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di Matteo Notari
Bruno Amaducci
L'Anno europeo della Musica (1985)
In relazione ad una proposta formulata da 62 membri del Parlamento Europeo, la Comunità Europea ed il Consiglio d'Europa, con una risoluzione adottata il 20 novembre 1980, proclamavano il 1985 Anno Europeo della Musica (d'ora in poi AEM), nell'intento di "riproporre all'attenzione di vaste cerchie dell'opinione pubblica l'importanza, per la coscienza europea, del patrimonio musicale comune al nostro continente" (cfr. Comitato nazionale svizzero AEM, Anno Europeo della Musica, Kümmerli+Frei, Berna, 1985).
Seguito coerente della serie di anni tematici proposti dalla Comunita Eurupea, dopo l'Anno della Donna e l'Anno del Bambino, l'AEM prende spunto dal tricentenario della nascita di Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel e Domenico Scarlatti, dai quattrocento anni dalla nascita di Heinrich Schutz e dai duecento anni dalla nascita di Alban Berg. L'AEM si poneva i seguenti obiettivi:
- Avvicinare il maggior numero di persone alla musica di ogni genere ed epoca, come espressione di un'eredità culturale comune; destare e ravvivare la consapevolezza e la comprensione del patrimonio culturale d'Europa.
- Accompagnare persone d'ogni età e ceto sociale nella pratica attiva della musica; discutere le questioni inerenti all'educazione musicale e le possibilità - scolastiche e extrascolastiche - di dedicare proficuamente alla musica il tempo libero; chiarire a larghe cerchie dell'opinione pubblica, ai politici e alle autorià, i problemi e le esigenze di una vita musicale viva e varia; individuare le possibilità; di una migliore promozione della cultura musicale.
Per il compimento di questo anno tematico, il 7 settembre 1982, a Strasburgo, il Consiglio d'Europa fonda un Comitato europeo, presieduto da Walter Scheel, ex presidente della Repubblica federale tedesca, con a lato Rolf Liebermann direttore dell'Opera di Hambourg e dell'Opera di Parigi e Massimo Bogianckino, ex direttore del Teatro Comunale di Firenze del Maggio Fiorentino e direttore dell'Opera di Parigi. La Svizzera è rappresentata , oltre che da Liebermann, da Tony Cantieni, membro dell'Assemblea parlamentare e della Commissione della cultura e dell'educazione. Il Comitato europeo è supportato dai comitati nazionali istituiti dai paesi membri. Per quanto concerne la Svizzera, il comitato organizzativo è presieduto dal responsabile dei programmi musicali della RTSI Bruno Amaducci (che succede, nel 1984, al compositore Rolf Liebermann andato a ricoprire il ruolo di vicepresidente del comitato europeo). L'ufficio della presidenza è composto dal cons. fed. Alphons Egli; Bruno Amaducci; la cons. naz. Doris Morf; il musicista Martin Derungs, il dir. dell'Ufficio Federale della Cultura Frédéric Dubois; e il presidente della Conferenza dei direttori dei conservatori svizzeri, Willi Gohl.
La programmazione per l'AEM prevedeva otto progetti internazionali e 17 programmi nazionali. La presidenza di BA ha avuto un impatto diretto sulle proposte musicali nella Svizzera italiana: in un suo bilancio riguardo alle manifestazioni per l'AEM tenutesi nel Cantone, il maestro riferisce di 650 manifestazioni musicali.
In particolare sono da segnalare un ciclo di cinquanta concerti della RSI, dal settembre del 1984 all'aprile del 1985, dedicato alle musiche di Bach, Haendel e Scarlatti ed un appuntamento mensile, le serate dell'AEM, in cui si proponevano concerti che toccavano i vari generi musicali. Si noti poi l'organizzazione, ad opera del Seminario internazionale di Musica medievale di Bellinzona e del Swiss jazz Contest di Lugano, di mostre importanti quali "Domenico Scarlatti ed i grandi centenari dell'Anno europeo della musica" ad Ascona, l'Europa dei Musicisti" a Lugano, una mostra sulla liuteria a Lodrino, un seminario sulla "Musica popolare e i dialetti dell'arco alpino" a Montagnola, la Rassegna di musica popolare ad Ascona. Altri avvenimenti , anche su scala nazionale, hanno segnato la vita musicale del Cantone: penso ad esempio all'inaugurazione, il 30 ottobre 1985, della sede della Fonoteca Nazionale a Lugano, nei locali del vecchi studio radiofonico del Campo Marzio; alla fondazione dell'Accademia musicale della Svizzera italiana; e a quella del Centro di documentazione di Mendrisio. La Fondazione Musica Ticinensis ha inoltre proposto, con il Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino, un concorso riservato agli allievi di composizione e in collaborazione con la Federazione Bandistica Ticinese (FEBATI), un concorso di composizione per musica bandistica.
Nell'ambito dei progetti nazionali sono inoltre da ricordare le pubblicazioni promosse da RMSI: i quattro volumi dedicati agli organi antichi e moderni della Svizzera italiana (a cura del prof. Aldo Lanini e del dott. Oscar Mischiati) ed il progetto di un Dizionario dei musicisti della Svizzera italiana, che doveva raggruppare ed ampliare le voci dedicate alla Svizzera italiana presenti nel Musikerlexikon der Schweiz di Edgar Refardt (1928), ma che non giungerà però alla pubblicazione cartacea (le schede biografiche dei musicisti verranno in seguito organizzate dalla musicologa Lorenza Guiot e poi digitalizzate dal Conservatorio della Svizzera italiana sotto la supervisione di Massimo Zicari. Attualmente sono consultabili nel sito internet della Società svizzera di Musicologia, sezione Svizzera italiana: http://www.ricercamusica.ch).
Fonti:
- Comitato nazionale svizzero AEM, Anno Europeo della Musica, Kümmerli+Frei, Berna, 1985.
- AST, fondo Richerche Musicali, UNA 541/1 (AEM 1985, Bollettini e relazioni, varie, corrispondenza).
- AST, fondo Richerche Musicali, UNA 854 (Anno Europeo della Musica. Concorso di Musica Ticinensis in collaborazione con il Consiglio di Stato).