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Reazioni al documento vaticano "Dominus Iesus", ecumenismo, aborto: questi alcuni dei temi affrontati dalla Conferenza dei vescovi svizzeri riunita in assemblea ordinaria. In discussione anche un documento sul futuro sociale ed economico della Svizzera.Questo contenuto è stato pubblicato il 07 dicembre 2000 - 17:12
Nella sua 250esima assemblea ordinaria, la Conferenza dei vescovi svizzeri si è occupata innanzitutto delle reazioni al «Dominus Iesus», il documento del Vaticano che postula il primato della Chiesa cattolica. Lo scritto è stato «mal comunicato», ha detto giovedì il presidente della CVS Amedeo Grab in una conferenza stampa a Berna.
La conferenze episcopale deplora quindi le ferite che sono state aperte nel dialogo ecumenico. Un dialogo che la CVS è fermamente intenzionata a continuare e ad approfondire, ha affermato il segretario generale Roland Trauffer.
Presentato all'inizio di settembre, il documento di 36 pagine firmato dal cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, e approvato dal papa, afferma che soltanto nella «unica e universale» Chiesa cattolica e apostolica può esserci salvezza. I seguaci di altre religioni si troverebbero invece in una situazione «oggettivamente gravemente deficitaria».
Una dichiarazione che aveva scatenato polemiche: le altre comunità di fedeli hanno accusato Roma di mettere in pericolo l'ecumenismo e di tornare su posizioni anteriori al Concilio vaticano secondo.
Nella loro riunione i vescovi hanno peraltro ribadito la loro opposizione all'interruzione di gravidanza, alla cosiddetta pillola abortiva e all'eutanasia. La conferenza episcopale ha inoltre esaminato la bozza di documento finale delle chiese sul futuro sociale ed economico della Svizzera ed è stata orientata sullo stato del progetto «Un ange passe» all'Expo.02, che sarà presentato sull'arteplage di Morat.
swissinfo e agenzie
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