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Gli elettori sono sempre meno soddisfatti del lavoro dei politici a Berna. Netto il crollo di Simonetta Sommaruga
È quanto emerge dal secondo rilevamento di 20 minuti e Tamedia in vista delle elezioni federali 2023
BERNA - Tra una crisi e l'altra, gli elettori svizzeri sono sempre meno contenti del lavoro svolto dal Consiglio federale e dal Parlamento. In particolare il meno amato è il ticinese Ignazio Cassis, ma sono crollate anche le valutazioni di Guy Parmelin e Simonetta Sommaruga, presumibilmente complice la crisi dell'energia.
Lo rivela il secondo sondaggio elettorale di 20 Minuti e Tamedia, dal quale emerge che la soddisfazione dei cittadini svizzeri nei confronti della Berna federale è diminuita parecchio rispetto al primo rilevamento, effettuato alla fine del 2021.
Solo il 46% dei cittadini è infatti soddisfatto del lavoro di Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati, mentre è il 50% esatto a essere soddisfatto delle decisioni del Consiglio federale. Alla fine del 2021, i numeri erano più alti di circa 10% per quanto riguarda il Parlamento, e fino al 15% per i consiglieri federali. Questo spostamento, seppur particolarmente netto tra le fila dell'UDC, ha avuto luogo tra gli elettori di tutti i principali partiti elvetici.
Cassis fanalino di coda
Ai partecipanti al sondaggio è stato anche chiesto di valutare il lavoro dei singoli membri del Consiglio federale, e anche se sosterrebbero la loro rielezione nell'autunno del 2023.
Come già accaduto nello scorso rilevamento, Ignazio Cassis ha gli indici di sostegno più bassi tra tutti i suoi colleghi (bocciato sia dai partiti di destra, che di sinistra, ma non dal PLR). Eppure, è l'unico membro del Governo i cui voti non sono peggiorati, in quest'ultimo periodo (si rispecchia quindi anche qui il minor apprezzamento generale di tutto il Consiglio federale).
In ogni caso, Alain Berset è ancora il più amato dai cittadini svizzeri, che giudicano il suo operato sopra la sufficienza (una media di 4,11, nonostante il voto nettamente insufficiente assegnatogli dagli elettori dell'UDC). Sufficienti, seppur in calo rispetto allo scorso sondaggio, anche Karin Keller-Sutter (4,05) e Viola Amherd (4,02). Per loro, la rielezione non dovrebbe essere una montagna insormontabile.
Il voto è invece insufficiente per Guy Parmelin (scivolato da 4,14 a 3,84), Ueli Maurer (rimasto stabile attorno al 3,81) e Simonetta Sommaruga (crollata addirittura dal 4 di una decina di mesi fa ad un impietoso 3,66).
La formula magica vacilla?
È infine stata posta anche la domanda relativa alla formula magica del Consiglio federale, ovvero la sua suddivisione a livello di partiti politici. Al momento, lo ricordiamo, i sette membri sono suddivisi in modo che ci siano 2 esponenti dell'UDC, del PLR e del PS, e uno del Centro.
Tuttavia, in particolare l'avanzare dell'onda verde ha messo in discussione l'eventualità di una modifica: cosa preferirebbero i cittadini svizzeri?
Secondo il sondaggio, l'attuale formula magica ha effettivamente poco sostegno (18% delle preferenze), ma nessuna delle altre alternative la spodesta. Il 17% degli interpellati è favorevole a 2 rappresentanti dell'UDC e a un seggio per tutti gli altri partiti maggiori (PLR, PS, Centro, Verdi e Verdi liberali). Allo stesso modo, un altro 17% vorrebbe che il PS cedesse un seggio ai Verdi liberali, mentre un 16% vorrebbe che i Verdi fossero rappresentati a spese del PLR.
Inevitabilmente, queste idee corrispondono alle simpatie partitiche degli elettori: l'elettorato si dimostra quindi estremamente frammentato. In conclusione, i risultati indicano che un desiderio di cambiamento c'è, ma anche che c'è un'ampia divergenza sulla direzione da prendere.
Il sondaggio
Sono 26’298 le persone da tutta la Svizzera che dal 15 al 16 agosto 2022 hanno partecipato online al secondo rilevamento di 20 minuti e Tamedia in vista delle elezioni federali del 22 ottobre 2023. Il sondaggio è condotto in collaborazione con LeeWas, che pondera i dati in base a variabili demografiche, geografiche e politiche. Il margine d'errore si attesta all'1,1%.