Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/227771

<h2>SubmittedText<h2><p>Numerose imprese stanno subendo gravi perdite a causa della crisi legata al coronavirus. In caso di chiusura, tuttavia, possono spesso risparmiare su alcune voci di spesa, ad esempio grazie al lavoro ridotto per il personale. Gli zoo non hanno invece questa possibilità. Anche se non ci sono visitatori, gli animali devono comunque essere nutriti e accuditi e pertanto è necessario lo stesso personale impiegato per il normale esercizio prima della pandemia. D'altronde, i leoni non possono fare telelavoro...</p><p>Gli zoo svizzeri ospitano circa 900 specie animali diverse. Di queste, 72 sono in parte ad alto rischio di estinzione e vengono detenute e allevate nel quadro di programmi coordinati a livello internazionale. Inoltre, negli zoo vengono tenute e coltivate circa 600 specie di piante tropicali, anche in coordinamento con i giardini botanici delle università. Ogni anno queste strutture svolgono oltre 5000 visite guidate con oltre 100 000 partecipanti e più di 800 laboratori per classi scolastiche. Sostengono progetti di ricerca delle scuole universitarie, in particolare nel campo dell'etologia e della medicina veterinaria ad esempio per le cliniche veterinarie delle Università di Berna e Zurigo. Infine gli zoo svizzeri contribuiscono, con l'apporto di mezzi finanziari e conoscenze, a progetti di protezione della natura in oltre 20 Stati.</p><p>La pandemia ha fatto emergere che nessun servizio federale sembra avere una competenza esplicita per gli zoo. Nell'applicazione dei provvedimenti, i musei e le biblioteche vengono trattati diversamente rispetto al gruppo costituito dagli zoo e dalle strutture per il tempo libero e lo sport. Contrariamente ai musei, i cui interessi sono rappresentati dall'UFC, i giardini zoologici e botanici sono privi di un referente nella Berna federale.</p><p>1. In quale categoria di istituzioni vengono inseriti i giardini zoologici e botanici con una gestione di tipo scientifico? Qual è l'organo/ufficio competente? Mancano basi legali (ad esempio rispetto ai musei)?</p><p>2. Perché l'UST esclude il rilevamento di dati sugli istituti zoologici e botanici?</p><p>3. Come si giustifica la distinzione tra un istituto scientifico che espone animali imbalsamati (museo di storia naturale) e un istituto gestito in modo altrettanto scientifico che ospita animali vivi o piante (giardino zoologico o botanico) rispetto al loro riconoscimento quale istituzione culturale?</p><p>4. In che modo è possibile promuovere meglio i giardini zoologici e botanici come istituzioni culturali in futuro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Diversamente dalla promozione dei musei, per i quali esiste una base legale (legge sulla promozione della cultura, LPCu; RS 442.1) che assegna chiaramente la responsabilità all'Ufficio federale della cultura, per i giardini zoologici e botanici non esiste una base legale equivalente a livello federale. Nella legislazione i giardini zoologici sono citati esplicitamente in correlazione con l'obbligo di autorizzazione per la detenzione professionale di animali selvatici (art. 90 dell'ordinanza sulla protezione degli animali, OPAn; RS 455.1). L'esecuzione della legislazione sulla protezione degli animali spetta alle autorità veterinarie cantonali.</p><p>La Confederazione sostiene le università e le scuole universitarie cantonali, compresi i loro istituti zoologici e giardini botanici destinati all'attività di insegnamento e ricerca, in base alla legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU; RS 414.2). Sostiene inoltre la ricerca e l'innovazione scientifica sulla base della legge federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione (LPRI; RS 420.1). L'organo competente è la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI).</p><p>2. e 3. Secondo la LPCu la Confederazione definisce i musei come istituzioni che si occupano di studiare, mediare, salvaguardare e conservare il patrimonio culturale. Dispongono quindi solitamente di collezioni di beni culturali che possono essere visitate. Da questo punto di vista le collezioni botaniche e zoologiche che includono pezzi da esposizione potrebbero essere considerate musei (p. es. musei di storia naturale). Le istituzioni zoologiche e botaniche con animali e piante vivi (p. es. parchi faunistici, giardini zoologici e botanici, ecc.) non fondano la loro attività principale sulle collezioni di beni culturali e quindi non sono considerate musei. Di conseguenza, queste istituzioni non appaiono nemmeno nella statistica dei musei dell'Ufficio federale di statistica (UST), il quale si basa anche sugli statuti del Consiglio internazionale dei musei (ICOM). Tali statuti fanno una distinzione tra musei propriamente detti e altre istituzioni simili ai musei ma che non sono tali. Per questo motivo l'UST non integra nella statistica dei musei le altre istituzioni che non sono musei in senso stretto pur avendone alcune caratteristiche (p. es. luoghi espositivi senza collezioni, collezioni prive di sale espositive, archivi e biblioteche che nei loro spazi espongono una parte dei propri fondi).</p><p>4. Le istituzioni di promozione della ricerca sostenute dalla Confederazione conformemente alla LPRI (p. es. il Fondo nazionale svizzero) e Innosuisse possono promuovere tramite concorso progetti di ricerca e d'innovazione presso centri di ricerca universitari e centri di ricerca extrauniversitari a scopo non lucrativo. In questo contesto i centri di ricerca promossi possono anche collaborare con istituzioni zoologiche e botaniche.</p><p>Non è invece previsto un sostegno delle istituzioni zoologiche e botaniche sulla base della LPCu, poiché lo strumento di promozione menzionato all'articolo 10 è limitato ai musei e alle collezioni di beni culturali materiali o immateriali.</p>  Risposta del Consiglio federale.