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L’essenziale in breve
Il 3 marzo 2024 il popolo e i cantoni svizzeri voteranno sulle iniziative «Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile» (Iniziativa sulle pensioni) nonché «Vivere meglio la pensione» (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS). Cosa prevedono? Siamo lieti di riassumervi i punti più importanti.
In Svizzera le rendite dell’AVS godono di una copertura finanziaria fino al 2030, dovuta principalmente al recente aumento dell'IVA nonché alla graduale armonizzazione dell'età di pensionamento per uomini e donne a 65 anni in seguito alla riforma AVS 21. Tuttavia, dato che la speranza di vita è in costante aumento e le rendite vengono percepite sempre più a lungo, a medio termine il 1° pilastro si trova ancora di fronte a sfide finanziarie. Ciò è dovuto in parte al fatto che in Svizzera il numero dei pensionati sta crescendo più velocemente rispetto al numero dei lavoratori.
L'iniziativa sulle pensioni mira a garantire l'AVS a lungo termine nonché ad aumentare l'età di pensionamento a 66 anni per entrambi i sessi entro 2033. Dopodiché l'età di pensionamento va aumentata se la speranza di vita continuerà a crescere. Tuttavia, tale innalzamento sarebbe pari soltanto all’80% dell’aumento della speranza di vita e comporterebbe comunque scatti di due mesi al massimo ogni anno.
Secondo i favorevoli, in questo modo si potrebbe ridurre l'onere della cassa AVS di circa 2 miliardi di CHF già nel 2030, senza sostenere costi aggiuntivi. Secondo i promotori dell'iniziativa, in questo modo l'AVS potrebbe essere garantita attraverso un innalzamento dell'età di pensionamento e non attraverso un incremento delle entrate.
Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di respingere l’iniziativa. poiché l’adeguamento dell’età di pensionamento alla speranza di vita non tiene sufficientemente conto degli aspetti inerenti alla politica sociale e al mercato del lavoro. Inoltre, dal punto di vista odierno, il mero aumento dell'età di pensionamento non genererebbe fondi sufficienti per garantire l'AVS a lungo termine. Poiché un prelevamento dell'AVS eventualmente più tardivo comporterebbe anche un periodo più lungo di prelevamento dell'AI per i beneficiari di rendite AI, quest'ultima si troverebbe ad affrontare costi aggiuntivi.
In Svizzera, la rendita di vecchiaia dei cittadini è garantita da tre cosiddetti «pilastri»: AVS (1° pilastro), previdenza professionale (2° pilastro) e previdenza privata vincolata e libera (3° pilastro). La rendita AVS viene versata ai beneficiari dodici volte all'anno (minimo 1225 CHF, massimo 2450 CHF per le persone non coniugate / massimo 3675 CHF per le coppie sposate). In occasione del calcolo della rendita AVS, il numero di anni di contribuzione della rispettiva persona ricopre un ruolo importante. Anche l'ammontare del reddito prima del pensionamento e gli eventuali accrediti per compiti assistenziali ed educativi influiscono sull'importo delle rendite AVS versate.
Maggiori informazioni sul principio dei tre pilastri
L'iniziativa «Vivere meglio la pensione» (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS) chiede un aumento della rendita AVS per gli anziani al più tardi a partire dal 2026, necessario per compensare l'aumento di affitti, premi delle casse malati e prezzi dell'elettricità nonché il rincaro generale. Alle dodici mensilità se ne aggiungerebbe ogni anno una tredicesima. Concretamente ciò significa, ad esempio, che le persone non coniugate che attualmente percepiscono una rendita AVS unica massima riceveranno 2450 CHF in più, e pertanto la loro rendita annuale godrebbe di un aumento da 29 400 a 31 850 CHF. Al riguardo, secondo i promotori dell'iniziativa le prestazioni complementari non andrebbero ridotte.
L'iniziativa è stata presentata a maggio 2021 dalla Federazione svizzera dei sindacati. Nel testo non viene trattata la questione del finanziamento dei costi annuali supplementari. Come possibili fonti di finanziamento, i promotori dell'iniziativa identificano un aumento delle detrazioni salariali o delle tasse, proponendo di optare per contributi salariali da parte dei dipendenti e dei datori di lavoro pari allo 0,8% (0,4% finanziato dai dipendenti, 0,4% dai datori di lavoro) così da garantire la tredicesima mensilità AVS. I promotori ritengono che queste misure siano sostenibili.
Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di respingere l’iniziativa. I costi aggiuntivi per la 13esima mensilità AVS ammonterebbero già nel primo anno a 4,1 miliardi di CHF. Entro il 2030, questi costi aumenterebbero a circa 5 miliardi di CHF all'anno a causa dei baby boomer che andranno in pensione. Circa un quinto dei costi annuali sarebbe a carico della Confederazione, secondo cui questo obiettivo potrebbe essere raggiunto solo attraverso un aumento dell'IVA o dei contributi salariali. Stando alle proiezioni, già alle attuali condizioni, senza approvazione di questa iniziativa, l'AVS sarebbe in rosso a partire dal 2031.