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La guerra in Ucraina dimostra che la Svizzera deve rafforzare la sua cooperazione internazionale, anche con gli Stati Uniti. È quanto Viola Amherd ha dichiarato dopo aver incontrato venerdì a Washington rappresentanti del Governo americano, al termine di un viaggio di cinque giorni nel Paese. Interpellata sull'imminente richiesta di adesione finlandese alla NATO, tuttavia, la responsabile del Dipartimento della difesa ha chiarito che per la Confederazione questo passo non è in discussione, perché non sarebbe conciliabile con la neutralità elvetica.
Anche uno Stato neutrale, però, ha margine di manovra per rafforzare la sua sicurezza attraverso la collaborazione con altri Paesi. Questa passa anche dal previsto acquisto da parte della Svizzera di 36 caccia F-35, oltre che di cinque sistemi missilistici Patriot. Amherd, che ha avuto modo di recarsi anche dal fabbricante Lockheed Martin, ha fatto presente che l'acquisto dipende dal via libera popolare. Tuttavia i tempi potrebbero essere accorciati: se entrambi i rami del Parlamento approveranno la proposta commissionale di procedere alla spesa senza attendere l'esito delle urne, la vallesana si dice favorevole a non attendere la scadenza dell'offerta nel 2023. "Un parere personale", ha precisato tuttavia, e non la posizione ufficiale del Consiglio federale.
Negli Stati Uniti Amherd ha ricevuto anche rassicurazioni sugli affari di compensazione, che porteranno miliardi di franchi alla Svizzera. "Bisogna approfittare di questa possibilità per aumentare il know-how tecnico e far progredire la capacità di innovazione", ha dichiarato.