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BERNA - Il reddito dei parlamentari è più che raddoppiato negli ultimi 20 anni, dal 12’000 franchi a 26’000. Inoltre ciascun membro del consiglio riceve un’indennità giornaliera di 440 franchi per ogni giorno passato in parlamento (compresi commissioni o gruppi parlamentari). Ogni parlamentare guadagna così circa 130’000 franchi all’anno.
Per il consigliere nazionale Roger Köppel si tratta di una cifra troppo elevata, e pertanto chiede di dimezzare le entrate dei parlamentari. La proposta non è nuova: già l’anno scorso Christoph Blocher aveva avanzato una proposta simile.
Köppel vorrebbe abbassare le entrate dei parlamentari soprattutto perché questi, percependo alte indennità giornaliere quando lavorano in parlamento, «non sono incentivati a svolgere velocemente il proprio lavoro, anzi. Vengono creati sempre più regolamenti e leggi insensate». Pertanto Köppel vorrebbe vedere in parlamento più lavoratori, e non solo politici professionisti e milionari. «Ci vuole una politica più realistica e meno lontana dalla popolazione».
Ma per Roger Nordmann le cose non stanno così: «I parlamentari dedicano molto tempo al loro lavoro. Vengono contattati 24 ore su 24 dai giornalisti, e devono sempre essere aggiornati anche su argomenti complessi. È perciò difficile avere un altro lavoro accanto a quello di parlamentare».
E per Nordmann si avrebbe un effetto contrario a quello voluto da Köppel: «Se le entrate dovessero dimezzarsi, significa che i parlamentari dovrebbero trovare un’altra fonte di guadagno. Ciò significherebbe che aumenterebbero solo i parlamentari benestanti. Se i salari dovessero cambiare, aumenterebbe anche l’influenza delle persone e delle organizzazioni esterne».