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I dati dell’indagine di Comparis riguardano soltanto l’andamento dei prezzi dei beni di consumo usuale, aumentati del 3,3%
Il Ticino si conferma la regione maggiormente toccata dal rincaro, seppur in misura solo leggermente superiore al resto del Paese: in novembre l’inflazione percepita si è attestata al 3,3%, a fronte di una media nazionale del 3,2% e di una Svizzera tedesca che è al 3,1%. I dati in questione considerano esclusivamente l’andamento dei prezzi dei beni consumati regolarmente dalla popolazione, rimuovendo i fattori di contenimento dell’inflazione come gli affitti o i beni durevoli, spiega in un comunicato odierno Comparis. La società di confronti internet calcola gli indicatori in collaborazione con il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (Kof). Essi sono da mettere in relazione con il rincaro ufficiale che viene osservato dall’Ufficio federale di statistica (Ust) e che in novembre è stato del 3,0%, valore stabile rispetto a ottobre.
L’inflazione percepita secondo il modello Comparis/Kof è invece scesa di 0,2 punti percentuali in un mese. Diversi prodotti sono però aumentati di prezzo: è il caso per esempio degli alcolici, a cominciare dal vino. L’inflazione non è però uguale per i ricchi e per i poveri. "Il rincaro colpisce soprattutto le persone con redditi più bassi, poiché i prezzi più alti per i beni di uso quotidiano sono più elevati rispetto, ad esempio, al rincaro per i viaggi e il tempo libero", osserva Michael Kuhn, esperto Comparis in finanze, citato nella nota.