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<h2>SubmittedText<h2><p>Il passaggio dal primato delle prestazioni al primato dei contributi comporterà un notevole numero di disdette tra il personale dell'amministrazione federale. Cinque classi d'età prevedono di trarre dei vantaggi dallo scioglimento anticipato del proprio rapporto di servizio. Si tratta di collaboratori con un ampio bagaglio di conoscenze ed esperienze, e non pochi di loro ricoprono posizioni dirigenziali. Nella Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale ho già richiamato l'attenzione su una possibile emorragia di competenze. Preoccupato, pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Quale importanza attribuisce il Consiglio federale alle disdette previste nelle cinque classi d'età menzionate?</p><p>2. L'amministrazione federale potrà continuare a garantire lo stesso volume e la stessa qualità di lavoro come in passato?</p><p>3. Cosa fa il Consiglio federale per far fronte alla prevista perdita di sapere e per minimizzare così i rischi a essa correlati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo lo stato attuale di pianificazione, il primato dei contributi sarà introdotto nella previdenza professionale del personale federale il 1° luglio 2008. Dato che al cambiamento di primato è legato anche un consolidamento finanziario di Publica, per alcuni assicurati può risultare vantaggioso il pensionamento prima dell'entrata in vigore della nuova regolamentazione. Di seguito alcuni dati sul numero di pensionamenti ipotizzabile e i rispettivi provvedimenti in relazione a questa "corsa al pensionamento".</p><p>Secondo le statistiche, ogni anno fra i 500 e i 550 impiegati in media smettono di lavorare per raggiungimento del limite di età, pensionamento volontario anticipato o in base a un piano sociale. Per il 2008 si prevede il pensionamento di circa 680 collaboratori. A seguito del cambiamento di primato, nel 2008 queste cifre sono destinate ad aumentare sensibilmente. L'anno prossimo circa 2500 impiegati nati fra il 1943 e il 1948 saranno in età di pensionamento (60 a 65 anni). Essi potrebbero pertanto andare in pensione secondo il diritto attualmente in vigore. Non bisogna tuttavia dimenticare che una parte degli impiegati non potrà optare per il pensionamento anticipato perché non dispone dei necessari anni di assicurazione, o perché per ragioni personali deve percepire un reddito intero il più a lungo possibile.</p><p>Molto probabilmente, a seguito dell'introduzione del primato dei contributi, fra le persone di età superiore ai 62 anni, continuerà a lavorare solo chi, per mancanza di anni di assicurazione, non avrà raggiunto la rendita massima prevista attualmente. Dato che per il personale federale l'età di pensionamento media si situa attorno ai 61,5 anni, si suppone che buona parte delle persone di età compresa fra i 60 e i 62 anni (anno di nascita 1946-1948) smetteranno di lavorare prima dell'entrata in vigore del nuovo sistema previdenziale.</p><p>In altre parole, si suppone che entro il cambiamento di primato circa 1600 persone in più opteranno per il pensionamento.</p><p>Il superamento della "corsa al pensionamento" è anzitutto un compito che riguarda l'informazione e la gestione. Attualmente è già noto quali impiegati potranno andare in pensione secondo il diritto in vigore. Rimane quindi tempo a sufficienza per far fronte anche a un elevato numero di pensionamenti, in modo che questo non ostacoli lo svolgimento dei compiti dell'amministrazione federale. L'UFPER esorterà le direzioni a condurre colloqui con i dipendenti che possono ancora essere pensionati secondo il diritto attualmente in vigore. Publica informerà inoltre concretamente queste persone sulla loro situazione previdenziale in caso di pensionamento secondo la vecchia e la nuova legislazione. Al contempo, alle persone coinvolte verrà illustrato che il passaggio al nuovo sistema previdenziale comporta anche dei vantaggi, poiché i contributi sono costitutivi della rendita fino al momento dell'uscita.</p><p>Se la funzione della persona che va in pensione dovesse essere mantenuta, rimane comunque tempo a sufficienza per rioccupare il posto. Inoltre, in casi singoli e motivati entro i limiti delle disposizioni del diritto del lavoro, e a condizione che il budget del personale lo permetta, possono entrare in considerazione ulteriori provvedimenti quali un pensionamento parziale secondo il primato delle prestazioni e la continuazione dell'attività lavorativa a tempo parziale nel primato dei contributi (ad es. per terminare progetti in corso).</p><p>Occorrerà invece rinunciare a misure di diritto previdenziale particolari per le persone nate fra il 1943 e il 1948. All'articolo 25 della legge su Publica, il legislatore ha previsto una garanzia per la generazione di transizione. Per ulteriori misure di diritto previdenziale non esiste una base legale mirata. Riteniamo che questa garanzia sia sufficiente, soprattutto perché è ammessa e possibile anche una combinazione con indennità garantite dal diritto del lavoro previste nei crediti per il personale.</p>  Risposta del Consiglio federale.