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ZURIGO - Nella vicenda di una mamma assolta dall'accusa di aver dato regolarmente il seno da succhiare alla figlia di 7 anni, il Tribunale cantonale di Zurigo ha ora revocato il decreto d'accusa emesso contro il padre della bambina.
La madre era stata assolta dall'accusa di atti sessuali con persone incapaci di discernimento e atti sessuali con fanciulli nel gennaio scorso dal Tribunale distrettuale di Dietikon, che non aveva creduto alla versione del padre.
Questi aveva denunciato la moglie dopo che nel periodo di Natale del 2014 lei lo aveva lasciato e aveva cercato rifugio assieme alla figlia in una casa per donne vittime di violenze. A suo dire la consorte aveva dato il seno alla figlia per oltre tre anni prima che egli la denunciasse.
Nell'aprile 2016, quindi prima dell'assoluzione della madre, il padre era stato condannato tramite decreto d'accusa a una pena pecuniaria di 90 aliquote di 30 franchi sospesi condizionalmente per complicità, perché per anni non era intervenuto per fermare la moglie.
Su richiesta di revisione dell'uomo, il Tribunale cantonale ha ora annullato il decreto d'accusa: se non sussiste il fatto egli non può essere complice, scrive la corte nella sua sentenza.
Il ministero pubblico non ha peraltro avviato un procedimento per denuncia mendace: non vi sono sospetti sufficienti, ha indicato all'agenzia telegrafica svizzera la procura competente. Il caso è quindi chiuso dal punto di vista penale.