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La lettura di quel discorso è oltremodo interessante, ma non è il caso di riprodurne qui anche una minima parte, perchè finirei per andare oltre i limiti che il presente esposto m'impone.
Chi desiderasse prendene conoscenza potrà consultare l'opuscolo pubblicato dal rag. Augusto Bonzanigo "Squarci di storia bellinzonese" 1967, pag. 50 e seguenti, oppure il testo originale del discorso pronunciato dal dott. Casimiro Fratecolla e riprodotto su "Il Dovere" dei giorni 10-11-12 e 14 aprile 1919 e custodito nell'Archivio cantonale a Bellinzona.
Nella mia esposizione del 1964 facevo una breve cronaca della mia ricerca ed accennavo ad un foglio ritrovato nell'archivio della Civica Filarmonica di Bellinzona (che non è certamente un archivio ordinato secondo rigorosi criteri scientifici) sul quale erano elencate le date più importanti di quella che si può, a giusto titolo, ritenere la più vecchia associazione del bellinzonese.
L'anonimo compilatore di quel foglio segna come data di fondazione l'anno 1814; ma se ciò fosse vero, nel 1964 avremmo dovuto celebrare non il 125° anniversario di fodazione del nostro corpo musicale, bensì il 150°.
Così potevo asserire, allora, che "unico documento ineccepibile sul quale mi è stato possibile di eseguire delle ricerche è il libro dei verbali dell'accademia filarmonica del 1839 che ho confrontato con un discorso pronunciato dall'avv. Casimiro Fratecolla in occasione del 75° anniversario di fondazione del teatro sociale".
Nel 1964, il libro dei verbali dell'Accademia filarmonica del 1839 era stato trovato da non molto tempo e non doveva essere noto all'avv. Fratecolla che, nel suo discorso, cita soltanto fatti e notizie frammentarie riguardanti il periodo che va dal 1839 al 1855, mentre egli cita invece documenti che non ci era stato possibile trovare e che molto probabilmente erano andati persi in qualche incendio o che, forse, riposano sonni tranquilli nel solaio di una casa patrizia.
Il verbale dell'Accademia filarmonica del 19 marzo 1839 inizia con questa frase:
"Era da tutti sentita la necessità di avere in questa nostra Città un corpo di scelti musici che ravvivassero il genio della musica che parea estinto ormai fra i bellinzonesi. Appena però si fa sentire una voce di riunione, un progetto d'una nuova società filarmonica, molti accettarono con entusiasmo la proposta e si sottoscrissero, parte come esercenti, parte come contribuenti...".
Da ciò si può quindi arguire che in precedenza esisteva già una società filarmonica a Bellinzona ed è appunto il Fratecolla che ce ne dà notizia in quel suo discorso, cui abbiamo accennato esordendo. Ma da quel discorso possiamo inoltre evincere che nel 1785 venne fondata nella nostra Città un'accademia che si denominava pomposamente "illustre accademia filarmonica e filodrammatica" e che era composta da attori e musicanti.
La citazione di quel discorso, nel quale si parlava di documenti che ritenevo ormai scomparsi, trovò un'eco insperata. Infatti a un anno di distanza la signora Eva Rezzonico, vedova del farmacista Ampellio Rezzonico, mi consegno un documento di notevole importanza per la conoscenza delle vicende modeste, ma non per questo meno importanti, alle quali il dott. Fratecolla aveva alluso: si trattava dei verbali e degli statuti dell'accademia degli illustri filarmonici e filodrammatici di Bellinzona. Un documento che conservo nei miei archivi e che la signora Eva Rezzonico, ora defunta, mi raccomandò di custodire personalmente, perchè glielo aveva consegnato suo nonno, il dottor Casimiro Fratecolla.
Da quel documento sappiamo però che la prima società musicale sorta a Bellinzona, e dalla quale trae origine la nostra Civica venne fondata, nel lontano 1785, da uno sparuto gruppo di patrizi bellinzonesi; ma le vicende di quegli anni tormentati della storia europea, la rivoluzione francese, l'indipendenza del Ticino, tutti quei fatti, divenuti per noi fondamentali per una perfetta intelligenza dell'evoluzione del nostro paese, nemmeno affiorano da quelle cronache.
E ciò potrebbe apparire strano se non si ponesse mente alla peculiarità del documento e soprauttutto alla preoccupazione dei suoi estensori di metter nero su bianco i fatti salienti per l'accademia, irrilevanti essendo, per essa, le notizie riguardanti avvenimenti di risonanza internazionale, perchè esse erano diffuse nel nostro paese a mesi di distanza, cosicchè perdevano, quelle notizie, l'immediatezza che esse avrebbero potuto avere se fossero state comunicate per radio o per televisione.
E quando le si conoscevano nemmeno valeva la pena che le si trascrivessero sul verbale di un'associazione (l'Accademia) che aveva altri interessi cui dedicarsi. Dal libro dei verbali conosciamo la data esatta della fondazione dell'illustre accademia: 27 febbraio 1785; e la parte introduttiva del suo statuto ce ne spiega gli scopi con una frase che vale la pena di riprodurre integralmente: