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Incarto n. INC.2000.46305 Lugano 11 marzo 2003 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto supplente __________ sedente per statuire sul reclamo presentato il 31 gennaio 2001 da __________ patrocinato dall'avv. __________ contro contro la decisione 19 gennaio 2001 del Procuratore pubblico avv. __________, che ha ordinato la perquisizione ed in sequestro di tutte le relazioni bancarie di pertinenza del reclamante e di __________, cittadino italiano, nel procedimento pendente contro i sequestratari per titolo di organizzazione criminale e di riciclaggio di denaro; viste le osservazioni 9 febbraio 2001 del magistrato inquirente, che postula la reiezione del reclamo; letti ed esaminati gli atti; ritenuto e considerato in fatto e in diritto: che: - accertato il controllo diretto o indiretto di conti bancari da parte di __________, in particolare presso la Banca __________, e di fronte all'ipotesi della commissione di reati di organizzazione criminale e di riciclaggio di denaro, come ad indagini aperte dalla competente autorità penale italiana, il Procuratore pubblico ha considerato necessario assicurare al seguito della procedura - " ritenuta comunque la competenza prioritaria (per motivi di opportunità e di giurisdizione) delle autorità italiane ", ma senza dimenticare la confiscabilità di provento da reato indipendentemente dalla punibilità - beni di pertinenza dello stesso __________ e " delle persone che operavano con lui ed in particolare il figlio __________ "; - silente __________, con il presente tempestivo e ricevibile reclamo (in quanto prodotto da persona legittimata: art. 280 e rel. CPP) è insorto __________ a contestare fondatezza formale e sostanziale del menzionato provvedimento cautelativo: il reclamante argomenta assenza di apertura di istruzione formale nei suoi confronti, atto processuale che solo consentirebbe di procedere ad un sequestro, in ogni caso i proventi di __________ essendo frutto di attività lecita in Svizzera e cioè di " compra-vendita di sigarette a livello internazionale "; - nel contempo avendo respinto un'istanza di __________, intesa ad ottenere formalizzazione del procedimento a carico di quest'ultimo, ed in forza delle stesse argomentazioni, il Procuratore pubblico chiede la reiezione del reclamo, ritenuto che la procedura estradizionale dà sufficienti sospetti di reato, la confisca potendo essere attuata anche in assenza di punibilità di una persona (art. 58 cfr. 1 CP) ed essendo doverosa per averi patrimoniali nella disponibilità di un'organizzazione criminale (art. 59 cfr. 3 CP); - l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al Procuratore Pubblico di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che possono avere qualche importanza per il processo, sia come mezzi di prova sia perché soggetti a confisca o a devoluzione allo Stato: la norma - meglio poi specificata nei capoversi successivi - corrisponde all’art. 120 CPP/1941, per cui ancora soccorre la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali sul tema (REP. 1987, p. 265; 1989, p. 599; sentenze 30 gennaio 1992 in re O.C., CRP 282/91 e 17 marzo 1992 in re G.M., CRP 38/92; decisione 17 gennaio 1996 in re CS, GIAR 1.95.5: v. ora REP 1996, n. 107), ed allora il sequestro, per la sua qualità di provvedimento eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti di cui sopra al dispiegamento della procedura e quindi alle necessità dell’istruzione preliminare, alle decisioni del magistrato requirente ed a quelle del giudice del merito nella duplice prospettiva - alternativa o cumulativa - della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio) e delle decisioni di confisca, restituzione o devoluzione, come gli art. 58 ss CP rispettivamente 270-271 CPP (sequestro confiscatorio), ritenuto che, come in tutti gli istituti procedurali tali da intaccare eccezionalmente i diritti individuali per prevalenza di interesse pubblico, il sequestro é legittimo unicamente in presenza concorrente di sufficienti indizi di reato e di connessione tra questo e l’oggetto che così occorre salvaguardare agli incombenti dell’autorità requirente ed inquirente, con sempre accresciuta esigenza probatoria indiziante approssimantesi alla verità materiale (cfr. in contesto più generale: Gérard Piquerez, Précis de procédure pénale suisse, Lausanne 1987, p. 191 n. 926 ss); - indipendentemente dal fatto che il provvedimento impugnato potrebbe servire a corrispondente rogatoria da parte della competente autorità penale italiana (in tal caso con possibilità di gravame alla Camera dei ricorsi penali), lo stesso merita tutela per l'avanzata seria ipotesi di connessione con i reati di organizzazione criminale e di riciclaggio di denaro, coinvolgenti in ambito internazionale la persona di __________: né, per le ragioni correttamente fatte valere dal magistrato inquirente, è necessaria ipotesi di perseguibilità di quest'ultimo rispettivamente di sua punibilità da parte delle autorità penali svizzere, con evidenza di quanto prescritto e voluto dal già citato art. 59 cfr. 3 CP, per la presunzione che i valori patrimoniali appartenenti a __________, sospetto partecipe di organizzazione criminale, sono sottoposti - sino a prova del contrario, qui non data - " alla facoltà di disporre dell'organizzazione "; - il reclamo è conseguentemente respinto con la presente decisione suscettibile di gravame alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP), con carico delle spese giudiziarie al reclamante soccombente (art. 39 lett. f TG); visti i citati articoli di legge, decide: 1. Il reclamo è respinto. 2. La tassa di giustizia di fr. 250.- e le spese di fr. 30.- sono a carico di __________. 3. Contro la presente decisione è dato ricorso entro dieci giorni dall'intimazione alla Camera dei ricorsi penali. 4. Intimazione: - avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle osservazioni del magistrato inquirente); - al Ministero pubblico, sede, rif. inc. MP __________ (con gli atti trasmessi sotto suggello dalla __________). giudice __________

Incarto n. INC.2000.46305 Incarto n. INC.2000.46305

Incarto n. Lugano 11 marzo 2003 Lugano

Lugano 11 marzo 2003

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto supplente Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto supplente

Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto supplente __________ __________

sedente per statuire sul reclamo presentato il 31 gennaio 2001 da sedente per statuire sul reclamo presentato il 31 gennaio 2001 da

__________ patrocinato dall'avv. __________ __________

patrocinato dall'avv. __________

contro contro

contro la decisione 19 gennaio 2001 del Procuratore pubblico avv. __________, che ha ordinato la perquisizione ed in sequestro di tutte le relazioni bancarie di pertinenza del reclamante e di __________, cittadino italiano, nel procedimento pendente contro i sequestratari per titolo di organizzazione criminale e di riciclaggio di denaro; contro la decisione 19 gennaio 2001 del Procuratore pubblico avv. __________, che ha ordinato la perquisizione ed in sequestro di tutte le relazioni bancarie di pertinenza del reclamante e di __________, cittadino italiano, nel procedimento pendente contro i sequestratari per titolo di organizzazione criminale e di riciclaggio di denaro;

viste le osservazioni 9 febbraio 2001 del magistrato inquirente, che postula la reiezione del reclamo;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto e considerato

in fatto e in diritto:

che:

- accertato il controllo diretto o indiretto di conti bancari da parte di __________, in particolare presso la Banca __________, e di fronte all'ipotesi della commissione di reati di organizzazione criminale e di riciclaggio di denaro, come ad indagini aperte dalla competente autorità penale italiana, il Procuratore pubblico ha considerato necessario assicurare al seguito della procedura - " ritenuta comunque la competenza prioritaria (per motivi di opportunità e di giurisdizione) delle autorità italiane ", ma senza dimenticare la confiscabilità di provento da reato indipendentemente dalla punibilità - beni di pertinenza dello stesso __________ e " delle persone che operavano con lui ed in particolare il figlio __________ ";

- silente __________, con il presente tempestivo e ricevibile reclamo (in quanto prodotto da persona legittimata: art. 280 e rel. CPP) è insorto __________ a contestare fondatezza formale e sostanziale del menzionato provvedimento cautelativo: il reclamante argomenta assenza di apertura di istruzione formale nei suoi confronti, atto processuale che solo consentirebbe di procedere ad un sequestro, in ogni caso i proventi di __________ essendo frutto di attività lecita in Svizzera e cioè di " compra-vendita di sigarette a livello internazionale ";

- nel contempo avendo respinto un'istanza di __________, intesa ad ottenere formalizzazione del procedimento a carico di quest'ultimo, ed in forza delle stesse argomentazioni, il Procuratore pubblico chiede la reiezione del reclamo, ritenuto che la procedura estradizionale dà sufficienti sospetti di reato, la confisca potendo essere attuata anche in assenza di punibilità di una persona (art. 58 cfr. 1 CP) ed essendo doverosa per averi patrimoniali nella disponibilità di un'organizzazione criminale (art. 59 cfr. 3 CP);

- l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al Procuratore Pubblico di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che possono avere qualche importanza per il processo, sia come mezzi di prova sia perché soggetti a confisca o a devoluzione allo Stato: la norma - meglio poi specificata nei capoversi successivi - corrisponde all’art. 120 CPP/1941, per cui ancora soccorre la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali sul tema (REP. 1987, p. 265; 1989, p. 599; sentenze 30 gennaio 1992 in re O.C., CRP 282/91 e 17 marzo 1992 in re G.M., CRP 38/92; decisione 17 gennaio 1996 in re CS, GIAR 1.95.5: v. ora REP 1996, n. 107), ed allora il sequestro, per la sua qualità di provvedimento eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti di cui sopra al dispiegamento della procedura e quindi alle necessità dell’istruzione preliminare, alle decisioni del magistrato requirente ed a quelle del giudice del merito nella duplice prospettiva - alternativa o cumulativa - della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio) e delle decisioni di confisca, restituzione o devoluzione, come gli art. 58 ss CP rispettivamente 270-271 CPP (sequestro confiscatorio), ritenuto che, come in tutti gli istituti procedurali tali da intaccare eccezionalmente i diritti individuali per prevalenza di interesse pubblico, il sequestro é legittimo unicamente in presenza concorrente di sufficienti indizi di reato e di connessione tra questo e l’oggetto che così occorre salvaguardare agli incombenti dell’autorità requirente ed inquirente, con sempre accresciuta esigenza probatoria indiziante approssimantesi alla verità materiale (cfr. in contesto più generale: Gérard Piquerez, Précis de procédure pénale suisse, Lausanne 1987, p. 191 n. 926 ss);

- indipendentemente dal fatto che il provvedimento impugnato potrebbe servire a corrispondente rogatoria da parte della competente autorità penale italiana (in tal caso con possibilità di gravame alla Camera dei ricorsi penali), lo stesso merita tutela per l'avanzata seria ipotesi di connessione con i reati di organizzazione criminale e di riciclaggio di denaro, coinvolgenti in ambito internazionale la persona di __________: né, per le ragioni correttamente fatte valere dal magistrato inquirente, è necessaria ipotesi di perseguibilità di quest'ultimo rispettivamente di sua punibilità da parte delle autorità penali svizzere, con evidenza di quanto prescritto e voluto dal già citato art. 59 cfr. 3 CP, per la presunzione che i valori patrimoniali appartenenti a __________, sospetto partecipe di organizzazione criminale, sono sottoposti - sino a prova del contrario, qui non data - " alla facoltà di disporre dell'organizzazione ";

- il reclamo è conseguentemente respinto con la presente decisione suscettibile di gravame alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP), con carico delle spese giudiziarie al reclamante soccombente (art. 39 lett. f TG);

visti i citati articoli di legge,

decide:

1. Il reclamo è respinto.

2. La tassa di giustizia di fr. 250.- e le spese di fr. 30.- sono a carico di __________.

3. Contro la presente decisione è dato ricorso entro dieci giorni dall'intimazione alla Camera dei ricorsi penali.

4. Intimazione:

- avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle osservazioni del magistrato inquirente);

- al Ministero pubblico, sede, rif. inc. MP __________ (con gli atti trasmessi sotto suggello dalla __________). giudice __________