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L'allentamento del monopolio sulle lettere non costituisce un pericolo per il servizio pubblico
Berna, 18.08.2005 - La riduzione a 100 grammi del limite di monopolio per le lettere non mette in pericolo la fornitura del servizio universale su tutto il territorio e il relativo finanziamento. Le regioni periferiche e quelle montane non ne risulterebbero svantaggiate. Questa è la conclusione a cui giunge uno studio indipendente commissionato dal DATEC e sulle cui risultanze si baserà il Consiglio federale per decidere, in settembre, in merito all'apertura del mercato. Il Parlamento si era già espresso nel 2002 a favore di un abbassamento del limite di monopolio. In quel contesto, il Consigliere federale Leuenberger aveva promesso che avrebbe fatto analizzare le conseguenze dell'apertura del mercato prima di procedere in tal senso.
Nel 2002 il Consiglio federale e il Parlamento avevano deciso che, dopo la completa apertura del mercato della posta-pacchi fissata per il 2004, nel 2006 si sarebbe proceduto ad un'ulteriore tappa verso la liberalizzazione con la riduzione a 100 grammi del limite di monopolio per gli invii della posta-lettere indirizzati. Secondo la "Panoramica sull'evoluzione del settore postale", prima di attuare le diverse tappe del processo di apertura del mercato in Svizzera e nell'UE occorre procedere ad un'analisi delle possibili conseguenze. Il mercato deve essere liberalizzato solamente se restano garantiti un buon servizio universale postale anche nelle regioni periferiche e di montagna e il relativo finanziamento. IL DATEC ha commissionato lo studio alla società di consulenza tedesca WIK-Consult, specializzata nel settore postale.
Nel 1998 il mercato dei pacchi postali è stato parzialmente liberalizzato; nel 2004 si à passati ad un'apertura completa. Lo studio giudica incoraggiante lo sviluppo registrato in questo ambito, in quanto non sono mai stati messi in pericolo né il servizio universale, né il relativo finanziamento. Sebbene nel 2004 la quota di mercato degli operatori privati abbia continuato a rimanere modesta (intorno al 17%) e la posizione dominante della Posta Svizzera non sia stata sostanzialmente intaccata, gli effetti sui clienti sono stati positivi: oltre ai clienti commerciali, anche i clienti privati hanno potuto approfittare sempre più della situazione di concorrenza, per esempio usufruendo di migliori orari di consegna dei pacchi alla Posta. Con la costituzione di reti alternative si sono venute a creare possibilità di scelta sempre più ampie anche per i clienti privati. La politica di apertura graduale e controllata del mercato postale, sinora seguita dal Consiglio federale e dal Parlamento, ha inoltre portato ad un finanziamento molto buono del servizio universale.
Anche l'apertura parziale del mercato della posta-lettere non mette in pericolo il servizio universale
Secondo lo studio,la qualità del finanziamento del servizio universale non sarà messa in pericolo neanche con la riduzione a 100 grammi del limite di monopolio. Le regioni periferiche e quelle montane non ne risulteranno svantaggiate.
Secondo gli autori dello studio, la riduzione a 100 grammi del limite di monopolio per le lettere porterà ad un limitato ingresso sul mercato di società private, che difficilmente riusciranno a conquistare più del 2 per cento di tutto il mercato delle lettere. La Posta Svizzera gode di un elevato grado di notorietà e di un'ottima reputazione. Inoltre, avendo per legge il compito di assicurare il servizio universale, essa ha dei vantaggi dei quali gli operatori privati non potrebbero godere neanche se fornissero un servizio capillare su tutto il territorio. Come nuovi operatori in un mercato della posta-lettere parzialmente liberalizzato entrerebbero in linea di conto soprattutto ditte che offrono già servizi di recapito di pacchi o di giornali in abbonamento e che dispongono di un'infrastruttura propria.
La concorrenza stimola l'elaborazione di offerte più aderenti ai bisogni dei clienti
Secondo lo studio, le esperienze maturate nei Paesi europei in cui l'apertura del mercato è a uno stadio più avanzato dimostrano che, anche dopo molti anni, le quote di mercato degli operatori privati restano inferiori al dieci per cento. Gli autori della ricerca affermano che, nonostante ciò, questo passo obbligherà la Posta Svizzera a migliorare ulteriormente l'orientamento al cliente anche nel settore delle lettere. Secondo le esperienze fatte da altri Paesi europei, un passo anche limitato verso l'apertura del mercato stimola l'innovazione a livello dell'offerta, contribuendo anche a creare nuove possibilità di occupazione. D'altra parte, sempre secondo queste esperienze, neanche un grado di apertura del mercato significativamente maggiore ha finora comportato pericoli per il servizio universale e per il suo finanziamento. Gli esperti sono dell'opinione che il passo che si intende intraprendere non costituisca un pericolo per la fornitura su tutto il territorio svizzero di un servizio universale di qualità.
Essi suggeriscono quindi al Consiglio federale di ridurre a 100 grammi il limite di monopolio, pur sottolineando nel contempo la necessità di dotare di risorse sufficienti gli organi di vigilanza del settore postale, a causa dei compiti sempre più complessi che sono chiamati ad affrontare. Il Consiglio federale deciderà l'autunno prossimo, su proposta del DATEC, in merito alla riduzione del limite di monopolio per le lettere, dopo che le Commissioni dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio Nazionale e del Consiglio degli Stati si saranno espresse in merito.
Avviso ai media: il rapporto di valutazione e il comunicato stampa saranno consegnati ai giornalisti in sala stampa mercoledì 17.8.2005 alle ore 16.00, con divieto di pubblicazione fino a giovedì 18. 8.05, ore 11.30. A partire da quel momento il Segretario generale del DATEC, Hans Werder, e il responsabile dell'autorità di regolazione postale, Martin Kaiser, saranno a disposizione per rispondere alle domande dei giornalisti nella sala 121 di Palazzo federale Nord.
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