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Raffaele Sannitz ha informato in questi giorni l’Hockey Club Lugano della sua decisione di ritirarsi dall’hockey professionistico dopo 22 stagioni consecutive.
Il 38enne attaccante, nato il 18.05.1983 e cresciuto a Mendrisio, aveva debuttato nella prima squadra bianconera nel corso della stagione 1999/2000 all’età di sedici anni, otto mesi e diciassette giorni, secondo più giovane esordiente nella storia del club dopo Lorenzo Canonica nel 2019.
Da quel giorno Raffaele ha indossato la maglia del Lugano nel massimo campionato svizzero per 887 volte (756 partite di regular season, 131 partite di playoff) sull’arco di ventuno stagioni, secondo giocatore con più presenze nella storia alle spalle del solo Julien Vauclair (939 partite) e davanti a Sandro Bertaggia (789 partite). Uniche parentesi lontane dalla Resega, nel frattempo ribattezzata Cornèr Arena, il campionato 2004/05 trascorso in Nordamerica dopo il draft NHL da parte dei Columbus Blue Jackets con i Syracuse Crunch (AHL) e i Dayton Bombers (ECHL) e quarantadue gare in prestito a Kloten nel 2012/2013.
Sannitz ha vinto due titoli nazionali (2003 e 2006) e fatto parte dello spogliatoio che ha giocato altre sei finali dei playoff e due atti conclusivi della Coppa Spengler.
Indomito lottatore, intelligente, furbo e generoso centro a tutta pista, icona per una carriera intera dell’identità del club e del suo mantra “Non mollare mai!”, il numero 38 ha messo a segno in bianconero complessivamente in campionato 127 reti e fornito 212 assist (339 punti) con la ragguardevole media di 0,38 punti per partita.
Sannitz ha vestito inoltre la maglia della massima rappresentativa rossocrociata per 77 volte (14 reti, 16 assist), partecipando a quattro rassegne iridate, ai Giochi Olimpici del 2010 a Vancouver, a un Mondiale U18 (medaglia d’argento) e un Mondiale U20.
Come la numero 3 di “Julio” Vauclair, anche la maglia numero 38 di “Raffa” Sannitz resterà per sempre appesa sotto le volte della Cornèr Arena e nessun altro giocatore potrà mai indossarla. Non appena il mondo avrà ritrovato la sua normalità, l’HCL troverà certamente le modalità per celebrare queste due straordinarie carriere.