Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/167288

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge sull'asilo e la legge sugli stranieri affinché nei primi dieci anni la Confederazione si assuma tutti i costi non coperti per le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati riconosciuti. Nel caso in cui tuttavia non siano sufficientemente coerenti nell'eseguire gli allontanamenti e trascurino l'integrazione delle persone del settore dell'asilo che resteranno a lungo in Svizzera, i cantoni dovranno assumersi i costi risultanti da queste inadempienze. L'obiettivo è applicare integralmente nel settore dell'asilo il principio di causalità.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Occorre anzitutto rilevare che la decisione di concedere protezione a una persona in Svizzera è di natura giuridica e non politica. Le autorità decidono nel rispetto della legge sull'asilo e della Convenzione sullo statuto dei rifugiati. Il numero talvolta relativamente elevato di persone cui è concessa protezione non è dovuto alla Confederazione, bensì all'aumento dei conflitti e della violenza nei Paesi di provenienza di queste persone.</p><p>Adeguato il 1° aprile 2013, il sistema di finanziamento volto a indennizzare i cantoni tramite importi forfettari federali prevede già un meccanismo di incentivi finanziari che premia i cantoni che integrano quanto più rapidamente e durevolmente nel mercato del lavoro le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati riconosciuti. Nell'ambito dell'attuale rilevamento dei costi e dell'analisi del fabbisogno condotti presso i cantoni dalla Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali, la Confederazione è disposta, insieme ai cantoni, ad analizzare la situazione in materia di costi nel settore dell'asilo e dei rifugiati sulla base di rilevamenti concreti. In tale contesto vanno pure esaminati approfonditamente modelli d'indennizzo che prevedono incentivi maggiori per migliorare l'integrazione dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente.</p><p>Il prolungamento, proposto dall'autore della mozione, del periodo in cui la Confederazione è tenuta a rimborsare i costi cagionati da queste persone ostacolerebbe o ritarderebbe gli sforzi profusi dai cantoni in materia di integrazione. Anche la maggioranza del Consiglio nazionale ha respinto, nell'ambito dei dibattiti sulla revisione della legge sull'asilo, la proposta di prolungare la durata di versamento degli indennizzi forfettari. Il Consiglio federale rammenta inoltre la difficile situazione delle finanze federali prevista per i prossimi anni, derivante anche dal forte aumento dei costi nel settore dell'asilo, la quale probabilmente imporrà un ulteriore programma di risparmio.</p><p>Il 18 dicembre 2015 il Consiglio federale ha inoltre adottato il rapporto "Misure d'accompagnamento dell'art. 121a Cost.: potenziamento delle misure integrative a favore dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente", che prevede un programma pilota per la qualificazione linguistica e professionale. Il programma mira a sostenere durevolmente, ogni anno, l'integrazione professionale di 1000 persone al massimo.</p><p>Quanto alle divergenti prassi d'espulsione dei cantoni, prossimamente entrerà in vigore l'articolo 89b della riveduta legge sull'asilo, che prevede che i cantoni che non adempiono o adempiono soltanto in parte i loro obblighi di esecuzione dell'allontanamento dovranno in futuro assumersi le conseguenze finanziarie delle loro inadempienze. In concreto significa che la Confederazione non verserà più alcun importo forfettario per le persone che i cantoni hanno mancato di allontanare senza alcun valido motivo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.