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<h2>SubmittedText<h2><p>Nei giorni scorsi il Sindacato svizzero dei mass media SSM Ticino, ha reso noto che, nell'ambito dei progetti di "ridefinizione" dei programmi radiofonici RSI, per la Rete Due è prevista, a corto termine, la riduzione del parlato al 10 % del tempo di antenna, corrispondente a soli 6 minuti ogni ora. Tale percentuale attualmente è oltre il 40 %. È questa una misura che lede il mandato della Concessione alla SSR, oltre a mettere a rischio posti di lavoro. </p><p>La seconda rete della RSI è molto importante per la Svizzera italiana, proprio per le specificità del suo territorio e della sua condizione di minoranza linguistica.  Il Museo Vela, la Fonoteca nazionale svizzera e la RSI sono le tre istituzioni culturali nazionali presenti nelle regioni italofone della Svizzera. La Rete Due ha assunto il fondamentale compito di diffondere e difendere l'italianità, sviluppando programmi di approfondimento sulla cultura italiana, tessendo reti di collaborazione sia con ricercatrici e ricercatori delle diverse Università svizzere, sia con gli altri istituti di cultura e seguendo da vicino tutti gli avvenimenti piu importanti a livello culturale in Svizzera e all'estero. </p><p>Il progetto avviato dalla direzione della RSI prevede una radicale ridefinizione dell'offerta culturale, lo smantellamento dei programmi d'approfondimento di Rete Due, con la chiara impossibilità di riversare tutti questi contenuti sugli altri vettori della RSI e il conseguente impoverimento qualitativo.  </p><p>Alla luce di queste considerazioni, pur non negando la necessità di innovare dal punto di vista tecnologico, chiedo al lodevole Consiglio federale:</p><p>1. Se non ritiene che questo progetto di ridefinizione della Rete due RSI violi la Concessione alla SSR , in particolare gli articoli 3, 7 e 8 </p><p>2. Se non ritiene che la Rete due della RSI sia importante per differenziare i programmi SSR rispetto ai programmi delle emittenti commerciali</p><p>3. Se non ritiene che il progetto di ridefinizione metta a rischio i programmi di approfondimento culturale e la comprensione e lo scambio tra le regioni linguistiche del nostro Paese e quindi anche la coesione nazionale</p><p>4. Se intende intervenire per far rispettare il mandato della Concessione alle voci cultura</p><p>5. Se condivide il fatto che il servizio pubblico radiotelevisivo debba garantire particolare attenzione alla cultura quale vettore di approfondimento, dibattito e democrazia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1: La SSR è tenuta ad adempiere integralmente il proprio mandato di servizio pubblico in conformità alla concessione. Nell'ambito dell'esercizio del suo compito di vigilanza generale nel settore dei media, l'UFCOM controlla l'osservanza della concessione (art. 86 cpv. 1 LRTV). Le disposizioni della concessione non si riferiscono per la maggior parte a un canale di diffusione specifico, bensì all'insieme della rispettiva offerta su tutti i canali (radio, TV e settore online). Il previsto riorientamento di Rete Due implica innanzitutto uno spostamento dell'offerta verso altri programmi lineari (ad es. Rete Uno) e altri vettori (ad es. come offerte online su richiesta). Ciò non viola le disposizioni della concessione. Anche l'articolo 16 capoverso 1 lettera a numero 2 della concessione SSR, che descrive a grandi linee i contenuti del secondo programma radiofonico per la regione linguistica tedesca, francese e italiana, non è in contrasto con il nuovo orientamento di Rete Due. Secondo la SSR, Rete Due continuerà a trasmettere principalmente musica classica e jazz. Inoltre, anche in futuro saranno diffuse informazioni su eventi e manifestazioni culturali (concerti, teatro, conferenze).</p><p>Domanda 2: Con la concessione della SSR entrata in vigore il 1° gennaio 2019, il Consiglio federale ha aumentato le esigenze in termini di differenziabilità dei programmi. I programmi radiofonici della SSR devono distinguersi dalle offerte delle emittenti commerciali ad esempio per la qualità professionale della moderazione e la scelta musicale, che non è basata principalmente sugli indici d'ascolto (art. 16 cpv. 3 concessione SSR). Questa disposizione si applica a tutti i programmi radiofonici della SSR, compresa Rete Due. Secondo la SSR, Rete Due continua a puntare sulla musica di qualità, sulla musica classica e sul jazz. Altri settori prioritari sono l'arte e la cultura, le produzioni musicali svizzere, la letteratura svizzera e la presenza dell'italianità in Svizzera. Il profilo di Rete Due continuerà quindi a differenziarsi nettamente dalle offerte radiofoniche private.</p><p>Domanda 3: Nel corso del riorientamento in discussione, secondo le informazioni della SSR la RSI sta ampliando la propria offerta audio digitale nell'ambito della cultura e integrando nel programma di Rete Uno trasmissioni culturali di approfondimento, nonché contributi e programmi che trattano la cultura di altre regioni linguistiche. Ciò non risulta mettere a rischio le informazioni culturali, né il mandato di integrazione.</p><p>Domande 4 e 5: Il mandato culturale della SSR sancito dalla legge sulla radiotelevisione (art. 24 cpv. 4 lett. b; LRTV) è un elemento essenziale del servizio pubblico. La SSR è tenuta ad adempiere questo mandato conformemente alle disposizioni della concessione. Tuttavia, il mandato culturale non è vincolato a un canale di diffusione specifico. La SSR deve poter tenere conto delle mutate abitudini di fruizione dei media da parte del suo pubblico. La concessione le permette quindi di adempiere il suo mandato culturale rimanendo al passo con i tempi e utilizzando diversi canali.</p>  Risposta del Consiglio federale.