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È iniziato stamani a Gap, in Francia, il processo a sette militanti per la causa dei profughi - due dei quali ginevrini - accusati di aver fatto entrare illegalmente nel paese in aprile un gruppo di migranti provenienti dall'Italia.
La polizia ha predisposto un importante dispositivo di sicurezza: vicino al palazzo di giustizia di Gap (località indicativamente a metà strada in linea d'aria fra Grenoble e Nizza, nel dipartimento delle Alte Alpi) erano infatti attesi numerosi sostenitori degli imputati. Stando a quanto riferito dai giornalisti dell'agenzia Afp sul posto si sono però finora presentati solo una cinquantina di attivisti.
Alla sbarra devono comparire uno svizzero, un doppio cittadino svizzero-belga, una italiana e quattro francesi, di età compresa fra i 22 e i 52 anni. I cittadini elvetici - riferisce la Tribune de Genève - sono un 24enne e un 26enne, rispettivamente studente e bagnino. Il capo d'imputazione è "aiuto diretto o indiretto in banda organizzata all'entrata irregolare di stranieri sul territorio nazionale".