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STRESA – Luigi Nerini, Enrico Perocchio e Gabriele Tadini sono i tre arrestati per la tragedia del Mottarone, a Stresa, dove sono morte quattordici persone dopo il crollo della funivia. C'è la mano umana, "un errore consapevole" – come lo chiamano i magistrati - dietro alla sciagura. Ora, a distanza di qualche giorno, sta emergendo la verità. I freni d'emergenza sono stati appositamente tolti, per evitare disservizi e quindi continuare a incassare i soldi dei turisti.
I tre uomini sono accusati di "rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro". Un reato che prevede fino a dieci anni di reclusione in caso di morti e feriti. Tadini, capo servizio, ha ammesso di aver "deliberatamente e ripetutamente inserito i forchettoni blocca freni".
L'impianto, nei mesi scorsi, aveva registrano una serie di anomalie che facevano scattare i freni d'emergenza. Le riparazioni non erano servite a nulla. L'ultima era stata fatta il 3 maggio. Da qui la scelta di "evitare disservizi e blocchi. C'era bisogno di un intervento che richiedeva un lungo stop, sinonimo di un grave danno economico".
Durante le interrogazioni, Tadini ha spiegato che Nerini e Perocchio "erano a conoscenza della situazione e avallavano la scelta". Per circa un mese, la cabina è stata una roulette russa per chi ci ha viaggiato. "Questo sistema – si legge negli atti di confessione – andava avanti da circa un mese".