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The Big Apple (2. Parte)
Tra quelle elencate vi sono poi altre fonti che raccontano come i musicisti jazz nel corso degli anni '30 e '40 spesso usavano quest'appellativo, ancora una volta come una metafora del successo che ci si aspettava dal suonare nei club di Harlem e Broadway. Quando si suonava lontano da New York, si usava dire che si suonava "sui rami", al contrario suonare a New York significava suonare nella "Grande Mela"!
In seguito nel ’71 una grande campagna pubblicitaria associa delle mele rosse e invitanti al nome Big Apple con l’intento di riportare in auge l’immagine degradante della città messa in ombra dalla malavita e dalla delinquenza.
Infine nel 1997 il sindaco R. Giuliani ha battezzato "Big Apple Corner" l'angolo tra la 54. strada ovest e Broadway, dove J.J. Fitzgerald abitò, per rendere omaggio al grande scrittore, in qualche modo padrino della definizione.
Una cosa è certa, New York rimane sempre una metropoli ricca di possibilità di successo per chiunque voglia “morderla” come una mela appetitosa, e così come la mela aveva tentato Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre, così New York rappresenta la Grande Tentazione dei giorni nostri.
Curiosità: Non tutti sanno che esiste anche il nomignolo di Big Onion per indicare che N.Y. può essere sbucciata in vari strati, per poi rimanere in lacrime senza niente in mano; oppure ancora Grande Patacca che ricorda la leggendaria transazione in base alla quale l’isolotto di Manhattan fu ceduto dai nativi americani al governatore olandese alla modica cifra di 25 dollari!!