Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01194.jsonl.gz/1297

Nelle mail emerge un ritratto di David Beckham, cinico e opportunista, disposto a sostenere cause umanitarie - a sostegno dell'Unicef - solo per interessi e tornaconto personali (foto simbolica d'archivio).
KEYSTONE/AP/BULLIT MARQUEZ(sda-ats)
David Beckham è rimasto vittima di pirati che prima hanno trafugato migliaia di sue mail private alla società che gestisce l'immagine dell'ex calciatore della nazionale inglese e poi lo hanno ricattato.
Secondo il tabloid Mirror all'ex Spice Boy era stato chiesto addirittura un milione di sterline (poco meno di 1,2 milioni di euro) perché non venisse divulgato il contenuto delle missive tra l'ex giocatore di Manchester United e Real Madrid e il suo pr, Simon Oliveira. Mail nelle quali emerge un ritratto inedito, e per la verità non così lusinghiero, di Beckham, cinico e opportunista, disposto a sostenere cause umanitarie - a sostegno dell'Unicef - solo per interessi e tornaconto personali. Ovvero la volontà di ricevere dalla Regina il titolo di Sir, che l'ex capitano dei Tre Leoni inseguiva da anni.
A questo punto però il passato è d'obbligo, perché dopo le rivelazioni contenute nella corrispondenza online, è ben difficile immaginare che la Casa Reale possa nominarlo baronetto. In una mail, per esempio, Beckham definisce la commissione preposta ad indicare i meritevoli delle onorificenze "una manica di stronzi". In un'altra risponde malamente a chi gli suggerisce una donazione in beneficenza, pretendendo piuttosto il pagamento di un biglietto in prima classe per presiedere un evento Unicef in Asia.
Oggi in prima pagina il Mirror ha riferito delle richieste del presunto ricattatore, che si è firmato Artem Lovuzov. Contattando la società di comunicazione, Lovuzov aveva chiesto una "generosa donazione", che si aggirasse appunto sul milione di sterline in cambio della cancellazione dell'imbarazzante file.
SDA-ATS