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Una moratoria di cinque anni sull’impiego di OGM nell’agricoltura danneggerebbe la piazza scientifica svizzera e le relazioni commerciali con l’estero.
Il Consiglio federale propone quindi di respingere l’iniziativa “per alimenti prodotti senza manipolazioni genetiche”.
Nella sua prima riunione dopo la pausa estiva, il governo svizzero ha bocciato mercoledì l'iniziativa popolare in favore di una moratoria di cinque anni in materia di organismi geneticamente modificati (OGM).
Lanciata da una ventina di organizzazioni di ambientalisti, contadini e consumatori, l’iniziativa aveva raccolto oltre 120'000 firme ed era stata depositata il 18 settembre 2003.
Secondo il governo, la attuali disposizioni legislative proteggono a sufficienza la salute dell'uomo e l'ambiente.
Legge non abbastanza restrittiva
Secondo i promotori dell’iniziativa, la legge sull'ingegneria genetica entrata in vigore all'inizio di quest'anno, è invece troppo poco restrittiva.
Essi esigono dunque un divieto di cinque anni sia per l'importazione che per la messa in circolazione delle sementi o delle piante geneticamente modificate, che possono riprodursi o che vengono utilizzate per fini agricoli, orticoli o forestali.
Il divieto si estenderebbe anche agli animali geneticamente modificati e destinati alla produzione di generi alimentari.
Il testo invece non vieta l'importazione di derrate alimentari prodotte facendo uso dell'ingegneria genetica.
Inoltre non menziona se vi debbano essere divieti analoghi anche per alimenti per animali, concimi, prodotti fitosanitari e medicinali per animali.
Garanzie già sufficienti
Per il governo l'attuale normativa offre sufficienti garanzie per quanto concerne l'importazione e la messa in circolazione di organismi geneticamente modificati.
La legge prevede una procedura di autorizzazione che si rifà al principio di prevenzione e che provvede anche alla tutela della produzione agricola senza l'uso di organismi transgenici.
La moratoria non aumenta di fatto la sicurezza, sottolinea il governo: già attualmente è vietata la produzione di derrate alimentari con carne o altri ingredienti provenienti da vertebrati geneticamente modificati.
Il Consiglio federale ricorda inoltre che una procedura di autorizzazione per le piante geneticamente modificate dura diversi anni.
Una durata prevedibilmente uguale alla moratoria di cinque anni richiesta dall’iniziativa.
Danni economici
Sempre secondo il governo, la moratoria rischia di far perdere prestigio e interesse internazionale alla piazza svizzera di ricerca scientifica.
Un pericolo presente anche se la ricerca e le immissioni sperimentali nell'ambiente di OGM non sono direttamente toccate dalla moratoria.
Il Consiglio federale teme infatti che, in caso di approvazione dell’iniziativa, l'insicurezza sulle prospettive della ricerca possa indurre i ricercatori a emigrare, provocando in tal modo una perdita di conoscenze specifiche.
Inoltre, a causa di un divieto d'importazione non giustificato dal punto di vista scientifico, occorrerebbe attendersi difficoltà nelle relazioni commerciali con l'estero ed eventualmente denunce per violazione dei trattati internazionali.
Per questi motivi il Consiglio federale raccomanda alle Camere federali di respingere l'iniziativa senza presentare un controprogetto.
Un solo esperimento di OGM finora
Da notare che, finora, non sono state presentate domande per la coltivazione di piante geneticamente modificate in Svizzera.
All’inizio dell’anno, l’Ufficio federale dell’ambiente ha tuttavia accettato una richiesta di coltivazione a scopo sperimentale di grano transgenico all’aperto, presentata dal Politecnico federale di Zurigo.
Derrate per l’alimentazione umana contenenti organismi geneticamente modificati non vengono neppure importate in Svizzera. La dichiarazione è obbligatoria nel caso in cui gli OGM dovessero superare l’1% del prodotto.
Le autorità hanno invece autorizzato l’importazione di alcune specie di soja e mais transgenici, destinati al foraggio di animali.
Solo lo 0,35% dei cibi per animali contengono più del 3% di derrate geneticamente modificate.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
18.9.2003: una ventina di organizzazioni di ambientalisti, contadini e consumatori depongono un’iniziativa per una moratoria sugli OGM.
27.2.2004: il Politecnico federale di Zurigo ottiene l’autorizzazione dell’Ufficio federale dell’ambiente per una coltivazione sperimentale di grano geneticamente modificato.
18.8.2004: il governo repinge l’iniziativa in favore di una moratoria sugli OGM.
In breve
L'anno scorso, le colture di OGM hanno raggiunto una superficie di 68 milioni di ettari in 18 paesi in cui sono autorizzate. Rispetto al 1996 la superficie si è accresciuta di 40 volte.
Gli OGM rappresentano ormai il 55% della soja coltivata a livello mondiale, il 21% del cotone, il 16 della colza l'11% del mais.
Dopo una moratoria di 6 anni, l'Unione europea ha autorizzato recentemente la commercializzazione di una varietà di mais trangenico.