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L'iniziativa contro la dispersione degli insediamenti è troppo radicale e frenerebbe lo sviluppo della Svizzera, avverte Hans-Ulrich Bigler, consigliere nazionale liberale radicale (PLR), direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri e membro del direttivo dell'Associazione dei proprietari fondiari del Canton Zurigo.
L'iniziativa è superflua, inutile e persino dannosa. La delimitazione di nuove zone edificabili sarebbe permessa solo nel caso in cui un'altra superficie non edificata di dimensione almeno uguale e con un analogo potenziale agricolo sia sottratta all'area edificabile.
Una simile rivendicazione frena lo sviluppo della Svizzera. Il congelamento delle aree edificabili senza limiti temporali non tiene conto né dei bisogni della popolazione e dell'economia, né delle caratteristiche diverse dei cantoni e delle regioni. Al contrario: l'iniziativa impedisce uno sviluppo armonico.
Momento sbagliato
Una revisione della legge sulla pianificazione del territorio, approvata con voto popolare, è entrata in vigore il 1° maggio 2014. Al momento è in fase di applicazione nei cantoni. Oltre ad adattare le loro direttive, i cantoni devono modificare la loro legislazione tenendo conto della tassa sul plusvalore e della disponibilità di terreno edificabile. In alcuni cantoni la revisione è già stata applicata, in altri è ancora in corso di applicazione.
Una nuova modifica delle zone edificabili non ha senso. Prima di tutto bisogna attendere i risultati della revisione della legge sulla pianificazione del territorio. Si sta inoltre preparando una nuova revisione che si concentra sulle costruzioni al di fuori delle aree edificabili. L'iniziativa sulla dispersione degli insediamenti intralcerebbe il processo in corso.
Ingiusta per i cantoni
L'iniziativa contro la dispersione degli insediamenti è ingiusta. Punisce i cantoni che negli scorsi anni hanno gestito in maniera parsimoniosa il loro territorio e che non hanno delimitato grandi aree edificabili di riserva.
Invece di tener conto delle differenze cantonali e regionali, l'iniziativa applica ovunque lo stesso metro di misura ed è perciò lo strumento sbagliato per combattere la dispersione degli insediamenti.
Stimola la dispersione e fa aumentare gli affitti
Il congelamento delle zone edificabili aumenta il rischio che le attività edilizie siano trasferite in aree edificabili ancora disponibili al di fuori degli agglomerati urbani. Questo finirà per stimolare la dispersione. In questo modo i promotori dell'iniziativa otterranno esattamente il contrario di quanto affermano di voler raggiungere con la loro proposta. In alcune regioni il congelamento delle aree fabbricabili condurrebbe altresì a una grave carenza di terreni edificabili.
Ne deriverebbe un aumento dei prezzi dei terreni edificabili e degli edifici a scopo commerciale o abitativo. Ampie fasce della popolazione avrebbero ancora più difficoltà ad accedere alla proprietà. Tutto ciò non è nell'interesse né della popolazione né dell'economia. L'iniziativa contro la dispersione degli insediamenti è perciò anche antisociale.
Importante proteggere i terreni agricoli
L'aumento demografico ha contribuito ad accrescere la sensibilità della popolazione per la protezione dei terreni agricoli. Oggi quasi nessuno è contrario a difendere le aree coltive. Ma questo deve avvenire in modo ragionevole e nel quadro delle revisioni in corso della legge sulla pianificazione del territorio.
L'iniziativa contro la dispersione degli insediamenti è troppo radicale. Renderebbe impossibile dare una risposta alla crescita demografica svizzera ricorrendo alle riserve esistenti e a una densificazione degli abitati. Chiede dei cambiamenti di destinazione delle aree edificabili, ciò che causerà dei procedimenti complicati con i proprietari. La grande maggioranza dei partiti politici e delle organizzazioni si oppone perciò alle rivendicazioni irragionevoli dell'iniziativa.
Agricoltura e regioni di montagna a rischio
L'iniziativa comporta danni collaterali in particolare per l'agricoltura. Un settore che non può essere strangolato: nel 2018 circa l'80% della popolazione ha approvato l'iniziativa per la sicurezza alimentare. Il dettato costituzionale va applicato. L'agricoltura deve mantenere una produzione elevata. Gli edifici che dipendono da una particolare ubicazione e che non sono utilizzati per scopi agricoli potrebbero essere autorizzati solo se sono d'interesse pubblico.
L'iniziativa è un passo indietro rispetto a quello che oggi è possibile. Un ampliamento interno non sarebbe più possibile. Edifici e impianti per l'agricoltura hors-sol sarebbero possibili in linea di principio solo nelle zone fabbricabili. Non sarebbe più possibile produrre uova, pollame o energia rinnovabile.
Queste limitazioni renderebbero difficile la realizzazione di progetti in regioni turistiche, quali per esempio la costruzione di un ristorante in montagna. I contadini dovrebbero ricorrere a terreni edificabili, molto più costosi, contribuendo a loro volta a un aumento dei prezzi. In generale una limitazione dell'agricoltura legata al suolo renderebbe la Svizzera ancora più dipendente dalle importazioni.
L'iniziativa contro la dispersione degli insediamenti manca l'obiettivo. In Svizzera ci sono regole a sufficienza per una gestione parsimoniosa dei terreni edificabili e agricoli. Per questo le rivendicazioni estreme dei Giovani Verdi vanno respinte, soprattutto considerando le esigenze delle regioni di montagna.
Il punto di vista espresso in questo articolo è quello dell’autore e non corrisponde forzatamente a quello di swissinfo.ch.