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BERNA - La Confederazione intende raccogliere anche nel 2017 meno denaro sul mercato dei capitali. Le emissioni di prestiti si attesteranno a poco più di 4 miliardi di franchi in termini nominali, hanno indicato oggi la Banca nazionale svizzera (BNS) e l'Amministrazione federale delle finanze (AFD).
In base alla pianificazione attuale, il prossimo anno dovranno essere raccolti fondi per un valore di circa 8 miliardi. Tale fabbisogno di finanziamento deriva da un prestito esigibile di 5,6 miliardi e dal deficit di 0,6 miliardi preventivato dal Consiglio federale. Inoltre la Tesoreria federale aumenterà la liquidità di quasi 2 miliardi entro fine 2017, dato che nel mese di gennaio del 2018 diventerà esigibile un altro prestito.
Nell'anno in corso l'afflusso di fondi proveniente dalle casse federali è stato nettamente superiore al valore preventivato a causa dei tassi di interesse negativi. Per evitare un aumento eccessivo della liquidità, l'AFF ha mantenuto il volume in essere dei crediti contabili a breve termine a un livello relativamente basso, pari a circa 7 miliardi. L'obiettivo per l'anno prossimo è di riportare tale volume a un livello normale di circa 10 miliardi, sempre che l'evoluzione della liquidità lo consenta. Nell'attuale contesto dei tassi di interesse non si escludono entrate supplementari anche per il 2017.
Le sottoscrizioni dei prestiti avvengono sempre il secondo mercoledì del mese tra le ore 09.30 e le ore 11.00, ad eccezione del mese di agosto, durante il quale non si svolgono aste. Le date in aprile e ottobre sono opzionali: l'AFF comunica per tempo se è necessario ricorrere a tali date. Il giorno precedente l'asta vengono pubblicati i prestiti da emettere (durate) e la data di liberazione.