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AMBRÌ - “Speriamo che la prossima stagione sia migliore”; “L’anno prossimo non si può ripetere un campionato del genere”; “Avanti di questo passo si va in B”. Sono solo alcune delle frasi che in casa leventinese si sentono ad ogni fine stagione e che cominciano a spazientire i tifosi dell’Ambrì, stufi delle ormai ricorrenti delusioni. Sei anni di playout consecutivi sono troppi per un popolo che era abituato a disputare i playoff. Ma come sarà l’Ambrì del futuro?
Portieri - Siamo sicuri che se Thomas Bäumle avesse avuto la certezza di giocare gran parte delle partite stagionali non sarebbe rimasto? Nolan Schäfer si è rivelato un buon portiere, ma molto debole sotto l’aspetto mentale: quando in palio c’erano punti pesanti l’estremo difensore canadese non ha offerto prestazioni all’altezza e la serie con il Langnau è lì a dimostrarlo. Bäumle non ha nulla da invidiare a Schäfer e nello spareggio l’ha ampiamente dimostrato. L’ormai ex portiere dell’Ambrì è sicuramente maturato molto in Ticino e, in molte occasioni, ha salvato la baracca tenendo la sua squadra in partita. È inoltre da valutare quando arriverà il passaporto svizzero di Nolan Schäfer, fatto da non sottovalutare in una squadra come l’Ambrì che non può permettersi di “sprecare” uno straniero in porta. La dirigenza sembra decisa ad affiancare a Schäfer un portiere svizzero di livello. Siamo sicuri che ci sia qualcuno disposto a dividersi la porta con il portiere canadese?
Stranieri - Tolti Noreau e un Kutlak a corrente alternata gli stranieri dell’Ambrì si sono rivelati un vero e proprio flop. Ovviamente da questo discorso sono esclusi anche gli sfortunati Westrum e Kariya. Joel Perrault ha più volte dichiarato che non gli sarebbe dispiaciuto restare in Leventina: ma cosa ha fatto il numero 17 per meritarsi una conferma? I rigori non bastano… Per Ladislav Kohn è meglio stendere un velo pietoso, un Joey Isabella, con tutto il rispetto per questo giovane talento che ha salvato l’Ambrì l’anno passato con il gol decisivo, faceva sicuramente più comodo e in più giocando da svizzero. Eric Landry è da menzionare per l’impegno profuso. Sotto questo profilo lo staff tecnico non potrà più fallire e non sono più concessi errori. Ad una realtà come l’Ambrì i giocatori di importazione sono un buon 50% del livello della squadra. Vi ricordate Trudel-Domenichelli? Gli svizzeri attorno a loro non erano giocatori di altissimo livello, eppure solo loro seppero regalare emozioni ai tifosi biancoblù.
Arrivi - Alla voce arrivi si registrano per ora quelle di Mieville, Reichert, Bonnet, Pedretti, Gailland (?) e verosimilmente Truttmann. Alain Mieville e Marco Truttmann (sempre che l’acquisto venga confermato) sono due acquisti molto importanti che vanno ad indebolire sensibilmente una diretta avversaria come il Bienne. Gli attaccanti attualmente in rosa per la stagione 2012/2013 sono quasi 20, sicuramente qualcuno sarà costretto a fare le valigie. Da valutare le posizioni di Gregroy Hofmann (in partenza per Davos) e quella di Alain Demuth.
Riassumendo all’Ambrì del futuro serviranno stranieri offensivi all’altezza, un portiere senza alti e bassi (alla Bäumle) e un allenatore un po’ meno testardo che non continua a rimescolare le carte, come Constantine ha potuto constatare in questa travagliata stagione i continui cambiamenti non pagano. Dagli errori si impara e come Kevin ha avuto l’occasione di imparare anche i suoi giocatori devono avere il diritto di commettere errori senza che poi vengano confinati in tribuna.