Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/145965

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'istituzione comune Swiss DRG SA, il sistema DRG ha fra l'altro l'obiettivo di "... massimizzare l'efficienza dei trattamenti, senza però rinunciare agli standard qualitativi". Sarebbe quindi lecito aspettarsi che i fornitori di prestazioni adottino tutte le misure del caso per non esporre i pazienti a rischi evitabili e che il sistema DRG onori questi sforzi con una remunerazione adeguata. Viceversa andrebbero sanzionate finanziariamente, con riduzioni operate sul computo delle prestazioni, le conseguenze delle carenze igieniche e di un'insufficiente garanzia della qualità. Nella pratica, però, le infezioni nosocomiali (ossia contratte in ospedale) portano a una remunerazione più elevata, poiché possono essere contabilizzate (o codificate) a titolo supplementare come "diagnosi secondarie" (p. es. "sepsi da stafilococco non precisato" oppure "polmonite da Pseudomonas").</p><p>Alla luce di queste considerazioni, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La contabilizzazione delle infezioni nosocomiali come "diagnosi secondarie" che danno diritto a una remunerazione è compatibile con i principi della LAMal, secondo la quale le terapie devono soddisfare i criteri di efficacia, adeguatezza ed economicità?</p><p>2. Il succitato modo di procedere non è invece contrario agli obiettivi della sicurezza dei pazienti, che prescrive in primo luogo la prevenzione (e non la cura) di queste complicanze infettive?</p><p>3. L'istituzione Swiss DRG SA opera in conformità alla legge consentendo di contabilizzare a titolo supplementare le infezioni nosocomiali?</p><p>4. La composizione degli organi di Swiss DRG SA preposti all'attribuzione dei codici tariffari alle prestazioni è adeguata per accordare la priorità alla sicurezza dei pazienti?</p><p>5. In che misura la contabilizzazione delle infezioni nosocomiali come "diagnosi secondarie" che danno diritto a una remunerazione induce i fornitori di prestazioni a prediligere interventi chirurgici, quando invece vi sarebbero alternative terapeutiche meno invasive?</p><p>6. Come intende procedere per far sì che i fornitori di prestazioni non siano più, come ora, premiati, ma siano invece sanzionati finanziariamente nella contabilizzazione delle cure dovute a un'infezione nosocomiale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla riduzione delle infezioni nosocomiali (contratte in ospedale), tanto che l'ha inserita tra le misure delle sue priorità di politica sanitaria "Sanità 2020", adottate nel 2013. Nel quadro dell'attuazione della strategia della qualità, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) prevede un programma pilota per ridurre le infezioni nosocomiali. Con l'istituzione di un centro di qualità si vuole sostenere maggiormente i fornitori di prestazioni nelle loro attività, a tutto vantaggio della sicurezza dei pazienti. L'UFSP sta inoltre elaborando una strategia per prevenire e combattere le infezioni associate alle cure sulla base della nuova legge sulle epidemie la cui entrata in vigore è prevista entro l'inizio del 2016.</p><p>1./2. L'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi. In conformità alla legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), tali prestazioni devono essere efficaci, appropriate ed economiche. Tuttavia, durante la degenza ospedaliera, il rischio zero non esiste, vale a dire che le infezioni nosocomiali, nonostante le eventuali misure igieniche applicate, non sempre sono evitabili. Inoltre, vi è anche l'eventualità che il paziente abbia contratto l'infezione prima del ricovero in ospedale. Lo sviluppo di questo tipo d'infezione dipende inoltre dal tipo di terapia, dalla gravità del caso, dalla complessità dei processi e dalla proporzione dei casi trattati in urgenza. Non è pertanto possibile distinguere in modo oggettivo le infezioni nosocomiali evitabili da quelle non evitabili. Alla luce di queste considerazioni, la possibilità di codificare le malattie nosocomiali come "diagnosi secondarie" nel sistema Swiss DRG non è contraria alle esigenze della LAMal, in particolare alla sicurezza dei pazienti.</p><p>3. Gli ospedali hanno l'obbligo di codificare le diagnosi e le procedure, non soltanto per fornire a Swiss DRG SA i dati necessari per sviluppare la struttura tariffale uniforme, ma anche per rispondere agli obiettivi, in particolare in materia di epidemiologia, della statistica medica dell'Ufficio federale di statistica (UST). Swiss DRG SA non ha la competenza di opporsi alla registrazione di un codice che attesta la presenza di un'infezione nosocomiale. La codifica delle infezioni nosocomiali come "diagnosi secondarie" contribuisce allo sviluppo della struttura tariffale Swiss DRG che assicura una rappresentazione adeguata e differenziata dell'utilizzo delle risorse per ogni caso. In generale, le strutture tariffali - che hanno come obiettivo principale quello di finanziare le prestazioni e non quello di prevedere incentivi per ricompensare la qualità - tengono conto anche delle complicanze evitabili e non.</p><p>4. Per quanto concerne l'analisi degli interessi dei diversi attori coinvolti, il Consiglio federale constata che tanto gli assicuratori e i fornitori di prestazioni ("H+ Gli ospedali svizzeri" e FMH) quanto i cantoni sono rappresentati nel consiglio d'amministrazione di Swiss DRG SA, come anche nell'unità di coordinamento e nei vari gruppi di lavoro che forniscono una valutazione. Secondo i suoi statuti - in particolare secondo l'articolo 2 - e conformemente all'articolo 49 capoverso 2 LAMal, la società Swiss DRG SA è competente per l'elaborazione, lo sviluppo e la manutenzione delle strutture tariffali uniformi. Uno dei gruppi di lavoro citato in precedenza è incaricato di stabilire le regole per la revisione del sistema di codifica, con l'obiettivo principale di una contabilizzazione uniforme e stabile, al fine di assicurare la qualità del sistema tariffale. Il compito di stabilire le direttive di codifica in un manuale ufficiale di codifica spetta invece all'UST, che è responsabile della manutenzione e dello sviluppo delle classificazioni (ICD, CHOP). Pertanto, non rientra né nelle competenze di Swiss DRG SA né in quelle dell'UST fissare le regole di codifica in relazione alla garanzia della sicurezza dei pazienti. Lo sviluppo degli strumenti di codifica si basa sul dialogo con tutti i partner coinvolti nel sistema Swiss DRG e sulla partecipazione di esperti tecnici.</p><p>5. Non è stato ancora dimostrato che vi è un nesso di causalità tra la parte di remunerazione che sarebbe legata alla contabilizzazione delle infezioni nosocomiali come "diagnosi secondarie" e la scelta del tipo di terapia indicata dal punto di vista medico.</p><p>6. La pubblicazione trasparente di indicatori di qualità per ospedale, come prevista dall'Associazione nazionale per lo sviluppo della qualità in ospedali e cliniche, costituisce uno stimolo fondamentale per il miglioramento della qualità e della sicurezza dei pazienti. Per quanto concerne i sistemi di tipo "pay for performance", si può affermare che, in base alle conoscenze attuali, non ci sono elementi a prova che gli effetti attesi da questi sistemi in termini di qualità possano essere messi in relazione con l'onore necessario per attuarli. Di conseguenza, si può dubitare dell'adeguatezza di un simile approccio.</p>  Risposta del Consiglio federale.