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PECHINO - Un focolaio di coronavirus esploso nella città di Putian, nel Fujian, ha costretto le autorità a procedere con la solita rigidità a cui ci hanno abituato le autorità cinesi, per bloccare sul nascere la diffusione del virus.
3,2 milioni di persone - tanti sono gli abitanti di Putian - sono finiti infatti in lockdown in seguito all'aumento dei tamponi positivi al Covid, per un totale di 43 casi tra il 10 e il 12 settembre. Lo riporta l'agenzia di stampa Reuters, sulla base dei dati della Commissione Nazionale della Sanità (NHC).
I residenti sono ora stati invitati «a non lasciare la città» se non per «motivi essenziali», con alcune entrate e uscite autostradali che sono state chiuse. Oltre a ciò, i servizi di bus e i taxi sono stati momentaneamente sospesi, e sono stati chiusi anche cinema, palestre e altri luoghi di svago. I ristoranti avranno orari di lavoro ridotti e per gli studenti, le lezioni in presenza, nelle scuole, sono state interrotte.
Le prime infezioni, trovate durante alcuni test di routine, sono state rilevate in studenti delle scuole elementari nella contea di Xianyou, a Putian. Rintracciando la catena dei contagi, i funzionari sospettano che il focolaio potrebbe essere sorto dal padre di uno dei bambini, che è recentemente stato a Singapore.
Intanto, l'emittente statale CCTV ha riferito che la situazione a Putian è «seria e complessa», e che le autorità si aspettano «l'emerge di nuovi casi nelle comunità, nelle scuole e nelle aziende». A quanto è venuto a galla dai risultati preliminari, i contagi sono riconducibili alla varante Delta del Covid.
Oltre alle misure di confinamento, le autorità stanno procedendo con un applicazione di massa dei test, volti a identificare e isolare con rapidità i casi positivi.
L'ultimo focolaio in Cina, lo ricordiamo, ha colpito la provincia di Jiangsu, ed è durato circa un mese.
Un focolaio di coronavirus esploso nella città di Putian, nel Fujian, ha costretto le autorità a procedere con la solita rigidità a cui ci hanno abituato le autorità cinesi, per bloccare sul nascere la diffusione del virus.