Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/17895

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è disposto, come già dimostrato, a intervenire affinché le grandi fusioni non provochino conseguenze insostenibili sul piano sociale. Esso è tuttavia convinto che l'imposizione di oneri e vincoli legali si rivelerebbero generalmente controproducenti e pertanto vi rinuncia.</p><p>Un'estensione della legge sui cartelli (LCart) nel senso indicato dalla mozione sarebbe chiaramente in contraddizione con uno dei principi basilari dell'ultima revisione di detta legge. Essa non corrisponde dunque neppure alle intenzioni del Consiglio federale. A tale proposito, il Consiglio federale rinvia anche al parere espresso nella mozione Gross Jost (97.3657).</p><p>Lo scopo e l'obiettivo della riforma della legge sui cartelli (LCart) consistevano nell'eliminare, in occasione dell'esame delle concentrazioni da parte della Commissione della concorrenza, i criteri di natura non concorrenziale, lasciandone la valutazione al Consiglio federale. La possibilità di fare appello al Consiglio federale è inoltre prevista, secondo la legge sui cartelli, soltanto se una restrizione alla concorrenza o una concentrazione di imprese è stata dichiarata illecita a conclusione di un esame da parte della Commissione della concorrenza (art. 8 e 11 LCart). Il Consiglio federale non è dunque l'autorità preposta alle autorizzazioni, ma può solo intervenire, al fine di garantire un ordine economico liberale, quando una restrizione alla concorrenza o una concentrazione di imprese è stata vietata sulla base di criteri di natura non concorrenziale. In particolare, esso non è abilitato a dettare norme di comportamento alle imprese, a vietare una fusione o ad autorizzarla vincolandola a condizioni e oneri quando la Commissione della concorrenza l'ha giudicata lecita sotto l'aspetto della concorrenza. Un'estensione del diritto in materia di concorrenza come proposta nella mozione sarebbe dunque chiaramente in contraddizione con uno dei principi basilari della legge sui cartelli.</p><p>La base legale chiesta dalla mozione sarebbe peraltro impraticabile in quanto incompatibile con il sistema del controllo preventivo istituito recentemente, secondo il quale le fusioni devono essere annunciate prima della loro esecuzione e non possono essere portate a termine durante la procedura. Essa si tradurrebbe in ritardi onerosi e in un'inammissibile incertezza di diritto di cui le aziende in questione farebbero le spese.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.