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400 anni fa a Stratford-upon-Avon, dov’era nato, moriva William Shakespeare, comunemente considerato il più grande drammaturgo di tutti i tempi. Con questo primo articolo lo ricordiamo.
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Al mondo ci sarebbero due soli ritratti che senza ombra di dubbio raffigurano William Shakespeare (23.4.1564 – 23.4.1616) : il primo è un’incisione apparsa sulla prima raccolta delle sue opere, il secondo è un busto commemorativo conservato nella sua città natale, Stratford-upon-Avon.
Esistono però decine di altri ritratti dubbi.
Conrad Rudolph, storico dell’arte e Amit Roy-Chowdhury, ingegnere elettrico, dell’Università della California di Riverside, hanno sviluppato un software di riconoscimento facciale che analizza i ritratti delle persone più o meno famose della storia, in modo da fornire una serie di informazioni obiettive.
Il software confronta i volti basandosi sulla distanza antropometrica – ossia la larghezza della bocca e la distanza tra gli occhi – e sulla forma degli angoli di bocca e occhi.
A partire da questi dati, un algoritmo calcola la probabilità che un ritratto dubbio corrisponda o meno al volto raffigurato in un ritratto noto.
Tuttavia, anche l’obiettività di un computer ha dei limiti. Per esempio, un ritratto di Shakespeare da giovane sarebbe molto diverso da un ritratto eseguito in età avanzata, visto che i tratti facciali cambiano forma con l’avanzare degli anni.
(National Geographic.it)