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martedì 5 giugno 2018.

Scandalo appalti Grigioni non ha interessato Confederazione
(ats) Lo scandalo delle intese cartellistiche recentemente scoperto
nei Grigioni non ha avuto conseguenze dirette per la
Confederazione. Lo ha affermato oggi durante l’Ora delle domande al
Nazionale il consigliere federale Johann Schneider-Ammann.
Silva Semadeni (PS/GE) e Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL)
avevano chiesto al governo di precisare se la Confederazione fosse
stata "vittima" dello scandalo dei cartelli. Nella sua risposta
Schneider-Ammann ha precisato che allo stadio attuale
dell’inchiesta Berna non è interessata. Potrebbe esserlo solo in
modo indiretto, ad esempio tramite le sovvenzioni.
Multate sette imprese
In aprile la Commissione della concorrenza (COMCO) ha multato
complessivamente sette imprese grigionesi accusate di aver
manipolato per anni gli appalti in Bassa Engadina. Le sanzioni
variano tra i diecimila franchi e i 5 milioni a seconda della
gravità delle manipolazioni. La multa è stata ridotta a un’impresa
che ha collaborato, mentre un’altra ditta ha evitato la sanzione
perché i fatti sono ormai caduti in prescrizione.
Tali imprese totalizzavano una quota di mercato dell’85% in Bassa
Engadina tra il 2004 e il 2014. Dal canto suo, la Società
grigionese degli impresari costruttori non è stata multata (GBV),
ma dovrà accollarsi spese di procedura dell’ordine di 35’000-40’000
franchi, vista la sua partecipazione all’organizzazione del
cartello.
La vicenda non è però ancora chiusa: una delle imprese edili
multata ha deciso di inoltrare ricorso al Tribunale amministrativo
federale (TAF). Secondo questa società le accuse della COMCO non
corrispondono ai fatti: i rimproveri sarebbero "in parte falsi e in
parte eccessivi".
Risvolti politici
La vicenda ha avuto anche risvolti politici. Il 53enne Andreas
Felix (PBD) ha annunciato lo scorso 27 aprile il suo ritiro dalla
corsa al Governo cantonale - come anche dalla presidenza del
partito - dopo che il suo nome, quale direttore della GBV, era
stato evocato in relazione agli accordi illeciti.
Il Partito borghese democratico si presenterà alle prossime
elezioni cantonali del 10 giugno con un solo candidato (l’uscente
Jon Domenic Parolini) e perderà quindi uno dei due seggi che
attualmente detiene nell’esecutivo retico, ossia quello lasciato
vacante da Barbara Janom.