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GINEVRA - Il procedimento penale per truffa e riciclaggio di denaro avviato nel Principato di Monaco dal miliardario russo Dmitry Rybolovlev contro il mercante d'arte svizzero Yves Bouvier è stato definitivamente annullato. La Corte di revisione monegasca ha confermato una decisione della Corte d'appello dello scorso dicembre.
Dal 2015, Dmitry Rybolovlev rimprovera a Yves Bouvier di aver fatturato troppo care le opere d'arte che gli proponeva di acquistare, dato che già lo pagava come suo agente per trovargli dei quadri rari. Queste pratiche controverse sarebbero andate avanti per oltre dieci anni. L'uomo d'affari russo, proprietario della squadra di calcio AS Monaco, ritiene di aver così perso un miliardo di franchi. E di essere stato truffato e sfruttato da una persona che godeva della sua piena fiducia.
Da canto suo Yves Bouvier, in un comunicato odierno trasmesso ai media svizzeri, afferma che «sono cinque anni che rivendico la mia innocenza e oggi la giustizia monegasca mi ha finalmente dato ragione. È una vittoria totale e definitiva a Monaco».
Il contenzioso Rybolovlev-Bouvier occupa dal 2015 la giustizia di diversi paesi, fra cui Monaco, Singapore e Stati Uniti.
Ma se il procedimento nel principato è stato annullato, prosegue invece quello penale aperto nel 2017 a Ginevra contro il mercante d'arte per truffa, amministrazione infedele e riciclaggio di denaro, hanno ricordato oggi i legali di Rybolovlev, Marc Henzelin e Sandrine Giroud.
«Le accuse diffamatorie fatte dal signor Bouvier e dai suoi avvocati sono fantasiose», ribattono in una dichiarazione diffusa in serata gli avvocati francesi di Rybolovlev, Hervé Temime e Martin Reynaud. Le denunce contro il signor Bouvier sono invece «basate su prove evidenti e schiaccianti di una truffa di diverse centinaia di milioni di euro», aggiungono.
Il miliardario russo accusa Bouvier di essersi concesso margini di guadagno occulti su 38 opere d'arte che ha acquistato con il suo aiuto. Tra i dipinti c'è il "Salvator Mundi" di Leonardo da Vinci, acquistato da Rybolovlev per 127,5 milioni di dollari e poi venduto per 450 milioni.
L'avvocato ginevrino di Bouvier, David Bitton, in un comunicato odierno afferma che gli attacchi di Rybolovlev «non hanno nulla a che fare con il ruolo del mercante d'arte». Secondo Bitton, il russo voleva «svalutare artificialmente il valore della sua collezione nel contesto della sua procedura di divorzio».