Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01170.jsonl.gz/1269

Due mesi dopo aver acquisito il gruppo Alstom, la General Electric (GE) ha lanciato un vasto piano di ristrutturazione e intende sopprimere 6500 impieghi in Europa, di cui 1300 in Svizzera.
In un comunicato, la GE ha precisato di aver avviato una procedura di consultazione con i rappresentanti del personale delle fabbriche in questione. In Svizzera ad essere toccati saranno quattro siti nel canton Argovia: Baden, Birr, Dättwil, Turgi e Oberentfelden.
La multinazionale americana ha spiegato che i tagli sono necessari per far fronte al calo della domanda di gas e turbine registrato negli ultimi anni in Europa. Una tesi che non convince però i sindacati elvetici. Unia accusa a GE di voler massimizzare gli utili e arricchire i suoi azionisti. Dal canto suo, il sindacato Syna rimprovera al ministro dell’economia Johann Schneider-Ammann di non aver ottenuto delle garanzie dalla GE per i siti presenti in Svizzera, contrariamente a quanto fatto dallo Stato francese.
Davanti alla stampa, il ministro elvetico ha dichiarato mercoledì di avere “una certa comprensione” per la decisione della GE, tenuto conto delle condizioni del mercato globale. “La situazione è drammatica per gli impiegati toccati, ma non possiamo fare altro che mostrare i vantaggi della Svizzera”, ha dichiarato il liberale-radicale.
swissinfo.ch e tvsvizzera.it (TG del 14.1.2015)