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Il Consiglio federale s’inchina di fronte a una “soft law” internazionale ostile all’economia
Il Consiglio federale annuncia oggi che ha approvato il 21 novembre 2018 il messaggio concernente l’applicazione delle raccomandazioni del Global Forum, mentre che questo progetto era stato severamente criticato nell’ambito della procedura di consultazione. L’UDC è allibita di fronte a questa decisione. La legge proposta prevede infatti essenzialmente di trasformare le azioni al portatore in azioni nominali o di concepirle come titoli contabili.
Come gli altri partiti borghesi, anche l’UDC ha respinto categoricamente il progetto di legge messo in consultazione. Durante il dibattito parlamentare sul pacchetto di leggi del Global Forum, anche il legislativo s’è chiaramente espresso a favore del mantenimento della forma di impresa società per azioni al portatore. Partendo da questa scelta, il diritto delle società anonime è stato modificato e, a seguito di questo, molte società per azioni al portatore hanno proceduto a onerose modifiche delle loro strutture. Non è accettabile in queste condizioni che il Consiglio federale torni alla carica solo tre anni più tardi, in un gesto d’obbedienza anticipata, per assoggettare la Svizzera a una “soft law”, dunque a una regolamentazione internazionale senza carattere vincolante, allo scopo di proibire le società per azioni al portatore, in opposizione alla volontà del Parlamento.