Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/17513

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale desidera trovare soluzioni che permettano di mantenere un'offerta differenziata nel settore della tossicodipendenza. Il finanziamento di tale settore con i mezzi dell'assicurazione invalidità (AI) non è però giustificato in tutti i casi, motivo per cui l'UFAS ha deciso di riesaminare la prassi in vigore. Fino al 1996 esso ha pagato sussidi con i mezzi dell'AI a istituti d'aiuto ai tossicodipendenti senza esaminare per ogni caso singolo se la maggioranza dei pensionanti fosse effettivamente invalida ai sensi della LAI. Questo accertamento deve essere efettuato al fine di trattare in modo equo tutti gli istituti. Così facendo l'UFAS rispetta una giurisprudenza costante del TFA il quale ha deciso ripetutamente che la tossicodipendenza di per sé non motiva un danno alla salute ai sensi della LAI.</p><p></p><p>L'esempio dell'istituzione ARGOS mostra che l'UFAS ha annunciato chiaramente la sua intenzione di procedere a una verifica e che non ha preso misure retroattive. Si è fatto quindi notare per iscritto all'ARGOS già nel giugno 1994  e non solo nel giugno 1995, come menzionato nell'interpellanza  che in futuro lo stato di salute delle persone assistite, rilevante per l'invalidità, sarebbe dovuto essere provato mediante certificati medici. Poiché vi è stata confusione riguardo alla forma che tali certificati dovrebbero avere, l'UFAS è venuto incontro all'ARGOS rinunciando ai certificati del 1995. Rientra infatti nella prassi dell'UFAS decidere a favore dell'istituto in caso di dubbio.</p><p></p><p>Le direttive dell'UFAS non sono state man mano modificate, ma solo precisate. Le prime esperienze avute con i certificati medici pervenutigli hanno mostrato che, in seguito alla mancanza di informazioni dettagliate, per il servizio medico della divisione AI dell'UFAS non era possibile effettuare un controllo adeguato. Su richiesta di diverse istituzioni l'UFAS ha quindi elaborato un modello di certificato medico trasmettendolo a tutte le istituzioni mediante una circolare datata giugno 1996. In seguito a diverse reazioni il modello di certificato è stato perfezionato all'inizio del 1997 in collaborazione con l'Ufficio federale della sanità pubblica, munito di informazioni per i medici e trasmesso alle istituzioni mediante circolare del giugno 1997.</p><p></p><p>Il Consiglio federale si esprime come segue riguardo alle singole domande poste:</p><p></p><p>1. la prassi dell'UFAS segue la giurisprudenza del TFA e non si basa su una politica di risparmio. Il Consiglio federale è comunque consapevole del fatto che la prassi riveduta dell'UFAS potrebbe minacciare alcuni istituti terapeutici. Poiché desidera mantenere un'offerta differenziata nell'ambito dell'aiuto ai tossicodipendenti sta cercando altre possibilità di finanziamento. Di conseguenza, il DFI ha preso le misure seguenti:</p><p></p><p>ha incaricato uno specialista esterno di accertare mediante una perizia giuridica se le attuali possibilità di sovvenzionamento di tutte le assicurazioni sociali sono anche effettivamente sfruttate ai sensi della legge e della giurisprudenza attuale del TFA;</p><p></p><p>ha istituito un gruppo di esperti che si occupa di definire l'odierno livello scientifico relativo alla discussione sociopsichiatrica e giuridica riguardo alla relazione tra tossicodipendenza e invalidità, di discutere le basi mediche materiali della giurisprudenza del TFA e di elaborare nuove basi decisionali.</p><p></p><p>I rapporti degli specialisti summenzionati dovrebbero essere pronti entro la seconda metà del 1998. A questo punto sarà possibile prevedere le prossime mosse e le conseguenze che ne deriveranno.</p><p></p><p>2. La KOSTE ha chiesto una moratoria finché non si è a conoscenza dei risultati degli esperti e la riforma della perequazione finanziaria non produce i suoi effetti. La questione della perequazione finanziaria non è ancora stata decisa a livello politico; eventuali modifiche produrranno probabilmente i loro effetti nel 2002 al più presto. Non è possibile che l'AI, quale assicurazione sociale, continui in questo lungo lasso di tempo ad adottare una prassi in base alla quale le istituzioni sono trattate in modo diverso e che non corrisponde alla giurisprudenza attuale. Per questo motivo il DFI esamina attualmente una regolamentazione transitoria per gli anni d'esercizio 1997 e 1998.</p>  Risposta del Consiglio federale.