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L'ex presidente del Mali, Amadou Toumani Touré, rimosso dal colpo di Stato militare in marzo e dimessosi ufficialmente alcuni giorni fa, ha lasciato Bamako per la capitale del Senegal, Dakar. Lo rivelano fonti fra loro concordanti.
"L'aereo che trasportava Att (le iniziali che costituiscono il nomignolo di Touré, ndr) è già partito ed era con tutta la sua famiglia, fra cui i figli, i nipoti e anche due guardie del corpo", ha detto una fonte militare maliana, che ha spiegato che la sua partenza era stata concordata con il capitano Amadou Haya Sanogo, capo dei militari golpisti. Una fonte aeroportuale ha detto che Touré è partito per il Senegal in "condizioni movimentate", senza ulteriori precisazioni.
Tourè, secondo quanto si apprende da fonti giornalistiche maliane, è partito ieri sera da Bamako con la sua famiglia, diretto a Dakar dove sarebbe giunto poche ore dopo. Stando alle immagini trasmesse dalla televisione di Stato senegalese, ad attenderlo, all'aeroporto della capitale, c'era il capo della diplomazia del Senegal, la signora Alioune Badara Cissè.
Tourè avrebbe trovato rifugio, dopo la su defenestrazione, nell'ambasciata del Sunegal a Bamako e per il via libera alla sua partenza ci sarebbero state delle trattative che hanno visto direttamente coinvolta anche l'Ecowas, la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale. L'Ecowas (Cedeao, nell'acronimo frabcese) ha giocato, nella vicenda del golpe in Mali e del passaggio alla fase di transizione, un ruolo molto importante, anche con la minaccia di intervenire militarmente.