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È il parere della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S)
BERNA - L'istituzione di una task force alla quale affidare il compito di scovare e bloccare i patrimoni degli oligarchi russi e bielorussi che figurano sulla lista delle persone sanzionate per la guerra in Ucraina non è necessaria. Lo ritiene la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S), secondo cui gli strumenti giuridici attualmente in vigore sono sufficienti.
Durante le discussioni, la commissione è stata informata da Guy Parmelin degli sforzi in materia già intrapresi dal governo. A tal proposito, l'esecutivo ha recentemente autorizzato dieci posti supplementari presso la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), ha spiegato il consigliere federale, secondo quanto riferito da un comunicato dei Servizi del parlamento.
Tenendo anche conto del buon funzionamento della cooperazione con i servizi dei Paesi esteri, la commissione è del parere che "non vi sono quindi motivi per chiedere al Consiglio federale l'adozione di specifiche misure organizzative".
Per questo motivo, con 8 voti contro 3 la CAG-S ha chiesto al plenum di respingere le mozioni della Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale - ovviamente già approvata dalla Camera del popolo - e del "senatore" Carlo Sommaruga (PS/GE).
Una minoranza reputa invece che grazie all'istituzione di una task force il Consiglio federale potrebbe intensificare in modo significativo gli sforzi intrapresi dalla Svizzera per l'attuazione delle sanzioni. La Confederazione darebbe inoltre un segnale importante nell'ambito della politica estera nazionale.