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Una curatela può essere decretata se lei non è più in grado di provvedere personalmente alle questioni importanti e perciò risulta bisognosa/o di aiuto e di protezione (per esempio perché soffre di infermità dovuta alla vecchiaia). Inoltre la misura deve essere proporzionata, corrispondere alle disposizioni stabilite dalla legge ed essere decretata al termine di una procedura corretta.
Con una curatela riceve un curatore che si occupa di taluni aspetti della sua vita. Per ogni curatela occorre definire esattamente i compiti che spettano al curatore. Degli ambiti possibili sono per esempio l’alloggio, le finanze, la salute o procedure con le autorità. Inoltre bisogna fissare quali sono, nell’ambito di un determinato compito, le possibilità d’intervento del curatore. Per questo motivo esistono diverse forme di curatela.
In una curatela di sostegno il curatore la consiglia e l’assiste “a soglia bassa”; la sua libertà di azione resta preservata, lei da solo/a è responsabile per tutti gli atti.
In una curatela di rappresentanza il curatore può stipulare in suo nome dei contratti e svolgere degli atti. Però lei può compiere questi atti anche individualmente. In una curatela di rappresentanza con esercizio dei diritti civili limitato, il curatore deve svolgere determinati atti al posto suo. Lei non è più in grado di svolgere questi atti individualmente.
In una curatela di cooperazione lei, rispettivamente il curatore, deve prendere decisioni solo dopo aver ricevuto il consenso dell’altro. Vuol dire che lei può prendere determinate decisioni solo insieme al curatore.
Per diverse sfere di compiti possono essere combinate e decretate differenti forme di curatele. Così si forma una curatela che è in linea con il suo bisogno di protezione, le sue necessita generali e le sue capacità. Si parla allora di una curatela «su misura».
Se queste soluzioni “su misura” non sono sufficienti per salvaguardare i suoi interessi, allora può essere decretata una curatela generale. Una tale curatela è necessaria se ha bisogno di assistenza e sostegno in tutti gli ambiti della sua vita e agisce contro i suoi propri interessi. Una curatela generale porta di fatto il curatore a svolgere al posto suo quasi tutti gli atti, e se necessario anche contro la sua volontà. Lei non può più svolgere questi atti in modo indipendente. Lei viene privato/a del cosiddetto esercizio dei diritti civili. Questa misura è necessaria solo raramente.
Invece se ha solo bisogno di poco sostegno, ci sono delle alternative alla curatela, come le prestazioni assistenziali della Pro Senectute o di Pro Infirmis.
Per ogni curatela viene nominata una persona quale curatore. Il curatore viene istituito per salvaguardare il bene della persona bisognosa di aiuto, e deve svolgere i compiti conferitigli. Oltre alla competenza occorre anche un’attitudine personale adeguata, esperienza di vita e tolleranza. La base di una buona curatela e il rapporto di fiducia tra l’interessato e il curatore.
Lei può anche proporre una persona di sua fiducia quale curatore (cosiddetto curatore privato). Può anche rifiutare la persona che l’ARP propone. Per quanto possibile l’ARP tiene conto della persona di fiducia che lei propone quale curatore. Dal momento in cui il curatore assume l’incarico, diventa la sua persona di contatto.
L’ARP deve controllare e sostenere il curatore, tra l’altro tramite la verifica dei conteggi e del rapporto. Ci sono anche determinati atti che il curatore può compiere solo con il consenso dell’ARP (per esempio la disdetta dell’appartamento, qualora lei non sia più in grado di dare il proprio consenso).