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Il sistema delle procedure accelerate per l'esame delle domande di asilo, introdotto due anni fa, si è rivelato sostanzialmente valido. Le decisioni rinviate dal Tribunale amministrativo federale alla Segreteria di stato della migrazione (SEM) per essere riesaminate sono chiaramente in calo, secondo un rapporto esterno.
Le procedure accelerate, secondo la valutazione, vengono applicate correttamente e i richiedenti l’asilo devono aspettare molto meno per sapere se potranno rimanere in Svizzera.
Dopo i problemi iniziali, il rapporto stilato del Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) sottolinea che, dall’inizio del 2020, la percentuale di decisioni emesse dalla SEM respinte dai giudici per ulteriori approfondimenti è passata dal 18-19% al 10-11%. Tuttavia, il CSDU constata che vi sono sempre troppi dossier complessi che vengono trattati mediante una procedura rapida, quando invece dovrebbero essere esaminati in maniera più approfondita.
Anche l’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati riconosce che il sistema è stato migliorato dalla sua introduzione nel marzo del 2019, ma sottolinea che la velocità e la pressione a cui sono sottoposte le procedure va a scapito di qualità e equità nella valutazione dei singoli casi.