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<h2>SubmittedText<h2><p>La stampa ha reso noto che la Comcom ha abbassato retroattivamente i prezzi d'interconnessione di Swisscom in media del 15-20 per cento per il periodo 2004-2006. Il presidente della Comcom ha dichiarato al "Blick" che ogni anno Swisscom fatturava circa 100 milioni di franchi in eccesso che sarebbero stati impiegati per investire in nuovi servizi e nuove infrastrutture o per far abbassare le tariffe, da cui però i clienti trarrebbero vantaggio solo con un notevole ritardo. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Com'è possibile che i calcoli dei prezzi d'interconnessione fatti da Swisscom e dalla Comcom divergano in modo così marcato? </p><p>2. Gli attori del mercato dispongono di sufficienti indicatori e parametri per fissare i prezzi oppure Swisscom è nell'impossibilità di effettuare calcoli esatti a causa dell'imprecisione di tali parametri? I parametri di calcolo variano nel corso del tempo? Se sì, quali subiscono modifiche e in che misura? Gli attori del mercato conoscevano i parametri in base ai quali dovevano essere fissati i prezzi? </p><p>3. Se le basi di calcolo sono imprecise, quali misure intende adottare il collegio per migliorare la pianificazione e la sicurezza giuridica per gli operatori nel quadro normativo vigente? </p><p>4. Può confermare le dichiarazioni del presidente della Comcom secondo cui i clienti svizzeri beneficerebbero, sebbene con ritardo, del rimborso dell'importo riscosso in eccesso? Può giustificare tali affermazioni con esempi concreti e potrebbe adottare misure affinché il rimborso giunga ai clienti in modo più celere ed efficace e non vada ad alimentare le casse di aziende in mano straniera? </p><p>5. A causa di questi rimborsi ai concorrenti di Swisscom, a quanto ammontano le perdite della Confederazione quale azionista maggioritario? </p><p>6. Rispetto agli altri Paesi, dove si situa la Svizzera con i nuovi prezzi d'interconnessione? È vero, come sostenuto da Swisscom, che i prezzi praticati in Svizzera sono ora tra i più bassi d'Europa? </p><p>7. A quanto ammontano gli investimenti annui nell'infrastruttura di telecomunicazione e qual è la quota di Swisscom e degli altri operatori? </p><p>8. Com'è possibile garantire che Swisscom continui a investire a sufficienza nell'ampliamento della rete svizzera di telefonia fissa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente alla legge sulle telecomunicazioni, spetta alla Commissione federale delle comunicazioni (Comcom) disciplinare le controversie relative al collegamento tra gli impianti e i servizi di due fornitori di servizi di telecomunicazione (la cosiddetta interconnessione). Se entro tre mesi le parti non giungono a un accordo, su richiesta di una di esse la Comcom può stabilire le condizioni e i prezzi d'interconnessione. È durante una procedura di questo tipo che la Comcom ha definito i prezzi d'interconnessione di Swisscom per il periodo 2004-2006.</p><p>1.-3. La Comcom si occupa di controversie in cui sono coinvolte due parti. In questi casi non è affatto sorprendente che talvolta i prezzi fissati dall'autorità competente si situino a metà strada tra quelli avanzati delle parti in causa. Anche se la legge e l'ordinanza contengono disposizioni precise, nell'applicazione del diritto l'autorità gode di un certo margine di manovra. In questo campo, la Comcom segue la prassi più volte confermata dal Tribunale federale e si basa su elementi di costo pertinenti, determinati in base alle argomentazioni sollevate dalle parti. Inoltre, ogni decisione della Comcom è preceduta da una presa di posizione del sorvegliante dei prezzi. </p><p>La Comcom precisa che per la sua decisione sui prezzi d'interconnessione 2004-2006 ha applicato la prassi impiegata nelle precedenti decisioni. Vi ha apportato alcuni adattamenti laddove la stessa Swisscom si era allontanata dalla prassi approvata o aveva fatto valere nuove argomentazioni oppure mister prezzi aveva raccomandato di procedere a maggiori verifiche. </p><p>Dal 2007, il metodo di calcolo è illustrato in modo dettagliato in un'appendice all'ordinanza della Comcom concernente la LTC. Le basi di calcolo sono giuridicamente sufficienti e il Consiglio federale non ritiene necessario un adeguamento del diritto in vigore.</p><p>4. L'evoluzione dei prezzi sul mercato svizzero delle telecomunicazioni registrata negli ultimi dieci anni dimostra che i consumatori hanno tratto notevoli benefici dalla liberalizzazione e che continueranno a farlo. La concorrenza tra i vari operatori è stimolata dal fatto che la legge sulle telecomunicazioni sancisce che i prezzi all'ingrosso devono essere basati sui costi. In definitiva è però il mercato a decidere quando e in che misura un calo dei costi viene ripercosso sui consumatori sotto forma di prezzi al dettaglio più vantaggiosi. Tuttavia, quando la concorrenza funziona, gli attori del mercato sono obbligati a farlo.</p><p>5./6. La decisione della Comcom non ha influito sul corso delle azioni di Swisscom, infatti, il giorno successivo alla decisione della Comcom cui fa riferimento l'autore dell'interpellanza, il suo prezzo era praticamente identico a quello del giorno precedente. Al riguardo occorre segnalare che in comunicato stampa del 20 dicembre 2007, Swisscom afferma di aver fatto ammortamenti per centinaia di milioni di franchi per i prezzi d'interconnessione oggetto della controversia, un importo che supera ampiamente i rimborsi in questione. A livello internazionale, i prezzi decisi dalla Comcom non sono eccezionali e si situano nella parte medio-bassa della classifica.</p><p>7./8. Nel 2006 Swisscom ha investito i tre quarti dei circa 800 milioni di franchi spesi dall'insieme degli operatori nella rete fissa. Prezzi wholesale inferiori permettono agli altri operatori d'investire maggiormente nell'infrastruttura di rete e dunque di ravvivare la concorrenza. Nulla lascia supporre che Swisscom ridurrà i suoi investimenti, che negli ultimi anni sono addirittura aumentati. Gli sviluppi tecnologici e la pressione della concorrenza obbligano infatti gli operatori a continuare a investire affinché le loro infrastrutture rimangano concorrenziali.</p>  Risposta del Consiglio federale.