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Emergenza di salute pubblica di portata internazionale. Così l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha categorizzato nella serata di oggi, giovedì, l'epidemia di coronavirus esplosa nelle ultime settimane in Cina.
Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'OMS, ha annunciato tale decisione al termine di una riunione a Ginevra del comitato d'urgenza dell'agenzia delle Nazioni Unite. Lo status in questione è usato dall'OMS nel caso di eventi straordinari che potenzialmente richiedono una risposta coordinata a livello internazionale.
Nel 2014 tale categoria è stata assegnata all'epidemia di poliomielite e a quella di Ebola. Nel 2016 all'epidemia di Zika e nel giugno dello scorso anno all'epidemia di Ebola diffusasi in Congo, dopo l'individuazione di casi in Uganda.
Con quasi 8'000 persone infettate, e un bilancio di 170 decessi, la diffusione della malattia non accenna a placarsi. Casi di trasmissione del virus fra esseri umani sono ormai stati segnalati al di fuori della Repubblica popolare.
Il virus in cifre
È salito ad almeno 170 il numero delle vittime del coronavirus di origine cinese, mentre i contagiati accertati superano ormai i 7'800, di cui 7'736 in Cina. Al di fuori della Cina i casi confermati sono 82 in 18 paesi, ma la situazione evolve molto rapidamente. Oltre ai primi casi conclamati in India e nelle Filippine, giovedì sera è giunta notizia anche del sesto caso in Francia e del primo contagio da persona a persona negli Stati Uniti, dove il totale degli infetti è salito a 6. Secondo gli ultimi studi, risalgono a metà dicembre i primi casi di trasmissione da uomo a uomo.
Red.MM/ARi.