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Nel corso degli ultimi anni, il cambiamento climatico ha colpito in pieno l’Artide, la regione circostante il Polo Nord, ma questo non significa che l’emisfero nord avrà un inverno mite.
Da un articolo del 25 novembre 2016 dal portale Science Alert – Un nuovo studio mostra che il vortice polare si sposta e che vi saranno inverni più lunghi sulla costa est degli Stati Uniti e in diverse parti d’Europa, con temperature eccezionalmente fredde attese attorno a marzo 2017.
Il vortice polare è la zona di aria fredda che gira attorno all’Artide nei mesi invernali. Quando parti di questo vortice si rompono e si disperdono, possono causare anomale condizioni di freddo verso la fine dell’inverno e all’inizio della primavera nell’emisfero nord.
Era già successo all’inizio del 2014, con eventi meteorologici estremi nel nord degli Stati Uniti e nel Canada.
In realtà, i vortici polari sono due : il vortice polare stratosferico, che si trova nelle quote più alte dell’atmosfera, a circa 19’800 metri di altitudine, e il vortice polare troposferico, che si trova più in basso, tra i 5’000 e i 9’000 metri sopra la superficie terrestre.
Di solito, quando i meteorologi parlano del vortice polare si riferiscono alla troposfera, invece il nuovo studio ha esaminato il vortice polare stratosferico, che può avere effetti più importanti. L’esame di dati satellitari degli ultimi 30 anni ha mostrato che il vortice polare stratosferico si è progressivamente spostato verso l’Europa, indebolendosi.
Un vortice polare più debole non significa temperature più calde, ma un vortice che si spezza più facilmente e queste spaccature sono la causa della fuoriuscita dell’aria fredda alla fine dell’înverno.
Lo studio ha anche rivelato che lo spostamento del vortice verso l’Europa è strettamente legato alla diminuzione della copertura del ghiaccio nel mare dell’Antartide, in particolare nel Mare di Barents-Kara e all’aumento della copertura nevosa sul continente europeo e in alcune parti dell’Asia.