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Già ridotta dopo l’annessione della Crimea nel 2014, la cooperazione a livello militare tra la Svizzera e la Russia è ormai interrotta dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca. È quanto scrive il ‘Tages Anzeiger’ citando la portavoce dell’esercito svizzero, Delphine Schwab-Allemand.
La cooperazione tra i due eserciti si spiega con l’adesione dei due Paesi al Partenariato per la pace negli anni 90, un’iniziativa della Nato volta a creare uno spazio di sicurezza e pace in Europa. La Confederazione, su iniziativa dell’allora consigliere federale Flavio Cotti, vi aderì nel 1996, due anni dopo Mosca.
Da qui la firma tra i due paesi nel 2011 di un accordo di cooperazione che ha visto diversi soldati russi allenarsi a Andermatt alla guerra in montagna, un’offerta di cui hanno approfittato i soldati di altri Stati. Nel 2013, per esempio, 41 soldati russi hanno approfittato di questa possibilità per trascorrere qualche settimana nella località urana.
Da 2014, tuttavia, la presenza russa si è interrotta dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia di Putin, paese peraltro espulso dal Partenariato per la pace. La cooperazione tra Berna e Mosca è andata avanti lo stesso a livello di scambi accademici, nei settori sportivo e culturale. Anche dopo il 2014, insomma, soldati russi hanno potuto partecipare alla Patrouille des Glaciers. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, anche ciò che rimaneva della cooperazione tra i due eserciti è stata sospesa sine die. Tale cooperazione era di fatto interrotta da due anni, ossia dallo scoppio della pandemia, ha spiegato la portavoce dell’armata al quotidiano zurighese.
Anche la collaborazione a livello di istruzione degli ufficiali è interrotta. Dal 2012, almeno tre membri dell’esercito svizzero hanno potuto frequentare l’Accademia militare dello stato maggiore generale delle forze armate russe, sottolinea il quotidiano svizzero tedesco.