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I paesi che si contendono il Kashmir azzerano i propri rapporti economici e diplomatici. Islamabad annuncia l'espulsione dell'ambasciatore indiano, il ritiro del proprio diplomatico da New Delhi e l'interruzione dei rapporti commerciali.
Dopo l'annuncio dell'esercito pachistano di essere pronto a spingersi all'estremo - a seguito dell'abolizione dello statuto speciale del Kashmir - la tensione tra India e Pakitsan continua a salire. Islamabad, infatti, ha annunciato che espellerà l'ambasciatore indiano, Ajay Bisaria, e che non manderà a New Delhi un nuovo rappresentante del Pakistan. I rapporti diplomatici tra i due paesi, quindi, stanno per cancellarsi. Secondo quanto pubblicamente annunciato dal Primo Ministro pachistano, Imran Khan, anche i rapporti commerciali verranno interrotti.
Il Kashmir è l'unico stato a maggioranza musulmana in India, paese a prevalenza induista. La regione è al centro di una disputa territoriale tra India e Pakistan (a maggioranza musulmana), sin dal 1947, quando i due paesi vennero divisi. La regione al nord dell'India, confinante con il Pakistan, è già stato teatro di numerosi scontri. In particolar modo le guerre nel 1947, nel 1965 e nel 1971.
Secondo l'edizione di ieri del Daily Times (giornale pachistano in lingua inglese), però, lo scontro tra India e Pakistan non sarebbe religioso, ma politico: "la lotta nel Kashmir non riguarda più la religione, ma è una questione di potere nazionale per i due paesi, motivo per cui anche la Cina, a volte, ha assunto qualche volta un ruolo minore nella battaglia".