Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/27089

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Uno dei principi fondamentali del diritto penale svizzero è il legame stretto che si fa tra la pena e la colpa di una persona che abbia infranto una norma: soltanto chi, al momento di commettere un reato, è perfettamente in grado di assumersi le proprie responsabilità, ovvero di valutare l'infrazione e di evitarla, può essere perseguito penalmente per le conseguenze cagionate. In caso di guida sotto l'effetto di alcolici o stupefacenti, è possibile relativizzare o addirittura escludere del tutto la colpa, comminando una pena minore. Questo ragionamento non si applica nel caso in cui può essere provato che il conducente, quando ancora era lucido e nella piena facoltà di intendere e di volere, era in grado (o almeno aveva il dovere di farlo), di prevedere che avrebbe guidato in stato di ebbrezza e potuto quindi provocare un incidente con morti o feriti (la cosiddetta actio libera in causa).</p><p>Se in futuro coloro che guidano sotto l'influsso di alcolici o di stupefacenti o a velocità estremamente elevata, provocando un incidente mortale, dovessero essere giudicati generalmente sulla base del dolo eventuale, ciò significherebbe presupporre dal punto di vista giuridico che tali persone non solo hanno ritenuto possibili le conseguenze mortali del loro comportamento, ma ne hanno anche tenuto conto. Il legislatore non può in ogni caso partire da questo presupposto: infatti, la maggior parte dei conducenti spera che un incidente non si verifichi, pur dovendo tenere conto della probabilità di un tale evento, in caso di traffico intenso e di guida sotto l'influsso di alcolici o di stupefacenti o a velocità estremamente elevata. Per quanto riguarda le conseguenze mortali, tali conducenti agiscono non per dolo eventuale, bensì consapevolmente per negligenza.</p><p>In casi particolari si può fare riferimento al reato di "esposizione a pericolo della vita altrui" di cui all'art. 129 del Codice penale. Questo reato non presuppone semplicemente un dolo eventuale, ma anche il fatto che il reato è stato commesso in modo (direttamente) intenzionale, in quanto il suo autore mette senza scrupoli in pericolo imminente la vita altrui. Il reato può essere quindi attribuito solamente a quei conducenti che guidano senza scrupoli e senza riguardo nei confronti degli altri utenti della strada, nella consapevolezza di mettere in pericolo la vita altrui.</p><p>Solo un esame oggettivo delle circostanze effettive che hanno portato ad un incidente mortale permette di stabilire se si tratta di un reato intenzionale o dovuto a negligenza. Il potere discrezionale del giudice non deve quindi essere limitato da disposizioni di legge come quelle chieste dall'autore del postulato.</p><p>Il Consiglio federale è inoltre dell'avviso che in casi normali l'articolo 90 punto 2 e l'articolo 91 capoverso 1 della legge federale sulla circolazione stradale (LCStr) autorizzano già di per sé un giudizio adeguato da parte del giudice in merito a casi di guida in stato di ebbrezza o a velocità estremamente elevata. La legge prevede infatti per queste infrazioni la detenzione fino a tre anni o una multa fino a 40'000 franchi (con la revisione delle disposizioni generali del Codice penale la multa può raggiungere i 720'000 franchi), a prescindere dal ferimento o dalla morte di altre persone.</p><p>Pur comprendendo e giustificando pienamente l'esigenza da parte delle vittime di incidenti stradali di ottenere un sufficiente risarcimento dei danni, grazie ad una punizione adeguata, non bisogna sopravvalutare l'effetto preventivo della pena privativa della libertà senza condizionale. L'esperienza mostra infatti che i conducenti dei veicoli sono molto più prudenti nella prospettiva di un ritiro della licenza di condurre piuttosto che di fronte a pene più severe. Il Consiglio federale è quindi convinto che i provvedimenti amministrativi più severi previsti dalla revisione della LCStr avranno un effetto dissuasivo molto maggiore rispetto alle pene privative della libertà senza condizionale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.