Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/92723

<h2>SubmittedText<h2><p>A prosieguo della mia interpellanza 09.3235, "Crisi mediatica. Cosa fa la Confederazione?", pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. In che modo il Consiglio federale è disposto a impegnarsi "a favore di progetti di ricerca che analizzino il cambiamento mediatico nonché le possibilità per una produzione e un finanziamento durevoli di un giornalismo di qualità", come dichiarato nella sua risposta alla mia suddetta interpellanza?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a valutare la possibilità di destinare una parte delle future entrate derivanti dal rilascio di concessioni per i giochi d'azzardo via Internet alla promozione e al mantenimento della buona qualità del giornalismo?</p><p>3. In che modo la Confederazione tiene conto nella sua attività pubblica della diminuzione dell'informazione politica nei media?</p><p>4. La Confederazione può contribuire a compensare questa mancanza dei media attraverso proprie misure in materia di comunicazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Con le tasse di concessione versate dalle emittenti radiotelevisive svizzere vengono finanziati ogni anno progetti di ricerca nell'ambito della radiotelevisione, per un importo totale di circa 1 milione di franchi. Dal 2008 una parte consistente di questi fondi è destinata al monitoraggio dei programmi radiotelevisivi della SSR nonché delle radio OUC e delle televisioni regionali titolari di una concessione. I risultati che ne emergono rivelano importanti informazioni anche sullo stato del nostro giornalismo. Attraverso le sue risorse generali, la Confederazione sovvenziona anche la formazione e il perfezionamento dei programmisti dei media elettronici (art. 76 della legge sulla radiotelevisione; RS 784.40), contribuendo in tal modo in misura determinante al mantenimento di un giornalismo di qualità. I finanziamenti vengono stanziati in primo luogo a istituti riconosciuti che offrono corsi di formazione e perfezionamento per giornalisti d'informazione. </p><p>Per contro, a causa della mancanza delle corrispondenti basi giuridiche, la Confederazione non può elargire alcun finanziamento per la formazione nel campo della carta stampata. Tuttavia, sono già stati offerti ripetuti contributi alla ricerca sulla stampa nell'ambito dei progetti del Fondo nazionale svizzero.</p><p>2. Nell'aprile 2009 il Consiglio federale ha espresso l'intenzione di avviare una modifica alla legge sulle case da gioco (RS 935.52), che autorizzi in futuro anche i casinò on line. La questione dovrà essere discussa prossimamente in Parlamento. Occorre tenere presente che la Costituzione federale (Cost.; RS 101) prevede una precisa destinazione per la tassa riscossa dai casinò, esigendo che essa venga impiegata per coprire il contributo federale all'AVS (art. 106 cpv. 3 Cost.). Il Consiglio federale non ritiene affatto necessaria alcuna deroga all'articolo in questione.</p><p>3./4. Il Consiglio federale ritiene che i media non abbiano smesso di assolvere alla loro importantissima funzione di costruzione democratica delle opinioni e che l'informazione politica nel nostro Paese goda ancora di ottima salute. Tuttavia, anche se così non fosse, non rientrerebbe nell'attività pubblica del Consiglio federale porvi rimedio.</p><p>Nella sua attività di informazione e di comunicazione il Consiglio federale si limita, infatti, a informare correttamente i cittadini sulle questioni e sulle decisioni politiche più importanti. Spetta invece ai media, quale "quarto potere", il compito di analizzare, controllare e mettere in discussione il suo operato; non può e non deve essere lo Stato stesso ad esercitare una simile funzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.