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Circa 80'000 persone sono attualmente affette in Svizzera da epatite C e 24'000 da epatite B, ma la metà non sa di esserlo in mancanza di sintomi. Lo afferma un gruppo di esperti in un comunicato odierno.
Ci si aspetta un forte aumento di gravi malattie del fegato nei prossimi anni. Il Gruppo di esperti svizzeri in epatiti virali (SEVHep) sta elaborando dall'inizio del 2014 una strategia per eliminare l'epatite virale entro il 2030 in Svizzera, si legge nella nota, diramata alla vigilia della Giornata mondiale contro l'epatite.
L'epatite C è spesso percepita come una malattia di drogati. Negli anni Ottanta il 60-80% dei neoinfettati erano effettivamente consumatori di droghe. L'infezione avviene per lo più per via sanguigna, in particolare a causa dello scambio di siringhe, più raramente durante rapporti sessuali o per trasmissione da madre a figlio.
Molte delle persone affette da epatite C, tra le 50'000 e le 70'000 secondo le stime, hanno assunto tuttavia il virus per altra via, per esempio tramite tatuaggi o piercing effettuati con strumenti non bene sterilizzati o tramite sangue conservato, prima che questo fosse testato alla ricerca di virus, a partire dal 1990.
La malattia può evolvere nel corso degli anni o dei decenni in una cirrosi, o anche in un cancro del fegato. Essa è la prima causa di trapianto del fegato. Il numero di decessi dovuti all'epatite è superiore a quello delle morti causate dall'HIV, il virus dell'Aids, rileva il SEVHep, che riunisce medici, rappresentanti dei pazienti, professionisti del settore sanitario, autorità e rappresentanti degli "ambienti particolarmente colpiti".
"L'epatite ha un impatto comparabile all'HIV sulla salute pubblica", afferma Philip Brugmann, presidente del Gruppo di esperti, citato nella nota: "Bisogna dunque affrontarlo globalmente, come si è fatto con l'HIV".
Un progetto di strategia è stato messo a punto per la giornata mondiale del 28 luglio contro l'epatite, con una prima campagna nazionale intitolata "Epatite: conoscete l'ABC?" e sostenuta da "oltre 70 personalità" del mondo culturale, politico (nella nota è citata anche la consigliera nazionale ticinese socialista Marina Carobbio) e artistico. Suo perno e il sito web (in tedesco e francese) http://www.hepatitis-schweiz.ch.
SDA-ATS