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Uno dei misteri che aleggia attorno a Stonehenge, il famoso sito neolitico inglese, è stato risolto grazie ad un souvenir preso da un uomo che negli anni Cinquanta lavorava nel team di conservazione dell'area. Nel 1958 Robert Phillips aveva preso un frammento di roccia come ricordo e se l'era portato in Florida, negli Stati Uniti. Lo aveva restituito nel 2018, consentendo agli studiosi di analizzarlo.
Dalle analisi effettuate si è riusciti a capire il luogo d'origine dei blocchi, alti 7 metri e del peso di 20 tonnellate, che compongono la famosa area. I ricercatori sono giunti alla conclusione che provengono da una zona del Wiltshire e che la maggior parte delle pietre più grandi (50 su 52) è "nativa" del sito di West Woods, a 25 chilometri circa dall'area in cui si trovano i megaliti più celebri del mondo. Ora si cercherà di capire come vennero trasportati per tale distanza dai costruttori del circolo di pietra risalente a circa 5'000 anni fa.
Possedere un frammento già estratto è fondamentale, perché permette infatti di analizzare un pezzo di roccia senza intaccare i monoliti presenti nei pressi di Amesbury.