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BADEN - Il Consigliere nazionale ecologista Geri Müller (AG), al centro questa estate di uno scandalo a luci rosse, ha deciso di non ricandidarsi al Consiglio nazionale per le elezioni del 2015. "Sono stato eletto per quattro anni e intendo svolgere il mio mandato fino in fondo. In seguito mi concentrerò completamente sulla mia mansione di sindaco di Baden", ha sottolineato Müller, citato in un comunicato odierno dei Verdi argoviesi riunitisi a Seengen (AG).
Secondo la nota, Geri Müller aveva già informato la direzione del partito prima delle elezioni federali del 2011 circa l'intenzione di svolgere ancora un'ultima legislatura. Müller è stato eletto la prima volta alla Camera del popolo nel 2003 dove si è distinto in particolare nella Commissione di politica estera. È tra l'altro un simpatizzante attivo della causa palestinese.
Al momento, si legge nella nota, il partito dispone di alcuni potenziali giovani candidati ben posizionati per succedere all'attuale Consigliere nazionale. Hanno mostrato interesse le due deputate al Gran Consiglio Kathrin Fricker e Irène Kälin oltre al presidente del partito Jonas Fricker.
La lista dei candidati per il Consiglio nazionale ed eventualmente per il Consiglio degli Stati verranno presentate il prossimo anno in occasione dell'assemblea dei delegati, precisano i Verdi argoviesi.
La vicenda dei "selfie" a pantaloni calati scattati nel suo ufficio di sindaco era stata rivelata il 17 agosto scorso dal domenicale "Schweiz am Sonntag". Il giorno seguente i partiti borghesi di Baden avevano chiesto le dimissioni, mentre i colleghi dell'esecutivo lo avevano esonerato temporaneamente dall'incarico. Nel frattempo Müller ha riottenuto parte delle funzioni che deteneva nell'esecutivo cittadino.
ats