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Daniel Koch, l'ex alto funzionario della Confederazione che è stato in prima linea sul fronte coronavirus, guarda con tranquillità all'evoluzione dell'epidemia in Svizzera: oggi il virus non è più pericoloso della grippe, sostiene in dichiarazioni a Blick online.
I cronisti della testata giornalistica hanno confrontato il 67enne con le dichiarazioni da lui fatte nel settembre 2020, quando dalla copertina della Schweizer Illustrierte annunciò - da neo-pensionato - che nell'estate 2022 la pandemia sarebbe stata archiviata.
Il momento in questione è ora giunto: il virus continua ad essere diffuso, le autorità raccomandano la quarta dose del vaccino per gli ultra 80enni e non pochi esperti esprimono preoccupazione per quanto potrebbe succedere in autunno.
Ma l'ex delegato del Consiglio federale per il Covid-19 - e ancora prima, capo della Divisione malattie trasmissibili dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) - non si scompone. "In termini di misure, siamo esattamente al punto che prevedevo due anni or sono", spiega al Blick. Perché mentre molte persone sono attualmente infette, solo pochissime si ammalano gravemente. "La situazione non è neanche lontanamente paragonabile a quella dell'inizio della pandemia: nel frattempo il coronavirus non è più pericoloso dell'influenza", afferma Koch.
Il medico è di parere completamente diverso dagli esperti che criticano l'approccio, ritenuto esitante, del governo federale e dei cantoni. Al contrario, pensa che il problema del Covid venga oggi trasformato in qualcosa di più grande di quello che è. "Sono sorpreso che le autorità sanitarie si concentrino ancora così tanto sul coronavirus", osserva l'ex funzionario, riferendosi soprattutto alla gestione del dossier all'estero, in particolare in Germania.
"Bisogna essere consapevoli del fatto che il Covid-19 è l'unico virus che testiamo in modo così ampio", prosegue Koch. "Se facessimo lo stesso con altri virus del raffreddore, di tanto in tanto vedremmo anche un'ondata estiva", si dice convinto. Questo non significa che quello in questione sia un virus innocuo. "Naturalmente, ci sono persone che si ammalano gravemente o che subiscono conseguenze a lungo termine". Tuttavia Koch ritiene che la raccomandazione di indossare le mascherine o altre misure sarebbero "completamente ingiustificate".
Come noto nel 2020, sulla scia della crisi del coronavirus, Koch, funzionario prossimo alla pensione, diventò famoso in tutta la Svizzera, praticamente tanto quanto un consigliere federale. Molti apprezzarono il tono sempre pacato e le uscite meno allarmistiche di quelle che contraddistinguevano altri esperti, altrettanti però non gradirono le sue esternazioni, come ad esempio quelle - all'inizio dell'epidemia - sulla scarsa efficacia delle mascherine. Le sue uscite avevano provocato non poche critiche in particolare in Ticino.