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L'ex procuratrice capo del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia Carla del Ponte considera che la condanna del giudice spagnolo Baltasar Garzon a 11 anni di inabilitazione dalla magistratura per avere fatto intercettare colloqui in carcere fra imputati e difensori, è un messaggio "assolutamento negativo" per la giustizia spagnola poiché crea "un precedente molto pericoloso".
"Conosco Garzon da ormai più di 15 anni. Abbiamo lavorato insieme. Quando ho saputo la notizia l'ho chiamato subito per sapere e dimostrargli che gli sono vicina", ha detto Carla Del Ponte alla RSI. "Parlandone con il giudice Garzon siamo arrivati al risultato che è assolutamente una decisione politica", ha aggiunto dopo aver precisato di non conoscere i dettagli del caso.
Sull'altra causa contro il giudice Garzon per l'inchiesta sugli scomparsi del franchismo, Carla del Ponte ha osservato che l'amnistia decisa in Spagna dopo la morte di Franco, è "senz'altro valida" nella legislazione interna, "ma il diritto internazionale, quando si tratta di crimini contro l'umanità e crimini di guerra, autorizza a non tenere conto di questa legge interna di amnistia. Una legge di amnistia potrebbe essere una decisione politica, che non può prevalere sulla giustizia internazionale", ha detto.
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