Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/190056

<h2>SubmittedText<h2><p>Quando vengono attribuiti mandati di prestazione e stilati accordi sulle prestazioni nel campo dei media elettronici, l'attuazione e l'adempimento devono poter essere valutati in modo indipendente e applicando criteri equi. Adesso questo compito è svolto dalla Fondazione Mediapulse nel quadro della ricerca sull'utenza radiotelevisiva, come sancito nella LRTV. Alla luce dell'attuale panorama mediatico, tuttavia, il metodo di indagine attualmente impiegato per misurare gli indici di audience delle emittenti televisive, tramite dispositivi installati fisicamente negli apparecchi televisivi, è ormai sorpassato e svantaggia le emittenti più piccole.</p><p>A questo proposito il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide il parere che l'attuale sistema di rilevamento avvantaggi principalmente le grandi emittenti private estere e la SSR, il cui consumo è rilevato su circa 1200 apparecchi domestici nella Svizzera tedesca, mentre siano le piccole emittenti a pagarne le conseguenze, la cui fruizione è registrata con un numero di apparecchi in confronto ridotto (nella zona di diffusione di "Telebasel" sono impiegati soltanto 102 dispositivi di rilevamento)?</p><p>2. Pensa sia possibile migliorare l'attuale sistema di rilevamento rendendolo più rappresentativo?</p><p>3. Una soluzione potrebbe essere quella di obbligare Swisscom e gli operatori delle reti cablate come UPC a integrare nella ricerca sull'utenza i dati molto precisi che vengono generati dai set-top box installati presso i clienti?</p><p>4. Condivide l'opinione che anche nel nuovo ordinamento della futura legge sui media sarà necessario disciplinare legalmente una ricerca sull'utenza indipendente e che goda di ampio consenso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le piccole emittenti private non sono svantaggiate dalla ricerca svizzera sull'utenza dei media, ne sono anzi oggi favorite grazie a un campione sovradimensionato rispetto alla ridotta estensione delle zone di copertura, così come prescritto dalla legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40). Secondo l'articolo 78 capoverso 2 LRTV alle emittenti radiotelevisive nelle regioni di montagna e periferiche i dati devono essere messi a disposizione in forma qualitativamente comparabile. Secondo gli esperti, nel raffronto internazionale oggi la ricerca sull'utenza radiotelevisiva in Svizzera ha raggiunto un livello qualitativo assai elevato quanto a design di ricerca, qualità dei campioni e contenuto degli studi (cfr. studio UFCOM "Ricerca sulla fruizione dei media nel confronto internazionale", Publicom, 2017).</p><p>Anche se la fondazione Mediapulse riceve annualmente una quota del canone di ricezione, il settore si fa carico della maggior parte dei costi della ricerca sull'utenza. In quest'ambito la maggior parte dei costi ricade sulla SSR e sulle grosse emittenti private estere. Un aumento del numero degli apparecchi di rilevamento sarebbe in linea di principio possibile, ma rientrerebbe nella competenza del settore e implicherebbe importanti costi aggiuntivi.</p><p>2./3. Mediapulse sviluppa costantemente la ricerca sull'utenza in collaborazione con il settore. Ciò viene semplificato dal fatto che le associazioni del ramo radiofonico, televisivo e pubblicitario sono rappresentate nei comitati interni responsabili. La legge non prevede alcuna disposizione riguardo alla tipologia e alla struttura della ricerca sull'utenza: prescrive unicamente - oltre al fatto che devono essere favorite le emittenti nelle regioni di montagna - che tale ricerca deve soddisfare criteri scientifici. Nell'ambito di questo sviluppo, in collaborazione con i fornitori di servizi di telecomunicazione viene anche valutato in quale misura i dati di terzi, ad esempio raccolti dalle set top box, potrebbero essere integrati nel design di ricerca. Occorre partire dal presupposto che soprattutto le piccole emittenti possono trarre vantaggio da simili approcci ibridi.</p><p>4. La ricerca sull'utenza per la radiotelevisione gode oggi di ampio consenso. La coscienza del suo valore è saldamente radicata nel settore e pertanto questo genere di ricerca non necessita più di tutela legislativa. Con la legge federale sui media elettronici il Consiglio federale ha pertanto posto in consultazione un avamprogetto che prevede di non disciplinare più nella legge la ricerca sull'utenza, lasciando tale compito alla branca come nel caso dei media stampati e on line. Quasi tutti i Paesi europei adottano questa prassi secondo cui la ricerca sull'utenza radiotelevisiva è organizzata e finanziata autonomamente dal settore stesso.</p>  Risposta del Consiglio federale.