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Martedì 28 agosto, 16:45
La Corte di Cassazione belga si è pronunciata oggi pomeriggio, in modo definitvo, respingendo il ricorso presentato contro la scarcerazione di Michelle Martin, ex moglie e complice del “mostro di Marcinelle” Marc Dutroux, e concedendole la libertà condizionata.
Nel corso dell'udienza svoltasi questa mattina l'avvocato generale della Corte ha confermato la sua posizione: i ricorsi presentati dai familiari delle vittime di Dutruox e dal tribunale di Mons contro la decisione del Tribunale per l'applicazione della pena (che il 31 luglio scorso aveva dato il suo nulla osta alla scarcerazione) sono “irricevibili e infondati”. La Corte ha quindi seguito questo avviso dando il via libera alla concessione della libertà condizionata a Martin (52 anni), la quale potrebbe così lasciare oggi stesso il carcere per trasferirsi in un convento di suore clarisse.
Per i genitori delle ragazzine violentate e uccise da Dutroux le condizioni della liberazione costituiscono un doppio schiaffo perché la donna, condannata a 30 anni per complicità nel rapimento di 6 bambine e nella morte di 2, dopo aver scontato 16 anni di carcere sarà accolta nel convento delle clarisse di Malonne, paesino vicino a Namur.
Qui la donna, che ha divorziato da Dutroux nel 2003, in cambio di aiuto nelle faccende domestiche e nello svolgimento delle attività delle religiose, otterrà vitto e alloggio gratuiti non ricevendo nessun compenso.
A prima vista potrebbe apparire una scelta accettabile, ma le parti civili ribattono che in realtà permetterà ancora una volta all'ex moglie del «Mostro» di non indennizzare le famiglie delle vittime. Già nel 2000, alla morte della madre, la donna ha rinunciato all'eredità (un patrimonio da 500'000 euro) in favore dei figli. E ora, se lavorerà «in nero», come denunciano i familiari delle vittime, continuerà a risultare nullatenente aggirarando così i dovuti risarcimenti.
Il padre di una delle ragazzine uccise da Dutroux, Jan Lambrecks, ha così annunciato la sua intenzione di denunciare la Martin e le clarisse per «organizzazione fraudolenta».