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La maggioranza della popolazione svizzera di età superiore ai 65 anni ha un’opinione sostanzialmente positiva del sistema sanitario svizzero. Ciò è quanto risulta da un’ampia indagine demoscopica internazionale svolta in undici Paesi sotto il patrocinio della fondazione Commonwealth Fund e presentata a Washington. L’indagine mostra che numerose persone anziane si servono della rete per informarsi su temi legati alla salute e che le misure di prevenzione sono tematizzate con uno specialista più spesso nella Svizzera francese che in quella tedesca.
In Svizzera, gli ultrasessantacinquenni sono soddisfatti dell’assistenza sanitaria in misura superiore alla media: i quattro quinti dei ben 3200 intervistati di questa fascia d’età sono infatti soddisfatti della qualità dell'assistenza. Come già nelle precedenti indagini del Commonwealth Fund, la Svizzera si piazza bene nel confronto internazionale e, in questo ambito, si attesta al primo posto davanti a Nuova Zelanda e Norvegia.
Quasi la metà degli intervistati considera il proprio stato di salute «buono», mentre un terzo «eccellente o ottimo». Una persona su cinque, invece, lo giudica «nella norma» o «cattivo». Nel confronto internazionale, la Svizzera si situa nella media. Nei Paesi Bassi, in Francia e Germania, gli intervistati lamentano uno stato di salute peggiore.
Dell’indagine di quest’anno colpisce il fatto che già due terzi circa degli intervistati anziani abbia risposto online, mentre gli altri per telefono. L’indagine mostra inoltre che oltre due quinti (43 %) degli intervistati utilizzano Internet per informarsi su questioni sanitarie. Una persona su dieci consulta la rete o scarica da Internet informazioni sulla propria salute; la quota più elevata si registra tra i 65 e i 74 anni. A essere determinante in tale ambito è anche il livello d’istruzione, in quanto è emerso che le persone con una formazione superiore si informano online più frequentemente rispetto alle persone che si sono fermate alla scuola dell’obbligo.
In Svizzera, quasi tutti gli intervistati (97 %) hanno un medico di base, tuttavia la disponibilità dei medici in casi d’urgenza è diminuita rispetto al 2014. Se tre anni fa poco meno dei due terzi degli intervistati otteneva un appuntamento medico il giorno stesso o quello seguente, nel 2017 questa quota è scesa ad appena la metà.
Inoltre, un intervistato su cinque (24 %) riferisce problemi nel coordinamento delle cure, per esempio affermazioni contraddittorie da parte di specialisti diversi o accertamenti medici superflui, già effettuati in precedenza. Questo risultato è praticamente identico a quello del 2014 (21 %).
In occasione dell’ultima indagine, alcuni Cantoni (VS, VD, GE e ZH) hanno aumentato il numero dei controlli a campione per poter formulare valutazioni cantonali proprie. Nel settore della prevenzione si riscontra una differenza significativa: nei Cantoni della Svizzera francese oltre due quinti (46 %) degli intervistati hanno affrontato il tema dell’alimentazione sana almeno una volta con uno specialista, contro nemmeno un terzo (27 %) nella Svizzera tedesca.
Per quanto riguarda le decisioni relative all’ultima fase della vita emerge uno scenario diverso: la quota di anziani che ne ha informato una persona di fiducia o uno specialista corrisponde a circa i due terzi degli intervistati nella Svizzera tedesca (64 %, ossia poco più della media svizzera del 60 %), mentre ammonta alla metà (52 %) nella Svizzera francese. Infine, ben un terzo di tutti gli intervistati ha messo per scritto le proprie decisioni.
La Svizzera partecipa dal 2010 all’indagine internazionale sull’assistenza sanitaria del Commonwealth Fund. I risultati dell’indagine di quest'anno saranno discussi al vertice ministeriale del Commonwealth Fund che si terrà a Washington tra il 15 e il il 17 novembre 2017. Il Commonwealth Fund è una fondazione privata senza scopo di lucro, che intende promuovere sistemi sanitari ben rodati ed efficienti mediante un migliore accesso alle assicurazioni malattie e migliorare la qualità delle prestazioni. Alla riunione la delegazione Svizzera sarà rappresentata dal direttore dell’UFSP, Pascal Strupler.
Oltre alla Svizzera, all’indagine del 2017 «International Survey of Older Adults» del Commonwealth Fund di New York (USA) hanno partecipato l'Australia, la Germania, la Francia, la Gran Bretagna, il Canada, la Nuova Zelanda, i Paesi Bassi, la Norvegia, la Svezia e gli Stati Uniti.
L’indagine in Svizzera è stata condotta su un campione rappresentativo di 3238 persone ultrasessantacinquenni.
Fonte:
Ufficio federale della sanità pubblica
http://www.bag.admin.ch