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I servizi di sicurezza hanno trasformato la Siria, con più di mille persone arrestate negli ultimi due giorni, in una "grande prigione" in seguito al movimento di protesta anti-regime sernza precedenti che da metà marzo scorso percorre il Paese. È quanto afferma oggi una Ong siriana.
"Gli arresti di massa da parte delle autorità siriane continuano, in particolare a Daraa (nel sud), nei dintorni di Damasco e a Idleb (nel nord-ovest)", afferma in un comunicato l'Organizzazione nazionale dei diritti umani.
"C'è stata un'intensificazione insensata degli arresti nelle città. Le autorità arrestavano chiunque volesse manifestare, scrittori, intellettuali e attivisti noti per le loro rivendicazioni a favore delle riforme", precisa la stessa Ong, secondo cui negli ultimi due giorni gli arresti hanno superato il migliaio.
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