Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01199.jsonl.gz/1273

BERNA - Il Programma nazionale di prevenzione contro la povertà si è rivelato positivo e le misure adottate si sono dimostrate valide. Tuttavia, con i crescenti cambiamenti strutturali nell'economia, il problema resta ancora di grande attualità. Per questo motivo il Consiglio federale intende rinnovare il suo impegno in questo ambito, stanziando 2,5 milioni di franchi per i prossimi cinque anni.
Attualmente, in Svizzera, il 7,5% della popolazione residente permanente - vale a dire 615'000 persone, di cui 108'000 bambini - vive in situazione di povertà. Rispetto agli anni precedenti il tasso è relativamente stabile, ma tendenzialmente in leggera crescita, indica una nota governativa odierna.
Al fine di migliorare le misure di prevenzione contro la povertà, nel corso degli ultimi cinque anni la Confederazione ha attuato - insieme con i Cantoni, le Città, i Comuni e varie organizzazioni non governative - un programma nazionale, i cui costi sono ammontati complessivamente a 9 milioni di franchi.
In un rapporto pubblicato oggi, il Consiglio federale giunge alla conclusione che esso ha dato buoni risultati, in quanto ha migliorato la messa in rete e la collaborazione tra i diversi attori della prevenzione e della lotta contro la povertà e ha stimolato i dibattiti specialistici in materia.
Sono inoltre stati elaborati aiuti pratici, per esempio per quanto riguarda il sostegno alla prima infanzia nei Comuni di piccole e medie dimensioni, la collaborazione con i genitori nell'ambito della prevenzione e i servizi di aiuto all'alloggio.
Dalla valutazione emerge che questi ausili sono stati considerati un prezioso sostegno dagli attori interessati, precisa il governo.
Misure mantenute - Il Consiglio federale ritiene che le misure di prevenzione siano un'alternativa efficace ed economica a futuri versamenti sotto forma di prestazioni sociali. Il Governo intende quindi rinnovare il suo impegno in tale ambito, stanziando 500'000 franchi all'anno per i prossimi cinque anni. Ciò consentirà di attuare le raccomandazioni formulate e creare anche per il futuro possibilità di dialogo e messa in rete, spiega l'esecutivo, precisando che un nuovo rapporto sul tema verrà presentato nel 2024.
Il governo rinuncia invece all'introduzione di un monitoraggio della povertà. A suo avviso, l'Ufficio federale di statistica provvede infatti già a svolgere indagini e ad allestire pubblicazioni relative all'evoluzione della povertà in Svizzera.
In occasione della Conferenza nazionale contro la povertà, prevista il prossimo 7 settembre a Berna, il presidente della Confederazione Alain Berset - assieme ai rappresentanti dei Cantoni, delle Città, dei Comuni e della società civile - stilerà un bilancio dettagliato dei risultati e discuterà della futura necessità d'intervento in questo ambito.