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Statistica della superficie: nuovi risultati per il territorio svizzero Gli insediamenti continuano a espandersi, ma più lentamente
25.11.2021 - Nell’ultimo decennio, in Svizzera le superfici d’insediamento hanno guadagnato ulteriori 181 km2, che corrispondono al doppio della superficie del lago di Zurigo. Rispetto ai decenni precedenti, l’espansione degli insediamenti è comunque leggermente rallentata. Sebbene solo in montagna, hanno registrato un’espansione anche i boschi, andando a occupare principalmente ex superfici agricole, analogamente agli insediamenti. In alta montagna, la perdita di ghiacciai è proseguita senza interruzioni. Questo è quanto emerge dagli ultimi risultati della statistica della superficie realizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST).
Gli insediamenti occupano poco meno di un decimo del territorio svizzero (8%). Di gran lunga più estese sono invece le superfici agricole (35%), e anche boschi e boschetti (32%) occupano nettamente più spazio, come risulta dai dati sull’utilizzazione del suolo della rilevazione più recente (2018). Il quarto rimanente della superficie nazionale è occupato da laghi e corsi d’acqua, ghiacciai, rocce, detriti nonché vegetazione erbacea improduttiva. Ad eccezione dei laghi e dei corsi d’acqua, queste superfici, che l’uomo utilizza soltanto parzialmente, si trovano in prevalenza nelle Alpi. Dalla rilevazione precedente (2009), gli insediamenti e i boschi hanno conosciuto un’espansione, mentre le superfici agricole si sono ridotte.
Le aree residenziali crescono più della popolazione
In poco meno di un decennio, tra il 2009 e il 2018, in Svizzera gli insediamenti sono cresciuti del 6%, ovvero di 181 km2. Questo dato corrisponde al doppio della superficie del lago di Zurigo, in altre parole a un aumento di quasi otto campi da calcio al giorno. Il ritmo di crescita degli insediamenti è comunque calato un po’ rispetto al passato: nel periodo di osservazione tra il 1997 e il 2009, ogni giorno veniva edificato l’equivalente di nove campi da calcio; tra il 1985 e il 1997 addirittura di dieci. Negli ultimi decenni l’espansione più netta degli insediamenti si è avuta a bassa quota, e non soltanto in cifre assolute, ma anche in termini percentuali.
Dei diversi tipi di superfici d’insediamento, quella che ha registrato un aumento particolarmente marcato è l’area residenziale. Tra il 2009 e il 2018, la superficie occupata dagli edifici abitativi e dai terreni annessi è cresciuta dell’11%, quindi leggermente di più rispetto alla popolazione (+10%). I principali motivi sono le accresciute esigenze della popolazione per quanto concerne le dimensioni delle abitazioni e l’aumento delle economie domestiche composte soltanto da una o due persone. Tuttavia, dal punto di vista statistico anche nel caso dell’area residenziale si notano segnali di un’utilizzazione del suolo gradualmente più parsimoniosa. Negli ultimi decenni i tassi di crescita delle case unifamiliari e bifamiliari, tipi di edifici particolarmente avidi di superficie, sono calati, mentre si sono chiaramente incrementati per le case plurifamiliari. Inoltre, si osserva una riduzione dei terreni annessi agli edifici.
Tra il 2009 e il 2018, rispetto all’area residenziale sono invece cresciuti a un ritmo più lento l’area industriale e artigianale (+7%) e l’area stradale (+3%). Quest’ultima è aumentata a un ritmo decisamente più lento rispetto al numero dei veicoli a motore (+16%).
Le superfici agricole perdono 302 km2
Tra il 2009 e il 2018, nove decimi delle nuove superfici d’insediamento sono sorte su ex terreni agricoli. L’espansione degli insediamenti ha dato un contributo particolarmente incisivo alla riduzione della superficie agricola svizzera osservata dal 2009 (–2%, ovvero –302 km2). Questo dato corrisponde più o meno alla superficie del Cantone di Sciaffusa.
Le superfici agricole della Svizzera sono perlopiù composte da prati e pascoli, che secondo i dati più recenti rappresentano circa il 70% dei terreni agricoli e che per la metà sono costituiti da alpeggi utilizzati soltanto stagionalmente. I campi coprono il 27% di tutte le superfici agricole, anche se nel Mittelland la relativa quota è molto superiore (57%), mentre nelle Alpi risulta inferiore. Il rimanente 3% delle superfici agricole è destinato a colture speciali come frutteti, vigneti e orti. Le serre occupano una superficie totale pari a 10 km2 (2009: 9 km2), il doppio rispetto al 1985.
In montagna, il bosco riguadagna terreno perduto
L’espansione degli insediamenti non è l’unico motivo alla base della riduzione delle superfici agricole: ad alta quota, per ragioni economiche si è talvolta semplicemente rinunciato a utilizzare prati e pascoli, sui quali sono cresciuti dapprima cespugli e poi alberi. Tra il 2009 e il 2018, come già nei decenni precedenti, i boschi e boschetti hanno potuto continuare la propria espansione, più precisamente del 2% a livello svizzero (+206 km2). Questo aumento corrisponde quasi alla superficie del lago Maggiore.
A partire dai 1000 metri sopra il livello del mare, il bosco ha aumentato la propria superficie in modo proporzionale all’altitudine. Nelle zone al di sopra dei 2000 m s.l.m., l’aumento ha addirittura raggiunto il 16%. A queste altitudini il bosco non solo ha riguadagnato superfici che aveva perso a favore dell’agricoltura, ma fa presagire anche un aumento graduale del limite naturale degli alberi a causa dei cambiamenti climatici. Al di sotto dei 1000 metri, i boschi sono invece rimasti complessivamente stabili dal 2009 a oggi. Le regioni più boschive sono il versante sud delle Alpi (Ticino e valli meridionali dei Grigioni) e l’Arco giurassiano.
In nemmeno dieci anni, i ghiacciai hanno perso un decimo della loro superficie
Dal 2009 a oggi, i ghiacciai e i nevai delle Alpi svizzere hanno perso un ulteriore 10% (–119 km2), fino a coprire nel 2018 una superficie rimanente di 1030 km2, ovvero quasi due volte il lago di Costanza. Come previsto, in percentuale i ghiacciai si sono ridotti maggiormente alle quote più basse e quindi più temperate, ma anche al di sopra dei 3000 metri si è constatato un calo del 4%. Nei punti in cui il ghiaccio si scioglie compaiono detriti e rocce, a volte anche laghetti. In un secondo tempo può darsi che faccia la sua comparsa anche della vegetazione, ma questo richiede molto tempo: sulle superfici lasciate libere dai ghiacciai a partire dal 1985, finora solo sporadicamente si è riscontrata una crescita di piante chiaramente visibile.
Informazioni complementari, come tabelle e grafici, si trovano nel PDF seguente.
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