Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/191361

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di illustrare, mediante un rapporto, un piano che delinei una possibile strategia di "aiuto in loco" nell'ambito della politica in materia d'asilo. Detta strategia dovrà essere incentrata sul principio secondo cui i rifugiati la cui vita e integrità fisica sono minacciate devono essere assistiti nei Paesi limitrofi a quello d'origine e accolti in Svizzera solo limitatamente e in modo ordinato. A tal fine è in particolar modo necessario valutare una collaborazione con l'ONU e il CICR nonché mirare a coordinare la strategia con l'aiuto allo sviluppo, per incentivare i rispettivi Paesi vicini ad accogliere per quanto possibile i rifugiati in loco. I costi complessivi per la Svizzera devono essere inferiori rispetto agli esorbitanti costi dell'attuale politica in materia d'asilo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore del postulato, secondo cui le persone in fuga vanno possibilmente aiutate sul posto. Secondo l'Alto Commissariato per i rifugiati (ACNUR), a fine 2017 oltre 68,5 milioni di persone erano in fuga. L'85 per cento di queste vive in Paesi in via di sviluppo. Come già sottolineato a più riprese dal Consiglio federale (cfr. p. es. le risposte ai seguenti interventi: interpellanza Keller-Inhelder 15.4232, Concepire ex novo il settore dell'asilo; interrogazione Zuberbühler 16.1078, Aiuto in loco invece di programmi arbitrari di ricollocazione), la Svizzera si impegna dunque già oggi in via prioritaria nel proteggere i rifugiati nelle regioni di provenienza, in particolare nel quadro dei suoi programmi di protezione nella regione nel Vicino e Medio Oriente nonché nel Corno d'Africa. Dallo scoppio della crisi siriana, nel 2011, la Svizzera ha così già stanziato circa 376 milioni di franchi per la popolazione bisognosa. Tali fondi sono stati destinati in gran parte agli sfollati interni in Siria e in Iraq, nonché agli oltre 5,5 milioni di rifugiati e altri migranti nei Paesi limitrofi, sotto forma di contributi a organizzazioni partner umanitarie, segnatamente il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e organizzazioni ONU quali l'ACNUR. A complemento dell'aiuto in loco, negli anni scorsi il Consiglio federale ha deciso di accogliere 3500 vittime del conflitto siriano nel quadro del programma di reinsediamento dell'ACNUR.</p><p>La concessione dell'aiuto in loco non significa però che le persone bisognose di protezione non possano più essere riconosciute come rifugiati nel nostro Paese. Nonostante queste misure di aiuto nelle regioni di provenienza, è presumibile che persone perseguitate o la cui vita o integrità fisica è minacciata continueranno a chiedere protezione al di fuori della loro regione di origine. Il Consiglio federale è dell'opinione che l'aiuto sul posto e la protezione in Svizzera costituiscano due risorse complementari della politica d'asilo.</p><p>Dato che l'aiuto in loco costituisce già un aspetto importante dell'impegno svizzero e il Consiglio federale informa già regolarmente il Parlamento, ad esempio nel quadro del rapporto annuale sulla cooperazione internazionale in materia di migrazione, un rapporto supplementare non apporterebbe alcun valore aggiunto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.