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Una anestesista brasiliana accusata di aver ucciso sette pazienti in terapia intensiva per liberare posti letto in un ospedale evangelico potrebbe essere responsabile della morte di altri 300 degenti, secondo un ispettore inviato dal ministero della salute. Virginia Helena Soares de Souza, 56 anni, è accusata di aver iniettato un miorilassante, il Pavulon, e di aver ridotto la somministrazione di ossigeno ad almeno sette pazienti in terapia intensiva, provocandone la morte per asfissia.
"Il numero potrebbe aumentare, abbiamo già identificato 20 casi similari e dobbiamo analizzarne altri 300", ha detto alla Globo Tv Mario Lobato, inviato dal ministero della salute per fare luce sulle 'morti sospette' verificatesi nell'ospedale evangelico di Curitiba, nello stato meridionale di Paranà.
La dottoressa Soares De Souza è stata arrestata il 19 febbraio scorso, assieme ad altri sette componenti della sua equipe medica, ma è stata scarcerata giovedì scorso, in attesa che il giudice formalizzi i capi d'imputazione. La procura ha chiesto un nuovo ordine di arresto nei confronti dell'anestesista per il rischio di inquinamento delle prove. Ma il legale della professionista, Elias Mattar Assad, ha respinto le accuse, affermando che non vi sono prove dei presunti omicidi, e ha annunciato che proverà l'innocenza della propria assistita, che si dichiara non colpevole.
A inchiodare il medico ci sono però le dichiarazioni di un infermiere, Silvio de Almeida, che a Globo Tv ha rivelato: "Lei si sentiva Dio. Faceva quello che voleva e anche altri tre medici agivano come lei". La dottoressa Soares De Souza era a capo dell'unità di terapia intensiva dell'ospedale evangelico di Curitiba dal 2005 e gli ispettori del ministero hanno annunciato che passeranno in rassegna i quasi duemila casi di morte avvenuti durante tale periodo.