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Goju-Ryu (Maestro Myagi Chojun)
L’inizio del Goju-Ryu; dai tempi antichi nel Ryukyu, antico nome di Okinawa, veniva tramandata un’arte marziale chiamata Toshukuken , letteralmente “la mano che difende bene il corpo”; da quest’arte nacquero due stili: quello sviluppatosi a Shuri venne chiamato “Shuri-te” e quello sviluppatosi a Naha “Naha-te”. Lo Shuri-te fu solamente influenzato dal Kempo cinese, mentre il Naha-te è considerato Kempo cinese vero e proprio. Il principale esponente di quest’ultimo stile è stato Higaonna Kanryo , nato a Naha nel 1853. Nel 1877, all’età di 24 anni, fu mandato in Cina nella provincia di Fukkensho (o Fukushu, secondo la pronuncia giapponese) e lì si allenò per molti anni sotto la guida di Ryuryoko Roshi, maestro di Kempo (per questo motivo nel Goju-Ryu si riconoscono vari elementi provenienti dal Kung-Fu). Questo è l’inizio della storia del Goju-Ryu.
Il primo allievo di Higaonna Kanryo Sensei fu Miyagi Chojun , nato a Naha il 25 Aprile 1888; egli studiò il Naha-te sotto Higaonna Kanryo Sensei dal Settembre 1902 all’Ottobre 1915 e successivamente, seguendo la strada del suo maestro, partì nel novembre 1915 per la Cina del Sud dove visitò tutte le grandi famiglie rappresentanti del Kempo cinese per capire meglio le origini del Naha-te. Dopo circa un anno di intensivi studi ritornò a Okinawa. Miyagi Sensei sacrificò tutti i propri beni e dedicò tutta la sua vita allo studio ed allo sviluppo del Karatè, portando avanti la filosofia di una ricerca senza fine. E’ stato senza alcun dubbio uno dei massimi esponenti del Karatè nel mondo.
Lo stile Goju-Ryu è stato fondato ufficialmente a Okinawa nel 1933 dal maestro Chojun Miyagi (1888-1953).
Il Goju-Ryu appartiene a quegli stili di Karate che si sono sviluppati ed evoluti sull’isola di Okinawa e solo successivamente introdotti in Giappone, dove in seguito ha preso una direzione distinta in parallelo al Goju-Ryu di Okinawa.
Miyagi ha denominato il suo stile (Go: duro; Ju: morbido, cedevole) in base a un passaggio del “Bubishi”, trattato di origine cinese sugli “Otto precetti dell’arte del combattimento”. La terza massima infatti recita:
“Essenziali sono l’inspirazione e l’espirazione in forza (Go) e in cedevolezza (Ju)” (“Ho wa Goju wo tondo su”).
Due possono essere dette le caratteristiche principali del Goju-Ryu:
• Movimenti circolari
• Respirazione addominale
Tutti gli attacchi e le parate usano movimenti circolari, per aumentare la forza dell’impatto e per poter deviare un attacco entrando nella guardia dell’avversario squilibrandolo.
La respirazione addominale è invece lo studio della parte interna: si impara a controllare la propria energia e si tonificano gli organi interni con un salutare massaggio. Inoltre grande importanza viene data per lo sviluppo del fisico tramite esercizi e strumenti tradizionali.
Shito-Ryu (Maetro Kenwa Mabuni)
Storia e origine dello Shito-Ryu
Molti dei famosi Karate-ka, o Bushi, come venivano chiamati a Okinawa, sperimentarono e svilupparono le loro conoscenze in province come Shuri, Naha e Tomari, ma a differenza del Judo e del Kendo, il Karate era un’arte “segreta”, sconosciuta al grande pubblico.
Fino al 1907 non esisteva un chiaro metodo di insegnamento del karate, solo fino a quando Yasutsune Itosu di Shuri e Kanryo Higaonna di Naha (entrambi sono considerati oggi come due dei più influenti maestri del karate di Okinawa) ottennero un buon seguito di studenti per entrambi i propri stili si cominció ad avere una “metodologia di massa”.
Kenwa Mabuni, che aveva studiato da entrambi i maestri Yasutsune Itosu e Kanryo Higaonna, ha ideato e fondato la scuola Shito-Ryu.
Nato a Shuri, (Okinawa), il 14 novembre 1889, Kenwa Mabuni era discendente di un famoso samurai (17° generazione) di nome Onigusuki. Mabuni era profondamente consapevole di cosa avessero realizzato i suoi coraggiosi antenati e, volendo superare le precarie condizioni di salute, inizió una formazione intensiva di karate, all’età di 13 anni diventó allievo del famoso Maestro Anko Itosu (1830-1915), anch’egli abitante a Shuri, che lo allena assiduamente. Al termine degli studi compiuti al liceo e alla scuola navale di Okinawa, a 19 anni Kenwa Mabuni comincia a lavorare come insegnante alla scuola elementare di Naha. In questo periodo egli conosce Chojun Miyagi (futuro fondatore della scuola Goju-ryu) che lo presenta al proprio maestro, il celebre Kanryo Higaonna (1853-1915), con il quale apprende la tecnica di Naha, ben diversa da quella di Shuri. Al ritorno dal servizio militare, nel 1912, Kenwa Mabuni entra nella scuola di polizia di Okinawa e dopo 2 anni diventa ispettore. Grazie a questo lavoro egli si sposta continuamente in ogni zona di Okinawa, venendo così a contatto, nell’arco di 10 anni, con molti maestri dell’arte del combattimento a mani nude e con armi, imparando numerosi kata.
Dopo aver studiato da altri maestri come Maestro Aragaki e Maestro Matsumura e mescolando l’insegnamento del Maestro Itosu e del Maestro Higaonna, egli sviluppa un nuovo sistema, nomina la propria scuola, originariamente chiamata “Mabuni-ryu” prima e “Hanko Ryu” (definizione che si associa a quella del Goju-ryu di Miyagi) dopo.
Nel 1938, nel suo primo libro intitolato “Karate-do nyumon”, Kenwa Mabuni, in memoria e profondo rispetto dei suoi due maestri Itosu e Higaonna, chiama definitivamente il suo stile Shito-ryu, che letteralmente significa “Scuola nata dai due maestri Itosu e Higaonna”.
La composizione dei due ideogrammi Ito di Itosu (che si pronuncia “Shi”) e Higa di Higaonna (che si pronuncia “To”) formano la parola Shito, mentre ryu significa scuola. Nel 1939 Mabuni registra il nome della sua scuola nel Butokukai, associazione delle virtù delle arti marziali giapponesi.
Nel 1926, alla presenza del Maestro Jigoro Kano (fondatore del judo e figura importante del budo giapponese), arrivato dal Giappone per visitare Okinawa e conoscere il karate, Mabuni e Miyagi danno una dimostrazione dell’arte rispettivamente di Shuri (Shuri-te) e di Naha (Naha-te). La conoscenza di Kano porta Mabuni a fargli visita a Tokyo (Giappone) nel 1928. Mabuni si convince così che il karate di Okinawa deve entrare nella grande famiglia del budo giapponese.
Nel 1929, il Maestro Mabuni si trasferí permanentemente a Osaka per insegnare nelle università e dipartimenti di polizia. Nel corso dei successivi anni, il Maestro Mabuni si dedicó all’ulteriore sviluppo e alla promozione dello Shito-Ryu Karate-Do nella zona di Osaka, dovette affrontare un compito estremamente difficile a causa della riluttanza della popolazione nell’accettare lui e questo suo nuovo sistema di autodifesa.
Al fine di portare lo Shito-Ryu all’attenzione del grande pubblico, il Maestro Mabuni si esibí in numerose esibizioni per dimostrare la potenza del karate. Cercando insistentemente di ottenere un riconoscimento della sua arte, il Maestro Kenwa Mabuni insegnò gratuitamente in varie stazioni di polizia in tutto il Giappone occidentale. Dopo questo periodo lo Shito Ryu Karate-do diventò più popolare ed apprezzato, e il Maestro Mabuni iniziò ad insegnare a casa sua (dove vi fondò il suo Dojo) e in molte università in cui si stavano formando diversi club. Tra i suoi molti studenti c’erano suo figlio Kenzo Mabuni, Kosei Kuniba (fondatore del Seishin Kai), Chojiro Tani (fondatore di Tani-ha Shukokai), Ryusho Sakagami (fondatore di Itosu-Kai), Yoshiaki Tsujikawa, Ken Sakio, Jun-ichi Inoue , Manzo Iwata, Toshiyuki Imanishi, Tokio Hisatomi e Ryusei Tomoyori.
Shito-Ryu è lo stile che conserva la maggior parte delle tecniche originali di Shuri-te, paragonato con gli altri stili quali Shotokan e Wado-Ryu, conserva anche le tecniche originali di Naha-te assieme al Goju-Ryu, anche se ogni stile le sviluppa e applica da “un diverso punto di vista”.
Maestro Kenwa Mabuni morì all ‘età di 64 anni il 23 maggio 1952, ma il suo sistema rimane uno dei quattro stili principali di karate in Giappone assieme allo Shotokan, Wado-Ryu, il Goju-Ryu.
SIMBOLO DEL KARATE SHITO RYU
Il simbolo della scuola Shito-Ryu venne adottato alla morte del maestro Mabuni a cui apparteneva, quale “kamon” (stemma) di famiglia, e simboleggia 2 persone unite da un legame che collaborano per mantenere la pace nel mondo.
Shotokan (Maestro Gichin Funakoshi)
Il primo dojo di karate è costruito nel 1938 dagli allievi di G.Funakoshi, che si autotassano per molti anni a questo scopo appoggiandosi alla rete degli ex-allievi delle loro università. G. Funakoshi chiama questo dojo “Shotokan” (La casa nel fruscio della pineta).
Il periodo dello Shotokan nasce il primo marzo 1938, proprio quando il dojo Shotokan viene costruito. Esso diventa il centro dell’insegnamento del karate di G. Funakoshi ed è frequentato da numerosi adepti fino all’inizio della seconda guerra mondiale. Sarà distrutto dal bombardamento del marzo 1945.
Perché il nome “Shotokan”?
G. Funakoshi componeva fin da giovane delle poesie, egli aveva scelto come pseudonimo di calligrafo Shoto (fruscio della pineta).
II suo paese natale era infatti dominato dal castello di Shuri, che era prolungato da colline e da monti coperti da foreste di pini. Questi formano una lunga catena chiamata Kobisan (Monti della coda di tigre), e per questa regione che G.Funakoshi sceglie la tigre come simbolo del suo stile. G. Funakoshi aveva l’abitudine, in gioventù, di passeggiarvi spesso, di giorno e anche di notte, al chiaro di luna o sotto le stelle. Firmando Shoto le sue poesie calligrafate, il ricordo del canto della pineta lo riportava ai sentimenti dell’infanzia e della giovinezza. Quando egli sceglie Shoto come nome del suo dojo di karate, vuole ancora legare l’immagine del fruscio della pineta alla via che segue nel karate.
“Amerei proseguire la via del karate, cosi come la vita, nella grazia della verità intrinseca alla calma del fruscio dei pini”
G.Funakoshi
E’ nella primavera del l938 che egli affigge l’insegna “Shotokan” (kan significa casa o dojo) davanti al suo dojo.
Questo nome sarà in seguito utilizzato per designare la sua scuola, G. Funakoshi ha 70 anni.
L’influenza di Yoshitaka Funakoshi nello shotokan
G.Funakoshi stabilisce un sistema di “kyu” e di “dan” per designare i gradi degli allievi ed elabora i corsi che vengono tenuti dai suoi allievi anziani. Delega, in ogni università, la responsabilità dell’insegnamento all’allievo anziano più avanzato nel karate e quella del dojo Shotokan al suo terzo figlio, Yoshitaka. Il lavoro di G.Funakoshi consiste nell’andare ogni giorno nelle varie università per dare consigli e per insegnare, già più di una decina di università si sono affiliate allo Shotokan. La sua scuola comincia ad allargarsi, al di fuori di Tokyo, con il trasferimento in provincia dei suoi allievi anziani, G.Funakoshi effettua quindi, di tanto in tanto, un viaggio d’insegnamento più o meno lungo. Uno dei figli di G. Funakoshi, Yoshitaka, si è formato al karate con lo scopo di prepararsi a succedere a suo padre alla testa dello Shotokan.Yoshitaka ha cominciato a praticare il karate per iniziativa di suo fratello maggiore Yoshihide, che è arrivato a Tokyo un po’ più tardi. E’ lui che persuade suo padre e suo fratello minore della necessità di formare Yoshitaka come successore del padre, poiché questi invecchiava.
Benché di salute cagionevole fin dall’infanzia, Yoshitaka diventa alla fine, al prezzo di sforzi appassionati, un esperto incontestabile della propria arte. Egli apporta al karate di suo padre parecchie modifiche, che quest’ultimo non sempre apprezza,Yoshitaka introduce maggiore ampiezza e dinamismo nell’esecuzione delle tecniche.
Lo stile attuale dello Shotokan proviene più da Yoshitaka che da suo padre. Ecco alcune testimonianze su questo punto e sulla personalità di Gichin Funakoshi.
F. Takagi (nato nel 1920), ex-segretario generale della WUKO (World Union of Karate-do Organisation):
“…Il Maestro Yoshitaka era incontestabilmente forte. Una parte importante del nostro karate Shotokan proviene da lui… “
“…G. Funakoshi non era un karateka, per lo meno non un tecnico del karate. Per noi era tanto un maestro di vita quanto un adepto di karate…”
Fra le modifiche apportate al karate Shotokan, Yoshitaka Funakoshi prende l’iniziativa di introdurre l’esercizio del combattimento libero nel suo insegnamento, cosa che riesce male accettare a suo padre. Yoshitaka e alcuni adepti dello Shotokan, nel corso di un viaggio ad Osaka, fanno un allenamento comune con adepti di Goju-ryu. Essi organizzano un incontro di combattimento libero, cosa naturale in quell’epoca. Gli incontri tra le diverse scuole portavano facilmente allo scontro reale; per di più non vi era ancora alcuna regola per i combattimenti di karate. In breve, nel corso di questo combattimento la disfatta di Yoshitaka e dei suoi amici è innegabile. Secondo diverse testimonianze, è al ritorno da questo viaggio che Yoshitaka prende l’iniziativa di introdurre l’esercizio del combattimento libero nell’allenamento dello Shotokan, ed elabora tecniche e strategie per il combattimento libero.
Il suo atteggiamento di ricerca dell’efficacia nel Karate scava un fossato tra lui e suo padre.
Nel 1945 il dojo Shotokan, sette anni dopo la sua costruzione, è annientato sotto i bombardamenti americani; Yoshitaka si ammala gravemente e nel 1947 muore. La guerra termina, lasciando il Giappone in un disordine desolante.
G. Funakoshi, a 80 anni, ritorna a Tokyo. I suoi allievi anziani usciti da università diverse cominciano a raggrupparsi per riformare la scuola Shotokan. Nel 1949 si costituisce la Japan Karate Association (J.K.A.) con alla testa Gichin Funakoshi, dell’età di 81 anni. Sembra, per un momento, che l’unità della scuola Shotokan sia stabilita. Ma, dagli inizi degli anni Cinquanta, le divergenze di opinione sui modi di praticare e di insegnare il karate ed anche sull’organizzazione della scuola, suscitano conflitti. Il numero dei praticanti continua tuttavia ad aumentare di anno in anno. Le contraddizioni in seno alla scuola scoppiano quando Gichin Funakoshi muore nel 1957, all’età di 89 anni.
Le correnti dello Shotokan
La valutazione positiva della scuola Shotokan è generalmente legata all’aspetto dinamico dei movimenti. In effetti, l’esagerazione delle posizioni basse e l’ampiezza dei movimenti danno la possibilità di sviluppare la forza muscolare che è necessaria per prepararsi ad una pratica duratura, anche se nella realtà del combattimento non si ha bisogno di fare questo o quel movimento, esagerandone l’ampiezza gestuale e la forza, si allena l’efficacia al combattimento reale. Lo stile di allenamento dello Shotokan è molto esigente, il dispendio energetico è maggiore nello Shotokan che nelle altre scuole a causa del tipo di allenamento, cosa che costituisce il suo merito. G. Funakoshi era contrario agli esercizi di combattimento, ebbe di tanto in tanto dei conflitti con giovani allievi che erano tentati di misurare le proprie capacità in combattimento dopo qualche anno di apprendistato del karate. Molti allievi cercavano di praticare il combattimento libero in assenza di G. Funakoshi. E’ questa una delle ragioni principali delle divergenze relative alla concezione e alle forme di pratica del karate che si sono estese in seno alla scuola Shotokan.
La Japan Karate Association fu formata, all’origine, da un raggruppamento di dirigenti dei club di karate universitari, tra i quali esistevano tre correnti importanti. Al momento della sua scissione, una prese il sopravvento sulle altre due, che si ritirarono. Ognuna delle tre, sviluppando le proprie particolarità, si proclamò l’erede autentica della trasmissione di G. Funakoshi. Per questo la scuola Shotokan non è oggi rappresentata da un solo gruppo. Essa comprende diverse correnti, di cui le principali sono:
– La Japan Karate Association (J.K.A.)
– La Shotokan Karate-do International Federation (S.K.I.F.)
– Il gruppo Shotokai (Associazione Shoto)
– Il gruppo universitario
La situazione attuale della scuola Shotokan è perciò complessa, queste correnti costituiscono in Giappone un’unità dinamica, lo Shotokan, con conflitti e influenze reciproci.
La Japan Karate Association, J.K.A.
La J.K.A. è una delle scuole Shotokan più conosciuta al di fuori del Giappone. Questa corrente ha sviluppato uno stile unificato e un sistema di competizione di kata e di combattimento, oggi costituisce un’organizzazione internazionale indipendente. La sua affiliazione alla “World Union Karatedo Organisation” è spesso evocata, ma non è ancora realizzata. Essa organizza attualmente il proprio “Campionato del mondo” con kata e combattimenti. I kata vengono eseguiti con gesti ampi, il corpo in posizione bassa, le gambe ben divaricate, vengono cercate un’espressione di potenza e una certa estetica del movimento. Il loro valore è riconosciuto come base di partenza per sviluppare, attraverso grandi movimenti, la stabilità e la potenza di cui si avrà bisogno per andare lontano nella via del karate.
La Shotokan Karate-do International Federation (S.K.I.F.)
Nel 1978 viene fondata la Shotokan Karate International (S.K.I.) da Hirokazu Kanazawa e in parte da istruttori della J.K.A. Nel 1983 vi fú il primo campionato del mondo S.K.I. con 16 nazioni, nel 1985 il secondo con ben 24 nazioni, nel 1988 la federazione cambió il suo nome divenendo l’attuale S.K.I.F. che continuó a diffondersi rapidamente ed esiste oggi in tutto il mondo rappresentata in ben 119 paesi. Dopo aver partecipato attivamente alle competizioni di Karate per un periodo, H. Kanazawa lasciò la J.K.A. e cominciò di propria iniziativa a studiare le arti marziali okinawesi, giapponesi e cinesi, in seguito a questi studi, molti elementi estranei per il Shotokan-Ryu furono integrati nello stile Shotokan praticato nella S.K.I.F, metodi che H.Kanazawa continua ad insegnare tutt’oggi nei suoi seminari che si svolgono in tutto il mondo.
Il gruppo Shotokai
Lo Shotokai è oggi spesso considerato come una scuola indipendente dallo Shotokan, ma all’inizio era identica. Shotokai significa “Associazione (kai) di Shoto” e, in origine, le due denominazioni Shotokan e Shotokai erano utilizzate dallo stesso gruppo di persone che si allenavano sotto la direzione di G. Funakoshi. E’ dopo la scissione della prima J.K.A., che le due denominazioni cominceranno a riflettere differenze di stili. Il gruppo Shotokai è diretto fin da quest’epoca da Shigeru Egami, uno dei migliori discepoli di G. Funakoshi. S. Egami utilizzava le due denominazioni, Shotokai per designare il gruppo, Shotokan per il suo dojo, come era d’altronde la logica d’origine.
Lo stile di S. Egami si è evoluto considerevolmente, e si distingue tanto da quello di G. Funakoshi quanto da quello della J.K.A, per questo lo Shotokan e lo Shotokai sono diventati, nel corso della loro evoluzione, due scuole differenti.
I gruppi universitari
Esistono varie correnti di Shotokan nell’ambiente universitario giapponese, giacché lo Shotokan si è sviluppato fin dall’inizio nei circoli universitari. Ogni università mantiene la propria tradizione di Shotokan, con un’organizzazione di ex-allievi, i più anziani dei quali conservano il ricordo di G. Funakoshi. Tra questi gruppi, la corrente dell’Università Keio è la più vecchia, e trasmette gli insegnamenti più antichi di G. Funakoshi. La corrente Keio è poco conosciuta al di fuori del Giappone. La corrente dello Shotokan-Keio rimane poco appariscente, per quanto riguarda l’espansione verso l’esterno, ma è solidamente organizzata attraverso la discendenza di ex-allievi e studenti. I suoi aderenti danno molta importanza alla pratica del combattimento in stile J.K.A.; tuttavia praticano i kata esagerandone meno le espressioni di dinamismo. La posizione del corpo è più alta, le gambe sono meno divaricate, i movimenti tecnici sono più piccoli, cosa che rende questo stile meno spettacolare di quello della J.K.A. Il karate di questa università è importante per capire l’evoluzione dello Shotokan, poiché è la prima in cui Funakoshi ha insegnato, ed è quella che, nel corso della sua evoluzione, ha conservato più tracce dell’insegnamento iniziale.
L’allenamento dello Shotokan Karate-Do tradizionale è costituito da tre parti:
– Kihon (Preparazione Fondamentale)
– Kata (La Forma)
– Kumite (Il Combattimento)
Il Kihon è la forma di allenamento base, costituita da tecniche fondamentali di base composte da numerose parate, pugni e calci su cui si basa il Karate. È attribuito un valore importante alla acquisizione delle posizioni corrette, all’equilibrio e al respiro, l’apprendimento delle tecniche base é fondamentale per poterle applicare in seguito nel Kata e nel Kumite.
Nel Kata, che significa “forma”, si racchiudono le tecniche che si apprendono nel kihon. Il Karate ha una vasta gamma di kata, attraverso essi si esprime lo spirito dell’arte marziale. I kata possono essere visti come delle tecniche marziali prestabilite, per la maggior parte, nelle otto direzioni dello spazio. Il kata viene inoltre considerato come un combattimento immaginario contro uno o più avversari.
Il kumite è l’ambito nel quale vengono messi in pratica tutti gli insegnamenti ricevuti ne I Kihon e kata. Idealmente non deve essere vista come una lotta tra due persone, in quanto nel kumite vige la regola del rispetto reciproco e si deve sempre cercare di imparare dall’avversario. Non si deve soppraffare l’avversario con tecniche scorrette in quanto egli è visto come un amico da cui imparare.
Wado-Ryu (Maestro Hironori Otzuka)
Wado Ryu letteralmente tradotto significa la via dell’armonia o la via della pace.
Antica arte marziale giapponese sviluppatasi fino hai giorni nostri, diventando un’eccellente disciplina del corpo e dello spirito. Questo stile comprende tecniche di braccia, di gambe, di gomito, di ginocchia, e include le leve e proiezioni provenienti dal Sindo Ryu, Ju Jitsu e Kempo. Nel 1953, uno dei primissimi allievi di G. Funakoshi, Hironori Otsuka nato il 1° Giugno del 1892 e morto il 19 Gennaio del 1982, dopo vari anni di studi sulle antiche Arti, perfezionò un innovativo stile, oggi considerato tra le più potenti organizzazioni in Giappone denominandolo “WADO RYU” tradotto “Scuola della Via della pace”.
In breve la via del karate Wado Ryu del maestro Hironori:
Hironori Otsuka, nacque a Shimodate, Ibaragi. Secondo di quattro fratelli. All’età di 6 anni, il maestro H.Otsuka entrò nella Scuola di Shizaburo Nakayama, maestro di Shinto Yoshin Ryu.
A 29 anni diventò Maestro e successore dello stile. Nel luglio del 1922, il maestro H.Otsuka iniziò lo studio dell’Okinawa Tode (Karate). Durante I suoi studi adatta le tecniche base apprese dal Jujitsu, modificando alcune tecniche di Karate, creando così un suo stile.
Nel Maggio del 1934, all’età di 43 anni, il maestro H.Otsuka fondò lo stile Wado-Ryu Karate-Jutsu ed il Wado-Ryu-Jujutsu kempo, fondendo il Karate di Okinawa con il Jujutsu tradizionale. Il maestro H.Otsuka, il fondatore di questo stile, fu tra i maggiori esperti del Budo giapponese ed autentico Samurai, pertanto raggiunse il più alto grado e riconoscimento che si possa ottenere dal governo giapponese.
Egli è stato uno dei migliori allievi del padre del karate moderno, il M° Gichin Funakoshi.