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Una studio tecnico commissionato da un ufficio legale che rappresenta il colosso minerario Vale ha confermato che la causa della rottura della diga di Brumadinho, avvenuta nello Stato brasiliano di Minas Gerais, è stata la "liquefazione".
Il rapporto è stato divulgato oggi, rende noto il sito G1.
La diga B1 della miniera Corrego do Feijao è crollata il 25 gennaio scorso e ha ucciso 270 persone. I vigili del fuoco hanno già identificato 257 morti. Altre 13 persone sono ancora date ufficialmente per disperse.
Questa è la prima volta che la causa dell'incidente è stata pubblicizzata. La polizia civile di Minas Gerais aveva dichiarato il 28 novembre di aver concluso il rapporto sul disastro, ma non aveva rivelato il risultato dell'indagine.
Sei giorni dopo la tragedia, Hildebrando Neto, sottosegretario all'Ambiente di Minas Gerais, aveva affermato che tutto indicava che la rottura della struttura avrebbe potuto essere causata dalla liquefazione, che era lo stesso fenomeno che aveva provocato il crollo anche della diga dell'azienda Samarco a Mariana, non lontano da Brumadinho, nel 2015.
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