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È stata una Ruby "smemorata" quella di oggi in aula a Milano al processo sui presunti festini a luci rosse ad Arcore - la residenza dell'ex premier italiano Silvio Berlusconi - nel quale sono imputati Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.
La giovane ha ripetuto il ritornello della scorsa udienza: "cavolate", "bugie", "panzane" "fandonie" e "balle" le sue dichiarazioni a inquirenti e investigatori nell'estate di tre anni. In più una raffica di "non ricordo".
Quando le è stato fatto notare che la prima versione da lei data delle serate nella residenza di Silvio Berlusconi era simile a quella delle "pentite" del bunga-bunga, la Marocchina ha parlato di "coincidenze".
Durante l'udienza, Ruby ha smentito i cinque verbali resi tra il luglio e l'agosto 2010, quando il bubbone non era ancora scoppiato. "Prima avevo raccontato cavolate al pubblico ministero - ha affermato. Mi dispiace di averlo fatto. Oggi sono qui per dire la verità".
Ruby ha negato di aver fatto sesso con l'ex premier e di essersi esibita, ad Arcore, in balli erotici, come riferito al procuratore aggiunto Pietro Forno. Karima ha ridotto a una collana con una croce, un orologio da quattro mila euro e a bigiotteria il lungo elenco di gioielli che a suo tempo aveva detto essere regali dell'ex premier.
Ruby ammesso di aver ricevuto da Berlusconi "sei o sette" buste con dentro due o tre mila euro, ma mai i "187 mila euro" conteggiati puntualmente davanti agli inquirenti. Da lui, ha ripetuto, è arrivato solo un extra di 30 mila euro per aprire il centro estetico, ma nessuna "trattativa" per ottenere altro denaro.
Ruby ha trasformato il "bunga-bunga" in innocenti travestimenti e balli solamente sensuali; "un bagno collettivo" con le ospiti nude nella piscina di casa Berlusconi è diventato una nuotata in bikini con il leader del Pdl più interessato alla partita di calcio che alla serata.