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LONDRA - Si può arrivare a cambiare nome e cognome come forma di protesta contro un marchio. La risposta è sì, come dimostra quanto fatto dal comico britannico Joe Lycett, sulla cui carta d’identità oggi appare il nome Hugo Boss.
Nel recente passato, la casa di moda tedesca ha diffidato alcune piccole aziende che facevano uso della parola “Boss” nel proprio marchio, obbligandole di fatto a sborsare «una fortuna» tra spese legali e rebranding. E proprio questo, come spiegato dallo stesso Lycett su Twitter, è all’origine del suo gesto.
«È chiaro che Hugo Boss odia la gente che usa il suo nome», ha scritto il comico su Twitter. «Sfortunatamente per loro questa settimana ho legalmente cambiato il mio nome tramite “deed poll” e ora mi chiamo ufficialmente Hugo Boss».
Il comico ha parlato della sua decisione oggi durante una puntata del programma della giornalista Victoria Derbyshire su BBC Two. «C’è questa azienda di Swansea che si chiama Boss Brewing, sono una piccola realtà e hanno provato a creare un marchio per un paio delle loro birre. E Hugo Boss ha inviato loro una lettera di diffida. Parliamo di un’azienda enorme che se la prende con una molto più piccola e non è giusto. Nessuno può confondere una birra con Hugo Boss».