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È la decisione del tribunale di Neuchâtel. Una volta scontata la pena, la persona dovrà lasciare la Svizzera.
NEUCHÂTEL - Un uomo di origine africana è stato condannato a 12 anni di reclusione dal tribunale di Neuchâtel. La corte, infatti, ha ritenuto fondate tutte le accuse a suo carico, le più gravi delle quali stupro e atti sessuali con minori. Oltre a un trattamento sanitario obbligatorio, l’imputato sarà poi espulso dalla Svizzera e non potrà più lavorare con i minori.
Stando alla ricostruzione avvenuta durante il processo, per anni l’uomo ha fatto passare le pene dell’inferno alla sua compagna e alla figlia nata dalla loro unione. L’imputato ha usato violenze anche contro un’altra figlia nata dalla relazione con un’altra donna. «Al solo scopo di soddisfare i suoi impulsi sessuali e violenti, ha tradito la loro fiducia come padre e partner», ha argomentato il presidente della corte.
«Nessuna credibilità»
La corte ha ritenuto convincenti le testimonianze delle vittime. Tutto il contrario, invece, dell’imputato, considerato per nulla credibile. L'avvocato della parte civile si è detta «pienamente soddisfatta della decisione». Al contrario, la difesa si riserva di presentare appello una volta esaminate le motivazioni della sentenza.