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È stato effettivamente inviato in "Economy", il pacco contenente le firme al referendum contro gli accordi fiscali siglati da Berna con Germania, Gran Bretagna e Austria. È quanto indica in una nota odierna la Cancelleria ginevrina, dicendosi "dispiaciuta per l'accaduto e pronta a prendere le misure necessarie affinché non si riproduca un incidente di questo tipo".
Un documento della Posta dimostra che il pacco è stato spedito come raccomandata ma non in "Priority", rileva la Cancelleria. Il plico, contenente 1'453 sottoscrizioni, è arrivato con un giorno di ritardo al comitato referendario, che non ha così potuto depositarlo alla Cancelleria federale.
Ieri la Cancelleria ginevrina aveva sostenuto di aver inviato il pacco come "PostPac Priority Signature", come per tutti gli invii di questo tipo.
Oggi anche la Posta Svizzera aveva negato ogni responsabilità, sostenendo che la Cancelleria di Ginevra ha spedito il pacco in "Economy" il 26 settembre.
Il termine per la consegna delle firme relative a questi referendum - lanciati dall'Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI), Lega dei Ticinesi, Giovani UDC, Gioventù socialista svizzera (GISO) e Bund der Steuerzahler (Alleanza dei contribuenti) - scadeva giovedì 27 settembre. L'ASNI, che attribuisce parte della responsabilità ai Comuni coinvolti, sta valutando come muoversi.