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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1:</p><p>L'attuale governo di coalizione ÖVP/FPÖ è il risultato di una lunga e difficile ricerca di un governo di maggioranza e si fonda sul risultato di elezioni libere e democratiche. Precedenti prese di posizione dell'ex presidente del FPÖ e di altri membri di questo partito hanno dato luogo in Austria e all'estero a preoccupazioni circa l'attenzione del nuovo governo per valori fondamentali. Il Consiglio federale comprende queste preoccupazioni e ha già affermato nella sua dichiarazione del 4 febbraio 2000 che seguirà con attenzione gli sviluppi ulteriori in Austria, in particolare per quel che concerne l'impegno assunto dal nuovo governo "in favore del rispetto, della tolleranza e della comprensione per tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla loro origine, religione o concezione del mondo". In quell'occasione il Consiglio federale ha ricordato che rifiuta fermamente ogni atteggiamento intollerante e xenofobo, in qualsiasi luogo esso si manifesti.</p><p>I Paesi membri dell'UE hanno la possibilità di cooperare a tutti i livelli con l'Austria nell'ambito dell'UE, pur adottando allo stesso tempo misure a livello diplomatico. La Svizzera può invece agire solo a livello bilaterale.</p><p>Tra la Svizzera e l'Austria vi è da parecchi decenni una collaborazione tradizionalmente buona che ha portato alla creazione di una fitta rete di relazioni. In parecchi ambiti è necessaria a tutti i livelli la continuazione di questi contatti. Inoltre, in virtù proprio di questa tradizione di buon vicinato, appare opportuno discutere in un dialogo diretto le questioni che possono sorgere. La visita di lavoro della ministra degli esteri austriaca l'8 marzo 2000 ha permesso di ottenere informazioni di prima mano sul programma del governo e sulla realizzazione degli impegni contemplati nel preambolo al programma governativo. A seguito di questa prima visita a livello governativo il Consiglio federale è giunto alla convinzione che la politica del nuovo governo austriaco permetterà di mantenere in futuro le relazioni attuali e per questo motivo accoglierà anche il cancelliere Schüssel alla fine di marzo. La Svizzera non è il primo Paese ad accogliere membri di questo governo. Oltre a diversi incontri nell'ambito dell'OSCE e dell'UE, la ministra degli esteri austriaca ha già effettuato una visita in Ungheria il 24 febbraio 2000. Il 13 marzo 2000 il cancelliere Schüssel ha incontrato a Bruxelles il suo omologo portoghese Guterres, presidente del Consiglio europeo; parteciperà inoltre al vertice dell'UE a Lisbona.</p><p>Dato che gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l'UE hanno carattere prevalentemente economico, il Consiglio federale è convinto che le misure politiche dei 14 Stati membri dell'UE nei confronti dell'Austria non avranno alcun influsso sulla votazione del 21 maggio 2000. Il Consiglio federale ritiene che i cittadini svizzeri sanno decidere in modo differenziato sulla questione.</p><p>Domanda 2:</p><p>Secondo il Consiglio federale l'interruzione del dialogo è una soluzione adeguata solo in casi molto rari. Nella situazione attuale non è giustificato negare il dialogo all'Austria. Il Consiglio federale ha tuttavia precisato chiaramente che rifiuta fermamente qualsiasi forma di intolleranza e di xenofobia e che non esiterà a esprimere direttamente la sua opinione nei confronti dell'Austria qualora sviluppi imprevisti lo rendessero necessario.</p><p>Domanda 3:</p><p>La posizione del Consiglio federale di chiaro rifiuto dell'estremismo di destra, espressa nella risposta all'interpellanza Frick (CS Frick 95.3599), non ha subito cambiamenti.</p><p>Domanda 4:</p><p>In una società democratica non vi è posto per xenofobia e antisemitismo. Su questo principio si basa la politica del Consiglio federale. Esso concorda quindi con gli autori della presente interrogazione nel ritenere essenziale la riflessione sulla storia e sulle atrocità della Seconda guerra mondiale. Il programma del nuovo governo austriaco contiene una chiara dichiarazione volta ad avviare una riflessione su questioni aperte della storia austriaca. Il Consiglio federale non condivide invece l'opinione secondo cui la riflessione su alcuni aspetti del ruolo della Svizzera durante la Seconda guerra mondiale sarebbe avvenuta solo superficialmente. Nessun altro Paese negli ultimi anni si è spinto altrettanto avanti in questo tipo di riflessione e ha proceduto ad un esame altrettanto ampio della questione. Le misure adottate dalla Svizzera non solo hanno trovato approvazione all'estero ma sono da molti considerate esemplari.</p>  Risposta del Consiglio federale.