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Incarto n. 52.2002.355 Lugano 23 luglio 2003 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Werner Walser e Raffaello Balerna quest'ultimo in sostituzione del giudice Stefano Bernasconi, astenuto; segretario: Leopoldo Crivelli statuendo sul ricorso 13 settembre 2002 di contro la decisione 27 agosto 2002 del Consiglio di Stato (n. 4054) che ha respinto l'impugnativa dell'insorgente avverso la risoluzione 7 maggio 2002 con la quale il consiglio consortile del Consorzio acquedotto della __________ __________ ha approvato il verbale della seduta 8 maggio 2002; viste le risposte: - 24 settembre 2002 del Consiglio di Stato - 30 settembre 2002 del Consorzio acquedotto della __________ __________ letti ed esaminati gli atti; ritenuto, in fatto che in data 8 maggio 2001 si è tenuta una seduta del consiglio consortile del Consorzio acquedotto della __________ __________ (__________); che la segretaria non ha redatto seduta stante il verbale perché le discussioni sono state registrate con l'apposita apparecchiatura; che in data 22 ottobre 2002 la delegazione consortile ha comunicato a __________ __________ __________, membro del consiglio consortile, che a causa di un difetto dell'apparecchiatura di registrazione taluni interventi dei consiglieri, tra cui i suoi relativi al consuntivo dell'anno 2000, non erano decifrabili perché mascherati da un forte rumore di sottofondo e di conseguenza il verbale avrebbe riportato solo quanto registrato, precisando che le domande dell'interessata erano in ogni modo desumibili dalle riposte date dal presidente della delegazione consortile; che con scritto 5 novembre 2001 __________ __________ __________ ha chiesto di poter ascoltare la cassetta relativa alla registrazione della seduta e che le fosse concessa la facoltà di sottoporre nuovamente le domande al fine della corretta redazione del verbale; che, dopo aver interpellato la sezione degli enti locali, la delegazione consortile non ha dato seguito a tale richiesta; che in data 17 aprile 2002 il consiglio consortile __________ è stato convocato alla seduta del 8 maggio successivo; che la trattanda n. 2 dell'ordine del giorno prevedeva l'approvazione del verbale della seduta del 7 maggio 2001; che, dopo aver respinto la richiesta di __________ __________ __________ intesa ad inserire le domande nel verbale e l'ulteriore richiesta di ascoltare la cassetta, il consiglio consortile ha approvato il verbale con 12 voti favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti; che __________ __________ __________ ha impugnato la predetta risoluzione innanzi al Consiglio di Stato, chiedendo di annullarla; che a mente dell'insorgente il fatto d'averle impedito di ascoltare la registrazione e di completare il verbale costituirebbe una violazione del diritto; che con risoluzione del 27 agosto 2002 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame; che il Governo ha dapprima costatato che al membro del consiglio consortile è preclusa la facoltà di verificare il contenuto della registrazione nel periodo che intercorre tra l'incisione e la lettura del verbale nella seduta successiva, rilevando poi che l'unico organo competente a decidere circa l'audizione della registrazione e il completamento del verbale è il consiglio consortile, la cui decisione negativa non può essere censurata trattandosi di scelta autonoma e non arbitraria; che contro questa decisione __________ __________ __________ ha inoltrato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento; che a mente dell'insorgente, le domande da lei poste sono da assimilare alle interpellanze, che devono essere riportate a verbale, sicché l'omissione della verbalizzazione comporta una violazione del principio della fedeltà del verbale; che la delegazione consortile ed il Consiglio di Stato postulano la reiezione del gravame; considerato, in diritto. che, giusta l'art. 38 della Legge sul consorziamento dei comuni (LCCom), per quanto riguarda i ricorsi contro le decisioni degli organi consortili sono applicabili per analogia le norme del titolo ottavo della legge organica comunale (LOC); che pertanto la competenza di questo Tribunale è data (art. 38 LCCom e art. 208 cpv. 1 LOC), il ricorso è tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) ed è pure data la legittimazione a ricorrere dell'insorgente, direttamente toccata dalla decisione del Consiglio di Stato che respinge il suo ricorso imponendole la tassa di giustizia; che il ricorso, ricevibile in ordine, può essere deciso sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm); che, per quanto riguarda la legittimazione a ricorrere contro la risoluzione del consiglio consortile del 8 maggio 2002, va rilevato che i consorzi di comuni sono corporazioni di diritto pubblico (art. 1 cpv. 2 LCCom) aventi personalità giuridica (art. 9 LCCom), i cui membri sono (e possono essere) solo i comuni medesimi (art. 1 cpv. 1 LCCom), per cui la legittimazione ricorsuale contro le decisioni degli organi consortili può essere riconosciuta unicamente ai comuni ed a chi dimostra un interesse legittimo giusta l'art. 209 lett. b LOC; che, di conseguenza, va di principio negata la legittimazione ricorsuale al singolo cittadino di un comune consorziato, poiché egli non fa parte del consorzio, di cui non può essere membro (RDAT 1994 I n. 15); che la cosiddetta actio popularis è data solo contro le decisioni rese da organi comunali, non invece da quelli consortili (cfr. Rampini, interesse legittimo e giurisdizione amministrativa, in RDAT 1978, pag. 204 segg. cifra 2); che in materia di consorzi retti dalla LCCom non c'è spazio alcuno per l'applicazione dell'art. 209 lett. a LOC, in difetto d'analogia tra lo statuto del cittadino (ossia di chi ha i diritti politici in materia comunale; art. 11 cpv. 2 LOC) verso il comune e quello dello stesso cittadino verso un consorzio di cui fa parte il comune medesimo (RDAT 1994 I n. 15); che è titolare di un interesse legittimo ai sensi della giurisprudenza chi dimostra di essere toccato in modo particolare e diretto dalla decisione impugnata e di appartenere a quella limitata cerchia di persone collegate con l'oggetto del provvedimento impugnato da un rapporto particolarmente stretto ed intenso, tale da farlo apparire portatore di un interesse concreto, attuale e personale a dolersi dell'illegittimità dell'atto per il pregiudizio effettivo che questo gli arreca e che l'impugnativa tende a rimuovere (O. RAMPINI, RDAT 1978 pag. 213 e 218-19; RDAT 1985 n. 2 consid. 2); che alla ricorrente, membro del consiglio consortile chiamato a deliberare sul verbale contestato, va riconosciuto siffatto interesse; che il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è proponibile contro la violazione del diritto; che costituiscono in particolare violazione del diritto l’errata o la mancata applicazione di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa e l’apprezzamento giuridico erroneo di un fatto (art. 61 PAmm); che giusta l'art. 17 LCCom, il consiglio consortile funziona e delibera, per analogia, secondo le norme del titolo secondo, capitolo terzo, della LOC; che il segretario è responsabile della registrazione e della redazione del verbale (art. 62 LOC e 7 RALOC); che per la redazione del verbale è ammessa la possibilità di far capo a mezzi tecnici di registrazione, quali gli incisori (art. 7 RALOC), nel qual caso solo le risoluzioni adottate devono essere verbalizzate seduta stante (Ratti, Il Comune, vol. I pag. 492 segg.); che, per legge, il verbale deve contenere la trascrizione integrale delle risoluzioni, unitamente ai risultati delle votazioni (art. 24 cpv. 1 lettera c LOC) e il riassunto delle discussioni con le dichiarazioni di voto (art. 24 cpv. 1 lettera d LOC); che dalla finalità del verbale, che è quella di riflettere in modo veritiero e fedele l'andamento delle discussioni (RDAT 1977 n. 3) non è lecito dedurre il diritto di ottenere una verbalizzazione integrale dei singoli interventi (TRAM 27.3.1992 in re P contro comune di M); che, nel caso concreto, __________ __________ __________ si duole del fatto che le domande da lei poste in merito ai conti consuntivi dell'anno 2000 non sono state verbalizzate; che il consiglio consortile ha respinto le sue richieste di ascoltare la registrazione e di completare il verbale con l'inserimento delle domande; che, seppure le domande non sono riportate formalmente, gli interventi della ricorrente - la quale, come già detto, non ha il diritto di esigere una verbalizzazione integrale dei propri interventi - sono in ogni modo genericamente desumibili dalle risposte date dal presidente della delegazione consortile, riportate a verbale con l'indicazione che sono state da lei sollecitate; che, in siffatta situazione, la decisione del consiglio consortile approvare il verbale considerandolo riassunto sufficiente della discussione è sicuramente sostenibile, tanto più che la veridicità del contenuto non è stata contestata, e non procede da un eccesso del potere d'apprezzamento di cui gode l'organo legislativo consortile; che la decisione del Consiglio di Stato che conferma la risoluzione contestata va quindi confermata; che, per i motivi che precedono, il ricorso dev'essere respinto; che tasse e spese di giustizia, seguono la soccombenza (art. 28 PAmm); Per questi motivi, visti gli art. 38 LCCom; 24, 62, 208 e 209 LOC; 3, 18, 28, 43 e 46 PAmm; dichiara e pronuncia: 1. Il ricorso è respinto 2. La tassa di giustizia di fr. 800.- è posta a carico della ricorrente. 3. Intimazione a: Per il Tribunale cantonale amministrativo Il presidente Il segretario

Incarto n. 52.2002.355 Incarto n. 52.2002.355

Incarto n. 52.2002.355 Lugano 23 luglio 2003 Lugano

Lugano 23 luglio 2003

23 luglio 2003 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo Il Tribunale cantonale amministrativo

Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: composto dei giudici:

composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Werner Walser e Raffaello Balerna quest'ultimo in sostituzione del giudice Stefano Bernasconi, astenuto; Lorenzo Anastasi, presidente,

Lorenzo Anastasi, presidente, Werner Walser e Raffaello Balerna quest'ultimo in sostituzione del giudice Stefano Bernasconi, astenuto;

Werner Walser e Raffaello Balerna quest'ultimo in sostituzione del giudice Stefano Bernasconi, astenuto; segretario: segretario:

segretario: Leopoldo Crivelli Leopoldo Crivelli

Leopoldo Crivelli statuendo sul ricorso 13 settembre 2002 di

statuendo sul ricorso 13 settembre 2002 di contro contro

contro la decisione 27 agosto 2002 del Consiglio di Stato (n. 4054) che ha respinto l'impugnativa dell'insorgente avverso la risoluzione 7 maggio 2002 con la quale il consiglio consortile del Consorzio acquedotto della __________ __________ ha approvato il verbale della seduta 8 maggio 2002; la decisione 27 agosto 2002 del Consiglio di Stato (n. 4054) che ha respinto l'impugnativa dell'insorgente avverso la risoluzione 7 maggio 2002 con la quale il consiglio consortile del Consorzio acquedotto della __________ __________ ha approvato il verbale della seduta 8 maggio 2002;

la decisione 27 agosto 2002 del Consiglio di Stato (n. 4054) che ha respinto l'impugnativa dell'insorgente avverso la risoluzione 7 maggio 2002 con la quale il consiglio consortile del Consorzio acquedotto della __________ __________ ha approvato il verbale della seduta 8 maggio 2002; viste le risposte:

viste le risposte: - 24 settembre 2002 del Consiglio di Stato

- 24 settembre 2002 del Consiglio di Stato - 30 settembre 2002 del Consorzio acquedotto della __________ __________

- 30 settembre 2002 del Consorzio acquedotto della __________ __________ letti ed esaminati gli atti;

letti ed esaminati gli atti; ritenuto, in fatto

ritenuto, in fatto che in data 8 maggio 2001 si è tenuta una seduta del consiglio consortile del Consorzio acquedotto della __________ __________ (__________);

che in data 8 maggio 2001 si è tenuta una seduta del consiglio consortile del Consorzio acquedotto della __________ __________ (__________); che la segretaria non ha redatto seduta stante il verbale perché le discussioni sono state registrate con l'apposita apparecchiatura;

che la segretaria non ha redatto seduta stante il verbale perché le discussioni sono state registrate con l'apposita apparecchiatura; che in data 22 ottobre 2002 la delegazione consortile ha comunicato a __________ __________ __________, membro del consiglio consortile, che a causa di un difetto dell'apparecchiatura di registrazione taluni interventi dei consiglieri, tra cui i suoi relativi al consuntivo dell'anno 2000, non erano decifrabili perché mascherati da un forte rumore di sottofondo e di conseguenza il verbale avrebbe riportato solo quanto registrato, precisando che le domande dell'interessata erano in ogni modo desumibili dalle riposte date dal presidente della delegazione consortile;

che in data 22 ottobre 2002 la delegazione consortile ha comunicato a __________ __________ __________, membro del consiglio consortile, che a causa di un difetto dell'apparecchiatura di registrazione taluni interventi dei consiglieri, tra cui i suoi relativi al consuntivo dell'anno 2000, non erano decifrabili perché mascherati da un forte rumore di sottofondo e di conseguenza il verbale avrebbe riportato solo quanto registrato, precisando che le domande dell'interessata erano in ogni modo desumibili dalle riposte date dal presidente della delegazione consortile; che con scritto 5 novembre 2001 __________ __________ __________ ha chiesto di poter ascoltare la cassetta relativa alla registrazione della seduta e che le fosse concessa la facoltà di sottoporre nuovamente le domande al fine della corretta redazione del verbale;

che con scritto 5 novembre 2001 __________ __________ __________ ha chiesto di poter ascoltare la cassetta relativa alla registrazione della seduta e che le fosse concessa la facoltà di sottoporre nuovamente le domande al fine della corretta redazione del verbale; che, dopo aver interpellato la sezione degli enti locali, la delegazione consortile non ha dato seguito a tale richiesta;

che, dopo aver interpellato la sezione degli enti locali, la delegazione consortile non ha dato seguito a tale richiesta; che in data 17 aprile 2002 il consiglio consortile __________ è stato convocato alla seduta del 8 maggio successivo;

che in data 17 aprile 2002 il consiglio consortile __________ è stato convocato alla seduta del 8 maggio successivo; che la trattanda n. 2 dell'ordine del giorno prevedeva l'approvazione del verbale della seduta del 7 maggio 2001;

che la trattanda n. 2 dell'ordine del giorno prevedeva l'approvazione del verbale della seduta del 7 maggio 2001; che, dopo aver respinto la richiesta di __________ __________ __________ intesa ad inserire le domande nel verbale e l'ulteriore richiesta di ascoltare la cassetta, il consiglio consortile ha approvato il verbale con 12 voti favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti;

che, dopo aver respinto la richiesta di __________ __________ __________ intesa ad inserire le domande nel verbale e l'ulteriore richiesta di ascoltare la cassetta, il consiglio consortile ha approvato il verbale con 12 voti favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti; che __________ __________ __________ ha impugnato la predetta risoluzione innanzi al Consiglio di Stato, chiedendo di annullarla;

che __________ __________ __________ ha impugnato la predetta risoluzione innanzi al Consiglio di Stato, chiedendo di annullarla; che a mente dell'insorgente il fatto d'averle impedito di ascoltare la registrazione e di completare il verbale costituirebbe una violazione del diritto;

che a mente dell'insorgente il fatto d'averle impedito di ascoltare la registrazione e di completare il verbale costituirebbe una violazione del diritto; che con risoluzione del 27 agosto 2002 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame;

che con risoluzione del 27 agosto 2002 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame; che il Governo ha dapprima costatato che al membro del consiglio consortile è preclusa la facoltà di verificare il contenuto della registrazione nel periodo che intercorre tra l'incisione e la lettura del verbale nella seduta successiva, rilevando poi che l'unico organo competente a decidere circa l'audizione della registrazione e il completamento del verbale è il consiglio consortile, la cui decisione negativa non può essere censurata trattandosi di scelta autonoma e non arbitraria;

che il Governo ha dapprima costatato che al membro del consiglio consortile è preclusa la facoltà di verificare il contenuto della registrazione nel periodo che intercorre tra l'incisione e la lettura del verbale nella seduta successiva, rilevando poi che l'unico organo competente a decidere circa l'audizione della registrazione e il completamento del verbale è il consiglio consortile, la cui decisione negativa non può essere censurata trattandosi di scelta autonoma e non arbitraria; che contro questa decisione __________ __________ __________ ha inoltrato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento;

che contro questa decisione __________ __________ __________ ha inoltrato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento; che a mente dell'insorgente, le domande da lei poste sono da assimilare alle interpellanze, che devono essere riportate a verbale, sicché l'omissione della verbalizzazione comporta una violazione del principio della fedeltà del verbale;

che a mente dell'insorgente, le domande da lei poste sono da assimilare alle interpellanze, che devono essere riportate a verbale, sicché l'omissione della verbalizzazione comporta una violazione del principio della fedeltà del verbale; che la delegazione consortile ed il Consiglio di Stato postulano la reiezione del gravame;

che la delegazione consortile ed il Consiglio di Stato postulano la reiezione del gravame; considerato, in diritto. considerato, in diritto. che, giusta l'art. 38 della Legge sul consorziamento dei comuni (LCCom), per quanto riguarda i ricorsi contro le decisioni degli organi consortili sono applicabili per analogia le norme del titolo ottavo della legge organica comunale (LOC);

che, giusta l'art. 38 della Legge sul consorziamento dei comuni (LCCom), per quanto riguarda i ricorsi contro le decisioni degli organi consortili sono applicabili per analogia le norme del titolo ottavo della legge organica comunale (LOC); che pertanto la competenza di questo Tribunale è data (art. 38 LCCom e art. 208 cpv. 1 LOC), il ricorso è tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) ed è pure data la legittimazione a ricorrere dell'insorgente, direttamente toccata dalla decisione del Consiglio di Stato che respinge il suo ricorso imponendole la tassa di giustizia;

che pertanto la competenza di questo Tribunale è data (art. 38 LCCom e art. 208 cpv. 1 LOC), il ricorso è tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) ed è pure data la legittimazione a ricorrere dell'insorgente, direttamente toccata dalla decisione del Consiglio di Stato che respinge il suo ricorso imponendole la tassa di giustizia; che il ricorso, ricevibile in ordine, può essere deciso sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);

che il ricorso, ricevibile in ordine, può essere deciso sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm); che, per quanto riguarda la legittimazione a ricorrere contro la risoluzione del consiglio consortile del 8 maggio 2002, va rilevato che i consorzi di comuni sono corporazioni di diritto pubblico (art. 1 cpv. 2 LCCom) aventi personalità giuridica (art. 9 LCCom), i cui membri sono (e possono essere) solo i comuni medesimi (art. 1 cpv. 1 LCCom), per cui la legittimazione ricorsuale contro le decisioni degli organi consortili può essere riconosciuta unicamente ai comuni ed a chi dimostra un interesse legittimo giusta l'art. 209 lett. b LOC;

che, per quanto riguarda la legittimazione a ricorrere contro la risoluzione del consiglio consortile del 8 maggio 2002, va rilevato che i consorzi di comuni sono corporazioni di diritto pubblico (art. 1 cpv. 2 LCCom) aventi personalità giuridica (art. 9 LCCom), i cui membri sono (e possono essere) solo i comuni medesimi (art. 1 cpv. 1 LCCom), per cui la legittimazione ricorsuale contro le decisioni degli organi consortili può essere riconosciuta unicamente ai comuni ed a chi dimostra un interesse legittimo giusta l'art. 209 lett. b LOC; che, di conseguenza, va di principio negata la legittimazione ricorsuale al singolo cittadino di un comune consorziato, poiché egli non fa parte del consorzio, di cui non può essere membro (RDAT 1994 I n. 15);

che, di conseguenza, va di principio negata la legittimazione ricorsuale al singolo cittadino di un comune consorziato, poiché egli non fa parte del consorzio, di cui non può essere membro (RDAT 1994 I n. 15); che la cosiddetta actio popularis è data solo contro le decisioni rese da organi comunali, non invece da quelli consortili (cfr. Rampini, interesse legittimo e giurisdizione amministrativa, in RDAT 1978, pag. 204 segg. cifra 2);

che la cosiddetta actio popularis è data solo contro le decisioni rese da organi comunali, non invece da quelli consortili (cfr. Rampini, interesse legittimo e giurisdizione amministrativa, in RDAT 1978, pag. 204 segg. cifra 2); che in materia di consorzi retti dalla LCCom non c'è spazio alcuno per l'applicazione dell'art. 209 lett. a LOC, in difetto d'analogia tra lo statuto del cittadino (ossia di chi ha i diritti politici in materia comunale; art. 11 cpv. 2 LOC) verso il comune e quello dello stesso cittadino verso un consorzio di cui fa parte il comune medesimo (RDAT 1994 I n. 15);

che in materia di consorzi retti dalla LCCom non c'è spazio alcuno per l'applicazione dell'art. 209 lett. a LOC, in difetto d'analogia tra lo statuto del cittadino (ossia di chi ha i diritti politici in materia comunale; art. 11 cpv. 2 LOC) verso il comune e quello dello stesso cittadino verso un consorzio di cui fa parte il comune medesimo (RDAT 1994 I n. 15); che è titolare di un interesse legittimo ai sensi della giurisprudenza chi dimostra di essere toccato in modo particolare e diretto dalla decisione impugnata e di appartenere a quella limitata cerchia di persone collegate con l'oggetto del provvedimento impugnato da un rapporto particolarmente stretto ed intenso, tale da farlo apparire portatore di un interesse concreto, attuale e personale a dolersi dell'illegittimità dell'atto per il pregiudizio effettivo che questo gli arreca e che l'impugnativa tende a rimuovere (O. RAMPINI, RDAT 1978 pag. 213 e 218-19; RDAT 1985 n. 2 consid. 2);

che è titolare di un interesse legittimo ai sensi della giurisprudenza chi dimostra di essere toccato in modo particolare e diretto dalla decisione impugnata e di appartenere a quella limitata cerchia di persone collegate con l'oggetto del provvedimento impugnato da un rapporto particolarmente stretto ed intenso, tale da farlo apparire portatore di un interesse concreto, attuale e personale a dolersi dell'illegittimità dell'atto per il pregiudizio effettivo che questo gli arreca e che l'impugnativa tende a rimuovere (O. RAMPINI, RDAT 1978 pag. 213 e 218-19; RDAT 1985 n. 2 consid. 2); che alla ricorrente, membro del consiglio consortile chiamato a deliberare sul verbale contestato, va riconosciuto siffatto interesse;

che alla ricorrente, membro del consiglio consortile chiamato a deliberare sul verbale contestato, va riconosciuto siffatto interesse; che il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è proponibile contro la violazione del diritto;

che il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è proponibile contro la violazione del diritto; che costituiscono in particolare violazione del diritto l’errata o la mancata applicazione di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa e l’apprezzamento giuridico erroneo di un fatto (art. 61 PAmm);

che costituiscono in particolare violazione del diritto l’errata o la mancata applicazione di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa e l’apprezzamento giuridico erroneo di un fatto (art. 61 PAmm); che giusta l'art. 17 LCCom, il consiglio consortile funziona e delibera, per analogia, secondo le norme del titolo secondo, capitolo terzo, della LOC;

che giusta l'art. 17 LCCom, il consiglio consortile funziona e delibera, per analogia, secondo le norme del titolo secondo, capitolo terzo, della LOC; che il segretario è responsabile della registrazione e della redazione del verbale (art. 62 LOC e 7 RALOC);

che il segretario è responsabile della registrazione e della redazione del verbale (art. 62 LOC e 7 RALOC); che per la redazione del verbale è ammessa la possibilità di far capo a mezzi tecnici di registrazione, quali gli incisori (art. 7 RALOC), nel qual caso solo le risoluzioni adottate devono essere verbalizzate seduta stante (Ratti, Il Comune, vol. I pag. 492 segg.);

che per la redazione del verbale è ammessa la possibilità di far capo a mezzi tecnici di registrazione, quali gli incisori (art. 7 RALOC), nel qual caso solo le risoluzioni adottate devono essere verbalizzate seduta stante (Ratti, Il Comune, vol. I pag. 492 segg.); che, per legge, il verbale deve contenere la trascrizione integrale delle risoluzioni, unitamente ai risultati delle votazioni (art. 24 cpv. 1 lettera c LOC) e il riassunto delle discussioni con le dichiarazioni di voto (art. 24 cpv. 1 lettera d LOC);

che, per legge, il verbale deve contenere la trascrizione integrale delle risoluzioni, unitamente ai risultati delle votazioni (art. 24 cpv. 1 lettera c LOC) e il riassunto delle discussioni con le dichiarazioni di voto (art. 24 cpv. 1 lettera d LOC); che dalla finalità del verbale, che è quella di riflettere in modo veritiero e fedele l'andamento delle discussioni (RDAT 1977 n. 3) non è lecito dedurre il diritto di ottenere una verbalizzazione integrale dei singoli interventi (TRAM 27.3.1992 in re P contro comune di M);

che dalla finalità del verbale, che è quella di riflettere in modo veritiero e fedele l'andamento delle discussioni (RDAT 1977 n. 3) non è lecito dedurre il diritto di ottenere una verbalizzazione integrale dei singoli interventi (TRAM 27.3.1992 in re P contro comune di M); che, nel caso concreto, __________ __________ __________ si duole del fatto che le domande da lei poste in merito ai conti consuntivi dell'anno 2000 non sono state verbalizzate;

che, nel caso concreto, __________ __________ __________ si duole del fatto che le domande da lei poste in merito ai conti consuntivi dell'anno 2000 non sono state verbalizzate; che il consiglio consortile ha respinto le sue richieste di ascoltare la registrazione e di completare il verbale con l'inserimento delle domande;

che il consiglio consortile ha respinto le sue richieste di ascoltare la registrazione e di completare il verbale con l'inserimento delle domande; che, seppure le domande non sono riportate formalmente, gli interventi della ricorrente - la quale, come già detto, non ha il diritto di esigere una verbalizzazione integrale dei propri interventi - sono in ogni modo genericamente desumibili dalle risposte date dal presidente della delegazione consortile, riportate a verbale con l'indicazione che sono state da lei sollecitate;

che, seppure le domande non sono riportate formalmente, gli interventi della ricorrente - la quale, come già detto, non ha il diritto di esigere una verbalizzazione integrale dei propri interventi - sono in ogni modo genericamente desumibili dalle risposte date dal presidente della delegazione consortile, riportate a verbale con l'indicazione che sono state da lei sollecitate; che, in siffatta situazione, la decisione del consiglio consortile approvare il verbale considerandolo riassunto sufficiente della discussione è sicuramente sostenibile, tanto più che la veridicità del contenuto non è stata contestata, e non procede da un eccesso del potere d'apprezzamento di cui gode l'organo legislativo consortile;

che, in siffatta situazione, la decisione del consiglio consortile approvare il verbale considerandolo riassunto sufficiente della discussione è sicuramente sostenibile, tanto più che la veridicità del contenuto non è stata contestata, e non procede da un eccesso del potere d'apprezzamento di cui gode l'organo legislativo consortile; che la decisione del Consiglio di Stato che conferma la risoluzione contestata va quindi confermata;

che la decisione del Consiglio di Stato che conferma la risoluzione contestata va quindi confermata; che, per i motivi che precedono, il ricorso dev'essere respinto;

che, per i motivi che precedono, il ricorso dev'essere respinto; che tasse e spese di giustizia, seguono la soccombenza (art. 28 PAmm);

che tasse e spese di giustizia, seguono la soccombenza (art. 28 PAmm); Per questi motivi,

Per questi motivi, visti gli art. 38 LCCom; 24, 62, 208 e 209 LOC; 3, 18, 28, 43 e 46 PAmm;

visti gli art. 38 LCCom; 24, 62, 208 e 209 LOC; 3, 18, 28, 43 e 46 PAmm; dichiara e pronuncia:

dichiara e pronuncia: 1. Il ricorso è respinto

1. Il ricorso è respinto 2. La tassa di giustizia di fr. 800.- è posta a carico della ricorrente.

2. La tassa di giustizia di fr. 800.- è posta a carico della ricorrente. 3. Intimazione a: 3. Intimazione a:

3. Intimazione a: Per il Tribunale cantonale amministrativo

Per il Tribunale cantonale amministrativo Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario