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L'ateneo ha riconosciuto «il grave errore», ma ha deciso di non revocare l'attestato e optare per altre misure
LOSANNA - Il dottorato honoris causa concesso nel 1937 dall'università di Losanna (UNIL) a Benito Mussolini, allora Duce e capo di governo in Italia, è stato un «grave errore». Tuttavia, il gruppo di lavoro istituito per far luce sulla vicenda non raccomanda un revoca postuma del titolo onorifico. Propone invece quattro misure che la direzione dell'ateneo losannese ha già accolto.
Secondo gli esperti, il dottorato honoris causa al Duce costituiva una legittimazione di un regime criminale e della sua ideologia. Invita pertanto l'UNIL a riconoscere e assumere questo «grave sbaglio» commesso dalle istanze universitarie e politiche dell'epoca.
Il gruppo di lavoro, composto di quindici persone - in particolare ricercatori, storici, professori d'etica e giuristi - provenienti da sette facoltà e appoggiate da diversi esperti esterni, ha lavorato due anni su questo tema controverso. Era infatti stato istituito nel settembre 2020 dalla direzione dell'UNIL.
L'obiettivo era di andare al di là del "libro bianco" pubblicato nel 1987 e di aiutare la direzione dell'alta scuola vodese «a riconsiderare o persino modificare con piena cognizione di causa la sua posizione istituzionale nel modo più equo possibile».
In risposta al rapporto, la direzione dell'UNIL ribadisce oggi chiaramente che consegnando il titolo onorifico al dittatore italiano, «l'Università di Losanna è venuta meno alla sua missione e ai suoi valori accademici fondati sul rispetto dell'individuo e della libertà di pensiero».
Secondo gli esperti, tuttavia, «la revoca del dottorato a Mussolini darebbe l'illusione che la decisione presa - con piena cognizione di causa - a suo tempo potrebbe essere 'corretta' oggi. Orbene, tale risposta resterebbe incompleta. La realtà dei fatti (un'università, in una situazione democratica ha onorato un fascista notorio) è indelebile, e lo stesso dicasi per la realtà materiale del diploma».
Quattro misure
Il gruppo di lavoro propone, al suo posto, quattro misure per guidare una «politica basata sulla memoria», subito adottate dalla direzione dell'UNIL. In primis, chiede l'apertura di un sito internet interamente dedicato alla vicenda, con il rapporto pubblicato oggi.
In secondo luogo, preconizza lo sblocco di un fondo annuale per lanciare progetti di ricerca, «orientati verso lo studio dello sviluppo di ideologie totalitarie ispirate al fascismo e ai meccanismi di adesione a tali ideologie». Tale misura potrebbe includere l'organizzazione di un convegno sul tema.
In terzo luogo, propone l'istituzione di un premio di ricerca accademico o di un'attività culturale, sempre sulla stessa tematica. Infine, chiede l'attuazione di un atelier di mediazione scientifica a destinazione delle scuole dell'obbligo e superiori nonché del pubblico.
All'epoca, il titolo onorifico fu conferito a Mussolini «per aver concepito e realizzato in patria un'organizzazione sociale che ha arricchito la scienza sociologica e che lascerà un segno profondo nella storia».
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