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Era stato condannato il 15 maggio del 2019 a cinque anni di carcere da espiare l'uomo che nell'aprile del 2017 alla discoteca La Rotonda di Gordola colpì con un pugno e una spallata al collo un 44enne di Genestrerio, provocandone la morte.
La vicenda tornerà in un'aula, questa volta di fronte alla Corte di appello e revisione penale, il 10 novembre prossimo. Presiederà il dibattimento la giudice Giovanna Roggero-Will, affiancata dai giudici a latere Rosa Item e Francesca Lepori Colombo. L'imputato sarà difeso dall'avvocato Yasar Ravi, mentre l'accusa sarà sostenuta dal procuratore pubblico Arturo Garzoni.
Al termine del primo processo il giudice Amos Pagnamenta aveva ritenuto il giovane alla sbarra colpevole di omicidio colposo, e non di omicidio intenzionale per dolo eventuale come invece chiedeva l'accusa. I giudici hanno ritenuto che, pur colpendo la vittima, l'allora 23enne non poteva realisticamente immaginare quali potessero essere le conseguenze del suo agire. Pagnamenta aveva comunque individuato una “colpa di estrema gravità” nel suo agire sconsiderato e con egoismo.
Già al termine di quel primo processo la difesa e l'accusa avevano annunciato l'intenzione di andare in Appello. Ora è stata fissata la data del processo bis, che si terrà nella sede del Tribunale penale federale di Bellinzona martedì 10 novembre (con data di riserva mercoledì 11 novembre). Tra i capi d'imputazione: omicidio intenzionale, per dolo eventuale; omicidio colposo; omissione di soccorso; lesioni semplici ripetute; e infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti.