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«Carissima Anna Maria, quando, come ti arriverà questa mia? Gli avvenimenti sono precipitati ieri sera, siamo oggi tagliati da voi, per quanto tempo? Avremo veramente un campo di battaglia in Italia? Tutte le mie previsioni ottimistiche devono veramente cadere? […] Si spara di quando in quando in città. Naturalmente non si riesce a chiudere occhio. Tutto il tempo alla finestra. Giacomo dall’alto della torre mi dice dove si svolgono i combattimenti. Specialmente verso Ostia dietro a San Paolo e verso Abano. Che terribile notte di ansia: e l’armistizio doveva portare la fine delle ostilità, però era necessario e Badoglio ha avuto fortunatamente il coraggio di farlo» (Carlo ad Anna Maria, 9 settembre 1943)
La firma tra il generale italiano Giuseppe Castellano, in abito scuro, e il generale americano Walter Bedell Smith, seduto al tavolo.
Stretto a Cassibile (Sicilia) il 3 agosto 1943, il patto di armistizio tra l’Italia e i paesi alleati sarebbe stato divulgato cinque giorni più tardi con un celebre proclama del maresciallo Badoglio e un comunicato radio del generale Eisenhower. Con quella firma si inaugurò di fatto l’ostilità tra Germania e Italia, che da paese amico divenne un territorio occupato dai nazisti.