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LOSANNA - Difficoltà nell'accesso a prodotti di igiene intima, fino a cinque detenute per cella e atelier di lavoro stereotipati: per le donne, la situazione nelle carceri del canton Vaud è un problema. Alcuni deputati del Gran Consiglio vodese hanno deciso di intervenire, tramite un postulato, per chiedere di migliorare queste strutture pensate esclusivamente per uomini.
La commissione del Gran Consiglio che ha il compito di visitare i penitenziari rileva una certa uniformità nelle condizioni di detenzione nel cantone e ritiene che ciò vada a svantaggio delle donne. Lo indica oggi la socialista Valérie Schwaar, una dei membri di questa commissione.
«Essere una donna in prigione a volte può significare essere condannata a una doppia pena», ha sostenuto Schwaar davanti al legislativo. Secondo la deputata, le detenute dovrebbero beneficiare di un accesso facile e gratuito a salviette e assorbenti igienici. Al momento, nell'unico carcere cantonale per donne di La Tuilière i prodotti disponibili non sono sufficienti e chi desidera ottenerne di più deve compilare moduli supplementari.
Inoltre, le singole celle possono ospitare fino a 5 donne, anche se gli armadi disponibili sono solo quattro. Ciò, sostiene la commissione, crea conflitti.
Una ulteriore critica riguarda gli stereotipi di genere negli atelier: mentre gli uomini si occupano di lavori di falegnameria, alle donne nei laboratori viene chiesto di colorare unghie finte.