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|THE SEVEN YEAR ITCH

Quando la moglie è in vacanza, 1955
Sceneggiatura: Billy Wilder e Gorge Axelrod, dalla commedia omonima di Gorge Axelrod; fotografia: Milton Krasner; montaggio: Hugh S. Fowler; musica: Alfred Newman; scenografia: Lyle Wheeler e Gorge W. Davis; interpreti: Tom Ewell, Marylin Monroe, Evelyn Keyes, Robert Strass, Oscar Homolka; produzione: Charles K. Feldman e Billy Wilder per 20th Century Fox.
Rimasto a Manhattan dopo aver spedito moglie e figlio nel Maine per le vacanze estive, il direttore di una piccola casa editrice (Ewell), marito esemplare da sette anni, si trova alle prese con l'avvenente e ingenua neovicina di casa (Monroe).
Il film prende di mira le ossessioni erotiche dell'americano medio, “maschio cacciatore” come gli indiani del prologo, ma inibito e represso: di fronte alle tentazioni, l'Uomo Qualunque del Ventesimo secolo si rifugia nell'immaginazione (da antologia la scena del corteggiamento al ritmo del Concerto n. 2 di Rachmaninov - ironica citazione della colonna sonora di Breve incontro - e la fantasia di baciare la preda “rapidissimo e vorace”) permettendo a Wilder di mettere a nudo l'immaginario collettivo, cinematografico per il protagonista (da Il mostro della laguna nera a Da qui all'eternità, dal melodramma a Lubitsch) e televisivo-consumistico per il figlio (il costume spaziale) e stigmatizzandone con ironia tutti i luoghi comuni. Meraviglioso tramite tra realtà e fantasia è Marylin Monroe, mito allo stato puro che gioca a fare la caricatura del suo personaggio di svampita irresistibile (è qui la celeberrima scena della gonna sollevata dal vento della sotterranea e la battuta sugli “intimi” lasciati in frigorifero per combattere l'afa). Realizzato quando era ancora in vigore il Codice Hays di autocensura, non arriva a rendere esplicito l'adulterio, ma lo assume come oggetto di divieto e di desiderio attraverso spostamenti simbolici (il dito continuamente intrappolato, la pagaia e il pattino del figlio) che offrono spunti per gag irresistibili.