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Nel 1885 Richard e Antoinette Fleming St. Leger acquistarono le Isole di Brissago, che allora erano coperte da vegetazione indigena e ospitavano i resti di un convento. Dopo aver riattato il convento, si dedicano alla creazione del giardino. Con barconi portarono sull’Isola Grande buona terra e letame, costruirono viali e introdussero specie subtropicali. Nel 1897 il Barone lascia le Isole e la moglie. Nel 1927 la baronessa è costretta a vendere la proprietà a Max Emden, ricco germanico amante della bella vita.
Max Emden fece costruire un grandioso palazzo che domina ancora tuttora il parco ma nonostante non si interessasse particolarmente del giardino, ebbe il merito di conservarlo così come l'aveva voluto la baronessa. Max Emden soggiornò alle isole sino al 1940, anno in cui morì in una clinica del locarnese.
Nel 1949 il Consiglio di Stato del Cantone Ticino ricevette un’offerta da parte degli eredi di Emden per la vendita delle Isole. Lo Stato del Cantone Ticino, i tre comuni rivieraschi di Ascona, Brissago e Ronco s/Ascona, la Lega Svizzera per la difesa del patrimonio nazionale (oggi Heimatschutz Svizzera) e quella per la protezione della natura (oggi ProNatura) acquistarono le Isole e il Palazzo. Il contratto di acquisto, sottoscritto il 2 settembre 1949, stabiliva che “le Isole e gli stabili saranno destinati unicamente a scopi di conservazione e valorizzazione delle bellezze naturali, a scopi culturali, scientifici, turistici”.
Il 2 aprile 1950, la mattina della domenica delle Palme, il Parco botanico delle Isole di Brissago venne aperto al pubblico.