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Domenica, gli zurighesi votano sul nuovo stadio di calcio, che costerà 370 milioni di franchi. Non mancano gli oppositori, che temono un nuovo fiasco.
Altre città svizzere hanno scelto di costruire stadi multifunzionali. Una sfida interessante, ma che richiede tempo.
La frase è stata pronunciata nel corso di un dibattito: «Non vogliamo una seconda Swiss», ha detto una ecologista zurighese, il cui partito si batte in prima fila contro il futuro stadio di calcio di Zurigo.
Nel campo degli oppositori, il disastro della Swissair e i problemi dell’aeroporto sono regolarmente citati per fustigare il «faraonismo» del progetto, che dovrebbe essere portato a termine entro il 2008 per ospitare tre incontri dei campionati europei, che si disputeranno in Svizzera e in Austria.
Faraonico? Paragonato al progetto di stadio da 60'000 posti (dei quali, però, 45'000 in piedi) respinto dagli elettori zurighesi nel 1953, il nuovo Hardturm potrebbe sembrare modesto.
Il più caro
Ma con un budget di 370 milioni di franchi, il progetto scelto è il più caro dei quattro grandi stadi costruiti (220 milioni per Basilea, 280 per Ginevra) o in costruzione (350 milioni per Berna).
Il futuro stadio - un pentagono di 47 metri d’altezza - avrà, come gli altri, una capacità di 30'000 posti. E come gli altri ospiterà anche un centro commerciale, degli uffici e un albergo (che a Basilea è ancora in fase di preparazione) secondo il nuovo concetto di queste moderne arene.
Risultati diversi
Ma diversamente dagli altri tre progetti, il nuovo stadio zurighese dovrà ospitare due squadre, Grasshopper e FC Zurigo, per cui avrà bisogno di ulteriori infrastrutture.
Per mettere a punto le loro argomentazioni, partigiani e oppositori del progetto zurighese si sono interessati ai due stadi esistenti. Ma i risultati di Ginevra e Basilea sono molto diversi.
Basilea giubila: la società che gestisce lo stadio, Basel United, è nelle cifre nere fin dagli inizi, nel febbraio 2001. «Abbiamo sicuramente approfittato del fatto di essere i primi in Svizzera. E possiamo anche contare sull’entusiasmo dei basilesi per il calcio», spiega il direttore, Christian Kern.
Niente previsioni
A Ginevra, dove non sembrano ancora essersi spente le polemiche che hanno caratterizzato la fase dei lavori, la società che gestisce lo stadio, inaugurato nel marzo scorso, preferisce non fare previsioni sull’equilibrio delle finanze.
«Ci troviamo ancora nella fase di lancio», spiega Cédric Zurn, responsabile del marketing e della comunicazione. «Quel che è certo, è che tutta la regione approfitta delle ricadute economiche e turistiche dello stadio.»
Per quanto concerne i 7 milioni di franchi che mancano per portare a termine le ultime misure di sicurezza, il responsabile afferma che le discussioni sono sulla buona strada. E per quel che riguarda la squadra del Servette, si fa notare che il pubblico è raddoppiato, rispetto allo stadio delle Charmilles.
Scarsa clientela nei negozi
Ma sia a Basilea che a Ginevra c’è ancora un punto debole: i centri commerciali non hanno ancora conquistato il pubblico. «Ma è normale, ci vogliono cinque anni per questo tipo d’attività», relativizzano in coro ginevrini e basilesi.
E mentre questi ultimi si preparano ad ampliare lo stadio San Giacomo (per un totale di 41'500 posti) in previsione dell’Euro 2008, gli zurighesi non sono nemmeno sicuri di essere pronti per tale data. Anche se nella votazione di domenica lo stadio vince, prima dell’inizio dei lavori potrebbero ancora essere inoltrati dei ricorsi.
swissinfo, Ariane Gigon Bormann, Zurigo
(traduzione dal francese: Fabio Mariani)
Fatti e cifre
Stadio San Giacomo, Basilea: inaugurato nel febbraio 2001; 33'433 posti, 50'000 per i concerti; costi globali: 220 milioni di franchi
Stadio di Ginevra: inaugurato nel marzo 2003; 30'000 posti; 280 milioni
Stadio del Wankdorf, Berna: inaugurazione prevista nel 2005; 32'000 posti; 350 milioni
Stadio di Zurigo: inaugurazione prevista nel 2008; 30’000 posti; 370 milioni