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Migliaia di manifestanti giordani, appartenenti per lo più al Fronte d'azione islamico (Fai), legato alla Fratellanza musulmana, hanno sfilato oggi per le vie di Amman invocando "urgenti riforme politiche ed economiche", all'indomani dell'ottenimento della fiducia parlamentare del nuovo governo di Maaruf Bakhit.
I dirigenti del Fai assicurano che continueranno la mobilitazione, ispirata alle altre proteste anti-governative in corso negli altri Paesi arabi, fino a quando le loro richieste non saranno soddisfatte. Altri partiti di opposizione si sono invece detti favorevoli ad avviare un dialogo col governo, guidato ora dall'anziano ex consigliere del defunto re Hussein, padre dell'attuale re Abdallah.
Il Fai, che ha boicottato le recenti elezioni legislative, chiede una riforma costituzionale che limiti i poteri del sovrano, che consenta l'elezione diretta del premier e che dia maggiori libertà alle formazioni politiche. Nel tentativo di placare le proteste in corso da settimane nel regno hascemita, il governo di Amman aveva di recente approvato un piano di incentivi e sussidi alle fasce più povere della popolazione per un costo totale di 225 milioni di dollari.
SDA-ATS