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La Svizzera è simile alla Lettonia per molti aspetti, anche senza essere membro dell'UE e della NATO: lo ha sottolineato il presidente della repubblica baltica Egils Levits durante il suo incontro con il presidente della Confederazione Ignazio Cassis oggi (lunedì) a Lugano. Riga e Berna hanno la stessa visione di ciò che è buono e giusto nel mondo, ha continuato Levits. Le relazioni bilaterali tra i due paesi sono "eccellenti". La guerra in Ucraina è stata l'argomento principale dei colloqui bilaterali.
La situazione attuale richiede solidarietà e una nuova architettura di sicurezza in Europa, basata su quanto accomuna gli stati democratici, ha continuato Levits. Tutti devono sostenere le sanzioni dell'UE.
Il Consiglio federale discuterà del quinto pacchetto nei prossimi giorni, ha spiegato dal canto suo Cassis. "Quello che sta succedendo ora ci occuperà per gli anni o decenni a venire", ha poi affermato il capo del Dipartimento federale degli affari esteri.
Alla domanda di un giornalista se la gente in Lettonia avesse paura di un possibile attacco russo, Levits ha detto che il suo Paese ha paura della Russia come gli altri europei, ma che non crede che gli Stati baltici corrano il rischio di diventare un "secondo Donbass".
La candidatura svizzera al Consiglio di sicurezza
Levits, che è stato ambasciatore in Svizzera negli anni 1990, ha anche accennato alla candidatura di Berna per un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza dell'Onu. Quest'ultimo potrebbe beneficiare parecchio dei molti anni di esperienza di un "piccolo Paese neutrale", ritiene il presidente lettone.
I due poeti che si rifugiarono a Castagnola
Da parte sua, Cassis ha sottolineato il potere simbolico della sua città natale, Lugano, per l'amicizia lettone-svizzera: dal 1906 al 1920 i due poeti lettoni Rainis (pseudonimo di Jānis Pliekšāns) e sua moglie Aspazija (pseudonimo di Johanna Emīlija Lizete Rosenberga, coniugata Pliekšāne) trovarono infatti accoglienza e rifugio a Castagnola, dove trascorsero il loro esilio, prima di poter fare ritorno in patria. Dopo i colloqui ufficiali, del resto il programma ha previsto una visita del monumento e del museo Rainis e Aspazija proprio a Castagnola. "La storia è un buon strumento per collegare le persone", ha sintetizzato Cassis.