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La Russia e gli Stati Uniti lunedì a New York hanno convenuto che va trovata una soluzione diplomatica, senza escludere una collaborazione sul piano militare, per porre fine alla guerra civile in Siria. Le opinioni dei due paesi divergono però sul ruolo che dovrà rivestire l’attuale presidente siriano Bashar al-Assad.
L’incontro tra il presidente statunitense Barack Obama e quello russo Vladimir Putin a margine dei lavori delle Nazioni Unite sulla Siria è durato 90 minuti, durante i quali i due hanno ammesso che, per evitare di entrare in conflitto in Siria, le forze armate dei due paesi devono comunicare tra loro. A domanda precisa, Putin non ha escluso che l'aviazione russia possa partecipare a raid congiunti nel paese mediorientale.
Il leader del Cremlino, parlando con i giornalisti dopo l’incontro definito "sorprendentemente franco e costruttivo", ha detto che la Russia sta “valutando quali misure supplementari può adottare in supporto di chi si trova sul campo di battaglia per combattere i terroristi, soprattutto lo Stato islamico (IS)” ma ha escluso l’utilizzo di truppe di Mosca. E ha aggiunto che “vi è l’opportunità per collaborare su problemi comuni”, riferendosi all’incontro con il presidente americano.
Obama dal canto suo ha colto l’invito e l’ha esteso anche all’Iran, ma ha addossato le responsabilità del conflitto ad al-Assad. Putin, per contro, ha ribadito che per sconfiggere l’IS non c’è alternativa alla cooperazione con l’esercito del presidente siriano.
ab/reuters/afp
Dal TG12.30:
- RG 07.00 del 29.9.2015 Il servizio di Emiliano Bos