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Il Sessantotto non è soltanto il momento delle contestazioni studentesche del maggio francese o del marzo ticinese con l’occupazione dell’Aula 20 delle Magistrali. A 50 anno di distanza altri fatti storici sono rimasti nella memoria collettiva di quell’anno, dall’invasione della Cecoslovacchia all’Offensiva del Tet con la crescente protesta contro la guerra in Vietnam, dalla guerra del Biafra alla prima circumnavigazione della Luna con Apollo 8.
Ma due fatti di sangue a breve distanza l’uno dall’altro scuotono gli Stati Uniti e il mondo: l’uccisione ad aprile di Martin Luther King e a giugno quella di Bob Kennedy. Il leader della contestazione pacifica dei neri americani e il fratello del presidente ucciso a Dallas nel 63 rappresentavano una speranza di cambiamento e di rinnovata giustizia sociale. Anche per questo l’autore e regista Cesare Ferrario ha deciso di intitolare “Martin Luther King, il sogno infranto” il suo sceneggiato radiofonico che ripercorre come in un thriller la oscura vicenda dell’assassino del reverendo protestante avvenuta a Memphis il 4 aprile 1968.
A 50 anni di distanza, a cavallo tra i due sogni infranti (Robert Kennedy verrà ucciso a Los Angeles il 6 giugno mentre è in corsa per la nomination democratica alle elezioni presidenziali del 68) rievochiamo quel clima di oscura violenza, di complotto e di timore per la convivenza civile che già aveva pervaso l’America con l’assassino di John Kennedy nel novembre di 5 anni prima.
Ospiti:
Cesare Ferrario, regista, autore radiofonico e realizzatore dello sceneggiato “Martin Luther King, il sogno infranto” in onda su Rete Due fino all’8 giugno
Giancarlo Dillena, giornalista, già direttore del Corriere del Ticino, docente di media e scrittura giornalistica
Bruno Cartosio, già professore di Storia dell’America del Nord all’Università di Bergamo