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WOLFHALDEN - Sgombero forzato in una fattoria di Wolfhalden, in Appenzello Esterno: l'ufficio veterinario cantonale ha applicato un divieto di custodia di animali pronunciato nei confronti del contadino che gestiva la struttura. Sono stati portati via 200 polli, 52 pecore e 8 capre.
I bovini che fino a poco tempo fa si trovavano sul posto erano già stati affidati ad altri allevatori, ha indicato oggi l'autorità cantonale.
Il detentore delle bestie spostate oggi e il loro proprietario - si tratta di due persone differenti - si sono mostrati cooperativi. Nei confronti del primo era già stato pronunciato nel 2012 un divieto di tenere animali. Contro questo provvedimento era stato presentato ricorso fino al Tribunale federale, che nel 2015 aveva respinto i ricorsi.
Tutti i tentativi fatti in seguito dal veterinario cantonale per applicare la sentenza erano finiti con un nulla di fatto perché il detentore degli animali e i suoi legali avevano messo in campo ogni possibile mezzo giuridico per farvi fronte. Ad esempio - stando sempre a quanto riferisce l'autorità - la proprietà degli animali veniva cambiata in tempi molto brevi, costringendo costantemente il veterinario a rivalutare la situazione.
Lo sgombero è avvenuto stamane con il sostegno della polizia, dei servizi di ispezione agricoli e dei pompieri. Tutti gli animali erano in condizioni tali da poter essere trasportati: sono stati ora collocati in luogo idoneo, dove verranno sottoposti ad esami.
Il caso non è in alcun modo collegato con quello di Hefenhofen, la località turgoviese dove si trova la fattoria turgoviese balzata agli onori della cronaca per le pessime condizioni in cui venivano tenuti cavalli, maiali, bovini e ovini. L'operazione di sgombero di Wolfhalden era già stata decisa prima che diventasse pubblica l'altra vicenda.