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L'affluenza alle urne nelle politiche anticipate svoltesi nel Kosovo si è mantenuta molto sostenuta per tutta la giornata di domenica e con il 44 % indicato i media locali, è superiore a quella delle parlamentari di due anni fa.
Alle urne - rimaste aperte dalle 7 alle 19 - erano chiamati gli aventi diritto di una popolazione complessiva di 1,8 milioni di kosovari, la maggior parte dei quali residenti all'estero.
Secondo il capo della missione Osce a Pristina Jan Bratu, citato dai media serbi, le operazioni di voto si sono svolte nella calma e senza eccessivi problemi. "Qualche problema minore ci è stato segnalato, ha precisato Bratu, ma nulla che risultasse determinante per l'intero processo elettorale". In un seggio nel settore nord (serbo) di Kosovska Mitrovica - ad esempio - sono stati fermati due responsabili che avrebbero autorizzato alcuni elettori a votare senza presentare documenti. Documenti che per la prima volta, sottolinea l'AFP, dovevano essere kosovari anche per la minoranza serba.
Anche dagli osservatori dell'UE sono giunte dichiarazioni positive sull'andamento del voto.
In serata e stando ad alcuni exit-poll ripresi dalle agenzie, la Lega democratica del Kosovo LDK (liberaldemocratica) di Vjosa Osmani, prima donna candidata alla carica di premier e il movimento Vetenvedosje (autodeterminazione) del nazionalista di sinistra Albin Kurti, raggiungerebbero entrambi intorno al 30 per cento dei consensi. Al terzo posto invece seguirebbe il Partito democratico PDK (già membro della coalizione di governo), col 25 per cento dei voti. Quarto l'Alleanza per il futuro del Kosovo (AAK) del premier uscente Haradinaj, che è dato al 12%.