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BERNA - Alcuni adeguamenti del diritto penale, come l'istituzione di misure di sorveglianza, potrebbero risolvere i problemi di sicurezza posti dai criminali pericolosi. Un gruppo di lavoro che riunisce la Confederazione e i Cantoni propone diverse modifiche.
Capita che criminali pericolosi vengano scarcerati a fine pena, senza preparazione, senza condizioni e nessuno che li segua. Questi casi si verificano quando un tribunale respinge la richiesta inoltrata da un'autorità esecutiva di imporre una sanzione in un momento successivo, di prorogare una misura o di modificare una sanzione, ha indicato oggi l'Ufficio federale di giustizia (UFG).
Il gruppo di lavoro propone la creazione di una misura di monitoraggio, a metà strada tra un provvedimento di sicurezza e una misura terapeutica. La nuova misura dovrebbe essere limitata ai criminali pericolosi che presentano un alto rischio di recidiva.
Pratica esaminata - Questa riflessione fa seguito a una mozione del Parlamento che incarica il Consiglio federale di stabilire criteri uniformi e norme minime nell'ambito dell'esecuzione delle pene e delle misure per i criminali pericolosi. In risposta a questa richiesta, l'UFG e i Cantoni hanno analizzato le prassi in materia di esecuzione delle pene.
In particolare, sembra che attualmente in Svizzera non esista un modello di lavoro uniforme per l'esecuzione delle pene e dei provvedimenti. Differenze si notano a seconda delle regioni linguistiche e dei concordati ai quali sono legate.
Il gruppo di lavoro ha individuato carenze a livello di commissioni preposte alla valutazione della pericolosità, della gestione del rischio, dello scambio di informazioni tra tutte le autorità interessate e della procedura per la successiva applicazione di una sanzione, la modifica della stessa o la proroga di una misura.
I lavori legislativi preparatori per le necessarie modifiche legislative sono iniziati. Se anche il Consiglio federale dovesse riconoscere la necessità di attivarsi, invierà un progetto preliminare di legge in consultazione, corredato di un rapporto esplicativo, al più presto nella seconda metà del 2019.