Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01125.jsonl.gz/163

PARIGI - «Napoleone Bonaparte è parte di noi»: a duecento anni dalla scomparsa dell'Imperatore, morto a 52 anni il 5 maggio 1821, durante l'esilio a Sant'Elena, Emmanuel Macron traccia un ritratto in chiaroscuro di questa controversa figura della storia francese ed europea.
Il presidente ha da un lato denunciato le «colpe» di Napoleone - a partire dal ripristino della schiavitù nel 1802 - ma ne anche celebrato le qualità.
Macron diventa così il primo presidente francese a esprimersi pubblicamente su Napoleone dai tempi di Georges Pompidou, all'Eliseo dal 1969 al 1974. Durante il suo intervento dinanzi ad accademici e studenti all'Institut de France, Macron ha detto di volerlo commemorare in modo «illuminato». Con la ferma «volontà di non cedere a coloro che intendono cancellare il passato in quanto non corrisponderebbe all'idea che si fanno del presente».
Un riferimento alla cosiddetta "cancel culture", un fenomeno che tende a rimuovere le parti negative della storia, senza considerare però che cancellarle significa anche correre il rischio che si ripetano. Quindi l'appello del presidente a «guardare la nostra storia in faccia, in blocco». E sulla schiavitù ripristinata da Napoleone nel 1802 - dopo che era stata abolita nel 1794 - Macron ha parlato di «tradimento dello spirito Illuminista». E ha condannato il suo «esercizio arbitrario di un potere solitario».
Quanto ai lati positivi, Macron ha evocato un Napoleone «stratega, legislatore, costruttore», nonché una «parte della Francia che ha conquistato il mondo». Bonaparte, ha detto il presidente, «ha inciso nel marmo l'eguaglianza civile tra uomini con il codice civile, la protezione della legge per tutti con il codice penale». Tuttavia Napoleone viene pesantemente criticato, tra l'altro, per aver iscritto l'inferiorità della moglie rispetto al marito nel Codice civile, tanto che la ministra per la Parità Uomo-Donna, Elisabeth Moreno, lo ha recentemente definito «un grande misogino».
A metà pomeriggio, Macron si è recato sulla tomba di Napoleone agli Invalides, accompagnato dalla moglie Brigitte e da uno dei discendenti dell'imperatore, Jean-Christophe Napoléon Bonaparte. Una cerimonia sobria e solenne nella quale ha depositato una corona di fiori sull'imponente tomba imperiale.
Napoleone, al potere dal 1799 fino al 1815, anno della disfatta a Waterloo, resta una figura estremamente controversa. Tra l'altro, sottrasse straordinarie opere d'arte del patrimonio italiano nelle cosiddette spoliazioni napoleoniche, compresi capolavori assoluti come 'Le Nozze di Cana' di Paolo Veronese, oggi custodito al Louvre, ma presente in origine nel refettorio benedettino dell'Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia.
Sull'opposto fronte politico, la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, ha invece omaggiato senza riserve l'imperatore: «Viva l'imperatore, viva la grandeur!», ha scritto in un editoriale pubblicato ieri sera sulla Revue politique et parlementaire. La leader sovranista, candidata alle presidenziali nel 2022, ha deplorato che Macron abbia scelto di commemorare «in modo frettoloso» la morte di Napoleone. Quando invece, ha detto ai microfoni di Rtl, «ha fatto tanto per il Paese, ha dato tanto al mondo, che si sarebbe almeno potuto celebrare un anno napoleonico».