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"Sono convinta che il Parlamento approverà". Lo ha detto la consigliera federale Simonetta Sommaruga nella conferenza stampa al termine della seduta governativa, a proposito del credito di 12 milioni di franchi per il programma di integrazione dei 500 rifugiati siriani che la Svizzera si appresta ad accogliere.
Ma se così non fosse, allora la somma verrebbe prelevata altrove. "Ad ogni modo il progetto è deciso", ha detto ancora la ministra della giustizia rispondendo ai media. L'insieme dei 500 non verranno forzatamente dalla Siria o dai paesi vicini dove la popolazione si è rifugiata, ha detto ancora Sommaruga. Altre regioni fortemente toccate dell'esodo di popolazioni, come la Repubblica democratica del Congo o il Pakistan possono entrare in considerazione.
Il primo gruppo atteso per ottobre è di sicuro legato al conflitto siriano, ma per motivi di sicurezza la ministra non ha voluto fornire cifre precise né indicare la provenienza o la nazionalità. "Sono dettagli che verranno forniti una volta che i profughi saranno al sicuro in Svizzera".
La precedenza comunque va a persone particolarmente vulnerabili, che non possono abbandonare la zona di conflitto e che non sono al sicuro nei paesi vicini. Si tratta di donne, bambini, ma anche portatori di handicap. Una volta in Svizzera otterranno il permesso di soggiorno tipo B.
Quanto al fatto di accogliere un numero considerevole di rifugiati, cosa che non avveniva da otto anni, Sommaruga la considera una vittoria personale. "Voglio ritornare a quella tradizione", abbandonata nel 2005, ha detto.
SDA-ATS