Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01265.jsonl.gz/935

PECHINO - Il governo cinese continua nella sua politica "verde" (che altro non è che un tentativo di porre un freno all'inquinamento che sta soffocando le metropoli del Paese), ma senza riscuotere molto interesse da parte della popolazione. Basti vedere il mercato delle auto: da una parte Pechino chiede che dal prossimo anno le auto elettriche arrivino a quota 8% della produzione per ogni marchio, dall'altra le cifre di vendita del primo trimestre 2017 che testimoniano di un aumento del 21% dei Suv e di un calo del 4,4% delle auto elettriche.
Poco meno di 56mila i veicoli non inquinanti venduti in questi mesi, riferisce l'agenzia stampa Ap, contro i 2,4 milioni delle vetture di grossa stazza e cilindrata. «È dura per chi commercializza un veicolo elettrico arrivare e rubare quote di mercato ai Suv» ha dichiarato Ben Cavender del China Market Research Group.
Venerdì prenderà il via il Salone dell'auto di Shanghai, e i produttori cercheranno in tutti i modi di rendere appetibili i veicoli elettrici alla clientela cinese. Ogni casa porterà almeno un concept car, se non una vettura pronta ad affrontare le intasate strade cittadine. Honda e Volkswagen mostreranno dei modelli non ancora sul mercato, ma che potranno soddisfare le esigenze di una mobilità "verde".
Per molti l'elettrico avrà un futuro roseo in Cina: Ford, ad esempio, prevede che entro il 2025 arriverà a offrire versioni elettriche del 70% dei suoi modelli. Il primo problema da affrontare al momento è quello del prezzo: un veicolo a propulsione elettrica costa fino a tre volte di più rispetto a uno che monta un motore a benzina o diesel.