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A due mesi dalla campagna militare in Libia, il regime di Gheddafi è "più debole, ma rappresenta ancora una minaccia per il suo popolo" pertanto la Nato continuerà le azioni fino al compimento del suo mandato. Lo ha detto una portavoce dell'Alleanza, oggi a Bruxelles.
Illustrando i risultati dei primi 60 giorni delle operazioni militari della Nato, il generale Charles Bouchard, che è al comando di Unified Protector, ha riferito che "sono stati fatti miglioramenti significativi" e che oggi "la Libia è un posto più sicuro", ma che "c'è ancora molto lavoro da fare".
Sui tempi della fine della missione, la Nato ha ripetuto che "tutti vogliamo finisca il prima possibile", ma ciò dipende "in ultima analisi" dalla decisione del regime di mettere fine agli attacchi e alle violenze contro i civili.
La missione è stata pianificata per 90 giorni, secondo una procedura standard. "Gli alleati e i partner stanno facendo una valutazione della missione e al momento dovuto decideranno una proroga", ha detto la portavoce Oana Lungescu. "Continuiamo a mantenere la pressione militare per creare le condizioni di una soluzione politica, perchè siamo convinti che in Libia la soluzione non è solo militare", ha aggiunto.
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