Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/115111

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a chiarire le seguenti questioni avvalendosi dell'aiuto di esperti: </p><p>1. In Svizzera si possono verificare terremoti più violenti rispetto a quanto supposto finora?</p><p>2. Come strategia del rischio, non è forse opportuno verificare la sicurezza delle centrali nucleari alla luce di queste supposizioni più pessimistiche?</p><p>3. In base all'analisi e a quanto accaduto nelle centrali nucleari danneggiate del Giappone non è forse il caso di modificare le strategie relative al rischio e alla sicurezza in Svizzera e di comprovare il funzionamento dei dispositivi di sicurezza?</p><p>I risultati degli accertamenti devono essere resi pubblici.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'incidente in Giappone ha dimostrato che la protezione sismica e la protezione contro le piene sono importanti per la sicurezza delle centrali nucleari. I problemi di Fukushima non sono direttamente riconducibili al sisma, bensì al successivo tsunami. Nel raffronto internazionale, il pericolo sismico in Svizzera è da considerarsi moderato. Il terremoto in Giappone è stato la conseguenza di una subduzione di una zolla tettonica in corrispondenza del Giappone, un processo che può provocare un fortissimo terremoto. Considerata la situazione tettonica della Svizzera si possono escludere simili terremoti.</p><p>Conoscenze approfondite del pericolo sismico sono indispensabili ai fini della prevenzione delle conseguenze causate dai terremoti. Per questo motivo, l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) segue l'evoluzione della scienza e della tecnica nel settore dell'analisi del pericolo sismico. Per quanto concerne la Svizzera, il pericolo sismico legato ai siti delle centrali nucleari esistenti o pianificate è stato valutato nell'ambito di un ampio studio riconosciuto a livello internazionale (Pegasos 2004). Presumibilmente a fine 2012 saranno presentati all'IFSN i risultati di un nuovo studio attualmente in corso (Pegasos Refinement Project). Esso terrà conto dei più recenti metodi e dati emersi a livello mondiale nell'ambito della ricerca sismica, come pure delle misurazioni dei parametri sismici del suolo nei siti d'ubicazione delle centrali nucleari svizzere. </p><p>2. Conformemente all'ordinanza del DATEC del 17 giugno 2009 sulle ipotesi di pericolo e la valutazione della protezione contro gli incidenti negli impianti nucleari (RS 732.112.2), nel caso di nuove ipotesi di pericolo o di modifica delle ipotesi di pericolo su cui poggia la licenza di costruzione, il titolare della licenza deve procedere a un'analisi d'incidente e a un'analisi di sicurezza basate sulle nuove ipotesi, nonché valutare le relative conseguenze sulla sicurezza dell'impianto e, in particolare, sul rischio complessivo. </p><p>A seguito degli eventi in Giappone, il 18 marzo 2011 l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) ha ordinato ai gestori delle centrali nucleari svizzere un'analisi immediata della sicurezza dei loro impianti in casi di terremoti e inondazioni. Inoltre i gestori sono stati invitati a rispondere ad alcune domande inerenti all'alimentazione delle piscine di stoccaggio del combustibile con liquido refrigerante e al raffreddamento delle stesse. Quale misura di sicurezza supplementare da attuare immediatamente, dal 1° giugno 2011 le centrali nucleari svizzere devono inoltre avere accesso a un deposito esterno per il materiale da impiegare in caso di incidenti gravi che sia a prova di terremoti e di inondazioni. Nel frattempo, i gestori hanno presentato i loro primi rapporti entro le scadenze richieste. In aprile l'IFSN ha esaminato la documentazione, individuato i punti da migliorare e richiesto alcune prove supplementari. Nell'ambito delle analisi sugli eventi in corso, possono essere ordinate altre misure. Il 4 maggio 2011 il Consiglio federale ha disposto l'istituzione di un gruppo di lavoro interdipartimentale incaricato di esaminare le misure di protezione d'emergenza in caso di eventi estremi in Svizzera. L'organo avrà il compito di verificare se e quali nuovi provvedimenti legislativi e organizzativi devono essere adottati.</p><p>3. L'analisi esatta della dinamica degli incidenti nei blocchi dei reattori di Fukushima sarà difficile. Le conoscenze emerse confluiranno nella normativa del settore e verranno attuate le misure che si renderanno necessarie. Secondo le attuali stime, sembra che nella dinamica dell'incidente occorso a Fukushima non siano stati riscontrati fenomeni nuovi. Pare, invece, che gli impianti non fossero sufficientemente sicuri nell'eventualità di uno tsunami come quello che recentemente ha colpito il Giappone. </p><p>In Svizzera, le ipotesi riguardanti pericoli esterni quali i terremoti o le piene sono costantemente sottoposte a nuove valutazioni sulla base dello stato più recente delle conoscenze tecnico-scientifiche. Inoltre, la Svizzera esige dai gestori delle centrali nucleari un'analisi probabilistica di sicurezza specifica che identifichi anche il rischio rappresentato da pericoli esterni. Sulla base di queste analisi sono state e saranno adottate misure per migliorare ulteriormente la sicurezza delle centrali nucleari svizzere. Diversamente dalla maggior parte degli impianti nucleari al mondo, tutte le centrali nucleari svizzere dispongono di sistemi d'emergenza autarchici in appositi bunker che proteggono, in particolare, dalle conseguenze dei pericoli esterni. </p><p>L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare stila ogni anno un rapporto di vigilanza in cui iscrive le valutazioni degli impianti. Sul sito Internet dell'Ispettorato sono pubblicati, oltre a questo rapporto, anche tutti i rapporti dell'IFSN sulle verifiche periodiche della sicurezza delle centrali nucleari e ulteriori perizie di sicurezza tecnica. L'Ispettorato informa costantemente la popolazione sulle misure adottate e sulle analisi supplementari degli impianti disposte dopo gli eventi del Giappone.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.