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Il 60% degli elettori non credevano che la SSR avrebbe continuato a esistere senza il canone Billag: il mantenimento di un servizio pubblico forte in tutte le regioni del Paese in generale e della SSR in particolare sono state le principali ragioni che hanno portato alla bocciatura dell'iniziativa "sì all'abolizione del canone radiotelevisivo". È quanto risulta dal sondaggio VOTO.
Il testo, lo ricordiamo, è stato respinto in votazione il 4 marzo con il 71,6% di voti. Tra i partiti hanno bocciato in modo più netto l'iniziativa "No Billag" - con una percentuale tra il 90 e l'84% - i simpatizzanti di Verdi, PS, PVL e PPD, mentre l'hanno appoggiata - con il 54% di sì - i sostenitori dell'UDC, indica l'analisi del sondaggio per il quale sono stati interrogati 1531 aventi diritto al voto.
Dallo studio risulta che è stata proprio la spesso citata "generazione di Netflix" a respingere in modo più chiaro il testo: tra tutte le fasce di età è stata quella dai 18 ai 29 anni a registrare la percentuale di sì più bassa (20%). La maggiore quota di voti a favore (40%) è stata rilevata tra i 40enni e i 49enni. In base allo studio, la SSR gode inoltre a livello nazionale di una grande fiducia: il 73% degli intervistati ha detto di avere una elevata o molto elevata fiducia nella società svizzera di radiotelevisione. Inoltre il 70% ha dichiarato di usufruire delle sue offerte quotidianamente e il 69% di giudicare la qualità dei programmi proposti come buoni o molto buoni.
Le motivazioni dominanti per il no a "No Billag" sono state il desiderio di mantenere un servizio pubblico forte in tutto il Paese (ragione principale per il 43% di coloro che hanno votato contro l'iniziativa) così come anche la valutazione positiva della SSR e delle sue prestazioni (citata dal 26%). Il 36% di coloro che si sono invece espressi a favore di "No Billag" ha dichiarato che determinante per la loro decisione è stato il prezzo del canone. Inoltre un quarto ha anche criticato la SSR e i suoi programmi citandoli quale ragione del "sì" all'iniziativa. La libertà di consumo dei mezzi di comunicazione e l'esenzione dalle tasse sono state le argomentazioni principali per il 17% dei favorevoli al testo.
Nonostante la netta bocciatura di "No Billag", una maggioranza del 58% ritiene che la SSR sia diventata troppo grande e debba ridurre la sua offerta. Sorprendentemente appoggia questa argomentazione una minoranza (42%) dei giovani tra i 18 e i 29 anni, mentre tra gli anziani la quota è dei due terzi.
(Ats)