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Secondo il Consiglio federale l’iniziativa popolare "per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)" non viola il diritto internazionale pubblico cogente. È possibile interpretarla in modo tale da rispettare in particolare il principio del "non-refoulement", che fa parte del diritto internazionale pubblico cogente.
L’applicazione dell’iniziativa condurrebbe tuttavia a notevoli conflitti con le garanzie dello Stato di diritto previste dalla Costituzione federale, in particolare con la tutela della sfera privata e familiare e con il principio della proporzionalità dei provvedimenti emanati dalle autorità. Inoltre, non potrebbero essere più rispettate importanti disposizioni del diritto internazionale pubblico non cogente, ad esempio della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) e dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone con la CE. Pertanto il Consiglio federale raccomanda al Parlamento di respingere l’iniziativa.
Il controprogetto indiretto all’iniziativa è stato sottoposto a consultazione dal 15 gennaio al 15 aprile 2009. I partecipanti alla consultazione respingono l’iniziativa praticamente senza eccezioni. Approvano tuttavia il principio secondo cui gli stranieri che commettono reati gravi vanno allontanati. Il controprogetto ha trovato l’approvazione, in particolare, di una netta maggioranza dei Cantoni, della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e di polizia (CDCGP), dell’Unione delle Città svizzere, dell’Associazione dei Comuni svizzeri e delle organizzazioni padronali. Nel suo messaggio licenziato in data odierna, il Consiglio federale mantiene in linea di principio invariato il controprogetto indiretto all’iniziativa così come sottoposto a consultazione.
Revoca dei permessi in caso di reati gravi
Conformemente al controprogetto indiretto, la disciplina della revoca dei permessi va armonizzata e semplificata. In presenza di una pena detentiva di almeno due anni occorre limitare il potere discrezionale delle autorità. A complemento del testo sottoposto a consultazione è previsto di limitare il potere discrezionale delle autorità anche qualora un cittadino straniero sia condannato con sentenza passata in giudicato per un reato passibile di una pena detentiva di almeno un anno. Si tratta di reati estremamente gravi, in particolare contro l’integrità psichica, fisica o sessuale (tra cui in particolare omicidio intenzionale, assassinio, violenza carnale, rapina, presa d’ostaggi, incendio intenzionale, tratta di esseri umani qualificata, genocidio). Per tutte le decisioni di revoca del permesso sono fatti salvi il principio costituzionale della proporzionalità dei provvedimenti delle autorità e il diritto internazionale pubblico.
Rilascio del permesso di domicilio a condizione di essere ben integrati
Secondo il controprogetto indiretto, il permesso di domicilio è rilasciato solo se lo straniero è ben integrato. Tale condizione vale anche per il coniuge straniero ammesso nel quadro del ricongiungimento familiare. Una buona integrazione presuppone il rispetto dell’ordinamento giuridico, il riconoscimento dei valori fondamentali della Costituzione federale e la volontà di partecipare alla vita lavorativa e formativa. In tale contesto ha particolare importanza la conoscenza della lingua parlata nel luogo di residenza. Un esame approfondito dell’integrazione prima di rilasciare il permesso di domicilio consente inoltre di evitare procedure di revoca lunghe e onerose.
Ultima modifica 24.06.2009