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La regione viticola vodese del Lavaux è sulla buona strada per essere inserita nel patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Il collegio internazionale d'esperti ha espresso un preavviso positivo.
La decisione definitiva in merito all'iscrizione della regione tra Vevey e Losanna nel registro dell'organizzazione dell'ONU è attesa per fine giugno.
"Partiamo con le migliori basi possibili", ha dichiarato lunedì Oliver Martin, dell'Ufficio federale della cultura, prendendo atto del preavviso positivo espresso dal Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti (ICOMOS) in merito alla candidatura della regione del Lavaux per entrare a far parte del patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco.
Un esperto dell'ICOMOS ha effettuato una visita nella regione viticola lo scorso mese di giugno. Il collegio internazionale ha poi analizzato il dossier ed ha deciso di raccomandare al Comitato del patrimonio mondiale dell'Unesco di aggiungere il Lavaux alla prestigiosa lista.
Dimensione politica
La decisione definitiva è attesa entro la fine di giugno. Il 27 e 28 giugno, infatti, i rappresentanti dei 21 Stati che fanno parte del Comitato del patrimonio mondiale dell'Unesco si riuniranno in Nuova Zelanda per pronunciarsi su 44 candidature.
Il presidente dell'Associazione per l'iscrizione del Lavaux al patrimonio mondiale, Bernard Bovy, si dice ottimista: "Gli auspici sono buoni", sottolinea. Oliver Martin, dal canto suo, ricorda che "la decisione comporta anche una dimensione politica. Potrebbero sollevarsi delle voci critiche, poiché l'Europa è già sovrarappresentanta nella lista dell'Unesco".
Se tutto andrà per il verso giusto, il Lavaux si aggiungerà al ristretto cerchio delle regioni viticole iscritte al patrimonio mondiale: il Tokay, in Ungheria, la valle di Wachau, in Austria, la valle del Medio Reno tra Rüdesheim e Coblenza e quella dell'Elba, in Germania.
Sei siti in Svizzera
Il sito lungo la riva nord del Lemano, tra Losanna e Vevey, comprende in particolare 800 ettari di vigneti terrazzati e 14 villaggi.
La regione è già protetta da legislazioni a livello locale, cantonale e federale. I cittadini vodesi si sono addirittura espressi a favore di una norma costituzionale per proteggere il Lavaux.
Attualmente, in Svizzera sono sei i siti che fanno parte del patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco: il centro storico della città di Berna, il convento di San Gallo, il monastero benedettino di Müstair, i tre castelli di Bellinzona, la regione del ghiacciaio dell'Aletsch e il Monte San Giorgio.
Le autorità hanno inoltrato una candidatura anche per le linee ferroviarie dell'Albula e del Bernina. Altri tre dossier sono invece in preparazione: le città orologiere di La Chaux-de-Fonds e di Le Locle, le costruzioni dell'architetto elvetico Le Corbusier e i siti preistorici abitati da popolazioni lacustri.
swissinfo e agenzie
In breve
L'Organizzazione delle nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco) s'impegna nella salvaguardia del patrimonio culturale e naturale mondiale. I siti inseriti nelle liste dell'Unesco sono considerati di valore universale inestimabile.
Per tutelarli, l'Unesco ha adottato il 16 novembre 1972 la Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale. Il testo è stato sottoscritto da 180 Stati. La Svizzera lo ha ratificato nel 1975.
La lista del patrimonio culturale e naturale dell'umanità comprende 830 siti (644 beni culturali, 162 naturali e 24 misti), situati in 138 Stati. L'Italia, con 43 iscrizioni, è il paese con il maggior numero di siti patrimonio dell'umanità.
L'Unesco ha inoltre creato delle riserve di biosfera. Oggi ne esistono 507 in 102 paesi. In Svizzera ve ne sono due: il Parco nazionale svizzero nei Grigioni e la regione dell'Entlebuch, nel canton Lucerna.