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<h2>SubmittedText<h2><p>Il potenziale dell'energia solare in Svizzera è considerevole. Entro il 2050, il 20 per cento dell'attuale fabbisogno energetico potrebbe venir prodotto ricorrendo alla fotovoltaica. Il corrispondente aumento, un aspetto alquanto positivo, solleva tuttavia questioni e problematiche che vanno affrontate e risolte per tempo, in particolare nell'ambito del riciclaggio e dello smaltimento dei pannelli solari e del relativo finanziamento.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Che quantità di pannelli solari usati verranno riciclate? A partire da quando?</p><p>2. Di quali elementi sono composti i pannelli solari? Dovranno essere riciclati ed eliminati in modo differenziato?</p><p>3. Come vengono eliminati i pannelli solari usati (considerati rifiuti)? Esistono degli impianti per il loro riciclaggio?</p><p>4. I pannelli solari usati (considerati rifiuti) vengono raccolti separatamente? Esiste un sistema di raccolta?</p><p>5. In che modo vengono finanziati lo smaltimento e il riciclaggio dei pannelli solari?</p><p>6. Esiste un sistema di finanziamento, simile ad esempio alla tassa di smaltimento anticipata come per gli apparecchi elettrici ed elettronici?</p><p>7. Esiste un potenziale per il recupero di materiali tecnici rari dai pannelli solari usati?</p><p>8. Nei pannelli solari sono presenti sostanze nocive da eliminare separatamente?</p><p>9. Si intende limitare l'utilizzo di determinate sostanze nocive nei pannelli solari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il ciclo di vita massimo dei pannelli solari è pari a 25 a 30 anni. Per tale ragione si prevede quindi che i primi pannelli solari usati dovranno essere smaltiti a partire dal 2015. È presumibile inoltre che in futuro verranno eliminati anche pannelli solari ancora funzionanti, in caso di una loro sostituzione con pannelli di maggiore rendimento. Fino al 2011 sono state installate in Svizzera circa 21 000 tonnellate di pannelli solari.</p><p>2. Le celle solari sono composte da un telaio metallico, un vetro siliceo e uno strato intermedio che produce elettricità. Esistono quattro tipi di pannelli solari:</p><p>- celle cristalline al silicio (c-Si; modulo di silicio, con una quota di mercato pari al 90 per cento);</p><p>- celle amorfe al silicio (a-Si; modulo a strato sottile, con una quota di mercato inferiore al 10 per cento);</p><p>- celle al diselenide rame-indio-gallio (CIS o CIGS); modulo a strato sottile, con una quota di mercato inferiore all'1 per cento);</p><p>- celle al tellururo di cadmio (CdTe; modulo con strato sottile, con una quota di mercato inferiore all'1 per cento).</p><p>Proporzionalmente, i pannelli solari sono composti per l'80-90 per cento da vetro, per il 10 a 19 per cento da metalli e materie plastiche (telaio, scatola di connessione, cavi, pellicole) e per lo 0,1 a 0,2 per cento da metalli semiconduttori. I pannelli solari, come d'altronde tutti gli altri rifiuti, devono essere smaltiti in modo rispettoso dell'ambiente e riciclati nella misura del possibile. Il riciclaggio separato è adeguato in quanto consente di recuperare materie prime pregiate. Al riguardo, la legislazione svizzera non prescrive, al momento, una raccolta separata, come ad esempio nel caso degli apparecchi elettrici ed elettronici. Nell'ambito della modifica dell'ordinanza del 14 gennaio 1998 concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (ORSAE; RS 814.620) si prevede tuttavia di inserire anche l'obbligo di raccolta e di smaltimento separato per i pannelli solari.</p><p>3. Al momento esistono solo pochi impianti specializzati nel riciclaggio dei pannelli solari, i quali si trovano esclusivamente all'estero (p. es. in Germania). Le tecnologie esistenti consentono di recuperare e di riutilizzare come materie prime i metalli ferrosi, i metalli non ferrosi, le materie plastiche e il vetro siliceo. Per il riciclaggio della pellicola, composta da metalli tecnici rari, sono ancora poche le aziende che dispongono delle tecnologie necessarie.</p><p>4. Al momento non esiste ancora in Svizzera un sistema di raccolta separata dei pannelli solari che copra l'intero territorio nazionale. L'associazione europea per il riciclaggio dei pannelli solari (PV CYCLE, www.pvcycle.org) gestisce due punti di raccolta in Svizzera. Da giugno 2010, data di inizio della raccolta, PV CYCLE ha raccolto in Europa 3400 tonnellate di pannelli solari, di cui ben 1900 tonnellate fra gennaio e giugno 2012. La maggior parte dei moduli finora raccolti era costituita da merce nuova danneggiata.</p><p>5. I costi di smaltimento dei pannelli solari sono a carico del proprietario.</p><p>6. Al momento non esiste un sistema nazionale di finanziamento del riciclaggio dei pannelli solari usati. La revisione dell'ORSAE prevede di disciplinare il finanziamento dello smaltimento mediante l'introduzione di un sistema che contempli una tassa anticipata o contributi. Swissolar, l'Associazione svizzera dei professionisti per l'energia solare, e il settore del riciclaggio condividono quanto previsto in matiera di regolamentazione.</p><p>7. Il potenziale assoluto e la redditività di un eventuale recupero di metalli tecnici rari dai pannelli solari non sono per il momento ancora definiti in modo esaustivo. Come avviene nell'ambito delle ricerche concernenti il potenziale di recupero presente nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nonché dell'elettronica automobilistica, si prevede a breve termine di analizzare più a fondo anche le "riserve" assolute di metalli tecnici rari contenuti nei pannelli solari. Inoltre, al momento non esiste pressoché alcun impianto in grado di recuperare su scala industriale tali metalli. Ricerche supplementari ed eventualmente un aumento delle capacità sono necessarie in questo ambito. È quindi molto difficile esprimersi in merito alla redditività del recupero di metalli tecnici rari quali, in particolare, il gallio, l'indio, il tellurio e il selenio. Attualmente in Svizzera vengono utilizzati in grande maggioranza moduli con celle cristalline al silicio pressoché prive di metalli tecnici rari.</p><p>8. Uno dei quattro tipi di pannelli solari (cfr. la risposta 2) contiene cadmio, un metallo pesante tossico.</p><p>9. L'utilizzo dei metalli pesanti cadmio, mercurio, piombo e cromo nonché di determinati prodotti ignifugi bromurati negli apparecchi elettrici ed elettronici è disciplinato da norme severe in Europa. Nell'Unione europea le restrizioni sono sancite dalla direttiva sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (2011/65/UE, la cosiddetta direttiva RoHS) e in Svizzera dall'ordinanza del 18 maggio 2005 sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81). I pannelli solari sono tuttavia esclusi da tali restrizioni. La direttiva RoHS è stata recentemente sottoposta a una revisione totale e la nuova versione è stata approvata l'8 giugno 2011. La revisione ha consentito di ampliare il campo di applicazione della direttiva e di inasprire alcune disposizioni. In tal ambito è stato tuttavia esplicitato il fatto che la direttiva non si applica ai pannelli fotovoltaici destinati a essere utilizzati in un sistema concepito, montato e installato da professionisti per un impiego permanente in un luogo prestabilito, ai fini della produzione di energia da luce solare per applicazioni pubbliche, commerciali, industriali e residenziali. A inizio marzo 2012, il DATEC ha avviato l'indagine conoscitiva relativa alla modifica dell'ORRPChim, che prevede numerosi adeguamenti alle nuove disposizioni del diritto europeo e in particolare alla nuova direttiva RoHS. La modifica prevede l'esclusione dei pannelli solari dalle restrizioni, come avviene nell'Unione europea. Il Consiglio federale non ritiene adeguato emanare, per i pannelli solari, disposizioni divergenti dal diritto europeo.</p>  Risposta del Consiglio federale.