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BERNA - Dopo le accese polemiche sui salari stratosferici presso la BKW - la Ceo ha incassato 2 milioni nel 2018 - ora si muove la politica: il Consiglio di Stato bernese ha chiesto che il gruppo energetico controllato dall'ente pubblico riveda il suo modello di remunerazione.
In un comunicato odierno l'esecutivo riconosce che l'azienda - che gestisce fra l'altro la tanto discussa centrale nucleare di Mühleberg (BE) - è riuscita a riorientarsi con successo a livello strategico e a realizzare notevoli profitti, ma afferma di osservare «con preoccupazione» l'evoluzione dei salari degli alti dirigenti. «Rappresentano un rischio a livello di reputazione», sostengono i consiglieri di stato.
Pur rispettando l'autonomia del consiglio di amministrazione (Cda) nello stabilire la politica salariale dell'impresa (che è quotata in borsa, ma che è controllata per il 52,54% dal cantone), il governo si è rivolto con una lettera allo stesso organo di sorveglianza, palesando la sua opinione critica.
L'esecutivo aggiunge quindi anche di capire come l'aumento delle buste paga del 2018 sia dettato da fattori straordinari, ma invita il Cda ad adattare il modello di retribuzione al fine di evitare che sviluppi di questo tipo si ripetano.
In una nota diffusa pochi minuti più tardi di quella del governo, il Cda afferma di prendere atto con favore del fatto che il consiglio di stato rispetti le prerogative dell'azienda nel fissare i salari. Nello stesso tempo è stato incaricato il comitato di remunerazione di esaminare il modello retributivo attualmente in vigore e di avanzare proposte in materia.
Come noto il compenso riservato alla Ceo di BKW Suzanne Thoma è esploso l'anno scorso, raggiungendo 2,0 milioni di franchi, una cifra del 54% superiore agli 1,3 milioni dell'anno precedente. Per l'insieme della direzione gli stipendi sono lievitati da 4,8 a 5,7 milioni.
La pioggia di denaro ha interessato anche il Cda, che ha visto la remunerazione salire da 888'000 a 932'000 franchi. Al presidente Urs Gasche - un ex politico: è stato consigliere di stato dapprima UDC e poi PBD (2002-2010), nonché consigliere nazionale (2011-2017) - in busta paga sono finiti 387'000 franchi, contro i 340'000 del 2017.
L'operato della BKW sul mercato negli ultimi anni ha anche raccolto critiche: il gruppo è cresciuto con una energica politica di acquisizioni di ditte più piccole che non ha raccolto solo consensi.