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Lo sciopero al femminile si terrà il prossimo 14 giugno in tutta la Svizzera. L'USS: «Migliorare le condizioni e i salari»
BERNA - L'Unione sindacale svizzera (USS) ha scelto il mondo del lavoro quale tema principale per lo sciopero delle donne in programma il prossimo 14 giugno. È lì che si registrano le principali disparità di genere, sottolinea oggi l'organizzazione, lanciando la campagna in vista dell'appuntamento.
Persistono per esempio disparità di reddito tra i sessi, rileva l'USS, aggiungendo che nel 2020 la metà delle donne in Svizzera guadagnava meno di 4'470 franchi al mese. Secondo l'Unione sindacale, la ragione principale di questa situazione risiede nella scarsa remunerazione dei rami professionali nei quali lavora un'alta percentuale di donne, come quelli dell'assistenza e della vendita.
L'USS chiede pertanto, tra le altre cose, una migliore copertura del contratto collettivo di lavoro (CCL) in questi settori, oltre a «massicci aumenti salariali». Per raggiungere i loro obiettivi, i sindacati intendono aumentare il numero di affiliati provenienti proprio da questi ambiti professionali. Le condizioni di lavoro - rilevano - miglioreranno solo se i sindacati saranno forti e se ci sarà una mobilitazione collettiva.
Secondo l'USS, altre ragioni all'origine delle disparità salariali sono legate al fatto che le donne sono ancora discriminate in base al loro genere e si assumono gran parte del lavoro non retribuito, come la cura dei figli, e sono quindi in grado di svolgere meno impieghi retribuiti.
Tutto ciò provoca un «immenso» divario al momento della pensione, aggiunge l'USS, per la quale a quattro anni dal grande sciopero del 2019, non si è registrato praticamente alcun progresso nel miglioramento della situazione finanziaria e sociale delle donne. Al contrario, l'età di pensionamento delle donne è stata innalzata, ricorda per concludere l'Unione sindacale.