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ZURIGO - Un "sì" il prossimo 28 novembre all'iniziativa dell'UDC "per l'espulsione degli stranieri criminali" metterebbe in pericolo gli accordi bilaterali con l'Unione europea. Lo sostiene uno studio realizzato dal Forum di politica estera "foraus".
L'espulsione automatica degli stranieri che si rendono responsabili di reati non permette di rispettare il principio di proporzionalità, un elemento "fondamentale dello Stato di diritto", ha dichiarato oggi a Zurigo davanti alla stampa il presidente di "foraus", Nicolas Forster.
L'accordo sulla libera circolazione delle persone autorizza le espulsioni soltanto per gli stranieri che hanno commesso gravi crimini che rappresentano una minaccia per la società. L'iniziativa UDC chiede invece di respingere anche le persone che si sono rese responsabili di delitti meno gravi, come un abuso dell'assistenza sociale.
Secondo "foraus", la Svizzera rischierebbe di vedersi rescindere l'accordo sulla libera circolazione con l'UE. Un simile passo potrebbe inoltre spingere Bruxelles ad invocare la cosiddetta "clausola ghigliottina" e ad annullare tutti gli accordi bilaterali. Le conseguenze per l'economia Svizzera sarebbero drammatiche, afferma lo studio del "think tank" di politica estera.
Anche se dov'essere essere modificata in modo da rispettare gli accordi bilaterali, l'iniziativa dell'UDC non permetterebbe di risolvere nessun problema, sostengono ancora gli autori dello studio.
In base al diritto vigente la proposta sarebbe applicabile soltanto ad una minima parte degli stranieri: ne sarebbero escluse tutte le persone provenienti dai 27 Stati dell'UE e dell'AELS e dai Paesi dove viene praticata la tortura. La misura non potrebbe essere applicata nemmeno ai "sans papier" di cui non si conosce la provenienza.
Proprio perché il testo dell'iniziativa entrerebbe in conflitto con la Costituzione e il diritto internazionale, le Camere federali hanno votato un controprogetto diretto che prevede l'espulsione soltanto per gli stranieri che commettono reati gravi.
Il Forum di politica estera "foraus" (dal tedesco "Forum Aussenpolitik") è stato fondato nell'ottobre del 2009 a Berna con lo scopo di promuovere "una politica estera aperta e costruttiva". L'organizzazione conta circa 150 affiliati, che sono perlopiù giovani laureati in discipline come le scienze politiche, il diritto, l'economia e la storia.
SDA-ATS