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1. Come funziona la Corte europea dei diritti dell’uomo e che ruolo vi ricopre la Svizzera?
La Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) decide in merito ai ricorsi di persone che lamentano una violazione dei diritti umani. Nel momento in cui la Corte constata che uno Stato membro ha violato dei diritti umani, lo Stato in questione è tenuto a riparare il danno ed evitare che si verifichino altri casi.
La Svizzera fa parte dei 47 Paesi che hanno ratificato la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) e che sono di conseguenza sottomessi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Ogni Stato membro ha il diritto di far eleggere un giudice presso la Corte. I giudici però non rappresentano la posizione del proprio Paese e sono neutrali nelle loro decisioni. La Svizzera è membro da più di quarant’anni e si è fortemente impegnata a favore della Corte EDU. Grazie alla sua tradizione umanitaria e alla situazione relativamente buona dei diritti umani, la Svizzera ricopre un importante ruolo di ambasciatore. Voltando le spalle alla CEDU, invierebbe un segnale negativo.
2. In che modo i cittadini svizzeri beneficiano della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU)?
Chiunque può rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo e denunciare una presunta violazione dei diritti umani. L’unica condizione è di aver esaurito il procedimento giudiziario nazionale e di aver rispettato le altre condizioni fissate per il ricorso.
Nonostante la situazione dei diritti umani sia relativamente positiva in Svizzera, il sistema della CEDU ha contribuito a migliorarla in diversi modi. La sola adesione della Svizzera alla CEDU ha avuto conseguenze di vasta portata, tra cui l’estensione del diritto di voto alle donne. Ha inoltre accelerato l'abolizione delle misure di restrizione amministrativa. In effetti, in passato una persona poteva essere privata della libertà personale per il solo motivo che il suo stile di vita fosse considerato “negligente”. Anche lo statuto delle parti coinvolte in procedimenti penali o amministrativi è notevolmente migliorato. Più di recente, la CEDU ha dato un contributo decisivo alla protezione delle persone dalla discriminazione e alla tutela dei media, della libertà di espressione e della privacy.
3. Cosa succederebbe se l’iniziativa per l’autodeterminazione venisse accettata?
In molti Paesi, i diritti fondamentali fissati nella Costituzione tutelano contro le violazioni dei diritti umani. La situazione è però diversa in Svizzera: i diritti fondamentali stabiliti dalla Costituzione non proteggono il cittadino dalle leggi o dalle iniziative popolari contrarie ai diritti umani o problematiche sotto questo aspetto, poiché la Svizzera non dispone di un tribunale costituzionale. Attualmente è proprio la Convenzione europea dei diritti dell’uomo a colmare questa lacuna ed è grazie a essa che i tribunali svizzeri possono tutelare i diritti fondamentali contro le leggi federali che vi si oppongono. L’iniziativa per l’autodeterminazione abolirebbe questo meccanismo e la Convenzione non sarebbe più vincolante per i tribunali, che non sarebbero più in grado di tutelare i diritti fondamentali e i diritti umani nei confronti delle leggi federali. L'iniziativa prevede inoltre che la Svizzera denunci la CEDU in caso di conflitto con una disposizione della Costituzione federale. A meno che la Svizzera non rinegozi la Convenzione e non elimini il conflitto con la Costituzione federale. Tuttavia, da un punto di vista politico, non è possibile convincere gli altri 46 Stati membri ad adeguare la Convenzione al diritto costituzionale svizzero.
4. I promotori dell'iniziativa affermano che la CEDU sta ampliando sempre di più le proprie competenze, minando così la democrazia diretta. Che cosa pensa a questo proposito?
La Corte europea dei diritti dell’uomo non allarga i diritti umani tutelati dalla Convenzione, bensì li applica continuamente a delle nuove circostanze. I diritti garantiti dalla Convenzione sono formulati in maniera generale (così come i diritti fondamentali inseriti nelle Costituzioni), affinché possano essere adattati all’evoluzione sociale. Nell’era digitale, è per esempio necessario ridefinire la sfera privata e la nozione di famiglia, adeguandole alla realtà attuale.
La democrazia dipende da un'adeguata tutela dei diritti umani. Ad esempio, una società democraticamente attiva presuppone che una persona non possa essere arrestata illegalmente, censurata o discriminata, anche se le sue opinioni sono scomode o possono essere considerate provocatorie. La Corte europea dei diritti dell'uomo non pregiudica la democrazia diretta, ma al contrario protegge gli elementi chiave di un sistema democratico.
Domande da parte della Community:
Dieter Widmer: Esiste uno Stato democratico di cui la Costituzione contiene una disposizione simile a quella proposta dall’iniziativa dell’UDC?
Ogni Stato regola autonomamente la relazione tra il diritto nazionale e internazionale. Affinché il diritto internazionale funzioni in qualità di ordinamento giuridico internazionale, è però indispensabile che tutti gli Stati rispettino i propri impegni. Per quanto ne so io, nessuno Stato prevede nella sua Costituzione la denuncia automatica dei trattati internazionali in conflitto con essa. Ed è questo che propone l'iniziativa per l’autodeterminazione.
Hans Arnold: Non è forse un diritto fondamentale dei cittadini di un Paese poter elaborare essi stessi la legislazione applicabile a loro e ad altri? Questa condizione è ancora soddisfatta se autorità come la Corte EDU pretendono sempre più spesso di interpretare la legge e di estendere le basi giuridiche?
È vero che, in una democrazia, sono i cittadini ad adottare la legislazione (tramite i propri rappresentanti eletti). La Convenzione europea dei diritti dell'uomo tutela (in particolare) le libertà di cui abbiamo bisogno per partecipare alla vita politica (libertà di espressione, di associazione, di riunione, ecc.). Non può imporre leggi alla Svizzera né abrogare leggi svizzere. Rileva semplicemente una violazione dei diritti umani e indica alla Svizzera che dovrebbe modificare la sua base giuridica e la sua prassi. Spetta però alla Svizzera decidere come prevenire ulteriori violazioni dei diritti umani. A tale riguardo, ha molto margine di manovra. Finora, l'attuazione delle sentenze della CEDU in Svizzera non ha posto particolari problemi.
Arthur Künzler: L’UDC afferma che, con la sua iniziativa, i diritti dell’uomo rimarrebbero protetti poiché figurano nella Costituzione. È vero?
I diritti fondamentali che figurano nella Costituzione federale corrispondono essenzialmente ai diritti umani garantiti dalla CEDU. In effetti, in occasione dell’ultima revisione totale della Costituzione, il popolo e i cantoni hanno stabilito un catalogo di diritti fondamentali costituzionali simile a quello della Convenzione. Tuttavia, siccome la Svizzera non dispone di un tribunale costituzionale, questi diritti fondamentali non ci proteggono dalle violazioni dei diritti umani derivanti da leggi federali e iniziative popolari. Questo compito spetta al Tribunale federale, che essenzialmente applica la CEDU. La garanzia dei diritti fondamentali nel diritto nazionale dipende dalla competenza del Tribunale federale di tutelare i diritti dell’uomo nei confronti delle leggi federali e delle iniziative popolari. L’iniziativa per l’autodeterminazione indebolisce considerevolmente questa competenza.