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Effetti dei campi elettromagnetici (elettrosmog) sul sonno e sulle prestazioni cognitive
05/04/2022elettrosmog scienza
L’istituto di farmacologia e tossicologia dell’università di Zurigo ha dimostrato nel 2007 che determinati effetti negativi sulla fisiologia cerebrale sono dipendenti dalla dose di radiazioni elettromagnetiche a cui si è esposti [1].
Lo studio
Quindici ragazzi sani, reclutati tra gli studenti delle università di Zurigo e dell’ETH, hanno partecipato allo studio. In tre sessioni poste ad una settimana di intervallo, i 15 partecipanti hanno dormito per due notti in un ambiente controllato. La prima notte è servita come adattamento e nella seconda notte è stato condotto l’esperimento.
Prima di dormire i 15 partecipanti sono stati sottoposti per 30 minuti a 3 intensità diverse di radiazioni elettromagnetiche attraverso un’antenna posta in prossimità del loro emisfero cerebrale sinisto.
Le tre diverse intensità di radiazioni elettromagnetiche a cui i ragazzi sono stati esposti sono:
- esposizione nulla (sham control)
- esposizione a 0.2 W/Kg
- esposizione a 5 W/Kg
Tra i 15 studenti, 13 hanno dichiarato di avere un telefono cellulare e di usarlo meno di un’ora al giorno. I partecipanti sono stati istruiti a non consumare caffeina ed alcool per i tre giorni antecedenti le notti di studio. Inoltre, le chiamate telefoniche sono state proibite durante il giorno dell’esperimento.
Durante il periodo di esposizione (incluso il sham control) i partecipanti hanno eseguito dei compiti cognitivi e le relative performance sono state misurate.
I valori 0.2 W/Kg e 5 W/Kg rappresentano il tasso di assorbimento specifico (SAR) delle radiazioni. In Svizzera i limiti sono di 2 W/Kg per un’esposizione in un ambiente casalingo/pubblico/urbano e 10 W/Kg per un’esposizione durante un’occupazione lavorativa. L’intensità nel primo caso (0.2 W/Kg) era quindi molto debole e nel secondo caso (5 W/Kg) molto forte ma comunque inferiore ai limiti nazionali per l’esposizione durante il periodo lavorativo. Per fare un paragone con degli esempi concreti, di seguito trovi i tassi di assorbimento specifico (SAR) di alcuni telefoni. Questi valori vengono misurati durante una chiamata quando il telefono è posto in prossimità dell’orecchio [2] .
|Telefono||SAR (W/Kg)|
|Motorola Edge||1.79|
|Axon 11 5G||1.59|
|OnePlus 6T||1.55|
|Oppo Reno 5G||1.37|
|Apple IPhone 13||0.98|
|Samsung Galaxy Note20 5G||0.684|
I risultati
La latenza del sonno, cioè l’intervallo di tempo tra lo spegnimento delle luci e il raggiungimento della fase 2 di sonno, è aumentata proporzionalmente all’intensità delle radiazioni elettromagnetiche.
Ciò dimostra che l’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche non ionizzati provoca effetti negativi sulla salute e che intensità di radiazioni più elevate provocano effetti sulla salute più gravi.
Per quanto riguarda i compiti cognitivi, solo uno dei tre test ha riportato risultati significativi. La velocità di esecuzione nel test 1-back task è infatti diminuita in modo significativo con l’aumentare dell’intensità dei campi elettromagnetici.
Gli autori dello studio concludono:
These long-lasting changes in the non-REM sleep EEG provide further evidence for a non-thermal eﬀect of RF EMF up to 5 W kg –1 in humans as a thermal eﬀect is not likely to last for several hours after termination of exposure.
In altre parole, gli effetti sulla fase non-REM di sonno provocati da soli 30 minuti di esposizione ai campi elettromagnetici forniscono ulteriori prove di un effetto non termico dei campi elettromagnetici sugli esseri umani. Negando così la diffusa ipotesi che solo le radiazioni ionizzanti (x-ray, microonde, ecc.) causano effetti negativi sull’uomo.
Per maggiori dettagli ti consiglio di leggere tu stesso lo studio scientifico discusso in questo articolo. Trovi il link nelle citazioni bibliografiche sottostanti.
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Regel SJ, Tinguely G, Schuderer J, Adam M, Kuster N, Landolt HP, Achermann P. Pulsed radio-frequency electromagnetic fields: dose-dependent effects on sleep, the sleep EEG and cognitive performance. J Sleep Res. 2007 Sep;16(3):253-8. doi: 10.1111/j.1365-2869.2007.00603.x. PMID: 17716273 link. ↩︎
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