Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/200288

<h2>SubmittedText<h2><p>I giornalisti dell'emissione "Rundschau" della SRF hanno rivelato che la Croazia viola il principio di non respingimento. Hanno presentato un reportage realizzato sull'arco di due giorni in relazione a quattro serie di respingimenti riguardanti una settantina di persone. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La Svizzera continua a trasferire verso la Croazia persone in fuga nel quadro della procedura Dublino o della procedura applicabile ai Paesi terzi? </p><p>2. In caso affermativo, come garantisce che il principio di non respingimento non sia violato in occasione dei rinvii verso la Croazia nel quadro della procedura Dublino?</p><p>3. La Svizzera osserva se e a quali condizioni (ad es. accesso all'alloggio, alle infrastrutture mediche, accesso di fatto alla tutela giuridica in caso di violenza da parte della polizia) le persone in fuga hanno accesso alla procedura di asilo in Croazia? In caso contrario, perché no, alla luce di quanto riportato dalla stampa? </p><p>4. Il Consiglio federale può confermare che nessuno dei membri del Corpo delle guardie di frontiera svizzere presenti in loco ha partecipato ai respingimenti illegali? </p><p>5. Di quali meccanismi di controllo (supplementari) dispone la Svizzera per garantire il rispetto dello Stato di diritto in occasione dei rinvii nel quadro della procedura Dublino?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) esamina accuratamente ogni domanda d'asilo considerando le circostanze concrete del singolo caso. Tra il 1° gennaio 2018 e il 31 maggio 2019 sono state trasferite in Croazia 15 persone nel quadro della procedura Dublino e quattro persone che disponevano già di uno statuto internazionale di protezione in questo Paese. </p><p>2./3. Le persone trasferite dalla Svizzera verso la Croazia nel quadro della procedura Dublino sono inviate senza eccezioni nella capitale Zagabria. Secondo le informazioni di cui dispone la SEM, le persone che ritornano in Croazia hanno accesso alla procedura d'asilo. La SEM valuta le informazioni fornite da organizzazioni partner estere, organizzazioni internazionali, ONG e media e le include nella sua valutazione della situazione. Si fonda inoltre sulla giurisprudenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) nonché su quella della Corte europea dei diritti dell'uomo, adeguando all'occorrenza la sua prassi in materia di asilo e allontanamento. Né la SEM né il TAF ritengono che il sistema d'asilo in Croazia presenti lacune sistemiche. La Croazia ha tra l'altro attuato la direttiva Accoglienza (direttiva 2013/33/UE), che garantisce norme minime per l'accoglienza e l'assistenza di richiedenti l'asilo. Per il momento il Consiglio federale continua dunque a ritenere ammissibili i trasferimenti verso la Croazia nel quadro della procedura Dublino. Pur non essendo ancora un membro a tutti gli effetti della cooperazione Schengen, la Croazia è obbligata ad applicare le regole del relativo codice frontiere Schengen in vista della prevista adesione. Il codice frontiere Schengen obbliga gli Stati alla frontiera esterna a impedire i passaggi di frontiera non autorizzati nello spazio Schengen. Naturalmente anche per le misure di protezione delle frontiere valgono obblighi giuridici che vanno imperativamente rispettati. Ad esempio, i migranti devono avere sempre la possibilità di presentare una domanda d'asilo.</p><p>4. Il Consiglio federale può confermare che nessun collaboratore del Corpo delle guardie di confine è impiegato alla frontiera tra Croazia e Bosnia. </p><p>5. La Svizzera sorveglia costantemente gli sviluppi in Croazia così come in tutti gli altri Stati Dublino e all'occorrenza adegua la sua prassi in materia di asilo e allontanamento. Si adopera inoltre sul piano europeo affinché tutti gli Stati Dublino rispettino e attuino i diritti umani, la Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati e in particolare il principio di non respingimento. Nel quadro della cooperazione europea, spetta alla Commissione europea controllare l'applicazione del diritto UE. Essa osserva la situazione e può all'occorrenza avviare misure. </p>  Risposta del Consiglio federale.