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L'indagine porta il nome di 'Venenum' e ne parla il Corriere della Sera, riportando le sigle (M.M.) di un broker ticinese, domiciliato a San Pietro, tra i nomi legati a un traffico di rifiuti illegali. All'arresto delle 15 persone avvenuto lo scorso martedì si è arrivati partendo dall'incendio scoppiato il 14 ottobre dello scorso anno in un'area compresa tra i quartieri di Bovisa, Bovisasca e Quarto Oggiaro. Le fiamme interessarono una ditta di stoccaggio rifiuti e lavorazione inerti.
All'interno dell'indagine si parla di un faccendiere residente in Ticino che avrebbe introdotto Aldo Bosina, un pregiudicato del novarese, nel giro dello smaltimento rifiuti. Bosina avrebbe pagato il broker, dopo la sottoscrizione di un regolare contratto di procacciamento d'affari, per il reperimento dei rifiuti a prezzi concorrenziali. Il tutto con la finalità di costruire due termovalorizzatori, uno in Bosnia e l'altro in Bulgaria.