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Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni, parla del rapimento di cui è stato vittima
BERNA - È Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni, il volto della pandemia che lo scorso 31 marzo è stato vittima di un rapimento. Il suo nome era già emerso negli scorsi giorni, ma una successiva ingiunzione del Tribunale distrettuale di Zurigo aveva proibito alle testate Tamedia di fornire idicazioni sulla sua identità.
Ora è però lo stesso Berger che, per mezzo di uno scritto citato da 20 Minuten, parla di quanto accaduto nelle scorse settimane: «L'autore del gesto, che fino ad allora non conoscevo, mi ha avuto in suo potere per almeno un'ora. In questo tempo mi ha messo di fronte alla richiesta di una notevole somma di denaro». Con tanto di minacce su quello che gli poteva accadere se la richiesta non fosse stata soddisfatta.
Ma il rapimento non avrebbe avuto nulla a che fare con il ruolo di Berger in seno alla Commissione federale per le vaccinazioni, come si legge ancora nello scritto. «L'obiettivo dell'autore era soltanto economico» assicura. Berger avrebbe pertanto assicurato l'intenzione di versare la somma richiesta. Una volta rilasciato si è però messo in contatto con la polizia cantonale, «che da allora si occupa di me e della mia famiglia spaventata. La protezione della mia famiglia viene prima di tutto».