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Il larpa iudre o anche "rlapa Iudre" e' una parlata gergale usata a Mendrisio. Anagramma e inversione sillabica di parlà indré ("parlare indietro") il larpa iudre trasforma l'originale, il dialetto mendrisiense, in un'altra lingua. La voce popolare ne attribuisce l'origine ad un certo signor Ortelli, in dialetto Sciatèl (diminutivo di sciàtt -"rospo"), che in larpa iudre veniva chiamato "telscia". Ampie ricerche ne hanno confermato un'esistenza già all'inizio del 1900, attorno al 1910.
Spesso sentito in casa e insegnato di padre in figlio, il larpa iudre e' una lingua dalla costruzione semplice ma non necessariamente di facile assimilazione e apprendimento. E' stata e da alcuni e’ tuttora utilizzata per le conversazioni brevi, che si vogliono rendere incomprensibili a terzi. E' un gergo utile per fare gruppo, per scambiarsi messaggi “in codice” e instaurare una forma di complicità, tra amici, al lavoro, durante una partita di calcio, al bar. Inööc chi uonagiù anpisca gnami, oggi i giovani non lo capiscono, ci dice un nostro interlocutore. Sono però ancora in molti a ricordarselo e a scambiarsi quattro battute quando possibile.
Il larpa iudre, pensato come un'invenzione dei cittadini di Mendrisio, ha in realtà diversi cugini in Ticino e nel mondo. Ad Osco, in Leventina, si e' costruito un gergo simile partendo dal dialetto locale. Versioni anagrammate e inversione sillabiche di una lingua si ritrovano fino in Cina, Giappone e in Argentina. La sorte del larpa iudre e' simile a quella dei dialetti, visto l'utilizzo generazionale che sta lentamente scomparendo.