Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/138108

<h2>SubmittedText<h2><p>Allo scopo di coprire i costi a carico del settore pubblico, di migliorare la verità dei costi e di frenare l'ulteriore aumento dell'inquinamento ambientale, il Consiglio federale è incaricato:</p><p>a. di abolire le agevolazioni fiscali riservate all'aviazione civile (imposta sugli oli minerali e imposta sul valore aggiunto);</p><p>b. finché tale adeguamento non diverrà effettivo, occorrerà introdurre, nel traffico aereo internazionale, una tassa sui biglietti aerei per finanziare misure di protezione dell'ambiente.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale rimane dell'avviso che anche l'aviazione civile debba dare un contributo alla protezione dell'ambiente. Per questo motivo ha dato seguito alla sollecitazione dell'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (OACI) di mettere a punto, entro giugno 2012, un piano d'azione nazionale volto a ridurre le ripercussioni del traffico aereo sul clima. Il pacchetto di misure definito per ridurre le emissioni di CO2 dell'aviazione civile svizzera è parte integrante della strategia del Consiglio federale per uno sviluppo sostenibile 2012-2015. Esso illustra i provvedimenti, previsti o in fase di attuazione in Svizzera e a livello europeo, finalizzati all'impiego di aeromobili più ecologici e che interessano le operazioni di volo, l'infrastruttura a terra e lo spazio aereo. Il pacchetto prevede inoltre misure orientate al mercato, segnatamente lo scambio di emissioni. Il piano d'azione dovrebbe essere valutato e aggiornato entro la metà del 2015.</p><p>Il traffico aereo copre in ampia misura i propri costi diretti anche senza beneficiare di aiuti statali. L'esenzione del traffico internazionale charter e di linea dall'imposta sugli oli minerali comporta, per la Confederazione, una perdita di potenziali introiti pari a circa 1,3 miliardi di franchi all'anno. L'esenzione si fonda sui requisiti della Convenzione di Chicago e sulle relative decisioni emanate dall'OACI nonché su più di 140 accordi aerei stipulati tra la Svizzera e Stati esteri. Detti accordi escludono la possibilità di una simile tassazione.</p><p>A livello europeo attualmente non viene riscossa alcuna tassa sui biglietti aerei per finanziare misure di protezione dell'ambiente. Alcuni Stati dell'UE, quali la Germania, l'Austria, la Francia, l'Irlanda, l'Italia e il Regno Unito hanno sì introdotto una tassa sui biglietti aerei, ma unicamente per ragioni fiscali. In questi ultimi anni, viste le esperienze negative, la Danimarca, la Norvegia e i Paesi Bassi l'hanno di nuovo soppressa dopo che molti passeggeri, per ragioni di costo, avevano iniziato a optare per rotte più lunghe, passando per aeroporti esteri. Se una simile tassa venisse introdotta anche in Svizzera, i passeggeri sceglierebbero rotte più lunghe e meno ecologiche, con conseguenti perdite di introiti per l'industria aeronautica elvetica. L'introduzione di una tassa sui biglietti aerei a carattere fiscale presupporrebbe inoltre un'esplicita base costituzionale.</p><p>Con riferimento alle misure orientate al mercato, nel quadro della revisione della legge sul CO2 il Consiglio federale si è espresso a favore dell'integrazione del traffico aereo in un sistema di scambio delle emissioni. Nel dicembre 2009 ha conferito ai servizi dell'amministrazione un mandato negoziale inteso a creare un nesso tra i sistemi di scambio delle emissioni europeo e svizzero. I negoziati si trovano già in una fase relativamente avanzata per cui, a breve, dovrebbe essere possibile collegare i due sistemi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.