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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La cooperazione svizzera allo sviluppo attribuisce grande importanza alla conservazione delle foreste tropicali. Nel suo rapporto del 7 marzo 1994 sulle relazioni Nord-Sud della Svizzera (Linee direttrici Nord-Sud), il Consiglio federale ha enumerato fra le cinque priorità la "tutela delle basi vitali naturali". Fondandosi su tale rapporto, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha elaborato il documento "Tutela e sfruttamento durevole della foresta tropicale" che analizza gli sforzi già intrapresi in questo senso dalla DSC e indica in che modo la cooperazione allo sviluppo può fornire un più ampio contributo alla protezione e allo sfruttamento durevole della foresta tropicale. Il documento della DSC afferma tra l'altro che la minaccia e la distruzione della foresta tropicale costituisce un problema prioritario di sviluppo e che intensificherà il suo impegno a favore della protezione e dello sfruttamento durevole della foresta tropicale. L'uomo come attore principale dello sfruttamento delle risorse viene posto al centro delle misure di intervento, restando inteso che la ricerca di soluzioni non può limitarsi ad un punto di vista forestale settoriale.</p><p></p><p>La richiesta dell'autrice della mozione è di per sé soddisfatta, anche se nel contesto attuale la protezione e lo sfruttamento durevole sono considerati come l'unica alternativa di conservazione della foresta tropicale naturale.</p><p></p><p>L'esperienza ci insegna che nella maggior parte dei casi lo sfruttamento durevole da parte della popolazione indigena come beneficiaria delle risorse costituisce la protezione più efficace della foresta. In combinazione con un simile sfruttamento durevole è sovente possibile e sensato proteggere interamente parti di queste foreste nell'interesse della biodiversità e separarle come zone speciali di protezione. Esistono inoltre modelli di protezione che poggiano su un criterio integrato e perseguono durevolmente la biodiversità e lo sfruttamento in stretta simbiosi da parte della popolazione indigena. La delimitazione di foreste protette occupa un posto importante nell'ambito di concetti globali e viene postulata in diversi progetti finanziati dalla DSC e dall'UFEE. Questo modo di procedere esige sovente un dialogo politico con i Paesi partner per l'attuazione delle indispensabili condizioni quadro legali.</p><p></p><p>Il programma forestale della DSC - comprendente oltre 40 progetti in 22 Paesi - è orientato prioritariamente sulle zone di montagna e sulle zone aride, dove sussistono poche formazioni forestali naturali e dove il bisogno è soprattutto incentrato sulla creazione di nuove risorse forestali (riforestazione agricola e economia forestale agraria).</p><p></p><p>Grazie a un credito quadro di 300 milioni di franchi per programmi e progetti ambientali di importanza globale nei Paesi in sviluppo - credito destinato in ampia misura alla conservazione della diversità delle specie - la Svizzera ha potuto assegnare mezzi supplementari alla conservazione delle foreste tropicali rifacendosi a questo obiettivo. Si noti in questo contesto che 6 grandi progetti per un volume complessivo di 18 milioni di franchi vertono sulla problematica delle foreste tropicali.</p><p></p><p>Il Consiglio federale condivide ampiamente la posizione della Banca mondiale in materia di politica forestale e ha partecipato all'elaborazione del documento citato dall'autrice della mozione. La Banca mondiale considera preziose e degne di imitazione le esperienze che intendono presentare modelli di sfruttamento durevole delle foreste tropicali, come quelle della ditta Precious Woods.</p><p></p><p>La Svizzera partecipa attivamente all'Organizzazione internazionale per i legni tropicali (OILT). L'ufficio federale dell'economia esterna (UFEE) finanzia i progetti dell'OILT che perseguono il concretamento delle direttive a favore dello sfruttamento durevole delle foreste tropicali (si noti che la Svizzera è divenuta nel frattempo il secondo maggiore finanziatore dell'Organizzazione). L'obiettivo globale 2000 dell'OILT - che definisce il principio di continuità nel settore del legno - prevede che a partire dal 2000 verranno unicamente esportati legnami tropicali provenienti da patrimoni forestali durevoli. Per il tramite dell'OILT la Svizzera finanzia precipuamente progetti di protezione e di sfruttamento durevole delle foreste tropicali umide, p. es. nel bacino dell'Amazzonia, nel Borneo e in Papua Nuova Guinea.</p><p></p><p>Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il Consiglio federale così si esprime in merito ai diversi punti della mozione:</p><p></p><p>1.La DSC intende impegnarsi maggiormente a favore della protezione delle foreste tropicali. In questo contesto devono essere proseguiti gli attuali settori prioritari di attività, come la riforestazione agricola e la formazione, che ricoprono importanti bisogni della popolazione e contribuiscono peraltro indirettamente alla conservazione delle foreste naturali.</p><p></p><p>2.Lo sfruttamento delle foreste deve costituire un aspetto di una politica globale di tutela durevole delle risorse naturali. Lo sfruttamento puramente commerciale non consono al principio di continuità non va sostenuto, bisogna cercare al contrario di porre fine. Le vie di comunicazione devono essere stabilite nell'ambito di concetti integrali di sfruttamento del suolo che tengano conto di tutti gli elementi fra i quali la protezione delle foreste naturali e in particolare le zone di protezione integrale. </p><p></p><p>3.La politica di sviluppo forestale della DSC tiene conto delle esperienze accumulate dall'economia forestale svizzera, soprattutto nell'ambito della cooperazione con Paesi in sviluppo delle regioni montane. In questo ambito essa dà particolare rilievo alla partecipazione della popolazione alla pianificazione e all'esecuzione dei progetti come pure al principio di continuità.</p>