Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/44800

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In relazione con la presente mozione sono in discussione le seguenti disposizioni della legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD):</p><p></p><p>* Nell'ambito dell'attività lucrativa dipendente sono imponibili tutti i proventi dell'attività dipendente, compresi i proventi accessori, quali indennità per prestazioni straordinarie, provvigioni, assegni, premi d'anzianità, gratificazioni, mance, tantièmes e altre prestazioni valutabili in denaro (art. 17 cpv. 1 LIFD). </p><p>* Le persone fisiche devono allegare alla dichiarazione d'imposta i certificati di salario concernenti tutti i proventi da attività lucrativa dipendente (art. 125 cpv. 1 lett. a LIFD). </p><p>* I datori di lavoro devono rilasciare attestazioni scritte al contribuente sulle sue prestazioni al lavoratore (art. 127 cpv. 1 lett. a LIFD).</p><p></p><p>Il certificato di salario deve contenere tutte le prestazioni del datore di lavoro ai lavoratori senza riguardo alla designazione con la quale vengono versate (in particolare salario; assegni; gratificazioni; prestazioni accessorie del salario, cosiddetti "fringe benefit"; rimborsi delle spese). L'autore della mozione chiede invece di indicare nel certificato di salario soltanto il salario in contanti e in natura. Ciò può essere interpretato solo nel senso che alcune prestazioni del datore di lavoro al dipendente, segnatamente i rimborsi delle spese e le prestazioni accessorie del salario, non debbano più essere indicate nel certificato di salario.</p><p></p><p>2. La proposta dell'autore della mozione di indicare nel certificato di salario soltanto il salario in contanti e in natura richiederebbe quindi una definizione precisa del concetto di salario in natura e una sua delimitazione dalle altre prestazioni in natura e dalle prestazioni valutabili in denaro. Le prestazioni non più indicate nel certificato di salario dovrebbero venir quantificate dagli stessi lavoratori (ciò che non gioverebbe alla parità di trattamento) e dichiarate in una dichiarazione d'imposta ineluttabilmente più voluminosa. Molti lavoratori si rivolgerebbero individualmente al datore di lavoro per determinare e valutare queste prestazioni, causandogli in questo modo oneri amministrativi superiori rispetto al caso in cui le prestazioni fossero rilevate per tutto il personale e indicate nel certificato di salario dal principio. Inoltre i datori di lavoro dovrebbero prestare molta più attenzione rispetto a finora alla chiara separazione tra salario e risarcimento spese e assumerne la relativa responsabilità.</p><p></p><p>3. Nel nostro sistema di tassazione mista il certificato di salario del datore di lavoro sostituisce l'imposta alla fonte sul reddito del lavoro (imposta sui salari) diffusa in altri Paesi. Per i datori di lavoro e le PMI, l'obbligo di rilasciare attestazioni, così come è in vigore in Svizzera, è sotto il profilo amministrativo meno oneroso rispetto all'imposta sui salari.</p><p></p><p>Con il nuovo certificato di salario nazionale (vedi in merito la risposta del Consiglio federale del 26 giugno 2002 all'interpellanza Kurrus 02.3099 del 21 marzo 2002) le autorità fiscali non mirano né a un cambiamento di sistema né a una modifica fondamentale dell'obbligo di rilasciare attestazioni da parte del datore di lavoro. L'unico compito dei datori di lavoro è e rimane quello di quantificare tutte le prestazioni importanti nel certificato di salario o, in caso di prestazioni difficilmente valutabili, di farne almeno riferimento. Già nei certificati di salario in vigore occorre indicare non soltanto il salario in contanti e il salario in natura, bensì anche altre prestazioni importanti per la tassazione (esistono ad es. rubriche separate per indicare i rimborsi delle spese e le prestazioni speciali). Nella prassi, ad esempio, succede spesso che gli importi indicati nel certificato di salario come rimborsi delle spese si rilevano essere parzialmente o interamente salario imponibile. Spetta alle autorità fiscali decidere se una prestazione è imponibile o no.</p><p></p><p>La consuetudine sempre più diffusa, constatata da alcuni anni, di erogare prestazioni in natura e prestazioni accessorie del salario di ogni genere ha indotto le autorità fiscali a richiedere, nell'interesse di un'imposizione conforme alla legge, che nel nuovo certificato di salario vengano fornite informazioni mirate riguardo a questo tipo di prestazioni, sovente di una certa importanza in singoli casi. Le autorità fiscali reagiscono così alla tendenza dell'economia d'impiegare i "fringe benefit" come strumenti della politica salariale e del personale. </p><p></p><p>4. Le autorità fiscali sono coscienti che il passaggio a un certificato di salario uniforme in tutta la Svizzera causi dei costi ai datori di lavoro nel settore informatico. Da diversi anni si è pertanto rinunciato a modifiche mirate nei moduli in vigore. Così il cosiddetto certificato di salario EED distribuito dall'Amministrazione federale delle contribuzioni è rimasto immutato dal 1987. La consultazione effettuata presso le associazioni economiche e le successive discussioni hanno indotto le autorità fiscali a procedere ad alcune semplificazioni al progetto di modulo e alle relative prescrizioni. Inoltre, le autorità fiscali e le associazioni economiche hanno convenuto di elaborare congiuntamente una regolamentazione dettagliata nell'ambito delle prestazioni accessorie del salario. Oltretutto, l'introduzione del nuovo certificato di salario, inizialmente prevista per il 1° gennaio 2003, è stata posticipata di un anno, mentre ai datori di lavoro è stata concessa la possibilità di attestare anche i salari del 2004 sulla base dei vecchi moduli.</p><p></p><p>5. In sintesi occorre constatare che, se la richiesta della mozione di indicare nel certificato di salario soltanto il salario in contanti e il salario in natura fosse accolta, l'onere amministrativo dei datori di lavoro dovrebbe diminuire al massimo apparentemente, ma effettivamente dovrebbe piuttosto aumentare. Molto più difficile sarebbe invece reso l'obbligo di dichiarazione dei lavoratori. Anche i lavori di tassazione delle autorità fiscali diverrebbero più onerosi, poiché si dovrebbero chiedere sempre più spesso chiarimenti ai contribuenti e, in casi dubbi o litigiosi, richiedere le attestazioni al datore di lavoro. Nel complesso tutti gli interessati andrebbero incontro a ulteriori complicazioni e la questione della parità di trattamento dei contribuenti verrebbe messa in discussione.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene inoltre che un modulo completo per il certificato di salario non testimoni affatto di una profonda e ingiustificata sfiducia delle autorità fiscali nei confronti della popolazione. Al contrario, tale modulo permette ai lavoratori una compilazione efficiente nonché corretta della dichiarazione d'imposta e alle autorità fiscali una tassazione rapida senza lunghe domande di chiarimenti al contribuente o al datore di lavoro. Nella procedura fiscale in quanto procedura di massa, in particolare dopo il passaggio alla tassazione annuale, le autorità devono poter contare su certificati di salario completi e attendibili. Certificati di salario compilati con esattezza costituiscono la base di una corretta ed equa imposizione dei lavoratori.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.