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FRIBURGO - È iniziato oggi davanti al Tribunale penale della Broye (FR) il processo nei confronti di un piromane seriale di 25 anni, accusato di aver provocato una decina d'incendi nella regione situata fra i cantoni di Friburgo e Vaud durante l'estate del 2017. L'uomo avrebbe causato la morte di 79 animali da reddito e danni per centinaia di migliaia di franchi.
Stando all'atto d'accusa, tra il 9 luglio e il 5 agosto 2017, il 25enne sul banco degli imputati avrebbe appiccato incendi, fra cui quello della sua abitazione, nelle zone di Payerne (VD), Domdidier (FR) e Dompierre (FR). Nel primo caso erano periti nelle fiamme una dozzina di vacche e vitelli. A Domdidier, l'incendio aveva provocato la notte dal 28 al 29 luglio 2017 la morte di 36 bovini. È inoltre accusato di aver dato fuoco all'Istituto equestre nazionale di Avenches (VD) in cui erano periti 24 fra cavalli e pony. È stato fermato il 5 agosto di quell'anno, poco dopo aver provocato un ultimo incendio a un immobile.
L'imputato, un vodese originario di Langnau (BE), li nega tutti, con un'unica eccezione. Deve in particolare rispondere d'incendio intenzionale, incendio intenzionale che ha messo in pericolo la vita o l'integrità delle persone, esplosione, denuncia mendace, calunnia, violazione della legge federale sulla protezione degli animali, nonché di aver indotto la giustizia in errore.
Il bilancio averebbe potuto essere ancor più grave senza l'intervento dei pompieri che, durante il primo rogo, avevano fatto sfollare 28 persone dall'immobile dell'imputato. Quest'ultimo aveva inoltre accusato a torto due suoi conoscenti di essere all'origine degli incendi. L'uomo ha precedenti ed è già stato condannato in passato per fatti simili. Inoltre, dal suo arresto non si è più registrato alcun rogo nella regione.
L'uomo è stato inoltre tradito dal suo cellulare che ha mostrato attività in piena notte al momento di diversi incendi, ma anche da varie testimonianze, da tracce del suo DNA rinvenute nelle zone degli incendi nonché da immagini di videosorveglianza.
Tra le vittime che hanno testimoniato oggi, un giovane papà ha affermato che il suo bimbo di quattro anni per mesi si è svegliato ogni notte alle 2.50 a causa del dramma vissuto. Stando a una perizia psichiatrica, la responsabilità del 25enne era mediamente limitata al momento dei fatti e il rischio di recidiva moderato. Secondo gli esperti, l'uomo avrebbe appiccato il fuoco per alleviare tensioni interne, originate in particolare da un conflitto relazionale con la sua compagna.
Una seconda perizia è giunta alla conclusione che il piromane soffre di disturbi misti della personalità con caratteristiche immature e dissociali. Il processo continuerà fino a domani, ma la sentenza dovrebbe essere pronunciata soltanto il 28 giugno.