Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/214457

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) in modo da garantire che i Cantoni e i Comuni non siano tenuti a riscuotere una tassa di smaltimento dalle economie domestiche o dalle imprese. </p><p>All'atto pratico, la riscossione di tasse di smaltimento non è conforme al principio di causalità, a meno che non sia assicurata facendo ricorso a enormi risorse amministrative. Oltre a non produrre alcun beneficio sotto il profilo ambientale, queste tasse sono di norma antisociali. Ciò nonostante, la LPAmb obbliga i Comuni a riscuoterle. Ciò è dovuto al fatto che i prezzi di mercato per i materiali oggetto di raccolta differenziata come il cartone, i metalli e il vetro sono calati a tal punto da non coprire più le spese della raccolta. Poiché la LPAmb vieta ai Comuni di compensare le perdite derivanti dallo smaltimento dei rifiuti attraverso il bilancio ordinario, numerosi Comuni si vedono ora costretti a introdurre, in aggiunta alla tassa sul sacco, tasse per lo smaltimento di cartone, vetro o metalli.</p><p>A tal fine, la legge consente ai Comuni di aumentare l'importo delle tasse di base, ma tale opzione è antisociale e non è conforme al principio di causalità. Anche chi non produce pressoché rifiuti, infatti, deve pagarle e viene dunque penalizzato nonostante sia rispettoso dell'ambiente. </p><p>I Comuni hanno inoltre la possibilità di introdurre una tassa di smaltimento diretta commisurata alla quantità. Tale opzione risulta alquanto onerosa, soprattutto se la tassa dev'essere differenziata in funzione del materiale interessato (carta, metallo o vetro) e non produce alcun beneficio per l'ambiente, giacché ha un effetto deterrente nei confronti di chi ricicla molto. Vi è infatti il rischio che queste persone preferiscano gettare questi materiali tra i rifiuti urbani, anziché riciclarli. </p><p>Poiché il Consiglio federale intende rafforzare l'economia a ciclo chiuso, ha interesse che Cantoni e Comuni continuino a offrire possibilità di riciclaggio efficienti e convenienti. Deve pertanto provvedere, affinché possano gestire strutture di riciclaggio gratuite anche quando i prezzi dei materiali sono bassi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il finanziamento conforme al principio di causalità dello smaltimento dei rifiuti è sancito nella legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) e costituisce un importante fondamento della nostra politica in materia di gestione dei rifiuti. Pertanto, chi genera i rifiuti è chiamato a pagarne lo smaltimento, indipendentemente che si tratti di incenerimento o di riciclaggio. Le tasse sui rifiuti devono essere definite in modo da coprire i costi senza generare proventi. I Comuni, cui incombe il compito di smaltire i rifiuti, prelevano di regola una tassa di base, volta a coprire i costi fissi, e una tassa sulla quantità di rifiuti prodotti (ad es. tassa sul sacco). Questa combinazione tiene conto del principio di cui sopra e la sua applicazione pratica si è rivelata un successo negli ultimi 20 anni.</p><p>L'articolo 32a LPAmb consente a Cantoni e Comuni di tenere conto delle proprie peculiarità cantonali e regionali nell'ambito dello smaltimento dei rifiuti e lascia loro un margine di manovra relativamente ampio nel definire tasse conformi al principio di causalità. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 137 I 257 D. 4), il finanziamento dello smaltimento dei rifiuti urbani con l'impiego di fondi fiscali è consentito soltanto in casi eccezionali.</p><p>In genere, i Comuni non prelevano tasse di riciclaggio dirette al momento della consegna dei rifiuti da smaltire. Secondo l'articolo 32abis LPAmb costi del riciclaggio di alcuni prodotti sono coperti dalla tassa di smaltimento anticipata (TSA; per le bottiglie di vetro e le pile) o dai contributi di riciclaggio anticipato (CRA; per le lattine in alluminio, bottiglie in PET, lattine di latta) già al momento dell'acquisto di un prodotto e sono pertanto conformi al principio di causalità. Un'alternativa è costituita dai contratti quadro (ad es. nel caso della carta) mediante i quali gli operatori garantiscono ai Comuni un prezzo fisso per i rifiuti raccolti. I costi rimanenti sono in linea di principio coperti dalla tassa di base secondo l'articolo 32a LPAmb.</p><p>In seguito al forte calo dei prezzi dei materiali riciclati registrato sul mercato mondiale, i ricavi per gli operatori del settore del riciclaggio sono diminuiti e, di conseguenza, sono aumentati i costi a carico dei Comuni, soprattutto quelli per la carta e il cartone, il vetro e i metalli. Le raccolte separate sono quindi in parte diventate deficitarie. Questa evoluzione ha indotto alcuni Comuni a prelevare tasse di smaltimento dirette sui rifiuti. Secondo la Confederazione, l'incremento dei costi della raccolta separata deve essere in primo luogo coperto aumentando la TSA e i CRA. Occorre tenere conto del fatto che l'entità di tali tasse si orienta alla media dei costi registrati sull'intero territorio nazionale. Se così non fosse, i consumatori del Paese intero si ritroverebbero a dover contribuire al finanziamento dei Comuni con infrastrutture più costose. Per i rifiuti o per i prodotti, sui quali non viene applicata una TSA o un CRA il finanziamento del riciclaggio è assicurato mediante la riscossione di una tassa di base (art. 32a LPAmb) definita secondo il principio di causalità e sufficiente a coprire i costi (spesso per gli scarti vegetali). Per prevenire che i rifiuti vengano sempre più smaltiti insieme ai rifiuti solidi urbani, le tasse previste per il riciclaggio devono essere inferiori alla tassa applicata a quest'ultimi. Questa misura consente di mantenere efficiente l'incentivo finanziario a riciclare i rifiuti.</p><p>I deficit registrati nelle raccolte separate possono essere coperti anche dai proventi delle tasse di base, mentre la copertura con fondi fiscali è consentita soltanto in casi eccezionali motivati. Nel quadro dei lavori della Confederazione volti a prevenire i rifiuti, a rafforzare l'economia circolare e a promuovere l'uso parsimonioso delle risorse, il Consiglio federale sostiene l'esame di misure volte a migliorare le condizioni quadro dei materiali idonei all'economia circolare, tenendo conto degli sviluppi in corso a livello dell'UE (green deal). Il Consiglio federale respinge la richiesta della mozione di modificare la legge per consentire di coprire i costi del riciclaggio utilizzando fondi fiscali. Accogliere tale richiesta significherebbe infatti minare il principio di causalità e annullare ogni incentivo a prevenire la produzione di rifiuti. Inoltre sarebbe in contraddizione con la pratica pluriennale coronata da successo della politica di gestione dei rifiuti praticata in Svizzera, sostenuta anche da numerose decisioni del Tribunale federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.