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I negoziati tra gli scioperanti delle officine delle Ferrovie federali svizzere (FFS) di Bellinzona e la direzione sono temporaneamente falliti. Lo sciopero continua.
Dopo il rifiuto di venerdì da parte dell'assemblea del personale delle proposte avanzate dalle FFS, la delegazione dell'ente pubblico non vede alcun motivo per proseguire le trattative a Lucerna. In un incontro tenuto ad Agno, il direttore delle FFS Andreas Meyer aveva proposto "il mantenimento di una parte dei lavori di manutenzione delle locomotive e dei vagoni a Bellinzona, nonché la creazione di nuove società costituite con terzi.
Le garanzie fornite dalla direzione delle FFS sono state considerate "nettamente insufficienti" dai collaboratori delle officine, che hanno deciso di proseguire lo sciopero. Il comitato di sciopero ha inoltre denunciato la volontà di sopprimere 60 impieghi.
Sempre venerdì, il direttore delle FFS Andreas Meyer ha imposto un nuovo ultimatum, esigendo dal personale la ripresa del lavoro entro lunedì al personale delle officine.
Venerdì, il Partito socialista ha definito "incomprensibile" l'atteggiamento del ministro dei trasporti Moritz Leuenberger, il quale ha annunciato venerdì di non voler negoziare direttamente con il personale in sciopero. A suo avviso, le trattative non rientrano nelle sue competenze, ma in quella della regia dei trasporti.