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PECHINO - Pechino ha adottato "una interpretazione dell'Art.104 della Basic Law della regione ad amministrazione speciale di Hong Kong".
Lo riferisce l'agenzia Nuova Cina, ufficializzando l'inconsueta mossa nella disputa in corso nell'ex colonia britannica sul giuramento invalidato di due neo deputati indipendentisti, scavalcando le corti locali.
Ieri a Hong Kong, in vista dell'intromissione, in migliaia hanno sfilato per protesta, con presidi registrati anche nelle prime ore di lunedì malgrado gli scontri con la polizia.
Il Comitato permanente dell'Assemblea nazionale del popolo, l'organo legislativo cinese, ha approvato la revisione aprendo alla possibilità che la coppia possa essere privata dei seggi nel Consiglio legislativo, il cosiddetto "parlamentino", eletto a suffragio universale.
La corte di Hong Kong si riunirà in settimana per decidere se accettare che Sixtus Leung e Yau Wai-ching, rispettivamente di 30 e 25 anni ed espressione del gruppo localist Youngspiration, possano ripetere il giuramento dopo l'annullamento del primo deciso dal presidente dell'Assemblea: i due andarono in aula con un drappo con la scritta "Hong Kong non è Cina", storpiando le parole della formula con insulti verso la Repubblica popolare cinese. A Leung e Yau, da allora, è stato vietato l'ammissione in aula per partecipare ai lavori.
Un portavoce dell'Ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao, che fa capo al Consiglio di Stato (il governo cinese), ha definito l'interpretazione dell'Art.104 come "assolutamente necessaria" e tempestiva. "L'interpretazione - ha riferito la Nuova Cina - dimostra la ferma determinazione del governo centrale contro l'indipendenza di Hong Kong". L'interpretazione "tutela l'autorità della Basic Law e il rispetto della legge a Hong Kong" e "ottempera all'ispirazione comune di tutto il popolo cinese, inclusi i compatrioti di Hong Kong".
La decisione è maturata dopo la manifestazione pro democrazia indetta a Hong Kong, con tanto di scontri con la polizia quando parte del corteo ha tentato di raggiungere la sede del rappresentante di Pechino nell'ex colonia. La folla è stata dispersa alle prime ore del mattino, con il bilancio di due poliziotti feriti e quattro manifestanti arrestati per resistenza e rifiuto di fornire le proprie generalità.
Con queste premesse è ragionevole attendersi nuove proteste: l'interpretazione, con la quale Pechino dà l'orientamento alle vicende giudiziarie e alle politiche verso la Cina continentale, sarebbe la "quinta intromissione" dal ritorno del territorio da parte della Gran Bretagna e un altro colpo all'indipendenza dell'ordinamento giudiziario previsto dalla Basic Law.
ats ansa