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Il sì al referendum è passato a larghissima maggioranza: il nuovo testo sostituirà quello risalente all'era Pinochet.
SANTIAGO - I cileni hanno votato ieri a larghissima maggioranza a favore di una nuova Costituzione in sostituzione di quella ereditata dall'era di Pinochet, in un referendum tenuto un anno dopo una massiccia rivolta popolare contro le disuguaglianze sociali.
I risultati - Secondo i risultati quasi definitivi che coprono oltre il 99% dei seggi elettorali, i voti a favore di una nuova Costituzione hanno vinto di gran lunga con il 78,3%. L'affluenza è stata intorno al 50%, secondo l'autorità elettorale del Cile.
Il popolo cileno ha pure deciso (maggioranza del 79.3%) chi scriverà questo testo. Il lavoro di riscrittura della Costituzione ereditata da Augusto Pinochet sarà realizzato da una assemblea costituente composta al 100% da persone scelte attraverso un voto popolare. L'altra opzione, di un organismo formato per il 50% da parlamentari e dal 50% da persone scelte attraverso una elezione ha ottenuto soltanto il 21% di consensi.
Quindi i 155 membri del'assemblea costituente saranno scelti in occasione delle elezioni amministrative dell'11 aprile 2021, sulla base di un criterio di parità di genere e con una rappresentanza di delegati delle popolazioni indigene.
L'assemblea avvierà i suoi lavori nel maggio 2021 e il risultato sarà sottoposto a un referendum di ratifica popolare che si svolgerà nel secondo semestre del 2022. In caso di approvazione la nuova Costituzione entrerà in vigore immediatamente, sostituendo automaticamente la precedente.
Le dichiarazioni del presidente - Il presidente cileno Sebastián Piñera ha dichiarato, dopo aver conosciuto l'ampia vittoria del sì (78,3%) alla riforma della Costituzione, che «i cileni hanno espresso la loro volontà, scegliendo un'assemblea costituente che avrà piena uguaglianza tra uomini e donne per redigere una nuova Costituzione per il Cile».
«Ciascun voto - ha proseguito - ha avuto lo stesso valore, ha trionfato la cittadinanza e la democrazia, l'unità sulla divisione, la pace sulla violenza, e questo è un trionfo dei cileni. Questo trionfo della democrazia ci deve riempire di gioia e speranza, perché abbiamo dimostrato che il dialogo è più fecondo dell'intolleranza».
Questo «plebiscito» (referendum), ha concluso, «non è la fine, ma l'inizio di un cammino che tutti insieme dobbiamo percorrere per arrivare alla nuova Costituzione che (...) deve essere la casa di tutti».
Fin dalla diffusione dei primi dati migliaia di cileni si sono riversati nelle strade del centro di Santiago, e di molte altre città cilene (Iquique, La Serena, Valparaíso, Santiago, Talca, Concepción e Punta Arenas) per celebrare la vittoria. Nella Plaza Baquedano della capitale, ribattezzata da un anno Plaza Dignidad, i manifestanti hanno esposto un enorme striscione in cui si leggeva "Plaza Dignidad, non dimentichiamo il 1973", anno del cruento colpo di stato che pose fine al governo di Unidad Popular del presidente Salvador Allende.
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