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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1 - 3</p><p></p><p>Il Consiglio federale rimane fedele alla tradizione umanitaria della Svizzera e al principio dell'accoglienza di rifugiati la cui vita o la cui integrità fisica è minacciata o i quali sono confrontati con condizioni d'esistenza inumane. La disponibilità a prestare aiuto ai profughi di guerra è ampiamente presente e sino ad ora è stato possibile ammettere i rifugiati - seppur con difficoltà - nell'ambito delle normali strutture. È tuttavia lecito attendersi che il numero dei profughi che giungeranno in Svizzera sarà destinato ad aumentare in modo massiccio e che le capacità di accoglienza, che si attestano sulle 60'000 unità annue al massimo, tra breve non saranno più sufficienti - dapprima sul piano federale, poi su quello cantonale. I rapporti tra Confederazione e Cantoni sono in tal modo sottoposti a una forte sollecitazione e anche la nostra popolazione sarà messa alla prova da questa situazione. I problemi sanitari, scolastici, sociali, finanziari e quelli relativi alla sicurezza dovranno ottenere una risposta ed essere risolti. Il Consiglio federale non può restare inattivo di fronte a tale evoluzione. È sua responsabilità adottare e pianificare già oggi tutte le misure necessarie, affinché si possa insieme far fronte con successo alla grande sfida che ci attende. Con il "bollettino dei Balcani" il Consiglio federale intende informare settimanalmente la popolazione sulla situazione nel Kosovo. Il DFGP è stato incaricato, d'intesa con i dipartimenti competenti e gli interlocutori cantonali, di predisporre misure eccezionali ai sensi dell'articolo 9 della legge sull'asilo e di sottoporre i primi risultati al Consiglio federale avanti l'inizio delle vacanze estive. Tali disposizioni vedono in primo piano un maggiore coinvolgimento di capacità di accoglienza da parte di privati e l'istituzione di nuove strutture di alloggio. Secondo le sunnominate disposizioni, a innumerevoli persone sarebbero imposti tempi d'attesa prima di poter essere inserite nel sistema dell'asilo. Nel frattempo, vanno esaurite tutte le possibilità nell'ambito dell'attuale legislazione in materia di asilo. Il contenuto di tali misure è attualmente oggetto di esame e riflessione approfonditi da parte delle autorità federali e cantonali. </p><p></p><p>Ad 4</p><p></p><p>Il 7 aprile 1999, il Consiglio federale ha preso atto della situazione e decretato l'ammissione provvisoria per gruppi dei cittadini jugoslavi il cui ultimo domicilio accertato si trovava nella provincia del Kosovo. Egli ha in tal modo tenuto conto della situazione del Kosovo e delle sue ripercussioni secondo le raccomandazioni dell'ACNUR.</p><p></p><p>Ad 5 e 8</p><p></p><p>Come già illustrato in precedenza, i dipartimenti competenti (DFGP, DFI, DFE) sottoporranno al Consiglio federale i risultati e i chiarimenti prima delle vacanze estive. Ancora non si dispone di risultati concreti.</p><p></p><p>Ad 6</p><p></p><p>Corrisponde senz'altro al vero che una parte dei profughi di guerra versa in un cattivo stato di salute fisica e mentale. Va da sé che la Svizzera concederà la necessaria assistenza medica ai profughi di guerra che accoglie.</p><p></p><p>Ad 7</p><p></p><p>Il Consiglio federale è del parere che la formazione scolastica e professionale sia importante per mantenere e incentivare le capacità di ritorno. Spetta essenzialmente ai Cantoni la competenza di prendere misure di scolarizzazione e formazione di bambini e adolescenti del Kosovo, vittime della guerra. Come già indicato nella risposta alle domande 1-3, sono attualmente esaminate dai dipartimenti federali competenti le prestazioni nel campo della formazione. È già prevista una prima riunione coirappresentanti delle pertinenti conferenze dipartimentali cantonali. Per questa ragione il Consiglio federale, al momento attuale, non può esprimersi in modo definitivo.</p><p></p><p>Da parecchi anni, la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) dispone di un gruppo di lavoro permanente che si occupa di questioni scolastiche concernenti bambini stranieri (gruppo di lavoro "istruzione di bambini alloglotti"). In seno a tale gruppo sono rappresentati soprattutto i Cantoni con i loro singoli incaricati e la Confederazione (rappresentanti dell'UFES, dell'UFFT, e se del caso, dell'UFDS). Tale comitato funge da consulente della CDPE in tutte le questioni concernenti la scolarizzazione di bambini stranieri. La formazione scolastica di figli di rifugiati è ovviamente parte integrante del capitolato d'oneri del gruppo di lavoro.</p><p></p><p>Ad 9</p><p></p><p>Il 28 maggio 1999, la consigliera federale Metzler ha intrapreso un primo viaggio informativo nella Svizzera orientale e a Zurigo, per rendersi conto sul posto delle strutture d'asilo. In tale occasione, hanno avuto luogo anche colloqui con i consiglieri di Stato del Canton Turgovia (Eberle, UDC, e Stähelin, PPD), e del Canton Zurigo (Fuhrer, UDC, e Notter, PS).</p>  Risposta del Consiglio federale.