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L'UDC respinge l'idea delle reti di cure integrate. I delegati del partito hanno seguito le raccomandazioni "a sorpresa" del comitato centrale che ha chiesto di bocciare il modello "managed care". Hanno invece detto sì alle iniziative sugli accordi internazionali e sul risparmio-alloggio, in votazione il 17 giugno.
La modifica della legge sull'assicurazione malattia è stata respinta con 368 voti contro 52. Il gruppo parlamentare aveva sostenuto il testo, ma il comitato centrale ha raccomandato di respingerlo con due terzi dei voti dopo un dibattito animato.
I consiglieri nazionali Guy Parmelin (VD) e Toni Bortoluzzi (ZH) hanno sostenuto che il modello "managed care" rafforza la figura del medico di famiglia, aumenta la qualità delle cure e riduce i costi, ma non sono riusciti a convincere. Le libera scelta del medico e l'opposizione a nuove regolamentazioni nel settore della salute hanno avuto la meglio. Le sezioni di Vaud, San Gallo e Basilea Campagna si erano già pronunciate per il "no".
L'iniziativa dell'Azione per una Svizzera indipendente e neutrale (ASNI) à stata invece accolta all'unanimità, meno un'astensione. Luzi Stamm (AG) ha invocato gli errori dei politici, la resistenza alle pressioni provenienti dall'estero e l'"adesione strisciante" all'Ue per convincere la platea.
Con 415 voti contro 15 i delegati UDC hanno approvato anche la nuova iniziativa sul risparmio-alloggio ritenendo che questo sistema faciliti l'accesso alla proprietà senza incidere troppo sulle entrate fiscali.