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Lo ha ribadito venerdì la consigliera federale Ruth Dreifuss al simposio sullo studio PISA 2000.
Secondo lo studio dell'OCSE, la capacità dei giovani elvetici di comprendere un testo dipende, più che in altri Paesi, dalla loro estrazione sociale.
Dalla pubblicazione dello Studio PISA 2000, in cui si afferma che in Svizzera circa il 20 per cento degli scolari che hanno terminato la scuola dell'obbligo fa fatica a comprendere un testo semplice, sappiamo che il nostro paese non è un'eccezione in fatto di formazione.
È la constatazione della consigliera federale Ruth Dreifuss, intervenuta venerdì ad Aarau in occasione dell'ultima giornata di un simposio internazionale organizzato per far luce sui motivi di questo dato.
Evitare le conclusioni affrettate
Quanto emerso dallo studio è molto deludente: in Svizzera ha infatti sempre prevalso il sentimento che il sistema scolastico fosse uno dei migliori, ha detto la Dreifuss, mettendo però in guardia contro le conclusioni affrettate.
La consigliera federale si è detta preoccupata per le disuguaglianze di possibilità nel sistema scolastico emerse da PISA 2000 (Programme for International Student Assessment).
Occorre avviare studi per conoscere le ragioni che spiegano i risultati diversi ottenuti dai ragazzi e dalle ragazze nella lettura e in matematica.
Disparità legate alla provenienza
Durante il simposio argoviese sono stati organizzati gruppi di lavoro cui hanno preso parte rappresentanti della ricerca, delle scuole e dell'amministrazione. Giovedì è intervenuto anche lo scrittore svizzero-tedesco Peter Bichsel.
I risultati dello studio PISA dell'OCSE hanno messo in evidenza come in Svizzera le capacità dei 15enni di comprendere un testo dipendono, molto più che in altri Paesi, dalla loro estrazione sociale.
Secondo Andreas Schleicher, responsabile per la Svizzera della ricerca, ciò significa che il sistema scolastico elvetico non è in grado di compensare le disparità a livello di apprendimento legate alla provenienza degli scolari.
swissinfo e agenzie