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La politica relativa al franco forte condotta dalla Banca nazionale svizzera (BNS) riceve il sostegno di Markus Blocher, presidente della direzione del gruppo chimico Dottikon ES nonché figlio dell'ex consigliere federale Christoph Blocher.
A suo modo di vedere non si rischia una deindustrializzazione del paese a causa del vigore della valuta elvetica, quanto piuttosto in seguito a una regolamentazione eccessiva.
Datori di lavoro e rappresentanti del personale prevedono che in seguito all'effetto monetario vadano persi fino a 50'000 impieghi. Per Markus Blocher ciò non è però colpa della BNS ma di quelle aziende che hanno adottato strategie sbagliate, vale a dire che non sono abbastanza innovative.
"Se si produce in Svizzera, ormai non si fabbricano articoli sostituibili e che altre tre ditte al mondo realizzano nella stessa qualità ma a prezzo inferiore", afferma in un'intervista pubblicata oggi dalla "SonntagsZeitung". Bisogna fare qualcosa che apporti un un vantaggio, altrimenti non vi è ragione di esistere.
"Mi dispiace per i collaboratori che adesso perdono il loro posto", "ma il management no", ha spiegato il 44enne. La maggior parte di chi ora si lamenta ha mancato di assicurare i rischi valutari o di fatturare le commesse in franchi: si sono affidati alla BNS e creduto che la soglia minima di cambio di 1.20 franchi per un euro venisse mantenuta in eterno.
La sua azienda non soffre per l'apprezzamento della moneta svizzera: da metà gennaio solo un progetto è andato perso per questo motivo. "Abbiamo assicurato tutti i rischi valutari e perseguiamo una strategia di differenziazione", spiega Markus Blocher. In questo modo Dottikon ES può far fronte a lungo termine alla concorrenza globale.
Se si giungesse a una deindustrializzazione della Svizzera, afferma ancora il CEO del gruppo argoviese, allora "non sarebbe a causa del franco forte ma per la crescente sovraregolamentazione", con cui vengono distrutte piccole imprese innovative. Egli ha anche annunciato che Dottikon ES creerà trenta impieghi, dopo aver già portato il numero degli effettivi da 420 quattro anni fa a 480 attualmente.