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La sorte dell'oro della BNS è decisa
Il governo ha stabilito di ridistribuire i 21 miliardi di franchi ricavati dall'oro della Banca nazionale per 2/3 ai cantoni e per 1/3 alla Confederazione.
La manna è il frutto della vendita delle 1'300 tonnellate d'oro diventate inutili per la politica monetaria dell'istituto d'emissione.
I proventi della vendita delle riserve d'oro in esubero della Banca nazionale svizzera (BNS) andranno nella misura dei due terzi (14 miliardi di franchi) ai cantoni e nella misura di un terzo (7 miliardi) alla Confederazione.
È quanto ha deciso mercoledì il Consiglio federale, allineandosi sulla proposta del Consiglio degli Stati, proposta sostenuta dal Partito liberale radicale, da quello popolare democratico e dai cantoni.
Il Dipartimento federale delle finanze è stato incaricato di elaborare una convenzione con la Banca nazionale per stabilire la modalità dei versamenti.
Niente soldi quindi per l'AVS
Lo scorso 16 dicembre, la Camera dei cantoni aveva rifiutato – per la seconda volta - la proposta del Consiglio Nazionale di entrare in materia sulla soluzione che consisteva a conservare i proventi della vendita delle 1'300 tonnellate d'oro e di ripartire solo gli interessi.
Il Nazionale, dove la sinistra e l'Unione democratica di centro sono in maggioranza, voleva che i circa 500 milioni d'interessi annui fossero ridistribuiti nella misura di due terzi all'Assicurazione vecchiaia e superstiti e nella misura di un terzo ai cantoni.
«Non vi erano altre possibilità»
«Dopo il fallimento in Parlamento del progetto sull'oro, il Governo non intravvede più alcuna possibilità giuridica per continuare a bloccare presso la BNS il patrimonio aureo», si legge nel comunicato diramato dal Dipartimento delle finanze.
«Il Consiglio federale», recita ancora la nota, «è del parere che non si possa continuare all’infinito a cercare un compromesso parlamentare, tanto più che le opinioni in Parlamento divergono notevolmente sia sullo scopo concreto dell’utilizzazione sia sul fatto se debbano essere impiegati unicamente i redditi del patrimonio o l’intera sostanza».
Di modo che, secondo il Governo «l'applicazione del diritto vigente (che prevede appunto una chiave di ripartizione tra cantoni e Confederazione di 2/3 e di 1/3) costituisce la conseguenza logica».
Come impiegare i 21 miliardi?
La legislazione non contiene nessuna disposizione su come utilizzare questa entrata straordinaria. I cantoni potranno quindi decidere liberamente su come mettere a profitto la loro quota.
Più volte, la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze ha però espresso il desiderio di impiegare la somma per ridurre il debito pubblico.
Anche la Confederazione potrebbe decidere in tal senso, ma il Parlamento avrà comunque l'ultima parola.
Pesanti critiche del PS e dell'UDC
La decisione del Consiglio federale è stata accolta con soddisfazione dal Partito liberale radicale, da quello popolare democratico e dai cantoni, mentre il Partito socialista (PS) e l'Unione democratica di centro (UDC) non hanno risparmiato le critiche.
Jean-Philippe Jeannerat, portavoce dei socialisti, si è detto «scioccato» per una decisione che considera giuridicamente infondata. Inoltre il Governo ha operato secondo la logica del «fatto compiuto» a pochi mesi dalla votazione sull'iniziativa del Comitato per la sicurezza AVS (COSA).
Questa iniziativa, respinta dal Consiglio federale e dalla maggioranza del Parlamento, chiede che gli utili futuri della BNS vadano a beneficio dell'Assicurazione vecchiaia e superstiti, salvo un miliardo destinato ai cantoni.
Per sette anni il governo ha preteso una specifica base giuridica per agire; oggi suddivide il ricavato dell'oro senza riflettere, ha rincarato il segretario dell'UDC Gregor Rutz.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Nel 2000, la Banca nazionale dà inizio alla vendita di 1300 tonnellate d'oro non più necessarie dopo l'entrata in vigore di una nuova legge che non richiede la copertura totale in oro del franco.
Valore: 21 miliardi di franchi
Dopo 7 anni di dibattiti si è deciso di destinare 14 miliardi ai cantoni e 7 miliardi alla Confederazione
In breve
1997: Nel corso del dibattito sulle responsabilità della Svizzera durante le due guerre mondiali, Arnold Koller propone di creare una Fondazione di solidarietà con le vittime e di finanziarla con la vendita delle eccedenze auree della Banca nazionale.
È l'inizio di un dibattito caratterizzato, tra l'altro, dal no popolare (52,4%) ad un'iniziativa dell'UDC che chiedeva di destinare i ricavati dell'oro all'Assicurazione vecchiaia e ad un controprogetto parlamentare (51,8%) che ripartiva in parti uguali gli interessi tra Fondazione di solidarietà, AVS e cantoni.
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