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BERNA - Il Partito liberale radicale, accaparrandosi i due ultimi seggi vacanti al secondo turno svoltosi oggi a Zurigo e Argovia, è diventato il partito meglio rappresentato al Consiglio degli Stati, ex-aequo con il PPD. I due partiti hanno entrambi 13 seggi, seguiti poi dal PS con 12 seggi, mentre l'UDC ne ha solo cinque, sei se ci conta l'indipendente Thomas Minder (SH).
Hansjörg Knecht (UDC), favorito ad Argovia, non è riuscito a guadagnare un seggio. Come già nel 2011, l'UDC non è riuscita a rafforzarsi alla Camera dei cantoni.
Il messaggio chiaro che porta ad una polarizzazione è un vantaggio in un'elezione con sistema proporzionale come al Nazionale, ma risulta penalizzante per gli stati dove il sistema maggioritario richiede maggiore diplomazia per poter concludere alleanze, secondo il politologo dell'Università di Losanna, Georg Lutz.
Le elezioni 2015 per il Consiglio degli Stati sono caratterizzate dalla stabilità. I due seggi guadagnati dal PLR compensano i due persi dai verdi liberali, mentre quello perso dai Verdi è stato recuperato dal PS che non è mai stato così forte alla Camera dei cantoni.
Il PPD, che conserva i suoi 13 seggi, rafforza la sua posizione di ago della bilancia per raggiungere maggioranze. Agli Stati infatti può raggiungere la maggioranza con il PS (25 voti) o con il PLR (26 voti) mentre PLR e UDC assieme non riescono ad avere una maggioranza come al Nazionale.
Queste disparità fra le due camere rischiano di acuire i conflitti, secondo Lutz. La sessione, che inizia lunedì, e il dibattito sul budget saranno un banco di prova. PLR e UDC dovrebbero assicurarsi la vittoria visto che in caso di disaccordo è la proposta più "economica" che vince. I tagli voluti dai due partiti quindi saranno probabilmente accettati.
La destra però non riuscirà a mettere a segno tutti i colpi così, tanto più che la popolazione non sembra essere così liberale dal punto di vista economico quanto il Parlamento. Se le Camere esagerano, ad esempio nella previdenza 2020, i cittadini potrebbero bloccarle tutto tramite referendum, secondo il politologo.
Il Consiglio degli Stati inoltre si conferma un bastione maschile: il numero di donne è addirittura sceso da 9 a 7, pari al 15% dei "senatori". Al Nazionale sono il 32%, la percentuale più alta mai raggiunta. La Camera dei cantoni risulta pure "invecchiata" leggermente: l'età media è poco più di 55 anni, sei mesi in più rispetto agli uscenti.