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<h2>SubmittedText<h2><p>Il mercato dell'elettricità si è leggermente disteso, ma gli elevati prezzi dell'elettricità previsti per il 2023 continueranno a rappresentare una grande sfida per molte imprese. È una buona cosa che il Consiglio federale sia cauto nell'intervenire su un mercato da cui negli ultimi anni hanno tratto beneficio molte imprese. Tuttavia è necessario mantenere alto il livello di vigilanza perché i forti svantaggi che subiscono sui mercati internazionali mettono in pericolo le imprese svizzere. Da gennaio 2023 la Germania, per esempio, applicherà un tetto massimo per i prezzi dell'elettricità per le piccole e medie imprese (40 cent/kWh per l'80 % del consumo di base) e per i clienti industriali (1 cent/kWh per il 70 % del consumo storico).</p><p>Alla luce di quanto sopra, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta la capacità concorrenziale delle imprese svizzere con un elevato consumo di elettricità una volta entrato in vigore il tetto massimo ai prezzi nei Paesi confinanti a partire da gennaio 2023?</p><p>2. Come valuta, in questo contesto, il rischio che le imprese interessate debbano chiudere temporaneamente o definitivamente i loro stabilimenti?</p><p>3. A quali condizioni sarebbe disposto ad adottare misure a favore delle imprese con un elevato consumo di elettricità esposte alla concorrenza internazionale e minacciate di chiusura nel 2023?</p><p>4. Quali misure potrebbe prendere in considerazione per distorcere il meno possibile il mercato, per esempio un aiuto al credito da parte della Confederazione o dei Cantoni? </p><p>5. A quali condizioni sarebbe disposto a modificare l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt) per consentire alle imprese interessate di utilizzare i loro gruppi elettrogeni di emergenza per produrre elettricità per un periodo prolungato nel 2023?</p><p>6. A quali condizioni sarebbe disposto a continuare a concedere alle imprese interessate il rimborso della tassa sul CO2 previsto dalla legge anche se non dovessero raggiungere gli obiettivi concordati a causa delle misure energetiche di emergenza adottate (consumo più elevato di gas o di petrolio)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole del difficile contesto economico in cui operano le imprese con un elevato consumo di energia. Dalla primavera del 2022 si occupa quindi delle ripercussioni degli aumenti dei prezzi dell'energia sull'economia svizzera, tenendo conto anche delle misure adottate all'estero. La competitività di queste imprese dipende tuttavia da numerosi fattori ed è quindi molto eterogenea, anche in Svizzera. Le imprese non si tutelano tutte allo stesso modo contro i rischi legati agli aumenti e possono trasferirli in misura più o meno ampia ai loro clienti. Nel complesso le imprese svizzere beneficiano del fatto che l'intensità energetica - ossia il rapporto tra consumo e creazione di valore - nei settori ad alto consumo energetico, come quello metallurgico, è nettamente inferiore in Svizzera rispetto agli altri Paesi europei. Il diritto comunitario sugli aiuti pone inoltre limiti all'ammontare delle sovvenzioni per le imprese energivore dell'UE. Dal 1° settembre 2022, per esempio, la riduzione dei prezzi dell'elettricità e del gas per i grandi consumatori è limitata al 70 per cento dei consumi dello stesso periodo nel 2021.</p><p>2-4. Già l'anno scorso il Consiglio federale ha discusso varie misure per attenuare gli effetti dell'aumento dei prezzi dell'energia a carico delle imprese. Dal suo punto di vista, le misure avrebbero tuttavia ripercussioni negative, tra cui la mancanza di incentivi al risparmio, elevati costi di esecuzione o un notevole impiego di risorse federali. Il 2 novembre 2022 ha pertanto deciso che né la situazione economica né l'attuale rincaro giustificano l'adozione di misure straordinarie. In caso di problemi di liquidità, le imprese solvibili possono richiedere crediti sul mercato dei capitali privato. L'indennità per lavoro ridotto (ILR) rappresenta uno strumento che consente di evitare licenziamenti e mantenere posti di lavoro messi a rischio dalla situazione economica. Si ha diritto all'ILR se sono soddisfatte le condizioni della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI; RS 837.0), per esempio se la perdita di lavoro è computabile e temporanea. Questo vale anche per le imprese che a causa di un calo della domanda devono ridurre temporaneamente la loro attività. Concedere sovvenzioni alle imprese o ai settori con un elevato consumo di energia comporterebbe una disparità di trattamento nei confronti di altre imprese in Svizzera. A fronte delle prospettive incerte per quanto riguarda l'andamento dei prezzi dell'energia vi sarebbe il rischio di una dipendenza a lungo termine e di una competizione per ottenere le sovvenzioni; tutto questo potrebbe inoltre disincentivare le imprese a risparmiare energia. Secondo le previsioni congiunturali del 13 dicembre 2022, per il 2023 il gruppo di esperti della Confederazione si aspetta una riduzione del rincaro e un'evoluzione modesta dell'economia svizzera, ma non una recessione, come prevede invece l'OCSE, per esempio per la Germania. Gli indicatori congiunturali più recenti confermano questa valutazione.</p><p>5. I gruppi elettrogeni di emergenza possono già oggi essere utilizzati senza alcuna limitazione della durata di esercizio se soddisfano lo stato della tecnica dei motori a combustione stazionari (<a href="https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/1986/208_208_208/de">all. 2 n. 82 OIAt</a>; RS 814.318.142.1).</p><p>6. Le misure di emergenza energetiche non mettono a rischio il rimborso della tassa sul CO2 alle imprese che si impegnano a ridurre le emissioni o che partecipano al sistema di scambio di quote di emissioni. Le prime potrebbero però incorrere in sanzioni se a causa delle maggiori emissioni prodotte non riuscissero a raggiungere gli obiettivi prefissati. </p><p>Il 16 settembre 2022 il Consiglio federale ha pertanto modificato l'ordinanza sul CO2 (RS 641.711) in modo che, su richiesta, le emissioni riconducibili al passaggio raccomandato o disposto dal gas all'olio da riscaldamento, non siano considerate al momento in cui viene valutato il rispetto dell'impegno di riduzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.