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A livello internazionale, la Svizzera è tra i paesi meno corrotti. Ma negli ultimi anni non ha fatto importanti passi avanti.
Per la terza volta consecutiva, la Confederazione si piazza al settimo posto della classifica stilata da Transparency International. Che avverte: si può fare di più nel settore dell'amministrazione pubblica.
La Svizzera rimane uno dei paesi meno corrotti del mondo. Lo indica l'associazione non governativa Trasparency International (TI) che lunedì ha pubblicato l'Indice di percezione della corruzione (IPC). Come nei due anni precedenti, su 163 paesi considerati anche quest'anno la Svizzera si piazza al settimo rango, ossia nel drappello di testa degli Stati più «virtuosi».
Nella scala che va da 0 a 10 elaborata da TI, la Svizzera ottiene 9,1 punti. Finlandia, Nuova Zelanda e Islanda occupano le posizioni di testa. I paesi più vicini allo zero sono quelli dove la percezione della corruzione a livello di amministrazione pubblica e ambienti governativi è più elevata. Nelle parti basse della classifica si trovano paesi come Haiti (maglia nera), Guinea, Iraq e Birmania.
Tra cose fatte e cose da fare
In un comunicato, TI loda la Svizzera per aver partecipato nel corso degli ultimi anni alla messa a punto di strumenti volti a combattere la corruzione a livello internazionale, come la convenzione delle Nazioni unite e quella dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) a questo proposito.
Inoltre, dal primo luglio, il codice penale svizzero non punisce più solo la corruzione attiva, ma anche quella passiva.
Tuttavia, la Confederazione ha ancora dei margini di miglioramento, in particolare nell'amministrazione pubblica. TI pensa ad esempio all'introduzione di un obbligo di denuncia dei casi di corruzione per i funzionari federali e cantonali. Andrebbe poi posto un freno al clientelismo, «un fenomeno - scrive TI in un comunicato - diffuso nell'amministrazione pubblica», ma attualmente non punibile.
Secondo l'organizzazione non governativa, vanno inoltre protetti meglio i «whistleblowers», ovvero coloro che denunciano casi di corruzione riguardanti il loro luogo di lavoro.
TI saluterebbe con favore la creazione di un centro di competenza federale in materia di corruzione e l'indebolimento del tabù che in Svizzera colpisce il finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali.
Povertà
La classifica di Transparency international viene stilata sulla base delle indicazioni fornite dagli uomini d'affari e dalle istituzioni internazionali come la Banca mondiale e il Forum economico mondiale. Stando a Huguette Labelle, presidente di TI, i dati per 163 paesi dimostrano che rimane ancora motlo da fare, «nonostante le leggi anticorruzione adottate in molti di essi». A suo modo di vedere, «la corruzione mantiene milioni di persone nella povertà».
Per essere preso in considerazione dalla classifica è necessario che un paese sia stato oggetto di almeno tre studi. Ciò spiega come mai, indica una nota di TI, molti paesi considerati corrotti non figurino nella lista. In generale, stando a TI la corruzione è un fenomeno assai diffuso nel mondo. I tre quarti dei paesi considerati - quasi tutti poveri - hanno un punteggio inferiore a 5. Fanno eccezione Maurizio e Botswana.
Proprio la presenza delle ricche democrazie occidentali ai primi posti della classifica dimostra, secondo TI, il rapporto esistente tra lotta alla corruzione e prosperità economica.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
400 miliardi di dollari: il «valore» annuo della corruzione a livello mondiale.
In Svizzera, il 12% dei casi di criminalità economica sono legati alla corruzione.
La legislazione elvetica si è rinforzata: dal primo luglio 2006, il codice penale non punisce più soltanto la corruzione attiva, ma anche quella passiva.
Indice di percezione della corruzione 2006
1. Finlandia, Islanda e Nuova Zelanda: 9,6 punti su 10
4. Danimarca: 9,5 punti
5. Singapore: 9,4 punti
6. Svezia: 9,2 punti
7. Svizzera: 9,1 punti
8. Norvegia: 8,8 punti
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156. Bangladesh, Chad, Repubblica democratica del Congo e Sudan: 2,0 punti
160. Guinea,Iraq e Birmania: 1,9 punti
163. Haiti: 1,8 punti