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BRASILIA - A più di un mese dall'incendio del centro di allenamento del club calcistico brasiliano Flamengo a Rio de Janeiro, che ha causato 10 vittime, sono emerse importanti informazioni per il progresso delle indagini. Secondo le deposizioni raccolte dalla polizia e ottenute dalla rete brasiliana Globo, un condizionatore d'aria dell'alloggio dove dormivano i ragazzi al momento dell'incendio, era andato in cortocircuito e aveva preso fuoco due giorni prima della tragedia.
Tra funzionari, fornitori di servizi e sopravvissuti, 45 persone sono già state ascoltate dalle autorità nel tentativo di comprendere le cause dell'incidente. Uno di questi è Adalberto Lourenco, che lavora nel centro di allenamento e che ha raccontato di aver sentito gridare che un condizionatore della struttura era andato a fuoco. Lourenco si è quindi recato sul posto, ha spento l'interruttore generale e ha identificato l'apparecchio bruciato.
La manutenzione dei condizionatori era sotto la responsabilità di una società che opera all'interno della sede del club nella zona sud di Rio de Janeiro. Il proprietario della società è Edson Colman, che fornisce servizi per il Flamengo da 28 anni. Colman ha raccontato di aver riparato lui stesso con l'apparecchio che aveva preso fuoco due giorni prima della tragedia. Il condizionatore riparato, secondo quanto emerso finora, non sarebbe lo stesso dispositivo che ha causato l'incendio di due giorni dopo.
Secondo la perizia sul caso, l'incendio è partito da un condizionatore della stanza 6 del centro di allenamento, da dove tutti i ragazzi sono riusciti a fuggire. In seguito, un cortocircuito nella stanza numero 4 avrebbe generato un secondo incendio, e i cinque ragazzi presenti in quella stanza sono morti. L'incendio si è quindi diffuso al resto della struttura, causando altri cinque morti.