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Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha accolto parte del ricorso presentato dalla Swisscom contro la decisione della Commissione della concorrenza (ComCo), che nel febbraio del 2007 aveva inflitto all’operatore una multa di 333 milioni di franchi per aver abusato della sua posizione dominante sul mercato.
L'inchiesta della Comco, partita nell'ottobre 2002 nei confronti di tutte e tre le società attive in Svizzera nelle chiamate via cellulare, si è concentrata sulle condizioni del mercato anteriori al 31 maggio 2005. In particolare sono state passate al setaccio le cosiddette tasse di terminazione, vale a dire gli importi che un operatore fattura ad un altro fornitore di prestazioni per l'inoltro di una chiamata sulla sua rete.
Secondo la commissione, Swisscom Mobile ha imposto "un prezzo inadeguato a sfavore dei clienti finali", fissando una tassa di 33,5 centesimi per minuto giudicata troppa elevata. Ha in pratica approfittato della sua posizione di forza, violando la legge sui cartelli.
Con la sentenza odierna, si legge in un comunicato dell'operatore di telefonia, il TAF conferma la posizione dominante della Swisscom sul mercato delle tariffe di terminazione, ma respinge tuttavia l’accusa di comportamento abusivo. La multa di 333 milioni di franchi viene così annullata.
swissinfo.ch e agenzie