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Mirella Mozzini Scolari, candidata al Gran Consiglio per il PLR
La terra nei milioni di anni passati ha avuto molti cambiamenti climatici importanti provocati da diversi eventi particolari come eruzioni di vulcani, caduta di asteroidi, inclinazione dell’asse terrestre, macchie solari. Anche negli ultimi secoli ci sono stati cambiamenti climatici minori come il periodo caldo medioevale dal 900 al 1250 circa (quando era stata colonizzata la Groenlandia dai vichinghi) e la piccola era glaciale tra il 1500 e il 1850. Agli inizi del 1800 nelle alpi vallesane i fedeli pregavano ancora affinché i ghiacciai si ritirassero. Dal 1850 in avanti è iniziato un cambiamento climatico non più causato da eventi naturali ma dall'uomo. Con l'inizio dell'era industriale l'uomo ha iniziato a utilizzare il combustibile fossile come carbone, petrolio e gas. Da quando è nata la terra è la prima volta che i cambiamenti climatici sono causati, almeno in parte, dall'uomo. A partire dal termine della Seconda guerra mondiale (considerato da alcuni ricercatori l'inizio dell'antropocene) con la forte immissione di CO2, ha cominciato a formarsi una cappa nell'atmosfera creando l'effetto serra. Questo nei prossimi decenni farà aumentare sensibilmente la temperatura causando lo scioglimento dei ghiacci polari e quindi l'innalzamento del mare. Si calcola che se il mare dovesse alzarsi di 1 metro, il 50 % territorio del Bangladesh, paese tra i più poveri con 170 milioni di abitanti, verrebbe inondato. Con aumenti minori del livello del mare, certe isole del Pacifico dovranno essere abbandonate già nei prossimi anni. Avremo quindi i primi «rifugiati climatici». I cambiamenti climatici porteranno anche a disintegrazioni delle strutture sociali che colpiranno i più vulnerabili. Secondo Union Refugee Agency(UNHCR ) «le regioni in via di sviluppo, che sono tra le più vulnerabili dal punto di vista climatico, ospitano 84% dei rifugiati del mondo».
Possiamo essere ancora positivi malgrado queste previsioni? Oggi abbiamo i mezzi scientifici per misurare, anticipare gli eventi e la scienza ci può dare gli strumenti per contrastarli. Chi prenderà o non prenderà le decisioni non saranno gli scienziati, ma saranno i politici. Va da sé che, oltre a sostenere i politici che prenderanno le giuste decisioni sull'ambiente, tutti noi dovremo cambiare le nostre abitudini di vita. E questo non vuol dire peggiorarle.
La sesta estinzione di massa secondo molti scienziati sarà comunque inevitabile, come pure quando il sole esaurirà il suo combustibile tra 5 miliardi di anni. Ma questa è una storia che scriveranno altri.
Per dare un bel quadro degli ultimi 2000 anni dimenticato di citare il Optimum climatico romano dal 250 AC al 400 DC, che a permesso l'espansione dell'impero Romano fino ai confini con la Scozia (Vallo di Adriano). In ogni caso, senza scomodare i Vichinghi, il caldo tra il 900 e il 1300 alle nostre latitudini, in particolare nelle alte valli del Ticino, ha permesso la transumanza estiva del bestiame attraverso passi e percorsi alpini o fino a 3000 metri di quota
Sicuramente non le donne, non i ⚧️, ma probabilmente gli Uomini veri salveranno il mondo 🌍
Sei nel partito sbagliato!
Se è questo che ti preoccupa sei nel partito sbagliato che di tutto questo se ne frega, per questi problemi il potere decisionale dovrebbe essere dato unicamente a ricercatori e scienziati.
La politica nó di sicuro,quella fà solo disastri!