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Il Consiglio federale sottoporrà a Bruxelles le sue proposte per rilanciare i negoziati bilaterali e uscire dall'attuale fase di stallo istituzionale. Secondo il governo, la consultazione svolta in Svizzera ha confermato la via scelta in aprile.
Una lettera con i principi definitivi sarà inviata al presidente della Commissione europea Joseé Manuel Barroso. Il presidente del Consiglio europeo, Herman von Rompuy, come pure il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz, saranno a loro volta informati.
Le relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea (UE) sono bloccate da due anni sulla questione della ripresa dell'acquis comunitario, dato che Bruxelles chiede un automatismo, mentre Berna insiste sul rispetto del suo diritto e della sua sovranità.
Stando a un nuovo approccio globale annunciato a fine aprile, il Consiglio federale propone che le due parti negozino l'evoluzione del diritto e che la sorveglianza dei vari adeguamenti si basi su due pilastri, ossia senza organo soprannazionale.
Da lato svizzero, il compito sarebbe affidato a una nuova autorità nazionale indipendente, i cui membri sarebbero nominati dal parlamento. Tale autorità dovrebbe garantire una buona applicazione dell'accordo sul territorio svizzero.
In caso di difficoltà interpretativa con l'UE, l'autorità potrebbe avviare un'azione giuridica e spingersi fino al Tribunale federale. L'Ue potrebbe agire in maniera analoga fino alla Corte europea di giustizia. Una vertenza persistente verrebbe affrontata nell'ambito di un comitato misto.
Le prime reazioni di Bruxelles non erano improntate all'entusiasmo. Tuttavia, prima di essere trasmesse a Bruxelles, le proposte sono state trasmesse alle commissioni di politica estera del parlamento, ai cantoni e ai partner sociali. L'aspetto più discusso è stata la nuova autorità nazionale.
La commissione del Nazionale ne ha criticata la natura e le prerogative, ma anche il fatto che essa limiterebbe la sua sorveglianza sui futuri accordi bilaterali. Ha pure ritenuto che una giurisdizione soprannazionale non potrà costituire una soluzione adeguata.
In caso d'infrazione, i cantoni dovrebbero essere posti su un piano d'uguaglianza con la Confederazione. La Confederazione e i cantoni hanno inoltre firmato, all'inizio di giugno, una convenzione per la creazione di un organo di direzione politica permanente che agevola lo scambio d'informazioni sulla politica europea.