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Raccomandata Incarto n. 36.2024.4 IR / sc Lugano 6 marzo 2024 In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni Giudice Ivano Ranzanici, PhD segretario: Gianluca Menghetti visto il ricorso del 15 gennaio 2024 di RI 1 contro la decisione su reclamo del 20 dicembre 2023 emanata da Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle prestazioni, 6501 Bellinzona in materia di assicurazione sociale contro le malattie considerato in fatto A. RI 1, domiciliata a __________, nata il __________ 1959, divorziata, al beneficio di una rendita ed assicurata presso l’assicuratore malattia __________, ha inoltrato alla Cassa cantonale di compensazione - Servizio sussidi assicurazione malattia, datato 7 aprile 2023, il modulo con cui ha postulato la riduzione del premio LAMal per l’anno 2023 (doc. 1). La signora RI 1 ha indicato che “ dal 1 agosto sarò in rendita AVS. Il mio reddito mensile sarà dimezzato. Percepirò 2'200 Fr. mensili senza rendita ”. Gli atti annessi alla domanda (doc. 1) contemplano la decisione di rendita di vecchiaia dell’AVS del 22 giugno 2023 (per un importo di CHF 2'215 mensili), la comunicazione del __________ (datato 11 settembre 2023) da cui emerge come, con il raggiungimento dell’età di pensionamento regolamentare, dal 1° agosto 2023 l’assicurata ha diritto (come a suo desiderio) alla liquidazione totale dell’avere di vecchiaia per un importo di CHF 329'947, versati sulla relazione bancaria dell’assicurata presso __________. L’assicurata ha prodotto anche la tassazione applicabile (2020) che indica redditi complessivi per CHF 48'566 per l’IC ed una sostanza pari a CHF 0, ed ha consegnato agli atti la decisione di tassazione 2021 (redditi complessivi CHF 52'689). B. Mediante scritto 26 maggio 2023 la Cassa cantonale di compensazione ha chiesto alla signora RI 1 di produrre i giustificativi relativi ai suoi redditi per il periodo successivo al pensionamento nonché quelli relativi alla sostanza al 31 dicembre 2022 oltre ad altri documenti (plico doc. 1). L’amministrazione ha quindi emanato la sua decisione formale il 15 ottobre 2023 accogliendo la richiesta di riduzione del premio (RIPAM qui di seguito) e questo per il periodo dal 1° agosto 2023 al 31 dicembre 2023, riconoscendo un importo di CHF 1'355 (doc. 2). C. Con reclamo del 13 novembre 2023 RI 1 ha contestato il provvedimento chiedendo di ricalcolare la riduzione del suo premio siccome non più al beneficio della rendita AI e dovendo fronteggiare importanti spese (complementari e premio pieno dell’assicurazione malattie), ciò che non le permetterebbe di vivere con la somma residua (doc. 3). La Cassa ha rivisto i calcoli (doc. 4) ed ha confermato, il 20 dicembre 2023 (doc. 5), il suo iniziale provvedimento e respinto il reclamo. Nelle sue motivazioni l’amministrazione evidenzia quanto, per semplicità, si riporta di seguito: " (…) Con Decreto esecutivo del 19 ottobre 2022 il Consiglio di Stato ha determinato le basi di calcolo applicabili alla RIPAM per l’anno 2023 … il RD è determinato a partire dai dati accertati in sede fiscale e relativi all’imposta cantonale dell’anno 2020 (notifica di tassazione), mentre i PMR corrispondono a fr. 6'488.- per gli adulti (…)” (doc. 5) L’amministrazione rileva poi come: " (…) Nel caso di specie, risultano soddisfatti i presupposti per l’applicazione dell’art. 30 cpv. 2 LCAMal, che prevede la possibilità di accertare il diritto alla RIPAM al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al periodo fiscale determinante, dal momento che si è manifestata una delle situazioni previste all’art. 14 RLCAMal, in particolare la cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di pensionamento [ art. 14 cpv. 1 lett. f) RLCAMal ]. Dalla documentazione prodottaci in conformità di quanto previsto dall’art. 14 RLCAMal, per il periodo agosto-dicembre 2023 risulta un RD pari a fr. 19'792.- (…)” (doc. 5) La Cassa ha ritenuto il reddito disponibile seguente: rendita AVS annua (CHF 2'215 mensili) CHF 26’580 quota parte della sostanza CHF 100 da cui ha dedotto i premi medi di riferimento (PMR) CHF 6’488 e interessi passivi per CHF 400 per un RD di CHF 19'792. Si annota qui che, alla luce del tenore dell’art. 14 cpv. 3 Reg LCAMal l’amministrazione ha considerato la sostanza emergente dall’ultima tassazione disponibile e non ha, invece, considerato il versamento sul conto bancario dell’assicurata dell’importo del 2° pilastro, come da attestazione del Fondo previdenziale cui la ricorrente era affiliata (versamento di quasi CHF 330'000). La Cassa ha quindi determinato l’importo della RIPAM partendo dal reddito disponibile massimo cifrato in CHF 33'704,10, dal RD dell’assicurata fissato in CHF 19'792 e ritenendo il premio medio di riferimento di CHF 6'488. Applicando la formula prevista dalle norme è giunta a cifrare in CHF 3'251,80 la RIPAM annua, che – riportata sui 5 mesi correnti tra agosto e dicembre 2023 – è stata ricondotta a CHF 1'355. La Cassa ha confermato la correttezza del suo calcolo. D. Con ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni datato 15 gennaio 2024 l’assicurata contesta il provvedimento dell’amministrazione chiedendo il riesame del calcolo eseguito dalla Cassa considerando troppo basso l’importo riconosciutole (doc. I). Invitata ad esprimersi in merito (doc. II) la Cassa cantonale di compensazione ha postulato la reiezione del gravame con argomenti che, se del caso, saranno ripresi in corso di motivazione (doc. III del 5 febbraio 2024, doc. III). Alla ricorrente è stata offerta la possibilità (doc. IV del 7 febbraio 2024) di ulteriormente esprimersi in merito e di formulare richiesta di ulteriore acquisizione probatoria. Nel termine concesso la signora RI 1 non si è espressa. considerato in diritto in ordine 1. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni può decidere nella composizione di un giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG le procedure non complesse che non comportano articolate acquisizioni probatorie o complesse valutazioni di fatto o in diritto. Sul tema del giudizio monocratico da parte dei membri della sezione di diritto pubblico del TA si faccia riferimento a Ivano Ranzanici : La possibilità concessa dall’art. 49 cpv. 2 LOG alla Sezione di diritto pubblico del Tribunale di Appello di emanare giudizi monocratici alla luce della recente giurisprudenza del Tribunale federale, in RtiD 2016-I pag. 307 e ss. Il tema posto all’esame del Tribunale è già stato oggetto di copiosa giurisprudenza. Si tratta di una verifica della correttezza dell’agire della Cassa nel ritenere gli importi del reddito, nella determinazione dell’importo del sussidio da riconoscere, nell’ammettere spese altre rispetto a quelle previste dalle norme applicabili. Questa corte si è occupata in molteplici casi di questi temi, come si rileva dalla giurisprudenza esposta nelle considerazioni che seguono. 2. In base all’art. 76 cpv. 1 e 2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento, ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia di riduzione dei premi dell’assicurazione contro le malattie (materia di competenza cantonale siccome retrocessa dal legislatore federale, come rammenta la dottrina; sul tema della riduzione dei premi si veda: Ivano Ranzanici, La riduzione dei premi dell’assicurazione malattia; tesi pubblicata nella collana AISUF [n. 364], edita da Schulthess Verlag Zurigo, 2016). Affinché il ricorso sia ricevibile la decisione deve essere resa dall’amministrazione interessata (la Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG Ufficio delle prestazioni) a seguito del reclamo dell’assicurato. In altri termini non è la decisione formale resa dall’amministrazione che può fare l’oggetto di un diretto ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni, ma unicamente la decisione che segue il reclamo dell’assicurato. Come evocato nella recente STCA 36.2023.3 del 14 dicembre 2023, alla procedura qui all’esame non sono applicabili le norme della Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) per quanto impone l’art. 1 cpv. 2 lett. c LAMal secondo cui “ le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) … non sono applicabili ai seguenti settori: c) riduzioni di premi accordate ai sensi degli articoli 65, 65a e 66a e sussidi della Confederazione ai Cantoni conformemente all’articolo 66 ”. 3. In concreto il ricorso è formulato avverso una decisione emessa su reclamo da parte dell’amministrazione competente. Il gravame è tempestivo, la decisione – che reca la data del 20 dicembre 2023 – è stata impugnata il successivo 15 gennaio 2023 e quindi nel termine di 30 giorni. nel merito 4. Oggetto dell’esame del Tribunale cantonale delle assicurazioni è la correttezza della decisione emanata su reclamo il 20 dicembre 2023 dalla Cassa cantonale di compensazione, che ha riconosciuto alla ricorrente il diritto alla RIPAM 2023 per 5 mesi e limitatamente a complessivi CHF 1'355. 5. Come nella recente STCA 36.2023.3 del 14 dicembre 2023, ed in altri giudizi relativi alla riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (per tutti si vedano le STCA 36.2023.25 del 27 novembre 2023, 36.2022.21 del 13 giugno 2022, 36.2021.14 del 19 aprile 2021, 36.2021.8 del 22 marzo 2021 e 36.2023.25 del 27 novembre 2023), vale la pena di evocare, seppure brevemente, alcuni capisaldi della materia che, con il 2012 prima, e nel 2015 poi, ha subito un’importante modifica, rispetto ai precedenti paradigmi, ad opera del legislatore cantonale. La prassi è costante e certamente nota anche a chi rappresenta la qui ricorrente. Il legislatore ha stabilito un sistema di attribuzione dei sussidi, conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale. La precedente normativa aveva infatti mostrato talune lacune e, soprattutto, la novella ha voluto ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale voluti con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo senso il Messaggio 15 settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAMal, a pagina 7, ed il relativo Rapporto della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1, per maggiori dettagli si veda: Ivano Ranzanici, La riduzione dei premi dell'assicurazione malattia. Limiti della normativa vigente e proposte alla luce anche dell'esperienza ticinese, Tesi Friburgo, 2016, capitolo 14, p. 357 e ss.). In particolare il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno previsto di rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto, l’esecutivo prima ed il Parlamento poi, hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal. Le norme più recenti tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla realtà sociale. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta. 6. Il Cantone gode, nella concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio margine di valutazione ed apprezzamento ( Ranzanici, op. cit., capitoli 6.1.2.4. [p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]). Le norme cantonali non devono però svuotare di senso e portata l’imposizione del diritto federale ( Ranzanici, tesi citata, pag. 180 n. 332), particolarmente con riferimento a quanto impone l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal (secondo cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50% i premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione). Spetta, infatti, ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I 343; 125 V 185;134 I 313 e 145 I 26 c. 3.2. e 3.3.). Il Cantone non è competente solo per fissare le procedure ma decide anche il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi. In Ticino, con le norme introdotte nel 2012, uno degli intenti del legislatore è stato quello di conseguire “una maggiore equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in modo da rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in funzione della loro dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di eliminare gli effetti indesiderati presenti nel previgente sistema (i cosiddetti effetti soglia) e da ultimo quello di “avvicinarsi maggiormente alla reale situazione dell’offerta assicurativa … con l’introduzione del premio medio di riferimento … (con) … miglioramento anche nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà meglio la differenza fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio realmente pagato” (Rapporto, loc. cit.). Importante è ancora rilevare che, nel suo Messaggio di accompagnamento del disegno di legge, l’esecutivo cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte la cerchia dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale per certe fasce di assicurati. 7. Come indicato nella STCA 36.2023.3 e nelle ulteriori decisioni in essa citate, tra i criteri necessari per determinare il diritto alla RIPAM vi è il reddito. Il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR (unità di riferimento) è il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata partendo dai dati fiscali) che si stabilisce partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione. L’uso dei dati fiscali, in un’amministrazione di massa, è soluzione non solo adeguata ma saggia a livello di organizzazione amministrativa. Si noti che il legislatore ha abbandonato, a partire dal 2012, il criterio del reddito imponibile quale elemento per determinare il diritto alla RIPAM, siccome lasciava troppo margine al contribuente per influenzare (in caso ad esempio di spese di migliorie immobiliari o versamento di premi arretrati del terzo pilastro) la tassazione e ritenuto poi come il dato non fosse sufficientemente rappresentativo e non permettesse di calibrare effettivamente e compiutamente i bisogni riferiti all’aiuto sociale della RIPAM. L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi ( Ranzanici, tesi, capitolo 14.8. p. 387 e ss.; STCA 36.2023.3 del 14 dicembre 2023 e giurisprudenza ivi citata). 8. L’amministrazione può distanziarsi dalla decisione di tassazione determinata (annualmente) dal Consiglio di Stato (art. 40 LCAMal) solo quando siano realizzate le condizioni dell’art. art. 30 cpv. 2 LCAMal e dell’art. 14 Reg. LCAMal. In queste costellazioni l’amministrazione deve prescindere (così come il Giudice) dai dati fiscali. Le norme del regolamento riservano infatti (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) casi in cui i dati della tassazione applicabile non possano essere utilizzati per determinare il diritto alla RIPAM. In tali costellazioni l’amministrazione svolge un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione determinando i redditi da ultimo conseguiti dall’assicurato. Più specificatamente l’art. 14: RLCAMal prevede, al suo capoverso 1, l’obbligo (per l’imposizione voluta dall’esecutivo cantonale con l’espressione: “ Il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione finanziaria e familiare più recente nei seguenti casi” ) per l’amministrazione di procedere alla determinazione del diritto alla riduzione dei premi senza far capo ai valori ritenuti nella tassazione, in caso di " f) cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione, pensio- namento, infortunio, malattia, maternità o paternità, riqualificazione o perfe-zionamento professionale.” La norma prevede ulteriormente che: " 3 Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al momento dell’istanza. 4 I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG. 5 Per le persone non residenti in Svizzera, assicurate obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali CH/CE o della Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del capoverso 1, si richiamano le disposizioni federali specifiche relative al calcolo del reddito determinante.” In particolare, dunque, nell’ipotesi della diminuzione del reddito conseguito comunicato all’amministrazione la Cassa procede alla determinazione del diritto alla riduzione del premio al di fuori dei parametri fiscali, accertando il reddito da ultimo conseguito dai membri che compongono l’unità di riferimento. 9. Dall’importo del reddito complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali deducibili secondo la LT (ossia: AVS, AI, IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000) nonché le spese per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo di CHF 3'000). Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda Ranzanici, op. cit., p. 423 nota 803 e p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia, non possono essere considerate. Secondo le norme vigenti la spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000. L’accento è posto sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “ garantire una certa parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria ” (pag. 18). La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF 3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si veda anche: Ranzanici, op. cit., n. 790 e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211). 10. Da quanto precede discende che le deduzioni possibili dal reddito lordo per determinare il reddito applicabile partendo dai dati fiscali, sono esaustive. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni è già stato confrontato con richieste, quali quella che implicitamente è sollevata dalla ricorrente relativa ai maggiori premi LAMal rispettivamente i costi della vita, senza poterle ritenere. In una decisione del 3 settembre 2012 (STCA 36.2002.42 emessa collegialmente), al considerando 2.13, questa Corte ha ritenuto, nel caso di un anziano assicurato degente in una struttura medicalizzata, che la sua sostanza andasse considerata, potendosi riconoscere in quella circostanza unicamente la deduzione del premio medio. Il ricorrente sosteneva come i cantoni fossero obbligati, per norma federale (art. 65 cpv. 3 LAMal) a considerare (specie a richiesta dell’assicurato) le circostanze economiche e famigliari più recenti. Nel suo caso il ricovero in casa anziani comportava importanti spese, riconosciute a livello fiscale ma non ammesse dalla Cassa cantonale di compensazione. La Cassa, di conseguenza, non poteva concedere al ricorrente deduzioni maggiori o diverse siccome persona affetta da una grave patologia e degente in una casa anziani con costi di certa importanza. Si tratta, come indicato, di una scelta deliberata del legislatore cantonale, che la ricorrente potrebbe considerare discutibile o financo inopportuna, ma che vincola il giudice perché, come si dirà ancora più avanti, non svuota la norma federale di senso e portata. 11. Nel caso concreto l’assicurata ha chiesto la riduzione del suo premio indicando un cambiamento delle sue condizioni economiche (“ … dal 1 agosto 2023 vivo solo con la rendita dell’AVS” ). In tale contesto, a fronte di un pensionamento e di una modifica delle condizioni economiche riferite alle entrate conseguite, la Cassa ha, correttamente, provveduto a calcolare in maniera autonoma il reddito più recente conseguito dalla ricorrente. La determinazione del reddito è avvenuta correttamente siccome si è fondata sui parametri che emergono dagli atti prodotti dall’assicurata medesima. Si annoti qui che la Cassa cantonale di compensazione ha considerato la sostanza, per cifrare il diritto alla RIPAM della signora RI 1, sulla tassazione ultima cresciuta in giudicato ed ha ritenuto un importo di CHF 100 (ossia 1/15 di CHF 1'500) mentre non ha considerato l’importo di quasi CHF 330'000 pervenuto alla ricorrente, e non ancora oggetto di una decisione di tassazione, dal Fondo __________. Ne viene che l’agire dell’amministrazione appare corretto. Correttamente quindi la Cassa ha considerato l’importo della rendita AVS su base annua (CHF 26'580), la quota della sostanza (come indicato di CHF 100) ed ha correttamente dedotto quanto prevedono le norme legali (ossia i premi medi dell’assicurazione malattia per CHF 6'488) e interessi passivi (come dedotti dagli atti) per CHF 400. L’importo cifrato è stato di CHF 19'792 e non considera, come indicato, la cifra di circa CHF 330'000 pervenuti sul conto dell’assicurata dal fondo pensioni siccome non oggetto di tassazione e non considerati quindi quale sostanza. Per determinare l’importo della RIPAM la Cassa ha applicato quanto previsto dall’art. 32a LCAMal secondo cui la riduzione dei premi è accordata fino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo (cpv. 1) che è stabilito, per le unità di riferimento senza figli a carico, mediante l’applicazione della formula seguente: “ RDM = costante del 3.8 x 50% del limite di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della Laps applicabile all’unità di riferimento”. Indubbiamente la formula appare ermetica e di difficile comprensione ai non addetti ai lavori. In sostanza il reddito disponibile massimo che consente il conseguimento della riduzione del premio (RDM) per l’unità di riferimento singola (ossia per la signora RI 1 singolarmente) ammonta a CHF 33'704,10 pari alla costante fissata dalla legge (3.8) moltiplicata per il 50% (ossia la metà) del limite LAPS (Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali) per le persone sole (in questo caso), ossia CHF 17'739. Ne viene che il calcolo è il seguente: 3.8 x 50% (CHF 17'739) = CHF 33'704,10. Quest’ultimo importo è quello oltre il quale non è più riconosciuto un sussidio in una costellazione quale quella della ricorrente (UR composta da una persona sola). 12. Stabilito che l’importo (su base annua) del reddito disponibile dell’assicurata è inferiore al limite del diritto al sussidio, la Cassa ha correttamente proceduto a cifrare l’importo dell’aiuto sociale dapprima su base annua per poi riportarlo sui 5 mesi qui d’interesse. Per fare ciò l’amministrazione è partita dal premio medio di riferimento (PMR) determinato come ha correttamente ricordato la Cassa (pag. 5 della decisione impugnata). In concreto il premio medio riferito alla ricorrente assomma a CHF 6'488. L’importo della RIPAM (ossia della riduzione del premio) è quindi ottenuto (art. 35 e 37 cpv. 2 LCAMal) considerando il premio massimo che consente il sussidio (CHF 33'704,10), il reddito disponibile dell’assicurata (CHF 19'792) ed il premio medio appena descritto (CHF 6'488). La legge (art. 35 LCAMal) prevede espressamente che l’importo normativo di riduzione dei premi è determinato come segue: [PMR - ( PMR x RD 2 )] RDM 2 Il calcolo dell’amministrazione è stato eseguito, quindi, sulla scorta di parametri corretti ed il risultato è pure esatto perché è stato applicato, al risultato di questo calcolo, il coefficiente cantonale di finanziamento che è pari a 76,5%. Per l’art. 37 cpv. 1 LCAMal infatti l’importo effettivo di riduzione dei premi si ottiene moltiplicando l’importo normativo per il coefficiente cantonale di finanziamento ed in base al cpv. 2 della medesima norma il coefficiente cantonale di finanziamento è pari al 76.5%. L’importo calcolato dalla Cassa è di CHF 3'251,80 (per 12 mesi). In concreto il periodo successivo alla diminuzione del reddito decorre dal 1° agosto al 31 dicembre 2023, ossia 5 mesi e quindi l’importo della RIPAM assomma a CHF 1’354,91 arrotondati a CHF 1'355. 13. Alla luce di quanto precede il calcolo della Cassa è corretto e va qui confermato. Il ricorso deve essere respinto, senza carico di tassa di giustizia e spese e senza attribuzione di ripetibili. Per questi motivi dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è respinto. 2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. 3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il giudice delegato Il segretario di Camera Ivano Ranzanici Gianluca Menghetti

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Incarto n. 36.2024.4 IR / sc Incarto n. 36.2024.4

Incarto n. 36.2024.4 IR / sc

IR sc Lugano 6 marzo 2024 Lugano

Lugano 6 marzo 2024

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni Il giudice delegato

Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni

del Tribunale cantonale delle assicurazioni Giudice Ivano Ranzanici, PhD Giudice Ivano Ranzanici, PhD

segretario: segretario:

Gianluca Menghetti Gianluca Menghetti

visto il ricorso del 15 gennaio 2024 di

RI 1 RI 1

contro contro

la decisione su reclamo del 20 dicembre 2023 emanata da la decisione su reclamo del 20 dicembre 2023 emanata da

Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle prestazioni, 6501 Bellinzona in materia di assicurazione sociale contro le malattie Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle prestazioni, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione sociale contro le malattie

considerato in fatto

A. RI 1, domiciliata a __________, nata il __________ 1959, divorziata, al beneficio di una rendita ed assicurata presso l’assicuratore malattia __________, ha inoltrato alla Cassa cantonale di compensazione - Servizio sussidi assicurazione malattia, datato 7 aprile 2023, il modulo con cui ha postulato la riduzione del premio LAMal per l’anno 2023 (doc. 1). La signora RI 1 ha indicato che “ dal 1 agosto sarò in rendita AVS. Il mio reddito mensile sarà dimezzato. Percepirò 2'200 Fr. mensili senza rendita ”. Gli atti annessi alla domanda (doc. 1) contemplano la decisione di rendita di vecchiaia dell’AVS del 22 giugno 2023 (per un importo di CHF 2'215 mensili), la comunicazione del __________ (datato 11 settembre 2023) da cui emerge come, con il raggiungimento dell’età di pensionamento regolamentare, dal 1° agosto 2023 l’assicurata ha diritto (come a suo desiderio) alla liquidazione totale dell’avere di vecchiaia per un importo di CHF 329'947, versati sulla relazione bancaria dell’assicurata presso __________. L’assicurata ha prodotto anche la tassazione applicabile (2020) che indica redditi complessivi per CHF 48'566 per l’IC ed una sostanza pari a CHF 0, ed ha consegnato agli atti la decisione di tassazione 2021 (redditi complessivi CHF 52'689).

B. Mediante scritto 26 maggio 2023 la Cassa cantonale di compensazione ha chiesto alla signora RI 1 di produrre i giustificativi relativi ai suoi redditi per il periodo successivo al pensionamento nonché quelli relativi alla sostanza al 31 dicembre 2022 oltre ad altri documenti (plico doc. 1). L’amministrazione ha quindi emanato la sua decisione formale il 15 ottobre 2023 accogliendo la richiesta di riduzione del premio (RIPAM qui di seguito) e questo per il periodo dal 1° agosto 2023 al 31 dicembre 2023, riconoscendo un importo di CHF 1'355 (doc. 2).

C. Con reclamo del 13 novembre 2023 RI 1 ha contestato il provvedimento chiedendo di ricalcolare la riduzione del suo premio siccome non più al beneficio della rendita AI e dovendo fronteggiare importanti spese (complementari e premio pieno dell’assicurazione malattie), ciò che non le permetterebbe di vivere con la somma residua (doc. 3). La Cassa ha rivisto i calcoli (doc. 4) ed ha confermato, il 20 dicembre 2023 (doc. 5), il suo iniziale provvedimento e respinto il reclamo. Nelle sue motivazioni l’amministrazione evidenzia quanto, per semplicità, si riporta di seguito:

" (…) Con Decreto esecutivo del 19 ottobre 2022 il Consiglio di Stato ha determinato le basi di calcolo applicabili alla RIPAM per l’anno 2023 … il RD è determinato a partire dai dati accertati in sede fiscale e relativi all’imposta cantonale dell’anno 2020 (notifica di tassazione), mentre i PMR corrispondono a fr. 6'488.- per gli adulti (…)” (doc. 5)

" (…) Con Decreto esecutivo del 19 ottobre 2022 il Consiglio di Stato ha determinato le basi di calcolo applicabili alla RIPAM per l’anno 2023 … il RD è determinato a partire dai dati accertati in sede fiscale e relativi all’imposta cantonale dell’anno 2020 (notifica di tassazione), mentre i PMR corrispondono a fr. 6'488.- per gli adulti (…)” (doc. 5) L’amministrazione rileva poi come:

" (…) Nel caso di specie, risultano soddisfatti i presupposti per l’applicazione dell’art. 30 cpv. 2 LCAMal, che prevede la possibilità di accertare il diritto alla RIPAM al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al periodo fiscale determinante, dal momento che si è manifestata una delle situazioni previste all’art. 14 RLCAMal, in particolare la cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di pensionamento [ art. 14 cpv. 1 lett. f) RLCAMal ].

" (…) Nel caso di specie, risultano soddisfatti i presupposti per l’applicazione dell’art. 30 cpv. 2 LCAMal, che prevede la possibilità di accertare il diritto alla RIPAM al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al periodo fiscale determinante, dal momento che si è manifestata una delle situazioni previste all’art. 14 RLCAMal, in particolare la cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di pensionamento [ art. 14 cpv. 1 lett. f) RLCAMal ]. Dalla documentazione prodottaci in conformità di quanto previsto dall’art. 14 RLCAMal, per il periodo agosto-dicembre 2023 risulta un RD pari a fr. 19'792.- (…)” (doc. 5)

Dalla documentazione prodottaci in conformità di quanto previsto dall’art. 14 RLCAMal, per il periodo agosto-dicembre 2023 risulta un RD pari a fr. 19'792.- (…)” (doc. 5) La Cassa ha ritenuto il reddito disponibile seguente:

rendita AVS annua (CHF 2'215 mensili) CHF 26’580

quota parte della sostanza CHF 100

da cui ha dedotto

i premi medi di riferimento (PMR) CHF 6’488

e interessi passivi per CHF 400

per un RD di CHF 19'792. Si annota qui che, alla luce del tenore dell’art. 14 cpv. 3 Reg LCAMal l’amministrazione ha considerato la sostanza emergente dall’ultima tassazione disponibile e non ha, invece, considerato il versamento sul conto bancario dell’assicurata dell’importo del 2° pilastro, come da attestazione del Fondo previdenziale cui la ricorrente era affiliata (versamento di quasi CHF 330'000). La Cassa ha quindi determinato l’importo della RIPAM partendo dal reddito disponibile massimo cifrato in CHF 33'704,10, dal RD dell’assicurata fissato in CHF 19'792 e ritenendo il premio medio di riferimento di CHF 6'488. Applicando la formula prevista dalle norme è giunta a cifrare in CHF 3'251,80 la RIPAM annua, che – riportata sui 5 mesi correnti tra agosto e dicembre 2023 – è stata ricondotta a CHF 1'355. La Cassa ha confermato la correttezza del suo calcolo.

D. Con ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni datato 15 gennaio 2024 l’assicurata contesta il provvedimento dell’amministrazione chiedendo il riesame del calcolo eseguito dalla Cassa considerando troppo basso l’importo riconosciutole (doc. I). Invitata ad esprimersi in merito (doc. II) la Cassa cantonale di compensazione ha postulato la reiezione del gravame con argomenti che, se del caso, saranno ripresi in corso di motivazione (doc. III del 5 febbraio 2024, doc. III). Alla ricorrente è stata offerta la possibilità (doc. IV del 7 febbraio 2024) di ulteriormente esprimersi in merito e di formulare richiesta di ulteriore acquisizione probatoria. Nel termine concesso la signora RI 1 non si è espressa. considerato in diritto

in ordine

1. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni può decidere nella composizione di un giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG le procedure non complesse che non comportano articolate acquisizioni probatorie o complesse valutazioni di fatto o in diritto. Sul tema del giudizio monocratico da parte dei membri della sezione di diritto pubblico del TA si faccia riferimento a Ivano Ranzanici : La possibilità concessa dall’art. 49 cpv. 2 LOG alla Sezione di diritto pubblico del Tribunale di Appello di emanare giudizi monocratici alla luce della recente giurisprudenza del Tribunale federale, in RtiD 2016-I pag. 307 e ss. Il tema posto all’esame del Tribunale è già stato oggetto di copiosa giurisprudenza. Si tratta di una verifica della correttezza dell’agire della Cassa nel ritenere gli importi del reddito, nella determinazione dell’importo del sussidio da riconoscere, nell’ammettere spese altre rispetto a quelle previste dalle norme applicabili. Questa corte si è occupata in molteplici casi di questi temi, come si rileva dalla giurisprudenza esposta nelle considerazioni che seguono.

Ivano Ranzanici 2. In base all’art. 76 cpv. 1 e 2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento, ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia di riduzione dei premi dell’assicurazione contro le malattie (materia di competenza cantonale siccome retrocessa dal legislatore federale, come rammenta la dottrina; sul tema della riduzione dei premi si veda: Ivano Ranzanici, La riduzione dei premi dell’assicurazione malattia; tesi pubblicata nella collana AISUF [n. 364], edita da Schulthess Verlag Zurigo, 2016).

Ivano Ranzanici Affinché il ricorso sia ricevibile la decisione deve essere resa dall’amministrazione interessata (la Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG Ufficio delle prestazioni) a seguito del reclamo dell’assicurato. In altri termini non è la decisione formale resa dall’amministrazione che può fare l’oggetto di un diretto ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni, ma unicamente la decisione che segue il reclamo dell’assicurato. Come evocato nella recente STCA 36.2023.3 del 14 dicembre 2023, alla procedura qui all’esame non sono applicabili le norme della Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) per quanto impone l’art. 1 cpv. 2 lett. c LAMal secondo cui “ le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) … non sono applicabili ai seguenti settori: c) riduzioni di premi accordate ai sensi degli articoli 65, 65a e 66a e sussidi della Confederazione ai Cantoni conformemente all’articolo 66 ”.

3. In concreto il ricorso è formulato avverso una decisione emessa su reclamo da parte dell’amministrazione competente. Il gravame è tempestivo, la decisione – che reca la data del 20 dicembre 2023 – è stata impugnata il successivo 15 gennaio 2023 e quindi nel termine di 30 giorni. nel merito

4. Oggetto dell’esame del Tribunale cantonale delle assicurazioni è la correttezza della decisione emanata su reclamo il 20 dicembre 2023 dalla Cassa cantonale di compensazione, che ha riconosciuto alla ricorrente il diritto alla RIPAM 2023 per 5 mesi e limitatamente a complessivi CHF 1'355.

5. Come nella recente STCA 36.2023.3 del 14 dicembre 2023, ed in altri giudizi relativi alla riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (per tutti si vedano le STCA 36.2023.25 del 27 novembre 2023, 36.2022.21 del 13 giugno 2022, 36.2021.14 del 19 aprile 2021, 36.2021.8 del 22 marzo 2021 e 36.2023.25 del 27 novembre 2023), vale la pena di evocare, seppure brevemente, alcuni capisaldi della materia che, con il 2012 prima, e nel 2015 poi, ha subito un’importante modifica, rispetto ai precedenti paradigmi, ad opera del legislatore cantonale. La prassi è costante e certamente nota anche a chi rappresenta la qui ricorrente.

Il legislatore ha stabilito un sistema di attribuzione dei sussidi, conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale. La precedente normativa aveva infatti mostrato talune lacune e, soprattutto, la novella ha voluto ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale voluti con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo senso il Messaggio 15 settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAMal, a pagina 7, ed il relativo Rapporto della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1, per maggiori dettagli si veda: Ivano Ranzanici, La riduzione dei premi dell'assicurazione malattia. Limiti della normativa vigente e proposte alla luce anche dell'esperienza ticinese, Tesi Friburgo, 2016, capitolo 14, p. 357 e ss.). In particolare il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno previsto di rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto, l’esecutivo prima ed il Parlamento poi, hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.

Ivano Ranzanici Le norme più recenti tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla realtà sociale. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.

6. Il Cantone gode, nella concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio margine di valutazione ed apprezzamento ( Ranzanici, op. cit., capitoli 6.1.2.4. [p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]). Le norme cantonali non devono però svuotare di senso e portata l’imposizione del diritto federale ( Ranzanici, tesi citata, pag. 180 n. 332), particolarmente con riferimento a quanto impone l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal (secondo cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50% i premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione). Spetta, infatti, ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I 343; 125 V 185;134 I 313 e 145 I 26 c. 3.2. e 3.3.). Il Cantone non è competente solo per fissare le procedure ma decide anche il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi. In Ticino, con le norme introdotte nel 2012, uno degli intenti del legislatore è stato quello di conseguire “una maggiore equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in modo da rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in funzione della loro dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di eliminare gli effetti indesiderati presenti nel previgente sistema (i cosiddetti effetti soglia) e da ultimo quello di “avvicinarsi maggiormente alla reale situazione dell’offerta assicurativa … con l’introduzione del premio medio di riferimento … (con) … miglioramento anche nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà meglio la differenza fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio realmente pagato” (Rapporto, loc. cit.). Importante è ancora rilevare che, nel suo Messaggio di accompagnamento del disegno di legge, l’esecutivo cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte la cerchia dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale per certe fasce di assicurati.

Ranzanici Ranzanici 7. Come indicato nella STCA 36.2023.3 e nelle ulteriori decisioni in essa citate, tra i criteri necessari per determinare il diritto alla RIPAM vi è il reddito. Il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR (unità di riferimento) è il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata partendo dai dati fiscali) che si stabilisce partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione.

L’uso dei dati fiscali, in un’amministrazione di massa, è soluzione non solo adeguata ma saggia a livello di organizzazione amministrativa. Si noti che il legislatore ha abbandonato, a partire dal 2012, il criterio del reddito imponibile quale elemento per determinare il diritto alla RIPAM, siccome lasciava troppo margine al contribuente per influenzare (in caso ad esempio di spese di migliorie immobiliari o versamento di premi arretrati del terzo pilastro) la tassazione e ritenuto poi come il dato non fosse sufficientemente rappresentativo e non permettesse di calibrare effettivamente e compiutamente i bisogni riferiti all’aiuto sociale della RIPAM.

L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi ( Ranzanici, tesi, capitolo 14.8. p. 387 e ss.; STCA 36.2023.3 del 14 dicembre 2023 e giurisprudenza ivi citata).

Ranzanici 8. L’amministrazione può distanziarsi dalla decisione di tassazione determinata (annualmente) dal Consiglio di Stato (art. 40 LCAMal) solo quando siano realizzate le condizioni dell’art. art. 30 cpv. 2 LCAMal e dell’art. 14 Reg. LCAMal. In queste costellazioni l’amministrazione deve prescindere (così come il Giudice) dai dati fiscali. Le norme del regolamento riservano infatti (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) casi in cui i dati della tassazione applicabile non possano essere utilizzati per determinare il diritto alla RIPAM.

In tali costellazioni l’amministrazione svolge un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione determinando i redditi da ultimo conseguiti dall’assicurato.

Più specificatamente l’art. 14: RLCAMal prevede, al suo capoverso 1, l’obbligo (per l’imposizione voluta dall’esecutivo cantonale con l’espressione: “ Il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione finanziaria e familiare più recente nei seguenti casi” ) per l’amministrazione di procedere alla determinazione del diritto alla riduzione dei premi senza far capo ai valori ritenuti nella tassazione, in caso di

RLCAMal prevede, al suo capoverso 1, l’obbligo (per l’imposizione voluta dall’esecutivo cantonale con l’espressione: “ Il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione finanziaria e familiare più recente nei seguenti casi” ) per l’amministrazione di procedere alla determinazione del diritto alla riduzione dei premi senza far capo ai valori ritenuti nella tassazione, in caso di " f) cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione, pensio-

" f) cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione, pensio- namento, infortunio, malattia, maternità o paternità, riqualificazione o perfe-zionamento professionale.”

namento, infortunio, malattia, maternità o paternità, riqualificazione o perfe-zionamento professionale.” La norma prevede ulteriormente che:

La norma prevede ulteriormente che: " 3 Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al momento dell’istanza.

" 3 Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al momento dell’istanza. 4 I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG.

4 I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG. 5 Per le persone non residenti in Svizzera, assicurate obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali CH/CE o della Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del capoverso 1, si richiamano le disposizioni federali specifiche relative al calcolo del reddito determinante.”

5 Per le persone non residenti in Svizzera, assicurate obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali CH/CE o della Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del capoverso 1, si richiamano le disposizioni federali specifiche relative al calcolo del reddito determinante.” In particolare, dunque, nell’ipotesi della diminuzione del reddito conseguito comunicato all’amministrazione la Cassa procede alla determinazione del diritto alla riduzione del premio al di fuori dei parametri fiscali, accertando il reddito da ultimo conseguito dai membri che compongono l’unità di riferimento.

9. Dall’importo del reddito complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali deducibili secondo la LT (ossia: AVS, AI, IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000) nonché le spese per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo di CHF 3'000). Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda Ranzanici, op. cit., p. 423 nota 803 e p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia, non possono essere considerate. Secondo le norme vigenti la spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000. L’accento è posto sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “ garantire una certa parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria ” (pag. 18). La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF 3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si veda anche: Ranzanici, op. cit., n. 790 e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).

Ranzanici Ranzanici 10. Da quanto precede discende che le deduzioni possibili dal reddito lordo per determinare il reddito applicabile partendo dai dati fiscali, sono esaustive. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni è già stato confrontato con richieste, quali quella che implicitamente è sollevata dalla ricorrente relativa ai maggiori premi LAMal rispettivamente i costi della vita, senza poterle ritenere. In una decisione del 3 settembre 2012 (STCA 36.2002.42 emessa collegialmente), al considerando 2.13, questa Corte ha ritenuto, nel caso di un anziano assicurato degente in una struttura medicalizzata, che la sua sostanza andasse considerata, potendosi riconoscere in quella circostanza unicamente la deduzione del premio medio. Il ricorrente sosteneva come i cantoni fossero obbligati, per norma federale (art. 65 cpv. 3 LAMal) a considerare (specie a richiesta dell’assicurato) le circostanze economiche e famigliari più recenti. Nel suo caso il ricovero in casa anziani comportava importanti spese, riconosciute a livello fiscale ma non ammesse dalla Cassa cantonale di compensazione. La Cassa, di conseguenza, non poteva concedere al ricorrente deduzioni maggiori o diverse siccome persona affetta da una grave patologia e degente in una casa anziani con costi di certa importanza. Si tratta, come indicato, di una scelta deliberata del legislatore cantonale, che la ricorrente potrebbe considerare discutibile o financo inopportuna, ma che vincola il giudice perché, come si dirà ancora più avanti, non svuota la norma federale di senso e portata.

11. Nel caso concreto l’assicurata ha chiesto la riduzione del suo premio indicando un cambiamento delle sue condizioni economiche (“ … dal 1 agosto 2023 vivo solo con la rendita dell’AVS” ). In tale contesto, a fronte di un pensionamento e di una modifica delle condizioni economiche riferite alle entrate conseguite, la Cassa ha, correttamente, provveduto a calcolare in maniera autonoma il reddito più recente conseguito dalla ricorrente. La determinazione del reddito è avvenuta correttamente siccome si è fondata sui parametri che emergono dagli atti prodotti dall’assicurata medesima. Si annoti qui che la Cassa cantonale di compensazione ha considerato la sostanza, per cifrare il diritto alla RIPAM della signora RI 1, sulla tassazione ultima cresciuta in giudicato ed ha ritenuto un importo di CHF 100 (ossia 1/15 di CHF 1'500) mentre non ha considerato l’importo di quasi CHF 330'000 pervenuto alla ricorrente, e non ancora oggetto di una decisione di tassazione, dal Fondo __________. Ne viene che l’agire dell’amministrazione appare corretto. Correttamente quindi la Cassa ha considerato l’importo della rendita AVS su base annua (CHF 26'580), la quota della sostanza (come indicato di CHF 100) ed ha correttamente dedotto quanto prevedono le norme legali (ossia i premi medi dell’assicurazione malattia per CHF 6'488) e interessi passivi (come dedotti dagli atti) per CHF 400.

L’importo cifrato è stato di CHF 19'792 e non considera, come indicato, la cifra di circa CHF 330'000 pervenuti sul conto dell’assicurata dal fondo pensioni siccome non oggetto di tassazione e non considerati quindi quale sostanza. Per determinare l’importo della RIPAM la Cassa ha applicato quanto previsto dall’art. 32a LCAMal secondo cui la riduzione dei premi è accordata fino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo (cpv. 1) che è stabilito, per le unità di riferimento senza figli a carico, mediante l’applicazione della formula seguente: “ RDM = costante del 3.8 x 50% del limite di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della Laps applicabile all’unità di riferimento”. Indubbiamente la formula appare ermetica e di difficile comprensione ai non addetti ai lavori. In sostanza il reddito disponibile massimo che consente il conseguimento della riduzione del premio (RDM) per l’unità di riferimento singola (ossia per la signora RI 1 singolarmente) ammonta a CHF 33'704,10 pari alla costante fissata dalla legge (3.8) moltiplicata per il 50% (ossia la metà) del limite LAPS (Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali) per le persone sole (in questo caso), ossia CHF 17'739. Ne viene che il calcolo è il seguente: 3.8 x 50% (CHF 17'739) = CHF 33'704,10. Quest’ultimo importo è quello oltre il quale non è più riconosciuto un sussidio in una costellazione quale quella della ricorrente (UR composta da una persona sola).

12. Stabilito che l’importo (su base annua) del reddito disponibile dell’assicurata è inferiore al limite del diritto al sussidio, la Cassa ha correttamente proceduto a cifrare l’importo dell’aiuto sociale dapprima su base annua per poi riportarlo sui 5 mesi qui d’interesse. Per fare ciò l’amministrazione è partita dal premio medio di riferimento (PMR) determinato come ha correttamente ricordato la Cassa (pag. 5 della decisione impugnata). In concreto il premio medio riferito alla ricorrente assomma a CHF 6'488. L’importo della RIPAM (ossia della riduzione del premio) è quindi ottenuto (art. 35 e 37 cpv. 2 LCAMal) considerando il premio massimo che consente il sussidio (CHF 33'704,10), il reddito disponibile dell’assicurata (CHF 19'792) ed il premio medio appena descritto (CHF 6'488). La legge (art. 35 LCAMal) prevede espressamente che l’importo normativo di riduzione dei premi è determinato come segue:

[PMR - ( PMR x RD 2 )]

RDM 2

Il calcolo dell’amministrazione è stato eseguito, quindi, sulla scorta di parametri corretti ed il risultato è pure esatto perché è stato applicato, al risultato di questo calcolo, il coefficiente cantonale di finanziamento che è pari a 76,5%. Per l’art. 37 cpv. 1 LCAMal infatti l’importo effettivo di riduzione dei premi si ottiene moltiplicando l’importo normativo per il coefficiente cantonale di finanziamento ed in base al cpv. 2 della medesima norma il coefficiente cantonale di finanziamento è pari al 76.5%. L’importo calcolato dalla Cassa è di CHF 3'251,80 (per 12 mesi). In concreto il periodo successivo alla diminuzione del reddito decorre dal 1° agosto al 31 dicembre 2023, ossia 5 mesi e quindi l’importo della RIPAM assomma a CHF 1’354,91 arrotondati a CHF 1'355.

13. Alla luce di quanto precede il calcolo della Cassa è corretto e va qui confermato. Il ricorso deve essere respinto, senza carico di tassa di giustizia e spese e senza attribuzione di ripetibili.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il giudice delegato Il segretario di Camera

Ivano Ranzanici Gianluca Menghetti