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Una scoperta del Politecnico di Losanna permetterà di ridurre le dimensioni della memoria dei computer.
Ricercatori del Politecnico federale di Losanna (EPFL) sono riusciti a ridurre di metà le dimensioni delle cellule per la memoria viva dei computer. Il nuovo metodo potrebbe rappresentare un passo avanti nella miniaturizzazione degli apparecchi elettronici e ad esempio permettere di moltiplicare le prestazioni di un telefono cellulare senza aumentarne le dimensioni.
Un team del Laboratorio di elettronica generale, guidato dal professor Pierre Fasan, ha sviluppato una procedura che permette di ridurre le misure della memoria di lavoro «DRAM» (Dynamic Random Access Memory), o memoria ad eccesso diretto, di cui sono equipaggiati tutti gli elaboratori elettronici e molti apparecchi digitali.
Un PC con 128 megabytes di memoria contiene 128 milioni di cellule identiche, scrive l'EPFL in una nota. Ogni cellula si compone di due elementi: un transistor con la funzione di un rubinetto che regola l'accesso all'informazione e un condensatore dove le informazioni sono immagazzinate.
I ricercatori losannesi hanno scoperto un metodo per evitare l'impiego del condensatore, riducendo della metà la superficie delle cellule di memoria. Il risparmio di spazio permette di aumentare la memoria di lavoro e quindi le prestazioni dei computer e di tutti gli altri apparecchi dotati di memoria DRAM.
Secondo l'EPFL, la scoperta, che è stata brevettata, potrebbe interessare l'industria elettronica. La fabbricazione di condensatori è infatti molto costosa e complicata, e farne a meno potrebbe ridurre i costi di produzione.
swissinfo e agenzie