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Agente patogeno e trasmissione
La febbre del Nilo occidentale è una malattia virale che si manifesta soprattutto negli uccelli. Tuttavia, può essere trasmessa anche agli esseri umani, ai mammiferi (p. es. cavalli, conigli, scoiattoli) e ad altri vertebrati. La trasmissione avviene principalmente tramite punture di zanzara. In Europa pare che le specie di zanzara Culex pipiens (zanzara comune) e Culex modestus svolgano un ruolo importante nella diffusione del virus. Inoltre, tra i potenziali vettori della malattia si contano diverse zanzare della specie Aedes (A): A. albopictus, A. japonicus, A. vexans e A. cinereus. Tutte le specie sopra elencate sono presenti in Svizzera.
L’essere umano non può essere contagiato direttamente né da persone malate né da animali infetti. Tuttavia la trasmissione del virus è possibile durante trasfusioni sanguigne, donazioni di organi o da madre a figlio nel corso della gravidanza.
Quadro clinico
Circa il 80 per cento delle persone infettate dal virus del Nilo occidentale non presenta sintomi. Nel 20 per cento dei casi, dopo un periodo di incubazione di 2-14 giorni, si manifestano sintomi simili a quelli dell’influenza, con febbre alta e, a volte, arrossamenti a livello del tronco. In generale si guarisce spontaneamente in un periodo di tempo che va da qualche giorno a qualche settimana. Complicazioni gravi, come encefaliti e meningiti, sono rare: insorgono in meno dell’uno per cento delle persone infette e con maggior frequenza negli anziani. Molto raramente queste complicazioni possono provocare il decesso (0,1 % delle persone infettate).
Non esiste una terapia specifica contro la febbre del Nilo occidentale: vengono curati i sintomi della malattia.
Diffusione e incidenza
Il virus del Nilo occidentale è presente in tutti i continenti ed è diffuso principalmente da uccelli migratori. È noto che dal 1950 sono scoppiati diversi focolai in Africa, Asia, Medio Oriente e nell’area mediterranea. Nei Paesi dei suddetti continenti o delle suddette zone si verificano focolai irregolari e limitati nel tempo. Al contrario, dopo essere stato introdotto a New York nel 1999 il virus si è rapidamente diffuso in tutti gli Stati Uniti, estendendo la propria presenza dal Canada al Venezuela. Più di recente sono stati censiti dei casi in Europa, soprattutto in Italia, dove nel 2022 si sono contate diverse centinaia di casi. In Svizzera il virus del Nilo occidentale è stato rilevato per la prima volta ad agosto 2022 in zanzare autoctone.
In Svizzera sono presenti diverse specie di zanzare che possono trasmettere il virus del Nilo occidentale. Trattandosi di una malattia che può colpire gli animali e l’uomo, una cosiddetta zoonosi, per la sorveglianza l’UFSP collabora strettamente con l'Ufficio federale per la sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV).
Prevenzione
Nella medicina umana non esiste alcun vaccino contro il virus del Nilo occidentale. La prevenzione è costituita dalle misure di protezione dalle zanzare.
- Misure di lotta alle zanzare: evitate i ristagni d’acqua sul balcone e in giardino, poiché potrebbero fungere da sito di riproduzione per le zanzare.
- Protezione individuale: il miglior modo di prevenire un’infezione da virus del Nilo occidentale è quello di adottare misure fisiche. Proteggetevi dalle punture di zanzara ricorrendo a zanzariere e indossando indumenti lunghi. Le misure chimiche, ovvero i repellenti contro le zanzare, non sono adatte ai neonati di età inferiore a un anno. Nel caso di bambini piccoli (>1 anno) e di bambini, i prodotti devono essere applicati con parsimonia da un adulto, evitando le mani, gli occhi e la bocca. Quest’ultima indicazione vale anche per gli adulti. Se possibile, optate per le misure fisiche. La protezione individuale è particolarmente raccomandata alle persone anziane e a quelle immunodepresse, che in caso di infezione corrono un maggior rischio di sviluppare una forma grave della malattia.
- Se dopo una puntura di zanzara vi ammalate e necessitate di un trattamento, informate il vostro medico. I casi di febbre del Nilo occidentale sono soggetti all’obbligo di dichiarazione in Svizzera.
Per informarvi sulla diffusione nel mondo della malattia e sulle possibilità di prevenzione, chiedete consiglio al vostro medico di famiglia o a uno specialista in medicina di viaggio (cfr. scheda «Link»).