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TICINO – Con riferimento alle irregolarità emerse nella gestione di oggetti sequestrati nell'ambito di inchieste penali, e in particolare di alcune armi, il Ministero pubblico comunica che gli accertamenti sono giunti a conclusione. Il Procuratore generale Andrea Pagani ha in particolare emanato un decreto d'accusa nei confronti di un agente della Polizia cantonale in cui si propone una condanna a una pena pecuniaria di 150 aliquote giornaliere sospesa condizionalmente oltre a una multa e al pagamento di spese e tasse di giustizia.
Le ipotesi di reato sono quelle di falsità in documenti (con riferimento alla falsificazione di una firma su un contratto di acquisto di un'arma) e di ripetuta infrazione alla Legge federale sulle armi e le munizioni (per aver posseduto 34 armi e parti essenziali d'arma nonché 645 chilogrammi di munizioni senza aver dato avvio alle necessarie procedure d'autorizzazione). L'inchiesta ha invece permesso di escludere la commissione dei reati di appropriazione indebita e sottrazione di cose requisite o sequestrate.
Le armi, le parti essenziali d'arma e le munizioni possedute lecitamente e rinvenute nell'estate 2019 al domicilio dell'imputato sono state dissequestrate ma affidate al Servizio armi, esplosivi e sicurezza privata della Polizia cantonale. Per la parte restante (quella dunque non detenuta regolarmente) è stata invece ordinata la confisca e la distruzione.