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BERNA - Tre svizzeri su quattro ritengono importante che la Svizzera intrattenga relazioni stabili con l'Unione europea (Ue). Tuttavia, l'Ue si è nettamente indebolita agli occhi degli elettori elvetici e il discusso accordo quadro non sarà accettato «a ogni costo».
È quanto emerge dal Barometro Europa, un sondaggio rappresentativo condotto da gfs.bern su incarico di Credit Suisse e in collaborazione con l'Europa Forum di Lucerna.
Delle quasi 1800 persone interrogate, il 73% si aspetta dalla politica svizzera un atteggiamento «un po'» o «molto più» deciso nei confronti dell'estero, indica Credit Suisse in una nota odierna, precisando che tale desiderio negli ultimi anni si è ulteriormente accentuato (+5 punti percentuali rispetto al 2019).
L'Europa si è indebolita - Il 75% delle persone intervistate è dell'opinione che l'Ue risulti molto o piuttosto indebolita dagli eventi verificatisi negli ultimi dodici mesi (+10 punti percentuali rispetto al 2019) e solo il 12% ritiene che oggi l'Ue sia molto o piuttosto rafforzata.
«L'elevato indebitamento di diversi Stati membri, la crisi dei rifugiati ai confini esterni dell'Ue, la Brexit, le sfide alla politica democratica all'interno e le relazioni sempre più complesse con partner come gli USA o anche la Cina dovrebbero aver contribuito a questo risultato. Di fronte a questo scenario non sorprende che il popolo svizzero sia consapevole della propria posizione forte nei confronti dell'Ue», sostiene Christof Wicki, direttore dell'Europa Forum di Lucerna, citato nel comunicato.
Tuttavia, dal barometro emerge che il 65% auspica uno sviluppo delle relazioni tra la Svizzera e l'Ue (+13 punti percentuali rispetto all'anno precedente), il 18% desidera per quanto possibile mantenere lo status quo (-6 punti) e il 12% auspica un ridimensionamento della collaborazione con l'Unione europea (-3 punti).
Gli intervistati si sono anche espressi sugli effetti e la gestione della pandemia di coronavirus: il 77% ritiene che l'Europa si sia divisa e solo il 16% è convinto che il Covid-19 abbia rinsaldato l'alleanza tra gli Stati.
Meno sostegno all'accordo quadro - Credit Suisse rivela inoltre che «l'accordo quadro istituzionale ha perso consenso tra i sostenitori dello sviluppo della collaborazione»: il 53% è favorevole al proseguimento degli accordi bilaterali tra Berna e Bruxelles tramite l'accordo quadro. Si tratta di una flessione di 10 punti percentuali rispetto al rilevamento precedente. Il 27% vorrebbe invece che l'accordo fosse rinegoziato (+10 punti).
L'adesione al Spazio economico europeo (SEE) e all'Unione europea non sono argomento di discussione nemmeno nel 2020, sottolinea il barometro, precisando che tali possibilità sono una priorità solamente per il 9%, rispettivamente il 7% degli intervistati.
L'atteggiamento nei confronti dell'estero è particolarmente criticato dagli intervistati: il 73% si aspetta dalla politica svizzera un atteggiamento un po' o molto più deciso nei confronti dell'estero. Il 69% lo ritiene molto o piuttosto difensivo. Riguardo a quest'ultimo punto, negli ultimi tre anni c'è stato un aumento di 24 punti percentuali.
Il Barometro Europa, giunto alla quarta edizione, si fonda sugli elementi del Barometro delle apprensioni di Credit Suisse, che dal 1976 rileva i dati sui principali timori della popolazione svizzera, sulla sua fiducia nei confronti degli esponenti del mondo politico ed economico e su questioni in materia d'identità. Esso verrà pubblicato il prossimo 19 novembre. In totale, tra luglio e agosto 2020 sono stati interpellati complessivamente 1798 cittadini svizzeri aventi diritto di voto.
Tre svizzeri su quattro ritengono importante che la Svizzera intrattenga relazioni stabili con l'Unione europea (Ue). Tuttavia, l'Ue si è nettamente indebolita agli occhi degli elettori elvetici e il discusso accordo quadro non sarà accettato «a ogni costo».