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Cade il progetto di edificazione di un impianto di produzione di munizioni in Brasile. Una passo deciso dopo che il Consiglio federale, in qualità di azionista unico della Ruag, si era pronunciato contro l’operazione, rispondendo così a una mozione dei consiglieri nazionali Priska Seiler Graf (PS/ZH) e a un’interpellanza di Angelo Barrile (PS/ZH).
- RG 18.30 del 6.9.2018 Il servizio di Gian Paolo Driussi
Nella sua richiesta, Seiler Graf sottolinea come il paese sudamericano sia afflitto da un’"immane violenza", risultando la nazione con il più alto tasso di omicidi al mondo, oltre 190 a giorno. Per di più, molte morti sono state registrate per mano di poliziotti. Di conseguenza, secondo la politica, investimenti dell’azienda nello Stato sarebbero "inaccettabili dal profilo dei diritti umani" e incompatibili con gli obbiettivi della Confederazione.
Stando a Berna, l’impresa svizzera vedeva un’opportunità di espandersi in un mercato di importanza internazionale. In questo modo avrebbe soddisfatto la volontà del Governo brasiliano di mettere fine al mercato monopolistico delle munizioni.