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Si dice che in passato, a Castagnola, vivesse un indemoniato. Lo si poteva vedere vagabondare sui monti circostanti e per i boschi, e la gente lo fuggiva. Poi scomparve. Qualcuno cominciò a dire che il diavolo era uscito da una roccia nei pressi del lago e se l’era portato via, riprendendosi quel che era suo. A conferma del fatto si indicava una roccia nei cui contorni era vagamente sbozzata la sagoma del diavolo.
Anticamente il Ponte del diavolo, che collega Cassarate con Castagnola, era chiamato Ponte di Boggiogna (dal nome della roccia che lo sovrasta) o Ponte della Croce. Il nome “Ponte del diavolo” deriva probabilmente dal difficile passaggio, dove la roccia scende a strapiombo nel lago. L’attuale denominazione sembrerebbe essere entrata nell’uso corrente solamente verso la fine del XIX secolo, dopo l’allargamento della strada nel 1882-1883. La figura del diavolo è stata profilata nel 1951, per rispettare la leggenda, quando la roccia sovrastante il ponte fu rivestita di uno strato di cemento per proteggere la strada dalla caduta di sassi. L’attuale ponte è stato costruito nel 1942 dall’impresa Fratelli G. e A. Vicari.
Un’altra leggenda, ambientata nel 1885, è raccontata da Gabriele Alberto Quadri nel libro Castagnola e il suo Patriziato, Edizioni Patriziato di Castagnola, 2001, pp. 69-71.
(Damiano Robbiani)