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SAN PAOLO - Dal 29 marzo al 5 aprile Toyota fermerà i suoi impianti produttivi in Brasile. È una diretta conseguenza delle misure di lockdown dichiarate a livello locale, per contrastare la pandemia di coronavirus.
Una decisione, spiega il colosso giapponese, presa in accordo con i sindacati e che mira a «contribuire a ridurre la circolazione delle persone nel momento più critico della pandemia nel Paese». Sono 5'600 i dipendenti interessati dal provvedimento in quattro stabilimenti, quelli di Sao Bernardo do Campo, Sorocaba, Porto Feliz e Indaiatuba.
Non è il primo caso - Toyota non è la prima casa automobilistica a decidere di sospendere la produzione a causa della sempre più grave emergenza sanitaria. Una settimana fa era stata Volkswagen a decidere per la chiusura degli impianti, dal 24 marzo fino al 4 aprile. «Con l'aggravarsi dei casi della pandemia e l'aumento dell'occupazione dei posti in terapia intensiva negli stati brasiliani» spiegava il colosso tedesco in una nota «l'azienda adotta questa misura per preservare la salute dei suoi dipendenti e dei loro familiari. Nelle fabbriche saranno mantenute solo le attività essenziali. I dipendenti dell'area amministrativa lavoreranno in remoto. La misura è stata decisa d'intesa con i sindacati».
Identico provvedimento è stato preso negli scorsi giorni da Mercedes-Benz e Nissan.
Dal 29 marzo al 5 aprile Toyota fermerà i suoi impianti produttivi in Brasile. È una diretta conseguenza delle misure di lockdown dichiarate a livello locale, per contrastare la pandemia di coronavirus.