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Il ministro dell'Informazione della Giordania, Tahar Adwan, ha annunciato le sue dimissioni, in nome della libertà di opinione. Il ministro ha motivato infatti il suo gesto citando leggi ritenute "restrittive del diritto di opinione".
"Presento le dimissioni al premier Maarouf Bakhit, per protestare contro le leggi sulla stampa e l'informazione, che saranno dibattute in una sessione straordinaria del Parlamento e sono in contraddizione con la strategia che avevo avanzato sabato scorso", ha detto il ministro all'agenzia France presse (Afp).
Alcune leggi, soprattutto quelle relative alla lotta alla corruzione, sono "restrittive della libertà di opinione", ha aggiunto Adwan, ex redattore e in passato alla guida di un giornale indipendente, 'al-Arab al-Youm'. Adwan era stato designato ministro dell'Informazione il 9 febbraio. Il re Abdallah II ha deciso di riunire il Parlamento in sessione straordinaria a partire da mercoledì prossimo, per dibattere l'adozione di una serie di proposte di legge. Il ministro ha inoltre "vivamente condannato" l'attacco all'ufficio dell'agenzia francese France Presse, ad Amman, il 15 giugno scorso, partecipando a una manifestazione di sostegno alla redazione. Lunedì l'Afp e altri media internazionali avevano riportato, citando una fonte di sicurezza, che un convoglio del re era stato attaccato con pietre e bottiglie vuote da un gruppo di giovani all'ingresso di Tafileh, 179 km a sud da Amman. Questa informazione era stata smentita dal Palazzo dal governo e dai deputati della città, teatri di manifestazione antiregime da diverse settimane.
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