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ZURIGO - Un'associazione svizzerotedesca che riunisce circa 500 clienti del Credit Suisse vittime del fallimento della banca americana Lehman Brothers, la Anleger-Selbsthilfe, ha inoltrato venerdì all'autorità di vigilanza un ricorso contro la FINMA: ritiene che quest'ultima abbia violato la Legge sulla vigilanza dei mercati finanziari e quella sulle borse.
In una lettera inviata alla presidente della Confederazione Doris Leuthard, la Anleger-Selbsthilfe denuncia in particolare l'incapacità dell'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) di proteggere i piccoli investitori. In base a una nota diffusa ieri sera, l'associazione ritiene che l'indagine della FINMA pubblicata in marzo sull'affare Lehman Brothers faccia sorgere ulteriori dubbi più che fare chiarezza.
L'indagine relativa alla distribuzione a clienti retail di prodotti strutturati con copertura del capitale, avviata in seguito al fallimento nel 2008 della Lehman Brothers, non aveva evidenziato violazioni gravi del diritto svizzero in materia di vigilanza. Alla fine del 2009 la FINMA aveva quindi archiviato il procedimento aperto nei confronti del Credit Suisse. La banca ha riconosciuto che le informazioni fornite alla clientela e all'opinione pubblica in questo caso erano insufficienti e ha indennizzato circa 3'700 investitori per un totale di 150 milioni di franchi.
Stando alla portavoce della Anleger-Selbsthilfe Gabriela Fischer a decidere in prima istanza sul ricorso sarà il consiglio d'amministrazione della FINMA.
SDA-ATS