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Che Gesù sia nato il 25 dicembre è un fatto piuttosto controverso. Per non dire per nulla certo.
Il giorno esatto della sua venuta al mondo resta per lo più un mistero per storici e teologi, soprattutto a causa delle testimonianze frammentarie dell'epoca e vista l'apparente inconciliabilità delle date in cui l'evento è stato celebrato durante i vari periodi storici. La prima vera menzione del 25 dicembre risale al IV secolo, ed è contenuta in un documento del 354 del letterato romano Furio Dionisio Filocalo. La data risulta comunque vicina a quella delle festività pagane in occasione del solstizio d'inverno (21/22 dicembre), ovvero del 'Natalis Solis Invicti'. Si pensa quindi che sia stata scelta proprio perché in epoca romana tale periodo era già caratterizzato da un avvenimento popolare.
Ad Alessandria d'Egitto le prime celebrazioni del compleanno di Gesù sono fatte risalire al 200 dC, e portano le date del 20 maggio, del 19 e del 20 aprile. All'incirca nello stesso periodo le comunità cristiane greche avrebbero iniziato a celebrare la nascita di Gesù il 6 gennaio, data che tutt'oggi viene osservata dalle chiese ortodosse orientali (7 gennaio per gli ortodossi che seguono il calendario giuliano, il 19 gennaio per la chiesa armena apostolica di Gerusalemme che segue il calendario giuliano) e che veniva osservata a Gerusalemme nel 385. Nel 386, San Giovanni Crisostomo invita invece la chiesa di Antiochia a celebrare il Natale il 25 dicembre, seguendo una tradizione popolare ormai già acquisita da un decennio.
Insomma, nell'incertezza e nella confusione, potrebbe essere che la data di nascita di Cristo sia stata fissata più che altro in concomitanza di feste già esistenti piuttosto che sulla base di una certezza storica. Eppure studi recenti sembrano dare nuovo slancio al 25 dicembre come data effettiva della nascita di Gesù. Ricostruendo le turnazioni dei sacerdoti ebraici, Shemarjahu Talmon dell'Università Ebraica di Gerusalemme, colloca la data della nascita proprio il 25 dell'ultimo mese dell'anno, riportando il dibattito di nuovo là dove è partito.
Un dibattito che, probabilmente, non vedrà una soluzione certa. L'unica certezza è che, per una serie di successioni storiche, in questa parte del mondo è il momento per augurare a tutti Buon Natale.