Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/22042

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 13 agosto 1998, il Consiglio federale ha preso atto dell'accordo tra le grandi banche svizzere e i richiedenti americani esprimendo la sua piena comprensione e la speranza che questo accordo contribuisca a rappacificare la situazione ed esplichi effetti benefici sulle relazioni estere della Svizzera in generale. Evidentemente, questo accordo non esclude completamente la formulazione di nuove rivendicazioni finanziarie in relazione alla Seconda guerra mondiale nei confronti di destinatari svizzeri, tanto più che la causa collettiva intentata presso un tribunale distrettuale di New York contro compagnie di assicurazione europee non è espressamente inclusa in questo accordo. A prescindere da quanto sopra, quando entrerà in vigore l'accordo delle banche, nella forma e nel contenuto previsti, le possibilità che vengano formulate nuove rivendicazioni finanziarie contro la Svizzera saranno notevolmente limitate. Indipendentemente da questo accordo, il Consiglio federale ha ribadito che non vede motivo per entrare in materia su nuove rivendicazioni finanziarie contro la Banca nazionale svizzera e la Confederazione. </p><p></p><p></p><p></p><p>Rivendicazioni esagerate e ingiustificate, formulate sin dall'inizio della discussione sul ruolo della Svizzera durante la Seconda guerra mondiale, hanno suscitato reazioni molto negative in ampi strati della popolazione svizzera, reazioni che il Consiglio federale comprende. Questa realtà non giustifica assolutamente che si mettano in discussione i vasti e importanti provvedimenti che la Svizzera ha preso in questo contesto, provvedimenti che non hanno confronti con quanto è stato fatto sinora in altri Paesi. Al contrario, applicando in modo risoluto questi provvedimenti, la Svizzera dimostra quanto prenda sul serio le rivendicazioni legittime relative al suo comportamento durante la Seconda guerra mondiale e nel periodo del dopoguerra. Questo vale anche per il lavoro di rilettura storica, che non riguarda scopi pecuniari ma intende stabilire la verità nell'interesse del Paese. Il Consiglio federale proseguirà quindi sulla via che ha intrapreso.</p>  Risposta del Consiglio federale.