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Nestlé vuole diventare "clima neutrale" e si pone l'obiettivo di arrivare a un bilancio di zero emissioni a effetto serra entro il 2050. L'impegno in questo senso è stato annunciato giovedì a Losanna, in occasione dell'inaugurazione del nuovo Istituto di scienze dell'imballaggio. “Il cambiamento climatico rappresenta una delle più grandi minacce per la società ed è anche uno dei principali rischi per la nostra industria”, ha dichiarato il CEO di Nestlé Mark Schneider; il responsabile operativo e membro della direzione Magdi Batato ha da parte sua riconosciuto che il primo gruppo alimentare mondiale deve assumersi le sue responsabilità.
Negli ultimi quattro anni, ha ricordato Batato, Nestlé ha adottato misure per limitare il riscaldamento globale a un massimo di 2 gradi (entro il 2100), puntando all'obiettivo dell'accordo di Parigi di un incremento di 1,5 gradi. In vista del vertice delle Nazioni Unite sul Clima previsto il 23 settembre, Nestlé si è formalmente impegnata a firmare un documento in tal senso.
Le misure, definite da un piano d'azione da affinare nei prossimi due anni, prevedono lo sviluppo di prodotti con una “migliore impronta ambientale” e che contribuiscono ad un'alimentazione più equilibrata. Ciò include più cibi a base vegetale e più opzioni per i consumatori nel settore delle bevande.