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Per i due giovani, il Pm di Varese aveva chiesto rispettivamente 9 anni e 2 mesi e 8 anni e 1 mese
VARESE - Assolti due giovani per non aver commesso il fatto. È il verdetto del Tribunale di Varese, nel processo per le violenze sessuali compiute ai danni di due ragazze di 22 anni e avvenute su un treno della linea Milano - Varese e nella sala d’attesa della stazione di Venegono Inferiore.
Lo riferisce la difesa dei due imputati. È stata, quindi, rigettata la ricostruzione del Pubblico ministero, che aveva chiesto per i due ragazzi rispettivamente 9 anni e 2 mesi e 8 anni e 1 mese.
Il procedimento si era chiuso a febbraio. I fatti si erano consumati nella tarda serata del 3 dicembre 2021: prima, a bordo di un convoglio partito dal capoluogo meneghino e diretto a Nord, c’è stato lo stupro perpetrato ai danni di una ragazza. Poi, poco dopo, nella sala di aspetto dello scalo ferroviario di Venegono, la tentata violenza, ai danni di un’altra giovane.
Durante il processo, la ragazza aggredita e abusata in treno aveva riconosciuto i suoi aguzzini, mentre la seconda vittima della tentata violenza non aveva identificato uno degli imputati presenti in aula, né aveva riconosciuto il secondo aggressore fra le foto segnaletiche, presentate sempre in aula dal pubblico ministero.
I due ragazzi erano in carcere da circa un anno e tre mesi. «Finalmente ci hanno dato ragione - ha affermato uno dei due avvocati difensori -. È stata riconosciuta l'innocenza del nostro assistito, il quale non era su quel treno, come risulta da prove oggettive». Il legale ha ricordato, per esempio, che «non appartiene» a uno dei ragazzi il Dna individuato sul cappello sequestrato e ritenuto appartenere a uno dei due stupratori, in base ai filmati delle telecamere di sorveglianza.
I legali avevano anche svolto indagini difensive per dimostrare, dall'analisi della «cronologia degli spostamenti dell'account google registrato» sul telefono del loro assistito, che il giovane al momento delle violenze era in un locale di Tradate (Varese), il Mama Café .