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09.12.2002
Giornale del Popolo

«I diritti popolari non si toccano»
Confederazione. Il PS boccia le riforme di Posta e contributi cantonali - Grande festa per Calmy-Rey.
LIESTAL (BL) (Ats) - Il partito socialista invita a respingere la revisione dei diritti popolari, mentre approva la legge urgente sul finanziamento dei contributi cantonali alle cure stazionarie. Le raccomandazioni di voto sui due temi sottoposti al popolo il 9 febbraio 2003 sono state espresse sabato a Liestal (BL) dall'assemblea dei delegati, che ha fra l'altro accolto calorosamente la neoletta consigliera federale Micheline Calmy-Rey. Votata pure una risoluzione che chiede al Consiglio federale di garantire servizi postali di qualità.
Il consigliere nazionale zurighese Andreas Gross ha convinto i presenti: il progetto di revisione dei diritti popolari, un tempo ambizioso, si è ridotto al solo nuovo strumento dell'iniziativa popolare generica: 100mila cittadini potranno chiedere in forma generale una modifica costituzionale o legislativa, che il parlamento elaborerebbe poi in forma concreta. Secondo Gross il limite di 100mila firme è troppo alto.
La sezione grigionese del PS ha proposto di lasciare libertà di voto, sostenendo che la riforma non porta ad una diminuzione dei diritti popolari e non rappresenta quindi un terreno su cui il partito deve impegnarsi a fondo: le limitate risorse andrebbero impiegate meglio per altre votazioni, per esempio quella sull'energia atomica. Ma l'assemblea ha optato a larga maggioranza per un "no" secco.
I delegati hanno poi dato il loro assenso alla "legge federale urgente sull'adeguamento dei contributi cantonali per le cure stazionarie all'interno dei Cantoni": la presidente Christane Brunner ha detto che se l'oggetto fosse respinto in votazione aumenterebbero le imposte in tutti i cantoni. La legge fa seguito a una sentenza del Tribunale federale del novembre 2001, che impone ai Cantoni di partecipare al finanziamento delle prestazioni obbligatorie di pazienti con un'assicurazione complementare. Un'applicazione rigida di questa decisione obbligherebbe i Cantoni a versare alle casse malattia 700 milioni di franchi all'anno. La normativa in votazione propone un'attuazione a tappe. Contro questa soluzione si è scagliata la cassa malattia Assura, che ha lanciato con successo il referendum a cui il PS ha aderito.
Ben più acceso è stato invece il dibattito sulla riforma della Posta. L'assemblea ha adottato una risoluzione che chiede di garantire servizi di qualità, migliorando le condizioni politiche quadro. Si domanda al Consiglio federale di rinunciare a ridurre il limite di peso degli invii su cui la Posta ha il monopolio, di imporre subito tasse di concessione ai concorrenti e di garantire pagamenti federali delle prestazioni che il gigante giallo offre alla comunità, nel caso in cui l'azienda dovesse trovarsi in difficoltà finanziarie. Non sono mancate le critiche al consigliere federale Moritz Leuenberger. Invece di estendere la concorrenza sarebbe meglio coordinare il servizio pubblico a livello europeo, ha detto un delegato. I Giovani socialisti hanno inutilmente tentato di far passare l'idea di iscrivere nella legge il numero dei centri di smistamento e la loro ubicazione. Anche il tentativo di togliere la fiducia ai vertici della Posta, esigendo le dimissioni del direttore generale del gigante giallo Ulrich Gygi (invitato a lasciare l'azienda o il PS) nonché il ritiro del presidente del consiglio di amministrazione Anton Menth ha trovato consensi limitati. La maggioranza si è schierata con la linea moderata della presidente Christiane Brunner, secondo cui il PS non è un partito che ama far rotolare le teste.
Da parte sua Leuenberger ha ricordato che il popolo domanda anche maggiore efficienza. Un cambiamento strutturale è a suo avviso necessario, poiché imposto dall'evoluzione delle abitudini e dall'introduzione di nuovi mezzi di comunicazione, in vista dell'apertura del mercato europeo.
L'assemblea si è aperta in un'atmosfera di grande soddisfazione per il modo in cui è stata gestita la successione di Ruth Dreifuss. La neo consigliera federale Micheline Calmy-Rey è stata accolta da uno scroscio di applausi e i 173 delegati si sono alzati in piedi al suo arrivo nella sala. Nel suo discorso Calmy-Rey si è espressa per una politica vicina al popolo, non per questo però populista. La ginevrina ha detto di voler lavorare per risolvere i problemi quotidiani della gente, anche se non ha pronte soluzioni-miracolo.
Andreas Gross
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