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Arnaud Bertrand ha fondato HouseTrip nel 2009, per poi ritirarsi dall’operativo nel 2014. Ha tratto delle lezioni dagli anni passati a capo dell’impresa.
Piattaforma comunitaria che propone soluzioni per alloggi in alternativa all’hotel, la società HouseTrip ha vissuto una progressione folgorante dal momento del lancio nel 2010. Passata in cinque anni da 300 a 400'000 alloggi e da due a 220 impiegati, la piccola PMI losannese ha saputo trovare la sua collocazione sul mercato del turismo. Il fondatore ed ex CEO, Arnaud Bertrand, racconta la sua esperienza.
Come si è sviluppato HouseTrip?
Arnaud Bertrand: L’idea di questa piattaforma per affittare alloggi è venuta a me e mia moglie, dopo uno stage a Londra nell’ambito dei nostri studi alla Scuola alberghiera di Losanna nel 2007 ed abbiamo concretizzato questa idea nel 2009, dopo il nostro diploma. Avevamo incontrato difficoltà nel trovare un alloggio a Londra che non fosse un hotel e i siti esistenti all’epoca non ci soddisfacevano. Ci è voluto un anno, in seguito, per raccogliere i fondi necessari, fare l’inventario delle proprietà, trovare sviluppatori web e creare il sito.
Quali fonti di finanziamento avete trovato per il lancio?
Bertrand: Abbiamo ricevuto rapidamente dei premi, quali il Prix Strategis di HEC ed il Venture Kick. Oltre all’aspetto finanziario, questi premi hanno apportato importanza al nostro progetto ed hanno incoraggiato gli investitori a credere in noi. Dal 2010, abbiamo ricevuto una ventina di premi e ricompense. La rivista inglese The Times ci ha addirittura classificati tra i migliori cinque siti di viaggi.
Qual è il vostro modello d’affari?
Bertrand: Abbiamo soprattutto degli investitori privati, e prendiamo una commissione dal 10% al 20% sulle prenotazioni. Per il momento, HouseTrip genera un guadagno, ma non ancora degli utili.
Quali sono i concorrenti di HouseTrip e come vi differenziate?
Bertrand: I nostri principali concorrenti sono Home Away e Airbnb, due imprese americane. Il primo sito funziona come un sistema di piccoli annunci: i proprietari pagano annualmente per essere inseriti nella lista e tutte le transazioni vengono operate tra il proprietario e l’affittuario. Servendo da intermediario, HouseTrip permette di evitare le frodi e ognuno può iscriversi gratuitamente per mettere la sua proprietà in affitto. Inoltre, pur funzionando in maniera simile a Airbnb, noi proponiamo soltanto intere proprietà, non camere o divani. Abbiamo anche un programma fedeltà.
Qual è il vostro pubblico target?
Bertrand: Abbiamo delle proprietà recensite virtualmente in tutti i paesi del mondo, ma con una concentrazione del 90% in Europa. Dato che mettiamo a disposizione delle ville o degli appartamenti interi, sono essenzialmente le famiglie che riservano su HouseTrip.
Lei si è ritirato dagli affari nel settembre 2014. Perché?
Bertrand: Mia moglie ed io abbiamo effettivamente lasciato l’operativo di HouseTrip lo scorso settembre, per preservare la nostra salute, ma restiamo azionari. Nei sei anni che vi abbiamo trascorso, ho preso sia decisioni giuste che sbagliate. Sto scrivendo un libro nel quale racconto l’avventura di HouseTrip e metto in evidenza i punti importanti della mia esperienza di imprenditore. Si tratta di consigli pratici che mi sono mancati all’epoca e che forse mi avrebbero permesso di evitare certi errori.
Cosa si sente quindi di consigliare ai giovani imprenditori?
Bertrand: In primo luogo, bisogna circondari di persone giuste. Per essere sicuro al 100% di assumere il miglior collaboratore, il processo di assunzione deve essere diligente. Non si deve esitare nel convocare cinquanta persone per un posto, se è necessario.
Inoltre, è bene istituire un sistema di management all’interno del quale gli impiegati siano autonomi. Voler tenere tutto sotto controllo è un errore che ho commesso, ed ho finito per perdere il controllo quando HouseTrip si è ingrandito. Il ruolo del CEO è molto importante, in particolare nell’ambito della strategia e della vigilanza sulla concorrenza. Non bisogna perdersi nella gestione quotidiana.
In terzo luogo, raccomanderei di non agire mai contro le proprie idee. Molte persone cercano di influenzare le decisioni del CEO, soprattutto gli investitori o il consiglio d’amministrazione, e si cade facilmente nell’errore di voler compiacere una di queste persone. È importante analizzare le situazioni e prendere decisioni di testa propria. Questo può rivelarsi difficile, ma si deve sempre aver in mente il benessere a lungo termine dell’azienda.
Il mio quarto consiglio sarebbe di fare di tutto affinché l’impresa sia diretta dai clienti. Mi pare difficile fare qualcosa di sbagliato quando si da retta ai commenti degli utenti e si cerca di migliorare in caso di critiche.
Infine, bisogna fare attenzione alle spese di marketing. Se si comincia a pagare troppo per attirare visitatori, significa che non si è apprezzati a sufficienza. È necessario che i clienti arrivino spontaneamente per diventare redditizi.