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L’economia svizzera si appresta a raccogliere grandi sfide dopo l’abbandono del tasso minimo di cambio con l’euro. Il dibattito ferve anche nel mondo politico: è necessario migliorare le condizioni quadro e alleggerire gli oneri delle imprese per rafforzare la piazza economica e garantire i posti di lavoro. Per il Consiglio federale, tuttavia, non è ancora il momento di avviare un programma congiunturale. Il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann è in stretto contatto con gli ambienti economici e con i partner sociali per delineare possibili misure. Attualmente il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) sta analizzando con cura la situazione in collaborazione con il Dipartimento federale delle finanze (DFF). Prossimamente sottoporrà una proposta al Consiglio federale.
Il tasso minimo della Banca nazionale svizzera (BNS) era un importante ed efficace strumento, comunque limitato nel tempo, che offriva alle imprese svizzere una sicurezza a livello di pianificazione. Il Consiglio federale è fiducioso che la Banca nazionale garantirà la stabilità dei prezzi e terrà conto dello sviluppo congiunturale.
Il 21 gennaio 2015 il Consiglio federale ha svolto una prima analisi della situazione e incaricato il DEFR, insieme al DFF, di approfondire gli studi, di stendere periodicamente un rapporto e di presentare una proposta per il seguito.
A fine gennaio, il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann ha convocato la prima tavola rotonda con le parti sociali. Nel prossimo incontro di fine febbraio i vertici dell'Unione degli imprenditori, dell'Unione delle arti e mestieri, dell'Unione sindacale svizzera, di Economiesuisse e Travail Suisse tracceranno insieme l'orientamento da seguire per la sicurezza dei posti di lavoro. A breve si terrà anche la prima tavola rotonda con i rappresentanti dell'economia e dell'amministrazione. Questo scambio si prefigge di delineare gli spazi di manovra per migliorare ulteriormente le condizioni quadro in Svizzera.
Dal 27 gennaio, inoltre, le imprese hanno la possibilità di chiedere l'indennità per lavoro ridotto motivandola con l'apprezzamento del franco. Hanno cioè a disposizione uno strumento supplementare finalizzato a garantire i posti di lavoro.
Il 19 marzo il gruppo di esperti della Confederazione pubblicherà le sue previsioni primaverili. A quel momento sarà anche possibile valutare meglio l'impatto delle misure adottate per esempio dalla BNS, in particolare per quanto riguarda gli interessi negativi.
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