Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/92598

<h2>SubmittedText<h2><p>La SSR, le FFS, le imprese di trasporto pubblico e la Posta hanno rinunciato agli aumenti di prezzo che avevano previsto, ma torneranno probabilmente alla carica nel 2010 o nel 2011. Inoltre potrebbe aggiungersi qualche cambiamento dal punto di vista fiscale.</p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale:</p><p>1. Come analizza la situazione?</p><p>2. Non ritiene che le famiglie rischino di crollare sotto il peso del rincaro al termine della recessione e che tale situazione rischi di far precipitare il potere d'acquisto e di frenare la ripresa economica?</p><p>3. Quali misure intende adottare, di comune accordo con le imprese interessate, per risolvere questa contraddizione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Spetta al Consiglio federale fissare i canoni radiotelevisivi. La SSR può far valere nuovi bisogni finanziari al massimo ogni quattro anni, fatte salve le circostanze eccezionali (art. 29 cpv. 3 della concessione SSR). Il Consiglio federale verificherà la necessità di un adeguamento del canone verosimilmente nel 2011.</p><p>Secondo l'articolo 9 della legge federale sul trasporto pubblico (RS 742.40), la definizione dei prezzi dei mezzi pubblici spetta alle imprese di trasporto.</p><p>Le tariffe postali sono fissate dalla Posta svizzera secondo principi economici. Il Sorvegliante dei prezzi può tuttavia verificare abusi in materia di prezzi. Nell'ambito del monopolio, le tariffe sono approvate dal DATEC.</p><p>1. I canoni di ricezione sono destinati soprattutto al finanziamento del mandato di prestazioni della SSR e, anche se in misura minore, alle emittenti private. Essi finanziano inoltre l'incasso degli stessi canoni, il controllo dell'obbligo di pagare il canone e dell'obbligo di annuncio, la ricerca sull'utenza e l'introduzione di nuove tecnologie. Nella crisi finaziaria attuale, la SSR registra una perdita delle entrate provenienti dalla pubblicità.</p><p>I mezzi pubblici vengono finanziati dalla Confederazione, dai cantoni e dagli utenti tramite l'acquisto di biglietti e abbonamenti. A causa della domanda in forte crescita nel settore del traffico viaggiatori, le imprese di trasporto devono dotarsi di parecchio nuovo materiale rotabile e sostituire quello esistente, il che porta anche a miglioramenti qualitativi (climatizzazione, informazione per i viaggiatori ecc.). Poiché questi miglioramenti dell'offerta e della qualità vanno a favore degli utenti, è sembrato opportuno far partecipare la clientela al finanziamento con un moderato aumento delle tariffe. Nei prossimi anni, inoltre, molte imprese ferroviarie dovranno impiegare mezzi consistenti per il risanamento delle casse pensioni. Infine, la Confederazione e molti cantoni non sarebbero in grado, quali committenti di prestazioni nel traffico viaggiatori regionale, di coprire da soli i costi supplementari dovuti ai miglioramenti dell'offerta.</p><p>Il Consiglio federale approva tuttavia la disponibilità delle imprese di trasporto di rinviare l'aumento delle tariffe annunciato già da tempo. Aumentare le tariffe in un periodo di recessione non è né nell'interesse del Consiglio federale né delle imprese di trasporto.</p><p>Per quanto riguarda le tariffe postali, la Posta svizzera ha deciso, tra l'altro, di diminuire i prezzi delle lettere grandi per Posta A (da fr. 2.20 a 2 franchi); dal 1° luglio 2009 la Posta si assume inoltre per tutte le lettere i costi dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) connessi all'abbassamento del limite di monopolio a 50 grammi. I costi previsti per la riduzione dei prezzi delle lettere sono stimati a circa 65 milioni di franchi, il pagamento dell'IVA da parte della Posta a circa 110 milioni di franchi.</p><p>Per quanto riguarda i pacchi, la Posta aveva l'intenzione di procedere per la prima volta in sei anni a un adattamento dei prezzi a partire dal 1° aprile 2009, con un aumento per i pacchi fino a 5 chilogrammi e una diminuzione per quelli tra 5 e 30 chilogrammi. Per i pacchi con peso non superiore a 5 chilogrammi non era previsto alcun aumento nel caso in cui l'affrancatura fosse effettuata tramite il servizio Internet WebStamp, prima della consegna allo sportello. La Posta motiva questi adeguamenti con l'aumento dei costi cui deve far fronte. In accordo con il Sorvegliante dei prezzi, e considerando la situazione economica attuale, l'introduzione di questa misura è stata tuttavia rinviata di un anno.</p><p>2. Per fissare l'importo del canone, il Consiglio federale considera anche le possibilità degli utenti; nella sua decisione tiene conto delle raccomandazioni del Sorvegliante dei prezzi (art. 70 cpv. 3 della legge federale sulla radiotelevisione; RS 784.40). Al momento non è ancora possibile definire con precisione quando inizierà la ripresa economica. Il Consiglio federale parte dal principio che l'annunciato aumento delle tariffe per i mezzi di trasporto pubblici avverrà durante la ripresa economica, così da gravare in modo moderato sulle economie domestiche. Il Sorvegliante dei prezzi ha la possibilità di evitare abusi in materia di aumento di prezzi emanando una decisione.</p><p>Complessivamente, le riduzioni dei prezzi della Posta a partire dal 1° luglio 2009 (di circa 175 milioni di franchi) sono coerenti e compensano ampiamente gli aumenti previsti a partire dal 1° aprile 2010.</p><p>3. Per quanto riguarda la SSR, il Consiglio federale esaminerà altre possibilità di finanziamento, ad esempio misure meno restrittive per la pubblicità. Inoltre, il collegio parte dal presupposto che la SSR adotterà misure di risparmio.</p><p>Per le tariffe dei mezzi pubblici, il Consiglio federale non prevede misure particolari. Spetta infatti alle imprese di trasporto stabilire i prezzi. Esse dovranno considerare se un eventuale aumento delle tariffe non pregiudichi troppo la domanda, causando entrate minori. Anche in questo caso il Sorvegliante dei prezzi ha la possibilità di evitare abusi.</p><p>Considerato il fatto che gli aumenti previsti sono stati rinviati, non si ritiene per ora necessario adottare misure per quanto concerne le tariffe postali.</p>  Risposta del Consiglio federale.