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<h2>SubmittedText<h2><p>Il rapporto finale del PNR 64 sui nanomateriali sottolinea le opportunità offerte da questa tecnologia, ma constata anche che: "Nel contempo il PNR 64 mostra tuttavia chiaramente - ed è altrettanto importante - dove continuano a esserci lacune nelle conoscenze e dove sono necessarie ulteriori ricerche." Innovazione a lungo termine e ricerca nel campo della sicurezza devono andare di pari passo, continua il rapporto.</p><p>Sono già in commercio nanomateriali che presentano rischi. Bisogna colmare quanto prima le lacune nelle conoscenze e regolamentare i rischi. Secondo il professor Peter Gehr, presidente del PNR 64, mancano studi a lungo termine riguardanti gli effetti delle nanoparticelle sul corpo e sull'ambiente. Sono poco studiate anche la loro trasmissione lungo la catena alimentare attraverso gli organismi presenti nell'ambiente o le possibili reazioni del suolo e dei microorganismi in esso contenuti ai nanomateriali usati in agricoltura.</p><p>"Se nel prossimo futuro saranno messi sul mercato mezzi di produzione contenenti nanoparticelle, le autorità competenti in materia di autorizzazioni si troveranno di fronte a veri e propri rompicapi", si legge a questo proposito nel rapporto finale.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il rapporto finale nota che c'è ancora molto da fare sul piano della ricerca e della regolamentazione. I ricercatori ritengono che sia dovere della politica intervenire. Esiste una tabella di marcia per quanto riguarda le fasi successive, le competenze e le priorità?</p><p>2. Esiste un calendario e sono definite le competenze per affrontare gli interrogativi più urgenti, in particolare:</p><p>a. un riesame delle nanoparticelle di biossido di silicio già ampiamente utilizzate negli alimenti come additivo alimentare (E 551) e che secondo il PNR 64 influiscono sul sistema immunitario dell'intestino e possono causare infiammazioni delle cellule epiteliali intestinali? </p><p>b. accertamenti sui rischi potenziali delle nanoparticelle di argento liberate da prodotti destinati al pubblico e che possono interferire con le funzioni cellulari?</p><p>c. i nanotubi sono più resistenti di quanto non si supponesse. Quali misure normative e di produzione ne derivano?</p><p>3. Secondo il PNR 64 è compito della politica sviluppare metodi standard riconosciuti a livello internazionale per la valutazione dei rischi e dispositivi per effettuare i test richiesti prima che si possa passare alla commercializzazione. Come si prevede di impostare la cooperazione internazionale e di recepire nel diritto svizzero le norme internazionali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La ricerca sui nanomateriali rappresenta un tema strategico per la Svizzera, come testimonia il polo di ricerca nazionale intitolato "Nanoscienze", lanciato dal Consiglio federale già nel 2001. Il Consiglio federale riconosce inoltre l'importanza della salute e dell'ambiente in relazione all'impiego dei nanomateriali. Per questo motivo, nel 2009 ha avviato il programma nazionale di ricerca (PNR 64) intitolato "Opportunità e rischi dei nanomateriali". Nel suo rapporto finale il PNR 64 mette in evidenza vari aspetti dei nanomateriali e delle loro interazioni con gli organismi viventi e l'ambiente. I risultati mostrano nel contempo le opportunità offerte dai nanomateriali, per esempio nell'ambito della medicina, e gli eventuali rischi per l'uomo e per l'ambiente. Sulla base di queste considerazioni si possono formulare le seguenti risposte:</p><p>1. Benché il polo di ricerca nazionale "nanoscienze" e in particolare il PNR 64 siano formalmente conclusi, i gruppi coinvolti nei relativi progetti continuano le loro ricerche grazie ad altre forme di sostegno, per esempio nel quadro del finanziamento di progetti del FNS, in modo da continuare a estendere le conoscenze sui manomateriali e sul loro impiego sicuro.</p><p>Nel 2008 il Consiglio federale ha adottato il piano d'azione Nanomateriali di sintesi che definisce i lavori necessari per garantire un utilizzo sicuro dei nanomateriali. I lavori di attuazione sono in corso e continueranno fino al 2019.</p><p>Per quanto riguarda la regolamentazione, fa fede il diritto vigente e sono già state apportate modifiche. Non è prevista l'elaborazione di una legge specifica sui nanomateriali, se necessario verranno effettuate modifiche a livello di ordinanza.</p><p>La priorità consiste nel promuovere l'utilizzo sicuro dei nanomateriali. A questo scopo, un gruppo di lavoro sostenuto dalla Confederazione (Segretariato di stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione, in coordinamento con l'Ufficio federale della sanità pubblica, UFSP) sta attualmente mettendo a punto una piattaforma per lo scambio di conoscenze. La piattaforma metterà in contatto esperti e le PMI che desiderano informarsi sull'uso senza rischi dei nanomateriali. Vista la varietà dei nanomateriali esistenti, saranno proposte anche formazioni specifiche.</p><p>2. L'impatto di determinati nanomateriali sugli organismi è già noto, mentre altri sono ancora oggetto di studio.</p><p>a. Il PNR 64 ha messo in evidenza alcuni effetti negativi del biossido di silicio sulle cellule intestinali dei topi. Gli effetti sull'essere umano dovranno essere ulteriormente studiati. L'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sta attualmente valutando i rischi legati all'impiego del biossido di silicio nei prodotti alimentari. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) finanzia alcuni progetti di ricerca e di monitoraggio sul biossido di silicio nelle derrate alimentari e segue gli sviluppi in materia a livello europeo.</p><p>b. Le nanoparticelle d'argento sono utilizzate per la loro funzione antimicrobica. Queste sostanze nella loro forma "nano" sono attualmente esaminate nel quadro del programma di riesame dell'Unione europea sui prodotti biocidi.</p><p>c. Il Consiglio federale deciderà alla fine dell'anno in merito a una revisione dell'ordinanza sui prodotti chimici (OPChim; 813.11) che riguarda anche i nanotubi. La revisione prevede tra l'altro che i nanotubi biopersistenti di dimensioni superiori ai 5 micrometri debbano essere dichiarati.</p><p>3. La valutazione e la caratterizzazione dei nanomateriali richiedono un impegno internazionale ed è per questo che la Svizzera, tramite l'UFSP e l'USAV, partecipa ai lavori dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) nonché a quelli dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e dell'Organizzazione internazionale per la normazione (ISO) per l'adozione di standard in materia. Al momento di una modifica della legislazione svizzera vengono inoltre considerati gli sviluppi all'estero, in particolare nell'Unione europea. La legge tiene conto delle direttive e delle raccomandazioni riconosciute a livello internazionale, in particolare di quelle dell'Unione europea.</p>  Risposta del Consiglio federale.