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I sindacati si sono mobilitati oggi a Ginevra per difendere il diritto di sciopero, la cui esistenza sarebbe attualmente messa in causa dai datori di lavoro in seno all'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO).
Hanno aderito a Ginevra alla Giornata di azione mondiale per la difesa del diritto di sciopero, decretata dalla Confederazione sindacale internazionale (CSI), la Comunità ginevrina di azione sindacale, il Cartello intersindacale del personale del Cantone, l'Unione sindacale svizzera (USS) e le associazioni del personale delle organizzazioni internazionali.
Malgrado il diritto di sciopero sia riconosciuto nella Costituzione, in Svizzera i militanti sindacali non sono sufficientemente protetti contro i licenziamenti, denuncia l'USS. Secondo il sindacato, i datori di lavoro tendono a infrangere questo diritto fondamentale nel quadro delle loro ristrutturazioni.
In seno all'ILO - affermano peraltro i sindacati - i datori di lavoro rifiutano da due anni di riconoscere che il diritto di sciopero è garantito dalla convenzione 87 dell'Organizzazione e bloccano i lavori della Commissione dell'applicazione delle norme. A quest'azione parteciperebbe anche la Svizzera.
In marzo, il Consiglio di amministrazione dell'ILO dovrà pronunciarsi sulla risoluzione del conflitto, che paralizza il suo meccanismo di controllo dal 2012. Qualora un accordo non dovesse essere raggiunto, i lavoratori hanno intenzione di rivolgersi alla Corte internazionale di giustizia, allo scopo di ottenere un parere consultivo sulla questione, come prevede la Costituzione dell'ILO.
Per protestare contro la situazione, alcune decine di sindacalisti e di rappresentanti del personale delle organizzazioni internazionali hanno inscenato una dimostrazione davanti alla sede delle Nazioni Unite. Un altro raduno è previsto in serata a Ginevra davanti alla sede della Federazione delle imprese romande (FER).
SDA-ATS