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Ha preso avvio stamane nell'aula del Consiglio degli Stati il dibattito sulla "Lex Usa", la legge urgente elaborata dal Consiglio federale per agevolare la ricerca di una soluzione nella vertenza che oppone alcune banche elvetiche al fisco americano. L'approvazione della norma è in forse, dopo che la commissione preparatoria ha raccomandato al plenum la bocciatura per 7 voti a 6. I partiti sono divisi: solo PPD e Verdi liberali sono favorevoli alla norma.
Anche l'entrata in materia sarà combattuta: in commissione dell'economia e dei tributi (CET-S) è stata approvata col voto decisivo del presidente Konrad Graber (PPD/LU).
Oltre a ciò sussiste un ostacolo supplementare non da poco; per essere approvata la legge deve raccogliere la maggioranza qualificata (la metà più uno), come richiesto in questi frangenti quando sui banchi dei deputati viene presentata una legge urgente.
Nelle intenzioni del Consiglio federale, una volta approvata la legge - validità: un anno - dovrebbe entrare in vigore già a inizio luglio per permettere alle banche che lo desiderano di partecipare al programma unilaterale americano senza violare il diritto elvetico.
Oltre al pagamento di una multa per aver aiutato contribuenti statunitensi a celare parte dei loro averi al fisco Usa, le banche potrebbero essere invitate a trasmettere i nomi dei loro clienti con passaporto a stelle e strisce, nonché di coloro che hanno intrattenuto contatti con questi clienti.
Quest'ultima richiesta ha spinto la CET-S ad invocare maggiore protezione per quegli avvocati e fiduciari il cui nome potrebbe essere trasmesso al fisco americano. Inoltre, la commissione vorrebbe che fosse il Consiglio federale in ultima istanza, e non le banche, a inviare queste informazioni.
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