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Tokyo assicura: «Radioattività nel mare di Fukushima sotto i limiti»
Il giorno seguente all'inizio del contestato sversamento nell'Oceano pacifico delle acque trattate della centrale di Fukushima, Tokyo Electric Power (TEPCO), la società che ne gestisce la bonifica, assicura che i livelli di radioattività riscontrati nei campioni di acqua marina prelevati sono ampiamente al di sotto dei limiti di sicurezza. I test «rapidi» sono stati effettuati ieri pomeriggio e i risultati confermano «che il valore analizzato è inferiore a 1.500 becquerel per litro», ha dichiarato il portavoce Keisuke Matsuo in conferenza stampa. Lo standard di sicurezza nazionale è di 60.000 becquerel.
Le acque reflue vengono diluite con acqua di mare fino a un quarantesimo della concentrazione consentita dagli standard di sicurezza giapponesi e scaricate nell'oceano Pacifico con l'utilizzo di un tunnel sottomarino lungo un chilometro.
Cosa sono i becquerel
I becquerel per litro sono l'unità di misura che esprime l’attività di una sostanza radioattiva e corrispondono al numero di disintegrazioni nucleari per unità di tempo che avvengono in una sostanza radioattiva. Il rilascio delle acque radioattive di Fukushima nell’oceano Pacifico corrisponde a 1,25 milioni di tonnellate di acqua radioattiva trattata utilizzata per il raffreddamento dei reattori di Fukushima Daiichi, la centrale nucleare colpita dallo tsunami nel marzo del 2011. Il piano era stato approvato dal governo giapponese già nel 2021, nonostante la dura opposizione portata avanti da una parte della popolazione nipponica e da alcuni paesi vicini, su tutti la Cina. Quando nel 2011 la costa nordorientale dell’isola di Honshū fu colpita da un violento tsunami, tre dei sei reattori della centrale vennero parzialmente fusi. I sistemi di sicurezza del sito non erano preparati ad affrontare un evento di tale portata. Per raffreddare il combustile nucleare all’interno della centrale venne usata una grande quantità di acqua che ha trattenuto parte del materiale radioattivo con cui è venuta a contatto. Oltre una tonnellata di acqua contaminata è oggi conservata negli oltre mille serbatoi costruiti nei pressi dell’impianto, già troppo grande per poterlo espandere ulteriormente. Per questo motivo il governo ha deciso di rilasciare l’acqua in mare.
«Continueremo a condurre analisi ogni giorno per il prossimo mese e anche dopo: fornendo spiegazioni rapide e di facile comprensione, speriamo di dissipare le varie preoccupazioni», ha spiegato ancora Keisuke Matsuo. Anche il ministero dell'Ambiente ha iniziato a raccogliere campioni di acqua al largo della prefettura: quattro navi in 11 posizioni entro un raggio di circa 50 chilometri dalla centrale nucleare. L'obiettivo è misurare il livello di trizio, un isotopo radioattivo dell'idrogeno che si ritiene comporti un rischio per la salute e per l'ambiente. I primi risultati sono attesi per domenica, con il Ministero che prevede di divulgare dati ogni settimana per i prossimi tre mesi.
Gli esperti dell'AIEA «sono presenti sul posto per fungere da occhi della comunità internazionale e garantire che lo scarico avvenga come previsto, in conformità con gli standard di sicurezza», ha dichiarato il capo dell'organismo delle Nazioni Unite, Rafael Grossi, in un comunicato. In un rapporto, l'AIEA ha affermato che «gli scarichi delle acque trattate avrebbero un trascurabile impatto radiologico sulla popolazione e sull'ambiente».
Gli attacchi al Giappone
La Cina ha duramente contestato Tokyo, mettendo in dubbio autenticità e accuratezza dei dati sui liquidi contaminati, nonché l'assenza di chiarezza sull'impatto a lungo termine per sicurezza alimentare e salute delle persone. Mercoledì il governo di Hong Kong ha attuato un divieto a tempo indeterminato sull'import di prodotti ittici da 10 aree nipponiche: Tokyo, Ibaraki, Gunma, Miyagi, Fukushima, Chiba, Tochigi, Niigata, Nagano e Saitama.
In Corea del Sud sono scoppiate proteste presso l'ambasciata giapponese nel centro di Seul, con la polizia che ha arrestato 16 persone per il tentativo di entrare nell'edificio. Mentre Pechino ha bloccato sine die l'import di tutti i prodotti ittici dal Sol Levante. La CGTN, il canale in lingua inglese del network statale cinese CCTV, ha scomodato i timori di un «Godzilla nella vita reale» – postando un disegno del popolare lucertolone nipponico – «che si sono accesi in tutto il mondo dopo che il Giappone ha aperto il vaso di Pandora scaricando in mare le acque reflue» di Fukushima. Il premier nipponico Fumio Kishida ha annunciato che il suo governo ha inviato la Cina «a rimuovere immediatamente» il divieto di importazione dei prodotti ittici giapponesi: «Abbiamo presentato alla Cina una protesta formale attraverso i canali diplomatici, sollecitando l'eliminazione immediata delle restrizioni».
Da parte sua la Corea del Nord, attraverso il ministero degli Esteri, ha chiesto al Giappone di «fermare immediatamente il rilascio pericoloso di acqua radioattiva che minaccia seriamente la sicurezza e il futuro dell'umanità».