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Alla vigilia delle sue riunioni a Washington con la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale si dice poco entusiasta della situazione in Svizzera.
L'istituzione finanziaria internazionale avanza delle previsioni piuttosto negative e deplora la lentezza delle riforme economiche e sociali.
Il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca mondiale terranno le loro riunioni di primavera questo fine settimana a Washington, città che ospita le sedi delle due istituzioni.
La delegazione elvetica sarà guidata dai consiglieri federali Joseph Deiss e Hans-Rudolf Merz, i quali saranno accompagnati da Jean-Pierre Roth, il presidente della Banca nazionale svizzera.
Il ministro dell'economia Deiss incontrerà Paul Wolfowitz, l'attuale numero due del Pentagono al quale è stata affidata, suscitando molte controversie, la presidenza della Banca mondiale a partire dal 1. giugno.
A poche ore dall'apertura delle riunioni, le cifre pubblicate dal rapporto «Prospettive economiche mondiali» del FMI non sono però positive per la Svizzera. Stando ai tre principali indicatori considerati, il futuro dell'economia elvetica non si prospetta in modo incoraggiante.
Crescita al rallentatore
Il rapporto prevede infatti una diminuzione dello 0,5% del tasso di crescita, che passerebbe così dall'1,7% del 2004 all'1,2% di quest'anno.
Il FMI prevede sì una ripresa nel corso del 2006 (le cifre indicano una crescita pari al 2%), ma sottolinea come questa sarà meno marcata rispetto alla media dei paesi europei e, a maggior ragione, inferiore alla media dei paesi industrializzati.
È inoltre previsto un aumento della disoccupazione (+0,1% nel 2005 e +0,2% nel 2006) e dell'inflazione (+0,3%).
Contrariamente alla crescita, le cifre relative a mondo del lavoro e inflazione dovrebbero tuttavia essere nettamente migliori di quelli attese negli altri paesi, europei e industrializzati. In particolare, i numeri relativi alle persone senza impiego sono meno preoccupanti in Svizzera che altrove.
L'istituzione finanziaria internazionale prevede infatti per il 2005 un tasso medio di disoccupazione del 3,5% per la Svizzera (3,7% nel 2006), mentre dovrebbe superare l'8% nell'Unione europea e il 6% nell'insieme dei paesi industrializzati.
Accelerare le riforme
L'analisi del quadro socio-economico realizzata dagli esperti del FMI si rivela nel suo insieme negativa. Dopo una recente visita in Svizzera, gli economisti hanno indicato che «rimangono delle preoccupazioni strutturali» e che «le riforme avanzano troppo lentamente».
Nel loro rapporto, gli esperti internazionali scrivono che «l'opinione pubblica elvetica è sempre più cosciente che i prezzi e il costo della vita sono più elevati in Svizzera che nei paesi vicini».
Nonostante alcuni validi progressi attualmente in corso – osservano gli analisti – continuano ad persistere ostacoli importanti ad uno sviluppo più marcato della crescita.
Ci vogliono misure dolorose
Il Fondo monetario internazionale punta il dito contro le tasse all'importazione, le sovvenzioni agricole, il commercio interno di beni e servizi – «pesantemente intralciato dalla segmentazione e dalla burocrazia» – i settori dell'energia, delle telecomunicazioni, delle poste e delle reti ferroviari, ramo in cui «c'è ancora molto da fare».
«L'assenza di un mercato comune e di concorrenza in Svizzera frena il dinamismo, rallentando così la crescita e la creazione di impieghi», aggiungono gli economisti.
Il loro avvertimento è chiaro: le riforme strutturali, che sono necessarie, non possono essere sostituite dalle politiche fiscali e monetarie.
Grande fautore del liberalismo, il FMI raccomanda una serie di misure dolorose: dalla riduzione del debito pubblico – sia a livello cantonale, sia a livello federale – alla revisione verso il basso di pensioni e prestazioni delle assicurazioni malattie, passando per la revision del diritto di locazione.
swissinfo, Marie-Christine Bonzom, Washington
(traduzione: Luigi Jorio)
Fatti e cifre
Secondo le stime del Fondo monetario internazionale, il tasso di crescita in Svizzera di quest'anno dovrebbe essere del 1,2%.
Era del 1,7% nel 2004.
Il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare dello 0,1% nel 2005 e dello 0,2% nel 2006.
Prevista anche una crescita dell'inflazione pari allo 0,3%.