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MÜNSTERLINGEN - Almeno 3000 pazienti della clinica psichiatrica di Münsterlingen (TG) hanno fatto da cavia in test con farmaci non ancora omologati, senza dare il loro consenso. Lo afferma uno studio commissionato dal governo turgoviese, che oggi ha presentato le sue scuse.
Lo studio di 300 pagine - che si riferisce al periodo fra il 1946 e il 1980 - evidenzia il ruolo svolto dall'allora direttore della clinica Roland Kuhn (1912-2005).
Dalla metà degli anni '60, i suoi metodi non rispettavano più gli standard scientifici, ha sottolineato oggi in una conferenza stampa a Frauenfeld (TG) il presidente del governo cantonale Jakob Stark (UDC). Nonostante ciò, le autorità lo hanno lasciato fare e l'industria farmaceutica ha continuato a finanziare le sue ricerche.
Stark ha definito preoccupante la portata di quegli esperimenti, con i farmaci che venivano somministrati anche a gruppi di pazienti «particolarmente vulnerabili: come bambini, adolescenti e persone con gravi malattie croniche».
Il rapporto, finanziato con 750'000 franchi del fondo delle lotterie, è stato commissionato alla fine del 2015 dal governo cantonale ad un gruppo indipendente di ricercatori diretto da Marietta Meier, professoressa all'Università di Zurigo. Gli autori hanno avuto accesso agli archivi della clinica di Münsterlingen, ai documenti messi a disposizione dagli eredi dello psichiatra e agli archivi del gruppo farmaceutico Novartis.
Test su pazienti con nuovi farmaci non ancora omologati in istituti psichiatrici sono venuti alla luce anche in altri cantoni, in particolare a Basilea e Lucerna. Diversi approfondimenti storici sono ancora in corso.