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Il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto sulla situazione relativa alla raccolta dei dati riguardanti la violenza nei confronti dei i bambini e rileva che questi dati hanno un elevato grado di frammentazione. Il rapporto precisa inoltre che, in assenza di una base giuridica esaustiva, non è possibile elaborare una statistica nazionale.
Nel suo rapporto del 15 settembre 2023 (in tedesco, in francese) in risposta al postulato 19.3119 di Yvonne Feri, il Consiglio federale afferma che la competenza in materia di protezione dei minori, e quindi anche di raccolta dei dati, spetta ai Comuni e ai Cantoni e che i servizi coinvolti sono molteplici (ad es. APMA, consultori di aiuto alle vittime di reati, ma anche autorità del perseguimento penale, centri di assistenza all’infanzia e alla gioventù, ecc.). Da ciò deriva la situazione estremamente frammentata dei dati sulla violenza nei confronti dei bambini in Svizzera.
La Confederazione potrebbe raccogliere dati sulla violenza nei confronti dei minori a livello nazionale, a condizione che questi siano rilevati in tutti i Cantoni sulla base di definizioni comuni e secondo le stesse regole e poi trasmessi elettronicamente alla Confederazione, in modo coordinato a livello temporale, mediante un unico strumento. Tuttavia, manca una base giuridica esaustiva che obblighi i Cantoni a fornire tali dati alla Confederazione (cfr. Comunicato stampa del 15.09.2023).
La Rete svizzera dei diritti del bambino ha pubblicato una presa di posizione a favore, tra l’altro, di una raccolta di dati omogenea sulla situazione dei bambini e dei giovani vittime di violenza e di un’armonizzazione dei metodi di rilevazione sulle questioni relative alla protezione dei minori (cfr. News del 20.10.2023, in tedesco, in francese).
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