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Incarto n. 15.2019.75 Lugano 13 novembre 2019 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza composta del giudice: Jaques, presidente vicecancelliere: Cassina statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella procedura avviata con istanza 23 settembre 2019 dall’IS 1, con cui chiede di determinare il modo di realizzazione dell’interessenza spettante a IS 1 nelle eredità giacenti fu __________ e fu __________, c omposte oltre all’escusso PI 1 di PI 2, __________ PI 3, __________ nelle varie esecuzioni (gruppi n. 5-11) promosse contro l’escusso da diversi creditori; ritenuto in fatto: A. Nelle varie esecuzioni promosse contro PI 2, l’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano ha pignorato in più occasioni i diritti che gli spettano nella comunione ereditaria dei genitori fu __________ e fu __________, in particolare per quanto concerne le particelle n. __________, __________, __________, __________, __________ (quota B di ½), __________ (quota B di ½), __________ (quota B di ½) e __________ (quota A di ½) RFD di __________, sezione di __________. Nei verbali di pignoramento l’UE ha quantificato in fr. 1.– il valore di stima dell’interessenza spettante all’e­­scusso nella comunione. B. Avendo alcuni creditori presentato le domande di vendita, l’UE ha convocato tutti gli interessati a un’udienza tenutasi il 7 maggio 2019 a norma dell’art. 9 del l’Ordinanza del Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in comunione (ODiC, RS 281.41), in occasione della quale nessuna conciliazio­ne è potuta essere raggiunta in assenza di parte dei creditori. In sede di conciliazione l’ufficio ha attribuito ai fondi di proprietà della comunione ereditaria un valore di stima di fr. 231'882.–. Da tale importo ha dedotto l’ammontare dei debiti ipotecari gravanti parte dei fondi di complessivi fr. 52'653.75, ottenendo un valore totale netto di fr. 179'228.25. Considerata una quota di spettanza del debitore nella comunione ereditaria pari ad un terzo, l’UE ha assegnato all’interessenza del debitore il valore di fr. 60'000.–. C. Il 12 luglio 2019, l’Ufficio ha quindi assegnato agli interessati un termine di dieci giorni per presentare eventuali proposte concrete per la realizzazione della quota ereditaria dell’escusso. Nel termine impartito non gli è pervenuta alcuna proposta. D. Il 23 settembre 2019 l’UE ha chiesto a questa Camera di determinare il modo di realizzazione dei diritti in comunione spettanti a PI 1, preavvisando la loro vendita ai pubblici incanti e attribuendo alla sostanza ereditaria, come in sede di conciliazione, un valore complessivo di fr. 179'228.50 e all’interessenza del debitore un valore di fr. 60'000.–. Considerato in diritto: 1. Qualora, come nel caso di specie, l’esistenza della comunione ere­ditaria e la quota parte dell’escusso non siano contestate dai coeredi, l’Ufficio deve conformarsi alla procedura prevista dal l’ODiC, convocando tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1 ODiC) e dando poi loro la facoltà di formulare proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 ODiC). L’autorità di vigilanza deve poi determinare il modo di realizzazione dei diritti ereditari dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF), scegliendo tra la messa all’asta oppure lo scioglimento della comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 ODiC ), ritenuto che giusta l’art. 10 cpv. 3 ODiC, la vendita all’asta dei diritti in comunione sarà ordinata, di regola, solo se il valore della quota pignorata può essere determinato almeno approssimativamente in base alle informazioni assunte in occasione del pignoramento o delle trattative di conciliazione. 2. Nel caso di specie l’UE ha correttamente determinato che la quota parte dell’escusso nella comunione ereditaria è di un terzo, atteso che i membri della stessa sono l’escusso e le due sorelle PI 2 ed PI 3, e che il suo valore assomma a fr. 60'000.–. Tale accertamento, effettuato all’udienza di conciliazione alla presenza di tutti i membri della comunione ereditaria e di due creditori, non è stato ritualmente contestato neppure da nessuna delle altri parti interessate alla procedura, alle quali è stata trasmessa per conoscenza l’istanza del 23 settembre 2019 tendente a far determinare il modo di realizzazione dei diritti in comunione spettanti a PI 1 e nella quale l’UE ha indicato la quota parte dell’escusso nella comunione ereditaria e il valore da lui attribuito alla stessa. In queste circostanze si può pertanto ritenere che il valore della quota pignorata sia sufficientemente determinato ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 RDC perché se ne possa ordinare la vendita all’asta. Infatti la soluzione alternativa dello scioglimento della comunione ereditaria e della liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC), visti i tempi e i costi di una simile procedura e considerato che il rischio di vendita a vil prezzo è comunque contenuto, siccome l’importo totale dei crediti a beneficio del pignoramento corrisponde pressoché al valore di stima della quota, appare in concreto inadeguata. L’istanza è quindi da accogliere nel senso di ordinare la realizzazione a mezzo di pubblici incanti della quota in questione. 3. Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF). Per questi motivi, pronuncia: 1. L’istanza è accolta e di conseguenza è ordinata la realizzazione a mezzo di pubblici incanti dell’interessenza di 1/3 spettante a PI 1nella divisione della comunione ereditaria composta di PI 1, PI 2 e PI 3. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Notificazione all’IS 1, e per il suo tramite, a tutti gli interessati. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.

Incarto n. 15.2019.75 Incarto n. 15.2019.75

Incarto n. Lugano 13 novembre 2019 Lugano

Lugano 13 novembre 2019

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza La Camera di esecuzione e fallimenti

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza composta del giudice: composta del giudice:

composta del giudice: Jaques, presidente Jaques, presidente

Jaques, presidente vicecancelliere: vicecancelliere:

vicecancelliere: Cassina Cassina

Cassina statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella procedura avviata con istanza 23 settembre 2019 dall’IS 1, con cui chiede di determinare il modo di realizzazione dell’interessenza spettante a

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella procedura avviata con istanza 23 settembre 2019 dall’IS 1, con cui chiede di determinare il modo di realizzazione dell’interessenza spettante a IS 1 IS 1

IS 1 nelle eredità giacenti fu __________ e fu __________, c omposte oltre all’escusso PI 1 di

nelle eredità giacenti fu __________ e fu __________, c omposte oltre all’escusso PI 1 di PI 2, __________ PI 3, __________ PI 2, __________

PI 2, __________ PI 3, __________

PI 3, __________ nelle varie esecuzioni (gruppi n. 5-11) promosse contro l’escusso da diversi creditori;

nelle varie esecuzioni (gruppi n. 5-11) promosse contro l’escusso da diversi creditori; ritenuto

ritenuto in fatto: A. Nelle varie esecuzioni promosse contro PI 2, l’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano ha pignorato in più occasioni i diritti che gli spettano nella comunione ereditaria dei genitori fu __________ e fu __________, in particolare per quanto concerne le particelle n. __________, __________, __________, __________, __________ (quota B di ½), __________ (quota B di ½), __________ (quota B di ½) e __________ (quota A di ½) RFD di __________, sezione di __________. Nei verbali di pignoramento l’UE ha quantificato in fr. 1.– il valore di stima dell’interessenza spettante all’e­­scusso nella comunione. in fatto: A., in particolare per quanto concerne le particelle n. __________, __________, __________, __________, __________ (quota B di ½), __________ (quota B di ½), __________ (quota B di ½) e __________ (quota A di ½) RFD di __________, sezione di __________. ha quantificato B. Avendo alcuni creditori presentato le domande di vendita, l’UE ha convocato tutti gli interessati a un’udienza tenutasi il 7 maggio 2019 a norma dell’art. 9 del l’Ordinanza del Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in comunione (ODiC, RS 281.41), in occasione della quale nessuna conciliazio­ne è potuta essere raggiunta in assenza di parte dei creditori. In sede di conciliazione l’ufficio ha attribuito ai fondi di proprietà della comunione ereditaria un valore di stima di fr. 231'882.–. Da tale importo ha dedotto l’ammontare dei debiti ipotecari gravanti parte dei fondi di complessivi fr. 52'653.75, ottenendo un valore totale netto di fr. 179'228.25. Considerata una quota di spettanza del debitore nella comunione ereditaria pari ad un terzo, l’UE ha assegnato all’interessenza del debitore il valore di fr. 60'000.–.

B. Avendo alcuni creditori presentato le domande di vendita, l’UE ha convocato tutti gli interessati a un’udienza tenutasi il 7 maggio 2019 a norma dell’art. 9 del l’Ordinanza del Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in comunione (ODiC, RS 281.41) comunione (ODiC, RS 281.41), in occasione della quale nessuna conciliazio­ne è potuta essere raggiunta in assenza di parte dei creditori. In sede di conciliazione l’ufficio ha attribuito ai fondi di proprietà della comunione ereditaria un valore di stima di fr. 231'882.–. Da tale importo ha dedotto l’ammontare dei debiti ipotecari gravanti parte dei fondi di complessivi fr. 52'653.75, ottenendo un valore totale netto di fr. 179'228.25. Considerata una quota di spettanza del debitore nella comunione ereditaria pari ad un terzo, l’UE ha assegnato all’interessenza del debitore il valore di fr. 60'000.–. C. Il 12 luglio 2019, l’Ufficio ha quindi assegnato agli interessati un termine di dieci giorni per presentare eventuali proposte concrete per la realizzazione della quota ereditaria dell’escusso. Nel termine impartito non gli è pervenuta alcuna proposta.

C. Il 12 luglio 2019, l’Ufficio ha quindi assegnato agli interessati un termine di dieci giorni per presentare eventuali proposte concrete per la realizzazione della quota ereditaria dell’escusso. Nel termine impartito non gli è pervenuta alcuna proposta. D. Il 23 settembre 2019 l’UE ha chiesto a questa Camera di determinare il modo di realizzazione dei diritti in comunione spettanti a PI 1, preavvisando la loro vendita ai pubblici incanti e attribuendo alla sostanza ereditaria, come in sede di conciliazione, un valore complessivo di fr. 179'228.50 e all’interessenza del debitore un valore di fr. 60'000.–.

D. Il 23 settembre 2019 l’UE ha chiesto a questa Camera di determinare il modo di realizzazione dei diritti in comunione spettanti a PI 1, preavvisando la loro vendita ai pubblici incanti e attribuendo alla sostanza ereditaria, come in sede di conciliazione, un valore complessivo di fr. 179'228.50 e all’interessenza del debitore un valore di fr. 60'000.–. Considerato

Considerato in diritto: 1. Qualora, come nel caso di specie, l’esistenza della comunione ere­ditaria e la quota parte dell’escusso non siano contestate dai coeredi, l’Ufficio deve conformarsi alla procedura prevista dal l’ODiC, convocando tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1 ODiC) e dando poi loro la facoltà di formulare proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 ODiC). L’autorità di vigilanza deve poi determinare il modo di realizzazione dei diritti ereditari dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF), scegliendo tra la messa all’asta oppure lo scioglimento della comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 ODiC ), ritenuto che giusta l’art. 10 cpv. 3 ODiC, la vendita all’asta dei diritti in comunione sarà ordinata, di regola, solo se il valore della quota pignorata può essere determinato almeno approssimativamente in base alle informazioni assunte in occasione del pignoramento o delle trattative di conciliazione. in diritto: 1. Qualora, come nel caso di specie, l’esistenza della comunione ere­ditaria e la quota parte dell’escusso non siano contestate dai coeredi, l’Ufficio deve conformarsi alla procedura prevista dal l’ODiC, convocando tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1 ODiC) e dando poi loro la facoltà di formulare proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 ODiC). L’autorità di vigilanza deve poi determinare il modo di realizzazione dei diritti ereditari dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF), scegliendo tra la messa all’asta oppure lo scioglimento della comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 ODiC ), ritenuto che giusta l’art. 10 cpv. 3 ODiC, la vendita all’asta dei diritti in comunione sarà ordinata, di regola, solo se il valore della quota pignorata può essere determinato almeno approssimativamente in base alle informazioni assunte in occasione del pignoramento o delle trattative di conciliazione. 2. Nel caso di specie l’UE ha correttamente determinato che la quota parte dell’escusso nella comunione ereditaria è di un terzo, atteso che i membri della stessa sono l’escusso e le due sorelle PI 2 ed PI 3, e che il suo valore assomma a fr. 60'000.–. Tale accertamento, effettuato all’udienza di conciliazione alla presenza di tutti i membri della comunione ereditaria e di due creditori, non è stato ritualmente contestato neppure da nessuna delle altri parti interessate alla procedura, alle quali è stata trasmessa per conoscenza l’istanza del 23 settembre 2019 tendente a far determinare il modo di realizzazione dei diritti in comunione spettanti a PI 1 e nella quale l’UE ha indicato la quota parte dell’escusso nella comunione ereditaria e il valore da lui attribuito alla stessa. In queste circostanze si può pertanto ritenere che il valore della quota pignorata sia sufficientemente determinato ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 RDC perché se ne possa ordinare la vendita all’asta. Infatti la soluzione alternativa dello scioglimento della comunione ereditaria e della liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC), visti i tempi e i costi di una simile procedura e considerato che il rischio di vendita a vil prezzo è comunque contenuto, siccome l’importo totale dei crediti a beneficio del pignoramento corrisponde pressoché al valore di stima della quota, appare in concreto inadeguata. L’istanza è quindi da accogliere nel senso di ordinare la realizzazione a mezzo di pubblici incanti della quota in questione.

2. Nel caso di specie l’UE ha correttamente determinato che la quota parte dell’escusso nella comunione ereditaria è di un terzo, atteso che i membri della stessa sono l’escusso e le due sorelle PI 2 ed PI 3, e che il suo valore assomma a fr. 60'000.–. Tale accertamento, effettuato all’udienza di conciliazione alla presenza di tutti i membri della comunione ereditaria e di due creditori, non è stato ritualmente contestato neppure da nessuna delle altri parti interessate alla procedura, alle quali è stata trasmessa per conoscenza l’istanza del 23 settembre 2019 tendente a far determinare il modo di realizzazione dei diritti in comunione spettanti a PI 1 e nella quale l’UE ha indicato la quota parte dell’escusso nella comunione ereditaria e il valore da lui attribuito alla stessa. In queste circostanze si può pertanto ritenere che il valore della quota pignorata sia sufficientemente determinato ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 RDC perché se ne possa ordinare la vendita all’asta. Infatti la soluzione alternativa dello scioglimento della comunione ereditaria e della liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC), visti i tempi e i costi di una simile procedura e considerato che il rischio di vendita a vil prezzo è comunque contenuto, siccome l’importo totale dei crediti a beneficio del pignoramento corrisponde pressoché al valore di stima della quota, appare in concreto inadeguata. L’istanza è quindi da accogliere nel senso di ordinare la realizzazione a mezzo di pubblici incanti della quota in questione. 3. Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

3. Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF). Per questi motivi,

Per questi motivi, pronuncia: 1. L’istanza è accolta e di conseguenza è ordinata la realizzazione a mezzo di pubblici incanti dell’interessenza di 1/3 spettante a PI 1nella divisione della comunione ereditaria composta di PI 1, PI 2 e PI 3. pronuncia: 1. L’istanza è accolta e di conseguenza è ordinata la realizzazione a mezzo di pubblici incanti dell’interessenza di 1/3 spettante a PI 1nella divisione della comunione ereditaria composta di PI 1, PI 2 e PI 3. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Notificazione all’IS 1, e per il suo tramite, a tutti gli interessati.

3. Notificazione all’IS 1, e per il suo tramite, a tutti gli interessati. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere

Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.