Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/45243

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Attuale regolamentazione in materia di aree di atterraggio in montagna</p><p>L'attuale ordinamento si basa sulla revisione della legge federale sulla navigazione aerea del 1963. Già allora ci si è posti la domanda secondo quali principi autorizzare i trasporti a scopi turistici in montagna. Un divieto generale di tali trasporti fu considerato allora eccessivo. In questo modo non sarebbero stati tenuti in considerazione adeguatamente gli interessi del settore turistico, individuati attraverso sondaggi. Tuttavia, si decise di limitare questo tipo di trasporto, per tutelare anche gli interessi di coloro che si recano in montagna per scopi ricreativi. </p><p>Le attuali disposizioni in materia recitano: </p><p>Gli atterramenti in montagna, in voli di addestramento o di turismo, possono aver luogo sulle aree d'atterramento designate dal Dipartimento, d'intesa con il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport e le autorità cantonali competenti. </p><p>La quantità di dette aree sarà ristretta; saranno sistemate zone di silenzio.</p><p>Per motivi importanti il Dipartimento può concedere, d'intesa con le autorità cantonale e comunale competenti, eccezioni di breve durata alle prescrizioni del capoverso 3. </p><p>Il Consiglio federale emana prescrizioni speciali per gli atterramenti in montagna a scopo di perfezionamento delle persone al servizio di organizzazioni svizzere di salvataggio.</p><p>L'ordinanza in materia limita a 48 il numero di aree di atterraggio in montagna. </p><p>Verifica in corso</p><p>Nell'interesse della protezione ambientale, l'autore della mozione e i cofirmatari intendono limitare l'eliturismo nelle Alpi svizzere, vietare l'elisci ed eliminare gran parte delle aree di atterraggio in montagna. La richiesta è motivata dal fatto che il rumore causato dagli elicotteri disturba gli animali selvatici, i villaggi di montagna, i luoghi di cura e i turisti. Inoltre tali attività sono considerate in netta contraddizione con gli obiettivi di Energia 2000, con la legge sul CO2 e con la Convenzione delle Alpi. </p><p>Anche nel settore dell'aviazione il Consiglio federale promuove uno sviluppo sostenibile. Di conseguenza, il principio della sostenibilità è stato integrato nel Piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (PSIA). Nella determinazione delle priorità stabilite nell'ambito della strategia sviluppata per attuare uno sviluppo sostenibile, oltre agli aspetti di carattere ecologico occorre considerare anche le esigenze dell'economia e della società. Per quanto concerne gli elitrasporti turistici nell'Arco alpino è inoltre necessario ponderare anche gli interessi dei Cantoni di ubicazione, che per motivi legati al turismo o alla politica regionale, hanno deciso di limitare, ma di mantenere, le proprie aree di atterraggio in montagna. La richiesta di mobilità avanzata dall'economia e dalla società va soddisfatta, contenendo tuttavia al massimo i relativi effetti negativi. È importante procedere ad un'ottimizzazione in questo settore assai conflittuale.</p><p>Il Consiglio federale è cosciente della necessità di intervenire e, nel quadro della parte concettuale del PSIA, ha formulato il seguente mandato di verifica: </p><p>La rete delle aree d'atterraggio in montagna va verificata nel suo complesso. Mediante provvedimenti mirati occorre evitare il pregiudizio arrecato dall'esercizio aeronautico agli obiettivi di protezione. Laddove i conflitti non possono essere risolti mediante un'utilizzazione restrittiva, gli esistenti terreni d'atterraggio in montagna vanno sostituiti con altri più idonei. Va esaminata anche la questione di fondo se e in che misura mantenere l'esercizio dell'elisci. </p><p>In collaborazione con i Cantoni interessati nonché con gli ambienti dell'aviazione, del turismo e della protezione ambientale è stata avviata la procedura di verifica di cui sopra. Alla fine del 2003, sarà consegnato al Consiglio federale un rapporto contenente i risultati di tale analisi. Il Collegio raccomanda pertanto di trasformare la presente mozione in postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.