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Il dato record è però da relativizzare: molti riguardano le società "zombie" tenute in vita dalle misure di sostegno
ZURIGO - Il numero di fallimenti aziendali in Svizzera ha superato l'anno scorso la soglia simbolica dei 10'000, progredendo del 37% a un massimo storico di 10'126 unità. Ogni settimana sono scomparse quasi 200 aziende, ha comunicato oggi la società di informazioni economiche Creditreform.
Il forte aumento a ritmo annuale deve tuttavia essere relativizzato. Le misure di sostegno all'economia destinate a contrastare gli effetti del coronavirus hanno permesso ad alcune aziende cosiddette "zombie" di evitare negli ultimi due anni un fallimento altrimenti inevitabile, secondo il comunicato.
Il numero di insolvenze si è attestato a 6796, in aumento del 33% rispetto a 12 mesi prima. Ma il sovraindebitamento o l'esaurimento della liquidità non rappresenta l'unica causa di insolvenza: 3330 società sono fallite per lacune nell'organizzazione (articolo 731b del Codice delle obbligazioni), segnando un incremento del 46%. Alcune di queste imprese non avevano un organo di revisione o una sede commerciale. Secondo Creditreform, ciò suggerisce che queste società siano state deliberatamente lasciate in uno stato di abbandono per sfuggire alle responsabilità.
Nel solo mese di dicembre, il numero di fallimenti aziendali è aumentato del 31% rispetto all'anno precedente a 959. Si prevede che la tendenza negativa continui quest'anno a causa delle numerose incertezze economiche provocate dalla guerra in Ucraina, dall'aumento dei costi dell'energia, dall'elevata inflazione nell'eurozona e dalla recessione probabilmente inevitabile in molti Paesi, sottolinea Creditreform.