Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/79295

<h2>SubmittedText<h2><p>Quali possibilità intravede il Consiglio federale per promuovere in Svizzera la dialisi a domicilio, più conveniente e di qualità equivalente a quella ambulatoriale, in modo da sgravare l'assicurazione malattie obbligatoria?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La dialisi in caso di insufficienza renale cronica è una delle prestazioni mediche il cui rimborso è stato disciplinato dalla Federazione svizzera per i compiti comuni degli assicuratori malattia (FSCC) tramite convenzioni speciali stipulate con i fornitori di prestazioni. Sebbene richieda una formazione approfondita (e costosa) dei pazienti, la dialisi a domicilio è indubbiamente più conveniente rispetto a quella eseguita in un apposito centro. La convenzione tariffale sulla dialisi prevede pertanto che il trattamento eseguito in un centro sia rimborsato in singoli casi soltanto se non è possibile eseguirlo a domicilio.</p><p>La dialisi a domicilio ha indubbi vantaggi per i pazienti rispetto a quella effettuata in un centro ospedaliero. Finora non sono mai stati analizzati i motivi della scarsa diffusione della dialisi a domicilio in Svizzera rispetto all'estero. È possibile che incidano alcuni fattori come la maggiore speranza in un trapianto renale a breve termine, la carenza di cultura sanitaria dei pazienti oppure un atteggiamento difensivo dei centri che assistono i pazienti affetti da insufficienza renale.</p><p>La Confederazione non ritiene necessario adottare misure particolari. In effetti, le convenzioni stipulate da assicuratori e fornitori di prestazioni prevedono, nell'ottica del contenimento dei costi, la verifica in ogni singolo caso dell'appropriatezza del ricorso alle dialisi praticate nei centri. Questa disposizione è già di per sé un incentivo a favore della dialisi a domicilio. Spetta dunque agli assicuratori e ai cantoni, quali responsabili dei centri di dialisi, analizzare i motivi della scarsa diffusione della dialisi a domicilio in Svizzera rispetto all'estero e eventualmente adottare ulteriori provvedimenti per incentivarla.</p>  Risposta del Consiglio federale.