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Il Consiglio federale firma un patto a favore di una libera circolazione mondiale delle persone
Il Consiglio federale ha deciso oggi (10.10.2018) di firmare il Patto mondiale dell’ONU per le migrazioni. Questa decisione è in evidente opposizione alla Costituzione federale (art. 121a, cpv 4). L’obiettivo di questa convenzione, tanto ideologica quanto irrealistico, è di accordare a tutti gli abitanti del mondo un diritto d’insediamento nel paese di loro scelta. Un controllo autonomo dell’immigrazione in funzione dei bisogni dell’economia non sarà più possibile. Ma l’art. 121a della Costituzione federale vieta di sottoscrivere un tale trattato internazionale che viola il principio della gestione autonoma dell’immigrazione mediante contingenti e tetti massimi. La sconsiderata accettazione di questo trattato da parte del Consiglio federale è una violazione della Costituzione federale, quindi un vero scandalo.
Il consigliere agli Stati UDC Hannes Germann e il consigliere nazionale Thomas Aeschi hanno depositato nelle rispettive camere, durante la sessione parlamentare autunnale, delle mozioni invitanti il Consiglio federale a rinunciare alla firma di questo patto. L’UDC chiede un dibattito urgente all’inizio della prossima sessione invernale delle Camere federali e un progetto di legge sottoposto a referendum, affinché il popolo possa perlomeno pronunciarsi sulla firma di un trattato tanto esagerato.