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È una vicenda senza precedenti. Il procuratore della Repubblica di Draguignan, nel sud della Francia, ha richiesto la demolizione della nuovissima Moschea di Fréjus, comune guidato dal sindaco lepenista David Rechline, i cui lavori si sono chiusi la primavera scorsa.
All'origine del ricorso c'è il vicino comune di Saint-Raphaël che si è rivolto alla giustizia per denunciare il "carattere illegale" del permesso di costruzione ottenuto dall'associazione Al Fath che ha edificato la Moschea. In particolare, l'associazione è accusata di aver avviato i lavori quando non era ancora proprietaria dell'integralità dei terreni.
Il magistrato si è quindi espresso per la demolizione "pura e semplice" del luogo di culto. Oltre che una multa di 60'000 euro per l'associazione Al Fath e 30'000 euro per il presidente Driss Maaroufi.
Da mesi, contro l'apertura della Moschea di Fréjus, si scaglia anche il sindaco David Rachline (Front National).
Tra l'altro, il comune si è costituito parte civile nel processo. "Demolire una moschea è una richiesta senza precedenti", denuncia Moad Nefati, legale dell'associazione El Fath. "Simili richieste non si sono viste neanche nella Spagna e l'Andalusia del XV secolo", ha aggiunto, prima di lanciare un duro avvertimento al tribunale: "Siamo davanti a un dossier di libertà fondamentali, un grave oltraggio alla libertà di culto che la giustizia ha il dovere di proteggere".
Sentenza il 26 febbraio.
SDA-ATS