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Anche i localizzatori GPS, e non solamente le registrazioni sonore e visive, devono poter essere utilizzati per sorvegliare i beneficiari di una assicurazione sociale sospettati di abusi.
È l'opinione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità degli Stati, che ha mantenuto tale aspetto con 8 voti contro 5.
Con questa presa di posizione la commissione va contro quella che è l'idea del Consiglio federale, che si oppone al tracciamento GPS per garantire la protezione della personalità e la proporzionalità dell'ingerenza nella sfera privata.
Riguardo alla durata dell'osservazione, la commissione ha aderito all'unanimità alla proposta del governo volta a raddoppiare il periodo di 6 mesi durante il quale una persona può essere sorvegliata. In questo arco di tempo, la sorveglianza effettiva può andare avanti per 30 giorni al massimo.
La commissione sostiene inoltre che occorre disciplinare direttamente a livello di legge la norma per cui la competenza di disporre un'osservazione spetta a una persona con funzioni direttive nel settore delle prestazioni dell'ente assicurativo.
L'oggetto sarà trattato dal Consiglio degli Stati nella sessione invernale.
Nuove normative sul tema sono necessarie poiché a metà luglio il Tribunale federale (TF) ha stabilito che non esistono basi legali sufficientemente chiare e dettagliate che permettano di sorvegliare i beneficiari di una rendita AI.
SDA-ATS