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WASHINGTON - Il governatore repubblicano del Maryland Larry Hogan, che è anche il presidente dell'associazione dei governatori americani, ha attaccato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un intervento sul Washington Post definendo la sua risposta iniziale alla pandemia «inetta».
«Ho guardato mentre il presidente minimizzava la gravità dell'epidemia e la Casa Bianca non diffondeva moniti pubblici, non redigeva un piano per i cinquanta Stati, non mandava attrezzature mediche o respiratori salvavita dalle riserve nazionali agli ospedali americani» scrive.
Hogan racconta anche lo sforzo di ottenere cinquecentomila test da Seul con l'aiuto della moglie Yumi, che è di origini sudcoreane. «Non avrebbe dovuto essere necessario» spiega. Ma, prosegue, «era chiaro che attendere che il presidente gestisse una risposta nazionale era senza speranza: se avessimo tardato ulteriormente, avremmo condannato ulteriori nostri cittadini a soffrire e a morire».
«Così ogni governatore è andato per conto suo, cosa che spiega come mai gli Usa hanno finito con l'avere una risposta patchwork», ha osservato.