Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01143.jsonl.gz/1229

BERNA - Le emissioni di gas serra in Svizzera nel 2018 si sono attestate a 46,4 milioni di tonnellate di CO2, in lieve diminuzione di 1,5 milioni di tonnellate rispetto all'anno precedente. Lo indica l'Inventario dei gas serra elaborato annualmente dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), i cui dati sono però pubblicati con circa un anno di ritardo.
Non abbastanza - Il calo registrato fra il 2017 e il 2018 (1,2 milioni di tonnellate su 1,5 milioni) è riconducibile soprattutto alla forte diminuzione nell'utilizzo di combustibili nel settore degli edifici in seguito all'inverno mite, indica in una nota odierna l'UFAM.
Sulla base dell'inventario del 2018, l'UFAM ritiene che la Confederazione - se le tendenze rimangono invariate - non coglierà l'obiettivo di riduzione delle emissioni secondo la legge sul CO2, pari a meno 20% entro il 2020 rispetto al 1990. Ieri le autorità elvetiche hanno inviato il rapporto al Segretario dell'ONU sui cambiamenti climatici. L'inventario presenta un quadro completo delle emissioni di gas serra della Svizzera regolamentate dal Protocollo di Kyoto.
Traffico - Le emissioni del settore del traffico sono state pari a 15 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti (CO2-eq) sia nel 2018, sia l'anno precedente e rappresentano l'1% in più rispetto al 1990. L'obiettivo di ridurre del 10% le emissioni entro il 2020 sembra irrealistico. «L'aggiunta di biocarburanti ha segnato un aumento marcato negli ultimi anni e nel 2018 ha superato nettamente la quota del 3% delle vendite di carburante», spiega l'UFAM, sottolineando che dal 2008 le emissioni sono in continuo calo soprattutto a causa della diminuzione dei «turisti del pieno» che varcano il confine per fare rifornimento. Inoltre, veicoli più efficienti consentono di ridurre le emissioni di CO2 al chilometro, ma tale tendenza positiva è annullata dall'aumento dei chilometri percorsi.
Industria: manca un punto percentuale - Nel 2018 le emissioni di gas serra del settore industriale sono state pari a 11,2 milioni di tonnellate di CO2-eq, con una flessione del 14% rispetto al 1990. Manca dunque un solo punto percentuale per cogliere l'obiettivo di riduzione del 15% entro il 2020, ma negli ultimi anni le relative emissioni segnano una stagnazione, avverte l'UFAM. La diminuzione è stata corretta retroattivamente (aggiungendo un aumento di circa 0,5 milioni di tonnellate), poiché una fonte di protossido d'azoto sconosciuta è stata individuata - e poi inserita nell'inventario dell'UFAM - nella produzione dell'azienda chimico-farmaceutica Lonza.
Edifici -Nel 2018 le emissioni di gas serra del settore degli edifici sono state pari a 11,2 milioni di tonnellate di CO2-eq, in diminuzione del 34% rispetto al 2020. L'obiettivo di riduzione è del 40% e probabilmente non verrà raggiunta, spiega l'UFAM. Nel 2018 si è registrato un calo importante (1,2 milioni di tonnellate) rispetto all'anno precedente, ma ciò è dovuto in gran parte all'inverno mite, il quale dimostra che gli edifici sono ancora in gran parte riscaldati con combustibili fossili. Una diminuzione si nota tuttavia grazie alla migliore efficienza energetica degli edifici e alla sostituzione di riscaldamenti a combustibili fossili e a gas con pompe di calore e impianti a energie rinnovabili. Il settore - se si esclude il calo dovuto all'inverno mite - presenta una riduzione delle emissioni di solo 0,3 milioni di tonnellate l'anno.
Agricoltura - Le emissioni del settore agricolo si attestano da quasi un ventennio a circa 6,7 milioni di tonnellate di CO2-eq. Rispetto al 1990 si nota una diminuzione di circa il 10% ma considerando questa decennale stagnazione «l'obiettivo di riduzione del 10% entro il 2020 non dovrebbe tuttavia essere raggiunto nemmeno in questo settore», sostiene l'UFAM. Dal primo gennaio 2019, tuttavia, il Protocollo di Montreal disciplina i 18 gas serra sintetici principali e la sua attuazione dovrebbe permettere nei prossimi anni una riduzione notevole delle emissioni.
Critiche dal WWF -I mancati obiettivi di riduzione da parte della Svizzera sono giudicati «inaccettabili» da parte del WWF, secondo cui la diminuzione delle emissioni avanza a ritmo di lumaca. Le emissioni, aggiungono, dovrebbero diminuire del 4% all'anno, mentre nel 2018 il dato si è attestato al 2%. «L'attuale legge sul CO2 non è stata sufficientemente attuata, il che ha contribuito al prevedibile mancato raggiungimento degli obiettivi», critica Patrick Hofstetter, specialista della protezione del clima presso il WWF, citato in una nota odierna dell'organizzazione. Secondo quest'ultima, la revisione totale della legge sul CO2 dovrebbe comprendere l'estensione della tassa sul CO2 a tutti i gas serra.
Le emissioni di gas serra in Svizzera nel 2018 si sono attestate a 46,4 milioni di tonnellate di CO2, in lieve diminuzione di 1,5 milioni di tonnellate rispetto all'anno precedente. Lo indica l'Inventario dei gas serra elaborato annualmente dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), i cui dati sono però pubblicati con circa un anno di ritardo.