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SION - Un ex insegnante vallesano è stato condannato oggi dal Tribunale distrettuale di Sierre (VS) - riunitosi a Sion - a tre anni e quattro mesi di detenzione per atti sessuali con fanciulli. Il suo avvocato ha già indicato che farà ricorso.
I giudici hanno ritenuto «coerenti e credibili» le dichiarazioni delle vittime. Le loro testimonianze sono «dettagliate» e il «linguaggio adatto» all'età che avevano al momento dei fatti, ovvero tra gli undici e i tredici anni.
La corte ha respinto la tesi di un complotto ordito nei confronti dell'ex insegnante, oggi 49enne. È «inverosimile» che le sette vittime abbiano inventato i fatti, ha sottolineato il presidente della corte, precisando che le versioni date non sono contraddittorie.
Il tribunale ha invece rilevato «contraddizioni e inesattezze» nelle dichiarazioni dell'ex docente. Quest'ultimo ha ritrattato talune sue affermazioni quando si è reso conto che non erano opportune, ha indicato il presidente della corte.
Nessun trattamento ambulatoriale - Il tribunale distrettuale di Sierre ha seguito il Ministero pubblico e ha condannato l'insegnante a 40 mesi di prigione senza condizionale, in particolare per atti sessuali con fanciulli e tentati atti. Gli ha inoltre inflitto una interdizione di cinque anni di esercitare una professione a contatto con minori.
I giudici non hanno invece ordinato alcun trattamento ambulatoriale per disturbi mentali come richiesto dalla procura.
Al centro del processo figuravano metodi di «risveglio dei sensi» organizzati dall'insegnante nell'ambito scolastico. Durante uno di questi, che consisteva nel farsi una doccia o cambiarsi al buio dopo un corso di ginnastica, il docente aveva spiato giovani allieve a loro insaputa. In un'altra circostanza, aveva proposto ad alcune allieve di partecipare individualmente a degustazioni di frutta al buio e ne aveva approfittato per introdurre il pene nella loro bocca.
Non si era presentato al processo - L'ex insegnante aveva ammesso di soffrire di «voyeurismo» e di essere stato in cura per questa patologia. Aveva invece sempre negato i fatti più gravi rimproveratigli. Ricoverato in una clinica psichiatrica, l'ex docente non si era presentato ieri mattina all'inizio del processo. Dopo aver consultato le parti, la corte ha spiccato nei suoi confronti un mandato di comparizione e l'ospedale non ha opposto alcuna obiezione.
L'uomo è arrivato all'udienza ammanettato e attorniato da due poliziotti. Interrogato dal presidente della corte, l'ex docente ha detto di non riuscire a rispondere alle domande postegli. Il suo avvocato ha spiegato che l'uomo si trovava sotto l'influsso di medicinali.
Liberato dopo i fatti svoltisi tra agosto 2011 e novembre 2013, l'ex insegnante si trova in carcere già da ieri. La corte temeva infatti un rischio di fuga.