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Dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, Catherine Ashton è l'incaricata per gli affari esteri dell'UE e di conseguenza un'interlocutrice fondamentale per la Svizzera.
L'incontro è servito a fare il punto sulle relazioni bilaterali tra Svizzera e UE. La consigliera federale Micheline Calmy-Rey e l'Alta rappresentante Catherine Ashton hanno confermato la stretta collaborazione tra il nostro Paese e l'UE, vantaggiosa da ambo le parti, fondata su circa 120 accordi bilaterali. L'UE è di gran lunga il partner economico più importante della Svizzera; la Svizzera rappresenta il secondo mercato di esportazione per i prodotti UE. La cooperazione bilaterale si estende pure ad altri settori politici quali l'educazione, la ricerca, la sicurezza, la giustizia, la polizia, la politica in materia di visti, l'ambiente e la cultura.
Sono state discusse inoltre le sfide della via bilaterale comune: l'UE chiede in misura crescente una collaborazione fondata sul diritto comunitario nonché un impegno a riprendere gli sviluppi ulteriori del diritto dell'UE. Lo scopo della Svizzera è di conservare sufficienti margine di manovra e autonomia sul piano decisionale.
Nessun recepimento automatico del diritto
"È indubbiamente anche nell'interesse dalla Svizzera che gli accordi possano essere adeguati in modo efficace alle mutevoli esigenze" ha sottolineato la consigliera Calmy-Rey. "Un recepimento automatico degli sviluppi del diritto comunitario è tuttavia fuori discussione". Ha inoltre richiamato l'attenzione sul fatto che i contatti politici della Svizzera devono orientarsi sempre più al Parlamento europeo cui, in seguito al Trattato di riforma di Lisbona, sono state conferite maggiori competenze nel settore delle relazioni con gli Stati terzi.
In occasione dell'incontro sono stati trattati anche temi internazionali, tra cui la situazione in Iran e nel Caucaso meridionale e il conflitto nel Vicino Oriente. La consigliera federale Calmy-Rey ha informato fra l'altro sui lavori della Svizzera in vista di una conferenza delle Alte parti contraenti della quarta Convenzione di Ginevra. A seguito del rapporto ONU Goldstone sulla guerra di Gaza, la Svizzera è stata incaricata dall'Assemblea generale dell'ONU di adottare le misure e avviare gli accertamenti necessari per indire tale conferenza.
Problemi con la Libia
Sono stati altresì discussi i problemi tra la Svizzera e la Libia. La consigliera Calmy-Rey ha ricordato che il cittadino svizzero Max Göldi è trattenuto in Libia da più di un anno e mezzo. Da 19 mesi è separato dalla sua famiglia e dai suoi amici e dal 22 febbraio di quest'anno è nuovamente in carcere. La certezza del ritorno in Svizzera di Max Göldi è al centro degli sforzi profusi dalla Svizzera.
"La Svizzera ha sempre tenuto fede ai suoi impegni contenuti negli attuali accordi con la Libia", ha detto Micheline Calmy-Rey: "La Svizzera è come sempre disposta a trattare e si adopera al fine di trovare una soluzione costruttiva seguendo la via diplomatica".
Nell'ambito della mediazione dell'Unione europea (UE), il Consiglio federale è disposto a revocare in tempi brevi la lista che istituisce il divieto di entrata e di transito sul territorio svizzero per talune categorie di cittadini libici. Si aspetta che anche la Libia revochi il divieto di entrata in Libia dei cittadini dello spazio di Schengen.
L'obiettivo della Svizzera resta la liberazione di Max Göldi. A tal fine, la Svizzera è disposta a proseguire i negoziati sulla base delle proposte dei due mediatori europei.
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