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Giovedì il Consiglio federale ha deciso di rivedere la struttura tariffale del canone Radio-TV. Tali adeguamenti non comprendono l’abolizione dell’imposizione multipla per le imprese di costruzione, che attualmente sono tassate in molti casi come ditte e in aggiunta anche come consorzi di progetti specifici. Il Parlamento ha riconosciuto questo problema e ha accettato a larga maggioranza le relative mozioni nelle commissioni parlamentari. Questo viene ignorato dal Consiglio federale nelle sue decisioni odierne. La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori esige che questa correzione attesa da tempo venga effettuata rapidamente. In considerazione delle sfide che le imprese devono affrontare con la pandemia del coronavirus, è necessario e urgente che questa imposizione multipla sia abolita all’inizio del 2021.
Per la Società Svizzera degli Impresari-Costruttori è del tutto incomprensibile che il DATEC non abbia sfruttato l’opportunità offerta dall’adeguamento delle strutture tariffali per le imprese per abolire l’imposizione multipla dei consorzi (ARGE). L’abolizione dell’imposizione multipla non è praticamente messa in discussione in Parlamento. Lo dimostra l’approvazione delle iniziative parlamentari Wicki 19.413, Grossen 19.411 e Wasserfallen 19.412, approvate a larga maggioranza dalle commissioni parlamentari. Le imprese devono attualmente affrontare grandi sfide a causa della pandemia del coronavirus. L’invio di numerose fatture per le tasse sui media a singole aziende non è in alcun modo giustificato.
Se più imprese del settore della costruzione o di un altro settore collaborano su un mandato importante, ricevono una fattura per il canone radio-televisivo basata sul fatturato per ogni consorzio (LRTV). A tale tassa si aggiunge quella che ricevono come impresa. Le imprese del settore principale della costruzione sono particolarmente colpite da questa imposizione multipla. Non esiste quasi un grande progetto edilizio commissionato da committenti pubblici o da grandi committenti privati che non venga assegnato a un consorzio. L’importo del canone si basa sul fatturato. Questo è doppiamente devastante per le imprese di costruzione, siccome esse generano fatturati elevati ma faticano a sopravvivere a causa dei bassi margini.