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Ogni anno, al momento di pagare le imposte o di pianificare l’AVS, alle coppie sposate viene ricordato che il vincolo matrimoniale che le lega comporta anche perdite a livello finanziario. Per questo, sempre più spesso le giovani coppie esitano a sposarsi. Il motivo di tutto ciò è la cosiddetta «penalizzazione del matrimonio» che, come lascia intendere il nome, di romantico ha ben poco. Nei dibattiti politici, la disparità finanziaria rispetto alle coppie conviventi viene considerata una discriminazione, un giudizio più che legittimo: secondo una precisazione del Tribunale federale del 1994, a partire da una differenza del 10% si parla infatti di discriminazione. Ma come si manifesta la penalizzazione del matrimonio e chi colpisce esattamente?
Penalizzazione del matrimonio: di cosa si tratta?
In Svizzera con l’espressione «penalizzazione del matrimonio», usata in ambito politico, si critica il fatto che a livello fiscale, in determinate circostanze, le coppie sposate si trovino in una posizione svantaggiata rispetto alle coppie non sposate. Sono soprattutto le coppie più agiate e con redditi simili a subire le ripercussioni di questo fenomeno. Ma di cosa si tratta esattamente e in che modo il matrimonio «penalizza» le coppie? Ve lo spieghiamo in questo articolo.
Svantaggi fiscali dovuti alla tassazione progressiva
Solitamente, per i privati il reddito imponibile individuale viene classificato mediante una cosiddetta tabella di progressione e tassato con la percentuale del livello corrispondente. Nel caso delle coppie sposate, tuttavia, al momento del calcolo delle imposte i redditi non vengono presi in considerazione separatamente, ma vengono sommati. Poiché la percentuale applicata ai fini della tassazione aumenta a ogni livello della tabella, per ciascuno di questi livelli vengono conteggiate, in percentuale, imposte più elevate sul reddito imponibile. Le coppie sposate, che vengono quindi tassate congiuntamente, figurano logicamente in un livello superiore della tabella di progressione in quanto i loro salari vengono considerati insieme. Un esempio fittizio: una coppia in cui, in base alla tassazione individuale, ciascuna persona avrebbe pagato imposte corrispondenti al 10% del proprio reddito imponibile, si ritrova a dover pagare un’aliquota del 15% a causa della tassazione congiunta.
Concretamente, con la penalizzazione del matrimonio, le coppie sposate in cui entrambi i congiunti percepiscono un reddito annuo tra i 75’000 e i 125’000 franchi sono confrontate, in termini di imposte, con un onere superiore del 10% circa rispetto alle coppie conviventi con un reddito equivalente.
Le coppie sposate con salari equivalenti percepiscono una rendita AVS più bassa
La penalizzazione del matrimonio si ripercuote anche sulle rendite: per le coppie sposate in pensione, l’importo corrisposto non supera infatti il 150% della rendita massima. In altre parole, uno dei coniugi ottiene il 100% della rendita mentre l’altro ha diritto solamente alla metà. Nel caso delle coppie non sposate, invece, entrambe le persone percepiscono integralmente la rendita, ovvero il 200% in totale.
Questo sistema è stato concepito per un modello dei ruoli tradizionale, in cui l’uomo svolgeva un’attività professionale retribuita e la donna si occupava dei lavori di casa. Se da un lato è vero che le coppie sposate percepiscono una rendita inferiore, dall’altro è anche vero che tali coppie sono tenute a versare all’AVS contribuiti più bassi nel caso in cui uno dei congiunti non eserciti un’attività lucrativa o guadagni molto di meno.
Tuttavia, poiché il numero di coppie sposate in cui una delle due persone non lavora è in costante calo, tale modello risulta sempre più obsoleto. Per questo motivo, ad essere svantaggiati fiscalmente sono soprattutto i coniugi con un reddito significativo e di importo simile. Riformulando concretamente in cifre: le coppie sposate in cui entrambe le persone percepiscono un reddito annuo tra i 75’000 e i 125’000 franchi perdono denaro.
Il matrimonio comporta anche vantaggi?
Di fatto il matrimonio comporta anche vantaggi finanziari, che sono però principalmente legati a un tema specifico, ovvero quello del decesso.
In caso di decesso di uno dei due coniugi, infatti, le coppie sposate godono dei seguenti vantaggi.
- Rendita vedovile: in caso di decesso, la persona superstite è considerata vedova/o e ha pertanto diritto alla rendita per i superstiti e all’eredità.
- Prestazioni in caso di decesso: il coniuge superstite e i figli beneficiano automaticamente delle prestazioni in caso di decesso legate alla cassa pensioni e al pilastro 3a.
Vi sono inoltre benefici che non presuppongono il decesso di uno dei coniugi.
Le coppie sposate godono anche dei vantaggi indicati di seguito.
- Imposta di successione e di donazione: i coniugi sono particolarmente avvantaggiati nelle questioni legate alle eredità e alle donazioni. A seconda delle disposizioni cantonali, le imposte di successione e di donazione hanno subito un netto calo per le coppie sposate o sono state addirittura eliminate.
- Privilegio in materia di contributi AVS: le persone sposate che non esercitano un’attività lucrativa sono esentate dall’obbligo contributivo AVS e godono pienamente dei vantaggi che ne derivano (ad eccezione della rendita integrale), a condizione che la/il partner versi i contributi AVS.
Il futuro della penalizzazione del matrimonio in Svizzera è ancora incerto. Diversi Cantoni hanno adeguato la propria legislazione fiscale negli ultimi anni, ma a livello federale non sono ancora stati introdotti cambiamenti. Per questo motivo, anche dal punto di vista finanziario conviene riflettere attentamente prima di sposarsi.