Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01197.jsonl.gz/776

Vous ne serez jamais heureux:
vous êtes à la fois Faust et Méphisto.
(Philipp a Busoni)
LE LETTERE DI FERRUCCIO
BUSONI A ISIDOR PHILIPP
TOUTE SUPÉRIORITÉ EST UN EXIL
Antony Beaumont scrisse che Ferruccio Busoni "fu uno dei migliori e più fertili scrittori di lettere del suo tempo. Virtuoso della penna quanto del pianoforte, il suo stile epistolare maturo gli permetteva quella favolosa varietà di attacchi e di sfumature, quelle sottigliezze e quella flessibilità della forma per le quali è rammentato come pianista e come compositore. Per Busoni la forma di una lettera era altrettanto importante per la sua buona riuscita quanto quella di una composizione o di un programma di concerto". Gran parte delle lettere più pregnanti e profonde sul piano umano, etico, artistico e musicale non furono indirizzate a persone veramente famose, ma a famigliari e amici (artisti, intellettuali poco conosciuti, persone comuni) "la cui fede in lui era però indiscutibile".
Isidor Philipp, pianista, didatta e compositore ungaro-francese fu il destinatario privilegiato di alcune di queste lettere memorabili. Il loro sodalizio umano e artistico, fervido e fecondo, durò oltre vent'anni. Si conobbero nel 1900 a Berlino (città nella quale Busoni abitava stabilmente dal 1894) [...]
[...] Il francese di Busoni è piuttosto scorretto, rispetto a quello forbito di Philipp. Ma gli "errori" e gli squilibri sintattici per gran parte non ostacolano o interrompono il flusso del suo pensiero che è di tale elevatezza ...espressività e trasparenza intellettuale da anteporsi con forza alla forma stessa; può anzi accadere che il "disordine" formale sia non di rado intimamente connesso al contenuto inquieto, scorato, drammatico della lettera e le anomalie a volte sembrano paradossalmente assumere il valore di veri e propri stilemi, anche se involontari, di scarti dalla norma che conferiscono maggiore pregnanza al contenuto. Come non ricordare, a questo proposito, le parole che Antony Beaumont ebbe la cortesia di scrivermi sulle varie lingue impiegate da Busoni: "Busoni hat nicht auf Deutsch, nicht auf English, nicht auf Franzosisch usw. geschrieben, sondem auf "Europäisch'. Das macht seine Briefe einerseits leicht zu ubersetzen, erklärt andrerseits den eleganten, cosmopolitischen Tonfall - aber es erklärt auch, warum er in jeder Sprache manchmal Fehier machte. Seine Abweichungen vom deutschen Norm (ich mochte sic eigentlich nicht als "Fehier" bezeichnen!) sind mir allerdings hundertmal lieber als "korrektes" Deutsch. Vermutlich war es mit semen Gebrauch der italienischen Sprache nicht wesentlich anders. In Helsinki sah ich eigenhandige Briefe von ihm an Sibelius - auf Schwedisch! Wahrscheinlich auch mit "Fehiern", aber immerhin..."
LA PRIMA LETTERA DI BUSONI CON IL COMMENTO
COMPLETO DI LAURETO RODONI
DALL'APPENDICE VI - IL TESTO
DEL DOKTOR FAUST TRADOTTO IN ITALIANO