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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 19.02.2020</b></p><p><b>Il Consiglio federale adotta la strategia di cooperazione internazionale 2021-2024 </b></p><p><b>Lo sviluppo sostenibile a livello globale, unito alla riduzione della povertà, è indispensabile per raggiungere un ordine internazionale stabile ed è quindi anche nell'interesse della Svizzera. Nella sua seduta del 19 febbraio 2020, il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la strategia di cooperazione internazionale 2021-2024 (strategia CI 2021-2024). La cooperazione allo sviluppo della Svizzera sarà più mirata, in modo da accrescere ulteriormente l'efficacia dei suoi interventi. Nella strategia CI 2021-2024 il Consiglio federale chiede lo stanziamento di cinque crediti quadro per un importo complessivo di 11,25 miliardi di franchi da versare su quattro anni. Le priorità tematiche della nuova strategia sono la creazione di posti di lavoro dignitosi in loco, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ai loro effetti, la riduzione delle cause della migrazione irregolare e la promozione dello Stato di diritto. In futuro dovrà inoltre essere sfruttato ancora meglio il potenziale del settore privato e della digitalizzazione. Il multilateralismo rimane un pilastro importante della CI svizzera. </b></p><p>Negli ultimi decenni, l'umanità ha realizzato progressi senza precedenti in termini di prosperità, salute e qualità di vita. Grazie alla crescita sostenuta dell'economia mondiale, ai programmi sociali di portata nazionale (soprattutto nei Paesi a reddito medio) e anche all'aiuto pubblico allo sviluppo, la percentuale delle persone che vivono in estrema povertà è passata dal 41 per cento nel 1981 al 10 per cento nel 2015. Nonostante questi progressi, una persona su dieci vive ancora in condizioni di estrema povertà, soprattutto in Africa, dove il divario da colmare nei prossimi anni è estremamente grande. Cambiamenti climatici, sicurezza alimentare carente, crisi economiche e finanziarie, epidemie, violazioni dei diritti umani e conflitti armati mettono inoltre a repentaglio anche i risultati ottenuti finora nell'ambito della lotta contro la povertà.</p><p>Con la strategia CI 2021-2024 il Consiglio federale chiede al Parlamento di stanziare cinque crediti quadro per un importo totale di 11,25 miliardi di franchi allo scopo di finanziare l'aiuto umanitario, la cooperazione allo sviluppo e la promozione della pace e della sicurezza umana. Secondo le stime attuali, nel periodo 2021-2024, l'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) della Svizzera ammonterebbe quindi in media allo 0,46 per cento del reddito nazionale lordo (quota APS).</p><p></p><p>Criteri chiari per l'orientamento strategico della CI</p><p>L'orientamento strategico della CI si baserà d'ora in avanti su criteri espliciti, vale a dire sui bisogni delle popolazioni nei Paesi in via di sviluppo, sugli interessi a lungo termine della Svizzera e sul valore aggiunto della CI svizzera. </p><p></p><p>Focalizzazione della cooperazione bilaterale allo sviluppo su quattro regioni prioritarie</p><p>L'aiuto umanitario, la promozione della pace e le attività connesse alle sfide globali (cambiamenti climatici e ambiente, acqua, migrazione, sicurezza alimentare e salute) conserveranno il loro mandato universale, mentre la cooperazione bilaterale allo sviluppo del DFAE si concentrerà su quattro regioni prioritarie: 1. Nord Africa e Medio Oriente, 2. Africa subsahariana, 3. Asia centrale, Asia meridionale e Sud-Est asiatico, 4. Europa dell'Est. Viste le nuove priorità, il numero dei Paesi prioritari della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sarà ridotto da 46 a 35. In America latina, la cooperazione bilaterale allo sviluppo del DFAE verrà gradualmente interrotta entro la fine del 2024. I fondi così sbloccati saranno trasferiti verso le quattro nuove regioni prioritarie per ottenere maggiori risultati. </p><p>Il DFAE e il DEFR collaborano strettamente in queste quattro regioni. Il DEFR si concentra sulla cooperazione economica allo sviluppo, attiva anche in futuro in 13 Paesi prioritari, tra cui alcuni Paesi in via di sviluppo dell'America latina, dove la Svizzera persegue interessi di politica estera economica.</p><p></p><p>Prima consultazione sulla CI</p><p>Il 30 novembre 2018, il Consiglio federale ha definito i punti chiave strategici della CI 2021-2024. Il DFAE e il DEFR hanno condotto per la prima volta, dal 2 maggio al 23 agosto 2019, una consultazione facoltativa per consentire un dibattito ampio di politica interna. Fatte salve alcune richieste di precisazioni e modifiche, la strategia CI è stata accolta in linea di principio favorevolmente. Per tener conto dei risultati della consultazione sono state apportate aggiunte, tra l'altro, agli obiettivi, alle priorità e ai criteri per l'orientamento strategico.</p><p>Si è precisato per esempio che la riduzione della povertà e lo sviluppo sostenibile rimangono la ragion d'essere della CI, che la CI è orientata agli interessi di lungo termine della Svizzera, come un ordine internazionale giusto e pacifico, e che è destinata a rafforzare il settore privato nei Paesi in via di sviluppo. Le risorse della CI destinate alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento ai loro effetti saranno incrementate a 400 milioni di franchi all'anno fino alla fine del 2024 (per il periodo 2017-2020 erano previsti 300 mio. fr.).</p><p>La nuova strategia CI si fonda sui risultati del bilancio della strategia precedente (2017-2020). Sulla base delle valutazioni di esperti indipendenti è stato redatto un rapporto finale sull'efficacia e l'efficienza delle attività della CI nell'ultimo periodo. Nella sua seduta del 19 febbraio 2020, il Consiglio federale ha adottato anche questo rapporto finale, tracciando un bilancio positivo dell'efficacia della CI negli ultimi quattro anni (cfr. comunicato stampa separato).</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 15.06.2020</b></p><p><b>Cooperazione internazionale, sì a strategia governo </b></p><p><b>In tempi di crisi è più che mai necessaria una forte cooperazione internazionale e un aiuto umanitario efficace e mirato. È quanto ritiene il Consiglio nazionale che ha approvato oggi, con 139 voti a 53, la strategia proposta dal Governo per il periodo 2021-2024, che prevede un credito globale di 11,25 miliardi di franchi.</b></p><p>Il programma si muove in quattro direzioni principali: lotta al cambiamento climatico, alle cause delle migrazioni, creazione di impieghi decenti e sostegno allo Stato di diritto. La cooperazione sarà inoltre più mirata, in modo da accrescere ulteriormente l'efficacia dei suoi interventi.</p><p>Fin da subito, nel dibattito sono emersi due schieramenti contrapposti: da un lato il PS, i Verdi e i Verdi Liberali, che chiedevano un aumento dei contributi, proprio a causa della pandemia. Dall'altro un'alleanza borghese, la cui linea alla fine ha prevalso. L'UDC ha dal canto suo tentato invano di tagliare il pacchetto di un buon dieci per cento, chiamando anch'essa in causa la crisi e le sue conseguenze in Svizzera.</p><p>Nel corso del dibattito di entrata in materia, Franz Grüter (UDC/LU) ha sottolineato la necessità di aiutare prima di tutto la popolazione elvetica. Gli ha fatto eco Roland Rino Büchel (UDC/SG), evocando i "debiti miliardari che lasceremo ai nostri figli" e criticando il sostegno a Paesi dove imperversa la corruzione.</p><p>La pandemia sta solo ampliando disuguaglianze che esistevano prima, ha replicato Fabian Molina (PS/ZH). La crisi attuale è un promemoria di quanto il mondo sia interconnesso, ha da parte affermato Sibel Arslan (Verdi/BS), aggiungendo che in un mondo globalizzato, la Svizzera deve prendersi le sue responsabilità.</p><p>Secondo Isabelle Chevalley (PVL/VD) "a causa della crisi dovremo aumentare gli aiuti" e non certo diminuirli. Se poi non vogliamo accogliere migranti, allora dobbiamo aiutare queste popolazioni a casa loro, ha aggiunto.</p><p>Per Elisabeth Schneider-Schneiter (PPD/BL) la nuova strategia di cooperazione va nella giusta direzione, aumentando la collaborazione con il settore privato. Diventerà più mirata, più trasparente e più efficace, ha aggiunto Anna Giacometti (PLR/GR), difendendo la linea del governo.</p><p>Il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha da parte sua ricordato che il nuovo orientamento strategico è stato auspicato proprio nel corso della consultazione. La cooperazione bilaterale si concentrerà maggiormente sull'Africa e l'Asia, mentre i Paesi prioritari scenderanno da 46 a 35, ha ricordato.</p><p>La commissione preparatoria aveva raccomandato 241 milioni supplementari per aumentare gradualmente il tasso di aiuto pubblico e portarlo allo 0,5% del prodotto interno lordo (PIL) entro il 2024. Con 103 voti favorevoli e 89 contrari, la Camera ha però respinto la proposta.</p><p>Con 100 voti a 88, il Nazionale ha invece sostenuto una proposta del PLR in base alla quale il Consiglio federale deve tenere conto della situazione economica per fissare i contributi annuali. In caso di recessione, questi saranno ridotti, ma aumentati in caso di ripresa economica.</p><p>Sinistra e Verdi liberali hanno tentato di far passare un graduale aumento degli aiuti a partire dal 2021 per raggiungere lo 0,7% del PIL nel 2024. Molti paesi hanno già raggiunto questa soglia senza lamentarsi, ha rilevato Molina. Dobbiamo assumerci la nostra responsabilità come paese ricco, gli ha fatto eco Roland Fischer (PVL/LU). L'aumento proposto, che avrebbe portato l'importo totale dei finanziamenti a 15,41 miliardi, è stato respinto con 89 voti a 83 e 21 astensioni.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.09.2020</b></p><p><b>Cooperazione internazionale, via libera a strategia governo </b></p><p><b>La strategia di cooperazione internazionale 2021-24 formulata dal governo ha ricevuto oggi il semaforo verde dal Consiglio degli Stati, che a larga maggioranza si è allineato al sì partorito dal Nazionale lo scorso giugno. Le due Camere divergono sulla possibilità di legare gli importi stanziati alla situazione economica.</b></p><p>La strategia prevede un contributo globale per i prossimi quattro anni di 11,25 miliardi di franchi, 147 milioni in più del periodo precedente. Il programma si muove in quattro direzioni principali: lotta al cambiamento climatico, alle cause delle migrazioni, creazione di impieghi dignitosi e promozione dello Stato di diritto.</p><p>La cooperazione sarà inoltre più mirata, in modo da accrescere ulteriormente l'efficacia dei suoi interventi. Il piano è negli interessi sia dei Paesi sostenuti sia della Svizzera, ha detto il relatore di commissione Damian Müller (PLR/LU) difendendo quanto elaborato dal Consiglio federale.</p><p>Meno convinta, perlomeno sull'ammontare dei contributi, la sinistra, che ha cercato invano di correggere il messaggio governativo ottenendo più soldi. "Il contesto mondiale cambia, ma i nostri dibattiti non evolvono allo stesso ritmo", si è lamentato Carlo Sommaruga (PS/GE) chiedendo di incrementare i fondi. Anzi, secondo il "senatore", "gli obiettivi stanno regredendo" e si sta perdendo di vista l'obiettivo principale, ovvero la lotta alla povertà, concentrandosi solo sull'economia elvetica. Christian Levrat (PS/FR) ha sottolineato dal canto suo come l'aumento auspicato sia più una questione simbolica che finanziaria.</p><p>Tali argomenti, come già successo alla Camera del popolo nel corso dell'ultima sessione estiva, non hanno però fatto breccia. Un aumento del credito, mediante il quale si intendeva raggiungere entro il 2024 una quota di aiuto pubblico allo sviluppo dello 0,5% del reddito nazionale lordo, è stato respinto. Stesso destino per la richiesta di arrivare allo 0,7%.</p><p>Gli Stati hanno invece preso le distanze dal Nazionale, dove ora tornerà il dossier, su un punto, vale a dire la proposta firmata dal PLR di stabilire e inserire nella strategia un importo massimo annuo, basato sullo sviluppo economico e sul piano di riduzione dei debiti contratti a causa della crisi scatenata dal Covid-19.</p><p>Vista la delicata e incerta situazione attuale, "le discussioni in commissione sono state intense, ma il risultato è stato chiaro", ha riferito Müller. La disposizione, secondo cui in poche parole si sarebbe dovuto tener conto ogni anno dell'eventuale recessione o ripresa economica al momento di fissare i contributi, è stata dunque tacitamente bocciata. Presente in aula, il consigliere federale Ignazio Cassis ha affermato che non sarebbe possibile agire in funzione dei bisogni.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 21.09.2020</b></p><p><b>CN: aiuto allo sviluppo, 11,25 mia per il periodo 2021-2024 </b></p><p><b>La Svizzera investirà 11,25 miliardi di franchi nell'aiuto allo sviluppo per il periodo 2021-2024. Il Consiglio nazionale ha eliminato oggi l'ultima divergenza che rimaneva con gli Stati. I contributi annuali non dovranno basarsi sulla situazione economica della Confederazione.</b></p><p>Il progetto contiene quattro crediti quadro e prevede un aumento di 147 milioni rispetto al periodo precedente. La maggior parte dei fondi, 8,783 miliardi, sarà destinata a finanziare la cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario.</p><p>258 milioni saranno destinati alla pace e alla sicurezza. I Paesi dell'Europa orientale riceveranno 1,025 miliardi di franchi. Un credito di 1,186 miliardi di franchi sarà destinato al finanziamento della cooperazione allo sviluppo economico.</p><p>La pandemia è stata al centro del dibattito. Per alcuni la crisi attuale dimostra l'importanza cruciale della cooperazione internazionale, mentre altri temevano che questi aiuti possano mettere in pericolo l'economia svizzera.</p><p>Il Nazionale si è allineato agli Stati rifiutando di tenere conto della situazione economica nel fissare i contributi annuali. Un tale meccanismo porterebbe a una riduzione delle risorse per la cooperazione internazionale, ha spiegato Christine Bulliard (PPD/FR) a nome della commissione.</p><p>Quest'anno la crescita economica subirà un forte calo a causa della crisi, ha replicato Roland Rino Bücher (UDC/SG), sostenendo che la Svizzera non può permettersi tali investimenti all'estero quando la pandemia ha dimostrato che ci sono grandi bisogni nel Paese. La proposta è stata respinta con 113 voti favorevoli e 56 contrari.</p>