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La posizione in Cina è stata cancellata la scorsa estate. Presidente e CDC ridimensionano il fatto
L'emergenza coronavirus negli Stati Uniti ha già fatto oltre 450 morti. I casi positivi sono quasi 35mila.
WASHINGTON / PECHINO - L’emergenza coronavirus ha travolto in questi ultimi giorni anche gli Stati Uniti. I numeri stanno crescendo rapidamente: si parla di 34901 casi positivi (dei quali oltre 16mila nel solo Stato di New York) e un bilancio di oltre 450 morti. E la Casa Bianca, la cui risposta all'epidemia è stata secondo molti tardiva, avrebbe cancellato mesi fa una figura chiave della propria sanità pubblica attiva in Cina.
Nel mese di luglio del 2019, ben prima che la bolla del coronavirus scoppiasse sul finire dell'anno, l'amministrazione Trump - riferisce Reuters - ha "silurato" un'esperta epidemiologa americana ben inserita nel Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie.
I primi casi di Covid-19 sono stati diagnosticati in Cina nel mese di novembre. «Se qualcuno avesse occupato quella posizione, i funzionari della sanità pubblica e i governi di tutto il mondo si sarebbero potuti muovere più rapidamente», ha commentato all'agenzia Bao-Ping Zhu, cittadino americano di origini cinesi che ha occupato quello stesso ruolo tra il 2007 e il 2011. In altre parole, l'esperta sarebbe stata nella posizione di rilevare la crescente minaccia con settimane di anticipo.
Trump non ci sta - Durante un incontro con la stampa tenuto ieri, il presidente Donald Trump ha ridimensionato quanto riportato da Reuters, senza però fornire informazioni aggiuntive sulla posizione cancellata.
Su una linea del tutto simile si è espresso anche il direttore dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) Robert Redfield, confermando che al momento la presenza dell'agenzia in Cina è in fase di potenziamento. Rispondendo a Retuers, Redfield ha inoltre sottolineato che la decisione di non avere un "resident advisor" è stata presa ben prima della scorsa estate in considerazione delle eccellenti capacità tecniche del programma cinese.
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«Non voglio essere etichettata semplicemente come la moglie di un giocatore. Penso che le persone non sappiano quanto ho studiato, lavorato e combattuto».