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Covid
Covid: il mondo sfiora i 200 milioni di casi
Il mondo sfiora i 200 milioni di casi totali di coronavirus, mentre sono oltre 4,25 milioni i decessi confermati per la pandemia. È quanto emerge dalla mappa dei dati sull'emergenza sanitaria dalla John Hopkins University.
In dettaglio, a livello globale sono state registrate finora 199'803'078 infezioni e 4'251'176 morti per Covid-19. Secondo quanto riferito, il primo paese per contagi sono gli Stati Uniti, con oltre 35,2 milioni, seguiti dall'India (31,7 milioni), dal Brasile (19,9 milioni), dalla Russia (6,27 milioni) e dalla Francia (6,24 milioni). Il primato per i decessi è ancora degli Usa, con oltre 614'000 vittime. Seguono Brasile (558'432) e India (425'757).
Intanto l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) lancia un monito per i paesi del primo mondo a evitare di essere egoisti sui vaccini contro il coronavirus, e chiede con forza di posticipare la terza dose «almeno fino alla fine di settembre» così da permettere l'immunizzazione «di almeno il 10% della popolazione» di ogni nazione.
Ma la Casa Bianca, per bocca della portavoce Jen Psaki, ha subito respinto la richiesta dell'Oms. «Riteniamo che sia una scelta falsa e che possiamo fare entrambe le cose», ha detto la Psaki, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno una scorta sufficiente per continuare a distribuire i vaccini all'estero, garantendo allo stesso tempo il richiamo ai suoi cittadini.
Mentre molti Stati, soprattutto dei paesi più poveri, ancora arrancano sulle campagne di immunizzazione, sono diversi quelli che hanno già pianificato di mettere in pista il terzo richiamo: Israele ha iniziato a somministrare il «booster» da domenica scorsa, la Germania l'ha annunciato per settembre, la Gran Bretagna pianifica di farlo a stretto giro mentre il dibattito sulla terza iniezione tiene campo in molti paesi occidentali.
Ma «abbiamo urgente bisogno di cambiare le cose: da una maggioranza di vaccini che va ai paesi ricchi ad una maggioranza che va ai paesi poveri», ha chiesto il direttore dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. Un appello rivolto anche ai produttori dei farmaci a «dare priorità a Covax», il piano dell'Onu per un'equa distribuzione delle dosi, e agli influencer come atleti olimpici, investitori, imprenditori, leader religiosi, per «sostenere la nostra richiesta di una moratoria sui richiami fino a settembre».
SDA