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Il 7 giugno 1968 i quotidiani svizzeri annunciavano la prematura scomparsa del più giovane pilota professionale d’elicottero in Svizzera. Si trattava di Jean-Pierre Allet che quello stesso giorno avrebbe compiuto 23 anni. Il giorno precedente il ragazzo vallesano urtò il cavo di una teleferica nella regione del Passo dell’Oberalp.
Jean-Pierre Allet nacque a Sion il 7 giugno 1945. Dopo le scuole dell’obbligo entrò in collegio a Sion dove frequentò dapprima la sezione classica e in seguito quella commerciale. Fin da bambino era affascinato dall’aviazione e come molti suoi coetanei aveva un sogno nel cassetto, quello di diventare pilota.
All’età di 16 anni durante le vacanze estive lavorò in qualità di fattorino a Mayens-de-Sion per pagarsi la formazione necessaria al conseguimento della licenza di pilota d’aliante.
L'anno seguente, dopo aver svolto il corso di volovelista, passò l’esame ed ottenne la relativa licenza. Quello stesso anno su consiglio di Hermann Geiger iniziò la formazione di fotografo, in quanto “nella vita un secondo mestiere oltre a quello di pilota è sempre utile!”.
In seguito iniziò la formazione di pilota d’aeroplano su Piper Cub con lo stesso Hermann Geiger che divenne in pratica il suo mentore fino alla tragica scomparsa di quest’ultimo avvenuta in un banale quanto tragico incidente il 26 agosto 1966.
Pilota d’elicottero
Qualche settimana prima della scomparsa del Pilota dei ghiacciai (uno dei tanti soprannomi affibbiato a Geiger), incoraggiato dai risultati ottenuti, il giovane pilota aveva deciso di intraprendere la formazione di elicotterista. Iniziò il corso di pilotaggio a Ginevra utilizzando lo Hughes 269B HB-XCC in servizio con l’Aéro-Club Suisse, Séction de Genève. Effettuò il primo volo d’istruzione il 15 agosto 1966 insieme all’istruttore Jean Baer. Successivamente per poter conseguire la licenza di pilota professionale d’elicottero si trasferì a Belp/BE dove seguì un corso di pilotaggio presso la Heliswiss utilizzando gli apparecchi della serie (Agusta-)Bell 47G.
Il 27 giugno 1967 l’Ufficio aeronautico federale gli rilasciò la licenza di pilota commerciale d’elicottero nr. 112. Quella stessa estate Jean-Pierre Allet entrò a far parte della Air Glaciers dove, a causa della sua giovane età, venne soprannominato “Petiot”, un termine francese usato con affetto per tutto ciò che è piccolo o giovane.
Seguendo i preziosi consigli di Fernand Martignoni e Bruno Bagnoud (fondatore e deus ex-machina della storica compagnia vallesana) iniziò a svolgere i primi impieghi commerciali: dapprima trasporti di persone e materiale e successivamente anche missioni di ricerca e soccorso in alta montagna.
Dando prova di grande impegno il 7 novembre 1967 ottenne anche la licenza di pilota professionale d’aeroplano nr. 887.
Nel febbraio 1968 ebbe un incidente della circolazione molto serio. Venne infatti tamponato e si fessurò una vertebra cervicale che lo obbligò per un certo tempo a sospendere la sua attività di volo.
L’incidente
Il 6 giugno 1968 la Guarda aerea svizzera di soccorso (GASS) organizzò una manifestazione all’aerodromo di Bad Ragaz/GR alla quale parteciparono tra gli altri Bruno Bagnoud, direttore della Air Glaciers di Sion, con l’SE 3160 Alouette III HB-XCB e Jean-Pierre Allet con l’Agusta-Bell 47J3B-1 HB-XCA. Lo scopo del raduno aviatorio era quello di mostrare i vari mezzi impiegati per le operazioni di ricerca e soccorso e prendere in consegna un nuovo aeroplano destinato alla GASS.
Al termine della giornata, dopo aver svolto alcuni voli locali, Jean-Pierre Allet decollò per fare rientro alla base di Sion/VS.
Bagnoud, che decollò più tardi, lo avvistò poco prima di Disentis/GR. Fu sorpreso di vedere l’elicottero volare così basso in direzione del passo dell’Oberalp, e perciò contattò immediatamente via radio Allet e gli ordinò di salire subito di quota in quanto nella regione vi erano diversi ostacoli alla navigazione aerea. Il giovane pilota confermò di aver ricevuto l’ordine e compì una virata per salire di quota, dopodiché Bagnoud che era più veloce lo perse di vista.
Più tardi diversi testimoni che si trovavano sul versante ovest del passo dell’Oberalp dopo aver notato il passaggio dell’Alouette III furono nuovamente distratti dall’arrivo dell’Agusta-Bell 47. Il rumore dell’elicottero dapprima regolare d’un tratto divenne insolito. L’apparecchio urtò i cavi della teleferica della Pazola e precipitò al suolo avvitandosi su sé stesso.
Nell’incidente il giovane pilota riportò ferite mortali. La salma venne dapprima trasportata ad Andermatt e il giorno seguente fu trasportata da Bagnoud con l’elicottero fino a Sion dove ad attenderla c’erano i suoi colleghi di lavoro ed alcuni famigliari. La segretaria depose un fiore sulla bara prima di scoppiare a piangere. Per tutti i presenti fu un momento molto commovente.
Ai suoi funerali, celebrati nella cattedrale di Sion, presero parte moltissime persone accorse per salutare per l’ultima volta “Petiot”.
Altezza di volo non rispettata
La Commissione d’inchiesta degli infortuni aeronautici nel suo rapporto pubblicato il 3 febbraio 1969 stabilì che l’elicottero al momento dell’impatto con i cavi volava decisamente troppo basso ad un’altezza dal suolo di appena 40 metri anziché almeno 150 metri come prescritto.
Bruno Bagnoud ricorda ancora oggi: “Quella disgrazia toccò tutti noi molto profondamente. Fu un colpo tremendo: avevamo perso Hermann solo due anni prima, e ora Jean-Pierre, che tristezza”.
Purtroppo quell’anno la neonata società subì un altro durissimo colpo: qualche mese dopo morì, sempre in un incidente aeronautico, anche Armand Geiger, nipote di Hermann, capo-meccanico e pilota presso la Air Glaciers.
Al momento dell’incidente Jean-Pierre Allet contava complessivamente 447h10’ di volo di cui 217h a bordo di elicotteri. Di queste ultime la maggior parte fu accumulata a bordo degli apparecchi della serie Bell 47. Oltre a questo apparecchio era abilitato al pilotaggio del Hughes 269B che aveva usato durante la scuola a Ginevra.
In suo ricordo nel punto in cui avvenne l’incidente venne posata una targa ricordo.
Nel 1972 allo scopo di mantenere viva la memoria del figlio la famiglia Allet creò un fondo presso la biblioteca comunale di Sion per l’acquisto di materiale inerente il mondo dell’aviazione.
La società belga dell’Ordine accademico di San Michele gli conferì a titolo postumo il titolo di Ufficiale dell’Ordine in ricordo delle sue azioni di salvataggio.
Ringraziamenti
Desidero ringraziare la Air Glaciers per aver messo a disposizione alcune foto del suo archivio per completare questo articolo.
HAB 08/2016