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Come in occasione dell’ultima seduta, la CET-N è rivenuta su alcune decisioni già prese. Ha per esempio deciso, all’unanimità, di ridiscutere l’articolo 4 capoverso 1 lettera e. Sulla base di un rapporto dell’Amministrazione, essa ha ora ritenuto problematico il fatto di assoggettare i beneficiari di aiuti finanziari al diritto in materia di acquisti pubblici. A questo proposito ha preferito, con 17 voti contro 0 e 1 astensione, disciplinare la questione nella legge sui sussidi.
La Commissione è rivenuta (con 17 voti contro 1 e 3 astensioni) anche sull’articolo 29 capoverso 1. Con 16 voti contro 8 essa propone ora alla propria Camera che, oltre al prezzo e alla qualità della prestazione, debbano essere considerati obbligatoriamente tutti i criteri proposti dal Consiglio federale (compresa la sostenibilità, che la maggioranza aveva stralciato nella seduta di gennaio), nonché la plausibilità dell’offerta e l’affidabilità del prezzo. Infine la CET-N ha deciso all’unanimità di riesaminare anche l’articolo 41. Essa ha approvato la nuova nozione di «offerta più vantaggiosa», che dovrebbe rispecchiare non solo il miglior rapporto prezzo-prestazione, ma anche tutti i criteri menzionati nell’articolo 29 capoverso 1.
La Commissione ha discusso approfonditamente la questione delle lingue in cui devono essere redatti i bandi di concorso (art. 48 cpv. 5). Infine ci si è accordati sulle seguenti esigenze minime:
- per le commesse edili, i bandi devono essere pubblicati almeno nella lingua ufficiale del luogo della costruzione;
- per le commesse di forniture e le commesse di prestazioni di servizio, i bandi devono essere redatti almeno in due lingue ufficiali;
- per le offerte degli offerenti sono ammissibili tutte le lingue ufficiali.
Il Consiglio federale dovrà però avere la possibilità di determinare nell’ordinanza in quali casi motivati è possibile derogare alle prescrizioni minime.
Negli articoli 49 e 59 il Consiglio federale ha proposto alcune restrizioni al principio di pubblicità. Tuttavia, con 12 voti contro 9 e 1 astensione, la Commissione vuole ora stralciare il mantenimento del segreto per la documentazione del bando (art. 49 cpv. 3) e, con 13 voti contro 8 e 2 astensioni, non vuole permettere la limitazione del diritto d’esame nell’articolo 59 capoversi 4 e 5.
I due oggetti (17.019 e 17.020) saranno trattati dal Consiglio nazionale nella sessione estiva 2018.
2. LSF e LiFin: appianamento delle divergenze
La CET-N si è occupata della ventina di divergenze rimaste nella legge sui servizi finanziari (LSF) e nella legge sugli istituti finanziari (LiFin) dopo la deliberazione del Consiglio degli Stati (15.073). Per quanto riguarda le modifiche di natura redazionale propone, senza averle discusse, di allinearsi al Consiglio degli Stati. Anche a proposito dell’articolo 8 LSF concernente gli obblighi prudenziali la Commissione propone alla propria Camera di aderire al Consiglio degli Stati e quindi di approvare il disegno del Consiglio federale (16 voti contro 8 e 1 astensione). Ha preso la stessa decisione – di seguire il Consiglio degli Stati – per quanto riguarda le procedure dinanzi all’organo di mediazione (art. 78 LSF, 11 voti contro 7 e 6 astensioni). Nell’articolo 6 capoverso 2 LSF insiste invece all’unanimità sul fatto che i fornitori di servizi finanziari stabiliscano standard minimi per la formazione e la formazione continua. La maggioranza persiste poi nella volontà di stralciare l’articolo 10 capoverso 5, mentre la minoranza è del parere che l’informazione dei clienti sia essenziale, motivo per cui intende seguire il Consiglio degli Stati (18 voti contro 7). Rispetto alla prima decisione della propria Camera, la maggioranza della Commissione intende riformulare l’articolo 72 capoverso 1 LSF in modo tale che il foglio informativo di base sia reinserito nel testo e che sia pure menzionato un obbligo di diligenza, mentre la minoranza propone di approvare il disegno del Consiglio federale (18 voti contro 7). A proposito del capoverso 2 del medesimo articolo la Commissione vuole ora aderire al Consiglio degli Stati. Essa intende mantenere anche il testo dell’articolo 93 capoverso 1 LSF, mentre nel capoverso 1bis la multa comminata andrebbe aumentata a 250 000 franchi. Nell’allegato della LSF la maggioranza della Commissione vuole adeguare l’articolo 40a CO in modo tale che per i clienti esistenti di un istituto finanziario o di una banca sia escluso il diritto di revoca in caso di prestazioni bancarie o finanziarie (16 voti contro 7 e 1 astensione). Infine, nelle disposizioni transitorie della LiFin (art. 70 cpv. 3 e 5) la Commissione insiste sul fatto che non vi debba essere alcuna clausola di salvaguardia dei diritti acquisiti («grandfathering»). La CET-N ha rinviato la decisione circa le banche cooperative da disciplinare nella legge sulle banche modificata nell’allegato della LiFin. Lamentando il fatto che sugli articoli in questione non sia stata svolta una consultazione, prima della prossima seduta essa intende raccogliere diversi pareri sulla regolamentazione prevista e prendere una decisione a ragion veduta.
3. No all’iniziativa per vacche con le corna
Dopo che la CET-S aveva respinto nettamente (cfr. comunicato stampa della CET-S del 24 gennaio 2018) la decisione della CET-N di elaborare un controprogetto indiretto all’iniziativa «Per la dignità degli animali da reddito agricoli» (Iniziativa per vacche con le corna, 17.024), la Commissione propone alla propria Camera, con 10 voti contro 4 e 8 astensioni, di raccomandare di respingere l’iniziativa. Essa si allinea così al Consiglio degli Stati, che aveva esaminato l’oggetto già nella sessione autunnale 2017.
La maggioranza della Commissione ha ribadito che l’articolo 104 della Costituzione federale prevede già incentivi finanziari per le forme di produzione particolarmente rispettose degli animali. Vi sarebbe inoltre il rischio che, per motivi di sicurezza, gli animali vengano tenuti in stalle a stabulazione fissa, il che non favorirebbe il loro benessere. I membri della Commissione favorevoli all’iniziativa sono tuttavia del parere che la richiesta dell’iniziativa debba essere attuata; visto che il controprogetto è naufragato, occorre ora raccomandare di accettare l’iniziativa.
4. Analisi globale della politica agricola
La Commissione si è occupata approfonditamente del rapporto del Consiglio federale «Analisi globale dell’evoluzione a medio termine della politica agricola». Essa propone all’Ufficio del Consiglio nazionale di mettere il rapporto all’ordine del giorno della sessione estiva, affinché possa essere ampiamente discusso (14 voti contro 9 e 2 astensioni). Propone inoltre alla propria Camera, con 13 voti contro 12, di rinviare il rapporto al Consiglio federale. A questo proposito ha adottato diversi mandati di cui il Consiglio federale deve tener conto per rielaborare e integrare il suo rapporto: esso deve procedere a una valutazione precisa dell’attuale politica agricola, trattare i futuri accordi di libero scambio al di fuori della prossima riforma agricola, tener conto dell’articolo 104a della Costituzione federale concernente la sicurezza alimentare e infine rielaborare lo scadenzario delineato nel rapporto, in modo che le votazioni sulle iniziative popolari possano essere tenute in considerazione. Una forte minoranza vuole che la Camera prenda atto del rapporto senza però rinviarlo al Governo. La Commissione ha inoltre approvato una proposta che chiede la stesura di un rapporto aggiuntivo del Dipartimento su talune questioni legate alla sostenibilità e ha accolto un postulato (18.3380) che sollecita un rapporto aggiuntivo concernente l’influsso della protezione doganale sui settori e sulle industrie a monte e a valle dell’agricoltura.
5. Audizioni sulla revisione della legge sul contratto d’assicurazione (LCA)
La CET-N si è occupata per la prima volta della revisione parziale della legge sul contratto d’assicurazione (LCA) (17.043) ed è entrata in materia senza voti contrari. In precedenza la Commissione aveva sentito rappresentanti di diverse cerchie interessate, segnatamente l’Alleanza delle organizzazioni dei consumatori (SKS, FRC, acsi), il Konsumentenforum (kf), l’Ombudsman dell’assicurazione privata e della SUVA, l’Associazione Svizzera d’Assicurazioni (ASA), l’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione (AICA), la Società svizzera di diritto della responsabilità civile e del diritto delle assicurazioni (SDRCA), nonché un professore di diritto. La deliberazione di dettaglio è prevista per la prossima seduta.