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La partita è iniziata con un’ora di ritardo a causa del mancato arrivo dei risultati dei test anti-Covid effettuati sulle russe
Le hockeiste russe e canadesi sono scese sul ghiaccio per il loro confronto diretto indossando mascherine Ffp2, in una partita iniziata con un ora di ritardo sul programma a causa della mancanza dei risultati dei test anti-Covid effettuati sulle giocatrici russe. Secondo l’attaccante canadese Natalie Spooner, la sfida vinta 6-1 dalle ragazze con la foglia d’acero, è iniziata in ritardo in quanto la delegazione russa non aveva ancora ricevuto i risultati dei test effettuati.
Al momento di iniziare la partita, le russe si sono presentate regolarmente sul ghiaccio, ma le canadesi no... «I nostri allenatori e il nostro personale medico non aveva intenzione di esporci a una situazione nella quale non ci saremmo sentite sicure», ha spiegato la Spooner, medaglia d’oro nel 2014 a Sochi e d’argento nel 2018 a Pyeongchang. “Dopo discussioni tra le due squadre si è deciso che la partita sarebbe iniziata, ma che le giocatrici avrebbero indossato la mascherina”, ha dichiarato il Cio in un comunicato.
Dal canto suo, la federazione russa non si è assunta alcuna responsabilità, in quanto i test erano stati eseguiti alla solita ora... «Era una situazione che non dipendeva dal nostro controllo, in quanto il ritardo era stato causato dal laboratorio cinese», ha commentato Anna Shibanova, la quale ha aggiunto che tutti i test sono poi risultati negativi. Nel corso del terzo periodo, una volta giunti i risultati, le russe hanno deciso di togliere la mascherina, mentre le canadesi l’hanno mantenuta... «Ci siamo detti che l’avevamo tenuta per due tempi, ragion per cui l’avremmo potuto fare per altri 20’», ha commentato la Spooner. Dal canto suo, la Shibanova ha sottolineato come «non era una sensazione piacevole. Attraverso la mascherina non filtrava l’aria».