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L'esercito ha sottoposto al tampone tutte le reclute e i quadri all'inizio della scuola reclute. Sono 38 quelli risultati positivi.
L’Esercito ha reso noto i dati relativi ai tamponi per il coronavirus effettuati sulle reclute e sui quadri all’inizio della scuola reclute. Dai test emerge che lo 0,3% di essi è risultato positivo al covid.
Il test è stato effettuato su 11’828 quadri e reclute “provenienti dalla vita civile entro le prime 48 ore successive alla loro entrata in servizio”, spiega l’esercito in un comunicato. “38 test hanno dato esito positivo, il che corrisponde a una quota dello 0,3%. I test (tampone nasofaringeo) sono stati valutati da un laboratorio civile. I militari che dovevano entrare in servizio e presentavano sintomi non sono entrati in servizio”.
“I test effettuati presso una categoria d'età specifica in tutta la Svizzera permettono alle autorità civili di farsi così una panoramica unica nel suo genere e mostrano uno spaccato della situazione su scala nazionale presso le persone in età d'obbligo di prestare servizio”, spiega l’esercito.
“Le persone risultate positive al test sono state trasferite dietro prescrizione medica nelle infrastrutture del servizio sanitario dell'esercito per un isolamento assistito della durata di dieci giorni. Ciascun caso positivo nonché i contatti stretti vengono tracciati sia nell'esercito che in contesto civile nell'ambito della gestione dei contatti, conformemente alle prescrizioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e in collaborazione con le autorità sanitarie cantonali. L'esercito ha introdotto delle severe misure di protezione nelle scuole reclute”.
Invece i 73 militari che hanno avuto contatti stretti con persone contagiate “sono stati messi in quarantena per dieci giorni e assistiti d'intesa con il medico di truppa. La quarantena viene svolta secondo le prescrizioni dell'UFSP in un settore separato dal resto della truppa. L'istruzione delle reclute rimane ulteriormente possibile in questo perimetro di quarantena”.