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Questo contenuto è stato pubblicato il 07 settembre 2020 - 11:00
Da dieci anni, l'eolico avanza a fatica in Svizzera. I suoi detrattori utilizzano tutti i ricorsi possibili per bloccare i progetti. A fine settembre, una votazione a livello locale fornirà indicazioni sul futuro di questa energia.
Al contrario della Germania, la Svizzera non dispone di superfici territoriali così estese, disabitate e pianeggianti. Nel grande vicino a nord, l'energia generata dai venti permette già di raggiungere una quota del 20% della produzione di elettricità.
Tra chi si oppone allo sfruttamento del vento, si sente spesso dire che il paesaggio elvetico, impervio e solcato da valli, non si presta altrettanto bene all'installazione di turbine eoliche. L'esempio di un altro vicino, l'Austria, dimostrerebbe però l'opposto. Con una configurazione non troppo diversa da quella della Svizzera, l'Austria produce un quantitativo di energia eolica sessanta volte superiore.
Nel 2019, la quarantina di turbine attive in Svizzera hanno prodotto circa 146 milioni di kilowattora (kWh), ovvero il fabbisogno in elettricità di circa 40'000 economie domestiche. Ciò corrisponde allo 0,2% del consumo nazionale di elettricità. Suisse Eole, l'associazione per la promozione dell'eolico nella Confederazione, si è posta l'obiettivo di raggiungere una quota del 10% entro il 2050.
Svizzeri favorevoli all'eolico
Queste ambizioni sono realistiche? "Globalmente, la popolazione svizzera è favorevole all'eolico poiché sulle 22 votazioni che ci sono state finora per questo tipo di progetti, 19 hanno ottenuto dei risultati positivi", spiega Lionel Perret, direttore di Suisse Eole.
I suoi oppositori non si danno però per questo per vinti. "Cinque progetti sono tuttora pendenti presso il Tribunale federale, la più alta istanza giuridica del Paese. E altri dieci stanno attendendo una decisione da parte delle autorità cantonali competenti. Ci aspettiamo che la giurisprudenza rigetti alcune opposizioni, in particolare quelle che provengono da oppositori isolati", aggiunge.
"Globalmente, la popolazione svizzera è favorevole all'eolico."End of insertion
La Confederazione ha designato delle zone "con potenziale eolico", ma senza tener conto per davvero delle specificità locali e regionali. La conferma di questi siti è innanzitutto di competenza dei Cantoni, tenendo conto del fatto che i parchi eolici con una produzione uguale o superiore ai 20 gigawattora all'anno sono considerati "di interesse nazionale".
L'Ufficio federale dell'energia ha persino aperto uno sportello digitale in cui i cittadini possono porre tutte le loro domande sull'eolico. Ciononostante, la produzione eolica aumenta a rilento.
Turbine più performanti
Lo scorso mese di giugno, nella sua ultima analisi della situazione, Suisse Eole ha evocato una stagnazione che dura da oltre dieci anni. "I progetti faticano ad avanzare nella loro pianificazione o all'interno dei tribunali", riassume l'associazione. È ad esempio il caso del parco di Mollendruz (dodici eoliche sulle creste del Giura vodese), un progetto la cui genesi risale al 2009. In seguito a varie azioni legali lanciate da difensori della natura e della biodiversità, la sorte del sito sarà presto decisa dal Tribunale federale.
Procedure al rallentatore che rendono gli obiettivi della Confederazione difficili da raggiungere. Anche perché i promotori indigeni dell'eolico stanno oramai lasciando la Svizzera per offrire i loro servizi all'estero.
Questi freni non impediscono comunque alle turbine di essere oggi nettamente più performanti. L'evoluzione tecnologica permette loro di produrre più elettricità. "Il rendimento è il doppio o il triplo rispetto a dieci anni fa", sottolinea Lionel Perret. A questo si aggiunge una migliore conoscenza delle condizioni dei venti ad alta quota. Secondo il direttore di Suisse Eole, un'accelerazione delle procedure appare quindi vitale per concretizzare dei progetti lanciati, in alcuni casi, una ventina di anni fa.
Il modello del Giura bernese
La regione del Giura bernese, dove 16 turbine sono attive a pieno regime tra il Mont-Soleil e il Mont-Croisin, funge da modello. Al punto che da quest'estate sono organizzate delle visite guidate per interessati.
L'arco giurassiano è tra le zone privilegiate dalle autorità per lo sviluppo di questa energia verde. Un avviso confermato dal Tribunale federale, per il quale la geografia di questa regione occidentale della Svizzera è adatta. Altri siti sono stati realizzati nella Valle del Rodano, nell'Entlebuch lucernese o a Gütsch ob Andermatt, nel canton Uri.
E sul passo del San Gottardo, i lavori per la realizzazione di un parco con cinque turbine sono a buon punto. Tre turbine sono già state installate. Il nuovo parco dovrebbe iniziare a produrre energia verde da novembre e dovrebbe fornire elettricità a circa 5'000 economie domestiche.
Voto cruciale il 27 settembre
A cavallo tra i Cantoni di Berna e Neuchâtel, il progetto di Quatre-Bornes sarà dal canto suo sottoposto a votazione popolare il 27 settembre. I 1200 abitanti del comune bernese di Sonvilier dovranno decidere se realizzare un parco con dieci eoliche, sette su territorio bernese e tre su quello neocastellano, nella regione della Val-de-Ruz. Lanciato una quindicina di anni fa, il progetto non fa l'unanimità.
Contro di esso sono state presentate innumerevoli opposizioni da parte della Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio, di Patrimonio svizzero (sezione di Neuchâtel) e della città di La Chaux-de-Fonds, situata a una decina di chilometri. A quanto pare, le pale delle turbine potrebbero essere visibili dalla zona alta della città.
Ad aver fatto opposizione sono anche 300 privati, tra cui l'ex campione di sci alpino Didier Cuche. Nato nella regione, Cuche teme in particolare che le eoliche alte 200 metri possano deturpare il parco naturale dello Chasseral.
"Una catastrofe per la regione"
I contrari al progetto rimproverano all'energia eolica di assorbire importi esorbitanti in termini di studi, dilapidando così le sovvenzioni statali, di degradare il paesaggio, di causare rumore e di ridurre il valore di mercato delle fattorie nei dintorni.
La Chaux-de-Fonds teme anche un peggioramento del suo sito - 'il "paesaggio urbano dell'industria orologiera" - iscritto nel Patrimonio mondiale Unesco nel 2009. "Una catastrofe per la regione", secondo gli oppositori, i quali non vogliono vedere una regione rurale trasformarsi in zona industriale. Il loro timore è che sulle creste del Giura spuntino complessivamente 300 eoliche entro il 2050, per una redditività che ai loro occhi appare esigua.
Spirito pionieristico degli agricoltori
A sostegno del parco si è così creato un comitato di cittadini denominato 'Sì all'energia eolica'. I sostenitori di questa forma di energia argomentano che l'idea è nata grazie allo spirito pionieristico degli agricoltori della regione, ben prima che la Confederazione definisse i contorni della sua strategia energetica 2050. Il comitato si dice indignato del fatto che la maggior parte degli oppositori non provenga direttamente dal villaggio.
Inoltre, rammenta che una prima votazione consultiva nel 2015 aveva dimostrato che tre abitanti su quattro del comune sostenevano il progetto, al quale la popolazione potrebbe essere invitata a partecipare attivamente. Parte del capitale della società che gestirà il parco sarà infatti aperta ai cittadini per un importo di un milione di franchi. Per associare la popolazione al futuro del parco e per permetterle di tenerne sotto controllo lo sviluppo, delle parti di mille franchi potranno essere attribuite a persone fisiche o giuridiche.
Le pale ruoterebbero al 75%, di cui un terzo del tempo alla massima potenza, per riscaldare le abitazioni in inverno. La produzione di 68 milioni di kWh coprirà il consumo elettrico del villaggio di Sonvilier e circa l'80% dei bisogni della Val-de-Ruz (17'000 abitanti).
Recuperare il tempo perso
In che modo l'associazione Suisse Eole pensa di recuperare il tempo perso e di raggiungere l'obiettivo di produrre 4300 GWh entro il 2050, considerando che l'Agenzia internazionale dell'energia prevede che l'eolico potrebbe diventare la prima fonte di energia prodotta sul continente europeo già nel 2027?
Il presidente Lionel Perret spera che entro il 2050 un Cantone come Neuchâtel, grazie a cinque siti, possa produrre fino a un terzo della sua energia grazie all'eolico. Secondo lui, "questa energia ha avuto un ottimo rendimento nel 2019 e nei primi mesi del 2020". Un buon motivo per rimanere positivi, nonostante i venti contrari, sostiene.
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