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SION - Lo smantellamento della raffineria vallesana di Collombey-Muraz, proprietà di Tamoil, inizierà nel corso del secondo semestre del 2020. Si procederà in due fasi e la durata totale dei lavori dovrebbe essere di cinque anni.
La raffineria fu chiusa nel 2015 e circa 230 persone persero il lavoro. Allora il canton Vallese aveva dato un termine di 5 anni a Tamoil per decidere su un eventuale riutilizzo in ambito petrolifero del sito, ma la società ha stabilito lo scorso anno di non voler più riaprire e ha annunciato lo smantellamento del sito.
«Abbiamo ricevuto una cinquantina di offerte per riavviare le attività petrolifere, ma nessuna di queste è stata ritenuta seria», ha indicato oggi il direttore di Tamoil Svizzera, Stéphane Trachsel, in conferenza stampa.
Inizialmente si procederà allo smantellamento di oltre una cinquantina di serbatoi e cisterne presenti sul sito, che occupano un volume di 461'000 metri quadri. In seguito saranno un altro migliaio di strutture e attrezzature - tra cui tubi e materiali in acciaio - a venir smontate gradualmente. Alcune di queste potrebbero essere acquistate da altre società e trasferite in diverse parti del mondo, ha precisato Trachsel.
«Questo sito non è più un peso ma un'opportunità, considerata la superficie a disposizione (116 ettari in totale) in zona industriale», ha dal canto suo commentato Yannick Buttet, sindaco di Collombey-Muraz ed ex consigliere nazionale (PPD). L'obiettivo, ha aggiunto, è di riportare attività economiche nel comune e creare più posti di lavoro di quanti non ne siano andati persi con la chiusura della raffineria. Tuttavia, rimane ancora da definire l'utilizzo futuro del sito.
I lavori di bonifica e di risanamento dei terreni, già iniziati lo scorso anno, dovranno essere portati a termine da Tamoil entro il 2028. I costi in questo ambito si aggirano attorno ai quattro milioni di franchi.