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Le riserve del datore di lavoro devono essere prese in considerazione nella liquidazione della previdenza?
No, come ha deciso il Tribunale federale l'11 dicembre 2019. Le riserve del datore di lavoro non concernono il periodo determinante per la liquidazione della previdenza né possono essere conteggiate come prestazione d'uscita ipotetica.
Il marito è dipendente di una società anonima e ne è anche azionista e amministratore. Negli anni precedenti la SA aveva costituito presso la cassa pensione riserve del datore di lavoro. La moglie ha chiesto che queste riserve del datore di lavoro fossero prese in considerazione nel calcolo della liquidazione della previdenza professionale o nella liquidazione del regime die beni. Il Tribunale federale ha respinto queste richieste.
Le riserve del datore di lavoro non concernono diritti già acquisiti
Il Codice civile svizzero prevede che in caso di divorzio le pretese della previdenza professionale sono oggetto di conguaglio: la prestazione di libero passaggio acquisita viene suddivisa a metà; la legge sul libero passaggio stabilisce le regole per il calcolo della prestazione d‘uscita. Litigioso dinanzi al Tribunale federale era la questione a sapere se le riserve del datore di lavoro debbano essere incluse nel calcolo di questa prestazione d'uscita. Le riserve contributive del datore di lavoro "sono costituite da fondi che il datore di lavoro versa all'istituto di previdenza al di là dei suoi obblighi legali, regolamentari e contrattuali, compensandoli con il suo futuro obbligo contributivo", come ha stabilito il Tribunale federale. In base a questa definizione tali riserve "non riguardano i diritti acquisiti dal dipendente fino a quel momento", che vengono conguagliati in caso di divorzio.
Le riserve del datore di lavoro rimangono vincolate
Anche se il marito divorziato è membro del consiglio d'amministrazione della SA, non può tuttavia disporre delle riserve del datore di lavoro: "La riserva contributiva trasferita al patrimonio della cassa pensioni rimane (...) vincolata ai fini della previdenza professionale", come ricorda il Tribunale federale. Solo in caso di liquidazione sarebbe diverso, ma non era qui in discussione. Poiché il marito non può distribuire a sé stesso le riserve del datore di lavoro, esse non possono essere conteggiate come ipotetica prestazione d'uscita.