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BUENOS AIRES - Solo uno dei dodici dispersi dell'incidente ferroviario della stazione di Once, che ha provocato la morte di 50 persone ed il ferimento di 703, risulta ancora irrintracciabile. Si tratta di Lucas Menghini Rey, di 20 anni. Stamani le principali strade del centro cittadino sono apparse tappezzate da manifestini che riportano la sua foto e alcuni numeri di telefono ai quali rivolgersi per segnalazioni.
Un passeggero sopravvissuto che viaggiava nello stesso vagone ha raccontato alla madre del ragazzo, Maria Lujan, di averlo visto scendere in preda ad un forte stato di shock. La speranza dei familiari di poter riabbracciare il loro caro è forte. Per questo sono tornati alla stazione di Once con numerosi amici - tutti indossavano magliette con l'immagine del volto di Lucas - per un sit-in e per lanciare appelli attraverso le emittenti televisive.
Ha avuto un triste epilogo invece la ricerca di Estela, la donna al nono mese di gravidanza, che dopo un pellegrinaggio disperato, durato oltre 36 ore, ha trovato il marito Alberto David Garcia nel catalogo fotografico dell'obitorio giudiziario, dove si è recata ieri sera per la terza volta.
Come lei altri nove hanno rintracciato i propri cari in tarda serata, tra il cimitero di Chacarita e la morgue. Una ragazzina di 17 anni, che faceva parte della stessa lista dei dispersi, è stata invece rinvenuta ferita in una clinica privata, fuori dai circuiti convenzionali.
Ma il dolore dei parenti delle vittime della sciagura ferroviaria stamani si è intrecciato con quello dei familiari dei morti nell'incendio nella discoteca Cromanon, dove nel dicembre 2004 persero la vita 194 giovani. Alcuni genitori sono scesi in strada per rinnovare la propria richiesta di giustizia e per protestare contro la riapertura al traffico dell' arteria Bartolomè Mitre, che corre al lato della stazione ferroviaria Once, dove all'indomani del rogo fu allestito un luogo della memoria. Intanto le analisi sul macchinista, Antonio Cordoba, di 28 anni, hanno rivelato che il giovane non aveva assunto nè droga, nè alcol. E ora spetta al giudice federale Claudio Bonadio stabilire se all'origine dell'incidente ci sia stato un errore umano o un malfunzionamento tecnico.
ATS