Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01105.jsonl.gz/202

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
L'ultima riforma sull'asilo non è ancora entrata in vigore e già singole disposizioni vengono cambiate. L'Unione europea (Ue) ha in effetti deciso di modificare l'accordo di Dublino, obbligando la Svizzera a rivedere il suo diritto. Ciò ha suscitato l'ira dei partiti borghesi e la gioia dei socialisti, come risulta dalla procedura di consultazione.
Dublino III deve rendere le procedure d'asilo più rapide e più giuste e per raggiungere tale obiettivo l'Unione europea introdurrà nuove scadenze e rafforzerà la protezione dei minori. Inoltre sarà applicato un meccanismo di allerta rapida e di gestione di crisi per evitare che Stati Dublino sottoposti a una forte pressione migratoria compromettano la funzionalità del sistema. La Svizzera ha tempo fino al luglio 2015 per conformarsi.
Secondo l'Ufficio federale della migrazione, la Confederazione rispetta già la maggior parte delle nuove condizioni, alcuni punti della legge dovranno tuttavia essere adattati: ad esempio la detenzione dei richiedenti l'asilo in attesa di un rinvio verso un altro Stato dovrà essere ridotta.
Attualmente, i tempi di attesa possono essere di sei mesi. La nuova regolamentazione europea fissa limiti massimi che vanno da sei settimane a quasi cinque mesi, secondo i casi. Se il trasferimento non è stato effettuato entro i termini, l'interessato dovrà essere rilasciato.
Le modifiche non piacciono per niente all'UDC: l'applicazione di Dublino III ammorbidirà il diritto in materia di asilo e favorirà gli abusi in questo ambito, indica il partito nella sua risposta alla procedura di consultazione avviata dal Consiglio federale in agosto e terminata oggi. Ciò contraddice le decisioni del Parlamento, confermate dal voto popolare.
La stessa critica viene espressa dal PLR. Quest'ultimo tuttavia fa riferimento al fatto che la Svizzera negli accordi bilaterali con l'Ue si è impegnata a rispettare tutti gli atti giuridici riguardanti lo spazio Dublino.
"Secondo il PLR, la delegazione svizzera non è stata in grado di far valere i suoi interessi", viene sottolineato. Il liberali radicali suggeriscono di utilizzare di più il margine di manovra lasciato da Dublino III per "migliorare l'applicazione del regolamento".
Il PS manifesta senza sorpresa la sua soddisfazione di vedere la revisione della legge, vanamente combattuta, rimessa in questione. Il fatto che debbano essere apportate modifiche ancora prima che il testo entri in vigore in modo da rispettare standard minimi internazionali mostra fino che punto il diritto svizzero in materia di asilo sia divenuto restrittivo, puntualizzano i socialisti.
Il nuovo regolamento vieta ormai esplicitamente di imprigionare una persona per il solo fatto che si trova in procedura Dublino, si rallegrano il PS e l'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR). La detenzione potrà essere ordinata solo se vi è un rischio accertato che l'interessato fugga.
Oltre al regolamento Dublino III, l'Ue ha anche adattato la base legale per la banca dati Eurodac. Informazioni supplementari riguardanti richiedenti l'asilo, in particolare le impronte digitali, dovranno essere fornite al sistema centrale.
L'adeguamento più importante non interessa tuttavia la Svizzera, almeno per il momento. I poliziotti europei avranno accesso a questa banca dati per chiarire crimini. Affinché i loro omologhi svizzeri possano fare lo stesso, occorrerebbe che la Confederazione firmi un nuovo accordo, il che non è previsto prima di qualche anno, ha precisato il Consiglio federale nelle informazioni concernenti la procedura di consultazione.
SDA-ATS