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Contrariamente al Consiglio federale, la Commissione prende in seria considerazione la necessità di agire e propone delle misure sul piano legislativo. La coalizione dell’iniziativa per multinazionali responsabili accoglie favorevolmente questa decisione, che permette di avviare un serio dibattito e apre la strada a una soluzione efficace a livello parlamentare. Si tratta di un primo passo. Resta ancora da vedere come sarà formulato concretamente il controprogetto e quale sarà la posizione della Commissione del Consiglio nazionale.
Dick Marty, copresidente del comitato d’iniziativa, commenta questa decisione : «La Commissione riconosce che sono necessarie delle misure vincolanti contro le violazioni dei diritti umani commesse da multinazionali domiciliate in Svizzera. Per ora, la Commissione ha stabilito i punti principali di tali norme. Non è quindi ancora chiaro se un controprogetto indiretto porterà a un effettivo miglioramento della situazione».
Cosa chiede l’iniziativa
L’iniziativa vuole obbligare le imprese a rispettare i diritti umani nell’insieme delle loro relazioni di affari. Per assicurarsi che le multinazionali aderiscano a questo obbligo sono previste delle conseguenze in caso di abusi. In futuro, le multinazionali dovranno rispondere delle violazioni dei diritti fondamentali causate dalle loro filiali.