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Quanto stabilito da Roma ricalca ciò che avvenne con Amedeo Grab,
il predecessore di Huonder a capo della più vasta diocesi della
Svizzera: anch’egli era infatti rimasto per volere del Pontefice
fino al compimento del 77 compleanno.
In una lettera a tutti i collaboratori della diocesi monsignor
Huonder, che ha compiuto i 75 anni lo scorso 21 aprile, si dice
"commosso e pieno di riconoscenza" per la prova di fiducia del Papa
nei suoi confronti e per il fatto che Francesco, "con la sua
decisione opti per la continuità".
Il vescovo aggiunge che continuerà volentieri a impiegare tutte le
sue forze per assicurare il servizio pastorale insieme con tutti i
collaboratori, "per la salute delle anime e il bene della Chiesa di
Coira".
Vitus Huonder, nato a Trun nella Surselva il 21 aprile 1942, guida
la diocesi da quasi 10 anni: era stato nominato l’8 luglio 2007 da
papa Benedetto XVI, che aveva dato il suo beneplacito alla scelta
del Capitolo cattedrale di Coira per la successione di Amedeo Grab
ritiratosi per motivi di età, ed era stato intronizzato l’8
settembre successivo nel monastero di Einsiedeln (SZ).
In precedenza aveva fatto carriera nella diocesi sotto il vescovo
Wolfgang Haas. Generalmente descritto già prima della nomina a
vescovo come un conservatore fedele alla linea di Roma, nei suoi
dieci anni di episcopato è stato meno controverso del suo mentore -
nominato nel dicembre 1997 da papa Giovanni Paolo II alla testa
della neocostituita arcidiocesi di Vaduz - ma non sono mancate le
contestazioni nei suoi confronti. I cattolici della diocesi di
tendenze più liberali hanno a più riprese criticato la sua linea
conservatrice.
Durante il suo incarico Vitus Huonder si è infatti più volte
contraddistinto per le sue posizioni rigide e conservatrici in
materia di sessualità e famiglia. Nel 2011 era stato definito
"ultra-conservatore" dal teologo dissidente Hans Küng, che lo aveva
accusato di far perdere numerosi fedeli alla diocesi. Küng ne aveva
anche chiesto le dimissioni.
Il 9 marzo 2014 un gruppo di fedeli aveva manifestato chiedendo la
sua rimozione dall’incarico e alcune organizzazioni cattoliche
nazionali avevano denunciato discriminazioni di importanti gruppi
di fedeli, come gli omosessuali e i divorziati che intendono
risposarsi.
Nel febbraio 2015 Huonder aveva nuovamente fatto parlare di sé per
aver rimosso il parroco di Bürglen, un piccolo comune del canton
Uri, che aveva dato la sua benedizione ad una coppia lesbica che
conviveva da tempo.
All’inizio di quest’anno 14 associazioni cattoliche riunite
nell’Alleanza "Es reicht!" ("Basta!") avevano consegnato al nunzio
pontificio a Berna Thomas Gullickson una petizione in cui
chiedevano al Papa di rinunciare a nominare subito un successore a
Huonder e di inviare piuttosto a Coira un amministratore apostolico
con il compito di "riportare la pace" nella Diocesi.
L’Alleanza "Es reicht!" denunciava la "desolata situazione" in cui
versa la Diocesi di Coira e - in una lettera al Pontefice -
precisava che essa è da 20 anni profondamente divisa e lacerata sui
contenuti". "L’operato polarizzante dei vescovi Wolfgang Haas e
Vitus Huonder - affermava nella missiva - ha distrutto molta
fiducia" e attirato a più riprese per anni negativamente
l’attenzione dei media.
Il nunzio ha però fatto subito sapere di essere contrario a questo
modo di procedere e che intendeva seguire la prassi, ovvero
presentare al Capitolo cattedrale di Coira - il collegio dei 24
canonici della cattedrale - una lista di tre candidati fra i quali
eleggere il nuovo vescovo. Si tratta della procedura vigente nella
Diocesi di Coira in base al decreto pontificio "Etsi salva" del
1948. Il Papa ha ora deciso di prendere tempo, prorogando
l’incarico di Huonder.