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Incarto n. 12.96.00142 Lugano 22 agosto 1996 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Cocchi, presidente Chiesa e Zali segretario: Petrini sedente per statuire nella causa inc. no. SF.96.00122 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5 promossa con istanza di sfratto 17 maggio 1996 da __________ rappr. dallo studio commerciale __________ contro __________ che il Pretore, con decreto 10 luglio 1996, ha accolto. Ed ora sull’appello 16 luglio 1996 della convenuta che chiede la riforma della decisione del Pretore nel senso di respingere la domanda di sfratto, mentre la controparte, con osservazioni 16 agosto 1996, postula la reiezione dell’appello. Considerato in fatto ed in diritto che la parte istante è indicata quale “eredi __________ ” e di conseguenza si deve concludere che l’azione è promossa da una comunione ereditaria; che la comunione ereditaria, che non è persona giuridica ( DTF 116 Ib 449 consid. 2a), non possiede la capacità di essere parte ( DTF 102 II 397, 93 II 14, 79 II 115; Rep. 1985, pag. 142; Ottaviani, Le parti nel processo civile ticinese, Zurigo, 1989, pag. 14); che ne consegue che l’azione civile promossa da una comunione ereditaria in quanto tale, ovvero senza alcuna indicazione -ancorché parziale- circa i nominativi delle persone che la compongono, è da considerare alla stregua di un’azione anonima, non essendo stata fornita alcuna reale spiegazione su chi sia in realtà la parte del processo ( ICCTF 7 aprile 1992 in re Eredi fu M./H.); che è poi del tutto pacifico che nel nostro ordinamento processuale l’azione anonima non è in alcun modo proponibile ( II CCA 28 maggio 1993 in re R./Galleria AAA), e va di conseguenza respinta in ordine, facendo difetto un presupposto processuale (art. 97 cifra 4 CPC, art. 99 cpv. 2 CPC); che l’esame dei presupposti processuali va compiuto d’ufficio dal giudice in ogni stadio di causa così come avviene, nel caso concreto, da questa Camera indipendentemente dal fatto che la parte appellante non vi ha fatto cenno; che, essendo il difetto di un presupposto processuale un esplicito motivo di nullità (art. 142 cpv. 1 lit. a CPC), questa Camera non può che dichiarare d’ufficio nulli non solo il decreto impugnato, ma anche l’istanza e tutti i successivi atti della causa, in quanto da essa necessariamente dipendenti. che, per quanto riguarda le spese, non essendo possibile stabilire chi sia la parte istante ed appellata, le stesse vanno messe a carico dello studio commerciale che ha redatto l’istanza applicando per analogia le norme di diritto federale in materia di ricorso al Tribunale federale (art. 18 cpv. 3 PC cui rinvia l’art. 40 OG; Poudret, Commentaire de la loi fédérale d’organisation judiciaire, vol. V, n. 2 ad art. 156, in particolare pag. 144 e rinvii); Per i quali motivi, richiamati l’art. 148 CPC e la vigente TG dichiara e pronuncia 1. L’istanza di sfratto 17 maggio 1996 di Eredi __________ è dichiarata nulla e con essa tutti i successivi atti di procedura, compreso il decreto 10 luglio 1996 del Pretore di Lugano, sez. 5. 2. La tassa di giustizia in Fr. 80.- e le spese in Fr. 20.- (totale Fr. 100.-), già anticipati dall’appellante sono a carico dello studio commerciale __________. 3. Intimazione a: - __________ Comunicazione alla Pretura di Lugano, sez. 5 Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il segretario

Incarto n. 12.96.00142 Incarto n. 12.96.00142

Incarto n. Lugano 22 agosto 1996 Lugano

Lugano 22 agosto 1996

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Cocchi, presidente Chiesa e Zali Cocchi, presidente Chiesa e Zali

Cocchi, presidente Chiesa e Zali segretario: segretario:

segretario: Petrini Petrini

Petrini sedente per statuire nella causa inc. no. SF.96.00122 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5 promossa con istanza di sfratto 17 maggio 1996 da

sedente per statuire nella causa inc. no. SF.96.00122 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5 promossa con istanza di sfratto 17 maggio 1996 da __________ rappr. dallo studio commerciale __________ __________

__________ rappr. dallo studio commerciale __________

rappr. dallo studio commerciale __________ contro contro

contro __________ __________

__________ che il Pretore, con decreto 10 luglio 1996, ha accolto. che il Pretore, con decreto 10 luglio 1996, ha accolto. Ed ora sull’appello 16 luglio 1996 della convenuta che chiede la riforma della decisione del Pretore nel senso di respingere la domanda di sfratto, mentre la controparte, con osservazioni 16 agosto 1996, postula la reiezione dell’appello.

Ed ora sull’appello 16 luglio 1996 della convenuta che chiede la riforma della decisione del Pretore nel senso di respingere la domanda di sfratto, mentre la controparte, con osservazioni 16 agosto 1996, postula la reiezione dell’appello. Considerato

Considerato in fatto ed in diritto

in fatto ed in diritto che la parte istante è indicata quale “eredi __________ ” e di conseguenza si deve concludere che l’azione è promossa da una comunione ereditaria;

che la comunione ereditaria, che non è persona giuridica ( DTF 116 Ib 449 consid. 2a), non possiede la capacità di essere parte ( DTF 102 II 397, 93 II 14, 79 II 115; Rep. 1985, pag. 142; Ottaviani, Le parti nel processo civile ticinese, Zurigo, 1989, pag. 14);

che ne consegue che l’azione civile promossa da una comunione ereditaria in quanto tale, ovvero senza alcuna indicazione -ancorché parziale- circa i nominativi delle persone che la compongono, è da considerare alla stregua di un’azione anonima, non essendo stata fornita alcuna reale spiegazione su chi sia in realtà la parte del processo ( ICCTF 7 aprile 1992 in re Eredi fu M./H.);

che è poi del tutto pacifico che nel nostro ordinamento processuale l’azione anonima non è in alcun modo proponibile ( II CCA 28 maggio 1993 in re R./Galleria AAA), e va di conseguenza respinta in ordine, facendo difetto un presupposto processuale (art. 97 cifra 4 CPC, art. 99 cpv. 2 CPC);

che l’esame dei presupposti processuali va compiuto d’ufficio dal giudice in ogni stadio di causa così come avviene, nel caso concreto, da questa Camera indipendentemente dal fatto che la parte appellante non vi ha fatto cenno;

che, essendo il difetto di un presupposto processuale un esplicito motivo di nullità (art. 142 cpv. 1 lit. a CPC), questa Camera non può che dichiarare d’ufficio nulli non solo il decreto impugnato, ma anche l’istanza e tutti i successivi atti della causa, in quanto da essa necessariamente dipendenti. che, per quanto riguarda le spese, non essendo possibile stabilire chi sia la parte istante ed appellata, le stesse vanno messe a carico dello studio commerciale che ha redatto l’istanza applicando per analogia le norme di diritto federale in materia di ricorso al Tribunale federale (art. 18 cpv. 3 PC cui rinvia l’art. 40 OG; Poudret, Commentaire de la loi fédérale d’organisation judiciaire, vol. V, n. 2 ad art. 156, in particolare pag. 144 e rinvii);

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 148 CPC e la vigente TG

dichiara e pronuncia

1. L’istanza di sfratto 17 maggio 1996 di Eredi __________ è dichiarata nulla e con essa tutti i successivi atti di procedura, compreso il decreto 10 luglio 1996 del Pretore di Lugano, sez. 5.

2. La tassa di giustizia in Fr. 80.- e le spese in Fr. 20.- (totale Fr. 100.-), già anticipati dall’appellante sono a carico dello studio commerciale __________.

3. Intimazione a:

- __________

Comunicazione alla Pretura di Lugano, sez. 5

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario