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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha recitato un versetto del Corano prima dell'appello alla preghiera.
ISTANBUL - «Diverse migliaia» di fedeli si sono radunati dentro e attorno a Santa Sofia per la prima preghiera islamica da quando lo storico edificio è stato riconvertito da museo a moschea. Lo riporta Hürriyet Daily News. Le autorità prevedevano l'accesso di sole mille persone all'interno e nelle zone esterne del luogo di culto, in ossequio alle raccomandazioni anti Covid-19, ma molte altre si sono radunate nelle aree circostanti.
Molti indossavano le mascherine e hanno rispettato le distanze sociali, ma, almeno stando alle immagini, non sono mancati alcuni assembramenti. Come riporta Daily Sabah, fedeli entusiasti per lo storico evento sono giunti da tutta la Turchia. «I musulmani sono emozionati, tutti vogliono essere all'apertura», prevedeva ieri il governatore d'Istanbul, Ali Yerlikaya.
All'interno del luogo di culto grandi tappeti sono stati stesi a protezione del pavimento e in ossequio alla tradizione islamica e i mosaici cristiani sono stati temporaneamente coperti con tende od oscurati con apposite luci. Presente anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha recitato un versetto del Corano prima dell'appello alla preghiera.
La decisione di riconvertire Santa Sofia in moschea è molto controversa. Per i critici, l'edificio Patrimonio dell'UNESCO sarebbe dovuto rimanere aconfessionale, dopo essere stato per quasi mille anni una basilica cristiana (fino al 1453) e per quasi 500 una moschea. Nel 1934 era stato trasformato in museo dal fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Atatürk, ma il massimo tribunale amministrativo turco ha recentemente invalidato quella decisione. La riconversione è sempre stata propugnata dall'attuale presidente turco, l'islamista conservatore Recep Tayyip Erdogan.
Schinas: «Non un buon punto di partenza» - Ultimo di una lunga serie di figure pubbliche a esprimersi sulla riconversione, il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinasha messo in guardia, come riferisce l'ATS: «Come greco sono arrabbiato, oggi è un giorno complicato e penso che anche altri condividano il mio stato d'animo. Penso che la Turchia debba decidere quale posizione geopolitica avere e a chi vuole allinearsi. Se vuole lavorare con l'Europa sulla base dei nostri principi e valori quello che sta accadendo a Santa Sofia non è un buon punto di partenza».
«La vasta misericordia dell'Islam viene nuovamente mostrata al mondo» - È «un momento storico»: così Ali Erbas, il capo della Direzione turca per gli affari religiosi, ha invece definito la prima preghiera svoltasi dopo 86 anni a Santa Sofia riconvertita in moschea. «Oggi Hagia Sophia riacquista la sua congregazione», ha dichiarato come riporta l'ATS. «È guarita la ferita aperta» che si era creata e che si tratta di «un luogo in cui la vasta misericordia dell'Islam viene nuovamente mostrata al mondo», ha aggiunto. E questo perché Santa Sofia rappresenta «un simbolo di rispetto per la fede e la convivenza morale», un simbolo di «pace e tolleranza».