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<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente esistono numerosi centri offshore del renminbi, tra cui Hong Kong, Singapore, Taiwan (Asia) nonché Londra e Lussemburgo (Europa), mentre altri centri finanziari europei si adoperano per ottenere questo statuto. Al riguardo la Svizzera è in ritardo. Con la sottoscrizione di un memorandum of understanding nel mese di maggio del 2013 la Svizzera e la Cina hanno posto le basi per un dialogo finanziario e il primo incontro svizzero-cinese ha avuto luogo soltanto alcuni giorni fa, ovvero il 3 e 4 dicembre 2013. In vista di una piattaforma renminbi in Svizzera si pongono le seguenti domande:</p><p>1. Per quali motivi normativi in Gran Bretagna esistono sei banche cinesi, in Lussemburgo una, mentre in Svizzera non ce ne neanche una? </p><p>2. Nell'estate del 2012 l'unica banca cinese presente in Svizzera (Bank of China Switzerland) è stata ceduta alla Julius Bär. È noto a tutti che la Bank of China intendeva estendere la propria attività oltre al private banking (maggiore partecipazione nell'attività commerciale), ma non le è stata concessa la relativa autorizzazione in materia di vigilanza. Quali regolamentazioni dovrebbero essere adeguate affinché in futuro una banca cinese possa esercitare attività commerciali in Svizzera?</p><p>3. Quasi tutti i Paesi europei, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Giappone, la Corea del Sud, il Brasile, l'Argentina, la Turchia e altri Stati hanno già concluso un "currency swap agreement" con la Cina (attualmente 21 Paesi). Il Consiglio federale si adopera per procedere alla conclusione di un "currency swap agreement" con la Cina? In caso affermativo, entro quale termine?</p><p>4. In che modo il Consiglio federale intende creare possibilità di investimento nel quadro del "renminbi qualified foreign institutional investor scheme" e del "qualified domestic institutional investor scheme"? </p><p>5. Quali altri passi sarebbero infine necessari affinché la Svizzera possa diventare, accanto a Hong Kong, un secondo centro globale di clearing del renminbi? </p><p>6. Secondo il Consiglio federale quali sono i rischi e le opportunità nella creazione delle premesse istituzionali e politiche di cui ai numeri 3-5 (per la piazza imprenditoriale e finanziaria svizzera)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel corso degli ultimi anni la Cina ha perseguito il processo di internazionalizzazione della propria moneta, il renminbi. Diversi Paesi cercano attualmente di posizionarsi come centri di commercio del renminbi. In Europa, in particolare Londra e Lussemburgo hanno già ottenuto alcuni successi in questo ambito. La Svizzera ha intensificato i propri sforzi per diventare anch'essa un centro di commercio della moneta cinese. Affermarsi come piattaforma europea del commercio offshore per il renminbi è un obiettivo importante per il nostro Paese e la sua piazza finanziaria.</p><p>Nel quadro degli sforzi volti ad attuare la strategia della Confederazione in materia di piazza finanziaria, nel mese di dicembre 2012 è stato istituito, sotto la direzione della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), un gruppo di lavoro per la promozione del mercato dei capitali. Questo gruppo ha il compito di esaminare tra l'altro le condizioni necessarie per creare una piattaforma offshore del renminbi in Svizzera, poi di trasmettere al Consiglio federale uno studio sulle eventuali misure da prendere. Il gruppo di lavoro collabora strettamente con il settore finanziario per tenere conto delle sue esigenze.</p><p>1. Le disposizioni svizzere applicabili ai mercati finanziari non sono discriminatorie e quindi non comportano maggiore specificità in grado di svantaggiare o ostacolare i progetti bancari provenienti dalla Cina. Per questo la FINMA ha un atteggiamento aperto e garantisce, nel caso in cui la Cina depositi una domanda, una procedura trasparente e rapida. La presenza importante delle banche cinesi a Londra ha sicuramente un'origine storica e poggia certamente anche sull'importanza di questa città come piazza finanziaria internazionale. È altresì possibile che l'aumento di interesse manifestato dalle banche cinesi per la piazza finanziaria londinese dipenda da un'iniziativa lanciata recentemente dal governo britannico a favore di quest'ultima. Senza dati affidabili sulla prassi di autorizzazione della Prudential Regulation Authority (Gran Bretagna) non è possibile valutare conclusivamente in quale misura le agevolazioni normative espressamente concesse rafforzino l'attrattiva della piazza finanziaria londinese. Va notato che un'eventuale allentamento delle condizioni normative comporta rischi maggiori per i creditori e la stabilità finanziaria.</p><p>2. La vendita della Bank of China (Svizzera) SA è stata conseguenza di una decisione presa dai partner contrattuali nell'ambito della politica aziendale. Non esisteva un vincolo normativo che costringesse a rinunciare alla sua presenza in Svizzera. Un'eventuale ampliamento del settore di attività materiale o geografico di una banca generalmente deve essere approvato anticipatamente dalla FINMA. La FINMA rilascia l'autorizzazione, non appena i mezzi organizzativi, finanziari e relativi al personale necessari a estendere il modello aziendale sono comprovati.</p><p>3. La responsabilità della conclusione di un accordo di swap bilaterale ("currency swap agreement") fra la Cina e la Svizzera è di competenza della Banca nazionale svizzera (BNS). Attualmente fra la BNS e la Banca centrale cinese, la People's Bank of China (PBoC), sono in corso trattative relative a un accordo di swap di questo tipo. Sono attese informazioni più approfondite da entrambe le parti se l'esito del dialogo sarà favorevole. Per la conclusione dei colloqui non è stato fissato un termine.</p><p>4. La Cina gestisce l'utilizzo transfrontaliero del renminbi mediante diversi programmi fondati su un sistema di quote, tra cui il programma "Renminbi qualified doreign institutional investor (RQFII)". Gli investimenti in valuta estera da e verso la Cina sono regolati mediante i programmi "qualified domestic institutional investor (QDII)" e "qualified foreign institutional investor (QFII)". La ripartizione delle quote sui diversi programmi è lasciata alla valutazione del governo cinese. Poiché finora solo le banche con sede a Hong Kong, Taiwan e Singapore hanno avuto la possibilità di partecipare al RQFII, la Cina sta attualmente estendendo l'impiego di questo programma. Nell'ottobre del 2013 è stato annunciato che Londra sarebbe stata la prima piazza finanziaria europea a beneficiare di un accesso diretto alle quote del programma RQFII. La Svizzera e gli istituti finanziari svizzeri fanno già parte del programma QDII e del programma QFII, e una partecipazione al programma RQFII sarebbe sicuramente vantaggiosa. In occasione del primo dialogo finanziario la Svizzera ha pertanto trasmesso alle autorità cinesi questa richiesta.</p><p>5. È di competenza del governo cinese decidere quali banche possono effettuare la compensazione del renminbi. Finora solo poche piazze finanziarie hanno ottenuto la possibilità dalla Cina di effettuare la propria compensazione del renminbi tramite una banca con sede locale. Nei centri asiatici finora autorizzati al clearing del renminbi offshore (Hongkong, Singapore e Taiwan), la compensazione viene sempre effettuata da una banca cinese. </p><p>La presenza di una banca cinese in Svizzera è quindi una delle principali condizioni da adempire per consentire lo stabilimento nel nostro Paese di un centro di compensazione del renminbi. Tuttavia la decisione incombe alle banche potenzialmente interessate e dipende soprattutto da fattori economici. </p><p>6. La Cina è la seconda potenza economica mondiale e il terzo partner commerciale della Svizzera. Nel corso degli ultimi anni ha perseguito il processo di internazionalizzazione della propria moneta. Partecipare a questo sviluppo costituisce un'opportunità anche per la Svizzera. Per questo le autorità svizzere si adoperano per attuare le condizioni istituzionali e politiche necessarie per consentire alla piazza finanziaria di partecipare nel migliore dei modi al processo di internazionalizzazione del renminbi.</p><p>I lavori in questo senso sono in corso e le richieste della Svizzera sono state discusse con le autorità cinesi competenti in occasione del primo colloquio finanziario. La controparte cinese si è mostrata aperta a un'intensificazione della cooperazione finanziaria con la Svizzera. Conformemente alle norme legislative, la competenza di attribuire l'autorizzazione a una banca cinese spetta alla FINMA e la BNS attualmente sta conducendo trattative per la conclusione di un accordo di swap delle valute con la People's Bank of China (PBoC). Sia la FINMA sia la BNS hanno partecipato al primo incontro finanziario con la Cina. </p><p>Come già menzionato, alcune delle condizioni necessarie affinché la piazza finanziaria svizzera possa diventare un centro di negoziazione del renminbi dipendono dalle considerazioni economiche degli attori di mercato (ad esempio la decisione di una banca cinese di stabilirsi in Svizzera) e dalla valutazione del governo cinese (ad esempio la concessione di una quota RQFII).</p>  Risposta del Consiglio federale.