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L'Unione sindacale svizzera (USS) esige misure più incisive per lottare contro la disoccupazione: provvedimenti in particolare a protezione dei lavoratori anziani, ma soprattutto il ritorno a un tasso minimo di cambio franco-euro.
L'abbandono del tasso minimo nel gennaio 2015 da parte della Banca nazionale svizzera (BNS) ha condotto a un aumento della disoccupazione in Svizzera, una evoluzione contraria a quella osservata nel resto d'Europa, ha rilevato oggi a Berna il presidente dell'USS Paul Rechsteiner, presentando nella consueta conferenza stampa annuale gli obiettivi della maggiore confederazione sindacale elvetica.
La disoccupazione - rileva l'USS - ha raggiunto in Svizzera un "triste massimo storico": a fine settembre, il paese contava 230'580 persone senza lavoro, contro circa 100'000 nel 2001. Secondo le statistiche dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO/BIT), la Svizzera ha ormai un tasso superiore alla Germania, cosa che non era finora mai successa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel 2016 la disoccupazione dovrebbe continuare ad aumentare fino a raggiungere un tasso medio annuo del 3,6% (2015: 3,3%) secondo le previsioni della Segreteria di Stato dell'economia (SECO).
Oltre alla sopravvalutazione del franco, i sindacati vedono un'altra causa per la crescita della disoccupazione dagli anni 2000: l'aumento dell'età pensionabile da 62 a 64 anni per le donne e i "peggioramenti delle prestazioni nelle assicurazioni sociali". Insieme avrebbero costretto dalle 90'000 alle 110'000 persone supplementari a cercarsi un lavoro.
Di fronte a questa situazione l'USS presenta una serie di rivendicazioni. Chiede innanzitutto alla BNS di fissare di nuovo un "obiettivo vincolante" per quanto riguarda il tasso di cambio. I datori di lavoro dovrebbero inoltre essere obbligati ad annunciare i posti vacanti agli uffici regionali di collocamento per facilitare ai disoccupati la ricerca di un lavoro. Per i lavoratori anziani è poi necessaria una migliore protezione contro i licenziamenti. Nuovi aumenti dell'età pensionabile sono da respingere, perché "peggiorano i problemi". L'USS ribadisce anche il suo impegno contro le discriminazioni salariali di cui sono vittime le donne e per più contratti collettivi di lavoro.
Il 2016 sarà contrassegnato da due grandi sfide, ha rilevato il presidente Rechsteiner: il mantenimento degli accordi bilaterali con l'Unione europea e la previdenza vecchiaia. Secondo l'USS gli accordi vanno mantenuti. Devono però "andare a vantaggio di tutti i lavoratori", ragione per cui "vanno turate le falle" in fatto protezione di salari e dei posti di lavoro.
Per quanto riguarda la previdenza vecchiaia, l'Unione sindacale ribadisce la richiesta di un aumento del 10% delle rendite AVS, come chiede la sua iniziativa popolare AVSplus. Le due camere del parlamento l'hanno già bocciata a grande maggioranza. Ancora non è noto quando sarà sottoposta al popolo.
Rechsteiner ha anche denunciato l'iniziativa popolare dell'UDC per l'"attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati", in votazione il prossimo 28 febbraio, definendola un attacco diretto contro gli stranieri di seconda generazione. Chi commette reati va punito "ma non deve anche perdere in sovrappiù la propria esistenza sociale", ha affermato.
SDA-ATS