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Raiffeisen sarebbe colpevole di gravi lacune di responsabilità amministrativa. Lo dice con fermezza l’Autorità di sorveglianza dei mercati finanziari convinta che la banca non abbia preso le misure corrette per affrontare alcuni conflitti d’interesse e che abbia commesso gravi negligenze nella sorveglianza del suo ex direttore generale, Pierin Vincenz, scarcerato giusto ieri dopo 105 giorni di detenzione preventiva. Per questo il gendarme dei mercati pretende che il Cda venga al più presto rinnovato.
Così si conclude la procedura d’esame approfondita lanciata lo scorso ottobre in concomitanza con lo scoppio dell’affaire Vincenz, sospettato di gestione sleale quando ricopriva il ruolo di presidente di Aduno, società specializzata in carte di credito.
Nel suo comunicato stampa, la Finma parla di “violazione grave” delle disposizioni di sorveglianza. Alla sua nomina alla guida di Raiffeisen, Vincez ha moltiplicato le prese di posizione nelle imprese, accumulando funzioni e conflitti d’interesse.
Dal canto suo il terzo gruppo svizzero non è rimasto a braccia conserte e ha preso tutta una serie di misure per ristabilire la situazione. Tuttavia, questi sforzi non sarebbero sufficienti e l’Autorità di sorveglianza esige misure supplementari tra cui, appunto un ricambio repentino del Cda e un rafforzamento delle competenze tecniche dei suoi membri.