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Parlamento
«Berna si assuma i costi dei test antigenici rapidi sino alla fine di novembre»
La Commissione della sicurezza sociale e della sanità degli Stati (CSSS-S) invita il Consiglio federale a esaminare la possibilità che la Confederazione si assuma i costi dei test antigenici rapidi sino alla fine di novembre (7 voti contro 4).
Lo indica oggi un comunicato dei servizi del Parlamento.
Ieri l'omologa commissione del Nazionale (CSSS-N) aveva invece chiesto che le autorità federali si assumano i costi dei test rapidi per tutti, finché vige l'obbligo del certificato all'interno di ristoranti, strutture per la cultura e il tempo libero nonché per le manifestazioni nei luoghi chiusi (17 voti a 7). A suo avviso, non si può imporre un obbligo vaccinale.
Dal canto suo, la commissione degli Stati ritiene che, per uscire dalla pandemia, la Svizzera dovrà fare in modo che il maggior numero possibile di persone si vaccinino. Per raggiungere questo obiettivo sono necessari ulteriori sforzi da parte dei Cantoni, precisa ancora la nota.
Al pari della Commissione del Nazionale, la CSSS-S raccomanda inoltre al Consiglio federale di garantire che i Cantoni rilascino certificati Covid-19 alle persone risultate negative nel quadro di test PCR ripetitivi aggregati (effettuati in particolare nelle imprese e negli istituti scolastici).
Venerdì una decisione
Il Consiglio federale prenderà una decisione definitiva venerdì. Durante l'ultima sua settimanale seduta il Governo aveva stabilito che le persone che hanno già ricevuto una prima dose di vaccino, potranno farsi testare gratis fino al 30 novembre prossimo per poter ottenere un certificato Covid affinché non vengano penalizzate finanziariamente.
Inoltre, per garantire il tempo sufficiente per la consultazione con i Cantoni e i partner sociali (fino ad oggi), l'esecutivo aveva prorogato di dieci giorni, cioè fino al 10 ottobre, l'assunzione dei costi dei test per tutti.
mp, ats