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Articolo di Marina Carobbio sulla votazione del prossimo 13 giugno sulla Legge COVID-19, apparso nell’ultimo numero della nostra rivista PS.ch.
Per far fronte in modo efficace e sollecito alla pandemia, il Consiglio federale ha disposto vari provvedimenti, fra i quali l’erogazione di aiuti finanziari alle persone e alle imprese direttamente o indirettamente colpite dalle attuali difficoltà dell’economia. Tali provvedimenti, non essendo previsti dalla legge sulle epidemie, sono stati presi in virtù del diritto di necessità stabilito nella Costituzione. Il diritto di necessità è però valido per sei mesi, oltre i quali il Consiglio federale e il Parlamento devono elaborare una legge per protrarre i provvedimenti presi.
La legge COVID-19 è stata adottata dal Parlamento nell’autunno 2020 con 197 voti favorevoli, 36 contrari e 6 astensioni. La legge è valida fino a dicembre 2021. Il PS si è fortemente implicato per fare in modo che le misure di aiuto finanziario contenute nella legge fossero eque, solidali ed efficaci. Grazie all’impegno dei parlamentari socialisti l’indennità per lavoro ridotto è stata estesa e aumentata per le persone a basso reddito, così come è stato prolungato il termine del sussidio di disoccupazione per i senza lavoro. Inoltre, il PS ha sostenuto e approvato le disposizioni per i casi di rigore grazie alle quali varie categorie, come i ristoratori, gli albergatori e i luoghi di cultura possono coprire parte dei loro costi fissi. La legge COVID-19 non concerne le vaccinazioni essendo esse disciplinate dalla legge sulle epidemie. È quindi errato e fuorviante dire che qualora fosse accettata, la legge COVID-19 introdurrebbe l’obbligo di vaccinazione. In Svizzera, è giusto ricordarlo, nessuno può essere vaccinato se non fornisce il proprio consenso.
Nel caso in cui il prossimo 13 giugno la legge COVID-19 dovesse essere respinta, questa cesserà di essere applicata il 25 settembre 2021, un anno dopo l’adozione da parte del Parlamento. In questo caso, anche se dovessero ancora essere necessari, i provvedimenti elencati sopra e molti altri verrebbero a mancare, non avendo più alcun fondamento legale. Inoltre, tutti i provvedimenti presi dopo il 25 settembre 2020 decadrebbero assieme alla legge COVID-19. Fra questi, vi sono ad esempio l’estensione degli aiuti per i casi di rigore, i contributi a fondo perso e i mutui per club degli sport di squadra di livello professionistico e semiprofessionistico e gli aiuti al settore della cultura.
Oltre ad essere giuste, le misure contenute nella legge sono doverose nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno contribuito a mantenere solida l’economia svizzera. La legge COVID-19 è solidale e necessaria. Grazie ad essa potremo evitare molti fallimenti e prevenire un aumento della disoccupazione. Per rilanciare il futuro del nostro Paese abbiamo bisogno di basi giuridiche solide e di solidarietà fra le cittadine e i cittadini, e fra la popolazione e lo Stato. Per tutte queste ragioni ci vuole un sì convinto alla legge COVID-19.