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U: Sa, quasi tutti mi parlano di disintossicazione, pensano che io sia un alcolista. Non mi parli di cure e di astinenza.
V: Se questo non l'aiuta mi dica allora di quale argomento possiamo parlare, cosa vorrebbe discutere con me?
U: Ah! (racconta in modo dettagliato che una volta era un ingegnere molto stimato, ma poi ha perso il lavoro). Mi devono dare un lavoro!
V: Il lavoro ha molta importanza per lei, lei ha sempre dato molto nella sua professione. Vorrei darle sostegno. D'altra parte non posso sapere se lei troverà ancora lavoro. Cosa possiamo fare durante questo colloquio per raggiungere questo obiettivo?
U: Lei non può certo trovarmi un lavoro.
V: Ha ragione. Vediamo, come potrebbe riuscire a trovare lavoro, a suscitare l'interesse degli altri?
U: Ecco, lei cosa farebbe al mio posto?
V: La sola cosa da fare sarebbe di convincere gli altri che lei ha qualcosa da offrire. Potrebbe essere una possibilità. Che ne dice?
U: Ci ho pensato anch'io, ma non so come...
V: Mettiamo che lei voglia presentarsi bene, come potrebbe fare?
U: Forse dovrei smettere di bere. E dovrei avere più cura di me stesso.
V: Qual è la prima cosa che le viene in mente dicendo di aver cura di se stesso?
U: Smettere di bere. L'ho già fatto una volta e non lo voglio più fare. Racconta i tormenti dell'astinenza e la vergogna di farsi ricoverare in clinica per una cura .
V: La sua prima cura è stata una brutta esperienza per lei. Il ricovero in clinica potrebbe essere una buona idea. Lei mi ha detto che vorrebbe avere più cura di se stesso. D'altronde mi rendo conto che qualcosa la trattiene ancora...
L'uomo e il volontario riflettono sui probabili scenari che si presenterebbero se decidesse di farsi ricoverare in una clinica e come potrebbero reagire le persone coinvolte. La cura viene vista solo come un passo necessario per ricuperare l'autostima. Alla fine del colloquio la persona è pensierosa...