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<h2>SubmittedText<h2><p>Recentemente, su mandato dell'ONU, il centro di monitoraggio globale degli incendi (Global Fire Monitoring Center) dell'Università di Friburgo in Brisgovia ha elaborato un libro bianco esaustivo che illustra l'impatto degli incendi della vegetazione sull'equilibrio globale. Tali incendi interessano ogni anno da 3 a 4 milioni di chilometri quadrati, sebbene questi siano, in parte, una componente importante per gli ecosistemi resistenti al fuoco, causano anche ingenti danni all'ambiente e alle infrastrutture e hanno ripercussioni sul piano socioeconomico e umanitario.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di prendere posizione sulle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il fenomeno mondiale degli incendi della vegetazione dal punto di vista ecologico, sociale, economico e in termini di politica dello sviluppo?</p><p>2. Che ruolo hanno gli incendi della vegetazione nel contesto dei cambiamenti climatici? In quale misura contribuiscono alle emissioni globali di CO2? A quanto ammontano le emissioni di carbonio causate dagli incendi a danno degli ecosistemi, le quali non sarebbero state emesse sul lungo termine?</p><p>3. Quali sono le cause degli incendi della vegetazione? I cambiamenti climatici hanno fatto aumentare il rischio di incendi della vegetazione?</p><p>4. Quali servizi federali si occupano attualmente delle cause e degli effetti degli incendi della vegetazione che si manifestano in tutto il mondo? Questi organi sono coordinati tra di loro?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a sviluppare una strategia globale per contribuire a livello internazionale alla ricerca in materia e alla lotta antincendio?</p><p>6. Quali convenzioni internazionali vigenti trattano la questione degli incendi della vegetazione (p. es. Convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza di Ginevra, Convenzione europea del paesaggio, Convenzione di Berna, ecc.)? Occorrono appositi protocolli per completarle?</p><p>7. Quali incendi della vegetazione si possono in linea di massima prevenire oppure contrastare con mezzi tecnici? A tale scopo, la Svizzera e i suoi corpi pompieri potrebbero fornire un contributo?</p><p>8. In futuro la Svizzera intende collaborare con comitati internazionali di esperti, come la rete globale sugli incendi Global Wildland Fire Network che opera nel quadro della strategia internazionale per la riduzione dei disastri?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. I cambiamenti globali in atto, soprattutto di natura climatica, causano un aumento dei rischi di incendi della vegetazione e in particolare delle foreste. Nei tropici, la maggiore parte delle emissioni di gas serra sono causate dagli incendi appiccati alle foreste al fine di utilizzarne le superfici per produrre palma da olio, soia, granoturco o altri prodotti destinati ai mercati nazionali o globali. Ma gli incendi boschivi di vaste dimensioni sono diventati più frequenti anche in altre regioni, come ad esempio in Russia nel 2010 o nell'America del Nord nel corso degli ultimi tre anni. Il fenomeno interessa sempre più foreste ubicate ai margini di insediamenti o al loro interno ed è provocato dalla siccità e dai cambiamenti sopravvenuti nella cura del paesaggio rurale, i quali producono un'accumulazione di materiale combustibile. Il Consiglio federale è del parere che anche la Svizzera sarà interessata dall'aumento del rischio di incendi boschivi dovuto ai cambiamenti climatici.</p><p>Gli incendi non si limitano a distruggere la vita organica e a minacciare la biodiversità, ma comportano anche la perdita di funzioni di protezione e modificano sia il bilancio idrico che il regime delle temperature a livello locale. Si stima che il 17 per cento delle emissioni globali di gas serra sia causato dalla distruzione delle foreste, una quota superiore a quella dell'intero settore dei trasporti. In numerosi Paesi tropicali la deforestazione rende ancora più poveri i ceti sociali meno abbienti: da un lato sottrae loro il suolo mettendone in pericolo le basi esistenziali, dall'altro provoca eventi estremi come onde giganti, erosione del suolo e frane. Dai rapporti nazionali sull'adattamento ai cambiamenti climatici si evince che sono ormai numerosi i Paesi tropicali che nel corso degli ultimi trent'anni hanno rilevato un aumento della frequenza e dell'entità di tali eventi.</p><p>4./5. Secondo il Consiglio federale la conservazione e l'utilizzo sostenibili delle foreste per i quali la Svizzera si impegna da decenni a livello internazionale, serve anche a prevenire incendi forestali. La politica internazionale in materia di clima, foreste e biodiversità prevede contatti periodici fra gli uffici interessati (in particolare UFAM, DSC, SECO e UFAG) al fine di garantire il coordinamento tra i dipartimenti e l'utilizzo di sinergie. La Svizzera è attiva in modo concreto, ad esempio nell'ambito dei negoziati sul clima a sostegno del programma Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation in Developing Countries (REDD+) o nell'elaborazione di una convenzione europea sulle foreste. In seno all'Organizzazione internazionale per il legno tropicale la Svizzera sostiene anche progetti per la gestione di incendi forestali. La promozione di catene di valore aggiunto sostenibili nella produzione di beni come la soia, il caffè o il cacao, ad esempio nel quadro di standard di sostenibilità di diritto privato, costituisce un ulteriore contributo alla prevenzione degli incendi forestali.</p><p>6./8. Dato il crescente rischio globale e nazionale di incendi della vegetazione la Svizzera presta già ora maggiore attenzione al fenomeno, sia nel quadro di accordi multilaterali che nella collaborazione transfrontaliera. La Svizzera esaminerà eventuali proposte volte a completare convenzioni esistenti. Il governo è del parere che un impegno della Svizzera in seno a gruppi di specialisti internazionali dipenda dall'importanza dei gruppi nel contesto dell'impegno profuso dall'amministrazione federale nel settore degli incendi della vegetazione. Nel quadro dei negoziati volti a promuovere l'agenda per lo sviluppo post-2015, la Svizzera si impegnerà affinché si elabori un quadro normativo che disciplini la prevenzione delle catastrofi, indirizzato soprattutto a una gestione integrata dei rischi all'insegna di un approccio basato su una chiara distinzione dei ruoli, a livello nazionale e livello locale, e sulla loro interazione nella gestione dei pericoli naturali. Nel corso nel 2014, anno in cui assumerà la presidenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, la Svizzera contemplerà fra le priorità del suo mandato la gestione sicura dei pericoli naturali.</p><p>7. I vasti incendi appiccati per dissodare sono di natura antropica e in linea di massima possono quindi essere evitati. La Svizzera si impegna in questo ambito per esempio nel quadro del programma REDD+ (cfr. sopra). La lotta diretta agli incendi della vegetazione a livello internazionale non rientra fra le priorità della Confederazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.