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È stato sperimentato con buoni risultati, per ora nei topi, un mix di farmaci capace di agire contro le cellule senescenti o vecchie, cancellandole dai tessuti, e restituire all’organismo il vigore perduto. Grazie ad un antitumorale e un antiossidante i topi hanno vissuto più a lungo e in buona salute.
Il risultato, del gruppo della Mayo Clinic guidato da James Kirkland, è pubblicato sulla rivista Nature Medicine. Le cellule senescenti sono cellule che non riescono più a dividersi come prima, ma non muoiono e fanno invecchiare più in fretta i topi giovani. "Queste cellule causano problemi di salute nei topi giovani e riducono la sopravvivenza. I farmaci senolitici, capaci di ucciderle, possono migliorare la salute e allungare la vita degli animali molto più vecchi", commenta Kirkland.
Il cocktail di farmaci sperimentato nello studio è composto dal dasatinib, che stimola la morte delle cellule tumorali, e la quercetina, un antiossidante presente nelle mele e altri cibi. I farmaci senolitici agiscono permettendo alle cellule senescenti di autodistruggersi, invece di danneggiare quelle sane vicine e il resto del corpo. In questo caso i ricercatori hanno trapiantato, in topi giovani e di mezza età invecchiati naturalmente, una piccola quantità di cellule senescenti, sufficiente a farli diventare più fragili e ridurne la sopravvivenza. Per i topi più vecchi o obesi sono state necessarie meno cellule invecchiate, il che dimostra che l’obesità peggiora gli effetti dell’invecchiamento. Nei topi invecchiati naturalmente, l’uso dei farmaci senolitici ha migliorato le funzioni fisiche. Riuscivano a correre meglio su un tapis roulant e mantenere una presa più forte, aumentando giornalmente il livello di attività. La loro vita si è allungata del 36%, trascorsa senza malattie o disabilità vicino la morte. Tuttavia, prima di essere usati nell’uomo, questi farmaci dovranno essere testati in sperimentazioni cliniche che ne dimostrino sicurezza ed efficacia.