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All'udienza, il padre ha confermato di aver aperto e portato delle lettere alla figlia, che ha continuato a sostenere economicamente perché la giovane faceva fatica a gestire la sua situazione finanziaria. Il Ministero pubblico vodese si era rifiutato di trattare la denuncia e, ricorso dopo ricorso, il caso è finito al Tribunale federale.
Il tribunale ha infine respinto la denuncia, ritenendo che non fosse grave per un padre infilare buste nella cassetta delle lettere della figlia quando questa non rispondeva alle sue chiamate. Il ricorso è stato respinto e la giovane donna dovrà pagare non meno di 3'000 franchi di spese processuali.