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SION - Bernard Rappaz porrà un termine il 24 dicembre allo sciopero della fame che osserva da 120 giorni. In un comunicato diramato oggi, il canapaio di 57 anni spiega di seguire in questo modo la raccomandazione della Corte europea dei diritti umani, che recentemente lo aveva invitato a porre fine all'azione di protesta, in attesa dell'esito della procedura avviata dall'avvocato del vallesano presso i giudici europei.
Nel comunicato, Rappaz ringrazia tutti coloro che, in Svizzera e all'estero, gli hanno "manifestato la loro solidarietà". Il vallesano deplora che la Svizzera "neghi i diritti umani accettando che un detenuto muoia di fame dietro le sbarre" e denuncia "lo slittamento della Svizzera verso l'estrema destra populista e il fascismo".
L'avvocato di Rappaz si è detto "sollevato" per la decisione del suo assistito. "Trascorrerò il Natale tranquillo", ha dichiarato all'ATS Aba Neeman.
La decisione di Rappaz rappresenta l'epilogo provvisorio della più recente peripezia giudiziaria riguardante il canapaio, che occupa da anni la magistratura vallesana e federale. Essa è iniziata lo scorso 22 marzo, quando è stato portato in prigione per scontare la condanna a cinque anni e otto mesi di reclusione inflittagli per violazioni gravi della legge federale sugli stupefacenti e altri reati.
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