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Morirono due giovani russi (v. articolo). Il SUV infranse il guardrail e precipitò nel lago.
L’ingegner Massimo Dalessi ha stabilito che la velocità del mezzo al momento dell’impatto con il guardrail era bassa: 50 km/h. La vettura “allargò” in curva, divelse il guidovia continuando la sua corsa parallelamente ad esso, cadendo poi in acqua e provocando la morte per annegamento degli occupanti. Altre risultanze non sono state rese note. La firma del decreto d’abbandono spetterà al procuratore capo Nicola Respini.
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Al ponte del Diavolo due giovani vite spezzate
La diciannovenne russa morta nella notte su giovedì nel lago al Ponte del Diavolo si chiamava Diana Lebedeva ed era una studentessa dell’Università di San Gallo.
Con lei nella tragica notte c’era il giovane Azer Jagubov, 23 anni, nipote di un alto funzionario del Governo federale.
Una disgrazia terribile, che ha gettato nello sconforto la comunità russa che vive nel Ticino.
Suo nonno è Platon Leonidovich Lebedev, nato il 29 novembre 1956, importante uomo d’affari russo ed ex CEO del gruppo Menatep. Condannato a due riprese per evasione fiscale, riciclaggio e appropriazione fraudolenta, è stato incarcerato dal luglio 2003 al gennaio 2014. Era uno stretto collaboratore dell’oligarca Mikhail Khodorkovsky. [fonte: Wikipedia]
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Morire a Castagnola, morire a 19 anni