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A tradire definitivamente la presenza di ghiaccio sul Pianeta Rosso, ha spiegato Bill Feldman durante una Conferenza internazionale su Marte al California Institute of Technology, di Pasadena, sono state le misurazioni sul contenuto di idrogeno del suolo marziano fatte con uno spettrometro di neutroni a bordo della sonda Mars Odyssey e con l´Altimetro laser della sonda Mars Global Surveyor della Nasa.
La presenza di acqua o di quanto ne è rimasto sul Pianeta Rosso è centrale per il futuro della sua esplorazione e per la creazione di colonie umane. Lo spettrometro di neutroni permette di individuare i neutroni che si staccano dalla crosta del pianeta - ovvero dal ghiaccio d´acqua misto al suolo o di depositi poco sotto la superficie - quando questa viene colpita dai raggi solari.
A causa di questa reazione i neutroni vengono proiettati verso l´alto con una forza tale da raggiungere persino l´Odyssey che orbita a un´altitudine di circa 380 chilometri dalla superficie.
L´insieme dei dati, elaborati con le apparecchiature del Mars Global Surveyor, fornisce una mappa della distribuzione dell´acqua su Marte, che sembra concentrata nelle regioni intorno ai poli, sui versanti dei vulcani - i più grandi del sistema solare - sul fondo dei canyon e in vaste aree a ridosso delle regioni equatoriali.
Intorno ai poli e su conformazioni come il monte Elysium e il fondo della Vallis Marineris, sottolinea il sito online ScienceDaily, la massa d´acqua è a tratti pari al 50% della massa totale. Da un chilo di suolo cioè si potrebbe ottenere circa mezzo chilo (mezzo litro cioè) d´acqua, mentre nelle regioni equatoriali il contenuto acquoso del suolo, o di bacini poco sotto la superficie, oscilla fra due e dieci per cento.
ATS