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Le donne rimangono poco rappresentate in politica. Ora le parlamentari vogliono far cambiare le cose, riesumando l'idea delle quote femminili.
La proposta ha il sostegno delle donne di quasi tutti i partiti, che vogliono elaborare un progetto comune entro la metà del 2006. Solo le donne della destra nazional-conservatrice hanno declinato l'invito.
A cinque anni dalla bocciatura dell'iniziativa popolare che chiedeva la fissazione di una quota minima di rappresentanti femminili in governo e parlamento, il gruppo interpartitico delle donne parlamentari torna alla carica.
Nel corso del colloquio «Più donne in politica?», organizzato venerdì a Berna, è stata ribadita l'importanza di incrementare la rappresentanza femminile in politica. Solo l'Unione democratica di centro (UDC) non condivide questa opinione.
Svolta tra le donne borghesi
Sulla questione delle quote, fra le donne dei partiti borghesi è in atto un profondo ripensamento. Il 12 marzo 2000, le donne del Partito liberale radicale (PLR) avevano ancor sostenuto il no all'iniziativa per le quote femminili. Ora hanno compiuto una decisa virata.
A ciò ha fortemente contribuito l'estromissione dal governo della popolare democratica Ruth Metzler e la mancata elezione della radicale Christine Beerli, il 10 dicembre 2003. Le donne PLR intendono rilanciare il dibattito aperto e senza tabu, ha dichiarato Barbara Perriard.
Secondo la presidente delle donne PLR Marianne Dürst, l'azione dovrà essere condotta in primo luogo all'interno dei partiti stessi, anche se le raccomandazioni alle sezioni cantonali di inserire almeno il 30 % di donne nelle liste elettorali servono a poco.
Una possibilità sarebbe quella di accettare le liste dei partiti solo nel caso che abbiano una percentuale di candidature femminili. Per le elezioni 2007 le donne PLR prepareranno una guida concreta per la promozione delle candidature femminili e la faranno pervenire al comitato direttore e alle sezioni cantonali.
Anche all'interno del Partito popolare democratico (PPD) - partito che in parlamento vanta, tra quelli borghesi, il maggior numero di donne - vi sono raccomandazioni interne per promuovere la rappresentanza femminile nel partito e sulle sue liste. Nel marzo 2000 le donne democristiane avevano lasciato libertà di voto.
Sinistra più femminile
A sinistra la questione risulta decisamente meno spinosa: il Partito socialista e i verdi sono favorevoli alle quote e vantano una nutrita rappresentanza femminile all'interno dei partiti e tra i banchi del parlamento.
Le socialiste si sono dette venerdì molto soddisfatte della decisione delle donne borghesi di tornare sul tema, ha affermato la co-presidente delle donne socialiste svizzere Julia Gerber Rüegg.
In generale in Svizzera le donne in politica occupano raramente - persino nei comuni più progressisti - più di un terzo dei seggi a disposizione. Finora ogni tentativo di introdurre una quota minima è fallito.
Sul piano internazionale internazionale, secondo l'ultima classifica dell'unione interparlamentare (UIP), in relazione alla presenza di donne in politica la Svizzera si situa al 22 rango su 181 paesi, assieme al Ruanda.
A livello federale solo un parlamentare su quattro è donna: al Consiglio nazionale (camera del popolo) la rappresentanza femminile è passata da 10 a 52 deputate dal 1971 al 2003, ovvero dal 5 % al 26 %.
Agli Stati la proporzione è passata dallo zero al 23,9 %. Nei parlamenti cantonali la quota femminile è passata dal 6-8 % degli anni '70 al 24 % attuale. Nei legislativi comunali invece le donne rappresentano ora il 30,4 %, contro il 25 % di dieci anni orsono.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Composto di sette membri, il governo svizzero (Consiglio federale) non conta attualmente che una sola donna, Micheline Calmy-Rey.
La camera del popolo (Consiglio nazionale) conta 50 donne (25 % del totale), la camera dei cantoni (Consiglio degli Stati) 11 (23,9%).
A livello internazionale la media di donne in parlamento è del 15,7%. La presenza più forte si registra nei paesi scandinavi (39,9%), la più debole nei paesi arabi (6,5%).
In breve
L'idea di una quota femminile in politica non è nuova. Un'iniziativa chiamata "per una rappresentanza equa delle donne nella politica federale" era stata depositata nel 1995.
Respinta in parlamento, l'iniziativa non ha trovato molti sostenitori neppure tra la popolazione. Il 12 marzo 2000 l'iniziativa è stata respinta dall'82% dei votanti.