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NEW YORK - Non sono più sei, ma cinque, gli episodi di aggressione sessuale a carico di Harvey Weinstein.
Una delle accuse contro l'ex potentissimo produttore cinematografico è caduta: si tratta di quella sporta dall'aspirante attrice Lucia Evans, si è appreso giovedì. «Ci stiamo muovendo a pieno ritmo sugli altri fronti» ha dichiarato un procuratore nell'udienza preliminare davanti al giudice della Corte Suprema di Manhattan James Burke.
21enne all'epoca dei fatti, Evans, aveva dichiarato di essere stata costretta a compiere sesso orale su Weinstein nel suo ufficio. Stando a indiscrezioni apparse questa mattina sui media americani, in particolare sul New York Post, Evans avrebbe lasciato tracce che quello tra lei e il produttore fu un episodio consensuale.
Keystone / AP
Due fonti vicine al caso hanno detto alla NBC News che ci sono state preoccupazioni sul lavoro di un detective della polizia di New York, che potrebbe aver commesso errori durante l'interrogatorio di Evans. In particolare non avrebbe riportato ai pubblici ministeri l'interrogatorio di un'amica della giovane, che avrebbe riferito che l'atto sessuale ci sarebbe stato ma che Evans e Weinstein lo avrebbero concordato in cambio di un lavoro.
Benjamin Brafman, l'avvocato difensore di Weinstein - presente in aula a New York - ha accusato la procura di aver nascosto delle prove che avrebbero potuto convincere il gran giurì a non incriminare Weinstein nel caso Evans.