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Il colpo di frusta: cos’è
Può interessare principalmente le vertebre, i muscoli e i legamenti del collo.
Dobbiamo ricordare che il tratto cervicale della colonna vertebrale è quello più mobile, pertanto è il più esposto; nonostante ciò, tutto il corpo del paziente subisce il colpo di frusta, dunque tutta la colonna, gli arti superiori ed inferiori, il torace ed anche i visceri.
Limitatamente al tratto cervicale, abbiamo il colpo di frusta quando il capo si flette bruscamente all’indietro per poi flettersi di nuovo, altrettanto bruscamente, in avanti; avviene, quindi, una distorsione della colonna cervicale.
Generalmente, il colpo di frusta è la conseguenza di:
- un incidente automobilistico (soprattutto tamponamento)
- una caduta accidentale
- un trauma derivante da un urto
- un colpo od un pugno
- uno sport da contatto
Il colpo di frusta da tamponamento
Dobbiamo rilevare che la maggior parte dei colpi di frusta sono la conseguenza di incidenti automobilistici in cui le vetture subiscono un violento tamponamento.
Durante l’incidente, l’automobile viene tamponata: i sedili e gli occupanti subiscono una forte accelerazione che li proietta in avanti.
La testa, a causa del suo peso, tende a mantenere per inerzia la posizione iniziale mentre il resto del corpo, a causa dell’urto, subisce un’accelerazione verso l’avanti.
A questo punto la testa subisce un’accelerazione verso l’indietro, quindi va bruscamente verso il poggiatesta, arrecando potenzialmente un danno da iper-estensensione alla colonna cervicale.
Un istante dopo, come per rimbalzo, il capo viene proiettato in avanti con una velocità superiore rispetto al resto del corpo, provocando un danno da iper-flessione (vedi immagine).
Un tempo, le automobili erano sprovviste di poggiatesta, il quale fu introdotto non tanto per comodità quanto piuttosto per implementarne la sicurezza. Infatti, senza poggiatesta i danni alla colonna cervicale erano di maggiore gravità e talvolta letali o estremamente invalidanti, poiché causavano con relativa frequenza la frattura delle vertebre del collo, con conseguenze ben immaginabili.
La presenza del poggiatesta riduce, soprattutto se ben regolato, i danni da iper-estensione. Quanto più si troverà vicino o a contatto della nuca, quanto minori saranno le conseguenze dell’iper-estensione del collo.
Per quanto concerne la riduzione delle conseguenze dovute all’iper-flessione cervicale, la presenza di airbag frena la corsa della testa in avanti, diminuendo i danni dovuti a tale movimento.
Ovviamente, la cintura di sicurezza, mantenendo il corpo della persona ancorato al sedile, consente l’efficacia di airbag e poggiatesta. Infatti, senza di essa tutta la persona sarebbe proiettata in avanti, con conseguenze ben più gravi e tristemente note, come traumi cranici, e non solo, per impatti contro il parabrezza, il volante…
ll colpo di frusta in caso di sport da contatto
Il colpo di frusta può anche essere la conseguenza di traumi legati ad incidenti di altra natura, ad esempio domestica… o a gesti sportivi (soprattutto sport da contatto).
In questi casi, l’impatto avviene con maggior frequenza in direzione obliqua proiettando il capo non dal dietro all’avanti e viceversa, come descritto in precedenza, ma lateralmente, da un lato all’altro o da una direzione a quella opposta, causando comunque danni, vuoi ai muscoli, ai legamenti od alle vertebre.
Talvolta le conseguenze possono essere molto gravi, poiché non in questi casi non ci sono dispositivi di sicurezza come nelle automobili.
I sintomi del colpo di frusta
Possiamo avere qualitativamente sintomi lievi, moderati o gravi, mentre temporalmente disturbi che possono insorgere a breve (subito o poco dopo il trauma), a medio e a lungo termine.
Quanto prima insorgono i sintomi e quanto più sono invalidanti, quanto più la situazione sarà grave.
Elenchiamo qui di seguito i sintomi e le lesioni principali:
- Le lesioni muscolari, di varia gravità, dalla contrattura allo strappo, comportano dolore e limitazione di movimento.
- Le lesioni legamentose, di varia gravità, comportano generalmente dolore, contratture muscolari, alterazione della mobilità, instabilità delle articolazioni e alterazioni posturali e propriocettive ovvero del senso della posizione, con possibili capogiri e nausea, vomito e tachicardia.
- Le lesioni discali come protrusioni ed ernie che, oltre a rigidità e dolore di intensità spesso notevole, possono comprimere o meno radici nervose o il midollo, provocando radicolopatie, nevralgie, paralisi…
- Le lesioni vertebrali (fratture) comportano generalmente problemi di mobilità e stabilità, oltre che dolore importante e rischi di lesioni vascolari, nervose o midollari.
- Le lesioni nervose o del midollo che comportano disturbi della sensibilità come formicolio a carico degli arti (anche fino alle mani) o, in casi molto gravi, paralisi più o meno estese.
- Sintomi trasversali a più discipline mediche come il mal di testa, le vertigini, la nausea, i ronzii alle orecchie (acufeni e tinnito), difficoltà a concentrarsi, disturbi della memoria e stanchezza.
Ci possono essere manifestazioni dolorose che oltrepassano la regione cervicale, provocando disturbi di varia gravità a carico della zona dorsale, della zona lombare e di quella sacrale.
In alcuni casi si hanno anche disturbi a carico dell’articolazione temporomandibolare e, di conseguenza, dell’occlusione (masticazione).
La diagnosi del colpo di frusta
A livello diagnostico, gli esami generalmente prescritti spaziano dalle radiografie, alle TAC alle RMN (risonanza magnetica), non escludendo visite specialistiche con ortopedici, fisiatri, neurologi, neurochirurghi, otorini, osteopati.
In ogni caso, è sempre fortemente consigliato recarsi in pronto soccorso per gli esami e le visite del caso dopo un colpo di frusta, anche in assenza di sintomi.
Questo perché molti sintomi compaiono solo diverse ore dopo il trauma. Solo tramite una visita specialistica e gli esami opportuni si potrà diagnosticare la reale entità del colpo di frusta e, di conseguenza, indicare le terapie più idonee.
I rimedi in caso di colpo di frusta
In questa fase è opportuno limitare i movimenti del collo e della testa, almeno all’interno del range del non dolore.
Spesso, fra i primi provvedimenti suggeriti dal medico vi è l’applicazione di un collarino, atto a sostenere e proteggere il collo da movimenti incongrui o da sollecitazioni eccessive.
Esistono vari tipi di collari cervicali in commercio: rigidi, semirigidi o morbidi, a seconda delle necessità.L’immobilità, se da un lato favorisce la stabilità e la riparazione delle varie componenti cervicali, dall’altro andrà mantenuta per il minor tempo possibile, poiché il prezzo da pagare è la perdita della funzionalità della muscolatura cervicale la quale, immobilizzata, perde di lunghezza e di forza/elasticità, allungando i tempi di recupero e rendendo inadatto il rachide cervicale ad affrontare la vita quotidiana.I farmaci più utilizzati, a seconda della momento e del caso, sono gli antidolorifici, gli antinfiammatori non steroidei, i miorilassanti, i cortisonici, …
Superata la fase acuta del trauma, si possono introdurre terapie fisiche (TENS, tecar…), terapie manuali (massaggi, osteopatia …), kinesiterapia (movimento) attiva e passiva.
Perle di salute – Intervenire il prima possibile
A seconda della gravità del colpo di frusta, dopo qualche giorno è già possibile iniziare con le prime sedute terapeutiche.
Seguire il percorso di recupero corretto è di fondamentale importanza perché assicura un recupero migliore dall’infortunio. In assenza di tale accorgimento, il dolore potrebbe cronicizzare, aggravarsi o comparire anche dopo diversi mesi, creando notevoli disagi al paziente.
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