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Dopo le due sentenze sfavorevoli, Shmuel Peleg chiede che il bambino resti in Israele ‘come volevano i suoi genitori’
I legali di Shmuel Peleg – nonno materno di Eitan, il piccolo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone – hanno presentato ricorso alla Corte Suprema dopo le due sentenze a loro sfavorevoli.
“Abbiamo fiducia che la Corte – hanno detto in un comunicato – affronti questo caso senza precedenti e che ordini che Eitan resti in Israele così come volevano i suoi genitori”. Il bimbo di 6 anni, unico sopravvissuto alla sciagura della funivia dello scorso maggio in cui erano morti i genitori che vivevano a Pavia, è stato portato in Israele lo scorso 11 settembre da Shmuel Peleg su un volo partito da Lugano-Agno. Il 58enne ha portato il piccolo in Medio Oriente dopo una visita concessa dalla famiglia paterna e dopo averlo prelevato dalla casa della zia Aya Biran, tutrice legale. Da allora lo scontro legale per il piccolo Eitan, già duramente segnato dalla vita e conteso dai due rami familiari, si è infiammato.
Intanto, la Corte Suprema ha congelato l’esecutività della sentenza emessa dal Tribunale di Tel Aviv che aveva ordinato il rientro in Italia di Eitan entro 15 giorni pur dando tempo 7 giorni di sospensione in vista del possibile ricorso da parte dei legali del nonno materno Shmuel Peleg. Lo hanno fatto sapere gli stessi legali di parte.
“Siamo contenti - ha detto l’avvocato Ronen Dlayahu - che la Corte Suprema abbia deciso di sospendere quella esecutività e che esamini il caso. Speriamo che la materia del ricorso sia discussa in maniera approfondita e che alla fine - ha aggiunto - in questo caso tragico e senza precedenti sia visto il bene del bambino”.
Secondo fonti legali Peleg, la Corte Suprema ha dato tempo fino al 21 novembre agli avvocati di Aya Biran - zia paterna del piccolo e sua affidataria - per far giungere le proprie osservazioni e fino al 23 novembre a quelli di Peleg - se vogliono - per ulteriori osservazioni. Poi, una volta ricevuti questi documenti e analizzati, la Corte deciderà sulla prosecuzione dell’esame del caso.