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Il Parlamento di Zugo non vuole più che il proprio Cantone sia la "vacca da mungere della nazione". Se le Camere federali rifiuteranno nuovamente di ridurre l'importo versato dai cantoni "forti" nell'ambito della perequazione finanziaria, Zugo lancerà un referendum.
Per 67 voti contro 8, i deputati hanno accettato oggi una mozione sull'argomento del gruppo PLR. Il governo cantonale si è detto pronto a fare pressione per spingere all'azione i parlamentari di Berna.
All'origine della minaccia di referendum dei cantoni c'è il progetto di riorganizzazione della perequazione finanziaria federale. Il Consiglio federale propone di ridurre il contributo dei cantoni più ricchi fra il 2016 e il 2019: verserebbero annualmente 134 milioni di franchi in meno a quelli deboli, e la Confederazione verserebbe 196 milioni in meno.
Governo, e anche Consiglio nazionale, vanno nella direzione dei Cantoni finanziariamente forti, ma il Consiglio degli Stati si è già rifiutato due volte di alleggerire il loro carico. Il dossier sarà trattato nuovamente durante la sessione estiva.
Affinché il popolo svizzero si pronunci sulla perequazione, l'eventuale referendum di Zugo dovrebbe essere sostenuto da altri sette cantoni. Attualmente ci sono nove cantoni che versano denaro agli altri: lo stesso Zugo, Zurigo, Ginevra, Svitto, Basilea Città, Basilea Campagna, Vaud, Nidvaldo e Sciaffusa. Zugo cercherà alleati fra questi. Svitto dovrebbe convincersi facilmente, visto che il governo ha sostenuto una mozione simile.
Se dovesse concretizzarsi, si tratterebbe solo del secondo referendum dei cantoni dal 1874. Il precedente risale al 2003, quando 11 cantoni si allearono - vincendo - contro un pacchetto fiscale della Confederazione.