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<h2>SubmittedText<h2><p>Quale prevenzione contro la peste suina africana, il Consiglio federale è incaricato di modificare i passaggi faunistici delle strade nazionali in modo da impedire il passaggio ai cinghiali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La chiusura temporanea dei corridoi faunistici è già oggi una delle misure previste dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) e dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) in caso di epidemia regionale di peste suina africana (PSA). Nel novembre 2021, circa 300 persone hanno partecipato in 24 Cantoni a un'esercitazione nazionale di crisi contro la diffusione fittizia di questa malattia altamente contagiosa. L'esercitazione è stata un successo e ha mostrato che gli strumenti disponibili e le misure pianificate sono sufficienti per combattere efficacemente contro lo scoppio di un focolaio di PSA.</p><p>In primo luogo, la PSA si diffonde su lunghe distanze a causa delle attività antropiche, per esempio quando i rifiuti di salsicce vengono gettati a terra fuori dai cassonetti delle stazioni di servizio autostradali o quando le scarpe contaminate contribuiscono alla rapida diffusione del virus. Per questo motivo, il Consiglio federale ha posto in vigore il 1° maggio 2021 l'articolo 295a dell'ordinanza sulle epizoozie (OFE; RS 916.4011), che consente di informare in modo diffuso la popolazione nel caso in cui dovesse scoppiare un'epizoozia altamente contagiosa. Con tale articolo si vuole in particolare contenere al minimo la diffusione lungo le vie di trasporto e prevenire comportamenti inadeguati. Su tale base, nel settembre 2021 sono stati affissi manifesti nelle aree di sosta e nelle stazioni di servizio autostradali.</p><p>Inoltre, per limitare la diffusione dell'epidemia è di importanza centrale l'attuazione coerente delle misure di biosicurezza nel settore agricolo. Queste misure contemplano, per esempio, l'installazione di chiuse d'igiene per il personale dell'azienda agricola che entra nella stalla o la doppia recinzione dei porcili.</p><p>La diffusione della PSA attraverso la migrazione dei cinghiali svolge invece un ruolo minore. La necessità di valutare se la limitazione dei movimenti dei cinghiali nelle regioni infestate può contenere la diffusione dell'epizoozia va quindi considerata soltanto nel caso della presenza effettiva di un focolaio. Occorre in tal ambito tener conto del fatto che tale limitazione previene anche la migrazione di animali di dimensioni simili come caprioli, camosci, linci o lupi, con conseguenti ripercussioni per l'ecologia. La libertà di movimento non può essere limitata in modo tale da prevenire esclusivamente la migrazione dei cinghiali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.