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BERNA - Il presidente del Consiglio Centrale Islamico della Svizzera (CCIS) Nicolas Blancho non potrà possedere un'arma. Il Tribunale amministrativo bernese ha confermato la decisione di non concedergli il porto d'armi notificata all'interessato nell'aprile del 2015.
Blancho non si è chiaramente distanziato dall'uso della violenza, precisa la sentenza pubblicata oggi. I procedimenti del Ministero pubblico ancora pendenti confermano che è impossibile avere una garanzia che Blancho utilizzi l'arma in modo responsabile e legittimo.
La Procura federale ha incriminato il presidente del CCIS e altri due membri dell'organizzazione per violazione della legge federale che vieta i gruppi "al-Qaida" e "Stato islamico", nonché le organizzazioni associate. I tre sono accusati di aver girato e diffuso un video con l'intervista di un alto rappresentate di al-Qaida in Siria, Abdallah al-Muhaysini. La polizia cantonale bernese e il Dipartimento delle polizia e degli affari militari hanno quindi negato a ragione il porto d'armi a Blancho, secondo il Tribunale amministrativo. Il presidente del CCIS ha ancora la possibilità di fare ricorso al tribunale federale.
La richiesta di poter acquistare una pistola Sig Sauer era stata presentata alla polizia cantonale bernese nel febbraio 2015. Il CCIS aveva precisato che la domanda era motivata dal «forte aumento di gravi minacce contro il presidente, la sua famiglia e in particolare anche contro i suoi figli».