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No a una riforma dell’AVS sulle spalle delle donne
Il Parlamento sta trattando una nuova riforma delle rendite, il progetto AVS21. Esso prevede l’innalzamento dell’età di pensionamento delle donne. Se venisse approvata, le donne dovrebbero lavorare più a lungo e le loro rendite già insufficienti diminuirebbero ulteriormente.
314'000 persone hanno firmato l’appello contro l’aumento dell’età di pensionamento delle donne
Non ne vogliono sapere di un aumento dell’età di pensionamento delle donne e di un ulteriore peggioramento delle rendite. In poche settimane, oltre 314'000 persone hanno sottoscritto l’appello Giù le mani dalle rendite delle donne. È un segnale forte. Una riforma dell’AVS a scapito delle donne è destinata al fallimento.
La situazione attuale
In media, le rendite delle donne sono di un terzo inferiori a quelle degli uomini. La responsabilità è soprattutto del secondo e del terzo pilastro. Le donne sono vittime di discriminazione e di disparità salariale e lavorano prevalentemente in professioni «tipicamente femminili», che prevedono salari particolarmente bassi. Inoltre, le donne svolgono la maggior parte del lavoro non retribuito. È qui che le donne sono molto svantaggiate.
Il Consiglio degli Stati ha già esaminato il progetto di riforma AVS21. La maggioranza dei politici che siedono in questa camera ritiene che le donne debbano lavorare un anno in più, sino a 65 anni.