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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Tutti i coimputati di Erdogan Elmas dichiarano di essere stati torturati e di avere effettuato le loro dichiarazioni sotto tortura. In queste circostanze si può escludere che la Turchia torturi o maltratti Erdogan Elmas?</p><p>2. La Convenzione contro la tortura vieta l'uso di dichiarazioni ottenute con l'uso della tortura. L'accusa si basa esclusivamente su dichiarazioni di persone che, a verbale, hanno confessato di essere state torturate. La Svizzera autorizza una domanda di estradizione che si basi su dichiarazioni ottenute esclusivamente dietro tortura?</p><p>3. Perché l'UFG dubita che i coimputati di Erdogan Elmas siano stati torturati? Si è preso atto del fatto che al processo è stato presentata al tribunale turco una perizia medica su lesioni da tortura contro un coimputato? Come giudica il governo svizzero il fatto che le torture siano state nascoste dalla Turchia e rese note soltanto dopo che un avvocato ha allegato gli atti (dalla Turchia)?</p><p>4. La Svizzera richiede alla Turchia la garanzia che i diritti dell'uomo nel procedimento penale contro Erdogan Elmas siano rispettati. La prima garanzia fornita dalla Turchia è stata ritenuta insufficiente dalla Svizzera. La Svizzera ha dunque redatto una dichiarazione di garanzia firmata dall'ambasciata turca. Le autorità svizzere ritengono che l'ambasciata turca possa esercitare le necessarie funzioni di vigilanza e di garanzia in un procedimento penale?</p><p>5. Basta una dichiarazione dell'ambasciata? Non è necessario che il Ministero di giustizia, con sue parole, rediga una dichiarazione di garanzia? Perché la Svizzera ha scritto a nome della Turchia una dichiarazione del genere? Da chi è stata redatta? </p><p>6. Alla luce della situazione in materia di diritti dell'uomo in Turchia, che si può dedurre dai fatti concernenti Erdogan Elmas (cfr. p. 1 e 2) e dai pareri di Amnesty International e Human Right Watch, è sufficiente una dichiarazione di garanzia?</p><p>7. La Svizzera è disposta a chiedere il parere di Amnesty International e di Human Right Watch?</p><p>8. In Svizzera i turchi perseguitati contro i quali è stato avviato un procedimento penale in Turchia hanno finora ottenuto lo statuto di rifugiati e l'asilo. In una nuova e completa perizia, che analizza importanti procedimenti penali in Turchia, Helmuth Ovderdierk giunge alla conclusione che gli imputati non possono contare su un processo equo. Quali conclusioni trae la Svizzera da tali procedimenti che la perizia descrive nei dettagli?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 16 agosto 2006 l'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha deciso di estradare in Turchia Erdogan Elmas per partecipazione a un omicidio e appartenenza a un'associazione criminale, fatta salva la competenza del Tribunale federale. Le autorità turche non sono autorizzate a perseguire né a punire l'estradato per l'eventuale sfondo politico dei reati in questione. L'UFG ha inoltre chiesto al Tribunale federale di respingere l'appello alla natura politica del reato. Dato che tale procedimento è tuttora pendente presso il Tribunale federale, il Consiglio federale si esprime con riserva.</p><p>1.-3. Secondo la giurisprudenza consolidata, l'estradizione non è concessa se esiste un rischio concreto che sia violata una norma cogente del diritto pubblico internazionale, quale il divieto della tortura o di altre pene o trattamenti inumani o degradanti. Spetta all'estradando rendere verosimile una tale violazione (DTF 123 II 511 consid. 5b). Se lo Stato richiesto fornisce garanzie credibili che portano ad escludere un tale pericolo di violazione, la persona può essere estradata. Secondo la giurisprudenza, l'estradizione non è necessariamente esclusa sin dall'inizio se nel procedimento estero le dichiarazioni dei testimoni sono state estorte sotto tortura o se la persona perseguita è stata torturata (DTF dell'8 dicembre 2000 nel caso D., E. 3). Decisiva è invece la garanzia che l'estradato sarà trattato in maniera conforme ai diritti fondamentali, soprattutto nel quadro di un procedimento penale ancora pendente. </p><p>4./5. Secondo la prassi del Tribunale federale, le garanzie pretese dalla Svizzera devono essere verbalizzate. Una dichiarazione da parte dell'ambasciata vincola lo Stato richiedente come pure tutte le sue autorità al rispetto di tali garanzie.</p><p>6./7. In generale, negli ultimi anni la Turchia ha compiuto progressi considerevoli nell'ambito dei diritti umani. Tuttavia, non è ancora possibile escludere del tutto una violazione dei diritti fondamentali, soprattutto in casi a sfondo politico. Proprio per questo motivo, nel caso Erdogan l'UFG ha preteso dalla Turchia garanzie complete in vista dell'estradizione. L'acquisizione di altri rapporti non apporterebbe elementi nuovi. La Turchia ha fornito esplicitamente le garanzie richieste, che gli uffici interessati del DFAE e del DFGP hanno giudicato credibili e sufficienti. </p><p>8. Non è esatto che la pendenza di un procedimento penale nel Paese d'origine comporta automaticamente la concessione dell'asilo in Svizzera. Anche in questi casi l'Ufficio federale della migrazione (UFM) esamina ogni domanda d'asilo singolarmente e sulla base degli atti concreti. Se risulta che un procedimento penale nel Paese d'origine mira a perseguire una persona prevalentemente per motivi politici, razzisti o religiosi, la domanda d'asilo è di norma accolta. Se tuttavia nel Paese d'origine è in corso un procedimento penale legittimo anche secondo la concezione svizzera del diritto, l'UFM respinge la domanda d'asilo.</p>  Risposta del Consiglio federale.