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La Svizzera si conferma al primo posto in materia di proprietà intellettuale. Davanti a Svezia e Stati Uniti
La Svizzera rimane numero uno al mondo in materia di innovazione: è quanto emerge da una graduatoria pubblicata a scadenza annuale dall'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale.
Dietro alla Confederazione (che è prima dal 2011) si classificano la Svezia, che ha scavalcato gli Stati Uniti, terzi, nonché Gran Bretagna e Singapore. Per la prima volta dopo molto tempo, la Cina ha perso terreno, scendendo di una posizione al 12esimo rango: rimane comunque l'unico Paese emergente fra i primi 30 della graduatoria.
La Svizzera "continua a essere il campione indiscusso" del settore, si legge nel rapporto dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale. E "non perché è il Paese che ospita l'istituzione", ha scherzato il direttore generale Daren Tang durante la conferenza stampa di presentazione del Global Innovation Index, un indice che sintetizza decine di indicatori.
La Confederazione si è classificata al primo posto in aree quali le condizioni quadro per le imprese, l'uso delle nuove tecnologie, i brevetti nonché la produzione di know-how e tecnologie. Le piccole e medie imprese elvetiche devono per forza di cose essere più innovative, perché confrontate con un mercato piccolo e un Paese con poche materie prime, ha spiegato a Keystone-Ats un funzionario dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale. Per un Paese come la Svizzera, la proprietà intellettuale è "molto importante", ha aggiunto.
Riguardo alla Cina, gli ultimi anni sono stati difficili, con restrizioni legate alla pandemia e all'inflazione: ma questa situazione non pregiudica il potenziale a lungo termine dell'innovazione cinese, afferma lo specialista dell'agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Ginevra.
Allargando il discorso, la spesa globale per la ricerca e il numero dei brevetti sono cresciuti nel 2022, sebbene a ritmi meno elevati del 2021. In totale gli investimenti delle maggiori aziende hanno raggiunto la cifra record di 1’100 miliardi di dollari, con un aumento del 7%. Secondo le stime preliminari, lo scorso anno i finanziamenti pubblici per l'innovazione sono inoltre aumentati in tutto il mondo in termini reali: i rialzi più incisivi sono stati osservati in Giappone e Corea del Sud.
Il valore degli investimenti in capitale di rischio, invece, è sceso del 40% nel 2022 e addirittura del 47% nei primi sei mesi del 2023. L'Africa è l'unica regione a non aver registrato una contrazione. Le previsioni per quest'anno rimangono incerte a causa degli alti tassi di interesse. "Dobbiamo assicurarci che questa evoluzione non influisca sulle start-up e sulle piccole e medie imprese", afferma Tang. Sussistono infatti "prove credibili" di un legame tra inflazione ed effetti negativi sull'innovazione.
Comparti come le nuove tecnologie, la salute e l'energia continuano comunque a espandersi. Allo stesso modo, sono bene avviate, secondo il rapporto dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, le ondate di innovazione digitale, soprattutto negli Stati Uniti e in Cina. Secondo il direttore dell'organismo, l'accesso alle nuove tecnologie è "sulla buona strada", anche se rimane limitato in alcuni casi, come per quanto riguarda i veicoli elettrici.