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Nell'incidente di canyoning avvenuto ad Amden (SG) il 7 ottobre 2012, in cui hanno perso la vita due giovani, non vi è stato errore umano. Il Ministero pubblico di San Gallo ha quindi deciso di archiviare l'inchiesta penale.
Né il tour operator Tödi né la deceduta guida di 24 anni hanno violato alcuna norma di sicurezza, ha comunicato oggi la procura. Il rapido e massiccio aumento del corso d'acqua non poteva infatti essere previsto.
I due giovani rimasti vittima della tragedia - il 24enne belga e una turista tedesca di 23 anni - stavano praticando canyoning nel Fallenbach, un affluente del Walensee in territorio di Amden. All'improvviso l'acqua ha cominciato a salire, sorprendendo il gruppo con cui stavano praticando l'attività. Gli altri cinque membri se la sono cavata, tre riportando ferite leggere.
Secondo il ministero pubblico, l'incidente è da imputarsi a cause naturali. L'innalzamento delle acque è stato probabilmente causato da forti piogge nella regione e dalla rottura di alcune dighe naturali. Esiste inoltre la possibilità che grotte sotterranee si siano "aperte", riversando le acque nel torrente.
Dopo l'incidente l'ente turistico Amden&Weesen ha tolto il canyoning dal proprio programma. Il comune di Amden voleva inizialmente vietare questa attività, ma ha poi rinunciato all'idea.
SDA-ATS