Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/146605

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un rapporto sulle conseguenze economiche e finanziarie di un'adeguata riduzione del periodo di riporto delle perdite previsto per le persone giuridiche. La vigente legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta (LIFD) e la vigente legge federale del 14 dicembre 1990 sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID) consentono di dedurre dall'utile netto le perdite riportate dei sette esercizi precedenti (art. 67 LIFD e 25 cpv. 2 LAID). Deve essere presa in considerazione un'eventuale riduzione a cinque o addirittura a tre anni, tenendo conto anche dello stato del diritto a livello internazionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel diritto vigente il computo delle perdite è possibile per le perdite dei sette esercizi precedenti il periodo fiscale. Conformemente all'articolo 31 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta (LIFD; RS 642.11) e all'articolo 10 capoverso 2 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID; RS 642.14) questa regolamentazione si applica all'attività lucrativa indipendente e secondo l'articolo 67 LIFD e l'articolo 25 capoverso 2 LAID anche alle persone giuridiche. Una modifica di questa regolamentazione, come proposto dall'autrice del postulato, che gravasse solo sulle persone giuridiche, violerebbe il principio dell'uguaglianza giuridica (articolo 8 Cost.).</p><p>Nel quadro della riforma III dell'imposizione delle imprese vengono proposti adeguamenti riguardanti il computo delle perdite per l'attività lucrativa indipendente e per persone giuridiche. È previsto di abolire la limitazione temporale del computo delle perdite e di introdurre un'imposizione minima del 20 per cento per livellare le entrate fiscali. In tal modo si tiene maggiormente conto del principio dell'imposizione secondo la capacità economica. Ne risulterebbero due conseguenze: d'ora in poi in una situazione di profitto un'impresa verserà sempre l'imposta sull'utile, mentre il diritto di fare valere il riporto delle perdite si protrarrà maggiormente nel tempo.</p><p>La proposta del Consiglio federale sul computo delle perdite è invero contraria all'orientamento del postulato, ma tiene comunque conto della richiesta ivi formulata, ovvero quella di evitare la non imposizione delle imprese e di ridurre le grandi oscillazioni nel gettito fiscale annuo degli enti pubblici. Il Consiglio federale desidera pertanto rinunciare a un'ulteriore verifica mediante rapporto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.