Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01191.jsonl.gz/1033

I partiti di governo sono divisi sulla politica energetica . C'è consenso solo sul fatto che bisogna agire. È questo l'esito dei colloqui alla casa von Wattenwyl di venerdì.
Base della discussione erano le «prospettive energetiche 2035» pubblicate dal ministero dell'ambiente e dell'energia, in cui sono decritti quattro possibili scenari per i prossimi 30 anni.
I partiti governativi restano divisi sui rimedi per rispondere alla penuria energetica che si profila all'orizzonte. Sono d'accordo soltanto sulla necessità di garantire l'approvvigionamento del paese, ha sottolineato venerdì a Berna il presidente del Partito popolare democratico (PPD) Christoph Darbellay.
In occasione del tradizionale incontro prima della sessione delle camere federali alla Casa von Wattenwyl, PPD, Partito liberale radicale (PLR), Unione democratica di centro (UDC) e Partito socialista (PS) si sono soffermati sul dispositivo che il governo intende applicare in materia di politica energetica. Il Consiglio federale si pronuncerà su una strategia e sugli obiettivi prima della sessione di primavera, ha garantito venerdì alla stampa il portavoce governativo Oswald Sigg.
Piano d'azione entro fine 2007
I partiti governativi, preoccupati dell'attuale situazione di incertezza, non si accontentano però delle «prospettive energetiche 2035» elaborate dai servizi di Moritz Leuenberger: essi chiedono un piano d'azione concreto entro la fine dell'anno, ha aggiunto Darbellay. È infatti a questo livello che le divergenze sono maggiormente evidenti.
Tra le preoccupazioni condivise figurano la necessità di compensare le emissioni di CO2 in caso di costruzione di centrali a gas, di rafforzare la ricerca o, ancora, di riservare un posto alle energie rinnovabili, segnatamente quella idrica. Tuttavia, i partiti sono «assolutamente divisi» sulle modalità concrete.
L'opzione nucleare rimane controversa
Nelle «prospettive energetiche 2035» pubblicate venerdì il Dipartimento federale dell'energia (DATEC) non esclude l'ammodernamento e la sostituzione delle centrali idroelettriche, comprese quelle nucleari. La strategia sottoposta da Moritz Leuenberger al Consiglio federale dà tuttavia la precedenza alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica.
A proposito del nucleare, PLR e UDC sono del parere che non vi si possa rinunciare, a causa di mancanza di alternative valide. Il PPD, dal canto suo, ha ripetuto che «non chiude la porta».
Obiettivo delle prospettive energetiche 2035è di garantire l'approvvigionamento energetico sostenibile e la politica climatica dopo il 2012. Secondo gli esperti sono necessarie misure concernenti i combustibili, i carburanti, l'elettricità e gli obiettivi climatici.
Status quo o riduzione dei consumi
La strategia presentata si basa su quattro scenari, ha indicato venerdì il DATEC. Gli scenari esaminati spaziano dalla continuazione dell'attuale politica energetica, a una politica che punta a una «società a 2000 watt». Quest'ultima sarebbe accompagnata da misure «rigorose», destinate a ridurre il consumo d'energia e ad aumentare la parte delle energie rinnovabili.
Con quest'ultima opzione, la più ambiziosa, l'apporto delle energie rinnovabili dovrebbe ammontare al 28% della domanda di calore e all'11% di quella di carburanti. Il consumo energetico finale pro capite diminuirebbe di un terzo rispetto all'anno 2000.
Gli obiettivi climatici sarebbero raggiunti, le immissioni di CO2 si ridurrebbero almeno del 40%. La penuria di elettricità rappresenterebbe meno del 10% della domanda attuale del paese, molto inferiore a quanto previsto dagli altri modelli.
Un altro scenario prevede un rafforzamento della collaborazione tra Stato ed economia, un altro ancora si articola sugli obiettivi quantitativi concernenti la riduzione del consumo di energia e delle emissioni di CO2.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Consumo di energia in Svizzera per fonte di energia (UFE, 2005):
Energie fossili: 56,6%
Elettricità: 23,2%
Gas: 12,2%
Energie rinnovabili: 0.9%
Altre (legno, carbone, ecc.): 7,1%
In breve
L'Ufficio federale per l'energia (UFE) prevede che senza un cambiamento di rotta dal 2020 il paese sperimenterà una penuria di energia.
La penuria dovrebbe essere più pronunciata nell'ambito dell'energia elettrica, perché attorno al 2020 le prime centrali nucleari dovranno essere chiuse per raggiunti limiti di età. Nello stesso tempo scadranno alcuni contratti a lungo termine con la Francia per l'importazione di energia.
L'UFE calcola che il consumo di energia crescerà entro il 2035 tra il 18% e il 24%.
Nel 2005 la Svizzera ha consumato per la prima volta più energia di quella che ha prodotto.