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Un po’ di umorismo
Oggi, 5.4.2021, ho ascoltato alla radio svizzero-tedesca DRS1 una trasmissione sulle galline. Su allevamenti di galline, galline Bio, uova, eccetera. È intervenuta un’ascoltatrice, proprietaria di quattro galline. E ha detto di avere dato a tutte quattro un nome, nello specifico, il nome di consigliere federali.
La gallina nera si chiama «Leuthard». Quella rossa «Sommaruga». Quella bruna porta il nome di «Amherd» e la bianca è «Keller-Sutter». La buona donna, sicuramente anziana, è totalmente apolitica, si dichiara per contro amica degli animali. Ogni mattina va dalle sue galline, chiede loro se abbiano dormito bene e porta loro dell’acqua fresca.
Ho ascoltato attentamente la trasmissione, perché anch’io ho proprio quattro galline. Ho evitato di dare loro il nome di consigliere federali. L’associazione mi è parsa un po’ troppo osé. Non perché temessi che le galline potessero sentirsene offese. Perché le galline hanno il Q.I. di un bambino di due anni e non pensano alla politica.
Ma, pensandoci meglio – l’associazione non è poi così assurda. Anche le galline pensano in modo «socio-politico» controverso, ma solo quando si tratta della distribuzione del mangime. E poi la questione delle uova: le galline depongono uova. Lo fanno sconsideratamente, tirandosi la zappa sui piedi, perché ogni giorno l’uovo viene loro tolto. E allora cercano di rompere le uova nel paniere di qualcun altro.
L’ascoltatrice della trasmissione della DRS1 non ha pensato a questo quando ha dato il nome alle sue galline. E nemmeno io lo faccio. Se lo facessi, una delle mie galline è vecchia, grigia e un po’ spennacchiata: potrei chiamarla Widmer-Schlumpf.
Questo articolo umoristico potrebbe sembrare molto misogino. Ma non è pensato così. Perché ho quattro galline e non quattro polli. Ogni giorno chiedo alle mie signore pennute se abbiano dormito bene e dò loro dell’acqua fresca. Se avessi invece quattro polli, non avrei certamente problemi a dare loro un nome, ma nel pollaio ci sarebbero degli assurdi combattimenti di galli e verosimilmente non ci sarebbero uova da rompere.
Ma forse mi sbaglio: perché non rompono forse qualche uovo ogni tanto anche i galli politici del nostro Consiglio federale?
Ronco