Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/198349

<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera non ha firmato la Convenzione di Hong Kong per un riciclaggio delle navi sicuro e compatibile con l'ambiente e in questo campo non dispone di una legislazione nazionale. Le condizioni di smantellamento delle navi appartenenti alla flotta commerciale svizzera non sono quindi chiare. Secondo i principi della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione, che la Confederazione ha ratificato nel 1990, la Svizzera deve rispettare condizioni ambientali e sociali minime per quanto riguarda lo smantellamento delle navi poiché contengono prodotti altamente pericolosi. Come è emerso di recente da un reportage, una parte sostanziale delle navi battenti bandiera svizzera è smantellata su spiagge dell'Asia del Sud, in cantieri che non rispettano la Convenzione di Basilea. Con varie strategie è possibile eludere questa normativa internazionale. Per quanto riguarda la flotta commerciale marittima svizzera, l'Ufficio svizzero della navigazione marittima (USNM) deve "disciplinare l'attuazione delle disposizioni nazionali e internazionali su navi battenti bandiera svizzera" e "controllare la conformità ... con le disposizioni nazionali e internazionali riguardanti la costruzione, la sicurezza, l'equipaggiamento e la protezione dell'ambiente", come citato nel suo sito Internet.</p><p>Il Consiglio federale è quindi invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali controlli svolge l'USNM per assicurarsi che le navi appartenenti alla flotta commerciale marittima svizzera non eludano le norme della Convenzione di Basilea?</p><p>2. L'USNM verifica che tali navi vengano smantellate in condizioni ambientali e sociali adeguate?</p><p>3. Visto che navi battenti bandiera svizzera eludono regolarmente la Convenzione di Basilea, perché la Svizzera non ha ancora ratificato la Convenzione di Hong Kong?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole della problematica delle condizioni lavorative a volte precarie e delle ripercussioni negative per l'ambiente delle operazioni di smantellamento delle navi d'alto mare.</p><p>Si deve differenziare tra le navi battenti bandiera straniera gestite da società con sede in Svizzera e le navi battenti bandiera svizzera. Le navi d'alto mare sottostanno alla legislazione dello Stato di cui battono bandiera (principio dello Stato di bandiera). Sulla base delle attuali conoscenze del Consiglio federale nessuna nave battente bandiera svizzera è mai stata smantellata. Infatti, dopo il loro impiego sotto bandiera svizzera, queste navi continuano a essere impiegate per molti anni sotto altre bandiere. I proprietari delle imbarcazioni possono scegliere liberamente e in ogni momento la bandiera delle proprie navi.</p><p>1. Per far fronte alla problematica dei rifiuti la Convenzione sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione (Convenzione di Basilea) prevede un'interazione tra lo Stato d'esportazione e quello d'importazione. Se prima o poi una nave battente bandiera svizzera dovesse venir smantellata, si presuppone che lo Stato che se ne occuperà sia consenziente. In base al principio dello Stato di bandiera la Svizzera non è competente per le navi battenti bandiera straniera.</p><p>2. I proprietari delle navi battenti bandiera svizzera sono senza eccezioni privati che, in linea di massima, dispongono liberamente della loro proprietà. Inoltre possono vendere le loro navi o cambiarne la bandiera assumendo quella di un altro Paese. Per esperienza le navi battenti bandiera svizzera vengono vendute in buone condizioni e chiaramente prima della fine del loro ciclo di vita (da trenta a quaranta anni); vengono poi gestite sotto un'altra bandiera.</p><p>3. Il Consiglio federale approva l'impostazione della Convenzione di Hong Kong per un riciclaggio delle navi sicuro e compatibile con l'ambiente (Convenzione di Hong Kong), che si concentra sulla nave in sé (costruzione, riciclaggio, demolizione) e chiama in causa in particolare i cantieri navali. Finora né le principali nazioni costruttrici di navi né i grandi Paesi che si occupano dello smantellamento hanno firmato la Convenzione. Se continueranno a tenersi in disparte, la Convenzione potrebbe entrare in vigore solo tra molti anni e fino a quel momento resterà senza effetto. Anche per questa convenzione vale il principio dello Stato di bandiera. Il Consiglio federale valuterà l'adesione alla Convenzione di Hong Kong quando numerosi Stati marittimi importanti l'avranno ratificata e la Svizzera potrà contribuire alla sua entrata in vigore.</p>  Risposta del Consiglio federale.