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La polizia ha sequestrato 24 chili di marijuana. Trovate pure 146 armi che possedeva senza i permessi
SAINT-SULPICE - Un coltivatore di canapa, accusato di infrazione grave alla Legge sugli stupefacenti e di quella sulla armi, è stato condannato a 24 mesi di carcere da un Tribunale neocastellano che ha accolto in toto la richiesta dell'accusa.
"L'imputato è colpevole di una forma aggravata di traffico per mestiere", ha detto la giudice Estelle Zwygart. La polizia ha sequestrato 24 chili di marijuana in 33 sacchi nella sua casa di St-Sulpice (NE) che avrebbero potuto essere venduti a un prezzo compreso tra i 3.000 e i 4.000 franchi al chilo.
Sono pure state ritrovate 146 armi che possedeva i senza permessi. L'imputato è "un appassionato che vorrebbe avere lo statuto di collezionista", ma è ben lontano dal soddisfare i criteri, data "la sua leggerezza sulla questione delle armi", ha sottolineato la giudice.
Secondo Estelle Zwygart la condizionale non sarebbe stata adeguata visto che "non è un novizio e non ha mai messo in dubbio il suo operato". Come rimarcato dall'accusa, l'uomo aveva anche antecedenti poiché era già stato condannato nel 2005 a 27 mesi di prigione, sempre per un caso legato alla marijuana.
A differenza del Ministero pubblico, la giudice non ha ritenuto la circostanza aggravante della banda. La giardiniera incaricata dell'irrigazione delle piante credeva di avere a che fare con canapa legale a base di CBD ed è stata assolta.
Per il terzo coimputato la giudice ha riconosciuto l'esistenza di dubbi. Soldi, alcune delle attrezzature e 32 piante di marijuana sono state trovate nella sua proprietà in Francia. L'imputato, che all'epoca dei fatti aveva 30 anni e che non si è presentato in aula perché bloccato nelle Filippine, è stato condannato a 10 mesi di carcere, sospesi per due anni.
Nell'ottobre 2018, la polizia neocastellana aveva scoperto una coltivazione di canapa indoor in diversi siti a St-Sulpice (NE) e sequestrato 837 piante. Alcuni dei campioni analizzati avevano un livello di THC, il principio attivo, circa il 10%, altri erano vicini all'1%. In sua difesa, il principale imputato ha sostenuto che voleva coltivare semi per produrre cannabis legale (CBD), ma che era ancora all'inizio dell'operazione.
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