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Federica Mauri
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Le batterie sono il cuore della mobilità elettrica. Uno studio (in francese) di Pane per tutti, Sacrificio Quaresimale e dell’ATA Associazione traffico e ambiente esamina per la prima volta come i principali produttori di batterie affrontano le questioni ambientali e i diritti umani. I problemi riguardano principalmente la trasparenza delle catene di approvvigionamento, l’estrazione delle materie prime e il riciclaggio delle batterie.
Il paradosso è sorprendente: le contadine e i contadini, i principali produttori di cibo al mondo, sono i primi a soffrire la fame e la povertà estrema in molti Paesi. Consapevoli di questa situazione, nel 2018 le Nazioni Unite hanno adottato una Dichiarazione* per garantire i loro diritti. La Svizzera si è impegnata ad attuarla. Uno studio commissionato da diverse ONG svizzere mostra tuttavia che la politica estera elvetica lascia molto a desiderare in questo settore. Queste organizzazioni hanno presentato oggi i risultati dello studio agli uffici federali interessati.
Le sementi devono appartenere alle contadine e ai contadini che le usano: questo è quanto chiedono più di 2300 persone provenienti da 11 paesi nelle loro lettere inviate alla Seco. La partecipazione a questa azione, organizzata dalle organizzazioni di cooperazione allo sviluppo Sacrificio Quaresimale, Pane per tutti ed Essere solidali nell’ambito della Campagna ecumenica, ha superato ogni aspettativa.