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Scatta giovedì sera, con la sfida tra i campioni in carica dei Los Angeles Rams e i Buffalo Bills, la stagione 2022 della National Football League. Una stagione che si concluderà il 12 febbraio 2023 a Glendale (Arizona) con il Super Bowl numero 57 e che parte nel segno di un equilibrio mai visto negli ultimi decenni. Secondo gli analisti di Nfl.com, la grande favorita per alzare al cielo il Vince Lombardi Trophy è Buffalo che in un sondaggio interno si è accaparrata 12 voti, più del doppio dei 5 assegnati ai Los Angeles Chargers, con altre sei squadre che non sono andate al di là delle tre preferenze.
In effetti, Buffalo sembra costruita su misura per arrivare fino in fondo a una stagione che potrebbe essere la più intensa e spettacolare da molto tempo a questa parte. Possiede un quarterback (Josh Allen) letteralmente esploso nelle ultime due stagioni, dopo un inizio di carriera tutt’altro che convincente, un parco ricevitori nel quale spicca Stefon Diggs, ha draftato un runner di razza in James Cook e possiede una difesa completa e aggressiva (lo scorso anno la numero uno in quasi tutte le statistiche) alla quale ha aggiunto un cavallo di razza come Vonn Miller. In finale, Buffalo è arrivata quattro volte tra il 1990 e il 1993 ed è sempre uscita sconfitta. Il 2022 potrebbe essere l’anno giusto per sfatare il tabù. Sean McDermott ha in mano tutte le carte per il successo, starà a lui giocarle bene sul tavolo verde del "gridiron".
I mesi di off season hanno rivoluzionato molte franchigie grazie a free agency e "trade" che hanno visto un viavai di pezzi da novanta da una squadra all’altra. Qualche nome vale la pena farlo: Russell Wilson da Seattle a Denver, Baker Mayfield da Cleveland a Carolina, Deshaun Watson da Houston a Cleveland (ma sarà squalificato per le prime 11 giornate), Matt Ryan da Atlanta a Indianapolis, Carson Wentz da Philadelphia a Washington per quanto riguarda i quarterback; Tyreek Hill da Kansas City a Miami, Davante Adams da Green Bay a Las Vegas, Amari Cooper da Dallas a Cleveland, Marquise Brown da Baltimore ad Arizona, A.J. Brown da Tennessee a Philadelphia, Allen Robinson da Chicago a Los Angeles sponda Rams tra i ricevitori… E nell’elenco abbiamo inserito soltanto due ruoli d’attacco, senza nemmeno prendere in considerazione la difesa…
Rispetto allo scorso anno, dunque, ci si può aspettare una Nfl rivoluzionata nelle sue certezze. Le sorprese, in positivo e in negativo, saranno all’ordine del giorno. Anche perché in un campionato di appena 17 partite, bastano un paio di sconfitte di troppo per vedersi tagliati fuori anche dai playoff. Non è sufficiente, insomma, una stagione vincente (con record positivo) per essere sicuri di accedere alla post season.
Se i Bills appaiono come una certezza sulla quale puntare per la Afc, per la Nfc il discorso è più aperto. In lotta ci sarà sicuramente Green Bay con Aaron Rodgers (38 anni) dietro al centro, ma privato del suo bersaglio preferito (Davante Adams). Campione due anni fa, Tampa Bay ripresenta una squadra poco cambiata (ma attenzione all’infortunio del centro Ryan Jensen) e guidata ancora una volta dal veterano per eccellenza Tom Brady (45 anni!), il cui ritiro, annunciato al termine dell’ultima stagione, è durato appena qualche settimana. Da non sottovalutare, ovviamente, i Los Angeles Rams anche se nella Nfl due stagioni vincenti consecutive sono merce assai rara (ci sono riusciti Green Bay, Miami, Pittsburgh due volte, San Francisco, Dallas, Denver e New England. Mai nessuno ha fatto tripletta). Attesi al varco anche San Francisco (ma Trey Lance dovrà esplodere nel suo secondo anno da pro) e Philadelphia (per Jalen Hurst vale lo stesso discorso fatto per Lance).
Negli ultimi due anni il titolo è andato alla Ncf, quest’anno tuttavia – almeno sulla carta – la Afc sembra messa meglio. Cincinnati ha tutta l’intenzione di vendicare la sconfitta nell’ultimo Super Bowl e ha rafforzato la linea d’attacco per proteggere Joe Burrow e permettergli di distribuire palloni a un terzetto di ricevitori tra i migliori della lega (Ja’Marr Chase, Tyler Boyd, Tee Higgins). Los Angeles Chargers (Justin Herbert), Las Vegas (David Carr con Davante Adams), Denver (Russell Wilson) e Kansas City (Patrick Mahomes, ma senza Tyreek Hill) sono tutti pretendenti in una Afc West tra le più forti division di tutti i tempi. E poi ci sono gli outsider come Indianapolis e, soprattutto, Miami che con Hill, Jaylen Waddle, Chase Edmonds e Raheem Mostert possiede un attacco forse più adatto alla velocità pura nell’atletica che a un campo da football. La franchigia più a sud della Nfl, con l’arrivo del nuovo coach Mike McDaniel e con la voglia di rivincita del quarterback Tua Tagovailoa (negli ultimi due anni ha dovuto incassare le pesanti critiche, quasi sempre ingiustificate, di buona parte degli addetti ai lavori, oltre agli insulti di una marea di "haters") potrebbe rappresentare la vera sorpresa della Afc. Ma i tifosi faranno bene ad andarci con i piedi di piombo: dal ritiro di Dan Marino (2000), a Miami le sorprese sono state quasi tutte brutte…
La prima giornata propone immediatamente una serie di appuntamenti suggestivi. Innanzitutto, Baker Mayfield esordirà con la maglia di Carolina contro Cleveland, la squadra che lo ha scaricato per far posto a Deshaun Watson; Seattle, invece, ritroverà con il casco dei Broncos quel Russell Wilson che aveva condotto i Seahawks alla vittoria del Super Bowl nella stagione 2013-14; infine, Las Vegas e LA Chargers ricominceranno da dove avevano finito, da una sfida diretta che alla 18ª e ultima giornata dello scorso campionato aveva sancito, con la sconfitta all’overtime contro i Raiders, l’eliminazione dei californiani dalla corsa ai playoff.