Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01259.jsonl.gz/541

Un ritorno in auge della teoria cospirativa contro il 5G ha subito portato ignoti ad agire contro l'infrastruttura
PRETORIA - Tre torri di telecomunicazione appartenenti agli operatori Vodacom e MTN sono state date alle fiamme in seguito a una recrudescenza delle teorie cospirative che collegano l'emergere della tecnologia 5G al Covid-19.
Lo ha dichiarato in giornata il Ministro delle comunicazioni del Sudafrica, Stella Ndabeni-Abrahams, come riferito dall'agenzia Reuters.
Le torri sono state bruciate e distrutte tra martedì e mercoledì di questa settimana nella provincia di KwaZulu-Natal, ha spiegato il Ministro, che ha anche esortato la polizia ad arrestare i responsabili «di questo gesto anarchico».
«È deplorevole che un'infrastruttura di rete tanto necessaria venga attaccata... la telefonia mobile è cruciale nella lotta contro la pandemia del coronavirus», ha poi aggiunto.
L'impatto sulla rete di Vodacom è stato minimo, e l'infrastruttura è già stata riparata, ha detto il portavoce di Vodacom Byron Kennedy all'agenzia stampa, tenendoci a ribadire che «non ci sono prove scientifiche credibili che collegano il 5G alla diffusione del coronavirus».
MTN ha aggiunto che le due torri di sua proprietà che sono state bruciate nemmeno avevano la tecnologia 5G.
In diverse parti del mondo ci sono stati dei gruppi che si sono opposti all'avvento di questa tecnologia per il timore che le onde 5G potessero avere effetti dannosi sulla salute. Comunque, organismi sanitari come l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno dichiarato che finora nessun effetto negativo sulla salute è stato collegato all'esposizione alla frequenza del 5G.
Matteo Salvini non è soddisfatto del risultato della Lega, Enrico Letta punta il dito contro Conte e il M5S.
Netta l'affermazione della coalizione di centrodestra, Giorgia Meloni ha ricevuto le congratulazioni di Viktor Orban. Il Cremlino: «Speriamo in una forza politica più costruttiva».
Il radar posizionato a Mulegns dalla polizia grigionese ha intercettato una carovana di Donkervoort.
Le automobili del marchio olandese andavano a velocità comprese tra i 98 e i 165 chilometri all'ora su un tratto dove il limite era di ottanta.
Il ciclista olandese - ritiratosi dalla gara in linea dopo 30 km - è stato fermato dalla Polizia per un alterco in hotel
«Volevo andare a letto presto la scorsa notte, ma c'erano molti ragazzini nel corridoio che continuavano a bussare alla mia porta. Dopo un po' mi sono stancato e ho detto loro, in modo non molto comprensivo, di smetterla».
Sonora la bocciatura sull'iniziativa contro l'allevamento intensivo. L'UTC: «Finalmente tiriamo un sospiro di sollievo»
Per la consigliera nazionale dei Verdi, invece, ha giocato un ruolo anche il particolare contesto storico-economico.