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Negli scorsi giorni il Municipio di Lugano ha risposto alla mia interrogazione inoltrata lo scorso 22 maggio 2018 denominata «Dialetto: quo vadis?», nella quale chiedevo sostanzialmente lumi sulla realizzazione dei corsi facoltativi di dialetto. L’esecutivo di Lugano ha preso posizione evidenziando che su 19 assemblee dei genitori, che si occupano di creare i corsi doposcuola, solo 2 di queste sono intenzionate a creare dei progetti mirati in favore della lingua locale. L’assemblea di Molino Nuovo si è detta interessata ad organizzare durante il nuovo anno scolastico incontri occasionali durante i quali proporre letture, spettacoli o racconti in dialetto rivolti agli alunni e alle famiglie. Anche l’assemblea dei genitori della scuola elementare della Gerra organizzerà una volta al mese, a partire da settembre 2018, alla loro biblioteca delle letture in dialetto, mentre l’assemblea di Cassarate ha organizzato lo scorso 10 aprile una lettura in dialetto in biblioteca rivolta agli alunni e alle famiglie.
Alla luce di quanto emerso, mi sembra doveroso trarre le dovute considerazioni. In primo luogo mi sento