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Per molti anziani che beneficiano delle prestazioni complementari i soldi per pagare l'affitto non bastano
Keystone/GAETAN BALLY(sda-ats)
Un terzo delle economie domestiche svizzere composte da pensionati beneficiari di prestazioni complementari non è in grado di pagare l'affitto: lo sostiene Pro Senectute in occasione della Giornata internazionale degli anziani che ricorre oggi.
Lo scorso anno 197'417 pensionati hanno percepito prestazioni complementari (PC) all'assicurazione vecchiaia. Di questi, 122'906 vivevano in un'abitazione in affitto. Ma oltre 40'000 economie domestiche beneficiarie di PC non sono riuscite a pagare il canone locativo con gli importi massimi disponibili per le spese di pigione, indica Pro Senectute in un comunicato diramato oggi.
Per beneficiari di PC che vivono soli, ricorda l'organizzazione, l'importo forfettario massimo riconosciuto per la pigione al lordo delle spese comprese è di 1'100 franchi, per i coniugi di 1'250. Osservando i costi di alloggio in Svizzera risulta evidente come gli affitti in tutti i cantoni, eccetto Giura e Neuchâtel, siano nettamente superiori ai massimali riconosciuti nelle prestazioni complementari.
"La povertà nella vecchiaia è e rimane un problema", afferma il direttore di Pro Senectute Werner Schärer. "La povertà degli anziani indotta da determinate situazioni abitative è sempre più preoccupante. Sappiamo di casi in cui pensionati ancora in gamba si sono trasferiti in un istituto non potendosi più permettere di pagare l'affitto".
Secondo l'organizzazione una soluzione ci sarebbe: già nel 2014 il Consiglio federale ha presentato una proposta per l'adeguamento degli importi massimi per le spese di pigione previsti nel quadro delle PC. Il progetto, però, è attualmente bloccato. Pro Senectute ricorda che i massimali sono invariati dal 2001, sebbene negli ultimi 15 anni le pigioni siano aumentate mediamente del 20%.
SDA-ATS