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Conflitti Caritas vuole il riconoscimento di rifugiati per i siriani
Caritas chiede alla Svizzera di riconoscere lo status di rifugiati agli 8500 siriani accolti provvisoriamente. Oltre a questo, la Confederazione deve mettere a disposizione maggiori mezzi per gli aiuti in Siria.
Dopo dieci anni di guerra circa 20'000 siriani vivono in Svizzera, ma 8500 non hanno ottenuto lo status di rifugiato e sono stati accolti solo in maniera provvisoria. «Questo nonostante fosse chiaro che non sarebbero potuti tornare presto al loro Paese», ha detto oggi Marianne Hochuli di Caritas Svizzera in una conferenza stampa online.
Un'accoglienza solo provvisoria significa difficoltà nel trovare un lavoro o anche solo un appartamento. Per questo, l'organizzazione caritatevole chiede di regolarizzare la situazione il più velocemente possibile e di permettere ricongiungimenti famigliari attraverso visti umanitari.
Dall'inizio della guerra Caritas ha investito 76 milioni di franchi in programmi d'aiuto in Siria, così come nei Paesi confinanti Libano e Giordania. Dei 21 milioni di siriani, oltre 6,5 milioni sono fuggiti dal loro Paese, finendo soprattutto nelle nazioni vicine.
In Siria, l'80% delle persone rimaste vive in povertà. Gli aiuti internazionali, secondo Caritas, devono quindi assolutamente aumentare. Ma non sono necessari solo versamenti a fondo perso, ma anche progetti di sviluppo, in particolare nell'ambito della formazione, settore al momento completamente al collasso. In tutto questo, anche la Svizzera è invitata a dare il suo contributo.
nw, ats