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LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha confermato l'assoluzione di un tecnico per l'esplosione, avvenuta nel 2012, al caseificio di Charmey (FR), nella quale era morto un 33enne e altre quattro persone erano rimaste ferite. A provocare la deflagrazione era stato un suo subordinato.
In una sentenza pubblicata oggi, la Corte sostiene che il tecnico non ha violato i suoi obblighi, così come non avrebbe dovuto prendere ulteriori precauzioni nei confronti dei dipendenti che lavoravano al caseificio.
Nel marzo 2019, il giudice di polizia della Gruyère aveva condannato il tecnico e il suo sottoposto, riconosciuti colpevoli di omicidio colposo, lesioni gravi, incendio colposo ed esplosione colposa. Al superiore era stata comminata una sanzione di 270 aliquote giornaliere da 230 franchi, sospese per due anni, e una multa di 3000 franchi. Il secondo imputato era invece stato condannato a 180 aliquote giornaliere da 50 franchi sospese per due anni.
Un anno più tardi, tuttavia, il Tribunale cantonale friburghese ha confermato la condanna del dipendente, ma ha assolto il tecnico. Il sottoposto è stato inoltre costretto a versare un indennizzo nei confronti dei famigliari della vittima dell'esplosione.
L'incidente è avvenuto il 30 agosto del 2012 al caseificio La Tzintre di Charmey. Mentre erano in corso i lavori per l'installazione di un bruciatore a gas nella struttura, nei locali si è diffuso del gas. La deflagrazione è avvenuta dopo che il dipendente condannato si è acceso una sigaretta all'esterno, poco lontano.