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Il nuovo capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), il Consigliere federale Ignazio Cassis (PLR), dovrebbe subire un taglio di 100 milioni di franchi nel budget 2018. Così ha annunciato la CF – N dopo aver esaminato il budget, fra il 13 e il 15 novembre, e i risparmi dovrebbero essere fatti soprattutto nella cooperazione allo sviluppo. Vista la ripartizione dei compiti, questo avrà prima di tutto un impatto sulla cooperazione allo sviluppo a lungo termine. La proposta del Consiglio federale ha già causato in questo settore – chiamato credito Sud – tagli di 40 milioni di franchi rispetto all’anno scorso. Tagliare dall’oggi al domani decine di milioni di franchi nella cooperazione allo sviluppo non può che avere gravi conseguenze. La fiducia e la durata sono fattori chiave del successo: un’interruzione repentina dei progetti e un ritiro dai programmi minaccerebbero l’affidabilità della Svizzera come partner di sviluppo. E i successi già raggiunti sarebbero rimessi in discussione dato che possono essere stabilizzati solo con un impegno a più lungo termine.
Rimane la speranza del dibattito alla sessione invernale del Parlamento. Nei dibattiti sul budget della cooperazione allo sviluppo, il Consiglio nazionale ha già votato varie volte contro la sua Commissione delle finanze. Ancora lo scorso settembre, quando la Commissione non voleva più misurare i fondi dello sviluppo secondo il criterio di un aiuto pubblico allo sviluppo fissato allo 0.5% del reddito nazionale lordo, ma il Consiglio nazionale l’ha rifiutato chiaramente con 101 voti contro 86.