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Lo svolgimento della votazione prevista a Ginevra l'8 marzo in merito alla nuova legge sulla polizia è minacciato: un cittadino ha rilevato l'assenza di un'informazione nell'opuscolo distribuito agli elettori ed ha inoltrato un ricorso davanti alla Camera costituzionale.
Il caso sarà trattato con la celerità dettata dalle circostanze, indica oggi il portavoce del potere giudiziario Henri Della Casa, confermando la notizia data dalla "Tribune de Genève". Dopo la decisione della Camera costituzionale, un ricorso potrebbe essere inoltrato successivamente al Tribunale federale.
L'8 marzo, i ginevrini dovrebbero pronunciarsi in votazione referendaria sulla riforma della legge sulla polizia, varata in settembre da una maggioranza del Gran Consiglio ma contestata per motivi diversi dal Mouvement Citoyens Genevois (MCG), dall'UDC, dai sindacati della polizia, nonché da "Ensemble à gauche" (estrema sinistra).
Il cittadino all'origine del ricorso rimprovera alla Cancelleria cantonale di aver omesso di menzionare chiaramente, nell'opuscolo informativo inviato agli elettori, che tre articoli rilevati dal testo precedente e leggermente modificati dalla riforma, sono stati dichiarati incostituzionali lo scorso ottobre dal Tribunale federale.
Gli articoli in questione menzionano i mezzi preventivi accordati alla polizia per individuare eventuali reati, ancor prima che siano commessi: le osservazioni preventive, le ricerche preventive segrete e le indagini sotto copertura, precisa Della Casa.
SDA-ATS