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Il parlamento del Liechtenstein, con 21 voti su 25, ha revocato oggi la fiducia alla ministra degli esteri, della giustizia e della cultura Aurelia Frick, del Partito borghese progressista (FBP), in carica dal 25 marzo 2009.
L'esponente di governo con maggiore anzianità di servizio è sospettata di utilizzo privato di fondi statali.
Un verdetto così chiaro del parlamento - 21 deputati su 23 presenti - a favore della mozione di censura non poteva essere previsto, scrive il quotidiano "Lichtensteiner Vaterland" concludendo la cronaca della seduta. Molti parlamentari, malgrado i risultati ottenuti da Aurelia Frick in politica estera, hanno ritenuto che un normale rapporto di lavoro non fosse più possibile, aggiunge. "Dopo tutte le menzogne e le tattiche dilatorie, la fiducia era svanita", conclude il giornale.
La decisione del parlamento, presa dopo un'intera giornata di seduta straordinaria, deve ancora essere avallata dal principe ereditario Alois.
Aurelia Frick, nata il 19 settembre del 1975, è sposata e ha due figli. È dottoressa in legge. Oggi non è riuscita a sgombrare i dubbi nei suoi confronti nell'ambito del cosiddetto "Berater-Affäre" ("caso delle consulenze") e fornire la sufficiente trasparenza.
L'ultima volta che il parlamento del Liechtenstein ha ritirato la fiducia di un membro del governo è stato 26 anni fa. Markus Büchel era stato licenziato dopo 100 giorni dal suo stesso partito, sempre il FBP, come capo del governo. Il fattore scatenante era stata una decisione personale in cui Büchel non aveva dato la preferenza al candidato del suo partito.
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