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E' così che Sylvia rimane sola. Suo padre e il suo innamorato non sono più accanto a lei, sua madre regredisce ad uno stato infantile, e lei, stravolta dalla tragedia personale e politica, accetta il solo aiuto che ancora le venga offerto. Il matrimonio con Philip le appare una baia tranquilla dove trovare ristoro - un haven, appunto - che la consoli per i suoi lutti, che domini le sue tempestose passioni. Ma la serenità, come la calma solatia dell'estate dello Yorkshire, non può durare a lungo. Dopo anni di silenzio, ma mai di oblio, Charley ritorna da lei, da lei che è moglie e madre devota, e rivendica i suoi diritti di cittadino e di uomo cui la crudeltà della Storia ha negato la realizzazione dei desideri. L'episodio dell'incontro e dell'agnizione, avvenuti dopo i lunghi anni che Sylvia ha trascorso a camminare lungo il mare affannoso, selvaggiamente rimpiangendo il suo amore perduto, è un altissimo momento di commozione e di dramma:
«Sylvia s'incamminò in fretta verso casa, pensando e ricordando. [...] Una figura stava sulla via, [...] la schiena rivolta verso il sole del mattino; tutto ciò che ella vide [...] fu l'uniforme di un ufficiale di marina [...]. Sylvia affrettò il passo, senza tornare a guardarlo, sebbene i suoi abiti quasi sfiorassero quelli di lui, poiché egli non si era mosso. Non aveva percorso un centinaio di metri - no, neanche cinquanta metri! - quando il suo cuore sobbalzò, per morirle di nuovo dentro il petto, come se fosse stata colpita da un proiettile.
"Sylvia!" egli disse, con la voce che tremava per la gioia e la passione. "Sylvia!"
Ella si voltò; [...] la luce cadeva dritta sul viso di lui. Era abbronzato, e aveva i lineamenti tirati; ma era lo stesso volto che ella aveva visto sul molo di Haytersbank tre anni prima, e che aveva creduto di non rivedere mai più in questa vita. Egli le era vicino, e tese le braccia verso di lei; [...] ma quando Sylvia le sentì strette intorno a sé, si ritrasse di colpo, gridò forte e pietosamente, e si portò le mani alla fronte come se cercasse di dissipare una misteriosa nebbia. [...]
Sylvia allontanò infine le mani dal viso; era grigio come il volto della morte; la disperazione aveva spogliato i suoi occhi tremendi da ogni passione.
"Dove sei stato?" gli chiese, con voce lenta e fioca, come se le si fosse strozzata nella gola.»
Sylvia's Lovers è un romanzo disperante e struggente, violento nella sua rappresentazione della solitudine e del rimpianto; e la presenza costante del mare ne fa un racconto quasi sublime.
Una storia indimenticabile.