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Il governo di Colombo ha vietato al Comitato internazionale della Croce Rossa l’accesso in uno di quei campi (denominati “di riabilitazione” dalle autorità) in cui sono rinchiusi 10mila civili tamil sospettati di essere ex combattenti ribelli o simpatizzanti dei miliziani. La Croce Rossa, che si occupa anche di controllare che la Convenzione di Ginevra sui diritti dell’uomo sia rispettata in caso di prigionieri di guerra, da luglio sta negoziando con difficoltà con il governo dello Sri Lanka per stabilire quali attività potrebbe svolgere nei campi. Compresi i campi profughi, dove vivono quasi 300mila persone dalla fine del conflitto civile fra esercito e ribelli. Sono infatti le autorità locali a controllare gli accessi ai campi.
Lunedì il ministero degli Esteri aveva già ordinato l’espulsione dal Paese del portavoce dell’Unicef a Colombo, James Elder, che ad aprile diffuse alcuni comunicati stampa in cui si descrivevano le difficili condizioni dei bambini nei campi.