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"È cruciale rinforzare lo stato di diritto, il rispetto dei diritti dell'uomo, la protezione internazionale e i sistemi di asilo". Lo ha dichiarato Angelina Jolie, Inviata speciale dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) alla fine del suo viaggio in Perù.
La star ha passato il suo tempo tra i migranti venezuelani, qui giunti in fuga dalla crisi economica e sociale del Paese.
"Ho sentito storie di persone che sono morte a causa della mancanza di cure mediche e di farmaci, pazienti affetti da cancro la cui chemioterapia è stata bruscamente interrotta, diabetici senza accesso all'insulina, bambini senza antibiotici, Persone affamate e racconti tragici di violenza e persecuzione ", ha raccontato l'attrice dopo aver visitato a Lima alcuni centri per i rifugiati e parlato con molti di loro per conoscere i motivi della loro fuga dal Venezuela.
"Ho ringraziato il presidente del Perù Martin Vizcarra - ha dichiarato Jolie - delle misure prese per aiutare i venezuelani ad avere accesso ai servizi essenziali". "Nel momento in cui i principi fondamentali sono messi in discussione è più importante che mai che si disponga di sistemi che permettano di identificare le persone che presentano domanda d'asilo e dello stato di rifugiati per assicurarci che ricevano l'appoggio cui hanno bisogno", ha concluso.
Giungono però anche voci critiche. Il presidente dell'Assemblea costituente del Venezuela controllata dal governo, Diosdado Cabello, ha affermato che Angelina Jolie è "una agente dell'imperialismo" inviata in Perù "per manipolare la gente". Nel suo programma settimanale in tv ha detto che "l'hanno mandata in Libia, in Siria e perfino in Africa, realtà che alla fine sono state invase dall'imperialismo". Questo, ha sottolineato, "è il suo lavoro di agente dell'imperialismo, della Cia, del Pentagono".