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La nascita di una task force alla quale affidare il compito di scovare e bloccare i patrimoni degli oligarchi russi e bielorussi che figurano sulla lista delle persone sanzionate per la guerra in Ucraina sarà esaminata da una commissione del Consiglio degli Stati. Oggi, nel corso di una breve sessione straordinaria, la Camera dei Cantoni ha infatti deciso senza opposizioni di non esprimersi su una mozione in questo senso prima di tale analisi preliminare.
La proposta, della quale si è fatto portavoce Benedikt Würth (Centro/Sg), è stata sostenuta anche da Carlo Sommaruga (Ps/Ge), depositario della mozione. Stando al "senatore" ginevrino, è giusto che, prima del dibattito alla Camera dei Cantoni, "vengano approfonditi diversi aspetti, come quello della confisca degli averi, in sede di commissione".
La scorsa settimana, il Nazionale ha già rispedito al mittente due mozioni della sinistra dai contenuti simili. Una, del gruppo socialista, proponeva, proprio come Sommaruga, l’istituzione di una task force per gelare ed eventualmente confiscare i fondi degli oligarchi vicini a Mosca e Minsk. La seconda, dei Verdi, suggeriva la creazione di un’autorità di vigilanza indipendente sul commercio di materie prime.
Per attuare le sanzioni legate al conflitto ucraino ed evitarne l’elusione, bisogna istituire una task force con estrema urgenza come già fatto da altri Paesi, sostiene invece Sommaruga nelle sue motivazioni a corredo dell’atto parlamentare. Sul modello degli Stati Uniti, dove è composto da procuratori e specialisti in riciclaggio di denaro e finanza, tale organo dovrebbe inoltre essere subordinato al Ministero pubblico della Confederazione.