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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Posta è tenuta a fornire su tutto il territorio nazionale un servizio universale con prestazioni del traffico postale e dei pagamenti di buona qualità, efficienti e accessibili a tutta la popolazione. L'azienda deve poter continuare ad adempiere regolarmente il suo mandato nell'interesse dell'utenza e del settore economico svizzeri. Per questo motivo deve controllare le proprie strutture e adeguarle alle nuove circostanze. In qualità di impresa del servizio pubblico, la Posta contribuisce in misura significativa alla coesione sociale ed è vincolata al principio della sostenibilità. La Posta garantisce a tutta la sua clientela pari condizioni di accesso ad una rete di comunicazione efficiente. L'anno scorso, nel prendere atto del rapporto del Consiglio federale concernente la panoramica sull'evoluzione del settore postale in Svizzera e nel trattare l'iniziativa "Rete capillare di uffici postali", l'Assemblea federale ha ampliato il mandato di prestazioni della Posta, conferendole un nuovo mandato infrastrutturale, ma rifiutando di concederle indennizzi: l'azienda viene obbligata per legge a gestire una rete di uffici postali su tutto il territorio nazionale. </p><p>Come illustrato nella "Panoramica sull'evoluzione del settore postale in Svizzera" la Posta si trova ad affrontare sfide sostanziali:</p><p>* Nuove tecnologie sostituiscono in parte la posta-lettere. Sulla base di rilevamenti effettuati nel dicembre 2002, la Posta prevede una riduzione del volume di invii postali pari al 10% entro il 2010. Nei Paesi dell'Europa settentrionale, si calcola che la riduzione sarà addirittura del 20%. La diminuzione del volume di invii postali è più forte nei Paesi in cui le tecnologie informatiche sono più diffuse e utilizzate.</p><p>* Nuove tecnologie, nel contempo, permettono un notevole miglioramento della produttività dei sistemi di smistamento e della qualità dei servizi offerti. Le nuove tecnologie, inoltre, offrono alla Posta la possibilità di sviluppare nuovi prodotti nel settore della posta-lettere, della posta-pacchi e in quello dei servizi finanziari (servizi "mail to paper", rintracciabilità degli invii durante il trasporto, traffico elettronico dei pagamenti ecc.). La Posta deve partecipare attivamente a questa evoluzione, per non perdere i suoi clienti. Ciò vale in particolare per la clientela commerciale, che genera circa l'80% del fatturato nel settore degli invii postali. </p><p>* Il mutamento del comportamento dei clienti obbliga la Posta ad elaborare offerte più flessibili e individuali. Mentre i classici confini del settore postale tendono a confondersi, i servizi logistici e finanziari assumono un'importanza sempre maggiore. La Posta deve riorganizzarsi di conseguenza.</p><p>* In seguito agli sviluppi in atto sul mercato, nel settore postale e della logistica si assiste alla formazione di gruppi imprenditoriali in grado di rispondere meglio alle esigenze dei clienti. Per la Posta, ciò significa la necessità di ottimizzare i processi e di incrementare la qualità: nel contempo, però, i processi produttivi cambiano e la pressione sui costi aumenta.</p><p>* Nei Paesi dell'Ue si prepara un'ulteriore apertura del mercato (dal 1° gennaio 2003 il limite di peso per il monopolio postale nell'Ue è di 100 g, nel 2006 sarà portato a 50 g; eventuale completa liberalizzazione della posta-lettere nel 2009).</p><p>Se vuole rispettare il mandato affidatole dalla legge, mantenere i propri clienti e rimanere un datore di lavoro moderno e socialmente responsabile con posti di lavoro in tutta la Svizzera, la Posta deve affrontare queste sfide per tempo e in modo attivo. Con il progetto Rema, la Posta strutta, il potenziale di razionalizzazione esistente e contribuisce ad assicurare il finanziamento del servizio universale. </p><p>Nella "Panoramica sull'evoluzione del settore postale" il Consiglio federale ha rilevato che il progetto Rema, insieme alla ristrutturazione della rete postale, alla conclusione della riorganizzazione dei centri di smistamento dei pacchi e alla verifica dell'organizzazione del settore trasporto passeggeri, rappresenta uno dei principali progetti di riduzione dei costi. Il Consiglio federale si attende che la Posta attui questi progetti in modo socialmente sopportabile, come finora accaduto. Questa è stata una delle ragioni per cui il Consiglio federale ha proposto al Parlamento un'apertura del mercato postale più lenta di quella attuata in seno all'Ue. </p><p>La Posta ha informato il pubblico già nella primavera del 2002 in merito al progetto e alle conseguenze che, in base ai dati allora disponibili, esso avrebbe avuto per il personale. Nell'ottobre 2002 è stata comunicata la decisione concernente il numero e l'ubicazione dei centri, e alle relative conseguenze per il personale. Nel contempo, la Posta ha invitato a dei colloqui i Cantoni e i Comuni interessati, nonché i sindacati. In seguito, a causa delle reazioni da parte dell'opinione pubblica, la Posta ha ritirato il piano originario, nonostante esso prevedesse volutamente tempi di attuazione lunghi (dal 2006 al 2009). La Posta ha quindi invitato sindacati e Cantoni a proporre varianti, di cui essa avrebbe poi analizzato le conseguenze. Le nuove varianti sono state definite dalla Posta insieme ai sindacati; i Cantoni non hanno presentato proposte proprie. Le nuove varianti e le relative ripercussioni sono state illustrate in un rapporto presentato a fine gennaio. I Cantoni e i sindacati hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio parere. La Posta sta valutando i pareri pervenuti e ne terrà conto nella massima misura possibile nelle sue prossime decisioni. </p><p>Alla luce delle sfide sopraindicate e della politica postale recentemente approvata dal Parlamento, il Consiglio federale è dell'opinione che la Posta debba procedere alla riorganizzazione dei centri di smistamento delle lettere. Altrimenti vi è il rischio che si debba ben presto far fronte a problemi ben più gravi per il personale e per l'azienda. La Posta deve quindi assumere le proprie responsabilità verso il personale e realizzare in modo socialmente sopportabile la ristrutturazione, che interessa circa 8500 dipendenti. La Posta è intenzionata ad evitare licenziamenti e a negoziare con i sindacati un piano sociale che preveda soprattutto misure di aggiornamento e riqualificazione professionale per il personale interessato. Quest'ultimo riceverà inoltre sostegno da parte di un centro di consulenza e collocamento interno alla Posta. In tale contesto occorre ricordare, tuttavia, che la Posta non può essere utilizzata come mero strumento di politica regionale. Essa deve adempiere il mandato affidatole attraverso la legge sulle poste e non può assumersi compiti specifici di politica regionale o sociale, i quali sono di competenza della Confederazione e dei Cantoni. La Confederazione intende dare un nuovo orientamento alla sua politica regionale, come ribadito dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza Stadler (02.3664). A questo riguardo sarà significativa anche la riorganizzazione della perequazione finanziaria e della suddivisione dei compiti fra Confederazione e Cantoni (NPF). Fino all'attuazione di questi strumenti, il cui effetto si farà sentire a medio termine, la Confederazione dovrà sostenere le ristrutturazioni con misure collaterali. Da parte sua, la Posta intensificherà gli sforzi per trasferire attività nelle regioni maggiormente colpite. Si ricorda che la Posta, come del resto anche le FFS e Swisscom, ha già compiuto notevoli passi in questa direzione. </p><p>Il Consiglio federale ha scelto volutamente la formulazione di cui ai punti 1.6 e 1.7 degli obiettivi strategici. Questi ultimi devono infatti avere un carattere astratto, ed essere applicabili all'insieme dell'attività della Posta e a un gran numero di casi particolari. Gli obiettivi strategici devono essere tradotti e concretizzati dalla Posta nella strategia aziendale; il Consiglio federale, da parte sua, deve verificare che le sue direttive siano rispettate nei singoli casi. Esso fa ciò nel rispetto delle competenze esclusive e imprescindibili attribuite al Consiglio di amministrazione dalla legge del 30 aprile 1997 sull'organizzazione delle poste (LOP). Il capo del DATEC ha quindi invitato la Posta, ad analizzare in particolare, oltre alle conseguenze di carattere regionale e sociale, gli aspetti ecologici ed economici delle diverse varianti, e a illustrare le ripercussioni di questi ultimi sul risultato aziendale e sul valore dell'impresa. Il Consiglio federale ritiene che il limite debba essere considerato raggiunto quando la variante scelta dalla Posta comporti una riduzione del valore aziendale o la necessità di effettuare investimenti che un'impresa analoga e paragonabile non considererebbe ragionevole effettuare. Il Consiglio federale è dell'opinione che gli obiettivi attuali siano ampiamente praticabili.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la Posta, in particolare con l'ampio coinvolgimento dei soggetti interessati, agisca nella direzione indicata dagli obiettivi strategici e tenga conto delle richieste di collaborazione e coinvolgimento degli interessati contenute nella mozione. La Posta inoltre, come richiesto dal DATEC, analizza le conseguenze aziendali, regionali e sociali del progetto. Essa intende studiare a fondo le conseguenze ecologiche della variante scelta e stilare un bilancio ecologico. Le richieste fondamentali della mozione sono quindi già ampiamente soddisfatte. Il Consiglio federale, alla luce di quanto ora illustrato, respinge la richiesta di modifica degli obiettivi strategici.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.