Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/86997

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di inasprire le sanzioni previste dal Codice penale in materia di pedopornografia (art. 197 cpv. 3, 3bis e 4).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide la preoccupazione dell'autrice della mozione in merito al fatto che attualmente soprattutto Internet faciliti considerevolmente la diffusione e il consumo di pedopornografia promuovendone quindi la produzione su vasta scala. Si tratta tuttavia di un fenomeno globale, che essenzialmente non dipende dalla severità del nostro sistema normativo. La causa della crescente diffusione della pedopornografia risiede nel fatto che partecipare a questi scambi nell'anonimità di Internet non è molto complicato e non bisogna nemmeno esporsi di persona. In particolare i consumatori devono quindi impiegare molta meno energia criminale per agire in modo illegale. La situazione non cambierà fintanto che il rischio di essere scoperti resta contenuto. Rendere più efficiente il perseguimento penale è pertanto più efficace che inasprire le pene comminate. Un passo in questa direzione è stato fatto ad esempio con le disposizioni del nuovo Codice di procedura penale che in futuro, in caso di sospetto di possesso di materiale pedopornografico (art. 197 cpv. 3bis CP), oltre a una sorveglianza delle telecomunicazioni (art. 269 cpv. 2 lett. a CPP) consentiranno anche l'impiego di agenti infiltrati (art. 286 cpv. 2 lett. a CPP). In seguito all'attuazione della mozione Schweiger 06.3170, "Lotta della cibercriminalità. Protezione dei fanciulli", in futuro sarà inoltre punito il consumo senza possesso di pornografia dura, il che dovrebbe parimenti rafforzare il perseguimento penale.</p><p>Dalle statistiche disponibili si evince che i giudici, che grazie alla loro prassi conoscono molto bene la realtà odierna, pronunciano pene di gran lunga inferiori al massimo consentito. Il diritto vigente lascia ai giudici un certo margine di manovra per infliggere una pena adeguata alla colpa. Il fatto che non vengano pronunciate pene più severe potrebbe dipendere dalla particolare struttura del reato di cui all'articolo 197 del Codice penale (CP). Infatti l'articolo 197 numeri 3 e 3bis CP non punisce l'abuso di minore di per sé, bensì la sua rappresentazione. Il Codice penale prevede pene massime considerevolmente più elevate per coloro che stuprano minori, li sottopongono a coazione sessuale o incoraggiano tali atti o vi partecipano - ad esempio anche producendo materiale pedopornografico. Per quanto concerne la punibilità sussiste quindi una differenza qualitativa tra l'abuso sessuale vero e proprio di un minore e la rappresentazione di tale atto.</p><p>Nella corrente legislatura le pene comminate dal Codice penale e da una parte del diritto penale accessorio saranno confrontate in dettaglio tenendo conto dell'importanza dei beni giuridici da tutelare e proponendo i necessari adeguamenti. Nel contesto di tale progetto si verificherà anche se le pene comminate dall'articolo 197 CP sono adeguate. Nel messaggio del 23 gennaio 2008 sul programma di legislatura 2007-2011 il Consiglio federale ha preannunciato un messaggio sul tema come oggetto incluso nelle grandi linee (FF 2008 665).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.