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BERNA - Secondo il presidente dei Verdi liberali Jürg Grossen l'adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo (SEE) è diventata una «valida alternativa» dopo il fallimento dei negoziati sull'accordo quadro istituzionale con l'Unione Europea.
Il SEE, che, oltre all'UE, comprende Norvegia, Islanda e Liechtenstein funziona bene ed è un'opzione che deve essere discussa seriamente, dice Grossen in un'intervista pubblicata oggi dai giornali in lingua tedesca del gruppo editoriale Tamedia.
L'adesione a questa area economica offre il pieno accesso al mercato interno dell'UE, la partecipazione alla cooperazione europea nella ricerca e alla fornitura di elettricità. Inoltre l'accordo ha anche meccanismi per la risoluzione dei conflitti. L'adozione del diritto europeo non è automatica, ma dinamica, ricorda il consigliere nazionale bernese.
Il SEE è stato creato nel 1994 con lo scopo di estendere le disposizioni del mercato interno dell'UE ai paesi dell'Associazione europea di libero scambio (AELS). La Svizzera ha rifiutato di aderire con una stretta maggioranza popolare e una chiara maggioranza dei cantoni nel 1992.
Lo Spazio economico non è la via preferita dai Verdi liberali, ma un percorso valido, precisa il presidente del partito. La conclusione di un accordo quadro rimane «la soluzione ideale», perché stabilizzerebbe il percorso bilaterale per molto tempo, osserva Jürg Grossen.
Alla domanda se crede ancora seriamente in una "resurrezione" dell'accordo quadro sepolto dal Consiglio federale dieci giorni fa Grossen risponde che «non darebbe nulla per impossibile attualmente».
Il presidente di partito menziona poi come un'altra opzione per le future relazioni dalla Svizzera con l'UE un accordo di libero scambio «alla britannica», ma, sottolinea, ciò significherebbe che la Confederazione sarebbe «sbattuta fuori» dal mercato interno europeo.
Grossen ritiene poi una «pseudo-opzione» i piani del governo svizzero di adattare selettivamente e unilateralmente la legislazione alle regole dell'UE. Così facendo Berna non migliora le relazioni bilaterali. «Questo piano è il contrario della sovranità». D'altro canto per il leader verde liberale l'adesione all'UE «al momento è fuori discussione».
Jürg Grossen considera l'interruzione dei negoziati su un accordo quadro istituzionale con Bruxelles un «errore abissale» e «la più grande dimostrazione di incapacità» del Consiglio federale. L'esecutivo ha fallito collettivamente ma la responsabilità principale è da imputare al PLR che - afferma - non è più adatto a governare.
Grossen aggiunge che i verdi liberali sono pronti per un seggio nel Consiglio federale di sette membri. Il suo partito si è piazzato al sesto posto nelle elezioni federali del 2019, dietro UDC, PS, PLR, PPD e Verdi.