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Giorgio Keller
La nostra rubrica di contatto col pubblico dà spazio ad una lettera di un nostro lettore che, reduce da una trasferta negli Stati uniti, ci vuole far partecipi di una sua scoperta.
Cara Terra,
sono stato recentemente in Florida a visitare Cape Canaveral ed ho notato diverse cose in ricordo di Walter Schirra, figlio di emigrati onsernonesi (Loco). Un po' di terra ticinese nella grande America !
Allego alcune foto, tra le quali anche una di un francobollo che l’Ungheria dedicò al « nostro » astronauta.
Per chi volesse approfondire consiglio il sito www.wallyschirra.com
Giorgio Keller
I nonni dell’astronauta Walter Schirra emigrarono dalla valle Onsernone
Un po’ di Ticino a Cape Canaveral
C’è un piccolo aspetto ticinese all’interessantissimo centro espositivo Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, la famosa base americana dalla quale partono le missioni spaziali della NASA da oltre 50 anni. Sia accanto a un missile Apollo (lungo 110 metri) sia alla Hall of Fame, si ricorda Walter Marty „Wally“ Schirra Jr., figlio di Walter i cui genitori emigrarono dall’onsernonese Loco a cercar pane e fortuna in America attorno al 1880. “Wally” nacque il 12 marzo 1923 a Hackensack (New Jersey) e morì il 3 maggio 2007 in California. Dal padre, pilota d’aereo e dalla madre, artista equilibrista sulle ali degli stessi aerei, Walter crebbe in una famiglia “aviatica”, pilotando l’aereo del padre già a 15 anni. Come pilota militare arruolato alla marina americana, partecipò alle ultime battute della seconda Guerra mondiale e alla successiva guerra di Corea all’inizio degli anni ‘50. Nel 1959 venne scelto tra 110 aspiranti per i programmi spaziali. Fu uno degli astronauti di maggior spicco dei programmi NASA, l’unico ad aver partecipato a tre differenti missioni: Mercury 8 (1962), Gemini 6 (1965) e Apollo 7 (1968). Due anni dopo la sua morte (nel 2007) la Marina statunitense gli intitolò una nave, la USNS Wally Schirra. Divenne cittadino onorario di Loco (oggi Comune di Isorno) nel 1973. Leggendaria non fu solo la sua carriera spaziale, ma anche una sua battuta pronunciata proprio nella val Onsernone dove rese omaggio alle origini dei nonni. Dopo aver percorso la tratta da Locarno a Loco in automobile, giunse nel paesino e affermò: "Mi è stato più facile volare sulla luna che arrivare fin qua".