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LOSANNA - Il divieto di discriminazione in base al sesso, sancito dalla legge sulla parità, non si applica all'orientamento sessuale. Lo ha stabilito il Tribunale federale respingendo il ricorso di un uomo che sarebbe stato, a suo dire, scartato per un posto di lavoro nell'esercito a causa della sua omosessualità.
Nel 2015 l'interessato ha terminato un lavoro a tempo determinato per l'Aggruppamento Difesa (il settore del DDPS che comprende lo Stato maggiore dell'esercito, il Comando Operazioni, la Base logistica dell'esercito, la Base d'aiuto alla condotta e il Comando Istruzione). Il ricorrente era comandante di unità e istruttore. Prima della scadenza del suo incarico, si era candidato per lo stesso posto a tempo determinato, ma non è stato riassunto e ritiene di essere stato discriminato perché omosessuale.
L'esercito ha giustificato invece la decisione affermando che l'incarico non sarebbe stato prorogato. L'Aggruppamento Difesa nega che vi sia stata discriminazione. L'istruttore si è quindi rivolto al Tribunale amministrativo federale per ottenere una decisione formale, ma è stato sconfessato.
I giudici di Mon Repos, confermando la precedente sentenza, sottolineano che i candidati a un posto di lavoro nella Confederazione non hanno generalmente il diritto di ricorso nel caso vengano scartati. È prevista un'eccezione solo quando le persone interessate denunciano una discriminazione in base alla legge sulla parità dei sessi (LPar). Le disposizioni stabiliscono che esiste una discriminazione diretta quando una persona viene trattata in modo diverso a causa del suo sesso o se per un determinato impiego viene richiesto un criterio che può essere soddisfatto solo da un uomo o solo una donna.
Secondo il Tribunale federale, le persone omosessuali non possono avvalersi della legge sull'uguaglianza per denunciare una discriminazione in base all'orientamento sessuale. L'omosessualità infatti non è caratteristica di genere, poiché riguarda sia gli uomini che le donne. Sarebbe diverso se persone di un determinato sesso fossero esclusivamente o prevalentemente discriminate a causa della loro omosessualità, conclude l'Alta Corte.