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Un secondo delfino è morto ieri nel parco d'attrazioni "Connyland" di Lipperswil, nel canton Turgovia. È il secondo mammifero marino a perire nel parco in meno di una settimana. La polizia non esclude un avvelenamento. Il ministero pubblico ha aperto un'inchiesta.
Un legame tra i due casi non è escluso: prima di morire i due animali presentavano gli stessi sintomi, ha precisato all'ats Patrick Müller, procuratore in carica del caso. I due delfini sono attualmente esaminati da un istituto di patologia animale, ma i chiarimenti tossicologici risultano complicati.
Lo stato di salute del delfino morto ieri era improvvisamente peggiorato. Malgrado l'intervento immediato di un veterinario, non è stato possibile salvare l'animale di 30 anni.
Un delfino maschio di otto anni aveva avuto un destino simile martedì scorso. Secondo un esame medico effettuato all'ospedale veterinario dell'Università di Zurigo, l'animale non soffriva di alcuna infezione e i suoi organi vitali erano in uno stato normale.
Due organizzazioni animaliste tedesche ProWal e il Forum per la protezione dei delfini (WDSF) avevano supposto ci fosse un legame tra la morte del primo delfino e un technoparty tenutosi il 29 ottobre al "Connyland" e avevano criticato l'Ufficio di veterinaria del canton Turgovia per non aver vietato la festa.
Un'altra organizzazione, Oceancare, denuncia le condizioni di detenzione dei delfini al "Connyland": inoltrerà a Berna nelle prossime settimane una petizione che chiede un divieto dei delfinari e delle importazioni di questi mammiferi marini in Svizzera. Questo passo mira a sostenere una mozione simile depositata dalla consigliera nazionale Brigitta Gadient (PBD/GR).
Oggi alla radio svizzero-tedesca DRS, il veterinario cantonale turgoviese Paul Witzig si è detto "molto colpito", tuttavia, secondo lui, non vi è ragione di ritirare l'autorizzazione al "Connyland": il delfinario rispetta le direttive.