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La giustizia francese ha respinto venerdì la richiesta di indennizzo delle famiglie degli 852 morti e dei superstiti della nave traghetto Estonia, affondata nella notte tra il 27 e il 28 settembre 1994 nel mar Baltico.
La sentenza arriva quasi 25 anni dopo la peggiore catastrofe marittima civile in Europa.
Secondo la giustizia francese, i superstiti o le famiglie delle vittime non hanno fornito prove circa "l'esistenza di una colpa pesante o dolosa imputabile alla società francese Bureau Veritas e/o al costruttore tedesco Meyer-Werft".
La nave traghetto di 155 metri in viaggio tra Tallinn e Stoccolma, con a bordo 989 tra passeggeri e membri dell'equipaggio, affondò in meno di mezz'ora, nel mare Baltico in tempesta, al largo della Finlandia.
A superstiti e famiglie delle vittime venne rapidamente riconosciuto un risarcimento di 130 milioni di euro da parte dell'armatore estone Estline per danni fisici. All'epoca, tuttavia, la giustizia svedese non prevedeva il danno morale invocato in Francia. L'odierna sentenza chiude dunque la procedura francese cominciata nel 1996 e passata per due volte dinanzi alla Corte di Cassazione.
ATS/M. Ang.