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Il presidente del consiglio d'amministrazione dell'UBS, Axel Weber, assicura che la grande banca svizzera pratica la “tolleranza zero” in fatto di evasione fiscale. In una intervista che uscirà domani sul quotidiano economico-finanziario tedesco
“Handelsblatt” ribadisce che l'istituto di credito elvetico non ha aiutato nessun evasore d'oltre Reno a trasferire fondi neri all'estero. In particolare, ha aggiunto il presidente del CdA, “noi non aiutiamo nessuno ad aggirare l'accordo fiscale” firmato da Berlino e Berna e non ancora ratificato dal parlamento tedesco.
Weber smentisce in particolare che la banca abbia aiutato clienti tedeschi a trasferire in tutta fretta fondi non dichiarati verso piazze finanziarie asiatiche, un'accusa lanciata nei giorni scorsi dal ministro delle finanze del Nordreno-Vestfalia Norbert Walter-Borjans (SPD) e subito respinta. UBS obbliga inoltre tutti i suoi dipendenti che si occupano di gestione patrimoniale transfrontaliera ad attenersi alle norme legali e chi non lo fa “viene duramente sanzionato”. Weber aggiunge tuttavia che “in una banca così grande non si possono escludere in modo categorico manchevolezze individuali”.
Una personalità nota in Germania
Weber è una personalità ben nota in Germania, perché è già stato presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca, dal 2004 al 2011. Il 55enne tedesco è stato eletto presidente del CdA dell'UBS lo scorso 3 maggio.