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Dopo una prima giornata di protesta in Ticino, circa 3000 lavoratori edili hanno oggi incrociato le braccia nella Svizzera tedesca, secondo le stime di Syna e Unia. Domani l'agitazione si sposterà nella Svizzera romanda.
Su invito dei due sindacati, oltre 100 cantieri sono rimasti fermi oggi a Zurigo e nel suo agglomerato: almeno 2000 salariati hanno partecipato alla manifestazione zurighese in difesa del pensionamento a 60 anni, contro il dumping salariale e per una migliore protezione in caso di intemperie. Azioni analoghe hanno avuto luogo anche a Berna, Basilea e nella Svizzera centrale: complessivamente circa 3000 salariati del settore della costruzioni si sono astenuti dal lavoro, secondo Unia.
L'agitazione, che ieri ha riunito 3000 persone a Bellinzona, si sposterà domani in Romandia. "Tutti i cantieri saranno chiusi a Ginevra e a Neuchâtel", ha precisato all'ats Lucas Dubuis, portavoce di Unia.
Nel ramo è in atto un braccio di ferro fra i rappresentanti dei lavoratori e la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC). Questa organizzazione vorrebbe prorogare l'attuale contratto nazionale mantello (CNM) per l'edilizia principale, che scade a fine anno. Unia e Syna auspicano per contro l'avvio di nuovi negoziati.
SDA-ATS