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Un tribunale di Pechino ha ordinato a un uomo di pagare alla ex moglie l'equivalente di 7.700 dollari come risarcimento per i lavori domestici fatti durante il loro matrimonio di pochi anni. La causa di divorzio, storica per la sua portata, è stata decisa dal Tribunale del popolo del distretto di Fangshan in conformità con il codice civile, entrato in vigore il primo gennaio del 2021, prevedendo che un coniuge che si assume maggiori responsabilità nell'educazione dei figli, nella cura dei familiari anziani o nell'assistenza nelle faccende domestiche non retribuite può richiedere un indennizzo al partner in fase di divorzio. L'importo dovrebbe essere demandato alle parti, ma in caso di nulla di fatto è la corte a intervenire.
Il tribunale, secondo i media locali, ha stabilito che il marito Chen dovrà pagare alla sua ex moglie Wang la somma di 50.000 yuan per essersi disimpegnato dai doveri di casa. Chen, infatti, ha lasciato il loro figlio a Wang mentre andava al lavoro e "non si curava né partecipava ad alcun tipo di lavoro domestico", ha riferito la donna alla corte. La coppia si era sposata nel 2015 e si era separata tre anni dopo. Il figlio viveva con Wang, ma Chen chiese il divorzio l'anno scorso. Dopo la riluttanza iniziale, Wang accettò di chiudere la relazione legalmente, richiedendo la divisione delle proprietà e un risarcimento finanziario, definito dalla corte in 50.000 yuan, oltre ai 2.000 yuan (circa 310 dollari) di alimenti mensili per la custodia del figlio.
Il giudice Feng Miao, titolare della causa, ha affermato che la divisione della "proprietà tangibile" non sarebbe stata possibile includendo i lavori domestici che, tuttavia, "possono migliorare la capacità dell'altro coniuge di avere una crescita lavorativa personale e individuale". Il giudice ha spiegato, in assenza di indicazioni del codice, di aver considerato il tenore di vita, il reddito di Chen, il tempo trascorso insieme dalla coppia e cosa Wang ha fatto per la famiglia. Il caso è il primo a fissare un valore monetario ai lavori domestici con il nuovo codice che copre i diritti della persona, di famiglia e contrattuali. Il verdetto ha scatenato un dibattito sui social media in mandarino sul valore finanziario delle faccende domestiche che nel matrimonio eterosessuale sono svolte in prevalenza dalle donne, secondo più sondaggi.
I dati dell'Ufficio nazionale di statistica hanno indicato che le donne sposate hanno speso più del doppio del tempo dedicato ai lavori domestici rispetto ai mariti nel 2016, più di quanto registrato nel 1996. Alcuni netizen ed esperti legali hanno accolto con favore il risarcimento, prendendolo come una protezione per coloro che dedicano più tempo ed energie agli affari familiari sacrificando le proprie opportunità di lavoro. Oltre 427.000 persone hanno risposto al sondaggio online di Pheonix Weekly sulla congruità dell'indennizzo: quasi il 94% ha detto che era giusto, ma non abbastanza. Molti hanno citato una filosofia sempre più seguita nella Cina odierna che sta favorendo schiere di donne single: "mantenersi da sole, non sposarsi e non partorire".