Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/240394

<h2>SubmittedText<h2><p>A vent'anni dalla sua adesione all'ONU, la Svizzera si candida per la prima volta a un seggio non permanente presso il Consiglio di sicurezza dell'ONU per un periodo di due anni. Il Consiglio federale ha deciso e presentato la candidatura nel 2011 dopo aver consultato il Parlamento.</p><p>Le elezioni per il periodo dal 1° marzo 2023 al 31 dicembre 2024 si terranno a New York nel giugno del 2022. Il corpo elettorale è rappresentato dall'Assemblea genera-le dell'ONU. La Svizzera presiederà il Consiglio di sicurezza dell'ONU per un mese già nel marzo del 2023. </p><p>- Come intende il Consiglio federale consolidare le posizioni della Svizzera nel Consiglio di sicurezza dell'ONU entro un termine ragionevole? E ciò non solo in vista di una risoluzione, ma anche di eventuali - e probabili - conflitti?</p><p>- Come fa il Consiglio federale ad assicurarsi di disporre delle risorse e delle compe-tenze necessarie per svolgere questo compito complesso?</p><p>- Come fa il Consiglio federale a garantire che il Parlamento venga sempre coinvol-to?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Oggi la Svizzera prende già posizione su tutti gli eventi importanti della politica mondiale. In relazione all'agenda del Consiglio di sicurezza dell'ONU, ha definito posizioni di fondo. In caso di nuovi sviluppi durante il seggio saranno applicati gli stessi processi che si sono dimostrati validi nel determinare le posizioni della Svizzera in seno agli altri principali organi dell'ONU (Assemblea generale, ECOSOC, Consiglio dei diritti umani), all'interno dei quali è anche spesso necessario prendere posizione rapidamente. Questi processi e criteri di valutazione, che vengono applicati dal 2002, sono stati descritti l'ultima volta in modo dettagliato nel rapporto del Consiglio federale del 26 gennaio 2022 in adempimento del postulato 20.4145.</p><p>Il 10 novembre 2021 il Consiglio federale ha definito e comunicato i processi in vista di un seggio nel Consiglio di sicurezza. I processi stabiliti sono stati confermati. Su questioni di politica interna o estera di notevole portata, in particolare riguardanti l'adozione di un nuovo regime sanzionatorio o l'autorizzazione di un intervento militare (estremamente raro), spetterà al Consiglio federale prendere una decisione, se necessario nell'ambito di una seduta straordinaria.</p><p>Il coinvolgimento del Parlamento è stato tematizzato nel rapporto del Consiglio federale dell'11 settembre 2020 in adempimento del postulato 19.3967. Nell'ottobre del 2021 le commissioni della politica estera (CPE) hanno concluso le loro deliberazioni e comunicato al Consiglio federale le loro aspettative. Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha garantito per iscritto alle CPE che le misure saranno attuate. Tra queste vi sono le opzioni proposte nel rapporto, come: (i) informare su importanti sviluppi nel Consiglio di sicurezza a ogni seduta delle CPE; (ii) stendere un rapporto annuale sulle iniziative della Svizzera nel Consiglio di sicurezza, sui lavori in corso e sulle discussioni imminenti; (iii) redigere posizioni di fondo su importanti punti dell'agenda relativi a temi o Paesi specifici e trasmetterli alle CPE prima dell'inizio del mandato; (iv) consultare le CPE tramite i loro presidenti in caso di importanti decisioni di politica estera su nuovi regimi sanzionatori o sull'approvazione di interventi militari (art. 152 cpv. 4 LParl). Il Parlamento riceve così ampi diritti di informazione e consultazione unici al mondo, che garantiscono la sua costante informazione e il suo coinvolgimento in caso di necessità.</p><p>Con l'adesione della Svizzera all'ONU è stato creato presso il DFAE un apposito servizio per coordinare le posizioni nei principali organi politici dell'ONU. A New York, la Missione presso l'ONU sostiene le posizioni stabilite a Berna. Il DFAE segue i lavori del Consiglio di sicurezza già da diversi anni. La Svizzera partecipa regolarmente ai dibattiti aperti e con le sue iniziative sui metodi di lavoro del Consiglio di sicurezza e sulle sanzioni mirate ha promosso importanti cambiamenti (p. es. l'istituzione di un ombudsman per le sanzioni contro Al-Qaïda e i Talebani). Per l'intero mandato il Consiglio federale ha autorizzato temporaneamente 25 posti supplementari al DFAE, principalmente a Berna e a New York (finanziamento compensato all'80 %). Altri Dipartimenti, parimenti toccati - in particolare il DDPS e il DEFR- si organizzeranno per la durata del mandato in modo da disporre delle risorse umane necessarie ad effettuare i lavori che saranno d'attualità. Il team addetto al seggio svizzero si compone di persone competenti e con esperienza. Si potrà contare anche sulla rete esterna, grazie alla quale la Svizzera dispone di propri canali di comunicazione in quasi tutti i Paesi che figurano nell'agenda del Consiglio di sicurezza.</p>  Risposta del Consiglio federale.