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LE CHIESE DI LOSONE
Le chiese si estendono sul territorio del Comune di Losone esclusa la frazione di Arcegno.
Documentazione "specifica" sulla statua "San Giorgio e il drago". >leggi...
CHIESA DELLA MADONNA DI ARBIGOCHIESA SAN LORENZOCHIESA SAN GIORGIOCHIESA SAN ROCCO
Oratorio della Madonna della Purità di Arbigo
Nel 1486 davanti ad un piccolo tabernacolo con un'immagine della Vergine avvenne un fatto miracoloso che diede origine ad una particolare venerazione del sito. Nel 1648 fu avviata la costruzione di un oratorio, eseguita in due fasi, su disegno del capomastro PIETRO CALANCHINO di Cevio, per incorporarvi il tabernacolo quattrocentesco. Nel 1741 fu aggiunta una sagrestia. Nel corso dei Settecento gli altari (diventati due, uno della Vergine miracolosa, uno di San Giuseppe) ricevettero bei prospetti e balaustre in stucco lustro e marmi policromi. Nel 1851 sul lato rivolto al nuovo tracciato della strada (1825), fu infine aggiunto un portico a cinque campate su colonne di tipo toscano, che ripete gli schemi cinque e seicenteschi individuati nell'edilizia civile di Losone.
L'interno dell'oratorio, restaurato con cura nel 1986, è a tre campate che danno sul piccolo coro coperto da una volta a padiglione decorata con motivi neobarocchi. Qui è l'altare di San Giuseppe (offerto dal sac. Giuseppe Broggini nel 1785) con una tela settecentesca raffigurante il Transito del santo. La cappella con l'immagine miracolosa è ubicata sul lato sinistro della navata, da quando vi fu trasferita negli anni 1847-1848. Nel corso di quell'intervento l'antico dipinto murale andò in frantumi e fu sostituito. L’immagine oggi visibile, una Madonna col Bambino affrescata su una lastra (firmata POMPEO MAINO, 1936), è inserita in una finestra della mensa, protetta da belle antine lignee con intarsi rococò. Nella nicchia sopra l'altare ornato da due colonne tortili è esposta la statua seicentesca di una Maria Regina ritrovata nel 1981. L’altare nel suo complesso è visibile attraverso una lunetta vetrata aperta nel muro sotto il portico.
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Chiesa parrocchiale di San Lorenzo
Citata nel 1243, la chiesa subì radicali trasformazioni nel corso dei XV secolo e interventi e abbellimenti negli anni 1590-1597 ad opera di mastro GIOVAN PIETRO VIOLLA e dell'architetto PIETRO BERETTA di Brissago, mantenendo tuttavia con molta probabilità la struttura tardogotica a coro quadrato con la tradizionale decorazione pittorica medievale fin verso il 1719, quando venne sopraelevata e trasformata secondo il gusto barocco dal capomastro GIUSEPPE BAROGGIO di Maccagno e probabilmente da mastro LORENZO LORENZETTI di Losone (1719-1728). Il complesso odierno risale quindi in sostanza al XVIII secolo. Anche il maestoso campanile (che reca la data 1553 al livello della prima feritoia sul lato ovest) nel quale sembra identificabile anche la mano degli architetti BERETTA di Brissago, subì interventi vari (1619-20; 1745) e una sopraelevazione ancor ben leggibile nella muratura. La bella lanterna neobarocca disegnata da ALESSANDRO GHEZZI di Lamone, è del 1898. Il corpo della chiesa e il campanile sono in muratura rustica com'è tradizione nelle chiese di villaggi e borghi di campagna, mentre la facciata è tinteggiata di giallo. Il prospetto, restaurato nel 1894 pure su progetto dell'architetto ALESSANDRO GHEZZI, presenta una partizione analoga a quella di San Giorgio con forte trabeazione, lesene laterali binate in basso, grande arco trionfale nel settore centrale alto sopra la finestra tripartita (serliana) e nicchie laterali. I dipinti ai lati della porta fanno parte della Via Crucis; quello in alto raffigura il santo patrono. Nelle nicchie sono le statue dei santi Pietro e Paolo.
L'interno presenta quattro campate e cappelle a nicchie poco profonde che ospitano gli altari laterali. Il coro quadrato, più stretto, sembrerebbe riflettere in pianta le proporzioni di quello medievale. Doppie lesene strutturano le pareti; un cornicione modanato e fortemente aggettante corre lungo tutto l'edificio fino alla parete del coro dove si spezza per lasciar il posto alla bella ancona marmorea dell'altare maggiore. La volta è a botte e vele, suddivisa nella nave da tre archi trasversali.
Si accede alla imponente chiesa dedicata al martire san Lorenzo, attraverso l'antico sagrato delimitato nel 1785-1788 dalla sequenza di undici cappelle a timpano o centinate di una Via Crucis che fanno da corona all'ossario porticato eretto nel 1752. Le stazioni I e XIV della Via Crucis, benedetta nel 1816 e restaurata nel 1894, sono dipinte sulla facciata della chiesa; la III sull'ossario (pitture rinnovate nel 1932 e restaurate negli anni 1988-1990).
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Chiesa di San Giorgio
>>leggi statua s.Giorgio
La chiesa dedicata al noto santo dalla inconfondibile iconografia si staglia ancor oggi isolata ai bordi orientali del pianoro della frazione di San Giorgio. Sulla sinistra, entro un muro di cinta, esiste tuttora l'antica casa cappellanica.
L’edificio, sorto in zona di interesse archeologico, è sicuramente di fondazione molto antica, forse altomedievale, ma è citata soltanto dal 1331 in poi. Nella parte inferiore dell'attuale campanile, risalente all'XI secolo, sono leggibili le specchiature a due archetti. Nel XV secolo la struttura della chiesa rispondeva alla tipologia degli edifici sacri tardomedievali di una certa ampiezza. Importanti lavori seguirono nel 1618 con la costruzione di una cappella del Rosario. Negli anni 1634 – 1638 (capomastro ANTONIO BALESTRA) la struttura fu ampliata in senso lungitudinale e sul fianco meridionale. Con i lavori del 1796 – 1799 (capomastro CARLO NOSETTI di Lozzo e altri) la chiesa assunse l'aspetto che ancor oggi la caratterizza. Gli interventi degli ultimi decenni eliminarono parte degli arredi dei due secoli precedenti e quasi tutta la decorazione pittorica ottocentesca, presumibilmente di gusto neobarocco. Sul lato orientale del complesso, sopra il poggio, sono ben visibili il coro gotico, l'innesto della vecchia navata e lo snello campanile romanico, sopraelevato nel 1792. In questa zona la struttura muraria è stata tuttavia in parte grossolanamente intonacata, in contrasto con la tradizione. La facciata, risalente alla fine dei XVIII secolo, intonacata e dipinta invece secondo l'usanza, è strutturata come quella della chiesa di San Lorenzo. Un'ampia trabeazione divide in due parti la facciata a timpano, concepita con due ali a vento e modulata da lesene semplici e binate. Una serliana centrale, un'apertura ovale e due nicchie con le statue recenti dei santi Giuseppe e don G. Bosco nonché una targa con la data MDCCIC (1799) arricchiscono la parte superiore dei prospetto, oggi tinteggiato a forte contrasto. Nella nicchia sopra la porta che per un certo tempo ospitava la statua lignea del santo patrono si trova attualmente un'opera analoga in ceramica verniciata.
L'interno, pavimentato a granito, dalla gradevole colorazione in toni smorzati, risulta tuttavia sproporzionato nella parte orientale, essendo stata cancellata (1962) tutta la decorazione pittorica di ANTONIO LAMBERTI del 1846 (tranne tre putti che volteggiano ancora sopra l'altare maggiore). Lo spazio è suddiviso in quattro campate ed è articolato da lesene e da un ampio cornicione. All'altezza della terza campata sono ubicati gli altari della Madonna del Rosario (a sinistra) e di sant’Antonio da Padova (a destra). A est si apre la piccola cappella dell'altare maggiore barocco (1634) con stucchi a cartocci, mascheroni, testine alate e putti, eseguiti con perizia da un buon artigiano. Sul lato sinistro dell'ultima campata è stato riaperto l'arco di un cappella già dedicata alla Vergine, ornato di pitture cinquecentesche, oggi frammentarie: l'angelo dell'Annunciazione, l'Annuncio ai pastori, uno dei Magi e la Presentazione al tempio. L'accesso al coro tardomedievale avviene attraverso la porta lignea dietro l'attuale altare. Nel 1986 fu ritrovata l’antica pavimentazione, accessibile oggi da una piccola scala in ferro. La decorazione pittorica, conservatasi solo parzialmente, riflette i programmi tradizionali medievali.
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Chiesa di San Rocco
Nel 1584 con il “lavorerio ... dei comune” e con elemosine private ebbe inizio nella frazione di Mondrigo la costruzione di questo edificio dedicato al maggiore dei santi invocati in caso di peste, san Rocco appunto. La chiesa fu portata a termine intorno al 1626. Il portichetto a tre arcate disuguali in facciata fu aggiunto nel 1655; il campanile con il tetto a piramide seguì negli anni 1731-1741. San Rocco assunse tuttavia la sua ampiezza attuale solo nel XIX secolo con l'aggiunta di una cappella a destra, la sopraelevazíone del 1837 e con il nuovo coro del 1855. La facciata a timpano, ornata da una trabeazione, da una finestra trilobata e da un oculo, presenta - con il portico, le finestrelle laterali e le panchine esterne - tutti gli elementi ricorrenti di un oratorio di campagna. L'interno è modulato da lesene sia nella navatella a quattro campate sia nel coro, dove le paraste sono composite. Il coro fu decorato nel 1860 da GIOVANNI ANTONIO VANONI con una finta architettura e un'Annunciazione dai vivaci colori a fianco della finestra dei fondo. Funge da pala d'altare una tela del 1614 raffigurante la Madonna con i santi Rocco e Sebastiano.
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