato un credito di 112'000 Fr. per la ristrutturazione. Questo contributo venne successivamente aumentato a 163'000 Fr., perché il pavimento del locale dell'archivio dovette essere rinforzato. Il restauro fu completato nell'autunno del 1985 ed inaugurato il 30 ottobre con una discreta celebrazione durante la quale prese la parola, oltre al Presidente Dörig e al Direttore , anche l'allora Vice-sindaco di Lugano Benedetto Bonaglia.
A livello politico, l'allora Consigliere nazionale ticinese Mario Grassi aveva inoltrato una mozione chiedendo al Consiglio federale di esaminare come la Fonoteca nazionale svizzera potesse essere sostenuta in modo adeguato. La richiesta fu accettata dal Consiglio federale nel febbraio 1986 e approvata dal Consiglio nazionale nella sessione primaverile. Inoltre, ebbe luogo un incontro con la Commissione culturale del Cantone Ticino, con l'esito che il Cantone avrebbe accordato un aiuto all'avviamento di 100'000 Fr. per il 1987 e successivamente, a partire dal 1988, un contributo annuo regolare di 50'000 Fr. Durante la seconda Assemblea generale dell'8 marzo 1985 nella Biblioteca Nazionale a Berna, il Presidente Hans Rudolf Dörig poteva anche annunciare un contributo annuo di 400'000 Fr. dalla Confederazione a partire dal 1988. Il Comitato venne completato da Jürg Rohrdorf, Direttore della IFPI Svizzera.
Sulla base di queste promesse, si poteva giustificare nel febbraio 1986 l'assunzione di due collaboratori a tempo parziale: la signora Ombretta Fontana per la parte relativa alla documentazione e Stefano Cavaglieri per la parte tecnica. Sono rimasti fedeli alla Fonoteca fino ad oggi e hanno contribuito in modo altamente meritevole alla costruzione e al funzionamento dell'istituto.
La partecipazione al Programma nazionale di ricerca no. 16 "Metodi per la salvaguardia del patrimonio culturale" è stata di grande aiuto per superare finanziariamente gli anni 1986 e 1987. Il progetto dal titolo "Documenti storici sonori della Svizzera: informazione, documentazione, restauro", durato dal gennaio 1986 fino al dicembre 1987 e sostenuto da 200'000 Fr., ha consentito di creare le competenze tecniche e documentarie. Il culmine del programma è stato il seminario internazionale sul tema "Storia, conservazione e restauro di documenti storici sonori", organizzato a Lugano dal 28 al 30 ottobre 1986, al quale parteciparono l'allora Direttrice della Fonoteca Nazionale francese, Marie-France Calas, e il Direttore dell'Archivio dei Fonogrammi dell'Accademia Austriaca delle Scienze, Dietrich Schüller.
Nel giugno 1986, il Comitato decise di trasformare la Società in una Fondazione. La creazione della Fondazione ha avuto luogo in occasione della riunione del 18 maggio 1987 a Lugano con l'accettazione degli statuti e con l'atto notarile del 24 novembre 1987. La Confederazione non figurava come fondatrice, ma ricevette un seggio nel Consiglio della fondazione. Insieme al Cantone Ticino e alla Città di Lugano, anche la SSR e le società di utilizzazione SUISA, SIG e IFPI parteciparono alla Fondazione. Essa fu dotata di un capitale di 5'000 Fr. Fu eletto primo Presidente del Consiglio della fondazione Giancarlo Viscardi, membro del governo della Città di Lugano.
Il primo consiglio di fondazione era costituito da:
- Repubblica e Cantone del Ticino (fondatore)
- Città di Lugano (fondatore)
- Società Svizzera di Radiotelevisione (SRG SSR) (fondatore)
- Società svizzera per i diritti degli autori di opere musicali (SUISA) (fondatore)
- Società svizzera degli interpreti (SIG) (fondatore)
- International Federation of Producers of Videograms and Phonograms, Svizzera (IFPI) (fondatore)
- Il Dipartimento federale dell'interno (DFI)
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