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FRIBURGO - Una petizione è stata lanciata martedì per opporsi all'utilizzo di animali per esperimenti all'Università di Friburgo. Oltre 9'500 le firme già raccolte online dalla Lega svizzera contro la vivisezione (LSCV) per vietare che ad alcune scimmie venga somministrata cocaina.
Il testo, che chiede di «fermare immediatamente gli esperimenti che prevedono di mettere scimmie sotto cocaina», non è indirizzato solamente all'università friburghese, ma anche al Consiglio di Stato e al parlamento cantonale.
La LSCV esige inoltre che «il protocollo di ricerca sia reso pubblico, in modo che le competenze scientifiche ed etiche possano essere realizzate in modo trasparente», sottolinea l'associazione in un comunicato odierno.
La polemica è divampata domenica dopo la pubblicazione di un articolo sul tema da parte del "SonntagsBlick". Gli animalisti ritengono che utilizzare scimmie sia «eticamente inaccettabile». L'Università ricorda invece che il progetto ha ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie.
«Tutti gli esperimenti che svolgiamo hanno ricevuto un'autorizzazione veterinaria dalla commissione d'etica ad hoc, del veterinario cantonale e dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV)», indica Eric Rouiller, professore di neurofisiologia al Dipartimento di medicina, sul sito internet dell'ateneo, sottolineando inoltre che la Svizzera è uno dei paesi più severi in merito alla protezione degli animali e al loro utilizzo nelle sperimentazioni.
Nell'esperimento in questione, volto a mettere a punto un trattamento contro la tossicomania, alcuni macachi ricevono della cocaina. Rouiller precisa che si tratta di micro-dosi che non creano dipendenza. L'obiettivo è di verificare se la stimolazione elettrica profonda del cervello possa aiutare a ridurre il desiderio di cocaina. La tecnica è già utilizzata per trattare pazienti affetti da Parkinson.
La LSCV ritiene che numerose ricerche sulla tossicodipendenza si fanno già su cavie umane. Secondo Rouiller non sarebbe invece stato etico ricorrere a volontari. «È indispensabile mostrare in anticipo che la stimolazione elettrica profonda permette di ottenere l'effetto desiderato», spiegava mercoledì il professore universitario sulle pagine del quotidiano "La Liberté".