Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01147.jsonl.gz/521

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Nel 2016 utile netto record di 566,6 milioni di franchi per Sika.
Keystone/CHRISTIAN BEUTLER(sda-ats)
Sika, produttore di specialità chimiche con sede a Baar (ZG), ha realizzato nel 2016 un utile netto record di 566,6 milioni di franchi, in crescita del 21,8% rispetto all'esercizio precedente.
La direzione rivede al rialzo le ambizioni a medio termine e mantiene l'opposizione al progetto di un acquisto ostile da parte del gigante francese Saint-Gobin, numero uno al mondo nella produzione, trasformazione e distribuzione di materiali da costruzione.
Sika proporrà agli azionisti un dividendo in crescita del 31%, a 102 franchi per titolo al portatore e a 17 franchi per l'azione nominativa.
Anche l'utile operativo Ebit è cresciuto, del 18,1%, a 795,3 milioni di franchi. Questo risultato, come del resto l'utile netto, è leggermente superiore alle attese medie del mercato. Le previsioni erano sensibilmente inferiori per quanto concerne la rimunerazione degli azionisti, per cui erano attesi 90,05 franchi (portatore) e 15,33 franchi (nominativa).
Tutti i mercati del gruppo hanno partecipato alla crescita. In valute locali, la zona Europa/Medio Oriente/Africa (EMEA) ha fatto segnare una progressione del 4,6% a 2,70 miliardi di franchi, l'America settentrionale del 7,8% a 922,6 milioni, l'Asia/Pacifico del 3,6% a 1,08 miliardi e l'America latina del 5,1% a 600,2 milioni.
La direzione sottolinea che gli obiettivi per il 2018 sono già stati raggiunti e ne fissa dunque di parzialmente nuovi: se la crescita dovrebbe continuare ad un ritmo compreso tra il 6% e l'8%, la redditività operativa dovrebbe essere tra il 14% e il 16% (contro il 12%-14% delle previsioni precedenti).
Entro il 2020, la società intende avviare la costruzione di trenta nuove fabbriche e stabilirsi in otto nuovi Paesi. L'utile operativo Ebit dovrebbe superare il miliardo di franchi.
Il Ceo Jan Jenisch ha sottolineato il ruolo che dovrebbero giocare gli Stati Uniti nella crescita del gruppo. Il neopresidente Donald Trump ha infatti annunciato un programma gigantesco di potenziamento delle infrastrutture, in particolare di trasporto. "Per il 2017 negli Usa abbiamo buone commesse. E se i progetti infrastrutturali di Trump dovessero essere concretizzati, avremo buoni risultati anche nel 2018 e 2019", ha affermato il direttore di Sika nella conferenza stampa di bilancio.
Sika beneficerebbe molto probabilmente anche della costruzione di un muro alla frontiera tra Usa e Messico. "Se Trump dovesse effettivamente erigerlo, vi parteciperemo", ha aggiunto il Ceo parlando con l'ats.
La progressione del 4,7% del fatturato a 5,75 miliardi di franchi, già comunicata in gennaio, era risultata leggermente inferiore alle attese. Per l'anno in corso, Sika aveva annunciato vendite superiori ai 6 miliardi.
Nella loro lettera agli azionisti, il presidente del consiglio di amministrazione (cda) Paul Hälg e Jenisch rimangono fermi sulle loro posizioni e respingono in modo categorico la cessione di parti di Schenker Winkler Holding (SWH) a Saint-Gobain. Fanno valere la vittoria ottenuta alla fine dello scorso mese di ottobre davanti al tribunale di prima istanza di Zugo.
Da dicembre 2014 il cda di Sika e la famiglia Burkard, erede del fondatore della società, sono ai ferri corti: Saint-Gobin aveva proposto 2,75 miliardi di franchi a cinque membri della famiglia per acquisire le loro parti detenute via SWH, pari al 16,1% del capitale ma rappresentanti il 52,4% dei diritti di voto.
L'ultimo episodio della controversia risale proprio alla decisione di giustizia dello scorso autunno. La Corte zughese aveva respinto la denuncia inoltrata da SWH contro le decisioni prese dall'assemblea generale dell'aprile 2015 quando il cda aveva deciso di limitare i diritti di voto di SWH al 5% su alcuni punti all'ordine del giorno, in particolare riguardo alla cessione delle loro parti a Saint-Gobain.
In seguito SWH ha inoltrato ricorso alla Corte suprema di Zugo e Saint-Gobain ha ribadito ieri sera la sua posizione in occasione della presentazione dei propri risultati dell'esercizio 2016.
SDA-ATS