Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/233366

<h2>SubmittedText<h2><p>I centri federali d'asilo servono a eseguire in maniera rapida ed efficiente le procedure d'asilo. Sono favorevole a procedure il più celeri possibili, ma nutro adeguati dubbi quanto al rigido piano di alloggio. Con 5000 posti è creata una capacità fissa, indipendente dalle esigenze effettive, laddove la realtà mostra un numero di domande soggetto a forti oscillazioni. </p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. Qual è l'attuale tasso di occupazione dei centri federali d'asilo? Quanti posti sono disponibili e quanti sono occupati? A quanto ammontano i costi di esercizio? </p><p>2. Osservando l'andamento delle domande d'asilo negli ultimi 10 anni, si constatano oscillazioni considerevoli: il numero totale di persone in procedura d'asilo è infatti passato da un minimo di 36 788 persone nel 2010 a un massimo di 68 310 nel 2016, per ridiscendere a 55 638 nel 2020. Non dovrebbe di conseguenza essere flessibile anche il numero di posti così da poter essere adeguato al numero di domande d'asilo? </p><p>3. Conformemente all'ordinanza 2 sull'asilo, la Confederazione reagisce a un calo delle domande chiudendo centri, partecipando tuttavia a determinati costi dei Cantoni in caso di chiusura temporanea di centri. Non sarebbe invece più sensato basare la pianificazione in linea di massima su un numero inferiore di domande, approntando quindi meno centri e posti, e limitarsi a prevedere un piano di potenziamento in caso di aumento? </p><p>4. Alla luce della situazione attuale, il Consiglio federale non potrebbe prendere in considerazione un blocco temporaneo dell'ampliamento dei centri federali d'asilo, perlomeno laddove le procedure di costruzione non sono ancora a uno stadio avanzato? Sarebbe opportuno un cambio di rotta, eseguendo i preparativi soltanto in misura da poter reagire in maniera relativamente rapida in caso di mutamento della situazione? </p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a decretare uno stop riguardo ai centri federali d'asilo, eventualmente anche a congelare o diminuire gli investimenti in modo da reagire all'attuale mutata situazione e far fronte in maniera adeguata alle nuove sfide? </p><p>6. Un centro federale d'asilo implica regolarmente anche un certo onere per i dintorni e gli abitanti della zona. Non sarebbe questa l'occasione per basarsi su un numero minore di sedi e quindi sgravare pure le regioni interessate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nei centri federali d'asilo (CFA) sono attualmente disponibili circa 5000 posti, di cui ne possono essere effettivamente utilizzati circa 3900 a causa delle misure adottate per far fronte al COVID-19. Al momento è occupato circa il 75 per cento dei posti (stato al 31 gennaio 2022). Nel 2021 il tasso di occupazione è oscillato tra il 45 e il 95 per cento. Va notato che le capacità sono esaurite prima di arrivare a un'occupazione del 100 per cento (necessità di mantenere posti liberi per nuovi arrivi e ripartizione delle camere per gruppi specifici). Il budget per i costi di esercizio dei CFA è stato pari a 227 milioni di franchi per il 2021, mentre per il 2022 sono preventivati circa 234 milioni di franchi.</p><p>2. Per esperienza, il numero delle domande d'asilo è soggetto a forti fluttuazioni non soltanto annuali, bensì anche stagionali. Mentre le domande d'asilo possono quindi aumentare in maniera repentina, le strutture di alloggio non possono essere approntate in tempi altrettanto rapidi o potrebbero esserlo soltanto con costi elevati. A causa della procedura di costruzione, compresa quella di approvazione dei piani, possono trascorrere fino a cinque anni prima che un CFA possa entrare in funzione. Se rinuncia ora a una parte dei posti, la Confederazione non sarà in grado di metterli a disposizione in tempo in caso di aumento delle domande d'asilo.</p><p>3. Nel caso in cui preveda un'esigua occupazione dei CFA, per risparmiare costi la SEM riduce immediatamente il personale addetto all'assistenza e alla sicurezza. Se la sottooccupazione è duratura, alcuni CFA sono chiusi temporaneamente o definitivamente. In tal modo i costi di esercizio sono ridotti ulteriormente, ma, in caso di necessità, i posti di alloggio sono di nuovo disponibili in tempi rapidi. Altrimenti, in caso di aumento delle domande d'asilo i richiedenti l'asilo andrebbero attribuiti ai Cantoni in tempi più rapidi e a un precedente stadio procedurale, il che rallenterebbe le procedure d'asilo e l'esecuzione degli allontanamenti e provocherebbe un aumento dei costi.</p><p>4 + 5. I nuovi CFA previsti e già autorizzati dal Parlamento sono necessari a sostituire le attuali soluzioni transitorie, limitate nel tempo. Uno stop provvisorio alla costruzione dei CFA avrebbe inoltre importanti ripercussioni finanziarie: in caso di mancata realizzazione di sedi concordate in maniera vincolante, la Confederazione dovrebbe onorare i suoi impegni contrattuali o pagare una penale. Oltre a ciò, gli investimenti milionari già effettuati sarebbero persi e andrebbero smantellati i progetti iniziati, con i corrispondenti costi.</p><p>6. In occasione delle due conferenze nazionali sull'asilo del 2013 e del 2014, i Cantoni, i Comuni e la Confederazione hanno concordato di mettere a disposizione 5000 posti di alloggio in diverse regioni. Se si riducesse il numero di CFA, occorrerebbe potenziare la capacità dei CFA operativi per avere a disposizione un numero sufficiente di posti per la procedura celere. Tuttavia, per motivi architettonici e/o politici non è sempre possibile potenziare le capacità di un CFA. E se fosse possibile, occorrerebbe dapprima far approvare le misure edili e assumere gli elevati costi risultanti. Inoltre, non sarebbe più possibile rispettare una equa ripartizione degli oneri tra i Cantoni e le regioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.