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La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo ha accettato di rivedere su richiesta elvetica una recente sentenza, con la quale il tribunale aveva dato ragione ad una 82enne svizzera intenzionata a mettere fine ai suoi giorni sebbene non malata. La donna si era lamentata per non aver potuto ottenere una dose letale di pentobarbital. In successione, le avevano dato torto la direzione della sanità del canton Zurigo e il Tribunale federale.
I giudici di Strasburgo, nel maggio scorso, avevano ammesso con 4 voti contro 3 una violazione dell'articolo 8 della convenzione europea. Avevano altresì stabilito che la Confederazione dovrebbe rivedere la sua legislazione sull'aiuto al suicidio, "non sufficientemente chiara". Lo scorso anno il Parlamento aveva invece rifiutato di adottare una nuova regolamentazione.
Non è noto quando sarà annunciato il verdetto della Grande Camera.
PON/ats