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Le sanzioni sono entrate in vigore alle 18.00 di oggi, ha comunicato il Consiglio federale
BERNA - Il Consiglio federale ha inasprito le sanzioni contro 363 persone e quattro imprese russe, in seguito all'invasione dell'Ucraina. "Gli intermediari finanziari in Svizzera - precisa il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) - non possono più intrattenere nuove relazioni d'affari" con queste persone ed entità giuridiche. Le modifiche sono entrate in vigore alle 18.00 di oggi.
Si tratta di impedire un aggiramento attraverso il territorio svizzero delle sanzioni mirate, adottate dall'UE il 21 e 23 febbraio 2022, si legge nella nota del DEFR.
Allo stesso tempo, gli intermediari svizzeri "sono obbligati a notificare immediatamente le relazioni d'affari esistenti con queste persone fisiche, imprese e organizzazioni alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Inasprimenti di queste misure sono attualmente in fase di elaborazione".
Il Consiglio federale ha inoltre preso atto delle altre sanzioni imposte dall'UE alla Russia il 23 febbraio 2022. "Un adeguamento dell'ordinanza che istituisce provvedimenti per impedire l'aggiramento delle sanzioni internazionali in relazione alla situazione in Ucraina è attualmente in preparazione", precisa ancora il DEFR.