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Si sono arricchiti ai danni della società e degli assicurati: è l'accusa mossa dal ministero pubblico bernese all'ex presidente del consiglio di amministrazione della cassa malattia KPT/CPT, Walter Bosch, e al suo vice, Bernhard Liechti. Nel processo cominciato oggi davanti al tribunale del commercio di Berna i due dirigenti devono rispondere di amministrazione infedele aggravata per fatti avvenuti nel 2010, quando tentarono senza successo di fondere la loro società con la concorrente Sanitas.
La denuncia penale era stata presentata nel 2012 dalla Finma. Secondo l'autorità di vigilanza, che ha emanato un divieto di esercitare la professione per una durata di quattro anni, Bosch - noto anche per essere stato il caporedattore del "Blick" e per avere avuto una carriera lampo presso Swiss - e Liechti hanno violato gravemente i loro loro obblighi di diligenza e lealtà.
Avevano infatti fissato a un valore molto elevato il prezzo di riacquisto delle azioni della società detenute dai collaboratori: 600 franchi, a fronte di una prezzo di emissione che era stato compreso fra 28 e 40 franchi. In tal modo i membri del consiglio di amministrazione, i manager e anche i normali dipendenti avrebbero potuto conseguire lauti guadagni.
La procura bernese rimprovera gli imputati anche in relazione a due altri punti: la concessione di un prestito milionario a due cifre senza le necessarie garanzie e il fatto di aver compensato tutti i consiglieri di amministrazione con indennità di partenza esagerate.
I magistrati hanno per contro archiviato il procedimento in relazione ai mandati ricevuti dai dirigenti, con emolumenti ottenuti senza che vi fosse una prestazione che - secondo la Finma - vada al di là di quanto già dovuto nell'ambito di una normale attività di amministratore.
I dibattimenti dureranno probabilmente sino a mercoledì. La sentenza potrebbe giungere venerdì pomeriggio. L'amministrazione infedele aggravata è punita con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.
(atsi)
SDA-ATS