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A causa del coronavirus, diversi lavori hanno dovuto essere interrotti per concentrarsi su quelli di manutenzione, prioritari.
Il rispetto del calendario previsto per l'entrata in servizio della galleria di base del Ceneri e dei treni a due piani di Bombardier, il prossimo dicembre, è "una grossa sfida", afferma il direttore generale (ceo) delle Ffs Andreas Meyer. La colpa è dell'epidemia di Covid-19, che ha imposto modifiche ai cantieri in corso. A causa del coronavirus, diversi lavori hanno dovuto essere interrotti per concentrarsi su quelli di manutenzione, prioritari, spiega il Ceo in un'intervista pubblicata oggi da Le Temps.
Il servizio delle Ffs rischia di risentire dell'attuale crisi anche sull'arco lemanico, regione in cui è pure stata rivista la priorità dei cantieri. "La cosa più difficile sarà ricominciare una volta che (la crisi) sarà finita. Ci vorrà del tempo". Secondo Meyer, per cui oggi è l'ultimo giorno alla testa dell'ex regia federale, la crisi porterà inoltre a un cambiamento nelle abitudini di mobilità degli svizzeri. In queste settimane, i cittadini, le aziende e gli istituti di formazione sperimentano il telelavoro e "non è escluso - e mi auguro - che ne restino tracce durature", afferma il ceo. "Questo potrebbe, ad esempio, essere utile per una migliore distribuzione degli spostamenti tra le ore di punta e quelle non di punta", aggiunge.
In risposta alla crisi, le Ffs hanno ridotto la loro offerta, in tre fasi, di circa il 25%. Il numero di passeggeri è calato molto, con punte fino al 90%. "Le perdite finanziarie non possono ancora essere quantificate", dice Meyer. Se fosse necessaria un'ulteriore riduzione del servizio, ciò avverrebbe nel segmento a lunga distanza. "Non possiamo ridurre il traffico passeggeri e merci di oltre il 50%, perché in tal caso diverse linee non sarebbero più funzionali e l'approvvigionamento del Paese non potrebbe più essere garantito", dice in una seconda intervista, pubblicata dal Blick.
Tracciando un bilancio del suo periodo alla testa delle Ffs, Meyer cita come successi l'aumento del 50% del traffico passeggeri, lo sviluppo del settore immobiliare, il risanamento della cassa pensioni e di Ffs Cargo nonché il mantenimento della concessione per le linee a lunga distanza. Per quanto concerne invece gli aspetti negativi, riconosce che sono necessari miglioramenti nella puntualità. I problemi "sono stati chiaramente identificati e le soluzioni sono in fase di concretizzazione", afferma.
Quanto ai rimproveri di personale e sindacati, secondo cui i contatti con la direzione sono andati persi, il Ceo uscente ritiene che "questi sentimenti siano legati alla digitalizzazione dell'azienda" e all'instaurazione di una nuova dinamica. "Non siamo sempre stati in grado di spiegare al nostro personale quello che stavamo facendo", ammette. Meyer, 58 anni, a capo dell'azienda dal 2007, passa le redini delle Ffs a Vincent Ducrot, 57 anni, che assumerà ufficialmente il suo mandato domani.