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Il Partito socialista ha deciso di presentare una denuncia contro il DEFR.
Il Dipartimento di Guy Parmelin avrebbe dovuto applicare le sanzioni «completamente e rapidamente». Ma sarebbe stato troppo passivo.
BERNA - Le sanzioni nei confronti della Russia non sono applicate in maniera coerente in Svizzera. È la critica mossa dal Partito socialista, che ha duramente attaccato il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
Il PS ha deciso di ricorrere anche per via giudiziaria, presentando una denuncia contro il DEFR al Consiglio federale sulla base dell'articolo 71 della Legge federale sulla procedura amministrativa, secondo cui «chiunque può denunziare, in ogni tempo, all'autorità di vigilanza i fatti che richiedono, nell'interesse pubblico, un intervento d'ufficio contro un'autorità».
Il Consiglio federale deve incaricare il Dipartimento di Guy Parmelin di applicare le sanzioni «completamente e rapidamente», scrive il partito in una presa di posizione trasmessa ai giornali del gruppo Tamedia e all'agenzia Keystone-ATS, criticando la passività da parte del DEFR.
Secondo il Partito socialista, è necessario applicare le sanzioni il più rapidamente possibile. Senza di esse, gli oligarchi russi potrebbero continuare a ritirare i loro beni dalla Svizzera. Per il PS l'attuale pressione sul regime del presidente russo Vladimir Putin non è sufficiente, il che riduce la probabilità che il leader del Cremlino si sieda al tavolo dei negoziati.
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