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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Promotore dell'iniziativa è il gruppo d'interessi "IG Hornkuh", fondato dal contadino di montagna Armin Capaul. </b></p><p><b>Il Consiglio federale raccomanda al Parlamento di respingere senza controprogetto l'iniziativa popolare "Per la dignità degli animali da reddito agricoli (Iniziativa per vacche con le corna)". Con l'iniziativa si sancirebbe nella Costituzione che vacche e capre con le corna devono essere necessariamente sostenute finanziariamente. L'iniziativa non prevede il divieto di decornazione.</b></p><p><b>Con 33 voti contro 6 e 5 astensioni, il Consiglio degli Stati raccomanda a Popolo e Cantoni di respingere l'iniziativa. Il Consiglio nazionale si allinea e raccomanda la reiezione con 117 voti contro 49 e 32 astensioni. Nel Consiglio nazionale si sono schierati a favore dell'iniziativa il Gruppo dei Verdi e la maggior parte del Gruppo socialista (5 voti contro e 7 astensioni). Salvo rare eccezioni, i membri degli altri gruppi parlamentari hanno votato a sfavore dell'iniziativa. Un terzo circa del Gruppo democentrista si è astenuto. </b></p><p><b></b></p><p><b>Situazione iniziale</b></p><p><b></b></p><p>Gli agricoltori che hanno deciso di non decornare i loro animali da reddito percepiscono la decornazione come una lesione sproporzionata della dignità degli animali. Per tale motivo i promotori dell'iniziativa intendono ridurre il numero delle decornazioni. Per raggiungere questo obiettivo, la Confederazione dovrebbe sostenere finanziariamente la detenzione di vacche, tori riproduttori, capre e becchi riproduttori adulti con le corna. </p><p>L'articolo 104 della Costituzione già oggi prevede che la Confederazione promuova forme di produzione che siano particolarmente rispettose degli animali. Pertanto la detenzione di animali con le corna potrebbe essere sostenuta finanziariamente. Il Consiglio federale respinge tuttavia contributi specifici poiché nessuno studio dimostra che l'assenza di corna costituisca un pregiudizio eccessivo al benessere delle vacche o delle capre. Detenere animali con le corna, secondo il parere del Consiglio federale, è una decisione imprenditoriale degli agricoltori, che devono decidere come affrontare il conflitto d'interessi tra la decornazione degli animali da un lato e il dispendio per la detenzione nonché il maggiore rischio di incidente dall'altro.</p><p>Un aiuto finanziario che non promuove globalmente il benessere degli animali, bensì considera unicamente l'aspetto delle corna, potrebbe inoltre comportare un aumento della stabulazione fissa, nella quale il pericolo di ferimento per gli animali e i detentori è minore. Ma un incremento della stabulazione fissa rappresenterebbe uno sviluppo indesiderato. </p><p>(Comunicato stampa del Consiglio federale del 15.02.2017 / ats)</p><h2>Proceedings<h2><p>La maggioranza della Commissione dell'economia e dei tributi incaricata dell'esame preliminare ha raccomandato di respingere l'iniziativa. Nella sessione autunnale 2017 l'oggetto è stato dibattuto dal <b>Consiglio degli Stati</b> per quasi due ore.</p><p>Tra gli argomenti è stato sottolineato il pericolo di incidenti per l'uomo e l'animale e che l'obiettivo dell'iniziativa, attuabile mediante la legislazione in vigore, non dovrebbe figurare nella Costituzione.</p><p>Una minoranza verde-socialista si è espressa a favore dell'iniziativa rilevando che, secondo la legislazione in materia di protezione degli animali, la decornazione è una sofferenza per gli animali e infligge loro dolore. Ha inoltre rimarcato che le corna hanno grande importanza per le vacche, in particolare per quanto concerne il comportamento sociale, la comunicazione e la gerarchia all'interno della mandria. </p><p>Robert Cramer (G, GE) ha auspicato che si elaborasse un controprogetto, lanciando così un segnale all'indirizzo della seconda Camera. Il relatore, Isidor Baumann (C,UR), ha riferito che la Commissione aveva esaminato questa opzione ma l'aveva scartata. Inoltre, secondo quanto da loro affermato, i promotori intendevano comunque sottoporre l'iniziativa al voto popolare. </p><p>Il Consigliere federale Schneider-Ammann si è soffermato in particolare sugli aspetti economici, come ad esempio la riduzione dei costi generata dalla detenzione di animali senza corna nelle stalle a stabulazione libera, rilevando d'altro canto che, a causa dei contributi, gli animali con le corna potrebbero ritrovarsi in stalle inadeguate, con ricadute negative per i loro benessere. Ha infine precisato che i pagamenti diretti per agli animali con le corna dovrebbero essere compensati mediante i crediti stanziati per il settore dell'agricoltura. </p><p>La minoranza e la maggioranza del <b>Consiglio degli Stati</b> erano comunque concordi nel ritenere che l'iniziativa per vacche con le corna era stata depositata perché il Consiglio federale non aveva legiferato nonostante le numerose esortazioni.</p><p></p><p>La Commissione dell'economia e dei tributi del <b>Consiglio nazionale</b> (CET-N) ha deciso di contrapporre all'iniziativa un controprogetto indiretto (Iv.Pa. 18.400), così da consentire al comitato il ritiro condizionato dell'iniziativa. La CET-N si è espressa a favore della promozione degli animali da reddito provvisti di corna e si è detta convinta che l'iniziativa godesse di grandi simpatie tra la popolazione. Ha tuttavia ritenuto non fosse opportuno iscrivere tale obiettivo nella Costituzione federale.</p><p></p><p>La Commissione dell'economia e dei tributi del <b>Consiglio degli Stati</b> (CET-S) non ha però accolto l'iniziativa parlamentare della Commissione omologa, poiché le nuove sovvenzioni che ne sarebbero derivate si sarebbero tradotte in misure di risparmio equivalenti nel preventivo agricolo. La proposta della CET-N andava respinta anche alla luce di considerazioni di natura strategica: da un lato non era sicuro che l'iniziativa popolare venisse effettivamente ritirata; dall'altro non era necessario evitare a ogni costo una votazione popolare. </p><p></p><p>Il <b>Consiglio nazionale</b> ha dibattuto l'iniziativa nella sessione estiva 2018. Un'ampia maggioranza ha sottolineato che, nonostante le vacche con le corna siano davvero più belle, non era opportuno iscrivere nella Costituzione la promozione finanziaria della bellezza, come già espresso dai deputati del Consiglio degli Stati contrari all'iniziativa. È stato inoltre affermato che i contadini devono poter decidere in nome della libertà imprenditoriale se decornare o meno gli animali. È inoltre stato nuovamente sottolineato il pericolo di incidenti per l'uomo e l'animale. </p><p>I fautori dell'iniziativa hanno incentrato i loro argomenti sul benessere degli animali. La maggioranza verde-socialista si è espressa a favore dell'iniziativa popolare, sottolineando che i promotori dell'iniziativa avevano seguito le procedure ordinarie e non era loro intenzione arrivare a una votazione popolare: avevano infatti deciso di presentare un'iniziativa soltanto perché le loro richieste erano rimaste inascoltate. Come già nel Consiglio degli Stati, è stato poi rimarcato che la decornazione è molto dolorosa e contraria alla legislazione in materia di protezione degli animali, e che agli animali non dovrebbero essere inflitte inutili sofferenze o angoscia. È stato infine asserito che la richiesta di incentivi economici era giustificata poiché la detenzione di animali con le corna necessita di maggiore spazio e lavoro.</p><p></p><p>Nella <b>votazione finale</b>, il Consiglio degli Stati e il Consiglio nazionale hanno raccomandato di respingere l'iniziativa rispettivamente con 33 voti contro 6 e 5 astensioni e con 117 voti contro 49 e 32 astensioni. Al nazionale hanno appoggiato l'iniziativa il Gruppo dei Verdi e la maggior parte del Gruppo socialista (7 astensioni e 5 contro). Salvo rare eccezioni, i membri degli altri gruppi parlamentari hanno votato a sfavore dell'iniziativa. Un terzo circa del Gruppo democentrista si è astenuto.</p>