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L'uomo fermato in relazione all'incendio di sabato nella cattedrale gotica dei Santi Pietro e Paolo a Nantes, in Francia, è un trentenne ruandese di fede cattolica. Lo riferisce Le Figaro.
Era lui il responsabile della chiusura della cattedrale venerdì sera e "gli investigatori vogliono chiarire alcuni elementi sui tempi delle sue azioni", ha affermato il procuratore, secondo cui ci sarebbero alcune contraddizioni nelle sue affermazioni.
Apparentemente l'uomo era in possesso di tutte le chiavi e nessun segno di effrazione è stato osservato nell'edificio. Per il magistrato tuttavia "qualsiasi interpretazione che possa implicare questa persona nella commissione dei fatti è prematura e affrettata.
Dobbiamo rimanere cauti sull'interpretazione di questa custodia, è una procedura normale ". Tra le ipotesi resta ancora in piedi anche quella di un incidente elettrico.
Arrivato dal Ruanda qualche anno fa, l'uomo è seguito e ospitato dalla diocesi. Stava cercando di rinnovare il visto e "stava discutendo con la Prefettura su questo punto", ha affermato il procuratore.
"Non credo per un solo secondo che abbia potuto dare fuoco alla cattedrale. È un posto che adora - sostiene un impiegato della cattedrale, Jean-Charles Nowak, citato dallo stesso quotidiano -. È un uomo di servizio, molto gentile, sorridente ma piuttosto silenzioso. So che ha molti problemi di salute e che ha sofferto molto in Ruanda".