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A Davos scende in campo anche contro il nuovo e temuto coronavirus proveniente dalla Cina: la Svizzera è pronta a fare la sua parte, ha detto il consigliere federale Alain Berset, che oggi in margine al Forum economico fra le montagne retiche ha avuto vari incontri ad alto livello sul tema.
Il capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha parlato innanzitutto con il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. La Confederazione ha offerto il suo sostegno per far fronte all'emergenza, come aveva già fatto per esempio durante l'epidemia di Ebola del 2014.
"Aiutiamo dove possiamo", ha detto Berset in un incontro con i giornalisti, "Siamo a disposizione", ha aggiunto, senza voler fornire dettagli sui contorni dell'aiuto. Per quanto riguarda la Svizzera, "siamo ben preparati", ha detto. Per questo genere di situazioni esiste un piano d'azione che viene applicato sulla base degli sviluppi sul terreno.
Davos è diventata in questi giorni il centro internazionale della politica sanitaria, ha proseguito il 47enne eletto nel 2012 nell'esecutivo. Solo a New York o Ginevra sono di solito possibili così tanti abboccamenti ad alto livello. La comunità internazionale sta facendo sforzi per garantire la salute e di questi argomenti si è parlato in numerosi colloqui bilaterali. Berset ha per esempio conferito con i suoi omologhi di Brasile e Paesi Bassi.
Insieme alla collega di governo Viola Amherd il consigliere federale friburghese ha avuto un incontro anche con Phumzile Mlambo-Ngcuka, direttrice di UN Women, l'ente delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere e l'affermazione femminile: si è parlato di parità uomo-donna, differenze salariali e violenza domestica, "tutti temi di cui si occupa parecchio il Consiglio federale". Per affrontare queste sfide in Svizzera le soluzioni esistono già: "bisogna solo metterle in pratica", ha concluso l'esponente socialista.