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Gran Bretagna, Francia e Germania hanno attivato il meccanismo che potrebbe portare all'abbandono dell'accordo del 2015 sul nucleare iraniano e alla reintroduzione delle sanzioni.
Gran Bretagna, Francia e Germania hanno attivato il meccanismo di risoluzione delle controversie sull'accordo nucleare del 2015 con l'Iran, una mossa che rappresenta un passo verso il totale abbandono dell'accordo e il ritorno delle sanzioni europee verso Teheran.
La decisione sarebbe motivata dal timore che l'Iran possa essere a meno di un anno dal possedere la capacità di sviluppare una bomba nucleare. I leader delle tre nazioni in una dichiarazione congiunta hanno detto che "non hanno avuto altra scelta, date le azioni dell'Iran, se non quella di registrare oggi la nostra preoccupazione che l'Iran non stia rispettando i suoi impegni".
La decisione sarebbe già stata presa in linea di principio prima di Natale dalle tre potenze europee e non sarebbe stata motivata dal recente attacco iraniano alle basi statunitensi in Iraq, né tantomeno dall'abbattimento accidentale dell'aereo di linea ucraino da parte degli iraniani.
Secondo il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas i tre Paesi europei "non potevano più lasciare senza risposta le crescenti violazioni iraniane dell'accordo nucleare". Tuttavia "vogliamo preservare l'accordo e giungere a una soluzione diplomatica all'interno dell'accordo", ha detto.
I sei firmatari dell'accordo sul nucleare erano Iran, Russia, Cina e Francia, Germania e Regno Unito, che si incontreranno ora a Vienna per decidere come procedere.