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<h2>SubmittedText<h2><p>La neutralità è il principio fondamentale della politica estera della Svizzera. Per quanto riguarda il conflitto israelo-palestinese, questa neutralità sembra però essere diventata un pretesto. Ancora una volta, ce ne siamo resi conto durante gli attacchi terroristici di Hamas e della Jihad islamica a Israele, quando il Consiglio federale ha esortato ugualmente entrambe le parti a rinunciare alla violenza e a rispettare il diritto internazionale.</p><p>Porre sullo stesso piano morale l'aggressore e l'aggredito non è un comportamento politicamente neutrale, ma un'interpretazione ingiusta della situazione con cui si invia un segnale sbagliato relativizzando la portata della doppia violazione del diritto internazionale da parte di Hamas e minimizzando gli sforzi di Israele nel contrastare gli attacchi missilistici e nel limitare al minimo le vittime tra i civili.</p><p>Purtroppo Israele non è nuovo ad attacchi terroristici di questo genere e le intenzioni di Hamas sono da sempre inequivocabili, anche per il Consiglio federale. Ogni Paese ha il diritto di proteggere i propri cittadini da qualsiasi attacco. Mentre Israele utilizza i missili per proteggere i propri cittadini, Hamas usa la popolazione palestinese come scudo umano per proteggere i propri missili.</p><p>In quanto Stato neutrale, la Svizzera non dovrebbe più permettere che i propri buoni uffici vengano strumentalizzati a beneficio degli aggressori, ma dovrebbe ricominciare a separare il grano dal loglio, soprattutto per quanto riguarda il diritto internazionale.</p><p>Per questo motivo, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché il Consiglio federale ignora il doppio crimine di guerra perpetrato da Hamas e non ne fa riferimento nei suoi comunicati?</p><p>2. Quando e dove il Consiglio federale, nel suo ruolo di mediatore, ha chiarito che la Svizzera non accetta istigazioni e violenze nella ricerca di una soluzione al conflitto israelo-palestinese?</p><p>3. Perché il Consiglio federale non osa sostenere Israele, Stato sovrano e amico, nel suo diritto di proteggere il proprio territorio dal terrorismo islamico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera si è impegnata attivamente per una de-escalation in Medio Oriente, sia pubblicamente e bilateralmente sia in forum multilaterali, invitando senza eccezioni tutte le parti a rispettare i propri obblighi in materia di diritto internazionale, e in particolare quelli legati al diritto internazionale umanitario. Ha condannato fermamente sia gli attacchi missilistici partiti dalla Striscia di Gaza verso Israele sia le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele in questo contesto, nel quale sono stati soprattutto gli attacchi indiscriminati sulla popolazione civile e su obiettivi civili ad aver violato il diritto internazionale umanitario. Per la Svizzera, il rispetto del diritto internazionale è capitale.</p><p>2. Il Consiglio federale condanna espressamente tutte le posizioni che negano il diritto all'esistenza di Israele. Come parte della sua politica di contatto, chiede che Hamas ribadisca pubblicamente la sua posizione espressa nel 2017 riguardo alla sua disponibilità ad accettare uno Stato palestinese basato sui confini del 1967. Questa politica mira a facilitare l'elaborazione di soluzioni politiche e a esprimere alle parti interessate la condanna della violenza e delle violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. L'Ufficio di rappresentanza svizzero a Ramallah ha mantenuto i contatti con Hamas anche durante il conflitto armato per convincerlo a rispettare il diritto internazionale umanitario e a firmare un accordo di cessate il fuoco. La politica di contatto inclusiva e la politica dei buoni uffici della Svizzera sono apprezzate dai principali attori internazionali.</p><p>3. In relazione al conflitto in Medio Oriente, la Svizzera conduce una politica di pace indipendente e imparziale volta a raggiungere una pace patteggiata, giusta e duratura sulla base di una soluzione a due Stati. La posizione della Svizzera, per quanto concerne il conflitto in Medio Oriente, si è sempre basata sul diritto internazionale e sui parametri concordati a livello internazionale, comprese le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Il diritto internazionale, infatti, contribuisce a garantire la pace, la sicurezza e la protezione delle persone. E il diritto internazionale umanitario è applicabile a ogni tipo di conflitto armato, a prescindere dalla legittimazione e dalle ragioni per cui le parti hanno fatto ricorso alla forza, perché include l'obbligo di rispettare i principi di distinzione (tra obiettivi civili e militari) e di proporzionalità, così come il fatto di prendere misure precauzionali. Non da ultimo è importante che la Svizzera mantenga una posizione equilibrata nell'ottica dei suoi buoni uffici.</p>  Risposta del Consiglio federale.