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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 21.08.2019</b></p><p><b>Il Consiglio federale approva nove misure contro l'aumento dei costi della salute </b></p><p><b>Il Consiglio federale ha adottato il primo di due pacchetti di misure previsti nel quadro del suo programma di contenimento dei costi della salute. Nella seduta del 21 agosto 2019, ha approvato nove misure che forniranno a tutti gli attori strumenti per frenare l'aumento dei costi della salute. Il potenziale di risparmio è di diverse centinaia di milioni di franchi l'anno. </b></p><p>Un'importante misura del primo pacchetto è l'articolo sulla sperimentazione. In futuro, dovranno poter essere testati al di fuori del quadro legale progetti pilota innovativi per il contenimento dei costi volti a sgravare gli assicurati. Nei progetti condotti finora, il margine di manovra era soggetto a restrizioni legali e sfruttato poco da Cantoni e partner tariffali. Sono ipotizzabili sperimentazioni con nuovi modelli assicurativi o nel settore delle cure integrate.</p><p></p><p>Strutturare meglio i negoziati tariffali</p><p>Per professionalizzare e strutturare meglio i negoziati tariffali, i partner tariffali dovrebbero istituire un'organizzazione nazionale delle tariffe per il settore ambulatoriale, analoga a quella già operativa nel settore stazionario. Le ripetute situazioni di stallo che vengono a crearsi nei negoziati tariffali tra fornitori di prestazioni e assicuratori impediscono l'adeguamento delle tariffe obsolete. Il Consiglio federale vorrebbe inoltre obbligare i fornitori di prestazioni e gli assicuratori a prevedere, in convenzioni tariffali valide in tutta la Svizzera, misure volte a correggere un aumento ingiustificato del volume delle prestazioni e dei costi in alcuni settori, per limitare così l'aumento dei costi a un livello giustificabile dal punto di vista medico. </p><p></p><p>Ridurre i prezzi dei generici</p><p>Con un sistema di prezzi di riferimento per i medicamenti con brevetto scaduto, il Consiglio federale intende richiamare le aziende farmaceutiche alle loro responsabilità: in Svizzera i generici costano più del doppio rispetto all'estero. Il nuovo sistema proposto prevede la fissazione di un prezzo massimo (prezzo di riferimento) per i medicamenti con il medesimo principio attivo. In futuro l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) dovrà rimborsare soltanto questo prezzo di riferimento.</p><p></p><p>Migliorare il controllo delle fatture</p><p>Un'altra misura dovrà permettere ai pazienti un migliore controllo delle fatture. A tutt'oggi non possono farlo perché, in particolare, molti ospedali non ne trasmettono loro una copia. In futuro i fornitori di prestazioni dovranno essere obbligati a inviare agli assicurati una copia di ogni fattura. </p><p>Il pacchetto comprende altre quattro misure riguardanti gli importi forfettari nel settore ambulatoriale, la fornitura dei dati dei partner tariffali al Consiglio federale e ai governi cantonali, il diritto di ricorso in relazione all'elenco degli ospedali e l'importo massimo della multa inflitta ai fornitori di prestazioni che violano le prescrizioni legali o contrattuali (v. in proposito: "Misure di contenimento dei costi - pacchetto 1: panoramica").</p><p></p><p>Risparmi per diverse centinaia di milioni l'anno</p><p>Obiettivo di queste misure è quello di contenere l'evoluzione dei costi dell'AOMS a un livello giustificabile dal punto di vista medico e quindi di limitare l'aumento dei premi assicurativi. Con il sistema dei prezzi di riferimento si stima di risparmiare tra i 300 e i 500 milioni di franchi l'anno. Le restanti misure dovrebbero permettere di conseguire risparmi a lungo termine per diverse centinaia di milioni di franchi l'anno. Tuttavia, gli effetti finanziari dipenderanno in gran parte da come gli attori interessati le attueranno. </p><p></p><p>Il programma di contenimento dei costi</p><p>Il programma di contenimento dei costi adottato dal Consiglio federale nel marzo del 2018 si basa su un rapporto di esperti ed è costituito da due pacchetti di misure. Il secondo pacchetto, che punta innanzitutto a contenere l'evoluzione dei costi della salute e a rafforzare le cure coordinate, sarà posto in consultazione all'inizio del 2020. </p><p>Negli ultimi anni il Consiglio federale e il Dipartimento federale dell'interno hanno avviato diverse misure per contenere l'aumento dei costi della salute, in particolare nei settori dei costi dei medicamenti, del tariffario medico TARMED e dell'elenco dei mezzi e degli apparecchi (EMAp). Dal 2012 il riesame triennale dei medicamenti ha permesso di risparmiare 950 milioni di franchi (2012-2014: 600 mio.; dal 2017: 350 mio.). Come mostrano i primi risultati del monitoraggio degli adeguamenti del TARMED, i costi delle prestazioni TARMED fatturate a carico dell'AOMS nel 2018 sono diminuiti rispetto all'anno precedente di circa 100 milioni di franchi. Il monitoraggio della revisione dell'EMAp inizierà l'anno prossimo.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Disegno 1</b></p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 29.10.2020</b></p><p><b>Misure per contenere costi farmaci generici </b></p><p><b>Il Consiglio nazionale ha approvato oggi un pacchetto di misure volto a contenere i costi del sistema sanitario. Questo si concentra in particolare sui farmaci generici, molto più cari in Svizzera rispetto all'estero, ma anche sulla possibilità degli assicuratori di realizzare utili in un campo specifico.</b></p><p>In base al progetto adottato oggi, gli assicuratori e i fornitori di prestazioni devono poter concordare in qualsiasi momento prezzi o tariffe più economici di quelli fissati nelle convenzioni tariffali o stabiliti dalle autorità. Il risparmio così realizzato andrà a favore sia degli assicurati che degli assicuratori.</p><p>La legge vieta di pagare tariffe superiori, ma dà già oggi la possibilità di concedere sconti. Nella pratica questo però non avviene, ha spiegato il relatore commissionale Philippe Nantermod (PLR/VS). La proposta vuole spingere gli assicuratori a adoperarsi a tal fine. Per farlo è stato proposto l'incentivo di lasciare il 25% del guadagno a libera disposizione dell'assicuratore.</p><p>Con questa disposizione si vuole introdurre la possibilità per gli assicuratori di realizzare dei benefici, cosa finora vietata, ha replicato Barbara Gysi (PS/SG). Se si ottengono risparmi, questi devono andare a vantaggio degli assicurati, non degli azionisti, ha aggiunto Léonore Porchet (Verdi/VD).</p><p>La proposta incoraggerebbe gli assicuratori a fissare collettivamente prezzi elevati per ottenere individualmente sconti allo scopo di distribuire una parte di questi sconti agli azionisti, ha detto Pierre-Yves Maillard (PS/VD). L'emendamento non otterrebbe quindi l'effetto desiderato, ovvero la moderazione dell'aumento dei costi, e metterebbe a repentaglio l'intero progetto in caso di referendum, ha evidenziato il vodese.</p><p>Per il consigliere federale Alain Berset, la proposta rappresenta un "problema". "Nell'assicurazione di base il principio cardinale è che i premi corrispondono ai costi e che in caso di sconti questi vadano interamente a beneficio degli assicurati", ha sostenuto. Al voto la maggioranza non l'ha però seguito ed ha approvato l'emendamento con 117 voti contro 67.</p><p></p><p>Generici</p><p>Il Nazionale ha poi anche cambiato il meccanismo per ridurre il costo dei farmaci generici. Al posto del sistema dei prezzi di riferimento, proposto dal Consiglio federale, ha introdotto il principio delle importazioni parallele dei generici.</p><p>La legge prevede anche altre misure che il Consiglio federale può in parte attuare a livello di ordinanza: il divario di prezzo tra i preparati originali e i generici deve essere aumentato, i prezzi nel mercato dei generici devono essere esaminati ogni anno al posto di ogni tre anni e devono essere ammesse le importazioni parallele.</p><p>In base alla riforma, almeno tre farmaci contenenti la stessa sostanza attiva dovranno coesistere sul mercato. E il prezzo sarà fissato in funzione di quelli praticati all'estero e del volume di mercato del preparato originale.</p><p>L'assicurazione obbligatoria dovrebbe rimborsare soltanto questo prezzo. Se verrà rilasciato un medicamento più caro, l'assicurato dovrebbe pagare la differenza. Il nuovo sistema dovrebbe permettere di realizzare risparmi tra i 300 e i 500 milioni di franchi all'anno.</p><p>La camera vuole anche aumentare la quota di mercato dei generici intervenendo sulla parte destinata alla distribuzione per rendere più attrattivi i medicamenti più economici. La remunerazione dipende infatti dal prezzo del farmaco, ciò non incita a vendere quelli meno costosi, ha spiegato Nantermod. In questo contesto ha approvato una mozione sulla questione.</p><p>Con 104 voti contro 75, il Nazionale ha invece respinto il diritto di ricorso, proposto dal governo, accordato agli assicuratori per impugnare le pianificazioni ospedaliere dei Cantoni.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.12.2021</b></p><p><b>Misure per contenere costi farmaci generici</b></p><p><b>Il Consiglio degli Stati ha approvato oggi un pacchetto di misure volto a contenere i costi del sistema sanitario. Questo si concentra in particolare sui farmaci generici, molto più cari in Svizzera rispetto all'estero. Il sistema dei prezzi di riferimento, proposto dal Consiglio federale, è però stato bocciato.</b></p><p>L'evoluzione dei costi sanitari è preoccupante; i premi negli ultimi 20 anni sono raddoppiati e incidono pesantemente sul reddito disponibile degli assicurati, ha affermato Marina Carobbio Guscetti (PS/TI) sostenendo la necessità di agire. I generici in Svizzera costano anche più del doppio rispetto agli altri Paesi europei, ha detto il consigliere federale Alain Berset ricordando che un confezione di 100 Irfen costa 12 franchi in Svezia e 34 in Svizzera.</p><p>Per sciogliere questo nodo, il governo avrebbe voluto introdurre un sistema di prezzi di riferimento applicabile ai farmaci il cui brevetto è scaduto. Il prezzo sarebbe stato in funzione di quelli praticati all'estero e del volume di mercato del preparato originale.</p><p>L'assicurazione obbligatoria avrebbe dovuto rimborsare soltanto questo prezzo. Il nuovo sistema permetterebbe risparmi tra i 300 e i 500 milioni di franchi all'anno, ha ricordato Erich Ettlin (Centro/OW) a nome della commissione.</p><p>Un tale sistema potrebbe portare a difficoltà nell'approvvigionamento di farmaci e causare incertezza tra i malati cronici, che dovrebbero cambiare farmaci per motivi finanziari, ha però ritenuto la maggioranza. Seguendo il Nazionale, i "senatori" hanno preferito ridurre i costi sanitari attraverso varie altre misure. Hanno ad esempio tacitamente adottato una mozione per aumentare la quota di farmaci generici. Eliminati anche gli incentivi negativi che spingono i farmacisti a vendere i farmaci più costosi.</p><p>Durante il dibattito, gli Stati hanno invece bocciato la possibilità, introdotta dal Nazionale, di concedere agli assicuratori e ai fornitori di prestazioni la facoltà di concordare in qualsiasi momento prezzi o tariffe più economici di quelli fissati nelle convenzioni tariffali o stabiliti dalle autorità. Il risparmio realizzato sarebbe dovuto andare a favore sia degli assicurati (minimo 75%) che degli assicuratori (massimo 25%).</p><p>Per i "senatori" tale norma violerebbe, tra l'altro, il divieto di realizzare utili nel settore dell'assicurazione malattia obbligatoria. "È un principio che non va toccato", ha aggiunto il consigliere federale Alain Berset.</p><p>Gli Stati hanno poi confermato il diritto di ricorso, proposto dal governo, accordato agli assicuratori per impugnare le pianificazioni ospedaliere dei Cantoni. Il Nazionale vi si è invece opposto.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 28.02.2022</b></p><p><b>Costi della salute, serve sistema di monitoraggio</b></p><p><b>Serve un monitoraggio dei costi sanitari con possibilità di correzione al quale partecipino fornitori di servizi, assicuratori e anche i cantoni. Lo ha stabilito oggi il Consiglio nazionale, tornando su una decisione presa di stretta misura dalle due Camere nel 2021, nel quadro del secondo pacchetto del progetto di legge sul contenimento dei costi della salute.</b></p><p>Il plenum ne ha ridiscusso perché il tema è stato riesaminato dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS-N), che però ne chiedeva lo stralcio. A spuntarla è stata invece una minoranza di centro e sinistra, con 103 voti a 87, con 5 astensioni. La destra avrebbe voluto rinviare la proposta al Governo.</p><p>Il ministro della sanità Alain Berset ha definito la proposta, elaborata dal Consiglio federale, uno strumento importante che permetterà di limitare l'aumento dei costi a ciò che è giustificabile dal punto di vista medico, ha affermato.</p><p>Di misura, con 98 voti a 97, il Nazionale ha pure respinto la possibilità per le casse malati e i fornitori di servizi di negoziare tariffe più basse di quelle previste dagli accordi tariffali. Su questo aspetto della legge il plenum si è allineato alla posizione degli Stati.</p><p>La Camera ha pure sostenuto una semplificazione, a livello di etichettatura, delle importazioni di farmaci generici. Questi ultimi continueranno ad essere soggetti all'approvazione da parte di Swissmedic. Questa proposta solleva una divergenza con gli Stati.</p><p>È stato infine concordato - con 94 a 98 - un diritto di ricorso per le associazioni di casse malattia contro le decisioni cantonali sulla pianificazione ospedaliera e le liste degli ospedali. La sinistra teme che questo porterà ad un aumento dei costi.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.09.2022</b></p><p><b>Freno costi sanitari, rimane divergenza su intervento Stato</b></p><p><b>Non c'è ancora piena intesa fra le Camere in merito alla revisione della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) volta a limitare i costi sanitari (pacchetto 1b). Malgrado un compromesso approvato oggi dal Consiglio degli Stati sulla questione del monitoraggio delle spese, rimane infatti una divergenza con il Nazionale riguardo alla possibilità per lo Stato di intervenire.</b></p><p>La discussione si è concentrata in particolare sulle misure pensate per accrescere la trasparenza per quanto concerne la crescita dei costi. Per 25 voti a 19 (un'astensione), i "senatori" hanno accettato un compromesso studiato dalla commissione preparatoria.</p><p>Analogamente a quanto deciso dal Consiglio nazionale, i partner tariffali sorveglieranno i costi nei loro settori e, non appena l'evoluzione di essi non sarà spiegabile con fattori quali ad esempio l'invecchiamento della popolazione, dovranno adottare misure correttive.</p><p>Diversamente dalla soluzione preferita dalla Camera del popolo però, alla quale ora tornerà il dossier, gli Stati non vogliono che le autorità federali o cantonali abbiano la possibilità d'intervenire se i partner tariffali non riescono ad accordarsi. Presente in aula, il consigliere federale Alain Berset, pur preferendo la versione nella quale la competenza sussidiaria del Consiglio federale viene mantenuta, ha comunque affermato che il governo può convivere anche con la perdita di tale potere.</p><p>Esprimendosi in favore della maggioranza, Hans Stöckli (PS/BE) ha evidenziato come le decisioni sulle cure non dovrebbero basarsi su considerazioni di tipo economico, bensì su esigenze sanitarie. Di altro avviso Peter Hegglin (Centro/ZG), secondo cui si sarebbe dovuta rendere giustizia alla responsabilità dei Cantoni. Eliminando l'eventualità di un'intromissione statale, il monitoraggio perderebbe efficacia, ha invano fatto notare ai colleghi.</p><p>È invece stata del tutto appianata - tacitamente - un'ulteriore divergenza, che riguardava le agevolazioni nell'ambito dell'omologazione di medicamenti importati in parallelo. Allineandosi a quanto deciso dal Nazionale, i "senatori" hanno optato per rendere tali semplificazioni obbligatorie.</p><p>In questo caso, la discrepanza era minima, ha ricordato il relatore commissionale Erich Ettlin (Centro/OW). Un formulazione prevedeva infatti l'obbligo, l'altra, quella accantonata, solamente la possibilità.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 19.09.2022</b></p><p><b>CN: freno costi sanitari, eliminate tutte le divergenze</b></p><p><b>Nulla più si oppone alla revisione della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) volta a limitare i costi sanitari (pacchetto 1b). Oggi il Consiglio nazionale ha eliminato le ultime divergenze che ancora l'opponevano agli Stati, che concernevano la possibilità per lo Stato di intervenire.</b></p><p>In sospeso rimanevano in particolare le misure pensate per accrescere la trasparenza per quanto concerne la crescita dei costi. Concretamente, i partner tariffali sorveglieranno i costi nei loro settori e, non appena l'evoluzione di essi non sarà spiegabile con fattori quali ad esempio l'invecchiamento della popolazione, dovranno adottare misure correttive, ha spiegato Philippe Nantermod (PLR/VS) a nome della commissione.</p><p>Diversamente dalla soluzione difesa inizialmente dal Nazionale, gli Stati non hanno voluto che le autorità federali o cantonali abbiano la possibilità d'intervenire se i partner tariffali non riescono ad accordarsi. Il Consiglio federale dispone parzialmente già di queste competenze, ha sostenuto oggi Thomas de Courten (UDC/BL). L'emendamento è così stato adottato anche dalla Camera del popolo (138 voti a 43).</p><p>Durante i dibattiti, Christian Lohr (Centro/TG) ha invitato i colleghi a non defilarsi e a mantenere la divergenza. "È giunto il momento di proporre soluzioni concrete per porre fine alla spirale di aumento dei premi malattia", ha sostenuto, invano.</p><p>Il Consiglio federale aveva presentato nell'agosto 2019 un pacchetto di nove misure per frenare l'aumento dei costi della salute. Tale pacchetto era stato diviso in due progetti. Durante la sessione estiva di due anni fa, il Parlamento aveva adottato il "pacchetto 1a".</p><p>Le discussioni odierne riguardavano il "pacchetto 1b" delle misure di contenimento dei costi. Questo si concentra in particolare sui farmaci generici, molto più cari in Svizzera rispetto all'estero. </p><p></p><p></p><p><b>Disegno 2</b></p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 08.06.2020</b></p><p><b>Consiglio nazionale affronta misure di contenimento dei costi della salute </b></p><p><b>È iniziata al Consiglio nazionale la lunga discussione sulle misure di contenimento dei costi della salute. Nel dibattito di entrata in materia soltanto l'UDC si è detta contraria in toto al primo pacchetto. Con 139 voti contro 52, la Camera è agevolmente entrata nel merito. I dibattiti sono poi stati interrotti dopo le 22.00 dalla presidente Isabelle Moret.</b></p><p>Il Consiglio federale aveva presentato nell'agosto 2019 un progetto di nove provvedimenti per un potenziale di risparmi dell'ordine di 300-500 milioni di franchi annui. Tutti gli attori avrebbero così a disposizione strumenti per contribuire al contenimento dei costi nell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.</p><p>La Commissione della sicurezza sociale e della sanità della Camera del popolo ha deciso di separare il progetto in due parti e propone al plenum un primo pacchetto di misure, quali la trasmissione della copia della fattura, i forfait, le organizzazioni tariffali e i progetti pilota.</p><p>Gli altri provvedimenti previsti dal Consiglio federale, come l'introduzione del sistema del prezzo di riferimento per i medicinali il cui brevetto è scaduto, saranno esaminati dopo la sessione estiva.</p><p></p><p>Risparmi necessari</p><p>Dal 2012, la situazione è diventata sempre più difficile. Ma sussistono possibilità per contenere i costi della salute, ha indicato Pierre-Yves Maillard (PS/VD) a nome della commissione. I premi sono raddoppiati dall'introduzione dell'assicurazione obbligatoria nel 1996. Un cambiamento è necessario, gli ha fatto eco Christian Lohr (PPD/TG). I costi aumentano in misura sproporzionata ha riconosciuto a sua volta il ministro della sanità Alain Berset.</p><p>Per Thomas de Courten (UDC/BL), queste piccole misure falliranno nella pratica. Gli effetti, in particolare finanziari, non sono noti. E, a suo avviso, sconosciuti sono pure i potenziali risparmi di ogni provvedimento.</p><p></p><p>Copia delle fatture</p><p>La trasmissione della copia delle fatture è uno degli aspetti più controversi di questo primo pacchetto. Contrariamente al Consiglio federale, la commissione preparatoria aveva deciso, seppur di misura, che questo compito spettasse all'assicuratore e non al fornitore di prestazioni.</p><p>L'assicurato avrebbe così dovuto ottenere tali copie assieme al calcolo delle prestazioni. Secondo la maggioranza, sarebbe più semplice e vantaggioso che i due documenti siano trasmessi dalla stessa fonte.</p><p>Ma in aula ha prevalso la minoranza guidata dal democentrista de Courten secondo il quale spetta al fornitore di prestazioni trasmettere all'assicurato una copia della fattura inviata all'assicuratore. Tale trasmissione, inoltre può avvenire anche per via elettronica.</p><p></p><p>Organizzazione tariffale</p><p>L'istituzione di un'organizzazione tariffale nazionale nell'ambito ambulatoriale, analoga a quella per le cure stazionarie, è stata invece approvata senza troppi problemi. Gli assicuratori dovrebbero comunicare gratuitamente a questa organizzazione i dati necessari all'elaborazione, allo sviluppo e al mantenimento delle strutture tariffali per i trattamenti ambulatoriali.</p><p>I fornitori di prestazioni e gli assicuratori dovrebbero trasmettere gratuitamente al Consiglio federale i dati di cui ha bisogno per approvare le tariffe e poter eventualmente fissarle autonomamente. Le misure per incoraggiare i forfait non dovrebbero inoltre essere bloccate.</p><p></p><p>Progetti pilota</p><p>La commissione preparatoria ha pure introdotto un nuovo articolo sui progetti pilota. Questi dovrebbero poter distanziarsi dalle regole previste dalla legge federale sull'assicurazione malattie al fine di sperimentare nuovi modelli meno costosi e più efficaci.</p><p>Tali progetti dovrebbero essere oggetto di una convenzione tra gli assicuratori e i fornitori di prestazioni. Dovrebbero inoltre essere sottoposti all'approvazione del Dipartimento federale dell'interno. Infine, la partecipazione ai progetti pilota deve svolgersi su base volontaria.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 18.06.2020</b></p><p><b>LAMal, "sì" a progetti pilota per ridurre costi </b></p><p><b>Un nuovo articolo destinato a progetti sperimentali per esaminare come si possano frenare i costi della sanità. Lo ha approvato oggi il Consiglio nazionale adottando, con 140 voti contro 48 e 9 astenuti, una revisione della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal).</b></p><p>All'inizio del dibattito alle Camere, due settimane fa, diversi parlamentari avevano sottolineato la necessità di agire. Il relatore commissionale Pierre-Yves Maillard (PS/VD) aveva ricordato che i premi sono raddoppiati dall'introduzione dell'assicurazione obbligatoria nel 1996 aggiungendo però che sussistono possibilità per contenere le spese. I costi aumentano in misura sproporzionata, aveva riconosciuto il consigliere federale Alain Berset.</p><p>Con il progetto adottato oggi, sono attesi risparmi a lungo termine dell'ordine di diverse centinaia di milioni di franchi all'anno. La modifica della LAMal prevede anche la possibilità di testare progetti pilota innovativi che esplorino piste per ridurre i costi.</p><p>Ed è proprio questo punto quello trattato in data odierna dal Nazionale, essendo gli altri già esaminati nella seduta dell'8 giugno scorso. Oggi la Camera del popolo ha in particolare deciso che i progetti pilota non dovranno essere organizzati unicamente allo scopo di contenere i costi, ma potranno essere condotti anche basandosi su criteri di qualità.</p><p>Il Nazionale ha anche deciso di cancellare l'elenco dei settori proposto dal Consiglio federale in cui i progetti pilota sono possibili. Una tale restrizione non ha senso, ha affermato la relatrice commissionale Ruth Humbel (PPD/AG) sostenendo la possibilità di lasciare tutte le opzioni aperte. Berset ha avvertito che questa apertura potrebbe facilmente portare a un trattamento iniquo se, ad esempio, il catalogo delle prestazioni fosse limitato.</p><p>Anche lo schieramento rosso-verde era critico. Anche perché le proposte di Verdi e socialisti di garantire una protezione più rigorosa e di includere l'assistenza, la prevenzione, l'educazione e le cure integrate sono tutte state bocciate.</p><p>La partecipazione ai progetti pilota si farà su base volontaria, ha deciso la Camera del popolo con 102 voti contro 93 e contro il parere del Consiglio federale. "Sono molto più efficaci se la partecipazione può essere resa obbligatoria", ha sostenuto, invano, Berset.</p><p>In precedenza il Nazionale aveva già deciso che nel sistema detto del "terzo pagante", il fornitore di prestazioni dovrà inviare una copia della fattura all'assicurato. Questa può essere trasmessa elettronicamente. I pazienti possono contattare un'organizzazione di malati se hanno domande sulle fatture e un tribunale può sanzionare le violazioni.</p><p>I fornitori di prestazioni e gli assicuratori dovranno concludere convenzioni nazionali. Queste dovranno prevedere misure correttive per attenuare gli aumenti dei costi. Tali incrementi dovrebbero limitarsi a ciò che è giustificabile dal punto di vista medico.</p><p>I forfait andranno incoraggiati anche nel settore ambulatoriale. Le tariffe alla prestazione e per forfait dovranno essere basate su una struttura tariffaria uniforme. Come i fornitori di servizi, anche gli assicuratori dovranno fornire gratuitamente i dati necessari all'organizzazione tariffale.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.09.2020</b></p><p><b>Sanità, no struttura tariffaria uniforme per ambulatoriale </b></p><p><b>Tra i crucci maggiori della popolazione e della politica figurano i costi sanitari, in costante aumento, passati dai 12 miliardi di franchi nel 1996 - data dell'introduzione dell'assicurazione malattia obbligatoria - ai 32 di oggi. Conscio di questo problema, oggi il Consiglio degli Stati ha adottato un progetto (31 voti a favore e 12 astenuti) allo scopo di rallentare questa evoluzione al rialzo.</b></p><p>Il pacchetto di misure presentato nell'agosto 2019 dal Consiglio federale contempla nove misure talune delle quali, secondo quanto affermato in aula oggi dal consigliere federale Alain Berset, si sarebbero già dimostrate efficaci.</p><p>Per agevolare i lavori parlamentari, il progetto è stato suddiviso in due parti, di cui quattro figuravano oggi nel programma dei "senatori".</p><p>Il plenum ha bocciato, sebbene di misura, i forfait applicabili al settore ambulatoriale basate su un struttura tariffaria uniforme. Le eccezioni previste non sono state sufficienti a convincere la maggioranza dei senatori. Secondo Damian Müller (PLR/LU), "non possiamo standardizzare i pazienti".</p><p>A suo parere, questi forfait sono pericolosi e potrebbero influire negativamente sulla qualità dell'assistenza ai pazienti. Inoltre, diversi oratori hanno sottolineato che i forfait nel settore ambulatoriale sono già possibili. "Ciò equivale ad accettare un'evoluzione dei costi senza controllo", ha ribattuto il ministro della sanità.</p><p>L'istituzione di un'organizzazione tariffaria nazionale per l'assistenza ambulatoriale è stata invece tacitamente accolta. Questa struttura dovrà essere sviluppata dalle associazioni dei fornitori di servizi e degli assicuratori. Il Consiglio federale potrà intervenire se l'organizzazione non soddisfa i requisiti legali o se i partner non riescono a raggiungere un accordo.</p><p>Come i fornitori di servizi, anche gli assicuratori devono fornire gratuitamente all'organizzazione i dati necessari per la progettazione, lo sviluppo e il mantenimento delle strutture tariffarie per il trattamento ambulatoriale.</p><p>I progetti pilota che derogano alla legge sull'assicurazione malattia consentiranno di testare nuovi modelli volti a controllare i costi, a migliorare la qualità o a promuovere la digitalizzazione. Contro il parere del governo, la camera dei Cantoni ha stabilito - 23 voti a 19 - di non definire i campi d'applicazione di simili progetti.</p><p>Ciò limiterebbe le possibilità di innovazione, ha sostenuto Damian Müller. Un allontanamento totale dal principio di legalità sarebbe contrario alla Costituzione federale, gli ha risposto invano Berset. Inoltre, i progetti dovranno essere oggetto di un accordo tra assicuratori e fornitori di servizi. Il Dipartimento dell'interno potrà quindi approvarli e i Cantoni saranno ascoltati. La partecipazione sarà su base volontaria.</p><p>Un'altra novità prevista nel progetto, adottata tacitamente dal plenum, riguarda la fatturazione: gli assicurati dovrebbero poter controllare la fattura emessa dal loro medico. In base al sistema del terzo pagante, il fornitore di servizi deve inviare all'assicurato una copia della fattura senza che quest'ultimo debba richiederla.</p><p>Gli Stati propongono tuttavia di semplificare la formulazione scelta dal Consiglio nazionale in modo che anche l'assicuratore possa trasmettere la fattura. Dovrebbe inoltre essere possibile inviare la fattura per via elettronica.</p><p>Contro il parere della sinistra, i "senatori" hanno bocciato la possibilità per i pazienti di contattare un'organizzazione di pazienti in caso di domande sulle fatture e la possibilità di finanziare le organizzazioni di pazienti che si mettono a disposizione.</p><p>In caso di abusi, possono essere applicate sanzioni, in particolare se le fatture sono regolarmente incomplete o non corrette. Le risorse finanziarie generate dalle multe dovranno essere utilizzate per frenare l'aumento dei costi.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.12.2020</b></p><p><b>Contenimento dei costi della salute; permangono divergenze </b></p><p><b>Permangono delle divergenze tra i due rami del Parlamento nell'esame della revisione della LAMal volta a limitare i costi sanitari (pacchetto 1b). Oggi il Consiglio nazionale si è allineato agli Stati su due delle cinque misure di contenimento dei costi nell'assicurazione malattie. In particolare, gli assicurati non potranno rivolgersi a un'organizzazione di pazienti in caso di domande relative a una fattura.</b></p><p>I parlamentari hanno oggi anche approvato una formulazione semplificata adottata dai "senatori" in settembre. Gli assicurati potranno controllare la fattura del medico e trasmetterla anche tramite un invio elettronico.</p><p>Con 108 voti contro 83, il plenum - seguendo la Camera dei cantoni - ha pure rinunciato alle sovvenzioni per le organizzazioni dei pazienti che aiutano gli assicurati a controllare le fatture. Il controllo di queste ultime spetta agli assicuratori, ha sottolineato Ruth Humbel (PPD/AG) a nome della commissione. Aggiungendovi un terzo controllo, il tutto si rivelerebbe più costoso.</p><p>La sinistra avrebbe voluto mantenere questa opzione. "Un rafforzamento del controllo delle fatture servirebbe a contenere l'aumento dei costi", ha sostenuto invano Barbara Gysi (PS/SG). Non v'è bisogno di una base legale per far controllare una fattura da un'associazione, le ha replicato Philippe Nantermod (PLR/VS).</p><p></p><p>Strutture tariffali</p><p>Le due Camere non hanno invece trovato ancora un'intesa quanto ai forfait nelle cure ambulatoriali. Il Nazionale ha ribadito - con 134 voti contro 51 e 2 astenuti - di voler fissare dei limiti legali nell'elaborazione e nell'applicazione dei forfait legati ai trattamenti ambulatoriali. I "senatori" avevano respinto - seppur di misura - l'introduzione di una struttura tariffale uniforme.</p><p>Tali forfait hanno un effetto di moderazione dei costi e impediscono un'estensione della fatturazione, ha rilevato Ruth Humbel. Si tratta di una soluzione efficace per ridurre l'evoluzione dei costi che consente di paragonare le prestazioni fornite, le ha fatto eco Philippe Nantermod.</p><p>Dal canto suo, la sinistra avrebbe voluto permettere delle eccezioni a questa struttura tariffale, in particolare al fine di prendere in considerazione le differenze cantonali. Anche il ministro della sanità Alain Berset era favorevole a questa soluzione flessibile. L'UDC avrebbe voluto allinearsi alla versione degli Stati. Tale forfait sarebbe un limite alla concorrenza, in un settore già fortemente regolamentato, ha sostenuto invano Thomas De Courten (UDC/BL).</p><p>Al pari degli Stati, l'UDC avrebbe voluto inserire il rispetto dell'autonomia tariffale nella revisione della legge qualora il Consiglio federale dovesse intervenire se i fornitori di prestazioni e gli assicuratori non riuscissero a trovare un'intesa. Con 136 voti contro 51 e 1 astenuto, la maggioranza dei deputati ha respinto tale proposta.</p><p></p><p>Progetti pilota</p><p>I progetti pilota in deroga alla legge sull'assicurazione malattie dovranno essere conformi alla Costituzione. Contrariamente ai "senatori", con 109 voti contro 78, il Nazionale non ha voluto rinunciare a definire gli ambiti di applicazione dei progetti pilota. Non ha neppure voluto ritirare da questo elenco le prestazioni all'estero, né la limitazione della scelta del fornitore di prestazioni, come domandava la sinistra.</p><p>Il Consiglio federale aveva preannunciato che una deroga totale al principio della legalità sarebbe contraria alla Costituzione federale. Occorre garantire che i diritti fondamentali non siano violati, ha spiegato Alain Berset, che si è pronunciato a favore della versione del Nazionale.</p><p>Il Consiglio federale ha presentato nell'agosto 2019 un pacchetto di nove misure per frenare l'aumento dei costi della salute. Tale pacchetto è stato diviso in due progetti. Durante la scorsa sessione estiva, il Parlamento ha adottato il "pacchetto 1a". Ora deve deliberare sul "pacchetto 1b" delle misure di contenimento dei costi.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 08.03.2021</b></p><p><b>Contenimento costi LAMal, ancora divergenze </b></p><p><b>Rimane una divergenza tra i due rami del Parlamento nell'esame della revisione della LAMal volta a limitare i costi sanitari, dopo il passaggio del dossier oggi al Consiglio degli Stati. Questa concerne i progetti pilota in deroga alla legge sull'assicurazione malattie.</b></p><p>In linea di principio, entrambe le camere vogliono un articolo sulle sperimentale che permetta di derogare alla LAMal per testare modelli più economici o più efficienti per contenere i costi. Questo include, per esempio, l'introduzione di casse malattia cantonali. Consiglio nazionale e degli Stati sono però divisi sulle condizioni per l'attuazione di tali progetti pilota.</p><p>Oggi al Consiglio degli Stati una minoranza voleva concedere la possibilità di realizzare progetti pilota solo agli assicuratori e ai fornitori di servizi. Opzione bocciata con 22 voti contro 20 voti dalla maggioranza che, come il Consiglio federale, auspica una formulazione più aperta.</p><p>Contrariamente al Nazionale, gli Stati non vogliono neppure una lista esaustiva degli ambiti in cui i progetti pilota possono discostarsi dalla legge. La proposta dello schieramento rosso-verde di allinearsi alla Camera del popolo è stata respinta con 24 voti contro 16.</p><p>Il Consiglio degli Stati ha invece seguito il Consiglio nazionale nell'introdurre una struttura tariffale uniforme per i trattamenti ambulatoriali.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 10.03.2021</b></p><p><b>Contenimento costi della salute, ancora divergenze</b></p><p><b>Permangono delle divergenze tra i due rami del Parlamento nell'esame della revisione della LAMal volta a limitare i costi sanitari. Oggi il Consiglio nazionale si è avvicinato alla posizione degli Stati quanto ai forfait nelle cure ambulatoriali ma non sui progetti pilota.</b></p><p>Le due Camere sono d'accordo di incoraggiare le tariffe forfettarie nel settore ambulatoriale, una via promettente per la riduzione dei costi. A differenza degli Stati, il Nazionale non ha voluto consentire eccezioni.</p><p>La Camera del popolo ha però seguito quella dei cantoni lasciando ai partner tariffali la possibilità di concordare ulteriori forfait ambulatoriali. Ciò non rappresenta una concorrenza con gli altri forfait, ma consente di spingersi in settori che non sono coperti, ha affermato Pierre-Yves Maillard (PS/VD) a nome della commissione.</p><p>Circa le condizioni per l'attuazione di tali progetti pilota, il Nazionale ha ribadito la necessità di fissare dei paletti. "Non vogliamo concedere un assegno in bianco al Consiglio federale", ha affermato Philippe Nantermod (PLR/VS).</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 07.06.2021</b></p><p><b>Contenimento costi salute, si va in conciliazione</b></p><p><b>Il Consiglio degli Stati ha oggi tacitamente eliminato una delle divergenze - quella sui progetti pilota - esistenti con il Nazionale nel quadro della revisione della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) volta a limitare i costi sanitari. Non vi è tuttavia ancora un accordo totale fra le due Camere: l'oggetto andrà quindi in conferenza di conciliazione.</b></p><p>I "senatori" si erano fin qui opposti a una lista esaustiva di campi nei quali i progetti pilota possono essere svolti in deroga alla legge. Uno studio condotto dall'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha però sottolineato la necessità di definire chiaramente le condizioni per questo genere di sperimentazioni.</p><p>La Camera dei Cantoni si è pertanto allineata alla formula del Nazionale. L'ha poi completata con obiettivi supplementari, ovvero esigenze rinforzate in materia di qualità e promozione della digitalizzazione.</p><p>I due rami del Parlamento sono d'accordo riguardo all'incoraggiare le tariffe forfettarie nel settore ambulatoriale, una via promettente per la riduzione degli oneri. Tuttavia, gli Stati vogliono concedere la possibilità di consentire eccezioni, al contrario del Nazionale.</p><p>Questo potrebbe essere fatto per alcuni pacchetti ambulatoriali, specialmente se le circostanze regionali lo richiedono. Dopodomani è prevista la conferenza di conciliazione per trovare un punto d'intesa definitivo.</p><p>Il Consiglio federale aveva presentato un pacchetto di nove misure per frenare l'aumento dei costi sanitari nell'agosto di due anni fa, che è stato diviso in due. La prima parte contiene quattro delle misure del governo riguardanti i forfait, varie questioni tariffarie e il controllo delle bollette.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 09.06.2021</b></p><p><b>Contenimento costi salute, approvato primo pacchetto</b></p><p><b>Accettando all'unanimità le proposte formulate dalla conferenza di conciliazione, il Consiglio nazionale ha oggi dato semaforo verde al primo pacchetto di misure volte a contenere i costi sanitari nel quadro della revisione della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal). Le ultime divergenze esistenti tra i due rami del Parlamento sono dunque state eliminate.</b></p><p>A dividere le Camere sono stati fino all'ultimo i progetti pilota e i forfait ambulatoriali. L'intesa trovata "è un'ottima notizia", ha commentato, presente in aula, il ministro della sanità Alain Berset, che spera in un'entrata in vigore rapida di questi provvedimenti, presentati nel 2019 dal governo.</p><p>Per quel che concerne i progetti pilota, sarà possibile svolgerne con una deroga alla legge, in modo da poter sperimentare nuovi modelli. Saranno inquadrati da una chiara definizione delle aree in cui possono essere eseguiti e mireranno a migliorare il controllo dei costi e della qualità, così come a fare progressi in ambito digitale.</p><p>Riguardo alle tariffe forfettarie, esse saranno incoraggiate nel settore ambulatoriale, una via considerata promettente per la riduzione dei costi. Tuttavia, come voleva il Consiglio degli Stati, la legge contempla la possibilità di concedere eccezioni e quindi dribblare l'esigenza di una struttura uniforme in tutto il Paese. I partner potranno farlo qualora le circostanze regionali lo richiedessero.</p><p>Il progetto di legge prevede la creazione di un'organizzazione tariffaria nazionale per il settore ambulatoriale, che deve essere sviluppata dalle associazioni di fornitori di prestazioni e dagli assicuratori. Il Consiglio federale potrà intervenire se l'organizzazione non soddisfa i requisiti legali o se i partner non riescono a mettersi d'accordo.</p><p>Inoltre, la revisione regola la trasmissione della fattura al paziente. Un assicurato potrà controllare la bolletta del medico e il fornitore di prestazioni dovrà inviargli una copia senza un'esplicita richiesta del diretto interessato.</p><p>Il Parlamento ha affrontato lo scorso ottobre le altre misure previste in questa prima parte. In particolare, il Consiglio federale vuole introdurre un prezzo di riferimento per i medicinali il cui brevetto è scaduto. Tali farmaci costano il doppio in Svizzera rispetto ai Paesi europei, ma il Nazionale ha bocciato l'idea.</p><p>L'anno scorso, il governo ha inoltre consultato le parti interessate sulla seconda parte del suo piano per frenare l'aumento degli oneri. Confederazione e Cantoni dovranno definire ogni anno in che misura i costi possono aumentare nelle cure stazionarie, nel trattamento ambulatoriale o nei farmaci. Si stima un risparmio di un miliardo di franchi.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 14.06.2021</b></p><p><b>LAMal, contenimento costi, approvato primo pacchetto</b></p><p><b>Dopo il Nazionale la settimana scorsa, oggi anche il Consiglio degli Stati ha approvato, all'unanimità, le proposte dalla conferenza di conciliazione in merito al primo pacchetto di misure volte a contenere i costi sanitari nel quadro della revisione della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal). L'oggetto è così pronto per le votazioni finali.</b></p><p>A dividere le Camere sono stati fino all'ultimo i forfait ambulatoriali e i progetti pilota. Per quel che concerne questi ultimi, sarà possibile svolgerne con una deroga alla legge, in modo da poter sperimentare nuovi modelli. Saranno inquadrati da una chiara definizione delle aree in cui possono essere eseguiti e mireranno a migliorare il controllo dei costi e della qualità, così come a fare progressi in ambito digitale.</p><p>Riguardo alle tariffe forfettarie, esse saranno incoraggiate nel settore ambulatoriale, una via considerata promettente per la riduzione dei costi. Come ha sempre voluto il Consiglio degli Stati, la legge contempla la possibilità di concedere eccezioni.</p><p>Il progetto di legge prevede la creazione di un'organizzazione tariffaria nazionale per il settore ambulatoriale, che deve essere sviluppata dalle associazioni di fornitori di prestazioni e dagli assicuratori. Il Consiglio federale potrà intervenire se l'organizzazione non soddisfa i requisiti legali o se i partner non riescono a mettersi d'accordo.</p>