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Quattro uomini e una donna si sono candidati per il posto di consigliere federale. La commissione di selezione ufficializzerà lunedì
A poche ore dalla scadenza del termine per la presentazione dei candidati alla successione di Ueli Maurer in Consiglio federale, cinque esponenti UDC si sono presentati ufficialmente. Diversi altri "papabili" hanno invece annunciato di non essere in lizza. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è la mezzanotte di oggi. La commissione di selezione però vuole ancora attendere l’eventuale ricezione di altre candidature per posta e quindi informerà solo lunedì.
Il consigliere di Stato bernese Werner Salzmann è stato il primo a mettersi a disposizione, una settimana dopo l’annuncio della partenza del ministro zurighese dall’esecutivo federale. Tre giorni dopo anche l’ex presidente dell’UDC, Albert Rösti, pure bernese, si è detto interessato a mettersi in lizza.
Solo mercoledì è uscito allo scoperto anche un candidato zurighese. Si tratta dell’ex consigliere nazionale Hans-Ueli Vogt, ritiratosi dal Parlamento nel 2021. "La mia mente analitica e il mio modo rigoroso di lavorare sono più adatti a una funzione esecutiva che al lavoro parlamentare in un partito appartenente a un polo politico", ha spiegato. Vogt è dichiaratamente gay e non vede alcuna difficoltà nell’essere eletto al Consiglio federale.
Anche Heinz Tännler, direttore delle Finanze del Canton Zugo, si è messo a disposizione, ma è considerato un outsider.
Michèle Blöchliger, consigliera di Stato nidvaldese, è l’unica donna in corsa per la carica. "Ho pensato a lungo prima di decidere", ha detto. Se eletta, il Canton Nidvaldo sarebbe rappresentato per la prima volta nel governo federale. Sarà anche lei una outsider della gara, a maggior ragione dopo le polemiche sulla sua doppia nazionalità. Tutte le altre donne considerate papabili si sono ritirate, a cominciare da Magdalena Martullo Blocher, figlia dell’ex ministro Christoph Blocher. La consigliera di Stato zurighese Natalie Rickli, considerata una delle favorite, ha dichiarato di volersi concentrare sulle elezioni per l’esecutivo cantonale di febbraio e difendere il seggio.
La consigliera nazionale sangallese Esther Friedli preferisce correre per il Consiglio degli Stati e aspira al seggio del socialista Paul Rechsteiner, che lascia a fine anno. Neppure la collega di Obvaldo, Monika Rüegger, e quella di Turgovia, Diana Gutjahr, sono disponibili.
Anche fra gli uomini la lista delle rinunce si è allungata nelle ultime settimane. Thomas Aeschi (ZG), leader del gruppo parlamentare dell’Assemblea federale, è stato l’ultimo a ritirarsi. Al suo nome si aggiungono quelli dei consiglieri nazionali Gregor Rutz (ZH), Thomas Matter (ZH), Franz Grüter (LU), Marcel Dettling (SZ) e Andreas Glarner (AG), oltre a quello dell’imprenditore ed ex deputato a Berna Peter Spuhler (TG). I Verdi hanno annunciato all’inizio della settimana che non presenteranno nessun candidato e hanno criticato l’elezione come un risultato scontato.
Per Marc Bühlmann, politologo dell’Università di Berna e direttore di Année Politique Suisse, la candidatura di Vogt è "una buona mossa", persino "una bella sorpresa" per il partito cantonale. Lo zurighese, tendenzialmente orientato al consenso, non è un rappresentante della linea dura dell’UDC e ha quindi buone possibilità di essere eletto dai rappresentanti di altri partiti. "La commissione di selezione non può ignorare questa candidatura. Probabilmente dovrà eliminare due candidati dalla lista", ha dichiarato visto che un ticket con più di tre candidati è improbabile. Se anche l’unica donna venisse messa in lizza, uno dei due bernesi non vi figurerebbe. Il favorito, Albert Rösti, potrebbe dover cedere il passo a Salzmann, più in linea con il partito.
Heinz Tännler è "un candidato molto valido", secondo Bühlmann. Però, come Blöchliger, non ha una rete di relazioni a Berna. E la storia dimostra che è difficile fare il salto nel governo nazionale "dall’esterno". I membri dell’Assemblea federale desiderano sapere "che cosa fa reagire le persone e come possono essere in qualità di consigliere federale".
Lo statuto dell’UDC prevede che un candidato non proposto dal gruppo parlamentare non possa accettare un’eventuale elezione da parte dell’Assemblea federale. Secondo il politologo, il comitato di ricerca deve "pensare anche a questo scenario" quando determina il ticket. Per Bühlmann, le discussioni sulla provenienza cantonale sono un aspetto secondario. "Questo ha perso importanza, ma è ancora simbolicamente importante e può essere sfruttato dai media di conseguenza".
Bühlmann non esclude completamente la possibilità che altri candidati si aggiungano ai cinque già noti. Ma il comitato di ricerca probabilmente renderebbe noto questo nome solo se finisse in lista. "Chiunque voglia davvero farlo avrebbe organizzato una conferenza stampa prima della scadenza del termine di presentazione", afferma Bühlmann.
La commissione di selezione, guidata dall’ex consigliere nazionale Caspar Baader, presenterà una proposta entro l’11 novembre. La decisione finale sulla nomina sarà presa durante la riunione del gruppo parlamentare del 18 novembre. Le elezioni del Consiglio federale si terranno il 7 dicembre.