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Per meglio proteggere le vittime della violenza domestica i tribunali dovrebbero ordinare il porto del braccialetto elettronico in modo da far rispettare il divieto di contattare o avvicinare una determinata persona. La Confederazione proporrà una modifica legislativa in tal senso, ha indicato oggi Folco Galli, portavoce dell'Ufficio federale della giustizia, confermando una notizia in questo senso della "NZZ am Sonntag".
Galli non ha tuttavia non saputo dire quando questo progetto sarà posto in consultazione. L'articolo 28b del Codice civile permette alla vittime di chiedere ai giudici di pronunciare diverse misure di protezione in caso di violenza, minacce o insidie. Tra queste figura il divieto di accedere a un perimetro determinato. Si tratta di misure del diritto civile e un aggressore non deve condannato pregiudizialmente.
Il braccialetto elettronico entra tuttavia nel Codice penale: dal prossimo anno i tribunale potranno imporlo a chi si rende colpevole di delitti sessuali. Secondo il Consiglio federale e il parlamento, questa tecnologia va applicata a livello nazionale nell'esecuzione delle pene. La modifica legislativa fa parte della revisione in corso della parte generale del Codice penale. Finora soltanto alcuni cantoni autorizzano il porto del braccialetto elettronico.
SDA-ATS