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Dopo mesi di ferma opposizione, il partito socialista sta considerando soluzioni per rendere accettabile ai suoi occhi l'accordo quadro con l'Unione europea. Una prima ipotesi propone di estendere le misure di accompagnamento all'intera economia svizzera.
Il PS e i sindacati hanno finora categoricamente rifiutato l'accordo quadro istituzionale perché mette in discussione la protezione dei salari svizzeri. Ma all'assemblea dei delegati socialisti sabato scorso, diverse voci si sono fatte sentire per criticare questo "no" categorico.
Da allora, il presidente del partito Christian Levrat, il capogruppo parlamentare Roger Nordmann e altre figure di primo piano del partito hanno proposto dei modi per sbloccare la situazione. "Come con bilaterali I e II, si tratta di trovare misure e leggi interne che consentano di attuare l'accordo quadro", ha affermato il consigliere nazionale Fabian Molina (PS / ZH).
Delle ipotesi ventilate il presidente Christian Levrat ne conserva una: estendere le misure di accompagnamento, finora applicate solo alle imprese straniere, all'intera economia svizzera.
"Non prenderemmo di mira specificamente solo società straniere; l'intera economia dovrebbe sottomettersi a questi controlli ", ha detto domenica il socialista sui telegiornali della RTS.
Secondo il SonntagsBlick, l'ala moderata all'interno del PS non intende fermarsi qui e una consultazione interna al partito sarebbe in corso per presentare e valutare proposte per rendere l'accordo quadro con l'UE accettabile.