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BENRA - Appena prima che diventassero di dominio pubblico le irregolarità commesse da AutoPostale, l'azienda ha inviato da firmare ai suoi operatori privati un accordo di segretezza. La Posta afferma che il momento scelto "è stato particolarmente infelice", ma che non c'è nessuna relazione con lo scandalo delle manipolazioni contabili.
I documenti sull'intesa di non divulgazione di informazioni, di cui riferisce oggi il quotidiano Blick, sono stati inviati a partire dal 5 febbraio. Il giorno dopo l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha riferito in merito all'indagine sui circa 78 milioni di franchi di sussidi per l'esercizio di servizi di trasporto pubblico ricevuti indebitamente da Auto-Postale Svizzera SA grazie a trasferimenti dei ricavi in altri settori.
L'accordo di riservatezza è una responsabilità precontrattuale, è "una dichiarazione impiegata in tutto il gruppo, conclusa con tutti i partner della Posta che hanno accesso a sistemi informatici interni", ha scritto all'ats il portavoce della posta Oliver Flüeler.
È un dovere generale di diligenza atto a tutelare dagli abusi i sistemi informatici della Posta e le informazioni che vi sono contenute, aggiunge. A queste regole sottostanno gli operatori privati che lavorano per AutoPostale, nonché i consulenti informatici o qualsiasi organo di controllo che abbia accesso ai sistemi informatici della Posta.
In effetti - ammette Flüeler - "il momento della spedizione è stato molto infelice", dato che si è accavallato con la vicenda dei conti di AutoPostale. Ma in realtà - sottolinea - non c'è alcun legame tra i due fatti.
Stefan Huwyler - direttore di BUS CH, l'associazione degli imprenditori e delle aziende private del trasporto pubblico - ha detto all'ats che "da parte nostra non è possibile giudicare in modo definitivo cosa sia stato pianificato ad alto livello e cosa no in merito a manipolazioni contabili mirate, manovre per insabbiare e false informazioni". Non sarebbe quindi da escludere che il concordato di segretezza possa essere anche in relazione alla vicenda di AutoPostale.
Sta di fatto - ha aggiunto - che la pressione sugli imprenditori è continuamente aumentata e che BUS CH consiglia a propri membri di non firmare per ora l'accordo di non divulgazione di informazioni. L'associazione di categoria sta attualmente appurando se sottoscriverlo non presenti problemi.
Il concordato di riservatezza - di cui l'ats dispone di una copia - obbliga gli imprenditori privati degli autobus postali "al mantenimento assoluto del segreto" riguardo a informazioni sulla collaborazione professionale con la Posta. Ciò concerne "tutti i dati (personali, finanziari e statistici, ndr) relativi ai clienti della Posta", ma anche quelli di banche, fornitori e mandatari.
Al termine del rapporto professionale, tutta la documentazione, le liste e le bozze devono essere restituite o "distrutte su disposizione della Posta e la distruzione confermata per iscritto". Chi infrange l'accordo è passibile di una penalità di 50'000 franchi.