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Operazione delle vie lacrimali
La ghiandola lacrimale situata nell’angolo superiore laterale dell’orbita secerne attraverso circa dieci piccoli canali il liquido lacrimale nel sacco congiuntivale (vedi immagine 1).
Il movimento delle palpebre sposta le lacrime nell’angolo mediale e nel lago lacrimale.
I puntini e i canalicoli lacrimali conducono le lacrime finalmente nel sacco lacrimale.
Il sacco lacrimale si trova all’interno della rete media orbitale, entra nella parete laterale del naso per finire sotto la conca nasale inferiore all’interno del naso (vedi immagine 1 e 2).
Il continuo flusso di lacrime dalla ghiandola lacrimale (laterale) ai puntini lacrimali (parte mediale dell’orbita) impedisce la disidratazione della cornea.
L’epifora (lacrimazione continua) subentra nel caso di occlusione delle vie lacrimali all’interno del naso con l’uscita delle lacrime
sopra la palpebra inferiore. Nel caso di successo insufficiente del lavaggio ripetuto delle vie lacrimali, consigliamo un intervento chirurgico con formazione di una connessione diretta tra il sacco lacrimale e la cavità nasale per l’evacuazione delle lacrime.
L’intervento
Esistono diverse tecniche operatorie realizzate in anestesia locale oppure in anestesia generale:
- intubazione delle vie lacrimali: un piccolo tubicino di silicone, meno di 1 mm di diametro, viene introdotto tramite un filo con strumenti speciali per intubazione nelle vie lacrimali. Le due estremità libere vengono annodate e fissate all’interno del naso
- intervento delle vie lacrimali endonasali: con un diamante tagliamo la parete ossea fino al sacco lacrimale all’interno del naso (immagine 3), il sacco lacrimale viene aperto e collegato tramite una finestra di mucosa con il naso. Per migliorare l’accesso può essere necessario togliere la parte anteriore della conca nasale media. In caso di deviazione forte del setto nasale può essere necessario correggerla. Per tenere il flusso delle lacrime aperto a lungo termine è necessario mettere a tempo limitato un tubicino di silicone nei puntini lacrimali facendolo passare attraverso il sacco lacrimale e nella cavità nasale dove viene ancorato. Il tubicino può essere tolto dopo alcune settimane, in generale con un piccolo intervento ambulatoriale.
- intervento delle vie lacrimali endoscopico: una fibra ottica introdotta nelle vie lacrimali permette di valutare la situazione del sistema lacrimale. Spesso è sufficiente introdurre un piccolo tubicino di plastica dal puntino lacrimale superiore e inferiore alla cavità nasale. Attraverso lo strumento ottico (endoscopio) si riesce ad introdurre degli strumenti come un Borer oppure un laser per togliere delle membrane oppure delle irregolarità. In questo caso può essere necessario introdurre il piccolo tubicino di plastica e può essere tolto ambulatorialmente dopo 3-6 mesi.
- intervento delle vie lacrimali dall’esterno: l’accesso al sacco lacrimale può anche avvenire dall’esterno tramite un’incisione cutanea nell’angolo medio dell’occhio (vedi immagine 1). In seguito togliamo l’osso della parete laterale, la zona del sacco lacrimale, incidiamo la mucosa sottostante, la cavità nasale per creare una comunicazione dalla cavità nasale al sacco lacrimale aperto (vedi immagine 4).
Tutti gli interventi descritti funzionano unicamente in caso di perfetta apertura dei canalicoli lacrimali. Un ostruzione dei canalicoli lacrimali può rendere necessaria la creazione di un nuovo canale a partire dall’angolo interno della palpebra fino al sacco lacrimale e la cavità nasale (stand) permanente.
Altri trattamenti
- endoscopia dei canalicoli lacrimali: permette una valutazione della situazione dei canalicoli senza dover ricorrere subito ad un intervento molto invasivo. È realizzata in anestesia locale, nella maggior parte dei casi è sufficiente togliere delle cicatrici oppure delle membrane tramite degli strumenti introdotti nell’endoscopio. In caso di scarsa successo diventa necessario uno degli interventi descritti sopra.
Quali sono le possibili complicazioni ed effetti collaterali?
Non esiste un intervento senza rischi e con una garanzia del 100% di successo. Malgrado tutta la cautela possono subentrare i problemi seguenti:
- leggere emorragie raramente anche diversi giorni dopo l’intervento, possono essere tamponate;
- edema delle palpebre e delle guance, secrezioni sanguinee dal naso, che sono passeggere durante i primi giorni post-operatori;
- altri disturbi passeggeri possono essere disturbi di sensibilità alla guancia, al labbro superiore, gengive, denti mandibolari, dolori di tipo nevralgico permanenti sono estremamente rari;
- rare sono ferite dei puntini lacrimali e delle vie lacrimali con disturbo di flusso lacrimale;
- estremamente rare sono ferite:
- del nervo ottico e muscoli oculari con diminuzione dell’acuità visiva (p.e. diplopia, nel caso di nervo ottico)
- emorragia del vaso sanguigno nella cavità orbitaria, disturbi visivi (p.e.diplopia, diminuzione dell’acuità visiva);
- dei bordi palpebrali (diversione della palpebra inferiore) con insufficiente chiusura palpebrale e secchezza della cornea;
- della cornea con disturbi visivi;
Queste complicazioni possono necessitare di ulteriori interventi, nel caso di emorragia nella cavità orbitaria è necessario sottoporsi ad un immediato intervento.
- Cicatrizzazione all’interno del naso con disturbo della respirazione nasale e disturbo olfattorio;
- Nel caso di accesso esterno possiamo accusare raramente delle cicatrizzazioni abbondanti (cheloide) oppure fistole (comunicazioni della con la cavità nasale);
- Nei casi singoli e rari la mucosa nasale può diventare troppo secca e provocare una secrezione di cattivo odore (Stinknase).
Ma in tutti gli interventi chirurgici esiste un rischio di trombosi (formazione di coaugulo in grandi vene) ed embolia (occlusione dei vasi sanguigni tramite coaugulo). Una profilassi con iniezione di eparina può essere valutata per ogni singolo caso, un disturbo di coaugulazione è anche una situazione a rischio per l’intervento.
Altre complicazioni estremamente rare possono essere decubito nella posizione operatoria, disturbi di sensibilità e raramente paresi come anche disturbi di cute e tessuto dovuti a disinfettanti, calore o altri influssi.
Successo dell’intervento
Dopo l’intervento esistono delle buone prospettive per una diminuzione della lacrimazione e per ottenere una pervietà completa delle vie lacrimali. Nel caso di riocclusione della lesione tra sacco lacrimale e cavità nasale un ritocco può essere necessario.
Informazioni importanti
Prima dell’intervento preghiamo di volerci avvisare in caso d’assunzione di medicamenti anticoaugulanti (Marcumar, Sintrom) oppure antiaggreganti (Aspirina, Tiatral) per poterli sospendere due settimane prima dell’intervento.
Dopo l’intervento è vietato soffiare il naso per almeno una settimana dopo l’intervento. Secrezioni nasali vengono unicamente asciugate.
È molto importante eseguire la cura prescritta con delle gocce ed eventualmente pastiglie.
Medicamenti anticoaugulanti non possono essere assunti le due settimane prima dell’intervento fino ad una settimana dopo l’intervento.
La preghiamo di avvisare immediatamente il suo medico curante nel caso di disturbi respiratori, emorragie, temperatura oltre i 38°C e disturbi sullo stato generale.
Nel caso d’operazione ambulatoriale non sarà in grado di guidare l’automobile dopo l’intervento. La preghiamo dunque di farsi accompagnare oppure di prendere dei mezzi pubblici.