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"Progressi insufficienti": il parlamento europeo boccia l'andamento dei negoziati sulla Brexit, con una risoluzione (non vincolante) approvata a larghissima maggioranza dall'aula della plenaria di Strasburgo: 557 i voti a favore, 92 contrari e 29 astenuti.
Il testo approvato è stato elaborato dal gruppo di coordinamento sulla Brexit del Parlamento europeo e presentato dai capigruppo Guy Verhofstadt (Alde), Manfred Weber (Ppe), Gianni Pittella (S&D), Gabriele Zimmer (Gue/Ngl), Philippe Lamberts e Ska Keller (Verdi) e dalla presidente della commissione per gli affari costituzionali Danuta Hubner.
Il Parlamento, si legge nel documento, "è del parere che nel quarto ciclo dei negoziati non si siano ancora compiuti progressi sufficienti per quanto riguarda i diritti dei cittadini, l'Irlanda e l'Irlanda del Nord e la liquidazione degli obblighi finanziari del Regno Unito". L'aula invita quindi il Consiglio europeo, se non si faranno "importanti passi avanti" la prossima settimana nel quinto round negoziale, a rinviare la sua valutazione se i progressi realizzati siano sufficienti", passo necessario per passare alla 'fase due' del negoziato sulle relazioni post-Brexit tra Ue e Regno Unito.
Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker è sulla stessa linea d'onda. "Non possiamo ancora parlare delle relazioni future", ha aggiunto; "è un buon segno che il dibattito sul futuro dell'Europa si allarghi" perché "il nostro futuro non è la Brexit, è l'Europa".
"Dopo l'uscita del Regno Unito - ha detto - si gira una pagina e se ne apre un altra, per lungo tempo abbiamo rimandato questioni cruciali". Juncker ha quindi ribadito la necessità di fare passi avanti verso una maggiore integrazione dell'Ue entro il vertice europeo di Sibiu del marzo 2019
Intanto, il negoziatore della Commissione Europea cerca di gettare acqua sul fuoco. "Non posso accettare le parole vendetta e punizione, non le troverete mai nella mia attitudine e nel mio spirito nei confronti del Regno Unito", ha detto Michel Barnier, nelle repliche conclusive al termine del dibattito sul tema in plenaria al Parlamento europeo. "Non c'è un ricatto, si tratta solo di saldare i conti". (Ansa/red).