Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/242644

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Si è accertato in che modo la Svizzera possa fornire sostegno ai cinque Paesi con cui l'Ucraina confina a ovest, in risposta ai problemi emersi a seguito dell'aggressione russa?</p><p>2. In caso negativo, il Consiglio federale intende farlo?</p><p>3. In caso affermativo, quali sono i bisogni essenziali nei singoli Paesi e quanto rapido e ampio può essere il sostegno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Uno dei modi in cui la Svizzera ha reagito alla guerra in Ucraina è stato quello di fornire rapidamente aiuto umanitario sia in Ucraina che nella regione, aumentando gli aiuti fino a raggiungere una somma di 80 milioni di franchi. A tal fine, nella sessione estiva il Parlamento ha approvato la prima aggiunta B al preventivo per il 2022. Dei fondi stanziati, 20 milioni di franchi saranno utilizzati nei Paesi confinanti con l'Ucraina: 9 milioni in Moldova e il resto a livello regionale. L'attuazione avverrà a livello multilaterale e bilaterale come indicato qui di seguito.</p><p>- Il Piano regionale di risposta ai rifugiati (Regional Refugee Response Plan) dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR), che sostiene 2,4 milioni di profughi ucraini, è finanziato con un contributo di 5 milioni di franchi. Inoltre, la Svizzera sostiene l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) con 1 milione di franchi a favore di cittadine e cittadini di Paesi terzi che desiderano tornare volontariamente nel loro Paese d'origine. Altri 5 milioni di franchi, previsti dal credito quadro "migrazione" del secondo contributo svizzero, sono impiegati per fornire assistenza, attraverso un programma dell'OIM, ai profughi che si trovano nei Paesi dell'UE che confinano con l'Ucraina (regioni di confine di Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Repubblica ceca).</p><p>- In Moldova, che è un Paese prioritario della cooperazione internazionale della Svizzera, il programma di cooperazione viene costantemente adattato alle nuove esigenze. La Svizzera finanzia alloggi e servizi sanitari per i profughi stanziando 3 milioni di franchi svizzeri attraverso il fondo statale per gli aiuti d'emergenza. L'assistenza sanitaria viene rafforzata versando 3 milioni di franchi a favore dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e organizzando corsi di formazione per il personale sanitario. Vengono inoltre forniti impianti igienico-sanitari per i profughi e le famiglie ospitanti nonché materiale di supporto. Per l'attuazione del programma umanitario sul posto vengono messe a disposizione due esperte del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA): una per l'Ufficio di cooperazione e una per l'ONG Helvetas.</p><p>- Nella regione di confine della Polonia, un'esperta del CSA fornisce supporto nell'attuazione di un programma di trasferimento di denaro contante lanciato dall'ONG Caritas Svizzera. Inoltre, sono stati consegnati all'ACNUR 1800 teloni multiuso che offrono riparo a 10 000 persone.</p><p>- Nella regione di confine della Romania, la Svizzera ha consegnato all'ACNUR 180 tende invernali per la protezione dei profughi.</p><p>La Svizzera armonizza la propria azione con il dispositivo di crisi dell'UE, le agenzie delle Nazioni Unite e le Società nazionali della Croce Rossa per garantire un approccio coordinato. È inoltre impegnata anche in seno al Gruppo Banca Mondiale e alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, che sostengono la Moldova rispettivamente nell'assistenza ai profughi e nel campo della sicurezza energetica.</p><p>La Svizzera fornisce anche un sostegno in termini di politica migratoria:</p><p>- da maggio 2022, infatti, un esperto svizzero coadiuva l'Agenzia europea per l'asilo (EUAA) in Romania per un periodo di tre mesi;</p><p>- 500 sfollati ucraini che si trovano in Moldova saranno ospitati in Svizzera grazie a un programma coordinato dalla Commissione europea.</p><p>Per quanto riguarda l'attuazione del secondo contributo svizzero, la Svizzera sta conducendo colloqui con gli Stati membri dell'UE. Nell'ambito dei programmi di coesione vengono discusse anche misure di sostegno ai profughi. I programmi di coesione non hanno carattere umanitario e sono concepiti per il medio-lungo termine; i parametri di riferimento saranno disponibili nell'autunno del 2022.</p>  Risposta del Consiglio federale.