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Gengive infiammate: aumenta il rischio di ictus
Un nuovo studio mette in luce un'associazione tra le gengiviti e la pericolosa malattia.
Le persone con problemi gengivali corrono il doppio delle probabilità di avere un ictus. L’allarme arriva dai ricercatori della University of South Carolina School of Medicine, USA, secondo cui le più comuni infezioni batteriche che affliggono le gengive (per esempio le fanno sanguinare), se non vengono curate, possono condurre ad una parodontite, una malattia più grave che può causare la perdita del dente. Di solito spazzolare i denti con regolarità, passare il filo interdentale ed usare un collutorio antisettico risolve il problema di un’infiammazione non grave.
Secondo i ricercatori americani, curare questi sintomi può ridurre significativamente non solo il rischio di gravi infezioni del cavo orale, ma anche l’accumulo di placca nelle arterie e il restringimento dei vasi sanguigni nel cervello, di conseguenza riducendo il rischio di un ictus.
In un primo studio, il team ha analizzato i casi di 265 pazienti che avevano subito un ictus tra il 2015 e il 2017, con un focus sui casi di gengivite associati a determinati tipi di ictus. Secondo i risultati, le persone che soffrivano di gengiviti avevano quasi 3 volte le probabilità di avere un ictus a causa dell’infiammazione dei vasi sanguigni situati nella parte posteriore del cervello.
In un secondo studio i ricercatori hanno preso in esame 1.000 individui che non avevano mai avuto un ictus; tutti i partecipanti sono stati sottoposti a dagli esami dentali per stabilire la presenza e la gravità di possibili infezioni gengivali. È risultato che oltre il 10% dei pazienti presentava un pericoloso accumulo di placca nelle arterie nel cervello: quelli con le gengive infiammate correvano il doppio delle probabilità degli altri.
«Al momento stiamo lavorando ad uno studio per valutare se i trattamenti contro le gengiviti possono ridurre anche questa associazione con l’ictus», ha dichiarato Souvik Sen, leader di entrambi gli studi.
La ricerca è stata presentata alla International Stroke Conference dell’American Stroke Association.Tornare alla home page
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