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Phil Hill: Mito in USA, primo americano vincitore a Le Mans e scudiero alla corte di Enzo Ferrari
Phil Hill è nato a Miami e ha vissuto a Santa Monica, California. Nel 1950 comprò una Jaguar XK120 e iniziò a farsi un nome come buon pilota di auto sportive grazie a diverse vittorie. Ebbe così modo di guidare una Ferrari per i garage dell’importatore USA (Allen Guiberson e George Tilp). In seguito ed occasione della 24H di Le Mans 1955 ricevette un invito dalla Ferrari stessa per pilotare una vettura.
Ma il catastrofico incidente di quell’anno lo sconvolse a tal punto da voler porre fine alla carriera di pilota, ma Ferrari offrendogli un contratto da pilota ufficiale per l’anno successivo lo indusse a proseguire con la sua carriera. Con Olivier Gendebien, finì secondo nella 1000 km Argentina e con Wharton sempre secondo nella 1000 km del Nurburgring. Ci fu un ritiro nella 24 ore di Le Mans e un quinto posto a Parigi. Nel 1957 Phil Hill fece coppia con Peter Collins sia nel Gran Premio di Svezia, dove finirono secondi dietro alla Maserati 450S di Moss e Behra, sia nel Gran Premio del Venezuela, che invece vinsero.
Nel 1958 vincendo la piovosa e nebbiosa 24H di Le Mans divenne il primo americano di sempre a vincere sul circuito della Sarthe in coppia con Olivier Gendebien ed alla guida Ferrari 250 Testa Rossa. Nello stesso anno della vittoria a Le Mans ci fù anche il suo primo assaggio di F1 con la Maserati 250F di Jo Bonnier nel GP ACF a Reims. Sempre nel 1958 con la morte di Luigi Musso e Peter Collins ad Hill fu data la possibilità di partecipare al GP di Monza che concluse al settimo posto.
Phil Hill iniziò a guidare a tempo pieno per il team Ferrari Formula Uno nel 1959, guadagnando tre podi e il quarto posto nel campionato piloti. Per il 1960 Hill diventa il leader della Scuderia, che pero di rivelò un anno difficile con la Dino246, la prima Ferrari con il motore posteriore. Ma riuscì comunque a vincere il GP di casa a Monza.
Il 1961 fu l’anno di Ferrrari. Il “naso di squalo” era una macchina perfetta e nonostante una battaglia serrata con il suo compagno di squadra Wolfgang Von Trips (che ebbe un incidente fatale a Monza) e Sterling Moss, divenne Campione del Mondo con solo due vittorie in Belgio e in Italia. Nel 1961 vinse anche la 12 ore di Sebring e la 24 ore di Le Mans con Olivier Gendebien. Nonostante ciò chiese l’anno con questa frase.
“Non ho più tanto bisogno di correre, di vincere. Non ho più tanta fame. Non sono più disposto a rischiare di uccidermi.”
La sua carriera in F1 dopo il 1961 non fu più stata la stessa, ma su vetture Sport vinse per la terza volta la 24h di Le Mans. Nel 1963 lasciò la Ferrari e divenne primo pilota per la nuova squadra ATS di Chiti in F1, che si rivelò un fiasco. Nel 1964 guidò per Cooper in F1, ma non ci furono buoni risultati.
Decise di terminare la sua carriera in Formula 1 e si unì alla Ford dove partecipò alla messa a punto tecnica delle vetture. Per la 24 ore del 1965 fu compagno di squadra di Chris Amon e dimostrò che non aveva perso le sue capacità di guida.
Nel 1965 ebbe anche un buon rapporto con il team Chaparral di Jim Hall e poi condivise la radicale Chaparral 2D coupé con Jo Bonnier in Europa, vincendo la 1000 km del Nürburgring. Vinse un round di CanAm sportscar nella 2E alata e poi tornò in Europa nel 1967 con la magnifica 2F coupé alata. La guidò insieme a Mike Spence per vincere la Sei Ore BOAC a Brands Hatch e con questa grande vittoria a suo nome decise di ritirarsi.
Dopo il suo ritiro, Hill costruì un’attività di restauro di auto d’epoca.
Phil Hill : 20 aprile 1927. Miami-Florida / 28 agosto 2008, Salinas, California
Credits: @francolazzarato / @Wikipedia