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Lo straordinario risultato ottenuto dalla Croazia in Russia ha fatto scattare i paragoni con la squadra che nel 1998 si classificò terza dopo essersi arresa proprio alla Francia in semifinale. Davor Suker, vent'anni fa capocannoniere del Mondiale con sei reti ed oggi presidente della Federazione croata, adesso ai paragoni non pensa e vuole solo godersi il momento di festa per la finale raggiunta: "Nel 1998 conquistammo un incredibile terzo posto - ha sottolineato il 50enne - ma ora la squadra è riuscita ad andare oltre e questo è un ottimo risultato per un paese che ha solo quattro milioni di abitanti".
Come quella del 1998, anche questa generazione di calciatori croati è composta da grandi individualità. E soprattutto di quel DNA che fa dei croati un piccolo popolo dalla spiccata natura sportiva. Non si possono infatti dimenticare il cestista Drazen Petrovic, gli sciatori Janica e Ivica Kostelic, i vari tennisti presenti nel circuito ATP e la plurimedagliata nazionale di pallanuoto. Sportivi che, come ha sottolineato Suker, non possono prescindere dal senso di appartenenza alla loro nazione.
- Il servizio con Davor Suker (Rete Uno Sport 12.07.2018, 12h30)