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La Procuratrice ha chiesto una condanna a 17 anni e tre mesi di carcere
BASILEA - A Basilea in un processo incentrato sulla spaccio di cocaina la Procuratrice ha chiesto una condanna di 17 anni e tre mesi di carcere. L'imputato è accusato di essere membro ad alto livello di un cartello colombiano e di aver venduto enormi quantità di droga.
La procura ha valutato le colpe dell'uomo come indiscusse. Oltre ai delitti legati al mondo della droga, vi sarebbero anche importanti casi di riciclaggio di denaro. Oltre alla pena detentiva, è stata richiesta una pena pecuniaria da 90 aliquote giornaliere da 30 franchi così come una multa di 300 franchi. Domandata anche l'espulsione dalla Svizzera fino a 15 anni.
L'imputato è accusato di essere un membro di alto livello di un cartello colombiano responsabile dello spaccio di cocaina a Basilea e del trasporto della sostanza illegale a livello mondiale. Fra le altre cose, solo fra gennaio e agosto 2020 avrebbe trasportato circa nove tonnellate di cocaina, dal valore di mercato di 609 milioni di franchi, sostiene sempre l'accusa.
L'uomo ha respinto le accuse e ha ammesso soltanto di aver conservato 200 grammi di cocaina in casa sua per un amico, oltre ad aver consumato un po' di droga. Anche alcuni utensili per il commercio di stupefacenti trovati nell'abitazione sarebbero di proprietà di questo amico.
Negata viene anche l'implicazione nel trasporto. Il telefono su cui sono state trovate delle prove non sarebbe di sua proprietà. Anche in questo caso, sarebbe di proprietà del solito amico.
La procuratrice ha liquidato le spiegazioni dell'imputato come inverosimili. La sua colpevolezza, ha proseguito, è pesante: con la sua attività criminale ha accettato senza scrupoli di mettere in pericolo la salute dei consumatori di droga.