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Nel novembre 2008 la Svizzera ha avviato negoziati con l'UE su un accordo nei settori agricoltura, sicurezza delle derrate alimentari e dei prodotti e sanità pubblica (ALSA&ASP). In tal modo il Consiglio federale vuole contrastare la crescente pressione sulla protezione doganale svizzera nel settore agricolo. Un accordo con l'UE consentirà di aprire nuovi mercati di sbocco per la filiera agroalimentare, di aumentare la competitività dell'intero settore e di assicurare a lungo termine posti di lavoro nell'agricoltura e nei settori a monte e a valle. Un importante obiettivo di questi negoziati è pure una stretta cooperazione con l'UE nell'ambito della sicurezza delle derrate alimentari e della sanità pubblica, considerati i rischi non circoscrivibili entro le frontiere cui questi settori sono esposti. I negoziati avanzano più lentamente di quanto previsto, perché, da un lato, gli interessi di Svizzera e UE in alcuni ambiti negoziali non sono identici e, dall'altro, vi sono questioni aperte relative all'impostazione istituzionale dei futuri accordi. È impossibile, quindi, stimare quanto durerà ancora il processo negoziale.
Nel dicembre 2009 il Parlamento aveva confermato la strada imboccata dal Consiglio federale respingendo una mozione che chiedeva l'interruzione dei negoziati. Nella sessione autunnale, il Consigliere nazionale Christophe Darbellay (PPD/VS) ha presentato una mozione (10.3818) che esortava a sospendere i negoziati. Dalla fine dell'anno scorso, la situazione non è fondamentalmente cambiata e pertanto il Consiglio federale propone di respingere la mozione. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che un'apertura del mercato verso l'UE rappresenta una sfida impegnativa per l'agricoltura e la filiera alimentare. Si è dunque dichiarato disposto a prevedere anche una serie di misure collaterali. Il Consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann, capo del Dipartimento federale dell'economia (DFE), avvierà colloqui sulla questione con i rappresentanti del primario.
Un'interruzione o una sospensione dei negoziati sarebbe controproducente per molteplici motivi. I risultati finora raggiunti sarebbero compromessi. A differenza di quanto v'è da attendersi dal ciclo di Doha, un'apertura rispetto all'UE offrirebbe nuove opportunità di esportazione. Se la Svizzera decidesse di attendere la conclusione del ciclo di Doha dell'OMC prima di proseguire i negoziati, l'accordo arriverebbe fuori tempo massimo per poter attenuare gli effetti del ciclo di Doha.
Indirizzo per domande:
Jürg Jordi, Responsabile Settore Comunicazione, Ufficio federale dell'agricoltura UFAG,
tel. 031 322 81 28