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Un gestore patrimoniale è stato condannato a 12 mesi sospesi condizionalmente per due anni e all’espulsione dalla Svizzera
È con l’accusa principale di amministrazione infedele aggravata e ripetuta che un 52enne è comparso oggi alla sbarra dinnanzi alla Corte delle Assise correzionali di Lugano. E, confermate le imputazioni di reato formulate dal procuratore pubblico Daniele Galliano, il giudice Mauro Ermani ha inflitto all’uomo una pena sospesa di 12 mesi e l’espulsione dalla Svizzera per tre anni. L’imputato, difeso dall’avvocato Andrea Marin, è stato giudicato colpevole di aver ripetutamente danneggiato il patrimonio dei propri clienti, in qualità di gestore patrimoniale indipendente a capo di una Sagl (oggi in liquidazione), per il valore di almeno 329’637 franchi. Nel periodo tra il 1º novembre 2013 e il 31 dicembre 2018, a Lugano e in altre imprecisate località, il 52enne ha percepito guadagni (giuridicamente definiti retrocessioni occulte) da un istituto bancario e da un gestore patrimoniale esterno. L’uomo non ha tuttavia informato preventivamente i propri clienti che la sua remunerazione avveniva tramite queste retrocessioni e non li ha informati con regolarità affinché potessero conoscerne l’ammontare.