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MOSCA - Se in Russia si comincia a far strada l'idea di togliere la mummia di Lenin dal mausoleo della piazza Rossa per seppellirla, a Cuba pare invece siano tentati dall' idea di imbalsamare il lider maximo dopo la sua morte. Un' ipotesi forse accarezzata dallo stesso presidente cubano Raul Castro, che nella sua recente visita a Mosca avrebbe non solo reso omaggio al padre della rivoluzione d'ottobre ma anche visitato i segreti laboratori che ne assicurano il processo di imbalsamazione.
Una indiscrezione lanciata prima su twitter e poi nella radio privata dove lavora, 'Servizio russo delle notizie", dal giornalista Serghiei Darenko. "Raul Castro ha esaminato a Mosca il lavoro dei laboratori per la mummificazione dei resti di Lenin, forse pensa di sventrare Fidel", ha ipotizzato.
Sono bastate queste parole in libertà per alimentare su internet lo scenario di una possibile mummificazione dell' artefice della rivoluzione che liberò l'isola dalla dittatura di Fulgencio Batista. Per fermare subito le speculazioni è intervenuta con una nota ufficiale la prestigiosa Accademia delle scienze, da cui dipendono i misteriosi laboratori. "Il leader cubano ha voluto visitare solo il Mausoleo di Lenin", ha assicurato un portavoce, escludendo una visita all'istituto nazionale del laboratorio delle erbe mediche che studia i metodi di mummificazione. Si tratta del celeberrimo istituto Vilar, quello che ha imbalsamato Lenin e altri leader comunisti, compresi il vietnamita Ho Chi Minh e il nordcoreano Kim Il Sung.
La tecnica resta resta ancora top secret ma richiede un controllo e una manutenzione periodica. Tre specialisti dell' Accademia delle scienze si recano due giorni alla settimane con le loro valigette nel Mausoleo per verificare eventuali processi degenerativi della mummia. Ogni 12-18 mesi, invece, il corpo di Lenin viene rimosso per un paio di mesi e immerso pare in un bagno a base di glicerolo e acetato di potassio. Ogni tre anni, inoltre, c'è il cambio del vestito. Per i primi 17 anni indossò la divisa militare, poi negli ultimi trent'anni aveva potuto contare su un abito nuovo, confezionato su misura con un raffinato tessuto svizzero di lana sottile, quello che amava anche in vita. La crisi finanziaria lo ha costretto a tenersi l'abito vecchio.
"La crisi ha aggravato il problema della carenza di fondi. Ne abbiamo a sufficienza solo per la manutenzione della mummia", ha confessato tempo fa Iuri Denisov, vicedirettore del laboratorio preposto al processo di perpetuazione della salma. "Dal 1992 lo Stato non ha stanziato neppure un copeco, tutte le spese sono sostenute dal fondo mausoleo Lenin e da alcuni mecenati", aggiunge. Ora però tre partiti su quattro sono favorevoli alla proposta lanciata recentemente dal ministro della cultura Vladimir Medinski di rimuovere la mummia di Lenin per seppellirlo, come voleva lui stesso. Unici contrari i comunisti. E, forse, anche Raul Castro.