Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01037.jsonl.gz/186

Il Consiglio Centrale Islamico svizzero (CCIS) sarebbe finanziato da "organizzazioni salafite" dall'estero: è quanto afferma un rapporto dei servizi di intelligence federali di cui da notizia oggi il domenicale svizzero tedesco "SonntagsZeitung". Immediata la reazione del CCIS che confuta le affermazioni e denuncia "una campagna diffamatoria".
Un rapporto dei Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) evidenzia indizi secondo i quali il CCIS potrebbe in parte essere finanziato con denaro proveniente da organizzazioni straniere salafite, sostenute a loro volta - secondo fonti ben informate - da investitori sauditi. Il SIC - che dal primo gennaio 2010 raggruppa i servizi di intelligence federali - ha osservato per un anno le attività del CCIS: le sue considerazioni si basano su su "contatti e viaggi" di esponenti del Consiglio Islamico scoperti dai servizi segreti.
In una nota diffusa oggi, il CCIS afferma che la pubblicazione del rapporto di intelligence può costituire una violazione del segreto d'ufficio. Il comunicato precisa inoltre che "il Consiglio centrale islamico si finanzia in Svizzera grazie alle quote versate dai suoi membri, a donazioni e ad altri contributi di 'benefattori'".
Il CCIS si dice tuttavia soddisfatto di non essere considerato come "pericoloso": stando alla "SonntagsZeitung" infatti, la sorveglianza nei confronti del Consiglio è stata interrotta all'inizio di maggio.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>