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LONDRA - La premier dimissionaria britannica Theresa May ha lasciato oggi la Camera dei Comuni dopo il suo ultimo Question Time fra gli applausi di tutti i deputati conservatori in piedi, inclusi quelli che di fatto l'avevano sfiduciata, e di una parte di quelli dei partiti d'opposizione.
May ha confermato di voler continuare a rappresentare ora i suoi elettori come deputata semplice - è «il mio dovere» e «la motivazione» che mi muove, ha detto - e si è commossa uscendo dall'aula. Ha inoltre ricordato di aver risposto a circa 4500 interrogazioni della Camera nei suoi tre anni da prima ministra, rendendo omaggio al ruolo del Parlamento.
«Ora - ha aggiunto - sarà il mio turno di fare domande» dopo 21 anni complessivi da lei trascorsi fra i banchi del governo. Non è mancata un'ultima frecciata al Labour, in risposta a Jo Swinson, appena eletta prima leader donna dei LibDem. May ha notato che tutti i partiti britannici sono stati guidati da una o più donne, tranne i laburisti: che hanno da sempre più deputate, ma nella loro storia possono vantare solo 2 donne leader ad interim.
«Auguro ogni successo a Boris» - Theresa May ha lasciato Downing Street ed è giunta a Buckingham Palace per presentare le dimissioni ufficiali da premier e «suggerire» alla regina di incaricare Boris Johnson di formare un nuovo governo
Nel breve discorso di saluto, la May, ancora una volta emozionata, ha rivendicato i risultati ottenuti, pur ammettendo che resta «molto lavoro da fare», in particolare per attuare la Brexit. Ha quindi detto «grazie» allo staff, al popolo britannico e a suo marito Philip. Mentre ha augurato «ogni successo a Boris».