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NEW YORK - Un'ex impiegata di Amazon ha fatto causa al colosso per averla licenziata dopo «aver contratto il long-Covid». La donna avrebbe contratto il virus all'inizio di febbraio del 2020. Avrebbe, perché non è in grado di provare di essere stata davvero positiva.
Aveva iniziato a lavorare in qualità di brand manager per Amazon a novembre 2019. Ma quattro mesi dopo essere stata assunta, il 3 febbraio 2020, è stata ricoverata in ospedale a causa dell'influenza. Visto che proprio in quel periodo la prima ondata di Covid stava facendo il giro del mondo, Brittany Hope, 29 anni, crede che all'origine della sua condizione ci fosse proprio il Coronavirus.
Tornata a esercitare la propria professione, riporta Reuters, dice di aver dovuto lavorare per diverso tempo per 17 ore al giorno e che ha iniziato ad avere pensieri suicidi e che la sua salute fisica si è deteriorata. Quindi il 12 maggio 2020 ha fatto richiesta per un congedo di malattia. E lì, racconta, Amazon le ha impedito di accedere all'e-mail di lavoro e al portale disabilità e congedo dell'azienda.
Due mesi dopo è stata licenziata. Motivazione: «Abbandono». Con una richiesta di risarcimento di più di 12mila dollari, perché, sostiene il colosso, Hope, non lavorando, non aveva diritto allo stipendio che ha ricevuto nel frattempo.
La 29enne ha presentato denuncia ieri al tribunale federale di Manhattan. E anche se la donna sostiene di «essere stata gravemente malata di Covid e per molto tempo», nel documento presentato non viene indicato se la donna abbia contratto o meno il virus.