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Un funzionario neocastellano in pensione avrebbe sottratto un totale di quattro milioni di franchi versando a più riprese sul suo conto denaro nel quadro di operazioni di diverso genere.
I funzionario, considerato a suo tempo un collaboratore eccellente, è in carcere con questa accusa dalla primavera dello scorso anno.
L'uomo - sospettato di gestione sleale, in via sussidiaria gestione sleale di interessi pubblici e uso fraudolento di un computer - riconosce i fatti contestatigli, indica una nota odierna del Ministero pubblico di Neuchâtel, ma sottolinea che la somma sottratta sarebbe stata spesa per togliere la famiglia della moglie dalla miseria.
I fatti sono emersi alla fine di gennaio del 2016. Nel corso di una normale operazione di rimborso delle imposte a diversi contribuenti, un collaboratore dello Stato ha scoperto versamenti insoliti per circa 100'000 franchi e li ha immediatamente bloccati. L'inchiesta ha portato alla denuncia dell'ex funzionario, che per decenni aveva lavorato nell'amministrazione ed era appena andato in pensione anticipata all'estero.
L'uomo, che viene descritto come molto competente, aveva accesso alla rete informatica dello Stato fino alla fine del 2015. Dall'inchiesta è emerso che avrebbe agito nello stesso modo sin dal 1999, adeguandosi all'evoluzione tecnologica.
Costituitosi nella primavera del 2016, è attualmente in carcere, aggiunge la nota, precisando che sono in corso accertamenti per capire se i soldi sottratti siano effettivamente stati spesi. Il Paese nel quale si era stabilito non ha siglato con la Svizzera nessuna convenzione di assistenza giudiziaria. L'uomo rischia fino a 10 anni di detenzione.
Correttivi dopo inchiesta amministrativa
In un comunicato odierno, il Consiglio di Stato neocastellano sottolinea che non appena è stata scoperta la sottrazione, e parallelamente al procedimento penale, il Controllo cantonale delle finanze è stato incaricato di effettuare un'inchiesta amministrativa per "stabilire la natura esatta della frode, il metodo usato e le misure da adottare a breve termine per evitare che un caso simile si riproduca".
Le prime conclusioni sono state consegnate al governo nel maggio del 2016. Secondo il Consiglio di Stato, la vicenda è grave ed è trattata con la massima attenzione, si legge nella nota. "Correttivi sono già state apportati nei procedimenti di gestione e controllo", rileva.
La riorganizzazione del Servizio cantonale delle contribuzioni (SCCO) ha inoltre permesso di introdurre nuovi standard di qualità e controllo, "che sono stati all'origine della scoperta di questa frode". Il Dipartimento cantonale delle finanze sottolinea da parte sua che né la Confederazione, né i comuni sono stati danneggiati.
SDA-ATS