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"Il fatto di vedere donne ai vertici deve diventare naturale tanto quanto vedere uomini lavorare negli asili infantili."
Fino al momento del suo ritiro dal Consiglio federale, nel 1989, Elisabeth Kopp ha seguito, all'interno del PLR, un percorso politico di tipo classico: dapprima consigliera comunale, poi sindaco di Zumikon, il suo Comune, poi ancora consigliera nazionale, quindi vicepresidente del PLR Svizzera e, infine, nel 1984, consigliera federale.
Tuttavia, la spinta conferita da Elisabeth Kopp al discorso della parità va ben oltre il suo ruolo pionieristico ed esemplare di prima donna a sedere in Consiglio federale: già prima di essere eletta nell'Esecutivo, infatti, si impegna personalmente per migliorare le condizioni sociali delle donne, soprattutto (ma non solo) sotto il profilo del loro diritto di voto e di eleggibilità. Come consigliera nazionale, si batte inoltre per l'articolo costituzionale sull'uguaglianza fra uomo e donna.
Nel 1989 si dimette dal Consiglio federale su pressione dei media dopo essere stata accusata di violazione del segreto d'ufficio per aver consigliato al marito di dimettersi dal consiglio di amministrazione di una ditta sospettata di riciclaggio di denaro. Il suo ritiro coincide con un'uscita dalla scena politica quasi totale; solo nel 1994 Elisabeth Kopp si rimanifesta in pubblico sostenendo l'introduzione di un'assicurazione maternità. Nelle conferenze e nei dibattiti cui prende parte sottolinea ancora oggi la necessità delle pari opportunità per uomini e donne e incoraggia le donne a scendere in politica.