Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/78040

<h2>SubmittedText<h2><p>Sempre più spesso si sente dire che i giovani con un vissuto migratorio non mostrano interesse a adempiere l'obbligo del servizio militare. Apparentemente in queste cerchie ci si mette d'accordo su come farsi dichiarare inabili al servizio. A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è la percentuale di giovani naturalizzati rispetto al totale dei soggetti riformati e qual è la relazione tra questa percentuale e la quota dei giovani naturalizzati sottoposti all'obbligo di leva?</p><p>2. È vero che i nuovi cittadini conseguono (intenzionalmente) scarsi risultati sportivi e che, durante le visite mediche e i test psicologici, si comportano in modo tale da essere riformati?</p><p>3. Viene riformato un numero superiore alla media di giovani naturalizzati per i seguenti motivi: primo dolori alla schiena; secondo dolori alle ginocchia; terzo problemi psichici?</p><p>4. È vero che i giovani naturalizzati nati in Svizzera possono addurre esperienze di guerra traumatiche per essere riformati?</p><p>5. Il Consiglio federale non ritiene che la mancanza di motivazione tra questi giovani costituisca un problema d'integrazione?</p><p>6. È giustificata una naturalizzazione se, successivamente, il giovane non è disposto a adempiere gli obblighi di un cittadino svizzero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In virtù dell'articolo 59 della Costituzione federale tutti gli uomini svizzeri sono obbligati al servizio militare. Ogni cittadino svizzero viene registrato dall'amministrazione militare, convocato alla "giornata informativa" e successivamente al reclutamento, in occasione del quale è esaminata, in base agli stessi criteri, l'idoneità di tutte le persone soggette all'obbligo di leva. Questa procedura vale anche per i cittadini che, oltre alla cittadinanza svizzera, possiedono ancora una o più altre nazionalità.</p><p>Le circostanze e il momento in cui le persone soggette all'obbligo di leva hanno acquisito la cittadinanza svizzera non hanno per principio alcuna importanza per le autorità militari; le autorità militari ne sono all'oscuro nella maggior parte dei casi e non svolgono al riguardo alcun controllo particolare. Conformemente all'ordinanza sui controlli militari, simili dati non possono del resto nemmeno essere rilevati.</p><p>Se sulla base di indicazioni quali il domicilio, la professione o la classe è possibile procedere a confronti delle quote di persone dichiarate abili, simili confronti non sono invece possibili sulla base di criteri quali l'ex-cittadinanza o la doppia cittadinanza. I dati raccolti in occasione del reclutamento non consentono di rispondere ad alcuna delle domande formulate nella presente interpellanza. Qualsiasi valutazione di altra natura si fonderebbe su elucubrazioni di carattere soggettivo.</p>  Risposta del Consiglio federale.