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Nello spazio alpino vengono considerate glaciazioni le avanzate dei Ghiacciai oltre il limite delle Alpi. Questo fenomeno si verificò durante l'epoca glaciale, la più recente era geologica che comprende gli ultimi 1,67 milioni di anni. Si tratta comunque di una periodizzazione controversa; secondo ricerche recenti il suo inizio risale a 2,4 milioni di anni fa. Le glaciazioni duravano ca. 100'000 anni ed erano caratterizzate da significative oscillazioni del Clima. I ghiacciai lasciarono tracce geologiche caratteristiche quali argini morenici, massi erratici, rocce levigate, valli sovraescavate e terrazze detritiche.
Autrice/Autore: Christian Schlüchter / sma
Durante l'avanzata dei ghiacciai, i laghi prealpini a nord e a sud - ad esempio i laghi di Thun, Walenstadt e Como - erano colmi di ghiaccio. Da un punto di vista climatico, un tale aumento delle superfici ghiacciate presupponeva un abbassamento delle temperature medie annue di almeno 12-15°C ca. Reperti fossili di coleotteri, ad esempio nel carbone scistoso di Gossau (ZH), permettono di calcolare più precisamente le temperature: per l'ultimo strato prima dell'avanzata dei ghiacciai le stime hanno indicato 9°C (Zurigo-Kloten oggi 18°C) per il mese più caldo e -21°C (Zurigo-Kloten oggi -1°C) per il mese più freddo. Il clima dell'epoca glaciale soprattutto in inverno fu notevolmente più freddo e quindi più continentale.
Le tracce geologiche relative alle aree prealpine settentrionali e meridionali della Svizzera attestano almeno 15 avanzamenti dei ghiacciai oltre il limite delle Alpi durante l'era glaciale, distinti in un gruppo più antico e in uno più recente. Il confine temporale fra questi due gruppi coincide con l'ultima inversione del campo magnetico terrestre, avvenuta ca. 800'000 anni fa. Nell'area alpina, le glaciazioni più remote si verificarono tra oltre 2 milioni e 1,67 milioni di anni fa. Esse furono datate in base a resti di mammiferi conservati nei depositi fluvioglaciali sull'Irchel (com. Zurigo). Il gruppo delle glaciazioni più recenti fu caratterizzato da variazioni più ampie dell'estensione delle superfici ghiacciate. Le oscillazioni climatiche costituirono l'elemento caratterizzante dell'epoca glaciale. Durante i periodi interglaciali il clima era paragonabile a quello attuale; in parte risultava anche più caldo. Per la fase più calda dell'ultimo periodo interglaciale è stata stimata una temperatura media annua di 2°C superiore a quella odierna. I passaggi da un periodo caldo a uno freddo avvenivano nel giro di pochi decenni. I periodi caldi dell'epoca glaciale risultano conosciuti solo in maniera sommaria.
La suddivisione tradizionale delle glaciazioni in Günz, Mindel, Riss e Würm - che presero il nome da fiumi dell'area prealpina della Germania meridionale - risulta superata. Solo la denominazione di Würm per l'ultima glaciazione (115'000-10'000 anni fa) risulta ancora in uso. Durante la sestultima glaciazione nell'area alpina (ca. 780'00 anni fa), la più grande del suo genere, il ghiacciaio del Rodano si espanse fino all'alto Reno (Möhlin); in tale periodo si verificarono almeno due avanzate di simile ampiezza. La penultima glaciazione fu di entità modesta; l'Altopiano risultò in gran parte libero dai ghiacci.
Autrice/Autore: Christian Schlüchter / sma
L'ultima glaciazione ebbe più o meno la seguente evoluzione. Dopo la fine dell'ultimo periodo interglaciale (ca. 115'00 anni fa), i ghiacciai avanzarono una prima volta ca. 100'000 anni fa (datazione tramite luminescenza). 60'000 anni fa i ghiacciai si erano nuovamente ritirati dall'Altopiano. Nella fase intermedia dell'ultima glaciazione (60'000-28'000 anni fa), l'Altopiano fu libero da ghiacci e coperto prevalentemente da una vegetazione stepposa con un limite dei Boschi attorno a 800 m. Tracce di permafrost sono attestate sull'Altopiano orientale da 33'000 a 28'000 anni fa. La seconda avanzata dei ghiacciai durante l'ultima glaciazione iniziò ca. 32'000 anni fa; fino ad allora le Alpi risultarono libere dai ghiacci sotto i 1800 m di quota, come testimoniano i resti di un orso bruno rinvenuti nelle grotte di Melchsee-Frutt. Il ghiacciaio della Linth raggiunse la massima ampiezza nel periodo successivo a 28'000 anni fa. In base a rilevamenti compiuti sulla superficie di massi erratici presso Burgäschi e Steinhof, il ghiacciaio del Rodano raggiunse la sua estensione massima sull'Altopiano 18'900 anni fa.
Le ricostruzioni spaziali delle masse di ghiaccio nelle aree alpine durante l'ultima glaciazione mettono in evidenza che sopra l'Alta Engadina, la Surselva, il Goms e il Mattertal presso Zermatt si innalzavano gigantesche calotte glaciali che raggiungevano la loro superficie massima poco sopra a 3000 m. Da queste calotte le masse di ghiaccio defluivano poi tramite i principali spartiacque, in parte anche verso nord. Tale disposizione delle masse di ghiaccio nelle Alpi presupponeva condizioni di circolazione dominate da un flusso in direzione delle Alpi proveniente da sud.
Lo stadio più recente dell'ultima glaciazione fu caratterizzato da due fasi significative di riscaldamento, avvenute ca. 17'000 e 14'600 anni fa, in cui i ghiacciai si ritirarono nel giro di alcune centinaia d'anni; 14'000 anni fa passi alpini come il Sempione e lo Julier risultavano già liberi dai ghiacci. La fine dell'ultima glaciazione fu ritardata da un'oscillazione termica verificatasi tra 11'500 e 10'000 anni fa. Ca. 11'500 anni fa i ghiacciai alpini avanzarono in maniera massiccia fino alle zone dei passi alpini; cambiamenti sono riscontrabili anche nella composizione isotopica dei sedimenti dei laghi dell'Altopiano e parzialmente nella vegetazione (Flora). Questa ondata fredda finale dell'ultima glaciazione è nota come Dryas recente o come stadio Egesen per quanto riguarda l'avanzata dei ghiacciai. In origine si ipotizzò che questa ondata di freddo fosse circoscritta all'area nordatlantica, a cui i modelli climatici assegnavano il ruolo di motore delle variazioni climatiche. Basandosi sulla datazione di morene frontali in Scandinavia, nelle Alpi e in Nuova Zelanda, la ricerca attuale interpreta invece anche il Dryas recente come un fenomeno globale.
Autrice/Autore: Christian Schlüchter / sma
Come attestato dall'amigdala di Pratteln (Paleolitico), l'uomo fece la sua comparsa nell'odierno territorio sviz. ca. 300'000 anni fa, cioè dopo la sestultima glaciazione. Fu quindi testimone di radicali mutamenti ambientali almeno durante due grandi glaciazioni, l'ultima e la penultima, e il relativo periodo interglaciale. Le variazioni climatiche influirono sulla Fauna e la flora. L'habitat naturale dell'uomo non risultava significativamente diverso da quello odierno; i grandi fiumi alpini scorrevano lungo le stesse valli e il versante nordalpino costituiva il serbatoio idrico da cui traevano origine l'Aar, la Reuss, la Limmat e il Reno. Le avanzate dei ghiacciai modificavano solo lievemente il corso dei fiumi, ma ne alteravano la natura: durante le glaciazioni i fiumi assumevano prevalentemente un carattere selvaggio, mentre nei periodi interglaciali costituivano degli intricati meandri. Durante le fasi calde, l'Altopiano risultava coperto come oggi da boschi misti e di latifoglie, mentre nelle fasi fredde in cui risultava libero dai ghiacci vi cresceva solo un'esigua vegetazione stepposa. Durante le glaciazioni l'Altopiano per lungo tempo era ridotto a una steppa fredda con un limite dei boschi tra 700 e 800 m; di conseguenza risultava basso anche il limite delle nevi perenni. Almeno fino a 32'000 anni fa, quest'ultimo risultava comunque attestato sopra i 1800 m. Solo durante la fase di massima estensione dei ghiacciai (28'000-18'000 anni fa) esso scese fino al di sotto dei 1000 m (zona del Napf, Giura). Alla fine di ogni glaciazione avveniva il più ingente trasferimento di massa geologica, prima che la copertura vegetale potesse stabilizzare la superficie ormai libera dai ghiacci.
In Svizzera i principali studiosi dell'epoca glaciale (Glaciologia) sono stati Jean-Pierre Perraudin, Ignace Venetz, Jean de Charpentier, Adolf von Morlot, Louis Agassiz, Friedrich Mühlberg e Paul Beck.
Autrice/Autore: Christian Schlüchter / sma