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Il Paul Scherrer Institut ha realizzato il fascio di raggi x più sottile del mondo: servirà a fotografare la struttura molecolare delle cellule.
L'invenzione del microscopio ottico, alcuni secoli fa, ha dischiuso all'uomo le porte di un mondo inaccessibile ai nostri sensi. Il funzionamento dello strumento è elementare: la luce di una comune lampadina investe un campione che intendiamo osservare, i raggi luminosi riflessi passano attraverso una serie di lenti che li deformano, amplificando le dimensioni dell'immagine che raggiunge i nostri occhi.
Ora un gruppo di ricercatori del Laboratorio di Nanotecnologie del Paul Scherrer Institut, a Villingen, ha realizzato un rivoluzionario microscopio a raggi x che permetterà di andare ben oltre i risultati ottenuti finora e visualizzare la struttura molecolare degli organuli all'interno delle cellule.
Uno strumento meraviglioso
I microscopi ottici hanno un limite invalicabile. Non distinguono oggetti di dimensioni inferiori a un decimillesimo di millimetro. La luce, infatti, è formata da onde dotate di una lunghezza caratteristica. La lunghezza d'onda della luce visibile è relativamente grande e gli oggetti più piccoli di un decimillesimo di millimetro si perdono letteralmente tra le sue pieghe.
Per ovviare a questo inconveniente, nel corso del tempo i ricercatori si sono serviti di radiazioni di lunghezza d'onda inferiore: ultravioletti e raggi x. Questi ultimi sono capaci di catturare dettagli delle dimensioni di un decimo di milionesimo di millimetro e proiettare la loro immagine su opportuni sensori fotografici.
I fasci di raggi x impiegati a questo scopo, però, sono relativamente larghi. Il loro diametro è superiore a cento milionesimi di millimetro. Sono adatti a fotografare campioni omogenei, per esempio una superficie formata da un gran numero di molecole uguali, ma non consentono di visualizzare la struttura di singoli oggetti complessi, come gli organelli che si trovano all'interno delle cellule.
I ricercatori di Villingen, servendosi delle più avanzate nanotecnologie, hanno prodotto un fascio di raggi x del diametro di poche decine di milionesimi di millimetro, il più sottile mai creato. Il risultato, descritto sulle pagine della rivista Science, apre la strada a nuove applicazioni nel campo della microscopia: l'uomo osserverà con i propri occhi i meccanismi basilari della vita.
Maria Cristina Valsecchi