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Il 18 aprile 2015, alle ore 17:45, nell’ospedale di Einsiedeln risuonò ancora una volta l’allarme della baby-finestra. Succedeva per l’11a volta dalla sua inaugurazione nel gennaio 2001. L’ostetrica accorsa trovò una femminuccia. Pesava 3370 grammi, era lunga 48 centimetri e in buona salute. Con questo bebè sono già in tutto 15 i neonati deposti in una baby-finestra della Svizzera in 14 anni. Nel maggio è stato purtroppo trovato anche un neonato morto, galleggiante sul Reno. La polizia indaga per infanticidio e ha designato un gruppo speciale di venti persone per la ricerca della madre.
Quanto alla bambina morta, estratta dall’acqua sulla riva tedesca del Reno all’altezza della città di Leibstadt (AG), la polizia suppone che il bebè sia venuto vivo al mondo e che sia stato ucciso poco dopo il parto. L’eventualità di trovare la madre è incerta. Oltre un mese prima, nella baby-finestra di Einsiedeln era stato deposto un bebè – pure una femminuccia. Si pensa che entrambe le madri debbano essersi trovate in una drammatica situazione. Nessuno avrebbe dovuto sapere del loro bambino. Tutte e due nascondono perciò gravidanza e parto. Quanto differente sono però le loro reazioni! Una delle due madri uccide il suo bambino perché non vede nessuna via d’uscita, l’altra riconosce la via d’uscita: la baby-finestra. La prima madre si rende colpevole e viene ricercata. Si opprimerà tutta la vita per l’uccisione del suo bambino, che avrebbe voluto vivere volentieri. L’altra madre non si rende colpevole, ma nella massima angustia compie un coraggioso atto d’amore. Nel frattempo è tornata dal suo bebè e lo ha di nuovo stretto tra le braccia. Qui di seguito tutta la storia in breve.
La madre ha partorito una femminuccia in segreto, poiché aveva deciso che nessuno doveva venirne a sapere. Però ciò significava separarsene. E ne era pure profondamente addolorata. Quando, due giorni dopo il parto, non seppe più cosa fare, avvolse il bebè in una coperta e prese il treno per Zurigo. Da lì, con la rete celere raggiunse Einsiedeln e la sera del 18 aprile era arrivata davanti alla baby-finestra. Vi depose la neonata e si allontanò. Nessuno si era accorto di nulla.
La giovane donna rimase tuttavia tormentata da opposti sentimenti. E così, il giorno dopo, l’ospedale di Einsiedeln provò una grossa sorpresa: la madre del bebè si fece sentire, e chiese di poter venire là. Voleva stringere di nuovo la sua bambina tra le braccia. L’ospedale acconsentì, però solo visite sotto sorveglianza. La donna fu d’accordo, e così venne più volte a vedere la piccola. Un test del DNA mostrò alla fine che si trattava veramente della madre. La fondazione ASMB ha accordato la presa in carico non solo dei costi per il test del DNA ma anche di altri costi per l’assistenza alla piccina. Del pari, acconsente a sostenere la madre per quanto necessario, affinché il bebè possa tornare da lei.