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Falliti i negoziati patrocinati dagli Stati Uniti e portati avanti senza successo dall'inviato americano Jamal Benomar, i ribelli sciiti Houthi hanno oggi rotto gli indugi annunciando di aver sciolto il parlamento yemenita e di avere ormai il controllo del Paese.
I miliziani houthi avevano conquistato la capitale Sanaa già lo scorso settembre, dopo essere partiti da nord e aver preso il controllo, praticamente senza subire perdite di rilievo, di altre città strategiche.
Lo scorso gennaio il presidente Abed Rabbo Mansour Hadi e i membri del governo si erano dimessi e da allora sono, secondo quanto affermato dagli stessi miliziani, agli arresti domiciliari.
Un paio d'ore dopo la "dichiarazione di morte" del parlamento, gli houthi in un documento letto alla televisione di stato (da giorni nelle loro mani) hanno annunciato di aver formato un "Comitato Rivoluzionario" che assumerà le funzioni del governo.
Cercando di darsi una legittimazione politica, gli houthi hanno precisato che il Comitato è stato incaricato di formare un nuovo Parlamento di 551 membri e un consiglio presidenziale di cinque responsabili. Questo nuovo organismo sostituirà l'ormai ex presidente Abed Rabbo Mansour Hadi e il suo esecutivo per un periodo di transizione fissato in due anni.
Anche se ufficialmente i negoziati tra le varie forze politiche che in questi giorni non sono riuscite a trovare un'intesa dovrebbero ufficialmente riprendere domani, appare alquanto improbabile che la situazione lo consenta.
SDA-ATS