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Lilian Uchtenhagen, in una foto del 2003.
Keystone/EDI ENGELER(sda-ats)
L'esponente socialista zurighese Lilian Uchtenhagen è deceduta martedì, un giorno prima del suo 88esimo compleanno. I dirigenti del PS zurighese hanno confermato la notizia diffusa dalla NZZ online. Per Ruth Dreifuss se ne va "una donna dalle convinzioni profonde".
Lilian Uchtenhagen è stata protagonista, nel dicembre del 1983, del primo tentativo di far eleggere un donna in Consiglio federale: un tentativo bloccato dai partiti borghesi che al suo posto elessero a sorpresa Otto Stich.
Nata ad Olten (SO) il 7 settembre 1928, la Uchtenhagen ha iniziato la carriera politica nel 1970, con l'elezione nel consiglio comunale di Zurigo. Nel novembre del 1971, pochi mesi dopo la votazione che introdusse il diritto di voto e di eleggibilità a livello federale, è stata fra le prime donne a venire elette in Consiglio nazionale. Vi è rimasta fino al 1991.
Ha fatto parte del comitato direttivo dell'Associazione per il suffragio universale dal 1957 al 1973, è stata membro del consiglio di amministrazione di Coop Svizzera e presidente di Swissaid.
"Siamo riconoscenti a Lilian Uchtenhagen per il suo lungo impegno", scrivono in un comunicato comune il PS e le sezioni cantonale e comunale di Zurigo. Lascerà una traccia indelebile nel paesaggio politico svizzero.
Ruth Dreifuss: "grande signora della politica"
L'ex consigliera federale e collega di partito, Ruth Dreifuss, ha reso omaggio a una "grande signora della politica" ricordando alcune tappe del percorso di Lilian Uchtenhagen. Non si può ridurre la sua carriera alla sconfitta nell'elezione al Consiglio federale del 1983, ha detto.
Lilian Uchtenhagen ha fatto parte del "gruppo dei quattro" del partito socialista assieme a Helmut Hubacher, poi diventato presidente, ha spiegato Ruth Dreifuss all'ats. La zurighese ha avuto un ruolo di primo piano nel gruppo, vero "cervello" del partito negli anni 70-80. Era stata accusata di essere rigida, ma questo perché aveva profonde convinzioni socialiste, ha aggiunto.
L'insuccesso della sua candidatura per il Consiglio federale, dodici anni dopo l'introduzione del diritto di voto e di eleggibilità della donne, ha segnato una generazione. Per molte donne in Svizzera il rifiuto del Parlamento è stato uno schiaffo.
Lei "ha reagito con molta dignità" anche se aveva subito una campagna maschilista, ha proseguito l'ex consigliera federale. "Era tenace, ma la accusavano di essere testarda, Quando voleva portare a buon fine un dossier, la definivano autoritaria. Se mostrava il suo temperamento, le attribuivano l'aggettivo 'collerica'".
Dopo il 1983 questa donna impegnata "al servizio della popolazione" ha proseguito la sua carriera di consigliera nazionale. Viveva in coppia con lo psichiatra Ambros Uchtenhagen: "è lui che mi ha annunciato la notizia stamane", ha concluso Ruth Dreifuss.
sda-ats