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I volumi conservati nella biblioteca del Museo Vincenzo Vela possono essere consultati soltanto in loco, previo appuntamento.
La biblioteca di famiglia - costituita da volumi appartenuti a Vincenzo, a Sabina e a Spartaco Vela - rappresenta un elemento importante del lascito della casa-museo alla Confederazione Elvetica, e come tale venne percepita dal donatore Spartaco Vela, che la citò espressamente nel testamento. I volumi presenti rappresentano non di rado la prima fonte nella stesura di un progetto monumentale, permettendo agli artisti - soprattutto allo scultore Vincenzo - di studiare la psicologia del personaggio da effigiare in un monumento, attraverso una sua biografia o un testo storico dell'epoca.
Nella biblioteca sono presenti le principali fonti classiche e accademiche, come pure manuali di proporzione e di equilibrio, che si inseriscono pienamente, come le collezioni di grafica e di fotografia, nel progetto di opera d'arte totale che Vincenzo Vela ha inteso creare negli anni della sua maturità. Accanto alle Vite del Vasari sono presenti Il trattato di Pittura di Leonardo, un'edizione completa di incisioni delle opere di Thorwaldsen, I principi dell'architettura del Milizia, come pure il Della Architettura, della Pittura e Della Statua di Leon Battista Alberti.
A Sabina Vela sono probabilmente appartenuti i romanzi - numerosi in francese - dei più illustri rappresentanti della letteratura romantica europea.
Acquisiti da Vincenzo Vela e in molti casi a lui donati, sono invece i volumi di autori risorgimentali quali Tommaso Grossi, Ugo Foscolo, Alessandro Manzoni, mentre Hugo, Sue, Goethe e Byron figurano in quanto capisaldi di una cultura aristocratica cui Vincenzo Vela aspirava di avvicinarsi.