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ROMA - Di fatto la decisione della Svizzera di bandire in una 'black list' 188 personalità libiche tra cui lo stesso Muammar Gheddafi "prende in ostaggio tutti i Paesi dell'area Schengen". Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini a Sky Tg24, aggiungendo che la Svizzera va aiutata a "risolvere una questione bilaterale", ma "non a spese" di tutti.
Frattini ha spiegato di aver già sottolineato alla Svizzera "la delicatezza" della decisione che si accingeva a prendere con "l'inserimento nella cosiddetta 'black list' non di pericolosi ricercati o di autori di reati, come stabilisce l'accordo di Schengen, ma addirittura del leader Gheddafi o del ministro degli Esteri".
E' la natura stessa dell'accordo tra i paesi dell'area Schengen, ha precisato il ministro, ad averlo indotto a chiedere, preventivamente, alle autorità svizzere di essere "prudenti": "se uno dei 27 paesi Schengen blocca - ha spiegato Frattini - tutti gli altri 26, anche quelli che non c'entrano assolutamente niente ne risentono". Ed è proprio quello che è successo.
"Lunedì prossimo a Bruxelles i ministri degli esteri dell'Ue dovranno assolutamente affrontare il tema e prendere una decisione collegiale", ha detto il titolare della Farnesina.
SDA-ATS