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L'arteriosclerosi è una della grandi malattie sociali e la causa più frequente delle malattie cardiovascolari, a volte con esito fatale. Ora è stato scoperto un nuovo fattore scatenante della malattia e ciò fornisce possibilità per una terapia farmacologica completamente nuova. La Fondazione Svizzera di Cardiologia ha premiato questa scoperta con il Premio alla ricerca 2015.
Le malattie cardiovascolari sono responsabili per un terzo delle morti in Svizzera. Esse, quindi, sono ancora la prima causa di morte. In molti casi alla base c'è un'arteriosclerosi: i grassi del sangue si depositano sulle pareti delle arterie che diventano sempre più strette o addirittura si chiudono. Le conseguenze sono l'infarto cardiaco e l'ictus. Attualmente si possono trattare solo i fattori di rischio dell'arteriosclerosi, ma non esiste una terapia che intervenga direttamente sul suo processo di formazione. Una tale terapia oggi è un po' più vicina: nel progetto di ricerca presso l'ETH Zurigo, il Dr. Stefan Freigang ha scoperto un importante fattore scatenante dell'arteriosclerosi e ha messo in dubbio il meccanismo molecolare ipotizzato fino a oggi. Egli perciò riceve il Premio alla ricerca 2015 della Fondazione Svizzera di Cardiologia. Nella motivazione del premio, il Prof. Augusto Gallino, presidente della Commissione ricerca della Fondazione Svizzera di Cardiologia, scrive che «la scoperta del Dr. Freigang getta una nuova luce sul processo di formazione dell'arteriosclerosi e mostra alcune nuove possibilità terapeutiche future». La Fondazione Svizzera di Cardiologia ha inoltre sostenuto il progetto con 70'000 Franchi.
Sulle tracce dell'infiammazione
I pericolosi depositi dell'arteriosclerosi sono la conseguenza di un'infiammazione cronica dei vasi sanguigni. È noto da tempo che troppo colesterolo LDL, un grasso presente nel sangue, può causare infiammazioni. Si riteneva di aver identificato da un paio di anni un meccanismo molecolare alla base di ciò: le cellule immunitarie includono il colesterolo con l'attivazione di un recettore del trasmettitore interleuchina-1beta e causano quindi la reazione infiammatoria. Numerosi scienziati ritengono che questa reazione infiammatoria sia il vero motore dell'arteriosclerosi. Il Dr. Stefan Freigang è giunto a una conclusione completamente diversa. Egli mette in dubbio il ruolo centrale del trasmettitore interleuchina-1beta nella genesi dell'arteriosclerosi. «Il nostro studio ha rivelato una via completamente nuova della reazione infiammatoria nei vasi sanguigni», spiega il ricercatore. Una parte determinante è svolta da una seconda variante del trasmettitore, l'interleuchina-1alfa.
Scoperto un nuovo meccanismo
Il Dr. Freigang e il suo gruppo all'ETH di Zurigo ha dimostrato che le cellule immunitarie liberano di preferenza interleuchina-1alfa che, allo stesso modo, produce infiammazione. Ciò avviene (e questa è la seconda importante scoperta) attraverso un meccanismo completamente diverso nel quale non è il colesterolo LDL a dare l'impulso, ma gli acidi grassi. Forse, fino a oggi, la ricerca si è adagiata sul «cavallo sbagliato». «Secondo le nostre ricerche non è l'interleuchina-1beta, ma l'interleuchina-1alfa il fattore scatenante l'arteriosclerosi», dice il Dr. Stefan Freigang. Per una terapia efficace e una protezione dall'infarto cardiaco e dall'ictus cerebrale ciò è forse determinante. Se in futuro si vorrà arrestare l'arteriosclerosi con un farmaco, si dovrà soprattutto cercare di bloccare l'interleuchina-1alfa, sottolinea il vincitore del premio. Il Dr. Freigang ora continua a seguire questa pista e successivamente studierà i processi che ha scoperto nelle cellule umane.