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Nel 2011 ha vinto un milione al lotto. Eppure ha continuato a beneficiare dell’assistenza sociale. Fino al 2017, quando è stato arrestato e in seguito condannato a 42 mesi di detenzione per una lunga serie di reati.
A mettere in luce questa incongruenza è il Tribunale federale in una sentenza, pubblicata oggi*, relativa al permesso C di un cittadino croato. L’uomo, oggi 46enne, è arrivato in Svizzera nel 1992. Due anni dopo si è sposato con una cittadina elvetica, ottenendo così il permesso C. Negli anni seguenti è stato più volte condannato a pene detentive. Nel 1999 ne è anche stata pronunciata l’espulsione dalla Svizzera per cinque anni. Ma lui non se n’è mai andato, visto che la misura è stata sospesa condizionalmente per tre anni.
Forse anche a causa dei ripetuti soggiorni in carcere, il matrimonio con la cittadina elvetica è naufragato. Egli si è quindi risposato con una cittadina marocchina, ma anche queste nozze sono finite in un divorzio. Infine ci ha riprovato con una cittadina montenegrina. Con lei ha fatto due figli ma poi è giunta la separazione.
Nel frattempo l’uomo proseguiva la sua carriera criminale, sempre con il sostegno dell’assistenza pubblica che gli pagava tutte le spese di base. Ogni tanto veniva condannato, ma sempre a pene piuttosto miti. È solo nel 2017 che è stato condannato a una pena più seria, 42 mesi senza la condizionale, per una serie di reati commessi negli anni precedenti.
Allora le autorità vodesi hanno deciso di revocargli il permesso C e di invitarlo a lasciare la Svizzera una volta uscito dal carcere. Tale decisione però è stata annullata dal Tribunale amministrativo.
A questo punto è entrata in scena la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che ha deciso di presentare ricorso al Tribunale federale contro la decisione del Tribunale amministrativo vodese. La SEM chiedeva che fosse confermata l’espulsione dalla Svizzera del pluricondannato croato. Ma i giudici federali hanno dato ragione ai giudici cantonali. Nella sentenza scrivono che le autorità vodesi non potevano espellere un cittadino straniero per dei reati commessi prima del 1° ottobre 2016 e per i quali al momento del processo non era stata chiesta l’espulsione.
Il cittadino croato può quindi mantenere il suo permesso C. Ma non è detta l’ultima parola. Poiché lo stesso Tribunale federale evidenzia che dal 1° ottobre 2016 uno straniero può vedersi ritirare il permesso C se dipende durevolmente dall’assistenza sociale. Ciò che è il caso per il cittadino croato, “nonostante abbia vinto 1 milione di franchi al lotto nel 2011”. Se le autorità vodesi dovessero motivare la revoca del permesso C anche con i motivi economici, potrebbero quindi finire per ottenere ragione.
*Sentenza 2C_744/2019