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Preventivo 2012, salvo il credito per il personale federale
Purtroppo nemmeno le ovvietà sono più tanto ovvie: all’inizio della sessione invernale 2011 a Palazzo federale non era affatto scontato che si potesse contrastare l’attacco provocatorio dell’UDC e dei suoi alleati contro il personale federale nell’ambito del dibattito sul preventivo.
Tuttavia, il 15 dicembre 2011 l’argomentazione secondo cui le maggiori uscite decise dal Parlamento implicano una disponibilità sufficiente di personale ha prevalso anche al Consiglio nazionale. Una buona notizia – e speriamo che ciò possa porre fine agli attacchi della destra contro il personale!
All’inizio della sessione invernale si poteva supporre che la maggioranza della commissione avrebbe seguito la proposta del consigliere nazionale Zuppiger di ridurre di 150 milioni di franchi (!) il credito per il personale federale. Nella prima fase, un’ampia maggioranza del Consiglio nazionale ha accolto i tagli del 3%. La Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNPC), composta dai sindacati APC, garaNto, SSP/VPOD ed AP Fedpol, ha reagito con un’azione di protesta e ha inviato a tutti i parlamentari una lettera in cui chiedeva una politica del personale più responsabile e maggiore rispetto per l’esito dei negoziati tra i partner sociali.
Argomentando in modo mirato, i sindacati si sono appellati alle decisioni politiche alla base dei crescenti costi per il personale e hanno corretto l’affermazione fuorviante di un «rincaro eccessivo». Il Consiglio degli Stati ha trattato il preventivo come la logica conseguenza delle decisioni adottate su base democratica, opponendosi compatto alle drastiche proposte della destra.
Ciò ha rafforzato anche la posizione del Consiglio federale che, con la rielezione di Eveline Widmer-Schlumpf, ha richiamato tutti al buon senso. La Commissione del Consiglio nazionale lo ha però sostenuto solo con una piccola minoranza di sinistra, mentre il nuovo centro era alla ricerca di pseudo-compromessi. In conclusione, il Consiglio nazionale ha seguito con 86 voti contro 82 la via della ragione e della serietà politica, garantendo così gli impieghi e le misure salariali.
L’impegno delle associazioni del personale federale ha dato i frutti auspicati. Speriamo che la maggioranza in Parlamento sappia rispettare anche sul lungo periodo il valore del lavoro, la qualità e l’efficienza dei dipendenti federali e si liberi finalmente dei vecchi pregiudizi.
Rolf Zimmermann, segretario di direzione USS/segretario CNPC (20.12.2011)