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Una bimba, di appena un anno di età, ha perso la vita dopo che la madre le aveva somministrato dell'eroina per farla addormentare.
La morte della piccola, che di nome faceva Jordynn, risale al 19 ottobre dello scorso anno. Secondo l'accusa, Kimberly ricorreva spesso all'utilizzo di oppiacei e droghe per far addormentare la figlia, ma quella notte qualcosa era andato storto.
La bambina, infatti, era finita in overdose e nulla di ciò che avevano fatto i paramedici era riuscito a salvarla.
La prima chiamata ai soccorsi fu effettuata intorno alle 23:00, quando la piccola aveva già perduto conoscenza. Nonostante i tentativi dei sanitari, che provarono più volte la rianimazione cardio-polmonare, ed il tempestivo trasporto al pronto soccorso del Northern Light Eastern Maine Medical Center, Jordynn perse la vita.
Gli esami medici effettuati sul cadavere riscontrarono da subito un'intossicazione acuta da Fentanil come causa del decesso. Si tratta di un farmaco assai più potente dell'eroina e della morfina. Da qui le indagini, durate circa un anno, che hanno portato all'arresto di Kimberly, avvenuto lo scorso 17 settembre.
La versione della 33enne è cambiata più volte durante gli interrogatori, così come quella del compagno e padre di Jordynn, Shane Smith. Dopo aver dichiarato inizialmente di non aver mai fatto uso di droghe, i due hanno ammesso di essere dei consumatori, ma di non aver mai dato stupefacenti alla bambina. Alla fine, tuttavia, Kimberly ha confessato la verità. Era solita strofinare eroina ed altre droghe sulle gengive della bimba, così da costringerla a dormire.
Lo stesso Smith, incalzato dagli inquirenti, ha infine dichiarato di avere visto spesso la 33enne somministrare in quel modo dell'eroina alla figlia. Nei due mesi precedenti alla morte di Jordynn, Kimberly avrebbe utilizzato questo metodo almeno 15 volte.
L'uomo ha spiegato agli investigatori di non essersi mai opposto in quanto la compagna gli aveva assicurato di essere ricorsa spesso a quell'espediente per tranquillizzare anche i suoi primi 2 figli, che ora hanno 7 e 3 anni.
Rilasciata su cauzione, Kimberly Nelligan dovrà affrontare il processo. Le è vietato avere contatti con Smith e non potrà incontrare i figli senza la presenza di un supervisore.
La donna, che continua ad affermare di non aver mai voluto nuocere alla piccola, dovrebbe comparire in tribunale il prossimo 12 novembre.
Fonte (via ilgiornale.it)