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L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) elogia l'operato di Didier Burkhalter, suo presidente nel 2014. L'OSCE beneficia tuttora dell'impegno profuso dal consigliere federale, che oggi ha annunciato le dimissioni per il 31 ottobre. Allora anche presidente della Confederazione, Burkhalter non ha risparmiato gli sforzi pacificatori per evitare una crisi in Ucraina, afferma il segretario generale dell'OSCE Lamberto Zannier in una dichiarazione all'ats.
Grazie alla sua linea di condotta coerente, Burkhalter ha permesso all'Organizzazione di acquisire un maggiore riconoscimento. L'OSCE ne trae ancora oggi un beneficio, aggiunge. La Missione speciale di osservazione dell'OSCE in Ucraina (SMM), che conta oggi oltre 1000 membri tra cui 12 svizzeri, era stata istituita sotto la presidenza elvetica dell'Organizzazione, all'inizio del conflitto in Ucraina nel 2014.
Lo svizzero Alexander Hug, capo aggiunto della Missione, ha detto per telefono all'ats che l'esperienza e i contatti di Burkhalter, "padre" dell'organizzazione di osservatori, mancherà. La diplomatica elvetica Heidi Tagliavini era stata nominata rappresentante speciale per l'Ucraina nel giugno 2014 da Didier Burkhalter. Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri ha fatto ancora una settimana fa una visita in Ucraina, durante la quale ha esortato Kiev a moltiplicare gli forzi per assicurare la pace nel Paese ex sovietico. Egli si è intrattenuto tra l'altro col presidente Petro Porochenko.
Il PLR si rammarica della decisione del neocastellano
Il Partito liberale radicale si rammarica per il ritiro di Didier Burkhalter dall'esecutivo federale, una decisione che piomba su tutti come una "grande sorpresa", afferma all'ats Petra Gössi, presidente del partito. Il PLR e la Svizzera gli devono molto. La consigliera nazionale (PLR/SZ) rende omaggio al lavoro compiuto da Burkhalter quale ministro degli esteri nell'OSCE durante la crisi in Ucraina. "Con il suo impegno ha rafforzato l'immagine del Paese e della Ginevra internazionale e ha migliorato i rapporti con il mondo". Petra Gössi respinge l'ipotesi secondo cui il Capo del Dipartimento degli esteri possa essersi sentito poco appoggiato dal partito nel dibattito sull'accordo quadro con l'Unione europea. "La diversità delle idee fa parte dei liberali radicali", dichiara. Quanto alla successione, nessuna preoccupazione: il PLR dispone in tutte le regioni di persone di qualità e non sarà difficile valorizzarle. Spetterà comunque alle sezioni cantonali proporre candidature.
(Ats)