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Le "due navi" da guerra iraniane entrate nel Mediterraneo sono "arrivate ieri nel porto siriano di Tartus" dove provvederanno a "fornire addestramento alle forze navali di Damasco sulla base dell'accordo siglato lo scorso anno". Lo afferma l'emittente di Stato iraniana in lingua inglese Press Tv.
Israele intanto osserva "da presso" la missione delle navi militari iraniane, limitandosi per ora a controllare che esse non "si avvicinino" alle sue coste. Lo ha dichiarato all'agenzia stampa italiana ANSA l'ufficio del portavoce del ministero degli Esteri.
"Noi seguiamo da presso lo spostamento delle navi iraniane nel Mediterraneo per verificare se esse si avvicinino alle nostre coste", ha affermato una funzionaria, sollecitata a un commento. "Non abbiamo altro da dire", ha concluso, evitando polemiche dirette nei confronti dell'ostile regime iraniano.
La spedizione è la seconda da parte della marina dell'Iran nel Mediterraneo dalla Rivoluzione islamica del 1979. La prima risale al 2011, quando alcune navi raggiunsero la Siria e tornarono poi indietro senza incidenti, ma in un clima di accesa tensione con Israele (già fortemente inquieto per i programmi nucleari di Teheran). In quella occasione lo Stato ebraico protestò vivacemente contro il passaggio della mini-flotta attraverso il canale di Suez (mai concesso dall'Egitto all'epoca della presidenza Mubarak) e il ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman, bollò apertamente l'iniziativa iraniana come "una provocazione".
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