Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/115161

<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente gli agricoltori che non hanno gravissimi problemi di salute sono vittime del sistema di prestazioni dell'AI. In molti casi non hanno diritto né a una rendita né a provvedimenti d'integrazione. Non beneficiano neanche dei mezzi ausiliari cui avrebbero per principio diritto gli indipendenti, in quanto si esige da loro, piuttosto, la cessazione dell'attività.</p><p>Il problema principale risiede nel fatto che attualmente, anche se un agricoltore parzialmente invalido potrebbe ancora lavorare al 50 per cento e continua effettivamente a condurre l'azienda agricola con l'aiuto della sua famiglia, per l'AI è esigibile che cessi l'attività. L'AI ritiene infatti che, a prescindere dall'età, dall'invalidità e dal luogo di domicilio, un agricoltore abbia a disposizione un numero sufficiente di posti ben retribuiti e adeguati al suo handicap sul mercato del lavoro equilibrato. Tuttavia, un agricoltore che, seguendo il consiglio dell'AI, cessa l'attività si ritrova ben presto a dover far capo all'aiuto sociale, in quanto nelle attuali condizioni del mercato del lavoro molto probabilmente non troverà nessun posto e quale indipendente non avrà diritto neanche alle indennità di disoccupazione.</p><p>Per illustrare il problema riporto l'esempio seguente: un contadino di montagna con un reddito pari alla media guadagna 40 000 franchi, ossia un importo inferiore di circa un terzo al salario medio di un operaio non qualificato. Se l'agricoltore diventa parzialmente invalido, il grado d'invalidità risultante dal calcolo sarà soltanto del 25 per cento circa, ossia ben al di sotto del grado che dà diritto a un quarto di rendita. In molti casi non avrà diritto nemmeno ai provvedimenti d'integrazione.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide il parere secondo cui la problematica descritta crea situazioni estremamente difficili per i contadini interessati?</p><p>2. Non ritiene anch'esso che nel caso di un agricoltore che dirige la propria azienda l'AI dovrebbe applicare criteri diversi da quelli previsti per i salariati?</p><p>3. Non è anch'esso del parere che la cessazione dell'attività da parte di un agricoltore andrebbe il più possibile evitata?</p><p>4. È' disposto a riesaminare le prestazioni concesse dall'AI agli agricoltori per cercare nuove soluzioni adeguate alla loro categoria professionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il mantenimento della capacità lavorativa nella professione esercitata è un obiettivo importante dei provvedimenti d'integrazione dell'assicurazione invalidità (AI), il cui scopo precipuo è quello di prevenire l'insorgere dell'invalidità. A tal fine, l'AI attua tra l'altro provvedimenti adeguati ai bisogni specifici degli indipendenti, quindi anche degli agricoltori.</p><p>2. Quale assicurazione sociale, l'AI copre in linea di massima tutti gli assicurati, siano essi privi di attività lucrativa, dipendenti o indipendenti. Pertanto prevede anche provvedimenti d'integrazione adeguati alla situazione specifica degli assicurati che svolgono un'attività indipendente in aziende agricole o artigianali. Per esempio, nell'ambito della consegna di mezzi ausiliari esiste la possibilità di farsi corrispondere un mutuo con autoammortamento al posto di un mezzo ausiliario costoso che l'assicurazione non può riutilizzare. Con questo prestito, a interesse zero ed estinzione graduale, è possibile coprire i costi supplementari dovuti all'invalidità. In tal modo si possono finanziare, per esempio, attrezzi da lavoro adeguati alle condizioni di salute personali, semplici e appropriati e mantenere così la propria capacità lavorativa. Nelle aziende agricole, questa forma di fornitura di mezzi ausiliari è di regola curata da esperti, nell'ambito di una consulenza aziendale. Un altro tipo di sostegno dell'AI agli indipendenti è l'aiuto in capitale cui si può ricorrere, per esempio, per finanziare eventuali ristrutturazioni aziendali dovute all'invalidità.</p><p>3. Il mantenimento della capacità lavorativa nella professione esercitata è un obiettivo importante dell'AI. Pertanto la cessazione dell'attività e l'invalidità vanno evitate nel limite del possibile. Tuttavia nell'ottica dell'AI, una ristrutturazione aziendale o la cessazione dell'attività vanno prese in considerazione quando, nelle date condizioni e malgrado i provvedimenti dell'AI, quali i mezzi ausiliari, l'assicurato non può più esercitare la propria attività.</p><p>4. Il Consiglio federale è del parere che esista un numero sufficiente di strumenti AI destinati ai bisogni specifici degli indipendenti. Una normativa specifica più ampia per gli agricoltori non è né indicata né necessaria. Normative specifiche per singole categorie professionali sono contrarie al principio dell'assicurazione sociale e andrebbero a creare nuove disuguaglianze.</p>  Risposta del Consiglio federale.