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Il Consiglio federale ha più volte ricordato che al termine del progetto "Dialogo sulla parità salariale" avrebbe esaminato se e all’occorrenza quali misure statali sono necessarie per mettere in atto la parità salariale sancita dalla Costituzione federale. Si sta ora delineando tale dialogo non raggiungerà il suo obbiettivo: entro la fine di febbraio 2014 avrebbero dovuto partecipare al progetto 100 imprese, fino a inizio dicembre è stato possibile coinvolgerne soltanto 42.
Due studi sui quali fondare lavori successivi
Al fine di portare avanti speditamente i lavori da svolgere dopo la conclusione del progetto, all’inizio del 2013 l’Ufficio federale di giustizia e l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo hanno commissionato due studi i cui risultati sono ora disponibili. Il primo studio è una perizia dell’Istituto svizzero di diritto comparato (ISDC) sulle misure statali nell’ambito della discriminazione salariale in 14 Stati.
Nel secondo studio, il gruppo di ricerca interdisciplinare Interface/Università di Berna ha analizzato i meccanismi d’intervento statale esistenti in Svizzera in altri ambiti e l’idoneità di tali strumenti per realizzare la parità salariale. Inoltre sono stati esaminati in modo approfondito tre modelli stranieri con strumenti attuativi statali nell’ambito della parità salariale. Sulla base di queste informazioni, il gruppo di ricerca interdisciplinare ha formulato nel suo studio raccomandazioni per un disciplinamento statale.
Entro l’estate 2014 saranno disponibili i risultati della valutazione del progetto "Dialogo sulla parità salariale". Questi ultimi come pure i due studi menzionati in precedenza consentiranno al Consiglio federale di decidere sull’ulteriore modo di procedere contro la discriminazione salariale.
Ultima modifica 13.12.2013