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Era una tiepida serata dello scorso autunno. Al termine di una giornata quasi estiva si era fatto buio; le sette persone del team FFS impiegato sui binari di manovra a est della stazione di Olten avevano finito di lavorare. Ormai l’area dei binari era illuminata solo dalle lampade sui piloni.
14 aste e non 13 come indicato nel piano
Era giunto il momento di rimuovere le aste di messa a terra fissate tra la linea di contatto e il binario. Queste aste servono a scaricare a terra la corrente residua che scorre ancora attraverso i fili quando la linea di contatto viene disinserita. Fredy Scheibler, caposquadra dell’impresa edile Vanoli, era il responsabile del gruppo per la linea di contatto. Quel giorno aveva il compito di affiancare i colleghi delle FFS.
Una volta sganciate le 13 aste indicate nel piano che gli era stato consegnato dal precedente responsabile all’inizio del turno nel primo pomeriggio, Fredy Scheibler ha telefonato alla centrale d’esercizio di Olten e ha dato il via libera per reinserire la linea di contatto.
Poco dopo, su un palo a quasi venti metri di distanza, Fredy Scheibler e i suoi colleghi hanno visto formarsi un arco elettrico: la linea di contatto era nuovamente fuori uso. Qualcosa aveva provocato un corto circuito. Dopo una breve ricerca, Fredy Scheibler ha scoperto la causa. Nascosta tra un container e una scala, c’era ancora un’asta di messa a terra tra la linea di contatto e il binario. Una volta rimossa anche quest’asta e verificata l’assenza di danni al posto di sezionamento sul palo, è stato possibile rimettere tempestivamente in servizio la linea di contatto.
«Questa storia mi ha fatto riflettere»
Nonostante sia andata liscia, la cosa non ha lasciato Fredy Scheibler indifferente. Il caposquadra lavora per le FFS da oltre vent’anni. In tutto questo tempo non gli era mai capitato che un’asta di messa a terra non fosse registrata nel piano di cantiere. La sua voce si abbassa. «Questa storia mi ha fatto riflettere.»
Non riusciva a togliersi dalla testa le conseguenze che questa omissione avrebbe potuto avere. Se uno dei suoi colleghi fosse stato vicino all’asta di messa a terra, avrebbe potuto subire una lesione oculare estremamente dolorosa a causa del bagliore dell’arco elettrico.
Da quella serata dello scorso autunno, che non dimenticherà mai, Fredy Scheibler ha tratto una lezione: da allora non si fida più ciecamente dei documenti. «Ogni volta che mi affidano un cantiere, controllo il numero di aste di messa a terra.» È vero che questo gli porta via tempo, ma in cambio gli dà qualcosa di ancora più prezioso: certezza e sicurezza. Una piccola causa di cui non vorrebbe sperimentare il grande effetto.
«Piccola causa – grande effetto»: nell’ambito della campagna per la sicurezza e la qualità, stiamo cercando storie tratte dalla quotidianità lavorativa dei collaboratori FFS. Se hai avuto esperienze simili a quella di Fredy Scheibler, condividile con noi affinché anche altri collaboratori possano trarne insegnamento per la loro quotidianità.
Maggiori informazioni su www.ffs.ch/sicurezza-qualità.