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Gloria Steinem, la storica leader del femminismo (foto d'archivio).
KEYSTONE/FR159526 AP/JOSE LUIS MAGANA(sda-ats)
Come durante la guerra in Vietnam, torna negli Stati Uniti il movimento "resisti tasse". Con Mia Farrow e Gloria Steinem come testimonial, cresce il numero di oppositori di Donald Trump pronti a evadere il fisco federale.
L'obiettivo è di non fornire all'amministrazione fondi per politiche su cui non si è d'accordo. Parte dell'appeal del movimento è il fatto che lo stesso presidente Trump non ha ancora reso pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi.
"Se paghi le tasse diventi complice. Non voglio che i miei soldi vadano a costruire il muro con il Messico", ha spiegato al Guardian Andrew Newman, professore di letteratura all'Università Statale di New York e uno dei nuovi "obiettori fiscali".
All'insegna della disobbedienza civile, il movimento "resisti tasse" ha radici antiche: il primo a farsene paladino è stato il filosofo e scrittore Henri David Thoreau, che obiettò al fisco per protestare contro la schiavitù e per questo nel 1846 finì in prigione.
Tra gli obiettori di oggi, la storica leader del femminismo Gloria Steinem ha rievocato quando nel 1968 rifiutò di pagare il 10% della sua bolletta fiscale per protesta contro la guerra in Vietnam. Stavolta la Steinem girerà i fondi a Planned Parenthood, la rete di consultori familiari a cui l'amministrazione Trump vuole tagliare i fondi.
SDA-ATS