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LIESTAL - Il consigliere di Stato Thomas Weber (UDC) dovrà comparire in tribunale per rispondere dell'accusa di infedeltà nella gestione pubblica in relazione ai compensi versati alla Centrale di controllo del mercato del lavoro (ZAK). Lo ha annunciato oggi il Ministero pubblico di Basilea Campagna.
Assieme lui sarà giudicato anche un dipendente dell'amministrazione cantonale. Una terza persona, pure alle dipendenze del cantone, invece è stata scagionata.
Gli imputati sono accusati di aver presumibilmente omesso di effettuare le verifiche necessarie per valutare se l'aumento del compenso forfettario annuale da 380'000 a 650'000 richiesto dai responsabili della ZAK fosse giustificato o meno. Per il pubblico ministero i due hanno fornito alla Centrale un vantaggio finanziario illecito di ben 100'000 franchi a danno del cantone di Basilea Campagna negli anni 2014 e nel 2015 violando i loro doveri d'ufficio.
L'indagine è relativa ai compensi pagati alla ZAK ed è stata aperta sulla base, in particolare, della testimonianza di un ex dipendente del dipartimento diretto da Weber. Fino alla fine del 2016 la ZAK è stata responsabile del controllo del lavoro sommerso nel settore edile di Basilea Campagna. Il governo cantonale aveva un compito di vigilanza e la finanziava con remunerazioni forfettarie annuali.
All'inizio del 2017 il controllo del lavoro sommerso nel cantone renano è stato riorganizzato. Responsabile è attualmente una neocostituita associazione paritetica denominata "Controllo del mercato del lavoro per l'edilizia (AMKB)".