Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/44396

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Parlamento, il Consiglio federale e gli uffici preposti al controllo delle assicurazioni private non si devono fare prendere per i fondelli dagli assicuratori privati.</p><p>I conti sono presto fatti, in quattro anni, dal 1996 al 1999, con un portafogli diversificato secondo i regolamenti LPP i rendimenti annui (vedi Fondo Pictet LPP-25) sono stati tra l'8 e il 13 percento (siamo generosi: prendiamo il minimo dell'8 percento). Le fondazioni collettive che gestiscono i 140 miliardi di franchi delle PMI svizzere hanno pagato come da accordo il 4 percento (con un'aggiunta di un 1 percento medio per dimostrare di essere sensibili alla gente).</p><p>Quindi sui 140 miliardi di franchi gestiti dalle stesse fondazioni collettive la differenza non distribuita agli assicurati in soldoni fa 4,2 miliardi di franchi (3 percento di 140 miliardi di franchi) che moltiplicato per il periodo di 4 anni (1996-1999) preso in considerazione sono ben 16,8 miliardi di franchi.</p><p>Prima di abbassare il tasso di remunerazione della LPP al 3 o al 3,25 percento non sarebbe ora di fare chiarezza per sapere dove è andata a finire questa ingente somma che per quantificarla è superiore al 50 percento degli introiti fiscali annuali della Confederazione?</p><p>Pertanto si chiede:</p><p>Il Consiglio federale non crede di procedere con un'inchiesta prima di autorizzare gli assicuratori privati che gestiscono i fondi del secondo pilastro ad abbassare il tasso di remunerazione dal 4 al 3,25 percento così da fare chiarezza sui miliardi spariti dal 1996 al 1999 dalle fondazioni collettive?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le preoccupazioni evocate dalla presente interpellanza corrispondono a quelle che hanno dato luogo a diversi interventi parlamentari inerenti al tasso d'interesse minimo LPP e alla vigilanza degli istituti d'assicurazione. Il Consiglio federale rimanda al parere espresso riguardo alla mozione del gruppo ecologista 02.3400, in cui sottolinea che è necessario verificare, senza rinvii possibili, l'adeguamento del tasso d'interesse minimo a partire dal 1° gennaio 2003, visto il protrarsi della situazione negativa sui mercati finanziari e i dati esistenti sulle fondazioni collettive e sulle casse pensioni autonome. Il Consiglio federale, fermamente deciso a mantenere questa posizione, ha deciso il 23 ottobre di ridurre il tasso d'interesse minimo al 3,25 percento a partire dal 1° gennaio 2003.</p>  Risposta del Consiglio federale.