Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/158450

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a presentare al Parlamento entro la fine del 2015 una proposta che indichi in che modo l'attuale freno alle spese di cui all'articolo 159 capoverso 3 lettera b della Costituzione federale possa essere esteso al personale federale. Esso deve inoltre esaminare se deve essere introdotta la maggioranza qualificata sia per il freno alle spese che per il freno al personale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il freno alle spese rientra nel campo di applicazione dell'articolo 159 capoverso 3 lettera b della Costituzione federale, secondo cui le disposizioni in materia di sussidi contenute in leggi e decreti di obbligatorietà generale nonché i crediti d'impegno e le dotazioni finanziarie implicanti nuove spese uniche di oltre 20 milioni di franchi o nuove spese ricorrenti di oltre 2 milioni di franchi richiedono una maggioranza dei membri di ciascuna Camera. Secondo il glossario del Parlamento (voce "Freno alle spese") e il commento alla legge sul Parlamento pubblicato l'anno scorso, questo corrisponde a una maggioranza qualificata.</p><p>Sul piano formale il freno alle spese non si applica al personale preposto all'esecuzione di nuovi sussidi e decreti finanziari. Sulla base delle informazioni contenute nei relativi messaggi (capitolo: "Ripercussioni per la Confederazione"), le Camere federali sono però informate in merito alle conseguenze dei progetti in termini di personale. Pertanto, in questi casi il freno alle spese è de facto già applicato al personale.</p><p>Tuttavia, questo non succede quando all'amministrazione federale vengono affidati, mediante legge, nuovi compiti esecutivi che non riguardano le disposizioni in materia di sussidi. In questi casi, se il principio del freno alle spese dovesse essere applicato al personale, occorrerebbe la maggioranza qualificata per l'adozione di interi atti. Questo perché di solito il maggiore fabbisogno di personale non dipende da un singolo articolo di legge, quanto piuttosto dal nuovo compito nel suo complesso, disciplinato in più articoli. Il Consiglio federale ritiene che vincolare interi atti a una restrizione di questo genere sia sproporzionato. Infatti, da un lato spesso è difficile stimare il dispendio per l'esecuzione di nuovi compiti in anticipo e con sufficiente precisione e, dall'altro non esiste sempre un legame diretto tra i costi di regolamentazione di nuovi atti legislativi a carico dell'economia e il numero dei posti richiesti per la loro attuazione. Il "freno al personale" non è dunque uno strumento valido per limitare i costi di regolamentazione.</p><p>Occorre infine considerare che un gran numero di nuovi posti viene creato in base alle leggi vigenti. Il "freno al personale" dovrebbe perciò essere applicato in primo luogo in fase di dibattito e approvazione del preventivo. Ciò complicherebbe sensibilmente la fase deliberatoria sul preventivo. Inoltre, se la richiesta del Consiglio federale di aumentare gli effettivi non fosse accettata sarebbe difficile determinare a quali compiti si applica tale principio. Inoltre, ciò aumenterebbe il rischio di uno squilibrio tra i compiti stabiliti per legge e le risorse esecutive esistenti, poiché l'autorizzazione per posti di lavoro supplementari dovrebbe superare ostacoli maggiori in Parlamento rispetto all'assegnazione di nuovi compiti all'amministrazione. Infine, un "freno al personale" favorirebbe il trasferimento di compiti a terzi (esternalizzazioni), anche se talvolta le prestazioni esterne dovessero essere più care.</p><p>Pertanto, secondo il Consiglio federale il "freno al personale" proposto, che come il freno alle spese dovrebbe essere ancorato alla Costituzione, non contribuirebbe in modo decisivo a diminuire i costi di regolamentazione, ma comporterebbe considerevoli svantaggi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.