Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/176190

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Protocollo di Istanbul (titolo completo: "Manuale per un'efficace indagine e documentazione di tortura o altro trattamento o pena crudele, disumano o degradante") è l'opera standard delle Nazioni Unite per formare i periti che valutano le accuse di tortura o maltrattamenti, per indagare e documentare casi di presunte torture, e per comunicare i risultati alla giustizia e ad altre autorità inquirenti.</p><p>Il 4 dicembre 2000 l'Assemblea generale dell'ONU ha raccomandato, in una risoluzione, di osservare i principi del Protocollo di Istanbul quale strumento determinante nella lotta contro la tortura. Il 20 aprile 2000 la Commissione per i diritti umani dell'ONU ha esortato al rispetto di tali principi. Questa raccomandazione è stata ribadita il 23 aprile 2003.</p><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Riconosce il valore probatorio delle perizie stilate in applicazione del Protocollo di Istanbul?</p><p>2. Presso le autorità federali, in particolare la Segreteria di Stato della migrazione e l'Ufficio federale di giustizia, esistono istruzioni che confermano il valore probatorio delle perizie stilate conformemente al Protocollo di Istanbul?</p><p>3. In caso affermativo, qual è il tenore di tali istruzioni?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a istruire le sue autorità a richiedere una perizia stilata in applicazione del Protocollo di Istanbul in caso di accuse controverse di tortura?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Protocollo di Istanbul contiene standard di portata generale per esaminare e documentare la tortura e altre violazioni dei diritti umani. La considerazione di questi standard mira a contribuire a potenziare la lotta contro la tortura e a identificare potenziali autori e vittime. Il Consiglio federale apprezza gli sforzi profusi in tal senso.</p><p>Gli standard del Protocollo di Istanbul sono stati elaborati nel corso di tre anni da diversi esperti (tra cui medici legali, medici, avvocati) e adottati dall'Assemblea generale dell'ONU. L'UE e la Commissione africana sui diritti dell'uomo e dei popoli hanno riconosciuto il Protocollo quale strumento adeguato per accertare e documentare le accuse di tortura. Alle perizie stilate in applicazione degli standard del Protocollo di Istanbul può dunque essere attestato un elevato valore scientifico.</p><p>L'articolo 12 della legge federale sulla procedura amministrativa (PA; RS 172.021) prevede che l'autorità accerti d'ufficio i fatti. A tal fine può ricorrere anche a perizie (art. 12 lett. e PA). In caso di accuse controverse di tortura le autorità competenti possono dunque ricorrere a una corrispondente perizia stilata in applicazione degli standard del Protocollo di Istanbul.</p><p>Attualmente non esistono istruzioni che si riferiscono concretamente al valore probatorio delle perizie stilate in applicazione del Protocollo di Istanbul. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e i giudici prendono in considerazione le perizie rilevanti per la procedura d'asilo. Se dagli atti emergono sufficienti indizi di reato, la collaborazione tra la SEM e altri partner (Ministero pubblico della Confederazione, Servizio delle attività informative della Confederazione, Ufficio federale di polizia, Ufficio federale di giustizia) è garantita.</p><p>Esiste un gruppo di lavoro composto da rappresentanti della SEM, dell'Ufficio federale della sanità pubblica e della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali, che si occupa del Protocollo di Istanbul.</p>  Risposta del Consiglio federale.