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La Grande Barriera Corallina, uno degli ecosistemi marini più rappresentativi al mondo, si trova nell'immediato pericolo di essere trasformata in una discarica e in un'autostrada navale.
È noto che lo scarico in mare dei materiali di dragaggio distrugge e soffoca i coralli e le praterie sottomarine.
I materiali di dragaggio scaricati in mare possono andare alla deriva fino a 80 km intorbidando le acque cristalline del reef. I piani attualmente approvati consentirebbero lo scarico di circa 39 milioni di metri cubici di materiale di dragaggio in questo sito patrimonio dell'umanità.
Nonostante le preoccupazioni espresse dal Comitato per il Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, il governo australiano ha pianificato un rapido ampliamento dei propri porti carboniferi.
Entro il 2020 le acque del reef potrebbero essere solcate da ben 7500 navi all'anno. Incidenti navali e incagliamenti possono danneggiare i coralli e inquinare l'ecosistema marino con petrolio e altre sostanze chimiche. Un incremento del traffico aumenterebbe inoltre il rischio di collisioni con le balene che passano di qui durante le loro migrazioni.
Il reef porta ben 5,8 miliardi di dollari statunitensi all'anno nelle casse dell'economia australiana.
Oltre 2 milioni di turisti provenienti da ogni parte del mondo visitano ogni anno la Grande Barriera Corallina. Snorkeling e immersioni tra coralli, pesci, tartarughe marine e altri animali sono tra le attività più popolari. I residenti amano il reef anche per la pesca sportiva, la vela e le escursioni sulle isole. La barriera è utilizzata inoltre per acquacultura e pesca commerciale. Per di più in questa zona vengono condotte ricerche scientifiche potenzialmente in grado di salvare vite umane.
Le operazioni di dragaggio pianificate interessano i territori di pascolo dei rari dugonghi e delle tartarughe marine minacciate.
Il reef ospita anche balene e squali in pericolo di estinzione, oltre a migliaia di specie di pesci e centinaia di coralli. Ma l'habitat di questo sito patrimonio dell'umanità non si esaurisce con il mondo sottomarino. Sulle isole vivono centinaia di specie di uccelli. Addirittura le farfalle migrano in questo ecosistema!
Una perla del patrimonio mondiale, visibile dallo spazio, dimora di 1500 specie di pesci e 400 varietà di coralli. 6 delle 7 specie di tartarughe marine esistenti vivono nelle acque del reef, accanto ad altri animali rari come il dugongo e l'orcella australiana.
Il reef ha anche uno straordinario valore economico. Porta circa 5,8 miliardi di dollari statunitensi all'anno nelle casse dell'economia australiana e rappresenta un indotto da quasi 69.000 posti di lavoro full-time. Settori sostenibili come il turismo e la pesca dipendono dalle buone condizioni del reef.
“L'enorme estensione e la varietà di specie della Grande Barriera Corallina la rendono uno degli ecosistemi naturali più ricchi e più complessi del pianeta e uno dei più importanti per la conservazione della biodiversità.”
“In qualità di scienziati siamo preoccupati perché le operazioni di dragaggio sono destinate ad esacerbare le pressioni già esistenti sulla Grande Barriera Corallina. Per questo motivo riteniamo che i lavori debbano essere fermati.”
"È necessaria una drastica riduzione di tutte le minacce, a tutti i livelli - del reef, regionale e locale - per impedire il degrado pianificato della Grande Barriera Corallina..."