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L’insolita quantità di carbonio 14 rilevata negli anelli di accrescimento di due antichissimi alberi giapponesi sembra indicare che attorno al 775 d.C. la Terra fu investita da un evento astronomico di grande portata, un’intensa pioggia di raggi cosmici.
L’insolita quantità di carbonio 14 rilevata negli anelli di accrescimento di due antichissimi alberi giapponesi sembra indicare che attorno al 775 d.C. la Terra fu investita da un evento astronomico di grande portata, un’intensa pioggia di raggi cosmici.
I raggi cosmici sono particelle subatomiche emesse nello spazio da una serie di eventi astronomici, tra cui esplosioni stellari e violente eruzioni di materia dalla fotosfera di una stella, con un’energia sino a un milione di volte superiore a quella dei normali brillamenti solari.
Una certa quantità di raggi cosmici bombarda costantemente la Terra. Lo scontro tra le particelle ad alta energia con gli atomi nell’atmosfera terrestre causa il rilascio di neutroni. I neutroni liberi possono attaccarsi all’azoto gassoso presente nell’atmosfera creando carbonio 14.
Durante la fotosintesi il carbonio 14 viene incorporato dagli alberi e dalle piante.
Uno studio sugli anelli di crescita annuale di due cedri rossi nell’isola giapponese di Yaku hanno mostrato un aumento pari al 1.2% nella quantità di carbonio 14 presente tra il 774 e il 775 d.C.
La variazione annuale del carbonio 14 è di circa 0,05%. Un aumento del 1,2% corrisponde a una quantità 20 volte superiore al normale. Un elemento che segnala con estrema probabilità una violenta esplosione cosmica.
Individuare un evento cosmico grazie agli anelli di accrescimento degli alberi è un metodo che risale agli anni Sessanta, quando si cominciò a sviluppare e ad applicare il sistema di datazione al radiocarbonio alle ricerche archeologiche e geologiche.
Nel 1995 ad esempio, il geologo Paul Damon rilevò un picco prolungato in un albero di sequoia gigante che corrispondeva a una supernova che, secondo le fonti storiche, si verificò nel 1006 d.C.
Un altro studio sembra confermare l’ipotesi di un evento astronomico di grande portata avvenuto circa 12 secoli fa. Nel 2008 ricercatori giapponesi rilevarono un picco nell’isotopo radioattivo berillio 10 in una carota di ghiaccio prelevata in Antartide.
Come il carbonio 14, il berillio 10 è prodotto dalla collisione dei raggi cosmici con gli atomi nell’atmosfera. Gli atomi radioattivi si attaccano poi a particelle aeree che vengono incorporate dalla pioggia o dalla neve.
“Anche se non possiamo affermare con certezza che il picco di berillio 10 nella carota di ghiaccio sia avvenuto nel 775 d.C., è possibile che i due fenomeni abbiano la stessa origine – hanno spiegato gli scienziati in una pubblicazione dello studio apparsa sulla rivista Nature.
(Fonte : National Geographic)