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Quasi tutti i giovani di età compresa tra i 12 e i 19 anni hanno un telefonino cellulare multimediale. È quanto risulta da un sondaggio pubblicato di recente dall'università di scienze applicate di Zurigo.
Ai giovani piace navigare, ascoltare musica, chattare, sempre e ovunque. Come riuscire a fare queste operazioni senza un cellulare multimediale? Impossibile. E così, oggi, il 97 per cento dei giovani svizzeri tra i 12 e i 19 anni possiede uno smartphone. Nel 2010, solo il 50 per cento usava un telefonino intelligente, nel 2012 era il 79 per cento.
Lo studio svolto in maggio-giugno 2014 su incarico di Swisscom dall'università di scienze applicate dell'università di Zurigo ha coinvolto oltre 1000 giovani tra i 12 e i 19 anni nelle tre principali regioni linguistiche del Paese riguardo alle loro abitudini di utilizzo dei media.
Ma perché un cellulare di ultima generazione? Uno normale non basta più. Stando al sondaggio, l'87 per cento dei giovani intervistati dice di navigare quotidianamente in internet: due ore durante la settimana e tre nel week end.
Alle ragazze piace soprattutto ascoltare musica o scattare delle foto, ai ragazzi giocare ai videogiochi o guardare film. Inoltre, per strada, nei momenti «morti», i giovani si informano leggendo i quotidiani online.
Lo smartphone dà loro la possibilità di curare le reti sociali mediante il web. L'89 per cento è iscritto ad almeno una rete sociale. Anche quest'anno Facebook resta il preferito seguito a ruota da Instagram, quest'ultimo - specializzato in foto e video - gode di maggiore popolarità rispetto a Facebook tra i più giovani. Twitter occupa la quarta posizione dopo Google+.
Lo studio evidenzia che i giovani non sono degli sprovveduti in internet. L'81 per cento degli intervistati ha attivato l'impostazione per la protezione della sfera privata. Tuttavia, sono in molti ad aver vissuto delle esperienze negative in rete: un giovane su cinque è stato contattato in internet con richieste indesiderate a sfondo sessuale, mentre oltre il 12 per cento ha dichiarato di essere stato vittima di contenuti offensivi o notizie false.
Lo studio completo sarà presentato nel gennaio 2015.
(Fonte: Agenzia telegrafica svizzera)