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In quattro anni, le prescrizioni dello psicofarmaco sono aumentate di quasi sette volte. Principali pazienti, i bambini iperattivi.
Le prescrizioni di Ritalin in Svizzera sono aumentati di quasi sette volte dal 1996 al 2000. La maggior parte delle persone a cui è somministrato il controverso psicofarmaco a base di metilfenidato è costituita da bambini iperattivi. Il fenomeno è seguito attentamente dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) che ha condotto uno studio approfondito nel canton Neuchâtel.
Nel cantone romando, sull'arco dei quattro anni presi in rassegna, il numero di pazienti curati con il Ritalin è passato da 76 a 433, pari a una progressione del 470 per cento, indica l'UFSP nel suo Bollettino pubblicato lunedì. Parallelamente è pure nettamente cresciuta la dose prescritta.
80% dei pazienti sono bambini
Nel 2000, la fascia d'età fra i 5 e i 14 anni costituiva l'80 per cento dei pazienti trattati con questa amfetamina, contro il 56 per cento nel 1996. La fascia d'età in cui è maggiormente prescritto il Ritalin resta quella fra gli 8 e gli 11 anni. La quota dei maschi rimane nettamente più elevata, ma quella delle femmine fra il 1996 e il 2000 è comunque più che raddoppiata, salendo dall'8 al 19 per cento.
Nel 2000 nel canton Neuchâtel, all'1,8 per cento dei ragazzi fra i 5 e i 14 anni - il 2,9 per cento dei maschi e lo 0,7 per cento delle femmine - è stato somministrato almeno una volta questo psicofarmaco. Secondo l'UFSP, fra il 5 e il 10 per cento dei bambini soffre di disturbi dell'attività. Le terapie a base di Ritalin sono dunque ancora nettamente inferiori a questa soglia.
Trattamenti su brevi periodi
Dallo studio è inoltre emerso che la maggior parte dei trattamenti è concentrata su brevi periodi. La somministrazione per un anno intero è rara. L'UFSP ha inoltre denotato una miglior conoscenza dei professionisti della sanità e dei genitori sui «disordini da iperattività».
In conclusione, lo studio osserva che, una volta fatta una seria diagnosi, l'uso di metilfenidato può contribuire, assieme ad un sostegno psicologico, ad aiutare le persone affette da disturbi di iperattività.
I ricercatori prudentemente consigliano di non estrapolare i risultati neocastellani a livello nazionale, considerate le grandi differenze culturali. Tuttavia, la situazione globale della Svizzera non dovrebbe essere molto diversa.
swissinfo e agenzie