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Con una politica “per tutti e non solo per pochi privilegiati”, il Partito socialista vuole riguadagnare i voti persi nelle elezioni federali del 2007. Il percorso appare però arduo: la crisi economica è quasi superata in Svizzera e il programma del partito ha suscitato critiche e divisioni interne.Questo contenuto è stato pubblicato il 05 maggio 2011 - 12:37
L'attuale legislatura si era aperta con il botto alla prima sessione del parlamento: con un'operazione a sorpresa socialisti e Verdi si erano alleati con un partito del centro, il Partito popolare democratico (PPD), per impedire la rielezione del ministro della destra nazionalista Christoph Blocher, inviso a tutti e tre gli schieramenti.
Alcuni avevano ipotizzato allora l'inizio di una nuova intesa di centro sinistra, che avrebbe potuto imprimere una svolta politica sotto la cupola federale. Le cose sono andate però diversamente: anche in questi ultimi quattro anni la sinistra e i popolari democratici hanno fatto raramente fronte comune. Socialisti e Verdi sono rimasti spesso isolati in parlamento, mentre a dettare legge è stata quasi sempre la maggioranza borghese.
"Noi siamo pronti a fare alleanze puntuali con dei partiti di centro, ma a condizione che siano disposti a dei cambiamenti politici, ad esempio, a rinunciare in tempi brevi all'energia nucleare, a lottare contro le crescenti disparità sociali o a riformare radicalmente il sistema di assicurazione malattia ", dichiara Marina Carobbio, vice presidente del PS.
Critiche interne
A pochi mesi dalla fine della legislatura si può solo costatare che le posizioni rimangono molto distanti. E non si sono di certo avvicinate con il nuovo programma partitico, adottato dai delegati del PS nell’ottobre 2010 a Losanna. Rottura con il sistema capitalistico, soppressione dell'esercito, rapida adesione all'Unione europea: diverse rivendicazioni spaventano i partiti di centro.
"Non sottoscriveremo mai il programma del PS", aveva detto due anni fa Christophe Darbellay. Il presidente del PPD non può aver cambiato idea dopo aver letto il nuovo testo dei socialisti. Ma il programma non ha suscitato incomprensione soltanto all'esterno del PS. È una visione "fondamentalista" e "lontana dalla realtà", che “ridurrà ulteriormente il nostro elettorato quest’anno”, hanno deplorato diversi militanti socialisti. Una cinquantina di sezioni del partito ne chiedono una revisione.
Il corso imboccato ancora una volta dal PS non sembra difatti propizio per conquistare consensi al centro, dove si trova l’unico serbatoio potenziale di voti per i socialisti. A sinistra si vedono confrontati alla concorrenza dei Verdi, che beneficeranno prevedibilmente più del PS delle ricadute politiche della catastrofe nucleare avvenuta in Giappone.
Piattaforma sociale
Cédric Wermuth, vice presidente del PS e uno dei promotori del programma 2010, difende le scelte del partito. "Credo che con questo programma abbiamo ripreso una linea chiara, nella quale gli elettori possono veramente identificarsi. Mentre i partiti borghesi continuano ad esempio a difendere un sistema economico, che ha mostrato i suoi limiti con la più grave crisi finanziaria dal Dopoguerra, il PS è l'unico schieramento che propone una vera alternativa per democratizzare l'economia".
Proprio la riforma del sistema economico doveva essere uno dei temi forti della campagna elettorale del PS, dopo il cedimento del settore finanziario, gli aiuti statali all'UBS, le vertenze sul segreto bancario, i bonus miliardari dei manager. Ma le elezioni giungono troppo tardi e la crisi economico-finanziaria si sta già allontanando in Svizzera.
La piattaforma elettorale dei socialisti, adottata in marzo a Zurigo, si concentra quindi soprattutto sui tradizionali temi sociali, che distinguono il PS dai partiti borghesi: cassa malati unica, salario minimo, alloggi moderati, servizio pubblico universale e AVS. Un programma elettorale in 10 punti che mira “al benessere di tutti, contro gli interessi di pochi privilegiati”.
Vecchio problema
Anche questo testo ha però suscitato varie critiche al congresso di Zurigo. “Ci aspettavamo una piattaforma elettorale che mirasse a realizzare le rivendicazioni contenute nel programma partitico adottato a Losanna. La direzione ci presenta invece proposte prive di ogni coraggio", dichiara Kristina Schüpbach, segretaria generale dei Giovani socialisti.
“Bisogna distinguere le due cose”, spiega il consigliere nazionale Stéphane Rossini, a nome della direzione. “Il programma partitico riassume i nostri valori fondamentali, la nostra visione a lungo termine. La piattaforma elettorale presenta invece le nostre priorità, i nostri obbiettivi per i prossimi anni”.
Visioni, valori, programmi, piattaforme che fanno la forza del PS, ma anche la sua debolezza. I socialisti sembrano spesso così occupati a dibattere su temi di fondo che non riescono a definire una strategia efficace di comunicazione per le elezioni.
“È un vecchio problema del PS: si spiega e si parla molto, ma per finire non esce un messaggio chiaro e a portata di tutti”, rileva il delegato bernese David Stampfli. “Non serve a molto coltivare visioni generose per tutta la popolazione, se poi si perdono le elezioni. Solo se vinciamo, possiamo aiutare un maggior numero di persone”.
Partito socialista
Fondato nel 1881, il Partito socialista svizzero (PS) si è nettamente rafforzato dopo l'introduzione del sistema di elezione proporzionale, nel 1918
Dal 1928 al 1979 il PS ha raccolto il maggior numero di voti nelle elezioni federali per la Camera del popolo. Attualmente figura in seconda posizione, dietro all’Unione democratica di centro.
Dopo aver aumentato il proprio elettorato tra il 1991 e il 2003, quattro anni fa i socialisti hanno
perso il 3,8% di suffragi, scendendo al 19,5%.
Principale rappresentante da sempre della sinistra, il PS ha avuto accesso per la prima volta al governo svizzero nel 1943, ottenendo un mandato.
Dal 1959 detiene due seggi nell'esecutivo federale. Dal 2010 è rappresentato in governo da due donne: Micheline Calmy-Rey e Simonetta Sommaruga.
Il PS è uscito sconfitto in quasi tutte le elezioni cantonali
tenute dal 2007.End of insertion
Piattaforma elettorale 2011
Il programma elettorale in 10 punti chiede innanzitutto miglioramenti in campo sociale: cassa malati pubblica, salario minimo, alloggi moderati, servizio pubblico universale, un’imposta sulla successione per finanziare l’AVS, diritto alle rendite AVS in base agli anni di contribuzione, tra 62 e 65 anni,.
Il PS rivendica inoltre investimenti nelle energie rinnovabili per poter chiudere rapidamente le centrali nucleari, la creazione di un fondo nazionale per sostenere la formazione continua e una maggiore regolamentazione del settore finanziario e dei bonus dei manager.
La piattaforma elettorale è stata approvata dai 700 delegati che hanno partecipato al congresso straordinario del PS, tenuto il 26 marzo scorso a Zurigo.End of insertion
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