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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Tutti gli Stati europei confinanti con la Svizzera hanno aderito sia alla Convenzione per i rifugiati, sia alla CEDU, e pertanto sono vincolati alle medesime norme internazionali.</p><p>Poiché la Svizzera è però circondata da Stati UE, si trova in una situazione particolare; all'interno dell'UE sono in atto grandi sforzi d'armonizzazione negli ambiti della migrazione e dell'asilo. Con l'entrata in vigore del Trattato di Amsterdam, il 1° maggio 1999, l'ambito dell'asilo è stato disciplinato a livello comunitario. Per gli Stati terzi significa che la commissione CE diviene l'interlocutrice principale in caso di missioni di sondaggio o trattative.</p><p>Pertanto il Consiglio federale si occupa da anni di collaborare con gli altri Stati europei d'accettazione nell'ambito dell'asilo. Ciò vale in particolare anche per lo scambio di informazioni riguardo alle condizioni che vigono negli altri Stati per i richiedenti l'asilo e le persone bisognose di protezione:</p><p>- nel quadro dell'IGC (Inter-Governmental Consultations), cui partecipano la maggior parte dei Paesi dell'Europa occidentale nonché gli USA, il Canada e l'Australia, la Svizzera ha la possibilità di scambiare informazioni in modo informale. Nel 1997, l'IGC ha pubblicato un "Report on Asylum Procedures" che compara i vantaggi legali generali e le disposizioni procedurali degli Stati partecipanti in tutto il settore dell'asilo. Una versione aggiornata di questo rapporto è pianificata per la primavera del 2000.</p><p>- Per quanto concerne "Ad Hoc Committee of Experts on the Legal Aspects of Territorial Asylum, Refugees and Stateless Persons" (CAHAR) del Consiglio d'Europa la Svizzera dispone anche di informazioni pertinenti dagli Stati dell'Europa orientale. All'inizio del 1998 il CAHAR ha pubblicato ad esempio il rapporto "Summary Descriptions of Asylum Procedures in Selected Member States of the Council of Europe" che è strutturato con un sistema analogo a quello dell'IGC.</p><p>- Nel 1998 il Forum Svizzero per gli studi sulla migrazione (SFM) a Neuchâtel ha elaborato, su mandato dell'Ufficio federale dei rifugiati, uno studio comparativo sulle prestazioni sociali a richiedenti l'asilo e persone ammesse provvisoriamente in Svizzera, Germania, Italia, Austria e Danimarca. Lo studio ha esaminato la situazione dei richiedenti l'asilo con procedura pendente, persone bisognose di protezione e persone la cui domanda è stata respinta, ma che non possono essere rinviate nel loro Paese d'origine. Sono stati esaminati i disciplinamenti sulle basi legali e regolamentari dell'ammissione e dell'assistenza, l'organizzazione di ammissione e il collocamento, la forma e la portata delle prestazioni sociali, i programmi occupazionali, le modalità di finanziamento, l'assistenza sociale e amministrativa, il ruolo delle organizzazioni private, l'accesso al sistema sanitario, le possibilità di formazione per fanciulli come anche le possibilità di conseguire un reddito. Per realizzare questo confronto in modo rappresentativo lo studio è stato ampliato momentaneamente ad altri cinque Paesi di destinazione dell'Europa occidentale: Spagna, Francia, Gran Bretagna, Olanda come anche due altri stati federali dell'Austria. I primi risultati di questo studio ampliato dovrebbero essere a disposizione a partire da agosto 1999.</p><p>- Inoltre, entro la fine di ottobre 1999, su mandato dell'Ufficio federale dei rifugiati sarà presentato uno studio di giurisprudenza sulla compatibilità della procedura svizzera d'asilo con gli sforzi di armonizzare il diritto in materia d'asilo dell'Unione Europea, studio che si occupa soprattutto del disciplinamento degli Stati terzi (dimora precedente e entrata da uno Stato terzo sicuro), nella teoria e nella pratica, come anche della procedura d'asilo. Esso dovrebbe evidenziare l'ambito e la necessità d'azione entro cui trovare le soluzioni svizzere.</p><p>- In questo contesto, la Svizzera approfitta anche della collaborazione con l'"International Centre for Migration Policy Development" (ICMPD) a Vienna che fornisce continuamente alla Svizzera informazioni riguardanti l'UE e gli altri Stati europei. Questo istituto sostenuto dalla Svizzera ha raccolto una documentazione completa sui temi asilo, migrazione e immigrazione illegale (legislazione, statistiche, letteratura ufficiosa, ecc.) che è a completa disposizione della Svizzera. Di particolare interesse in questo contesto è lo studio elaborato a fine 1997 dall'ICMPD con il sostegno del Dipartimento federale degli affari esteri "Die Vertiefung der Migrationszusammenarbeit im Rahmen der Europäischen Union und ihre Auswirkungen auf die Schweiz".</p><p>Grazie ai contatti internazionali e alla collaborazione sia formale che informale, la Svizzera ha inoltre la possibilità di procurarsi, secondo le necessità, eventuali informazioni. La Svizzera dispone inoltre non soltanto di un proprio rapporto completo sulla prassi globale in materia d'asilo di tutti i Paesi europei che sono parte della Convenzione per i rifugiati e della CEDU, ma anche di più rapporti già allestiti che comprendono i diversi aspetti della prassi in materia d'asilo dei più importanti Stati europei e che consentono di evidenziare l'ambito entro cui possono essere trovate le soluzioni svizzere. Inoltre, attualmente sono in preparazione studi completivi.</p>  Il Consiglio federale propone di togliere la mozione di ruolo.