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La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S), che doveva esaminare il messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2013-2016 (12.029), accoglie con piacere un cambiamento in proposito: per la prima volta, i settori dell'aiuto tradizionale e della cooperazione economica allo sviluppo, dell'aiuto umanitario e dell'aiuto ai Paesi dell'Est sono raggruppati in un unico progetto. L'entrata in materia su questo oggetto non ha suscitato alcuna opposizione in seno alla Commissione.
La CPE-S ha approvato i tre decreti federali con 7 voti e 4 astensioni, confermando in tal modo la decisione presa dal Parlamento nel febbraio 2011 di aumentare dello 0,5 per cento, entro il 2015, la quota del reddito nazionale lordo destinata alla cooperazione internazionale. La maggioranza della Commissione ritiene che questo aumento sia commisurato ai valori e agli interessi della Svizzera.
Due proposte volte alla riduzione delle spese, rispettivamente a 9,787 e a 10,519 miliardi di franchi, sono state respinte dalla CPE-S. Una minoranza della Commissione stima che, data la situazione finanziaria attuale, un aumento non sia opportuno e che il termine da rispettare per la realizzazione dell'obiettivo fissato potrebbe essere prolungato fino alla prossima legislatura.
Inoltre, la Commissione ha tacitamente aderito alla posizione del Consiglio nazionale, il quale aveva deciso, in occasione della sessione estiva, di includere esplicitamente nei decreti federali la possibilità di cooperare, in materia di aiuto allo sviluppo, con imprese private. La CPE-S ha altresì respinto, con 7 voti contro 1 e 3 astensioni, una proposta mirata alla riduzione del numero dei programmi globali e dei Paesi prioritari della DSC. In effetti, la maggioranza non ha voluto limitare il margine di manovra di cui dispone il Consiglio federale in questo settore.
Prima di occuparsi del progetto, la CPE-S ha sentito alcuni rappresentanti di Alliance Sud e di Economiesuisse, che le hanno esposto i loro punti di vista e le loro esperienze.
Programma americano « Visa Waiver »
Dal 1986, la Svizzera partecipa al programma americano « Visa Waiver », grazie al quale i suoi cittadini possono soggiornare negli Stati Uniti per 90 giorni senza l'obbligo di procurarsi un visto. Nella sua seduta del 26 e 27 marzo 2012, la Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha approvato le linee direttrici presentate dal Consiglio federale (cfr. comunicato stampa). Nel corso della sua seduta odierna, la Commissione ha preso atto dell'avanzamento dei negoziati tra gli Stati Uniti e la Svizzera.
Dialogo con l'UE sui regimi fiscali delle imprese
La CPE-S è stata consultata, conformemente all'articolo 152 capoverso 3 LParl, circa il mandato del Consiglio federale relativo al dialogo con l'Unione europea in merito ai regimi fiscali delle imprese. In tale ambito, la Commissione ha esaminato le diverse soluzioni che permetterebbero di conciliare le esigenze dell'Unione europea e aspetti della politica interna svizzera in materia di imposizione delle imprese. Essa ha segnatamente evidenziato l'importanza della collaborazione tra la Confederazione e i Cantoni. La Commissione è del parere che le soluzioni debbano essere affrontate in modo proattivo e che il recepimento del codice di condotta proposto dall'UE (Code of Conduct) non sia un'opzione valida. La Commissione ha approvato il testo del mandato e sostiene il Consiglio federale nel suo modo di procedere.
Berna, 22 giugno 2012 Servizi del Parlamento