Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01241.jsonl.gz/799

I Leopard 2, riguardo ai quali la Germania ha rinviato la propria decisione, sono stati al centro delle discussioni di Ramstein sulle prossime forniture di armi all'Ucraina. Anche se ultimamente si era parlato essenzialmente di missili per la difesa antiaerea "la richiesta di carri armati da parte di Kiev è un po' una costante di questo conflitto. Zelensky li ha chiesti sin dalle prime settimane e in parte li ha ottenuti, dei T-72 provenienti da Paesi che un tempo facevano parte del blocco sovietico", ha affermato al TG della RSI Pietro Batacchi, direttore della Rivista italiana difesa.
Perché torna ora alla carica? "La situazione sul campo si sta approssimando a una svolta, i carri sarebbero necessari per recuperare una parte di territorio occupata dai russi", ha spiegato Batacchi, aggiungendo che "c'è stato inoltre un attrito sulle forze ucraine, lo abbiamo visto nell'ultimo mese. Le perdite ci sono e bisogna rimpinguare". L'esperto italiano non sembra credere però che "la fornitura di 100 Leopard sia un fattore decisivo per le sorti della guerra".
E perché proprio i Leopard 2 e non altri blindati? "Perché ce ne sono tanti, forse 2'000 e oltre sul mercato, che erano stati venduti dalla Germania ad altri Paesi" è la risposta di Batacchi. "C'è quindi disponibilità e anche di pezzi di ricambio, una cosa molto importante per la sostenibilità di un mezzo da combattimento in un conflitto ad alta intensità come quello in Ucraina".
Sull'efficacia del carro tedesco grava inoltre anche la questione dell'addestramento: si tratta di un mezzo "di concezione diversa rispetto ai T-72" e i soldati ucraini andrebbero formati. Prima di un impiego effettivo "passerebbero comunque mesi, decisivi per le sorti del conflitto".