Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01187.jsonl.gz/1375

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
La svolta energetica e i cambiamenti sul mercato che ne conseguono costringono Axpo a un'ulteriore rettifica di valore, di 1,5 miliardi, dopo quelle da oltre un miliardo effettuate nel 2012. L'operazione riguarda impianti in Svizzera e in Europa ed è dovuta pure alla diminuzione del valore dei contratti a lungo termine per l'acquisto di energia in Francia.
l passo è stato deciso in seguito all'ulteriore riduzione dei prezzi all'ingrosso dell'elettricità lo scorso anno e in vista dei futuri prezzi di mercato e costi di produzione, si legge in una nota diffusa in serata.
Gli 1,5 miliardi di franchi peseranno sull'utile operativo EBIT dell'esercizio 2013-2014 e comporteranno una perdita operativa "significativa", scrive il gruppo zurighese che adegua inoltre la durata dell'ammortamento economico e finanziario delle centrali atomiche di Beznau (AG), Gösgen (SO) e Leibstadt (AG), portandole da 50 a 60 anni.
Quest'ultima decisione non è piaciuta a Greenpeace, che in una nota giudica "scandaloso" il fatto che Axpo "anteponga i propri profitti a scapito della sicurezza della popolazione". Secondo l'organizzazione ambientalista, tale misura significa che le tre centrali nucleari continueranno a funzionare ben oltre il limite tecnico di sfruttamento, fissato a 40 anni.
A causa delle difficili condizioni di mercato, in giugno Axpo aveva annunciato che avrebbe cancellato circa 300 posti nei prossimi tre anni. Al 30 settembre 2013 Axpo impiegava ancora 4355 persone a tempo pieno, dopo aver già tagliato 62 impieghi in quell'esercizio. In precedenza, l'impresa con sede a Zurigo aveva soppresso 110 posti nel periodo 2011/2012.
SDA-ATS