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BERNA - Il contributo per l'assistenza, destinato alle persone che ricevono un assegno per grandi invalidi e vivono a casa propria, è giudicato positivamente dalla grande maggioranza dei beneficiari. Il numero di persone che ricorrono a questo aiuto è aumentato negli anni raggiungendo quota 2324 nel 2018, stando a un rapporto intermedio dell'istituto Bass, pubblicato oggi.
Il contributo, che ha lo scopo di promuovere l'autonomia e favorire l'integrazione sociale, è stato introdotto nel 2012 nell'ambito della sesta revisione dell'Assicurazione invalidità (AI). Questo sostegno mirato permette ai grandi invalidi che desiderano vivere a domicilio e necessitano di un aiuto regolare di assumere una persona che fornisca loro assistenza. L'assicurato AI diventa quindi datore di lavoro e l'assistente è un suo dipendente diretto.
A sette anni dall'introduzione del contributo, il tasso di soddisfazione fra le persone interrogate raggiunge l'85% (molto soddisfatti, soddisfatti, in parte soddisfatti). In occasione del precedente sondaggio, pubblicato due anni fa, il tasso era del 75%. Inoltre quasi tre quarti dei partecipanti ritiene che la loro situazione sia nettamente o leggermente migliorata grazie al contributo per l'assistenza, mentre solo il 4% considera che vi sia stato un peggioramento.
Il numero dei beneficiari è aumentato ulteriormente negli ultimi anni passando da 1930 persone nel 2016 a 2324 nel 2018, con un incremento del 20% circa. «A 7 anni dalla sua introduzione, il numero di beneficiari della nuova prestazione non ha ancora raggiunto le 3000 unità pronosticate in media per la fase preliminare», sottolinea il rapporto. Se la crescita delle nuove richieste rimane costante, questa soglia sarà superata nel 2020.
Vi sono anche persone che cessano di percepire il contributo per scelta personale. I principali motivi evocati per la rinuncia sono il mancato riconoscimento dei familiari quali assistenti, l'onere amministrativo, la difficoltà nel trovare personale adeguato e problemi di salute.
Dall'analisi delle fatture rimborsate risulta che la mediana dei contributi effettivamente percepiti ammonta a 1287 franchi mensili, un importo nettamente inferiore agli aiuti massimi disponibili. Circa un quinto dei beneficiari fattura meno del 50% del contributo a cui avrebbe diritto, spiegano gli autori del rapporto. In media vengono utilizzati meno di tre quarti della somma a disposizione.
Per quanto riguarda i costi, le spese complessive ammontano a 56 milioni di franchi nel 2018, contro 44 milioni nel 2016. Le previsioni fatte al momento dell'introduzione del contributo calcolavano che nei primi 15 anni i costi annui medi si sarebbero attestati attorno ai 47 milioni di franchi. Finora i costi medi all'anno si situano a 37,4 milioni.