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"In seguito alle indagini finora condotte il MPC è giunto provvisoriamente alla conclusione che dal punto di vista penale non vi siano basi legali tali per un decreto d'accusa o un rinvio a giudizio": è quanto il Ministero pubblico della Confederazione precisa dopo le anticipazioni di SRF riguardo alla possibile archiviazione del procedimento avviato nel quadro del Dieselgate nei confronti della Volkswagen e dell'AMAG, importatore in Svizzera delle vetture del marchio tedesco.
Il dossier era stato aperto nel 2016, ipotizzando fra l'altro il reato di truffa. Le manomissioni dei dati relativi ai gas di scarico sarebbero già state note prima che la marca automobilistica le ammettesse ufficialmente. Circa 175'000 acquirenti e locatari in leasing sarebbero quindi stati danneggiati dal 2008.
Le indagini sono state però difficoltose: una domanda di assistenza giudiziaria al ministero pubblico di Braunschweig è rimasta senza risposta e AMAG ha fornito un'enorme quantità di dati, scandagliati in ogni modo ma senza risultati apprezzabili.
La SKS, fondazione dei consumatori della Svizzera tedesca, non è entusiasta della conclusione che si prospetta. Nel 2017 aveva intentato un'azione legale a nome degli automobilisti danneggiati per ottenere un risarcimento, ma il Tribunale federale le aveva negato la legittimità a rappresentarli.