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BERNA - Impedire che si verifichino casi di sfruttamento e abuso sessuale durante le operazioni sul campo dell'ONU. È questo lo scopo della dichiarazione d'intenti politica che il Consiglio federale ha deciso di sostenere.
Il patto tra il governo e il Segretario generale dell'ONU prevede misure giuridicamente non vincolanti per ambo le parti in linea con la politica della tolleranza zero, viene spiegato in un comunicato odierno dell'esecutivo.
Lo sfruttamento e l'abuso sessuale perpetrati dal personale nelle operazioni sul campo dell'ONU sono immorali e mettono a repentaglio la credibilità delle Nazioni unite e la capacità di svolgere il proprio mandato.
Sin dalla sua entrata in carica, nel 2017, il Segretario generale António Guterres ha definito come una priorità il fatto di impedire che si verifichino casi simili. In concreto ha proposto un patto giuridicamente non vincolante con i singoli Stati membri che prevede provvedimenti nei settori della prevenzione, del coordinamento e della cooperazione, del consolidamento delle competenze, della lotta all'impunità e del sostegno alle vittime. Al momento il documento bilaterale è stato firmato da più di 100 Paesi.
Sottoscrivendo il patto la Svizzera conferma la propria volontà di adottare provvedimenti adeguati e professionali nella lotta a tali abusi in linea con la sua politica di tolleranza zero. La Confederazione partecipa tra l'altro già a vari organismi che si occupano di questa tematica e anche nell'Amministrazione federale la lotta a sfruttamento e abusi sessuali è una priorità.