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La storia ci insegna che la Svizzera ha corso più volte il pericolo di vedersi privata dei suoi valori fondamentali, l’indipendenza, la democrazia diretta e il federalismo. E più volte si è trovata a un bivio.
Anche domenica 20 ottobre 2019 siamo simbolicamente a un bivio come il 15 di novembre 1315, quando gli “Asburgo” attaccarono la nostra piccola Svizzera ed i nostri Confederati con impegno e astuzia, riuscirono a vincere la battaglia contro questo grosso Impero.
Ma torniamo alla nostra epoca. Il 6 dicembre 1992 abbiamo di nuovo dovuto difendere l’indipendenza e la libertà della nostra Confederazione Svizzera. Naturalmente non con le armi, ma in una votazione che ci sottoponeva l’entrata a far parte dello Spazio Economico Europeo (SEE), …per poi correre il grande rischio di scivolare nell’UE. I promotori di questo passo rischioso che ci avrebbe indebolito il diritto di voto e la nostra autodeterminazione, era una casta di politici e rappresentanti dell’economia e della finanza, che consideravano lo SEE l’unica soluzione per salvare la Svizzera. Il successo conseguito dalla Svizzera dopo la votazione dello SEE li ha sconfessati pienamente.
Ora, attenzione al 20 ottobre 2019! Di nuovo ci dobbiamo difendere da chi ci vuole privare della libertà e dei diritti del nostro popolo e da chi vuole dominare la nostra popolazione e la nostra nazione.
Va aggiunto che le elezioni del 20 ottobre 2019 sono cruciali per la via già marcata dalla nostra classe politica (salvo l’UDC) verso l’UE e la nostra perdita della libertà. Si sta facendo un passo dopo l’altro contro la nostra Svizzera, che è sana economicamente, ma che per rimanere tale deve mantenere la sua indipendenza.
Purtroppo la maggioranza dei partiti Svizzeri vede pochi ostacoli per l’accettazione di questo contratto! Ora si espongono il meno possibile, ma c’è da aspettarsi che dopo le elezioni vorranno sottoscrivere l’Accordo quadro e accettare di sottomettersi alle leggi dell’UE.
Questo contratto ci toglierebbe l’autodeterminazione, la nostra democrazia diretta, la sovranità dei Cantoni e dovremmo lasciare interferire l’UE nella gestione delle nostre istituzioni più importanti, fra le quali anche l’AVS e quelle legate alla socialità. Oltre a tutte queste concessioni l’ultima parola nella giustizia, sarà sempre nelle mani dell’UE.
In breve vi elenchiamo le ulteriori rinunce che dovremmo subire nell’ambito dell’Accordo quadro e degli ulteriori accordi che già si prevede di trattare:
- Le norme delle nostre leggi verranno definite dall’UE.
- L’UE definirà la politica agraria Svizzera.
- L’UE definirà il nostro approvvigionamento dell’energia.
- Il traffico di transito Nord/Sud verrà determinato dall’UE.
- L’EU definirà pure come saranno strutturate le nostre banche cantonali.
L’Accordo quadro, che ci metterebbe in condizioni di sottomissione, avrebbe conseguenze difficilmente gestibili:
- La riduzione degli stipendi e meno guadagno.
- Un aumento della migrazione e più disoccupati.
- I costi sociali aumenterebbero mettendo in difficoltà soprattutto molti comuni.
- Imposte e tasse ancora più elevate.
- Più regolamentazioni e burocrazia.
- Ai cantoni ed ai comuni verrà tolta gran parte delle loro competenze, anche nel campo fiscale.
- Secondo la direttiva sulla cittadinanza dell’UE i cittadini dell’UE domiciliati in Svizzera avranno il diritto di voto.
- La Svizzera sarà soggetta a tribunali e giudici dell’UE.
- Ci saranno delle sanzioni (penalità) da parte dell’UE qualora la Svizzera non volesse accettare una o più norme europee.
- Ed infine, la via intrapresa con l’Accordo quadro ci condurrebbe nell’UE.
Care Concittadine, cari Concittadini,
Ora visto che l’UDC è l’unico dei principali partiti Svizzeri che sostiene di respingere l’Accordo quadro con l’UE è molto importante che la nostra cittadinanza ci sostenga nelle elezioni del 20 di ottobre 2019. Solo una forte rappresentanza UDC nel Parlamento svizzero potrà lottare per evitare il peggio; per evitare che la Svizzera venga abbandonata ad un pericolosissimo destino!
UDC Valposchiavo
www.udc-valposchiavo.ch