Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/38295

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nelle risposte alla mozione Fankhauser del 9 dicembre 1997 (97.3577; Amnistia per persone senza documenti), all'interpellanza Hubmann del 23 giugno 2000 (00.3370; Sanatoria per le persone sprovviste di documenti) e alla mozione Zisyadis del 22 marzo 2001 (01.3149; Permesso di dimora in Svizzera per stranieri privi di documenti), il Consiglio federale ha illustrato dettagliatamente la propria posizione nei confronti delle persone prive di documenti. In particolare ha rilevato che in casi di rigore fondati già oggi è possibile trovare soluzioni nell'ambito del diritto vigente. Nella sua presa di posizione in occasione dell'ora delle domande del 1° ottobre 2001, il Consiglio federale ha confermato la propria posizione nei confronti delle persone prive di documenti. Questa posizione è stata approvata dalla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP) l'8-9 novembre 2001.</p><p></p><p>Nella valutazione dei casi di rigore, proprio la presenza di un figlio in età scolastica ha un ruolo molto importante e spesso persino determinante per il riconoscimento di un caso di rigore. Ovviamente questi giovani stranieri godono di tutte le possibilità di formazione. Pertanto, non vi è alcun motivo di emanare prescrizioni speciali. </p><p></p><p>La politica svizzera in materia d'asilo e di stranieri tiene ampiamente conto di queste richieste umanitarie anche rispetto ad altri Paesi europei. Ad esempio, soltanto nel periodo tra gennaio 1999 e la fine d'agosto 2001, a 10'449 persone è stato rilasciato un permesso di dimora per motivi umanitari, sebbene esse non adempissero le condizioni ordinarie per l'ammissione. Tra di esse figurano anche molti fanciulli e giovani (circa il 20 per cento dei permessi rilasciati).</p><p></p><p>Quindi, sono anni che ci si avvale regolarmente della possibilità di disciplinare i casi di rigore. Questa abituale prassi umanitaria garantisce sostenibilità ed equità in ogni singolo caso. Il Consiglio federale non ritiene che sia la via giusta emanare disposizioni eccezionali per un determinato gruppo di persone. Ciò porterebbe a una non giustificabile disparità di trattamento. </p><p></p><p>Per la valutazione del singolo caso sono determinanti in particolare i seguenti criteri: la durata del soggiorno, l'integrazione sociale e professionale, la situazione famigliare e sanitaria nonché le circostanze precise che hanno portato al soggiorno illegale. Gli uffici federali competenti (Ufficio federale degli stranieri e Ufficio federale dei rifugiati) hanno spiegato dettagliatamente questa prassi in una lettera che è stata resa nota alle autorità cantonali competenti e a terzi interessati. Inoltre, si è indicato anche il criterio dell'età.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.