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Doppio scacco ai danni del presidente Usa Donald Trump. Michael Cohen, ex avvocato personale di Trump per il quale ha lavorato 10 anni, si è dichiarato colpevole martedì per 8 capi di accusa, tra cui frode fiscale e violazioni delle leggi sui finanziamenti delle campagne elettorale. Il legale di New York avrebbe dichiarato di aver agito "in coordinamento e sotto la direzione di un candidato per una carica federale".
Davanti a un giudice del Tribunale di Manhattan, il 51enne ha ammesso inoltre di aver pagato due donne (con somme di 130'000 e 150'000 dollari), che hanno avuto relazioni con l’inquilino della Casa Bianca, per garantirsi il loro silenzio poco prima delle elezioni presidenziali. La Corte ha stabilito la data della sentenza per il 12 dicembre. La maggior parte dei reati ammessi da Cohen, liberato dopo aver pagato una cauzione di mezzo milione di dollari e consegnato il passaporto, possono valergli 5 anni di prigione, tranne uno per il quale ne rischia 30.
Manafort colpevole
Nelle stesse ore è stato condannato anche Paul Manafort, capo della campagna elettorale del presidente statunitense nel 2016, in un processo tenutosi in Virginia per frode bancaria e evasione fiscale. Avrebbe nascosto all'erario 16 milioni di dollari ricevuti come consulente politico dell'ex presidente ucraino Viktor Yanukovich e ingannato le banche per ricevere prestiti per 20 milioni. L’uomo è stato giudicato colpevole di 8 imputazioni su 18, mentre per le altre 10 la giuria non ha trovato un accordo e la procura dovrà ora decidere il da farsi entro il 29 agosto. Manafort, 69 anni, rischia fino a 80 anni di carcere, ma secondo gli esperti finirà con il passare dietro le sbarre circa un decennio.
Il processo non era direttamente legato alla presunta collusione fra membri della squadra di Trump e responsabili russi, ma è comunque il risultato delle indagini condotte dal 2017 dal procuratore speciale Robert Mueller.
Trump non li cita
Impegnato in un comizio a Charleston in West Virginia, Donald Trump ha parlato per circa un'ora spaziando fra una serie di argomenti, dalla Corea del Nord ai dazi cinesi, ma non ha mai citato i due ex collaboratori. L'unico accenno alle indagini sul Russiagate è giunto al capitolo "fake news": "Dov'è la collusione?", ha chiesto il presidente.