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BERNA - A causa della seconda ondata di epidemia da coronavirus, il personale delle Forze armate potrebbe presto ritornare in azione negli ospedali svizzeri. Di conseguenza, l'esercito la settimana scorsa ha chiesto a circa 5000 militi se avessero voluto fare volontariato in tale ambito.
In questa prima fase, sono stati interpellati tutti i membri dell'esercito che operano in ospedali, servizi infermieristici e battaglioni sanitari, ha detto oggi il portavoce dell'esercito Daniel Reist all'emittente svizzerotedesca SRF. L'azione di ricerca di volontari è ancora in corso.
I primi 200 militi potrebbero essere chiamati in servizio mercoledì, dopo il necessario nullaosta da parte del Consiglio federale.
Reist ha parlato di un «intervento su misura». L'economia dovrebbe essere risparmiata il più possibile. «Andiamo dove c'è bisogno di noi».
Diversi cantoni della Svizzera occidentale hanno già chiesto il sostegno dell'esercito, tra cui anche il Vallese, gravemente colpito dal Sars-CoV-2.
Il 16 marzo scorso i primi militari erano stati chiamati in servizio mediante mobilitazione (la prima dalla Seconda guerra mondiale) per fornire supporto alla sanità pubblica civile contro il Covid-19. Da allora a giugno, fino a circa 5000 membri dell'esercito hanno prestato temporaneamente servizio in tutti i Cantoni e nel Principato del Liechtenstein. Circa 3800 sono stati attivi nel settore sanitario e circa 750 per compiti di protezione e sicurezza nell'Amministrazione federale delle dogane e nei corpi di polizia cantonali.