Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/158775

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel rapporto sul servizio pubblico, il Consiglio federale è invitato a spiegare come la presenza in Internet della SSR possa essere limitata a un'audio- e videoteca delle proprie trasmissioni. Il Consiglio federale è inoltre chiamato a esporre l'evoluzione delle spese sostenute dalla SSR nell'ambito on-line negli ultimi cinque anni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La concessione SSR del 28 novembre 2007 (concessione SSR; FF 2011 7089, 2012 7991, 2013 2747) esige una presenza Internet che sia orientata prevalentemente a contributi audio e audiovisivi, partendo però dal presupposto che un'offerta Internet al passo con i tempi e con il mondo dei media non possa limitarsi esclusivamente a questo tipo di produzioni. Per poter conseguire un elevato gradimento presso le varie categorie di pubblico (art. 3 cpv. 2 concessione SSR), l'offerta on-line della SSR deve essere interessante, orientata all'utenza e competitiva, il che presuppone un'interazione tra audio, video, grafica e testo, ecc. In tale contesto, per tutelare gli altri operatori del mercato, la SSR deve tuttavia rispettare le disposizioni specifiche della concessione per quel che concerne la lunghezza dei testi e il loro collegamento con il materiale audio e/o video, (art. 13 cpv. 2-4 concessione SSR).</p><p>Nel rapporto sul servizio pubblico (cfr. postulato della CTT-S 14.3298, "Rapporto relativo alle prestazioni del servizio pubblico della SSR"), il Consiglio federale esaminerà in modo approfondito gli aspetti legati all'adempimento delle prestazioni in Internet e le relative uscite della SSR, e ciò in linea con il mandato di stilare un rapporto, attribuitogli dal Consiglio degli Stati. Definire come la presenza in Internet della SSR possa essere limitata a un'audio-/videoteca delle proprie trasmissioni riduce troppo le possibilità di discussione e non è ragionevole. Una tale limitazione ad audio-/videoteca non è inoltre una soluzione adottata dai Paesi vicini per gli emittenti del servizio pubblico.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.