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I circa 150 clandestini che il 19 dicembre avevano occupato la Predigerkirche di Zurigo, per poi trasferirsi domenica alla chiesa di St. Jakob, hanno deciso di mettere fine alla loro protesta.
Martedì sera – nel corso di un'assemblea – i «sans papiers» e i membri del collettivo zurighese «Bleiberecht» (diritto di rimanere) si sono pronunciati a favore di un'interruzione dell'occupazione, forti delle garanzie ottenute dal consigliere di Stato zurighese Hans Hollenstein.
Il direttore del Dipartimento della sicurezza ha infatti promesso che sarà creata una commissione ad hoc per riesaminare i casi più gravi. I «sans-papiers» chiedono segnatamente condizioni di vita «più umane», la possibilità di lavorare e di restare in Svizzera. Le autorità zurighesi, a loro dire, si comporterebbero in modo troppo rigido, in particolare nei confronti delle persone che si trovano in una situazione di estrema indigenza.
Questa protesta, spiega il collettivo, ha portato alla luce le inefficienze in seno all'Ufficio delle migrazioni. Zurigo, infatti, è l'unico cantone in cui non vengono riesaminati i cosiddetti casi di rigore, ossia le condizioni di quei richiedenti l'asilo che si trovano in Svizzera da almeno cinque anni, la cui domanda è ancora all'esame o è stata respinta senza stabilire definitivamente il loro statuto.