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Nuovo incaricato d'affari svizzero a Tripoli
La Libia ha accordato un visto al nuovo incaricato d'affari svizzero a Tripoli, dopo diverse settimane di attesa. Il diplomatico entrerà in funzione a breve, in un clima ulteriormente inasprito dalle recenti dichiarazioni di Gheddafi.
L'incaricato d'affari sostituisce l'ambasciatore Daniel von Muralt, in pensione dall'inizio del 2009, ha indicato martedì il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Erik Reumann, confermando un'informazione pubblicata da Le Temps. Durante la vacanza, l'ambasciata è stata amministrata da un solo diplomatico accreditato.
Il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz ha proposto di recarsi personalmente a Tripoli per incontrare Muammar Gheddafi allo scopo di stemperare l'attrito tra i due paesi, ma Berna non ha mai ricevuto risposta a questa offerta, ha indicato Reumann.
Le dichiarazioni rilasciate dal leader libico in occasione del G8 in Italia – Gheddafi ha accusato la Svizzera di finanziare il terrorismo internazionale e ne ha auspicato lo smembramento in tre regioni da affidare a Germania, Francia e Italia – non lasciano peraltro presagire un incontro imminente. Il DFAE si è rifiutato di commentare le affermazioni in questione.
Dall'arresto di Hannibal Gheddafi e della moglie Aline effettuato dalla polizia ginevrina lo scorso luglio per presunti maltrattamenti ai danni di due domestici, le relazioni tra i due paesi sono assai tese. Due cittadini svizzeri sono trattenuti contro la loro volontà in Libia, e 5,5 miliardi di fondi libici sono stati ritirati dalle banche elvetiche. La crisi diplomatica ha interessato anche i collegamenti aerei e le forniture di petrolio.
Nell'aprile 2009, la coppia Gheddafi ha depositato una denuncia civile contro lo stato di Ginevra, ritenendo di essere stata trattata in modo sproporzionato in occasione dell'arresto.
swissinfo.ch e agenzie
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