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BERNA - I giudici diventeranno indipendenti dai partiti e saranno designati mediante un sorteggio? La popolazione svizzera ha deciso per il no, con la maggioranza degli elettori che preferirebbe mantenere la modalità attuale. Il "no" si è imposto con ben il 68,1% di contrari, a fronte del 31,9% di favorevoli. Tutti quanti i Cantoni hanno bocciato l'iniziativa. La partecipazione si è attestata al 63,9%.
Il voto in Ticino - Anche in Ticino si è registrato lo stesso trend: dopo aver scrutinato tutti e 108 i comuni, il "no" si è attestato al 63,4%. I più scettici sono stati Appenzello Interno (77,8%), Vaud (75,1%) e Uri (72,6%). I meno categorici sono invece stati Giura (62,5%), lo stesso Ticino (63,4%) e Friburgo (63,9%). Nei Grigioni i no sono stati il 66,4% delle schede.// ]]>
Il tema in votazione - L'iniziativa chiedeva che i giudici del Tribunale federale fossero designati mediante un sorteggio, i cui partecipanti sarebbero stati selezionati da una commissione peritale. L'obiettivo degli iniziativisti era di permettere a chiunque di candidarsi al TF, anche senza appartenere a un partito. A loro giudizio, la prassi attuale non rispetta il principio fondamentale della separazione dei poteri e pregiudica l'indipendenza del sistema. Inoltre, così facendo si preclude anche ai candidati più qualificati, in assenza di agganci politici, di diventare giudici federali, declassando a criterio di serie B le competenze professionali.
Tutti i partiti e il Consiglio federale hanno sin da subito espresso la propria contrarietà all'iniziativa, ritenendo l’attuale sistema di elezione collaudato, democratico e trasparente.
La scelta dei giudici del Tribunale federale (TF) resta quindi appannaggio dell'Assemblea federale plenaria, ovvero il Parlamento, che si vede sottoporre dalla propria Commissione giudiziaria le candidature. Le nomine durano sei anni, periodo al termine del quale si svolgono le elezioni per il rinnovo integrale. Gli aspiranti giudici ad oggi devono essere affiliati politicamente per poter ambire all'investitura: per tradizione i parlamentari cercano poi di bilanciare le forze politiche in sede di designazione, tenendo anche conto di altri parametri quali ad esempio il sesso o la lingua.
Soddisfazione è stata espressa dai principali interessati, ovvero l'Associazione svizzera dei magistrati (ASM). Essa ha accolto favorevolmente l'esito dello scrutinio, ritenendo che l'iniziativa non avrebbe risolto in maniera convincente le lacune esistenti. A suo parere ora andranno però affrontati vari punti controversi, fra cui la rielezione periodica.
«È difficile vincere quando si hanno tutti i partiti contro», ha commentato l'avvocato e sostenitore dell'iniziativa Philip Stolkin. «Non mi aspettavo altro. Non sono deluso dal risultato», ha detto invece Adrian Gasser - imprenditore e principale promotore del testo - commentando la sconfitta odierna. Per Gasser il voto riguardo all'iniziativa sulla giustizia va ripetuto: a suo avviso era infatti impossibile informare la popolazione sugli abusi del sistema giudiziario in così poco tempo. Per l'imprenditore i colpevoli del chiaro no sono quindi la disinformazione a opera dei media e la distribuzione anticipata da parte della Confederazione dell'opuscolo informativo sulle votazioni. «Questo ha sabotato la formazione dell'opinione», ha aggiunto. Gasser si è detto convinto di poter «sensibilizzare la popolazione in due o tre anni». A suo avviso, introdurre un'elezione dei giudici federali tramite sorteggio è fondamentale per evitare che si spalanchi la porta a «corruzione istituzionale e nepotismo».
Riforme in arrivo - Malgrado il fallimento dell'iniziativa, riforme minori del sistema sono nell'aria. La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha infatti depositato un'iniziativa parlamentare per chiedere che la Commissione giudiziaria possa istituire e consultare un comitato di esperti per assisterla nella procedura di selezione.
Inoltre, la stessa Commissione giudiziaria ha deciso recentemente di rivedere la sua pratica attuale per valutare l'eventuale nomina di giudici federali non schierati politicamente. Lo stesso organo teoricamente potrebbe anche apportare delle correzioni per quel che concerne la tassa di mandato, ovvero l'usanza - comunque non iscritta nella legge - per cui i giudici sono soliti versare parte della propria retribuzione al partito.