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LOCARNO - Temperature del 5 di gennaio: 9 gradi in Ticino, 14 a Firenze, 18 a Palermo e 20 a Valencia. E' di qualche giorno fa la notizia che il 2007 potrebbe diventare l'anno piu' caldo finora mai registrato. A sostenere questa tesi, tendenzialmente confermata dal caldo di questi primi giorni dell'anno, e' l' Ente Meteorologico Nazionale (MET) della Gran Bretagna, secondo cui la corrente di El Nino sull'Oceano Pacifico contribuirà a far ulteriormente salire la temperatura globale, dando origine ad un esteso periodo di caldo. Secondo i meteorologi inglesi, c'e' il 60% di possibilita' che la media delle temperature sia uguale o superiore a quella registrata nel 1998, l'anno finora più caldo. La previsione e' di 0,54°C sopra la temperatura media per periodo 1961-1990 di 14°C, piu' alta quindi rispetto allo scarto segnato nel '98, pari a 0,52°C.
Gli esperti hanno tratto le loro conclusioni principalmente da due fattori: l'effetto dei gas-serra e quello di El Nino, annunciato dall'arrivo di un caldo anomalo nelle acque del Pacifico al largo del Sud America. Il record di caldo del 2007 sarebbe quindi legato alla moderata energia gia' acquisita da El Nino sull'Oceano Pacifico. Fenomeno che, secondo l'Organizzazione mondiale metereologica (OMM), dovrebbe proseguire per tutto il primo quadrimestre dell'anno, con un effetto a catena.
''C'e' un intervallo piuttosto lungo di quattro mesi tra El Nino e il riscaldamento globale delle temperature - spiega Chris Folland, capo del centro di ricerca sul climadi Hadley - Ci siamo serviti di due metodi per prevedere gli effetti di El Nino: uno statistico e l'altro matematico, analizzando anche i dati registrati nei precedenti 50 anni. Cosi' abbiamo ricavato una probabilita' del 60% di un'annata da caldo record, il che significa che e' piu' probabile che avvenga''.
Lo scorso dicembre la media della temperatura globale, secondo i dati dell'OMM, e' stata di 0,42°C superiore a quella registrata tra il 1961 e il 1990, conferendo cosi' all'ultimo semestre appena trascorso il record di piu' caldo, con una temperatura media di 9,7°C, cioe' un grado in piu' rispetto a quella segnata nello stesso periodo tra il 1971 e il 2000.
Dati affidabili?
I dati sono attendibili? Giriamo la domanda a Fosco Spinedi meteorologo di MeteoSvizzera a Locarno Monti: "La possibilità è reale. L'Ente Meteorologico Nazionale della Gran Bretagna è molto serio. Questo non è sensazionalismo. E non ci sono motivi per dubitare della qualità dell'informazione. Se le previsioni sono giuste o sbagliate lo si vedrà però solo tra dodici mesi”.
Esistono proiezioni ticinesi, di questi dati? "No. Questi modelli - spiega ancora Spinedi - viaggiano su scala mondiale, al limite continentale".
"Le previsioni climatologiche con validità di diversi mesi - precisa Spinedi - vengono fatte in base a delle probabilità. E’ insomma una previsione probabilistica, non deterministica come sono invece le quotidiane previsioni del tempo. Per esempio le posso dire, con una previsione determinista, che domani in Ticino saranno 9 gradi. Una previsione climatologica la si ottiene invece in base alla probabilità che si avveri una deviazione dalla media. E l’Ente Nazionale della Gran Bretagna, facendo più corse di modelli, ha trovato questa probabilità: grande caldo. Il 60% è comunque un 10% più della metà e dunque è giusto dire che tendenzialmente dovrebbe essere ancora un anno caldo”.
Anno caldo: siccità, forti temporali ed alluvioni?
Keith Allot, leader del programma sui cambiamenti climatici del WWF britannico, ha dichiarato a Bloomberg che questa previsione costituisce l'ennesima prova che i cambiamenti climatici sono una minaccia reale, attuale e sempre piu' grave. Il MET teme che a causa dei picchi di temperatura previsti per quest'anno, si possano registrare fenomeni di eccezionale siccità, occasionali ma fortissime tempeste e circoscritti periodi di intense piogge con conseguenti alluvioni.
"Il riscaldamento globale - aggiunge Spinedi - è legato a degli estremi di tempo. Se c’è più caldo c’è anche più energia nell’aria e dunque i fenomeni posso essere più violenti. La probabilità che ci siano alluvioni c’è. Ed effettivamente è più alta che in una situazione nella media”.
joe.p./ansa