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BERNA - Tutti i membri del PPD, e non soltanto i delegati in novembre, devono potersi esprimere su un eventuale cambiamento di nome del partito che potrebbe abbandonare il riferimento cristiano presente nella denominazione in francese (Parti démocrate-chrétien) e tedesco (Christlichdemokratische Volkspartei), ma non in italiano.
Lo ha stabilito questa settimana la direzione della formazione politica, che ha cambiato idea rispetto ai piani originari, decidendo di far votare per la prima volta della sua storia tutti gli affiliati.
Una decina di giorni fa, commentando i risultati di un sondaggio sul futuro nome del partito eseguito dall'istituto di ricerca gfs.bern, il presidente del PPD, Gerhard Pfister, aveva detto che la formazione avrebbe provato a invertire la rotta con un nuovo nome e un'alleanza con il Partito borghese democratico (PBD) facendo votare i delegati il prossimo 14 novembre, se possibile su entrambi i punti.
Ora, come indica una nota odierna del partito, la decisione di far votare tutti i membri prima dell'assemblea dei delegati. I risultati della consultazione interna saranno vincolanti per tutti gli organi del PPD. Per quanto riguarda l'alleanza col PBD, una decisione deve essere adottata prima dello scadere del 2020, una volta noti i risultati della votazione interna.
Sul tavolo la questione principale è quella legata al nome: numerosi elettori vorrebbero stralciare il riferimento cristiano - la famosa "C" - presente nella sua denominazione in francese e tedesco. Il dilemma se fare a meno del referente cristiano occupa da anni il Partito popolare democratico svizzero.
Due settimane fa il Blick aveva anticipato i risultati parziali del sondaggio, che indicavano una maggioranza degli iscritti al PPD favorevoli al cambio di nome. Secondo il responsabile di gfs.bern Lukas Golder, la "C" nel nome è un handicap per il partito e l'associazione al cristianesimo non aiuta, soprattutto gli elettori all'esterno del partito.
I membri del PPD intervistati, tuttavia, sono meno consapevoli di questa percezione esterna molto critica. Secondo Golder, il sondaggio ha mostrato che il 40% dei membri del PPD vuole chiaramente un riferimento cristiano, che sia presente anche nel nome.
La direzione della formazione politica ha proposto ai suoi affiliati una serie di varianti, una ventina, come "CVP. Die Mitte", "Allianz der Mitte" oppure "Demokratische Volkspartei". Nel sondaggio, il nome "Die Mitte" è stato giudicato il più attraente tra i nuovi nomi proposti. I non membri del partito, invece, hanno favorito "Libertà e solidarietà" come nuovo nome.