Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/11043

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.+2. In data 14 dicembre 1992 il Consiglio federale ha rilasciato alla FMB Energia SA un'autorizzazione di esercizio per la centrale nucleare di Mühleberg (CNM); quest'ultima scade il 31 dicembre 2002. Al tempo stesso l'azienda è stata incaricata di studiare delle alternative per la CNM e di sottoporle al DFTCE entro un temine stabilito.</p><p></p><p>L'8 maggio 1996 la FMB Energia SA ha presentato il suo rapporto al DFTCE il quale, a sua volta, ha informato il Consiglio federale. Nella seconda metà del 1996 il DFTCE sottoporrà al Consiglio federale una presa di posizione in merito al citato rapporto. </p><p></p><p>Non vi è motivo di respingere il rapporto delle FMB Energia SA prima che il Consiglio federale si sia pronunciato in merito, né vi è ragione di ritirare alla FMB l'autorizzazione di esercizio per la CNM in base al rendiconto presentato.</p><p></p><p></p><p>3. La Divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari (DPSN) conferma che la sicurezza della CNM è garantita anche con un rendimento più alto. Con i miglioramenti ottenuti nel settore della combustione, al giorno d'oggi i reattori ad acqua leggera raggiungono quasi i valori limite d'esercizio. Ciò è il caso anche per la centrale nucleare di Mühleberg. I valori limite d'esercizio non vanno tuttavia confusi con i valori limite di sicurezza. Il valore limite d'esercizio è definito in modo che, anche in caso di anomalia nel funzionamento dell'impianto, non venga mai superato il valore limite di sicurezza delle barre combustibili.</p><p></p><p></p><p>4. L'Istituto per la ricerca sui metalli e la metallurgia del Politecnico di Zurigo, a due anni dall'inizio dei lavori con la DPSN, ha deciso di porre fine al mandato di ricerca scientifica sulla corrosione delle crepe dovute a tensioni interne nelle centrali nucleari. A detta dell'Istituto i criteri di qualità impostigli dalla DPSN non gli permettevano più di perseguire gli obiettivi iniziali della ricerca. I lavori vengono ora svolti dall'Istituto Paul Scherrer che si avvale della collaborazione di tre altri laboratori qualificati.</p><p></p><p></p><p>5. Lo stato attuale dell'involucro del nocciolo non dà adito ad alcuna perplessità per quanto riguarda la sicurezza della centrale. Nell'ambito dei lavori di revisione del 1996 l'esercente ha tuttavia introdotto un congegno supplementare di sicurezza a titolo precauzionale. Così, anche se dovessero apparire crepe sulla superficie dell'involucro, la sua struttura rimarrà stabile. L'involucro del nocciolo viene inoltre sottoposto a controlli regolari e l'esercente della centrale sta studiando misure per evitare la formazione e l'ingrandirsi delle crepe (immissione di idrogeno nell'acqua di raffreddamento del reattore).</p><p></p><p></p><p>6. La Commissione europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, nel rapporto presentato al Consiglio dei ministri il 18 aprile scorso, giunge alla conclusione che il fatto di non poter impugnare l'autorizzazione di esercizio della centrale di Mühleberg presso un tribunale è contrario all'articolo 6 cifra 1 CEDU. Detto rapporto è stato approvato con 16 voti contro 12. La stessa Commissione il 19 maggio 1996 si è appellata alla Corte europea dei diritti dell'uomo, seguita il 21 maggio 1996 dalla Svizzera. Fino ad oggi non è ancora stata pronunciata nessuna sentenza contro la Svizzera. Attualmente è dunque prematuro pronunciarsi su un'eventuale impugnazione dell'autorizzazione di esercizio della CNM da parte di un'autorità svizzera.</p><p></p><p></p><p>7.+8. Il Consiglio federale ha rilasciato un'autorizzazione di esercizio per la centrale nucleare di Mühleberg sulla base della legislazione sull'energia nucleare e delle perizie effettuate dalle autorità preposte alla sicurezza. La centrale di Mühleberg dispone dunque di un'autorizzazione di esercizio valida a norma di legge. Le autorità competenti hanno confermato che tutte le esigenze di sicurezza sono soddisfatte, per cui non vi è motivo di mettere temporaneamente fuori servizio la centrale nucleare di Mühleberg.</p><p></p><p>Il 21 agosto 1996 il Consiglio federale ha rilasciato l'autorizzazione per la costruzione e l'esercizio parziale del deposito intermedio per le scorie radioattive (ZWILAG) a Würenlingen. Qualora, contro ogni aspettativa, la Corte europea dei diritti dell'uomo emettesse una condanna contro la Svizzera in relazione alla centrale di Mühleberg, resterebbero giuridicamente vincolanti le autorizzazione rilasciate per il deposito intermedio. In virtù dell'articolo 53 CEDU la Svizzera deve vegliare perché in futuro non si ripetano violazioni della Convenzione rilevate dalla Corte europea dei diritti dell'uomo; in questo contesto non vi è però alcun principio legale che obbliga a riesaminare procedure già concluse.</p><p></p><p>Sulla domanda di aumento del rendimento relativo alla centrale nucleare di Leibstadt il Consiglio federale si pronuncerà più tardi.</p>  Risposta del Consiglio federale.