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Nel corso del processo contro il 50enne siriano accusato del tentato omicidio dei figli, durante la testimonianza della figlia, che stremata dalle violenti percosse ricevute dal padre aveva chiamato la polizia, si è appreso che negli anni, dal 2015 al 2018, si era confidata con degli adulti.
Almeno sei persone, tra le quali anche qualche insegnante, che aiutava i ragazzi non scolarizzati ad imparare l’italiano, sapevano che in quella famiglia vigeva un clima di totale controllo e terrore, fatto di calci, pugni e botte. Ma tutti, e lo ha detto il giudice Amos Pagnamenta, se ne sono bellamente lavati le mani.
Il giudice ha quindi chiesto alla procuratrice pubblica Marisa Alfier, visto che in questi casi vige l’obbligo di denuncia, che vengano aperti nei confronti di queste persone dei procedimenti penali.
La procuratrice, nei confronti dell'imputato, ha chiesto una condanna a 11 anni di carcere e l'espulsione per 10 anni dalla Svizzera.