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Mirella Mozzini Scolari, Candidata PLRT per il Gran Consiglio
Il concetto di "Stato" e "libertà" del cittadino è complesso e varia a seconda della cultura, del sistema politico e delle leggi specifiche di ogni paese. In alcuni casi, ad esempio nei paesi in via di sviluppo, uno Stato forte e regolato può proteggere i diritti e la libertà dei cittadini, mentre in altri casi, come nei paesi occidentali, può limitare la libertà e imporre regole non rispettose. È importante che uno Stato sia equilibrato e garantisca la sicurezza e i diritti dei suoi abitanti, mentre al tempo stesso rispetti le libertà individuali.
Uno Stato con meno interventi può offrire più libertà, ma può anche comportare una riduzione di servizi e prestazioni pubbliche. Meno regolamentazione e meno controllo da parte dello Stato può aumentare la libertà.
Maggiore libertà faciliterebbe anche un ambiente più adatto alla creazione di impresa e innovazione. Allo stesso tempo però la mancanza di servizi pubblici può portare a una maggiore dipendenza dal mercato e dalle istituzioni private per soddisfare bisogni essenziali (energia, acqua, trasporti, ecc). La scelta tra più libertà e maggiori servizi pubblici dipende dalle priorità e dalle preferenze individuali e culturali. In alcuni casi eccezionali (guerra, pandemia, ecc.) lo Stato può ridurre le libertà individuali per salvaguardare la vita dei cittadini. Durante la Seconda guerra mondiale, periodo di scarsità alimentare, lo Stato organizzò il razionamento con tessere annonarie, per garantire una distribuzione equa del cibo tra la popolazione, per prevenire la speculazione e la frode nella distribuzione degli alimenti.
La burocrazia può avere effetti sia positivi che negativi sulla vita dei cittadini. Una burocrazia efficiente e ben organizzata può garantire processi governativi trasparenti e accessibili a tutti, fornendo servizi importanti in modo equo, imparziale e veloce. Una burocrazia eccessiva, inefficiente e ingombrante causa ritardi e complicazioni nell'ottenere servizi essenziali, crea barriere per l'accesso a opportunità e rende difficile navigare nel sistema governativo. Quando le procedure burocratiche sono inefficaci o usate per favorire alcuni individui o gruppi a scapito degli altri, esse possono ostacolare lo stato di diritto. L’esperto in diritto amministrativo, Adelio Scolari (1926-2009) negli anni Novanta scriveva che “l’eccesso di burocrazia crea una miriade di centri di potere”.
L’obiettivo di una buona burocrazia dovrebbe essere quello di offrire un servizio efficiente ed equo, rendendo i processi governativi accessibili e trasparenti.
La digitalizzazione della burocrazia può certamente aumentare l'efficienza e migliorare la qualità dei servizi forniti. La tecnologia digitale può automatizzare molte attività manuali, ridurre i tempi di attesa e fornire un accesso più facile e rapido ai servizi governativi. La tracciabilità e la trasparenza dei processi digitali possono aiutare a prevenire la corruzione e garantire che i servizi siano equamente distribuiti. La digitalizzazione da sola non garantisce automaticamente una burocrazia più giusta. La qualità della tecnologia utilizzata e la sua implementazione hanno un impatto significativo sul risultato finale. È fondamentale garantire la privacy dei dati e proteggere i sistemi contro possibili attacchi informatici. La digitalizzazione della burocrazia deve essere considerata come uno strumento per migliorare i servizi governativi ma non deve essere vista come un’unica soluzione per risolvere tutti i problemi.
La questione del ruolo dello Stato e della burocrazia è un tema complesso che richiede una valutazione caso per caso, poiché gli effetti positivi e negativi possono variare a seconda delle circostanze e del contesto in cui si applicano.
Il tema della libertà è certamente complesso, anche perché ognuno ha un’interpretazione diversa. Per quanto concerne il Ticino, divido questo tema in due parti: - libertà individuali - libertà imprenditoriali Per quanto concerne le libertà individuali, in Ticino siamo messi piuttosto male. Dovrà essere compito dei Dipartimenti del Territorio e delle Istituzioni apportare i cambiamenti necessari affinché il Ticino dal 23. cantone entri nei primi 10 entro la fine della prossima legislazione. Per quanto concerne la libertà d’impresa, meno burocrazia sarebbe auspicabile, ma solo se l’imprenditoria torna ad assumersi anche la responsabilità del benessere della popolazione locale. Questo purtroppo è venuto a mancare. Ci sono dei settori economici, come l’edilizia, che reclamano costantemente l’apertura di cantieri pubblici. Questi sono finanziati dai contribuenti. Ottenuti gli appalti, fanno scelte di assunzione rivolte a personale frontaliere, pretendendo di aver diritto di libertà nella scelta del personale. Questo non è condivisibile. Se delle imprese fioriscono grazie all’ente pubblico, va bene, ma devono contraccambiare la comunità offrendo occupazione ai residenti. Questo si chiama RESPONSABILITÀ’. Se viene a mancare questo, ben venga la burocrazia per cercare di arginare il problema. Ed in Ticino, questo problema è grande.