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NEW YORK - La Fed va avanti con i rialzi dei tassi di interesse: nonostante l'incertezza sull'inflazione sarebbe «imprudente» mantenere invariata la politica monetaria in attesa che i prezzi salgano al 2%. Janet Yellen rassicura sul fatto che gli aumenti saranno graduali, forse anche più lenti delle attese. Ma mette allo stesso tempo in guardia dai rischi di un'azione troppo lenta che potrebbe avere ripercussioni sulla stabilita' finanziaria e sul mercato del lavoro.
«Senza ulteriori modesti aumenti dei tassi, c'è il rischio che il mercato del lavoro si surriscaldi, creando potenziali problemi sul fronte dell'inflazione che sarebbero difficili da risolvere senza innescare una recessione» spiega Yellen da Cleveland intervenendo a un evento della National Association for Business Economics.
In un discorso un po' più da 'falco' del solito, Yellen non tocca pero' quello che e' l'elefante nella stanza', ovvero la successione alla guida della Fed. Il senatore dell'Alabama Richard Shelby ha incontrato il presidente Donald Trump sull'argomento: "non penso che la confermi" dice dopo il faccia a faccia ai microfoni di Bloomberg. Secondo indiscrezioni, al momento sarebbe in pole position per la presidenza della banca centrale americana Kevin Warsh, anche se l'imprevedibilità di Trump lascia aperte tutte le porte. Il mandato di Yellen scade il 3 febbraio ed entro la fine dell'anno il presidente americano dovrebbe pronunciarsi al riguardo.
Yellen, consapevole dell'incertezza sul futuro della Fed, sembra prendere tempo con l'invito alla cautela. Ammette che la banca centrale statunitense potrebbe aver sbagliato nelle previsioni sull'inflazione e sul mercato del lavoro, confermando cosi' il 'mistero' sull'andamento dei prezzi di cui aveva parlato nelle scorse settimane. «Alcune delle idee alla base dell'outlook potrebbero essere sbagliate'', con l'"inflazione che potrebbe restare bassa più a lungo di quanto previsto», dice. Nonostante questo la Fed non è intenzionata per il momento a rivedere il target dell'inflazione, attualmente al 2%: la comprensione che la Fed ha dell'inflazione «non è perfetta». Di fronte a questa incertezza, la strada dei rialzi potrebbe non essere completamente prevedibile: «monitoreremo i dati e siamo pronti a rivedere» la politica «sulla base delle informazioni che riceviamo».