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Le decisioni in ambito agroalimentare sono determinate prevalentemente dagli accordi commerciali multi o bilaterali. Noi vogliamo che i/le contadini/e e la popolazione svizzera siano messi/e in condizione di decidere sovranamente degli alimenti che vogliono consumare.
Concretamente rivendichiamo:
- un’agricoltura contadina diversificata e nutritiva, che tenga in considerazione le nostre risorse naturali, in particolare il suolo, e protegga le nostre sementi e rinunci agli OGM;
- un aiuto dello Stato ai/alle piccoli/e contadini/e, affinché possano pagare i/le loro impiegati/e almeno 4’000 franchi al mese per 1’600 ore di lavoro;
- una produzione agricola che possa mirare alla sovranità alimentare, fissando i prezzi affinché tutti i contadini possano vivere dignitosamente e aumentando le protezioni per i generi alimentari indigeni;
- degli standard di produzione definiti secondo le esigenze dei consumatori e delle consumatrici e dei produttori e delle produttrici, e in nessun modo dai dirigenti dell’UE. Di conseguenza, noi vogliamo che la Svizzera abbandoni il principio del Cassis de Dijon;
- un accesso ad un’alimentazione sana e sufficiente per tutti e per tutte;
- lo sviluppo di fattorie pedagogiche per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente e al lavoro agricolo;
- la legalizzazione e la regolazione della produzione, della vendita e del consumo di cannabis;
- il sostegno dello Stato alla pratiche agricole rispettose dell’ambiente;
- misure concrete contro lo spreco alimentare.
E non ci fermeremo… prima che, in una società socialista, l’agricoltura non sarà in armonia con la natura e con la popolazione locale.