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In occasione della votazione popolare del 24 settembre 2017, entrambi i progetti della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 sono stati respinti. Il decreto federale sul finanziamento supplementare dell’AVS mediante l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto è stato bocciato sia dal Popolo (per soli 2357 voti) che dai Cantoni (13 ½ contro 9 ½). La legge sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 è stata respinta dal 52,7 per cento dei votanti.
La riforma aveva lo scopo di garantire le rendite e di adeguare la previdenza per la vecchiaia all’evoluzione della società. Risparmi ed entrate supplementari avrebbero permesso di mantenere l’equilibrio finanziario dell’AVS fino alla fine del prossimo decennio. L’aliquota minima di conversione sarebbe stata ridotta gradualmente al fine di stabilizzare la previdenza professionale obbligatoria. Una serie di misure nell’ambito del 2° pilastro e dell’AVS avrebbero permesso di mantenere il livello delle rendite di vecchiaia. L’età di riferimento delle donne sarebbe stata aumentata gradualmente da 64 a 65 anni e gli assicurati avrebbero avuto la possibilità di andare in pensione in modo flessibile tra i 62 e i 70 anni.