Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01236.jsonl.gz/568

Comunicati, DFGP, 10.09.2010
Riparazione del torto morale per le persone collocate in istituti in virtù di una decisione amministrativa
Rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni deplorano le sofferenze inflitte
Nel nostro Paese fino al 1981 le autorità tutorie hanno collocato molti minori in diversi penitenziari e istituti educativi per «condotta dissoluta», «sregolatezza», «alcoolismo» e motivi analoghi semplicemente in virtù di una decisione amministrativa, senza una procedura giudiziaria e senza che i minori interessati potessero chiedere a un giudice il riesame di tali misure educative. Sovente sono stati collocati in penitenziari in cui si sono ritrovati a contatto con detenuti comuni. La Confederazione e le competenti conferenze cantonali hanno accolto le richieste di un gruppo di donne collocate a suo tempo in virtù di una decisione amministrativa organizzando un evento presso il penitenziario di Hindelbank per fare un ulteriore passo verso la riparazione morale.
Emarginate e discriminate
Nel corso dell’evento alcune donne, vittime della detenzione amministrativa, hanno evocato come a causa del collocamento in virtù di una semplice decisione amministrativa sono state emarginate e discriminate. Sono state stigmatizzate a vita per essere state in carcere senza aver mai commesso alcun reato. Esse hanno manifestato sollievo poiché grazie all’evento è stato finalmente possibile rendere loro giustizia, ma nel contempo hanno pure auspicato che abusi e privazioni della libertà arbitrarie non debbano mai più verificarsi.
Grave inosservanza del mandato assistenziale
Secondo Guido Marbet, presidente della Conferenza dei Cantoni per la protezione dei minori e degli adulti (COPMA), le autorità competenti dell’epoca, spinte da autoritarismo e moralismo, invece di offrire comprensione, calore umano e assistenza alle persone bisognose di protezione, le hanno respinte, isolate e punite per qualche cosa che non avevano commesso, disattendendo gravemente il loro mandato assistenziale. Alle vittime spetta una riabilitazione morale ed esse meritano il rispetto delle istituzioni che a suo tempo non hanno osservato il loro mandato. Tale rispetto include anche le scuse per le lesioni della personalità che hanno subito.
Mai più esperienze del genere
Il presidente del Governo zurighese Hans Hollenstein, vicepresidente della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), ha affermato che il collocamento educativo in carcere non si concilia più con la nostra mentalità e la prassi odierna dei giudici. È dunque compito della Confederazione e dei Cantoni come pure dei direttori cantonali di giustizia e delle opere sociali fare in modo che destini del genere non abbiano più a ripetersi. Ha deplorato profondamente le esperienze e le sofferenze vissute dalle vittime e ha chiesto scusa per quanto accaduto.
Quando Hindelbank «poteva entrare in linea di conto»
Il Consigliere di Stato bernese Hans-Jürg Käser, rappresentante della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP), nel suo cenno storico ha illustrato l’entità dei collocamenti in virtù di una decisione amministrativa a Hindelbank. È negli anni a ridosso della Seconda Guerra mondiale che il fenomeno toccò il suo apice quando quasi la metà delle donne detenute erano state collocate con una decisione di questo tipo. Nei centri urbani ma anche nelle regioni rurali correva voce che il penitenziario di Hindelbank poteva entrare in linea di conto quando le autorità non vedevano – o non volevano vedere - altre soluzioni. In nome della CDCGP Hans-Jürg Käser ha presentato le sue scuse alle donne per il periodo prolungato che sono state obbligate a passare in gioventù presso il penitenziario di Hindelbank.
Impegno e affetto
In nome della Confederazione la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), si è scusata con le interessate per essere state collocate in istituti educativi in virtù di una decisione amministrativa senza una sentenza giudiziaria. Il legislatore ha il dovere di provvedere affinché casi del genere non possano più verificarsi. Tuttavia anche la migliore legislazione non è in grado di provvedere a tutto. Più di qualsiasi legge è decisivo l’impegno e l’affetto di coloro che quotidianamente assistono e accompagnano i bambini e i giovani.
Info complementari
Documenti
Donne incarcerate:
- Ursula Müller-Biondi (PDF, 19.62 KB)
- Rita Werder-Schreier (PDF, 9.01 KB)
- Gina Rubeli-Eigenmann (PDF, 68.20 KB)
-
Guido Marbet, giudice cantonale
(PDF, 51.97 KB)
presidente della Conferenza dei Cantoni per la protezione dei minori e degli adulti (COPMA)
-
Hans-Jürg Käser, consigliere di Stato bernese
(PDF, 12.40 KB)
Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP)
-
Eveline Widmer-Schlumpf, consigliera federale
Capo del dipartimento federale di giustizia e polizia
Dossier
vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 10.09.2010