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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella primavera 2002 l'ufficio incaricato della revisione della Mittelthurgaubahn AG (MThB) ha constatato un deficit di bilancio per l'anno 2001. A ciò il consiglio d'amministrazione dell'impresa ha reagito con una serie di provvedimenti. Tra questi, la revisione dell'intera contabilità aziendale ad opera di esperti esterni, i quali hanno reso noto all'inizio dell'estate l'effettiva entità delle difficoltà finanziarie. A quel punto è risultato chiaro che l'impresa non poteva risanarsi con le proprie forze. La MThB, la Confederazione e il Cantone Turgovia, azionisti di maggioranza, hanno quindi cercato con alacrità una soluzione. Obiettivo principale degli sforzi congiunti è sempre stato quello di assicurare il mantenimento dei servizi di trasporto pubblico nella regione e la sicurezza dell'impiego per il personale dell'azienda.</p><p>Sono state vagliate diverse varianti. Nel frattempo era emerso che il problema era soprattutto legato ad un ingente fabbisogno di liquidità, cui la Confederazione e il Cantone non erano in grado di far fronte in virtù delle disposizioni di legge (tra l'altro, artt. 49 e 56 Lferr). Per scongiurare una liquidazione forzata era necessario un partner che iniettasse nuove finanze nell'impresa. Oltre alle FFS nessun'altra ferrovia svizzera sarebbe stata in grado di fare una tale operazione.</p><p>Le FFS hanno però rifiutato di effettuare un cosiddetto "share deal" (rilevamento della maggioranza azionaria della MThB a compensazione dei crediti scoperti), adducendo a motivo i rischi imprevedibili che l'operazione comportava. Per evitare l'incombente liquidazione forzata della MThB, le FFS hanno invece proposto un "asset deal" (rilevamento degli attivi dell'impresa) e il trasferimento di tutto il personale. Con quest'accordo le FFS hanno ripreso praticamente tutti gli attivi dell'impresa e - congiuntamente alla Thurbo AG - tutti i 240 dipendenti della MThB. In questo modo sono stati raggiunti i due obiettivi principali della Confederazione, mantenimento dei trasporti pubblici e garanzia dell'impiego. Questa difficile situazione ha potuto essere risolta unicamente grazie al grande impegno di tutte le parti.</p><p>La Confederazione ha tutti gli interessi a trarre le debite conseguenze dalla vicenda.</p><p>Ciò premesso, si risponde di seguito alle domande poste.</p><p>1. L'UFT non ha un incarico generale di vigilanza finanziaria sulle ferrovie private. A queste si applicano le disposizioni di diritto societario relative agli organi di vigilanza, al consiglio d'amministrazione e all'ufficio di revisione (artt. 754 segg. CO). In materia di finanze, l'UFT verifica unicamente la corretta contabilizzazione delle sovvenzioni, per garantire che i contributi pubblici siano usati in maniera conforme alla legge. Nel caso della MthB, l'UFT aveva constatato dall'esame dei conti annuali a partire dal 1999 che la contabilità analitica era insufficiente, notificando poi quanto riscontrato all'assemblea generale. I conti del 1999 e del 2000 erano stati conseguentemente approvati solo con riserva.</p><p>L'indebitamento per 153 milioni di franchi menzionato dai media va relativizzato. Per la maggior parte risulta infatti coperto dagli attivi (per esempio, dal materiale rotabile). In effetti, è emerso soprattutto un buco di liquidità di circa 40 milioni di franchi.</p><p>2. Dal punto di vista della concorrenza la soluzione per cui si è optato non è ideale. Tuttavia, da un lato esiste concorrenza intermodale nel traffico merci tra la strada e la ferrovia mentre dall'altro, nel traffico ferroviario internazionale, vi è concorrenza tra imprese ferroviarie. Il Consiglio federale continua a sostenere gli elementi di concorrenza introdotti in ambito ferroviario con la revisione del 1996 della legge sulle ferrovie e con la riforma delle ferrovie del 1999.</p><p>3. Le FFS rinunciano alla riscossione di 23 milioni di franchi dovuti dalla MThB. Sono inoltre disposte a portare a termine opere edilizie sulla linea del lago per un valore di 11,5 milioni di franchi, opere alla cui realizzazione la MthB si era impegnata nei confronti della Confederazione. Dal canto suo, la Confederazione rinuncia al rimborso di prestiti rimborsabili condizionatamente per il finanziamento di opere infrastrutturali in misura di almeno 38 milioni di franchi. Le FFS ricevono quindi un effettivo controvalore. Per la Confederazione dalla rinuncia al rimborso dei prestiti non insorgono nuovi costi, dato che detti prestiti sono stati già completamente stralciati dal bilancio.</p><p>4. Le FFS si sono offerte di partecipare ad una soluzione economicamente sostenibile, nell'interesse dei trasporti pubblici. Tutte le parti coinvolte nella ricerca di una soluzione erano consce delle gravi ripercussioni di un'eventuale liquidazione forzata. Bisognava trovare una soluzione accettabile, rispondente tanto agli interessi delle FFS quanto a quelli del sistema dei trasporti pubblici. Le FFS, date le loro dimensioni, dispongono di un margine di manovra più ampio di altre ferrovie, quanto a liquidità.</p><p>5. Con la soluzione adottata è stato possibile assicurare il servizio di trasporti pubblici nella regione. La Confederazione è responsabile del servizio pubblico. La responsabilità degli organi societari nella gestione finanziaria delle imprese ferroviarie non va messa in dubbio: essa rappresenta un importante elemento della revisione del 1996 della legge sulle ferrovie.</p>  Risposta del Consiglio federale.