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L’UDC tira il bilancio di metà legislatura
I consiglieri nazionali Albert Rösti, presidente di UDC Svizzera, e Adrian Amstutz, presidente del gruppo parlamentare, come pure Christoph Blocher, responsabile strategico del partito, hanno tenuto una conferenza stampa per tirare il bilancio di metà legislatura. Finora, l’UDC è riuscita a impedire al Consiglio federale di concludere i negoziati su un inaccettabile accordo-quadro con l’UE. Tuttavia, nell’applicazione costituzionale dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa adottata da popolo e cantoni, l’UDC ha combattuto in Parlamento una battaglia persa in partenza.
Fra i successi dell’UDC si possono citare in particolare il rifiuto della riforma delle pensioni 2020, quello del controprogetto indiretto all’iniziativa popolare “Economia verde”, come pure l’adozione del programma di stabilizzazione finanziaria 2017-2019. Questo controprogetto comprendeva una serie di regolamentazioni inutili e nocive che pretendevano di “migliorare” la cosiddetta efficacia delle risorse. Grazie al programma di stabilizzazione, le spese della Confederazione sono potute essere ridotte di un po’ più di 1,5 miliardi di franchi nel 2018 e 2019.
Per contro, l’UDC ha subìto una grave sconfitta con la non-applicazione dell’iniziativa popolare contro l’immigrazione di massa che popolo e cantoni hanno approvato nel febbraio del 2014. Il Parlamento ha trasformato la preferenza nazionale e il contingentamento in una preferenza data agli stranieri sul mercato del lavoro, quindi nell’esatto contrario della norma costituzionale.
È tuttavia quasi più spiacevole dover constatare che la svolta a destra annunciata dopo le elezioni federali del 2015, non ha purtroppo avuto luogo. Il PLR e l’UDC, che dispongono di una maggioranza assoluta con 101 voti in Consiglio nazionale, sono riusciti a imporsi contro una maggioranza di centrosinistra soltanto in 23 dei 915 voti finali e voti sugli interventi. E anche questa piccola quantità di successi è in parte dovuta al caso, per esempio a dissidi all’interno degli altri gruppi, ad astensioni o ad assenze. È invece successo molto più spesse, 162 volte, che tutti i gruppi parlamentari si siano opposti all’UDC. Questo Parlamento, che si presume di destra, ha votato unanimemente contro il PS solo 7 volte su 915. Mentre che il PLR e in parte anche il PPD accendono il «lampeggiatore di destra» di fronte al popolo, in realtà svoltano poi volentieri «a sinistra». Con l’appoggio del Consiglio degli Stati, maggioritariamente di centrosinistra (il PPD e il PS hanno la maggioranza assoluta), le spese sono aumentate di 12 miliardi di franchi e, nonostante l’opposizione dell’UDC, è stata adottata una miriade di ostacoli burocratici supplementari per i cittadini e per gli imprenditori.
La battaglia per l’indipendenza, la libertà e la sicurezza, per delle imposte moderate, come pure per una politica d’asilo e una politica degli stranieri eque, ma rigorose e indipendenti, continuerà e non sarà certamente più facile durante gli anni restanti di questa legislatura. L’UDC non può e non vuole accettare ulteriori compromessi a questo livello. Sarà finalmente il sovrano a trarre le conclusioni di questa legislatura a fine 2019.
> le bilan de mi-législature 2015-2017 (PDF) (francese)