Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/177232

<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito a catastrofi naturali, siano esse di origine umana o naturale (p. es. guerre, terremoti, carestie, ecc.), gli Stati si sentono tradizionalmente obbligati, in occasione di conferenze dei Paesi donatori, a diminuire le sofferenze delle persone colpite con contributi finanziari. A una tale conferenza tenutasi alla fine di aprile 2017 a Ginevra, la Svizzera ha ad esempio promesso di sostenere le persone in situazione di necessità nello Yemen con un importo di 14 milioni di franchi. Complessivamente, gli Stati che hanno partecipato alla conferenza si sono impegnati ad aiutare la popolazione yemenita con 1,1 miliardi di franchi. In proposito si pongono le domande seguenti:</p><p>1. A quali conferenze dei Paesi donatori la Svizzera ha promesso aiuti finanziari negli ultimi dieci anni? Per quale importo?</p><p>2. Questi fondi sono stati prelevati dal budget ordinario dell'aiuto allo sviluppo o è stato necessario approvare finanziamenti supplementari straordinari?</p><p>3. A quanto ammontavano i costi complessivi delle delegazioni svizzere e i costi d'organizzazione delle conferenze, se sono state organizzate dalla Svizzera?</p><p>4. Quali Stati hanno promesso sostegni finanziari nel corso delle conferenze in cui anche la Svizzera ha assunto obblighi negli ultimi dieci anni e quali somme sono state versate da ognuno di questi Stati?</p><p>Le cifre richieste devono essere indicate in franchi svizzeri sotto forma di tabella, suddivise per conferenza, Stato partecipante (distinguendo in questo caso tra i pagamenti promessi e quelli effettivamente versati), costi delle delegazioni svizzere e costi d'organizzazione delle conferenze, se sono state organizzate dalla Svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera è uno degli Stati più attivi nell'ambito dell'aiuto umanitario internazionale: è presente negli organi direttivi delle più importanti organizzazioni multilaterali e s'impegna affinché le loro risorse possano essere impiegate in modo efficace ed efficiente per salvare vite umane e attenuare le sofferenze delle popolazioni che si trovano in una situazione di emergenza. Il nostro Paese offre inoltre il suo sostegno alle Nazioni Unite per la raccolta di mezzi finanziari supplementari, organizzando ad esempio conferenze di Paesi donatori su temi umanitari. In quanto centro umanitario internazionale Ginevra garantisce alla Svizzera un'influenza supplementare in questo ambito. Poiché il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non dispone di tutte le informazioni sulle promesse di pagamento e i versamenti effettivi dei Paesi coinvolti negli ultimi dieci anni, le risposte alle domande 1 e 4 si basano su esempi attuali.</p><p>1. Considerato l'aumento massiccio dei bisogni umanitari in questi ultimi anni, le conferenze dei Paesi donatori sono strumenti efficaci per richiamare l'attenzione della comunità degli Stati e dell'opinione pubblica sulle crisi umanitarie e per ottenere aiuti finanziari. Le conferenze dei Paesi donatori servono inoltre a definire priorità comuni, a coordinare l'aiuto dei diversi donatori e a discutere questioni politiche importanti, ad esempio come garantire l'accesso alle persone in difficoltà. La Svizzera è rappresentata anche alle conferenze dei Paesi donatori, in occasione delle quali stanzia i contributi annui minimi che prevede di impegnare in un determinato contesto umanitario. A titolo di esempio, in occasione delle ultime quattro conferenze dei Paesi donatori per la Siria, la Svizzera ha stanziato i seguenti importi: nel 2014, 30 milioni di franchi (importo effettivo: 55 milioni); nel 2015, 50 milioni di franchi (importo effettivo: 75 milioni); nel 2016, 50 milioni di franchi (importo effettivo: come previsto); nel 2017, 66 milioni di franchi. Sempre in occasione di conferenze dei Paesi donatori la Svizzera nel 2017 ha assunto inoltre altri impegni finanziari, in particolare a favore della regione del Lago Ciad (21 milioni di franchi) e dello Yemen (14 milioni di franchi).</p><p>2. Gli importi accordati dalla Svizzera in occasione delle conferenze dei Paesi donatori sono in linea di principio a carico del bilancio ordinario dell'aiuto umanitario e del Corpo svizzero di aiuto umanitario della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del DFAE. A questi importi si possono aggiungere eventuali crediti supplementari che il Parlamento può approvare su proposta del Consiglio federale in caso di crisi e catastrofi umanitarie di portata eccezionale, come è avvenuto nel 2014 e nel 2015 per il conflitto siriano e la crisi dei rifugiati. I contributi complessivi versati nel 2014 e nel 2015 hanno dunque superato gli importi promessi in occasione delle conferenze dei Paesi donatori (cfr. la risposta al punto 1).</p><p>3. Le delegazioni svizzere alle conferenze dei Paesi donatori sono composte da un numero ristretto di persone. I costi totali per il viaggio e l'alloggio sul luogo delle conferenze si situano nel segmento inferiore di un importo a quattro cifre. Anche i costi di viaggio sono a carico del bilancio ordinario del DFAE. I costi di una conferenza organizzata dalla Svizzera possono essere stimati prendendo come esempio la conferenza per lo Yemen del 25 aprile 2017. Quest'ultima è stata organizzata assieme alla Svezia su domanda del segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e si è tenuta nei locali delle Nazioni Unite a Ginevra. I costi per la conferenza sono complessivamente ammontati a 67 426 franchi. Nel corso della conferenza le promesse di donazioni a favore della popolazione in difficoltà dello Yemen hanno raggiunto gli 1,1 miliardi di dollari americani. Sarà così possibile far fronte alle esigenze umanitarie in questo Paese non solo nella misura dell'8 per cento, come è stato il caso finora, ma del 50 per cento. La Svizzera ha coperto la metà dei costi della conferenza, pari a 33 713 franchi, mentre dell'altra metà si è fatta carico la Svezia. A questo scopo il nostro Paese ha attinto al contributo finanziario di 14 milioni di franchi stanziato per l'aiuto umanitario nello Yemen. La conferenza dei Paesi donatori ha permesso di richiamare l'attenzione della comunità internazionale sull'ampiezza della crisi umanitaria nello Yemen e di accrescere nettamente i mezzi finanziari destinati a fronteggiarla.</p><p>4. La Svizzera si impegna in maniera rigorosa affinché i contributi promessi siano effettivamente versati. Per questo esorta regolarmente la comunità internazionale a mantenere gli impegni presi. Nel caso della conferenza per lo Yemen, il nostro Paese si assocerà così alla Svezia per ricordare ai Paesi donatori le promesse fatte. Della somma totale di 1,1 miliardi annunciata, il 7 giugno 2017 erano già stati versati 612 milioni di dollari (pari al 56 per cento; la DSC dispone di una lista dettagliata). Questo risultato si spiega segnatamente con il fatto che una parte dei fondi non è versata allo Yemen Humanitarian Pooled Fund dell'ONU, ma pianificata e impiegata direttamente sul posto con i partner dell'aiuto umanitario. In tal modo i tempi si allungano. Per questo motivo la Svizzera il 7 giugno aveva versato unicamente il 63,7 per cento del contributo promesso per il 2017.</p><p>Spesso la comunità internazionale finisce per impegnare più fondi nell'aiuto umanitario di quanto promesso nel corso delle conferenze dei Paesi donatori. Un anno dopo la conferenza sulla Siria del 4 febbraio 2016 a Londra, 8 miliardi di dollari americani erano stati destinati alla popolazione in difficoltà in questo Paese e negli Stati vicini. In questo modo è stato superato di 2 miliardi l'importo globale raggiunto nel corso della conferenza. Anche la Svizzera ha versato contributi supplementari (cfr. risposta al punto 1).</p><p>La Svizzera garantisce il versamento completo dei contributi promessi. Malgrado la capacità delle conferenze degli Stati donatori di mobilitare la comunità internazionale, i fondi destinati a far fronte ai bisogni umanitari restano insufficienti in diversi scenari di crisi. Dei 22 miliardi di dollari americani necessari per finanziare il solo lavoro umanitario delle Nazioni Unite nel 2016, solo la metà ha potuto essere finanziata. In Gambia, in Libia "Flash Appeal", in Honduras, nella Repubblica Centrafricana "Regional Refugee Response Plan" e in Mauritania secondo l'ONU i fondi disponibili non coprono nemmeno un quarto del fabbisogno. Molte persone in difficoltà non hanno pertanto potuto essere aiutate in maniera adeguata. È quanto emerge dalle cifre presentate dall'ONU (<a href="http://unocha.org/stateofaid">http://unocha.org/stateofaid</a> &gt; Previous Appeals &gt; Global Humanitarian Overview 2017, pag. 11).</p>  Risposta del Consiglio federale.