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Per scrivere L’opposta riva, ho vissuto per tre anni con gli immigrati clandestini, gli illegali, i sans-papiers. Ho vissuto con loro tra il 2001 e il 2003, quotidianamente. [...] Questa raccolta di poesie venne pubblicata nel 2006 dalle Edizioni Lietocolle in una versione che pensavo definitiva: mi sbagliavo. A distanza di dieci anni dal primo giorno in cui ho iniziato a vivere anche io da clandestino, ho sentito l’esigenza di riscrivere l’intero libro. In questa nuova edizione, la divisione in sezioni dei 60 testi è rimasta identica, così come alcune poesie sono rimaste invariate (18), mentre le restanti sono state modificate nella struttura e integrate nei versi, con l’intento di renderle più chiare per il lettore. Originariamente, tutti i nomi di luogo e delle persone erano stati omessi; in questa versione aggiornata li ho ricercati tutti, uno ad uno: con il trascorrere del tempo li stavo dimenticando, li avevo dimenticati, e la mia perdita di memoria equivaleva a negarli per la seconda volta. Ecco perché nell’indice ogni nome è ora posto sotto la storia che mi è stata raccontata. Di alcuni non sono riuscito a ricordare il nome e chiedo loro scusa. Di ognuno spero un futuro migliore.
(Fabiano Alborghetti, dalla presentazione del libro)