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L'industria metalmeccanica ed elettrica svizzera risente del raffreddamento della congiuntura: il giro d'affari nel 2008 è ancora progredito (+5,8%), ma l'entrata degli ordinativi ha registrato un forte rallentamento.
Le nuove commesse si sono ridotte del 17,1% rispetto all'anno precedente. La contrazione della domanda estera è risultata del 19,4%, quella interna è diminuita del 7,5%, ha indicato martedì Swissmem, l'associazione delle imprese del settore. Nel solo quarto trimestre le ordinazioni provenienti dall'estero hanno subito un crollo del 33,9%, quelle elvetiche del 17,9%, mentre i ricavi sono scesi del 3,5%.
Per le aziende del ramo si presentano anche problemi sul fronte dei crediti: contrariamente alle dichiarazioni delle banche, parecchi imprenditori assistono a restrizioni, ha detto ai media a Zurigo Johann Schneider-Ammann, presidente di Swissmem.
"Attualmente per una media impresa è impossibile ricevere un credito di 60 milioni di franchi", ha affermato. Gli oneri per il capitale di terzi sovente sono più alti rispetto a un anno fa e l'ottenimento di un credito è diventato più complicato, ha proseguito il presidente dell'organizzazione.
Quanto all'occupazione, "realisticamente si deve ammettere che l'orario ridotto non basta per comprimere i costi: purtroppo bisognerà ridurre ulteriormente il personale", ha osservato dal canto suo Hans Hess, vicepresidente di Swissmem e membro del consiglio di amministrazione di diverse imprese industriali elvetiche. A fine 2008 le aziende del settore avevano in organico 356'000 persone.