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"Un uomo molto elegante ma davvero duro nei negoziati, impressionante quello che i britannici hanno dovuto subire": parole del consigliere nazionale Konrad Graber (PPD/LU), fra i parlamentari svizzeri membri di un comitato dell'Associazione europea di libero scambio che martedì hanno potuto incontrare (a porte chiuse) a Bruxelles il capo negoziatore europeo sulla Brexit, Michel Barnier.
L'ex ministro francese, dato da alcuni come futuro presidente della Commissione, non ha rilasciato dichiarazioni al termine del faccia a faccia, mentre i deputati elvetici hanno condiviso le loro impressioni. Inevitabili i parallelismi con la posizione elvetica di fronte a Bruxelles nelle trattative sull'accordo istituzionale: con Londra "i paesi europei sono molto uniti: siccome hanno un interesse comune hanno sviluppato una posizione comune molto forte. E probabilmente anche con la Svizzera sull’accordo quadro faranno la stessa cosa", ha affermato il socialista basilese Eric Nussbaumer.
Il Parlamento britannico deve pronunciarsi sull'intesa difesa da Theresa May. Se la accetterà "i britannici non potranno veramente fare degli accordi di libero scambio, era quello che volevano, ma non ci sono riusciti", secondo Kathy Riklin (PPD/ZH). Punti in comune con la Confederazione? "Sì, ma per la Gran Bretagna è più difficile". Un "no" di Westminster, invece, renderebbe "psicologicamente molto difficile anche in Svizzera far approvare un accordo dalle istanze politiche, ma anche farlo passare nell’UE", stando al parere di Hans-Peter Portmann (PLR/ZH).