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Gli abitanti del Venezuela hanno appena fatto l’esperienza di uno dei rischi legati alla detenzione di moneta cartacea.
In un solo giorno hanno perso il 46% del loro potere d’acquisto, a seguito della decisione del governo di Caracas di svalutare la moneta locale, il bolivar, del 46%, passando da 4,30 a 6,30 bolivar (nei confronti del dollaro americano).
Sulla scena mondiale la guerra monetaria sta andando a pieno regime, ma a differenza degli altri paesi (Europa, Stati Uniti, Giappone), che fanno ricorso a termini oscuri e incomprensibili (come “quantitative easing”) per nascondere alla popolazione la realtà di una svalutazione costante della moneta, annunciando questa radicale svalutazione il governo del Venezuela ha lanciato una bomba di ben altra potenza.
La svalutazione monetaria permette principalmente di alleggerire il peso del debito e rilanciare le esportazioni, dunque la crescita interna. In questo contesto, alcune monete cadono meno in fretta di altre, ma tutte cadono, il che spiega la performance dell’oro di questi ultimi anni.
Per essere chiari :
1. I venezuelani che detengono il loro capitale in bolivar hanno immediatamente perso il 46% del loro potere d’acquisto.
2. Quelli che detengono il capitale in oro fisico adesso hanno un potere d’acquisto maggiore del 46% rispetto a chi detiene il capitale in bolivar.
3. Questo fenomeno è progressivamente in corso, ma in maniera più nascosta, in tutti i paesi sviluppati che adottano politiche di stampa di moneta.
Il Venezuela non è un caso isolato. La detenzione di oro fisico permette concretamente di proteggersi dall’irresponsabilità dei governi in materia di politica monetaria.
E’ impossibile che un paese o una zona monetaria decidano una svalutazione radicale dell’oro fisico, mentre la svalutazione è potenzialmente un caso con tutte le monete.
(Fonte : fr.goldbroker.com)