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Due americani si sono detti colpevoli di aver illegalmente acquistato in Alaska e poi contrabbandato le zanne di circa 100 trichechi, per un peso di centinaia di chilogrammi, in quello che la Procura ha definito il più grande caso di contrabbando riguardante la fauna selvaggia in Alaska in quasi 20 anni.
I due, insieme a una terza accusata, che dovrebbe comparire in tribunale e dichiararsi colpevole la settimana prossima, erano stati arrestati lo scorso aprile con l'accusa di aver scambiato illegalmente valuta, pistole, sigarette e almeno una motoslitta con circa 500 chilogrammi di zanne di tricheco e altre parti di animali, fra cui crani, ossa e pelli di orsi polari e balene.
Il gruppo li aveva ottenuti commerciando con cacciatori eschimesi Yup'ik di Savoonga, un villaggio su un'isola dello stretto di Bering. Ai termini della legge federale Usa, solo gli indigeni dell'Alaska possono cacciare trichechi, balene, orsi polari e altri mammiferi marini, e solo in virtù delle tradizioni alimentari delle tribù. La legge federale vieta inoltre qualsiasi vendita di parti di mammiferi marini, anche se agli indigeni è permesso di vendere prodotti artigianali ricavati da parti di animali.
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