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Forti piogge e raffiche di vento continuano a flagellare il nordest dell'Australia mentre il ciclone Yasi, indebolito ma sempre pericoloso, avanza verso l'interno del continente lasciandosi dietro una scia di macerie, raccolti distrutti per centinaia di milioni di dollari e barche scagliate a centinaia di metri di distanza.
Mercoledì notte il ciclone si era abbattuto lungo una fascia costiera di 700 km punteggiata di cittadine turistiche con intensità di categoria 5, la stessa dell'uragano Katrina che devastò New Orleans nel 2005, accompagnato da piogge torrenziali e venti fino a quasi 300 km l'ora.
Mentre i residenti tornano a ciò che resta delle loro case per recuperare il salvabile e le squadre di emergenza si affannano a ripristinare servizi essenziali nelle zone disastrate, vengono meno le speranze che le comunità colpite abbiano almeno evitato morti e feriti gravi. Le autorità hanno confermato la prima vittima, un uomo di 23 anni asfissiato dai fumi di un generatore a diesel in una stanza chiusa dove si riparava dal ciclone, mentre risultano disperse tre persone in due località.
Centinaia di volontari dei servizi di emergenza, affiancati da militari, sono impegnati nelle operazioni di sgombero e di prima riparazione, ostacolate dalle forti piogge e dalla minaccia di inondazioni improvvise.
La copertura con telefonia mobile rimane un problema e più di 180 mila case e negozi rimangono senza corrente. Gravissimi i danni alle coltivazioni di canna da zucchero e di banane, di cui il nord Queensland fornisce rispettivamente il 15 e il 90% della produzione nazionale, con perdite di molte centinaia di milioni di dollari.
SDA-ATS