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Il Governo grigionese respinge l'iniziativa popolare cantonale "Meno imposte per l'artigianato". Con l'imposta di culto, le Chiese riconosciute dallo Stato forniscono prestazioni fondamentali per la collettività. Per contro, la rinuncia a questa imposta sgraverebbe solo in misura minima le persone giuridiche.
Il Cantone dei Grigioni riscuote dalle persone giuridiche (società anonime, sagl, ecc.) un'imposta di culto basata sull'imposta sull'utile e sul capitale, che poi viene versata a favore delle due Chiese riconosciute dallo Stato. Questa imposta viene suddivisa tra le Chiese riconosciute dallo Stato in rapporto al numero di fedeli (fine 2012: 54,3 per cento cattolici e 45,7 per cento riformati). Nel 2012, il gettito dell'imposta di culto è stato di circa otto milioni di franchi.
L'iniziativa presentata dai giovani liberali "Meno imposte per l'artigianato" (iniziativa sull'imposta di culto) intende abolire l'imposta di culto delle persone giuridiche. Inoltre, il Cantone non deve poter versare alle Chiese e alle comunità religiose contributi per il finanziamento del culto.
L'abolizione dell'imposta di culto avrebbe gravi conseguenze per le Chiese riconosciute dallo Stato: la Chiesa riformata si vedrebbe privata di circa un terzo delle entrate, la Chiesa cattolica ne perderebbe oltre il 90 per cento. Se l'iniziativa venisse accolta, non potrebbe più essere finanziata una parte essenziale di quanto le Chiese offrono al di fuori del culto. Si tratta di prestazioni fornite dalle Chiese alla collettività in ambito sociale, caritativo e culturale. Il Governo non intende mettere in gioco queste prestazioni. Alle incisive conseguenze finanziarie per le Chiese riconosciute dallo Stato si contrapporrebbe uno sgravio solo marginale per le singole persone giuridiche
. Inoltre, la grande maggioranza degli artigiani è rappresentata da persone esercitanti un'attività lucrativa indipendente nella forma giuridica di un'impresa individuale o di un'impresa di persone (società semplice, società in nome collettivo o in accomandita). Contrariamente a quanto riporta il testo dell'iniziativa, le persone fisiche
esercitanti un'attività lucrativa indipendente non sono però toccate dall'iniziativa sull'imposta di culto, la cui accettazione, dunque, non le sgraverebbe. Si aggiunge il fatto che il Tribunale federale tutela la riscossione dell'imposta di culto dalle persone giuridiche e che la grande maggioranza dei Cantoni preleva una simile imposta. Il Governo chiede perciò al Gran Consiglio di raccomandare al Popolo di respingere l'iniziativa sull'imposta di culto.
Il Gran Consiglio discuterà l'iniziativa nella sessione di ottobre 2013.
Persone di riferimento:
- Consigliera di Stato Barbara Janom Steiner, direttrice del Dipartimento delle finanze e dei comuni, tel. 081 257 32 01, e-mail <email-pii>
- Toni Hess, capo del Servizio giuridico dell'Amministrazione delle imposte, tel. 081 257 33 26, e-mail <email-pii>
Organo: Governo
Fonte: it Cancelleria dello Stato dei Grigioni