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Lo speciale Fondo svizzero in favore delle vittime dell'Olocausto ha terminato il suo lavoro. La maggior parte del denaro attribuita a superstiti ebrei.
Costituito dal Consiglio federale nel febbraio 1997 nel contesto della vicenda dei fondi in giacenza, il Fondo è stato finanziato dalle banche e da altre imprese elvetiche, come pure dalla Banca nazionale. A circa 309'000 persone sono stati versati un po' più di 292 milioni di franchi. I singoli versamenti,, dal valore più che altro simbolico, si aggirano tra i 600 e i 2000 franchi svizzeri.
L'84 % della somma distribuita è andato a circa 255'000 superstiti ebrei, il resto a non ebrei, in particolare detenuti politici e zingari. Oltre 60 i paesi di residenza dei beneficiari i quali, nonostante la modestia dell'aiuto materiale - in media meno di 1000 franchi per persona - sono rimasti commossi per il riconoscimento delle sofferenze patite.
Compassione, solidarietà, gratitudine
Questo gesto della Svizzera non ha nulla a che fare con una riparazione, ma esprime la compassione del paese e la sua solidarietà con vittime che sopravvivono in condizioni precarie, ha precisato il presidente Rolf Bloch. Esso è pure un segno della gratitudine degli svizzeri per essere sfuggiti alle terribili persecuzioni naziste.
Il rapporto propriamente detto è completato da un secondo volume, intitolato «Vite e visi di vittime dell'Olocausto». Esso contiene in particolare le testimonianze personali e le foto di beneficiari sopravvissuti ai campi, ai lavori forzati e ad altre persecuzioni naziste.
Non solo assistenza finanziaria
La maggior parte dei superstiti hanno utilizzato l'aiuto del fondo per migliorare la loro qualità di vita con medicinali, cure mediche e abiti caldi. Per la maggior parte si tratta di persone anziane che vivono sole.
Ma il significato del fondo è andato oltre la semplice assistenza finanziaria, nota il rapporto. Come mostrano numerose lettere di ringraziamento, la sua dimensione umanitaria è stata importante per molti beneficiari, soprattutto nell'Europa orientale.
Una donna polacca, perseguitata come testimone di Geova, scrive: "È commovente constatare come la direzione del Fondo (...) si sia ricordata di una giovane polacca che ha sofferto nel passato e che non aveva mai osato sognare che ci si ricordasse dei dolori che le sono stati inflitti".
Ruolo pioneristico
Oltre che sui sopravvissuti ebrei, il Fondo ha attirato l'attenzione sulla sorte di altri gruppi di vittime: perseguitati politici, zingari, handicappati, omosessuali. In Ucraina, per esempio, esso ha contribuito al riconoscimento nazionale dei Rom in quanto vittime del genocidio nazista.
Anche fra le vittime ebraiche, il lavoro del Fondo ha permesso di raggiungere persone che sono state riconosciute per la prima volta come vittime dell'Olocausto. Il Fondo ha dunque svolto un ruolo pionieristico per altre iniziative in loro favore. Esso ha inoltre rafforzato le organizzazioni di superstiti e la collaborazione tra loro.
Le distribuzioni del Fondo hanno pure suscitato una corrente di simpatia verso la Svizzera, in particolare nell'Europa orientale e nei paesi dell'ex Unione sovietica, rileva ancora il rapporto.
Mezzi esauriti
Il Consiglio federale deciderà sull'assegnamento di eventuali mezzi residui del Fondo, che sarà sciolto a fine luglio. Le spese amministrative sono state assunte dalla Confederazione e i costi di distribuzione dalle banche.
swissinfo e agenzie