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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali saranno, secondo il Consiglio federale, le ripercussioni della crisi dei mutui subprime sulla Svizzera nell'anno in corso e negli anni a venire?</p><p>2. Queste presunte ripercussioni in che misura si ripartiranno tra Confederazione, cantoni, comuni, economia, investitori istituzionali (in particolare le casse pensioni) e privati?</p><p>3. Su che cosa fonda le proprie ipotesi?</p><p>4. Quali misure immediate ha preso in fatto di vigilanza sulle banche in Svizzera?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a sostenere a livello internazionale una rete istituzionalizzata tra autorità di vigilanza sulle banche e banche centrali, come proposto dal comitato mercati finanziari dell'OCSE e dal FMI? Quali azioni ha già intrapreso al riguardo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le turbolenze dei mercati finanziari hanno provocato un netto regresso dei valori dei depositi in gestione e un calo delle transazioni di borsa, circostanza che ha gravato sul valore aggiunto del settore bancario, mentre il rallentamento globale ha determinato una riduzione della domanda delle nostre esportazioni. Secondo le previsioni del gruppo di esperti della Confederazione la crescita del PIL - che ha raggiunto il 3,1 per cento nel 2007 - cadrà all'1,9 per cento quest'anno e all'1,3 per cento nel 2009. La crisi dei crediti ha nondimeno colpito l'economia svizzera quando questa operava a una cadenza superiore alla media. Fino a metà 2008 il rallentamento provocato dalle ripercussioni della crisi dei crediti sembra essere stato in parte compensato dagli effetti trainanti positivi ancora presenti e originati dalla forte dinamica di espansione dell'economia mondiale tra il 2005 e il 2007. L'evoluzione è rimasta favorevole sul mercato del lavoro fino a metà 2008. L'espansione dell'impiego potrebbe tuttavia cessare durante la seconda metà del 2008. Per il 2009 il gruppo di esperti della Confederazione prevede una crescita dell'impiego dello 0,5 per cento. Il tasso di disoccupazione - del 2,8 per cento nel 2007 - dovrebbe raggiungere il 2,5 per cento nel 2008 e aumentare leggermente fino al 2,6 per cento nel 2009.</p><p>2. Il rallentamento attuale della nostra economia è anzitutto determinato da un calo del valore aggiunto del mercato finanziario come pure da un'assenza di dinamismo delle esportazioni. Non è invece stato osservato un deterioramento delle condizioni di credito alle imprese e ai consumatori. Per quanto riguarda le conseguenze della crisi sulle finanze pubbliche, a livello di Confederazione le entrate principalmente toccate sono l'imposta federale diretta (sugli utili), le tasse di bollo e, in misura minore, l'imposta preventiva. La crisi delle subprime avrà anche ripercussioni sulle entrare fiscali dei cantoni e dei comuni, in particolare nel cantone di Zurigo e in misura minore anche in altri cantoni. Questa circostanza è riconducibile alle perdite, rispettivamente ai minori utili delle banche interessate che hanno la loro sede in Svizzera, prime fra tutti il CS e l'UBS, nonché al calo dei corsi in borsa, che provoca una diminuzione dei patrimoni e quindi minori entrate a titolo di imposta sulla sostanza. In questo contesto va però osservato che una parte notevole delle ripercussioni della crisi finanziaria è stata neutralizzata dal buon andamento nella maggior parte degli altri rami settoriali e dall'aumento dei redditi, ragione per la quale è possibile che non ne risulti in complesso un calo delle entrate fiscali, ma piuttosto un aumento più debole. Per il momento non è possibile quantificare in maniera attendibile in quale misura la crisi delle subprime abbia effetti negativi per le casse pensioni.</p><p>3. Il Consiglio federale si fonda soprattutto sull'analisi del gruppo di esperti della Confederazione, che confronta i risultati dei diversi modelli di previsione e tiene conto degli indicatori avanzati a disposizione. Per quanto riguarda l'affermazione secondo cui non si assiste a un deterioramento delle condizioni di credito il Consiglio federale si fonda sul sondaggio che la Banca nazionale ha effettuato nel mese di marzo presso venti banche. Questo sondaggio conferma le conclusioni dell'analisi del volume dei crediti. Un restringimento significativo del credito in Svizzera non traspare dalle statistiche attualmente disponibili.</p><p>4. Per quanto riguarda la sorveglianza sulle banche, il Consiglio federale non ha adottato misure regolatorie immediate. In considerazione dell'intreccio internazionale della crisi dei mercati finanziari e della sua durata presunta è stata anzitutto avviata un'analisi incentrata sui rapporti di diversi organismi internazionali, come ad esempio il Financial Stability Forum (FSF). Gli insegnamenti che ne scaturiscono portano ora a prime proposte che saranno attuate dalle autorità competenti tenendo conto dell'evoluzione internazionale. La Commissione federale delle banche ha già posto mano a una nuova valutazione dei rischi di sistema che risultano per il sistema finanziario svizzero dalle due grandi banche. Su questo sfondo ha allestito d'intesa con la Banca nazionale svizzera un pacchetto di misure in vista di un aumento successivo dei fondi propri e dell'introduzione di una leverage ratio, che è stato sottoposto per parere alle due grandi banche.</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che la cooperazione internazionale delle autorità di sorveglianza sulle banche e delle banche centrali conforta in maniera decisiva il superamento della crisi. La Banca nazionale svizzera e la Commissione federale delle banche operano quindi in maniera proattiva negli organismi internazionali (comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, FSF e International Organization of Securities Commissions) e si adoperano in particolare a favore di una più forte cooperazione a livello internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.