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L'edizione di questa sera è dedicata integralmente ad un pianista che ha scelto il Moesano per amore, il maestro Nuccio Trotta. Laureatosi al Conservatorio di Bari in Puglia è insegnante di pianoforte a Roveredo per la scuola di Musica del Moesano e a Biasca. E' pure direttore della Banda di Mesocco: l'Armonia Elvetica.
Amante della musica si dedica con entusiasmo all'insegnamento: diversi suoi allievi hanno conseguito premi nazionali e internazionali e anche con l'Armonia Elvetica riesce a concretizzare i suoi sforzi di formatore durante il concerto di gala.
Nuccio Trotta ha registrato lo scorso anno per la RSI le ultime cinque sonate di Aleksandr Nikolaevič Skrjabin, un compositore vissuto in Russia tra il 1872 e il 1915, che andava in giro credendo di poter volare di bianco vestito.
Dopo un incidente alla mano destra Skrjabin si dedicò alla teosofia: la teoria che propone l'unione di tutte le religioni che sorgono da un'unica verità divina rifacendosi a teorie molto antiche che risalgono a Pitagora. Tale verità si tramanderebbe nel corso della storia da un gruppo di iniziati, che rivelano a seconda del periodo in cui vivono gli aspetti più conformi ai tempi che corrono.
Nelle intenzioni di Trotta ci sarebbe l’esibizione delle composizioni di questo compositore singolare- quasi considerato un eroe nazionale in patria- da lui incise in un luogo magico, riunendo tutte le arti in una sola arte (fondendo musica, danza, colori e profumi): la percezione sinestetica. Tutti questi sforzi dovrebbero concretizzarsi con un’esibizione in un luogo suggestivo, la torre Origen sul passo del Giulia, con l’aiuto di una danzatrice e altri collaboratori. La performace idealmente potrebbe anche durare una settimana.
Il Maestro Trotta afferma "la musica rappresenta un viaggio al centro di me stesso che terminerà solo l'ultimo giorno. La musica ci spoglia delle nostre meschinità facendoci apparire dinnanzi a Lei nudi e puri. E' un nostro dovere primario smettere vanità e qualsivoglia forma di pavoneggiamento quando ci accostiamo a Lei. Così solo speriamo di poter esserLe degni. Perché non si deve strumentalizzare la musica ma noi diventare soltanto Suo oggetto e messaggeri".