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SYDNEY - Dopo una lunga e severa siccità che aveva colpito le regioni orientali dell'Australia mettendo in ginocchio l'agricoltura e costringendo il governo ad intervenire con massicci sussidi, è venuta una settimana piogge di torrenziali, che hanno costretto all'evacuazione di migliaia di persone nel nord del Nuovo Galles del Sud e nel Queensland meridionale.
In un'alluvione fra le peggiori in 30 anni, due persone sono disperse, si teme travolte con la loro auto da un fiume in piena, e 6000 persone hanno dovuto lasciare la cittadina di Lismore rifugiandosi in terreno più elevato, quando il locale fiume Wilson ha rotto gli argini inondando la città. Diverse persone sono state tratte in salvo dopo essere state trascinate via dalle acque dei fiumi in piena.
Il premier del Nuovo Galles del sud Bob Carr, che oggi ha visitato Lismore, ha proclamato lo stato di disastro naturale, che prevede sussidi alle famiglie ed alle aziende colpite. Nella vicina Gold Coast l'aeroporto ha dovuto essere chiuso per allagamento delle piste, ed è stata chiusa al traffico la strada principale che la collega a nord con Brisbane.
Gli acquazzoni sono stati però ben accolti dalla Federazione nazionale agricoltori, poiché secondo il suo presidente Peter Corish "restituiranno fiducia alla comunità rurale" dopo anni di siccità. Ha aggiunto che anche se la siccità non può dirsi finita, se vi saraà ancora pioggia molti agricoltori potrebbero non aver più bisogno dell'assistenza governativa anti-siccità, annunciata dal governo solo poche settimane fa per un totale pari ad oltre 230 milioni di franchi svizzeri.
A beneficiare del ritorno della pioggia é in particolare la "cintura del grano" delle regioni sudorientali, dove è stato appena piantato il raccolto invernale. L'Australia è la seconda esportatrice di grano al mondo dopo gli Stati Uniti e la principale fornitrice di diversi paesi di Asia e Medio Oriente.