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In occasione del 60° anniversario delle Convenzioni di Ginevra, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha sottolineato la necessità di far rispettare di più questi trattati, ma anche di adattare alcuni aspetti del diritto umanitario.
Frutto dell'esperienza drammatica della Seconda Guerra mondiale, le convenzioni di Ginevra sono state adottate il 12 agosto del 1949 e sottoscritte da 194 paesi. «Sessant'anni più tardi, però, siamo lungi dal rispetto universale di questi principi», ha sottolineato il presidente del CICR Jakob Kellenberger.
Depositati in Svizzera, i quattro trattati e i due protocollil aggiuntivi del 1977 sono volti a proteggere i soldati feriti o malati sulla terraferma e in mare, i prigionieri di guerra e i civili, e costituiscono la base del diritto umanitario internazionale.
«Le convenzioni di Ginevra hanno permesso di salvare migliaia di persone e la loro validità non è messa in discussione. Tuttavia, è importante chiarire alcuni concetti e inasprire alcune regole in modo da adattarle ai conflitti contemporanei», ha precisato Jakob Kellenberger.
Civili sempre più colpiti
Contrariamente al passato, oggi la guerra influisce fisicamente e psicologicamente molto di più sui civili. In base al diritto internazionale questi sono protetti fin quando non partecipano direttamente alle ostilità. «Questo concetto però non è abbastanza chiaro, sottolinea Kellnberger, e quando l'interpretazione della legge è troppo vaga, i civili rischiano di trasformarsi in obiettivi legittimi. È dunque necessario definire meglio questi aspetti, così come i concetti di "bersaglio militare" e "proporzionalità"».
Kellenberger ha poi sottolineato l'importanza di rafforzare le norme relative ai conflitti che hanno luogo all'interno dei confini di uno stato e che coinvolgono truppe governative contro gruppi di guerriglieri. Sempre più spesso, inoltre, i signori della guerra, le organizzazioni terroristiche e i gruppi di stampo mafioso partecipano a scontri che hanno assunto una dimensione transfrontaliera.
Il CICR sta attualmente finanziando uno studio sullo sviluppo del Diritto internazionale umanitario e in particolare sulla distinzione tra civili e combattenti, sui casi di internamento per ragioni di sicurezza e sulla protezione dei rifugiati interni. Spetterà comunque agli Stati decidere la forma giuridica delle eventuali nuove disposizioni.
Lotta al terrorismo
A sessant'anni dalla firma delle Convenzioni di Ginevra, Kellenberger ha poi lanciato un nuovo appello a un maggior rispetto del diritto umanitario.
«Osserviamo regolarmente delle violazioni dei trattati, ma sarebbe un errore pensare che le violazioni siano la regola e il rispetto l'eccezione. Le Convenzioni restano pertinenti ed utili».
Una certezza che Kellenberger ha dovuto ribadire a più riprese negli ultimi dieci anni, in una vera e propria battaglia contro chi sostiene che le convenzioni di Gienvra non sono più pertinenti.
D'altro canto, la guerra al terrorismo non ha certamente contribuito al rispetto di questi quattro trattati ed è servita quale pretesto ad alcuni stati per violare le leggi in vigore, ha aggiunto il presidente del CICR.
«Molto resta ancora da fare»
Il CICR ha inoltre presentato mercoledì i risultati di un'inchiesta sulle Convenzioni di Ginevra condotta in otto paesi in conflitto, Afghanistan, Colombia, Repubblica democratica del Congo, Georgia, Haiti, Libano, Liberia e Filippine. Lo studio rileva che la maggior parte delle persone non ha mai sentito parlare di questi trattati o ne constata semplicemente l'inefficienza.
Il 75% degli intervistati ha dichiarato che dovrebbero essere posti dei limiti a ciò che i combattenti sono autorizzati a fare, mentre il 10% ritiene che non sia necessario. In Liberia, il 65% delle persone si è detto a conoscenza dei trattati e di questi l'85% ne ha elogiato il funzionamento. In Libano, invece, mentre il 69% conosce le Convenzioni di Ginevra, soltanto il 36% di loro ritiene che siano davvero efficaci.
«Se si analizza in modo più critico questo studio, si vede che le Convenzioni di Ginevra sono fondamentali, ma devono essere applicate meglio», conclude Philip Spoerri, direttore del diritto internazionale e della cooperazione. «Molto resta ancora da fare per far conoscere e funzionare questi trattati».
Simon Bradley, Ginevra, swissinfo.ch
(Traduzione e adattamento dall'inglese, Stefania Summermatter)
I MOMENTI SALIENTI DELLE CONVENZIONI DI GINEVRA
17 febbraio 1863: prima riunione del Comitato internazionale di soccorso ai militari feriti che, nel 1876, diventerà il Comitato internazionale della Croce Rossa.
22 agosto 1864: adozione della prima Convenzione di Ginevra.
17 giugno 1925: Protocollo che vieta l'uso delle armi chimiche.
27 luglio 1929: revisione della Convenzione di Ginevra e adozione della Convenzione sui prigionieri di guerra.
12 agosto 1949: adozione di quattro Convenzioni destinate a proteggere i soldati feriti o malati sulla terraferma e in mare, i prigionieri di guerra e i civili.
8 giugno 1977: adozione del Protocollo relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali e interni.
18 settembre 1997: Convenzione di Ottawa per la messa al bando delle mine antiuomo.
17 luglio 1998: adozione degli statuti della Corte penale internazionale.
30 maggio 2008: adozione della Convenzione sulle armi a grappolo.