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Le misure provvisorie prese nel 2009 per facilitare le esportazioni dopo la crisi finanziaria devono essere iscritte definitivamente nella legislazione. All'unanimità, il Nazionale ha dato oggi il via libera alla loro integrazione nell'offerta permanente dell'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE). Il dossier passa ora agli Stati.
Nel quadro delle misure contro la crisi, nel 2009 le autorità avevano introdotto temporaneamente tre nuovi strumenti: l'assicurazione del credito di fabbricazione, la garanzia sui bond e quella di rifinanziamento. Vista la grande richiesta da parte degli esportatori, le tre disposizioni provvisorie sono poi state prolungate fino alla fine del 2015, ed ora dovrebbero figurare definitivamente nella legislazione.
Questi tre strumenti hanno dato prova della loro utilità, hanno rilevato gli oratori di tutti i partiti. Essi contribuiscono a ottimizzare i costi delle operazioni di esportazione e favoriscono il mantenimento degli impieghi nella Confederazione. L'industria legata all'export è passata negli ultimi anni dal 45% al 52% del Prodotto interno lordo.
Questi strumenti di carattere pubblico intervengono a titolo sussidiario e fiancheggiatore alle assicurazioni private, a cui non fanno concorrenza, si è rallegrato il campo borghese. La revisione non genera inoltre costi supplementari per la Confederazione.
Sottolineando un'unità rara al Nazionale (se si pensa alla discussione di ieri concernente la legge sui cartelli), il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann ha a sua volta rilevato la necessità di sostenere la competitività svizzera all'estero. Circa 19'000 impieghi dipendono infatti dall'ASRE. Il consigliere federale ha pure ricordato che i principali beneficiari sono le piccole e medie imprese (PMI), che grazie ai provvedimenti adottati tra il 2009 e il 2012 hanno sostenuto circa l'80% delle loro esportazioni, per un valore di 4,4 miliardi di franchi.
La sinistra e i Verdi liberali avrebbero voluto completare il progetto affinché l'Assicurazione contro i rischi delle esportazioni fosse tenuta a rispettare i principi della politica estera svizzera, in particolare la cooperazione allo sviluppo, i diritti dell'uomo e la lotta contro la corruzione.
Questa precisione non è necessaria, ha sottolineato il ministro dell'economia. Questi punti hanno già una grande importanza in seno all'ASRE. L'assicurazione ha di recente rifiutato un progetto in Africa che non soddisfaceva le condizioni richieste in materia di diritti dell'uomo, ha precisato Schneider-Ammann. In seguito a queste rassicurazioni, la proposta è stata ritirata.
SDA-ATS