Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01107.jsonl.gz/166

Uno dei nodi centrali nel dibattito sull’iniziativa contro la libera circolazione concerne la conseguenza che un eventuale SÌ avrebbe sui rimanenti sei Accordi bilaterali 1. La loro disdetta sarebbe automatica, come sostengono gli avversari dell’iniziativa citando la clausola contenuta nell’Accordo di libera circolazione che apparentemente non lascia scampo; oppure tale disdetta sarebbe possibile ma non certa, come sostengono i fautori dell’iniziativa, secondo i quali sarebbe comunque sempre possibile far rientrare dalla finestra i sei accordi dopo l’eventuale disdetta, ad esempio ristipulandoli con qualche modifica?
In proposito mi stupisco un po’ che nessun organo di informazione abbia citato un autorevole quanto neutrale parere espresso dall’Associazione svizzera di politica estera in una scheda informativa dedicata alla “clausola ghigliottina” pubblicata il 4 ottobre 2016, quando si dibatteva su come mettere in pratica il nuovo articolo costituzionale sull’immigrazione approvato di misura dal popolo nel febbraio del 2014.
In quel parere si ammetteva che la procedura da seguire per applicare la clausola ghigliottina non era chiara, e si precisava : “Gli schieramenti politici possono quindi enfatizzare o minimizzare il rischio, a seconda delle loro intenzioni politiche: gli uni mettono in guardia e vedono avvicinarsi la fine degli accordi bilaterali, gli altri si comportano come se l’UE non voglia o non sia in grado di attivare la «clausola ghigliottina». Christoph Blocher, stratega dell’UDC, sostiene: «Io so che l’UE non lascerebbe cadere gli accordi economici con la Svizzera se rinunciamo alla libera circolazione delle persone.» Se con ciò intenda che l’UE non applicherebbe la «clausola ghigliottina» prevista nell’ambito degli Accordi bilaterali 1, potrebbe non aver torto. Ma torto avrebbe se credesse che l’UE accetterebbe senza batter ciglio una violazione della libera circolazione: a sua disposizione ha alternative che possono essere impiegate in modo flessibile (…)”
e nel documento si aggiungeva :
“(…) la procedura di rescissione è macchinosa, richiede tempo e non è accertata in tutti i dettagli. Se l’UE prendesse in considerazione una rescissione degli Accordi, dovrebbe innanzitutto consultare ogni Stato membro, ma la procedura non è giuridicamente del tutto chiara: Chi decide? Serve l’unanimità o è sufficiente una maggioranza? La rescissione potrebbe seguire la stessa procedura che regola la conclusione di un accordo. In questo caso, il Consiglio europeo deciderebbe all’unanimità, inoltre servirebbe l’approvazione del Parlamento europeo. La necessità di un voto unanime potrebbe allungare i tempi di decisione o persino rivelarsi un ostacolo. Denunciando l’intero pacchetto di Accordi bilaterali 1, che si fondano sull’interesse reciproco, l’UE o perlomeno numerosi Stati membri danneggerebbero infatti anche se stessi. Anche l’UE è interessata ad un accesso facilitato al mercato svizzero (…) “.
Qualcuno potrebbe sostenere che quel parere non è più valido, dal momento che, nel frattempo, qualche rappresentante dell’UE ha ribadito che in caso di abrogazione dell’Accordo sulla libera circolazione la clausola ghigliottina verrebbe applicata. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Se da una parte si possono capire certe dichiarazioni roboanti fatte per impaurire i cittadini svizzeri che si apprestano a votare, dall’altra va detto che il parere espresso dall’Associazione svizzera di politica estera concerneva gli aspetti procedurali e giuridici, e dunque tale parere conserva ancora tutta la sua validità.
Penso che sarebbe corretto dare questa informazione ai cittadini, lasciando che poi siano loro a giudicare. La verità è che non vi è nulla di certo e chi sostiene il contrario è un bugiardo, o è male informato, o sta cercando di influenzare indebitamente i cittadini per indurli a votare a favore o contro l’iniziativa. È possibile che i sei accordi dei Bilaterali 1 possano essere disdetti automaticamente, ma è anche possibile che per disdirli occorra l’unanimità del Consiglio europeo, o ancora è possibile che gli accordi siano dapprima ufficialmente disdetti e poi in tutto o in parte ristipulati.
Per quel che mi riguarda condivido l’opinione secondo cui i sei accordi che sono a rischio di disdetta hanno compensato solo in minima parte la perdita di benessere che la libera circolazione delle persone ha comportato per la popolazione svizzera, per cui è di secondaria importanza sapere che fine faranno questi accordi: se rimarranno in vigore tanto meglio, ma se l’UE, per ripicca, vorrà disdirli contro il suo interesse va bene ugualmente!