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Si sono svolte in Gran Bretagna e in Irlanda del Nord le elezioni amministrative, che hanno visto sia Conservatori che laburisti cedere terreno.
Dalle elezioni amministrative britanniche escono sconfitti i partiti "tradizionali", vale a dire i conservatori e Partito laburista. Già ieri con lo spoglio ancora in corso in numerose località è emersa la chiara tendenza al calo delle due principali forze politiche del Paese. Se per i conservatori della premier Theresa May, alle prese con le divisioni interne sulla Brexit, il risultato era in parte atteso, lo era meno per i laburisti.
I conservatori hanno lasciato sul campo circa 1000 seggi nei Legislativi comunali. Un crollo così ampio non si vedeva dal 1995. I Laburisti invece, che speravano di avanzare, anche in vista di elezioni europee e nazionali, perdono un centinaio di seggi. Una delle prime analisi apparse sui media britannici è che la linea poco netta del leader laburista Jeremy Corbyn sulla Brexit non abbia convinto né l'una né l'altra parte, visto che i laburisti hanno perso sia nelle regioni pro Brexit che in quelle a favore del "remain".
Esce vincitore invece dalle elezioni il Partito liberal-democratico, dato alcuni anni fa come morente, che guadagna circa 700 seggi.