Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/170888

<h2>SubmittedText<h2><p>In occasione della conferenza stampa del 2 settembre 2016, il Consiglio federale ha affermato che l'aumento dei costi nel settore sanitario non è riconducibile soltanto allo sviluppo demografico e ai progressi della tecnica medica, ma anche all'aumento del volume delle prestazioni. Nella trasmissione della televisione della Svizzera tedesca "Rundschau" del 26 novembre 2016, il presidente della Federazione dei medici svizzeri (FMH) ha confermato la tendenza degli ospedali a stipulare contratti di prestazione con i medici che includono bonus per il raggiungimento di determinati obiettivi quantitativi. La FMH, la Società svizzera di chirurgia e l'Accademia svizzera delle scienze mediche riconoscono che questa pratica incentiva l'esecuzione di interventi inutili. Visto quanto precede, il Consiglio federale è incaricato di esaminare la situazione in un rapporto e di proporre misure volte a dare maggior peso ai criteri dell'efficacia, dell'appropriatezza e dell'economicità sanciti dalla legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal). Il rapporto deve illustrare:</p><p>1. se e in quale misura gli ospedali concludono contratti di prestazione con i medici e se detti contratti portano a interventi o a trattamenti inutili;</p><p>2. come comprovare l'appropriatezza delle cure o la qualità delle indicazioni ed evitare eventuali cure eccessive;</p><p>3. quali conseguenze devono sopportare i medici che non soddisfano gli obiettivi quantitativi stabiliti dall'ospedale; </p><p>4. se sono previsti bonus per i medici che soddisfano o superano gli obiettivi prefissati e se simili pagamenti sono disciplinati in un regolamento sui bonus.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come ha già rilevato nei suoi pareri in risposta ai postulati Heim 15.3061 e Hardegger 15.3062, che affrontano la stessa tematica e avanzano richieste analoghe, anche il Consiglio federale è dell'opinione che l'imposizione ai medici di obiettivi quantitativi da parte degli ospedali non debba tradursi in interventi inutili. A suo parere, anzi, occorre adottare misure per evitare prestazioni superflue, prevenire i costi dovuti a una qualità carente e migliorare il coordinamento indipendentemente dalle modalità di remunerazione dei singoli fornitori di prestazioni.</p><p>Nell'ambito della legge federale sull'assicurazione malattie (RS 832.10), il Consiglio federale non intravede alcuna possibilità per adottare misure specifiche concernenti gli obiettivi quantitativi imposti dagli ospedali ai medici e i bonus. Richiama tuttavia l'attenzione sul codice deontologico della Federazione dei medici svizzeri (FMH), che vieta remunerazioni o altri vantaggi per procurarsi pazienti, per affidare pazienti a colleghi, per farsi assegnare atti diagnostici o terapeutici o per darne l'incarico a terzi (art. 36). Tra le misure della strategia Sanità 2020 volte ad aumentare la qualità e a ridurre i costi, il Consiglio federale ha per altro inserito la riduzione delle prestazioni, dei medicamenti e delle procedure non efficaci e non efficienti. Le prestazioni superflue o inappropriate sono un aspetto dell'adeguatezza dell'assistenza e devono quindi essere affrontate in questo contesto. Tra esse figurano tra l'altro attività legate a strutture tariffali che creano incentivi sbagliati, al trasferimento di interventi semplici dal settore stazionario a quello ambulatoriale, nonché alla concentrazione dell'offerta nel settore stazionario.</p><p>Il Dipartimento federale dell'interno (DFI) intende inoltre analizzare modelli di gestione dell'incremento dei costi delle prestazioni adottati da altri Paesi europei, concentrandosi in particolare sulla Germania e i Paesi Bassi, i cui sistemi sanitari sono simili al nostro. Nei settori stazionario e ambulatoriale questi Paesi dispongono di strumenti per la gestione del budget o della quantità delle prestazioni da fornire. Per questo progetto, il DFI è supportato da un gruppo di esperti composto anche da specialisti tedeschi e olandesi. Nell'arco di un anno dovrà essere presentata una proposta per il seguito dei lavori.</p><p>Come il Consiglio federale ha già sottolineato nella sua risposta del 27 agosto 2014 all'interpellanza Heim 14.3413, la vigilanza sugli ospedali è di norma competenza dei Cantoni ed è perlopiù disciplinata dalla legislazione cantonale sugli ospedali o sull'assistenza ospedaliera. Il Consiglio federale resta inoltre dell'opinione che spetti innanzitutto agli organi responsabili degli ospedali e alle associazioni professionali menzionate nel postulato adottare le misure necessarie per tutelare gli interessi dei pazienti. L'esame dell'economicità e dell'appropriatezza delle prestazioni nei singoli casi è invece sostanzialmente compito degli assicuratori e non può essere delegato al Consiglio federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.