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Il costruttore automobilistico statunitense fra tre anni farà ritorno nel Circus che aveva abbandonato nel 2004
Il ritorno della Ford in Formula 1, nel 2026 con la Red Bull, rappresenta un nuovo capitolo di una storia più fruttuosa nei panni di costruttore piuttosto che come scuderia.
A partire dalla metà degli anni Sessanta, infatti, la Ford V8 era stata protagonista cogliendo diversi titoli mondiali in associazione a scuderie mitiche come Lotus, McLaren, Tyrrell o Benetton. L’ingresso avvenuto nel 1966 fu dovuto ai "preparatori" britannici Mike Costin e Keith Duckworth. Quell’anno infatti il regolamento prevedeva un aumento della cilindrata da 1500 cc a 3000 cc, alcune scuderie come Ferrari, Brm o Matra scelsero di sviluppare un motore V12, mentre l’inglese Lotus si orientò a Duckworth per sviluppare un motore da competizione sulla base del V8 Ford di serie. Il V8 Cosworth debuttò al Gp d’Olanda del 1967, conquistando la pole position con Graham Hill e la vittoria con Jim Clark.
Dal 1968 il motore fu venduto anche ad altre scuderie, arrivando così a motorizzare quasi la metà dei veicoli di Formula 1 a fine anni Settanta. In seguito conobbe numerose modifiche e negli anni Novanta, portò Michael Schumacher, sotto il nome di V8 Zetec, ai suoi primi titoli del 1994 e del 1995, su Benetton.
Complessivamente Ford ha ottenuto 176 Gran Premi (su circa 570 corsi), ciò che ne fa il terzo motore più vincente della storia alle spalle di Ferrari e Mercedes. Inoltre vanta dieci titoli costruttori e tredici piloti.
Cosworth godeva di una certa libertà tecnica ed economica rispetto a Ford, che però nel 2000 decise di entrare nel Circus come costruttore. Il gruppo di Dearborn (Michigan, Stati Uniti) acquistò la scuderia Stewart Racing e la rinominò Jaguar, dal nome del marchio allora posseduto da Ford. La monoposto fu dotata di un altro motore ideato da Cosworth, ma a partire da un V10.
Tuttavia la Jaguar non riscosse mai grande successo, nonostante la guida a un certo punto del leggendario campione austriaco Niki Lauda, raggiungendo il settimo posto in classifica per tre anni consecutivi (2002, 2003 e 2004), senza mai imporsi in una gara. Per cui al termine della stagione 2004, Ford decise di vendere la scuderia a un’allora giovane e ambiziosa… Red Bull.
Nel 2026 il cerchio tornerà a chiudersi, con il marchio austriaco che nel frattempo ha ottenuto svariati titoli mondiali piloti e costruttori. La collaborazione proseguirà almeno fino al 2030 e permetterà "di sviluppare un gruppo propulsore ibrido di nuova generazione".