Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01139.jsonl.gz/522

Comunicato stampa dell'associazione per multinazionali responsabili
In poche settimane, migliaia di persone hanno accettato di continuare a sostenere finanziariamente il lavoro politico dell'associazione al fine di stabilire una legge vincolante in Svizzera sulla responsabilità delle multinazionali. Sempre più stati europei obbligano le loro multinazionali a rispettare i diritti umani - come la Germania e la Norvegia la settimana scorsa: ora la Svizzera deve seguire l'esempio.
A metà marzo, l'associazione "iniziativa per multinazionali responsabili" aveva deciso di continuare la sua campagna in favore di una legge vincolante in Svizzera sulla responsabilità delle multinazionali. A seguito del successo del crowdfunding, l'associazione ha completato ieri la sua fase di trasformazione e ha posto le basi per il suo lavoro futuro. I suoi statuti sono stati adattati e il suo nome è stato cambiato in "associazione per multinazionali responsabili". È stato anche eletto un nuovo comitato: metà dei suoi membri sono rappresentanti delle organizzazioni membro e metà sono personalità indipendenti provenienti da vari settori della società civile:
Chantal Peyer (Pain pour le Prochain), Laurent Matile (Alliance Sud), Sylvia Valentin (terre des hommes suisse) e Annina Aeberli (Bruno Manser Fonds) rappresenteranno le organizzazioni membro dell'associazione. L'ex consigliere di Stato Dick Marty, l'ex consigliere nazionale Dominique de Buman, l'esperta di comunicazione Isabelle Bamert e l'imprenditore Dietrich Pestalozzi rappresenteranno la società civile.
Urgenza di agire
“È un po' paradossale”, dice Dominique de Buman. "Nonostante la maggioranza della popolazione svizzera abbia votato a favore dell'iniziativa per multinazionali responsabili e diversi stati europei abbiano consecutivamente introdotto leggi per obbligare le multinazionali a rispettare i diritti umani, il Consiglio federale continua a seguire ciecamente gli interessi di queste stesse imprese.” De Buman si riferisce all'ordinanza del Consiglio federale sul controprogetto, sul quale l'associazione per multinazionali responsabili prenderà presto posizione.
“È inaccettabile che delle multinazionali come Glencore possano continuare a far spostare popolazioni o ad avvelenare interi territori dalla Svizzera senza che questo comporti delle conseguenze”, commenta Chantal Peyer. “Grazie all'enorme sostegno della popolazione, possiamo mantenere la pressione sulla sfera politica anche dopo il voto."
Per conoscere gli obiettivi della nuova associazione per multinazionali responsabili, clicca qui : https://initiative-multinationales.ch/objectifs/