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L’ultima apparizione della Scozia su un palcoscenico internazionale risale a Francia 98. Un’astinenza che avrà fine lunedì pomeriggio (15.00) nel debutto europeo contro la Repubblica ceca. Per il capitano Andy Robertson, fino a otto anni fa cassiere a Hampden Park, la sfida odierna avrà un sapore molto più speciale. “La vita alla mia età, senza soldi, fa schifo #needawork”, aveva twittato il 18enne Andrew Henry Robertson, un oscuro giocatore del club scozzese di quarta categoria del Queen's Park, che a volte, per sbarcare il lunario, vendeva biglietti allo stadio di Glasgow.
Il messaggio del 2012 è riemerso dall'oblio ed è diventato virale, ora che Robertson è diventato una pedina fondamentale del Liverpool, con il quale ha vinto una Champions, una Premier, e della Nazionale che si appresta a guidare sul palcoscenico continentale.
Tre anni prima di quel messaggio che aveva il sapore di un SOS, era stato cacciato dall'accademia del Celtic perché troppo fragile. I suoi genitori avevano accettato di aiutarlo per un'altra stagione nel club della massima serie scozzese prima di voltare pagina.
Il destino si fece vivo con la retrocessione dei Glasgow Rangers nella quarta categoria a seguito del fallimento del club, con la conseguente maggior attenzione mediatica posta sul campionato nel quale il giovane Andy si stava barcamenando. Dopo essere stato notato dal Dundee United, club di prima categoria, e poi essere sceso in Inghilterra per vestire la maglia dell’Hull City, la sua carriera ha fatto un balzo in avanti vertiginoso. Dopo tre stagioni con la stessa maglia, con due retrocessioni e una promozione, le sue prestazioni hanno convinto il Liverpool a offrire otto milioni di sterline per andare a occupare il suolo di laterale sinistro. Ruolo che, per altro, era occupato dallo spagnolo Alberto Moreno, criticato per la sconfitta di poche settimane prima nella finale di Europa League contro il Siviglia (3-1)
Se la sua determinazione e tenacia lo rendono il tipo di giocatore che piace a Jurgen Klopp, la sua qualità di laterale basso è stata un elemento chiave nella rinascita del Liverpool sotto l’ala del tecnico tedesco. Nelle ultime tre stagioni di Premier League, solo il suo compagno di squadra Trent Alexander-Arnold e il belga Kevin De Bruyne, con il Manchester City, hanno fornito più assist. Grazie al contributo fornito nella cavalcata vincente che la passata stagione ha riportato i Reds sul trono della Premier League dopo un’astinenza durata 30 anni, ad Anfield Robertson è già diventato una leggenda. Se riuscisse a trascinare i suoi connazionali a superare, per la prima volta, la fase a gironi di una grande manifestazione, diventerebbe di sicuro un eroe nazionale.