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La risposta scritta promessa dagli statunitensi ai russi pochi giorni fa, durante il vertice di Ginevra, è infine giunta mercoledì 26 gennaio. Gli Stati Uniti hanno rifiutato di escludere l'adesione alla NATO per l'Ucraina, come richiesto da Mosca, ma hanno offerto quello che hanno definito un "serio percorso diplomatico" per uscire dalla crisi.
"Abbiamo chiarito che siamo impegnati a mantenere e difendere la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina, e il diritto degli stati di scegliere i propri accordi di sicurezza e le proprie alleanze", ha riferito Antony Blinken ai giornalisti. Il segretario di stato americano ha precisato che la risposta del suo paese non sarà resa pubblica "perché crediamo che la diplomazia abbia maggiori possibilità di successo", ma ha rivelato alcuni punti.
"Trasparenza e fiducia"
"Senza entrare nei dettagli del documento, posso dirvi che ribadisce ciò che Washington ha detto pubblicamente per settimane e in un certo senso per molti anni: che difendiamo il principio di una porta aperta alla NATO", ha spiegato Blinken. "Parliamo della possibilità di misure di trasparenza reciproca rispetto alle nostre posizioni militari e di misure di rafforzamento della fiducia rispetto alle esercitazioni e manovre militari in Europa", ha aggiunto.
Nel documento, che è stato elaborato in coordinamento con Kiev e gli alleati europei, Washington propone anche di rilanciare i negoziati con Mosca sul controllo degli armamenti, in particolare sulla questione dei missili strategici e delle armi nucleari di stanza in Europa.
La NATO tende la mano, "ma si prepara al peggio"
La NATO sta "tendendo di nuovo la mano" alla Russia per il dialogo, ma si rifiuta di rinunciare al diritto di adesione per i nuovi membri e si "prepara al peggio", ha riferito il segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg.
"Le proposte scritte dei 30 alleati della NATO consegnate al Cremlino questa sera coprono una vasta gamma di questioni - ha spiegato il norvegese in una conferenza stampa convocata a sorpresa -. Noi cerchiamo di perseguire un percorso di dialogo con la Russia, ma ci siamo anche preparati al peggio".
Il segretario dell'organizzazione internazionale ha inoltre sottolineato che "la Russia ha ammassato oltre 100'000 soldati ai confini con l'Ucraina, altre truppe sono in arrivo e c'è una concentrazione significativa anche in Bielorussia. Chiediamo a Mosca un'immediata de-escalation".