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Con la vittoria a sorpresa del Senegal sui campioni del mondo francesi si sono aperti i primi mondiali di calcio asiatici. E la Svizzera sta a guardare.
A dire il vero, si può controbattere che finora sono stati invece proprio due svizzeri a focalizzare l'attenzione di tutti in Corea del Sud, con il conflitto ai vertici della FIFA, fra Sepp Blatter e Michel Zen-Ruffinen, terminato con la strepitosa rielezione di Blatter e il licenziamento del segretario generale Zen-Ruffinen.
Il "patron" del calcio mondiale sarà dunque, anche per i prossimi quattro anni, di nuovo uno svizzero. E non è nemmeno escluso che uno svizzero sia forse l'arbitro della finale che si svolgerà a Yokohama, in Giappone. Non a caso l'argoviese Urs Meier è considerato uno dei dieci migliori arbitri del mondo. Entrerà in azione il 10 giugno, fischiando la partita Corea del sud-Stati Uniti.
Una presenza svizzera invisibile
Da venerdì e per un mese, fra competizioni e di passioni, sotto gli sguardi di 2,5 miliardi di telespettatori, la squadra rossocrociata non ci sarà.
Una triste abitudine dal 1966 con una eccezione nel 1994, quando la squadra svizzera si distinse sui campi di calcio americani. Battendo la Romania per 4 a 1, in occasione di una memorabile partita a Detroit, la Svizzera si qualificò per gli ottavi di finale.
Ma dal campionato europeo del 1996, la Svizzera ha fallito in tutti i tentativi di raggiungere i migliori giocatori europei e del mondo. Le campagne del 1998, 2000 e 2002 si sono concluse con altrettante sconfitte; in alcuni casi, con un vero e proprio fiasco.
Le speranze riposte nei giovanissimi
Ora, alcuni risultati lasciano sperare in un futuro più roseo. Non certo in occasione dei campionati europei del 2004 in Portogallo ma forse per i Mondiali del 2006 , in Germania. Al più tardi agli europei del 2008, che potrebbero anche essere co-organizzati alle nostre latitudini.
Il calcio svizzero non sembra comunque più in fase di stagnazione, come dimostrano i recenti successi della giovane generazione di calciatori. Campioni europei nella categoria degli Under 17 e semi-finalisti europei negli Under 21, i giovani giocatori elvetici sembrano possedere quella fortuna e quella fiducia in sé stessi che manca ai più vecchi. Successi che sono però anche da attribuire alla nuova politica di formazione tecnica, in vigore dal 1995.
Per il momento, comunque, gli svizzeri dovranno armarsi di pazienza, seguendo alla televisione le discussioni fra i russi e gli sloveni, che li hanno privati del Mondiale, e gli irlandesi, i loro prossimi avversari nel 2004.
Gabriel Nadav, Seul