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Oggi, martedì 12 dicembre, Doris Leuthard parteciperà ad un vertice sul clima a Parigi con oltre 50 capi di Stato e personalità del settore finanziario.
La Svizzera ha un'enorme necessità di azione: la nostra piazza finanziaria continua a investire miliardi nell' industria dei combustibili fossili ed è quindi un potente motore del cambiamento climatico.
Gli investimenti della piazza finanziaria svizzera generano emissioni dirette di gas a effetto serra circa 20 volte superiori a quelle della Svizzera (studio dell' UFAM «Rischi climatici della piazza finanziaria Svizzera»). La piazza finanziaria svizzera è quindi un peso massimo, con emissioni paragonabili a quelle di un paese come la Germania o il Giappone.
Il governo svizzero non adempie gli obblighi del trattato sul clima di Parigi, né con la Banca nazionale né con la cassa pensioni dei dipendenti pubblici.
Sovvenzioni, prestiti e altri finanziamenti per l' industria dei combustibili fossili sono inaccettabili se vogliamo rispettare gli impegni dell' accordo di Parigi sul clima e mantenere il riscaldamento globale il più vicino possibile a 1,5°C. Finché i flussi di denaro confluiscono nell' industria fossile, qualsiasi tentativo di mitigare il cambiamento climatico è destinato a fallire.
Il Consiglio federale non ha riconosciuto la gravità della situazione. Una seria politica climatica significa la fine degli investimenti nelle industrie del carbone, del petrolio e del gas per sostenere la transizione verso un futuro 100% rinnovabile.
In quanto piccolo paese con una grande piazza finanziaria, è nell' interesse della Svizzera riconoscere tempestivamente la prossima bolla finanziaria. La protezione del clima è anche una protezione contro la prossima crisi finanziaria.
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