Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01136.jsonl.gz/724

PECHINO - La ripartenza in Cina, che si è lasciata alle spalle da qualche settimana ormai la fase critica dell'epidemia, guarda anche all'Europa e soprattutto agli Stati Uniti.
«Siamo preoccupati della situazione americana, dove i nuovi casi stanno crescendo al ritmo di circa 20mila ogni giorno. Il mondo non potrà controllare il contagio e stare tranquillo fino a quando ci saranno ancora ondate epidemiche in corso in un qualsiasi paese», ha dichiarato Zhong Nanshan, esperto di malattie polmonari e direttore della National Health Commission in carica dell'emergenza Covid-19, durante una video-conferenza organizzata dall'Ambasciata cinese a Seul.
L'esperto non è il solo a pensarla così. Altri importanti epidemiologi cinesi - si legge sul South China Morning Post - hanno infatti lanciato l'allerta e sono convinti che un rischio nel Paese asiatico permanga e che le risposte dell'Europa e degli Stati Uniti nella gestione della crisi saranno fondamentali per determinare quale sarà lo sviluppo della pandemia.
In Cina il numero di casi complessivi è stabile dagli inizi del mese di marzo, quando è stata superata la soglia degli 80'000 contagi. Attualmente le cifre ufficiali parlano di 81'953 casi, ovvero una differenza di circa 2'000 unità sull'arco di un mese e mezzo. E la maggioranza di questi sono casi importati dall'estero.