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<h2>SubmittedText<h2><p>Con il comunicato stampa del 1° aprile 2021 il Consiglio federale ha reso noto che non darà seguito al progetto relativo a un'assicurazione contro le pandemie elaborato da diversi dipartimenti assieme a rappresentanti del settore assicurativo, nonostante questo gruppo di lavoro avesse consigliato, nel suo rapporto di settembre 2020 (progetto sull'assicurazione contro le pandemie), di sviluppare due varianti. Per motivare la sua decisione il Consiglio federale adduce la mancanza di segnali chiari da parte delle imprese di volersi affiliare, in caso di pandemia, a un'assicurazione come quella proposta. Precisa che il DFF tiene aperto il dialogo con il settore assicurativo ed è disposto a esaminare eventuali proposte alternative. A fronte di queste dichiarazioni non è chiaro come il Consiglio federale intenda affrontare, in futuro, i grandi rischi che non possono essere assicurati solo dall'economia privata. Perciò il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande. </p><p>Riguardo all'assicurazione contro le pandemie: </p><p>1. il Consiglio federale condivide il parere del gruppo di lavoro secondo cui, dal punto di vista della governance, è chiaramente preferibile un (parziale) prefinanziamento dei rischi da parte delle imprese stesse, come nel caso di un'assicurazione, piuttosto che un postfinanziamento con mezzi fiscali generali (n. 1 del rapporto)? In caso di risposta negativa, perché? </p><p>2. Perché il Consiglio federale non segue la raccomandazione del gruppo di lavoro (n. 7.4) di sviluppare ulteriormente le varianti "pool dei danni con copertura dei rischi da parte della Confederazione" e "pool di capitali alimentato da privati e dalla Confederazione"?</p><p>3. La Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali con quale metodo ha condotto il sondaggio tra imprese e associazioni di categoria (numero e tipo di partecipanti, domande) citato nella risposta all'interpellanza Michel 20.4513? Qual è stata la partecipazione e quali sono i risultati concreti del sondaggio? </p><p>4. Secondo il numero 5.2 del rapporto, la Segreteria di Stato dell'economia ritiene che un'assicurazione contro le pandemie potrebbe essere attuata anche senza essere obbligatoria. Tuttavia non sono state elaborate varianti corrispondenti. Il Consiglio federale è disposto a far verificare alternative in tal senso? </p><p>Riguardo alla gestione dei grandi rischi in generale: </p><p>5. nel comunicato stampa del 1° aprile 2021 il Consiglio federale ha dichiarato che avrebbe tenuto aperto il dialogo con il settore assicurativo. Quali sono le modalità del contatto? In particolare, il Consiglio federale è disposto a condurre uno scambio interdipartimentale con i rappresentanti del settore assicurativo nonché degli ambienti economici e dei consumatori particolarmente colpiti dai grandi rischi? </p><p>6. Come giudica il Consiglio federale la situazione in merito ad altri grandi rischi, come un ciberattacco o la penuria di energia elettrica? È disposto a commissionare l'elaborazione di partenariati pubblico-privati anche per altri grandi rischi e a basarsi sui risultati ottenuti per sviluppare una soluzione assicurativa contro le pandemie?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad domande 1 e 2: nel corso di una pandemia, la portata dei provvedimenti di sostegno statali è fortemente influenzata dal fatto che si mantenga un equilibrio tra entrate e uscite nel lungo periodo e che si eviti un indebitamento eccessivo. Il prefinanziamento tramite un'assicurazione contro le pandemie è un modo per contrastare l'eccessivo debito pubblico a lungo termine. Anche gli strumenti generali per la sostenibilità dei conti pubblici, come il freno all'indebitamento, perseguono obiettivi analoghi. In collaborazione con altre autorità e con il settore assicurativo, il DFF ha esaminato diverse varianti di prefinanziamento tramite una soluzione assicurativa. Oltre a stabilire se tale soluzione fosse di massima fattibile, si è anche verificato se ci fosse una richiesta in tal senso da parte degli ambienti economici e delle imprese e, quindi, se la soluzione fosse politicamente realizzabile. Finora le imprese non hanno manifestato chiaramente la volontà di affiliarsi a un'assicurazione contro le pandemie di questo tipo. In particolare viene respinto il carattere obbligatorio dell'assicurazione.</p><p>Ad domanda 3: sono state interpellate 18 associazioni economiche e 50 imprese di varie dimensioni, attive in settori diversi e provenienti da più regioni del Paese. Le domande riguardavano la misura in cui esse sarebbero state colpite da una pandemia, i benefici e le caratteristiche auspicate dell'assicurazione, l'atteggiamento verso il carattere obbligatorio dell'assicurazione e l'estensione della copertura assicurativa ad altri grandi rischi. Hanno risposto 7 associazioni e soltanto 6 imprese. I principali benefici menzionati sono la sicurezza nella pianificazione e la riduzione dei rischi finanziari, anche se le risposte dei vari settori sono molto eterogenee e l'utilità dell'assicurazione è ritenuta per lo più esigua. Il carattere obbligatorio dell'assicurazione è stato chiaramente respinto dai partecipanti.</p><p>Ad domanda 4: il Consiglio federale è disposto a incaricare il DFF di eseguire un esame approfondito relativo a una soluzione assicurativa su base volontaria se, oltre agli assicuratori, manifestano un ampio sostegno i settori interessati, ovvero gli ambienti economici e le imprese. Attualmente non vi sono segnali al riguardo.</p><p>Ad domande 5 e 6: vi è uno scambio regolare tra il settore assicurativo e il DFF, anche in merito alla gestione dei grandi rischi. La gestione (finanziaria) dei grandi rischi è una sfida per lo Stato, la società, le imprese e le economie domestiche. L'analisi delle esperienze concrete maturate durante la pandemia di COVID-19 comprende anche, in linea di principio, l'esame approfondito delle alternative di finanziamento (comprese le soluzioni assicurative) in caso di tali eventi e la descrizione delle ripercussioni concrete sulle persone coinvolte. Secondo il Consiglio federale si potrebbe prendere in considerazione, in particolare, un modello di finanziamento maggiormente scisso dal bilancio generale dello Stato rispetto a tutti i modelli proposti in precedenza. Tuttavia, il Consiglio federale non ha finora constatato un ampio sostegno da parte degli ambienti economici né alcun segnale che questa situazione cambierà nel prossimo futuro.</p>  Risposta del Consiglio federale.