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BERLINO - Per la prima volta, la Germania ha riconosciuto oggi che le uccisioni commesse in Namibia ai danni delle popolazioni degli Herero e dei Nama durante l'era coloniale hanno costituito un «genocidio». Berlino corrisponderà così al Paese africano 1,1 miliardi di euro in aiuti allo sviluppo in 30 anni.
«Qualificheremo ufficialmente questi eventi per quello che sono dalla prospettiva odierna: genocidio», ha dichiarato in un comunicato il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, accogliendo con favore la conclusione di un accordo con la Namibia dopo più di cinque anni di difficili negoziati sugli eventi che hanno avuto luogo nel sudovest dell'Africa colonizzato dalla Germania tra il 1884 e il 1915.
I coloni tedeschi hanno ucciso decine di migliaia di Herero e Nama durante i massacri commessi tra il 1904 e il 1908, considerato da molti storici il primo genocidio del ventesimo secolo.
«Alla luce della responsabilità storica e morale della Germania, chiederemo perdono alla Namibia e ai discendenti delle vittime» per le «atrocità» commesse, ha proseguito il ministro. In un «gesto di riconoscimento delle immense sofferenze inflitte alle vittime», Berlino sosterrà «ricostruzione e sviluppo» in Namibia attraverso un programma finanziario di 1,1 miliardi di euro, ha aggiunto. Precisa che non si tratta di un risarcimento su base giuridica e che tale riconoscimento non apre la strada ad alcuna «richiesta legale di risarcimento». Tale somma verrà corrisposta nell'arco di 30 anni, secondo fonti vicine alle trattative, e dovrà avvantaggiare in primo luogo i discendenti di queste due popolazioni.