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Testo depositato
Sempre più spesso persone appena naturalizzate commettono reati, confidando sul fatto che l'acquisto della cittadinanza svizzera le mette al riparo dal rischio di essere espulse. Per risolvere questo problema occorre esaminare concretamente la possibilità di introdurre una cittadinanza in prova; possibilità vagliata anche in diversi altri Paesi europei. La sanzione del mancato acquisto definitivo della cittadinanza in caso di commissione di un reato durante il periodo di prova esplica un effetto preventivo, anche perché le autorità valuterebbero più approfonditamente il candidato alla naturalizzazione. In tal senso si pongono le domande seguenti:
1. Il Consiglio federale è disposto a valutare una tale misura?
2. A parere del Consiglio federale, come sarebbe possibile attuare concretamente una tale cittadinanza in prova?
3. Quanti anni di periodo di prova proporrebbe il Consiglio federale prima di concedere definitivamente la cittadinanza?
4. Come prevedono di strutturare una tale cittadinanza in prova o la revoca della cittadinanza altri Paesi europei quali, per esempio, la Francia, la Danimarca o i Paesi Bassi?
5. Quali Paesi dispongono già oggi di misure identiche o analoghe? Come sono attuate?
6. Secondo l'articolo 48 della legge sulla cittadinanza l'Ufficio federale può già oggi, con il consenso dell'autorità del cantone d'origine, revocare la cittadinanza svizzera, la cittadinanza cantonale e l'attinenza comunale a una persona che possiede anche un'altra cittadinanza, se la sua condotta è di grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera. In quanti casi questo articolo è stato applicato negli ultimi 20 anni?
7. L'articolo 48 della legge sulla cittadinanza non dovrebbe essere interpretato in maniera più coerente, affinché alle persone naturalizzate che hanno commesso un reato possa essere revocata la cittadinanza già con la normativa attuale?
Risposta del Consiglio federale del 23.02.2011
1.-3. Gli autori dell'interpellanza perseguono uno scopo analogo a quello perseguito con l'iniziativa parlamentare del gruppo dell'Unione democratica di centro 08.409 del 19 marzo 2008, "Ritiro della cittadinanza a criminali naturalizzati", con la quale si chiedeva di revocare la cittadinanza svizzera ai cittadini con la doppia cittadinanza naturalizzati che sono stati condannati per reati gravi contro la vita e l'integrità della persona o che hanno percepito indebitamente contributi dell'assicurazione sociale o dell'assistenza sociale. Si prevedeva inoltre un periodo di prova di dieci anni dalla data di naturalizzazione o dal giorno del raggiungimento della maggiore età. L'11 marzo 2009, in virtù del principio dell'uguaglianza giuridica sancito nella Costituzione federale, è stato deciso di non dare seguito all'iniziativa parlamentare. Con la naturalizzazione in prova si creerebbero di fatto due classi di cittadini svizzeri: gli Svizzeri che acquistano la cittadinanza per decisione di un'autorità (naturalizzazione) e quelli che acquistano la cittadinanza per legge (p. es. per filiazione, adozione). Se commettessero reati gravi i primi perderebbero la loro cittadinanza mentre i secondi la manterrebbero. Una tale distinzione è contraria all'ordinamento svizzero, secondo cui tutti gli Svizzeri hanno i medesimi diritti e doveri e non è conciliabile con le garanzie di diritto pubblico internazionale della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e del Patto internazionale sui diritti civili e politici (Patto ONU II). Come dimostrato dai tentativi attualmente profusi per la revisione totale della legge federale sulla cittadinanza, il Consiglio federale riconosce tuttavia chiaramente una sostanziale necessità di intervenire nell'ambito della cittadinanza. Il 16 dicembre 2009 ha avviato la procedura di consultazione sulla revisione totale della legge sulla cittadinanza, che si è conclusa il 22 marzo 2010. E previsto di adottare il messaggio e il disegno di legge nella primavera del 2011.
4./5. Né la Germania, l'Austria, l'Italia, la Francia, la Danimarca né i Paesi Bassi prevedono una naturalizzazione in prova come quella chiesta dagli autori dell'interpellanza. Analogamente a quanto previsto in Svizzera, in Francia e in Danimarca è possibile revocare la cittadinanza in caso di violazione degli interessi fondamentali del Paese, nonché in caso di commissione di un atto terroristico o di altri reati contro lo Stato e la difesa nazionale. In Francia vige un termine di dieci anni dalla data di naturalizzazione: se uno dei reati menzionati è commesso dopo dieci anni non è più possibile revocare la cittadinanza francese. Sia in Francia che in Danimarca la cittadinanza può essere revocata soltanto ai cittadini con la doppia cittadinanza.
Il governo francese intende modificare l'attuale legge sulla cittadinanza nell'ambito di un progetto di legge in corso (projet de loi relatif à l'immigration, à l'intégration et à la nationalité): in futuro sarà possibile revocare la cittadinanza francese ai cittadini con la doppia cittadinanza che commettono reati contro pubblici ufficiali (agenti di polizia, gendarmi o rappresentanti dell'ordine pubblico). Anche in questo caso si applicherà un termine di 10 anni dalla naturalizzazione. La modifica di legge proposta è stata adottata dall'Assemblea nazionale il 12 ottobre 2010 ed è attualmente discussa in Senato. Occorre tuttavia osservare che il diritto francese è più liberale di quello svizzero in materia di acquisto della cittadinanza: ad esempio, ricevono la cittadinanza francese alla nascita i bambini nati in Francia con almeno un genitore nato in Francia.
6./7. La revoca della cittadinanza presuppone un comportamento che leda notevolmente gli interessi o la reputazione della Svizzera. I criteri sono pertanto molto restrittivi; la revoca della cittadinanza viene dunque applicata come ultima ratio. Tale disposizione era stata introdotta soprattutto per i periodi di guerra (p. es. revoca della cittadinanza svizzera ai criminali di guerra o ai traditori). Oggigiorno potrebbe essere applicata ad esempio ai terroristi. Dall'entrata in vigore della legge federale sulla cittadinanza, nel 1952, non è stato segnalato alcun caso di revoca della cittadinanza svizzera.
Gli autori dell'interpellanza vogliono revocare, in virtù dell'articolo 48 della legge sulla cittadinanza, la cittadinanza svizzera alle persone naturalizzate che hanno commesso reati, senza tuttavia specificare i reati determinanti per la revoca. L'UDC ha già avanzato una proposta simile in occasione della procedura di consultazione relativa alla revisione totale della legge sulla cittadinanza.