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FRIBURGO - Il tribunale cantonale friburghese ha respinto un ricorso contro la campagna vaccinale cantonale rivolta ai giovani, che potranno quindi continuare a farsi immunizzare contro il coronavirus anche senza il consenso dei genitori. Per i giudici, richiedere il beneplacito di madre e padre violerebbe la Convenzione sui diritti dell'infanzia delle Nazioni Unite.
La posizione dei giudici - In una sentenza pubblicata su Internet e riportata oggi dal quotidiano La Liberté, i giudici cantonali ammettono che la vaccinazione è un intervento medico che costituisce un attacco all'integrità fisica di una persona, cosa che implica il consenso del paziente. Ma secondo la giurisprudenza, un minore, se capace di discernimento, è perfettamente in grado di prendere da solo una decisione in merito.
«Richiedendo che i bambini tra i 12 e i 15 anni debbano chiedere il consenso dei loro genitori per essere vaccinati, i ricorrenti tentano di privare i ragazzi di un diritto che rivendicano per se stessi», osserva il tribunale. Ciò violerebbe in particolare la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia.
Il caso concreto - Nel caso concreto, un ragazzo è capace di discernimento quanto i suoi genitori poiché non ha bisogno di conoscenze scientifiche per determinarsi, ma è sufficiente «capire che la possibilità di essere vaccinati si basa su una procedura statale riconosciuta e su riflessioni condotte da specialisti della salute». Il minore può inoltre prendere conoscenza delle conclusioni di queste riflessioni nonché degli effetti collaterali. Viene poi informato dal personale che compie la vaccinazione, scrive il tribunale.
Quanto alle critiche nei confronti del vaccino RNA messaggero di Pfizer-Biontech, i giudici cantonali ricordano ch'esso è stato autorizzato per adolescenti dai 12 ai 15 anni dopo una procedura condotta dall'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic.
Il pensiero dei ricorrenti - I giudici ricordano inoltre che la decisione cantonale impugnata dai due ricorrenti si basa sull'applicazione di una raccomandazione federale. Non costituisce un obbligo di vaccinazione.
I due genitori chiedevano la fine della campagna vaccinale per i minorenni nel canton Friburgo, sostenendo che i giovani corrono solo un minimo rischio per la salute in caso d'infezione da Covid-19, il che non giustifica la loro esposizione a potenziali effetti collaterali del vaccino. Hanno anche affermato di non accettare che le loro figlie possano farsi vaccinare senza il loro consenso.
La sentenza non è definitiva. Può essere impugnata davanti al tribunale federale.
Il tribunale cantonale friburghese ha respinto un ricorso contro la campagna vaccinale cantonale rivolta ai giovani, che potranno quindi continuare a farsi immunizzare contro il coronavirus anche senza il consenso dei genitori. Per i giudici, richiedere il beneplacito di madre e padre violerebbe la Convenzione sui diritti dell'infanzia delle Nazioni Unite.