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Basterà un piccolo ulteriore aumento della temperatura globale per provocare lo scioglimento del permafrost artico, il terreno perennemente ghiacciato all'interno del quale sono intrappolate migliaia di miliardi di tonnellate di CO2. Lo afferma uno studio dell'università di Oxford pubblicato dalla rivista "Science".
I ricercatori hanno esaminato stalattiti e stalagmiti di sei diverse caverne a Nord del sessantesimo parallelo ora coperte dal permafrost.
Queste concrezioni, spiega lo studio, potevano formarsi soltanto in assenza di ghiaccio, quando la temperatura atmosferica era molto più alta. Dall'analisi è emerso che nell'ultima occasione in cui le caverne erano libere dal ghiaccio, circa 400mila anni fa, la temperatura era di 1,5 gradi superiore a quella del 1800: "Ora siamo già circa 0,7 gradi sopra quella temperatura - sottolineano gli autori - quindi un piccolo aumento ulteriore potrebbe provocare un grande scioglimento del permafrost".
Secondo l'agenzia delle Nazioni Unite per l'Ambiente (Unep) il permafrost ha intrappolato quasi duemila miliardi di tonnellate di CO2, il doppio di quella nell'atmosfera terrestre. Di queste fino a 135 miliardi di tonnellate potrebbero liberarsi entro il 2100 se continuerà il trend attuale di aumento della temperatura dell'atmosfera.
SDA-ATS