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Sono diverse le coin basate sul protocollo MimbleWimble. Quella in circolazione da più tempo è Beam, che nel corso dei mesi ha fatto registrare ampie oscillazioni con veri e propri alti e bassi.
La criptovaluta ha esordito sui mercati a gennaio 2019 con un prezzo iniziale di circa 0,66 $. Nelle prime due settimane dal lancio il prezzo schizzò a 2 $, per poi ridiscendere sotto gli 0,4 $ ad inizio giugno dello stesso anno.
A quel punto ha avuto un altro picco, che ha portato il prezzo quasi a 2,5 $ a fine giugno, per poi ridiscendere fino a 0,5 $ ad inizio marzo del 2020. Durante il crollo di metà marzo il prezzo di Beam è sceso fino a 0,2 $, per poi assestarsi attorno a quota 0,3 $.
Più sfortunata la parabola di Grin, che esordì sui mercati pochi giorni dopo Beam con un prezzo di quasi 10 $. Tuttavia, il prezzo iniziò quasi subito a scendere, fino a raggiungere i 2 $ ad inizio giugno del 2019.
A quel punto ebbe un picco, più o meno contemporaneamente a Beam, che riportò il prezzo oltre i 6 $ a fine giugno, per poi ridiscendere fin sotto quota 1 $ ad inizio marzo 2020. Durante il crollo di metà marzo il prezzo è precipitato sotto quota 0,4 $, e da allora oscilla attorno a quota 0,5 $.
MimbleWimble Coin (MWC) invece ha esordito sul mercato solo a febbraio 2020, con un prezzo iniziale di circa 20 $. Con il crollo dei mercati di metà marzo è sceso sotto quota 4 $, ma poi si è ripreso, salendo fino a 27 $ ad inizio maggio. Ora oscilla attorno a quota 15 $.
Purtroppo a novembre del 2019 Ivan Bogatyy rivelò di essere stato in grado di deanonimizzare i dati di MimbleWimble, in particolare riuscendo a leggere il 96% delle transazioni di Grin.
Secondo Bogatyy MimbleWimble sarebbe fondamentalmente imperfetto, e:
“Non dovrebbe più essere considerato una valida alternativa a Zcash o Monero quando si tratta di privacy”.
Ad esempio, il prezzo di XMR (Monero) da gennaio 2019 è in crescita, visto che è passato da circa 50 $ a circa 60 $, mentre quello di Zcash è leggermente in calo, passato da circa 60 $ a circa 50 $.
Bogatyy in realtà non è riuscito a scoprire i dati relativi agli importi delle transazioni, ma è riuscito a scoprire gli indirizzi coinvolti nelle transazioni, rendendo necessaria una patch efficace per MimbleWimble.
Pochi giorni fa Grin è stato definito un progetto morto, senza segni di vita, ma in realtà gli sviluppatori stanno continuando a lavorarci, con il rilascio del Grin v4.0.0 Network Upgrade (HF3) previsto per il 15 luglio 2020, mentre la versione beta dovrebbe essere disponibile già il 2 giugno.
Inoltre, sul sito web di Grin sono stati pubblicati aggiornamenti con continuità anche dopo novembre 2019, pertanto il progetto nonostante tutto continua ad essere vivo, e pienamente operativo.
Anche il progetto Beam prosegue, con un secondo hard fork previsto per il 28 giugno.
Un discorso differente vale per MWC, perchè è un progetto nato da poco e che ad aprile ha già effettuato un primo hard fork.
Questa pertanto è una fase delicata per le coin basate su MimbleWimble, dato che è necessario implementare il progetto per renderlo più efficace e sicuro nel proteggere i dati delle transazioni.
La concorrenza di altre criptovalute ad alto livello di privacy con uno storico più rassicurante alle spalle, come ad esempio Monero, potrebbe essere un ostacolo difficile da superare per potersi diffondere, ma il fatto che ci siano ben tre team differenti che ci stanno lavorando significa che l’evoluzione in questo specifico settore sta proseguendo senza sosta.