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Al termine di un processo durato dieci mesi, l'Assemblea nazionale ha approvato a L'Avana la nuova Costituzione di Cuba che conferma "l'irrevocabile cammino verso il socialismo" ma che allo stesso tempo rafforza il settore privato dell'economia.
Durante una sessione straordinaria Raúl Castro, primo segretario del Comitato centrale del Partito comunista cubano, ha sottolineato che il nuovo testo è coerente con "le aspirazioni di quanti per oltre 150 anni hanno lottato per una Patria indipendente, sovrana e socialmente giusta".
Specialisti consultati dall'agenzia di stampa italiana ANSA hanno indicato che fra le novità più rilevanti c'è quella "dell'ampliamento e rafforzamento del settore privato, a partire dalla menzione dei soggetti che possono intervenire, che siano individui o organismi giuridici".
L'economia privata trova quindi legittimità accanto ad altre forme di proprietà, come quella statale e cooperativa. Una proprietà privata, comunque, che in alcuni settori e categorie potrebbe essere 'supervisionata' dallo Stato. Nella nuova Carta esistono inoltre garanzie per gli investimenti stranieri.
Il nuovo testo è stato approvato da 6,8 milioni di cubani (86,85% del corpo elettorale), mentre il no ha raccolto oltre 700'000 voti (8,11%), con il 5,04% rappresentato da voti bianchi, nulli ed astensioni.
Il fratello di Fidel Castro ha inoltre colto l'occasione della cerimonia per criticare gli Stati Uniti e il presidente Donald Trump per i ripetuti attacchi a Cuba e ai Paesi latinoamericani, come il Venezuela, che "non accettano di sottomettersi ai voleri di Washington e al rilancio della loro Dottrina Monroe".