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Il regolamento federale che prescrive l'offerta di due lingue nazionali come materie scolastiche fondamentali viene ignorato sempre più spesso, a vantaggio dell'inglese e a svantaggio del francese e dell'italiano. Alcuni passaggi dell'articolo di Marzio Rigonalli, pubblicato su Azione.
Le lingue nazionali latine hanno la vita dura nella Svizzera tedesca. L'insegnamento nella scuola pubblica del francese e dell'italiano stenta ad imporsi, frenato com'è da numerosi ostacoli, politici o di altra natura. L'insegnamento dell'inglese, invece, è ben visto, non vien messo in discussione e vien accettato ovunque. [...]
Lo scorso mese di novembre, alla Cancelleria di stato dei Grigioni sono state depositate 3700 ﬁrme a sostegno dell'iniziativa popolare «Una sola lingua straniera alle elementari». Le ﬁrme sono state raccolte in cinque mesi. Nei Grigioni, un'iniziativa popolare è valida quando vien sostenuta da almeno 3'000 ﬁrme. Il testo verrà esaminato dal governo e dal parlamento e poi andrà in votazione popolare, probabilmente nel 2015. Se l'iniziativa verrà accettata, gli allievi delle scuole tedesche impareranno l'inglese come unica lingua straniera, mentre nelle scuole di lingua italiana si insegnerà il tedesco. Sarà una situazione perlomeno paradossale, poco conciliabile con il trilinguismo che vige nel cantone, unico esempio in Svizzera. Un trilinguismo che, in realtà, già oggi ha ben poca sostanza, ma che rischierebbe di venire ulteriormente impoverito.
Un'iniziativa popolare cantonale analoga a quella grigionese è stata lanciata nel canton Lucerna. Deﬁnita «Eine Fremdsprache auf der Primarstufe» (una sola lingua straniera nella scuola elementare), l'iniziativa è stata promossa da un comitato che comprende rappresentanti degli insegnanti e di tutti i gruppi parlamentari. La raccolta delle ﬁrme è in corso. Ce ne vogliono 4000. Nei parlamenti dei cantoni Turgovia, Basilea Campagna e Sciaffusa sono pendenti atti che chiedono l'insegnamento di una sola lingua straniera nella scuola elementare. I governi di Nidvaldo e Zugo stanno riesaminando i criteri che determinano la scelta delle lingue straniere di insegnamento. Nel 2012, le conferenze delle scuole medie dei cantoni di Appenzello Interno, Glarona, Svitto, San Gallo, Turgovia e Zurigo hanno chiesto di spostare l'inizio dell'insegnamento del francese dalla scuola elementare a quella media.
Sono tutti attacchi contro le lingue latine, innanzitutto contro il francese, ma in una certa misura anche contro l'italiano, attacchi che lasciano perplessi e che sollevano interrogativi sul futuro della pace linguistica nel nostro Paese e sullo stato di salute del quadrilinguismo.
Scarica l'articolo completo «Plurilinguismo in soffitta?» di Marzio Rigonalli (in formato PDF)