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La Commissione federale delle comunicazioni ComCom ha respinto la domanda della TDC Switzerland SA (già diAx) in merito all'unbundling del collegamento d'utente. Swisscom è soddisfatta di questa decisione: essa conferma che la vigente ordinanza sulle telecomunicazioni non prevede alcuna base per servizi di unbundling. Un?imposizione dell? unbundling costituirebbe un'inutile distorsione del mercato, poiché nell'ambito dei servizi e dell'infrastruttura a banda larga regna già oggi un'intensa concorrenza tra Swisscom e i gestori di rete via cavo. Una simile imposizione ostacolerebbe gli investimenti e sarebbe quindi dannosa per l'economia del Paese.
In una sentenza di principio del 3 ottobre 2001, il Tribunale federale aveva già stabilito inequivocabilmente che l´ordinanza sulle telecomunicazioni in vigore non contempla alcuna base giuridica per un´imposizione dell´interconnessione delle linee noleggiate o per l´unbundling del collegamento d´utente. Di conseguenza, la ComCom ha respinto la richiesta della concorrente di Swisscom in merito alla liberalizzazione dell´ultimo miglio e quindi riconosciuto esplicitamente che un´imposizione dell´unbundling costituisce una pesante limitazione dei diritti di Swisscom che necessita di una solida base giuridica.
La concorrenza per un rapido accesso a Internet è sempre più intensa
La ComCom parte dal presupposto che Swisscom occupi una posizione di predominio sul mercato e che la concorrenza possa essere ristabilita soltanto mediante la liberalizzazione dell´ultimo miglio. In tal modo, tuttavia, la ComCom non riconosce l´esistenza di un´intensa concorrenza sul mercato svizzero delle telecomunicazioni nell´ambito dei servizi di rete fissa, di telefonia mobile e internet. Grazie alla disponibilità di infrastrutture moderne, l´utenza approfitta in tutto il Paese di servizi di telecomunicazione d´avanguardia offerti a prezzi ridotti. Per quanto concerne i servizi a banda larga d´importanza fondamentale nello sviluppo della società dell´informazione, Swisscom, con la sua offerta basata su ADSL, è esposta alla forte concorrenza esercitata dai gestori di rete via cavo che propongono applicazioni modem via cavo. Un´ulteriore concorrenza deriva a Swisscom da concorrenti che, grazie al servizio non discriminante di wholesale (Broadband Connectivity Service) basato sull´infrastruttura Swisscom offrono alla loro clientela propri servizi a banda larga. Inoltre, nelle città più importanti sono attivi gestori di reti urbane che propongono le loro soluzioni alla clientela commerciale. In un prossimo futuro verranno ad aggiungersi altre infrastrutture a banda larga (WLL, WLAN, UMTS, rete elettrica, trasmissione satellitare, coutilizzazione di canalizzazioni di cavi esistenti per il collegamento alternativo di clienti ecc.).
L'unbundling causa distorsioni del mercato e ostacola gli investimenti
Un obbligo di unbundling sarebbe all´origine di una distorsione di questo mercato e andrebbe unilateralmente a detrimento di Swisscom. Swisscom si oppone a una determinazione arbitraria dei prezzi in un contesto di concorrenza. Se sapesse di dover mettere a disposizione della concorrenza l´infrastruttura di rete a prezzi regolamentati molto bassi, Swisscom non avrebbe più interesse ad effettuare investimenti. Con ciò però verrebbe a cadere anche per la concorrenza l´incentivo alla realizzazione di proprie infrastrutture. In base alle esperienze di altri Paesi essi si concentrerebbero sugli allacciamenti più redditizi nei grandi agglomerati. Un´imposizione dell´unbundling ritarderebbe così importanti innovazioni e potenziamenti dell´infrastruttura di base e quindi lo sviluppo della società dell´înformazione. Ciò risulta anche dal confronto internazionale: nella maggior parte dei Paesi europei che hanno imposto per legge la liberalizzazione dell´ultimo miglio (ULL, Unbundling of the Local Loop) e che l´hanno messa in pratica, le esperienze sono lungi dall´essere entusiasmanti. La domanda relativa ai servizi di unbundling si concentra infatti in pochi centri a vantaggio di una cerchia ristretta di redditizi clienti finali.
Ingerenza nella posizione giuridica di Swisscom ? nessun unbundling stabilito tramite ordinanza
Swisscom si oppone decisamente all´introduzione di un´imposizione dell´unbundling tramite una modifica dell´ordinanza come preteso dalla ComCom: un eventuale riorientamento dell´ordinanza sulle telecomunicazioni dovrebbe essere basato su un´analisi approfondita e completa del mercato svizzero delle telecomunicazioni e considerare tutti i rilevanti aspetti giuridici ed economici. In considerazione delle importanti questioni di principio è da escludere una procedura d´urgenza a livello di ordinanza. Siccome le prescrizioni generali sulla concorrenza delle leggi sui cartelli e sulla sorveglianza dei prezzi valgono anche per il settore delle telecomunicazioni, non occorre ampliare la regolamentazione specifica del settore (per es. imposizione dell´unbundling, regolamentazione delle linee noleggiate). Se ciononostante si dovesse ritenere necessario introdurre simili prescrizioni, esse dovranno necessariamente essere previste a livello di legge (legge sulle telecomunicazioni) e garantire la protezione dei futuri investimenti.