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La mattina del 17 giugno, davanti a una riunione plenaria del Parlamento greco, Eric Toussaint ha presentato i primi risultati della commissione di audit che deve stabilire la verità sul debito sovrano greco. Erano presenti il primo ministro Alexis Tsipras e altri 12 ministri. Il riassunto in francese dei primi risultati dei lavori della commissione sarà pubblicato tra breve.
Riproduciamo di seguito, per una prima informazione, una traduzione ridotta (lievemente modificata) del riassunto fatto sul sito Okeanews. Il documento completo della commissione di audit sarà disponibile nei prossimi giorni. Possiamo solo sperare che i media elettronici e la stampa greci diffondano al massimo le prime conclusioni della commissione di audit. Tanto più che attualmente la campagna nazionale e internazionale per piegare il governo di Alexis Tsipras si fa sempre più insistente. (Redazione di A l’encontre)
Rapporto preliminare della Commissione di audit sul debito
Le prove presentate nel rapporto indicherebbero che il debito nato dai piani di austerità è una violazione diretta dei diritti umani fondamentali. La commissione sarebbe giunta alla conclusione che la Grecia non dovrebbe pagare il debito perché è illegale, illegittimo ed odioso.
La commissione per la verità sul debito pubblico greco presenta il 17 e 18 giugno le sue prime conclusioni.
Questo rapporto preliminare presenta una cartografia dei problemi e degli argomenti centrali collegati al debito pubblico greco e fa notare le violazioni giuridiche associate; descrive pure le basi giuridiche sulle quali si può appoggiare la sospensione unilaterale dei pagamenti del debito.
I risultati sono presentati in nove capitoli articolati come segue.
1. Il debito prima della troika
Il capitolo ritorna sulle analisi della crescita del debito pubblico greco dagli anni 1980.
Conclude che l’aumento del debito non è il risultato di una spesa pubblica eccessiva, rimasta invece inferiore alla spesa pubblica degli altri paesi della zona euro, ma è dovuto invece ai tassi d’interesse estremamente alti imposti dai creditori, a spese militari eccessive e ingiustificate, alla perdita di introiti fiscali causata da fuoruscite illecite di capitali, alla ricapitalizzazione delle banche private e a squilibri internazionali creati da lacune nel concetto dell’Unione monetaria stessa.
L’adozione dell’euro ha portato a un aumento drastico del debito privato in Grecia che ha minacciato le grandi banche private europee e le banche greche. La crisi bancaria ha contribuito alla crisi del debito sovrano greco. Il governo di Georges Papandreu (2009-2011) ha aiutato a presentare nel 2009 gli elementi di una crisi bancaria come se fosse una crisi del debito sovrano insistendo sul deficit pubblico e il debito ed aumentandoli.
2. Evoluzione del debito pubblico greco fra il 2010 e il 2015
Il capitolo conclude che il primo accordo di prestito (memorandum) del 2010 ha mirato principalmente al salvataggio delle banche private e ha permesso alle banche di ridurre la loro esposizione alle obbligazioni di Stato greche.
3. Il debito pubblico greco nel 2015
Il capitolo presenta la natura controversa dell’attuale debito della Grecia, le caratteristiche principali dei prestiti, che sono analizzati più dettagliatamente nel capitolo 8.
4. Meccanismo del debito in Grecia
Il capitolo svela i meccanismi degli accordi attuati dal maggio 2010. Questi hanno creato una quantità importante di nuovi debiti collaterali verso i creditori e il Fondo europeo di stabilità finanziaria, generando costi abusivi e quindi accentuando l’approfondimento della crisi.
I meccanismi rivelano che la maggioranza dei fondi presi in prestito sono stati trasferiti direttamente agli istituti finanziari. Anziché essere utili alla Grecia, hanno accelerato il processo di privatizzazione tramite l’uso di strumenti finanziari.
5. Condizionalità vs durabilità
Il capitolo spiega come i creditori hanno imposto condizioni intrusive collegate agli accordi di prestito, il che ha portato direttamente alla non validità economica e all’insostenibilità del debito. Queste condizioni, sulle quali i creditori ancora insistono, hanno contribuito non solo all’abbassamento del PIL, ma anche ad un prestito pubblico più alto, che conduce ad un rapporto più elevato debito pubblico/PIL rendendolo ancora più insostenibile. Queste condizioni hanno pure provocato cambiamenti drammatici nella società, che hanno provocato una crisi umanitaria.
Il debito pubblico greco può essere considerato del tutto insostenibile attualmente.
6. Impatto dei «programmi di salvataggio» sui diritti umani
Il capitolo conclude che le misure adottate nel quadro dei «piani di salvataggio» hanno colpito direttamente le condizioni di vita delle persone e violato i diritti umani, che la Grecia e i suoi alleati sono tenuti a rispettare, proteggere e promuovere in virtù del diritto nazionale ed internazionale.
Gli aggiustamenti drastici imposti all’economia greca e alla società nel suo insieme, hanno provocato un rapido degrado del livello di vita e rimangono incompatibili con la giustizia sociale, la coesione sociale, la democrazia e i diritti umani.
7. Le questioni giuridiche relative ai memorandum e agli accordi di prestito
Il capitolo sostiene che ci fu violazione dei diritti umani da parte della Grecia stessa e dei prestatori che sono gli Stati membri della zona euro, la Commissione europea, il Parlamento europeo, la Banca centrale e il Fondo monetario internazionale che hanno imposto tali misure alla Grecia.
Tutti questi soggetti hanno mancato di valutare le violazioni dei diritti umani come risultato delle politiche che hanno imposto alla Grecia di seguire, ed hanno pure violato direttamente la Costituzione greca, spogliando effettivamente la Grecia della maggior parte dei suoi diritti sovrani.
Gli accordi contengono clausole abusive, che costringono la Grecia a capitolare su aspetti importanti della sua sovranità. Ciò si deduce dalla scelta del diritto anglosassone quale diritto da applicare per gli accordi, il che ha permesso di aggirare la Costituzione greca e gli obblighi internazionali che si riferiscono ai diritti umani.
Parecchie indicazioni dimostrano che le parti contraenti hanno agito in malafede, il che invalida gli accordi.
8. Valutazione dei debiti illegittimi, odiosi, illegali e insostenibili
Il capitolo fornisce una valutazione del debito pubblico greco secondo le definizioni relative al debito odioso, illegittimo, illegale e insostenibile adottate dalla commissione di audit.
Il capitolo conclude che il debito pubblico in data giugno 2015 è insostenibile poiché la Grecia è attualmente incapace di rimborsare il debito senza compromettere gravemente la sua capacità ad adempiere ai suoi obblighi fondamentali che riguardano i diritti umani. Inoltre, per ogni creditore, il rapporto fornisce prove di casi indicativi di debiti illegali, illegittimi e odiosi.
Debito verso il FMI
Deve essere considerato illegale poiché ha violato gli statuti stessi del FMI e le sue condizioni infrangevano la Costituzione greca, il diritto internazionale consuetudinario, e i trattati dei quali la Grecia è partecipe. E’ anche illegittimo poiché le condizioni incluse violavano gli obblighi riguardanti i diritti umani. Infine, è odioso poiché il FMI sapeva che le misure imposte erano antidemocratiche, inefficienti, e avrebbero provocato pesanti violazioni dei diritti socioeconomici.
Debiti nei confronti della BCE
Devono essere considerati illegali perché la BCE ha oltrepassato il proprio mandato imponendo l’applicazione dei programmi di aggiustamento macroeconomici (ad esempio la deregulation del mercato del lavoro) tramite la sua partecipazione alla Troika. I debiti nei confronti della BCE sono anche illegittimi ed odiosi poiché la principale ragione d’essere del programma era servire gli interessi delle istituzioni finanziarie, permettendo alle grandi banche private europee e greche di liberarsi delle loro obbligazioni greche.
[…]
9. Le basi giuridiche per il ripudio e la sospensione del debito sovrano greco
Il capitolo presenta le opzioni che riguardano l’annullamento del debito, e in particolare le condizioni secondo le quali uno Stato sovrano può esercitare il diritto di ripudio unilaterale o di sospensione del pagamento del debito in virtù del diritto internazionale.
Parecchi argomenti giuridici permettono ad uno Stato di ripudiare unilateralmente il proprio debito illegale, odioso ed illegittimo. Nel caso della Grecia, un tale atto unilaterale si può basare sugli argomenti seguenti:
– la malafede dei creditori che hanno spinto la Grecia a violare la legge nazionale e gli obblighi internazionali relativi ai diritti umani;
– la preminenza dei diritti umani sugli accordi come quelli firmati dai governi precedenti con i creditori oppure con la Troika;
– la coercizione;
– le clausole abusive che violano apertamente la sovranità greca e violano la Costituzione;
– infine, il diritto riconosciuto nel diritto internazionale ad uno Stato di adottare contromisure contro gli atti illegali commessi dai suoi creditori, che attentano deliberatamente alla sua sovranità budgetaria, lo costringono ad assumere il debito odioso, illegale ed illegittimo, violano l’autodeterminazione economica e i diritti umani fondamentali.
Per quanto riguarda il debito insostenibile, ogni Stato ha legalmente il diritto d’invocare in situazioni eccezionali la necessità di salvaguardare gli interessi essenziali minacciati da un pericolo grave ed imminente. In una tale situazione, lo Stato potrà essere esonerato dall’adempimento dei suoi obblighi internazionali che aumentano il pericolo, com’è il caso con i contratti dei prestiti in corso.
Infine, gli Stati hanno il diritto di dichiararsi unilateralmente insolventi quando il servizio del loro debito è insostenibile; in tal caso non commettono nessun atto illecito e quindi non ne portano la responsabilità.
La dignità delle persone vale più di un debito illegale, illegittimo, odioso e insostenibile.
Conclusa la sua indagine preliminare, la commissione di audit stima che la Grecia è stata ed è vittima di un’aggressione premeditata e organizzata dal Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea e la Commissione europea. Questa azione violenta, illegale ed immorale era esclusivamente destinata a trasferire il debito privato sul settore pubblico.
Nel mettere questo rapporto preliminare a disposizione delle autorità greche e del popolo greco, la commissione di audit stima di aver adempiuto la prima parte della sua missione come viene definita nella decisione in data 4 aprile 2015 della Presidente del Parlamento Zoe Konstantopoulou. La commissione spera che il rapporto sarà uno strumento utile per coloro che vogliono uscire dalla logica distruttrice dell’austerità e difendere ciò che è oggi in pericolo: i diritti umani, la democrazia, la dignità dei popoli e l’avvenire delle future generazioni.