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Distrutta dal dolore, ma orgogliosa di suo marito, decapitato dagli estremisti dello Stato islamico. In una nota affidata ancora al sito del gruppo britannico Rory Peck Trust, Rinko Jogo ha chiesto la privacy per la sua famiglia, alle prese con la gravissima perdita di Kenji Goto, e ha ringraziato coloro che hanno espresso sostegno.
"Resto estremamente orgogliosa di mio marito che ha riferito la condizione delle persone in aree di conflitto come l'Iraq, la Somalia e la Siria", si legge.
"Era la sua passione rimarcare gli effetti sulla gente comune e in particolare attraverso gli occhi dei bambini, informarci sulle tragedie della guerra", aggiunge la donna.
Goto è partito per la Siria a fine ottobre, appena poche settimane dopo la nascita della figlia minore della coppia. A stretto giro, poi, la cattura da parte dei militanti islamici.
Jogo dice anche di aver ricevuto numerose email da persone sconosciute che affermano di essere i rapitori del marito.
La crisi degli ostaggi è diventata una questione nazionale dopo la richiesta del 20 gennaio dei militanti dell'Isis di un riscatto pari a 200 milioni di dollari, da pagare entro 72 ore.
SDA-ATS