Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01134.jsonl.gz/1234

Nato in Cile il 4 ottobre 1949, Luis Sepùlveda è stato scrittore, giornalista, sceneggiatore, regista. Numerose sono le opere che ci ha consegnato, specchio di una lunga stagione d’impegno e d'avventura.
La vita
Nipote di un anarchico andaluso fuggito in Sudamerica per evitare la pena capitale, Sepúlveda ha condotto una vita di militanza, iniziata con l’adesione al Gap, la guardia personale del presidente cileno Salvador Allende.
Durante il golpe dell’11 settembre ’73 Sepúlveda si trovava nel palazzo della Moneda, dove Allende scelse di morire. Venne arrestato e torturato. Liberato grazie all’intervento di Amnesty International, non venne meno al suo impegno di Resistente, ingaggiandosi nella guerriglia, e finì nuovamente in carcere. Condannato all’ergastolo, vide la sua pena commutata in esilio, grazie nuovamente ad Amnesty International.
L’esilio lo portò quindi ad abbracciare la ribellione in altri paesi sudamericani. Nel ’79 partecipò alle Brigate internazionali Simon Bolivar, in Nicaragua. Ma ciò che più lo segnò, in questo fervente periodo d’esilio, fu l’esperienza in Ecuador, dove visse a diretto contatto con il mondo degli Indios, dai quali imparò l’essenza della libertà e il rispetto per i delicati equilibri del pianeta. Questa esperienza impregnò il suo destino di scrittore e di militante, non più solo in favore di un’idea, ma più in generale della natura, incessantemente saccheggiata e devastata. Da questa esperienza, anni più tardi, avrebbe tratto il libro di maggior successo internazionale, Il vecchio che leggeva romanzi d'amore.
Dopo la vittoria sandinista in Nicaragua, nel 1980 Sepúlveda si trasferì in Europa, beneficiando di un asilo politico in Germania. Lavorò dapprima come camionista sulla linea Amburgo-Istanbul, quindi come giornalista. Per Der Spiegel riferì sulla guerra in Angola. Le sue collaborazioni giornalistiche si estesero poi ad altri giornali e riviste internazionali, tra cui Le Monde Diplomatique. Nel 1982 entrò in contatto con l'organizzazione ecologista Greenpeace e fino al 1987 lavorò come membro di equipaggio su una delle loro navi.
Parallelamente continuò con l’attività giornalistica, che lo portò ad abitare per diversi anni tra Parigi ed Amburgo, senza comunque tralasciare del tutto il contatto con la natura primigenia che ritrovò nelle lande della Foresta Nera, dove affittò una baita isolata. L’amore per la natura lo indusse infine ad installarsi in Spagna, a Gijon nelle Asturie, dove ha vissuto sino agli ultimi giorni.
La scrittura
L’opera letteraria di Sepúlveda spazia fra numerosi generi: dai racconti ai romanzi, dalle favole alle storie per bambini, dai polizieschi alle trame di viaggio. Ma c’è una vena che accomuna tutti i testi dello scrittore cileno, ed è la vena ambientalistico-spirituale. Dal romanzo che lo consacrò al successo, Il vecchio che leggeva romanzi d'amore (libro che racconta una storia poetica ambientata nella foresta amazzonica), passando per Il mondo alla fine del mondo (romanzo dedicato ai pescatori dell'Antartide in cui vengono descritte le meraviglie della natura incontaminata, il fascino inevitabile delle balene che cantano e la follia distruttiva dell'uomo che non vuole ascoltare la voce del pianeta) per approdare infine alle sue favole (la storia della gabbianella, quella del gatto e del topo, quella della lumaca, quella del cane e l’ultima della balena): tutti i libri di Sepúlveda sono il frutto di una fervida militanza ecologica. Scrive Sepúlveda:
Da Guimaraes Rosa ho imparato che "raccontare è resistere" e su questa barricata della scrittura resisto agli assalti della mediocrità planetaria, la mostruosa proposta unica di esistenza e cultura che incombe sull’umanità alla svolta del millennio.
Raccontare è resistere. Vivere è resistere. Resistenza contro un mondo che muove in direzione opposta rispetto a quella che vorrebbe l’alleanza cosmica e la convivenza civile. Resistenza contro un mondo che sta distruggendo la Bellezza, lacerata e corrosa dal mito del Progresso. Resistenza contro un mondo che sta trasformando la natura in una risorsa da sfruttare e l’uomo in un mezzo da adoperare.
Contro questo mondo, Luis Sepúlveda in settant’anni di vita, ha eretto migliaia di pagine, nel tentativo di recuperare il valore della gratuità, della solidarietà, dell’amore senza tornaconti, del dono fine a se stesso che spezza la logica mercantilistica dell’Economia. E lo ha fatto con la convinzione che se si vuole salvare il pianeta, bisogna concepire tutti gli altri esseri (umani, animali, vegetali, minerali) non come oggetti da possedere e dominare, ma come bellezza da custodire, rispettare e onorare.