Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/93363

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di valutare i mezzi per una revisione dell'IVA che favorisca soprattutto i prodotti e i servizi rispettosi dell'ambiente o socialmente responsabili, al fine di renderli più interessanti per i consumatori e di sostenere le imprese che operano nell'interesse comune.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I due obiettivi principali dell'attuale revisione totale della legge concernente l'imposta sul valore aggiunto (IVA) sono la semplificazione della legge e una maggiore certezza del diritto per i contribuenti. Quest'ultimo è conseguito principalmente con la parte A della riforma. La semplificazione, invece, dipende in gran parte dalla realizzazione delle riforme della parte B, quindi dalla soppressione del maggior numero possibile di eccezioni all'obbligo di assoggettamento e dall'uniformazione delle aliquote.</p><p>Un'IVA concepita in un'ottica ecologica risulterebbe diametralmente opposta all'obiettivo della semplificazione. A seconda che il mobile sia fabbricato in legno e abbia o meno un marchio di ecocompatibilità o sostenibilità si applicherebbe un'aliquota diversa. Sarebbe molto difficile mettere in pratica un'IVA basata su criteri ecologici. Inoltre, non si potrebbe stabilire in via definitiva se un bene o una prestazione di servizi sono imponibili ad un'aliquota ridotta, ma si dovrebbe procedere di volta in volta a una verifica. In considerazione dell'enorme sviluppo tecnico in molti settori, bisognerebbe ad esempio determinare almeno una volta all'anno le vetture che hanno emissioni molto basse e che quindi sono assoggettate ad un'aliquota bassa. Ciò che in un determinato anno beneficia di un'aliquota ridotta può essere sottoposto l'anno successivo ad un'aliquota normale. Per di più, per concepire l'IVA in un'ottica ecologica, molto probabilmente si dovrebbe aumentare il numero delle aliquote e delle eccezioni.</p><p>L'IVA non si presta neppure a soddisfare richieste di politica sociale perché non vi sono forniture o prestazioni di servizi di cui fruiscono esclusivamente le persone di modeste condizioni finanziarie. Al contrario, considerate in assoluto, le economie domestiche con redditi elevati spendono di più per tali prestazioni. Eccezioni ed aliquote ridotte costituiscono sussidi "ad annaffiatoio" inefficienti, che si devono possibilmente evitare.</p><p>Infine, la richiesta dell'autrice del postulato può generare importanti conflitti di obiettivi. Molti beni per i quali da un punto di vista sociale bisognerebbe prevedere un'aliquota ridotta dovrebbero subire un'imposizione fiscale elevata per motivi ecologici. Ad esempio, mobili economici, provenienti da una produzione non ecocompatibile, dovrebbero essere soggetti ad un'aliquota elevata da un punto di vista ecologico ma bassa da un punto di vista sociale. Per questi motivi, il Consiglio federale non ritiene opportuno conferire un mandato per uno studio finalizzato a concepire un'IVA basata su criteri ecologici e sociali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.