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L'Associazione traffico e ambiente (ATA) teme che a lungo termine la popolazione sia indotta a privilegiare l'automobile al treno se la politica continuerà sulla via dell'"aumento unilaterale dei prezzi delle farrovia". L'ATA saluta comunque la buona volontà delle imprese di trasporto, che hanno rinunciato a ripercuotere l'integralità del rincaro dovuto all'aumento del costo delle tracce sulla clientela.
Se la crescita del costo delle tracce d'orario (l'autorizzazione per una compagnia ferroviaria di percorrere con un treno una determinata tratta a un'ora prestabilita) di 200 milioni di franchi a partire dal 2013 fosse stata assorbita integralmente dall'evoluzione delle tariffe dei titoli di trasporto, il loro aumento medio sarebbe stato del 9% e non del 5,7%, sottolinea un comunicato odierno dell'ATA.
L'aumento del costo delle tracce è uno degli strumenti con cui il Consiglio federale intende finanziare i progetti per l'infrastruttura ferroviaria. Il governo prevede del resto un aumento del costo delle tracce di ulteriori 100 milioni a partire dal 2017. L'ATA chiede a governo e parlamento di rinunciare a questo aumento, facendo "prova di moderazione".
"Da un punto di vista ambientale, un aumento unilaterale dei prezzi della ferrovia, il mezzo di trasporto più ecologico sulle lunghe distanze, non ha senso. Una tale misura spingerà i viaggiatori ad utilizzare l'automobile", scrive l'ATA.
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