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Gli impiegati postali, rispetto all'anno scorso, sono un po' meno contenti delle loro condizioni di lavoro dimostrando peraltro una insufficiente conoscenza della futura strategia aziendale. L'«indice di soddisfazione» tra i dipendenti del «gigante giallo» si è fissato quest'anno a 65 punti su un totale di cento, un punto in meno rispetto allo scorso rilevamento.
Il calo più consistente si è verificato nel comparto «pacchi», dove l'indice è sceso da 66 a 62 punti.
Commentando i risultati del sondaggio - cui hanno preso parte 25mila dipendenti (il 50,2% del totale, contro il 40,8% dell'inchiesta precedente) - la Posta indica che i valori misurati situano l'azienda nella parte alta della classifica a livello svizzero. Valori tra zero e cinquanta indicano uno scarso consenso da parte dei collaboratori; tra cinquanta e ottanta una «soddisfazione media» e sopra tale soglia una «soddisfazione elevata». Gli indici nelle singole unità aziendali si sono situate tra 62 (pacchi) e 68 punti (invii espresso).
Il sondaggio indica anche che i dipendenti della Posta dimostrano un profondo legame emozionale con il loro datore di lavoro: l'indice di «unione aziendale», che misura il grado di identificazione dei dipendenti con il «gigante giallo», si è fissato a 77 punti (su cento) con punte massima in alcuni comparti di 80 punti. Più basso invece - 54 punti - il grado di «considerazione che i collaboratori hanno della Posta»: questa «valutazione tuttavia viene influenzata da decisioni necessarie, ma anche impopolari, quali le misure di razionalizzazione», spiega l'azienda.
Quanto allo stress e alla mole di lavoro, la progressione è stata notevole: si è infatti passati da 55 a 64 punti. La Posta rende noto che è rallegrante constatare come «una gran parte dei collaboratori siano pronti ad affrontare la sfida e a dare il loro contributo per il successo dell'azienda».
Il segretario centrale del Sindacato della comunicazione Jean-Pierre Papis, più scettico, ha affermato che si sarebbe augurato una partecipazione più alta al sondaggio. Papis ha anche detto di non sapere se i dipendenti postali abbiano effettivamente riposto la loro fiducia nell'inchiesta interna, e in ogni caso queste cifre non sa come interpretarle. Una commissione sindacale svolgerà nei prossimi giorni un'analisi approfondita e in seguito fornirà un proprio commento. Anche i vertici della Posta analizzeranno le cifre nel dettaglio, allo scopo di «migliorare i punti deboli».
swissinfo e agenzie
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