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BERNA - In futuro la registrazione della durata del lavoro potrebbe essere limitata per i lavoratori con funzioni direttive e gli specialisti con un ampio potere decisionale. La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) ha posto in consultazione due progetti che hanno lo scopo di «tenere conto dei cambiamenti avvenuti nel mondo del lavoro».
Il primo progetto, adottato con 8 voti contro 3 e una astensione, si rifà a una iniziativa parlamentare di Konrad Graber (PPD/LU). Prevede di introdurre l'orario di lavoro annualizzato per questi lavoratori, a condizione però che possano fissare autonomamente il proprio orario.
In questo modo verrebbe a cadere il limite attualmente in vigore di 45-50 ore alla settimana. Il progetto prevede pure un allentamento delle disposizioni che regolano la durata del riposo e il lavoro domenicale.
Nella media annuale, la durata del lavoro non potrà tuttavia superare le 45 ore alla settimana. A fine anno il saldo delle ore supplementari non dovrà inoltre essere superiore a 170.
Il secondo progetto, approvato con 7 voti contro 3 e una astensione, nasce da una iniziativa parlamentare di Karin Keller-Sutter (PLR/SG). Esso prevede, per i lavoratori con funzioni direttive e gli specialisti, la soppressione della registrazione della durata del tempo di lavoro e di riposo. Attualmente questa possibilità già esiste per i dipendenti assoggettati a un CCL che percepiscano un salario superiore a 120'000 franchi annui.
Una minoranza propone di bocciare entrambi i progetti poiché ritiene che il diritto vigente offra sufficiente flessibilità. Ritiene inoltre che le due proposte possano nuocere alla salute dei lavoratori coinvolti.
La maggioranza ritiene che i lavoratori interessati dai due progetti siano il 13-19% del totale. La minoranza stima invece che essi possano raggiungere il 40%.
Una recente presa di posizione di Unione sindacale svizzera (USS) e Travail.Suisse ricordava infatti che le categorie "dirigenti" e "specialisti" non sono definite nella Legge sul lavoro. Il presidente dell'USS e consigliere agli Stati Paul Rechsteiner (PS/SG) ha già assicurato che, se necessario, verrà fatto ricorso al referendum.