Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/160422

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alla seguente domanda: a che punto sono le sue riflessioni in merito alla problematica della compatibilità dell'esercizio di un'attività di volontariato per le persone che beneficiano dell'indennità di disoccupazione? In particolare, potrebbe precisare se è disposto a considerare di modificare ordinanze, direttive o circolari al fine di migliorare tale compatibilità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il volontariato riveste grande importanza per l'economia svizzera, gode di alta considerazione da parte della collettività e offre un sostegno inestimabile alle persone e alle istituzioni che ne beneficiano. È inoltre un'esperienza arricchente per i disoccupati che lo svolgono. Il legislatore è cosciente dell'importanza del volontariato e ha quindi introdotto, per questa attività, un'eccezione alle condizioni generali dell'idoneità al collocamento.</p><p>La legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI; RS 837.0) prevede che in generale l'assicurato che desidera esercitare un'attività di volontariato necessita di un'autorizzazione (v. art. 15 cpv. 4 LADI). Con l'obbligo di autorizzazione il legislatore intende impedire che i disoccupati siano costretti a svolgere attività di volontariato, che tali attività soppiantino un lavoro remunerato oppure che siano in diretta concorrenza con l'economia privata. Si tiene conto di tali obiettivi nella direttiva d'esecuzione intitolata Prassi LADI ID, più precisamente alla cifra marginale B261, dove è indicato che le autorizzazioni vengono accordate per un periodo massimo di tre settimane. Tale misura permette al servizio cantonale di controllare le attività di volontariato e verificare che siano esercitate conformemente alla legge. Ciò allo scopo di prevenire eventuali abusi di diritto (p. es. l'esercizio a titolo volontario di attività solitamente remunerate) e per garantire che l'obiettivo principale, ossia la reintegrazione rapida e duratura delle persone assicurate sul mercato del lavoro, non sia minacciato. È infatti fondamentale che la strategia di reinserimento dei disoccupati da parte di un consulente URC possa essere seguita, in particolare nell'ambito dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro e dell'assegnazione di un impiego adeguato. Lo svolgimento di un periodo troppo lungo di volontariato non deve precludere l'assegnazione di un'occupazione.</p><p>A giugno 2015 il Consiglio federale ha incaricato la SECO di esaminare questa questione nella direttiva d'esecuzione ed eventualmente di precisarla. La direttiva è stata adattata mediante l'introduzione della nuova cifra marginale B261a.</p><p>L'assicurato che esercita volontariamente un'attività nell'ambito di servizi a ore e senza autorizzazione del servizio cantonale è considerato idoneo al collocamento a patto che:</p><p>- il servizio a ore non superi il 20 per cento della disponibilità settimanale sul mercato del lavoro;</p><p>- queste attività soddisfino i criteri citati in B261;</p><p>- l'assicurato sia disposto e in grado di interrompere in qualsiasi momento il servizio a ore per assumere un impiego; e</p><p>- i doveri di cui all'articolo 17 LADI siano soddisfatti per tutta la durata dell'attività volontaria.</p><p>Tale modifica è stata discussa in seno alla Commissione per le questioni giuridiche relative all'esecuzione della LADI (della quale fanno parte alcuni rappresentanti dei cantoni) e sarà valida in questa forma da fine gennaio 2016. Viene così introdotta un'eccezione all'obbligo di autorizzazione per le attività di volontariato della durata di qualche ora, a patto che le suddette condizioni siano adempiute cumulativamente. La percentuale del 20 per cento è necessaria al fine di rispettare l'obiettivo di reintegrazione rapida e duratura e prevenire eventuali abusi di diritto.</p>  Risposta del Consiglio federale.