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Ai sensi della legge sull'energia nucleare, i costi della disattivazione delle centrali nucleari e dello smaltimento delle scorie radioattive dopo la messa fuori esercizio degli impianti sono a carico degli esercenti. Questi ultimi versano annualmente contributi nel Fondo di disattivazione e nel Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari. Il presunto ammontare dei costi di disattivazione e di smaltimento è calcolato ogni cinque anni, sulla base delle indicazioni dell'esercente. L'ultimo studio sui costi è stato effettuato nel 2011 (cfr. comunicato stampa del 21.11.2012).
Sulla base dei costi rilevati, con l'ausilio di un modello di matematica finanziaria viene determinato l'importo dei contributi annuali che gli esercenti devono versare nei fondi. Il modello si basa su una durata d'esercizio di 50 anni, un reddito del capitale del 5% e un tasso di rincaro del 3% e, di conseguenza, una rimunerazione reale del 2% l'anno (art. 8 cpv. 5 OFDS). Al momento della messa fuori esercizio di una centrale nucleare, i contributi devono risultare versati integralmente nei fondi. Fino alla messa fuori esercizio, il finanziamento avviene quindi tramite i contributi versati e il reddito da capitale; a partire dalla messa fuori esercizio, solamente attraverso il reddito da capitale sul patrimonio dei fondi.
Negli ultimi anni è emerso che le ipotesi alla base del modello di matematica finanziaria sono andate scostandosi dall'effettiva evoluzione del reddito del capitale e del tasso di rincaro. Di conseguenza, le regole attualmente in vigore non garantiscono più il finanziamento integrale dei costi di disattivazione e di smaltimento.
Per entrambi i fondi sussiste quindi un rischio di lacune nel finanziamento. Per la Confederazione vi è il rischio di dover coprire con le proprie risorse l'ammanco che si registrerebbe se gli esercenti non fossero in grado di mantenere integralmente i propri impegni.
Nella sua discussione odierna sulla situazione dei fondi, il Consiglio federale è quindi giunto alla conclusione che i parametri del modello utilizzato per determinare i costi e i contributi annui debbano essere modificati nel quadro di una revisione dell'OFDS. In questa decisione, il Consiglio federale si basa sui risultati di un'analisi condotta da un gruppo di lavoro diretto dall'Ufficio federale dell'energia (UFE). Tale gruppo di lavoro ha già discusso più volte i punti principali della revisione con esperti delle società esercenti. Inoltre vi sono stati numerosi colloqui fra il DATEC e i vertici delle società esercenti.
Il Consiglio federale ha fissato i principali valori di riferimento per la revisione dell'ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento da porre in consultazione presumibilmente ancora in agosto.
Le previste modifiche dell'OFDS implicano un aumento dei contributi a carico degli esercenti (cfr. tabella allegata), poiché il minore reddito del capitale deve essere compensato con contributi più elevati. I costi aggiuntivi dovranno essere distribuiti sull'arco della durata d'esercizio residua ipotizzata delle centrali nucleari, per attutire le conseguenze finanziarie per le società esercenti.
Il Fondo di disattivazione è stato istituito nel 1984 e ha lo scopo di coprire i costi derivanti dalla disattivazione e dallo smantellamento degli impianti nucleari messi fuori esercizio e dallo smaltimento delle scorie che ne derivano, fino al ripristino dello stato originario del sito. Secondo lo studio sui costi 2011, i costi di disattivazione delle cinque centrali nucleari svizzere e dello ZWILAG ammontano a 2,974 miliardi di franchi. Alla fine del 2012, il capitale accumulato nel fondo ammontava a 1,531 miliardi di franchi.
Il Fondo di smaltimento è stato istituito nel 2000 e ha lo scopo di coprire i costi derivanti dallo smaltimento delle scorie radioattive d'esercizio e degli elementi combustibili esausti dopo la messa fuori esercizio degli impianti nucleari. Secondo lo studio sui costi 2011, i costi di smaltimento ammontano a 15,970 miliardi di franchi. I costi di smaltimento che insorgono durante l'esercizio delle centrali nucleari vengono pagati dagli esercenti direttamente. Fino al 2012 si trattava di circa 5,1 miliardi di franchi, che diventeranno 7,5 miliardi di franchi fino alla messa fuori esercizio di tutte le centrali nucleari. Il Fondo di smaltimento copre i restanti 8,4 miliardi di franchi. Alla fine del 2012, il capitale accumulato nel fondo ammontava a 3,220 miliardi di franchi.
Secondo il principio di causalità, i costi dello smaltimento sono inclusi nel prezzo dell'energia elettrica di origine nucleare. Per ogni chilowattora, la quota del prezzo destinata a coprire questi costi è mediamente compresa fra 0,8 e 0,9 centesimi (prezzi 2011).