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BERNA - Quella messa in atto tra marzo e aprile è stata per la Svizzera la più grande operazione di recupero mai realizzata: in collaborazione con le compagnie aeree Swiss, Edelweiss e Helvetic, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha riportato a casa da ogni angolo del globo oltre 7'000 persone, di cui 4'065 cittadini svizzeri. L'ultimo volo è arrivato dall'India ed è atterrato a Zurigo lo scorso 26 aprile.
Ora per la Confederazione si tratta però d'incassare i soldi per i rimpatri. E sono già scattati i solleciti: «Per i voli il DFAE ha emesso circa 7'100 fatture. Di queste circa 1'500 non sono ancora state saldate» fa sapere la portavoce Elisa Raggi, interpellata dalla SonntagsZeitung. Si parla di un importo aperto di 1,7 milioni di franchi.
Le spese erano state anticipate dalla Confederazione. E i cittadini rimpatriati avevano sottoscritto un documento con cui si impegnavano, in seguito, a farsi carico delle spese di viaggio. Si tratta di «prezzi di mercato», come ha a più riprese affermato il DFAE: a partire da 400 franchi per un volo a corto raggio fino a 1'700 franchi per una distanza superiore ai 12'000 chilometri. Il 20% delle spese è coperto dalla Confederazione.