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Seul ha formalmente informato il Comitato olimpico della sua volontà di ospitare in collaborazione con Pyongyang, capitale dell'isolatissima Corea del Nord, le Olimpiadi estive del 2032. Questo nonostante il Cio non più di un mese fa aveva ribadito che è Brisbane il suo candidato prediletto per quell'edizione, tanto da aver annunciato l'intenzione di avviare un dialogo con gli organizzatori australiani.
Tuttavia, la municipalità della capitale sudcoreana oggi esortato il Comitato olimpico internazionale a riconsiderare la candidatura delle due Coree. L'idea di un piano congiunto era sbocciata nel corso di un vertice tra il presidente sudcoreano Moon Jae-in e il leader nordcoreano Kim Jong Un nel settembre 2018, quando i due Paesi stavano attraversando un periodo di distensione, secondo l'agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. Tuttavia, le due Coree non hanno più avuto contatti ufficiali da oltre due anni, e la scorsa settimana Kim Yo Jong, influente sorella di Kim Jong Un, aveva definito il presidente sudcoreano un «pappagallo allevato dagli Stati Uniti»,
L'offerta coreana congiunta sottolinea il potenziale di costruzione della pace che porterebbe l'organizzazione di un simile avvenimento. La Corea del Nord per il momento non ha commentato pubblicamente il rilancio della candidatura, proprio nel bel mezzo di relazioni molto fredde con il vicino meridionale. A differenza della Corea del nord, i sudcoreani hanno già ospitato due volte i Giochi: quelli estivi nel 1988 a Seul e quelli invernali a Pyeongchang, due anni or sono. In quest'ultima occasione, le delegazioni delle due Coree avevano marciato sotto un'unica bandiera.