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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Kunstmuseum di Berna ha deciso di accettare la collezione Gurlitt e, a tal fine, ha firmato un accordo con la Germania e la Baviera. Questo accordo si fonda, perlopiù, sui principi di Washington.</p><p>Il problema dell'arte trafugata dai nazisti si situa a cavallo fra il diritto e la morale e richiede soluzioni giuste ed eque. La Svizzera ha il dovere di dare il buon esempio e di contribuire al dibattito internazionale sul tema.</p><p>Considerato quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Kunstmuseum di Berna ha coinvolto in qualche modo la Confederazione nelle sue riflessioni sull'accettazione del lascito di Gurlitt? La Confederazione, dal canto suo, si è assunta impegni, in particolare per accertare la provenienza delle diverse opere d'arte?</p><p>2. Quali azioni ha intrapreso, nel corso degli ultimi anni, per promuovere l'applicazione dei principi di Washington?</p><p>3. Quale ruolo giocano la Confederazione, i cantoni e le istituzioni culturali nell'applicazione dei principi di Washington e, più in generale, nell'accertamento della provenienza delle opere d'arte? In quest'ambito, a che punto sono i lavori delle istituzioni culturali sia pubbliche che private?</p><p>4. L'accordo concluso dal Kunstmuseum di Berna prevede disposizioni derogatorie ai principi di Washington? Se sì, come le giudica il Consiglio federale? L'accordo potrebbe avere effetti su altri musei svizzeri?</p><p>5. Nel corso dei prossimi anni la Confederazione prevede di mettere a disposizione più mezzi per accertare la provenienza delle opere d'arte? Prevede anche di incoraggiare le istituzioni culturali pubbliche e private ad accelerare i loro lavori in questo senso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel settore dell'arte confiscata, la Confederazione si assume le sue responsabilità tanto a livello nazionale che internazionale. Il Consiglio federale rimanda alle risposte all'interpellanza Aubert 13.4027, alla mozione Reynard 14.3480, alla mozione Tschäppät 14.3497 e alla domanda Tschäppät 14.5602.</p><p>1. La Confederazione ha seguito i negoziati tra la fondazione di diritto privato del Kunstmuseum di Berna, la Repubblica federale di Germania e lo Stato libero di Baviera nell'ambito dei suoi buoni uffici. Inoltre il Kunstmuseum di Berna l'ha informata degli accertamenti in corso e a Berna si sono tenuti diversi incontri.</p><p>Benché il lascito Gurlitt sia eccezionale e unico, la Confederazione non è parte contraente dell'accordo citato e non ha pertanto assunto alcun impegno.</p><p>2./3. L'Ente opere d'arte frutto di spoliazioni dell'Ufficio federale della cultura, istituito nel 1998 dal Consiglio federale, dimostra la grande importanza attribuita dalla Confederazione ai principi di Washington.</p><p>Nel 1998 la Confederazione ha accertato la provenienza dei beni culturali dei suoi musei e delle sue collezioni e pubblicato i risultati delle sue ricerche. Ha inoltre incaricato lo storico Thomas Buomberger di realizzare uno studio sul ruolo della piazza svizzera nel commercio d'arte ("Raubkunst-Kunstraub"), anch'esso pubblicato nel 1998. Infine, nel 2001 la commissione Bergier ha dato alle stampe un volume sulle opere confiscate dai nazisti ("Fluchtgut-Raubgut").</p><p>Nel 2012 il Consiglio federale si è trovato confrontato con due richieste di restituzione che ha potuto evadere correttamente grazie ai principi di Washington: nel primo caso approvando la restituzione agli eredi senza esigere un indennizzo e nel secondo caso opponendosi alla richiesta. Il rigetto dell'istanza è stato confermato dalla "United States Court of Appeals for the Second Circuit". Attualmente non vi sono altri casi pendenti a carico della Confederazione.</p><p>A livello internazionale, la Confederazione ha riaffermato alle conferenze internazionali di Vilnius (2000) e di Praga (2009) la necessità di applicare i principi di Washington, partecipando attivamente alla stesura e all'approvazione delle rispettive dichiarazioni. Inoltre, sostiene gli sforzi dell'Unesco e del consiglio internazionale dei musei per promuovere la risoluzione alternativa delle controversie.</p><p>L'impegno della Confederazione a favore dell'applicazione dei principi di Washington è stato valutato positivamente dalla "Jewish Claims Conference" nel suo recente rapporto del 14 settembre 2014. Questo rapporto colloca la Svizzera ai primi posti tra gli Stati non direttamente toccati dall'Olocausto.</p><p>Nel 2011, in collaborazione con i cantoni (Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione) e le associazioni dei musei (Associazione dei musei svizzeri, Associazione dei musei d'arte svizzeri), il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto sullo stato della ricerca sulla provenienza nei musei e nelle collezioni di terzi, nel quale ribadisce quanto sia importante che tutte le cerchie e le istituzioni interessate, sia pubbliche che private, portino avanti l'attuazione delle dichiarazioni internazionali in materia di opere d'arte trafugate.</p><p>Infine, sempre in collaborazione con i cantoni e le associazioni dei musei, dal giugno 2013 la Confederazione sostiene i musei e le collezioni di terzi nella ricerca sulla provenienza per mezzo di un apposito portale Internet dedicato all'arte trafugata. Attualmente è in corso una valutazione della risonanza di questo strumento.</p><p>4. L'accordo concluso fa esplicitamente riferimento ai principi di Washington e prevede che questi siano interpretati secondo la "Erklärung der Bundesregierung, der Länder und der kommunalen Spitzenverbände zur Auffindung und zur Rückgabe NS-verfolgungsbedingt entzogenen Kulturgutes, insbesondere aus jüdischem Besitz" (dichiarazione del governo federale tedesco, dei Länder e della confederazione delle collettività locali sul ritrovamento e sulla restituzione di beni culturali confiscati a seguito delle persecuzioni da parte del regime nazionalsocialista, in particolare di proprietà ebraica). Questa dichiarazione rappresenta una base legale supplementare ai principi di Washington, definita dalla Germania per il suo territorio tenendo conto della propria implicazione storica.</p><p>In riferimento alle opere d'arte del lascito Gurlitt, le regole d'interpretazione stabilite in tal modo per contratto tra la fondazione del Kunstmuseum di Berna, la Repubblica federale di Germania e lo Stato libero di Baviera vincolano esclusivamente questi attori e non hanno valenza per terzi, come la Confederazione o altri musei in Svizzera.</p><p>5. Nel messaggio sulla cultura 2016-2019, il Consiglio federale segnala esplicitamente come nei musei e nelle collezioni dei cantoni, dei comuni e dei privati rimanga ancora del lavoro da fare per quanto riguarda la ricerca sulla provenienza dei fondi. La Confederazione auspica che gli enti pubblici e privati intensifichino le loro ricerche e mettano a disposizione le risorse finanziarie necessarie. La Confederazione, dal canto suo, mette a disposizione la competenza specialistica dell'Ente opere d'arte frutto di spoliazioni dell'Ufficio federale della cultura.</p>  Risposta del Consiglio federale.