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Il Consiglio Nazionale, con 155 voti favorevoli, ha approvato una revisione della legge sulle indennità di perdita di guadagno
BERNA - Le parlamentari che durante il congedo maternità partecipano a sedute di legislativi o di commissioni non devono perdere il loro diritto all'indennità maternità. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi una revisione in tal senso della legge sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG) con 155 voti a 22 e 5 astensioni.
Il progetto scaturisce da quattro iniziative cantonali. Oggi se una deputata partecipa a una singola seduta di uno dei vari organi parlamentari durante il congedo maternità decade il suo diritto all'indennità, ha ricordato Céline Widmer (PS/ZH) a nome della commissione preparatoria. In una sua sentenza, il Tribunale federale ha infatti stabilito che il mandato parlamentare è un'attività lucrativa.
"Nessuna legge dice che una politica deve decidere tra il suo mandato e la maternità", ha rilevato Corina Gredig (PVL/ZH), facendo l'esempio delle difficoltà alle quali va incontro una consigliera comunale che diventa mamma. Questa situazione è scioccante: se rinuncia, il suo voto andrà perso, altrimenti dovrà sacrificare la sua indennità, ha affermato Irène Kälin (Verdi/AG).
Marianne Binder-Keller (Centro/AG) ha sottolineato la necessità di creare una differenza tra le madri in congedo maternità e quelle che lo sono ma hanno anche un mandato politico. Unico partito ad opporsi, in parte, al cambiamento è stata l'UDC. "Con la revisione le parlamentari rappresenterebbero un caso speciale difficile da spiegare alla popolazione", secondo Barbara Steinemann (UDC/ZH). "Si tratta di un segnale sbagliato mandato alle altre mamme, che noi parlamentari siamo in una situazione privilegiata".
Il consigliere federale Alain Berset ha sottolineato quanto sia problematica, anche per il parlamento in quanto istituzione, la situazione attuale. È importante rilevare che la legge in vigore non ha tenuto sufficientemente conto delle mamme che hanno mandato politici, ha aggiunto, precisando che il Governo sostiene il progetto. Quest'ultimo si applicherà a livello comunale, cantonale e federale.
Il dossier torna al Consiglio degli Stati per appianare una piccola divergenza.