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ZURIGO - Il 2018 è stato un anno di crescita per le agenzie di viaggio elvetiche: la ripresa abbozzata l'anno precedente si è confermata, ma nel 2019 gli affari sono tornati a farsi più incerti. Intanto il tema del clima sembra avere scarso impatto sulle prenotazioni, a differenza di quello dell'overtourism, il troppo turismo.
Il fatturato medio per agenzia l'anno scorso si è attestato a 2,98 milioni di franchi, il 3,4% in più dell'anno precedente, hanno indicato oggi in una conferenza stampa a Zurigo i responsabili della Federazione Svizzera di Viaggi (FSV), l'associazione del settore. I ricavi per dipendente sono saliti da 0,91 a 0,96, confermando il trend dell'anno prima.
Il rendimento netto è però sceso all'1,0%, stando a un'inchiesta condotta dalla FSV e dall'Università di San Gallo. Questo è dovuto alla continua erosione degli onorari di consulenza, diminuiti per il terzo anno consecutivo.
Stando ai vertici dell'associazione l'andamento degli affari nell'ultimo anno può essere definito soddisfacente. Le prospettive a breve termine si sono invece offuscate: è attesa una contrazione del numero di dossier nonché - di conseguenza - dei proventi e dei margini, complice anche la forte concorrenza che vige nel ramo. Gli affari quest'anno si stanno in effetti sviluppando in modo non troppo dinamico e non è ancora chiaro come si presenterà l'autunno.
Nonostante il clamore suscitato sui media dell'attivista ambientalista svedese Greta Thunberg, il cambiamento climatico non sembra essere un tema di primo piano: nel 66% delle agenzie di viaggio l'argomento viene discusso nell'ambito di meno del 5% delle prenotazioni. Solo presso il 3% delle strutture la questione viene affrontata in almeno un dossier su cinque. E solo il 38% delle agenzie pensa che il tema acquisterà più importanza: il 45% punta su una stagnazione e il 18% su una contrazione dell'interesse per questi aspetti.
Ben più presente è l'argomento dell'eccessivo turismo, un problema che interessa diverse destinazioni mondiali. Solo il 23% delle agenzie svizzero tedesche e il 32% di quelle romande afferma che la questione non viene affrontata o solo raramente.
Riguardo a una possibile tassa climatica sui voli, FSV afferma di essere favorevole solo a tre condizioni: il costo dovrebbe essere inserito nel prezzo del volo stabilito dalla compagnia, deve valere per tutti gli aeroporti elvetici (incluso Basilea-Mulhouse) e i ricavi devono essere impiegati in modo mirato per la protezione climatica in Svizzera. La tassazione dei carburanti va invece affrontata nell'ambito di una regolamentazione internazionale, sostiene la federazione.