Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01143.jsonl.gz/738

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Nel primo caso al mondo di domanda di asilo per cambiamento climatico, la Corte d'Appello della Nuova Zelanda ha respinto l'istanza di un cittadino della piccola nazione di Kiribati, nel Pacifico, le cui isole coralline affiorano di pochi metri dal livello del mare.
Ioane Teitiota di 37 anni, che vive in Nuova Zelanda con la moglie dal 2007 e ha tre figli nati nel Paese, rischia ora l'espulsione, anche se il suo avvocato verrebbe portare il caso davanti al Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra.
Teitiota non è voluto tornare in patria quando il suo visto di lavoro è scaduto nel 2010, dichiarandosi in fuga da rischi ambientali causati dall'innalzamento delle acque e da altri effetti del cambiamento climatico, come la contaminazione dell'acqua potabile, la distruzione dei raccolti e gli allagamenti delle case.
Nell'ultima fase di una battaglia legale già disputata presso il Tribunale dell'immigrazione e l'Alta Corte, la Corte d'Appello ha stabilito che il caso era "fondamentalmente mal concepito" e che l'istanza non raggiungeva i criteri legali, come la paura di persecuzione o minaccia alla vita. "Tornando a Kiribati, non soffrirebbe una violazione sostenuta e sistemica dei suoi diritti umani fondamentali come il diritto alla vita o a cibo, alloggio o vestiario adeguati", ha stabilito il giudice.
Se queste domande di asilo fossero accettate, "milioni di persone minacciate nel medio termine da privazioni conseguenti a catastrofi naturali, guerre o difficoltà causate dal riscaldamento globale, potrebbero pretendere protezione sotto la convenzione sui profughi", ha aggiunto.
"La convenzione sui profughi, entrata in vigore dopo la seconda guerra mondiale, deve essere cambiata per incorporare chi fugge dalla catastrofe climatica, e quello che accade in molte piccole isole del Pacifico è una catastrofe", aveva dichiarato alla Corte il suo avvocato Michael Kidd.
Kiribati, parte dell'ex colonia britannica delle Isole Gilbert ed Ellice, 100 mila abitanti, comprende 32 atolli e un'isola corallina, sparsi su un'area di oceano di 3,5 milioni di kmq, a metà fra l'Australia e le Hawaii.
SDA-ATS