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MOUTIER - La consigliera federale Karin Keller-Sutter si è recata oggi pomeriggio a Moutier (BE) per fare un ultimo punto della situazione sul dispositivo predisposto per organizzare la sorveglianza del voto sull'appartenenza cantonale della città che si terrà il 28 marzo.
La ministra ha incontrato il presidente del Consiglio di Stato bernese Pierre Alain Schnegg e la presidente del Governo giurassiano Nathalie Barthoulot, indica un comunicato del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Era presente anche una delegazione del consiglio municipale di Moutier.
I partecipanti hanno sottolineato l'importanza storica della votazione: essa deve porre fine alla cosiddetta Questione giurassiana, una trasformazione storica che risale a vari decenni fa, e chiudere un capitolo iniziato nel 1994 con l'istituzione dell'Assemblea intergiurassiana.
Dopo il voto sulla proposta di un nuovo Cantone raggruppante il Cantone del Giura e il Giura bernese nel 2013 e lo scrutinio del 2017 nei Comuni di Moutier, Belprahon e Sorvilier, - viene ricordato - questa votazione sarà l'ultima consultazione popolare legata alla Questione giurassiana.
In seguito all'annullamento della votazione del 2017 a causa di irregolarità, per organizzare l'imminente scrutinio è stata decisa una serie di misure straordinarie: controllo del registro elettorale da parte della Cancelleria di Stato bernese e della Cancelleria di Moutier, invio e messa al sicuro del materiale di voto da parte dell'Ufficio federale di giustizia (UFG), presenza di osservatori federali, distribuzione del materiale di voto a determinate persone da parte degli osservatori federali e controllo sistematico delle carte di legittimazione da parte di collaboratori dell'UFG durante lo spoglio dei voti.
Inoltre, le autorità comunali e i governi bernese e giurassiano hanno assicurato di imporsi riserbo durante la campagna per la votazione. Le misure - viene ancora ricordato nella nota - erano state discusse nell'ambito delle conferenze tripartite sul Giura. Sinora le autorità coinvolte si sono dette soddisfatte dello svolgimento dell'intera procedura.
Oggi tutti i partecipanti hanno espresso l'auspicio che l'ultimo atto della Questione giurassiana entri nella storia svizzera come «esempio concreto di pace confederale».