Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01070.jsonl.gz/132

Mercoledì 25 aprile, 17:33
Il Consiglio federale ha deciso che l'acquisto dei 22 nuovi aerei da combattimento sarà inserito nel prossimo dibattito parlamentare relativo al programma d'armamento.
Il Governo proporrà di rinviare dal 2018 al 2020 l'acquisizione dei velivoli per allinearsi a una medesima commessa inoltrata al costruttore Saab dall'esercito svedese. La produzione di una settantina di apparecchi destinati alla Svezia creerà così un ritardo nella consegna dei velivoli acquistati da Berna.
Nella sua decisione, il Consiglio federale ha inoltre stabilito che il finanziamento dei Gripen rientrerà in un apposito fondo, ancora da istituire. Esso sarà alimentato con 300 milioni di franchi annui, derivanti dal budget riservato alle spese militari che sarà aumentato a 4,7 miliardi a partire dal 2015. Tuttavia, per ottimizzare l'offerta da parte della Saab, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale della difesa di negoziare col Governo svedese.
Secondo il consigliere federale Maurer, il popolo avrà l'opportunità di esprimersi sull'acquisto dei Gripen. Infatti, gli oppositori dei nuovi caccia potranno combatterne l'acquisto lanciando un referendum sia contro il programma di risparmio, sia contro la revisione della legge, necessaria per l'istituzione del fondo di finanziamento dell'aviogetto.
L'anno scorso, il Parlamento aveva deciso di innalzare il limite di spesa per l'esercito da 4,4 miliardi a 5 miliardi per l'acquisto degli aerei. Ciò avrebbe obbligato la Confederazione a risparmiare in altri settori. Maurer ha detto che un programma di risparmi sarà in ogni caso inevitabile.
I principali partiti hanno accolto favorevolmente, seppure con alcune riserve, la decisione del Governo di far slittare l'acquisto dei nuovi velivoli da combattimento. Sinistra e PLR si rallegrano della possibilità di indire un referendum, mentre il PPD rivendica la paternità dell'idea di creare un fondo per finanziare l'operazione. Idea criticata, tra l'altro, dall'UDC.
I dubbi del PS riguardano invece il rispetto della data di consegna e i previsti risparmi in altri settori (come la formazione) che non sarebbero soppressi ma solo dilazionali.