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La ministra del lavoro e delle pensioni britannica, Amber Rudd, si è dimessa sabato dal Governo e dal gruppo parlamentare (siederà come indipendente), mettendo in ulteriore difficoltà il premier Boris Johnson, contestato dall'opposizione e nel suo stesso partito sul tema della Brexit.
I have resigned from Cabinet and surrendered the Conservative Whip.— Amber Rudd MP (@AmberRuddHR) September 7, 2019
I cannot stand by as good, loyal moderate Conservatives are expelled.
I have spoken to the PM and my Association Chairman to explain.
I remain committed to the One Nation values that drew me into politics. pic.twitter.com/kYmZHbLMES
Nella lettera di dimissioni Rudd ha affermato di non ritenere più che "il principale obiettivo" di Johnson sia lasciare la UE con un accordo ("vorrei vedere nei negoziati con l'Europa lo stesso impegno messo nel preparare un 'no deal'") e ha definito l'espulsione di 21 parlamentari Tory avvenuta martedì come "un attacco alla decenza e alla democrazia".
La cacciata dei deputati era avvenuta dopo che avevano contribuito a far passare la legge che impedisce al premier di mettere in atto l'uscita dall'Unione il 31 ottobre come previsto senza un'intesa sul divorzio.