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Mediante questa nuova circolare, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA concretizza e precisa la prassi adottata da diversi anni nei confronti degli istituti che fanno parte di un gruppo finanziario straniero e presentano elevate esposizioni infragruppo. Introducendo misure che vanno dall'allestimento di un reporting dettagliato fino alla rigida limitazione di alcune posizioni, la circolare mira a ridurre le dipendenze finanziarie e operative all'interno del gruppo. La circolare si fonda giuridicamente sull'Ordinanza sui fondi propri (OFoP). L'indagine conoscitiva si concluderà il 1° maggio 2013.
Il contenuto della nuova Circolare «Limitazione delle posizioni interne al gruppo - banche» consiste principalmente nella limitazione dei crediti e degli impegni eventuali all'interno del gruppo sulla base di criteri qualitativi e quantitativi. In questo contesto, la circolare tiene conto della complessità della struttura di un gruppo, della solvibilità delle controparti del gruppo o della giurisdizione in cui è ubicata la sede oppure la possibilità di sorvegliare il gruppo in modo adeguato e trasparente.
La circolare si fonda giuridicamente sull'OFoP. Sulla base dell'attuale regolamentazione, le posizioni all'interno del gruppo possono, a determinate condizioni, essere escluse dalle disposizioni sulla ripartizione dei rischi. In occasione dell'ultima revisione dell'OFoP, il legislatore ha chiesto alla FINMA, nell'ambito delle sue competenze, di limitare le eccezioni delle posizioni interne al gruppo in modo adeguato. In diverse giurisdizioni d'ora in poi la vigilanza prudenziale si focalizzerà in misura ancora maggiore sui rischi di ogni istituto e dei gruppi nazionali nell'ambito di competenza locale delle autorità di vigilanza nazionali. In questo contesto sono da menzionare l'U.S. Dodd Frank Act 2010, le raccomandazioni della UK Independent Commission on Banking 2011
e la prassi di sorveglianza in questi ed in altri paesi soprattutto dell'EU.
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