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Domande e risposte
controllo dei fatti: gli argomenti dei/delle nostri/e avversari/ie
No. L'unione registrata, in vigore in Svizzera dal 2007, non è un sostituto paritario del matrimonio. In molte aree importanti, come la naturalizzazione, l'adozione congiunta, la protezione della famiglia o le rendite in caso di morte del* partner, offre un numero significativamente inferiore di diritti. Ciò crea distinzioni ingiustificate rispetto alle coppie sposate eterosessuali. Inoltre, l'unione registrata richiede sempre un obbligo di «coming out» poiché lo stato civile associato viene inserito in alcune forme (ad esempio contratto di affitto, contratto di lavoro, ecc.) e una coppia dello stesso sesso deve identificarsi in questo modo. Solo il «matrimonio per tutt*» pone fine a questo coming out forzato.
No. «Il matrimonio per tutt*» consente alle coppie di donne di accedere alle banche del seme in Svizzera, proprio come fanno già oggi le coppie eterosessuali. La legislazione esistente garantisce che tutti i figli e le figlie, compiuti i 18 anni, possano conoscere l'identità del loro padre biologico, se lo desiderano.
No. La parità di diritti non è una tattica del salame; tutti devono godere degli stessi diritti, indipendentemente dal loro modo di vita (Art. 8 cpv. 2 Cost.). È una cosa assolutamente normale che le leggi vengano adattate man mano che mutano i valori nella società. L'accettazione delle persone LGBT è aumentata enormemente in Svizzera negli ultimi quarant'anni. Diverse votazioni lo possono testimoniare (58% di voti SI per il Partenariato nel 2005, netta maggioranza in parlamento per l'adozione dei/delle figli/e del* partner nel 2016, 65% di voti SI per l'espansione della norma penale antirazzismo al concetto di orientamento sessuale nel 2020). Ciascuno di questi importanti risultati riflette un passo verso l'uguaglianza per le persone LGBT e il «matrimonio per tutt*» è un altro passo importante lungo questa strada.
No. Sulla base di numerosi pareri legali, il Consiglio federale e il Parlamento svizzero hanno giustamente deciso che il «matrimonio per tutt*» non necessita di un emendamento costituzionale e che un cambiamento nella legge è la strada corretta da percorrere. L'articolo 14 della Costituzione federale svizzera dice: «Il diritto al matrimonio e alla famiglia è garantito». Il genere o l'orientamento sessuale non sono menzionati da nessuna parte. L'articolo sulla medicina riproduttiva (art. 119 Cost.) non esclude neppure le persone dello stesso sesso.
No. Lo scopo del «matrimonio per tutt*» è l'uguaglianza delle coppie sposate dello stesso sesso e di sesso opposto nel quadro della legge attualmente applicabile alle coppie sposate. Di conseguenza, le coppie femminili avranno lo stesso accesso alla donazione di sperma in Svizzera che hanno già oggi le coppie sposate eterosessuali. Pertanto, non vi è alcuna discriminazione nei confronti delle coppie maschili. Per questo motivo, l'accesso alla donazione di sperma è supportato senza riserve da tutte le organizzazioni di uomini gay e bisessuali.
No. In Svizzera, la maternità surrogata è vietata a tutte le persone, vale a dire sia per le coppie di sesso opposto che per quelle dello stesso sesso. Questa non è una questione contemplata nel quadro del «matrimonio per tutt*». Il divieto di maternità surrogata è sancito dalla Costituzione e non è interessato dal disegno di legge. Lo stesso vale anche per la donazione di ovociti, anche questo non è consentito.