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Nei cantoni di Ginevra e Vaud i camici bianchi hanno protestato martedì contro la decisione del Dipartimento federale dell'interno di abbassare le tariffe per le analisi di laboratorio.
Allo sciopero hanno partecipato circa 2'000 medici. Il presidente della Società romanda di medicina, Jean-Pierre Pavillon, ha affermato che, se i medici dovranno rinunciare ai laboratori, perderanno uno strumento di lavoro fondamentale.
Le nuove tariffe entreranno in vigore all'inizio di luglio: con questa misura il ministro dell'interno Pascal Couchepin prevede risparmi annui per 200 milioni di franchi. I medici temono invece un abbassamento della qualità delle cure e una diminuzione del loro reddito, a causa della quale sarebbero costretti a privarsi dei laboratori.
Il prossimo 1° aprile è prevista un'analoga contestazione su scala nazionale. Durante l'agitazione, l'assistenza sanitaria sarà garantita dagli ospedali e da un servizio speciale per i casi gravi organizzato dagli stessi scioperanti.
swissinfo e agenzie