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<h2>SubmittedText<h2><p>L'incidente nella centrale nucleare di Fukushima e l'impatto che esso ha avuto sull'ambiente, con le gravi conseguenze per l'uomo e la fauna, hanno rimesso nuovamente in dubbio la sicurezza dell'energia nucleare. Si chiedono soluzioni alternative all'attuale mix elettrico, riducendo la quota dell'energia prodotta dalle centrali nucleari. Questi cambiamenti richiedono da una parte nuove strategie di produzione, come ad esempio l'impiego di centrali a gas a ciclo combinato, o una maggiore promozione delle energie rinnovabili, e dall'altra anche un aumento dell'efficienza energetica nell'ambito del consumo di elettricità. Il sistema di decoupling, introdotto alcuni anni fa dalla California e adottato successivamente anche da altri Stati americani, è la conferma degli ottimi risultati raggiunti grazie a misure d'incentivazione mirate all'aumento dell'efficienza energetica. Mentre in Svizzera il consumo di elettricità pro capite è aumentato del 50 per cento dal 1978, in California è stabile da 30 anni. Il sistema del decoupling fissa le regole di mercato dei gruppi energetici in modo tale che i loro utili non dipendono più dalla quantità di elettricità venduta, bensì dal successo delle misure di efficienza. Contrariamente a ciò, la maggior parte delle aziende di approvvigionamento elettrico svizzere puntano sulle vendite, poiché i loro utili dipendono dalle quantità vendute. Considerato che un chilowattora risparmiato è a lungo termine il meno costoso e di gran lunga il più ecologico e sicuro, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il sistema del decoupling? Questo sistema potrebbe essere introdotto anche in Svizzera? Quali sono gli argomenti a suo sfavore?</p><p>2. In che modo le società elettriche svizzere potrebbero offrire alla loro clientela incentivi a favore dell'efficienza energetica, a condizioni analoghe a quelle del sistema di decoupling?</p><p>3. Qual è il potenziale di risparmio che si conseguirebbe grazie a tariffe dinamiche o progressive? Quali sono gli svantaggi della formazione dei prezzi della corrente elettrica in funzione del consumo?</p><p>4. Con quali altri incentivi si potrebbe aumentare l'efficienza energetica e rendere più redditizi gli investimenti in tale ambito?</p><p>5. Vi sono altri sistemi comparabili o migliori dal punto di vista degli effetti e del rapporto costi-benefici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A seguito degli eventi verificatisi in Giappone, il 23 marzo 2011 il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di mettere a punto nuovi scenari energetici nonché piani d'azione e di provvedimenti. I lavori verteranno in particolare sui seguenti tre scenari, rilevanti in termini di approvvigionamento elettrico:</p><p>- Variante 1: mantenimento dell'attuale mix di corrente elettrica ed eventuale sostituzione anticipata delle tre centrali nucleari più vecchie, a garanzia della maggiore sicurezza possibile. </p><p>- Variante 2: le centrali nucleari non verranno sostituite al termine del loro ciclo di vita. </p><p>- Variante 3: abbandono anticipato del nucleare; le attuali centrali nucleari verranno disattivate prima del termine del loro ciclo di vita.</p><p>Il Consiglio federale vuole essere informato circa i potenziali di queste tre varianti, le ulteriori misure di incentivazione da adottare e i tempi necessari per l'attuazione. Inoltre, intende analizzare in modo più approfondito in particolare i provvedimenti da adottare nei settori smartenergy, smartgrid, reti, efficienza energetica, energie rinnovabili, ricerca e sviluppo come pure impianti pilota e di dimostrazione.</p><p>Nel corso della revisione delle basi della politica energetica, saranno prese in considerazione le questioni sollevate nella presente interpellanza. In particolare per quanto riguarda le domande 2, 4 e 5, il Consiglio federale vuole attendere gli esiti della revisione prima di dare una risposta.</p><p>1. Attualmente, solo lo Stato americano della California ha un'esperienza pluriennale nell'ambito del decoupling, che ha introdotto nel settore elettrico nel 1982. Con la liberalizzazione del mercato dell'elettricità nel 1998, il decoupling è stato abbandonato, per poi essere nuovamente introdotto dopo forti fluttuazioni dei prezzi e alcuni black out. È vero che dal 1980 la California è riuscita a stabilizzare il consumo di energia elettrica pro capite, ma ciò non è dovuto soltanto all'introduzione del decoupling, quanto piuttosto a una politica energetica globale (decoupling, decoupling plus, standard di efficienza per edifici e apparecchi elettrici, possibilità di computare i costi dei programmi di efficienza energetica delle imprese nei loro costi regolati, tariffe elettriche progressive, politica climatica ambiziosa, ecc.). I prezzi della corrente elettrica relativamente alti rispetto a quelli di altri Stati americani e le pessime esperienze condotte con la liberalizzazione del mercato elettrico sono state anch'esse un fattore di stabilizzazione del consumo di elettricità.</p><p>In linea di principio, il decoupling non è compatibile con un mercato liberalizzato. In tale sistema, il regolatore fissa i ricavi che le imprese di approvvigionamento elettrico, cioè le aziende che gestiscono la rete e nel contempo si occupano della vendita e della produzione, sono autorizzate a conseguire e quindi interviene sulla formazione dei prezzi di dette aziende. In un mercato liberalizzato, un intervento di questo tipo è possibile solo sulla quota della tariffa elettrica relativa all'utilizzazione della rete, ma non su quella relativa all'energia. Poiché un gestore di rete è indipendente dalla produzione e dalla vendita di energia, l'incentivo derivante dalla separazione tra fatturato e utili nella vendita di elettricità non ha più effetto. Va aggiunto il fatto che il settore delle reti elettriche è regolato come monopolio naturale. L'applicazione del decoupling alle tariffe della rete complicherebbe notevolmente la regolazione dei costi della stessa e farebbe aumentare il fabbisogno di risorse come pure i costi. Inoltre i produttori continuerebbero ad avere un incentivo ad ampliare le loro vendite.</p><p>3. Le tariffe elettriche progressive costituiscono, per i consumatori finali, un incentivo a un impiego razionale dell'energia. I potenziali di risparmio che possono derivarne dipendono dal grado di progressione (aumento delle tariffe elettriche). In un mercato liberalizzato, dovrebbe essere applicata una componente progressiva alle tariffe per l'utilizzazione della rete. Ciò complicherebbe notevolmente la regolazione dei costi della stessa e farebbe aumentare il fabbisogno di risorse, sia presso il gestore di rete che presso il regolatore. Ne conseguirebbe un aumento dei costi per i consumatori. Inoltre va precisato che non sono chiari gli effetti di una regolazione di questo genere sulla sicurezza dell'approvvigionamento elettrico.</p>  Risposta del Consiglio federale.