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Nessuna riappacificazione tramite la discriminazione
Poiché i negoziati sull’accordo quadro sono stati interrotti, il Consiglio federale, sostenuto da tutti gli altri partiti, vorrebbe ora pagare il miliardo di coesione bis all’UE quale “segno di pace”. La Svizzera dovrebbe pagare questo contributo anche se Bruxelles continua a discriminarci!
L’UDC nota con piacere che il Consiglio federale ha interrotto i negoziati sull’accordo istituzionale. La nostra lotta decennale ha dato i suoi frutti! Ora ci aspettiamo che ulteriori contatti e negoziati selettivi tra la Svizzera e l’UE si svolgano su un piano di parità e che i trattati in essere siano rispettati anche dall’UE. Qualsiasi discriminazione, come il non riconoscimento della borsa svizzera e le non approvazioni di prodotti già riconosciuti, deve essere coerentemente contestata dalla Svizzera e va richiesto il loro ritiro. Nel caso contrato, se necessario, vanno applicate delle contromisure.
Quando dieci Stati dell’Europa centrale e orientale hanno aderito all’UE nel 2004, seguiti più tardi da Bulgaria, Romania e Croazia, la Svizzera ha dichiarato la sua disponibilità a sostenere questi Stati “volontariamente e autonomamente” con dei fondi. Dopo tutto, gli stati in questione erano economicamente sottosviluppati. Finora la Svizzera ha già versato ben 7 miliardi di franchi. Ecco alcuni esempi dei progetti che sono stati sostenuti: Un progetto turistico nei Carpazi polacchi per 4,8 milioni di franchi (quando mai i progetti in Svizzera hanno ricevuto così tanto?), il monitoraggio delle specie animali protette per 1 milione di franchi, la rivalutazione della storia delle ferriere in Slovacchia per 1,2 milioni di franchi. Nella Repubblica Ceca, è stato utilizzato per un programma atto a fornire assistenza ai guidatori ubriachi e per espandere la protezione delle frontiere in un “passaggio di frontiera poco frequentato”. È questo lo scopo di questo supporto? Ora altri 1,3 miliardi di franchi dovrebbero andare all’UE.
Notiamo con preoccupazione che il Consiglio federale e gli altri partiti vogliono assolutamente versare questo miliardo di coesione nonostante la discriminazione in atto da parte dell’UE. L’Unione europea dev’essere placata tramite una “tassa di accesso al mercato” mascherata, un unicum al livello modiale. Noi dell’UDC respingiamo fermamente una simile possibilità! Molti di questi paesi hanno già una crescita economica più alta e una disoccupazione più bassa della Svizzera e ci tolgono direttamente posti di lavoro. È interessante anche notare che gli Stati SEE non sono più disposti a continuare a pagare incondizionatamente i loro miliardi di coesione. Allora perché la Svizzera dovrebbe fare una cosa del genere?
Per l’UDC è chiaro che il pagamento del miliardo di coesione e la discriminazione da parte dell’UE devono essere rigorosamente respinti. Chiediamo al Consiglio federale e agli altri partiti di non versare il contributo richiesto da Bruxelles. Sarebbe molto meglio utilizzare questa somma per il popolo svizzero, a garanzia delle pensioni ad esempio. Questo è ciò per cui l’UDC si batte!