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Al termine dell'incontro tenutosi a Washington con Eveline Widmer-Schlumpf, il viceministro alla giustizia statunitense David Margolis ha dichiarato che Washington vuole scongiurare una 'escalation' nella vertenza fiscale con la Svizzera.
Quanto fatto dagli Stati Uniti nel contenzioso fiscale con l'UBS non deve essere interpretato come un attacco alla Svizzera. È quanto ha dichiarato lunedì sera la ministra di giustizia e polizia elvetica, citando le parole di Margolis.
I rappresentanti del ministero della giustizia americano si sono detti disponibili ad allacciare contatti con Berna, ha spiegato Eveline Widmer-Schlumpf nel corso di una conferenza stampa indetta presso l'ambasciata elvetica a Washington.
Prima di incontrare Margolis, la consigliera federale si è pure intrattenuta con il suo omologo Eric Holder. Per evitare un conflitto di interessi – in qualità di avvocato Holder aveva rappresentato l'UBS – quest'ultimo non ha però abbordato la vicenda che vede protagonista la banca elvetica.
Il colloquio ha avuto come tema centrale il terrorismo e la questione dei detenuti di Guantanamo. Il ministro statunitense ha espresso gratitudine per la disponibilità mostrata dalla Svizzera ad eventualmente accogliere un numero imprecisato di prigionieri.
Eveline Widmer-Schlumpf ha comunque espresso il suo stupore per la richiesta formulata da Washington all'UBS di fornire informazioni su 52'000 clienti americani.