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BERNA - Il ricorso a collaboratori esterni da parte dell'Amministrazione federale può essere ancora migliorato. È quanto rileva oggi la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati, dopo aver preso conoscenza di un rapporto sul tema.
Nel 2014 la stessa commissione aveva criticato l'assenza di strategia del Consiglio federale in questo campo, così come le basi legali carenti e la mancanza di trasparenza. Nel 2016 il governo ha regolamentato meglio questa pratica, ma le nuove regole non vengono controllate sistematicamente e c'è ancora potenziale di miglioramento, si legge in una nota diffusa dai servizi del parlamento.
In particolare, secondo la commissione è difficile verificare in quale misura siano stati raggiunti gli obiettivi prefissati dal Consiglio federale con le direttive del 2016. Continuano per esempio ad essere sconosciute le somme di denaro risparmiate facendo capo all'internalizzazione dei collaboratori esterni. Le cifre figurano solo nei budget e non nei conti dello Stato, si lamenta la commissione.
Per questo motivo raccomanda all'esecutivo di prestare più attenzione alle unità amministrative che ricorrono ampiamente a collaboratori esterni e a creare strumenti che consentano di controllare meglio l'applicazione delle misure. Con otto voti favorevoli, nessun contrario e un'astensione ha inoltre deciso di depositare una mozione che chiede l'iscrizione esplicita, nella legge sul personale della Confederazione, della possibilità per l'amministrazione federale di far capo a collaboratori esterni.
Per il resto, la commissione apprezza l'intervento del governo. Giudica utili e chiare le misure da esso adottate e rileva con soddisfazione che la trasparenza è migliorata rispetto a quanto riscontrato nel 2014.