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Il premier britannico intende così contrastare il drastico aumento dei prezzi: «Sono pronta a fare tutto il necessario»
LONDRA - Nei prossimi due anni le famiglie britanniche non pagheranno in media più di 2'500 sterline (circa 2'840 franchi) all'anno per le bollette «mentre rimettiamo in carreggiata il mercato dell'energia». La premier conservatrice Liz Truss ha così annunciato alla Camera dei Comuni il suo maxi piano energetico per evitare il drastico rincaro dell'80% in arrivo già il primo ottobre. Si tratta della sua prima iniziativa dopo l'insediamento a Downing Street.
Il provvedimento corrisponde a un risparmio di circa 1'000 sterline (circa 1'140 franchi) all'anno rispetto agli aumenti di prezzo previsti dal mese prossimo.
«Sono pronta a fare tutto il necessario» contro il caro energia, ha detto la Truss. «Non ci sono soluzioni a costo zero» per affrontare la crisi energetica globale - ha sottolineato - e quindi il piano energetico «avrà un costo». La neo premier non lo ha indicato perché i dettagli economici del piano saranno rivelati dal cancelliere dello Scacchiere Kwasi Kwarteng nel corso del mese.
Le misure di sostegno, che comprendono anche una revoca temporanea delle tasse sull'energia destinate a finanziare la transizione verso la neutralità carbonica, la cosiddetta «green tax», secondo i media britannici sarebbero superiori ai 100 miliardi di sterline (quasi 114 miliardi di franchi). Saranno finanziati tramite il ricorso all'indebitamento pubblico visto che la Truss ha escluso una tassazione ulteriore dei profitti extra delle società energetiche, come invece chiede l'opposizione laburista.
Il piano, oltre alla creazione di una task force che dovrà rinegoziare con i vari gestori e le aziende del settore i costi delle forniture di energia agli utenti britannici, prevede anche l'ambizioso obiettivo di far diventare il Regno Unito esportatore netto di energia entro il 2040, tentando di imitare la strada percorsa dagli Stati Uniti.
Il nuovo piano energetico punta anche a misure per l'indipendenza energetica del Regno Unito. La Truss ha annunciato che intende revocare il bando al fracking, la tecnica di estrazione di gas e petrolio la cui efficienza e il cui impatto ambientale sono oggetto di forti polemiche. Fra le misure ci sono 100 nuove licenze di trivellazione nel Mare del Nord. La prima ministra promette pure di ampliare la produzione di energia nucleare e il settore delle rinnovabili.
Critiche al piano sono arrivate dall'opposizione laburista, che ha attaccato la mancata tassazione dei colossi energetici per far ricadere invece sui contribuenti il costo delle nuove misure.