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BRUXELLES - Nel caso di una 'hard Brexit', un'uscita del Regno Unito dall'Ue senza accordo, le conseguenze economiche sarebbero significativamente superiori rispetto a quelle di un divorzio consensuale.
Il Regno Unito perderebbe il 4,4% del suo Pil e 525mila posti di lavoro, mentre l'Ue a 27 l'1,54% del Pil e 1.200.000 posti. Emerge da uno studio condotto dalla facoltà di economia dell'università belga di Lovanio.
«Una Brexit consensuale, una cosiddetta 'soft Brexit' implicherebbe invece una perdita dello 0,38% del Pil e 280mila posti di lavoro» per i 27 Stati dell'Ue, mentre per "il Regno Unito andrebbero in fumo l'1,2% del Pil e 140mila posti di lavoro».
Johnson: «Si ascolti l'economia» - Il neopremier britannico Boris Johnson «ascolti l'economia e ascolti il popolo, deve tenere aperto il dialogo con il mondo economico: gli farò visita e glielo dirò».
È quanto ha sottolineato il Ceo di Bmw Harald Kruger rispondendo ad una domanda sull'ipotesi di no deal sulla Brexit, nel corso di un conference call.
La Bmw, nei mesi scorsi, aveva messo in guardia sulla possibilità di lasciare il Regno, dove è presente con la produzione delle Mini nello stabilimento vicino ad Oxford.
La sterlina ai minimi dal 2017 - La sterlina scambia a 1,2107 dollari, ai minimi da inizio 2017, dopo l'avvertimento della Bank of England che prevede contraccolpi sull'economia britannica in caso di una Brexit senza accordo e ha tagliato le previsioni di crescita.