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Il numero dei casi e il fabbisogno di giudici alla Corte d'appello sono stati «notevolmente sottostimati».
Per risolvere questa situazione, che si potrae sin dall'istituzione della corte nel 2019, le Commissioni della gestione del Parlamento chiedono una modifica legislativa.
BELLINZONA - Sono state chiarite le cause dei problemi osservati in seno alla Corte d'appello del Tribunale penale federale di Bellinzona: il numero di casi e il fabbisogno di giudici sono stati notevolmente sottostimati fin dalla sua istituzione nel 2019. Lo indicano oggi le Commissioni della gestione (CdG) del Parlamento, che per risolvere la situazione chiedono una modifica legislativa.
In una nota, le CdG ricordano che la Corte d'appello è entrata in funzione il 1° gennaio 2019 come parte integrante del TPF. Già prima della sua istituzione, il Parlamento ha dovuto potenziarne in tutta fretta le risorse finanziarie e del personale, ricordano le Commissioni della gestione in un comunicato.
Le Commissioni di vigilanza del Parlamento si sono inoltre dovute occupare della questione dell'indipendenza della Corte nonché della sua situazione logistica e dell'insufficienza delle risorse. Era ad esempio previsto che la Corte d'appello si occupasse di undici casi all'anno, quando già nel 2013 sarebbero stati 22.
Visti tali problemi, le CdG hanno voluto vederci chiaro ordinando un'inchiesta che faccia luce sulla vicenda. Si trattava in particolare di chiarire come e tramite chi era stata pianificata la nuova Corte.
Nell'inchiesta, indicano oggi le CdG, «è emerso che nella pianificazione della Corte d'appello fin dall'inizio il numero di casi e il fabbisogno di giudici era stato notevolmente sottostimato, sebbene già allora un gruppo di lavoro istituito presso il TPF avesse preventivato un fabbisogno di risorse molto maggiore». La valutazione erronea ha avuto ripercussioni definite "cruciali" sulla pianificazione della Corte, sul suo funzionamento e sul fabbisogno logistico.
Nell'indagine le CdG sono giunte alla conclusione che l'allora presidente del TPF aveva «coinvolto in modo insufficiente il tribunale nella realizzazione del disegno». La Commissione amministrativa del Tribunale penale federale (CA TPF) competente è ad esempio stata esclusa.
Da parte loro, l'allora presidente del Tribunale federale (TF) e l'allora Commissione amministrativa del Tribunale federale (CA TF), in qualità di autorità di vigilanza, «non hanno svolto adeguatamente il proprio compito né chiarito i rispettivi ruoli».
Insomma, nella pianificazione e nell'istituzione della nuova Corte «è mancata una vera e propria gestione del progetto». Lacune sono anche state scoperte nella tenuta dei dossier - alcuni non sono stati trovati - e dei verbali sulle decisioni della CA TPF.
Per il futuro le CdG hanno formulano delle raccomandazioni all'indirizzo dei tribunali. Le Commissioni della gestione auspicano anche un intervento a livello organizzativo e dell'effettivo del personale.
Per questo motivo le CdG propongono alle Commissioni degli affari giuridici (CAG) di avviare una revisione legislativa allo scopo d'istituire una giurisdizione d'appello o d'impugnazione di secondo grado. Allo stesso tempo occorrerà adeguare il numero di giudici «affinché sia conforme al modello di organizzazione e all'evoluzione del numero di casi».
Il TF e il Consiglio federale dovranno ora esprimersi sul presente rapporto, verosimilmente entro la fine dell'anno.
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