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Trenta importanti aziende di moda hanno lanciato venerdì una coalizione per ridurre l’impatto ambientale delle loro attività. L’accordo, che verrà ufficializzato durante il G7 di Biarritz, propone di eliminare in un decennio le plastiche monouso e ridurre al minimo le emissioni di CO2 entro il 2050. Tra i marchi che sottoscriveranno l’intesa proposta dal gruppo Kering aderiranno, tra le altre, H&M, Nike, Adidas, Armani, Chanel e Zara.
Le case di moda sono considerate tra le industrie più inquinanti al mondo – si pensi, ad esempio, ai pesticidi utilizzati per produrre il cotone o ai prodotti chimici per tingere i tessuti. Sono inoltre ritenute responsabili del 20% degli scarichi di acque reflue e del 10% delle emissioni di CO2 a livello mondiale.
"Non si tratta soltanto di vendere utilizzando sempre più energie rinnovabili", ha dichiarato Pierre Cannet di WWF Francia - "Dobbiamo rivedere il modello, ridurre la produzione, realizzare capi che possano essere utilizzati più a lungo, che non emettano microplastiche quando vengono lavati e vengano prodotti in modo sostenibile", ha concluso Cannet. Anche il riciclaggio è menzionato nello statuto: aziende come H&M hanno avviato operazioni di riciclaggio, ma esistono ancora evidenti ostacoli tecnologici ed economici che impediscono la rigenerazione dei tessuti.