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BRUXELLES - L'Estonia sarà la prima repubblica Baltica e il terzo Paese ex-comunista, dopo la Slovenia e la Slovacchia, a entrare in Eurolandia, diventandone dal primo gennaio del 2011 il diciassettesimo Paese.
Mentre da Londra, conservatori e liberal-democratici ribadiscono che per almeno cinque anni la Gran Bretagna ne starà fuori, Eurolandia si appresta ad allargare le sue porte all'ex repubblica sovietica.
La Commissione europea ha infatti dato oggi il suo parere favorevole alla richiesta di Tallin, raccomandando i ministri delle Finanze ad approvarla già nella riunione della prossima settimana. Il timbro finale spetterà poi al vertice dei leader del prossimo giugno.
Il via libera di Bruxelles è stato accolto con grande soddisfazione dal governo estone, per il quale l'ingresso nell'euro ha un valore altamente simbolico. L'Estonia, che si trova nell'estremo confine nord orientale dell'Europa, ha divorziato dall'Unione sovietica solo nel 1991, e ha aderito all'Unione europea nel 2004: la corsa della corona estone verso Eurolandia è stata quindi relativamente breve.
A fare da volano, i conti pubblici talmente in ordine da risultare un'anomalia nel quadro europeo composto da deficit e debiti pubblici alti, ben oltre i paletti fissati dal patto di stabilità e di crescita (al 3% e al 60% del Pil rispettivamente). Secondo le previsioni della Commissione Ue, l'Estonia chiuderà il 2010 e il 2011 con un rapporto deficit/pil del 2,4% e con un debito pubblico limitato al 9,6% quest'anno e al 12,4% quello prossimo.
SDA-ATS