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Una grande maschera di bronzo del dio Pan: una rarità visto che fino ad ora del figlio di Ermes e della ninfa Driope, mezzo uomo e mezzo caprone, si avevano, di quella foggia, soltanto miniature. La maschera è stata scoperta da archeologi israeliani dell'Università di Haifa durante gli scavi a Hippos-Sussita, l'antica città di Antiochia Hippos sulle montagne che scendono verso il Lago di Tiberiade nel nord di Israele e che era viva tra il III secolo prima e il VII dopo Cristo. Il motivo dell'eccezionalità della scoperta è stato spiegato dal direttore degli scavi Michael Eisenberg: maschere di bronzo di quel taglio sono estremamente rare e di norma non raffigurano il dio Pan o alcuna altra immagine della mitologia greca e romana. "Gran parte delle maschere di bronzo del periodo ellenistico o romano - ha spiegato Eisenberg - sono miniature".
Gli scavi effettuati a Hippos-Sussita stanno sempre più rivelando tesori di grande importanza: nel 2011, anche grazie alle piogge torrenziali, è stata trovata una statua di Ercole, mentre nel 2012 ad essere scoperta è stata una stele funeraria di basalto con la scultura della persona deceduta.
Ora arriva l'unica maschera di bronzo di grandezza non usuale del dio fauno. I primi indizi che hanno portato all'identificazione del personaggio mitologico sono stati due piccoli corni sulla testa, appena nascosti da una coppiglia (una barretta di metallo che impedisce ad un dado di svitarsi). Corni come quelli - ha raccontato Eisenberg - di norma sono associati appunto al dio della musica e dei piaceri. Inoltre, analisi di laboratorio hanno rivelato trecce di una barba da caprone, lunghe orecchie appuntite e altre caratteristiche tipiche del satiro.
La maschera è stata trovata fuori del limite della città, nei pressi dei resti di una struttura di basalto dai muri spessi e ben costruiti. Queste caratteristiche hanno suggerito agli archeologi l'ipotesi di un ampio edificio risalente al periodo romano: in particolare ad un altare dedicato a Pan situato sulla strada principale della città, ma al di fuori dei suoi confini. Del resto - hanno spiegato gli studiosi - era uso che il fauno fosse adorato non solo nei templi cittadini, ma anche nelle cave e all'aperto. E non è un caso che, ad esempio, nella vicina città di Paneas, a nord di Hippos-Sussita, uno dei maggiori templi dedicati a Pan fosse proprio dentro una cava. "Il fatto che il dio fosse celebrato con vino, sacrifici e culto estatico, che a volte includeva nudità e sesso, spiega il motivo per cui - ha detto Eisenberg - venissero preferiti luoghi al di fuori della mura cittadine".
Ora gli archeologi sono al lavoro sulla struttura di basalto per scoprire maggiori particolari per il suo uso. L'ipotesi è quella che all'inizio servisse a scopi all'inizio difensivi: ma poi, "in tardo periodo, durante la Pace romana, quando non erano più necessarie fortificazioni cittadine, è possibile - ha aggiunto Eisnberg - che la struttura sia stata trasformata in un posto sacro al dio". Qualunque sia il motivo della struttura, resta il fatto che la grandezza della maschera in bronzo sia differente da quelle finora conosciute. "Molte delle maschere - ha concluso Eisenberg - di norma hanno una foggia simile a quelle usate per il teatro, sono fatte di pietra o di terracotta". Ma non questa.
(atsi)