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BERNA - In seguito a un cambiamento di strategia da parte della Cancelleria federale, il Canton Ginevra ha deciso di cessare con effetto immediato la gestione del suo sistema di voto elettronico. La scelta è stata attuata "di concerto" con i Cantoni che hanno adottato la piattaforma ginevrina. Il risultato è che perlomeno fino alla prossima primavera gli svizzeri all'estero nei cataloghi elettorali di Ginevra, Berna, Argovia, Lucerna e San Gallo non potranno votare via internet, quindi neppure per le elezioni federali del 20 ottobre.
Il Canton Ginevra alla fine dello scorso anno aveva indicato che avrebbe interrotto la gestione del suo sistema, denominato CHVote, alla fine di febbraio 2020. Le autorità ginevrine avevano spiegato di non poter sostenere da sole i costi per lo sviluppo della piattaforma, sviluppo imposto dalle esigenze della Confederazione in materia di sicurezza. Il Cantone non aveva trovato partner disposti ad accollarsi una parte della spesa.
Nel frattempo la Berna federale ha modificato le regole del gioco. All'inizio di maggio, il Consiglio di Stato ginevrino ha infatti appreso che la Cancelleria federale intendeva procedere a un controllo dei sistemi di e-voting: il Consiglio federale avrebbe poi espresso l'autorizzazione o il rifiuto di utilizzarli - oltre alla piattaforma ginevrina di fatto esiste solo quella elaborata dalla Posta, attualmente pure in stand by - alla metà di agosto, invece della fine di giugno inizialmente previsto.
In caso di rifiuto, i tempi sarebbero troppo stretti per rivedere il sistema d'informazione che gestisce le elezioni federali e per modificare il materiale di voto e quello esplicativo, indica una nota diramata oggi dal governo cantonale, che ha quindi deciso, in accordo con gli altri Cantoni interessati, di cessare con effetto immediato la gestione della sua piattaforma di e-voting.
Tutti i Cantoni che negli ultimi anni hanno fatto capo al sistema ginevrino non possono quindi offrire l'urna elettronica nei prossimi tempi come modalità di voto. La principale conseguenza è che i cittadini svizzeri all'estero iscritti sulle loro liste elettorali in ottobre non potranno scegliere i loro rappresentanti alle Camere federali via internet e dovranno, in linea di massima, ricorrere al voto per corrispondenza, hanno indicato le varie autorità regionali.
I vari Cantoni valutano ora il passaggio al sistema della Posta, finora adottato da Basilea Città, Friburgo, Neuchâtel e Turgovia. Tuttavia la sua utilizzazione è stata sospesa in primavera perché è risultato insoddisfacente in termini di sicurezza. Tra il 25 febbraio e il 24 marzo, la piattaforma internet del gigante giallo è stata messa alla prova, pubblicamente, da parte di hacker, che vi hanno individuato rilevanti falle nella sicurezza.
Ora tocca alla Cancelleria federale decidere come proseguire. In ogni caso i Cantoni decidono autonomamente sull'introduzione o no del voto elettronico.
Interrogata oggi da Keystone-ATS, la Posta ha indicato che sono state adottate correzioni, attualmente al vaglio di esperti esterni. L'obiettivo è di mettere il sistema di e-voting a disposizione dei Cantoni che lo desiderano a partire dall'autunno.
Il sistema di e-voting ginevrino è usato in modo diverso nei vari Cantoni. Informando sugli eventi odierni, la cancelleria dello Stato bernese indica ad esempio che il 70% dei votanti residenti all'estero iscritti sui cataloghi si è servito di internet e il 30% del voto per corrispondenza.
Il Consiglio di Stato argoviese prima di statuire sul futuro intende aspettare il voto in Gran Consiglio su una mozione che chiede una moratoria sul voto elettronico, si legge in una nota della cancelleria cantonale.
I Cantoni di Lucerna e San Gallo indicano che la decisione ginevrina avrà un impatto anche oltre ottobre. A San Gallo ad esempio in marzo l'e-voting non sarà disponibile per le elezioni cantonali. In quest'ultimo cantone, la decisione di Ginevra ha un impatto meno rilevante perché il voto elettronico è in corso solo come progetto pilota in cinque Comuni.