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BERNA - Le misure di risparmio fissate dalla Confederazione toccheranno anche i politecnici federali, il cui budget si ridurrà di 90 milioni dall'anno tra il 2018 e il 2020. Secondo Martin Vetterli, presidente del Politecnico di Losanna (EPFL), questi provvedimenti sono «molto difficili da gestire».
«La logica del stop&go è deleteria per il funzionamento della formazione, della ricerca e dell'innovazione» dichiara Vetterli in un'intervista odierna all'Agefi.
A inizio anno sarebbero infatti stati attribuiti ulteriori fondi destinati a nuove sfide. «Il budget è stato aumentato di 160 milioni, abbiamo dunque lanciato nuovi progetti, tra cui un centro di competenza di "data sciences" e un nuovo programma di master. Sei mesi più tardi Berna ci chiede di tagliare 90 milioni. È difficilmente gestibile» commenta Vetterli, alla testa del Politecnico federale di Losanna da 100 giorni.
Sempre secondo Vetterli, l'EPFL «ha un buon impegno pubblico per la formazione e la ricerca», tuttavia ora dovrà far fronte a nuove sfide, in particolare «saper utilizzare nel modo adeguato i finanziamenti che ci vengono concessi». Il politecnico di Losanna ha anche una «grande responsabilità nell'aiuto al tessuto economico», ma per assolvere i propri compiti una costanza di budget è necessaria, afferma Vetterli.
Un secondo punto su cui è intervenuto il presidente dell'EPFL è la localizzazione del Consiglio dei PF a Zurigo, che non sarebbe «elvetico-compatibile». La struttura dovrebbe infatti essere basata a Berna, come lo stesso Vetterli avrebbe richiesto. Un'istituzione federale dovrebbe infatti trovarsi in un terreno neutro e vicino alla scena politica. «Se quando ero a capo del Fondo Nazionale Svizzero a Berna avessi chiesto di spostarlo a Ginevra, si sarebbe sollevata l'indignazione generale», afferma nell'intervista Vetterli.
Interrogato sulle collaborazione tra politecnico e mondo economico, Vetterli considera buone le relazioni, ma rileva ancora un buon potenziale di miglioramento. Secondo il presidente dell'EPFL, le PMI basate unicamente in Svizzera non hanno sempre percezione delle mutazioni del lavoro. In particolare nel settore dei trasporti, con un chiaro riferimento all'arrivo di Uber.