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La Cina ha mentito sull'origine del coronavirus. È quanto emerge, scrive il New York Post, da un rapporto redatto da 'Five Eyes', le intelligence di Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda e Canada.
Nel rapporto di 15 pagine si afferma che il virus potrebbe essere sfuggito dal Wuhan Institute of Virology, anche se inizialmente la Cina ha insistito che arrivasse dai mercati locali.
Poi descrive come la Cina abbia cercato di minimizzare l'epidemia cercando si far sparire tutte le tracce del virus in casa propria. Pechino, secondo il rapporto, ha iniziato a bloccare i motori di ricerca già all'inizio di dicembre per evitare che si ottenessero o cercassero informazioni sul virus.
Secondo le cinque intelligence, la Cina aveva "prove di trasmissione da uomo a uomo già all'inizio di dicembre" ma ha continuato a negarlo fino al 20 gennaio.
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