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RIAD - Il Consiglio per l'economia e lo sviluppo dell'Arabia Saudita, presieduto dal principe ereditario Mohammad bin Salman, ha dato il via libera al programma di privatizzazioni che è uno dei pilastri del piano Vision 2030 volto a diminuire la dipendenza del Regno dal petrolio.
Il programma, sottolinea il sito del quotidiano Arab News, mira ad incrementare il numero dei posti di lavoro per i cittadini sauditi, attirare le più avanzate tecnologie e innovazioni e a sostenere lo sviluppo economico.
Vision 2030 è stato presentato nel 2016 dal principe Mohammad principale fautore delle riforme in Arabia Saudita, in campo sia economico sia sociale. Tra i cambiamenti avvenuti finora, la riapertura dei cinema dopo un bando di oltre 30 anni e il permesso alle donne di guidare, che dovrebbe entrare in vigore a partire dall'estate.
Il programma di privatizzazioni si pone l'obiettivo di aumentare dal 40% al 65% la quota del prodotto interno lordo generata dal settore privato, con il ruolo normativo e di supervisione riservato agli organi dello Stato.
Il piano approvato pone una serie di obiettivi in tre aree: lo sviluppo di un quadro legale generale per le politiche di privatizzazione, l'istituzione di fondazioni e istituzioni che avranno come compito quello di applicare le politiche decise e l'adozione delle scadenze temporali per realizzare questi interventi.
Tra le iniziative previste da Vision 2030 vi è l'offerta in Borsa di una parte delle quote - probabilmente il 5% - della compagnia petrolifera di Stato Aramco. Ma due giorni fa fonti di stampa hanno detto che l'operazione è stata rinviata da quest'anno al 2019.