Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/96103

<h2>SubmittedText<h2><p>L'osservazione di questo decennio indica che il più consistente peso assunto dalla finanza tende ad accentuare i fattori di instabilità del sistema finanziario stesso e, più in generale, dell'intera economia. Il secondo pilastro, fondato sulla capitalizzazione, vi è inevitabilmente esposto.</p><p>Nell'intento di preservare la solidità della previdenza professionale e l'adempimento dell'obiettivo sociale assegnatogli dalla Costituzione, chiedo che il Consiglio federale elabori un rapporto dove avviare tempestivamente una riflessione sul futuro del secondo pilastro alla luce del mutato contesto finanziario ed economico. Vi andrebbe tra l'altro valutato:</p><p>- se la maggiore instabilità dei mercati finanziari consiglia, in prospettiva, adattamenti nell'organizzazione e gestione del secondo pilastro;</p><p>- quale potrebbe essere l'impatto di una parziale ripresa dell'inflazione (soprattutto importata) quale conseguenza dell'ingente massa monetaria iniettata a livello internazionale per contrastare il tracollo del sistema finanziario e bancario oppure quale effetto della crescita tendenziale del costo delle materie prime;</p><p>- se la dimensione dei capitali accumulati (oltre 600 miliardi di franchi) non inciti ad impostare una strategia di impiego più convergente in parziale analogia a quanto avviene in altri Paesi con i fondi sovrani (ciò che consentirebbe di ridurre la dispersione odierna e i costi elevati dei mandati di gestione dei capitali, che vengono valutati a circa 3 miliardi di franchi annui);</p><p>- se, in questa linea di pensiero, sia opportuno incentivare sbocchi e modalità diverse di impiego dei capitali, canalizzandoli anche verso settori più stabili e di particolare rilevanza strategica per il Paese stesso (ad es. linee alta tensione, rete fissa telecomunicazioni, infrastrutture ferroviarie, ecc.).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni gli istituti di previdenza hanno visto aumentare costantemente le esigenze in materia di gestione e di organizzazione. In merito va ricordata per esempio la riforma delle prescrizioni d'investimento della previdenza professionale e più in particolare la nuova formulazione dell'articolo 49a dell'ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (OPP 2). Va inoltre segnalato il messaggio concernente la modifica della legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (riforma strutturale), attualmente in discussione alle Camere, che permetterà di rafforzare la vigilanza e migliorare la gestione e la trasparenza delle casse pensioni. Queste riforme sono senz'altro dovute anche alla crisi dei mercati finanziari degli anni 2001 e 2002. Prima di procedere a una nuova revisione a livello organizzativo, si dovrebbe aspettare che le modifiche summenzionate esplichino i loro effetti.</p><p>I provvedimenti adottati dalle banche di emissione e dai governi stabilizzeranno la congiuntura e allontaneranno lo spettro di un eventuale scenario deflazionistico. Non si può però escludere totalmente che in seguito torni d'attualità il problema dell'inflazione. In base alle esperienze maturate in passato, gli investitori e i responsabili delle casse pensioni conoscono pienamente le conseguenze di tale fenomenose da un lato, per esempio, si registrano perdite sugli investimenti a reddito fisso, dall'altro si ha un certo miglioramento sul fronte dei parametri della previdenza professionale. Il modo di affrontare i problemi causati dall'inflazione - tra cui la possibilità di compensare il rincaro - andrebbe stabilito concretamente, quando si verificasse uno scenario di questo tipo. Attualmente, tuttavia, lo studio richiesto non sembra poter fornire contributi veramente nuovi alla discussione.</p><p>Stando alla statistica delle casse pensioni, nel 2007 le spese di amministrazione del patrimonio ammontavano allo 0,15 per cento. Anche se in verità sono probabilmente un po' più elevate, le spese di amministrazione del patrimonio del secondo pilastro si situano, a parte qualche rara eccezione, entro i limiti normali per gli investitori istituzionali. Poiché i dati pubblicati dai fondi statali riguardo al proprio rendimento sono spesso inattendibili, è per principio difficile esprimersi in merito.</p><p>In Svizzera, la previdenza professionale è retta dal principio secondo cui gli istituti di previdenza possono, sotto la propria responsabilità e nel rispetto di determinate regole, amministrare autonomamente il patrimonio. In passato questo sistema ha dato buoni risultati (anche durante la crisi degli anni 2001/02). Il Consiglio federale è contrario all'idea di intervenire nell'autonomia delle casse in quest'ambito. Gli istituti di previdenza decideranno per esempio spontaneamente di investire nell'infrastruttura, se le opportunità d'investimento e il rapporto tra rendimento e rischio sono interessanti. L'intervento dello Stato negli investimenti delle casse pensioni è da evitare, non soltanto perché sarebbe poco efficace, come si è potuto costatare nel caso di alcuni istituti di previdenza, ma anche perché è incompatibile con la politica regolamentativa perseguita.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.