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BERNA - I Cantoni a forte potenziale di risorse dovrebbero in futuro versare meno soldi per sostenere quelli meno ricchi. È quanto prevede la riforma della perequazione finanziaria approvata oggi dal Consiglio degli Stati con 37 voti contro 3 e 4 astenuti.
Punto centrale della riforma è l'aumento all'86,5% della dotazione minima di risorse garantita ai cantoni. Tale cifra è superiore all'obiettivo attuale dell'85%, ma minore del livello reale raggiunto.
L'obiettivo della dotazione minima di risorse pro capite è infatti stato nettamente superato da tutti i Cantoni: il Giura, cantone finanziariamente più debole, ha raggiunto nel 2018 un indice dell'88,3%.
L'aumento dell'obiettivo minimo avrà però come conseguenza una riduzione di circa 220 milioni dei versamenti destinati ai "cantoni poveri". Quelli con maggiori risorse dovrebbero invece risparmiare mezzo miliardo di franchi.
La riforma adottata prevede anche di portare il contributo federale alla perequazione delle risorse dal 147% al 150% del totale versato dai cantoni. Ciò corrisponde al massimo previsto dalla Costituzione. La spesa per la Confederazione aumenterà di 20 milioni di franchi.
Altro cambiamento: gli importi versati dalla Confederazione e dai Cantoni "ricchi" a quelli "poveri" dovrebbero essere calcolati annualmente, e non più ogni quattro anni. Così l'importo compensativo seguirà l'evoluzione effettiva delle disparità tra i Cantoni.
Da segnalare che nel 2019 la Confederazione e i cantoni finanziariamente forti dovrebbero mettere a disposizione dei cantoni più deboli 4,22 miliardi, il 3,5% in più rispetto a quest'anno. Il Ticino riceverà 42,98 milioni, circa 1,65 milioni in più, mentre l'importo versato ai Grigioni sarà di 270,09 milioni, circa 1,9 milioni in più.