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La COP27 si protrarrà fino a sabato, per garantire più tempo ai negoziati finali, tesi a superare lo stallo sul "finanziamento" (da parte dei Paesi ricchi) dei danni climatici già subiti dai Paesi poveri e quello sulla riaffermazione degli obbiettivi di lotta ai cambiamenti climatici.
"Sono ancora preoccupato per il numero di questioni irrisolte, tra cui i finanziamenti, la mitigazione, le perdite e i danni", ha dichiarato venerdì ai delegati in plenaria il presidente egiziano della Conferenza sul clima, Sameh Choukri. Il ministro degli Esteri egiziano ha quindi annunciato la proroga della COP. Ha invitato le parti a "cambiare marcia" e a "lavorare insieme per risolvere le questioni ancora aperte il più rapidamente possibile".
Il 2022 ha mostrato un numero crescente di disastri legati al cambiamento climatico: inondazioni, siccità (che hanno colpito pesantemente anche i raccolti) e mega-incendi.
Per anni i Paesi ricchi sono stati molto riluttanti ad accettare "finanziamenti specifici", ma giovedì scorso l'Unione Europea ha fatto un'offerta, accettando in linea di principio un "fondo di risposta", con alcune condizioni, tra cui quella di riservarlo ai "più vulnerabili" e di avere una "base più ampia di Paesi" in grado di dare un contributo (in altre parole, i Paesi emergenti dotati di ingenti risorse, come la Cina). Allo stesso tempo, gli europei, chiedono la riaffermazione di forti obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra per limitare il riscaldamento globale.
Resta da vedere quale sarà la posizione di USA (prima potenza economica mondiale e secondo Paese inquinatore, che finora si sono opposti all'idea di un fondo), così come quella della Cina, (il più grande inquinatore e la seconda economia più grande).
"È il momento della verità", ha dichiarato Rachel Cleetus, economista capo dell'Union of Concerned Scientists. "Cina e Stati Uniti possono sbloccare questa situazione di stallo in 24 ore".
"Questa è la nostra offerta finale", ha insistito venerdì mattina il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans. "In qualsiasi negoziato, se si fanno passi avanti e l'altra parte non si muove, a un certo punto è finita.
Le discussioni si svolgono in un contesto di grande sfiducia, poiché i Paesi ricchi non hanno mai mantenuto l'impegno assunto nel 2009 di aumentare i "finanziamenti" ai Paesi in via di sviluppo fino a 100 miliardi di dollari all'anno.
La bozza del nuovo testo ribadisce la necessità di ridurre l'uso del carbone (senza cattura della CO2) e attacca i sussidi "inefficienti" per i combustibili fossili; invita a "continuare gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5°C", facendo riferimento agli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Pietra miliare della lotta al cambiamento climatico, l'accordo del 2015 mira a limitare il riscaldamento globale "ben al di sotto dei 2°C" rispetto all'era preindustriale e, se possibile, a 1,5°C.
Ma gli impegni attuali dei Paesi sono molto lontani da questo obiettivo. Secondo l'ONU, nella migliore delle ipotesi, limiteranno il riscaldamento a 2,4°C entro la fine del secolo.
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