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BELLINZONA - La sezione ticinese del sindacato Unia ricorre al Tribunale federale contro la nuova legge cantonale sugli orari dei negozi. «Un ricorso per trenta minuti in più», commentano i giovani Plr, che si scagliano contro «la rigidità ideologica del sindacato» che «non conosce ragionevolezza».
Dal 1° gennaio 2020 i negozi possono restare aperti mezz’ora più a lungo. Ma il ricorso ha aperto una nuova fase di incertezza. «Il nostro Cantone non può irrigidirsi di fronte a una minima estensione degli orari di apertura - scrivono i giovani liberali radicali -. Lo sa benissimo lo stesso sindacato, che con furbizia ha rinunciato a lanciare un referendum per timore di esporsi a un fiasco clamoroso».
Unia viene accusato di mettere al primo posto l'ideologia, «alla faccia» dei problemi del cantone costretto a vedersela con lo shopping online e la frontiera vicina. «Trenta minuti in più sono un compromesso ragionevole - concludono i giovani liberali radicali - ma ancora una volta il sindacato non si dimostra disposto ad abbracciare il modello di successo svizzero».