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Non è necessario legiferare nell'urgenza per applicare l'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa: parlamento e Governo hanno infatti tre anni di tempo per proporre una soluzione che rispetti la volontà popolare. È quanto risponde il Consiglio federale all'interpellanza urgente del gruppo UDC alle Camere federali in vista del dibattito di giovedì prossimo, precisando che l'Esecutivo non intende rinunciare al rinnovamento della via bilaterale con Bruxelles, compresa la discussione su una futura soluzione istituzionale (attualmente congelata, n.d.r).
L'UDC ha motivato la richiesta di accelerare i tempi di attuazione dell'iniziativa, mediante ordinanza oppure ricorrendo a una procedura legislativa urgente, con la prossima scadenza dei regimi transitori circa la libera circolazione delle persone con la Romania e la Bulgaria. Insomma, in vista dell'entrata in vigore delle nuove regole sulla migrazione - il 9 febbraio 2017 - vi è il rischio di un ulteriore aumento dell'immigrazione in Svizzera, fenomeno che i democentristi vogliono scongiurare ad ogni costo.
Per il Governo, tuttavia, poiché le nuove disposizioni costituzionali prevedono un cambiamento "sostanziale" del regime migratorio elvetico, bisogna che le modifiche legislative imposte vengano attuate con "cura nel quadro delle procedura legislativa ordinaria".
In diverse prese di posizione seguite al voto del 9 di febbraio, l'UDC aveva chiesto un'introduzione rapida dei contingenti, addirittura già dalla prossima estate.