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I più caldi anni della nostra vita
Gli ultimi 8 anni sono stati i più caldi fra quelli registrati finora, alimentati da concentrazioni sempre crescenti di gas serra e dal calore accumulato nel mare. Lo rivela un rapporto dell'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO). La temperatura media nel 2022 è di circa 1,15 gradi Celsius sopra i livelli pre-industriali (cioè la temperatura media del periodo 1850-1900), indica il rapporto «Stato del clima globale nel 2022» della WMO, diffuso oggi in occasione dell'apertura della Conferenza ONU sul clima COP27 a Sharm el-Sheikh, in Egitto.
La siccità nel 2022 ha ridotto alla fame 19 milioni di persone nell'Africa orientale, mentre le alluvioni hanno ucciso 1.700 persone in Pakistan e hanno costretto quasi 8 milioni a lasciare i loro villaggi. Sono queste le conseguenze più gravi del riscaldamento globale quest'anno, secondo il rapporto.
Nell'Africa orientale, le piogge sono state sotto la media per quattro stagioni consecutive, il periodo più lungo in 40 anni, e ci sono indicazioni che anche l'attuale stagione sarà secca. Fra 18,4 e 19,3 milioni di persone erano in situazione di crisi alimentare prima di giugno 2022 in Kenya, Somalia ed Etiopia.
Piogge da record a luglio e agosto hanno portato a vaste alluvioni in Pakistan. Ci sono stati almeno 1'700 morti e 33 milioni di persone colpite. Gli sfollati sono stati 7,9 milioni. L'Africa meridionale, e in particolare il Madagascar, è stata colpita da una serie di cicloni all'inizio dell'anno. L'uragano Ian a settembre ha causato morte e distruzione a Cuba e in Florida.
Larga parte dell'emisfero settentrionale è stata eccezionalmente calda e secca quest'anno. La Cina ha avuto la più estesa e lunga ondata di calore da quando ci sono rilevazioni, e la seconda estate più secca mai registrata. Il fiume Yangtze a Wuhan ad agosto ha raggiunto il suo livello più basso mai registrato.
Larghe zone d'Europa hanno sofferto ripetuti episodi di caldo estremo. Il Regno Unito il 19 luglio ha registrato il suo record nazionale, con oltre 40 gradi per la prima volta. Il caldo è stato accompagnato da siccità e incendi. I fiumi europei, fra i quali il Reno, la Loira e il Danubio sono scesi a livelli critici.
Record di scioglimento dei ghiacciai alpini
Il 2022 ha battuto il record di scioglimento dei ghiacciai alpini del 2003, con perdite di spessore dai 3 ai 4 metri. In Svizzera è stato perso il 6% del volume dei ghiacciai. Lo rivela sempre il rapporto "Stato del clima globale nel 2022" dell'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO). L'estensione dei ghiacci dell'Artico è stata sotto la media 1981-2010 per la maggior parte dell'anno. In Antartide il 25 febbraio è stata registrata la minor estensione dei ghiacci da quando ci sono le rilevazioni: solo 1,92 milioni di km quadrati, 1 milione di km quadrati sotto la media di lungo periodo.
La lotta scontro il riscaldamento climatico
La conferenza mondiale sul clima dell'ONU si è aperta quest'oggi e cercherà di dare un nuovo impulso alla lotta contro il riscaldamento climatico e i suoi impatti, per i quali i Paesi del Sud chiedono compensazioni finanziarie.
«L'Egitto non risparmierà alcuno sforzo», ha assicurato il capo della diplomazia Sameh Shoukry, che presiede l'evento. «Dobbiamo essere chiari sul fatto che, per quanto difficile possa essere il momento attuale, l'inazione equivale a miopia», ha dichiarato.
La 27esima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP27) riunirà per quindici giorni circa 200 Paesi, tra cui la Svizzera, al capezzale di un pianeta colpito dalle catastrofi: alluvioni storiche in Pakistan, ripetute ondate di calore in Europa, uragani, incendi, siccità, ecc. Più di 120 capi di Stato e di governo sono attesi domani e martedì al vertice. Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis terrà un discorso domani pomeriggio.
Finanziamenti per i danni climatici
Il tema del finanziamento dei danni già causati dai cambiamenti climatici sarà affrontato alla COP27, secondo l'agenda approvata all'apertura della conferenza mondiale sul clima a Sharm el-Sheikh, in Egitto. I paesi poveri e vulnerabili, poco responsabili del riscaldamento globale ma molto esposti alle sue conseguenze, insistono da mesi affinché la questione dei danni sia ufficialmente inserita nell'agenda della COP mentre i Paesi ricchi sono stati molto riluttanti sulla questione.