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L'Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), agenzia dell'Onu, "eleverà la criosfera a una delle sue massime priorità, visti gli impatti crescenti della diminuzione del ghiaccio marino, dello scioglimento dei ghiacciai, delle calotte glaciali, del permafrost e della neve sull'innalzamento del livello del mare". Lo ha deciso il congresso della Wmo, il massimo organo decisionale dell'Organizzazione, approvando una nuova risoluzione che chiede "osservazioni e previsioni più coordinate, scambio di dati, ricerca e servizi". Il documento chiede di "intensificare le attività, proponendo un aumento dei finanziamenti" dal bilancio ordinario e fuori dal bilancio.
Le preoccupazioni
I delegati di tutto il mondo hanno espresso la preoccupazione che ciò che accade nelle aree polari e di alta montagna riguardi l'intero globo, ma in particolare i piccoli stati insulari e le zone costiere densamente popolate. Ben oltre un miliardo di persone fa affidamento sull'acqua della neve e dello scioglimento dei ghiacciai, trasportata a valle dai principali fiumi del mondo, hanno rilevato gli esperti del Consiglio esecutivo sulle osservazioni, la ricerca e i servizi polari e di alta montagna, spiegando che i cambiamenti irreversibili nella criosfera a livello globale influenzeranno quindi le strategie di adattamento e l'accesso alle risorse idriche. Lo scioglimento dei ghiacci aumenta anche il rischio di pericoli naturali: nelle zone di montagna sta aumentando il rischio di frane, distacchi di ghiacciai e inondazioni.
L'innalzamento dei mari
Lo scioglimento delle calotte glaciali, della Groenlandia e dell'Antartide, rappresenta circa il 50% dell'innalzamento del livello del mare, che sta accelerando, avverte ancora l'agenzia meteorologica dell'Onu osservando che questo sta avendo un impatto crescente, e sui piccoli stati insulari in via di sviluppo e sulle zone costiere densamente popolate.
Il gas serra "dormiente"
Il permafrost artico si sta sciogliendo ed è un "gigante addormentato" di gas serra, avverte la Wmo, visto che "immagazzina il doppio di carbonio rispetto all'atmosfera oggi".