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Brutte notizie per i limuli. Secondo la US Pharmacopeia il loro sangue rimane lo standard per alcuni test utilizzati dalla farmaceutica.
Il sangue color blu ghiacciato del limulo (noto nei paesi anglofoni come "granchio atlantico a ferro di cavallo"), rimarrà lo standard dell'industria farmaceutica per i test di sicurezza per rilevare eventuali contaminazioni in taluni presidi medici. Questa specie di artropodi è ricca di coaguli di sangue ricchi di rame, che regiscono in presenza di endotossine batteriche, e sono stati a lungo utilizzati nei test per rilevare contaminazioni. Recentemente sono emerse versioni articificiali di questa sostanza (fra cui una prodotta dall'azienda svizzera Lonza, con sede a Basilea), ma attorno a queste alternative artificiali si è scatenata una battaglia industriale. La statunitense Charles River Laboratories, che produce il preparato basato sul sangue dell'animale, ha criticato l'opzione sintetica, che non darebbe sufficienti garanzie di sicurezza.
L'utilizzo del sangue di questi animali ha più volte suscitato le critiche delle associazioni animaliste. La US Pharmacopeia (USP), le cui pubblicazioni guidano l'industria farmaceutica, aveva inizialmente proposto di aggiungere la versione sintetica al capitolo che disciplina gli standard internazionali per l'analisi delle endotossine. Ora ha abbandonato questa proposta e ciò significa che le aziende farmaceutiche che vorranno utilizzare la versione sintetica dovranno fare un lavoro di convalida supplementare, scoraggiando di fatto l'utilizzo dell'alternativa che salvaguardia i limuli.