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Da ragazzi abbiamo spesso giocato con le dita, tirandole e facendole scricchiolare. Questa mossa non era dolorosa ma neanche particolarmente piacevole. Il “clic” poteva
essere ripetuto allo stesso dito solo dopo un paio di ore. Se si tirava subito ancora una volta, il “clic” non si riproduceva più ma come conseguenza la giuntura rimaneva più maneggevole, più distesa. Si accettava questo fenomeno
senza farsi delle domande del perchè il “clic” si produceva e perchè si ripeteva solo dopo un lasso di tempo o perchè la giuntura rimaneva più maneggevole. Ci siamo accorti solo dopo una certa età che anche altre
articolazioni scricchiolavano, come i gomiti, le ginocchia ed i piedi. Nessuno sospettava che tutte le giunture del corpo umano possono scricchiolare, in particolare non le articolazioni vertebrali e le giunture sacroiliache del bacino. Il fenomeno del “clic”
delle articolazioni è molto conosciuto dai chiropratici e dai pazienti che sono stati trattati con la tecnica delle manipolazioni chiropratiche. Le articolazioni vengono tenute assieme e guidate nella loro funzione da ligamenti e muscoli. Indurimenti,
spasmi, degenerazioni di questi tessuti possono provocare disfunzioni delle articolazioni e riflessi nervosi dolorosi. Lo scricchiolio delle giunture o “canto delle ossa” espresso in modo poetico, è conosciuto da almeno 100 anni, cioè
dalla riscoperta del metodo manipolativo da parte dell’americano David Daniel Palmer, scopritore e fondatore nel 1895 della “Chiropratica” (da cheir = mano e praxis = praticare). Da Palmer (1845 - 1913) abbiamo imparato, che il “clic”
provocato da una separazione veloce di un’articolazione produce un sollievo enorme per chi ha un disturbo funzionale a questa giuntura. Il sollievo non è solo per l’effetto locale ma funziona tramite riflessi nervosi fino al cervello. La
riuscita della separazione dell’articolazione viene quasi sempre confermata con il “clic” che sentiamo. Palmer chiamava il blocco articolare una “sublussazione” e la manipolazione che provoca il “clic” e il benessere
un “aggiustamento”.
I meccanismi e le causa del “clic” terapeutico non furono studiate scientificamente fino agli anni settanta, quando il Chiropratico
Svizzero Dr. Raymond Sandoz di Neuchâtel ha ricercato e pubblicato il suo articolo su questo fenomeno. Prima ha confermato radiologicamente il “clic” della separazione fisica dell’articolazione (alcuni decimi di mm) e poi ha ipotizzato
la formazione di un vacuolo nello spazio interarticolare. Le superfici sinoviali dell’articolazione vengono separate dallo strappo esercitato assialmente alla giuntura e si forma uno spazio (vacuo) che immediatamente viene riempito d' “aria”.
Dall’implosione di quest’aria (CO2) risulta il rumore, il “clic”. La presenza d’aria come cuscino tiene le superfici articolari separate per un periodo di tempo,
così che una seconda separazione (strappo) non potrà più provocare l’implosione e conseguentemente non più il “clic”. La chiropratica usa il fenomeno della separazione delle giunture in maniera curativa, per dare
tregua alle articolazioni dalla loro pressione e all'usura interna che crea microinfiammazioni, degenerazioni o addirittura blocchi articolari. Tante sono le condizioni che affliggono le articolazioni vertebrali dovute a queste interferenze meccaniche
e della loro funzione: le cefalgie cervicali (mal di testa - emicrania), le cervicalgie (mal di collo), le cervicobrachialgie (dolori che partono dal collo e che s'irradiano giù alle braccia fino alle mani), le dorsalgie, le intercostalgie, le lombalgie,
le sciatiche, i dolori o formicolii alle dita delle mani e dei piedi, le deformazioni cifotiche e scoliotiche.
La tecnica per separare per esempio la giuntura di un
dito è relativamente semplice e può essere provata da tutti senza pericolo. L’aggiustamento di un’articolazione vertebrale però diventa molto complessa e deve rimanere nella mano dello specialista chiropratico. La direzione
della mossa, la sua profondità, la velocità e la forza applicata sono parametri che vengono insegnate agli studenti di chiropratica in tante lezioni teoriche e pratiche nei loro atenei di formazione in tutto il mondo. La formazione in Svizzera
si svolge nell’Università di Zurigo, nella facoltà di Chiropratica affiliata alla facoltà di Medicina. Anche se la chiropratica si serve principalmente delle mani per eseguire la sua cura, non si limita unicamente al lavoro manipolativo.
Formula la diagnosi con esami fisici, ortopedici, neurologici, radiologici e di laboratorio. Applica terapie ausiliarie fisioterapiche e di cure basati sui principi di una vita sana.
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