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BERNA - Sotto pressione per la gestione dell'inchiesta sulla FIFA, il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber passa al contrattacco.
Nel suo ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF) depositato a fine aprile, egli accusa di parzialità l'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC).
«I principi fondamentali dello Stato di diritto vengono gettati a mare», afferma Lauber, secondo estratti dell'appello citato dai giornali del gruppo Tamedia, che hanno visionato il documento di 70 pagine.
I membri dell'AV-MPC sono «di parte», continua Lauber, oggetto di un'indagine disciplinare per incontri segreti con il presidente della FIFA Gianni Infantino in relazione al procedimento riguardante la Federazione calcistica.
All'inizio di marzo l'AV-MPC aveva concluso che la somma delle violazioni commesse da Lauber è «considerevole». L'indagine condotta dal giudice federale Alexia Haine - dell'AV-MPC- aveva mostrato che Lauber ha violato in più occasioni i suoi obblighi di responsabilità in particolare riguardo agli incontri con Infantino nel 2016 e nel 2017. Aveva pertanto ordinato che lo stipendio del procuratore venga ridotto dell'8% per un anno. Contro questa decisione Michael Lauber si è appellato al TAF.
I rimproveri dell'AS-MPC sono pieni di «congetture, speculazioni e un costante disinteresse per tutti i fatti reali e le circostanze attenuanti», accusa Lauber, secondo quanto citato dai giornali. Chiede quindi che le sanzioni contro di lui siano revocate.
Il TAF dovrebbe pronunciarsi sul suo ricorso nei prossimi mesi. Lauber, dal canto suo, sarà ascoltato mercoledì dalla Commissione giudiziaria del Parlamento. La sua audizione sarà decisiva per l'avvio o meno di un procedimento di revoca nei suoi confronti.