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"La Svizzera non può essere il fanalino di coda nella lotta al surriscaldamento climatico, la politica deve fare qualcosa nei vari settori: automobili meno inquinanti, tassa sui voli aerei, regole più severe per agricoltura e mondo della finanza, e sistemi di riscaldamento". Questi sono alcuni dei messaggi espressi mercoledì mattina, a Berna, da un presidio di Greenpeace organizzato sulla Piazza federale, con lo scopo di riportare l'attenzione sul tema del riscaldamento climatico.
A dare lo spunto è stata proprio l'ondata di caldo e di siccità che sta provocando molti problemi anche in Svizzera dove, si discuterà, tra poco, della revisione della Legge sul Co2. Per documentare quanto il clima stia incidendo anche nella Confederazione, l'associazione ha fatto un appello nazionale alla popolazione: "mandateci degli scatti che documentino cosa sta accadendo sul vostro territorio".
Le immagini arrivate da cittadini e simpatizzanti sono oltre 200: fontane asciutte, serbatoi vuoti, prati bruciati, raccolti andati perduti, ogni immagine secondo Greenpeace deve spingere la politica a muoversi nel rispetto dell'accordo di Parigi sul clima. "Dopo la ratifica di questo accordo - scrivono - spetta ora al Consiglio degli Stati e al Consiglio nazionale agire sulla revisione della legge sul CO2. Entro il 2050 le emissioni di gas serra della Svizzera devono essere ridotte a zero. Per raggiungere questo obiettivo, il nostro paese deve ridurre le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 del 60% rispetto al 1990".
TG/sdr