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BERNA - Per l'UDC è meglio andare incontro a una sconfitta nelle elezioni federali piuttosto che adeguarsi alla moda del momento: lo afferma l'ex consigliere federale Christoph Blocher.
«Non abbiamo nulla contro il tema della protezione del clima», afferma il 78enne in un'intervista pubblicata dall'Aaraguer Zeitung e dalle testate consorelle. «Siamo però contrari a misure insensate, inutili, fatali e dispendiose, contemplative di orrende imposte, tasse e balzelli».
«Un'eventuale perdita di consenso elettorale non deve portarci a propugnare qualcosa di sbagliato», sostiene l'ex vicepresidente dell'UDC. «Churchill diceva che chi subisce una sconfitta lottando per qualcosa di giusto si rialza, mentre chi si uniforma e cede ha perso per sempre».
A chi pronostica una sconfitta democentrista nelle elezioni di ottobre Blocher risponde che lui stesso pensa di perdere prima di ogni appuntamento elettorale. Si tratta di aspettare per poi vedere. In tutti i casi «la questione del benessere della Svizzera è più importante di quella dei partiti».
Ecco perché quindi secondo l'ex ministro di giustizia (2004-2007) ed ex consigliere nazionale (1979-2003 e 2011-2014) occorre puntare su ciò che ha fatto grande la Svizzera, portandola per esempio ai vertici in materia di innovazione: la democrazia ("a fare le leggi sono i cittadini, non i politici") e il federalismo. L'accordo quadro con l'Ue agirebbe contro questo due pilastri, sostiene Blocher. «Distruggerebbe il segreto del successo elvetico: ecco perché è da respingere».
Il miliardario critica in particolare Operazione Libero, movimento politico che si definisce impegnato per una Svizzera aperta al mondo e orientata al futuro che si è impegnato con successo contro diverse iniziative. «Un'associazione di fautori dell'Ue, il cui compito è far credere di essere un'organizzazione di idealisti, della società civile», giudica Blocher.
«Visto che i manager delle aziende non sono più credibili agli occhi del popolo per rendere accettabile l'accordo quadro si prende gente giovane e non consumata, mettendo davanti possibilmente le giovani donne, che devono essere carine», argomenta il padre di quattro figli (tre femmine e un maschio). A suo avviso comunque la copresidente di Operazione Libero Flavia Kleiner propone solo «formule pseudoaccademiche, costruzioni intellettuali senza contenuto, senza anima, senza cuore, senza intuizione, nulla che arriva dalla realtà della vita: in questo noi difensori della Svizzera siamo in vantaggio».