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Esponenti dell'Udc non sono soddisfatti della rosa di nomi proposta dal Ppd per la successione di Doris Leuthard e paventano la possibilità di votare un candidato fuori dal ticket.
Candidature "selvagge" in vista per l'elezione in Consiglio federale del successore di Doris Lauthard? A paventare la possibilità che l'assemblea federale nomini un candidato al di fuori dei quattro nomi presentati ufficialmente dal Ppd (la consigliera nazionale vallesana Viola Amherd, la consigliera nazionale di Basilea Campagna Elisabeth Schneider-Schneiter, la consigliera di Stato urana Heidi Z'graggen e il consigliere agli Stati di Zugo Peter Hegglin) è il consgliere nazionale Udc Christian Imark. Sulla SonntagsZeitung il parlamentare democentrista ha auspicato che il Ppd presenti una scelta migliore. "Spetta al Ppd presentare candidati più forti", ha dichiarato. "Se non esercita il suo ruolo guida, l'Assemblea federale deve assumersi questa responsabilità ed eleggere le persone migliori". Anche altri deputati dell'Udc come Franz Grüter, Peter Föhn o Luzi Stamm si collocano su questa posizione. Grüter precisa che ritiene che l'Udc dovrebbe attenersi al biglietto ufficiale ogni qualvolta possibile, ma finora il Ppd non presenta "nessuna vera selezione". Alcuni dei quattro nomi, sono le critiche mosse dagli Udc, non avrebbero quasi nessuna esperienza di leadership, mentre altri sono troppo di sinistra.
Che vi sia qualche sassolino dalla scarpa da togliersi? Alla mente ritorna presto la "candidatura selvaggia" di Eveline Widmer-Schlumpf, che fu eletta in Consiglio federale estromettendo Christoph Blocher. "L'Udc ha sempre adempiuto alle sue responsabilità presentando i suoi migliori candidati", dice sempre Imark. "Ma gli altri partiti hanno deliberatamente eletto rappresentanti Udc deboli, indesiderati e persino del tutto sconosciuti come Samuel Schmid e Widmer-Schlumpf per danneggiare il nostro partito".