Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01164.jsonl.gz/1035

Il compito durissimo di amministrare un voto che ha coinvolto l’80% dei 260 milioni di elettori indonesiani, ha causato la morte di oltre 270 membri della commissione elettorale per malattie legate all’affaticamento dovuto a lunghe ore di eccessivo lavoro. Altre 1’878 persone si sono ammalate e sono ricoverate.
È stata la prima votazione, quella del 17 aprile scorso, dove il paese ha combinato il voto presidenziale con quelli parlamentari nazionali e regionali con l’obiettivo di ridurre i costi. Un impegno logistico estremamente complesso dove l’enorme mole di lavoro nel contare a mano milioni di schede ha messo a dura prova i funzionari che hanno partecipato alle operazioni di scrutinio.
Sono stati necessari 809’500 seggi elettorali per consentire agli indonesiani che vivono su un arcipelago di 17 mila isole vulcaniche sparse in quasi 2 milioni di chilometri quadrati, di esprimere il proprio voto scegliendo tra più di 250 mila candidati per 20 mila seggi legislativi su cinque schede diverse. Le più grandi elezioni condotte con un’impresa di sole sei ore, iniziata alle 7.00 ora locale in Papua e finita alle 13.00 a Sumatra, che si è rivelata mortale per alcuni funzionari. Una delle più complicate del mondo in un paese dove la democrazia è oltretutto relativamente giovane.
Eloquente l’immagine di funzionari indonesiani che trasportano le urne di cartone sulle spalle mentre attraversano i fiumi a piedi o con le canoe per consegnarli ai villaggi remoti. Oppure usando motociclette, barche e aerei, così come elefanti e cavalli, per raggiungere villaggi e comunità in cima alla giungla.\
Gli elettori devono immergere un dito nell’inchiostro indelebile Halal, precauzione per impedire un doppio voto, e segnare una casella della scheda elettorale. Soltanto gli indonesiani di età pari o superiore a 17 anni che possiedono una carta d’identità elettronica, nota come e-KTP, hanno il diritto di voto. Requisito che porta alcune zone remote a non votare. Ad esempio nella provincia orientale di Papua, meno del 50% degli elettori ha una carta elettronica. Eccezione viene fatta per coloro che sono sposati, hanno la possibilità di votare in giovane età in quanto l’età legale per sposarsi è di 16 anni.
Il ministero della Salute ha emesso una circolare per sollecitare le strutture sanitarie a prestare la massima cura al personale delle elezioni che si sono ammalati, mentre il ministero delle Finanze sta lavorando sull’ipotesi di risarcimento per le famiglie dei defunti.
La KPU, la commissione con sede a Giacarta che organizza le elezioni in tutta l’Indonesia, è finita sotto pesanti critiche per non essere stata prudente nella gestione del carico di lavoro del personale.
La prima proiezione, basata sui cosiddetti conteggi “rapidi” di un campione di seggi elettorali da una dozzina di organizzazioni di sondaggi affidabili, ha indicato vincitore l’attuale presidente Joko Widodo ex venditore di mobili, per un secondo mandato con il 54% dei voti contro lo sfidante di lunga data all’opposizione Prabowo Subianto, ex comandante delle forze speciali.
Ad oggi sono state scrutinate il 50% delle schede e l’autorità concluderà il 22 maggio il conteggio delle schede elettorali annunciando i vincitori in mezzo alle preoccupazioni per presunte irregolarità nelle liste elettorali.
Molti indonesiani sono rimasti nei loro seggi elettorali per assistere al conteggio.