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Da gennaio sarà vietato in Svizzera triturare i pulcini ancora vivi. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale che ha modificato in tal senso l'ordinanza sulla protezione degli animali, applicando così la volontà del Parlamento.
L'attuale ordinanza (articolo 178a capoverso 3) permette l'omogeneizzazione dei pulcini maschi, o in altri termini la triturazione di quelli vivi. Ma se la velocità delle lame non è regolata correttamente, alcuni possono sopravvivere dopo aver subito gravi mutilazioni.
Negli ultimi anni, tuttavia, questo metodo è stato impiegato solo in pochi incubatoi e in casi eccezionali, sottolinea un nota odierna dell'esecutivo.
Quest'anno ancora, il Parlamento, col sostegno del governo, ha adottato una mozione volta ad eliminare su suolo elvetico questo tipo di uccisione, considerato contrario alla tutela e dignità degli animali.
L'attuazione dell'ordinanza sulla protezione degli animali compete ai servizi veterinari cantonali, che garantiranno il rispetto del divieto nelle aziende agricole interessate nell'ambito delle loro attività di controllo. Resta ammessa la soppressione dei pulcini maschi mediante CO2.
Un'alternativa agli attuali metodi di uccisione è il cosiddetto sessaggio delle uova da cova, che permette di determinare il sesso dei pulcini nell'uovo quasi subito dopo la fecondazione. In questo modo è possibile eliminare le uova dei pulcini maschi di galline ovaiole già nella fase iniziale, evitando così di incubarle.
Questa procedura non è ancora impiegata su larga scala. Numerose università e aziende internazionali stanno però conducendo ricerche per sviluppare rapidamente un metodo commerciale, il che è anche nell'interesse della Svizzera.
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