Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/156948

<h2>SubmittedText<h2><p>In virtù dell'ordinanza sulle rilevazioni statistiche, l'Ufficio federale di statistica allestisce numerose panoramiche, tra l'altro su temi economici, politici, sociali e geografici. A titolo di esempio, la statistica criminale di polizia fornisce informazioni sulla frequenza di singoli reati, ad esempio di quelli a sfondo razzista. Non sono però rilevati statisticamente né classificati i crimini d'odio nei confronti di omosessuali e transessuali. La rilevazione statistica di questo tipo di crimini consentirebbe di adottare misure mirate in caso di necessità. Pertanto il gruppo del Partito borghese democratico invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Al momento i crimini d'odio nei confronti di omosessuali e transessuali non sono contemplati dalla statistica criminale di polizia, sebbene le discriminazioni e ostilità subite a causa dell'orientamento sessuale siano fatti molto problematici. Per quale ragione questi crimini non vengono rilevati statisticamente?</p><p>2. Alla luce dei recenti sforzi legislativi volti ad estendere la protezione contro la discriminazione all'orientamento sessuale, dal punto di vista del PBD sarebbe ragionevole e opportuno rilevare statisticamente i crimini d'odio nei confronti degli omosessuali e dei transessuali. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito?</p><p>3. Quali possibilità vede per introdurre misure per rilevare statisticamente i crimini d'odio contro gli omosessuali e i transessuali?</p><p>4. Ritiene anch'esso ragionevole rendere più visibili questi crimini rilevandoli statisticamente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I corpi di polizia registrano in primo luogo l'insieme dei reati previsti dal Codice penale svizzero: sono questi i dati pubblicati ufficialmente nel rapporto nazionale sulla statistica criminale di polizia (SCP). Secondo il piano avallato da tutti i cantoni, lo strumento per la rilevazione prevede che i cantoni possano registrare, per esempio, un motivo razzista o sessuale (in modo non differenziato). Tuttavia la rilevazione del motivo non è obbligatoria e i risultati pubblicati non considerano questo criterio. Fintanto che i crimini d'odio nei confronti di omosessuali e transessuali non costituiranno un reato a se stante o che non verrà resa obbligatoria in tutti i cantoni l'indicazione differenziata del motivo, non sarà possibile pubblicare in una statistica nazionale dati qualitativamente ineccepibili in merito.</p><p>2.-4. Il Consiglio federale ritiene importante proteggere le minoranze e promuovere l'eliminazione di qualsiasi forma di discriminazione, in particolare di quelle basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. Gli atti discriminatori nei confronti delle persone LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali) sono certamente diffusi, ma mancano le cifre per dimostrarlo e adottare provvedimenti appropriati. Anche il Consiglio federale considera opportuno censire i crimini di odio e pubblicarne i dati. Nell'ambito della valutazione della SCP, il cui avvio è previsto quest'anno, è pertanto disposto ad esaminare con la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia in quale misura la rilevazione dei crimini d'odio nei confronti di omosessuali e transessuali possa essere istituzionalizzata e resa obbligatoria. Va tuttavia sottolineato che l'introduzione di un sistema di raccolta dei dati efficace, uniforme e obbligatorio per tutti i cantoni resta difficile e richiederebbe investimenti ingenti. Gli elevati costi d'investimento che incomberebbero ai cantoni e alla Confederazione dovrebbero essere preceduti da una ponderazione della qualità e dell'utilità di una statistica di questo tipo.</p><p>A livello internazionale il Consiglio federale s'impegna per una maggiore sensibilizzazione sui crimini d'odio nei confronti delle persone LGBTI e nella ricerca di soluzioni, sostenendo gli sforzi degli organi competenti del Consiglio d'Europa e dell'ONU.</p>  Risposta del Consiglio federale.