Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01179.jsonl.gz/414

BUENOS AIRES - «Qui non c'è niente di strano, niente di nascosto e niente di illegale»: con queste parole Marcos Pena, capo di gabinetto di Mauricio Macri, ha chiarito oggi il ruolo che il presidente argentino ha avuto in una società offshore creata a Panama, la cui esistenza è stata rivelata dai cosiddetti Panama Papers.
In una conferenza stampa, Pena ha ricostruito la storia della Fleg Trading Ltd, una società creata dal padre del presidente, spiegando che Franco Macri aveva posto negli incarichi direttivi «persone delle quali si fidava, come i suoi due figli» e puntualizzando che Mauricio Macri «non ha mai posseduto azioni né ha ricevuto retribuzioni» per questo ruolo.
«Non esiste nessun conto» offshore di Macri, bensì solo "una società del padre, la cui esistenza è stata comunicata a suo tempo alle autorità fiscali", ha sottolineato Pena, ribadendo che il presidente argentino «non possiede né conti né asset non dichiarati, né a Panama né da nessuna altra parte del mondo».
La Fleg Trading Ltd, con sede alle Bahamas, è stata attiva dal 1998 al 2009, e l'ente fiscale federale Afip ha confermato che Franco Macri ne aveva dichiarato l'esistenza. Pena ha sottolineato che il presidente argentino "non era tenuto a dichiararla né nelle sue dichiarazioni fiscali né in quelle politiche" e inoltre "non c'era niente da dichiarare, perché la società alla fine non ha avuto nessuna attività".