Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01231.jsonl.gz/876

ZURIGO - Una giornalista su due è stata vittima di molestie sessuali sul lavoro, stando ad un'inchiesta condotta tra i professionisti dei media in Svizzera. I responsabili raramente vengono puniti. Le donne all'inizio della loro carriera risultato particolarmente a rischio.
244 donne (53% degli intervistati) e 34 uomini (11%) hanno segnalato abusi o molestie sessuali nell'esercizio della loro professione, afferma l'unità investigativa di Tamedia. Gli aggressori sono superiori, colleghi, politici, sportivi o consulenti di ogni tipo.
Lo studio, che ha raccolto numerose testimonianze anonime, non è rappresentativo, ma censisce centinaia di casi dettagliati, sufficienti a"riempire un libro di 220 pagine", scrivono i giornali del gruppo Tamedia. A titolo di paragone, indagini analoghe condotte dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco) e da Amnesty International avevano concluso che circa il 30% delle donne era vittima di molestie sul posto di lavoro.
Il questionario è stato inviato a 3429 professionisti dei media nella Svizzera tedesca e francese e 755 hanno risposto. La stragrande maggioranza dei giornalisti ha denunciato molestie verbali, come commenti offensivi, sessisti o barzellette a sfondo sessuale. In circa 40 casi sono stati denunciati palpeggiamenti.
Una trentina di intervistati ha parlato di molestie tramite messaggi o e-mail, e ventitré sono stati vittime di molestie sessuali senza contatto fisico (in particolare esibizionismo). In molti casi, si trattava di superiori che promettevano promozioni.
158 donne hanno riferito di aver informato i loro colleghi, amici o familiari. Ventisette non ne hanno parlato a nessuno. Solo 15 donne l'hanno denunciato a un mediatore esterno o alla polizia, rivela l'indagine. Quarantaquattro donne non hanno risposto alla domanda.