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Le prospettive a breve termine sul mercato del lavoro svizzero tornano a peggiorare: è quanto emerge dall'indicatore dell'occupazione calcolato dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (Kof), che nel primo trimestre risulta nuovamente in calo, dopo aver segnato due trimestri di ripresa: particolarmente in difficoltà è il settore del turismo.
L'indicatore si è attestato in gennaio a -8,2 punti, dopo il -7,1 punti di ottobre e il -11,7 di luglio, che erano seguiti al tonfo del -20,5 di aprile. Il recente inasprimento delle misure di contenimento della pandemia di coronavirus sembrano aver interrotto il rilancio che stava avvenendo, spiega il Kof in un comunicato odierno.
Concretamente l'indicatore si basa sulle risposte di circa 4'500 aziende, alle quali sono state chieste informazioni sui loro piani per l'occupazione e le loro aspettative per i tre mesi successivi. Attualmente vi sono molte più imprese che valutano il loro organico come troppo ampio - e quindi prevedono tagli - rispetto alle ditte che, al contrario, hanno dato valutazioni positive.
Sono peraltro notevoli le differenze settoriali. L'industria alberghiera segna -44,0, valore inferiore a quello registrato nel primo lockdown e livello più basso da quando viene calcolato questo indice (1989).
Anche le prospettive occupazionali nel settore manifatturiero (-15,0) e in quello bancario (-13,2) sono chiaramente negative. In controtendenza è invece il comparto assicurativo, dove si prevede di assumere. Negli altri segmenti dei servizi l'indicatore è solo lievemente sopra lo zero.