Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/94468

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare le disposizioni legali necessarie affinché gli assicurati che, a causa di una liquidazione parziale o totale, subiscono una forte riduzione della futura rendita possano ricevere un contributo dal Fondo di garanzia. Il diritto a tale prestazione non è riconosciuto in caso di liquidazione parziale in seguito allo scioglimento del contratto di affiliazione (cambiamento dell'istituto di previdenza/fondazioni collettive).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I compiti del Fondo di garanzia si limitano a versare sovvenzioni per una struttura d'età sfavorevole e a garantire le prestazioni in caso d'insolvenza di un istituto di previdenza o di un datore di lavoro. Non è opportuno ampliare le competenze del fondo nel senso chiesto dalla mozione per i motivi seguenti:</p><p>- Ogni istituto di previdenza o, se si tratta di un istituto collettivo, ogni collettivo di assicurati che presenta una copertura insufficiente è tenuto a riequilibrare la propria situazione finanziaria. Questo significa che non vi è nessuna solidarietà tra gli istituti di previdenza. Non è necessario scostarsi da questo principio fondamentale.</p><p>- L'intervento del Fondo di garanzia violerebbe il principio fondamentale della decentralizzazione. Le risorse del fondo, che appartengono a tutti gli istituti di previdenza, sarebbero utilizzate per risanare alcuni di essi. Il diritto a prestazioni versate dal Fondo di garanzia potrebbe spingere taluni istituti di previdenza ad adottare una politica d'investimento ad alto rischio. Il Fondo di garanzia e, quindi, anche tutti gli istituti di previdenza dovrebbero in parte sostenere rischi d'investimento corsi consapevolmente da alcuni istituti.</p><p>- L'obbligo per il Fondo di garanzia di versare prestazioni agli assicurati che lasciano una cassa con copertura insufficiente creerebbe una disparità di trattamento rispetto agli assicurati che rimangono affiliati. Questi ultimi, non ricevendo nessuna prestazione dal fondo, dovrebbero risanare da soli l'istituto di previdenza. Sarebbe quindi più ragionevole poter compensare gli scoperti generati da licenziamenti collettivi e ristrutturazioni con piani sociali o fondi di beneficenza accumulati in periodi economici favorevoli.</p><p>- In caso di ampliamento delle competenze del Fondo di garanzia, si dovrebbe esaminare l'ammontare dei contributi in funzione del numero di casi di liquidazione parziale previsti e dei costi che ne deriverebbero, con un conseguente aumento dei contributi. Poiché il numero delle liquidazioni parziali e degli istituti di previdenza che presentano una copertura insufficiente aumenta proprio quando la situazione economica è difficile, anche in questo periodo il Fondo di garanzia dovrebbe far fronte a un numero sempre più elevato di richieste di prestazioni. Per il fondo questo cagionerebbe un notevole aumento dei costi dovuti al finanziamento degli scoperti in un periodo in cui difficilmente sarebbe possibile aumentare i contributi.</p><p>Affinché in caso di liquidazione parziale o totale gli assicurati non debbano subire perdite, è invece importante che gli istituti di previdenza provvedano a non far aumentare gli scoperti intervenendo tempestivamente in modo da non aggravare il problema. Quanto prima si adottano misure di risanamento, tanto maggiore è la loro efficacia. Limitare gli scoperti e infine colmarli è tutto sommato sia nell'interesse degli assicurati che lasciano l'istituto - per i quali, in caso di liquidazione parziale, aumenterebbero le deduzioni dall'avere di previdenza sovraobbligatorio - sia in quello degli assicurati che rimangono affiliati - i quali dovrebbero altrimenti sopportare misure di risanamento ben più incisive.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.