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Bratislava ha ottenuto dalla Ue una clausola che limita il contributo della Slovacchia al salvataggio della Grecia. Lo ha annunciato oggi l'uscente premier slovacco Iveta Radicova.
La partecipazione della Slovacchia al fondo salva-Stati europeo (Efsf) - l'1,06%, calcolato 109 miliardi di euro - rimarrà comunque invariata: Bratislava intende infatti lasciare i mezzi risparmiati sul fronte dell'aiuto alla Grecia (circa 200 milioni di euro in forma di garanzie finanziarie) a disposizione dell'Efsf.
"Siamo l'unico Paese ad ottenere un'eccezione nell'ambito di questo programma. La Slovacchia parteciperà a questo programma soltanto nei limiti pattuiti prima", ha detto Radicova. La clausola riguarda il piano di aumento delle finanze pubbliche in aiuto alla Grecia da 109 a 130 miliardi di euro.
"La parte slovacca di aiuto alla Grecia sarà calcolata sui 109 miliardi di euro pattuiti prima, i nostri impegni nell'ambito del fondo Efsf comunque non saranno inferiori, cambia solo la struttura del contributo slovacco", ha precisato il ministro delle Finanze Ivan Miklos.
La Slovacchia - membro dell'Ue dal 2004 e nell'euro dal 2009 - ha approvato due settimane fa, come ultimo Paese dell'eurozona, le modifiche che permettevano l'ampliamento del fondo salva-Stati. Il prezzo è stato, però, la caduta del governo di Radicova.
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