Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01129.jsonl.gz/725

Il premier cinese Wen Jiabao ha indicato oggi nell'inflazione il "nemico numero uno" del paese, un nemico che minaccia non solo i redditi dei cittadini, ma anche "la stabilità sociale".
"Recentemente, i prezzi sono cresciuti molto in fretta e si sono rafforzate le aspettative di ulteriore inflazione", ha affermato nel discorso col quale ha aperto i lavori della sessione annuale del Parlamento cinese, l'Assemblea Nazionale del Popolo (NPC). "Questo problema - ha aggiunto - riguarda il benessere del popolo e riveste un interesse generale perché coinvolge la stabilità sociale".
Parlando nel mastodontico edificio stalinista che ospita l'Assemblea a due passi dalla Città Proibita, il premier ha indicato nell'8% il tasso di crescita "ideale" per il 2011. Negli anni seguenti l'economia non dovrà crescere più del 7% all'anno.
Il premier ha promesso uno sforzo per contenere l'inflazione entro il 4% all'anno (in gennaio è stata del 4,9) e ha annunciato misure per favorire il consumo interno, due obiettivi che appaiono difficilmente conciliabili. "Espandere la domanda interna è un obiettivo strategico a lungo termine e un punto fermo fondamentale dello sviluppo economico della Cina", ha spiegato.
Nel suo discorso, chiamato "rapporto sul lavoro del governo", Wen Jiabao non ha fatto cenno alle rivoluzioni democratiche delle scorse settimane nei paesi arabi, che hanno suscitato forti preoccupazioni nel governo a partito unico di Pechino.
Il premier ha però riconosciuto che nel paese esiste un malcontento dovuto all'inflazione e alle crescenti differenze tra ricchi e poveri, sostenendo che "alcuni problemi fortemente sentiti dal popolo" come "le grandi differenze nei redditi" non sono ancora stati risolti.
"Siamo coscienti del fatto che il nostro sviluppo non è ancora ben equilibrato, coordinato e duraturo", ha aggiunto.