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Ci sono diverse forme di vertigini o giramenti di testa:
le vertigini
classiche di Menière, che si manifestano con la sensazione di giramento di testa nel senso orario o contro-orario. Qualche volta sono associati con tintinnio (suono) e diminuizione dell'udito, nausea e vomito, tutti sintomi che durano per ore o per
delle giornate;
- le vertigini di posizione, quando gli attachi di vertigini sono di breve durata, senza che l'ammalato possa definire sempre esattamente la direzione del giramento. Vengono provocati da una posizione
particolare della testa o quando la persona cambia la sua posizione;
- la sindrome sincopale cervicale è la forma posizionale più grave, uando il paziente perde conoscienza
- le vertigini da labirintite (infiammazione dell'apparato
vestibolare = dell'equilibrio);
- le vertigini da ipotensione (pressione arteriosa bassa) che potrebbero finire con perdita dei sensi;
- le vertigini da ipoglicemia nel diabetico che possono finire nel coma diabetico;
- le vertigini da
neoplasmi vestibolari o in altri parti della testa o da sindromi neurologiche.
Mentre le vertigini di Menière sono di origine vestibolare, le vertigini di posizione vengono provocate dalla colonna vertebrale
cervicale che non funziona bene. La diagnosi tra le due forme viene fatta, appunto, con i test di provocazione assumendo le diverse posizioni della testa.
Le vertigini di posizione interessano la chiropratica in particolare,
perchè rispondono benissimo alla sua terapia manipolativa. All'origine del meccanismo delle vertigini c'è un blocco vertebrale, più sovente dell'atlante (prima vertebra cervicale) e/o dell'epistrofeo (seconda vertebra cervicale). Le arterie
vertebrali in questa zona sono in intimo contatto con le strutture ossee vertebrali: passano attraverso i fori situati nei processi traversi delle vertebre cervicali. Seguono ogni movimento della testa, rispettivamente della colonna vertebrale, e sono così
soggetti ad irritazioni meccaniche dirette. Prima si pensava, anche a causa delle frequenti alterazioni artrosiche in queste strutture, che un'arteria venisse schiacciata e il flusso sanguigno ostacolato. Con il flusso sanguigno diminuito verso il cervello,
rispettivamente verso l'apparato vestibolare, si spiegava il fenomeno delle vertigini per mancanza di circolazione. Ricerche più recenti hanno rilevato però, che non è imperativo che il flusso sanguigno venga impedito materialmente per
provocare vertigni. Basta la sola irritazione meccanica dei "nervi vasorum", quelle reti nervose intorno alle arterie, per provocare via neurogena l'impedimento del flusso nervoso verso l'organo d'equilibrio ed il cervello. Una disfunzione vertebrale può
provocare tramite il sistema neurovegetativo degli spasmi vascolari remoti intracraniali con tutte le loro conseguenze patologiche.
Per poter risolvere le vertigini vertebrogene (derivanti da disturbi vertebrali) o semplicemente
vertigini cervicali, bisogna correggere la causa, cioè le vertebre malfunzionanti. Dopo aver escluso le possibili cause extra-vertebrali delle vertigini elencate sopra, viene effettuato un esame chiropratico specialistico. Consiste nella palpazione
statica e dinamica dei segmenti vertebrali, dell'accertamento dei toni muscolari, specialmente quelli suboccipitali, della mobilità cervicale in tutte le direzioni e dei test di provocazione per le vertigini. Qualche volta la funzione stomatognatica
e l'igiene dentaria, cioè la presenza di granulomi (sacchi di pus alle radici dei denti) devono essere curati previo l'intervento chiropratico. Le radiografie della colonna cervicale orientano su eventuali malformazioni e controindicazioni dello stato
degenerativo vertebrale ed articolare. L'esame ecodoppler per misurare il flusso sanguigno o un esame di risonanza magnetica per esaminare più approfonditamente i tessuti molli cervicali (muscoli, tendini, fasce, midollo e nervi), sono indicati solo
in casi particolari.
Il trattamento chiropratico consiste primariamente nella manipolazione vertebrale cervicale. Con aggiustamenti ben precisi, vengono mobilizzate le vertebre in questione e liberate le funzioni delle articolazioni.
Le terapie ausiliarie sono la trazione cervicale intermittente, la crioterapia (aria surgelata) e l'elettroterapia miorilassante.
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