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Un rapporto della Fao evidenzia come gran parte del cibo prodotto a livello globale non venga consumato.
Ogni anno su due frutti o ortaggi, uno viene perso o sprecato, mentre circa un quarto della carne prodotta a livello mondiale, non viene consumata. A dirlo è la Fao nel suo rapporto "Prevenire la perdita e lo spreco di nutrienti attraverso il sistema alimentare: azioni politiche per diete di alta qualità" in cui l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura esorta i responsabili politici a dare priorità "alla riduzione della perdita e dello spreco alimentare come mezzo per migliorare l'accesso a cibo nutriente e sano".
Il rapporto evidenzia come lo spreco del cibo avvenga, per quanto riguarda i paesi più poveri, durante la raccolta, lo stoccaggio, la lavorazione e il trasporto, mentre nei paesi ricchi durante la fase della vendita al dettaglio e del consumo. La perdita di nutrimenti desta preoccupazione anche dal punto di vista della salute. Ad esempio nel suo rapporto la Fao stima che a livello globale l'agricoltura produca il 22% di vitamina A in più del fabbisogno mondiale, ma dopo la perdita e gli sprechi, la quantità disponibile è dell'11% inferiore allo stesso fabbisogno.
"Ridurre la perdita e lo spreco di alimenti nutrienti", dice la Fao, "potrebbe quindi produrre sostanziali benefici per la salute. Fornirebbe anche rendimenti economici, in quanto il valore del cibo perso o sprecato è stimato annualmente in 1 trilione di dollari. Mangiare maggiori quantità di cibo già prodotto eviterebbe anche lo spreco di acqua, terra ed energia che sono serviti per la loro produzione".