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La commissione Intelligence del Senato USA ha dichiarato i risultati della propria indagine: ben più estesi di quanto finora presupposto. tutti i 50 stati furono nell’orbita russa nel 2016, all’epoca delle elezioni di Trump. La commissione sarebbe stata costretta a coprire con omissis le proprie scoperte, secondo quanto scrive il NY Times.
Non sono tuttavia state trovate prove alcune per l’accusa gravissima, specifica nel caso dell’Illinois, secondo cui in quello stato gli hacker russi sarebbero stati in grado di cambiare o cancellare i dati degli elettori.
L’ex procuratore del Russiagate, Robert Muller, ricorda come i repubblicani abbiano bloccato un “pacchetto sicurezza” sui prossimi voti, incriminando ulteriormente la trasparenza dei repubblicani.
In audizione alla Camera, lo stesso Muller, dopo aver giurato prima della testimonianza, ha senza remore sostenuto che “Trump potrebbe essere incriminato dopo il suo mandato alla Casa Bianca”.
Un attacco sovversivo e mirato, come lo ha definito invece Trump, da Twitter.