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ZURIGO - Venti mascherine sono state analizzate in laboratorio. E tutte presentavano delle sostanze tossiche, in particolare quelle FFP2. Vanno meglio quelle che si trovano nei distributori automatici Selecta. È quanto emerge da un'analisi pubblicata dalla rivista dei consumatori K-Tipp.
Si tratta di sostanze che vengono inalate mentre si indossa il dispositivo di protezione e che potrebbero causare mal di testa e capogiri, come pure irritare la pelle o l'apparato respiratorio, si legge ancora nell'articolo. In particolare si parla di residui di solventi utilizzati nella produzione. Gli strati filtranti sono inoltre composti, tra le altre cose, anche da sostanze a base di petrolio.
Tutte le mascherine prese in considerazione provengono da fabbriche asiatiche. Secondo quanto riferito da K-Tipp, le quantità misurate di composti organici volatili (o VOC) è compresa tra 0,02 e 0,24 milligrammi. E non è al momento chiaro quali siano i rischi legati alla loro presenza nelle mascherine igieniche, in quanto non esistono degli studi in merito. Secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica, gli effetti sulla salute sarebbero difficili da valutare.
Per chi è preoccupato per la presenza di sostanze tossiche nelle mascherine igieniche, vale la seguente raccomandazione: le mascherine nuove andrebbero lasciate per due giorni fuori dalla confezione, ancora meglio se al sole, in quanto il calore fa in modo che gli inquinanti non emettano più gas. È anche possibile mettere le mascherine per mezz'ora nel forno a 50-60 gradi.