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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Come valuta il Consiglio federale l'impatto della liberalizzazione del mercato postale sulle condizioni di lavoro nei settori affini a quello postale? </p><p>2. PostCom, che è succeduta a PostReg, si impegna a favore di uno sviluppo sostenibile del mercato postale. Le irregolarità presso DPD sono compatibili con tale sviluppo sostenibile? PostCom ha proposto delle misure per rimediare alla situazione? </p><p>3. PostCom verifica se le condizioni di lavoro abituali del settore sono rispettate. In che misura adempie a questo mandato - in generale e in relazione alle irregolarità riscontrate presso DPD?</p><p>4. Dalla sua istituzione, PostCom ha controllato le condizioni di lavoro presso i fornitori di servizi postali o valutato i relativi dati disponibili, in particolare per quanto riguarda DPD? Ha constatato violazioni e le ha perseguite? </p><p>5. Come valuta il Consiglio federale l'efficacia di PostCom quale organo chiamato a vigilare sulle condizioni di lavoro presso i fornitori di servizi postali?</p><p>6. Il rilevamento delle ore di lavoro è sancito per legge. Come si spiega che DPD (Svizzera) SA o i suoi subappaltatori non rispettino la legge e non vengano sanzionati? Con quali misure si vuole ovviare a tali irregolarità? Come valuta il Collegio l'efficacia delle autorità di controllo cantonali e con quali misure intende migliorarla? </p><p>7. Anche il Consiglio federale reputa che "Le Groupe La Poste" debba impegnarsi affinché la sua filiale DPD rispetti il diritto del lavoro svizzero, i diritti sindacali e le condizioni di lavoro abituali nel settore, senza scaricare la responsabilità su presunti "subappaltatori"?</p><p>8. Cosa intende intraprendere il Consiglio federale per eliminare le irregolarità evidenziate nel mercato dei servizi affini alla Posta e, in particolare, presso DPD? Ipotizza l'introduzione dell'obbligo del tachigrafo digitale per i veicoli di peso pari o superiore a 2,4 tonnellate, di una regolamentazione per l'invio di pacchi di peso superiore a 20 kg nella legge postale, della responsabilità solidale nel settore della logistica e dei trasporti e dell'obbligo di notifica per tutti i subappaltatori che forniscono servizi postali per conto di terzi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sia a livello nazionale che internazionale, gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un leggero calo dei posti di lavoro e da una maggiore tendenza al lavoro a tempo parziale, in particolare presso i fornitori storici. Le ragioni risiedono meno nell'apertura del mercato quanto più nella crescente automazione e nelle nuove strutture e ristrutturazioni. La crescente pressione della concorrenza e l'esplosione del commercio digitale nel mercato dei pacchi avvenuta negli ultimi anni costringono i fornitori di servizi postali ad adattare continuamente i propri processi e modalità. A tal fine, molti compiti e prestazioni vengono affidati a filiali, subappaltatori o imprese partner. Per contro non si distinguono chiare tendenze di deterioramento delle condizioni di lavoro dall'apertura parziale del mercato nel 2009.</p><p>2/3/4 La Commissione federale delle poste (PostCom) è un'autorità indipendente dal Consiglio federale e dal Dipartimento ed esercita la sua attività sulla base della legge sulle poste e dell'ordinanza sulle poste, nonché secondo i principi della legge sulla procedura amministrativa.</p><p>Le imprese che realizzano una cifra d'affari di almeno 500 000 franchi con servizi postali a proprio nome sono tenute a presentare un rapporto annuale alla PostCom. DPD è una di queste aziende. La PostCom verifica in particolare se i rapporti di lavoro sottostanno a un contratto collettivo di lavoro e se sono rispettati gli standard minimi previsti dalla legge. Inoltre, la PostCom effettua controlli approfonditi delle condizioni di lavoro in singoli casi. Dall'entrata in vigore dell'ordinanza sugli standard minimi delle condizioni di lavoro nel settore dei servizi postali il 1° gennaio 2019, stando alle proprie dichiarazioni la PostCom ha effettuato ispezioni approfondite presso 22 imprese e avviato procedure di sorveglianza in sette casi. Nello stesso periodo, ha inoltre contattato più di 50 aziende richiedendo loro informazioni per poter verificare se i servizi offerti rientrano nell'obbligo di notifica secondo la legge postale. Con questa procedura, la PostCom mira a una sorveglianza completa del settore postale per garantire una concorrenza leale, soprattutto per quanto riguarda le condizioni di lavoro.</p><p>Oggi sono registrate presso la PostCom 50 imprese soggette all'obbligo di notifica ordinaria e circa 150 imprese soggette all'obbligo di notifica semplificata. I fornitori di servizi postali soggetti all'obbligo di notifica ordinaria spesso delegano la consegna dei pacchi a subappaltatori. La PostCom stima che in Svizzera siano attive circa 1000 aziende di questo tipo.</p><p>Secondo la legislazione attuale, le aziende che operano esclusivamente come subappaltatori non sono considerate fornitori di servizi postali soggetti all'obbligo di notifica, poiché non agiscono in nome proprio. La PostCom non ha quindi un controllo diretto sui subappaltatori. Se un subappaltatore realizza più del 50 per cento delle sue entrate annuali con servizi postali, il fornitore di servizi postali che lo incarica deve concordare con lui per iscritto il rispetto delle condizioni di lavoro abituali in vigore nel settore postale.</p><p>5. La PostCom conduce d'ufficio la procedura d'inchiesta contro i fornitori soggetti all'obbligo di notifica. I fornitori di servizi postali sono obbligati a cooperare. Le decisioni della PostCom sono impugnabili dinanzi al Tribunale amministrativo federale. In tal senso, il Consiglio federale non si pronuncia sulle misure di sorveglianza o sulle sanzioni della PostCom.</p><p>L'articolo 3 LPO obbliga il Consiglio federale a verificare periodicamente l'efficacia della legge postale. Ciò comprende anche l'adeguatezza, l'efficacia e l'economicità dei compiti della PostCom. L'ultima volta che ha effettuato una valutazione corrispondente dei compiti della PostCom nel 2017 non ha riscontrato infrazioni. La commissione di esperti istituita dal DATEC e dall'AFF il 18 marzo 2021 ha tra l'altro anche il compito di prendere in considerazione, nell'ambito dell'esame del servizio universale, le ripercussioni sui posti di lavoro e sulle condizioni di lavoro.</p><p>6. La registrazione delle ore di lavoro è un obbligo legale teso a verificare il rispetto dei limiti dell'orario di lavoro e dei periodi di riposo stabiliti dalla legge sul lavoro, la cui inosservanza deliberata può essere punita anche dal diritto penale. Il datore di lavoro è responsabile del rispetto di queste disposizioni. Siccome nel caso presente non si tratta di un ente della Confederazione, in base alla legge sul lavoro sono gli ispettorati cantonali del lavoro le autorità competenti che nei singoli casi concreti devono esaminare se sono avvenute violazioni del diritto sul lavoro e decidere chi ne è responsabile. Qualsiasi indicazione di irregolarità concrete può essere riportata all'ispettorato del lavoro competente che ha l'obbligo di dare seguito alle denunce fondate.</p><p>7. Il "Groupe la Poste" è un'impresa francese sottostante al diritto francese. Il Consiglio federale non ha alcuna influenza sul "Groupe la Poste". Per contro, DPD è un fornitore di servizi postali registrato in Svizzera, che ha l'obbligo di rispettare le disposizioni della legge postale e della legge sul lavoro per i suoi impiegati. Ciò implica anche che DPD concordi per scritto con i suoi subappaltatori il rispetto delle condizioni di lavoro abituali nel settore.</p><p>8. Il Consiglio federale è consapevole degli attuali sviluppi nel mercato postale e in particolare della frequente assegnazione del recapito a subappaltatori. La commissione di esperti istituita dal DATEC e dall'AFF (cfr. anche risposta 5) ha il compito di elaborare proposte concrete per l'ulteriore sviluppo del servizio universale entro fine 2021. Una volta che saranno disponibili, il Consiglio federale esaminerà anche se e quali misure sarebbero opportune per quanto riguarda i rapporti di lavoro nel mercato postale.</p>  Risposta del Consiglio federale.