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BERNA - Non è necessario vietare l'importazione di prodotti ottenuti mediante metodi noti per infliggere sofferenze agli animali, come ad esempio il foie gras o le cosce di rana. È l'opinione del Consiglio degli Stati che ha respinto per 37 voti a 4 una mozione sul tema.
Il plenum, contrariamente al Consiglio nazionale, ha seguito la raccomandazione della sua commissione preparatoria. La mozione è quindi archiviata.
Pur comprendendo le preoccupazioni riguardo la protezione degli animali che stanno alla base della richiesta, il plenum è dell'opinione che l'accettazione del testo avrebbe conseguenze massicce per numerosi settori, dalla produzione di derrate alimentari al settore tessile, fino all'industria orologiera.
Inoltre, non è chiaro se il problema legato alla sofferenza degli animali possa essere migliorato in modo significativo mediante una simile normativa unilaterale.
La maggioranza dei "senatori" è inoltre scettica sull'attuabilità della mozione - inoltrata dal consigliere nazionale Matthias Aebischer (PS/BE) - e considera che una sorveglianza generale dell'importazione e di tutti i metodi di produzione impiegati all'estero sia irrealizzabile. Dello stesso parere anche il Consigliere federale Alain Berset, che ha raccomandato la bocciatura dell'atto parlamentare.
Il plenum si è detto tuttavia d'accordo di verificare se occorra intervenire sulle basi legali esistenti, in particolare per quanto riguarda l'obbligo di dichiarazione. Per questo ha approvato tacitamente un postulato che chiede al Consiglio federale di illustrare, mediante un rapporto, le possibili misure concrete che permettono di rafforzare tale obbligo.