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Le banche centrali reagiscono alla crisi
In un intervento coordinato con le banche centrali dei grandi paesi industrializzati, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha annunciato giovedì una serie di misure per alleviare gli effetti della crisi dei mercati finanziari.
Il nuovo piano d'azione coinvolge la BNS, la Federal Reserve, la Banca centrale europea (BCE), la Banca d'Inghilterra, la Banca del Giappone e la Banca del Canada. Gli istituti sono legati da un accordo detto "currency swap", il quale consente alle banche di prestarsi reciprocamente liquidità a corto termine, nel caso una o l'altra necessiti di montanti per stabilizzare il sistema finanziario del suo paese.
«Queste e altre misure - indica la BNS in un comunicato - intendono accrescere le liquidità sui mercati finanziari internazionali».
Non è la prima volta che si assiste ad uno sforzo coordinato delle banche centrali mondiali. In quest'occasione, però, l'intervento è massiccio. La BNS metterà a disposizione fino a 10 miliardi di dollari al giorno (11 miliardi di franchi); i prestiti con una scadenza di 28 giorni saranno aumentati da 6 a 8 miliardi di dollari e quelli con un termine di 84 giorni da 6 a 9 miliardi di dollari.
La Fed americana ha comunicato che immetterà liquidità per 180 miliardi di dollari, mentre la BCE ha garantito 40 miliardi di dollari.
Le banche centrali, scrive la BNS, continueranno a collaborare strettamente e prenderanno le misure appropriate per contrarre le pressioni persistenti.
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