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BERNA - In occasione della Giornata dell'educazione non violenta (No Hitting Day), che si svolge oggi, la fondazione Protezione dell'infanzia Svizzera ricorda che la violenza non è mai una soluzione e non è accettabile in alcuna forma.
Secondo risultati provvisori di uno studio condotto dall'Università di Friburgo - i cui risultati completi saranno pubblicati in autunno - per il 20% dei genitori uno schiaffo non è un atto di violenza, per il 30% circa una sonora sculacciata non rientra nel concetto di violenza e per il 12% nemmeno le botte. Non rivolgere la parola per diversi giorni quale punizione psichica non costituisce poi violenza per la metà degli interpellati.
Tutto questo significa che la violenza corporale e psichica non è necessariamente percepita come tale da molti genitori, si legge in un comunicato di Protezione dell'infanzia Svizzera.
Benché questi risultati siano provvisori e sia bene attendere prima di procedere a un'interpretazione approfondita, l'organizzazione sottolinea come il suo impegno, e quello dei sui partner, sul tema dell'educazione non violenta sia assolutamente necessario e, anzi, vada potenziato.
In occasione del No Hitting Day, la fondazione lancia un appello affinché la Svizzera si assuma la responsabilità derivante dalla ratifica, vent'anni or sono, della Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo. Il documento impegna la Confederazione a sostenere i genitori nel considerare e proteggere il benessere dei bambini nell'educazione.
Protezione dell'infanzia Svizzera e altri importanti attori propongono offerte di sostegno per i genitori. Al fine di perfezionare le basi e le condizioni quadro per un'educazione non violenta, tuttavia, anche la politica deve fare la sua parte. Servono ad esempio campagne di sensibilizzazione che diffondano tra la popolazione una chiara consapevolezza di che cosa vada considerato violenza.