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Il Tribunale federale, chiamato per la prima volta a pronunciarsi sull'installazione di antenne 5G, ha respinto il ricorso contro la costruzione di un impianto per la telefonia mobile a Steffisburg, nel canton Berna. In una sentenza pubblicata venerdì ha stabilito che il principio di precauzione non è stato violato e che le stime sull'irradiamento e i relativi metodi di misurazione sono adeguati.
5G, si drizzano le antenne
di Paola Leoni e Gianfranco Fozzi (Patti chiari, 17.05.2019)
- 17.05.2019
- 21:29
Ad approdare a Losanna è stata la domanda di costruzione presentata da Swisscom per la realizzazione di un nuovo impianto che comprende un totale di nove antenne, tre delle quali sono definite "adattative", ossia capaci di focalizzare il loro segnale su apparecchi individuali, da sfruttare per la mobilità 5G. A contestarla una coppia che, dopo essersi vista dare torto sul merito della contestazione dalla giustizia cantonale, si è rivolta ai giudici di Mon Repos.
La prima Corte di diritto pubblico ha ricordato che i valori limiti d'immissione stabiliti dall'Ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI) sono basati su conoscenze scientifiche e che la quantità definita per gli impianti è nettamente più bassa rispetto a quella d'immissione.
A tal riguardo, il Consiglio federale ha tenuto conto del principio di precauzione previsto dalla Legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb). I massimi giudici hanno inoltre sottolineato che questi valori limite non variano a seconda della tecnologia di telefonia mobile utilizzata e che quindi si applicano alle antenne 2G, 3G, 4G e 5G.
Data la mancanza di indizi sufficienti che indicassero la necessità di adattamento dei valori limiti da parte dei servizi specializzati della Confederazione, secondo il tribunale deve essere esclusa qualsiasi violazione del principio di precauzione. Le autorità bernesi hanno quindi agito correttamente basando il loro esame sull'ORNI.
I ricorrenti hanno contestato anche le previsioni matematiche delle radiazioni dei telefoni cellulari. Il Tribunale federale ha ritenuto che tali previsioni debbano essere sviluppate nella misura in cui ciò sia tecnicamente possibile e proporzionato. In questa fattispecie il metodo applicato non è contestabile.
Antenne di telefonia mobile, tra radiazioni non ionizzanti e licenze edilizie
Con Antonio Bolzani
- 02.05.2018
- 11:00