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Il costo della vita in Brasile, influenzato anche dalla valorizzazione del real rispetto al dollaro, è diventato più alto di quello negli Stati Uniti. Lo rende noto oggi la stampa brasiliana, prendendo spunto dal metodo costituito dalla Parità del potere di acquisto (Ppa), che mette in relazione il consumo da parte di brasiliani e statunitensi di identici prodotti.
Secondo il quotidiano 'Estado de Sao Paulo', il risultato è che i brasiliani, i cui stipendi medi sono molto inferiori a quelli Usa, pagano prezzi simili pensando che il loro costo della vita sia più alto in termini relativi, mentre non lo è in termini assoluti.
"Il tasso di cambio in Brasile - allerta Armando Castelar, specialista dell'Istituto brasiliano di economia - è completamente fuori dagli standard storici, con una valorizzazione gigantesca". Altro punto evidenziato dallo studio è che la crescita del Pil nominale brasiliano, arrivato a 2,5 miliardi di dollari nel 2011, va "relativizzata" in termini di potere di acquisto reale, perché inferiore rispetto ad altri Paesi emergenti.
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