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In linea di principio gli adulti sono responsabili di sé stessi. Ci sono però anche adulti che non possono assumersi al 100% questa responsabilità. In questo caso interviene l’Autorità regionale di protezione (ARP) per garantire la protezione dell’adulto toccato. La sua competenza, in questi casi, è quella di prevedere misure adeguate. Le decisioni sottostanno ad una determinata procedura e possono essere verificate da un tribunale.
Le misure di protezione dell’adulto rappresentano sempre un intervento nel diritto e nella libertà delle persone interessate. Sono dunque permesse solo in presenza di determinati presupposti. Nel caso di adulti deve trattarsi di persone bisognose di aiuto e di protezione. Inoltre la misura deve essere proporzionata, corrispondere alle disposizioni stabilite dalla legge, ed essere decretata nel contesto di una procedura giuridicamente corretta.
La protezione dell’adulto garantisce il bene e la protezione delle persone bisognose di assistenza. Nella misura del possibile si cerca di rispettare l’autonomia della persona interessata. Una persona è bisognosa di assistenza e di protezione, se il suo bene è compromesso da uno stato di debolezza fino al punto di necessitare di una protezione. Uno stato di debolezza può per esempio essere un disturbo psicologico o una demenza.
Le misure di protezione dell’adulto devono essere proporzionate. In altre parole queste misure non devono essere troppo deboli o forti. Per esempio una misura può essere decretata solo se non esiste un’altra misura adeguata che inciderebbe meno nei diritti della persona interessata. Se la persona interessata riesce a procurarsi l’aiuto sufficiente (per esempio in famiglia o presso offerte volontarie di consulenza), non vanno decretate misure statali.
se possibile cerchi il sostegno nella sua famiglia. Dimostri all’ARP di aver riconosciuto il problema e che la sua famiglia la aiuta e che non ha bisogno di altro aiuto. In occasione di colloqui con l’ARP o con il curatore si faccia accompagnare da questi membri della famiglia.
Lo scopo di una misura è sempre il bene dell’adulto interessato. Gli interessi di terzi (per esempio dei parenti) possono essere considerati solo fino ad un certo punto. Nella protezione degli adulti non si tratta mai di colpe o punizioni.