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Per i professionisti del settore bancario elvetico, le minacce contro la Svizzra sono inaccettabili.
I banchieri denunciano in particlare lo spirito autoritario dell'Unione europea.
Le eventuali sanzioni che l'Unione europea potrebbe prendere contro la Confederazione nel caso in cui Berna non dovesse mostrare progressi nel dossier sulla tassazione dei risparmi sono giudicate inaccettabili dall'Associazione svizzera dei banchieri (ASB).
«Ma su quali basi legali si fonda l'Unione europea?», si interroga James Nason, responsabile della comunicazione internazionale nell'ASB.
«La Svizzera non ha violato alcun trattato internazionale né alcun accordo», rileva il portavoce dell'organizzazione. Inoltre, ha aggiunto, Berna ha fatto un'offerta molto generosa proponendo un prelievo alla fonte.
Per Nason si tratta di «una misura molto efficace». Tutti gli attacchi e le critiche provenienti da Bruxelles costituiscono il sintomo di un problema interno dell'Unione europea, ha aggiunto, concludendo che l'ASB non teme tali minacce.
Reazion e analoga da parte del responsabile della Piazza finanziaria di Ginevra. Per François Gilléron, le minacce illustrano lo spirito autoritario dell'Unione europea nei confronti di un piccolo paese come la Svizzera.
swissinfo e agenzie