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BERNA - Un sì alla deduzione fiscale delle spese per la cura dei figli da parte di terzi costituisce un sì alla valorizzazione della donna e alla conciliabilità tra vita familiare e professionale. Ne è convinto un comitato interpartitico borghese che ha tenuto stamane una conferenza stampa a Berna in vista della votazione federale del prossimo 27 settembre.
Genitori che hanno un impiego altamente qualificato con un importante carico di lavoro sono attualmente penalizzati dallo Stato in tre maniere: a causa dell'imposizione progressiva, per le tariffe elevate degli asili nido e per la soglia della deduzione delle spese per la cura dei bambini, sottolinea il comitato che invita a votare sì alla modifica della Legge sull'imposta federale diretta.
A suo avviso, non è sorprendente che tali genitori vengano spesso dissuasi dall'aumentare ancora il loro tempo di lavoro. Ciò vale in particolare per le madri altamente qualificate. L'incremento della deduzione per i figli risponde a questo problema e contribuisce alla promozione delle donne, rilevano rappresentanti di PLR, UDC, Giovani PPD e dell'Unione svizzera delle arti e mestieri.
Contro la modifica della legge è stato lanciato un referendum dalla sinistra. Ma neppure la destra è unanime. A inizio agosto un comitato composto di PLR e Verdi liberali ha criticato la riforma che provocherà perdite fiscali importanti, stimate in 370 milioni di franchi.