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Stretta sui porti: si annunciano controlli doganali più severi e divieto di sbarco del pescato
LE HAVRE - Come una piccola guerra fredda. Il post-Brexit si era già annunciato carico di tensioni, ma ora, per la seconda volta, si potrebbe arrivare alle mani. La gendarmeria di mare francese ha sequestrato un peschereccio britannico. Il contesto: il Regno Unito ha rifiutato, a detta della Francia, troppe licenze di pesca in mare britannico.
Il Ministero del mare francese ha annunciato che la guardia costiera ha sequestrato ieri un peschereccio britannico. Questo perché «non figura sulla lista delle licenze accordate al Regno Unito». Perciò è stato dirottato al porto di Le Havre, in Francia. Questa infrazione, spiega il Ministero, «può comportare la confisca del pescato e il battello potrebbe essere restituito soltanto dietro cauzione». Inoltre il capitano della nave rischia d'incorrere in sanzioni penali.
Sempre ieri un'altra nave da pesca britannica è finita sotto la lente della gendarmeria di mare perché, nel contesto di un controllo, la truppa si era rifiutata di far salire a bordo gli agenti. Verbalizzata per ostruzione a pubblico ufficiale, la nave è poi stata lasciata andare perché non era incorsa in altre infrazioni.
Da diversi mesi ormai Francia e Regno Unito si contendono il canale della Manica. L'accordo post-Brexit raggiunto con l'Unione europea prevede che i pescatori francesi, in particolare bretoni e normanni, possano continuare a lavorare nelle acque britanniche con una licenza, accordata se sono in grado di provare che pescavano già lì prima. Ma nelle scorse settimane, il 29 settembre, il governo britannico non ha accordato un numero sufficiente, a detta dell'Eliseo, di licenze arrivate dal territorio francese. In pratica la zona di pesca in acque britanniche è presidiata dall'isola di Jersey, che ha rifiutato 75 richieste di pescherecci francesi delle 170 sottoposte.
Se già nel mese di maggio si erano viste delle rappresaglie nel contesto della pesca delle capesante, con 70 pescherecci francesi che avevano bloccato il porto di Saint-Helier, sull'isola di Jersey, e Johnson che in risposta aveva mandato la marina militare, ora la Francia minaccia di togliere la corrente alle isole del Regno Unito, che dipendono dalla terra ferma nell’approvvigionamento energetico, d'impedire che gli studenti inglesi studino su territorio francese e di mettere i bastoni tra le ruote ai gruppi di ricerca.
Per adesso queste restano parole, che l'Eliseo dice da mesi. Ma alcune restrizioni entreranno comunque in vigore a partire dal due novembre: ci sarà una stretta sul divieto di sbarco e sui controlli doganali che diventeranno più severi. Come riporta Le Monde, il Consiglio dei ministri a Parigi ha deciso di porre un divieto nello sbarco di prodotti marittimi e di mettere in pratica dei controlli sistematici doganali e sanitari sui prodotti britannici che arrivano nei porti francesi. Nel caso in cui il Regno Unito restasse sulle sue, la Francia promette degli ulteriori provvedimenti. Come ha dichiarato la ministra del mare Annick Girardin, «la Francia resta al fianco dei propri pescatori».
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