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Tutto si potrà dire, e di fatto si è detto, di questa campagna pubblicitaria dell’UAAR, tranne che non abbia fatto discutere.
Credo sia possibile dividere le reazioni in tre categorie, a seconda della valutazione delle due affermazioni, e tralasciando la questione dell’esistenza di Dio (che tipo di esistenza potrebbe avere Dio? Può Dio essere un ente tra gli altri enti?).
Innanzitutto c’è la posizione dell’UAAR e dei suoi simpatizzanti. Entrambe le frasi sono vere: Dio non c’è e non ce n’è bisogno.
Poi c’è quella degli atei devoti: vera la prima ma falsa la seconda, Dio non c’è ma ce ne sarebbe bisogno, e quindi è meglio non dirlo troppo in giro, che non c’è.
C’è quella dei credenti: entrame le affermazioni sono false. Dio esiste e la sua non esistenza cambierebbe le cose, almeno nella loro vita, e forse nella vita di tutti1.
Manca, se non sbaglio, la posizione epicurea: Dio esiste ma non ne abbiamo bisogno. Credo sia un segno dei tempi: se Farfintadiesseresani afferma «aridatece gli atei seri di una volta», io dico «aridatece gli epicurei».
- In effetti questo slogan non distingue tra pubblico e privato; d’altra parte è uno slogan, non un saggio sulla laicità. [↩]