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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di sospendere la strategia per la biodiversità in Svizzera finché sarà fatta chiarezza sulla strategia sul clima e sulle modalità di uscita dal nucleare.
Motivazione
La motivazione si basa sull'importanza dell'ecosistema bosco per la biodiversità:
1. Fatta eccezione per pochi indicatori (per i quali si possono trovare soluzioni a livello locale), la biodiversità nei boschi svizzeri registra una tendenza positiva per quanto riguarda la sostenibilità (IFN3 cap. 8).
2. Il bosco svizzero presenta un problema di sostenibilità non a livello ecologico, bensì economico, a causa di condizioni quadro legali sfavorevoli. Un bosco sfruttato ha un impatto positivo sulla biodiversità in quasi tutti i settori (cfr. studio di Hintermann & Weber, UFAM 2010).
3. Il bosco è il più importante pozzo di CO2 del nostro Paese e può quindi dare un contributo fondamentale alla realizzazione degli obiettivi climatici, a condizione che non ci si fermi al margine boschivo ma che si tenga conto della possibilità di immagazzinare nel lungo periodo il CO2 fissato nel legno nelle opere di costruzione. Gli obiettivi in materia di biodiversità, i quali prevedono che il legno morto marcisca nel bosco, non contribuiscono invece a raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici.
4. La decisione di uscire dal nucleare richiede un maggiore impiego di fonti energetiche rinnovabili, tra le quali rientra anche il legno indigeno.
5. La maggior parte degli attori della filiera "bosco-legno" ritiene inappropriata la strategia per la biodiversità nella sua forma attuale e ne chiede la sospensione.
Parere del Consiglio federale
del
16.05.2012
Il Consiglio federale ritiene che la strategia per la biodiversità debba essere sviluppata di pari passo con la politica climatica ed energetica, in modo tale da poter garantire l'equilibrio della politica globale e individuare tempestivamente eventuali conflitti d'interesse e sinergie. Il Consiglio federale rifiuta di privilegiare determinati obiettivi del diritto costituzionale a scapito degli aspetti ecologici della sostenibilità. Allo stesso modo, alle esigenze ecologiche non viene attribuita un'importanza maggiore rispetto ad altre esigenze, bensì vengono confrontate nel quadro di una ponderazione degli interessi. Accogliendo la mozione von Siebenthal 11.3398 a fine 2011, il Parlamento ha inoltre già chiesto al Consiglio federale di presentare in un rapporto una panoramica dei possibili conflitti di obiettivi tra progetti volti alla promozione di energie rinnovabili e altri progetti e strategie federali.
1./2. Le diverse basi di dati dimostrano che, tra le popolazioni delle specie legate al bosco, ce ne sono che aumentano, ma anche che diminuiscono. Gli indicatori dell'Inventario forestale, dai quali si possono evincere sia evoluzioni positive che deficit ecologici, coprono unicamente un aspetto della biodiversità nel bosco. Per valutare la situazione nel suo insieme è necessario ricorrere a ulteriori fonti di informazioni quali le liste rosse, gli studi di caso, i risultati del monitoraggio della biodiversità in Svizzera (MBD), lo Swiss Bird Index (SBI) ecc. Ne emerge che anche nel bosco vi sono centinaia di specie che figurano sulle liste rosse, in particolare quelle che colonizzano il soprassuolo vecchio e il legno morto, molti funghi micorrizici vitali per gli alberi forestali, nonché specie dipendenti dalle strutture aperte. Stando allo studio di Hintermann & Weber (UFAM 2010) citato nella mozione, un maggiore utilizzo del legno (ad es. per la produzione di energia) presenta effettivamente sinergie con la biodiversità, ma può portare a un'evoluzione positiva della biodiversità nel bosco soltanto in combinazione con la creazione di riserve forestali.
3./4. Secondo la Costituzione (art. 77 CF), la Confederazione provvede affinché le foreste possano adempiere le loro funzioni protettive, economiche e ricreative. Nel quadro della politica forestale 2020, il Consiglio federale ha pertanto coordinato gli obiettivi in ambito di biodiversità con quelli di capacità di riduzione del CO2 del bosco e del legno. La superficie boschiva finora esclusa dall'utilizzo per motivi di protezione della natura è esigua rispetto alla superficie rimanente. La Confederazione e i cantoni si sono impegnati a destinare, entro il 2030, il 10 per cento della superficie alle riserve forestali (5 per cento: riserve forestali di protezione in cui non sono previsti interventi; 5 per cento: riserve forestali particolari in cui sono previsti interventi mirati). Inoltre, per quanto possibile, sulla superficie boschiva rimanente il potenziale di utilizzo del legno deve essere sfruttato. Da decenni, nei boschi svizzeri il legno utilizzato è meno di quello che ricresce, in particolare nei boschi privati e in montagna. In occasione dei negoziati internazionali sul clima, la Svizzera si è inoltre impegnata, con successo, affinché il legno utilizzato nell'edilizia potesse essere conteggiato in quanto capacità di riduzione del CO2 del bosco anche a livello nazionale.
In vista della graduale uscita dal nucleare prevista, le energie indigene e rinnovabili acquisiscono grande rilevanza, sia nell'ambito dell'energia termica che elettrica. La quota di legno utilizzata nella produzione di energia può certamente ancora essere aumentata. L'obiettivo di un utilizzo potenziato e sostenibile della provvigione legnosa indigena non è tuttavia in contrapposizione con gli obiettivi della strategia per la biodiversità.
5. Nel quadro dell'elaborazione della strategia per la biodiversità in Svizzera, a fine 2011 è stata condotta una consultazione sul progetto di strategia che ha coinvolto i cantoni, i partiti politici e le organizzazioni interessate (comprese l'economia forestale e del legno). Nell'ambito della consultazione, il progetto è stato giudicato in modo molto positivo. La maggior parte di coloro che hanno partecipato alla consultazione ritiene che la biodiversità sia una base fondamentale della vita umana e che debbano essere adottate misure concrete per salvaguardarla e promuoverla. La strategia per la biodiversità prevede, come prossimo passo, l'elaborazione di un piano d'azione che preveda misure concrete per ogni settore politico e che sarà elaborato con il coinvolgimento delle parti interessate. Per quanto concerne il bosco, l'UFAM ha già collaborato, per l'elaborazione della strategia, con rappresentanti della filiera del bosco e del legno nel quadro di un gruppo di lavoro interdisciplinare nel quale erano rappresentati, tra altri, anche i proprietari di boschi.
Proposta del Consiglio federale
del
16.05.2012
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.