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Dopo la decisione del parlamento di non riconfermare Ruth Metzler, dal 1° gennaio solo una donna farà ancora parte del governo svizzero.
Secondo la politologa Thanh-Huyen Ballmer-Cao, intervistata da swissinfo, questo passo indietro offusca l’immagine della Svizzera all’estero.
Quando era giunta in Svizzera alla fine degli anni ’60, Thanh-Huyen Ballmer-Cao aveva notato con grande sorpresa che la più vecchia democrazia del mondo non accordava ancora il diritto di voto alle donne.
Trent’anni dopo, la politologa ginevrina deve constatare che la parità dei sessi viene di nuovo relegata in secondo piano. Un altro rovescio è giunto nel corso dell’elezione dei membri del governo da parte del parlamento, lo scorso 10 dicembre.
I rappresentanti del popolo hanno infatti scelto due uomini, Christoph Blocher e Hans-Rudolf Merz, estromettendo dall’esecutivo la consigliera federale in carica Ruth Metzler e bocciando la candidatura di Christine Beerli, data da molti per favorita.
Docente di scienze politiche all’Università di Ginevra, Thanh-Huyen Ballmer-Cao si sofferma su questo nuovo scacco per la causa femminile.
swissinfo: Come si spiega questo passo indietro a livello politico?
Thanh-Huyen Ballmer-Cao: Questo avvenimento è una conseguenza del rafforzamento negli ultimi anni della destra più dura. Questa corrente conservatrice, guidata da Christoph Blocher, ha continuamente rimesso in discussione lo Stato sociale e i suoi valori di uguaglianza e solidarietà.
Inoltre, il dibattito che ha accompagnato l’elezione del 10 dicembre si è focalizzato soprattutto sulla suddivisione tra i partiti dei seggi in governo. Gli altri criteri non sono stati invece presi in considerazione, neppure quelli della rappresentanza delle donne o delle regioni.
Questo modo di porre le priorità mi ricorda i discorsi dei movimenti di indipendenza dei paesi del Sud. Ai tempi, questi movimenti consideravano che l’indipendenza doveva avere la priorità su ogni altro aspetto.
Ma, appena questo obbiettivo veniva raggiunto, l’uguaglianza dei sessi e la giustizia sociale rimanevano spesso in secondo piano.
swissinfo: Il risultato del 10 dicembre può nuocere all’immagine della Svizzera all’estero?
T.H.B.C: Questo risultato rischia effettivamente di rafforzare l’immagine di un paese conservatore che, tra l'altro, ha accordato solo molto tardi il diritto di voto alle donne (1971).
Va comunque detto che la Svizzera ha compiuto molti progressi in questi ultimi 30 anni. Oggigiorno, oltre il 30 % dei membri del parlamento sono di sesso femminile.
swissinfo: Eppure la partecipazione delle donne al governo viene considerata ancora oggi una sorta di lusso!
T.H.B.C: Effettivamente non vi sono diritti acquisiti in questo campo. Questa elezione dimostra una volta di più che, senza una pressione costante, si rischia immediatamente di fare un salto indietro in materia di rappresentanza femminile.
Le donne impegnate in politica dovrebbero dunque condurre delle campagne comuni per sensibilizzare l’elettorato svizzero. Bisogna inoltre fare pressione sui partiti politici, affinché presentino un numero maggiore di candidate sulle loro liste elettorali.
swissinfo: Ma cosa apportano le donne alla vita politica?
T.H.B.C: Diversi studi empirici lo dimostrano: le donne hanno permesso di iscrivere nuovi temi nelle agende politiche. Ad esempio, le questioni legate agli asili nido, alle cure mediche per gli ammalati o alla situazione delle persone anziane.
Nelle loro posizioni, le donne manifestano inoltre un approccio più globale e più a lungo termine degli uomini. Generalmente riescono meglio a prevedere le conseguenze delle misure adottate.
Questi studi rivelano pure che le donne hanno un altro stile politico: mostrano maggiore flessibilità e pragmatismo dei loro colleghi maschili.
Ma vi è anche un rovescio della medaglia. Ci si aspetta che le donne difendano continuamente il loro diritto ad essere differenti. E questo, a volte, può anche rappresentare uno svantaggio.
swissinfo, intervista di Frédéric Burnand, Ginevra
(traduzione di Armando Mombelli)
In breve
Nel 2003 vi erano ancora due donne nel governo svizzero: Micheline Calmy-Rey e Ruth Metzler.
Dal 2004, dopo la mancata rielezione di Ruth Metzler, l’esecutivo federale sarà composto da sei uomini e una sola donna.
61 invece le donne che fanno parte del parlamento su un totale di 246 membri.
52 donne sono presenti in Consiglio nazionale (camera bassa) e 9 in Consiglio degli Stati.