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L'11 settembre in Svizzera è la Giornata nazionale della donazione di organi, per ricordare che ogni settimana da una a due persone in Svizzera muoiono mentre aspettano di ricevere un nuovo organo: nel 2020 sono state 72, a fronte di 519 trapianti effettuati e 1'457 persone in lista di attesa. Per l'occasione, Swisstransplant ha promosso la campagna #scegliildonopiùprezioso per incoraggiare sempre più persone a iscriversi al registro nazionale, una campagna segnata da una settimana di presenze in 13 stazioni ferroviarie.
Oggi, ricorda la presidente di fondazione e consigliera nazionale Marina Carobbio, sono "circa 120'000", molte ma non abbastanza. "Esprimere la propria volontà, a favore o contro - ricorda - facilita il lavoro del personale sanitario e anche delle famiglie", che in un momento di dolore per un loro caro sono chiamati a prendere una decisione difficile.
Se infatti l'80% della popolazione si dice nei sondaggi a favore della donazione dei propri organi, solo una minoranza passa poi all'atto ufficializzando la propria posizione nel registro. Quest'anno la giornata è particolarmente significativa anche perché quasi concomitante con il dibattito del 20 settembre al Consiglio degli Stati sul passaggio dal modello attuale a quello del consenso presunto, nel quale sarebbe chi non vuole donare i propri organi a doverlo dire esplicitamente e non l'opposto. A maggio il Nazionale si era già espresso a favore della modifica.