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Iniziativa popolare «Più abitazioni a prezzi accessibili»: inutile e controproducente
Conclusione: Un No deciso all’iniziativa dal punto di vista dell’economia
Dal punto di vista dell’economia, bisogna fermamente respingere l’iniziativa. Rappresenta un intervento irresponsabile nel mercato immobiliare funzionante. Una quota rigida per l'intera Svizzera non risolve i problemi dei singoli centri metropolitani. Inoltre, l’iniziativa provocherebbe un aumento del lavoro amministrativo e, di conseguenza, molti più danni nella maggior parte delle regioni svizzere dove i costi dell’affitto non rappresentano un problema per la popolazione. Una soluzione uniforme per tutta la Svizzera non è dunque appropriata. La tradizione federalista della Svizzera dev’essere mantenuta e la politica dell’alloggio dev’essere lasciata ai Cantoni e ai Comuni. Inoltre, gli effetti dell’iniziativa andrebbero nella direzione sbagliata: una minore disponibilità di alloggi porterebbe ad un aumento degli affitti perché, tra l'altro, la costruzione sarebbe più lenta. Tutto questo andrebbe di pari passo con un'elevata burocrazia amministrativa, costi aggiuntivi per la Confederazione e, a causa del diritto di prelazione del settore pubblico, una violazione dei diritti di proprietà.
Già oggi la Confederazione promuove la costruzione di alloggi di utilità pubblica. Se l’iniziativa fosse respinta, questo sostegno sarebbe esteso: il Parlamento ha di fatto deciso che, in questo caso, nel corso dei prossimi dieci anni un quarto di miliardo di franchi svizzeri sarebbe destinato alla costruzione di abitazioni di utilità pubblica. Un ulteriore sostegno a livello federale non è dunque necessario. Spetta ai Cantoni e ai Comuni adottare altre disposizioni, poiché le collettività locali conoscono meglio la situazione locale e possono così adottare misure più efficaci e più mirate.