Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/80520

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare, in relazione all'economia nazionale ed esterna, le ripercussioni sugli spazi economici transfrontalieri causate dalle cosiddette "misure di accompagnamento" all'accordo sulla libera circolazione delle persone, esporre tale analisi in un rapporto e proporre possibili misure di miglioramento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) prevede una libera prestazione di servizi limitata, che consente alle persone di fornire servizi di durata non superiore a 90 giorni per anno civile senza obbligo di autorizzazione. Parallelamente all'introduzione graduale della libera circolazione delle persone, la Svizzera ha adottato misure di accompagnamento volte a impedire il dumping salariale e sociale. Queste misure sono definite soprattutto nella legge federale concernente condizioni lavorative e salariali minime per lavoratori distaccati in Svizzera e misure collaterali (legge sui lavoratori distaccati; RS 823.20). Dall'entrata in vigore della legge si sono posti alcuni problemi sul piano attuativo che hanno suscitato delle critiche da parte di alcune imprese estere. Anche in occasione della seduta del comitato misto per l'ALC Svizzera-UE, nell'estate 2007, alcuni singoli problemi relativi all'applicazione dell'accordo - come ad esempio l'intervallo di otto giorni previsto tra la notifica di un impiego in Svizzera e l'inizio dei lavori - sono stati oggetto di discussione. </p><p>D'altro canto ci sono imprese svizzere che deplorano ostacoli burocratici alla fornitura di servizi nei Paesi limitrofi. A questo proposito, le misure di semplificazione annunciate dal Consiglio federale nel suo parere del 6 settembre 2006 sulla mozione Robbiani 06.3379 sono state realizzate, e contribuiscono al miglioramento della situazione delle imprese svizzere. In particolare, si tratta della messa a disposizione di informazioni relative a contatti e procedure di notifica nei Paesi limitrofi (www.kmu.admin.ch), corsi di formazione continua concernenti la tematica dei lavoratori distaccati nonché il rinnovamento dell'accordo con l'Italia in materia di appalti pubblici (si veda a tale proposito la risposta del Consiglio federale nell'ora delle domande del 12 marzo 2007 all'interrogazione Robbiani 07.5027).</p><p>Il Consiglio federale è consapevole della necessità di ulteriori interventi volti a risolvere i problemi attuativi nell'ambito della libera prestazione transfrontaliera di servizi. Esso intende pertanto intensificare le relazioni bilaterali con gli Stati limitrofi interessati. Inoltre la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha svolto un sondaggio presso l'Associazione degli uffici svizzeri del lavoro (AUSL) finalizzato a tracciare un quadro delle difficoltà incontrate dalle imprese svizzere all'estero. Anche l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) d'intesa con la SECO ha avviato un sondaggio concernente tale argomento presso i suoi associati. I risultati di queste inchieste sono attesi per l'inizio di marzo 2008. </p><p>Alla luce di questa situazione, il Consiglio federale ritiene inopportuno svolgere indagini onerose nelle regioni di confine allo scopo di definire le conseguenze sul piano economico delle misure di accompagnamento. In effetti non sono soltanto le misure d'accompagnamento a produrre degli effetti sull'economia svizzera, bensì la libera circolazione delle persone nella sua totalità; e d'altra parte si tratta di un fenomeno che non interessa unicamente le regioni di confine ma tutta la Svizzera. Ogni anno viene pubblicato un rapporto relativo agli effetti della libera circolazione delle persone sul mercato del lavoro. Il prossimo rapporto dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone, per il periodo compreso tra il 1° giugno 2002 e il 31 dicembre 2007, sarà disponibile dalla metà di aprile 2008. Inoltre, la SECO elabora annualmente rapporti concernenti l'attuazione delle misure d'accompagnamento alla libera circolazione delle persone. </p><p>Il Consiglio federale è convinto che gli attuali problemi attuativi possano essere efficacemente risolti nell'ambito di colloqui bilaterali con gli Stati limitrofi. Una soluzione basata sul principio della reciprocità di condizioni riguardo alle prestazioni di servizio transfrontaliere dovrebbe risultare vantaggiosa anche per gli Stati e le regioni confinanti con la Svizzera. Il risultato potrebbe essere la stipulazione di accordi amministrativi nel settore degli appalti pubblici simili a quello raggiunto con l'Italia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.