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La Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata mira a punire e a combattere la sparizione forzata in quanto violazione dei diritti umani. La Convenzione è stata approvata dall’Assemblea generale dell’ONU il 20 dicembre 2006. La Svizzera l’ha ratificata il 2 dicembre 2016.
Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata
La Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata (CED) obbliga gli Stati Parte a prevenire, vietare e punire penalmente la sparizione forzata in quanto violazione dei diritti umani. Per “sparizione forzata” la Convenzione intende qualsiasi privazione di libertà commessa da agenti o con il consenso di uno Stato, rifiutando in seguito di riconoscere detta privazione e di comunicare il luogo in cui la persona in questione si trova.
In particolare, gli Stati Parte si impegnano a:
punire penalmente la sparizione forzata in qualsiasi circostanza e senza eccezioni,
stabilire nella propria legislazione le condizioni, le competenze e le procedure conformi per la privazione della libertà,
garantire che siano compilati registri o atti ufficiali che contengano almeno determinate informazioni essenziali sulle persone private della libertà,
garantire alle persone vicine all’interessato/a l’accesso alle informazioni essenziali sul luogo in cui quest’ultimo/a si trova,
garantire la riparazione alle vittime di sparizione forzata e la conoscenza della verità sulla sorte della persona scomparsa.
La Convenzione è stata approvata dall’Assemblea generale dell’ONU il 20 dicembre 2006 ed è entrata in vigore il 23 dicembre 2010. È stata ratificata dalla Svizzera il 2 dicembre 2016 ed è entrata in vigore per il nostro Paese il 1o gennaio 2017.
Meccanismo di controllo
Un comitato indipendente eletto dagli Stati Parte e composto di dieci membri controlla l’attuazione degli obblighi. Il Comitato sulle sparizioni forzate ascolta i familiari della persona scomparsa e chiede agli Stati parte le relative informazioni o una visita sul posto. Inoltre può raccomandare misure urgenti nonché, qualora lo Stato Parte dichiari esplicitamente di riconoscerne la competenza, trattare comunicazioni individuali (procedura di comunicazione individuale) e interstatali (procedura di comunicazione interstatale). La Svizzera ha riconosciuto la competenza del Comitato a trattare le comunicazioni individuali (art. 31) e interstatali (art. 32).
Ogni Stato parte deve presentare un rapporto unico sullo stato dell’attuazione della Convenzione entro due anni dalla ratifica di quest’ultima. La Svizzera ha presentato questo rapporto in dicembre 2018. Il Comitato può anche chiedere agli Stati parte di fornire ulteriori informazioni in merito all’attuazione della Convenzione.