Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01188.jsonl.gz/64

Testo depositato
Gli investimenti per il mantenimento del valore, l'alta efficienza energetica e la protezione dell'ambiente secondo l'ordinanza concernente la deduzione dei costi di immobili del patrimonio privato in materia di imposta federale diretta (RS 642.116) devono poter essere dedotti nell'arco di più anni e non solo nell'anno in cui è effettuato l'investimento.
Motivazione
Soprattutto le vecchie costruzioni, ovvero quelle edificate prima degli anni Ottanta, hanno un considerevole potenziale di riduzione delle emissioni di CO2 e del consumo energetico. Da quanto risulta dall'attuale quota dei risanamenti, dalle modalità e dalla portata degli stessi, questo potenziale non è sfruttato a sufficienza.
L'attuale diritto fiscale ostacola i risanamenti energetici sostanziali, poiché gli investimenti sono fiscalmente deducibili solo nell'anno in cui sono state sostenute le spese effettive. Ciò significa che nell'anno in cui avviene la ristrutturazione spesso i proprietari privati non pagano imposte, a cui sono però pienamente assoggettati l'anno seguente. Per questa ragione si effettuano piccoli lavori di ristrutturazione nell'arco di più anni, impedendo così un risanamento energetico complessivo.
La possibilità di dedurre i costi di una ristrutturazione complessiva (sotto spese immobiliari) ripartendoli ad esempio su un periodo compreso fra tre e cinque anni è per il proprietario un importante incentivo a effettuare un risanamento energetico complessivo. Nell'economia è consuetudine "ammortizzare" un investimento in più anni e talune legislazioni tributarie ammettono questa possibilità. Poiché al contempo le cifre d'affari dell'edilizia e delle sue branche accessorie aumenterebbero, le perdite fiscali nette dovrebbero rimanere contenute. Secondo la legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (RS 642.14) le stesse possibilità di deduzione esistono anche a livello di imposte cantonali.
Parere del Consiglio federale del 28.09.2007
1. Il miglioramento dell'efficienza energetica è un obiettivo importante del Consiglio federale. Nel mese di febbraio del 2007 esso ha pertanto deciso che il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni dovrà presentare entro la fine del 2007 un piano d'azione per misure efficienti, che integri anche il settore degli edifici. In questo contesto occorrerà esaminare anche la creazione di ulteriori incentivi per risanamenti energetici sostanziali ai sensi della presente mozione.
2. Già oggi è possibile affermare che la proposta dell'autore della mozione provocherebbe una riduzione delle entrate di Confederazione e cantoni. Non è da escludere che, almeno in caso di chiave di riparto fissa delle spese deducibili su più anni, la proposta possa comportare un maggiore onere per determinati contribuenti. Ciò si verificherebbe ad esempio per le persone indipendenti con un reddito molto irregolare, dato che in caso di deduzioni da redditi bassi l'incidenza sull'ammontare d'imposta è poco percepibile. L'attuazione della mozione avrebbe conseguenze negative anche in caso di decesso del contribuente poiché l'assoggettamento termina senza che sia stato possibile far valere tutte le deduzioni.
3. La ripartizione su più anni delle spese deducibili complicherebbe il diritto tributario. Ogni anno gli importi parziali scaglionati (spese per il mantenimento del valore, l'alta efficienza energetica e la protezione dell'ambiente) dovrebbero essere inseriti nella nuova dichiarazione delle imposte. Bisognerebbe dunque predisporre nuove tabelle, che dovrebbero essere controllate dalle autorità fiscali. Se un contribuente possedesse più immobili, il dispendio amministrativo sarebbe proporzionalmente più elevato.
4. In generale bisogna evidenziare che gli obiettivi extrafiscali non dovrebbero essere perseguiti attraverso il diritto tributario, poiché questi sostegni sono di regola inefficienti.
Qualora per migliorare l'efficienza energetica il presente intervento dovesse tuttavia essere accolto dal primo Consiglio, il governo chiederà al secondo Consiglio di trasformare la mozione in un mandato d'esame.
Proposta del Consiglio federale del 28.09.2007
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.