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L’idea nasce da un progetto della Fondazione Alberto e Annette Giacometti di Parigi. Questa nuovo polo artistico verrà inaugurato all’interno della magica cornice del quartiere di Montparnasse dove l’artista svizzero ha vissuto e lavorato per tutta la sua carriera e sarà diretto da Catherine Grenier, direttrice della Fondazione Giacometti.
Più precisamente il Giacometti Institute sarà collocato all’interno di un antico hôtel particulier al numero 5 di rue Victor-Schœlcher, lo stesso indirizzo dove un tempo il grande Pablo Picasso aprì il suo atelier, anche se solo per un breve periodo. Una location di 350mq circa che sarà accessibile solo su appuntamento. All’interno verrà ricreato lo studio dell’artista conservato nella sua interezza dalla sua vedova, Annette Giacometti (1923-1993) e fino ad oggi conservato dalla Fondazione.
Il nuovo istituto farà capo alla Fondation Alberto et Annette Giacometti di Parigi creata nel 2003, che possiede la più grande collezione al mondo di opere dell’artista svizzero, la più prominente raccolta di opere del maestro con oltre 5mila pezzi compresi 87 dipinti, 112 bronzi, 370 gessi, e centinaia di disegni.
La Fondazione Giacometti è un’istituzione privata di interesse pubblico che, per quanto sia riconosciuta dallo Stato francese, non riceve alcuna sovvenzione dallo Stato. Nel 2015, per autofinanziarsi, si è trovata nella condizione di vendere attraverso Sotheby’s una tela di Joan Mirò che faceva parte della collezione di Giacometti e che l’artista spagnolo donò al maestro nel 1954 come segno di amicizia. Il dipinto, mai esposto prima di finire sotto il martello della casa d’asta inglese, intitolato semplicemente “Peinture”, venne aggiudicato per 7.765.000 di sterline.