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Retribuzioni in calo nel 2011 per i top manager delle grandi aziende svizzere: stando al rapporto annuale pubblicato oggi dalla fondazione Ethos i membri della direzione e dei consigli di amministrazione delle 100 maggiori imprese quotate in borsa hanno guadagnato 1,54 miliardi di franchi, il 5% in meno del 2011.
Le buste paga più pesanti sono state osservate nel ramo farmaceutico: Joe Jimenez, CEO di Novartis, ha intascato 15,7 milioni, mentre 13,5 milioni sono andati al presidente del Cda dello stesso gruppo, Daniel Vasella. Al terzo posto si piazza il numero uno di Roche, Severin Schwan. Il manager più costoso del 2011, il presidente della direzione di Credit Suisse Brady Dougan, è invece sceso in classifica: la sua rimunerazione si è dimezzata a 5,8 milioni.
La gran parte delle paghe erano variabili, con i bonus che in media costituivano il 72%. Ethos valuta peraltro positivamente il fatto che sia diminuita la parte versata sotto forma di azioni.
La fondazione, che riunisce investitori attenti al buon governo di impresa, sottolinea come le aziende continuino peraltro ad essere assai parche nell'informazione sugli stipendi dei dirigenti: molte non vanno al di là di quanto richiesto dalla legge. La trasparenza è migliore laddove le assemblee generali possono votare a titolo facoltativo sulle remunerazioni.
La discussione sul tema si farà con ogni probabilità ancora più accesa nei prossimi mesi, quando il popolo sarà chiamato a votare sull'iniziativa contro le retribuzioni abusive dell'industriale sciaffusano Thomas Minder. A titolo di confronto, lo stipendio mediano in Svizzera nel 2010 (ultimo dato disponibile) era di 5979 franchi al mese, pari a 71'748 franchi all'anno. Per guadagnare quanto incassato dal numero uno di Novartis un cittadino elvetico "medio" deve quindi lavorare per 219 anni. In Ticino, dove le busta paga sono più leggere (5076 franchi al mese), i tempi si allungano a 258 anni.