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BERNA - La Svizzera - con Germania, Italia, Paesi Bassi e Svezia - accoglie con favore l'entrata in vigore oggi dell'accordo sul cessate il fuoco bilaterale temporaneo tra il governo colombiano e l'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN).
I cinque paesi membri del "Gruppo di sostegno, accompagnamento e cooperazione al tavolo di negoziazione di Quito" (GPAAC) si congratulano con i team dei negoziatori che hanno condotto a buon fine questo processo, sottolinea in una nota odierna il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il GPAAC invita entrambe le parti a rispettare rigorosamente i termini della tregua, raggiunta dopo oltre 50 anni di conflitto armato.
Berna auspica che la tregua, concordata il 4 settembre e che sarà in vigore fino al 9 gennaio, possa in primo luogo migliorare la situazione umanitaria della popolazione civile. Come membro del GPAAC, la Confederazione conferma la propria disponibilità ad appoggiare e accompagnare i negoziati tra governo e l'ELN al fine di instaurare una pace completa e duratura in Colombia.
Per le regioni colombiane particolarmente colpite dalla violenza, il cessate il fuoco apre un ventaglio di possibilità, tra le quali una maggiore partecipazione al processo di pace da parte di cittadini di tutte le fasce sociali, nota il DFAE.
L'ELN, inizialmente ispirato dalla rivoluzione cubana, combatteva il governo di Bogotà dal 1964. Attualmente ha ancora circa 1500 combattenti. Nel novembre del 2016 il parlamento colombiano ha definitivamente ratificato un accordo di pace con le Forze armate della Colombia (FARC), la maggiore organizzazione guerrigliera del paese sudamericano che ultimamente contava 7000 uomini.