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Da una ricerca effettuata in Svizzera sono state riscontrate grosse differenze regionali nella pratica dello sport e i ticinesi sembrerebbero essere i meno sportivi...
BERNA - "Sport Svizzera 2008", l'identikit dello sport elvetico in tutte le sue più diverse manifestazioni, presentato oggi a Macolin (BE), rivela un röstigraben e un polentaberg assai marcati. Il 42% dei ticinesi e il 39,9% dei romandi non pratica mai un'attività fisica, contro il 21,9% degli svizzero tedeschi. Considerando attività motorie sporadiche, come l'escursionismo e la bicicletta, che le persone interrogate nella ricerca non hanno considerato esplicitamente come sport, le differenze regionali risultano ancora più accentuate.
L'Ufficio federale dello sport (UFSPO), assieme a numerosi altri enti federali e locali, ha pubblicato oggi i risultati di una vastissima ricerca su comportamenti ed esigenze della popolazione residente in materia di sport. L'inchiesta, che ha coinvolto oltre 11'000 persone di età compresa tra 10 e 74 anni tra febbraio e luglio 2007, si occupa di discipline distanti quanto il tiro e il calcio, ma anche di aspetti diversissimi come la frequenza delle affiliazioni a società sportive o l´interesse degli sport motoristici alla televisione.
Il lavoro di Markus Lamprecht e colleghi rivela che il 73% della popolazione pratica sport almeno saltuariamente. Il 40% esercita un'attività fisica più volte alla settimana complessivamente per oltre tre ore. Allo stesso tempo ogni svizzero spende in media due ore settimanali per "consumare" sport attraverso i mass media.
Se si confrontano i dati dello studio con quelli di una ricerca analoga del 2000 si nota che la quota di chi fa regolarmente sport negli ultimi anni è aumentata, mentre quella degli inattivi è invariata. La proporzione di donne attive è ormai pari a quella degli uomini (circa il 40%).
"I risultati non sono una sorpresa" per gli addetti ai lavori, ma costituiscono una "solida base scientifica" per stabilire le priorità d'azione o confortare quanto già intrapreso, dice all'ATS Béatrice Wertli, responsabile della comunicazione all'UFSPO. Ad esempio, gli auspici della popolazione confortano l'Ufficio nelle attività già intraprese per l'infanzia, come il programma di Gioventù + Sport per i bambini dai cinque anni in poi.
Ma i dati dello studio incoraggiano l'UFSPO anche a cercare sostegno tra partner federali e cantonali, nonché presso l´economia privata. Per il 42% degli intervistati, la principale causa addotta per l´inattività è la mancanza di tempo: si tratta dunque di sensibilizzare i datori di lavoro, spiega la Wertli. Un'altro incoraggiamento concreto potrebbe arrivare dalle casse malattia, con premi più ridotti per chi pratica dello sport.
Le differenze tra regioni linguistiche non si limitano alla quota di coloro che si astengono da qualsiasi attività fisica, ma valgono anche per il tempo dedicato allo sport. Il 63% degli svizzero tedeschi sollecita muscoli e polmoni almeno due ore alla settimana, contro il 46,6% dei ticinesi e grigionitaliani e il 42,4% dei romandi. Più in dettaglio risulta ad esempio che i maschi giovani si dimostrano altamente sportivi in tutto il Paese, ma quelli latini riducono sempre più l'attività con il passare degli anni.
Le regioni si distinguono anche riguardo alle preferenze. Nelle attività individuali ciclismo, escursionismo e nuoto sono sensibilmente più amati dai tedescofoni che al sud delle Alpi e ad ovest della Sarine. Negli sport di squadra i ticinesi "primeggiano" nell'hockey su ghiaccio, i romandi nella pallacanestro e gli svizzero tedeschi nel calcio, unihockey, pallavolo e pallamano.
"Sport Svizzera 2008", che non rivela differenze fra città e campagna, ne evidenzia di particolarmente chiare per altri aspetti sociali. Vi è ad esempio una stretta correlazione tra attività sportiva da un lato ed istruzione, professione e reddito dall'altro: la quota di sedentari più elevata si trova tra lavoratori autonomi e persone con reddito basso.
Una forte correlazione esiste pure con la nazionalità, con gli svizzeri molto più attivi degli stranieri. Tuttavia gli immigrati dall'Europa del nord e occidentale, per attività motoria, sono simili ai confederati, mentre quelli provenienti dall'Europa meridionale, dalla Turchia e dai Balcani sono spesso molto più sedentari. Tra gli stranieri la quota di chi predilige calcio, pallacanestro e sport di combattimento è superiore a quella degli svizzeri.
Un quarto della popolazione è attiva in società sportive, più popolari nella Svizzera tedesca. Di queste persone il 42% sceglie lo sport societario perché apprezza il cameratismo nel club. Un terzo dei membri delle società del resto partecipa, generalmente in modo non remunerato, anche al lavoro all´interno dei sodalizi. Accanto alle società in Svizzera stanno però diventando sempre più importanti i centri di fitness per attività come la muscolazione e l'aerobica.
Lo sport gode di un´ottima immagine nel pubblico, che lo pratica soprattutto per la salute e il divertimento. Sono molti a ritenere che dovrebbe godere di maggior sostegno, in particolare per le attività giovanili, ma anche per handicappati, anziani e donne. Gli interrogati denunciano però anche tendenze problematiche come il doping, l'eccessiva commercializzazione e l'hooliganismo.
ATS
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