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Un tribunale californiano non ha accolto le ragioni del regista
LOS ANGELES - Roman Polanski ha perso il ricorso presentato contro la sua espulsione dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences nel maggio 2018.
La corte di Los Angeles che ha giudicato la vertenza ha stabilito che l'Academy «aveva motivo per espellerlo» e la decisione «è sostenuta da prove» e «non è arbitraria o volubile». Polanski, afferma la giudice Mary Strobel, ha avuto «l'opportunità di presentare qualsiasi prova» se «doveva o meno rimanere un membro dell'Academy alla luce del suo status di latitante». Il cineasta sosteneva di non aver ricevuto nessun preavviso e che non gli fosse stata data la possibilità di difendersi.
L'Academy, motivando la cacciata, aveva fatto riferimento agli «standard etici» del regista, giudicati «non idonei». L'87enne è da tempo nel mirino di svariate associazioni - non ultimo il movimento #MeToo - per l'accusa di stupro ai danni di una 13enne alla fine degli anni '70. Il mandato di arresto nei suoi confronti è il motivo per il quale Polanski non può più rientrare negli Stati Uniti.
Il radar posizionato a Mulegns dalla polizia grigionese ha intercettato una carovana di Donkervoort.
Le automobili del marchio olandese andavano a velocità comprese tra i 98 e i 165 chilometri all'ora su un tratto dove il limite era di ottanta.
Diversi media europei hanno dedicato la propria prima pagina a Giorgia Meloni e alle elezioni italiane del 25 settembre.
Lo storico settimanale britannico Economist fa notare che a meno di clamorose sorprese gli italiani «eleggeranno il governo più a destra della storia post-bellica del Paese». E poi fa una domanda: «L'Europa deve preoccuparsi?».
Il ciclista olandese - ritiratosi dalla gara in linea dopo 30 km - è stato fermato dalla Polizia per un alterco in hotel
«Volevo andare a letto presto la scorsa notte, ma c'erano molti ragazzini nel corridoio che continuavano a bussare alla mia porta. Dopo un po' mi sono stancato e ho detto loro, in modo non molto comprensivo, di smetterla».
Non era la prima volta che i due egiziani dormivano nella baracca in cui sono stati intossicati dal monossido.
Il cantiere di Moltrasio, sul Lago di Como, è stato nel frattempo messo sotto sequestro dalla procura. I sindacati: «Morire in quelle condizioni è terribile e insensato».
Il titolo viene scambiato questa mattina a 4.26 franchi. Dall'inizio dell'anno ha perso il 48%
Il portale Inside Paradeplatz parla di una «banca in piena lotta per la sopravvivenza». A pesare sulla situazione sono le voci di mercato su un nuovo aumento di capitale.