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USA-Canada Biden rilancia l'alleanza con Trudeau, accordo sui migranti
Joe Biden e Justin Trudeau rilanciano l'alleanza tra i due giganti nordamericani dopo il gelo dell'era Trump, coronandola con un accordo sull'emergenza immigrazione che affligge entrambi i Paesi.
Il leader americano è stato accolto dal premier canadese come un «grande amico» per la sua prima visita ufficiale: Ottawa di solito è la prima tappa di un presidente statunitense dopo l'insediamento, ma il rinvio è stato causato dalla pandemia.
«Non c'è alcun amico ed alleato più grande degli Stati Uniti», ha assicurato Trudeau. «A volte abbiamo disaccordi ma non c'è una differenza fondamentale nei valori democratici che abbiamo in comune», gli ha risposto Biden, prima del bilaterale e del suo intervento al parlamento canadese in una giornata conclusa da una cena di gala con le rispettive first lady.
Molte le sintonie, a partire dal fermo sostegno a Kiev contro l'invasione russa e dall'impegno ad affrontare la sfida della Cina, che in Canada è nel mirino di un'inchiesta per le sue presunte ingerenze nelle ultime elezioni federali. Intesa anche su un dossier spinoso come i migranti, con un accordo che consente ai due Paesi di respingere i richiedenti asilo che raggiungono il loro confine a valichi non ufficiali.
Nel caso del Canada in particolare attraverso il 'cammino Roxham', un percorso improvvisato attraverso il quale lo scorso anno sono arrivati in Quebec circa 40'000 migranti, aggirando i punti di ingresso ufficiali dagli Stati Uniti.
In cambio, Ottawa ha accettato di creare un percorso per l'ingresso legale nel paese di 15'000 rifugiati: uno sforzo per aiutare a mitigare il crescente afflusso di migranti (128 mila arresti solo in gennaio) che entrano negli Stati Uniti dal Messico, esponendo Biden alle critiche dei repubblicani. L'intesa però preoccupa le organizzazioni di aiuto ai migranti.
«L'impatto sui rifugiati in situazioni di estremo pericolo è devastante. Il risultato sarà quello di spingere le persone a tentare traversate ancora più pericolose in aree remote, oppure a spingerle verso i contrabbandieri», ha lamentato Julia Sande, a nome di Amnesty International.
Passi avanti anche sul fronte economico
Passi avanti anche sul fronte economico, in particolare sui semiconduttori e sul rafforzamento della supply chain, e militare, col rafforzamento del comando della difesa aerospaziale nordamericano (Norad) dopo l'allarme dei palloni spia cinesi sui cieli americani e canadesi.
Attesa una svolta anche su Haiti, in preda a violenze e una crisi umanitaria grave: alla vigilia della visita erano attesi finanziamenti importanti per aiuti e per la formazione delle forze dell'ordine dell'isola caraibica. Gli Usa vedono di buon occhio anche un ruolo guida del Canada per l'invio di una forza internazionale, ma finora Trudeau ha frenato.
SDA