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PECHINO - Con i poteri rafforzati del suo segretario generale Xi Jinping, sempre più "core leader" e con nuove sfide, il 19/mo congresso del Partito comunista cinese chiuderà domani i lavori con un nuovo Comitato centrale pronto a nominare il Politburo e soprattutto il suo Comitato permanente.
In attesa della riunione del primo plenum di mercoledì e delle ufficializzazioni dei nomi, tra indiscrezioni che vogliono anche l'esclusione dall'organo ristretto a 7 della cosiddetta "sesta generazione" e l'assenza della designazione di un "delfino", l'attenzione della cerimonia finale sarà rivolta alla verifica sul nome di Xi, elevato o meno allo stesso livello di Mao Zedong e di Deng Xiaoping.
Data per certa l'adozione degli emendamenti alla costituzione del Partito basati sul suo contributo ("Riflessioni sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era", anche oggetto di studio nelle scuole), sarà importante capire l'annotazione o meno anche del suo nome a fianco: se ci sarà, la sua influenza sul Pcc, come i "grandi del passato", è destinata a durare per molti anni, a prescindere dalle cariche ricoperte.
Xi, nelle 32'000 parole del testo letto all'apertura del congresso, ha affermato che il Partito sta entrando in una "nuova era" del "socialismo con caratteristiche cinesi" puntando a fare della popolazione più numerosa del pianeta "un grande e moderno Paese socialista" e la "realizzazione del sogno cinese" per la metà del secolo, intorno al 2050, con un passaggio intermedio al 2035, anno di completamento tra l'altro di "forze armate moderne" e di grande prestigio internazionale.
Nei sei giorni di lavori finora tenuti, tra panel, conferenze stampa e discussioni "aperte" delle delegazioni, tutti, inclusi gli attuali componenti del Comitato permanente, hanno espresso lealtà alla leadership del segretario generale. "Le riflessioni sono l'ultima conquista nell'adattare il Marxismo al contesto cinese e sono un'importante parte del sistema di teorie sul socialismo con caratteristiche cinesi", ha affermato ad esempio il premier Li Keqiang, parlando a un evento.
Una sintesi delle sfide nella "nuova era" di Xi sono emerse nelle sessioni a latere: ad esempio, in quella "finanziaria" di giovedì, il governatore della Banca centrale Zhou ha puntato i rischi dell'improvviso collasso dei prezzi degli asset ("momento di Minsky", teorizzato dall'economista Hyman Minsky), mentre i livelli di debito delle imprese sono relativamente alti e il debito delle famiglie sta salendo velocemente.
Sull'ambiente, tra i temi di maggior malumore popolare, la Cina combatterà con decisione per l'obiettivo "intermedio" al 2035 di qualità dell'aria di 35 microgrammi di particelle Pm2.5 per metro cubo, ha assicurato il ministro dell'Ambiente Li Ganjie. Nel 2016 la media di Pechino, impegnata a scendere a 60, è stata di 73 microgrammi per metro cubo, e l'Organizzazione mondiale della sanità "consiglia" un tetto a quota 10.
Sull'occupazione, altra spina della transizione economica, la Cina necessita di creare 15 milioni di posti di lavoro annui e di dare un forte sostegno alle imprese, ha stimato il ministro del Lavoro, Yin Weimin.
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