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Un braccio di ferro da dentro o fuori. Era questo, sostanzialmente, ciò che attendeva Scozia e Croazia nell'ultimo turno del Gruppo D. Nella cornice dell'Hampden Park, il clima di tensione deve aver finalmente risvegliato la banda di Dalic dal complessivo torpore dei precedenti impegni, premiandola con un 3-1 che vale, per via della differenza reti, il secondo posto in classifica.
L’ampio divario tecnico tra le due compagini in campo è stato compensato dalla sete di impresa di Robertson e soci, desiderosi di regalare al Paese un primo, storico approdo alla fase ad eliminazione diretta di un grande torneo. Neppure la girata vincente di Vlasic (17') ha spento prematuramente le ambizioni locali: sul finire della frazione iniziale, dopo istanti di sofferenza, il secco rasoterra di McGregor ha in effetti ripristinato la parità, rinviando ogni tipo di decisione ai secondi 45'. Qui è però emersa in tutto il proprio splendore la classe di Modric, il quale, con un esterno destro carico di effetto, si è preso i suoi sulle spalle. A firma Perisic, poco più tardi, il gol della certezza.
Nell'altro incontro del girone, quello di Wembley, Inghilterra e Repubblica Ceca - acquisita la qualificazione già ieri sera - si sono date battaglia in ottica vetta. Reduce dal pareggio a reti inviolate del derby, la selezione dei Tre Leoni è tornata a galoppare per merito di Sterling, autore dell'incornata decisiva nell'1-0 finale. Per il condottiero Southgate (che ha superato Hodgson nella speciale graduatoria, ed eguagliato il numero di gettoni collezionati da giocatore) la 57a apparizione sulla panchina della Nazionale si è dunque rivelata dolcissima.