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SAN GALLO - Si spacciava per uomo d'affari, vestiva di marca, abitava in una casa da urlo e girava in fuoriserie. In verità però non solo non aveva il becco di un centesimo ma nemmeno la patente. Davanti al tribunale però, come si dice, il re è nudo e così il 21enne sangallese ha dovuto ammettere il dolo: «Sapevo di non potermelo permettere ma mi sono detto: “Dai, almeno una volta nella vita”. È stupido sì, ma è proprio così».
Il giovane ha iniziato a inanellare le sue insolvenze nel 2014 sfruttando una serie di aziende fasulle, come scrive 20 Minuten. L'obiettivo era quello di fingersi uomo d'affari all'inizio per poi, eventualmente, diventarlo davvero. Ma così, evidentemente, non è andata. Fra i vari acquisti folli un tris di orologi per un valore totale di 63'000 franchi, pagati ovviamente con degli assegni scoperti.
Il tribunale lo ha condannato a 13 mesi sospesi con la condizionale per 4 anni e l'obbligo di pagare 20 indennità giornaliere di 30 franchi. «Sono stato davvero stupido e ingenuo, sono convinto che da oggi in poi tutto andrà meglio», ha dichiarato l'imputato.