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PECHINO - Emerge un'altra prova che il Covid-19 circolava in Cina già da prima rispetto all'inizio dell'emergenza (già agli inizi di gennaio). Alcuni tamponi fatti in tempi non sospetti - tra 6 ottobre e 21 gennaio - a individui con sintomi influenzali, e riesaminati ora, sono risultati positivi al nuovo SARS-CoV-2.
Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Nature Microbiology e condotto da Man-Qing Liu del Wuhan Center for Disease Control & Prevention.
Sono ancora tanti gli interrogativi su origini e tempistiche dell'emergenza del nuovo coronavirus, la cui comparsa è stata annunciata ufficialmente dall'OMS il 10 gennaio. Questo studio, spiegano gli autori, potrebbe fornire informazioni importanti sui primissimi stadi dell'epidemia. Gli esperti hanno riesaminato i tamponi faringei di 640 individui che tra 6 ottobre e 21 gennaio erano stati coinvolti in un progetto di sorveglianza sull'influenza stagionale e che per questo motivo erano stati sottoposti al tampone. Nove di questi individui sono risultati positivi al nuovo coronavirus, il che significa che la trasmissione del virus era già in corso da prima dell'inizio dell'epidemia, ipoteticamente già dall'inizio di gennaio.
Russia, picco atteso tra 10-14 giorni - L'epidemia di coronavirus in Russia dovrebbe raggiungere il cosiddetto "plateau" tra circa 10-14 giorni e la curva delle infezioni dovrebbe cominciare a scendere a giugno: lo ha detto la direttrice dell'Agenzia biomedica federale russa Veronika Skvortsova in un'intervista alla tv di Stato russa ripresa dalle agenzie Tass e Interfax.
«Secondo i dati dei migliori gruppi di previsione composti da matematici e biologi - ha spiegato Skvortsova - il plateau per questa infezione verrà raggiunto in 10-14 giorni. Poi resteremo lì per un po' e quindi inizierà il movimento in discesa». Secondo Skvortsova, il plateau dovrebbe durare fino a metà giugno e il periodo di riduzione dei casi durerà approssimativamente quanto quello in cui i casi sono aumentati.
Spagna, confinamento fino a metà maggio - In Spagna - dove si registrano 757 decessi nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute spagnolo citato da El Pais, che porta il totale delle vittime a 14.555, con 146.690 contagiati e 48.021 dimessi o guariti - il confinamento per l'epidemia di coronavirus, anche se forse con alcune eccezioni come la possibilità di praticare sport all'aperto o portare fuori i bambini, durerà almeno fino a metà maggio. Lo scrive oggi La Vanguardia, spiegando che questo è il tempo minimo per conoscere i risultati dello studio condotto dal Carlos III Health Institute, in collaborazione con il National Statistics Institute, per sapere quale percentuale della popolazione ha già superato il coronavirus e che quindi è immunizzata.
Per il momento lo stato di allarme è prorogato fino al 26 aprile, anche se ancora non è stato deciso se i lavoratori che svolgono attività non essenziali torneranno al lavoro al termine delle vacanze di Pasqua al termine del congedo retribuito obbligatorio rilasciato dal governo il 29 marzo. Il ministro della Sanità, Salvador Illa, ha dichiarato ieri che il governo deciderà a breve sulla base della raccomandazione dei tecnici della sanità pubblica. Lo studio dell'Istituto Carlos III, spiega la Vanguardia, è necessario affinché i responsabili della salute pubblica possano determinare come iniziare la fase successiva, quella di riduzione delle misure, una fase di passaggio verso un progressivo ritorno alla normalità.
È stata predisposta l'esecuzione del test su 30.000 famiglie. «Per reclutare metà del campione (circa 15.000 famiglie) in una settimana, occorrono circa 500 team dedicati esclusivamente a questo compito, che dovrebbero essere integrati da una struttura organizzativa centrale. Il personale raccoglie i campioni biologici, esegue i test rapidi e nel caso quelli del sangue», spiega l'istituto.
Tracciamento, un piano europeo per l'app - Gli Stati membri sono chiamati entro il 15 aprile a mettere nero su bianco una "cassetta degli attrezzi" per allineare le app nazionali che serviranno a tracciare la diffusione del contagio e guidare le strategie per la graduale uscita dalla quarantena. Le raccomandazioni di Bruxelles? Limitare l'uso dei dati personali a fini medici, stabilire tecniche di raccolta col bluetooth, garantire il rispetto dei diritti fondamentali e la collaborazione tra autorità sanitarie pubbliche e l'Ue.
La Bulgaria chiude i confini extra-Ue - In Bulgaria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 16 nuovi contagi da coronavirus (11 nella capitale Sofia, sei ricoverati in ospedale), con il totale che sale a 581. Da mezzanotte è in vigore la chiusura dei confini con i paesi extra-Ue. Da ieri si è registrato un altro decesso (un uomo di 36 anni d'età), che porta a 23 il numero delle vittime, con un'età media di 65 anni (3,9% dei malati). Negli ospedali del Paese sono ricoverati 213 malati, 21 dei quali sono in terapia intensiva. Sono 32 i contagiati fra il personale medico (5,5% dei casi).
Dalla mezzanotte di ieri è in vigore in Bulgaria la chiusura dei confini con i paesi extra-Ue attraverso tutti i checkpoint del paese. La misura si applica ai confini con Turchia, Macedonia del Nord e Serbia e rimarrà in vigore fino al 17 aprile. Questo divieto non riguarda i cittadini degli Stati membri dell'Ue e le loro famiglie. La tv statale Btv ha riferito che la Bulgaria inizia a produrre farmaci a base di clorochina e di idrossiclorochina, noti per la cura della malaria. Secondo le autorità sanitarie nazionali, questi farmaci avrebbero un effetto positivo nel trattamento dei malati di Covid-19.
Oltre 10mila casi in Africa - Hanno superato quota 10.000 i casi confermati di Covid-19 in Africa ed i decessi sono oltre 500. Lo afferma l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), avvertendo che mentre «il virus è stato lento nel raggiungere il continente rispetto ad altre parti del mondo, l'infezione è cresciuta esponenzialmente nelle ultime settimane e continua a diffondersi». Il virus, spiega l'Oms, ha raggiunto il continente africano attraverso viaggiatori di ritorno provenienti da Asia, Europa e Stati Uniti. Il primo caso di Covid è stato registrato in Egitto il 14 febbraio. Da allora, un totale di 52 Paesi africani ha riportato casi.
Ma se inizialmente i contagi erano circoscritti principalmente nelle capitali e grandi città, «un significativo numero di Paesi in Africa sta ora segnalando casi - avverte l'Oms - in molte province». L'Oms esprime quindi «preoccupazione» per l'impatto della pandemia su nazioni con «sistemi sanitari fragili» e che vivono «emergenze complesse».
Per questo, è il monito dell'Oms, «la comunità internazionale dovrebbe estendere a questi Paesi un supporto tecnico e finanziario, per migliorare le capacità di risposta e minimizzare la diffusione dell'epidemia». L'appello è forte: «Alcuni Paesi in Africa non hanno adeguati rifornimenti per le unità di cura intensiva come letti, respiratori e personale addestrato. È critico che i Paesi facciano tutto quello che possono perché l'epidemia non si intensifichi ulteriormente e ciò significa una forte risposta di salute pubblica dai governi e ogni parte della società».
L'Oms ricorda quindi il proprio impegno in Africa per fornire dispositivi essenziali, addestrare gli operatori sanitari e predisporre piani d'indirizzo rispetto alla "sfida" preoccupante dei contesti locali. «Stiamo anche lavorando - sottolinea l'organizzazione - per assicurare un'equa distribuzione di materiali e dispositivi essenziali ai Paesi con minori entrate, inclusi quelli africani».
Superati i quattromila morti in Iran - Sono 67.286 i casi di coronavirus confermati in Iran, con 1.997 contagi nelle ultime 24 ore e 3.956 malati attualmente in gravi condizioni. Le vittime salgono a 4.003, con nuovi 121 decessi registrati. I pazienti guariti aumentano a 29.812. I test effettuati finora sono complessivamente 220.957. Lo riferisce il ministero della Salute di Teheran.
Emerge un'altra prova che il Covid-19 circolava in Cina già da prima rispetto all'inizio dell'emergenza (già agli inizi di gennaio). Alcuni tamponi fatti in tempi non sospetti - tra 6 ottobre e 21 gennaio - a individui con sintomi influenzali, e riesaminati ora, sono risultati positivi al nuovo SARS-CoV-2.