Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01021.jsonl.gz/1124

Il regista si è spento all’età di 89 anni. Ha collaborato con Jack Nicholson in vari film e show televisivi di successo.
Coppola lo definiva «uno dei più importanti artisti cinematografici della sua epoca».
LOS ANGELES - All’età di 89 anni si è spento sabato 23 luglio il regista americano Bob Rafelson, nella sua abitazione a Aspen nel Colorado. Co-creator dei "The Monkees", Rafelson era una figura molto influente nell’era della rinascita di Hollywood negli anni 70'. Un personaggio anticonformista, Rafelson ha costruito la sua carriera con Jack Nicholson, con cui ha collaborato in vari film.
La carriera - Rafelson è ricordato per aver partecipato, in collaborazione a Bert Schneider, alla creazione del gruppo di musica pop "The Monkees" e alla successiva serie televisiva della band. La serie ha avuto un grande successo, vincendo il premio Emmy nel 1967, il più ambito premio televisivo negli Stati Uniti d'America.
Il contributo più importante della sua carriera però è senza dubbio il lavoro che ha svolto a Hollywood. Rafelson era in prima linea tra i giovani registi che si sono lanciati in un movimento di rinnovazione della produzione cinematografica negli anni 70'. L’era della New Hollywood, un periodo che ha prodotto talenti come Martin Scorsese, Brian De Palma, Francis Ford Coppola e Steven Spielberg.
Rafelson ha diretto e co-scritto "Five Easy Pieces", un film che racconta la storia di un pianista proveniente da una ricca famiglia che vuole sperimentare il lavoro in un giacimento di petrolio. Oppure, "The King of Marvin Gardens", su un conduttore di talk show radiofonico depresso. Entrambi i film sono stati interpretati da Jack Nicholson ed hanno trattato il tema dell’illusione del sogno americano. "Five Easy Pieces" ha ottenuto a Rafelson due nomination all'Oscar nel 1971, per il miglior film e sceneggiatura.
Insieme a Bert Schneider, Rafelson ha anche prodotto grandi classici della New Hollywood, tra cui "The Last Picture Show" di Peter Bogdanovich e "Easy Rider" di Dennis Hopper. Secondo Coppola, con cui ha collaborato in vari film, Rafelson è stato «uno dei più importanti artisti cinematografici della sua epoca».
La vita - Rafelson è nato a New York City il 21 febbraio del 1933. Ha studiato filosofia al Dartmouth College, a Hanover, nella contea di Grafton. Mentre prestava servizio nell'esercito americano in Giappone, ha sviluppato un interesse per il cinema giapponese e i film di Yasujirō Ozu.
Dopo il college, Rafelson ha sposato la fidanzata del liceo Toby Carr. Ha iniziato nel mondo dello spettacolo in televisione, scrivendo per programmi come "The Witness" e "The Greatest Show on Earth".
"The Monkees" è stato il suo primo grande successo. La serie è durata due anni e ha permesso a Rafelson di mostrare le sue doti in cabina di regia. "Mountains of the Moon" è stato invece l’orgoglio più grande per Rafelson. Il film, girato nel 1990, racconta la storia di due esploratori britannici alla ricerca delle sorgenti del Nilo. Un'avventura caratterizzata da vari imprevisti, incontri con indigeni e incidenti, prima della grande scoperta. Rafelson ha lasciato Hollywood ormai da tempo, per dedicare più tempo alla sua famiglia e alla crescita dei due figli nella sua villa a Aspen, nel Colorado.
Dopo quattordici anni di Governo, il consigliere federale lascerà la carica a fine anno. «È il momento giusto».
«Ho preso questa decisione nell'estate di un anno fa», ha precisato durante la conferenza stampa indetta per annunciare l'addio.
Secondo migliaia d'intercettazioni svelate dal New York Times il morale delle truppe di Mosca è sotto i tacchi.
C'è chi accusa Putin di essere «uno stupido», c'è chi ammette le stragi rivelando di aver visto «un mare di cadaveri in abiti civili». Infine c'è anche chi demolisce la retorica dell'Ucraina nazista: «È gente come noi. Non abbiamo visto un solo fascista».
Dopo le disavventure della gestione precedente, arriva chi vuole rilevare il centro fitness di Vezia.
Ma per la riapertura ci è voluto un certo impegno. «Abbiamo dovuto sistemare, molte cose non erano più a norma», così Guido Spinelli, amministratore di PharmaTicino SA.
Il potenziale di risparmio di energia elettrica della metà delle abitazioni in Svizzera ammonta a più del 50 per cento
Una quantità incredibile di energia viene sprecata da consumi nascosti. Quali sono quindi i metodi più efficaci per risparmiare elettricità?