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Il fondo di aiuto immediato è stato istituito nell’aprile del 2014 in stretta collaborazione tra la Tavola rotonda per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale, i Cantoni e la Catena della solidarietà. Gestito dalla Catena della solidarietà e alimentato dai Cantoni, da varie città e Comuni, dalle Chiese nonché da organizzazioni, imprese e privati, il fondo ha raccolto contributi volontari per un totale di 6,9 milioni di franchi, distribuiti a 962 persone. Il Cantone di Vaud ha istituito un proprio fondo versando 1,8 milioni di franchi a 155 persone. Nel corso degli ultimi due anni, 1117 vittime hanno così ricevuto importi tra i 4000 e i 12 000 franchi. Si tratta di persone la cui integrità personale è stata violata da una misura a scopo assistenziale o un collocamento extrafamiliare ordinati o eseguiti prima del 1981 e che oggi vivono in una situazione finanziaria precaria. L’obiettivo iniziale (CHF 7/8 mio. per un totale di circa 1000 vittime) si è quindi rivelato realistico ed è addirittura stato leggermente superato.
Le richieste di aiuto immediato sono state prese in consegna dal Delegato per le vittime – funzione istituita dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga – e poi esaminate da un comitato della Tavola rotonda, composto da cinque persone, due delle quali vittime di misure coercitive a scopo assistenziale o collocamenti extrafamiliari. Se le condizioni per l’aiuto immediato erano adempite, il comitato trasmetteva le richieste alla Catena della solidarietà, che adottava la decisione formale e procedeva al versamento. 340 richieste sono state respinte perché i richiedenti non erano vittime, non versavano in condizioni finanziarie precarie o non hanno fornito informazioni sufficienti per valutare la domanda.
Dopo l’aiuto immediato i contributi di solidarietà
I sussidi del fondo di aiuto immediato sono da considerarsi un soccorso transitorio fino alla creazione di una base legale per l’analisi esaustiva delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari. Il disegno di legge, che tra l’altro prevede contributi di solidarietà per tutte le vittime, è stato adottato dal Consiglio nazionale in aprile e sarà verosimilmente trattato dal Consiglio degli Stati in settembre. La nuova legge potrebbe entrare in vigore già nella primavera del 2017 – sempre che entrambe le Camere l’approvino, che nessuno lanci il referendum e che il comitato ritiri l’iniziativa per la riparazione. Alla luce delle esperienze maturate con l’aiuto immediato, il Consiglio federale stima che gli aventi diritto siano dai 12 000 ai 15 000. A seconda del numero di richieste, il contributo di solidarietà percepito si situerà tra i 20 000 e i 25 000 franchi a testa.
Ottime esperienze con i servizi di contatto
Nel 2013 i Cantoni hanno istituito una fitta rete di servizi di contatto per consigliare e sostenere le vittime nel rielaborare il proprio vissuto. Poiché il lavoro di tali servizi ha dato risultati buoni e apprezzati, il disegno di legge prevede di continuare a proporre tale offerta. I servizi di contatto cantonali potranno aiutare gli interessati nel preparare e inoltrare le richieste di contributi di solidarietà, come avevano già fatto per l’aiuto immediato. Le esperienze mostrano che questo sostegno permette l’evasione efficiente e rapida delle richieste, compito che s’intende affidare a un gruppo di progetto da istituirsi l’anno prossimo nell’Ufficio federale di giustizia (UFG).
Ultima modifica 05.07.2016