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Ulteriore passo in vista dello scambio automatico di informazioni bancarie. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha pubblicato oggi a Parigi l'intero pacchetto di documenti riguardo al nuovo modello internazionale che dovrebbe essere applicato dal 2017.
Secondo il segretario generale dell'OCSE Angel Gurria, "ci stiamo avviando verso un nuovo contesto mondiale in cui per gli evasori fiscali non vi sarà più alcun nascondiglio possibile". Dal canto suo Berna si dice soddisfatta dal momento che le sue richieste sono state prese in considerazione. La prossima tappa è prevista per l'autunno.
Il modello era già stato svelato lo scorso mese di febbraio dall'OCSE. Le precisioni apportate nel commento, che accompagna il documento, consentono di accrescere la certezza del diritto, ha sottolineato la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) in una presa di posizione.
È stato inoltre possibile fissare regole concernenti l'applicazione che, per il settore finanziario, si traducono in particolare in costi di attuazione più contenuti. La SFI ritiene inoltre che le soluzioni informatiche soddisfano le norme internazionali vigenti in materia di sicurezza dei dati.
L'obiettivo del nuovo modello dell'OCSE è che i Paesi ottengano informazioni da banche e altri fornitori di servizi finanziari e le scambino automaticamente con altri Stati a scadenza annuale. Il nuovo standard globale precisa quali dati debbano essere condivisi, quali siano i fornitori di servizi finanziari interessati, quali doveri di diligenza debbano essere rispettati e a quali contribuenti e conti si applichino le nuove regole.
In generale, Berna ribadisce la sua volontà di adeguarsi al nuovo modello a condizione che vi sia un unico standard globale, che i dati vengano utilizzati soltanto per lo scopo previsto e siano protetti contro ogni tipo di abuso. Inoltre, la Svizzera ha ottenuto che sia rispettato il principio di reciprocità: ogni Stato fornisce lo stesso tipo di dati che riceve dall'altro Stato.
I ministri delle finanze del G20 confermeranno il nuovo standard nel mese di settembre. Poi, nel mese successivo, la Svizzera - così come altri 120 Paesi - dovrà esprimersi in modo vincolante sulla volontà di attuare il nuovo modello, precisa ancora la SIF.
Il Consiglio federale si è già impegnato in tal senso adottando nel maggio scorso diversi mandati di negoziazione, tra cui quelli sulla scambio automatico con l'Unione europea e gli Stati Uniti.
SDA-ATS