Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/95903

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale può confermare l'obiettivo fissato nel 2001 e da allora più volte ribadito di raddoppiare la capacità di partecipazione a un'operazione di sostegno alla pace (PSO), portandola a 500 militari?</p><p>2. Di quali capacità l'esercito dispone attualmente per gli impieghi PSO? Quale percentuale rispetto al totale delle risorse dell'esercito è richiesta da tali impieghi in materia di personale, logistica, equipaggiamento e finanze?</p><p>3. Quali misure sono state o saranno adottate, affinché gli obiettivi del Consiglio federale per la partecipazione agli impieghi PSO in materia di personale, logistica, equipaggiamento e finanze siano effettivamente realizzati?</p><p>4. Entro quale scadenza sarà raggiunto il raddoppio delle capacità PSO a 500 militari? Sulla base di quali misure?</p><p>5. La capacità per gli impieghi PSO diventerà un elemento strutturale dell'esercito?  Da che momento?</p><p>6. Quali studi di fattibilità per possibili contributi supplementari PSO sono stati effettuati dalla decisione di raddoppio del 2004? Quali sono gli argomenti a favore di una partecipazione? Ciononostante, perché vi si è rinunciato?</p><p>7. Quali studi di fattibilità sono attualmente in corso o previsti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il promovimento militare della pace rientra tra i compiti dell'esercito e il Consiglio federale intende concretizzare questo mandato anche in futuro. Tuttavia, la questione su come ciò deve avvenire, con quali mezzi, in quale entità e in quali generi d'impieghi, sarà esaminata a livello materiale nel nuovo Rapporto sulla politica di sicurezza. Esso sarà licenziato dal Consiglio federale presumibilmente all'inizio del 2010.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1./3./4. Le attuali carenze di risorse dell'esercito non permettono un raddoppio delle spese per il promovimento militare della pace. Il dibattito parlamentare relativo al Rapporto sulla politica di sicurezza previsto per l'anno prossimo suggerisce che sarebbe opportuno aspettare fino a quel momento per prendere una decisione su un eventuale aumento dell'impegno.</p><p>2. Attualmente circa 260 militari sono impiegati all'estero nell'ambito di missioni di promovimento della pace. I costi diretti degli impieghi attuali ammontano a circa 53 milioni di franchi l'anno. Tale importo comprende anche i costi salariali e gli oneri sociali del personale distaccato nonché le risorse umane impiegate presso la sede centrale nell'ambito del progetto approvate dal Parlamento. La questione di quale percentuale è richiesta (costo complessivo) dalle operazioni di mantenimento della pace rispetto al totale delle risorse dell'esercito in materia di personale, logistica, equipaggiamento e finanze è attualmente oggetto di accertamenti interni.</p><p>5. Gli impieghi all'interno o a ridosso dei confini nazionali costituiranno anche in futuro il compito principale dell'esercito. In quanto strumento della politica di sicurezza, l'esercito fornisce tuttavia, conformemente al Rapporto sulla politica di sicurezza 2000 e alla legge militare, anche contributi al promovimento militare della pace a livello internazionale. Nell'ambito della trattazione del nuovo rapporto sulla politica di sicurezza, il Consiglio federale deciderà quale importanza debbano rivestire in futuro per l'esercito la collaborazione internazionale, in generale, e, in particolare, gli impieghi a sostegno della pace.</p><p>6./7. La Svizzera esamina ogni richiesta di partecipazione a operazioni di mantenimento della pace. Da un lato, si esamina se le possibilità in materia di personale, le disponibilità di materiale e il quadro legislativo permettono un contributo adeguato dell'esercito, dall'altro, si valuta, in stretto coordinamento con il DFAE, quali sono gli interessi di politica estera e di sicurezza ad una partecipazione. Al momento l'esercito esamina le possibilità e le necessità di adeguamento del dispositivo svizzero di osservatori militari in relazione con i costanti sviluppi nell'ambito delle diverse missioni dell'ONU. Nuove partecipazioni con distaccamenti o contingenti di maggiori dimensioni non sono attualmente all'esame.</p>  Risposta del Consiglio federale.