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La guerra in Ucraina ha fatto alzare i prezzi dei prodotti energetici e per i conti delle grandi aziende petrolifere è davvero un buon affare.
Il colosso inglese BP ha chiuso il secondo trimestre dell'anno con un utile netto di 9,3 miliardi di dollari (la valuta in cui tiene i conti), triplicato rispetto ai 3,1 miliardi dello stesso periodo del 2021, mentre il risultato rettificato si attesta a 8,5 miliardi di dollari, ben al di sopra dei 6,7 miliardi attesi dagli analisti.
La performance e la generazione di cassa del business, con 6,6 miliardi di surplus in termini di cash flow, hanno consentito al gigante dell'energia di alzare del 10% il dividendo per azione e di annunciare l'avvio di un programma di riacquisto di azioni da 3,5 miliardi di dollari, mentre il debito netto è stato ridotto dai 27,5 miliardi del primo trimestre dell'anno a 22,8 miliardi.