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NEW YORK - Lo squilibrio energetico della Terra è quasi raddoppiato negli ultimi 14 anni, con il Pianeta che, di conseguenza, si sta surriscaldando a una velocità «senza precedenti».
È l'allarme lanciato dagli scienziati della NASA e del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration, un'agenzia federale statunitense che si occupa di oceanografia, meteorologia e climatologia), che hanno commentato i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters.
Come spiegano i ricercatori, «il clima della Terra è determinato da un delicato equilibrio tra quanta energia viene assorbita e quanta radiazione termica viene emessa nello spazio. Uno squilibrio positivo significa che la Terra sta guadagnando energia, causando il riscaldamento del pianeta».
Colpa dell'uomo?
«È probabile che sia un mix di conseguenze dell'attività umana e variabili interne (come, ad esempio, gli aumenti del vapore acqueo, o il fenomeno climatico El Niño, ndr)», ha detto Loeb, autore principale dello studio. «In questo periodo stanno entrambe causando il surriscaldamento, la cui ampiezza è senza precedenti».
L'aumento delle emissioni di gas serra, ad esempio, intrappola il calore nell'atmosfera, catturando la radiazione in uscita. Il riscaldamento guida poi altri cambiamenti, come lo scioglimento del ghiaccio, l'aumento del vapore acqueo e altri elementi che possono aumentare ulteriormente il riscaldamento. Lo squilibrio energetico della Terra è l'effetto netto di tutti questi fattori.
Il problema è che è difficile dividere i cambiamenti indotti dall'uomo dalle variazioni cicliche del clima: «Sono tutti mescolati insieme», ha detto Loeb, che ha aggiunto che sono necessarie ulteriori ricerche a riguardo.
Due approcci, un risultato
La ricerca è stata realizzata mediante due misurazioni indipendenti: l'energia in entrata e in uscita, misurata dai sensori satellitari della NASA, e il tasso di riscaldamento degli oceani, fornito dai galleggianti oceanici Argo del NOAA.
«Il fatto che due diversi approcci di osservazione siano arrivati alle stesse tendenze ci spinge a dire che stiamo vedendo un fenomeno reale, e non solo un artefatto strumentale», ha spiegato Loeb, «e sono tendenze piuttosto allarmanti». In ogni caso, qualche ricercatore ha già commentato che «15 anni non sono sufficienti per stabilire una tendenza», che però più a lungo viene osservata, più viene confermata.
Loeb ha avvertito infine che il cambiamento climatico è un processo a lungo termine, e che non è possibile prevedere «con certezza» come potrebbero essere i prossimi decenni per l'equilibrio energetico della Terra. Lo studio ha concluso però che «a meno che il tasso di assorbimento del calore non si plachi, ci si devono aspettare cambiamenti climatici ancor più grandi di quelli che si stanno già verificando».