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ZURIGO - È scomparso uno dei più grandi fotoreporter svizzeri del dopoguerra: Rob Gnant è deceduto il 4 agosto a Zurigo, quattro giorni prima del suo 87° compleanno.
Il fotografo, cameraman e regista ha trascorso i suoi ultimi anni in una casa di riposo nella città sulla Limmat, hanno precisato la famiglia e Filmkollektiv Zürich nell'annuncio funebre pubblicato oggi sul Tages-Anzeiger.
Il suo lavoro - Quello che gli esperti avevano soprannominato il "Van Gogh della fotografia" lascia in eredità più di 200.000 negativi. Le immagini, spesso in bianco e nero, descrivono i diversi mondi professionali, gli emarginati, ma anche la vita in campagna.
Il suo lavoro, assieme a quello del vodese Yvan Dalain, documentano «gli stati contraddittori della società degli anni Cinquanta: l'apertura al mondo e l'attaccamento alle tradizioni, l'ebbrezza del progresso e la morale arretrata, la dolce vita e la miseria degli operai», secondo il centro d'arte PasquArt di Bienne, che nel 2004 ha organizzato un'esposizione dedicata al fotoreportage svizzero.
«Le persone erano al corrente che le stavo fotografando», dichiarava Rob Gnant al Tages-Anzeiger nel 2015. «Non ero un cecchino». Uno dei tratti distintivi dell'artista, che ha anche fotografato vip come i Rolling Stones e la diva dell'opera Maria Callas, è stata la distanza rispettosa che ha osservato con le persone fotografate. Inoltre, i soggetti sono stati raramente ritratti da soli, ma piuttosto con il loro ambiente
Bio - Gnant è cresciuto a Lucerna, dove ha svolto il suo apprendistato in fotografia. Ha iniziato a lavorare per i media negli anni '50, in particolare per la rivista illustrata Die Woche, la rivista culturale Du e il supplemento del fine settimana della NZZ. Il suo primo reportage all'estero, nel 1952, è dedicato alla miniera di carbone di Borinage in Belgio.
Negli anni '60 abbandona il fotoreportage e si dedica al cinema e alla televisione. L'avventura come cameraman è iniziata con il regista Alexander J. Seiler con il quale ha realizzato il documentario di 12 minuti "In wechselndem Gefälle". Un'opera che gli vale la Palma d'oro nella categoria cortometraggi al Festival di Cannes nel 1963. I due uomini fondano poi Seiler+Gnant, azienda specializzata nella produzione di documentari. Nei suoi quasi 40 anni di carriera, Rob Gnant ha lavorato a più di 30 documentari e lungometraggi.
Negli anni '70 Gnant, oltre che nel settore pubblicitario, ha lavorato per grandi aziende come Telecom (ora Swisscom), Swiss Radio (ora Skyguide), Mövenpick e Phonak.