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<h2>SubmittedText<h2><p>La politica monetaria ultra-espansiva degli ultimi anni ha portato a tassi d'interesse al minimo storico e ad una sovrabbondanza di liquidità. Gli eccessi sul mercato ipotecario e i rendimenti obbligazionari negativi ne sono la conseguenza. A causa del divieto di concedere crediti imposto a Postfinance, quest'ultima risulta particolarmente colpita. Inaspettatamente, a inizio settembre il Consiglio federale ha proposto di abolire questo divieto di concedere crediti, privatizzando parzialmente Postfinance. </p><p>In tale contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È stato il rapido peggioramento della situazione imprenditoriale di Postfinance a portare a questa improvvisa inversione di rotta? Come sono evoluti i risultati d'esercizio della Posta Svizzera e della sua filiale Postfinance negli ultimi anni? </p><p>2. A fine 2016 i dibattiti parlamentari relativi a Postfinance sono stati rimandati con l'indicazione che occorrevano ulteriori chiarimenti nell'ambito di un postulato. A maggio 2018 il Consiglio federale ha comunicato al Parlamento che un'analisi fondata della situazione relativa al futuro di Postfinance era in fase di elaborazione. Tale analisi non è ancora stata pubblicata. Il Consiglio federale ha effettivamente proceduto a svolgerla e, se sì, perché non l'ha pubblicata e nemmeno dapprima presentata al Parlamento?</p><p>3. Quali possibilità sono state esaminate per assicurare in altro modo la redditività di Postfinance e adempiere le esigenze in materia di capitale?</p><p>4. Viene continuamente sottolineato l'importante contributo di Postfinance al finanziamento del servizio postale universale. A quanti franchi svizzeri ammonta esattamente l'apporto degli ultimi anni? </p><p>5. La Banca nazionale svizzera (BNS) ha classificato nel 2015 Postfinance tra le banche a rilevanza sistemica in ragione della sua posizione nel traffico dei pagamenti e nel deposito di fondi. Ora, lanciandosi in operazioni di credito, Postfinance si esporrebbe a rischi ulteriori. Come valuta la BNS, che è stata consultata, le ripercussioni sui rischi corsi da Postfinance e il relativo aggravamento della problematica degli stabilimenti "too big to fail"?</p><p>6. La BNS mette in guardia circa i forti rischi sul mercato immobiliare e su quello ipotecario. Come valuta il Consiglio federale questi rischi? Come è possibile che l'arrivo di Postfinance nel mercato dei crediti e delle ipoteche migliori i risultati dell'azienda senza implicare ulteriori rischi per la stabilità? </p><p>7. Come valuta la concorrenza sul mercato dei crediti e delle ipoteche? C'è a suo avviso spazio per l'arrivo di una banca statale attiva a livello nazionale? </p><p>8. Postfinance beneficia di un mandato di servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti che è sancito per legge. La sua prevista entrata nel mercato dei crediti e delle ipoteche solleva dunque alcune questioni relative al diritto della concorrenza. Il Consiglio federale intende consultare previamente la COMCO? </p><p>9. Una perizia del 2006 dell'Ufficio federale di giustizia conclude che la Confederazione non dispone di una base costituzionale per gestire una banca. La perizia specifica che lo stesso varrebbe se Postfinance fosse trasformata in una società per azioni totalmente o maggioritariamente controllata dalla Confederazione. Cosa è cambiato a livello costituzionale per far sì che tale conclusione non sia più applicabile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Negli ultimi anni il contesto in cui opera Postfinance è cambiato notevolmente: i ricavi derivanti da operazioni sulle differenze di interesse, pilastro portante di Postfinance, hanno subito un crollo a causa del perdurare dei tassi d'interesse bassi e delle restrizioni che caratterizzano il suo modello commerciale (divieto di concedere crediti e ipoteche secondo l'art. 3 cpv. 3 della legge federale sull'organizzazione della Posta Svizzera, LOP; RS 783.1). Negli anni dal 2013 al 2017 i ricavi da interessi sono diminuiti quasi del 30 per cento e il risultato da operazioni su interessi circa del 13 per cento. Nonostante siano state prese contromisure in materia di ricavi e spese, il risultato d'esercizio è in costante regresso. A causa di ciò diminuisce il valore dell'impresa e la capacità di costituire, attraverso gli utili realizzati, il capitale proprio necessario secondo la normativa nonché la possibilità di versare dividendi. Questo sviluppo è in conflitto con gli obiettivi strategici del Consiglio federale per la Posta. Pertanto nell'autunno 2017 il DATEC e il DFF hanno incaricato la Posta e Postfinance di elaborare in un rapporto delle varianti per il futuro sviluppo di Postfinance SA. Questo rapporto e una seconda opinione richiesta presso un'impresa esterna hanno fornito la base per la decisione di principio del Consiglio federale rilasciata il 5 settembre 2018. Nell'avamprogetto da porre in consultazione che sarà elaborato entro l'estate 2019, oltre alla soluzione proposta dal Consiglio federale, saranno anche presentate le altre varianti che sono state esaminate e scartate per diversi motivi.</p><p>3. La Confederazione ha considerato più varianti in merito allo sviluppo di Postfinance. Oltre a un'ottimizzazione dell'attuale modello commerciale è stata analizzata e valutata sia un'entrata nel mercato creditizio unicamente, sia in entrambi i mercati, creditizio e ipotecario, in combinazione con diverse condizioni di partecipazione della Posta a Postfinance (partecipazione maggioritaria, minoranza di blocco, privatizzazione totale). Nella sua valutazione il Consiglio federale giunge alla conclusione che, senza accesso al mercato creditizio e ipotecario nazionale, Postfinance non può, a lungo termine, sviluppare un modello commerciale destinato al successo. Inoltre, un'apertura dell'azionariato di Postfinance è fattibile soltanto a queste condizioni. Una privatizzazione parziale genera mezzi per rafforzare la base del capitale proprio di Postfinance e permette alla Confederazione di ridurre i suoi rischi di partecipazione. La Posta deve tuttavia rimanere l'azionista di maggioranza di Postfinance e così quest'ultima parte integrante del gruppo della Posta. Soltanto in questo modo il servizio universale postale e nell'ambito del traffico dei pagamenti può continuare ad essere garantito nella forma odierna.</p><p>4. Negli ultimi anni Postfinance ha sempre contribuito per circa i due terzi all'utile del gruppo. Concretamente nel 2017 Postfinance ha apportato quasi 550 milioni di franchi al risultato d'esercizio dell'intero gruppo che era in totale pari a 630 milioni di franchi. Il risultato d'esercizio di Postfinance e pertanto anche la possibilità di versare i dividendi al gruppo subiscono però una pressione sempre più forte. I risultati 2018 della Posta lo denotano chiaramente: nel primo semestre l'utile si attesta a 145 milioni di franchi, 247 milioni in meno rispetto al primo semestre dell'anno precedente.</p><p>La Posta deve far fronte anche in altri ambiti a grandi sfide (in particolare il calo dei volumi nel mercato delle lettere e la pressione concorrenziale nel mercato dei pacchi), che complicano il finanziamento del servizio universale tramite mezzi finanziari propri. C'è da temere che, se lo sviluppo continua invariato, mancheranno i mezzi per poter investire in modo adeguato nel servizio universale. Nel 2017 i costi netti del servizio universale ammontavano a 325 milioni di franchi, di cui 229 milioni da ascrivere al servizio universale postale e 96 milioni al servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti. Il risultato di quest'ultimo settore ammontava nel 2017 a -55 milioni di franchi (prima della compensazione dei costi netti).</p><p>5. Il Consiglio federale non si esprime in merito alla valutazione della Banca nazionale svizzera (BNS).</p><p>6./7. Il Consiglio federale è convinto che senza l'accesso al mercato creditizio e ipotecario nazionale, a lungo termine il modello commerciale di Postfinance non è destinato al successo. L'ingresso di Postfinance nel mercato creditizio e ipotecario va accolto con favore anche dal punto di vista dei consumatori poiché stimola la concorrenza. Il Consiglio federale non vede in ciò nessun rischio aggiuntivo per la stabilità del mercato finanziario. L'entrata di Postfinance in questo mercato avverrà passo dopo passo sull'arco di più anni. Oltre alle elevate esigenze in materia di fondi propri per banche di rilevanza sistemica, conformemente ai requisiti normativi i crediti e le ipoteche devono in aggiunta essere garantiti con mezzi finanziari propri, il che rappresenta anche un fattore limitante sul volume di ipoteche e crediti che Postfinance può concedere. Diversificando maggiormente gli investimenti di Postfinance si riducono i relativi rischi d'investimento.</p><p>8. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che occorre dare la debita attenzione al principio della neutralità della concorrenza tra aziende parastatali e imprese private nel mercato creditizio e ipotecario. Le autorità garanti della concorrenza saranno come di consueto coinvolte nell'elaborazione dell'avamprogetto da porre in consultazione. Nell'ambito della preparazione di quest'ultimo, sarà anche tenuto in debita considerazione il fatto che Postfinance è obbligata per legge a fornire il servizio universale nell'ambito del traffico dei pagamenti e che la Posta deve farsi carico dei relativi oneri.</p><p>9. La perizia giuridica dell'Ufficio federale di giustizia (UFG) risale al 2006. Da allora la situazione è cambiata (giurisprudenza del Tribunale federale, scorporo di Postfinance in una società per azioni, rilascio di un'autorizzazione a esercitare un'attività bancaria e classificazione di Postfinance in quanto rilevante per il sistema). La questione in merito alla costituzionalità della concessione di ipoteche e di crediti da parte di Postfinance sarà oggetto di ulteriori approfondimenti nella preparazione di un avamprogetto da porre in consultazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.