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Il medicinale è usato per la malattia di Wilson
NEW YORK - Anche i farmaci generici possono avere costi spropositati. Lo dimostra la vicenda paradossale di un farmaco già oggetto di polemiche negli Usa per l'aumento deciso nel 2015 dall'azienda produttrice, che lo aveva fatto salire da 652 a 21mila dollari in 5 anni. Il trientine hydrochloride è usato per la malattia di Wilson.
Un'altra azienda aveva annunciato la produzione di una versione generica, che però vende a 18.375 dollari per una bottiglia di 100 pillole. Il prezzo offerto da Teva Pharmaceuticals in questo caso è 28 volte più alto di quello che aveva nel 2010 e ovviamente ha lasciato scontenti i malati. Il medicinale in questione, come segnala il New York Times, è stato messo a punto negli anni '60 per questa malattia rara e la sua vicenda ricorda altre simili, come quella che vede oggetto le EpiPen, il dispositivo per iniettarsi l'epinefrina in caso di shock anafilattico, il cui prezzo è salito del 400% in pochi anni, e di un altro per la cura delle infezioni parassitarie, cresciuto in una notte da 13.50 dollari la pillola a 750.
Recentemente l'agenzia regolatoria dei farmaci, la Food and Drug Administration (Fda), aveva pubblicato una lista dei farmaci a brevetto scaduto che non hanno versioni generiche, proprio per stimolare la competizione da parte delle aziende, anche se il risultato in questo caso ha scontentato i malati.
"I generici funzionano se ci sono più concorrenti - rileva l'analista David Maris -. Quando sono pochi e il farmaco serve per pochi pazienti, come nel caso della malattia di Wilson, l'azienda cerca di aumentare i suoi profitti più che può".