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L'intento è quello di stabilire le circostanze che hanno portato all'eliminazione di alcuni messaggi
BERNA - Anche la sottocommissione del Dipartimento federale di giustizia e polizia e la Cancelleria federale delle commissioni parlamentari della gestione esaminerà il tentativo di ricatto di cui è stato oggetto il consigliere federale Alain Berset. I membri vogliono chiarire le circostanze che hanno portato alla cancellazione parziale delle email in relazione a questa vicenda.
Le indagini delle commissioni della gestione, conclusesi col rapporto pubblicato a metà giugno, non saranno riavviate, ha dichiarato oggi a Keystone-ATS il consigliere agli Stati Daniel Fässler (Centro/AI), presidente della sottocommissione. Tuttavia, la questione della cancellazione delle mail, secondo quanto rivelato dal Tages-Anzeiger, deve essere chiarita
Fässler ha affermato che la sottocommissione «che presiedo svolgerà indagini preliminari al riguardo», aggiungendo che la decisione di avviare o meno un'indagine vera e propria su questo aspetto della vicenda non è ancora stata presa.
Per la cronaca, la Weltwoche aveva riferito nel novembre 2020 della condanna a una multa, sospesa per due anni, inflitta a una donna mediante decreto d'accusa dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) per aver cercato di ricattare il ministro Alain Berset.
Berset ha sempre dichiarato che si trattava di una «questione privata» ormai risolta. Secondo il decreto d'accusa, la donna aveva utilizzato foto e corrispondenza privata tra lei e il consigliere federale friburghese chiedendo 100 mila franchi, prima di ritirare la sua richiesta. Nel giugno 2020 aveva firmato una dichiarazione in cui accettava la cancellazione completa di tutti i dati sui dispositivi elettronici utilizzati.
A metà giugno, dopo indagini approfondite, le commissioni della gestione erano giunte alla conclusione che Berset non aveva goduto di alcun trattamento preferenziale da parte del MPC. La Polizia Federale non sarebbe intervenuta in modo sproporzionato a favore del Consigliere federale e non ci sarebbe stato alcun contatto diretto tra Berset e gli agenti di polizia, né alcun tentativo di influenzare il meccanismo di intervento. Inoltre, l'impiego di personale da parte del ministro sarebbe stato minimo e adeguato alle circostanze.
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