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È quanto richiesto dalla Conferenza dei direttori delle finanze cantonali, i quali intendono utilizzare questo denaro per la riduzione dei debiti cantonali e federali. La Fondazione Svizzera solidale non è in discussione.
I «ministri» delle finanze cantonali, riuniti venerdì a Berna, si sono anche schierati contro il progetto del governo che desidera trasferire al parlamento la competenza di decidere sulla sorte delle 1300 tonnellate d'oro eccedentario custodito nei forzieri della Banca Nazionale Svizzera (BNS).
I cantoni non contestano l'attribuzione di 500 tonnellate alla Fondazione Svizzera solidale. Tuttavia non sono pronti a rinunciare alla loro fetta di torta, ossia parte del ricavato della vendita delle 800 tonnellate rimanenti, tanto più che la Costituzione prevede che due terzi del ricavato debbano essere versati ai cantoni.
L'11 maggio scorso l'esecutivo aveva presentato due progetti di ripartizione: uno prevedeva che il ricavato venisse versato ai cantoni e alla Confederazione per l'alleggerimento dei rispettivi debiti, mentre l'altro propettava il versamento a favore di formazione e Avs.
Sebbene la legge non specifichi la destinazione di questo denaro, i cantoni propendono per la prima soluzione adombrata dal Consiglio federale.
swissinfo e agenzie
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