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Il Consiglio federale raccomanda di rinunciare all’introduzione delle azioni di lealtà. Sulla base dei risultati di due studi esterni, nella seduta del 15 febbraio 2023 ha concluso che le azioni di lealtà non aumentano la stabilità delle società.
L’azione di lealtà garantirebbe alcuni vantaggi agli azionisti che da più di due anni hanno diritto di voto in una società, con l’intento di ricompensarli per la loro fedeltà alla società e di legarli a quest’ultima nel lungo periodo. Su incarico del Parlamento, il Consiglio federale ha commissionato un’indagine sugli effetti reali dell’introduzione delle azioni di lealtà. I risultati sono confluiti nel rapporto in risposta al postulato 18.4092 “Ripercussioni delle “azioni di lealtà”” della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati.
Nessun effetto positivo significativo
Sulla base dei risultati di due studi esterni, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che introdurre le azioni di lealtà non avrebbe effetti positivi significativi sulla fedeltà degli azionisti e sulla stabilità delle società. Inoltre, attualmente vi è già la possibilità di privilegiare alcuni azionisti. Pertanto, il Consiglio federale raccomanda al Parlamento di rinunciare all’introduzione delle azioni di lealtà e conferma il suo parere favorevole al mantenimento dello status quo. Il Consiglio federale si era già espresso in tal senso nell’ambito della revisione del diritto societario.