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GINEVRA - Il processo per il dissesto della Banca cantonale di Ginevra (BCGE) sarà tutto da rifare, in base a modalità che restano da definire, ha indicato oggi alla stampa il presidente della Corte di giustizia Louis Peila. Il procedimento è stato interrotto ieri dopo la ricusazione del presidente della Corte correzionale, che lo dirigeva dal 4 ottobre.
Jacques Delieutraz è stato ricusato per aver scartato alcuni candidati dal sorteggio destinato a designare i sei membri della giuria popolare della Corte correzionale, ha aggiunto Peila. Un professionista liberale è stato scartato perché il presidente era convinto che non avrebbe potuto partecipare al dibattimento, previsto sull'arco di due mesi.
La ricusazione avrà quale effetto di annullare tutti gli atti compiuti da Delieutraz dal 25 maggio scorso, data in cui è avvenuto il sorteggio. Il futuro processo dovrà quindi riprendere tutto da capo. Esso non avrà luogo prima dell'anno prossimo, probabilmente davanti al Tribunale penale di prima istanza.
Secondo Peila "i tempi stringono", perché alcuni dei reati rimproverati ai cinque imputati - tutti accusati di falsità in documenti e di amministrazione infedele aggravata - cadranno in prescrizione prima dell'estate del 2011.
I tre ex dirigenti della BCGE e due revisori esterni avrebbero reso più "presentabili" gli esercizi 1996, 1997 e 1998 della banca, mascherando in questo modo la situazione reale. Nel 2000, quando le difficoltà dell'istituto cantonale furono rivelate, il volume dei crediti a rischio aveva raggiunto oltre 6 miliardi di franchi.
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