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Breve panoramica storica
Albori
Già da secoli il territorio che sarebbe poi diventato il Cantone di Schwyz era abitato. Secondo le ultime scoperte, i più grandi insediamenti si trovavano nella zona di Freienbach-Hurden. Numerosi ritrovamenti confermano l'esistenza e l'attività dei "primi Schwyzer“ già 4 - 5000 anni fa. I loro attrezzi erano all'inizio di pietra, ma divennero ben presto di bronzo, come confermano gli svariati reperti ritrovati su tutto il territorio del cantone. Più rare sono invece le testimonianze dell'epoca successiva, l'era glaciale. La preferenza per zone di insediamento lungo le sponde del lago e sui pendii meno aspri caratterizza poi la concezione dello spazio al tempo dei romani.
Circa 1400 anni fa si insediarono gli alemanni che determinarono lo sviluppo delle vecchie zone di insediamento con il loro sistema economico e sociale. Il popolo cresceva e vi era la necessità di espandere il territorio. Il cristianesimo prese piede e le chiese di Tuggen e Schwyz consentirono di attribuire tale avanzamento al tardo VII e primo VIII secolo. Sul lago di Zurigo e nelle conche vallive di Schwyz e Arth si riconoscono importanti insediamenti.
Una forte comunità valliva
Alcuni secoli dopo è possibile trovare più testimonianze. Le fonti scritte fino a quel punto rare iniziarono ad essere disponibili in quantità maggiore. Nel X secolo, il convento di Einsiedeln, oggetto di ricche elargizioni da parte dei re tedeschi, acquisì velocemente importanza. Il convento e gli abitanti di Schwyz lottarono nel corso dei secoli per ottenere Alpi, boschi e diritti di pascolo nel territorio di frontiera. Sempre più chiaramente si affermò l'organizzazione degli Schwyzer, la comunità valliva, che consolidò la propria forza e coscienza di sé e fece concorrenza ai grandi proprietari terrieri stranieri nel territorio che sarebbe poi diventato il Cantone di Schwyz.
Nel 1240 a Faenza gli Schwyzer ottennero ‘l’immediatezza’, autonomia in diretta subordinazione all’imperatore, dall'imperatore Federico II e cercarono in questo modo di opporsi alle rivendicazioni degli Asburgo che nel frattempo era diventato il casato più potente della regione. Gli interessi politici degli Schwyzer erano determinati dai loro interessi economici. La loro agricoltura attraversava un periodo di grandi cambiamenti e si stava affermando la tendenza verso l’allevamento di bestiame grosso su vasta scala. Per questo motivo avevano bisogno di mercati e di commercio e la nuova strada del San Gottardo indicava la direzione verso sud.
Con l’alleanza dell'inizio di agosto del 1291 la prima Confederazione elvetica divenne una realtà. Non passò molto tempo prima che la Confederazione dovesse dar prova della propria forza e la guerra di Morgarten (battaglia di Morgarten del 1315) e anni turbati non diedero tregua al paese.
Schwyz iniziò a spezzare le catene rappresentate dalle proprie frontiere limitate. Un compromesso venne raggiunto con il convento di Einsiedeln nel 1350 e gli Schwyzer si sostituirono ai vecchi Asburgo come protettori. Gli Schwyzer inclusero il confine nel diritto territoriale come territorio libero ed iniziò il comune cammino di una partnership ricca di vicissitudini. Una decisione simile a favore della sovranità territoriale degli Schwyzer venne presa a Küssnacht. In un secondo momento seguirono gli Höfe, che dopo la „vecchia guerra di Zurigo“ rientrarono, come baliato, nel territorio di Schwyz. Questo sviluppo formò le strutture cantonali giunte fino ai nostri giorni e i vecchi distretti sono rimasti indipendenti.
Il vecchio Schwyz con il suo centro politico nella Parrocchia di St. Martin, il convento di pellegrinaggio di Einsiedeln di importanza europea ed anche i suoi vecchi confederati intorno al lago di Lucerna entrò in contatto con altri vicini. La compagine complicata della Confederazione divenne un sistema federale unico e di grande importanza storica. Lotte e dispute politiche accompagnarono le città e le comunità rurali nel corso dei secoli. Con il passar del tempo, la forte posizione di Schwyz come territorio ben sviluppato dal punto di vista culturale ed economico venne superata dalle città prealpine finanziariamente forti e in rapida espansione.
Età moderna
Schwyz continuò a trarre vantaggio dalla sua reputazione di cantone originario e dalla sua forza espansiva. Promosse movimenti democratici nella Svizzera orientale e si fece portavoce di lotte contro la nobiltà. Insieme alle località confederate, anche Schwyz partecipò alle conquiste del XV e XVI secolo e al dominio di territori sottomessi.
Giovani svizzeri erano richiesti come mercenari dai comandanti di eserciti. Il contributo di Schwyz a questo reclutamento fu notevole. Con il tempo si sviluppò qui una vera e propria attività militare. Le residenze signorili del capoluogo di Schwyz debbono la loro esistenza soprattutto a questa spiacevole attività. Gli impulsi culturali collegati a questi incarichi provenienti dall’estero, soprattutto dalla Francia e dall’Italia, non vanno certo sottovalutati. I rappresentanti della politica del mercenarismo non erano altro che coloro che governavano il paese e vi erano spesso conflitti di interessi.
La sicurezza di sé degli abitanti di Schwyz era in gran parte dovuta alla religione. La chiesa aveva una forte posizione e Schwyz cristiano era una realtà. La „grande preghiera“ degli Schwyzer e degli abitanti del territorio di confine e il culto mistico intorno alla bandiera rosso sangue erano espressione di questo atteggiamento. Nonostante alcuni tentativi riformatori, Schwyz rimase fedele alla chiesa cattolica durante il periodo della Riforma. Non sorprende quindi che la riforma cattolica dopo il Concilio di Trento trovò qui terreno fertile. L’intero territorio venne abbracciato dal potente movimento barocco che si espresse soprattutto nella costruzione di sontuose chiese e cappelle, ad es. a Arth, Lachen, Schwyz e soprattutto a Einsiedeln.
Le opere di artisti sia nazionali che stranieri sono sempre state ispirate alla religione. Il più famoso artista di Schwyz di tutti i tempi, l’incisore Johann Carl Hedlinger, visse ed operò però all’estero presso le corti reali d’Europa. Gli esponenti di queste espressioni culturali, economiche e politiche svilupparono tendenze sempre più aristocratiche. L’organo sovrano del cantone, cioè l’assemblea di elettori che esisteva già dal XIII secolo, si vide sempre più limitato. Nel XVIII secolo si giunse a dimostrazioni dell’ira del popolo e a sovvertimenti: avvertimenti di un’epoca che si stava concludendo! Anche se l’illuminismo all’inizio rimase solamente elitario ed ebbe solo un impatto limitato su Schwyz, agitazione e volontà di cambiare le cose continuarono a persistere. Nelle località appartenenti a Schwyz si erse la difesa contro il dominio sempre più autoritario di Schwyz.
Tumulti e rinnovamento
Dopo la rivoluzione francese del 1789, venne meno l’equilibrio politico europeo che era regnato fino a quel tempo ed iniziò un’epoca caratterizzata da decenni di guerre e tumulti. Anche la Confederazione dei XIII cantoni non era all’altezza di tale subbuglio. Ovunque sostenitori del nuovo ordine erano all’opera e le nuove idee dell’illuminismo davano ora frutti. Schwyz pensava di non poter trarre molto vantaggio dal nuovo ordinamento e si oppose alla creazione di una „Repubblica elvetica“ e alle truppe francesi che la sostenevano. Dopo aspre lotti e numerose battaglie vinte contro la superiore potenza francese non fu però possibile evitare la capitolazione.
Dopo la caduta di Napoleone, a partire dal 1814 venne restaurato di nuovo a Schwyz lo stato vigente nel 1789. Si giunge però presto a tensioni tra il vecchio cantone, il territorio che governava nel passato e i distretti esterni. Nel territorio di frontiera, a Einsiedeln e Küssnacht si formò un nuovo ceto dirigente volto ad ottenere una costituzione moderna e giusta per tutto il cantone. A quei tempi anche la repubblica di Gersau allora libera seguì il suo destino. Con delibera dell’assemblea dei rappresentanti dei cantoni venne riconosciuta nel 1817 come distretto del cantone di Schwyz.
Intorno al 1830 si inasprirono le dispute all’interno del cantone e si giunse alla creazione del „territorio esterno del cantone di Schwyz“. L’assemblea confederale dei rappresentanti dei cantoni decise però nel 1833 la riunificazione, fece occupare Schwyz da truppe ed ordinò la stesura di una costituzione moderna.
I processi politici non devono però essere considerati separatamente dallo sviluppo economico e sociale. Già nell’era antica era iniziata ad espandersi l’attività di filatura del cascame di seta partendo da Schwyz e poi da Gersau. Nel territorio di confine si lavorava per l’industria tessile di Zurigo ed altri sviluppi sono evidenti a Einsiedeln. L’industria della seta di Gersau raggiunse l’apice dopo la crisi politica alla svolta del secolo nei primi trent’anni del XIX secolo. Al confine sorsero alcuni stabilimenti tessili negli anni trenta. Alle comunità agricole e alle vecchie famiglie ancora predominanti, si aggiunse un numero sempre maggiore di lavoratori, impiegati e artigiani. Con la graduale e combattuta conquista dei diritti fondamentali iniziò anche la ristrutturazione graduale dell’economia.
Il nuovo cantone
Nonostante la nuova costituzione liberale e i notevoli progressi di industrializzazione in singole parti del cantone, Schwyz rimase nel complesso radicato nella propria linea pre-rivoluzionaria. L’influenza della chiesa cattolica sulla politica e la vita di tutti giorni continuò. Le idee degli Schwyzer dirigenti e della stragrande maggioranza della popolazione relativamente al futuro della confederazione si distinguevano dalle opinione della maggioranza degli svizzeri e dei grandi cantoni che preferivano un forte stato federale, e i cantoni interni insieme a Vallese e Friburgo ritenevano indispensabile uno stato federale di vecchio stampo. Questi crearono come difesa contro azioni militari da parte di cantoni radicali e per proteggere i propri interessi una lega separata, il „Sonderbund“. Nel 1847 si giunse all’ultimo scontro armato all’interno della confederazione. Il Sonderbund, inferiore come numero di soldati e mezzi, venne sconfitto dalle truppe della maggioranza dell’assemblea dei rappresentanti dei cantoni a capo del Generale Dufour. Nel 1848, la strada verso uno stato federale era aperta.
Il Cantone di Schwyz, umiliato e onerato dai debiti di guerra, ebbe però la fortuna di avere in quegli anni statisti di polso che seppero salvarlo dal più profondo isolamento. Una nuova costituzione formò la base delle attività politiche e sociali. Nonostante condizioni estremamente dure e le continue difficoltà finanziarie, venne costruita una rete stradale e promossa la scuola elementare, come si può chiaramente vedere dai numerosi edifici scolastici di quei decenni. La bellezza del paesaggio, i numerosi riferimenti alla storia e al tempo della costituzione della vecchia confederazione hanno fornito mete attraenti per un turismo sempre più fortemente in crescita.
Una vera conquista si ebbe con la costruzione delle ferrovie verso la fine del XIX secolo. La produzione industriale, il commercio e il turismo videro un notevole aumento. Una forte diversificazione ha caratterizzato questi processi e nonostante ciò l’economia agricola e montana ha continuato ad occupare una posizione molto importante nella vita sociale e pubblica.
Gradualmente, grazie alla costituzione del 1898 ca. e successive modifiche, si arrivò alla creazione di strutture politiche equilibrate. Come nel passato, i distretti dei cantoni e i 30 comuni rimasero forti entità al livello inferiore ed è qui che si decide ancora il destino politico. D’altra parte il supremo organo esecutivo del cantone, il Regierungsrat, ovvero consiglio di seconda classe, ricevette vere e proprie competenze centrali.
Lo sviluppo tecnico e sociale del dopoguerra che procede ad un passo quasi inquietante non si è fermato alle frontiere di Schwyz. L’influenza dei grandi centri limitrofi, soprattutto Zurigo, ha avuto ripercussioni sulle condizioni del cantone. La forte crescita della popolazione e l’aumento della forza economica negli ultimi tempi sono certamente dei fattori positivi. La capacità dei comuni e dei paesini dell’intero territorio del Cantone di Schwyz è stata, e verrà anche nel futuro, maggiormente messa alla prova per affrontare le nuove sfide.
Dott. Josef Wiget
Archivista di stato del Cantone di Schwyz