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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'economia svizzera è attualmente confrontata con diversi problemi. Oltre alla percettibile debolezza congiunturale, in certi settori si denotano rigetti strutturali che ostacolano la ripresa economica. A ciò si aggiunge il ravvivamento della competitività quale conseguenza della globalizzazione dei mercati. Con il programma di rinnovamento dell'economia di mercato il Consiglio federale tiene conto, per quanto concerne l'offerta, di queste evoluzioni. Si tratta di migliorare costantemente le condizioni quadro per l'economia svizzera e le premesse per una crescita equilibrata.</p><p></p><p></p><p>Politica finanziaria</p><p></p><p>Finanze pubbliche sane e oneri fiscali sopportabili sono di grande importanza per la competitività internazionale e per l'attrattiva della piazza economica svizzera. Con la concezione globale di politica finanziaria, decisa recentemente, entro il 2001 si dovrebbe riuscire ad equilibrare le finanze federali mediante tagli alle spese, riforme strutturali come, in particolare, la nuova perequazione finanziaria, la riforma dell'amministrazione e il New Public Management nonché mediante una moratoria dei compiti limitata fino alla fine del 1997. Studi empirici dell'OCSE evidenziano che una politica di risanamento garantisce successi a lungo termine soltanto attraverso una riduzione delle spese. Ad eccezione della percentuale IVA per l'AVS/AI già approvata dal popolo e dei fondi per finanziere le infrastrutture nel settore dei trasporti pubblici, nella corrente legislatura non sono previsti aumenti di imposte.</p><p></p><p>Il Consiglio federale vuole eliminare il disavanzo strutturale tramite un vero e proprio programma di "sacrifici" e fissando priorità. Alla luce dell'ampiezza del disavanzo, l'attuale politica di risparmio con provvedimenti puntuali e modificazioni di legge non basta più. Il Consiglio federale ha quindi deciso un ampio piano di risanamento. I primi passi per la realizzazione sono già stati compiuti. Le richieste di crediti per il budget 1997 e per il piano finanziario 1998-2000 dimostrano che la via verso il pareggio dei conti non sarà di facile percorrenza.</p><p></p><p>Gli ambiziosi obiettivi finanziari della Confederazione costringeranno dipartimenti e servizi a compiere sacrifici nel quadro dell'esame dei compiti da effettuare giusta l'articolo 9 dell'ordinanza concernente il Servizio di controllo. A questo riguardo detto Servizio dovrebbe fornire un'assistenza metodica. Le riforme strutturali dovrebbero servire a contenere entro certi limiti le ripercussioni negative degli sforzi di risanamento e ad attenuare la pressione del risparmio grazie a prestazioni più efficaci. Parallelamente agli sforzi di risanamento l'obiettivo del pareggio dei conti dovrebbe venir ancorato nella Costituzione federale. Se l'obiettivo di risanamento non verrà raggiunto, un meccanismo di correzione chiaramente definito dovrebbe costringere Governo e Parlamento ad adottare provvedimenti di risparmio. Senza rinunce a prestazioni statali il pareggio dei conti non potrà essere realizzato. Il riassestamento delle finanze federali avrà successo unicamente se il risanamento trova l'incondizionato sostegno in Parlamento e presso il popolo.</p><p></p><p>Con la sostituzione dell'ICA con l'IVA e la conseguente soppressione della tassa occulta, la riforma delle tasse di bollo, l'esenzione degli utili da partecipazione e altri sgravi nel quadro dell'armonizzazione delle imposte il Consiglio federale ha prestato un contributo al promovimento della concorrenzialità internazionale. In complesso la Svizzera presenta un onere fiscale basso (1993: CH 33,2%, OCSE 38,7%, UE 41,4%). Azioni puntuali sono necessarie in particolare nelle società Holding e nelle piccole e medie imprese. Alla luce delle cupe prospettive finanziarie la riforma fiscale deve essere strutturata in modo da non avere incidenze sul gettito. A questo scopo sono all'esame le seguenti misure:</p><p></p><p>- Nuova concezione della deduzione delle partecipazioni sotto forma di estensione della deduzione o di un differimento del pagamento dell'imposta in caso di ristrutturazioni delle partecipazioni transfrontaliere:</p><p>- Sostituzione dell'imposta sull'utile in base al reddito con un'imposizione proporzionale degli utili, che compensi in pari tempo le perdite d'imposta;</p><p>- Computo dell'imposta sul capitale sull'imposta sull'utile;</p><p>- Compensazione delle perdite per i gruppi d'imprese;</p><p>- Aumento della soglia d'imposizione per la tassa di bollo d'emissione;</p><p>- Regolamentazione delle conseguenze fiscali in caso di acquisto di azioni proprie.</p><p></p><p>Per i prossimi anni non sono possibili ulteriori alleggerimenti fiscali e ridistribuzioni del carico fiscale. Il risanamento delle finanze federali esigerà anche sacrifici dolorosi da tutte le cerchie della popolazione. La procedura di consultazione riguardante la riforma fiscale sarà avviata ancora prima delle vacanze estive.</p><p></p><p></p><p>Politica della banca centrale</p><p></p><p>Il migliore presupposto per la ripresa è dato da una politica monetaria secondo lo scopo del pertinente articolo della legge sulla Banca nazionale, vale a dire condurre una politica creditizia e valutaria che serva a tutti gli interessi del Paese.</p><p></p><p>L'ammontare dei redditi patrimoniali non è per nulla in relazione diretta con questo sommo obiettivo della politica monetaria e valutaria. Esso non è in grado di migliorare le premesse per il rilancio. La politica d'investimento della BNS è disciplinata dall'articolo 14 della legge sulla banca nazionale. La Banca nazionale può investire le sue divise per una durata massima di 12 mesi. Tale limitazione restringe le possibilità politiche d'investimento della BNS e può comportare minori redditi nell'investimento delle riserve di divise. Un gruppo di lavoro congiunto composto da rappresentanti della BNS e dell'Amministrazione federale delle finanze e guidato da Peter Klauser, direttore della BNS, e da Ulrich Gygi, direttore dell'AFF, sta esaminando le basi della politica d'investimento della Banca nazionale, la possibilità di una gestione più redditizia delle riserve valutarie e la questione di una costante distribuzione degli utili alla Confederazione e ai Cantoni. Questo gruppo chiarirà, tenendo conto delle esigenze di liquidità e sicurezza, se e come in questi punti occorrerà modificare la legge sulla Banca nazionale.</p><p></p><p>In un secondo tempo dovranno essere sottoposte a verifica questioni fondamentali dell'ordinamento valutario, come ad esempio la problematica della copertura aurea. A quel momento verrà pure valutato se la soppressione della copertura aurea ha ripercussioni sulla situazione economica.</p>