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<h2>SubmittedText<h2><p>Si è visibilmente confrontati con una ulteriore tappa nella degenerazione del settore finanziario. Dopo avere imposto all'intera economia il primato del breve termine e la ricerca ossessiva di rendimenti immediati, la finanza si proietta oggi verso operazioni ancora più aberranti all'insegna della più cinica speculazione. Per il tramite di strumenti elaborati da una sofisticata ingegneria finanziaria, punta sulle materie prime e i prodotti agricoli, riaccendendo l'inflazione e mettendo persino a repentaglio la sopravvivenza di ampie cerchie di persone nei Paesi più poveri. La portata e gli effetti di questa traiettoria speculativa superano abbondantemente i confini nazionali. Non esentano tuttavia il potere politico da scelte e indirizzi volti a contrastarla e sradicarla. Questa esigenza è tanto più giustificata in un Paese, come la Svizzera, dove è ubicata una piazza finanziaria di rilevanza internazionale. Non va d'altronde dimenticato che la politica è inevitabilmente chiamata ad intervenire per assorbire i disastri che l'immancabile scoppio delle bolle finanziarie lascia dietro sé.</p><p>ln aggiunta a quanto discusso in occasione del dibattito in Consiglio nazionale del 12 giugno 2008 e con particolare riferimento alla piazza finanziaria elvetica, chiedo segnatamente:</p><p>1. come può essere valutato il ruolo della piazza finanziaria elvetica in questo scenario di esplosione della speculazione, segnatamente con riferimemento ai fondi di investimento gestiti dagli istituti finanziari attivi nel nostro Paese;</p><p>2. in quale misura la Banca nazionale può contribuire a frenare le forme più aberranti di speculazione attuate da istituti operanti in Svizzera; </p><p>3. se non sussiste il pericolo che la liquidità fornita dalla Banca nazionale agli istituti bancari più colpiti dalla crisi dei mutui ipotecari statunitensi finisca per essere indirizzata verso i più recenti fronti speculativi (materie prime e prodotti agricoli) poichè maggiormente remunerativi; </p><p>4. se è intravvista l'opportunità di adeguare la legislazione allo scopo di lottare contro le forme speculative che contrastano visibilmente con gli interessi della collettività; </p><p>5. se il Consiglio federale, in virtù della responsabilità che deriva dalla presenza in Svizzera di una piazza finanziaria di rilevanza internazionale, non intende assumere un ruolo attivo e propositivo su piano mondiale nell'intento di varare strumenti di regolazione delle attività finanziarie che disinneschino le forme più aberranti di speculazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. A seguito del calo dei corsi azionari provocato in particolare dalla crisi dei subprime gli investitori istituzionali investono viepiù nelle materie prime. Il collocamento in forma di fondi di investimento o di prodotti strutturati avviene normalmente seguendo in modo passivo l'evoluzione di un indice (GSCI e DJ-AIG sono gli indici più noti delle materie prime).</p><p>Diverse ditte domiciliate in Svizzera rivestono un ruolo importante nel commercio internazionale delle materie prime. Banche e investimenti collettivi di capitale attivi in Svizzera forniscono inoltre ai propri clienti la possibilità di effettuare investimenti finanziari in materie prime e allo stesso tempo sono partner di finanziamento nel commercio fisico di materie prime.</p><p>Non è chiaro se le speculazioni determinino l'aumento e la volatilità dei prezzi a breve e medio termine. Il Consiglio federale intende approfondire la questione (cfr. la risposta 4).</p><p>2. In veste di banca centrale indipendente, la Banca nazionale svizzera conduce la politica monetaria del Paese. Secondo Costituzione e legge deve perseguire l'interesse generale del Paese e, quale obiettivo primario, garantire la stabilità del livello dei prezzi, tenendo conto della congiuntura. Essa fissa in tal modo le condizioni quadro di base per lo sviluppo dell'economia. Non è compito della Banca nazionale verificare, prescrivere o vietare le singole decisioni di investimento degli istituti finanziari.</p><p>3. La liquidità fornita dalla Banca nazionale non ha registrato sensibili incrementi; d'altra parte la liquidità supplementare è concessa unicamente per brevi periodi. Di conseguenza, il breve periodo e il modesto aumento della liquidità non consentono agli istituti finanziari di investire su grande scala anche nel commercio di materie prime.</p><p>4. Per quanto concerne la possibilità di adottare eventuali misure a livello svizzero, queste si ripercuoterebbero solo in misura limitata sulle borse a termine attive a livello internazionale e domiciliate all'estero. Come spiegato nel suo parere sul postulato Stadler 08.3270, il Consiglio federale presenterà tuttavia un rapporto sulla crisi alimentare e sulla scarsità di materie prime e di risorse. In questo contesto saranno analizzate anche le conseguenze della speculazione sul commercio di materie prime e di prodotti agricoli.</p><p>5. Il governo è disposto a sostenere gli sforzi a livello internazionale intesi ad analizzare i meccanismi della speculazione con materie prime e le loro ripercussioni sui prezzi dei prodotti alimentari. Il Consiglio federale ritiene che manchino ancora analisi sufficienti che giustifichino obiettivamente l'adozione a livello internazionale di misure contro attività speculative. Nell'ambito di istituzioni internazionali (Bretton Woods e FAO) e attraverso le proprie attività di politica dello sviluppo, la Svizzera si impegna comunque già oggi a favore di una produzione alimentare sostenibile a livello mondiale che sia in grado di soddisfare i bisogni fondamentali delle popolazioni locali.</p>  Risposta del Consiglio federale.