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SION - Compare oggi davanti al Tribunale cantonale vallesano un ex insegnante condannato per atti sessuali con fanciulli. In primo grado, l'uomo aveva ricevuto una pena detentiva di tre anni e quattro mesi, sentenza contro la quale ha fatto ricorso.
Le vittime sono sette, di età compresa fra gli 11 e i 13 anni, e i fatti risalgono al periodo fra agosto 2011 e novembre 2013. Secondo l'atto d'accusa, l'imputato aveva organizzato delle esperienze sul tema del "risveglio dei sensi".
Una di queste consisteva nell'invitare un volontario a fare una doccia o a cambiarsi al buio. L'interessato ha ammesso di aver osservato le ragazzine a loro insaputa, di avere avuto delle erezioni e di essere poi andato a masturbarsi in un locale riservato ai docenti. A suo dire soffriva di voyeurismo ed era stato in cura per guarire da questo disturbo.
Nega invece i fatti più gravi che gli vengono rimproverati, ovvero aver introdotto il proprio pene nella bocca delle vittime che partecipavano individualmente a una degustazione di frutta alla cieca. Le testimonianze delle allieve sono state considerate coerenti e credibili dal Tribunale distrettuale di Sierre (VS), che lo scorso maggio ha condannato l'uomo a 40 mesi senza condizionale per atti sessuali con fanciulli e tentati atti.
Secondo la corte, che ha seguito la procura, la tesi di una presunta cospirazione ai danni dell'insegnante, oggi sulla cinquantina, non regge. Le versioni fornite combaciano, aveva sottolineato il presidente, definendo inverosimile l'ipotesi che gli episodi siano stati inventati.
Al contrario, le dichiarazioni dell'imputato sono state definite contraddittorie e inesatte. Al protagonista della vicenda, il quale ha ritrattato alcune sue affermazioni quando si è reso conto che non erano opportune, è stata anche inflitta un'interdizione di cinque anni di esercitare una professione a contatto con minori.
La difesa ha fatto ricorso, chiedendo il proscioglimento del suo cliente. Il suo legale ha parlato di testimonianze oscure, che non fanno sparire i dubbi su quanto accaduto. L'ex docente, ricoverato in una clinica psichiatrica fino a quando è iniziato il processo in primo grado, è stato poi incarcerato, dato che la corte temeva un rischio di fuga.