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Ho immaginato un mondo senza calcio. Senza pallone. Niente partite la domenica. Zero gol, no VAR, zero tifosi. Nessuna conferenza stampa con nessun allenatore che si giustifica ai microfoni nel post- partita “ i ragazzi erano stanchi ... giochiamo ogni tre giorni “ , “ non discuto le decisioni arbitrali ... però il rigore mi sembrava netto “, “ faccio i complimenti ai miei ragazzi che hanno comunque dato il massimo su un campo difficile”.
Senza calcio giocato non ci sarebbero quegli amici al bar ... quelli che sono tutti allenatori, quelli che lo avrebbero segnato di sicuro, loro, quel gol “facile” sbagliato da Ronaldo. Non ci sarebbe il giornale più letto fra i giornali, quello rosa, e lèggeremmo l’Eco.
Non ci potremmo godere ancora e ancora le magie di Maradona e Pelé, lasciando in sospeso la storica querelle su chi sia fra i due fuoriclasse il migliore di tutti i tempi. Cadrebbe la sfida a suon di palloni d’oro fra Messi e CR7.
Perderemmo fiducia in tante cose della vita non potendo più dire che “la palla è rotonda”. Immaginando un mondo senza calcio ho rinunciato alla sua bellezza, quella che salverà il mondo , come diceva un tale.
Ecco, un mondo senza calcio non si deve neanche immaginare.