Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/129109

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di valutare la necessità di trasformare l'attuale accreditamento speciale presso la Santa Sede in una vera e propria rappresentanza diplomatica a Roma. Il disbrigo degli affari quasi esclusivamente in via accessoria come avvenuto finora non è più sufficiente.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 2004 fino all'aprile 2010, l'ambasciata svizzera nella Repubblica Ceca era accreditata anche presso la Santa Sede (accreditamento parallelo). Dal maggio 2010 al settembre 2011 l'ambasciatore svizzero presso la Santa Sede risiedeva a Ginevra e ricopriva anche la funzione di osservatore permanente del Consiglio d'Europa presso l'Ufficio delle Nazioni Unite. Da allora, la rappresentanza svizzera presso la Santa Sede è assicurata da un ambasciatore residente a Berna accreditato esclusivamente presso la Santa Sede.</p><p>La Svizzera non costituisce un'eccezione: numerosi Stati, fra i quali vari Paesi europei, non dispongono di una rappresentanza direttamente presso la Santa Sede, come ad esempio la Norvegia (Berna), la Danimarca (Berna), l'Islanda (Helsinki) e il Liechtenstein (Vaduz). In base ai patti lateranensi stipulati nel 1929 tra l'Italia e la Santa Sede un ambasciatore responsabile per l'Italia e residente a Roma non può essere accreditato presso la Santa Sede. Oltre alla Santa Sede, la Svizzera non dispone di una propria ambasciata per esempio in Liechtenstein (ambasciatrice residente a Berna), in Lettonia (competenza dell'ambasciatore svizzero a Riga, Lettonia) o a Monaco (competenza dell'ambasciatore svizzero a Parigi), benché questi Stati vantino una rappresentanza bilaterale in Svizzera.</p><p>Le relazioni bilaterali tra la Svizzera e la Santa Sede sono ottime. Lo scambio su argomenti di interesse comune è perfettamente funzionante grazie a contatti diretti dell'ambasciatore svizzero da un lato e alle consultazioni politiche tra la direzione competente del DFAE e il sottosegretario presso la Segreteria di Stato della Curia romana dall'altro. Nel quadro delle ultime consultazioni, la discussione era incentrata sui diritti dell'uomo, l'abolizione della pena di morte, la libertà di religione e di credo e altre libertà fondamentali nonché sui principali dossier internazionali e la situazione nelle zone più fragili del pianeta. La guardia svizzera pontificia non solo dà visibilità alla Svizzera, ma fornisce alla Svizzera ufficiale presso la Santa Sede un canale d'accesso privilegiato a importanti interlocutori. Sono così assicurati la cronaca politica dal Vaticano e l'accesso privilegiato.</p><p>Senza risorse supplementari destinate allo sviluppo della rete esterna e tenendo conto degli obiettivi di risparmio, voluti anche dal Parlamento, nell'ambito del pacchetto di consolidamento e di verifica dei compiti (PCon 2014 ), l'apertura di una rappresentanza presso la Santa Sede a Roma comprometterebbe la realizzazione di alcuni obiettivi definiti nell'ambito della strategia di politica estera approvata dal Consiglio federale il 2 marzo 2012, quali il potenziamento delle ambasciate nelle regioni emergenti in Asia o negli Stati del Golfo. Ulteriori conseguenze potrebbero essere la riduzione delle prestazioni nei Paesi dell'UE e nei Paesi limitrofi rilevanti per la politica e l'economia della Svizzera.</p><p>Per quanto riguarda la politica estera, l'apertura di una rappresentanza svizzera presso la Santa Sede a Roma non costituisce attualmente una priorità. Le priorità del momento per la politica estera svizzera sono le regioni emergenti e i Paesi limitrofi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.