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La variante Omicron è più o meno virulenta delle precedenti? È questa una delle domande a cui i ricercatori stanno cercando di dare una risposta.
Nelle prime settimane dopo la sua comparsa si è fatta strada l’ipotesi preliminare che, osservando quanto accaduto in Sudafrica – dove Omicron è stata identificata -, questa forma del virus possa sì propagarsi più agilmente ma causando sintomi meno gravi. L’esperto di vaccini Shabir Mahdi, dell’Università del Witwatersrand di Johannesburg, ha tuttavia ipotizzato uno scenario differente.
In un’intervista concessa al Global Health Crisis Coordination Center, Mahdi spiega che a influenzare i livelli «relativamente bassi» di ricoveri e soprattutto di sintomi gravi dell’attuale ondata pandemica sudafricana potrebbero essere stati piuttosto gli alti livelli di esposizione al virus delle ondate precedenti e non una virulenza ridotta del virus. Nella provincia di Gauteng, citata in quanto epicentro del focolaio di Omicron, i risultati di una recente indagine sulla sieroprevalenza mostrano che il 72% della popolazione è stato in passato infettato dal coronavirus.
Fonte: Tio.ch