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«Anche se rimaniamo ai margini della politica mondiale e della politica europea, questo non significa che ci disinteressiamo degli avvenimenti che accadono attorno a noi, né che ci sottraiamo a qualsiasi tipo di responsabilità»: è in questi termini che si esprime Max Petitpierre davanti al corpo diplomatico svizzero nel settembre 1953.
«Abbiamo chiamato forza lavoro, arrivano uomini»: la famosa frase di Max Frisch risale al 1965. Già un anno prima, nel 1964, il consigliere federale Hans Schaffner rivolgeva parole simili a uno dei suoi alti funzionari. «Gli svizzeri si fanno delle enormi illusioni se credono che alla lunga possiamo ottenere dal nostro Stato vicino solo la popolazione attiva, inserita nel mondo del lavoro».
«Le campane delle chiese annunciano la fine delle operazioni belliche», disse il presidente della Confederazione Eduard von Steiger in apertura del suo discorso alla radio dell’8 maggio 1945: «Le indicibili sofferenze dei popoli colpiti dalla guerra si avviano alla fine». Pochi giorni dopo, in un quadro più confidenziale, il ministro degli esteri Max Petitpierre si mostrò meno ottimista di fronte a rappresentanti del parlamento e dei governi cantonali.
150 anni fa, il 12 marzo 1870, venne fondata l’Unione svizzera del commercio e dell’industria (denominata anche Vorort, oggi economiesuisse), una delle principali associazioni economiche del paese. Sul sito di Dodis si trovano all’incirca 1000 documenti redatti dal Vorort, ad esso indirizzati o nei quali è menzionato questo influente gruppo di pressione del settore privato.
Die Forschungsstelle Diplomatische Dokumente der Schweiz (Dodis) lädt im Rahmen ihrer wissenschaftlichen Nachwuchsförderung zum Learn Dodis Day 2020.
La Svizzera fu confrontata a vari livelli con lo sterminio degli ebrei europei da parte dei nazisti. Dalla presa del potere di Hitler nel 1933 fino alla fine della guerra nel 1945 innumerevoli perseguitati cercarono rifugio, almeno in via temporanea, in Svizzera. I responsabili politici si ritrovarono ripetutamente confrontati a decisioni difficili.
La Svizzera fu tra i primi paesi occidentali a stabilire relazioni diplomatiche con il regime comunista cinese. In effetti, il 17 gennaio 1950 l'allora presidente della Confederazione Max Petitpierre inviò un telegramma a Mao Tse-tung che notificava il riconoscimento ufficiale del nuovo Stato (dodis.ch/8016).
Questa decisione controversa si basava su considerazioni di carattere economico, legate alla salvaguardia degli interessi elvetici in Cina.
Am 4. Januar 1960 wurde durch die Unterzeichnung der Stockholmer Konvention die Europäische Freihandelsassoziation (EFTA) gegründet. In Kraft trat das Übereinkommen am 3. Mai 1960. Die Schweiz war neben Dänemark, Grossbritannien, Norwegen, Österreich, Portugal und Schweden eines der sieben Gründungsmitglieder. Ausschlaggebend für die Schaffung der EFTA waren das Nichtzustandekommen einer grossen Freihandelszone in Westeuropa und die Gründung der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft EWG in Rom 1957 gewesen.
Helmut Kohl era molto impressionato quando la mattina del 10 novembre 1989 tornò alla cancelleria di Bonn, dopo un viaggio a Berlino. «C'è un’atmosfera da festa popolare", riferì per telefono al presidente degli Stati Uniti George Bush, descrivendo il clima della memorabile notte in cui il Muro di Berlino cadde: «Le frontiere sono completamente aperte. In alcuni punti fanno letteralmente breccia nel muro.»
Am 17. und 18. Oktober 2019 findet am Historischen Institut der Universität Bern der internationale Workshop Zwischen Hilfe an «Brüder in der Not» und «Kanton Übrig» zur Schweiz und Vorarlberg am Ende des Ersten Weltkriegs 1918–1922 statt. Für Donnerstagabend laden die Veranstalter alle Interessierten herzlich zum öffentlichen Referat von Hannes Leidinger (Wien) ein.