Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/256720

<h2>SubmittedText<h2><p>La liberalizzazione delle bevande spiritose nel 1997 e nel 1999 nonché l’integrazione della Regìa federale degli alcool (RFA) e dei suoi compiti nell’allora Amministrazione federale delle dogane si è ripercossa sulla produzione nazionale di bevande spiritose, in particolare le acquaviti, che sono considerate bene culturale svizzero.&nbsp;</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto ammontava la quota di mercato delle bevande spiritose prodotte in Svizzera rispetto al totale delle vendite di tali bevande nel nostro Paese prima della liberalizzazione nel 1997 e 1999? A quanto ammonta oggi?</p><p>2. A quanto ammontava la quota di mercato delle acquaviti prodotte in Svizzera con frutta indigena prima della liberalizzazione? A quanto ammonta oggi?</p><p>3. A quanto ammontava la quota di mercato di vodka importata prima della liberalizzazione? A quanto ammonta oggi?</p><p>4. Quali altri compiti, oltre a quelli fiscali, svolgeva la Regìa e di quante risorse (p.&nbsp;es. collaboratori) disponeva?</p><p>5. Quali compiti ha ripreso l’AFD (attuale Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini UDSC) dalla RFA e quante risorse (p.&nbsp;es. collaboratori) impiega oggi per l’esecuzione di tali compiti?</p><p>6. Il Consiglio federale può immaginare di trasferire i compiti precedentemente svolti dalla RFA, ad eccezione di quelli fiscali, a un’organizzazione da creare ex novo? Per esempio, un centro di competenza per le bevande spiritose (promozione della qualità, laboratorio, statistiche, rispetto delle prescrizioni in materia di pubblicità e altri).</p><p>7. Il Consiglio federale è disposto a proteggere e a sostenere maggiormente le bevande spiritose prodotte da materie prime indigene, in particolare le acquaviti prodotte con frutti di alberi ad alto fusto, che fanno parte del patrimonio culturale svizzero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La quota di mercato delle bevande spiritose prodotte in Svizzera prima della liberalizzazione del relativo mercato ammontava a circa il 37&nbsp;per cento, mentre oggi ammonta a circa l’11&nbsp;per cento.</p><p>2. La quota di mercato delle acquaviti di frutta prodotte in Svizzera con materie prime indigene prima della liberalizzazione ammontava a circa il 18&nbsp;per cento, mentre oggi ammonta a circa il 3&nbsp;per cento.</p><p>3. La quota di mercato di vodka importata prima della liberalizzazione ammontava a circa il 3&nbsp;per cento, mentre oggi ammonta a circa il 12&nbsp;per cento.</p><p>4. Oltre ai compiti fiscali, la RFA era competente per il controllo del mercato dell’alcol e della relativa coordinazione con i Cantoni nonché per il controllo della pubblicità dell’alcol. Inoltre sovvenzionava le istituzioni nazionali, forniva supporto per i progetti correlati alla tutela della salute pubblica e allestiva le relative statistiche. <a href="https://www.metas.ch/metas/it/home.html"><span style="color:windowtext;">Oltre a ciò contribuiva alla promozione della qualità nel settore unitamente ad Agroscope e all’Istituto federale di metrologia (METAS).</span></a> Il 1°&nbsp;gennaio 2017 la RFA disponeva, senza calcolare le attività di Alcosuisse, dell’equivalente di oltre 92&nbsp;posti a tempo pieno («full time equivalent», FTE) per tutte le sue attività, compresi i compiti fiscali (circa&nbsp;5 dei 92&nbsp;FTE si occupavano di compiti non fiscali). 10&nbsp;FTE erano destinati a titolo accessorio per il controllo delle distillerie, posti che poi sono stati soppressi senza essere sostituiti con l’introduzione dell’autodichiarazione.</p><p>5./6. L’UDSC ha ripreso tutti i compiti della RFA, ricevendo da essa 76&nbsp;FTE (dal 1°&nbsp;gennaio 2018). Attualmente, grazie a procedure più efficienti, l’UDSC impiega nel suo centro di competenza per l’alcol con sede a Delémont circa 32&nbsp;FTE per l’esecuzione della legislazione sull’alcol e circa 20&nbsp;FTE per funzioni trasversali. Per i compiti non fiscali continuano a essere disponibili gli stessi mezzi finanziari. Il Consiglio federale non vede quindi alcuna necessità di intervenire in questo ambito.</p><p>7. La Confederazione promuove la coltivazione di alberi da frutto ad alto fusto con pagamenti diretti agli agricoltori. Tale supporto ha principalmente lo scopo di mantenere e promuovere la biodiversità e la qualità del paesaggio. L’obiettivo non è quello di aumentare la produzione di bevande spiritose ottenute da frutti di alberi ad alto fusto. Dal&nbsp;2018, il settore nazionale delle bevande spiritose è sostenuto anche grazie a pagamenti annui di circa sei&nbsp;milioni di franchi basati sull’ordinanza del 15&nbsp;settembre 2017 concernente gli ammanchi di alcol (RS&nbsp;<i>680.114</i>). Il Consiglio federale non vede quindi alcuna necessità di intervenire in questo ambito.</p>