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Lo sfogo di Anatoly Antonov sulla riduzione del personale dell'ambasciata russa a Washington
WASHINGTON - Casa Bianca e il dipartimento di Stato non rispondono alle sue chiamate, senatori e deputati non vogliono avere nulla a che fare con lui. Anatoly Antonov, l'ambasciatore russo a Washington, si sente «isolato», e non solo dall'amministrazione Biden.
Il diplomatico non parla con Vladimir Putin da cinque anni, da quando è arrivato negli Stati Uniti. «E perché dovrei parlarci? Per dare all'FBI una possibilità di ascoltare tutto quello che ha da dirmi», dice il diplomatico in un'intervista a Politico.
Nonostante la mancanza di contatti, Antonov respinge le notizie secondo cui il leader del Cremlino non viene informato sull'andamento della guerra. «Sa tutto», dice. «Studia a fondo ogni rapporto che riceve dai servizi, e solo dopo prende le decisioni». Quanto all'invasione dell'Ucraina e alle atrocità di Mosca, Antonov naturalmente «invita a guardare le due facce della medaglia», ammettendo tuttavia che la guerra non fa bene «né alla Russia, né all'Ucraina, né agli Usa».
Sempre più solo, il diplomatico di Mosca si lamenta anche del fatto della drastica riduzione del personale dell'ambasciata. Il personale di servizio è passato da 1'200 a 130 persone, oltre a 170 diplomatici e staff. Da maggio dell'anno scorso 100 impiegati sono stati espulsi e da qui a giugno se ne andranno altri 20, incluso lo chef. «Quali problemi può creare il mio cuoco alla sicurezza degli Stati Uniti?», chiede Antonov che auspica ancora un miglioramento dei rapporti tra Usa e Russia. «Per quanto mi riguarda, sono ancora convinto che dovremmo essere partner. Prima lo eravamo, ora non lo siamo più, è un peccato».
L'uomo ha abusato di minori che avevano tra gli uno e i dodici anni.
«Non ha riconosciuto la loro dignità umana. Gli piaceva giocare al dottore e non ha ancora capito quanto li ha fatti soffrire», così la procuratrice pubblica Pamela Pedretti.
L'olandese, dopo il pasticcio nelle qualifiche di Singapore, è pessimista: «Gara compromessa. Non siamo a Spa o Monza».
L'olandese parte dall'ottava piazza: «Sorpassare è molto difficile, finirò facilmente per restare bloccato dietro agli altri». Semaforo verde alle 15.00.
Flavio Briatore si è espresso in merito ad alcuni disagi avvenuti nel GP di Singapore: «Bisogna assolutamente cambiare».
L'ex team manager di F1: «Quanto visto non fa bene né allo sport né allo spettacolo».