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Posizione della direzione dell’USAM sul servizio pubblico radio/TV
Accecata dalla propria ideologia e parzialità, l’USAM dimentica gli interessi della propria base.
Ancora una volta, gli osservatori della politica dei media in Svizzera non credono alle proprie orecchie: l’unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) esige un dibattito sul servizio pubblico della radio e televisione, trascurando il fatto che questa discussione è già in atto. Al momento la commissione federale dei media sta elaborando un rapporto sulla base del quale il Consiglio Federale definirà le grandi linee della propria politica in questo ambito. Il parlamento e gli ambienti interessati avranno in seguito la possibilità di prendere posizione in merito. Contrariamente a quanto lascia intendere l’USAM, nessuno vuole evitare il dibattito sull’ampiezza del servizio pubblico radiofonico e televisivo.
Ancora di più meraviglia che l’USAM si sia alleata con Nathalie Rickli, politica dell’UDC e rappresentate del gruppo Goldbach Medien. Questa alleanza contro natura segue la strategia di indebolire finanziariamente la SSR con l’intento di aumentare i benefici che la società di commercializzazione di pubblicità radiotelevisiva di Madame Rickli realizza con i diffusori esteri. Ma indebolire la SSR è veramente nell’interesse delle aziende? Questo è controverso. D’altronde se molti commercianti e artigiani rigettano la strategia anti-SSR della direzione dell’USAM, è perché i signori Bigler e Rime fanno prevalere le loro posizioni politiche sugli interessi della base.
Ci si deve inoltre domandare se l’USAM nel periodo del franco forte e dei relativi problemi per l’economia svizzera, non abbia di meglio da fare che lanciarsi in una campagna polemica contro il servizio pubblico e la SSR.
l’SSM respinge gli attacchi dell’USAM contro le condizioni di lavoro del personale radio/TV. Affermare, come fa, che le condizioni di lavoro del personale sono superiori a quelle del mercato, è una pura invenzione. In più la rimessa in causa da parte dell’USAM dei 45 milioni di franchi concessi alla formazione del personale dei diffusori privati radio/TV è scandalosa e rivelatrice del suo disprezzo della volontà popolare poiché queste misure sono state adottate con la votazione della LRTV.
L’SSM condanna il doppio gioco dell’USAM che da una parte afferma non volere rimettere in questione la SSR e dall’altra partecipa alla raccolta delle firme per l’iniziativa „no Billag“ che ha come fine la sparizione della SSR.
Quale deve essere il contenuto del servizio pubblico che la SSR deve fornire nelle quattro regioni linguistiche del paese? Questa questione va discussa con totale trasparenza. Gli attacchi a 360 gradi e le rivendicazioni fuori luogo dell’USAM non contribuiscono per niente alla riflessione ragionata e oggettiva della questione.
Per informazioni:
Stephan Ruppen, Segretario centrale SSM, 079 215 14 18
Philipp Cueni, Politica dei media SSM, 079 891 82 84