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La legge del 18 marzo 1983 sulla responsabilità civile in materia nucleare (LRCN) contiene disposizioni speciali in materia di responsabilità per danni nucleari. Esse stabiliscono che l'esercente di un impianto nucleare risponde, senza limitazione finanziaria, dei danni nucleari causati dall'esercizio del suo impianto o dal relativo trasporto di materiale nucleare. Dei danni relativi alle materie nucleari in transito risponde il titolare della licenza di trasporto. I danni nucleari comprendono la morte, le lesioni personali e i danni patrimoniali.
La responsabilità secondo la LRCN è una cosiddetta responsabilità derivante dal rischio, la forma più rigorosa di responsabilità. La parte responsabile è chiamata a rispondere anche in assenza di colpa e perfino nel caso in cui il danno nucleare è causato, ad esempio, da fenomeni naturali straordinari, eventi bellici o atti di terrorismo. La responsabilità derivante dal rischio è dovuta dal fatto che l'esercente di un impianto nucleare crea un pericolo e deve pertanto assumere la responsabilità delle eventuali conseguenze del funzionamento di tale impianto. Un altro principio della responsabilità civile in materia nucleare è la responsabilità esclusiva dell'esercente dell'impianto nucleare, il quale è quindi l'unico a rispondere. In questo modo, per le vittime, è più facile far valere le proprie richieste di risarcimento danni, in quanto non devono prima essere individuati i soggetti che potrebbero essere responsabili civilmente (fornitore, impresa costruttrice ecc.). Inoltre, la LRCN prescrive una copertura di 1 miliardo di franchi svizzeri più il 10% per interessi e spese di procedura (per un totale di 1,1 miliardi di franchi svizzeri). A tal fine, gli esercenti stipulano le relative polizze assicurative presso un assicuratore autorizzato ad operare in Svizzera. Alcuni rischi che gli assicuratori privati non sono in grado di coprire o possono coprire solo parzialmente (ad es. eventi naturali straordinari, eventi bellici, terrorismo) sono assicurati dalla Confederazione. Per finanziare tale copertura, la Confederazione riscuote premi dagli esercenti degli impianti nucleari. Tali contributi sono versati nel fondo per i danni nucleari della Confederazione. Il termine di prescrizione per avanzare una richiesta di risarcimento danni è di 3 anni dalla conoscenza del danno (termine di prescrizione relativo). Trent'anni dopo l'evento dannoso, il diritto ad avanzare una richiesta di risarcimento danni decade, cioè non può più essere fatto valere nei confronti della parte responsabile. Tuttavia, questi cosiddetti danni tardivi sono coperti dal fondo per i danni nucleari.
Un danno nucleare è quindi coperto da assicurazione fino a 1,1 miliardi di franchi svizzeri. Per i danni di importo superiore a tale somma l'esercente di un impianto nucleare risponde senza limitazioni con tutto il suo patrimonio. Se anche questi fondi non sono sufficienti a risarcire il danno, si è in presenza di un cosiddetto grande sinistro. In questo caso, l'Assemblea federale stabilisce un ordinamento sulle indennità e la Confederazione può concedere prestazioni suppletive per i danni non coperti.
La Svizzera non ha aderito a nessuna delle convenzioni internazionali sulla responsabilità civile attualmente in vigore.
Dal 1986 vige un accordo bilaterale con la Germania sulla responsabilità verso terzi nel settore dell'energia nucleare, che disciplina il principio della parità di trattamento dei cittadini dei due Paesi.