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L’elezione in Consiglio federale di Christoph Blocher, al posto di Ruth Metzler, pone fine a 44 anni di stabilità governativa, all’insegna della formula magica.
Rudolf Merz succede invece a Kaspar Villiger. Gli equilibri dell’esecutivo si spostano quindi verso destra.
“Accetto l’elezione, cercherò di fare quello che posso e spero che Dio ci aiuti a fare in modo che ne esca qualcosa di buono” afferma Christoph Blocher subito dopo la sua elezione, dinnanzi ai membri dell’Assemblea federale.
Per il 63enne tribuno zurighese, che ha contribuito fondamentalmente ai successi elettorali conseguiti dall’Unione democratica di centro (UDC) dall’inizio degli anni ’90, è il momento del trionfo.
Il suo partito ha finalmente ottenuto quanto rivendica da molto tempo: al terzo turno del duello con Ruth Metzler, Blocher è eletto in Consiglio federale con 121 voti. La giovane ministra del Partito popolare democratico (PPD) riceve soltanto 116 consensi e deve abbandonare la sua carica governativa.
E, subito dopo la sua nomina, Blocher conferma il suo stile imprevedibile che rappresenta una delle chiavi del suo successo: per tener conto della difficile situazione finanziaria degli enti pubblici chiede al Canton Zurigo di "rinunciare ai tradizionali festeggiamenti".
Metzler esce di scena
Eletta in Consiglio federale nel 1999, per Ruth Metzler si tratta quindi di una partenza amara dopo soli 4 anni di attività alla guida del Dipartimento federale di giustizia e polizia.
La giovane donna appenzellese diventa così la vittima dei cambiamenti di forze scaturiti dalle elezioni federali del 19 ottobre scorso e dei giochi politici che ne hanno fatto seguito.
È da oltre 130 anni che un membro del governo non veniva riconfermato alla sua carica.
Merz la spunta contro Beerli
Ancora più facile il successo di Hans-Rudolf Merz, che si è imposto già al secondo turno contro la sua collega di partito, Christine Beerli.
Il candidato appenzellese del Partito liberale radicale (PLR) ha ottenuto 127 voti, mentre la sua rivale bernese ha dovuto accontentarsi di 96 preferenze.
Il 61enne Merz viene considerato un esponente dell’ala destra del suo partito, molto legato agli ambienti economici. Membro del Consiglio degli Stati dal 1997, Merz succede così a Kaspar Villiger che lascia il suo incarico governativo dopo 14 anni di attività.
Nel suo discorso di commiato, Villiger ha posto l’accento sulla necessità di salvaguardare un sistema di concordanza in seno al governo, anche se un “regime di maggioranza e opposizione può sembrare più eccitante”.
Una nuova pagina di storia politica
Per la vita politica svizzera è una pagina storica che si volta. È infatti dal 1959 che il governo svizzero veniva eletto in base alla cosiddetta formula magica: 2 rappresentanti del PLR, due del PPD, due del Partito socialista (PS) e uno dell’UDC.
Ma, anche in quest’occasione, i rappresentanti del popolo hanno preferito evitare un cambiamento troppo radicale. Gli equilibri del governo svizzero si spostano verso destra, ma si mantiene il principio della concordanza.
L’elezione di Blocher sventa ancora una volta il pericolo di un sistema di maggioranza e opposizione, come vige in praticamente tutti gli altri paesi europei.
L’UDC aveva infatti minacciato di abbandonare il governo, se non avesse ottenuto un secondo seggio, a scapito, se possibile, del PPD.
Una prospettiva che la maggioranza dei membri delle Camere federali hanno quindi preferito evitare: servendosi degli strumenti della democrazia diretta, referendum e iniziativa popolare, l’UDC avrebbe potuto paralizzare le scelte del governo e del parlamento.
Gesto di consolazione per i socialisti
Gli altri 5 membri del governo sono stati, come previsto riconfermati alla loro carica.
Una piccola sorpresa è scaturita dalle elezioni dei due rappresentanti socialisti, che hanno ottenuto risultati alquanto poco abituali.
Moritz Leuenberger è stato eletto con 211 voti su 240 validi, mentre Micheline Calmy-Rey ha strappato 206 preferenze.
Un piccolo "gesto di consolazione" nei confronti della sinistra, che esce chiaramente sconfitta da questa giornata di elezioni a Palazzo federale.
swissinfo, Armando Mombelli
Fatti e cifre
121 voti per Christoph Blocher, contro 116 per Ruth Metzler.
127 preferenze per Hans-Rudolf Merz, contro 96 per Christine Beerli.
Con 174 voti Joseph Deiss diventa presidente della Confederazione per il 2004.
Con 143 voti Samuel Schmid viene eletto alla carica di vice-presidente.