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In relazione alla situazione sempre più preoccupante in Ucraina e alle ulteriori sanzioni adottate dall'Ue, il Consiglio federale ha deciso oggi di completare e rafforzare le misure interne per impedire l'aggiramento di simili restrizioni sul territorio svizzero. Il Governo, si legge in una nota odierna della Segreteria di stato dell'economia (SECO), vuole estendere inoltre ai beni militari speciali - velivoli d'esercitazione militari, simulatori ecc - la sospensione delle esportazioni di materiale bellico.
Con la decisione odierna, il Governo conferma la prassi seguita finora di non voler adottare le sanzioni decise da Ue e Stati Uniti nei confronti dei separatisti russi attivi in Ucraina e della stessa Russia, accusata di sostenerli.
Nelle intenzioni del Consiglio federale, tuttavia, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) dovrà elaborare ulteriori misure concrete per evitare l'aggiramento delle nuove sanzioni adottate da Bruxelles sottomettendole rapidamente alla decisione dell'Esecutivo.
Nell'ambito dei beni militari e di quelli a fini militari, permane la sospensione dell'autorizzazione per l'esportazione di materiale bellico in Russia e in Ucraina, sospensione che ora viene estesa ai beni militari speciali.
Nella nota della SECO si ribadisce la volontà della Svizzera, nel quadro della propria politica estera e in qualità di presidente dell'OSCE, di contribuire a una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina. Il Consiglio federale invita le parti interessate al buonsenso e al dialogo reciproco per evitare un'ulteriore inasprimento delle ostilità.