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L'art. 62 Costituzione federale
Il comitato docenti VPOD esprime preoccupazione per il nuovo articolo della Costituzione federale sulla formazione, in votazione il prossimo 21 maggio 2006. La preoccupazione nasce dalla facoltà conferita alla Confederazione li rendere obbligatorio il concordato intercantonale HarmoS (Armonizzazione della scuola dell'obbligo), cucinato dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), di cui Gabriele Gendotti è vicepresidente. HarmoS prevede infatti l'instaurazione di un modello scolastico inadatto per il Ticino.
I difetti strutturali di HarmoS
HarmoS prevede un livello di scuola elementare, che include la scuola dell'infanzia, e che dura 8 anni: in pratica, di regola, 2 anni di scuola dell'infanzia e 6 inni di scuola elementare. A livello elementare fa seguito il livello secondario I che dura di regola 3 anni. Il passaggio il secondario II avviene in generale dopo 11 anni di scuola (2 anni di scuola infanzia + 6 anni di scuole elementari + 3 anni di scuole medie) per il settore iella scuola professionale e di regola dopo 10 anni di scolarità (2 anni di scuola infanzia + 6 anni di scuole elementari + 2 anni di scuole medie) per il passaggio alle scuole di maturità. Vediamo quindi che si tratta di un passo indietro rispetto al sistema in vigore in Ticino.
L'inizio della scuola dell'infanzia sarebbe ritardato di un anno, ciò che metterebbe in pericolo un anno di scuola dell'infanzia, che in Ticino per metà dei bambini comincia dai 3 anni: inoltre gli allievi inizierebbero la scuola a 4 anni e dato che gli anni devono essere stati compiuti entro il 30 giugno, si ritarderebbe di un ulteriore semestre l'inizio della scuola dell'infanzia.
Le scuole elementari verrebbero allungate di l anno, ciò che porrebbe dei problemi per i comuni (maggiori oneri finanziari, mancanza di spazi scolastici) e per i docenti (riduzione dei posti di lavoro per docenti di materia nelle scuole medie compensati solo parzialmente dall'aumento dei posti per i docenti generalisti nelle scuole elementari, ripensamento dei programmi delle scuole elementari e medie).
La selezione e separazione degli allievi che continuano gli studi da quelli che si indirizzano all'apprendistato oggi avviene alla fine della 4a media: con HarmoS avverrebbe dopo la 3a media attuale.
La pretesa di standardizzare la scuola
Forti critiche al progetto HarmoS sono state sollevate anche contro la pretesa di fissare degli standard nazionali di formazione, che sono di due tipi: standard di prestazione che misurano i livelli di competenza raggiunti nelle discipline e standard che determinano dei criteri sui contenuti della scuola obbligatoria e per la realizzazione. Questi standard sono sviluppati e validati sotto la responsabilità della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione, il che li rende molto burocratici. Per mezzo degli standard si intende monitorare e pilotare la scuola dell'obbligo in Svizzera: HarmoS prevede una verifica delle competenza di base raggiunte dagli allievi alla fine della 2a elementare, della futura 6a elementare e della scuola dell'obbligo (futura 3a media) nella lingua materna, nelle lingue seconde, in matematica e nelle scienze naturali (le materie potrebbero essere ampliate ancora). Vi saranno "mezzi didattici ufficiali" "compatibili con gli standard", ma i docenti potranno mantenere la scelta del "metodo" d'insegnamento, mentre gli allievi nelle discipline "potranno controllare e documentare il loro progresso nell'apprendimento con portfogli personali" (pag. 25 del rapporto esplicativo HarmoS).
Il timore è chiaramente che la scuola dell'obbligo si pieghi a questi standard un po' aziendali e burocratici, dimenticando la dimensione culturale ed educativa, e finendo per mettere in una situazione di discutibile concorrenza le sedi scolastiche e i sistemi scolastici cantonali. Nei paesi anglosassoni le esperienze scolastiche fondate sugli standard hanno portato a derive liberiste importanti: è vero che il contesto è diverso da quello ticinese, dove l'idea del ticket scolastico è stata fucilata dal popolo, ma anche questo potenziale pericolo non va dimenticato.
Manca il diritto alla formazione
Malgrado la pressione del sindacato VPOD docenti per il tramite dell'Unione sindacale svizzera e dei parlamentari progressisti a livello nazionale, nell'articolo della Costituzione federale non è stato introdotto il diritto alla formazione: ciò avrebbe implicato la fine del numerus clausus esistente in vari cantoni per l'accesso alle formazioni postobbligatorie, il diritto alla formazione professionale, la creazione di livelli minimi per gli assegni di studio in grado di sovvenire ai costi delle formazioni di base e del perfezionamento. Per questo a livello nazionale il sindacato si orienta comunque verso un "sì senza entusiamo" all'articolo costituzionale, ritenendo che esso contenga comunque dei passi positivi per la realtà d'oltralpe: si sottolinea che HarmoS favorisce la mobilità degli allievi che si trasferiscono da un Cantone all'altro, che ritarda la selezione degli allievi di vari anni (in vari Cantoni la separazione degli allievi avviene dopo 4 - 5 anni di scuola elementare), che introduce la scuola dell'infanzia giornaliera in tutti i Cantoni da 4 anni (cosa lungi dall'essere realizzata
oggi in vari Cantoni), che impone l'insegnamento come seconda lingua di una lingua nazionale nella scuola obbligatoria (l'inglese potrà diventare solamente la terza lingua insegnata) e che prevede l'obbligo per i Cantoni di organizzare mense sul mezzogiorno (a distanza ragionevole, facoltative e non gratuite). Quest'ultimo punto risponde all'accresciuto impegno professionale delle famiglie ed è un aspetto interessante da generalizzare anche in Ticino.
Il comitato docenti VPOD Ticino,sentiti i pareri maturati in una serata di riflessione su HarmoS organizzata dal comitato dell'Associazione scuola pubblica, cui hanno partecipato anche alcuni colleghi del comitato del Movimento della scuola, ha optato per la parola di voto NO il 21 maggio sull'articolo federale sulla formazione. Non si tratta di insensibilità verso il resto della Confederazione, ma si tratta infatti di dare un segnale forte, affinché il Canton Ticino e il consigliere di Stato Gabriele Gendotti, che hanno promosso una procedura di consultazione su HarmoS, si impegnino ad ottenere per il Ticino le necessarie deroghe del concordato, che consentano al nostro Cantone di conservare tutti gli aspetti positivi sopra evidenziati del sistema scolastico ticinese (in particolare la selezione tardiva degli allievi e l'inizio della scuola media al sesto anno). In effetti dopo la procedura di consultazione, che in ricino scade a fine ottobre 2006, si aprirà ancora una fase per la fase finale di negoziazione di HarmoS in seno alla CDPE.