Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/256450

<h2>SubmittedText<h2><p>I sistemi decisionali automatizzati (ADM) vengono utilizzati già da molto tempo nei settori della ricerca e dell'industria o sulle piattaforme online. Da alcuni mesi però, la popolarità e la rapida diffusione di applicazioni come ChatGPT, hanno portato l'intelligenza artificiale (IA) sulla bocca di tutti. </p><p>È dunque urgente introdurre una regolamentazione pragmatica per questi strumenti digitali performanti e in rapida evoluzione. Con il progetto sul registro distribuito (TRD, "distributed ledger") e blockchain, la Svizzera è riuscita a garantire la certezza del diritto adottando un approccio improntato ai principi in una situazione iniziale analoga e tecnologicamente volatile. Le caratteristiche che le applicazioni blockchain possono assumere sono quindi state individuate in base a principi noti e integrate nelle leggi esistenti con nuove peculiarità. È stato ad esempio adeguato leggermente il diritto delle obbligazioni, per garantire compatibilità con le caratteristiche dei titoli di credito della tecnologia blockchain, che utilizzano i cosiddetti contratti intelligenti ("smart contract").</p><p>A posteriori, la legislazione TRD può essere considerata vantaggiosa per la piazza economica svizzera. Dovrebbe essere lo stesso per il progetto sull'AI basato sui principi.</p><p>1. Il Consiglio federale come valuta l'analogia con il progetto TRD e quali differenze riscontra rispetto all'IA sul piano legislativo?</p><p>2. Il Consiglio federale è pronto ad adottare un approccio analogo per portare al più presto l'applicazione dell'AI in un quadro garante del diritto, affinché le imprese e organizzazioni possano utilizzare questi strumenti in modo sicuro? In caso negativo, perché? </p><p>3. In caso affermativo, il Consiglio federale ritiene necessario affrontare i singoli progetti in modo settoriale, anche basandoli sui principi, invece che globalmente? Se sì, perché?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sia le tecnologie di registro distribuito (TRD, blockchain) che l'intelligenza artificiale (IA) sono delle innovazioni digitali che offrono numerose opportunità, ma che possono anche comportare dei rischi ed essere confrontate con delle sfide sul piano legislativo. Le sfide legislative relative all'IA si differenziano molto da quelle correlate al progetto TRD. Anche se al giorno d'oggi la tecnologia blockchain viene utilizzata in diversi settori, è in ambito finanziario che è stato riconosciuto per la prima volta un grande potenziale. Le sfide legislative del progetto TRD riguardano in particolare tematiche affini al mercato finanziario e sono quindi principalmente settoriali. L'IA invece è una tecnologia di ampia portata e in continua evoluzione, che può già essere impiegata in numerosi settori. Le sfide legislative concernenti l'IA sono totalmente differenti in funzione del campo di applicazione. Inoltre la tecnologia sull'IA si sviluppa rapidamente. A differenza del progetto TRD, l'IA richiederebbe una regolamentazione molto più complessa e dinamica, che dovrebbe comprendere sia elementi orizzontali (ad es. questioni etiche e diritti umani) sia elementi settoriali.</p><p>2. Da anni il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi, le opportunità e i rischi nel campo dell'IA e ha già adottato varie misure nonché creato strutture. L'Esecutivo ritiene importante che la regolamentazione sia coordinata a livello internazionale. Ciò avviene in particolare nell'ambito del Comitato sull'IA del Consiglio d'Europa presieduto dalla Svizzera, il quale ha il compito di negoziare il primo accordo internazionale vincolante, che contiene i principi fondamentali per la tutela dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto per quanto concerne l'utilizzo dell'IA e promuove l'innovazione. I lavori sono tutt'ora in corso. Neanche a livello europeo si prevede di concludere i negoziati per un regolamento sull'IA ("AI Act") entro fine 2023 o inizio 2024.</p><p>Alla luce di quanto precede, nella sua risposta al postulato Dobler 23.3201 il Consiglio federale ha annunciato che entro il 2024 individuerà le necessità di agire nonché le possibili misure settoriali e, se necessario, di regolamentazione orizzontale dell'IA. Le analisi verranno effettuate in seno a organi esistenti, in particolare il gruppo di coordinamento interdipartimentale per la politica digitale dell'UE, il monitoraggio delle linee guida della Confederazione sull'IA, la Piattaforma tripartita e la CNAI.</p><p>3. Gli effetti dell'IA sono fortemente dipendenti dal contesto. Pertanto il Consiglio federale ha già adottato misure di regolamentazione in determinati settori, ha incaricato il DATEC di preparare un avamprogetto da porre in consultazione sulla regolamentazione delle piattaforme di comunicazione, per rafforzare i diritti degli utenti in Svizzera e richiedere più trasparenza alle piattaforme. Anche la nuova legge sulla protezione dei dati, che entrerà in vigore il 1° settembre 2023, si prefigge di adeguare la protezione dei dati agli sviluppi tecnologici. Sono previste disposizioni applicabili alle decisioni basate esclusivamente sul trattamento automatizzato dei dati. Attualmente nel settore del diritto d'autore, nel quadro della consultazione sulla protezione legale delle pubblicazioni giornalistiche (protezione delle prestazioni editoriali) si chiarisce se è necessario regolamentare l'uso dell'IA generativa. A febbraio 2022, il Consiglio federale ha incaricato il DFF di elaborare un'analisi dettagliata sulle condizioni quadro legali per l'utilizzo dell'IA in ambito finanziario. Attualmente nel quadro del Comitato amministrativo della Piattaforma tripartita si accerta la necessità d'intervento a livello legislativo anche in altri settori in cui viene impiegata l'IA.</p>  Risposta del Consiglio federale.