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Un giorno importante per l’indipendenza
Venerdì 31 agosto 2018, l’UDC e l’ASNI depositano l’iniziativa popolare federale «Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)». La raccolta delle firme è iniziata il 16 gennaio 2018 e ha raggiunto in brevissimo tempo il numero necessario. Ciò dimostra
- che le Svizzere e gli Svizzeri non sono d’accordo con la non-applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa,
- che le Svizzere e gli Svizzeri vogliono riottenere la gestione autonoma dell’immigrazione,
- che le Svizzere e gli Svizzeri riconoscono le conseguenze negative dell’immigrazione spropositata dall’UE,
- che le Svizzere e gli Svizzeri non vogliono assoggettare il mercato del lavoro e la politica salariale al diritto e ai giudici UE,
- che le Svizzere e gli Svizzeri vogliono decidere loro stessi.
L’ASNI ingrazia l’UDC per l’ottima collaborazione che ha reso possibile la riuscita di questa importante iniziativa popolare.
Antefatti
Il parlamento e il Consiglio federale, il 16 dicembre 2016, non hanno applicato l’articolo 121a della Costituzione che recita «La Svizzera gestisce autonomamente l'immigrazione degli stranieri.», impedendo così una politica autonoma d’immigrazione e l’autodeterminazione delle Svizzere e degli Svizzeri.
La classe politica s’è piegata al diktat dell’UE esautorando di fatto il sovrano svizzero, ossia il popolo e i cantoni.
Il 16 dicembre 2016 è stato un giorno nerissimo per l’indipendente e neutrale Svizzera e per la sua democrazia diretta. Per questo, subito dopo la sessione invernale 2016 delle camere, l’ASNI aveva deciso il lancio di un’iniziativa popolare volta ad abrogare la libera circolazione delle persone. L’UDC ha sostenuto il lancio. Con il deposito delle firme, può considerarsi conclusa questa prima tappa della raccolta delle firme.
L’ASNI non era disposta ad accettare che, dopo il NO all’adesione allo SEE del 1992, dunque dopo la prima votazione contro un’integrazione nell’UE, con la libera circolazione delle persone la Svizzera dovesse rimanere un’esecutrice d’ordini di Bruxelles.
Il 9 febbraio 2014, popolo e cantoni hanno accettato l’iniziativa popolare «contro l’immigrazione di massa», iscrivendo nella Costituzione l’obiettivo della gestione autonoma dell’immigrazione. Consiglio federale e parlamento non sono finora intenzionati ad applicare la Costituzione. No, al contrario, la Costituzione federale viene, dal Tribunale federale, subordinata al diritto e alla corte di giustizia dell’UE.
L’ASNI critica la propaganda menzognera con cui si afferma che una disdetta della libera circolazione delle persone porrebbe fine alla via bilaterale e all’accesso al mercato interno UE. Questo è puro terrorismo psicologico. L’accesso al mercato interno UE è regolato dall’accordo di libero scambio e non dal pacchetto di accordi bilaterali I (Bilaterali I: Libera circolazione delle persone/Ostacoli tecnici al commercio/Appalti pubblici/Agricoltura/Trasporti terrestri/Trasporto aereo/Ricerca). L’ASNI chiede inoltre, che le costanti minacce e ricatti da parte della Berna federale e dei funzionari dell’economia, lascino il posto a un dibattito obiettivo, affinché si possa trasmettere alle prossime generazioni una Svizzera indipendente, autodeterminata e in regime di democrazia diretta. Per riottenere una politica autonoma dell’immigrazione e l’autodeterminazione, un’eventuale rinuncia ai Bilaterali I non sarebbe un prezzo troppo alto.