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La polizia di Zurigo deve rispettare da inizio novembre determinati parametri per eseguire i controlli di identità, e l’istinto degli agenti non è considerato un criterio valido. L’obbiettivo è quello di evitare la cosiddetta “profilazione razziale”: le caratteristiche estetiche, come il colore della pelle, non devono costituire una discriminante.
I poliziotti della città sulla Limmat devono indicare alla persona implicata le ragioni del controllo, ma non devono consegnare una "ricevuta", come alcuni chiedevano. L’emissione di tali documenti causerebbe, oltre ad oneri amministrativi supplementari, la registrazione dei dati di tutte le persone coinvolte nei controlli d'identità.
Il municipale Richard Wolff e il comandante della polizia cittadina Daniel Blumer hanno presentato lunedì i primi risultati del progetto "Lavoro della polizia in aree di tensione".
ATS/Bleff
- RG 12.30 del 20.11.17: la corrispondenza di Gianluca Olgiati