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Il giudice Siro Quadri ha condannato giovedì il direttore dell'Istituto privato universitario svizzero (IPUS) per violazione della legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero e della relativa normativa cantonale a 10'000 franchi di multa, il doppio di quanto chiesto dal procuratore pubblico Antonio Perugini.
In sostanza l'uomo è stato condannato per aver continuato ad utilizzare il termine "universitario" senza averne i requisiti. Per due volte infatti gli era stata negata l'autorizzazione federale.
Il direttore dell'IPUS considera la possibilità di ricorrere contro la decisione, poiché convinto di non aver violato nessuna legge. Ha continuato ad utilizzare il nome solo in attesa di una decisione definitiva da parte dell'organo federale incaricato di rilasciare l'autorizzazione.
Resta ancora aperto il secondo filone d'inchiesta, partito anche dopo che alcuni articoli e un servizio di Patti Chiari avevano segnalato esami senza controlli, professori non abilitati e tasse universitarie pagate per prestazioni mai ricevute.
CSI/sulma
- CSI 18.00 del 02.11.17 Il servizio di Francesca Calcagno