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Nell'aprile di quest'anno, l'azienda americana Mondelez, proprietaria di Toblerone, aveva deciso di certificare il famoso cioccolato svizzero come prodotto halal. La novità diventata di pubblico dominio solo questa settimana, dopo la pubblicazione di un articolo sul "Blick", rivelazione che ha suscitato nel frattempo un acceso dibattito pubblico con le principali testate internazionali che hanno rapidamente ripreso e diffuso la notizia.
"L'islamizzazione non ha luogo - né in Germania, né in Europa, quindi è certamente pura coincidenza che una delle varietà di cioccolato più famosa sia ora certificata come" HALAL ", scrive Jörg Meuthen, portavoce federale del partito Alternativa per la Germania (AfD ) in un post su Facebook.
Anche gli utenti dei social media non sono rimasti indifferenti e appelli a boicottare il noto cioccolato sono stati lanciati sulle principali piattaforme online.
Valérie Moens, un portavoce di Mondelez, ha successivamente spiegato che la certificazione halal non implica che il prodotto sia cambiato in quanto Toblerone ha soddisfatto il criterio halal prima della certificazione ufficiale, secondo l'Huffington Post.
Il portavoce della società ha osservato che la decisione è stata motivata dall'ambizione di Mondelez di realizzare prodotti che possano piacere a tutti".
Sul Blick veniva spiegato che gli ingredienti erano sì cambiati ma che "la ricetta è la stessa", anche se non si capisce come si possa cambiare l'uno senza cambiare l'altro.
Un'altro aspetto che meriterebbe un chiarimento è qual'è l'azienda che si occupa della certificazione. Il portale svizzero "LesObservateurs" fa notare che un'azienda in Germania che si occupa proprio di certificazioni halal, la m-haditec GmbH, è stata accusata di essere vicina al regime islamico "e i cui proprietari chiedono la distruzione di Israele".