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Riuscita la raccolta firme indetta da Mass-Voll. Le prime due votazioni hanno dato esito negativo per i promotori
Come ampiamente prevedibile, il popolo voterà il 18 di giugno anche sulla Legge Covid-19. Delle 59'211 firme presentate il 30 marzo scorso dal comitato "No alle restrizioni", 56'184 sono risultate valide, indica una nota odierna della Cancelleria federale.
È la terza volta che il comitato lancia il referendum contro i provvedimenti antipandemia, venendo tuttavia sconfessato già in due occasioni. Secondo quanto indicato dall'associazione sul proprio sito web, il referendum è stato lanciato quando il parlamento ha deciso di prorogare parti fondamentali della legge Covid-19 per un altro anno e mezzo, fino alla metà del 2024.
Dietro il referendum c'è Mass-Voll, un gruppo di lingua tedesca che durante la pandemia si è opposto attivamente alla politica Covid del Consiglio federale.
Il referendum è diretto contro l'estensione di alcune disposizioni della Legge Covid-19 a partire dal dicembre 2022, tra cui la base legale per la creazione di certificati Covid-19. Secondo il comitato, la possibilità di reintrodurre un certificato in qualsiasi momento, nonché altre misure discriminatorie come il tracciamento dei contatti (sorveglianza), violerebbe i diritti fondamentali, dividendo la società in due classi. Oltre a ciò, tale disposizione costituirebbe un obbligo di vaccinazione mascherato, contrario alla libertà di vaccinazione sancita dalla legge.
La Legge Covid-19 è in vigore dal settembre 2020 e da allora è stata adattata più volte dal Parlamento, da ultimo a dicembre. Finora, gli elettori svizzeri hanno sostenuto chiaramente la legge in due votazioni referendarie.