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La Svizzera invoca spesso la sua tradizione umanitaria. Ha però anche degli interessi economici da difendere. Di recente, il conflitto tra valori ed economia è nuovamente finito in primo piano. swissinfo.ch ha chiesto agli esponenti dei cinque maggiori partiti svizzeri come deve posizionarsi la Svizzera in casi del genere.
L'estate scorsa, il governo svizzero ha dato seguito alle richieste dell'industria nazionale degli armamenti pronunciandosi a favore di regole più flessibili per l'esportazione di materiale bellico verso paesi coinvolti in una guerra civile. Il Consiglio federale ha giustificato la sua decisione con considerazioni di ordine economico: a lungo termine, le aziende di armamento svizzere potranno sopravvivere soltanto se saranno sottoposte alle stesse regole dei concorrenti europei.
La decisione ha suscitato aspre critiche, a cui si sono aggiunte le notizie apparse sui media, secondo le quali in Siria e nello Yemen sono state utilizzate armi svizzere. In seguito alle proteste, il governo elvetico è tornato sulla sua decisione.
Ciononostante, la Coalizione contro l'esportazione di armi verso i paesi in guerra civile ha lanciato la cosiddetta 'iniziativa di rettifica'. Il testo chiede che in futuro parlamento e popolo debbano potersi esprimere sulla vendita di materiale bellico.
Il conflitto di interessi tra economia e tradizione umanitaria, un valore spesso invocato dalla Svizzera, non è nuovo e scalda regolarmente gli animi. In quanto Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra e sede del Comitato internazionale della Croce RossaLink esterno, fondato nel 1863, la Svizzera assume anche il ruolo di custode del diritto internazionale umanitario.
Agli esponenti dei cinque maggiori partiti svizzeri presenti nella commissione di politica estera della camera bassa del parlamentoLink esterno (Camera del popolo) abbiamo chiesto come deve posizionarsi la politica estera in caso di contrasto: difendere gli interessi economici del paese o i suoi valori umanitari? Gli interpellati avevano a disposizione un minuto per illustrare la posizione del proprio partito.
Traduzione dal tedesco di Luigi Jorio