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Conferenza sul clima: approvato il mandato della delegazione svizzera
Berna, 19.11.2014 - Le misure adottate attualmente dagli Stati per ridurre le emissioni di gas serra sono insufficienti per limitare il riscaldamento climatico a un livello sopportabile. In occasione della 20a Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, prevista a Lima dal 1° al 12 dicembre 2014, la Svizzera s’impegnerà per poter finalizzare un accordo globale a Parigi nel 2015 e intensificare le riduzioni delle emissioni di gas serra da qui al 2020. Oggi il Consiglio federale ha approvato il mandato della delegazione svizzera. La Consigliera federale Doris Leuthard parteciperà al segmento ministeriale, che si terrà dal 9 all’11 dicembre.
Il nuovo accordo sul clima, che dovrà entrare in vigore nel 2020, intende impegnare tutti gli Stati indistintamente. L'accordo, presumibilmente permanente, verterà sulla riduzione delle emissioni, sulle misure di adattamento e sul finanziamento della politica climatica mondiale. La sua attuazione dovrà essere aggiornata periodicamente dalla Conferenza delle Parti alla Convenzione delle Nazioni Unite sul riscaldamento climatico. Il documento dovrebbe contenere anche gli impegni nazionali di tutti gli Stati per lottare contro il riscaldamento climatico (Intended Nationally Determined Contribution INDC). Il nuovo accordo dovrebbe essere approvato a Parigi nel dicembre 2015.
A Lima, la delegazione svizzera s'impegnerà affinché siano compiuti progressi tangibili nella preparazione dell'accordo del 2015. Per la Svizzera, l'accordo dovrà vincolare tutti gli Stati in funzione delle loro responsabilità e delle loro capacità, tenendo conto dei bisogni specifici dei Paesi meno sviluppati. La Svizzera si opporrà a un trattamento differenziato degli Stati, che riprenderebbe la vecchia distinzione tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo.
Ogni Stato dovrebbe annunciare, possibilmente nella primavera del 2015, un obiettivo nazionale di riduzione dei gas serra per il periodo successivo al 2020. La Cina e gli Stati Uniti, che rappresentano insieme il 45 per cento delle emissioni mondiali, hanno annunciato le loro intenzioni il 12 novembre scorso. La Svizzera annuncerà nella primavera del 2015 il suo obiettivo di riduzione per il 2030. I criteri per la formulazione di tale obiettivo nazionale dovrebbero essere definiti a Lima.
Rafforzare la politica climatica attuale
La conferenza di Lima dovrà inoltre servire a rafforzare la politica climatica attuale e a precisarne l'attuazione. L'ultimo rapporto degli esperti sul clima (IPCC) ha rivelato che le misure di riduzione adottate finora dagli Stati non sono sufficienti per raggiungere l'obiettivo di limitare il riscaldamento a due gradi fino al 2100 e che occorre adottare misure senza indugiare. Secondo la Svizzera, la convenzione deve promuovere le iniziative statali e non statali di riduzione delle emissioni di gas serra. Il settore privato, in particolare quello della finanza, o collettività come le città devono essere integrati nel processo. Occorre inoltre elaborare con urgenza regole sull'uso degli strumenti di mercato, come il Meccanismo di sviluppo pulito (Clean Development Mechanism), che prevede che i Paesi industrializzati finanzino progetti di riduzione delle emissioni nei Paesi in via di sviluppo.
La conferenza di Lima porterà avanti anche i lavori sul finanziamento della politica climatica nei Paesi in via di sviluppo. La Svizzera ritiene che tutti gli Stati in grado di partecipare al finanziamento della politica climatica siano tenuti a farlo. Bisognerà inoltre precisare l'istituzione del Fondo verde per il clima (Green Climate Fund). Attualmente la Svizzera sta esaminando la possibilità di sostenere il fondo con un contributo di almeno 100 milioni di dollari. Occorrerà infine attivare e prendere maggiormente in considerazione i contributi del settore privato, adeguando di conseguenza l'architettura finanziaria della politica climatica.
Doris Leuthard sarà a Lima
La Consigliera federale Doris Leuthard si recherà a Lima per il segmento ministeriale della conferenza, che si terrà dal 9 all'11 dicembre. La titolare del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) coglierà l'opportunità per incontrare diversi suoi omologhi a livello bilaterale.
Indirizzo cui rivolgere domande
Franz Perrez, ambasciatore, capo della delegazione negoziale, UFAM, +41 79 251 90 15
Elisabeth Maret, addetta stampa, UFAM, +41 79 371 62 82
Pubblicato da
Il Consiglio federale
https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale.html
Segreteria generale DATEC
https://www.uvek.admin.ch/uvek/it/home.html
Ufficio federale dell'ambiente UFAM
http://www.bafu.admin.ch/it