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GINEVRA - L'ex capo della polizia del Guatemala Erwin Sperisen è giudicato da oggi per la terza volta dalla giustizia ginevrina. Di nuovo si proclamerà innocente e chiederà il proscioglimento.
Nato il 27 giugno 1970, Sperisen ha la doppia cittadinanza, svizzera e guatemalteca. Soprannominato "il Vichingo" nel paese latinoamericano a causa della sua imponente statura e della capigliatura color ruggine, egli aveva diretto la Polizia nazionale civile del Guatemala tra il luglio 2004 e il marzo 2007.
Secondo l'accusa avrebbe partecipato, direttamente o indirettamente, durante questi anni, all'esecuzione extragiudiziale di dieci detenuti: sette uccisi nel corso di un intervento della polizia in un penitenziario in rivolta nel 2006 e altri tre ammazzati l'anno prima durante una evasione di massa.
Per i fatti in questione, Sperisen è stato condannato a due riprese alla prigione a vita dalla giustizia del canton Ginevra, dove si è rifugiato con la famiglia nel 2007 e dove è stato arrestato nell'agosto del 2012 in seguito alle accuse mosse contro di lui da varie associazioni. Nel giugno 2014 a infliggergli l'ergastolo è stato il Tribunale criminale di Ginevra e la sentenza è stata confermata nel maggio 2015 dalla Camera penale d'appello e di revisione della Corte di giustizia cantonale.
Con una sentenza emessa il 29 giugno 2017 (e pubblicata il 12 luglio), il Tribunale federale ha però accolto in parte il ricorso contro la condanna, essendo giunto alla conclusione che nel procedimento cantonale all'imputato non sono state concesse a sufficienza le garanzie previste dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU). In particolare l'imputato non sarebbe stato confrontato a testimoni chiave e sarebbe stato violato il suo diritto ad essere ascoltato. Da qui la decisione di un rifacimento del processo d'appello.