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Guidereste un’auto comprata da un venditore di vetture usate, priva di pedale del freno e senza freno a mano?
Probabilmente no. E qualora, sconsideratamente, aveste acquistato un’auto del genere senza ritornarla entro i termini di garanzia, tentereste in ogni caso di ripararla. Se poi ciò non vi riuscisse, a denti stretti ma senza alcun dubbio, fareste distruggere il veicolo e ne acquistereste uno nuovo.
Un po’ così appare la nostra infinita discussione con l’UE sulla libera circolazione delle persone. La Svizzera ha, a suo tempo, sconsideratamente acquistato l’auto (i Bilaterali I) dall’UE, dimenticando di rilevare la magagna ivi contenuta della libera circolazione delle persone (mancanza di freni).
In seguito, il popolo ha tentato, con l’iniziativa contro l’immigrazione di massa, di almeno installare nell’auto un freno a mano, ma il nostro garagista (il parlamento), nonostante il chiaro mandato e il pagamento anticipato della riparazione, ha rifiutato il servizio. E il fornitore dell’auto (l’UE) respinge qualsiasi responsabilità anzi, cerca di imporci un contratto generale d’importazione senza diritto di recesso per tutte le auto dell’UE.
Rimane quindi solo l’alternativa della rottamazione (iniziativa per la limitazione dell’UDC). Perché dei negoziati efficaci con l’UE sono impensabili, da quella parte siedono persone che, prima di stringere la mano alla Svizzera, se la puliscono usando la carta igienica da ambo le parti (liste grigie, equivalenza delle borse), mentre dalla parte negoziale della Svizzera ci sono persone che non hanno la benché minima idea da quale parte della gallina esca l’uovo (miliardi di coesione, eccetera).
Perciò, un SÌ all’iniziativa per la limitazione è indispensabile.