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La band ha incontrato il presidente statunitense Joe Biden per discutere di problemi d'odio razziale
WASHINGTON - I membri di una delle più famose band sudcoreane, i BTS, hanno incontrato ieri il Presidente Joe Biden alla Casa Bianca, per parlare d'inclusione e discutere dei crimini d'odio che ancor oggi accadono troppo spesso contro gli asiatici americani.
Ogni membro della boy band ha parlato dal podio - la maggior parte in coreano - dopo l'introduzione dell'addetta stampa della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, che li ha descritti come ambasciatori dei giovani e promotori di un messaggio di rispetto e positività.
«Siamo rimasti sconvolti dalla recente ondata di crimini d'odio, in particolare contro gli asiatici americani», ha detto ai media Jimin, un membro del gruppo K-pop, attraverso un traduttore. «Vorremmo cogliere questa opportunità (di parlare con il Presidente Usa, ndr.) per sostenere la causa che mira a porre fine a tutto ciò».
Sebbene l'incontro con Biden sia stato chiuso alla stampa, la Casa Bianca ha confermato che uno degli obiettivi era quello di «discutere dell'importanza della diversità e dell'inclusione e del ruolo dei BTS come ambasciatori della gioventù».
«Abbiamo affrontato la discriminazione»
«Ricordiamo i momenti in cui abbiamo affrontato la discriminazione in quanto asiatici», hanno poi raccontato i membri della popolarissima band, «abbiamo sopportato imprecazioni senza motivo e siamo stati derisi per il nostro aspetto. Non è possibile esprimere a parole il dolore di essere oggetto di odio e violenza per un motivo simile».
Il gruppo ha poi detto di essere ancora «sorpreso dal fatto che la musica creata da artisti sudcoreani raggiunga così tante persone in tutto il mondo, trascendendo le barriere linguistiche e culturali», hanno detto i membri. «Crediamo che la musica sia sempre un incredibile e meraviglioso unificatore».
I BTS sono noti per il lancio di campagne di raccolta fondi: nel giugno 2020, grazie ai loro fan, hanno raccolto circa 1 milione di dollari in un solo giorno nella campagna online #MatchAMillion per le cause di giustizia sociale negli Stati Uniti, eguagliando la donazione della band al movimento "Black Lives Matter".
Negli Stati Uniti, gli attacchi e i crimini contro le persone di origine asiatica si sono intensificati dall'inizio della diffusione del coronavirus, vista la prima epidemia a Wuhan e le parole dell'allora Presidente Trump, che lo descriveva come «virus cinese».