Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/257450

<h2>SubmittedText<h2><p>L’aumento degli affitti, alimentato dalla crescita dell’indice dei prezzi al consumo e del tasso d’interesse di riferimento, prosegue in tutto il Paese. SwissLife annuncia che aumenterà gli affitti di diverse decine di migliaia di inquilini, informazione che rispecchia solo in parte la realtà che li riguarda.</p><p>Allo stesso tempo, i salari reali diminuiscono.</p><p>Il rapido aggravarsi della crisi dell’alloggio sopraggiunge in un momento in cui la protezione degli inquilini è ampiamente insufficiente. Lo si riscontra in particolare in caso di mancati pagamenti.</p><p>Il Codice delle obbligazioni autorizza il locatore a disdire il contratto del locatario in mora per il pagamento dell’affitto, senza tenere conto del motivo dell’inadempienza, del carattere abusivo della pigione (che dovrebbe permettere una compensazione) e della situazione sociale della persona in questione. Il Codice di procedura civile non contiene misure che consentano al giudice che decide lo sfratto di far restare l’inquilino nell’abitazione in assenza di una soluzione alternativa.</p><p>Alcuni Cantoni e Comuni hanno potuto istituire dei dispositivi per attenuare gli effetti potenzialmente disastrosi di uno sfratto.</p><p>Con il presente postulato si chiede al Consiglio federale di presentare un rapporto sulla portata e sulle circostanze degli sfratti oltre che sulla natura delle misure adottate per andare incontro agli inquilini e sulla loro efficacia. Il rapporto dovrebbe valutare il rischio di un aumento del fenomeno dei senzatetto o della grande precarietà derivanti dalla perdita di un’abitazione e delineare delle strategie per impedirlo.</p><p>&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La procedura di sfratto degli inquilini è regolata innanzitutto dal diritto cantonale. In quest’ambito la Confederazione ha scarsa influenza.&nbsp;</p><p>In molti Cantoni, tuttavia, non è possibile disdire un contratto per fine anno. Inoltre, nella ponderazione degli interessi si tiene sempre conto della situazione personale degli inquilini, soprattutto in vista di un’eventuale proroga del contratto di locazione.</p><p>Considerati i recenti segnali di un aumento generale dei costi, sia gli inquilini che i proprietari hanno interesse a concordare uno scaglionamento temporaneo delle condizioni e dei termini di pagamento. Uno scaglionamento definito per via contrattuale è infatti molto più efficiente e meno oneroso sotto il profilo procedurale rispetto a un procedimento giudiziario di risoluzione del contratto – con eventuale proroga – seguito da una possibile istanza di sfratto. Lo scaglionamento deve però essere limitato nel tempo; un rinvio dei pagamenti all’anno successivo non servirebbe a nulla vista la sovrapposizione dei termini di pagamento che ne risulterebbe. In alcuni Cantoni particolarmente colpiti dalla carenza di alloggi sono attualmente in corso trattative tra associazioni di inquilini e proprietari per giungere a un accordo sulle modalità di scaglionamento.</p><p>L’introduzione a livello federale di misure simili sembra invece poco indicata, in quanto la situazione del mercato dell’alloggio varia molto da una regione all’altra del Paese. Il consigliere federale Guy Parmelin ha comunque recentemente riunito i rappresentanti dei tre livelli dello Stato, del settore edilizio e immobiliare e altri attori con l’obiettivo di stabilire di comune intesa le sfide da affrontare e i ruoli dei soggetti interessati, individuare le cause della carenza di alloggi e passare al vaglio possibili soluzioni. Al momento è in fase di elaborazione un piano di misure che saranno coordinate e valutate, dopodiché si terrà un’altra tavola rotonda.</p><p>Sulla questione dei senzatetto, l’Ufficio federale delle abitazioni ha commissionato uno studio, pubblicato sul suo sito Internet nel febbraio 2022. Come già rilevato dal Consiglio federale nel suo parere in merito al postulato 22.4349, in linea di principio la competenza in merito alla lotta e alla prevenzione del problema dei senzatetto spetta ai Cantoni, alle città e ai Comuni, che dovranno quindi fare il punto della situazione attuale per valutare la necessità di un intervento ed eventualmente elaborare misure concrete. La Confederazione non ha invece alcuna competenza in questo settore.</p><p>Per tutti questi motivi, il Consiglio federale non vede la necessità di redigere un rapporto.</p>