Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/48300

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È indubbio che il referendum finanziario è uno strumento rivelatosi efficace a livello cantonale e comunale. In particolare esplica un effetto frenante sulle spese. Queste esperienze positive costituiscono d'altra parte uno dei principali motivi per i quali il Consiglio federale aveva proposto, nel quadro del suo progetto sulla riforma dei diritti popolari, l'introduzione del referendum finanziario in una versione comunque leggermente diversa (solo per decisioni concernenti esclusivamente le spese, per le quali l'Assemblea federale avrebbe potuto decidere in merito al loro assoggettamento al referendum facoltativo). In occasione della procedura di consultazione la prevista introduzione del referendum finanziario è stata accolta favorevolmente da una maggioranza dei partecipanti, mentre il PLR si era pronunciato contro tale misura. Nel corso dei dibattiti parlamentari questo nuovo strumento non è tuttavia stato in grado di raccogliere la maggioranza dei consensi e non è nemmeno più stato ripreso nell'ambito del nuovo progetto di riforma dei diritti popolari avviato dal Parlamento. Per questa ragione - ma anche perché popolo e Cantoni si sono appena espressi lo scorso mese di febbraio sul progetto di riforma dei diritti popolari - il Governo non ritiene opportuno predisporre già ora una modifica dei diritti popolari.</p><p></p><p>Bisogna inoltre aggiungere che il Consiglio federale si è sempre opposto a modifiche puntuali in questo settore. Infatti, modifiche d'ordine istituzionale dovrebbero avvenire in un contesto globale e non toccare unicamente elementi isolati. Solo in questo modo è possibile garantire il necessario equilibrio istituzionale.</p><p></p><p>Infine occorre pure evidenziare che le esperienze raccolte con il referendum finanziario a livello cantonale e comunale non possono essere applicate tali e quali a livello federale. A titolo d'esempio il settore proprio della Confederazione è proporzionalmente molto meno vasto. Molte uscite per riversamenti derivano da impegni legali per i quali esiste un margine di manovra ridotto. Se queste uscite per riversamenti dovessero sottostare al referendum, potrebbero sorgere problemi di gestione. Le differenze tra i diversi livelli statali hanno spinto nel 1996 il Consiglio federale a prevedere una regolamentazione essenzialmente di carattere procedurale che avrebbe permesso all'Assemblea federale di decidere caso per caso l'opportunità di assoggettare o no un oggetto al referendum facoltativo. La mozione non prevede un simile margine di manovra.</p><p></p><p>Complessivamente, il Consiglio federale giunge quindi alla conclusione che per lo meno al momento attuale non bisognerebbe avviare nessun lavoro per l'introduzione del referendum finanziario a livello federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.