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BERNA - Non va concesso alcun contributo finanziario supplementare a quegli allevatori che decidono di non tagliare le corna agli animali, siano essi capre, mucche o tori. È quanto pensa il Consiglio nazionale che con 108 voti contro 42 e 33 astenuti ha bocciato l'iniziativa popolare "per vacche con le corna".
L'iniziativa è stata promossa dalla comunità di interessi "Hornkuh" (vacca cornuta) del contadino di origine grigionese e residente a Perrefitte (BE) Armin Capaul. Il testo chiede che gli agricoltori vengano indennizzati per i costi supplementari che devono sobbarcarsi se lasciano crescere le corna ai loro animali.
Oggi in Parlamento molti consiglieri nazionali hanno lodato la caparbietà di Capaul sottolineando come sia difficile raccogliere le 100'000 firme necessarie alla riuscita di una iniziativa popolare. Simpatia nei confronti della sua proposta sono state espresse sia da sinistra (soprattutto), ma anche da destra.
In molti hanno però evidenziato come il problema sollevato dal grigionese non abbia posto nella Costituzione. Questioni di questo tipo vanno risolte a livello di legge, ha sostenuto Markus Ritter (PPD/SG). I promotori dell'iniziativa hanno fatto di tutto per far passare le loro idee, senza successo, e neanche la possibilità di un controprogetto è stata loro accordata, ha replicato Silva Semadeni (PS/GR). Questo spiega perché si è arrivati alla situazione attuale, ha aggiunto.
Oggi, in Svizzera, nove mucche su dieci non hanno più le corna. La principale ragione che incita gli allevatori a privare gli animali di simili protuberanze è il timore che le bestie si feriscano tra loro oppure facciano del male all'uomo, ha spiegato Pierre-André Page (UDC/FR) a nome della commissione; lui stesso allevatore da 20 anni di mucche senza corna, dopo essersi occupato per 10 anni di "vacche cornute".
La legislazione in vigore prevede già incentivi finanziari per le forme di produzione particolarmente rispettose degli animali. Con l'iniziativa vi sarebbe inoltre il rischio che, per motivi di sicurezza, gli animali vengano tenuti in stalle a stabulazione fissa, il che non favorirebbe il loro benessere, ha precisato Page.
La decornazione non è un atto che viene sottovalutato: la rimozione degli abbozzi cornei dei vitelli avviene sotto anestesia, ha ricordato il consigliere federale Johann Schneider-Ammann. Gli animali non soffrono inoltre della mancanza delle corna: «Con o senza corna le mucche sono felici e riescono comunque a stabilire le gerarchie», ha aggiunto Page.
La minoranza non è dunque riuscita a convincere il plenum della bontà di conservare le corna agli animali da reddito. «Qui non si tratta di penalizzare gli allevatori che rimuovono le corna ma di ricompensare chi rinuncia alla decornazione», ha ad esempio affermato Beat Jans (PS/BS). L'iniziativa di Capaul permetterà invece di farlo: «È il sistema di stabulazione che deve adattarsi all'animale, non il contrario», ha sottolineato Regula Rytz (Verdi/BE).
I contadini meritano di ricevere un po' più di denaro per i loro sforzi in questo ambito, ha aggiunto Yvette Estermann (UDC/LU). Non vorrei che i nostri figli conoscano soltanto le mucche senza corna, ha aggiunto.
Diversi deputati di sinistra hanno anche criticato la decornazione: è un evento traumatico per l'animale, ha affermato Jans; il cono delle corna è un osso irrorato da sangue e attraversato da nervi, ha aggiunto Rytz. La maggioranza ha però ritenuto che non ci siano prove scientifiche che possano indicare una eventuale sofferenza dell'animale privato delle corna. Visto che anche il Consiglio degli Stati ha bocciato il testo di Capaul, il relativo decreto federale è pronto per le votazioni finali.