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Secondo Ubs il prodotto interno lordo dovrebbe salire quest'anno dell'1,5%, contro l'1,4% stimato in precedenza (foto d'archivio).
Keystone/GEORGIOS KEFALAS(sda-ats)
Ubs rivede al rialzo le stime di crescita dell'economia svizzera: il prodotto interno lordo dovrebbe salire quest'anno dell'1,5%, contro l'1,4% stimato in precedenza. Invariate invece all'1,3% le previsioni per il 2017, mentre per il 2018 l'istituto avanza un +1,6%.
Il capo economista di Ubs Daniel Kalt ha detto oggi in un incontro con i giornalisti a Zurigo che "la Svizzera si è risollevata sorprendentemente bene dalla crisi finanziaria, malgrado abbia la valuta più forte al mondo". Ha inoltre saputo digerire più rapidamente del previsto lo choc monetario provocato dall'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro nel gennaio del 2015.
Da quella data, a parte un primo trimestre iniziale negativo, nella Confederazione non si sono verificate spinte recessive e nel 2016 la crescita è stata tutto sommato "decente", un'evoluzione che ha spinto Ubs a rivedere verso l'alto le stime, come peraltro altri istituti.
L'economia elvetica è comunque fortemente influenzata dalle esportazioni per cui una forte crescita dei paesi industrializzati rimane un fattore di capitale importanza. Per il 2017 i pronostici non vengono ritoccati visti anche i tassi negativi che continueranno a penalizzare gli investitori. Un'inversione di tendenza in questo campo non dovrebbe avvenire prima del 2019.
Ubs calcola che la crescita mondiale dovrebbe attestarsi al 3,1% quest'anno e accelerare al 3,5% nel 2017 e al 3,6% nel 2017. Nei soli Stati Uniti il pil dovrebbe salire nell'anno corrente all'1,5%, per poi passare alla marcia superiore nel biennio seguente con tassi rispettivamente del 2,4% e del 2,5%. Il numero uno bancario elvetico ritiene che l'economia a stelle e strisce, peraltro già in buona salute, verrà sostenuta dal piano di investimenti da 1000 miliardi di dollari su dieci anni annunciato dal presidente eletto Donald Trump e dalla riduzione degli oneri fiscali.
Gli investimenti negli USA, secondo Ubs, sono caduti a un livello talmente basso che non possono scendere ulteriormente. Il mercato del lavoro, dal canto suo, sta raggiungendo la soglia del pieno impiego e i salari sono in progressione. I prezzi dell'immobiliare, inoltre, salgono, mentre i costi di finanziamento rimangono bassi.
Quanto all'eurozona, le stime per quest'anno e per il biennio successivo indicano una crescita rispettivamente dell'1,6%, 1,3% e 1,2%. Ma non mancano i fattori di incertezza quali le prossime elezioni in Francia, Germania e Paesi Bassi.
SDA-ATS