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GERUSALEMME - Nel blitz della marina militare israeliana alla nave turca di attivisti filopalestinesi, lo scorso 31 maggio al largo di Gaza, sono stati commessi "errori", soprattutto al livello di alti ufficiali, ma non ci sono stati "fallimenti operativi" o gravi "trascuratezze" in nessuna questione sostanziale.
Sono queste le conclusioni a cui è giunta la commissione di inchiesta militare presieduta dal generale Ghiora Eiland, il cui rapporto è stato pubblicato oggi, dopo un lavoro di cinque settimane.
Prosegue intanto l'opera della commissione che sta indagando il processo decisionale e il comportamento del livello governativo nel caso in questione.
La commissione Eiland non ha ritenuto necessario stabilire responsabilità personali e formulare raccomandazioni concernenti ufficiali e soldati.
In una conferenza stampa, Eiland ha espresso sollievo per il fatto che non sono stati rilevati "errori e trascuratezze in nessuna questione sostanziale durante questa complessa e difficile operazione". Inoltre il comportamento dei membri del commando che abbordarono la nave turca Mavi Marmara è stato "coraggioso e professionale". Anche lo sgombero dei feriti al termine dell'operazione è stato, a suo avviso, da manuale.
"D'altra parte però ci sono stati errori decisionali, soprattutto ai gradi più alti, che hanno portato alla morte di nove attivisti turchi e al ferimento di diversi soldati, diverso da quello previsto".
SDA-ATS