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Negli scorsi giorni, alcuni studenti del Liceo di Lugano 1, hanno reso pubblica una lettera aperta nella quale segnalavano che vi sarebbero numerose assunzioni di docenti provenienti da oltre confine. Maggioranza dei quali, secondo gli scriventi della segnalazione, avrebbero importanti lacune nelle conoscenze delle lingue nazionali e della civica.
Ecco un estratto dello scritto apparso sui media: “(…) Oltretutto, nell'istituto un tempo glorioso, continuano a sbarcare frotte di docenti economici in fuga dalla Fallitalia (dove farebbero la fame) assunti perché vincono i concorsi scolastici pur non avendo nessuna conoscenza di altre due lingue nazionali, del territorio, della cultura e delle istituzioni del Cantone e della Confederazione. Un vero schifo! (…)” Situazione di disparità inaccettabile per i ticinesi e le ticinesi, o anche per i residenti di lunga data, che hanno frequentato la formazione accademica in Svizzera e che da tempo sono alla ricerca di un posto di lavoro in qualità di insegnante. È necessario fare chiarezza al più presto. Visto quanto precede, chiedo:
1. Quanti sono i docenti presso le Scuole Medie Superiori ticinesi che sono titolari di un permesso G? Quanti sono quelli che possiedono un permesso B?
2. Quanti di questi hanno frequentato la formazione accademica all’estero?
3. Vengono verificate le conoscenze delle lingue nazionali, rispettivamente territoriali e civiche, dei candidati quali docenti?
4. In caso di risposta affermativa, quale criterio preferenziale viene assegnato per le assunzioni? 5. Nell’ambito dei concorsi quali docenti, viene assegnata la preferenza, a parità di requisiti, ai residenti?
Nicholas Marioli