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La fase più acuta della crisi sembra passata, ma i debiti elevati restano una "condizione cronica pericolosa". Lo afferma l'Fmi, sottolineando "differenze significative sul debito. In Irlanda e Spagna pesa il debito privato. In Italia e in Giappone l'elevato debito pubblico è bilanciato da solidi bilanci delle famiglie".
"La situazione sul mercato dei bond di diversi paesi europei è migliorata ma resta fragile - spiega l'Fmi - I governi di Spagna e Italia sono in grado di finanziarsi sul mercato e tassi più bassi rispetto alla fine del 2011". Comunque le attuali fragilità lasciano i mercati dei bond suscettibili a nuove turbolenze: con "cattive notizie o cambi nel mercato che possono spingere i rendimenti ed erodere ulteriormente la base degli investitori".
Il debito delle famiglie italiane è pari al 51% del Pil, un dato inferiore alla media dell'area euro, pari al 70%. E molto più basso di quello delle famiglie americane (88%) e inglesi (99%), secondo i dati del fondo.
La condivisione del rischio di bilancio è "essenziale per un efficace funzionamento dell'unione monetaria ma richiederà un rafforzamento della governance economica", sostiene il Fmi, sottolineando che "gli eurobond possono essere uno strumento utile per la condivisione del rischio di bilancio".
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