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LUGANO - Delle traduzioni russo-italiano avvenute durante gli interrogatori, presentate oggi dalla difesa, hanno imposto uno stop al dibattimento a carico della 41enne russa condannata in primo grado per assassinio (aveva istigato il marito ticinese a uccidere l'ex moglie inscenandone il suicidio).
Come riferisce La Regione, nel corso della seconda giornata di processo in Appello, il difensore della donna (Yasar Ravi), ha portato all'attenzione della Corte il nuovo documento. Per permettere all'accusa di valutare queste informazioni, quindi, è stato sospeso il dibattimento a data da definire.
La Corte non ha mancato di sottolineare il fastidio causato dal tempismo di Ravi. Quest'ultimo, però, ha sottolineato come - grazie a questa nuova analisi - siano emersi effettivamente dei problemi di traduzione. Per questa ragione, la procuratrice pubblica Chiara Borelli ha ammesso di non potersi esprimere sull'analisi delle traduzioni senza vedere le videoregistrazioni prese in causa.
Nella giornata di ieri, d'altra parte, l'imputata ha dichiarato di aver fornito dichiarazioni contrastanti a causa di domande pretenziose e traduzioni mancanti o non corrette.