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Un gruppo di lavoro sta studiando soluzioni per usi alternativi di questo materiale, conservato nei magazzini della farmacia dell’Esercito
Circa 180 milioni di mascherine, per un valore di circa 130 milioni di franchi, sono conservati nei magazzini della farmacia dell’Esercito. Quest’anno ne scadranno quasi 140 milioni. Un gruppo di lavoro sta cercando soluzioni per usi alternativi.
La notizia divulgata oggi dalla SonntagsZeitung è confermata dalle cifre che l’Esercito ha fornito all’agenzia di stampa Keystone-Ats. "Anche se il materiale protettivo raggiunge la sua data di scadenza, si cercano possibilità alternative per un altro uso o, se possibile, per estendere la data di scadenza", scrive l’esercito.
La Confederazione sta cercando di vendere le mascherine acquistate in occasione della pandemia di Covid-19 a prezzi di mercato. Quelle ormai inutilizzabili invece vengono smaltite. Al momento non esiste una stima del numero di pezzi che dovrà essere distrutto quest’anno.
Finora la Confederazione ha dovuto smaltire 2,2 milioni di mascherine chirurgiche e Ffp2 per un valore di 1,13 milioni di franchi perché scadute. Queste mascherine erano destinate all’uso da parte delle truppe. Dato che la merce era già stata consegnata una volta, ha dovuto essere distrutta conformemente al regolamento, ha dichiarato l’esercito.
La farmacia dell’Esercito ha richiamato e distrutto anche nove milioni di mascherine come misura precauzionale a causa di una sospetta contaminazione da muffe. La merce risale all’epoca dell’influenza aviaria. All’epoca furono acquistati circa 30 milioni di mascherine.
Secondo l’Esercito, le maschere hanno generalmente una durata di vita compresa tra i due e i cinque anni. I materiali sono soggetti a un invecchiamento, per cui con il tempo gli elastici diventano fragili e la capacità di filtrazione diminuisce.
L’Esercito non è stato in grado di fornire indicazioni su quante mascherine protettive con data di scadenza al 2023 potrebbero essere riciclate o riutilizzate.