Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/217846

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di negoziare una partecipazione parziale al programma Euratom. La partecipazione della Svizzera si concentrerà sulla fusione nucleare e, nel campo della fissione, sulla gestione delle scorie e sullo smantellamento. La Svizzera non contribuirà più alla ricerca su nuovi reattori a fissione né alle attività di lobbying a favore del nucleare.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il programma Euratom di ricerca e formazione sulla fissione copre i seguenti temi: sicurezza nucleare, declassamento degli impianti, riparazione dei danni ambientali, gestione delle scorie radioattive, sviluppo delle competenze, formazione, radioprotezione, applicazioni mediche e infrastrutture di ricerca. Il programma non promuove invece né lo sviluppo di impianti di dimostrazione né tanto meno la costruzione di nuove centrali nucleari. Il rapporto del gruppo d'esperti indipendenti della Commissione europea (CE), citato nella mozione, è vincolante solo per i suoi autori e i suoi contenuti non equivalgono alla posizione ufficiale della CE su Euratom.</p><p>Tutti i progetti finanziati da Euratom sono elencati nella banca dati pubblica CORDIS della CE e presentano lo stesso grado di trasparenza di qualsiasi altro progetto di ricerca dell'UE.</p><p>Non esiste un sottoprogramma dedicato specificamente allo sviluppo di una nuova generazione di reattori a fissione. I progetti che rientrano nelle suddette categorie possono tuttavia generare risultati di rilievo sia per i reattori esistenti che per quelli nuovi. I dati della CE non consentono di effettuare una suddivisione del budget per tipo di reattore.</p><p>Nell'ambito del Comitato misto sulla ricerca, la Svizzera ha chiesto a ottobre 2020 una precisazione delle suddette categorie per avere una visione d'insieme più chiara dei progetti sostenuti. Se ciò non fosse possibile, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) può effettuare questa ripartizione a posteriori attraverso un'analisi peritale. Una tale analisi è stata svolta in adempimento dell'interpellanza 18.3048. Ne è emerso che nel periodo 2014-2019 il 6 per cento dei fondi che le istituzioni svizzere hanno ricevuto (in media 450 000 franchi all'anno) era destinato a progetti i cui risultati sono rilevanti per i nuovi reattori a fissione. Questi contributi sono confluiti prevalentemente nel settore della sicurezza nucleare, rilevante sia per i reattori esistenti che per quelli nuovi, soprattutto se situati nella vicina Francia.</p><p>Per quanto concerne la domanda posta dall'autrice della mozione, occorre precisare che il programma di ricerca Euratom non prevede la possibilità di un'associazione parziale. Il Consiglio federale è dell'avviso che sia inopportuno ridurre l'apporto di know-how svizzero perché, come spiegato sopra, questo know-how concerne degli aspetti prioritari (gestione delle scorie, sicurezza, ecc.) e considera che sia nell'interesse della Svizzera rinnovare la partecipazione al programma nel periodo 2021-2027. Questa partecipazione dovrà consentire al nostro Paese di mantenere una struttura universitaria e di disporre così sul proprio territorio del sapere e delle risorse umane necessarie per affrontare le sfide della denuclearizzazione, ma anche per preservare la capacità di sfruttare eventuali nuove opportunità tecnologiche. Stanziando i finanziamenti necessari per aderire al programma Euratom, l'Assemblea federale ha appoggiato la posizione del Consiglio federale. Quest'ultimo analizzerà a tempo debito la questione della partecipazione svizzera a Euratom.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.