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<h2>SubmittedText<h2><p>L'UE prevede di mobilitare circa mille miliardi di euro per il Green Deal. Tra il 2021 e il 2027 intende investire almeno 100 miliardi di euro all'anno nella protezione del clima e della biodiversità. Nel suo ultimo rapporto, l'OCSE ha constatato tuttavia con rammarico che gli investimenti della Svizzera sono in calo se rapportati alla crescita economica, e raccomanda quindi al nostro Paese di investire maggiormente soprattutto nei settori che rappresentano sfide impegnative, per esempio nella protezione del clima. Secondo stime di economisti rinomati come Nicholas Stern dell'Università di Oxford, la stabilizzazione del clima e l'abbandono delle energie fossili (transizione energetica) potranno essere realizzati entro il 2050 soltanto con investimenti pari ad almeno il 2 per cento del PIL mondiale nell'efficienza energetica e nelle energie rinnovabili. Secondo le stime di economisti ambientali il costo di questi investimenti sarà inferiore ai costi provocati dalle catastrofi naturali dovute ai cambiamenti climatici e a quelli necessari per far fronte agli effetti di un riscaldamento climatico incontrollato.</p><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere ai quesiti seguenti basandosi su stime approssimative e sui dati di cui si dispone:</p><p>1. Allo stato attuale delle conoscenze, quanto si dovrebbe investire in Svizzera (escludendo la navigazione aerea) per compiere, rispettivamente entro il 2030 e il 2050, la transizione verso un sistema energetico ampiamente basato su fonti rinnovabili?</p><p>2. Quanto è stato sinora speso all'anno (sommando approssimativamente i costi di Confederazione e Cantoni) per la protezione del clima? In che misura l'aumento del prezzo dell'energia (contributi di incentivazione dal supplemento rete per la promozione dell'energia elettrica, Programma  Edifici....), gli investimenti privati e l'utilizzo del gettito fiscale ordinario hanno concorso al finanziamento di tali investimenti?</p><p>3. Quanto si spenderà approssimativamente dopo l'adozione della legge sul CO2 (nella versione aggiornata alle decisioni del Consiglio nazionale)? In che misura l'aumento del prezzo dell'energia (contributi di incentivazione dal supplemento rete per la promozione dell'energia elettrica, Programma Edifici....), gli investimenti privati e l'utilizzo del gettito fiscale ordinario concorreranno al finanziamento dei costi?</p><p>4. Quale percentuale del bilancio federale viene spesa per la protezione del clima?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale, quali opzioni ci permetterebbero di seguire l'esempio dell'UE e di accrescere, mediante un aumento del gettito fiscale ordinario, gli investimenti a favore della transizione energetica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1) L'Ufficio federale dell'energia (UFE) sta attualmente rivedendo le prospettive energetiche, che dagli anni Settanta rappresentano una base quantitativa fondamentale per la politica energetica e oggi anche per la politica climatica. Queste nuove "Prospettive energetiche 2050+" affrontano, tra l'altro, la questione di come debba essere trasformato l'approvvigionamento energetico della Svizzera in linea con l'obiettivo climatico del Consiglio federale per il 2050 di ridurre a zero le emissioni nette di gas serra e quali investimenti sono necessari a tal fine. In questo contesto, si tiene conto anche di eventuali risparmi sui costi dovuti a minori importazioni di energia a seguito di incrementi di efficienza o alla sostituzione di vettori energetici fossili. I risultati, che forniscono le risposte alle domande poste dall'interpellanza, dovrebbero essere disponibili nell'autunno 2020.</p><p>2) Nel periodo 2010-2019, il Programma Edifici ha concesso aiuti finanziari pari a complessivi 2 miliardi di franchi, ossia circa 200 milioni di franchi l'anno. Ciò ha innescato investimenti supplementari per circa 4,15 miliardi di franchi. La promozione delle energie rinnovabili finanziata con il supplemento rete ammonta in media a circa 1 miliardo di franchi all'anno (esclusi il risanamento dei corsi d'acqua, la promozione della forza idrica esistente e le gare d'appalto). Non sono disponibili studi sull'entità degli investimenti privati che ne derivano.</p><p>3) Per le misure di riduzione delle emissioni di CO2 negli edifici, il progetto di revisione della legge sul CO2 prevede che un terzo dei proventi della tassa sul CO2, ma al massimo 450 milioni di franchi all'anno, confluisca nel nuovo fondo per il clima. Con il nuovo Programma Edifici, che dall'entrata in vigore della revisione sarà finanziato con il fondo per il clima, la Confederazione potrà inoltre aumentare i contributi cantonali fino a triplicarli (mentre finora potevano essere al massimo raddoppiati). I fondi federali stanziati continueranno tuttavia ad essere limitati a 450 milioni di franchi l'anno. Con 60 dei 450 milioni di franchi e i contributi globali non utilizzati dai Cantoni, la Confederazione sarà ora in grado di sostenere misure complementari ai programmi di promozione cantonali. Inoltre, nel fondo per il clima saranno destinati meno della metà dei proventi della nuova tassa sui biglietti aerei e della tassa sull'aviazione generale, al fine di promuovere tecnologie rispettose del clima attraverso fideiussioni e aiuti finanziari. Secondo stime, il contributo disponibile è pari a 500 milioni di franchi l'anno. Dette stime risalgono tuttavia al periodo antecedente il crollo dei movimenti aerei in seguito alla diffusione del coronavirus. Negli anni immediatamente successivi all'entrata in vigore della legge riveduta, i mezzi disponibili dovrebbero quindi essere inferiori a tale somma.</p><p>4) Secondo il progetto di revisione della legge sul CO2, per protezione del clima si intendono tutte le misure volte a ridurre le emissioni di gas serra, aumentare le prestazioni dei pozzi di assorbimento e adattarsi ai cambiamenti climatici. A causa di questo ampio spettro di misure, che vanno dal risanamento energetico degli edifici della Confederazione al sostegno finanziario ai Cantoni, ad esempio per la gestione del bosco o la protezione contro le piene, passando per i pagamenti diretti in agricoltura, programmi di sostegno specifici basati sulla legge sul CO2 o sulla legge sull'energia, è difficile quantificare la quota delle spese che la Confederazione sostiene direttamente o indirettamente per la protezione del clima.</p><p>5) Il 28 agosto 2019 il Consiglio federale ha deciso di ridurre a zero entro il 2050 le emissioni di gas serra nette. Al contempo ha incaricato il DATEC di elaborare, sulla base di detta decisione, una strategia di politica climatica a lungo termine che illustri i percorsi di riduzione per i singoli settori come pure le misure da adottare.</p>  Risposta del Consiglio federale.