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BASILEA - Roche vede salire sul ponte di comando dell'azionariato anche la quinta generazione dei discendenti del fondatore dell'azienda, Fritz Hoffmann-La Roche: sette suoi rappresentanti sono stati inclusi nel principale gruppo di azionisti, che controlla il 45,01% del colosso farmaceutico basilese.
Il pool in questione comprende ora sei membri della quarta generazione e nove membri della quinta generazione (due vi facevano già parte), ha indicato in un comunicato diffuso ieri sera la banca privata renana Scobag, di proprietà della famiglia Hoffmann-La Roche.
Con l'integrazione della quinta generazione il gruppo sottolinea la sua volontà di preservare l'autonomia e l'indipendenza di Roche a lungo termine. L'arrivo in forze dei famigliari più giovani «è la prova che le nostre famiglie continueranno, nei decenni a venire, a preservare la stabilità della base azionaria di Roche, come hanno fatto per più di 120 anni», afferma André Hoffmann, portavoce del gruppo di azionisti e vicepresidente del consiglio di amministrazione di Roche.
«Questo approccio permetterà al gruppo di mantenere il suo posizionamento a lungo termine: come tutti sappiamo un lungo lasso di tempo è un fattore chiave di successo per la ricerca e lo sviluppo nel settore farmaceutico e diagnostico».
Il contratto che ha creato il gruppo di azionisti in questione risale al 1948, si legge nel rapporto annuale 2018. Il secondo principale proprietario di Roche è il concorrente Novartis, che detiene una quota del 33,33%: Daniel Vasella (CEO di Novartis fra il 1996 e il 2010, nonché presidente fra il 1999 e il 2013) aveva ammassato azioni Roche con l'intenzione di arrivare a una fusione fra i due gruppi. Lo scenario non si è poi concretizzato.
Nel 2016 si era così parlato di una possibile vendita della quota di Novartis, ma nell'anno successivo la stessa azienda aveva fatto sapere di non volerlo fare: l'impegno in questione veniva descritto come un «investimento finanziario con una certa componente strategica».
Roche è una delle maggiori imprese farmaceutiche al mondo. Nel 2018 ha realizzato un fatturato che sfiora i 57 miliardi e un utile da capogiro: quasi 11 miliardi. È attiva a livello mondiale con più di 94'000 dipendenti. L'impresa è stata fondata nel 1896 da Fritz Hoffmann-La Roche (1868-1929), esponente del cosiddetto "Daig", termine con cui ci si riferisce agli strati sociali più elevati di Basilea, che a lungo si sono tenuti lontani dalle classi medie e popolari, ma anche dai nuovi ricchi. Nel 1919 l'azienda venne trasformata in società anonima.
Da allora ha continuato a crescere e ad avere successo. A titolo d'esempio, nel 2018 ha aumentato il dividendo per la 32esima volta consecutiva, cosa che poche aziende quotate al mondo sono riuscite a fare. La pioggia di denaro ha fatto e fa la gioia delle famiglie Hoffmann e Oeri, che secondo la classifica 2019 del mensile economico Bilanz insieme hanno un patrimonio di 27 miliardi di franchi: sono al secondo posto nella graduatoria dei più ricchi del paese, guidata dai discendenti del defunto fondatore di Ikea Ingvar Kamprad.