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CHIASSO - Hanno commesso degli errori e non hanno detto la verità, ma il reato di favoreggiamento che è stato loro imputato implica delle condizioni ben precise che in questo caso non sono state adempiute. Si è espresso così il giudice Siro Quadri ieri nel prosciogliere l'uomo e la donna comparsi in Pretura penale perché accusati di aver rallentato le indagini in un caso di omicidio. I retroscena del processo, come ha detto lo stesso giudice, rappresentano uno dei fatti più cruenti della cronaca ticinese degli ultimi anni: si tratta infatti dei genitori di uno dei tre coinvolti nella sparatoria avvenuta nell'ottobre del 2015 in via Odescalchi, nella quale un 35.enne portoghese perse la vita. La donna aveva sostenuto che le armi, prevalentemente coltelli, trovate nella propria abitazione le appartenessero, mentre in realtà erano di proprietà del figlio. L'uomo aveva invece negato di aver incontrato il giovane nei giorni seguenti l'omicidio pur avendolo visto in tre occasioni.
Via Odescalchi: prosciolti i genitori dell'omicida
La coppia era accusata di favoreggiamento ma, per il giudice, le bugie erano troppo lievi per poter ostacolare le indagini
10 agosto 2018 06:00