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La giustizia libica ha deciso di rinviare a inizio gennaio il secondo processo a carico di Max Göldi e Rachid Hamdani, i due cittadini svizzeri trattenuto in Libia dal luglio 2008. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha fatto sapere di non essere a conoscenza dei motivi del rinvio.
Dopo aver rinviato sabato l’apertura del processo contro Göldi, le autorità giudiziarie libiche hanno preferito posticipare a inizio gennaio anche il procedimento penale a carico di Hamdani. I due ostaggi elvetici devono rispondere questa volta dinnanzi alla giustizia libica del reato di “attività economiche illegali".
Lo scorso 30 novembre Göldi e Hamdani erano già stati condannati a 16 mesi di detenzione e al pagamento di una multa di circa 1'500 franchi per violazione delle regole sui visti. Il caso verrà esaminato nuovamente il 22 dicembre, dal momento che i due cittadini svizzeri hanno presentato ricorso contro la decisione del tribunale di Tripoli.
Göldi, un ingegnere bernese che dirigeva la filiale libica di ABB, e Hamdani, uno svizzero-tunisino domiciliato nel canton Vaud, sono trattenuti in Libia dal 19 luglio 2008, in segno di ritorsione per l'arresto a Ginevra di Hannibal Gheddafi, costretto a trascorrere due notti in guardina tra il 15 e il 17 luglio. Il figlio del leader libico Muammar e sua moglie Aline erano stati denunciati per maltrattamenti da due domestici, una tunisina e un marocchino.
Negli ultimi mesi appelli in favore della loro liberazione sono giunti da tutte le parti, sia dalla Svizzera che dall’estero. Il 3 dicembre scorso, Amnesty International ha lanciato un'azione in sostegno degli ostaggi, con la partecipazione delle loro famiglie. L'organizzazione ha reso noto giovedì che l'ambasciata svizzera in Libia aveva ricevuto 460 cartoline di solidarietà e 64 lettere. Migliaia di altre missive sono però ancora in viaggio verso Tripoli.
swissinfo.ch e agenzie