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A Bienne, prima delle nove tappe del suo giro attraverso la Svizzera per la Festa nazionale, il presidente della Confederazione Ueli Maurer ha denunciato le "continue pressioni" straniere cui il Paese è sottoposto; "siamo come il pastore Davide di fronte al gigante Golia, ma la Svizzera non deve lasciarsi impressionare dalla taglia del suo avversario".
Siamo sotto ricatto, certe nazioni e organizzazioni internazionali non cessano di dirci come dobbiamo comportarci, ma "non bisogna cedere", secondo il ministro UDC, che ha fatto ricorso all'episodio biblico in cui un semplice pastorello munito solo di una fionda ha avuto la meglio su un gigante protetto dalla corazza, perché Davide "non sopporta l'umiliazione del suo popolo". L'episodio biblico porta con sé un insegnamento: "chi non ha paura davanti alla forza e alla grandezza può farcela".
Per molte nazioni, alcune anche piuttosto vicine a noi, le cose vanno sempre peggio, al contrario della Svizzera, ha detto Maurer. "Non si tratta di vantarsene, ma di essere orgogliosi di quello che il nostro piccolo Paese ha saputo raggiungere", anche se pure da noi "ci sono nuvole che si addensano all'orizzonte".
"Molti grandi Stati sono sorti e tramontati nel corso della storia, ma la piccola Svizzera è ancora qui. Questo deve renderci ottimisti, ha detto ancora Maurer, ammonendo: "non lasciamoci rinchiudere nelle stesse pesanti corazze degli altri Stati. Difendete la nostra libertà, il nostro benessere, la nostra patria!".
SDA-ATS