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MINNEAPOLIS - Derek Chauvin, l'ex agente di polizia di Minneapolis responsabile per aver provocato la morte di George Floyd l'anno scorso, premendo per quasi nove minuti il suo ginocchio sul collo dell'uomo bloccato al suolo, dovrà rispondere di un'ulteriore accusa.
Il giudice del processo (iniziato ieri), Peter Cahill, sollecitato da una corte d'appello ha infatti ripristinato l'accusa di omicidio di terzo grado, che va così ad aggiungersi a quelle di omicidio involontario di secondo grado e di omicidio colposo di cui Chauvin dovrà rispondere.
L'accusa di omicidio di terzo grado, noto nell'ordinamento statunitense anche con la definizione di "depraved-heart murder", è un crimine caratterizzato da una marcata indifferenza da parte di chi lo attua nei confronti della vita umana. Un fattore che potrebbe quindi facilitare ulteriormente la condanna.
Lo scorso ottobre, il giudice Cahill aveva respinto l'accusa, ritenendo che non si applicasse alle circostanze del caso Floyd. Secondo le leggi del Minnesota, la pena massima prevista per un omicidio di secondo grado è pari a 40 anni, mentre per uno di terzo grado si arriva fino a 25 anni.