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Sanzioni all'export di prodotti della tecnologia civile e a individui ed entità coinvolti nei referendum indetti dalla Russia nei territori occupati militarmente da Mosca: sono questi, a quanto si apprende da fonti europei, due dei principali punti che comporranno il nuovo pacchetto di sanzioni anti-Mosca che la Commissione Ue si appresta a varare. Pacchetto che, si apprende dalle stesse fonti, non dovrebbe invece contenere il price cap al petrolio che era stato ipotizzato nelle ore scorse.
Nella proposta che Palazzo Berlaymont domani avanzerà nei cosiddetti «confessionali» con i Rappresentanti dei Paesi membri il tetto al prezzo del petrolio russo non dovrebbe essere incluso. I motivi potrebbero essere molteplici.
Da un lato c'è la difficoltà tecnica di mettere su una sanzione sulla quale cruciale è il coordinamento con gli Alleati extra-Ue e dall'altro c'è l'incognita Ungheria: un veto di Budapest potrebbe bloccare l'iter, visto che per l'approvazione delle sanzioni è necessaria l'unanimità.
Certo, invece, l'inserimento di nuovi bandi all'export di prodotti europei verso la Russia e l'inserimento in black list di tutte le persone e entità coinvolte nei referendum del Donbass, che Bruxelles ha già anticipato che non saranno mai riconosciuti.