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BERNA - La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N), così come la sua omologa degli Stati ieri, si è pronunciata nettamente a favore del servizio d'appoggio dell'esercito nell'ambito della crisi Covid-19.
La commissione raccomanda chiaramente alla propria Camera l'accettazione dell'operato dell'esercito, indica una nota odierna dei servizi parlamentari, precisando che ci sono stati colloqui approfonditi con la consigliera federale Viola Amherd, con il capo dell'esercito Thomas Süssli e con rappresentanti del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) in merito all'andamento della missione.
La CPS-N ha respinto chiaramente sia la proposta di far computare tutta la durata del servizio al totale di giorni di servizio dei militari coinvolti, sia quella di conteggiare fino a un massimo di un corso di ripetizione. La maggioranza della Commissione ritiene che la soluzione proposta dal Consiglio federale, ossia la possibilità di computare fino a due corsi di ripetizione, costituisca un buon compromesso. Oltre a ciò, sono state respinte anche proposte di modifica riguardanti ad esempio una limitazione fino al massimo al prossimo 8 maggio per l'impiego dell'esercito per il sostegno e il controllo dei confini.
Servizio civile - La CPS-N si è inoltre occupata nuovamente della legge federale sul servizio civile. La maggioranza di essa propone alla propria Camera di seguire il Consiglio degli Stati e di eliminare quindi la divergenza in merito al periodo d'attesa di 12 mesi per i soldati che vogliono passare dall'esercito al servizio civile dopo aver completato la scuola reclute. Questa diversa visione era sorta dopo la prima lettura da parte delle due Camere. La commissione è convinta che ciò consenta di evitare più efficacemente i passaggi al servizio civile, «poiché in tal modo l'esercito ottiene la possibilità di condurre colloqui personali», precisa la nota. La Camera del popolo tratterà l'oggetto probabilmente nella sessione estiva.
Le altre misure proposte dal Consiglio federale sono state approvate dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati. Il loro scopo è quello di rendere più difficile il trasferimento dall'esercito al servizio civile e di evitare che l'esercito rimanga senza militi. Probabilmente, tuttavia, l'ultima parola spetterà al popolo poiché gli ambienti di sinistra hanno già annunciato il lancio di un referendum.