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SYDNEY - Un barcone di legno con a bordo decine di profughi, fra cui molte donne e bambini, è affondato stamattina nel mare in tempesta al largo del territorio australiano di Christmas Island, nell'Oceano indiano, fracassandosi contro gli scogli e spaccandosi in due, sotto gli occhi atterriti dei residenti dell'isola.
Si teme che decine di passeggeri siano annegati e un primo bilancio fatto da fonti mediche parla di almeno 50 morti.
Continuano freneticamente gli sforzi di salvataggio da parte di equipaggi della marina e dei servizi doganali e di residenti dell'isola, che sorge in posizione remota a sud dell'isola indonesiana di Giava e che ospita il maggiore centro australiano di detenzione di richiedenti asilo.
Testimoni hanno detto di essere stati svegliati dalle grida e di aver assistito impotenti mentre corpi esanimi e rottami venivano gettati contro le scogliere. Una serie di foto pubblicate sui siti dei giornali mostrano il barcone di circa 9 metri colpire gli scogli e spaccarsi e corpi sballottati dalle onde fra i rottami.
Secondo i media locali, 41 persone sarebbero state salvate ma circa 30 sono ancora disperse. "Un'imbarcazione di trafficanti di uomini si è infranta sugli scogli", ha riferito il premier facente funzione Wayne Swan. "Diverse persone sono state salvate, ma purtroppo sono stati anche recuperati dei corpi". Non è noto quante persone fossero a bordo nè da dove provenissero, ha aggiunto Swan. Si ritiene tuttavia che si tratti principalmente di iracheni e iraniani.
Le condizioni del mare sono così agitate che una nave della marina non ha potuto attraccare nell'isola per sbarcare richiedenti asilo prelevati da un'altra imbarcazione.
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