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<h2>SubmittedText<h2><p>Il rapporto in oggetto solleva le questioni seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale prevede un altro rapporto complementare in cui, sulla scorta di un'analisi dei metodi e dei mezzi militari impiegati nel conflitto in Ucraina, tratterà gli adeguamenti necessari nell'Esercito svizzero allo scopo di migliorare l'efficacia della nostra difesa nazionale? I pochi elementi indicati nel rapporto sembrano piuttosto avvalorare la dottrina d'impiego dell'esercito e gli strumenti di attuazione, senza tuttavia fare cenno in alcun modo a una messa in discussione, a necessità di adeguamento o di evoluzione. A che cosa serve osservare l'andamento delle guerre se da ciò non viene tratta alcuna conclusione per il nostro sistema di difesa?</p><p>2. Il conflitto in Ucraina ci ricorda che uno Stato non firmatario del Trattato dell'Atlantico del Nord non viene protetto dalla NATO anche se vi è legato da un partenariato approfondito. Pare piuttosto che in caso di guerra la Svizzera possa contare essenzialmente solo sul proprio esercito, potendo sperare al massimo che la NATO fornisca sostegno logistico o aiuto nella raccolta di informazioni. Le intenzioni del Consiglio federale in materia di rafforzamento dell'interoperabilità con le forze della NATO possono alimentare l'illusione che in caso di guerra la Svizzera verrebbe protetta da queste ultime. Come stanno realmente le cose?</p><p>3. Che cosa si intende per "sistema di innovazione Difesa"? Quali sono le differenze rispetto a un Resistance Operating Concept (ROC)? Un ROC sarebbe sensato per la Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il rapporto complementare al rapporto sulla politica di sicurezza 2021 relativo alle conseguenze della guerra in Ucraina (FF 2022 2357) si occupa delle conoscenze militari acquisite finora riguardo a questo conflitto armato. I rapporti di base "Luftverteidigung der Zukunft" ("Difesa aerea del futuro", 2017; non disponibile in italiano), "Zukunft der Bodentruppen" ("Il futuro delle truppe di terra", 2019; non disponibile in italiano) e "Gesamtkonzeption Cyber" ("Concetto generale ciber", 2022; non disponibile in italiano) illustrano in che modo l'esercito intende affrontare le minacce e i pericoli odierni e futuri e in che modo dovranno essere sviluppate le capacità militari negli anni 2020 e 2030. Il DDPS ha verificato i lavori di attuazione in corso in base alle prime conoscenze acquisite nel corso della guerra in Ucraina. Le conoscenze acquisite finora permettono di trarre la conclusione che la pianificazione delle capacità va nella giusta direzione. Tuttavia sono state individuate anche lacune di capacità critiche. Riguardano tra l'altro la difesa anticarro a lunga gittata o la capacità di resistenza, in particolare le scorte di munizioni. L'aumento delle risorse finanziarie destinate all'esercito deciso dal Parlamento (mozioni 22.3367 e 22.3374) permette di colmare tali lacune in maniera più rapida rispetto a quanto previsto e quindi anche di rafforzare le capacità per la difesa da un attacco armato.</p><p>A partire dal 2024 i progetti d'investimento concreti e l'orientamento dell'esercito a lungo termine saranno presentati al Parlamento sotto forma di un messaggio sull'esercito basato sulle capacità. Questo messaggio conterrà gli elementi fondamentali relativi all'orientamento e alle necessarie capacità dell'esercito.</p><p>2. La Svizzera si trova in una situazione molto diversa rispetto all'Ucraina. Ciò vale in particolare per la posizione geografica: in maniera diretta o indiretta la Svizzera è circondata da Stati membri della NATO. Occorre quindi ritenere che un conflitto armato di ampie proporzioni in Europa in un primo momento riguarderebbe questi Stati e soltanto successivamente interesserebbe la Svizzera, qualora l'attacco non potesse essere respinto. In vista di una tale eventualità per la Svizzera è opportuno avere l'opzione di collaborare con Stati membri della NATO nel settore della difesa, tanto più che in caso di attacco armato gli obblighi legati alla neutralità verrebbero meno. In quanto Stato neutrale, la Svizzera deve essere in grado di garantire, entro i limiti del ragionevole, l'inviolabilità del suo territorio. A seconda della potenza di un aggressore e dei mezzi a disposizione di quest'ultimo, per la sua difesa la Svizzera però dipenderebbe dalla cooperazione con altri Stati. Per questa ragione la Svizzera intende garantire la capacità di cooperazione militare allo scopo di aumentare la libertà d'azione. Nel rispetto della neutralità, in futuro intende sfruttare in maniera ancora maggiore le possibilità di cooperazione.</p><p>3. Il Sistema di innovazione Difesa è un nuovo concetto utile a fare in modo che novità tecnologiche siano integrate in modo più rapido e semplice nello sviluppo delle capacità dell'esercito. In passato le tecnologie di punta venivano sviluppate spesso per o addirittura dalle forze armate; oggi la ricerca e lo sviluppo in questi settori si basa principalmente sull'ambito civile ed è orientato su di esso, ad esempio per quanto riguarda le tecnologie della comunicazione e dei sensori. Con l'introduzione del Sistema di innovazione Difesa si intende garantire che anche in futuro l'esercito possa tenere il passo con il progresso tecnologico e possa trarne beneficio. Il Resistance Operations Concept (ROC) è qualcosa di fondamentalmente diverso. Questo concetto è stato sviluppato negli Stati Uniti e prevede che, dopo una difesa non andata a buon fine e dopo l'occupazione di un Paese, la sua popolazione sfrutti tutti i mezzi e tutte le risorse disponibili per fare resistenza. Una tale resistenza totale non fa parte dell'attuale concetto di difesa della Svizzera. Le conoscenze acquisite nel corso della guerra in Ucraina vengono permanentemente analizzate e tenute in considerazione per la pianificazione delle capacità dell'esercito e per la capacità di difesa della Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.