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Le tonalità sgargianti delle divise e dei pennacchi, il metallo delle corazze, il rullare dei tamburi: il Cortile di San Damaso, in Vaticano, si è animato questo pomeriggio dei suoni e dei colori che caratterizzano il giuramento delle nuove Guardie svizzere pontificie, avvenuto come ogni anno nell'anniversario del massacro di 147 soldati elvetici caduti nel 1527 in difesa di papa Clemente VII durante il "sacco di Roma" compiuto dai lanzichenecchi al soldo dell'imperatore Carlo V d'Asburgo.
Circa 3'000 persone dalla Svizzera, in gran parte familiari delle Guardie, e dalla Curia romana hanno assistito al giuramento di 34 alabardieri entrati negli ultimi mesi nell"'esercito più piccolo del mondo". Il cantone ospite quest'anno era quello di Friburgo, rappresentato dal suo presidente del Consiglio di Stato Erwin Jutzet.
Delle 34 reclute, la gran parte (28) sono di lingua tedesca, tre di lingua francese, due italiana - i ticinesi Davide D'Amore e Jonathan Binaghi - e una romancia. Il solenne giuramento di servire il Papa, fatto sulla bandiera del Corpo, è avvenuto davanti al sostituto della Segreteria di Stato, arcivescovo Fernando Filoni, alla presenza anche di cardinali, altri vescovi e delle rappresentanze diplomatiche presso la Santa Sede.
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