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LOSANNA - I Vodesi non voteranno sull'iniziativa "Immigrazione libera", che mira a stabilire la preferenza indigena per l'occupazione nel Cantone. Lo ha stabilito il Tribunale federale di Losanna, che ha respinto il ricorso di un privato, membro del comitato d'iniziativa, contro una decisione di una corte cantonale che aveva invalidato la proposta di modifica costituzionale.
Nel marzo 2017, alcuni affiliati al Partito liberale conservatore (PLC), formazione scaturita da una scissione interna all'UDC cantonale, hanno presentato un'iniziativa popolare dal titolo "Libera immigrazione e frontiere aperte: mantenere i nostri impieghi prima di tutto per i nostri residenti". Il testo mirava a introdurre una preferenza nazionale nel settore pubblico e privato del Cantone.
Con decisione del Consiglio di Stato, confermata dal Tribunale cantonale, l'iniziativa è stata dichiarata nulla perché non conforme all'Accordo sulla libera circolazione delle persone. Uno degli iniziativisti, il consigliere comunale di Losanna Philipp Stauber, si è quindi rivolto ai giudici di Losanna.
In una decisione odierna, l'alta corte ha giudicato che il diritto di essere sentiti di Stauber non è stato violato. I giudici di Mon Repos rammentano inoltre che gli elettori o un comitato d'iniziativa non possono avvalersi di questo principio finché un parlamento non si pronuncia sulla validità di un'iniziativa.
Lo stesso principio deve valere per un Consiglio di Stato, a meno che quest'ultimo non abbia svolto un'indagine prima di prendere una decisione, ciò che non è il caso nella fattispecie. Ad ogni modo, i promotori dell'iniziativa hanno avuto la possibilità di esprimersi durante il procedimento dinanzi al Tribunale cantonale.
Nel merito, quindi, i giudici federali concordano con il punto di vista dei loro colleghi vodesi. Imponendo alle pubbliche amministrazioni di dare la preferenza ai cittadini svizzeri o stranieri con permesso di domicilio, l'iniziativa discrimina i cittadini dell'UE poiché non viene rispettato l'accordo sulla libera circolazione delle persone che lega la Confederazione all'Ue.
Lo stesso vale per la tassa applicata a quei datori di lavoro del settore privato che assumono determinate categorie di lavoratori stranieri.
Infine, per il Tribunale federale l'iniziativa vodese diverge dal testo "prima i nostri" accettato dal popolo ticinese nel 2016. Quest'ultima iniziativa, infatti, si limita a fissare un obiettivo e un mandato legislativo di ampia portata, senza imporre obblighi specifici alle amministrazioni pubbliche e ai datori di lavoro del settore privato.