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La polizia giapponese ha arrestato ieri un ex dipendente del fabbricante lucernese di ascensori e scale mobili Schindler sospettato di aver bloccato quest'estate diversi impianti nel Paese del Sol levante.
Il 36enne era stato licenziato il 5 agosto, quindi denunciato penalmente.
Tra giugno e agosto il collaboratore ha fermato fino a 45 minuti sei ascensori in diversi stabili, soprattutto residenziali, nella regione di Tokyo, ha dichiarato oggi all'ats la portavoce del gruppo lucernese Barbara Schmidhauser in relazione a una notizia riportata del portale internet di "Japan Today". Tra le persone all'interno nessuno è rimasto ferito, ma una donna si è sentita male ed è stata condotta in ospedale.
Per bloccare i "lift" l'uomo ha utilizzato una chiave di cui solitamente dispongono solo le imprese di assistenza e manutenzione e ha attivato i sistemi di sicurezza arrestando gli ascensori.
È stato scoperto quando è rimasto a sua volta intrappolato nell'impianto di un albergo: quando ha chiamato l'hotel per segnalare il problema non ha premuto il tasto d'allarme ma si è liberato da solo, cosa che ha insospettito Schindler Giappone.
Stando a quanto indicato in agosto dal ministero dei trasporti nipponico, citato dal giornale "The Japan Times", l'uomo lavorava per la filiale del gruppo lucernese dal 2008. Egli ha indicato di volersi vendicare perché ha problemi con l'azienda. Allora Schindler Giappone ha comunicato che il rancore è verosimilmente dovuto al fatto che in giugno il 36enne è stato degradato da manager a semplice dipendente e si è scusata per i disagi.
SDA-ATS