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"Uno per tutti, tutti per uno": il neopresidente della Confederazione Ueli Maurer ha ricordato questo slogan nella sua allocuzione di Capodanno. Nel suo discorso radiotelevisivo, registrato - in tedesco - nel Museo dei patti federali di Svitto, il consigliere federale ha invitato gli svizzeri a riflettere sulle loro origini e sulle loro radici.
Per Maurer, il messaggio principale contenuto nel Patto federale ha plasmato la società elvetica. In sintesi, il documento risalente al 1291 ci dice: "restiamo uniti e sosteniamoci a vicenda". Questa è la base "per la sicurezza e il benessere".
Per far passare il messaggio, il presidente della Confederazione ha fatto riferimento a una celebre frase dell'ex presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy ("non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese").
"La Comunità svizzera funziona soltanto se non smettiamo mai di domandarci che cosa possiamo fare per il nostro Paese. Ognuno secondo le sue possibilità e le sue forze", ha affermato Maurer. La Confederazione "alla lunga non potrà che disgregarsi se ci chiediamo soltanto che cosa può fare lo Stato per noi", ha aggiunto il consigliere federale.
In un discorso concluso con un "Viva la Svizzera", il presidente ha ricordato che "negli ultimi tempi la Svizzera è stata messa sempre più sotto pressione". "Nei prossimi mesi saremo nuovamente criticati da più parti", e ciò "non perché abbiamo fatto male qualcosa, ma perché abbiamo fatto meglio molte cose", ha sottolineato Maurer.
"Dobbiamo essere fieri dei traguardi che abbiamo raggiunto". Anche perché, ha ricordato il consigliere federale, "in tempi in cui Paesi non lontani da noi vivono situazioni sempre più difficili, la Svizzera sta bene".
Il presidente della Confederazione non ha poi mancato di augurare ai suoi concittadini "un anno nuovo in salute, fortuna e tutto il bene possibile". Maurer ha poi aggiunto di sperare "che il 2013 esaudisca i vostri desideri e vi riservi tante belle sorprese".
SDA-ATS