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Circa 150 tibetani e simpatizzanti della loro causa hanno partecipato oggi a una marcia di solidarietà verso il consolato cinese di Zurigo, rispondendo all'appello dell'Associazione della gioventù tibetana in Europa (sigla tedesca: VTJE).
L'associazione, che ha sede a Zurigo e conta circa 400 membri, esige che Pechino ponga fine immediatamente alla repressione in corso nel distretto di Ngaba, nella provincia del Sichuan, in cui si trova il monastero di Kirti. Due suoi monaci hanno tentato recentemente di immolarsi con il fuoco ma non sono morti, rammenta in una nota l'associazione.
In una lettera alla ministra degli esteri e presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey, l'associazione chiede al governo elvetico di informarsi sullo stato di salute dei due monaci, rispettivamente di 18 e 19 anni. La VTJE esige il rispetto della libertà religiosa nel monastero e la scarcerazione dei due giovani monaci.
Nel corso della manifestazione ha preso la parola anche la consigliera nazionale dei Verdi zurighesi Marlies Bänziger, che si è detta "umiliatissima" per la posizione assunta dalla Svizzera, ufficialmente non disposta ad accogliere il Dalai Lama, capo spirituale dei tibetani.
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