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BERNA - Non è necessario introdurre un diritto di veto da parte del Parlamento nei confronti delle ordinanze emanate dal governo. Con 31 voti contro 7, gli Stati hanno bocciato oggi l'entrata in materia sulla revisione della Legge sul Parlamento che concretizza una iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Thomas Aeschi (UDC/ZG).
Oltre a essere troppo complicata, la proposta rallenterebbe eccessivamente il processo legislativo, ha spiegato Raphäel Comte (PLR/NE) a nome della commissione. Il Parlamento dispone già di strumenti per intervenire sulle ordinanze del Consiglio federale, ha aggiunto il cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr.
Il nuovo strumento non potrà essere utilizzato per ritardare eccessivamente il processo legislativo o addirittura bloccarlo, ha replicato Peter Föhn (UDC/SZ) ricordando i paletti proposti dal disegno di legge. Per inoltrare un domanda di veto contro le ordinanze occorrerebbe infatti il sostegno di almeno un terzo dei membri di un Consiglio. Altro ostacolo: soltanto le domande sostenute dalla maggioranza di una commissione sarebbero trasmesse alla Camera, ha ricordato, invano, lo svittese.
L'oggetto torna al Consiglio nazionale.