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Le nuvole che ieri nel pomeriggio e in serata hanno fatto capolino a sud delle Alpi altro non sono che la coda di Dorian, l'uragano che alle Bahamas ha lasciato dietro di sé distruzione, morti, e migliaia di persone senza più un tetto sopra la testa. “Attraversando l’oceano Atlantico settentrionale l’uragano si è indebolito molto e la sua struttura nuvolosa è passata da quella tipica dei cicloni tropicali a forma di ricciolo a quella più allungata caratteristica delle depressioni extra-tropicali – scrive Meteo Svizzera nel suo blog –. La fascia nuvolosa che è rimasta spaziava dalle coste occidentali della Norvegia al Piemonte, e denotava in realtà la presenza di un fronte caldo”.
“La traiettoria che ha seguito Dorian è abbastanza classica – proseguono gli esperti di Locarno Monti – in quanto i cicloni tropicali nascono nell’Oceano Atlantico a est delle coste africane, vengono sospinti dagli alisei verso ovest fino a sfiorare o interessare le coste americane, e si spostano poi verso latitudini più settentrionali dove vengono 'agganciati' dalla corrente a getto che li spinge fin verso le coste europee. Questa ultima fase di vita è attualmente oggetto di ricerca, in quanto vi sono le prime evidenze che gli estremi di precipitazione sull’Europa sono a volte causati proprio da ex cicloni tropicali”.
Nel video l'animazione dell'incredibile attività elettrica del ciclone nella sua fase più intensa.