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Il piano messo in consultazione fino ad oggi dal Consiglio federale per estendere di altri quattro anni la moratoria sulla coltivazione di piante geneticamente modificate raccoglie molto sostegno sia dai partiti che dalle associazioni.
La moratoria sugli organismi geneticamente modificati (ogm) in agricoltura è in vigore dal 2005 in seguito all'adozione di un'iniziativa popolare lanciata da organizzazioni ambientaliste e di agricoltori. È già stata estesa tre volte e scadrebbe di nuovo alla fine del 2021. Il Consiglio federale giustifica la sua decisione dicendo che non c'è interesse né da parte dell'agricoltura né da parte dei consumatori a revocare la moratoria.
Praticamente le uniche voce fuori dal coro sono il PLR e Scienceindustries. Il primo è contrario a un'ulteriore moratoria perché ritiene che impedisca il progresso, in particolare per quanto riguarda i nuovi metodi di ingegneria genetica come l'editing genomico, che potrebbero essere un'opportunità per l'agricoltura. L'associazione di categoria delle imprese dell'industria chimica, farmaceutica e biotecnologica vi si oppone per non danneggiare la Svizzera come luogo di innovazione e non bloccare anche le innovazioni per un'agricoltura più sostenibile.
Per l'UDC la moratoria sugli ogm, un caso unico in Europa, è un vantaggio per i prodotti svizzeri, perché l'assenza dichiarata di prodotti geneticamente modificati è una garanzia di qualità agli occhi di molti clienti.
L'Alleanza del Centro (già PPD) ritiene comunque che a medio termine, entro il 2026, si debba trovare una soluzione definitiva sulla questione di come trattare gli organismi geneticamente modificati.
Il PS preferirebbe introdurre una moratoria indefinita, ma almeno per otto anni. Si dice comunque consapevole dell'importanza delle nuove tecnologie genetiche per la ricerca, l'agricoltura e lo sviluppo delle Alte scuole. Anche i Verdi propongono di estendere la moratoria di otto anni o a tempo indeterminato.
I Verdi liberali chiedono un approccio più differenziato. La moratoria dovrebbe riguardare le forme classiche di ingegneria genetica, in cui il DNA estraneo viene introdotto nel patrimonio genetico delle piante. Dovrebbe invece subire una procedura di approvazione separata il "genome editing" (o engineering), in cui il DNA è inserito, cancellato, modificato, o rimpiazzato dal genoma dello stesso organismo vivente, e che agisce in siti specifici.
Secondo l'associazione svizzero-tedesca dei consumatori Stiftung für Konsumentenschutz (SKS) l'estensione della moratoria è "interamente nell'interesse dei consumatori", e anche fondamentale per la buona posizione della Svizzera sul mercato alimentare, con prodotti senza ogm che si differenziano da quelli internazionali. Sulla stessa lunghezza d'onda sono l'Unione svizzera dei contadini (USC) e i Produttori svizzeri di latte (PSL).