Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/168203

<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito del dibattito sulla legge federale relativa alla semplificazione del ricupero d'imposta in caso di successione e all'introduzione dell'autodenuncia esente da pena, nel 2007/08 si riteneva che con questa "amnistia ridotta" non sarebbero più stati notificati così tanti patrimoni non dichiarati come nell'ultima amnistia fiscale generale del 1969, che ha fatto emergere fondi non dichiarati per 11,5 miliardi di franchi.</p><p>1. Come giudica il Consiglio federale il fatto che fino a oggi solo nei cantoni che pubblicano le cifre, tramite le autodenunce esenti da pena sono emersi fondi non dichiarati per circa 25 miliardi di franchi? Come viene ripartita tra i cantoni la sostanza oggetto di autodenuncia?</p><p>2. Come bisogna interpretare il fatto che i cantoni Appenzello Interno, Sciaffusa, Uri, Vaud e Zugo tengono segreta la sostanza emersa con autodenunce esenti da pena?</p><p>3. In che modo può essere misurato l'effetto della suddetta legge federale se alcuni cantoni continuano a rifiutarsi di pubblicare i loro risultati?</p><p>4. Qual è l'importo dei fondi non dichiarati emersi con le amnistie fiscali generali del 1940, 1945 e del 1969?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto ad abrogare le disposizioni concernenti l'autodenuncia esente da pena documentando dunque che la strategia del denaro pulito è attuata anche in Svizzera e che di conseguenza la sottrazione d'imposta non è più un reato di poco conto nemmeno per gli svizzeri? Questo non sarebbe positivo per la reputazione del nostro Paese in Svizzera e all'estero?</p><p>6. Non sarebbe giusto tassare rapidamente i restanti valori patrimoniali, miliardi di franchi, non ancora dichiarati piuttosto che presentare drastici pacchetti di tagli o aumenti di imposte a livello di Confederazione, cantoni e comuni?</p><p>7. Secondo la stima del Consiglio federale quanti miliardi di franchi sono stati depositati in "nero" nel nostro Paese e all'estero da persone e imprese contribuenti in Svizzera?</p><p>8. Nell'interesse della parità di trattamento e della tassazione conforme alla legge per tutti i contribuenti come pure dell'onestà e dell'etica fiscale, quali misure intende adottare il Governo contro gli evasori e i frodatori fiscali svizzeri?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'entità dei valori patrimoniali emersi dal 2010 all'inizio del 2016, pari a circa 24,7 miliardi di franchi, corrisponde a circa l'1,6 per cento del patrimonio totale dichiarato (2012) che è di oltre 1560 miliardi di franchi. Le denunce hanno riguardato redditi e patrimoni sia di grande che di piccola entità. La possibilità di ripristinare la situazione legale senza incorrere in pene viene pertanto sfruttata da tutte le categorie di reddito.</p><p>L'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) ha assicurato ai cantoni di trattare in modo confidenziale i dati che questi le avrebbero comunicato e di pubblicarli solo in forma aggregata.</p><p>2. Nei cantoni che contano un numero ristretto di abitanti sarebbe facile, a fronte dei dati relativi alle autodenunce esenti da pena, risalire all'identità del o dei contribuenti, cosa che, in ragione del segreto fiscale, è assolutamente da evitare. Inoltre, il modo in cui sono strutturati i sistemi di elaborazione elettronica e le modalità di registrazione dei casi non consentono a tutti i cantoni di fornire i dati relativi alle autodenunce esenti da pena senza dover ricorrere a complessi lavori manuali.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che l'indicatore determinante per valutare l'efficacia delle autodenunce esenti da pena non sia tanto l'ammontare assoluto dei valori patrimoniali emersi quanto piuttosto il numero delle autodenunce. Il fatto che il numero delle autodenunce presentate si mantenga tendenzialmente costante indica certamente che non vi è stato un effetto di "riordino una volta per tutte", ma anche che la possibilità di non subire punizioni, possibilità concessa solo una volta nella vita, continua a fornire la giusta motivazione per autodenunciarsi, rendendo così questo strumento efficace.</p><p>4. L'amnistia del 1940 (amnistia a titolo di sacrificio per la difesa nazionale) ha finora portato alla luce valori patrimoniali non dichiarati per 1,5 miliardi di franchi, quella del 1945 (amnistia dell'imposta preventiva) valori patrimoniali per 6,5 miliardi di franchi. Per quanto riguarda l'amnistia del 1969, si stima che siano emersi circa 11,5 miliardi di franchi di patrimonio, mentre non sono stati presi in considerazione i redditi.</p><p>5. Dalla data della sua introduzione, nel 2010, il numero delle autodenunce esenti da pena presentate si è sempre più o meno mantenuto sullo stesso livello del numero dei procedimenti per sottrazione aperti presso le amministrazioni cantonali delle contribuzioni. Dal 2010 in poi, questi procedimenti sono diminuiti solo minimamente. Questo sta a indicare che, senza le autodenunce, le autorità fiscali cantonali non sarebbero riuscite a scoprire un gran numero di casi di sottrazione. Va inoltre citata la procedura di recupero d'imposta che si apre in seguito all'autodenuncia, nel corso della quale vengono riscosse le imposte relative agli ultimi dieci anni fiscali, inclusi gli interessi moratori. In termini di imposte dovute, questo esclude qualsiasi trattamento preferenziale rispetto agli altri contribuenti. Il Consiglio federale ritiene quindi che l'autodenuncia esente da pena prevista dal diritto in vigore sia un provvedimento ragionevole.</p><p>6. Senza il contributo dei contribuenti è difficilmente immaginabile che redditi e patrimoni finora non dichiarati possano essere scoperti su vasta scala e sottoposti a tassazione, a meno di non mettere in piedi un apparato investigativo capillare. L'autodenuncia esente da pena costituisce uno stimolo per i contribuenti e li induce a far emergere i redditi e i patrimoni fino a quel momento non dichiarati, consentendo così di sottoporli a tassazione.</p><p>7. A causa dei metodi molto diversi, non sono mai state effettuate delle stime ufficiali di questo genere. Nel suo parere al postulato Wermuth 14.4239, "Rapporto sulle dimensioni della sottrazione d'imposta e dell'elusione fiscale in Svizzera", il Consiglio federale si dichiara disposto a elaborare un rapporto sui diversi parametri utilizzati per valutare la portata della sottrazione d'imposta in Svizzera. Il 24 settembre 2015 il Consiglio nazionale ha respinto il postulato.</p><p>8. Nel quadro della consultazione in vista della revisione del diritto penale in materia fiscale (2013) si intendeva tra l'altro mettere a disposizione delle autorità fiscali cantonali un maggior numero di strumenti d'inchiesta per aiutarle nella lotta contro la sottrazione d'imposta.</p><p>Con la consultazione in vista della revisione dell'imposta preventiva (2014/15) il Consiglio federale aveva suggerito di incentivare il mercato dei capitali svizzero ma anche di rafforzare lo scopo garantista dell'imposta preventiva.</p><p>Il Consiglio federale si è dichiarato contrario all'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata", che intende porre condizioni estremamente restrittive alla possibilità di trasmettere informazioni su terzi alle autorità fiscali. Secondo l'interpretazione del Consiglio federale questo contribuirebbe ad accrescere i casi di sottrazione d'imposta.</p><p>In attesa di conoscere l'esito di questa iniziativa popolare ancora pendente, il Consiglio federale ha sospeso sia la revisione del diritto penale in materia fiscale che quella dell'imposta preventiva. Di conseguenza, nella lotta contro la sottrazione d'imposta si continuano ad utilizzare in modo coerente gli strumenti attualmente disponibili.</p>  Risposta del Consiglio federale.