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BERNA - L'acquisto dei futuri jet da combattimento per le forze armate svizzere potrebbe avere risvolti nelle relazioni tra la Confederazione e l'Unione europea: l'acquisto di Eurofighter aprirebbe alla Svizzera nuove opportunità transfrontaliere, proprio ora che la situazione tra Berna e Bruxelles si è gelata in seguito al fallimento dell'accordo quadro. La scelta grava sulle spalle del Consiglio federale, che mercoledì dovrebbe annunciare la sua decisione.
I modelli di jet in lizza per l'appalto sono quattro: si tratta del Rafale della società francese Dassault, dell'Eurofighter dell'europea Airbus e di due velivoli statunitensi, l'F/A-18 Super Hornet di Boeing e l'F-35A di Lockheed-Martin.
Secondo quanto riferito nell'ultima settimana da diversi media d'Oltralpe, la scelta sembrava essere cosa fatta: il Consiglio federale avrebbe infatti optato per l'americano F-35A, modello prediletto anche dall'esercito. Il SonntagsBlick in edicola oggi porta però nuovi elementi, che gettano nuova luce sulle trattative.
Partenariato allettante - Citando fonti anonime ben informate, il settimanale della Ringier riferisce di una lettera che avrebbe accompagnato l'offerta presentata dall'europea Airbus per il suo Eurofighter. Nella missiva, firmata secondo le fonti dai ministri della difesa tedesco, italiano, spagnolo e britannico, si offrirebbe alla Svizzera un partenariato transfrontaliero nei settori della cooperazione militare, dell'energia, della cooperazione economica, delle reti scientifiche, della politica ambientale e dei trasporti, delle tecnologie digitali, della sicurezza informatica e dei progetti d'infrastrutture.
In seno all'amministrazione vi sarebbe un forte gruppo di funzionari che sostiene l'uso di questo acquisto come mezzo per compensare i rischi della politica europea dopo il fallimento delle trattative riguardanti l'accordo costituzionale tra Svizzera e Ue.
Molti i criteri - A questo proposito lo stesso Bernhard Brenner, capo delle vendite di Airbus Defence and Space (il produttore dell'Eurofighter), citato dal settimanale SonntagsZeitung, sottolinea come i sette membri del Consiglio federale debbano valutare la questione come «un pacchetto complessivo». La decisione sui nuovi aerei da combattimento svizzeri non dovrebbe infatti essere presa solo sulla base di criteri militari, secondo Brenner: «Gli elementi economici e politici sono altrettanto importanti».
Airbus sostiene che se la Svizzera decidesse di cooperare con tre stati dell'UE dopo l'abbandono dell'accordo quadro, questo semplificherebbe il dialogo con Bruxelles e aiuterebbe a trovare nuove strade.
Consiglio federale e Parlamento intendono acquistare dal 2025 nuovi aerei da combattimento per sei miliardi di franchi che dovrebbero sostituire l'attuale flotta di F/A-18- e Tiger. Nel settembre dello scorso anno il popolo si è espresso - accogliendolo di misura (50,1%) - sul principio dell'acquisto dei nuovi jet. Non ha avuto invece voce in capitolo riguardo al modello di aereo o al numero di velivoli.