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Il Sion è uscito malamente dalla Coppa Svizzera e il suo presidente starebbe ora pensando all'ennesimo cambio della guardia in panchina, il 51esimo da quando è proprietario dei club vallesano.
Quello che il boss del Sion Christian Constantin ha visto sabato a Losanna alla Pontaise, in occasione della pesante sconfitta (4-0) subita in Coppa Svizzera contro il club di Challenge League Stade-Lausanne-Ouchy lo ha colpito duramente. Una volta ancora.
Non ha voluto parlare al termine della sfida, nemmeno domenica. Il presidente si è subito ritirato nel suo modernissimo chalet nel cuore delle Alpi vallesane.
Ieri, invece, si è raccontato al Blick. «Ho fatto dello sport e poi ho invitato degli amici per la raclette.»
«I nostri ragazzi pensavano di poter vincere contro una squadra di serie B senza produrre il minimo sforzo. È stata una vergogna! Si può perdere contro una squadra forte come lo Stade- Lausanne-Ouchy, ma bisogna opporre resistenza. Bisogna giocare con la volontà di non soccombere».
Constantin ha avuto due giorni per digerire la pesante sconfitta, le parole, nonostante tutto, dovrebbero essere misurate.
«Non puoi lasciarti umiliare a tal punto che l'avversario non ha nemmeno bisogno di giocare la partita della vita. La partita sarebbe potuta terminare sul 6-0».
Christian Constantin, 64 anni, non la sente di incolpare solo l'allenatore Marco Walker per la sconfitta.
«Marco deve prendersi parte della colpa, come tutti quelli che erano presenti durante quello scempio, ma niente di più».
In campionato il Sion non sta andando male, questo va detto, e tale aspetto dà una relativa sicurezza a Walker.
Ma «non puoi lasciare Serey Die in panchina in una partita del genere», ha ripreso il numero 1 del Sion.
Nel frattempo il 64enne ha già convocato una riunione straordinaria, perché il quinto posto in Super League, a pari punti con lo Young Boys non deve certo indurre decisioni affrettate, anche se «quella di sabato è già la quarta sconfitta nell'era di Marco Walker in cui ci lasciamo massacrare. Avevamo già avuto un enorme calo di prestazioni contro Vaduz (3-0), Lugano (3-1), Basilea (4-0) (sfide relative alla passata stagione n.d.r.)», ha continuato il 64enne ai microfoni del Blick.
51esimo licenziamento in vista?
«Marco non è in discussione. Non al momento perlomeno. Ma un allenatore che perde è sempre un allenatore che si mette nei guai», ha aggiunto il boss.
Walker è così avvisato: giovedì il suo Sion giocherà in casa contro il lucerna, ultimo in classifica e poi domenica contro il GC, neo promosso. Perdere potrebbe significare dover lasciare la panchina, niente di più facile quando si ha a che fare con Christian Constantin.
Si tratterebbe del 51esimo licenziamento da quando, nel 2003, l'architetto vallesano acquistò la società.
Durante la riunione «dobbiamo parlare seriamente. E a seconda delle risposte, prenderò delle decisioni», ha chiosato CC.
Senza più Angelo Renzetti alla guida del Lugano, Christian Constantin rimane l'ultimo 'dittatore passionale' del calcio svizzero di Super League, e chissà che una volta ancora non manchi di tener federe alla sua fama di 'mangia-allenatori'.