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ZURIGO - Senat Iseni lavora in un negozio di bretzel, nella stazione di Zurigo-Stadelhofen. Mercoledì, il 31enne ha salvato una vita, quella di un bambino il cui passeggino era caduto sulle rotaie, per una disattenzione della madre.
Un eroe «particolarmente energico» - «Improvvisamente ho sentito grida di panico», spiega il capo del negozio Bretzelkönig al "Blick". «Ho visto un passeggino che si trovava sulle rotaie». Rinvenuta dal momento di disattenzione, la madre era salita sui binari ma, in preda al panico, non riusciva a mettere il passeggino sulla banchina.
Senza esitazione, Senat Iseni si è precipitato con due dipendenti per dare una mano. Degli otto passanti che stavano assistendo alla scena nessuno, in quel momento, si era prodigato per dare una mano. «Sono stato molto sorpreso da questa mancanza di coraggio», spiega il 31enne. Il venditore di brezel, invece, in un istante ha sollevato passeggino e madre mettendoli in salvo. «Mi sono messo in piedi, sul bordo della banchina. Ho fatto ciò che dovevo». Un minuto dopo, il treno è giunto in stazione, investendo la piccola coperta rimasta sui binari.
Una fortunata coincidenza ha voluto che sul posto si trovasse un medico, che ha esaminato il bambino, mentre uno psicologo è stato in grado di calmare la madre. Stando a un controllore in pensione delle FFS, anche lui lì ad assistere alla scena, l'eroe si è dimostrato «particolarmente energico».
Il 31enne, come se non bastasse, ha replicato ai numerosi commenti negativi dei lettori all'articolo sul salvataggio di mercoledì: «La madre è stata criticata aspramente. Non va bene! I passeggini spesso si allontanano quando i clienti acquistano i brezel. La banchina è leggermente inclinata, anche se non si nota».
Il terzo salvataggio - In dieci anni trascorsi a vedere bretzel, Senat Iseni ha già salvato tre persone. Nel 2014, un uomo ubriaco si era buttato sui binari poco prima dell'arrivo di un treno. Nonostante il comportamento ingrato dello sconosciuto, Iseni ha dichiarato che, se l'avesse fatto di nuovo, sarebbe corso comunque in suo aiuto.
Il terzo caso è il più doloroso per il trentenne. «Questa persona aveva cercato di uccidersi. Preferisco non ricordare quel momento», ha tagliato corto.