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LONDRA - Lunghe attese, o consegne in ritardo? I clienti sono stufi di sentirsi dire che il servizio ricevuto è stato scadente «a causa del Covid».
Lo indica una ricerca svolta nel Regno Unito dall'istituto del servizio clienti (UK Institute of Customer Service), come riferisce l'emittente BBC.
Inizialmente, infatti, nei primi mesi della pandemia i consumatori si sono dimostrati più tolleranti verso gli eventuali problemi, con le imprese che faticavano a far fronte agli effetti di una crisi intrisa di novità.
Ora, però, secondo la maggioranza dei cittadini britannici, «una scusa generica» legata al Covid «non è più sufficiente». Secondo il Ceo dell'istituto, Jo Causon, «le organizzazioni non devono nascondersi dietro dichiarazioni del genere».
Boom di reclami
A pesare sui clienti, con tutta probabilità, anche l'altissimo numero di reclami degli ultimi sei mesi. Secondo l'istituto, è stato raggiunto il numero più alto dal 2009.
Tra i settori più colpiti, i trasporti, i servizi pubblici locali, e le telecomunicazioni. «Sebbene molte imprese abbiano risposto in modo ammirevole alle difficoltà sorte con la pandemia, in molti si sono trovati in difficoltà» ha spiegato Causon.
Secondo, lei, «i commercianti devono essere onesti con i clienti su qualsiasi potenziale ritardo, ha detto, in modo che siano consapevoli di quanto tempo potrebbero dover aspettare». D'altronde, molti clienti sarebbero persino disposti a pagare di più, sapendo di ottenere un servizio clienti migliore.
L'indagine è stata effettuata su un campione di 10'000 persone.