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<h2>SubmittedText<h2><p>L'affluenza di studenti stranieri nelle nostre università non cessa di aumentare. Tra il 2000 e il 2009 il loro numero è raddoppiato, passando da 19 700 a 40 300. Questo fenomeno è dovuto segnatamente al fatto che la Svizzera non prevede esigenze particolari per i cicli di studio master, per cui numerosi studenti titolari di un bachelor che non sarebbero stati ammessi in università straniere vengono in Svizzera. Il numero elevato di studenti stranieri porta i nostri istituti universitari ai limiti delle loro capacità in termini di logistica e personale, causando inoltre costi considerevoli. Secondo le stime della "NZZ am Sonntag" i costi di formazione per gli studenti stranieri sono ammontati nel 2008 a circa 560 milioni di franchi. In molti cantoni sono già stati presentati interventi parlamentari con i quali si chiedono provvedimenti volti a contrastare quest'evoluzione. In questo contesto invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Negli ultimi cinque anni, qual è stata l'evoluzione del numero di studenti stranieri e dei relativi costi nei politecnici federali di Zurigo e Losanna?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a introdurre, nei due politecnici federali, esami d'ammissione o contingenti per gli studenti stranieri, in particolare per i titolari di un bachelor, al fine di preservare la qualità dell'insegnamento, garantire i posti per gli studenti svizzeri e ridurre i costi? Sarebbe parimenti disposto ad aumentare le tasse universitarie, sia soltanto per gli studenti stranieri sia per tutti gli studenti?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto ad addossare interamente agli studenti stranieri i costi da essi cagionati, sistema già applicato nelle università americane e inglesi? In caso negativo, sarebbe disposto a rivedere le tasse universitarie previste per gli studenti stranieri in modo tale che il loro importo corrisponda almeno a quello versato dai Cantoni non universitari per gli studenti delle rispettive specializzazioni?</p><p>4. La futura legge federale sull'aiuto alle scuole universitarie e sul coordinamento nel settore universitario svizzero (LASU) dovrà permettere di formulare raccomandazioni sulla riscossione delle tasse universitarie. Oltre ad accompagnare la legge, il Consiglio federale intende proporre misure supplementari per i politecnici federali, o ha già istituito corrispondenti gruppi di lavoro?</p><p>5. Come si presenta la situazione per quanto concerne le altre università, parimenti finanziate in gran parte dalla Confederazione? Quali misure sono previste in questo ambito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale desidera anzitutto far notare che considera l'internazionalità delle scuole universitarie svizzere un fattore di successo. Gli studenti stranieri capaci che hanno ottenuto la loro formazione preliminare all'estero e che sino a prima di iniziare gli studi nel nostro Paese erano domiciliati all'estero rappresentano un arricchimento per i nostri corsi di studio e una riserva potenziale di manodopera qualificata per la Svizzera. Ciò premesso, è opportuno in questa sede precisarne il numero in base alla scuola universitaria (politecnico federale, università cantonale, scuola universitaria professionale) e al livello di studio (licenza/diploma, bachelor, master, dottorato). Sull'insieme delle scuole universitarie e a tutti i livelli di studio, il loro numero era di 15 925 nel 2000 e 32 842 nel 2009. Limitatamente ai due politecnici federali e alle dieci università cantonali, invece, il loro numero era di 13 987 nel 2000 e 26 867 nel 2009.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole che il numero di studenti stranieri è notevolmente cresciuto, soprattutto in determinate facoltà al livello di master, e che questo afflusso pone ad alcune delle nostre scuole universitarie una grande sfida in termini di capacità di accoglienza e di garanzia della qualità. Il Consiglio federale preferisce tuttavia evitare l'espressione fortemente connotata di "Ansturm" (assalto), in quanto non corrisponde alla realtà. In adempimento del postulato Bischofberger 10.3764 accolto il 2 dicembre 2010 dal Consiglio degli Stati, il Consiglio federale si pronuncerà in maniera dettagliata su questo tema. Risponde come segue alle domande poste nell'interpellanza:</p><p>1. Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel 2005 gli iscritti al Politecnico federale di Zurigo (PFZ) in una formazione di base (bachelor, master, diploma) erano 9204, di cui 729 (7,9 per cento) studenti stranieri scolarizzati all'estero. Nel 2009 gli studenti iscritti alla formazione di base al PFZ erano 11 190, di cui 2108 (18,8 per cento) studenti stranieri scolarizzati all'estero. Al Politecnico federale di Losanna (PFL), nel 2005 erano iscritti alla formazione di base 4543 studenti, di cui 1049 stranieri scolarizzati all'estero (23,1 per cento). Nel 2009, il PFL contava 5107 studenti nella formazione di base, di cui 1418 stranieri scolarizzati all'estero (27,8 per cento).</p><p>Un'affluenza particolare è stata registrata nei cicli di studio master. Secondo le informazioni fornite dal Consiglio dei PF, nel 2010 si erano candidati per un master al PFZ e al PFL rispettivamente 2302 e 1698 studenti titolari di un bachelor non conseguito nei PF. Circa il 90 per cento di questi candidati provenivano dall'estero, ma solo una debole percentuale di questi studenti scolarizzati all'estero hanno iniziato effettivamente gli studi di master: 22 per cento al PFZ e 12 per cento al PFL. La proporzione degli studenti stranieri scolarizzati all'estero sulla totalità degli studenti di livello master è risultata del 25 per cento al PFZ e del 22 per cento al PFL.</p><p>Per il 2005, i costi dell'insegnamento per tutti gli studenti nella formazione di base sono ammontati a 234,5 milioni di franchi al PFZ e 117,2 milioni di franchi al PFL. Nel 2009, i costi complessivi erano di 287,4 milioni al PFZ e di 137,9 milioni di franchi al PFL. Ammettendo un costo medio unitario per studente, i costi generati dagli studenti stranieri scolarizzati all'estero ammonterebbero a 18,6 milioni (2005) e 54,1 milioni (2009) per il PFZ e a 27,1 milioni (2005) e 38,3 milioni di franchi (2009) per il PFL. Essendo tuttavia i costi di un modulo d'insegnamento influenzati solo marginalmente dal numero di studenti che lo seguono, non è possibile concludere che le cifre indicate per gli studenti stranieri scolarizzati all'estero sarebbero state economizzate se nessuno studente straniero avesse studiato nei nostri PF.</p><p>2./3. Se l'elevato livello di qualità degli studi nei PF venisse messo in pericolo, tutte le opzioni menzionate dovrebbero essere prese in considerazione. Il Consiglio federale ritiene che le eventuali misure dovrebbero mirare ad assicurare la qualità dell'insegnamento. Una maggiorazione delle tasse solleverebbe inoltre questioni di fondo sul finanziamento degli studi universitari. L'analisi dovrebbe prendere in considerazione una maggiore differenziazione delle tasse tra studenti indigeni e studenti stranieri scolarizzati all'estero. Il Consiglio dei PF, organo di direzione strategica e di sorveglianza nominato dal Consiglio federale nel settore dei PF, ha esaminato il fenomeno dell'afflusso di studenti stranieri nei cicli di studio master dal punto di vista della capacità di accoglienza e della garanzia della qualità. Basandosi su questa analisi, il Consiglio federale prevede di redigere un avamprogetto di modifica della legge sui PF da sottoporre al Parlamento eventualmente nel quadro del messaggio ERI 2013-2016.</p><p>4. La futura legge federale sull'aiuto alle scuole universitarie e sul coordinamento nel settore universitario svizzero (LASU), oltre a creare la base giuridica per emanare raccomandazioni sulle tasse, darà la possibilità di tener conto dell'evoluzione della situazione degli studenti stranieri a livello nazionale nel contesto della pianificazione finanziaria comune e della definizione delle priorità fissate dalla Confederazione e dai cantoni. Un incontro per discutere questi temi avrà luogo già nella primavera 2011 con la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione e con la Conferenza universitaria svizzera (CUS). Il Consiglio federale segue attentamente l'evoluzione del problema delle tasse universitarie. Poiché il Consiglio dei PF lavora intensamente pure sulla questione degli studenti stranieri scolarizzati all'estero, non appare necessario costituire nuovi gruppi di lavoro.</p><p>5. Il numero degli studenti stranieri scolarizzati all'estero e la loro proporzione sul totale degli studenti varia fortemente da una scuola universitaria all'altra. Differenze notevoli si osservano anche tra i livelli di studio e le facoltà. La Confederazione rispetta l'autonomia delle scuole universitarie e dei cantoni che ne sono responsabili. Spetta a loro prendere eventuali iniziative. Sul piano nazionale, tali questioni sono studiate nel quadro della CUS e della Conferenza dei rettori delle università svizzere.</p>  Risposta del Consiglio federale.