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Il 25 luglio 1943 la mozione del Gran Consiglio del Fascismo: approvata. Anche se in Italia la situazione era critica, il Duce non se l’aspettava.
Tra le 17h00 del 24 luglio e le 3h00 del mattino del 25 luglio 1943 il Gran Consiglio del Fascismo decise di mettere in minoranza Benito Mussolini. Venne di fatto approvata l’esautorazione di Mussolini dai suoi incarichi di governo. La votazione, seppur significativa, in quanto votata dai massimi rappresentanti del Partito, non aveva de iure alcun valore, poiché per legge il Capo del Governo era responsabile del proprio operato solo dinanzi al Sovrano, l’unico a poterlo destituire.
La guerra andava per il verso sbagliato. Due settimane prima, 180’000 soldati delle forze alleate erano sbarcati sulle coste siciliane, lungo 160 chilometri di costa. I soldati incontrarono ben poca resistenza.
La sera del 24 luglio, diversi funzionari fascisti avevano chiesto al re Vittorio Emanuele III di Savoia di assumere il comando. Lo stato di crisi lo esigeva. Mussolini era convinto che il re lo avrebbe lasciato governare, ma il 25 luglio Vittorio Emanuele gli comunicò che doveva dimettersi e che il voto dei gerarchi lo induceva a nominare il Maresciallo Pietro Badoglio quale suo successore al vertice del governo.
Il Duce prese atto della decisione e si accomiatò. Ma venne immediatamente arrestato per ordine del re dalla polizia militare. Gli agenti che lo presero in consegna lo fecero salire su un’autoambulanza della Croce Rossa, senza specificargli la destinazione ma rassicurandolo sulla necessità di tutelare la sua incolumità.
Dopo l’arresto venne dapprima trattenuto in una caserma dei carabinieri a Roma. Su sua richiesta, Badoglio pensò di trasferirlo nella sua residenza estiva vicino a Predappio, la Rocca delle Caminate, ma questo non avvenne per il timore di disordini pubblici.
Il 27 luglio Mussolini venne portato nell’isola di Ponza, nel Lazio. Il 7 agosto (per depistare i tedeschi che erano alla sua ricerca) venne trasferito sull’isola della Maddalena, in Sardegna, dove rimase sino al 27 agosto. Il 27 agosto venne portato a Campo Imperatore sul Gran Sasso, negli Appennini, un luogo ritenuto inattaccabile dall’esterno. Invece il 12 settembre venne liberato da un commando di paracadutisti tedeschi.
Venne portato in Germania, dove due giorni dopo incontrò il suo liberatore, Adolf Hitler. Il 18 settembre, da Monaco Mussolini pronunciò alla radio il suo primo discorso dopo l’arresto del 25 luglio: ” … Dopo un lungo silenzio ecco che nuovamente vi giunge la mia voce, e sono certo che la riconoscerete… “
Dopo aver fatto un’ampia esposizione su ciò che stava avvenendo in Italia, addossò la responsabilità della sua destituzione al re, ai generali e ai gerarchi fascisti, che accusò di alto tradimento. Poi annunciò la ricostituzione dello Stato, delle sue forze armate e del partito fascista, con la nuova denominazione di Partito Fascista Repubblicano.
Mussolini ritornò in Italia il 23 settembre 1943 e costituì un nuovo governo, che si riunì per la prima volta il 27 settembre, nella sua residenza estiva della Rocca delle Caminate.