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LONDRA - La positività all'Epo di Alex Schwazer, riscontrata ieri lunedì 6 agosto, ha lasciato sotto shock lo sport italiano, rovinando la giornata contraddistinta dalle medaglie conquistate da Campriani (oro), Fabbrizi (argento) e Morandi (bronzo) alle Olimpiadi di Londra 2012. Il 27enne altoatesino è stato dunque escluso dai Giochi, dove sabato avrebbe dovuto correre la 50 km di marcia, ma lo scandalo ha lasciato il segno e nelle ultime ore si è scoperto che su di lui c'era un'inchiesta aperta. Insomma, il test antidoping a cui era stato sottoposto non è stata una coincidenza.
Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, il nome di Schwazer era presente in una lista che figura nelle carte dell'Interpol, in collaborazione con le magistrature dei vari Paesi e la Wada. Un vero e proprio lavoro di intelligence, nato dall'inchiesta della Procura della Repubblica di Padova, che ruota intorno alla figura del medico Michele Ferrari. A quest'ultimo si sarebbero rivolti diversi atleti olimpici, tra cui proprio il vincitore della 50 km di marcia ai Giochi di Pechino nel 2008 che aveva trascorso un lungo periodo di allenamento a Saint Moritz, proprio una delle mete abituali di Ferrari. Insomma, tutte le informazioni raccolte avrebbero portato a questo controllo antidoping 'a sorpresa' che ha decretato la fine della carriera di Schwazer. Dunque, l'ammissione dell'altoatesino, che ha dichiarato di aver fatto tutto da solo, non convince pienamente e presto potrebbero esserci ulteriori sviluppi.