Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/108876

<h2>SubmittedText<h2><text><p>In passato il Consiglio federale ha espresso pareri critici, se non addirittura negativi, nei confronti di proposte volte a limitare o perlomeno rendere trasparenti i budget di cui dispongono gli attori attivi nelle campagne che precedono le votazioni su iniziative popolari o referendum. Considerata la crescente sproporzione tra le risorse finanziarie di cui dispongono i singoli attori in questo ambito - come dimostrato per l'ennesima volta in occasione delle votazioni sull'iniziativa per l'espulsione degli stranieri e su quella per imposte eque - chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene tuttora che non vi sia necessità di intervenire per limitare gli eccessi nel finanziamento delle campagne che precedono le votazioni popolari o perlomeno per rendere trasparenti i relativi budget?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui un divario eccessivo tra le risorse a disposizione per le campagne su oggetti sottoposti a votazione popolare creano problemi in un'ottica di democrazia politica poiché ostacolano la libera formazione dell'opinione pubblica?</p><p>3. Come intende il Consiglio federale reagire all'opinione sempre più diffusa secondo cui è possibile "comperare" il risultato di una votazione popolare?</p><p>4. Il Consiglio federale condivide il punto di vista secondo cui la fiducia dei cittadini nel nostro sistema di democrazia diretta può venire meno se non si riesce a convincere ampie cerchie della popolazione che l'opinione esposta al numero 3 non corrisponde al vero? Il Consiglio federale è d'accordo nel ritenere che tale opera di convinzione possa essere realizzata soltanto adottando misure concrete e incisive per garantire l'equilibrio tra le forze politiche coinvolte?</p><p>5. Quali sono le considerazioni e gli obiettivi a lungo termine del Consiglio federale in questo ambito?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1. Il Parlamento, e segnatamente il Consiglio nazionale, si è più volte occupato della questione relativa alla trasparenza del finanziamento delle campagne che precedono le votazioni popolari, senza mai giungere però a conclusioni soddisfacenti (cfr. in particolare lo stralcio dal ruolo nel 2004 dell'iniziativa parlamentare Gross Andreas 99.430, Campagne che precedono le votazioni. Pubblicazione delle somme destinate al loro finanziamento, o la decisione del 2006 di non dare seguito all'iniziativa parlamentare Nordmann 06.406 , Trasparenza del finanziamento dei partiti politici, delle lobby, delle campagne elettorali e delle campagne di votazione, oppure le decisioni del 2010 di non dare seguito all'iniziativa parlamentare gruppo socialista 09.415, Maggiore trasparenza nella politica svizzera, nonché all'iniziativa parlamentare Hodgers 09.442 , Trasparenza dei conti dei partiti politici). Nel primo esempio citato, una sottocommissione della CIP elaborò diversi modelli volti a rendere pubblici i doni in favore delle campagne che precedono le votazioni (modello "dichiarazione obbligatoria", modello "sgravi fiscali", che prevedeva incentivi, modello "tempo d'antenna radio-TV" o "accesso agli spazi pubblicitari"), ma nessuno di questi fu giudicato realmente attuabile. In effetti, come del resto dimostrato dalla sottocommissione nel 2003, i diversi modelli presi in considerazione non permettono di raggiungere l'obiettivo perseguito, essendo troppo difficili da concretizzare - in mancanza di possibili sanzioni in caso di inosservanza - o inadeguati sotto il profilo tecnico o giuridico. Quanto ai meccanismi di controllo previsti da tali modelli, sussistono dubbi sulle possibilità di metterli realmente in atto. Il Consiglio federale condivide questa posizione e rileva pure che il Groupe d'Etats contre la corruption (GRECO), nell'ambito della sua analisi dei Paesi, si sta occupando del finanziamento di partiti politici e di campagne di votazione. A questo proposito il DFGP (UFG) sta redigendo una perizia concernente la situazione giuridica in Svizzera, nella quale svolge una valutazione relativa al nostro Paese.</p><p>2. Per la libera formazione dell'opinione pubblica diversi fattori possono essere determinanti: uno di questi è l'importanza dei mezzi finanziari stanziati. Tuttavia, in passato è stato possibile conseguire un successo alle urne anche senza l'impiego di importanti mezzi finanziari. Si pensi in particolare all'accettazione delle due iniziative popolari per "l'imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile" e per "l'internamento a vita per criminali sessuomani o violenti estremamente pericolosi e refrattari alla terapia": in questi due casi nessuno dei comitati d'iniziativa disponeva di importanti mezzi finanziari per attuare una campagna di propaganda politica.</p><p>3. L'idea che una vittoria alle urne possa essere comperata non è stata confermata scientificamente. Secondo le conclusioni di uno studio pubblicato nel 2009 (Kriesi, Hanspeter. 2009. "Sind Abstimmungsergebnisse käuflich?"), una simile affermazione apparirebbe esagerata, così come lo sarebbe l'asserzione secondo cui la campagna precedente una votazione non avrebbe alcuna influenza sul risultato del voto. Come spesso accade, la verità sta nel mezzo: è infatti incontestato che, per convincere la maggioranza dei votanti, confrontarsi con gli avversari nell'ambito redazionale dei media è un elemento altrettanto fondamentale, se non addirittura più importante, della possibilità di acquistare spazi pubblicitari che permettano di apparire in pubblico.</p><p>4. L'impegno finanziario dei privati è imprescindibile per la nostra democrazia diretta: esso è indispensabile per alimentare il dibattito pubblico, fattore determinante per la formazione dell'opinione. Se si vuole instaurare un sistema in grado di rendere più trasparenti le fonti dei contributi finanziari a una campagna che precede una votazione, occorre tenere presente che i cittadini farebbero fatica ad accettare che delle disposizioni di legge possano essere eluse o che alcuni attori politici che partecipano alla campagna possano approfittare delle lacune del sistema: tutto ciò rischierebbe di indebolire la credibilità delle nostre istituzioni.</p><p>5. Il Consiglio federale non intende adottare provvedimenti legislativi. Il governo ritiene che misure coercitive non si rivelerebbero opportune e che sia invece preferibile optare per provvedimenti su base volontaria.</p></text>