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Lumina e il Gufo nella Notte di Natale
La tenera storia di una bambina e del suo amico Gufo
Dovete sapere che non tutti i bambini di questo mondo sono fortunati come voi. In alcuni paesi, dove c`è stato il terremoto, la guerra, tantissima pioggia che ha distrutto le loro case, molti bambini sono poveri e non hanno più nessuno. In uno di questi villaggi viveva una bambina di otto anni, si chiamava Lumina: l’avevano chiamata così perché era sempre contenta e nei suoi occhi c'era tanta luce. Era rimasta sola, senza casa, senza genitori e senza nonni. Aveva salvato, frugando tra le macerie della sua casa distrutta, soltanto una piccola lanterna con una minuscola candelina.
Accendeva la candelina quando faceva buio perché aveva tanta paura. La piccola fiammella le faceva compagnia, doveva però stare attenta a non lasciar spegnere e consumare la candelina che diventava ogni giorno più piccola. Una sera, più buia del solito, non c’era neanche la luna a rischiarare la notte, la candelina si spense. Lumina non aveva più nemmeno un fiammifero. I suoi occhi si riempirono di lacrime, aveva tanta paura. Dopo un po' Lumina sentì un rumore lontano e vide una luce che si avvicinava: era una carrozza. La bambina fece dei gesti per fermarla, ma la carrozza passò lasciandola ancora più triste. Disperata e gelata dal freddo, Lumina si strinse nel suo cappotto e si rannicchiò vicino ad un albero.
Ad un tratto ecco un’altra luce, lontano nel bosco. Si avvicinava sempre più. Erano gli occhi lucenti di un gufo appollaiato su un ramo di un albero. Lumina era felicissima! “Gufo, amico mio, potresti aiutarmi, la mia lampada si è spenta e io ho tanta paura e tanto freddo”! Il Gufo, che sapeva parlare disse a Lumina di seguirlo. “Dopo questo bosco c’è un bellissimo paesino dove troverai certamente qualcuno che ti aiuterà. Prima di metterci in cammino però, metti le tue manine e i tuoi piedini gelati sotto le mie ali così scalderanno”. Il Gufo volando di albero in albero illuminava con i suoi occhi il sentiero a Lumina.
Quando scorsero le luci del villaggio e il bosco era finito, Gufo disse alla bambina: “Ora cara Lumina devo lasciarti, presto sarà giorno e io devo tornare al mio nido. In quella casetta bianca laggiù abitano dei miei amici, saranno contenti di poterti aiutare”. “Grazie amico Gufo, non dimenticherò mai la tua gentilezza”. Lumina bussò alla porta della casetta e quattro bambini vennero ad aprire. Tutti l’accolsero con gioia, in coro le dissero di entrare. “Sarai la nostra nuova sorellina e resterai sempre con noi”. In quella casa accogliente e calda i bambini con i genitori avevano già preparato l’albero di Natale e in un angolo un bel presepe. La culla nella capanna era ancora vuota, ma presto sarebbe arrivato Gesù Bambino.
Conosciamo meglio il gufo comune
Una forma vagante nel crepuscolo attira la mia attenzione. Sorvola silenziosa il margine del bosco quando l’oscurità prende il sopravvento sulle ultimissime luci di un già lontano tramonto. Di fatto è un colpo di fortuna che abbia potuto intercettare quell’imperscrutabile movimento, considerato che l’enigmatica creatura sia rapidamente scomparsa nelle tenebre senza lasciar traccia. Il soggetto elusivo è un gufo comune (lat. Asio otus - Rapace notturno della famiglia degli Strigidi, quasi un metro di apertura alare) che molto probabilmente stava perlustrando la zona spinto dalla fame. La sua preda preferita è il topo campagnolo, ossia una fra le specie di arvicole, ma è completata anche da piccoli uccelli. La popolazione di gufi comuni in Svizzera dipende fortemente dalla presenza di arvicole ed è quindi molto fluttuante negli anni. In Ticino sono presenti rare coppie riproduttive fra marzo e luglio e solamente nella metà Sud del Cantone (Sottoceneri e parte del Sopraceneri). In Europa la specie è stanziale o migratrice di corto raggio. Durante la stagione fredda in Ticino sono presenti rarissimi individui in assenza di coltre nevosa. Il gufo comune in Svizzera è ritenuto potenzialmente minacciato anche se Oltralpe è più diffuso rispetto al Ticino. Esso non va confuso con il gufo reale (apertura alare fino a 170 cm) che è una specie minacciata di estinzione e neppure con il gufo di palude che non nidifica in Svizzera ed è un rarissimo migratore. L’habitat del gufo comune consiste in zone boschive e agricole ad altitudini modeste e include pure parchi e grandi giardini nella stagione invernale. Durante la giornata solitamente gli individui rimangono immobili e sonnolenti, nascosti e ben mimetizzati tra le fronde di alberi ad alto fusto. Le pseudo-orecchie sopra il capo sono semplicemente ciuffi di piume atte a creare risonanze verso le vere orecchie per localizzare la fonte dei suoni. L’individuazione dell’animale è possibile durante le notti di febbraio e marzo tramite i richiami di corteggiamento, ossia dei ripetuti “uh” emessi ogni due secondi, udibili a distanze fra i 500 e i 1000 metri.
Racconto: “Lumina e Gufo …” Luisa e Giuliana
Testo gufo comune: Gianni ornitologo/fotografo
Foto: Gianni ornitologo/fotografo
Coordinazione: SPAB/Micha
Web: Stefano