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Troppi ricorsi e troppi pochi fondi per la Corte europea dei diritti umani. A fine 2022 i fascicoli pendenti erano ancora oltre 74mila
La Corte europea dei diritti umani (Cedu) ha bisogno di maggiori risorse umane e fondi per far fronte alla mole di ricorsi che riceve ogni anno. Alla fine dello scorso anno a Strasburgo risultavano ancora oltre 74mila fascicoli pendenti.
"Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo per migliorare l’efficienza, e la nostra produttività è aumentata", spiega la presidente della Cedu, la giudice irlandese Síofra O’Leary, precisando che più di così senza un aumento dello staff non si può fare. A pesare non è solo il numero di ricorsi pendenti, spiega O’Leary, ma il fatto che alcuni casi, come quelli di uno Stato contro un altro, drenano moltissime risorse.
"Il budget della Corte di Strasburgo è di circa 74 milioni, e questo è chiaramente insufficiente. Un quarto dello staff è pagato con il ricorso a due conti speciali su cui degli Stati versano dei contributi volontari", spiegano alla Corte.
"Mi auguro che il prossimo summit dei capi di Stato e Governo del Consiglio d’Europa che si terrà a maggio permetta di trasformare i discorsi sulla difesa dei valori in atti concreti", afferma O’Leary.