Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/226906

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel gennaio 2018 l'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha pubblicato la propria visione fino al 2050 per il parco immobiliare svizzero. Questa visione contiene la "famiglia" dei label per gli edifici, che sono il Certificato energetico cantonale degli edifici (CECE), Minergie, lo Standard Costruzione Sostenibile Svizzera (SNBS Edifici) e Aree 2000 watt.</p><p>Nella sua risposta all'interpellanza 20.4532 il Consiglio federale dichiara che l'UFE ha scelto questi quattro label senza aver indetto un bando di gara. Secondo il Consiglio federale non esistono sul mercato altri label con basi altrettanto solide. Questa affermazione non è esatta. Sono infatti disponibili altri label qualità equivalenti, come il THPE e il CAP2050.</p><p>Nella stessa risposta il Consiglio federale sottolinea inoltre che il sostegno finanziario al Programma Edifici si basa sul modello d'incentivazione armonizzato dei Cantoni (HFM). Ora, siccome in quest'ultimo vengono citati solo il CECE, il CECE Plus, Minergie e Minergie-P, i proprietari che vogliano beneficiare di un sostegno finanziario sono obbligati a ricorrere a uno di questi label. Nella sua risposta il Consiglio federale aggiunge che il Programma Edifici manterrà la sua formula attuale, senza modifiche riguardanti i label, anche quando sarà finanziato dal Fondo per il clima previsto nella legge sul CO2, che sarà sottoposta a votazione popolare il 13 giugno.</p><p>1. Selezionando i quattro label in questione senza indire un bando di gara, l'UFE ha agito nel rispetto della legge? Questo modo di procedere è compatibile in particolare con la legislazione in materia di acquisti pubblici?</p><p>2. Il rifiuto dell'UFE di completare l'attuale elenco dei label "ufficiali" con altri label qualità equivalenti è conforme al diritto? Non è questo un modo per creare una situazione di monopolio a favore dei quattro label in questione?</p><p>3. L'HFM è stato approvato dalla Conferenza dei direttori cantonali dell'energia. Quest'ultima è un'associazione privata ai sensi dell'articolo 60 e segg. del Codice civile. È ammissibile che una simile associazione limiti drasticamente i label che permettono ai proprietari di edifici di ricevere sussidi pubblici? Perché non sarebbe possibile aggiornare l'HFM, come già avvenuto più volte in passato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1 e 2:</p><p>Nel caso della "Visione 2050 per il parco immobiliare" dell'Ufficio federale dell'energia, non si tratta di un documento di natura contrattuale. Esso non comporta alcun obbligo finanziario. L'obiettivo della visione per il parco immobiliare è quello di sviluppare un aiuto all'orientamento sul mercato per mezzo di label facilmente comprensibili in tutta la Svizzera. I quattro label menzionati nel documento sono stati sviluppati dai Cantoni e dall'UFE perché, da un lato, rivestivano un interesse politico, ma anche perché, dall'altro, ancora non ne esistevano e non era prevedibile che tali label sarebbero stati sviluppati senza il coinvolgimento del settore pubblico. Ci sono voluti anni per sviluppare e affermare questi label a livello nazionale con un ampio coinvolgimento di soggetti privati e pubblici. Come menzionato nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza 20.4532 Feller "L'Ufficio federale dell'energia come ha selezionato i quattro label per gli edifici per i quali garantisce una promozione?", attualmente non esistono altri label con basi così solide, che poggino sugli standard svizzeri e sulla cultura edilizia svizzera. Stando alle conoscenze dell'UFE, i quattro label citati sono attualmente gli unici a essere applicati in modo uniforme a livello nazionale in questo settore. Altre etichette possono fare il proprio ingresso nel mercato, non vi è una situazione di monopolio o di oligopolio. Se del caso, la visione per il parco immobiliare può essere integrata, anche se questo vale solo per i label usati in tutta la Svizzera e che sono di qualità comparabile agli altri quattro; altrimenti vi è il rischio che il panorama si frammenti e che lo scopo dei label, ossia uno standard chiaro e comparabile per i clienti in tutta la Svizzera, venga meno.</p><p>Domanda 3:</p><p>La Confederazione può versare contributi globali ai programmi di promozione cantonali solo se i Cantoni prevedono misure armonizzate nel settore degli edifici ai sensi dell'articolo 34 capoverso 3 lettera a della legge sul CO2. I Cantoni hanno soddisfatto questo requisito di legge introducendo il modello d'incentivazione armonizzato dei Cantoni (HFM 2015). Tale modello, che è stato adottato dalla Conferenza dei direttori cantonali dell'energia (CdEN) nell'assemblea plenaria del 21 agosto 2015, costituisce la base per l'orientamento dei programmi di promozione cantonali. Oltre all'armonizzazione, l'HFM garantisce che l'efficacia dei programmi di promozione cantonali previsti dalla legge sull'energia (art. 52 cpv. 4 LEne; RS 730.0) possa essere determinata secondo standard uniformi. L'HFM può essere aggiornato, ma deve sempre garantire i requisiti legali di cui sopra. Affinché i nuovi label possano essere inclusi nella HFM dalla CdEN, devono quindi soddisfare requisiti qualitativi analoghi a quelli esistenti ed essere offerti e utilizzati in modo uniforme in tutta la Svizzera, altrimenti il requisito dell'attuazione armonizzata non è soddisfatto. Le etichette cantonali menzionate nell'interpellanza non soddisfano questi criteri.</p>  Risposta del Consiglio federale.