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(20.04.2011) Il considerevole aumento del numero delle prestazioni AI degli ultimi anni è dovuto all'incremento del numero di assicurati che presentano diversi fattori di rischio ed alla mancanza di sostegno per il reinserimento professionale. È quanto rivela il programma di ricerca sull'AI, che ha analizzato le cause di questa tendenza tra il 1990 ed il 2005.
L'accumulo di fattori biografici, socioeconomici e di rischi legati alla salute, in particolare tra le persone che soffrono di malattie psichiche e quelle provenienti dall'immigrazione, crea casi d'invalidità piuttosto complessi. L'assicurazione incontra difficoltà ad oggettivare la valutazione delle cause di queste malattie ed a calcolare la perdita di guadagno legata al progredire di tali casi.
Inoltre, il rapporto sottolinea che l'AI si concentra troppo sulla verifica del diritto alla rendita, invece di focalizzare sulle possibilità di reinserimento degli assicurati. Così, in certi casi, una rendita elevata viene percepita per lunghi periodi di tempo.
Secondo il rapporto si tratta di fattori propri all'AI che causano l'aumento delle rendite. Lo studio rivela tuttavia che fattori esterni - quali l'aumento delle malattie psichiche nei paesi industrializzati, così come la politica d'immigrazione e d'integrazione svizzera - assumono un ruolo importante nell'affiorare dei problemi riscontrati.
Il mantenimento dei posti di lavoro delle persone con problemi di salute esige una collaborazione con le imprese. La maggior parte di queste ultime accoglie favorevolmente tali misure e reputa che l'AI dovrebbe aumentare ulteriormente il suo aiuto al fine di mettere in piedi una vera e propria gestione del problema.
Il rapporto indica infine che i passaggi dall'assicurazione disoccupazione all'AI ("effetto porta girevole") non hanno contribuito in maniera sensibile all'aumento delle prestazioni AI e che l'instaurarsi di Servizi medici regionali (SMR) ha favorito il miglioramento delle decisioni relative alla concessione delle prestazioni.
Ultima modifica 08.09.2015