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Per «profiling» s’intende il trattamento automatizzato di dati personali inteso a valutare alcuni aspetti personali di una persona fisica. Alla fine di una votazione serrata, la CIP-CN ha deciso di mantenere la soluzione liberale del Consiglio nazionale respingendo la soluzione di compromesso elaborata dal Consiglio degli Stati, che si prefiggeva di garantire agli individui una protezione particolare contro alcuni tipi di «profiling» con elevati rischi per la personalità o i diritti fondamentali. Una minoranza della Commissione è invece favorevole a questa seconda soluzione.
Per altri punti per i quali vi sono divergenze fra il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati, la CIP-CN si è allineata alle proposte della Camera dei Cantoni in particolare riguardo ai casi in cui un responsabile può rinunciare a informare una persona interessata sulla raccolta di dati che la concernono. La particolare situazione dei gruppi d’imprese è parimenti considerata. La CIP-CN ha anche seguito il Consiglio degli Stati tralasciando l’introduzione di un catalogo esaustivo delle informazioni che il responsabile del trattamento deve comunicare alla persona interessata quando quest’ultima esercita il suo diritto d’accesso. La Commissione ha anche seguito il Consiglio degli Stati riguardo alla punibilità di casi in cui siano violati i requisiti posti alla sicurezza di dati personali.
La CIP-CN ha respinto inoltre la soluzione del Consiglio degli Stati in materia di solvibilità. Tale soluzione prevede che il responsabile debba comunicare alla persona interessata la propria intenzione di trattare suoi dati personali per valutare la sua solvibilità e di trasmetterli a terzi. Essa si è per contro allineata alla proposta del Consiglio degli Stati intesa ad accordare una migliore protezione ai minorenni in questa materia.
Via libera alla ratifica della Convenzione sulla protezione dei dati del Consiglio d’Europa
La CIP-CN ha approvato, con 19 voti contro 6, il Protocollo di emendamento della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione delle persone in relazione all’elaborazione automatica dei dati a carattere personale (Convenzione 108+) (19.068). Essa propone pertanto alla sua Camera di autorizzare il Consiglio federale a ratificare questo strumento.
Obbligo di redigere un verbale per le naturalizzazioni
Con 11 voti contro 10 e 3 astensioni, la Commissione ha approvato l’iniziativa parlamentare «Diritto a una procedura di naturalizzazione trasparente. Obbligo di redigere un verbale» (18.478) presentata dal consigliere nazionale Cédric Wermuth (S, AG). L’iniziativa chiede che i colloqui svolti con le autorità federali, cantonali e comunali nell’ambito di una procedura di naturalizzazione siano verbalizzati secondo le modalità usuali. I candidati alla naturalizzazione riceveranno il relativo verbale che sarà pubblicato solo con il loro consenso. L’obbligo di redigere un verbale nelle procedure di naturalizzazione deve permettere una migliore comprensibilità e impedire interpretazioni diverse dello svolgimento del colloquio. La Commissione ritiene che l’introduzione di un obbligo di redigere il verbale sia opportuno sia per un interesse diretto dei candidati alla naturalizzazione sia a tutela delle autorità.
La CIP-CN ha infine iniziato la discussione sull’iniziativa popolare sulla trasparenza (18.070) e sull’eventuale controprogetto indiretto (19.400). L’esame di questi oggetti proseguirà nella prossima seduta.
Presieduta dal consigliere nazionale Andreas Glarner (V/AG), la Commissione si è riunita a Berna il 23 e il 24 gennaio 2020.