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(23.12.09) Le probabilità di sopravvivenza delle nuove imprese variano fortemente a seconda del settore a cui appartengono. Un'inchiesta dell'Ufficio federale di statistica (UST) rivela che l'81% delle imprese create nel 2007 sono ancora attive un anno dopo la loro nascita, il 70% dopo due anni, il 66% dopo tre anni ed il 61% dopo quattro anni. Cinque anni dopo la loro creazione il tasso di sopravvivenza delle imprese create nel 2003 scende al 50%.
Più in dettaglio, il 57,4% delle società del settore secondario create nel 2003 esisteva ancora nel 2008, mentre questa proporzione raggiunge soltanto il 48,6% nel settore terziario. I rami economici che presentano generalmente i tassi di sopravvivenza più elevati sono l'edilizia, l'industria, la sanità e le attività sociali, così come l'immobiliare ed i servizi alle imprese. In compenso, le imprese attive nel commercio, il settore alberghiero, così come i trasporti e comunicazioni, tendono a sparire più rapidamente.
Se il numero delle imprese sopravvissute diminuisce con gli anni, quelle che rimangono hanno la tendenza a creare nuovi posti di lavoro, fatto che compensa parzialmente le perdite di impieghi. Infatti, per il settore della sanità e delle attività sociali, il saldo totale degli impieghi creati dalle imprese restanti supera le perdite di posti di lavoro dovute alle chiusure d'impresa nel periodo compreso tra il 2003 ed il 2007. Tuttavia, in altri settori economici come il commercio o l'alberghiero e la ristorazione, il saldo dell'occupazione totale del settore presenta diminuzioni per tutti gli anni presi in esame, e questo malgrado una crescita dell'occupazione nelle imprese che sono sopravvissute.
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