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Il gruppo editoriale Tamedia ha annunciato la chiusura immediata della sua emittente televisiva. Con questa decisione viene spenta anche l'ultima televisione privata nazionale.Questo contenuto è stato pubblicato il 22 novembre 2001 - 09:42
Nonostante la difficoltà finanziarie e i bassi indici di pubblico ai quali TV3 si vedeva sempre più confrontata negli ultimi mesi, la notizia della chiusura dell'emittente rappresenta sicuramente una grande sorpresa. Appena tre mesi fa, il gruppo editoriale Tamedia aveva infatti annunciato l'acquisto e la soppressione per fine novembre della concorrente Tele24, nel chiaro obbiettivo di rafforzare le prospettive di mercato di TV3.
La decisione di porre fine anche all'ultimo progetto di televisione privata nazionale è stata adottata lunedì dal Consiglio di amministrazione di Tamedia, che ha interrotto con effetto immediato ogni finanziamento. Le trasmissioni dovrebbero cessare il prossimo 23 dicembre. La data e le modalità della chiusura verranno comunque definite nel corso di un'assemblea straordinaria degli azionisti in programma lunedì prossimo.
La fine di TV3 lascerà senza lavoro 85 dipendenti dell'emittente e un'altra ottantina di persone impiegate presso produttori esterni. Il gruppo zurighese ha annunciato in proposito di voler elaborare un piano sociale, in vista dello smantellamento.
Tamedia ha motivato la chiusura in relazione alla congiuntura economica sfavorevole e alla regolamentazione troppo restrittiva che limita lo sviluppo delle televisioni privata in Svizzera. Senza fornire cifre, il gruppo editoriale sottolinea il forte calo delle entrate pubblicitarie registrato negli ultimi mesi.
Secondo Tamedia non è stato possibile soddisfare le 3 condizioni essenziali per permettere un potenziamento di TV3. Innanzitutto non è stato trovato un nuovo partner, dopo la rinuncia di SBS Broadcasting che deteneva il 50 % del capitale dell'emittente.
Il gruppo editoriale puntava inoltre su una rapida liberalizzazione del mercato nazionale in ambito di pubblicità televisiva, con un alleggerimento delle limitazioni ancora in vigore. Per finire, il peggioramento della situazione economica in Svizzera ha fatto svanire le ultime speranze di uscire entro il 2004 dalle cifre rosse.
Lanciata nel 1999 come joint venture controllata in parti uguali da Tamedia AG e da SBS Broadcasting SA, TV3 è finanziata dall'inizio di quest'anno dalla sola Tamedia. Dal primo gennaio la società partner aveva infatti già sospeso i propri versamenti.
Il gruppo zurighese ha investito finora nel progetto televisivo 90 milioni di franchi e SBS Broadcasting SA altri 54 milioni. I costi della chiusura, sopportati interamente da Tamedia, dovrebbero raggiungere i 30 milioni di franchi e faranno scivolare quest'anno i risultati del gruppo editoriale nelle cifre rosse, ha indicato il responsabile delle finanze Patrick Eberle.
In agosto il gruppo editoriale di Hans Heinrich Coninx - che pubblica tra l'altro anche il Tages Anzeiger - aveva rilevato il gruppo Belcom di Roger Schawinski per una somma di 92 milioni di franchi. Dopo aver immediatamente deciso di chiudere Tele24, l'unica televisione nazionale concorrente, Tamedia intende ora concentrarsi sul potenziamento di TeleZüri e di Radio 24, che operano nella regione di Zurigo.
Reazioni negative
L'annuncio della soppressione di TV3 ha sollevato un coro di reazioni negative.
Indignazione e consternazione sono state espresse sia dal personale di TV3 che dall'ex-concorrente dell'emittente Roger Schawinski. Il pioniere delle radio private svizzere ha definito "tragica" la notizia della chiusura, criticando a sua volta la regolamentazione nazionale.
Per il ministro delle comunicazioni, Moritz Leuenberger, la chiusura successiva di TV3 e Tele 24 ha dimostrato una volta per tutte che una televisione privata sovraregionale non è possibile: il mercato ha parlato, ha commentato il consigliere federale dinnanzi ai rappresentanti dei media a Berna.
Nel 1998 regnava nel settore un vero e proprio spirito di corsa all'oro, ha detto Leuenberger. A suo avviso gli imprenditori TV hanno voluto assumersi dei rischi sfuggendo al controllo delle autorità. Le regole legali del gioco erano chiare sin dall'inizio e non sono state cambiate in seguito. Un'autorizzazione della pubblicità per gli alcolici o norme più elastiche sulle pause
pubblicitarie non avrebbero salvato le reti svizzerotedesche.
Secondo Leuenberger, non tocca alla Confederazione garantire il successo di reti private che diffondono in tutta una regione linguistica. A suo parere la pluralità dell'informazione continua ad essere assicurata. Il consigliere federale si è detto nondimeno spiacente per le soppressioni di impieghi dovuti alla scomparsa di Tele 24 e TV3.
swissinfo e agenzie
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