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ZURIGO - La Svizzera figura su una lista di paesi "sorvegliati" dagli Stati Uniti in ragione del surplus commerciale. Alcuni rappresentanti dell'economia elvetica hanno reagito a questa notizia chiedendo lumi al Dipartimento americano del Commercio.
In una lettera indirizzata all'amministrazione Trump, i rappresentanti hanno risposto alle critiche avanzate dagli americani, rivela oggi il giornale Schweiz am Wochenende.
Nel 2016 il volume degli scambi tra i due paesi si è attestato a 60 miliardi di franchi, rendendo gli Stati Uniti il secondo partner commerciale della Svizzera. Le importazioni provenienti dagli Stati Uniti risultano essere 23,6 miliardi di franchi, mentre le esportazioni raggiungono i 36,4 miliardi.
L'idea è di contribuire a garantire che le relazioni commerciali tra Berna e Washington siano corrette, indica Jan Atteslander, specialista del commercio esterno a economiesuisse citato dal settimanale.
La camera di commercio Svizzera-Stati Uniti, con sede a Zurigo, si è interessata alla questione. Secondo il giornale, le due entità hanno elaborato questa presa di posizione nel quadro di un'audizione pubblica al Dipartimento americano del commercio. Per i promotori di questa azione era importante inviare un segnale.
Le imprese elvetiche hanno creato circa mezzo milione di posti di lavoro e ammontano a circa 258 miliardi di dollari i soldi investiti dagli elvetici negli Stati Uniti, sottolinea la lettera. Inoltre, il deficit commerciale non sarebbe così grande se gli americani prendessero in considerazione anche lo scambio di servizi.