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Ci sono (almeno?) due tipi di comunicazione scritta:
Uno parla a tante persone, cerca di trasmettere un messaggio a piu' gente possibile, diffondendosi con i mezzi che il tempo o la situazione concedono. L'altro parla ad una sola persona, che puo' spesso essere la persona stessa che scrive(vedi diario del cuore, riflessioni personali eccetera).
Il primo abbandona ed abbandonera' i testi scritti per usare media piu' efficaci e piu' su larga scala. La televisione, le immagini, le animazioni su internet, i film al cinema, benche' talvolta di un livello che insulta l'intelligenza, soppiantano gia' ampiamente i testi scritti. La ragione per cui leggiamo il giornale invece di guardare il TG e' che l'uno e' ancora piu' comodamente accessibile dell'altro quando siamo in treno o davanti ad un caffe'. (scrivo questo mentre ascolto "so you want to be a wizard" di Diane Duane, scaricato da internet e letto ad alta voce per quelli che son troppo pigri o che amano ascoltare una storia mentre lavorano)
L'altro invece usa la parola scritta per aiutare un processo mentale che ha bisogno di visualizzare i concetti (di metterli su carta
) per poter organizzare i pensieri. (quante volte mi capita di scriver paginate di elucubrazioni disordinate soltanto per mettermi un po' in chiaro le idee). Allo stesso modo ci permette di filtrare in parte la comunicazione che fosse verbale, riuscirebbe imprecisa ed ambigua (scrivere non lo si deve fare in tempo reale).
Per questo tipo di utilizzo della parola scritta, il mezzo che effettivamente permette il suo utilizzo e' poco importante. L'utilizzo di internet invece della carta permette di diminuire i tempi di scrittura e di trasmissione dei messaggi, ma per il momento la maggior parte della gente si sente piu' a suo agio con una penna in mano invece di una tastiera quando deve svelare i suoi sentimenti piu' intimi ad un paragrafo goloso di parole. Si diffondono sempre di piu' pero' coloro che in un primo tempo si confidano con le loro tastiere e decidono poi di rivelare al mondo i loro segreti.
E' il fenomeno dei blog (da weBLOG, log e' un termine che si puo' tradurre con resoconto). Piu' la gente si affezionera' ai 105 tasti che popolano la loro scrivania, meno la carta fara' memoria delle loro esperienze.
Personalmente non trovo sia una cosa particolarmente grave, verba volant scripta manent; e se diventa possibile inviare la divina commedia con un SMS, almeno non rischieremo piu' una nuova Alessandria.
OT:
Sempre piu' spesso, nelle ditte giapponesi, i dipendenti devono seguire dei corsi per non perdere l'abilita' a scrivere e riconoscere gli ideogrammi. Con l'avvento dei computers, dei 4 alfabeti che caratterizzano la loro scrittura, soltanto uno viene utilizzato, e gli ideogrammi sono generati automaticamente a partire dalla fonetica delle parole. Non dovendoli piu' disegnare a mano, i giapponesi rischiano di perdere l'abitudine a scrivere.
Un grande filone propone da un po' di anni di abbandonare la differenziazione in tanti alfabeti e di uniformarsi all'utilizzo dei caratteri latini (se i pigri europei si accontentiamo di un solo alfabeto, perche' non possiamo farlo anche noi?...).E' forse un indice dell'evoluzione che il giappone sta subendo nel campo della comunicazione.
/OT