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Gewandhausorchester Leipzig
Andris Nelsons, direttore
Sol Gabetta, violoncello
domenica 06 febbraio
Sala Teatro
-
Mascherina obbligatoria
(> 12 anni)
- Tracciabilità garantita
Gewandhausorchester Leipzig
Antonín Dvořák
Concerto per violoncello e orchestra in si minore, op. 104
Pëtr Il'ič Čajkovskij
Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 Patetica
(senza intervallo)
Attiva dal 1743, quella del Gewandhaus di Lipsia si contende insieme a pochissime altre il titolo di orchestra più antica del mondo. Andris Nelsons, tra i direttori più richiesti al mondo, dal 2017 è il ventunesimo Gewandhaus-Kapellmeister – tra i suoi predecessori ci sono Felix Mendelssohn, Carl Reinecke, Wilhelm Furtwängler ed Herbert Blomstedt – e si divide tra Europa e Stati Uniti, dove è Direttore Musicale della Boston Symphony Orchestra.
Dopo il doppio appuntamento nel 2019, il Gewandhausorchester e Andris Nelsons tornano al LAC con la violoncellista Sol Gabetta.
«Un programma che rimarrà un mistero per chiunque. Lasciamoli indovinare»: così Pëtr Il’ic Cajkovskij scriveva al nipote sul “programma” della sua ultima e prediletta sinfonia, la sesta in si minore “Patetica”, forse la più eseguita e conosciuta di tutta la sua opera. Scritta d’un fiato tra il 1892 e il 1893, anno della morte, dopo un periodo di crisi creativa, la “Patetica” affascina per un carattere tormentato che sembra rivelare le vicende interiori degli ultimi anni di vita del suo autore.
Un travagliato amore giovanile di Antonín Dvorák accompagna la nascita del concerto in si minore per violoncello e orchestra, ultimato durante l’ultimo periodo del suo soggiorno americano. Venuto a sapere della grave malattia di Josefina Cermáková, include nel secondo movimento una melodia tratta da un ciclo di Lieder e a lei particolarmente cara, la stessa che il violino intona nella chiusura del concerto, così intima, inusuale e “anti” virtuosistica che Dvorák dovette impedire al suo primo interprete, Hanus Wihan, di aggiungervi una cadenza che potesse mettere in risalto le sue abilità tecniche.