Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/70051

<h2>SubmittedText<h2><p>Come abbiamo potuto apprendere da "Radio DRS" e da altri media, l'adesione della Svizzera all'accordo di Schengen costerà più di quanto il Consiglio federale aveva indicato nel suo messaggio al Parlamento e nelle spiegazioni di voto inviate ai cittadini prima della votazione. Peraltro, detta adesione comporta per i cantoni spese supplementari inaspettate e la necessità di procedere ad armonizzazioni. Ciò dimostra che in materia di politica estera, segnatamente per quanto riguarda gli accordi con l'UE, il trattamento dei dossier e la relativa informazione non ricevono la dovuta attenzione. La stessa constatazione vale ora per gli accordi conclusi con l'UE sul pagamento del contributo svizzero al fondo di coesione. Anche in questo ambito, l'informazione appare tutt'altro che trasparente e completa, sia per quanto riguarda gli impegni assunti sia per le compensazioni budgetarie che dovranno essere effettuate. </p><p>1. Dobbiamo dedurre che la tattica di camuffamento adottata per il contributo svizzero alla coesione è utilizzata anche per altri accordi conclusi con l'UE? </p><p>2. È vero che è stata tacitamente conclusa una convenzione tra due consiglieri federali e alcuni presidenti di partito sulle modalità con cui la compensazione budgetaria potrebbe essere effettuata per salvare l'accordo?</p><p>3. Esistono altre domande dell'UE per quanto riguarda il pagamento del contributo della Svizzera? Quali importi il Consiglio federale ha già preso in considerazione - oralmente o per scritto - e da dove pensa di prelevare i fondi necessari? </p><p>4. È vero che ha dato istruzioni affinché le domande dell'UE in materia ed eventuali importi previsti non siano resi pubblici? </p><p>5. Il Consiglio federale quando pensa di dare tutte le informazioni al pubblico sui contributi che ha previsto o promesso di versare ai futuri Stati membri dell'UE, quali la Romania, la Bulgaria, la Croazia e la Turchia o ad altri candidati all'adesione, quali la Macedonia, il Montenegro o Cipro settentrionale? </p><p>6. Come giustifica nei confronti dell'UE il doppio vantaggio di cui beneficiano taluni Paesi membri grazie al sostegno finanziario che concede loro la Svizzera a titolo di aiuto ai Paesi dell'Est e di contributo al fondo di coesione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Sulla base delle informazioni di cui disponeva, il Consiglio federale ha sempre informato regolarmente il Parlamento e l'opinione pubblica su tutti gli aspetti relativi alle relazioni tra Svizzera e Unione europea. Questo vale altresì per il contributo della Svizzera all'UE allargata. </p><p>A questo proposito occorre sottolineare che la Svizzera non versa contributi al Fondo di coesione dell'UE. La Svizzera sostiene, sotto la propria responsabilità, progetti bilaterali concreti nei dieci nuovi Paesi membri dell'Unione europea, progetti che sceglie, sviluppa e realizza in stretta collaborazione con i partner locali. </p><p>1. Il Consiglio federale continuerà a fornire un'informazione completa e trasparente sulle relazioni della Svizzera con l'UE.</p><p>2. No, non è vero. I capi di dipartimento responsabili del dossier hanno condotto, in vista della decisione di finanziamento, consultazioni puramente informali con le cerchie interessate. </p><p>3. L'UE non ha formulato altre richieste. Di conseguenza il Consiglio federale non ha fornito alcuna garanzia, né proceduto ad alcuna pianificazione relativa alle modalità di finanziamento. </p><p>4. No, non è vero. </p><p>5. Se l'Unione europea, in prospettiva di allargamenti futuri, chiedesse alla Svizzera di rafforzare il suo sostegno ai nuovi Paesi membri, il Consiglio federale diffonderebbe questa informazione. Ricordiamo che sulla base della nuova legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est, la Turchia non otterrebbe sostegni poiché nel testo di legge essa non rientra nella definizione di eventuale partner della Svizzera. Nel quadro della cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est la Svizzera continuerà a sostenere gli Stati balcanici come l'Albania, la Bosnia ed Erzegovina, la Serbia, il Montenegro e la Macedonia.</p><p>6. Nessuno Stato beneficia di un doppio vantaggio. In virtù della legge sulla cooperazione con i Paesi dell'Europa dell'Est, in futuro sono previsti due crediti quadro diversi: il primo è destinato all'aiuto alla transizione nei Paesi meno avanzati dell'Europa sudorientale e della CSI (aiuto classico agli Stati dell'Europa dell'Est); il secondo credito concerne il contributo a favore dei nuovi Stati membri dell'UE nel quadro dell'allargamento dell'Unione. Questi due crediti quadro riguardano zone geografiche che non si sovrappongono.</p>  Risposta del Consiglio federale.