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L’ambasciatore della Libia presso l’ONU, Ibrahim Aldredi, ha comunicato giovedì in una conferenza stampa a Ginevra quali sono le condizioni per normalizzare le relazioni fra il Paese nordafricano e la Svizzera. Max Göldi, dal canto suo, ha inoltrato un ricorso alla Corte suprema.
«Tutto è possibile per Max Göldi», ha affermato l’ambasciatore rispondendo alla domanda di un giornalista. Aldredi ha aggiunto che le sorti dell’ostaggio svizzero dipendono dal sistema giudiziario libico che è «indipendente».
«Sono i tribunali che decideranno, non noi», ha sottolineato. Non ha nemmeno escluso la possibilità che il colonnello Gheddafi accordi la grazia, ribadendo però di non poter dire niente al riguardo.
L’ambasciatore libico ha letto inoltre una dichiarazione nella quale giustifica le azioni della Libia dall'inizio della crisi e accusa la Svizzera di aver rifiutato di negoziare. L'ambasciatore ha anche ribadito la volontà del suo paese di risolvere la crisi con la Confederazione.
Ibrahim Aldredi ha in seguito elencato le condizioni per normalizzare le relazioni tra Berna e Tripoli: creazione di una commissione arbitrale, la traduzione in giustizia dei responsabili dell'arresto di Hannibal Gheddafi, un'inchiesta seria sulle foto segnaletiche dello stesso Hannibal Gheddafi pubblicate dalla Tribune de Genève e l'annullamento del divieto d'ingresso nello spazio Schengen imposto dalla Svizzera a 180 dirigenti libici.
La reazione da parte del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non si è fatta attendere. In una nota, il DFAE respinge le accuse libiche e ricorda che la Svizzera «ha sempre mantenuto gli accordi» e che «è disposta al dialogo e a trovare una soluzione».
Per quanto riguarda Max Göldi, l'industriale svizzero detenuto in Libia e condannato a quattro mesi di carcere per soggiorno illegale, quest’ultimo ha inoltrato un ricorso alla Corte suprema.
Il suo avvocato Salah Zahaf aveva in precedenza già presentato una richiesta di grazia per il suo cliente presso il Consiglio superiore delle istanze giudiziarie, l'alta corte di giustizia libica. «La grazia può essere accordata in base a una decisione politica, mentre il ricorso che abbiamo indirizzato alla Corte suprema è di carattere giuridico», ha precisato l'avvocato.
swissinfo.ch e agenzie