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Per gli adeguamenti delle pigioni in base ai cambiamenti del tasso ipotecario, da settembre del 2008 è in vigore il tasso di riferimento ipotecario, che corrisponde alla media dei tassi ipotecari praticati dalle banche ed è ogni volta calcolato arrotondando il tasso ipotecario medio al quarto di punto percentuale più vicino.
Per gli adeguamenti delle pigioni in base ai cambiamenti del tasso ipotecario, da settembre del 2008 è in vigore il tasso di riferimento ipotecario, che corrisponde alla media dei tassi ipotecari praticati dalle banche ed è ogni volta calcolato arrotondando il tasso ipotecario medio al quarto di punto percentuale più vicino.
Tasso ipotecario di riferimento attuale: 1,75%
dal 02.12.2023
01.03.2024
03.06.2024
02.09.2024
02.12.2024
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Tasso ipotecario di riferimento - Domande e risposte
Se l'affitto attuale si basa su un tasso ipotecario di riferimento dell'1,50 %, il proprietario può aumentarlo del 3 % (cfr. art. 13 cpv. 1 lett. c OLAL).
Questo vale in particolare per i contratti stipulati tra giugno 2017 e febbraio 2020 che da allora non hanno subito adeguamenti dell’affitto, o ai contratti più recenti che hanno subito l’adeguamento al tasso ipotecario di riferimento a partire da giugno 2023 (cfr. domanda 2).
Se l’affitto attuale si basa su un tasso ipotecario di riferimento dell’1,25 %, il proprietario può aumentarlo del 6 % (cfr. art. 13 cpv. 1 lett. c OLAL). Questo vale in particolare per i contratti stipulati tra marzo 2020 e la fine di maggio 2023, o per quelli meno recenti che il proprietario ha adattato nel tempo in base ai vari tassi ipotecari di riferimento, senza però usufruire dell'ultima possibilita' di aumento, il 1° giugno 2023.
Eventuali adeguamenti dell’affitto possono essere calcolati solo individualmente sulla base dei singoli contratti. Solo il canone netto dell’affitto può subire un adeguamento sulla base delle variazioni del tasso ipotecario di riferimento; le spese accessorie e di riscaldamento conteggiate a parte non ne sono toccate. Vi sono però ulteriori fattori di costo che influenzano l’importo (cfr. domande 4 e 6).
Se l’affitto è basato su un tasso ipotecario di riferimento dell’1,75 % o superiore, è ancora possibile richiederne una riduzione di almeno il 2,91 %. Per maggiori informazioni è possibile consultare questa tabella sul sito della rivista mietrechtspraxis (in tedesco) o questa tabella sul sito della sezione Ticino dell’associazione APF-HEV. Inoltre, esistono ulteriori fattori che possono influenzare l'importo dell’affitto (cfr. domande 4 e 6).
Solitamente il valore del tasso ipotecario di riferimento preso come base per stabilire l’affitto è indicato nel contratto. Viene applicato il tasso in vigore al momento della conclusione del contratto.
Se però l’affitto è stato adeguato nel tempo a causa di un aumento o di una diminuzione del tasso ipotecario di riferimento, e questo adeguamento non è stato contestato, va adattato al valore attuale del tasso di riferimento.
- il proprietario deve comunicare e motivare all’inquilino l’aumento dell’affitto almeno dieci giorni prima dell’inizio del termine di disdetta (come minimo 3 mesi) tramite un modulo approvato dal Cantone (quindi in totale come minimo 3 mesi e 10 giorni prima);
- il canone non può essere aumentato prima del termine di disdetta successivo.
Il proprietario ha inoltre il diritto di aggiungere altri fattori di costo (p.es. tasse) o altri costi derivati dall’andamento dell’inflazione (fino a un massimo del 40 % dell’aumento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo).
Dipende dal singolo contratto se e come l’inquilino può opporsi. Di seguito sono elencate alcune possibili ragioni:
- l’aumento non è stato indicato correttamente a livello formale perché, ad esempio, non è stato utilizzato un modulo approvato dal Cantone o perché esso non conteneva la giustificazione (cfr. anche domanda 4);
- l’aumento non è stato calcolato correttamente perché ci si è basati su un valore errato del tasso ipotecario di riferimento o della percentuale che è possibile aggiungere al canone (quota trasferibile) (cfr. anche domande 1, 2 e 5);
- l’aumento porta a un reddito (netto) eccessivo o il nuovo affitto non è più in linea con la prassi locale e della zona circostante;
- determinati costi, anche legati all’inflazione, sono diminuiti (fino a un massimo del 40 % della riduzione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo).
In Svizzera non c’è un controllo dei canoni di affitto da parte dello Stato, e l’inquilino deve quindi agire in prima persona. L’inquilino può pertanto contestare l’aumento presso l’autorità di conciliazione competente a livello locale entro 30 giorni da quando riceve la notifica.
Diverse organizzazioni mettono a disposizione dei calcolatori dell’affitto su Internet:
- Rivista «mietrechtspraxis» (in tedesco)
- Associazione inquilini della Svizzera tedesca (in tedesco)
- Associazione Svizzera Inquilini, Sezione della Svizzera Italiana
- Organizzazione mantello delle associazioni inquilini della Svizzera francese (ASLOCA) (in francese)
- Associazione APF-HEV (in tedesco)
- Tribunali del Cantone di Zurigo (in tedesco)
- Università di Neuchâtel (in basso a destra, in francese)
Il tasso di interesse di riferimento è determinante per gli adeguamenti dell'affitto di contratti esistenti. Tuttavia esso non è applicabile a tutti i contratti di locazione, essendo esclusi affitti indicizzati, affitti scalari, affitti sussidiati e unifamiliari di lusso.
- Affitto indicizzato: Nel caso dell’affitto indicizzato, le parti concordano che l’affitto debba seguire l’andamento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo. Durante una durata contrattuale fissa di almeno cinque anni, tutte le altre opzioni di adeguamento dell’affitto sono generalmente escluse.
- Affitto scalare: in caso di affitto scalare, l'affitto aumenta automaticamente nelle proporzioni concordate nel contratto di affitto, alle date indicate.
- Appartamenti di lusso e case unifamiliari con almeno sei stanze (esclusa la cucina): Gli affitti degli appartamenti di lusso possono essere concordati liberamente.
- Affitto sussidiati: Quando un alloggio è sussidiato dal settore pubblico, è soggetto a controlli ufficiali durante il periodo del sussidio, secondo sue regole. L'affitto è spesso calcolato sulla base dei costi.
Gli inquilini possono rivolgersi alle autorità di conciliazione in materia di locazione, alle associazioni inquilini, alle associazioni del settore immobiliare o dei proprietari, a studi specializzati o ad avvocati. Ulteriori enti sono elencati sul sito dell’UFAB.
Ulteriori informazioni
Comunicati stampa
Basi legali
Ultima modifica 01.12.2023