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Neuchâtel sarà il primo cantone a introdurre un salario minimo obbligatorio dopo il fallimento di una proposta analoga, a livello nazionale, il 18 maggio scorso. Il Gran consiglio ha varato oggi un disegno di legge in cui è stabilita una retribuzione minima di 20 franchi l'ora. A partire dal 1. gennaio 2015 ne beneficeranno all'incirca 2700 persone.
L'innovazione è stata appoggiata da 85 deputati contro 22 e 4 astenuti. Le maggiori reticenze sono venute da una parte del gruppo PLR e da alcuni rappresentanti dell'UDC. I socialisti, dal canto loro, avrebbero preferito stabilire una retribuzione di 22 franchi l'ora.
Frutto di trattative fra i partner sociali durate diversi mesi, il nuovo salario orario obbligatorio migliorerà la situazione finanziaria di circa 2700 persone, ha indicato il consigliere di Stato Jean-Nat Karakash. La stragrande maggioranza è costituita da donne e impiegati a tempo parziale "nonché da neocastellani e non da frontalieri", ha voluto precisare il "ministro".
Retribuito 20 franchi lordi all'ora, un impiegato con un orario settimanale di 40 ore guadagnerà 3467 franchi mensili. Per una settimana lavorativa di 41 ore il salario sarà di 3553 franchi, mentre la paga salirà a 3640 franchi per coloro che lavorano 42 ore la settimana. Agevolazioni sono previste per l'agricoltura e la viticoltura.
I nuovi salari avranno effetti positivi anche per la collettività, spesso costretta a completare i redditi insufficienti, ha rilevato Karakash. Per l'economia privata neocastellana, l'innovazione rappresenterà un costo di circa 9 milioni di franchi, per una massa salariale totale di oltre 4 miliardi di franchi.
Oltre Neuchâtel, anche il Giura si appresta a legiferare in materia di salari minimi. Accettata nel 2013, un'iniziativa "per salari decenti" chiede l'introduzione di una base legale che consenta di stabilire remunerazioni minime nei settori economici e nelle aziende non regolamentati da un contratto collettivo di lavoro (CCL). La retribuzione dovrebbe essere stabilita in funzione del salario nazionale mediano di ogni ramo economico.
Proposte analoghe sono state invece bocciate nel 2011 nei cantoni Vaud e Ginevra. In Vallese, l'introduzione di un salario minimo cantonale è stata respinta in votazione il 18 maggio.
SDA-ATS