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"Una proposta dagli obiettivi lodevoli, ma dalle conseguenze nefaste." La consigliera federale Ruth Dreifuss ha spiegato le ragioni contro l'iniziativa sui medicamenti in votazione a marzo.Questo contenuto è stato pubblicato il 12 gennaio 2001 - 13:23
Dopo il secco no popolare dello scorso novembre alle proposte sui costi ospedalieri, i cittadini dovranno esprimersi il 4 marzo su una nuova proposta lanciata dal boss della catena di supermercati Denner nel settore della sanità pubblica.
L'iniziativa "per farmaci a prezzi più bassi" ha un titolo allettante che la ministra della sanità Ruth Dreifuss ha però invitato a respingere: l'obiettivo è lo stesso perseguito dal governo, ma le modalità creerebbero discriminazioni tra i pazienti e gravi problemi di sicurezza sanitaria.
Allo scopo di ridurre i prezzi dei medicamenti in Svizzera, l'iniziativa chiede la libera commercializzazione senza previa autorizzazione delle autorità elvetiche dei prodotti disponibili in Germania, Austria, Italia e Francia permettendo anche le importazioni di tutti i farmaci venduti all'estero a prezzi inferiori a quelli svizzeri. Inoltre, quando possibile, solo i preparati generici dovrebbero essere a carico dell'assicurazione malattia sociale mentre nel caso in cui esistono più prodotti dovrebbe essere consegnato sempre quello più a buon mercato.
L'obbligo di ricorrere al prodotto meno costoso creerebbe tuttavia una discriminazione tra i pazienti, ha messo in guardia Dreifuss. Visto che i medicamenti meno cari non sono sempre i più adeguati, l'iniziativa obbligherebbe in alcuni casi i pazienti a pagare il trattamento di tasca propria. Questa regola entrerebbe inoltre in conflitto con la libertà terapeutica dei medici, costretti a prescrivere un medicamento più conveniente anche se convinti che un altro più caro sia più indicato.
Per esercitare pressione sul livello dei prezzi oggi la legge prevede riduzioni sistematiche per i farmaci rimborsabili sul mercato da oltre 15 anni. Il prezzo di quelli nuovi a carico dell'assicurazione vengono definiti tenendo conto del livello medio europeo, ha ricordato la ministra della sanità. Nuove disposizioni legali permettono al farmacista di fornire preparati generici meno costosi.
Ma l'iniziativa causerebbe anche nuovi problemi mettendo in pericolo la sicurezza sanitaria. Limitare le importazioni ai paesi confinanti non sarebbe possibile a causa degli accordi OMC, organizzazione di cui la Svizzera fa parte. Il nostro paese sarebbe perciò inondato da decine di migliaia di medicamenti provenienti da paesi i cui criteri di ammissione sono estremamente differenti, ha pronosticato Ruth Dreifuss.
Anche sul delicato capitolo del libero commercio la Confederazione ha apportato modifiche, in particolare riguardo alle importazioni parallele. Quale controprogetto indiretto, il parlamento ha modificato la legge autorizzando questa pratica per quei prodotti il cui brevetto è scaduto e a patto che essi vengano sottoposti ad un controllo dalle autorità.
Questa liberalizzazione condizionata è stato il massimo che il mondo politico ha voluto concedere ai promotori dell'iniziativa, una soluzione che ha dovuto tenere conto delle pressioni esercitate dall'industria farmaceutica svizzera. Il rischio di un indebolimento della piazza scientifica elvetica, secondo la ministra socialista, è infatti un altro degli effetti perversi dell'iniziativa Denner.
Luca Hoderas
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