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I cittadini russi a partire da giovedì, e fino al primo luglio, sono chiamati a votare su una nuova costituzione che, fra le altre cose, permetterebbe a Vladimir Putin di rimanere presidente fino al 2036.
Benchè la data formale per la consultazione popolare è il primo luglio, le autorità hanno aperto i seggi già il 25 giugno per evitare che troppe persone si rechino tutte insieme alle urne a causa della pandemia. Maschere e gel disinfettanti sono a disposizione dei circa 110 milioni di elettori sparsi negli 11 fusi orari della Russia, da Petropavlovsk-Kamchatsk a Kaliningrad.
Questa prima riforma della Costituzione dal 1993 è stata avviata da Vladimir Putin in gennaio e approvata poco dopo dal Parlamento. Legalmente non sarebbe necessario una consultazione popolare, ma il Presidente russo, sottolineando l'importanza dell'argomento, ha richiesto che la questione fosse sottoposta alla popolazione.
Per l'avversario numero uno del Cremlino, Alexey Navalny, questo voto fa parte di un approccio populista il cui unico obiettivo è quello di "azzerare il mandato di Putin, per dargli il diritto a una presidenza a vita". "Questa è una violazione della costituzione, un colpo di stato", aveva affermato a inizio giugno sui social network.
La riforma permette al presidente in carica di rimanere in carica per altri due mandati fino al 2036, anno in cui compie 84 anni. Secondo la legge attualemtne in vigore, Vladimir Putin avrebbe dovuto dimettersi dalla carica di presidente nel 2024.
Tuttavia, a causa dell'epidemia e delle difficoltà di accesso ai media per gli oppositori del governo, la campagna contro la riforma non è mai decollata. I raduni previsti per aprile a Mosca non hanno potuto avere luogo a causa del confinamento. Il sito web "Niet", che raccoglieva le firme dei russi contrari alle riforme, è stato bloccato dai tribunali, costringendolo a rilanciarsi con un nome di dominio diverso.
I politici più anziani hanno nel frattempo sottolineato l'importanza di dare a Vladimir Putin l'opportunità di restare. Per il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, la riforma è necessaria per "garantire la stabilità e eliminare l'incertezza".
Domenica, alla televisione russa, Vladimir Putin ha detto che non ha ancora deciso se rimarrà al Cremlino dopo il 2024, ma che dargli la possibilità di farlo è essenziale. "Altrimenti, so che tra due anni, invece di lavorare normalmente a tutti i livelli dello stato, tutti gli occhi saranno alla ricerca di potenziali successori. Bisogna lavorare e non cercare successori", ha martellato il presidente russo.
Mentre la riforma è quasi convalidata - la costituzione rivista è già in vendita nelle librerie - arriva in un momento in cui la popolarità di Vladimir Putin ha sofferto a causa di una riforma pensionistica controversa e della crisi del coronavirus e per questo, a maggio 2018 a maggio 2020, il suo tasso di approvazione, misurato dall'Istituto indipendente Levada, è passato dal 79% al 59%.
Oltre alla questione della durata dei mandati, con questo voto il presidente rafforza alcune prerogative, come la nomina e la revoca dei giudici. A ciò si aggiunge l'indicizzazione delle pensioni, la "fede in Dio" sancita dalla Costituzione e il matrimonio come istituzione eterosessuale. Questi principi, che dovrebbero federare i russi, sono al centro del sistema di valori patriottici conservatori del capo di Stato russo.
Per le strade di Mosca, la campagna di manifesti sulla riforma non menziona Vladimir Putin e i suoi mandati. Insiste su temi sociali, per esempio raffigurando un bambino che abbraccia la nonna sotto lo slogan "per una pensione garantita", o questa famiglia modello che vuole "salvaguardare i valori familiari".