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BERNA - A causa della situazione epidemiologica e delle ulteriori restrizioni imposte alle attività economiche, il Consiglio federale ha deciso di allentare le condizioni che un'impresa deve soddisfare per percepire gli aiuti destinati ai casi di rigore. Ora, le aziende che a partire dal 1. novembre 2020 hanno dovuto chiudere la loro attività per almeno 40 giorni su ordine delle autorità, sono da considerarsi casi di rigore senza dover dare prova di un calo del giro d'affari.
Sono inclusi anche i ristoranti, i bar, le discoteche, le strutture per il tempo libero e le imprese d'intrattenimento. Inoltre, si può tenere conto anche della flessione del fatturato registrata nel 2021, ha indicato il consigliere federale Ueli Maurer in conferenza stampa oggi a Berna.
Il limite massimo per i contributi a fondo perso viene aumentato al 20% del giro d'affari o a 750 000 franchi per impresa. La modifica dell'ordinanza consente di sostenere i casi di rigore su larga scala. Già nel mese di gennaio più della metà dei Cantoni fornisce questo tipo di sostegno e in febbraio quasi tutti i Cantoni dovrebbero essere in grado di fare altrettanto, ha precisato il ministro delle finanze.
Serie di misure dall'inizio dell'epidemia - Dall'inizio della pandemia di coronavirus il Consiglio federale ha deciso una serie di provvedimenti per attenuare le conseguenze economiche. L'indennità per lavoro ridotto e l'indennità di perdita di guadagno coprono, a seconda del settore, tra la metà e i due terzi delle perdite della giro d'affari, detratte le prestazioni preliminari.
Nella sessione invernale, entrambi i provvedimenti sono stati rafforzati in modo sostanziale. Con il programma di crediti COVID-19, in primavera la Confederazione ha concesso alle imprese mutui garantiti da fideiussioni per un valore complessivo di 17 miliardi di franchi.
Nei Cantoni sono stati avviati programmi che mettono a disposizione dei casi di rigore complessivamente circa 2,5 miliardi di franchi, a cui la Confederazione partecipa per due terzi (1,9 mia). Già nel mese in corso più della metà dei Cantoni versa i primi aiuti per i casi di rigore.
In febbraio, tutti i Cantoni - con poche eccezioni (Zurigo ha dovuto dapprima creare le base legali e rispettare i termini referendari), saranno in grado di concedere contributi tramite un programma ad hoc. I programmi cantonali sono pertanto adatti a fornire un rapido aiuto alle imprese particolarmente colpite dalla pandemia di COVID-19, ha aggiunto Maurer.
Contributi a fondo perso - Le modifiche sono state elaborate d'intesa con i Cantoni. In tal modo la Confederazione sostiene le autorità cantonali nella rapida attuazione dei loro programmi, hanno confermato il presidente della Conferenza dei Direttori Cantonali dell'Economia Pubblica (CDEP) Christoph Brutschi (BS) e il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF) Ernst Stocker (ZH).
I Cantoni possono ora versare a tutte le imprese contributi fino al 20% del fatturato annuale (finora 10 %) e fino a 750 000 franchi (finora: 500 000 frs.). Questo aumento è inteso a considerare meglio le imprese con una quota elevata di costi fissi. In tal modo è pure possibile coprire un'eventuale proroga delle chiusure oltre la fine di febbraio 2021.
I Cantoni possono addirittura aumentare il limite massimo assoluto degli aiuti fino a 1,5 milioni di franchi, a condizione che i proprietari apportino almeno in ugual misura capitale proprio supplementare o i finanziatori rinuncino ai loro crediti, ha sottolineato ancora Maurer.
Utilizzo della riserva di 750 milioni - L'Esecutivo ha inoltre deciso di utilizzare la "riserva del Consiglio federale" di 750 milioni di franchi prevista dal Parlamento nella legge COVID-19 anche per i programmi cantonali sui casi di rigore e quindi di completare le prime tre tranche dei fondi. Tuttavia, intende decidere in un secondo momento la ripartizione tra i Cantoni.
Maurer ha ammesso che i 2,5 miliardi messi a disposizione dal Parlamento per i casi di rigore potrebbero non bastare con le nuove misure decise oggi. Il Consiglio federale richiederà probabilmente altri crediti aggiuntivi durante la sessione primaverile delle Camere federali.
Infine, al fine di garantire la liquidità e sostenere l'economia, il Governo valuterà se sia opportuno riattivare il programma di fideiussioni COVID-19 nel caso di una terza ondata che implichi un netto peggioramento della situazione economica e come impostare tale programma.