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3649 voti: è la differenza tra i sì e i no che ha determinato l'accettazione alle urne del nuovo sistema di riscossione del canone radiotelevisivo contro cui è stato lanciato il referendum e sul quale il popolo si è espresso lo scorso 14 di giugno.
Lo indica oggi il Foglio federale che ha pubblicato i dati definitivi.
Lo scrutinio ha dato 1'128'522 voti a favore del nuovo sistema di riscossione e 1'124'873 contrari. 6432 le schede di voto nulle. Alla consultazione hanno partecipato anche 144'691 Svizzeri residenti all'estero.
A causa del risultato tirato, già la domenica di votazione si parlava della necessità di ricontare i voti. In diversi cantoni sono state inoltrate richieste in tal senso al Tribunale federale. I giudici di Losanna hanno però risposto picche.
Stando alla massima corte elvetica, una nuova conta dei voti è lecita solo in presenza di irregolarità che possono influenzare il risultato finale. A detta dei giudici, tali condizioni non erano date nel caso concreto della votazione sulla legge radio-tivù.
La normativa prevede il pagamento generalizzato del canone con eccezioni, limitate nel tempo, per chi riesce a provare di non usufruire dell'offerta radiotelevisiva pubblica. Le modifiche legislative sono state giustificate col proliferare di nuovi mezzi tecnologici in grado di ricevere i programmi, come cellulari, computer e tablet. L'Unione svizzera delle arti e mestieri ha lanciato il referendum, temendo un forte aumento dei costi per le aziende.