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Giù le mani dai fanciulli
Dossier di Sabrina Gendotti
In Svizzera gli atti sessuali con fanciulli rappresentano il 15.2% (1’054 casi) dei reati contro l’integrità sessuale. In Ticino negli ultimi 16 anni sono stati accertati 471 casi di atti sessuali con fanciulli, ovvero circa uno ogni 2 settimane. Mediamente gli incarti penali che vengono aperti sono circa 50 all’anno.
INIZIATIVA CANTONALE DI FIORENZO DADÒ
Per cercare di porre rimedio a questo preoccupante ed inaccettabile fenomeno, Fiorenzo Dadò ha presentato un’iniziativa cantonale intitolata “ba-sta pene ridicole per i reati contro l’integrità sessuale”, la quale chiede-va la revisione del Codice penale volta ad introdurre delle pene detentive o terapeutiche minime per tutti i reati contro l’integrità sessuale, ad aumentare a 10 anni la pena massima per i reati contro l’integrità sessuale che attualmente prevedono una pena inferiore e a 20 anni la pena massima per i reati che attualmente prevedono una pena di 10 anni, senza però inasprire le sanzioni ai giovani adulti se sussiste il consenso delle parti interessate.
RAPPORTO SULL’INIZIATIVA CANTONALE
Io ho allestito il rapporto, approvato dapprima dalla commissione della legislazione ed in seguito dal Gran Consiglio durante la sessione di gennaio 2019, che ha parzialmente accolto l’iniziativa di Dadò. Il nuovo testo dell’iniziativa cantonale chiede all’Assemblea federale di valutare l’introduzione di una pena detentiva minima, la quale non dovrebbe essere inferiore ad un anno, considerato che per la maggior parte dei reati contro l’integrità sessuale è prevista unicamente una pena pecuniaria minima. Ovviamente va mantenuta l’esenzione nei casi in cui sono coinvolti i giovani adulti consenzienti;• valutare l’inasprimento delle pene massime ad almeno 10 anni perché attualmente i reati contro l’integrità sessuale prevedono delle pene massi-me differenziate che vanno dai tre (3), ai cinque (5) e solo nei casi della coazione sessuale e della violenza carnale si arriva ai dieci (10) anni. Ora toccherà all’Assemblea federale attivarsi per portare avanti le modifiche necessarie per introdurre le pene minime e aumentare le pene massime per i reati contro l’integrità sessuale, in particolare quelli che coinvolgono i fanciulli.
COSA È STATO FATTO FINO AD ORA A BERNA
Va ricordato che negli ultimi anni a livello federale sono comunque stati fatti dei passi avanti. Nel 2004 è entrato in vigore l’art. 123a della Costituzione federale, il quale prevede che considerato il forte rischio di ricaduta, il criminale sessuomane o violento che nelle perizie necessarie alla formulazione della sentenza è stato definito estremamente pericoloso e classificato come refrattario alla terapia deve esse-re internato a vita. Nel 2008 è entrato n vigore l’art. 123b della Costituzione federale, il quale prevede che l’azione penale e la pena per i reati sessuali o di pornografia commessi su fanciulli impuberi sono imprescrittibili. Inoltre, grazie all’iniziativa “affinché i pedofili non lavorino più con i fanciulli”, sosenuta con convinzione dal PPD, nel 2014 è stato inserito nella Costituzione federale un nuovo articolo (art. 123c), il quale prevede che chi è condannato per aver leso l’integrità sessuale di un fanciullo o di una persona dipendente è definitivamente privato del diritto di esercitare un’attività professionale od onorifica a contatto con minorenni o persone dipendenti.
PREVENZIONE
Considerato che punire non basta, ma occorre soprattutto prevenire i reati contro l’integrità sessuale dei fanciulli, Lara Filippini ha presentato una mozione che chiedeva di organizzare un convegno cantonale o intercantonale sulla pedofilia, mentre Michela Delcò Petralli ha presentato un’iniziativa cantonale che chiedeva di prevedere strumenti specifici a disposizione degli inquirenti e dei magistrati a supporto del loro lavoro, di promuovere una campagna di sensibilizzazione ed informazione, di istituire un gruppo d’intervento che prenda a carico i pedofili e di rivedere le normative sulla pubblicità per vietare quella sessista. Ho allestito anche il rapporto ad evasione di questi due atti parlamentari chiedendo in particolare al Consiglio di Stato di mettere a punto un programma di prevenzione sistematica obbligatoria presso tutte le scuole d’infanzia, elementari e medie del Cantone indirizzato ai docenti e agli allievi, di organizzare delle serate informative facoltative per i genitori, di organizzare dei corsi obbligatori di formazione e di aggiornamento indirizzati a tutti i monitori ed i tecnici che fanno parte di società sportive, nonché delle persone attive in associazioni e fondazioni che hanno a che fare con dei minori. Oltre a ciò, viene pure chiesto un maggior coordinamento tra i vari enti preposti (magistrati e poliziotti inquirenti, la commissione per l’aiuto alle vittime ecc.) e di organizzare una figura che si occupi della presa a carico degli autori, o dei potenziali autori, di reati sessuali perpetrati nei confronti dei minori. Infine, si dovrà organizzare entro due anni un convegno sul tema della pedofilia in collaborazione con l’ASPI.
STOP ALL’OMERTÀ, SÌ ALL’OBBLIGO DI SEGNALAZIONE
La strada da percorrere è ancora lunga, ma grazie ad una prevenzione sistematica e capillare e inasprendo le pene il fenomeno della pedofilia potrà essere maggiormente limitato. Tra le iniziative intraprese dal nostro Partito negli scorsi anni ricordiamo che nel 2010 il deputato PPD Alex Pedrazzini presentò in Gran Consiglio una proposta di legge per l’obbligo di denuncia per chi fosse a conoscenza di abusi su minori. La Legge fu votata all’unanimità dal Gran Consiglio ma il Consiglio di Stato non la mise mai in pratica. Ora restiamo in attesa che venga trovata al più presto una soluzione.