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Il Consiglio federale sostiene la riabilitazione dei volontari svizzeri in Spagna
Il divieto di arruolarsi in un esercito straniero non è messo in causa
Il Consiglio federale sottolinea che le sanzioni contro i volontari svizzeri in Spagna sono state pronunciate in via del tutto lecita e che non s’intende criticare l’operato delle autorità dell’epoca. Condivide l’opinione della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale secondo cui l’annullamento di tutte le sentenze penali non mira a mettere in causa o a riconsiderare il divieto di arruolarsi in un esercito straniero. Tuttavia, le sentenze pronunciate all’epoca non corrispondono più all’attuale senso della giustizia. Alla luce dell’odierna sensibilità storica, la lotta condotta allora per la democrazia merita di essere riconosciuta.
Secondo il Consiglio federale svizzero, la riabilitazione dei volontari svizzeri in Spagna è proporzionata, perché attuabile in tempi brevi e poco onerosa. Contrariamente a quanto contemplato dalla legge federale sull’annullamento delle sentenze penali pronunciate contro persone che, al tempo del nazionalsocialismo, hanno aiutato i profughi, è prevista soltanto una riabilitazione generale e astratta, fondata direttamente sulla legge. Non è contemplata la possibilità di chiedere alle autorità l’emanazione di decisioni individuali e concrete. Inoltre i volontari svizzeri in Spagna non percepiranno indennità finanziarie, alla stregua di chi ha aiutato i profughi durante il nazionalsocialismo.
Info complementari
Comunicati
28.11.2003 - DFGP
09.12.2002 - DFGP