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<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua intervista on line di sabato sul "Corriere del Ticino" e odierna sul cartaceo "La Regione", il Consigliere federale Cassis ha confermato quanto l'UDC va dicendo da tempo: l'accordo istituzionale non è vitale per la Svizzera. "La Svizzera continuerà ad esistere", per prendere in prestito le parole del responsabile del Dipartimento degli Affari Esteri, in barba alle cassandre di Economiesuisse e degli euroturbo. "Se l'accordo quadro non riuscisse a giungere al termine del suo percorso, che venga fermato dal Parlamento o da una votazione popolare, non sarà una questione drammatica" - più chiaro di così! </p><p>A seguito di quanto sopra, al fine di spazzare il campo da uno degli argomenti prediletti dai favorevoli a questo accordo coloniale, ossia la minaccia dell'isolazionismo della Svizzera, pongo le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide le riflessioni del Consiglio federale Cassis, in particolare quella che un'eventuale non sottoscrizione dell'accordo istituzionale non rappresenti una questione drammatica per il nostro Paese?</p><p>2. Le aziende svizzere potranno continuare a esportare i propri prodotti nell'UE anche senza un nuovo accordo istituzionale? Il famigerato accesso al mercato è dunque garantito anche senza la sottoscrizione di un accordo istituzionale?</p><p>3. In caso di rappresaglie economico-commerciali da parte dell'UE dal momento che non sottoscrivessimo l'accordo istituzionale, la Svizzera ha la possibilità, l'intenzione e la forza di approntare delle contromisure per difendere i propri interessi? </p><p>4. Queste eventuali contromisure sono già state definite e, se non fosse il caso, non sarebbe prudente e accorto allestire una lista di risposte a una crescete pressione europea al fine di non farci trovare impreparati?</p><p>5. Il Consiglio federale non dovrebbe comunicare trasparentemente e collegialmente alla popolazione svizzera che l'accordo istituzionale non è una questione di vita o di morte per il nostro Paese, piuttosto che lasciare aleggiare queste minacce da parte di alcune associazioni di categoria e partiti politici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Con la conclusione di un accordo istituzionale il Consiglio federale intende consolidare la via bilaterale e l'accesso al mercato interno dell'UE, preparare questa via per il futuro e permetterne lo sviluppo. Il Consiglio federale ha informato più volte sulle conseguenze negative di un mancato accordo istituzionale, che porterebbe a un'interruzione dei negoziati in corso su dossier come quelli in materia di elettricità, sanità pubblica e sicurezza alimentare. Alla conferenza stampa del 17 dicembre 2018 il commissario UE Johannes Hahn ha annunciato che senza un accordo istituzionale l'UE non sarebbe più disposta a concludere nuovi accordi di accesso al mercato o ad adeguare quelli esistenti. Se tali accordi (p. es. l'Accordo sull'abolizione degli ostacoli tecnici al commercio) non vengono aggiornati regolarmente sorgono incertezza del diritto e nuovi ostacoli all'accesso al mercato, in particolare per la nostra industria dell'export, con una conseguente erosione dell'esistente accesso al mercato. Vi sarebbe inoltre il rischio che non venga concluso nemmeno l'accordo sulla partecipazione della Svizzera al prossimo programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione a partire dal 2021 e potrebbero essere messi in discussione i negoziati sulla partecipazione della Svizzera a diversi programmi e agenzie dell'UE. Del resto, già a fine giugno 2019 la Commissione europea ha deciso di non prorogare il riconoscimento dell'equivalenza della borsa svizzera. </p><p>La conseguenza più immediata di un mancato accordo istituzionale o di un'erosione dell'accesso al mercato interno sarebbe l'incertezza sulle condizioni future di accesso al mercato per le imprese svizzere, il che frenerebbe gli investimenti in Svizzera e diminuirebbe l'attrattiva della piazza economica svizzera. La certezza del diritto e la sicurezza della pianificazione sono fattori decisivi per la scelta del luogo dove investire. Questi due motivi hanno spinto il Consiglio federale ad avviare negoziati sull'Accordo istituzionale. Inoltre, se l'accesso al mercato interno non viene ulteriormente sviluppato, viene indebolita la competitività delle imprese svizzere rispetto ai concorrenti stranieri, poiché il mercato interno si evolve e l'UE conclude numerosi accordi di libero scambio moderni con altri partner commerciali. </p><p>3./4. In risposta alla decisione della Commissione europea di non prorogare l'equivalenza della borsa svizzera, il Consiglio federale ha attivato la misura di protezione dell'infrastruttura borsistica svizzera. Il Consiglio federale non prende posizione su altre possibili misure di protezione. Un'escalation di misure di ritorsione tra la Svizzera e l'UE non sarebbe tuttavia in linea con una politica degli interessi coerente e responsabile della Svizzera. </p><p>5. Il Consiglio federale informa regolarmente, in maniera trasparente, sui vantaggi dell'Accordo istituzionale e sulle conseguenze di un mancato accordo (v. risposte 1. e 2.).</p>  Risposta del Consiglio federale.