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Il patron di Alibaba ha fatto la sua comparsa in Cina dopo oltre un anno di assenza
PECHINO - Il fondatore di Alibaba, Jack Ma, è tornato in Cina dopo quasi un anno di viaggi all'estero, in quella che è stata vista come un'assenza prolungata che ha inviato segnali contrastanti agli investitori stranieri sulla posizione di Pechino nei confronti del settore delle società private.
La notizia, riportata oggi dal South China Morning Post di proprietà dello stesso colosso dell'e-commerce e dai media statali (come China Star Market) è stata confermata dalla scuola privata che lo stesso Ma ha fondato a Hangzhou nel 2017, la Yungu School, che copre dalla scuola materna fino alle superiori. Il tycoon ha discusso con gli insegnanti dell'impatto del chatbot ChatGPT basato sull'intelligenza artificiale sul comparto dell'istruzione, secondo l'account WeChat ufficiale della scuola. «Dobbiamo usare l'intelligenza artificiale per risolvere i problemi, piuttosto che essere controllati dall'intelligenza artificiale», ha detto Ma, secondo quanto riportato nel post.
Ma ha iniziato la sua carriera come insegnante di inglese e, congedandosi dalla holding nel 2019, disse che sarebbe tornato a insegnare: il suo impero aziendale e hi-tech sono stati sottoposti a forti pressioni da parte del governo centrale dopo un discorso dell'ottobre 2020 in cui attaccò a muso duro i regolatori finanziari del Paese, criticando il sistema finanziario come obsoleto.
La successiva repressione, tra procedure antitrust e regolamentari, ha portato a una maxi-multa a carico di Alibaba da 2,6 miliardi di dollari e alla ristrutturazione di Ant Group, la cui mega Ipo era stata bloccata a novembre 2020 dopo il discorso incriminato. Nel 2022, Ma ha trascorso diversi mesi in Giappone ed è stato visto anche in Thailandia, Hong Kong e Australia, mentre la sua assenza dalla Cina ha rilanciato i timori degli investitori stranieri che, col consolidamento del potere del presidente Xi Jinping, le imprese statali avrebbero avuto la priorità e il settore privato sarebbe stato sottoposto a una maggiore stretta.
Ma ha ceduto il controllo di Ant Group a gennaio, coi suoi diritti di voto effettivi ridotti dal 53,46% al 6,2%, a causa delle pressioni di Pechino affinché la società prendesse le distanze da Alibaba.