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Dal 2050 la Svizzera non dovrà più emettere gas a effetto serra: il Consiglio federale ha deciso oggi di inasprire gli obiettivi di riduzione delle emissioni, viste anche le nuove conoscenze scientifiche in materia.
Con la firma dell'Accordo di Parigi sul clima, la Confederazione si è impegnata a dimezzare entro il 2030 le emissioni di gas serra rispetto al livello del 1990. In quell'occasione il Consiglio federale aveva annunciato che l'obbiettivo per il 2050 era una riduzione del 70–85%.
Questa valutazione si basava sulle conclusioni del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) che considerava necessario mantenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi per evitare gravi conseguenze per l'uomo e la biodiversità. Nel 2018 l’IPCC ha rivisto le sue previsioni: un aumento della temperatura di 1,5 gradi potrebbe già provocare profondi cambiamenti negli ecosistemi ed è quindi necessario raggiungere un bilancio netto delle emissioni pari a zero molto prima del termine fissato, secondo gli esperti.
La Svizzera è particolarmente colpita dai cambiamenti climatici poiché le temperature sul nostro territorio aumentano in misura doppia rispetto alla media mondiale, osserva il Consiglio federale. Per questo ha deciso che la Confederazione deve ridurre a 0 le emissioni nette. Il nuovo obbiettivo sarà fissato nelle prossime revisioni della legge sul CO2 e non è incluso nell'attuale revisione totale della legge che dovrebbe essere discussa dal Consiglio degli Stati nella prossima sessione autunnale.
Nel 2020 la Svizzera presenterà a livello internazionale l'obiettivo di adeguamento del proprio contributo, ma si tratta di un risultato indicativo che non comporta nessun obbligo internazionale. Le emissioni di CO2 provenienti dal traffico, dagli edifici e dall'industria potranno ridotte fino al 95% grazie alle nuove tecnologie e all'utilizzo di energie rinnovabili, precisa il governo.
Le emissioni inevitabili o molto difficili da limitare, come quelle prodotte dall'agricoltura e da alcuni processi industriali, tipo la produzione di cemento, dovranno essere compensate con la creazione di serbatoi naturali e tecnici (i cosiddetti pozzi di carbonio). Della strategia fanno parte anche le misure per limitare le emissioni all'estero, precisa ancora il Consiglio federale.
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