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AMAG e altri sei rivenditori ticinesi di automobili dei marchi Volkswagen (si tratta di Autoronchetti, Garage Karpf & Co./Garage 3 Valli, Garage Carrozzeria Maffeis, Garage Nessi, Garage Weber-Monaco e Tognetti Auto) hanno costituito un cartello illecito tra il 2006 e il 2018 con l’obiettivo di ridurre la concorrenza e di mantenere i prezzi a un livello più elevato.
L'accordo riguardava "l'insieme delle attività di vendita in Ticino", compresi gli appalti pubblici e quindi non solo la vendita a privati. Il cantone era ripartito in "zone di attività".
È quanto accertato dalla Commissione della concorrenza, che ha chiuso la propria inchiesta avviata nel giugno del 2018 e inflitto multe per complessivi 44 milioni di franchi. Cinque imprese, precisa la COMCO in un comunicato diffuso oggi, giovedì, si sono dette disposte a concludere il procedimento con una conciliazione. La decisione può essere impugnata davanti al Tribunale amministrativo federale.
In una nota, AMAG afferma di accettare a sanzione, specificando che "alcuni responsabili hanno tenuto in passato un comportamento inaccettabile nel canton Ticino". L'importatore di auto afferma di aver adottato misure a livello di personale e di organizzazione per garantire che i principi di una corretta condotta aziendale siano coerentemente applicati in tutti i settori.
In una lettera di scuse ai clienti, una delle ditte coinvolte ad aver accettato la conciliazione, la Tognetti Auto SA, riconosce gli scambi di informazione proibiti intrattenuti in passato con AMAG e si impegna a rispettare la condotta concordata con la COMCO, il proprio codice adottato nel 2019 e a non ripetere l'errore in futuro.
- Notiziario 08.00 del 30.06.2022 Cartello VW