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Se il tuo obiettivo è correre una maratona, sai che, nel tuo allenamento, nulla può essere lasciato al caso, soprattutto se vuoi migliorare i tuoi tempi e correre ogni volta più forte.
Quello che forse non sai è che per migliorare le tue prestazioni, non devi allenare solo le gambe, ma anche il tuo intestino, per ottimizzare l’assorbimento degli zuccheri e fornire più energia ai tuoi muscoli.
Facciamo un passo indietro. Leggi di più
Un’alimentazione completa e bilanciata è in grado di coprire il fabbisogno energetico e la richiesta di tutti i nutrienti essenziali come vitamine e minerali, e dovrebbe essere messa al primo posto tra gli obiettivi che permettono di raggiungere e mantenere una condizione di salute e benessere generale.
L’assunzione di un integratore alimentare dovrebbe, quindi, rispettare un’effettiva necessità e coprire una determinata carenza, e se questo è vero per la popolazione generale, lo è anche per gli atleti, in cui, nonostante il fabbisogno in macro e micronutrienti sia aumentato o diverso, l’utilizzo di qualsiasi tipo di integratore dovrebbe essere il completamento di una sana alimentazione. Leggi di più
L’immersione nella realtà sportiva delle swimrun non poteva escludere la partecipazione alla prova di Utö, l’isola svedese da cui trae origine questa disciplina: 37km a corsa tra sterrato, rocce e bosco e 5km a nuoto suddivisi in 19 tratte. L’appuntamento era in agenda da alcune settimane e così, dopo lo swimrun di Hvar e i triathlon di Cannes e Rimini, con il compagno di avventure Zambo siamo volati a Stoccolma.
Vi racconto la nostra avventura...
Nel 1967, per la prima volta nella storia, una donna partecipò e portò a termine una maratona. Quella donna, di nome Kathrine Switzer, si iscrisse alla maratona di Boston, omettendo il suo nome, per evitare che la sua iscrizione fosse respinta, poiché le donne, allora, non erano ammesse.
K. Switzer, con il pettorale numero 261, portò a termine la maratona, segnando la storia della corsa di lunga distanza, e dimostrando al mondo intero che le donne sono perfettamente in grado di resistere a uno sforzo prolungato, esattamente come gli uomini. Cinque anni dopo...
Bisogna visitarla Rimini. Anche solo per un fritto di calamaretti pennini o di sardoncini. Maggio è un periodo stupendo per coglierne i colori, i gusti e i sapori. Dunque, meglio andarci prima dell’invasione estiva. Ecco perché chi è stato stregato dalla triplice dovrebbe partecipare almeno una volta al Challenge Rimini.
Agli inizi di aprile, come scritto in precedenza, in occasione della prima edizione della Ötillö swimrun ho avuto la fortuna di tuffarmi nelle fresche acque cristalline dell’isola di Hvar. Mentre le dita saltellano sulla tastiera e questo articolo si appresta a prendere forma, le emozioni di quell’esperienza vissuta intensamente con Zambo, compagno di avventure sportive, sono ancora vive. La percezione temporale delle piccole imprese sportive è fluida e i ricordi sono così intensi che nella quotidianità, scandita da attività perlopiù frenetiche e a volte soffocanti, riaffiorano come se si trattassero di bolle di ossigeno. Nemmeno il tempo di lasciar asciugare la muta da swimrun che dall’armadio è sbucata quella da triathlon.
Vi porto con me a Cannes ...
Da un paio di anni, per un innato e contagioso spirito d’avventura, all’attività di triathlon ho affiancato lo swimrun. Lo dice la parola stessa: si nuota e si corre. In questa sede prenderò in considerazione il marchio più famoso a livello mondiale che si riferisce alla prima prova di questo genere: l’Ötillö, che, tradotto in svedese, significa da isola a isola. Qui vi racconto la mia avventura della prima tappa del circuito internazionale (2/04/2017)!
L’American College of Sport Nutrition (ACSM) sono in accordo riguardo al fatto che il fabbisogno di un atleta, in termini di energia, macro o micronutrienti, può essere soddisfatto attraverso un’alimentazione a base esclusivamente vegetale, e questo vale anche per atleti di alto livello.
Quando però si passa dalla teoria alla pratica, i dubbi e le perplessità di atleti e allenatori sono ancora tanti e non sempre è facile pianificare la dieta in maniera adeguata.
L’arcipelago delle Canarie rappresenta un paradiso terrestre per gli appassionati della bicicletta. Il fatto che vi siano regolarmente oltre venti gradi anche durante il periodo invernale è una ragione sufficiente per fuggire dai rigidi inverni europei e andare alla scoperta del fascino di queste isole vulcaniche. Le più famose sono Gran Canaria, Lanzarote, Fuerte Ventura e Tenerife che nel tempo hanno sviluppato un sistema di accoglienza e sicurezza per i ciclisti senza eguali. Itinerari ben segnalati, buona qualità delle strade e un rispetto da parte degli automobilisti locali senza paragoni. A tratti commovente, soprattutto quando dal finestrino giungono frasi di incitamento. Oltre ai “ritiri” di famosi atleti e squadre professioniste, sulle isole si svolgono competizioni di livello internazionale nei vari ambiti degli sport di resistenza: corse a tappe in bici, trail o triathlon, come il leggendario Ironman di Lanzarote, el mas duro del circuito. Provare per credere.
Nel lontano 1890, la ‘London Vegetarian Society’ fondò il primo club di ciclisti vegetariani, tra i quali James Parsley o Will Brown divennero ciclisti di fama mondiale, e dimostrarono, per la prima volta nella storia, come l’ assunzione di alimenti animali non fosse indispensabile ai fini delle performance atletiche.
Nonostante siano passati diversi anni, la dieta ottimale per un atleta vegano non è stata ancora ben definita, ma sono tanti gli atleti che scelgono di escludere dalla loro dieta alimenti di origine animale, e raggiungono prestazioni di alto livello, senza mostrare alcun segno di carenza nutrizionale. I motivi di una scelta vegana, per un’atleta, spesso non sono di natura etica, ma sono invece mirati ad un miglioramento delle prestazioni fisiche fortemente legate alle condizioni di salute e benessere generale.
Vediamo il perché.