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Incarto n. 16.2008.28 Lugano 16 aprile 2008 /sc In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Giani, presidente, Epiney-Colombo e Zali segretaria: Petralli Zeni, vicecancelliera sedente per statuire sui ricorsi per cassazione ( “ appelli ” ) 5 marzo 2008 presentati da RI 1 RI 3 contro la sentenza emessa il 25 febbraio 2008 dal Giudice di pace del circolo della Magliasina nella causa (inc. n. 05/2008) promossa con istanza 22 gennaio 2008 da CO 1 ; esaminati gli atti ritenuto in fatto: A. CO 1 è titolare della proprietà per piani n. 12348 (unità 13 pari a 26 / 1000 ) della particella n__________ __________. Secondo il piano di assegnazione i posteggi esterni contrassegnati con le lettere q, r, j, x e y sono stati assegnati per l'uso alla proprietà per piani n. 12348 e locati dalla titolare alla società __________ SA. Quest'ultima si è più volte lamentata con la locatrice in merito all'impossibilità di utilizzare i posteggi in quanto occupati da altri proprietari dello stabile. B. Il 22 gennaio 2008 CO 1 si è rivolta al Giudice di pace del Circolo della Magliasina per ottenere l'autorizzazione ad affiggere un cartello indicante il divieto di utilizzare i menzionati posteggi, così come previsto dall'art. 375 bis CPC. La domanda è stata accolta dal giudice con sentenza del 25 febbraio 2007 ( recte : 2008). C. Con separati ricorsi per cassazione ( “ appelli ” ) del 5 marzo 2008 RI 1 con RI 2, e RI 3 con RI 4 titolari di altre proprietà per piani del Condominio “__________”, si sono rivolti a questa Camera chiedendo di dichiarare nulla l'istanza presentata da CO 1. I ricorrenti, in sostanza, contestano la legittimazione attiva dell'istante rilevando che la domanda di posa del cartello di divieto di posteggio deve essere approvata e autorizzata dall'assemblea dei comproprietari. Essi sostengono poi che il diritto medesimo dell'istante di chiedere la posa del citato cartello è contrario a un accordo tacito tra le parti e in virtù del quale l'utilizzo dei posteggi, destinati a uffici, era stato concesso anche agli altri comproprietari durante le chiusure degli uffici. I ricorsi non sono stati oggetto di intimazione. Considerando in diritto: 1. I due rimedi di identico contenuto, possono essere esaminati simultaneamente e decisi con un'unica sentenza, trattandosi della stessa fattispecie ( Guldener, Schweizerisches Zivilprozessrecht, 1979, pag. 214 segg.; Rep. 1989 pag. 334). Gli stessi devono essere trattati come ricorsi in cassazione. Ancorché l'art. 375 bis cpv. 3 CPC rinvii alla procedura di camera di consiglio (art. 360 segg. CPC), la causa rientra infatti nelle competenze del giudice di pace (art. 375 bis cpv. 1 CPC) le cui decisioni sono impugnabili solo con il rimedio della cassazione (art. 300 CPC; Rep. 1990 pag. 284). 2. Tra i presupposti processuali che il giudice esamina d'ufficio e in ogni stadio di causa vi è quello della capacità delle parti, rispettivamente della loro legittimazione a ricorrere (art. 97 n. 4 CPC). L'istanza fondata sull'art. 375 bis CPC tende a tutelare il possesso nei confronti di qualsivoglia futuro e potenziale perturbatore, ossia una cerchia indeterminata di persone. Trattasi quindi di una procedura non contenziosa nella quale non esiste una parte convenuta (messaggio del 26 febbraio 1985 concernente la modifica di alcune disposizioni del CPC del 17 febbraio 1971 e del diritto giudiziario, in Verbali del Gran Consiglio, sessione ordinaria autunnale 1987, vol. 1, pag. 130). Ne discende che nell'ambito di una tale causa solo la parte istante è legittimata a ricorrere nel caso in cui ritenga errato il giudizio del giudice di pace ( Cocchi/Trezzini, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 e 2 ad art. 375 bis ). Ciò posto, difettando ai ricorrenti la legittimazione a ricorrere, i loro ricorsi devono essere dichiarati irricevibili. Si volesse da ciò prescindere, anche nel merito i ricorsi non sarebbero destinati a miglior sorte. 3. Il procedimento dell'art. 375 bis CPC si configura essenzialmente quale mezzo inteso a rimuovere le turbative del possesso. La legittimazione attiva compete a chiunque possa vantare un diritto, che però risulta turbato, all'uso di un fondo nella sua qualità di proprietario o ad altro titolo (beneficiario di servitù o locatario; cfr. messaggio citato, pag. 130). Trattandosi, come in concreto, di un'azione proposta da un titolare di una proprietà per piani, va rilevato che la comunione dei comproprietari non gode di personalità giuridica, ma per ragioni pratiche, per sicurezza del diritto e per economia di giudizio, la legge le riconosce una certa capacità processuale. La Comunione acquista così in proprio nome i beni risultanti dalla sua amministrazione, in particolare i contributi dei comproprietari e le disponibilità che ne risultano, come il fondo di rinnovazione (art. 712 l cpv. 1 CC). Essa può, in proprio nome, stare in giudizio come attrice o convenuta, nonché escutere o essere escussa (art. 712 l cpv. 2 CC). Da parte loro i comproprietari rimangono liberi di disporre, usare, amministrare, sistemare e strutturare i locali che formano oggetto del loro diritto esclusivo (art. 712 a cpv. 2 CC). L'insieme dei comproprietari non si identifica, quindi, con la Comunione dei comproprietari; al contrario, l'uno si distingue giuridicamente dall'altra (RVJ 21/1987 pag. 326 consid. 8a con rinvii). Nel caso in cui si tratti di far valere o di salvaguardare diritti reali inerenti a parti comuni, la facoltà di introdurre un'azio­ne fondata sull'art. 641 cpv. 2 CC (rivendicazione, azio­ne negatoria), sull'art. 679 CC (tutela da immissioni) o sull'art. 975 CC (rettifica del registro fondiario), spetta alla Comunione dei comproprietari, chiamata a tutelare gli interessi comuni. Identico principio vale per le azioni pos­sessorie (art. 928 e 929 CC; Wermelinger, La propriété par étages, Friburgo 2002, n. 187 ad art. 712l CC con riferimenti). Trattandosi invece di far valere o di salvaguardare diritti reali inerenti a parti esclusive, le azioni citate spettano al relativo comproprietario ( Wermelinger, op. cit., n. 193 ad art. 712 a e n. 211 ad art. 712 l CC; SJ 128/2006 I 143 consid. 3.6). Questi, conserva inoltre la sua legittimazione ad agire anche qualora si tratti di far valere o di salvaguardare diritti reali inerenti a parti che, pur essendo comuni, gli sono concesse in uso riservato (o “ particolare ”, come ad esempio un giardino, una terrazza o un posteggio all'aperto: cfr. I CCA sentenza inc. 11.2004.70 del 19 novembre 2007 consid. 4). In concreto, trattandosi in sostanza di un'azione intesa alla protezione del possesso di una parte concessa in uso all'istante quale posteggio secondo il piano di assegnazione (cfr. piano dell'assegnazione delle parti comuni), quest'ultima era senz'altro legittimata a proporre l'azione intesa a inibire l'uso illecito di un fondo a scopo di posteggio di veicoli. 4. Gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza dei ricorrenti (art. 148 cpv. 1 CPC). In concreto si può tuttavia prescindere – eccezionalmente – dal prelevare spese, i ricorrenti risultando sprovvisti di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore. Non si giustifica nemmeno di assegnare ripetibili all'istante, la quale non si è vista notificare i ricorsi e non ha quindi sopportato costi per l'eventuale stesura di osservazioni. Per i quali motivi, pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 5 marzo 2008 di RI 1 ed RI 2 è irricevibile. 2. Il ricorso per cassazione 5 marzo 2008 di RI 3 e RI 4 è irricevibile. 3. Non si prelevano tasse o spese né si assegnano ripetibili. 4. Intimazione a: –; –; –. Comunicazione al Giudice di pace del circolo della Magliasina. Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello Il presidente La segretaria Rimedi giuridici Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Incarto n. 16.2008.28 Incarto n. 16.2008.28

Incarto n. 16.2008.28 Lugano 16 aprile 2008 /sc Lugano

Lugano 16 aprile 2008 /sc

16 aprile 2008 /sc In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Giani, presidente, Epiney-Colombo e Zali Giani, presidente,

Giani, presidente, Epiney-Colombo e Zali

Epiney-Colombo e Zali segretaria: segretaria:

segretaria: Petralli Zeni, vicecancelliera Petralli Zeni, vicecancelliera

Petralli Zeni, vicecancelliera sedente per statuire sui ricorsi per cassazione ( “ appelli ” ) 5 marzo 2008 presentati da

sedente per statuire sui ricorsi per cassazione ( “ appelli ” ) 5 marzo 2008 presentati da RI 1 RI 3 RI 1

RI 1 RI 3

RI 3 contro la sentenza emessa il 25 febbraio 2008 dal Giudice di pace del circolo della Magliasina nella causa (inc. n. 05/2008) promossa con istanza 22 gennaio 2008 da contro la sentenza emessa il 25 febbraio 2008 dal Giudice di pace del circolo della Magliasina nella causa (inc. n. 05/2008) promossa con istanza 22 gennaio 2008 da

contro la sentenza emessa il 25 febbraio 2008 dal Giudice di pace del circolo della Magliasina nella causa (inc. n. 05/2008) promossa con istanza 22 gennaio 2008 da CO 1 ; CO 1 ;

CO 1 ; esaminati gli atti

esaminati gli atti ritenuto

ritenuto in fatto: A. CO 1 è titolare della proprietà per piani n. 12348 (unità 13 pari a 26 / 1000 ) della particella n__________ __________. Secondo il piano di assegnazione i posteggi esterni contrassegnati con le lettere q, r, j, x e y sono stati assegnati per l'uso alla proprietà per piani n. 12348 e locati dalla titolare alla società __________ SA. Quest'ultima si è più volte lamentata con la locatrice in merito all'impossibilità di utilizzare i posteggi in quanto occupati da altri proprietari dello stabile. in fatto: A. CO 1 è titolare della proprietà per piani n. 12348 (unità 13 pari a 26 1000 ) della particella n__________ __________. Secondo il piano di assegnazione i posteggi esterni contrassegnati con le lettere q, r, j, x e y sono stati assegnati per l'uso alla proprietà per piani n. 12348 e locati dalla titolare alla società __________ SA. Quest'ultima si è più volte lamentata con la locatrice in merito all'impossibilità di utilizzare i posteggi in quanto occupati da altri proprietari dello stabile. B. Il 22 gennaio 2008 CO 1 si è rivolta al Giudice di pace del Circolo della Magliasina per ottenere l'autorizzazione ad affiggere un cartello indicante il divieto di utilizzare i menzionati posteggi, così come previsto dall'art. 375 bis CPC. La domanda è stata accolta dal giudice con sentenza del 25 febbraio 2007 ( recte : 2008).

B. Il 22 gennaio 2008 CO 1 si è rivolta al Giudice di pace del Circolo della Magliasina per ottenere l'autorizzazione ad affiggere un cartello indicante il divieto di utilizzare i menzionati posteggi, così come previsto dall'art. 375 bis CPC. La domanda è stata accolta dal giudice con sentenza del 25 febbraio 2007 ( recte : 2008). C. Con separati ricorsi per cassazione ( “ appelli ” ) del 5 marzo 2008 RI 1 con RI 2, e RI 3 con RI 4 titolari di altre proprietà per piani del Condominio “__________”, si sono rivolti a questa Camera chiedendo di dichiarare nulla l'istanza presentata da CO 1. I ricorrenti, in sostanza, contestano la legittimazione attiva dell'istante rilevando che la domanda di posa del cartello di divieto di posteggio deve essere approvata e autorizzata dall'assemblea dei comproprietari. Essi sostengono poi che il diritto medesimo dell'istante di chiedere la posa del citato cartello è contrario a un accordo tacito tra le parti e in virtù del quale l'utilizzo dei posteggi, destinati a uffici, era stato concesso anche agli altri comproprietari durante le chiusure degli uffici. I ricorsi non sono stati oggetto di intimazione.

C. Con separati ricorsi per cassazione ( “ appelli ” ) del 5 marzo 2008 RI 1 con RI 2, e RI 3 con RI 4 titolari di altre proprietà per piani del Condominio “__________”, si sono rivolti a questa Camera chiedendo di dichiarare nulla l'istanza presentata da CO 1. I ricorrenti, in sostanza, contestano la legittimazione attiva dell'istante rilevando che la domanda di posa del cartello di divieto di posteggio deve essere approvata e autorizzata dall'assemblea dei comproprietari. Essi sostengono poi che il diritto medesimo dell'istante di chiedere la posa del citato cartello è contrario a un accordo tacito tra le parti e in virtù del quale l'utilizzo dei posteggi, destinati a uffici, era stato concesso anche agli altri comproprietari durante le chiusure degli uffici. I ricorsi non sono stati oggetto di intimazione. Considerando

Considerando in diritto: 1. I due rimedi di identico contenuto, possono essere esaminati simultaneamente e decisi con un'unica sentenza, trattandosi della stessa fattispecie ( Guldener, Schweizerisches Zivilprozessrecht, 1979, pag. 214 segg.; Rep. 1989 pag. 334). Gli stessi devono essere trattati come ricorsi in cassazione. Ancorché l'art. 375 bis cpv. 3 CPC rinvii alla procedura di camera di consiglio (art. 360 segg. CPC), la causa rientra infatti nelle competenze del giudice di pace (art. 375 bis cpv. 1 CPC) le cui decisioni sono impugnabili solo con il rimedio della cassazione (art. 300 CPC; Rep. 1990 pag. 284). in diritto: 1. I due rimedi di identico contenuto, possono essere esaminati simultaneamente e decisi con un'unica sentenza, trattandosi della stessa fattispecie ( Guldener, Schweizerisches Zivilprozessrecht, 1979, pag. 214 segg.; Rep. 1989 pag. 334). Gli stessi devono essere trattati come ricorsi in cassazione. Ancorché l'art. 375 bis cpv. 3 CPC rinvii alla procedura di camera di consiglio (art. 360 segg. CPC), la causa rientra infatti nelle competenze del giudice di pace (art. 375 bis cpv. 1 CPC) le cui decisioni sono impugnabili solo con il rimedio della cassazione (art. 300 CPC; Rep. 1990 pag. 284). Guldener, 2. Tra i presupposti processuali che il giudice esamina d'ufficio e in ogni stadio di causa vi è quello della capacità delle parti, rispettivamente della loro legittimazione a ricorrere (art. 97 n. 4 CPC).

2. Tra i presupposti processuali che il giudice esamina d'ufficio e in ogni stadio di causa vi è quello della capacità delle parti, rispettivamente della loro legittimazione a ricorrere (art. 97 n. 4 CPC). L'istanza fondata sull'art. 375 bis CPC tende a tutelare il possesso nei confronti di qualsivoglia futuro e potenziale perturbatore, ossia una cerchia indeterminata di persone. Trattasi quindi di una procedura non contenziosa nella quale non esiste una parte convenuta (messaggio del 26 febbraio 1985 concernente la modifica di alcune disposizioni del CPC del 17 febbraio 1971 e del diritto giudiziario, in Verbali del Gran Consiglio, sessione ordinaria autunnale 1987, vol. 1, pag. 130). Ne discende che nell'ambito di una tale causa solo la parte istante è legittimata a ricorrere nel caso in cui ritenga errato il giudizio del giudice di pace ( Cocchi/Trezzini, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 e 2 ad art. 375 bis ). Ciò posto, difettando ai ricorrenti la legittimazione a ricorrere, i loro ricorsi devono essere dichiarati irricevibili. Si volesse da ciò prescindere, anche nel merito i ricorsi non sarebbero destinati a miglior sorte.

L'istanza fondata sull'art. 375 bis CPC tende a tutelare il possesso nei confronti di qualsivoglia futuro e potenziale perturbatore, ossia una cerchia indeterminata di persone. Trattasi quindi di una procedura non contenziosa nella quale non esiste una parte convenuta (messaggio del 26 febbraio 1985 concernente la modifica di alcune disposizioni del CPC del 17 febbraio 1971 e del diritto giudiziario, in Verbali del Gran Consiglio, sessione ordinaria autunnale 1987, vol. 1, pag. 130). Ne discende che nell'ambito di una tale causa solo la parte istante è legittimata a ricorrere nel caso in cui ritenga errato il giudizio del giudice di pace ( Cocchi/Trezzini, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 e 2 ad art. 375 bis ). Ciò posto, difettando ai ricorrenti la legittimazione a ricorrere, i loro ricorsi devono essere dichiarati irricevibili. Si volesse da ciò prescindere, anche nel merito i ricorsi non sarebbero destinati a miglior sorte. Cocchi/Trezzini, 3. Il procedimento dell'art. 375 bis CPC si configura essenzialmente quale mezzo inteso a rimuovere le turbative del possesso. La legittimazione attiva compete a chiunque possa vantare un diritto, che però risulta turbato, all'uso di un fondo nella sua qualità di proprietario o ad altro titolo (beneficiario di servitù o locatario; cfr. messaggio citato, pag. 130).

3. Il procedimento dell'art. 375 bis CPC si configura essenzialmente quale mezzo inteso a rimuovere le turbative del possesso. La legittimazione attiva compete a chiunque possa vantare un diritto, che però risulta turbato, all'uso di un fondo nella sua qualità di proprietario o ad altro titolo (beneficiario di servitù o locatario; cfr. messaggio citato, pag. 130). Trattandosi, come in concreto, di un'azione proposta da un titolare di una proprietà per piani, va rilevato che la comunione dei comproprietari non gode di personalità giuridica, ma per ragioni pratiche, per sicurezza del diritto e per economia di giudizio, la legge le riconosce una certa capacità processuale. La Comunione acquista così in proprio nome i beni risultanti dalla sua amministrazione, in particolare i contributi dei comproprietari e le disponibilità che ne risultano, come il fondo di rinnovazione (art. 712 l cpv. 1 CC). Essa può, in proprio nome, stare in giudizio come attrice o convenuta, nonché escutere o essere escussa (art. 712 l cpv. 2 CC). Da parte loro i comproprietari rimangono liberi di disporre, usare, amministrare, sistemare e strutturare i locali che formano oggetto del loro diritto esclusivo (art. 712 a cpv. 2 CC). L'insieme dei comproprietari non si identifica, quindi, con la Comunione dei comproprietari; al contrario, l'uno si distingue giuridicamente dall'altra (RVJ 21/1987 pag. 326 consid. 8a con rinvii).

Trattandosi, come in concreto, di un'azione proposta da un titolare di una proprietà per piani, va rilevato che la comunione dei comproprietari non gode di personalità giuridica, ma per ragioni pratiche, per sicurezza del diritto e per economia di giudizio, la legge le riconosce una certa capacità processuale. La Comunione acquista così in proprio nome i beni risultanti dalla sua amministrazione, in particolare i contributi dei comproprietari e le disponibilità che ne risultano, come il fondo di rinnovazione (art. 712 l cpv. 1 CC). Essa può, in proprio nome, stare in giudizio come attrice o convenuta, nonché escutere o essere escussa (art. 712 l cpv. 2 CC). Da parte loro i comproprietari rimangono liberi di disporre, usare, amministrare, sistemare e strutturare i locali che formano oggetto del loro diritto esclusivo (art. 712 a cpv. 2 CC). L'insieme dei comproprietari non si identifica, quindi, con la Comunione dei comproprietari; al contrario, l'uno si distingue giuridicamente dall'altra (RVJ 21/1987 pag. 326 consid. 8a con rinvii). Nel caso in cui si tratti di far valere o di salvaguardare diritti reali inerenti a parti comuni, la facoltà di introdurre un'azio­ne fondata sull'art. 641 cpv. 2 CC (rivendicazione, azio­ne negatoria), sull'art. 679 CC (tutela da immissioni) o sull'art. 975 CC (rettifica del registro fondiario), spetta alla Comunione dei comproprietari, chiamata a tutelare gli interessi comuni. Identico principio vale per le azioni pos­sessorie (art. 928 e 929 CC; Wermelinger, La propriété par étages, Friburgo 2002, n. 187 ad art. 712l CC con riferimenti). Trattandosi invece di far valere o di salvaguardare diritti reali inerenti a parti esclusive, le azioni citate spettano al relativo comproprietario ( Wermelinger, op. cit., n. 193 ad art. 712 a e n. 211 ad art. 712 l CC; SJ 128/2006 I 143 consid. 3.6). Questi, conserva inoltre la sua legittimazione ad agire anche qualora si tratti di far valere o di salvaguardare diritti reali inerenti a parti che, pur essendo comuni, gli sono concesse in uso riservato (o “ particolare ”, come ad esempio un giardino, una terrazza o un posteggio all'aperto: cfr. I CCA sentenza inc. 11.2004.70 del 19 novembre 2007 consid. 4).

Nel caso in cui si tratti di far valere o di salvaguardare diritti reali inerenti a parti comuni, la facoltà di introdurre un'azio­ne fondata sull'art. 641 cpv. 2 CC (rivendicazione, azio­ne negatoria), sull'art. 679 CC (tutela da immissioni) o sull'art. 975 CC (rettifica del registro fondiario), spetta alla Comunione dei comproprietari, chiamata a tutelare gli interessi comuni. Identico principio vale per le azioni pos­sessorie (art. 928 e 929 CC; Wermelinger, La propriété par étages, Friburgo 2002, n. 187 ad art. 712l CC con riferimenti). Trattandosi invece di far valere o di salvaguardare diritti reali inerenti a parti esclusive, le azioni citate spettano al relativo comproprietario ( Wermelinger, op. cit., n. 193 ad art. 712 a e n. 211 ad Wermelinger Wermelinger cit., n. 193 ad art. 712 a e n. 211 ad art. 712 l CC; SJ 128/2006 I 143 consid. 3.6). Questi, conserva inoltre la sua legittimazione ad agire anche qualora si tratti di far valere o di salvaguardare diritti reali inerenti a parti che, pur essendo comuni, gli sono concesse in uso riservato (o “ particolare ”, come ad esempio un giardino, una terrazza o un posteggio all'aperto: cfr. I CCA sentenza inc. 11.2004.70 del 19 novembre 2007 consid. 4). In concreto, trattandosi in sostanza di un'azione intesa alla protezione del possesso di una parte concessa in uso all'istante quale posteggio secondo il piano di assegnazione (cfr. piano dell'assegnazione delle parti comuni), quest'ultima era senz'altro legittimata a proporre l'azione intesa a inibire l'uso illecito di un fondo a scopo di posteggio di veicoli.

In concreto, trattandosi in sostanza di un'azione intesa alla protezione del possesso di una parte concessa in uso all'istante quale posteggio secondo il piano di assegnazione (cfr. piano dell'assegnazione delle parti comuni), quest'ultima era senz'altro legittimata a proporre l'azione intesa a inibire l'uso illecito di un fondo a scopo di posteggio di veicoli. 4. Gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza dei ricorrenti (art. 148 cpv. 1 CPC). In concreto si può tuttavia prescindere – eccezionalmente – dal prelevare spese, i ricorrenti risultando sprovvisti di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore. Non si giustifica nemmeno di assegnare ripetibili all'istante, la quale non si è vista notificare i ricorsi e non ha quindi sopportato costi per l'eventuale stesura di osservazioni.

4. Gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza dei ricorrenti (art. 148 cpv. 1 CPC). In concreto si può tuttavia prescindere – eccezionalmente – dal prelevare spese, i ricorrenti risultando sprovvisti di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore. Non si giustifica nemmeno di assegnare ripetibili all'istante, la quale non si è vista notificare i ricorsi e non ha quindi sopportato costi per l'eventuale stesura di osservazioni. Per i quali motivi,

Per i quali motivi, pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 5 marzo 2008 di RI 1 ed RI 2 è irricevibile. pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 5 marzo 2008 di RI 1 ed RI 2 è irricevibile. 2. Il ricorso per cassazione 5 marzo 2008 di RI 3 e RI 4 è irricevibile.

2. Il ricorso per cassazione 5 marzo 2008 di RI 3 e RI 4 è irricevibile. 3. Non si prelevano tasse o spese né si assegnano ripetibili.

3. Non si prelevano tasse o spese né si assegnano ripetibili. 4. Intimazione a:

4. Intimazione a: –; –; –. –;

–; –;

–; –.

–. Comunicazione al Giudice di pace del circolo della Magliasina.

Comunicazione al Giudice di pace del circolo della Magliasina. Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.