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BERNA - La Posta ha ottenuto buoni risultati per quanto riguarda la parità salariale fra uomini e donne. In otto società del gruppo le differenze non giustificate sono minime, mentre per la nona sono previste misure correttive. È quanto annuncia oggi il Gigante giallo presentando i risultati della valutazione 2021.
L'analisi della parità salariale è stata realizzata da un'azienda certificata sulle nove società del gruppo con più di cento dipendenti. Per il 2021 sono state applicate per la prima volta le nuove direttive contenute nella revisione della Legge federale sulla parità dei sessi, precisa un comunicato odierno.
In otto società le differenze di salario non giustificabili si situano sotto la soglia di tolleranza del 5% definita dalla Confederazione. A Posta Immobili Management e Servizi SA (IMS) invece il divario salariale è dell'8,9%: l'azienda prevede quindi di adottare misure correttive dopo aver analizzato nel dettaglio la valutazione.
Nonostante il risultato complessivo positivo, la Posta non è soddisfatta e desidera migliorare ulteriormente la parità salariale, prosegue la nota. Nel nuovo contratto collettivo di lavoro, ha definito in modo ancora più preciso il tema della parità di trattamento per sottolineare la sua ferma «volontà di pagare lo stesso salario per mansioni equivalenti». L'azienda assicura che l'impegno in questo ambito inizia già dal processo di reclutamento. A dicembre la Posta ha pure avviato un progetto pilota nella Svizzera orientale che prevede di indicare espressamente la fascia salariale nelle offerte d'impiego.
La Posta - si legge ancora nel comunicato - da oltre dodici anni si impegna in questo ambito e nel 2019 ha sottoscritto la "Carta per la parità salariale nel settore pubblico". Per monitorare costantemente la situazione e correggere eventuali divari, ogni anno effettua un'analisi degli stipendi.
Da luglio del 2021, tutte le aziende svizzere con più di cento dipendenti sono obbligate a effettuare un'analisi della parità salariale.