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SYDNEY - La polizia federale australiana ha arrestato due ufficiali del cargo cinese arenatosi il 3 aprile nella Grande barriera corallina in Australia con 65'000 tonnellate di carbone a bordo, e disincagliata solo due notti fa, dopo aver causato gravi danni all'ecosistema marino.
Secondo la polizia i due arrestati, entrambi cittadini cinesi, sono il comandante di 47 anni e l'ufficiale in prima di 44, che era di guardia quando la Sheng Neng 1 di 230 metri si è incagliata, danneggiando chilometri di banchi corallini e disperdendo in mare oltre due tonnellate di carburante.
I due dovranno comparire domani davanti ad un tribunale di Gladstone. Il comandante è accusato di responsabilità per il danno causato al parco marino e rischia una multa pari a quasi 50'000 franchi, mentre l'ufficiale è accusato di essere la persona responsabile della nave al momento dell'incidente, e rischia tre anni di carcere e/o una multa a pari a circa 215'000 franchi. Le indagini hanno indicato che la nave non ha cambiato direzione nel punto richiesto dalla rotta commerciale.
Secondo gli esperti scientifici dell'Authority del parco marino, incaricati di valutare l'impatto dell'incidente, la nave ha polverizzato parti di fondale, scavando un canale lungo tre km e largo fino a 250 metri. Gravi timori vengono anche dalla vernice tossica applicata allo scafo per impedirvi la crescita di specie marine, e che i sommozzatori hanno visto dispersa nella gran maggioranza della regione impattata.
SDA-ATS