Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/85005

<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente, le famiglie con redditi modesti rinunciano spesso a un secondo stipendio dato che questo sarebbe assorbito dalle spese per la cura dei figli e dalla progressione fiscale. La nostra economia ha bisogno del know-how delle donne; le donne che sono rimaste a lungo lontane dal mercato del lavoro faticano a ritrovare un'occupazione.</p><p>Tenuto conto di questi fatti, pongo le seguenti domande:</p><p>1. Introducendo le deduzioni fiscali per la cura dei figli a livello federale e autorizzando i Cantoni ad aumentare tali deduzioni a livello cantonale (modifica della LAID), si incoraggerebbero le donne con figli a carico a non allontanarsi per troppo tempo dal mercato del lavoro, poiché una volta che i figli saranno usciti di casa la loro situazione finanziaria sarebbe migliore. Al contempo si favorirebbe la crescita economica. Il Consiglio federale non condivide anch'esso questa opinione?</p><p>2. È in grado di stimare il numero delle donne che, grazie alle suddette misure, sarebbero indotte a (ri)prendere a lavorare anche soltanto a tempo parziale?</p><p>3. Ritiene che tali misure possano favorire le pari opportunità fra donne e uomini sul mercato del lavoro?</p><p>4. Crede che in tal modo si possa migliorare la situazione finanziaria delle famiglie con redditi modesti?</p><p>5. Sa stimare quante persone accudiscono bambini (personale domestico, madri diurne)</p><p>a il cui stipendio non è dichiarato all'AVS?</p><p>b i cui redditi non figurano in nessuna dichiarazione d'imposta?</p><p>c che risiedono illegalmente in Svizzera?</p><p>6. Non è dell'avviso che le misure proposte possano incitare le famiglie che ricorrono a persone che lavorano in nero o quasi a rispettare le disposizioni legali e soprattutto a dichiarare all'AVS queste persone e i relativi stipendi?</p><p>7. Può stimare quanto potrebbero in tal modo recuperare l'AVS e l'amministrazione fiscale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è dell'avviso che le spese per la cura dei figli possano ridurre drasticamente il secondo reddito. Inoltre, sotto il profilo demografico esso ritiene auspicabile che anche le mogli con figli e le madri di famiglie monoparentali esercitino un'attività lavorativa. Concorda con l'autrice dell'interpellanza sul fatto che la deduzione delle spese di custodia dei figli da parte di terzi potrebbe incoraggiare un numero maggiore di donne con figli a esercitare un'attività lavorativa. Tuttavia dubita che ciò dipenda soltanto dall'offerta sufficiente di strutture di custodia di buona qualità e a prezzi accessibili.</p><p>2. Il Consiglio federale non dispone di un modello corredato di sufficienti dati statistici che permetta di stimare in modo attendibile l'aumento, ottenuto grazie a simili deduzioni, del numero di donne con figli attive sul mercato del lavoro.</p><p>3. Le pari opportunità fra donne e uomini dipendono da numerosissimi fattori come il livello di istruzione, le possibilità di custodia dei figli, la flessibilità dei lavoratori e dei datori di lavoro ecc. Le deduzioni per le spese della cura dei figli potrebbero rappresentare un piccolo contributo al miglioramento delle pari opportunità.</p><p>4. A questa domanda non è possibile rispondere in modo inequivocabile, in quanto vanno considerate le circostanze concrete, soprattutto i costi della custodia dei figli da parte di terzi che i genitori dovrebbero assumersi, la qualifica professionale e il reddito dei genitori nonché le modalità di applicazione delle deduzioni fiscali.</p><p>5. Il Consiglio federale non è in possesso di dati statistici sulla custodia dei figli da parte di personale domestico o famiglie diurne. Su queste ultime esistono soltanto le stime dell'associazione mantello Famiglie diurne Svizzera, secondo la quale circa 9300 famiglie diurne si occuperebbero di circa 16 800 bambini. Queste cifre si riferiscono ai servizi di intermediazione ufficiali. Il Consiglio federale non dispone invece di dati relativi alla custodia non regolamentata e non può quindi fornire cifre sul lavoro nero in tale settore.</p><p>6. Il Consiglio federale concorda con l'autrice dell'interpellanza, secondo la quale l'introduzione di deduzioni fiscali nel settore della cura dei figli potrebbe ridurre il lavoro nero in modo sostanziale. Finora la lotta al lavoro nero è fallita a causa delle spese amministrative, che sono spesso ingenti. La legge federale sul lavoro nero entrata in vigore il 1° gennaio 2008 permette di combattere in modo più efficace il lavoro nero. Essa prevede soprattutto agevolazioni amministrative e meccanismi di controllo e di sanzione.</p><p>7. Dall'entrata in vigore della legge federale sul lavoro nero il Consiglio federale non dispone ancora dei dati sulle entrate fiscali supplementari. Questo vale anche per il diritto in materia di assicurazioni sociali.</p>  Risposta del Consiglio federale.