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Alpha – lavorando al computer: Questa cosa è interessante! – Rivolto a Beta – Chi ha scritto il vangelo?
Beta – leggendo un libro: Come?
Alpha: Hai presente il vangelo? Chi lo ha scritto?
Beta: Certo che ho presente il Vangelo, e ti pregherei di usare la maiuscola come per tutti i titoli di libri e film. Comunque, gli autori sono Marco, Matteo, Luca e Giovanni.
Alpha: Ma come fai a sapere che ho pronunciato vangelo con la minuscola?
Beta: Ti conosco.
Alpha – facendo finta di niente: Comunque, ti sbagli: gli autori non sono loro! I vangeli sono anonimi e sono stati scritti molti anni dopo la morte di Gesù…
Beta: Questo lo sapevo: credevo stessi risolvendo un qualche cruciverba, non che stessi studiando per un esame di esegesi biblica.
Se non erro, i vangeli sono stati scritti durante il I secolo dopo Cristo, rifacendosi a narrazioni orali precedenti.
Ma cosa stai leggendo?
Alpha: Il piccolo ateo v 2.0.
Beta: Versione 2.0?
Alpha: Sì, versione 2.0
Beta: Questa cosa non la capisco bene: un tempo si diceva seconda edizione… evidentemente agli atei piace apparire moderni e allora usano questa notazione informatica. Anche quel libro, Contro Ratzinger, è uscito nella versione 2.0.
Ratzinger a parte, cosa c’è scritto su quel tuo libro a proposito dei Vangeli?
Alpha – inizia a leggere:
I 4 Vangeli furono scritti da 4 apostoli
Anche a te è stato detto questo? I nomi guarda caso coincidono, ma… no, chi scrisse i vangeli non conobbe mai Gesù intimamente!
I vangeli sono anonimi e non riportano testimonianze oculari dirette. Certo, è più fico se si pensa agli apostoli, i loro racconti sembrano più veri… e che vi sia poca chiarezza su questo alla Chiesa fa comodo! A casa mia questo si chiama imbroglio.
Beta: Interessante. Penso che abbia ragione: credo che siano effettivamente in molti a pensare che il Vangelo sia stato scritto direttamente dagli apostoli, magari in latino o in greco e, perché no?, in un libro come lo intendiamo noi moderni. È un problema che riguarda anche i dialoghi di Platone: istintivamente tendiamo a retrocedere i nostri schemi mentali attuali, nei quali i libri di pubblicano presso un editore e si comprano in libreria…
Alpha: La situazione, a dire il vero, mi sembra un po’ diversa: qui c’è scritto che la Chiesa gioca su questa ignoranza e non la chiarisce…
Beta: Non so cosa dirti: penso di aver imparato questa cosa dei Vangeli durante le lezioni di catechismo, non in un trattato di ateologia. Non mi sembra il gran segreto gelosamente custodito. Certo è bene ricordarlo, insieme ad altre cose pacificamente credute da molti credenti o presunti tali: prendi la morte di Gesù, morto per redimerci dai nostri peccati, non per colpa dei Giudei come molti, purtroppo, pensano.
Cosa altro dice questo tuo interessante libro?
Alpha: Non l’ho letto tutto. Lo sto solo sfogliando (virtualmente).
Qui, ad esempio, denuncia le contraddizioni del testo sacro a proposito della creazione:
Creazione – Dalla creazione all’episodio del frutto, contraddizioni, invenzioni e comportamenti sciocchi fanno della Genesi un fantasioso racconto sull’origine del mondo e sul rapporto uomo-dio che non è facile prendere sul serio. Come si comporta dio con i poveri adamo ed eva lo vediamo dopo. Genesi 1 e 2 descrivono la ‘creazione’ in due sequenze diverse. Gli animali sono creati prima o dopo gli umani? E gli alberi da frutta? Il bestiame con o dopo gli uccelli? La donna con o dopo l’uomo?
No, guarda – si dirà – il secondo racconto spiega meglio il giorno 6. Sì? Ma non è chiaro… È possibile, ma anche no. Possibile, non è assoluto. E quale scegliere? La seconda. Perché? Beh, la bibbia non deve sbagliare. Quindi vale solo per chi ha questo pregiudizio? Sì.
Beta: Se ho capito bene, l’ultima affermazioni riguarda un tema molto dibattuto, quello della razionalità della conversione.
Non mi è molto chiaro il ragionamento dell’autore. Immagino sia qualcosa del tipo: attenzione, la Bibbia è piena di errori, non è quel testo assoluto e definitivo che molti credono.
Alpha: Penso di sì. Ti leggo cosa ha scritto poco prima:
Vorrei che questa lettura portasse il credente a conoscere la bibbia meglio di quanto finora la conosca, affinché la sua scelta di fede – e a questo punto di non fede – possa essere fondata su quello che essa è nel suo insieme, non su quello che crede che sia, o vorrebbe che fosse.
Beta: Bella frase. Temo tuttavia che le contraddizioni abbiano poco a che fare con l’esistenza di Dio!
Alpha: A me queste contraddizioni sembrano molto importanti.
Beta: Indubbiamente lo sono. Però se dalle contraddizioni della Bibbia vuoi trarre argomenti contro l’esistenza di Dio, allora, in base allo stesso ragionamento, dalle contraddizioni, precisazioni, interpretazioni delle leggi dovresti concludere che lo stato non esiste.
Alpha: Stai pensando di scrivere “Il piccolo Anarchico”?