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Vanno posti dei limiti alla speculazione sulle derrate alimentari con derivati, così come già accade negli Stati Uniti e nell'Unione europea. Lo ha ribadito oggi il Consiglio degli Stati per 21 voti a 13.
Affrontando le ultime divergenze della Legge sull'infrastruttura finanziaria (LInFi), i "senatori" si sono detti d'accordo di fissare dei limiti alle posizioni nette che un singolo può possedere sui derivati legati alle materie prime. Il Nazionale aveva respinto invece una simile eventualità.
Per la maggioranza, tale limitazione è "giudiziosa", considerate anche le norme internazionali e le regolamentazioni adottate negli Stati Uniti e nell'Ue. Anche il settore direttamente interessato è favorevole, ha fatto notare Roberto Zanetti (PS/SO) a nome della commissione preparatoria.
È importante evitare che certe operazioni sui derivati siano trasferite su piattaforme in Svizzera per aggirare i limiti introdotti all'estero: una simile eventualità potrebbe infatti nuocere alla reputazione della piazza finanziaria elvetica, ha aggiunto il solettese.
Gli Stati hanno poi deciso che tali norme non devono valere per la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e la Banca nazionale. Ieri il Nazionale aveva proposto di stralciare Cantoni e Comuni dalle eccezioni.
Ispirata alla legislazione dell'UE, la riforma proposta dal Consiglio federale non è contestata. Una volta entrata in vigore, la nuova LInFi raccoglierà in un unico testo le disposizioni attualmente disseminate in varie leggi federali (sulle Borse, sulle banche e sulla Banca nazionale).
La LInFi - che conta oltre 150 articoli - contempla, da un lato, disposizioni sulla pubblicità delle partecipazioni, sulle offerte pubbliche di acquisto, sull'insider trading e sulla manipolazione del mercato attualmente ancorate nella legge sulle borse e, d'altro lato, le nuove norme concernenti il commercio di derivati adeguate agli standard internazionali.