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"Non c'è bisogno di essere istruiti per essere toccati, commossi ed eccitati dall'opera": in questa frase, detta ritirando un premio della Royal Philharmonic Society nel 2016, c'è tutta l'essenza del lavoro di Graham Vick, il regista d'opera inglese deceduto a Londra per complicazioni dovute al coronavirus dopo due settimane in terapia intensiva.
Il visionario regista d'opera aveva lavorato per i maggiori teatri del mondo. Avrebbe compiuto 68 anni il prossimo 30 dicembre.
A dare la notizia della morte il Teatro Regio della città emiliana a cui il decesso è stato comunicato dalle persone a lui più vicine, il coreografo Ron Howell e il suo manager.
Nel 1987 Vick fondò la Birmingham Opera Company, di cui è stato fino a ora direttore artistico, ma negli anni ha guidato anche manifestazioni internazionali come il Glyndebourne. Suo il Falstaff che ha riaperto dopo il restauro nel 1992 la Royal Opera House di Londra e tanti titoli che hanno fatto la storia della regia d'opera contemporanea: dal Ring al Massimo di Palermo, allo Stiffelio con gli artisti ad aggirarsi fra il pubblico in piedi al teatro Farnese di Parma, e tanti titoli alla Scala, al Met, di New York, alla Fenice.