Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/31306

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito dei trasporti pubblici, dei servizi postali e delle telecomunicazioni, il </p><p>Consiglio federale ritiene molto importante creare condizioni quadro tali da permettere </p><p>alle rispettive aziende di affermarsi in un contesto liberalizzato e globale e di svilupparsi </p><p>in modo innovativo. Solo cosi esse potranno assicurare a lungo termine la fornitura di </p><p>servizi moderni, convenienti e di alta qualità alla popolazione del nostro Paese e </p><p>rafforzare l'attrattiva della piazza economica svizzera. Il fatto di concedere alle aziende </p><p>una maggiore libertà imprenditoriale affinché non risultino svantaggiate rispetto alla </p><p>concorrenza non significa in alcun modo che il Consiglio federale sia insensibile alle </p><p>eventuali ripercussioni sull'occupazione. Al contrario: nel caso in cui le necessarie </p><p>ristrutturazioni comportino ripercussioni negative sull'occupazione, il Consiglio federale </p><p>si impegna ad adottare, insieme alle aziende, misure adeguate per controbilanciarle. </p><p></p><p>In merito alle singole domande:</p><p></p><p>1. Ovviamente il Consiglio federale ritiene di avere una parte di responsabilità nel </p><p>garantire uno sviluppo economico equilibrato delle diverse regioni. Perché sia </p><p>assicurato su tutto il territorio nazionale un servizio di base sufficiente, nelle rispettive </p><p>leggi federali e ordinanze sono state create le necessarie basi legali e sono state </p><p>definite le eventuali regole di indennizzo. L'attuazione concreta avviene attraverso </p><p>concessioni, accordi e mandati di prestazione. Le FFS, per esempio, in base agli </p><p>obiettivi strategici fissati dal Consiglio federale per la FFS SA 1999 - 2002, oltre a vari </p><p>obiettivi finanziari ed economici, hanno ricevuto il mandato di tenere conto, nel quadro </p><p>delle loro possibilità economiche, delle esigenze di un'adeguata distribuzione a livello </p><p>regionale dei posti di lavoro.</p><p>Inoltre, per completare gli strumenti di politica regionale esistenti, il 23 agosto 2000 il </p><p>Consiglio federale ha approvato una serie di misure limitate nel tempo per </p><p>controbilanciare i possibili effetti negativi a livello regionale del processo di </p><p>liberalizzazione. Il piano d'azione, patrocinato in comune dalla Confederazione, dai </p><p>Cantoni e dalle aziende, poggia su cinque pilastri: intensificazione dell'attività di </p><p>collocamento; misure di formazione e perfezionamento mirate; incentivi per la </p><p>costituzione di imprese; intermediazione per la messa a disposizione di immobili, </p><p>surplus di superficie e altre infrastrutture economiche; impulsi per progetti turistici ad </p><p>alto valore aggiunto. Nel frattempo le Camere federali hanno approvato, nell'ambito del </p><p>preventivo di spesa 2001, i crediti richiesti dal Consiglio federale per l'attuazione di </p><p>questo piano.</p><p></p><p>2. Al 1° novembre 2000 le FFS occupavano a Yverdon 430 persone, 333 delle quali </p><p>nelle officine principali. A Yverdon vi sono inoltre 36 apprendisti e apprendiste, di cui 33 </p><p>nelle officine principali. Secondo lo stato attuale del progetto 'Redesign Servizio </p><p>materiale rotabile', le officine principali di Yverdon occuperanno nel 2005 ancora 250 </p><p>persone. Il venir meno delle attività di revisione dei carri merci sarà compensato dalla </p><p>concentrazione delle competenze per le nuove locomotive e automotrici. La qualità dei </p><p>250 posti di lavoro che rimarranno nelle officine di Yverdon sarà nettamente superiore a </p><p>quella dei posti attuali. </p><p>Le FFS non praticano il licenziamento per motivi economici. Con il progetto "chance", le </p><p>FFS assicurano alle persone colpite dalle misure di ristrutturazione la possibilità di </p><p>trovare al più presto un altro posto di lavoro all'interno o all'esterno dell'azienda. Il </p><p>relativo processo comprende un'analisi della situazione, un'offerta di consulenza, </p><p>misure di perfezionamento professionale individualizzate e incentivi alla mobilità di </p><p>carattere finanziario o temporale. Sono anche previste forme di aiuto per le </p><p>collaboratrici e i collaboratori che intendono avviare un'attività autonoma. Agli interessati </p><p>si richiede, in contropartita, flessibilità per quanto concerne il tipo di attività e il luogo di </p><p>lavoro.</p><p>Per rispondere ancora meglio ai bisogni delle regioni periferiche, le FFS hanno in </p><p>programma l'apertura di un'officina per l'apprendistato a Yverdon (come anche a </p><p>Erstfeld). Queste offcine dovranno essere gestite da organismi regionali che saranno </p><p>costituiti in collaborazione con le autorità cantonali e le aziende artigianali e industriali </p><p>locali. Ciò permetterà di offrire posti di apprendistato di buona qualità e al passo coi </p><p>tempi.</p><p>Del resto è anche compito della regione sviluppare altri progetti per poter usufruire al </p><p>più presto delle misure di accompagnamento federali di cui al punto 1.</p><p></p><p>3. Ciò che negli ultimi anni si è verificato nel settore delle telecomunicazioni dimostra </p><p>che le situazioni si sviluppano oggi con grande rapidità e in modo non facilmente </p><p>prevedibile per le aziende stesse. Col progredire del processo di liberalizzazione, le </p><p>aziende modificano la loro forma e la loro struttura. La capacità di reagire rapidamente </p><p>agli stimoli del mercato è essenziale ai fini della competitività. Al momento attuale non è </p><p>possibile prevedere con precisione lo sviluppo e la distribuzione futura dei posti di </p><p>lavoro, poiché vi sono ancora molti progetti da portare a termine.</p><p>Per quanto riguarda le singole aziende, è comunque possibile affermare quanto segue: </p><p>nel periodo 1990-2000, le FFS hanno soppresso in media circa 1000 posti di lavoro </p><p>all'anno; queste misure hanno toccato in modo particolare le regioni periferiche. Fino al </p><p>2004, si prevede di sopprimere altri 700-800 posti di lavoro all'anno, però con un minore </p><p>coinvolgimento delle regioni periferiche. Presso la Posta, fra il 1991 e il 1998 sono stati </p><p>soppressi mediamente circa 800 posti all'anno, tuttavia soprattutto negli agglomerati </p><p>urbani e non nelle regioni periferiche o di montagna. Dal 1999, in seguito al positivo </p><p>andamento del traffico, al rafforzamento del settore vendita e ai problemi legati </p><p>all'introduzione del nuovo sistema di distribuzione dei pacchi, si è registrato un </p><p>significativo, seppure temporaneo, aumento del numero di posti di lavoro. Per il </p><p>prossimo futuro si prevedono variazioni di scarso rilievo. A medio e lungo termine, </p><p>invece, si assisterà probabilmente ad un'ulteriore contrazione dell'organico della Posta, </p><p>e questo per svariate ragioni (ottimizzazione dei processi, liberalizzazione dei mercati </p><p>postali). Swisscom, infine, ha soppresso circa 4700 posti di lavoro fra il 1997 e il 2000. Il </p><p>processo di riduzione dei posti di lavoro è destinato a durare anche in futuro; 3000 posti </p><p>saranno probabilmente esternalizzati, ma mantenuti; altri invece saranno effettivamente </p><p>soppressi. Nel settore delle telecomunicazioni, la perdita di posti di lavoro in un'azienda </p><p>è generalmente compensata dalla creazione di nuovi impieghi da parte di altri operatori. </p><p>Nel quadro di questi mutamenti strutturali, si verifica però una certa centralizzazione </p><p>dell'offerta di lavoro.</p><p>Le aziende che adempiono un mandato di fornitura di un servizio universale </p><p>continueranno a mantenere una struttura decentrata, seppure ottimizzata. I progetti </p><p>delle FFS, come le officine per apprendisti di Yverdon ed Erstfeld o il Customer Contact </p><p>Center di Briga, o della Posta, come per es. i centri di elaborazione e servizio di </p><p>Postfinance a Bulle, Netstal e Bellinzona o il Call-Center Publi-car di Delémont, la </p><p>nuova Regione uffici postali e vendita a Landquart e il portale Yellowworld in Ticino, </p><p>dimostrano che le imprese continuano a sviluppare attività interessanti e orientate al </p><p>futuro anche nelle regioni periferiche.</p>  Risposta del Consiglio federale.