Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/126876

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di mettere a punto - in collaborazione con i cantoni, le scuole universitarie ed eventualmente le associazioni di categoria e le imprese - un programma efficace per promuovere nelle scuole della Svizzera, già al livello primario, l'insegnamento delle materie MINT (scienze matematiche, informatiche, naturali e tecniche). A tutti i livelli scolastici dovrà inoltre essere riservato tempo sufficiente a queste discipline, alle quali andrà attribuita una maggiore importanza anche nella formazione dei docenti nelle alte scuole pedagogiche.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale prende molto sul serio il problema della penuria di personale specializzato, anche se si intravede un'attenuazione del fenomeno: in alcune materie MINT (scienze matematiche, informatiche, naturali e tecniche), per esempio, il numero di studenti è aumentato in misura superiore alla media. Secondo le stime dell'Ufficio federale di statistica, questa crescita dovrebbe proseguire nelle scuole universitarie anche nei prossimi anni.</p><p>Ciò nonostante, è importante continuare a promuovere il settore MINT. Dal rapporto del Consiglio federale sulla carenza di personale specializzato nel settore MINT in Svizzera, pubblicato il 1° settembre 2010, si evince che il periodo decisivo per una scelta a favore o contro uno studio MINT è quello che va dai primi anni di vita fino ai 15 anni di età - il periodo, dunque, della scuola dell'obbligo. L'autore della mozione chiede perciò che sia sostenuto concretamente il livello primario e secondario I. Gli istituti di formazione deputati a questo livello di scolarizzazione sono di competenza dei cantoni. Non avendo facoltà di intervenire nella scuola dell'obbligo, la Confederazione non può emanare direttive sui programmi d'insegnamento o sugli orari. Inoltre, dato che anche le alte scuole pedagogiche sono di competenza dei cantoni, la Confederazione non può prendere decisioni sull'importanza di singole materie nemmeno per questi istituti di formazione. </p><p>Nel quadro degli obiettivi comuni della politica della formazione, elaborati dal Dipartimento federale dell'interno, dal Dipartimento federale dell'economia e dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione per lo spazio formativo svizzero, anche i cantoni si sono posti come obiettivo quello di adoperarsi affinché l'interesse per le materie MINT sia ravvivato e promosso a tutti i livelli scolastici. Alcuni di essi si impegnano già per il rafforzamento delle materie MINT nell'insegnamento scolastico obbligatorio e al livello secondario II. In collaborazione con le accademie scientifiche, le scuole universitarie e l'economia, organizzano incontri informativi per incoraggiare i giovani a optare per uno studio d'indirizzo matematico, scientifico o tecnico.</p><p>Dal rapporto citato risulta che anche la Confederazione, nell'ambito delle proprie competenze, sostiene già oggi - direttamente e indirettamente - numerose misure che contribuiscono a stimolare l'interesse e la comprensione per le discipline MINT. Queste misure saranno portate avanti nel periodo di sussidio 2013-2016 e, ove necessario, completate.</p><p>Nel mandato di prestazioni conferito al settore dei PF, il Consiglio federale ha per esempio posto come obiettivo quello di migliorare l'interesse e la comprensione per le materie MINT mediante attività di diverso tipo. Per quanto riguarda la didattica specializzata e le discipline MINT, il settore dei PF collabora in particolare con le alte scuole pedagogiche, promuovendo così la comprensione delle discipline MINT da parte del futuro corpo docente.</p><p>Nell'ambito della promozione delle nuove leve, il fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica FNS fornisce anch'esso un contributo importante per colmare la penuria di giovani ricercatori MINT.</p><p>I programmi federali per le pari opportunità per donne e uomini nelle università e nelle scuole universitarie professionali prevedono misure innovative, come il mentorato, il coaching e altri progetti mirati, per motivare le giovani donne a dedicarsi alla ricerca e a intraprendere una carriera accademica. L'accento è posto prioritariamente sulle discipline MINT, in cui le studentesse sono sottorappresentate.</p><p>In adempimento del postulato Müri 11.3188, il Consiglio federale ha stabilito requisiti più severi per un esame approfondito dell'insieme delle formazioni professionali di base in relazione ai temi dell'uso parsimonioso delle risorse e delle energie rinnovabili.</p><p>Il 1° giugno 2012, nell'ambito del piano d'azione "Ricerca coordinata in campo energetico in Svizzera", il governo ha definito un quadro finanziario di 202 milioni di franchi supplementari per la ricerca energetica nel periodo 2013-2016. Questi investimenti permetteranno di promuovere in modo mirato anche le nuove leve MINT necessarie per l'imminente riorientamento del sistema energetico svizzero: sono previsti, per esempio, un programma speciale del FNS per cattedre destinate a professori-borsisti nel settore dell'energia, il finanziamento di nuovi gruppi di ricerca al Politecnico federale di Zurigo e l'istituzione di centri di competenza in ricerca energetica.</p><p>Considerato l'ampio ventaglio di iniziative e progetti per la promozione del settore MINT e dato che la Confederazione non dispone di competenze a livello di scuola obbligatoria, il Consiglio federale rinuncia a lanciare un programma supplementare per promuovere le materie MINT a scuola. Intende invece coordinare meglio le singole offerte che già esistono e colmare eventuali lacune. Questi compiti saranno assunti dalle accademie scientifiche, cui, conformemente al messaggio ERI 2013-2016, è conferito un ruolo di coordinamento per il settore MINT.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.