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ZURIGO - Una coppia profondamente religiosa ha usato metodi brutali per educare i propri figli: docce gelate, schiaffi e violenti colpi con strofinacci e mestoli di legno.
Il loro obiettivo? Far sì che i bambini imparino a rispettare i loro genitori, come riporta il quarto comandamento contenuto nella Bibbia: «Onora tuo padre e tua madre». Le loro azioni hanno però avuto conseguenze drammatiche nel febbraio del 2013. il loro neonato di soli due mesi è infatti morto. Sepolto da una montagna di cuscini e di coperte.
Il decesso, per asfissia, è stato provocato dal padre che voleva far smettere di piangere il piccolo. Per questo delitto l'uomo era già stato condannato nel 2016 a 10 anni di prigione dalla giustizia zurighese per omicidio con dolo eventuale. Mentre la madre ricevette 14 mesi con la condizionale. Caso chiuso? Neanche per sogno. Perché qualche mese dopo la sentenza, fu ordinata una nuova perizia psichiatrica per determinare se la donna di 43 potesse essere ritenuta responsabile delle proprie azioni.
La sentenza è caduta giovedì: il tribunale cantonale di Zurigo ha infatti inasprito la pena alla madre per aver violato il dovere d'assistenza e di istruzione, per lesioni semplici e per vie di fatto. Perché, benché gli esperti avessero rilevato un disturbo della personalità, i giudici hanno ritenuto che la donna fosse totalmente responsabile delle proprie azioni. Secondo la Corte, infatti, la 43enne ha permesso al marito di comportarsi in questo modo perché condivideva le sue convinzioni e i suoi metodi educativi.
La sorella del piccolo vive attualmente in un foyer bernese. La madre può andare a visitarla regolarmente.