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La minaccia del referendum da parte di Roadcross, l'associazione delle vittime degli incidenti stradali, ha spinto oggi il Consiglio nazionale a fare parziale marcia indietro circa le punizioni inflitte ai cosiddetti "pirati della strada". Le pene devono rimanere dissuasive e non vanno quindi troppo edulcorate come deciso in precedenza dalle camere.
Nel concreto la camera del popolo ha accettato tacitamente di mantenere la pena minima di un anno di detenzione per i reati di pirateria stradale. Sulla base delle esperienze fatte, l'articolo va però adeguato in modo tale da poter scendere al di sotto della pena minima, qualora non vi siano iscrizioni nel casellario giudiziale a causa di violazioni delle norme della circolazione. O anche quando il superamento della velocità massima sia stato commesso per motivi validi, per esempio in caso di urgenza (come il trasporto di una donna con le doglie all'ospedale). Il compromesso dovrà ancora essere approvato dagli Stati.
- RG 7.00 del 13.09.2022 - Il servizio di Alessio Veronelli