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In passato, il ritrattamento degli elementi combustibili provenienti da centrali nucleari svizzere veniva effettuato negli impianti di La Hague (Francia) e Sellafield (Gran Bretagna), con la separazione del materiale prodotto durante il ritrattamento in parti riciclabili e in scorie ad alto, medio e basso livello di radioattività. Nel 2001, il Consiglio federale ha proposto un divieto di ritrattamento nel messaggio concernente la legge sull'energia nucleare (LENu). Il Parlamento ha respinto un divieto assoluto, ma ha acconsentito all'introduzione di una moratoria della durata di dieci anni per l'esportazione degli elementi combustibili a scopo di ritrattamento. In questo modo ha voluto tenere aperta la possibilità del ritrattamento, per il caso in cui, durante i dieci anni di moratoria, si fossero rese disponibili procedure più ecologiche e sicure. La moratoria è entrata in vigore il 1° luglio 2006 e terminerà il 30 giugno 2016.
Poiché le procedure di ritrattamento disponibili al giorno d'oggi sono le stesse di dieci anni fa, nel 2013 il Consiglio federale ha proposto di reintrodurre un divieto di ritrattamento nel suo messaggio relativo al primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050. Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno accolto la proposta durante la deliberazione parlamentare, tuttora in corso.
I dibattimenti sul primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050 si concluderanno presumibilmente entro la metà del 2016. Considerato anche il termine di referendum, la relativa modifica della LENu potrebbe entrare in vigore solo dopo la scadenza della moratoria (30 giugno 2016). Di conseguenza, dal 1° luglio 2016 e fino all'entrata in vigore della nuova disposizione il ritrattamento sarebbe di nuovo ammesso.
Per evitare questo vuoto normativo, il Consiglio federale chiede al Parlamento di prorogare di altri dieci anni la moratoria per l'esportazione degli elementi combustibili esausti mediante decreto federale semplice.