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Tuttora bloccato nel suo chalet di Gstaad, nel canton Berna, in attesa di una decisione sulla richiesta di estradizione inoltrata dalla giustizia americana, il regista Roman Polanski è stato premiato dalla Berlinale con un Orso d'argento per il suo ultimo film The Ghostwriter (L'uomo nell'ombra).
"Mi dispiace che Roman non sia qui a ritirare il premio", ha detto Alain Sarde, produttore del film, ritirando il riconoscimento attribuito dalla rassegna cinematografica di Berlino. "Ma lui mi aveva già detto fin dall'inizio che non aveva nessuna intenzione di venire, visto quello che è successo l'ultima volta che era andato a ritirare un premio...". Polanski era stato infatti arrestato il 26 novembre dell'anno scorso a Zurigo, dove si era recato su invito degli organizzatori del festival del film della città sulla Limmat.
Tratto in arresto in esecuzione di un mandato di cattura spiccato dalla procura di Los Angeles per atti sessuali ai danni di una tredicenne, avvenuti nel 1977, il regista franco-polacco era stato liberato in dicembre e sottoposto agli arresti domiciliari nel suo chalet di Gstaad. Le autorità svizzere intendono adottare una decisione sulla richiesta di estradizione presentata dalla giustizia americana, solo dopo che quest'ultima si sarà pronunciata sulla domanda di Polanski di essere giudicato in contumacia. Il suo arresto aveva sollevato nell'autunno scorso un'ondata di indignazione e di solidarietà da parte di diversi artisti internazionali, in particolare francesi.
Da notare ancora che l'Orso d'Oro del festival di Berlino 2010 è stato assegnato invece a Bal (Miele), del regista turco Semih Kaplanoglu, mentre il documentario "Aisheen (Still Alive in Gaza)", del regista ginevrino Nicolas Wadimoff, ha ricevuto il premio della giuria ecumenica della Berlinale.
swissinfo.ch e agenzie