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Bellinzona ospita il Giappone per un weekend
Bellinzona torna a tingersi dei colori del Giappone per un intero weekend. È in fatti il prossimo weekend, dal 9 al 10 aprile, che si terrà il Japan Matsuri, il Festival del Giappone che da cinque anni viene ospitato dalla città dei Castelli.
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Un Festival importante, il Japan Matsuri, con un’amplissima offerta di possibilità, per conoscere e sperimentare la cultura del Sol Levante nei suoi vari aspetti: dai kimono all’animazione, dalle arti marziali alla musica pop, dalla gastronomia ai workshop di origami e shodo, fino all’arte dell'ikebana e allo shiatsu.

Il Giappone è da sempre considerato un Paese misterioso: forse per il lunghissimo isolamento, instaurato nell’epoca Edo, quando un piccolo aristocratico di provincia, Iyeyasu, della famiglia Tokugawa, che unificò definitivamente il Giappone, schiacciando i daimyo dissidenti nella battaglia di Sekigahara (1600) si proclamò shogun, fondando una casata destinata a governare il Giappone per due secoli e mezzo. Ebbe così inizio l’epoca Tokugawa (1600 - 1868)
Iyeyasu e i suoi successori fecero di tutto per isolare il Giappone dal resto del mondo; a partire dal 1624 decreti di espulsione colpirono gli stranieri e solo pochi mercanti cinesi e olandesi confinati nell'isola di Deshima, in prossimità di Nagasaki, furono ammessi a commerciare nel 1640 attraverso funzionari shogunali in veste di intermediari. Fu vietato ai Giapponesi di espatriare sotto pena di morte (1633) e il tonnellaggio delle navi mercantili fu limitato così da rendere impossibile la navigazione oceanica (1637).
Per rendere brevi due secoli e oltre di storia, a partire dal 1825 le potenze occidentali esercitarono sul Giappone la loro crescente pressione: esse chiedevano in particolare un trattamento umano per i loro naufraghi, la concessione di stazioni carbonifere nei porti giapponesi e la libertà di operare sul suolo dell'arcipelago per i loro mercanti e per i loro missionari. La prima mossa in questo senso ebbe luogo nel 1853, quando il comandante americano Matthew Perry, violando i divieti, entrò con le sue navi nella baia di Yedo (Tokyo) e l'anno successivo impose al governo dello shogun una convenzione relativa ai naufraghi e l'apertura di due porti per il rifornimento delle navi americane. Nel 1856 giunse a Yedo il primo ambasciatore americano, Townsend Harris, che ottenne la firma di un trattato commerciale (29 luglio 1858) sul quale si modellarono nei mesi seguenti analoghi trattati stipulati da Olandesi, Russi, Inglesi e Francesi. Tali trattati aprirono il Giappone alle relazioni politiche, culturali e commerciali con l'Occidente. E coì emerse la moda della cultura giapponese in molti dipinti e tessuti di fine Ottocento, come testimoniato da artisti del calibro di Gauguin, per esempio, ma il Giappone mantenne quell’aura di luogo misterioso e ancora oggi la sua cultura, le sue tradizioni, le sue usanze sono oggetto di amore e studio da parte di molti appassionati.
Ed ecco che il Japan Matsuri a Bellinzona offre l’occasione per scoprire, approfondire, vivere almeno per un weekend le molte affascinanti tradizioni nipponiche. Dalla vestizione completa in kimono, che non è banalmente indossato, ma richiede tempo e conoscenze per poter essere preparato a dovere, all’apprendimento delle basi della calligrafia Shodo. Dalla tecnica e arte degli orgiami, per i quali vi saranno specifici workshop, all’esibizione di specialisti di arti marziali, fino all’esibizione di spade samurai.
Dai prodotti tipici giapponesi alla gastronomia che si potrà assaporare in loco, alla conferenza sull’animazione giapponese da parte dei uno dei più grandi maestri nel campo: Masami Suda, che, oltre alla conferenza e alla sessione di dimostrazione di disegno di sabato, ha realizzato due disegni in esclusiva per il festival, che verranno distribuiti gratuitamente domenica 10 aprile.
Per gli amanti degli animali, vi sarà la presentazione delle undici razze canine giapponesi ufficialmente riconosciute dalla FCI.
Altre conferenze da parte di esperti di cultura giapponese sono in programma, così come un magnifico concerto di percussioni giapponesi proposta dall’Associazione Taiko di Lecco, e i K-Ble Jungle, un progetto musicale che va oltre i confini di genere, mescolando brani J-pop, di opera, di pop Italiano, pezzi di elettronica e teatro.