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Cento anni fa, poco dopo la fine della Prima guerra mondiale, è stata creata la Società delle Nazioni; 70 anni fa, dopo la Seconda guerra mondiale, ha fatto seguito il Consiglio d’Europa. Grazie a queste due istituzioni, è stato possibile risolvere le questioni aperte riguardanti il continente attraverso la cooperazione e non con la violenza. Nel discorso tenuto all’incontro ministeriale a Helsinki, il consigliere federale Ignazio Cassis ha affermato che il Consiglio d’Europa è stato il primo strumento per creare un’Europa dei valori. Le convenzioni del Consiglio d’Europa hanno permesso di istituire uno spazio comune giuridico e democratico. La Svizzera attribuisce al lavoro dell’Organizzazione la stessa importanza che dà ai valori del Consiglio d’Europa: il rispetto dello Stato di diritto e della democrazia, e la protezione delle libertà fondamentali. «Questi valori rappresentano anche l’essenza della Costituzione federale», ha sottolineato il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
Tuttavia, nel 70° anno della sua esistenza, il Consiglio d’Europa deve lottare con problemi istituzionali e finanziari. A Helsinki, il consigliere federale Cassis si è impegnato a migliorare il coordinamento tra gli organi, dichiarando che la Svizzera ha sostenuto le riforme che dovrebbero non solo rendere più efficiente ed efficace il lavoro del Consiglio d’Europa, ma anche rafforzare l’Organizzazione, preparandola ad affrontare le sfide del XXI secolo. Inoltre, il Consiglio d’Europa dovrebbe dedicarsi maggiormente a temi come la digitalizzazione o l’intelligenza artificiale.
Alla vigilia della sessione, il consigliere federale Cassis ha depositato, durante una cerimonia commemorativa, lo strumento di ratificazione per la convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione delle competizioni sportive (convenzione di Macolin). Nel 2014, la Svizzera è stata il primo Stato a firmare la convenzione che regolamenta l’assistenza giudiziaria reciproca nella lotta alle manipolazioni delle competizioni sportive e che entra in vigore, per tutti gli Stati contraenti, tre mesi dopo la ratifica da parte della Svizzera.
Il capo del DFAE ha approfittato del viaggio a Helsinki per incontrare anche la consigliera di Stato ginevrina Liliane Maury-Pasquier – che attualmente presiede l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa – e per svolgere colloqui bilaterali, ad esempio con il ministro degli esteri del Belgio Didier Reynders, quello della Slovenia Miro Cerar e quello della Malta Carmelo Abela.
Il Consiglio d’Europa ha sede a Strasburgo, è stato creato nel 1949 e conta attualmente 47 Stati membri. La Svizzera ne fa parte dal 1963.
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