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Si avvicina un accordo tra le Camere in merito alla revisione della legge sul diritto d'autore. La Commissione degli affari giuridici del Nazionale (CAG-N) suggerisce in effetti di appianare due delle tre divergenze rimaste dopo la trattazione da parte del Consiglio degli Stati nel corso della recente sessione estiva. Senza controproposte, la CAG-N ha approvato l'introduzione di un'agevolazione tariffaria per le biblioteche pubbliche. Come già gli Stati, in tal modo essa reagisce a una decisione della Commissione arbitrale federale (CAF) e rende possibile una ponderazione tra gli interessi dei titolari dei diritti e quelli delle biblioteche, viene precisato in una nota odierna dei servizi del Parlamento. Una minoranza vorrebbe andare oltre, chiedendo che si precisi nella legge che per il prestito di esemplari delle opere non vi è l'obbligo del compenso. Così facendo, le biblioteche sarebbero ulteriormente sgravate. Per quanto riguarda la regolamentazione in materia di video a richiesta, la commissione sostiene la variante della Camera dei cantoni. La musica nei film resta dunque esentata dall'obbligo del compenso.Già oggi, su mandato dei musicisti, una società di gestione può negoziare con le piattaforme di video a richiesta. Un modello che stando alla CAG-N funziona al meglio. Diversamente dagli Stati però, la commissione, con 16 voti contro 8, vuole che si mantenga l'esonero dal pagamento dei diritti d'autore per hotel, abitazioni di vacanza, ospedali e prigioni. L'utilizzazione di un'opera nei loro locali deve ora essere definita come uso privato, rileva la commissione. Per una minoranza, la Svizzera rischia una procedura di composizione delle controversie a seguito dei suoi obblighi internazionali.