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Il latte è uno degli alimenti allergizzanti più comuni. L’allergia al latte è diffusa soprattutto tra i neonati e i bambini. Scopri i sintomi, la diagnosi e il trattamento su iMpuls.
I prodotti aha! con la dicitura «senza latte» sono particolarmente adatti ai soggetti interessati. Sono preparati con particolare attenzione al fenomeno dell’allergia e controllati da organi indipendenti. I prodotti aha! della Migros garantiscono la massima sicurezza possibile.
Nella prima e seconda infanzia, l'allergia alle proteine del latte vaccino è l'allergia alimentare più comune. Il 20% dei bambini che soffrono di allergie alimentari reagisce al latte. La maggior parte dei bambini che ne sono affetti sviluppa una tolleranza entro l'età scolare e può successivamente assumere latte e latticini senza reazioni allergiche. L'allergia alle proteine del latte è quindi meno comune negli adulti. Secondo le attuali linee guida, i test di provocazione alimentare nei bambini affetti dovrebbero essere condotti da un medico a intervalli regolari per verificare se l'allergia è ancora presente.
In caso di sospetta allergia alle proteine del latte è importante consultare un medico. L'auto-osservazione e la tenuta di un diario dei sintomi sono importanti ai fini diagnostici. Il medico o l'allergologo se ne servono, insieme a test cutanei ed esami del sangue, per formulare una diagnosi. Inoltre, per confermare la diagnosi e determinare il limite di tolleranza possono essere effettuati i cosiddetti test di provocazione.
Il latte vaccino contiene circa 25 diverse proteine, ognuna delle quali potrebbe teoricamente causare un'allergia. La maggior parte delle allergie si manifesta tuttavia dopo il consumo di caseina o di proteine del siero di latte. Caseina e proteine del siero di latte sono resistenti al calore, ciò significa che il latte vaccino non viene tollerato nemmeno se pastorizzato o UHT (riscaldato a temperatura ultra-alta). La caseina è presente nel latte di tutti i mammiferi. Le proteine del siero del latte sono invece contenuti in tale forma esclusivamente nel latte vaccino. Nel latte senza lattosio viene rimosso solo il lattosio, cioè lo zucchero del latte. Le proteine del latte, che sono i fattori scatenanti dell'allergia alle proteine del latte, continuano a essere presenti.
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In caso di allergia alle proteine del latte vaccino è necessario rinunciare al consumo di latte vaccino e di prodotti a base di latte vaccino. Il latte di capra e di pecora non costituiscono un'altenativa, in quanto contengono le stesse proteine o proteine molto simili e possono quindi scatenare reazioni allergiche. In caso di rischio di shock anafilattico è necessario evitare qualsiasi quantità. L'allergologo può fornire informazioni in merito.
I seguenti prodotti possono contenere latte o residui di latte
Osservare le informazioni sulla confezione. Il latte e i prodotti a base di latte (panna, burro, formaggio ecc.) devono sempre essere inseriti nell’elenco delgi ingredienti, anche se sono presenti in quantità trascurabili.
Tracce di latte possono anche finire non intenzionalmente in un prodotto alimentare durante il processo di elaborazione. Questo talvolta non si può evitare. La presenza di tracce deve essere indicata, qualora venga superato il valore massimo fissato per legge (1 g / kg) o possa essere superato (per esempio «Può contenere latte»). L'indicazione della presenza di tracce inferiore al valore massimo fissato per legge è facoltativa.
Un/a nutrizionista può aiutare a interpretare l'elenco degli ingredienti e discutere eventuali alternative ai latticini. Sono particolarmente importanti i sostituti delle proteine e del calcio.
Se in passato si è già verificata una reazione grave, è necessario portare con sé un identificativo di emergenza e un kit di emergenza (compreso l'Epipen) dopo aver seguito l'apposita formazione.
Il latte e i latticini contengono calcio. Se non vengono consumati, è necessario ricorrere a un'altra fonte di calcio. Alcune alternative al latte sono arricchite con dosi extra di calcio. Anche le acque minerali ricche di calcio possono contribuire a soddisfare il fabbisogno. Dopo aver consultato il medico, può essere utile anche assumere un integratore di calcio.
No, ma la desensibilizzazione orale alle proteine del latte è attualmente oggetto di intensi studi. La desensibilizzazione ha lo scopo di abituare lentamente il sistema immunitario alle proteine. L'obiettivo è quello di abituarsi al latte e di non soffrire più di sintomi allergici. Nella prassi, la terapia non è ancora generalmente offerta alle persone allergiche. Inoltre, queste prove non dovrebbero essere eseguite autonomamente a casa.
Nei casi più gravi si può ricorrere al trattamento con l'anticorpo anti-IgE (Xolair). Questo trattamento può essere preso in considerazione solo dopo un accurato accertamento allergologico e in assenza di alternative. La garanzia dell'assunzione dei costi da parte della cassa malati deve essere ottenuta dall'allergologo responsabile.