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Riunito in seduta ieri, il gruppo parlamentare UDC ha esaminato gli oggetti all’ordine del giorno della sessione autunnale in corso delle Camere federali. Esso ha deciso di depositare un’interpellanza urgente inerente al mandato negoziale adottato dal Consiglio federale in vista di un’integrazione istituzionale all’UE. Per l’UDC è fuori questione che la Svizzera riprenda in futuro dinamicamente il diritto UE o che si sottometta alla Corte di giustizia dell’UE. I parlamentari UDC invitano inoltre il Consiglio degli Stati ad approvare l’iniziativa UDC “contro l’immigrazione di massa”. La Svizzera deve finalmente ritrovare gli strumenti che le permettono di controllare l’immigrazione.
Il mandato negoziale con l’UE, che il Consiglio federale ha approvato, solleva un gran numero di domande che esigono rapidamente di risposte. Per l’UDC, nessuna ragione valida motiva questi negoziati e ancora meno il mandato negoziale.
- Quali problemi giuridici concreti sono dunque nati, inerenti agli accordi bilaterali, al punto di richiedere un nuovo accordo-quadro?
- In quali dossier concreti sono nati dei problemi d’interpretazione del diritto? Come sono stati risolti?
- Dove il Consiglio federale si attende dei problemi i9n futuro nell’interpretazione del diritto?
- Esistono attualmente dei problemi non risolti d’applicazione del diritto? Se sì, quali?
- Perché il Consiglio federale ricorre a delle tattiche dissimulatorie (perizie giuridiche segrete, “non papers”, consultazioni ristrette) in questo dossier delicato che colpisce al cuore la politica e la democrazia svizzere?
- Come si farà la ripresa dinamica del diritto UE in un accordo-quadro secondo l’idea del Consiglio federale?
- A quali trattati bilaterali si applicherà questo accordo-quadro?
- Quali sono i timori del Consiglio federale concernenti la libera circolazione delle persone e l’accordo sui trasporti terrestri, dato che vuole escludere questi due settori?
- Può il Consiglio federale garantire che nessuna concessione materiale sarà fatta in questi dossier?
- La recente prassi del Tribunale federale, secondo la quale anche il diritto internazionale non cogente primeggia sul diritto nazionale, non preannuncia che anche le sentenze della CGUE saranno vincolanti per l’interpretazione del diritto svizzero e che perfino una decisione presa consapevolmente dal Parlamento di creare una base legale contraria all’interpretazione UE non avrebbe alcun effetto giuridico e politico?
- Come può il Consiglio federale pretendere che la CGUE non giudichi definitivamente, ma che emetta unicamente dei pareri giuridici?
- Condivide il Consiglio federale l’opinione secondo la quale un accordo-quadro di una portata politica così importante esige un referendum obbligatorio?
- Quali conseguenze concrete deve attendersi la Svizzera qualora nessun accordo istituzionale venga adottato?
L’interpellanza urgente invita il Consiglio federale a rispondere a queste domande ancora durante questa sessione parlamentare.
Il gruppo UDC esige una procedura rigorosa per ciò che riguarda la revisione della legge sulla nazionalità svizzera. L’ammorbidimento del progetto da parte della commissione preparatoria del Consiglio degli Stati (termine portato da 10 a 8 anni per l’ottenimento della cittadinanza, naturalizzazione agevolata, esigenze di conoscenze linguistiche modeste) è inaccettabile. Se questa linea dovesse imporsi nel corso della procedura parlamentare, l’UDC s’opporrà al progetto.
Il gruppo UDC chiederà inoltre il rinvio al Consiglio federale del progetto di revisione della legge sull’alcool. Questa revisione mira a una messa sotto tutela dei cittadini e introduce delle disposizioni di tipo proibizionistico. Il gruppo rifiuta in particolare i prezzi minimi, nuovi divieti di vendita e degli acquisti-test anonimi. Esso chiede invece che si incoraggi la responsabilità individuale. Ciò implica, per esempio, che i costi derivanti da un consumo eccessivo di alcool siano interamente sopportati dai bevitori o dai loro rappresentanti legali.