Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01167.jsonl.gz/69

L’inquinamento da plastica è stato individuato ovunque la scienza l’ha cercato; dalle profondità oceaniche alle cime innevate delle Alpi, dal Polo nord al Polo sud. Ma se la plastica è dappertutto, perché andare fino in Antartide per studiare questa forma di inquinamento?Questo contenuto è stato pubblicato il 24 aprile 2022 - 11:00
- 日本語 【南極海調査ブログ①】なぜ南極のプラスチック汚染を調査するのか？
- Deutsch Warum untersuchen wir die Plastikverschmutzung in der Antarktis?
- Español ¿Por qué se investiga la contaminación de plásticos en la Antártida?
- Français Pourquoi étudions-nous la pollution plastique dans l'Antarctique?
- English Why are we looking at plastic pollution in the Antarctic? (originale)
Rispetto ad altre regioni, l’Antartide e l’Oceano antartico hanno subito meno l’impatto umano e sono restati relativamente incontaminati. L’ingestione di plastica da parte degli uccelli antartici è stata tuttavia già registrata nei primi anni Ottanta e le microplastiche, in particolare, sono state rilevate in questa regione dal 2009. Si pensa che le correnti oceaniche limitino in parte la diffusione di questi detriti plastici verso l’Oceano antartico da altri oceani, per esempio l’Atlantico.
Diario di bordo in due megabyte dall'Antartide
Siamo interessati a ottenere conoscenze più approfondite sulla presenza di microplastiche – frammenti di plastica di dimensioni inferiori ai 5 millimetri – nelle acque superficiali dell’Oceano antartico. Ne verificheremo le concentrazioni e le eventuali differenze geografiche. La rompighiaccio Polarstern si avvicinerà all’Antartide seguendo il meridiano di Greenwich, poi farà rotta verso Ovest per attraversare il Mare di Weddell e infine approdare a Punta Arenas, in Cile.
Quando la plastica è presente in un ambiente, pesci o altri animali possono ingerirla. Per stimare l’ampiezza del problema, preleviamo dei campioni dallo stomaco e dall’intestino di diverse specie di pesci per cercarvi delle microplastiche. Infine, abbiamo intenzione anche di scoprire e studiare i batteri acquatici che colonizzano la plastica galleggiante per capire se potrebbero degradarla.
Diverse persone esperte in inquinamento da plastica prendono parte alla spedizione. Io, Gabriel, sono un ricercatore di post-dottorato e studio il fenomeno dal 2015. Kevin Leuenberger svolgerà la ricerca come parte della sua tesi di master. Siamo entrambi membri del gruppo di ricerca Man-Society-Environment della facoltà di scienze ambientali dell’Università di Basilea. A bordo con noi ci sono altri 45 scienziati da 11 Paesi diversi.
Dopo una rigida quarantena di dieci giorni per evitare contagi da Covid-19 durante la spedizione, siamo saliti a bordo della Polarstern a Città del Capo, in Sudafrica, nel marzo del 2022 e ci siamo diretti in direzione sudovest per raggiungere la stazione Neumayer III, sito tedesco di ricerca antartica dell’Istituto Alfred-Wegener, dove abbiamo lavorato per le prime due settimane.
Aspettando la prossima voce di questo diario di bordo, potete seguire la rotta della Polarstern e scoprire altri progetti di ricerca quiLink esterno.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
I commenti a questo articolo sono stati disattivati. Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo <email-pii>.