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<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito del dibattito del Consiglio nazionale sulla strategia energetica si è affermato che, secondo uno studio dell'UFE intitolato "Rentabilität der bestehenden Wasserkraft" (redditività delle attuali centrali idroelettriche), due terzi degli impianti sono ammortizzati e potrebbero produrre a costi competitivi a meno di 6 centesimi. Da una parte questi calcoli riflettono solo in misura limitata la struttura dei costi delle centrali elettriche e dall'altra non tengono conto delle conseguenze economiche dell'apertura del mercato dell'energia elettrica. La liberalizzazione totale prevista dal Consiglio federale per il 2018 non solo comporterebbe una diminuzione dei prezzi di mercato dell'energia elettrica, ma anche numerosi passaggi di piccoli clienti a fornitori meno costosi. La valutazione delle prospettive future delle centrali idroelettriche in Svizzera rappresenta sia per la politica che per i gestori degli impianti una base importante per la valutazione delle future scelte politiche. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide il parere secondo cui la strategia energetica 2050 e la liberalizzazione totale del mercato richiedano una visione globale delle conseguenze economiche per le centrali idroelettriche svizzere?</p><p>2. Condivide il parere secondo cui gli studi disponibili non siano sufficienti per una valutazione delle conseguenze economiche della strategia e della liberalizzazione totale del mercato dell'energia elettrica per le centrali idroelettriche esistenti?</p><p>3. È disposto nei prossimi mesi a fornire i fatti e le cifre necessari affinché il mondo politico ed economico, i cantoni, le associazioni e l'opinione pubblica possano farsi un'idea realistica e completa delle prospettive future delle centrali idroelettriche in Svizzera?</p><p>4. Quali misure prevede il Consiglio federale per mitigare un peggioramento delle difficili condizioni quadro delle centrali idroelettriche esistenti, quale conseguenza della strategia energetica 2050 e della liberalizzazione totale del mercato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito della gestione dell'energia idroelettrica è importante che la redditività sia assicurata in base a una media calcolata su diversi decenni. Negli ultimi dieci anni il settore elettrico ha registrato alcuni anni con utili elevati, anche grazie alle centrali idroelettriche. Attualmente queste ultime si trovano a dovere affrontare alcune sfide di tipo economico. Diversi fattori concorrono a tenere basso in Europa il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica: calo della domanda di elettricità per ragioni legate alla congiuntura, capacità in eccesso nelle centrali elettriche, migliore efficienza energetica, prezzo basso dei certificati CO2 e sovvenzioni per le energie rinnovabili in Europa e ora anche per le centrali nucleari in Gran Bretagna. La Svizzera non può esercitare nessun influsso su questi sviluppi.</p><p>1./2. Il Consiglio federale ritiene che le informazioni disponibili siano sufficienti per definire gli indirizzi di politica energetica. Nel quadro della strategia energetica 2050, l'Ufficio federale dell'energia (UFE), tra l'altro su mandato della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N), ha realizzato diversi studi e rapporti sulla redditività delle centrali idroelettriche (<a href="http://www.energiestrategie2050.ch">www.strategiaenergetica2050.ch</a> -&gt; Studi sui grandi impianti idroelettrici). La redditività è stata calcolata caso per caso, in base ai prezzi di mercato attuali e/o previsti; la liberalizzazione totale del mercato dell'energia elettrica è quindi rappresentata nei calcoli. L'analisi ha evidenziato che, alle attuali condizioni di mercato, non vale la pena investire in nuove centrali o procedere a un considerevole ampliamento o rinnovo dei grandi impianti. È inoltre emerso che è possibile continuare a gestire in maniera redditizia buona parte delle attuali centrali idroelettriche. Lo studio del Politecnico federale di Zurigo commissionato dall'UFE "Kostenstruktur und Kosteneffizienz der Schweizer Wasserkraft" (consultabile tramite il link summenzionato, solo in tedesco) presenta un quadro analogo.</p><p>Gli effetti economici della seconda fase di liberalizzazione del mercato sono stati esaminati in un rapporto del mese di febbraio 2013 ("Strommarktliberalisierung - zweiter Marktöffnungsschritt - Analysen zu den Auswirkungen eines zweiten Marktöffnungsschrittes"; consultabile all'indirizzo <a href="http://www.bfe.admin.ch">www.ufe.admin.ch</a>/Temi &gt; Approvvigionamento elettrico &gt; Legge sull'approvvigionamento elettrico &gt; Hintergrundstudien Strommarktöffnung, solo in tedesco ). A partire dal 2018 i clienti del servizio universale avranno la possibilità di scegliere liberamente il proprio fornitore. I produttori di energia elettrica saranno esposti alla concorrenza anche in questo settore e non potranno più vendere la loro produzione a prezzi di costo garantiti. Di conseguenza, il prezzo della sola energia elettrica quale parte del prezzo al consumatore finale dovrebbe tendenzialmente allinearsi ai prezzi di mercato. È difficile stimare quale sarà l'evoluzione di questi ultimi in Svizzera e all'estero. I principali fattori che influiscono su tali prezzi sono l'evoluzione del tasso di cambio, lo sviluppo economico e quindi quello della domanda di elettricità nell'UE, la politica energetica e quella climatica (sovvenzionamento delle energie rinnovabili, abbandono dell'energia nucleare, prezzi del CO2, ecc.).</p><p>Le esperienze in diversi Paesi europei mostrano che il piccolo consumatore non tiene conto soltanto del prezzo quando si tratta di scegliere il fornitore di energia elettrica, ma anche della consuetudine, del servizio e dell'orientamento alla clientela.</p><p>3. In linea di massima la Confederazione dispone solamente di cifre e fatti che le aziende pubblicano nei loro rapporti di gestione. Le citate analisi relative all'energia idroelettrica si basano su dati che vengono pubblicati nei rapporti di gestione oppure messi a disposizione su richiesta dagli esercenti delle centrali elettriche e/o dai cantoni in qualità di proprietari degli impianti. Gli studi forniscono un quadro momentaneo della situazione e non hanno la pretesa di delineare la possibile evoluzione futura del settore. Il Consiglio federale ritiene che i dati messi a disposizione dalle aziende elettriche per gli studi e i rapporti siano affidabili. A suo avviso, gli elementi di valutazione forniti dalle analisi summenzionate, dalle prospettive energetiche 2050 e dagli studi relativi agli effetti della strategia energetica 2050 e della seconda tappa dell'apertura del mercato sono sufficienti ai fini della politica energetica e quindi per il settore dell'energia idroelettrica.</p><p>4. La liberalizzazione totale del mercato dell'energia elettrica non è ancora avvenuta e il primo pacchetto di misure della strategia energetica 2050 non è ancora stato posto in vigore. Sarebbe quindi errato attribuire alla Confederazione le ragioni della difficile situazione in cui versa il settore idroelettrico. Piuttosto la Confederazione punta su questo settore: nell'ambito della strategia energetica 2050 il Consiglio federale ha proposto, ad esempio, alcuni obiettivi di potenziamento per le centrali idroelettriche svizzere. Inoltre, nella sessione invernale 2014, il Consiglio nazionale ha deciso, sulla base delle analisi summenzionate, di promuovere, oltre ai piccoli impianti, anche nuove grandi centrali idroelettriche nonché l'ampliamento e il rinnovo considerevoli di queste ultime. Inoltre ha approvato la mozione CAPTE-N 14.3668, "Normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua dopo il 2019", nella quale si chiede al Consiglio federale di elaborare rapidamente la nuova normativa, prevista nella legge sulle forze idriche (LUFI; RS 721.80) dopo il 2019 e di rendere possibile una flessibilizzazione del sistema. A seconda del regime instauratosi, il settore ne trarrebbe beneficio.</p><p>In vista della possibile stipula di un accordo sull'energia elettrica con l'UE, con l'introduzione di nuove misure occorre evitare una normativa incompatibile con quella dell'UE. Il sostegno al settore idroelettrico attuale potrebbe risultare problematico in considerazione delle norme sugli aiuti di Stato dell'UE. Questi aspetti richiedono un'analisi approfondita.</p>  Risposta del Consiglio federale.