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Nel caso di divorzi con risvolti internazionali, capita che uno dei coniugi detenga degli averi previdenziali all’estero (come, ad esempio, il tfp (trattamento di fine rapporto) previsto dal diritto italiano. In questo caso si pone il problema di sapere se il giudice svizzero adito con un’azione di divorzio possa prendere misure con riferimento agli averi previdenziali situati all’estero.
Ora, dandosi la competenza del giudice svizzero per l’azione di divorzio, (art. 59 lett. b LDIP), lo stesso tribunale – salvo puntuali eccezioni – è competente anche per disciplinare gli effetti accessori (art. 63 cpv. 1 LDIP).
In materia di averi previdenziali, poi, dal 1° gennaio 2017 l’art. 63 cpv. 1bis LDIP prevede la competenza esclusiva dei tribunali svizzeri per il conguaglio delle pretese nei confronti di un istituto svizzero di previdenza professionale.
Il fatto che tale disposizione nulla preveda in merito ad averi previdenziali situati all’estero non significa che i tribunali svizzeri non siano abilitati a determinarsi in proposito. Sussiste pur sempre, in effetti, la competenza generale del giudice svizzero per regolare gli effetti del divorzio in virtù dell’art. 63 cpv. 1 LDIP
Ricordato ciò, se all’estero sussistono pretese di previdenza il giudice svizzero ha due possibilità:
riconosce al coniuge creditore, come in precedenza, un’indennità adeguata sotto forma di liquidazione in capitale o di rendita (art. 124e cpv. 2 CC), il deposito di averi previdenziali all’estero fondando anche nel nuovo diritto un’impossibilità di conguaglio,
oppure decide di rinviare complessivamente il conguaglio delle pretese di previdenza professionale a un procedimento apposito, derogando al principio dell’unità della sentenza di divorzio, nell’ipotesi in cui sia possibile ottenere una decisione sul conguaglio nello Stato estero (art. 283 cpv. 3 CPC). Ciò presuppone tuttavia che si abbia modo di ottenere una siffatta decisione e che il coniuge in questione sia disposto ad avviare una procedura a tal fine in quello Stato, fermo restando che il riparto complessivo degli averi previdenziali resta soggetto al diritto svizzero. Il risultato della decisione straniera riguarda soltanto il computo delle prestazioni attribuite nell’ambito del procedimento svizzero. Se poi, dal punto di vista svizzero, il coniuge creditore riceve troppo poco, il risultato della decisione straniera può essere completato con un’indennità a norma dell’art. 124e cpv. 1 CC.