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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale chiede al Parlamento e poi al Popolo svizzero un credito di 6 miliardi di franchi per l'acquisto di nuovi aerei da combattimento. In seguito dovrebbe proporre un secondo pacchetto di 2 miliardi di franchi per un nuovo sistema di difesa terra-aria. Questo approccio in due tempi è sorprendente, poiché in realtà velivoli e difesa terra-aria sono i due elementi complementari di un unico concetto di difesa dello spazio aereo. Entrambi dovrebbero completarsi a vicenda, poiché l'uno dovrebbe debitamente compensare le fragilità dell'altro.</p><p>Per meglio comprendere la visione strategica alla base delle soluzioni proposte, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Su quale scenario di rischi strategici si fonda il concetto proposto dal Governo? Su quali potenziali e plausibili minacce è basata la sua analisi? Vista la decisione di testare vari tipi di aereo da combattimento, per non dire i più efficienti attualmente reperibili sul mercato, il Consiglio federale ritiene possibile che la Svizzera debba un giorno effettuare bombardamenti o svolgere missioni di attacco fuori confine?</p><p>2. La Svizzera, membro del Partenariato per la pace della NATO e posta di fatto al centro del dispositivo della più vasta e solida alleanza a livello mondiale nel settore della sicurezza militare, gode di una situazione assolutamente privilegiata. Il Consiglio federale considera questo parametro nella sua analisi? Prevede che i nuovi aerei possano intervenire se la NATO si trovasse nell'impossibilità di fermare un eventuale nemico?</p><p>3. Il gruppo dei Paesi neutrali, e in particolare l'Austria, nostro vicino, fanno parte della PESCO (Cooperazione strutturata permanente), iniziativa dell'Unione europea per la difesa militare comune. Questo elemento è considerato nella strategia del nostro Paese?</p><p>4. La triste fine del Trattato sulle forze nucleari a medio raggio (Trattato INF) potrebbe scatenare una nuova corsa al riarmo nel settore missilistico: qual è l'analisi del Consiglio federale su questo tema? In quale modo intende garantire la difesa delle nostre basi aeree e delle nostre principali infrastrutture critiche, che potrebbero costituire bersagli privilegiati in caso di eventuali attacchi missilistici?</p><p>5. La Svizzera è circondata da Paesi democratici e amici, ma la nostra cooperazione con i Paesi limitrofi nel settore militare si trova ancora nella fase embrionale. Il Consiglio federale ha intenzione di sviluppare questa collaborazione in particolare nel settore della protezione dello spazio aereo? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.1. La valutazione della situazione, importante per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo, e le diverse possibilità di sviluppo sono disponibili in molti documenti pubblicamente accessibili, tra i quali segnaliamo:</p><p>- concetto del 27 agosto 2014 per la sicurezza a lungo termine nello spazio aereo (rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Galladé 12.4130 del 12.12.2012); </p><p>- rapporto del 30 maggio 2017 sul futuro della difesa aerea, presentato dal gruppo di esperti interno al DDPS istituito per esaminare la questione del nuovo aereo da combattimento ("Luftverteidigung der Zukunft - Sicherheit im Luftraum zum Schutz der Schweiz und ihrer Bevölkerung", non pubblicato in italiano); </p><p>- raccomandazioni del 30 maggio 2017 formulate dal gruppo di accompagnamento per la valutazione e l'acquisto di un nuovo aereo da combattimento; </p><p>- il rapporto del DDPS del 9 aprile 2019 sulla situazione di minaccia e le conseguenze per la protezione dello spazio aereo;</p><p>- il messaggio del 26 giugno 2019 concernente la decisione programmatica sull'acquisto di nuovi aerei da combattimento (FF 2019 4229).</p><p>Questi documenti descrivono nel dettaglio come il Consiglio federale valuti la situazione di minaccia e perché la Svizzera continui ad avere bisogno di aerei da combattimento.</p><p></p><p>1.2. La Svizzera non è membro della NATO ed è uno Stato neutrale e per questi motivi deve provvedere da sola alla propria difesa. Deve essere in grado, anche in una situazione di tensione di lunga durata, di proteggere lo spazio aereo e di impedire che questo venga utilizzato dai belligeranti. Ad oggi un attacco diretto alla Svizzera in occasione del quale verrebbe forzata l'intera difesa aerea della NATO pare poco probabile. Vista però la lunga durata di utilizzazione dei nuovi aerei da combattimento (30-40 anni) non si può considerare solo la situazione attuale. Occorre infatti tener conto anche del fatto che il contesto della Svizzera rilevante in materia di politica di sicurezza potrebbe cambiare radicalmente. Gli ultimi anni ci hanno mostrato quanto sia volubile la situazione di sicurezza e quanto rapidamente si possa arrivare a sviluppi negativi importanti.</p><p></p><p>1.3. La partecipazione alla PESCO, che ha per obiettivo il potenziamento delle capacità militari attraverso progetti comuni, è riservata agli Stati membri dell'UE. Non è ancora chiaro se e come anche i Paesi non membri potranno prender parte a questa cooperazione. La Svizzera segue con attenzione gli sviluppi in merito. Dal punto di vista attuale la PESCO non è tuttavia rilevante per la protezione e la difesa dello spazio aereo svizzero. La Svizzera, Stato neutrale che non è membro né dell'UE né della NATO, deve adempiere da sola questo compito.</p><p></p><p>1.4. Il rapporto del DDPS del 9 aprile 2019 sulla situazione di minaccia e le conseguenze per la protezione dello spazio aereo tiene conto della fine del Trattato INF, evento che potrebbe comportare un inasprimento della minaccia in Europa attraverso queste armi. Il DDPS ritiene tuttavia che non ci saranno cambiamenti fondamentali nella situazione di minaccia o nelle esigenze per la protezione e la difesa dello spazio aereo della Svizzera: l'acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata restano la soluzione migliore per proteggere e difendere in modo efficace la popolazione del nostro Paese e le infrastrutture necessarie per il buon funzionamento della società, dell'economia e dello Stato. Tra i requisiti del Programma Air2030 vi è anche una certa capacità in materia di protezione contro i missili da crociera.</p><p></p><p>1.5. La Svizzera porta già avanti una stretta collaborazione con diversi Stati e in particolare con i Paesi limitrofi nell'ambito delle Forze aeree. Coopera inoltre nei settori e nella misura in cui è opportuno dal punto di vista militare e della politica di sicurezza, nonché ammissibile per il diritto della neutralità e compatibile con la politica della neutralità. In tale contesto ricordiamo in particolare la collaborazione con i Paesi limitrofi fondata su accordi bilaterali nell'ambito del servizio di polizia aerea, la partecipazione allo scambio multilaterale di dati sulla situazione aerea (Air Situation Data Exchange della NATO), l'utilizzo di piazze di esercitazione estere per l'allenamento nei voli a bassa quota, voli notturni e voli supersonici nonché gli allenamenti comuni con le Forze aeree di altri Paesi europei. </p>  Risposta del Consiglio federale.