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BELLINZONA - Nuovo smacco davanti al Tribunale penale federale (TPF) per l'ex segretario generale della Fifa Urs Linsi: la Corte dei reclami penali non è entrata nel merito di un suo ricorso volto a ottenere la visione di dossier di inchieste riguardanti la Federazione internazionale di calcio, una delle quali lo riguarda direttamente.
Nella decisione pubblicata oggi, la corte di Bellinzona risponde a Linsi che non può essere presentato ricorso contro il rigetto di una istanza probatoria da parte del Ministero pubblico della Confederazione (MPC). Le parti possono presentare nuove richieste di prove in tribunale. Tocca allora al giudice competente ammetterle o no. La decisione del TPF è definitiva e non può dunque essere contestata davanti al Tribunale federale.
Urs Linsi, cittadino svizzero, 70 anni il prossimo 29 giugno, segretario generale della Fifa tra il 2002 e il 2007, chiedeva che fossero aggiunti al dossier che lo riguarda tutti i documenti relativi a contatti, incontri e accordi tra il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber e il presidente della Federazione Gianni Infantino.
Egli esigeva inoltre l'intero incartamento relativo all'archiviato procedimento contro l'ex procuratore federale capo responsabile per le indagini sui reati economici Olivier Thormann, attualmente membro della Corte d'appello dello stesso TPF.
Nell'ottobre 2018 Michael Lauber aveva disposto l'apertura di un'inchiesta contro l'allora procuratore Thormann, sospettato di violazione del segreto d'ufficio, favoreggiamento, corruzione passiva e accettazione di vantaggi in relazione a un procedimento riguardante la Fifa. Il procuratore straordinario designato dall'MPC, l'ex pubblico ministero zurighese Ulirch Weber, aveva però rapidamente archiviato il caso.
L'MPC aveva assicurato il 9 novembre che il procedimento contro Thormann, che era stato sospeso temporaneamente dall'incarico, non aveva alcun rapporto con due incontri bilaterali tra Lauber e Infantino di cui avevano riferito organi di stampa nei giorni precedenti.
Linsi è attualmente indagato dall'MPC per amministrazione infedele, truffa, appropriazione indebita e riciclaggio di denaro nell'ambito di un procedimento relativo all'assegnazione dei mondiali di calcio in Germania nel 2006.