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ZURIGO - Il prezzo del caffè al bar è aumentato quest'anno a livello svizzero, anche sulla scia della pandemia, e nel 2022 il rincaro potrebbe essere ancora maggiore: lo afferma CafetierSuisse, l'associazione dei ristoratori del ramo, che vede il settore alla prese con il secondo inverno ritenuto a rischio di esistenza.
«Il rincaro di quest'anno è certamente anche una conseguenza della pandemia di coronavirus», spiega il presidente dell'organismo Hans-Petter Oettli, citato in un comunicato in occasione della conferenza stampa annuale. «La crisi prosegue e altri fattori di costo stanno crescendo, quindi potranno essere necessari aumenti di prezzo più significativi per compensare il calo delle vendite e per costituire delle riserve».
Stando alle analisi dell'associazione nella Svizzera tedesca il Café crème (caffè lungo), la bevanda calda più gettonata nei ritrovi pubblici, costava quest'anno in media 4,30 franchi, vale a dire 5 centesimi (+1,2%) più che del 2020. Il prezzo si conferma così di nuovo in aumento dopo aver subito nel 2019 un lieve calo (-3 centesimi) che aveva costituito il primo arretramento nella storia dei rilevamenti, che allora comprendevano 32 anni consecutivi.
Lo scarto registrato fra i singoli punti vendita è comunque notevole e va - sempre per il Café crème - da 3,00 a 6,00 franchi. Questo differenziale è riscontrabile sia nell'insieme della Svizzera tedesca (non sono state considerate altre regioni linguistiche, ad eccezione della parte francofona del canton Berna), sia per esempio in una realtà più ristretta quale la città di Zurigo. A titolo di confronto, il costo dell'espresso nell'intera Svizzera, secondo i rilevamenti dell'Ufficio federale di statistica, era di 4,25 franchi nel 2021 (fino ad ottobre), contro i 4,24 franchi del 2020 e i 4,22 franchi del 2019.
Va peraltro anche rilevato che CafetierSuisse non avanza alcuna raccomandazione di prezzo. Le tariffe sono fissate a discrezione dei singoli ritrovi: vengono presi in considerazione la situazione a livello di concorrenza, il tipo di locale pubblico e la sua ubicazione.
Nel 2022 peserà fra l'altro anche l'aumento dello 0,2% dei salari minimi concordati nel ramo. Tuttavia lo sviluppo degli affari sarà di nuovo principalmente influenzato dagli effetti delle misure contro la pandemia e dei relativi aiuti pubblici.
CafetierSuisse prende atto con favore dell'azione moderata del Consiglio federale sul fronte delle restrizioni anti-Covid. Tuttavia il settore è stato colpito duramente dalla stretta attuale, motivo per cui viene considerato necessario trovare rapidamente nuove soluzioni di compensazione ed estendere i sostegni. Concretamente l'associazione chiede fra l'altro una nuova normativa sui casi di rigore per compensare le perdite di fatturato, un'estensione della procedura semplificata per le indennità di lavoro ridotto e la sospensione degli ammortamenti dei crediti Covid.
Agli svizzeri bere il caffè comunque piace: con 1070 tazze per persona all'anno nel 2020 sono rimasti fra i primi consumatori a livello mondiale. Stando a CafetierSuisse l'intero settore - dal commercio al consumo, passando dalle macchine, ecc - genera 5 miliardi di franchi annui, cioè un po' meno dell'1% del prodotto interno lordo del paese.