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Mentre sabato mattina a Mendrisio distribuivo volantini a favore dell’iniziativa sulle armi, sono stata più volte assalita, fortunatamente solo in senso metaforico, da alcuni signori e signore convinti che quest’iniziativa volesse proibire l’esercito o il possesso di armi, cosa assolutamente falsa.
Quest’iniziativa chiede semplicemente che un’arma venga considerata tale, ovvero uno strumento molto pericoloso. Questo non significa proibire o vietare. Così come per guidare un’automobile bisogna avere la patente, così quest’iniziativa chiede che le armi non vengano lasciate distrattamente nelle mani di chiunque.
Oggi sono in circolazione più di 2 milioni di armi e nessuno garantisce che siano custodite in sicurezza. Quest’iniziativa chiede l’introduzione di un registro nazionale delle armi e chi vorrà possedere una o più armi potrà continuare a farlo; la polizia avrà però il compito facilitato nel controllo delle armi in circolazione su tutto il territorio della Confederazione.
Si tratta di una richiesta ragionevole da accettare perché ha il pregio di evitare che un’arma finisca nelle mani sbagliate, senza con questo negare la libertà a ai tiratori sportivi, ai cacciatori ed ai collezionisti di possederne in modo responsabile.