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Cura e assistenza a domicilio
Molti anziani desiderano rimanere il più a lungo possibile nella propria abitazione, dove si sentono al sicuro e a proprio agio. Poter continuare a vivere a casa propria è sicuramente un fattore che contribuisce notevolmente a una migliore qualità di vita, ma spesso la fatica di assistere un anziano si ripercuote sulla salute del caregiver familiare. È perciò importante che vi prendiate cura anche di voi stessi!
Una persona della vostra famiglia o a voi vicina ha bisogno di sostegno e voi desiderate assumervi il compito di assisterla? Vale la pena di riflettere bene prima di prendere una decisione.
Quando un membro della famiglia si ammala o col passare del tempo un anziano ha sempre più bisogno di sostegno, sono spesso i familiari che si fanno carico dell’assistenza. Bisogna però tenere presente che assistere una persona anziana, malata o disabile ha spesso delle ripercussioni non solo sulla salute del caregiver, ma anche sulla sua vita sociale e familiare nonché sulle sue finanze. In questa situazione, le parti coinvolte faranno esperienze diverse, che possono essere soddisfacenti o negative.
Prima di assumersi il compito di assistere a domicilio un familiare è quindi opportuno porsi le seguenti domande:
- Che tipo di assistenza desidera la persona?
- Questo compito come influenzerà la vostra vita quotidiana e familiare?
- Quali sono le vostre possibilità e i vostri limiti?
- Chi vi sostituirà durante le vostre vacanze o il tempo libero?
- Quali accordi si possono trovare per compensarvi a livello economico?
- Quali altri impegni avete? Come organizzate la vostra giornata?
- A quali prestazioni economiche ha diritto la persona assistita? Cassa malati, assegno per grandi invalidi o prestazioni complementari?
- Come si può adattare l’abitazione alle nuove esigenze?
Una volta che tutto è stato discusso, valutato e regolato nei dettagli si può prendere una decisione.
Possibili difficoltà
Un’assistenza a lungo termine può comportare delle difficoltà, ad esempio quando
- la persona curante ha altri obblighi (figli piccoli, lavoro);
- l’impegno supera le sue forze (problemi di salute, instabilità psichica, lunghe distanze, alloggio troppo piccolo, ecc.);
- i rapporti con l'anziano erano già tesi o lo diventano;
- sono in gioco interessi economici;
- la persona curante si sente obbligata a tener fede a un impegno assunto in passato in una situazione completamente diversa.
Di solito, col passare del tempo le cure diventano sempre più onerose e richiedono un crescente impegno sul piano sia fisico che psichico. Il rapporto tra il familiare caregiver e l’assistito può così cambiare. Particolarmente gravosa è l'assistenza di una persona affetta da demenza. In questo caso si ha una perdita progressiva delle capacità cognitive e dell’autonomia, mentre il legame emotivo e sociale tra il familiare curante e la persona assistita si allenta sempre più. Per i familiari questa situazione è molto dolorosa e difficile. Per garantire a lungo termine l’assistenza di una persona non autonoma, è quindi imperativo ricorrere all’aiiuto di personale professionale.
Introducendo dei piccoli adattamenti, il confort e la sicurezza di un’abitazione possono essere migliorati, come pure l’autonomia della persona che ci vive. Oltre ai mezzi ausiliari sono disponibili anche dei di servizi di sostegno.
Scale e gradini
Allungare la ringhiera sulle scale consente di salire l’ultimo gradino più agevolmente e con maggiore sicurezza. Fate riparare i gradini sdrucciolevoli o in cattivo stato.
Illuminazione
Controllate che in tutto l’alloggio ci sia una buona illuminazione (con il ritorno dell’ora solare prolungare la durata dell’illuminazione automatica).
Campanello e porta di entrata
Regolare il campanello in modo che si senta bene oppure fate installare un segnale ottico. È anche utile utilizzare un citofono, il cui volume può essere regolato.
Porte
Eliminare i disivelli sul pavimento e allargare le porte affinché misurino almeno 80 cm di larghezza per permettere eventualmente il passaggio con il bastone o la sedia a rotelle.
Pavimenti
Preferire scarpe con delle suole antiscivolo e fissare bene i tappeti sul pavimento. Rinunciare alle passatoie e agli scendiletto o fissarli con un adesivo. Fissare i fili elettrici e telefonici per evitare che vi si inciampi.
Mobili
Eliminare i mobili che possono causare cadute o ferite (parti sporgenti, spigoli taglienti, angoli).
Cucina
Gli oggetti di uso quotidiano devono essere posti alla giusta altezza. Nel caso di mobilità limitata e indebolimento è bene procurarsi apparecchi e utensili elettrici di facile uso: forni, pentole, forbici, apriscatole, aspirapolvere, ecc.
Bagno/WC
Oltre a un rialzo per il water si possono fissare alle pareti delle maniglie o dei corrimano. I rubinetti devono essere facilmente apribili. Dotare la vasca da bagno di un sedile e assicurarsi che il tappetino antiscivolo della vasca aderisca bene.
Sistema di telesoccorso
Le persone che vivono sole o sono in condizioni di salute precarie possono procurarsi il sistema di telesoccorso della Croce Rossa. In caso di emergenza, per chiedere aiuto basta premere il tasto dell’apparecchio che si porta al polso.
Assistere una persona non autosufficiente non significa solo prestarle delle cure, ma anche organizzare la vita quotidiana in modo da rendergliela più sopportabile.
Basta poco per aumentare il senso di benessere: avere la radio o la televisione a portata di mano, un mazzo di fiori, un quadro, qualcosa di interessante da leggere. Forse la persona assistita aveva un hobby che può essere adattato alle nuove condizioni di vita? Trovate insieme il modo per riorganizzare la giornata in modo soddisfacente.
- Il rapporto tra familiare caregiver e persona assistita deve essere caratterizzato dal rispetto.
- Portate un po’ di allegria nella vita di ogni giorno.
- Nei limiti del possibile, favorite l’autonomia dell’assistito.
- Chiedete alla persona che tipo di assistenza desidera e coinvolgetela nell’organizzazione della giornata.
Curare il rapporto
Se un problema influisce negativamente sul rapporto tra il caregiver e l’assistito, vale la pena di affrontarlo apertamente. Non è sempre facile, però rispettando qualche regola il dialogo può essere costruttivo: parlate in prima persona, esprimete le vostre sensazioni e corroboratele con esempi concreti. Ascoltate l’altro e, se qualcosa non vi è chiaro, fate delle domande. La presenza di una terza persona neutrale può facilitare la comunicazione.
Mantenere l’autonomia
Certi giorni l’assistito riesce a svolgere determinati compiti autonomamente e in altri giorni no. Chiedetegli se e quando ha bisogno di aiuto, concentratevi su ciò che riesce ancora a fare da solo piuttosto che sulle sue limitazioni, adottate un atteggiamento positivo e create un’atmosfera incoraggiante. La persona assistita dovrebbe fare tutto quello che è ancora in grado di fare. Ne guadagnerà la sua autostima.
L’aggressività nasce spesso dalla sensazione di inadeguatezza di fronte alle situazioni della vita quotidiana, e le persone affette da demenza ne sono particolarmente colpite.
L’aggressività dell’assistito si ripercuote negativamente sulla qualità delle cure. Organizzare l’assistenza risulta più difficile, mentre lo slancio e l’umore del caregiver ne risentono. Per affrontare un comportamento aggressivo è necessario capirne le ragioni: chi male sopporta la propria mancanza di autonomia, chi si sente incompreso o è afflitto da dolori, può reagire in modo brusco, adirarsi e talvolta ricorrere addirittura all’aggressione fisica.
Come affrontare un comportamento aggressivo:
- Mantenere la calma e non mostrarsi timorosi né spaventati.
- Cercare di scoprire la causa della rabbia per evitarla in futuro.
- Se gli episodi di aggressività diventano ricorrenti, chiedere aiuto. Parlare con una persona di fiducia o chiedere consiglio al medico.
Può accadere che una persona non autosufficiente si comporti in modo aggressivo nei confronti del caregiver, ma può avvenire anche il contrario. Per prevenire i maltrattamenti può essere utile prendersi una pausa o frequentare dei corsi di formazione.
Secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità i maltrattamenti sono un atto commesso o omesso. In quest’ultimo caso si parla abitualmente di negligenza. I maltrattatamenti possono essere fisici o psicologici, in particolare quando si tratta di aggressioni verbali. Sono possibili anche abusi di natura economica o materiale. In ogni caso, i maltrattamenti causano sofferenza e dolore, violano i diritti umani e pregiudicano la qualità della vita.
Le cause dei maltrattamenti possono essere molteplici, ma per prevenirli è importante evitare le situazioni logoranti. Uno studio ha dimostrato che i familiari curanti sono in grado di affrontare meglio situazione difficili e reagire in modo adeguato se beneficiano di un’apposita formazione.
- È importante concedersi con regolarità delle pause sufficientemente lunghe, durante le quali ci si può fare sostituire da un altro familiare o da un servizio specializzato.
- Assistere e prendersi cura di qualcuno è un’esperienza provante, sia a livello fisico che psichico. Comunicare in modo chiaro e trovare un’intesa è faticoso, richiede un grande sforzo e molta energia, eppure è solo così che il rapporto può essere soddisfacente per entrambe le parti. Eventuali contrasti vanno affrontati apertamente. Parlate perciò di ciò che vi angustia con la vostra famiglia, con gli amici, con un gruppo di auto-aiuto o con uno specialista.
Sarete in grado di occuparvi di un’altra persona soltanto se voi stessi siete in buona salute. Prendetevi quindi cura di voi e mantenete i contatti sociali.
L'esperienza mostra che, rispetto alla media, i familiari curanti hanno più spesso problemi di salute, che vanno dai dolori di schiena all’esaurimento. Sovente i caregiver assistono i loro congiunti senza concedersi pause, non hanno tempo per se stessi, dormono male o non riescono gestire le emozioni. Un ulteriore fattore che non di rado pesa sulla loro salute è l'isolamento sociale. Per prevenire questo tipo di problemi è consigliabile attenersi alle seguenti regole.
- Concedetevi lunghe pause. Avete il diritto di dedicare del tempo a voi stessi, andare in vacanza o incontrare gli amici. Questo non significa trascurare il proprio compito o non esserne all’altezza.
- Salvaguardate la vostra salute. Se siete nervosi o perdete facilmente la pazienza, forse avete raggiunto il limite delle vostre forze. Abbiate cura di voi stessi!
- Quando è in gioco la propria salute è lecito dire di no.
- Assistere e curare un malato è un’esperienza faticosa, sia a livello fisico che psichico. Affinché il rapporto sia soddisfacente per tutti bisogna cercare di immedesimarsi nell’altro e sforzarsi di capirsi a vicenda. Eventuali contrasti devono essere affrontati apertamente: parlate di ciò che vi angustia con la vostra famiglia, con gli amici, con un gruppo di auto-aiuto o con uno specialista.
- Prestare particolarmente attenzione alla schiena. Degli esercizi mirati aiutano a rafforzare i muscoli dorsali, che vengono messi a dura prova nel prodigare le cure.
Prendete seriamente i problemi di salute e parlatene con il medico. Ecco i sintomi che dovrebbero mettervi in guardia:
- vi sentite spossati e soffrite di insonnia;
- malattie e acciacchi con i quali avete finora convissuto peggiorano improvvisamente;
- siete scoraggiati, depressi, nervosi;
- non avete appetito e non vi nutrite in modo sano;
- subentrano problemi alla schiena o dolori alle gambe;
- ritornano vecchi disturbi o ne compaiono di nuovi.
Prendersi cura di un familiare può essere molto gravoso, soprattutto se l’assistenza si protrae per anni o si intensifica.
Strutture con possibilità di ricovero per la notte o per brevi soggiorni, cliniche e centri diurni, sostituzione da parte di volontari o di altri familiari. Per non esaurire le proprie forze è importante essere bene organizzati e avvalersi di tutte le possibilità di sostegno disponibili:
- Servizio trasporti, Telesoccorso, ecc.
- Condivisione dei compiti con altri membri della famiglia (ad esempio i lavori domestici)
- Mezzi ausiliari (letto per degenti, alza WC).
- Gruppo di auto-aiuto, sostegno psicologico.
- Collaborazione con professionisti, soprattutto nel caso di persone completamente dipendenti (medici, terapisti, servizi di assistenza e cura a domicilio Spitex, servizi sociali ecc.)
All’inizio può essere utile frequentare un corso o avvalersi di una consulenza, ad esempio della vostra organizzazione Spitex.
Se si rende necessario il ricovero temporaneo o definitivo in un istituto medicalizzato, è consigliabile parlarne per tempo con la persona interessata, il medico, il partner, la famiglia e le persone più vicine in modo che si possa trovare una soluzione adeguata alla nuova situazione. La decisione di trasferire l’assistito non significa «abbandonarlo» o «sbarazzarsene».
A seconda del grado di autonomia della persona assistita è importante prendere confidenza con le cure. I consigli che seguono possono facilitare la vita quotidiana. All’inizio può essere utile frequentare un corso o farsi consigliare da un servizio di assistenza e cura a domicilio della vostra regione.
Conservare la mobilità
Se i muscoli e le articolazioni restano per molto tempo immobili, si irrigidiscono, cominciano a far male e muoversi diventa sempre più difficile.
- Incoraggiate la persona assistita a compiere da sola il più a lungo possibile certe attività quotidiane come alzarsi dal letto, cucinare, ecc.
- Aiutatela a eseguire regolarmente gli esercizi prescritti.
- Se la persona è costretta a letto, il medico o i servizi di assistenza e cura a domicilio potranno indicarvi gli esercizi più adatti.
Per favorire la mobilità sono disponibili numerosi mezzi ausiliari: deambulatore, sedile rialzato del water, sedia per la vasca da bagno ecc.
Evitare le cadute
Le persone anziane sono spesso esposte alle cadute perché sono meno flessibili, hanno una visione ridotta o soffrono per gli effetti collaterali dei farmaci.
Come evitare le cadute:
- provvedere a una buona illuminazione;
- rimuovere gli ostacoli, come i fili elettrici;
- arredare la sala da bagno badando alla sicurezza.
In caso di caduta, applicate le misure di pronto soccorso che potete apprendere in uno dei tanti corsi specifici. Se la persona ogni tanto rimane a casa da sola è opportuno dotarla di un dispositivo di allarme da attivare in caso di necessità.
Proteggere la schiena
Aiutare qualcuno ad alzarsi e a camminare comporta un grande sforzo per la schiena: degli esercizi mirati permettono di rafforzare i muscoli dorsali, che vengono costantemente sollecitati durante l’assistenza.
Fate quindi attenzione alla vostra postura. Lo Spitex può mostrarvi come proteggere la schiena durante l’attività. Eventualmente esistono anche dei corsi per apprendere le tecniche giuste e degli esercizi mirati per rafforzare i muscoli particolarmente sottoposti a sforzo.
Vestirsi
Se una persona ha bisogno di aiuto per vestirsi e svestirsi dovrà indossare abiti comodi e pratici, che siano nello stesso tempo esteticamente gradevoli. Aiutate la persona anziana a valorizzarsi e andate insieme a comprare gli abiti: se indosserà dei vestiti di suo gusto si sentirà meglio. Informatevi sui mezzi ausiliari esistenti, come ad esempio gli infila-collant.
Cure corporali
Non è facile accettare che un’altra persona si occupi della cura del nostro corpo. Agite perciò con tatto, siate pazienti e, nei limiti del possibile, incoraggiate l’autonomia. Una buona igiene corporale e vestiti puliti sono importanti per il benessere generale della persona; si evitano così odori sgradevoli e si mantiene sana la pelle. La nozione di pulizia è però molto individuale. Parlatene con la persona assistita e agite di conseguenza. Dei mezzi ausiliari adeguati possono alleviarvi il compito.
Il manuale «Curare e assistere a domicilio» mostra passo a passo come effettuare la cura del corpo o la rasatura a letto o al lavabo, e come entrare e uscire dalla vasca da bagno.
Mangiare e bere
Essere costretti a contare sull’aiuto di qualcuno per mangiare e bere causa un forte senso di dipendenza: inappetenza, difficoltà di masticazione e di deglutizione oppure nausea e vomito possono aggravare la situazione. Inoltre certi farmaci possono compremettere l’appetito; è quindi importante non trascurare l’inappetenza, perché col tempo può provocare problemi di salute. Per stimolare l’appetito, di tanto in tanto si può invitare una persona cara all’assistito oppure offrirgli più volte al giorno dei piccoli spuntini con un alto valore nutritivo.
Molti anziani avvertono meno di prima la sensazione della sete e di conseguenza bevono troppo poco, esponendosi al rischio di disidratazione, debolezza, sonnolenza o stato confusionale. È perciò opportuno tenere sempre a portata di mano delle bevande, preferibilmente non zuccherate.
Dei denti mancanti, una protesi che non aderisce bene, gengive infiammate o una micosi della bocca sono ulteriori fattori che impediscono una buona masticazione.
Evacuazione
L’evacuazione fa parte della sfera più intima della persona. Il fatto di non essere più in grado di andare in bagno da soli viene vissuto da molti come qualcosa di umiliante. Se poi sono presenti anche disturbi come diarrea, stitichezza, incontinenza fecale o urinaria si può addirittura essere sopraffatti da sentimenti di vergogna. Di solito questo aspetto delle cure è visto come qualcosa di particolarmente sgradevole ed è quindi importante che l’assistito possa continuare a svolgere tali funzioni il più a lungo possibile in modo autonomo. Per mantenere la mobilità vale la pena di accompagnarlo in bagno. Anche in questo caso sono disponibili numerosi mezzi ausiliari che facilitano la vita di ogni giorno.
Assistere un familiare affetto da demenza è un compito particolarmente gravoso poiché con il tempo il suo stato è immancabilmente destinato a peggiorare.
La demenza è una malattia che compromette progressivamente le funzioni cerebrali. Si manifesta con disturbi del linguaggio, difficoltà a riconoscere persone e oggetti, difficoltà a orientarsi nell’ambiente familiare e una diminuzione della capacità di ragionamento e di giudizio. Non tutte le persone che ogni tanto si trovano in stato confusionale soffrono di demenza. La perdita di memoria non è infatti per sé un sintomo di demenza e la demenza non consiste unicamente nella perdita di memoria. È quindi importante chiarire per tempo le cause di un comportamento strano.
Riconoscere i propri limiti
Vivere con una persona affetta da demenza richiede un’enorme energia. Avete il diritto di farvi aiutare!
- Aderite a un gruppo di auto-aiuto per persone che assistono familiari affetti da demenza. Essere a contatto con persone che vivono un’esperienza simile alla vostra può essere di conforto e inoltre lo scambio di impressioni può ridarvi un po’ di energia.
- Avvaletevi delle possibilità offerte dai servizi di assistenza e cura a domicilio Spitex e fatevi sostituire o aiutare. Informatevi sulle strutture e le cliniche che accolgono i pazienti affetti da demenza. Molti ospitano i malati per brevi periodi durante le vacanze.
- Negli stadi avanzati di demenza la persona deve essere assistita e sorvegliata giorno e notte. Cercate quindi di non andare oltre i vostri limiti e non impegnatevi fino all’esaurimento. Le vostre esigenze non devono essere trascurate.
- Riflettete sulle possibili soluzioni nel caso in cui doveste arrivare al limite delle vostre forze. Contattate per esempio una struttura specializzata dove potrete visitare la persona ogni volta che lo desiderate e partecipare alle cure.
Può succedere a chiunque di trovarsi in uno stato depressivo o cadere in una vera e propria depressione. Se avete l’impressione che un familiare sia depresso, affrontate l’argomento.
Per potere reagire per tempo è necessario fare attenzione ai primi segnali della depressione: spossatezza, disturbi del sonno, inappetenza (talvolta in concomitanza con un forte dimagrimento), apatia, angoscia e senso di colpa, confusione emotiva, nevrastenia, disturbi dell’attenzione e della concentrazione, perdita di memoria, incapacità decisionale.
Nell’assistere un familiare affetto da depressione sono importanti i seguenti punti:
- Cercate di essere pazienti e comprensivi.
- Cercate il contatto anche se la persona tende a chiudersi in se stessa.
- Siate flessibili: ogni giorno può essere diverso dal precedente.
- Incoraggiate senza fare pressione cercando di avere molto tatto.
- Formulate consigli e «istruzioni» in modo semplice e chiaro. Un atteggiamento dolce ma deciso è positivo per una persone depressa.
- Prendete la persona sul serio, soprattutto se manifesta pensieri suicidi.
- Fatevi aiutare. Parlate col medico curante, discutete con la persona depressa di ciò che la assilla.
- Sostenete le cure mediche e psicologiche. Se necessario, accompagnate la persona dal medico o dal terapeuta.
- Accertatevi che prenda i farmaci prescritti.
- Prendetevi cura della vostra salute. Se siete nervosi o perdete facilmente la pazienza, forse avete raggiunto il limite delle vostre forze. Salvaguardate la vostra salute!
Curare un parente ha delle ripercussioni anche sul bilancio familiare. La perdita di guadagno che ne deriva si può compensare in vari modi.
Possibilità da considerare per le persone che assistono un malato:
Oltre alle prestazioni dell’assicurazione di base della persona assistita, è possibile che l’assicurazione complementare si faccia carico di una parte dei servizi di aiuto domestico (informarsi sulla franchigia). Per i familiari curanti questa può essere una valida possibilità di aiuto.
Nel caso di persone assistite a domicilio, è possibile fare richiesta all’AVS degli assegni di invalidità già nel caso di una grande invalidità di grado lieve. Essa deve tuttavia sussistere da almeno un anno. L’assistito può far pervenire l’indennità al familiare curante a titolo di retribuzione per le sue prestazioni.
L’AVS finanzia anche vari mezzi ausiliari, purché siano soddisfatte determinate condizioni. La persona assistita ha probabilmente diritto alle prestazioni complementari (PC). Se non sono coperti dalla cassa malati o dall’assicurazione, anche i costi specifici per la malattia o l’invalidità possono essere rimborsati attraverso le PC.
Se una persona subisce una perdita di guadagno rilevante a causa delle prestazioni di aiuto domestico e/o delle cure prestate a un familiare, conviene chiarire se si ha diritto a percepire un contributo avente un tetto massimo limitato, in vista del versamento di prestazioni complementari. La condizione necessaria è che l’assistito e il familiare curante non vivano sotto lo stesso tetto. Come nel caso dell’assegno per grandi invalidi, questi contributi offrono agli assistiti la possibilità di retribuire i loro caregiver.
I costi per la malattia o l’invalidità – ad esempio le franchigie delle casse malati – possono essere dedotti dalla dichiarazione dei redditi.
Possibilità da considerare per i familiari curanti
Se i familiari curanti non hanno ancora raggiunto l'età per percepire l'AVS, è possibile farsi conteggiare dall’AVS accrediti per compiti assistenziali, a patto che sussistano determinate condizioni (ad esempio residenza sotto lo stesso tetto, grado almeno medio di invalidità). I familiari devono farne richiesta ogni anno. Gli accrediti vengono corrisposti sotto forma di un reddito fittizio di cui viene tenuto conto nel calcolo dell’AVS.
I familiari curanti hanno tutto l’interesse ad appurare se possono farsi assumere dai servizi Spitex. Per fare ciò devono soddisfare determinati requisiti professionali (almeno formazione di collaboratrice sanitaria CRS). Un numero esiguo di Cantoni versa un’indennità ai familiari curanti (come il Cantone di Friburgo).
In determinate circostante i servizi di sostegno per i caregiver familiari (sostituzione durante il giorno o servizio trasporti) possono essere finanziati dall’assicurazione e dalla cassa malati. Vale la pena di informarsi.
Conciliare l’assistenza a un familiare e un’attività professionale non è una cosa semplice. Per trovare l’equilibrio non ci sono ricette miracolose, ma soltanto qualche suggerimento.
- Molto spesso il datore di lavoro dei familiari curanti non è a conoscenza delle attività che questi svolgono a casa per la loro famiglia. Considerate la possibilità di parlarne apertamente con il vostro datore di lavoro, anche perché a lungo termine tale compito potrebbe ripercuotersi sulla vostra prestazione lavorativa. Chiedete un colloquio con il vostro superiore gerarchico, preparatevi bene e annotatevi quello che volete dire (p. es. modifica delle condizioni di lavoro).
- Il datore di lavoro deve tenere conto dei vostri obblighi familiari. Tra questi figurano l'educazione dei figli fino a 15 anni e l'assistenza di familiari o persone vicine non autosufficienti. Eventualmente avete il diritto di rifiutare di fare gli straordinari ed esigere una pausa per il pranzo di almeno un’ora e mezza (art. 36 della Legge federale sul lavoro).
- I familiari curanti possono a questo proposito sollecitare la consulenza di organizzazioni specializzate in materia.
Se assistite o curate un familiare è opportuno concludere un contratto per chiarire la natura della prestazioni e i dettagli relativi ai costi e alla logistica.
Un contratto di questo tipo comprende i seguenti punti:
- inizio, fine e disdetta dell’assistenza;
- termine del contratto per cause straordinarie, come il ricovero in una struttura medicalizzata;
- regolamentazione delle vacanze;
- indennità;
- diritto d’uso, se vivete sotto lo stesso tetto:
- descrizione dei compiti assistenziali;
- procure concesse.
Per chiarire tutti i punti relativi all’assistenza ci vogliono molto tempo ed energia. I servizi di consulenza sociale di varie organizzazioni offrono un sostegno qualificato.