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<h2>SubmittedText<h2><p>1. In che modo il Consiglio federale intende intervenire per ridurre il numero degli incidenti in cui sono coinvolti dei pedoni?</p><p>2. Il Consiglio federale intende adottare ulteriori misure volte a risanare i passaggi pedonali, quali ad esempio una migliore illuminazione delle strisce riflettenti o l'eventuale introduzione di strisce riflettenti supplementari lungo le linee di direzione o di sicurezza? Quale è, a suo parere, l'entità dei costi di tali misure?</p><p>3. Il Consiglio federale intende eliminare o spostare i passaggi pedonali situati su tratti pericolosi, ad esempio dopo rotatorie, incroci (in particolare in caso di manovra di svolta a destra dopo il semaforo) oppure su tratti caratterizzati da una visibilità insufficiente? A quanto ammontano, a suo parere, i costi di tali misure? </p><p>4. Secondo il Consiglio federale, quanti passaggi pedonali sono necessari perché si perda la cattiva abitudine di attraversare imprudentemente la strada al di fuori dei passaggi pedonali?</p><p>5. Il Consiglio federale vede una possibilità di aumentare in generale il rispetto reciproco nella circolazione stradale?</p><p>6. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo la quale la reintroduzione del cenno della mano rappresenterebbe per i pedoni la soluzione più semplice e meno costosa, poiché essa indurrebbe gli utenti della strada a conferire nuovamente maggiore importanza al rispetto reciproco e alla prudenza nella circolazione stradale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La sicurezza dei pedoni dipende da vari fattori. Oltre all'infrastruttura sono determinanti soprattutto il comportamento dei conducenti, ma anche quello dei pedoni, nonché la conformazione dei veicoli. La Confederazione influisce su tutti questi fattori nella misura in cui si trovano nel suo campo di competenza. Nel quadro del messaggio concernente l'attuazione del pacchetto sulla sicurezza stradale Via sicura, il Consiglio federale ha ad esempio proposto al Parlamento una nuova disposizione da inserire nella legge del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale (LCStr, RS 741.01) in base alla quale i proprietari delle strade devono esaminare se le loro reti viarie presentano tratti pericolosi e a rischio d'incidente ed elaborare un piano per eliminarli. Questi tratti pericolosi comprendono anche i passaggi pedonali che non corrispondono alla normativa vigente in materia di sicurezza. </p><p>2. I requisiti per rendere sicuri i passaggi pedonali sono definiti nelle norme dell'Associazione svizzera dei professionisti della strada e dei trasporti (VSS) e nelle direttive dell'Associazione svizzera per la luce (SLG). Attualmente le regolamentazioni per rendere sicuri i passaggi pedonali esistono, pur essendo costantemente sviluppate e studiate nuove idee. Le norme esistenti sono note ai proprietari delle strade cantonali e comunali e vengono perlopiù rispettate nell'allestimento di nuovi passaggi pedonali. Sono soprattutto i passaggi pedonali più vecchi a dover essere risanati in quanto, nello stato attuale, non offrono ai pedoni la necessaria protezione. Il fatto che oggi, in pratica, ciò non avvenga è dovuto in primo luogo alle limitate risorse finanziarie e alle priorità fissate dai cantoni e dai comuni. I costi di risanamento possono variare fortemente da un caso all'altro e possono raggiungere, per un singolo passaggio pedonale, importi a cinque o addirittura sei cifre.</p><p>3. Le norme della VSS stabiliscono in quali punti, ad esempio dopo le rotatorie, possono essere realizzati passaggi pedonali e a quali condizioni di visibilità. Il risanamento è compito dei proprietari (cantoni, comuni).</p><p>Nell'ambito dell'attuale revisione totale dell'ordinanza sulle norme della circolazione stradale e dell'ordinanza sulla segnaletica stradale è al vaglio la proposta di rendere obbligatoriamente attenti i conducenti di veicoli agli incroci con semafori quando, svoltando, rischiano di incrociare sulle strisce pedonali persone che attraversano la strada. </p><p>4. I pedoni devono attraversare la carreggiata con prudenza e utilizzando il tragitto più breve. Sono tenuti ad utilizzare i passaggi pedonali, cavalcavia o sottopassaggi, se questi si trovano a meno di 50 metri di distanza. In linea di massima non è quindi vietato attraversare le strade in punti privi di passaggi pedonali. Diventa tuttavia problematico, se la carreggiata viene attraversata in modo imprudente e ciò indipendentemente dalla presenza o meno di passaggi pedonali. Questo problema non può quindi essere risolto costruendo più passaggi pedonali. </p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che occorra dare assoluta priorità alle misure volte a modificare il comportamento dei conducenti, ma anche dei pedoni, in particolare durante la formazione per l'ottenimento della licenza di condurre, intensificando l'educazione stradale di bambini e anziani, mediante campagne sulla sicurezza stradale mirate e controlli di polizia nonché sanzionando sistematicamente i comportamenti pericolosi.</p><p>6. La legge non ha mai previsto l'obbligo di segnalare il diritto di precedenza con un cenno della mano. Alla pari delle maggiori organizzazioni nell'ambito della circolazione stradale (ad es. TCS, upi) e delle autorità cantonali (polizia, addetti all'educazione stradale) anche il Consiglio federale respinge l'introduzione di questo sistema per le ragioni esposte qui di seguito:</p><p>- La sicurezza dei pedoni non migliorerebbe. La modifica legislativa è entrata in vigore a metà del 1994. Dal 1990 al 1993, in media all'anno, sui passaggi pedonali hanno perso la vita 45 pedoni mentre 502 sono rimasti gravemente feriti. Dal 2006 al 2009 i decessi, sempre in media annua, sono stati 23, i feriti gravi 296. La modifica legislativa non ha pertanto avuto ripercussioni negative, tanto più che gli incidenti con morti e feriti gravi sui passaggi pedonali si sono ridotti all'incirca del 45 per cento. </p><p>- I pedoni devono attraversare i passaggi pedonali con prudenza e non possono avvalersi della precedenza se il veicolo è già così vicino da non potersi più fermare per tempo. Introdurre nei loro confronti un obbligo ulteriore andrebbe a collidere con il principio della fiducia vigente in ambito di circolazione stradale e riserverebbe loro un trattamento diverso rispetto agli altri utenti della strada poiché, a differenza di questi ultimi, sarebbero tenuti a segnalare il diritto di precedenza.</p><p>- A livello di educazione stradale dei bambini verrebbero dati segnali sbagliati. Vi è il rischio che i bambini, gli utenti della strada più deboli, con il tempo credano che il cenno della mano garantisca un utilizzo sicuro del passaggio pedonale o addirittura facciano il fatale errore di pensare che li protegga da qualsiasi pericolo, anche da quelli al di fuori delle strisce pedonali. Insistere sul principio "Aspettare, guardare, ascoltare e camminare!" e dunque sull'educazione alla prudenza nei confronti del traffico, fintanto che scorre, protegge i bambini molto meglio del cenno della mano.</p><p>- Un obbligo non sarebbe attuabile. Già nel 1994 erano pochi i pedoni a fare uso di questa pratica che oggi trova ancora meno consenso. Inoltre, non tutte le persone sono in grado di fare un cenno della mano chiaro (ad es. una madre che tiene dei bambini per mano, un passante con valigia e ombrello, anziani con il bastone).</p><p>- Non si risolverebbe la problematica nell'attraversamento imprudente della strada. In effetti, anche un pedone che fa un semplice cenno della mano può attraversare improvvisamente al passaggio pedonale sorprendendo il conducente del veicolo. </p><p>- Sorgerebbero inevitabilmente difficoltà di realizzazione. In caso di incidente sarebbe difficile fornire le prove. Inoltre, si pone la questione relativa alle circostanze in cui un cenno della mano sarebbe giudicato legalmente valido.</p><p>- L'introduzione dell'obbligo del cenno della mano non sarebbe conforme al diritto internazionale e rappresenterebbe una particolarità a livello europeo che creerebbe confusione presso gli utenti della strada provenienti dall'estero.</p>  Risposta del Consiglio federale.