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Il sindacato: i problemi erano noti da tempo, entro fine gennaio 2020 Manor deve trovare una soluzione per i 480 dipendenti
La chiusura della filiale Manor sulla Bahnhofstrasse di Zurigo rischia di comportare un licenziamento di massa, cosa che è del tutto inaccettabile, visto che erano noti da tempo i problemi con il proprietario della stabile in cui è ospitato il negozio: lo afferma il sindacato Unia, che chiede anche alla famiglia miliardaria che controlla la catena di grandi magazzini di assumersi la sua responsabilità sociale.
In un comunicato odierno, Unia esige che Manor trovi soluzioni per i 480 dipendenti interessati dalla chiusura entro la fine di gennaio 2020. La vertenza sull'edificio era conosciuta: la società avrebbe avuto abbastanza tempo per trovare alternative per i propri collaboratori ed è quindi incomprensibile che stia pensando a licenziamenti.
Unia auspica un periodo di consultazione sufficientemente lungo affinché i dipendenti possano essere ascoltati e i loro suggerimenti presi in considerazione. L'organizzazione chiede anche soluzioni interne all'azienda affinché si possa fare a meno di rotture di rapporti di lavoro.
Stando al sindacato la temuta ondata di licenziamenti si inserisce in una serie di tagli all'occupazione: dal 2015, i dipendenti di Manor sono stati ripetutamente confrontati con cattive notizie. L'azienda non è quindi affatto solo una vittima del mercato immobiliare. È anzi ovvio che la chiusura della Bahnhofstrasse sia solo un pretesto per ridurre il personale.
Manor è di proprietà del conglomerato ginevrino Maus Frères: la famiglia che controlla la società figura fra le più ricche in Svizzera, con un patrimonio stimato tra i 3 e i 3,5 miliardi di franchi, ricorda Unia. Secondo il sindacato deve quindi assumersi la sua responsabilità sociale nei confronti delle persone colpite dalla chiusura del punto vendita e salvaguardare il futuro dell'azienda.