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GAAC 1993 57 / III n. 28 - 53
|DIRITTO NAZIONALE|

|1 Stato - Popolo - Autorità|

Art. 6 cpv. 1 lett. b LA. Condizioni d'applicazione della clausola d'ammissione in un paese terzo. Esame della qualità di rifugiato. Sostituzione dei motivi da parte dell'autorità di prime cure nell'atto responsivo.
In caso di rigetto d'una domanda d'asilo fondata sulla clausola d'ammissione in uno stato terzo, art. 6 cpv. 1 LA, è inammissibile costatare contemporaneamente che il richiedente non ha la qualità di rifugiato senza aver esaminato a fondo i motivi d'asilo invocati; questa violazione del diritto federale non può essere sanata tramite un esame della qualità di rifugiato del ricorrente da parte dell' istanza inferiore nel quadro dell'atto responsivo. Non è sufficiente per l'applicazione della clausola d'ammissione in un paese terzo ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 lett. b LA che il richiedente possa essere ammesso senza problemi in un paese terzo, ma occorre altresì che lo stesso abbia in tale paese degli stretti legami con parenti prossimi o altre persone (t).. 57.28
Procedura di revisione in materia d'asilo.
Art. 11 cpv. 2 LA. Competenza della CRA.
A partire dal l° aprile 1992 la CRA è competente a statuire sulle domande di revisione presentate contro le decisioni emanate prima di tale data dal DFGP (consid. 1).
Art. 32 cpv. l PA. Ampiezza della motivazione.
L'autorità giudicante non ha l'obbligo di esaminare tutte le allegazioni in fatto e in diritto presentate dalle parti, ma unicamente quelle evocate in modo chiaro e determinanti per l'esito della procedura (consid. 4.b).
Art. 66 cpv. 2 PA. Nuovo apprezzamento dei fatti.
Con la revisione non può essere chiesto che la CRA, in quanto autorità di ricorso, faccia un nuovo apprezzamento delle prove in merito ai fatti allegati dall'istanza di ricorso (consid. 4.c, 5).
Art. 14a LDDS. Comportamento di un richiedente l'asilo durante il soggiorno in Svizzera.
Il comportamento tenuto da un richiedente l'asilo durante il soggiorno in Svizzera non è di alcuna rilevanza nella misura in cui l'esame delle condizioni di questa disposizione porta a concludere che l'esecuzione dell'allontanamento non è impedita da ostacoli tecnici insormontabili, non viola alcun impegno di diritto internazionale pubblico della Svizzera e non presenta alcun pericolo concreto per l'interessato; questo criterio è ritenuto dalla legislazione solo in un determinato ed esaustivo numero di disposizioni, quando il richiedente si è particolarmente mal comportato (consid. 7) (f) 57.29
Art. 12a cpv. 3, art. 14 cpv. 2 LA. Rilevanza delle dichiarazioni rilasciate presso il centro di registrazione per il giudizio sulla verosimiglianza.
Alle dichiarazioni presso il centro di registrazione relative ai motivi dell'espatrio non può, tenuto conto del carattere sommario di dette audizioni, che essere conferito un valore probatorio limitato. Contraddizioni possono essere ritenute per il giudizio sulla verosimiglianza solo ove le dichiarazioni rilasciate presso il centro di registrazione medesimo siano chiare, portino su punti essenziali della motivazione d'asilo e risultino diametralmente opposte a quelle successivamente fatte all'autorità cantonale o all'UFR, od ove determinati avvenimenti o timori invocati in seguito come motivo principale d'asilo non siano stati perlomeno accennati nell'audizione presso il centro di registrazione (decisione di principio della CRA) (t) 57.30
Art. 16, 17a LA. Art. 13 CEDU. Termine di partenza nelle decisioni di non entrata nel merito.
Se non si entra nel merito di una domanda d'asilo, al richiedente che deve essere allontanato va fissato un termine di partenza che scade, al più presto, il giorno successivo alla notificazione della decisione di allontanamento. E' opportuno, nel fissare tale termine, tenere conto della disposizione dell' art. 20 cpv. 3 PA (scadenza dei termini di sabato, domenica o giorno riconosciuto come festivo). La facoltà di presentare ancora in Svizzera la domanda di restituzione dell'effetto sospensivo viene così garantita (decisione di principio della CRA) (t) 57.31
Protezione giuridica in materia di allontanamento dopo il rigetto della domanda d'asilo.
Art. 17 cpv. l e art. 17a LA. Art. 8 cpv. 1, art. 70 e 71 PA.
In mancanza di competenza per esaminare le modalità dell'esecuzione dell'allontanamento, non costituisce denegata giustizia il fatto che il DFGP abbia trasmesso all'UFR un'istanza intesa a prorogare il termine fissato per lasciare la Svizzera (f) 57.32
Art. 55 cpv. 2 PA. Art. 47 cpv.1 LA. Art. 13 CEDU. Revoca dell'effetto sospensivo di un eventuale ricorso in materia di asilo.
- Secondo il Consiglio federale, la ponderazione degli interessi deve tener conto dell'interesse pubblico di impedire l'abuso delle garanzie nell'ambito della procedura d'asilo, al fine di evitare che sia elusa la legislazione sull'immigrazione.
- L'onere causato alla comunità dalla presenza del richiedente non giustifica tuttavia la revoca dell'effetto sospensivo quando detto interesse è ponderato con il principio dell'esclusione del respingimento (f) 57.33
Procedura d'asilo concernente richiedenti minorenni, non accompagnati.
Misure di protezione dei minorenni. Spetta alle autorità cantonali prendere le misure previste nel CC.
Art. 19 cpv. 2 CC. La concessione dell'asilo mira a salvaguardare la vita, la libertà e l'integrità fisica e psichica del richiedente. La protezione richiesta costituisce un diritto strettamente personale che può essere esercitato dal minorenne capace di discernimento.
Circolare del 30 ottobre 1989 relativa ai richiedenti l'asilo minorenni non accompagnati. L'esecuzione dell'allontanamento deve essere preceduta dai provvedimenti d'indagine necessari per rintracciare parenti o persone autorizzate ad educare i minorenni toccati dalla decisione d'allontanamento. Queste indagini fanno parte delle modalità dell'allontanamento e devono essere intraprese dal Cantone incaricato dell'esecuzione (f) 57.34
Art. 64 e 65 cpv. 2 PA. Spese ripetibili e patrocinio gratuito in materia di asilo.
- Il servizio di consulenza gratuita di organizzazioni caritatevoli non può esigere a proprio nome spese ripetibili; d'altro canto, al ricorrente possono essere indennizzate soltanto le spese effettivamente sopportate (consid. 2).
- Se la parte che si trova nel bisogno gode di un'assistenza giuridica sufficiente, non esiste alcun motivo per la designazione di un avvocato (consid. 3) (t) 57.35
Procedura di ricorso all'autorità di vigilanza (denunzia).
Anche se la risoluzione di un'autorità, secondo cui non va dato seguito alla denunzia, è stata portata a conoscenza del denunziante, detta risoluzione non costituisce una decisione contro la quale sia ammissibile un ricorso o una richiesta di riesame. Al massimo è possibile una nuova denunzia a un'autorità superiore di vigilanza (t) 57.36
Personale federale. Promozione in un servizio di carriera del DFAE.
- Per una promozione non devono essere adempiute soltanto le condizioni formali, ma viene tenuto conto anche degli interessi a lungo termine del Dipartimento.
- La struttura oggigiorno non equilibrata per età giustifica l'introduzione di una certa graduatoria già nei ranghi inferiori.
- In caso di pari idoneità, possono essere determinanti gli anni di grado, sussidiariamente gli anni di servizio.
- La sostituzione in una funzione assegnata a una classe superiore rientra nei doveri usuali dei funzionari del servizio di carriera e costituisce una parte della formazione.
- Poiché la classificazione dei posti nel sistema di carriera non è basata sul capitolato d'oneri, l'ampliamento di quest'ultimo non dà diritto a una promozione (t) 57.37
Personale federale. Politecnico federale di Zurigo (PFZ).
Art. 11 RI. Retrogradazione di un impiegato.
- Il Consiglio dei politecnici in quanto istanza di ricorso esamina la valutazione fatta dai superiori in merito alle prestazioni di un agente e alle misure da questa derivate, non dal punto di vista dell'adeguatezza, ma solamente da quello dell'arbitrio.
- Una modifica dell'elenco degli obblighi di un impiegato non comporta necessariamente una modifica della classe di stipendio.
- In casu, poiché l'elenco degli obblighi è stato manifestamente semplificato in considerazione delle insufficienti prestazioni di lavoro è ammessa la retrogradazione (t) 57.38
|2 Diritto privato - Procedura civile - Esecuzione|

Protezione dei dati. Pubblicazione o diffusione di immagini riprese in un ospedale.
Art. 4 cpv. 3 LPD. Scopo del trattamento autorizzato dei dati.
- Il paziente deve essere informato in merito alla ripresa di immagini e all'uso previsto per potervi acconsentire in modo valido.
- Il paziente può limitare il consenso sin dall'inizio oppure successivamente o addirittura revocarlo.
Art. 15 LPD. Art. 28 segg. CC. Art. 60 e 62 LRTV. Rimedi giuridici di cui dispongono paziente e ospedale per far rispettare i limiti del consenso.
- Legittimazione e condizioni in riferimento a provvedimenti cautelari che vietano di pubblicare o diffondere immagini, nonché al diritto di replica.
- Legittimazione e condizioni per la presentazione di un reclamo o di ricorso contro un'emittente televisiva (f) 57.39
|3 Diritto penale - Procedura penale - Esecuzione|

Art. 232a-d CPM. Grazia.
In un caso di omissione del servizio e di inosservanza di prescrizioni di servizio cui sono seguiti un adempimento ineccepibile degli obblighi militari e una stabilizzazione delle circostanze personali, il fatto che il tribunale non abbia potuto, per motivi formali, accordare la sospensione condizionale della pena può costituire un rigore eccessivo; detta sospensione è accordata, a titolo di grazia al fine di garantire la riabilitazione (t) 57.40
Art. 232a-d CPM. Grazia.
- Il lavoro di pubblico interesse imposto per rifiuto del servizio è una pena sui generis per cui è accordabile la grazia.
- La natura penale del lavoro imposto, che può essere ripartito nel tempo ed è connesso con una protezione contro il licenziamento, non costituisce, in quanto tale, un rigore eccessivo.
- La regola per stabilire la pena secondo l'art. 81 n. 2 cpv. 2 CPM è stata concepita dal legislatore per i soldati; la sua applicazione a un ufficiale, che ha prestato 680 giorni di servizio, porta, unicamente in ragione della funzione di quadro, a una durata sproporzionatamente lunga del lavoro imposto, durata che costituisce un rigore eccessivo; a titolo di grazia, viene ridotta a una durata che supera in misura appropriata i giorni di servizio rifiutati (t) 57.41
|4 Scuola - Scienza - Cultura|

Scuola secondaria. Ricorso contro la decisione di un Governo cantonale di sopprimere il biennio ginnasiale di grado inferiore (7° e 8° anno scolastico) in una scuola cantonale.
Art. 27 cpv. 2 e 3 Cost.
- In virtù dell'attrazione di competenza, il Consiglio federale è competente per esaminare sia la censura principale di violazione dell'obbligo di provvedere per una istruzione primaria sufficiente, sia le censure secondarie di violazione della libertà di domicilio, della parità di trattamento, della forza derogatoria del diritto federale, della CEDU e del diritto alla formazione.
- Nessuna legittimazione ricorsuale del ricorrente, senza figli e non residente nel Cantone in questione, che difende puri interessi pubblici generali e solleva questioni teoriche.
- La garanzia dell'istruzione sufficiente, obbligatoria e gratuita secondo l'art. 27 cpv. 2 Cost. non si applica al grado ginnasiale (t) 57.42
|6 Finanze|

Importazione di elicotteri. Domanda di una fondazione d'utilità pubblica che si occupa di salvataggio e di pronto soccorso per ottenere l'assicurazione dell'intero condono del dazio e dell'imposta sulla cifra d'affari per l'importazione di merce.
Art. 109 LD. Istanze di ricorso.
- La questione circa l'applicabilità dell'esenzione del dazio d'importazione per veicoli a motore per invalidi (art. 14 n. 11 LD) e per gli apparecchi impiegati per il trattamento di pazienti (art. 14 n. 14 LD) nonché l'esame dell'uguaglianza dei diritti relativo alle agevolezze doganali per veicoli aerei di società di trasporto concessionarie rientrano nell'ambito della commissione di ricorso in materia doganale.
- I1 Consiglio federale verifica il condono del dazio.
Art. 127 cpv. 1 n. 4 LD. Condono del dazio.
Questa disposizione presuppone motivi non concernenti la fissazione dei tributi e si applica esclusivamente in caso di errori formali. La funzione del condono di un'imposta non è quella di correggere i principi della tassazione. Non è previsto un condono del dazio per motivi d'equità (t) 57.43
|7 Lavori pubblici - Energia - Trasporti e comunicazioni|

Inammissibilità di un divieto parziale di circolazione su strade comunali che dovrebbe valere quando sono superati i valori limite dell'ozono di cui nell'OIAt.
- In mancanza di fondamento nel piano cantonale di protezione dell'aria, il provvedimento contestato non si basa sull'art. 33 OIAt, ma sull'art. 3 cpv. 4 LCStr.
- La regolamentazione impugnata del traffico è sproporzionata poiché non idonea a raggiungere lo scopo mirato: conoscenze scientifiche mostrano segnatamente che soltanto provvedimenti efficaci duraturi e non provvedimenti immediati giornalieri consentono di combattere lo smog estivo (t) 57.44
Televisione. Violazione della concessione per il modo di fare resoconto su una procedura penale pendente (in relazione con la vendita di una filanda di Interlaken).
Art. 55bis cpv. 3 Cost. Art. 6 § 2 CEDU. Art. 4 cpv. 2 Concessione SSR del 1987. Portata del principio della presunzione di non colpevolezza.
- La libertà di stampa non può comportare il fatto che una persona accusata di un reato sia già condannata dagli organi d'informazione prima che il tribunale competente abbia pronunciato la sentenza.
- Nel fare resoconto su un'imputazione pendente, il giornalista, per rispettare la presunzione di non colpevolezza, deve osservare rigorosamente l'oggettività segnatamente quanto a contenuto e tono, imporsi discrezione nel modo d'esprimersi nonché presentare adeguatamente i diversi punti di vista in merito alla fattispecie e alla questione della colpevolezza.
- Per quanto concerne i media audiovisivi non è determinante soltanto il parlato, ma piuttosto l'impressione globale.
- E' inammissibile un resoconto che elenca una serie di deposizioni a carico (di cui talune concernenti fattispecie penali già liquidate senza condanna) senza relativizzazione né riserbo, conferisce insufficiente trasparenza al significato della decisione della camera d'accusa, omette la precisazione che una perizia fortemente incriminante era stata presentata da una parte privata e ha affermato in maniera irrefutabile che l'accusato potrebbe in ogni caso salvarsi sopraggiunta la prescrizione (t) 57.45
Emissione televisiva d'attualità che la moderatrice, che porta un distintivo di protesta in favore della giornata di sciopero delle donne, conclude con un'osservazione su questo evento.
Art. 55bis cpv. 3 Cost. Art. 4 cpv. 2 Concessione SSR del 1987.
Nel quadro dell'autonomia dei programmi riconosciuta all'emittente, anche i suoi collaboratori - a condizioni più severe rispetto a terzi - hanno diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni. In casu, i limiti non sono superati (t) 57.46
Art. 4 cpv. 1 e 2 Concessione SSR del 1987. Limiti entro cui rappresentanti delle Chiese nazionali possono esprimere pensieri nell'ottica cristiana in una emissione televisiva all'uopo riservata.
- L'emittente non è obbligata a badare che sia diffuso un messaggio specificamente cristiano; non la si può nemmeno rimproverare se l'oratore non esprime argomenti direttamente religiosi.
- Un'emissione nella quale un padre spirituale cattolico, con affermazioni fedeli ai fatti e con argomento, tono e dizione ammissibili, critica che un esercizio militare abbia per oggetto l'allontanamento di richiedenti l'asilo al confine, non viola la concessione(t) 57.47
Televisione e radio. Violazioni della concessione in tre trasmissioni informative il cui punto di partenza è la condanna di due membri dell'Esecutivo della Città di Zurigo per violazione del segreto d'ufficio nel quadro della revisione del piano delle zone edificabili.
Art. 4 cpv. 2 Concessione SSR del 1987. Obbligo di diligenza giornalistica per quanto concerne l'impressione globale di un'emissione.
- Statuto del giornalismo d'indagine nell'ottica del controllo, da parte della stampa, dell'esercizio di una carica (consid. 4 e 5).
- L'impressione globale di un'emissione televisiva «Rundschau» che ha cercato di provare la tesi formulata contro gli accertamenti del giudice penale secondo cui la violazione del segreto d'ufficio è stata commessa nell'intento di favorire interessi privati ha violato la concessione in quanto i giornalisti
- mediante semplice concatenazione di avvenimenti, allusioni, linguaggio a doppio senso hanno trasmesso l'immagine, non giustificata da qualsivoglia informazione, di intenzioni punibili di un magistrato,
- non hanno messo a confronto la persona in questione con l'appunto grave implicitamente sollevato,
- con partito preso evidente, drammaturgia inadeguata e argomentazione inadatta alla complessità della pratica hanno posto il telespettatore nella situazione di non potersi più formare un'opinione libera e razionale (consid. 8-12).
- Un'altra emissione televisiva che, più succintamente e in forma di conferma, senza ulteriore verifica delle informazioni e senza tener conto della reazione dell'interessato, ha fatto riferimento al contenuto dell'emissione «Rundschau» che ha violato la concessione ha disatteso l'obbligo di diligenza giornalistica (consid. 14).
- Un'ulteriore emissione radiofonica in cui sono riassunte con semplificazione deformante le informazioni dell'emissione «Rundschau», che ha violato la concessione, e in cui è categoricamente dichiarato che il comportamento del magistrato aveva reso possibile a determinati privati di realizzare utili diretti, ha parimente violato la Concessione SSR (consid. 15) (t) 57.48
Violazione della concessione in uno spot pubblicitario televisivo in favore dell'aiuto svizzero ai contadini di montagna presentato da un candidato alle elezioni di un governo cantonale.
Art. 4 cpv. 2 e art. 15 cpv. 2 Concessione SSR del 1987. Art. 9 lett. b delle Istruzioni del Consiglio federale sulla pubblicità alla televisione (FF 1984 I 455). Portata del divieto della propaganda politica.
- Legittimazione del produttore di spot a opporsi? (Questione lasciata aperta).
- La natura politica di uno spot non dipende esclusivamente dal contenuto, dalla presentazione e dal messaggio, ma anche dal contesto e dal momento della diffusione. Durante una campagna elettorale, la diffusione di uno spot nel quale con immagine, suono, nome o testo di una personalità politica è fatta pubblicità a un prodotto, una prestazione di servizio o un'azione di pubblica utilità è vietata dal momento in cui detta persona è stata candidata all'elezione da parte dell'organo competente del partito(t) 57.49
Emissione televisiva d'attualità con ripresa di diverse centinaia di pagine di schede della polizia incaricata della sicurezza dello Stato, concernenti un comunista non dogmatico e sua moglie.
Art. 4 cpv. 2 Concessione SSR del 1987. N. 3 della Dichiarazione dei diritti e dei doveri dei giornalisti.
Benché nell'emissione fosse stato auspicabile un approfondimento sull'origine politica e ideologica dei coniugi, la breve presentazione degli stessi e la valutazione critica del modo di procedere delle autorità incaricate della sicurezza dello Stato non hanno sottratto elementi essenziali dell'informazione e non hanno violato il principio della pluralità d'opinioni (t) 57.50
Emissione televisiva d'attualità con ripresa su propagandisti elettorali e metodi di una campagna elettorale.
Art. 4 cpv. 2 Concessione SSR del 1987.
Le speciali sovrimpressioni del ritratto di un candidato alle elezioni non gli hanno fornito, tenuto conto dell'impressione globale dell'emissione, nessun vantaggio pubblicitario essenziale, inammissibile quanto al diritto della concessione (t) 57.51
Art. 4 cpv. 2 Concessione SSR del 1987. Obbligo di diligenza giornalistica nel quadro di emissioni nell'interesse dei consumatori.
Il fatto che una telespettatrice, la quale informa la redazione dell'emissione circa una domanda dei consumatori, lavori in un servizio della SSR indipendente da questa redazione, è irrilevante per la presentazione della fattispecie che interessa i consumatori; la rinuncia a un'informazione pertinente nell'emissione non costituisce un'omissione essenziale dal punto di vista del diritto della concessione (t) 57.52
|9 Economia - Cooperazione tecnica|

Art. 5 cpv. 1 Statuto del vino. Altitudine ammessa per l'inclusione di una parcella fondiaria nel catasto viticolo.
Nessuna parità di trattamento nell'illegalità.
Secondo la prassi e la giurisprudenza del Consiglio federale, l'altitudine non deve superare i 600 m; singole precedenti decisioni contrarie, in seguito risultate deplorevoli, non giustificano, in casu, che si abbia a divergere da tale limite tanto più che la Commissione federale di specialisti e il Servizio cantonale di viticoltura hanno respinto l'ammissione della parcella fondiaria controversa (f) 57.53