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Il dolore intenso è il primo segnale che scatena il dubbio di endometriosi. Ovviamente parliamo di dolori pelvici cronici e forti dolori durante il periodo mestruale e dell'ovulazione, oltre che nei rapporti sessuali. In presenza di questi sintomi è necessario ricorrere ad esami specifici come ecografia, risonanza magnetica ed esami del sangue che supporteranno la visita ginecologica.
La diagnosi di endometriosi conferma la malattia che è causata dall'accumulo irregolare di cellule endometriali, tipiche della parete interna dell'utero, su organi diversi come vagina, ovaie o intestino. Quattro sono gli stadi della malattia: i primi due riguardano l'endometriosi non severa con lesioni sottili, e quella tipica con piccole lesioni anche di vecchia data. Al terzo ed al quarto stadio si parla lesioni profonde ed attive con il tessuto endometrico fuori posto che, stimolato dagli ormoni, si sfalda al pari di quello uterino provocando ugualmente lesioni sanguinolente.
Il sangue prodotto dalle lesioni su endometrio fuori dall'utero non può essere espulso e si accumula generando cisti o aderenze. Tra le complicanze derivanti dall'endometriosi ci sono sterilità e degenerazione maligna del tessuto. Terapie antidolore ed omeopatiche sono lenitive, ma non curative della malattia che può essere risolta con interventi chirurgici, tendenzialmente conservativi.
TMT (ti.mamme team)