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I dibattimenti al processo di Bellinzona contro nove persone accusate di riciclaggio di denaro potranno continuare a svolgersi in tedesco. Il Tribunale federale non è entrato in materia sul ricorso di un imputato.
Il processo che si è aperto poco meno di due settimane fa davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona non si terrà in italiano. Nella sua decisione resa pubblica martedì, il Tribunale federale conferma quanto già sostenuto dal Ministero pubblico della Confederazione, ossia che modificare l'idioma procedurale comporterebbe un ritardo notevole nello svolgimento del processo.
Bisognerebbe infatti designare nuovi avvocati, un nuovo procuratore e dei nuovi giudici. E tutti dovrebbero studiare un dossier composto da non meno di 1'000 schede.
Il processo era iniziato il primo aprile ed era stato sospeso il giorno dopo, a causa di una serie di obiezioni formulate dalla difesa, tra cui appunto quello della lingua. Nessuno dei nove imputati alla sbarra è infatti di lingua tedesca. Secondo il Tribunale federale, un dibattimento in tedesco non causerà però alcun inconveniente maggiore agli accusati. Fin qui tutto il procedimento è stato condotto in questa lingua e nessuno sembra aver eccepito. La corte suprema sottolinea inoltre che il diritto a un processo è garantito, visto che c'è la traduzione nelle lingue degli imputati.
Le nove persone che si trovano sul banco degli imputati sono accusate di "partecipazione, eventualmente sostegno, a un'organizzazione criminale e riciclaggio di denaro". Secondo l'atto d'accusa, avrebbero usato la Svizzera per riciclare oltre un miliardo di dollari, provento del contrabbando di almeno 215 milioni di stecche di sigarette fra il 1996 e il 2000.
Il processo dovrebbe riprendere il 4 maggio. Entro quella data, il Tribunale federale dovrà esprimersi sulle altre obiezioni della difesa, che contesta anche il modo in cui è stato redatto l'atto d'accusa.
swissinfo e agenzie
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