Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/18731

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La dichiarazione della Consigliere federale Dreifuss si fonda sui dati della Banca nazionale svizzera relativi all'evoluzione degli investimenti diretti. In particolare, essa si basa sull'evoluzione delle importazioni e delle esportazioni di capitale, statistica che misura in modo pertinente i flussi d'investimenti e quindi gli investimenti effettivamente realizzati in un determinato periodo.</p><p></p><p>2.I calcoli riportati nell'interrogazione si basano su raffronti statistici inappropriati sotto vari punti di vista. Essi forniscono un quadro distorto dell'effettiva evoluzione degli investimenti diretti e non sono quindi in grado di confutare l'affermazione della Consigliere Dreifuss.</p><p></p><p></p><p></p><p>§I dati menzionati sono calcolati sulla base delle variazioni nel tempo del volume dei capitali. Tuttavia, non si può, a partire da una variazione del volume dei capitali alla fine dell'anno, trarre conclusioni sui flussi annui di capitali destinati agli investimenti diretti. Infatti, i movimenti di capitali non sono l'unico fattore ad avere un impatto sul volume dei capitali. Vi è tutta una serie di altri fattori da considerare, segnatamente le oscillazioni dei tassi di cambio, che soprattutto in questo decennio hanno svolto un ruolo determinante, o le modifiche nel metodo contabile (ad es. adeguamento alle norme contabili internazionali). Di conseguenza, secondo il parere stesso degli esperti della Banca nazionale, l'evoluzione degli investimenti diretti risulta in modo più chiaro dai flussi di capitale e non dai volumi.</p><p></p><p>§Nel 1993, la cerchia delle imprese interrogate dalla Banca nazionale è stata notevolmente ampliata. I dati per il 1993 e per gli anni successivi non sono dunque direttamente comparabili con quelli degli anni precedenti. I valori relativi agli anni dal 1993 sono infatti sopravvalutati rispetto a quelli inerenti al 1992 e agli anni antecedenti. Questa sopravvalutazione è inoltre molto più accentuata a livello dei volumi dei capitali, che sono alla base dell'argomento dell'interrogazione, che a quello dei flussi (esportazioni e importazioni di capitale). Questo perché lo stock di capitali accumulati durante decenni dalle imprese considerate dall'inchiesta a partire dal 1993 ha massicciamente gonfiato il livello del volume di capitale a decorrere da quell'anno. Un valido confronto con gli anni precedenti è dunque impossibile. Per contro, l'ampliamento della base dell'inchiesta non intacca in modo essenziale la tendenza dei flussi di capitale. </p><p></p><p>§Per quanto riguarda gli investimenti diretti stranieri in Svizzera, l'anno di base 1992, preso in considerazione per il confronto, si rileva inadeguato anche per un altro motivo. Nel 1992 e 1993, i nuovi investimenti diretti stranieri erano particolarmente deboli; nel 1993 si è addirittura assistito a un riflusso dei capitali verso l'estero, vale a dire ad un disinvestimento da parte degli investitori stranieri. In questi due anni furono soprattutto le società holding e le società commerciali a ritirare il proprio capitale e ciò, in primo luogo, per ragioni fiscali. Infatti, dopo l'entrata in vigore all'inizio del 1992 della direttiva europea concernente il regime fiscale comune applicabile alle società madri e alle filiali, nonché della direttiva europea sul regime fiscale comune applicabile alle fusioni transnazionali, le imprese con partecipazioni all'estero e in particolare le holding con filiali all'interno dell'UE beneficiano in seno all'Unione europea di vantaggi fiscali rispetto alle stesse società con sede in Svizzera. Il confronto con gli anni di base 1992 e/o 1993 produce dunque, nel caso degli investimenti diretti stranieri in Svizzera, un'immagine particolarmente distorta.</p><p></p><p>3.La statistica dei movimenti di capitale, su cui poggia la dichiarazione della Consigliere federale Dreifuss, mostra chiaramente un'evoluzione divergente, su questi ultimi dieci anni, delle importazioni e delle esportazioni di capitali destinati agli investimenti diretti; i due grafici allegati, che sono riprodotti anche nel rapporto sulla politica economica esterna 1997/1+2, n. 811, pagg. 81 e 82 del testo italiano, illustrano questo fatto.</p><p></p><p>§Dalla metà degli anni 80, le importazioni di capitale per gli investimenti diretti stranieri in Svizzera fluttuano all'interno di una fascia compresa fra 0 e 6 miliardi di franchi, con una media di 3-4 miliardi di franchi all'anno. Dopo il livello minimo degli anni 1992 e 1993, dovuto a motivi fiscali, i nuovi flussi d'investimento hanno raggiunto nel 1994-1996 un livello che, considerato l'ampliamento nel 1993 della base dell'inchiesta statistica, corrisponde a malapena alla media a lungo termine (cfr. grafico 1). Anche nel 1996, le importazioni di capitale, pari a 3,3 miliardi di franchi, non sono riuscite a superare, nonostante l'ampliamento della base dell'inchiesta, la media della seconda metà degli anni 80. In altri termini, i flussi degli investimenti diretti in Svizzera tendono a lungo termine a diminuire leggermente. Detta tendenza si contrappone chiaramente alla crescita accelerata che, allo stato attuale, caratterizza i flussi internazionali degli investimenti diretti.</p><p></p><p>§Un quadro notevolmente diverso è quello relativo allo sviluppo delle esportazioni svizzere di capitale per gli investimenti diretti all'estero. Negli ultimi dieci anni, dette esportazioni hanno continuato a crescere sino a raggiungere nel 1996 il nuovo livello massimo di 20 miliardi di franchi (vedi grafico 1). L'aumento delle esportazioni di capitale negli ultimi anni, e in modo particolarmente accentuato nel 1996, si spiega essenzialmente con la crescita degli investimenti diretti nell'UE, che da un livello relativamente basso di 2,7 miliardi di franchi nel 1993 sono passate a 6,5 miliardi di franchi alla metà del 1994 e 1995 per poi raddoppiare nel 1996 raggiungendo 12,7 miliardi di franchi. Per contro, gli investimenti diretti svizzeri in tutte le altre regioni economiche mondiali sono rimasti, in totale, praticamente invariati dal 1993, anno di ampliamento della base dell'inchiesta (cfr. grafico 2). Il fatto che una parte della crescita delle esportazioni svizzere di capitale per gli investimenti diretti all'estero dal 1992 al 1993 (da 8,0 a 11,9 miliardi di franchi) sia riconducibile alla rottura statistica summenzionata non modifica in alcun modo la tendenza.</p><p></p><p>5.La struttura e il significato economico degli investimenti diretti in Svizzera e all'estero sono peraltro molto diversi fra loro.</p><p></p><p>§Il volume dei capitali degli investimenti diretti svizzeri all'estero nel 1996 era così ripartita: 45% all'industria e 55% agli investimenti del settore dei servizi, di cui quasi un terzo alle società finanziarie e holding. Questa ripartizione fra industria e servizi corrisponde attualmente, nella maggior parte dei Paesi industriali, più o meno alla quota dei due settori alla creazione del valore aggiunto.</p><p></p><p>§La struttura degli investimenti diretti stranieri in Svizzera differisce invece notevolmente dalla ripartizione del valore aggiunto complessivo. Nel 1996, la quota dell'industria al volume dei capitali era soltanto del 14,5% mentre la quota degli investimenti nel settore dei servizi era dell'85,5%, di cui più della metà, vale a dire il 46,4% del volume complessivo degli investimenti diretti stranieri in Svizzera, riguardava esclusivamente le società finanziarie e le holding. Queste ultime, come dimostra l'esperienza, sono particolarmente volatili. Nel periodo dal 1993 al 1996, fatta eccezione per il 1994, le società finanziarie e le holding hanno continuamente ritirato capitali dalla Svizzera; si è avuto un disinvestimento, imputabile essenzialmente ai motivi fiscali summenzionati. Per contro, nel 1994, la maggior parte delle importazioni di capitale, vale a dire 2,6 miliardi di franchi o il 58% del totale, è affluito in Svizzera sotto forma di redditi reinvestiti dalle holding in mani straniere. Si trattava principalmente di redditi delle filiali che, visto il corso elevato del franco svizzero a quell'epoca, sono stati presumibilmente collocati soltanto temporaneamente in Svizzera.</p><p></p><p>6.I fatti illustrati giustificano, secondo il parere del Consiglio federale, la dichiarazione secondo cui l'evoluzione annuale degli investimenti diretti stranieri in Svizzera, misurata sulle importazioni di capitale,  tende a lungo termine a restare stabile se non a decrescere leggermente, mentre i flussi annuali di capitali per gli investimenti diretti svizzeri all'estero, sia su un lungo periodo che negli ultimi anni, sono sensibilmente progrediti, in particolare per quanto concerne gli investimenti nei Paesi dell'UE, che hanno registrato di recente un notevole aumento.</p><p></p><p>Allegato: grafici (BNS)</p>  Risposta del Consiglio federale.