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*Christine Zeuner
«L’educazione degli adulti nella democrazia non è finalizzata all'adattamento, ma a una comprensione oggettiva della realtà e a una critica vigile. Deve essere un esempio tangibile di responsabilità e di critica. La democrazia vive del coraggio vigile dei suoi cittadini, della loro disponibilità all'opposizione e a proporre alternative.»
Questa citazione dell’educatore per adulti tedesco Fritz Borinski (1903-1988) esprime come la democrazia, quale quadro politico, determini il contesto della formazione per gli adulti e le azioni dei suoi attori. Borinski caratterizza l’educazione degli adulti come un'istanza che, da una parte, appoggia la democrazia, mentre dall'altra dovrebbe anche fungere da specchio critico della stessa. Sostiene che la democrazia non è un progetto compiuto, ma si muove attraverso continui processi di trasformazione che richiedono di essere seguiti e organizzati. L’educazione degli adulti dovrebbe aiutare le persone a rivedere lo stato della democrazia e ad attuare i cambiamenti sulla base di un costante dibattito critico e analitico. Per Borinski, le critiche e l'opposizione sono parte integrante dell’educazione degli adulti.
Sapere aude!
Borinski colloca così l’educazione degli adulti nella tradizione dell'Illuminismo. Il motto dell'Illuminismo, pubblicato da Immanuel Kant (1724-1804) nella Berlinische Monatsschrift 1784, «Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!» è chiaro. Esso esprime una comprensione formativa per l'educazione degli adulti che mira alla critica, alla maturità, alla capacità di giudicare e all'emancipazione. Comprende tuttavia anche il processo di apprendimento e cognitivo dell'impossibilità di eliminare sempre le contraddizioni intrinseche delle società moderne. Il compito dell'educazione degli adulti è quindi quello di contribuire alla comprensione dei contesti sociali, politici ed economici, per spiegare le contraddizioni emergenti. Secondo il sociologo e filosofo Oskar Negt (*1934), ciò richiede un ragionamento dialettico: «Ma se il 'contesto' è lo scopo peculiare dell'apprendimento, allora il ragionamento dialettico, cioè il movimento vivente in contraddizioni che non possono essere né annullate né eluse, è di estrema attualità.»
Perché questa introduzione teorica e storica all'argomento? Una delle mie intenzioni consiste nel dimostrare che l'educazione degli adulti e lo sviluppo delle democrazie siano legate da un rapporto di reciprocità. Non solo in Germania, ma anche in molti altri paesi europei nonché negli Stati Uniti e nel Canada - e nel contesto dei movimenti indipendentisti a metà del XX secolo anche nei paesi africani e asiatici -, i processi di (auto)educazione degli adulti hanno svolto un ruolo importante nel XVIII e XIX secolo. Essi miravano a sviluppare la consapevolezza politica della popolazione e la sua capacità politica di agire al fine di palesare opportunità di partecipazione sociale e politica nell’ambito dei processi di democratizzazione.
I movimenti educativi e i movimenti politici basati sulle idee dell'Illuminismo andavano di pari passo. La (auto)educazione civica ha svolto compiti compensativi, così come è servita in modo complementare allo sviluppo spirituale individuale e alla realizzazione della persona - inclusa la sua capacità di agire a livello sociale e politico. In molti paesi l'educazione degli adulti e la democrazia sono entrate in un rapporto simbiotico. L'istituzionalizzazione dell'educazione degli adulti è impensabile senza processi di democratizzazione sociale. In molti paesi è stata consapevolmente considerata un contropotere del sistema scolastico e universitario consolidato e controllato dallo Stato, il suo grado di istituzionalizzazione spesso è rimasto modesto.
Crisi della democrazia
Forse alcune lettrici e alcuni lettori sono sorpresi da queste classificazioni. In esse magari possono riconoscere i compiti dell'educazione politica degli adulti, ma si chiedono che cosa questo abbia a che fare con l'educazione generale degli adulti e soprattutto con la formazione continua professionale e aziendale. L'educazione degli adulti oggi è di solito strutturata in base ai suoi campi pratici ed è percepita in relazione alla sua rispettiva funzionalità. Questo porta quasi inevitabilmente alla conclusione che il collegamento tra democrazia ed educazione degli adulti è subito evidente solo in una relazione storica o in termini di educazione politica.
Tuttavia, se si prendono sul serio le analisi diagnostiche temporali, secondo le quali molti stati in Europa e nel mondo intero si trovano generalmente in un'epoca post-democratica mentre in alcuni casi si parla addirittura di "failed states" o si sostiene che la democrazia rappresentativa sia in crisi, è necessario interrogarsi sulle possibilità di prendere contromisure con l'aiuto di varie istituzioni sociali quali partiti, organizzazioni non governative, associazioni e appunto anche l'educazione (degli adulti). In molti paesi europei si registra una crescente diffidenza nei confronti dell'azione statale esercitata dai governi incaricati dalle elezioni. Per cui, non è solo in Germania che si sta affermando un movimento di destra da moderato a estremista, i cui slogan vengono ascoltati anche dal cuore della società.
I motivi di questi sviluppi sono molteplici. Gli sviluppi economici internazionali influenzano l'azione politica degli Stati, mentre a causa delle interdipendenze globali è diventato quasi impossibile operare con indipendenza economica. A seconda della forza economica, in alcuni paesi sono effettivamente a rischio la stabilità e quindi la conseguente sicurezza sociale della popolazione. I flussi migratori globali dovuti a conflitti politici (alcuni dei quali indotti economicamente) appaiono a molte persone come una minaccia per la propria sicurezza, così come la diffusione del terrorismo.
Le contromisure adottate da molti Stati sono finalizzate all'isolamento, al controllo e alla sorveglianza, aggravando di conseguenza il clima di insicurezza e di paura. La spirale delle reazioni attuate con misure e contromisure non si basa necessariamente su un processo decisionale democratico, ma è determinata dai governi. Ciò significa la sospensione in varia misura dei processi democratici, il che a sua volta provoca risentimento e un senso di impotenza nella popolazione.
Gli sforzi in controtendenza si esprimono da una parte a livello mondiale nei tentativi di lanciare iniziative e movimenti democratici alternativi dal basso. I loro attori, che si affidano all'azione conviviale, sociale e politica al di là dei governi e dei partiti, possono senz'altro vantare successi (Hardt u. Negri 2012). Dall’altra parte si assiste all’affermazione dei partiti nazionali di destra o dell’estrema destra che, nel frattempo, sono riusciti a entrare nei parlamenti di molti Stati europei assumendosi alcune responsabilità di governo. Il consenso ricevuto da questi diversi movimenti è variabile, la consapevolezza democratica è più radicata in alcuni Stati europei, politicamente più stabili, rispetto ad altri.
Per quanto preoccupanti possano essere questi sviluppi occorre tener conto di quanto segue: ad esempio, i sondaggi rappresentativi per la Germania mostrano che le proteste o l'astinenza passiva dalla politica sono interpretate più come «malumore verso la politica» che come «malumore verso la democrazia». Da ciò si deduce una grande discrepanza tra la critica alla norma costituzionale e la realtà costituzionale. In un sondaggio rappresentativo condotto nel 2016, il 90 per cento della popolazione della Germania occidentale e l'82 per cento della popolazione della Germania orientale hanno considerato la democrazia come la migliore forma di governo possibile. In termini di realtà costituzionale, cioè di valutazione dell'attuale stato politico e sociale della democrazia, si sono dichiarati soddisfatti invece solo il 77 per cento della popolazione della Germania occidentale e il 47 per cento di quella della Germania orientale.
Educazione degli adulti eccessivamente impegnativa?
In considerazione di questi sviluppi politici, dare all'educazione degli adulti un ruolo speciale in vista dello sviluppo della democrazia sembra forse eccessivo, perché potrebbe essere eccessivamente impegnativo per essa. Ma vorrei provarci ugualmente, infatti: «La democrazia può rimanere viva solo se viene esercitata attraverso diritti di partecipazione di vasta portata in tutte le questioni vitali, divenendo una forma di vita quotidiana e una pratica ovvia e lapalissiana.» (Okar Negt) La democrazia, non solo come forma di Stato, ma anche come forma di vita, non si stabilisce spontaneamente. Anzi, Negt dichiara inequivocabilmente: «La democrazia è l'unico ordine sociale politicamente costituito che deve essere appreso costantemente, giorno dopo giorno fino alla vecchiaia.»
Ma dove si possono trovare forme di vita democratiche? In quali circostanze le persone possono rendere democratico il loro mondo? Come e dove imparano i principi della democrazia e le linee fondamentali dell'azione democratica? Come si possono comporre e risolvere i conflitti con strumenti democratici? In quali contesti si possono criticare le condizioni sociali? Dove si possono concepire e realizzare alternative conformi al concetto di Borinski? Chi può accompagnare, sostenere e dare spazio a tali processi? In quali contesti sono concepibili? Oltre all'educazione degli adulti, esistono ulteriori organismi e istituzioni in grado di offrire agli adulti forme opportune di apprendimento, acquisizione e insegnamento di più ampio respiro?
Non solo nelle discussioni teoriche sull'educazione degli adulti ma anche nella pratica moltissimi sono gli approcci che mirano a una connessione tra l'acquisizione di conoscenze, i processi educativi democratici e le competenze operative sociali. L'educazione degli adulti istituzionalizzata discute concetti quali l'orientamento verso i partecipanti e il mondo in cui essi vivono, ma ha avuto e ha tuttora il problema di rivolgersi a gruppi target che sono lontani o assenti dall'educazione e di conquistarli realmente come partecipanti. Un modo per raggiungere questo obiettivo si intravede attraverso un lavoro educativo orientato alla partecipazione, basato sulle esperienze e sui problemi immediati delle persone coinvolte.
Attività di formazione aziendale
In apparenza il lavoro di formazione professionale/aziendale sembra avere poco a che fare con le questioni del comportamento democratico e dello sviluppo della consapevolezza democratica. Tuttavia, difficilmente esiste un altro settore della società che sia così fortemente caratterizzato da aspetti quali potere, interessi, dominio, gerarchie e dipendenze come l'ambiente professionale delle aziende. Almeno in Germania fin dagli anni '70 si discute su come il lavoro educativo all'interno delle aziende possa contribuire all'umanizzazione del mondo del lavoro. Peter Faulstich ha coniato il termine «educazione degli adulti orientata al lavoro e alle politiche», affermando che la professione e il mondo del lavoro offrono opportunità di apprendimento politico nel senso di un significato soggettivo. Essendo inserite in contesti politici e sociali generali, offrono la possibilità di agire in modo creativo.
«Il punto di partenza dell'educazione sono dunque le strutture di interesse nel quadro delle relazioni sociali. ... il lavoro professionale [è] per la maggior parte degli adulti un ampio cardine di condizioni di vita e di orientamenti. Si tratta di chiarire le posizioni di interesse e di sviluppare le possibilità d'azione per modellare le condizioni aziendali e sociali» dice Faulstich.
L'educazione degli adulti nelle sue molteplici sfaccettature - informale, non formale, formale, organizzata e auto-organizzata - continua a essere indispensabile se si vuole plasmare la vita comune in società democratiche in continua evoluzione. L'educazione degli adulti, con l'aiuto della sua fitta rete di istituzioni attive a livello locale e regionale, potrebbe moderare attivamente i processi sociali e offrire spazi di apprendimento. In questo modo, la popolazione di una regione o di un distretto urbano potrebbe definire i propri interessi comuni, formulare obiettivi e sviluppare opportunità di azione che portino al cambiamento. Ciò può includere l'offerta di istruzione di base o di conoscenze di orientamento.
L'educazione degli adulti può quindi - a condizione che i suoi attori la percepiscano come il proprio compito specifico - trasmettere le conoscenze e le competenze necessarie in una varietà di contesti di apprendimento e di processi educativi, per sottoporre alla critica una società esistente e per agire politicamente e socialmente attraverso l'azione individuale, ma soprattutto collettiva, promuovendone la democratizzazione.
Vorrei concludere infine citando ancora Fritz Borinski con le riflessioni sul compito dell'educazione degli adulti nel senso di educazione civica nella democrazia. Poco dopo la sua riemigrazione nel 1952, è intervenuto in una delle prime conferenze dell'UNESCO sull'educazione degli adulti ad Amburgo. Dopo 12 anni di dominio nazionalsocialista e quattro anni di occupazione, la Repubblica Federale di Germania era nuovamente una democrazia in via di costruzione, che doveva essere plasmata: «Per quanto possa vedere, l'educazione civica è il nuovo compito centrale dell'educazione degli adulti tedesca. Corrisponde all'essenza della democrazia moderna, che non è solo una formale costituzione statale, ma un ordine di vita umano e sociale, che si pone come formazione umana e collettiva. […] Il cittadino democratico deve essere in grado di pensare, giudicare, decidere e agire politicamente.»
*CHRISTINE ZEUNER è docente di educazione degli adulti presso l'Università Helmut Schmidt / Universität der Bundeswehr Hamburg (Università delle Forze Armate di Amburgo). I suoi campi di lavoro e ricerca principali sono: educazione politica, educazione civica comparativa internazionale degli adulti, educazione civica storica degli adulti, ricerca partecipanti e processi di apprendimento e insegnamento in età adulta.
Questo testo è stato pubblicato in tedesco nel numero di giugno 2018 della rivista Education Permanente.