Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01248.jsonl.gz/520

Le autorità regolatorie americane, secondo i media Usa, intenderebbero confiscare la banca e venderla
WASHINGTON - È attesa nel weekend, prima della riapertura di Wall Street, una possibile svolta per evitare un nuovo crack bancario in Usa, dopo quello di Silicon Valley Bank e Signature Bank, che hanno provocato un terremoto finanziario con conseguenze anche in Europa.
I fari sono puntati su First Republic, banca regionale di San Francisco che ha perso il 75% del valore a Wall Street da lunedì scorso, dopo aver confermato la fuga di 100 miliardi di dollari di depositi nel primo trimestre dell'anno. Ora vale solo 650 milioni di dollari.
Le autorità regolatorie americane, secondo i media Usa, intenderebbero confiscare la banca e venderla, dopo aver chiesto ad alcuni istituti di fare un'offerta: tra questi JPMorgan Chase, Pnc e Bank of America, facenti parte di un consorzio di 11 grandi banche americane che lo scorso mese avevano depositato temporaneamente 30 miliardi in First Republic per salvarla. Nel caso di JPMorgan Chase e Bank of America sarebbe necessaria una eccezione alle regole, in quanto entrambi i colossi hanno un numero di depositi nazionali superiori al 10%. Se non fosse raggiunto un accordo, la Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic) dovrebbe decidere se confiscare ugualmente First Republic e farsene carico, invocando il rischio sistemico per proteggere tutti i depositi, anche quelli superiori ai 250 mila dollari.