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TOKYO - Due detenuti nel braccio della morte in Giappone hanno fatto causa al governo per la pratica definita «incostituzionale» di eseguire la pena capitale senza neanche un giorno di preavviso. La notifica è stata depositata alla Corte distrettuale di Osaka dagli avvocati delle parti, chiedendo 22 milioni di yen di risarcimento, circa 168'000 euro.
In base alla motivazione il ministero della Giustizia giapponese precedentemente forniva un preavviso ai carcerati sui tempi dell'esecuzione, ma attualmente la comunicazione avviene nello stesso giorno «per evitare di alterare lo stato psicofisico dei detenuti».
I legali affermano che tale pratica non consente ai propri rappresentati di presentare un appello contro l'ordine di esecuzione e che esiste una palese violazione dell'articolo 31 della Costituzione, che stabilisce come «nessun cittadino dovrebbe essere privato della propria vita o libertà, e nessuna altra pena criminale può essere imposta se non in accordo con le procedure stabilite dalla legge».
Il Giappone assieme agli Stati Uniti è l'unico Paese del gruppo dei G7 ad applicare la pena capitale.