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Distribuzione secondo LICol
Cosa è considerato come distribuzione secondo la nuova legge?
Art. 3 cpv. 1 LICol e Art. 3 OICol definiscono con il termine distribuzione qualsiasi tipo di attività che mira a favorire l'acquisizione di quote di un investimento collettivo da parte di un investitore, tra cui:
- È considerata distribuzione di investimenti collettivi di capitale ogni offerta di investimenti collettivi di capitale e ogni pubblicità per investimenti collettivi di capitale (i) che non si rivolga esclusivamente agli investitori di cui all’art. 10 cpv. 3 lett. a e b LICol, ovvero (ii) che non rientri nelle fattispecie d’eccezione ai sensi dell’art. 3 cpv. 2 LICol;
- in tale ambito sono considerate distribuzione sia l’offerta, ossia la proposta effettiva di stipulazione di un contratto, sia qualsiasi forma di pubblicità, ossia l’impiego di mezzi pubblicitari di qualunque tipo il cui contenuto è finalizzato a offrire determinati investimenti collettivi di capitale. L’«offerta» o la «pubblicità» comprende qualsiasi tipologia di attività che persegue come scopo l’acquisizione di quote di investimenti collettivi di capitale da parte di un investitore;
- in linea di principio la natura e la forma dei mezzi utilizzati non hanno importanza. Come tali sono da considerarsi in particolare: i media stampati ed elettronici di qualsiasi tipo, come i giornali e le riviste periodiche, gli invii non sollecitati (direct mail), i prospetti, i fact sheet, le liste di raccomandazione e i documenti informativi indirizzati ai clienti di una banca o di un altro intermediario finanziario, le offerte indirizzate a intermediari finanziari (non classificati come investitori ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 lett. a e b LICol) per l’inoltro alla rispettiva clientela, le informazioni sulle possibilità di sottoscrizione di investimenti collettivi di capitale (ad es. indicazione del numero di valore, luogo di sottoscrizione), le conferenze stampa, il marketing telefonico, le chiamate non richieste (cold calling), le presentazioni (roadshow), le fiere finanziarie, i reportage sponsorizzati sugli investimenti collettivi di capitale, le visite a domicilio di intermediari finanziari di ogni genere, i siti Internet e le altre forme di e-commerce, i bollettini di sottoscrizione e le possibilità di sottoscrizione online, le e-mail;
- la distribuzione comprende anche le sue forme indirette. Di conseguenza, è classificata come distribuzione di investimenti collettivi di capitale segnatamente l’offerta o la pubblicità di «conti gestiti di fondi d’investimento». Questi ultimi sono caratterizzati dall’utilizzo, nel quadro di un piano prefissato, di investimenti collettivi di capitale e dall’assimilabilità, nel loro effetto economico, a un fondo di fondi (fund of funds) o a un fondo ad investimento strategico.
Le seguenti attività non sono considerate distribuzione ai sensi della LICol e OICol:
- la messa a disposizione di informazioni e l'acquisizione di investimenti collettivi di capitale avvenuta su richiesta o rispettivamente su iniziativa dell'investitore, in particolare nell'ambito di contratti di consulenza o della semplice esecuzione di transazioni;
- qualsiasi delle attività di cui sopra da parte di un gestore patrimoniale indipendente nell’ambito di un contratto scritto di gestione patrimoniale discrezionale, come definito dall'art. 3 cpv. 2 lit. b e c LICol o da un consulente d'investimento per gli investitori in virtù di un contratto di consulenza per gli investimenti, come definito dall'art. 3 cpv. 2 e art. 3 OICol.