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ROMA - A venti giorni dalla chiusura della falla che ha provocato la marea nera nel Golfo del Messico c'è ancora petrolio sul fondo, e sta intossicando gli organismi più piccoli. Lo hanno dimostrato i ricercatori della South Florida University, che oltre a trovare idrocarburi in profondità hanno dimostrato che questi sono velenosi per il fitoplancton, il primo anello della catena alimentare marina.
La spedizione, riporta il Los Angeles Times, è durata 20 giorni, e ha raccolto campioni di sedimenti nel DeSoto Canyon, un'area a est della zona della falla molto importante per la vita marina. Dalle analisi preliminari, effettuate con i raggi ultravioletti, è emersa la presenza di una 'costellazionè di sostanze derivate dal petrolio nei sedimenti. I ricercatori hanno esposto poi campioni di fitoplancton e batteri all'acqua prelevata sia in superficie che in profondità: "La popolazione di fitoplancton diminuisce drasticamente se esposta alle acque profonde - spiega l'esperto - mentre quella di batteri non sembra essere affetta, mentre per quelle superficiali vale il contrario".
SDA-ATS