Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/179297

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre al Consiglio dei diritti umani dell'ONU di stralciare il punto 7 dell'ordine del giorno permanente.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel marzo del 2006 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 60/251, istituendo formalmente il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (CDU) quale organo sussidiario dell'Assemblea generale. Nel giugno del 2007, con la risoluzione 5/1, il CDU ha definito il proprio funzionamento e quello dei suoi organi subordinati, compresi l'ordine del giorno, il programma di lavoro e il regolamento interno del CDU stesso nonché le modalità di attuazione del nuovo meccanismo dell'esame periodico universale.</p><p>La Svizzera si è fortemente impegnata nell'intero processo negoziale che ha portato all'adozione di queste due risoluzioni. A causa delle divergenze tra gli Stati membri a livello di interessi e aspettative, i negoziati sull'istituzione del CDU e la definizione dei suoi metodi di lavoro sono stati lunghi e difficili. La Svizzera ha espresso riserve in merito all'introduzione del punto 7 e si è adoperata affinché tutte le situazioni nazionali fossero trattate sotto uno stesso punto dell'ordine del giorno. Il risultato finale dei negoziati è un compromesso politico che rispecchia le diverse posizioni e i diversi interessi degli attori coinvolti, compresa la Svizzera. L'istituzione del CDU a Ginevra ha contribuito a rafforzare il ruolo della città come centro di competenza per i diritti umani.</p><p>Il fatto che una situazione geografica venga affrontata con uno specifico punto dell'ordine del giorno può sembrare un'anomalia e si spiega con ragioni storiche. La richiesta di stralcio del punto 7 in questo momento significherebbe tuttavia rimettere in discussione il compromesso raggiunto nel 2006 e nel 2007 e dover riprendere i negoziati sull'intera risoluzione 5/1 del CDU, con cui quest'ultimo ha creato le proprie istituzioni. Gli Stati che mostrano un atteggiamento critico nei confronti del CDU potrebbero sfruttare questa occasione per rinegoziare anche altri aspetti oltre al punto 7 dell'ordine del giorno. Ciò potrebbe riguardare anche importanti risultati raggiunti dal CDU e alcune sue istituzioni fondamentali, tra cui l'Esame periodico universale, la possibilità di avviare procedure speciali o la partecipazione della società civile ai lavori del CDU. Si rischierebbe così di indebolire non solo il mandato del CDU stesso, ma anche la Ginevra internazionale, sede del CDU e centro di competenza per i diritti umani.</p><p>In seno al CDU, e quindi anche in riferimento al punto 7 dell'ordine del giorno, la Svizzera si adopera in modo imparziale per il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Negli ultimi due anni la Svizzera è intervenuta una volta in merito al punto 7. Anche in futuro continuerà a non esprimersi in modo sistematico su questo punto dell'ordine del giorno e a decidere in funzione del contesto. Quando la Svizzera interviene, lo fa in maniera differenziata e si oppone alle critiche infondate o non equilibrate contro Israele. Israele è consapevole della posizione della Svizzera e riconosce regolarmente che le nostre dichiarazioni sono imparziali ed equilibrate. Il fatto che esista il punto 7 dell'ordine del giorno non significa che le situazioni dei diritti umani in altri Paesi e contesti siano trascurate o messe in secondo piano. Queste situazioni vengono sistematicamente discusse in occasione di ogni sessione del CDU (della durata di tre o quattro settimane), in particolare sotto i punti 2, 4 e 10 dell'ordine del giorno, e la Svizzera partecipa attivamente a tali dibattiti.</p><p>La Svizzera è consapevole delle sfide a cui il CDU deve far fronte e si è sempre adoperata in modo molto attivo per migliorarne i metodi di lavoro. Insieme alla Norvegia e all'organizzazione non governativa Universal Rights Group organizza per esempio l'annuale Dialogo sui diritti umani di Glion volto a discutere del rafforzamento del CDU e a sviluppare idee per riforme consensuali.</p><p>Considerato l'aggravarsi della situazione in termini di diritto internazionale umanitario e di diritti umani nella regione, in particolare a causa del forte aumento delle attività di insediamento e della riduzione dello spazio democratico nel territorio arabo occupato, un intervento della Svizzera a favore dello stralcio del punto 7 dell'ordine del giorno sarebbe un segnale negativo e metterebbe a repentaglio la credibilità del suo impegno per la promozione del diritto internazionale in quell'area e nel mondo nonché le sue attuali buone relazioni con i Paesi della regione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.