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Il Consiglio nazionale ha deciso il 5 marzo 2008 di prolungare sino al 2011 la missione del contingente militare svizzero in Kosovo.
La Svizzera è presente nel Kosovo dal 1999. Il contingente elvetico Swisscoy è integrato alla KFOR, la forza multinazionale di pace guidata dalla NATO sotto l'amministrazione dell'ONU.
La proroga del mandato della Swisscoy è stata approvata con 95 voti contro 78 e 9 astenuti. Le proposte di non entrata in materia o di sospensione dell'impiego del contingente svizzero - lanciata dall'Unione democratica di centro (UDC) e dai Verdi - sono state bocciate.
L'UDC ha chiesto invano di sospendere la missione della Swisscoy. Dopo la recente dichiarazione d'indipendenza non ci sarebbero più le basi legali che consentono un prolungamento dell'impiego dei soldati svizzeri.
Un ritiro anticipato del contingente elvetico sarebbe controproducente e sarebbe accolto negativamente dalla comunità internazionale, ha argomentato invece la maggioranza parlamentare che ha ricordato l'importanza del contributo internazionale e svizzero per la stabilità della regione.
Il ministro della difesa Samuel Schmid ha ribadito che l'indipendenza di Pristina da Belgrado non influisce sulla risoluzione 1244 dell'ONU, che mantiene quindi tutta la sua validità. La Svizzera può decidere in qualsiasi momento di ritirare le proprie truppe.
Swisscoy comprende attualmente 220 persone attive in vari settori: logistica, fanteria, polizia militare e trasporto aereo tramite elicotteri.