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ZURIGO - Un giovane che nel 2005 aveva sparato dalla finestra della sua camera a Rüti (ZH), ferendo due donne, dovrà tornare dietro le sbarre in attesa che sia presa una decisione sul suo eventuale internamento. In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale (TF) si oppone alla liberazione.
Il pomeriggio del 13 dicembre 2005, il giovane, allora ventenne e originario della Svizzera orientale, aveva sparato 41 colpi di fucile d'assalto contro l'edificio di fronte. Gran parte dei proiettili avevano attraversato la finestra di un ufficio in cui lavorava una donna di 45 anni, rimasta gravemente ferita al cuore e ai polmoni. Un'altra donna, di 20 anni, era stata colpita al braccio sinistro.
Nel corso del suo processo, l'imputato aveva indicato di aver agito intenzionalmente, allo scopo di finire in prigione per ricevere vitto e alloggio a buon mercato. Il ragazzo aveva anche ammesso di essere appassionato di giochi di guerra e di fumare regolarmente spinelli.
Nel 2007, il Tribunale cantonale di Zurigo lo aveva condannato a 12 anni di reclusione, ma aveva rifiutato di pronunciare l'internamento chiesto dal pubblico ministero. Un ricorso contro quest'ultima decisione era fallito presso il TF nel 2011. Da allora, il giovane è sottoposto ad un trattamento terapeutico stazionario.
Nel 2017, in previsione della liberazione del carcerato, che considera tuttora come molto pericoloso, il Ministero pubblico zurighese ha presentato una domanda volta ad ottenere il suo internamento e chiesto che l'uomo sia mantenuto in detenzione per motivi di sicurezza, ma la richiesta è stata respinta dal presidente del Tribunale cantonale.
Il Ministero pubblico si è quindi rivolto alle autorità di protezione del minore e dell'adulto, che hanno ordinato il collocamento del giovane a fini di assistenza. Per mancanza di strutture adeguate, l'uomo è rimasto in un primo tempo in prigione, prima di essere liberato l'11 gennaio scorso.
Parallelamente, il Ministero pubblico ha inoltrato ricorso presso il TF contro il rifiuto di mantenere il giovane in prigione. I giudici federali hanno ora accolto l'istanza e ordinato alla giustizia zurighese di riesaminare il caso.
La Corte federale rammenta che la perizia psichiatrica sulla quale si era basato il Tribunale cantonale nel 2007 evocava un "elevato rischio di recidiva". Le osservazioni effettuate dai professionisti durante il periodo di detenzione consentono a suo avviso di corroborare il primo giudizio.
Due perizie svolte nel 2015 e 2017 menzionano in effetti un'"accentuata predisposizione omicida", oppure un "alto potenziale di violenza". Il detenuto si è inoltre dimostrato ermetico a qualsiasi cura. In simili condizioni, il TF ha deciso di accedere alla domanda del Ministero pubblico, affinché l'uomo sia collocato immediatamente in detenzione per motivi di sicurezza.