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Il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber si dimette. Lo ha annunciato in una presa di posizione pubblicata stamane dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC), nella quale respinge fermamente l'accusa di menzogna.
"La mancata fiducia nei miei confronti in qualità di procuratore generale danneggia il MPC", prosegue Lauber, precisando che "le modalità (delle dimissioni) verranno discusse con la Commissione giudiziaria competente".
Lauber era confrontato con una procedura di revoca e rischiava di essere sollevato dalla sua funzione in relazione ai suoi incontri segreti con il presidente della Federazione internazionale di calcio (FIFA) Gianni Infantino.
Al termine di un'indagine disciplinare, l'Autorità di vigilanza del MPC (AV-MPC) aveva concluso il 2 marzo che Lauber ha commesso violazioni molto gravi prima ma anche durante il procedimento. Avrebbe tra l'altro rilasciato dichiarazioni contrarie alla verità, violato i doveri d'ufficio e ostacolato l'indagine disciplinare. Lo aveva sanzionato riducendo il suo stipendio annuale dell8%.
Lauber ha sempre contestato le accuse sulla forma e sul merito, criticando inoltre l'AV-MPC per aver commesso numerosi errori procedurali, per essere andata al di là delle sue competenze e per aver dato prova di parzialità. Aveva presentato ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF).
In una sentenza pubblicata oggi, quest'ultimo ammette solo in parte il reclamo di Lauber. La sanzione nei suoi confronti è ridotta: lo stipendio annuale sarà tagliato del 5% e non più dell'8%. La decisione non è definitiva e può essere portata al Tribunale federale (TF).
Nella nota, Lauber afferma di rispettare la sentenza. "Tuttavia continuo a respingere fermamente l'accusa di menzogna", aggiunge, senza fornire altri dettagli circa la volontà o meno di ricorrere al TF.
(Sentenza £A-2138-2020 del 22 luglio 2020)