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PARIGI - Il consigliere federale Ignazio Cassis ha fatto presente al suo omologo francese Le Drian anche «dell'irritazione» della Svizzera per essere stata inserita sulla cosiddetta lista grigia dei paradisi fiscali dell'UE «senza comunicazione preventiva». «Gli ho detto apertamente che un rapporto di amicizia non funziona così, ma si parla prima», ha spiegato.
A suo avviso, il ministro francese ha mostrato anche in questo caso comprensione. «Ho sentito un interesse abbastanza forte da parte sua di comprendere questi meccanismi», ha assicurato.
Dopo il suo primo incontro con l'omologo francese, il ministro degli esteri svizzero ha detto di aspettarsi da lui «comprensione e sostegno per la situazione particolare della Svizzera al centro dell'Europa e non membro dell'UE». Secondo Cassis, Le Drian si è detto disposto ad approfondire le questioni.
“No" al limite di un anno imposto dall'UE ai mercati - Cassis ha poi respinto qualsiasi proposta che limiti a un anno l'accesso ai mercati dell'UE per la Borsa svizzera.
«La posizione della Svizzera è chiara: attende che l'UE riconosca l'equivalenza finanziaria (...) entro l'apertura delle Borse il 3 gennaio al più tardi», ha affermato il ticinese durante una conferenza stampa a margine dell'incontro. «Ho espresso a Le Drian la mia insoddisfazione sull'evoluzione di questo dossier», ha affermato.
Ha ricordato che il Consiglio federale aveva già respinto questa clausola durante la visita del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, il 23 novembre.
Se la Svizzera non otterrà l'equivalenza finanziaria o con delle condizioni che non sono giudicate legittime dalla Confederazione, l'esecutivo prenderà delle decisioni, ha affermato Cassis. Non scarta il fatto che la Svizzera possa tornare sulla sua promessa di concedere un altro miliardo al fondo di coesione europeo.
Secondo un documento interno della commissione, l'UE potrebbe limitare a un anno il diritto per la Borsa svizzera di acquistare e di vendere azioni europee. Il riconoscimento dell'equivalenza finanziaria è essenziale perché il listino zurighese continui ad accedere ai mercati europei a partire dal prossimo 3 gennaio. «Le Drian ha mostrato comprensione per la posizione della Svizzera», ha assicurato il consigliere federale.