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Li creò maschio e femmina
Daniele Scarabel
Pastore
Il primo capitolo della Genesi è dedicato alla descrizione di come Dio ha creato ogni cosa dal nulla. Dio creò dapprima il tempo, lo spazio e la materia, poi diede forma alla materia creando la luce, il cielo, la terra e i mari, il sole, la luna e le stelle, gli uccelli e gli animali acquatici, ogni specie di animali viventi e, infine, l’uomo, che Dio creò a sua immagine e somiglianza.
Il capitolo 2 è invece dedicato a descrivere più nel dettaglio ciò che avvenne il sesto giorno. Genesi 2 getta le basi per poter capire come Dio si era immaginato il mondo, l’esistenza umana e il ruolo dell’uomo all’interno della creazione.
Il tutto si fa poi particolarmente complicato quando, al capitolo 3, il peccato entra nel mondo. Ma se non sappiamo dapprima da dove siamo partiti, ovvero qual era il piano originale di Dio, non potremo nemmeno capire quanto il peccato ci abbia stravolto e quanto importante sia stata la soluzione che Dio ha previsto per riportarci vicino a sé. Ma andiamo per ordine.
È l’alito vitale di Dio che ci rende viventi
Queste sono le origini dei cieli e della terra quando furono creati. Nel giorno che Dio il SIGNORE fece la terra e i cieli. (Genesi 2:4)
Questo versetto funge da introduzione alla storia di Adamo ed Eva e di coloro che seguiranno. Una frase simile a questa appare altre dieci volte nel libro della Genesi e ogni volta indica l’inizio di una nuova sezione.
Da Genesi 1:1 a 2:3 troviamo la descrizione di come i cieli e la terra furono creati, ma a partire da 2:4 vedremo nel dettaglio come l’uomo fu creato. Siamo dunque al giorno sei della creazione, il giorno in cui Dio creò dapprima “bestiame, rettili e animali selvatici della terra” (Genesi 1:24), per poi creare l’uomo. Ed ecco il dettaglio di come ciò avvenne:
Dio il SIGNORE formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un essere vivente. (Genesi 2:7)
Diversamente da tutto il resto del creato, dopo aver creato l’uomo dalla polvere della terra, Dio rese Adamo un essere vivente con l’alito vitale che gli soffiò nelle narici. Tutta la vita ha avuto origine da Dio, ma la vita umana è iniziata con il soffio personale di Dio. Senza Dio, semplicemente non vivremmo, e questo vale anche per noi oggi. Senza Dio saremmo sì degli esseri viventi, ma senza vita spirituale in noi, saremmo morti spiritualmente.
Siamo tutti morti nel peccato, ma quando riconosciamo il nostro bisogno di un Salvatore e quando confidiamo nella morte, nella sepoltura e nella risurrezione del nostro Redentore Gesù Cristo, lo Spirito Santo soffia in noi la vita stessa del nostro Salvatore vivente e risorto. Ed è così che diventiamo una nuova creatura in Cristo, in Cristo possiamo tornare ad essere ciò che Adamo avrebbe dovuto essere all’inizio della creazione.
In Genesi 2 abbiamo una descrizione di come Dio si era immaginato il rapporto tra Adamo e il resto della creazione. Il piano di Dio era che Adamo si prendesse cura del giardino e ne custodisse le sue meraviglie e le sue risorse:
Dio il SIGNORE piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi pose l’uomo che aveva formato. Dio il SIGNORE fece spuntare dal suolo ogni sorta d’alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi, tra i quali l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male… Dio il SIGNORE prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse. (Genesi 2:8.9.15)
Se leggiamo che Dio “pose” Adamo nel giardino, in ebraico letteralmente significa che Dio gli diede riposo. Il lavoro previsto per Adamo avrebbe dovuto essere fonte di riposo, un servire con gioia il Signore: espandendo i suoi confini, riempiendo la terra e dominandola come rappresentante di Dio sulla terra.
Ed è proprio ciò che Dio desidera anche per noi che seguiamo Cristo, che siamo chiamati a “rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio” (Efesini 4:24). Dio desidera che tu possa riposare nel servirlo e non che ogni cosa debba essere un peso o una fatica. Infatti, come leggiamo in Ebrei 4:10, “chi entra nel riposo di Dio si riposa anche lui dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue”.
Per essere un rappresentante di Dio sulla terra, a sua immagine e somiglianza, hai bisogno dell’alito vitale dello Spirito Santo nella tua vita. Dio desidera vederti riposare mentre lo servi. Dove riesci a trovare un’oasi di riposo quotidiano in Dio, così come Adamo l’aveva nel giardino di Eden? Chiedi a Dio di ridarti nuove forze per poterlo servire con gioia!
Non è bene che l’uomo sia solo
A tutto ciò, si aggiunge ora un elemento interessante: Adamo aveva tutte le meraviglie del creato a sua disposizione, eppure qualcosa mancava, l’uomo non era ancora completo:
Poi Dio il SIGNORE disse: «Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui». (Genesi 2:18)
Il sesto giorno non era ancora terminato, Adamo era nel giardino, tutto nel giardino era buono e meraviglioso, ma l’uomo era solo. Dio fece sfilare davanti all’uomo tutti gli animali dei campi e gli uccelli che aveva creato, chiedendogli di dare loro dei nomi come espressione della sua autorità e del suo dominio su di essi. Ma, tra tutti gli animali, “per l’uomo non si trovò un aiuto che fosse adatto a lui” (Genesi 2:20).
Adamo non poteva essere fecondo, moltiplicarsi e riempire la terra da solo. Non poteva di certo avere dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra da solo. Gli serviva un partner, un’anima sua pari che lo aiutasse e lo affiancasse nel compito di riempire e dominare la terra.
Così, Dio fece cadere Adamo in un sonno profondo, prese una delle sue costole e con essa formò una donna che poi condusse dall’uomo. A quel punto, l’uomo guardò la donna e disse:
Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo. (Genesi 2:23)
A prima vista questi passaggi della Genesi possono sembrare un relitto patriarcale, ma in realtà ci rivelano qualcosa di molto interessante sull’uomo e sulla donna. Ovvero, che la donna è stata creata per sopperire a una mancanza nella vita dell’uomo: l’uomo senza la donna non è completo! E lo stesso vale per la donna!
Il fatto che la donna venga descritta come un “aiuto che fosse adatto a lui” non va a sminuire il ruolo della donna, al contrario. Lo capiamo dal fatto che Dio stesso viene descritto nella Bibbia come l’aiuto di cui l’uomo ha bisogno. Ad esempio nei Salmi:
Ecco, Dio è il mio aiuto; il Signore è colui che sostiene l’anima mia. (Salmo 54:4)
Questo non significa che Dio sia al nostro servizio, ma piuttosto che abbiamo bisogno di Dio per sopperire alle nostre debolezze. Similmente, la donna non è stata data all’uomo in una posizione di debolezza, ma piuttosto per sopperire alla debolezza dell’uomo, per aiutarlo a adempiere un compito che non avrebbe potuto svolgere da solo.
Uomo e donna sono complementari, di egual valore ed entrambi creati ad immagine di Dio! Dio ha stabilito un ordine per tutto ciò che ha creato e all’interno di questo ordine ognuno ha un posto specifico, assegnatogli da Dio stesso. L’uomo e la donna ricevono da Dio un incarico diverso da svolgere, per il quale sono responsabili unicamente davanti a Lui. Riconosci il ruolo individuale che Dio ti ha affidato all’interno della sua creazione? Riesci anche ad accettarlo?
Evidentemente, quando Adamo vide Eva per la prima volta e disse “questa, finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne”, non le stava solo facendo complimenti per la sua bella personalità! Stava anche esprimendo un profondo desiderio di essere unito a quella donna e ciò comprendeva anche l’unione sessuale, come vedremo fra poco. Ma non solo!
La sessualità è un’espressione di questa intimità che Dio ha creato, ma appunto solo una delle tante espressioni. L’uomo, essendo stato creato come essere relazionale, aveva bisogno di poter condividere la vita con un essere vivente che fosse un suo pari e con il quale avere un’intima comunione su ogni livello: fisico, emotivo e spirituale.
Quindi, che tu sia single o sposato, abbi il coraggio di esprimere il tuo bisogno di intimità e di trovare una persona con la quale condividere ciò che sperimenti nella tua vita, che sia un amico o un partner. Non siamo fatti per stare da soli, men che meno come credenti!
Cosa potresti fare per rendere più intima a livello emotivo e spirituale anche solo una delle amicizie che già hai? Come potresti entrare ancora più in intimità con tua moglie o tuo marito, senza però esprimerlo come una pretesa? Cosa potresti fare tu di concreto per rendere la tua amicizia o il tuo matrimonio ancora più profondi e intimi?
La persona matrimoniale
Tornando alla sessualità, possiamo però dire che è un elemento essenziale voluto da Dio:
Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne. L’uomo e sua moglie erano entrambi nudi e non ne avevano vergogna. (Genesi 2:24-25)
Trovo molto interessante questo versetto, perché aggiunge un ulteriore compito per il marito: prendersi cura della propria moglie! Quando due persone si sposano le priorità cambiano, uomo e donna si uniscono per diventare una stessa carne, formando ciò che nella consulenza di coppia chiamiamo la “persona matrimoniale”.
Dopo l’assoluta priorità che nella tua vita dovresti dare alla relazione con Dio, la seconda priorità dovrebbe essere il tuo partner. Non più i genitori, i figli, gli amici, il lavoro o qualsiasi altro impegno, anche in chiesa, ma il marito o la moglie! Sei responsabile affinché l’unione con tuo marito o tua moglie raggiunga un sano livello di intimità.
L’atto della creazione della donna evidenzia quanto Dio desiderasse che Eva fosse un dono da parte sua per Adamo. E se consideriamo i compiti e le responsabilità che Dio ha affidato al marito, è evidente che anche l’uomo è da considerarsi come un regalo da parte di Dio per la donna. Questo può però avvenire solo nella misura in cui entrambi i partner riconoscono la propria posizione all’interno del matrimonio.
Sei consapevole di ciò che Dio ti sta chiedendo come parte del tuo compito all’interno del matrimonio? Se non lo sei, allora chiedi direttamente a Dio di mostrarti ciò che Lui vuole che tu faccia concretamente per adempiere il ruolo che Lui ti ha affidato. Allo stesso tempo non pretendere però nulla dal tuo partner, ma lascia che si assuma le proprie responsabilità davanti a Dio!
Uomo e donna ricevono da Dio un incarico diverso da svolgere, per il quale sono responsabili solo davanti a Lui! Sei pronto a sottometterti al piano di Dio e a essere trasformato in un regalo da Dio per il tuo partner? In che cosa o come potresti essere concretamente un regalo da parte di Dio per tuo marito o per tua moglie nei prossimi giorni?
Ciò che possiamo ancora aggiungere riguardo la sessualità, è che con il “saranno una stessa carne” non è intesa solo l’unione sessuale, bensì anche l’unione di due anime. Per questo Dio ha previsto che la sessualità si svolga solo all’interno del matrimonio, affinché possa esserci un impegno reciproco, con uguali diritti e doveri per entrambi i partner.
Perciò non dovremmo perseguire il tipo di sesso che evita l’impegno e l’intimità perché ci lascerà più soli che mai. Ognuno di noi è responsabile davanti a Dio per come gestisce e vive la sessualità. Non importa se siamo sposati o se non lo siamo. Chiedi a Dio di mostrarti come Lui desidera che tu viva la tua sessualità e se senti che questo è un ambito nel quale hai bisogno di aiuto o guarigione, non esitare a ricercarli. Non c’è niente che tu abbia fatto che non possa essere coperto e purificato dalla morte di Cristo sulla croce.
La promessa che troviamo in questo capitolo è che il Signore desidera soffiare in te la sua vita, tramite lo Spirito Santo, affinché tu possa essere quel portatore dell’immagine di Dio per cui Lui ti ha creato. Qualunque sia la tua situazione personale, che tu sia sposato o single, ti auguro che tu possa (ri)scoprire il ruolo che Dio desidera affidarti e che tu possa ogni giorno trovare presso di Lui riposo per la tua anima in ogni ambito della tua vita.
Amen