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Il diciannovesimo secolo aveva alcune credenze selvagge sulla medicina, e la tubercolosi (allora conosciuta come “consunzione”) si pensava che fosse causata dal defunto consumando la vita dei loro parenti sopravvissuti. In risposta a un'epidemia di tubercolosi nel New England, la gente iniziò ad operare una tecnica simile a quella di Van Helsing riesumando corpi di persone che avevano ceduto alla malattia e bruciando i loro organi per impedire che i morti attaccassero i vivi.
Non è chiaro perché la gente abbia seppellito le vittime della tubercolosi, poi le abbia riesumate e ne abbia bruciato i loro organi, ma sembra essere quello che era successo. Il ragionamento deduttivo era che il cadavere fosse la causa della tubercolosi se fosse stato trovato insolitamente fresco, specialmente se avesse contenuto ancora sangue liquido, perché in questo caso si sarebbe chiaramente nutrito dei viventi.
La similitudine con i vampiri è palese.
Non deve lasciare molto sbigottiti questo comportamento se si considera che solo nel 1882 Robert Koch scoprì il batterio della tubercolosi e nel 1880 si ebbe certezza che la malattia fosse contagiosa.
Quindi per tantissimi anni le cause della tubercolosi si lasciavano a interpretazioni a volte fantastiche. Ad ogni modo ai primo del ‘900 la tubercolosi era una delle maggiori cause di malattie nei ceti poveri e la diffusione era a volte violenta a causa di alcuni usi come quelli di sputare in pubblico ovunque capitasse: un uso che non poteva che portare ad una rapida diffusione del contagio.
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