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Il Consiglio dei diritti umani adotta due risoluzioni presentate dalla Svizzera.
Berna, 07.10.2020 – Il 7 ottobre 2020 il Consiglio dei diritti umani (CDU) a Ginevra ha concluso la sua 45a sessione dopo quasi quattro settimane di lavoro. In tale contesto ha adottato due risoluzioni presentate dalla Svizzera insieme ad alcuni Stati Partner. La prima risoluzione chiede di rafforzare il ruolo del CDU nella prevenzione delle violazioni dei diritti umani, mentre la seconda rinnova il mandato del relatore speciale nel campo della giustizia transizionale.
In un contesto segnato dalla pandemia COVID-19, il CDU è stato in grado di garantire la continuità delle proprie attività. I metodi di lavoro sono stati adattati per poter combinare riunioni in presenza e virtuali. Il CDU ha così mantenuto la sua capacità di agire e di rispondere alle attuali situazioni in materia di diritti umani nel mondo.
Le due iniziative promosse dalla Svizzera hanno avuto successo. Nel primo caso, in collaborazione con la Norvegia, la Sierra Leone e l’Uruguay, la Svizzera ha presentato una risoluzione volta a rafforzare il ruolo del CDU nel settore della prevenzione delle violazioni dei diritti umani. A questo scopo, la risoluzione chiede di aumentare le capacità dell’Alto Commissariato dell’ONU per i diritti umani (OHCHR) per consentirgli di allertare in anticipo il CDU in caso di violazioni di tali diritti. Viene inoltre prestata un’attenzione particolare al coordinamento tra il CDU e gli altri due pilastri dell’ONU (pace e sicurezza, sviluppo).
La Svizzera sostiene l’elaborazione del passato
La seconda risoluzione, promossa dalla Svizzera insieme all’Argentina e al Marocco, ha invece permesso di rinnovare per un periodo di tre anni il mandato del relatore speciale per la promozione della verità, della giustizia, della riparazione e delle garanzie di non ripetizione. La Svizzera ha così ribadito la sua convinzione secondo cui, in contesti caratterizzati da gravi violazioni dei diritti umani, questi quattro elementi (verità, giustizia, riparazione e garanzie di non ripetizione) sono necessari per combattere l’impunità e prevenire la ripetizione di violazioni e crisi in futuro. In una dichiarazione su questo tema, la Svizzera ha inoltre incoraggiato gli Stati ad avviare processi di giustizia transizionale secondo le migliori prassi internazionali e le norme pertinenti, in collaborazione con i gruppi di vittime e la società civile.
La Svizzera si associa all’appello al dialogo tra le autorità e l’opposizione politica in Bielorussia
Questa 45a sessione è stata caratterizzata anche dallo svolgimento di un dibattito urgente sulla situazione dei diritti umani in Bielorussia, avviato su richiesta dell’UE. In tale contesto, la Svizzera ha espresso la propria preoccupazione per la violenta repressione delle manifestazioni pacifiche nel paese in occasione delle elezioni presidenziali del 9 agosto scorso. La Svizzera ha inoltre sostenuto la risoluzione presentata dall’UE per lanciare un appello alle autorità bielorusse affinché pongano fine all’uso eccessivo della forza e aprano un dialogo con l’opposizione politica e la società civile. Il dibattito urgente ha mostrato ancora una volta la capacità del CDU di affrontare tempestivamente un peggioramento della situazione dei diritti umani nei singoli paesi.
La Svizzera sostiene la documentazione delle violazioni dei diritti umani
Per quanto riguarda la situazione dei diritti umani in altri paesi, la Svizzera ha continuato a sostenere l’importanza di documentare tutte le presunte violazioni del diritto internazionale e di condurre indagini indipendenti affinché i responsabili possano un giorno essere perseguiti penalmente. A questo proposito, ha sostenuto il rinnovo dei mandati della missione di accertamento dei fatti in Venezuela e del gruppo di esperti sullo Yemen. Si è inoltre pronunciata nell’ambito della presentazione dei rapporti su vari meccanismi creati di recente, tra cui la missione di accertamento dei fatti sulla situazione dei diritti umani in Libia o il meccanismo internazionale indipendente per il Myanmar.
La Svizzera ha anche sostenuto due dichiarazioni congiunte che esprimono le preoccupazioni degli stati firmatari in merito alla situazione dei diritti umani rispettivamente in Arabia Saudita e in Iran. Tali dichiarazioni riflettono le posizioni espresse dalla Svizzera nei suoi scambi bilaterali con questi paesi, in particolare sulla situazione delle donne che difendono i diritti umani e sul ricorso alla pena di morte. All’iniziativa della Danimarca sull’Arabia Saudita hanno aderito 33 Stati, mentre i paesi che si sono uniti all’iniziativa presentata dalla Germania sull’Iran sono stati 47.
Insieme ai suoi partner, la Svizzera ha difeso l’universalità dei diritti umani dai vari tentativi di rimettere in discussione il quadro internazionale volto a garantire a ciascun individuo il godimento dei propri diritti. Infine, in vista delle elezioni che si terranno prossimamente in molti paesi del mondo, la Svizzera ha invitato tutti gli stati a porre al centro della loro azione il rispetto dei diritti umani per prevenire ogni forma di violenza elettorale.
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