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TRADUCTOR VS. ARRIVAL
TRADUZIONE IN DIMENSIONI PLANETARIE
Ogni tipo di traduzione richiede la massima accuratezza. Basta una sola parola tradotta in modo errato a stravolgere l’intero senso di una frase e a causare gravi malintesi.
È proprio quello che accade nell’ultimo film di fantascienza di Denis Villeneuve «Arrival», candidato complessivamente a otto Oscar, tra cui quello per il miglior film, che si è aggiudicato il premio per il miglior montaggio sonoro.
Dodici gigantesche astronavi extraterrestri atterrano in diversi luoghi della Terra. L’esercito americano incarica la linguista Louise Banks (interpretata da Amy Adams) di comunicare con gli alieni per capire le loro intenzioni. La giovane linguista riesce in effetti a decifrare la misteriosa lingua degli extraterrestri, che è basata su simboli. La prima parola che Louise decifra può significare due cose: «arma» o «strumento». La piccola ma decisiva differenza di significato non permette di capire se gli extraterrestri sono giunti sulla Terra in pace o per dichiarare guerra al nostro mondo.
In «Arrival» Louise riesce a instaurare una comunicazione tra gli abitanti dei due pianeti.
Da Traductor mettiamo lo stesso impegno nel nostro universo della traduzione: superiamo i confini culturali all’interno del nostro pianeta, anche quando le differenze possono sembrare insormontabili.