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LONDRA - La cosiddetta variante inglese del Covid non è solo più contagiosa del ceppo originario, ma stando agli ultimi dati e "segnali" elaborati dagli esperti potrebbe essere anche più mortale.
Lo ha ventilato nella conferenza stampa di giornata a Downing Street il premier britannico Boris Johnson, citando un'indicazione fornita da parte degli scienziati a questo proposito, sulla base di alcuni trend e segnali.
Tuttavia, le eventuali prove sono in una fase preliminare, e mancano ancora le evidenze scientifiche ufficiali per dimostrare questa tesi. «È in gran parte l'impatto di questa nuova variante a pesare così tanto sul NHS (National Health Service, il servizio sanitario nazionale)», ha aggiunto Johnson, ribadendo che questa variante ha già portato il numero dei ricoveri negli ospedali nel Regno Unito a 38'562, ossia il 72% in più rispetto al picco della prima ondata della pandemia ad aprile.
30% più letale? - Patrick Vallance, il consigliere scientifico capo del governo, ha detto che effettivamente le prove sull'aumentata letalità «non sono ancora forti». «Voglio sottolineare che c'è molta incertezza intorno a questi numeri e abbiamo bisogno di più lavoro per ottenere informazioni più precise, ma ovviamente è una nostra ampia preoccupazione che questa variante possa portare ad un aumento della mortalità oltre ad un aumento della trasmissibilità».
La nuova variante, secondo i trend, sembrerebbe essere circa il 30% più mortale, riferisce la Bbc. Portando un esempio: su 1'000 persone di 60 anni positive alla vecchia "versione", in media, la previsione è che ne muoiano 10. Un numero che però sale a 13 con la nuova variante.
Una nota positiva - In positivo Vallance ha invece citato dati aggiornati che sembrano confermare l'efficacia dei vaccini esistenti sulla 'variante inglese' del Covid, mentre ha mantenuto un'ombra d'incertezza - in attesa di elementi scientifici attendibili - sulla medesima efficacia nei confronti di altre mutazioni di coronavirus emerse di recente, ossia delle cosiddette «varianti brasiliana e sudafricana».
La nuova variante, lo ricordiamo, è stata rilevata per la prima volta nel Kent a settembre. Da allora è diventata la versione dominante del virus in Inghilterra e Irlanda del Nord, per poi diffondersi in più di 50 altri paesi.