Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01049.jsonl.gz/546

Il TAF corregge la decisione dell’AFD
Il 18 giugno 2013 il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha smentito il comando Cgcf accogliendo il ricorso contro una decisione disciplinare presentato da un membro di Garanto accusato di aver violato le prescrizioni di servizio durante un controllo delle persone.
Il 3 luglio 2010 l’autorità di nomina aveva avviato un procedimento disciplinare semplificato e il 6 agosto 2010 ha comminato una multa di 500 franchi alla guardia interessata che però ha respinto le accuse e l’11 settembre 2010, con il sostegno di un’avvocatessa di fiducia di Garanto, ha inoltrato ricorso all’attenzione del comando Cgcf, chiedendo l’abbandono del procedimento. Dal canto suo, il comando Cgcf ha annullato il procedimento semplificato per incoarne uno ordinario.
Nei mesi successivi il procedimento è stato ripreso e sono state emanate nuove decisioni disciplinari: il 30 marzo 2012 dall’autorità di nomina, il 28 agosto 2012 dal comando Cgcf. Il diretto interessato ha contestato anche la multa, nel frattempo ridotta da 500 a 300 franchi, e ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale.
Il Tribunale amministrativo federale a San Gallo ha accolto il ricorso adducendo la prescrizione, dato che tra l’apertura del procedimento disciplinare il 3 luglio 2010 e la decisione dell’autorità di nomina il 30 marzo 2012 è trascorso più di un anno. La responsabilità disciplinare degli impiegati si prescrive un anno dopo che la violazione degli obblighi professionali è stata scoperta (art. 100 dell’Ordinanza sul personale federale/OPers). Il comando Cgcf era convinto che il ricorso dell’11 settembre 2010 avesse effetto sospensivo.
Una decisione che fa giurisprudenza
È la prima volta che il Tribunale amministrativo federale entra nel merito dell’articolo 100 OPers. Il termine di prescrizione di un anno nei procedimenti disciplinari non può essere interrotto né prolungato né ripristinato. La prescrizione è sospesa solo se bisogna attendere l’esito di una procedura penale in corso riguardante la stessa fattispecie. Una circostanza che non riguardava il caso specifico. Secondo il Tribunale amministrativo federale non spetta al ricorrente attirare l’attenzione sul rispetto dei termini di prescrizione: deve essere verificato d’ufficio. L’errore del datore di lavoro porta automaticamente all’annullamento della decisione dell’istanza precedente.
Che cosa implica concretamente questa decisione per i collaboratori della carriera civile e di quella uniformata? I procedimenti disciplinari devono assolutamente concludersi nel giro di un anno a meno che sulla stessa fattispecie non sia in corso una procedura penale che non si conclude alla scadenza del termine di prescrizione di un anno. In questo caso è ammessa una proroga fino a tre anni.
Raccomandiamo ai soci di Garanto di analizzare con spirito critico le decisioni nei procedimenti disciplinari semplificati, soprattutto nei casi in cui è stata comminata una multa. Su richiesta dei diretti interessati, il segretariato centrale valuta le decisioni e pronuncia una raccomandazione sul seguito procedurale.
André Eicher, segretario centrale di Garanto