Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/69492

<h2>SubmittedText<h2><p>Il virus H5N1 si diffonde sempre più ed è accertato che l'influenza aviaria può colpire anche le persone. Si teme in particolare che il virus possa mutare in modo tale da risultare trasmissibile da essere umano a essere umano. Occorre quindi adottare tutti i provvedimenti del caso per proteggere la popolazione, che deve essere informata in modo chiaro e inequivocabile sui rischi e sulle possibilità di guarigione, nonché sulla prevenzione e l'approvvigionamento di farmaci. Poiché riteniamo che sino ad oggi ciò non sia garantito in misura sufficiente, chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In un'intervista rilasciata alla "NZZ" lo scorso 4/5 marzo 2006, il consigliere federale competente ha dichiarato che, nel caso in cui una pandemia d'influenza aviaria dovesse scoppiare in Asia, la Svizzera avrebbe tempo a sufficienza per disciplinare la distribuzione di Tamiflu. Il Consiglio federale condivide tale opinione?</p><p>a. La trasmissione del virus da essere umano a essere umano non potrebbe verificarsi in qualsiasi altro luogo del mondo?</p><p>b. Non occorre partire dal presupposto che persino le persone che si trovano nel punto più recondito del pianeta potrebbero raggiungere qualunque altro luogo della terra, anche la Svizzera, nel giro di giorni o di ore?</p><p>2. L'efficacia del Tamiflu contro l'influenza aviaria è comprovata? È vero che si sono già scoperti ceppi di virus resistenti a questo medicamento?</p><p>3. Il Consiglio federale sostiene finanziariamente e mediante altri provvedimenti il rapido sviluppo di un vaccino contro l'influenza aviaria?</p><p>4. L'Organizzazione mondiale della sanità, l'Organizzazione mondiale dell'alimentazione e l'Organizzazione mondiale della salute animale raccomandano di inviare campioni virali a determinati laboratori di riferimento affinché possano essere comparate tra loro le caratteristiche dei diversi ceppi di virus. Tuttavia alcuni interessi, come quelli legati ai diritti d'autore, di ricerca e pubblicazione, possono intralciare questa fase importante dello sviluppo di un vaccino per combattere un'eventuale pandemia di influenza aviaria. Il Consiglio federale è disposto a rispondere all'appello lanciato dalle organizzazioni internazionali summenzionate adottando misure concrete?</p><p>5. Il Consiglio federale collabora con i cantoni per assicurare all'insieme della popolazione svizzera un approvvigionamento ottimale di medicamenti oppure, come accennato nell'intervista summenzionata, intende limitarsi a determinati gruppi? In questo caso, quali sono le cerchie di persone che non rientrano fra i destinatari del piano di approvvigionamento deciso dal collegio governativo per combattere l'influenza aviaria?</p><p>6. Attraverso quali canali e secondo quali modalità avverrà la distribuzione dei farmaci?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è del parere che il tempo necessario all'organizzazione della distribuzione di Tamiflu sarà sufficiente in caso di pandemia. Il Dipartimento federale dell'interno (DFI) sta attualmente collaborando attivamente con i cantoni al fine di disciplinare il piano di distribuzione. Una parte della riserva nazionale sarà già distribuita ai cantoni durante la fase 5 della scala elaborata dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) affinché questi abbiano il tempo necessario per organizzare la distribuzione di Tamiflu. La distribuzione avrà quindi luogo prima che l'OMS dichiari ufficialmente lo scoppio della pandemia (fase 6) e prima che tale pandemia si propaghi in Svizzera.</p><p>1.a In teoria, una mutazione del virus può avvenire in qualsiasi parte del globo. Tuttavia, le probabilità che ciò si verifichi sono maggiori nei Paesi in cui le persone vivono a stretto contatto con il pollame, vale a dire soprattutto in Asia. Perché ciò avvenga è necessario che il virus si sia esteso attraverso la popolazione aviaria e che vi siano casi umani conclamati. L'estensione sempre più ampia del virus aumenta le possibilità di contagio umano. Ogni nuovo caso umano permette al virus di evolversi in un ceppo pandemico certamente trasmissibile.</p><p>1.b Una pandemia d'influenza non si manifesta dall'oggi al domani. Affinché ciò avvenga devono verificarsi tre condizioni: deve manifestarsi un nuovo virus influenzale, contro il quale il grado d'immunità della popolazione è nullo; il virus deve provocare una malattia grave nell'essere umano e deve potersi trasmettere facilmente da persona a persona. Il segno precursore più importante per una pandemia imminente è la concentrazione spaziale e temporale di gruppi di malati; questa condizione è l'indice di una trasmissione interumana del virus. Sulla scorta dell'esperienza determinata dalla SARS, è noto che focolai di malattie possono manifestarsi nello spazio di qualche giorno e in più regioni del globo. Occorrono tuttavia svariate settimane perché una popolazione più ampia sia contagiata. Secondo il piano di pandemia dell'OMS, la situazione attuale costituisce la fase 3 (su una scala che ne conta 6): un nuovo virus provoca infezioni, ma non è facilmente trasmissibile da una persona all'altra.</p><p>2. Il Tamiflu permette di ridurre efficacemente la gravità e la durata dell'influenza stagionale, a condizione di curarla entro le 48 ore che seguono la manifestazione dei primi sintomi. Per quanto riguarda l'influenza H5N1, i dati clinici a disposizione sono limitati. Tuttavia l'OMS ritiene che il Tamiflu sia efficace contro i virus Influenza con potenziale pandemico. Sono stati osservati alcuni rari casi di resistenza al Tamiflu, un fenomeno che, pur non costituendo una sorpresa, va tenuto sotto stretta osservazione.</p><p>3. L'acquisizione di vaccini e l'approvvigionamento della popolazione sono molto importanti. Per risolvere in modo duraturo l'approvvigionamento di vaccini in caso di pandemia è necessario che la produzione, ovunque essa avvenga, possa essere adeguata ai nuovi metodi di fabbricazione. Gli esperti ritengono che fra cinque o dieci anni la produzione di vaccini sarà di tipo cellulare, più rapida e sicura di quella attuale. Si tratta pure di vigilare affinché la capacità produttiva sia in grado di coprire il fabbisogno di tutta la popolazione svizzera.</p><p>Attualmente, per l'approvvigionamento della popolazione con vaccini contro l'influenza stagionale, la Svizzera dipende totalmente dall'estero. Infatti, le componenti di base utilizzate da Berna Biotech per la produzione di vaccini provengono dall'estero.</p><p>Il 9 dicembre 2005 il Consiglio federale ha incaricato il DFI di intavolare negoziati con lo scopo di assicurare l'approvvigionamento di tutta la popolazione con vaccini in caso di pandemia. Al DFI sono state presentate numerose offerte da parte di produttori svizzeri ed esteri, le quali sono state discusse con le aziende interessate e valutate da esperti e dai servizi competenti del DFI. Nel quadro di tali discussioni il DFI sta attualmente vagliando diverse opzioni, incluso il finanziamento dell'infrastruttura per la produzione nazionale. Il Consiglio federale esaminerà le proposte del DFI e comunicherà le sue decisioni nei prossimi mesi. Per valutare la situazione il governo terrà conto della questione della dipendenza dall'estero.</p><p>4. I detentori di volatili sono tenuti ad annunciarne la morte al loro veterinario, così come l'inattesa comparsa di una malattia che tocchi una grande quantità di animali o un forte abbassamento del rendimento degli stessi. Gli uccelli selvatici e il pollame sono oggetto di una stretta sorveglianza, al fine di controllare la propagazione del virus dell'influenza aviaria in Svizzera. I campioni sono analizzati dal laboratorio di riferimento delle malattie aviarie di Zurigo. I campioni positivi sono inviati al laboratorio di riferimento dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) per una conferma. I risultati positivi sono trasmessi all'OIE.</p><p>Per quanto riguarda le persone, la sorveglianza del virus influenzale è realizzata dal sistema Sentinella e dal Centro nazionale influenza di Ginevra (CNI). Ogni settimana, il CNI annuncia i risultati in suo possesso all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), all'OMS e all'European Influenza Surveillance System, che raccolgono le informazioni sulla situazione dell'influenza aviaria in Europa per analizzarle. I ceppi rappresentativi sono inviati al centro di riferimento dell'OMS a Londra per essere confrontati con gli isolati di altri Paesi. Tale sistema di sorveglianza rientra in una rete mondiale coordinata dall'OMS.</p><p>La Confederazione, tramite l'UFSP e l'Ufficio federale di veterinaria, opera in stretta collaborazione con i laboratori di riferimento summenzionati e li sostiene finanziariamente, garantendo in tal modo lo scambio di informazioni e dei ceppi virali a livello internazionale.</p><p>5. L'obiettivo del Consiglio federale è di organizzare la distribuzione di Tamiflu iniziando dalle scorte nazionali per arrivare ai cantoni. Le scorte sono dotate di una quantità sufficiente di medicamenti per la cura di tutte le persone che si prevede possano ammalarsi durante la pandemia. Secondo stime che tengono conto del peggiore scenario possibile, il contagio potrebbe raggiungere anche il 25 per cento della popolazione residente in Svizzera.</p><p>6. Durante una pandemia, le persone contagiate sono curate con capsule di Tamiflu, mentre la profilassi del personale sanitario avviene provvisoriamente presso gli istituti di cura mediante l'assunzione orale di una soluzione di Oseltamivir. I cantoni decideranno nel quadro del loro piano di pandemia se la distribuzione dei medicamenti ai pazienti avverrà attraverso i canali di distribuzione abituali (farmacisti e medici autorizzati a dispensare farmaci) o se verranno istituite strutture ad hoc (ambulatori specializzati per la cura dell'influenza).</p>  Risposta del Consiglio federale.