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Quotidianamente nel mondo 1500 persone sono uccise dalla violenza armata. "Ogni vittima è una vittima di troppo: non abbiamo il diritto di tacere", ha dichiarato oggi a Ginevra il capo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) Martin Dahinden aprendo la seconda conferenza sulla violenza armata e lo sviluppo.
La presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey è assente, poiché trattenuta in Georgia per le negoziazioni sull'adesione della Russia al WTO.
Riuniti per iniziativa della Svizzera e del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (United Nations Development Programme, UNDP), oltre 400 rappresentanti di 80 paesi partecipano alla conferenza destinata a rafforzare gli impegni presi nella dichiarazione di Ginevra sulla violenza armata. Adottata nel giugno del 2006 è stata firmata da 112 paesi.
Circa mezzo milione di persone muoiono ogni anno in seguito ad atti violenti, di cui uno su dieci in conflitti a fuoco. "I costi generati dalle violenze armate sono stimati a 160 miliardi di dollari all'anno, ossia più dei 130 miliardi di dollari concessi nel 2010 dai paesi industrializzati per l'aiuto allo sviluppo", ha sottolineato Dahinden.
"Occorre spezzare il ciclo infernale della violenza armata e del sotto-sviluppo", ha dichiarato da parte sua la responsabile dell'UNDP Helen Clark.