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Le commissioni della gestione delle Camere federali si sono dette oggi nuovamente deluse per la mancata denuncia da parte del Consiglio federale dei manager - ormai ex - di UBS alla guida della banca al momento della crisi finanziaria di tre anni fa.
In un rapporto del 2010, le commissioni avevano messo in luce le manchevolezze del governo nell'affrontare la crisi finanziaria e i problemi di UBS negli USA. Nel rapporto redatto allora, dove si formulavano varie raccomandazioni, si chiedeva tra l'altro all'Esecutivo di procedere giuridicamente - magari per il tramite della cassa pensioni PUBLICA - contro i vertici dell'istituto, rei secondo alcuni di aver portato UBS sull'orlo del fallimento a causa del loro comportamento scriteriato. Ebbene su questo fronte il Consiglio federale ha risposto picche, lasciando l'amaro in bocca ai membri della commissione.
Circa le critiche mosse al governo sulla scarsa collaborazione tra i dipartimenti al momento della crisi, qualcosa è stato fatto. Il Consiglio federale aveva promesso in particolare di voler migliorare il management di crisi. Alcune raccomandazioni sono state in effetti adottate, anche se solo parzialmente.
Tuttavia, il governo non ne vuole sapere di stendere processi verbali particolareggiati delle sue sedute. Secondo i commissari, tali documenti permetterebbero di ricostruire nei dettagli le prese di decisione del governo.