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“La perdita di seggi alle elezioni federali fa molto male, ma il partito resta motivato: la Svizzera ha bisogno di un’UDC forte!”. Sono le parole del presidente nazionale Albert Rösti, che sabato ha dato avvio all’assemblea dei delegati, riuniti a Niederglatt, nel canton Zurigo. Presenti anche i due consiglieri federali democentristi, Guy Parmelin e Ueli Maurer.
“Certo, non sono contento”, ha dichiarato inoltre Rösti, in quanto le perdite di parlamentari “sono troppo elevate”. Con le sezioni cantonali, ha proseguito, “analizzeremo senza tabù quali errori sono stati commessi e quali misure devono essere prese”.
Stando al presidente dell’Unione democratica di centro, le sezioni che hanno subito le perdite maggiori sono quelle in cui vi sono dispute interne, i cui membri non seguono la linea del partito e non lavorano abbastanza.
“Soli contro l’accordo quadro”
Il Governo e le organizzazioni economiche, ha affermato Albert Rösti, “attualmente fanno di tutto affinché sinistra e sindacati non si oppongano più all’accordo quadro con l’Unione europea”. Quando entrerà in vigore , "l’UDC sarà la sola a dimostrare alla popolazione che la Confederazione non deve in alcun caso firmare questo accordo, per non perdere la sua libertà, la sua indipendenza, il suo federalismo e la sua stabilità".
L’UDC non ha però subito una disfatta, ha aggiunto: "Resta per la sesta elezione federale di fila il partito più forte" ma, visto il cambiamento di equilibri sotto la cupola di Palazzo federale, "dovrà ricorrere alle votazioni popolari per raggiungere i suoi obiettivi".
Alle elezioni federali dello scorso 20 ottobre, l’UDC ha perso 12 seggi in Consiglio nazionale (totalizzandone in tutto 53). I consiglieri agli Stati democentristi eletti sono finora tre (a Sciaffusa, Svitto e in Turgovia), ma la corsa resta aperta in altri cantoni, tra cui il Ticino, dove Marco Chiesa parteciperà al ballottaggio.