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Il Consiglio federale approva il rapporto concernente il rafforzamento della capacità di difesa e l’approfondimento della cooperazione internazionale dell’esercito
Berna, 31.01.2024 - Nella sua seduta del 31 gennaio 2024 il Consiglio federale ha approvato il rapporto concernente le capacità di difesa e la cooperazione in adempimento del postulato CPS-S (23.3000) e del postulato Dittli (23.3131). Il rapporto indica in che modo è possibile rafforzare la capacità di difesa dell’esercito e ottenere una cooperazione approfondita e istituzionalizzata con la NATO salvaguardando la neutralità.
Nel rapporto complementare al rapporto sulla politica di sicurezza risalente al settembre del 2022 il Consiglio federale aveva affermato che, in considerazione della situazione di sicurezza nettamente peggiorata, la capacità di difesa dell’esercito sarebbe stata rafforzata. La politica di sicurezza e di difesa dovrà inoltre essere orientata alla cooperazione internazionale in modo più coerente rispetto al passato, in particolare con la NATO, l’UE e i Paesi confinanti. Con i postulati della CPS-S (23.3000) e Dittli (23.3131) il Parlamento ha affrontato questi due campi d’azione fondamentali del rapporto complementare. Dato che il rafforzamento della capacità di difesa e l’intensificazione della cooperazione internazionale sono attività direttamente collegate e che influiscono positivamente l’una sull’altra, il Consiglio federale ha fornito una risposta congiunta ai due postulati all’interno dello stesso rapporto.
Rafforzare la capacità di difesa dell’esercito
L’ulteriore sviluppo delle capacità militari è incentrato sulla difesa. In considerazione dell’aumento delle forme di conflitto ibride che in aggiunta all’impiego di diversi mezzi comprende anche il conflitto armato, l’esercito deve continuare a essere in grado di difendersi da una moltitudine di minacce e di pericoli. Le capacità dell’esercito dovranno essere sviluppate ulteriormente secondo un approccio ampio ed equilibrato, ma alla capacità di difesa verrà dedicata particolare attenzione visto il peggioramento della situazione di sicurezza. Verranno quindi sviluppate ulteriormente anche le prestazioni relative all’aiuto sussidiario alle autorità civili o al promovimento militare della pace che continueranno a essere compiti di competenza dell’esercito.
Rispondendo al postulato 23.3000 il Consiglio federale fornisce una base concettuale per il messaggio sull’esercito 2024, grazie alla quale l’Assemblea federale potrà influire maggiormente rispetto al passato sullo sviluppo a lungo termine dell’esercito. Il Consiglio federale deciderà in merito nel febbraio 2024.
Intensificare la cooperazione
In quanto Stato neutrale, la Svizzera ha l’obiettivo di essere in grado di difendersi autonomamente. Se attaccata però è libera di organizzare la propria difesa insieme ad altri Stati. A tale scopo si intende ampliare l’interoperabilità senza che ne nascano obblighi, dipendenze o vincoli di sorta che sarebbero incompatibili con la neutralità.
Il Partenariato per la pace, che finora è stato il quadro di riferimento istituzionale della cooperazione con la NATO, consente di intensificare la cooperazione futura anche nel settore della difesa. Rispetto al passato la cooperazione dovrà concentrarsi maggiormente sugli aspetti che sono rilevanti per il rafforzamento delle capacità di difesa. Dato che cooperare significa dare e ricevere e presuppone la disponibilità dei partner, la Svizzera dovrà fornire contributi importanti, ad esempio partecipando ai Centres of Excellence multinazionali e al promovimento militare della pace in zone di conflitto.
Necessità di intervento a livello legislativo verrà valutata
Il rapporto definisce misure concrete per rafforzare la capacità di difesa e intensificare la cooperazione multilaterale. Sulla base di queste conclusioni il Consiglio federale valuterà se, e se sì, quali misure dovranno essere ulteriormente approfondite o attuate. Si tratta ad esempio della possibilità che le formazioni di milizia possano svolgere i servizi di istruzione anche su piazze d’esercitazione nei Paesi confinanti o nel contesto di esercitazioni multilaterali. Inoltre verrà valutata la possibilità di impiegare singoli militari di milizia al di fuori dei consueti servizi di promovimento militare della pace per impieghi in strutture multilaterali di Stato maggiore o per impieghi d’istruzione a beneficio di terzi. Gli accertamenti riguarderanno anche la mobilità militare, in particolare la disciplina a livello giuridico per eventuali transiti di formazioni militari di nazioni partner.
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