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Si sono aperte le urne in Armenia, che oggi è chiamata a rinnovare i 131 seggi del parlamento (Assemblea nazionale) nel primo voto nazionale dalle elezioni presidenziali del 2008, che furono contestate dall'opposizione come viziate da brogli e produssero violenti scontri con 10 morti.
I sondaggi danno per favoriti i due partiti che sostengono il governo di coalizione, con la maggioranza relativa attribuita al Partito repubblicano del presidente, Serge Sarkissiam, seguito dall'alleato Armenia Prospera del miliardario ed ex campione di braccio di ferro Gaguik Tsarukian.
Le autorità della piccola repubblica caucasica ex sovietica di 3,3 milioni di abitanti hanno promesso una consultazione trasparente e giusta e prevedono una "forte partecipazione al voto", come ha dichiarato un presidente di seggio della capitale Jerevan all'Afp. Il principale partito d'opposizione, Congresso nazionale armeno, che accusa il presidente e il suo governo di corruzione, denuncia preventivamente brogli su larga scala e ha chiamato i simpatizzanti a protestare.
La campagna elettorale è stata caratterizzata dai gravi problemi economici, con un'elevato tasso di disoccupazione, e dalla tensione causata dalla chiusura delle frontiere con i vicini Azerbaigian e Turchia, con cui sono aperte delle dispute territoriali.
I seggi si chiuderanno alle 20:00 locali (le 18:00 svizzere) e a caldo saranno resi noti gli exit poll, ma si prevede che i risultati ufficiali non saranno noti prima della notte fonda o domani.