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Per questo motivo il Consiglio federale invita la popolazione ad approvare la Previdenza per la vecchiaia 2020 in votazione il prossimo 24 settembre.
La stabilità del sistema pensionistico svizzero è a rischio. La prevista ondata di pensionamenti delle persone nate durante il baby-boom coniugata con l'aumento della speranza di vita e i bassi tassi d'interesse metteranno a dura prova il già precario equilibrio tra entrate e uscite dell'AVS, afferma il governo in una nota.
Nella previdenza professionale è inoltre in atto una ridistribuzione non voluta dalla legge, che penalizza gli assicurati attivi. Questi devono infatti "sovvenzionare" le rendite dei pensionati visto che i rendimenti finanziari sugli averi di vecchiaia sono troppo bassi per garantire le prestazioni previste dalla legge.
Per il governo una soluzione a questi problemi esiste, e si chiama Previdenza per la vecchiaia 2020. Grazie a tutta una serie di misure, il livello delle rendite pensionistiche rimarrà invariato, promette l'esecutivo.
I due punti centrali della riforma sono l'aumento a 65 anni dell'età pensionabile per le donne e l'abbassamento dal 6,8% al 6,0% del tasso di conversione utilizzato per calcolare le rendite pensionistiche.
Per scongiurare una diminuzione delle rendite, il Parlamento ha adottato alcune misure come il supplemento di 70 franchi sulla rendita AVS per i nuovi pensionati, l'aumento per i coniugi dal 150% al 155% della rendita del primo pilastro e l'aumento dei prelievi sui salari (tramite in particolare la riduzione e la flessibilizzazione della deduzione di coordinamento).
La riforma delle pensioni comprende inoltre l'innalzamento dell'IVA di 0,6 punti e il pensionamento flessibile tra 62 e 70 anni. Previsto pure un regime transitorio per le persone che avranno almeno 45 anni al momento dell'entrata in vigore della riforma.
Formalmente la riforma si compone di due parti: una modifica costituzionale che prevede un aumento dell'IVA e una legge che comprende tutte le altre decisioni. Se il referendum lanciato contro quest'ultima dovesse riuscire, il 24 settembre si voterà due volte sullo stesso tema (il decreto federale sull'IVA è sottoposto a referendum obbligatorio). La riforma potrà entrare in vigore unicamente se entrambi gli oggetti verranno accettati.