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BERNA - L'accordo di libero scambio con l'Indonesia, negoziato dalla Svizzera per conto dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), è pronto per l'esame parlamentare: il Consiglio federale ha licenziato oggi il relativo messaggio. Grazie all'intesa, firmata in dicembre a Giacarta dall'allora consigliere federale Johann Schneider-Ammann, il 98% delle esportazioni elvetiche saranno esentate a medio termine dai dazi doganali.
Durante i negoziati ha fatto parecchio discutere in Svizzera la questione relativa all'olio di palma. Questo prodotto è controverso dal punto di vista ecologico e rappresenta una concorrenza per l'olio di colza nostrano.
Al momento della firma dell'accordo, il Consiglio federale aveva sottolineato come Berna accorderà all'olio di palma sconti doganali «compatibili con il mercato nel quadro di contingenti che non mettono a rischio la produzione interna di oli vegetali».
L'accordo prevede anche impegni relativi al rispetto di convenzioni multilaterali in materia di lavoro e ambiente, e una disposizione specifica intesa a garantire una produzione sostenibile dell'olio vegetale scambiato, che concerne di fatto l'olio di palma.
Il trattato prevede inoltre disposizioni in materia di investimenti, protezione della proprietà intellettuale, eliminazione di ostacoli non tariffari al commercio - anche per quanto riguarda le misure sanitarie e fitosanitarie -, concorrenza, agevolazione degli scambi, commercio e sviluppo sostenibile nonché cooperazione economica.
Con un volume commerciale di circa 830 milioni di franchi all'anno (esclusi metalli preziosi, pietre preziose e semipreziose, oggetti d'arte e di antiquariato), l'Indonesia - 260 milioni di abitanti - è uno dei principali partner economici della Svizzera nell'Asia sudorientale. Alla fine del 2016 la Banca nazionale svizzera registrava un volume di investimenti diretti svizzeri in Indonesia pari a 6,9 miliardi di franchi.