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Per essere più efficace, la Commissione federale delle banche chiede di affinare gli strumenti giuridici a sua disposizione. "Nell'interesse della piazza finanziaria"...
"La fama di una piazza finanziaria dipende in modo sostanziale dalla sua integrità, così come da un'autorità di sorveglianza in grado di reprimere abusi e delitti". Parole di Kurt Hauri, presidente della Commissione federale delle Banche (CFB), espresse in occasione del rapporto d'attività annuale di quella che è l'autorità incaricata della sorveglianza del settore finanziario.
Continua rincorsa
Il settore, da qualche anno a questa parte, è soggetto ad un'evoluzione sempre più rapida. Mondializzazione dei servizi e dei mercati, innovazione permanente dei prodotti e progresso tecnologico (pensiamo soltanto alle applicazioni internet...) sono i propulsori di una corsa a velocità vertiginosa.
In questo complesso contesto, la CFB è chiamata ad adattare costantemente i propri compiti e le proprie strutture. L'efficacia della sua azione dipende poi in modo sostanziale dall'evoluzione delle regole e dalle leggi definite a livello nazionale ed internazionale.
In questo senso, nel 2001, in Svizzera sono stati definiti 3 progetti di legge che riguardano importanti aspetti del lavoro della CFB: la revisione totale della legge sulla sorveglianza delle assicurazioni, la revisione totale della legge sulla banca nazionale svizzera e una modifica della legge sulle banche in materia di risanamento e liquidazione. I 3 progetti saranno sottomessi alle camere federali nel 2002.
Ma, secondo la CFB, ciò non basta. Alcuni problemi persistono...
Assistenza internazionale lacunosa
I mercati finanziari non hanno confini ma la loro sorveglianza viene attuata a livello nazionale. Un paradosso risolvibile tramite un'efficace assistenza internazionale. Efficace? Certo, se le leggi lo permettono. Purtroppo il diritto in vigore in Svizzera non soddisfa i responsabili della CFB ed i loro partner all'estero.
"La protezione accordata ai clienti, che nel nostro paese hanno la possibilità di ricorrere fino al Tribunale federale, è unica al mondo. Ciò non è compreso all'estero, da parte di autorità di sorveglianza che, come noi, necessitano di assistenza rapida" sostiene Kurt Hauri.
Norme più severe
"Recenti casi in Svizzera (Banca cantonale vodese) e all'estero (Enron) hanno messo in evidenza l'importanza dell'attività di revisione. Se cittadini, creditori e azionisti non possono aver fiducia nelle cifre pubblicate dalle aziende e verificate dagli organi di revisione, un sistema d'economia di mercato non può funzionare correttamente" dichiara Jean-Pierre Ghelfi, vice-presidente della CFB.
Per migliorare il funzionamento degli esami, in Svizzera affidati sostanzialmente a società private, la CFB sta per dotarsi di una nuova struttura...di revisione. "Stiamo assumendo dei collaboratori per la nuova sezione destinata al controllo....dei controllori, cioè delle società private incaricate della revisione dei conti delle aziende ".
In ambito di sorveglianza del mercato, la CFB auspica inoltre un inasprimento delle norme penali per i reati insider. In base alle disposizioni vigenti, in molti casi non può infatti sporgere denuncia anche se sussistono chiare prove sulla messa a frutto di fatti confidenziali.
E il segreto bancario?
Considerati gli obiettivi di integrità, credibilità e trasparenza, come si situa la CFB in merito alla pressione internazionale sul segreto bancario? "Riteniamo che la questione non abbia un legame diretto con le misure da noi richieste. Questa è una discussione politica nella quale non vogliamo implicarci", afferma il presidente Kurt Hauri.
Come dire che un settore finanziario degno di fiducia può esistere con o senza segreto bancario. Per la CFB si tratta quasi di inculcare un codice deontologico agli operatori del settore. E di avere la forza (ed i mezzi) per farlo rispettare.
Marzio Pescia