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In occasione del cinquecentenario della morte di William Shakespeare, il corso presenterà la sintesi degli studi che dalla fine dell’Ottocento hanno consentito, in area anglosassone, lo sviluppo di una “nuova scienza” del testo, la textual bibliography, componente ormai imprescindibile della storia del libro qual è praticata, tra l’altro, nel corso di Bibliografia e Storia del libro dell’ISI. Si tratterà, insomma, di riflettere sulla storia di una disciplina che fu definita da uno dei suoi fondatori come “lo studio dei libri come manufatti, che esamina i materiali che li compongono e la maniera in cui essi sono stati assemblati, identificandone il loro luogo di origine, le modalità della loro produzione e le avventure che hanno conosciuto in seguito” (Walter Gregg. The function of bibliography in literary criticism illustrated in a study of the text of King Lear, «Neophilologus», vol. 18 (1933).
La textual bibliography, sorta di archeologia del libro, nacque come campo autonomo tra le discipline filologiche a partire dallo studio delle edizioni dei testi teatrali dell’epoca Tudor e Stuart, in particolare di quelli di Shakespeare ma anche di Ben Jonson, Christopher Marlowe, Thomas Middleton o Thomas Nash, di cui non ci sono pervenuti testi autografi. Il centenario shakespeariano fornirà dunque l’occasione di analizzare le caratteristiche dell’edizione teatrale della prima età moderna, e di alcuni dei testi – dello stesso Shakespeare, di Calderon de La Barca, Jean Racine o Carlo Goldoni - che sono ancora oggi tra i più rappresentati sulle scene di tutto il mondo.
I fondatori inglesi dell’analytical bibliography, Alfred Pollard (1859-1944), Ronald MacKerrow (1872-1940) e Sir Walter Gregg (1875-1959), posero sempre l’analisi degli aspetti tecnici della stampa dei testi antichi al servizio di una ecdotica dell’edizione teatrale basata sull’attenta individuazione delle varianti tipografiche. MacKerrow pubblicò le pièces di Thomas Nash già nel 1904, vent’anni prima della sua classica Introduction to Bibliography for Literary Students. Pollard pubblicò l’edizione del Richard II nel 1916, dopo il suo Shakespeare Folios and Quartos: A Study in the Bibliography of Shakespeare's Plays del 1909. I quattro volumi monumentali di Gregg, A Bibliography of the English Printed Drama to the Restoration (1939-1959) furono preceduti dalla sua edizione delle Merry Wives of Windsor (1910) e accompagnate da quella del Doctor Faustus di Marlowe (1950).
Il neo-zelandese Donald F. McKenzie, professore di bibliography and textual criticism a Oxford dal 1989 alla sua morte nel 1996, ha ampliato il raggio d’azione della bibliografia di Gregg con il suo saggio Bibliography and the Sociology of Texts e le sue edizioni critiche del teatro dell’epoca di Giacomo I, intente a ricostituire le versioni dei testi quali furono realmente rappresentati. Sulla base della “sociologia del testo” di McKenzie, Gary Taylor, professore a Florida State University e direttore delle nuove edizione complete delle opere di Middleton e di Shakespeare per Oxford University Press, ha sviluppato di recente il concetto di History of Text Technology, esteso a tutta l’intertestualità contemporanea di un dato testo teatrale (The Collected Works of Thomas Middleton. OUP, 2007 e The Oxford Shakespeare. The Complete Works. OUP, 1986, n. ed. 2005).
Utilizzando i metodi della History of Text Technology, che è anche il nome del programma di ricerca (HoTT) che ho diretto dal 2012 al 2014 presso Florida State University, dello studio della « mise en texte » del libro a stampa artigianale formulato da Henri-Jean Martin, e dei lavori di studiosi italiani come Raimondo Guarino, Stefano Locatelli, Luciano Mariti o Laura Riccò, il corso presenterà un panorama europeo del teatro “in tipografia”. Il punto di partenza sarà l’edizione lionese di Terenzio del 1493, il cui editore, Jodus Badus Ascensius, aveva assistito alla rappresentazione dell’Eunuchus alla corte di Ercole I a Ferrara, e quello conclusivo l’analisi, sulla base degli studi di Roger Chartier, del rapporto tra rappresentazione e traduzione a stampa delle pièces di Goldoni a Venezia e Parigi nel Settecento. Tra di essi, saranno presentati esempi tratti dal teatro inglese, da quello spagnolo del Siglo de oro (Calderon de La Barca), da quello classico francese (Jean Racine) e dalla commedia dell’arte italiana.
Modalità d'esame
Orale in sessione
Bibliografia
Letture obbligatorie
Edoardo Barbieri, Guida al libro antico. Conoscere e descrivere il libro tipografico, Firenze: Le Monnier, 2006
Roger Chartier, In scena e in pagina. Editoria e teatro in Europa tra XVI e XVIII secolo, Milano: Sylvestre Bonnard, 2011
Approfondimento
Raimondo Guarino. Shakespeare. La scrittura nel teatro. Roma: Carocci, 2010
Stefano Locatelli. Edizioni teatrali nella Milano del settecento. Milano: ISU, 2007
Id. Tra libro e scena. Pratiche di lettura del teatro nel Settecento milanese, in A. Cascetta, R. Carpani, D. Zardin (a cura di), La cultura della rappresentazione nella Milano del Settecento: discontinuità e permanenze. Roma: Bulzoni, 2010, pp. 265-295