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41a sessione del Consiglio dei diritti umani - La Svizzera presenta con successo due risoluzioni
Berna, 12.07.2019 - Si conclude oggi a Ginevra la 41a sessione del Consiglio dei diritti umani (CDU), nel cui quadro sono state accolte due risoluzioni presentate dalla Svizzera: la prima relativa ai matrimoni precoci e forzati e la seconda a favore della parità salariale.
Allineandosi al tema di questa sessione, la Svizzera si è battuta per sostenere i diritti delle donne e, congiuntamente con l’Islanda, ha presentato una risoluzione sulla parità salariale. Tale iniziativa incoraggia gli Stati ad adottare misure concrete per eliminare le disparità di genere in tutti i settori. Questa risoluzione, la prima sul tema in seno al CDU, ha goduto di ampio sostegno da parte degli Stati ed è stata adottata per consenso.
La Svizzera ha anche proposto, in cooperazione con numerosi Stati partner, una risoluzione sul tema dei matrimoni forzati e precoci che punta ad analizzare le conseguenze di questa pratica sulle donne e le bambine e chiede all’Alto Commissariato dell’ONU per i diritti umani di presentare le misure disponibili affinché le vittime possano accedere alla giustizia a livello nazionale e locale.
Il CDH ha inoltre portato avanti il suo intervento sulla situazione in materia di diritti umani in numerosi Paesi quali la Bielorussia, l’Eritrea, il Nicaragua, la Siria e il Venezuela. È stata anche approvata una nuova risoluzione sulle Filippine, che fa appello al Governo di questo Paese per prevenire le sparizioni forzate e le esecuzioni extragiudiziarie e lo invita a svolgere inchieste indipendenti a questo proposito. La questione delle sparizioni forzate è stata affrontata anche nel quadro della presentazione del rapporto sull’omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi.
Durante la 41a sessione, la Svizzera si è particolarmente impegnata per il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario – quando questo si applica – nei conflitti. Nello specifico ha ribadito l’importanza del rispetto dei diritti umani in una logica di prevenzione per evitare che i conflitti si inaspriscano. Sulla scia di questa considerazione la Svizzera ha preso posizione in merito alle situazioni in Myanmar, Nicaragua, Sudan e Venezuela, come pure in Colombia, Libia, Ucraina e Siria.
La Svizzera ha infine colto l’occasione offerta dai numerosi dialoghi con i relatori speciali e gli esperti indipendenti per sottolineare l’importanza del loro lavoro. Sono proprio queste persone, incaricate dal CDU di stilare rapporti su questioni tematiche specifiche o sulla situazione in un determinato Paese, a fornire un contributo importante alla promozione, al rispetto e all’attuazione dei diritti umani nel mondo. La Svizzera si è impegnata attivamente per il rinnovo dei mandati di vari relatori speciali, tra cui quelli sul diritto di riunione pacifica e di associazione, sulla violenza contro le donne nonché quelli sulla situazione in Bielorussia e in Eritrea.
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Ultima modifica 05.01.2016