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Circa 80 mila i polacchi che si sono radunati oggi nel centro di Varsavia per dimostrare con una marcia la solidarietà all'ex presidente Lech Walesa, accusato di aver collaborato negli anni settanta con i servizi segreti di epoca comunista.
La manifestazione indetta dal Comitato della difesa della democrazia (Kod) ha radunato seguaci giunti da tutto il paese. Il corteo iniziato nella piazza davanti allo Stadio nazionale ha attraversato il centro città con canti e slogan e sventolando bandiere (fra le quali tante dell'Unione europea), per raggiungere la centrale Piazza detta di Pilsudski, dove nel giugno 1979 fu celebrata la messa all'aperto dal Papa Giovanni Paolo II.
"Siamo venuti per dimostrare che la libertà e democrazia, difesi dalla nostra Costituzione, sono i valori per noi principali", ha detto il leader del Kod Mateusz Kijowski, che ha letto anche un messaggio speciale di Walesa ai manifestanti.
"Mi ricordo delle carte che i servizi segreti mi hanno sottoposto e che ho firmato", ha scritto l'ex presidente spiegando che ciò è avvenuto dopo la tragedia del dicembre 1970, quando l'esercito sparò a Danzica, uccidendo 45 operai che cercavano di entrare nei Cantieri navali di Lenin.
Il fondatore di Solidarnosc ha precisato però di non aver mai collaborato con i servizi e di non aver fatto male a nessuno. "Non avrei mai immaginato che dopo gli anni dell'impegno per la libertà e le repressioni subite, l'apparato dello stato democratico colpirà noi - gli oppositori del sistema comunista", ha continuato Walesa. "Sei sempre nostro eroe", annunciava uno degli striscioni.
SDA-ATS