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Verso una “nuova” neutralità?
Il rapporto commissionato dal consigliere federale Ignazio Cassis sarebbe pronto: si parla di “cooperazione” per garantire la sicurezza in Europa - Esclusa l'adesione alla NATO
Il tema della neutralità resta al centro dell'attualità politica della Confederazione. Domenica dalle colonne del SonntagsBlick si apprende che il nuovo rapporto sulla neutralità elvetica sarebbe ormai pronto. Commissionato dal capo del Dipartimento federale degli affari esteri dopo l'adesione della Svizzera alle sanzioni decise dall'UE contro la Russia in seguito all'aggressione dell'Ucraina, il documento darebbe indicazioni concrete sulla nuova "neutralità cooperativa" pensata dal Consigliere federale Ignazio Cassis.
L'idea di fondo è che vi sia un'evoluzione rispetto alla situazione attuale. E così -ad esempio- rimarrebbe vietata l'esportazione diretta di materiale bellico verso le parti belligeranti. Sarebbe invece ammorbidita -o potrebbe addirittura cadere- la proibizione dell'esportazione indiretta grazie ad una triangolazione con un paese non in guerra.
Facendo un esempio concreto e attuale: l'Ucraina potrebbe ricevere armi e/o tecnologia di guerra svizzere che la Confederazione ha però venduto alla Germania. La "neutralità cooperativa" abbozzata nel documento permetterebbe poi alla Svizzera di accordarsi e di collaborare meglio e con intensità diverse sia con l'UE sia con la NATO, dimostrando così la volontà della Confederazione di assumersi delle responsabilità per garantire la sicurezza in Europa. Oltre a quella "cooperativa" il rapporto accenna anche a neutralità ad-hoc o a geometria variabile, dipendente dalle situazioni concrete.
Barriere invalicabili
Il tutto sarebbe però racchiuso tra due barriere ritenute invalicabili. La prima è un'adesione alla Nato ovvero l'abbandono della neutralità. L'altra è il ritorno alla neutralità integrale vecchia maniera che -sostanzialmente- non prevede nemmeno la ripresa di sanzioni internazionali. Quella che Christoph Blocher vorrebbe ripristinare con una nuova iniziativa popolare ritenendo ormai la Svizzera una parte belligerante. Iniziativa che proprio oggi -dalle colonne de Le Matin Dimanche- il suo ex collega di Governo Pascal Couchepin critica fortemente.