Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01231.jsonl.gz/731

I nuovi accordi di doppia imposizione che estendono l'assistenza giudiziaria della Svizzera all'evasione fiscale non appaiono più minacciati da un referendum. Le formazioni della destra conservatrice hanno infatti rinunciato ad impugnarlo. Difficilmente qualche altro partito od organizzazione lo farà.
La Lega dei Ticinesi ha deciso giovedì di rinunciarvi. Una decisione che in precedenza avevano già adottato l'Unione democratica di centro, il Movimento cittadino ginevrino e l'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente.
Sul proprio organo d'informazione elettronico "il Mattino online", la Lega motiva il passo con il fatto che "dal mondo bancario e fiduciario non sono giunti segnali di interesse" in tal senso.
D'altra parte, la Lega annuncia anche di non essere riuscita a raccogliere le 100mila firme necessarie per la riuscita dell'iniziativa popolare per ancorare il segreto bancario nella Costituzione federale. Il termine scade in ottobre, ma le sottoscrizioni riunite finora superano appena la metà del numero necessario e l'obiettivo appare dunque irraggiungibile. In proposito, la Lega dei Ticinesi lamenta la mancanza di sostegno al Nord delle Alpi.
Finora il parlamento svizzero ha avallato dieci accordi di doppia imposizioni rinegoziati secondo i criteri dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Si tratta di quelli conclusi con Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Danimarca, Messico, Austria, Norvegia, Finlandia, Lussemburgo e Qatar.
swissinfo.ch e agenzie