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Le due principali banche svizzere, UBS e Credit Suisse, hanno annunciato utili in calo nel secondo trimestre dell’anno. Ciononostante, i due istituti hanno motivo di essere relativamente soddisfatti.
Venerdì, UBSLink esterno ha comunicato per il secondo trimestre un utile netto in flessione del 14% rispetto allo stesso periodo del 2015. La persistente volatilità dei mercati, le incertezze macroeconomiche e le forti tensioni geopolitiche - rafforzate dalla BrexitLink esterno - hanno contribuito all'avversione da parte dei clienti ad assumere rischi e allo scarso volume delle transazioni, indica la banca. «È poco probabile che tali condizioni cambino in un futuro prossimo», prevede l’istituto.
Tuttavia, l’utile netto di 1,03 miliardi di franchi supera le previsioni degli analisti, che secondo Reuters avevano preannunciato in media un risultato inferiore di 495 milioni. Inoltre, c’è stata una progressione del 46% rispetto al primo trimestre.
L’annuncio dei risultati di UBS giunge un giorno dopo quello di Credit SuisseLink esterno. Giovedì, la seconda banca del paese ha indicato di aver conseguito un utile netto di 170 milioni di franchi nel secondo trimestre. Si tratta di un calo dell’84% in un anno. La banca ha comunque fatto meglio rispetto ai primi tre mesi del 2016, dove ha subito una perdita di 302 milioni.
L'istituto, ha indicato il CEO Tidjane Thiam in un comunicato, ha saputo «migliorare la propria performance e operare in modo redditizio in un contesto volatile. Abbiamo proseguito nell'attuazione disciplinata della nostra strategia, riducendo ulteriormente la nostra base di costi e procedendo con il ridimensionamento nonché la riduzione dei rischi di Global Markets».
swissinfo.ch e agenzie