Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/146830

<h2>SubmittedText<h2><p>Ai fini del promovimento militare della pace, il rapporto sull'esercito 2010 definisce: "La corrispondente capacità deve essere incrementata a livello qualitativo e quantitativo. Entro la fine del 2014, nel promovimento militare della pace dovranno poter essere impiegati 500 militari. A tale scopo occorre pertanto mettere a disposizione maggiori risorse finanziarie."</p><p>A sei mesi dalla scadenza del termine tale obiettivo non è ancora stato raggiunto.</p><p>In vista della pubblicazione tra qualche mese del rapporto sull'ulteriore sviluppo dell'esercito, il Consiglio federale intende prendere seriamente in considerazione questa problematica nelle sue proposte?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Oggi vengono impiegati circa 300 militari. Il Consiglio federale vuole incrementare e migliorare questo impegno nell'ambito del promovimento militare della pace. Al momento l'esercito è già in grado, di principio, di operare a favore del promovimento militare della pace con un effettivo massimo di 500 volontari. Bisogna tener conto anche dei contributi di elevato valore, come i due (provvisoriamente addirittura tre) elicotteri da trasporto impiegati in Kosovo: a livello internazionale contribuire con un elicottero da trasporto equivale a una sezione di fanteria. Il contributo svizzero è quindi più consistente di quanto non risulti dal semplice calcolo dei militari impiegati.</p><p>Anche per il futuro sembra ragionevole concentrare le energie nei servizi logistici e di trasporto (compreso il trasporto aereo con elicotteri) e nelle prestazioni di nicchia nel settore del servizio sanitario e del servizio informazioni. Stiamo verificando se un'unità di quattro a sei elicotteri con i rispettivi servizi logistici di terra e di sicurezza (compresi pompieri, controllo in volo, autoprotezione) potrebbe costituire un'opzione. Le priorità quando si inviano singole persone o piccoli distaccamenti sono lo sminamento a scopo umanitario, il sostegno alle riforme nel settore della sicurezza, la formazione (compreso il diritto internazionale umanitario) e il sostegno per la raccolta e la distruzione sicura di armi e munizioni e per la gestione e la sicurezza dei depositi di armi.</p>  Risposta del Consiglio federale.