Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/212133

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare una normativa temporanea che proroghi almeno fino a dicembre 2021 i termini di pagamento delle pigioni per i locatari di locali commerciali che possono dimostrare di essere in ritardo nel pagamento a causa delle conseguenze economiche della pandemia da coronavirus, in modo da proteggerli contro le disdette. Dovrà prevedere anche l'istituzione di un fondo per casi di rigore che permetta di erogare ai locatori dei prestiti senza interessi per un periodo adeguato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con l'ordinanza COVID-19 locazione e affitto del 27 marzo 2020 (RS 221.213.4), il Consiglio federale ha emanato alcune misure a favore dei conduttori e degli affittuari in caso di mora nel pagamento delle pigioni. Per dare loro più tempo, ad esempio, affinché possano accordarsi con i locatori o procurarsi un credito transitorio COVID-19, il Consiglio federale ha prorogato da 30 a 90 giorni il termine previsto all'articolo 257d capoverso 1 del Codice delle obbligazioni (CO) per il pagamento delle pigioni di locali d'abitazione o commerciali. La proroga del termine era applicabile alle pigioni e alle spese accessorie in scadenza nel periodo compreso tra il 13 marzo e il 31 maggio 2020. Al contempo il Consiglio federale ha prorogato da 60 a 120 giorni, alle stesse condizioni, il termine imposto agli affittuari per il pagamento dei fitti in scadenza secondo l'articolo 282 capoverso 1 CO.</p><p>Con la mozione 20.3158 del 28 aprile 2020 la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha incaricato il Consiglio federale di prorogare fino al 13 settembre 2020 l'ordinanza COVID-19 locazione e affitto. Il 1° maggio 2020 il Consiglio federale ha proposto di accogliere la mozione. Nel parere ha indicato che la proroga proposta avrebbe comportato il prolungamento della durata di validità di tre mesi e mezzo e ha precisato che ciò avrebbe consentito un maggior agio ai conduttori e agli affittuari, senza che fosse necessario legiferare per stabilire la legittimità e l'entità delle pigioni dovute.</p><p>Il 5 maggio 2020 il Consiglio nazionale ha accolto la mozione 20.3158 con 99 voti favorevoli, 85 contrari e 6 astensioni, ma il 6 maggio 2020 il Consiglio degli Stati l'ha respinta con 22 voti contrari e 16 favorevoli.</p><p>La presente mozione solleva una questione già respinta dal Parlamento e si spinge perfino più in là chiedendo una proroga di almeno sette mesi, pari al doppio di quanto era stato prospettato. Questo periodo di tempo appare sproporzionato anche in considerazione del fatto che la maggior parte dei commercianti e degli artigiani ha potuto riaprire la propria attività a partire dal 27 aprile o dall'11 maggio 2020.</p><p>In casi estremi potrebbe accadere che i ritardi nei pagamenti si protraggano periodicamente per una durata fino a un anno, mettendo i locatori in grande difficoltà. Inoltre, considerato che dal 31 maggio 2020 l'ordinanza COVID-19 locazione e affitto non è più in vigore, prima che possa applicarsi una nuova legislazione temporanea (come chiesto dalla presente mozione) subentrerebbe un periodo di interruzione che sarebbe fonte di incertezza giuridica.</p><p>Il fondo per casi di rigore destinato ai locatori è contrario alla strategia del Consiglio federale che prevede di sostenere l'economia facendo capo soprattutto ad aiuti sotto forma di liquidità. Questi aiuti sono concepiti come prestiti senza interessi fino a un importo di 500 000 franchi (art. 3 cpv. 3 e 4 dell'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19; RS 951.261), almeno in una prima fase, e devono contribuire a superare i problemi di liquidità (p. es. nel finanziamento dei costi fissi).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.