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Nessuno in Svizzera deve guadagnare meno di 22 franchi all'ora. Lo chiede l'Unione sindacale svizzera (USS) con un'iniziativa in favore di salari minimi, che sarà lanciata prossimamente. Il testo definitivo è stato adottato lunedì all'unanimità da circa 60 delegati della federazione sindacale, riuniti a Berna.
L'iniziativa intende assicurare ai lavoratori uno stipendio minimo a tempo pieno di 3800 franchi. L'USS ammette eccezioni solo per gli apprendisti, stagisti, le aziende a conduzione famigliare e i lavoratori volontari. Attualmente circa 400'000 persone si situano al di sotto di tale soglia, rileva l'organizzazione sindacale.
Stipendi bassi sono registrati soprattutto nel settore alberghiero, delle pulizie, dell'industria tessile, del commercio al dettaglio o in imprese che non dispongono di un contratto collettivo di lavoro (CCL), sottolinea ancora l'USS. Per questo motivo, oltre a un salario minimo legale, l'iniziativa mira a incoraggiare i CCL, precisa il sindacato.
L'iniziativa, sostenuta dal Partito socialista e dal sindacato Unia, potrebbe essere lanciata il prossimo autunno, ha indicato il portavoce dell'organizzazione Ewald Ackermann. I delegati dell'USS hanno inoltre adottato tre risoluzioni: la prima concerne le reti di cure integrate, "managed care", un dossier che sarà trattato alle Camere nella sessione estiva. L'USS chiede che la quota parte a carico dell'assicurato sia limitata a un ammontare massimo di 700 franchi all'anno. Vuole anche che sia riconosciuto per le casse l'obbligo di contrarre con tutte le reti di cure.
Per quanto riguarda i bonus, l'USS chiede che per ogni franco oltre il milione, siano pagati 20 centesimi di tassa. La federazione sindacale si è infine pronunciata contro l'iniziativa popolare dell'UDC sul rinvio dei criminali stranieri e su tutti i controprogetti in materia. Secondo l'USS, "non deve esistere diritto parallelo che punisca sistematicamente gli stessi crimini in modo differente a seconda della nazionalità".
swissinfo.ch e agenzie