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NEW DELHI - Il Pakistan ha bloccato oggi alla frontiera 300 camion carichi di cipolle destinate all'India aprendo un nuovo fronte di dissidio nella vecchia rivalità tra i due paesi.
La motivazione ufficiale è che Islamabad vuole sospendere le esportazioni per calmierare i prezzi del popolare, ma ora costosissimo bulbo. Ma in realtà la decisione potrebbe nascondere una guerra commerciale sulle cipolle, un ingrediente che è alla base della cucina di entrambi i paesi e che è in grado di sollevare vere e proprie rivolte popolari. Sulle bancarelle di New Delhi oggi il prezzo è rincarato del 10% dopo la notizia del divieto che curiosamente riguarda solo le consegne via terra (le cipolle pachistane continuano ad arrivare a Mumbai via mare).
Abbastanza contrariato, il ministro indiano del Commercio Anand Sharma, ha definito il divieto come "scioccante" e ha detto di aver già sollevato la questione con le autorità pachistane chiedendo che almeno permettano il passaggio dei camion con la merce già acquistata. Ha poi aggiunto che New Delhi sta valutando "tutte le possibilita" per far fronte alla crisi.
SDA-ATS