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In una telefonata su un treno
Un ufficiale dell'Esercito insulta Cassis e Amherd e rivela dei segreti
Su un treno affollato tra Berna e Zurigo, un funzionario dello Stato maggiore dell'Esercito svizzero parla ad alta voce al telefono delle valutazioni sulla situazione in Ucraina e fa commenti poco lusinghieri sui consiglieri federali Amherd e Cassis. Il Dipartimento federale della difesa (DDPS) valuta provvedimenti.
Un alto collaboratore dello Stato maggiore dell'Esercito svizzero sale su un treno che collega Berna e Zurigo, super affollato vista l'ora di punta, e inconsapevolmente si siede accanto a un giornalista.
L'uomo si mette a lavorare in silezio sul proprio laptop. Almeno fino a quando non riceve una chiamata, durante la quale parla così forte da poter essere sentito «anche nei posti di fronte, dietro e dall'altra parte del corridoio», come riportano i giornali di CH Media.
L'ufficiale parla con un conoscente e dice che «dal nostro punto di vista» Putin non sta agendo in modo irrazionale. A suo avviso, il capo del Cremlino ha corso un rischio prevedibile con la strategia infruttuosa per rimuovere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E presume che il presidente russo ascolti i consulenti e possa adattare la strategia alle mutevoli condizioni.
Amherd e Cassis descritti come «figure deboli»
Successivamente, l'ufficiale svizzero avrebbe insultato la ministra della difesa Viola Amherd e il ministro degli Esteri Ignazio Cassis, che descrive come «figure deboli» che «strisciano in una boccia di neve» nella crisi.
La conversazione continua con un'offerta che chi ha chiamato vuole fare al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). L'ufficiale dà suggerimenti su come questa dovrebbe essere strutturata e suggerisce al suo interlocutore: «Devi dire brevemente e precisamente perché ha bisogno di te. Spiega anche che la persona di contatto alla SIC è coperta dal lavoro».
Gli uomini parlano quindi del contatto presso la SIC e del suo indirizzo e-mail e il chiamante chiede se può fare riferimento all'ufficiale. Ma quest'ultimo gli risponde che preferisce di no. Sebbene il nome e altre informazioni della persona della SIC siano omessi nella conversazione, il giornalista di CH-Media può ricostruire dalle informazioni fornite che probabilmente deve trattarsi di Christian Dussey, ossia il nuovo direttore del servizio di intelligence da inizio aprile.
L'ufficiale rischia fino al licenziamento immediato
La telefonata si conclude, ma poco dopo squilla di nuovo il cellulare dell'ufficiale. Questa volta, l'uomo parla apertamente di una conversazione avuta con Christian Lanz, l'addetto alla difesa svizzero a Stoccolma. Dice come è venuto a conoscenza da Lanz delle discussioni in corso in Finlandia e Svezia sull'adesione alla NATO e spiega che utilizzerà le informazioni per creare un rapporto per Pälvi Pulli, il principale consulente per la sicurezza del Consiglio federale.
L'incidente potrebbe avere gravi conseguenze per l'ufficiale «chiacchierone». «Se il comportamento descritto è vero, sono avvenute varie violazioni di regole che sono intollerabili», ha detto a CH Media il portavoce dell'esercito Daniel Reist. Allo stesso modo, sono inaccettabili le affermazioni negative, espresse in pubblico, sui propri superiori da parte di un dipendente.
Nei confronti dell'uomo è già stato avviato un interrogatorio formale. Successivamente potrebbe venire disposta un'indagine disciplinare o presi provvedimenti. Questi potrebbero andare da un avvertimento fino al licenziamento immediato. Secondo Reist, la presunzione di innocenza si applica fino alla conclusione dell'indagine. Inoltre, non è stato ancora chiarito se l'ufficiale abbia rivelato informazioni segrete.