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Il signor Carlo Devittori, docente - non di storia, spero - al liceo Lugano 2 che, se non sbaglio è una scuola pubblica, se la prende (vedi Corriere del Ticino del 18 gennaio u.s., pagina 15) con l'illuminismo, il razionalismo, la Rivoluzione francese, il Risorgimento italiano e la Massoneria, per dimostrare la necessità di sostenere l'iniziativa per «un'effettiva libertà di scelta della scuola» e il controprogetto. Il signor Devittori non si rende conto che, grazie ai movimenti citati, egli ha il diritto di esprimere liberamente i suoi pensieri, che io detesto, anche se è al servizio della scuola pubblica. Se fosse alle dipendenze di una scuola dogmatica (ma forse essa non esiste!), probabilmente avrebbe qualche difficoltà ad esprimere le sue opinioni liberamente, e qualora volesse evitare qualche guaio forse sarebbe più prudente.
Ma grazie alla libertà di pensiero, di espressione e di stampa egli non ha nulla da temere.
Per quanto riguarda la Massoneria egli si pone sullo stesso piano di Carlo Lodovico de Haller che, scrivendo della «Massoneria e sua influenza sulla Svizzera» (libro pubblicato nel 1847 dalla Tip. Frat. Raeber, Lucerna, pag. 56), così si esprime sul problema della scuola:
«Invece de' ginnasii già esistenti parte nella capitale, parte nelle città municipali, proporzionati al bisogno ed a' mezzi disponibili e per lo più mantenuti da ciascuna co' propri fondi, vennero erette con grande dispendio a carico dello Stato delle scuole universali cantonali, in cui v'era un miscuglio di tutte le religioni, di tutte le classi e condizioni, di tutto il paese nel vero senso frammassonico, venendovi educato da uomo di lettere indistintamente anche il figlio di un domestico o il bastardo di una fantesca, affinché crescesse vie meglio in superbia, e si credesse anch'egli uomo di gran capacità e chiamato esso pure a maneggiar le redini del futuro governo: e qui non è mestieri di aggiungere, che queste scuole e queste mezze università dovevano essere provvedute di maestri ben illuminati, cioè sommamente favorevoli alla rivoluzione».
Io sono lieto che la Massoneria abbia contribuito, col favorire l'obbligatorietà dell'insegnamento pubblico, a togliere al cittadino il giogo del dogmatismo. é un merito che onora la Massoneria.
Il 18 febbraio p.v. risponderò al signor Devittori con due decisi e chiari NO sia all'iniziativa, sia al controprogetto.
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