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La galleria autostradale sotto le Alpi oppone la Svizzera «verde» alla Svizzera «economica».
Molti ambienti sensibili agli argomenti dell'ecologia si oppongono all'idea di un secondo tunnel, promossa dagli autotrasportatori con un'iniziativa parlamentare.
Anche quest'estate, l'intenso traffico turistico sull'asse nord-sud ha riproposto la problematica dell'attraversamento delle Alpi, sottoforma di lunghe colonne di autovetture davanti ai portali della galleria autostradale del San Gottardo.
E ancora una volta, si riaccendono le discussioni sulla necessità o meno di realizzare un secondo traforo, per raddoppiare il numero delle corsie. Ma è un'idea che incontra molti oppositori, a cominciare dal Consiglio federale e dagli ambienti della sinistra.
Per di più, nella Svizzera centrale, la proposta si scontra contro un muro compatto. Nel canton Ticino, invece, i trasportatori e l'economia l'approvano.
Iniziativa molto controversa
Con un'iniziativa parlamentare depositata nel 1999, il consigliere nazionale UDC Ulrich Giezendanner ha chiesto l'avvio immediato della pianificazione di una seconda galleria al San Gottardo e l'introduzione nella Costituzione di un'apposita eccezione alle restrizioni imposte dall'iniziativa delle Alpi.
Nel giugno del 2000, il Nazionale aveva accolto il testo con 93 voti contro 86, mentre ora, dalla procedura di consultazione, conclusa giovedì, emerge una resistenza particolarmente forte nella Svizzera centrale.
«Avviare la pianificazione per una seconda galleria sarebbe un falso segnale» osserva il governo Uri. Gli esecutivi di Nidwaldo e Lucerna rifiutano un aumento della capacità, perché temono di fare le spese del traffico supplementare.
Contrari gli ecologisti e la sinistra
Se il popolo approva il testo, gran parte dell'articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi sarà svuotato del senso, affermano Verdi e socialisti.
L'iniziativa Giezendanner concerne infatti l'80 per cento del traffico nord-sud. Della stessa opinione anche Pro Natura e l'Associazione traffico e ambiente (ATA).
Dal canto loro, i rappresentanti dell'Iniziativa delle Alpi trovano la proposta di Giezendanner assurda. Gli studi effettuati all'estero - sostengono - dimostrano che gli incidenti nelle doppie gallerie non sono inferiori rispetto a quelli che si registrano nei tunnel a una sola canna, dove il traffico scorre nei due sensi.
Questa tesi è però contestata dall'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (UPI), per il quale la doppia galleria è più sicura.
Secondo l'Upi, bisogna comunque evitare di accrescere le capacità della galleria del San Gottardo, poiché i rischi indotti dall'aumento del traffico annullerebbero i vantaggi del doppio tunnel.
I governi basilesi e zurighesi sostengono dal canto loro che il raddoppio metterebbe in pericolo il trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia.
Il Consiglio di Stato di Sciaffusa ritiene che la costruzione della seconda galleria non debba essere presa in considerazione, se l'obiettivo di trasferire il traffico pesante su rotaia non sarà raggiunto dopo l'apertura delle gallerie di base di Alptransit.
L'inquinamento supplementare provocato da una maggiore circolazione minaccerebbe i fragili ecosistemi alpini, spiega il WWF. Anche Greenpeace si oppone al raddoppio.
Favorevoli i partiti borghesi e l'economia
Il PPD è favorevole, ma ad alcune condizioni. Da un lato, afferma, bisogna iniziare subito gli studi per la pianificazione, mentre la costruzione vera e propria potrebbe avvenire in un secondo tempo, dopo che sarà stato stabilito un preventivo dettagliato dei costi.
Per l'UDC, il raddoppio è «urgente e inevitabile», mentre il PLR sostiene il progetto, perché a suo avviso migliorerà la sicurezza e i collegamenti fra il Ticino e il resto della Svizzera.
Economiesuisse è favorevole alla costruzione di una seconda galleria per le stesse ragioni.
Le autorità ticinesi e i trasportatori auspicano un rapido sviluppo dell'asse del San Gottardo. La doppia galleria era prevista fin dall'inizio, sostengono la Federazione stradale svizzera (FRS) e l'Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG).
Per Les Routiers Suisses è evidente che nei prossimi anni i trasporti aumenteranno ulteriormente e le colonne al San Gottardo pure, se non saranno aumentate le capacità della galleria.
swissinfo e agenzie