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L'ex ministro svizzero Joseph Deiss è il candidato ufficiale alla presidenza dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. L'elezione – che si annuncia scontata – avrà luogo nella primavera del 2010.
L'elvetico Joseph Deiss dovrebbe assumere la presidenza annuale della 65esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che inizierà nel prossimo mese di settembre. Il gruppo regionale occidentale, cui spetta la prossima presidenza, ha infatti designato lunedì sera a New York l'ex ministro svizzero degli esteri e dell'economia quale proprio candidato ufficiale.
Il friburghese ha avuto la meglio sull'ex ministro degli esteri belga e commissario europeo Louis Michel. In precedenza, Svizzera e Belgio si erano impegnate a ritirare i rispettivi candidati in caso di designazione dell'avversario.
La scelta, che dovrà essere avallata in primavera (maggio-giugno) dai 192 Stati membri dalla stessa Assemblea Generale, appare dunque una mera formalità. Se Deiss verrà confermato alla presidenza dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, succederà all'ex ministro degli esteri libico Ali Abdessalam Triki.
Michel perplesso
Louis Michel ha criticato la decisione del gruppo occidentale. Intervistato dalla radio belga RTBF, l'ex ministro ha in particolare denunciato «la mancanza di unità a livello europeo: per quale motivo paesi profondamente europei come la Germania e la Finlandia preferiscono il candidato di un paese che ha qualche problema con i valori europei?».
A suo parere, non si capisce per quale ragione parecchi paesi dell'Unione europea hanno votato per un candidato elvetico invece di sostenere quello europeo. Stando all'emittente belga, Deiss avrebbe ottenuto 15 voti, il suo rivale 14. Nessuna informazione ufficiale è stata fornita in merito al voto, vincolato dal segreto.
Dimostrazione di fiducia
In un comunicato diffuso martedì, il governo elvetico «si rallegra per questa dimostrazione di fiducia» del gruppo regionale occidentale – paesi d'Europa occidentale, Turchia, Israele, Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda – e si congratula con Joseph Deiss per la sua designazione.
Secondo l'esecutivo, la Confederazione – nella persona dell'ex consigliere federale ed ex professore universitario – mette a disposizione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite un eccellente candidato. Deiss era stato presentato da Berna come la personalità ideale, segnatamente per le sue esperienze in ambito diplomatico e per la conoscenza approfondita dei dossier.
Funzione protocollare
Al contrario di quella di segretario generale, la funzione di presidente dell'Assemblea generale è essenzialmente protocollare: il suo compito principale, viene sottolineato da parecchi commentatori, sarà quello di stabilire l'ordine del giorno – aiutato da 21 vicepresidenti – ed evitare che i temi più delicati suscitino tensioni.
Dal canto suo, il friburghese considera la possibile nomina un'occasione per «mostrare che la Svizzera è disponibile, pronta a impegnarsi maggiormente e a svolgere pienamente il proprio ruolo di membro dell'ONU e di attore della vita pubblica planetaria», come aveva dichiarato a metà novembre in un'intervista concessa al quotidiano La Liberté.
Qualità svizzere
Durante il suo periodo di presidenza, l'ex responsabile della diplomazia elvetica intende applicare concretamente «le qualità che si attribuiscono agli svizzeri: precisione, rigore, voglia di trovare soluzioni». In particolare si impegnerà per gli Obiettivi del Millennio, al fine di dimezzare la povertà nel mondo entro il 2015.
La ministra svizzera degli esteri Micheline Calmy-Rey aveva espresso timori in merito al buon esito della candidatura di Jospeh Deiss, soprattutto in relazione alla votazione sull'iniziativa contro l'edificazione dei minareti nella Confederazione.
A tal proposito, Deiss ha affermato che l'iniziativa anti-minareti non ha avuto un ruolo nell'ambito della campagna per la nomina del candidato ufficiale fra i 28 Paesi del gruppo regionale occidentale.
«Ovviamente sono stato interpellato su questo tema, ma ho ribadito che la votazione di due settimane fa non doveva avere alcun peso nell'elezione di un presidente dell'assemblea generale», ha affermato Deiss nell'intervista alla Liberté.
L'ex ministro pensa che a suo favore abbia giocato «il fatto di aver messo in primo piano i pregi tradizionali della Confederazione a livello internazionale: la neutralità, la capacità di offrire buoni uffici e l'affidabilità».
Inoltre, ha puntualizzato Deiss, «non mi sono presentato per difendere la Svizzera, che è già rappresentata da una missione permanente all'ONU e deve essere trattata come qualsiasi altro Stato».
swissinfo.ch e agenzie
Joseph Deiss
Joseph Deiss è nato nel 1946. Ha ottenuto il dottorato in economia dopo avere studiato economia a Friburgo e a Cambridge.
Nel 1983 è stato nominato professore ordinario di economia politica all'Università di Friburgo. Dal 1993 al 1996 ha ricoperto la carica di sorvegliante dei prezzi.
Durante la sua carriera politica, cominciata nel 1981 nel Partito Popolare Democratico (PPD), ha ricoperto cariche a livello comunale e cantonale. Nel 1991, Deiss è stato eletto in Consiglio nazionale (Camera del popolo).
Joseph Deiss è entrato a far parte del governo svizzero l'11 marzo 1999. Dal 1999 al 2002 ha diretto il Dipartimento federale degli affari esteri: in veste di capo della diplomazia, si è battuto per gli accordi bilaterali con Bruxelles e per l'entrata della Svizzera nelle Nazioni Unite, nel 2002.
Dal 2003 al 2006 ha preso le redini del Dipartimento federale dell'economia. Nel 2004 è stato presidente della Confederazione.