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Con 2,07 miliardi di franchi, l'UBS ha quasi triplicato l'utile netto nel terzo trimestre 2015 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e quasi raddoppiato in confronto al secondo trimestre di quest'anno. La progressione si spiega però soprattutto con l'attivazione nel periodo in rassegna di crediti d'imposta per 1,3 miliardi di franchi.
Il risultato del terzo trimestre 2015 avrebbe potuto essere migliore se non fosse stato per costi di ristrutturazione pari a 298 milioni e accantonamenti per 592 milioni, tutti elementi che hanno influito negativamente sui conti. Gli accantonamenti sono destinati a coprire eventuali multe in relazione ai contenziosi aperti con autorità di vari Paesi per irregolarità.
Globalmente la più grande banca della Svizzera è comunque abbastanza soddisfatta dei risultati conseguiti in un contesto difficile. È però preoccupata per il futuro prossimo. Oltre ai problemi a livello economico attuali, nuove sfide attendono l'istituto finanziario. La banca si attende maggiori costi dalle nuove esigenze in materia di mezzi propri annunciate recentemente dal governo elvetico nell'ambito della problematica del "too big to fail". Il Ceo dell'UBS, Sergio Ermotti, non risparmia critiche al progetto governativo.
swissinfo.ch e tvsvizzera.it (TG RSI del 3.11.2015)