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Quello di Raiffeisen all'Associazione svizzera dei banchieri non era un addio ma un arrivederci: quasi tre anni dopo aver abbandonato l'organismo, da cui non si sentiva più rappresentato, l'istituto (fra i pochi considerati di rilevanza sistemica dalla Confederazione) ha deciso di farvi ritorno.
L'obiettivo è "affrontare le sfide future della piazza finanziaria unendo le forze", si legge in un comunicato diffuso martedì dalla sede di San Gallo. Il presidente del consiglio di amministrazione Thomas Müller è stato nel contempo proposto come vicepresidente dell'ASB, una nomina che verrà ratificata dall'assemblea generale del 14 settembre.
"Le discussioni vanno condotte insieme", afferma Müller, citato nella nota. "Sono necessari approcci comuni in molti campi tematici, quali ad esempio i requisiti per le banche di rilevanza sistemica, la sostenibilità del settore o la lotta contro i rischi cibernetici."
"Siamo lieti del ritorno di Raiffeisen", reagisce il presidente dell'ASB Marcel Rohner, precisando che l'Associazione vuole aggregare "opinioni diverse" e che con la nuova nomina si è creata "un'adeguata rappresentanza di interessi per il modello bancario cooperativo e i suoi clienti privati e PMI".
L'uscita di Raiffeisen dall'ASB, avvenuta nel novembre 2020, aveva portato alla luce il malcontento tra le banche a orientamento nazionale che covava da anni in seno all'associazione. Secondo i critici l'ASB dava troppa importanza alle grandi banche e agli istituti privati con orientamento internazionale.