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Il Sindacato del personale dei trasporti minaccia misure di lotta se il contratto collettivo di lavoro delle Ferrovie federali svizzere (FFS) non verrà rinnovato.
In una lettera aperta al presidente della Confederazione Moritz Leuenberger, il sindacato non esclude il ricorso allo sciopero.
Il Sindacato del personale dei trasporti (SEV) tenta da tempo, e invano, di portare avanti le trattative relative al contratto collettivo di lavoro (CCL) con FFS e FFS Cargo, ma a causa dell'atteggiamento ostinato della direzione delle ferrovie non è stato compiuto alcun passo avanti dalla scorsa primavera, si legge nella lettera aperta a Moritz Leuenberger, pubblicata sabato nel giornale del sindacato «arbeit&verkehr».
Il sindacato rende quindi attento Leuenberger al fatto che se le cose rimarranno allo stato attuale, il 2007 inizierà in una situazione di vuoto contrattuale. Una situazione che non è stata né voluta né provocata dal personale delle FFS.
In tal caso, il SEV si sentirebbe libero «di adottare le misure di lotta adeguate per spingere FFS e FFS Cargo ad avviare trattative più serie». Lo sciopero - precisa il sindacato - non è né la prima né l'unica arma in nostro possesso, «non possiamo comunque escludere di farvi ricorso».
Agire per tempo
Moritz Leuenberger, in qualità di ministro dei trasporti e rappresentante della Confederazione, proprietaria di FFA e FFS Cargo, è quindi invitato ad interessarsi della vertenza. «Non sarebbe una buona cosa se si dovesse rendere conto dei problemi solo al momento della prima manifestazione di impiegati insoddisfatti nel gennaio del 2007».
Nello scorso mese di marzo, le FFS avevano disdetto il CCL in vigore. L'azienda si era giustificata affermando di dover adattare le condizioni di lavoro alla concorrenza crescente. I sindacati accusano le FFS di voler ridurre i propri costi del 5% sulle spalle dei lavoratori. Si starebbe pensando a tempi di lavoro più lunghi e a minori indennità.
Il SEV ha espresso critiche a Leuenberger anche in relazione alle sue dichiarazioni sullo sciopero di Swiss Pilots alla fine di settembre. Il sindacato si dice «sorpreso» del fatto che il ministro dei trasporti abbia messo in discussione il diritto di sciopero dei piloti, sebbene questi non sottostiano ad un CCL che vieta di ricorrere a misure di lotta.
Appello alla responsabilità
Leuenberger non ha messo in discussione il diritto di sciopero dei piloti, ma lo ha al contrario esplicitamente riconosciuto, ha replicato il portavoce del ministro dei trasporti André Simonazzi, interpellato dalle agenzie. Egli avrebbe però voluto renderli attenti anche sulla loro responsabilità nei confronti dei passeggeri e della reputazione del paese.
La stessa responsabilità grava secondo Leuenberger anche sui ferrovieri, ha aggiunto Simonazzi. Il presidente della Confederazione risponderà per lettera – e non pubblicamente – alla lettera aperta del SEV. Questa non è però ancora giunta sul suo tavolo, ha detto il suo portavoce.
swissinfo e agenzie
In breve
Il primo gennaio 1999 le Ferrovie federali svizzere (FFS) si sono trasformate da regia federale a società anonima, con capitale detenuto al 100% dalla Confederazione.
Ogni quattro anni la Confederazione fissa degli obiettivi per le FFS. Il consiglio d'amministrazione definisce la strategia e la direzione la mette in atto.
Nel 2005, le FFS hanno trasportato 275,9 milioni di passeggeri e 58 milioni di tonnellate di merci.
I treni delle FFS assicurano l'87 per cento dei viaggiatori-chilometro percorsi e quasi il 90% delle tonnellate-chilometro nel traffico merci.
L'azienda pubblica occupa attualmente più di 28'000 persone. L'anno scorso ha annunciato la soppressione di circa 200 posti di lavoro nel settore Cargo. Nel marzo 2006 ha disdetto il contratto collettivo di lavoro (CCL) per la fine dell'anno, in vista di una rinegoziazione.