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L'ex primo ministro francese François Fillon e sua moglie Pénélope sono stati rinviati a giudizio per reati finanziari e fiscali, legati allo scandalo degli impieghi fittizi. Il processo dovrebbe tenersi quindi a oltre due anni dall'inizio dell'inchiesta che colpì Fillon durante la corsa alla presidenza, nel momento in cui era dato per grande favorito ed era in testa a tutti i sondaggi.
L'esponente politico di centrodestra deve rispondere tra le altre cose di distrazione di fondi pubblici, ricettazione e abuso d'ufficio. Sua moglie, che figurava come collaboratrice, è accusata di ricettazione e abuso d'ufficio in concorso. Nell'indagine è rimasto coinvolto anche il successore di Fillon all'Assemblea nationale, Marc Joulard, rinviato a giudizio anch'egli per "distrazione di fondi pubblici".
L'inchiesta era partita in seguito alla denuncia del settimanale satirico Le canard enchainé nel gennaio del 2017, che aveva rivelato come la signora Fillon fosse dipendente del gruppo politico guidato dal marito solo sulla carta. Rivelazioni a cascata fecero seguito, e lo slogan usato da Fillon ("Vi immaginereste mai un de Gaulle sotto inchiesta?") contro Sarkozy, suo rivale alle primarie, si rivelò un boomerang.
Le obiezioni della difesa
L'avvocato dell'ex primo ministro, Antonin Lévy, dal canto suo ha lamentato il fatto che l'ordinanza dei giudici sia stata trasmessa "alla stampa, prima ancora che al diretto interessato". Questo dimostrerebbe "lo spirito con cui è stata gestita tutta la faccenda".