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Ozono atmosferico: utilità e problemi
La fascia di ozono stratosferico si trova tra 10 e 40 km di altezza. L’ozono, qui presente in elevata concentrazione, assorbe quasi completamente le dannose radiazioni UV emesse dal Sole proteggendo tutte le forme di vita sulla Terra. Nell’uomo un’esposizione eccessiva della pelle alla radiazione UV può ad esempio causare il cancro della pelle. In prossimità del suolo un’elevata concentrazione di ozono è invece dannosa per l’uomo e la natura poiché il gas è estremamente reattivo. Può provocare problemi di respirazione nell’uomo o ostacolare la crescita delle piante.
Il problema dell’assottigliamento dello strato di ozono è risolto?
Purtroppo questo problema rimane tuttora irrisolto per le seguenti ragioni:
- lo strato di ozono è lungi dall’essersi ristabilito; infatti il suo spessore non corrisponde a quello prima degli anni '70 e potrebbero ancora essere necessari diversi decenni finché questo obiettivo venga raggiunto;
- il buco nell’ozono sopra il Polo Sud (Antartide) si forma ancora tutti gli anni;
- nel 2011 si è formato per la prima volta un buco nell’ozono sopra il Polo Nord (Artide);
- i cambiamenti climatici e le modifiche nello strato di ozono sono strettamente correlati.
Le convenzioni internazionali quali il Protocollo di Montreal, entrato in vigore alla fine degli anni '80, vietano l’utilizzo di sostanze che danneggiano lo strato di ozono. Benché questi provvedimenti abbiano un effetto positivo a livello globale e regionale, lo strato di ozono continua ad essere in pericolo.
Occorre quindi continuare a monitorare e ad analizzare l’evoluzione dell’ozono nei vari strati dell’atmosfera.
Il rilevamento dell’ozono è una tradizione svizzera
Misurazioni della colonna di ozono
In Svizzera il rilevamento dell’ozono nella stratosfera ha una lunga tradizione. Nel 1926 il professor P. Götz iniziò a misurare la quantità di ozono ad Arosa; da allora i rilevamenti continuano praticamente senza interruzioni. Grazie a questa serie di dati, unica al mondo, è possibile studiare l’evoluzione dello strato di ozono su un periodo molto lungo, che nel frattempo, ha superato i 90 anni.
Il grafico sottostante mostra in modo molto impressionante la diminuzione dell’ozono nella stazione di misurazione di Arosa fra la metà degli anni ’70 e la metà degli anni ’90 a seguito dell’utilizzo di sostanze che danneggiano lo strato di ozono (i cosiddetti CFC, clorofluorocarburi). Alla diminuzione è seguita una fase di stabilizzazione. Per un confronto sono illustrati anche i valori dell’ozono al Polo Sud. Questi sono molto più bassi a causa del buco nell’ozono che si forma tutti gli anni.