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Il laboratorio linguistico svizzero
Ci sono molti motivi per interessarsi all'italiano parlato in Svizzera. La Svizzera è l'unico paese fuori d'Italia (esclusi per ovvi motivi Città del Vaticano e San Marino) in cui l'italiano ha status di lingua ufficiale. Questo fatto, insieme alla lunga coabitazione con due lingue di grande tradizione come il tedesco e il francese, ha avuto influenze interessanti sulla qualità della lingua parlata nel canton Ticino e nel canton Grigioni.
Non soltanto: in quanto espressione di una realtà sociale e istituzionale separata da quella italiana l'italiano di Svizzera ha conosciuto una ricca diversificazione lessicale (basti pensare a espressioni della politica svizzera quali "iniziativa popolare", "gran consiglio", "oggetto in votazione", ecc) che ne ha acuito la peculiarità di variante non solo regionale ma nazionale della medesima lingua.
Infine, la separazione politica dall'italiano d'Italia ha prodotto fenomeni di "resistenza", per cui l'italiano di Svizzera presenta a volte tratti arcaici, oppure lo ha schermato rispetto a determinati cambiamenti introdotti in Italia (per esempio quelle prodotte dal dirigismo culturale fascista nell'ambito delle terminologie sportive, calcistiche in particolare, per cui in Svizzera si continuano a usare termini inglesi dialettizzati invece dei termini italiani creati nel ventennio per combattere l'influenza straniera.
Insomma, quello svizzero è un laboratorio linguistico interessante cui guardare con interesse, e non certo con sufficienza puristica o con il sarcasmo di chi pensa di "parlare meglio"