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Sono almeno "100 i morti" nella battaglia di ieri a Donetsk: lo annunciano i responsabili dell'autoproclamata Repubblica popolare (Dnr). Tra le vittime, "almeno la metà sono civili", ha annunciato il leader Denis Pushilin. "Non riusciamo ancora a recuperare i cadaveri, siamo sotto il tiro dei cecchini".
In precedenza il ministro dell'Interno ucraino Arsen Avakov aveva affermato che i miliziani separatisti "hanno subito grosse perdite" nei combattimento a Donetsk. Fonti mediche nella città avevano parlato di almeno 30 morti, senza precisare se fossero civili o miliziani.
Intanto il vice premier ucraino Vitali Iarema ha detto che l'operazione militare contro i separatisti dell'est dell'Ucraina continuerà "finché sul territorio ucraino non rimarrà neanche un singolo terrorista (così le autorità di Kiev chiamano i filorussi armati, ndr)".
Il premier ucraino Arseni Iatseniuk, in una seduta del Consiglio dei ministri, ha da parte sua dichiarato che al momento "negoziati bilaterali" tra Russia e Ucraina "non sono ritenuti possibili senza la presenza di Stati Uniti e Unione europea".
SDA-ATS