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Il colosso del cemento si dice «profondamente preoccupato per la tragica sofferenza umana» in Ucraina
ZURIGO - Holcim si ritira dalla Russia: il gigante del cemento e di altri materiali di costruzione ha deciso di avviare il processo di vendita di tutte le attività nel paese, ribaltando l'orientamento di metà marzo, quando aveva assicurato che sarebbe rimasto sul posto, pur sospendendo gli investimenti.
Il consiglio di amministrazione ha deciso di ritirarsi dal mercato russo, ha indicato oggi l'impresa. Il gruppo, che nel paese di Vladimir Putin ha tre cementifici e un organico di circa 1000 dipendenti, spiega di voler operare «nel modo più responsabile possibile» e «in linea con i valori dell'azienda». La società si dice «profondamente preoccupata per la tragica sofferenza umana» in Ucraina.
Contattato dall'agenzia Awp un portavoce ha detto che è ancora troppo presto per valutare se il disimpegno dalla Russia comporterà rettifiche di valore. Le vendite nel paese rappresentano meno dell'1% del fatturato globale del gruppo.
Nella sua forma attuale il gruppo Holcim è nato nel 2015 dalla fusione fra la svizzera Holcim (in precedenza Holderbank) e la francese Lafarge. Oggi è una realtà presente in 70 paesi con oltre 70'000 dipendenti che nel 2021 ha realizzato un fatturato di 26,8 miliardi di franchi e un utile di 2,4 miliardi. Il gruppo è quotato alla borsa di Zurigo: a metà giornata il titolo saliva di circa il 2,5%, in un mercato generalmente orientato a un rialzo dell'1%.
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«Non voglio essere etichettata semplicemente come la moglie di un giocatore. Penso che le persone non sappiano quanto ho studiato, lavorato e combattuto».