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Incarto n. 30.2003.322/rol Bellinzona 26 aprile 2004 Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Presidente della Pretura penale Marco Kraushaar sedente con la segretaria Laura Rossini per statuire sul ricorso ­­­_________ _________ 2003 presentato da _________ RI1 _________, patr. da: _________ contro la decisione n. ( _________ ) _________ _________ / _________ del _________ _________ 2003 emessa d _CRTE1 viste le osservazioni del _________ 2003 presentate dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona ; letti ed esaminati gli atti. ritenuto in fatto A. _CRTE1 con decisione _________ 2003 ha inflitto a _________ _________ una multa di fr. 350.-- oltre alla tassa di giustizia di fr. 80.-- e alle spese di fr. 30.--, per i seguenti motivi: "Quale gerente dello _________, _________, non ha: - tenuto a disposizione degli organi di controllo un piano settimanale o quindicinale relativo alla sua presenza; - esposto in modo ben visibile - all'esterno del ritrovo - i relativi orari d'apertura e chiusura; - rispettato le norme igieniche (locale cucina e retrocucina). Fatti accertati il _________ 2003 durante l'ispezione svoltasi alle ore 13:45 da parte della Polizia comunale di _________ presso il succitato esercizio pubblico, di cui il ricorrente è gerente e gestore. La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 43, 53 e 66 LEsPub e degli art. 80, 81 e 86 RLEsPub. B. Contro la predetta pronuncia dipartimentale RI1_________, con scritto _________ 2003 e allegato di complemento _________ 2003, si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone l'annullamento o, in subordine, una riduzione della multa. Egli in particolare contesta l'accertamento dei fatti da parte degli agenti in merito alla carenza d'igiene, ribadisce una chiara violazione del principio procedurale della parità delle armi, così come di un'applicazione della LEsPub viziata da formalismo eccessivo e dalla lesione del principio della proporzionalità. C. La Sezione dei permessi e dell'immigrazione nelle osservazioni _________ 2003 chiede, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata. considerato in diritto 1. La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti acquisiti all'incarto ai sensi dell'art. 12 LPContr. 2. Il ricorrente ha postulato l'assunzione di nuove prove, segnatamente l'audizione del personale di cucina - _________ _________ e _________ _________ - e degli agenti verbalizzanti. Ora l'art. 12 cpv. 1 LPContr conferisce al giudice della Pretura penale la facoltà di completare l'istruttoria d'ufficio. Il giudice può sempre rinunciare, nondimeno, ad assumere mezzi di prova il cui presumibile risultato non porterebbe elementi di rilievo ("apprezzamento anticipato della prova": DTF 125 I 135). Nella fattispecie le nuove prove offerte non appaiono suscettibili di recare chiarimenti di rilievo ai fini del giudizio. Nulla osta pertanto all'esame del ricorso nel merito. 3. L'interessato svolge sia la mansione di gerente che quella di gestore dell'esercizio pubblico _________ - _________. Compito del gerente è quello di assicurare con la sua presenza il buon funzionamento dell'esercizio sotto tutti i punti di vista, inoltre è responsabile dell'igiene, dell'ordine, della quiete e della tutela del buon costume nell'esercizio pubblico e nelle sue immediate vicinanze (art. 53 LEsPub e art. 81 RLEsPub). Egli è dunque la persona fisica responsabile verso l'Ufficio competente e il gestore del rispetto della legge e del regolamento ai sensi dell'art. 80 RLEsPub. Le infrazioni alla legge e al regolamento di applicazione sono punite con una multa da un minimo di fr. 20.-- a un massimo di CHF 10'000.--; sono punibili il gestore, il gerente, il titolare della patente o i loro rappresentanti (art. 66 LesPub). Giusta l'art 86 RLEsPub, il gerente deve tenere a disposizione degli organi di controllo un piano di lavoro settimanale o quindicinale relativo alla sua presenza. Non è quindi da ritenere giustificabile la sola presenza fisica del gerente, come asserito dall'interessato (" non era presente un piano di lavoro di presenza del gerente, il che è vero però era presente il gerente, e sempre in maniera continua e regolare visto che ci lavora effettivamente e questo ci sembra molto più importante del piano stesso" [cfr. scritto _________ 2003]). Quest'ultima non esime il gerente dall'obbligo di allestire e presentare un piano di lavoro relativo alla sua presenza. Per tutto quanto precede, deve essere pertanto senz'altro accertata la violazione da parte del ricorrente del disposto 86 RLEsPub, come d'altronde confermata da quest'ultimo nel verbale d'interrogatorio _________ 2003 (" confermo il fatto e preciso che ho già provveduto in merito"). 4. Secondo il disposto 43 LEsPub, gli orari e i periodi di apertura e di chiusura degli esercizi pubblici devono essere esposti in modo ben visibile. La violazione della predetta norma è da addebitare al ricorrente, che l'ha in buona sostanza ammessa, dichiarando in particolare quanto segue: " Provvederò immediatamente ad esporli conformemente alle disposizioni di legge." (cfr. verbale d'interrogatorio _________ 2003) La censura avanzata dall'interessato con allegato scritto _________ 2003 ( "gli orari di apertura e di chiusura erano presenti ma parzialmente coperti dai listini prezzi e comunque la nostra clientela, tutta locale che frequenta l'esercizio quotidianamente è bene a conoscenza degli orari di apertura e chiusura"), è ininfluente ai fini del giudizio; infatti ai sensi della norma suddetta gli orari di servizio devono essere esposti in modo ben visibile. Il gravame del ricorrente deve conseguentemente essere su questo punto respinto. 5. Compito del gerente è quello di curare in particolare l'igiene e la pulizia nell'esercizio pubblico e nelle sue vicinanze (art. 53 cpv. 1 LesPub e art. 81 RLEsPub). Come si evince dal rapporto di costatazione redatto dalla Polizia comunale, gli agenti durante l'ispezione hanno riscontrato delle lacune d'igiene e di ordine nei locali retrocucina e cucina. Per contro l'interessato si oppone a tale rimproveri, avanzando delle riserve sia sul grado di competenza degli agenti nei settori della ristorazione e della sanità, sia sulla veridicità delle costatazioni effettuate dalla polizia (cfr. ricorso _________ 2003 e complemento _________ 2003). Considerato che le costatazioni operate da un poliziotto non fruiscono di per sé di una presunzione di veridicità e di fedefacenza, egli è però privo di qualsiasi interesse a dichiarare fatti non corrispondenti alla realtà, con il rischio, tra l'altro, di incorrere in sanzioni penali ed amministrative. Nel caso di specie si osserva che l'ispezione non è stata effettuata da un solo agente, ma bensì da due, i quali hanno reciprocamente confermato le costatazioni effettuate. Per contro l'interessato non ha saputo offrire alcun elemento probatorio atto a confutare le costatazioni degli agenti, anzi lo stesso ha perfino ammesso in sede di interrogatorio la mancanza di autocontrollo nell'igiene, ordine e pulizia nei locali retrocucina e cucina. Egli ha infatti sostenuto: "Sarà mio dovere fare tutto il possibile anche durante gli orari di punta, perché venga mantenuto l'igiene, ordine e pulizia" (cfr. verbale interrogatorio _________ 2003). In merito alla questione inerente il grado di competenza degli agenti nei rami della ristorazione e della sanità, si osserva che non deve certo essere richiesta una competenza specifica nei predetti rami per accertare se lo stato di igiene, pulizia e di ordine in un locale è carente o meno. Di conseguenza tali censure sono prive di qualsivoglia fondamento e devono essere respinte. 6. Il ricorrente si duole del fatto che non gli è stata consegnata copia del rapporto di costatazione, con la conseguente violazione del principio procedurale della parità delle armi. In linea di principio, il diritto di consultare gli atti secondo gli art. 13 LPContr e 29 Cost è soddisfatto quando l'interessato ha potuto prendere conoscenza dei documenti che costituiscono l'inserto di causa, esaminandoli presso la sede dell'autorità giudicante e prendendo, ove occorra, i necessari appunti. Questo diritto non garantisce tuttavia quello di farsi rimettere atti ufficiali, al fine di consultarli al proprio domicilio, e l'interessato può eventualmente esigere la confezione e la consegna di copie solo in casi eccezionali e a condizione ancora che ciò non comporti per l'autorità un dispendio rilevante e spese eccessive (vedi DTF 112 Ia 377 e DTF 108 Ia 7 consid. 2b). Nella fattispecie però il ricorrente non adduce alcun argomento che avrebbe potuto giustificare una simile eccezione, egli infatti poteva richiedere alla competente autorità dipartimentale la consultazione degli atti in seguito all'intimazione del rapporto di contravvenzione ai fini dell'allestimento delle osservazioni ed inoltre egli è stato edotto del contenuto del rapporto d'ispezione due giorni dopo in occasione dell'interrogatorio. Per contro se è vero che al ricorrente è stato concesso di esprimersi sui rimproveri mossigli soltanto a distanza di 6 mesi, va anche detto che tale gravame non ha precluso all'interessato di interporre tempestivamente ricorso contro la decisione dipartimentale. L'asserita perdita della facoltà del ricorrente di produrre prove a discarico ha nel caso di specie riguardato unicamente un solo mezzo di prova, ossia il pezzo di carne in cattivo stato di conservazione, ma non ha in definitiva inficiato le ulteriori costatazioni degli agenti sulla presenza di una carenza di pulizia e di igiene, a discolpa delle quali l'interessato non ha prodotto alcuna prova materiale. In relazione alla contestazione sulla stesura del rapporto di costatazione, si sottolinea che al momento dell'interrogatorio il ricorrente non ha sollevato alcuna censura, ma ha anzi confermato le infrazioni rimproverategli (cfr. verbale d'interrogatorio). Le predette censure risultano quindi prive di qualsivoglia fondamento, ne consegue che anche una violazione del principio procedurale della parità delle armi dev'essere disattesa. 7. L'interessato si aggrava di un'applicazione della LEsPub viziata da formalismo eccessivo, da lesione del principio della proporzionalità. La LEsPub ha lo scopo di disciplinare la conduzione degli esercizi pubblici, promuovendo la qualità dei servizi offerti, in particolare con la formazione e il perfezionamento professionale, nel rispetto delle esigenze di sicurezza, di ordine pubblico e di protezione del consumatore (art. 1 LEsPub). Giusta l'art. 62 LEsPub, gli agenti della polizia cantonale e della polizia comunale così come gli ispettori del Dipartimento possono ispezionare gli esercizi pubblici. Al fine di concretizzare lo scopo della presente normativa, in particolare il rispetto delle esigenze di sicurezza, di ordine pubblico e di protezione del consumatore, è necessario poter controllare lo stato degli esercizi pubblici anche nei momenti di maggior afflusso di avventori. Si tratta dunque di una misura amministrativa adeguata e necessaria, che non lede gli interessi del ricorrente, ma anzi salvaguarda gli interessi pubblici preponderanti, di conseguenza essa non risulta nemmeno arbitraria. Le motivazioni addotte dal ricorrente - " se gli agenti fossero giunti alle undici e trenta o alle quattordici nel medesimo giorno non avrebbero mosso critica alcuna in punto dell'igiene. Trascorso il limitato periodo di affluenza il pavimento sarebbe risultato perfettamente ripulito" (cfr. complemento _________ 2003, pag. 3) - non sono tali da giustificare le situazioni a suo tempo riscontrate, soprattutto se si considera che è proprio durante il periodo di massima affluenza che deve essere garantito un certo livello di igiene e ordine a salvaguardia della salute degli avventori. 8. Questo giudice giunge alla conclusione che il ricorrente abbia effettivamente commesso le infrazioni rimproverategli. La multa inflitta è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità delle infrazioni commesse, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge. Il ricorso va pertanto respinto, seguito di tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr). per questi motivi, visti gli art. 43, 53 e 66 LEsPub, gli art. 80, 81 e 86 RLEsPub e gli art. 1 segg. LPContr; dichiara e pronuncia: 1. Il ricorso 27 settembre 2003 è respinto e la decisione impugnata è confermata. 2. La tassa di giustizia di fr. 200.-- e le spese di fr. 50.-- sono a carico ricorrente. 3. Intimazione a: _________ _________ _________. Il presidente: La segretaria:

Incarto n. 30.2003.322/rol Incarto n. 30.2003.322/rol

Incarto n. Bellinzona 26 aprile 2004 Bellinzona

Bellinzona 26 aprile 2004

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Sentenza

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Presidente della Pretura penale Il Presidente della Pretura penale

Il Presidente della Pretura penale Marco Kraushaar Marco Kraushaar

Marco Kraushaar sedente con la segretaria Laura Rossini per statuire sul ricorso ­­­_________ _________ 2003 presentato da

_________ RI1 _________, patr. da: _________ _________ RI1 _________,

patr. da: _________

contro contro

la decisione n. ( _________ ) _________ _________ / _________ del _________ _________ 2003 emessa d _CRTE1 la decisione n. ( _________ ) _________ _________ / _________ del _________ _________ 2003 emessa d _CRTE1

viste le osservazioni del _________ 2003 presentate dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona ;

letti ed esaminati gli atti. ritenuto in fatto

A. _CRTE1 con decisione _________ 2003 ha inflitto a _________ _________ una multa di fr. 350.-- oltre alla tassa di giustizia di fr. 80.-- e alle spese di fr. 30.--, per i seguenti motivi:

"Quale gerente dello _________, _________, non ha:

- tenuto a disposizione degli organi di controllo un piano settimanale o quindicinale relativo alla sua presenza;

- esposto in modo ben visibile - all'esterno del ritrovo - i relativi orari d'apertura e chiusura;

- rispettato le norme igieniche (locale cucina e retrocucina).

Fatti accertati il _________ 2003 durante l'ispezione svoltasi alle ore 13:45 da parte della Polizia comunale di _________ presso il succitato esercizio pubblico, di cui il ricorrente è gerente e gestore.

La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 43, 53 e 66 LEsPub e degli art. 80, 81 e 86 RLEsPub.

B. Contro la predetta pronuncia dipartimentale RI1_________, con scritto _________ 2003 e allegato di complemento _________ 2003, si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone l'annullamento o, in subordine, una riduzione della multa.

Egli in particolare contesta l'accertamento dei fatti da parte degli agenti in merito alla carenza d'igiene, ribadisce una chiara violazione del principio procedurale della parità delle armi, così come di un'applicazione della LEsPub viziata da formalismo eccessivo e dalla lesione del principio della proporzionalità.

C. La Sezione dei permessi e dell'immigrazione nelle osservazioni _________ 2003 chiede, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata. considerato in diritto

1. La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti acquisiti all'incarto ai sensi dell'art. 12 LPContr.

2. Il ricorrente ha postulato l'assunzione di nuove prove, segnatamente l'audizione del personale di cucina - _________ _________ e _________ _________ - e degli agenti verbalizzanti. Ora l'art. 12 cpv. 1 LPContr conferisce al giudice della Pretura penale la facoltà di completare l'istruttoria d'ufficio. Il giudice può sempre rinunciare, nondimeno, ad assumere mezzi di prova il cui presumibile risultato non porterebbe elementi di rilievo ("apprezzamento anticipato della prova": DTF 125 I 135). Nella fattispecie le nuove prove offerte non appaiono suscettibili di recare chiarimenti di rilievo ai fini del giudizio. Nulla osta pertanto all'esame del ricorso nel merito.

3. L'interessato svolge sia la mansione di gerente che quella di gestore dell'esercizio pubblico _________ - _________. Compito del gerente è quello di assicurare con la sua presenza il buon funzionamento dell'esercizio sotto tutti i punti di vista, inoltre è responsabile dell'igiene, dell'ordine, della quiete e della tutela del buon costume nell'esercizio pubblico e nelle sue immediate vicinanze (art. 53 LEsPub e art. 81 RLEsPub). Egli è dunque la persona fisica responsabile verso l'Ufficio competente e il gestore del rispetto della legge e del regolamento ai sensi dell'art. 80 RLEsPub.

Le infrazioni alla legge e al regolamento di applicazione sono punite con una multa da un minimo di fr. 20.-- a un massimo di CHF 10'000.--; sono punibili il gestore, il gerente, il titolare della patente o i loro rappresentanti (art. 66 LesPub).

Giusta l'art 86 RLEsPub, il gerente deve tenere a disposizione degli organi di controllo un piano di lavoro settimanale o quindicinale relativo alla sua presenza. Non è quindi da ritenere giustificabile la sola presenza fisica del gerente, come asserito dall'interessato (" non era presente un piano di lavoro di presenza del gerente, il che è vero però era presente il gerente, e sempre in maniera continua e regolare visto che ci lavora effettivamente e questo ci sembra molto più importante del piano stesso" [cfr. scritto _________ 2003]). Quest'ultima non esime il gerente dall'obbligo di allestire e presentare un piano di lavoro relativo alla sua presenza.

Per tutto quanto precede, deve essere pertanto senz'altro accertata la violazione da parte del ricorrente del disposto 86 RLEsPub, come d'altronde confermata da quest'ultimo nel verbale d'interrogatorio _________ 2003 (" confermo il fatto e preciso che ho già provveduto in merito").

4. Secondo il disposto 43 LEsPub, gli orari e i periodi di apertura e di chiusura degli esercizi pubblici devono essere esposti in modo ben visibile. La violazione della predetta norma è da addebitare al ricorrente, che l'ha in buona sostanza ammessa, dichiarando in particolare quanto segue:

" Provvederò immediatamente ad esporli conformemente alle disposizioni di legge." (cfr. verbale d'interrogatorio _________ 2003)

La censura avanzata dall'interessato con allegato scritto _________ 2003 ( "gli orari di apertura e di chiusura erano presenti ma parzialmente coperti dai listini prezzi e comunque la nostra clientela, tutta locale che frequenta l'esercizio quotidianamente è bene a conoscenza degli orari di apertura e chiusura"), è ininfluente ai fini del giudizio; infatti ai sensi della norma suddetta gli orari di servizio devono essere esposti in modo ben visibile. Il gravame del ricorrente deve conseguentemente essere su questo punto respinto.

5. Compito del gerente è quello di curare in particolare l'igiene e la pulizia nell'esercizio pubblico e nelle sue vicinanze (art. 53 cpv. 1 LesPub e art. 81 RLEsPub). Come si evince dal rapporto di costatazione redatto dalla Polizia comunale, gli agenti durante l'ispezione hanno riscontrato delle lacune d'igiene e di ordine nei locali retrocucina e cucina.

Per contro l'interessato si oppone a tale rimproveri, avanzando delle riserve sia sul grado di competenza degli agenti nei settori della ristorazione e della sanità, sia sulla veridicità delle costatazioni effettuate dalla polizia (cfr. ricorso _________ 2003 e complemento _________ 2003).

Considerato che le costatazioni operate da un poliziotto non fruiscono di per sé di una presunzione di veridicità e di fedefacenza, egli è però privo di qualsiasi interesse a dichiarare fatti non corrispondenti alla realtà, con il rischio, tra l'altro, di incorrere in sanzioni penali ed amministrative. Nel caso di specie si osserva che l'ispezione non è stata effettuata da un solo agente, ma bensì da due, i quali hanno reciprocamente confermato le costatazioni effettuate. Per contro l'interessato non ha saputo offrire alcun elemento probatorio atto a confutare le costatazioni degli agenti, anzi lo stesso ha perfino ammesso in sede di interrogatorio la mancanza di autocontrollo nell'igiene, ordine e pulizia nei locali retrocucina e cucina. Egli ha infatti sostenuto:

"Sarà mio dovere fare tutto il possibile anche durante gli orari di punta, perché venga mantenuto l'igiene, ordine e pulizia" (cfr. verbale interrogatorio _________ 2003).

In merito alla questione inerente il grado di competenza degli agenti nei rami della ristorazione e della sanità, si osserva che non deve certo essere richiesta una competenza specifica nei predetti rami per accertare se lo stato di igiene, pulizia e di ordine in un locale è carente o meno.

Di conseguenza tali censure sono prive di qualsivoglia fondamento e devono essere respinte.

6. Il ricorrente si duole del fatto che non gli è stata consegnata copia del rapporto di costatazione, con la conseguente violazione del principio procedurale della parità delle armi. In linea di principio, il diritto di consultare gli atti secondo gli art. 13 LPContr e 29 Cost è soddisfatto quando l'interessato ha potuto prendere conoscenza dei documenti che costituiscono l'inserto di causa, esaminandoli presso la sede dell'autorità giudicante e prendendo, ove occorra, i necessari appunti. Questo diritto non garantisce tuttavia quello di farsi rimettere atti ufficiali, al fine di consultarli al proprio domicilio, e l'interessato può eventualmente esigere la confezione e la consegna di copie solo in casi eccezionali e a condizione ancora che ciò non comporti per l'autorità un dispendio rilevante e spese eccessive (vedi DTF 112 Ia 377 e DTF 108 Ia 7 consid. 2b). Nella fattispecie però il ricorrente non adduce alcun argomento che avrebbe potuto giustificare una simile eccezione, egli infatti poteva richiedere alla competente autorità dipartimentale la consultazione degli atti in seguito all'intimazione del rapporto di contravvenzione ai fini dell'allestimento delle osservazioni ed inoltre egli è stato edotto del contenuto del rapporto d'ispezione due giorni dopo in occasione dell'interrogatorio.

Per contro se è vero che al ricorrente è stato concesso di esprimersi sui rimproveri mossigli soltanto a distanza di 6 mesi, va anche detto che tale gravame non ha precluso all'interessato di interporre tempestivamente ricorso contro la decisione dipartimentale. L'asserita perdita della facoltà del ricorrente di produrre prove a discarico ha nel caso di specie riguardato unicamente un solo mezzo di prova, ossia il pezzo di carne in cattivo stato di conservazione, ma non ha in definitiva inficiato le ulteriori costatazioni degli agenti sulla presenza di una carenza di pulizia e di igiene, a discolpa delle quali l'interessato non ha prodotto alcuna prova materiale.

In relazione alla contestazione sulla stesura del rapporto di costatazione, si sottolinea che al momento dell'interrogatorio il ricorrente non ha sollevato alcuna censura, ma ha anzi confermato le infrazioni rimproverategli (cfr. verbale d'interrogatorio).

Le predette censure risultano quindi prive di qualsivoglia fondamento, ne consegue che anche una violazione del principio procedurale della parità delle armi dev'essere disattesa.

7. L'interessato si aggrava di un'applicazione della LEsPub viziata da formalismo eccessivo, da lesione del principio della proporzionalità. La LEsPub ha lo scopo di disciplinare la conduzione degli esercizi pubblici, promuovendo la qualità dei servizi offerti, in particolare con la formazione e il perfezionamento professionale, nel rispetto delle esigenze di sicurezza, di ordine pubblico e di protezione del consumatore (art. 1 LEsPub). Giusta l'art. 62 LEsPub, gli agenti della polizia cantonale e della polizia comunale così come gli ispettori del Dipartimento possono ispezionare gli esercizi pubblici. Al fine di concretizzare lo scopo della presente normativa, in particolare il rispetto delle esigenze di sicurezza, di ordine pubblico e di protezione del consumatore, è necessario poter controllare lo stato degli esercizi pubblici anche nei momenti di maggior afflusso di avventori. Si tratta dunque di una misura amministrativa adeguata e necessaria, che non lede gli interessi del ricorrente, ma anzi salvaguarda gli interessi pubblici preponderanti, di conseguenza essa non risulta nemmeno arbitraria. Le motivazioni addotte dal ricorrente - " se gli agenti fossero giunti alle undici e trenta o alle quattordici nel medesimo giorno non avrebbero mosso critica alcuna in punto dell'igiene. Trascorso il limitato periodo di affluenza il pavimento sarebbe risultato perfettamente ripulito" (cfr. complemento _________ 2003, pag. 3) - non sono tali da giustificare le situazioni a suo tempo riscontrate, soprattutto se si considera che è proprio durante il periodo di massima affluenza che deve essere garantito un certo livello di igiene e ordine a salvaguardia della salute degli avventori.

8. Questo giudice giunge alla conclusione che il ricorrente abbia effettivamente commesso le infrazioni rimproverategli.

La multa inflitta è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità delle infrazioni commesse, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge.

Il ricorso va pertanto respinto, seguito di tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr). per questi motivi, visti gli art. 43, 53 e 66 LEsPub, gli art. 80, 81 e 86 RLEsPub e gli art. 1 segg. LPContr;

dichiara e

pronuncia: 1. Il ricorso 27 settembre 2003 è respinto e la decisione impugnata è confermata.

2. La tassa di giustizia di fr. 200.-- e le spese di fr. 50.-- sono a carico ricorrente.

3. Intimazione a:

_________ _________ _________. _________

_________ _________.

Il presidente: La segretaria: