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Dure critiche nei confronti dell'ex capo di stato maggiore israeliano, il generale Gaby Ashkenazy, del ministro della difesa dimissionario Ehud Barak e - in misura minore - verso il premier Benyamin Netanyahu.
Sono contenute in un rapporto del Controllore (Ombudsman) di Stato Yossef Shapira dedicato alle lotte ai vertici del ministero della difesa esplose nel 2010.
Secondo Shapira, Ashkenazi sapeva che un suo collaboratore raccoglieva sistematicamente "materiale denigratorio" nei confronti di Barak. Avrebbe dovuto imporgli di cessare immediatamente, ma si astenne. Aspre critiche vengono mosse dal Controllore anche verso Barak, che giunse di fatto ad una rottura con il capo di Stato maggiore. Quanto a Netanyahu "ci si sarebbe aspettati - scrive Shapira - che intervenisse in maniera tempestiva per mettere fine alle lotte ai vertici del ministero della difesa... anche alla luce delle sfide di sicurezza che incombevano su Israele".
Sullo sfondo di quelle lotte c'erano questioni personali, fra cui una serie di nomine su cui Barak e Ashkenazi avevano opinioni contrastanti: in particolare sulle scelta del ministro della difesa del generale Yoav Galant in quanto successore di Ashkenazi. Quella nomina in definitiva non si materializzò per rivelazioni imbarazzanti su asseriti abusi edilizi del generale.
SDA-ATS