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In vista dello sgombero, le autorità federali hanno definito i perimetri di evacuazione e di sicurezza.
BERNA - In vista dello sgombero dell'ex deposito di munizioni di Mitholz (BE), il Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha definito i perimetri di evacuazione e di sicurezza. A tale proposito, i due Cantoni interessati e la popolazione coinvolta, avranno tempo fino al primo di giugno per esprimersi sulla scheda di coordinamento, documento che istituisce le basi di diritto pianificatorio per i lavori di risanamento e messa in sicurezza.
Le autorità cantonali di Sion e Berna comunicheranno il proprio parere entro il 17 agosto 2022, coinvolgendo i Comuni interessati, precisa un comunicato odierno del DDPS.
Il 9 marzo scorso, la popolazione interessata è stata informata circa i perimetri di evacuazione e di sicurezza, sul tracciato della strada e su altri aspetti inerenti lo sgombero dell'ex deposito di munizioni. La popolazione potrà dire la sua nell'ambito della procedura di partecipazione mediante la piattaforma elettronica ad hoc, per posta o per e-mail. Il governo dovrebbe approvare la scheda di coordinamento Mitholz entro la fine del 2022, sottoponendo contemporaneamente un messaggio al Parlamento circa il finanziamento dei lavori.
Costruito durante la Seconda guerra mondiale nella montagna, un'area del deposito di munizioni Mitholz è esplosa nel 1947 distruggendo parte del villaggio e uccidendo nove persone. Circa 3500 tonnellate di munizioni inesplose giacciono ancora nel ventre della montagna vicino al villaggio di Mitholz situato tra Frutigen e Kandersteg.
Stando a un rapporto pubblicato nel giugno del 2018, il rischio di nuove esplosioni è più elevato del previsto e rende necessari i lavori di sgombero, che dovrebbero durare una decina di anni, con inizio non prima del 2031. Il progetto avrà quindi un grande impatto sulla popolazione del luogo, con gli abitanti che dovranno decidere se partire definitivamente o prevedere un futuro ritorno.
Sulla base delle aree di pericolo definite dagli esperti, il DDPS acquisterà entro il 2030 tutti i terreni che figurano nelle zone più a rischio e gli immobili. Per la costruzione delle strutture a protezione della strada e della ferrovia, i primi abitanti dovranno lasciare le loro abitazioni già a partire dal 2025. Rispetto ai timori iniziali non tutti gli abitanti dovranno lasciare il villaggio e parte dei campi potranno continuare a essere coltivati.