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<h2>SubmittedText<h2><p>Come ogni anno in questo periodo, il teatrino delle casse malati è in pieno svolgimento. Ognuno recita la propria parte e la pubblicità degli assicuratori invade tutti i canali. E mentre alcune casse malati informano che procederanno a rimborsi e altre promettono riduzioni dei premi per l'anno prossimo, l'organizzazione mantello Santésuisse annuncia in piena estate un aumento generale del 3 per cento. Una tale cacofonia è discutibile e solleva diverse domande:</p><p>1. Sarà un caso, ma annunci di questo tipo vengono fatti proprio nel periodo in cui è prevista la comunicazione dei premi per l'anno successivo e per giunta in un anno elettorale. Il Consiglio federale come giudica questi annunci ad effetto?</p><p>2. Alla fine di agosto il capo di Helsana ha promesso a mezzo stampa che nel 2020 i suoi assicurati avrebbero beneficiato di una riduzione media dei premi. Il Consiglio federale condivide l'avviso che questa pratica sia in contrasto con le disposizioni legali (art. 16 LVAMal)? A suo parere questo annuncio rientra nella strategia di marketing di Helsana?</p><p>3. Assura e Concordia hanno reso noto che in settembre avrebbero proceduto a rimborsi ai propri assicurati. Casualmente questo coincide con il momento in cui saranno comunicati i premi per il 2020. Il Consiglio federale condivide l'avviso che questo modo di procedere è equiparabile a una strategia di fidelizzazione dei clienti?</p><p>4. Negli ultimi anni le casse malati hanno accumulato ingenti riserve. Che cosa intende fare il Consiglio federale affinché queste adempiano al loro scopo primario e non diventino uno strumento improprio per attirare i clienti da un anno all'altro?</p><p>5. Anche le provvigioni aumentano costantemente. Non sono eccessive?</p><p>6. Le spese amministrative delle casse malati possono senz'altro apparire ragionevoli, ma come spiega il Consiglio federale che si attestano costantemente a circa il 5 per cento delle prestazioni nette e che pertanto non cessano di aumentare, sebbene anche in questo settore si stiano digitalizzando e automatizzando i processi? Le casse malati hanno un reale interesse a che i costi della sanità siano sotto controllo?</p><p>7. Dall'analisi dei salari delle direzioni delle maggiori casse malati risulta una forte crescita (del 20 per cento circa) negli ultimi anni. Il Consiglio federale come giudica questa evoluzione? Non è forse necessario, nell'interesse delle assicurazioni sociali, intervenire contro questa esplosione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Secondo l'articolo 16 capoverso 1 della legge sulla vigilanza sull'assicurazione malattie (LVAMal; RS 832.12), le tariffe dei premi per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) non possono essere rese pubbliche prima della loro approvazione. Sul piano giuridico, le dichiarazioni concernenti i premi 2020 rilasciate alla stampa da taluni assicuratori a procedura di approvazione ancora in corso si collocano come minimo in una zona grigia e in ogni caso non sono conformi allo spirito della legge. Affermazioni del genere, infatti, provocano una certa confusione tra gli assicurati e possono indurli a prendere decisioni premature che in ultima analisi potrebbero rivelarsi svantaggiose per loro. Inoltre questa comunicazione interferisce nello svolgimento della procedura di approvazione dei premi e può produrre distorsioni della concorrenza. L'Ufficio federale della sanità pubblica ha immediatamente scritto agli assicuratori interessati per informarli delle conseguenze che possono avere tali dichiarazioni. Inoltre ha ricordato a tutti gli assicuratori il divieto di comunicare qualsiasi informazione relativa a premi non ancora approvati.</p><p>3. Il Consiglio federale si è stupito dell'annuncio degli assicuratori in questione. Effettivamente la compensazione dei premi incassati in eccesso è soggetta all'approvazione dell'autorità di vigilanza (art. 17 cpv. 1 LVAMal). Al momento in cui le dichiarazioni degli assicuratori sono uscite sulla stampa, la compensazione non era ancora stata approvata. Pertanto il Consiglio federale studierà un modo per evitare che questo strumento, destinato a ristabilire l'equilibrio tra i premi e i costi, sia utilizzato impropriamente a fini commerciali.</p><p>4. In primo luogo va osservato che non tutte le casse malati dispongono di riserve eccessive. Come ha precisato nelle sue risposte a diversi interventi parlamentari (interpellanza Weibel 19.3248, "Compensazione dei premi di cassa malati troppo elevati", domanda Gysi 19.5324, "Guadagni illegali delle casse malati", disponibile in tedesco e francese, interpellanza Chiesa 19.3839, "Assicurazione malattie. Polemiche sulle riserve fomentate pubblicamente?"), il Consiglio federale ritiene che le riserve troppo elevate debbano essere ridotte a vantaggio degli assicurati. Per farlo, l'assicuratore può calcolare i premi riducendo al massimo il margine per la copertura dei costi dell'anno successivo invece di accumulare riserve e diminuirle in un secondo tempo.</p><p>5. Nell'AOMS, gli accantonamenti servono a coprire i costi di cure già effettuate ma non ancora fatturate. Secondo l'articolo 13 capoverso 1 LVAMal, gli assicuratori devono costituire accantonamenti tecnici adeguati. L'autorità di vigilanza verifica annualmente che gli accantonamenti degli assicuratori non siano né troppo elevati né troppo bassi e, se necessario, richiede adeguamenti. L'ammontare complessivo degli accantonamenti è in aumento, l'incremento medio annuo negli ultimi dieci anni è stato del 2,1 per cento, ma la crescita è riconducibile all'aumento dei costi delle prestazioni fornite, saliti complessivamente del 3,7 per cento annuo nello stesso periodo. Il minore incremento degli accantonamenti si spiega con una maggiore sollecitudine nei pagamenti delle fatture.</p><p>6. Negli ultimi dieci anni la percentuale dei costi amministrativi sulle prestazioni nette è diminuita dal 6,1 al 5,0 per cento. Oltre alle spese per il personale, rientrano nei costi amministrativi anche quelli per gli investimenti in sistemi informatici (inclusi gli ammortamenti), ad esempio per il controllo delle prestazioni. In questo settore negli ultimi anni numerosi assicuratori hanno effettuato cospicui investimenti, i cui ammortamenti gravano sui costi amministrativi per anni.</p><p>7. Il Consiglio federale si è già espresso in merito alla questione nei suoi pareri in risposta al postulato del Gruppo socialista 16.3617, "Limitare le retribuzioni dei dirigenti delle assicurazioni malattia", del 17 giugno 2016, e alla mozione del Gruppo socialista 18.3442, "Limitare le retribuzioni dei dirigenti delle assicurazioni malattia", del 4 giugno 2018. La mozione è attualmente pendente in Parlamento.</p><p>Dall'entrata in vigore della LVAMal gli assicuratori devono pubblicare le retribuzioni degli organi dirigenti (art. 21 LVAMal). Per ottenere un quadro completo delle retribuzioni, con lettera del 16 dicembre 2016 l'autorità di vigilanza ha chiesto di includervi anche le prestazioni in natura e le spese per il conseguimento o l'aumento di prestazioni previdenziali. Di conseguenza queste componenti della retribuzione sono successivamente confluite negli importi pubblicati dagli assicuratori. Una parte dell'incremento potrebbe essere riconducibile a questo adeguamento nella pubblicazione.</p><p>L'obbligo di pubblicazione recentemente introdotto con la LVAMal sta esplicando il proprio effetto. Con soddisfazione del Consiglio federale, questo obbligo ha infatti contribuito a una maggiore trasparenza e a una discussione pubblica.</p>  Risposta del Consiglio federale.