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Dovrà scontare la pena di 15 anni cui è stato condannato un anno fa il sedicente "guaritore" accusato di aver inoculato intenzionalmente a Berna il virus dell'Aids ad almeno 16 persone tra il 2001 e il 2005.
Il Tribunale federale (TF) ha confermato la sentenza della corte d'appello bernese. Questa dovrà tuttavia rivedere l'ammontare degli indennizzi alle vittime per torto morale.
Il Tribunale superiore bernese aveva condannato in appello l'11 aprile 2014 il maestro di musica italo-svizzero, oggi 56enne, per lesioni gravi e propagazione di malattie dell'uomo, aggravando la pena di 12 anni e nove mesi inflittagli in prima istanza. Nella sentenza pubblicata oggi, i supremi giudici di Losanna confermano il reato di lesioni gravi, respingendo la richiesta del ricorrente di derubricare l'accusa a lesioni semplici.
Giurisprudenza modificata, ma con riserva
È vero - afferma il Tribunale federale - che nel 2013 lo stesso TF ha modificato la sua giurisprudenza, giudicando che al giorno d'oggi, tenuto conto delle possibilità di cure, un'infezione da virus dell'immunodeficienza umana (Hiv) non metta più, in generale, la vita in pericolo e non costituisca dunque più una lesione grave. Esso ha tuttavia lasciato la possibilità di definire lesione grave un'infezione da Hiv causata volontariamente, con grave danno alla salute fisica o mentale della vittima.
Nel caso concreto, i giudici di Mon Repos danno ragione ai colleghi del tribunale bernese. Secondo il TF le persone infettate negli anni tra il 2001 e il 2005 "hanno una speranza di vita, secondo le stime, accorciata nettamente, di diversi anni".
Losanna chiede per contro alla corte bernese di rivedere il suo giudizio riguardo agli indennizzi per torto morale: 100'000 franchi per ogni vittima (90'000 in un caso). Il TF giudica infatti "incompleta la relativa motivazione" del Tribunale superiore, o "troppo poco differenziata riguardo a ogni singolo caso".
Processo indiziario
Quello tenuto contro il "guaritore" è stato un processo indiziario, ma con prove giudicate schiaccianti dal Tribunale superiore bernese. Esso ha ritenuto accertato che l'imputato si sia procurato sangue contaminato e l'abbia inoculato in modo mirato e senza scrupoli nelle sue vittime, durante le sedute di meditazione e agopuntura che teneva nel suo appartamento bernese in margine alle sue lezioni di musica.
L'imputato ha continuato durante tutto il procedimento a dichiararsi innocente e a respingere ogni addebito, dicendosi vittima di un complotto e sostenendo che sono state le vittime, sieropositive, a infettarsi a vicenda con rituali o rapporti sessuali.
SDA-ATS