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ZUGO - Doppio ricorso in appello nella vertenza che oppone l'ex gran consigliera di Zugo Jolanda Spiess-Hegglin al gruppo editoriale Ringier. L'ex deputata esige dal "Blick" delle scuse, mentre l'editore si rifiuta di pagare una riparazione per torto morale.
Lo scorso 10 maggio, con la sentenza di prima istanza, il Tribunale cantonale di Zugo aveva stabilito che il "Blick" ha violato i diritti della personalità della Spiess-Hegglin. Il caso si riferisce ad articoli pubblicati dal quotidiano di Zurigo nel dicembre 2014 in relazione a un rapporto sessuale dell'allora deputata ecologista con il gran consigliere dell'UDC Markus Hürlimann.
Accogliendo la causa civile avviata dalla Spiess-Hegglin contro Ringier, il tribunale le ha riconosciuto una riparazione morale di 20'000 franchi. La richiesta di pubblicare delle scuse sulla prima pagina del "Blick" è invece stata respinta.
La notizia del ricorso in appello dell'ex deputata, riportata dalle testate di CH Media, è stata confermata a Keystone-ATS dall'avvocato di Spiess-Hegglin. Lo scopo - afferma il legale - è di lanciare un segnale contro la mancanza di una «cultura delle scuse» nei media svizzeri.
Anche Ringier non intende accettare la sentenza della prima istanza. Il gruppo ha fatto sapere di non condividere la decisione del tribunale su due punti essenziali. L'editore continua ad essere dell'opinione che non ci sia stata una violazione della personalità e che, di conseguenza, non debba essere concesso alcun risarcimento.
Sui due ricorsi si dovrà esprimere il Tribunale superiore del canton Zugo. La causa civile riguarda un articolo pubblicato dal "Blick" il 24 dicembre 2014, nel quale il quotidiano zurighese pubblicava nome e foto degli allora deputati cantonali di Zugo Spiess-Hegglin e Hürlimann e titolava: «Scandalo sessuale per un politico UDC: l'ha violentata?».
All'articolo in questione ne erano seguite altre decine, sullo stesso giornale e su altri media, tutti incentrati su quanto fosse realmente avvenuto tra Hürlimann, allora presidente dell'UDC cantonale, e la collega dei Verdi durante una festa, bagnata dall'alcol, per la nomina nel nuovo landamano (presidente del Consiglio di Stato).
Secondo i giudici della prima istanza, la violazione della personalità è legata alla pubblicazione del nome e della foto della presunta vittima di un reato sessuale, senza che ciò fosse dettato da un interesse pubblico predominante.
L'allora 34enne Jolanda Spiess-Hegglin, sposata e madre di tre figli, sosteneva che Hürlimann avesse approfittato di lei versandole nel bicchiere di vino gocce di stupefacente (la cosiddetta droga dello stupro) durante i festeggiamenti. Hürlimann ha sempre contestato questa versione, pur ammettendo che ci fu un rapporto sessuale consenziente. Il procedimento per violenza carnale contro l'uomo è stato archiviato.
In sede penale, i due protagonisti hanno raggiunto un accordo extragiudiziale nel marzo 2018: Hürlimann ha ritirato la denuncia per calunnia e diffamazione nei confronti dell'ex collega.
Il "Blick" si è finora rifiutato di presentare pubbliche scuse all'ex deputata. Numerosi suoi articoli sono stati tuttavia cancellati dalla banca dati dei media svizzeri. Il fatto ha suscitato le critiche del Consiglio svizzero della stampa, che lo scorso aprile ha puntato il dito contro Ringier. Secondo l'organo di autocontrollo dei giornalisti, questa interferenza negli archivi distorce l'immagine di ciò che i media hanno pubblicato sul caso Spiess-Hegglin/Hürlimann.