Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/211203

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a esaminare l'adozione di misure urgenti straordinarie per proteggere le persone retribuite su base oraria impiegate presso privati nonché a redigere un rapporto in merito. Deve in particolare esaminare se ritiene opportuno autorizzare i suddetti lavoratori ad annunciarsi personalmente all'ufficio cantonale del lavoro per chiedere l'indennità per lavoro ridotto - come avviene per gli indipendenti -, con l'obbligo di allegare alla domanda una conferma del datore di lavoro interessato. Occorre inoltre stabilire misure per tutelare i sans-papier che lavorano in Svizzera. Tali persone, la cui presenza nel nostro Paese, seppur illegale, è comunque un dato reale, saranno infatti particolarmente colpite dalla crisi in quanto anello più debole della società.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'indennità per lavoro ridotto (ILR) è stata introdotta per le imprese che producono beni, forniscono servizi, sono direttamente in contatto con il mercato e assumono il proprio rischio aziendale. In assenza di un simile rischio, in genere non sussiste nemmeno un rischio di licenziamento; pertanto, il versamento dell'ILR - il cui scopo è quello di mantenere i posti di lavoro - non è giustificato. Il semplice fatto di essere un datore di lavoro non è sufficiente per poter chiedere l'ILR.</p><p>La legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (RS 837.0) stabilisce, come condizione per aver diritto all'ILR, che vi sia una perdita di lavoro imputabile a motivi economici. Va aggiunto che la decisione di introdurre il lavoro ridotto spetta al datore di lavoro, in quanto solo quest'ultimo conosce i propri rischi aziendali ed è in grado di esporli agli organi esecutivi dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD).</p><p>In linea di principio le economie domestiche private non offrono beni e servizi e non subiscono quindi un calo della domanda o una perdita di lavoro imputabile a motivi economici a causa della pandemia di COVID-19. Questo criterio è tuttavia indispensabile per far valere l'ILR. Di conseguenza, le persone menzionate nel testo del postulato non hanno diritto all'ILR se sono titolari di un contratto di lavoro con un privato. La situazione è diversa se ad esempio una persona addetta alle pulizie è impiegata da un'impresa di pulizie che la colloca presso un cliente privato.</p><p>Durante la crisi del coronavirus il ricorso ai servizi di persone impiegate nelle economie domestiche private non è stato vietato, in modo che il loro impiego ha continuato a essere possibile per contratto, purché fossero soddisfatti i requisiti relativi alla tutela della salute. In qualità di datori di lavoro, le economie domestiche private sono in ogni caso tenute a continuare a pagare il salario, anche se chiedono ai dipendenti di non presentarsi al lavoro. L'ILR non è un'assicurazione di protezione giuridica che fornisce prestazioni in caso di mancato rispetto dei contratti.</p><p>Le economie domestiche private, quali datori di lavoro, non hanno in linea di principio diritto all'ILR, e questa situazione non è risolvibile con un'eventuale modifica della procedura di annuncio dell'ILR, come proposto nel postulato. È quindi superfluo effettuare un'analisi e presentare un rapporto riguardo all'introduzione della possibilità per i lavoratori delle economie domestiche private di annunciarsi all'ILR.</p><p>Non è neppure rilevante sapere se le persone impiegate in tali economie domestiche siano cittadini svizzeri, stranieri con un corrispondente permesso di soggiorno o sans papiers. Infatti, a determinare il diritto all'ILR non è di per sé lo statuto di soggiorno, bensì l'assoggettamento all'obbligo di versare contributi all'AD (ragione per cui gli indipendenti - che non sono soggetti a tale obbligo - non possono conteggiare l'ILR per sé stessi).</p><p>Nel postulato 18.3381 "Per un'ampia analisi della problematica dei sans papiers" è stato chiesto in particolare di elencare in un rapporto tutti i diritti ad affiliarsi alle assicurazioni sociali e a percepire le relative prestazioni che sono accordati anche alle persone prive di un regolare statuto di soggiorno (sans papiers) e di illustrare le conseguenze di un'eventuale revoca di questi diritti sia per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni, sia per i sans papiers coinvolti. Questo postulato è stato accolto dal Consiglio nazionale il 12 giugno 2018. Non è pertanto opportuno procedere a un ulteriore esame.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.