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La popolazione invecchia sempre di più e nei prossimi anni un numero sempre maggiore di persone raggiungerà l’età della pensione. Il nostro sistema pensionistico deve essere adattato alle nuove circostanze. Altrimenti, l’AVS rimarrà presto senza soldi. È quindi giunto il momento di agire e di stabilizzare finanziariamente l’AVS con la riforma dell’AVS 21. Solo se il sistema di sicurezza sociale viene strutturalmente adattato alle realtà demografiche, può fornire rendite sicure a lungo termine.
AVS 21 – Un passo importante verso la stabilizzazione delle rendite
Il blocco delle riforme
L'AVS ha alle spalle una storia movimentata, con un passato recente fortemente segnato da riforme fallite.
Entra in vigore la 10ma revisione AVS
Nel 1995 entra in vigore la 10ma revisione dell'AVS, approvata dal 60,7 per cento dei votanti. Nell’ambito di questa revisione, in una prima fase (nel 2001) l'età pensionabile delle donne viene portata a 63 anni e in una seconda fase, nel 2005, a 64 anni. Inoltre, sono stati resi possibili il pensionamento anticipato e lo splitting dei coniugi.
Aumento dell'imposta sul valore aggiunto a favore dell'AVS
Nel 1997, il Consiglio federale ha proposto l'introduzione (dal 1999) del «percento demografico»: per finanziare le spese aggiuntive dell'AVS indotte dalla demografia, l'aliquota ordinaria dell’IVA doveva essere aumentata di un punto percentuale. Il Parlamento ha seguito la proposta e non è stato lanciato il referendum. Dal 1999, quindi, l'AVS dispone di un'altra fonte di entrate e, per la prima volta, di entrate fiscali dirette.
L'11ma revisione dell'AVS viene bocciata alle urne
L'11ma revisione dell'AVS è stata bocciata dal popolo alle urne. Tra le altre cose, prevedeva un aumento dell'età pensionabile per le donne a 65 anni e un aumento dell'imposta sul valore aggiunto a favore dell'AVS.
Il Parlamento affonda anche il progetto di legge successivo all'11ma revisione
Un'alleanza «contronatura» tra destra e sinistra ha fatto fallire in Parlamento anche il progetto di legge successivo all'11ma revisione dell'AVS e quindi l'aumento dell'età pensionabile delle donne a 65 anni e la flessibilizzazione del pensionamento.
La previdenza vecchiaia 2020 fallisce davanti al popolo
Anche l'ultima riforma dell'AVS, la previdenza vecchiaia 2020, è stata bocciata in sede di referendum. La proposta prevedeva l'aumento dell'età pensionabile delle donne a 65 anni, la flessibilizzazione del pensionamento e un finanziamento aggiuntivo attraverso l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto. Per le generazioni interessate, però, prevedeva anche misure di compensazione per mantenere il livello delle rendite.
AVS 21 all’esame del voto popolare
La principale assicurazione sociale non è stata oggetto di riforme in 25 anni, nonostante uno squilibrio finanziario sempre più acuto. Ora, dopo anni di riforme bloccate, gli svizzeri hanno nuovamente la possibilità di stabilizzare le finanze dell’AVS.