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<h2>SubmittedText<h2><p>Sulla base dell'articolo 8 capoverso 2 della Costituzione federale occorre istituire una base legale per garantire una protezione contro la discriminazione in base all'età. </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In base al principio di uguaglianza giuridica (art. 8 cpv. 2 Cost.) è vietato qualsiasi tipo di discriminazione. Ciò implica anche che, in situazioni comparabili, le persone di età diverse abbiano le stesse opportunità e gli stessi diritti. L'esistenza di una discriminazione deve essere valutata caso per caso in base alla situazione specifica. Inoltre, la questione non riguarda solamente le persone anziane.</p><p>Il divieto costituzionale di discriminazione ha effetti sia diretti che indiretti sui rapporti di lavoro. Si applica direttamente ai rapporti di lavoro di diritto pubblico e, tramite la legge sul lavoro (LL), si ripercuote indirettamente su tutti i rapporti di lavoro regolamentati dal CO. Ad esempio, secondo l'articolo 336 capoverso 1 lettera a CO il licenziamento discriminatorio, soprattutto per motivi di età, non è consentito. Inoltre, in base alla giurisprudenza del Tribunale federale, l'obbligo di tutelare la personalità del lavoratore, garantito dall'articolo 328 CO, è più rigido per i collaboratori in età avanzata. Un licenziamento può quindi risultare abusivo se il datore di lavoro non ha il dovuto riguardo o in presenza di una grande sproporzione di interessi fra le parti. In generale, un datore di lavoro agisce in modo discriminatorio se esclude un singolo dipendente o una particolare categoria di lavoratori dall'adozione di misure di applicazione generale. Questo principio vale anche per i collaboratori in età avanzata. Pertanto, il divieto costituzionale e la sua precisazione nella LL stabiliscono limiti sufficienti, pur tenendo conto degli interessi economici del datore di lavoro e della libertà contrattuale. La regolamentazione del rapporto di lavoro in maniera moderata e orientata agli obiettivi è uno dei punti di forza della Svizzera nonché uno dei principali motivi dell'alto tasso di occupazione e del basso numero di disoccupati in tutte le fasce d'età.</p><p>Nel nostro Paese, infatti, i lavoratori senior sono ben integrati nel mercato del lavoro, come risulta anche dal confronto con gli altri Paesi OCSE: nell'ultimo decennio la percentuale di 55-64enni sul totale della popolazione attiva è aumentata costantemente. Ciò è dovuto da un lato agli sviluppi demografici e dall'altro alla maggiore partecipazione al mercato del lavoro. Nel 2020 la fascia d'età 50-64/65 anni ha percepito il salario mediano più alto, pari a 7436 franchi al mese. Inoltre, i rapporti di lavoro dei collaboratori "anziani" sono relativamente stabili rispetto ai più giovani. Per loro il rischio di ritrovarsi disoccupati a causa di un licenziamento o della scadenza di un contratto a tempo determinato è inferiore alla media.</p><p>Sebbene negli ultimi anni il numero assoluto di disoccupati senior sia aumentato, l'incremento è andato di pari passo con la loro maggiore presenza nel mercato del lavoro. Nell'ultimo decennio, infatti, il tasso di disoccupazione OIL dei 55-64enni è rimasto al di sotto della media di tutte le fasce d'età.</p><p>Tuttavia, in caso di perdita del posto di lavoro, i dipendenti anziani di solito impiegano più tempo a trovare un nuovo impiego. I cambiamenti nel mercato del lavoro e nelle pratiche di assunzione nonché i pregiudizi negativi nei confronti di questa categoria possono infatti ostacolare la ricerca d'impiego e aumentare il rischio che rimangano disoccupati più a lungo. La legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI; RS 837.0) e la relativa ordinanza (OADI; RS 837.02) tengono conto della situazione delle persone in cerca d'impiego più anziane, prevedendo periodi massimi di prestazioni più lunghi e misure di sostegno adeguate alla loro condizione.</p><p>Per tenere conto delle difficoltà di questa categoria il Consiglio federale porterà avanti le misure in corso per l'integrazione degli ultracinquantenni nel mercato del lavoro. Nell'ambito dell'iniziativa sul personale qualificato sono state adottate diverse misure in tal senso. Ad esempio, è stata rafforzata la formazione professionale continua e sono stati sensibilizzati i datori di lavoro e l'opinione pubblica sul potenziale dei lavoratori senior. Inoltre, attraverso il programma d'impulso dedicato, la Confederazione sostiene con 187,5 milioni di franchi svizzeri i progetti cantonali che migliorano il reinserimento nel mercato del lavoro degli ultracinquantenni in cerca d'impiego sperimentando anche nuovi approcci. Per migliorare l'occupabilità di questa categoria, il progetto di riforma della previdenza professionale prevede anche una graduazione più piatta degli accrediti di vecchiaia.</p><p>Secondo il Consiglio federale una maggiore regolamentazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti ultracinquantenni non è opportuna e rischia di risultare controproducente.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.