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Fine ‘500. Ferdinando I de’ Medici emana le Leggi Livornine. Il borgo di pescatori di Livorno, da quel momento, subisce una profonda trasformazione. Le leggi invitavano popoli stranieri a trasferirsi in quello che sarebbe diventato il principale porto mediceo, promettendo in cambio libertà di culto, privilegi doganali e immunità per debiti e delitti commessi in precedenza. Qui trovarono dimora diverse comunità straniere, dette “Nazioni”, che mantennero uno status linguistico, religioso e giurisdizionale indipendente dal Granducato. Livorno divenne così la “Città delle Nazioni”.
Anche gli svizzeri contribuirono allo sviluppo dell’economia cittadina. Inizialmente furono gli abitanti delle Centovalli e delle Terre di Pedemonte, colpiti da una grave crisi economica, a recarsi in Toscana per svolgere specifiche attività in cui era richiesta dedizione al lavoro ed obbedienza. Nei secoli successivi Livorno divenne altresì una nuova casa per gli elvetici che scappavano dalle persecuzioni religiose, così come per diverse famiglie patrizie svizzere, ben felici di godere dei benefici tributari del porto franco labronico.
Marco Carlone - Daniela Sestito