Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/188652

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La Confederazione continua a essere l'azionista di maggioranza di Swisscom. È quindi opportuno che l'opinione pubblica venga informata di quanto la joint venture sia costata all'azienda e sui costi che Swisscom e Coop devono sostenere per far fronte alle perdite subite. Le due aziende si trincerano nel silenzio. Il Consiglio federale è disposto a fare trasparenza sulle cifre in gioco?</p><p>2. È anche lui del parere che sia quanto mai opportuna una gestione trasparente della vicenda, considerata la perdita di investimenti per probabili decine di milioni di franchi, tanto più che il Presidente del consiglio di amministrazione di Swisscom presiede anche il consiglio di amministrazione di Coop? </p><p>3. Swisscom, che ha fornito il capitale, ha effettuato un investimento ad alto rischio, del quale, alla fine dei conti, risponde l'azionista e il contribuente. Quali conclusioni trae il Consiglio federale, anche in vista di futuri progetti?</p><p>4. Considerato il fallimento del progetto Siroop, chiaramente già partito male, e nel contesto dello scandalo di Auto postale, è disposto a rivedere la strategia del proprietario?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Swisscom è un'azienda quotata in borsa nella quale, per legge, la Confederazione Svizzera detiene la maggioranza del capitale e dei voti. La prassi di Swisscom concernente l'informazione al pubblico si basa sulle regole di SIX Swiss Exchange. Spetta a Swisscom e non al Consiglio federale informare l'opinione pubblica su dettagli relativi alla gestione aziendale. </p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che non vi sia alcun nesso tra il fallimento di Siroop e il mandato del Presidente del consiglio di amministrazione di Swisscom alla Coop. Il Collegio parte dal presupposto che, in relazione a possibili conflitti di interesse nell'ambito di Siroop, al consiglio di amministrazione di Swisscom è stata applicata la consueta regolamentazione sulla ricusazione. </p><p>3. Il Consiglio federale è consapevole dei rischi che comporta un'attività imprenditoriale. Poiché la Confederazione Svizzera detiene per legge la maggioranza del capitale di Swisscom, essa partecipa in misura proporzionale ai rischi legati all'attività dell'azienda. Nel suo ruolo di azionista di maggioranza, il Consiglio federale riconosce la libertà decisionale del consiglio di amministrazione riguardo alla strategia e alla politica imprenditoriali. È disposto a sostenere insieme all'azienda i rischi che comporta il lancio a basso investimento di nuovi settori di attività potenzialmente promettenti. Siroop rientrava in questa categoria di progetti. Il Consiglio federale non si attende che ogni investimento di questo tipo porti a risultati di successo. </p><p>4. Il Collegio non vede alcun nesso tra il fallimento di Siroop e la vicenda di Auto postale. A questo proposito va notato che Swisscom non riceve alcuna indennità dal settore pubblico. Il Consiglio federale non ritiene necessario modificare gli obiettivi strategici di Swisscom. La verifica delle procedure di controllo delle unità esterne decisa recentemente dal Consiglio federale verte su questioni fondamentali concernenti il governo d'impresa e non su progetti specifici di singole imprese parastatali. </p>  Risposta del Consiglio federale.