Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/98133

<h2>SubmittedText<h2><p>La crisi dei mercati finanziari ha mostrato in tutta la sua chiarezza che le banche considerate "too big to fail", che quindi devono essere salvate dallo Stato, possono mettere quest'ultimo in serie difficoltà e di conseguenza recare danni all'economia del Paese. È pertanto imperativo trovare soluzioni a questo problema e attuarle il più rapidamente possibile.</p><p>Constatiamo che: nel gruppo di esperti "too big to fail" istituito dal Consiglio federale siedono, oltre a cinque rappresentanti delle autorità e a due esponenti dell'ambiente accademico, sette rappresentanti di datori di lavoro in qualità di "rappresentanti dell'economia privata". In questo comitato mancano sia rappresentanti dei lavoratori sia esponenti politici. Inoltre, le donne vi si possono cercare invano. Il gruppo di esperti è incaricato di presentare nell'autunno del 2010 un rapporto al Consiglio federale.</p><p>Il governo è consapevole che il tempo a disposizione per concludere riforme stringe? Il Consiglio federale è consapevole che l'arroganza delle banche, nuovamente rafforzatasi, porta a soffocare sul nascere le riforme necessarie, peraltro sollecitate anche da premi Nobel e necessarie per prevenire crisi future?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>All'interno dell'economia svizzera il settore finanziario ricopre un ruolo di primaria importanza per quanto riguarda la creazione di valore aggiunto, l'occupazione, il gettito fiscale e fornisce un prezioso contributo alla politica economica estera. La crisi finanziaria ha portato impietosamente alla luce le falle presenti nel sistema dei mercati finanziari. Da vario tempo il Consiglio federale sostiene pertanto l'urgenza e la necessità di rafforzare la regolamentazione statale e la cooperazione internazionale nell'ambito della vigilanza sugli istituti finanziari attivi a livello globale. Esso si adopera affinché i grandi progressi compiuti sinora nelle riforme a livello nazionale e internazionale siano concretizzati rapidamente e migliorino efficacemente il quadro normativo.</p><p>Il gruppo di esperti istituito dal Consiglio federale con l'obiettivo di contenere i rischi economici è consapevole dell'importanza di un'elaborazione rapida di raccomandazioni, che possono fungere da base per l'attività legislativa. La composizione del gruppo definita dal Consiglio federale assicura la rappresentanza degli istituti bancari e assicurativi direttamente interessati. Inoltre, sono adeguatamente rappresentate anche le imprese del settore non finanziario; la parte rimanente del settore economico è rappresentata da Economiesuisse. Per quanto riguarda la mancanza di rappresentanti dei lavoratori, va evidenziato che il gruppo di esperti si occupa in particolare di individuare possibili rimedi per contenere la problematica del "too big to fail", ma non dell'attuazione degli stessi. In seguito, d'intesa con il DFE, il DFF presenterà al Consiglio federale richieste concernenti l'ulteriore modo di procedere sulla base del rapporto degli esperti.</p><p>Inoltre, il Consiglio federale rammenta che, rispetto ad altri Paesi, la Svizzera ha avviato le riforme in campo finanziario con molta celerità. Ad esempio, già nel novembre 2008 sono stati inaspriti i requisiti posti alle grandi banche in materia di fondi propri e a inizio anno sono entrate in vigore le prescrizioni della FINMA sui sistemi di remunerazione. Altre riforme si trovano attualmente in fase di elaborazione, tra cui vi è quella concernente il rafforzamento della protezione dei depositanti. </p><p>Il Consiglio federale intende intensificare la propria attività anche a livello internazionale. A questo scopo, in occasione della sua seduta del 27 novembre 2009, ha deciso di creare in seno al DFF una segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali.</p><p>In quanto membro del Financial Stability Board (FSB), in futuro la Svizzera sarà sottoposta periodicamente a una verifica del rispetto degli standard normativi internazionali. In particolare, il FSB ha annunciato per l'autunno 2010 un rapporto sulla problematica "too big to fail". Al di là dei lavori in corso, in svariati settori internazionali sono tuttavia già disponibili risultati concreti. Ad esempio, dall'autunno 2009 non esistono più a livello mondiale grandi banche internazionali che non siano state sottoposte alla verifica di un "College of Supervisors".</p>  Risposta del Consiglio federale.