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D: Alcuni
osservatori criticano i movimenti perché tendono a chiudersi, quasi a
fare Chiesa a parte.
R: lo non accetto questo giudizio, che viene spesso da fuori, che i movimenti sono una Chiesa parallela o qualche cosa che si separa. Devono essere separati per un certo tempo, ma dopo vogliono tornare e lo fanno anche, questa è la mia esperienza. Ognuno deve dare a questi gruppi e movimenti un tempo per loro.
D: Il Cardinal Ratzinger nel suo intervento ha ammonito: attenti a non assolutizzare la vostra esperienza, il vostro movimento. Esiste questo rischio nei movimenti?
R: Non si può dire "c'è solo una strada", e ogni membro di un movimento che dicesse "solo noi", si sbaglia. Nessuno può dire "solo noi", ma se uno è convinto e dice "io voglio condividere questa esperienza" e questo dà a lui un certo zelo, è una cosa buona. lo penso che viviamo in un cristianesimo troppo borghese, troppo piatto, non c'è entusiasmo, non c'è zelo; e così questi movimenti apportano queste cose, e questo può essere solo buono.