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LAUSANNE - «Nessuna compensazione per le vacanze annullate, le ore supplementari e lo stress legato al lavoro svolto durante il periodo della pandemia. E in segno di ringraziamento abbiamo ricevuto... una spilletta». Sono queste le parole di un dipendente del CHUV di Losanna, che non sapeva se ridere o piangere quando ha aperto la lettera lo scorso giugno. In uno scritto ricco di elogi, i suoi superiori testimoniavano riconoscenza e gratitudine per il lavoro svolto durante il picco della crisi sanitaria. Ad accompagnare la lettera un pin, con la scritta "Star di medicina interna".
Nei corridoi dell'ospedale cantonale, il gesto ha fatto arrabbiare più di una persona. «Ne parlano tutti» ha dichiarato David Gygax, segretario del Sindacato dei servizi pubblici vodese. «Quelli che hanno trovato l'idea simpatica sono pochi. Il Consiglio di Stato e la direzione del CHUV non hanno investito un solo franco nei salari, nelle assunzioni o nei bonus. Il personale si attendeva qualcosa di più di una spilletta!».
All'origine di questo piccolo regalo controverso c'è il professore Peter Vollenweider, che ha precisato di aver finanziato di tasca sua i 600 pin. Inoltre il gadget, fa sapere, non aveva lo scopo di ricompensare i dipendenti. «Il personale probabilmente si aspettava altro, ma i bonus o l'aumento dei salari sono competenza del Consiglio di Stato» spiega il capo di medicina interna. «Il mio reparto non può fare dei regali. Quello che vogliamo è sottolineare l'enorme sforzo con un piccolo oggetto, visibile e durevole. Ho semplicemente pensato che fosse meglio di una semplice lettera di ringraziamento. E diversi collaboratori la indossano».