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In un'udienza preliminare svoltasi giovedì mattina l'attore inglese ha negato ancora una volta i fatti a lui imputati
LONDRA - Kevin Spacey è comparso giovedì nell’aula uno del Tribunale di Londra per dichiararsi non colpevole delle accuse di violenza sessuale mossegli dalla giustizia britannica, risalenti a 17 anni fa.
I capi d’imputazione sono quattro: due per violenza sessuale su un uomo, ora quarantenne, per fatti risalenti a marzo 2005, a Londra. Violenza sessuale su un altro uomo - adesso trentenne - costretto ad avere un rapporto sessuale senza consenso nell’agosto del 2008, sempre a Londra. L’ultima accusa è di violenza sessuale sull’ennesimo uomo, ora trentenne - stavolta nel Glocuhestershire - nell’aprile 2013. All’epoca dei fatti, l’attore di American Beauty ricopriva la carica di direttore artistico del teatro Old Vic, nella capitale inglese.
L’udienza, durata 15 minuti, ha visto il giudice Wall fissare un processo di tre o quattro settimane per Spacey, a partire dal 6 giugno dell’anno prossimo. Il giudice ha inoltre dichiarato che il caso sarà discusso all’Old Bailey, a meno che non si potrà fissare una data alla Southwark Crown Court, concedendo all’attore 62enne la libertà provvisoria.
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«Non voglio essere etichettata semplicemente come la moglie di un giocatore. Penso che le persone non sappiano quanto ho studiato, lavorato e combattuto».