Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01200.jsonl.gz/555

DAVOS - A Davos sta circolando un volantino relativo ai costi di sicurezza del Forum economico mondiale (WEF) 2019 che contiene un bollettino da pagare per coprire l'aumento dei suddetti, su cui il popolo è chiamato a votare il prossimo 23 settembre. Il Comune si è visto costretto ad informare la popolazione che tale comunicazione non è stata spedita dalle autorità locali.
Il bollettino chiede agli abitanti un versamento di 188.95 franchi come stima provvisoria dei costi futuri per la sicurezza del WEF. Sulla sua homepage il Comune chiarisce che tali comunicazioni ricevute dalle famiglie, seppure con il logo di Davos e il titolo "WEF conteggio costi sicurezza 2019", non sono state inviate dalla autorità e che le fatture non devono essere pagate.
Dietro l'azione c'è il quarantasettenne di Davos Rolf Marugg, che per dodici anni è stato nel parlamento comunale nelle fila dei Verdi. Interrogato da Keystone-ATS ha riferito che l'intento è quello di convincere le persone a votare "no" il prossimo 23 settembre, ovvero a respingere l'aumento della quota dovuta dal Comune per la copertura dei costi di sicurezza del WEF.
Il massimale degli oneri è stato infatti incrementato di un milione di franchi, da otto a nove, da dividere tra Confederazione (tre ottavi), Cantone, WEF (due ottavi ciascuno) e il Comune di Davos, che dovrà quindi pagare 1,125 milioni di franchi, 125.000 franchi in più rispetto a prima. Il legislativo comunale ha approvato rapidamente tale aumento a luglio con 15 voti a favore contro uno.
Secondo Marugg, il WEF non dovrebbe ulteriormente crescere come evento dopo che lo scorso anno ha creato grossi problemi al traffico locale, rimasto temporaneamente bloccato. L'aumento del contributo ai costi di sicurezza lascia invece supporre un ulteriore espansione delle dimensioni del forum, che «non crea solo valore aggiunto ma agisce anche come freno all'innovazione».
Il modulo di propaganda inviato contiene un bollettino che può essere effettivamente utilizzato per il pagamento: «La propaganda costa, i contributi volontari verrebbero usati per coprire le spese», afferma Marugg.