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Un grande palazzo vittoriano, a Londra. Due giovani campioni, l’uno di fronte all’altro: il norvegese Magnus Carlsen e l’italo-americano Fabiano Caruana (per alcuni anni vissuto a Lugano). Dodici partite combattute, terminate in parità. È il campionato del mondo di scacchi.
Dopo lo spareggio Carlsen è rimasto campione del mondo in carica. Ma attraverso il racconto di due partite seguite dal vivo, mossa dopo mossa, insieme ai maggiori esperti, abbiamo cercato di raccontare l’antico gioco degli scacchi.
Era il 1972 quando l’americano Bobby Fischer sconfisse il sovietico Boris Spasskij in quello che fu definito l’incontro del secolo, trasferendo sulla scacchiera le tensioni della Guerra fredda. Da allora il numero di giocatori è molto cresciuto e gli scacchi hanno cominciato a trasformarsi in profondità. Per esempio i campioni sono sempre più giovani: Carlsen conquistò per la prima volta il titolo mondiale a soli 22 anni. Inoltre i computer, ormai imbattibili per qualunque giocatore, hanno un ruolo sempre più importante nella preparazione delle partite. Ma anche così, gli scacchi restano “Il gioco dei re, il re dei giochi”.