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(20.07.2011) Le esportazioni delle imprese svizzere aumentano malgrado la forza storica del franco. Secondo un'inchiesta trimestrale realizzata da UBS, quasi la metà delle imprese ha visto le comande dall'estero e la propria cifra d'affari realizzata con l'esportazioni rafforzarsi.
Il livello delle esportazioni supera ormai quello precedente alla crisi. Secondo UBS, tale risultato dipende innanzitutto dal volume delle esportazioni fatto registrare il primo trimestre 2011.
La forza del franco non sembra aver avuto un impatto negativo nemmeno sull'occupazione. La maggior parte delle imprese interrogate afferma infatti di prevedere nuovi aumenti degli effettivi. Tuttavia, la penuria di personale qualificato alla quale devono far fronte le imprese svizzere si è aggravata dall'ultima inchiesta di UBS, realizzata lo scorso semestre.
Questi risultati hanno portato UBS a mantenere le proprie previsioni di crescita del PIL particolarmente ottimiste: 2,7% per il 2011 e 2,2% per il 2012. A titolo comparativo, l'istituto di ricerche congiunturali KOF prevede un rialzo del PIL del 2,8% per il 2011, mentre la Banca nazionale svizzera (BNS), la segreteria di Stato dell'economia (SECO) e l'istituto BAKBASEL hanno pubblicato previsioni comprese tra il 2% ed il 2,2%.
Secondo UBS, la BNS non può far nulla per contrastare la forza del franco, se non mantenere i tassi direttori prossimi allo zero. Un aumento dei tassi sarà possibile soltanto quando la crisi del debito europeo sarà superata ed una volta che il franco si sarà indebolito. La BNS non interverrà probabilmente nemmeno sui tassi di conversione, a causa della diminuzione dei suoi stessi capitali.
Il tasso di cambio dell'euro rispetto al franco dovrebbe crescere in seguito al recente rialzo dei tassi in Europa. Se la situazione europea si calmasse, si dovrebbe poter passare da un livello di 1,25 a 1,50 CHF per un euro.
Ultima modifica 08.09.2015