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Secondo una ricerca, le tracce olfattive degli anziani sono le più riconoscibili, pur non essendo sgradevoli o troppo intense
Gli anni che passano fanno cambiare molte cose. Forse spesso non ci si pensa, ma anche l’odore del nostro corpo è destinato a mutare nel corso del tempo. E, contrariamente a quanto si possa comunemente pensare, non lo fa necessariamente diventando più forte o meno gradevole, anzi.
La conferma di ciò viene anche dalla scienza. Alcuni anni fa un gruppo di ricercatori del «Monell Chemical Senses Center» ha realizzato uno studio finalizzato a confermare come gli esseri umani siano in grado di riconoscere i propri simili in base all’odore corporeo. Come ricordato dagli autori, gli uomini si comportano esattamente come le altre specie animali: grazie proprio all’olfatto riescono a ottenere informazioni utili come l’età della persona che si ha di fronte, il suo stato di salute o l’eventuale grado di parentela.
Per realizzare la ricerca, gli studiosi hanno raccolto campioni di odori provenienti da tre gruppi differenti di partecipanti: uno con persone di età compresa tra 20 e 30 anni, l’altro con volontari tra 45 e 55 anni e infine un terzo, composto da individui tra 75 e 95 anni. Tutti i coinvolti dovevano dormire per cinque notti consecutive con una particolare maglietta, che presentava dei quadrati di stoffa sotto le ascelle; la loro particolare funzione consisteva nel raccogliere gli odori di ogni persona. I vari campioni sono stati poi valutati da un gruppo di giovani (tra 20 e 30 anni). Il loro compito era di provare a indovinare l’età del soggetto che aveva indossato la maglietta.
Al termine del test è emerso come i partecipanti più anziani fossero quelli con l’odore corporeo più riconoscibile. Questo, però non significa – come affermato in precedenza – che la loro traccia olfattiva fosse la più sgradevole, anzi. Secondo gli «annusatori», invece, gli odori erano sì riconoscibili, ma molto meno intensi e, per molti versi, meno sgradevoli rispetto a quelli emanati dalle persone comprese negli altri due gruppi. Questa particolarità è stata sottolineata anche dai promotori dello studio, i quali hanno ricordato come la singolarità dell’odore degli «over» li renda distinguibili in modo quasi immediato.
Lo studio è la prova di come il cervello umano, quando viene stimolato in modo adeguato, riesce a utilizzare al meglio tutti e cinque i sensi. La vastità di questo campo, oltre alle possibili applicazioni in ambito scientifico, farà sì che probabilmente anche in futuro si condurranno studi sulla capacità di riconoscere odori e altri tratti distintivi.
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