Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/138593

<h2>SubmittedText<h2><p>Sullo sfondo dei diversi progetti pendenti in relazione all'accordo con l'UE sulla libera circolazione delle persone (ALC), chiedo al Consiglio federale di rendere note le seguenti cifre:</p><p>1. Il bilancio delle assicurazioni sociali (secondo le voci AVS/AI/PC, AD e aiuto sociale) prima dell'entrata in vigore dell'ALC:</p><p>a. per la popolazione svizzera e</p><p>b. per gli immigrati provenienti dagli Stati dell'UE.</p><p>2. Il bilancio attuale delle assicurazioni sociali (secondo le voci AVS/AI/PC, AD e aiuto sociale):</p><p>a. per la popolazione svizzera e</p><p>b. per gli immigrati provenienti dagli Stati dell'UE.</p><p>3. Il bilancio delle assicurazioni sociali (secondo le voci AVS/AI/PC, AD e aiuto sociale) previsto per i prossimi cinque anni:</p><p>a. per la popolazione svizzera e</p><p>b. per gli immigrati provenienti dagli Stati dell'UE.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 2003, in collaborazione con l'Ufficio federale della migrazione, l'Ufficio federale di statistica e l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, la Segreteria di Stato dell'economia pubblica un rapporto annuale sugli effetti dell'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). Dove i dati lo permettono, presenta una distinta delle entrate contributive e delle prestazioni erogate di diversi sistemi della sicurezza sociale secondo la nazionalità dei contribuenti e dei beneficiari.</p><p>1. Nel 2001, l'anno precedente l'entrata in vigore degli accordi bilaterali, i contributi sul reddito, che coprivano un po' più del 60 per cento delle uscite complessive dei sistemi AVS/AI/PC, erano versati per il 75,2 per cento dagli Svizzeri e per il 18,5 per cento dai cittadini dell'UE/AELS. Lo stesso anno, i cittadini svizzeri beneficiavano dell'83,6 per cento delle prestazioni (rendite e provvedimenti d'integrazione), i cittadini dell'UE/AELS del 12,6 per cento. Per quanto riguarda l'assicurazione contro la disoccupazione (AD), il 73,8 per cento dei contributi sul reddito era versato da cittadini svizzeri, il 19,5 per cento da cittadini dell'UE/AELS. I cittadini svizzeri beneficiavano del 58,3 per cento delle indennità giornaliere, i cittadini dell'UE/AELS del 18,8 per cento. Prima dell'entrata in vigore degli accordi bilaterali e fino al 2005, non esisteva alcuna statistica nazionale dell'aiuto sociale.</p><p>2. Secondo gli ultimi dati statistici disponibili (del 2010 per i redditi, del 2012 per le prestazioni), i contributi sul reddito, che coprivano quasi due terzi delle uscite complessive dei sistemi AVS/AI/PC, erano versati per il 72,8 per cento dagli Svizzeri e per il 22 per cento dai cittadini dell'UE/AELS. I cittadini svizzeri beneficiavano del 79,5 per cento delle prestazioni (rendite e provvedimenti d'integrazione), i cittadini dell'UE/AELS del 15,1 per cento. Per quanto riguarda l'AD, il 71,7 per cento dei contributi sul reddito era versato da cittadini svizzeri, il 22,8 per cento da cittadini dell'UE/AELS. Nel 2010 i cittadini svizzeri beneficiavano del 59,2 per cento delle indennità giornaliere, i cittadini dell'UE/AELS del 23,2 per cento. Per l'aiuto sociale, interamente finanziato dagli enti pubblici, non può essere eseguito lo stesso confronto. Si constata tuttavia che nel 2011, l'ultima annata statistica disponibile, tra i cittadini dell'UE/AELS il tasso di beneficiari dell'aiuto sociale (2,9 per cento) era superiore a quello della popolazione svizzera (2,1 per cento), ma inferiore alla media nazionale (3 per cento).</p><p>Nel complesso si possono trarre le conclusioni seguenti: l'immigrazione dall'UE/AELS ha rallentato l'invecchiamento della popolazione, sgravando così le assicurazioni sociali finanziate secondo il principio di ripartizione. Inoltre, gli immigrati provenienti dall'UE/AELS, ben retribuiti, contribuiscono al primo pilastro più di quanto non ne beneficino e sono quindi contribuenti netti. Il timore che l'ALC avrebbe condotto ad un massiccio aumento dei beneficiari di rendite AI provenienti dall'UE/AELS si è rivelato infondato.</p><p>3. Salvo eventi eccezionali (p. es. un'improvvisa, grave crisi economica), nei prossimi cinque anni i dati odierni non dovrebbero cambiare di molto. Da questo punto di vista infatti, la maggior parte dei sistemi sociali è caratterizzata da una significativa inerzia strutturale.</p><p>Per quanto riguarda l'AD, va segnalato che nei prossimi anni continueranno ad essere riscossi contributi salariali per i frontalieri. Dal 2012 tuttavia, l'AD svizzera finanzia una parte delle prestazioni versate nello Stato di domicilio ai frontalieri divenuti disoccupati. Si tratta di una regolamentazione più vantaggiosa rispetto a quella vigente fino al 2009, che prevedeva la restituzione di tutti i contributi AD dei frontalieri.</p>  Risposta del Consiglio federale.