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Il castello di Mesocco, posto su un’altura rocciosa che domina la Valle e che segna il limite tra la parte “insubrica” e quella alpina della Mesolcina, era la principale fortezza dei Grigioni e uno dei più grandi complessi fortificati della Svizzera. Il castro altomedievale fu ingrandito a più riprese dai de Sacco, signori della Valle (Undicesimo-Quattordicesimo secolo) e trasformato dopo il 1480 in fortezza rinascimentale, munita di bocche da fuoco, da Gian Giacomo Trivulzio, signore della Mesolcina. Il castello fu smantellato su ordine delle Leghe retiche nel 1526 per motivi strategici (evitare cioè che qualche condottiero potesse impossessarsene per controllare la Valle). Le rovine sono state consolidate e restaurate nel 1925-26 e alla fine del Ventesimo secolo. La muraglia fortificata comprende cinque torri sporgenti.
Si accede alla corte interna, a pianta pentagonale irregolare, da una torre sul lato nord-est. Nella corte interna sono visibili i resti degli edifici residenziali e di quelli di servizio (magazzini, stalle, fucina, forno, ecc). Ben conservati anche i resti della chiesa di S. Carpoforo, una costruzione romanica del secolo Undicesimo con armoniosa torre campanaria datata dendrocronologicamente 1066-67. La torre principale della rocca, di cui rimane l’imponente base quadrata, è stata distrutta nel corso del Diciannovesimo secolo, probabilmente da un fulmine.
Ai piedi della rocca gli scavi archeologici hanno attestato, tra l’altro, presenze umane dal Mesolitico (circa 9000 avanti Cristo) e un vallo tardoromano.