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Struttura dei corsi d’acqua
In passato, numerosi corsi d’acqua sono stati rettificati e canalizzati per favorire l’utilizzo delle superfici a rischio di piena per scopi insediativi e agricoli, per la costruzione di infrastrutture e la produzione di energia idroelettrica. In tal modo non riescono più a svolgere molte delle loro funzioni naturali e gli habitat di flora e fauna acquatici e circostanti si impoveriscono. L’aspetto del paesaggio risulta inoltre più monotono. Gli ostacoli quali chiuse, centrali fluviali, dighe o altre opere trasversali impediscono la migrazione degli organismi acquatici dai tratti a monte a quelli a valle e viceversa, mettendo quindi in pericolo la loro riproduzione come pure la diffusione e la mescolanza delle popolazioni.
Lunghi tratti dei corsi d’acqua svizzeri sono compromessi da arginature e da un’utilizzazione intensiva. Il 24 % della lunghezza complessiva dei corsi d’acqua è costituita da tratti artificiali, fortemente compromessi o in galleria. Inoltre, anche molte sponde lacustri sono arginate. Particolarmente compromessi sono i corsi d’acqua situati a bassa quota e utilizzati in modo intensivo. Al di sotto dei 600 metri d’altitudine, il 46 % dei corsi d’acqua presenta una varietà strutturale insufficiente, contro meno dell’1 % di quelli situati oltre i 2000 metri. Il problema degli ostacoli alla libera circolazione dei pesci riguarda in particolare i corsi d’acqua di medie dimensioni situati tra i 600 e i 1200 metri d’altitudine (cfr. carta).
Al fine di invertire l’evoluzione negativa che persisteva da molto tempo, dagli anni Ottanta sono stati intrapresi sempre più sforzi finalizzati alla rinaturazione dei corsi d’acqua, ad esempio ampliando lo spazio riservato alle acque, rimuovendo arginature o eliminando gli ostacoli che impedivano la libera circolazione dei pesci. Dal 2011 la rivitalizzazione delle acque è disciplinata anche nella legge sulla protezione delle acque. L’obiettivo è rivitalizzare corsi d’acqua per una lunghezza complessiva di 4000 km nei prossimi 80 anni. Per questo, sebbene attualmente si disponga soltanto di un valore iniziale, si prevede un’evoluzione positiva.
I dati sono parzialmente comparabili. Il metodo svizzero si basa su uno schema di classificazione a quattro livelli, mentre in molti Paesi dell’Unione europea i livelli sono cinque e in alcuni, sette. Anche i parametri rilevati, fondamentali per la valutazione, sono leggermente diversi. Dato che in altri Paesi mancano ancora dati pertinenti, un confronto internazionale è al momento difficile: per quanto riguarda la disponibilità di dati ecomorfologici di base la Svizzera è all’avanguardia, mentre nei Paesi limitrofi mancano sovente rilevazioni estese a tutto il territorio nazionale.
Lo stato ecomorfologico dei corsi d’acqua è stato rilevato dai Cantoni (con il sostegno finanziario dell’UFAEG) nell’ambito del cosiddetto sistema modulare graduato «Ecomorfologia livello R» (regione). Per questo motivo, dal 1998 al 2006 sono stati cartografati poco meno di 30 000 km di corsi d’acqua in 24 Cantoni. Al fine di rilevare lo stato ecomorfologico dei corsi d’acqua, sono state registrate le caratteristiche relative al grado di naturalezza, ai tratti in galleria e agli ostacoli.
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