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MOLLIS (GL) - «Ha scattato foto mentre i bambini andavano a scuola», sostiene una madre. Secondo il racconto della donna, inoltre, «l’individuo sosta davanti alla palestra e a gruppi di gioco», immortalando costantemente i piccoli.
Un giorno, poi, «un padre lo ha inseguito e acciuffato, ma l’uomo ha fatto in tempo a liberarsi della scheda di memoria, dentro la quale erano contenute le immagini dei bambini».
Fatti, questi, verificatisi lo scorso autunno. E già sulla base delle prime segnalazioni, nella zona la polizia ha inevitabilmente incrementato il numero di pattugliamenti.
L’ultimo episodio risale in ogni caso a pochi giorni fa, al 12 febbraio, ed è assolutamente quello più preoccupante: «L’uomo ha immortalato i bambini da un immobile discosto, esponendo, per di più, nitidamente il pube».
La polizia cantonale di Glarona - costantemente in allerta - non ha rilasciato dichiarazioni sui fatti dell’autunno scorso, mentre ha precisato che per quanto riguarda l’episodio di pochi giorni fa, all’arrivo della pattuglia l’uomo si era già dileguato e nella zona non sono stati ritrovati indizi di ipotetici atti criminali.
Tant’è vero che in questi termini, tempo fa un genitore, parlando la Südostschweiz, ha riferito che a Mollis ci si trova «in una situazione stupida»: «Finché non succede nulla, la polizia non può fare nulla».