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Charles Morerod, il vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, non era a conoscenza della gravità degli abusi sessuali di cui viene accusato l'ormai ex parroco della cattedrale di Friburgo.
Sospeso dal suo ministero in febbraio e dimissionario lo scorso maggio, è sospettato di aver abusato di un 17enne nel 1998 in uno chalet a Torgon (VS) e di aver molestato un prete di origini africane tra il 2008 e il 2011 a Vevey (VD).
La diocesi ha pubblicato oggi (mercoledì) i risultati di due inchieste - la seconda affidata a un investigatore esterno laico, l'ex giudice ginevrino Maurice Harari - avviate all'inizio dell'anno in seguito alle accuse nei confronti del parroco. Una terza è invece stata aperta dalla polizia cantonale vodese e riguarda l'aspetto penale.
La prima inchiesta, quella interna, non riguarda tuttavia i fatti del 1998, ma solo le comunicazioni al riguardo. Dai risultati emerge che il personale della diocesi - coloro che sapevano del caso - non era a conoscenza della gravità dei presunti reati né dell'età della prima presunta vittima, ha spiegato il responsabile dell'indagine Cédric Chanez. Anche le informazioni comunicate, a tre riprese, allo stesso Morerod erano "fortemente attenuate", ha dichiarato l'interessato, secondo il quale ora la diocesi è molto più attenta e e studia "sistematicamente" i dossier.
Dal canto suo Harari si è concentrato invece sui fatti e ha concluso che "gli eventi del 1998 sono rimasti isolati". L'ex magistrato ha anche ridimensionato il racconto del prete di origini africane sull'ambiente morboso che regnava nella diocesi. Ciò non significa che l'accusatore abbia mentito, vista "la dimensione soggettiva insita nella percezione di qualsiasi molestia".
Annullata la nomina del successore
La conferenza stampa doveva chiudere un capitolo difficile, ma nel frattempo se ne è aperto un altro: il parroco della cattedrale di Friburgo doveva infatti essere sostituito da un altro sacerdote, ma la diocesi ha annullato la sua nomina in seguito a un'inchiesta del settimanale romando "L'Illustré", che ha svelato come l'ecclesiastico fosse attivo anche di recente su siti di incontri omosessuali.