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Il campionato cestistico nordamericano potrebbe fermarsi per due mesi. E, nel peggiore dei casi, la stagione rischia di venir cancellata
La Nba rischia di doversi fermare più a lungo del previsto. Secondo una nuova raccomandazione del Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), gli eventi che coinvolgono 50 o più persone negli Stati Uniti dovrebbero essere cancellati o rinviati per otto settimane. Giovedì, il giorno dopo la decisione di fermare temporaneamente la stagione del campionato di basket più prestigioso al mondo, il patron dell'Nba Adam Silver aveva detto che la pausa sarebbe durata 'almeno 30 giorni', non escludendo tuttavia la possibilità che potesse durare più a lungo, o addirittura la cancellazione dell'intera stagione.
Se la Nba, che si è impegnata a continuare a coordinare i suoi sforzi con gli esperti in malattie infettive e salute pubblica, seguirà questa raccomandazione, anziché tra un mese, le partite potrebbero riprendere tra (almeno) due mesi. Ciò significherebbe riorganizzare o addirittura interrompere il programma, a seconda che vengano mantenute o meno tutte le rimanenti 259 partite della stagione regolare, prima dei playoff previsti in estate.
La Nba è stato il primo grande campionato nordamericano a sospendere la sua stagione a causa della pandemia di coronavirus; lo aveva fatto all'indomani della positività riscontrata in Rudy Gobert. E positivi al coronavirus erano poi risultati pure altri due giocatori (Donovan Mitchell e forse Christian Wood).