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A Ginevra, una settantina di paesi, tra cui la Svizzera, si sono impegnati a fornire assistenza immediata alle vittime del maremoto in Asia.Questo contenuto è stato pubblicato il 11 gennaio 2005 - 21:42
I paesi donatori hanno accordato 717 milioni di dollari (846 milioni di franchi) all'ONU, che coordinerà gli aiuti d'urgenza.
Nel corso della conferenza sugli aiuti alle vittime della catastrofe nel sud-est asiatico, le Nazioni unite hanno ottenuto un vasto sostegno da parte della comunità internazionale.
Riuniti martedì a Ginevra, i rappresentanti di una settantina di paesi hanno infatti deciso di accordare 717 dei 977 milioni di dollari richiesti dall'ONU per fronteggiare una crisi umanitaria senza precedenti.
Segnale incoraggiante
Il nostro appello è stato soddisfatto nella misura del 73 per cento appena due settimane dopo il cataclisma, ha rilevato Jan Egeland, segretario generale aggiunto dell'ONU per le questioni umanitarie.
Secondo il coordinatore degli aiuti dell'ONU, con questo «impegno» senza precedenti» i partecipanti alla conferenza di Ginevra hanno fornito «un segnale chiaro e incoraggiante».
Egeland ha inoltre evidenziato la volontà dei paesi donatori di dare inizio rapidamente alla fase di ricostruzione, non appena sarà possibile alleviare i problemi più urgenti nelle regioni devastate lo scorso 26 dicembre dallo tsunami.
Trasparenza contabile
Incaricata dalla comunità internazionale di coordinare gli aiuti, l'ONU vuole gestire tale assistenza in modo esemplare e dimostrarsi all'altezza della generosità senza precedenti manifestata da paesi di tutto il pianeta.
In particolare, le Nazioni unite hanno tenuto a garantire una totale trasparenza contabile sull'impiego degli aiuti destinati alle vittime della catastrofe.
A tale scopo, l'ONU ha deciso di introdurre una nuova procedura di controllo finanziario, con l'assistenza di una società fiduciaria, allo scopo di verificare tra l'altro che i paesi donatori non vengano meno alle loro promesse di aiuti.
La conferenza ha permesso di confermare gli impegni assunti dai paesi donatori e di discutere delle possibilità di istaurare un sistema di controllo trasparente, ha dichiarato Walter Fust, responsabile della Direzione dello sviluppo e della cooperazione della Confederazione.
Aiuti da paesi poveri
In tutto - ha aggiunto Egeland - oltre 60 paesi hanno promesso livelli «straordinari di aiuti», sul breve e sul lungo termine.
Tra questi anche nazioni come Timor est o il Nepal, ha sottolineato il rappresentante dell'ONU.
Oltre ai 717 milioni di dollari per interventi d'urgenza, un totale di circa quattro miliardi di dollari sono stati promessi dai governi dei paesi donatori per operazioni a lungo termine di ricostruzione e sviluppo.
«Compiremo uno sforzo straordinario per un monitoraggio in tempo reale dei fondi: quando sono stati promessi, quando giungono, dove e da chi sono usati sul terreno», ha affermato Jan Egeland.
Altre crisi umanitarie
Ai ministri e rappresentanti di governi che hanno partecipato all'incontro, l'ONU ha pure chiesto di non dimenticare le altre crisi nel mondo.
Si tratta in particolare delle vittime di disastri umanitari Cecenia, Angola, Sudan o Congo, per le quali le Nazioni Unite hanno lanciato un appello globale di 1,7 miliardi di dollari per tutto il 2005.
Sarebbe una «tragedia» - ha detto Egeland - se i fondi promessi per il maremoto in Asia fossero detratti da quelli che si pensava di destinare altrove.
swissinfo e agenzie
In breve
I paesi partecipanti alla conferenza dell'ONU di Ginevra hanno accettato di versare rapidamente 717 milioni di dollari (846 milioni di franchi) per aiuti d'urgenza alle vittime del maremoto.
Questo importo corrisponde al 73% del fondo richiesto dalle Nazioni unite la settimana scorsa per le operazioni di assistenza nei prossimi 6 mesi.
Gli aiuti complessivi annunciati da enti pubblici e organizzazioni umanitarie raggiungono circa 7 miliardi di dollari.
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