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«Il DNA di una procedura equa»
In Svizzera, i concorsi e i mandati di studio paralleli costituiscono parte integrante della cultura degli appalti. Queste due forme di messa in concorrenza sono sancite dai regolamenti SIA 142 e SIA 143. Entrambi sono stati oggetto di una revisione e si trovano ora in consultazione. Nell’intervista, Monika Jauch-Stolz, presidente della commissione SIA 142/143 e Daniel Furrer, membro della commissione, condividono le loro riflessioni in materia.
Era il lontano 1877, quando la SIA fissò, per la prima volta, le regole del gioco per una messa in concorrenza leale. Oggi, la commissione SIA 142/143 rivede i regolamenti dei concorsi e dei mandati di studio paralleli. Il progetto è in consultazione. Che tipo di revisione dobbiamo aspettarci?
Monika Jauch-Stolz: L’idea è quella di una revisione dolce, senza stravolgimenti. I due regolamenti resteranno riconoscibili. La commissione ha armonizzato la terminologia di entrambi i testi, adattandola, laddove necessario, a quella impiegata nella nuova legge federale sugli appalti pubblici. Per noi, con la revisione, era importante riassumere in modo chiaro i principi di base, vale a dire il DNA di una procedura equa. Ora, tali fondamenti sono messi ben in risalto, già nei primi due articoli dei regolamenti.
Quali sono i principi di una procedura equa?
Jauch-Stolz: Vi sono il principio d’equità e d’assenza di discriminazione, il principio di trasparenza della procedura, la garanzia di una giuria indipendente e competente, così come un adeguato indennizzo o un montepremi. Tra i vari principi figura anche la gestione del mandato successivo: il mandato di studio di progetto e il concorso di progetto devono continuare a essere legati all’attribuzione di un mandato successivo. Inoltre, in corrispondenza di questo punto, la commissione ha voluto chiarire ulteriormente le cose. Ora il mandato di studio d’idee e il concorso d’idee sono definiti senza mandato successivo. Non da ultimo, va garantita anche la tutela del diritto d’autore.
Daniel Furrer: Un altro concetto chiave è l’adeguatezza della forma di messa in concorrenza. Deve essere il compito a determinare il tipo di messa in concorrenza e la scelta della procedura. Il testo rivisto del regolamento contiene, proprio all’inizio, una tabella rielaborata con una panoramica in cui sono elencate le forme di messa in concorrenza. Per la messa in concorrenza finalizzata all’ottenimento di soluzioni si impongono il concorso e il mandato di studio parallelo, nel caso della messa in concorrenza finalizzata all’ottenimento di prestazioni è invece la procedura di scelta dei mandatari. Sulla base di questa tabella si può insomma verificare quale forma di messa in concorrenza sia adatta a uno o all’altro compito.
La nuova legge federale sugli appalti pubblici (LAPub) ha svolto un ruolo importante nella revisione. Per quale motivo?
Jauch-Stolz: La nuova LAPub ha dato una spinta alla revisione dei regolamenti. Con la definizione dell’«offerta più vantaggiosa» la commissione ha visto rafforzata l’idea che la qualità debba essere posta in primo piano. Una cosa è chiara: una soluzione, per essere buona, deve sempre anche essere il riflesso di una proposta economica coerente. Questo approccio va a braccetto con il concetto di sostenibilità.
Dalla pandemia di coronavirus, le tecnologie digitali plasmano la nostra quotidianità. In che misura la revisione tiene conto della digitalizzazione?
Furrer: L’impiego delle tecnologie digitali dell’informazione non deve mai essere puramente fine a sé stesso, ma apportare vantaggi concreti. È in quest’ottica che la commissione ha elaborato le condizioni quadro che fissano l’impiego di tali tecnologie. Ora tali condizioni sono spiegate nel Preambolo di entrambi i regolamenti. I dettagli invece sono definiti nelle Linee guida, dato che queste hanno un ciclo di revisione più breve rispetto ai regolamenti. La commissione ha così a disposizione uno strumento per reagire ai rapidi cambiamenti che caratterizzano il mondo digitale.
La commissione si dichiara a favore di procedure snelle e di pubblico concorso. Per quale motivo?
Jauch-Stolz: Con lo svolgimento di un concorso, la committenza dovrebbe ambire a ricevere il maggior numero possibile di soluzioni per un determinato compito. Con una procedura di pubblico concorso potrà scegliere, tra le numerose soluzioni pervenute, quella che meglio risponde ai requisiti del progetto. È anche una strategia per promuovere le giovani leve, in modo durevole. La preselezione non offre questo vantaggio, limita la cerchia di partecipanti. Quando, per un mandato, si esige comunque una preselezione, ora si è introdotto l’obbligo di scegliere almeno un ufficio di nuove leve.
Furrer: La commissione vuole inoltre favorire uno snellimento dei concorsi. In passato, a un team di progettisti occorrevano dalle 300 alle 500 ore per elaborare una proposta e partecipare a un concorso. Oggi si arriva fino a ben 1500 ore. Alcuni progettisti e committenti hanno sensibilizzato la commissione in merito al problema. Il regolamento esistente permette già l’attuazione di procedure snelle, ma con la revisione la commissione ha rielaborato le condizioni quadro, rafforzandole ulteriormente.
Quali sono gli altri contenuti importanti dei regolamenti rivisti?
Jauch-Stolz: Con la revisione si è riflettuto altresì sullo statuto del concorso di prestazioni globali. Si tratta di un mix tra la messa in concorrenza finalizzata all’ottenimento di prestazioni e la messa in concorrenza finalizzata all’ottenimento di soluzioni. D’ora in poi, nei regolamenti SIA 142 e SIA 143, saranno definite soltanto le procedure di messa in concorrenza finalizzate all’ottenimento di soluzioni. Per le procedure finalizzate all’ottenimento di prestazioni si rimanda invece al regolamento SIA 144. Inoltre, lo svolgimento di un concorso di prestazioni globali è complesso e oneroso, e di regola non tiene conto delle usuali fasi di progetto definite dalla SIA. Questa forma di messa in concorrenza va dunque utilizzata in modo mirato e d’ora in poi dovrà sempre svolgersi in due fasi. Per questo motivo la commissione ha deciso di spostare il concorso di prestazioni globali nell’allegato. Nella revisione sono confluite altresì le esperienze raccolte in quest’ultimo decennio attraverso la verifica dei programmi di concorso e gli adattamenti delle linee guida. La commissione ha riformulato dunque i passaggi che sollevavano domande frequenti, ad esempio le disposizioni in cui ci si riferiva alla composizione della giuria, ai premi ex-aequo oppure alla fase opzionale di approfondimento.
La revisione affronta anche il tema della preparazione indispensabile allo svolgimento di un concorso.
Jauch-Stolz: Una preparazione ben fondata è essenziale affinché la procedura possa svolgersi al meglio. È un aspetto decisivo per il successo del progetto. Nel nuovo testo la commissione precisa che, prima del lancio di un concorso, la committenza deve chiarire la fattibilità e le possibilità di finanziamento del compito da svolgere. A costituire parte integrante di tale preparazione è lo studio di fattibilità, che è di competenza della committenza, con il sostegno della giuria.
Furrer: Per poter assumere questo ruolo importante, la giuria deve essere tempestivamente coinvolta nel processo. Anche questo aspetto è definito nei regolamenti.
In che modo la commissione garantisce che vi sia un legame concreto con la prassi?
Furrer: La commissione è composta da 22 membri. Riunisce committenti privati e pubblici, così come i rappresentanti di diverse regioni e di varie discipline appartenenti al settore della progettazione. Le sezioni SIA comunicano le proprie esigenze attraverso i membri della commissione che provengono dalle rispettive regioni. Una volta all’anno, la commissione parte in tournée. Siamo già stati a Basilea, Bienne, Losanna e Lugano. Durante questi incontri abbiamo avuto l’occasione di scambiare idee e opinioni con i rappresentanti della committenza pubblica, con le sezioni e con gli osservatori dei mercati.
Jauch-Stolz: All’inizio della revisione, abbiamo condotto un sondaggio per capire quale fosse lo status quo nell’ambito delle aggiudicazioni. I risultati raccolti sono serviti da filo conduttore ai fini della revisione. Un tema ricorrente era, ad esempio, quello del progressivo inasprimento dei requisiti posti ai team concorrenti e alla composizione della giuria. Il testo rivisto sancisce una composizione equilibrata della giuria: ora, oltre che delle competenze, bisogna tenere conto anche del sesso, dell’età e della provenienza. Dal lavoro svolto sono scaturite due bozze ampiamente condivise. All’inizio di novembre, la nostra commissione ha trasmesso i testi rivisti alla Commissione centrale per i regolamenti (ZO) in vista dell’approvazione e della successiva procedura di consultazione. La ZO ha dato il suo nullaosta a metà novembre e la consultazione ora ha preso il via.
Quali saranno i prossimi passi nel processo di revisione?
Jauch-Stolz: Per noi lo scambio è fondamentale, ci auguriamo pertanto che la consultazione riscuota una buona partecipazione. Una volta conclusa la procedura, la commissione esaminerà i riscontri pervenuti e rielaborerà i regolamenti dove opportuno. Sarà la Commissione centrale per i regolamenti (ZO) ad approvare i nuovi testi. Per la pubblicazione bisognerà invece attendere l’Assemblea dei delegati, presumibilmente quella del 2024. I nuovi regolamenti potranno infatti andare in stampa solo quando saranno approvati anche dai delegati.
Monika Jauch-Stolz, architetta e titolare di un proprio studio, dal 2018 presiede la commissione SIA 142/143, monika.jauch [at] mmjs.ch
Daniel Furrer, architetto e direttore di architecum gmbh a Montreux/Visp, è membro della commissione SIA 142/143.
È in corso la consultazione del nuovo Regolamento dei concorsi d’architettura e d’ingegneria SIA 142 e del nuovo Regolamento dei mandati di studio paralleli d’architettura e d’ingegneria SIA 143. Una presa di posizione in materia può essere inoltrata fino al 28 febbraio 2023. Dal 5 dicembre i documenti in consultazione e altre informazioni complementari sono reperibili, in tedesco e francese su: www.sia.ch/vernehmlassungen