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Gli esperti della task force della Confederazione sul covid lanciano l'allarme sulla capacità del sistema ospedaliero di accogliere tutti i pazienti di covid.
Se non si fa nulla fra 15 giorni non ci saranno più posti letto in terapia intensiva. Alla vigilia della riunione di domani del Consiglio federale, da cui si attendono notizie merito a possibili nuove misure per frenare la pandemia di covid, la task force di esperti della Confederazione oggi a Berna fa un nuovo “pressing” in merito alla necessità di aumentare l’intensità delle misure per frenare i contagi.
Secondo gli esperti è tempo di introdurre provvedimenti ancora più restrittivi per ridurre la curva dei contagi. Secondo quanto detto da Virginie Masserey, responsabile dell'unità malattie trasmissibili presso l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), il numero di contagi attualmente è superiore a quelli visti a marzo, ma ciò è dovuto al maggiore numero di test. I numeri dei ricoveri e dei decessi è invece in linea con quelli della “prima ondata”. Secondo Massereysi deve ora ridurre al minimo i contatti, mantenere le distanze e indossare la mascherina. Inoltre le persone che risultano positive devono mettersi subito in isolamento e allertare i propri contati affinché si mettano in quarantena.
Il presidente della task force Martin Ackermann ha spiegato che già ora alcuni ospedali stanno riducendo l’offerta ai pazienti non covid per far posto a coloro che sono stati infettati dal coronavirus. Secondo Ackermann con l’attuale evoluzione anche con 200 posti letto in più si guadagnerebbero 32 ore di tempo.