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Ticino, una limpida mattina di inizio estate. In un paesaggio agricolo tradizionale, composto da un mosaico di siepi, pascoli estensivi, gruppi di arbusti e prati magri, un piccolo “Zorro” mascherato si muove agile tra le spine, sbucando da un cespuglio di biancospino per poi intonare, poco lontano, il suo chiacchiericcio stridulo. La mascherina nera, il ventre rosa chiaro, il dorso marrone rossastro e la nuca grigia lo rendono inconfondibile: è il maschio dell’Averla piccola. La femmina, invece, con il suo piumaggio per lo più marrone e grigio è perfettamente mimetizzata.
Caratteristica degli ambienti agricoli aperti, come pascoli, frutteti o vigneti estensivi, necessita di un habitat diversificato con una ricca offerta di piante e arbusti, e quindi di insetti. Gli insetti rappresentano infatti la componente principale della sua dieta, che comprende anche ragni, bombi, vespe e piccoli vertebrati. L’Averla piccola avvista la sua preda da un posatoio rialzato e la cattura in volo o la afferra a terra. Se c‘è abbastanza cibo, infilza una parte delle sue prede sulle spine di arbusti quali la Rosa selvatica, il Biancospino o il Prugnolo. Queste scorte saranno utili quando la disponibilità di prede sarà ridotta, ad esempio durante i giorni di pioggia. Una volta si pensava che l’Averla piccola infilzasse nove animali e solo allora li consumasse; da questa credenza deriva il suo nome tedesco “Neuntöter”. In Ticino è invece conosciuta con i nomi dialettali di “Stregazzöla”, “Strangòzzula” o “Gazòtt”. Nidifica dalle pianure e fondovalle fino quasi ai 2000 metri di altitudine.
All’inizio di maggio, le averle piccole tornano dai loro quartieri invernali dell’Africa meridionale e orientale. Subito dopo il loro arrivo nei quartieri di nidificazione, il maschio occupa un territorio e tenta di attirare una femmina con il suo canto discreto, cercando di impressionarla con voli di corteggiamento e offrendole cibo. L’Averla piccola predilige gli arbusti spinosi per nidificare. In un morbido nido imbottito, la femmina depone 4-7 uova, che si schiudono dopo 15 giorni, mentre i nidiacei rimangono nel nido per 12-14 giorni.
Con l’intensificazione dell’agricoltura, già a partire dagli anni ‘60, siepi e gruppi di arbusti hanno iniziato ad essere eliminati dai terreni coltivati. Inoltre, i prati magri e i bordi estensivi dei campi sono stati fertilizzati in modo sempre più intenso e le popolazioni di insetti hanno sofferto per l’utilizzo di pesticidi. L’abbondanza di insetti, e quindi le risorse trofiche dell‘Averla piccola, hanno subìto un calo massiccio, con conseguenze devastanti per questo uccello e per molte altre specie.
Aiutare l’Averla piccola
In considerazione dello stato critico in cui versano molte specie di uccelli legate al paesaggio agricolo tradizionale, nel 2004 ha preso avvio un importante progetto di conservazione sul territorio cantonale ticinese promosso da BirdLife Svizzera e Ficedula. Si sono raggiunti importanti risultati che sono stati ottenuti grazie alla stretta collaborazione con molti agricoltori e viticoltori motivati, con i progetti d’interconnessione regionali, le autorità cantonali e diversi enti e associazioni attivi sul territorio.
In questi anni sono ad esempio stati piantumati oltre 6‘000 arbusti di specie indigene per la creazione di siepi naturali e gruppi di cespugli. La diversità di specie, con abbondanti fioriture, produzione di bacche e presenza di spine, aumenta il valore ecologico di queste strutture e diventa particolarmente attrattiva per l’Averla piccola, altri uccelli e un’infinità di insetti. Finora sono anche state piantumate più di 500 piante da frutta e specie indigene ad alto fusto.
Da alcuni anni diversi ettari di prato di sempre più aziende agricole vengono inoltre gestiti tramite lo sfalcio alternato. Questa misura è stata recentemente affiancata dalla promozione della barra falciante, che permette di salvare la maggior parte degli insetti e della microfauna in generale, altrimenti inevitabilmente vittime dell’utilizzo delle falcia-condizionatrici. Tale gestione estensiva dei prati permette di avere costantemente delle aree fiorite non falciate, dove la flora e gli insetti possono prosperare e portare a termine il proprio ciclo riproduttivo. Recentemente è pure stato messo l’accento sulla realizzazione o miglioramento di superfici ruderali e fasce erbose con semenze locali recuperate da prati particolarmente ricchi a livello botanico.
Tutte queste e altre misure (come la creazione di muri a secco, mucchi di rami e sassi), realizzate con gli agricoltori e viticoltori in prima fila, permettono all’Averla piccola e a numerose altre specie di mantenersi con popolazioni in salute e, in alcuni casi, perfino di aumentare. Per assicurare la sopravvivenza delle specie delle zone agricole sul lungo termine, è fondamentale proseguire e aumentare gli sforzi di conservazione sul territorio cantonale.
BirdLife Svizzera e Ficedula promuovono quindi le misure a favore dell’Averla piccola e delle altre specie legate alle zone agricole. Per maggiori informazioni, agricoltori, frutticoltori e viticoltori interessati possono contattare: <email-pii>, 091 795 12 80.
Birdlife e Ficedula