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Si restringe l'area delle massicce ricerche sottomarine, guidate dall'Australia, di un aereo della Malaysia Airlines, volo MH370 Kuala Lumpur-Pechino, misteriosamente scomparso con 239 persone a bordo l'8 marzo 2014, mentre volava in direzione opposta alla rotta.
Secondo il vice primo ministro australiano Warren Truss, il lavoro delle navi specializzate, attrezzate con raffinati droni subacquei, probabilmente si concluderà per il prossimo giugno. E intanto il numero di navi in cerca del relitto sarà raddoppiato da due a quattro, uno dei quali fornito dalla Cina.
La scomparsa del Boeing 777-200ER è diventata uno dei più grandi misteri nella storia dell'aviazione. Un flaperon dello stesso modello di aereo, trovato su una spiaggia dell'Isola di Reunion in luglio, avrebbe fornito la prima prova diretta che l'aereo è caduto in mare, ma non ne è stata trovata altra traccia.
La ricerca si è finora concentrata su un'area di fondo marino di 120 mila kmq nel remoto Oceano Indiano meridionale, al largo della costa occidentale dell'Australia. Sono stati passati al vaglio tre quarti dell"area calda' entro la zona di ricerca, per un totale di oltre 70 mila kmq, ha detto Truss, ricordando che le operazioni sono coordinate dall'ex comandante delle forze armate australiane Angus Houston.
SDA-ATS