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a) L'Unione oggi
Negli ultimi 60 anni, l'UE è cresciuta dalla Comunità economica europea (CEE) con 6 paesi a un'Unione sempre più centralizzata e molto più grande con (dopo la Brexit della Gran Bretagna) 27 paesi e 24 lingue ufficiali e un mercato con circa 450 Milioni di abitanti sviluppati.
"Bruxelles" (l'élite politica, economica e sociale dell'UE) vuole continuare ad integrarsi, centralizzarsi e espandersi:
b) Democratizzazione?
Della necessità di democratizzare l'UE si parla da lungo anche a «Bruxelles», soprattutto in favore di governo eletto democraticamente al posto della Commissione attuale e un Parlamento solo responsabili della legislazione dell'Unione.
Tuttavia, una tale democratizzazione non si può fare senza una nuova costituzione UE e quindi senza l'approvazione di tutti i paesi membri. Un primo tentativo di creare una nuova costituzione (2003-2009) si è rivelato estremamente difficile. In Francia e nei Paesi Bassi, questo progetto è stato respinto nei referendum nazionali; tuttavia, questi plebisciti furono ampiamente ignorati nel Trattato di Lisbona, causando frustrazione per molti cittadini ingannati.
I referendum paneuropei sono categoricamente respinti da "Bruxelles" (ad esempio su questioni fondamentali quali la divisione dei poteri tra l'UE e i suoi paesi membri e l'ammissione di nuovi paesi membri).
La stragrande maggioranza dei politici dell'UE e negli Stati membri chiede energicamente un'ulteriore centralizzazione dell'Unione, con l'aiuto risoluto dei tribulali europei, ma come sempre, senza dare ai cittadini la possibilità di pronunciarsi nei referendum.
I referendum ostacolerebbero il processo "senza alternativa" dell'integrazione, sopraffarrebbero i cittadini e sarebbero inadatte a riolvere le questioni complesse al livello europeo. Anzitutto il potere di "Bruxelles" e dei suoi politici sarebbe ridotto e le loro decisioni sempre compromesse ( "Democrazia diretta e parlamentare").
a) Obiettivi
A lungo termine, secondo molti politici dell'UE, lo scenario UE+ "Avanti come sempre" dovrebbe portare agli Stati Uniti d'Europa (USE). Come nuova potenza mondiale, l'USE dovrebbe svolgere un ruolo globale politico, economico e militare primordiale.
Se l'USE copiasse effettivamente gli Stati Uniti, la Commissione, il Parlamento e il Consiglio dell'UE avrebbero molto di più da dire nella loro nuova funzione di dirigenti (presidente e governo) e legislativo (parlamento con due camere) che nell'UE di oggi.
Come negli Stati Uniti, i cittadini europei potrebbero eleggere nell'USE il parlamento e il Presidente, che potrebbe prendere lui stesso molte decisioni importanti (anche in materia di guerra e pace). Tuttavia, difficilmente ci si aspetterebbe referendum pan-europei, se non altro perché la nuova potenza mondiale certamente non vorrebbe mettere a repentaglio la sua propria capacità di agire nelle crisi permanenti.
b) Attuazione
L'allineamento completo delle nazioni europee secondo il modello degli stati confederali americani sarebbe probabilmente molto più difficile che nel melting pot degli Stati Uniti - data la grande diversità delle lingue, delle culture e della storia molto diversa dei paesi europei, ad esempio nel periodo coloniale, nella prima e nella seconda guerra mondiale e nella guerra fredda.
L'USE dovrebbe basarsi senza nessun dubbio su una nuova costituzione, che potrebbe essere elaborata e attuata in linea di principio come nel 2003/09, al primo tentativo di creare una costituzione per l'UE.
Tuttavia, a causa dell'esperienza poco convincente fatta con questo primo tentativo, e dell'immensa importanza di una nuova costituzione europea, sarebbe assolutamente indispensabile una procedura più democratica con il coinvolgimento dei cittadini, soprattutto per eleggere un consiglio costituzionale e per ratificare la costituzione in un referendum in ogni paese.