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Gli osservatori dell'Osce bocciano le elezioni legislative bielorusse di ieri, sostenendo che "non c'è stata competizione fin dall'inizio". È la valutazione preliminare illustrata oggi a Minsk da Matteo Mecacci, coordinatore speciale della missione a breve termine e capo della delegazione parlamentare dell'Osce.
Nessun candidato dell'opposizione è stato eletto nella Camera bassa del parlamento: è quanto è emerso dall'analisi preliminare della lista dei nuovi deputati, 109 su 110 perchè in un distretto dove correva un esponente del partito liberal-democratico (solo formalmente di opposizione) non è stato superato il quorum del 50%.
La Camera bassa del parlamento bielorusso sarà così uguale a quella precedente, senza oppositori, assenti in questa istituzione da fine anni Novanta. Tra gli eletti figurano tre rappresentanti del partito comunista, uno del partito agrario, uno del partito del lavoro e della giustizia e un liberaldemocratico: tutti sostengono il potere. Gli altri sono candidati "indipendenti", senza partito, indicati ad esempio dalle assemblee dei lavoratori, ma anche loro sono tutti filo Lukashenko.
Intanto Serghiei Kaliakin, leader di 'Mondo Giusto" (uno dei due partiti di opposizione che hanno partecipato al voto) e uno dei coordinatori della campagna "per le elezioni giuste" (promossa da 14 partiti e movimenti pubblici) ha denunciato pressioni e brogli. "Hanno fatto aumentare l'affluenza nel modo più brutale (74,2%, ndr)", ha affermato.
La gente non crede nel sistema elettorale esistente, che si è completamente screditato, e per questo non va a votare", ha dichiarato alla stampa. A suo avviso l'ultima campagna elettorale si è distinta per il fatto che le autorità si sono rese conto fin dall'inizio di non avere un sostegno da parte della popolazione. "Non si possono definire queste elezioni né libere né democratiche né aperte", ha aggiunto. Kaliakin ha inoltre denunciato le pressioni dei servizi segreti (che qui si chiamano ancora Kgb) sui candidati indipendenti e sui loro famigliari.
SDA-ATS