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«Legge sui trapianti: la complessità della donazione d’organi». Questo il titolo della serata pubblica promossa dalla Fondazione Sasso Corbaro in agenda lunedì 2 maggio presso il campus est Usi-Supsi a Lugano dalle 17 alle 22 (ingresso gratuito), in vista della votazione federale sul tema dei trapianti. Undici esperti provenienti da campi disciplinari diversi illustreranno le peculiarità relative al tema della donazione d’organi, e in particolare le modalità del consenso al prelievo.
Come noto, il 15 maggio 2022 il popolo svizzero si esprimerà sulla "Modifica della legge sui trapianti". Negli ultimi cinque anni, in Svizzera, in media 450 persone all’anno hanno ricevuto uno o più organi di una persona deceduta, ma il numero di organi necessari è, in realtà, molto più elevato. Attualmente un trapianto è possibile solo se il donatore vi aveva acconsentito in vita (modello del consenso). Spesso, tuttavia, nessuno è al corrente della volontà della persona deceduta e i congiunti devono decidere al suo posto, trovandosi nella maggior parte dei casi contrari alla donazione. Il Consiglio federale e il Parlamento intendono aumentare le possibilità dei pazienti di ricevere un organo e pertanto disciplinare in modo nuovo la donazione di organi: chi non desidera donare i propri organi dovrà dichiarare la propria contrarietà in vita. In mancanza di questa dichiarazione si presumerà che una persona sia disposta a donare i propri organi (consenso presunto). I congiunti potranno rifiutare la donazione se sanno o ritengono che la persona in questione sarebbe stata contraria. Se non è possibile contattare i congiunti, il prelievo di organi non è permesso.