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Le ondate canicolari che hanno investito l'Europa nel corso dell'estate del 2002 (la più calda della storia moderna) hanno provocato almeno 15'000 morti. Lo ha reso noto, in occasione dell'apertura della COP27 sul clima in Egitto, l'Organizzazione mondiale della sanità facendo riferimento a una stima ancora incompleta dei dati. Tengono conto di 4'500 decessi imputabili alla canicola registrati in Germania, di quasi 4'000 in Spagna, di oltre 3'200 in Gran Bretagna e di un migliaio in Portogallo. Non comprendono invece ancora quelli di altri paesi che hanno registrato un eccesso di mortalità tra giugno e agosto, come la Francia dove l'istituto di statistica INSEE, durante la scorsa estate ha registrato oltre 11'000 decessi in più rispetto a quelli del 2019, prima della pandemia di Covid.
"Il cambiamento climatico ci sta già uccidendo, ma un'azione forte oggi può prevenire più morti", ha affermato il direttore della filiale europea dell'OMS, Hans Kluge, in un comunicato nel quale si sottolinea che "lo stress da caldo, quando il corpo non riesce a raffreddarsi, è la principale causa di morte per agenti atmosferici nella regione europea. Le temperature estreme possono anche esacerbare condizioni croniche, comprese malattie cardiovascolari, respiratorie e cerebrovascolari e condizioni legate al diabete". Inoltre gli incendi legati all'alta temperatura e alla siccità hanno provocato numerose morti e causato le emissioni di carbonio più elevate dal 2007.
Negli ultimi 50 anni "le temperature estreme hanno causato oltre 148'000 vittime nella regione europea" calcola l'OMS Europa che esorta i paesi riuniti a Sharm el Sheikh ad adottare "misure di adattamento e mitigazione veramente drastiche per affrontare il cambiamento climatico". La riduzione delle emissioni si tradurrà "in molteplici benefici per la salute e la società affrontando contemporaneamente i cambiamenti climatici e l'inquinamento atmosferico, che ogni anno uccidono circa 550'000 persone nella nostra regione su un totale stimato globale di 7 milioni".
- SEIDISERA del 07.11.2022: La Conferenza mondiale sul clima