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<h2>SubmittedText<h2><p>Diversi Paesi, primi fra tutti la Cina e gli Stati Uniti, stanno nuovamente investendo grandi risorse nella tecnologia dei reattori nucleari a sali fusi e nella ricerca sui reattori al torio. Secondo gli esperti, in futuro queste tecnologie potrebbero svolgere un ruolo fondamentale per la produzione di energia. Anche alcuni ricercatori svizzeri stanno partecipando al loro sviluppo. Gli investimenti finanziari e gli interessi politici sempre più forti sottolineano l'importanza di queste tecnologie non solo in campo energetico ma anche a livello geopolitico. Si tratta di innovazioni capaci di dare una spinta decisiva alla politica energetica, soprattutto in materia di sicurezza e smaltimento delle scorie.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come evitare che la Svizzera trascuri questa possibilità di sviluppo, sia dal punto di vista della politica energetica sia della politica della ricerca?</p><p>2. Cosa pensa il Consiglio federale degli sviluppi in corso alla luce dei grandi progressi nella sicurezza resi possibili da queste tecnologie?</p><p>3. Negli ultimi anni i politecnici federali, l'Istituto Paul Scherrer, l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare, la SEFRI o altri servizi federali hanno organizzato viaggi, formazioni continue o eventi simili per conoscere meglio queste tecnologie?</p><p>4. Dato che un divieto tecnologico rappresenta in ogni caso un freno all'innovazione, in che misura la nuova legge sull'energia costituisce una minaccia per la ricerca e l'innovazione, di cui questo settore ha un grande bisogno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La tecnologia dei reattori nucleari a sali fusi appartiene alla quarta generazione dei reattori nucleari (Gen IV), di cui si occupa attualmente la ricerca di base. Anche se lo Stato investisse maggiori fondi grazie al sostegno internazionale l'Istituto Paul Scherrer (PSI) ritiene che ci vorranno ancora 20 anni di ricerca e sviluppo per poter commercializzare la tecnologia dei reattori nucleari a sali fusi. L'aumento degli investimenti internazionali permette di esaminare contemporaneamente diverse idee e strategie relative a questa tecnologia perciò gli investimenti degli altri Paesi non fanno concorrenza alle attività di ricerca della Svizzera. Alla luce di queste premesse rispondiamo come segue alle domande dell'interpellante.</p><p>1. Il Consiglio federale riferisce periodicamente all'Assemblea federale sull'evoluzione dell'energia nucleare tramite un rapporto di monitoraggio aggiornato periodicamente. La prossima edizione, a cura del PSI, dovrebbe essere pubblicata nell'autunno 2017. L'obiettivo del rapporto di monitoraggio è consentire alla Svizzera di condurre una politica della ricerca orientata alle tecnologie di punta del futuro.</p><p>Inoltre, per poter inquadrare le tecnologie dal punto di vista della politica energetica, il rapporto non si limita all'energia nucleare, ma comprende anche le tecnologie di produzione convenzionali e rinnovabili, analizzando il loro potenziale e ipotizzando l'andamento dei costi. I risultati confluiscono nel monitoraggio della Strategia energetica 2050, in particolare nel rapporto che il Consiglio federale sottopone ogni cinque anni all'Assemblea federale.</p><p>2. Il Consiglio federale segue gli sviluppi delle tecnologie di quarta generazione nell'ambito delle attività descritte nei punti 1 e 3.</p><p>3. Nel 2015 il Consiglio federale ha rinnovato per 10 anni la partecipazione della Svizzera al Forum internazionale sulla quarta generazione dei sistemi nucleari (Generation IV International Forum, GIF), permettendo così al nostro Paese di seguire l'evoluzione dei più innovativi sistemi di fissione nucleare. Uno dei sei sistemi di quarta generazione selezionati utilizza la tecnologia a sali fusi. Gli scambi all'interno del forum permettono alla Svizzera di mantenersi aggiornata sugli ultimi sviluppi in questo settore. Nel 2015 la Svizzera, rappresentata dal PSI, ha firmato il protocollo d'intesa (Memorandum of Understanding) sui reattori a sali fusi, la tecnologia finora più promettente.</p><p>Il PSI partecipa regolarmente alle conferenze e alle attività del GIF. A livello europeo l'8° programma quadro di ricerca (Orizzonte 2020) prevede un solo progetto (Samofar) con 11 partecipanti, tra cui il PSI, dedicato alla ricerca sui reattori a sali fusi. Inoltre, il PSI partecipa alle attività di ricerca internazionali nel settore all'interno della Nuclear Energy Agency dell'OCSE.</p><p>4. In fase di elaborazione della legge sull'energia si è cercato di non porre limiti alla formazione, all'insegnamento e alla ricerca. Queste attività continueranno a essere sostenute nell'ambito di tutte le tecnologie energetiche in Svizzera e a livello di cooperazione internazionale. I progetti nel campo della ricerca nucleare, quindi, non saranno trattati diversamente dal Fondo nazionale svizzero (FNS) rispetto a quelli degli altri settori di ricerca. Attualmente, ad esempio, vengono finanziati due progetti di dottorato presso il PSI che riguardano proprio la ricerca sui reattori a sali fusi.</p>  Risposta del Consiglio federale.