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L'Associazione Traffico e Ambiente (ATA), il Sindacato del personale dei trasporti (SEV) e altre due associazioni hanno consegnato oggi a Berna una petizione, firmata da 18'600 persone, in cui si chiede al Consiglio federale di rinunciare alle misure di risparmio previste per le linee ferroviarie regionali.
La petizione, intitolata "No alla falcidia nel traffico ferroviario!", si oppone al piano dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT) di far verificare ai Cantoni se linee con una copertura dei costi inferiore al 50% possano essere sostituite da autobus. Il provvedimento potrebbe colpire 175 linee su 300 a livello nazionale. "In Ticino sarebbe a rischio l'intera rete ferroviaria", scrive l'ATA sul suo sito web.
In vista della Riforma delle ferrovie 2, l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha posto in consultazione lo scorso ottobre un progetto di ordinanza che prevede un esame di redditività per le linee che non raggiungono un tasso di copertura dei costi superiore al 50%.
Dalla consultazione è emerso che l'idea non piace ai principali attori coinvolti. La Conferenza dei direttori cantonali dei trasporti pubblici (CTP) rifiuta categoricamente la proposta dell'UFT: i Cantoni prendono già in considerazione gli aspetti dell'economia pubblica per il calcolo dei costi, hanno sottolineato in una presa di posizione il 23 novembre.
SDA-ATS