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Si prevede che il Patto globale delle Nazioni Unite per la migrazione (Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration) sarà definitivamente adottato a dicembre in Marocco. L'UDC, per voce del responsabile dell'asilo e dell'immigrazione Andreas Glarner e del presidente Albert Rösti, riuniti per l'occasione in conferenza stampa, invita il Consiglio federale a non firmare questo documento. Questo accordo non sarebbe compatibile con una gestione indipendente dell'immigrazione nel nostro paese, quindi con la sovranità svizzera. Il suo scopo dichiarato è garantire "una migrazione sicura, ordinata e regolare" consentendo ai migranti di accedere più facilmente ai paesi di loro scelta, indipendentemente dalle loro qualifiche, motivazioni e altre circostanze.
A partire dalla risoluzione "Dichiarazione di New York su rifugiati e migranti" del 19 settembre 2016, le Nazioni Unite hanno preparato sotto la supervisione di funzionari della Svizzera e del Messico un "Programma globale di migrazione e sviluppo". Il 13 luglio 2018 questo patto globale per la migrazione sicura, ordinata e regolare è stato adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite e si prevede che i capi di Stato e di governo lo appoggino formalmente. come parte di una conferenza organizzata in Marocco.
Questo patto di migrazione delle Nazioni Unite non è vincolante in termini legali ed è solo un impegno politico. Secondo l'UDC la “redittizia industria” della migrazione, con il sostegno delle ONG, coglierà tuttavia l'occasione per chiedere nuovi programmi di incentivi statali che “costeranno milioni ai contribuenti”.
La DSC (Dipartimento dello Sviluppo e Cooperazione) avrebbe già richiesto sin d' ora che il Patto contenga meccanismi applicabili dagli Stati e richiede un impegno vincolante da parte dei paesi firmatari. Per l'UDC sarebbe quindi solo una questione di tempo per questo Patto di diventare parte del diritto internazionale e quindi sovrapposto alla Costituzione federale. Anche per questo, l'UDC chiede che la Svizzera non faccia parte dei paesi firmatari di questo accordo.
L'UDC esprime poi tutto il suo stupore e disappunto per il fatto che un funzionario svizzero, di cui non si conosce il nome, avrebbe svolto un ruolo di primo piano nella stesura di questo trattato che per i democentristi avrebbe conseguenze disastrose per l'Europa in generale e la Svizzera in particolare e si chiede per conto di chi questo funzionario avrebbe svolto tale compito.
I democentristi chiedono quindie che tale patto non sia firmato e che se il Consiglio federale intende comunque far parte dei paesi firmatari deve sottoporre la questione al Parlamento in modo che possa poi eventualmente essere sottoposto a referendum.