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Nel 1992, i rappresentanti di 172 Paesi si sono incontrati nell’ambito della «United Nations Conference on Environment and Development, UNCED» di Rio de Janeiro, per cercare di risolvere problemi quali la povertà, la crescente disparità tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo nonché le difficoltà sempre maggiori negli ambiti sociali, economici ed ambientali, gettando le basi per uno sviluppo sostenibile a livello mondiale. Nei suoi lavori, la Conferenza ha attribuito la stessa importanza alla protezione dell’ambiente, allo sviluppo economico e a quello sociale.
I Paesi partecipanti hanno sottoscritto tre accordi non vincolanti a livello internazionale (l'Agenda 21, la Dichiarazione di Rio, la Dichiarazione dei principi per la gestione sonstenibile delle foreste) e due Convenzioni giuridicamente vincolanti (la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, la Convenzione sulla diversità biologica).
L'Agenda 21 è un programma d’azione globale in tutti i settori dello sviluppo sostenibile. E divisa in quattro sezioni: dimensioni economiche e sociali, conservazione e gestione delle risorse per lo sviluppo, rafforzamento del ruolo delle forze sociali e strumenti di attuazione. I piani d'azione contribuiscono all'attuazione dell'Agenda 21 sul piano nazionale, mentre a livello comunale questo ruolo viene assunto dall'Agenda 21 locale.
La Dichiarazione di Rio su ambiente e sviluppo definisce in 27 principi diritti e obblighi delle nazioni, riconosce come fondamentali i principi di causalità e di prevenzione e definisce, quali presupposti per uno sviluppo sostenibile, la lotta alla povertà, una politica demografica adeguata, la riduzione dei modi di produzione e consumo non sostenibili nonché un'ampia informazione e partecipazione della la popolazione nei processi decisionali.
La Dichiarazione dei principi per la gestione sostenibile delle foreste sancisce i principi per la gestione, la conservazione e l'utilizzazione sostenibile delle foreste.
La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ha l'obiettivo di stabilizzare le emissioni di gas a effetto serra ad un livello che non metta in pericolo il clima mondiale. Solo con il Protocollo di Kyoto però sono state fissate in modo giuridicamente vincolante le riduzioni delle emissioni dei sei gas ad effetto serra più importanti. In Svizzera la Convenzione sul clima è entrata in vigore il 21 marzo 1994 e il Protocollo di Kyoto è stato ratificato nel 2003.
La Convenzione sulla biodiversità ha l'obiettivo che quest'ultima non venga a lungo termine messa in pericolo ulteriormente. In Svizzera, la Convenzione sulla biodiversità è entrata in vigore il 19 febbraio 1995.
Oltre alle convenzioni e agli accordi summenzionati, durante questo primo Vertice mondiale è stata istituita la Commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile (UN-Commission on Sustainable Development, CSD), che deve garantire un proseguimento efficace e concreto delle decisioni prese a Rio.