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Il parlamento della Nuova Zelanda ha approvato ieri sera una legge che impedisce agli stranieri non residenti di comprare case esistenti, realizzando così una promessa elettorale del governo laburista di Jacinda Ardern, entrato in carica lo scorso ottobre.
La nuova legge permette agli stranieri di comprare nuovi appartenenti in grossi complessi edilizi, ma le case esistenti rimangono off-limits agli stranieri. Il bando si applica a tutte le nazionalità tranne gli acquirenti dall'Australia e da Singapore.
Nella campagna elettorale Ardern aveva promesso di imporre un freno agli aumenti dei prezzi delle case e di affrontare il crescente problema dei senzatetto, in parte mettendo al bando i ricchi acquirenti stranieri, molti dei quali in cerca di un rifugio per la temuta apocalisse. Gli acquisti immobiliari da parte di stranieri hanno attratto critiche negli ultimi anni, mentre la Nuova Zelanda affronta una crisi abitativa che nell'ultimo decennio ha visto i prezzi medi raddoppiarsi nella città maggiore di Auckland e aumentare del 60% su scala nazionale.
I neozelandesi sono stanchi di essere solo "inquilini nella loro terra", ha detto il ministro delle Finanze David Parker. "Questa è una pietra miliare significativa e dimostra l'impegno del governo per trasformare in realtà il sogno di tanti neozelandesi di essere proprietari della loro casa", ha aggiunto.
L'attrazione del piccolo e tranquillo paese di poco più di quattro milioni di abitanti, per i mega-ricchi in cerca di un luogo sicuro nel mondo per sopravvivere al temuto giorno del giudizio, è diventata quasi un cliché. Gli acquisti di case da parte del miliardario hi-tech Peter Thiel, fondatore di PayPal, del cofondatore di LinkedIn Reid Hoffman, e dell'ex star della NBC Matt Lauer, hanno indotto il governo Ardern al giro di vite.