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ovverosia "L'eccellenza delle donne, confrontata con i difetti degli uomini”
L’8 marzo è dedicato alle conquiste politiche, sociali, economiche delle donne.
Ma il “dibattito sulle donne”, la querelle des femmes, come dicono i francesi, non è certo limitato a questo giorno. Per questo, nessuno si meraviglierà se in libreria troverà un libro di Marinella Lucrezia dal titolo: “L’eccellenza delle donne, confrontata con i difetti degli uomini”. Non in ogni libreria, dato che il libro fu pubblicato a Venezia nel 1600, rivisto nel 1601, ristampato nel 1620. È una risposta a un libro di Giuseppe Passi, I donneschi difetti. Passi afferma che la femmina è imperfetta, creata solo come „male necessario“.
La querelle des femmes occupa intere biblioteche, ma fermiamoci su un punto.
Molti, scrittori e scrittici, e anche lettori e lettrici, ritengono che la responsabilità del predominio maschile nella storia, sia della Bibbia.
Le parole della Creazione
Nella Genesi, Dio dice: «Non è bene che l›uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo… Dato che l‘uomo non si accontenta, allora “Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo“. La donna sarebbe quindi solo un animale un po‘ più intelligente degli altri, a servizio dell‘uomo?
È molto probabile che questa sia una lettura sbagliata, dato che il modo di procedere è sbagliato: noi usiamo le parole come strumenti per esprimere il nostro pensiero, pensiamo quindi di possederle; in realtà il nostro pensiero è creato dalle parole che usiamo, che abbiamo tutte ricevute (io di mie non ne ho creata neppure una, non so voi), quindi è la parola che possiede noi. E la parola è creativa, dinamica, sempre nuova, è una sorgente.
Proviamo quindi a tornare alla sorgente delle parole della Bibbia, andando a quelle originali.
“Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente”. “Uomo”, in ebraico, è ‚ādhām, da adamah, che significa „terra“.
Adamo è il terreste, Dio creò il terrestre, indifferenziato, neutro. In italiano non abbiamo una parola adatta, noi diciamo uomo e donna; in tedesco, per esempio, abbiamo, das Mensch, neutro: un uomo e una donna sono ein Mensch.
Quando il terrestre, ‚ādhām, das Mensch, si accorse di essere maschio e femmina, uomo e donna?
La Bibbia della CEI traduce: Adamo diede il nome a ogni animale …ma non trovò un aiuto simile a lui. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
Il terrestre usa quindi la parola per dominare, dà il nome agli animali. Ma nell‘esercitare il dominio non trova un simile a lui. Lo trova quando abbandona il dominio, difatti il terrestre non dà il nome alla donna, ma dice: La si chiamerà donna (ischa) perché dall’uomo (isch) è stata tolta». „Tolta“, liberata dal potere del terrestre. Rotto il sistema di potere, una metà del terrestre si accorge di essere isch (uomo) perché messo di fronte a Ischa (donna). Da notare che è ISCHA (donna) che fa apparire la coscienza di ISCH (uomo). Contrariamente a quello che si dice sempre, nella Bibbia appare prima la donna e dopo l‘uomo.
Da potere a servizio
Sappiamo che la creazione di Adamo nel paradiso terrestre è una leggenda, nel senso di una cosa da leggere, che ci fa capire chi siamo.
Più di 300 mila anni fa esisteva solo il maschio e la femmina, in posizioni non parallele: la femmina era anche madre, il maschio era solo maschio, non era padre.
Come tutti i primati suoi parenti, era solo un riproduttore, non si fermava con nessuna. Circa trecentomila anni fa, un maschio (Adam?), cedette a una madre che voleva che si occupasse del suo piccolo, magari perché ammalata. Scelse di dedicarsi al piccolo e gli ci vollero circa 5 o 6 anni, il minimo perché un cucciolo del terrestre sia autonomo. Era nato il padre.
I maschi ne avranno ancora tanta strada da fare prima di essere buoni padri e non solo riproduttori, e qualcuno deve ancora impararlo, ma tanti lo hanno imparato.
La querelle de femmes? Si deve dare il potere alle donne per superare definitivamente il patriarcato? Anche senza sposare la tesi di Emmanuel Todd, il più famoso storiografo francese vivente, cioè che il patriarcato non è mai resistito nell’occidente moderno, si può dubitare che sia la soluzione giusta. Non bastano i disastri causati dal potere degli uomini, per voler sperimentare quelli del potere delle donne? È il potere che bisogna abolire nelle relazioni umane, il terrestre (uomo e donna) deve scoprire che la vita è servizio. Chi l’ha scoperto in modo radicale è un terrestre di duemila anni fa, Gesù di Nazareth, nato da donna.
Padre Ermenegildo Baggio
Articolo pubblicato sul mensile insieme di marzo 2022.