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L'esecutivo cantonale lucernese chiede al governo svizzero di non più riconoscere i richiedenti asilo eritrei come rifugiati. Anche il presidente dell'esecutivo del vicino cantone di Svitto considera l'attuale prassi "non più sostenibile".
L'enorme aumento di rifugiati mette in pericolo la strategia di accoglienza portata avanti negli ultimi mesi dalla Confederazione, Cantoni e Comuni e che gode di un sostegno politico, si legge nella missiva scritta alla presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga e pubblicata sul sito internet del cantone di Lucerna.
Secondo l'esecutivo lucernese, i giovani lasciano l'Eritrea a causa della situazione economica e della minaccia del servizio militare. "Ma questi non sono motivi per l'asilo". Il governo di Lucerna ritiene che una "prassi dell'asilo generosa" incentivi il "maxi esodo", ciò che a lungo termine può causare anche danni alla stessa Eritrea.
Critiche all'attuale approccio sono state espresse anche dal presidente del governo svittese Andreas Barraud in un'intervista con il quotidiano "Boten der Urschweiz". Egli ha detto che il Cantone dovrebbe essere unito e inviare un chiaro segnale alla Confederazione che "da determinate regioni" non potranno più essere accolti ulteriori richiedenti asilo.
swissinfo.ch e tvsvizzera.it (Telegiornale RSI del 5.08.2015)