Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01279.jsonl.gz/1121

Ambito dei contenuti
I ghiacciai rappresentano un’importante fonte di dati sul clima e la composizione dell’aria del passato. La fusione dei ghiacciai dovuta al riscaldamento globale sta però lentamente distruggendo questi preziosi archivi.
Clima
I ghiacciai rappresentano un’importante fonte di dati sul clima e la composizione dell’aria del passato. La fusione dei ghiacciai dovuta al riscaldamento globale sta però lentamente distruggendo questi preziosi archivi.
Gli strati di ghiaccio che annualmente si accumulano sui ghiacciai a causa delle precipitazioni, intrappolano particelle d’aria, permettendo di risalire alla composizione dell’atmosfera e al clima del passato (temperatura, precipitazioni/siccità, incendi di boschi, inquinanti, pollini). Se lo spessore del ghiaccio è sufficiente, come ad esempio è il caso per i ghiacciai antartici o della Groenlandia, ci si può spingere fino a centinaia di migliaia di anni fa.
Anche i ghiacciai alpini, benché più piccoli e sottili, possono fornire utili informazioni sul passato più recente. Di particolare interesse è la ricostruzione delle concentrazioni locali di aerosol (particelle sospese nell’aria). Questi dati permettono, ad esempio, di migliorare la modellizzazione delle forzanti radiative di origine antropica.
Le concentrazioni dei depositi da inquinanti sono maggiori in estate rispetto all’inverno, poiché in estate è maggiore il trasporto verso l’alto dell’aria proveniente dal fondovalle a causa delle correnti termiche. Questa variazione annuale si riscontra anche nei carotaggi sui ghiacciai - almeno fino a pochi anni fa: l’effetto era ben riconoscibile nel carotaggio del 2018 sul ghiacciaio del Grand Combin, penetrato fino a 14 m di profondità, corrispondenti ad un periodo fino al 2011. Il carotaggio del 2020, invece, mostrava questa variabilità solo per i primi strati, risalenti ai 3-4 anni precedenti; a profondità maggiori, la variabilità estate/inverno spariva quasi del tutto e le concentrazioni erano più basse.
Secondo un recente studio dell’Istituto Paul Scherrer (PSI), in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il colpevole di questo degrado della qualità dei dati è da ricondurre al riscaldamento globale. Tra il 2018 e il 2020 la fusione del ghiaccio è stata tale da causare la penetrazione dell’acqua fino agli strati più profondi; acqua che non è più riuscita a ricongelarsi ed ha pertanto “lavato via” i depositi che conteneva.
Di questo passo, l’archivio climatico sarà rapidamente distrutto. Per citare il comunicato del PSI: “È come se qualcuno si fosse introdotto in una biblioteca e non solo avesse messo a soqquadro tutti gli scaffali e i libri, ma avesse anche rubato molti libri e confuso le singole parole in quelli rimasti, rendendo impossibile la ricostruzione dei testi originali”.
Estrapolando i dati di temperatura dalle stazioni vicine, la fusione non sembra legata ad un periodo di caldo estremo, ma piuttosto a diversi anni caldi nel recente passato.
L’iniziativa della Ice Memory Foundation ha lo scopo di mettere al sicuro i carotaggi di ghiaccio provenienti da 20 ghiacciai in pericolo in tutto il mondo. L’idea è di immagazzinare i carotaggi in un deposito della stazione di ricerca Concordia, vicino al Polo Sud, dove le temperature medie sono attorno ai -50 °C. In questo modo sarà possibile conservare a lungo i sondaggi, anche nel caso di un completo scioglimento del ghiacciaio, e approfittare dei miglioramenti futuri nelle tecniche di analisi. Il ghiacciaio del Grand Combin è uno dei candidati per questa iniziativa. Ma potrebbe già essere troppo tardi: le ultime trivellazioni del 2020 hanno infatti trovato una stratificazione del ghiaccio già degradata.
Per le Alpi rimangono parte dell’iniziativa il ghiacciaio Col du Dôme sul Monte Bianco a 4250 m e il Colle Gnifetti sul confine italo-svizzero a 4450 m.
I carotaggi di alcuni altri ghiacciai sparsi per il mondo sono potuti essere messi al sicuro, ma problemi simili a quelli del Grand Combin potrebbero compromettere il salvataggio di altri sondaggi. È necessario agire il prima possibile!
Articolo originale su Nature Geoscience: High-altitude glacier archives lost due to climate change-related melting