Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/139729

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella procedura di acquisto dei 22 Gripen E, le ordinazioni di compensazione di 2,5 miliardi di franchi promesse dalla Svezia all'industria svizzera rappresentano un elemento importante. È del resto lecito chiedersi se, dopo che nel 2010 il Consiglio federale aveva congelato la procedura di acquisto per motivi budgetari stimando che la flotta degli F/A-18 fosse sufficiente per garantire la sicurezza dello spazio aereo svizzero, non sia stato questo il motivo che ha spinto alcuni interessati nel 2011 a far pressione sul Consiglio federale affinché scegliesse un aereo in tutta fretta entro la fine dell'anno. Le cerchie economiche speravano senza dubbio nel Rafale, ma è stato promesso loro il Gripen.</p><p>Dopo un inizio caotico, il dossier delle ordinazioni di compensazione si sta sviluppando a poco a poco. Ma che ne sarà alla fine? Infatti, per quanto concerne l'acquisto di aviogetti da combattimento vi sono dei precedenti, in particolare quello degli F/A-18.</p><p>Le regole sono chiare: come indicato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza 10.3654 "conformemente alla politica del Consiglio federale in materia di affari di compensazione, un fabbricante straniero è tenuto a compensare economicamente al 100 per cento, mediante commesse all'industria svizzera, il valore del contratto relativo a beni militari".</p><p>Ciononostante, secondo un rapporto del Controllo federale delle finanze del 2007 e relativo agli anni 1995-2005, gli affari di compensazione si sarebbero limitati al 40 per cento dell'investimento svizzero. Inoltre, il Controllo federale delle finanze ha constatato che questi affari di compensazione esplicano solo raramente effetti economici durevoli per le imprese svizzere beneficiarie e che la loro efficacia sul fronte dell'impiego è più debole del previsto.</p><p>Pongo quindi al Consiglio federale la seguente domanda:</p><p>al momento della votazione sull'acquisto degli F/A-18 a metà degli anni Novanta, il Consiglio federale dell'epoca aveva garantito che l'acquisto degli aviogetti da combattimento sarebbe stato compensato al 100 per cento da ordinazioni americane. Quest'affermazione si è rivelata in gran parte falsa. Il Consiglio federale come può garantire che anche nel caso dei Gripen non accadrà la stessa cosa?</p><p>Nella mia regione, si usa dire che le promesse vincolano solo chi ci crede ("les promesses n'engagent que ceux qui y croient").</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2010 sono state rinnovate la politica d'armamento del Consiglio federale, la strategia in materia di partecipazioni industriali nonché la politica in materia di affari di compensazione (politica in materia di affari offset). Dall'acquisto degli F/A-18 nulla è cambiato per quanto riguarda le condizioni fondamentali nel settore degli affari offset; le pertinenti regole sono tuttavia state affinate e ampliate e dal 2010 è stato introdotto un controlling più intenso da parte dell'Ufficio offset di Berna.</p><p>Il rapporto del Controllo federale delle finanze ha formulato alcune raccomandazioni che, in seguito alla revisione della politica in materia di affari offset, vengono applicate dal 2010. In particolare si è potuta dare molta più importanza all'elemento della sostenibilità. Armasuisse ritiene che la percentuale indicata in questo rapporto in merito all'addizionalità degli affari offset esaminati non corrisponda alla realtà; per questo e per altri elementi Armasuisse ha redatto una propria esposizione dei fatti che è stata pubblicata come allegato al rapporto.</p><p>Per quanto riguarda l'acquisto del Gripen, la somma complessiva che deve essere compensata a livello economico tramite affari offset diretti e indiretti è di 2,5 miliardi di franchi (nei quali sono inclusi anche sistemi d'arma, missili, per un valore di 300 milioni di franchi). A Saab spettano 2,2 miliardi di franchi. I restanti 626 milioni di franchi non sottostanno all'obbligo di compensazione e includono, tra l'altro, le forniture della Svizzera, l'integrazione del Gripen nei sistemi d'informazione e di condotta delle forze aeree, prestazioni di terzi, il rincaro stimato fino alla fornitura nonché una somma per gli imprevisti. Non vi sono tuttavia ancora obblighi formali da parte dei futuri fornitori (Saab, Diehl e MBDA); essi diventeranno effettivi unicamente alla firma dei contratti d'acquisto. Dal 2011 Saab ha tuttavia dichiarato la propria disponibilità a proseguire gli sforzi in materia di affari offset e a raggiungere entro il 2014 un volume d'affari di almeno 300 milioni di franchi. Tali sforzi sono a buon punto. Finora si sono raggiunti i 200 milioni di franchi circa e altri affari per oltre 100 milioni di franchi sono nella fase di accertamento e notifica.</p><p>Come per l'F/A-18, anche il fornitore del Gripen collabora con numerosi partner e subfornitori che lo sostengono nell'adempimento degli obblighi di compensazione; ciò significa che il fornitore trasferirà una determinata parte degli obblighi in materia di affari offset a quest'ultimi. Essi non hanno tuttavia l'obbligo di avere la loro sede o svolgere la propria attività principale in Svezia (o negli USA come nel caso dell'F/A-18). Il fornitore, in veste di impresa generale, è responsabile nei confronti della Confederazione sia della fornitura dell'armamento che dell'adempimento degli affari offset, i quali vengono garantiti mediante sanzioni definite per contratto. Decisivo è il fatto che l'industria svizzera ottenga commesse d'esportazione supplementari, sia nel settore delle tecnologie di sicurezza e d'armamento che in altri settori industriali importanti (per es. industria delle macchine). In tale contesto si tiene anche conto della sostenibilità e per le aziende interessate agli affari offset s'intendono creare incentivi per garantire il successo di tali affari. Tuttavia, è importante sottolineare che per quanto riguarda l'intero ambito degli affari offset, l'industria svizzera otterrà commesse supplementari unicamente se sarà in grado di presentare offerte concorrenziali.</p><p>In sintesi il Consiglio federale ritiene che tramite le condizioni contrattuali appena esposte e i controlli sia possibile concludere con successo i previsti affari offset.</p>  Risposta del Consiglio federale.