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Si è attestato a un migliaio di morti e 1'500 feriti il bilancio del terremoto di magnitudo 5.9 sulla scala Richter che ha colpito mercoledì il sud-est dell'Afghanistan, non lontano da Khost. Le cifre, che potrebbero crescere ancora, riguardano la provincia di Paktika, povera, montagnosa e di difficile accesso, dove la popolazione "scava tomba dopo tomba", secondo il capo del servizio di informazione Amin Huzaifa. "Piove e tutte le case sono distrutte", ha raccontato.
L'ONU si sta mobilitando per fornire aiuti, ha annunciato il segretario generale Antonio Guterres. Le squadre di primo soccorso sono in partenza e si organizzano trasporti di viveri e medicinali. Anche UE e Stati Uniti si tengono pronti. I servizi nazionali afghani non sono in grado di far fronte a una simile catastrofe, il Governo "sta facendo quel che può con le sue capacità", ha detto Anas Haqqani, un responsabile talebano, auspicando l'intervento internazionale.
Il sisma, percepito anche nella capitale Kabul a centinaia di chilometri di distanza, ha provocato danni e un morto anche nel confinante Pakistan. Un sisma non è evento raro in Afghanistan, specie nella catena dell'Hindu Kush, alla congiunzione fra le placche europea e asiatica. Nel 1998 una scossa aveva causato 5'000 morti.