Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01289.jsonl.gz/679

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Nel mondo tra 135 e 150 milioni di persone hanno l'epatite C, malattia che fa mezzo milione di morti l'anno. Lo ricorda l'Oms, che ha presentato oggi nel corso dell'International Liver Congress di Londra le sue prime linee guida sul trattamento della malattia.
Le linee guida hanno nove raccomandazioni principali, tra cui aumentare il numero delle persone che si sottopongono a screening, mitigare il danno al fegato per le persone infette e utilizzare i trattamenti appropriati per l'infezione cronica.
Quest'ultimo punto è particolarmente 'sensibile' dal momento che sono in arrivo nuove terapie orali con meno effetti collaterali e che sembrano poter eradicare il virus.
"La maggior parte dei pazienti al momento non ha accesso ai trattamenti appropriati - ha spiegato Peter Beyer, uno degli estensori -. L'obiettivo delle linee guida è un passo chiave per migliorare questo aspetto".
Il problema, ricorda l'European Association for the Study of Liver (Easl) che organizza il congresso, riguarda anche l'Europa, dove sono malate tra 7,7 e 8,8 milioni di persone , con 3-4 milioni di nuove diagnosi ogni anno. Anche l'Easl mette l'accento sui nuovi antivirali ad azione diretta (Daa).
"Questi farmaci innovativi continuano a rivoluzionare i trattamenti - spiega Jean-Michel Pawlotsky, che ha coordinato le linee guida Easl - per tutti i pazienti, anche per quelli che non rispondevano alle terapie tradizionali".
SDA-ATS