Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/37597

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.Il Consiglio federale ha già avuto occasione nel 2000 di prendere posizione su questo tema. Nella sua mozione del 22 giugno 2000 (00.3334) anche la Consigliera nazionale Bangerter chiedeva lo sgravio fiscale delle imprese che formano apprendisti, autorizzandole a dedurre, ad esempio, 2'000 franchi l'anno per apprendista nel calcolo dell'imposta federale.</p><p>2.Nel suo parere del 6 settembre 2000 il Consiglio federale evidenziava tra l'altro che la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale già nel 1996 e nel 1997 aveva esaminato quali incentivi inducessero le imprese a offrire ai giovani posti di tirocinio. In tale occasione essa ha parimenti valutato la possibilità di accordare agevolazioni fiscali alle aziende. Il fatto che il Parlamento non abbia preso in considerazione questa misura, né nel decreto federale del 30 aprile 1997 concernente provvedimenti intesi a migliorare l'offerta di posti di tirocinio per gli anni di formazione professionale 1997, 1998 e 1999 (decreto sui posti di tirocinio), né nel successivo decreto federale del 18 giugno 1999 concernente provvedimenti intesi a migliorare l'offerta di posti di tirocinio e a sviluppare la formazione professionale (2° decreto sui posti di tirocinio), dimostra indirettamente che il legislatore ha ritenuto che le agevolazioni fiscali non costituiscono un mezzo efficace per la creazione di posti di tirocinio. Inoltre, si rimandava a uno studio (Hanhart Siegfried, Schulz Hans-Rudolf con la collaborazione di Sandra Bossio: "Lehrlingsausbildung in der Schweiz, Kosten und Finanzierung". 1997, edizione Rüegger, Coira/Zurigo) che dimostrava come la dimensione dell'impresa e il ramo economico fossero determinanti per le spese della formazione degli apprendisti. Nelle piccole aziende (commercio al dettaglio e settore edile) i costi e i vantaggi sono più o meno equilibrati, soprattutto grazie all'efficienza sul lavoro delle persone che devono essere formate. Per contro, nelle grandi aziende (industria metalmeccanica e multinazionali) i costi supplementari annuali si avvicinano ai 20'000.-- franchi per posto di tirocinio. Lo studio si è inoltre occupato dei possibili motivi della forte riduzione dei posti di tirocinio tra il 1986 e il 1996, giungendo alla conclusione che le aziende interpellate che non formano o non formano più apprendisti non hanno rinunciato alla loro funzione di formazione per motivi finanziari. La mancanza di tempo da dedicare agli apprendisti svolge un ruolo più importante al momento di prendere la decisione di rinunciare a offrire posti di tirocinio. Inoltre il livello di formazione dei giovani che hanno concluso la scuola obbligatoria, considerato spesso insufficiente dai datori di lavoro, costituisce sovente un ulteriore motivo addotto dalle aziende. </p><p>3.Anche nell'ambito del pacchetto fiscale 2001, in occassione dei dibattiti concernenti la riforma dell'imposizione della coppia e della famiglia il Consiglio federale si è dovuto esprimere sullo stesso tema davanti al Consiglio nazionale. Una proposta di minoranza Fehr ha infatti parimenti chiesto che ai fini dell'imposta federale diretta venisse introdotta una nuova deduzione a favore delle imprese che formano apprendisti. </p><p>Il Consiglio federale ha ribadito che le spese in relazione con la formazione degli apprendisti possono già essere dedotte secondo il diritto vigente per le persone giuridiche nell'ambito degli oneri giustificati dall'uso commerciale (art. 59 LIFD) e per le persone che esercitano un'attività lucrativa indipendente nell'ambito di spese aziendali e professionali giustificate (art. 27 LIFD). </p><p></p><p>Inoltre, occorre ritenere quanto segue:</p><p>Nel vigente sistema di determinazione dell'utile rispettivamente della determinazione del reddito netto imponibile dell'attività lucrativa indipendente un'ulteriore esplicita deduzione rappresenterebbe un corpo estraneo. Bisogna aggiungere che per le società di persone l'imposizione non avviene in misura proporzionale, bensì progressiva. Ne conseguirebbe che gli effetti di un'identica deduzione varierebbero sensibilmente in funzione degli utili della società di persone.</p><p>Nell'ottica di un sostegno pecuniario della formazione sorge la questione della parità di trattamento delle imprese che presentano una perdita d'esercizio o sono esenti dall'imposta (art. 56 LIFD). Proprio le imprese che non conseguono utili, e per questo motivo non possono più permettersi apprendisti, non beneficerebbero più di questo sussidio indiretto.</p><p>In data 26 settembre 2001 il Consiglio nazionale ha accolto a larga maggioranza la proposta del Consiglio federale e ha respinto quella della minoranza Fehr.</p><p>4.Un'agevolazione fiscale che vada oltre gli oneri giustificati dall'uso commerciale, come richiesto dal Gruppo UDC nella sua mozione, equivarrebbe - analogamente alle proposte presentate in precedenza su questo tema - a un sussidio indiretto versato secondo il principio dell'innaffiatoio, con risultati insoddisfacenti. Lo scopo primario delle tasse pubbliche dovute senza condizioni è di procurare le entrate necessarie al fabbisogno finanziario. Concedere un trattamento fiscale di favore a obiettivi non fiscali - come la promozione della formazione degli apprendisti - può violare il principio dell'imposizione secondo la capacità economica (art. 127 cpv. 2 Cost.) e, di conseguenza, il postulato dell'equità fiscale.</p><p>Di principio, il sistema fiscale non dovrebbe essere caricato di obiettivi extrafiscali, poiché in tal modo ne soffrirrebbe anche la trasparenza. Visto che l'utilità di un sussidio non è provata, non è neppure chiaro quali contribuenti e in che misura potrebbero approfittare di questo sostegno.</p><p>Queste considerazioni spiegano le ragioni per le quali il Consiglio federale non può approvare la deduzione richiesta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.