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L'interruzione di molte catene di approvvigionamento di pezzi per le aziende svizzere preoccupa il presidente della Confederazione Guy Parmelin: è possibile che nel 2022 debbano ricorrere di nuovo al lavoro a orario ridotto, dice al SonntagsBlick.
"Se questa crisi dovesse peggiorare in altri paesi, anche la Svizzera ne sarebbe colpita". E "Non è perché non c'è lavoro, ma perché mancano pezzi, componenti o il materiale per finire i prodotti", nota il ministro dell'economia elvetico svizzero in un'intervista pubblicata oggi dal domenicale svizzero-tedesco.
In questo difficile contesto economico, il vodese è preoccupato per un eventuale fallimento della legge Covid-19 in votazione il 28 novembre: "Un 'no' avrebbe certamente delle ripercussioni".
- Notiziario 16.00 del 23.10.2021 Berna, contro le misure anti-Covid
La Confederazione avrebbe anche problemi a livello internazionale e dovrà trovare qualcosa di nuovo in marzo per sostituire il certificato Covid, sottolinea l'esponente dell'UDC.