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<h2>SubmittedText<h2><p>L'agricoltura svizzera deve premunirsi per il futuro. Vanno create condizioni favorevoli per i contadini, i quali devono, a loro volta, orientarsi alle esigenze dei consumatori, fautori di un'agricoltura che produce in modo ecologicamente sostenibile. La Svizzera, tuttavia, non dispone di una strategia comparabile al "Piano d'azione per l'agricoltura biologica e gli alimenti biologici", che dal 2004 costituisce la base strategica e giuridica dell'UE per la promozione della filiera alimentare biologica. Finora sono stati attuati oltre venti piani d'azione a livello regionale e nazionale.</p><p>Considerato che dal 2004 i Paesi dell'UE si stanno affermando nel comparto biologico in modo rapido e coordinato, la Svizzera rischia di essere scalzata, il che non è compatibile con la prevista strategia della qualità. La Svizzera perde quote di mercato proprio nel segmento dei prodotti di qualità ad elevato valore aggiunto, dove mira a posizionarsi attivamente attraverso la sua strategia della qualità. Il fatturato dei prodotti biologici è in forte crescita; ciononostante, dal 2005 in Svizzera si registra una stagnazione, se non addirittura un leggero calo, delle superfici biologiche che rappresentano poco più del 10 per cento, cui si contrappone un aumento delle importazioni di prodotti biologici.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale conosce l'istituzione e il funzionamento del "Piano d'azione europeo per l'agricoltura biologica e gli alimenti biologici" ed è informato sugli obiettivi dei piani d'azione nazionali e regionali?</p><p>2. La Svizzera persegue l'attuazione della dichiarazione firmata a Copenaghen l'11 maggio 2001, su cui si basa il piano d'azione? In caso affermativo, entro quando? In caso negativo, perché no?</p><p>3. Come valuta il Consiglio federale gli obiettivi dei piani d'azione dei Paesi confinanti Austria, Italia, Francia e Germania?</p><p>4. Il Consiglio federale non ritiene che l'agricoltura biologica svizzera, fintanto che non disporrà di un proprio piano d'azione e avrà affermato chiaramente il proprio orientamento, non abbia le stesse opportunità dei principali concorrenti europei?</p><p>5. È disposto a elaborare un "piano d'azione per l'agricoltura biologica e gli alimenti biologici" per la Svizzera?</p><p>6. Quali alternative propone il Consiglio federale a tutela e a promozione della produzione biologica elvetica e del consumo di alimenti prodotti biologicamente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera persegue in maniera autonoma la sua politica agricola e non è vincolata al "Piano d'azione europeo per l'agricoltura biologica e gli alimenti biologici". Ciononostante il Consiglio federale segue con notevole interesse gli sviluppi della politica agricola comune dell'UE, nella quale rientra anche la promozione dell'agricoltura biologica. Il Consiglio federale è a conoscenza del piano d'azione.</p><p>2. Nella risposta alla domanda 1 dell'interpellanza Hassler 10.3935, il Consiglio federale ha illustrato i vari provvedimenti con cui, dall'inizio degli anni Novanta, promuove l'agricoltura biologica. La firma della Dichiarazione di Copenaghen da parte della Svizzera è avvenuta nella piena consapevolezza che questo Paese aveva già adottato numerose misure per incentivare l'agricoltura biologica, mentre in altri Paesi dovevano ancora venir elaborati piani d'azione. Di seguito vengono messe a confronto le misure elvetiche e le azioni del piano europeo.</p><p>- Promozione della produzione e dello smercio (azioni 1-4): sulla base dell'articolo 12 della legge sull'agricoltura (RS 910.1), la Confederazione sostiene la promozione dello smercio di prodotti svizzeri dell'agricoltura biologica con un contributo annuo di circa 1,5 milioni di franchi.</p><p>- Promozione della produzione (azioni 1-7): l'ammontare dei pagamenti diretti per la promozione dell'agricoltura biologica non ha fatto che aumentare dalla loro introduzione. Dal 2010 essi ammontano a 1350 franchi per ettaro di colture speciali, 950 franchi per ettaro di superficie coltiva aperta e a 200 franchi per ettaro di rimanente superficie agricola utile. Con la Politica agricola 2014-2017 viene mantenuta la promozione specifica dell'agricoltura biologica. Un quinto del volume di ricerca di Agroscope presenta un'utilità specifica elevata per l'agricoltura biologica. Questo settore viene promosso, inoltre, attraverso il sostegno specifico per la ricerca e la consulenza (Istituto di ricerca per l'agricoltura biologica) per un totale di circa 5 milioni di franchi l'anno. Rispetto all'estero e considerato il numero di aziende che praticano l'agricoltura biologica, si tratta di importi considerevoli. Per quanto riguarda la quota di aziende biologiche, delle superfici destinate all'agricoltura biologica e della spesa dei consumatori per prodotti biologici, la Svizzera si situa tuttora ai primi posti della graduatoria europea.</p><p>- Norme e controlli (azioni 8-21): la legislazione in materia di produzione, commercio, commercializzazione e controlli è sostanzialmente equivalente a quella dell'UE. La Svizzera, accanto alla Svezia, è anche una delle principali responsabili dell'armonizzazione a livello mondiale e del perfezionamento dei concetti di equivalenza alla base del Codex Alimentarius.</p><p>3. In tutti i Paesi menzionati la spesa pro capite per prodotti biologici è inferiore ai livelli svizzeri. Per quanto riguarda la quota di aziende biologiche e di superfici destinate all'agricoltura biologica, la Svizzera si mantiene tuttora ai vertici della classifica. Soltanto l'Austria la supera in fatto di quota di aziende biologiche. Tuttavia, le misure di promozione troppo generose adottate da questo Paese, all'inizio di questo millennio, hanno determinato un crollo dei prezzi e un temporaneo calo del numero di aziende biologiche.</p><p>In Danimarca, il Paese che assieme alla Svizzera detiene il primato della spesa pro capite dei consumatori più elevata per prodotti biologici, nel 1999 è stato attuato un piano d'azione per l'agricoltura biologica che ha dunque anticipato quello dell'UE. Dal 2001 la superficie destinata all'agricoltura biologica è passata da 168 000 a 150 000 ettari (5,6 per cento della superficie agricola utile, SAU) nel 2008. Non è stato possibile raggiungere l'obiettivo del 12 per cento di superficie destinata all'agricoltura biologica nel 2003.</p><p>In Italia la superficie destinata all'agricoltura biologica tra il 2001 e il 2008 è diminuita del 20 per cento circa (a circa il 7 per cento della SAU), nonostante il piano d'azione attuato nel 2005, che però non fissava alcun obiettivo quantitativo. </p><p>In Francia nel 2007 è stato presentato un piano d'azione, il cui obiettivo era raggiungere entro il 2012 una quota di superficie destinata all'agricoltura biologica pari al 5 a 6 per cento della SAU. Nel 2009 la superficie destinata all'agricoltura biologica è aumentata del 23,7 per cento. L'obiettivo del piano d'azione francese è probabilmente raggiungibile, ma comunque la Francia si muove a livelli molto bassi, con il 2,1 per cento di SAU destinata all'agricoltura biologica nel 2008.</p><p>La Germania, nel 2001, ha lanciato il suo primo piano d'azione. L'obiettivo originario del 20 per cento nel 2010 è stato nel frattempo giudicato irrealistico (5,4 per cento di SAU destinata all'agricoltura biologica nel 2008) ma continua ad essere perseguito senza aver fissato un altro anno entro il quale raggiungerlo.</p><p>Questi esempi servono a dimostrare che i piani d'azione non riescono a incentivare il numero di aziende biologiche al di là del livello di crescita sostenibile sul mercato.</p><p>4. Il comparto biologico svizzero gode di una buona posizione nel contesto internazionale caratterizzato da una concorrenza sempre maggiore sul piano qualitativo. La legislazione è equivalente a quella dell'UE e il sistema di promozione è ben strutturato. L'agricoltura biologica svolgerà un ruolo chiave nell'applicazione della strategia della qualità per l'agricoltura svizzera nell'ambito della Politica agricola 2014-2017. Attraverso l'ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti saranno mantenuti contributi speciali per l'agricoltura biologica (contributi per i sistemi di produzione). Il Consiglio federale ritiene pertanto che non siano necessarie misure supplementari. Provvederà tuttavia anche in futuro a esaminare a cadenza periodica le misure di promozione e, se necessario, ad adeguarle, come peraltro ha sempre fatto in passato. È comunque opportuno procedere con prudenza, per non intaccare gli equilibri di mercato, come già accaduto, in alcuni casi, all'estero.</p><p>5./6. La Svizzera non ha un piano d'azione comparabile a quello europeo. Tuttavia, nei diversi settori oggetto del piano d'azione dell'UE, ha applicato misure concrete ed efficaci. A titolo d'esempio si possono citare i pagamenti diretti, i provvedimenti per la promozione della qualità e dello smercio e quelli a favore di ricerca e consulenza. Il Consiglio federale non ritiene necessario elaborare un piano d'azione analogo a quello dell'UE. Provvederà tuttavia anche in futuro a esaminare a cadenza periodica le misure esistenti e, se necessario, ad adeguarle, come peraltro ha sempre fatto in passato. Per il resto rinvia alla risposta dettagliata alla domanda 1 dell'interpellanza Hassler 10.3935.</p>  Risposta del Consiglio federale.