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Il rischio che si verifichino nuove esplosioni nell'ex deposito di munizioni di Mitholz, nell'Oberland bernese, è più elevato di quanto si credesse in passato, lo conferma anche l'Ufficio federale dell'ambiente. Gli scenari devono da oggi tenere conto di una possibile esplosione equivalente a 20 tonnellate di TNT, non 10. È quanto afferma una valutazione indipendente redatta su incarico dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e presentata martedì agli abitanti della regione dal Dipartimento della difesa (DDPS).
Si valuta che all'interno del deposito siano rimaste circa 3'500 tonnellate di materiale esplosivo, tra cui bombe aeree, mine, munizioni d'artiglieria e granate a mano. Gli esperti del DDPS, in un'analisi pubblicata lo scorso ottobre, avevano giudicato possibili due scenari: una piccola esplosione, causata da circa una tonnellata di esplosivo, e una grossa, in cui a deflagrare sarebbero circa 10 tonnellate. Ora, esperti di un istituto tedesco (Fraunhofer-Institut für Kurzzeitdynamik/Ernst-Mach-Institut), incaricati dall'UFAM, hanno realizzato una seconda perizia, in cui viene valutato lo scenario con 20 tonnellate di TNT. Le possibili aree interessate e l'esposizione della popolazione al rischio sono simili tra lo studio del DDPS e quello del Fraunhofer-Institut.
Il gruppo di lavoro istituito dal Consiglio federale la scorsa estate si è intanto già messo al lavoro: è stato allestito un modello digitale tridimensionale dell'impianto e presto sarà disponibile una perizia geologica. Migliorata anche la sorveglianza del sito e delle acque sotterranee. Entro la metà del 2020 saranno poi presentate le diverse varianti volte a ridurre i rischi a un livello accettabile.
L'incidente del 1947
L'esplosione avvenuta nella notte tra il 19 e il 20 dicembre del 1947 di parte del deposito contenente 7'000 tonnellate di esplosivi - costituito da sei cavità collegate a un cunicolo - aveva causato la morte di nove persone, il ferimento di altre sette e circa 200 senzatetto. Inoltre aveva portato nel 1948 a grandi azioni di "smaltimento" nel lago di Thun. La causa del disastro non è mai stata del tutto chiarita: la più probabile sembra essere stata la formazione di azoturo di rame in spolette di granate.