Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/26856

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel ristrutturare le imprese della Confederazione si cerca sempre di evitare il dumping salariale e sociale. Solo così è infatti possibile raggiungere l'obiettivo fondamentale della nostra politica economica, ossia il benessere per tutti a condizioni di salario e d'impiego favorevoli.</p><p>Nel liberalizzare i mercati delle ferrovie e delle telecomunicazioni, il legislatore era consapevole del pericolo rappresentato dal dumping sociale. Per tale motivo, sia nel caso delle PTT che della riforma delle ferrovie, il Parlamento ha vincolato l'accesso ai mercati non soltanto al rispetto delle prescrizioni attinenti al diritto del lavoro ma anche al rispetto delle condizioni di lavoro abituali nel settore (art. 6 cpv. 1 della legge sulle telecomunicazioni e art. 9 cpv. 2 lett. e della legge sulle ferrovie). </p><p>Le FFS, la Posta e la Swisscom stanno attualmente negoziando la conclusione di contratti collettivi di lavoro con il proprio personale. Queste tre imprese sono di gran lunga i maggiori fornitori di prestazioni sui rispettivi mercati. Per fissare le condizioni di lavoro abituali nel settore saranno pertanto determinanti i contratti collettivi di lavoro emanati da questi tre enti pubblici. Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale non ritiene necessario procedere a un emendamento legislativo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.