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MOSCA (Russia) - Straordinario sul terreno di gioco, un po’ meno sulla panchina: stiamo parlando di Diego Armando Maradona e della sua “dimenticabile” esperienza al timone dell’Argentina: l’ex Pibe de Oro ha fatto il selezionatore in un unico Mondiale - Sudafrica 2010 - chiuso con l’eliminazione del 3 luglio per mano della Germania.
Dopo le agevoli vittorie nel girone e quella contro il Messico, nei quarti l'Abliceleste sfidò infatti i tedeschi, e fu sconfitta con un perentorio 4-0. L’Argentina, già sotto il tiro di stampa e critica per un gioco tutt’altro che frizzante - nonostante il grande potenziale - trovò in Maradona il controverso capro espiatorio. Contro di lui le dichiarazioni di diversi giocatori in rosa che, nell’anonimato, criticarono pesantemente i metodi d’allenamento e soprattutto la decisione di non convocare un certo Javier Zanetti, reduce dal Triplete con l’Inter. Scelta ricaduta invece in favore di tal Ariel Garcé, convocato perché il Pibe de Oro lo sognò mentre alzava la Coppa del Mondo vinta dalla sua Seleccion.
Sempre l’Argentina fu protagonista di un altro fatto avvenuto il 3 luglio, questa volta del 1990: un colpo di testa di Caniggia mise fine all’imbattibilità di Walter Zenga - dopo 518 minuti - e impedì di fatto all'Italia di raggiungere l'ultimo atto della competizione. Il record regge tutt’ora: per la cronaca gli azzurri riuscirono a mantenere la propria porta inviolata per ben cinque partite: dopo i successi di misura contro Austria e Stati Uniti, Schillaci e soci rifilarono due gol alla Cecoslovacchia. Negli ottavi di finale venne piegato l’Uruguay (2-0) e nei quarti fu battuta l'Irlanda (1-0). Tutto perfetto prima che Caniggia e l’Argentina spegnessero i sogni di gloria dei padroni di casa, mettendo fine alle “notti magiche”.