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Ci sono anche i carabinieri fra i creditori del Comune di Campione d'Italia. E sono intenzionati a intentare una causa. E' quanto ha scritto l'avvocato Rosario Tripodi di Pavia, incaricato da nove carabinieri che hanno prestato servizio nell'enclave nel periodo compreso fra il 2010 e il 2014. Militari che all'epoca dei fatti erano di stanza al comando provinciale di Pavia (quattro nel frattempo sono andati in pensione, mentre gli altri cinque sono in servizio fuori provincia). Reclamano il pagamento di 800 mila franchi, che rappresenta la quota aggiuntiva riconosciuta ai dipendenti pubbblici (carabinieri e insegnanti) che prestano servizio a Campione, dove il costo della vita è superiore rispetto al resto della penisola. Nel sollecito che qualche tempo fa l'avvocato Tripodi ha inviato al Comune, si sostiene che i nove carabinieri hanno svolto "compiti particolarmente delicati, affidati a militari dell'Arma con una specifica preparazione e scelti con un'accurata selezione, perchè questi compiti comprendono, oltre all'area del Casinò, anche il controllo dei confini con la Svizzera". Si viene inoltre a sapere che i carabinieri contestano il fatto che "nel bilancio 2014 del Comune figurano fondi versati dallo Stato per tre milioni di euro, destinati fra l'altro a sostenere il Casinò".