Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/124611

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel caso delle cosiddette reti elettriche intelligenti (smart grids) i dati sono trasmessi via onde radio (ad es. GSM, WLAN), attraverso la tecnologia PLC (Powerline Communications) e/o mediante condotte (cavi in rame, fibra ottiche).</p><p>Nel maggio 2011, il Centro internazionale di ricerca sul cancro (IARC) dell'OMS ha classificato i campi ad alta frequenza dei telefoni cellulari e delle reti WLAN, per non citarne che alcuni, come possibilmente cancerogeni per l'uomo equiparandone quindi il potenziale cancerogeno al DDT, un insetticida oggi vietato. In precedenza lo aveva già fatto con i campi a bassa frequenza, generati ad esempio dalla rete di approvvigionamento elettrico. </p><p>Stando a studi effettuati, tale rischio sarebbe elevato anche nel caso delle frequenze intermedie (gamma dei kilohertz, dirty power o dirty electricity) che si generano ad esempio alla connessione dei trasformatori con i contatori di lettura dei consumi (smart meter). </p><p>Con l'introduzione a tappeto di questi "contatori intelligenti" che utilizzano la tecnologia PLC per la trasmissione dei dati la popolazione svizzera verrebbe esposta in modo ancora più massiccio a questi campi elettrici e magnetici, come sottolinea l'Associazione dei medici per l'ambiente (AefU). Questi campi continuano ad essere alimentati anche quando sono molto distanti dai contatori, ad esempio dalle linee negli edifici, dal cavo dell'apparecchio e dall'apparecchio stesso. Stando a quanto dichiarato nel 2012 dall'ordine dei medici austriaci "questa situazione può portare, a seconda della situazione di partenza e del livello di esposizione, a un elevato rischio di burn out, problemi di apprendimento, depressioni e malattie cancerogene".</p><p>Alla luce di quanto appena esposto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale il fatto che l'IRAC considera le radiazioni dei cellulari e della rete WLAN potenzialmente cancerogene per l'uomo?</p><p>2. Quali conseguenze ne trae?</p><p>3. In un'ottica di prevenzione, come intende proteggere la popolazione svizzera da queste radiazioni?</p><p>4. Come pensa di attuare il principio di precauzione? È disposto a inasprire i valori limite? </p><p>5. Condivide l'opinione secondo cui le reti elettriche intelligenti via GMS, WLAN o PLC incrementano in modo massiccio l'esposizione della popolazione a radiazioni cancerogene attraverso campi nelle gamme di frequenza intermedie?</p><p>6. Che cosa pensa di fare per porvi rimedio? È disposto ad adottare misure di accompagnamento? </p><p>7. A quanto stima i costi economici, ad esempio causati da un aumento delle patologie multisistemiche, riconducibili a un'introduzione a tappeto di reti elettriche intelligenti basate sulle tecnologie GSM, WLAN o PLC?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza di questa classificazione dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e la condivide. "Potenzialmente cancerogeno" significa che dall'analisi di tutti gli studi scientifici è emersa unicamente una debole relazione tra le radiazioni emesse dai telefoni cellulari e i casi di cancro e che alla base di questi ultimi possono esservi ben altre cause. Anche il caffè, per esempio, è stato classificato come "potenzialmente cancerogeno", mentre sia le radiazioni ionizzanti che i raggi ultravioletti (UV) sono inequivocabilmente classificati come "cancerogeni".</p><p>2./3./4. Per il momento, il Consiglio federale ritiene che l'applicazione adeguata del principio di precauzione, in uso già da lungo tempo in Svizzera conformemente alle raccomandazioni dell'OMS, costituisca una misura adeguata. Per questo motivo, in virtù della legge sulla protezione dell'ambiente, già nel 1999 ha emanato l'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI; RS 814.710), la quale definisce valori limite preventivi per impianti fissi quali le antenne della telefonia mobile. Questi valori soddisfano tuttora i criteri stabiliti dalla legge sulla protezione dell'ambiente per la limitazione preventiva delle emissioni. Il Consiglio federale ritiene pertanto che non vi sia motivo di inasprire i valori limite preventivi vigenti. Gli utenti della telefonia mobile e della rete WLAN possono inoltre avvalersi di consigli utili per ridurre precauzionalmente l'esposizione alle radiazioni. Le relative informazioni sono consultabili sul sito Internet dell'Ufficio federale della sanità pubblica: www.bag.admin.ch/emf.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole della necessità di disciplinare maggiormente, a tutela della salute della popolazione dalle fonti di radiazioni, alcuni settori non contemplati dal diritto in materia di protezione dell'ambiente, quali quello dei telefoni cellulari e della rete WLAN, ma anche quello dei laser, dei solarium, ecc. Come esposto nel parere in risposta alla mozione Kiener Nellen 11.3593, ha già provveduto a esaminare l'opportunità di istituire le corrispondenti basi legali incaricando il Dipartimento federale dell'interno di elaborare, entro l'estate 2013, un avamprogetto di legge per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti e dagli stimoli sonori.</p><p>5.-6. Nel caso delle "reti elettriche intelligenti", i produttori e i consumatori di corrente sono connessi e gestiti in modo tale da armonizzare maggiormente la domanda e l'offerta di energia. In parte, questa connessione avviene senza cablaggio (GSM, WLAN). I segnali della tecnologia PLC, per contro, sono trasmessi via cavo. Secondo le stime attuali, l'emissione di radiazioni è minima. Inoltre, i contatori intelligenti (smart meters) non comunicano i dati continuativamente, bensì solo una volta al giorno, per cui l'inquinamento elettromagnetico ne risulta fortemente limitato. Pertanto, il Consiglio federale non prevede al momento l'adozione di misure accompagnatorie.</p><p>7. A tutt'oggi, la relazione tra radiazioni ad alta frequenza e patologie multisistemiche quali l'emicrania o i disturbi del sonno non è stata dimostrata scientificamente. In proposito, il Consiglio federale rimanda ai risultati del programma nazionale di ricerca 57 ("Radiazioni non ionizzanti - ambiente e salute"), concluso l'anno scorso.</p>  Risposta del Consiglio federale.