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L'ex presidente della direzione di SAirGroup Philippe Bruggisser ha respinto le accuse mosse contro di lui ed ha definito le conclusioni del procuratore una "scemenza".
Contrariamente a Bruggisser, l'ex responsabile delle finanze del gruppo Georges Schorderet ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.
Nell'ottavo giorno del processo in corso a Bülach (canton Zurigo) contro i vertici di Swissair si è presentato per la prima volta alla sbarra Philippe Bruggisser, il manager che più di tutti ha perseguito la strategia "hunter" volta a creare un polo di piccole compagnie intorno all'aviolinea elvetica.
Così come mercoledì Mario Corti, anche Philippe Bruggisser ha attaccato l'accusa e il rapporto di esperti.
Accuse...all'accusa
Dopo aver cominciato la sua deposizione in tono dimesso, l'ex presidente della direzione di SAirGroup (dal 1997 al 2001) ha mostrato i denti quando si è entrati nel vivo delle imputazioni.
Interrogato sulla fusione fra le due filiali Roscor e SAirLines, un'operazione che secondo l'accusa ha provocato un danno di 103 milioni di franchi a SAirGroup, Bruggisser ha scosso il capo, sostenendo che l'autore della perizia si è basato su una contabilità errata.
"Avevo la coscienza a posto quando ho firmato il contratto di fusione e ancora oggi non ho dubbi sulla legalità dell'operazione", ha aggiunto.
Accusato di falsità in documenti e amministrazione infedele, si è chiaramente dichiarato non colpevole e ha avuto parole di scherno per l'accusa: "Quello che la procura ha fatto, basandosi su perizie, è semplicemente una scemenza - scusate!", ha detto.
Licenziamento immediato
Entrato nella Swissair nel 1979, Bruggisser nel 1996 aveva assunto il comando della compagnia e dal 1997 al 2001 è stato alla guida di SAirGroup (l'intero gruppo).
Durante il dibattimento di giovedì ha spiegato che il suo licenziamento - avvenuto con effetto immediato ad opera dell'allora presidente del consiglio di amministrazione Eric Honegger, coimputato a Bülach - venne motivato con i deludenti risultati del gruppo nel 2000 e con il cattivo andamento del titolo in borsa.
Sicuramente anche la decisione di abbandonare la strategia "hunter" deve aver avuto un ruolo, ma questo non è stato addotto come motivo, ha precisato.
Buonuscita d'oro
Analizzando la situazione del 2000, Bruggisser ha ammesso che il gruppo si trovava in condizioni difficili, ma la direzione era convinta di poter far fronte ai problemi. A suo avviso le difficoltà erano dovute soprattutto al prezzo del carburante, salito di due terzi, e all'elevato corso del dollaro. A livello operativo Swissair e Crossair avevano i "normali" problemi comuni a tutti i vettori aerei: i veri punti difficili del gruppo erano la Sabena e le partecipazioni nelle compagnie francesi.
Estromesso dalla cabina di pilotaggio, Bruggisser poté comunque disporre di un paracadute d'oro. Stando a quanto detto giovedì ai giudici, l'ex CEO ricevette quasi 6 milioni di franchi: 2,2 milioni a titolo di buonuscita e 3,75 come versamento nella cassa pensioni.
Oggi Bruggisser, 58 anni, lavora come consulente indipendente nel campo dell'aviazione, attività che l'anno scorso gli ha fruttato un guadagno di 100-150mila franchi.
Schorderet preferisce tacere
Contrariamente al suo ex capo Philippe Bruggisser, Georges Schorderet, che era già comparso in aula nei giorni scorsi, ha scelto invece di non rispondere alle domande dei giudici così come negli scorsi giorni avevano fatto altri imputati.
L'ex responsabile delle finanze di SAirGroup ha preferito limitarsi a dichiararsi non colpevole in merito agli elementi contestati.
Il processo proseguirà lunedì: saranno affrontati i versamenti di SAirGroup destinati ai dirigenti della compagnia polacca LOT. Davanti ai giudici saranno chiamati a comparire Bruggisser e l'ex presidente della direzione di LOT Jan Litwinski.
swissinfo e agenzie
In breve
Il processo ha luogo dal 16 gennaio al 9 marzo presso il Tribunale distrettuale di Bülach (canton Zurigo).
Il Tribunale si riunisce nella sala multiuso della cittadina alle porte di Zurigo che può ospitare fino a 1500 persone. I dibattimenti sono pubblici.
Gli interrogatori dei 19 imputati devono essere realizzati entro il 5 febbraio. A partire dal 15 febbraio seguono la requisitoria della procura pubblica e le difese degli avvocati.
Gli inquirenti hanno lavorato quattro anni e mezzo prima di presentare la prima versione dell'atto d'accusa nella primavera 2006. Sono state interrogate 300 persone ed effettuate 20 perquisizioni.
I documenti consegnati al tribunale sono riuniti in 4150 classificatori che messi uno vicino all'altro raggiungono una lunghezza di 270 metri.
Strategia "hunter"
Il nome di Philippe Bruggisser è strettamente legato alla strategia hunter, o del "cacciatore".
Questa strategia prevedeva il rilevamento di partecipazioni in varie compagnie aeree europee allo scopo di creare un'alleanza di compagnia aeree, la cosiddetta Qualiflyer-Group.
Su consiglio di Bruggisser e della società di consulenza manageriale McKinsey, il consiglio d'amministrazione di SAirGroup ha deciso l'applicazione di questa strategia nel gennaio del 1998.
Secondo Bruggisser, la strategia Hunter sarebbe uno dei motivi del suo licenziamento. Non ha però mai ricevuto alcuna comunicazione precisa in tal senso..
Per la sua estromissione dai vertici della compagnia Bruggisser ricevette 6 milioni di franchi.