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Che succede quando l’Unione democratica di centro, la destra dura vincitrice delle ultime elezioni federali, può decidere praticamente da sola come far procedere le cose?
Ne ha fatto l’esperienza il Canton Zurigo per 4 anni. Un caso che prefigura quanto avverrà su scala nazionale?
"Il peggior periodo del Cantone": Dominik Schaub, presidente del Partito socialista zurighese, non usa mezzi termini per descrivere l’ultima legislatura cantonale, giunta a scadenza lo scorso aprile.
Un passato che oggi interessa gli strateghi della politica federale, dal momento che il Canton Zurigo, motore dell’UDC svizzera, ha vissuto in anticipo l’attuale evoluzione federale.
Nel 1999, da un momento all’altro, il partito di destra ottenne abbastanza seggi (60 su 180, contro i 40 tra il 1995 e il 1999) per poter dominare l’ordine del giorno parlamentare.
"All’inizio l’UDC cambiava l’ordine del giorno praticamente ad ogni seduta", ricorda Ruedi Baumann, corrispondente parlamentare del quotidiano Tages-Anzeiger.
Maggioranza assoluta
Non pago di questa egemonia, il partito di Christoph Blocher deteneva anche la maggioranza assoluta assieme ai radicali e ai "disertori" entrati nei loro due gruppi.
99 i rappresentanti eletti per l’UDC e per il Partito liberale radicale (PLR/destra), contro 55 per Socialisti e Verdi, 13 per il Partito poplare democratico (PPD/centro-destra). In teoria, UDC e PRD avevano tutte le capacità per ottenere ciò che volevano.
Solo in teoria, tuttavia: perché democratici di centro e radicali si detestano a tal punto da collaborare pochissimo.
Dispute perenni
L’UDC ha anche cambiato idea strada facendo, ad esempio per quanto riguarda la diminuzione delle rendite complementari AVS/AI, non sostenuta in votazione: i radicali sono così risultati gli unici perdenti dopo la bocciatura del progetto.
In quattro anni il partito di Christoph Blocher ha accettato solamente l’ampliamento della rete stradale, senza voler tuttavia alcun aumento delle tasse stradali. Non è stato realizzato alcun progetto.
Insieme, UDC e PLR sono riusciti a frenare le spese con un sistema che oggi impone al cantone economie drastiche.
L’abbassamento delle tasse
Le imposte sono state abbassate due volte: del 3 e del 5 per cento (l’UDC voleva una riduzione del 17 per cento). Dal canto loro i radicali hanno sempre accettato il budget, che l’UDC ha rinviato al mittente tre volte di fila.
Il cantone era diventato ingovernabile? Gli osservatori non arrivano fino a tal punto, ma ammettono che la situazione era giunta al limite.
"In questi 4 anni non si è deciso quasi nulla", spiega il radicale Thomas Isler, deputato dal 1987 e capogruppo da aprile. "Oppure sono stati ottenuti risultati che più nessuno voleva."
A vantaggio dei socialisti
Le discussioni in seno alla destra hanno giovato al Partito socialista, che è riuscito a strappare diverse vittorie in votazione, anche sostenendo il governo.
Perché i due rappresentanti UDC al Consiglio di Stato, che occupano i posti-chiave delle finanze (Christian Huber) e della polizia (Rita Fuhrer), sono stati duramente attaccate dal proprio partito.
Particolarità zurighese: dal 1919 il governo zurighese ha sempre avuto due membri UDC.
“Doppio ruolo”
"L’UDC coltiva un doppio ruolo, facendo automaticamente opposizione in parlamento - non sa comunque fare altro – silurando poi i propri due rappresentanti in governo perché rispettano la concordanza", spiega Dominik Schaub.
Il socialista sottolinea un altro problema: "a parte Blocher e Maurer, il partito non ha grandi pensatori. Il livello dei parlamentari è un problema."
Dopo la disfatta, in aprile, i radicali hanno scelto nuovi responsabili. Che si sono riavvicinati rapidamente all’UDC; i due partiti hanno poi fatto assieme la campagna elettorale alle federali, con successo.
Più concilianti
L’UDC continua a diffidare del partner radicale, "che non sa più dire di no", afferma Claudio Zanetti, segretario generale dell’UDC zurighese e deputato da aprile.
I radicali, dal canto loro, vorrebbero continuare così, assieme: "l’UDC si è resa conto che, in un sistema di concordanza, bisogna collaborare. Sono diventati più concilianti e meno limitati", assicura il radicale Thomas Isler.
Da aprile UDC e radicali assieme hanno 90 esponenti, socialisti e verdi 67. Coi 12 PDC e i 10 evangelici, teoricamente possono ugualmente formarsi due blocchi.
Cristiano-democratici più a sinistra
Secondo il giornalista Ruedi Baumann, il dibattito nazionale attuale potrebbe spingere più a sinistra diversi cristiano-democratici. Ipotesi rifiutata dal capogruppo PDC Lucius Dürr: "Siamo e restiamo di destra. La strategia a livello nazionale è sbagliata."
Nella nuova costellazione, i socialisti hanno comunque ottenuto il sostegno del PDC almeno una volta, per impedire la soppressione dell’ultimo scalino di progressione delle aliquote fiscali, reclamata da UDC e PDC.
E se Christoph Blocher diventasse Consigliere federale? "Se avesse il dovere di portarci nell’Unione europea, saprà di poter contare su un’opposizione molto forte. Ci stiamo già preparando", promette Claudio Zanetti.
Swissinfo, Ariane Gigon Bormann, Zurigo
(traduzione dal francese: Maddalena Guareschi)
In breve
Nel 1999 l’UDC è diventata la prima forza cantonale zurighese, col 28,6 per cento di preferenze, passando da 40 a 60 deputati su 180. I radicali sono passati dalla prima alla terza posizione su scala cantonale (19,7 per cento), con 35 seggi.
Dal 1999 al 2003, il budget è stato rifiutato 3 volte di seguito. Il partito della destra dura ha bocciato tutti i progetti di riforma scolastica e cercato di tagliare numerose spese socialil, spesso invano.
Malgrado le discussioni, UDC e Partito liberale radicae (PLR/destra) hanno tuttavia ottenuto qualche successo, ad esempio due tagli alle tasse.
I dissensi in seno alla destra sono sfociati in una campagna non unificata alle cantonali nell’aprile del 2003 e nella perdita in governo del seggio dei popolari democratici (PPD/centro-destra) a favore del Partito socialista (PS).
In aprile 2003 il PS è inoltre passato da 43 a 53 seggi, e gli ecologisti a 14. PLR e UDC hanno perso la maggioranza assoluta.
Dal 1919, due seggi governtivi su sette sono praticamente sempre stati dell’UDC. È un’eccezione nella Svizzera tedesca.
Secondo un sondaggio del politologo Andreas Ladner, il 70 per cento delle elezioni cantonali zurighesi ha, dal 1971, predefinito i risultati delle elezioni federali che seguivano.