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Esiste un tipo particolare di libri che non esistono, ma hanno contato per la tradizione culturale. Sono i grandi classici che non sono mai stati scritti, pur essendo citati da molti autori. Tutti conoscono il dilavato manoscritto, da cui Manzoni assicura di avere tratto la storia dei "Promessi sposi". Ma c’è anche il misterioso testo dell’arcivescovo Turpino, che avrebbe ispirato Boiardo e Ariosto nel racconto della gesta del paladino Orlando. Chi abbia letto il "Gargantua et Pantagruel "ricorderà nel sesto capitolo la lista della biblioteca di San Vittore. Anche Cervantes dichiara di avere prelevato la sua storia da un manoscritto arabo di età medioevale. Libri immaginari, inesistenti, inventati hanno proposto Poe, Conan Doyle, Flaubert. E che dire del "Necronomicon" all’origine degli straordinari romanzi di Lovecraft, che uniscono letteratura gotica e astronomia? Ad affascinare è lo statuto di queste opere, che esistono senza essere mai esistite, che hanno esercitato un influsso culturale senza essere mai state scritte.