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Il numero AVS potrebbe diventare una sorta di "passepartout" in grado di rendere più efficienti e celeri i processi amministrativi. Dopo gli Stati, anche il Consiglio nazionale ha accolto martedì un progetto in tal senso del Consiglio federale. Il dossier è così pronto per le votazioni finali.
La modifica della legge sull'AVS risponde a una richiesta della Confederazione, dei cantoni e dei comuni. Sarà permesso l'uso sistematico di questo numero per svolgere compiti amministrativi. Ciò consentirà anche di essere più precisi e di garantire un'identificazione al 100% evitando ogni confusione, ha precisato Damien Cottier (PLR/NE) a nome della commissione. Stando al progetto, l'utilizzo di tale numero come identificatore personale permetterebbe di aggiornare in modo automatico, rapido e preciso gli attributi personali, quali cognome, nome o stato civile, e di ridurre l'onere amministrativo per il trattamento dei dati.
Con un unico elemento identificativo sarebbe possibile reperire la serie di dati giusta, per esempio se il cognome e il nome sono identici o nel caso di nomi con grafie diverse. Si possono inoltre evitare scambi d'identità che causano costose operazioni di correzione e spiacevoli conseguenze per gli interessati. Il messaggio governativo prevede un utilizzo più ampio e controllato del numero AVS, ciò che dovrebbe agevolare le autorità nello svolgimento dei loro compiti. Rimane escluso l'uso meramente privato.
Il Nazionale (dopo gli Stati) ha pure accettato una proposta di Marco Romano (PPD/TI) aggiungendo alla lista delle istituzioni autorizzate a utilizzare il numero AVS gli organi incaricati dell'esecuzione di controlli previsti da una convenzione collettiva di lavoro giuridicamente vincolante.
ATS/Swing