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I dati personali di 200 milioni di americani, ovvero circa due terzi della popolazione, sono stati diffusi online accidentalmente dalla società di marketing Deep Root Analyitcs, ingaggiata dal comitato nazionale repubblicano proprio per “schedare” elettori.
Oltre ai dati personali (data di nascita, indirizzo, numeri di telefono) ci sono anche appartenenze religiose, pregiudizi etnici e politici, prese di posizione su argomenti controversi come il controllo delle armi, l'aborto, le cellule staminali. Le informazioni sono state raccolte sia attraverso i comitati di raccolta fondi del partito, sia attraverso i social network.
I nomi dei files e gli elenchi indicano che i dati dovevano essere usati dalle organizzazioni politiche repubblicane per creare un profilo per ogni elettore. "Ci prendiamo la piena responabilità della situazione. In base alle nostre informazioni, non crediamo di essere stati hackerati'', ha fatto sapere il fondatore della società, Alex Lundry.
ANSA/eb