Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/228430

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo rapporto in adempimento del postulato Schmid-Federer 12.3266 del 16 marzo 2012 intitolato "Condizioni quadro per le migranti pendolari impiegate nella cura degli anziani", il Consiglio federale ha dichiarato a proposito delle/dei badanti che coabitano con le persone assistite: "(...) per questa categoria professionale mancano chiare e specifiche disposizioni giuridiche riguardanti questioni centrali quali la limitazione dell'orario di lavoro, le eccessive responsabilità, la situazione contrattuale precaria e la carenza della sfera privata. Se ne può dedurre che è necessaria una migliore regolamentazione delle condizioni di lavoro delle/dei badanti, al fine di garantire la tutela delle stesse e la certezza del diritto alle economie domestiche private". A giugno 2018 la SECO ha proposto a tal fine un modello per la revisione dei contratti normali di lavoro (CNL) cantonali nel settore dei servizi a domicilio, invitando i Cantoni a recepirne le disposizioni. A due anni di distanza la metà dei Cantoni non ha ancora rivisto i propri CNL. Gli altri hanno adottato disposizioni meno severe in diversi punti chiave. Le condizioni di lavoro concrete delle/dei badanti non sono finora cambiate. Anzi: in molti casi la pandemia di COVID-19 le ha addirittura aggravate. </p><p>Alla luce di queste considerazioni, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Di quali informazioni dispone il Consiglio federale in merito a come sono cambiate le condizioni di lavoro delle/dei badanti durante la pandemia di COVID-19? Con le misure adottate, la Confederazione è riuscita a proteggerli adeguatamente dalle conseguenze finanziarie negative della pandemia, come lavoratori impiegati nelle economie domestiche private i cui servizi sono forniti a prestito in base a contratti a breve termine?</p><p>2. Di quali informazioni dispone il Consiglio federale sullo stato di recepimento da parte dei Cantoni del modello di CNL cantonale proposto tre anni fa? Come giudica, sotto il profilo materiale, gli sforzi di attuazione intrapresi finora dai Cantoni? </p><p>3. Entro quando sarà disponibile una valutazione esaustiva sull'adozione delle singole disposizioni del modello di CNL da parte dei Cantoni?</p><p>4. Come farà il Consiglio federale a verificare se le condizioni di lavoro concrete delle/dei badanti sono effettivamente migliorate a seguito della revisione delle disposizioni (tutte derogabili) dei CNL cantonali?</p><p>5. Entro quando il Consiglio federale deciderà se c'è ancora bisogno di un intervento legislativo per migliorare le condizioni di lavoro delle/dei badanti che coabitano con le persone assistite?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1: non ci sono ancora studi dettagliati sulle ripercussioni della pandemia di COVID-19 sui diversi gruppi di lavoratori. È invece noto che le pandemie tendono ad avere un impatto particolarmente negativo sui lavoratori precari. Il Consiglio federale ritiene che questo sia il caso anche per le persone impegnate 24 ore su 24 in compiti di assistenza e cura. Nella fattispecie delle badanti, uno dei motivi è che per diverso tempo queste persone non hanno potuto pendolare tra il loro Paese d'origine e la Svizzera, come invece fanno solitamente, o lo hanno fatto in condizioni molto più difficili. È vero anche che per un certo periodo le economie domestiche con anziani bisognosi di cure non hanno voluto intrattenere stretti contatti con persone al di fuori delle loro abitazioni. Quest'ipotesi è confermata da vari sondaggi: molte badanti a cui è stato negato l'ingresso in Svizzera si sono ritrovate improvvisamente prive di un reddito, e questo senza avere diritto né all'indennità statale per lavoro ridotto né alle altre misure introdotte per attenuare le conseguenze economiche della pandemia. Per problemi d'ingresso nel nostro Paese non sono arrivate nuove badanti a dare il cambio a quelle già presenti in Svizzera, le quali hanno dovuto rimanere sul posto di lavoro molto più a lungo del previsto, invece di rincasare.</p><p>Con il distanziamento sociale sono venuti meno anche gli aiuti da parte di vicini, familiari o servizi specializzati. Mancano ancora delle statistiche sul totale di questi casi in Svizzera. Nel 2020 non è però stato segnalato un maggior numero di violazioni dei salari minimi: nel settore della fornitura di servizi per economie domestiche private i controlli da parte delle commissioni tripartite cantonali sono in aumento già da anni. In questo contesto la maggior parte dei casi rientra nel CNL personale domestico, che prescrive un salario minimo vincolante, e questo anche in tempi di coronavirus: nonostante il calo dei controlli (-20 %), nel 2020 il settore delle prestazioni per economie domestiche si è posizionato al terzo posto per numero di controlli annuali presso datori di lavoro svizzeri. Analogamente all'anno precedente, nel 20 per cento dei casi sono state riscontrate violazioni dei salari minimi vigenti. Almeno per questo aspetto la pandemia non ha provocato un peggioramento della situazione.</p><p>Domande 2-5: Entro la fine del 2021 la SECO rileverà qual è lo stato di adozione da parte dei Cantoni delle regole improntate al modello CNL e pubblicherà i risultati all'inizio del 2022. A seconda delle tendenze a medio termine deciderà se sono necessarie ulteriori indagini.</p>  Risposta del Consiglio federale.