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Una manifestazione spontanea si è svolta nei pressi della stazione. Un oratore ha parlato di 20'000 partecipanti
Protestano contro le decisioni prese oggi dal Consiglio federale.
BERNA - Circa mille persone si sono riunite a Berna sulla piazza della stazione per una manifestazione spontanea contro l'estensione del certificato Covid. «La vaccinazione obbligatoria dalla porta di servizio è qui», si legge in un appello sui social media.
L'appello è stato lanciato da alcune organizzazioni che tempo si oppongono alle misure anti Covid-19. La manifestazione ha preso il via verso le 19.00 ed è continuata con un corteo in direzione della Piazza federale. Nel corso del pomeriggio, la piazza della stazione è stata tuttavia transennata dalla polizia. Gli agenti hanno accompagnato la manifestazione indossando gilet luminosi, seguiti dai granatieri in tenuta antisommossa.
Il corteo si è concluso su Piazza federale dopo le 21.00, ha indicato all'agenzia di stampa Keystone-ATS Reto Nause, il direttore della sicurezza della città di Berna. «Si è voluto proteggere il Palazzo Federale e perciò, tra le altre cose, è stata posta una recinzione sul bordo della Piazza Federale, che però è rimasta liberamente accessibile», ha spiegato. Gli organizzatori della manifestazione avevano concordato in anticipo un percorso con le autorità e si sono attenuti ad esso.
Trattandosi di una manifestazione spontanea, gli organizzatori non erano tenuti a ottenere un'autorizzazione. L'esecutivo della capitale ha esplicitamente sconsigliato di partecipare alla manifestazione di mercoledì. La città di Berna ha inoltre incaricato la polizia cantonale di prendere le misure necessarie per garantire la sicurezza. Le stime del numero di manifestanti erano molto diverse. Un giornalista di Keystone-ATS ha contato circa 1000 persone nel corteo. Un oratore ha parlato di 20.000 partecipanti su Piazza Federale, mentre Reto Nauser ha ipotizzato diverse migliaia di manifestanti.
Perturbazioni in arrivo. La più «attiva» è attesa per metà settimana. La giornata più piovosa? Giovedì.
MeteoSvizzera: «Nonostante l'incertezza riguardo ai quantitativi e alla distribuzione, sembra che il Sud delle Alpi sia tra i buoni candidati per ricevere abbondanti quantitativi di precipitazioni».
La 29esima edizione dell'evento ha preso il via questo pomeriggio, dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia.
Il motto di quest'anno è "Think". Gli organizzatori: «Una comunità che vuole ballare, ridere, flirtare e celebrare la gioia di vivere, per la pace, la gioia, la generosità e la tolleranza».
È ancora chiuso, dopo più di due mesi, il centro fitness Top5 di Vezia. Ma i clienti, mai rimborsati, non dimenticano.
«Sto facendo il possibile, ma subentrano dei tempi tecnici», si giustifica il gerente della palestra. I clienti possono però procedere, «prima con un ultimatum, poi con un precetto esecutivo», spiega l'avvocatessa Katya Schober-Foletti.
Il nostro Cantone è il più colpito dai fulmini, nel confronto con il resto del Paese
La loro pericolosità è nota, come anche la possibilità di causare incendi boschivi. Però, dal Cantone c'è esperienza e monitoraggio: «Sono gli incendi causati dall'uomo a preoccuparci maggiormente».
Il sospetto è che vi sia stata una violazione sulla legge dei cartelli.
L'azienda si sarebbe rifiutata di fornire prodotti a un grossista elvetico alle stesse condizioni che aveva precedentemente concordato altrove all'estero.
I cittadini elvetici desiderosi di farsi vaccinare nelle località francesi vicine a Ginevra sono stati respinti
«Priorità ai residenti locali», viene detto. D'altra parte, nel nord della Francia, i belgi si vaccinano senza problemi.