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L'elettrosensibilità non è un mito: uno studio del Politecnico federale di Zurigo (ETH) fornisce per la prima volta elementi scientifici che attestano la realtà del fenomeno. Esso non dice tuttavia se l'elettrosmog sia o no pericoloso per la salute.Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2000 - 16:39
«Le persone elettrosenisbili non sono pazzoidi mitomani», ha dichiarato alla stampa il professor Helmut Krueger dell'Istituto per l'igiene e la fisiologia del lavoro dell'ETH, presentando giovedì alla stampa a Zurigo i risultati del progetto NEMESIS sui campi elettrici e magnetici a bassa frequenza in Svizzera.
Le ricerche sono state condotte in due tempi su una sessantina di «cavie» tra i 17 e i 76 anni, in tutta la Svizzera. La prima parte dell'esperimento si è svolta a casa delle persone esaminate. Essa ha mostrato che i campi elettromagnetici a bassa frequenza hanno per taluni individui influenza negativa sulla profondità del sonno e sullo stato generale al risveglio, ha spiegato Christophe Müller, uno degli autori dello studio.
Molte persone hanno inoltre tendenza a cambiare inconsciamente posto per evitare il campo. Nessun impatto misurabile è stato invece riscontrato sulla qualità del sonno, sulla respirazione, sul ritmo cardiaco o ancora sullo stato generale il giorno dopo, ha aggiunto Müller. La seconda parte dell'esperimento è avvenuta in laboratorio. Le «cavie» dovevano dire se potevano percepire i campi elettromagnetici. Molte erano in grado di farlo.
Se è dunque provato che l'elettrosensibilità esiste, le cause rimangono da accertare. Per valutare l'eventuale danno alla salute saranno necessari altri studi, ha detto Krueger.
Questa particolare sensibilità non è la stessa per tutte le persone che ne sono affette e può variare nel tempo. Altri fattori, psichici, fisiologici e ambientali entrano in gioco. Christopher Müller è tuttavia dell'opinione che si possa vivere con l'elettrosensibilità e che il problema si possa sormontare.Per farlo, s'impongono però misure. È innanzi tutto necessario conoscere le zone d'esposizione all'elettrosmog. Helmut Krueger propone l'elaborazione di un inventario, come per il rumore. Bisogna pure istituire un centro che informi e aiuti le persone sensibili.
Campi elettromagnetici a bassa frequenza sono causati dagli elettrodomestici di ogni genere, per esempio le radiosveglie e i computer, come pure dalle linee ad alta tensione e dalle linee di contatto delle ferrovie. Le antenne di telefonia mobile e i telefonini cellulari causano altri irraggiamenti, che i ricercatori del politecnico non hanno tuttavia studiato.
swissinfo e agenzie
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