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Durante la sua seduta, il Consiglio federale ha riaffermato la volontà di rafforzare la via bilaterale con l’Unione europea. È soprattutto grazie a questa soluzione, infatti, se gli scambi commerciali tra la Svizzera e l’UE si sono sviluppati a tal punto che l’UE è il principale partner commerciale della Svizzera. Basti pensare che il volume commerciale tra l’Unione europea e il nostro Paese è pari alla metà degli scambi tra l’UE e la Cina e quasi al doppio di quelli tra l’UE e la Turchia.
Il Consiglio federale ritiene che la via bilaterale vada mantenuta per ragioni politiche, economiche e sociali: politiche, perché la via bilaterale è stata scelta e sostenuta dal popolo a più riprese e perché consente di accrescere la prosperità del nostro Paese, garantendone l’indipendenza; economiche e sociali per gli investimenti, l’occupazione e la stabilità del finanziamento delle assicurazioni sociali.
Questioni istituzionali e un nuovo contributo alla coesione
Riguardo agli accordi di accesso al mercato, per mantenere e sviluppare la via bilaterale è necessario un chiarimento delle norme istituzionali di funzionamento. Il Consiglio federale, sulla base del mandato approvato nel dicembre 2013, ha fatto il punto sui negoziati in corso in materia. L’Esecutivo ha costatato la necessità di portare avanti i negoziati in vari settori, soprattutto sulla questione dell’esatta portata del diritto soggetto alla procedura di risoluzione delle controversie, sulla questione degli aiuti statali e su alcuni aspetti riguardanti la libera circolazione delle persone.
Il Consiglio federale ha inoltre fatto il punto sullo sblocco di tutti i dossier di reciproco interesse in corso tra la Svizzera e l’UE; ritiene che la ripresa delle discussioni in numerosi settori produrrà risultati e intese nei mesi a venire.
Il Consiglio federale ha anche discusso sulla questione di un nuovo contributo alla coesione per partecipare alla riduzione delle disparità economiche e sociali nei Paesi dell’Unione. Ha deciso quindi di impostare i lavori preparatori secondo una strategia più mirata rispetto al primo contributo, stabilendo due ambiti prioritari: la formazione professionale e la migrazione. I progetti a favore di questi Paesi potranno essere dedicati anche ad altri ambiti che apportino un valore aggiunto alla Svizzera. La questione del nuovo contributo autonomo alla coesione sarà comunque esaminata, a tempo debito, alla luce di una valutazione generale di tutti i dossier europei.
In autunno, diverse tappe di valutazione
Il Consiglio federale ha deciso che questa valutazione generale dello sviluppo dei dossier europei si svolgerà all’inizio del prossimo autunno. In base all’andamento della situazione, considererà nuovamente l’opportunità di portare avanti i suoi lavori preparatori in vista di un nuovo contributo.
Il Consiglio federale intende organizzare anche un incontro ad alto livello tra la Svizzera e l’Unione europea i cui obiettivi principali saranno la firma dei dossier già pronti e una valutazione generale dello stato di avanzamento dei negoziati in corso.
Nelle settimane successive all’incontro e sulla base di tutti gli elementi fattuali noti in quel momento, il Consiglio federale prevede infine di dedicare un’altra seduta alla politica europea della Svizzera.
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