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Si fa ogni ora più tesa e confusa la situazione in Ucraina. Il ministero degli Esteri ucraino ha reso noto che si sono persi i contatti con i membri della missione Osce nella regione orientale di Donetsk.
Lo riferisce il portavoce Ievgheni Perebinis. "Stando alle informazioni preliminari, potrebbero essere stati presi dai terroristi", ha detto in un briefing, riferendosi ai miliziani filorussi.
Intanto l'operazione militare contro i filorussi "prosegue" nel sud-est dell'Ucraina. Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno di Kiev, Arsen Avakov.
L'ambasciatore russo all'Onu, Vitali Ciurkin, ha detto che la crisi in Ucraina permette alla Russia di inviare sul posto i propri 'peacekeeper' secondo il diritto internazionale. L'articolo 51 della Carta dell'Onu "prevede l'autodifesa e noi - ha aggiunto - lo abbiamo applicato nel conflitto nel Caucaso nel 2008".
Scambio di accuse KieV-Mosca
Continua lo scambio di accuse tra Kiev e Mosca per l'escalation in corso in Ucraina. Secondo il presidente della Duma russa, Serghei Naryshin, chi ha dato l'ordine di lanciare l'operazione militare nell'est del Paese "non ha paura nè di Dio, nè del giudizio della storia".
Non solo perchè capisce di aver già superato una linea rossa di sangue - ha aggiunto, citato da Itar-Tass - ma anche perchè sente il sostegno di alcuni politici influenti oltre Oceano". Il riferimento è agli Stati Uniti, che ha poi accusato di voler far pagare agli europei il fallimento della propria politica in Ucraina.
SDA-ATS