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I pesticidi nei corsi d'acqua sono oggi un argomento rovente. La presenza di nitrati nelle acque sotterranee è adesso un nuovo problema in Svizzera?
No, purtroppo molte aziende dell'acqua potabile conoscono da tempo il problema dell'inquinamento delle acque sotterranee dovuto alla presenza di nitrati e questo problema riguarda ampie aree della Svizzera. Da anni, oltre ai pesticidi e ai prodotti derivanti dal loro decadimento, nelle acque sotterranee sono presenti concentrazioni elevate di nitrati. Nel 45 percento circa delle stazioni di misurazione utilizzate per l'Osservazione nazionale delle acque sotterranee nei territori agricoli, la presenza di nitrati nelle acque sotterranee era nel 2013 di gran lunga superiore al valore richiesto e stabilito in 25 milligrammi/litro. Questo valore richiesto era stato fissato in via preventiva conformemente all'ordinanza sulla protezione delle acque.
Nel 13 percento delle stazioni di misurazione sono stati rilevati nelle acque sotterranee contenuti di oltre 40 milligrammi/litro. Negli ultimi anni, grazie a misure adottate in agricoltura, i valori misurati presentano una tendenza discendente, ma c'è ancora molto da fare.
Esistono differenze a livello regionale? E la colpa è sempre dell'agricoltura?
Sì, ci sono differenze nelle varie regioni della Svizzera. I valori più elevati vengono riscontrati in territori con un'intensa attività agricola, vale a dire soprattutto nell'altopiano svizzero, dove si trovano anche i più importanti acquiferi per l'approvvigionamento di acqua potabile. È un classico conflitto d'utilizzo.
Quando si tratta di inquinamento da azoto nel terreno, l'agricoltura è la principale responsabile con elevati apporti di fertilizzanti, soprattutto fertilizzanti artificiali e liquami.
Ha qualche esempio di eventi di cui si sono occupati anche i media?
Ecco alcuni esempi: solo di recente «Kreuzlinger Nachrichten» ad esempio ha posto la domanda: «Quanto letame è presente nella nostra acqua?». «Freiburger Nachrichten» ha riferito di un progetto di protezione dai nitrati a Gurmels, l'«Aargauer Zeitung» ha parlato di «Contenuto eccessivo di nitrati a Wohlen» e il canale televisivo SRF ha presentato un progetto di protezione dai nitrati sul Birrfeld in Argovia e ha sollevato in generale la questione «Troppi fertilizzanti nella nostra acqua potabile?».
Come si può classificare questa presenza di nitrati nelle acque sotterranee, tenendo conto della qualità e dell'approvvigionamento di acqua potabile?
L'acqua potabile è una derrata alimentare e come tale deve soddisfare i requisiti previsti dall'Ordinanza del Dipartimento federale dell'interno (DFI) sull’acqua potabile e sulle acque per piscine e docce accessibili al pubblico (OPPD). Per i nitrati è qui previsto un valore massimo di 40 milligrammi/litro nell'acqua potabile. Questo valore massimo è stato fissato in base a criteri tossicologici validi per l'uomo. Ciò significa che, in caso di superamento di questo valore, l'acqua non può più essere distribuita ai clienti come acqua potabile. Dal momento che i processi chimico-fisici nel terreno sono molto lenti, l'inquinamento delle acque sotterranee si distende su tempi molto lunghi.
Se le acque sotterranee nel settore di alimentazione di una captazione sono inquinate per la presenza di valore elevati di nitrati, questo inquinamento sarà presente per anni o addirittura decenni, compromettendo l'approvvigionamento in un orizzonte temporale molto lungo. Se la gestione nel settore di alimentazione dovesse cambiare e diventare più intensa, il contenuto potrebbe aumentare ulteriormente.
Le aziende dell'acqua potabile che non dispongono di alternative dovrebbero quindi essere soppresse?
Esattamente! Per le aziende senza fonti alternative si tratterebbe dell'interruzione dei loro servizi. È uno scenario spaventoso per i responsabili comunali ma anche per l'attuazione.
Qual è la situazione per quanto riguarda la possibilità di trattamento preliminare e successivo?
Dal punto di vista tecnico, il trattamento è possibile, ma è anche molto costoso e complesso. Secondo degli studi tedeschi un trattamento successivo, comporterebbe costi aggiuntivi fino al 60 percento. Le misure "end of pipe" come il trattamento sono misure d'emergenza alle quali attingere solo in situazioni eccezionali. Nell'ottica della sostenibilità e del divieto di inquinamento si deve assolutamente intensificare la prevenzione.
Se non si può effettuare alcun trattamento, esistono altre possibilità e varianti.
E cioè? Quali?
Si potrebbe miscelare l'acqua proveniente da diverse sorgenti, attingere acqua da aziende vicine o allestire una nuova captazione in una zona idonea; le zone idonee sono tuttavia sempre più rare. Inoltre queste opzioni sono piuttosto costose.
Quante captazioni in Svizzera sono effettivamente interessate dal problema di un'eccessiva presenza di nitrati? E nel recente passato è stato necessario chiudere delle captazioni per problemi di nitrati?
A oggi non esiste una raccolta centralizzata di dati relativi a captazioni fortemente interessate dal problema dei nitrati. Questi dati sono disponibili solo a livello cantonale. Una semplice ricerca tra le informazioni attualmente disponibili ai media ha tuttavia fatto emergere un quadro preoccupante: le acque sotterranee non solo sono fortemente inquinate per la presenza di nitrati; negli ultimi dieci anni molte captazioni sono state chiuse per l'inquinamento da nitrati e così avverrà anche in futuro.
Dove esattamente in Svizzera?
L'area più colpita è l'altopiano svizzero, dove l'agricoltura è fortemente praticata. Ma il problema non tocca solo i piccoli comuni agricoli, bensì anche medie aziende come Worb nel cantone di Berna, Wohlen in Argovia o Murten nel cantone di Friburgo. Tutti questi luoghi sono interessati da una forte presenza di nitrati, che ha causato o minaccia la soppressione di captazioni.
È allarmismo o siamo di fronte a una situazione effettivamente problematica?
È una situazione effettivamente problematica. L'inquinamento ha comportato la necessità di riprogettare e costruire diverse captazioni investendo milioni di franchi oppure quella di individuare e valutare nuove soluzioni di rete. Purtroppo, tuttavia, in molte aree è difficile trovare zone idonee a causa della crescente diffusione di insediamenti e superfici di circolazione. Oltre all'inquinamento delle acque sotterranee per la presenza di nitrati abbiamo quindi anche il problema di insufficienti misure pianificatorie per la protezione delle captazioni.
Ci può fare qualche esempio anche qui?
Sì, un caso complesso di massiccio inquinamento da nitrati è il territorio occidentale del distretto di Gäu nel cantone di Soletta, fin oltre il confine con il cantone di Berna, dove si hanno coltivazioni intensive di verdura. Anni fa è stato necessario sopprimere la captazione di Niederbipp per la presenza eccessiva di nitrati. Da allora l'approvvigionamento idrico è stato tecnicamente garantito prelevando acqua dalla stazione di pompaggio di Moos a Oensingen.
E ha funzionato?
Finora benissimo. Ma a causa di progetti di costruzione a Oensingen è ora necessario sopprimere anche la captazione della stazione di pompaggio Moos a Oensingen. E dal momento che a Oensingen non ci sono più luoghi idonei, la ricerca di una soluzione sostitutiva sta diventando una grande sfida per Oensingen. Per Niederbipp la situazione è ancora più difficile.
In che modo le aziende dell’acqua potabile devono affrontare questi temi complessi?
In base a un mandato di legge, le aziende dell’acqua potabile in qualità di aziende alimentari devono eseguire anche in futuro il controllo autonomo secondo un approccio basato sul rischio. tenendo conto di tutti i rischi rilevanti, anche i rischi presenti nella zona di protezione e nel settore di alimentazione. Si prevede pertanto che le aziende dell’acqua potabile dovranno in futuro mettere a tema e affrontare sempre più anche i rischi derivanti dall'inquinamento del settore di alimentazione dovuto alla presenza di sostanze. La questione della sicurezza dell’approvvigionamento deve essere affrontata nell'ambito del piano generale dell'acquedotto, il PGA. Finora, tuttavia, l'obbligo di elaborare un PGA o un piano di approvvigionamento regionale di acqua potabile non è previsto da una legge federale, ma solo da alcuni Cantoni. Alla luce delle sempre maggiori fasi di siccità che si verificano d'estate queste lacune dovranno assolutamente essere colmate.
E come vede Lei il futuro delle aziende dell’acqua potabile in Svizzera?
In generale possiamo dire che la qualità dell’acqua potabile in Svizzera è ottima; a livello locale, tuttavia, alcune risorse di acqua potabile sono inquinate da sostanze estranee. Sappiamo bene che pesticidi e nitrati sono gruppi di sostanze presenti nelle sorgenti; di conseguenza possiamo adottare varie misure. Il problema riguarda in particolare l'agricoltura, ma anche i giardini privati e la gestione degli spazi pubblici e le scarpate delle vie di transito. Dal momento che i processi che avvengono nelle acque sotterranee sono di lunga durata, dobbiamo mettere immediatamente mano alle misure necessarie e attuarle con continuità.
Gli esempi illustrati mostrano con chiarezza che non affrontare la problematica delle sostanze estranee come i nitrati nelle acque è indice di miopia. Se vogliamo veramente lasciare alle generazioni future un approvvigionamento idrico sostenibile, con cui l'acqua potabile può essere ottenuta da risorse naturali, dobbiamo oggi più che mai pensare alla protezione preventiva delle risorse e pianificare la sicurezza nell'ottica di un principio prudenziale. Per ottenere risultati efficaci, la SSIGA richiede una protezione maggiore delle risorse di acqua potabile e la protezione pianificatoria vincolante delle aziende dell'acqua potabile in Svizzera.
Qui potete trovare ulteriori informazioni sulla presenza di nitrati nelle acque sotterranee e sulle stazioni di misurazione nell'ambito dell'Osservazione nazionale delle acque sotterranee dell'Ufficio federale per l'ambiente UFAM: