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Nel 2019 i cittadini degli Emirati Arabi Uniti (Eau) potrebbero essere chiamati al voto con suffragio universale: ad anticiparlo è il ministro per gli Affari parlamentari Anwar Gargash, citato dal quotidiano The National.
"La prossima tappa è il raggiungimento dei 150.000 elettori - ha affermato Gargash facendo riferimento alle elezioni del 2015 - dopo di che, il diritto di voto sarà garantito a tutti".
Il rinnovo del parlamento è previsto ogni quattro anni, la tappa successiva cadrebbe quindi nel 2019. Nell'immediato futuro, il 24 settembre, ad esprimere le preferenze per il rinnovo del parlamento, il Consiglio Nazionale Federale (Cnf), saranno chiamati circa 80,000 emiratini, un numero gia decuplicato negli ultimi mesi.
Sull'onda della primavera araba che ha lambito gli Emirati con sollevazioni nei vicini Bahrein ed Oman, la Commissione per le elezioni aveva già innalzato il numero degli aventi diritto al voto da 6,595 a 12,000, su una popolazione di 750,000 cittadini. A metà giugno era stato poi annunciato un ulteriore innalzamento ad 80,000.
All'inizio di marzo 160 tra accademici, intellettuali ed ex parlamentari avevano indirizzato una petizione al presidente, lo sceicco Khalifa ben Zayed al Nahyan, perchè venisse istituito il suffragio universale e venissero riconosciuti al parlamento maggiori poteri legislativi.
Il Cnf, eletto per la prima volta nel 2006, è composto da 40 membri, metà eletti da un collegio di cittadini scelti, l'altra metà nominati dagli sceicchi. I suoi poteri tuttavia sono limitati all'emendamento di leggi in vigore e alla proposta di nuove, sempre soggette ad una finale approvazione dello sceicco.
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