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In un sondaggio dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) il 34% dei partecipanti si è detto favorevole all'abolizione del segreto bancario in Svizzera.
Allo stesso tempo però l'85% desidera continuare a tutelare la propria sfera privata finanziaria al di là delle autorità tributarie.
Secondo un comunicato diffuso oggi dall'ASB circa il 21% degli svizzeri ritiene che i contribuenti dovrebbero potersi pronunciare a favore o contro uno scambio diretto delle informazioni tra la propria banca e le autorità fiscali. Il maggior sostegno lo accoglie infine l'attuale regolamentazione (41%). Per l'ASB, tali "cifre indicano che la popolazione elvetica considera in modo differenziato il futuro del segreto bancario internamente alla Svizzera".
La fascia d'età che si schiera maggiormente per la tutela della sfera privata finanziaria è quella tra i 18 e i 29 anni (89%). Tuttavia, il 72% dei cittadini confederati ritiene che essa sia destinata ad attenuarsi.
Le persone intervistate credono che il miglior mezzo per proteggere tale sfera da privati e aziende sia il segreto bancario: si tratta anche della principale funzione attribuita a questo strumento (38%). Il 21% lo ritiene invece una protezione dallo Stato. È la prima volta che nel sondaggio d'opinione, realizzato dal 1995, le persone vengono interrogate riguardo alla finalità del segreto bancario e su un eventuale futuro scambio di informazioni a livello nazionale.
Peraltro l'86% della popolazione attribuisce alla propria banca un voto da buono a molto buono: il 32% è molto soddisfatto, il 54% è soddisfatto e il 2% insoddisfatto.
Il sondaggio pubblicato dall'ASB è stato realizzato dall'Istituto di ricerche economiche e sociali indipendente M.I.S Trend SA di Losanna tra il 5 e il 20 gennaio 2015. Il campione è costituito da 1000 cittadini svizzeri, di cui 500 svizzero tedeschi, 300 romandi e 200 ticinesi. Il margine d'errore ammonta a 3,1%.
SDA-ATS