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Elicottero precipitato il 28 settembre 2016 nella regione del San Gottardo: risultati dell’inchiesta sull’incidente aeronautico
Bern, 21.11.2018 - All’equipaggio dell’elicottero precipitato il 28 settembre 2016 nella regione del San Gottardo non può essere imputato alcun comportamento penalmente rilevante. Questo è quanto risulta dal rapporto finale del giudice istruttore militare. I due piloti erano deceduti nell’incidente, mentre il loadmaster era sopravvissuto benché ferito. Il procedimento non avrà alcun seguito.
Il 28 settembre 2016 un elicottero del tipo Eurocopter «Cougar» è decollato verso le ore 11.00 da Stans in direzione del Passo del San Gottardo. A bordo si trovavano tre membri dell’equipaggio, un gruppo di quattro ispettori francesi e quattro militari svizzeri. Si trattava di una ispezione di due giorni nel quadro del Documento di Vienna 2011 sulle misure miranti a rafforzare la fiducia e la sicurezza dell’OSCE. Il punto di atterraggio previsto era l’ospizio del San Gottardo. Verso le ore 11.45 l’elicottero si è avvicinato al Passo del San Gottardo e i piloti hanno sorvolato il Passo da nord in direzione di Airolo. Successivamente hanno eseguito un sorvolo a 360° della zona di atterraggio. L’inchiesta giunge alla conclusione che è probabilmente a questo momento che i piloti hanno deciso a favore di una zona d’atterraggio alternativa a sud dell’ospizio, sulla quale l’elicottero è effettivamente atterrato alle ore 11.45 circa. I passeggeri sono scesi dall’elicottero mentre il rotore era ancora in funzione. Durante la fase di atterraggio i piloti sono rimasti ai loro posti. Dopo la chiusura del portellone da parte del loadmaster, l’elicottero è salito in verticale e si è apprestato a eseguire un volo traslato in avanti. Circa 8 secondi dopo il decollo le pale del rotore principale hanno urtato una linea aerea che non figurava su nessuna delle carte degli ostacoli alla navigazione aerea disponibili. Occorre presumere che nessun membro dell’equipaggio l’avesse notata in precedenza. Le pale del rotore sono state gravemente danneggiate dall’urto. Per l’elicottero questo ha comportato l’istantanea perdita della capacità di volare e di rispondere ai comandi, impedendo un atterraggio d’emergenza. Circa 5 secondi dopo l’urto l’elicottero è precipitato. Il loadmaster ha potuto essere estratto ancora cosciente dai rottami ed è sopravvissuto benché ferito. Per quanto riguarda i due piloti è stato invece unicamente possibile constatarne il decesso. L’elicottero è stato distrutto completamente.
Grazie a complesse indagini tecniche, aeronautiche e mediche, nonché ad altre indagini forensi, è stato possibile ricostruire in ampia misura l’incidente aeronautico. Anche se l’elicottero è atterrato e decollato in una zona nella quale le linee aeree sono numerose, il rapporto del giudice istruttore giunge alla conclusione che la caduta dell’aeromobile non può essere imputata a nessuno dei due piloti né al loadmaster. L’equipaggio ha agito nel quadro della libertà d’azione concessa ai piloti dalle prescrizioni vigenti per quanto riguarda gli atterraggi in zone con una fitta presenza di cavi aerei. Non vi è inoltre alcun indizio che la preparazione del volo e la preparazione dell’atterraggio non siano state eseguite secondo gli standard e le prescrizioni.
Sulla base dei risultati dell’inchiesta, il giudice istruttore ha stabilito che da parte dei piloti non vi è stato alcun comportamento penalmente rilevante. Anche per quanto riguarda il loadmaster non è constatabile alcuna fattispecie penalmente rilevante. Non vi è alcun indizio di un comportamento negligente che potrebbe aver causato l’incidente. Il giudice istruttore ha pertanto proposto che il procedimento non abbia alcun seguito. Il comandante competente ha approvato questa proposta. Di conseguenza il procedimento è concluso e passato in giudicato.
Nel suo rapporto finale il giudice istruttore raccomanda di verificare se le prescrizioni vigenti concernenti la procedura di avvicinamento e di decollo non debbano essere adeguate, in particolare per le zone con una fitta presenza di cavi aerei. Ha inoltre raccomandato di esaminare se debbano essere adottate altre misure atte a diminuire in futuro il rischio di una collisione con ostacoli.
Indirizzo cui rivolgere domande
Comunicazione della Giustizia militare
Tel. +41 58 464 70 13
Domande concernenti l’istruzione, l’impiego e l’equipaggiamento delle Forze aeree oppure concernenti le eventuali conseguenze risultanti dal rapporto sull’incidente vanno indirizzate alla Comunicazione Difesa, tel. + 41 58 464 48 08
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