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LOSANNA - Nel caso dell'omicidio di una 73enne avvenuto a Küsnacht (ZH) nel 2016 uno dei sospettati, attualmente in detenzione preventiva, deve essere liberato. Lo ha deciso il Tribunale federale (TF). Nonostante l'indagine penale avanzata non vi sono prove sufficienti o indizi contro l'uomo.
La vittima di 73 anni era stata uccisa nella sua villa la mattina presto del 20 agosto 2016. Secondo gli inquirenti, la figlia avrebbe fomentato il crimine per impossessarsi dell'eredità. Un suo amico avrebbe brutalmente ucciso l'anziana donna e setacciato per bene l'abitazione allo scopo di impadronirsi di oggetti di valore e carte bancarie.
Dopo l'esame delle telefonate fatte dal cellulare dell'autore presunto, i sospetti si erano spostati su un secondo individuo che sarebbe stato presente al momento del crimine. I due uomini avevano conversato a più riprese nel corso della notte. I loro telefoni erano stati spenti prima dell'uccisione della donna e riaccesi in seguito.
Questi elementi avevano portato all'arresto di questo complice presunto nel marzo del 2018. In una prima decisione resa in agosto, il TF aveva respinto il ricorso del l'uomo contro il prolungamento della sua detenzione preventiva.
Chiamati a decidere su un nuovo prolungamento i giudici di Mon Repos constatano in una sentenza pubblicata oggi che l'inchiesta non ha portato nuovi elementi dall'estate scorsa. La presenza del sospetto sul luogo del crimine non è stata formalmente stabilita.
Anche se gli scambi telefonici con il presunto autore dell'omicidio lasciano pensare che il secondo uomo fosse al corrente del crimine, questa conoscenza e altri elementi raccolti dagli inquirenti non permettono di ritenere una partecipazione penalmente riprovevole. (sentenza 1B_61/2019 del 27 febbraio 2019)