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Aveva ottenuto il passaporto rossocrociato grazie al matrimonio con una cittadina elvetica. Ma nonostante fosse sposato e vivesse in Svizzera, continuava a fare figli con una sua connazionale in Camerun. Ora l’uomo deve quindi restituire il proprio passaporto. E poco importa se così diventerà apolide. “Questo rischio non è un ostacolo all’annullamento della naturalizzazione agevolata - scrive il Tribunale federale -. Se questa è stata ottenuto in modo fraudolento, l’interessato deve sopportare le conseguenze che gli risultano dalla perdita della cittadinanza svizzera”.
L’uomo, come si legge nella sentenza pubblicata giovedì (1C_247/2019), era giunto in Svizzera come richiedente l’asilo nel 2004, all’età di 29 anni. La sua domanda era stata respinta, per cui avrebbe dovuto tornare in Camerun. Lo scampò grazie al matrimonio con una donna svizzera, di quindici anni più anziana di lui. Era il 2006.
Nel 2010 l’uomo ha chiesto la naturalizzazione agevolata e nel 2013 ha ottenuto il passaporto svizzero. Pochi mesi dopo ha divorziato. Preso atto della separazione della coppia, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha quindi deciso di annullare la naturalizzazione agevolata dell’uomo, ritenendo che fosse stata ottenuta con un matrimonio di comodo.
In effetti non soltanto la tempistica del divorzio era sospetta. Era pure emerso che nel periodo del suo matrimonio in Svizzera l’uomo aveva avuto tre figli in Camerun. Non con sua moglie, che non ne sapeva nulla, bensì con l’amante camerunense. Il Tribunale federale, come già in precedenza il Tribunale amministrativo federale, ha quindi confermato la decisione della Sem.