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Una coppia di Tamil, sospettata di aver finanziato un'organizzazione terroristica, si è vista rifiutare la domanda di naturalizzazione. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha individuato sufficienti indizi che mostrano come la coppia abbia inviato denaro ai ribelli delle LTTE, le Tigri tamil che si battevano contro il governo nello Sri Lanka.
Per il TAF non si può escludere del tutto che la coppia rappresenti una minaccia per la sicurezza interna della Svizzera. Ha spedito per posta ingenti somme di denaro all'estero, ad esempio ha versato, quale acconto, 170 mila franchi per un acquisto d'oro a Dubai, ma tale trasferimento, al pari di altri, non è stato ritenuto credibile dai giudici di San Gallo. Questi ultimi ritengono che siccome non è possibile identificare con certezza l'origine e l'utilizzo finale del denaro, vi è motivo di credere che esso sia andato ad attività illegali.
Benché il movimento delle Tigri per la liberazione dell'Ealam tamil sia stato schiacciato dall'esercito cingalese nel 2009 e che nel 2013 fosse ancora considerato una minaccia, seppur minima, la situazione appare oggi diversa nello Sri Lanka. È nuovamente precaria ed è difficile valutarne l'evoluzione politica. La rete internazionale del gruppo LTTE è ancora attiva, secondo il tribunale federale e non è da escludere che possa riprendere l'attività.
Per questo qualsiasi trasferimento di denaro sospetto verso lo Sri Lanka solleva interrogativi che devono essere presi in considerazione quando viene presentata una domanda di naturalizzazione. Il TAF si mostra invece più indulgente nei riguardi della figlia delle coppia, la cui domanda di diventare cittadina svizzera dovrà venir riesaminata, in quanto non risulta implicata al pari dei genitori.
La Segreteria di Stato della migrazione (ex Ufficio federale della migrazione) aveva respinto la richiesta di naturalizzazione della figlia, poiché ciò avrebbe complicato una eventuale e probabile espulsione dei genitori, nuocendo così alle relazioni diplomatiche con Colombo. Per il TAF questa argomentazione non è difendibile ed ha quindi accolto il ricorso della famiglia.
SDA-ATS