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Romanzi
Ticino, 6600
|Libro mai letto. Buone condizioni.|
Copertina flessibile.
È l'inizio degli anni Trenta, il 1933 precisamente, quando Ernest Hemingway e sua moglie, amante della caccia e che si vanta di aver ucciso un leone, compiono un safari in Africa fra Kenya, Tanzania e Rhodesia. Lì la caccia rende le giornate dell'Ernest vacanziere e cacciatore entusiasmanti. Ci sono i kudù, poi, animali a cui egli sta dando la caccia invano da almeno dieci giorni. Non ne fa mistero parlandone con Kandisky, un austriaco che incontra al ritorno da una battuta di caccia a venti miglia dal suo villaggio e che ha un camion con il motore in panne. L'incontro è frutto di un'interessante divagare letterario da Joyce a Heinrich Mann a Rilke. C'è poi Mr. Jackson Phillips, un cacciatore bianco, una guida di professione, che accompagna Hemingway e signora ed insegna loro ?i trucchi del mestiere?. Una figura dalla presenza costante anche se, dopo un mese dal ritorno a casa, la sposa di Hemingway affermerà di non ricordarsi già più il suo volto. Ma anche il battitore M'Cola diventa una presenza costante nelle giornate dei due: lui, indigeno scrupoloso, ma altrettanto coraggioso che di fronte un ?collega? patetico e in preda al panico sa ristabilire l'ordine. Così passano le giornate tra la caccia alle antilopi e digressioni letterarie, all'apparenza niente sembra accadere, ma...