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“Un bastione è consigliabile a coloro che devono essere nelle condizioni di sentirsi più grandi” (ma forse non lo sono)
Di Red.Ticino7
Pubblichiamo l’editoriale apparso su Ticino7, allegato a laRegione
“C’è chi vuole una casa ma non ce l’ha, e chi ha una casa ma non la vuole. Chi ha una casa orribile e chi ha altri ricoveri, per esempio una roulotte, una tenda o un sacco a pelo. I confini tra le categorie domiciliari sono fluidi, come lo sono i confini in generale. Tuttavia si potrebbe dire che chiunque ricorra temporaneamente a un alloggio di tipo civile non di sua proprietà, da un lato varca la soglia di questo confine fluido e dunque dall’altro può essere definito un ospite.
Un tempo avevo un amico che godeva nel sentirmi iniziare di continuo frasi con da un lato e dall’altro senza che utilizzassi quei concetti in maniera corretta. Invece di comunicare punti di vista opposti, addizionavo liberamente la medesima opinione. Da un lato un bastione è una struttura militare, dall’altro una fortificazione dalla quale è possibile osservare il nemico da una distanza di sicurezza, per esempio con un binocolo.
Se da un lato non si ha desiderio del nemico, o meglio della sua ipotetica vicinanza, dall’altro quest’ultimo lascia che lo investano le frecce tirate dal bastione. Chi si trova sul bastione ha una visione d’insieme di tutti i propri nemici o asserviti, nel caso li abbia. Dal bastione è facile simulare di averne, anche se non è così. Intorno al bastione si possono aggiungere fossati a piacere. Un bastione è consigliabile a coloro che devono essere nelle condizioni di sentirsi più grandi”.
Brano tratto da Die Aufdrängung di Ariane Koch (Suhrkamp, 2021); traduzione dal tedesco di Laura Bortot, in Viceversa Letteratura n. 17/2023.