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BERNA - In proporzione alla popolazione della rispettiva nazionalità sono gli africani del sud-ovest, ovest e nord Africa ad essere maggiorante condannati in Svizzera. In numero assoluto sono i cittadini dell'ex Jugoslavia. Lo indicano i dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST).
Tra gli stranieri detentori del permesso B (di dimora) e C (di domicilio), gli africani del sud-ovest hanno un tasso di criminalità - ossia condanne basate sul Codice penale - del 31 per mille, gli africani dell'ovest del 21,2 e quelli del nord del 18,3. Seguono i cittadini degli Stati caraibici, come Giamaica, Haiti e Repubblica dominicana.
Due anni fa, quando l'UST ha pubblicato per la prima volta la statistica delle condanne penali in base alla nazionalità, i turchi erano molto avanti in questa speciale classifica. Ora, con un tasso di criminalità del 9 per mille, sono quasi stati raggiunti dai cittadini dell'ex Jugoslavia (7,9 per mille).
Le persone con il passaporto rossocrociato, con un tasso del 2,5 per mille, sono superate da canadesi, svedesi, irlandesi e indiani che si situano in una forchetta compresa tra l'1 e l'1,5 per mille.
Se si considera le infrazioni alla Legge sugli stupefacenti, 900 condanne sono state emesse nei confronti di cittadini provenienti dall'Africa orientale, quasi 500 quelle inflitte ad albanesi. Per entrambe le nazionalità, la stragrande maggioranza dei condannati aveva tra i 18 e i 29 anni.
Le nazionalità sono invece diverse se si considera le infrazioni alla Legge federale sulla circolazione stradale: i "campioni" qui sono i francesi davanti agli italiani e ai tedeschi.