Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/139479

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2011 è stato pubblicato il rapporto finale di uno studio commissionato dall'Ufficio federale della migrazione (UFM) e intitolato "Arbeitsmarktintegration von EU/EFTA-Bürgerinnen und Bürger in der Schweiz". Gli autori dello studio, Dominique Cueni e George Sheldon, hanno analizzato la situazione del mercato svizzero del lavoro.</p><p>1. Il Consiglio federale ha preso atto di questo studio? Quali conoscenze e conclusioni ne ha tratto?</p><p>2. Uno degli autori, il professor dottor George Sheldon dell'Università di Basilea, raccomanda alla Svizzera di pilotare l'immigrazione con un sistema a punti come quello impiegato in Canada. Perché il Consiglio federale non applica questo sperimentato sistema nel nostro Paese?</p><p>3. Altrimenti come intende controllare l'immigrazione?</p><p>4. Vi sono previsioni secondo cui nel 2030 la Svizzera potrebbe avere circa 10 milioni di abitanti. Tuttavia, già oggi la situazione nel nostro Paese è molto insoddisfacente: treni e strade affollate, pigioni in costante aumento e rapido incremento dell'edificazione dei terreni. Un altro aumento della popolazione peggiorerebbe ulteriormente la situazione. Il Consiglio federale ritiene che il nostro Paese possa accogliere 10 milioni di abitanti senza che si verifichino congestionamenti e altri problemi? In caso di risposta affermativa, a partire da quale numero di abitanti la situazione muterebbe? In caso di risposta negativa, quali misure concrete adotta il Consiglio federale?</p><p>5. Mentre si recano al lavoro, moltissime persone sono quotidianamente confrontate, perlopiù due volte al giorno, con le conseguenze negative che l'aumento della popolazione ha sul traffico. Nemmeno in questo ambito il Consiglio federale ritiene necessario intervenire?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel rapporto del 4 luglio 2012 sulla libera circolazione delle persone e l'immigrazione in Svizzera, il Consiglio federale si riferisce esplicitamente allo studio del centro di ricerca in materia di economia del mercato del lavoro e dell'industria dell'Università di Basilea. Dallo studio si evince che i cittadini dell'UE17/AELS sono ben integrati nel mercato svizzero del lavoro ed esercitano un'attività lucrativa in misura superiore alla media. Fanno registrare il minor tasso di disoccupazione dopo i lavoratori svizzeri. Lo studio illustra inoltre che l'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) non incide in maniera determinante sui salari e sul tasso di disoccupazione dei lavoratori indigeni.</p><p>2./3. Il 9 febbraio 2014 il popolo svizzero ha accolto l'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa". L'approvazione dell'iniziativa comporta un cambio di rotta nella politica migratoria svizzera. Secondo il tenore dell'iniziativa, il Consiglio federale dispone di tre anni per emanare una corrispondente legislazione esecutiva. Attualmente non è ancora possibile affrontare la questione della futura gestione della migrazione. Il Consiglio federale tratterà l'impostazione concreta delle nuove disposizioni costituzionali nell'ambito dei lavori di attuazione a livello di legge e di ordinanza.</p><p>4. Il Consiglio federale è consapevole delle ripercussioni della crescita della popolazione e dell'immigrazione sui vari settori sociali (mercato del lavoro, traffico, mercato degli alloggi, pianificazione del territorio ecc.) e negli anni scorsi ha concretizzato numerose misure. In futuro continuerà a vagliare, e se necessario attuare, misure in tali settori.</p><p>5. Per quanto concerne il traffico stradale, con la pianificazione relativa all'eliminazione dei problemi di capacità la Confederazione si è dotata di uno strumento flessibile per reagire agli ingorghi sulla rete delle strade nazionali. Destinato a mostrare in che misura si acuiranno tali difficoltà, il messaggio relativo al decreto federale concernente il secondo programma per l'eliminazione dei problemi di capacità sulla rete delle strade nazionali e lo sblocco dei crediti necessari sarà adottato dal Consiglio federale nel corso del primo trimestre del 2014. Tale programma si fonda sulle previsioni dell'Ufficio federale di statistica in merito all'evoluzione dei posti di lavoro e della popolazione fino al 2030, ossia i due fattori più importanti per determinare lo sviluppo del traffico.</p>  Risposta del Consiglio federale.