Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/200069

<h2>SubmittedText<h2><p>La questione di un'aliquota minima effettiva su scala internazionale è oggetto di riflessioni sia nel G7 sia in seno all'OCSE. Secondo la "Handelsblatt" del 18 ottobre 2018 la Germania e la Francia si impegnano a favore di un BEPS ("Base Erosion and Profit Shifting") 2.0 all'interno dell'OCSE, che permetterebbe di introdurre un'aliquota minima effettiva per le società su scala internazionale. Il ministro delle finanze tedesco ha addirittura avanzato una proposta concreta in seno all'OCSE. Più recentemente, il 27 febbraio 2019, l'agenzia Reuters ha comunicato che il ministro francese dell'economia e delle finanze e il Segretario al Tesoro statunitense avevano espresso, durante un incontro, la loro convergenza di opinioni sulla necessità di introdurre un'aliquota minima effettiva per le società su scala internazionale.</p><p>Invito quindi il Consiglio federale a:</p><p>1. indicare, in base alle informazioni in suo possesso, a che punto sono le riflessioni relative a un'aliquota minima effettiva per le società su scala internazionale;</p><p>2. indicare, secondo l'esperienza acquisita in relazione all'abolizione del segreto bancario, allo scambio automatico di informazioni e al BEPS, la tempistica necessaria per giungere a una soluzione consensuale in seno all'OCSE su questa questione;</p><p>3. indicare se i Cantoni sono informati di questo processo nell'OCSE e, in caso affermativo, in che modo;</p><p>4. confermare che la Svizzera contribuisce attivamente al processo relativo all'aliquota minima effettiva per le società su scala internazionale; </p><p>5. indicare in modo preciso in che modo la Svizzera partecipa a questo processo e quali proposte sta formulando.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il 29 gennaio 2019 l'OCSE ha pubblicato un documento ("Policy Note") riguardante le sfide fiscali scaturite dalla digitalizzazione dell'economia. Questo documento delinea le linee direttrici dei lavori previsti dall'OCSE in questo settore, tra cui l'esame delle misure che mirano a limitare i rischi in materia di trasferimento degli utili verso organizzazioni che soggiacciono a un'imposizione pari a zero o molto debole. Due misure concrete sono state proposte per i casi in cui i redditi o i pagamenti non soggiacciono a un'imposizione minima (il cui livello è ancora da determinare): da una parte una regola d'inclusione del reddito e, dell'altra, una regola concernente i pagamenti che hanno come effetto quello di erodere la base imponibile. Gli sforzi compiuti per giungere a una soluzione consensuale in materia nascono dalla constatazione che l'assenza di un'azione multilaterale aprirebbe la via a misure unilaterali non coordinate, con gravi conseguenze per tutti i Paesi.</p><p>Dal 13 febbraio al 6 marzo 2019 l'OCSE ha organizzato una consultazione pubblica su queste proposte, facendo appello alle parti interessate affinché presentassero le proprie osservazioni. Il 31 maggio 2019 l'OCSE ha poi pubblicato una tabella di marcia per i lavori, che è stata approvata dagli Stati membri del quadro di attuazione delle azioni BEPS ("Inclusive Framework on BEPS"). Molti aspetti tecnici relativi a queste proposte sono ancora da chiarire. L'OCSE prevede di pubblicare un rapporto finale sui lavori alla fine del 2020. Le discussioni si concentrano attualmente sugli aspetti materiali delle proposte avanzate. Ad oggi non è stata definita né la forma che prenderà l'eventuale soluzione individuata (standard minimo o raccomandazione), né la tempistica della sua attuazione.</p><p>3. Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) coinvolge regolarmente i Cantoni nelle sue riflessioni e nei lavori in corso tramite il gruppo E-commerce della Conferenza svizzera delle imposte (CSI).</p><p>4./5. La Svizzera partecipa attivamente ai lavori dell'OCSE in materia. Consulta le parti interessate, in particolare i Cantoni e i rappresentanti del mondo accademico e dell'economia, coordina la sua posizione con altri Stati e analizza le diverse opzioni discusse. Le commissioni parlamentari competenti sono regolarmente informate sull'avanzamento dei lavori. Le ultime informazioni risalgono al 17 maggio 2019 (CET-N) e al 18 febbraio 2019 (CPE-S).</p><p>La Svizzera si impegna a favore di una soluzione consensuale elaborata in un quadro multilaterale, appoggia soluzioni a lungo termine ed è favorevole al mantenimento di una concorrenza fiscale equa. Mira inoltre a garantire che i futuri sviluppi in materia non frenino l'innovazione e appoggia un'imposizione degli utili nei settori in cui avviene la creazione di valore.</p>  Risposta del Consiglio federale.