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Nel corso delle consultazioni che intercorrono annualmente fra la Svizzera e l’Alto Commissariato per i diritti dell’uomo, Navanethem Pillay ha avuto uno scambio di idee con il consigliere federale Didier Burkhalter, con il segretario di Stato Yves Rossier e con vari membri delle Commissioni della politica estera del Parlamento federale.
All’ordine del giorno figurava anche la situazione in Siria. Navanethem Pillay e Didier Burkhalter hanno confermato le loro preoccupazioni per gli atti di violenza che continuano a colpire i civili. Riguardo alla possibilità che siano stati commessi crimini contro l’umanità, hanno fatto presente quanto sia fondamentale avviare inchieste ai fini di un eventuale perseguimento dei presunti autori di violazioni. In questo contesto hanno ribadito l’importanza che le parti coinvolte attuino immediatamente tutti i punti del piano presentato dall’inviato speciale Kofi Annan, che la missione d’inchiesta possa portare a termine il suo mandato come stabilito durante la 19asessione speciale del Consiglio dei diritti dell’uomo (CDU) e che il Consiglio di sicurezza deferisca la situazione alla Corte penale internazionale (CPI).
In occasione della visita dell’Alto Commissario, la Svizzera ha assicurato il proprio sostegno incondizionato all’autonomia dell’Alto Commissariato e si è altresì espressa in favore di organi di vigilanza delle Convenzioni ONU dei diritti dell’uomo forti e indipendenti.
Il 24 maggio 2012, l’Assemblea generale dell’ONU ha rinnovato per altri due anni il mandato dell’Alto Commissario per i diritti dell’uomo, Navanethem Pillay. L’Assemblea dei 193 Stati ha accettato questa proroga all’unanimità per acclamazione, dieci giorni dopo che il Segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, aveva auspicato una sua riconferma.
La Svizzera ha accolto favorevolmente questa decisione e rinnova il suo sostegno a Navanethem Pillay per lo svolgimento del suo mandato, che affronta in modo indipendente, con dedizione e determinazione.
L’Alto Commissariato dell’ONU per i diritti dell’uomo è un partner importante per la Svizzera e la sua politica in questo ambito. Con 2,4 milioni di franchi nel 2011, la Svizzera è uno dei principali donatori dell’Alto Commissariato che, grazie a questo sostegno finanziario, riesce a realizzare i suoi bisogni e gli obiettivi pianificati, soprattutto sul campo. Le attività di cooperazione tecnica condotte dall’Alto Commissariato nei vari Paesi sono finalizzate in primo luogo a identificare e affrontare le sfide in materia di diritti dell’uomo nonché ad appoggiare le istituzioni nazionali dei diritti dell’uomo e le organizzazioni accademiche, di ricerca o della società civile.
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