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L'ex patron del gigante petrolifero Yukos, Mikhail Borisovich Khodorkovski, per Strasburgo non è un perseguitato politico. I giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo non ritengono che il suo arresto nel 2003 e la detenzione che ne è seguita possano essere considerate come una persecuzione politica. Ma Mosca dovrà versargli diecimila euro per danni morali subiti per l'arresto e la detenzione avvenute prima del processo.
La Corte ha infatti condannato le autorità russe per non aver rispettato il diritto alla libertà di Khodorkovski. Il suo arresto, condotto dalle forze dell'ordine su una pista d'atterraggio a Novosibirsk da una squadra di uomini armati, secondo i giudici di Strasburgo non è spiegabile, visto che Khodorkovski in quel momento non era un pericoloso criminale, ma solo un testimone che non era comparso davanti agli inquirenti.
Inoltre, la velocità con cui la posizione di Khodorkovski è passata da quella di testimone a quella di accusato fa ritenere, ad avviso dei giudici di Strasburgo, che in effetti le autorità russe abbiano usato l'operazione per coprire un arresto. La Corte ha anche condannato Mosca per aver tenuto Khodorkovski in galera per i mesi che hanno preceduto il suo processo. Secondo i giudici questa detenzione non è stata giustificata da ragioni sufficientemente forti, tanto da legittimare una restrizione della sua libertà. In base alla sentenza Mosca dovrà quindi versare a Khodorkovski diecimila euro per danni morali e 14.543 euro per i costi legali sostenuti.