Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01148.jsonl.gz/1113

Il diamante, uno dei più grandi al mondo, è al centro di una controversia: molti indiani accusano Londra di averlo ‘rubato’ durante il colonialismo
La morte della regina Elisabetta II ha scatenato sui social indiani una vivace campagna che chiede la restituzione del Koh-i-noor, uno dei diamanti più grandi al mondo, che campeggia al centro della corona del sovrano britannico. Decine di migliaia di tweet, incluse moltissime reazioni al messaggio di cordoglio del premier Modi per la scomparsa della Regina, sostengono sia giunto il momento di riportare la gemma in India e chiedono al governo di imporre la restituzione al governo di Londra.
Il diamante, di 105 carati il cui nome significa in persiano "montagna di luce", è da tempo al centro di una controversia politica e legale tra i due paesi, con molti indiani convinti che la gemma, scoperta in India nel quattordicesimo secolo sia stata "rubata" durante il regime coloniale. Nel 2016, il diamante è stato al centro di una battaglia legale quando una Ong chiese a un tribunale di ordinare al governo di riportare in India la gemma; l’avvocato dello Stato sostenne allora che il diamante era stato "un dono alla Compagnia delle Indie da parte dei sovrani del Punjab e che non era stato rubato". Ma il governo fece in seguito un dietrofront e il ministro della Cultura annunciò "l’intenzione di riportare il Koh-i-noor con un accordo amichevole", anche se nel frattempo nulla è accaduto.