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La Corte europea dei diritti umani, come da prassi, ha trasmesso a Berna due richieste d'informazione relative ai ricorsi concernenti la votazione popolare sull'iniziativa che vieta la costruzione di nuovi minareti.
Nessuno dei sei ricorsi inoltrati presso la Corte europea dei diritti umani contro il divieto di costruire minareti, accolto in votazione popolare, è quindi stato giudicato ricevibile, come invece annunciato in un primo tempo.
ll Tribunale di Strasburgo ha smentito venerdì l'affermazione fatta la vigilia dal legale di quattro associazioni islamiche. La Corte ha precisato di aver solo trasmesso due richieste al governo elvetico, come prevede la procedura usuale.
A circa sei mesi dalla votazione sono stati presentati in totale sei ricorsi presso la Corte europea dei diritti umani: i giudici di Strasburgo impiegheranno ancora del tempo per esaminare tutti i dossier, hanno indicato i servizi della Corte in una nota.
In un primo tempo, la Corte deve esaminare la ricevibilità delle richieste, verificando il rispetto di vari criteri tra cui quelli dell'interesse personale del ricorrente e dell'esaurimento delle vie di ricorso disponibili a livello nazionale. Questo secondo aspetto è cruciale nel caso in esame, dato che è problematico stabilire se le vie di ricorso siano esaurite.
L'iniziativa che vieta la costruzione di nuovi minareti in Svizzera era stata accettata dal popolo (57,5% di voti favorevoli) il 29 novembre 2009.
swissinfo.ch e agenzie