Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01207.jsonl.gz/11

ZURIGO - All'inizio di febbraio, un volo Swiss è tornato in Svizzera dal Brasile. In cabina di pilotaggio tre piloti: due svizzeri, uno tedesco. Poiché la Germania classifica il Brasile come paese a rischio, il tedesco ha dovuto essere sottoposto a test per il coronavirus prima di poter rientrare in Germania.
L'uomo è così risultato positivo alla variante brasiliana, altamente contagiosa. Per prima cosa, quindi, ha contattato i colleghi di lavoro e la compagnia aerea.
In questo caso, la ricerca dei contatti è stata effettuata dal Canton Zurigo, avendo i tre piloti fatto atterrare il loro volo all'aeroporto di Zurigo. I piloti svizzeri però vivono ad Argovia. Per questo motivo il contact tracing del canton Zurigo, che ha raccomandato alla compagnia aerea di mettere in quarantena l'intero equipaggio della cabina di pilotaggio, ha promesso di informare urgentemente il contact tracing argoviese.
Quest'ultimo tuttavia ha peccato in scarsa efficienza. Non ha contattato nessun pilota fino a quattro giorni dopo l'avvenuta comunicazione della positività del pilota germanico.
Il collega, che aspettava la chiamata, si è stupito per i tempi con cui è stato avvertito. «Ciò mi disturba, soprattutto perché ci sono ripetuti avvertimenti sulle mutazioni ed è esattamente una di queste a cui era positivo il mio collega».
Cosa risponde il dipartimento della sanità argoviese? Assicura che il tentativo di contattare i piloti non è andato a buon fine non essendo questi raggiungibili telefonicamente. I due, tuttavia, smentiscono queste affermazioni.