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Con il VIAC Conto Plus, il 95% del patrimonio previdenziale è detenuto sul conto al tasso d'interesse preferenziale dello 0.1% annuo. Il restante 5% viene investito a livello globale e ampiamente diversificato in azioni. Non ci sono commissioni di custodia, commissioni di intermediazione o spese amministrative. Con l'orientamento all'investimento Globale o Svizzero, sono inclusi anche i costi di prodotto. I costi esterni dei prodotti, pari a circa lo 0.01%, vengono sostenuti solo per un'implementazione Sostenibile.
Per quanto riguarda un‘implementazione sostenibile, distinguiamo tra la parte estera e la parte svizzera di capitale azionario.
La parte di azioni estere è implementata con ETF sostenibili e fondi indicizzati basati sugli indici MSCI Socially Responsible e MSCI ESG Leaders. La sostenibilità è presa in considerazione in vari modi:
- In primo luogo, alcune industrie sono completamente escluse. Questi includono alcol, gioco d'azzardo, tabacco, erotismo, energia nucleare, armi militari, armi da fuoco civili e organismi geneticamente modificati.
- Tutte le restanti industrie vengono poi analizzate e valutate in una seconda fase sul settore ambientale, sociale e di governance (ESG per l'ambiente, sociale e governance). Il rating ESG risultante varia da CCC a AAA. Per essere inclusi nell'indice è necessario ottenere un "buono" o almeno una A.
- In terzo luogo, si esamina anche se un'azienda è stata o è oggetto di controversie (ad esempio, violazioni dei diritti umani o gravi danni ambientali). Sono escluse anche le aziende con un punteggio pari o superiore a quattro (su una scala di dieci livelli).
Infine, l'approccio best-in-class significa che in ogni settore, le aziende con il miglior rating ESG sono considerate al primo posto e incluse nell'indice. Ciò avviene fino al 25% (50% nel caso degli indici MSCI ESG Leaders) della capitalizzazione di mercato del rispettivo settore.
La componente azionaria svizzera è volutamente implementata in modo classico (non sostenibile). Questo per i seguenti motivi: In linea di principio, il mercato svizzero è già di per sé più sostenibile della maggior parte degli altri mercati. Questo perché settori come il tabacco, l'alcool, le armi, ecc. non sono affatto rappresentati. Ciò che si fa di solito con i fondi svizzeri sostenibili è che vengono ulteriormente filtrati in base ai rating ESG. Ad esempio, Novartis è quindi esclusa (questione di governance), mentre Nestlé o Roche non lo sono. Inoltre, il mercato svizzero è dominato da questi stessi tre pesi massimi misurati dall'SPI. Altri indici azionari internazionali hanno spesso una diffusione naturale molto più ampia. Se si esclude uno di questi pesi massimi, c'è uno scostamento molto grande dall'indice e quindi un profilo di rischio diverso. Questo problema viene spesso risolto nei fondi sostenibili in modo tale che i pesi massimi non vengono esclusi o solo parzialmente esclusi, ma solo la loro ponderazione viene ridotta. A nostro avviso, però, questo non fa altro che abbellire il problema, senza risolverlo.
In questo senso, ci asteniamo deliberatamente dal "greenwashing" della parte di azionariato svizzero. Il mercato azionario svizzero soddisfa i criteri di esclusione di molti approcci d'investimento sostenibili senza ulteriori filtri ed è quindi già di per sé "più sostenibile".
È inoltre importante che i nostri investimenti si concentrino su "Globale", "Svizzera" e "Global Sustainable" - come suggerisce il nome stesso - in modo mirato. Anche le azioni internazionali rappresentano circa il 25% della strategia Svizzera 100. A nostro avviso, il fatto che si utilizzi un "marchio" per cercare di far apparire sostenibile la quota svizzera di azioni non ci consente di raggiungere i nostri obiettivi. Con il classico approccio alle azioni svizzere non cerchiamo di risolvere questo problema a metà, ma piuttosto di ottimizzare la componente di azioni estere dove si può realmente generare un valore aggiunto e ci schieriamo consapevolmente a favore dell'implementazione scelta.
PS: A proposito, tutte le strategie che scegliamo hanno già un impatto duraturo. Da un lato, questo è dovuto al fatto che eliminiamo l'invio insensato di milioni di pagine di carta e, per altro, facciamo piantare un albero per ogni cliente VIAC. Si tratta già di oltre 30'000 alberi con i quali contribuiamo a rallentare il cambiamento climatico e a ottenere un impatto reale: giorno dopo giorno.
Le strategie d’investimento VIAC comprendono 6 diversi tipi di rischio. Oltre al conto remunerato (nessuna fluttuazione) offriamo varie strategie, da quelle con una piccola quota di azioni (strategia 20), esposte a minori fluttuazioni, a quelle che puntano esclusivamente sulle azioni (strategia 100), esposte a maggiori fluttuazioni. Il questionario ti aiuta a trovare la strategia adatta a te. Naturalmente puoi adeguare la strategia in qualsiasi momento.
No. Con un investimento sei sempre esposto ai movimenti di mercato borsistico. Se vuoi evitare fluttuazio-ni, da noi puoi aprire un comodo conto 3a remunerato.
Se vuoi evitare fluttuazioni temporaneamente, puoi modificare in qualsiasi momento e senza spese supplementari la strategia e ricominciare a investire più tardi. In linea di massima ti consigliamo però una stra-tegia «buy and hold». Il nostro sistema assicura il monitoraggio regolare per te.
Sì, tutte le nostre strategie investono anche all’estero. La discussione sui rischi di valuta estera è spesso condotta in modo molto superficiale e non trasparente. Nestlé, un’azione svizzera, genera ad esempio solo l’1% del fatturato in franchi svizzeri. Nella valutazione dei rischi questa azione è tuttavia attribuita al 100% al CHF. Viceversa Apple genera anche un fatturato in CHF, ma è attribuita integralmente al USD.
Dal nostro punto di vista è importante essere consapevoli del fatto che per investire le valute estere sono imprescindibili. Offrono opportunità, ma anche rischi. Ciò non cambia neanche con una presunta «garanzia» delle valute estere. Ciò che viene spesso trascurato è che in caso di garanzia si paga la differenza d’interesse tra le due valute. Perlomeno in base ai dati storici, ciò ha generato più costi che non guadagni per gli investitori svizzeri.
Nel scegliere i fondi abbiamo cercato di utilizzare fondi a replica fisica. Ciò significa che le azioni su cui si basa l’indice sono effettivamente acquistate dall’offerente del fondo indicizzato o dell’ETF. Nei limiti del possibile, rinunciamo a investire in prodotti a replica sintetica, poiché essi sono esposti a un rischio di controparte.
I fondi d’investimento classici sono spesso gestiti «attivamente» e cercano quindi di battere l’indice sottostante (p. es. lo SMI). La gestione attiva del patrimonio genera però un maggior onere, che si traduce in costi superiori. Le nostre strategie sono invece gestite passivamente con fondi indicizzati ed ETF. Questi strumenti replicano direttamente l’indice sottostante e sono quindi più economici. Le nostre strategie costituiscono inoltre un sistema modulare, poiché ogni strategia impiega più investimenti indicizzati (per ciascuna classe d’investimento e regione). Le nostre strategie sono quindi disponibili solo presso VIAC e non hanno un valore pubblico.
No. Siamo convinti che a lungo termine la buona diversificazione che offriamo grazie alle nostre solide stra-tegie sia la soluzione migliore. Un fattore importante per la performance è rappresentato dai costi, che vo-gliamo mantenere più bassi possibile per i clienti. Ciò è possibile solo con una certa standardizzazione.
No, l’offerta di fondi è stabilita e ottimizzata in termini di costo, negoziabilità e performance da VIAC. Moni-toriamo costantemente l’andamento sul mercato e cerchiamo di selezionare i migliori fondi indicizzati per i nostri clienti della previdenza.
Sì, ricevi dividendi anche in caso di fondi indicizzati ed ETF. Una parte dei fondi indicizzati e degli ETF distri-buisce i dividendi. In questi casi, i soldi ricevuti sono accreditati sul tuo conto e, in caso di differenza suffi-ciente rispetto alla quota target, reinvestiti in occasione del successivo rebalancing.
Nell’attuale contesto di interessi bassi rinunciamo, per motivi di costo e di rischio, a puntare sulle obbligazioni. I rendimenti delle obbligazioni sono strettamente legati al livello degli interessi. In caso di interessi bassi (o addirittura negativi) è pertanto possibile che le spese (tassa dell’offerente e costo del prodotto) superino il rendimento e di conseguenza le obbligazioni non siano redditizie. Se in futuro gli interessi dovessero nuovamente crescere, le obbligazioni subirebbero inoltre perdite di valutazione. Per questi motivi, attualmente riteniamo che il conto che frutta interessi sia la miglior soluzione per i nostri clienti.
Questa soluzione consente di ridurre i costi, offrire al cliente un rendimento positivo e aggirare i rischi di variazione degli interessi. Attualmente versiamo un interesse dello 0.1%, un tasso leggermente inferiore rispetto a quello del classico «conto Terzo». L’interesse leggermente più basso ha permesso di trovare con la Banca WIR una buona soluzione, favorevole a tutti. Anche la Banca WIR ci guadagna: può infatti attirare fondi a un costo leggermente inferiore. E per finire anche noi siamo soddisfatti di poter offrire ai nostri clienti un rendimento positivo garantito. Una classica situazione win-win!
Sì, nella VIAC Strategia trovi, per ciascuna strategia d’investimento, una scheda informativa con la performance storica nonché altre informazioni interessanti.
Per quanto riguarda il focus d’investimento, il cliente può scegliere tra «Globale», «Svizzera» e «Globale sostenibile». Noi raccomandiamo il focus «Globale», in modo da ridurre al minimo le spese e diversificare il più possibile i rischi. Nel focus d’investimento «Svizzera», in tutte le classi d’investimento almeno il 75% dell’importo è investito in Svizzera. Il focus «Globale sostenibile» rinuncia a investimenti in oro, alcol, gioco d’azzardo, tabacco, pornografia, energia nucleare e armi. Tutti gli investimenti in azioni al di fuori della Sviz-zera sono inoltre effettuati secondo i severi criteri di sostenibilità ESG. Per queste strategie sostenibili, i costi degli ETF sostenibili impiegati sono superiori in media dello 0.10% circa.
Per scegliere i fondi indicizzati e gli ETF, la Fondazione di previdenza Terzo applica i seguenti criteri:
- tasse basse per l’intestatario della previdenza
- buona liquidità per la negoziazione
- tracking error basso
- spread di negoziazione
- replica fisica
- minimizzazione di eventuali influssi fiscali (p. es. tassa di bollo)
Il tuo avere di previdenza è investito in modo ampiamente diversificato in tutto il mondo. Nelle strategie standard partecipi all’andamento di più di 2'800 imprese in tutto il mondo. Il rischio dei singoli titoli è così sensibilmente ridotto. Oltre al franco svizzero investi anche in altre monete; tra le monete estere a fare la parte del leone è il dollaro US.
I fondi indicizzati e gli ETF si distinguono tra l’altro per le seguenti caratteristiche:
- tasse basse
- gestione passiva – in genere replicano un indice (puntano sul sicuro)
- diversificazione efficiente; i fondi indicizzati e gli ETF replicano in parte centinaia di singoli titoli
Tutte le strategie VIAC sono attuate mediante fondi indicizzati ed ETF. La differenza essenziale sta nella negoziazione. Per i fondi indicizzati la sottoscrizione e il rimborso avvengono una volta al giorno (mercato primario e quindi non soggetto alla tassa di bollo), mentre gli ETF (exchange traded funds) sono negoziati direttamente in borsa (mercato secondario). Sia i fondi indicizzati sia gli ETF replicano in genere un indice (p. es. lo SMI per le azioni svizzere) e cercano di ricalcarne l’andamento del valore il più fedelmente possibile. Siccome si limitano a replicare l’indice e non cercano una gestione attiva, si parla anche di prodotti d’investimento passivi. Questi fondi d’investimento passivi si prestano in particolare agli investitori che desiderano effettuare investimenti ampiamente diversificati su un intero mercato con un’unica transazione, in modo economico e a lungo termine.
Rispondendo a 6 semplici domande determini la strategia adatta a te. Tra i fattori principali figura la tua propensione al rischio. Se preferisci evitare grandi fluttuazioni ti saranno proposte solo strategie a basso rischio. Accanto alla propensione al rischio svolge un ruolo importante anche la capacità di rischio. Quest’ultima dipende molto dall’orizzonte d’investimento, che in genere nel terzo pilastro è molto lungo. Un investitore trentenne può ad esempio resistere tranquillamente a una crisi borsistica, dal momento che il suo orizzonte d’investimento (periodo durante il quale sono investiti i soldi) è di circa 35 anni (fino al momento del pensionamento).
I tuoi soldi sono investiti in tutto il mondo, in modo ampiamente diversificato. Attraverso il ricorso a fondi indicizzati ed ETF partecipi all’andamento di più di 2'800 imprese in tutto il mondo (strategie standard). Le principali classi d’investimento sono azioni, immobili e oro, con una quota di azioni corrispondente al tuo profilo di rischio. Nell’attuale contesto di interessi bassi, per motivi di costo e di rischio si rinuncia a puntare sulle obbligazioni (dato che con le tasse ne risulterebbe un rendimento negativo), dando invece la preferenza al conto, che frutta interessi positivi.
La Fondazione di previdenza Terzo della Banca WIR è responsabile di selezionare e impiegare gli investi-menti indicizzati (fondi indicizzati ed ETF) per conto degli intestatari della previdenza. All’interno delle strategie non è prevista una gestione patrimoniale attiva.