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Berna/Lugano, 8 maggio 2018 – A due anni dallo scoppio dello scandalo per il lavoro minorile in Uganda, LafargeHolcim e i suoi fornitori non hanno fatto nulla per aiutare le vittime. In occasione dell’assemblea generale che si terrà oggi a Dübendorf, Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti invitano il gruppo franco-svizzero del cemento ad assumersi finalmente le proprie responsabilità. Questo caso mostra inoltre che la Svizzera deve regolamentare a livello di legge il dovere di diligenza delle imprese.
Risultato: dall’oggi al domani la maggior parte di questi piccoli minatori hanno perso il lavoro e la loro fonte di reddito. Bambini e ragazzi che durante gli anni di pericoloso lavoro nelle cave non solo hanno trascurato la scuola, ma hanno anche messo in pericolo la loro salute. LafargeHolcim e i suoi fornitori continuano però a sfuggire alle loro responsabilità, anche se dovrebbero offrire delle riparazioni conformemente ai principi quida delle Nazioni Unite per le imprese e i diritti umani (UNGP). La società dichiara che un’indagine esterna non ha rilevato alcuna prova del lavoro minorile nella catena di approvvigionamento di Hima Cement, rifiutando al contempo di rendere il rapporto accessibile al pubblico.
In alcune dichiarazioni video, diversi ragazzi riferiscono di nuovo che lavorano per i fornitori di Hima Cement. Affermano inoltre che LafargeHolcim non ha fatto nulla per aiutarli, come chiesto un anno fa da Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti. L’impresa del cemento ha dato avvio alla costruzione di alcune toilette in una scuola e a dei programmi volti a fornire consigli in materia di salute e di come aumentare il reddito delle famiglie. Tuttavia i ragazzi che un tempo lavoravano, rimangono senza aiuto e senza alcuna prospettiva per il futuro.
Per questo motivo, in occasione dell’Assemblea generale di oggi, Pane per tutti e Sacrificio Quaresimale rinnovano la loro richiesta a LafargeHolcim e ai suoi fornitori di riconoscere le loro responsabilità nel lavoro minorile e di aiutare questi ragazzi a tornare a scuola o a seguire una formazione professionale. Il caso LafargeHolcim mostra chiaramente che il dovere di diligenza delle imprese deve essere regolamentato a livello di legge, come previsto dall’Iniziativa per multinazionali responsabili. Le misure volontarie o la pressione da parte dell’opinione pubblica evidentemente non bastano a convincere le imprese ad assumersi le proprie responsabilità.
Per maggiori informazioni: Yvan Maillard Ardenti, Pane per tutti, +41 79 489 3824, mail.