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La Svizzera chiede che vengano fissati "standard" per la protezione dei dati delle persone che beneficiano dell'aiuto umanitario in modo da evitare che vengano usati per altri scopi.
Aprendo la Conferenza della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, oggi a Ginevra, Ignazio Cassis ha invitato al dialogo e all'innovazione per promuovere l'azione umanitaria.
Le nuove tecnologie consentono di "fare di più e meglio per sostenere le persone colpite da conflitti e catastrofi", ha dichiarato il consigliere federale. Esiste però il rischio che i dati dei beneficiari dell'assistenza umanitaria vengano utilizzati con altre finalità.
Fra i sei progetti di risoluzione che saranno in discussione, uno chiede di garantire la protezione nel contesto del ripristino dei legami familiari. I Paesi dovrebbero riconoscere che tali dati personali possono essere utilizzati solo per scopi umanitari e non per controlli alle frontiere o altro. Gli stati firmatari delle Convenzioni di Ginevra dovrebbero inoltre impegnarsi a non esigere l'accesso a tali informazioni.
La conferenza - che riunisce il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), i membri della Federazione internazionale delle Società nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR) e gli Stati firmatari delle Convenzioni di Ginevra - è un'opportunità per "fissare gli standard" essenziali per garantire la fiducia nelle organizzazioni umanitarie, ha detto Cassis.
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