Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01216.jsonl.gz/1089

La leggenda narra che un giovane marinaio veneziano, al ritorno dai uno dei suoi viaggi in mari lontani portò alla sua amata un'alga marina, della quale lei copiò - usando del filo - i delicati contorni e i trafori, per poterne conservare per sempre il caro ricordo.
Una storia affascinante
L'arte del merletto ad ago nacque nel tardo Medioevo nella regione di Venezia per poi diffondersi a Milano e Genova e nel resto del continente.
Contrariamente alla fabbricazione di tessuti ottenuta mediante l'intreccio di fili al telaio, i pizzi sono un'invenzione europea. Pizzi e merletti che fra il 1500 e il 1800 erano dei preziosi ornamenti indossati come dei gioielli. Costavano una fortuna ed erano un lusso che a quei tempi potevano permettersi solo re, regine, principesse, alti rappresentati dell'aristocrazia e i vertici del clero.
Dalla Spagna alla Francia
Dopo la scoperta dell'America, nel XVI secolo la Spagna diventò la prima potenza del continente e fu proprio alla corte iberica che si diffuse la moda dei pizzi. L'imperatore Carlo V impose nell'etichetta dei suoi domini tedeschi, spagnoli e italiani abiti neri, ornati di merletti bianchi. Merletti finissimi e delicati, simbolo di potere e di status sociale, che le donne eseguivano a casa loro.
Con la fine della Guerra dei Trent'anni - a metà del Seicento - si pose però fine all'egemonia della Spagna. A partire da quell'epoca anche nell'ambito della moda fu determinante l'influsso della corte francese ed in particolare quello di Luigi XIV. Il Re Sole apprezzava molto la moda, che lui stesso rivoluzionò durante il suo lungo regno. Il monarca promosse anche la produzione di pizzi nel suo paese. "Da giovane ornava i suoi abiti coi merletti più pregiati del tempo, quelli di Venezia, negli ultimi decenni della sua vita invece quelli più colorati e vaporosi, realizzati in Francia" racconta Barbara Karl, curatrice del Museo tessile di San Gallo, che in queste settimane espone decine di capolavori in pizzo provenienti da tutt'Europa e realizzati tra il 1500 e il 1800.
La tradizione a San Gallo
Della ricchissima collezione "Pizzi e prestigio" presentata a San Gallo, fanno parte 5'000 esemplari tra i più raffinati e preziosi al mondo. Sono merletti che nel corso dei secoli intraprendenti commercianti di tessili di San Gallo portarono a casa dai loro viaggi d'affari.
Già a partire dal Medio Evo la città della Svizzera orientale divenne un centro della lavorazione del lino, finché questo materiale venne soppiantato dal cotone. San Gallo vi si adattò, ma poi crollò anche il prezzo di questo materiale. L'industria tessile della regione reagì sviluppando l'arte del ricamo, prima a mano, e in seguito - dal XIX secolo- con le macchine. Un nuovo metodo di produzione che contribuì ad abbassare i costi e a rendere i pizzi accessibili ad una fascia più ampia della popolazione.
Fino agli inizi del ‘900 i merletti e i ricami di San Gallo erano il primo prodotto svizzero di esportazione. In seguito ci fu il crollo. Oggi l’industria tessile rimasta resiste proponendo prodotti per l’haute couture e tessuti altamente tecnologici pensati non solo per la sartoria. Le creazioni del passato, dunque i preziosi merletti collezionati in tutti gli angoli del continente, continuano però ad essere fonte di ispirazione per gli addetti del settore della regione. Tra i loro clienti vi sono i grandi della moda, Valentino, Chanel e Prada, per citarne solo alcuni dei più noti.
Anna Maria Nunzi