Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/190921

<h2>SubmittedText<h2><p>Nei prossimi decenni, in Svizzera dovranno essere rinnovate numerose concessioni nell'ambito della produzione di energia idroelettrica.</p><p>Un'analisi dell'Associazione svizzera di economia delle acque (ASEA) ha rilevato le perdite di produzione che risultano nel settore dell'energia idroelettrica a seconda dell'interpretazione delle esigenze ecologiche. I risultati mostrano che già lo scenario con le perdite più basse fino al 2050 comporta perdite di 2280 gigawattore all'anno, ovvero il doppio di quanto indicato nello scenario su cui si basa la Strategia energetica 2050. Poiché quest'ultima si prefigge non soltanto di compensare le perdite, ma anche di aumentare la produzione di energia idroelettrica, per poter realizzare fino al 2050 gli obiettivi fissati sarebbe necessario un aumento della produzione di energia idroelettrica pari ad almeno 4580 gigawattore all'anno, il che non è realistico. </p><p>Le perdite di produzione potranno essere compensate soltanto con lo sviluppo di nuove capacità di produzione. Al riguardo, non è per nulla chiaro se a seguito di un simile sviluppo delle capacità diminuiranno le ripercussioni ambientali nel bilancio globale. Ecco perché è importante accordare particolare attenzione alla produzione idroelettrica esistente e ridurre per quanto possibile le perdite di produzione. Alla luce di quanto precede, si invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Collegio come interpreta l'attuazione temperata della legge federale sulla protezione delle acque (LPac), che è alla base della Strategia energetica 2050 e che si riflette anche nel nuovo "interesse nazionale" all'impiego dell'energia idroelettrica (art. 12 LEne)?</p><p>2. Per quale motivo la stessa Confederazione prende le distanze da questo principio, sostenendo un'interpretazione restrittiva delle esigenze (ad es. risanamenti supplementari dei deflussi residuali secondo l'art. 80 cpv. 2 LPac nel Canton Ticino, che da soli comportano perdite pari a circa 150 gigawattore all'anno e l'assunzione di due terzi dei costi pari a circa 100 millioni di franchi)?</p><p>3. Come è possibile che la Confederazione pubblichi rapporti di esperti non imparziali, senza averli sottoposti a una procedura di consultazione, e che gli stessi vengano diffusi in modo attivo (ad es. il rapporto sulle profondità minime d'acqua per le trote di ruscello e di lago, disponibile in tedesco) e che, dunque, in contraddizione con la necessaria moderazione, renda più restrittivo lo standard ecologico? </p><p>4. Attraverso quali misure il Consiglio federale intende arginare le future perdite di produzione che risulteranno nel settore dell'energia idroelettrica a seguito dei risanamenti ecologici (deflussi residuali, libera circolazione dei pesci, bilancio in materiale detritico, portate di piena e portate ridotte)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La maggioranza degli impianti idroelettrici oggi esistenti è stata costruita quando ancora non esisteva alcuna regolamentazione sui deflussi residuali. Questo sfruttamento intensivo delle acque a favore della produzione energetica ha portato all'estrema riduzione o alla completa sparizione del deflusso nei corsi d'acqua interessati distruggendo così l'ambiente vitale degli organismi acquatici che vi vivevano. </p><p>La Costituzione federale dal 1975 prescrive deflussi residuali adeguati per le nostre acque. Su pressione dell'iniziativa popolare "per la salvaguardia delle nostre acque" risalente al 1984, la Confederazione nel 1991 ha svolto questo mandato costituzionale attuando la revisione totale della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20). Le disposizioni sui deflussi residuali sono un compromesso tra lo sfruttamento dell'energia idroelettrica (che consente di sfruttare l'88-94 per cento della portata) e gli interessi dell'ambiente (che destina il 6-12 per cento dei deflussi alla natura). Questo compromesso è stato confermato nel quadro del controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Acqua viva" del 2009.</p><p>1. Nel quadro dell'elaborazione della Strategia energetica 2050 per determinare i valori indicativi riferiti all'aumento della produzione di energia idroelettrica sono state considerate le disposizioni della legge sulla protezione delle acque. In base all'esecuzione della LPAc dal 1991 gli effetti degli investimenti a favore delle acque secondo la LPAc sono stati quantificati in un'equivalenza energetica pari a 1400 gigawattore per il periodo compreso tra il 2012 e il 2050. Finora è stata riscontrata una moderata attuazione della LPAc da parte dei Cantoni così come un raro incremento dei deflussi minimi (art. 31 LPAc) nel quadro della ponderazione degli interessi (art. 33 LPAc). Gli interessi di natura economica ed energetica sono stati in parte considerati più rilevanti rispetto a quelli ecologici. La minore produzione si attesta pertanto mediamente sul 6 per cento, collocandosi così al livello più basso delle stime fatte in occasione della revisione della LPAc nel 1991.La Confederazione non dispone dei dati rilevati dall'indagine condotta dall'Associazione svizzera di economia delle acque (ASEA) e non ha quindi potuto verificarli. Nel quadro dell'aggiornamento delle prospettive energetiche da parte dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) verranno esaminati anche gli effetti della legge sulla protezione delle acque.Secondo l'articolo 12 della legge federale sull'energia (LEne; RS 730.0), l'impiego delle energie rinnovabili e l'incremento della loro produzione costituiscono un interesse nazionale. Pertanto, nel quadro della ponderazione degli interessi (art. 33 LPAc) per la determinazione dei deflussi residuali, oltre agli interessi di natura ecologica, si può tenere conto anche dell'interesse nazionale concernente l'impiego delle energie rinnovabili. </p><p>2. Nella domanda si fa riferimento alle golene di importanza nazionale. La salvaguardia di questi biotopi ormai rari è importante per la conservazione della biodiversità in Svizzera. Per questo motivo la legge attribuisce loro una grande importanza. L'articolo 80 capoverso 2 LPAc esige misure di risanamento supplementari per i corsi d'acqua che attraversano paesaggi o biotopi inclusi in un inventario nazionale. Il principio di proporzionalità trova applicazione.</p><p>3. Di regola, i rapporti degli esperti vengono stilati da incaricati esterni su mandato di un ufficio federale, con lo scopo di chiarire la situazione e illustrare aspetti tecnici; non hanno tuttavia carattere legale né fungono da aiuto all'esecuzione. </p><p>4. Il risanamento ecologico dell'energia idroelettrica per quanto concerne la libera circolazione dei pesci, il bilancio in materiale detritico e i deflussi discontinui è regolamentato in modo da essere in sintonia con una produzione elettrica sostenibile. La determinazione di misure concrete si basa su una ponderazione degli interessi che tiene conto degli interessi ecologici ma considera al contempo anche altri fattori, tra cui la protezione contro le piene e gli obiettivi di politica energetica per la promozione delle energie rinnovabili. L'esecuzione delle disposizioni e quindi l'espletamento della ponderazione degli interessi sono di competenza dei Cantoni, tranne nel caso degli impianti idroelettrici di confine. Per quanto concerne i deflussi residuali menzionati, si rimanda a quanto esposto sopra (introduzione e risposta alla domanda n. 1).</p>  Risposta del Consiglio federale.