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L'aguzzino del regime dei Khmer rossi, Kaing Guek Eav, il "compagno Duch", ha commesso crimini "tra i peggiori nella storia dell'umanità", e per questo pagherà con la pena più alta: l'ergastolo. Lo ha deciso oggi il tribunale misto dell'Onu in Cambogia, estendendo la condanna inflitta in primo grado al responsabile del carcere-lager di Tuol Sleng.
Si tratta di un verdetto che soddisfa superstiti e famigliari delle vittime, ristabilendo un clima di fiducia nella giustizia dopo le delusioni dovute alla lentezza dei procedimenti giudiziari e alle interferenze politiche.
Considerando troppo mite la condanna a 30 anni (ma con soli 19 effettivamente da scontare) emessa nel luglio 2010, i giudici hanno rigettato la difesa di Duch (69 anni), che sosteneva di essere stato solo un ufficiale minore senza possibilità di disubbidire agli ordini.
Il presidente della corte Kong Srim ha definito Kaing Guek Eav "un personaggio orrendo e scioccante", che gestiva con particolare entusiasmo "la fabbrica di morte" dove oltre 14 mila cambogiani trovarono la morte tra il 1975 e il 1979, dopo terribili torture.
L'imputato - un ex professore di matematica diventato cristiano evangelico negli anni Novanta - ha assistito alla lettura del verdetto in silenzio.
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