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L'esercito dovrebbe acquisire nuovi missili aria-aria. A questo scopo la maggioranza borghese del Consiglio nazionale ha accolto oggi un credito di 180 milioni di franchi, combattuto dalla sinistra. Il programma d'armamento 2011 dovrebbe raggiungere un importo di 430,9 milioni, contro i 433 chiesti dal Consiglio federale.
Come ogni anno la sinistra pacifista ha chiesto una rinuncia temporanea a qualsiasi acquisto in ambito militare. Geri Müller (Verdi/AG) ha tentato di far subordinare il credito per gli armamenti alla definizione delle minacce a cui l'esercito è chiamato a rispondere.
Si tratta di prevedere i bisogni per i prossimi 30-40 anni e il programma 2011 è piuttosto modesto, pari solo al 55% degli ultimi 15 anni, ha replicato il consigliere federale Ueli Maurer, capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Nel voto di entrata in materia - 121 "sì" contro 28 "no" e cinque astensioni - il suo messaggio è stato chiaramente seguito.
Sinistra ed ecologisti si sono opposti invano anche all'acquisto di missili negli Stati Uniti. La Svizzera è circondata da paesi amici. La probabilità di dover utilizzare tali armi, concepite per una guerra classica, è nulla, ha sostenuto Josef Lang (Verdi/ZG). La camera ha accettato questa acquisizione di 180 milioni con 111 voti a favore e 57 contrari.
L'acquisizione non pregiudica per nulla l'acquisto di nuovi aerei da combattimento ed è necessaria, ha affermato Corina Eichenberger (PLR/AG). Bisognerebbe essere profeti per poter affermare che questi missili non dovranno mai essere utilizzati, ha aggiunto Maurer.