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Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, si è detto preoccupato per la situazione in Kosovo, sottolineando come il persistere delle tensioni nel nord si ripercuota pesantemente sul dialogo fra Belgrado e Pristina e sui colloqui relativi alla prospettiva europea dell'intera regione balcanica.
Nel suo rapporto presentato al consiglio di sicurezza ieri sera, come riferiscono i media a Belgrado, si esprime soddisfazione per l'avvio del dialogo fra le parti e per il raggiungimento delle prime intese, ma si esprime delusione e preoccupazione per il lento processo di ritorno dei profughi e per gli scarsi risultati nell'accertamento della sorte dei dispersi. Fonte di preoccupazione è anche il referendum che i serbi del nord intendono tenere il 14 e 15 febbraio sull'accettazione della sovranità di Pristina.
"Nonostante le tensioni si siano ridotte, io resto preoccupato per la situazione instabile, che comporta rischi continui di provocazioni e di escalation di tensioni interetniche", ha detto Ban Ki-moon nel suo rapporto sul Kosovo. Nel dibattito al consiglio di sicurezza seguito alla presentazione del rapporto, gli ambasciatori di Usa, Gb, Francia e Germania hanno condannato le barricate erette dai serbi del nord e hanno sollecitato una inchiesta esauriente sulle denunce di traffico di organi umani ai danni dei serbi del Kosovo.