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Aveva già ottenuto luce verde dal suo Comune e dal Cantone. Ma poi ha commesso l’errore di circolare a 70 km/h su una strada dove solitamente il limite di velocità è di 70 km/h, ma a causa di un cantiere era stato abbassato a 40. Così una 61enne britannica, che vive nel canton Vaud dal lontano 1982, ha visto sfumare il sogno di ottenere il passaporto rossocrociato.
La vicenda, che emerge da una recente sentenza del Tribunale amministrativo federale, dimostra ancora una volta la severità di Via Sicura. L’infrazione, commessa dalla donna poche settimane prima che la Sem si chinasse sul suo caso, è infatti stata giudicata una violazione grave delle regole della circolazione stradale. È stata punita con una pena pecuniaria di sessanta aliquote giornaliere sospese per tre anni nonché una multa di 2’280 franchi. Ed è stata considerata dalla Sem un’infrazione di una gravità tale da impedire la naturalizzazione della richiedente.
A nulla sono valse le motivazioni addotte dalla donna, che nel suo ricorso ha sostenuto di non aver mai messo in pericolo nessuno. Ha inoltre sottolineato che la segnalazione del cantiere era stata posta in modo irregolare, tanto che come lei erano stati numerosi gli automobilisti a incappare nel medesimo errore. “Non ho mai avuto l’intenzione di violare l’ordine giuridico svizzero” ha spiegato.
Ma il Taf non ha voluto sentire ragioni e ha confermato la decisione della Sem. “Poco importa - si legge nella sentenza - se, a parte questa infrazione, la donna possa vantare un comportamento esemplare nonché l’assenza di una volontà deliberata di violare l’ordine giuridico svizzero (…). La condanna subita dalla ricorrente durante il suo soggiorno in Svizzera costituisce un ostacolo al rilascio dell’autorizzazione federale di naturalizzazione”.
La 61enne britannica potrà comunque riprovare a chiedere il passaporto svizzero ma dovrà aspettare la scadenza dei tre anni di condizionale e, ovviamente, non commettere più alcuna infrazione.