Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/198934

<h2>SubmittedText<h2><p>Diversi studi e valutazioni, ma anche passi concreti in tal senso compiuti in Europa, segnalano inequivocabilmente che l'integrazione della sostenibilità e dei rischi climatici sta diventando un dovere fiduciario per gli amministratori patrimoniali e gli istituti di previdenza. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Ritiene che la LPP e le OPP siano ancora al passo coi tempi? O è necessario modificarle, in particolare integrandovi rischi climatici e criteri di sostenibilità?</p><p>2. Come intende sostenere gli investitori istituzionali quali le casse pensioni, affinché possano adempiere il loro obbligo fiduciario in quest'ambito?</p><p>3. Quali condizioni quadro andrebbero precisate, affinché le casse pensioni e altri investitori istituzionali integrino esplicitamente i rischi climatici nel loro obbligo fiduciario? Vi sono eventualmente regolamentazioni e condizioni quadro che lo impediscono?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già illustrato nelle risposte a interventi precedenti (tra cui l'interpellanza Flach 18.4343, Rischi climatici uguale rischi finanziari. Occorre adeguare la prassi dell'UFAS), i rischi climatici e la sostenibilità non sono di per sé rischi d'investimento e non fanno dunque parte del dovere fiduciario degli istituti di previdenza. Nella loro valutazione dei rischi, tuttavia, questi ultimi dovrebbero prendere in considerazione le possibili ripercussioni sugli investimenti di modifiche della regolamentazione statale, ad esempio finalizzate ad attenuare i cambiamenti climatici ("rischi di transizione"). Inoltre, essendo il loro orizzonte d'investimento a lungo termine, gli istituti di previdenza dovrebbero anche disporre, nell'ambito dell'analisi finanziaria o aziendale, delle informazioni dei fornitori di servizi finanziari necessarie affinché, tra i vari fattori d'influenza, possano considerare anche le opportunità e i rischi d'investimento che potrebbero derivare dai cambiamenti climatici. Il vigente quadro giuridico della legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP; RS 831.40) è pertanto adeguato e chiaro. Non occorre dunque né modificare la legge né precisare le condizioni quadro.</p><p>Gli istituti di previdenza effettuano gli investimenti sotto la responsabilità dell'organo supremo, che deve amministrarne il patrimonio in modo da garantire la sicurezza degli investimenti, un rendimento ragionevole, un'adeguata ripartizione dei rischi (diversificazione) e la copertura del prevedibile fabbisogno di liquidità. Come menzionato in precedenza, gli istituti di previdenza non hanno il dovere fiduciario di considerare i criteri di sostenibilità e i rischi climatici nei loro processi d'investimento, ma sono liberi di farlo. Non vi sono disposizioni legali o condizioni quadro che lo impediscono. In questo contesto, dall'aprile al luglio del 2017, sotto la direzione dell'Ufficio federale dell'ambiente, sono stati svolti test pilota di compatibilità climatica per tutti gli istituti di previdenza e le assicurazioni svizzeri. Varie decine di istituti di previdenza hanno così potuto far analizzare gratuitamente e di loro volontà la compatibilità dei loro portafogli azionari e obbligazionari con gli obiettivi climatici.</p>  Risposta del Consiglio federale.