Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01248.jsonl.gz/753

PERIODICO DI INFORMAZIONE
DEL MUNICIPIO DI LUGANO
1990 - 1991 -
1992
-
1993
-
1994 -
1995
-
1996
-
1997
-
1998
-
1999
2000
-
2001
-
2002
-
2003
-
2004
-
2005
-
2006
-
2007
-
2008
- 2009
Indice
Un restauro per San Lorenzo
Articolo
2
Maggio
1999
Monumenti storici
Qualche cenno storico sulla Cattedrale
di San Lorenzo (*)
Le origini della Cattedrale sono antichissime: già nell’anno 875 gli scritti parlano di una chiesa di “Sancti Laurentii in Luano”. Ancora due secoli e alla chiesa originale si sostituirà la base della basilica romanica che conosciamo. Tuttavia, nella seconda metà del XV secolo si operò costruendo volte gotiche al posto del soffitto ligneo piano; nel contempo si rovesciò l’orientamento della chiesa e pochi anni dopo, nel 1517, venne portata a termine l’ammirevole facciata rinascimentale su due ordini a tre campate. Con il trascorrere dei decenni si aprirono le cappelle laterali e in seguito si aggiunse il coro, impreziosito nel 1764 da una decorazione con la gloria di San Lorenzo.
In quest’ambito sono importanti quei pochi elementi rimasti dell’ambientazione originale, come un frammento di meandro romanico, una testa di apostolo collocata al di sopra delle volte, oltre ad alcune tracce dell’antica decorazione all’interno della navata. Tracce a proposito delle quali Piero Bianconi nel suo “Lugano Nostra” (1972) si domanda se non potrebbero essere “gli avanzi di un Giudizio Universale”.
Al 1633 risale la nuova cupola sopra il campanile, mentre fissando l’attenzione alle cappelle Bianconi riferisce che “di gran lunga più importante è quella della veneratissima Madonna delle Grazie, fastosamente rifatta nell’ottavo decennio del Settecento sul posto della primitiva (1494) che era stata edificata per voto dopo la pestilenza del 1473.
Ed è sempre l’autore a ricordare che l’interno della chiesa “fu malamente imbrattato dal restauro dei primi anni di questo secolo (ricordati in una non modesta lapide commemorativa), mortificando qualche pallido affresco gotico o rinascimentale sui pilastri” (...).
Una chiesa quindi che vanta una sua storia assai interessante, che si dipana sull’arco di oltre un millennio . Inoltre, se è vero che San Lorenzo è assurta a Cattedrale solo centodieci anni fa, corrisponde altresì al vero che questa chiesa è da sempre nel cuore di luganesi e turisti ed è considerato uno dei più importanti monumenti svizzeri.
(*nota di Enrico Campioni)
L’impegno del Municipio
Per ridare lustro a questo prezioso edificio, ricco di testimonianze della storia della città il Municipio ha recentemente licenziato un messaggio per la richiesta di un credito di 500 mila franchi quale contributo al restauro della Cattedrale.
Il progetto
di restauro
I principi generali su cui si fonda il progetto di restauro guardano al rispetto delle parti storiche di valore, all’eliminazione di quelle spurie e all’inserimento delle parti nuove secondo un disegno contemporaneo.
“L’obiettivo - dice il progettista Tita Carloni - è quello di riottenere un insieme equilibrato sul piano formale e soddisfacente sul piano funzionale”.
Il capitolo “Cattedrale”, sicuramente il più complesso e il più articolato di tutti, si suddivide in una serie di sottocapitoli: tra questi emerge l’elemento artistico-strutturale della facciata, per il cui restauro il Municipio si è voluto impegnare in modo mirato e deciso. Rispetto alla descrizione del carattere architettonico della facciata principale ci si deve rifare alle diverse affermazioni degli esperti, tese a individuare o indicare le correnti artistiche a cui gli operatori, architetti e maestri del passato, si sono riferiti per dar vita alla facciata.
Tra queste la più attendibile, afferma Carloni nella sua relazione, è quella fatta da Gualtiero Schönenberger nel suo saggio su San Lorenzo. Non si ritiene di poter dare una paternità precisa alla facciata, poiché ci si trova di fronte ad un’opera collegiale: il frutto cioè di un avvicendarsi di sforzi collettivi ripartiti su quasi un secolo.
Un’alta testimonianza del primo rinascimento
“Appare più giusto immaginare che nella sobria impaginazione generale della facciata si siano succeduti più maestri o gruppi di artigiani secondo modi di operare che appartenevano normalmente alle maestranze migranti della zona dei laghi: entro un canovaccio architettonico complessivo si iscrivevano di volta in volta apporti diversi, accomunati da una grande perizia esecutiva e da una forte capacità di adattamento alle varianti stilistiche dei luoghi e dei momenti in cui le maestranze operavano.
Da un punto di vista generale la facciata va ascritta al primo Rinascimento e nei singoli dettagli si riflettono modi figurativi ed espressivi riferibili a centri d’arte italiani diversi: Venezia, Todi, Pavia, Como....”
Costruttivamente la facciata è composta da un muro in pietrame vario di notevole spessore sul quale si appoggia, probabilmente ad incastro, la facciata in pietra di Saltrio. Lo spessore totale della facciata è di circa 150 centimetri mentre si stima che il muro interno portante sia di circa 100 centimetri. Dallo studio storico che sta alla base della relazione tecnica dell’arch. Carloni si desume che il rivestimento in pietra possa essere opera del XVI secolo. La sostanza della pietra non è uniforme, ma varia per qualità e durezza dal basso verso l’alto. La pietra più pregiata la si trova nei pezzi scolpiti delle cornici dei portali, nei fregi e nelle lesene.
Un’opera di maestranze capaci e sensibili
L’impiego della pietra a seconda della durezza e qualità, la maestria nella composizione della facciata, la finezza delle decorazioni scolpite, dei rilievi e delle figure, non lascia dubbi; era normale che un’opera architettonica venisse realizzata in tempi successivi, ma gli operatori che vi misero mano negli anni furono sempre sicuramente artigiani e artisti di notevole capacità e sensibilità.
restauro conservativo
Il progettista ha consultato il Centro Gino Bozza del Poli-
tecnico di Milano, che vanta un’invidiabile esperienza nel trattamento della pietra calcarea delle zone di Saltrio e Viggiù, per un esame dello stato di conservazione del materiale e per il conseguente ausilio per l’intervento.
Sopralluoghi e prelievi di materiale dalle diverse parti della facciata hanno permesso di ottenere le informazioni utili e indispensabili per la progettazione dell’intervento e del preventivo di spesa.
Il preventivo di spesa per il restauro della facciata principale è una parte del preventivo dell’intervento della Catte-
drale, aggiornato al novembre 1998, con gli opportuni adeguamenti per essere condotta separatamente rispetto all’investimento totale.
Il preventivo di spesa dei lavori di restauro, a cui la città di Lugano parteciperà nel modo detto, ammonta a circa 948 mila franchi.
ULTIMO NUMERO

ARCHIVIO

INFORMAZIONI