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Harriet Tubamn deve aspettare che Donald Trump esca dalla Casa Bianca. Solo allora potrà diventare la prima donna a essere immortalata su una banconota statunitense, quella diffusissima da 20 dollari. L'annuncio del segretario al tesoro, Steven Mnuchin, gela le attese di chi voleva vedere già dal 2020 l'eroina afroamericana, un'ex schiava fuggita e che ha salvato migliaia di neri, al posto del controverso ex presidente americano Andrew Jackson.
L'occasione che Tubamn attendeva era il 100esimo anniversario del 19esimo emendamento che ha concesso negli Usa il diritto voto alle donne. Invece l'introduzione della sua immagine slitta al 2026, con i nuovi 20 dollari che non entreranno in circolazione prima del 2028. Mnuchin si attira così l'ira delle donne con il suo annuncio, ma per il segretario al Tesoro sono meglio le polemiche che la furia che si sarebbe scatenata se Trump avesse abolito del tutto il progetto.
Ipotesi che - secondo indiscrezioni - non era poi così lontana dalla realtà. Nei mesi scorsi Trump aveva infatti criticato la scelta di Taubman, definendola solo "correttezza politica". Poi si era spinto oltre: Jackson non andrebbe toccato, per l'eroina afroamericana sarebbe più appropriata la banconota da due dollari, ben meno prestigiosa. Il tycoon è un fan di Jackson, presidente poco noto e discusso, la cui immagine è comparsa a sorpresa sui 20 dollari nel 1929, quando sostituì Grover Cleveland in quello che è rimasto l'ultimo avvicendamento di volti sui biglietti di carta.
Scampato il pericolo di una cancellazione del progetto Taubman, che avrebbe rincarato al dose di attacchi a un presidente misogino, Mnuchin cerca di archiviare rapidamente la vicenda. La priorità - dice - è quella di evitare la contraffazione delle valute: "questa è la mia responsabilità. La decisione sull'immagine" da inserire "spetterà probabilmente a un altro segretario al Tesoro".