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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato d'introdurre un'aliquota unica per la fissazione dei contributi del secondo pilastro, a prescindere dall'età del lavoratore.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In passato, il Consiglio federale si è già occupato di questa tematica. Nel settembre 2006 ha approvato un rapporto elaborato in risposta a due postulati, l'uno depositato da Barbara Polla (02.3208, LPP. Promovimento dell'impiego di persone di età superiore ai 55 anni), l'altro dal gruppo popolare democratico (05.3651, Modifica del calcolo degli accrediti di vecchiaia LPP in modo da non sfavorire i salariati più anziani) (<a href="http://www.news.admin.ch/message/index.html?lang=it&amp;msg-id=7320">http://www.news.admin.ch/message/index.html?lang=it&amp;msg-id=7320</a>). Il rapporto giunge alla conclusione che una modifica della graduazione degli accrediti di vecchiaia della previdenza professionale non permetterebbe di migliorare in modo sostanziale le prospettive d'impiego dei lavoratori più anziani. In linea generale, l'abbassamento degli accrediti di vecchiaia degli assicurati più anziani causerebbe una forte riduzione della loro rendita. Anche l'aumento degli accrediti degli assicurati più giovani sarebbe inopportuno, in quanto proprio questa categoria di assicurati ha di gran lunga le maggiori difficoltà a inserirsi nella vita attiva o a rimanere sul mercato del lavoro. Per poter mantenere l'obiettivo di previdenza degli assicurati di età superiore ai 45 anni al momento dell'eventuale modifica, bisognerebbe continuare ad applicare loro la normativa attuale. Sarebbe quindi necessario prevedere un lungo periodo transitorio (20 anni), che cagionerebbe ingenti costi poiché, simultaneamente, la nuova normativa si applicherebbe da subito agli assicurati più giovani. I costi supplementari effettivi potrebbero raggiungere un miliardo di franchi l'anno per 20 anni. Il Consiglio federale si è anche espresso in merito alla mozione depositata da Thérèse Meyer sullo stesso tema (07.3201, Promuovere l'occupazione degli anziani), riprendendo nel suo parere le conclusioni del rapporto. La mozione è stata tolta di ruolo dopo essere rimasta pendente per oltre due anni.</p><p>Quando ha trattato le due iniziative parlamentari depositate da Serge Beck (07.425, Previdenza professionale. Accrediti di vecchiaia lineari sulla durata dell'attività professionale) e da Meinrado Robbiani (07.489, Per non penalizzare i lavoratori anziani nel secondo pilastro), il Consiglio nazionale si è allineato al parere del Consiglio federale e ha seguito le conclusioni del rapporto. Nel settembre 2009 ha deciso di non dare seguito ai due interventi. Nei dibattiti commissionali sono stati inoltre addotti ulteriori argomenti contro la modifica della graduazione degli accrediti di vecchiaia della previdenza professionale: ad esempio, i lavoratori più anziani presentano un tasso di persone in cerca di impiego più basso e devono far fronte a meno oneri familiari rispetto agli assicurati più giovani. Non è quindi privo di fondamento chiedere loro di versare contributi più elevati. È inoltre opportuno rilevare le complicazioni amministrative che questa modifica comporterebbe, in quanto si dovrebbe prevedere una doppia gestione per un periodo relativamente lungo. Infine, numerosi istituti di previdenza potrebbero vedersi costretti a riesaminare globalmente il loro modo di finanziamento, il che sarebbe percepito come un'ingerenza nella loro libertà di organizzazione. Vi è pertanto il rischio di creare il malcontento tra gli attori del secondo pilastro.</p><p>In conclusione va sottolineato che gli accrediti di vecchiaia della previdenza professionale e i contributi versati dal datore di lavoro e dagli assicurati costituiscono un meccanismo complesso nell'organizzazione di un istituto di previdenza. La modifica di un elemento incide inevitabilmente su altri, altrettanto importanti. Il cambiamento di sistema chiesto nella presente mozione avrebbe quindi simultaneamente altri effetti verosimilmente meno auspicabili. Poiché rispetto alle recenti analisi la situazione non è cambiata, il Consiglio federale non ritiene necessario tornare a occuparsi della tematica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.