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Il Consiglio dei governatori (Board of Governors) della Banca centrale USA (Fed) accusa attualmente una forte carenza di organico: almeno tre dei sette seggi del Comitato direttivo che affianca la presidente Janet Yellen sono infatti vacanti. Con la scadenza del mandato di Yellen il prossimo febbraio 2018, il presidente Trump avrà l’opportunità unica di nominare la maggioranza dei governatori. La scelta dei collaboratori da parte del presidente USA potrebbe influenzare l’ulteriore modus operandi della Fed. Non avrebbe invece conseguenze a breve termine sullo scenario dei tassi in Svizzera.
Il mandato quadriennale di presidente del Consiglio dei governatori – e pertanto responsabile della Fed – conferito a Janet Yellen scadrà il prossimo febbraio 2018. È ora vuoto anche il posto del vicepresidente, essendosi Stanley Fischer dimesso a metà ottobre. Già prima, tre dei sette seggi del Consiglio dei governatori erano vacanti. Tuttavia, nel frattempo Donald Trump ne ha occupato uno nominando il giurista Randal Quarles, già al servizio del governo durante la presidenza di George Bush Senior e George Bush Junior. A metà ottobre il Senato ha confermato Quarles, che assume un incarico nato nel Consiglio dei governatori in seguito alla crisi finanziaria e poi mai occupato sotto la presidenza di Obama. Quale Vice Chair for Supervision designato, il 60enne è responsabile della vigilanza e della regolamentazione del mercato finanziario. Sostituto di Janet Yellen, è allo stesso livello gerarchico del vicepresidente del Consiglio dei governatori.
Trump ha così l’eccezionale opportunità di occupare almeno quattro dei seggi della Fed o addirittura cinque se non riproporrà Yellen al Senato per un secondo mandato. In quest’ultimo caso è probabile che Yellen rinunci anche al seggio nel Consiglio dei governatori che le spetta fino a fine gennaio 2024.
Nonostante i posti vacanti, in generale non è messa in discussione la capacità di azione del Comitato federale del mercato aperto.
Nonostante i posti vacanti, in generale non è messa in discussione la capacità di azione del Comitato federale del mercato aperto (Federal Open Market Committee). L’organo, composto da dodici membri, è responsabile delle decisioni in materia di politica monetaria e, oltre ai sette membri del Consiglio dei governatori nominati dal presidente e confermati dal Senato, include altri cinque membri: il rappresentante (R.) della Federal Reserve Bank of New York, con seggio permanente nel Comitato federale del mercato aperto, e quattro degli undici rappresentanti delle restanti banche della Federal Reserve. Questi ultimi si avvicendano nel mandato secondo un criterio di rotazione annuale.
Nei mesi scorsi, il dibattito pubblico ha riguardato prevalentemente la vacanza della posizione presidenziale. L’elenco dei potenziali candidati alla presidenza della Fed, oltre a Janet Yellen – che potrebbe essere considerata per un secondo mandato – include Jerome Powell (membro del Consiglio dei governatori), Kevin Warsh (ex membro del Consiglio dei governatori), Gary Cohn (consulente economico di Donald Trump) e John Taylor (docente di economia e consulente economico). Tra questi, solo Gary Cohn proviene da un settore diverso da quello della politica monetaria, mentre i restanti candidati hanno già grande dimestichezza con l’ambiente della Fed.
Tuttavia, riteniamo esiguo il rischio che Donald Trump strumentalizzerà per fini politici la direzione della Fed nominando uno dei suoi sostenitori.
Oltre alla politica monetaria, tra le responsabilità della Fed rientrano anche la stabilità del sistema finanziario, la vigilanza sulle banche, il traffico dei pagamenti e la tutela dei consumatori. Tuttavia, riteniamo esiguo il rischio che Donald Trump strumentalizzerà per fini politici la direzione della Fed nominando uno dei suoi sostenitori. I processi decisionali e le nomine dei governatori della Fed sono concepiti in modo tale da arginare il rischio di abuso a scopi politici. Da un canto, i candidati nominati devono ricevere l’approvazione del Senato e né i democratici né buona parte dei repubblicani appoggerebbero delle nomine eccessivamente polarizzate. Dall’altro, le decisioni in materia di politica monetaria richiedono un voto a maggioranza semplice da parte dei membri del Comitato federale del mercato aperto, il che ostacola il perseguimento di obiettivi individuali.
Anche se la decisione sulle nomine alla Fed potrebbe frenare o accelerare la svolta dei tassi a livello globale, a breve termine non avrebbe ripercussioni sullo scenario dei tassi in Svizzera. Attualmente la linea d’azione della Banca nazionale svizzera è maggiormente influenzata dalla politica monetaria della Banca centrale europea.