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Il diritto svizzero in materia di sanzioni non sarà modificato. Dopo il "no" del Parlamento a sanzioni autonome - e quindi ad un cambio di paradigma - il Nazionale ha respinto nelle votazioni finali oggi, venerdì, anche restanti modifiche minori.
La Camera del popolo si è così pronunciata, sullo sfondo di un'insolito allineamento fra UDC e sinistra, con 118 voti contro 70 e 5 astensioni. Del tutto ininfluente è il fatto che, sempre oggi, gli Stati abbiano invece approvato il progetto finale senza opposizioni: col "no" del Nazionale, la revisione di legge è affossata.
Piuttosto tortuoso era risultato, negli scorsi mesi, l'approccio del Parlamento al dossier. Il Nazionale, infatti, voleva in un primo momento che il Governo potesse disporre sanzioni autonome contro persone ed entità, come le imprese, implicate in gravi violazioni del diritto umanitario e dei diritti umani. Gli Stati hanno però respinto questa posizione e solo ieri, giovedì, il Nazionale si era allineato alla Camera dei cantoni contro la volontà della sinistra.
Per parte loro i democentristi hanno a più riprese ribadito le loro critiche sulla ripresa delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia. Chiedono quindi di attenersi ad una neutralità integrale e mettono in discussione la reale efficacia delle sanzioni.
La Confederazione potrà quindi continuare a riprendere unicamente sanzioni pronunciate dalle Nazioni Unite, dall'UE o dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Esse vengono applicate in base alla legge federale sugli embarghi (LEmb).
- RG 12.30 del 30.09.2022 - Il servizio di Gian Paolo Driussi