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Sono velivoli presi in leasing da società straniere. E che ora con una nuova legge potrebbero restare in mani russe
MOSCA - Oltre cinquecento aerei potrebbero restare “imprigionati” nei confini russi. Si tratta di velivoli (per la precisione, sono 515) che le compagnie aeree della Federazione hanno preso in leasing da società straniere, in primis Airbus e Boeing.
Ora le sanzioni le sanzioni inflitte alla Russia dall'Occidente prevedono che questi aerei vengano ripresi dalle società proprietarie. E questo dovrà avvenire entro il prossimo 28 marzo. Ma l'operazione potrebbe fallire.
Il presidente russo Vladimir Putin ha infatti varato una nuova legge che renderà più difficile il recupero dei velivoli. Tale legge permetterà infatti d'immatricolare i jet stranieri in Russia, come riferisce la BBC. Si tratterebbe di una misura volta a garantire il funzionamento ininterrotto delle attività dell'aviazione civile all'interno della Federazione.
I 515 aerei stranieri in mani russe hanno un valore complessivo di circa 10 miliardi di dollari americani (pari a circa 9,35 miliardi di franchi).