Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01070.jsonl.gz/868

Sarebbero stati gli uomini di Neanderthal, specie strettamente imparentata con quella dell'Homo Sapiens, gli autori delle pitture rupestri più antiche di cui si è a conoscenza attualmente: è la principale conclusione di un nuovo studio scientifico pubblicato sulla rivista Pnas. L'ipotesi che i Neanderthal avessero dipinto prima degli esseri umani moderni era stata già avanzata nel 2018 in uno studio su pitture rinvenute in tre siti archeologici in Spagna. Tuttavia, la tesi era stata contestata da parte della comunità scientifica, con l'argomento che poteva trattarsi di macchie di origine naturale e non di opere umane.
Lo studio pubblicato ieri, realizzato da un'équipe di esperti internazionali e di cui hanno dato diffusione diversi media, sostiene che rilevamenti e analisi più dettagliate sulle pitture di colore rosso di uno di questi tre siti archeologici, quello della grotta di Ardales, in Andalusia, confermano la prima ipotesi: sarebbero state dipinte dai Neanderthal almeno 64'800 anni fa, quindi almeno 20mila anni prima che l'Homo Sapiens fosse presente in Europa. Inoltre, nella grotta sono state trovate pitture più recenti, il che fa ipotizzare che gli uomini di Neanderthal abbiano continuato a dipingere per millenni.
Esperti estranei a questa ricerca e consultati dal quotidiano El País suggeriscono che le nuove conclusioni possono dare piste sulle caratteristiche della simbologia di questi parenti stretti degli uomini moderni. Secondo Roberto Ontañon, direttore del Museo di Preistoria e Archeologia della Cantabria, non è però ancora da scartare del tutto la possibilità che le pitture siano state realizzate da sapiens, che quindi sarebbero stati presenti in Spagna molto prima di quanto si pensi attualmente.