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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale prevede di mettere in pratica le raccomandazioni formulate dalla Commissione nazionale d'etica in materia di medicina umana (CNE) nel suo rapporto "Prassi in materia di varianti dello sviluppo sessuale"? Se sì, come ed entro quando?</p><p>2. Di quale formazione devono disporre i gruppi interdisciplinari menzionati nel suddetto rapporto per poter praticare trattamenti di attribuzione di un sesso ai minori? La formazione richiesta è la stessa per gli interventi chirurgici e i trattamenti ormonali? Comprende anche aspetti pedagogici che preparino ad un'informazione adeguata dei genitori di bambini intersessuali? All'occorrenza si intende informare i medici sulle questioni pratiche inerenti alle varianti dello sviluppo sessuale?</p><p>3. Il Consiglio federale dispone di statistiche sulle persone che presentano varianti dello sviluppo sessuale in Svizzera, in particolare sul numero delle persone interessate e dei trattamenti medici? Intende eventualmente raccogliere questi dati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Su mandato del Consiglio federale, la Commissione nazionale d'etica per la medicina umana (CNE) ha presentato alla fine del 2012 il rapporto "Prassi in materia di varianti dello sviluppo sessuale. Aspetti etici dell'approccio all''intersessualità'" (www.nek-cne.admin.ch &gt; Pubblicazioni &gt; Pareri &gt; No. 20/2012). Il parere contiene 14 raccomandazioni destinate soprattutto ai medici e alle associazioni professionali, ma in parte anche ai servizi statali. L'aspetto centrale è la richiesta di rispettare l'integrità delle persone con varianti dello sviluppo sessuale e di combattere ogni forma di discriminazione. Il 6 luglio 2016 il Consiglio federale ha preso atto dello stato di attuazione delle raccomandazioni che riguardano la Confederazione e ha successivamente informato l'opinione pubblica con un comunicato stampa (www.admin.ch &gt; Documentazione &gt; Comunicati stampa) e le Commissioni della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati con lettera del 6 luglio 2016.</p><p>Come allora, il Consiglio federale constata che le misure che rientrano nella responsabilità della Confederazione, deducibili dal rapporto citato, sono state in gran parte attuate o sono in corso di attuazione.</p><p>Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (UFGP) ha esaminato le norme penali sugli interventi chirurgici di riassegnazione sessuale, in particolare quelle sul consenso e sulla prescrizione del reato di lesioni gravi (art. 122 CP). Il diritto vigente disciplina adeguatamente queste situazioni, per cui non vi è necessità di ulteriori adeguamenti.</p><p>Una prima semplificazione della procedura per la modifica dell'iscrizione del sesso nei registri dello stato civile è stata attuata sulla base di una comunicazione ufficiale del 1° febbraio 2014 dell'Ufficio federale dello stato civile. Attualmente il DFGP sta esaminando una modifica di legge che permetta alle persone con identità transessuale e che presentano varianti dello sviluppo sessuale di modificare in modo più agevole l'iscrizione del sesso e del nome nel registro dello stato civile. È ipotizzabile che in futuro possano semplicemente dichiarare allo stato civile, senza interventi medici preliminari o una perizia, la loro volontà di modificare l'iscrizione.</p><p>Nel quadro del messaggio del 15 febbraio 2017 concernente la modifica della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (Ulteriore sviluppo dell'AI; FF 2017 2191) il Consiglio federale ha proposto un aggiornamento dei criteri per le infermità congenite. Al termine delle consultazioni dovrà essere adeguata l'ordinanza del 9 dicembre 1995 sulle infermità congenite (RS 831.232.21). Nel quadro della revisione di questa ordinanza si procederà anche alla modifica dei termini discriminatori come raccomandato nel rapporto della CNE.</p><p>In vista delle future procedure legislative si dovrà tenere maggiormente presente rispetto a oggi non soltanto la parità di genere, ma in generale la molteplicità delle identità di genere.</p><p>L'esame del diritto fondamentale alla protezione dalla discriminazione in base al sesso è stato avviato con il "Rapporto sul diritto in materia di protezione dalla discriminazione" in adempimento del postulato Naef 12.3543. Basandosi su uno studio del Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU), il Consiglio federale è giunto alla conclusione che il diritto svizzero offre fondamentalmente una protezione sufficiente dalla discriminazione, ma si è dichiarato disposto ad approfondire diverse raccomandazioni del CSDU in quest'ambito. Della maggior parte di queste raccomandazioni si tiene già conto nel quadro di progetti o di mandati in corso.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che due misure non debbano essere attuate: innanzitutto un'offerta gratuita di consulenza psicosociale con contenuti molto vasti, dato che esistono già molteplici offerte di consulenza gratuita da parte di professionisti della medicina, autorità e privati. In seguito non vede nemmeno la necessità di adeguare la legislazione sull'assicurazione invalidità e quella sull'assicurazione obbligatoria malattia e infortunio.</p><p>2. La commissione centrale d'etica dell'Accademia svizzera delle scienze mediche ha studiato ampiamente le raccomandazioni della CNE sul tema dell'intersessualità, giungendo alla conclusione che l'adozione di misure nel campo della formazione dei gruppi professionali coinvolti è compito delle associazioni professionali o di gruppi di esperti internazionali. Con la revisione del catalogo degli obiettivi di apprendimento nello studio della medicina umana (Profiles) è stato introdotto un obiettivo concernente la sessualità e il genere. Le varianti dello sviluppo sessuale rientrano inoltre nei contenuti didattici della formazione continua in diverse specialità mediche che ne sono interessate (urologia, pediatria ecc.). Tuttavia non vi sono direttive della Confederazione in merito a prassi concrete in materia di trattamento o informazioni in questo settore, dato che si tratta di un compito che spetta alle associazioni professionali interessate.</p><p>3. L'Ufficio federale di statistica (UST) raccoglie e pubblica, tra l'altro, i dati della statistica medica degli ospedali, in particolare delle diagnosi e delle procedure al momento del ricovero. Dato che sul piano internazionale non vi è intesa su una definizione univoca delle diagnosi e dei trattamenti che corrispondono a "varianti dello sviluppo sessuale" (Differences/Disorders of Sex Development, DSD) - in quanto queste varianti possono basarsi su numerosi sistemi (anatomico, genetico, endocrino ecc.) ed essere considerate tali oppure no a seconda dei casi - non è possibile estrarre dati esatti ed esaustivi senza precisare quali sono i codici da selezionare. Inoltre i dati del settore ambulatoriale degli ospedali non contengono le diagnosi e l'UST non dispone di dati dei pazienti, degli studi medici e dei centri ambulatoriali e quindi nemmeno di statistiche relative alle persone intersessuali o di dati esaustivi sulle persone che vivono con "varianti dello sviluppo sessuale" in Svizzera. Anche una futura rilevazione uniforme di questi dati sarebbe ostacolata dalle differenti definizioni e caratteristiche delle DSD.</p>  Risposta del Consiglio federale.