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Siria
Siria: carburante a jet russi, sentenza contro azienda danese
Un'azienda danese di commercio di carburante e il suo amministratore delegato sono stati condannati oggi per aver violato le sanzioni europee contro il governo siriano.
S sono stati riconosciuti colpevoli di aver consegnato grandi quantità di cherosene all'aviazione militare russa, alleata di Damasco e impegnata da anni in bombardamenti aerei in zone densamente popolate da civili fuori dal controllo governativo.
Secondo media siriani e internazionali, la sentenza, emessa dal tribunale di Odense dove il processo era cominciato a ottobre, ha stabilito che «le consegne hanno costituito delle violazioni oggettive delle sanzioni europee».
Le consegne di 172'000 tonnellate di cherosene, del valore complessivo di 90 milioni di euro, sono avvenute per 33 volte tra il 2015 e il 2017 a società russe da parte della Bunker Holding, che controlla la Dan-Bunkering e che è amministrata da Keld Demant.
La Bunker Holding è stata condannata a pagare circa quattro milioni e mezzo di euro, in corone danesi, mentre l'amministratore delegato Demant è stato condannato a 4 mesi di carcere con sospensione della pena.
Secondo la ricostruzione della corte danese, gli ordini di consegna venivano diramati dalla società danese nella sua sede di Kalilingrad, l'enclave russa sul Baltico tra Lituania e Polonia.
Le consegne sono fisicamente avvenute invece tra il 2015 e il 2017 nel Mediterraneo orientale, a largo della costa siriana senza però che le imbarcazioni della società danese entrassero mai in acque territoriali siriane.
Erano invece le imbarcazioni delle società private russe che scaricavano il carico di cherosene nel porto siriano di Banias, vicino a quello di Tartus controllato dalla marina militare russa e poco lontano dal quartier generale dell'esercito russo in Siria di Hmeimim.
Le sanzioni europee contro il governo siriano, in vigore dalla fine del 2011 e attualmente prorogate fino al 1 giugno 2022, prevedono tra l'altro un embargo petrolifero e il congelamento dei beni detenuti dalla banca centrale siriana nei paesi dell'Unione europea.
SDA