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La Fondazione Dr. J. E. Brandenberger ha assegnato un premio dotato di 200'000 franchi al giornalista ticinese e studioso d'etica dei media Enrico Morresi, per il suo impegno nel promuovere la qualità e l'affidabilità dell'informazione.
La carriera di Morresi è iniziata nel 1958 al "Corriere del Ticino". Fra le altre cose è stato poi autore di documentari in patria e all'estero per l'allora Televisione della Svizzera italiana e responsabile del "parlato" di Rete Due.
È stato vicepresidente della Commissione nazionale dell'Unesco. Dal 1984 ha militato nel Consiglio svizzero della stampa e dal 2000 al 2012 ha presieduto la Fondazione che regge il Consiglio medesimo. Dopo il pensionamento è rimasto attivo come ricercatore e autore di ambiziose opere scientifiche, si legge in un comunicato odierno della fondazione.
"La sua vasta e profonda esperienza, la sua osservazione attenta ed empatica dei conflitti, delle crisi e delle tragedie più diverse hanno inspirato a Enrico Morresi a porsi domande sempre più urgenti, a suo avviso cruciali. L'interrogativo etico, nel suo caso, sembra essere il naturale e inevitabile punto di arrivo di una carriera professionale originale e di successo", afferma la fondazione.
"In un tempo in cui fake news, voci incontrollate, incertezze e speculazioni turbano la popolazione, l'etica giornalistica è di fondamentale importanza per la tutela della fiducia nei media", ha dichiarato il presidente del consiglio della fondazione Carlo Schmid-Sutter, citato nella nota.
Il premio è assegnato ogni anno a una personalità per il suo impegno impegno a favore della promozione e della conservazione della cultura e dell'uomo. Irma Marthe Brandenberger istituì la fondazione in memoria di suo padre, il Dr. J. E. Brandenberger, inventore del cellofan. La consegna del premio a Morresi avverrà il 21 novembre a Lugano.