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Stando a un sondaggio pubblicato domenica dalMatin Dimanche e dal SonntagsBlick, il 53% degli Svizzeri comprende la reazione militare israeliana a Gaza dopo che Hamas ha rotto la tregua sparando missili sul territorio dello Stato ebraico.
Il 47% - indicano i risultati dell'inchiesta dell'istituto Isopublic svolto in Svizzera francese e tedesca su un campione di 503 persone il 7 e 8 gennaio - vedrebbe di buon occhio un coinvolgimento della Svizzera quale mediatrice tra le parti in conflitto.
Dall'inchiesta - i cui risultati hanno un margine di errore del +/- 4,5% - risulta che il 39% degli interrogati non condivide l'idea della rappresaglia israeliana e l'8% si è detto indeciso.
Alla domanda su un eventuale ruolo di mediatore della Confederazione tra le parti in guerra, il 47% ha risposto di essere favorevole, il 36% contrario, mentre il 6% si è detto indeciso.
La ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, intervistata dal «SonntagsBlick», ha dichiarato che i risultati del sondaggio confermano che gli Svizzeri sostengono la politica estera del governo e la chiara posizione nel conflitto assunta da Berna. «La politica di neutralità attiva è sostenuta dalla maggioranza della popolazione», ha chiosato la ministra degli esteri.
Nell'intervista, Calmy-Rey ha anche parlato della situazione umanitaria a Gaza, definendola «catastrofica». La responsabile della diplomazia elvetica ha ricordato che la Svizzera invierà una missione urgente a Gaza.
La delegazione - aveva annunciato venerdì il Dipartimento federale degli affari esteri - sarà composta di esperti nei settori della medicina, dell'acqua potabile e della logistica. Se l'Onu dovesse pianificare un'eventuale missione di pace, la Svizzera esaminerà un'eventuale partecipazione.