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Caro Bruno,
grazie del libro. Ho rivisto un pò della tua pittura. Il tuo informale e colmo di tensioni: pare che tu pensi alla felicità, ma, in realtà, sei convinto che l'uomo è in piena dissoluzione.
Piacerebbe anche a me leggere mie poesie davanti ai tuoi quadri come ha fatto Ralph Dutli: in Italia lo faccio spesso, ma Sciaffusa e troppo lontana. Gli acquarelli di Sciaffusa sono intensissimi: sembrano percorsi della memoria delle cose più affettuose della tua vita. Si vede benissimo che anche tu sei un "pendolare": vai, torni, attraversi valichi, strade, nuvole. Nelle ultime pagine torna la "figurazione" - un vecchio amore - le case, gli alberi, le montagne. La serie del "pendolare" mi pare interessante, come anche quella delle "lettere del medico francese (il "caso confinante"): le figure sulle vecchie parole scritte risuscitano i morti e rappresentano il commento più feroce contro tutte le guerre: tu ci disegni sopra per risuscitarle. La memoria delle cose da dimenticare non finisce mai. Il resoconto del medico francese torna a far rivivere tutti i suoi morti. E le guerra appare ancora più sporca.
Vivi felice. Siamo troppo lontani per tentare una collaborazione ed io sto diventando troppo vecchio per muovermi. Auguri per il tuo lavoro. Un abbraccio.
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