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Il presidente del Comitato internazionale della Croce rossa (CICR) Jakob Kellenberger, giunto ieri a Damasco, ha in programma per oggi incontri con la leadership siriana con l'obiettivo di aumentare le operazioni umanitarie e avere accesso ai centri di detenzione nel Paese, da un anno teatro di una sanguinosa repressione delle proteste contro il regime di Bashar al-Assad.
Kellenberger - è la terza visita che compie dallo scorso giungo - resterà in Siria fino a domani; ribadirà la richiesta formulata a febbraio di un cessate il fuoco quotidiano di due ore per far evacuare i feriti e consegnare beni salva vita ai civili.
"Sono determinato a far sì che la Croce Rossa internazionale e la Croce rossa siriana aumentino la loro presenza e raggio di attività per consegnare i beni necessari alle persone vulnerali - ha detto -. Questo sarà un elemento chiave dei miei colloqui con i funzionari siriani".
Kellenberger incontrerà tra gli altri il ministro degli esteri siriano Walid al-Muallem, quello degli Interni Mohammed al-Shaar e della Salute Wael al-Halki. Visiterà anche le aree dei combattimenti, compresa la città meridionale di Daraa.
Il CICR è l'unica agenzia presente con propri operatori umanitari in Siria. Dopo i colloqui tra Kellenberger e Assad a settembre, la Siria ha aperto le sue prigioni per la prima volta e concesso alla Croce Rossa internazionale di entrare nel carcere di Damasco. Sono oltre 18mila i detenuti in Siria a metà febbraio in relazione alla rivolta contro il regime di Assad, come ha denunciato l'Onu, che stima invece a oltre novemila le vittime della protesta.