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ALTDORF - Confrontata a un calo di oltre il 30% delle entrate nel settore aeronautico, dovuto a mesi di crisi pandemica, Ruag intende sopprimere fino a 150 impieghi entro la fine del prossimo anno, secondo un comunicato odierno.
Nella nota il gruppo bernese precisa che attualmente perde circa tre milioni di franchi al mese, anche se c'è comunque speranza visto l'aumento delle nuove ordinazioni.
Secondo Urs Kiener, CEO ad interim, «il livello pre-crisi del settore dell'aviazione non sarà probabilmente ritrovato prima del 2024/2025. A causa di questa cupa previsione, dobbiamo attuare una trasformazione profonda per assicurare in maniera sostenibile il nostro futuro».
Ruag specifica che fra i numerosi Paesi in cui è attiva, la Svizzera sarà quello più duramente toccato. Un piano sociale è previsto.
Rammarico dei sindacati - La decisione è stata accolta con «grande rammarico» dalle organizzazioni sindacali (in particolare Unia e Syna) e dai rappresentanti dei lavoratori. Questa seconda ondata di soppressioni dal febbraio 2020 colpisce duramente la Svizzera quale centro economico, ed è la conseguenza della decisione del Consiglio federale di scindere Ruag e privatizzarla.
Il governo e l'azienda sono quindi invitati ad assumersi le proprie responsabilità sociali, impedendo il taglio degli impieghi, sottolineano le organizzazioni in un comunicato congiunto. Queste ultime domandano anche di venire informate in maniera aperta e trasparente sulle procedure in corso.
In febbraio Ruag aveva annunciato la riorganizzazione della divisione Sottostrutture con sede a Emmen (LU) e la conseguente soppressione di al massimo 90 posti di lavoro sul periodo di due anni.