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Terminata la fase delle acquisizioni, dopo l'integrazione di PaineWebber, UBS punta ad una crescita organica.
Con le importanti acquisizioni operate nel corso degli scorsi anni, «siamo riusciti a raggiungere rapidamente una massa critica e a sviluppare una rete globale indispensabile per il buon funzionamento delle nostre attività», ha spiegato il presidente del consiglio di amministrazione della maggior banca svizzera.
Tale processo è ormai terminato con l'integrazione nel 2000 e nel 2001 della banca d'affari americana PaineWebber (un'operazione costata 20,8 miliardi di franchi). Ora l'UBS intende mettere l'accento su una crescita organica, ha aggiunto Ospel.
Ciò non esclude tuttavia la possibilità di considerare nuovi acquisti suscettibili di completare alcuni settori di attività, ha affermato Ospel. «Le nostre attività si concentreranno tuttavia sul Private Banking (gestione patrimoniale) e l'Investmentbanking».
La partenza a sorpresa in dicembre del direttore dell'UBS, il britannico Luqman Arnold, non è legata a divergenze sulla strategia da adottare, ha ribadito Ospel. Voci lasciavano invece intendere l'ipotesi che quest'ultimo volesse favorire le attività di investimenti, mentre Arnold puntava di più sul Private Banking.
Secondo Ospel, l'ondata di fusioni nel settore bancario è terminata. Per i prossimi anni, ci saranno piuttosto movimenti di consolidamento settoriali, in particolare nel Private Banking, un mercato fortemente «atomizzato». Un fenomeno simile dovrebbe caratterizzare anche il Retail Banking (piccola clientela) in Europa.
L'UBS mantiene sempre obiettivi di crescita negli Stati Uniti, in particolare nel Private Banking. L'UBS aspira inoltre a essere il numero cinque negli States nel settore dell'Investmentbanking. Attualmente, grazie proprio all'acquisto da parte di UBS Warbung di PaineWebber, la banca è balzata dal tredicesimo al settimo rango.
swissinfo e agenzie