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La presidente della Confederazione Eveline Widmer Schlumpf ha aperto in serata la 47ma edizione delle Giornate cinematografiche di Soletta, compiacendosi per la qualità della produzione elvetica.
La nuova responsabile del festival, Seraina Rohrer, ha paragonato i cineasti a dei "vignaiuoli che dipendono dal clima finanziario e politico" e in tono ironico ha espresso la speranza che essi possano dedicarsi più al loro lavoro sui ceppi di vigna e meno alle riunioni delle federazioni di categoria. In Svizzera in questi anni è stato realizzato un buon lavoro, ha aggiunto la Rohrer, e un tale risultato va celebrato.
Per la presidente della Confederazione il cinema elvetico è anche capace di autocritica, "talvolta anche divertente, strana e affettuosa", ma è certo che la produzione nostrana merita il marchio di qualità "Swissness". Anche in futuro, ha affermato, nelle sale continueranno a venir proiettati lungometraggi elvetici "toccanti".
Dopo i discorsi inaugurali, la prima proiezione. E' toccato alla pellicola "Eine wen iig, dr Dällebach Kari", un dramma di Xavier Koller. Si tratta di una nuova versione della storia del noto e stravagante parrucchiere bernese Karl Tellenbach, già portata sullo schermo da Kurt Früh nel 1970.
In occasione della "notte delle nomination", il 25 gennaio, il consigliere federale Alain Berset parteciperà per la prima volta a un evento in veste di ministro della cultura. E l'ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey farà parte della giuria che deciderà a quale dei cinque lungometraggi di finzione e cinque documentari in corsa attribuire il "Prix de Soleure", dotato di 60'000 franchi.
Quanto ai film, sarà proiettato in prima mondiale il documentario "Bottled Life - Nestlés Geschäfte mit Wasser". In anteprima svizzera vi è poi la pellicola in lingua polacca "Courage". Pure tra le undici produzioni in corsa per il "Prix du Public", dotato di 20'000 franchi, vi sono sei prime mondiali, tra cui il dramma "Puppe" e il documentario "Die Wiesenberger".
Nella categoria anche "Alles eis Ding", l'ultimo film con Stephanie Glaser, deceduta un anno fa all'età di novant'anni.
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