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<h2>SubmittedText<h2><p>Non tutti gli Stati hanno gli stessi presupposti per la lotta alla pandemia da coronavirus. Arginarla il prima possibile a livello mondiale è nell'interesse della comunità internazionale. È quindi essenziale che le tecnologie mediche, come i test diagnostici, e i futuri medicamenti e vaccini siano accessibili a tutti a prezzi abbordabili.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Assieme ad altri attori del settore sanitario l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha promosso un'iniziativa (ACT Accelerator) per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione equa di vaccini e strumenti diagnostici e terapeutici per la COVID-19. Numerosi Paesi dell'UE hanno partecipato alla fase di avvio. Sostiene questa iniziativa? Se sì, è disposto a stanziare mezzi finanziari? Qual è la sua strategia di politica estera su questo fronte?</p><p>2. Anche la Costa Rica ha chiesto alla comunità internazionale di attribuire all'OMS tutti i diritti sulle tecnologie mediche necessarie alla prevenzione, alla rilevazione e al trattamento della COVID-19. Qual è la sua posizione al riguardo?</p><p>3. Secondo una perizia giuridica di Valérie Junod, professoressa ed esperta di diritto farmaceutico, l'articolo 40 e seguenti della legge sui brevetti (LBI; RS 232.14) conferisce al Consiglio federale la facoltà di ottenere licenze obbligatorie qualora i prodotti brevettati per il trattamento della COVID-19 fossero disponibili in misura insufficiente e/o il loro prezzo fosse troppo elevato. Perché di fronte alla pandemia non ha ancora messo in atto provvedimenti preparatori, come hanno invece già fatto ad esempio la Germania e il Canada, in modo da poter utilizzare più rapidamente questo strumento?</p><p>4. Quali provvedimenti intende adottare affinché le ditte farmaceutiche svizzere offrano le future innovazioni mediche per arginare il nuovo coronavirus in quantità sufficienti e a un prezzo accessibile per tutti?</p><p>5. Ritiene che sia necessario intervenire a livello legislativo affinché i futuri medicamenti e vaccini contro il coronavirus possano essere prodotti in modalità "open source"</p><p>6. Quali provvedimenti intende adottare per far sì che in futuro non vi siano più consumatori e consumatrici penalizzati dagli elevati prezzi dei farmaci?</p><p>7. Ha aperto un canale di dialogo con le ditte farmaceutiche e le università svizzere per la lotta al coronavirus? Se sì, qual è la sua strategia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per la lotta a una pandemia, la Svizzera dipende dalla collaborazione con la comunità internazionale degli Stati. Per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione equa di vaccini e possibilità di diagnosi e di terapia, la Svizzera sostiene in totale con 75 milioni di franchi diverse organizzazioni che aderiscono all'ACT Accelerator recentemente istituito. La Confederazione agisce in base alla politica estera della Svizzera in materia di salute (PES) 2019-2014, nonché al messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020. Il 13 maggio 2020 il Consiglio federale ha precisato le sue decisioni sull'impegno internazionale della Svizzera per il contenimento della pandemia di COVID-19 (cfr. con il comunicato stampa e con la risposta all'interpellanza 20.3283 Carobbio Guscetti).</p><p>2. La Svizzera si impegna per soluzioni complementari e pragmatiche, inclusa la concessione di licenze volontarie, ad esempio da parte del Medicines Patent Pool (MPP) che la Svizzera sostiene concretamente. L'iniziativa in questione si concentra sul pooling di diritti e dati e troppo poco sui diversi altri approcci volontari che coinvolgono l'economia privata e sono già attuati concretamente nel corso dell'emergenza COVID-19. Attualmente il Consiglio federale preferisce non unirsi a questa iniziativa.</p><p>3. In Svizzera la possibilità di concedere licenze obbligatorie su tecnologie mediche e farmaceutiche brevettate è prevista dall'articolo 40 della legge sui brevetti (RS 232.14), tuttavia dovrebbe essere presa in considerazione soltanto come ultima ratio.</p><p>4. Nel quadro dell'articolo 21 capoverso 2 della legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101), i Cantoni possono eseguire vaccinazioni a titolo gratuito od offrire vaccini a un prezzo inferiore a quello di mercato.</p><p>La Confederazione sostiene i costi per l'approvvigionamento della popolazione con questi agenti terapeutici (art. 73 cpv. 1). In caso di distribuzione di agenti terapeutici, l'assunzione delle spese si conforma alle condizioni previste dalle rispettive leggi federali sull'assicurazione malattie, sull'assicurazione contro gli infortuni e sull'assicurazione militare.</p><p>Se non sono assunte, in tutto o in parte, secondo l'articolo 73 capoverso 2 LEp, le spese sono a carico della Confederazione (art. 73 cpv. 3 LEp).</p><p>5. Il Consiglio federale non ravvisa alcuna necessità di intervento a livello legislativo. Gli approcci "open source", noti soprattutto dallo sviluppo di software, si basano sulla volontarietà da parte delle aziende. Nel settore farmaceutico esistono approcci paragonabili. Per contro, le misure obbligatorie o le prescrizioni di legge potrebbero scoraggiare od ostacolare investimenti sufficienti in ricerca e sviluppo.</p><p>6. L'efficacia, l'appropriatezza e l'economicità (criteri EAE) dei medicamenti che figurano nell'ES viene riesaminata ogni tre anni. Grazie a questo riesame si ottengono regolarmente risparmi, dal 2012 dell'ordine di oltre 1 miliardo di franchi.</p><p>Nel settore dell'oncologia e delle malattie rare la Confederazione si vede proporre richieste di prezzo molto elevate. Da ultimo, grazie all'attuazione di modelli di prezzo (rimborsi delle case farmaceutiche agli assicuratori malattie, limitazioni di volume), è stato possibile definire oneri che comportano un contenimento dei costi per numerosi medicamenti.</p><p>7. Con la Swiss National COVID-19 Science Task Force diretta dal prof. Ackermann il Consiglio federale ha creato un importante organo consultivo scientifico per utilizzare nel modo più efficiente possibile le competenze nel settore della ricerca e dello sviluppo.</p><p>I ricercatori svizzeri partecipano a quattro degli otto progetti finanziati dall'IMI (Innovative Medicines Initiative) per la lotta alla pandemia di COVID-19. L'IMI è un partenariato di ricerca pubblico-privato di Horizon 2020 tra la Commissione europea e l'industria farmaceutica.</p>  Risposta del Consiglio federale.