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Gli investimenti degli averi di previdenza mirano sempre a conservare o ad accrescere il patrimonio impiegato. Gli investimenti sui mercati dei capitali sono invece sempre associati a dei rischi. Il valore del patrimonio di previdenza può così diminuire o aumentare. La regola di base è la seguente: più è alto il rendimento atteso (e maggiore è la quota di azioni), più sono alti i rischi associati (e le fluttuazioni). La nostra gestione cerca di ridurre al minimo i rischi per ciascun intestatario della previdenza: una soluzione mediante fondi indicizzati ed ETF è ad esempio molto più diversificata di una soluzione mediante singoli titoli.
Tra i rischi principali figurano il rischio legato ai corsi, il rischio legato ai tassi di cambio, il rischio della controparte, il securities lending, il rischio legato agli interessi nonché vari rischi economici generali, come l’inflazione, la congiuntura o ancora i rischi geopolitici.
A lungo termine, la maggior parte dei rischi provoca oscillazioni temporanee più o meno ampie. Tra i principali fattori che influenzano l’ampiezza delle oscillazioni figura la quota di azioni: chi opta per una strategia con una quota elevata di azioni e quindi un rendimento atteso elevato mette in conto consapevolmente maggiori oscillazioni e quindi anche perdite temporanee sui corsi.
Il grafico mostra l’evoluzione differente di un portafoglio di 100 CHF a seconda della quota di azioni. Maggiore è la quota di azioni, maggiori sono le oscillazioni. Nelle fasi di crescita, l’incremento di valore aumenta con l’aumentare della quota di azioni. Viceversa durante le crisi economiche (in giallo) anche il calo di valore aumenta con l’aumentare della quota di azioni.