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Giovedì 28 giugno, 16:11
La procura di Torino ha presentato appello contro la sentenza con cui, lo scorso 13 febbraio, il tribunale del capoluogo piemontese ha condannato a 16 anni di reclusione i dirigenti della Eternit, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Louis De Cartier, per disastro doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche.
La magistratura contesta la prescrizione per il reato di disastro doloso relativamente agli stabilimenti di Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Nella richiesta di appello, i pubblici ministeri Raffaele Guariniello, Gianfranco Colace e Sara Panelli sostengono che il disastro ambientale a Rubiera e Bagnoli è tuttora attuale, perché la popolazione della zona continua ad ammalarsi di asbestosi e tumori polmonari a causa dell'amianto proveniente dai due stabilimenti, come riconosciuto anche dalla corte.
A oggi, ribadiscono inoltre i pm, "risulta che gli imputati non si sono attivati neppure con esborsi economici per rimuovere il pericolo". In conseguenza di tali osservazioni, la procura chiede che Schmidheiny e De Cartier siano condannati a 20 di reclusione, ossia a quella che era stata la richiesta di pena in primo grado.