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Zane <...> detta il suo testamento e ordina ai suoi eredi di distribuire ai poveri di Intragna e Golino due imperiali di pane due imperiali di pane in memoria dell'anima sua, del padre, della madre e dei suoi defunti, e di far celebrare gli annovali ogni anno, per i quali il prete dovrà ricevere 12 imperiali e il sagrestano 3 imperiali. A garanzia di tali disposizioni il testatore designa un appezzamento di terreno vignato (?) con metà «pro indiviso» una casa di piode nel territorio Intragna «ad Chaxatiam». Lascia ai fratelli Madio e Giacomo, figli del defunto Maffino «de Loro» di Intragna, un corte a prato e una casa «pro indiviso» di piode nel territorio di Intragna «ad Piliam», ai poveri di Intragna 4 staia di vino da consegnare sulla piazza di Intragna, ossia 2 staia per Natale e 2 staia per Pasqua, 2 staia di castagne verdi e passate da consegnare nelle festività della Madonna <...> e 4 staia di biada di mistura (segale e miglio per metà) da consegnare ai rappresentanti di Intragna e Golino in pane nelle festività della Madonna <...>. Stabilisce, che i consoli di Intragna e Golino vendano 4 vacche a <...> Antonio «de Loro» del fu Zanini di Intragna per comprare e distribuire il sale agli uomini di Intragna e Golino e, se le vacche non fossero sufficienti all'acquisto del sale, vengano venduti i beni mobili sufficienti al detto acquisto. Lascia alla moglie Bertina 10 lire di denari nuovi oltre alla dote. Egli stabilisce che i consoli e gli uomini di Intragna e Golino distribuiscano il fieno, e comprino una pianeta e un camice alla chiesa di S. Giorgio di Golino. Stabilisce inoltre che la moglie Bertina sia usufruttuaria i suoi beni e che i figli le diano 2 staia di vino da consegnare ogni anno per la festa di S. Giovanni (24 giugno), garantiti sui suoi beni mobili e immobili. Lascia a Francino Novelle di Intragna, abitante a Pedemonte, 4 lire di denari nuovi che detto Francino gli deve, secondo un riconoscimento di debito. Infine nomina eredi universali i figli Giacomo e Antonio, e se dovessero morire nomina erede Madio del fu Maffeo «de Loro», il quale è tenuto ad abitare nella casa del testatore, ma se questo non volesse abitarci e non volesse pagare i lasciti, il testatore stabilisce che tutto sia lasciato al comune di Intragna.
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