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Donald Trump, con la firma del relativo decreto, ha dato il via mercoledì all'iter per la realizzazione di un muro alla frontiera con il Messico, la promessa forse più emblematica fatta nel corso della sua campagna elettorale. A soli cinque giorni dall'assunzione della carica, il neopresidente degli Stati Uniti ha inoltre apposto il suo nome sotto l'ordinanza per un'applicazione più rigorosa delle leggi sull'immigrazione, con l'intenzione di limitare al massimo l'ingresso di clandestini.
Dal paese confinante sono giunte immediate reazioni. "E' un insulto che crea un clima di scontro all'inizio stesso dei contatti con la nuova amministrazione", ha commentato l'ex ministro degli esteri Jorge Castaneda. Da parte sua, il capo dello Stato Enrique Pena Nieto ha annullato la sua partecipazione ad un vertice della comunità latino-americana, per concentrarsi sulle novità provenienti da Washington, dove aveva già inviato il ministro dell'economia Ildefonso Guajardo e il capo della diplomazia Luis Videgaray allo scopo di tastare il terreno.
Trump ha invece gettato acqua sul fuoco. "Collaboreremo con gli amici messicani per migliorare le opportunità su entrambi i lati della frontiera; smantelleremo i cartelli della droga e tutti i traffici illegali", ha insistito.
AFP/ANSA/dg
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