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LUGANO - Senza l'aggravante dell'intenzionalità, ma appiccato per motivi «inaccettabili». Si è concluso con due condanne il processo a carico del 23enne algerino che nel novembre dello scorso anno appiccò un incendio nella propria cella nel carcere della Farera. Il suo intento? Evadere una volta ricoverato in ospedale.
Per lui - riferisce La Regione - la Corte ha deciso quattro anni e mezzo da scontare: tre per i furti commessi in Ticino e Grigioni, il resto per i reati connessi all'episodio dell'incendio.
È stato condannato anche anche il 26enne marocchino (21 mesi) corresponsabile dei furti nella Svizzera italiana. La Corte non ha tuttavia ravvisato l'aggravante della banda. Entrambi, invece, sono invece stati entrambi prosciolti dai furti loro imputati in Romandia, basandosi sul principio dell'in dubio pro reo.
I due, ora, saranno espulsi, per dodici anni il 23enne, per dieci il 26enne. La Corte ha deciso di inserirli entrambi nel Sistema d'informazione di Schengen (Sis). Saranno così espulsi non solo dalla Svizzera, ma da tutti i Paesi che hanno sottoscritto i trattati di Schengen.