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WUHAN - Potrebbe esserci un serpente all'origine dell'epidemia di coronavirus che sta colpendo la Cina e che tiene in apprensione anche il resto del mondo.
Lo riferisce il South China Morning Post che cita uno studio compiuto da alcuni ricercatori cinesi. L'affermazione è contrastata da parte della comunità scientifica locale ma, se confermata, potrebbe cambiare la comprensione di come si trasmettono e mutano certi agenti patogeni. Sarebbe poi la prima volta che un virus trasmesso da un serpente infetta e uccide l'uomo.
Lo studio in questione è stato pubblicato ieri sul Journal of Medical Virology. Vi hanno preso parte scienziati di Pechino, Nanning, Ningbo e Wuhan, la città dove tutto ha avuto origine. Sulla base dei dati a disposizione i ricercatori hanno ricostruito la struttura del virus, scoprendo che contiene una misteriosa proteina, che potrebbe essere il frutto di una ricombinazione genetica tra diverse specie animali.
La corrispondenza con il serpente - Il codice genetico del coronavirus è stato comparato svariate volte e si è scoperto che la corrispondenza maggiore è con due tipologie di serpenti: il cobra cinese e il bungaro fasciato, o bungaro di Taiwan. Entrambe le specie sono ampiamente diffuse sia nella Cina centrale che in quella meridionale. Il risultato del paragone è molto più alto di quello del mammifero che ha ottenuto il punteggio maggiore, ovvero la marmotta. «Le nostre ricerche suggeriscono che il serpente è la riserva virale più probabile tra gli animali selvatici» scrive il team di scienziati.
La trasmissione potrebbe essere avvenuta tramite l'ingestione delle carni del rettile. I serpenti sono un ingrediente molto comune della cucina cinese.
I dubbi - Gli scettici di questa teoria sostengono che le similitudini presentate dal team di ricerca non sono abbastanza solide per affermare senza ombra di dubbio che il coronavirus provenga da un serpente. Zheng Aihua, virologo dell'Istituto di zoologia di Pechino, sostiene che lo studio non ha considerato una serie di condizioni che influenzano i mutamenti e la sopravvivenza del virus. «È un'ipotesi interessante» ammette «ma che richiederebbe alcuni test sugli animali per essere verificata».
Il picco a marzo? - Il picco dell'epidemia potrebbe arrivare nel mese di marzo. Lo sostiene Yu Xiaohua, professore di economia attivo accademicamente in Germania. Il calcolo è basato su un modello matematico che considera quanto si è verificato tra il 2002 e il 2003 con la Sars: allora il maggior numero di casi arrivarono 90 giorni dopo l'iniziale diffusione dell'epidemia.
WUHAN - Potrebbe esserci un serpente all'origine dell'epidemia di coronavirus che sta colpendo la Cina e che tiene in apprensione anche il resto del mondo.