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I guadagni in borsa rimangono esentasse
La Svizzera continuerà a non avere una tassa sugli utili da capitale. L'iniziativa lanciata dai sindacati è stata bocciata da due terzi dei votanti.
I risultati parziali parlano chiaro anche sull'iniziativa popolare "per un'imposta sugli utili da capitale" promossa dall'Unione sindacale svizzera (USS). Contro l'iniziativa si è espresso il 65,9% dei votanti, mentre il 34,1% ha votato sì.
La percentuale più netta di no si è avuta nei cantoni di Svitto e Nidwaldo (77,9%), Appenzello interno(77,6%) Zugo (75,7%) e Obwaldo (75,4%). Più favorevoli alle proposte dell'USS il canton Giura (54,8% di no), Neuchâtel (58,5%), Berna (59,9%) e Basilea-Città (61,7%).
Netta vittoria quindi per gli ambienti borghesi, che avevano fatto quadrato contro un'iniziativa che voleva porre fine al presunto privilegio fiscale degli azionisti. Per i sindacati rimane comunque aperta la questione dell'equità fiscale, dal momento che tutte le altre fonti di reddito sono tassate.
USS delusa, borghesi soddisfatti
L'Unione sindacale svizzera è rammaricata per il risultato della sua iniziativa. Secondo il presidente dell'USS Paul Rechsteiner, le grandi perdite subite dalle borse quest'anno avrebbero creato un clima sfavorevole all'iniziativa. Inoltre, secondo il segretario dell'USS Serge Gaillard, gli avversari sarebbero riusciti a suscitare paure paure ingiustificate sugli effetti dell'eventuale approvazione dell'iniziativa.
L'idea di una tassa sugli utili da capitale non sarebbe però giunta al capolinea, ha sottoilineato Paul Rechsteiner, poiché gli avversari dell'iniziativa non avrebbero proposto argomenti validi sull'equità fiscale. L'USS è decisa ad impegnarsiper la realizzazione della proposta del Consiglio federale per un'imposta sugli utili da partecipazione.
Soddisfatto invece il comitato contro l'iniziativa. Il chiaro no all'iniziativa sarebbe indice della netta opposizione del popolo svizzero a nuove tasse.
Il consigliere agli stati democristiano Pierrre Paupe, membro del comitato, ha affermato di non essere sorpreso dal risultato. Se l'iniziativa fosse stata accolta, così Paupe, cantoni e comuni avrebbero subito un calo del gettito fiscale proveniente dall'imposta sulla sostanza.
Gli obiettivi dell'iniziativa
Il progetto dell'Unione sindacale svizzera si era sviluppato nella seconda metà degli anni '90, al momento dell'impennata della borsa e dei forti utili. La legislazione vigente in Svizzera prevede un'imposizione degli utili da capitale soltanto se ottenuti da persone giuridiche o da professionisti. I guadagni di borsa realizzati dai privati non sono invece tassati.
La proposta sindacale prevedeva che di imporre secondo un'aliquota unica di almeno il 20 % i guadagni patrimoniali generati da utili su divise, titoli, opzioni e prodotti derivati. Sarebbe stata mantenuta la possibilità per gli investitori di dedurre le perdite di capitale. Gli utili di poco conto avrebbero beneficiato di un esonero fiscale.
La Svizzera e la Grecia siano gli unici paesi europei a non tassare i guadagni di borsa. L'argomento è però stato combattuto dagli oppositori della proposta che sottolineano come numerosi Stati esteri non dispongano, a differenza della Svizzera, di un'imposta sulla sostanza. Imposta che garantisce circa 3 miliardi di franchi all'anno di gettito. I fautori del no hanno rilevato come nessun paese imponga contemporaneamente il patrimonio e gli utili da capitale, come sarebbe invece accaduto in Svizzera in caso di accettazione dell'iniziativa.
Il Consiglio federale e la maggioranza del parlamento hanno bocciato l'iniziativa, che ha raccolto l'appoggio della sinistra e dei verdi.
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