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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale non ritiene che le ragioni all'origine del divieto di trasporto internazionale di bestiame dovrebbero indurre a prendere il medesimo provvedimento anche per i volatili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il diritto vigente, il trasporto di bovini, ovini, caprini e suini può avvenire esclusivamente su rotaia o per via aerea (art. 175 dell'ordinanza sulla protezione degli animali, OPAn; RS 455.1). Dato che per il transito attraverso la Svizzera su rotaia o per via aerea le premesse necessarie non sono date (mancanza dell'infrastruttura di trasbordo, dispendio finanziario e di tempo in sede di sdoganamento ecc.), ne risulta, in sostanza, un divieto di transito.</p><p>Benché questa norma non si applichi ai volatili, non si sono registrati negli ultimi anni transiti di tali animali, né di animali da macello. Evidentemente, le formalità doganali e i relativi ritardi al momento dell'entrata e dell'uscita dal Paese concorrono a rendere poco attrattivi i trasporti internazionali di volatili attraverso la Svizzera. Una regolamentazione di tali trasporti non appare pertanto necessaria.</p><p>Inoltre, si può rinviare all'iniziativa parlamentare Marty Kälin 07.417, "Controlli alle frontiere e trasporto d'animali" - pendente in Parlamento - che tratta questa problematica. Nella sua presa di posizione in merito, del 2 settembre 2009, il Consiglio federale ha ricordato che la regolamentazione sancita oggi dall'articolo 175 OPAn è stata iscritta nell'allegato 11 dell'Accordo agricolo bilaterale tra la Svizzera e l'UE dopo duri e difficoltosi negoziati in seno al comitato veterinario misto. Ciò consente alla Svizzera di attenersi per il momento al divieto di transito su strada, conformemente all'articolo 175 OTAn, benché vada sottolineato esplicitamente che la questione sarà ridiscussa dal suddetto comitato. Il divieto di transito su strada sarà oggetto di discussioni anche nel quadro dei negoziati per un accordo di libero scambio tra la Svizzera e l'UE in ambito agricolo, alimentare e sanitario.</p>  Risposta del Consiglio federale.