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Negli ultimi decenni la struttura della popolazione della Svizzera è profondamente mutata. L’invecchiamento demografico della Svizzera si ripercuote su diversi fronti della convivenza. Al centro del dibattito sociopolitico vi sono in particolare temi relativi alla salute, all’occupazione e al pensionamento nonché alla previdenza per la vecchiaia.
L'invecchiamento della popolazione è influenzato da tre fattori: la fecondità, la speranza di vita e la migrazione.
La fecondità in Svizzera è bassa da diversi decenni – il tasso di natalità resta abbastanza stabile. L’indicatore sintetico di fecondità è precipitato da 3,7 figli per donna all’inizio del XX secolo a 1,5. L’andamento della fecondità comporta perciò la diminuzione del numero di giovani nella popolazione. Il fenomeno è denominato «invecchiamento dal basso» della piramide dell’età.
La speranza di vita media in Svizzera è raddoppiata dal 1878. Riferendosi alla piramide dell'età, l'aumento della speranza di vita provoca «l'invecchiamento dall'alto».
Mentre entrambi i fattori menzionati sopra portano ad un aumento dell'età media della popolazione, la migrazione contribuisce a rallentare l'invecchiamento della popolazione. Per i risultati dettagliati:
I resoconti sulla previdenza per la vecchiaia offrono una panoramica sull’accesso della popolazione attiva e pensionata al sistema della previdenza per la vecchiaia che è composto dall’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti, (AVS), dalla previdenza professionale (PP) e dal pilastro 3a («sistema dei tre pilastri»).
Nel 2018 hanno beneficiato di una nuova prestazione del sistema di previdenza per la vecchiaia 280 221 persone. Mentre la maggior parte dei nuovi pensionati AVS ha percepito la rendita di vecchiaia al raggiungimento dell’età legale del pensionamento, la prima riscossione di contributi viene gestita in modo più flessibile nell'ambito della PP e della previdenza individuale vincolata. In questo caso, nel 2018 ha percepito una nuova prestazione di vecchiaia prima dell’età legale del pensionamento il 45% di tutti i nuovi beneficiari di una rendita PP, il 44% dei beneficiari di un capitale PP e il 53% dei beneficiari di un capitale del pilastro 3a.
Le differenze si riscontrano anche nella somma delle prestazioni percepite dai tre pilastri: nel 2018, la somma mediana mensile per una nuova rendita di vecchiaia AVS, riferito a tutti i gruppi di età, è stata di 1772 franchi, mentre quella della PP è risultato, con 1767 franchi, leggermente superiore. Il capitale della PP versato ai beneficiari nel 2018 è stato di circa 95 407 franchi (mediana); quello del pilastro 3 ammontava a circa 44 708 franchi (mediana).
Nell’interpretazione delle rendite e delle prestazioni in capitale della previdenza professionale, in particolare, è necessario tener conto delle nette differenze tra i sessi sia per quanto concerne l’accesso che l’entità delle prestazioni. Nel 2018 gli uomini hanno percepito, dal 2° pilastro, quasi il doppio delle prestazioni rispetto alle donne. Per i risultati dettagliati:
Il tasso d’attività professionale (quota di persone attive) diminuisce con l’avanzare dell’età a partire dai 50 anni. Il 91% degli uomini di 57 anni e l’81% delle donne della stessa età (periodo 2015–2017) erano ancora attivi sul mercato del lavoro, tra gli uomini di 64 anni e le donne di 63 anni il tasso d’attività professionale si attestava soltanto al 52% rispettivamente al 46%. Il 33% degli uomini era ancora attivo a 65 anni e il 28% delle donne a 64 anni.
Nel 2019 l’età media all’uscita dal mercato del lavoro era di 65,6 anni. In media gli uomini lasciano il mercato del lavoro un po’ più tardi delle donne (nella media degli ultimi cinque anni: 0,9 anni dopo).
Nel periodo 2015–2017 il tasso di prepensionamento a un anno dall’età ordinaria (legale) di pensionamento ammontava al 40,2% (a 64 anni) tra gli uomini e al 34,9% (a 63 anni) tra le donne.
Nel 2019 il numero di persone di 65 anni e più ogni 100 persone attive tra i 20 e i 64 anni ammontava a 35,2. Per i risultati dettagliati:
Salute autovalutata
La salute delle persone anziane si diversifica fortemente a seconda dell’età, del sesso, del livello di formazione e del luogo di domicilio. Il 76% delle persone tra i 65 e i 79 anni che vivono in un’economia domestica dichiara di essere in ottima o buona salute rispetto al 64% degli aventi 80 anni e più. Per i risultati dettagliati:
Salute delle persone anziane (disponibile solo in tedesco e francese)
Aiuti per motivi di salute
Per motivi di salute, nel 2017 il 15% e l’8% delle persone di almeno 65 anni hanno fatto ricorso rispettivamente a un aiuto informale e al servizio di assistenza e cura a domicilio. La parte di persone anziane che, al contrario, hanno fornito assistenza ai loro parenti o conoscenti è stata pari al 31%. Per i risultati dettagliati:
Aiuti informali (disponibile solo in tedesco e francese)
Ricorso al servizio di assistenza e cure a domicilio
Oltre il 70% dei circa 370 000 beneficiari di prestazioni offerte dai servizi professionali di assistenza e cure a domicilio ha almeno 65 anni. Il numero di ore di assistenza e di cure ricevute cresce con l’età. Per i risultati dettagliati:
Assistenza e cure a domicilio (disponibile solo in tedesco e francese)
Residenti in case per anziani medicalizzate
Le case per anziani (CPA) medicalizzate ospitano persone anziane che hanno bisogno di cure di lunga durata. Il 15% delle persone di 80 anni e più vive in una casa per anziani medicalizzata; tre quarti di questi residenti sono donne. Per i risultati dettagliati:
Case per anziani medicalizzate (disponibile solo in tedesco e francese)
Ricoveri in ospedale
I ricoveri ospedalieri si moltiplicano con l’età. Quasi un quarto (23%) delle persone anziane di 65 anni e più sono ricoverate almeno una volta all’anno. Per i risultati dettagliati:
Pazienti e ricoveri in ospedale (disponibile solo in tedesco e francese)
Cause di morte
La metà delle persone che decedono ha 84 anni e più; quasi nove su dieci hanno almeno 65 anni. Il cancro è la principale causa di morte delle persone tra i 65 e gli 84 anni. Dagli 85 anni, invece, sono le malattie cardiovascolari. Per i risultati dettagliati:
Numerose persone anziane sono impegnate in attività di assistenza presso i genitori, conoscenti, i loro figli o associazioni. Così facendo, apportano un contributo significativo a titolo volontario all’adempimento di compiti necessari alla collettività.
Nel 2018, il 72% dei nonni custodiva regolarmente o occasionalmente i propri nipoti. Tra coloro che hanno uno o più nipoti sotto i 13 anni, il 40% ne custodiva uno almeno una volta alla settimana, il 18% almeno una volta al mese e il 14% meno di una volta al mese o durante le vacanze. Le nonne si sono occupate dei loro nipoti più spesso dei nonni. Per i risultati dettagliati:
Si stima che nel 2016 il volume totale del lavoro non remunerato per la custodia dei nipoti è stato pari a 160 milioni di ore, il che rappresenterebbe un valore monetario di 8,2 miliardi di franchi. Per i risultati dettagliati:

Le persone anziane non si risparmiano quando si tratta di volontariato, a prescindere che sia quello istituzionale o informale. Il tasso di partecipazione al volontariato continua a crescere con l’età e raggiunge il picco tra i neo pensionati. Nel 2016, la partecipazione delle persone tra i 65 e i 74 anni era pari al 53% (56% per le donne e 51% per gli uomini). Per i risultati dettagliati:
Sono disponibili anche altri indicatori relativi al volontariato, all’autovalutazione del proprio stato di salute, al supporto da parte della famiglia e degli amici o alle abitudini di consumo delle persone anziane. Per i risultati dettagliati:
Informazioni supplementari
Temi comuni
Attività professionale e pensionamento
Invecchiamento della popolazione
Povertà e deprivazione materiale
Qualità di vita delle persone anziane
Resoconti sulla previdenza per la vecchiaia
Reti sociali e scambi tra economie domestiche
Volontariato
Basi statistiche e rilevazioni