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Tre costruzioni datate nella prima metà del 1600: una casa padronale, una stalla e una depandance, proprietà (secondo i racconti di nonno Ivanohe) di una contessa comasca che le cedette a Tommaso Franzoni, proprietario a sua volta della Cartiera di Tenero, che divenne in seguito proprietà della famiglia Pedrazzini (si suppone nel 1842 quando la figlia di Tommaso -Rosa Franzoni- sposò Gio Guglielmo Pedrazzini.
Dalla loro unione nacque Enrico, il quale rilevò l’azienda, allora quasi tutta boschiva.
Enrico non praticò mai agricoltura, la seconda moglie Carolina Pellegrini per salvaguardare l’azienda la rilevò dal marito per la modica cifra di fr. 4’000.–.
Dalla loro unione nacque Ivanohe, nel 1914, pioniere dell’agricoltura al Saliciolo. Cominciò con l’allevamento la viticoltura e l’orticoltura, nel 1930 sposò Vittoria Reggiori.
Vittoria portò una ventata di innovazioni al Saliciolo e diede al nonno sei figli tra cui Renzo Pedrazzini nato nel 1931, il quale fu il primo a seguire una scuola agraria.
Renzo fu anche il primo ad espandere l’azienda affittando campi sul piano di Magadino aumentando così la superficie e la produzione.
Nel 1961 sposò Maria-Pia Spruzzola e dalla loro unione nacquero sette figli.
Ad oggi il Saliciolo viene gestito da Enrico con la moglie Paola e da Giacomo con la moglie Mirna, e i loro figli sono il futuro dell’azienda, tutti fortemente coinvolti in azienda e con tanti progetti. Ve li racconteremo ne La domenica popolare.