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MONACO DI BAVIERA - Il mondo dell'economia tende solitamente a essere piuttosto diplomatico quando si tratta di commentare la politica. Storia di non scontentare nessuno. Il ceo della tedesca Siemens - che si appresta del resto a chiudere un contratto record negli Stati Uniti - non si è però preoccupato di smussare le parole in un suo recente commento sul presidente americano Donald Trump.
«Mi colpisce il fatto che la carica politica più importante del mondo diventi il volto del razzismo e dell'esclusione», ha scritto Joe Kaeser via Twitter. «Ho vissuto per molti anni negli Stati Uniti e ho conosciuto una libertà, una tolleranza e un'apertura che non avevo mai visto prima», ha aggiunto. «Quella era l'"America Great at work" (la "Grande America al lavoro", Ndr)», ha concluso.
Il messaggio del 62enne arriva in risposta a un tweet dell'ex politico tedesco della Cdu Ruprecht Polenz, che ironizzava sul fatto che - se i propositi giudicati xenofobi di Trump dovessero fare scuola - alla Germania toccherà riprendersi l'attuale inquilino della Casa Bianca. Un nonno del presidente, infatti, è emigrato in America dalla Germania a fine '800. Lo scambio di battute prende le mosse dalla polemica tra Trump e quattro deputate democratiche con passato migratorio o appartenenti a minoranze etniche che il presidente ha esortato a «tornare da dove sono venute».
Come riporta l'Handelsblatt, la controllata di Siemens che si occupa di impianti eolici, Siemens Gamesa, attende di firmare il contratto più importante che abbia mai concluso negli Stati Uniti (si parla di miliardi) per la costruzione di un parco eolico offshore da 1,7 Gigawatt al largo della costa est del Paese.
Das Rücknahme-Risiko besteht wohl nicht. Aber es bedrückt mich, dass das wichtigste pol. Amt der Welt das Gesicht von Rassismus und Ausgrenzung wird. Ich habe viele Jahre in USA gelebt und Freiheit, Toleranz und Offenheit erfahren, wie nie zuvor. Das war „America Great at work“!!— Joe Kaeser (@JoeKaeser) 20 luglio 2019