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"Un po' di emozione e molte responsabilità": così ha commentato la sua elezione odierna alla presidenza dell'Unione sindacale svizzera (USS) il consigliere di Stato vodese Pierre-Yves Maillard.
Ha inoltre confermato che sarà candidato alle prossime federali al Consiglio nazionale e non agli Stati. Interrogato da Keystone-ATS, Maillard ha definito la campagna per la testa della maggiore conferenza sindacale elvetica "un lungo processo, combattuto fino alla fine". Ha poi riconosciuto l'onore delle armi alla sua sola avversaria, la consigliera nazionale sangallese e compagna di partito in seno al PS Barbara Gysi, lodandone impegno e tenacia.
Dalla settimana prossima, il 50enne losannese discuterà con l'esecutivo cantonale delle proprie dimissioni. Maillard, già consigliere nazionale tra il 1999 e il 2004 e aspirante consigliere federale nel 2011, siede nel governo vodese da 14 anni filati. L'attuale direttore del Dipartimento della sanità spera che l'equilibrio tra destra e sinistra in Consiglio di Stato, che "funziona bene da dieci anni", possa proseguire anche in futuro in modo da "lavorare insieme".
Il prossimo autunno sarà in lista per il Nazionale: "le donne hanno la priorità" agli Stati, ha detto motivando tale scelta. Il seggio socialista alla Camera dei Cantoni cambierà padrone: Géraldine Savary ha infatti annunciato lo scorso mese che non si ripresenterà per un nuovo mandato. La 50enne è stata sommersa dalle critiche in seguito alle rivelazioni sui fondi per le campagne del 2011 e del 2015 per il Consiglio degli Stati, stanziati dal miliardario svedese Frederik Paulsen.