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Sono andati crescendo in questi anni, grazie al web, gli Stati e le repubbliche virtuali, con tanto di bandiere, legislazioni, terreni da acquistare e immobili da costruire, ma quel che ha fatto l'artista berlinese Peter Kees è una vera e propria rarità. Ha proclamato lo Stato di Arcadia, che si compone di un metro quadrato di terreno, sui monti della località obvaldese di Kerns. "Il paese della felicità", e l'iniziativa è già un successo.
L'Amministrazione federale ha accolto la cosa con una certa ilarità. Interrogato in proposito, il Dipartimento federale degli affari esteri - trattandosi di una questione internazionale - ha reagito con simpatia, arrivando perfino a salutare lo spirito creativo dell'artista, ma "non ci saranno conseguenze sul piano del diritto internazionale pubblico", fa sapere il DFAE in una reazione per iscritto.
Reazioni benevole anche da parte dei Dipartimenti della difesa, di giustizia e polizia, e dell'economia.
L'occupazione di un minuscolo appezzamento di terreno non costituisce un'annessione propriamente detta nei riguardi del diritto internazionale, secondo il professore zurighese Olivier Diggelman. L'annessione infatti implica che uno Stato arroghi e accampi diritti su di un altro, condizione questa che nella nostra vicenda non si verifica.
La nascita del nuovo Stato d'Arcadia, situato sul passo dell'Aecherli, risale a mercoledì scorso. L'artista intende così rispondere alla depravazione della civilizzazione cui andiamo incontro.
Esperienze simili sono state fatte in estate in Germania e Finlandia.
SDA-ATS