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Le api muoiono e, purtroppo, continuano a morire. L'Unione europea, nel novembre dell'anno scroso, si era occupata del tema ponendosi una serie di obiettivi «per fermare la strage delle api». Sostanzialmente (vd suggeriti), «la costituzione di sistemi di sorveglianza nazionali e l'armonizzazione degli standard per la raccolta dei dati, sviluppati a livello europeo»; lo svolgimento da parte della Commissione europea «di ricerche obiettive sui possibili effetti negativi delle coltivazioni Ogm sulla salute delle api da miele». Parallelamente, in Svizzera, ha iniziato ad operare una cattedra che si occupa, esclusivamente, del salvataggio delle api (vd suggeriti). Ciononostante potrebbe darsi che la Commissione Ue non abbia fatto abbastanza per combattere il drastico aumento della mortalità delle api. Per dipanare qualsiasi dubbio il Mediatore europeo Nikiforos Diamandouros ha avviato un'indagine per capire se gli esperti di Bruxelles abbiano dato il giusto peso alle analisi di alcuni apicoltori (e non solo europei, vd video e pdf) quando hanno deciso di autorizzare comunque una serie pesticidi noti come neonicotinoidi.
Secondo molti operatori del settore, l'uso di tali pesticidi potrebbe infatti essere una delle cause della morìa dei piccoli insetti, dalla cui impollinazione dipende gran parte della produzione alimentare. L'iniziativa di Diamandouros è partita in seguito alla denuncia presentata dal Collegio dei mediatori austriaci. L'esecutivo Ue ha fino al 30 giugno per presentare il proprio parere.