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Chi risparmia nell’ambito del pilastro 3a spera di poter riscuotere il capitale al più tardi al momento del pensionamento. Ma che cosa succede a chi muore prima? Chi eredita il capitale previdenziale? La questione può diventare complicata con le «famiglie patchwork».
All’età di 57 anni Giulio ha un incidente mortale e lascia Clara, sua partner da tanti anni, e due figli adulti avuti nel primo matrimonio. I tre superstiti ricevono in eredità un patrimonio che consiste di conti e titoli del valore di 100’000 franchi, oltre a un capitale di previdenza 3a pari a 150’000 franchi.
Il pilastro 3a prevede un chiaro ordinamento dei beneficiari
Prima di morire, Giulio aveva già deciso a chi sarebbe dovuto andare il pilastro 3a in futuro. L’indicazione dei beneficiari può essere comunicata alla fondazione di previdenza e nuovamente modificata in qualunque momento. Anche Giulio si è avvalso di questa possibilità osservando comunque determinate regole, ossia l’ordinamento dei beneficiari in caso di decesso:
1. Prima di tutto il capitale di previdenza spetta al coniuge o al partner in unione domestica registrata.
2. In mancanza del coniuge o del partner in unione domestica registrata, come nel caso di Giulio, il capitale 3a va ai suoi eredi diretti e alle persone al cui sostentamento Giulio ha provveduto in modo considerevole oppure alla persona con cui ha convissuto ininterrottamente durante i cinque anni precedenti il decesso o che deve provvedere al sostentamento di uno o più figli comuni. Nel caso concreto Clara, partner di lunga data di Giulio, soddisfa il requisito, pertanto ha potuto essere designata come beneficiaria. In realtà avrebbe potuto dividere il capitale di previdenza tra lei e i figli a sua discrezione, ma ha deciso di lasciare tutto a lei. Anche questo è ammesso.
3. In mancanza delle summenzionate persone al momento del decesso di Giulio, conformemente al regolamento di previdenza il suo denaro sarebbe andato ai genitori, in loro assenza ai fratelli e alle sorelle, infine in loro assenza agli altri eredi che potevano essere designati liberamente. Il testatore può stabilire a sua discrezione l’ordine e le quote tra genitori, fratelli e sorelle e gli altri eredi.
Il capitale è versato secondo il regolamento della fondazione di previdenza
Ma quali sono le conseguenze dell’ordinamento dei beneficiari scelto da Giulio? Nel diritto assicurativo vale la regola che le prestazioni delle polizze previdenziali non rientrano nella massa ereditaria e non devono essere divise tra gli eredi, bensì sono versate direttamente al beneficiario o ai beneficiari. Questo è previsto anche dal regolamento della fondazione di previdenza della Banca Migros: il controvalore dei conti e dei fondi previdenziali al momento del decesso viene versato direttamente ai beneficiari e non fa parte dell’eredità.
Rispetto delle legittime
Nella divisione ereditaria possono sorgere comunque problemi con i capitali previdenziali, ad esempio se Giulio non rispettasse le legittime dei suoi figli al momento di regolare la successione. In concreto deve lasciare ai figli almeno 3/4 dell’eredità, ossia 75’000 franchi; per testamento o contratto ereditario può lasciare a Clara al massimo ¼, cioè 25’000 franchi (a condizione che i genitori di Giulio siano già morti).
Ma che cosa succederebbe se Giulio avesse lasciato in testamento alla sua partner più di un quarto dell’eredità, ad esempio 50’000 invece di 25’000 franchi? In questo caso i figli di Giulio potrebbe pretendere una compensazione delle loro quote legittime non osservate, quindi Clara dovrebbe pagare 25’000 franchi della prestazione ricevuta nell’ambito del pilastro 3a in caso di decesso.
Considerare le imposte sull’eredità
Il conto può diventare salato anche con le tasse. Il versamento dei capitali di previdenza del pilastro 3a in caso di decesso viene tassato separatamente dal reddito a un’aliquota speciale che, a seconda dei cantoni e dell’importo versato, oscilla tra il 5 e il 20 percento. Tuttavia questo calcolo è indipendente dal grado di parentela tra il titolare della previdenza e il beneficiario.
La situazione cambia con l’eredità. Per la sua quota sul capitale in conti e titoli Clara, in quanto partner non coniugata, paga di norma imposte sull’eredità più elevate rispetto a quelle dovute se fosse stata la moglie di Giulio. A seconda del cantone e della progressione fiscale le imposte sull’eredità vanno dal 4% al 40%; solo nei cantoni GR, NW, OW, SZ, UR e ZG i conviventi di lunga data non pagano tasse. In funzione del cantone di residenza occorre dunque considerare se sia meglio favorire il partner in regime di concubinato con il pilastro 3a o con una parte dell’eredità.