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BERNA - «La democrazia e lo stato di diritto non devono essere vittima del coronavirus». Lo afferma il presidente del Consiglio degli Stati Hans Stöckli (PS/BE), che ricorda come il Parlamento rimane l'autorità suprema della Confederazione anche in caso di crisi.
«L'Assemblea federale non deve in alcun caso rinunciare all'obbligo costituzionale di vigilare sul Consiglio federale», ha sostenuto il bernese in un'intervista ai giornali in tedesco del gruppo Tamedia. Se l'esecutivo non dovesse essere in grado di prendere decisioni urgenti nell'attuale crisi sanitaria, prosegue Stöckli, l'articolo 173 della Costituzione conferisce al Parlamento gli stessi poteri giuridici di emergenza dati al governo.
«Le Camere federali possono sostituire o annullare le ordinanze di emergenza del governo», afferma Stöckli. Ma dato che «la capacità d'azione del Consiglio federale deve essere preservata, noi, come Parlamento, dobbiamo farlo con saggezza e ricorrere alla nostra legislazione sulle ordinanze d'emergenza solo per lacune urgenti o questioni molto importanti».
Dall'entrata in vigore della nuova Costituzione, il legislativo ha adottato una sola ordinanza d'emergenza, nel 2011 contro l'organizzazione terroristica Al Qaida, su richiesta del governo. Il Consiglio federale ha invece emesso ordinanze di questo tipo in più occasioni, come ad esempio nel caso del grounding di Swissair, del salvataggio di UBS o nel cosiddetto caso Tinner, ha ricordato Stöckli.
Nel caso del coronavirus, per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale, le ordinanze d'emergenza coprono tutti settori della società, che siano sociali, economici o politici, ha precisato Stöckli sottolineando quanto sia grave la situazione.