Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01112.jsonl.gz/763

Il seggio di Corrado Pardini al consiglio d'amministrazione della Posta è destinato a un rappresentante del personale (e non a un esponente della Svizzera italiana, ndr.). Lo ha ricordato oggi il Consiglio federale in una risposta scritta all'"Ora delle domande".
Seconde gli statuti della Posta, devono far parte del consiglio d'amministrazione due rappresentanti del personale. Il nome di Pardini - che sostituisce Michel Gobet deceduto nel febbraio 2020 - era stato proposto dal sindacato Syndicom, e poi approvato dal governo.
Nella risposta, il governo si dice tuttavia consapevole che nei consigli d'amministrazione di Swisscom e della Posta non si trova al momento alcun rappresentante della comunità linguistica italofona (alle FFS siede l'ex consigliere nazionale Fabio Pedrina in rappresentanza del personale). Per questo motivo, in occasione delle future elezioni sarà data importanza al fatto che queste prescrizioni siano nuovamente rispettate.
Dopo la fuga di notizie sulla nomina di Pardini, diversi deputati ticinesi a Berna raggiunti dai media cantonali e no, avevano criticato questa scelta, sostenendo che Pardini, benché parli italiano, non abbia rapporti con la Svizzera italiana. Nell'annunciare il via libera dell'esecutivo alla nomina, la consigliera federale Simonetta Sommaruga, senza mai fare il nome di Pardini, aveva respinto le critiche dicendo che il posto in questione spetta ai sindacati e non è quindi destinato a un rappresentante della Svizzera italiana. Affermazione ribadita oggi.