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BERNA - Sui domenicali la composizione del Consiglio federale è il tema dominante dopo la vittoria dei partiti ecologisti alle elezioni federali di settimana scorsa. A farne le spese potrebbe essere il ministro Ignazio Cassis.
Secondo la "NZZ am Sonntag" i Verdi starebbero infatti puntando il seggio del consigliere federale ticinese. Anche se Cassis dovesse riuscire nella rielezione, non è escluso che gli verrà chiesto di lasciare il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
I critici, prosegue il domenicale, sostengono in effetti che abbia perso la sua credibilità a Bruxelles, nonché la fiducia dei partner sociali a Berna. In corsa per il suo dipartimento ci sarebbe Alain Berset, attualmente a capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI).
Anche "Le Matin Dimanche" scrive di un possibile assalto dei Verdi al posto di Cassis. Tuttavia, la testata romanda mette anche in evidenza voci critiche, che sottolineano l'importanza della presenza di un membro italofono in governo. Rilevanza viene anche data al ruolo del PPD, che potrebbe fare da vero e proprio ago della bilancia.
Il presidente del PS Christian Levrat ha dal canto suo dichiarato al "SonntagsBlick" di essere a favore di un aumento a nove dei seggi in governo. Questo permetterebbe a suo dire di avere un maggior margine di manovra per garantire ai partiti più importanti una rappresentanza adeguata, trovando a breve termine anche una soluzione per un seggio Verde.
L'ex consigliere federale dell'UDC Christoph Blocher ha invece un'altra idea, e suggerisce - attraverso le pagine della "SonntagsZeitung" - di permettere sia a Verdi che Verdi liberali di ottenere un seggio, a scapito di PS e PLR. In questo modo il Consiglio federale sarebbe composta di due UDC e un seggio a testa per PS, PLR, Verdi, PPD e Verdi liberali. Secondo il leader carismatico dei democentristi, tale manovra permetterebbe di rispettare la concordanza da un punto di vista numerico.