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Alpiq, principale produttore svizzero di elettricità, ha archiviato il 2014 con una perdita di 902 milioni di franchi, dovuta a fattori straordinari, su un un fatturato calato su base annua del 14% a 8,06 miliardi.
Il "profondo rosso" si spiega con rettifiche di valore ed accantonamenti dopo imposte pari a 1,047 miliardi di franchi. Queste operazioni erano già state annunciate a inizio gennaio e concernono principalmente l'attività idroelettrica.
Senza tali fattori straordinari il gruppo, la cui holding ha sede a Losanna, chiude l'esercizio con un utile di 145 milioni di franchi, in flessione di circa la metà rispetto al 2013. Sul piano operativo, il risultato Ebitda evidenzia una flessione del 23,5% a 609 milioni di franchi.
La contrazione riflette in primo luogo il calo dei prezzi dell'elettricità, si legge in un comunicato. Alpiq afferma comunque di aver gettato le basi per la trasformazione del gruppo prolungando e ottimizzando il profilo delle scadenze dei suoi debiti finanziari. Il processo di vendita delle partecipazioni in Swissgrid ha preso avvio con successo: Alpiq prevede di incassare 363 milioni di franchi.
L'indebitamento netto è stato ridotto da 2,1 a 1,9 miliardi, quello lordo da 4,5 a 3,5 miliardi. Il consiglio di amministrazione propone un dividendo invariato di 2 franchi per azione. Per il 2015 Alpiq calcola che i bassi prezzi di mercato continueranno a pesare sul piano operativo.
SDA-ATS