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La Cina avverte gli USA sulla «questione Taiwan»
La politica della 'Unica Cina' è la base su cui poggiano le relazioni tra Pechino e Washington e «la questione di Taiwan sta diventando sempre più il maggiore pericolo» che, «se non gestito bene, è molto probabile che provochi conseguenze devastanti». È quanto ha affermato il ministro degli Esteri Wang Yi, parlando in mandarino ad un evento dell'Asia Society, a New York. Wang ha aggiunto che «la recente proposta del Taiwan Policy Act 2022 sfida alle fondamenta la stabilità delle relazioni tra USA e Cina» e «se gli Stati Uniti non cambiano rotta verso la Cina, il confronto diventerà inevitabilmente conflitto».
La politica della 'Unica Cina' riconosce la posizione di Pechino, ma non in modo esplicito la sovranità cinese su Taiwan, ritenuta parte «inalienabile» del suo territorio dalla Repubblica popolare destinata alla riunificazione anche con la forza, nonostante non abbia mai avuto il controllo dell'isola.
I legami tra Washington e Pechino sono stati particolarmente turbolenti dal controverso viaggio a Taipei (2-3 agosto) della speaker della Camera USA Nancy Pelosi: il governo cinese ha considerato la mossa provocatoria e l'ha usata per giustificare una presenza militare intorno all'isola senza precedenti.
Da allora, diverse delegazioni del Congresso americano hanno visitato Taiwan sulla scia di Pelosi, con l'obiettivo di rafforzare i legami ed esprimere solidarietà. La scorsa settimana, la commissione Esteri del Senato ha approvato il Taiwan Policy Act 2022, una normativa sul maggiore sostegno militare all'isola, parte della prima grande revisione dell'approccio di Washington verso l'isola da quando fu adottata la politica della 'Unica Cina' nel 1979. Oltre alla possibilità di dare armi per quasi 7 miliardi con procedure accelerate, il provvedimento, che dovrà essere votato dalla plenaria, assegna all'isola lo status di «principale alleato non Nato».
Wang ha criticato la richiesta di Taipei di partecipazione come fosse membro dell'ONU, essendo «il governo cinese l'unico a poter rappresentare legalmente la Cina. Non si dovrebbe consentire a Taiwan di unirsi a organizzazioni internazionali che convaliderebbero che è un Paese», ha aggiunto.
Gli Stati Uniti «dovrebbero stare dalla parte giusta della storia», ha continuato il ministro degli Esteri: «Pechino non vuole conflitti e si oppone all'idea che USA e Cina siano in competizione, i vantaggi reciproci non possono essere costruiti su una relazione competitiva». Wang ha criticato gli USA per aver incoraggiato i suoi alleati a formare «piccoli circoli» che «isolano» ed «escludono» la Cina, come per l'alleanza dei microprocessori con Corea del Sud, Giappone e Taiwan nota come «Chip 4».