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La Svizzera necessita di quasi tre interi pianeti per coprire il proprio fabbisogno di risorse. La causa principale di questa pesante impronta ecologica è il consumo di energia fossile.
L’8 maggio in Svizzera è l’Earth Overshoot Day. Significa che a partire da oggi, in Svizzera la domanda di materie prime rinnovabili è superiore alla capacità del pianeta di produrle. La data viene calcolata confrontando l’impronta ecologica alla biocapacità globale ossia la capacità di rigenerazione delle risorse biologiche in un anno. A partire dall’Earth Overshoot Day, la Svizzera vive in uno stato di deficit di risorse poiché ha già consumato tutto il suo reddito annuale in fatto di risorse e deve quindi prenderne in prestito altre dal pianeta.
L’impronta ecologica misura il consumo di risorse naturali e mostra la superficie totale necessaria per la produzione di tali risorse. Questo indicatore mostra quale quantità di superficie per la produzione sarebbe necessaria a una regione, un Paese oppure all’intera umanità per soddisfare il proprio fabbisogno e smaltire i rifiuti prodotti. Permette quindi di valutare se l’utilizzo delle risorse naturali sia sostenibile o meno. Se l’intera popolazione mondiale vivesse con la stessa massiccia impronta ecologica lasciata dagli svizzeri, sarebbero necessari quasi tre pianeti.
Sovrasfruttamento di risorse globali come l’atmosfera
Lo squilibrio tra l’impronta ecologica della Svizzera e la biocapacità del pianeta sussiste ormai da molti anni. Questo consumo smodato è possibile solo grazie all’importazione di risorse naturali e allo sfruttamento eccessivo di beni globali come l’atmosfera. Il consumo di energia fossile costituisce quasi tre quarti dell’impronta ecologica della Svizzera. Negli ultimi decenni, questa voce è inoltre quella che ha fatto rilevare un aumento maggiore. Con circa il 25 per cento dell’impronta ecologica totale, anche il nostro fabbisogno di terreni agricoli, boschi e prati naturali rappresenta una percentuale importante.
L’impronta ecologica della Svizzera è in media con quella delle altre nazioni dell’Europa occidentale. L’Earth Overshoot Day per l’UE è il 10 maggio, due giorni dopo la Svizzera. Qatar, Lussemburgo, Emirati Arabi Uniti, Mongolia, Bahrain, Stati Uniti, Canada, Kuwait, Danimarca, Estonia, Australia, Nuova Zelanda e Bermuda consumano oltre quattro volte la quantità di risorse disponibili a livello di biocapacità mondiale. L’esempio estremo è il Qatar che quest’anno ha raggiunto l’Earth Overshoot Day già l’11 febbraio. I Paesi del subcontinente indiano, del sud-est asiatico e dell’Africa consumano invece meno di un pianeta. Secondo l'Ufficio federale dell'ambiente, in futuro l’impatto sulle risorse naturali diventerà ancora più importante poiché il volume dell’economia e la popolazione mondiale sono in continua crescita.
Ridurre il consumo di energia fossile
Come possiamo ridurre la nostra impronta ecologica? Il passo più importante è la riduzione del consumo di energia fossile. In Svizzera, una casa su tre è ad esempio riscaldata con un sistema di riscaldamento a nafta o a gas. Se ogni anno 30 000 di essi venissero sostituiti con sistemi di riscaldamento che utilizzano energie rinnovabili, la Svizzera raggiungerebbe la neutralità climatica entro il 2050. Nel nostro Paese, il traffico è inoltre responsabile di circa il 40 per cento delle emissioni totali di CO2. Il carpooling, la rinuncia all’utilizzo dell’auto per percorrere brevi tratti o il lavoro in home office anche dopo la fine della crisi legata al coronavirus potrebbero ridurre notevolmente l’impatto ambientale causato dal traffico dei pendolari.
#NOISIAMOILFUTURO
Il movimento nazionale #NOISIAMOILFUTURO è sostenuto da rinomate imprese svizzere e da SvizzeraEnergia. L’obiettivo è invogliare la popolazione svizzera ad organizzare le proprie giornate in maniera più efficiente dal punto di vista energetico e ad impegnarsi attivamente per i temi dell’energia e della protezione del clima. In qualità di partner media, 20 Minuti sostiene #NOISIAMOILFUTURO con approfondimenti, reportage e quiz.
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