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SAN GALLO - La settimana di lavoro è pesante in Svizzera per i dipendenti del settore agricolo: il massimo consentito va in genere dalle 50 alle 66 ore, per salari talvolta inferiori ai 3000 franchi al mese, a seconda dei cantoni. Nel canton San Gallo sono appena fallite le trattative per scendere sotto le attuali 55 ore.
«Meno di 50 ore per tutti», rivendica la Comunità di lavoro delle associazioni professionali dei dipendenti agricoli (ABLA), che conta sezioni in alcuni cantoni della Svizzera tedesca. Nell'agricoltura elvetica, i dipendenti salariati sono circa 30'000, per i due terzi stranieri.
Nel canton San Gallo il contratto normale di lavoro (CNL) per i dipendenti agricoli, risalente al 2004, prevede un tempo massimo di lavoro giornaliero di 10 ore. Le parti sociali possono accordarsi su orari differenziati per estate e inverno. I dipendenti hanno diritto a un giorno e mezzo di libero a settimana e ad almeno una domenica libera al mese. Il tempo medio di lavoro risulta essere così di 55 ore, anche per gli apprendisti.
La scorsa estate l'Unione dei contadini sangallese (SGBV) ha proposto alla controparte un adeguamento, riferisce nell'ultimo numero il suo bollettino "St. Galler Bauer". La SGBV ha proposto di ridurre l'orario massimo settimanale a 52,25 ore per le aziende con animali e a 49,5 per quelle senza. Ma le trattative sono fallite e tutto rimane come prima.
«L'Unione contadini vuole spacciarci per una riduzione del tempo di lavoro quella che tale non è», sostiene Roland Häberli, presidente ad interim della sezione sangallese dell'ABLA, interpellato dall'ats. Infatti - precisa - con il nuovo sistema proposto le pause non sono più considerate come tempo di lavoro. Se si calcolano come tali, si arriva a 55 ore com'è adesso. L'ABLA sangallese chiede che si scenda a 49,5 ore per tutti i dipendenti - circa 2000 - e giornata libera nei giorni festivi riconosciuti.
«Volevamo raggiungere un compromesso», «gli animali devono essere accuditi sette giorni su sette», si giustifica il presidente della SGBV Peter Nüesch.
Secondo Häberli, quanto a tempo di lavoro la Svizzera occupa il primo posto a livello europeo. I dipendenti agricoli - afferma - hanno la settimana di 40 ore in Baviera e di 45 nel Vorarlberg austriaco, e anche in Svizzera c'è un divario Est-Ovest: nel canton Ginevra, aggiunge, vige la settimana di 45 ore.
Proprio Ginevra aveva inoltrato alle Camere federali nel marzo 2014 una iniziativa cantonale per l'introduzione di condizioni quadro minime a livello nazionale, che però è stata bocciata dal Consiglio degli Stati nel dicembre successivo e dal Nazionale nel marzo 2015. La maggioranza era dell'opinione che le condizioni nell'agricoltura elvetica sono troppo diverse e che ci sono strumenti contro i salari abusivamente bassi.
Il CNL di Ginevra, secondo quanto indicato nella motivazione dell'iniziativa cantonale, stabilisce un salario minimo di 3830 franchi per il personale qualificato in possesso di un attestato federale di capacità o di un titolo equivalente, di 3500 franchi per il personale in possesso di un attestato federale di formazione professionale e di 3300 franchi per il personale non qualificato. In altri cantoni le paghe sono spesso sostanzialmente inferiori. E le settimane lavorative parecchio più pesanti: a Glarona si arriva fino a 66 ore.