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Gli automobilisti svizzeri ai quali è ritirata la licenza di condurre all'estero non potranno più guidare nemmeno nella Confederazione.
Dopo il Consiglio nazionale (camera bassa), anche quello degli Stati (camera alta) ha deciso, con 30 voti senza opposizioni e un'astensione, di completare in questo senso la Legge federale sulla circolazione stradale. Il dossier ritornerà comunque al Nazionale a causa di una divergenza.
È necessario ristabilire – ha detto a nome della commissione Peter Bieri – una pratica applicata da oltre 30 anni e che il Tribunale federale (TF) ha interrotto in giugno. Già nel passato, infatti, la licenza di condurre era ritirata agli automobilisti svizzeri colpiti da questo tipo di divieto fuori dai confini nazionali.
Il TF ha tuttavia chiesto che questa regolamentazione sia esplicitamente citata nella legge. Stando ai giudici, ciò è necessario poiché il ritiro della patente costituisce un provvedimento grave che necessita di una base legale sicura.
Punto di disaccordo
Secondo i senatori (28 voti a 8), contro i recidivi possono essere adottati provvedimenti più severi rispetto a quelli presi all'estero. La camera del popolo ha invece voluto precisare nella legge che la durata del ritiro della patente in Svizzera non deve superare quella pronunciata sul luogo dell'infrazione.
Peter Bieri giudica incomprensibile la decisione del Nazionale. Secondo lui, non si capisce come mai, in Svizzera, un recidivo può essere privato della patente anche per due anni, mentre per la stessa infrazione commessa all'estero la sospensione risulta essere assai minore. A suo dire si tratta di un'evidente ingiustizia.
swissinfo e agenzie