Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/127375

<h2>SubmittedText<h2><p>La Missione di stabilizzazione delle Nazioni Unite a Haiti (Minustah) è stata creata nel 2005 in virtù della risoluzione 1542 del Consiglio di sicurezza.</p><p>Il mandato di questa operazione di mantenimento della pace prevede in particolare il ripristino di un clima di sicurezza e stabilità, il rafforzamento delle istituzioni governative e delle strutture dello Stato di diritto nonché il promovimento e la protezione dei diritti dell'uomo a Haiti.</p><p>Qualche giorno dopo il devastante terremoto del gennaio 2010, il Consiglio di sicurezza ha approvato l'incremento del contingente della Minustah impegnato sul terreno, allo scopo di favorire la ripresa e sostenere gli sforzi di ricostruzione.</p><p>Dopo le elezioni presidenziali del 2011, la Minustah si è impegnata a continuare lo svolgimento del suo mandato iniziale.</p><p>Malgrado questi sforzi, la situazione politica ed economica continua a essere precaria, in parte anche a causa della guerra tra clan che continua a dilaniare il Paese.</p><p>Il 9 settembre 2012, in un'intervista con il giornale domenicale "NZZ am Sonntag", il capo dell'esercito svizzero, il comandante di corpo André Blattmann, si è espresso a favore della richiesta formulata dall'ambasciatrice svizzera a Haiti, la signora Edita Vokral, di una partecipazione dei militari svizzeri nell'ambito della missione delle Nazioni Unite a Haiti.</p><p>Qual è il parere del Consiglio federale per quanto concerne l'impiego di militari svizzeri nell'ambito della Minustah?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nei recenti rapporti sull'esercito e sulla politica di sicurezza della Svizzera il Consiglio federale ha ribadito di voler rafforzare il promovimento militare della pace. Fino a 500 militari dovranno poter essere impiegati a medio termine nel promovimento militare della pace. Il Consiglio federale intende puntare in particolare sui contributi specializzati, per i quali la domanda è importante e l'esercito svizzero dispone di comprovate capacità e conoscenze.</p><p>Un contributo militare alla missione dell'ONU a Haiti non è per ora previsto; inoltre, non è stata presentata alcuna richiesta concreta in tal senso, né da parte del sistema ONU né da parte dell'ambasciata svizzera a Haiti. Le considerazioni dell'ambasciatrice Vokral in occasione della conferenza degli ambasciatori in merito a una possibile partecipazione di un Paese francofono come la Svizzera alla sicurezza e alla stabilità di Haiti sono state riportate in versione ridotta dal giornale domenicale "NZZ am Sonntag". Per questo motivo il Consiglio federale non ha finora affrontato la questione. Nel caso in cui dovesse giungere una richiesta per un contributo militare alla missione ONU a Haiti, essa verrebbe esaminata dagli organi competenti - come avviene per qualsiasi richiesta del genere. Naturalmente avrebbero un ruolo fondamentale anche le riflessioni in merito alle possibili ripercussioni della situazione di Haiti sulla sicurezza del nostro Paese e in merito alla situazione in materia di sicurezza sul posto.</p>  Risposta del Consiglio federale.