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La popolazione di Molino Nuovo, storicamente legata alla chiesa della Madonnetta e alla sua confraternita del Sacro Cuore, si dotò all’inizio del Novecento di un’imponente basilica che potesse rispondere alla crescita demografica del quartiere. L’iniziativa fu di don Annibale Lanfranchi, che promosse la costruzione del nuovo edificio neoromanico a tre navate, con transetto e tiburio ottogonale, progettato da Enea Tallone e Silvio Soldati. Aperta al culto nel 1927, la chiesa ospita all’interno un ciclo di affreschi di Vittorio Trainini e, sulla facciata, un rosone di Gastone Cambin e bassorilievi di Fiorenzo Abbondio. Nella cripta riposano le spoglie dei vescovi della Diocesi di Lugano.