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Il tasso dei contributi all'assicurazione disoccupazione dev'essere riportato dal 3 al 2 percento, al più tardi entro la fine del 2002 e non del 2003. Su questo tema si è svolta alla Camera bassa una battaglia fra destra e sinistra.Questo contenuto è stato pubblicato il 06 giugno 2000 - 16:23
Nell'ambito dell'esame del consuntivo della Confederazione 1999, il Consiglio nazionale ha approvato lunedì una mozione in questo senso, con 98 voti contro 66.
Proposta dalla commissione delle finanze, la mozione chiede il ritorno, un anno prima del previsto, al tasso normale del 2 percento, versato in ragione della metà ciascuno da datore di lavoro e lavoratore. Secondo i rappresentanti «borghesi», la riduzione è consentita dal miglioramento della congiuntura e dalla diminuzione del numero dei disoccupati.
La sinistra ha invece combattuto la mozione, ricordando che l'indebitamento dell'assicurazione disoccupazione non sarà eliminato nel 2002. È inoltre assennato rimborsare in periodi di «vacche grasse», come quello che stiamo attraversando, per non trovarci nuovamente in difficoltà in periodi di «magra», che solitamente coincidono con una ripresa della disoccupazione.
Del resto - è stato ancora ricordato - non si sa fino a quando durerà questo periodo di crescita congiunturale. Per Patrice Mugny (i verdi/GE), questa misura comporterà un nuovo deterioramento delle prestazioni per i disoccupati. Pierre-Yves Maillard (PS/VD) ha sottolineato che la mozione contrasta con le decisioni prese in occasione della «tavola rotonda» sulle finanze.
Dal canto suo, Kaspar Villiger ha inutilmente difeso la trasformazione della mozione in postulato, meno impegnativo. Ha confermato che il risanamento dell'assicurazione disoccupazione non si concluderà nel 2002. Per il ministro delle finanze, al limite sarebbe possibile anticipare la riduzione dei contributi di sei mesi, rispetto alla scadenza di fine 2003.
swissinfo e agenzie
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