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La legge trae origine dall’iniziativa parlamentare "Riabilitazione delle persone internate su decisione amministrativa" (11.431). È stata adottata dal Parlamento nella sessione primaverile ed entrerà in vigore a condizione che il termine referendario del 10 luglio 2014 scada inutilizzato.
Tre misure
La legge intende rendere giustizia alle persone internate su decisione amministrativa. Concretamente si tratta di persone collocate in istituti su decisione delle autorità amministrative, senza processo e in seguito ad accuse di "oziosità", "condotta dissoluta" o "vita sregolata".
Queste persone saranno ora riabilitate grazie a tre misure. Primo, i torti inflitti alle vittime sono riconosciuti per legge. Secondo, questo fosco capitolo della storia sociale svizzera va rielaborato in termini scientifici; nella seconda metà dell’anno il Consiglio federale incaricherà infatti una commissione indipendente di analizzare gli internamenti amministrativi tenendo conto anche di altre misure coercitive a scopo assistenziale. Terzo, la legge impone alle autorità federali, cantonali e comunali di conservare i pertinenti atti e garantisce agli interessati l’accesso semplice e gratuito agli atti.
La legge non crea un diritto al risarcimento, alla riparazione morale o ad altre prestazioni finanziarie. Come affermato dal Consiglio federale a novembre 2013 nel suo parere sulla nuova legge, non è tuttavia escluso l’esame di prestazioni finanziarie tenendo conto della situazione delle vittime di qualsiasi misura coercitiva a scopo assistenziale e di altri collocamenti extrafamiliari.
Lavori della tavola rotonda
La tavola rotonda per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e di collocamenti extrafamiliari, istituita dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga nella primavera del 2013, si è detta favorevole a tali prestazioni. Ha creato un fondo per l’aiuto immediato, gestito dalla Catena della Solidarietà, e accoglierà le domande delle vittime a partire da giugno. A settembre la Catena della Solidarietà dovrebbe procedere ai primi versamenti.
Oltre a tale aiuto immediato – temporaneo e a titolo volontario – la tavola rotonda sta elaborando anche una proposto per la creazione di un fondo di solidarietà, finanziato prevalentemente dallo Stato. Tale soluzione presuppone la creazione di una base legale. La decisione sulla realizzazione di questo fondo e sulle prestazioni finanziarie da fornire spetta al Consiglio federale e al Parlamento.
Ultima modifica 21.05.2014