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Il Consiglio nazionale si oppone all'introduzione di un congedo paternità di due settimane. Lo ha deciso oggi respingendo - con 97 voti a 90 e 5 astenuti - un'iniziativa parlamentare di Martin Candinas (PPD/GR). Il testo è così definitivamente bocciato.
L'autore dell'iniziativa sosteneva che "la presenza del padre dopo la nascita di un figlio è indispensabile per un buon inizio della vita familiare. Con l'arrivo del primogenito, i genitori devono adattarsi alla nuova situazione e impegnarsi a costruire un rapporto con il neonato. Se vi sono già altri figli, occorre occuparsi anche di loro. A tale scopo anche i padri necessitano di un congedo dall'attività lavorativa".
Il congedo avrebbe dovuto essere finanziato mediante le indennità per perdita di guadagno (IPG) con un tasso di sostituzione dell'80% e un'indennità giornaliera massima di 196 franchi.
Regine Sauter (PLR/ZH) ha affermato, a nome della commissione, che le intenzioni del testo sono nobili, e già oggi numerosi datori di lavoro concedono giorni liberi supplementari ai papà. Ma si tratta "di un gesto caro, che non ci possiamo permettere", ha specificato. È compito delle famiglie organizzarsi.
SDA-ATS