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Partirà il 6 novembre la prima udienza fissata presso il Tribunale Internazionale del diritto del mare ad Amburgo sul caso degli Arctic30, ovvero dei trenta attivisti di Greenpeace arrestati in Russia in settembre, tra i quali figura anche lo svizzero Marco Weber.
L'attivazione del processo presso il tribunale previsto dalla Convenzione Onu sul diritto del mare è stata resa nota oggi da Greenpeace Italia e viene, come già annunciato nei giorni scorsi, su iniziativa dell'Olanda. La Russia, pur avendo sottoscritto la Convenzione, ha dichiarato che non parteciperà al processo e non accetterà le decisioni del Tribunale.
"Se la Russia dovesse davvero rifiutare la decisione del Tribunale, il risultato sarebbe una crisi generale del diritto Internazionale ben oltre i limiti della questione tra Russia e Olanda", spiega nella nota la sezione italiana di Greenpeace, secondo cui, in tal modo, "il principio della libera navigazione in acque internazionali, che è alla base del diritto marittimo, sarebbe seriamente compromesso. Dal giorno dopo, infatti, chiunque può inventarsi accuse di pirateria come hanno fatto le autorità russe, abbordare e sequestrare chi vuole e poi rifiutare il giudizio del Tribunale internazionale".