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Anche il Credit Suisse ha riveduto drasticamente verso il basso le prospettive per la crescita dell'economia elvetica, a causa della crisi del debito in Eurolandia e dell'indebolimento della dinamica dell'economia nel Vecchio continente. Ora gli esperti della banca si attendono un tasso di espansione del prodotto interno lordo (Pil) dello 0,5% per il 2012, contro il +2% indicato in settembre.
"Le prospettive nei principali paesi partner dell'export elvetico si sono decisamente deteriorate e i continui allarmi di crisi si ripercuotono negativamente sul clima. La Svizzera deve quindi attendersi un calo delle esportazioni e degli investimenti in beni strumentali. Tuttavia, i consumi privati e l'edilizia dovrebbero sostenere la congiuntura. Mentre l'economia statunitense ha, come previsto, denotato una nuova leggera accelerazione dopo la flessione di metà anno, per l'Europa si è verificato il contrario", scrive il Credit Suisse in una nota odierna.
Il minore slancio si è fatto sentire proprio in Germania, il principale partner commerciale della Confederazione.
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