Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/166828

<h2>SubmittedText<h2><p>La prevista acquisizione di Syngenta da parte del gruppo statale Chem China solleva numerosi interrogativi. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Le basi della nostra alimentazione sono sempre più nelle mani di un numero via via inferiore di grandi aziende. Per tale motivo, le autorità statunitensi seguono con preoccupazione la prevista acquisizione. Le autorità svizzere non nutrono alcuna riserva nei confronti di questo processo di concentrazione nel settore delle sementi e dell'agrochimica?</p><p>2. Il Consiglio federale come pensa di garantire in futuro, in Svizzera, la libertà di scelta nel settore delle sementi e nell'agricoltura in generale nonché una ricerca indipendente?</p><p>3. Secondo il Consiglio federale, quali conseguenze avrebbe sull'agricoltura svizzera la prevista acquisizione di Syngenta da parte di Chem China?</p><p>4. Non vi è riserva alcuna riguardo al fatto che mediante la fusione e il miglior accesso a diversi mercati si incentivi, a livello globale, un'agricoltura dall'uso intensivo di sostanze chimiche e dannosa per il clima e l'ambiente, in contrasto con l'opinione di qualsiasi esperto nonché con i principi della strategia della qualità svizzera per l'agricoltura? </p><p>5. Una statalizzazione di Syngenta non spiana la strada alla Cina per elevarsi, assieme agli USA, a potenza mondiale nel settore agricolo e per contribuire, in tale tandem, all'affermazione degli organismi geneticamente modificati (OGM)? Cosa significherebbe ciò per la moratoria svizzera sull'ingegneria genetica?</p><p>6. Il processo di concentrazione ha effetti anche su brevetti e diritti sulle sementi. Il Consiglio federale come si pone rispetto alla crescente tendenza a brevettare piante coltivate convenzionalmente, ormai nelle mani di sempre meno aziende, e quali misure sono previste per contrastare sviluppi negativi?</p><p>7. Che garanzie esistono che la sede principale di Syngenta, che in Svizzera conta circa 2500 posti di lavoro, non venga trasferita in Cina? Prima di approvare tale acquisizione, il Consiglio federale non dovrebbe pretendere più di una dichiarazione d'intenti non vincolante sul mantenimento dei posti di lavoro in Svizzera?</p><p>8. Ci saranno ancora obblighi di rendiconto nei confronti dell'opinione pubblica (svizzera) se Syngenta verrà statalizzata da Chem China? Sarebbe possibile avanzare una richiesta vincolante in tal senso?</p><p>9. Il Consiglio federale come può garantire che Syngenta, numero 1 sul mercato mondiale dei pesticidi, rispetti gli standard ambientali e i diritti dell'uomo dopo l'avvenuta statalizzazione da parte della Cina?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è critico nei confronti dei processi di concentrazione nel settore della selezione vegetale qualora questi comportino una diminuzione dei programmi di selezione e dell'eterogeneità di varietà e risorse fitogenetiche. Ciò inciderebbe negativamente sull'offerta di varietà vegetali idonee per l'agricoltura svizzera e internazionale.</p><p>2. Già nel 2012 il Consiglio federale ha lanciato l'elaborazione di una strategia sulla selezione vegetale in Svizzera. La valenza che questi attribuisce alla libertà di scelta delle sementi, a livello nazionale e internazionale, è grande.</p><p>Nel piano d'azione relativo alla strategia selezione vegetale si prospetta l'istituzione di un centro svizzero per la selezione vegetale creando presupposti sostanzialmente migliori per la ricerca in questo campo e per lo sviluppo di novità varietali. Il centro sarà a disposizione di Agroscope, PFZ, FiBL e di selezionatori privati. Con la recente nomina del titolare della nuova cattedra di selezione vegetale molecolare presso il PFZ viene ulteriormente consolidata la posizione della ricerca.</p><p>3. A breve e medio termine non si prevedono conseguenze dovute all'acquisizione. In Svizzera la quota di mercato delle varietà di Syngenta per le principali specie coltivate a scopo agricolo è molto bassa o addirittura inesistente.</p><p>4. Il Consiglio federale non vede alcun nesso diretto tra l'organizzazione dei grandi gruppi e la sostenibilità dei sistemi agricoli. Gli effetti indesiderati di determinati sistemi di coltivazione e di gestione vanno contrastati mediante norme internazionali e legislazioni nazionali.</p><p>5. Dal punto di vista del Consiglio federale l'acquisizione non tange in alcun modo la moratoria svizzera sull'ingegneria genetica.</p><p>6. La Svizzera è membro dell'Unione internazionale per la protezione delle varietà vegetali (UPOV). A differenza della tutela brevettuale, il sistema UPOV è impostato ad hoc in base alle esigenze della selezione vegetale e ha fatto sì che oggigiorno la selezione, soprattutto quella finanziata privatamente, fornisca all'agricoltura varietà valide. Il Consiglio federale si impegna a livello internazionale per rafforzare e perfezionare la protezione delle varietà. Le varietà vegetali e, sostanzialmente, le procedure di selezione biologiche non possono essere brevettate. Il Consiglio federale non vede, pertanto, alcuna necessità d'intervento.</p><p>7. È impossibile garantire a lungo termine il mantenimento dei posti di lavoro in seno a un'azienda. Secondo il prospetto dell'offerta, Syngenta intende mantenere la propria sede principale in Svizzera anche dopo l'acquisizione da parte di Chem China. Per il Consiglio federale non vi è alcuna possibilità, sul piano legale, di richiedere garanzie a tal proposito.</p><p>Grazie alle condizioni quadro tuttora superiori alla media, la Svizzera è una delle piazze più competitive e di successo, dove si sviluppano e si fabbricano prodotti che sono sinonimo di qualità eccellente e godono di notevole fiducia in tutto il mondo. Questi vantaggi legati, per così dire, al Paese vanno ulteriormente promossi, cosicché i grandi gruppi come Syngenta rimangano in Svizzera.</p><p>8. Finché resta una società anonima svizzera quotata in borsa, Syngenta è assoggettata a tutti gli obblighi di trasparenza previsti dalla legislazione sui mercati finanziari, tra i quali rientrano l'obbligo della pubblicità ad hoc e quello di trasparenza sui principali azionisti. È inoltre tenuta a pubblicare annualmente la relazione sulla gestione e quella sulle retribuzioni. Una statalizzazione sarebbe pertanto riconoscibile.</p><p>9. In quanto azienda con sede in Svizzera, Syngenta è assoggettata al diritto svizzero, e dunque agli standard elvetici in materia di ambiente e diritti umani, anche dopo l'acquisizione da parte di Chem China. Dalle aziende operative o con sede in Svizzera il Consiglio federale si attende che nell'esercizio di tutte le loro attività rispettino le prescrizioni di legge all'interno del Paese e all'estero, che adempiano gli accordi tra parti sociali e gli altri contratti e che applichino le linee guida e gli standard riconosciuti a livello internazionale per una gestione aziendale responsabile (CSR).</p>  Risposta del Consiglio federale.