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PAYERNE - Il Tribunale federale (TF) ha respinto il nuovo ricorso di Claude D., l'uomo che nel maggio 2013 uccise la 19enne Marie nei pressi di Payerne (VD). La Corte di Losanna ha confermato l'internamento ordinario a cui è stato condannato, in aggiunta all'ergastolo, nel settembre 2018 dal Tribunale cantonale vodese.
Secondo i giudici del TF, entrambe le perizie psichiatriche disponibili hanno evidenziato che per il soggetto in questione misure terapeutiche istituzionali non sarebbero efficaci.
In marzo il TF aveva in un primo momento accolto un ricorso sul tema, poiché gli esperti psichiatrici avevano fornito analisi divergenti. La legge svizzera esige infatti che per ordinare l'internamento a vita due valutazioni indipendenti arrivino a qualificare l'autore come «durevolmente refrattario alla terapia».
Dai procedimenti presso il Tribunale cantonale era già emerso che per l'imputato il rischio di recidiva è estremamente elevato. Ora anche le perizie coincidono e la Corte di Losanna ha respinto l'argomento del ricorrente, secondo cui per poter ordinare un internamento ordinario è necessario prima aver almeno tentato una terapia stazionaria.
Claude D. era già stato condannato nel giugno 2000 a 20 anni di reclusione per aver sequestrato, stuprato e assassinato la sua ex compagna a colpi di pistola nel gennaio 1998.
Il 13 maggio 2013 - quando si trovava agli arresti domiciliari dopo essere stato rilasciato di prigione - costrinse la giovane Marie, conosciuta a suo dire su internet, a salire sulla propria automobile e la portò in un bosco di Torny-Le-Grand (FR), vicino a Payerne (VD), dove la strangolò nottetempo.
L'uomo venne arrestato il giorno seguente dopo un inseguimento da parte della polizia.