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L'olandese continua nel suo assolo; alle sue spalle la confusione
Crescono in tanti ma la Red Bull rimane imprendibile.
SILVERSTONE - Decima gara e decima vittoria della Red Bull, l’ottava di Max Verstappen che è alla sesta di fila e ora insidia il record assoluto di nove successi consecutivi ottenuto da Vettel, guidando la Red Bull di un’altra epoca. È un monocolore, ma più che altro è un uomo solo al comando perché il suo compagno di squadra arranca ogni volta anche se poi, alla resa dei conti, è tranquillamente secondo nel Mondiale. D’altra parte Verstappen da solo sarebbe in testa anche al Mondiale Costruttori tanto è il suo vantaggio sul resto del mondo.
A Silverstone si è trovato circondato dagli inglesi che non lo amano, anche se corre con un team che fa suonare “God save the king” ogni domenica. Ce n’era un mare sotto il podio e due accanto a lui, Norris ed Hamilton. Ogni volta cambiano gli attori non protagonisti, ma il re è sempre lui. I predestinati, che si chiamino Leclerc, Norris o Russell sono sempre dietro, un po’ come Hamilton, che deve addirittura fingere di godere per un terzo podio, lui che di gare ne ha vinte 103 (ma l’ultima nel 2021 a Gedda).
Nel giorno della resurrezione della McLaren (e in parte anche della Williams) è crollato chi era risorto al giro precedente, ovvero la Ferrari, finita al margine della zona punti. Più che un Mondiale di Formula 1 per la Rossa sembra un giro sulle montagne russe. Una domenica sei là in alto a guardare il mondo e la domenica dopo sprofondi con il cuore in gola. Peccato che le discese non siano ardite e le risalite durino meno di un lampo. Se non ci fosse Max, il Mondiale sarebbe bellissimo. Ogni volta avremmo un vincitore diverso e di scuderie differenti. Avrebbero vinto Aston Martin, Mercedes, Ferrari, addirittura l’Alpine avrebbe sfiorato il successo a Monaco. È un campionato pieno di eroi per un giorno, ma dominato da uno che è comunque sempre davanti a tutti anche se gli capita di scattare male al via. Come quando, a Silverstone, Norris ha provato a fuggire, fino a che dai box non gli hanno ricordato il suo vero obiettivo della domenica: arrivare in fondo, possibilmente sul podio… Senza la Safety Car sul podio ci sarebbe arrivato anche il compagno Piastri a completare la resurrezione della McLaren, guidata dall’ex ferrarista Stella. Il problema è che la prossima volta in Ungheria magari rivedremo la Ferrari sul podio e la McLaren in affanno. L’unica costante sarà il solito Max là davanti, a macinare record.