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Il gruppo agrochimico basilese Syngenta dice no anche a una nuova proposta di acquisto da parte della concorrente americana Monsanto, giudicandola insufficiente.
In gruppo USA aveva avanzato il 18 aprile un'opa, non richiesta, per un totale di 42 miliardi di franchi. L'offerta di 449 franchi per azione è rimasta invariata, ma in una lettera datata 6 giugno - resa nota oggi da Syngenta - Monsanto propone di pagare una penalità di due miliardi di dollari in caso di veto da parte delle autorità di sorveglianza della concorrenza.
Ma il gruppo basilese teme significativi danni e perdite di valore per l'azienda e gli azionisti se l'operazione venisse annunciata ma poi non portata a termine. In una lettera agli azionisti pubblicata oggi il consiglio di amministrazione (Cda) giudica che il colosso americano non abbia fatto sforzi sufficienti, poiché la missiva del 6 giugno presenta lo stesso prezzo insufficiente, gli stessi rischi sul fronte delle normative della concorrenza e gli stessi problemi riguardanti la doppia sede principale.
Il Cda non crede che le questioni regolamentatorie possano essere risolte "semplicemente attraverso un pacchetto di disinvestimenti orizzontali pattuito e annunciato a priori". Vi sono notevoli esempi di transazioni bloccate dalle autorità della concorrenza per preoccupazioni legate a problemi di conglomerato.
SDA-ATS