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Il movimento svizzero di lotta al cambiamento climatico, protagonista del vasto sciopero di fine settembre, si sente abbandonato dalla politica e ha quindi iniziato a elaborare un proprio piano d'azione per ridurre le emissioni ad effetto serra.
L'obiettivo è di mostrare come potrebbe essere una società neutrale dal punto di vista delle emissioni e quali misure devono essere adottate per realizzarla.
Secondo Climastrike Svizzera, non c'è la volontà da parte della politica di creare misure per ridurre a zero le emissioni di gas serra entro il 2030. Ad esempio, "la legge sul CO2, adottata durante la sessione autunnale del Consiglio degli Stati, è insufficiente" secondo il movimento: non consente di raggiungere l'obiettivo "molto basso" del Consiglio federale della neutralità delle emissioni di CO2 entro il 2050.
Gli attivisti del clima hanno quindi deciso di agire da soli e di elaborare entro l'aprile prossimo un proprio piano in materia (www.climateactionplan.ch), spiega in un comunicato odierno il movimento Climastrike ("sciopero climatico").
Si cercherà di sviluppare soluzioni concrete con undici gruppi di lavoro che si occupano di vari settori quali la mobilità, l'edilizia, l'industria, l'agricoltura e gli investimenti. Ogni gruppo dovrebbe essere composto di esperti, attivisti climatici e persone direttamente interessate. Il piano deve tener conto del principio fondamentale della giustizia climatica, ossia che tutte le misure siano socialmente eque e sostenibili - sottolineano i promotori.
Una sessantina di esponenti della comunità scientifica ha già accettato di sostenere il progetto. È importante - aggiunge la nota - che il piano d'azione sia "un progetto partecipativo della popolazione svizzera, aperto e trasparente". Tutti sono quindi "cordialmente invitati a partecipare alla stesura". Tutti i contenuti saranno accessibili su una piattaforma aperta, dove possono essere discussi e valutati.
Climastrike prevede inoltre di organizzare riunioni a livello locale in cui gli interessati possono contribuire con le loro idee. Il primo incontro di questo tipo avrà luogo durante il prossimo sciopero climatico, il 29 novembre.
Il movimento ricorda fra l'altro che la piazza finanziaria è attualmente uno dei maggiori inquinatori della Svizzera per le conseguenze sul clima dei suoi investimenti. Ma né la popolazione né i politici vi prestano sufficiente attenzione.
Il 28 settembre parecchie decine di migliaia di persone - 100'000 secondo gli organizzatori - si sono riunite a Berna per una manifestazione nazionale ambientalista intitolata "Cl!ma di cambiamento". La dimostrazione era sostenuta da un'ottantina di gruppi e organizzazioni, fra le quali numerose ong, come Greenpeace e WWF, ma anche da Unia e dall'Unione sindacale svizzera (USS).
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