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I buffet della stazione sono un'eredità dei tempi d'oro della ferrovia. Gli spazi sono generosi, i soffitti alti, gli addobbi ricchi. I "buffetiers", spesso personaggi pubblici partecipi della vita del paese, rimanevano al timone fino al pensionamento. Il ristorante della stazione di Lugano è gestito per 86 anni, fino al 1994, dalla famiglia Pozzi. A Bellinzona, dal 1930 al 1988, vi è la famiglia Forni. Negli anni 90 le catene e le holding della ristorazione prendono vieppiù il posto dei buffetier, come ben ricorda nel 1994, Vera Pozzi, allora amministratrice del buffet della stazione di Lugano, al fianco del marito Bruno.
Il declino
A decretare la scomparsa di questi storici ritrovi: l’orario cadenzato, introdotto nel 1984. Le coincidenze migliorano, le lunghe attese spariscono e ai viaggiatori rimane tempo solo per un panino preso al volo. Ai buffet subentrano inesorabilmente i fast-food. Qualche testimone dei tempi d'oro rimane ancora. Alla stazione di Bellinzona, nel nuovo Bistrò, domina la splendida colonna in ghisa riccamente ornata, realizzata dalla ditta Kuhn di Stoccarda. A Göschenen, la sala di prima classe, concepita per accogliere 180 persone in grande stile, si presenta però spoglia e si fa fatica ad immaginare che, proprio qui, tra fine Ottocento e inizio Novecento i re d'Italia si siano incontrati con il consiglio federale e le autorità urane.
Uno spazio da recuperare
Il buffet della stazione di Göschenen, e con esso l'intero paese urano, potrebbe forse risorgere. Il sogno dello storico Kiliar Elsasser, strenuo difensore della linea di montagna del Gottardo, è che il cantiere del secondo tunnel autostradale permetta di dare nuova vita a questi spazi dismessi.