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E.2.5 Quota di libero passaggio (2° pilastro) ed averi della previdenza privata vincolata (pilastro 3a)
In linea di principio, le prestazioni del 2° pilastro e del pilastro 3a sono prioritarie rispetto al sostegno sociale e ne va tenuto conto integralmente nel budget del beneficiario.
L’ordinanza sul libero passaggio prevede che le prestazioni da polizze di libero passaggio (presso assicuratori vita) e da conti di libero passaggio (presso le banche) possono essere versate al più presto cinque anni prima e, al più tardi, cinque anni dopo il raggiungimento dell’età di pensionamento LPP dell’assicurato. Gli averi sono inoltre liberati (su richiesta) quando il titolare della polizza o del conto percepisce una rendita AI completa e non è ulteriormente assicurato contro i rischi di invalidità, quando esso trasferisce il suo domicilio all’estero, o quando inizia un’attività indipendente riconosciuta.
In linea di principio, gli averi di libero passaggio del 2° pilastro e del pilastro 3a vanno liberati assieme al versamento anticipato dell’AVS o di una rendita integrale dell’AI. A complemento di una rendita AVS o AI, le spese per il mantenimento vanno coperte con gli averi liberati. Per raggiungere l’obiettivo del 2° pilastro (garanzia di mantenimento dello standard di vita abituale in combinazione con le prestazioni dell’AVS/AI), il ricorso agli averi di libero passaggio non dovrebbe avvenire prima. Se la rendita AVS o AI e il ricorso agli averi di libero passaggio non dovessero essere sufficienti per coprire le spese per il mantenimento, potranno essere richieste le prestazioni complementari.
Gli averi liberati del 2° pilastro e del pilastro 3a costituiscono una sostanza liquida e vanno usati, dopo la scadenza, per le spese future per il mantenimento.