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Il clearing o compensazione designa il regolamento senza contanti di crediti fra banche per evitare pagamenti superflui (compensazione bancaria). Nelle Transazioni finanziarie intern. indica la liquidazione di crediti e debiti reciproci dei Paesi che fanno parte del sistema.
Al contrario delle transazioni libere, gli scambi regolati dal clearing non prevedono l'utilizzo di valuta. Il debitore (importatore) versa l'importo in valuta nazionale al centro di pagamento - in Svizzera la Banca nazionale svizzera (BNS) - dopo di che l'ist. analogo estero paga il creditore (esportatore) nella valuta del rispettivo Paese. I versamenti degli importatori vengono utilizzati per regolare i conti degli esportatori dello stesso Paese. Questo meccanismo funziona evidentemente solo se i crediti reciproci sono equilibrati.
L'introduzione del clearing risale al crollo del sistema finanziario intern. nel 1931 (Crisi economica mondiale). Nello stesso anno la Svizzera stipulò con l'Austria e l'Ungheria i primi accordi bilaterali di compensazione al mondo. Dopo l'annuncio da parte ted. di una moratoria generale sui trasferimenti degli interessi, la Svizzera concluse nel 1934 un accordo di clearing con la Germania, suo maggior partner commerciale. Per gestire sul piano amministrativo questi pagamenti venne istituito nello stesso anno l'Ufficio svizzero di compensazione, che prese il posto di una divisione speciale della BNS preposta fino ad allora a questo compito. Nel 1939 38 Stati erano legati da 178 accordi di clearing; con 12 accordi la Svizzera era solidamente ancorata a questo sistema. La maggior parte dei trattati venne stipulata dalla Germania nazionalsocialista e dall'Italia fascista, mentre gli Stati Uniti ne rimasero estranei.
In Svizzera gli accordi di clearing portarono a una lotta tra i diversi settori economici rivolti all'esportazione per accaparrarsi le scarse risorse versate dagli importatori e orientarono il commercio estero verso le potenze dell'Asse. Durante la seconda guerra mondiale la Svizzera, nonostante le sue riserve, non riuscì a sottrarsi ai tentativi del Terzo Reich di integrarla in una sistema multilaterale di compensazione dominato dalla Germania e imposto anche ai Paesi occupati. Nacque così, già durante la guerra, una discussione sui crediti di clearing concessi al Reich, che permettevano a quest'ultimo di rifornirsi in Svizzera di materiale necessario alla prosecuzione del conflitto. I sostenitori di questi crediti si appellavano al mantenimento dell'apparato produttivo sviz., alla piena occupazione e all'approvvigionamento economico del Paese, mentre gli oppositori temevano difficoltà politiche con gli Alleati. Dei 1119 milioni di frs. di debiti accumulati dalla Germania fino alla fine della guerra (il cosiddetto miliardo di clearing o Clearingmilliarde), nel 1952 la Repubblica fed. ted. ne riconobbe 650 milioni.
Fra il 1935 e il 1958 la quota di scambi regolati dalla Svizzera attraverso il sistema di clearing variò fra il 30 e l'80%. Fra il 1931 e il 1954 stipulò accordi di compensazione con 28 Stati. Dopo l'entrata in vigore dell'Accordo monetario europeo in sostituzione dell'Unione europea dei pagamenti nel 1958, il clearing venne utilizzato solo nel commercio con alcuni Stati del blocco orientale (senza l'Unione Sovietica) e con pochi altri Paesi (Grecia, Turchia, Iugoslavia, Iran, Egitto, Uruguay). Con il passaggio della Repubblica democratica ted. alle transazioni in divise libere (1976), finì in Svizzera l'epoca delle relazioni commerciali bilaterali regolate dal clearing.
Bibliografia
– F. Gygax, «Clearing», in HSVw, 1, 1939, 337-342
– H. A. Frey, Das Clearing- und Devisenrecht der Schweiz, 1941
– J. Bürki, L'influence des accords de clearing sur le commerce extérieur de la Suisse, 1943
– M. Ferralli, Der deutsch-schweizerische Verrechnungsverkehr von seiner Entstehung im Jahre 1934 bis zum Ende des zweiten Weltkrieges, 1955
– P. Hug, M. Kloter, «Der "Bilateralismus" in seinem multilateralen Kontext», in Aufstieg und Niedergang des Bilateralismus, a cura di P. Hug, M. Kloter, 1999, 13-139
– Pubbl. CIE, 3
Autrice/Autore: Martin Meier / sma