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Credit Suisse vede all'orizzonte utili meno consistenti: il numero due bancario elvetico punta su un rendimento dei fondi propri "oltre l'8%" nel 2019, contro il 10-11% indicato due anni or sono.
Per il 2020 è atteso circa il 10%, a fronte dell'11-12% pronosticato in precedenza. Una novità è prevista anche sul fronte degli investimenti: le centrali a carbone non saranno più prese in considerazione.
La redditività dipenderà fortemente dallo stato di salute dei mercati finanziari, spiegano i vertici dell'istituto in un comunicato diffuso oggi in occasione della giornata degli investitori, che si tiene a Londra. A medio termine rimane comunque confermato l'obiettivo di un rendimento del 12%.
Di fronte agli azionisti Credit Suisse si impegna peraltro a ridistribuire almeno il 50% dell'utile netto per quest'esercizio e per il prossimo. Viene pure ribadito il programma di riacquisto di azioni per 1,0-1,5 miliardi del 2019: una manovra analoga è prevista nel 2020. Inoltre il dividendo dovrebbe aumentare almeno del 5% all'anno. Tutto questo avverrà in un contesto di disciplina dei costi, assicura l'istituto guidato da Tidjane Thiam.
Per quanto concerne la stretta attualità la banca segnala un miglioramento degli affari nel quarto trimestre, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Gli ultimi tre mesi dell'anno sono comunque tradizionalmente più deboli degli altri a causa dei giorni festivi di dicembre, mette in guardia la società. Riguardo alle singole divisioni, il contesto dei tassi d'interesse negativi continua a pesare sull'unità svizzera.
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