Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01204.jsonl.gz/668

Nel primo semestre del 2022 è stato esportato dalla Svizzera più materiale bellico rispetto allo stesso periodo del 2021. I principali Paesi destinatari sono stati – in ordine – Qatar, Danimarca, Arabia Saudita, Germania e Botswana, ha comunicato oggi la Segreteria di Stato dell’economia (Seco).
Complessivamente nel periodo gennaio-giugno di quest’anno il volume delle esportazioni approvate dalla Seco è salito a 516,6 milioni di franchi, pari 159,8 milioni di franchi in più rispetto al primo semestre 2021. L’incremento – secondo la Seco – è dovuto in particolare ad alcune singole grandi transazioni. L’esperienza dimostra che le esportazioni di materiale bellico sono soggette a grandi fluttuazioni.
Il Qatar, che ha ricevuto materiale per un valore di 117,5 milioni di franchi, ha acquisito principalmente sistemi di difesa antiaerea intesi a proteggere gli stadi durante i Mondiali di calcio che si svolgeranno nell’inverno del 2022, sottolinea il comunicato.
In Danimarca (materiale per 101,7 milioni franchi) e in Botswana (33,1 milioni di franchi) sono stati esportati in particolare veicoli blindati del tipo Piranha e in Germania (47,7 milioni di franchi) soprattutto munizioni, componenti per veicoli blindati, pezzi di ricambio per sistemi di difesa antiaerea nonché armi da fuoco portatili e armi corte.
In Arabia Saudita dal 2016 non vengono più autorizzate esportazioni di materiale bellico per il quale sussiste un rischio elevato che possa essere impiegato nel conflitto in corso nello Yemen: le esportazioni comprendono da allora, e quest’anno per un valore di 54,4 milioni di franchi, esclusivamente ricambi e munizioni per sistemi di difesa antiaerea.
La Seco ricorda inoltre che sulla base del principio di parità di trattamento previsto dal diritto della neutralità e della legge sul materiale bellico (Lmb), le esportazioni di materiale bellico in Ucraina dalla Svizzera non possono in linea di massima essere autorizzate. Questo vale anche per le esportazioni tramite Paesi terzi.
La Lmb prevede la possibilità per le imprese svizzere di partecipare alle catene del valore internazionali dell’industria degli armamenti. Il 3 giugno 2022 il Consiglio federale ha pertanto deciso che le forniture di componenti e assemblaggi restano possibili senza ulteriori limitazioni purché il loro valore rispetto al materiale bellico finito non oltrepassi una certa soglia.