Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/228905

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare i diversi scenari per la Svizzera nel caso in cui a livello internazionale venga introdotta un'aliquota d'imposta minima sugli utili delle imprese di almeno il 15 per cento. L'Esecutivo illustrerà le conseguenze per la Svizzera e le misure che intende adottare se l'OCSE dovesse introdurre una delle possibili varianti del 15, 18 o 21 per cento, aliquote proposte da alcuni Stati e che potrebbero tornare di attualità nel quadro dei negoziati.</p><p>Nel suo rapporto, il Consiglio federale definirà le posizioni che intende difendere in seno all'OCSE e le misure che prevede di adottare per preservare l'attrattiva della piazza economica svizzera, garantendo nel contempo una più equa ripartizione delle entrate fiscali a livello internazionale e l'ampliamento della base imponibile.</p><p>Poiché i ministri delle finanze del G7 hanno appena concordato un'aliquota minima del 15 per cento sugli utili delle imprese, la strategia della Svizzera dovrà necessariamente essere adeguata di conseguenza.</p><p>Sebbene l'esito dei negoziati dell'OCSE non sia ancora definitivo, è molto probabile che le grandi potenze, che sono anche i nostri principali partner economici, impongano un'aliquota minima di almeno il 15 per cento, anche unilateralmente se necessario.</p><p>Inoltre, si può presupporre che questo progetto avanzerà velocemente, dato che il numero di Paesi contrari sta diminuendo rapidamente. Lussemburgo e Paesi Bassi, ad esempio, hanno già dichiarato di non volersi opporre a un'aliquota del 15 per cento circa.</p><p>Il Consiglio federale, che si è sempre espresso a favore di un'aliquota più bassa possibile, è disposto a rivedere la sua posizione e a sostenere questa iniziativa, che avrà sicuramente effetti positivi sui mezzi a disposizione degli Stati per affrontare in modo più efficace le sfide sociali, sanitarie, economiche e climatiche? Ciò è anche nell'interesse del nostro Paese. </p><p>Infine, diversi Cantoni che di recente hanno abbassato notevolmente le loro aliquote d'imposta nel quadro della riforma fiscale della RFFA si ritroveranno ad avere un'aliquota inferiore al 15 per cento. Queste aliquote, che sono tra le più basse al mondo, sono state fissate a questo livello dai Cantoni unicamente per rimanere attrattivi per le multinazionali. Non sarebbe quindi opportuno prendere in considerazione un'aliquota fiscale minima in Svizzera in linea con quella che adotterà l'OCSE?</p><p>Tutte queste domande giustificano l'elaborazione di un rapporto dettagliato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 1° luglio 2021 l'Inclusive Framework on BEPS dell'OCSE, di cui fanno attualmente parte 139 Paesi, ha pubblicato i principi della futura imposizione delle grandi imprese attive a livello internazionale. La Svizzera aderisce a tali principi ai fini del proseguimento dei lavori, facendo valere le proprie riserve e condizioni. I principi pubblicati prevedono un limitato trasferimento dei diritti di imposizione nei Paesi di commercializzazione e l'applicazione di un'aliquota d'imposta globale minima di almeno il 15 per cento.</p><p>La priorità per la Svizzera è costituita dall'insieme delle condizioni quadro competitive intese a promuovere una crescita durevole della propria piazza economica. Nel quadro dei negoziati multilaterali, la Svizzera si adopera a favore di uno standard ampiamente condiviso e applicato uniformemente a livello mondiale, che garantisce alle imprese certezza nella pianificazione ed evita il rischio di un groviglio di soluzioni nazionali. L'attuazione deve rispettare le procedure legislative dei singoli Paesi.</p><p>Un accordo multilaterale è atteso entro fine anno. Al raggiungimento di tale accordo, nel contesto dei lavori dell'OCSE e del G20, il Consiglio federale effettuerà una valutazione delle sue ripercussioni per la Svizzera e deciderà in merito all'attuazione a livello nazionale. A tale scopo si orienterà ai principi costituzionali e agli obiettivi strategici volti a promuovere l'attrattiva della piazza economica svizzera, l'accettazione internazionale e la resa fiscale. Secondo l'OCSE e il G20, l'aliquota d'imposta minima sarà applicata soltanto ai grandi gruppi internazionali. Il Consiglio federale non vede il motivo di aumentare le imposte per tutte le imprese.</p><p>Il Consiglio federale parte dal presupposto di poter decidere nel primo trimestre del 2022 in merito a un piano di riforma coordinato. Un'organizzazione di progetto interdipartimentale, in collaborazione con i Cantoni, i Comuni e gli ambienti economici e scientifici, sta attualmente elaborando le basi necessarie a tale decisione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.