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<h2>SubmittedText<h2><p>Come mostra il rapporto del Consiglio federale sull'economia digitale, la digitalizzazione dell'economia interessa in maniera molto diversa non solo i settori e le professioni, ma anche i requisiti in materia di qualificazione. Se si tenesse conto del genere, queste differenze potrebbero risultare ancora più marcate, da un lato perché le donne e gli uomini sono rappresentati in maniera disuguale sul mercato del lavoro e dall'altro perché le donne si assumono più spesso compiti di assistenza all'interno della famiglia e possono quindi investire meno risorse, per esempio, nella formazione continua e nella riqualificazione professionale. Lo studio del Forum economico mondiale intitolato "The Industry Gender Gap" è giunto alla conclusione che a livello mondiale il rapporto tra posti di lavoro creati e posti di lavoro soppressi sia più sfavorevole per le donne (pag. 6).</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali sono gli effetti della digitalizzazione sull'occupazione per le donne e per gli uomini (per settore, professione, livello di formazione, età, ecc.)?</p><p>2. Il rapporto sulla Svizzera digitale prevede un forte aumento del tasso di occupazione negli ambiti dell'analisi dei dati, dello sviluppo di software, dell'archiviazione dei dati, del commercio elettronico e del design (pag. 41). Le attività nell'industria di trasformazione, nell'agricoltura, nel settore dei trasporti e della logistica, nella vendita e nei lavori d'ufficio amministrativi vengono considerati "sostituibili" (pagg. 40/41) e sono quindi a rischio. Quali sono le prospettive di occupazione in questi ambiti, se considerate da una prospettiva di genere? In quali settori e professioni si vengono a creare nuovi posti di lavoro per donne e uomini e in quali invece bisogna aspettarsi cambiamenti o tagli di posti? </p><p>3. Con quali misure la Confederazione e le istituzioni della formazione sostengono la formazione continua e la riqualificazione professionale di persone particolarmente interessate dalla perdita del lavoro a causa della digitalizzazione?</p><p>4. È disposto a collaborare con le istituzioni della ricerca, come il FNS, per lanciare progetti di ricerca che esaminino in dettaglio il rapporto tra mercato del lavoro e genere e le questioni riguardanti la conciliabilità di lavoro e famiglia in relazione alla digitalizzazione?</p><p>5. In che modo le persone impiegate in nuove forme di lavoro possono far valere i loro diritti, in particolare quelli previsti dalla legge sulla parità dei sessi (per es. nel caso di lavoro su piattaforme: crowdworking, clickworking)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il mercato svizzero del lavoro è in costante mutamento, ma il nostro Paese è sempre stato in grado di sfruttare positivamente i cambiamenti strutturali. Negli ultimi dieci anni, per esempio, la partecipazione alla vita attiva è continuamente aumentata, in particolare quella femminile, passando dal 74,7 all'80,7 per cento. La Svizzera occupa, pertanto, una posizione di primo piano in tal senso a livello internazionale. Il Consiglio federale prende molto sul serio le sfide della trasformazione digitale e si adopera affinché questo bilancio positivo del mercato del lavoro sia mantenuto anche nell'era digitale. A questo scopo è necessario sfruttare al meglio e a favore di tutti le opportunità offerte dalla digitalizzazione e ridurre al minimo i rischi.</p><p>1./2. Negli ultimi decenni si è assistito a uno spostamento dell'occupazione dal settore primario e dal settore secondario a quello dei servizi. In questa fase le donne hanno recuperato molto terreno, per esempio per quanto riguarda il livello di qualificazione e la partecipazione alla vita attiva, come testimoniano le cifre seguenti: tra il 1970 e il 2014 la percentuale di donne titolari di un diploma del livello terziario è passata dal 4 al 22 per cento; è inoltre fortemente diminuita la percentuale di madri che non esercitano un'attività lucrativa (dal 39,7 per cento del 1992 al 21,1 per cento del 2013) e le madri che lavorano a tempo parziale hanno un grado di occupazione più alto. Va inoltre ricordato che negli ultimi anni i settori e le professioni con un'elevata presenza femminile, come il settore sanitario, hanno fatto registrare un notevole incremento dell'occupazione. E, infine, la percentuale di donne è aumentata anche nelle professioni MINT in cui tradizionalmente la presenza maschile è più forte (dal 13,6 per cento al 21,6 per cento tra il 2000 e il 2015). Nell'ambito dell'iniziativa sul personale qualificato, il Programma federale per le pari opportunità per donne e uomini nelle scuole universitarie professionali sostiene questa evoluzione in modo da ridurre ulteriormente le differenze esistenti sul mercato svizzero del lavoro.</p><p>La digitalizzazione ha effetti diversi nelle varie professioni e nei vari settori e non è possibile valutare appieno la portata del cambiamento. Secondo l'OCSE, in futuro saranno sempre più importanti non solo le competenze nel campo della programmazione e delle applicazioni informatiche, ma anche le competenze complementari in ambito sociale e negoziale. Per la Svizzera al momento non ci sono indizi che gli attuali cambiamenti strutturali avranno ripercussioni specifiche per quanto riguarda il genere. L'evoluzione del mercato del lavoro è costantemente monitorata per quanto riguarda tutti gli attori del mercato.</p><p>3. In generale, come stabilisce la legge sulla formazione continua (LFCo) in vigore dall'inizio del 2017, ognuno è responsabile della propria formazione continua. Con questa legge, la Confederazione e i Cantoni si impegnano affinché sia possibile il riconoscimento degli apprendimenti acquisiti ai fini della formazione formale e siano in questo modo abbreviati i percorsi di formazione, una misura che va a vantaggio in particolare di chi intende cambiare professione. Il 5 aprile 2017 il Consiglio federale ha inoltre incaricato il DEFR di sviluppare entro novembre dello stesso anno un programma che promuova la formazione continua dei lavoratori nell'ambito delle competenze di base, soprattutto in vista della digitalizzazione dell'economia. Il programma dovrà permettere ai lavoratori scarsamente qualificati e in particolare a quelli più anziani di mantenere il proprio posto di lavoro. Il Consiglio federale sta inoltre valutando quali sono le ripercussioni della digitalizzazione sul sistema formativo. I risultati di questo esame dovrebbero essere disponibili nel giugno del 2017.</p><p>4. Alla fine del 2017 il Consiglio federale presenterà un ulteriore rapporto di base sugli effetti della digitalizzazione sul mercato del lavoro. La SECO, competente in materia, ha già avviato vari studi di approfondimento su alcuni aspetti centrali, tra cui il cambiamento delle esigenze del mercato del lavoro e lo sviluppo di condizioni di lavoro flessibili. Queste analisi tengono conto dei diversi settori professionali, delle forme di occupazione e degli attori presenti sul mercato del lavoro, compresa la prospettiva di genere.</p><p>5. La legislazione in vigore si applica anche ai posti di lavoro nuovi. In presenza di un rapporto di lavoro si applica la legge sulla parità dei sessi (RS 151.1).</p>  Risposta del Consiglio federale.