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Biografia
Samuel Wülser, * 10.10.1897 Davos, † 24.5.1977 Corteglia. Pittore di origine argoviese scelse il Mendrisiotto come sua patria d'elezione e non lo lasciò fino alla morte. Nelle sue opere esprime la sua volontà di stare in armonia con la natura, con gli esseri umani e con le entità spirituali
Samuel Wülser nacque a Davos il 10 ottobre 1897, figlio di Samuel, argoviese e di Katharina, di origini germaniche, che prima di lui avevano avuto una figlia, Berta, di un anno maggiore. La famiglia si trasferì nel 1905 ad Aarau dove il padre possedeva una legatoria e una cartoleria. Dopo gli otto anni di scuola obbligatoria ad Aarau, Samuel fu mandato per due anni in collegio a Wilhelmsdorf, in Germania. Nel tempo libero dipingeva, suonava il pianoforte e sognava di divenire acrobata. Il padre lo avviò alla professione di rilegatore, senza assecondare minimamente la forte propensione artistica del figlio, che ottenne così il diploma di rilegatore nel 1914, dopo due anni di apprendistato e in seguito intraprese studi commerciali. Samuel viveva dentro sé un continuo rovello sulla sua condizione e le sue aspirazioni frenate. Era tormentato dal profondo conflitto con il genitore, che desiderava continuasse ad occuparsi dei commerci della famiglia. Fino al 1917 seguì alcuni corsi serali alla Kunstgewerbeschule di Aarau, poi partì per Ginevra, dove si iscrisse alla Scuola di Belle Arti. Il padre finì per accettare la scelta del figlio, anche se preoccupato per la vita difficile che questi avrebbe fatto e alla quale in definitiva si costringeva: con grande comprensione per questa scelta, aiutò finanziariamente il figlio sino alla fine dei suoi giorni. Samuel frequentò i corsi di disegno, pittura e scultura; in particolare fu allievo di James Vibert e François-Joseph Vernay. Mentre studiava arte, frequentava anche il conservatorio, dove si perfezionò in pianoforte. Proprio a Ginevra conobbe quelli che resteranno i suoi migliori amici: Hans Rippmann, illustratore e pittore di Stein am Rhein e Henri König, scultore e professore universitario, originario di Romanshorn. I tre si incontreranno fino a tarda età in modo regolare. In gioventù attraversarono insieme il Vallese e il Ticino, senza soldi, alla bohémienne, sacco in spalla e chitarra. La scuola di Belle Arti di Ginevra era, in quei tempi, l’unica della Svizzera e seguiva modelli tradizionali, basati sugli artisti classici, sugli impressionisti e sullo stile del famoso pittore svizzero Hodler, che vi insegnò per tre anni. Niente astrattismo: era privilegiata in assoluto l’arte figurativa. Questo tipo di insegnamento influenzò parecchio l’opera di Wülser, sia nella struttura dell’insieme, sia in alcune tematiche: divenne infatti un ottimo disegnatore della figura umana e un attento paesaggista, restando per sempre chiuso verso il modernismo, cosa che lo esporrà a giudizi severi. Terminati gli studi, tra il 1921 e il 1923 il pittore intraprese vari lunghi viaggi in Europa per visitare i più grandi musei di Germania, Italia, Olanda, Francia, Austria, appassionandosi ai fiamminghi e ai primitivi italiani. Nel 1923, attratto dal clima mite, dal paesaggio idilliaco e dalla nostalgia per ambienti considerati ancora agresti, Samuel si trasferì nel Ticino, folgorato dal Mendrisiotto, già scelto da numerosi altri artisti confederati. Progettava in un primo tempo di restarci per un anno, ma poi si stabilì definitivamente a Corteglia. Qui visse senza isolarsi, come facevano invece i numerosi intellettuali d’oltralpe, che avevano scelto il Ticino come patria d’adozione. In quegli anni il villaggio era abitato da contadini, per lo più mezzadri, al servizio di proprietari terrieri e da un paio di famiglie italiane o svizzero-tedesche. Wülser, artista di origini borghesi, ma dallo spirito romantico, gentile e semplice, diventò presto un’importante figura di riferimento e fu affettuosamente chiamato “Sami” o Picinèla. Nel 1925 il pittore fu raggiunto dalla famiglia. Il padre vendette la sua rilegatoria e acquistò una casa colonica nella frazione di Castel San Pietro. La famiglia possedeva altre due case a Magliaso e nel canton Glarona e faceva un po’ il pendolo in questi luoghi. Tra il 1930 e il 1950, Samuel trascorse tre lunghi periodi a Parigi, dove incontrò artisti affermati, di riconosciuto prestigio, ma se ne tornava sempre a Corteglia. I suoi soggetti privilegiati erano e furono sempre i bambini e le ragazze della frazione, e poi i paesaggi, le luci e la gente del Mendrisiotto. Girava per la Campagna Adorna in bicicletta o in sella a un motorino, attrezzato per portare i suoi strumenti di lavoro: realizzava opere veritiere, ma non fotografiche. Wülser era ben integrato nella sua patria d’adozione e soprattutto nell’ambiente artistico ticinese. A dimostrazione di quanto si trovasse bene e si sentisse a casa, entrò a far parte del “Gruppo del Mendrisiotto”, i cui membri principali erano, oltre a lui, Ugo Cleis, Guido Gonzato, Anita Spinelli-Corti, Aldo Patocchi, Ernst Max Musfeld. Questi pittori si incontravano spesso a casa di uno o dell’altro ed organizzavano collettive natalizie a Mendrisio, alle esposizioni ticinesi di Belle Arti di Lugano e all’Esposizione nazionale. Via via, le opere di Wülser andavano trovando spazio anche nelle gallerie di Aarau, Zurigo e della Germania, ma il pittore preferì sempre essere compreso fra gli artisti ticinesi. Tra il 1943 e il 1945 morirono i genitori di Samuel. I due fratelli, Samuel e Berta, vissero insieme nella casa di Corteglia. Il pittore dipingeva, ma faceva anche il fotografo e coltivava la vigna. Le sue molte fotografie artistiche testimoniano il suo amore per l’ambiente contadino del Mendrisiotto e la sua frequentazione allegra a feste e sagre paesane. Lo si trovava spesso a Corteglia all’osteria “Frecass”, attento e curioso osservatore dei contadini che giocavano a carte o alla morra e all’osteria “Ticino”, dove non si faceva proprio pregare per mettersi al pianoforte. La “signorina Berta” intanto trasformò la loro casa in una specie di pensione per svizzero-tedeschi e germanici, che desideravano trascorrere dei periodi nel Mendrisiotto. In questo modo riusciva con non pochi sacrifici a far quadrare le francescane entrate, mantenendo se stessa e il fratello. Nel 1956 e nel 1962 il pittore si prestò a illustrare due libri: una raccolta di storie di Jean-Bernard Schiff, che descriveva la regione del lago di Lugano come una terra misteriosa e selvaggia e una raccolta di novelle di Karl Wilczynski. Samuel intraprese altri viaggi in Grecia ed a Venezia, sempre accompagnato da amici artisti. Nel 1974 mancò la sorella Berta e fu un duro colpo per l’artista che morì tre anni dopo, nel 1977, a 80 anni. Fu sepolto nel cimitero di Castel San Pietro. Di lui restano nella frazione un ricordo affettuoso e molti quadri: schizzi che ritraggono i ragazzi e le ragazze del paese in posa per lui nel suo studio, paesaggi di campagna e scene di vita contadina, dove famiglie intere stanno intorno ai grandi camini. Dalla sua opera traspaiono una visione romanzata e romantica del Ticino, l’amore per la natura, la sensibilità di un uomo rimasto per certi versi sempre giovane e l’attaccamento alla pittura figurativa tradizionale, ma dignitosa e coerente, con qualche tratto che l’accomuna a quella di Van Gogh, Hodler e Musfeld. Nel Mendrisiotto si contano pure una decina di grandi dipinti murali eseguiti tra il 1941 e il 1966 dall’artista di Corteglia, in ville private, all’albergo “Commercio” di Mendrisio e all’Ospedale socio-psichiatrico.
Samuel Wülser, Sohn von Samuel Wülser senior und Katharina Schlecht (aus Ebersbach an der Fils) war ein Maler und Mitglied der Basler Künstlervereinigung «Rot-Blau» beziehungsweise «Gruppe Rot-Blau». Wülser stammte aus dem Aargau, von 1914 bis 1917 besuchte er in Aarau die Kunstgewerbeschule. Er war zeitlebens ein Freigeist und Antifaschist und wurde in seiner Jugend von Karl Barth und dessen Spiritualität beeinflusst. Von 1917 bis 1922 besuchte er die Kunsthochschule in Genf, wo er von Ferdinand Hodler geprägt wurde. Er machte Corteglia und das Mendrisiotto, das er künstlerisch verarbeitete, seit 1923 zu seiner Wahlheimat. Dort lebte er im Anwesen «Casa Wülser» zusammen mit seiner Schwester Berta, die ihm den Haushalt führte.
Wülser war ein Grossonkel des deutschen Ethnologen Dieter Haller.
In mostra a Casa Pessina le immagini di Luisoni Omaggio a Wülser (L'Informatore, 2 settembre 2011)
• Corteglia ha ormai tutto pronto per un evento che si irradierà a tutto il Mendrisiotto. Domani, 3 settembre, alle 18.30 prenderanno il via le manifestazioni organizzate dal Gruppo Salvaguardia Nucleo di Corteglia per onorare l’opera e la memoria di Samuel Wülser, un pittore argoviese nato a Davos il 10 ottobre 1897 che scelse di stabilirsi a Corteglia nel 1923 rimanendovi fino alla morte. Artista, schivo e discreto, ha onorato la frazione con la sua presenza e la sua attività e più in generale ha dato lustro a Castel San Pietro e al distretto. Uno dei molti meriti di questo uomo, sensibile e cordiale, è stato quello di aver fissato su tela e affreschi gli ultimi bagliori della civiltà contadina, prima dell’espansione edilizia e del sopraggiungere della civiltà contadina. Nella sua pittura c’è l’intensità del crepuscolo di una lunga stagione. Non solo, ma Wülser, nei suoi quasi 55 anni di vita a Corteglia con la sorella Berta, ha fatto il ritrattista del paese, dai bambini ai vecchi, dai contadini alle filatrici. Il GSNC ha raccolto un centinaio di testimonianze di persone che conobbero e avvicinarono il pittore, documenti e materiale prezioso, soprattutto fotografie. C’è il ricordo della vita di Wülser ma ci sono scampoli di com’era quel tempo nella frazione dei “terrieri” e a Castello, storie di persone, mestieri, usanze, tradizioni, feste, soprannomi. Un’antologia da affidare al futuro. Il “corpus” è confluito nel libro “Samuel Wülser - Finestra su Corteglia”, curato da Giuseppe Zois insieme con Anna Balzaretti Bernasconi, Gabriella Gerosa Giulieri e Loredana Sisini Castioni. Il libro, che contiene un inserto del fotografo Giovanni Luisoni, è composto da 162 pagine a colori, ed è stato stampato da Salvioni Edizioni. La manifestazione di affetto e di gratitudine per Wülser si aprirà con lo scoprimento del profilo di bronzo raffigurante l’artista, opera di Gianni Rodenhäuser; seguirà la presentazione delle mostre di Balerna (Sala del Torchio),Ligornetto (Casa Pessina) e Riva San Vitale (Palazzo comunale) che apriranno domenica 4 settembre. Interverranno la presidente del GSNC, Loredana Castioni-Sisini, il sindaco di Castello Lorenzo Bassi e Marina Ortelli, della Commissione comunale di cultura. Da ultimo parleranno il pastore Martin Hauri, amico del pittore, e Giuseppe Zois sui contenuti del libro e il tempo di Wülser. Il volume sarà distribuito gratuitamente a quanti interverranno alla cerimonia.
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