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Con l'incriminazione dei due fornitori della bomba che uccise Daphne Caruana Galizia, arrestati martedì, si è completato il quadro degli arresti dei responsabili "dal mandante all'ultimo complice" dell'omicidio della giornalista, come affermato dal capo della polizia maltese Angelo Gafà ancora prima dell'udienza che stamani ha convalidato l'arresto e formalizzato l'imputazione. Ma restano dubbi sul movente dell'omicidio. E Robert Abela, il primo ministro subentrato a Joseph Muscat, ha commentato la svolta nelle indagini da una parte sottolineando che essa "conferma che esiste stato di diritto a Malta", dall'altra evitando di rispondere a chi chiedeva se escludesse il coinvolgimento di uomini politici prima della chiusura dell'inchiesta
"Credo che ora abbiamo cominciato il cammino verso la piena giustizia per Daphne e la sua famiglia e personalmente non vedo l'ora che questo paese faccia un passo avanti", ha concesso il premier nel giorno in cui i pregiudicati maltesi Robert Agius e Jamie Vella, arrestati in base alle rivelazioni del 'pentito' fra i tre sicari di Daphne, sono stati formalmente incriminati di complicità in omicidio per aver fornito la bomba che uccise la giornalista il 16 ottobre 2017 e associazione a delinquere. "Con le prove che abbiamo, ora siamo in grado di dire che tutte le persone coinvolte nell'omicidio di Daphne Caruana Galizia, dal mandante all'ultimo complice, sono state arrestate o incriminate" aveva dichiarato già mercoledì sera il capo della polizia Angelo Gafà in un briefing con la stampa maltese.
Tra le 7 persone finora incriminate come complici nell'omicidio non c'è alcun politico. Accusato di essere il mandante è il tycoon Yorgen Fenech, ex capo dell'impero Tumas Group (casinò, alberghi, immobili, finanza, energia). Daphne aveva scoperto che la società '17 Black', poi risultata di proprietà di Fenech, versava ogni mese tangenti su conti offshore dell'ex capo di gabinetto Keith Schembri e dell'ex ministro Konrad Mizzi. Ma Fenech utilizzava la stessa società basata a Dubai anche per altri affari illeciti, ad esempio una sua controllata ha perso la licenza di gioco online in Scandinavia per "riciclaggio a favore di criminalità organizzata" mentre cercava di trasferire illecitamente 58 milioni di euro. Il miliardario maltese, arrestato mentre tentava la fuga in yacht a novembre 2019, è agli arresti da oltre un anno. Ad incastrarlo con prove certe, il taxista Melvin Theuma, l'intermediario di morte che ha ottenuto la grazia per aver confessato di aver ottenuto l'incarico da Fenech e aver ingaggiato i tre sicari che ricevettero le armi (prima un fucile, poi la bomba completa di detonatore e istruzioni per l'uso) fornite da Agius e Vella. Gli esecutori materiali, arrestati già a dicembre 2017 grazie al contributo di Fbi, Europol e varie polizie europee, sono i fratelli George e Alfred Degiorgio con Vince Muscat. Quest' ultimo è quello che martedì si è dichiarato colpevole, ha patteggiato 15 anni per l'omicidio Caruana ed ha ottenuto la grazia per quello, finora irrisolto, dell'avvocato Carmel Chircop nel 2015.
Nella inchiesta pubblica per accertare responsabilità dello Stato è emerso che Fenech, legato da un patto corruttivo all'ex capo di gabinetto Keith Schembri e all'ex ministro dell'Energia Konrad Mizzi, ha ricevuto informazioni riservate e indicazioni di comportamento dallo stesso Schembri fino a poche ore prima la tentata fuga in yacht del miliardario maltese. Ringraziando il capo della polizia e il procuratore generale (entrambi nominati dal suo governo, insediatosi a gennaio 2020) il premier oggi ha sostenuto che "chiunque pensi di godere di impunità, si sbaglia".