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Non saranno ridotte le imposte sui guadagni delle PMI
Il Consiglio federale desidera conservare tutto il suo margine di manovra in fatto di politica fiscale, nell'ambito dell'imposta federale diretta. Propone tuttavia ai cantoni di adottare provvedimenti.
Il Consiglio federale ha dunque respinto una mozione che chiedeva di ridurre dall'8,5 per cento al 7 per cento l'aliquota fiscale sugli utili. Secondo l'autore della mozione, il consigliere nazionale Peter Spuhler (UDC/TG), questo provvedimento permetterebbe di conservare l'attrattiva fiscale della piazza economica svizzera e attenuerebbe il problema della doppia imposizione delle piccole e medie imprese (PMI).
Nella risposta, il governo ricorda che la Confederazione e i cantoni hanno già previsto una serie di riduzioni fiscali, che dovrebbero sfociare in un calo degli introiti di 1,8 miliardi di franchi. L'applicazione della proposta di Spuhler rappresenterebbe una minore entrata supplementare di un miliardo.
Il Consiglio federale ritiene inoltre moderato l'onere fiscale in Svizzera delle società, se confrontato a livello internazionale. Tuttavia, secondo il governo, le imposte sul capitale prelevate dai cantoni ne differenziano l'entità. In quest'ordine di idee, il Consiglio federale ritiene che «è lecito prevederne l'abolizione».
Infine il Consiglio federale ricorda che una commissione d'esperti si sta occupando dei mezzi atti a migliorare le condizioni di lavoro delle PMI. Varare una misura a breve scadenza limiterebbe «ingiustamente» il margine di manovra necessario per potersi adattare alle nuove conoscenze.
Rifiutandosi di accettare mandati troppo impegnativi, il governo propone dunque di trasformare nella forma meno impegnativa del postulato una mozione di Gerold Bührer (PLR/SH). Oltre a una riduzione del tasso d'imposizione degli utili, Bührer chiedeva uno sgravio dell'onere fiscale delle persone fisiche, un'attenuazione della doppia imposizione economica e altri provvedimenti.
swissinfo e agenzie
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