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ZURIGO - Il 2020 è stato un anno positivo per Denner: la catena di supermercati discount ha realizzato un fatturato di 3,8 miliardi di franchi, in progressione del 16% rispetto ai dodici mesi precedenti.
La crescita, definita notevole e superiore al mercato, viene attribuita in un comunicato odierno al costante orientamento della gamma di prodotti alle esigenze dei clienti, alla fitta rete di filiali e all'aumento del consumo interno dovuto alla pandemia.
Le 570 filiali di proprietà del gruppo hanno generato ricavi per 3,0 miliardi di franchi, mentre le 268 aziende partner di Denner hanno contribuito con 0,8 miliardi. In entrambi i casi l'aumento è stato di circa il 16%.
A causa del coronavirus è cambiato il comportamento d'acquisto: la frequenza dei clienti è diminuita leggermente (-0,4%), ma è stato effettuato un volume significativamente superiore di acquisti per volta. Il valore del paniere medio è aumentato del 16%.
Denner ha anche ampliato la sua rete di filiali: si sono aggiunte 16 nuove sedi. Tutto questo ha avuto un impatto anche sull'impiego: sono stati creati 479 nuovi posti di lavoro. «Durante l'impegnativo periodo del Covid i collaboratori hanno contribuito in modo decisivo a garantire l'approvvigionamento di base in Svizzera: Denner ha premiato questo notevole impegno con speciali bonus per tutti i dipendenti», scrivono i vertici nel comunicato.
Le origini di Denner sono da ricercare in un negozietto nato nel 1860, quando Heinrich Reiff-Schwarz fondò la ditta "Reiff-Schwarz, Mercerie und Spezereihandel". Nel 1881 fa il suo ingresso nelle società Cäsar Denner Reiff: sarà lui a dare il nome Denner all'entità. Nel dopoguerra arriva al timone Karl Schweri (1917-2001): sotto la sua guida l'impresa si impegnerà in una lotta decennale contro i cartelli del tabacco e della birra. Vengono lanciate anche iniziative popolari a favore dei consumatori. Nel 2007 Migros acquisisce il 70% di Denner, salendo al 100% alla fine del 2009.