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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2013 il Parlamento federale ha stanziato per Euratom (Comunità europea dell'energia atomica) un contributo di 250 milioni di franchi per il periodo 2014-2020. Già allora il programma di ricerca di Euratom era oggetto di discussioni. Stiamo parlando in particolare di ricerca fondamentale sulla fusione tramite il reattore sperimentale ITER, che si trova a Cadarache (sud della Francia) e, nell'ambito della fissione nucleare, di ricerca in materia di sicurezza, radioprotezione e gestione delle scorie radioattive.</p><p>1. Quanti soldi ha investito finora la Svizzera in Euratom e fino a quando è vincolata da obblighi finanziari fissi?</p><p>2. I costi del reattore a fusione internazionale ITER aumentano continuamente, tanto che viene definito un pozzo senza fondo. Secondo dati non confermati i costi sarebbero quattro volte più alti di quelli preventivati all'inizio del progetto. Il Consiglio federale è in grado di fornire informazioni sullo stato del progetto di ricerca e sull'andamento dei costi, oltre che sulle conseguenze per la partecipazione della Svizzera?</p><p>3. A quanto ammontano i fondi stanziati per il settore della fissione nucleare? Quali sono i risultati concreti raggiunti finora, in particolare per quanto riguarda la gestione delle scorie radioattive?</p><p>4. In che modo la Svizzera può aumentare la propria influenza sul programma di ricerca e soprattutto sul progetto ITER? Il Consiglio federale ha verificato l'ipotesi di ridurre il credito per questo progetto così controverso?</p><p>5. La partecipazione a Orizzonte 2020 è possibile anche senza contribuire al finanziamento del programma Euratom, come conferma l'assenza di Norvegia, Israele e Turchia dal programma. Il Consiglio federale sta valutando l'ipotesi di ritirarsi anticipatamente da Euratom, visto che con la Brexit potrebbero aprirsi nuove possibilità?</p><p>6. Dopo l'approvazione, con la votazione del 21 maggio 2017, della Strategia energetica, che prevede il divieto di costruire nuove centrali nucleari e una maggiore promozione delle energie rinnovabili, il Consiglio federale ritiene di dover ripensare la sua partecipazione a Euratom?</p><p>7. Esistono a livello europeo progetti simili di vasta portata nel settore delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica? Se no, perché? Non sarebbe più lungimirante rafforzare le cooperazioni e gli investimenti in questo settore piuttosto che finanziare Euratom?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2013 il Parlamento ha approvato un credito che prevedeva lo stanziamento, tra il 2014 e il 2020, di 109,9 milioni di franchi per la partecipazione al programma di ricerca Euratom e di 134,3 milioni per ITER. Tra il 2014 e il 2016 sono stati versati rispettivamente 33,6 milioni di franchi e 63,5 milioni di franchi. La Svizzera si è impegnata nei confronti dell'Unione europea (UE) fino al 2020 tramite un accordo unico adottato il 5 dicembre 2014 che comprende Orizzonte 2020, il programma Euratom e ITER (RS 0.424.11). In base all'articolo 13 dell'accordo la Svizzera può denunciare la parte che riguarda le attività legate a ITER per il periodo 2019-2020 e opporsi all'estensione tacita dell'accordo al futuro programma di ricerca Euratom 2019-2020. Tuttavia, queste opzioni comportano un rischio politico poiché l'articolo 13 conferisce a ogni parte contraente il diritto di denunciare interamente l'accordo con un preavviso scritto di sei mesi. Se l'UE lo facesse la Svizzera sarebbe esclusa dal programma Orizzonte 2020.</p><p>2. I lavori di costruzione di ITER sono in corso e sono già stati compiuti passi significativi. Nel 2016 a causa di alcuni ritardi è stato necessario rivedere l'organizzazione e la pianificazione. ITER dovrebbe quindi entrare in funzione nel 2025 (2020 prima della revisione), mentre gli esperimenti decisivi verranno condotti con ogni probabilità a partire dal 2035. Il tetto massimo definito dall'UE per i contributi europei a ITER fino al 2020 (7,7 miliardi di euro) non dovrebbe essere superato. Tutto ciò non influisce sulle attuali condizioni di partecipazione della Svizzera. Non appena l'UE avrà stabilito le condizioni del suo impegno per ITER nel periodo 2021-2035, il Consiglio federale riesaminerà la situazione della Svizzera all'interno di questo dossier.</p><p>3. La parte del programma di ricerca Euratom 2014-2018 dedicata alla fissione nucleare ha a disposizione un budget di 876 milioni di euro. Al 28 febbraio 2017 erano in corso 46 progetti con 16 partecipazioni svizzere, di cui nove riguardanti la gestione delle scorie. I risultati saranno forniti una volta terminati i progetti. Euratom pubblicherà un rapporto intermedio nell'autunno 2017.</p><p>4. Nel 2009 il Parlamento ha approvato la partecipazione della Svizzera alla costruzione e alla messa in funzione di ITER da parte dell'UE tramite l'impresa comune europea Fusion for Energy. La Svizzera ne fa parte a pieno titolo e ha gli stessi diritti degli Stati membri dell'UE e della Commissione europea. Inoltre, partecipa attivamente alla sua governance. I contributi svizzeri a ITER si basano sul nostro PIL e variano in funzione di una chiave di ripartizione stabilita nell'accordo del 5 dicembre 2014 tra la Svizzera e l'UE per il periodo 2014-2020. Di conseguenza non possono essere ridotti unilateralmente dal Consiglio federale. La partecipazione al programma di ricerca Euratom e a ITER genera un ritorno finanziario notevole, soprattutto nel settore della fusione. Tra i Paesi europei con un'economia comparabile, la Svizzera è uno di quelli che beneficiano maggiormente di queste attività.</p><p>5. La Svizzera ha potuto partecipare a Orizzonte 2020 soltanto a condizione di associarsi anche al programma di ricerca Euratom e a ITER. Gli Stati di cui si parla nell'interpellanza hanno dovuto fornire all'UE altre contropartite per poter partecipare a Orizzonte 2020. Da questo punto di vista la Brexit non offre alcuna nuova possibilità. Non è previsto un ritiro anticipato da Euratom.</p><p>6. La legge sull'energia adottata il 21 maggio 2017 riguarda la produzione e non la ricerca energetica. Nel 2011 il Consiglio federale è stato incaricato dal Parlamento di garantire la prosecuzione della ricerca nucleare in Svizzera (mozione 11.3564 Forster-Vannini). La ricerca e l'offerta formativa in questo settore devono essere mantenute al fine di preservare le competenze necessarie per continuare a utilizzare le centrali in completa sicurezza prima di smantellarle e per valutare nuovi piani e nuove tecnologie. La partecipazione al programma di ricerca Euratom concorre al raggiungimento di questo obiettivo.</p><p>7. L'ambito di Orizzonte 2020 dedicato alle energie sicure, pulite ed efficienti può contare su un budget di 5931 milioni di euro (2014-2020), ovvero nettamente superiore a quello di Euratom (1603 milioni di euro per il periodo 2014-2018) e di ITER (4127 milioni di euro per il periodo 2014-2020). Le partecipazioni svizzere sono 104. All'interno del programma Euratom gli ambiti della sicurezza, dello smantellamento e del trattamento delle scorie hanno carattere prioritario. ITER punta a sviluppare una fonte energetica pulita e sostenibile integrando così la ricerca sulle energie rinnovabili.</p>  Risposta del Consiglio federale.