Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01094.jsonl.gz/1135

Risoluzione contro una privatizzazione di Swisscom
Conferenza aziendale Swisscom Group del sindacato syndicom
A inizio dicembre 2015 l’OCSE nel suo rapporto sugli Stati ha espresso qualche raccomandazione riguardo alla politica economica della Svizzera. Una era che la Confederazione nell’ambito delle telecomunicazioni cedesse la sua partecipazione di maggioranza in Swisscom. Questo argomentando che così si aumenterebbe la produttività e si intensificherebbe la concorrenza. Il SECO ha reagito positivamente a questa raccomandazione OCSE e sta valutando una possibile privatizzazione di Swisscom. E già emergono voci dalle cerchie del PLR e dell’UDC che dicono di voler far avanzare politicamente la privatizzazione di Swisscom. La conferenza aziendale Swisscom Group prende atto con grande sconcerto delle raccomandazioni dell’OCSE, delle intenzioni del SECO nonché di queste annunciazioni politiche. La conferenza aziendale Swisscom Group è fermamente contraria a qualunque privatizzazione di Swisscom. Swisscom è una delle aziende di telecomunicazioni di maggior successo a livello mondiale. La maggioranza azionaria dello Stato fin’ora non si è mai ripercossa negativamente sulla strategia e e sulla redditività di Swisscom. Anzi: attraverso l’espletamento del suo mandato di servizio pubblico, la Swisscom ricopre un ruolo centrale nell’allestimento di un’infrastruttura in fibra ottica supermoderna e molto efficiente. Queste reti di banda larga consentono all’economia nazionale svizzera di rimanere concorrenziale sul mercato internazionale. Inoltre Swisscom è un’azienda altamente redditizia che ogni anno distribuisce cospicui dividendi. Lo sviluppo positivo di Swisscom a partire dalla sua fondazione a inizio del nuovo millennio è stato reso possibile soltanto grazie all’azionista di maggioranza stabile e duraturo quale lo Stato. La Confederazione offre a Swisscom la possibilità di investire in maniera continuativa e durevole in nuove tecnologie e nell’ampliamento dell’infrastruttura. Come risultato di una strategia finanziaria equilibrata tra rendita e investimenti lo Stato riceve ogni anno oltre mezzo miliardo di franchi svizzeri. Dalla fondazione di Swisscom, lo Stato ha incassato complessivamente 19 miliardi di franchi tra dividendi e azioni vendute. Una privatizzazione porterebbe all’esborso dei futuri utili a investitori privati, il che comprometterebbe gli investimenti.
Nel caso il Consiglio federale e il Parlamento decidessero a favore di una privatizzazione di Swisscom, il sindacato syndicom adirebbe immediatamente il referendum.
La conferenza aziendale Swisscom Group è convinta che la maggioranza degli aventi diritto di voto in Svizzera mai approverebbe una privatizzazione di Swisscom.