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Anche il PPD contro le due iniziative sull'AVS
Riuniti in assemblea a Lenzerheide, nei Grigioni, i delegati del Partito popolare democratico si sono espressi contro le due iniziative per un pensionamento flessibile a 62 anni e quella per risparmi nel settore militare.
Neppure il Partito popolare democratico ha accettato di dare un colpo di mano a socialisti e verdi che sostengono attivamente le due iniziative sull'AVS, destinate ad introdurre un pensionamento flessibile per uomini e donne a 62 anni di età. I delegati del PPD hanno seguito le raccomandazioni del consigliere federale, Joseph Deiss, che ha attirato l'attenzione dei suoi colleghi di partito sulle conseguenze finanziarie imprevedibili delle due iniziative.
L'iniziativa "per un'AVS flessibile - contro l'aumento dell'età di pensionamento per le donne" è stata respinta con 136 voti contrari e solo 22 favorevoli. Stessa sorte è toccata all'iniziativa "per un'età di pensionamento flessibile: dai 62 anni per uomini e donne", bocciata da 142 delegati contro 19. Un rifiuto massiccio che rappresenta una parziale sorpresa, dal momento che il PPD poteva essere considerato il partito più sensibile alle rivendicazioni della sinistra e dei sindacati in ambito di assicurazioni sociali.
Come era invece molto più scontato, nessun sostegno ha ricevuto neppure la cosiddetta "iniziativa ridistribuiva" lanciata dai socialisti, che chiede di ridurre le spese militari e utilizzare questi fondi per misure di politica sociale, di aiuto allo sviluppo e di promozione della pace. 150 i voti contrari a questa iniziativa che ha raccolto soltanto i consensi di 3 delegati. Pure respinta l'iniziativa Denner per una riduzione dei costi ospedalieri, mentre è stata invece approvata la nuova legge sul personale federale.
Sempre nel corso dell'assemblea, il presidente del partito, Adalbert Durrer, ha invitato l'Unione democratica di centro a presentare candidati "validi" dinnanzi all'Assemblea federale, per l'elezione del successore di Adolf Ogi in Consiglio federle. Il PPD, ha dichiarato Durrer, rifiuta già sin d'ora il suo appoggio a candidati "che non condividono i nostri valori fondamentali, che non praticano la cultura del dialogo e non sono pronti ad un compromesso".
Il presidente del PPD ha inoltre ribadito le minacce di un referendum contro il progetto d'interruzione della gravidanza, in discussione al parlamento. Durrer ha avvertito che il suo partito tenterà l'impossibile per far approvare dalle Camere il suo modello di protezione della gravidanza, con consultazione obbligatoria in caso di aborto.
swissinfo e agenzie
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