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La politica di massicci acquisti di valuta estera praticata oltre un anno fa continua a incidere pesantemente sui conti della Banca nazionale svizzera (BNS): a causa dell'ulteriore rafforzamento del franco nel primo semestre l'istituto d'emissione ha accumulato una perdita di 10,8 miliardi di franchi.
Nei primi sei mesi del 2010 il risultato negativo era stato di 2,8 miliardi, salito poi a un abissale 19,2 miliardi sull'insieme dell'esercizio.
Nella prima parte del 2011 il vigore del franco rispetto a euro e dollaro ha causato perdite di cambio complessive di 11,7 miliardi di franchi, precisa in una nota diramata oggi la BNS. Da solo il rosso causato dai collocamenti in valute straniere è stato pari a 9,9 miliardi: fra gennaio e giugno il dollaro ha perso il 9,6% del suo valore, lo yen l'8,9% e l'euro il 2,4%.
Va poi aggiunta - quale seconda posizione principale del disavanzo - una perdita di cambio sull'oro di 1,6 miliardi. Questo perché il metallo prezioso ha sì raggiunto livelli record in dollari, ma il corso della valuta americana è sceso, facendo così diminuire da 42'289 franchi (fine dicembre) a 40'799 franchi (fine giugno) il prezzo del chilo d'oro in Svizzera.
Il fondo di stabilizzazione (StabFund) dove sono confluiti i cosiddetti "titoli tossici" di UBS ha per contro realizzato un utile di 1,33 miliardi di dollari, ciò che ha comportato un contributo positivo per il risultato consolidato della BNS di 697 milioni di franchi. Il prestito allo StabFund si è ridotto nel corso del semestre da 12,6 miliardi di dollari (11,8 miliardi di franchi) a 9,4 miliardi di dollari (8,0 miliardi di franchi).