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La Gran Bretagna ha la possibilità di revocare la Brexit in modo unilaterale sino alla data di conclusione dell'accordo di divorzio.
Sono le conclusioni dell'avvocato generale della Corte Ue Campos Sanchez Bordona relative alle domande di chiarimenti rivolte alla Corte di giustizia europea da parte un tribunale scozzese, in seguito alla richiesta di diversi membri del parlamento scozzese, del parlamento britannico e del Parlamento europeo.
La richiesta di chiarimenti alla Corte nasce dal fatto che, dato che Westminster deve dare la sua approvazione finale alla Brexit, avere o meno la possibilità di revocare l'art. 50 costituirebbe per i parlamentari britannici una "terza via", ossia restare nell'Ue di fronte a una Brexit insoddisfacente. Sapere se questa via sia percorribile consentirebbe quindi di avere una panoramica completa delle opzioni a disposizione per il voto alla House of Commons l'11 dicembre.
L'avvocato generale della Corte ha quindi innanzitutto respinto in toto la posizione del governo britannico, secondo cui la questione posta era irricevibile perché ipotetica, ritenendo al contrario la questione "né accademica né prematura né superflua" ma di "importanza pratica evidente e necessaria" e di competenza esclusiva della stessa Corte.
La Gran Bretagna, per Sanchez Bordona, può quindi revocare la Brexit purché questa revoca venga decisa "conformemente alle regole costituzionali dello stato membro, sia oggetto di una comunicazione formale al Consiglio europeo e non comporti pratiche abusive".