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BERNA - Non c'è consenso, soprattutto tra le imprese, circa un'eventuale assicurazione obbligatoria contro le pandemie. Per questo motivo, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha deciso di sospendere temporaneamente il progetto.
Nel 2020, sotto la guida del DFF, un gruppo di lavoro composto di rappresentanti di diversi dipartimenti e del settore assicurativo ha elaborato un progetto circa un'assicurazione contro le pandemie per le imprese, sul quale si è espresso anche il mondo economico.
Secondo la proposta, la formazione del capitale per compensare i futuri sinistri avverrebbe mediante i premi. Lo Stato si assumerebbe una quota molto elevata dei rischi che, a lungo termine, dovrebbero essere coperti dai premi. In caso di pandemia, le imprese riceverebbero le indennità a condizione di pagare un premio assicurativo annuale. L'ammontare del premio rientrerebbe nei limiti ragionevoli soltanto se l'assicurazione contro le pandemie diventasse obbligatoria per tutte le aziende attive in Svizzera, stimate in circa 600'000.
Al momento, le imprese non hanno indicato chiaramente di volere un'assicurazione di questo tipo, indica una nota odierna del DFF. In particolare non piace il carattere obbligatorio, per cui i premi dovuti equivarrebbero a una pratica parafiscale. Inoltre, un'assicurazione obbligatoria contro le pandemie implicherebbe verosimilmente la creazione di una base costituzionale.
Lo Stato non può tirarsi indietro - In una presa di posizione odierna, l'Associazione Svizzera d'Assicurazioni afferma di non comprendere la decisione del DFF di congelare il progetto, tanto più che l'Ufficio federale della protezione della popolazione ha giudicato che una pandemia comporta rischi elevati.
Gli assicuratori credono che la Confederazione debba quindi partecipare in prima persona nell'elaborazione di una rete di protezione contro simili eventi. Le pandemie superano le possibilità degli assicuratori: i danni si verificano dappertutto e contemporaneamente, impedendo ogni diversificazione del rischio.