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PandemiaVaccini, malgrado i ritardi nelle forniture l'UFSP rimane fiducioso
pab / ATS
20.4.2021
Il consueto punto stampa degli esperti dell'Ufficio federale della salute pubblica (UFSP) sulla situazione pandemica in Svizzera è stato incentrato sulla campagna di vaccinazione. Per Nora Kronig, responsabile della divisione internazionale dell'UFSP, malgrado i ritardi nelle consegne, gli obiettivi della campagna vaccinale restano validi.
pab / ATS
20.4.2021
Patrick Mathys, capo della sezione di gestione delle crisi e della cooperazione internazionale dell'UFSP, ha aperto la conferenza stampa indicando che la settimana scorsa il numero di nuovi casi di Covid era stagnante, ma da Pasqua il volume dei test è diminuito notevolmente, di ben un terzo.
Il valore di riproduzione R è di 1,1, di conseguenza, siccome una persona infetta ne contagia a sua volta più di una, il numero di casi è destinato ad aumentare esponenzialmente.
L'UFSP, ha continuato Mathys, sostiene il monitoraggio delle acque reflue dell'azienda Eawag. Mathys indica le cifre di Zurigo, dove esiste una crescente discrepanza tra i virus rilevati nelle acque reflue e il numero effettivo di casi. Con il cambiamento del regime di test, il numero di casi rilevati potrebbe essere troppo basso. Tuttavia, questo è solo il caso di Zurigo, mentre le cifre a Losanna, anche raccolte da Eawag, sono diverse.
Più casi tra i giovani, anche gravi
Mathys ha anche fatto il punto sulle fasce d'età colpite dal virus: ci sono più casi tra i giovani, mentre l'alta copertura vaccinale ha un effetto sulle persone anziane. L'aumento si riscontra soprattutto tra la popolazione mobile e attiva e tra i giovani. E ciò è probabilmente dovuto alla variante britannica.
Anche tra i ragazzi si constata un numero crescente di casi gravi, e le persone tra i 40 e i 59 anni sono attualmente le più soggette a venir ricoverate e a finire nelle cure intense. Secondo Mathys questo si potrebbe spiegare con il fatto che le persone più giovani aspettano troppo tempo prima di recarsi da un medico, con il risultato che finiscono direttamente nelle cure intense. Chiunque si senta male dovrebbe cercare un trattamento in tempo utile, esorta Mathys.
Domina la britannica
La variante britannica è responsabile di quasi la totalità di casi, a tal punto che, ha sottolineato Mathys, a partire dalla prossima settimana non sarà più designata come «variante preoccupante». La variante brasiliana, invece, è stata rilevata solo sporadicamente.
La situazione si è stabilizzata, ma rimane fragile. Le vacanze di Pasqua non hanno avuto un impatto negativo finora. In conclusione, Mathys invita tutti a continuare a contribuire per mantenere la stabilità: «Per favore, continuate a fare attenzione».
Bolte descrive la procedura di esame della domanda di Roche. Non è stata ancora concessa alcuna autorizzazione alla commercializzazione, ma il contesto è importante. Si trattava di agenti terapeutici di cui avrebbero beneficiato pazienti già malati, una cura quindi, non un trattamento preventivo (come è invece il vaccino ndr.).
Moderna consegnerà 200'000 dosi in meno a maggio
La parola passa a Nora Kronig, responsabile della divisione internazionale dell'UFSP, che annuncia che questa settimana verrà superato il traguardo delle tre milioni di dosi di vaccino in Svizzera.
Tuttavia, continua Kronig, Moderna ha informato l'UFSP che riceverà 200’000 dosi in meno a maggio, dosi che saranno però consegnate a giugno. Nel complesso quindi l'azienda segue la tabella di marcia prevista per il secondo trimestre. Anche se i rifornimenti incostanti creano delle incertezze, «siamo sulla buona strada», assicura Kronig.
L'obiettivo di vaccinare tutti coloro che lo desiderano entro la prima metà dell'anno, dando il via alla vaccinazione di massa a maggio, viene mantenuto, ha specificato Kronig, che ha spiegato come proprio da quel mese si avrà un aumento importante nelle forniture. Tuttavia, l'esperta sottolinea che il progresso nelle vaccinazioni dipende da molti fattori.
Il problema con AstraZeneca
Kronig si dice soddisfatta del fatto che ci sia una domanda di autorizzazione all'immissione in commercio di Curevac e che si stiano aspettando i risultati della revisione di Swissmedic sul vaccino di Astrazeneca.
Claus Bolte di Swissmedic aggiunge, a proposito di Astrazeneca, che il problema non è il lavoro all'ufficio di registrazione, anche se alcuni colleghi hanno già fatto abbastanza straordinari per poter prendere tutto l'anno di riposo. AstraZeneca ha presentato la prima domanda, ma Swissmedic è ancora in attesa di dati e documentazione sufficiente per decidere in merito all'approvazione.
Anche i bimbi andrebbero vaccinati
Christoph Berger, responsabile della Commissione federale per le vaccinazioni (CFV) sottolinea il buon effetto della campagna vaccinale. Nuovi dati hanno portato a un aggiustamento delle raccomandazioni per l’immunizzazione. Per esempio, le donne incinte con un rischio particolare o un rischio elevato di esposizione dovrebbero ricevere una vaccinazione. Coloro che si sono già malati di Covid dovrebbero ricevere una sola dose sei mesi dopo.
La CFV propone un programma di vaccinazione graduato per età. I casi gravi sono rari e si sa ancora troppo poco sull'effetto della vaccinazione nei bambini. Ciononostante, secondo Berger, anche i bambini dovrebbero essere vaccinati il prima possibile.
«È nelle nostre mani»
Martin Ackermann, capo della task force presenta i possibili scenari di come la pandemia potrebbe svilupparsi in Svizzera. Le curve potrebbero aumentare rapidamente, dice Ackermann. Il numero di persone infette e ospedalizzate potrebbe crescere molto velocemente. Dipende anche dalla rapidità con cui verranno effettuati vaccinazioni e test. La seconda fase della vaccinazione sarà determinata dall'organizzazione logistica.
Inoltre, il rispetto delle regole di base continua ad essere centrale, ricorda Ackermann. Durante le attività al chiuso, la gente deve sempre indossare una mascherina e areare regolarmente, ha ricordato. «Sta a noi decidere come affrontare queste riaperture», ha continuato Ackermann. La Svizzera con le riaperture sta correndo un rischio, sottolinea, il quale deve essere gestito bene.
«Le misure di protezione devono essere rispettate»
Rudolf Hauri, presidente dell'Associazione dei medici cantonali, ricorda che le vaccinazioni sono arrivate molto più velocemente e sono andate molto meglio del previsto. Le fluttuazioni nella fornitura hanno portato a un costante cambiamento nella programmazione, poiché non tutte le dosi potevano essere inoculate immediatamente.
Anche Hauri ha ribadito l'importanza di seguire le misure di protezione che ormai conosciamo.
Sono le stesse misure che già seguite con costanza e diligenza e che hanno impedito, sottolinea Patrick Mathys incalzato da un giornalista, al numero dei nuovi casi di raddoppiare come egli stesso aveva invece predetto tre settimane fa, il 30 marzo. Il fatto che le nuove infezioni siano cresciute «solo» dell'11% è da attribuire, secondo Mathys, proprio al comportamento della popolazione e all'osservanza delle regole di igiene e di distanza.
Nel corso delle ultime 24 ore sono stati trasmessi i risultati di 23'812 test, indica l'UFSP. Il tasso di positività è dell'8,99%. Sull'arco di due settimane, il numero totale di infezioni ha raggiunto quota 28'690. I casi per 100'000 abitanti negli ultimi quattordici giorni sono 332. Il tasso di riproduzione, che ha un ritardo di una decina di giorni sugli altri dati, si attesta a 1,10.
Sono stati registrati 29 nuovi casi nei Grigioni nelle ultime 24 ore, dove non si segnalano ulteriori decessi legati al Covid-19. Il bilancio complessivo da inizio pandemia fa stato di 12’375 infezioni confermate e 184 morti.