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L’essenziale in breve:
- Il Consiglio federale respinge l’iniziativa sulla giustizia senza proporre un controprogetto diretto o indiretto.
- La designazione dei giudici mediante sorteggio implicherebbe una decisione basata sul caso pregiudicando la credibilità del Tribunale e delle sue sentenze.
- Il sistema attuale garantisce che nell’elezione dei giudici si tenga conto di criteri linguistici, regionali e di specializzazione.
L’iniziativa popolare "Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio (Iniziativa sulla giustizia)", depositata il 26 agosto 2019 con 130 100 firme valide, chiede che i giudici del Tribunale federale siano designati mediante sorteggio. Spetterebbe a una commissione peritale decidere chi ammettere al sorteggio. In linea di massima il mandato dei giudici cesserebbe cinque anni dopo il raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento. I giudici potrebbero essere destituiti unicamente mediante una procedura di destituzione.
Procedura non democratica
Oggi i giudici dei tribunali della Confederazione (Tribunale federale, Tribunale penale federale e Tribunale amministrativo federale) sono eletti dal Parlamento, che tiene conto di criteri linguistici, regionali e di specializzazione. Inoltre, il Parlamento rispetta volontariamente la rappresentanza proporzionale dei grandi partiti. In tal modo si garantisce che il tribunale sia composto in modo rappresentativo sotto il profilo socio-politico e che l’elezione sia democraticamente legittimata.
La procedura mediante sorteggio, prevista dall’iniziativa sulla giustizia, introdurrebbe invece uno strumento non radicato nella tradizione svizzera. La scelta dei giudici del Tribunale federale sarebbe lasciata al caso. Ciò indebolirebbe la legittimazione democratica della giustizia e quindi anche la credibilità delle sentenze presso la popolazione.
In particolare per i suddetti motivi, il Consiglio federale raccomanderà al Parlamento di respingere l’iniziativa senza proporre un controprogetto diretto o indiretto. Secondo il Consiglio federale, determinate questioni possono essere discusse e, all’occorrenza, affrontate anche a prescindere dall’iniziativa popolare.
Il DFGP elaborerà il pertinente messaggio entro il 26 agosto 2020.
Ultima modifica 27.11.2019