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GINEVRA - "Schwesterlein", delle registe Stéphanie Chuat e Véronique Reymond, si è aggiudicato il Premio del cinema svizzero Quartz 2021, attribuito stasera dall'Ufficio federale della cultura (UFC) a Ginevra nel corso di una serata presentata da Mireille Jaton.
Alla premiazione, per una volta tenutasi negli studi della SSR in forma ridotta, erano presenti unicamente l'attrice Cecilia Steiner, il realizzatore ginevrino Antoine Russbach e il regista ticinese Erik Bernasconi, mentre il consigliere federale Alain Berset ha partecipato con un messaggio video.
Complessivamente 120 pellicole si sono contese uno degli ambiti riconoscimenti, conferiti per la 24ma volta. Il montepremi globale ammonta a quasi mezzo milione di franchi, suddiviso in 12 categorie.
Migliore interprete femminile è Sarah Spale per il ruolo di Sandrine nel film "Platzspitzbaby", mentre quest'anno non è stato premiato nessun interprete maschile: in gara vi erano troppe poche pellicole con protagonisti uomini.
Come migliore interprete non protagonista è stata premiata Marthe Keller per il ruolo di Kathy in "Schwesterlein". Il premio per il miglior montaggio è andato a Myriam Rachmuth, sempre per "Schwesterlein". Ancora "Schwesterlein" è valso il riconoscimento per la migliore sceneggiatura a Stéphanie Chuat e Véronique Reymond.
Per la migliore fotografia è stato insignito Filip Zumbrunn di nuovo per "Schwesterlein". A Alice Schmid ("Burning Memories") è andato il premio per la migliore musica da film. Nuova categoria introdotta quest'anno, per il miglior suono è stato premiato Peter Bräker, per la pellicola "Nemesis".
Come miglior film d'animazione è stato scelto "Darwin's Notebook", di Georges Schwizgebel. Il premio per il miglior cortometraggio è andato quest'anno a "Deine Strasse" di Güzin Kar. Miglior documentario è "Das neue Evangelium" di Milo Rau.
Anche quest'anno è stato attribuito un riconoscimento che vuole contribuire a sostenere i giovani realizzatori elvetici: si tratta del premio per il miglior film di diploma, che è stato conferito a "Amazonen einer Grossstadt", di Thaïs Odermatt.
Oltre alle dodici categorie la giuria attribuisce anche un premio speciale dell'accademia: quest'anno il riconoscimento è andato alla stilista e costumista bernese Linda Harper, per i costumi realizzati lo scorso anno per tre pellicole: "Spagat", "Platzspitzbaby" e "Von Fischen und Menschen".
Nominati nelle diverse categorie c'erano alcuni film realizzati da registi e registe ticinesi o variamente collegati al nostro cantone, fra i quali "Atlas" di Niccolò Castelli, ma nessuno di essi ha ottenuto premi per quest'anno.
Come già annunciato a fine febbraio, il Premio d'onore del cinema svizzero da 30'000 franchi è andato a Liselotte Schmid-Pulver, più conosciuta come Lilo Pulver, come "omaggio a un'attrice elvetica che si è distinta in carriera anche in ambito internazionale".
I premi vengono attribuiti dall'UFC in collaborazione con SRG SSR, l'Associazione "Quartz" Genève-Zürich, Swiss Films, l'Accademia del cinema svizzero e le Giornate di Soletta.