Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01076.jsonl.gz/131

Cant. risp. della Conf. e della Repubblica elvetica dal 1501 al 1833, anno della divisione nei due semicant. di Basilea Città e Basilea Campagna; (ted. Basel; franc. Bâle; rom. Basilea). Antiche denominazioni: "città di Basilea" (Stadt/stat/statt Basell), "borgomastro e Consiglio della città di Basilea" (burgermeister und rath der statt Basell, 1602), "Stato libero di Basilea" (Freystand/Freystaat Basel, 1798), "Canton Basilea" dal 1798. La lingua ufficiale era il ted., il capoluogo la città di Basilea.
La configurazione naturale del territorio del cant. è eterogenea: a nord vi sono la pianura dell'alto Reno e i contrafforti della Foresta Nera, a ovest la zona collinare del Sundgau e la valle del Birsig, a sud il Giura tabulare e corrugato con le valli della Birsa, della Ergolz e dei loro affluenti. Le vie di comunicazione verso nord (Reno), ovest (Porta Burgunda) e sud (i numerosi valichi del Giura) hanno avuto un ruolo importante per lo sviluppo degli insediamenti.
Numerosi reperti sono venuti alla luce nelle regioni settentrionali del cant., spec. nelle valli della Birsa e dei suoi affluenti, che in epoca tardoglaciale non erano più ricoperte dai ghiacci. Il bifacciale isolato di Pratteln, ricavato da una pietra proveniente da Lausen, è datato tra il 300'000 e il 100'000 a.C.; reperti isolati del Paleolitico medio (120'000-35'000 a.C.) sono stati rinvenuti in grotte di Liesberg, Brislach e Pfeffingen e su terreni aperti ad Allschwil e Münchenstein. Nel Paleolitico superiore recente (ca. 12'000 a.C., Magdaleniano) la presenza umana si fece più forte, come attestano una dozzina di grotte (Brislach-Kohlerhöhle, Arlesheim-Hollenberg 3 ecc.) e i pochi siti a cielo aperto di B. (Bruderholz), Muttenz (Rütihard) e Lausen. Risalgono al Mesolitico (ca. dal 9000 a.C.) vari siti nella valle della Birsa (Nenzlingen) e nel Giura tabulare (Muttenz, Pratteln, Lausen), ma anche lungo i valichi (Oltingen-Zig, Eptingen-Chall) del Giura corrugato. I reperti paleo-mesolitici non rappresentano unicamente una testimonianza materiale della cultura dell'epoca, ma illustrano anche aspetti della vita spirituale del tempo (è il caso, ad esempio, per i residui di coloranti, i monili fatti con chiocciole fossili, i ciottoli dipinti).
Autrice/Autore: Jürg Tauber / vfe
Nel Neolitico, sia antico sia recente, le attività agricole e legate all'allevamento venivano praticate su terreni appositamente selezionati, come attesta l'ubicazione geografica dei siti. Appartengono al Neolitico antico alcune ceramiche a strisce di Bottmingen e Allschwil e una tomba con scheletro rannicchiato nella grotta dell'Ermitage ad Arlesheim (ca. 5300 a.C.). All'inizio del Neolitico recente (ca. 3900 a.C.) risalgono oltre 120 siti a cielo aperto ubicati sulle fertili alture del Giura tabulare e una grande cava di selce a Lampenberg (produzione di asce in selce percossa, molto diffuse). Tracce della cultura di Horgen (Neolitico tardo) sono presenti sia in insediamenti d'altura (Sissach-Bischofstein, Arboldswil-Kastelenfluh) sia in valli (Reinach-Langrüttiweg); alcune tombe rinvenute in grotte presso Arlesheim (ca. 3200 a.C.) si riferiscono al medesimo ambito culturale. Risalgono al Neolitico finale tracce di insediamenti a Pfeffingen-Schalberg e a Sissach-Bischofstein (cultura della ceramica a cordicella), dolmen a Aesch (ca. 2300 a.C.) e a Laufen, sepolture a scheletro rannicchiato e un insediamento (?) con bicchieri campaniformi ad Allschwil.
Autrice/Autore: Jürg Tauber / vfe
Al Bronzo antico, di cui esistono solo scarse testimonianze, vanno ascritti un insediamento d'altura sul Wartenberg, presso Muttenz, e forse anche un'ascia proveniente da Ettingen-Büttenloch. I reperti del Bronzo medio si concentrano nella parte settentrionale del cant. (Muttenz-Wartenberg, Aesch-Fluhstrasse, Pfeffingen-Schalberg). I ritrovamenti nei bacini sorgentiferi della Ergolz e dell'Eibach (Wenslingen, Zeglingen, Oltingen) evidenziano l'importanza assunta dal valico dell'Erlimoos in questo periodo. Numerose sono le testimonianze della presenza umana nel Bronzo finale: risale all'inizio del Bronzo finale un deposito di fonditori a Aesch; oltre ad abitati d'altura come quelli di Sissach-Bischofstein o Pfeffingen-Schalberg, vi sono molte tracce di abitati vallivi nel Birseck (spec. a Reinach), dove sono venute alla luce anche tombe a cremazione (a Reinach, Binningen, Muttenz). Per questo periodo, diversamente che per il Bronzo medio, sono stati rinvenuti molti reperti anche nella parte meridionale del cant. (Waldenburg-Gerstelfluh, Diegten-Rutenrain, Gelterkinden-Baumgarten ecc.).
Autrice/Autore: Jürg Tauber / vfe
Fra gli scarsi reperti risalenti al Ferro antico (cultura di Hallstatt), si segnalano un insediamento fortificato d'altura presso Sissach (Burgenrain) e l'abitato vallivo di Allschwil-Vogelgärten. Vari tumuli, generalmente contenenti più di una salma, si trovano nella Hard presso Muttenz e Pratteln. Le più recenti tombe di questo sito risalgono all'inizio del Ferro recente (cultura di La Tène), epoca di cui esistono testimonianze, costituite spec. da piccoli gruppi di sepolture, anche in altre località (nella parte bassa del cant. ma anche a Lausen, Diepflingen e Zeglingen). Resti di abitati del primo La Tène si trovano a Gelterkinden (pianta di abitazione, fossa-deposito), Sissach (fossa di vasaio) e Therwil (fosse-deposito con granaglia carbonizzata). I reperti risalenti al tardo La Tène sono ancora più scarsi: ritrovamenti significativi come quelli di Sissach, costituiti da un insediamento fortificato con muro gallico sulla Fluh e da un vasto abitato con forni da vasaio a fondovalle, rappresentano un'eccezione. Si ricordano inoltre l'insediamento sulla Gerstelfluh (Waldenburg) e i forni da vasaio a Muttenz e a Oberwil; altrove si sono rinvenuti solo reperti isolati. Al momento risulta ancora inspiegabile la presenza di ceramica della cultura di La Tène in alcune villae; nel caso di Munzach (Liestal), si suppone l'esistenza di un abitato celtico preromano. Cesare chiamava Raurici gli ab. della regione basilese.
Autrice/Autore: Jürg Tauber / vfe
Dopo la fondazione della colonia romana di Augusta Raurica, nei suoi dintorni sorsero varie villae, in parte costruite ex novo, in parte legate ai precedenti abitati celtici. Alcune di esse risalgono alla prima metà del I sec., altre a un'epoca successiva. Le villae più importanti si trovavano alle porte di Augusta Raurica (Muttenz-Feldreben, Pratteln-Kästeli, Liestal-Munzach), quelle più lontane erano spesso più modeste (Bennwil, Hölstein). Altri reperti sono i campi di urne cinerarie ad Allschwil, Reinach, Wenslingen, i templi di Bubendorf-Fieleten, Frenkendorf-Schauenburgerfluh e l'acquedotto romano di Lausen-Augusta Raurica. Non è ancora stato accertato se tutte le strade dette "romane" datino effettivamente di quel periodo: mentre, ad esempio, l'esistenza in epoca romana del passaggio sull'Hauenstein superiore è attestata da un'epigrafe a Langenbruck e da statuette bronzee ritrovate a Waldenburg, è invece dubbio che risalga a tempi tanto remoti il noto Hohlweg nella sua forma odierna. Dopo le incursioni alemanne (III sec. avanzato), la densità degli insediamenti si ridusse di molto; durante e dopo il IV sec. si conservarono però non solo i castra di B., di Kaiseraugst e probabilmente anche di Liestal, le torri di guardia sul Reno e le fortificazioni d'altura collocate in posizione arretrata (Wahlen-Stürmenkopf), ma anche alcune villae del contado.
Autrice/Autore: Jürg Tauber / vfe
Negli anni attorno al 500 nella regione di B. non si verificò una netta cesura con l'antichità. Certo, articoli di lusso e monete non vennero più importati: tutte le serie numismatiche rinvenute nei siti archeologici interessati terminano all'inizio del V sec. Tuttavia, mentre la presenza degli Alemanni sulla riva destra del Reno è attestata dalle necropoli di Kleinhüningen, B.-Gotterbarmweg e Herten (D), numerosi indizi, quali la persistenza di toponimi pregerm., l'uso ininterrotto delle necropoli nei castra (Kaiseraugst, B.-Aeschenvorstadt) e l'assenza, a sinistra del fiume, di influssi germ. fino a metà del VI sec. dimostrano come la pop. galloromana insediata a sinistra del Reno non emigrò. Il processo di germanizzazione, inteso come adozione di usanze e di indumenti tipici dei Germani, prese avvio solo in un secondo tempo, così come l'immigrazione di gruppi di orientamento franco: le prime testimonianze al riguardo sono state rinvenute nelle necropoli di B.-Bernerring (540 ca.), Liestal-Radacker e Therwil-Benkenstrasse (seconda metà del VI sec.), mentre tutti gli altri reperti tombali databili risalgono solo al VII sec. Necropoli altomedievali di varia estensione, nessuna delle quali è ancora stata oggetto di scavi completi, sono presenti sull'intero territorio cant.; di particolare importanza è quella di Aesch-Steinacker, nei cui pressi è stato scoperto un cimitero nobiliare in cui sono stati rinvenuti vari sepolcri a camera in fosse circolari, alcune tombe collocate in una costruzione a quattro montanti e molti corredi assai particolari, fra cui una fibula in filigrana d'oro. I corredi tombali delle classi alte evidenziano legami con la cultura franca piuttosto che con quella alemanna: oltre a reperti tipicamente franchi come l'angone (lancia) di B.-Bernerring e la francesca (ascia di guerra) di Liestal-Radaecker, vi sono capi di vestiario che presentano elementi caratteristici della Francia orientale e dell'alto Reno.
La diffusione del cristianesimo è attestata da alcune chiese del VII/VIII sec. (la loro datazione si basa in parte sulle tombe collocate al loro interno) e da singoli corredi tombali. Il cristianesimo, presente già nella tarda antichità - battistero e lapidi a Kaiseraugst, sede episcopale nel 346, come testimonia la menz. del vescovo Giustiniano; fibbie con pomo a bulbo e cristogramma a B.-Aeschenvorstadt - si diffuse grazie all'azione di fam. della classe dirigente, nelle cui tombe sono stati rinvenuti ricchi corredi. Nella chiesa di Sissach, ad esempio, vi sono numerose tombe dotate di corredo appartenenti a un casato nobile del VII sec.; eccezione fatta per la prima generazione (quella dei "donatori"), si tratta quasi esclusivamente di tombe femminili. Il fatto che in alcune chiese vi siano soltanto poche sepolture, a volte solo una, come ad Aesch-Salbünten, e in altre ve ne siano invece molte, potrebbe dipendere sia da cause cronologiche sia dalla diversa natura dei finanziamenti. Oltre alle chiese e alle fondazioni private, vi erano probabilmente anche edifici sacri che godevano del sostegno di vescovi o re; è forse il caso della chiesa di Aesch-Salbünten, nell'alto Birseck, dotata di un cimitero di grandi dimensioni che si sostituì a quelli, a file, di Reinach e Aesch-Steinacker. La muratura con malta, utilizzata in tutte le prime chiese ad eccezione di quella di Buus, costruita in legno, attesta una forte tradizione romana.
Cimiteri e chiese indicano la presenza di una fitta rete di abitati, probabilmente minori, le cui vestigia - reperti isolati, case a fossa e altre costruzioni in legno - sono piuttosto scarse. Un insediamento di particolare importanza è quello di Lausen-Bettenach, abitato ininterrottamente sin dalla colonizzazione romana in epoca medioimperiale, in cui alla muratura del IV-V sec. si sovrappongono resti risalenti all'alto e basso ME. Dall'alto numero di ritrovamenti, dalla continuità della permanenza e da singoli reperti si deduce che doveva trattarsi di una curtis di alto prestigio (dominica o regia). Un'altra tipologia insediativa compare a Reinach, dove fra il VII e il XII/XIII sec. si registra uno spostamento del nucleo dell'abitato in vari luoghi.
Le notizie sulla storia dell'insediamento fornite dalle fonti scritte sono rare. Le località menz. prima dell'800, se si eccettua B., sono poche: ad Arlesheim nel 708 ebbe luogo la donazione di una curia; ad Augusta (l'odierna Kaiseraugst) fu stilato un documento nel 752; Kaiseraugst, che diede il nome all'Augstgau, nel VII sec. è menz. come sede episcopale (nel 615 Ragnacharius è vescovo di Augst e B.); verso l'800 Monzaca (Munzach) ospitò un'assemblea placitaria. Da pochi documenti, da successivi patrocini ecclesiastici e da reperti archeologici si può quindi dedurre che la regione di B. fra il VII e il IX sec. era legata all'Alsazia non solo dal punto di vista culturale.
Un quadro più preciso della situazione è offerto dalla integrazione tra fonti archeologiche e dati prodotti dalla toponomastica, da cui risulta come la densità degli abitati fosse piuttosto elevata. I toponimi pregerm. fanno pensare a una permanenza ininterrotta della pop. romana. Quelli germ. si riferiscono da un lato a nuove fondazioni (Eptingen e Reigoldswil), dall'altro a denominazioni germ. di abitati esistenti (Allschwil, Oberwil, forse Binningen). Nella valle della Ergolz, accanto all'antico centro romano sorto attorno a Liestal (che comprendeva Munzach e Lausen-Bettenach), vi era quello più recente di Sissach, di matrice germ., con la chiesa e i due abitati d'altura fortificati della Fluh e del Burgenrain, ritenuti entrambi altomedievali, benché per quanto concerne quello del Burgenrain la datazione si fondi unicamente su considerazioni inerenti alla tipologia edilizia.
Sul piano della storia economica vanno menz. i reperti di forni da vasaio a Oberwil, Therwil e Reinach, dove fin dal VII sec. veniva prodotto un nuovo tipo di articolo lavorato al tornio, a base di sabbia, in sostituzione del vasellame precedente a superficie grezza, di tradizione romana. Ancora più importante è lo sfruttamento di ricchi giacimenti di minerali di ferro nel Giura, testimoniato da numerose vestigia riferite al processo di estrazione, non databili però direttamente. La lavorazione del minerale metallico è attestata fra l'altro a Lausen-Bettenach. In un abitato di artigiani del ferro, sorto nell'800 ca. presso Munzach, oltre al minerale si lavorava il metallo sino a ottenere prodotti finiti.
Autrice/Autore: Jürg Tauber / vfe
La scarsità delle fonti scritte del IX-XII sec. relative all'area basilese non consente affermazioni articolate sui processi culturali, economici e sociali che non siano altrimenti attestabili per via archeologica o deducibili da fonti più recenti. Per il IX sec. strutture signorili sono documentate solo in forma frammentaria: occasionalmente vengono menz. detentori locali del potere (fra cui il conte Chadaloh) e proprietà fondiarie di conventi forestieri. Nel X sec. la regione di B. a sinistra del Reno faceva parte del secondo regno di Borgogna. La debolezza del potere regio centrale favorì la formazione di signorie nobiliari autonome, in particolare nelle aree forestali poco popolate del Giura. La cessione di B. a re Enrico II (1006 ca.) e il passaggio della Borgogna all'Impero sotto Corrado II (1033) non provocarono cambiamenti in questo assetto, anche se nel 1041 il vescovo di B. ottenne in feudo da re Enrico III i diritti comitali nel Sisgau.
A partire dalle aree colonizzate nell'alto ME o in epoche precedenti, i dissodamenti si estesero gradualmente nel basso ME fino alle zone marginali di valli laterali e altipiani. Accanto alla conquista di nuove terre da destinare all'uso agricolo e agli insediamenti, grande importanza dovettero avere la ricerca e lo sfruttamento di giacimenti di ferro, spec. nella regione che faceva parte dei domini dei conti von Frohburg e nella media valle della Birsa. Sull'onda dei dissodamenti nel X sec. prese avvio, spec. nelle zone appena bonificate, la costruzione di fortezze (Altenberg, Vorder-Wartenberg, Ödenburg, Zunzgen ecc.); queste divennero centri di complessi signorili che, formatisi in terre colonizzate di recente o in tempi più antichi, dalla fine dell'XI sec. lasciarono tracce sempre più frequenti nei documenti. Tale processo, che raggiunse il suo apice nel XIII sec., si concluse nel XIV. I primi promotori del dissodamento, delle costruzioni di fortezze e della formazione di signorie, individuabili attraverso le fonti già dal 1100 ca., appartenevano a gruppi fam. altonobiliari di rango comitale: nella media valle della Birsa si affermò la casa dei von Saugern-Pfeffingen, e nel Sisgau, provenienti dalle pendici meridionali del Giura, quella dei conti von Frohburg. I diritti signorili secolari del principe vescovo di B. erano esercitati, con il ruolo di avogadri vescovili, dai conti von Homberg-Thierstein. Di difficile precisazione sono i beni e i diritti detenuti dai conti von Rheinfelden, il cui casato si estinse già prima del 1100; di ciò sembra abbiano approfittato i signori (in origine forse nobili) von Eptingen, che durante il XII e XIII sec. eressero nel Sisgau varie piccole signorie munite di fortezze (Eptingen, Bischofstein, Wildenstein, Gutenfels, Madeln presso Pratteln ecc.). Di rango sicuramente nobile erano i signori von Ramstein e i von Rotberg, il cui complesso di possedimenti si estendeva sul margine sudoccidentale del Sisgau.
Dalla fine del XII sec. anche la piccola nobiltà rurale prese parte alla colonizzazione signorile, con conseguente erezione di numerose fortezze in zone appena dissodate come Bärenfels, Scheidegg (com. Gelterkinden), Schauenburg, Ramlinsburg ecc. Nel corso del XIII sec. anche la nobiltà di rango cavalleresco della città di B. avviò la costruzione di fortezze nel contado a Münchenstein, Angenstein, Landskron (F), Schalberg, Münchsberg (oggi entrambe nel com. di Pfeffingen) ecc.; da esse dipendeva in genere solo un piccolo complesso di curtes, e talvolta una signoria fondiaria di villaggio.
Nel processo di colonizzazione le fondazioni di monasteri ebbero un ruolo secondario; nel Sisgau risalgono a fondazioni di fam. nobili del XII/XIII sec. i conventi di Beinwil-Mariastein, Olsberg e Schönthal.
Con le fondazioni di fortezze e città ad opera di signori territoriali, prese il via intorno al 1200 il processo di formazione di unità territoriali nella regione basilese. I conti von Frohburg, che nel Sisgau avevano creato Waldenburg, Liestal e Neu-Homberg, verso il 1270/80 dovettero abbandonare le loro ambizioni territoriali al principe vescovo di B., che si affermò anche nella media valle della Birsa con la fondazione di Laufen (1295 ca.). Fra le misure principali della politica territoriale vescovile rientra la trasformazione della maggior parte delle signorie autonome del Sisgau e della valle della Birsa in feudi (XIII e primo XIV sec.). Nel mosaico di signorie che caratterizzava il Sisgau e il Laufental, intorno al 1300 non erano ancora delineati i futuri confini cant. e nazionali.
L'organizzazione ecclesiastica, in particolare la suddivisione del Paese in decanati e parrocchie, potrebbe risalire già al Mille ca. nelle sue grandi linee, per quanto solo nel tardo ME la si cominci a cogliere con chiarezza. Fin dall'alto ME l'intera zona a sinistra del Reno apparteneva alla diocesi di B. e rientrava in parte nel decanato del Sisgau (odierni territori dei cant. B. Campagna e Soletta a est della Birsa, più Rheinfelden), in parte nel decanato del Leimental (comprendente la media valle della Birsa e, a ovest della Birsa, il Sundgau meridionale e il bacino del Birsig). Il territorio a destra del Reno, soggetto politicamente al principe vescovo e poi alla città di B., dipendeva dalla diocesi di Costanza.
Autrice/Autore: Werner Meyer / vfe
Nel XIII e XIV sec., la formazione all'interno del contado basilese di un principato vescovile compatto fu soggetta a forti condizionamenti, sia per la presenza politica della casa degli Asburgo, dal cui potere feudale dipendevano varie signorie nel Sisgau (fra cui quella di Muttenz-Münchenstein, fino al suo passaggio a B.), sia per le signorie fondiarie autonome che restavano indipendenti dalla sovranità feudale del vescovo (Eptingen, Schauenburg, Wildenstein, Madeln-Pratteln ecc.). Inoltre, attorno alla metà del XIV sec. si formò, nella parte superiore del contado basilese intorno alla fortezza di Farnsburg, un insieme signorile dei conti von Thierstein, vassalli del vescovo solo per il langraviato del Sisgau. Nella valle della Birsa il potere territoriale del principe vescovo poggiava su Laufen, e nel Sisgau soprattutto sulle antiche signorie dei conti von Frohburg; questi ultimi, costretti a cedergli la signoria del Birseck nel 1245, vendettero la signoria di Waldenburg nel 1265, ma fino alla loro estinzione (1366) la conservarono quale feudo vescovile. Acquistate nel 1303 le signorie di Liestal e Homberg da un ramo dei von Frohburg, i von Homberg, il principe vescovo le trasformò in propri baliaggi, come fece in seguito con la signoria di Waldenburg, tornata in suo possesso nel 1366. Nella valle della Birsa rafforzò il suo potere nel 1459, ritirando come feudo vacante la signoria di Zwingen (già dei von Ramstein) e insediandovi un balivo. Nel XIV sec. la struttura della signoria vescovile, non ancora consolidata, corse il rischio di disgregarsi a causa di dissesti finanziari; i principali diritti signorili furono più volte ipotecati, alcuni agli Asburgo e ai margravi von Hachberg.
Una svolta nella politica territoriale si ebbe quando la città di B., divenuta autonoma nella seconda metà del XIV sec. riscattando i diritti signorili del principe vescovo, passò ad acquisire i territori vescovili nel Sisgau. Dopo aver acquistato, già nel 1392, la Piccola B. (Kleinbasel, cittadina sulla riva destra del fiume), nel 1400 essa ottenne per via ipotecaria i baliaggi di Liestal, Waldenburg e Homberg; la loro trasformazione in possesso vero e proprio, tuttavia, si realizzò solo verso il 1585. In un primo momento, gli sforzi basilesi per ampliare il territorio che si era andato costituendo attorno al 1400 non ebbero seguito: sia gli acquisti ipotecari a Olten (1407-26) sia i patti di comborghesia nel Laufental (città di Laufen, signoria di Neu-Thierstein ecc.) ebbero una durata di pochi anni. La città fu inoltre coinvolta in ripetuti conflitti armati (guerra con Caterina di Borgogna, 1410 ca.; battaglia di San Giacomo sulla Birsa, 1444). Solo nel 1461 B. riuscì a conseguire un ampliamento territoriale duraturo attraverso l'acquisto della signoria di Farnsburg dai baroni von Falkenstein, divenuti eredi dei conti von Thierstein nel 1418.
Nel corso del XV sec. l'atteggiamento della città nei confronti della Conf. fu discontinuo. L'alleanza con Berna e Soletta nella campagna militare di San Giacomo sulla Birsa portò a B. più difficoltà che vantaggi. Nella guerra di Waldshut (1468) la città rimase neutrale; alle guerre di Borgogna (1474-77) partecipò come membro della Bassa Unione al fianco dei Conf., ma nella guerra di Svevia del 1499 assunse nuovamente una posizione neutrale. Nella seconda metà del XV sec. gli interessi di politica territoriale di B. si urtarono in misura sempre maggiore con quelli di Soletta, che fin dal 1400 ca. cercò di attestarsi nel Laufental e nel Sisgau per stabilire un collegamento con il Sundgau. Occupazioni temporanee delle due fortezze di Diegten e Münchenstein non ebbero conseguenze, ma nel 1485 e nel 1499 Soletta riuscì ad acquisire la signoria del Dorneck, correndo così il rischio di un conflitto prolungato con B. La zona si trovava infatti nel langraviato del Sisgau e, secondo il patto di adesione alla Conf. firmato da Soletta nel 1481, l'ambito territoriale della difesa conf. comprendeva anche il Dorneck. Nel 1470 B. acquisì dai von Münch la signoria di Muttenz-Münchenstein per via ipotecaria (possedimento fisso nel 1515); risp. nel 1482 e nel 1487 si assicurò quelle di Diegten e di Eptingen, che sottopose al baliaggio di Farnsburg. A ovest della Birsa, invece, non riuscì a imporsi prima del 1500; in quell'area si rafforzò il potere del principe vescovo e dei conti von Thierstein-Pfeffingen. Nel 1501, quando entrò a far parte della Conf., la politica di acquisizioni territoriali di B. non si era ancora conclusa; in particolare, mancava soprattutto quella di Pratteln, che nel 1525 avrebbe collegato direttamente la città agli antichi baliaggi vescovili della parte superiore del contado.
La guerra di Svevia rese consapevole B. di non poter difendere con le sue sole forze i territori soggetti; per questa ragione, dopo il 1500 la città maturò l'idea di chiedere l'adesione alla Lega sviz. A determinare tale decisione furono le garanzie di possesso del contado e i vantaggi del sistema di sicurezza collettiva offerto dalle alleanze conf., che nel contempo consentivano di mantenere un'ampia autonomia. Nel patto di adesione, in contropartita, B. dovette accettare restrizioni alla sua libertà d'azione in materia di politica estera, e cioè il divieto di condurre guerre per proprio conto, di stipulare alleanze separate con altre potenze, l'obbligo di neutralità e di mediazione in caso di conflitti tra Conf.
Autrice/Autore: Werner Meyer / vfe
Mentre fra il 1300 e il 1500 la pop. urbana aumentò, spec. grazie alle immigrazioni, da ca. 6000 a 10'000 ab., quella del contado passò forse - si tratta tuttavia di estrapolazioni incerte - da 4000 a 5000: ogni villaggio avrebbe quindi avuto una media di 50-150 ab., suddivisi in 10-40 fuochi; Liestal e Laufen avrebbero avuto risp. 300 e 500 ab. ca.
Intorno al 1300 la colonizzazione della regione era sostanzialmente terminata. La crescita demografica proseguì, malgrado numerose epidemie di peste (dal 1349), e comportò da un lato l'ampliamento dei villaggi esistenti, dall'altro, e soprattutto, un movimento sempre maggiore verso B. e le cittadine della signoria territoriale. Ciò portò, spec. in periodi di crisi legati a guerre e a eventi climatici, a un parziale ritorno allo stato incolto di aree in precedenza coltivate.
Ancora nel XIII sec., l'area di Liestal fu soggetta a uno spostamento insediativo particolare, cioè all'abbandono dei villaggi più vicini quali Munzach e Bettenach (com. Lausen): gli ab., sicuramente per ordine del signore territoriale, si stabilirono a Liestal, città di recente fondazione, e da lì continuarono a lavorare i campi; nella valle della Birsa un processo analogo va ipotizzato per Laufen. Il terremoto del 1356, il cui epicentro è da supporre a 10-15 km a sud di B., probabilmente non causò gravi danni alle case a graticcio e alle fattorie dei villaggi; oltre alle chiese furono invece colpite spec. le fortezze, in parte poi ricostruite. In particolare nel XIV e XV sec., numerose rocche erette su terreni marginali dissodati di recente vennero abbandonate e caddero in rovina; ne derivò, in qualche caso, anche lo spopolamento totale o parziale dei poderi castellani. Sembra che anche curtes isolate di origine bassomedievale abbiano subito il medesimo processo di abbandono; nel complesso, tuttavia, le strutture insediative di origine alto e tardomedievale sopravvissero, connotando il contado basilese ben oltre la fine del ME.
Autrice/Autore: Werner Meyer / vfe
La città di B. fu, fin dal basso ME, il centro economico dell'area dell'alto Reno meridionale (grande commercio, corporazioni di arti e mestieri); seguivano, a notevole distanza, centri minori come Rheinfelden, Mulhouse, Laufen o Liestal. Lo spazio economico circostante, in grado di assorbire la produzione urbana e di fornire alla città le principali materie prime e le derrate alimentari, si può definire solo a grandi linee, ma nel tardo ME era comunque più esteso della regione coinvolta dalla politica territoriale basilese. Esso comprendeva infatti anche le parti settentrionali del principato vescovile, lo Schwarzbubenland (soggetto prima alla signoria dei von Thierstein e poi di Soletta), il Sundgau (asburgico), il Fricktal e la Foresta Nera sudoccidentale, e si estendeva pertanto abbondantemente oltre le strutture politico-signorili e i loro confini. L'area di diffusione di alcuni singoli prodotti (per esempio manufatti di vasai) si può ricostruire in base ai reperti che provengono appunto dalla zona basilese.
B. disponeva, nella fascia immediatamente a ridosso dello spazio urbano, corrispondente al successivo territorio cittadino, di un bacino agricolo che, coltivato direttamente dai cittadini, forniva cereali, frutta, vino, ortaggi e bestiame; tale produzione, tuttavia, era insufficiente e andava integrata con importazioni da zone più lontane. La regione agricola più importante per l'approvvigionamento della città era il Sundgau, dove conventi e numerosi cittadini basilesi avevano ampie proprietà fondiarie. Nel tardo ME il Sisgau, il Birseck e il Laufental costituivano una zona dalla marcata vocazione agricola, i cui villaggi, che praticavano soprattutto l'avvicendamento triennale delle colture, producevano cereali (spec. segale, frumento e spelta). In aree periferiche, dove lo sfruttamento agricolo era praticato da poderi isolati e da rocche di signori fondiari, predominava l'allevamento bovino, suino e ovino, integrato da una cerealicoltura estensiva basata sul maggesato. La viticoltura era ampiamente diffusa: la sua importanza nell'economia di allora è attestata da numerose tracce nel paesaggio (terrazzamenti, muri di sostegno). Anche nelle cittadine di più modesta dimensione come Liestal, Laufen e Waldenburg dominava l'attività agricola; all'epoca della signoria di B., del resto, sarebbe stato praticamente impossibile sviluppare una produzione artigianale, che le corporazioni basilesi avrebbero visto come sgradita concorrenza. Dati archeologici documentano alcune aziende artigiane in fortezze dell'XI-XII sec. (spec. Frohburg, Ödenburg), che tuttavia, dal XIII sec., sembra si riducessero a modeste attività domiciliari. La pesca (spec. nel Reno e nella Birsa) e l'itticoltura (dal XV sec.) fornivano infine una parte dell'alimentazione di base.
La selvicoltura aveva una particolare importanza. Querceti e faggeti servivano all'ingrasso dei suini, ma i boschi dovevano anzitutto coprire il cospicuo fabbisogno di legna da costruzione e da ardere (compreso il carbone di legna). Nei luoghi in cui la fluitazione del legname non era praticabile, sorsero nel XIV e XV sec. segherie per tagliare la legna in dimensioni che ne permettevano il trasporto; i tronchi trasportati per via idrica, invece, erano recuperati in un apposito impianto nella Piccola B. L'artigianato paesano-rurale restava circoscritto ai bisogni locali, ed era spesso praticato come attività accessoria all'agricoltura; i mulini si trovavano spesso fuori dai villaggi, ai margini di corsi d'acqua. Frequenti sono le attestazioni di fabbri e capomastri; l'estrazione di minerale ferroso, molto diffusa nel basso ME, sembra in gran parte cessare dopo il 1300, anche se fino al XVI sec. diverse aziende cercarono a più riprese di rianimarla (per esempio nel Laufental e nel Lützeltal). Lungo gli assi di traffico dell'Hauenstein superiore e inferiore si formò un'infrastruttura per il trasporto di merci, di cui beneficiarono anche Liestal e Waldenburg. La più importante via di comunicazione era però il Reno, spec. da B. verso valle. Accanto ai dazi, che andavano alla città, la struttura economica del contado basilese si appoggiava in modo particolare sugli introiti di ostelli, taverne e altri servizi legati ai traffici di transito.
Autrice/Autore: Werner Meyer / vfe
Diversamente che nella città di B., la percentuale di ecclesiastici nel contado era quasi trascurabile: eccettuati i conventi, peraltro di importanza ridotta, il personale ecclesiastico si limitava essenzialmente ai preti secolari delle parrocchie. Tuttavia, nell'ordinamento sociale rurale, quei parroci che adempivano scrupolosamente il proprio ministero godevano di grande prestigio, non solo per i loro molteplici compiti religiosi ma anche in quanto persone di fiducia (in grado di scrivere) e detentori di alcune funzioni nel tessuto economico del villaggio (fra l'altro avevano, nel podere parrocchiale, il toro e il verro da riproduzione).
Nel corso del tardo ME si verificò un mutamento nella struttura sociale: una parte dei signori fondiari di rango cavalleresco proprietari delle fortezze scomparve o si trasferì nelle città (spec. a B. e Rheinfelden). Con il passaggio della sovranità territoriale a B., i castellani nobili furono sostituiti da balivi scelti fra i cittadini (anche nelle corporazioni), cui la pop. soggetta doveva rendere pubblico omaggio. Nel corso del XV sec., inoltre, diverse piccole signorie (tra cui Wildenstein e Schauenburg) passarono nelle mani di cittadini titolari del diritto di infeudazione (Achtburger).
Questi cambiamenti nell'élite al potere non ebbero alcuna ripercussione sulla struttura sociale dei villaggi. Il maior e i vicebalivi continuarono ad essere al vertice della scala sociale del villaggio; come rappresentanti in loco dell'autorità esercitavano l'amministrazione locale e la giustizia. Le due cariche sembra fossero prevalentemente ereditarie, trasmettendosi all'interno di fam. dell'élite locale. Il maior e i vicebalivi erano affiancati da diversi funzionari locali, che in parte sorvegliavano i diritti d'uso degli ab. del villaggio e della signoria, in parte erano legati ai tribunali locali; indicati come Amtleute dalle fonti, erano ispettori dei confini comuni (erano infatti membri del Gescheid, tribunale competente per le vertenze sui confini), giurati, fabbricieri ecc., mentre i campari vigilavano sull'ordine in materia agroforestale. Dai contadini tenuti a versare tributi si distinguevano i detentori di beni feudali signorili, che erano esonerati dal pubblico omaggio.
Le prime, embrionali forme di amministrazione com. autonoma si svilupparono nelle cittadine di Laufen, Liestal e Waldenburg, dove i funzionari - fra cui sono attestati scoltetti, maior e balivi (a Liestal e a Laufen anche un Consiglio) - erano considerati soprattutto rappresentanti del signore territoriale. Dopo il 1400, in un primo periodo, la città di B. designò quali scoltetti di Liestal e Waldenburg propri cittadini, suscitando opposizioni (vane) fra gli ab. di Liestal.
Nel tardo ME la pop. soggetta del contado fu coinvolta da un'ondata migratoria che fece affluire a B. soprattutto personale domestico e garzoni; un ruolo trascurabile ebbe invece il servizio mercenario. Le ripetute devastazioni belliche del XV sec. (battaglia di San Giacomo sulla Birsa, guerra di Svevia) ebbero quale conseguenza una destabilizzazione delle strutture economiche e sociali; si costituirono, tra l'altro, bande che terrorizzavano il Paese, in particolare il Laufental. Quando, attorno al 1400, la seconda comunità ebraica di B. fu costretta a sciogliersi perché sotto pressione (una prima comunità è menz. fra il 1213 e il 1348/49), alcuni suoi membri trovarono rifugio - oltre che nel Sundgau asburgico e nel Laufental vescovile - anche nel Sisgau, dal quale dovettero tuttavia nuovamente fuggire quando passò a B.
Autrice/Autore: Werner Meyer / vfe
L'importanza culturale della città di B. si manifestava nel ME più negli stretti contatti con altre città altorenane che in influssi significativi sul contado circostante. Fino al XV sec. fu soprattutto la nobiltà rurale ad avere relazioni dirette con la vita culturale basilese, attraverso la partecipazione alle feste cavalleresche e ai tornei della città. Il libro di fam. dei signori von Eptingen, redatto in prevalenza attorno al 1480, può essere considerato la principale testimonianza della cultura cavalleresca e scolastica. Pittori cittadini, inoltre, parteciparono verosimilmente all'esecuzione degli affreschi religiosi realizzati dal XIV all'inizio del XVI sec. per esempio a Muttenz, Lausen, Ziefen, Ormalingen e Oltingen. Resta aperta, invece, la questione dell'impatto culturale esercitato anche sul contado dal Concilio di B.
Le strutture ecclesiastiche determinarono alcuni dei vincoli culturali istituzionalizzati fra contado e città. La vita religiosa della pop. si svolgeva essenzialmente nelle singole parrocchie, che dopo il processo tardomedievale di filiazione coincidevano in ampia misura con i territori delle comunità di villaggio. Di norma le chiese filiali del tardo ME godevano anche del diritto di sepoltura, il che spiega la frequentissima presenza di cimiteri accanto alle chiese. Fino al passaggio dei diritti di sovranità a B. o a Soletta, il diritto di patronato sulle chiese spettava ai signori fondiari e territoriali, che ne assicuravano la dotazione e manutenzione (fabbriceria) con l'aiuto dei contadini locali. Come espressione della devozione popolare tardomedievale, in numerosi villaggi - ma anche a Laufen e a Liestal - si formarono confraternite religiose, con culto dei santi e ufficio dei defunti in comune; in quest'ambito vanno pure ricordati i beghinaggi, alcuni dal carattere effimero. Nel contado basilese non esistevano mete importanti di pellegrinaggio. I maggiori centri di richiamo di pellegrini erano Zurzach ed Einsiedeln e, in Alsazia, l'odierna Rouffach e la tomba di S. Odilia (Hohenburg); nel corso del XV sec. sorsero, grazie a fondazioni nobiliari, i santuari di Meltingen e Mariastein, mete di pellegrinaggi locali. Tra le feste patronali aveva un rilievo particolare quella di Liestal, che richiamava fedeli perfino dalla valle della Birsa; accanto a processioni e ad altri riti religiosi, la festa prevedeva banchetti e bevute, competizioni e balli. A Liestal esisteva una soc. di tiro.
La cultura quotidiana della pop. rurale riposava su un insieme di tradizioni popolari in larga misura orali, e quindi documentabili soprattutto attraverso gli oggetti o l'iconografia. A Liestal vi era una scuola elementare, e forse anche a Laufen; nei villaggi i primi rudimenti di lettura e scrittura venivano impartiti dal clero (dato attestato a Sissach nel 1504); chi aveva le doti e i presupposti sociali per un'istruzione superiore, doveva fare capo alle strutture offerte da B.
Autrice/Autore: Werner Meyer / vfe
Nel XVI sec. B. acquisì lo statuto di città-repubblica indipendente, divenne uno Stato territoriale autonomo e fu integrata politicamente nella Conf., cui aveva aderito nel 1501. Questo processo coincise cronologicamente con il pieno affrancamento dal potere vescovile; liquidato l'influsso nobiliare e del patriziato cittadino, le corporazioni si imposero quali unici pilastri dell'ordinamento politico della città. Nel 1521 il Consiglio sancì il distacco unilaterale dalla sovranità episcopale; l'adozione della Riforma nel 1529 causò la soppressione anche della giurisdizione ecclesiastica del vescovo. Per quanto riguarda la politica territoriale, B. non poteva perseguire i propri interessi di potere nei confronti dei vicini (in particolare gli Asburgo e Soletta) così liberamente; mantenne quindi una condotta orientata anzitutto verso la stabilità, che veniva raggiunta attraverso la stipulazione sia di trattati di comborghesia con i com. soggetti al principe vescovo (Birseck e Laufental nel 1525, valle di Delémont e Franches-Montagnes nel 1555), sia di accordi con il vescovo stesso (1547, 1559). La città renana, se da una parte cercava di legare a sé il principato vescovile sul piano politico e finanziario, dall'altra era interessata alla sua sopravvivenza; per il controllo delle zone settentrionali del principato, infatti, era più utile un principe vescovo indirettamente dipendente che una politica aggressiva di espansione.
Dopo la Riforma, gli intrecci economici legati alla necessità di cercare gli approvvigionamenti nei territori circostanti (spec. in Alsazia) costrinsero B. al pragmatismo sia in campo ecclesiastico sia giur.; la polarizzazione confessionale, accentuatasi durante il XVI sec., si scontrava con gli interessi economici e di sicurezza. Nel 1585 la città pagò le conseguenze per non aver regolato, dopo il 1521, i rapporti giur. con il principe vescovo: in base al trattato di Baden, dovette accettare l'arbitrato fed. che, oltre a riconoscere al vescovo un indennizzo finanziario per la rinuncia definitiva ai suoi antichi diritti di signoria, invalidava le comborghesie basilesi con i com. settentrionali del principato; tuttavia, sul versante positivo, B. ottenne la sanzione giur. definitiva dell'indipendenza dello Stato dal vescovo e del possesso dei territori già soggetti. Dopo una lunga fase di indecisione fra schieramento rif. e luterano, a partire dal 1585 B. si orientò sempre più decisamente verso il riformismo dei Conf. Durante la guerra dei Trent'anni, la città e i suoi possedimenti si trovarono più volte in pericolo per la presenza nell'area dell'alto Reno delle truppe imperiali, svedesi e franc.; spec. alcuni com. confinanti con il Fricktal e con il territorio vescovile furono saccheggiati. Nel 1648 i cant. conf., bisognosi di protezione politica ed economica, appoggiarono la missione a Münster del borgomastro di B. Johann Rudolf Wettstein. Se da una parte la pace di Vestfalia regolò definitivamente la posizione di B. sul piano del diritto pubblico, dall'altra la contemporanea penetrazione franc. in Alsazia impose alla città confini comuni con la Francia, grande potenza emergente, la cui fortezza di Huningue costituì una minaccia militare fin dal 1681.
Nel XVI e XVII sec. B. acquisì altri territori minori: Bettingen (1513), la signoria di Ramstein con Bretzwil (1518), Riehen (1522), Biel e Benken (1526), Arisdorf (1532), Binningen, Bottmingen (1534) e Kleinhüningen (1640). Di particolare importanza fu l'acquisto di Pratteln (1525), che permise un collegamento via terra con i baliaggi superiori.
Dal 1640 il territorio soggetto a B. era composto dai baliaggi di Liestal, Waldenburg, Homburg (Homberg), Farnsburg, Münchenstein, Riehen e Kleinhüningen; il piccolo baliaggio di Ramstein (con il com. di Bretzwil) fu unito a quello di Waldenburg nel 1673. L'antico sistema amministrativo dei baliaggi venne interamente mantenuto: ai balivi, nominati dal Piccolo Consiglio fino alla crisi dello Stato del 1691 e poi dal Gran Consiglio, competevano la bassa giustizia, la riscossione dei tributi, compiti militari e di polizia. Mentre la gestione dei baliaggi di Waldenburg, Farnsburg, Riehen e Kleinhüningen restò nelle mani del Piccolo Consiglio, spec. dopo il 1691 quella degli altri venne assegnata anche a esponenti di un'élite corporativa più ampia. Il cancelliere della città di Liestal provvedeva agli atti amministrativi nei baliaggi superiori (Liestal, Waldenburg, Homburg, Farnsburg); dal 1738 un secondo cancelliere cant. si occupò da Sissach delle questioni relative ai baliaggi di Farnsburg e Homburg. I baliaggi inferiori (Münchenstein e Riehen) erano assegnati al sostituto del Consiglio di B. (supplente dei cancellieri), Kleinhüningen al cancelliere della Piccola B. L'operato dei balivi sottostava al controllo dei Granconsiglieri e del Piccolo Consiglio, che esaminava anche i reclami dei sudditi al riguardo; il collegio dei deputati (Deputatenamt) - che vigilava sulle proprietà ecclesiastiche e scolastiche - e la commissione della campagna (Landkommission), delle foreste e, a partire dal 1738, quella delle fabbriche si occupavano in particolare del contado.
Le comunità di villaggio, oltre ad adempiere alle proprie funzioni economiche e sociali, partecipavano in diversa misura alla tutela del diritto e della pace; esse, in collaborazione o meno con l'autorità, affidavano ai propri membri determinate cariche (vicebalivo, giurato, assistente legale, ispettore dei confini, camparo, fabbriciere, sorvegliante del Concistoro, levatrice). I tribunali locali, presieduti dai vicebalivi, giudicavano cause civili, stendevano gli atti nei passaggi di proprietà e, talvolta, praticavano anche l'arbitrato; gli appelli venivano gestiti dal Consiglio di B. o dalle relative commissioni. Il primo ordinamento cant. per i baliaggi di Waldenburg, Homburg, Farnsburg e Ramstein del 1611 (rinnovato nel 1654 e nel 1757), rappresentò il primo tentativo embrionale di unificazione del diritto, pur restando sempre vincolato al rispetto delle particolarità giur. dei singoli baliaggi.
Le guerre dei contadini (1525 e 1653) e la guerra del Rappen (1591-94) furono espressione di momenti di grande crisi tra l'autorità cittadina e i funzionari del contado. In seguito al conflitto del 1525, il Consiglio abolì la servitù e concesse la franchigia ai baliaggi; questi privilegi furono però revocati già nel 1532. Nel complesso l'amministrazione diretta del contado procurava alle casse cittadine introiti relativamente modesti e i fondi impiegati nel tentativo di rafforzare in maniera sistematica il potere sul territorio non erano cospicui. Dopo la guerra dei contadini del 1653, l'autorità cittadina intervenne in maniera decisa sui diritti politici delle zone rurali soggette: alla città di Liestal non fu rinnovata la possibilità di eleggere il proprio Consiglio autonomamente e di scegliere i due scoltetti fra i propri cittadini (dal 1674 però, lo scoltetto proveniente da B. fu di nuovo affiancato da un collega locale), mentre il Consiglio fu trasformato in un semplice tribunale che non poteva più esercitare l'alta giustizia. Le idee illuministiche o la critica al sistema non portarono, prima della rivoluzione del 1798, alla nascita di nuove forme di attività politica né nelle città né nel contado.
L'esercito della città di B. era organizzato secondo una struttura corporativa. I sudditi del contado erano chiamati al servizio militare in caso di bisogno; le ispezioni periodiche e le esercitazioni di tiro avrebbero dovuto salvaguardare l'efficacia del sistema difensivo, ma l'armamento e l'addestramento non bastavano - come nel caso della guerra dei Trent'anni - per contrastare efficacemente le minacce militari; a nulla servirono, in tal senso, la riorganizzazione della milizia territoriale (otto compagnie con 1600 uomini all'inizio del XVIII sec.) e la creazione di unità minori di dragoni, granatieri e artiglieri (tardo XVIII sec.).
Autrice/Autore: Hans Berner / vfe
Fra il tardo XV e il primo XIX sec. il contado conobbe una crescita demografica molto maggiore risp. alla città di B. I suoi ab., ca. 5000 intorno al 1500, divennero ca. 17'000 alla fine del XVII sec. e 26'235 nel 1798; il censimento del 1815, il più affidabile fra quelli compiuti tra il 1798 e il 1830, contò 28'416 persone residenti in campagna e 16'674 in città. Fino alla prima metà del XVII sec., il recupero di terreni agricoli, abbandonati o sottoposti solo a uno sfruttamento estensivo fin dal XIV sec., rese possibile l'incremento demografico del contado; nella seconda metà del sec., la crescita raggiunse una prima soglia limite di sostenibilità, che nel XVIII sec. poté essere superata grazie alla diffusione dell'industria domestica (Verlagssystem) e a modifiche del sistema agrario (movimento delle recinzioni). Waldenburg, il baliaggio meno produttivo dal punto di vista agricolo e sempre più dedito all'industria domestica, ebbe il maggiore incremento demografico, passando dai ca. 4600 ab. del 1709 ai ca. 7000 del 1798; nello stesso periodo la pop. aumentò anche nei baliaggi di Farnsburg, Homburg e Liestal (risp. da ca. 7200 a 9500, da ca. 1100 a 1500 e da ca. 2800 a 3300). I baliaggi di Münchenstein, Riehen e Kleinhüningen - vicini a B., e in parte di dimensioni ridotte - non raggiunsero simili tassi di crescita; a partire dai primi decenni del XIX sec., tuttavia, l'espansione urbana in campo economico e demografico produsse in questi territori incrementi medi superiori alla media del contado. Tra il XVI e il XVIII sec., malgrado la crescita della pop. rurale, non sorsero nuovi abitati; furono ampliati e popolati quelli già esistenti.
Autrice/Autore: Hans Berner / vfe
L'agricoltura era in gran parte imperniata sull'avvicendamento triennale delle colture; i contadini dei villaggi praticavano soprattutto la cerealicoltura, quelli delle fattorie isolate sulle alture del Giura l'allevamento. Nella fascia suburbana, la produzione era orientata, nel limite del possibile, al rifornimento del mercato cittadino; su terreni favorevoli era coltivata la vite. Benché le strutture preposte all'organizzazione del sistema agricolo dei villaggi fossero rigide e poco propizie a cambiamenti (rotazione obbligata delle colture), nella seconda metà del XVIII sec. si diffusero alcune novità: recinzioni nei beni comuni, utilizzo dei maggesi, semina del trifoglio, coltura della patata. Grazie alla tessitura dei nastri di Seta, molti Tauner poterono vivere discretamente associando la produzione di passamaneria alla lavorazione delle proprie terre.
Gli artigiani e i piccoli commercianti di B., soggetti a 15 corporazioni e sottoposti a norme rigide, lavoravano anche per il contado e i suoi centri di mercato (Liestal, Waldenburg e Sissach); in campagna era permesso l'esercizio della professione soltanto agli artigiani (fabbri, carradori ecc.) la cui attività, sorvegliata dalle corporazioni basilesi, copriva il fabbisogno locale; le aziende esportatrici della città poterono invece svilupparsi al di fuori delle restrizioni corporative. A B., la produzione di carta e la stampa vissero un periodo di splendore nella prima metà del XVI sec. (la stampa anche nella seconda metà del XVIII). Nella seconda metà del XVI sec. e dopo la guerra dei Trent'anni, i rifugiati per fede, giunti dall'Italia settentrionale e dalla Francia, stimolarono le attività tessili cittadine, il commercio di transito e l'esportazione.
Già agli inizi del XVII sec., alcuni commercianti della città commissionavano la produzione a domicilio di nastri serici, calze e tessuti da esportare (Verlagssystem) a persone del contado, contro il volere delle corporazioni. Nel 1667 fu introdotto a B. il telaio a navette multiple per nastri; dopo il 1670, il Piccolo Consiglio decise di mantenere invariato il sistema che riservava il mercato regionale ai membri delle corporazioni; ai grandi commercianti tessili fu invece concessa, dietro il versamento di una tassa, la prosecuzione della produzione destinata ai loro commerci.
Ad eccezione di alcuni crolli congiunturali, il settore tessile continuò a svilupparsi fino al XIX sec. A B. e in diverse zone del contado dominava la produzione di nastri di seta: nel 1754 si contavano in campagna 1205 telai da nastri (oltre la metà nel baliaggio di Waldenburg). Vi erano anche calzaturifici e tessiture, cui si aggiunsero le stamperie di indiane (Industria tessile) dopo la seconda metà del XVIII sec. Il commercio all'ingrosso praticato dalla città si sviluppò su più fronti (tessuti, cotone, ferro, coloniali); ciò rese più importanti i contratti di commissione e le operazioni bancarie intern.
Autrice/Autore: Niklaus Röthlin / vfe
Gli ab. dei territori conquistati da B. erano servi della città; benché si trattasse soprattutto di una formalità giur., fino all'abolizione di questo statuto (1791) rimasero in vigore anche le corvée, la manomorta, le decime e altri vecchi tributi. L'evoluzione delle tendenze assolutistiche fece sì che, dalla metà del XVII sec., la città rafforzasse in molti settori il suo potere sul contado e sui sudditi; le loro condizioni di vita, malgrado alcuni conflitti, spec. con l'élite rurale durante la guerra dei contadini del 1653, e la loro sottomissione a restrizioni maggiori risp. a quelle imposte ai cittadini, erano comunque accettabili. In base al numero delle cosiddette coppie di buoi (equipaggi da tiro), indizio importante delle dimensioni e della dotazione di un'azienda, la società agraria si divideva in contadini proprietari, semiproprietari e Tauner, i cui possedimenti erano scarsi o nulli; i primi, relativamente pochi, formavano con gli osti, i mugnai e forse i fabbri l'élite del villaggio. I numerosi Tauner, oltre a coltivare i loro piccoli appezzamenti, avevano altri impieghi: lavoravano a giornata per altri contadini e producevano passamaneria a domicilio. I parroci (poi i pastori rif.), i balivi e i singoli funzionari inferiori provenivano dalla città, rappresentavano l'autorità ed erano quindi estranei al villaggio.
Nella città di B., l'instaurazione del regime corporativo (1521) e l'adesione alla Riforma (1529) privarono nobili e Achtburger del loro influsso politico; essi decisero così di emigrare o si integrarono nel corpo cittadino. Ben presto, però, si creò un nuovo centro decisionale a livello politico e sociale, costituito da alcune fam. di commercianti e di ricchi artigiani, cui sul finire del XVI sec. si aggiunse un piccolo gruppo di persone divenute agiate grazie a impieghi amministrativi nel contado (baliaggi, beni ecclesiastici secolarizzati) e al servizio mercenario. La crescente oligarchizzazione portò alla crisi politica del 1691, che fu risolta con l'adozione di un controllo finanziario più rigoroso e l'introduzione del sorteggio delle cariche. Se, fino a metà del XVII sec., la cittadinanza veniva concessa anche a rifugiati per fede e ad altri immigrati, in seguito il Consiglio non fu più così permissivo in materia e giunse perfino, nel XVIII sec., a respingere temporaneamente ogni richiesta di naturalizzazione. Sul finire dell'ancien régime, l'ambiente politico e sociale della città era dominato da grandi commercianti, banchieri e fabbricanti di nastri serici.
Autrice/Autore: Niklaus Röthlin / vfe
Dalla fine del XV sec. alla Riforma, le tipografie e, in misura minore, l'Università di Basilea, fondata nel 1460, fecero della città uno dei centri più importanti dell'Umanesimo. Nella seconda metà del XVI sec., spec. i rifugiati per fede di provenienza it. e franc. rianimarono a B. le discipline tardoumanistiche; effetti dell'Umanesimo sono riscontrabili in campo scolastico-formativo e nei tentativi di riforma ecclesiastica.
Agli inizi del XVI sec. la pratica religiosa quotidiana era ancora improntata a forme di devozione tradizionali; ne sono espressione molte fondazioni private e collettive e le attività architettoniche legate agli edifici sacri delle città e del contado. In città, dopo il 1520, si diffusero, attraverso le prediche e la stampa, le idee dei riformatori; altrove si affermarono soprattutto a Liestal (grazie a Stephan Stör); durante la guerra dei contadini del 1525 si elevarono proteste riguardanti la giurisdizione ecclesiastica, le decime e i censi per la Chiesa, talvolta accompagnate da attacchi alle proprietà vescovili. Nella parte superiore del territorio basilese, e soprattutto nel Birseck, di proprietà del principe vescovo, malgrado le persecuzioni si formarono gruppi isolati di anabattisti.
Nel 1529 il Consiglio, prima diviso in catt. e rif., spinto dalla cittadinanza, introdusse il nuovo regime ecclesiastico; l'ordinamento riformatore emanato in città e nel contado, redatto da Giovanni Ecolampadio, così come la confessione di fede basilese (introdotta nel 1534), ricalcava nei punti essenziali la Riforma zwingliana. Il Consiglio assoggettò la Chiesa al potere statale: le proprietà ecclesiastiche e scolastiche vennero sottoposte ad amministratori di nomina consiliare (Schaffner) e a un collegio dei deputati, mentre il Concistoro, il tribunale matrimoniale, il Consiglio della Chiesa e il sinodo erano controllati direttamente dal Consiglio. L'organizzazione della Chiesa di Stato concedeva, anche alle comunità del contado, solo modeste competenze amministrative (fabbricieri, assistenti del Concistoro). Organo centrale della Chiesa basilese era il Consiglio della Chiesa, presieduto dall'antiste cittadino e in cui sedevano i quattro deputati rappresentanti del Piccolo Consiglio. In base alle proposte avanzate dal Consiglio della Chiesa, il Piccolo Consiglio sceglieva i pastori per le quattro comunità cittadine e per quelle rurali; i sinodi generali dell'intero clero si riunivano a intervalli irregolari. I pastori del contado erano suddivisi in tre capitoli (Liestal, Waldenburg e Farnsburg), ognuno presieduto da un decano. Benché la Chiesa fosse controllata in maniera esclusiva dalla città, nella vita quotidiana le comunità rurali riuscivano spesso ad affermare norme proprie e usanze locali contro i tentativi regolatori dell'autorità. L'ortodossia prot. della Chiesa di Stato basilese, normativa già dalla fine del XVI sec., fu stemperata in particolare dall'azione di correnti pietiste (Hieronymus Annoni, Fratelli moravi, Soc. cristiana) che giunsero in città e nel contado nel XVII sec.; ciò non comportò comunque la revisione dell'organizzazione ecclesiastica.
A partire dalla Riforma, il Consiglio assunse, attraverso il collegio dei deputati, anche il controllo della scuola. In città, le scuole delle comunità rif. si preoccupavano di impartire l'istruzione elementare; dal 1589 la scuola della cattedrale (più tardi scuola secondaria di stampo umanista) provvide a quella superiore; le scuole per le ragazze erano due: una nella Grande e l'altra nella Piccola B. Nel contado - a Liestal e Riehen sin dalla Riforma, a Muttenz, Buckten, Waldenburg, Sissach e Bubendorf dal tardo XVI o dal primo XVII sec. - erano attive le cosiddette Deputatenschulen, scuole statali di durata annuale finanziate con gli introiti delle proprietà ecclesiastico-scolastiche. Fino alla fine del XVIII sec. una buona parte dei com. era dotato di proprie scuole minori, che però impartivano solo le nozioni rudimentali. Alcuni principi riformatori risalenti all'Elvetica furono realizzati durante la Restaurazione: le leggi del 1817 e del 1818 sull'insegnamento potenziarono il ruolo guida dello Stato in campo scolastico e univ. La scuola secondaria umanistica assunse sempre più un ruolo propedeutico, di preparazione al proseguimento degli studi a livello acc.; per coloro che erano più interessati a una formazione professionale fu fondata la scuola reale; l'Univ. basilese accrebbe la sua importanza grazie ad alcuni docenti di spicco.
Opere letterarie e storiografiche vennero prodotte solo nella città di B. e prevalentemente in epoca umanistica e durante la Riforma. Gli influssi dell'Illuminismo sulla vita intellettuale e letteraria di B. furono ridotti, e l'attività pubblicistico-filantropica di Isaak Iselin restò unica nel suo genere. L'Univ. non fu mai un pilastro delle nuove correnti di pensiero; in campo matematico si distinsero vari esponenti delle fam. Bernoulli ed Eulero; nell'arte figurativa, il disegno paesaggistico nel XVII sec. superò per importanza la pittura (in auge nel XVI sec. con Hans Holbein il Giovane e Hans Bock il Vecchio) grazie ad artisti quali Matthaeus Merian e Emanuel Büchel; quanto all'architettura, esigenze artistiche di un certo livello trovarono espressione nel XVIII sec. nella costruzione, sia in città sia in campagna, di edifici di rappresentanza per gli industriali della seta.
Autrice/Autore: Hans Berner / vfe
Alla fine dell'ancien régime l'oligarchia basilese si divise in due schieramenti: i patrioti riformisti e gli "aristocratici" conservatori. Dopo la Rivoluzione franc., spinto da una mozione di Abel Merian (21.9.1789) e da una petizione della città di Liestal (luglio 1790), il Gran Consiglio abolì la servitù (20.12.1790), ma non la maggioranza dei tributi ad essa connessi. Negli anni successivi, la situazione politica fu per lo più stabile; tuttavia, nelle settimane a cavallo del capodanno 1798, la suddivisione del potere mutò repentinamente, sotto l'egida del maestro a capo delle corporazioni Peter Ochs. Il 24.11.1797 Napoleone Bonaparte, diretto al congresso di Rastatt, passò per B. e invitò Ochs a Parigi, ufficialmente per negoziare l'annessione basilese del Fricktal; nella capitale franc., Ochs si convinse che la Francia non avrebbe accettato l'ulteriore conservazione del sistema aristocratico di B. e della Conf. Il 18 dicembre, una mozione di Peter Vischer che richiedeva l'equiparazione giur. fra contado e città venne respinta con forza dal Gran Consiglio; il giorno di capodanno, però, diversi esponenti del contado poterono partecipare impuniti ad un banchetto rivoluzionario, il Bärenmahl. Quando, nei primi giorni di gennaio, il contado diede segni d'irrequietezza (corteo di Arisdorf, albero della libertà a Liestal), i Consigli di B. non furono più in grado di concordare una linea politica decisa.
Le assemblee popolari e gli incendi delle fortezze balivali di Waldenburg, Farnsburg e Homburg (17-23.1.1798) fecero infine crollare il regime. Il 20.1.1798 un atto del Gran Consiglio (la Carta della libertà) sancì l'uguaglianza giur. di tutti i cittadini del cant.; dal 6.2 al 18.4.1798 B. fu governata da un'assemblea nazionale - eletta per via indiretta e composta da 60 rappresentanti (20 della città, 20 del contado e 20 della città, ma eletti dal contado) - e dal suo comitato. Malgrado le 45 sedute plenarie e le innumerevoli riunioni di comitato che abolirono vecchie leggi e ne introdussero di nuove (riorganizzazione giudiziaria, soppressione di quasi tutti i tributi feudali ecc.), quel primo parlamento attivo su suolo sviz. rimase uno strumento effimero, che si sciolse dopo l'entrata in vigore della Costituzione elvetica (12.4.1798).
Durante l'Elvetica il cant. era diviso nei quattro distr. di B. (comprendente la città e 11 com. della campagna), Liestal, Gelterkinden e Waldenburg. Massima autorità politica e di polizia sul piano cant. era il prefetto nazionale, rappresentato in ogni distr. dal viceprefetto e in ogni com. dall'agente nazionale; la Camera amministrativa, composta da cinque membri, era l'organo tecnico di governo finalizzata all'attuazione delle disposizioni dello Stato centrale. Nei com. gli esecutivi (municipalità) erano eletti dagli ab.; nelle località maggiori vi erano organi speciali che provvedevano all'amministrazione del com. patriziale, la cui distinzione dal com. politico fu introdotta proprio dall'Elvetica. Una novità istituzionale erano le municipalità centrali e di distr., organi informali che riunivano gli esponenti delle municipalità a fini di coordinamento (ripartizione di oneri militari ecc.).
Durante l'Elvetica, B. da un lato trasse profitto dal suo ruolo pionieristico nella Rivoluzione in Svizzera, che gli valse un trattamento migliore da parte degli occupanti franc. risp. ad altri cant. (il suo tesoro statale, ad esempio, fu parzialmente trasferito alla Repubblica e non venne saccheggiato); dall'altro, fu comunque costretto a subire i passaggi delle truppe, le requisizioni e gli acquartieramenti. Nel corso della seconda guerra di Coalizione (1799), quando gli scontri lambirono la città, le case e i boschi antistanti le porte della Piccola B. furono sacrificati per permettere la costruzione di trincee; malgrado il rimborso di una parte delle spese di guerra sostenute dallo Stato centrale elvetico (in contanti o in titoli di credito provenienti da beni conventuali statalizzati) - fatto che contraddice un'opinione diffusa che nega questa operazione - l'onere finanziario per la pop. fu notevole. La città soffrì più del contado, poco solidale nella ripartizione dei costi; questo tassello si inserisce in un mosaico più complesso e potrebbe essere utile per spiegare il comportamento che la pop. della città assunse in seguito nei confronti di quella rurale.
Le realtà dell'Elvetica, politicamente lacerata ed esposta al controllo franc., estraniarono sempre più il nuovo regime dal contesto che lo circondava; ciò provocò sollevamenti in campagna (rivolta dei censi, settembre 1800) e in città (reazione in tutta la Svizzera, autunno 1802).
Autrice/Autore: Matthias Manz / vfe
La prima Costituzione cant. (nel senso moderno del termine), inserita nell'Atto di mediazione imposto da Napoleone Bonaparte (19.2.1803), si basava su una proposta del delegato basilese alla Consulta, Hans Bernhard Sarasin. Il cant. venne suddiviso in cinque distr. amministrativi: B., Liestal, Sissach, Waldenburg e distr. inferiore (Unterer Bezirk). Il Gran Consiglio, assemblea legislativa composta da 135 membri, era eletto da 45 corporazioni elettorali (15 in città, articolate per gruppi professionali, e 30 distribuite geograficamente nel contado); 45 Granconsiglieri erano scelti direttamente dalle apposite assemblee, mentre 90 venivano estratti a sorte fra i candidati. Il primo Gran Consiglio (53 membri della città e 82 del contado) rispecchiava approssimativamente il rapporto demografico fra le due zone (36% : 64%). Sebbene la nuova Costituzione garantisse l'uguaglianza formale dei cittadini del cant., la soglia di censo (patrimonio minimo), prevista per l'elettorato passivo, e le circostanze strutturali (lo scarso compenso per i membri dell'esecutivo e il notevole onere di tempo richiesto dalla loro carica, che di fatto li costringeva a risiedere in città), provocarono una selezione che favorì il predominio della città: sui 25 seggi del Piccolo Consiglio, presieduto da due borgomastri che si alternavano ogni anno, solo otto rappresentavano il contado. Nel 1806 e nel 1812 B., in qualità di cant. direttore, ospitò la Dieta fed.; la carica di Landamano della Svizzera fu assegnata risp. ai borgomastri Andreas Merian (capofila degli "aristocratici" alla fine dell'ancien régime) e Peter Burckhardt. Gli antichi privilegi corporativi non trovarono più spazio a livello politico; tuttavia, vennero ripresi i vecchi benefici di mercato per gli artigiani della città. La pop. rurale non reagì alle discriminazioni imposte dalla città; solamente nel 1804, quando la Dieta fed. impose la leva alle milizie territoriali basilesi per reprimere una rivolta rurale scoppiata nella campagna di Zurigo contro il ripristino delle decime e dei censi (guerra di Bocken), vi furono delle insubordinazioni.
Visto che lo statuto di città-Stato, abolito nel 1798, non fu più riaffermato, si dovette procedere alla distinzione del patrimonio cittadino da quello cant. Malgrado il mantenimento della divisione introdotta dall'Elvetica fra com. degli ab. e patriziali, gli affari delle due unità amministrative erano in genere affidati a un unico organo (il legislativo com., sia in campagna sia in città).
Nei primi anni della Mediazione, la pressione esercitata da Napoleone per coinvolgere la Svizzera nella guerra economica contro l'Inghilterra evidenziò ulteriormente la stretta dipendenza che esisteva fra i due Paesi; il blocco continentale creò difficoltà anche all'economia cant., spec. all'industria dei nastri di seta, e colpì soprattutto i lavoratori a domicilio; vi furono però anche imprenditori, come ad esempio Christoph Merian, che seppero trarne profitto.
Nella primavera del 1809 le truppe franc. attraversarono il Reno a B.; il governo cant., indifeso, dovette cedere alla Francia terreni presso Kleinhüningen, per assicurarle una testa di ponte sulla riva destra del fiume. Nell'ambito delle capitolazioni militari franco-sviz. sulla fornitura di uomini per le guerre di conquista napoleoniche, B. promosse l'arruolamento con fondi cant.; dal 1812 si svolsero reclutamenti coatti, segnatamente per la campagna di Russia. Quando gli Alleati respinsero a ovest i Francesi, la frontiera settentrionale sviz. fu occupata dalle truppe della Conf. (inverno 1813-14), dichiaratasi nel frattempo neutrale; la neutralità non venne però riconosciuta dagli Alleati in quanto la Svizzera aveva combattuto per la Francia e, anche nella sconfitta, le sue truppe non avevano abbandonato Napoleone. Il 21.12.1813, dopo che le truppe sviz. avevano già sgombrato il campo, giunsero da nord 80'000 soldati austriaci, prussiani e russi che si acquartierarono a B. e nell'intero contado. Il periodo di occupazione durò fino al 20.6.1814; se il suo costo - a quanto pare, pari a un totale di 800'000 giorni di vitto - venne in parte rimborsato, il tifo petecchiale che imperversava fra i soldati causò alcune centinaia di vittime anche fra i civili. Un avvenimento politico e sociale che rimase a lungo nella memoria collettiva (diversamente dal ricordo dei gravi danni subiti), fu la presenza simultanea a B. dell'imperatore austriaco Francesco I, dello zar Alessandro I e del re prussiano Federico Guglielmo III (13.1.1814).
Autrice/Autore: Matthias Manz / vfe
Nell'ambito della Restaurazione europea, anche la Costituzione basilese fu sottoposta a revisione (4.3.1814). Il nuovo testo prevedeva un Gran Consiglio composto da 150 membri, in carica a vita: 30 venivano designati direttamente dalle corporazioni elettorali cittadine, altrettanti da quelle rurali, 90 erano cooptati dal Gran Consiglio fra città e campagna secondo una proporzione di 2 a 1. Questo sistema portava a un parlamento con 90 seggi occupati da rappresentanti della città e 60 da quelli del contado, mentre il rapporto demografico (16'700 ab. contro 28'400) ne avrebbe richiesti 55 contro 95. Il predominio della città era così ripristinato anche de jure, senza che la campagna, nominalmente ancora maggioritaria, facesse opposizione (la votazione decisiva passò con 63 voti contro 3, alcune astensioni e ben 67 assenze): la pop. rurale non era ancora cosciente della propria forza e, tra i suoi rappresentanti, mancavano capi carismatici in grado di ribellarsi al corso dei tempi. Il 20.3.1815 il congresso di Vienna stabilì i destini dei territori appartenenti all'antico principato vescovile; il 28 dicembre dello stesso anno il cant. "prese possesso" degli antichi baliaggi vescovili di Pfeffingen e Birseck. I nove com. coinvolti in questo passaggio e firmatari degli Actes de réunion (7.11.1815) vennero riuniti in un unico distr, il quinto della campagna, denominato Birseck, ed equiparati giur. agli altri com. rurali; al distr. furono garantiti quattro seggi, cosicché il numero dei Granconsiglieri provenienti dal contado aumentò a 64. I com. furono sottoposti a statuti speciali solo in materia di Chiesa - il cant., in prevalenza rif., garantì la pratica della confessione catt. - scuola e assistenza pubblica.
Autrice/Autore: Matthias Manz / vfe
Incoraggiati dalla Rivoluzione liberale di Parigi (luglio 1830), 40 rappresentanti della campagna firmarono a Bad Bubendorf una petizione che, consegnata il 26.10.1830 al borgomastro di B. Johann Heinrich Wieland, chiedeva una revisione costituzionale in senso libertario ed egualitario; una seconda petizione sollecitava l'elezione di una Costituente da parte del popolo e l'approvazione popolare della nuova Costituzione. Il progetto di Costituzione licenziato dal Gran Consiglio il 4.1.1831 aderì solo in parte alle richieste, non adottando il principio della rappresentanza pura e proponendo un rapporto di seggi fra città e campagna di 75 a 79, nettamente peggiore rispetto a quello previsto dalla Mediazione. Malgrado l'accettazione della revisione in votazione popolare (28.2.1831), confermata anche dalla campagna (tre distr. su cinque), le agitazioni rurali e la fermezza con cui la città promuoveva le strutture di potere esistenti inasprirono sensibilmente il clima politico. Il 7.1.1831 fu formato un primo governo provvisorio della campagna, i cui promotori vennero condannati una volta terminata la repressione militare. L'esclusione dei condannati da una successiva legge di amnistia alimentò il conflitto; assieme al problema legato alla rappresentanza nel legislativo, ciò contribuì a irrigidire le posizioni delle autorità e dei ribelli (raggruppati attorno a Stephan Gutzwiller, di Therwil).
I moniti della Dieta fed., che organizzò anche una missione esplorativa, non diedero risultati; l'esplosione di scontri violenti (agosto 1831) indusse la Dieta all'intervento militare che permise di separare, ma non conciliare, i due schieramenti. Autorità cant. e pop. cittadina si sentivano sempre più ingannate dalla Dieta, che a loro avviso non contrastava i rivoluzionari con sufficiente decisione. La scelta fu demandata alle urne (23.11.1831): la fazione ribelle del contado incitò all'astensione; con una partecipazione al voto del 50,4% nei com. della campagna a sinistra del Reno (esclusi quindi Riehen, Bettingen e Kleinhüningen), 3621 votanti si espressero a favore del mantenimento dell'unione con B., 789 per la separazione. In 46 com. non fu raggiunta la maggioranza assoluta dei consensi, fatto che il Gran Consiglio interpretò come un voto di sfiducia e che lo convinse (22.2.1832) della necessità di mettere in pratica la minaccia di ritiro dei funzionari cant. dai com. renitenti entro il 15 marzo. Due giorni dopo il ritiro, il 17.3.1832, fu costituito il nuovo cant. di B. Campagna. Una milizia cittadina (Standestruppe), che fu inviata inutilmente a proteggere i com. fedeli alla città nell'alta valle della Ergolz e nella valle di Reigoldswil, venne sconfitta a Gelterkinden.
La prima Costituzione del semicant. di B. Campagna, elaborata da una Costituente, venne accettata da 55 dei 78 com. del contado (4.5.1832); anche l'elezione delle nuove autorità cant. (parlamento, governo, tribunali) fu rapidissima; la Dieta fed., quindi, ritirò le truppe e riconobbe, con i decreti del 14 giugno, 14 settembre e 5 ottobre 1832, la separazione parziale di B. Il Gran Consiglio di B., tuttavia, non accettò queste decisioni; mentre, da una parte, B. Campagna si rafforzava sia sul piano territoriale sia su quello conf., dall'altra la posizione dei com. fedeli alla città e quella delle autorità cittadine di B. in seno alla Conf. divennero sempre più precarie. L'intera pop. urbana si sentiva umiliata; un ultimo tentativo di capovolgere la situazione portò a una spedizione militare cittadina (3.8.1833), conclusasi con un insuccesso alla Hülftenschanze, tra Pratteln e Augst. Tra i soldati di B. Campagna vi erano anche alcuni militi polacchi, rifugiatisi in Svizzera dopo i falliti moti rivoluzionari contro la Russia; molti soldati della città vennero uccisi durante la ritirata.
Il 26.8.1833 la Dieta fed. sancì la completa separazione di B., cui era comunque concessa la possibilità di riunificarsi se ne fosse sorta la volontà; il 3 ottobre B. Città adottò una nuova Costituzione. La ripartizione dei beni fra città e campagna in proporzione al numero degli ab. (rapporto di 1 a 2) si svolse nel biennio successivo, sotto l'egida di un tribunale arbitrale fed.; in questo processo la città si sentì nuovamente svantaggiata per le decisioni della Dieta fed. o, nei casi di parità, del pres. da essa designato, Friedrich Ludwig Keller.
Autrice/Autore: Matthias Manz / vfe
Il quadro professionale della campagna, in cui già verso la metà del XVIII sec. artigiani (29%), lavoratori a domicilio (26%), Tauner (27%) e contadini (18%) godevano di una posizione di forza, restò per lo più immutato fino alla divisione del cant., pur con differenze regionali: nei com. suburbani, per esempio, gli artigiani rappresentarono dopo il 1798 il gruppo professionale più numeroso, mentre dal 1774 al 1815 nel baliaggio (poi distr.) di Waldenburg aumentò sensibilmente il numero dei lavoratori a domicilio.
I cambiamenti nell'economia agraria si produssero secondo ritmi diversi: il passaggio all'economia pastorizia e all'allevamento avvenne prima nelle zone in cui la diffusione della tessitura dei nastri di seta (distr. di Waldenburg) fu più precoce; nella fascia contadina al confine occidentale, orientale e settentrionale del cant., invece, dove ancora all'inizio del XIX sec. dominava la campicoltura praticata in base al sistema dell'avvicendamento delle colture, l'intensificazione dell'agricoltura seguì un processo lento ma continuo, caratterizzato dall'applicazione di nuovi sistemi di rotazione delle colture (cereali, patate, trifoglio, piante tuberose). A partire almeno dalla crisi del 1816-17, la patata divenne anche nel contado basilese l'alimento di base. Nella prima metà del XIX sec. si sviluppò in particolar modo la frutticoltura (spec. ciliegie); prima del 1840 si concluse il quasi totale riscatto dei censi e delle decime.
Lo sviluppo dell'artigianato e dell'industria fu condizionato dalla revoca della libertà di commercio e d'industria, introdotta dall'Elvetica nel 1803; l'ordinamento corporativo dell'artigianato cittadino, in vigore fino alla metà del XIX sec., obbligò alla coesistenza piccole produzioni regolamentate e settori innovativi (finanza, aziende esportatrici). Lo sviluppo industriale, del resto, cominciò soprattutto dalla produzione di nastri di seta, non soggetta a norme corporative: nel 1824, per esempio, sorse a B. la prima filanda meccanizzata di filaticcio (J. S. Alioth & Cie, trasferita nel 1830 ad Arlesheim); anche le prime fabbriche dotate di macchine idrauliche o a vapore (tra il 1830 e il 1840) furono filature o torciture legate alla tessitura dei nastri di seta. Tale settore si basava in prevalenza sul lavoro a domicilio, concentrato spec. nella parte settentrionale del cant.; i telai da nastri, 2242 nel 1786, erano 4691 60 anni dopo. La prima fabbrica meccanizzata di nastri serici fu aperta a B. nel 1836.
Autrice/Autore: Ruedi Brassel / vfe
Il tema della "riunificazione volontaria", riserva fissata nel 1833 dalla Dieta fed., riemerse periodicamente nel XIX sec. soprattutto in margine alle crisi economiche dell'industria dei nastri di seta, dove la dipendenza fra città e campagna era particolarmente forte (putsch del Gemeindejoggeli nel 1839 e, nel 1864, annullamento da parte del popolo del rifiuto irrevocabile, il Niemalsbeschluss, di riunificazione espresso dal Gran Consiglio di B. Campagna nel 1861). Concretamente, tuttavia, l'irrigidimento dei fronti fece sì che la problematica della riunificazione si ponesse solo nel contesto della "questione suburbana" sullo sfondo della crescente industrializzazione: se nei primi decenni dopo la divisione i legami economici con B. riguardavano quasi esclusivamente i com. situati nella parte settentrionale di B. Campagna e dediti alla passamaneria, in seguito essi coinvolsero anche i com. dei sobborghi, che attraverso una riunificazione con la città speravano di ottenere vantaggi economici che li aiutassero a far fronte alle crescenti spese infrastrutturali. La classe operaia, inoltre, era attratta dalla politica sociale della città, di stampo progressista.
Nell'anno del centenario (1933), l'ass. per la riunificazione, fondata nel 1914, lanciò un'iniziativa in ambedue i semicant. a favore di una riunificazione, provocando una forte opposizione, soprattutto nella zona settentrionale di B. Campagna, dove venne costituito il movimento popolare per una B. Campagna autonoma. Nel febbraio del 1936 l'iniziativa fu comunque accettata non solo dalla città, ma - dopo forti contrasti - anche dalla campagna, in cui fu determinante il voto del com. suburbano di Arlesheim; due anni dopo, fu accettato anche l'articolo che sanciva la riunificazione, ma le Camere fed. in un primo tempo si rifiutarono di concedere la garanzia. Il parlamento la accordò solo nel 1960, sulla base di una nuova iniziativa cant. che, sottoposta dapprima a votazione popolare a B. Campagna, raccolse il 59% dei voti a favore. Quando, nel 1969, si votò sulla Costituzione cant. elaborata nel frattempo da una Costituente comune, la città la accettò con una maggioranza del 65% ca., mentre la campagna la bocciò con il 59% dei voti; a determinare il ribaltamento era stato soprattutto il fatto che B. Campagna aveva ormai cominciato a potenziare e migliorare le proprie infrastrutture.
La questione della riunificazione era così liquidata. In seguito furono intensificati gli sforzi per il coordinamento e l'indennizzo di servizi, che sfociarono nella sottoscrizione di un articolo di cooperazione (1974). Oltre alle relazioni intercant., negli ultimi anni ha acquisito sempre maggiore importanza la cooperazione intern. nell'ambito della Regio Basiliensis e sono in atto tentativi di dare ai due semicant. lo statuto di cant. a tutti gli effetti.
Autrice/Autore: Ruedi Brassel / vfe
Autrice/Autore: Bernard Degen / vfe