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14/03/2018
Il linfedema
Il linfedema è una condizione medica nella quale si presenta un anormale accumulo di linfa causato da un malfunzionamento del sistema linfatico. Le zone piu colpite sono gli arti superiori e inferiori.
Puó avere molteplici forma di gravità. Se hai sintomi di un linfedema la cosa migliore è contattare il proprio medico per un controllo di sicurezza.
Il linfedema è una condizione medica nella quale si presenta un anormale accumulo di linfa causato da un malfunzionamento del sistema linfatico. Le zone piu colpite sono gli arti superiori e inferiori.
Puó avere molteplici forma di gravità. Se hai sintomi di un linfedema la cosa migliore è contattare il proprio medico per un controllo di sicurezza.
TIPOLOGIE
Esistono varie forme derivanti dal livello di gravità della stessa:
EDEMA LINFATICO PRIMARIO
Derivano da anomalie congenite del sistema linfatico che possono essere di natura morfologica o funzionale:
- Edema linfatico congenito
- Edema linfatico tardivo
- Edema linfatico precoce
La zona principalmente interessata dal linfedema primario è quella degli arti inferiori, ma può colpire anche altre zone del corpo.
Nonostante dipenda da un difetto congenito nella maggiorparte dei casi il linfedema non si manifesta alla nascita. Il suo esordio è chiamato precoce se avviene entro i primi 35 anni di età, tardivo se si presenta dai 35 in su.
Nonostante la causa sia una alterazione congenita delle vie linfatiche, l’edema è solo molto raramente presente sin dalla nascita. Nella maggior parte dei casi il suo esordio avviene entro i 35 anni (insorgenza precoce), con un picco di comparsa intorno ai 17 anni; non è rara tuttavia è la sua insorgenza dopo i 35 anni (insorgenza tardiva). Colpisce prevalentemente il sesso femminile (rapporto femmine-maschi è 7:1) e coinvolge nella metà dei casi un solo arto mentre un interessamento bilaterale è riscontrabile soltanto nel 25% dei casi.
EDEMA LINFATICO SECONDARIO
Come anticipa il termine stesso, questa variante di linfedema è secondaria a svariate patologie; rappresenta perciò una disfunzione acquisita dei vasi linfatici, in origine sani e perfettamente funzionanti.
Il linfedema secondario colpisce indistintamente entrambi i sessi.
L’ostruzione, che genera il linfedema, viene causata da un’altra malattia, spesso si tratta di forme tumorali ma possono essere dovute a adenopatie, sindrome postflebitica, linfangite.
A livello mondiale, la causa più frequente del linfedema secondario è la filariosi linfatica, infezione a carico di linfonodi e vasi linfatici, provocata dal parassita “Wuchereria bancrofti”.
Il linfedema secondario può essere causato anche da altre patologie per esempio:
- Adenopatie (o linfadenopatie)
- Diabete
- Intervento chirurgico/radioterapia per la cura del cancro alla gola
- Intervento chirurgico per la cura di cancro al colon, tumore alle ovaie o neoplasie dell’utero (anche associato a radioterapia)
- Rimozione dei linfonodi ascellari dopo un intervento chirurgico per la cura del cancro al seno
- Rimozione dei linfonodi a finalità diagnostiche (biopsia)
- Rimozione o danno a carico dei linfonodi dopo un intervento chirurgico per la cura del cancro alla prostata o dei testicoli
- Linfangite, cellulite batterica, erisipela
- Obesità patologica: il linfedema si manifesta a causa di un letterale “schiacciamento” dei vasi linfatici e dei linfonodi
- Terapia a lungo termine con il tamoxifene (il farmaco – utilizzato per la cura del cancro al seno – può causare coaguli di sangue e predisporre il paziente alla trombosi venosa profonda)
- Ustioni gravi
SINTOMI
Fra i sintomi e i segni clinici si riscontrano dolore, facile affaticamento degli arti interessati, diminuzione della normale mobilità di questi, vi possono essere anche disturbi psicologici per via del disagio subito. Fra le complicanze si ritrova anche l’ipercheratosi.
FISIOPATOLOGIA
È una condizione clinica progressiva che comincia con un elevato ristagno di proteine nell’interstizio per mancato drenaggio e si complica con la comparsa di edema, che porta ad un’infiammazione cronica che coinvolge i macrofagi.
Pertanto, esteticamente, a seconda della gravità fisica e congenita del soggetto colpito dalla patologia, si riscontrerà una maggiore o minore sproporzione tra la parte interessata ed il resto del corpo, mostrando le parti infiammate come tendenzialmente informi, facendole assomigliare ad un blocco unico con la progressiva scomparsa della loro forma naturale.
Questa condizione medica coinvolge anche soggetti normopeso e non necessariamente obesi come si potrebbe pensare. A lungo andare, nel caso di mancate cure mediche e trattamenti adeguati, si tenderà a sviluppare tessuto fibrotico.
STADI
Stadio 0: I vasi linfatici sono già danneggiati, ma non è ancora visibile alcun gonfiore.
Stadio 1: Il gonfiore si sviluppa nel corso della giornata, ma scompare parzialmente o completamente tenendo gli arti sollevati. Premendo con un dito sui tessuti, si forma una depressione che rimane per un certo tempo.
Stadio 2: Il gonfiore persiste anche dopo un riposo più prolungato. La cute è rigida e sollevare gli arti non è più utile. È difficile o addirittura impossibile formare una depressione nella cute.
Stadio 3: È caratterizzato dal gonfiore e dalle alterazioni cutanee (ad esempio sotto forma di vescicole che perdono liquido linfatico). Un’altra forma di questo edema viene denominata elefantiasi.
Il linfedema è un quadro medico serio che può evolvere in forme molto avanzate. Ai primi segni della comparsa di un linfedema è opportuno consultare subito un medico, l’unica figura che, dopo una visita accurata, può operare le scelte terapeutiche necessarie, in base anche ad esami diagnostici approfonditi con il coinvolgimento di più figure mediche specializzate.
DIAGNOSI DIFFERENZIALE
Fra le malattie simili bisogna comprendere le differenze con un flebedema, dove vi è una consistenza molle, al contrario del linfedema che può presentarsi anche come molto compatto. Vi possono essere problemi di identificazione della patologia soprattutto all’inizio dell’insorgenza dove le differenze sono molto lievi, ma generalmente nelle donne si tratta di linfedema, accompagnato da cellulite.
TERAPIA
Il trattamento non chirurgico prevede linfodrenaggio manuale, bendaggio compressivo e pressoterapia meccanica.
Il trattamento farmacologico viene somministrato in genere per ridurre la formazione di fibrosi (tessuto cicatriziale) come nel caso di corticosteroidi o sotto forma di terapie antibiotiche, utili soprattutto nella profilassi, per prevenire linfangiti (le zone anatomiche colpite da linfoedema sono più suscettibili a fenomeni infettivi acuti piuttosto temibili, in quanto la stasi linfatica porta ad un’immunodeficienza della zona colpita).
Terapie naturali: principalmente bioflavonoidi e benzopironi (per esempio la cumarina)
I trattamenti chirurgici sono relegati alle forme più gravi.
Va tenuto a mente che curare il linfedema non significa guarirlo. Attualmente non esistono cure definitive; questo comporta il fatto che in casi non eccessivamente avanzati, in cui si ha un miglioramento complessivo della parte interessata, il soggetto necessiterà di una terapia di controllo per tutta la durata della sua vita, impedendo così al sintomo di ripresentarsi e peggiorare.
IL SISTEMA LINFATICO IN BREVE
Il sistema linfatico, è composto da una serie di “tubi” di dimensione variabile, che formano un sistema circolatorio non molto diverso da quello arterioso e venoso. Si divide in tronchi linfatici, di diametro superiore, vasi linfatici e capillari. Durante il percorso i vasi linfatici sono disseminati punti di “analisi e drenaggio” della linfa, chiamati linfonodi. I linfonodi sono circa 600. La struttura del sistema circolatorio linfatico è facile da ricordare poiché ricorda un po’ una collana di perle.
La linfa è la sostanza che scorre attraverso i “tubi” del sistema linfatico. Questa sostanza viene raccolta dagli spazi intracellulari, dove ha il nome di liquido interstiziale, per essere “filtrata” dai linfonodi, e rimessa nella circolazione sanguigna.
Non avendo una pompa come il cuore per il sistema circolatorio venoso ed arterioso, il sistema linfatico si attiva grazie alla “pompa muscolare”.
Questa pompa funziona attraverso le contrazioni della muscolatura volontaria e involontaria, e attraverso i movimenti articolari.
Delle speciali valvole lungo i suoi vasi e tronchi hanno il compito di impedire il ricircolo della linfa in senso contrario. La linfa scorre in senso unilaterale dal basso verso l’alto.
LE PRINCIPALI FUNZIONI DEL SISTEMA LINFATICO
Le principali funzioni del sistema linfatico sono il mantenimento dell’omeostasi dei fluidi tissutali e il ruolo nella risposta immunitaria.
DRENAGGIO
I capillari linfatici a sono fondamentali per il riassorbimento di una parte (circa il 10%) del fluido interstiziale che si forma e che non viene drenato dai vasi sanguigni.
RISPOSTA IMMUNITARIA
Il sistema linfatico accoglie un liquido interstiziale che, prima di entrare in circolo, si è arricchito di sostanze presenti nei fluidi interstiziali. Durante un’infezione o un danno tissutale dovuto per esempio ad un trauma, il fluido può aumentare e contenere numerose sostanze come batteri virus e tossine, che possono innescare risposte immunitarie. I tessuti che maggiormente offrono un’entrata per i microbi sono le mucose, l’apparato respiratorio e l’apparato gastrointestinale che per questo sono ricchi di cellule dendritiche in grado catturare gli antigeni. Questi antigeni microbici vengono immessi in circolo e si dirigono ai linfonodi, dove vengono analizzati. [2] Qui, poi, avviene l’attivazione della risposta immunitaria adattativa.
METABOLISMO DEI GRASSI
Accanto alla funzione di drenaggio del sistema linfatico si può annoverare quella legata al metabolismo dei grassi, grazie alla quale il sistema linfatico permette l’assorbimento dei trigliceridi. Questi, a differenza di altri nutrienti, non sono direttamente assorbiti dai capillari ma si spostano verso il fegato attraverso il sistema linfatico, dopo di che questo li riversa, sotto forma di una particolare forma di linfa detta chilo, nella vena succlavia.
Il sistema linfatico svolge un ruolo anche nel metabolismo delle proteine, seppure inferiore a quello svolto dalla circolazione sanguigna.
Puoi approfondire la conoscenza del sistema linfatico leggendo questo articolo.
IL LINFEDEMA
Il ristagno dei liquidi interstiziali è detto edema. Le cause dell’edema possono essere diverse: traumi, infezioni, pressione alta, cattiva salute del sistema linfatico, in quest’ultimo caso, si parla di linfedema….
Ne sono colpiti soprattutto gli arti, ma anche le altre parti del corpo possono essere interessate da questa patologia.
Il linfodrenaggio favorisce il riassorbimento dei liquidi interstiziali in eccesso diminuendo il gonfiore e la relativa sintomatologia ed è una delle principali metodiche di trattamento degli edemi, che devono essere sempre e comunque prima valutati da un medico, e in generale, visto il ruolo nel drenaggio dei fluidi interstiziali, qualsiasi malfunzionamento del sistema linfatico porta alla formazione di edemi.