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Il vescovo emerito di Viedma, monsignor Miguel Esteban Hesayne, uno dei pochi prelati argentini che denunciò apertamente la dittatura argentina (1976-1983), è morto ieri a Azul, in provincia di Buenos Aires, all'età di 96 anni. Lo riferisce l'agenzia di stampa Telam.
La notizia del decesso di Hesayne è stata rilanciata anche in un comunicato della Conferenza episcopale argentina mentre, via Twitter.
Il movimento dei Sacerdoti dalla parte dei poveri ha comunicato: "È morto Miguel Hesayne. Insieme a Jorge Novak, Jaime de Nevares, e pochi altri, non accettarono di essere complici della dittatura genocida del '76 - come lo fu gran parte dell'episcopato dell'epoca - e si schierarono dal lato delle vittime, esigendo memoria, verità e giustizia".
Molti lo ricordano attivo soprattutto nel sostegno dei famigliari dei "desaparecidos" e dell'attività dell'Assemblea permanente per i diritti umani (Apdh).
Nell'aprile 1995 annunciò fra l'altro che avrebbe chiesto alla Conferenza episcopale di sospendere i religiosi per i quali si provasse una complicità nelle torture nei confronti di oppositori della dittatura.
"Se cè un chierico, un diacono, un presbitero o un vescovo - disse mons. Hesayne - che ha accompagnato la fase militare nella dimensione della tortura, della repressione, dei "desaparecidos", esiste una pena canonica molto seria: la sospensione dal ministero. Sempre che tutto ciò sia provato''.
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