Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/51446

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato, in caso di conclusione di un accordo con l'industria petrolifera, ad insistere affinché almeno l'80 per cento dei proventi del centesimo per il clima venga utilizzato per l'attuazione di misure volte a ridurre le emissioni di CO2 a livello nazionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide la convinzione dell'autore della mozione, secondo cui sono soprattutto gli investimenti effettuati in Svizzera a fornire impulsi all'economia domestica e a liberarne il potenziale innovativo. Le misure adottate entro i confini nazionali riducono oltre alle emissioni di CO2 anche quelle degli inquinanti atmosferici. Migliorano quindi la qualità dell'ambiente a beneficio della popolazione e rendono la Svizzera meno dipendente dall'importazione di energie fossili. Per questi motivi, il Consiglio federale auspica che gli introiti generati dal centesimo per il clima vengano investiti per la maggior parte possibilmente in Svizzera. Per contro, con la realizzazione di progetti all'estero possono essere ottimizzati i costi della protezione climatica.</p><p>Il centesimo per il clima, la cui introduzione è stata decisa il 23 marzo 2005, viene riscosso da una fondazione di diritto privato gestita da privati. Il centesimo per il clima è considerato un provvedimento volontario secondo l'articolo 4 della legge sul CO2. Ragioni di ordine costituzionale vietano alla Confederazione di stabilire l'entità del centesimo per il clima e di fissare l'utilizzazione degli introiti. Per tale ragione, non vuole decidere né le misure da realizzare né quale percentuale degli introiti annui di circa 100 milioni di franchi assegnare ad ogni singola misura. Per contro, nel suo messaggio del 22 giugno 2005 per l'approvazione dell'aliquota della tassa sul CO2 sui combustibili, il governo ha quantificato la riduzione delle emissioni che ci si attende dall'introduzione del centesimo per il clima. Ammonta a 1,8 milioni di tonnellate di CO2, di cui almeno 0,2 milioni di tonnellate devono essere ridotte in Svizzera. Il quadro per il computo dei certificati acquistati all'estero per un massimo di 1,6 milioni di tonnellate di CO2 viene fissato dall'ordinanza del 22 giugno 2005 sul computo delle riduzioni delle emissioni conseguite all'estero (ordinanza sul computo delle riduzioni di CO2).</p><p>I progetti e il loro finanziamento saranno decisi dal consiglio della Fondazione del Centesimo per il clima, in cui siedono fra l'altro rappresentanti dell'Unione petrolifera, di economiesuisse e TCS. Al momento dell'assegnazione dei fondi tale organismo valuterà anche i costi delle misure adottate in Svizzera e all'estero. Sul costo dell'acquisto di certificati all'estero sussistono attualmente ancora molte incertezze.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.