Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01033.jsonl.gz/1217

La Russia ha avviato un’indagine penale per trovare una risposta sull’inquinamento tossico avvenuto lungo la costa della baia di Avacha nell’estremo oriente russo della penisola di Kamchatka. Lo spettacolo lungo la spiaggia, ricoperta di un gran numero di specie marine morte, è desolante. Prova dell’ultimo disastro ecologico del paese.
L’inquinamento è venuto alla luce durante il fine settimana del 3-4 ottobre in un tratto di spiaggia nera vulcanica di Khalaktyrsky, molto popolare tra i turisti, quando alcuni serfisti locali hanno lanciato l’allarme lamentandosi di aver avuto bruciature agli occhi con lievi ustioni alle cornee e affermando che nell’acqua vi erano macchie di schiuma verde-giallastra che emanavano un forte odore. Una ragazza che lavora da giugno a ottobre alla “Snowave Surf school” vicino a Petropavlovsk, ha detto di aver avuto problemi di vista, mal di gola, nausea e affaticamento dopo aver praticato surf a metà settembre. Classici sintomi che indicano avvelenamento da fenolo. Cosa diagnosticata successivamente anche ad altri surfisti.
Nei giorni scorsi, si era ritenuto che il propellente liquido utilizzato per i missili immagazzinato nei campi di prova militari della regione, possa essere fuoriuscito. Livelli di fenolo, un composto organico derivato dal benzene, e altri prodotti petroliferi con livelli ben superiori a quelli consentiti, sono stati trovati durante i test eseguiti su campioni d’acqua prelevati. Sono tutt’ora allo studio per capire se siano collegabili a fuoriuscite di sostanze tossiche.
Il governatore della regione, Vladimir Solodov, ha confermato che una vasta area del mare al largo della remota penisola, potrebbe essere stata contaminata da sostanze chimiche tossiche e che sono stati svolti dei controlli in due siti militari: Kozelsky e Radygino. Il primo sito militare viene utilizzato per seppellire sostanze chimiche tossiche e pesticidi, nel secondo, che si trova a circa 10 km di distanza dal mare, è avvenuto durante il mese di agosto il recente addestramento militare. La promessa del governatore è quella di condurre un’indagine trasparente per licenziare ogni funzionario colpevole dell’inquinamento.
Alcuni biologi, tra cui Vladimir Burkanov, hanno suggerito che i vecchi depositi di carburante per i missili presso il sito militare di Radygino, potrebbero essere arrugginiti e il carburante potrebbe essere colato nei vicini corsi d’acqua. All’inizio di giugno, un serbatoio rotto di una centrale elettrica nella città siberiana di Norisk, ha riversato in due fiumi oltre 20 mila tonnellate di gasolio. E proprio come è avvenuto nell’incidente di Norisk, la risposta iniziale fornita dalle autorità locali ha generato molto sdegno. Ma questa versione dei vecchi serbatoi di Radygino è stata smentita da Dmitry Zemtsov, vicedirettore dell’Università Federale dell’Estremo Oriente, il quale ha dichiarato che nessuna traccia di carburante dell’esercito missilistico è stata trovata il quel sito. Il ministero delle Risorse naturali e dell’ecologia di Kamchatka, ha pubblicato sui social un video della spiaggia di Khalaktyrsky con il commento: “Il colore dell’acqua è normale, l’odore dell’aria è normale, la spiaggia è completamente pulita… Non è stato registrato nulla di anomalo”. Questo annuncio-video è stato pubblicato sabato scorso. Rapide le risposte arrivate però sui social da parte di diversi blogger con video personali postati che mostrano strisce colorite di contaminazione nell’acqua e animali marini morti sulla spiaggia.
In effetti il carburante “dovrebbe” rimanere in superficie, strano invece che tutti gli organismi marini bentonici che vivono a stretto contatto con il fondo, risultano essere morti. Il ministro dell’ecologia Dmitry Kobylkin, al quale il presidente Putin gli ha ordinato di fare chiarezza su questo evento, riferendosi agli esami svolti, suggerisce che l’incidente potrebbe non essere stato causato dall’uomo ma dalle condizioni tempestose e dai microrganismi che alterano i livelli di ossigeno. Le spiegazioni possibili che le autorità stanno esaminando sono tre: inquinamento provocato dall’uomo, un pericolo naturale o attività sismica.
L’incidente è avvenuto quando le autorità hanno esortato i turisti a non visitare un vulcano nella zona per paura di una imminente eruzione. La scala non è stata ancora determinata, ma il fatto che gli animali morti siano stati trovati su tutta la costa, conferma la gravità dell’incidente. Gli ispettori regionali ambientalisti ed alcuni specialisti dell’Istituto di ricerca sulla pesca e l’oceanografia “KamchatNIRO”, stanno continuando le analisi. L’impressione è che le autorità locali non sappiano bene cosa fare. Greenpeace Russia, nel frattempo che il ministero della Difesa nega qualsiasi coinvolgimento, ha fornito una recente immagine satellitare del fiume che sfocia nell’oceano e che ha evidentemente ucciso numerose forme di vita.