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Esther Ballestrino Careaga
Esther Ballestrino Careaga
A sedici anni, mentre frequenta l'Istituto Tecnico per diventare perito chimico, Jorge Mario Bergoglio lavora nel laboratorio di cui Esther Ballestrino Careaga è direttrice .“Quel lavoro fu una delle cose che mi hanno dato di più nella vita e, in particolare, in quel laboratorio capii il bello e il brutto di qualunque attività umana. Avevo come capo una donna straordinaria, le volevo molto bene (…) Una gran donna a cui devo molto”.
Esther nasce ad Encarnacion in Paraguay nell’inverno del 1918 e manifesta subito un carattere vispo e attento. Si diploma come maestra e poi si laurea in biochimica e farmacia. Già durante gli studi è attivissima in favore degli ultimi e dei perseguitati. Fondatrice del primo movimento per la difesa dei diritti delle donne e dei lavoratori nelle campagne, Esther si attira l’antipatia del governo dittatoriale ed è costretta a lasciare il paese. Si rifugia in Argentina nel 1947, dove a Buenos Aires conosce e sposa Raymundo Careaga. Nascono tre figlie e Esther riesce a districarsi tra gli impegni continuando la sua professione di biochimica. Ma nel luglio del 1976 la dittatura irrompe per la seconda volta nella sua vita: il nuovo regime argentino la tiene controllata perché lei continua a parlare, a scrivere e a battersi per la libertà. Il marito di Mabel (sua secondogenita) è sequestrato e la figlia più piccola, Ana Maria, è sotto sorveglianza . Esther ha paura per sé e per le figlie e chiede aiuto ad un amico, padre Bergoglio, nel frattempo divenuto sacerdote gesuita: con la scusa di impartire l’estrema unzione alla suocera lo chiama a casa sua e gli chiede di nascondere la sua libreria marxista. Esther teme infatti un’incursione e la presenza di quei testi potrebbe scatenare il sequestro della figlia. Padre Bergoglio, che riconosce lo stato di persecuzione e di ingiustizia in cui vive Esther, con coraggio prende i libri e li nasconde. Ma Ana Maria è comunque sequestrata e Esther inizia la sua partecipazione attiva con le Madres de la Plaça de Mayo: ogni giovedì si ritrova con loro nella piazza e la percorrono insieme, in senso circolare, attorno alla piramide che si trova al centro, per circa mezz'ora, con un fazzoletto bianco in testa, per rivendicare la scomparsa dei figli. Fortunatamente Ana Maria viene rilasciata: Esther capisce che deve portare in salvo le sue tre figlie, prima in Brasile, poi in Svezia. Per lei invece l’esilio dura poco, vuole tornare a condividere il dolore delle Madres: “Resto qui, insieme a voi, finché non li riavremo tutti vivi”. Ma l’8 dicembre 1977 é arrestata con due suore mentre raccoglie fondi all’uscita di una chiesa. Dopo qualche giorno di detenzione è caricata su un aereo che, giunto sopra ilmare, apre il portellone gettando lei e le due suore nell'Oceano. Il cadavere di Esther é recuperato mesi dopo su una spiaggia argentina e riposa ora nel giardino della chiesa Santa Cruz a Buenos Aires.
Durante la visita in Paraguay (luglio 2015) papa Francesco incontra le figlie di Esther: “Non lo vedevamo da quando ci aveva restituito i libri della mamma”.
Dirà ancora Bergoglio:“Una donna con un buon senso dell’umorismo, una donna che mi introdusse al mondo della politica. Mi faceva leggere varie cose, gli articoli di Barletta, per esempio, ne parlavamo, li commentavamo. Devo molto a quella donna. Poi, con il fatto che io ero prete e tutto, rimanemmo amici”.
Bibliografia
Jorge Bergoglio-PAPA FRANCESCO-il nuovo papa si racconta-conversazione con Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti-Salani 2013 (El Jesuita-Buenos Aires 2010)
Osservatore Romano- Inserto mensile Donne Chiesa Mondo- I tanti colori della storia di Esther- Giulia Galeotti- Luglio 2015
Giornale del Popolo- Pietro Ortelli- Per capire meglio il pensiero di Bergoglio-3 ottobre 2015
Sitografia