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Dopo il Consiglio agli Stati, oggi anche il Nazionale ha accolto una mozione del senatore urano Josef Dittli (PLR) che incarica il governo di garantire il versamento del rincaro stimato per tutti i crediti quadro e d'impegno solo quando questo diventa effettivo.
I voti a favore sono risultati 133 e i contrari 55 (zero astenuti).
A nome della maggioranza della Commissione delle finanze, Jean-Pierre Grin (UDC/VD) ha messo in luce che "la situazione attuale ha comportato negli anni spese supplementari elevate e ingiustificate in relazione a diversi decreti finanziari pluriennali". La mozione è dunque un tentativo di mettere pressione sul governo per attuare un cambiamento e adottare un nuovo sistema per i crediti in settori quali ad esempio la cooperazione internazionale, la politica agricola, l'esercito e il traffico regionale.
Seguendo le raccomandazioni dell'esecutivo, una minoranza ha chiesto invece di respingere la proposta, ritenendo che complicherà i calcoli annuali dell'Amministrazione federale delle finanze. Secondo Philipp Hadorn (PS/SO), la mozione "gonfia la burocrazia e limita i margini di manovra del parlamento".
Il consigliere federale Ueli Maurer ha ribadito la posizione del governo. "Pur se a prima vista appare ragionevole, la proposta incontrerebbe difficoltà pratiche nei dibattiti alle Camere e impedirebbe di discutere caso per caso", ha dichiarato il "ministro". A suo avviso, sarebbero già state prese sufficienti misure per impedire in futuro scostamenti importanti tra rincaro presunto ed effettivo.
SDA-ATS