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Passo indietro di Credit Suisse: la grande banca non integrerà il private banking svizzero nella gestione patrimoniale globale come previsto inizialmente. L’istituto ha deciso così di rinunciare in parte alla sua riorganizzazione annunciata lo scorso autunno.
A novembre 2021, il numero due bancario elvetico aveva annunciato che l’attività di amministrazione patrimoniale, che in precedenza era distribuita su tre divisioni, sarebbe convogliata in un’unica unità. Da gennaio 2022, Credit Suisse prevedeva quattro comparti: Wealth Management, Investment Bank, Swiss Bank e Asset Management. Gli affari dovevano essere a loro volta separati secondo un poker di regioni geografiche, ovvero Svizzera, Europa, Medio Oriente e Africa (Emea), Asia-Pacifico e Americhe.
Da aprile, tuttavia, l’unità Swiss Private Banking sarà nuovamente integrata nell’unità Swiss Bank, di cui faceva tradizionalmente parte. La banca privata svizzera si rivolge a clienti con depositi tra 250’000 e 50 milioni di franchi.
Contattato dall’agenzia finanziaria Awp, l’istituto bancario ha confermato ieri in serata alcune notizie pubblicate dal portale Finews e dall’agenzia Reuters. La decisione di fare marcia indietro è stata presa su richiesta dei clienti, ha detto un portavoce di Credit Suisse. Con questa mossa, vengono smantellate le strutture e le idee dell’ex Ceo Tidjane Thiam.