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Incarto n. 80.2003.164 Lugano In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello composta dai giudici: Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Ivo Eusebio segretario: Fiorenzo Gianinazzi statuendo sul ricorso del 14 novembre 2003 in materia di: IC/IFD 2002 imposta annua intera a fine assoggettamento o in caso di intermedia presentato da: __________ _________ rappr. da: ______ _____________ ritenuto in fatto ed in diritto 1. Il 4 novembre 2002 __________ __________ la ditta individuale __________ __________ -__________, già __________ __________ e figlia in __________ __________ __________ __________ di __________ __________ e __________ __________ al prezzo di fr. 300'000.-, pagabile in rate mensili di fr. 4'000.- a decorrere dal 1° gennaio 2003 Il 16 settembre 2003 l'Ufficio di tassazione di Lugano-campagna notificava a __________ __________ un'imposta annua in caso di tassazione intermedia secondo gli articoli 57 LT e 47 LIFD, stabilendo l'imponibile in fr. 271'500.-. 2. __________ da __________, la contribuente presentava reclamo chiedendo la deduzione dei valori contabili degli attivi mobiliari dal prezzo di cessione e la deeterminazione del valoe della cessione secondo il metodo cd. del valore attiale netto (VAN). L'Ufficio di tassazione, con due distine decisioni su reclamo del 27 ottobre 2003, riduceva poi l'imponibile a fe. 216'534.-, concedendo la deduzione il valore contabile della sostanza ceduta e il contributo AVS del 9,5%, rilevando tuttavia che la problematica relativa al pagamemto pattuito tra le contraenti non permette di procedere a una correzione del valore di cessione. 3. Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________, sempre assistita da __________ ripropone in questa sede la questione del valore della cessione, che a suo dire abdrebbe calcolato secondo il metodo del valore attuale netto, internazionalmente riconosciuto. 4. Il problema sollevato nel ricorso è semplicemente quello del valore della cessione in caso di pagamento a rate. In altre parole, se la ricorrente avesse ceduto il giorno dopo la vendita il suo credito di fr. 300'000.- incassabile in rate mensili di fr. 4'000.-su un arco di oltre sei anni, disponendo - anche se non interessa in questa sede - di sufficienti garanzie, quanto avrebbe ricvevuto. In altre parole, il problema è in sostanza quello di conoscere il valore del credito al 1° gennaio 2003 (data da cui decorre il pagamento rateale) del credito di fr. 300'000.-. Detto questo, occorre ricordare che, secondo l'art. 41 cpv. 2 LT, la sostanza è valutata al suo valore venale. Va ricordato che fra gli elementi che diminuiscono il valore di una alienazione rientra il differimento del pagamento del prezzo: come l'anticipo del pagamento del prezzo comporta un incremento del valore della cessione, analogamente il suo differimento a un momento successivo dà luogo a una riduzione. Non ne va diversamente nel caso in cui il cedente viene pagato non in denaro contante, ma mediante crediti o titoli o altri valori. Una deroga al principio del valore nominale è tuttavia ammissibile solo quando il minor valore del mezzo di pagamento esiste già al momento dell'alienazione. Imponibile è infatti unicamente il guadagno effettivamente conseguito dal venditore. Non possono invece essere prese in considerazione diminuzioni di valore sorte in epoca successiva ( Soldini/Pedroli, L'imposizione degli utili immobiliari, Lugano 1996, p. 229). no terzi implicati 1. _PINT1 2. _PINT2 per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il presidente: Il segretario:

Incarto n. 80.2003.164 Incarto n. 80.2003.164

Incarto n. 80.2003.164 Lugano Lugano

Lugano In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello composta dai giudici: composta dai giudici:

composta dai giudici: Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Ivo Eusebio Alessandro Soldini, presidente,

Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Ivo Eusebio

Stefano Bernasconi, Ivo Eusebio segretario: segretario:

segretario: Fiorenzo Gianinazzi Fiorenzo Gianinazzi

Fiorenzo Gianinazzi statuendo sul ricorso del 14 novembre 2003

statuendo sul ricorso del 14 novembre 2003 in materia di: IC/IFD 2002 imposta annua intera a fine assoggettamento o in caso di intermedia

in materia di: IC/IFD 2002 imposta annua intera a fine assoggettamento o in caso di intermedia presentato da: presentato da:

presentato da: __________ _________ rappr. da: ______ _____________ __________ _________

__________ _________ rappr. da: ______ _____________

rappr. da: ______ _____________ ritenuto

ritenuto in fatto ed in diritto

in fatto ed in diritto 1. Il 4 novembre 2002 __________ __________ la ditta individuale __________ __________ -__________, già __________ __________ e figlia in __________ __________ __________ __________ di __________ __________ e __________ __________ al prezzo di fr. 300'000.-, pagabile in rate mensili di fr. 4'000.- a decorrere dal 1° gennaio 2003

1. Il 4 novembre 2002 __________ __________ la ditta individuale __________ __________ -__________, già __________ __________ e figlia in __________ __________ __________ __________ di __________ __________ e __________ __________ al prezzo di fr. 300'000.-, pagabile in rate mensili di fr. 4'000.- a decorrere dal 1° gennaio 2003 Il 16 settembre 2003 l'Ufficio di tassazione di Lugano-campagna notificava a __________ __________ un'imposta annua in caso di tassazione intermedia secondo gli articoli 57 LT e 47 LIFD, stabilendo l'imponibile in fr. 271'500.-.

Il 16 settembre 2003 l'Ufficio di tassazione di Lugano-campagna notificava a __________ __________ un'imposta annua in caso di tassazione intermedia secondo gli articoli 57 LT e 47 LIFD, stabilendo l'imponibile in fr. 271'500.-. 2. __________ da __________, la contribuente presentava reclamo chiedendo la deduzione dei valori contabili degli attivi mobiliari dal prezzo di cessione e la deeterminazione del valoe della cessione secondo il metodo cd. del valore attiale netto (VAN).

2. __________ da __________, la contribuente presentava reclamo chiedendo la deduzione dei valori contabili degli attivi mobiliari dal prezzo di cessione e la deeterminazione del valoe della cessione secondo il metodo cd. del valore attiale netto (VAN). L'Ufficio di tassazione, con due distine decisioni su reclamo del 27 ottobre 2003, riduceva poi l'imponibile a fe. 216'534.-, concedendo la deduzione il valore contabile della sostanza ceduta e il contributo AVS del 9,5%, rilevando tuttavia che la problematica relativa al pagamemto pattuito tra le contraenti non permette di procedere a una correzione del valore di cessione.

L'Ufficio di tassazione, con due distine decisioni su reclamo del 27 ottobre 2003, riduceva poi l'imponibile a fe. 216'534.-, concedendo la deduzione il valore contabile della sostanza ceduta e il contributo AVS del 9,5%, rilevando tuttavia che la problematica relativa al pagamemto pattuito tra le contraenti non permette di procedere a una correzione del valore di cessione. 3. Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________, sempre assistita da __________ ripropone in questa sede la questione del valore della cessione, che a suo dire abdrebbe calcolato secondo il metodo del valore attuale netto, internazionalmente riconosciuto.

3. Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________, sempre assistita da __________ ripropone in questa sede la questione del valore della cessione, che a suo dire abdrebbe calcolato secondo il metodo del valore attuale netto, internazionalmente riconosciuto. 4. Il problema sollevato nel ricorso è semplicemente quello del valore della cessione in caso di pagamento a rate. In altre parole, se la ricorrente avesse ceduto il giorno dopo la vendita il suo credito di fr. 300'000.- incassabile in rate mensili di fr. 4'000.-su un arco di oltre sei anni, disponendo - anche se non interessa in questa sede - di sufficienti garanzie, quanto avrebbe ricvevuto.

4. Il problema sollevato nel ricorso è semplicemente quello del valore della cessione in caso di pagamento a rate. In altre parole, se la ricorrente avesse ceduto il giorno dopo la vendita il suo credito di fr. 300'000.- incassabile in rate mensili di fr. 4'000.-su un arco di oltre sei anni, disponendo - anche se non interessa in questa sede - di sufficienti garanzie, quanto avrebbe ricvevuto. In altre parole, il problema è in sostanza quello di conoscere il valore del credito al 1° gennaio 2003 (data da cui decorre il pagamento rateale) del credito di fr. 300'000.-.

In altre parole, il problema è in sostanza quello di conoscere il valore del credito al 1° gennaio 2003 (data da cui decorre il pagamento rateale) del credito di fr. 300'000.-. Detto questo, occorre ricordare che, secondo l'art. 41 cpv. 2 LT, la sostanza è valutata al suo valore venale.

Detto questo, occorre ricordare che, secondo l'art. 41 cpv. 2 LT, la sostanza è valutata al suo valore venale. Va ricordato che fra gli elementi che diminuiscono il valore di una alienazione rientra il differimento del pagamento del prezzo: come l'anticipo del pagamento del prezzo comporta un incremento del valore della cessione, analogamente il suo differimento a un momento successivo dà luogo a una riduzione. Non ne va diversamente nel caso in cui il cedente viene pagato non in denaro contante, ma mediante crediti o titoli o altri valori. Una deroga al principio del valore nominale è tuttavia ammissibile solo quando il minor valore del mezzo di pagamento esiste già al momento dell'alienazione. Imponibile è infatti unicamente il guadagno effettivamente conseguito dal venditore. Non possono invece essere prese in considerazione diminuzioni di valore sorte in epoca successiva ( Soldini/Pedroli, L'imposizione degli utili immobiliari, Lugano 1996, p. 229).

Va ricordato che fra gli elementi che diminuiscono il valore di una alienazione rientra il differimento del pagamento del prezzo: come l'anticipo del pagamento del prezzo comporta un incremento del valore della cessione, analogamente il suo differimento a un momento successivo dà luogo a una riduzione. Non ne va diversamente nel caso in cui il cedente viene pagato non in denaro contante, ma mediante crediti o titoli o altri valori. Una deroga al principio del valore nominale è tuttavia ammissibile solo quando il minor valore del mezzo di pagamento esiste già al momento dell'alienazione. Imponibile è infatti unicamente il guadagno effettivamente conseguito dal venditore. Non possono invece essere prese in considerazione diminuzioni di valore sorte in epoca successiva ( Soldini/Pedroli, L'imposizione degli utili immobiliari, Lugano 1996, p. 229). Soldini/Pedroli no

no terzi implicati terzi implicati

terzi implicati 1. _PINT1 2. _PINT2 1. _PINT1

1. _PINT1 2. _PINT2

2. _PINT2 per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il presidente: Il segretario:

Il presidente: Il segretario: