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Lo ha annunciato il presidente Alexander Lukashenko, duramente contestato in patria dopo la sua rielezione in odore di brogli
La Bielorussia ha dispiegato le unità da combattimento dell'esercito ai suoi confini occidentali e le ha portate in piena operatività. Lo ha detto il presidente Alexander Lukashenko, citato da Ria Novosti.
Nel frattempo la giornata odierna è stata caratterizzata da uno scambio acceso di messaggi tra i governi occidentali e il presidente russo Vladimir Putin, che già nei giorni scorsi aveva fatto capire di essere dalla parte del presidente Lukashenko, rieletto il 9 agosto fa in una consultazione in odore di brogli.
In mattinata la cancelliera tedesca Angela Merkel ha discusso con Putin della questione, dichiarando che il "governo bielorusso deve impegnarsi ad evitare la violenza contro i manifestanti pacifici, rilasciare immediatamente i prigionieri politici e avviare un dialogo con l'opposizione e la società per superare la crisi". Putin, dal canto suo ha bollato come "inaccettabile" qualsiasi interferenza straniera nella questione. Più tardi, è stato il presidente francese Emmanuel Macron a sollecitare Putin, domandandogli di "favorire la pacificazione e il dialogo". Da Mosca la risposta non è però cambiata: "Niente interferenze".