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Ogni anno in Svizzera muoiono circa 100 persone in quanto ci sono troppo pochi donatori di organi. Questa situazione non dovrebbe verificarsi. Il nostro sondaggio in merito all’attuale iniziativa popolare mostra che due terzi della popolazione svizzera vogliono una soluzione in cui le persone siano tenute a rifiutare esplicitamente una donazione di organi.
Al momento in Svizzera sono 1400 le persone in attesa di un nuovo organo. Dato che però i donatori sono troppo pochi, nel nostro paese ogni anno muoiono circa 100 persone. Questa situazione non dovrebbe verificarsi. Un sondaggio rappresentativo, condotto da Market Agent su incarico di comparis.ch, rivela che in linea di massima gli svizzeri sono di larghe vedute in materia di donazione di organi. Il 60 per cento degli intervistati è dell’opinione che per la donazione di organi non dovrebbero essere prese in considerazione soltanto le persone che possiedono una tessera di donatore.
Il 63 per cento degli svizzeri tedeschi e romandi sarebbe addirittura a favore di una modifica della Costituzione che richieda un esplicito rifiuto alla donazione di organi. In un caso normale i medici potrebbero espiantare gli organi delle persone decedute senza la necessità di ulteriori chiarimenti.
Modello del consenso presunto in vigore in alcuni paesi europei
La Junior Chamber International (JCI) ha lanciato l’iniziativa popolare federale «Favorire la donazione di organi e salvare vite umane» che esige proprio questo. Al momento è in corso una raccolta di firme. L’iniziativa mira a modificare la Costituzione federale: con il cosiddetto «modello del consenso presunto», detto anche «modello dell’opposizione», ogni adulto in caso di decesso è un potenziale donatore a meno che in vita non abbia inserito il suo disaccordo in un registro ufficiale. Questo «presunto consenso» esiste già in vari paesi europei quali Austria, Francia, Italia, Spagna, Portogallo e Belgio.
Nel 60 per cento dei casi i parenti rifiutano la donazione
Oggi i potenziali donatori di organi in Svizzera devono possedere una tessera per donatori oppure devono informare i propri familiari, quando sono ancora in vita, della volontà di donare gli organi in caso di decesso.
Secondo il nostro sondaggio, soltanto il 30 per cento degli intervistati possiede una tessera di donatore. Ciò significa che per il restante 70 per cento sono i familiari a dover prendere una decisione in merito all’esportazione degli organi.
Nonostante il 75 per cento degli intervistati sia d’accordo con questo modo di procedere, nella pratica i risultati sono tuttavia alquanto negativi. Secondo la Fondazione nazionale svizzera per il dono e il trapianto di organi, Swiss-Transplant, i familiari infatti rifiutano un espianto degli organi in oltre il 60 per cento dei casi. Il motivo è che non conoscono la volontà della persona deceduta e, dando il loro consenso, temono di comportarsi in modo sbagliato.
«Modello del consenso presunto: un incentivo alla riflessione»
«Il modello del consenso presunto è un incentivo per ognuno di noi a riflettere sulla donazione di organi e prendere una decisione a favore o contro» questa l’opinione di Felix Schneuwly, esperto di assicurazione malattie presso Comparis. «Chi fraintende quest’ultimo come privazione di un diritto o addirittura obbligo a donare gli organi, dovrebbe rinunciare a salvare, un giorno, la propria vita grazie alla donazione di un organo da parte di uno sconosciuto».
Da tenere a mente
Donazione di organi: sì o no? Questa domanda merita qualche riflessione da parte di tutti. Ci sono buoni motivi per parlarne con familiari o amici più stretti.
- Per il suo bene
Sia lei a decidere che cosa succede con il suo corpo.
- Per il bene dei suoi familiari
Condivida i suoi pensieri e le sue decisioni con i suoi cari. Loro devono conoscere le sue volontà per poter agire di conseguenza a tempo debito.
- Per il bene della vita
In Svizzera molte persone sono in attesa di un nuovo organo. Scegliendo di donare gli organi si possono salvare delle vite.