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La Corte di cassazione francese ha accolto il ricorso presentato da UBS contro la condanna di secondo grado al pagamento di una multa pari a 1,8 miliardi di euro per aver aiutato facoltosi clienti a evadere il fisco. L’incarto viene così rimandato alla Corte di Appello, dove avrà luogo un nuovo processo.
I giudici, che erano tenuti a esaminare l’applicazione della legge e non i fatti, avevano tenuto un’udienza sul caso lo scorso 27 settembre. Visto che la Corte di cassazione ritiene non corretta la sentenza dei magistrati d’appello il caso torna a questi ultimi, che in pratica devono avviare un nuovo procedimento.
La banca era accusata di essere andata a caccia di clienti in Francia, fra il 2004 e il 2012, per convincerli ad aprire in Svizzera conti non dichiarati alle autorità tributarie. Gli inquirenti avevano stimato che gli averi nascosti al fisco ammontassero ad almeno 10 miliardi di euro. UBS doveva rispondere di fornitura illecita di servizi finanziari a domicilio e di riciclaggio aggravato del provento di frode fiscale.
In prima istanza, nel febbraio del 2019, l’istituto elvetico era stato condannato a una multa di 3,7 miliardi di euro e a un risarcimento di 800 milioni, per un importo complessivo di 4,5 miliardi. Una decisione che, in seguito al ricorso di UBS, la Corte di Appello di Parigi aveva confermato, ma riducendo la multa a 1,8 miliardi di euro.
SEIDISERA del 15.11.2023: Dalla Cassazione francese sentenza agrodolce per UBS
- 15.11.2023
- 17:14
RG 07.00 del 15.11.2023: In attesa della sentenza UBS
- 15.11.2023
- 12:13