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Prima vittima di rilievo nella campagna elettorale per le presidenziali Usa: uno dei pesi massimi del partito repubblicano all'opposizione, l'ex speaker della Camera dei Rappresentanti ai tempi di Bill Clinton, Newt Gingrich, è finito fuori gioco prima dell'inizio delle primarie che dovranno scegliere l'avversario del presidente Barack Obama, che a novembre del 2012 si ricandiderà.
Cosa mai vista nella storia recente della politica americana, i principali esponenti del suo staff elettorale si sono dimessi in massa, prima che la battaglia delle primarie repubblicane entrasse nel vivo. Lo ha reso noto il sito Politico.com, secondo cui il noto leader ultra-conservatore è stato abbandonato dal suo responsabile della campagna, Rob Johnson, dai due strateghi Sam Dawson e Dave Carney, dal portavoce Rick Tyler, e dai consulenti Katon Dawson in South Carolina e Craig Schoenfeld in Iowa.
Tutti loro, scrive il sito, hanno lasciato Gingrich in segno di protesta per via di "gravi divergenze" sul da farsi in vista delle primarie.
Gingrich - che al momento non era comunque tra i favoriti, in testa alle intenzioni di voto c'è l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney - ha detto però che è sua intenzione rimanere candidato nonostante tutto. In un messaggio su Facebook, l'ex speaker della Camera ha affermato che "sono impegnato a fare la campagna sostanziale e propositiva che ho deciso di avviare all'inizio della primavera".
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