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Per l'inizio dell'anno scolastico 2011-2012, l'ispettore scolastico Dante Peduzzi propone alcune riflessioni.
Da alcuni anni, in occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico, propongo alcune riflessioni indirizzate soprattutto agli allievi e ai loro genitori, ma anche agli insegnanti e alle autorità scolastiche. Per me è sempre un piacere, durante le giornate estive libere dai soliti affari correnti, sfruttare questa apparente tranquillità per leggere e per approfondire certi aspetti, e quindi poterli condividere con coloro che avranno l'interesse e la pazienza di leggerli.
Passato e presente a scuola
Un luogo comune troppo spesso usato a sproposito afferma che gli allievi di oggi "non sono più quelli di una volta", che "sono poco motivati e senza iniziativa".
Su una tavoletta d'argilla di 5000 anni fa un maestro della Mesopotamia scrisse in caratteri cuneiformi: " La gioventù di oggi è pigra, cattiva e senza scrupoli".
Nell'antica Grecia i giovani che erano ammessi alle scuole imparavano a leggere, scrivere, calcolare, cantare, recitare e a fare dello sport. Secondo il parere di una personalità indiscussa a quei tempi, Aristofane, gli allievi d'allora " sono fiacchi e senza carattere, mancano sovente alle lezioni, la loro motivazione è debole e la disciplina durante l'insegnamento lascia a desiderare".
Nel Medioevo le migliori scuole venivano organizzate nei monasteri dove il latino la faceva da padrone. Poi nacquero le scuole "pubbliche" nelle città: si insegnava lo stretto necessario (leggere, scrivere e far di conto) a chi poteva permetterselo. Un monaco domenicano descrisse i propri allievi come "ridicoli, pieni di problemi comportamentali e difficilmente motivabili".
Ai giorni nostri la scuola è diventata un'istituzione incaricata dallo Stato di trasmettere alle giovani generazioni una cultura molto complessa. Essa è inoltre il luogo deputato per la maturazione delle future prospettive sociali dei giovani. Il lavoro pedagogico, a differenza del passato, si è fortemente specializzato. Gli allievi sono osservati attentamente, il linguaggio è cambiato e le difficoltà che possono incontrare sono definite in modo preciso da specialisti. Bisogna quindi evitare l'abuso di giudizi molto imprecisi sui giovani come purtroppo succede, perché sono definizioni generalizzanti, assai comode, che hanno una lunghissima tradizione e, soprattutto, sono ingiuste verso la stragrande maggioranza dei giovani stessi.
Non concedere tutto, ma entusiasmare
Ciò detto, non possiamo negare che i problemi di motivazione non siano in crescita. Ma anche qui bisogna fare delle distinzioni, perché parlare di motivazione significa affrontare un atteggiamento comportamentale molto complesso. Inoltre sarebbe errato drammatizzare i soliti problemi di crescita dei giovani, perché diventare adulti non è mai stato facile per nessuno in nessuna epoca.
Studi recenti hanno confermato che i problemi di motivazione nei giovani possono essere generati, paradossalmente, dal benessere attuale. È dimostrato che minori sono i limiti imposti nella nostra società del consumo, maggiore è il grado di demotivazione nei giovani. È ormai accertato che la motivazione allo studio è correlata con gli influssi della famiglia e della scuola. È importantissimo, sin dalla tenera età, abituare il bambino a risolvere delle situazioni autonomamente. In età scolastica il giovane deve potere risolvere i compiti da solo, va incoraggiato, assistito in caso di necessità, ma non servito e tutelato. Secondo gli specialisti si può già fare molto per la motivazione di un giovane se, come genitori, si osservano per esempio delle semplici regole:
- Regolare il consumo di cibo e di bevande (specialmente dolciumi),
- Non fare regali troppo spesso e troppo cari,
- Non concedere delle paghette e dei premi troppo alti in denaro,
- Responsabilizzare per incarichi e aiuti nei lavori domestici,
- Limitare il consumo di televisione, computer, videogiochi e cellulare.
Bisogna, per farla corta, educare i giovani a darsi delle regole, prendersi delle responsabilità per guadagnarsi la propria autonomia. Che non è l'autonomia costruita dai genitori e regalata ai figli, ma quella guadagnata da giovani con la propria fatica e l'esperienza, con i propri sbagli e con le proprie soddisfazioni.
Revisione totale della base legale sulle scuole obbligatorie
In ottobre arriverà sui banchi del Gran Consiglio la revisione totale della Legge Scolastica. Quella attuale ha ormai 50 anni ed ha subito diversi emendamenti nel corso dei decenni, per cui è ora e tempo di adattarla alle attuali esigenze della società. Tenendo in debita considerazione le proposte scaturite dalla consultazione, le modifiche proposte sono importanti: le leggi sulla scuola dell'infanzia e sulle scuole di pedagogia specializzata saranno inglobate nella legge quadro, saranno offerte delle strutture diurne adeguate alle necessità locali, saranno introdotti dei blocchi orari il mattino, gli allievi che necessitano di scolarizzazione speciale verranno integrati nelle classi regolari con l'assistenza di uno specialista, le settimane di scuola passeranno dalle attuali 38 a 39, con la riduzione della durata delle lezioni da 50 a 45 minuti, gli stipendi degli insegnanti (attualmente al terzultimo posto in Svizzera) saranno adeguati a quelli dei Cantoni con simili caratteristiche scolastiche, i testi didattici potranno venire offerti anche negli idiomi romanci. Tutte queste novità costeranno circa 4,5 milioni di franchi in più all'anno per le tasche dei contribuenti dei Grigioni. Poco, se pensiamo alle cifre che circolano in altri settori che coinvolgono l'intero Cantone.
Valutazione e promozione delle scuole
Il terzo turno di valutazione delle sedi scolastiche, iniziato in primavera, coinvolgerà altre sei sedi nel corso del nuovo anno scolastico. Saranno interrogati anche i genitori degli allievi, oltre agli altri attori coinvolti nella scuola. Ciò avverrà con un sondaggio elettronico che sarà presentato al momento della valutazione in ogni scuola. Dopo le prime sedi valutate, possiamo dire che nel Grigioni italiano i genitori hanno risposto molto bene (tra il 65% e il 70%), ciò che permette di ottenere dei dati sicuramente di rilievo per la valutazione e il potenziamento della qualità scolastica. I dati raccolti nel secondo turno di valutazione (2007 – 2010) sono ora disponibili. Si tratta in pratica di un'analisi complessiva della scuola grigione, frequentata con piacere dal 77% degli allievi (risultato ottenuto su un'indagine che ha coinvolto 22'524 scolari in tutto il Cantone). Altri risultati positivi sono scaturiti nei settori dell'insegnamento (conduzione della classe e clima di apprendimento), mentre aspetti che dovranno essere migliorati riguardano la gestione del personale e la comunicazione (raccolta di riscontri).
Complessivamente la nostra scuola ha raccolto dei buoni voti. Ciò va sicuramente attribuito all'impegno e alla serietà del corpo insegnante, ma anche alle autorità locali le quali, introducendo sempre più delle direzioni di sede, hanno contribuito ad elevare il livello della qualità scolastica offerta agli allievi e alle loro famiglie.
L'augurio che rivolgo a tutti coloro che si troveranno ad iniziare un nuovo anno scolastico è quello di affrontarlo con positività e fiducia, perché educare e formare correttamente gli scolari di oggi significa costruire il domani di tutti noi.