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COPENAGHEN - Una giovane deputata danese, Mette Abildgaard - presentatasi in Aula con la bambina di 5 mesi - è stata di fatto "cacciata" con la sua piccola dalla presidente del Parlamento per "disturbo dei lavori". È la stessa Abildgaard (30 anni), membro del Konservative Folkeparti, partito che fa parte del governo di coalizione di centrosinistra, ad esprimere il suo disappunto con un post su Facebook, come riporta la Bbc.
Abildgaard ha raccontato che era la prima volta che portava in Aula la piccola Esther Marie e di averlo fatto perché non era riuscita a trovare una soluzione alternativa. Inoltre, ha spiegato che aveva deciso di non chiedere il permesso in anticipo, perché in passato aveva visto altri membri del Parlamento presentarsi in Aula con i figli in braccio.
La presenza della giovane deputata e della sua bambina non è però stata gradita dalla presidente dell'Assemblea Pia Kjaersgaard - ex leader del partito sovranista e di estrema destra Dansk Folkeparti (il partito del popolo) - che ha mandato un funzionario a chiedere l'allontanamento di Esther Marie perché piangeva e costituiva "un disturbo per i lavori". La mamma nega però che lo cose siano andate così: «La bambina - ha detto - era tranquilla, di ottimo umore e con il ciuccio in bocca».
Immediato il sostegno sui social da parte di molti danesi, per lo più stupiti dalla vicenda, dal momento che la Danimarca è considerata all'avanguardia in fatto di diritti delle donne e dei bambini.
Tra i casi più celebri di mamme presentatesi in Parlamento con i loro bimbi in braccio c'è quello della premier neozelandese Jacinda Ardern, diventata un simbolo delle madri che lavorano, dopo essere andata all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York con la figlia Neve.