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BERNA - Il Consiglio federale ha gestito bene la crisi legata alla pandemia di coronavirus, secondo Gerhard Pfister. «Circa il 90% delle sue decisioni sono state buone», afferma il presidente del PPD in un'intervista pubblicata oggi da Le Temps, indicando tuttavia che occorrerà trarne lezione.
«In mancanza di informazioni sufficienti sulla diffusione del virus e di esperienza nell'applicazione della legge sulle epidemie, (il governo, ndr) ha dovuto improvvisare molto. È comunque riuscito a risolvere la maggior parte dei problemi», ha dichiarato Pfister.
Il consigliere nazionale zughese, «molto felice» di non aver dovuto scegliere lui tra i rischi sanitari e quelli economici, «pensa che il Consiglio federale abbia trovato il buon equilibrio. È riuscito in pochissimo tempo a istituire un aiuto efficace per le imprese».
Il presidente del PPD rileva inoltre che il Consiglio federale ha trovato un buon ritmo per il deconfinamento. «Ciò non è stato facile» a causa delle forti pressioni esercitate dagli ambienti economici che volevano rilanciare le attività il più velocemente possibile. «Era importante attendere che il numero delle nuove infezioni si stabilisse sotto i 100 casi al giorno», per assicurare il tracciamento dei contagi, sottolinea Pfister.
Per quanto riguarda le lacune, il presidente del PPD indica la mancanza delle mascherine di protezione. «Dovremo assicurarci di avere sufficiente materiale di protezione, nel caso in cui un nuovo virus dovesse propagarsi».
Rimprovera anche al governo federale di aver perso la sua unità durante la seconda fase della crisi. «Le proposte che Alain Berset prevedeva di fare sono regolarmente trapelate». Pfister denuncia pure interviste rilasciate dal responsabile del Dipartimento degli affari esteri Ignazio Cassis e dal ministro delle finanze Ueli Maurer che «hanno indebolito la credibilità del collegio».