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Stando agli scenari presentati dalla Task Force tre settimane fa, in questi giorni avrebbero potuto esserci fino a 5'000 contagi al giorno. Motivo per cui - in maniera del tutto non vincolante - gli esperti avevano sconsigliato le riaperture, che però il Consiglio federale (fortemente sotto pressione) aveva comunque decretato. Fortunatamente oggi la situazione è migliore del previsto - nonostante le varianti del virus, che tanto preoccupavano la Task Force.
"Questi modelli sono abbastanza complicati, assomigliano un po' a un'equazione con molteplici variabili. Alcune di queste non hanno avuto un impatto così importante". Con queste parole Andreas Cerny, specialista in malattie infettive, spiega le previsioni errate. L'esperto indica poi tre motivi che hanno portato a un calo dei contagi: "Le restrizioni ancora in vigore, come l'home office, la possibilità di incontrare solo dieci persone e i ristoranti chiusi (all'interno, ndr), sono fattori che hanno fatto in modo che l'aumento non sia stato così importante come si temeva".
Malgrado il miglioramento, Cerny frena sulle aperture: "La strategia che è stata portata avanti ha avuto il suo successo. La terza ondata sembra non essere molto importante. La strategia dei piccoli passi e degli intervalli di 3-4 settimane tra un passo e l'altro è quella vincente". Gli allentamenti potrebbero però giungere più rapidamente grazie alle vaccinazioni: "La vaccinazione può essere un fattore che farà accelerare le riaperture. La campagna sta avanzando in modo positivo. Strada facendo si vede che la popolazione aderisce sempre più. Anche l'organizzazione, seppur con differenze tra i cantoni, sta procedendo abbastanza bene", ha concluso Andreas Cerny.