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L'ammissione di Nestlé è contenuta in un rapporto interno di inizio 2021
Solo il 37% di cibi e bevande prodotte dal colosso raggiunge la soglia di una «definizione riconosciuta di alimento salutare».
VEVEY - Molti dei prodotti alimentari presenti nel catalogo di Nestlé non sono salutari. E a dirlo è... la stessa Nestlé, stando a quanto viene indicato in un rapporto interno - circolato tra i manager agli inizi del 2021 - visionato e riportato dal Financial Times.
Testualmente, si legge nel dossier, si tratta di prodotti che non possono essere iscritti in una «definizione riconosciuta di alimento salutare». Cifre alla mano, solo il 37% di cibi e bevande prodotte dal colosso svizzero - escludendo gli alimenti per animali e quelli legati alla nutrizione medica specializzata - raggiungono una valutazione superiore ai 3,5 punti nel rating a cinque stelle australiano, utilizzato anche da Nestlé come scala per valutare i suoi prodotti.
Una soglia minima che non viene raggiunta dal 70% dei prodotti alimentari della multinazionale, dal 96% delle sue bevande e dal 99% di tutti gli articoli che rientrano nella categoria di gelati e pasticceria. Se la cavano meglio le acque e i latticini, che registrano rispettivamente un 82% e un 60% al di sopra della soglia.
«Abbiamo apportato miglioramenti significativi ai nostri prodotti», si legge nella presentazione visionata dal quotidiano finanziario, ma «il nostro portafoglio è ancora sottoperformante rispetto a quelle che sono le definizioni esterne in termini di salute, in un contesto in cui sia la pressione normativa che la domanda dei consumatori sono salite alle stelle». Nel complesso si sta parlando di una quota di prodotti che costituisce circa la metà delle entrate annuali del colosso, pari a 92,6 miliardi di franchi.