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<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 54 della Costituzione federale e la legge federale sulla cooperazione internazionale allo sviluppo del 1976 costituiscono una parte delle basi giuridiche della cooperazione allo sviluppo svizzera. Gli interventi della Confederazione puntano a migliorare le condizioni di vita della popolazione nei Paesi partner, ad alleviare lo stato di bisogno e la povertà nel mondo e a contribuire al rispetto dei diritti umani. Nel messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2017-2020 si specifica che la Svizzera contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita delle fasce più povere e vulnerabili della popolazione, tra cui vanno considerate anche le persone disabili. Questo è importante perché non si può ridurre la povertà se si continua sistematicamente a trascurare i diritti di singoli gruppi. Nel 2014, con la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, la Svizzera si è inoltre impegnata a tenere conto dei diritti delle persone disabili nei suoi interventi in situazioni di crisi umanitarie e nella sua cooperazione allo sviluppo, e a prendere le misure necessarie. Anche nell'Agenda 2030, la cui attuazione è una delle priorità della Svizzera, l'inclusione delle persone disabili è un tema centrale. Sulla base di questi obblighi il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Attraverso quali misure il Consiglio federale garantisce l'attuazione dell'articolo 11 della convenzione?</p><p>2. Attraverso quali misure il Consiglio federale garantisce l'attuazione dell'articolo 32 della convenzione?</p><p>3. Attraverso quali misure si prendono in considerazione in maniera sistematica i diritti delle persone con disabilità in modo da raggiungere anche uno degli obiettivi strategici del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020?</p><p>4. In che misura, in occasione del monitoraggio e della valutazione di progetti e programmi della cooperazione internazionale della Svizzera, vengono raccolti e analizzati dati relativi all'inclusione delle persone disabili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La cooperazione internazionale della Svizzera mira a migliorare le condizioni di vita delle persone povere e vulnerabili. Gran parte delle persone con disabilità versa in condizioni di povertà. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza ai diritti dei disabili e monitora attentamente l'attuazione degli obblighi assunti dalla Svizzera nel quadro della Convenzione del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità (CDPD; RS 0.109).</p><p>1. Nelle situazioni di rischio e nelle emergenze umanitarie contemplate dall'articolo 11 CDPD le persone con disabilità sono esposte a livelli di pericolo particolarmente elevati. L'Aiuto umanitario della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del DFAE concentra il proprio impegno sui gruppi di popolazione più vulnerabili, come le donne, i bambini, i profughi, gli sfollati, gli individui appartenenti alle minoranze, i malati e le persone con disabilità. Nell'ottica di un approccio integrale, questo impegno comprende anche attività di prevenzione (p. es. informazione sulle mine antiuomo) e un'assistenza completa ai destinatari, dalle cure mediche (incluse le protesi) alla fisioterapia fino alla reintegrazione nella società. Anche il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) è fortemente impegnato nella tutela delle persone con disabilità nelle emergenze umanitarie. In qualità di quarto Paese contribuente, per ordine di importanza, al budget globale del CICR, la Svizzera accoglie con favore questo impegno. L'Aiuto umanitario della DSC sostiene, per esempio, gli sforzi del CICR per finanziare, mediante un approccio innovativo con i cosiddetti "humanitarian impact bonds" (obbligazioni a impatto umanitario), la realizzazione di centri di riabilitazione per persone con disabilità fisiche nelle zone di conflitto (cfr. parere del Consiglio federale relativo al postulato Béglé 17.3250).</p><p>2. L'articolo 32 CDPD formula raccomandazioni concrete per la cooperazione internazionale, che secondo l'interpretazione del Consiglio federale comprende anche l'Aiuto umanitario. Le persone con disabilità sono un importante gruppo target della cooperazione internazionale. La DSC realizza numerosi progetti di sviluppo incentrati soprattutto su queste persone. Si tratta di progetti di vario tipo che riguardano, tra l'altro, l'integrazione delle persone non vedenti e ipovedenti, la salute mentale, l'integrazione scolastica dei bambini disabili o lo sviluppo professionale e la riabilitazione delle persone con disabilità. Dal 2004 la Svizzera è per esempio impegnata in Serbia per favorire una migliore integrazione dei bambini con disabilità a livello prescolare e nella scuola primaria. Grazie all'aiuto della Svizzera, finora sono stati assistiti in totale 7780 bambini con disabilità e 5100 genitori. In Uganda è stato inoltre lanciato un innovativo progetto di ricerca sul tema della disabilità e della tecnologia, a cui si aggiungono i contributi programmatici a organizzazioni partner come Handicap International e la Christoffel Blindenmission nonché quelli versati a diverse organizzazioni dell'ONU che hanno integrato nelle loro strategie i diritti umani delle persone con disabilità. Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo svolge per esempio un ruolo centrale nell'attuazione della CDPD e realizza programmi in questo settore in più di venti Paesi.</p><p>3. Dal 2006 la DSC ha istituzionalizzato l'approccio basato sui diritti umani. Ciò significa, tra l'altro, che i suoi programmi sono orientati alla tutela dei diritti dei gruppi vulnerabili e marginalizzati. Con questo approccio viene attuato l'obiettivo principale dell'Agenda 2030: "nessuno sarà lasciato indietro".</p><p>4. Quando tra gli obiettivi di un progetto figurano anche i diritti delle persone con disabilità, l'avanzamento del progetto in questione viene controllato e valutato mediante appositi indicatori. Nel caso dei succitati "humanitarian impact bonds", per esempio, la misurazione dei risultati è parte integrante di questo innovativo approccio di finanziamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.