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La Svizzera potrebbe in futuro avere una commissione indipendente che esprima raccomandazioni "per soluzioni giuste ed eque" nei casi di beni culturali sottratti a seguito delle persecuzioni naziste. Il Consiglio federale propone al parlamento di accogliere una mozione in questo senso presentata dal consigliere nazionale Jon Pult (PS/GR).
Il Consiglio federale, come indica nella sua risposta, "ritiene sia importante trattare in modo etico e responsabile il patrimonio culturale", sia che si tratti di opere d’arte confiscate dai nazisti o di beni culturali di origine coloniale.
Il governo concorda in linea di principio con la richiesta della mozione di istituire una commissione indipendente. Tuttavia, ritiene prematuro e non opportuno fissare già oggi in modo vincolante le condizioni quadro per la commissione.
Pult chiede al Consiglio federale di istituire un organo consultivo che operi in totale indipendenza e che nei casi di controversi beni culturali – ad esempio le opere d’arte sottratte dai nazisti – formuli raccomandazioni per soluzioni giuste ed eque conformemente ai "Principi della Conferenza di Washington del 3 dicembre 1998" e alla "Dichiarazione di Terezin sui beni delle vittime dell’Olocausto e le questioni correlate del 30 giugno 2009".
Oltre a ciò, il socialista grigionese ha già proposto le condizioni quadro: tra queste, la composizione della commissione – che devono essere "di diverse discipline e con diversi retroterra" – e il suo ruolo, ovvero che "formuli raccomandazioni a favore o contro una restituzione", oppure che possa proporre altre soluzioni.
Secondo Pult, la controversa collezione Emil Bührle esposta al Kunsthaus di Zurigo ha mostrato che la Svizzera necessita di strumenti migliori in materia di beni culturali sottratti a seguito delle persecuzioni naziste.