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BERNA - Nella Confederazione ci sono molto probabilmente più persone affette da demenza del previsto. In seguito ad analisi dettagliate, l'associazione Alzheimer Svizzera stima che l'anno scorso si registravano 144'000 casi, 25'000 in più di precedenti approssimazioni.
Nel 2015 l'associazione parlava infatti di 119'000 malati, si legge in notizie pubblicate oggi da "Ostschweiz am Sonntag"e "Zentralschweiz am Sonntag".
I due anni non sono però completamente paragonabili, poiché l'organizzazione si basa ora su nuove fonti per i dati. Usando il sistema vecchio, che è però considerato meno affidabile, per il 2016 si stimano 121'600 casi.
Secondo Alzheimer Svizzera, circa il 9% delle persone sopra i 65 anni soffre di una forma di demenza. Per gli over 90 la quota sale al 40%. Il Centro di competenza parte dal presupposto che la metà dei malati non dispone di una diagnosi formale.
Il più grande fattore di rischio per l'Alzheimer - che compromette la capacità di ricordare, orientarsi e comunicare - è l'età. A causa dell'evoluzione demografica, nel 2040 in Svizzera ci potrebbero essere 300'000 persone affette dalla malattia o da altri tipi di demenza, salvo progressi nella prevenzione e nelle cure.
Già oggi la demenza è la causa principale del bisogno di cure nelle persone anziane. Dopo problemi cardiaci e cancro, è la terza causa di morte in Svizzera.
Per affrontare le sfide legate a questo fenomeno, Confederazione e Cantoni hanno lanciato una strategia comune. Uno degli obiettivi è creare una rete di centri di competenza per le diagnosi, per migliorarne la qualità. Inoltre, le cure per i pazienti dovrebbero progredire. Per raggiungere tutti gli scopi è necessario disporre di dati precisi, sottolinea l'organizzazione.