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I comuni non dovrebbero esaminare per iscritto le nozioni linguistiche dei candidati alla naturalizzazione, stima la Commissione federale degli stranieri.
Ad essere valutata deve essere prima di tutto la loro capacità nel comunicare oralmente, secondo un rapporto dell'Università di Friburgo.
I comuni non dovrebbero esaminare attraverso dei test scritti le conoscenze linguistiche di un candidato alla naturalizzazione.
È quanto ha chiesto lunedì la Commissione federale degli stranieri (CFS), secondo la quale ci si dovrebbe soprattutto concentrare sulle competenze verbali.
La raccomandazione indirizzata dalla CFS ai comuni si basa su un rapporto effettuato dal Centro didattico e di ricerche sulle lingue straniere dell'Università di Friburgo.
Lo studio era stato richiesto dalla CFS per rispondere ai numerosi quesiti suscitati dal valore e dai metodi dei test di lingua ai quali i candidati all'ottenimento della cittadinanza svizzera devono sottoporsi in molti comuni.
Non sono una prova di una riuscita integrazione
"Le conoscenze di una lingua nazionale non sono né una prova evidente di una buona integrazione, né di un'integrazione fallita", scrive la commissionenel suo comunicato. Inoltre, il criterio della lingua è solo in apparenza facilmente esaminabile.
Per tale ragione, la CFS chiede ai comuni di rinunciare ai test scritti e di giudicare piuttosto le attitudini alla comunicazione orale.
Per quei comuni che non volessero rinunciare ai test, la commissione ha emanato una serie di raccomandazioni. I candidati dovrebbero essere informati con precisione su cosa ci si aspetta da loro e sulle offerte di corsi di lingua.
Gli esperti chiedono inoltre che a livello di regioni o cantoni si elaborino criteri uniformi per valutare le competenze linguistiche. I diplomi di lingua andrebbero inoltre riconosciuti quale prova delle capacità acquisite dal candidato.
Primi test nel 2004
Il dibattito sugli esami linguistici per i candidati alla naturalizzazione era iniziato nel 2004, quando il comune bernese di Ostermundigen aveva introdotto simili disposizioni.
Da più parti erano state sollevate critiche, poiché le persone poco avvezze alla lettura e all'espressione sarebbero praticamente escluse in partenza. Inoltre, in Svizzera tedesca la situazione è ancor più complicata poiché l'esame è effettuato in buon tedesco e non in dialetto.
I fautori degli esami scritti adducono invece che essi offrono ai comuni migliori possibilità di verificare l'idoneità dei candidati e creano un'unica unità di misura valevole per tutti.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Chiunque vuole acquisire la nazionalità svizzera deve prima di tutto ottenere un'autorizzazione federale di naturalizzazione, che viene concessa in base a un certo numero di criteri (anni trascorsi in Svizzera, integrazione,...).
La richiesta di naturalizzazione è poi esaminata dai comuni e dai cantoni, che possono porre in maniera autonoma delle condizioni per il rilascio della nazionalità elvetica, come ad esempio le conoscenze della lingua.
In breve
La Commissione federale degli stranieri (CFS) è stata istituita nel 1970. È una commissione extraparlamentare di esperti che dipende dal Dipartimento federale di giustizia e polizia.
Si occupa di questioni sociali, economiche, culturali, politiche, demografiche e giuridiche allo scopo di incoraggiare la coabitazione tra stranieri e popolazione svizzera. Dà il suo avviso al Governo su questioni relative alla politica d'integrazione.
La commissione è composta da circa 30 membri, la metà dei quali sono di nazionalità straniera.