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Bellinzona: nel 2022 l’allora gestore aveva colpito alla testa con una mazza di legno un conoscente cui doveva dei soldi per la vendita di un furgone
Arriva in tribunale la lite scoppiata il 4 febbraio 2022 alla stazione di rifornimento Eni di via Motta 4 a Bellinzona. Il 6 marzo davanti alle Assise criminali di Bellinzona riunite a Lugano sarà processato l'allora gestore 51enne, uno svizzero di origini polacche accusato di tentato assassinio per aver colpito alla testa con una mazza di legno, spedendolo all'ospedale gravemente ferito, un 57enne italiano col quale stava avendo un alterco per motivi economici. La procuratrice pubblica Pamela Pedretti chiederà una pena superiore ai cinque anni di reclusione. Nel frattempo l'imputato, difeso dall'avvocata Maria Galliani, è in regime di espiazione anticipata della pena al Penitenziario cantonale della Stampa. La vittima dal canto suo ha riportato lesioni cerebrali permanenti. La lite, sfociata in una colluttazione all'interno di un magazzino, verteva sul denaro che il 57enne reclamava quale ricavato della vendita di un suo furgone, vendita di cui l’imputato si sarebbe dovuto occupare. Durante l'inchiesta è invece emerso che il 51enne – di cui il nostro giornale si era occupato nel 2014 per un'altra questione legata sempre alla stazione di servizio – avrebbe usato il veicolo per saldare uno scoperto legato al commercio di veicoli. Perciò deve rispondere anche dei reati di ripetuta appropriazione indebita e falsità in documenti. Presiederà la corte il giudice Amos Pagnamenta.