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Una delusione, ma non una catastrofe. È questa in estrema sintesi la posizione dell'ONU sull'eventuale defezione della Svizzera dalla firma del Patto mondiale sulle migrazioni, prevista a dicembre a Marrakech, in Marocco. Ad esprimerla giovedì ci ha pensato la responsabile del progetto Louise Arbour, che ha però anche sottolineato come non riesca a comprendere le argomentazioni degli stati reticenti, considerato che non verrebbe introdotto nessun "diritto alla migrazione" e che il testo non "presenta nessuna ambiguità".
Solo qualche giorno fa il direttore del Dipartimento federale degli affari esteri Ignazio Cassis aveva sostenuto che la Svizzera potrebbe firmare con riserva, ma probabilmente non già a dicembre. Prima di sottoscrivere il protocollo delle Nazioni Unite, che giuridicamente non è vincolante, secondo Cassis è infatti importante che sia fatta un’ampia discussione a livello nazionale. Una discussione che a livello commissionale ha già creato divergenze (guarda il servizio del TG).
Oltre alla Svizzera, anche gli Stati Uniti, l’Austria, l’Ungheria, l’Australia e probabilmente la Polonia non firmeranno il patto. Secondo l'ONU – contrariamente a quanto sostengono questi paesi – il patto ha l’obbiettivo di lottare contro la migrazione irregolare, che non “è nell’interesse di nessuno”, con spostamenti “sicuri e ordinati”.