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<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni si sono susseguiti diversi scandali finanziari dai quali la Svizzera non è stata risparmiata. I casi di una certa rilevanza hanno spesso un punto in comune: i grandi errori o le frodi provocano danni considerevoli per la popolazione svizzera, che di frequente è chiamata a pagare o a prendere provvedimenti, senza però trarne necessariamente gli stessi benefici quando gli istituti finanziari si trovano in una situazione favorevole. </p><p>Si giunge quindi alla semplice conclusione che in alcuni casi i rischi sono condivisi dalla popolazione tramite gli enti pubblici, mentre gli utili rimangono in mano ai proprietari delle imprese finanziarie che assumono i rischi. La FINMA è competente per la vigilanza di questo settore. Il recente scandalo che ha coinvolto una banca molto grande fa sorgere dei dubbi sul fatto che la FINMA abbia i mezzi, gli strumenti e le risorse necessari per valutare correttamente i rischi dei principali istituti finanziari. Se questi rischi hanno una componente che può avere un impatto negativo sulla collettività, diventa fondamentale disporre di un sistema che permetta di valutarli e ridurli. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande. </p><p>1. La FINMA ha i mezzi (finanziari e giuridici) necessari per considerare nel suo lavoro tutti i principali rischi a cui gli istituti finanziari possono esporre la popolazione o il nostro Paese? </p><p>2. La FINMA o un altro ente statale esegue analisi di scenario per valutare le conseguenze del verificarsi dei rischi con un impatto significativo? </p><p>3. Il Consiglio federale aveva pubblicato un rapporto secondo cui il rischio era considerato molto basso per il settore bancario ombra. In che modo e con quali strumenti esso valuta il rischio di questo settore e delle operazioni fuori bilancio? </p><p>4. Il Consiglio federale dispone di uno strumento che mostra tutti i rischi connessi alla piazza finanziaria e indica la probabilità che ognuno di essi si verifichi, come pure gli effetti negativi che questi rischi potrebbero avere per la popolazione? </p><p>- Se sì, lo sta realmente utilizzando?</p><p>- Se no, per quale motivo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il mandato della FINMA è proteggere i clienti del mercato finanziario e la funzionalità dei mercati finanziari. Per svolgere questo mandato in modo efficace ed efficiente, la FINMA persegue un approccio di vigilanza basato sui rischi. Da un lato, essa esercita un'intensa attività di vigilanza sugli assoggettati che presentano rischi elevati per via delle loro dimensioni, della loro complessità, del loro modello aziendale e della loro struttura dei rischi; dall'altro, concentra la sua attività di vigilanza su tematiche e settori di attività nei quali, sulla base delle sue analisi, individua rischi elevati. Questo approccio orientato ai rischi consente alla FINMA di tenere conto dei principali rischi ai quali è esposto il mercato finanziario e di affrontarli con i suoi strumenti di vigilanza. Tuttavia, anche con un'analisi dei rischi esaustiva non è realistico pensare di eliminarli tutti. Le perdite subite da taluni istituti o le crisi sistemiche non possono essere sempre evitate. Per questo motivo, la legislazione sui mercati finanziari richiede che gli istituti sottoposti a vigilanza (in particolare quelli di rilevanza sistemica) abbiano una forte capitalizzazione e sufficiente liquidità per attenuare le perdite e garantire la stabilità.</p><p>2. Nel quadro delle sue regolari valutazioni dei rischi, la FINMA analizza come la probabilità e le conseguenze di diversi rischi incidono sugli attori della piazza finanziaria svizzera e come varia la situazione dei rischi degli assoggettati alla vigilanza. Ogni anno la FINMA pubblica un rapporto sul monitoraggio dei rischi, il quale fornisce una visione d'insieme dei rischi più significativi per gli assoggettati alla vigilanza. Nel quadro della sua attività di vigilanza, la FINMA conduce anche stress test per valutare l'impatto su singoli istituti finanziari in casi estremi correlati al generale andamento dell'economia o ad ambiti particolari (ad es. il settore immobiliare o i tassi d'interesse). La FINMA effettua a cadenza regolare e in maniera sistematica questi test e discute regolarmente con il Consiglio federale, il Dipartimento federale delle finanze (DFF), la Banca nazionale svizzera (BNS) e i rappresentanti del settore finanziario in merito alla sua valutazione generale dei rischi.</p><p>Da parte sua, la BNS conduce stress test per valutare l'impatto sul settore bancario di scenari che implicano un forte peggioramento del contesto economico e delle condizioni sui mercati finanziari. Gli scenari si riferiscono in particolare a una grave recessione o a forti correzioni dei prezzi o del corso del cambio nei mercati azionari e immobiliari. I risultati sono condivisi con la FINMA; essi vengono poi descritti qualitativamente e pubblicati nel rapporto annuale sulla stabilità finanziaria.</p><p>3. Le conclusioni del rapporto a cui fa riferimento l'interpellanza sono ancora valide. Il rischio derivante dal settore non bancario svizzero è relativamente contenuto, dato che le attività rischiose sono piuttosto moderate rispetto a quelle del rimanente mercato finanziario. Nondimeno, come indicato anche nel rapporto, sussistono rischi elevati a causa delle complesse interdipendenze, spesso transfrontaliere, esistenti fra il settore non bancario estero e il settore bancario svizzero e l'economia reale. Il DFF, la FINMA e la BNS analizzano, sia a livello internazionale (ad es. in seno al Financial Stability Board, FSB) che a livello nazionale, i rischi di interdipendenze e valutano l'ipotesi di adottare misure prudenziali. L'analisi contempla tutti i rischi settoriali, anche quelli relativi alle interdipendenze. L'obiettivo è migliorare la protezione del sistema tramite un'analisi completa di dati e rischi.</p><p>4. Nel quadro della gestione dei rischi della Confederazione, il Consiglio federale riceve, a cadenza regolare, rapporti sul rischio di insolvenza degli istituti finanziari di rilevanza sistemica. Questi rapporti sono principalmente di carattere qualitativo. Le variazioni dei potenziali danni e della probabilità di insorgenza, ad esempio a seguito di progressi in materia di regolamentazione, sono oggetto di valutazioni che riguardano la totalità degli istituti di rilevanza sistemica. I rischi specifici degli istituti summenzionati non sono inclusi nel pertinente rapporto elaborato nel quadro della gestione dei rischi della Confederazione. Lo stesso vale per i rischi degli altri istituti finanziari nazionali o esteri. La vigilanza sui singoli istituti spetta alla FINMA (cfr. risposte alle domande 1. e 2.). In caso di crisi, lo scambio d'informazioni e il coordinamento tra il Consiglio federale e le autorità competenti per le questioni relative ai mercati finanziari sono garantiti da organi specifici (cfr. Memorandum of Understanding del 2.12.2019 concernente la collaborazione tripartita in materia di stabilità finanziaria e di regolamentazione dei mercati finanziari tra il DFF, la FINMA e la BNS).</p>  Risposta del Consiglio federale.