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La Nestlé Waters, leader mondiale della distribuzione di acqua in bottiglia, si è vista consegnare lunedì da alcuni attivisti dell'Iniziativa delle Alpi, il “sasso rosso del diavolo”.
La società ricorre infatti a troppi trasporti di acqua ritenuti assurdi.
Il direttore di Nestlé Waters aveva espresso la volontà di promuovere il trasporto ferroviario, ma fino ad oggi le sue sono state “solo parole al vento”, hanno commentato i responsabili dell'Iniziativa delle Alpi in una conferenza stampa lunedì a Berna.
Nonostante la Svizzera disponga di acqua minerale e di acqua potabile in grandi quantità, Nestlé importa e distribuisce acque minerali francesi e italiane.
Solo le importazioni in Svizzera generano un traffico attraverso le Alpi stimabile in 12'000 viaggi in autocarro all'anno.
Troppi trasporti su strada
La San Pellegrino viene importata dall'Italia attraverso il San Gottardo e il Sempione unicamente per camion, come pure la maggior parte delle acque Contrex e Perrier dalla Francia.
Questo fatto ha indotto l'associazione a conferire a Nestlé Waters il premio del “sasso rosso del diavolo”, sebbene questa azienda non sia l'unica a trasportare acqua su strada. Henniez effettua ben il 90 per cento dei suoi trasporti su strada.
La Migros rifornisce invece i suoi centri di distribuzione per ferrovia in ragione del 97 per cento e anche il gruppo Coca-Cola (Valser) e la Coop fanno sempre più ricorso al treno.
Sfruttare le alternative
"In Svizzera" - ha rilevato Georges Darbellay, coordinatore dell'Iniziativa delle Alpi per la Svizzera romanda, "non mancano nemmeno le alternative valide al consumo di acqua minerale".
Invece di pagare da 500 a 1000 volte in più, i consumatori dovrebbero esigere dalle rispettive autorità comunali la fornitura di acqua corrente di buona qualità a un prezzo ragionevole.
L'acqua potabile svizzera - secondo Darbellay - non teme paragoni con le acque minerali in bottiglia. Inoltre, il consumo di acqua dal rubinetto risulta senz'altro più ragionevole dal punto di vista dell'economicità, dell'ambiente e della giustizia sociale.
Gli apparecchi in commercio consentono inoltre di ottenere comodamente e in modo economico acqua gasata a domicilio.
Chi invece non vuole rinunciare ad un'acqua mineralizzata, dovrebbe per lo meno scegliere la fonte più vicina.
L'industria dell’acqua in bottiglia è uno dei settori meno regolati e che presenta il maggior tasso di crescita.
Paesi poveri penalizzati
Tendenze che stanno prendendo piede anche nei paesi in via di sviluppo, senza però per questo fornire alle popolazioni più povere acqua di miglior qualità, ha rilevato da parte sua Marianne Hochuli, della Dichiarazione di Berna.
La Hochuli ha inoltre fatto presente il pericolo che la vendita di acqua in bottiglia diminuisca ulteriormente la disponibilità dei governi ad investire nelle reti locali di approvvigionamento di acqua potabile.
La tendenza in atto ha un'altra grave conseguenza: Nestlé e altre multinazionali del settore - ha detto - stanno tentando di assicurarsi i diritti per lo sfruttamento delle sorgenti, sottraendo così uno dei beni più preziosi alla collettività per trasformarlo in una merce privata.
L'instancabile ricerca di nuove fonti di acqua pulita da imbottigliare sta inoltre portando ad uno sfruttamento sconsiderato delle sorgenti.
Nestlé, ad esempio, con l'acquisizione del gruppo Perrier nel 1994, è divenuta proprietaria delle sorgenti del parco acquatico di Sao Lourenco (Brasile).
Negli anni seguenti, Nestlé ha scavato due pozzi di 150 metri di profondità per poterne ricavare giornalmente 60'000 litri di acqua minerale di alta qualità.
Questo sfruttamento ha però tolto all'acqua il suo particolare sapore e una delle sorgenti si è persino esaurita.
La risposta di Nestlé Waters
Reagendo alla consegna del “sasso rosso del diavolo”, la Nestlé Waters ha fatto sapere che il trasporto con la ferrovia rimane uno dei suoi obiettivi.
“Stimiamo a 6000 le importazioni di acque minerali per il 2003, in camion o treno. Utilizziamo il treno nel 20% dei casi”, ha dichiarato il direttore generale André Granelli.
“Quasi il 60% dei prodotti francesi sono trasportati con la ferrovia, mentre tutte le acque italiane viaggiano in camion”.
Granelli ha citato due problemi: la cattiva connessione della rete italiana e i clienti che non sono raggiungibili con il treno. Ma la situazione con l'Italia dovrebbe migliorare dal 2005.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
L'87% del trasporto di acqua minerale avviene su strada
Al suo arrivo sulla tavola una bottiglia di San Pellegrino ha percorso 600 km
12'000 autocarri attraversano le Alpi ogni anno, carichi di acqua minerale
In breve
Il trasporto di acque minerali costa troppo. Inoltre, dal momento che la maggior parte delle grandi ditte effettua questi trasporti su strada e non tramite la ferrovia, bere acqua minerale sta diventando anche poco ecologico.
Gli attivisti dell’Iniziativa delle Alpi lunedì hanno criticato e distribuito voti negativi a Nestlé Waters per i suoi trasporti assurdi.
L’associazione ha denunciato anche l’eccessiva importazione di acque minerali dall’estero e ha invitato la popolazione a bere più acqua di rubinetto.