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(ANSA) Cinquant'anni fa l'uomo usciva per la prima volta dall'orbita bassa terrestre riuscendo così ad ammirare il pianeta da lontano: era infatti il 21 dicembre 1968 quando la Nasa lanciò la missione Apollo 8, la prima a portare un equipaggio umano attorno alla Luna. I tre astronauti Frank Borman, James Lovell e William Anders furono i primi a osservare la Terra nella sua interezza, vedendola sorgere dall'orizzonte lunare proprio la vigilia di Natale. Uno spettacolo inatteso, che immortalarono scattando fotografie storiche come la famosa 'Earthrise' (l'alba della Terra), diventata poi il simbolo dei primi movimenti ambientalisti. Le immagini vennero mostrate al mondo intero durante una diretta televisiva proprio nella notte di Natale. "Una solitudine maestosa che ti fa capire cosa ti lasci alle spalle sulla Terra", commentò James Lovell. La missione Apollo 8 aprì ufficialmente la corsa allo sbarco sulla Luna: dimostrò infatti che il razzo Saturno 5 usato per il lancio e il modulo Apollo erano perfettamente in grado di coprire i 238.000 chilometri che separano la Terra dal suo satellite. Il viaggio durò tre giorni, poi l'Apollo completò dieci orbite in 20 ore, permettendo agli astronauti di scattare immagini dettagliate della superficie lunare per pianificare l'allunaggio delle missioni successive.Per celebrare il cinquantenario dell'Apollo 8, qualche settimana fa gli esperti dell'Unione astronomica internazionale (Iau) hanno 'battezzato' due crateri lunari come 'Anders' Earthrise' e '8 Homeward', proprio in onore delle immagini della Terra scattate in quella storica missione.