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È scomparso all’età di ottantotto anni lo storico e sociologo Immanuel Wallerstein. Il suo pensiero che si rifaceva a Fernard Braudel e alla scuola storiografica delle Annales considerava il capitalismo un fenomeno che agisce su scala mondiale fin dal XVI secolo. L’opera più importante di Wallerstein: Il sistema mondiale dell’Economia moderna (edita da Mulino tra il 1982 e il 1995) analizza infatti l’ascesa del capitalismo dal Cinquecento al 1840. Analizzando la situazione degli anni Novanta del secolo scorso, il sociologo riteneva che a partire da quel momento tanto il capitalismo quanto l’impero statunitense fossero entrati in una fase di declino. Di questo aveva scritto in una serie di saggi pubblicati poi in un’unica raccolta: Dopo il liberalismo (Jaca Book 1999).
Nel volume La retorica del potere (Fazi 2007) polemizzava contro quella che riteneva la tendenza dell’Occidente ad affermare i propri valori come valevoli universalmente e riteneva che l’egemonia occidentale sarebbe terminata intorno al 2050. (Fonte Corriere della Sera Cultura)