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La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha lanciato da Davos un appello alla comunità internazionale affinché assista l'Ucraina in un conflitto che appartiene "a un altro secolo". Il Paese "deve vincere la guerra", ha affermato, e la sua ricostruzione "richiede un'unità senza precedenti". Per questo anche la conferenza che la Svizzera organizzerà in luglio a Lugano è benvenuta. Per finanziare l'operazione, si dovrà se possibile ricorrere anche ad asset russi.
La porta per la Russia non è però definitivamente chiusa, se ritroverà "la via dello Stato di diritto" e del rispetto del diritto internazionale, ha detto rispondendo a una domanda del direttore del Forum economico mondiale, Klaus Schwab. I russi devono poter scegliere il loro destino.
Von der Leyen ha poi invitato l'Europa a costruire partenariati che le evitino di ripetere gli errori del passato nell'approvvigionamento di materie prime e quindi di sostituire con altre dipendenze quelle dal petrolio e soprattutto dal gas russi.
I Paesi membri della NATO non devono già oggi anteporre gli interessi economici (energetici in particolare) a quelli legati alla sicurezza, ha detto invece il segretario generale dell'Alleanza, Jens Stoltenberg, che ha preso la parola in seguito. La decisione di aderire presa da Svezia e Finlandia è stata definita storica dal politico norvegese. Sforzi europei sono annunciati anche nell'ambito della sicurezza ma "non dovranno entrare in collisione con la NATO", con la quale andrà costruita una collaborazione sull'asse fra il Vecchio continente e gli Stati Uniti.
Quanto all'andamento del conflitto in atto, Stoltenberg ha dichiarato che bisognerà evitare che "non si deteriori in una guerra totale". Sotto comando NATO ci sono 40'000 soldati nelle vicinanze dell'Ucraina. Al momento "non si può prevedere quali saranno gli sviluppi" delle ostilità.