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L'Unione svizzera dei contadini (USC) fa pressione sul Parlamento: se il progetto legislativo "Swissness", attualmente all'esame delle Camere, non soddisfarà le sue aspettative, l'organizzazione lancerà un'iniziativa popolare per una Swissness credibile.
Lo hanno deciso all'unanimità oggi i delegati dell'USC riuniti in assemblea a Granges-Paccot (FR). È inconcepibile, secondo il presidente Hansjörg Walter, che per una gran parte dell'industria alimentare i prodotti privi di materie prime indigene possano portare la croce svizzera (label Swissness). Il consigliere nazionale turgoviese UDC ha insistito sull'importanza di una regolamentazione credibile.
La data effettiva del lancio dell'iniziativa dipenderà dalle decisioni che prenderà il Parlamento. Se nella prossima sessione le cose evolveranno nel senso auspicato dall'USC, l'organizzazione aspetterà: in caso contrario il comitato potrà cominciare con la raccolta delle firme.
Come proposto dal governo, gli agricoltori ritengono che i marchi "Svizzera", "qualità svizzera" e la croce federale possano essere utilizzati solo se l'80% del peso di un prodotto agricolo proviene effettivamente dalla Confederazione. La carne secca grigionese prodotta con manzo estero non potrebbe più essere commercializzata come prodotto elvetico.
La commissione degli affari giuridici del Nazionale opta per una soluzione meno restrittiva: per i prodotti molto trasformati, legati all'industria alimentare, propone di fissare un tasso di "elvetizzazione" del 60% sia per i costi di produzione che per la provenienza delle materie prime.
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