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MILANO - A distanza di appena 18 mesi dalla sua nomina a CEO di Hsbc, una delle più grandi banche al mondo, John Flint rassegna le dimissioni dopo «un accordo consensuale» con il cda. Lo annuncia una nota della banca in occasione della presentazione dei dati del semestre.
L'improvvisa uscita di scena di Flint, secondo indiscrezioni, sarebbe legata al venir meno del rapporto di fiducia da parte del cda e al rapporto conflittuale con il presidente di Hsbc Marck Tucker, che sarebbe stato scontento dei progressi della banca nel conseguire i suoi obiettivi strategici, come ad esempio - secondo Bloomberg - l'accelerazione nelle attività negli Stati Uniti, ma anche del focus di Flint sulla Cina in un momento di forte tensione con gli Usa.
Tucker, dal canto suo, ha negato l'esistenza di «scontri di personalità» o di disaccordi sul taglio di migliaia di posti di lavoro annunciato oggi.
«Hsbc - si legge nella nota - è in una forte posizione per realizzare la sua strategia. Nel contesto sempre più complesso e sfidante in cui la banca opera, il cda ritiene che un cambio sia necessario per vincere le sfide che dobbiamo affrontare e catturare le opportunità molto significative che ci stanno davanti». Il capo del commercial banking, Noel Quinn, è stato nominato CEO ad interim in attesa che il cda individui il successore di Flint.
Hsbc ha deciso di comunicare le dimissioni assieme ai conti del semestre, chiuso con profitti saliti del 18,1% a 9,9 miliardi di dollari e con ricavi in crescita del 7,6% a 29,3 miliardi. Una mossa che avrebbe dovuto limitare l'impatto del divorzio sul titolo che in Borsa, dove Hsbc perde il 2,4%, non ha avuto grande effetto.