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NEW YORK - Il presidente americano Donald Trump minaccia dazi ulteriori per 500 miliardi di dollari nel caso Pechino decida ritorsioni: Washington ha appena reso operativa la stretta da 34 miliardi su beni 'made in China', alla quale seguirà in due settimane quella aggiuntiva da 16 miliardi.
A bordo dell'Air Force One diretto in Montana per un appuntamento elettorale, il tycoon ha detto ai giornalisti al seguito di considerare, nel resoconto dei media americani, ulteriori dazi per 500 miliardi.
Prima «34 miliardi e dopo ci sono altri 16 miliardi in due settimane e poi, come sapete, altri 200 miliardi in sospeso e dopo ancora altri 300 miliardi in sospeso. Ok? Quindi abbiamo 50 più 200 più quasi 300», ha detto Trump.
Si tratta di giudizi che rafforzano i propositi di esclation di guerra commerciale con conseguenti effetti turbolenti a cascata sui mercati finanziari, azionari, valutari e delle materie prime, dalla soia al carbone.
La Cina ha detto che non avrebbe «sparato il primo colpo», assicurando che le contromisure sarebbero entrare in vigore a stretto giro dall'efficacia dei dazi Usa da 34 miliardi.
Tuttavia, nonostante il pesantissimo giudizio sulla mossa americana (un «atto di bullismo commerciale»), il ministero del Commercio cinese non ha ancora annunciato l'operatività delle contromisure.