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(02.12.09) La crisi economica tende ad accrescere i comportamenti fraudolenti in seno alle imprese. Secondo un'inchiesta sulla criminalità economica effettuata da PricewaterhouseCoopers (PwC), il 29% delle imprese interpellate in Svizzera vede nel rallentamento economico un rischio di frode maggiorato ed un terzo ha constatato un aumento dei casi avvenuti nel corso degli ultimi dodici mesi.
Il 56% delle imprese ha inoltre fatto registrare un calo nelle proprie performance finanziarie nel corso dell'ultimo anno ed il 29% ne deduce un aumento del rischio di frode. Con il 41%, è il settore finanziario che fa registrare il maggior numero di incidenti, in quanto la complessità delle transazioni finanziarie rappresenta un ambiente ideale per la dissimulazione.
La proporzione di frodi interne sfiora il 50% dei casi, di cui il 70% all'interno delle direzione o di posti di quadri, contro il 50% nel 2007. Le ragioni principali invocate sono l'aumento della pressione subita ed il desiderio di mantenere un certo livello di vita. Quasi i due terzi dei frodanti riceve una parte variabile di salario elevata.
Inoltre, i mezzi finanziari per le procedure di controllo interne sono spesso state ridotte nel corso degli ultimi 12 mesi, favorendo così le possibilità di frode. Il 26% delle persone interpellate ha dichiarato di non aver mai realizzato analisi del rischio di frode, il 46% l'ha fatto un'unica volta. Solo il 17% delle imprese ha dichiarato di aver registrato casi di frode nel corso dell'ultimo anno e la maggior parte è stata scoperta per caso.
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