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Il collettivo hacktivista Anonymous sfida Pechino, e promette che continuerà ad attaccare i siti del governo per protestare contro la censura imposta al web nel Paese.
"Continueremo, abbiamo già individuato gli obiettivi", ha detto un attivista alla France Presse. Dal 30 aprile, quando è stata annunciata la nascita di Anonymous China, il gruppo ha defaciato (modificato la home page) di oltre 300 siti, inserendo un testo in cui il governo cinese viene definito "vile".
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