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Tariq Ramadan, già incriminato in Francia per il presunto stupro di quattro donne, che lui contesta, è stato convocato oggi in udienza a Parigi assieme alla sua accusatrice svizzera. Era presente anche il procuratore di Ginevra.
L'incontro si è svolto in Francia perché, dopo aver scontato 10 mesi in carcere preventivo, l'intellettuale svizzero di 58 anni, figura influente e controversa dell'Islam europeo, non può lasciare il territorio francese.
Lo scorso mese di luglio era già stato interrogato in merito a questa vicenda, parallela alle inchieste francesi. La donna, soprannominata "Brigitte" dai media, aveva sporto denuncia per stupro a Ginevra il 13 aprile del 2018, due mesi dopo l'inizio della reclusione dell'islamologo nell'ambito del dossier francese.
La 54enne afferma di essere stata violentata e sequestrata da Ramadan durante un incontro in un albergo ginevrino il 28 ottobre 2008. "È un calvario per la mia cliente confrontarsi con lui dieci anni dopo i fatti", ha affermato all'agenzia AFP uno dei suoi avvocati, François Zimeray, prima dell'udienza, "soprattutto perché viene regolarmente minacciata", soprattutto sui social media.
In luglio Ramadan aveva riconosciuto che questo incontro era avvenuto. Ma, secondo un membro del suo entourage, aveva negato qualsiasi relazione sessuale.
Dal febbraio 2018 Ramadan è incriminato in Francia per "stupro" e "stupro di una persona vulnerabile" in seguito alle denunce di due donne, Henda Ayari e "Christelle", sporte rispettivamente nel 2012 a Parigi e nel 2009 a Lione. Due nuovi capi d'accusa, per sospetto stupro di altre due donne, nel 2015 e nel 2016, sono stati aggiunti lo scorso febbraio.