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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quanti interventi chirurgici vengono effettuati ogni anno in Svizzera e a quanto ammontano i costi? Quali sono gli interventi più frequenti e come se ne stanno evolvendo numero e costi?</p><p>2. Quale quota di interventi è motivata da ragioni mediche e quale non lo è?</p><p>3. Esiste una correlazione tra numero di medici e numero di interventi chirurgici effettuati nei singoli ambiti specialistici? E tra cantone di domicilio e numero di interventi chirurgici in determinati ambiti specialistici?</p><p>4. È vero, come si afferma in un recente studio dell'OCSE, che nella popolazione svizzera il numero di determinati interventi chirurgici pro capite è nettamente più elevato che in altri Paesi industrializzati? Se sì, perché? Quali rischi ne derivano per i pazienti? E quali costi supplementari?</p><p>5. Il Consiglio federale condivide le previsioni del presidente della Società svizzera di ortopedia e traumatologia (SSOT), dr. Bernhard Christen, secondo cui, analogamente a quanto accaduto in Germania, l'introduzione dei forfait per caso farà ulteriormente lievitare, di circa un quarto, il numero di interventi chirurgici inutili (vedi "NZZ am Sonntag" del 25 agosto 2013)?</p><p>6. È vero che l'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) ha invitato le associazioni di medici specialisti a stilare entro la fine del 2013 ciascuna un elenco di dieci interventi chirurgici onerosi ma manifestamente inutili, per farli stralciare dall'elenco delle prestazioni coperte dall'assicurazione di base (così il presidente dell'ASSM, Peter Suter, sul domenicale svizzero-tedesco "Schweiz am Sonntag" del 28 aprile 2013)?</p><p>7. Quali misure prevede di adottare al riguardo? Con quali conseguenze mediche ed economiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Ufficio federale di statistica (UST) pubblica sotto forma di tabelle i dati dettagliati della statistica medica degli stabilimenti ospedalieri e della statistica dei costi economici per caso diagnosticato (www.bfs.admin.ch) e mette inoltre a disposizione dati supplementari per procedere ad analisi, in particolare per trattamento (secondo la "Classificazione Svizzera degli Interventi Chirurgici", CHOP) o per diagnosi (secondo la "classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati", ICD-10). La citata statistica dei costi economici per caso diagnosticato comprende anche tabelle che differenziano i costi per gruppo di diagnosi ("Major Diagnostic Categories", MDC, e "Diagnosis Related Groups", DRG). Nella pubblicazione annuale dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sugli indicatori di qualità degli ospedali per cure acute svizzeri è inoltre riportato il numero di casi relativo a 40 quadri clinici e trattamenti dei singoli ospedali. I dati più recenti pubblicati dall'UST e dall'UFSP risalgono al 2011, ossia all'anno precedente all'introduzione del nuovo sistema di finanziamento ospedaliero.</p><p>L'analisi dell'evoluzione di singole prestazioni negli ultimi anni e i tassi riferiti alla popolazione nei singoli cantoni sono stati, per singole prestazioni, oggetto di studi (cfr. anche risposte 3 e 7) da cui sono emerse determinate differenze. La Confederazione ha finora approfondito possibili fattori e cause di queste differenze nell'ambito del parto cesareo, pubblicando gli esiti dello studio nel rapporto sui parti cesarei in Svizzera (disponibile soltanto in tedesco "Kaiserschnittgeburten in der Schweiz" e francese "Accouchements par césarienne en Suisse") in adempimento del postulato Maury Pasquier 08.3935 del 27 febbraio 2013.</p><p>2. Basandosi soltanto sui dati statistici non è possibile sapere se determinati trattamenti rilevati possano essere stati motivati da ragioni estranee alla medicina. Per saperlo, e per sapere se sia possibile che trattamenti necessari non siano stati prestati, andrebbero eseguite analisi complesse in collaborazione con rappresentanti del corpo medico. Dal succitato rapporto emerge che l'elevato tasso di parti cesarei in Svizzera non è spiegabile semplicemente con una relazione causa-effetto, ma è piuttosto il risultato dell'interazione di diversi fattori che possono avere un influsso sulla partoriente o sull'assistenza medico-ostetrica.</p><p>3. La Confederazione ha effettuato analisi approfondite sulla correlazione tra fattori e numero di interventi chirurgici soltanto nel quadro del citato rapporto sui parti cesarei. Sono state sì constatate differenze tra cantoni, ma non è stata dimostrata alcuna correlazione tra il tasso di parti cesarei e il numero di cliniche che offrono questa prestazione. Al momento non esiste alcuna analisi sistematica riguardante altri interventi chirurgici. Nella discussione sulla gestione strategica delle ammissioni, il Consiglio federale ha tuttavia indicato che probabilmente c'è un legame tra la densità di medici specialisti e i costi nei rispettivi settori di specializzazione.</p><p>4. In un documento di lavoro pubblicato nel marzo 2013 ("Health Working Paper" No. 61), l'OCSE ha esaminato la frequenza di cinque interventi chirurgici (parto cesareo, isterectomia, ablazione della prostata, sostituzione dell'anca, appendicectomia) nei Paesi membri. Per la maggior parte degli interventi, la Svizzera rientra nel gruppo dei Paesi con un tasso elevato. Numerosi altri Paesi presentano però tassi simili o persino più elevati. Su questa base, non è possibile trarre conclusioni su eventuali rischi o costi supplementari; allo scopo occorrerebbe analizzare l'intero percorso terapeutico e l'esito ("outcome") sul paziente. Le cifre pubblicate mostrano tuttavia che sarebbe indicato procedere a un esame più approfondito. Dapprima saranno però analizzati i risultati del progetto dell'OCSE citato alla risposta 7.</p><p>5. Al momento non vi sono informazioni attendibili che permettano nel caso della Svizzera di confermare o confutare le previsioni sull'aumento del numero di interventi chirurgici citate dall'autore dell'interpellanza. Conformemente al piano per l'analisi degli effetti della revisione della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) relativa al finanziamento ospedaliero approvato dal Consiglio federale il 25 maggio 2011, tra il 2012 e il 2018 verranno eseguiti vari studi. Uno analizzerà in particolare gli effetti della revisione sui costi e sul finanziamento del sistema di cure, un altro gli effetti sulla qualità delle cure nel settore ospedaliero stazionario. La questione di un eventuale aumento del volume delle prestazioni sarà affrontata in questo contesto. I primi risultati saranno disponibili entro la fine del 2014.</p><p>6. Il Dipartimento federale dell'interno e l'UFSP sono in contatto con l'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM). Una delle misure indicate dall'ASSM nel suo parere sulla medicina sostenibile (disponibile soltanto in tedesco "Nachhaltige Medizin Schweiz" e francese "Médecine durable") e nella sua road map per un sistema sanitario sostenibile per la Svizzera prevede che tutte le associazioni di medici specialisti stilino un elenco con dieci interventi che sono manifestamente inutili e che pertanto non devono più essere eseguiti. L'ASSM è in contatto con le associazioni per questa misura. Il Consiglio federale rispetta l'indipendenza dell'ASSM e non desidera quindi commentare le sue attività concrete presso le associazioni di medici specialisti.</p><p>7. Nell'ambito di un progetto legislativo volto a potenziare la qualità e le attività di valutazione delle tecnologie sanitarie HTA ("Health Technology Assessment"), la Confederazione punta a creare le basi strutturali e finanziarie per incoraggiare ulteriormente una fornitura appropriata di prestazioni. Inoltre, ai sensi della LAMal, concordare misure destinate ad assicurare la fornitura di prestazioni appropriate e a garantire l'economicità e la qualità delle prestazioni fornite è compito degli assicuratori e dei fornitori di prestazioni.</p><p>Una ricerca sull'offerta di cure in Svizzera aiuterà a capire il problema dell'eccesso, insufficienza o inadeguatezza della fornitura di cure. La Svizzera partecipa a un progetto dell'OCSE ("Medical Practice Variations") nel cui quadro, partendo dai dati della statistica medica degli stabilimenti ospedalieri, vengono analizzate le differenze regionali nella frequenza di sei trattamenti e interventi chirurgici. La pubblicazione di un rapporto su tali differenze, che potrebbe fornire nuove conoscenze in questo settore, è prevista entro l'estate 2014.</p>  Risposta del Consiglio federale.