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FRAUNEFELD - Il sospetto di brogli elettorali alle elezioni del Gran Consiglio nel cantone di Turgovia lo scorso 15 marzo nel distretto di Frauenfeld è stato chiaramente confermato. Lo ha affermato il procuratore generale Stefan Haffter, che dall'inizio di aprile sta indagando sulle incongruenze.
Haffter ha confermato oggi a Keystone-ATS un risultato provvisorio delle sue indagini condotte finora di cui hanno informato le testate di CH-Media. Il procuratore generale si è mostrato convinto del fatto che circa 100 schede elettorali del PVL siano state rimosse e sostituite da schede dell'UDC.
Haffter basa questa constatazione sul fatto che un «numero considerevole» delle 639 schede elettorali dell'UDC ancora oggi disponibili mostra «anomalie». Queste ultime potevano essere viste ad occhio nudo, ma sono state anche confermate con mezzi forensi.
Finora la procura ha interrogato quattro persone. C'è una «giustificata speranza» che l'indagine penale venga portata a termine con successo. Haffter ha detto a Keystone-ATS che la cerchia dei colpevoli si è nettamente ristretta dopo aver condotto oggi ulteriori interrogatori.
Il Gran Consiglio turgoviese deciderà domani sull'approvazione dell'elezione dei 130 membri del Parlamento. L'Ufficio del Consiglio propone di confermare per il momento solo i 129 seggi non contestati. Per il 130esimo seggio sul quale si sta indagando la conferma deve essere rinviata.
L'Ufficio del Consiglio si attiene a questa richiesta, ha detto a Keystone-ATS la responsabile dei servizi parlamentari, Ricarda Zurbuchen. Si vuole prima di tutto attendere il risultato finale dell'inchiesta penale.
Secondo il risultato corretto, il PVL nel distretto di Frauenfeld avrebbe ricevuto 228 schede elettorali non modificate, l'UDC 550. Ciò significherebbe che 3200 voti del partito passerebbero dall'UDC al PVL e quindi al 32a seggio del distretto di Frauenfeld.
Di conseguenza, il candidato PVL di Gachnang Marco Rüegg sarebbe stato eletto. La candidata dell'UDC di Frauenfeld Severine Hänni, registrata come eletta dalla Cancelleria di Stato il 15 marzo, non ce l'avrebbe invece fatta.