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Il celebre teologo svizzero è deceduto nella sua casa in Germania
TUBINGA - Lo svizzero Hans Küng, uno dei massimi teologi cattolici del XX secolo, è morto oggi a 93 anni nella sua casa di Tubinga, in Germania.
Lo rende noto la Fondazione Weltethos da lui creata nella stessa città tedesca. Spesso in contrasto con il Vaticano, era nato il 19 marzo 1928 a Sursee (LU) e nel 2013, a 85 anni, si era ritirato dalla vita pubblica. La sua critica verso le gerarchie vaticane gli erano costate l'insegnamento della teologia cattolica, ma gli erano valse grande popolarità. La sua principale attività è stato il progetto di etica planetaria, volto a promuovere la pace tra le culture e le religioni del mondo.
Il suo insegnamento
Küng è stato ordinato prete nel 1954. Docente per 36 anni, fino al pensionamento nel 1996, all'università Eberhard-Karl di Tubinga, il lucernese ha in particolare rimesso in questione il dogma dell'infallibilità papale. Roma gli aveva revocato la "missio canonica" (l'autorizzazione all'insegnamento della teologia cattolica) nel 1979. Küng è tuttavia rimasto professore: il suo istituto venne trasformato in facoltà, così che egli poté continuare a impartire corsi di teologia ecumenica.
Dopo aver studiato teologia alla Pontificia università gregoriana di Roma e ampliato la sua formazione alla Sorbona e all'Istituto cattolico di Parigi, Küng diventò professore a Tubinga e, nel 1962, fu nominato da papa Giovanni XXIII consulente teologico del Concilio ecumenico Vaticano II, il più giovane perito conciliare insieme a Joseph Ratzinger (poi papa Benedetto XVI), che ha conosciuto molto bene personalmente.
Basandosi sulla sua ricerca storico-teologica, Küng ha sostenuto una revisione delle strutture della Chiesa, ritenendole inadeguate per i tempi attuali. Sono state le sue critiche all'infallibilità papale a metterlo in rottura con la linea vaticana, rottura sfociata nella revoca della "missio canonica".
Le divergenze con il Vaticano
Successivamente si è espresso contro le posizioni romane in materia di morale sessuale, dell'ordinamento della Chiesa cattolica e anche del papato. Ha comunque continuato a vedere il futuro della Chiesa nell'impegno verso la direzione indicata da Giovanni XXIII e Paolo VI: dialogo e apertura alla società.
Si è battuto per l'abolizione del celibato dei parroci, contro il divieto di ordinare le donne prete e per l'accettazione della pianificazione famigliare.
L'opera della vita di Küng è la Fondazione Weltethos (etica planetaria), che il lucernese ha diretto fino al 2013. La struttura, che gode di ampio riconoscimento e diffusione (una sede svizzera è nata nel 1996), è uno dei frutti di un progetto tracciato in un'opera omonima pubblicata nel 1990.
La fondazione è impegnata a rafforzare la cooperazione tra le religioni mediante il riconoscimento dei loro valori comuni e a disegnare un codice di regole di comportamento universalmente condivise. Weltethos ha preparato la Dichiarazione per un'etica planetaria: un documento sottoscritto nel 1993 a Chicago dal Consiglio per un parlamento delle religioni del Mondo.
Otto volte dottore honoris causa, Küng è stato insignito di numerosi premi. In particolare l'Unione delle Chiese evangeliche di Germania gli ha conferito il premio Karl Barth nel 1992. I riconoscimenti gli sono stati conferiti soprattutto da università negli Usa e in Gran Bretagna.