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In Australia vivono molte specie di canguri e wallaby (canguri di taglia più piccola). Tutte si riproducono in modo differente dagli altri mammiferi. Sono, infatti, marsupiali. Se la maggior parte dei mammiferi si sviluppa nell’utero materno nutrendosi attraverso la placenta, nei marsupiali questo non avviene. Gli embrioni di queste specie restano solo per poco tempo nell’utero. Alla nascita sono minuscoli e, per completare la loro crescita, devono raggiungere la tasca che la madre ha sul ventre trascorrendovi molti mesi.
Quando nasce, il canguro grigio è piccolo quanto un fagiolo, cieco, nudo e appena abbozzato. Solo la bocca e le zampe anteriori sono complete. Fino al 1960 nessuno studioso era riuscito a capire come facesse un essere così immaturo a compiere il lungo tragitto fino al marsupio. Oggi, grazie a filmati e a minuscole telecamere, si sa che il “fagiolino” si arrampica tenacemente afferrandosi con la bocca e le zampe alla pelliccia della mamma e raggiunge il marsupio e il sospirato latte materno a tempo di record: in tre minuti appena!
Il piccolo canguro resta nel marsupio per più di 8 mesi, negli ultimi tempi saltandone fuori per poi rientrare quando è stanco. Intorno ai 9-10 mesi il cucciolo esce definitivamente dal marsupio, ma la mamma continua ad allattarlo per altri 6 mesi. Se nel frattempo nascesse un fratellino e la “tasca” fosse occupata?
Niente paura, mamma canguro dispone di latte a sufficienza per entrambi! Un’accortezza: il cucciolo più grande mangia infilando solo il muso nel marsupio.
Il canguro grigio pesa circa 100 chili ed è alto in media 1,8 metri, ma non è raro incontrare canguri di 2 metri. Procede saltando sulle lunghe zampe posteriori e in corsa raggiunge e supera i 48 chilometri orari. Il canguro compie balzi lunghi 8 e alti 3 metri. Vive in piccoli branchi e si nutre soprattutto di notte, dedicando le ore del giorno al riposo.
Il canguro grigio, a differenza di altre specie che possono fare a meno di bere spesso, ha bisogno di acqua quotidianamente. Vive nelle zone boscose e nelle foreste aperte nutrendosi della vegetazione. Il suo cugino canguro rosso, invece, predilige le praterie e i pascoli aperti dove bruca l’erba. Ambedue le specie vengono cacciate per il commercio di pelle e carne. Negli ultimi anni, a causa della siccità, molti canguri si avvicinano alle abitazioni, provocando danni. Lo stesso governo sta valutando se abbatterne un certo numero per ridurre i “disagi”. Scelta che si spera venga rivalutata.
Quando sentiamo “canguro” pensiamo subito al più grande e famoso della specie. In realtà ne esistono circa 60 specie. Se da una parte il numero dei grandi canguri cresce, dall’altra ci sono i cugini più piccoli che invece sono a rischio estinzione, come i canguri arboricoli. “Purtroppo – spiegano i colleghi del WWF Australia – i piccoli sono poco conosciuti e quindi poco protetti. Molte persone non sanno nemmeno che esistono. Queste specie stanno lottando per la sopravvivenza”. Sono tanti i rischi che stanno portando al declino dei piccoli canguri e wallaby: i cambiamenti climatici, la perdita di habitat e come se non bastasse, ci sono gatti selvatici e volpi (animali introdotti) che li cacciano.
I canguri arboricoli, a differenza delle altre specie, hanno quattro arti quasi uguali, questo perché si sono adattati alla vita arboricola. Ne esistono quattordici specie e vivono nelle foreste pluviali dell’Australia, in Indonesia e Nuova Guinea. La maggior parte vive nelle foreste montane del Queensland nel Nord-Est dell’Australia, ma altre si trovano anche nelle foreste di pianura. La classificazione è ancora incerta, a causa della variabilità nel colore del mantello e delle dimensioni. Incerto anche il numero delle varie specie, visto che i canguri sono animali piuttosto timidi.
I canguri arboricoli sono tendenzialmente solitari tranne che nel periodo degli accoppiamenti, dove le interazioni tra maschi e femmine sono più frequenti. I cugini più grandi, pur essendo timidi, vivono invece in gruppi molto più ampi, senza una gerarchia precisa.
Le maggiori minacce per i canguri arboricoli sono dunque la perdita di habitat forestale e la caccia per quanto riguarda le specie che vivono in Nuova Guinea. Il WWF ha dato il via a una serie di campagne per fermare la deforestazione.
Pur essendo piccoli e meno conosciuti dei cugini grandi, i canguri arboricoli svolgono un importante ruolo per quanto riguarda la biodiversità. La perdita di habitat è dovuta all’avanzare delle piantagioni di caffè, riso e cereali che richiedono spazio. Inoltre, le popolazioni locali della Nuova Guinea cacciano questi esemplari per mangiare o vendere la carne.
In Australia vivono solo due specie di canguri arboricoli: il canguro di Lumholtz e quello di Bennett. Si trovano nella foresta tropicale della Penisola di Cape York, nel Nord Queensland, ed entrambe sono ora minacciate dal taglio delle foreste per il legname.