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La Svizzera deve ripensare la sua politica europea per salvaguardare la sovranità. Lo sostiene Avenir Suisse in una pubblicazione presentata giovedì a Berna.
Stando a questo laboratorio di idee liberale, la Confederazione deve riconsiderare l’adesione allo Spazio economico europeo o all’Unione europea, mantenendo tuttavia la propria moneta.
«È sempre meno probabile che la Svizzera continui sulla via bilaterale con l’Ue», ha affermato durante la conferenza stampa Katja Gentinetta, vicedirettrice di Avenir Suisse e coautrice del libro.
Secondo il think tank di ispirazione liberale, l’Ue sta aumentando la pressione sulla Confederazione affinché riprenda il tema dell’adesione. Per Berna, inoltre, diventa sempre più difficile farsi ascoltare a Bruxelles, ora che conta 27 Stati membri.
Gli autori della pubblicazione - intitolata "Souveränität im Härtetest: Selbstbestimmung unter neuen Vorzeichen" - hanno opinioni e visioni differenziate. Tutti concordano però su un punto:l'Ue è il principale partner commerciale della Svizzera, la quale deve interrogarsi sulla sua sovranità.
La Confederazione deve elaborare una nuova politica europea se vuole mantenere prosperità, libertà e sicurezza. L'adesione allo Spazio economico europeo (SEE), bocciata in votazione popolare nel 1992, permetterebbe alla Confederazione di far suo il quadro legislativo che regola il mercato interno dell’Ue, mantenendo tuttavia la propria autonomia in campo politico e monetario. La Svizzera avrebbe così la possibilità di concludere accordi bilaterali nel mondo intero, sul modello di quanto già fa, con successo, nell'ambito dell'Associazione europea di libero scambio.
Ma anche l'opzione dell'adesione all'Ue deve essere esaminata in modo approfondito, a condizione che la Svizzera non entri a far parte dell'area euro, ma che mantenga il franco.
swissinfo.ch e agenzie