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BERNA / MADRID - La Svizzera si rammarica che la Conferenza mondiale dell'ONU sul clima si sia chiusa questo pomeriggio senza una regola di mercato per le riduzioni delle emissioni realizzate all'estero. Lo riferisce un comunicato dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) nel quale si aggiunge che la Confederazione vuole ora impegnarsi, insieme a diversi paesi partner, affinché siano adottate ambiziose regole di mercato comuni.
Nell'ambito della Cop25, svoltasi a Madrid e terminata con due giorni extra, Berna ha chiesto in particolare che le riduzioni realizzate all'estero non vengano computate due volte (dal paese donatore e dal paese destinatario), poiché in tal caso verrebbero messi in pericolo gli obiettivi e l'efficienza dell'Accordo di Parigi.
A Madrid, non si è riusciti ad adottare regole per le riduzioni delle emissioni realizzate all'estero. Non ci si è messi d'accordo su come informare sulle riduzioni delle emissioni dei rispettivi paesi e sul sostegno ottenuto o dato ad altri paesi.
La Svizzera - sottolinea la nota odierna dell'UFAM - considera questo risultato preoccupante, poiché le regole che disciplinano la trasparenza sono essenziali ai fini del rapporto di fiducia fra le parti contraenti. Per accordarsi su tali regole, i paesi hanno ancora tempo l'anno prossimo.
L'UFAM ricorda poi che la Svizzera intende contribuire con circa 150 milioni di dollari al Fondo verde per il clima (Green Climate Fund, GCF), che finanzia progetti nei paesi in via di sviluppo per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e per adattarsi ai cambiamenti climatici. In ottobre i paesi donatori si erano impegnati a rifinanziare il GCF con circa 9,8 miliardi dollari.
Alla Cop25 la Confederazione ha inoltre annunciato l'intenzione di stanziare 31 milioni di franchi per il fondo di adattamento (Adaptation Fund) delle Nazioni Unite e per lo "Scaling-up Renewable Energy Programme", un programma della Banca mondiale per lo sviluppo delle energie rinnovabili.