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Per la prima volta dal 1933, il governo del canton Ginevra è finito nelle mani della sinistra, con l'elezione di due ecologisti e di due socialisti.
In seguito alla mancata riconferma di Micheline Spoerri, le donne non sono invece più rappresentate nell'esecutivo cantonale.
In occasione del rinnovo del Consiglio di stato (il governo cantonale) svoltosi questa fine settimana, gli elettori hanno attribuito due seggi agli ecologisti e due ai socialisti, lasciando ai popolari democratici, ai liberali e ai radicali un seggio ciascuno.
Strappando quattro delle sette poltrone disponibili, la sinistra assume quindi le redini dell'esecutivo per i prossimi quattro anni, mentre la destra è maggioritaria al Gran Consiglio (parlamento cantonale), rinnovato lo scorso 9 ottobre.
Solo uomini
Con una partecipazione che sfiora il 46 per cento, i ginevrini hanno collocato al primo posto il rappresentante uscente del Partito popolare democratico Pierre-François Unger (54 080 suffragi), al secondo l'ecologista uscente Robert Cramer (53 710) e al terzo il deputato verde David Hiler (53 267).
Il presidente del Partito radicale François Longchamp (51 940) è arrivato in quarta posizione, seguito dal socialista uscente Charles Beer (49 873).
Il deputato liberale Mark Muller (45 049) è al sesto posto, mentre il socialista uscente Laurent Moutinot (43 941) è al settimo.
L'esecutivo ginevrino diventa quindi interamente maschile: dal momento che l'unica donna in lizza - la liberale uscente Micheline Spoerri - è stata silurata dagli elettori.
Bilancio di competenze
Con questo voto, gli elettori ginevrini hanno chiaramente voluto privilegiare le competenze, o le supposte competenze dei singoli candidati, e rinnovare profondamente il governo.
Come già al Gran Consiglio, dove hanno conquistato cinque seggi il 9 ottobre, gli ecologisti hanno ottenuto un seggio supplementare in governo con la brillante elezione di David Hiler, una personalità dotata di grande pragmatismo.
Il neoconsigliere di Stato ha già annunciato, tra l'altro, di voler collaborare con i rappresentanti del PPD e del PLR «per formare una maggioranza di centrosinistra».
Nei ranghi socialisti, un severo monito è stato rivolto a Laurent Moutinot, accusato di «inerzia» nella costruzione di nuovi alloggi, e in minor misura a Charles Beer.
Spoerri punita per il G8
Alla liberale Micheline Spoerri, gli elettori hanno addirittura mostrato la porta, punendola in questo modo per la sua gestione del dipartimento di giustizia e polizia, in particolare durante i disordini scoppiati in margine al vertice del G8 nel 2003.
Nella medesima logica di rinnovo, gli elettori hanno attribuito un brillante quarto posto al radicale François Longchamp, che ha fornito un nuovo impulso al suo partito.
Il PLR riconquista in questo modo il seggio perso nel 2001. Gli elettori hanno inoltre riconfermato con entusiasmo il PPD Pierre-François Unger, ormai unico rappresentante di questo partito in governo.
Fra i volti nuovi, spicca Mark Muller, che incarna l'ala destra del Partito liberale.
Addio di Brunschwig-Graf
L'estromissione della Spoerri pone un termine alla presenza delle donne nel governo ginevrino, ininterrotta dal 1993.
La liberale Martine Brunschwig Graf, che fu la prima donna designata all'esecutivo, ha rassegnato le dimissioni per dedicarsi a tempo pieno al suo mandato di consigliera nazionale.
Particolarità del sistema elettorale ginevrino: per entrare in governo, i candidati devono aggiudicarsi il 33 per cento dei voti espressi.
Questo sistema rende un secondo turno praticamente impossibile: l'unico caso verificatosi finora risale al 1969.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Pierre-François Unger, del Partito popolare democratico, ha raccolto 54'080 suffragi.
Robert Cramer, del Partito ecologista, 53'710.
David Hiler, Partito ecologista, 53'267.
François Longchamp, Partito radicale, 51'940.
Charles Beer, Partito socialista, 49'873.
Mark Muller, Partito liberale, 45'049.
Laurent Moutinot, Partito socialista, 43'941.
In breve
Lo scorso 9 ottobre, l'elettorato ginevrino era stato chiamato alle urne per rinnovare il Gran Consiglio (parlamento cantonale).
In quell'occasione, i partiti borghesi avevano conquistato una chiara maggioranza, mentre l'estrema sinistra era stata addirittura estromessa dal legislativo.
Nel Gran Consiglio ginevrino, le forze di centro-destra controllano ora 67 dei 100 seggi disponibili.