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BERLINO - La caduta del Muro di Berlino ha una colonna di portata storica, quasi quanto gli eventi che andarono in scena il 9 novembre di trent'anni fa.
Una delle canzoni simbolo di quei giorni è “Looking for Freedom”, intonata da David Hasselhoff (sì, quello di “Supercar” e “Baywatch”). Cover di un brano di un cantante tedesco, uscì il 21 luglio 1989 ed ebbe un successo pazzesco in tutto il mondo germanofono, ma in particolare divenne una sorta di inno per i giovani tedeschi dell'Ovest e dell'Est. Hasselhoff fu protagonista della grande festa che si tenne la notte di San Silvestro e cantò “Looking for Freedom” dalle rovine del muro. Davanti a lui c'era mezzo milione di persone.
Negli anni è cresciuta una sorta di leggenda metropolitana, secondo cui Hasselhoff sarebbe uno dei principali autori del crollo del Muro. In realtà la canzone non è una chiamata popolare alle armi ma un'allegra melodia pop (o meglio schlager) sul desiderio di libertà, che poteva andare bene in qualsiasi contesto e latitudine. Insomma, il buon David ha avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto.
Qualche mese dopo, il 21 luglio 1990, Roger Waters guidò un plotone di stelle della musica - tra le quali Bryan Adams, Cindy Lauper e gli Scorpions - per la riproposizione di “The Wall”, il concept album dei Pink Floyd. Erano circa 350mila gli spettatori presenti per questa celebrazione di quanto era avvenuto l'autunno precedente.
BERLINO - La caduta del Muro di Berlino ha una colonna di portata storica, quasi quanto gli eventi che andarono in scena il 9 novembre di trent'anni fa.