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L'allenatore francese è stato inserito nella «Hall of Fame» della Premier League. Noi vi proponiamo dieci delle sue frasi più leggendarie.
Hai fretta? blue News riassume per te:
- L'ex allenatore dell'Arsenal Arsène Wenger è stato inserito nella «Hall of Fame» della Premier League insieme al suo ex rivale Sir Alex Ferguson.
- Il francese è stato un allenatore visionario, che ha cambiato il modo di vedere e fare calcio in tutta l'Inghilterra ma non solo.
- «Non guardo il passaporto delle persone, ma la loro qualità e il loro atteggiamento» è solo una delle numerosissime epiche esternazioni di Arsène Wenger; noi ve ne proponiamo dieci fra le più belle.
Arsène Wenger, uno degli allenatori più decorati della storia della Premier, è stato inserito insieme al suo rivale di sempre Sir Alex Ferguson nella «Hall of Fame» della Premier League. Sir Alex e Arsène sono i primi dirigenti a ricevere la massima onorificenza individuale assegnata dalla Lega inglese.
Wenger, il primo allenatore straniero ad aver avuto successo in Inghilterra, ha diretto i Gunners per 22 stagioni consecutive. Durante la sua era, ha vinto tre volte il campionato ed ha realizzato una delle imprese più rare nella storia del calcio. Nella stagione 2003-04 l'Arsenal ha ottenuto il titolo di «Invincibles» (Invincibili ndr.), riuscendo a concludere un'intera stagione senza perdere alcuna partita. In questa squadra iconica si trovavano giocatori del calibro di Thierry Henry, Patrick Vieira, Sol Campbell, Dennis Bergkamp, Robert Pires, Freddie Ljungberg, Ashley Cole, Gilberto Silva e Cesc Fabregas. In squadra c'era anche un giovanissimo Philippe Senderos, il quale non aveva però potuto scendere in campo in partite ufficiali a causa di un infortunio.
Il Mister francese ha diretto 828 partite di Premier League, vincendone 476, pareggiandone 199, e facendo registrare 153 sconfitte. È stato eletto manager della stagione nel 1998, 2002 e 2004. Durante il suo mandato all'Arsenal, Wenger è sempre rimasto fedele al club, nonostante numerose offerte da squadre di primo piano come Real Madrid, Bayern Monaco, Manchester City, Paris St.Germain oltre che dalla Nazionale francese e quella dei Tre Leoni.
Con l'Arsenal Wenger è riuscito a vincere la FA Cup ben sette volte, un record assoluto. Il primo sigillo risale alla stagione 1997-98, mentre l'ultimo è stato nel 2017, un anno prima di essere esonerato dai Gunners.
Dalla fine del 2019 il francese lavora per la FIFA come direttore del settore sviluppo del calcio.
Personaggio mai banale, visionario e senza peli sulla lingua, l'alsaziano è diventato uno degli allenatori più influenti del mondo. Per ricordare la carriera del 73enne abbiamo pensato di proporvi dieci fra le sue più iconiche citazioni:
«Non guardo il passaporto delle persone, ma la loro qualità e il loro atteggiamento»
Risponde alle critiche della stampa di non avere abbastanza giocatori inglesi in squadra.
«Una squadra di calcio è come una bella donna. Quando non glielo dici, si dimentica di essere bella»
Parla di come anche i giocatori più forti possono perdere facilmente la fiducia in se stessi.
«Credo nel lavoro, nella connessione fra i giocatori, ciò che rende grande il calcio è il fatto che è uno sport di squadra»
Spiega a grandi linee la sua visione del calcio. Non a caso il francese ha sempre criticato premi come il Pallone d'Oro perché viene premiato un singolo giocatore, quando invece il calcio è un gioco di squadra.
«Ieri ho provato a guardare la partita del Tottenham in televisione, ma mi sono addormentato»
Prende in giro gli odiati rivali dei Gunners, il Tottenham Hotspur, sottolineando quanto il loro gioco fosse noioso.
«Se mangi caviale ogni giorno poi è difficile tornare alle salsicce»
Giustifica in questo modo le critiche di parte dei tifosi negli anni dopo il 2004. Abituati a vincere con regolarità, non è facile abituarsi alla situazione, nella quale i successi vengono meno.
«Tutti pensano di avere a casa la moglie più bella»
La risposta a Sir Alex Ferguson nel 2002. Quando l'Arsenal aveva vinto il campionato e l'allenatore del Manchester United criticava i Gunners, definendo la propria squadra più forte.
«Le cose più grandi della vita sono state realizzate da persone che, all'inizio, avremmo giudicato pazze. Eppure, se non avessero avuto queste idee folli, il mondo sarebbe più stupido»
Descrive come anche delle sue scelte, spesso inizialmente ritenute un po' pazze o stravaganti si sono rivelate valide e poi sono state copiate da molti altri allenatori e società.
«È fuori luogo, scollegato dalla realtà e irrispettoso. Quando si dà il successo a persone stupide, a volte le si rende più stupide e non più intelligenti»
La risposta del francese alle critiche fattegli da Mourinho nel 2005, quando il portoghese lo descrisse come un «guardone» perché in alcune conferenze stampa aveva parlato ripetutamente del Chelsea.
«Non importa quanti soldi si guadagnino, in ogni caso si possono mangiare solo tre pasti al giorno e dormire in un solo letto»
Commenta il passaggio del turbolento attaccante Nicolas Anelka al Real Madrid. L'attaccante francese rimase una sola una stagione in Spagna e in seguito riferì che avrebbe voluto rimanere coi Gunners.
«Non so classificare i momenti di felicità e di tristezza, ma ogni sconfitta è una cicatrice nel cuore che non si dimentica mai»
Così spiega il fatto che le sconfitte si dimenticano molto più lentamente delle vittorie, oltre al suo carattere di pessimo perdente.