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<h2>SubmittedText<h2><p>Nella rivista "Pro Libertate" 6/2012 è stata riportata la seguente dichiarazione del colonnello d'artiglieria Peter Forster, caporedattore della rivista militare "Schweizer Soldat":</p><p>"Il Consiglio federale gioca deliberatamente con un bene prezioso, la sicurezza del nostro Paese, che gli è stata affidata in quanto compito originario dello Stato. Ci eravamo già chiesti se occorreva adeguarci o opporci la prima volta che il Consiglio federale ha minacciato di prendere misure pregiudizievoli. Allora eravamo giunti alla medesima conclusione di oggi: in una situazione in cui la nostra coscienza ci impone di opporci al nostro proprio governo, il silenzio sarebbe un tradimento e la condiscendenza una sottomissione."</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che, in uno Stato democratico, sia ancora tollerabile per l'esercito un ufficiale che pubblicamente invoca la propria coscienza come motivo per opporsi a un governo eletto democraticamente?</p><p>a. In caso affermativo: dove si situano per il Consiglio federale i limiti della lealtà degli ufficiali superiori che devono proteggere le nostre istituzioni democratiche e le nostre autorità democraticamente legittimate?</p><p>b. In caso contrario: il Consiglio federale ha adottato provvedimenti nei confronti del colonnello Peter Forster? Se sì, quali?</p><p>2. L'editore della rivista "Schweizer Soldat" riceve ancora gratuitamente gli indirizzi dei quadri militari dal grado di capitano, conformemente all'articolo 24 capoverso 3 dell'ordinanza del 10 dicembre 2004 sui controlli militari? Se sì, il Consiglio federale ha intenzione di lasciar perdurare questa prassi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il regolamento di servizio dell'esercito svizzero del 22 giugno 1994 (RS 04; RS 510.107.0, regl 51.002) contiene le regole applicabili all'esercizio dei diritti fondamentali. In particolare, il numero 96 RS 04 fornisce precisazioni in merito alla libertà d'espressione e l'esercizio dei diritti politici durante il servizio militare. I militari possono quindi esprimere liberamente le loro opinioni anche in servizio. Ciò vale pure per le opinioni sul servizio e sull'esercito. Quanto espresso non deve tuttavia pregiudicare l'adempimento del compito, l'obbedienza ai superiori, la disciplina, la coesione della truppa e l'andamento ordinato del servizio. Tuttavia, durante il tempo di lavoro e di riposo ai militari è vietato organizzare o partecipare ad assemblee politiche, manifestazioni politiche o attività di propaganda di qualsiasi tipo, come pure raccogliere firme per candidature elettorali, iniziative popolari, referendum e petizioni. È invece consentito indossare l'uniforme durante le manifestazioni politiche organizzate dalle autorità. Ciò vale sia per i soldati sia per i sottufficiali e gli ufficiali. Di conseguenza, entro queste limitazioni determinate dal servizio, i militari beneficiano dei diritti sanciti dalla Costituzione e dalla legge anche in servizio militare.</p><p>2. La comunicazione di dati del sistema di gestione del personale dell'esercito (PISA) è disciplinata nella legge federale del 3 ottobre 2008 sui sistemi d'informazione militari (LSIM; RS 510.91), secondo cui alle associazioni militari e alle società di tiro possono essere comunicati l'indirizzo, il grado e l'incorporazione di persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare per favorire nuove adesioni e la sottoscrizione di abbonamenti, nonché per le attività fuori del servizio (art. 16 cpv. 3 lett. a LSIM). I militari possono in ogni momento far bloccare la comunicazione dei dati.</p><p>Occorre infine considerare che il caporedattore della rivista militare "Schweizer Soldat" Peter Forster, colonnello SMG di milizia, è ancora incorporato nello Stato Maggiore dell'esercito. Come privato cittadino, egli può esercitare i suoi diritti costituzionali e, in particolare, può esprimere liberamente la sua opinione anche su questioni militari, cosa che, nella sua funzione civile di caporedattore di una rivista, ha effettivamente fatto.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che il diritto di esprimere liberamente la propria opinione sia un bene molto importante per le cittadine e i cittadini svizzeri. Un Paese democratico e le sue autorità sanno gestire le critiche con la necessaria serenità.</p>  Risposta del Consiglio federale.