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L'opera artistica che la città di Ginevra ha l'intenzione di erigere in memoria del genocidio armeno del 1915 non sarà collocata nel parco del museo Ariana, situato accanto al Palazzo delle Nazioni Unite.
Con un solo voto di scarto, il Gran Consiglio ginevrino ha rifiutato oggi una mozione che invitava il Consiglio di Stato ad ignorare le pressioni politiche volte ad impedire la realizzazione del monumento nel parco.
La questione dell'ubicazione dell'opera occupa le autorità ginevrine sin dal 2008, quando il Comune ha deciso di erigere un monumento in memoria del genocidio armeno. Scelto al termine di un concorso, "Les Révèrbères de la Mémoire" ("I Lampioni della Memoria") avrebbe dovuto essere insediato nella città vecchia, ma nel perimetro sono stati rinvenuti reperti archeologici che hanno impedito la concretizzazione del progetto. Sono poi stati vagliati una quindicina di altri luoghi.
Nell'autunno 2013, le autorità comunali hanno annunciato di aver scelto il parco del museo Ariana, dove già si trova una statua del Mahatma Gandhi, un'ubicazione disapprovata dalla Confederazione a causa della necessità di preservare la neutralità della Ginevra internazionale, ha riferito oggi il presidente del governo ginevrino François Longchamp.
Mentre il deputato ecologista François Lefort ha denunciato le "pressioni diplomatiche" e "il forte scontento della Turchia", per i partiti PLR, UDC e il partito regionalista Mouvement citoyens genevois (MCG) Ginevra deve effettivamente mantenere la propria neutralità, anche in quest'ambito.
Secondo Longchamp, nel caso del parco dell'Ariana non è contestata tanto la natura del monumento, quanto la sua ubicazione. Il Cantone, da cui dipende il rilascio del permesso di costruire, sta esaminando nuovamente con la Città altri possibili luoghi, ha indicato. La mozione è stata respinta in definitiva con 43 voti contrari, 42 favorevoli e 3 astenuti.
SDA-ATS