Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/190706

<h2>SubmittedText<h2><text><p>L'amministrazione pubblica deve assistere il Consiglio federale e il Parlamento nella preparazione, applicazione ed esecuzione delle leggi, eccetera ed è inoltre tenuta a fornire al pubblico informazioni obiettive. Purtroppo, un numero crescente di uffici federali non svolgono questo ruolo in modo opportuno e influenzano regolarmente le deliberazioni in Parlamento o la formazione dell'opinione pubblica attraverso la diffusione di relazioni o altre pubblicazioni. Diversi esempi dimostrano che il tempismo di alcune pubblicazioni o dichiarazioni non è del tutto casuale: </p><p>- Congedo paternità: poco prima che l'iniziativa popolare per il congedo paternità fosse discussa in seno alla commissione competente, è stato pubblicato uno studio commissionato dalla Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari (COFF) che richiedeva un congedo familiare di 38 settimane.</p><p>- Legge sulle pari opportunità: pochi giorni prima che il Consiglio nazionale si occupasse della legge sulle pari opportunità, l'Ufficio federale per l'uguaglianza tra donne e uomini ha pubblicato attraverso diversi media nuove valutazioni sulla presunta discriminazione salariale tra uomini e donne, la cui base statistica non era rappresentativa. </p><p>- Esportazioni di armi: il Controllo federale delle finanze (CDF) ha pubblicato ancora una volta un nuovo rapporto nel bel mezzo del dibattito su una questione scottante. In questo caso si tratta di come la SECO gestisce le esportazioni di armi. Nonostante l'Ufficio federale competente abbia esercitato correttamente i controlli per le esportazioni, il rapporto contiene diverse valutazioni politiche e critiche, senza presentare prove concrete. </p><p>Vista la situazione, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Il Consiglio federale concorda sul fatto che non rientri nel mandato dell'Amministrazione federale interferire politicamente nelle deliberazioni parlamentari? Come giudica questo comportamento? </p><p>2. Quando e come si intende limitare il raggio d'azione delle commissioni extraparlamentari al loro effettivo mandato e abolire le commissioni inutili? </p><p>3. Come si può evitare in futuro che l'Amministrazione federale influenzi unilateralmente la formazione dell'opinione pubblica, intralciando così anche le decisioni politiche? </p><p>4. Quali meccanismi di controllo possono essere adottati in futuro per prevenire simili incidenti?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1./3./4. Dei tre esempi citati nell'interpellanza, l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) è il solo a far parte dell'Amministrazione federale centrale (cfr. all. 1 OLOGA, RS 172.010.1). L'Ufficio ha l'incarico di promuovere la parità dei sessi in tutti gli ambiti della vita e di adoperarsi per eliminare qualsiasi forma di discriminazione diretta o indiretta. L'attività d'informazione e di comunicazione dell'UFU è disciplinata nell'articolo 16 della legge federale sulla parità dei sessi (LPar, RS 151.1).</p><p>La Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari (COFF) non fa parte dell'Amministrazione federale centrale: è una commissione extraparlamentare e in quanto tale non sottostà a istruzioni. I compiti che incombono alle commissioni extraparlamentari in materia d'informazione sono fissati dal Consiglio federale nella decisione istitutiva (art. 8e cpv. 2 lett. f OLOGA). Conformemente alla decisione istitutiva del 5 dicembre 2014, la COFF deve informare e sensibilizzare l'opinione pubblica sulle condizioni di vita delle famiglie in Svizzera. Nell'informare l'opinione pubblica su questioni di natura politica la Commissione è ad ogni modo tenuta a dar prova del necessario riserbo.</p><p>Nemmeno il Controllo federale delle finanze (CDF) fa parte dell'Amministrazione federale centrale. Il CDF è l'organo superiore di vigilanza finanziaria della Confederazione ed esercita un'attività autonoma e indipendente nei limiti delle prescrizioni legali (art. 1 cpv. 1 e 2 della legge sul Controllo delle finanze; LCF, RS 614.0). Nell'ambito dell'adempimento dei suoi compiti può dunque informare l'opinione pubblica secondo la propria discrezione.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che quando si tratta di informare su questioni di natura politica sia d'obbligo un certo riserbo, soprattutto da parte dei servizi amministrativi e delle commissioni extraparlamentari. L'Esecutivo reputa che nei tre esempi citati l'attività d'informazione sia rimasta nei limiti di quanto è prescritto dalla legge.</p><p>2. La ragion d'essere, i compiti e la composizione di tutte le commissioni extraparlamentari sono verificati globalmente ogni quattro anni, in occasione del loro rinnovo integrale (art. 57d LOGA, RS 172.010). La verifica è attualmente in corso, in vista del rinnovo delle Commissioni nel 2019 e l'entrata in carica dei loro membri per il periodo 2020-2023. Il Consiglio federale renderà note le proprie conclusioni in merito alla fine del 2018.</p></text>