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Nelle sue risoluzioni, il Consiglio di sicurezza dell'ONU deve insistere di più sulla protezione dei civili durante i conflitti. L'appello è stato lanciato mercoledì a New York dall'ambasciatore svizzero alle Nazioni Unite Peter Maurer.
La Svizzera è profondamente scioccata per il numero di vittime civili nel conflitto israelo-palestinese, ha dichiarato Maurer. La maggioranza delle vittime nella Striscia di Gaza sono donne e bambini, ha ricordato.
La Svizzera lancia un appello alle due parti perché mettano fine immediatamente alle ostilità e rispettino il diritto internazionale, che impone una distinzione tra obiettivi militari e obiettivi civili durante un conflitto. In caso di attacco, la risposta deve essere proporzionata, ha ammonito il diplomatico svizzero.
Lanciata il 27 dicembre per mettere fine al lancio di razzi palestinesi verso il sud di Israele, l'operazione militare dello stato ebraico nella Striscia di Gaza ha fatto più di 1000 morti, stando a fonti palestinesi. I bambini deceduti a causa del conflitto sarebbero varie centinaia.
Peter Maurer ha inoltre espresso soddisfazione per la risoluzione su Gaza adottata giovedì scorso dal Consiglio di sicurezza. Il testo chiede un cessate il fuoco immediato nel territorio palestinese. L'ambasciatore si è però deluso che il documento non imponga esplicitamente il rispetto della convenzione di Ginevra, di cui la Svizzera è lo stato depositario.
Maurer ha anche raccomandato di non dimenticare la popolazione civile coinvolta in altri conflitti, per esempio nella Repubblica democratica del Congo, nel Darfur e nello Sri Lanka.