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Il Partito radicale preferisce il controprogetto governativo all'iniziativa UDC sull'oro della Banca nazionale.
Riuniti a Zugo, i delegati del partito hanno pure invitato il popolo a votare la liberalizzazione del mercato dell'elettricità.
Il partito radicale svizzero sostiene la liberalizzazione del mercato dell'elettricità e il controprogetto del Consiglio federale, volto a distribuire all'AVS, ai cantoni e alla Fondazione svizzera solidale gli interessi maturati grazie all'oro eccedentario della Banca nazionale.
Convocati a Zugo per decidere le raccomandazioni di voto in vista dell'appuntamento con le urne del 22 settembre, i delegati del partito hanno approvato la Fondazione svizzera solidale con 128 voti contro 89.
Nettamente respinta l'iniziativa UDC
L'iniziativa dell'Unione democratica di centro, che vorrebbe trasferire le eccedenze auree nelle casse della sola AVS, è invece stata sonoramente bocciata con 196 voti contro uno.
Il partito radicale ha così seguito le raccomandazioni del presidente della Confederazione Kaspar Villiger, il quale ha affermato che in gioco vi sono non solo questioni finanziarie ed economiche, «ma anche valori».
L'UDC - ha aggiunto Villiger - ha lanciato la propria iniziativa al solo scopo di combattere la Fondazione svizzera solidale, «ma la solidarietà è uno di quei valori che il PLR deve difendere».
Di parere opposto si è dichiarato il consigliere agli Stati appenzellese Hans-Rudolf Merz, secondo il quale la Svizzera già ora compie grossi sforzi in campo umanitario.
Merz ha sostenuto la necessità di un doppio «no», come peraltro il consigliere nazionale vodese Charles Favre, il quale ha tenuto a sottolineare che l'oro appartiene al popolo svizzero e che bisogna privilegiare gli interessi finanziari dei cantoni.
Le sue osservazioni non hanno però fatto breccia. I colleghi hanno invece fatto proprie le argomentazioni della consigliera agli Stati zurighese Vreni Spörry.
La «senatrice», in un dibattito contraddittorio, ha invitato ad approvare il controprogetto governativo, che rappresenta peraltro l'unica soluzione per mantenere intatto il patrimonio della BNS.
Liberalizzare nell'interesse dell'economia
Quanto alla legge sul mercato dell'elettricità, i pareri sono stati chiari fin dall'inizio: i delegati l'hanno infatti approvata con 225 voti senza opposizione.
È stata così largamente condivisa l'opinione espressa dal consigliere nazionale di Zugo Hajo Leutenegger, stando al quale l'industria elvetica - a causa di un mercato eccessivamente chiuso - è costretta a pagare una fattura energetica più salata rispetto alla concorrenza estera.
«Si tratta ora di assumersi la responsabilità di procedere a un'apertura nell'interesse della nostra economia», ha detto il parlamentare.
La legge sul mercato dell'elettricità, ha aggiunto, instaurerà un sistema di concorrenza tra i produttori a tutto vantaggio dei consumatori. Le esperienze accumulate nel campo della telefonia ne sono una prova.
Criticato Martin Ebner
I lavori dell'assemblea del PLR sono stati inaugurati sabato mattina dal presidente Gerold Bührer, che ha criticato le acrobazie borsistiche del finanziere Martin Ebner, volte ad accumulare massicci guadagni in tempi rapidi.
Il PLR, ha detto il presidente, sostiene una politica economica fondata sul mercato, ma che sia nel contempo anche sociale.
Per fronteggiare l'attuale crisi congiunturale, il comitato direttivo del partito sta elaborando un documento in cui si sottolinea la necessità di una crescita economica durevole nel rispetto di precise responsabilità sociali ed ecologiche.
I radicali, ha detto Bührer, devono battersi per la formazione, la ricerca, ma anche per condizioni fiscali favorevoli, per un mercato del lavoro flessibile e per un sistema di previdenza sociale che possa essere finanziato sul lungo periodo.
Il presidente del PLR ha sottolineato l'importanza di una riforma strutturale del Consiglio federale che rafforzi il ruolo della presidenza e riveda il sistema di ripartizione dei dipartimenti.
Quanto ai tassi di rimunerazione dei fondi della cassa pensione, che il governo vorrebbe abbassare, Bührer ha detto che in questo campo occorre «un minimo di flessibilità».
swissinfo e agenzie