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BERNA - L'inchiesta condotta dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) contro Raiffeisen per ottenere maggiori ragguagli sulla Corporate governance della cooperativa danneggia l'immagine della banca. «Tutto questo scalpore è nocivo», afferma il CEO di Raiffeisen Patrik Gisel in un'intervista pubblicata oggi dalla Sonntagszeitung.
«I rischi di danneggiare la reputazione sono secondo me del tutto sproporzionati rispetto al contenuto dell'indagine», sottolinea Gisel, riferendosi all'inchiesta avviata dalla Finma ad ottobre.
Al centro dell'indagine vi è, precisa Gisel, la trasparenza dei processi decisionali e la loro accurata registrazione. Raiffeisen è cresciuta molto rapidamente, principalmente grazie alle partecipazioni in altre società, ma i processi interni non sono stati adeguati con la stessa velocità. «Le questioni sollevate non sono drammatiche, secondo noi», aggiunge il CEO, secondo cui l'inchiesta costerà tuttavia alla banca un importo milionario.
Il 30 ottobre scorso la Finma aveva reso noto di aver aperto un'inchiesta sulla corporate governance (governo d'impresa) di Raiffeisen. Secondo articoli di stampa, sotto la lente vi sarebbero sopratutto alcune acquisizioni effettuate da Raiffeisen o da società partner. L'istituto ha fra l'altro rilevato la banca privata Wegelin ed è entrata nell'impresa finanziaria Leonteq.
Anche nei confronti dell'ex CEO di Raiffeisen, Pierin Vincenz, era stata aperta un'inchiesta dalla Finma per conflitto di interessi in relazione a partecipazioni significative. Vincenz è stato alla testa di Raiffeisen dal 1999 al 2015. In seguito ha assunto la presidenza del consiglio di amministrazione di Helvetia. Il procedimento a carico di Vincenz è stato archiviato a fine dicembre: poiché l'uomo, aveva lasciato ogni carica all'interno della banca la procedura era divenuta "priva oggetto", aveva indicato la Finma.