Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01080.jsonl.gz/137

Fra i reati ipotizzati dalla pp Margherita Lanzillo a carico del 36enne responsabile operativo (nel frattempo posto in libertà provvisoria) della Argo 1, l'agenzia di sicurezza di Cadenazzo alla quale tramite un mandato diretto il Dipartimento sanità e socialità aveva affidato la sorveglianza di centri d'accoglienza provvisoria per richiedenti l'asilo, ci sono il sequestro di persona e atti di violenza. Presunta vittima un richiedente minorenne. L'episodio al centro d’accoglienza di Camorino, dove il giovane, dal comportamento a quanto pare problematico, sarebbe stato ammanettato per alcune ore al palo della doccia. In relazione a questo fatto vi sarebbe sotto la lente del Ministero pubblico anche la posizione di alcuni agenti di polizia. Un fatto su cui vuole vederci chiaro pure il deputato del Plr Matteo Quadranti. Da qui l'interrogazione, con una sfilza di domande al Consiglio di Stato.
Per quante ore, chiede Quadranti, “il minorenne è stato ammanettato alla doccia?”. Era “vestito o denudato?”. C'era anche “un interprete?”. E ancora: “Chi ha ammanettato il minorenne? Chi ha fornito le manette? Chi lo ha liberato? Il minorenne era accusato di quale reato? Aveva assunto un atteggiamento minaccioso? Quanti erano gli agenti di polizia o dei servizi privati di sicurezza presenti? Chi ha ordinato questa misura? Quando è stato informato il Magistrato dei minorenni? Quando è stato richiesto l'intervento di un medico? E se non è stato richiesto perché? Chi ha informato il Ministero pubblico? Per questi maltrattamenti, quante persone sono imputate? Quanti funzionari di polizia? Quanti agenti privati e per quali reati? Qualche funzionario è imputato di favoreggiamento per avere omesso la segnalazione obbligatoria del trattamento disumano al Ministero pubblico? Sono stati sospesi i funzionari di polizia imputati?”. E se sì, quando e quanti? Inoltre: “Quando il ministro Norman Gobbi venne informato dell’accaduto e da parte di chi? Quali misure ha preso, se ne ha prese? Quando ha informato il governo?”. Una serie di interrogativi ai quali il Consiglio di Stato potrebbe non essere in grado di rispondere a causa del segreto istruttorio, perlomeno fino a quando sarà in corso l'inchiesta della magistratura. Si vedrà.
Ma i quesiti posti dal granconsigliere liberale radicale al governo non si limitano al caso specifico. Quadranti chiede infatti quali misure organizzative sono state intraprese o si intendono intraprendere “per evitare il ripetersi di simili maltrattamenti” e quali ufficiali di polizia garantiscono il controllo nelle celle di sicurezza del Cantone “per evitare maltrattamenti delle persone incarcerate”. Il parlamentare chiede inoltre quali istruzioni e quale formazione sono previste per i funzionari di polizia “in caso di crisi psichiche, da patologie, da abuso di sostanze stupefacenti, da ubriacature e simili da parte di persone incarcerate”. Vi sono procedure diverse “per adulti, minorenni, donne in tali casi?”.