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Armi leggere e di piccolo calibro
In base alle più recenti valutazioni, nel mondo circolano 875 milioni di armi leggere e di piccolo calibro mediante le quali vengono uccise ogni anno diverse centinaia di migliaia di persone. Le pistole, le pistole mitragliatrici e le armi automatiche costano poco, sono facili da trasportare e di semplice manutenzione. Con esse riescono a sparare addirittura i bambini. La diffusione abusiva di armi leggere
- pregiudica la sicurezza delle persone;
- prolunga e acutizza i conflitti;
- ostacola gli aiuti alla popolazione civile;
- frena lo sviluppo economico e sociale;
- è sfruttata dal crimine organizzato; e
- riveste un ruolo importante nella problematica del terrorismo.
Nel luglio 2001 la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro ha adottato un programma d'azione non legalmente vincolante che fa appello alla responsabilità degli Stati chiedendo controlli su esportazioni, depositi sicuri, scambio di informazioni e rispetto degli embarghi di armi. Gli Stati che hanno sottoscritto il programma d'azione s’incontrano periodicamente per verificare i progressi raggiunti e per impostare il lavoro futuro. In occasione dell'ultima Conferenza (giugno 2010) è stato adottato un documento finale che ha dato un nuovo impulso agli sforzi comuni.
Nel 2001 l'Assemblea generale dell'ONU ha approvato il Protocollo contro il traffico e la fabbricazione illecita di armi da fuoco, loro parti e componenti e munizioni. Questo Protocollo fornisce una base legalmente vincolante per la lotta contro il traffico illegale di armi.
Nel 2005 l'Assemblea generale dell'ONU ha approvato un altro importante documento: lo strumento internazionale che permetta agli Stati di identificare e rintracciare, in maniera tempestiva e affidabile, le armi leggere e di piccolo calibro illegali. Il gruppo di lavoro dell'ONU che ha negoziato questa convenzione era diretto dalla Svizzera.
Nel 2006 la Svizzera ha organizzato a Ginevra, in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), una conferenza ministeriale. In quell'occasione 42 Stati hanno adottato la Dichiarazione di Ginevra sulla violenza armata e lo sviluppo (Geneva Declaration, GD). La Dichiarazione contiene la promessa che entro il 2015 vengono adottati provvedimenti contro la fatale interazione fra violenza armata e sviluppo socioeconomico. Nel frattempo più di cento governi hanno già assicurato il loro sostegno.
Organizzazioni regionali come l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e il Partenariato per la pace della NATO (PfP) hanno deciso provvedimenti normativi e/o operativi concernenti la lotta contro l'abuso di armi leggere. Lo stesso hanno fatto l’Unione europea (UE), l'Organizzazione degli Stati americani (OSA) e la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS).
Anche il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) riveste un ruolo importante nella lotta contro la diffusione incontrollata di armi leggere e di piccolo calibro, aiutando i Governi dei Paesi in sviluppo a contrastare la proliferazione e il traffico illegale di armi, in particolare mediante l’introduzione di una legislazione mirata.
Nel 1999 è stato istituito, su impulso della Svizzera, un programma di ricerca sulle armi leggere (denominato "Small Arms Survey") presso l'Istituto di alti studi internazionali e dello sviluppo (IHEID) di Ginevra. Questo centro di competenza è assurto a livello internazionale a istituzione di riferimento per quanto concerne le armi leggere e di piccolo calibro.
Esso pubblica fra l’altro un rapporto annuale con informazioni, analisi e statistiche dettagliate su questo tema.
La Svizzera s’impegna intensamente contro la diffusione illegale delle armi leggere.
Essa s’impegna a favore della trasposizione dello strumento internazionale che permetta agli Stati di identificare e rintracciare, in maniera tempestiva e affidabile, le armi leggere e di piccolo calibro illegali.
- Essa s’impegna a favore della trasposizione della Dichiarazione di Ginevra sulla violenza armata e lo sviluppo.
- Nel quadro dell’ONU, partecipa ai negoziati per un trattato internazionale vincolante sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty, ATT).
- Dà il suo contributo a progetti per la distruzione di armi leggere e di piccolo calibro e per un loro immagazzinamento sicuro nel quadro dell’ OSCE e del PfP.
- Sostiene il centro di competenza «Small Arms Survey».
- Sostiene gli Stati e le organizzazioni non governative (ONG) nell’attuazione del programma d’azione dell’ONU.