Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/214027

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel complesso l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha gestito bene la crisi da coronavirus e la relativa comunicazione.</p><p>Tuttavia gli adeguamenti dell'elenco delle analisi decisi il 30 aprile 2020 causano grandi difficoltà al settore dei laboratori, settore che ha un ruolo fondamentale nella gestione dell'attuale pandemia da coronavirus.</p><p>Il settore ha reagito alla sfida dei test di massa aumentando in pochissimo tempo le capacità di analisi e investendo nella costituzione delle relative scorte. Senza nessun preannuncio, il 30 aprile 2020 la rimunerazione dei test del coronavirus prevista nell'elenco delle analisi è stata ridotta, con effetto il 1° maggio 2020, da 180 a 95 punti tariffali, il che equivale a una riduzione di quasi il 50 per cento.</p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giustifica la riduzione della rimunerazione dei test del coronavirus da 180 a 95 punti tariffali, cioè una riduzione di quasi il 50 per cento?</p><p>2. Come giustifica una riduzione così massiccia di una tariffa in tempi così brevi e senza preannuncio?</p><p>3. La pandemia attuale genera una forte domanda di test del coronavirus, ma in compenso da marzo fino a inizio maggio il numero degli altri test è diminuito considerevolmente, dato che sono state sospese tutte le terapie non urgenti. Il Consiglio federale è consapevole delle sfide imprenditoriali cui si trova confrontato il settore dei laboratori, dovute alla diminuzione dei mandati, alla necessità di investire in nuove capacità di analisi e al dimezzamento della rimunerazione dei test del coronavirus? A fronte di questi fattori, come valuta la riduzione della rimunerazione dei test del coronavirus da parte dell'UFSP?</p><p>4. A differenza di altre analisi paragonabili, che vengono pianificate nei giorni feriali e svolte in grandi lotti, le analisi del SARS-coronavirus-2 devono essere effettuate sette giorni su sette e spesso 24 ore su 24. Fino a che punto nel fissare la rimunerazione delle prestazioni dei laboratori il Consiglio federale tiene conto di oneri logistici supplementari dovuti all'urgenza?</p><p>5. Il Consiglio federale è favorevole al rimborso delle spese per il rilevamento della presenza di anticorpi contro il coronavirus (sierologia) da parte dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie? All'estero questa prestazione sempre più importante viene rimborsata già da parecchie settimane.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 4 marzo 2020, l'analisi del SARS-CoV-2 è stata iscritta nell'elenco delle analisi (EA). Fino ad allora erano stati diagnosticati in Svizzera complessivamente 180 casi di COVID-19 e non esistevano ancora procedure di analisi automatizzate. Vista l'evoluzione imprevedibile del numero di analisi e dei metodi di diagnosi, è stata fissata una tariffa di 180 franchi.</p><p>Il 27 aprile 2020, sentita la Commissione federale competente delle analisi, dei mezzi e degli apparecchi (CFAMA), il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha deciso di ridurre la tariffa a 95 franchi a seguito del numero elevato di analisi e dell'offerta di test automatizzati, combinazione che permette di eseguire i test a costi inferiori. La tariffa dell'analisi è stata calcolata sulla base dei suoi costi di produzione, tenendo conto delle spese per il personale, l'infrastruttura, gli apparecchi e i materiali (in particolare i reagenti) delle diverse fasi procedurali e dei controlli di qualità necessari a garantire una prestazione efficiente. In questa valutazione sono state considerate anche le maggiori spese legate alla biosicurezza e alla logistica. Per un incarico esterno, il laboratorio può fatturare, oltre alla tariffa dell'analisi, una tassa di 24 franchi per il disbrigo dell'incarico e i costi generali. Il Consiglio federale è pertanto convinto che la tariffa copra i costi di produzione dell'analisi e sia stata calcolata secondo le regole dell'economia e adeguatamente strutturate (cfr. requisiti legali all'art. 43 cpv. 4 della legge federale sull'assicurazione malattie [LAMal; RS 832.10]).</p><p>2. La decisione di iscrivere l'analisi diagnostica per il SARS-CoV-2 nell'EA dal 4 marzo 2020 e di adeguarne la tariffa dal 30 aprile 2020 è stata presa nell'ambito di una procedura urgente, tenendo conto dei processi stabiliti per legge e delle scadenze applicabili tra la pubblicazione e l'entrata in vigore.</p><p>3. Alla stessa stregua di tutte le prestazioni rimunerate dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS), le analisi di laboratorio devono soddisfare i requisiti di efficacia, appropriatezza ed economicità (criteri EAE ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAMal). Valgono le stesse condizioni che per le altre tariffe, ossia la conformità legale e l'obbligo di equità ed economicità. Una compensazione delle prestazioni non fornite probabilmente a causa della COVID-19 applicando la tariffa di un'altra prestazione (nella fattispecie, l'analisi per il SARS-CoV-2) non è prevista dalla LAMal e non sarebbe perciò conforme alla legge.</p><p>4. Per le analisi che devono essere svolte per motivi medici durante la notte, la domenica o nei giorni festivi, il laboratorio può fatturare all'AOMS un supplemento di 50 franchi per coprire i maggiori costi.</p><p>5. Secondo l'articolo 26 dell'ordinanza 3 sui provvedimenti per combattere il coronavirus (COVID-19) (ordinanza 3 COVID-19; RS 818.101.24), la Confederazione assume le spese per le analisi di biologia molecolare e sierologiche dal 25 giugno 2020. Per le analisi sierologiche la Confederazione assume al massimo 113 franchi. Questo importo è ripartito come segue: 50 franchi per il prelievo del campione, 39 franchi per l'analisi chimica di laboratorio e 24 franchi per il disbrigo dell'incarico e i costi generali.</p>  Risposta del Consiglio federale.