Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/246795

<h2>SubmittedText<h2><p>Con la modifica del 13 aprile 2022 dell'ordinanza sui pagamenti diretti, il Consiglio federale ha introdotto numerosi nuovi programmi, tra cui il "contributo per il pascolo".</p><p>Le esigenze di questo contributo sono elevate e nella pratica non possono essere adempiute da tutte le categorie di animali. Tra le condizioni per partecipare al programma, oltre alla quota di foraggio ottenuto da pascoli, si annovera in particolare l'obbligo di uscita regolare all'aperto (URA) per tutte le categorie di animali, quindi anche per i vitelli di età inferiore a 160 giorni. Nella pratica, sia i detentori di animali sia i veterinari disapprovano l'uscita di questi animali molto giovani. A seconda dell'ubicazione e dell'infrastruttura disponibile, i vitelli sono esposti a notevoli sbalzi di temperatura e ciò ha ripercussioni negative sulla loro salute, in particolare nel periodo freddo dell'anno.</p><p>Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Attualmente soltanto il 40 per cento circa dei vitelli è tenuto conformemente alle prescrizioni URA. Qual è la partecipazione delle aziende per zona e indirizzo di produzione?</p><p>2. Perché il Consiglio federale vuole mantenere l'obbligo URA per i vitelli molto giovani nonostante le preoccupazioni della pratica riguardo al suo impatto sulla loro salute? Con tale obbligo quali obiettivi concreti dell'Iv.Pa. 19.475 possono essere conseguiti?</p><p>3. Una partecipazione al programma "contributo per il pascolo" è possibile unicamente se tutti gli animali dell'azienda adempiono l'obbligo URA. Quali effetti sulla partecipazione al programma sul pascolo si attende il Consiglio federale da quest'obbligo URA per tutte le categorie?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nell'ambito dell'esecuzione dei pagamenti diretti non vengono rilevati dati sulla partecipazione ai diversi programmi secondo i rami di produzione. Pertanto non è possibile effettuare un'analisi sulla partecipazione al programma da questo punto di vista.</p><p>Nel caso dei vitelli, dalla zona di pianura (animali di sesso femminile 39 %, animali di sesso maschile 36 %) fino alla zona di montagna IV (animali di sesso femminile 62 %, animali di sesso maschile 56 %), la partecipazione delle aziende al programma URA secondo la zona è in costante crescita.</p><p>2. A complemento del programma URA, il contributo per il pascolo mira a promuovere sistemi di pascolo completo sull'insieme dell'azienda in quanto garantiscono una detenzione estremamente rispettosa delle esigenze degli animali e, parallelamente, forniscono un notevole contributo alla riduzione delle emissioni di ammoniaca e quindi al raggiungimento dell'obiettivo dell'Iv.Pa. 19.475 nell'ambito della riduzione delle sostanze nutritive (art. 6a LAgr). Secondo questo obiettivo, oltre all'assunzione di foraggio al pascolo, anche la detenzione di tutte le categorie di età nel programma URA rientra tra le condizioni per beneficiare dei contributi.</p><p>La detenzione dei vitelli all'aperto e il contatto che essa consente di instaurare con l'esterno e l'ambiente ha molti benefici sulla salute e sul benessere degli animali, tra le altre cose per la minore concentrazione di gas nocivi, la carica batterica inferiore, nonché per l'esposizione alla luce solare e ai diversi stimoli climatici. Conformemente alla legge sulla protezione degli animali, deve essere garantita la necessaria protezione contro le intemperie e occorre tener presente le condizioni della detenzione all'esterno. La detenzione dei vitelli in stalle con clima esterno è già diffusa, segnatamente in diversi indirizzi di produzione (detenzione di vacche madri e da latte, ingrasso di vitelli e di torelli). I problemi di salute nella detenzione dei vitelli non sono quindi riconducibili alle condizioni URA.</p><p>3. La partecipazione ai programmi dei pagamenti diretti "contributo per il pascolo" e URA è facoltativa, pertanto non si può parlare di obbligo URA. Con l'introduzione del contributo per il pascolo vengono decisamente attenuati i requisiti finora vigenti per i contributi URA, senza ridurre le aliquote di contribuzione. Questo consente di partecipare al programma anche ai produttori di bovini che finora non erano in grado di garantire la copertura del fabbisogno giornaliero di sostanza secca con foraggio ottenuto dai pascoli nella misura del 25 per cento.</p><p>Come precedentemente esposto, il nuovo contributo per il pascolo, a complemento dei contributi URA già esistenti, promuove un sistema di pascolo completo. Mediante contributi elevati, offre incentivi per convertire di conseguenza il sistema di produzione. L'aliquota di contribuzione di 350 franchi per unità di bestiame grosso (UBG), rispettivamente di 530 franchi per UBG nel caso dei vitelli di età inferiore a 160 giorni, compensa adeguatamente le prestazioni supplementari correlate.</p><p>Nel calcolo del fabbisogno di fondi destinati al contributo per il pascolo nel quadro del pacchetto di ordinanze relative all'iniziativa parlamentare 19.475, viste le elevate esigenze del programma, si era presupposta una partecipazione del 20 per cento circa. I primi riscontri dei Cantoni in merito alle iscrizioni al programma non fanno presagire che la partecipazione sarà più bassa del previsto.</p>  Risposta del Consiglio federale.