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Ho trovato molto attuale il film“I Pirati dello spazio” perché lo considero esplicativo dei rapporti che vi furono in passato tra le potenze mondiali USA e Unione Sovietica. Oggi come allora i due giganti sono inamovibili nelle loro strategie di confronto mediatico e resta di un’attualità sconvolgente il tema della “supremazia” che permea tutta la vicenda della pellicola.
È mia intenzione far rivivere un frammento della storica competizione, che ancora oggi resta aperta e inconclusa, attraverso il racconto che i celebri fratelli torinesi Judica Cordiglia fanno delle prime spedizioni spaziali compiute dalle due potenze.
La trama del film
I fratelli Achille e Giambattista Judica Cordiglia, ispirandosi al grande Marconi, si appassionarono alla radio sin dalla giovane età e nel 1950 incominciarono a compiere “strani esperimenti” nella loro soffitta. Nel dopoguerra non vi erano molti giocattoli tipici dell’era consumistica attuale ma vi era l’abitudine di inventarsi dei giochi autonomamente, e così i fratelli Cordiglia trovarono nella radio un elemento di interesse per passare momenti ludici stimolanti e divennero radioamatori, ascoltando voci che provenivano da angoli remoti del pianeta.
La notte del 4 ottobre del 1957 la Russia mise in orbita il suo primo Sputnik accaparrandosi il primato assoluto nella storia dell’umanità .
I segnali mandati dall’interno dello Sputnik erano udibili sulla giusta frequenza così che anche i fratelli Cordiglia ascoltarono il famoso “bit bit” dallo spazio. Da quel giorno, la conquista dello spazio divenne un motivo di accesa competizione, una sorta di gara del 20°secolo tra i due principali stati che durante il dopo guerra e la fase di “guerra fredda” erano in costante conflitto, anche mediatico, nel tentativo di aggiudicarsi il predominio mondiale.
Un mese dopo i sovietici misero in orbita una cagnolina di nome Laika e anche questa volta i due fratelli si misero sulle frequenze giuste intercettando un segnale che venne identificato come il battito cardiaco della cagnetta.
Il principio basilare di tutti i progetti dei fratelli Cordiglia era il seguente: “un ricevitore anche potente, che non disponga di una valida antenna, non vale niente, senza l’antenna non si riceve nulla“. Iniziarono così a progettare, costruire e tarare le antenne sui segnali dei satelliti ottenendo risultati straordinari.
Tre mesi dopo Laika, gli Usa si precipitarono a mandare in orbita il loro primo satellite, l’Explorer 1° e anche in questo caso i fratelli si sintonizzarono sulle frequenze giuste e udirono il suono continuo emesso dal satellite. I fratelli Cordiglia non perdevano un lancio e la stampa incominciava a parlare di loro. Il confronto tra le due super potenze era arrivato a un punto tale che poteva causare lo scoppio della terza guerra mondiale.
In quegli anni sovietici e americani custodivano gelosamente i loro segreti ma le orecchie attente di Achille e Giambattista rischiavano di ascoltare cose che nessuno avrebbe dovuto sapere. L’interesse per le loro intercettazioni era altissimo ed essi divennero protagonisti sulla stampa internazionale, in trasmissioni alla RTSI e anche sulle tv italiane.
Ma che cosa udirono i fratelli Cordiglia di così sconvolgente? Quali segreti dovevano rimanere nascosti nel buio e nel silenzio dell’infinità dei cieli? Era il 28 novembre del 1960 e i Cordiglia, con i ricevitori sempre accesi, udirono all’improvviso un segnale tipo morse che venne identificato come un SOS. Ma non fu possibile saperne di più.
Il 2 febbraio 1961 i fratelli udirono nei loro microfoni un rantolo, un respiro soffocato e un battito cardiaco caratterizzato da extrasistole. Dopo due giorni l’URSS annuncia di aver messo in orbita una nave spaziale di oltre 7 tonnellate; essa si è però disintegrata finendo nel nulla. Come non dubitare? Lassù c’era un uomo? Una donna?
Il 12 aprile del 1961 i Russi lanciarono in orbita il loro primo astronauta Yuri Gagarin e anche in questa occasione straordinariamente importante l’apparecchiatura ingegnosa dei fratelli torinesi intercettò nitidamente la voce dell’astronauta.
Seguirono altri numerosi lanci spaziali e nel frattempo i Cordiglia, lasciando i tetti di Torino, si spostarono fuori città per allestire una più ampia e moderna struttura chiamata “Centro di radio ascolto spaziale Torre Bert”, all’epoca il più grande centro privato di radio ascolto destinato a diventare famoso e importante al punto che vi si raccoglievano dati utili alla NASA.
I fratelli Cordiglia affinarono le strategie di calcolo delle frequenze radio sulle quali sintonizzarsi. Il 20 febbraio 1962 gli americani mandarono in orbita l’astronauta John Glenn senza comunicare le frequenze delle tramissioni, al fine di proteggersi da interferenze sovietiche, ma i Cordiglia riuscirono a determinare, con un’astura indagine, la lunghezza d’onda da captare. I fratelli avevano così svelato un grande segreto americano e ciò creò un sussulto mediatico. Essi divennero oggetto d’interesse per lo spionaggio e il controspionaggio.
Ma ai fratelli torinesi questo non bastava, il gioco diventava sempre più intrigante e incominciava a risucchiarli. Si prefissero allora di carpire segreti ai sovietici andando a caccia di nuove frequenze, con l’aiuto della Carta di ripartizione delle stesse sottoscritta a Ginevra. Ascoltando assiduamente i Cordiglia individuarono un motivo musicale di Mussorgski che precedeva sempre i comunicati ufficiali dei lanci sovietici. Essi avevano dunque identificato un codice segreto che preannunciava i lanci sovietici! Il 23 maggio 1961 intercettarono la voce di una donna gemente e disperata che, invano, invocava soccorso perché il suo veicolo spaziale stava bruciando.
La fama dei Achille e Giambattista era all’apice quando si trovarono a collaborare con la NASA in vista di uno scambio di frequenze utili a intercettare le attività dei lanci sovietici. Proprio a seguito di una serie di lanci americani coronati da successo, da Mosca il 7 aprile 1965 il generale Kamanin pubblicò un articolo volto a smentire l’importanza delle ricerche dei fratelli Cordiglia.
In un certo senso i due giganti rivali nella guerra fredda, Stati Uniti e Unione Sovietica, si sono trovati a fronteggiare il gioco privato di due giovani brillanti, che alla fine sono risultati vincenti.
Purtroppo, lo sbarco sulla luna filmato dalle telecamere (20 luglio 1969) sancisce la fine della supremazia della Radio e la fine dei misteri da svelare attraverso le intercettazioni radiofoniche. Con tanta nostalgia i Cordiglia ricordano la magia, la fantasia e il fascino ineguagliabile della radio come strumento di comunicazione: privo della dimensione visiva e quindi capace di aprire la mente ai sogni e alla libera interpretazione.
Gianna Finardi