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13.03.2018
Riammissioni potenzialmente evitabili negli ospedali acuti : risultati disponibili per la prima volta per ogni nosocomio
Nel 2016, 146 ospedali acuti svizzeri, ripartiti in 198 sedi, hanno partecipato alla misurazione dell’ANQ delle riammissioni potenzialmente evitabili, i cui tassi sono stati pubblicati per la prima volta in modo trasparente per ogni nosocomio. Nel confronto diretto tra gli istituti, diciotto ospedali divergono dalla norma. L’analisi più recente rileva una leggera tendenza complessiva al miglioramento sull’arco di più anni.
I tassi vengono calcolati con il metodo SQLape sulla base dei dati dell’anno precedente della statistica medica degli ospedali dell’Ufficio federale di statistica (UST). L’analisi 2016 riguarda dunque i dati UST 2015. Per il confronto diretto tra gli ospedali, è determinante il rapporto tra tassi attesi e tassi osservati, il quale genera un valore superiore o inferiore alla norma. Secondo l’ultima analisi, diciotto istituti dei 146 partecipanti si situano al di sopra di tale norma.
Il rapporto 2016 contiene un’analisi temporale dei dati tra il 2010 e il 2015. Se si confrontano i risultati della prima e dell’ultima analisi, si constata che il valore calcolato sulla scorta del rapporto tra tassi attesi e tassi osservati è calato del 2 per cento per tutti gli ospedali, il che corrisponde a un leggero miglioramento.
Basi di calcolo
Il tasso atteso rappresenta il rischio di riammissione e dipende dall’età, dal sesso, dalla degenza precedente, dalle diagnosi e da eventuali interventi chirurgici. Nel 2016, i tassi attesi negli ospedali acuti svizzeri si muovevano tra l’1 e l’11 per cento. Il tasso osservato, che comprende le riammissioni nello stesso e in altri ospedali, nel 2016 si situava tra lo 0 e il 9 per cento. In considerazione delle differenti popolazioni di pazienti, dimensioni e specializzazioni degli ospedali partecipanti, tuttavia, né i tassi attesi né quelli osservati possono essere utilizzati per un confronto diretto.
Individuare potenziale di miglioramento
Una riammissione è potenzialmente evitabile se non era prevedibile in occasione della dimissione precedente, si verifica entro trenta giorni dopo l’uscita ed è causata da almeno una malattia nota al momento della dimissione. Un nuovo ricovero evitabile grava sulle persone colpite e genera costi inutili, ragione per la quale è importante per gli ospedali rilevare il proprio tasso di riammissioni evitabili. Esso consente infatti di individuare potenziale di miglioramento e induce gli istituti, con l’ausilio di strumenti supplementari, ad analizzare ogni singola riammissione al fine di verificare se fosse evitabile.
I motivi di una riammissione non pianificata sono molteplici, alcuni influenzabili da parte dei nosocomi, altri no. Tra i fattori influenzabili, vanno per esempio menzionati il momento e la preparazione della dimissione, le informazioni al paziente e la collaborazione interprofessionale, tra quelli non influenzabili l’assistenza successiva esterna e l’autoresponsabilità del paziente.
Nessun onere supplementare per gli ospedali
L’obiettivo di questa misurazione dell’ANQ è innanzitutto di fornire agli ospedali indicazioni sulla qualità della preparazione della dimissione. Non è invece possibile trarre conclusioni sulla qualità delle cure prestate. Un vantaggio di questo metodo è il fatto di non comportare un onere supplementare per il rilevamento dei dati, in quanto si utilizzano quelli di routine della statistica UST. Uno svantaggio è invece che i dati UST convalidati sono disponibili solo quindici mesi dopo la fine di un anno, il che obbliga a posticipare la pubblicazione dei risultati.
Analisi pluriennale dal 2010
I tassi di riammissione vengono calcolati da cinque anni con il metodo SQLape. In questo periodo, la qualità dei dati è cresciuta progressivamente e l’algoritmo è stato affinato. Queste ottimizzazioni ci permettono di pubblicare i valori per la prima volta in modo trasparente, ossia per ogni ospedale.