Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/61994

<h2>SubmittedText<h2><p>Oggi i mezzi di comunicazione riportavano la notizia dell'intenzione, da parte del presidente degli Stati Uniti George Bush, di proporre il suo segretario aggiunto alla Difesa Paul Wolfowitz per la carica di presidente della Banca Mondiale. In questo modo, gli Stati Uniti candiderebbero il fautore di una guerra insensata, che ha portato alla morte centinaia di cittadini dei Paesi loro alleati e decine di migliaia di iracheni. È opportuno che una personalità conosciuta per essere un falco, favorevole alla linea dura, venga posta alla guida della Banca Mondiale? Per occupare tale carica non è dunque necessaria nessuna particolare qualifica?</p><p>- Come valuta il Consiglio federale la proposta in questione?</p><p>- Quali sarebbero le possibili conseguenze, per la Svizzera e per il mondo intero, se questa persona fosse effettivamente nominata?</p><p>- Il Consiglio federale come pensa di contrastare tale proposta?</p><p>- Quali passi intende intraprendere il Consiglio federale per contribuire ad una riforma della Banca Mondiale che renda democratica l'assegnazione delle cariche di questa istituzione?</p><p>- Il Consiglio federale come può garantire che i capitali svizzeri verranno gestiti con professionalità dalla Banca Mondiale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dopo un attento esame della nomina di Paul Wolfowitz, il Consiglio federale ha deciso di sostenerne l'elezione. Esso ritiene che Paul Wolfowitz si impegnerà in favore della lotta alla povertà e del multilateralismo, nel rispetto della strategia che la Banca Mondiale ha seguito finora. La sua elezione - da parte dei direttori esecutivi della Banca Mondiale - è avvenuta all'unanimità: d'altra parte, non sono state inoltrate altre candidature oltre la sua.</p><p>Dopo diversi colloqui tra il sig. Wolfowitz e i direttori esecutivi della Banca Mondiale, e in seguito ad un incontro con i governatori europei della Banca Mondiale, avvenuto il 30 marzo a Bruxelles, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che il nuovo presidente avrebbe proseguito con l'attuale linea di orientamento della Banca Mondiale. Negli ultimi dieci anni, quest'ultima ha intrapreso un significativo processo di trasformazione ed apertura, a cui gli stessi Stati Uniti hanno contribuito in misura importante. Inoltre, i rapporti di voto nel consiglio di amministrazione - gli Stati Uniti detengono soltanto il 16 per cento dei diritti di voto - e la funzione di sorveglianza che esso esercita permanentemente, limitano il rischio che singoli Stati favoriscano i loro particolari interessi. Oltre a ciò, il Consiglio esecutivo e i governatori sono coinvolti attivamente nelle attività di sviluppo della Banca Mondiale.</p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui, quando si tratta della dirigenza delle più importanti organizzazioni internazionali, le scelte operate in un'ottica prevalentemente politica risultano problematiche e difficilmente conciliabili con il mandato di rafforzamento della governabilità mondiale. Tuttavia, si tratta di un problema che non riguarda soltanto la Banca Mondiale, bensì concerne tutte le organizzazioni multilaterali. Per questa ragione - in rapporto alla nomina del sig. Wolfowitz - il capo del DFE ha invitato il direttore esecutivo svizzero ad impegnarsi, affinché i principi che regolano la nomina dei dirigenti delle istituzioni di Bretton Woods siano oggetto di una discussione di fondo. Ciò allo scopo di renderli più trasparenti ed aperti, analogamente a quanto la Svizzera ha già realizzato di recente, in occasione della nomina della dirigenza del FMI.</p><p>Grazie al seggio che essa occupa nel consiglio di amministrazione e alla sua partecipazione ai negoziati per la ricostituzione dell'Associazione internazionale per lo sviluppo (IDA), la Svizzera può influire sulle attività della Banca Mondiale esercitando così un controllo sull'uso dei fondi messi a disposizione dal nostro Paese. A tale riguardo, la Svizzera si è pure impegnata per migliorare la verifica dei risultati ottenuti dalla Banca Mondiale e dell'efficacia della sua attività, e per una ripartizione dei fondi IDA basata sul rendimento. Il Consiglio federale ritiene che i sistemi di controllo e di valutazione della Banca Nazionale rispondano alle massime esigenze e garantiscano un uso opportuno del denaro svizzero.</p>  Risposta del Consiglio federale.