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Al suono assordante di numerosi campanacci, da 10 mila (secondo la polizia) a 12 mila contadini svizzeri si sono dati appuntamento stamane sulla Piazza federale per protestare contro le misure di risparmio pianificate nell'agricoltura dal Consiglio federale.
Il corteo, partito dalla Fossa degli orsi, si è svolto nella calma.
Il direttore dell'Unione svizzera dei contadini (USC), consigliere nazionale Jacques Bourgeois (PLR/FR), ha ringraziato la folla presente, esortando i contadini ad agire per cambiare la situazione.
A suo dire, gli ennesimi tagli al settore sono la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Consiglio federale non ha rispettato le promesse, ha dichiarato davanti a una moltitudine di manifestanti.
Innumerevoli i cartelli e gli striscioni di protesta - "Pagamenti diretti=miseria", "Politica agricola 2014-2017=Cacca", "Senza contadini niente cibo" - contro i tagli e la politica delle autorità federali.
I contadini trovano particolarmente dolorosi i risparmi di 800 milioni di franchi nell'ambito del credito quadro 2018-2021. Accusano il Consiglio federale di ingannare le famiglie degli agricoltori.
Dall'ultima riforma,"il mondo agricolo ha assunto le responsabilità che gli sono state assegnate dalla politica, il Consiglio federale invece non ha rispettato i patti". Le decisioni finanziarie prese adesso dal governo sono "la goccia che ha fatto traboccare il vaso", secondo Markis Ritter, presidente di USC, rieletto nel Consiglio nazionale (PPD/SG).
Le speranze del presidente dell'USC sono adesso riposte nel Parlamento. Dopo le elezioni di ottobre la rappresentanza del settore, con 30 consiglieri nazionali e agli Stati, è praticamente pari a quella della scorsa legislatura. Ciò offre la possibilità di correggere la strada intrapresa dal Consiglio federale.
Pro Natura e WWF contrari
Pro Natura e il WWF svizzero sono in disaccordo con l'Unione svizzera dei contadini (USC) che oggi protesta contro i tagli alla politica agricola decisi dal governo.
"La manovra dell'USC ha l'evidente scopo di distogliere l'attenzione dal fallimento della sua politica di orientare l'agricoltura al mercato", afferma in un comunicato Pro Natura, secondo cui i tagli al budget agricolo non sono per nulla prioritari.
Per il WWF, i contadini chiedendo la compensazione obbligatoria per la perdita di terreno agricolo: ancora una volta danno la colpa alla protezione della natura, ma dati recenti in sei Cantoni dimostrano che non è così.
SDA-ATS