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BERNA - L'influenza stagionale si è ormai estesa a tutta la Svizzera. La maggioranza degli ammalati ha contratto il virus A(H1N1), indica oggi l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sul suo sito internet.
L'epidemia è particolarmente diffusa in Ticino e nei Grigioni, seguiti da Ginevra, Neuchâtel, Vaud e Vallese. La regione con meno casi è la Svizzera nordoccidentale. Maggiormente colpiti sono i giovani tra i 15 e i 29 anni, mentre i meno toccati sono gli ultra sessantacinquenni.
Durante la prima settimana dell'anno i medici che partecipano al sistema di sorveglianza Sentinella hanno segnalato 33 casi sospetti di influenza per mille consultazioni. Nell'ultima settimana del 2010 erano appena 18. Ciò corrisponde a 196 visite mediche dovute all'influenza per 100'000 abitanti. La soglia epidemica (72 consultazioni per 100'000 abitanti) era già stata superata alla fine dell'anno.
Le persone vaccinate nel 2009/2010 contro l'influenza suina non sono più protette, avverte l'UFSP. L'effetto del vaccino dura in media sei mesi, ha precisato all'ATS Daniel Koch, responsabile della divisione malattie trasmissibili dell'UFSP. Le persone vaccinate o che hanno contratto il virus A(H1N1) durante la pandemia sono al massimo "parzialmente immuni". Eventualmente la malattia può svilupparsi in maniera meno forte.
Ad eccezione dei gruppi a rischio l'A(H1N1) è relativamente inoffensivo e può essere curato come qualsiasi altro virus dell'influenza. L'UFSP raccomanda invece la vaccinazione agli ultra sessantacinquenni, alle donne incinte (dal secondo trimestre di gravidanza) e per le persone che soffrono di malattie croniche.
SDA-ATS