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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di vagliare un potenziamento del sistema Schengen/Dublino e di sottoporre al Parlamento un rapporto in cui illustra le misure da adottare a tal fine, trattando in particolare i punti seguenti:
1. applicazione coerente dell'accordo di Dublino e rinuncia a un duplice esame delle domande di asilo;
2. obbligo della Corte europea di attuare con fermezza l'accordo di Schengen/Dublino, affinché i Paesi di primo asilo, soprattutto Grecia e Italia, adempiano i loro doveri ed esaminino le domande di asilo invece di far proseguire il viaggio ai richiedenti;
3. registrazione sistematica delle impronte digitali alle frontiere esterne di Schengen (in specie soprattutto in Italia). Allo scopo ogni Stato Dublino deve sostenere l'Italia con risorse finanziarie o umane;
4. pressione del Consiglio federale su Francia e Germania, che rifiutano un coordinamento congiunto di tutti gli Stati Dublino e una migliore cooperazione in materia, in quanto sono meno toccate rispetto alla Svizzera. Con il loro comportamento Francia e Germania stanno affossando l'accordo di Dublino;
5. misure per evitare domande di asilo abusive (ossia senza speranze) dai Paesi balcanici appoggiando i tentativi degli Stati Schengen per reintrodurre l'obbligo del visto per tali Paesi.
Parere del Consiglio federale
del
16.05.2012
La cooperazione all'interno del sistema Schengen/Dublino e la cooperazione bilaterale con gli Stati limitrofi sono buone. La Svizzera si adopera, nella misura del possibile, affinché gli accordi di associazione a Schengen e a Dublino siano applicati in maniera coerente. Nell'ambito della cooperazione Dublino, nel 40 per cento di tutte le domande di asilo depositate in Svizzera un altro Stato Dublino è responsabile del trattamento della domanda. Le domande di presa in carico presentate dalla Svizzera a un altro Stato Dublino sono state accolte in circa il 90 per cento dei casi.
1. Finora la Svizzera ha potuto trasferire in altri Stati Dublino molte più persone di quelle che ha dovuto accogliere (rapporto 1:7,5). Intende pertanto continuare ad applicare il regolamento Dublino in maniera generalizzata anche in futuro. Di principio il nostro Paese non entra nel merito delle domande multiple presentate in Svizzera, indipendentemente dalla cooperazione Dublino (art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi). Inoltre, in collaborazione con le autorità cantonali sono state elaborate misure tese ad arginare le domande multiple infondate, misure che possono essere attuate rapidamente senza dover modificare la legge. In tal modo si intende rendere meno attrattivo il soggiorno in Svizzera, in quanto non è più avviata una nuova procedura di asilo per gli interessati, che non sono dunque più autorizzati a restare nei centri di registrazione e di procedura (CRP). La durata complessiva della procedura fino al trasferimento di tali persone sarà inoltre abbreviata. La nuova prassi è stata comunicata alle autorità competenti mediante circolare ed entra in vigore il 20 aprile 2012.
2. La Svizzera non dispone di alcuno strumento per indurre la Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) ad esprimersi sulla cooperazione Dublino. Su azione, la CGUE esamina, nell'ambito di una procedura di infrazione, se uno Stato membro dell'UE rispetta o meno i suoi obblighi di diritto europeo. Soltanto la Commissione europea o un altro Stato membro dell'UE sono abilitati ad adire la CGUE. Né l'accordo di Dublino né quello di Schengen conferiscono una tale facoltà alla Svizzera. Tuttavia, non sarebbe nemmeno possibile avviare nei confronti della Svizzera una procedura dinanzi alla CGUE per violazione degli obblighi derivanti da tali accordi. Nell'ambito di un procedimento per un parere pregiudiziale la Svizzera può tuttavia, in qualità di terzo, esprimere un parere per favorire l'interpretazione a suo avviso corretta dell'acquis di Schengen e Dublino.
3./4. La cooperazione Dublino con i Paesi limitrofi Francia e Germania è buona. Non sussiste alcun indizio secondo cui questi due Stati starebbero minando l'efficacia dell'accordo di Dublino. Il 13 dicembre 2011 la Svizzera ha concluso con la Germania un accordo teso a migliorare l'evasione delle procedure Dublino, il quale disciplina le modalità delle richieste Dublino tra i due Paesi nonché le condizioni di trasferimento via terra. La Svizzera intende stipulare un accordo in tale ambito con la Francia. Il Consiglio federale non dispone inoltre di alcun indizio secondo cui l'Italia non rileverebbe le impronte digitali dei migranti. La Svizzera si adopera sul piano operativo e politico affinché siano colmate le lacune esistenti nel sistema Dublino. L'anno scorso il nostro Paese ha infatti partecipato, nell'ambito di Frontex, con guardie di confine svizzere a varie operazioni (p. es. in Grecia e in Italia), mettendo in tal modo a disposizione risorse personali, in particolare per interrogare i migranti in merito alla loro origine e al loro itinerario di viaggio. Il Consiglio federale intende potenziare ulteriormente, nel 2012, l'impegno profuso dalla Svizzera in tale ambito. Dall'altro lato, la Svizzera è disposta a partecipare a misure di solidarietà tese a sostenere i Paesi europei i cui sistemi di accoglienza o asilo sono particolarmente sollecitati.
5. Il Consiglio federale è a conoscenza del problema delle domande di asilo abusive presentate da persone provenienti dai Paesi balcanici. La Svizzera si adopera pertanto risolutamente sul piano europeo per una rapida introduzione di una clausola di salvaguardia in materia di visti, attualmente discussa in seno al Consiglio dei ministri. Il ripristino di un obbligo del visto, limitato nel tempo, nei confronti di uno o più Paesi terzi dovrebbe contrastare gli abusi in seguito alla liberalizzazione dei visti. Il Consiglio federale ritiene che le misure proposte dall'autrice del postulato per potenziare il sistema di Schengen/Dublino sussistano già o siano esaminate a livello bilaterale e/o europeo.
Proposta del Consiglio federale del 16.05.2012
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.