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La storiografia più recente, negli Stati uniti come in Europa, ha rimesso in causa l’idea di un medioevo dall’economia cosi contratta da diventare quasi autarchica dopo la fine dell’impero romano e prima della rivoluzione commerciale che avrebbe portato ad una prima mondializzazione degli scambi durante il Rinascimento. Storici come l’indiano Sanjay Subrahmanyan hanno anche rimesso in causa la riduzione dello studio del commercio antico ai suoi soli aspetti economici per integrarlo in una più vasta storia delle comunicazioni a livello mondiale – spesso chiamata connected history o addirittura world history - nella quale politica, religione e cultura occupano un posto essenziale. Nel suo Le origini dell’economia europea (300-900), Michael McCormick, professore di storia medievale a Harvard University, aveva già dimostrato nel 2001 come il mondo mediterraneo dei cosi detti dark ages, fosse in realtà percorso da centinaia di mercanti che utilizzavano le stesse navi dei pellegrini, e come il latifondo carolingio fosse una istituzione diretta verso il mercato e non verso l’autosufficienza.
Proporrò agli studenti di confrontare i dibattiti odierni sul ruolo del commercio nell’economia mondiale con le realtà complesse del commercio antico – trasporti, mercati, strumenti monetari ma anche concezione religiosa dello scambio all’interno e all’esterno della Respublica christiana - dall’apogeo della preponderanza romana nel terzo secolo, fino alla preponderanza inglese durante il diciottesimo secolo. Darò altrettanta importanza alla presentazione dei modi del commercio – fiere, strade, mezzi di scambio -, allo studio della mentalità dei mercanti, e a quello del dibattito attorno al commercio nel pensiero occidentale, dai padri della chiesa a scrittori dell’illuminismo come Cesare Beccaria. In questo seguirò l’esempio di Max Weber la cui opera di sociologo cominciò con una poco conosciuta tesi di dottorato dedicata a La Storia delle città mercantili nel Medioevo (1889) per arrivare alle analisi classiche dell’etica dei merchants puritani inglesi ne L’etica protestante e lo spirito del capitalismo (1904-1905), e quello del mio maestro Alberto Tenenti, grande storico dell’economia e della cultura rinascimentale, che amava dire che “storia economica e storia delle mentalità, è tutt’uno.”
Modalità d’esame
Paper
Bibliografia essenziale:
Manuale
Luciano Palermo. Storia del commercio, Roma-Bari, Laterza, 2014, p. 329.
Eccellente compendio che presenta i fatti essenziali. Esiste in versione elettronica.
Bibliografia
Fernand Braudel. Civiltà materiale, economia e capitalismo. Secoli XV-XVIII. II, I giochi dello scambio, Torino, Einaudi, 2006, p. 548.
Michael McCormick. Le origini dell’economia europea (300-900). Comunicazione e commercio, Milano: Vita e pensiero, 2009, p. 1170.
Sanjay Subrahmanian. Mondi connessi: La storia oltre l'eurocentrismo, sec. XVI-XVIII, Rome: Carocci, 2014, pp. 276.
Tre libri che hanno definito il dibattito storiografico sul commercio medievale e moderno.