Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01163.jsonl.gz/601

Moderna intende approfondire la cooperazione con la Svizzera. Le trattative in corso vertono su una sorta di abbonamento vaccinale, in base al quale la Confederazione garantirebbe l’acquisto di un certo numero di dosi, ha affermato il CEO dell’azienda farmaceutica, Stephane Bancel, in un’intervista pubblicata oggi dai portali di Tamedia.
Le persone vaccinate in Svizzera dovrebbero ottenere al più presto un richiamo per proteggersi da un’ospedalizzazione e da decorsi gravi della malattia, visto il propagarsi della nuova variante Omicron, ha aggiunto Bancel.
Parallelamente Moderna sta lavorando a un vaccino adattato. L’operazione dovrebbe richiedere circa 90 giorni o anche di meno. Occorrerà poi vedere se le autorità di regolamentazione, come Swissmedic, chiederanno un altro studio per questo preparato. Ciò richiederebbe almeno altri tre mesi. “Quindi potrebbero volerci fino a sei mesi prima di disporre di un vaccino contro Omicron”.
Moderna è in contatto con il Consiglio federale quasi settimanalmente, ha aggiunto Bancel. Sono in corso trattative con la Svizzera per concludere un partenariato, simile a quelli raggiunti dall’azienda con l’Australia e il Canada, ha precisato, aggiungendo di voler investire anche in scienziati e sviluppare vaccini nei laboratori di ospedali e università elvetiche.
Moderna sta sviluppando un certo numero di nuovi vaccini a mRNA, per esempio contro l’influenza o contro il virus respiratorio sinciziale umano, che provoca la bronchiolite e la polmonite infantile. Potremmo combinarli in un’unica dose, proporre ai governi di acquistarne un certo quantitativo per alcuni anni e investire in un impianto di produzione in quel Paese, ha aggiunto.
In caso di una nuova pandemia, Moderna potrebbe sviluppare un nuovo vaccino molto rapidamente, secondo Bancel, il quale ha anche precisato che un Paese che si è assicurato un certo numero di dosi con regolarità avrà la priorità per la fornitura.