Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/31743

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La prima generazione di piante transgeniche disponibili contiene prevalentemente sequenze di regolazione che concorrono all'espressione di una determinata caratteristica nell'intera pianta dalla germinazione al raccolto. L'evoluzione nel settore dell'ingegneria genetica vegetale mira a limitare l'espressione di nuove caratteristiche specifiche alle parti della pianta e agli stadi di sviluppo dov'è previsto che la nuova caratteristica agisca. La ricerca tenta di andare un passo avanti, modificando geneticamente le piante in modo che l'espressione di una determinata caratteristica in una pianta o nelle sementi possa venir controllata attraverso l'applicazione di una sostanza estranea. La tecnologia che prevede il controllo dell'espressione dei geni mediante una sostanza estranea è denominata anche tecnologia "Traitor". La tecnologia "Terminator", la quale impedisce ai semi di germogliare, può essere una forma derivata della tecnologia "Traitor". In determinate sementi "Traitor" la facoltà germinativa potrebbe per esempio essere ripristinata soltanto ricorrendo a un prodotto chimico.</p><p>In linea di massima, la tecnologia "Traitor" è applicabile in molteplici campi. È tuttavia presupposta l'esistenza di almeno due fattori: una pianta transgenica e una o più sostanze per il controllo dell'espressione di una o più caratteristiche specifiche. Questa tecnologia è tuttora oggetto di sperimentazione. Dal 1995 sono stati presentati circa venti brevetti. Tra la presentazione e la concretizzazione di un brevetto in un prodotto d'ingegneria genetica conforme alle esigenze del mercato sono di regola necessari diversi anni. Visto che sul mercato non è ancora disponibile un prodotto "Traitor" concreto, è estremamente difficile valutare i suoi possibili effetti.</p><p>È molto probabile che le multinazionali che hanno la possibilità di ricorrere alla costosa ingegneria genetica per fabbricare nuovi prodotti, svilupperanno soprattutto piante "Traitor" nelle quali l'induzione potrà aver luogo soltanto utilizzando una sostanza di proprietà della ditta. Ciò può accrescere la dipendenza degli agricoltori dalle multinazionali. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che tale tecnologia potrebbe comportare dei problemi. Non ignora ad esempio i timori secondo cui essa potrebbe ripercuotersi negativamente sull'agricoltura in generale e su quella dei Paesi in via di sviluppo in particolare. Per tale motivo il Consiglio federale continuerà a seguire attentamente gli sviluppi in questo settore.</p><p>Dal profilo generale non è possibile affermare che la tecnologia "Traitor" comporterà soltanto conseguenze negative. È quindi opportuno che la valutazione degli effetti di un determinato prodotto "Traitor" sull'agricoltura, sulla salute dell'uomo e degli animali, sulla sicurezza dell'ambiente nonché sulla pubblica utilità venga effettuata di volta in volta. In Svizzera questo settore è disciplinato; le rispettive disposizioni consentono una valutazione approfondita dei molteplici possibili effetti di un prodotto "Traitor".</p><p>È necessario un permesso sia per una pianta transgenica sia per una sostanza sintetica corrispondente. Nell'ambito di una procedura di autorizzazione per un esperimento che comporta l'emissione nell'ambiente o per la coltivazione di piante transgeniche possono esprimere un parere anche la Commissione federale per la sicurezza biologica (CFSB) e la Commissione federale d'etica per l'ingegneria genetica nel settore non umano (EKAH). Il fatto che la EKAH possa esprimersi in merito a un'eventuale domanda di applicazione della tecnologia "Traitor", garantisce che nel processo decisionale confluiscano anche aspetti di carattere etico. Finora in Svizzera non è mai stato concesso o richiesto un permesso per la coltivazione di una pianta transgenica. Un permesso viene rilasciato soltanto se sono garantite la salute dell'uomo e degli animali nonché la protezione dell'ambiente. Il Consiglio federale ha inoltre stabilito che oltre al progresso scientifico e sociale dev'essere assicurato il benessere.</p><p>Visti i possibili effetti della tecnologia "Traitor", il Consiglio federale ritiene che l'applicazione del principio cautelativo presupponga un apprezzamento dettagliato degli effetti rilevanti dal profilo ambientale legati allo sviluppo e all'impiego della tecnologia "Traitor" nonché una valutazione etica. A tal fine il Consiglio federale può basarsi sull'apprezzamento da parte delle due commissioni consultive CFSB e EKAH. Le disposizioni legali vigenti sono sufficienti per effettuare in qualsiasi momento una valutazione di questo genere; ciò sarebbe possibile ad esempio mediante uno studio sull'impatto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.