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GINEVRA - Flor Calfunao Paillalef, rappresentante del popolo Mapuche all'ONU di Ginevra, è minacciata di espulsione dalla Svizzera. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha respinto recentemente la sua domanda di asilo. L'avvocato della militante si è rivolto al Tribunale amministrativo federale (TAF).
La decisione della SEM di espellere verso il Cile la rappresentante del popolo indigeno è esecutiva malgrado l'inoltro di un ricorso, spiega il legale Nils de Dardel. «Abbiamo chiesto al TAF l'effetto sospensivo».
Il popolo indigeno Mapuche, che dispone di un territorio in Cile, subisce numerose violenze: i suoi terreni, in particolare, fanno gola ai grandi proprietari e alla silvicoltura, una questione regolarmente all'ordine del giorno della Commissione dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite.
Non è la prima volta che la donna, che da tempo vive a Ginevra, è minacciata di espulsione. Aveva già presentato una domanda di asilo nel 2008, che le era già stata rifiutata, una decisione confermata dal TAF nel 2013. La SEM ha accettato di riesaminare il suo caso, in relazione con le violenze contro i Mapuche in Cile.
Quattro anni dopo, la SEM ha dato una risposta negativa, sottolineando che la militante potrebbe operare in patria rifugiandosi a Santiago del Cile. Secondo l'avvocato, l'istanza federale non tiene conto della difficile situazione in America latina dei leader politici e sociali, spesso vittima di rapimento e assassinio. Calfunao Paillalef aveva ricevuto nel 2008 il premio "Femme exilée, femme engagée" della città di Ginevra.