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I
Settimo cielo di Frank Borzage
Il sabato al cinema: capolavori del muto
La rassegna “Il sabato al cinema: capolavori del muto” prosegue per il quarto anno consecutivo presso il Canvetto Luganese.
Nel 1929 vengono attribuiti per la prima volta i premi Oscar e Settimo cielo ne vince ben tre: miglior regia (F. Borzage), miglior attrice protagonista (J. Gaynor) e miglior sceneggiatura non originale (B. Glazer).
Questo film che ha segnato la storia del cinema, come Aurora di Friederich Murnau, dello stesso anno, al quale è spesso equiparato è tuttora una delle migliori espressioni cinematografiche sul tema dell’amore. Hervé Dumont, già direttore della Cinémathèque Suisse di Losanna, scrive “Affermare che Settimo cielo rappresenta una vetta del melodramma cinematografico è un pleonasmo”.
Il film si apre con la didascalia “Per chi saprà scalarla, esiste una scala che dalle profondità porta in cima, dalle fogne alle stelle: è la scala del coraggio”. È una parabola sulla speranza e sul coraggio, dal tono leggero e spensierato, nonostante la drammaticità dei temi affrontati, dalla violenza domestica alla guerra, dalla solitudine alla povertà.
Frank Borzage:
Di padre italiano e madre svizzero-tedesca, Borzage esordisce come attore nel 1912 interpretando ruoli di cowboy e nel 1916 si cimenta come regista di western. Negli anni ’20 e ’30 è autore di film con i quali, forse meglio di ogni altro negli Stati Uniti, descrive in modo delicato e romantico l’essenza dei rapporti umani, sempre su un preciso sfondo sociale, quello dell’America a lui contemporanea.
La sua fama di regista cresce negli Stati Uniti fino alla consacrazione del 1929 con Settimo cielo.
Accompagnamento musicale al pianoforte: Enrico Camponovo
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