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<h2>SubmittedText<h2><p>L'esternalizzazione dei servizi pubblici prosegue a un ritmo intenso e riguarda tutti i fornitori di servizi. Di recente Swisscom ha comunicato di voler prendere in considerazione l'esternalizzazione dei suoi call center nell'ambito di una più ampia ristrutturazione delle proprie attività. A settembre 2015 la Posta aveva reso nota la decisione di non continuare a gestire la propria flotta di autocarri superiori a 3,5 tonnellate, dopo aver annunciato di voler aumentare la sua offerta commerciale nell'e-commerce, facendo recapitare i pacchi la domenica da vettori privati. Nel 2016 le FFS hanno a loro volta deciso di esternalizzare a fornitori esterni lo svolgimento degli esami medici di idoneità dei ferrovieri richiesti dall'Ufficio federale dei trasporti, che in origine faceva parte delle prestazioni fornite dal loro servizio medico interno. </p><p>Si osserva pertanto che i servizi pubblici della Confederazione ricorrono con frequenza crescente a subappaltatori o scelgono di cedere alcune delle proprie attività di carattere pubblico a fornitori esterni.</p><p>Chiedo, quindi, al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quanti licenziamenti sono stati causati da questa strategia di esternalizzazione presso Swisscom, la Posta e le FFS, dal momento della loro trasformazione in società anonime di diritto pubblico? In che misura tale strategia ha un impatto sul numero e sulla qualità dei posti di lavoro offerti da dette aziende?</p><p>2. In quale misura la suddetta strategia di esternalizzazione mediante subappalto e cessione ha contribuito a ridurre l'offerta di posti di apprendistato presso le aziende del servizio pubblico?</p><p>3. Qual è l'impatto sulle condizioni di lavoro e sui salari dei dipendenti (ad es. la differenza tra un dipendente della Posta e un venditore di un'agenzia)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Swisscom, la Posta e le FFS non attuano alcuna "strategia di esternalizzazione". Già da molti anni la Posta ricorre a subappaltatori, laddove ciò appare giustificato per motivi aziendali. Da quando queste aziende sono state trasformate in società anonime, si è verificato un caso di esternalizzazione, che ha interessato i conducenti (flotta di veicoli pesanti). Complessivamente 187 persone sono state toccate da questa misura; a tutte è stato proposto di continuare a lavorare per la Posta. In passato, anche Swisscom ha esternalizzato singole attività, impegnandosi a offrire alle persone coinvolte una nuova prospettiva presso l'acquirente e a evitare licenziamenti. Per quanto riguarda la riduzione dei call center (da 14 a 8), i collaboratori delle sedi interessate dalla chiusura sono stati distribuiti tra quelle rimanenti. Per le persone il cui nuovo tragitto verso il posto di lavoro non risulta praticabile è messo in atto un piano sociale. Ai fini di aumentare la flessibilità e offrire una migliore copertura durante gli orari di punta, Swisscom ha inoltre intensificato la collaborazione con società di call center partner in Svizzera. Anche le FFS verificano regolarmente i propri campi di attività, orientandoli, se del caso, al core business. In quest'ottica, dall'estate del 2017 l'azienda accentrerà i compiti del servizio medico, le cui attività principali verranno in futuro svolte internamente, mentre le prestazioni sanitarie, come ad esempio le visite preliminari, saranno effettuate da specialisti terzi. A seguito di tale provvedimento non sono annunciati licenziamenti per motivi economici, e le misure di politica del personale derivanti da detta ristrutturazione sono state concordate con le parti sociali.</p><p>2. In conformità con gli obiettivi strategici, il Consiglio federale parte dal presupposto che Swisscom, la Posta e le FFS perseguano una politica del personale moderna e socialmente responsabile, di cui fa parte anche l'offerta di una formazione professionale di base al passo coi tempi. Considerando la formazione professionale come una forma di responsabilità sociale, da anni Swisscom, la Posta e le FFS ampliano costantemente la propria offerta di posti di apprendistato tenendo particolarmente in considerazione lo sviluppo demografico e la carenza di personale qualificato in Svizzera. Rispetto al numero di effettivi del personale (a tempo pieno), alla fine del 2015 la quota di apprendisti presso Swisscom ammontava al 5,3 per cento, presso la Posta al 5,7 per cento e presso le FFS al 5,1 per cento. Lo scorso anno le tre imprese hanno formato complessivamente circa 4500 apprendisti (la Posta 2077, le FFS 1488 e Swisscom 903).</p><p>3. Le eventuali esternalizzazioni non influiscono sulle condizioni di lavoro dei collaboratori di Swisscom, della Posta e delle FFS che continuano a prestare il proprio servizio presso una delle tre aziende; essi dispongono infatti di un contratto collettivo di lavoro (CCL), nel quale, sulla base delle trattative condotte con le parti sociali, sono stabiliti i salari e le condizioni di lavoro. Le agenzie postali sono partner indipendenti sotto il profilo giuridico ed economico, per i quali la fornitura di servizi postali rappresenta un'attività secondaria. Pertanto la retribuzione dei dipendenti compete ai partner che gestiscono l'agenzia. In caso di esternalizzazione di rami aziendali, nell'ambito della quale vengono trasferiti anche collaboratori, Swisscom negozia con gli acquirenti una serie di garanzie relative alle condizioni di assunzione, ai salari e all'occupazione per un periodo di almeno un anno. Inoltre, anche le parti sociali cercano il dialogo con l'acquirente o con il partner prestatore dei servizi e conducono trattative in vista della stipula di un CCL.</p>  Risposta del Consiglio federale.