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Le autorità elvetiche hanno autorizzato gli aerei ufficiali americani ad utilizzare lo spazio aereo svizzero fino al 31 dicembre 2006.
Finora, il permesso non era stato prorogato siccome il governo USA non aveva risposto alle sollecitazioni elvetiche, in merito ai presunti trasporti segreti di prigionieri da parte della CIA.
In un primo tempo, il Dipartimento degli affari esteri (DFAE) e l'Ufficio federale dell'aviazione civile avevano prolungato l'autorizzazione annuale solamente fino al 31 gennaio. Questo a causa delle voci su presunti sorvoli del territorio svizzero da parte di aerei della CIA (i servizi segreti statunitensi), con a bordo detenuti.
Mercoledì, il portavoce del Consiglio federale, Oswald Sigg, ha però dichiarato che gli Stati Uniti hanno soddisfatto la condizione di fornire «chiarimenti» sulla vicenda.
Creduti sulla fiducia
A metà dicembre 2005 - ha indicato il DFAE in una nota diramata in serata - la segretaria di stato americana Condoleezza Rice aveva spiegato che gli Stati Uniti non effettuano trasferimenti di detenuti affinché siano interrogati con l'uso della tortura. E aveva aggiunto che gli USA non tollerano in alcun modo la tortura.
Il 30 gennaio - prosegue il comunicato - le autorità americane hanno inoltre assicurato alla Svizzera di aver «sempre rispettato in passato la sua sovranità e che la rispetteranno anche in futuro».
Washington ha pure confermato a Berna che gli Usa «non utilizzano lo spazio aereo o gli aeroporti svizzeri per il trasferimento di detenuti».
Oswald Sigg ha ad ogni modo precisato che «la Svizzera può revocare l'autorizzazione in ogni momento».
Nessuna prova
Prolungando il permesso di sorvolo del territorio elvetico fino al 31 dicembre 2006, la Svizzera non sembra quindi intenzionata ad assumere una posizione ostile verso gli Stati Uniti (Stati Uniti che l'investigatore svizzero del Consiglio d'Europa, Dick Marty, aveva additato per il loro sistema di delocalizzazione e di appalto della tortura dei presunti terroristi).
Martedì, la Delegazione delle Commissioni della gestione (DCG) del Parlamento ha d'altronde dichiarato che il governo elvetico non dispone di alcuna prova che lo spazio aereo o gli aeroporti svizzeri siano stati utilizzati dalla CIA per trasferire, fuori da ogni quadro legale, dei prigionieri.
In merito ai 74 aerei «sospetti» che hanno sorvolato la Svizzera tra il dicembre 2001 e il dicembre 2005 – ha indicato la DCG – non si può stabilire se si trattava di velivoli provenienti o diretti alla base USA di Guantanamo.
swissinfo e agenzie
In breve
17-6-2004: Human Rights Watch afferma che gli USA detengono dei presunti terroristi in una quindicina di prigioni segrete nel mondo.
7-11-2005: lo svizzero Dick Marty è incaricato dal Consiglio d'Europa d'indagare sui centri di detenzione della CIA in Europa.
8-1-2006: secondo il "SonntagsBlick", i servizi segreti svizzeri avrebbero intercettato un documento egiziano che confermerebbe la presenza di carceri della CIA in Europa.
31-1-2006: la Delegazione delle Commissioni della gestione del Parlamento stima che il governo elvetico abbia agito correttamente, sia a proposito dei sorvoli della CIA, sia in merito al fax egiziano.