Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/197979

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un messaggio al fine di adeguare la legislazione doganale e le altre norme applicabili in vigore, prevedendo che gli operatori doganali esteri non possano operare sul territorio svizzero senza stabile organizzazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Già oggi il diritto doganale prevede che i dichiaranti doganali devono avere la propria sede sul territorio doganale svizzero. Sono ammesse eccezioni soltanto nei casi in cui una ditta estera ha la propria sede nell'area di confine. </p><p>Nell'ambito del programma di trasformazione e digitalizzazione DAZIT, i processi doganali vengono interamente riesaminati e digitalizzati. In tale contesto è rivista anche la legge sulle dogane e l'attuale regolamentazione concernente la residenza del dichiarante doganale viene sottoposta a una nuova valutazione. Una questione da chiarire in ogni caso è se in futuro la sede deve trovarsi imperativamente e senza eccezioni in Svizzera. Occorre tuttavia tenere conto del fatto che le dichiarazioni doganali presentate nel 2018 da dichiaranti esteri autorizzati erano inferiori all'1 per cento del totale. Inoltre, dal punto di vista del diritto doganale è soprattutto importante che anche in caso di eventuali dichiaranti doganali esteri si possa risalire a dei responsabili in Svizzera. </p><p>Nel quadro di tale esame (effettuato nel contesto della revisione della legge sulle dogane) vengono considerate anche soluzioni che prevedono una clausola di reciprocità. Tuttavia, nel caso di una simile clausola occorre tenere conto degli oneri correlati nonché della proporzionalità.</p><p>Considerando i lavori già previsti, il Consiglio federale non ritiene necessario elaborare un messaggio separato relativo a questa tematica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.