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Oltre a incidere pesantemente sui risultati semestrali, la crisi del coronavirus ha spinto Kudelski a ricorrere in modo massiccio al lavoro ridotto. Il gruppo specializzato nelle soluzioni informatiche ed elettroniche per la televisione a pagamento ha annunciato che da inizio anno si contano 489 equivalenti a tempo pieno in meno.
L'azienda ha così diminuito gli effettivi impiegati del 14% tra fine dicembre 2019 e fine giugno 2020, si legge in una nota odierna. La società ha sede a Cheseaux-sur-Lausanne (VD), ma è presente in tutto il mondo e ha pure un quartier generale negli Usa, più precisamente a Phoenix, Arizona.
Come detto, la pandemia ha notevolmente influito sugli affari di Kudelski, che ha registrato un fatturato in ribasso del 20,1% su base annua a 320,1 milioni di dollari (292,8 milioni di franchi). Il primo semestre è stato archiviato con una perdita netta di 27,1 milioni, un deficit peggiore di quello accusato dodici mesi fa, ovvero 20,4 milioni.
Sensibile calo anche per il risultato operativo Ebitda, sceso da 15,5 a 4,9 milioni. In generale, le cifre sono nettamente inferiori alle previsioni formulate dagli analisti interrogati dall'agenzia finanziaria AWP. Questi ipotizzavano un volume d'affari nell'ordine di 384 milioni e addirittura un utile di 0,9 milioni.
Per il prosieguo dell'esercizio il gruppo romando si aspetta una progressione dei ricavi legati alla tv digitale, la sua più grande divisione. L'azienda ha comunque dovuto correggere il tiro riguardo ai numeri annuali: per esempio prima puntava a un Ebitda fra i 70 e i 90 milioni, mentre ora giudica più realistico che esso si situi nella forbice 45-55.