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Il 95 per cento degli allievi di livello secondario I possiede uno smartphone, una sorta di computer portatile. Vietarne l'utilizzo o inserire dei filtri sono misure poco efficaci. Lo è molto di più una parola chiave: la competenza mediale.
Che cosa fanno i bambini e i giovani quando non navigano in internet, non giocano a un videogioco o non pubblicano dei post? Si dedicano ad «attività non mediali», come vengono definite dagli esperti: incontrano gli amici, vanno in biblioteca o al campetto di calcio. Tuttavia, come ha evidenziato l'ultimo studio JAMES (vedi articolo «Senza smartphone sei fuori») queste attività tradizionali rischiano di essere soppiantate da cellulare, internet, lettore MP3 o dalla televisione.
Il 95 per cento dei giovani di età compresa tra i 12 e i 19 anni possiede un cellulare di ultima generazione. Possono così accedere senza controllo a internet. Filtri o altre strategie per difendere i figli dalle trappole della rete si sono dimostrati finora inefficaci.
Per aiutarli a muoversi con cautela nel web, i giovani devono acquisire le necessarie competenze mediali a scuola. Ed è ciò che promuove da anni il Consiglio federale, per esempio con la piattaforma informativa giovani e media.
Il sito per la promozione delle competenze mediali invita genitori e insegnanti ad accompagnare i bambini e i giovani nel mondo digitale. Il sito spiega loro come fare a insegnare loro un uso quotidiano dei media sicuro e adeguato all'età.