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ZURIGO - Il raduno dell'UDC zurighese all'Albisgüetli, che l'anno scorso si era svolto in versione online, si tiene questa sera in presenza in modalità"2G+". Protagonisti il"decano" UDC ed ex consigliere federale Christoph Blocher e il presidente della Confederazione Ignazio Cassis (PLR).
Nel suo discorso, Blocher ha accostato il 2021, segnato dall'abbandono dei negoziati sull'accordo quadro con l'Unione europea (UE), ad anni determinati per la Confederazione, come il 1291 (Patto federale), il 1848 (Costituzione federale) e il 1992 (No popolare allo SEE), che mostrano - ha affermato - la lotta della Svizzera per l'indipendenza, la libertà e la sicurezza.
«Ringraziamo il Consiglio federale», ha aggiunto l'81enne. Ha quindi chiesto al presidente della Confederazione Cassis di spiegare all'UE che la Svizzera non concluderà alcun trattato coloniale con giudici stranieri.
Il ticinese prenderà la parola più tardi. Come da tradizione, il presidente della Confederazione avrà, in qualità di ospite, «l'ultima e incontrastata parola», scrivono in una nota gli organizzatori.
Giunta alla 34esima edizione, la festa della sezione cantonale dell'UDC, creata nel 1989 dallo stesso Christoph Blocher, ha luogo nella sala della società di tiro di Zurigo, ai piedi del colle dell'Uetliberg.
Il bilancio del bombardamento è per ora di undici morti e oltre quaranta feriti.
I leader del G7: «Continuiamo a condannare l'aggressione brutale, ingiustificabile della Russia». Mosca: «172 corpi di soldati ucraini sotto Azovstal». E sulla Lituania: «Gli staccheremo l'ossigeno».
Dopo l'intervento dell'ispettorato del lavoro, alla casa anziani Opera Charitas di Sonvico è tornata la pace
Dei 21 collaboratori che avevano sollevato critiche alla direzione, solo 6 hanno conservato l'impiego. La Fondazione: «Ritrovata serenità». Il sindacato Vpod: «Esiste ancora un problema»
Il numero 1 del club brianzolo ha messo a confronto l'ascesa in Serie A del Monza con le vittorie ottenute a Milano
«Il Monza? La commozione provata nei giorni della vittoria degli spareggi, con l’abbraccio dell’intera città alla squadra, è stata qualcosa di unico».
Il conducente non era in condizioni tali da poter guidare. Si indaga per capire se aveva consumato alcol o droghe.
L'incidente è avvenuto attorno alle 6 di questa mattina. L'uomo, sulla trentina, è già stato fermato dalla polizia.
Le forze dell'ordine hanno aumentato l'utilizzo delle intercettazioni per svolgere le indagini. Qualcuno si preoccupa.
Alla base di queste pratiche c'è l'obbligo della conservazione dei dati da parte degli operatori di telefonia mobile. Martin Steiger: «È una forma di sorveglianza di massa».
Esattamente trent'anni fa, il magistrato italiano pronunciava il suo"j'accuse". Fu il suo ultimo discorso in pubblico.
Dopo la strage di Capaci, Paolo Borsellino si ritrovò nella stessa situazione del collega e amico ucciso. Isolato ed escluso. In quei 57 giorni chiese di poter riferire «come testimone» all'autorità giudiziaria. Non fu mai ascoltato.
Negli anni ha acquisito esperienza nella funzione di ufficiale e nel coordinamento di situazioni di crisi
Andrà a coadiuvare con il grado di capitano il Comandante Roberto Torrente nella conduzione del Corpo e nell’organizzazione delle relative attività
La Corte d'appello del Tribunale penale federale ha bloccato il procedimento in attesa di una decisione da Losanna.
Mykola Martynenko e un suo connazionale sono sospettati di aver riciclato circa 2,9 milioni di euro sulla piazza finanziaria elvetica.
I fatti si sono verificati sabato in giornata sull'Alp Cristallina, nei pressi del passo del Lucomagno
Il gregge era protetto dalle misure abituali che includono un pastore e cani di protezione presenti sul posto. Di notte, le pecore vengono spostate in una zona recintata.
Rimangono ancora sconosciute le cause della panne che due settimane fa ha paralizzato i cieli elvetici.
L'azienda che gestisce e monitora lo spazio aereo elvetico ha presentato un rapporto intermedio all'UFAC: «L'obiettivo è fare chiarezza entro fine estate».
La guerra in Ucraina e la vita militare secondo il capo dell'Esercito svizzero, Thomas Süssli.
E, riguardo agli avanzamenti imposti ancora in uso per quanto concerne i soldati: «Oggi va di moda dire di non voler continuare. Se non sono pronti, li forziamo»