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Il mese di giugno ha visto in Svizzera un aumento del 3,4% dei prezzi di consumo rispetto all'anno precedente.
BERNA - L’inflazione continua a determinare il mercato svizzero senza dare alcun segnale di rallentamento. Il mese di giugno ha registrato infatti un aumento dei prezzi dei beni di consumo in media dello 0.5% rispetto al mese precedente. Lo annuncia l’Ufficio federale di statistica (UST) attraverso un comunicato stampa pubblicato questa mattina. A titolo di paragone, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il rincaro è stato del 3,4%.
Aumento costante - La crescita dello 0,5% è riconducibile secondo l'UST all'aumento dei prezzi dei carburanti. Sono cresciuti anche i prezzi dell'olio da riscaldamento, come pure quelli degli ortaggi. Una nota positiva è giunta invece dal settore vinicolo dove il vino rosso ha registrato una diminuzione dei prezzi. Anche l'insalata ha registrato un leggero calo dei costi.
Importazioni ed esportazioni - L'analisi della provenienza dei prodotti ha evidenziato una differenza notevole tra giugno 2021 e giugno 2022. I prodotti locali hanno infatti registrato un incremento di circa l'1,7% rispetto a giugno dello scorso anno. Per quanto riguarda invece i beni di consumo importato dall'estero l'inflazione ha avuto un impatto maggiore. I prodotti importati hanno subito un incremento del loro prezzo di circa l'8,5% rispetto all'anno precedente.
L’IPCA, l’indice dei prezzi al consumo armonizzato, «è un indicatore dell’inflazione supplementare elaborato sulla base di una metodologia comune ai Paesi membri dell’Unione Europea. Consente di raffrontare il rincaro registrato in Svizzera con quello dei Paesi europei» precisa l'Ufficio federale di statistica.