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L'accordo di principio sul programma nucleare iraniano, e la conseguente fine delle sanzioni contro il paese mediorientale, potrebbe spalancare le porte all'economia elvetica. L'ex ambasciatrice svizzera a Teheran, Livia Leu, parla di un "mercato molto interessante".
Il potenziale per l'economia elvetica è difficile da quantificare, ha dichiarato la Leu in un'intervista pubblicata oggi dalla "NZZ am Sonntag". L'Iran è un paese ricco con grandi risorse minerarie e 80 milioni di abitanti relativamente benestanti. "L'economia è ancora fortemente legata allo Stato e a causa delle sanzioni non ancora in piena forma, pertanto esiste un potenziale di sviluppo ancor maggiore".
La Leu è stata ambasciatrice a Teheran dal 2009 al 2013; da allora è delegata agli accordi commerciali presso la Segreteria di stato dell'economia (SECO) e in questa funzione visiterà dal 26 al 29 aprile il paese mediorientale assieme a una delegazione economica, la prima a recarsi in Iran in dieci anni.
La Svizzera è ben posizionata per scambi con tale paese, tra l'altro per la sua buona reputazione e per l'elevata qualità dei suoi prodotti e servizi. La Leu intravvede particolari opportunità nel settore dell'infrastruttura, dove c'è necessità di recuperare terreno, e sul mercato dei consumatori, che potrebbe risultare interessante per l'industria farmaceutica.
A poche settimane dal successo nelle trattative sul programma nucleare, il momento per la visita della delegazione commerciale, decisa già in precedenza, è certamente "molto propizio". Ma è "chiaramente troppo presto" per riflettere su un accordo di libero scambio, ha affermato la Leu. Tuttavia, "una volta che le sanzioni saranno definitivamente e completamente sparite, chi lo sa?".
SDA-ATS