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Ogni anno i periti dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (FNP) esaminano nel quadro dell'Inventario Sanasilva lo stato di salute delle chiome dei boschi svizzeri. Nell'estate 2000 hanno esaminato circa 1100 alberi su delle aree di saggio distanti 16 chilometri l'una dall'altra.
Il 29,4 per cento degli alberi ha fatto registrare un diradamento delle chiome superiore al 25 per cento Va sottolineato che è stato tenuto conto soltanto del diradamento non attribuibile a cause evidenti, quali per esempio i danni da grandine oppure l'infestazione di insetti. Alcuni dati a confronto: nel 1999 il 19 per cento degli alberi ha fatto registrare un diradamento superiore a un quarto della chioma. Di conseguenza, il diradamento medio delle chiome nei boschi svizzeri è aumentato dal 21,4 per cento del 1999 al 26,0 per cento del 2000. Il diradamento ha quindi fatto registrare i valori più alti dal 1985, anno in cui è stato eseguito il primo inventario con metodi comparabili. L'abete rosso e bianco sono stati colpiti in modo particolare dal fenomeno, mentre insignificante è stato l'aumento fatto registrare dal faggio.
Inoltre, la FNP ha esaminato il diradamento delle chiome di 3200 alberi delle 16 superfici della Ricerca a lungo termine su ecosistemi forestali (LWF), promossa dalla Confederazione. L'entità del diradamento, di cui si ignorano le cause, registrato su tali superfici è simile a quella riscontrata sulle superfici esaminate dall'Inventario Sanasilva.
Stando ai rilevamenti dell'Inventario Sanasilva è invece rimasta immutata la mortalità degli alberi: come negli anni precedenti la percentuale di alberi morti si aggira sullo 0,4 per cento. Questa percentuale non tiene conto degli alberi falciati dalla tempesta Lothar.
L'incremento del diradamento delle chiome può in parte essere attribuito alla tempesta Lothar, nonostante i periti, al momento dell'osservazione delle chiome, abbiano già tenuto conto di quei diradamenti legati ai danni causati dalla tempesta, per esempio nel caso di grossi rami spezzati. Non tutti gli effetti di Lothar sono però riconoscibili con facilità. È infatti praticamente impossibile valutare il numero di aghi e rami spazzati via dalla tempesta. La tempesta dovrebbe avere prodotto danni anche alle radici, con una conseguente interferenza nella crescita degli aghi e delle foglie negli anni a venire.
Che Lothar non sia l'unica causa del diradamento delle chiome viene però evidenziato dai fattori seguenti:
Oltre a Lothar potrebbe avere contribuito al diradamento delle chiome anche la notevole siccità primaverile.
La FNP non si limita a osservare il diradamento delle chiome e il tasso di mortalità, ma cerca intensamente di stabilire le cause di tali fenomeni. Lo stato di salute dei boschi e la sua dipendenza dai carichi ambientali generati dall'uomo possono essere valutati soltanto sulla base di una ricerca complessiva. Oltre al diradamento delle chiome sulle superfici LWF vengono quindi registrati anche numerosi altri fattori stazionali quali le condizioni climatiche, le immissioni di sostanze inquinanti, la presenza di sostanze nutritive e di acqua nel suolo e l’evoluzione della flora. Inoltre, la FNP esamina per conto dell'UFAFP se le immissioni di sostanze inquinanti acidificano il suolo o danneggiano le radici degli alberi.
Nonostante il notevole diradamento delle chiome registrato nel 2000 si può dire che il bosco svizzero non è in acuto pericolo. Tuttavia a lungo termine un rischio permane. Le immissioni di acidi e di azoto rimangono tuttora eccessive. A lungo termine, esse comporteranno l'acidificazione del suolo, il dilavamento delle sostanze nutritive e un'alimentazione squilibrata degli alberi. Nei suoli che sono già acidi per natura tali immissioni possono provocare entro pochi decenni degli effetti negativi permanenti sui boschi, rendendo per esempio gli alberi più sensibili a siccità e tempeste. Indicazioni in tal senso sono state riscontrate in 64 superfici boschive danneggiate dalla tempesta Lothar, tenute sotto osservazione dall'Istituto di biologia applicata delle piante (Schönenbuch, BL) per conto di sette Cantoni. I danni da schianto più consistenti sono stati registrati nelle superfici più interessate dall'acidificazione del suolo e da un più alto tenore di azoto nelle foglie.
UFAFP, Servizio d'informazione
Istituto federale di ricerca per la foresta, Media e informazione