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BERNA - Le misure a sostegno dell'energia idroelettrica attualmente in vigore sono sufficienti. Lo afferma il Consiglio federale in un rapporto adottato oggi in adempimento ad un postulato di Stefan Engler (PPD/GR).
Lo studio riprende i rapporti sulla Strategia energetica 2050, già pubblicati, nonché altre analisi. In esso il governo ricorda che le grandi centrali idroelettriche potranno contare sul sostegno fornito dai nuovi strumenti di promozione (premio di mercato e contributi d'investimento) già dal 2018.
L'esecutivo giunge così alla conclusione che la richiesta del postulato riguardante una promozione preferenziale del risanamento e dell'ampliamento degli impianti idroelettrici esistenti rispetto agli impianti piccoli e molto piccoli di nuova costruzione è soddisfatta. Attualmente non sono dunque necessarie nuove misure.
Tra il 2013 e il 2015 l'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha analizzato numerosi modelli di sostegno ai grandi impianti idroelettrici. Grazie allo strumento "premio di mercato" adottato dal Parlamento, a partire dal 2018 i gestori di grandi impianti idroelettrici potranno beneficiare per cinque anni di un supplemento di 1 ct./kWh per l'elettricità che devono vendere sul libero mercato a un prezzo inferiore al costo di produzione. Circa 110 milioni di franchi saranno messi a disposizione a tale scopo.
Potranno anche essere concessi contributi d'investimento per nuovi grandi impianti, nonché per gli ampliamenti e i rinnovamenti considerevoli delle piccole e grandi installazioni idroelettriche. A tal fine sono disponibili 55 milioni di franchi.
Nel 2014 l'UFE ha analizzato anche la redditività delle centrali ad accumulazione, giungendo alla conclusione che a medio termine (fino al 2020) la costruzione di nuovi impianti non si giustifica da un posto di vista economico. A lungo termine la redditività dovrebbe invece migliorare considerevolmente.
Il Consiglio federale non ritiene dunque che vi siano i presupposti concedere prestiti a tasso agevolato per nuove centrali ad accumulazione con pompaggio. Questi inciderebbero inoltre sul bilancio della Confederazione e comporterebbero dei problemi sotto il profilo del diritto costituzionale.