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Dopo il delitto
Un dramma umano si cela dietro il rogo di Avegno
Ci sarebbe una situazione di profondo disagio dietro l’incendio appiccato martedì alla casa del delitto di Avegno. Stando alle informazioni della RSI, l'autore del rogo è il fratello minore del 21enne che lo scorso aprile ha ucciso la loro madre in preda a uno scompenso psichico.
Sempre secondo quanto riportato dall'emittente radiotelevisiva, negli scorsi mesi il giovane di 20 anni – arrestato mercoledì con l’accusa di incendio intenzionale – aveva fatto diverse richieste di aiuto.
L'ultima risale a metà dicembre, quando ha espresso la volontà di essere ricoverato in una struttura per curare le sue dipendenze. Purtroppo questa non è stata accolta a causa della lista d'attesa troppo lunga.
Il ragazzo è quindi rimasto a vivere in un appartamento di un comune del Locarnese, fino a martedì, quando si sarebbe recato nella casa di Avegno – ancora sotto sequestro, come ricorda l'emittente di Comano – per recuperare alcuni oggetti personali. Una volta nell'abitazione, il ricordo di quanto successo nove mesi fa sarebbe diventato insopportabile.
Il procuratore pubblico Zaccaria Akbas, titolare dell'inchiesta, ha interrogato il giovane nel pomeriggio di mercoledì, mentre gli accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica del rogo sono ancora in corso.