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ISLAMABAD - L'incidente aereo in Pakistan del 22 maggio scorso, nel quale sono morte 97 persone, è stato causato da un errore umano commesso dal pilota e dal controllo del traffico aereo.
È quanto sostiene un rapporto iniziale sul disastro reso noto dal ministro dell'Aviazione, Ghulam Sarwar Khan.
Entrambi, ha detto Khan annunciando i risultati dell'inchiesta in Parlamento - come riferito dalla Bbc -, non hanno seguito il protocollo. I piloti, ha aggiunto, erano distratti a parlare di coronavirus. «Il pilota e il copilota non erano concentrati, stavano avendo una conversazione sul coronavirus, le loro famiglie ne erano colpite e ne stavano parlando», ha dichiarato Khan, basandosi sulle registrazioni delle scatole nere dell'aereo.
L'aereo, della Pakistan International Airlines (PIA), si è schiantato sulle case di Karachi il 22 maggio. Solo due passeggeri sono sopravvissuti. Secondo Khan, non c'era nulla d'irregolare nell'aeromobile, un Airbus A320.
Il ministro ha parlato di «negligenza» e deconcentrazione dei piloti, nonché della mancanza di reattività dei controllori del traffico aereo. «Il pilota ha ignorato le istruzioni dei controllori del traffico aereo, che da parte loro non hanno segnalato il danno» che un primo tentativo di atterraggio fallito aveva causato all'aereo, ha spiegato.
L'incidente aereo in Pakistan del 22 maggio scorso, nel quale sono morte 97 persone, è stato causato da un errore umano commesso dal pilota e dal controllo del traffico aereo.