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Incarto n. INC.2004.25803 Lugano 3 agosto 2004 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto __________ sedente per statuire sull’istanza/decisione del 15 luglio 2004 della sedente per statuire sul reclamo presentato il ………………… da Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona relativa alla proroga della carcerazione in vista di allontanamento cui è astretto __________, cittadino ucraino (sedicente) (avv. dr. __________) viste le osservazioni del patrocinatore della persona incarcerata ( 29/30 luglio 2004); visti gli inc. GIAR 258.2004.1/2/3; ritenuto e considerato in fatto ed in diritto 1. __________ è stato incarcerato l'11 maggio 2004, a seguito di decisione del 6 maggio 2004 della SPI (artt. 13b e 13f LDDS), allo scopo di garantire l'allontanamento (doc. 1 inc. GIAR 258.2004.1). __________ è stato sentito lo stesso giorno da questo giudice che ha confermato legalità ed adeguatezza della carcerazione (doc. 2 inc. 258.2004.1). 2. Con decisione/istanza del 15 luglio 2004 (se si preferisce, decisione soggetta a conferma: art. 13b cpv. 2 seconda frase), approssimandosi la scadenza dei tre mesi (art. 13b cpv. 2 prima frase LDDS), la SPI ha disposto/chiesto che la carcerazione ai fini di allontanamento sia prorogata di tre mesi, se confermata dal GIAR (doc. 1 inc. GIAR 258.2004.3; artt. 3 cpv. 2 lett a., 5, 29 Legge cantonale d'applicazione LMC, e art. 1 del relativo regolamento). La SPI, ricorda che la persona oggetto della misura avrebbe dovuto lasciare la Svizzera entro il 17 settembre 2002, ha dato informazioni inesatte sulla sua provenienza ed ha costantemente mancato di collaborare, ciò che ha condotto alla decisione d'incarcerazione confermata da questo giudice, anche in virtù del tenore degli artt. 13f e 13b cpv. 1 lett. c. LDDS (entrati in vigore, nella nuova formulazione, il primo aprile 2004). Aggiunge che la collaborazione è costantemente mancata anche dopo l'incarcerazione. In particolare la nazionalità dello straniero non sarebbe ancora nota (con aumento degli elementi contrari al riconoscimento della nazionalità ucraina - l'esperto LINGUA dell'UFR avrebbe espresso fondati dubbi sulla nazionalità dichiarata) ed egli continua a non adoperarsi per recuperare i suoi documenti d'identità, con esplicita dichiarazione di non collaborazione ad un funzionario dell'UFR. 3. Il patrocinatore di __________ sottolinea la giovane età del resistente e la durata della carcerazione subita e contesta la mancanza di collaborazione. A suo dire il resistente è giunto in Svizzera senza documenti ed ha fornito costante ed univoca versione circa la sua identità. L'equivoco linguistico dipenderebbe dal fatto che il padre del resistente è di nazionalità moldava e solo la madre ucraina. I fatti da lui dichiarati nel corso delle varie audizioni dovrebbero permettere verifica delle sue dichiarazioni circa l'identità, verifica che (sempre a dire del patrocinatore) non sarebbe stata effettuata o lo sarebbe stata solo superficialmente. Inoltre, __________ non avrebbe mai dato adito a lamentele durante il periodo di permanenza presso il centro della CRS (doc. 4, inc. GIAR 258.2004.3). 4. La decisione di questo giudice che accertava legalità ed adeguatezza della carcerazione, si fondava su di una serie di riscontri che indicavano come lo straniero non avesse intenzione di lasciar la Svizzera e come egli aveva violato il suo obbligo di collaborazione, fornendo (verosimilmente) false generalità. Infatti, dalla documentazione che chiedeva conferma della carcerazione emergeva che a __________ non risultano risiedere le persone da lui indicate quali genitori, che non conosce i quartieri di quella cittadina e non conosce l'ucraino, bensì il russo ed il moldavo. Egli ha, inoltre, affermato di aver cercato di recuperare il passaporto che si troverebbe presso i genitori; anche volendo prescindere da quanto appena detto circa il luogo di residenza (indicato) dei genitori stessi, non ha in alcun modo documentato o reso verosimile il suo dire. Da ultimo, ancora davanti a questo giudice, ha manifestato poco interesse (per non dire altro) per un rientro in patria (doc. 1 e 2, inc. GIAR 258.2004.1). 5. La decisione sull’eventuale proroga della carcerazione in vista dell’esecuzione dell’allontanamento esige ovviamente un esame volto a determinare se i motivi che avevano condotto all’originaria decisione di incarcerazione mantengano ancora la propria validità. Inoltre, la concessione di una proroga della carcerazione esige la presenza di “ particolari ostacoli [...] all’esecuzione dell’allontanamento o dell’espulsione ” (art. 13b cpv. 2 LDDS). Sono considerati tali il rifiuto dello straniero di collaborare, per quanto ragionevolmente esigibile, ai preparativi per la sua partenza, la durata eccezionalmente lunga della procedura di ottenimento dei documenti di viaggio, ma anche ragioni tecniche a carattere provvisorio (v. Nicolas Wizard, Les renvois et leur exécution en droit des étrangers et en droit d’asile, tesi di dottorato dell’Università di Ginevra, Basilea/Francoforte sul Reno 1997, pto. 3.3.4.1.2 p. 294 s.). 6. Nel caso in esame, è evidente che l'allontanamento non è ancora (stato) possibile per la mancata collaborazione della persona interessata. L'esame LINGUA, sebbene non ancora definitivo, sembrerebbe indicare cittadinanza moldava (scritto 14.07.2004 UFR) a conferma dei dubbi precedenti, basati comunque anche su altri elementi (non individuazione dei genitori in base ai dati indicati e non conoscenza della città). Il fatto che il padre sia di origini moldave non dovrebbe giustificare più di tanto la non conoscenza della lingua del luogo dove si è nati e cresciuti, ma soprattutto non giustifica la non conoscenza dei luoghi e il mancato riscontro della residenza dei genitori. Non da ultimo, lo stesso __________ avrebbe dichiarato al funzionario UFR di non intendere collaborare. 7. Nulla emerge dall'incarto a sostegno dell'affermazione della difesa secondo cui l'autorità preposta non avrebbe fatto quanto in suo potere per permettere l'ottenimento dei documenti di viaggio. Al contrario, è manifesto come sia il comportamento del resistente (peraltro dichiarato) a impedire il corretto rientro. Con l'introduzione dell'art. 13f LDDS e la modifica dell'art. 13b cpv. 1 lett. c. il legislatore ha inteso sottolineare ulteriormente l'importanza della collaborazione dello straniero (ed un suo dovere in tal senso) dandole un peso notevole anche per quanto concerne la privazione della libertà: la mancata collaborazione diventa indizio di pericolo di latitanza (FF 2003, pag. 4993). 8. In conclusione, i motivi per la carcerazione sono ancor dati. Decisiva diviene dunque una valutazione della protrazione richiesta nell’ottica della proporzionalità. Se si considerano i motivi primi della (originaria) incarcerazione, la non positiva evoluzione dell’atteggiamento dello straniero nei trascorsi mesi di carcerazione, l’esistenza di particolari difficoltà per l’ottenimento dei documenti di viaggio non imputabili alle autorità svizzere, bensì allo straniero stesso, la protrazione ha da considerarsi giustificata. Per i quali motivi, visti i menzionati articoli di legge decide: 1. La decisione/istanza 15 luglio 2004 di proroga della carcerazione in attesa di allontanamento cui è astretto __________ è accolta. § Di conseguenza, la carcerazione ai fini di allontanamento cui è astretto __________ è prorogata di tre (3) mesi e verrà a scadere il giorno 11 novembre 2004, compreso. 2. Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie. 3. Contro la presente decisione è data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo entro 15 (quindici) giorni dall’intimazione. 4. Intimazione: - avv. dr. __________, per sé e per __________; - Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Viale Stefano Franscini 15, 6501 Bellinzona; - Sezione esecuzione pene e misure, CP 238, 6807 Taverne. giudice __________

Incarto n. INC.2004.25803 Incarto n. INC.2004.25803

Incarto n. Lugano 3 agosto 2004 Lugano

Lugano 3 agosto 2004

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto __________ __________

sedente per statuire sull’istanza/decisione del 15 luglio 2004 della sedente per statuire sul reclamo presentato il ………………… da sedente per statuire sull’istanza/decisione del 15 luglio 2004 della

sedente per statuire sul reclamo presentato il ………………… da

Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona

relativa alla proroga della carcerazione in vista di allontanamento cui è astretto relativa alla proroga della carcerazione in vista di allontanamento cui è astretto

__________, cittadino ucraino (sedicente) (avv. dr. __________) __________, cittadino ucraino (sedicente)

(avv. dr. __________)

viste le osservazioni del patrocinatore della persona incarcerata ( 29/30 luglio 2004);

visti gli inc. GIAR 258.2004.1/2/3;

ritenuto e considerato

in fatto ed in diritto

1.

__________ è stato incarcerato l'11 maggio 2004, a seguito di decisione del 6 maggio 2004 della SPI (artt. 13b e 13f LDDS), allo scopo di garantire l'allontanamento (doc. 1 inc. GIAR 258.2004.1). __________ è stato sentito lo stesso giorno da questo giudice che ha confermato legalità ed adeguatezza della carcerazione (doc. 2 inc. 258.2004.1).

2.

Con decisione/istanza del 15 luglio 2004 (se si preferisce, decisione soggetta a conferma: art. 13b cpv. 2 seconda frase), approssimandosi la scadenza dei tre mesi (art. 13b cpv. 2 prima frase LDDS), la SPI ha disposto/chiesto che la carcerazione ai fini di allontanamento sia prorogata di tre mesi, se confermata dal GIAR (doc. 1 inc. GIAR 258.2004.3; artt. 3 cpv. 2 lett a., 5, 29 Legge cantonale d'applicazione LMC, e art. 1 del relativo regolamento). La SPI, ricorda che la persona oggetto della misura avrebbe dovuto lasciare la Svizzera entro il 17 settembre 2002, ha dato informazioni inesatte sulla sua provenienza ed ha costantemente mancato di collaborare, ciò che ha condotto alla decisione d'incarcerazione confermata da questo giudice, anche in virtù del tenore degli artt. 13f e 13b cpv. 1 lett. c. LDDS (entrati in vigore, nella nuova formulazione, il primo aprile 2004). Aggiunge che la collaborazione è costantemente mancata anche dopo l'incarcerazione. In particolare la nazionalità dello straniero non sarebbe ancora nota (con aumento degli elementi contrari al riconoscimento della nazionalità ucraina - l'esperto LINGUA dell'UFR avrebbe espresso fondati dubbi sulla nazionalità dichiarata) ed egli continua a non adoperarsi per recuperare i suoi documenti d'identità, con esplicita dichiarazione di non collaborazione ad un funzionario dell'UFR.

3.

Il patrocinatore di __________ sottolinea la giovane età del resistente e la durata della carcerazione subita e contesta la mancanza di collaborazione. A suo dire il resistente è giunto in Svizzera senza documenti ed ha fornito costante ed univoca versione circa la sua identità.

L'equivoco linguistico dipenderebbe dal fatto che il padre del resistente è di nazionalità moldava e solo la madre ucraina. I fatti da lui dichiarati nel corso delle varie audizioni dovrebbero permettere verifica delle sue dichiarazioni circa l'identità, verifica che (sempre a dire del patrocinatore) non sarebbe stata effettuata o lo sarebbe stata solo superficialmente. Inoltre, __________ non avrebbe mai dato adito a lamentele durante il periodo di permanenza presso il centro della CRS (doc. 4, inc. GIAR 258.2004.3).

4.

La decisione di questo giudice che accertava legalità ed adeguatezza della carcerazione, si fondava su di una serie di riscontri che indicavano come lo straniero non avesse intenzione di lasciar la Svizzera e come egli aveva violato il suo obbligo di collaborazione, fornendo (verosimilmente) false generalità.

Infatti, dalla documentazione che chiedeva conferma della carcerazione emergeva che a __________ non risultano risiedere le persone da lui indicate quali genitori, che non conosce i quartieri di quella cittadina e non conosce l'ucraino, bensì il russo ed il moldavo. Egli ha, inoltre, affermato di aver cercato di recuperare il passaporto che si troverebbe presso i genitori; anche volendo prescindere da quanto appena detto circa il luogo di residenza (indicato) dei genitori stessi, non ha in alcun modo documentato o reso verosimile il suo dire. Da ultimo, ancora davanti a questo giudice, ha manifestato poco interesse (per non dire altro) per un rientro in patria (doc. 1 e 2, inc. GIAR 258.2004.1).

5.

La decisione sull’eventuale proroga della carcerazione in vista dell’esecuzione dell’allontanamento esige ovviamente un esame volto a determinare se i motivi che avevano condotto all’originaria decisione di incarcerazione mantengano ancora la propria validità.

Inoltre, la concessione di una proroga della carcerazione esige la presenza di “ particolari ostacoli [...] all’esecuzione dell’allontanamento o dell’espulsione ” (art. 13b cpv. 2 LDDS). Sono considerati tali il rifiuto dello straniero di collaborare, per quanto ragionevolmente esigibile, ai preparativi per la sua partenza, la durata eccezionalmente lunga della procedura di ottenimento dei documenti di viaggio, ma anche ragioni tecniche a carattere provvisorio (v. Nicolas Wizard, Les renvois et leur exécution en droit des étrangers et en droit d’asile, tesi di dottorato dell’Università di Ginevra, Basilea/Francoforte sul Reno 1997, pto. 3.3.4.1.2 p. 294 s.).

6.

Nel caso in esame, è evidente che l'allontanamento non è ancora (stato) possibile per la mancata collaborazione della persona interessata. L'esame LINGUA, sebbene non ancora definitivo, sembrerebbe indicare cittadinanza moldava (scritto 14.07.2004 UFR) a conferma dei dubbi precedenti, basati comunque anche su altri elementi (non individuazione dei genitori in base ai dati indicati e non conoscenza della città). Il fatto che il padre sia di origini moldave non dovrebbe giustificare più di tanto la non conoscenza della lingua del luogo dove si è nati e cresciuti, ma soprattutto non giustifica la non conoscenza dei luoghi e il mancato riscontro della residenza dei genitori.

Non da ultimo, lo stesso __________ avrebbe dichiarato al funzionario UFR di non intendere collaborare.

7.

Nulla emerge dall'incarto a sostegno dell'affermazione della difesa secondo cui l'autorità preposta non avrebbe fatto quanto in suo potere per permettere l'ottenimento dei documenti di viaggio. Al contrario, è manifesto come sia il comportamento del resistente (peraltro dichiarato) a impedire il corretto rientro. Con l'introduzione dell'art. 13f LDDS e la modifica dell'art. 13b cpv. 1 lett. c. il legislatore ha inteso sottolineare ulteriormente l'importanza della collaborazione dello straniero (ed un suo dovere in tal senso) dandole un peso notevole anche per quanto concerne la privazione della libertà: la mancata collaborazione diventa indizio di pericolo di latitanza (FF 2003, pag. 4993).

8.

In conclusione, i motivi per la carcerazione sono ancor dati. Decisiva diviene dunque una valutazione della protrazione richiesta nell’ottica della proporzionalità.

Se si considerano i motivi primi della (originaria) incarcerazione, la non positiva evoluzione dell’atteggiamento dello straniero nei trascorsi mesi di carcerazione, l’esistenza di particolari difficoltà per l’ottenimento dei documenti di viaggio non imputabili alle autorità svizzere, bensì allo straniero stesso, la protrazione ha da considerarsi giustificata.

Per i quali motivi,

visti i menzionati articoli di legge

decide:

1. La decisione/istanza 15 luglio 2004 di proroga della carcerazione in attesa di allontanamento cui è astretto __________ è accolta.

§ Di conseguenza, la carcerazione ai fini di allontanamento cui è astretto __________ è prorogata di tre (3) mesi e verrà a scadere il giorno 11 novembre 2004, compreso.

2. Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3. Contro la presente decisione è data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo entro 15 (quindici) giorni dall’intimazione.

4. Intimazione:

- avv. dr. __________, per sé e per __________;

- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Viale Stefano Franscini 15, 6501 Bellinzona;

- Sezione esecuzione pene e misure, CP 238, 6807 Taverne. giudice __________