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BERNA - Nonostante il parere negativo, per motivi di sicurezza, formulato già nel 2017 dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) nei confronti di 38 candidati all'asilo, 34 di essi di trovano ancora in Svizzera. È quanto risulta dalla risposta del Consiglio federale a un'interpellanza Barbara Keller-Inhelder (UDC/SG).
Nella maggior parte dei casi è ancora in corso una procedura d'asilo di primo grado, di ricorso o di esecuzione dell'allontanamento, precisa il governo nella sua risposta.
Se un richiedente l'asilo mette in pericolo la sicurezza interna o esterna, la sua domanda d'asilo è respinta e in linea di principio deve lasciare la Svizzera.
Sono tuttavia fatti salvi i casi in cui l'esecuzione dell'allontanamento è inammissibile: in base al diritto internazionale nessuno può essere rinviato in uno Stato in cui rischia la tortura o un altro genere di trattamento o punizione crudele o inumano.
Secondo la consigliera nazionale, cinque di queste persone potenzialmente pericolose sarebbero state «ammesse provvisoriamente».
Per quanto attiene al potenziale pericolo costituito da queste persone, i competenti servizi federali e cantonali collaborano strettamente a diversi livelli.
Tuttavia, fa notare l'esecutivo, sebbene le autorità di sicurezza facciano tutto il possibile per impedire attentati anche con pochi mezzi logistici, rimarrà sempre un rischio residuo.