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Il Consiglio federale ha trasformato in disegno di legge, mantenendone i contenuti, il compromesso raggiunto tra datori di lavoro e i sindacati volto a riformare la previdenza professionale. Le cerchie interessate hanno tempo fino al 27 marzo per prendere posizione.
Punto principale del compromesso è la riduzione dal 6,8 al 6,0% dell'aliquota minima di conversione nella previdenza professionale obbligatoria (LPP), accompagnata da misure per attenuarne l'impatto. La deduzione di coordinamento, ossia la parte più bassa del salario non assicurata nel Secondo pilastro, verrà dimezzata e passerà a 12'443 franchi. La soglia d'ingresso rimarrà invece a 21'330 franchi.
Tale misura permetterà di accumulare un maggiore capitale LPP, sul quale verrà poi applicato il tasso di conversione. La riduzione della deduzione di coordinamento andrà a beneficio in particolare delle persone con redditi modesti o che lavorano a tempo parziale; si tratta principalmente di donne.
Per mantenere il livello pensionistico per un periodo transitorio di almeno 15 anni, il governo propone che chi arriva all'età pensionabile nei 5 anni successivi l'entrata in vigore della riforma riceva un supplemento mensile di 200 franchi. Tale importo si ridurrà a 150 franchi per chi andrà in pensione nei cinque anni successivi e a 100 per il quinquennio seguente. Il Consiglio federale ha poi previsto di riesaminare l'importo anno per anno per chi andrà in pensione a partire dal 16esimo anno dall'entrata in vigore delle nuove regole.
Da notare, infine, che nulla cambierà per le persone già in pensione al momento dell'entrata in vigore della riforma. Per loro rimarrà applicabile il diritto anteriore.
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