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Si è aperto oggi davanti al Tribunale criminale di Ginevra un processo per assassinio che vede alla sbarra una coppia - 37 anni lui e 33 anni lei - che intratteneva una relazione extraconiugale. Nel giugno 2011, l'uomo avrebbe ucciso in modo premeditato il marito della donna, sparandogli nove colpi di pistola.
Secondo il Pubblico ministero, l'imputato, all'epoca domiciliato a Zurigo - si è recato appositamente a Ginevra con l'intenzione di "sbarazzarsi della vittima", un 38enne iracheno ospite di un centro per richiedenti l'asilo. La donna è accusata di aver fornito all'amante indicazioni precise sugli orari del marito.
L'imputato ha affermato oggi di essersi effettivamente recato a Ginevra allo scopo di risolvere definitivamente la questione: "o mi uccideva lui, o lo uccidevo io", ha detto, aggiungendo che il suo obiettivo era di fare in modo che l'uomo lasciasse tranquilla l'amante e i due figli.
Arrivato a Ginevra, si è appostato per quattro ore, in piena notte, accanto al centro per asilanti. "Quando mi ha visto, scendendo da un taxi, mi ha insultato", ha precisato l'imputato. Giunto in Svizzera nel 1998, l'uomo con la doppia nazionalità libanese e colombiana ha ottenuto un titolo di soggiorno nel 2001 ed è stato da allora condannato a diverse riprese per reati di poca entità.
SDA-ATS