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L’Arabia Saudita starebbe intrattenendo colloqui segreti con una banca svizzera e, secondo il Financial Times, si tratterebbe di Credit Suisse. Una mossa che arriverebbe proprio nel momento in cui il Qatar, vittima dell’embargo da parte dei suoi vicini di casa, starebbe modificando la sua partecipazione nell’istituto nostrano.
Il contesto attuale è a dir poco movimentato in questo momento. Le autorità saudite hanno arrestato, nelle scorse settimane, diversi politici e uomini d’affari, tra cui il noto investitore Prince Alwaleed bin Talal, con l’accusa di riciclaggio. Le undici persone coinvolte, ora in carcere, sono imputate di aver sborsato milioni in asset all’Arabia Saudita.
Secondo il quotidiano britannico, Riyad sarebbe interessata a Credit Suisse, dove il Qatar è il secondo principale azionista anche se avrebbe lasciato il board del gruppo all’inizio del’anno e parzialmente diminuito le sue azioni.
La comparsa dell’Arabia Saudita nella saga della banca giunge a seguito delle spinte, da parte di RBR Capital Advisers, di dividere CS in tre affinché possa essere più redditizia, magari con un fondo sovrano pronto ad entrare in azione. Si tratterebbe implicitamente dell’emiro? Questo non si sa, ma è improbabile che Arabia Saudita e Qatar possano sedere pacificamente allo stesso tavolo.