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BERNA - In occasione della giornata mondiale dell'alimentazione, alcune centinaia di persone si sono riunite oggi a Berna sulla Piazza federale per protestare contro la fame. Alla manifestazione ha partecipato anche la consigliera federale Micheline Calmy-Rey.
L'incontro indetto dall'Alleanza svizzera contro la fame ha preso avvio alle 15.59 quando al suono di una sirena tutti si sono accovacciati e hanno osservato un minuto di silenzio. Durante l'incontro è stato anche letto un "Manifesto contro la fame". I partecipanti hanno ricordato che attualmente nel mondo oltre un miliardo di persone soffre in modo cronico di malnutrizione.
"Il diritto a un'alimentazione adeguata è un diritto umano universale", ha affermato la responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri, che ha esortato i governi ad agire contro questo flagello che costa la vita ogni giorno a 24 000 persone. Per lottare contro la fame ci vuole una politica di sviluppo degna di tale nome, nonché una cooperazione allo sviluppo che si fondi su un ampio partenariato e che sostenga con efficacia gli sforzi nei Paesi coinvolti, ha aggiunto Micheline Calmy-Rey.
Il Consiglio federale auspica di portare progressivamente la parte di reddito nazionale lordo destinato all'aiuto allo sviluppo dallo 0,47 per cento del 2009 allo 0,5 per cento entro il 2015. Ciò permetterà alla Svizzera di collocarsi leggermente al di sopra della media registrata nei Paesi membri dell'OCSE (0,48%). L'ultima parola spetta al parlamento.
Eliminare la povertà estrema e la fame nel mondo è uno degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio per i quali la Svizzera si impegna a fondo, in particolare attraverso la Direzione dello sviluppo e della cooperazione, che ha stanziato lo scorso anno circa 220 milioni di franchi per la sicurezza alimentare.
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