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Cipro sceglie il presidente
Quattordici candidati in lizza e tre favoriti - Corruzione, inflazione e riunificazione le principali preoccupazioni - Ballottaggio il 12 febbraio
I ciprioti sono chiamati domenica alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali, che non dovrebbe bastare a designare il successore di Nicos Anastasiades, il 76enne esponente di destra che arriva a conclusione del suo secondo mandato quinquennale. Il più che probabile ballottaggio andrà in scena fra una settimana.
Sono 14 i candidati che cercano di sedurre i 561'000 elettori della parte meridionale dell'isola, su cui il Governo esercita la sua autorità e dal 2004 Stato membro dell'UE, mentre il terzo settentrionale è in mano turca dal 1974 e riconosciuto come indipendente solo da Ankara. I 1'113 uffici elettorali hanno aperto alle 7 locali e chiudono alle 18, le 17 in Svizzera. I tre favoriti sono tutti considerati vicini all'uscente.
Si tratta dell'indipendente Nikos Christodoulides, 49enne sostenuto dai partiti centristi e ministro degli esteri dal 2018 al 2022, del 66enne Andreas Mavroyiannis, lui pure uscito dai ranghi della diplomazia, appoggiato dai comunisti e per un decennio negoziatore nelle discussioni in vista di una riunificazione (a un punto morto dal 2017), e infine di Averof Neofytou, 61enne leader del partito conservatore attualmente al potere.
Oltre all'anno questione della divisione dell'isola, la campagna è stata dominata da due grandi temi: l'inflazione, che nel 2022 ha raggiunto il 10,9% ed è all'origine dello sciopero generale di fine gennaio, e la lotta alla corruzione. Legato a quest'ultima c'è la questione dei "passaporti d'oro", un programma nel frattempo cancellato che permetteva a ricchi stranieri di acquisire la nazionalità.