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Jonas Fricker (a destra) durante la sessione delle Camere appena conclusa, assieme al socialista basilese Beat Jens.
KEYSTONE/ANTHONY ANEX(sda-ats)
Il consigliere nazionale Jonas Fricker (Verdi/AG) si ritira dal parlamento in seguito alle dichiarazione "offensive e fuori luogo" da lui proferite un paio di giorni, in cui ha paragonato il trasporto in massa di maiali alla deportazione degli ebrei ad Auschwitz.
Lo comunica lo stesso Fricker in un testo consegnato in serata ai media, nel quale precisa che lascerà il parlamento all'inizio della sessione invernale, il 27 novembre.
Il parlamentare 40enne, da circa due anni sui banch del Nazioanle, ribadisce le sue scuse per quanto da lui detto: "l'olocausto è stato un crimine orrendo che non permette alcun paragone". Egli pensa che il suo ritiro dal Consiglio Nazionale sia "il segnale più forte che possa inviare", ritenendo che "bisogna fare chiarezza in un periodo in cui la politica che disprezza il genere umano è di nuovo sempre più accettata".
L'incauto paragone, che ha immediatamente suscitato clamore, era stato avanzato durante il dibattito al Consiglio Nazionale sull'iniziativa popolare "Per alimenti equi". L'esponente ecologista aveva comunque subito ritrattato, scusandosi davanti ai colleghi e definendo la sua dichiarazione come inadeguata e frutto della sua ingenuità.
Nel testo diffuso oggi, Fricker precisa che il suo ritiro dal Parlamento è anche un gesto nei confronti del suo partito, di cui condivide pienamente i valori umanistici. Aggiunge poi che i rappresentanti della comunità israelite di Svizzera (Jonathan Kreutner) e di Baden (Josef Bollag) hanno accettato le sue scuse.
Fricker sarà sostituito dalla granconsigliera Irène Kälin, 30enne di Lenzburg.
SDA-ATS