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In una decisione di fondamentale importanza per la minoranza maori in Nuova Zelanda, un tribunale speciale ha stabilito che i capi maori non accettarono di cedere la sovranità alla Gran Bretagna quando firmarono lo storico trattato di Waitangi nel 1840. Il trattato fu firmato da rappresentanti della Corona britannica e da più di 500 leader maori a Waitangi, nella Bay of Islands.
Il tribunale di Waitangi, che ha giurisdizione sui diritti tradizionali della popolazione indigena, ha rilasciato il rapporto di un'inchiesta sulle rivendicazioni legate al trattato stesso. Sostiene che la Gran Bretagna venne ai negoziati con l'intenzione di acquisire la sovranità, ma non lo spiegò ai leader maori, che invece concordarono di condividere il potere e l'autorità.
Il tribunale ha accettato l'istanza della locale tribù Ngapuhi e di altre tribù, riconoscendo che i capi maori firmando non cedettero l'autorità di introdurre e di far rispettare leggi sulla propria gente e sul proprio territorio.
Il ministro della Giustizia Chris Finlayson ha tuttavia affermato che il rapporto "non cambia il fatto" che la Corona ha sovranità sulla Nuova Zelanda, che è una monarchia con il monarca britannico come capo di stato.