Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/114361

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre all'Assemblea federale una legge federale urgente secondo l'articolo 165 della Costituzione federale dal seguente tenore: "La legge federale del 23 marzo 2007 sul miglioramento delle condizioni quadro fiscali per le attività e gli investimenti imprenditoriali, approvata in occasione della votazione popolare del 24 febbraio 2008 (riforma II dell'imposizione delle imprese), è abrogata."</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sulla riforma II dell'imposizione delle imprese si prefigge di liberare le decisioni imprenditoriali da costrizioni fiscali, di promuovere la crescita e aumentare l'occupazione con riforme finanziariamente sostenibili. Questi obiettivi sono stati raggiunti in tre tappe mediante diverse modifiche di legge. Negli anni 2009, 2010 e 2011 sono entrate in vigore, ogni volta con effetto al 1° gennaio, ampie modifiche della legge federale sull'imposta federale diretta, della legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni, della legge federale su l'imposta preventiva e della legge federale sulle tasse di bollo. Con l'imposizione parziale dei dividendi e l'estensione della riduzione per partecipazioni è stata conseguita un'attenuazione del doppio onere economico. La considerazione dell'imposta sull'utile nel computo dell'imposta sul capitale, lo sgravio in ambito di tassa d'emissione e l'introduzione del principio degli apporti di capitale alleggeriscono le imprese e le persone fisiche da imposte che erodono la sostanza. Le società di persone sono state esentate da vincoli fiscali per quanto riguarda gli acquisti sostitutivi, la cessazione dell'attività, il trasferimento di sostanza commerciale in caso di divisione ereditaria e la valutazione di titoli nella sostanza commerciale. Nel frattempo, alla luce di queste modifiche, le imprese, la Confederazione e i cantoni hanno adottato numerose misure.</p><p>Il Consiglio federale appoggia la riforma II dell'imposizione delle imprese e non intende porla in discussione. Al governo preme però anche che l'ordinamento giuridico rimanga prevedibile. La fiducia nell'affidabilità della legislazione è un bene importante della Confederazione.</p><p>Il Consiglio federale aveva fatto a suo tempo notare che la nuova regolamentazione sul principio degli apporti di capitale avrebbe provocato minori entrate. Tuttavia, le minori entrate non sono state quantificate né nel messaggio al Parlamento né a margine della votazione popolare sull'introduzione del principio degli apporti di capitale. Dall'inizio del 2011, in Svizzera le imprese hanno iniziato a comunicare gli importi degli apporti di capitale effettuati e dei previsti rimborsi esenti da imposta.</p><p>Sulla base delle stime fondate sui nuovi dati disponibili queste minori entrate ammontano annualmente a 200 a 300 milioni di franchi per l'imposta preventiva e ad altri 200 a 300 milioni per le imposte sul reddito di Confederazione, cantoni e comuni. A questi importi si aggiungono nel 2011, a titolo di effetto d'assestamento una tantum, minori entrate di circa 1,2 miliardi di franchi per l'imposta preventiva, che saranno però compensati nel corso degli anni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.