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La Biblioteca nazionale svizzera viene istituita alla fine dell’Ottocento. Nella stessa epoca nasce l’esperanto, lingua artificiale di matrice umanistica, che tra i suoi pionieri annovera anche alcuni svizzeri.
Nel 1887, Ludwik Lejzer Zamenhof, medico polacco, pubblica sotto lo pseudonimo di Dr. Esperanto l’opera La langue internationale, che getta le basi dell’esperanto. Si tratta di una lingua artificiale facile da imparare che non fa capo ad alcun Paese e che è intesa ad unire i popoli e a diventare la lingua franca per la comunicazione internazionale. Esistono anche altri idiomi «costruiti», ma l’esperanto è quello più utilizzato: oggi conta circa due milioni di parlanti sparsi in 120 Paesi, tra cui anche la Svizzera.
I pionieri svizzeri
In Svizzera la prima pubblicazione sull’esperanto risale al 1899. Si tratta di un rapporto sulla questione della lingua internazionale redatto dal filosofo ginevrino Ernest Naville. Grazie a lui Edmond Privat e Hector Hodler, figlio del celebre pittore Ferdinand Hodler, scoprono l’esperanto e lo imparano. Siamo nel 1903 e i due futuri pionieri, compagni di collegio a Ginevra, hanno rispettivamente appena 14 e 16 anni. Cominciano a visitare regolarmente Naville e pubblicano il giornale Juna Esperantisto. Nello stesso anno viene fondata la Società Esperantista Svizzera, che pubblica da subito la propria rivista Svisa espero.
Tre anni dopo, nel 1906, Hodler e Privat organizzano a Ginevra il secondo congresso internazionale degli esperantisti, alla presenza di Zamenhof. Vi assiste anche René de Saussure, esperantofono, matematico e fratello del linguista Ferdinand de Saussure. Il suo studio sulla formazione delle parole, svolto in collaborazione con il fratello, è fondamentale per l’esperanto.
Nel 1908 Hector Hodler fonda l’Universala Esperanto-Asocio (UEA), che oggi ha sede a Rotterdam. Durante la prima Guerra Mondiale, su iniziativa di Hodler, l’UEA organizza numerose azioni di mutuo soccorso. Nel 1920 Hector Hodler muore di tubercolosi all’età di 32 anni. Nel 1922 Pierre Bovet, psicologo e pedagogista neocastellano, organizza a Ginevra la prima conferenza internazionale sull’insegnamento dell’esperanto, con l’obiettivo di ottenerne un riconoscimento pedagogico e l’insegnamento nelle scuole. Negli anni Trenta le aspirazioni degli esperantisti si scontrano con l’ascesa del nazionalismo, sfociata poi nella seconda Guerra mondiale.
Radio Svizzera Internazionale
Nel 1946 Arthur Baur, giornalista e linguista zurighese, lancia con Edmond Privat un programma in esperanto alla Radio Svizzera Internazionale di Berna. Dopo la morte di quest’ultimo nel 1962, la moderazione dei programmi in esperanto è affidata a Claude Gacond, finché nel 1992 non vengono soppressi per motivi economici. Nella stampa svizzera l’esperanto non trova molto spazio o viene presentato in maniera negativa, finché nel 1954 l’UNESCO non adotta una risoluzione in suo favore.
La Chaux-de-Fonds centro nevralgico dell’esperanto
Nel 1967 Claude Gacond e l’allora direttore della biblioteca civica di La Chaux-de-Fonds Fernand Donzé, con il sostegno della Società Esperantista Svizzera, fondano il Centre de documentation et d’étude sur la langue internationale (CDELI). Frutto del recupero di una raccolta archivistica in esperanto, iniziata da Gacond già nel 1954, il CDELI è oggi uno dei tre più grandi centri di ricerca in questo settore, insieme al Museo internazionale dell’Esperanto di Vienna e alla Biblioteca Hector Hodler di Rotterdam. Organizza corsi di esperanto e ha curato un’importante mostra sull’esperanto e l’interlinguistica in Svizzera, presentata alla Biblioteca nazionale svizzera nel 1979. A La Chaux-de-Fonds si trovano anche il Centro Culturale Esperantista e l’archivio Edmond Privat, conservato presso la biblioteca civica.
Negli anni Duemila l’esperanto ha conosciuto una nuova fioritura grazie a Internet e ai corsi online. In occasione del centenario della morte di Hector Hodler, che ricorre quest’anno, gli Archives Jura Brüschweiler di Delémont, che ne conservano il fondo, pubblicheranno un libro e organizzeranno una mostra itinerante in suo onore. Sarà una buona occasione per scoprire l’esperanto attraverso lo sguardo di un uomo di pace che si è identificato e dedicato per tutta la vita alla lingua universale.
Programma in esperanto di Radio Svizzera Internazionale
Nella collezione di pubblicazioni associative della BN
Svisa Esperanto Societo: Segnatura BN: V Schweiz 923
Bibliografia e fonti
Ultima modifica 09.11.2020