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La comprende solitamente un’assicurazione per i danni commessi in qualità di locatario. Come locatari rispondete dei danni verificatisi in modo improvviso e casuale, ad esempio se la bottiglia di dopobarba vi scivola dalle mani e scheggia il lavandino.
È importante notificare subito questi danni al locatore: se vi occupate voi stessi della riparazione, è probabile che il danno non venga risarcito.
La Rc per i danni del locatario copre in genere anche i graffi profondi nel parquet o le macchie di grandi dimensioni sulla moquette.
Di norma è l’inquilino a rispondere dei danni che si producono gradualmente e che lui stesso ha causato, come ad esempio l’ingiallimento delle pareti provocato dal fumo di sigaretta. Anche la muffa in genere non è coperta dall’assicurazione di responsabilità civile del locatario se è quest’ultimo ad averla causata perché, per esempio, non ha arieggiato sufficientemente i locali.
L’inquilino risponde anche delle modifiche che ha apportato volontariamente, come ad esempio la gattaiola installata nella porta o la tinteggiatura delle pareti con un altro colore. Il locatore può pretendere che l’inquilino, quando lascia l’appartamento, ripristini a proprie spese lo stato originale.
Un consiglio: prima di fare grosse modifiche nella casa in affitto, chiedete l’autorizzazione scritta del locatore.
Per la pittura a dispersione, ad esempio, si presume una durata di otto anni. Se abitate un appartamento da due anni e le pareti erano state tinteggiate tre anni prima del vostro ingresso, la pittura ha ora cinque anni: in questo caso pagherete solo una parte del lavoro. Se invece l’ultima tinteggiatura risale a più di otto anni prima e dunque la durata di vita è stata superata, non dovete pagare nulla a meno che non sia necessaria una tinteggiatura speciale, ad esempio a causa del deposito di nicotina sulle pareti.