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Crescono le speranze per una medicina che sembrerebbe in grado di rallentare lo sviluppo del morbo di Alzheimer dopo decenni di studi e farmaci che non hanno rispettato le attese nella lotta contro la malattia. Una terapia sperimentale ha infatti rallentato il declino mentale del 30% in pazienti a cui è stata somministrata la dose più elevata del farmaco stesso nel corso di uno studio specifico. Inoltre, avrebbe permesso di rimuovere le placche che il morbo genera nel cervello, migliorando le condizioni dei malati.
- RG 12.30 del 26.07.18 - Il servizio di Thomas Paggini
Se è vero che il farmaco non ha raggiunto l'obiettivo previsto dalla ricerca che ha coinvolto 856 persone, funzionari delle due società produttrici hanno riferito che i 161 pazienti che hanno ricevuto la dose più alta ogni due settimane per 18 mesi hanno registrato miglioramenti decisamente più significativi rispetto a numerose altre persone a cui è stato somministrato un trattamento placebo.
- RG 12.30 del 26.07.18 - Paolo Paganetti, responsabile del Laboratorio di Neuroscienze Biomediche presso il Neurocentro della Svizzera italiana, al telefono con Monica Fornasier
Tuttavia, vi sono vari dubbi in merito a tale ricerca, guidata da studiosi dell’azienda stessa anziché da ricercatori accademici e non esaminata da esperti esterni. Inoltre, spiegano medici esperti nella demenza senile, lo studio era troppo limitato per esser definitivo e i suoi esiti devono perciò essere confermati da ulteriori approfondimenti. Ma è palese che, dopo tanti fallimenti, pure un barlume di speranza in più è accolto positivamente. "Siamo cautamente ottimisti", ha affermato Maria Carrillo, la responsabile scientifica dell'Associazione Alzheimer, la cui conferenza internazionale a Chicago ha presentato i risultati.
AFP/Reuters/AP/EnCa