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Il gigantesco programma di investimenti in infrastrutture svelato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden fa gola alle aziende svizzere. Gli specialisti si aspettano che le società elvetiche, grazie alla loro specializzazione e alla loro presenza in Nord America, possano ottenere una parte agli ordini.
"Lo stato delle infrastrutture negli Stati Uniti è preoccupante, per non dire catastrofico", afferma il vicedirettore di Mirabaud Banque John Plassard. La rete elettrica nazionale, il sistema di depurazione dell'acqua, le scuole, gli aeroporti e la rete stradale "sono in uno stato pietoso".
L'investimento necessario è stimato dalla banca ginevrina in oltre 4'000 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Il nuovo inquilino della Casa Bianca ha proposto ieri di impiegare 2'000 miliardi (quasi 1'900 miliardi di franchi) nelle infrastrutture del Paese e creare milioni di pasti di lavoro.
Il progetto, che si aggiunge a un piano di rilancio del medesimo importo, prevede in particolare di iniettare 620 miliardi nei trasporti, al scopo di modernizzare oltre 32'000 km di strade e 10'000 ponti. Chiamato "Build back better" ("ricostruire meglio"), il piano mira anche a una "rivoluzione dei veicoli elettrici" con il passaggio all'elettrico del 20% degli scuolabus.
Questo ambizioso programma dovrebbe consentire di modernizzare le reti di trasporto, in particolare ferroviarie, l'infrastruttura dei punti di ricarica elettrici, le cosiddette reti elettriche intelligenti, la copertura 5G e il settore energetico.
"Le aziende americane saranno beninteso le prime della lista, ma le società svizzere potrebbero essere i loro subappaltatori", ha affermato Plassard.
La federazione delle imprese svizzere Economiesuisse è altrettanto ottimista. "Un tale mega-progetto, che potrebbe essere completato da programmi federali, avrebbe un impatto sulle aziende svizzere. Non si tradurrebbe solo in una crescita della domanda di prodotti elvetici, ma avrebbe anche importanti effetti indiretti", sottolinea Jan Atteslander, membro della direzione della federazione.
"Se gli Stati Uniti miglioreranno la propria infrastruttura, diventeranno più competitivi, cosa che sarebbe positiva per le società svizzere che operano in Nord America", aggiunge. Anche l'e-commerce americano, che uscirà rafforzato dal programma infrastrutturale, sosterrà le esportazioni svizzere.
Le aspettative sono elevate. Secondo l'ultimo sondaggio del Credit Suisse e della CFA Society Switzerland, i tre quarti degli analisti interrogati ritiene che l'economia elvetica trarrà vantaggio dal programma di investimenti americano.
Björn Rosengren, ceo del gruppo ABB, per il quale gli Stati Uniti rappresentano il 23% del fatturato totale, aveva recentemente indicato che la modernizzazione delle infrastrutture americane offre enormi potenzialità alla multinazionale zurighese.
Presso il gigante dei materiali da costruzione Lafargeholcim, saldamente impiantato in Nord America, il CEO Jan Jenisch ha detto ieri di essere "felice delle solide prospettive di crescita" portate dal progetto del presidente democratico.
Anche altre società potrebbero beneficiarne, in particolare il costruttore ferroviario Stadler o il fabbricante di soluzioni nei sistemi di gestione dell'energia Landis+Gyr.
Ma anche le PMI potrebbero ottenere la loro parte della torta, grazie al loro know-how in settori di nicchia, afferma Atteslander ad AWP. Per sostenerli in questo gigantesco mercato, possono fare appello al programma di promozione delle esportazioni dell'associazione Switzerland Global Enterprise, alla Camera di commercio Svizzera-Stati Uniti o alle Camere di commercio cantonali.