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La Polonia chiede danni di guerra alla Germania
Il leader polacco Jaroslaw Kaczynski ritiene che Berlino non abbia "fatto ancora i conti" con i crimini dei nazisti, ma per il Governo tedesco la questione "è chiusa"
Il proverbiale vaso di Pandora dei rapporti fra Polonia e Germania è stato riaperto giovedì a Varsavia, dove Jaroslaw Kaczynski ha annunciato di voler chiedere alla Repubblica federale 1'300 miliardi di euro di riparazioni di guerra. È la cifra contenuta nel rapporto sui danni subiti dal Paese fra il 1939 e il 1945, presentato dal leader del PIS al Castello reale, in occasione dell'83esimo anniversario dell'esplosione della Seconda guerra mondiale. Secondo il leader populista polacco, Berlino non avrebbe "fatto ancora i conti" con i crimini dei nazisti in Polonia. Una notizia che non cambia la posizione di Berlino: per il Governo tedesco, la questione delle riparazioni di guerra "è chiusa". "La Germania riconosce però la propria responsabilità politica e morale per la Seconda guerra mondiale", ha aggiunto il ministero degli Esteri tedesco.
Il rapporto presentato oggi ricorda gli orrori del secondo conflitto mondiale. Secondo le stime elaborate da una trentina di storici, economisti ed esperti polacchi e presentate dal deputato del Pis Arkadiusz Mularczyk (che dal 2017 ha coordinato la ricerca) in Polonia nel corso della guerra, a causa dell'attività dei tedeschi, 5 milioni e 219 mila cittadini persero la vita, il 21% dei quali erano bambini sotto i 10 anni.
Il numero dei polacchi rimasti invalidi in questo stesso periodo è stimato in quasi 600 mila persone. Due milioni e 100 mila polacchi furono deportati in Germania per i lavori forzati, il 15% di loro morì. Durante i sei anni di guerra, 196 mila bambini furono portati nel Terzo Reich, solo 30 mila di loro tornarono in patria dopo il 1945. Per non parlare dei danni materiali, che complessivamente sono stati stimati in 6200 miliardi di zloty, pari appunto a 1300 miliardi di euro.
Il rapporto ricorda anche il monumento di Chopin distrutto dai tedeschi a Varsavia, nonché lo stesso Castello reale della capitale polacca, raso al suolo e ricostruito solo negli anni Settanta: il luogo in cui si è svolta la commemorazione di oggi.