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Questo breve contributo offre qualche inedito particolare sulla storia del sontuoso Hotel Regina Palace di Stresa durante il periodo bellico del 1943-1945.
Le origini dell’hotel si devono ad un gruppo di imprenditori stresani che nel 1906 acquistò la struttura di Villa Martini, sulla quale successivamente venne eretto l’hotel. L’albergo fu inaugurato l’8 marzo 1908, nel periodo della Belle Epoque, costruito in pieno stile Liberty italiano, allora molto in voga. Da subito fu considerato uno degli alberghi più sfarzosi in Europa.
Le premesse per il successo erano ideali: vi è la strada del Passo del Sempione, la linee ferroviaria del Sempione e la location del Lago Maggiore, che attrae considerevoli investimenti in più località del Verbano. Ma poi scoppi`ò la Prima Guerra Mondiale e con essa una forte crisi economica che spaventò il gruppo proprietari. La negativa congiuntura economica e la lenta ripresa, permise alla famiglia svizzera di Bernardo Bossi, di acquistare a buon prezzo l’albergo nel 1922.
Bernardo Bossi contribuì enormemente al rilancio della zona insieme alla creazione, nel 1924, del Golf Club Alpino, disegnato dall’architetto inglese James Peter Gannon, progettista anche del campo da Golf del Parco di Monza oppure di quello di Villa d’Este.
Per tutti gli anni Venti e Trenta proseguirono i prestigiosi concorsi ippici del Gran Premio di Stresa che videro il Regina Palace sede delle premiazioni e a cui, come ricorda il cinegiornale Luce dell’ottobre 1930, parteciparono personalità di rilievo nazionale ed internazionale, sia come concorrenti che come semplici spettatori.
Molte grandi personalità vi soggiornano, in particolare Gabriele D’Annunzio e Benito Mussolini. Mussolini vi soggiornò – come precedentemente scritto su Insubrica Historica – in occasione della Conferenza di Stresa del 11 al 14 di aprile 1935 che ebbe proprio luogo al Regina Palace, insieme al Grand Hotel et des Iles Borromées.
A partire dall’8 settembre 1943, l’albergo rimasto di proprietà della famiglia svizzera di Bernardo Bossi, ospitò soprattutto abbienti sfollati italiani a seguito degli incessanti bombardamenti alleati sul nord Italia.
L’albergo fu brevemente occupato dalla Waffen-SS Leibstandarte Adolf Hitler durante il periodo settembre-ottobre del 1943. In particolare, dal 15 settembre al 15 ottobre 1943, la stanza 309 fu occupata da Hans Krüger, Capitano Hauptsturmführer delle Leibstandarte Adolf Hitler. Poco lontano dall’albergo, nella monumentale villa Ducale ora sede del Centro di studi rosminiani e di proprietà della famiglia Bolongaro diventata ricca con il commercio di tabacco, venne invece allocato il grosso della terza compagnia comandata da Krüger.
Per il resto del periodo 1943-1945, parte delle 150 camere furono trasformate in uffici per la il Commissariato della Confederazione dei Commercianti della RSI, oltre che essere occupate da famiglie sfollate. Trovarono alloggio nell’albergo una moltitudine di famiglie benestanti, la maggior parti di origine industriale come: Colombo, Rombollotti, Gemelli, Vasconi, Cremonesi, Gaslini, Giussani, Martini, Laghi, Morassi, Ortolani, Invernizzi, Camurati, Brognone, Cocace, Pastore, Bruzzo, Mocchieri, Battinelli, Daralli, Pogazzano, Notari, Labriola, Basso e Gagliardi.
Nel secondo dopoguerra l’Italia era cambiata e a frequentare l’hotel c’erano nuovi ospiti illustri (la principessa Margaret d’Inghilterra (1930-2002) sorella minore della regina Elisabetta II, Walter Chiari e Totò per il film “Totò al giro d’Italia”. Il Regina Palace fu inoltre sede di numerosi eventi (Concorso Miss Italia dal 1946-1949, set per il film di Adriano Celentano “Grand Hotel Excelsior”, conferenza della NATO nel 1984, l’Ecofin del settembre 2003) che contribuirono alla rinascita turistica della zona. Tra la fine degli anni Sessanta e Settanta l’hotel conobbe un periodo di minore visibilità e importanza.
Nel 1975 il Regina Palace viene acquistato da tre famiglie locali, che sono tuttora le proprietarie, dando inizio a grandi opere di restauro conservativo che hanno riportato l’hotel allo splendore dell’inaugurazione di inizio ‘900.