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L'IVA pagata sul canone di ricezione radiotelevisivo non sarà rimborsata retroattivamente.
Lo ha stabilito l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) analizzando gli effetti della decisione del Tribunale federale (TF), secondo cui da aprile sul canone non va più pagata l'imposta.
Da quanto il TF, il 13 aprile 2015, ha preso questa decisione, le fatture sono state emesse senza imposta sul valore aggiunto (IVA). La Corte di Losanna aveva però lasciato in sospeso la questione del rimborso, si legge in un comunicato odierno dell'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM).
Per garantire la certezza del diritto - continua la nota - una modifica della prassi è valida solo a partire dalla sentenza. Proprio per questo l'IVA versata prima di aprile non verrà restituita. Fino ad allora non vi erano infatti motivi per non riscuoterla.
Il prelievo dell'IVA sul canone di ricezione radiotelevisivo risale al 1995. La questione è stata sollevata per la prima volta proprio nel quadro del procedimento che è sfociato nella sentenza del TF. Inizialmente, il Tribunale amministrativo federale, aveva confermato l'obbligo di pagamento dell'imposta.
SDA-ATS