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Google la spunta su Oracle negli Usa (foto d'archivio).
KEYSTONE/AP/VIRGINIA MAYO(sda-ats)
Google la spunta su Oracle. La giuria di una Corte federale di San Francisco si schiera con Mountain View, accusata da Oracle di aver infranto alcuni brevetti legati a Java nel sistema operativo Android.
Oracle, che con l'azione legale chiedeva 9 miliardi di dollari di danni, però non si arrende e annuncia che farà ricorso contro la decisione della Corte.
La giuria però ha ritenuto l'uso di Java da parte di Google corretto, respingendo la rivendicazione di Oracle secondo la quale Mountain View aveva bisogno di una licenza per usare Java per lo sviluppo di Android, il sistema operativo che ruota sull'80% dei dispositivi mobili.
Nel difendersi dalle accuse Google si è affidata, fra gli altri, al suo ex amministratore delegato Eric Schimdt. Prima di Google, Schidmt aveva lavorato in Sun Microsystems, la società che ha sviluppato Java. Oracle ha acquistato Sun nel 2010. Ai giurati Schimdt ha spiegato che sulla base dei suoi "molti anni di esperienza", Google aveva il diritto di usare Api - shortcut che consente agli sviluppatori di scrivere programmi in grado di lavorare su piattaforme software - senza licenza a patto che si affidasse a un suo codice.
Oracle nell'attaccare Google ha messo l'accento sul fatto che Google ha ottenuto 21 miliardi di dollari di profitti da più di tre miliardi di dollari di applicazioni infrangendo i brevetti Java. Da qui la richiesta di danni per 8,8 miliardi di dollari, più 475 milioni di dollari in fondi persi per mancati ricavi da licenza. Nell'azione legale Oracle ha puntato il dito contro Google, accusata di aver "infranto coscientemente, direttamente e ripetutamente la proprietà intellettuale di Oracle per quanto riguarda Java".
SDA-ATS