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L'Istituto Internazionale per le scienze spaziali, con sede a Berna, accoglie con soddisfazione il decollo della navicella spaziale, avvenuto martedì.Questo contenuto è stato pubblicato il 26 luglio 2005 - 20:33
Rudolf von Steiger, direttore del centro, sottolinea però che i razzi di questo tipo cominciano a sentire il peso degli anni.
La navicella Discovery è decollata nel pomeriggio di martedì (ora svizzera) dal centro spaziale Kennedy, in Florida. Nel corso dei prossimi 12 giorni, gli astronauti sperimenteranno le nuove misure di sicurezza adottate dopo l'esplosione dello shuttle Columbia avvenuta nel corso della manovra di rientro sulla Terra, nel mese di febbraio 2003.
L'Agenzia spaziale statunitense (Nasa) si è detta soddisfatta del lancio, anche se dalle immagini video risulta che alcuni pezzi di rivestimento termico si sono staccati dalla fusoliera della navicella durante la fase di decollo.
Il responsabile delle operazioni John Shannon ha affermato che entro domenica si spera di poter determinare gli eventuali danni al Discovery.
Un lancio significativo
La Nasa approfitterà della missione per far pervenire urgenti rifornimenti alla Stazione spaziale internazionale (SSI). «Questo lancio è estremamente significativo per gli americani, dal momento che è stato frustrante essere tagliati fuori dallo spazio per due anni e mezzo», afferma Rudolf von Steiger, direttore presso l'Istituto Internazionale per le scienze spaziali, con sede a Berna, poco prima del decollo.
«Gli statunitensi hanno dovuto chiedere aiuto a diverse altre nazioni, in particolare alla Russia, per poter accedere alla SSI, che si trova in condizioni critiche», aggiunge Steiger.
Qualche polemica
La nuova missione della Nasa non ha mancato di suscitare pareri negativi: alcuni esperti, infatti, ritengono che l'Agenzia spaziale abbia sottovalutato i rischi, inviando nello spazio degli apparecchi vetusti. I tre shuttle ancora in servizio sono infatti stati costruiti tra 13 e 21 anni fa.
Anche Von Steiger concorda su questo punto: lo shuttle è infatti stato concepito e realizzato negli anni Settanta e il primo apparecchio è entrato in orbita nel decennio seguente. «Un'altra pecca» aggiunge lo scienziato «è costituita dal fatto che gli astronauti e il carico si trovano nella stessa sezione del velivolo: ciò li rende estremamente vulnerabili in caso di incidente. Questo aspetto deve assolutamente essere migliorato».
Tuttavia, riconosce Steiger, pur tenendo conto di queste lacune, il Discovery è «ragionevolmente sicuro». Alcune immagini del decollo mostrano quelli che potrebbero essere due oggetti di grosse dimensioni staccarsi dall'apparecchio. La Nasa ha però sottolineato che i radar non hanno rilevato nessun detrito. I filmati saranno comunque analizzati attentamente, per individuare eventuali problemi che potrebbero presentarsi durante il rientro sulla Terra.
Problemi ai sensori
In un primo tempo, Discovery sarebbe dovuto decollare lo scorso 13 luglio, ma il lancio era stato posticipato in seguito alla scoperta di un difetto a uno dei quattro sensori incaricati di spegnere i motori della navicella in caso di guasto o assenza di carburante.
Gli ingegneri del programma hanno sostituito il sensore e effettuato numerosi nuovi test. Martedì mattina, non sono stati riscontrati problemi quando il serbatoio è stato riempito con ossigeno e idrogeno.
Il ricordo di Columbia
Il decollo dello shuttle Discovery aveva anche una grande importanza simbolica. Nelle menti di tutti era infatti ancora vivo il ricordo della tragedia avvenuta il 1. febbraio 2003. Pochi minuti prima dell'atterraggio previsto, intorno alle 15.00, la navetta spaziale americana Columbia si era disintegrata in volo, a un'altezza di circa 60'000 metri.
A bordo c'erano sette astronauti, fra cui il primo israeliano in orbita, Ilan Ramon. In quel momento, la navetta viaggiava ancora a circa 20 mila chilometri l'ora. Per i sei americani e l'israeliano a bordo non vi era stata via di scampo.
La tragedia era stata causata da un frammento di isolante staccatosi dal serbatoio esterno durante il decollo, che aveva poi danneggiato lo scudo termico di un'ala della navetta. Questa circostanza si era poi rivelata fatale in fase di rientro.
swissinfo, Isobel Leybold-Johnson
(traduzione e adattamento, Andrea Clementi)
Fatti e cifre
Discovery ha spiccato il volo 16,39 (ora svizzera). È la prima missione dopo l'incidente del Columbia del 2003.
Capitana della navetta è la 48enne Eileen Collins, al suo quarto volo nello spazio.
Lo shuttle rifornirà anche la Stazione spaziale internazionale.
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