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Guerra in Ucraina: la popolazione svizzera si sente meno minacciata
A quasi quattro mesi dall'invasione russa dell'Ucraina, la popolazione svizzera si sente un po' meno minacciata rispetto all'inizio della guerra. La maggioranza non solo sostiene le sanzioni economiche contro la Russia, ma sarebbe addirittura pronta a sostenere provvedimenti aggiuntivi. Le misure militari, invece, sono chiaramente respinte.
È quanto emerge da un sondaggio dell'istituto di ricerca Link, pubblicato oggi. Un'ampia maggioranza dei 2.422 intervistati tra il 3 e il 10 giugno approva la politica del Consiglio federale e sostiene la sua interpretazione cooperativa della politica di neutralità della Svizzera.
In Svizzera, la preoccupazione per un'ulteriore escalation del conflitto rimane alta. La grande maggioranza degli intervistati teme che la Russia usi armi chimiche (81%) o nucleari (73%).
Paura di una terza guerra mondiale
Quasi due persone su tre (63%) non escludono che il conflitto possa sfociare in una terza guerra mondiale e quasi una su due (48%) ha paura che possa estendersi a una guerra più ampia, che potrebbe coinvolgere anche la Svizzera.
Secondo Link, il fatto che, nonostante queste cifre elevate, in alcuni casi, la preoccupazione sia diminuita significativamente rispetto a una prima indagine condotta a metà marzo è dovuto a un certo effetto di assuefazione. Di fronte alle immagini quotidiane dell'orrore della guerra, gli intervistati rimangono consapevoli della minaccia, ma ne hanno meno paura.
Due terzi degli intervistati (64%) ritengono che la Svizzera debba assumere un impegno chiaro nei confronti dell'Ucraina e attuare pienamente le sanzioni dell'Unione europea (Ue) contro la Russia. Neutralità e sanzioni economiche non sono quindi in contraddizione per la maggioranza degli intervistati.
La neutralità è ancora molto apprezzata dalla popolazione, scrive Link. Quasi tre persone su cinque (59%) pensano che la Svizzera debba essere neutrale nei confronti di Russia e Ucraina e più di tre su quattro (78%) ritengono che la Confederazione debba svolgere un ruolo di mediazione nel conflitto.
Neutralità a destra, sanzioni a sinistra
La metà degli interrogati rifiuta l'adesione della Svizzera alla NATO. Sebbene la percentuale di coloro che bocciano questa proposta sia diminuita rispetto al sondaggio di marzo - poco dopo l'attacco russo del 24 febbraio - questa è ancora più che doppia rispetto a quella di coloro che sostengono l'adesione della Svizzera all'Alleanza (23%). La maggioranza (55%) approva invece una cooperazione più stretta con la NATO.
Mentre il sostegno alle sanzioni e il ruolo di mediazione della Svizzera sono sostenuti da una maggioranza, senza connotazione partitica, il divario politico si è ampliato negli ultimi tre mesi sulle questioni fondamentali legate alla neutralità.
La maggioranza degli intervistati di destra e di centro vuole mantenere la neutralità nei confronti della Russia e dell'Ucraina, una posizione che tendenzialmente non è sostenuta da chi si situa a sinistra dello spettro politico. Da marzo i sostenitori della neutralità sono aumentati a destra e al centro. Inoltre, a destra, non c'è più, anche se di misura, una maggioranza che sostenga pienamente le sanzioni dell'Ue.
Secondo Link, la situazione è simile per quanto riguarda la NATO: i cittadini di destra dello spettro politico sono più contrari all'adesione alla NATO rispetto a quelli di sinistra.