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La Corte costituzionale ungherese ha abrogato l'articolo della codice penale che sanziona la riproduzione e l'uso dei simboli dei regimi autoritari come la stella rossa sovietica o la svastica e il simbolo delle SS.
Finchè la legge è stata in vigore, il presidente del piccolo partito operaio (comunista ortodossa) Attila Vajnai è stato più volte condannato dal tribunale perchè ostentava come distintivo una stella rossa. Vajnai, nel 2008, si è rivolto alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, e la corte gli ha dato ragione contro lo stato ungherese.
Basandosi su questa sentenza, Vajnai ha chiesto l'abrogazione dell'articolo controverso solo per il divieto della stella rossa, ma la Corte costituzionale ha abrogato tutto l'articolo con la motivazione che regola la materia "in modo sproporzionato". Commentando il verdetto, un deputato del partito di maggioranza Fidesz (partito conservatore, populista e cristiano) si è rammaricato che il 1 maggio "ci saranno stelle rosse sulle piazze" in Ungheria.