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Uno dei principali obiettivi del diritto fallimentare consiste nell’offrire alle imprese in difficoltà una nuova opportunità di svolgere un’attività economica. Esso può tuttavia essere utilizzato in maniera abusiva per sottrarsi ai propri obblighi e per praticare una concorrenza sleale nei confronti delle altre imprese. Consapevoli della problematica, le Camere federali hanno accolto una mozione presentata dal consigliere agli Stati Hans Hess (11.3925) che incarica il Consiglio federale di creare le basi legali per contrastare tali situazioni.
Eliminare gli ostacoli che intralciano l’affermazione delle pretese dei creditori
L’attuale diritto in materia di fallimento e il diritto penale offrono vari mezzi per lottare contro questi abusi. Tuttavia, gli ostacoli pratici e giuridici che devono superare i creditori e le autorità per affermare le proprie pretese sono in parte tali da farli rinunciare all’esercizio dei loro diritti. Mediante opportune modifiche della LEF, il Consiglio federale intende rimuovere tali ostacoli o quantomeno ridimensionarne l’impatto.
Secondo il diritto vigente, il creditore che presenta la domanda di fallimento è responsabile delle spese occorse fino alla sospensione del fallimento o alla pubblicazione e convocazione dei creditori. Il creditore si assume dunque un rischio finanziario considerevole. La revisione prevede pertanto di esonerarlo dall’obbligo di farsi carico delle spese, addossando tali costi al debitore. Il giudice o l’ufficio dei fallimenti è tuttavia autorizzato a esigere dal creditore richiedente un anticipo delle spese. I membri dell'organo superiore di direzione o di amministrazione iscritti da ultimi nel registro di commercio rispondono nondimeno direttamente e in solido, nei confronti del creditore tenuto ad anticipare le spese o dell’ufficio dei fallimenti, delle spese della procedura di liquidazione sommaria non coperte dalla massa.
Secondo il Consiglio federale questa misura dovrebbe produrre un effetto di prevenzione: i membri dell’organo superiore avranno infatti un interesse personale ad avviare la procedura di insolvenza quando gli attivi bastano ancora a coprire le spese di una procedura di liquidazione sommaria. Il Consiglio federale propone inoltre di abilitare i principali creditori di diritto pubblico, quali le amministrazioni delle contribuzioni e la SUVA, a presentare domanda di fallimento. In tal modo si intende impedire che le imprese che rinunciano sistematicamente a pagare i loro debiti di diritto pubblico possano proseguire l’attività.
Combattere gli abusi senza criminalizzare le imprese in difficoltà
Il Consiglio federale è dell’avviso che le modifiche in questione permetteranno di prevenire ampiamente gli abusi del diritto fallimentare, senza per questo ostacolare l’iniziativa imprenditoriale o criminalizzare le imprese in difficoltà.
Ultima modifica 22.04.2015