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Un 32enne vodese che ha confessato di aver strangolato la sua compagna nel loro domicilio di Yverdon-les-Bains (VD) nel novembre 2018 è stato riconosciuto colpevole di omicidio dal Tribunale penale della Broye e del Nord Vaudois. È stato quindi condannato giovedì a 14 anni di reclusione con trattamento ambulatoriale, oltre all'internamento ordinario, in particolare a causa del rischio di recidiva. I giudici hanno ritenuto che la responsabilità dell'uomo fosse moderatamente ridotta all'epoca dei fatti, come stabilito da una seconda perizia effettuata sull'imputato nel 2022.
Il trentenne, che soffre di gravi problemi psichiatrici, aveva raccontato che la compagna 31enne gli aveva detto cose insopportabili sul padre e sul fratello defunto. E poiché lei non si era scusata, lui le aveva stretto il collo fino a causarne la morte un giorno e mezzo dopo.
Prima di presentarsi alla polizia, l'imputato aveva trascorso la giornata con il figlio minore della donna che aveva strangolato quella stessa mattina, mentre lei giaceva morta nel letto coniugale. In questo senso, i giudici hanno ritenuto che l'imputato, che in passato era stato dipendente dalla cocaina, avesse dimostrato estrema freddezza, e che la sua colpevolezza fosse altrettanto estrema.