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Berna – Prima ancora che il popolo si esprima in merito alla rivista Legge sul CO2 il prossimo 13 giugno, il Consiglio federale ha inviato ieri in consultazione fino al 15 luglio un progetto di ordinanza. L’intenzione è di “fare la massima chiarezza possibile” sull’attuazione concreta della legge prima della votazione. Ecco gli elementi salienti dell’ordinanza (lunga 171 pagine!).
Obiettivi di riduzione per settori
La legge sul CO2 riveduta ha come obiettivo il dimezzamento, entro il 2030, dei gas serra emessi dalla Svizzera rispetto al 1990. Gli obiettivi di riduzione prevedono un -65% per gli edifici, -25% per i trasporti, -35% per l'industria e -20% per l'agricoltura. Il Consiglio federale continuerà a considerare ulteriori provvedimenti se l'Inventario dei gas serra pubblicato ogni anno dall'Ufficio federale dell'ambiente (Ufam), dovesse evidenziare che un settore non è in linea con gli obiettivi, precisa una nota del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (Datec).
Tassa sul CO2
L'ordinanza definisce i passi per poter effettuare ulteriori aumenti della tassa sul CO2 introdotta nel 2008. La tassa sarà aumentata soltanto in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi per il 2022, 2024, 2026 e 2028.
L'aliquota massima di 210 franchi per tonnellata di CO2 si applica al più presto dal 1° gennaio 2028. La legge riveduta prevede che tutte le imprese svizzere – anche le piccole e medie (Pmi) – possano essere esentate dalla tassa sul CO2 se riducono le loro emissioni. Oggi questa possibilità è riservata solo ad alcuni settori.
L'ordinanza precisa inoltre le condizioni dell'esenzione. Le imprese che emettono notevoli quantità di CO2 restano integrate nel sistema di scambio di quote di emissioni collegato con quello dell'Ue e non pagano la tassa sul CO2.
Tassa sui biglietti aerei
L'ordinanza fissa l'importo della tassa sui biglietti aerei nella classe ‘Economy’ a 30 franchi per le tratte a corto raggio, rispettivamente a 60 franchi per quelle a medio raggio e a 90 franchi per quelle a lungo raggio. Sui biglietti aerei nelle classi di viaggio superiori la tassa sarà maggiorata di 30 franchi. Si arriverà quindi a un massimo di 120 franchi.
La tassa interesserà i voli in partenza dalla Svizzera e la Confederazione la riscuote dalle imprese di trasporto aereo. I vettori possono però ridurre del 20% l'aliquota della tassa a carico dei rispettivi passeggeri se tagliano le emissioni di gas serra in misura sostanziale, ad esempio impiegando miscele con carburanti rinnovabili.
L’ordinanza precisa inoltre come verrà applicata la tassa sui jet privati, che a seconda del tipo di velivolo e della lunghezza del volo si situerà fra i 500 e i 3mila franchi per volo.
Fondo per il clima
Oltre la metà dei ricavi generati dalla tassa sul CO2 e della tassa sui biglietti aerei viene restituita alla popolazione (essenzialmente attraverso uno ‘sconto’ sui premi di cassa malati), mentre la parte rimanente alimenterà il Fondo per il clima, con il quale vengono sostenuti investimenti rispettosi dell'ambiente e promosse le imprese innovative.
L'ordinanza sul CO2 disciplina i requisiti e la procedura, nonché la forma e l'ammontare degli aiuti finanziari. In tal modo si intende garantire che queste risorse siano investite in provvedimenti con un impatto favorevole sul clima. Ogni anno il Consiglio federale dovrà riferire circa l'impiego dei fondi.
Importazione di carburanti, maggiori obblighi
L'ordinanza regola i requisiti dei progetti di protezione del clima che gli importatori di carburante attuano per compensare le emissioni derivanti da benzina e diesel. Nel 2030 si prevede di compensare il 75% delle emissioni causate dai trasporti. Saranno possibili anche progetti all'estero.
La legge sul CO2 prevede tuttavia che entro il 2024 almeno il 15%, e a partire dal 2025 almeno il 20%, sia compensato mediante provvedimenti realizzati in Svizzera e che almeno il 3% sia riconducibile a misure attinenti il settore dei trasporti.
Ora è ammesso il sequestro del carbonio in pozzi di CO2 biologici nel bosco e nel suolo in Svizzera e pozzi di carbonio geologici (nel sottosuolo e nei materiali da costruzione non organici) sono consentiti in Svizzera e all'estero.
Edifici, valori limite
Conformemente alla legge sul CO2, a partire dal 2023 le nuove costruzioni non potranno in linea di massima più produrre emissioni di CO2 da combustibili fossili, il che corrisponde già allo standard attuale. Per le costruzioni esistenti si applicano valori limite per il CO2 se deve essere sostituito il sistema di riscaldamento.
L'ordinanza contempla possibili eccezioni o valori limite per il CO2 meno severi, ad esempio se è imminente l'allacciamento a una rete di teleriscaldamento o la sostituzione del sistema di riscaldamento è sproporzionata per motivi tecnici o economici. Fino al 2026 sono generalmente esentati i Cantoni nei quali sono già in vigore disposizioni analoghe.