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Il Tribunale federale ha confermato la sentenza di condanna pronunciata l'anno scorso dal Tribunale cantonale di Zurigo contro Fredi Hafner, l'ex poliziotto comunale accusato di essere stato la "talpa" della "SonntagsZeiung" nella vicenda che nel 2008 aveva portato alle dimissioni del neonominato capo dell'esercito Roland Nef. Un'accusa recisamente respinta dall'imputato.
Hafner, che rivestiva la carica di vicecapo della sezione ricerca persone della polizia cittadina, è stato riconosciuto colpevole di aver consegnato a un giornalista del domenicale documenti confidenziali che si trovavano nel sistema informatico POLIS della polizia e che riguardavano una denuncia penale per coazione e molestie sessuali sporta contro Nef nel 2006 dalla sua ex compagna.
L'8 novembre 2012 la corte d'appello zurighese aveva confermato la pena a 90 aliquote giornaliere con la condizionale per violazione del segreto d'ufficio inflitta nell'aprile 2009 in prima istanza a Hafner. Aveva tuttavia abbassato l'ammontare delle aliquote da 160 a 120 franchi.
Hafner ha presentato ricorso al Tribunale federale chiedendo una completa assoluzione. L'ex poliziotto, negando ogni addebito, sosteneva che i documenti potevano essere stati trafugati da qualcun altro. I supremi giudici di Losanna, nella sentenza pubblicata oggi, ritengono tuttavia che la questione sia stata chiarita a sufficienza dal Tribunale cantonale, il quale ha escluso l'esistenza di possibili altri informatori.
Il brigadiere Roland Nef era stato nominato nel giugno 2007, a soli 48 anni e saltando il grado di divisionario, nuovo capo dell'esercito a partire dal gennaio 2008. Nella bufera era finito il 13 luglio 2008, quando la "SonntagsZeitung" aveva rivelato l'esistenza di una inchiesta penale nei suoi confronti. La sua ex compagna lo aveva denunciato nel settembre 2006 per coazione, molestie sessuali e pornografia: Nef l'avrebbe molestata con telefonate e sms e messo a suo nome annunci erotici su internet. Una procuratrice zurighese aveva però archiviato il procedimento nell'ottobre 2007, dopo che la donna aveva ricevuto da Nef un risarcimento.
Secondo il domenicale zurighese l'allora ministro della difesa Samuel Schmid era al corrente dei fatti e del procedimento ancora in corso al momento della nomina ma non ne avrebbe informato il governo. La vicenda si è conclusa con le dimissioni di Nef e (ufficialmente "per motivi di salute") dello stesso Schmid a fine 2008.
SDA-ATS