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ROMA - Gli affamati nel mondo sono in calo per la prima volta da quindici anni. Dopo aver oltrepassato quota un miliardo nel 2009 (1,023 mld) sono in calo quest'anno del 9,6% a 925 milioni, livello che comunque rimane "inaccettabilmente alto". La stima è stata illustrata oggi dalla Fao, assieme a Ifad e Pam. Il calo - sottolinea l'organismo Onu - è dovuto alla discesa dei prezzi alimentari dopo i picchi 2008 e alla crescita economica registrata nell'area asiatica al traino di Cina e India.
Secondo la Fao, tuttavia, nonostante il quadro migliori, la fame è ancora un problema lontano dall'essere risolto e mette a rischio gli obiettivi di contrasto fissati dalla comunità internazionale, come quello del World Food Summit del '96 che punta a far scendere a 400 milioni gli affamati nel mondo entro il 2015.
Il direttore generale della Fao Jacques Diouf sottolinea come la Regione Asia-Pacifico sia quella che conta il maggior numero di persone sottonutrite ma, grazie al calo del 12% rispetto al 2009 che la porta ad attestarsi a 578 milioni di affamati contro i precedenti 658, "è artefice in larga parte del miglioramento registrato a livello globale". Nell'Asia subsahariana - nota ancora la Fao - la proporzione di persone affamate rimane altissima al 30% attestandosi a 239 milioni. Sono 53 milioni gli affamati che si registrano nell'America Latina e Caraibi, 37 milioni quelli in Nord Africa e 19 milioni quelli nei Paesi sviluppati, economie rodate che comunque non riescono a debellare il problema.
I Paesi in via di sviluppo rappresentano comunque il 98% della fame nel mondo. Due terzi di quanti soffrono la fame vivono in soli sette Paesi (Bangladesh, Cina, Repubblica democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia e Pakistan) e oltre il 40% vive in Cina e India.
SDA-ATS