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La ministra svizzera degli esteri Micheline Calmy-Rey – intervenendo martedì al Consiglio dei diritti umani a Ginevra – ha difeso i relatori speciali dell'ONU, sovente oggetto di critiche, auspicando nel contempo maggiore concretezza.
Secondo la consigliera federale, ci sono ancora troppi paesi che non rispondono alla richiesta di visita da parte dei relatori delle Nazioni Unite, specialmente quando il contenuto dei loro rapporti non è gradito.
«L'indipendenza dei relatori speciali è la pietra angolare del sistema e va preservata. Da loro attendiamo che ci rendano partecipi dei problemi specifici e delle tendenze in materia di diritti umani, con prove, indipendenza, integrità e franchezza», ha aggiunto la ministra.
Micheline Calmy-Rey ha stilato un bilancio in chiaroscuro del Consiglio, il quale «non è stato ancora in grado di sviluppare tutto il suo potenziale». A suo parere, l'organo deve inoltre rivedere sia i suoi metodi di lavoro sia il mandato: in quest'ottica, la ministra ha annunciato al riguardo che il 20 aprile a Montreux la Svizzera riunirà tutte le parti in causa.
«Riteniamo che gli importanti traguardi raggiunti non debbano essere messi in discussione; non sprechiamo quindi tutte le nostre energie per ricostruire un Consiglio quasi nuovo», ha precisato Micheline Calmy-Rey.
La Confederazione è candidata a un seggio quale membro a pieno titolo del Consiglio per il periodo 2010-2013: l'elezione è prevista a maggio all'Assemblea generale dell'ONU. Dopo essere stato uno dei 47 paesi membri dell'organo dal 2006 al 2009, la Svizzera ha ceduto il suo seggio in seno al gruppo occidentale e attualmente è membro osservatore per un anno.
swissinfo.ch e agenzie