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BERLINO - Aumentano di ora in ora, in Germania, le autodenunce per evasione fiscale, che nel frattempo hanno raggiunto quota 3'000. Ma nella coalizione di governo non tutti cantano vittoria: alcuni politici iniziano infatti ad esprimere riserve sull'amnistia penale concessa ai contribuenti che si annunciano "spontaneamente" perché temono di essere finiti su un CD offerto alle autorità tedesche.
"Le autodenunce sono motivate dalla paura, non dal pentimento", ha criticato oggi il parlamentare della CSU Hans Michelbach in una trasmissione della televisione ARD. A suo avviso, il senso della legge viene pervertito: l'amnistia penale dovrebbe quindi essere soppressa, qualora la Svizzera non rinunciasse al suo segreto bancario.
Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente liberale della commissione delle finanze del Bundestag, Volker Wissing. Anche a suo parere "i frequenti abusi della legge" rendono necessario un dibattito sulla questione.
Nella sola Baviera vi sono stati 644 contribuenti che si sono annunciati spontaneamente da quando le autorità tedesche hanno deciso di acquistare dati rubati su presunti evasori fiscali con conti in Svizzera. Nel Nord-Reno Vestfalia sono stati 572 e nel Baden-Württemberg 566. In tutto il paese si contano finora 3'000 autodenunce, stando ai dati raccolti dall'agenzia di stampa AFP.
In Germania chi annuncia spontaneamente redditi e capitali sottratti al fisco non viene perseguito penalmente, a condizione di non essere ancora stato scoperto. In compenso deve pagare le imposte retroattivamente per dieci anni, oltre che un tasso d'interesse del 6%.
SDA-ATS