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TEHERAN - I servizi segreti iraniani hanno "arrestato un gruppo di spie per fermare i sabotaggi del nemico" al programma nucleare della Repubblica islamica. Lo ha detto oggi il ministro dell'Intelligence, Heydar Moslehi, dopo che, nei giorni scorsi, le autorità di Teheran hanno denunciato un attacco informatico con il virus Stuxnet al programma nucleare della Repubblica islamica.
Moslehi non ha precisato quante persone siano state arrestate nè quando, ma ha affermato che non è la prima volta che tentativi di sabotaggio di questo genere hanno luogo.
Il 29 settembre scorso il capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, Ali Akbar Salehi, parlando di Stuxnet, aveva ammesso quello che aveva definito "un tentativo di farlo penetrare nel sistema nucleare iraniano, ma fino ad ora senza successo". Altri responsabili iraniani avevano detto che almeno 30mila computer utilizzati per controllare i sistemi di automazione industriale erano stati infettati nel Paese e il capo della centrale atomica di Bushehr, Mahmud Jafari, aveva ammesso che anche alcuni computer personali di membri dello staff avevano dovuto essere bonificati. Ma le autorità avevano escluso qualsiasi infezione ai sistemi principali di controllo di questo impianto e delle altre installazioni atomiche della Repubblica islamica.
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