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I grandi consumatori sempre più presenti sul mercato
Berna, 20.11.2015 - Basilea, 20 novembre 2015 – Un grande consumatore su due acquista sul libero mercato l'energia elettrica di cui ha bisogno. Si tratta di circa il 75 per cento dell'energia elettrica liberamente negoziabile in Svizzera. Questi dati attuali sul mercato dell'energia elettrica sono stati presentati dalla Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) durante il forum che quest'anno si è tenuto a Ba-silea. Rappresentanti di primo piano del mondo politico, del settore elettrico e dei consumatori finali hanno discusso sul tema «Di quanta regolazione ha bi-sogno il settore elettrico?». La Consigliera federale Doris Leuthard ha illustrato le sfide che attendono la Svizzera nell'ottica della Strategia energetica 2050.
Oggi si è svolta la sesta edizione del Forum della ElCom. Nel Congress Center di Basilea, davanti a un pubblico di oltre 350 specialisti, oratori di primo piano hanno discusso la questione della regolazione del settore elettrico. La relazione principale (keynote) è stata presentata dalla Consigliera federale Doris Leuthard.
Un grande consumatore su due è sul libero mercato
Nella prima fase di apertura del mercato, solo i grandi consumatori con un consumo annuo di almeno 100 MWh possono scegliere liberamente il loro fornitore. Il gruppo dei grandi consumatori comprende circa 28 000 consumatori finali. Ad essi è imputabile circa la metà dell'intero consumo nazionale di energia elettrica (esclusi i trasporti pubblici). Nei primi due anni di apertura del mercato, solo pochi grandi consumatori hanno approfittato della liberalizzazione perché l'energia elettrica negoziata sul mercato libero era più cara di quella offerta in regime di servizio universale. Con i bassi prezzi praticati nelle borse elettriche, il passaggio al libero mercato è costantemente aumentato. I dati più recenti indicano per il 2016 nuovi valori record: il 56 per cento dei grandi consumatori è ormai sul libero mercato e consuma il 74 per cento dell'energia elettrica liberamente negoziabile. In considerazione dei bassi prezzi sui mercati a termine, questa tendenza dovrebbe confermarsi anche nei prossimi anni. Questi dati sono stati presentati da Brigitta Kratz, vicepresidente della ElCom.
Sono necessarie condizioni quadro stabili
Nella sua keynote, la Consigliera federale Doris Leuthard ha ricordato le sfide della Strategia energetica 2050 dopo la prima deliberazione alle Camere e prima dell'eliminazione delle divergenze, in considerazione anche della nuova composizione del Parlamento, e ha sottolineato l'importanza dell'integrazione del settore elettrico svizzero nel mercato interno europeo. L'accordo sull'energia elettrica necessario a tale scopo è tuttavia subordinato al chiarimento di questioni politiche come la libera circolazione delle persone. L'ulteriore apertura del mercato dell'energia elettrica in Svizzera è da considerare come un'opportunità. Grazie ai presupposti favorevoli, alcune aziende hanno già colto questa opportunità.
David Thiel, CEO della Industrielle Werke Basel, ha illustrato quello che un'azienda elettrica comunale si attende a livello di regolazione: le energie rinnovabili sono disponibili in quantità sufficiente, il problema è renderle utilizzabili in modo flessibile ed economico. Con una «smart regulation», il passaggio da un sistema di approvvigionamento centralizzato a uno integrato dovrà avvenire in modo ordinato e con il minor costo possibile per l'economia nazionale. È necessario garantire la stabilità della rete e l'ottimizzazione, la costruzione e il mantenimento di impianti di produzione rilevanti per il sistema nonché un'imputazione dei costi basata sul principio di causalità.
Ansgar Gmür, direttore dell'Associazione svizzera dei proprietari fondiari, ha fornito un'immagine in chiaroscuro degli effetti che l'apertura del mercato ha sinora avuto sui piccoli consumatori: la prima fase di liberalizzazione è stata pagata soprattutto dai piccoli consumatori. In un mercato completamente liberalizzato, il prezzo è il motore del mercato. Il costo dell'energia elettrica rappresenta solo una piccola parte del bilancio di un'economia domestica; per i consumatori finali il fattore più importante è la sicurezza di approvvigionamento.
Frank Ruepp, Presidente del Gruppo d'interesse delle industrie ad alta intensità energetica (IGEB) richiama l'attenzione sul fatto che la politica energetica e climatica è anche politica industriale e sociale: l'energia elettrica è un importante «fattore di produzione» e non solo un «articolo di consumo». L'energia elettrica è «la vacca da mungere» dei poteri pubblici. La RIC e le tasse di concessione sottraggono tuttavia all'industria importanti liquidità per gli investimenti. Ruepp chiede condizioni pari nei rapporti con l'estero e rifiuta azioni politiche unilaterali.
Kurt Bobst, CEO di Repower ha infine parlato in qualità di rappresentante di un gruppo attivo a livello di gestione di rete, produzione e commercio. Ha invitato a ridurre la densità regolatoria, a mantenere, come filo conduttore, il senso della misura e la proporzionalità, a rendere più efficienti le procedure e a eliminare i doppioni. L'obiettivo deve essere il ritorno all'economia di mercato nel settore elettrico. Ha inoltre richiamato l'attenzione sul fatto che, per quanto riguarda il futuro energetico, l'energia elettrica è la soluzione e non il problema e che l'idroelettrico svizzero deve essere potenziato.
Anne d’Arcy, membro della ElCom, ha illustrato il ruolo del regolatore e le sfide che attendono la ElCom. Circa 700 gestori di rete riforniscono di energia elettrica i Comuni svizzeri. Circa la metà dei gestori sono imprese di piccole o piccolissime dimensioni. Ciò richiede, per quanto possibile, una semplificazione delle procedure e principi regolatori semplici, in modo da poter tenere conto delle particolari condizioni esistenti in Svizzera. È a questo che si mira con la regolazione Sunshine. Inoltre, ovunque possibile, bisogna puntare sulla concorrenza. Un esempio a tale riguardo è la metrologia.
L'evento si è concluso con il seguente esito: Meno regolazione possibile attuando soltanto la regolazione strettamente necessaria. Deve essere data importanza a autoresponsabilità e competizione. Certezza giuridica, sicurezza degli investimenti e stabilità sono pilastri importanti della regolazione.
La ElCom
La Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) è l'autorità di regolazione statale e indipendente del settore elettrico che vigila sul rispetto della legge sull'approvvigionamento elettrico e della legge sull'energia, emanando le decisioni necessarie.
Veglia sui prezzi dell'energia elettrica e può ordinare riduzioni o vietare aumenti. Inoltre decide in qualità di autorità giudiziaria in caso di divergenze relative all'accesso alla rete o al pagamento della rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Oltre a ciò, sorveglia la situazione sotto il profilo della sicurezza dell'approvvigionamento e disciplina le questioni concernenti il trasporto e il commercio internazionale di energia elettrica.
I sette membri della ElCom sono nominati dal Consiglio federale. Si tratta di persone indipendenti dal settore elettrico. La ElCom è presieduta dall'ex Consigliere agli Stati Carlo Schmid-Sutter ed è sostenuta da una segreteria tecnica con sede a Berna e diretta dall'avvocato Renato Tami.
Indirizzo cui rivolgere domande
Carlo Schmid-Sutter, Presidente, tel. 079 585 15 85
Renato Tami, Direttore, tel. 079 763 87 28
Commissione federale dell'energia elettrica ElCom
3003 Berna
Tel. +41 58 462 58 33
Fax +41 58 462 02 22
E-mail: <email-pii>
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