Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/145385

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 9 febbraio 2014 il 50,3 per cento degli aventi diritto di voto ha accolto l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" rendendo impossibile o perlomeno molto più difficile la prosecuzione della via bilaterale con l'UE. Una settimana dopo nella stampa domenicale si è potuto leggere che secondo un sondaggio rappresentativo svolto poco dopo la votazione il 74 per cento degli aventi diritto di voto vuole portare avanti la via bilaterale con l'UE. I motivi della votazione sono inconciliabili con le conseguenze provocate, che non corrispondono alla volontà politica.</p><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come interpreta questa notevole discrepanza tra il risultato della votazione e la volontà politica?</p><p>2. Condivide l'opinione secondo cui sul piano politico-democratico sono assai problematiche le iniziative popolari presentate sotto mentite spoglie senza l'obbligo di dover indicare inequivocabilmente le conseguenze della loro approvazione?</p><p>3. Che cosa intende intraprendere per ridurre in futuro la probabilità di risultati di voto che non corrispondono alla volontà politica della maggioranza?</p><p>4. Come giudica, alla luce del risultato della votazione, la sua decisione del 13 dicembre 2013 di rinunciare al progetto volto a migliorare la conformità del diritto nazionale con il diritto internazionale, che avrebbe imposto di indicare già sul modulo per la raccolta delle firme l'eventuale incompatibilità dell'iniziativa con il diritto internazionale risultante dalla verifica preliminare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il popolo si è finora espresso quattro volte in merito agli Accordi bilaterali con l'UE: il 21 aprile 2000 (Bilaterali I), il 5 giugno 2005 (Schengen-Dublino), il 16 settembre 2005 (estensione della libera circolazione delle persone ai 10 nuovi Stati che hanno aderito all'UE il 1° maggio 2004) e l'8 febbraio 2009 (estensione della libera circolazione delle persone a Bulgaria e Romania, che hanno aderito all'UE il 1° gennaio 2007). Ha pertanto confermato a più riprese la libera circolazione delle persone. Nel messaggio il Consiglio federale ha argomentato che l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" non è compatibile con l'Accordo sulla libera circolazione delle persone. Nelle spiegazioni di voto relative all'iniziativa ha ricordato che la sua approvazione "potrebbe comportare la denuncia dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e, di conseguenza, la decadenza degli altri accordi conclusi con l'UE nel quadro dei Bilaterali I", aggiungendo che "i danni per la Svizzera e la sua economia sarebbero ingenti". Secondo i risultati dell'analisi VOX sull'iniziativa "contro l'immigrazione di massa", la maggior parte dei votanti era consapevole che un sì all'iniziativa comportava rischi per gli Accordi bilaterali con l'UE. Non è tuttavia chiaro se una maggioranza degli aventi diritto di voto auspichi un abbandono della via bilaterale e sia davvero disposta ad accettarne gli svantaggi correlati.</p><p>2. Da sempre la nostra democrazia diretta permette che l'iniziativa popolare sottoponga a popolo e cantoni revisioni costituzionali di ampia portata. Le richieste e le possibili ripercussioni positive e negative di un'iniziativa sono illustrate nel messaggio del Consiglio federale, nei dibattiti parlamentari, nelle spiegazioni di voto e nella campagna precedente la votazione. Spetta a ogni cittadino ponderare i pro e i contro. Occorre aggiungere che di rado le conseguenze di un'iniziativa popolare possono essere stimate con sufficiente precisione. Inoltre, non appena un'iniziativa comporta ripercussioni di politica estera, come nel presente caso, le conseguenze dipendono anche dal comportamento di altri Stati o di organizzazioni sovranazionali quali l'UE e i suoi Stati membri.</p><p>3. Il Consiglio federale continuerà a impegnarsi, nei suoi messaggi, nei dibattiti parlamentari, nelle spiegazioni e nei discorsi prima delle votazioni, a illustrare in maniera equa e obiettiva i vantaggi e gli svantaggi dei progetti costituzionali, sostenendo le raccomandazioni di voto del Parlamento.</p><p>4. Anche alla luce del risultato della votazione del 9 febbraio 2014 il Consiglio federale non vede motivo di proseguire il progetto volto a migliorare la conformità del diritto nazionale con il diritto internazionale (mozioni 11.3468 e 11.3751 delle due Commissioni degli affari politici). Il Consiglio federale è tuttavia consapevole che esistono tensioni tra il diritto d'iniziativa e gli obblighi della Svizzera derivanti dal diritto internazionale e che la ricerca di soluzioni solide prosegue al fine di ridurre tali tensioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.