Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/176465

<h2>SubmittedText<h2><p>La Posta accelera la chiusura degli uffici postali. In ottobre ha annunciato la chiusura, entro il 2020, di 600 uffici sui circa 1450 rimanenti.</p><p>È una strategia comprensibile considerato il calo della posta-lettere, la diffusione dei pagamenti elettronici e la riorganizzazione dei flussi logistici in settori. È una strategia adottata anche in altri Paesi.</p><p>Tuttavia, la particolarità del nostro Paese risiede nei suoi due terzi di superficie montana, nei quali spostarsi è sempre più complicato che in pianura: forti dislivelli, strade tortuose e ghiacciate in inverno, meno servizi di trasporto in comune.</p><p>D'altronde, i Comuni di montagna devono ripensare il loro modello economico: la legge Weber impedisce alla maggior parte di loro di puntare sulla costruzione di residenze secondarie. I Comuni devono pertanto attirare e fidelizzare degli abitanti che vi risiedano tutto l'anno.</p><p>L'ufficio postale nelle regioni periferiche, più che altrove, è frequentato da persone assidue, utenti attivi di PostFinance, persone anziane refrattarie ai pagamenti elettronici, buoni clienti dell'e-commerce che vi ritirano i loro pacchi, turisti con esigenze specifiche e commercianti che hanno bisogno di moneta contante.</p><p>Con la chiusura di uno sportello postale in montagna scompare un servizio prezioso e a volte anche un po' l'anima del villaggio. È un argomento in meno per convincere gli abitanti a risiedervi tutto l'anno o attirarne di nuovi. In questo modo si mina il tessuto sociale delle regioni decentralizzate.</p><p>Due Cantoni di montagna hanno protestato. Un'iniziativa cantonale ticinese si oppone alla soppressione degli uffici postali. Il Gran Consiglio vallesano l'ha sostenuta presentando una petizione al Parlamento federale.</p><p>Mantenere un solo ufficio postale in una valle o in un intero distretto sarà sufficiente per soddisfare il mandato di servizio universale? Le distanze da percorrere, ad esempio per inviare una raccomandata, saranno tollerabili?</p><p>Di conseguenza, la Posta non dovrebbe mantenere una certa densità di uffici nelle regioni periferiche, a scapito della logica economica, per poter tener meglio conto delle specificità geografiche della Svizzera e adempiere la sua missione di coesione nazionale? Anche se i suoi utili sono in calo, dispone di mezzi finanziari considerevoli. È suo compito trovare un equilibrio adeguato tra le diverse missioni assegnatele.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Garantire un servizio universale sufficiente e a un prezzo ragionevole in tutto il Paese è uno degli obiettivi essenziali della legislazione sulle poste. La popolazione residente permanente della Svizzera ha diritto a un servizio universale, e la Posta è tenuta a fornirlo con mezzi finanziari propri.</p><p>Quali punti di accesso alla rete capillare su tutto il territorio, la legge prevede, oltre agli uffici postali, anche le agenzie. In questo modo, per garantire un servizio universale in tutto il Paese, la Posta dispone della necessaria flessibilità e libertà imprenditoriale nell'organizzare la rete. Le agenzie possono creare alcuni vantaggi rispetto agli uffici postali: le sinergie che ne derivano permettono di assicurare posti di lavoro nelle regioni periferiche, aumentare l'afflusso di clienti, offrire orari di apertura più lunghi e vantaggiosi per i clienti e rafforzare il commercio locale.</p><p>Considerato lo sviluppo digitale che pone la Posta di fronte a nuove sfide, in particolare nell'ambito della sua attività principale, essa dovrà, nel rispetto delle prescrizioni legali, poter reagire in modo appropriato anche in futuro ai cambiamenti nelle abitudini della clientela. Se deve mantenere in modo integrale delle strutture che vengono sempre meno utilizzate, il finanziamento del servizio universale sul lungo periodo potrebbe essere compromesso.</p><p>A fine ottobre 2016 la Posta ha annunciato che nei prossimi anni porterà avanti lo sviluppo della rete in corso, coinvolgendo maggiormente i Cantoni e la popolazione dei Comuni. Ai criteri regionali sarà d'ora in poi accordato maggior peso. Entro l'estate del 2017 la Posta prevede di esaminare approfonditamente i risultati dei dialoghi intrattenuti con i Cantoni. In seguito prevede di pubblicare un quadro generale della situazione.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la riorganizzazione della rete rappresenta una sfida considerevole per tutte le parti coinvolte. Come indicato nel suo rapporto concernente la valutazione della legge sulle poste dell'11 gennaio 2017, esaminerà le esigenze della popolazione relative alle prestazioni postali che rientrano nel servizio universale. I risultati dello studio sono previsti per l'autunno 2017.</p>  Risposta del Consiglio federale.