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<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua nuova politica energetica presentata il 21 febbraio 2007, il Consiglio federale indica la forza idrica come la principale energia rinnovabile indigena per la produzione di elettricità, affermando nel contempo che va sviluppata con moderazione tenendo conto degli obiettivi di protezione delle acque e dell'ambiente. Nel suo piano d'azione per la promozione delle energie rinnovabili, sempre del 21 febbraio 2007, il governo dichiara di voler ottimizzare le condizioni generali per l'incentivazione dell'energia idroelettrica. Un progetto di legge su questo argomento dovrebbe essere realizzato entro la fine del 2008.</p><p>Nel frattempo, tuttavia, la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) sta elaborando un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Acqua viva". D'altro canto, sarà depositata presso la CAPTE-S un'iniziativa parlamentare sulla questione del canone per i diritti d'acqua. Il Consiglio federale si vede così privato di un settore centrale della propria politica energetica.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come si presenta la strategia del Consiglio federale in materia di energia idroelettrica e come dovrà essere attuata?</p><p>2. I progetti di legge e i rapporti del Consiglio federale non giungeranno in ritardo rispetto ai lavori in corso in Parlamento?</p><p>3. Quali misure intende adottare il Consiglio federale al fine di raggiungere gli obiettivi di sviluppo della forza idrica conformemente alla legge sull'energia (produzione annua supplementare di 2000 gigawattore entro il 2030), considerati i lavori in corso in Parlamento?</p><p>4. In che modo intende impedire l'aumento del prezzo dell'energia idraulica dovuto alle numerose tasse supplementari (canone per i diritti d'acqua, supplemento di accumulazione, tassa percepita sulla rete di trasporto)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel corso degli ultimi anni, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) si è occupato approfonditamente della questione della forza idrica: da un lato nel quadro dell'elaborazione delle prospettive energetiche 2035 della Confederazione e del nuovo orientamento della politica energetica, dall'altro con la definizione della strategia per lo sfruttamento delle forze idriche in Svizzera (documento pubblicato dall'UFE lo scorso mese di marzo).</p><p>1. La strategia del Consiglio federale mira a garantire uno sfruttamento sostenibile delle forze idriche: i relativi potenziali di trasformazione e di sviluppo vanno individuati e impiegati efficacemente. Stando a stime attuali dell'UFE, il potenziale effettivo che ci si può realisticamente attendere sarà compreso tra i 4300 e i 5000 gigawattore (GWh). In questo calcolo non sono state prese in considerazione le perdite di produzione dovute alle prescrizioni sui deflussi residuali, che fino al 2070 ammonteranno approssimativamente a 2000 gigawattore. Dei 4300-5000 gigawattore previsti, circa 2100 gigawattore sono riconducibili a sostituzioni dell'equipaggiamento, rinnovi e potenziamenti, 1100 gigawattore alla costruzione di piccole centrali idroelettriche e ulteriori 1100-1800 gigawattore alla costruzione di impianti di grande potenza.</p><p>La strategia sullo sfruttamento delle forze idriche in Svizzera illustra i punti di forza, le debolezze, le potenzialità e i rischi in questo ambito e presenta parallelamente possibili misure. In gran parte queste misure rientrano nell'ambito di competenza delle aziende elettriche o dei cantoni, ma nei casi in cui la Confederazione può intervenire, i provvedimenti sono stati fatti confluire in parte nella revisione della legge sull'energia (LEne) e in parte nel piano d'azione per le energie rinnovabili.</p><p>Con la messa in vigore della legge federale sull'approvvigionamento elettrico (LAEl) sarà attuato un pacchetto di misure volte a incentivare la produzione di corrente elettrica a partire da energie rinnovabili; tra queste rientra anche l'energia prodotta da impianti idroelettrici con una potenza lorda fino a 10 megawattore. Inoltre, nel quadro della revisione della legge sull'energia è stato introdotto per la prima volta un obiettivo quantitativo per il potenziamento delle forze idriche: secondo l'articolo 1 capoverso 4 LEne del 23 marzo 2007 (non ancora in vigore; RU 2007 3425), la generazione annua media di elettricità proveniente da centrali idroelettriche deve essere aumentata entro il 2030 di almeno 2000 gigawattore rispetto al livello del 2000. Non è fatta alcuna distinzione tra piccoli impianti idroelettrici (fino a 10 MW) e impianti di grande potenza.</p><p>Il piano d'azione per le energie rinnovabili contempla due misure concernenti la forza idrica desunte dalla strategia elaborata in quest'ambito: la prima prevede l'ottimizzazione delle condizioni quadro per l'impiego della forza idrica, che dovrebbe garantire uno sfruttamento duraturo dei potenziali ancora disponibili in tale settore e soluzioni ad hoc per le singole centrali idroelettriche; la seconda riguarda le procedure di autorizzazione per gli impianti di produzione di energie rinnovabili, che andrebbero riesaminate e, se necessario, migliorate. Il piano d'azione pone in primo piano i grandi impianti idroelettrici, ovvero quel tipo di forza idrica che non sottostà alla rimunerazione per l'immissione in rete di energia elettrica.</p><p>2./3. Le prospettive energetiche 2035 come pure la strategia concernente lo sfruttamento delle forze idriche in Svizzera sono state il punto di partenza per la definizione delle misure sulla forza idrica proposte nel piano d'azione per le energie rinnovabili.</p><p>L'iniziativa parlamentare per la protezione e l'utilizzo dei corsi d'acqua (07.492) - quale controprogetto all'iniziativa popolare federale "Acqua viva" (07.060), il cui termine per la procedura di consultazione è scaduto il 30 giugno 2008 - può essere considerata un valido compromesso tra protezione e utilizzazione delle acque. Una lieve estensione delle deroghe per i deflussi residuali minimi influisce positivamente sullo sfruttamento delle forze idriche. Le regolamentazioni relative ai flussi discontinui e al materiale detritico rendono più sicuri gli investimenti delle centrali idroelettriche. Nelle centrali esistenti, le misure contro gli effetti negativi dei flussi discontinui si limitano a interventi di tipo edile, a meno che i proprietari degli impianti non preferiscano adottare provvedimenti d'esercizio. In questo modo la versione attuale del controprogetto soddisfa le esigenze della misura 4a del piano d'azione per le energie rinnovabili. Questo dossier dovrebbe essere trattato in Camera prioritaria già nel corso della prossima sessione autunnale.</p><p>Se non sono interessati impianti idroelettrici di confine, la misura 4b del piano d'azione citato rientra nell'ambito di competenza dei cantoni, i quali possono avvalersi del sostegno della Confederazione. I relativi lavori saranno svolti entro la fine del 2008.</p><p>I piccoli impianti idroelettrici (fino a 10 MW dovrebbero essere incentivati attraverso lo strumento della rimunerazione per l'immissione di energia. Le revisioni introdotte nella legge sull'energia entreranno in vigore il 1° gennaio 2009. In questo modo il Consiglio federale spera di sfruttare il potenziale effettivo ancora disponibile in questo ambito.</p><p>I progetti di legge e i rapporti del Consiglio federale non giungono quindi troppo tardi in quanto fanno parte di una strategia di più ampio respiro, mentre le iniziative parlamentari si soffermano su singoli aspetti oppure costituiscono una risposta a un'iniziativa parlamentare.</p><p>4. La rimunerazione per l'immissione di energia e il suo finanziamento attraverso un supplemento sulla rete di trasporto sono già stati decisi dal Parlamento e posti in vigore dal Consiglio federale. Questo aumento di prezzo, che probabilmente si riverserà sui consumatori, non si limita all'energia idraulica, ma concerne l'intera produzione nazionale di energia elettrica.</p><p>Lo stesso meccanismo di finanziamento è previsto nel controprogetto all'iniziativa popolare "Acqua viva". Il supplemento, che concernerebbe sempre l'intero mercato della produzione di energia elettrica, non dovrebbe superare 0,1 centesimi per chilowattore.</p><p>Introdurre un aumento dell'aliquota massima del canone annuo nella legge sulle forze idriche (LUFI) comporterebbe sicuramente un incremento diretto dei canoni versati dagli impianti idraulici e conseguentemente un rincaro dell'energia idroelettrica nei confronti di altre forme energetiche.</p><p>Le citate tasse e spese alla base degli aumenti di prezzo presuppongono la modifica di leggi esistenti ed esulano dall'ambito di competenza del Consiglio federale. A tempo debito il Parlamento avrà tuttavia la possibilità di esprimersi sia in merito al controprogetto per la protezione e l'utilizzo dei corsi d'acqua, sia sull'aumento dell'aliquota massima del canone annuo stabilito nella legislazione federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.