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Incarto n. 10.2010.2 Lugano 1 ottobre 2010 /rs In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti segretaria: Chietti Soldati, vicecancelliera sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del 19 aprile 2010 presentata da IS 1 (patrocinata dall' PA 1 ) relativa alla sentenza del 16 giugno 1998 con cui il Tribunal de Grande Instance d'Évreux (Francia) ha pronunciato l'adozione, da parte dell'istante, di TERZ 1, TERZ 2, e TERZ 3,, figli del marito __________, ; esaminati gli atti, posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'istanza di delibazione; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto in fatto: che dal matrimonio tra __________ e __________, cittadini dei Paesi Bassi, sono nati i figli TERZ 1 (il 22 agosto 1962), TERZ 2 (il 20 dicembre 1967) e TERZ 3 (il 15 marzo 1969); che dopo il decesso della moglie, nel 1973, __________ si è risposato il 12 ottobre 1974 con IS 1, anch'essa cittadina olandese; che dalla nuova unione sono nati __________ (il 7 agosto 1975) e __________ (il 21 agosto 1979); che con sentenza del 16 giugno 1998 il Tribunal de Grande Instance d'Évreux (Francia) ha pronunciato l'adozione semplice di TERZ 1, TERZ 2 e TERZ 3 da parte di IS 1; che il 19 aprile 2010 IS 1 ha introdotto un' istanza di delibazione alla Camera civile di appello perché la sentenza di adozione sia riconosciuta e dichiarata esecutiva; che, così invitata dal presidente della Camera, l'istante ha prodotto l'originale di una dichiarazione del 26 dicembre 2009 in cui gli adottati confermano di aderire alla delibazione della sentenza e una lettera 12 giugno 2010 di __________ nel medesimo senso; che nelle circostanze descritte si esime il requisito del contraddittorio, sicché nulla osta all'emanazione del giudizio; e considerando in diritto: che la Camera civile di appello è competente per riconoscere e dichiarare esecutive, secondo le norme della legge sul diritto internazionale privato (art. 29 LDIP), le sentenze civili emanate all'estero (art. 511 cpv. 1 CPC); che la relativa istanza è trattata nelle forme della procedura contenziosa di camera di consiglio (art. 511 cpv. 2 con rinvio agli art. 361 segg. CPC); che le sentenze straniere in materia di adozione sono riconosciute in Svizzera, a norma dell'art. 78 cpv. 1 LDIP, se sono pronunciate nello Stato di domicilio o di origine dell'adottante o dei coniugi adottanti; che sul menzionato art. 78 LDIP prevalgono nondimeno i trattati multilaterali o bilaterali ratificati dalla Svizzera in materia di adozione o di riconoscimento ed esecuzione di decisioni giudiziarie (art. 1 cpv. 2 LDIP); che fra Svizzera e Francia non vigono accordi bilaterali in siffatte materie (cfr. http://www.eda.admin.ch); che la convenzione dell'Aia sulla competenza delle autorità, la legge applicabile e il riconoscimento delle decisioni straniere in materia di adozione, del 15 novembre 1965 (RS 0.211.221.315) è ormai stata denunciata da tutti gli Stati firmatari (http://hcch. e-vision.nl); che la Convenzione europea del 24 aprile 1967 sull'adozione dei minori è stata firmata, ma non ancora ratificata dalla Francia (RS 0.211.221.310); che la Convenzione dell'Aia per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, del 29 maggio 1993 (RS 0.211.221.311: entrata in vigore per la Svizzera il 1° gennaio 2003 e per la Francia il 1° ottobre 1998), si applica solo alle adozioni di minorenni (RtiD II-2005 pag. 694), ciò che non è il caso in concreto; che, di conseguenza, nella fattispecie il riconoscimento della sentenza di adozione di maggiorenni è retto esclusivamente dalla legge svizzera; che a norma dell'art. 25 LDIP una decisione straniera – e per “ decisione straniera ” va inteso anche un atto di volontaria giurisdizio­ne (art. 31 LDIP) – è riconosciuta in Svizzera se emana dal tribu­nale competente (lett. a), se non può più essere impugnata con un rimedio giuridico ordinario o è definitiva (lett. b) e se non sussiste alcun motivo di rifiuto giusta l'art. 27 (lett. c); che nella fattispecie la decisione da delibare è stata pronunciata nello Stato di domicilio dell'adottante, a quel tempo residente in Francia a __________ (doc. A, pag. 1), onde la competenza del tribunale francese a norma dell'art. 78 cpv. 1 LDIP; che il “ carattere definitivo ” richiesto dall'art. 29 cpv. 1 lett. b LDIP riguarda proprio gli atti di giurisdizione non contenziosa (la decisione di adozione è, in Francia, un atto di volontaria giurisdizione: art. 1167 del Codice di procedura civile in: www.legifranche. gouv.fr), i quali possono anche per loro indole non acquisire forza di giudicato ( Dutoit, Droit International privé suisse, Commentaire de la loi fédérale du 18 décembre 1987, 4ª edizione, n. 9 in fine ad art. 25 e n. 4 ad art. 31; v. anche Volken in: Zürcher Kommentar zum IPRG, 2ª edizione, n. 61 ad art. 25 LDIP); che la sentenza in questione può ritenersi definitiva, il cancelliere capo della Corte di appello di Rouen (dipartimento dell'Eure) avendo certificato il 4 agosto 2009 che, fino a quel giorno, nella causa in oggetto non era stato presentato appello (doc. B); che nella fattispecie non si scorgono per altro motivi di rifiuto a norma dell'art. 27 lett. a o b LDIP, non risultando citazioni irregolari né inosservanze del diritto d'essere sentiti o violazioni di principi fondamentali del diritto processuale svizzero; che per quanto riguarda la madre degli adottandi, deceduta nel 1973, il suo diritto di esprimersi (da verificare anche in sede di delibazione: DTF 120 II 89 a metà) non si sarebbe trasmesso ad eventuali eredi nemmeno nel diritto svizzero ( Hegnauer in: Berner Kommentar, 4 ª edizione, n. 4 ad art. 265 c CC); che nella fattispecie non si scorgono dunque motivi di rifiuto per violazione dell'ordine pubblico svizzero (art. 27 LDIP), né dal profilo sostanziale (cpv. 1) né da quello formale (cpv. 2); che, ciò premesso, le adozioni straniere con effetti “essenzial-mente divergenti dal rapporto di filiazione nel senso del diritto svizzero sono riconosciute in Svizzera soltanto con gli effetti conferiti loro nello Stato in cui sono avvenuti” (art. 78 cpv. 2 LDIP); che nel caso specifico l'adozione è esplicitamente designata come semplice ( simple : doc. A, pag. 1), nel senso che – contrariamente a quanto prevede l'adozione piena ( adoption plénière : art. 356 del Codice civile in: http://www.legifranche.gouv.fr) – essa crea un secondo rapporto di filiazione fra l'adottante e gli adottati, lasciando sussistere il rapporto di filiazione originario e i diritti che ne derivano ( art. 364 del Codice civile francese; Bergmann/ Ferid, Interna­tiona­les Ehe- und Kind­schaftsrecht, rubrica “Frank­reich”, pag. 50 in alto ); che in effetti, come conferma la decisione in rassegna (doc. A, pag. 2), l'adozione semplice non conferisce all'adottato e ai suoi discendenti la qualità di erede legittimario rispetto agli ascendenti dell'adottante (art. 368 cpv. 2 del Codice civile francese); che, contrariamente a quanto pretende l'istante, simile forma di adozione differisce sostanzialmente dall'adozione piena in Svizzera, dove è stata abrogata dal 1° aprile 1973 (art. 268 cpv. 1 vCC), per quanto ciò non ne impedisca il riconoscimento (I CCA, sentenze inc. 10.1998.36 del 15 giugno 1999; inc. 10.2006.1 del 3 luglio 2006 e inc. 10.2006.11 del 31 ottobre 2006); che in circostanze siffatte la sentenza francese va riconosciuta nel senso che crea fra gli adottati e l'adottante gli stessi legami di parentela, come gli stessi diritti e doveri che esistono per legge tra un genitore e un figlio, senza tuttavia sopprimere il rapporto di filiazione originale, diritti ereditari compresi; che a tali condizioni l'adozione estera può essere riconosciuta e dichiarata esecutiva in Svizzera; che gli oneri del giudizio odierno vanno a carico dell'istante, non essendovi un convenuto “ soccombente ” a norma dell'art. 148 cpv. 1 CPC; che per quanto riguarda i rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale, “le decisioni sul riconoscimento e l'esecuzione di decisioni” possono formare oggetto di ricorso in materia civile al Tribunale federale (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 1 LTF), nel caso specifico senza riguardo all'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF, il riconoscimento di un'adozione non avendo valore litigioso; vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria, pronuncia: 1. L'istanza è parzialmente accolta, nel senso che la sentenza del 16 giugno 1998 con cui il Tribunal de Grande Instance d'Évreux ha pronunciato l'adozione semplice di TERZ 1, TERZ 2 e TERZ 3 da parte di IS 1 è riconosciuta e dichiarata ese ­cutiva con gli effetti a essa conferiti dal relativo diritto nazionale. 2. Gli oneri processuali, consistenti in: a) tassa di giustizia fr. 300.– b) spese fr. 50.– fr. 350.– sono posti a carico dell'istante. 3. Intimazione all'. Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello Il presidente La segretaria Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Incarto n. 10.2010.2 Incarto n. 10.2010.2

Incarto n. 10.2010.2 Lugano 1 ottobre 2010 /rs Lugano

Lugano 1 ottobre 2010 /rs

1 ottobre 2010 /rs In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello La prima Camera civile del Tribunale d'appello

La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti G. A. Bernasconi, presidente,

G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti

Giani ed Ermotti segretaria: segretaria:

segretaria: Chietti Soldati, vicecancelliera Chietti Soldati, vicecancelliera

Chietti Soldati, vicecancelliera sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del 19 aprile 2010 presentata da

sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del 19 aprile 2010 presentata da IS 1 (patrocinata dall' PA 1 ) IS 1

IS 1 (patrocinata dall' PA 1 )

(patrocinata dall' PA 1 ) relativa alla sentenza del 16 giugno 1998 con cui il Tribunal de Grande Instance

relativa alla sentenza del 16 giugno 1998 con cui il Tribunal de Grande Instance d'Évreux (Francia) ha pronunciato l'adozione, da parte dell'istante, di

d'Évreux (Francia) ha pronunciato l'adozione, da parte dell'istante, di TERZ 1, TERZ 2, e TERZ 3,, TERZ 1,

TERZ 1, TERZ 2, e

TERZ 2, e TERZ 3,,

TERZ 3,, figli del marito __________, ; figli del marito

figli del marito __________, ;

__________, ; esaminati gli atti,

esaminati gli atti, posti i seguenti

posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'istanza di delibazione;

punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'istanza di delibazione; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto

Ritenuto in fatto: che dal matrimonio tra __________ e __________, cittadini dei Paesi Bassi, sono nati i figli TERZ 1 (il 22 agosto 1962), TERZ 2 (il 20 dicembre 1967) e TERZ 3 (il 15 marzo 1969);

in fatto: che dal matrimonio tra __________ e __________, cittadini dei Paesi Bassi, sono nati i figli TERZ 1 (il 22 agosto 1962), TERZ 2 (il 20 dicembre 1967) e TERZ 3 (il 15 marzo 1969); che dal matrimonio tra __________ e __________ che dopo il decesso della moglie, nel 1973, __________ si è risposato il 12 ottobre 1974 con IS 1, anch'essa cittadina olandese;

che dopo il decesso della moglie, nel 1973, __________ si è risposato il 12 ottobre 1974 con IS 1, anch'essa cittadina olandese; che dalla nuova unione sono nati __________ (il 7 agosto 1975) e __________ (il 21 agosto 1979);

che dalla nuova unione sono nati __________ (il 7 agosto 1975) e __________ (il 21 agosto 1979); che con sentenza del 16 giugno 1998 il Tribunal de Grande

che con sentenza del 16 giugno 1998 il Tribunal de Grande Instance d'Évreux (Francia) ha pronunciato l'adozione semplice di TERZ 1, TERZ 2 e TERZ 3 da parte di IS 1;

Instance d'Évreux (Francia) ha pronunciato l'adozione semplice di TERZ 1, TERZ 2 e TERZ 3 da parte di IS 1; che il 19 aprile 2010 IS 1 ha introdotto un'

che il 19 aprile 2010 IS 1 ha introdotto un' istanza di delibazione alla Camera civile di appello perché la sentenza di adozione sia riconosciuta e dichiarata esecutiva;

istanza di delibazione alla Camera civile di appello perché la sentenza di adozione sia riconosciuta e dichiarata esecutiva; che, così invitata dal presidente della Camera, l'istante ha prodotto l'originale di una dichiarazione del 26 dicembre 2009 in cui gli adottati confermano di aderire alla delibazione della sentenza e una lettera 12 giugno 2010 di __________ nel medesimo senso;

che, così invitata dal presidente della Camera, l'istante ha prodotto l'originale di una dichiarazione del 26 dicembre 2009 in cui gli adottati confermano di aderire alla delibazione della sentenza e una lettera 12 giugno 2010 di __________ nel medesimo senso; che nelle circostanze descritte si esime il requisito del contraddittorio, sicché nulla osta all'emanazione del giudizio;

che nelle circostanze descritte si esime il requisito del contraddittorio, sicché nulla osta all'emanazione del giudizio; e considerando

e considerando in diritto: che la Camera civile di appello è competente per riconoscere e dichiarare esecutive, secondo le norme della legge sul diritto internazionale privato (art. 29 LDIP), le sentenze civili emanate all'estero (art. 511 cpv. 1 CPC);

in diritto: che la Camera civile di appello è competente per riconoscere e dichiarare esecutive, secondo le norme della legge sul diritto internazionale privato (art. 29 LDIP), le sentenze civili emanate all'estero (art. 511 cpv. 1 CPC); che la relativa istanza è trattata nelle forme della procedura contenziosa di camera di consiglio (art. 511 cpv. 2 con rinvio agli art. 361 segg. CPC);

che la relativa istanza è trattata nelle forme della procedura contenziosa di camera di consiglio (art. 511 cpv. 2 con rinvio agli art. 361 segg. CPC); che le sentenze straniere in materia di adozione sono riconosciute in Svizzera, a norma dell'art. 78 cpv. 1 LDIP, se sono pronunciate nello Stato di domicilio o di origine dell'adottante o dei coniugi adottanti;

che le sentenze straniere in materia di adozione sono riconosciute in Svizzera, a norma dell'art. 78 cpv. 1 LDIP, se sono pronunciate nello Stato di domicilio o di origine dell'adottante o dei coniugi adottanti; che sul menzionato art. 78 LDIP prevalgono nondimeno i trattati multilaterali o bilaterali ratificati dalla Svizzera in materia di adozione o di riconoscimento ed esecuzione di decisioni giudiziarie (art. 1 cpv. 2 LDIP);

che sul menzionato art. 78 LDIP prevalgono nondimeno i trattati multilaterali o bilaterali ratificati dalla Svizzera in materia di adozione o di riconoscimento ed esecuzione di decisioni giudiziarie (art. 1 cpv. 2 LDIP); che fra Svizzera e Francia non vigono accordi bilaterali in siffatte materie (cfr. http://www.eda.admin.ch);

che fra Svizzera e Francia non vigono accordi bilaterali in siffatte materie (cfr. http://www.eda.admin.ch); che la convenzione dell'Aia sulla competenza delle autorità, la legge applicabile e il riconoscimento delle decisioni straniere in materia di adozione, del 15 novembre 1965 (RS 0.211.221.315) è ormai stata denunciata da tutti gli Stati firmatari (http://hcch. che la convenzione dell'Aia sulla competenza delle autorità, la legge applicabile e il riconoscimento delle decisioni straniere in materia di adozione, del 15 novembre 1965 (RS 0.211.221.315) è ormai stata denunciata da tutti gli Stati firmatari (http://hcch. e-vision.nl);

e-vision.nl); che la Convenzione europea del 24 aprile 1967 sull'adozione dei minori è stata firmata, ma non ancora ratificata dalla Francia (RS 0.211.221.310);

che la Convenzione europea del 24 aprile 1967 sull'adozione dei minori è stata firmata, ma non ancora ratificata dalla Francia (RS 0.211.221.310); che la Convenzione dell'Aia per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, del 29 maggio 1993 (RS 0.211.221.311: entrata in vigore per la Svizzera il 1° gennaio 2003 e per la Francia il 1° ottobre 1998), si applica solo alle adozioni di minorenni (RtiD II-2005 pag. 694), ciò che non è il caso in concreto;

che la Convenzione dell'Aia per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, del 29 maggio 1993 (RS 0.211.221.311: entrata in vigore per la Svizzera il 1° gennaio 2003 e per la Francia il 1° ottobre 1998), si applica solo alle adozioni di minorenni (RtiD II-2005 pag. 694), ciò che non è il caso in concreto; che, di conseguenza, nella fattispecie il riconoscimento della sentenza di adozione di maggiorenni è retto esclusivamente dalla legge svizzera;

che, di conseguenza, nella fattispecie il riconoscimento della sentenza di adozione di maggiorenni è retto esclusivamente dalla legge svizzera; che a norma dell'art. 25 LDIP una decisione straniera – e per “ decisione straniera ” va inteso anche un atto di volontaria giurisdizio­ne (art. 31 LDIP) – è riconosciuta in Svizzera se emana dal tribu­nale competente (lett. a), se non può più essere impugnata con un rimedio giuridico ordinario o è definitiva (lett. b) e se non sussiste alcun motivo di rifiuto giusta l'art. 27 (lett. c);

che a norma dell'art. 25 LDIP una decisione straniera – e per “ decisione straniera ” va inteso anche un atto di volontaria giurisdizio­ne (art. 31 LDIP) – è riconosciuta in Svizzera se emana dal tribu­nale competente (lett. a), se non può più essere impugnata con un rimedio giuridico ordinario o è definitiva (lett. b) e se non sussiste alcun motivo di rifiuto giusta l'art. 27 (lett. c); che nella fattispecie la decisione da delibare è stata pronunciata nello Stato di domicilio dell'adottante, a quel tempo residente in Francia a __________ (doc. A, pag. 1), onde la competenza del tribunale francese a norma dell'art. 78 cpv. 1 LDIP;

che nella fattispecie la decisione da delibare è stata pronunciata nello Stato di domicilio dell'adottante, a quel tempo residente in Francia a __________ (doc. A, pag. 1), onde la competenza del tribunale francese a norma dell'art. 78 cpv. 1 LDIP; che il “ carattere definitivo ” richiesto dall'art. 29 cpv. 1 lett. b LDIP riguarda proprio gli atti di giurisdizione non contenziosa (la decisione di adozione è, in Francia, un atto di volontaria giurisdizione: art. 1167 del Codice di procedura civile in: www.legifranche. gouv.fr), i quali possono anche per loro indole non acquisire forza di giudicato ( Dutoit, Droit International privé suisse, Commentaire de la loi fédérale du 18 décembre 1987, 4ª edizione, n. 9 in fine ad art. 25 e n. 4 ad art. 31; v. anche Volken in: Zürcher Kommentar zum IPRG, 2ª edizione, n. 61 ad art. 25 LDIP);

che il “ carattere definitivo ” richiesto dall'art. 29 cpv. 1 lett. b LDIP Dutoit Volken che la sentenza in questione può ritenersi definitiva, il cancelliere capo della Corte di appello di Rouen (dipartimento dell'Eure)

che la sentenza in questione può ritenersi definitiva, il cancelliere capo della Corte di appello di Rouen (dipartimento dell'Eure) avendo certificato il 4 agosto 2009 che, fino a quel giorno, nella causa in oggetto non era stato presentato appello (doc. B);

avendo certificato il 4 agosto 2009 che, fino a quel giorno, nella causa in oggetto non era stato presentato appello (doc. B); che nella fattispecie non si scorgono per altro motivi di rifiuto a norma dell'art. 27 lett. a o b LDIP, non risultando citazioni irregolari né inosservanze del diritto d'essere sentiti o violazioni di principi fondamentali del diritto processuale svizzero;

che nella fattispecie non si scorgono per altro motivi di rifiuto a norma dell'art. 27 lett. a o b LDIP, non risultando citazioni irregolari né inosservanze del diritto d'essere sentiti o violazioni di principi fondamentali del diritto processuale svizzero; che per quanto riguarda la madre degli adottandi, deceduta nel 1973, il suo diritto di esprimersi (da verificare anche in sede di delibazione: DTF 120 II 89 a metà) non si sarebbe trasmesso ad eventuali eredi nemmeno nel diritto svizzero ( Hegnauer in: Berner Kommentar, 4 ª edizione, n. 4 ad art. 265 c CC);

che per quanto riguarda la madre degli adottandi, deceduta nel 1973, il suo diritto di esprimersi (da verificare anche in sede di delibazione: DTF 120 II 89 a metà) non si sarebbe trasmesso ad eventuali eredi nemmeno nel diritto svizzero ( Hegnauer in: Berner Kommentar, 4 Hegnauer ª edizione, n. 4 ad art. 265 c CC); che nella fattispecie non si scorgono dunque motivi di rifiuto per violazione dell'ordine pubblico svizzero (art. 27 LDIP), né dal profilo sostanziale (cpv. 1) né da quello formale (cpv. 2);

che nella fattispecie non si scorgono dunque motivi di rifiuto per violazione dell'ordine pubblico svizzero (art. 27 LDIP), né dal profilo sostanziale (cpv. 1) né da quello formale (cpv. 2); che, ciò premesso, le adozioni straniere con effetti “essenzial-mente divergenti dal rapporto di filiazione nel senso del diritto svizzero sono riconosciute in Svizzera soltanto con gli effetti conferiti loro nello Stato in cui sono avvenuti” (art. 78 cpv. 2 LDIP);

che, ciò premesso, le adozioni straniere con effetti “essenzial-mente divergenti dal rapporto di filiazione nel senso del diritto svizzero sono riconosciute in Svizzera soltanto con gli effetti conferiti loro nello Stato in cui sono avvenuti” (art. 78 cpv. 2 LDIP); che nel caso specifico l'adozione è esplicitamente designata come semplice ( simple : doc. A, pag. 1), nel senso che – contrariamente a quanto prevede l'adozione piena ( adoption plénière : art. 356 del Codice civile in: http://www.legifranche.gouv.fr) – essa crea un secondo rapporto di filiazione fra l'adottante e gli adottati, lasciando sussistere il rapporto di filiazione originario e i diritti che ne derivano ( art. 364 del Codice civile francese; Bergmann/ Ferid, Interna­tiona­les Ehe- und Kind­schaftsrecht, rubrica “Frank­reich”, pag. 50 in alto );

che nel caso specifico l'adozione è esplicitamente designata come semplice ( simple : doc. A, pag. 1), nel senso che – contrariamente a quanto prevede l'adozione piena ( adoption plénière : art. 356 del Codice civile in: art. 364 del Codice civile francese; Bergmann/ Ferid, Interna­tiona­les Ehe- und Kind­schaftsrecht, rubrica “Frank­reich”, pag. 50 in alto Bergmann/ Ferid che in effetti, come conferma la decisione in rassegna (doc. A, pag. 2), l'adozione semplice non conferisce all'adottato e ai suoi discendenti la qualità di erede legittimario rispetto agli ascendenti dell'adottante (art. 368 cpv. 2 del Codice civile francese);

come conferma la decisione in rassegna (doc. A, pag. 2), l'adozione semplice non conferisce all'adottato e ai suoi discendenti la qualità di erede legittimario rispetto agli ascendenti dell'adottante (art. 368 che, contrariamente a quanto pretende l'istante, simile forma di adozione differisce sostanzialmente dall'adozione piena in Svizzera, dove è stata abrogata dal 1° aprile 1973 (art. 268 cpv. 1 vCC), per quanto ciò non ne impedisca il riconoscimento (I CCA, sentenze inc. 10.1998.36 del 15 giugno 1999; inc. 10.2006.1 del 3 luglio 2006 e inc. 10.2006.11 del 31 ottobre 2006);

che in circostanze siffatte la sentenza francese va riconosciuta nel senso che crea fra gli adottati e l'adottante gli stessi legami di parentela, come gli stessi diritti e doveri che esistono per legge tra un genitore e un figlio, senza tuttavia sopprimere il rapporto di filiazione originale, diritti ereditari compresi;

nel senso che crea fra gli adottati e l'adottante gli stessi legami di parentela, come gli stessi diritti e doveri che esistono per legge tra un genitore e un figlio, senza tuttavia sopprimere il rapporto di filiazione originale, diritti ereditari compresi; che a tali condizioni l'adozione estera può essere riconosciuta e dichiarata esecutiva in Svizzera;

che a tali condizioni l'adozione estera può essere riconosciuta e dichiarata esecutiva in Svizzera; che gli oneri del giudizio odierno vanno a carico dell'istante, non essendovi un convenuto “ soccombente ” a norma dell'art. 148 cpv. 1 CPC;

che gli oneri del giudizio odierno vanno a carico dell'istante, non essendovi un convenuto “ soccombente ” a norma dell'art. 148 cpv. 1 CPC; che per quanto riguarda i rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale, “le decisioni sul riconoscimento e l'esecuzione di decisioni” possono formare oggetto di ricorso in materia civile al Tribunale federale (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 1 LTF), nel caso specifico senza riguardo all'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF, il riconoscimento di un'adozione non avendo valore litigioso;

materia civile al Tribunale federale (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 1 LTF), vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria, pronuncia: 1. L'istanza è parzialmente accolta, nel senso che la sentenza del 16 giugno 1998 con cui il Tribunal de Grande Instance d'Évreux ha pronunciato l'adozione semplice di TERZ 1, TERZ 2 e TERZ 3 da parte di IS 1 è riconosciuta e dichiarata ese ­cutiva con gli effetti a essa conferiti dal relativo diritto nazionale. pronuncia: 1. L'istanza è parzialmente accolta, nel senso che la sentenza del 16 giugno 1998 con cui il Tribunal de Grande Instance d'Évreux ha pronunciato l'adozione semplice di TERZ 1, TERZ 2 e TERZ 3 da parte di IS 1 è riconosciuta e dichiarata ese ­cutiva con gli effetti a essa conferiti dal relativo diritto nazionale. da parte di IS 1 è riconosciuta e dichiarata ese 2. Gli oneri processuali, consistenti in:

2. Gli oneri processuali, consistenti in: a) tassa di giustizia fr. 300.–

a) tassa di giustizia fr. 300.– b) spese fr. 50.–

b) spese fr. 50.– fr. 350.–

fr. 350.– sono posti a carico dell'istante. sono posti a carico dell'istante. 3. 3.

3. Intimazione all'. Intimazione all'.

Intimazione all'. Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.