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Esistono vari modi per rendere l’aula un luogo di accettazione e integrazione tra le comunità. Le reazioni degli studenti dipendono da fattori culturali, come il loro grado di accettazione del contatto visivo, la loro ricettività all’istruzione di gruppo o il loro modo di raccontare una storia o recitare una scena. Se c’è un conflitto razziale nella classe, dovrebbe essere affrontato con franchezza, senza cercare di eluderlo.
La nozione di “minoranza” viene spesso confusa con quella di “etnia” e, spesso, con quella di “comunità”. Il termine “gruppo di minoranza” è piuttosto vago ed è usato anche per riferirsi a popolazioni indigene, popolazioni sfollate, lavoratori migranti, rifugiati e persino maggioranze oppresse. Comune a tutti questi gruppi è spesso la povertà. Un gruppo minoritario può cessare di esserlo se diventa abbastanza potente. I membri di gruppi minoritari hanno diritti individuali, ma di solito rivendicano anche alcuni diritti collettivi come membri del gruppo. A seconda dei casi, sarà il diritto all’autodeterminazione (culturale e politica), il diritto alla terra, il diritto alla riparazione (in caso di espropriazione), il diritto al controllo delle risorse naturali o il diritto all’accesso ai siti beni religiosi.
Tutti abbiamo un’identità culturale, anche se non sempre ne siamo consapevoli, perché è parte integrante di noi stessi. Tuttavia, nei Paesi con minoranze etniche, religiose, linguistiche o indigene, il problema dell’identità culturale si pone spesso in termini di rispetto dei diritti umani, in particolare quando chi detiene il potere pretende di imporre la propria cultura alle minoranze. La Convenzione sui diritti dell’infanzia presta particolare attenzione al diritto del bambino all’identità culturale. L’articolo 29 garantisce al fanciullo un’educazione che instilli in lui il rispetto della sua lingua e dei suoi valori culturali. L’articolo 30 in particolare riconosce che i bambini indigeni, o i bambini appartenenti a gruppi minoritari, abbiano il diritto ad avere una propria vita culturale, a praticare la loro religione o a usare la loro lingua e l’articolo 31 riconosce anche il diritto di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica.
La Dichiarazione universale sulla diversità culturale dell’Unesco (2 novembre 2001) sottolinea, nel suo primo articolo, il legame tra identità culturale: “La cultura assume forme diverse nel tempo e nello spazio. Questa diversità si incarna nell’originalità e nella pluralità delle identità che caratterizzano i gruppi e la società che compongono l’umanità. Fonte di scambio, innovazione e creatività, la diversità culturale è, per l’umanità, tanto necessaria quanto la biodiversità nell’ordine della vita”.
La discriminazione e il razzismo sono problemi sociali che si verificano anche in classe e nel cortile della scuola. Durante gli anni di scuola, gli allievi vivono in un ambiente in cui la diversità è la norma e i rapporti tra pari non sempre si svolgono senza intoppi. Come possiamo quindi promuovere l’apprendimento del rispetto e garantire una convivenza il più possibile armoniosa?