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Seychelles
Seychelles: una nuova ondata di Covid nonostante l'elevata copertura vaccinale
Un'alta copertura vaccinale mette automaticamente fine alla pandemia di coronavirus? Non necessariamente, come dimostra l'esempio delle Seychelles.
La vaccinazione della popolazione svizzera contro il coronavirus sta facendo rapidi progressi: finora, 1,9 milioni di abitanti sono stati completamente protetti, il che significa che il 22,1% della popolazione ha già ricevuto due dosi - e ad ogni iniezione cresce la speranza che la pandemia sia presto solo un brutto ricordo.
Il fatto che un'alta copertura vaccinale non significa automaticamente che tutto è finito si può vedere con l'esempio delle Seychelles. Lo Stato insulare, all'inizio è stato addirittura spesso preso come simbolo dall'uscita dalla pandemia: in nessun altro Paese sono state vaccinate così in fretta tante persone come nel paradiso delle vacanze nell'Oceano Indiano - eppure a maggio c'è stato improvvisamente un nuovo aumento dei casi che pone un mistero.
Le Seychelles pensavano di essere sulla strada giusta: con una popolazione di poco meno di 98.000 persone, il numero di infezioni è sceso a poco meno di 50 casi al giorno in aprile. Nel medesimo momento il programma di vaccinazione stava facendo progressi: a maggio, il 61% della popolazione era già stata completamente vaccinata, e con quelli che avevano ricevuto almeno una dose, la cifra raggiungeva il 70%. Sembrava quindi che il Covid fosse sconfitto.
Eppure c'è stata un'impennata di nuove infezioni, fino a 400 al giorno. La cosa preoccupante è che un buon terzo dei nuovi casi si sono registrati tra le persone vaccinate, come riporta la BBC (link in inglese). Il governo è stato costretto a reagire in modo massiccio.
Aumento sconcertante
Le autorità, per esempio, hanno vietato l'ingresso dall'India e dal Brasile per paura delle mutazioni virali dilaganti in quei Paesi. Inoltre, tutta una serie di altre misure, che sono state appena prorogate per due settimane a partire dal 1° giugno. Tra le altre cose, le persone di famiglie diverse non possono incontrarsi e la circolazione tra le 23 e le 4 del mattino è limitata. Matrimoni, conferenze ed eventi sono vietati, bar e negozi chiudono alle 19.
Queste misure hanno avuto effetto, il numero di casi è di nuovo in calo da qualche tempo. Le cause della nuova ondata di infezioni non sono ancora state trovate. Il vaccino cinese della società Sinopharm, che è usato per vaccinare la maggior parte delle persone nelle Seychelles, è il principale indiziato sul banco degli accusati.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Sinopharm fornisce il 78% di protezione contro l'infezione da Covid. Tuttavia, gli esperti hanno criticato gli studi clinici poiché i dati presentati sono considerati deboli rispetto a quelli forniti per altri farmaci. Non è nemmeno chiaro quanto bene il farmaco protegga contro la variante sudafricana del virus, che sta circolando alle Seychelles.
Non sembrano però esserci grandi preoccupazioni riguardo al Sinopharm. L'OMS infatti ha recentemente concesso l'approvazione d'emergenza del vaccino cinese. Questo significa che le organizzazioni delle Nazioni Unite possono comprarlo e e distribuirlo.
Anche il presidente delle Seychelles, Wavel Ramkalawan, ha difeso l'efficacia di Sinopharm: l'80% dei pazienti di Covid che hanno dovuto essere ricoverati in ospedale non erano vaccinati. Ciò dimostrerebbe infatti che la vaccinazione proteggerebbe almeno da un decorso grave della malattia, ma non dall'infezione.
Il contro esempio di Israele
Un'altra ipotesi per l'esplosione del numero di casi è che le misure anti- Covid sono state allentate troppo rapidamente alle Seychelles. Ristoranti e bar stavano già riaprendo a marzo, così come le scuole. Jude Gedeon, il ministro della salute dello Stato insulare, si è appellato al pubblico per continuare ad aderire alle misure di igiene e protezione, dicendo: «Le vaccinazioni non proteggono completamente dal trasmettere il virus. Si può ancora essere infettati».
Gedeon esprime anche il sospetto, a posteriori, che la gente abbia perso la prudenza con il progredire della campagna di vaccinazione: «Vediamo nel rintracciare i contatti che molti casi sono legati alle celebrazioni pasquali», ha detto alla fine di aprile, quando la situazione è bruscamente peggiorata, secondo un rapporto dell'agenzia di stampa statale.
Cosa esattamente sia andato storto alle Seychelles, nessuno può ancora dirlo. Ma nonostante questo enigma, la fiducia nei vaccini non dovrebbe venir meno, come dimostra il contro esempio delle Seychelles: Israele ha raggiunto un livello altrettanto alto di copertura vaccinale usando però un vaccino diverso, quello della Pfizer-BioNTech, e recentemente ha contato solo 15 nuove infezioni al giorno, e dato importantissimo, su una popolazione di 9 milioni di persone.
Quindi c'è incertezza, ma anche speranza. E se ci si attiene all'OMS, che mette in guardia sul fatto che non è ancora del tutto chiaro quanto bene una vaccinazione protegga dalla trasmissione del virus ad altri, si dovrebbe continuare a rispettare le misure di igiene e di distanziamento sociale.