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L'ottavo mese
Il bimbo gioca a nascondino e inizia a strisciare. È il momento di rendere la casa sicura per lui.
Il bimbo gioca a nascondino e inizia a strisciare. È il momento di rendere la casa sicura per lui.
Fino ad ora, il vostro bebè si rotolava più o meno involontariamente, come conseguenza di problemi di equilibrio, dalla posizione prona a quella supina. Adesso è in grado di girarsi consapevolmente. Dapprima gira le spalle, poi la parte inferiore del corpo. Il tutto avviene con l'aiuto delle gambe. Alcuni bambini, tuttavia, muovono dapprima il bacino e poi il busto. Ogni bambino ha una propria tecnica. Questo movimento volontario e consapevole dalla posizione prona a quella supina è una preparazione importante alla fase di gattonamento. Adesso riesce a stare a sedere con la schiena diritta e si appoggia con sicurezza di lato. Con un movimento rotatorio si mette in posizione prona e con le braccia distese passa a quella a carponi, semplicemente alzando un po' il sedere. Così inizia lentamente a strisciare, il livello che precede il gattonamento. Riesce a mettersi in ginocchio appoggiandosi a un mobile.
Questa nuova mobilità del bambino implica anche che, di quando in quando, si verifichino piccoli incidenti. Essi fanno parte dello sviluppo, anche se il cuore talvolta vi sobbalzerà per il panico, quando lo osserverete. Il bebè deve fare le proprie esperienze, perciò dovreste dargli tale possibilità e tenervi un po' in disparte. Ciò significa, tuttavia, che dovrete fare in modo che la casa sia sicura per il bambino.
Un'esperienza particolarmente bella per i genitori è il fatto che il vostro bambino adesso non si limita a percepire e a consumare, ma partecipa e reagisce. Ciò appare particolarmente evidente nel gioco. Il bambino partecipa attivamente, ad esempio, nel «gioco del cucù» ride di gioia se vi nascondete dietro una porta e poi riapparite con un sorridente «Cucù!». E se vi nascondete in modo da poter riapparire da due lati diversi, il bambino lo capirà velocemente e si metterà ad osserverà entrambi i lati. È anche interessante il fatto che tutto ciò che il bambino non vede non è presente. Ad esempio, se vi limitate a mettere le mani davanti al viso e poi le togliete dicendo «cucù!», per il bambino è come se foste state veramente via, in un'altra stanza. Funziona anche al contrario: se mettete una coperta leggera sopra la testa del bambino la strapperà via, e anche se non dirà proprio «cucù», sicuramente esprimerà qualcosa che per lui ha lo stesso significato. Con questo semplice gioco si possono intrattenere a lungo i bambini di otto mesi.
Sicuramente il vostro bambino ha già ricevuto da voi, dai vostri amici e parenti, animali di peluche e giocattoli. Ma lentamente emerge chiaramente quali sono i suoi giocattoli preferiti. Spesso si tratta di animali di stoffa, grandi o piccoli, in cui si vede l'uso intensivo che ne è stato fatto negli ultimi mesi. Se cerchiamo di togliergli questo giocattolo preferito riceviamo per risposta una chiara protesta. Sfruttate questo legame e mettetegli questo animale di stoffa nel letto, come amichetto che accompagna il bambino nel sonno e gli infonde sicurezza e senso di protezione.
Degli ottimi giocattoli per apprendere sono mattoncini e bicchieri che si possono sovrapporre, palle da far rotolare su e giù, e giocattoli che cambiano improvvisamente forma (libri pop-up). Il bambino trova particolarmente interessanti anche altri giocattoli, soprattutto quando si muovono, provocano piccoli rumori e si illuminano con vari colori.
Il vostro bambino studierà approfonditamente con le mani (e a volte anche con la bocca) il giocattolo. Quando un giocattolo cade o scivola dalle mani del bambino, egli lo indicherà con il dito e piangerà o si lamenterà finché non lo raccoglierete. Ma non fate grandi scene quando risollevate il giocattolo, altrimenti il bebè troverà più interessante l'esercizio sportivo della mamma che il giocattolo stesso, e ripeterà intenzionalmente il gesto. L'attenzione e l'interesse del bambino dovrebbero rimanere focalizzati sul giocattolo.
I bambini iniziano a questa età a scoprire fin dove possono arrivare, quali sono i loro confini. Sicuramente gli avrete già detto qualche volta che il telefono non è un giocattolo e che tirare i capelli fa male. Adesso il vostro bambino testerà qual è il limite fin dove può spingersi, oltre il quale lo riprenderete con il vostro «No no!». Non si tratta di disobbedienza o cattiveria, ma di semplice curiosità, e naturalmente anche del fatto che il bambino non ricorda più l'ultimo divieto che gli avete posto. Non resta altro che ripetere il «no» e passare oltre.
I consigli per la famiglia di Hello Family sono stati redatti in collaborazione con swissmom, il portale informativo su gravidanza, parto, neonati e bambini.