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MeteoSvizzera ha innanzitutto dei compiti di base nei riguardi del pubblico e ai centri regionali spetta lo studio e l'interpretazione delle informazioni a disposizione per prevedere lo sviluppo del tempo della propria regione. Il centro regionale sud è così diventato il polo di previsioni e di ricerche meteorologiche e climatologiche per la Svizzera italiana e l'Engadina.
Fondato nel 1935, esso è ubicato sulla collina sovrastante Locarno, a 379 m slm, con un occhio rivolto alle Alpi e l'altro a sud, verso il tempo del Mediterraneo. Oltre all'allestimento di previsioni generali e specifiche, il centro regionale sud, in collaborazione con gli enti cantonali preposti, è responsabile dell'emissione di allarmi in caso di eventi estremi, di avvisi di gelo primaverile e del divieto generale di accendere fuochi all'aperto. Alle attività di previsione si aggiungono la ricerca applicata, lo sviluppo di sistemi di rilevamento e l'elaborazione di dati e immagini (satellite, radar). Inoltre il centro regionale sud gestisce la rete di osservazioni al sud delle Alpi, fornisce l'assistenza meteorologica all'aeroporto di Agno e mantiene una piccola biblioteca tematica, allo scopo di divulgare la meteorologia tra il pubblico di lingua italiana.
Il primo passo per l'istituzione del centro regionale sud, nato come Osservatorio Ticinese di Locarno-Monti, risale al 1929 con la creazione dell'Osservatorio bioclimatico di Orselina, sotto gli auspici dell'Associazione climatologica ticinese e con la collaborazione in particolare dei professori Ferri di Lugano e Mariani di Locarno. Nel 1935, alla scadenza del relativo contratto, l'allora Centrale meteorologica svizzera ebbe la possibilità di rilevare la struttura, estendendo così anche al Ticino le sue attività nel campo delle previsioni meteorologiche e il 1° maggio fu emesso il primo bollettino.
Il centro regionale sud ha segnato il tempo in molti campi: dopo la seconda guerra mondiale, per due decenni partecipò attivamente agli esperimenti antigrandine organizzati dal Dipartimento federale dell'Economia pubblica, seguirono poi studi e ricerche nel campo della radiazione solare, la fisica delle nubi - in particolare la formazione delle precipitazioni e della grandine - lo sviluppo di sensori meteorologici e l'allestimento della rete di misurazione automatica, ancora oggi la base per il rilevamento degli elementi atmosferici in Svizzera.
La terrazza degli strumenti e il giardino di misura nel 2005.