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Scheda bio-bibliografica di Silvio Sganzini redatta dalla figlia, dott.ssa Clementina Sganzini:
«Originario del Gambarogno, nato e cresciuto a Faido, Silvio Sganzini (1898 -1972), diventato rettore del Liceo cantonale( di cui a suo tempo era stato alunno conseguendovi la maturità) nel 1943, succedendo a Francesco Chiesa, laureato a Firenze nel 1922 con Ernesto Giacomo Parodi con una tesi sulla Fonetica dei dialetti della Val Leventina, ha svolto specialmente attività di filologo e di insegnante.
Di insegnante, appena laureato come direttore della Scuola tecnica inferiore di Airolo; poi come direttore delle Scuole comunali di Bellinzona; poi, nei primi anni al ginnasio di Locarno ed in seguito alla Scuola normale di Locarno, alla Scuola cantonale di commercio di Bellinzona e, infine, dal 1942 al Liceo cantonale di Lugano.
E di linguista (filologo, glottologo e dialettologo) in base ai suoi specifici studi. Il che lo portò, già nel 1931, a Pisa come collaboratore del Vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana (di seguito: VSI o Vocabolario). Questo era stato iniziato nel 1907, sotto gli auspici del Dipartimento della pubblica educazione diretto da Rinaldo Simen, dal bellinzonese Carlo Salvioni (dal 1890 fino alla sua morte, professore di glottologia romanza all' Università di Pavia, poi all' Accademia scientifico letteraria di Milano), che volle con sè nella commissione di redazione Pier Enea Guarnerio dell' Università di Pavia e Clemente Merlo dell' Università di Pisa. Scoppiata la prima guerra mondiale e deceduti nel 1919 il Guarnerio e nel 1920 il Salvioni, l' opera era stata continuata e diretta da Clemente Merlo a Pisa, che ivi teneva cattedra universitaria di linguistica.. Riportato il Vocabolario nel Ticino nel 1936, alla vigilia della seconda guerra mondiale, Silvio Sganzini ne divenne direttore nel 1943, succedendo a Clemente Merlo. I ricchi materiali del Vocabolario, allogati in qualche modo dapprima presso l' archivio di Bellinzona e in seguito presso la Scuola normale di Locarno, trovarono infine sistemazione nel 1942 nel nuovo edificio della Biblioteca cantonale progettata da Rino Tami.
Ivi continuò a tempo pieno dopo il 1963, insieme a validi collaboratori, la sua attività di direttore e di redattore del Vocabolario. Conclusi nelle grandi linee i lavori preparatori (spoglio e revisione dei materiali raccolti, loro distribuzione nell'ordine ideologico e poi in quello alfabetico,ecc.), ne aveva visto uscire nel 1952 il primo fascicolo (A - Agnesa), ne aveva terminato nei suoi ultimi giorni la faticosa redazione dell'articolo "bogia", uscito postumo.
Con il Vocabolario il Ticino si è autorevolmente affiancato ai già esistenti altri tre Vocabolari nazionali. il Deutschschweizerisches Idiotikon, il Glossaire des patois de la Suisse romande e il Dicziunari Rumantsch- Grischun.
La vita di Silvio Sganzini si è di fatto tutta spesa nella scuola e nel Vocabolario, non cedendo, fin dal 1932, alla tentazione di una possibile brillante carriera universitaria. Solo preoccupato di dare il tutto di sè per guidare verso il porto l'opera immane che si era assunto. Per questo una scheda bibliografica di Silvio Sganzini si presenta di per sè scarna, la maggior parte dei suoi scritti essendo costituita dagli articoli comparenti nel Vocabolario, a parte quanto già pubblicato sull' Italia dialettale, Rivista di dialettologia italiana (ID), sulla Vox Romanica e sulla Romanica Helvetica (e raccolto nel 1972 nei suoi Scritti dialettologici nella Romanica Helvetica).
Legata alla sua attività di insegnante nel 1945 la scelta, l' introduzione e le note alla Gerusalemme liberata per le Editiones Helveticae e di dialettologo in relazione alla presidenza del Premio dialettale del Cantonetto.
Negli anni giovanili (1924 - 1930) fu ripetutamente librettista per la Festa delle camelie a Locarno e nel 1929 per Vita nostra, lo spettacolo ufficiale del Tiro federale a Bellinzona. Nel 1939 e nel 1940 fu l' oratore ufficiale per le rievocazioni storiche della rivoluzione liberale del 1839 e del 1890: preludio alla laboriosa riunificazione nel 1946 del partito dopo la scissione del 1934.
Il Fondo librario Silvio Sganzini, di cui qui si presenta il catalogo, riguarda la sua biblioteca personale (storia, letteratura italiana e straniera, filosofia, latino e greco, arte e produzione ticinese). Esso è stato donato alla Biblioteca del Liceo cantonale di Lugano 1 dalla figlia Clementna Sganzini, che ha così ritenuto di fare opera gradita a suo padre. La biblioteca scientifica dello stesso è stata donata da lei e da sua madre Aurora n.Pedrini nel 1972 al VSI presso il quale da sempre per la massima parte già si trovava.»