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Il Ministro della Giustizia polacco, Zbigniew Ziobro, ha reagito con decisione alla sanzione
VARSAVIA - «Sia nel caso di sanzioni illegittime riguardanti Turow (la miniera di carbone, ndr) sia nel caso della multa per le modifiche al sistema giudiziario, la Polonia non può e non deve pagare un solo złoty».
Lo ha detto il ministro della Giustizia polacco, Zbigniew Ziobro, aggiungendo che la Polonia «non deve soccombere all'illegalità». Il suo vice, Michal Wos, ha annunciato che le sanzioni imposte negli ultimi mesi dalla Corte Ue saranno detratte dal contributo polacco al bilancio dell'Unione. «Ciò che presumibilmente perderemo - ha detto - lo detrarremo da ciò che dovremmo contribuire».
Il primo contenzioso riguarda una decisione presa ieri dalla Corte Ue, che ha imposto il pagamento di una multa di un milione di euro al giorno a Varsavia per non aver sospeso le attività della sessione disciplinare della Corte suprema polacca, riguardo all'indipendenza dei giudici, al centro di un lungo contenzioso con Bruxelles.
Il 14 febbraio 2020, lo ricordiamo, è entrata in vigore in Polonia la norma che modifica la legge sull'organizzazione dei tribunali ordinari, la legge sulla Corte suprema e alcune altre leggi. Ritenendo che le vigenti disposizioni nazionali violino il diritto comunitario, la Commissione, il 1 aprile 2021, ha proposto ricorso per inadempimento dinanzi alla Corte di giustizia Ue.
Prima della condanna di ieri, nel settembre scorso il tribunale dell'Ue aveva ordinato al Paese di pagare una multa giornaliera di 500mila euro per non aver chiuso una miniera di carbone al confine con la Repubblica ceca.