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<h2>SubmittedText<h2><p>Il settore automobilistico si trova di fronte a grandi sfide. A seguito dello scandalo delle emissioni diesel, vanno sempre più calando le vendite di automobili alimentate con questo carburante. Porsche ha deciso di abbandonare completamente la produzione di veicoli diesel. Nel contempo, in vista del raggiungimento degli obiettivi climatici, è necessario un rapido aumento della quota di veicoli elettrici. Tuttavia i motori elettrici hanno i loro limiti e da soli non sono sufficienti ad assicurare un futuro sostenibile al settore dei trasporti. Fino ad oggi non si sono ancora trovate soluzioni adeguate nell'ambito della mobilità elettrica, soprattutto per le lunghe distanze. È in questo contesto che i veicoli a celle a combustibile possono dimostrare i loro punti di forza. I veicoli elettrici e quelli a celle a combustibile sono complementari tra loro e possono migliorare la sostenibilità della mobilità in maniera decisiva. L'industria automobilistica ha sviluppato diversi modelli di veicoli a celle a combustibile e anche piccole aziende innovative danno il loro contributo a questo sviluppo. In Svizzera sono stati realizzati con successo diversi progetti pilota. L'Empa, l'EPFL e la Coop hanno già aperto stazioni di rifornimento di idrogeno private, semiprivate e pubbliche e creato un proprio parco di veicoli a idrogeno.</p><p>Occorrono ancora molti sforzi affinché sia sfruttato completamente il potenziale offerto da questa tecnologia. Si tratta, in particolare, anche di realizzare la necessaria infrastruttura, la quale, analogamente a quella della mobilità elettrica, se non di più, ha il suo costo. Il Consiglio federale ha deciso di impegnarsi a favore dei veicoli elettrici e sostiene la realizzazione di una rete di stazioni di ricarica rapida sulle autostrade. Si tratta di un'evoluzione positiva. Si pone allora la questione sulla necessità di sostenere allo stesso modo anche la mobilità a idrogeno.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene possibile un suo sostegno alla realizzazione di una rete di stazioni di rifornimento di idrogeno, come nel caso della mobilità elettrica?</p><p>2. Ritiene necessario un maggiore sostegno alle iniziative del settore privato?</p><p>3. Come pensa di rafforzare lo scambio e la collaborazione tra il settore privato e gli organi statali e di vigilanza? È del parere che lo scambio possa essere migliorato efficacemente con la creazione di una piattaforma nazionale?</p><p>4. Prenderà maggiormente in considerazione la mobilità a idrogeno nelle sue future riflessioni in materia di politica energetica e negli scenari energetici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Con il nuovo articolo 7a della legge federale dell'8 marzo 1960 sulle strade nazionali (LSN; RS 725.11), il Parlamento ha previsto la possibilità di equipaggiare le aree di sosta con "stazioni di distribuzione di carburanti alternativi, in particolare di elettricità". Sulla base di questa modifica di legge e del nuovo articolo 7 dell'ordinanza del 7 novembre 2007 sulle strade nazionali (OSN; RS 725.111), è in corso una gara pubblica per la selezione dei gestori di stazioni di rifornimento. La Confederazione non partecipa alle spese di costruzione e di esercizio di tali stazioni (vedi anche art. 7a cpv. 2 LSN), ma interviene con una prestazione anticipata per l'ampliamento dell'infrastruttura elettrica. Le basi legislative consentirebbero già oggi di installare stazioni di rifornimento di idrogeno, tuttavia finora non sono state presentate domande per la realizzazione di questo tipo di impianti.</p><p>2. Analogamente alla realizzazione di stazioni di rifornimento di gas naturale e di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, la costruzione e l'esercizio di stazioni di rifornimento di idrogeno spetta al settore di competenza. Pertanto la Confederazione di norma non partecipa ai costi, tuttavia sostiene iniziative a diversi livelli, come ad esempio progetti pilota e di dimostrazione, e continuerà a farlo anche in futuro nei limiti delle sue possibilità finanziarie. A titolo di esempio, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha dato il proprio contributo alla realizzazione delle prime stazioni di rifornimento di carburante in Svizzera presso il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA) a Dübendorf, presso Auto Postale a Brugg AG e alla Coop di Hunzenschwil. La realizzazione della prima stazione ufficiale di rifornimento di idrogeno a Hunzenschwil è un'iniziativa del settore privato.</p><p>3. Già oggi la Confederazione assume una funzione di coordinamento e promuove il dialogo con il settore privato. Nel 2016 l'UFE ha gestito una piattaforma di scambio sulla mobilità a idrogeno in collaborazione con l'EMPA e l'Istituto Paul-Scherrer (PSI), che ha visto la collaborazione dei principali attori del settore privato. La Confederazione ha accolto favorevolmente la prima iniziativa privata per la realizzazione di una piattaforma di scambio sulla mobilità a idrogeno ad opera dell'associazione "Mobilità H2 Svizzera" costituitasi recentemente. Inoltre, nell'ambito dei Swiss Competence Centers for Energy Research (SCCER), si è avuto un chiaro potenziamento della ricerca nel settore. In particolare, i SCCER che si occupano di stoccaggio del calore e dell'elettricità nonché di mobilità coordinano attivamente diverse attività di ricerca e di sviluppo nell'ambito dell'idrogeno e delle celle a combustibile, in collaborazione con partner dell'industria.</p><p>4. Nelle sue attuali e future riflessioni in materia di politica energetica nonché nel quadro delle Prospettive energetiche 2050, il Consiglio federale ha un approccio neutro rispetto alle tecnologie e già ora tiene in considerazione tutti i vettori energetici e tutte le tecnologie di propulsione. </p>  Risposta del Consiglio federale.