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La Banca nazionale svizzera (BNS) conferma le sue previsioni congiunturali dello scorso dicembre, in cui ventilava una crescita del 2 percento per l'economia svizzera nel 2001. In un'intervista alla SonntagsZeitung, il presidente della direzione, Jean-Pierre Roth, ritiene che queste valutazioni sono sono mutate e guarda con un certo ottimismo al futuro, nonostante la crisi dei mercati finanziari.Questo contenuto è stato pubblicato il 18 marzo 2001 - 16:17
«Grosso modo, la situazione collima con le nostre aspettative e la nostra politica monetaria è adeguata», afferma Jean-Pierre Roth. A suo avviso, il potenziale di crescita dell'economia elvetica rimane attorno al 2 percento: con un mercato del lavoro prosciugato non è possibile una crescita del 5 percento.
Il presidente della direzione della BNS giudica elevata l'eventualità di un ribasso dei tassi d'interesse negli Stati Uniti. L'istituto monetario svizzero non intende comunque operare a rimorchio della Federal Reserve: «Dobbiamo orientare la nostra politica dei tassi secondo i bisogni dell'economia svizzera», la quale «è in una situazione diversa da quella americana».
Jean-Pierre Roth giudica più insicura la situazione economica mondiale rispetto all'anno scorso: non è possibile dire se la crescita dell'economia americana continuerà a rallentare o se lentamente si riprenderà. In Giappone, «abbiamo una situazione molto difficile, che ci preoccupa». In Europa, d'altro canto, «le previsioni di crescita sono buone».
Vi è comunque la speranza che il Vecchio Continente non subisca eccessivamente i contraccolpi del rallentamento americano, prosegue il presidente della BNS. La progressiva integrazione europea produce una dinamica interna, fatto positivo per l'economia europea e quindi anche per la Svizzera. Nonostante le cattive notizie che arrivano dagli USA dall'inizio dell'anno la fiducia nel dollaro è ancora molto forte.
Jean-Pierre Roth è più pessimistico sulla situazione delle borse: «la situazione è certamente più delicata dello scorso anno». L'insicurezza è aumentata e i mercati azionari riflettono questa situazione.
Roth giudica l'introduzione concreta dell'Euro all'inizio dell'anno prossimo, con la messa in circolazione di monete e banconote, come «una rivoluzione per i cittadini». Anche la Svizzera ne risentirà gli effetti, per lo meno nelle zone di confine e nelle regioni turistiche. Gli effetti sulla politica monetaria dovrebbero tuttavia risultare «scarsi».
swissinfo e agenzie
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