Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/109051

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2001, a Copenaghen, 12 Stati europei, tra cui la Svizzera, hanno firmato la dichiarazione "Organic Food and Farming - Towards Partnership and Action in Europe". Su di essa è basato il piano d'azione per l'agricoltura biologica e gli alimenti biologici, che dal giugno 2004 viene applicato nell'UE. Alla fine del 2009 i piani d'azione erano 16 a livello nazionale e 10 a livello regionale.</p><p>Le misure non sono indirizzate solo alla produzione, bensì, in particolare, alla domanda di prodotti biologici e, di conseguenza, a tutta la filiera alimentare. Il fatturato dei prodotti biologici è in forte crescita; ciononostante, dal 2005 in Svizzera si registra una stagnazione, se non addirittura un leggero calo, di aziende e superfici biologiche che rappresentano poco più del 10 per cento. Si deve partire dal presupposto che il maggior fatturato è riconducibile, almeno in parte, a prodotti biologici importati. La Svizzera perde così valore aggiunto e importanti opportunità di produzione in un settore nel quale godrebbe di una buona posizione - parola chiave: strategia della qualità.</p><p>La competente commissione dell'UE ha definito complessivamente 21 azioni all'attenzione del Consiglio e del Parlamento (comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo, piano d'azione europeo per l'agricoltura biologica e gli alimenti biologici, Bruxelles, 10 giugno 2004). </p><p>Domande al Consiglio federale:</p><p>1. È disposto, analogamente all'UE, a elaborare un piano d'azione per l'agricoltura biologica e gli alimenti biologici, in modo che le misure sostanziali diano i primi frutti già nel quadro della PA 2014-17? </p><p>2. È disposto a illustrare in un rapporto, se e come, nell'ambito della PA 2014-17 e della strategia 2025, debbano venir applicate le 21 azioni proposte e dov'è eventualmente necessario adeguare le basi legali?</p><p>3. Lo invitiamo a fornire una breve valutazione delle azioni 1, 4, 6, 7 e 20: possono essere applicate con l'attuale PA 2011 o con la prevista PA 2014-17? Dove sussistono lacune?</p><p>4. Come valuta l'inesistenza di un piano d'azione svizzero in relazione agli accordi di libero scambio cui mira il Consiglio federale (p. es. con l'UE)? Alla Svizzera non dovrebbero venir concesse pari opportunità in questo ambito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Unione europea e diversi Stati membri dell'UE hanno sviluppato cosiddetti piani d'azione con l'obiettivo di promuovere l'agricoltura biologica. Contengono generalmente una serie di proposte di provvedimenti, in particolare nei settori della politica d'incentivazione, della ricerca, del mercato, della promozione dello smercio e del disciplinamento.</p><p>La Svizzera non ha elaborato un piano d'azione comparabile. Tuttavia, nei diversi settori oggetto dei piani d'azione dell'UE e dei suoi Stati membri, ha applicato misure concrete ed efficaci. L'approccio svizzero di promuovere in maniera mirata mediante pagamenti diretti le prestazioni d'interesse generale secondo l'articolo 104 della Costituzione federale ha effetti finanziari diretti sulle aziende dedite all'agricoltura biologica. Dal 1993 la Confederazione sostiene l'agricoltura biologica con pagamenti diretti specifici. Nel 2010 essi ammontavano a 200 franchi per ettaro di superficie inerbita, a 950 franchi per ettaro di superficie coltiva aperta e a 1350 franchi per ettaro di colture speciali. Nelle aziende che praticano l'agricoltura biologica questi importi vanno ad aggiungersi agli altri pagamenti diretti. Come indicato nella risposta all'interpellanza Hassler 09.3574, le aziende biologiche ottengono circa il 14 per cento dei pagamenti diretti, vale a dire una percentuale decisamente superiore alla quota di superficie gestita secondo i principi dell'agricoltura biologica.</p><p>Nel settore della promozione della qualità e dello smercio la Confederazione sostiene una campagna per la promozione della notorietà e dell'immagine dell'agricoltura biologica versando circa 1,5 milioni di franchi all'anno. Inoltre, in relazione ai prodotti biologici viene cofinanziato un progetto pilota per la creazione di nuovi sbocchi all'estero.</p><p>L'Istituto di ricerca per l'agricoltura biologica (IRAB) beneficia di un sostegno finanziario pari a circa 5 milioni di franchi per le sue attività di ricerca e di consulenza. Agroscope e IRAB investono circa 30 000 giornate di lavoro all'anno nella ricerca nell'ambito dell'agricoltura biologica. Rispetto all'estero e considerato il numero di aziende che praticano l'agricoltura biologica, in Svizzera il sostegno del comparto biologico è considerevole.</p><p>Le aziende biologiche ottengono mediamente un maggiore profitto del lavoro rispetto alle altre e in molti settori la domanda di prodotti biologici è superiore all'offerta. Da uno studio svolto da Agroscope Reckenholz-Tänikon si evince che lo sviluppo dell'agricoltura biologica non risente di una promozione statale troppo bassa, bensì di un valore aggiunto in parte inferiore per le singole aziende nonostante i prezzi relativamente elevati nel commercio al dettaglio e di direttive complesse. L'accrescimento del valore aggiunto e la definizione delle direttive di produzione sono principalmente di competenza delle associazioni di produttori e della categoria. Nell'ambito delle misure vigenti nel settore della promozione della qualità e dello smercio, il Consiglio federale continuerà a sostenere in via sussidiaria il settore dell'agricoltura biologica in vista di aumentare il valore aggiunto.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene necessario elaborare un piano d'azione analogo a quello dell'UE, poiché ciò non genererebbe alcun valore aggiunto rispetto agli strumenti disponibili attualmente. Si è già espresso in tal senso nella risposta alla mozione Maya Graf 09.3309, "Aumentare il valore aggiunto nel settore agricolo tramite la promozione dell'agricoltura biologica". Provvederà tuttavia anche in futuro a esaminare a cadenza periodica le misure di promozione e, se necessario, ad adeguarle, come peraltro ha sempre fatto in passato.</p><p>2./3. Nella risposta alla domanda 2 dell'interpellanza Maya Graf 10.3941, viene fatto un confronto dettagliato tra le misure applicate in Svizzera e le disposizioni del piano d'azione dell'UE.</p><p>4. Il comparto biologico svizzero gode di una buona posizione nel contesto internazionale caratterizzato da una concorrenza sempre maggiore sul piano qualitativo. La legislazione è equivalente a quella dell'UE e il sistema di promozione elvetico è ben strutturato. L'agricoltura biologica svolgerà probabilmente un ruolo chiave nell'applicazione della strategia della qualità per l'agricoltura svizzera nell'ambito della Politica agricola 2014-2017. Il Consiglio federale ritiene pertanto che attualmente non siano necessarie misure supplementari. Provvederà tuttavia anche in futuro ad esaminare a cadenza periodica le misure e, se necessario, ad adeguarle, come peraltro ha sempre fatto in passato, vegliando affinché non vengano intaccati gli equilibri di mercato, come già accaduto, in alcuni casi, all'estero.</p>  Risposta del Consiglio federale.