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Migliaia di attivisti islamici, tenuti sotto controllo da centinaia di poliziotti in tenuta anti-sommossa, hanno manifestato oggi nel centro di Amman dopo la preghiera collettiva del venerdì per protestare contro cambiamenti recentemente introdotti nella Costituzione che, dicono, non garantiscono la democratizzazione della Giordania.
La protesta, che si è svolta con lo slogan di 'Non ci ingannerete', è stata promossa dal Fronte di azione islamica (Iaf), ala politica del movimento della Fratellanza musulmana.
"Non accetteremo più promesse di riforma, il paese ha bisogno di veri cambiamenti altrimenti la situazione può diventare molto grave", ha affermato Hamzeh Mansur, segretario generale dello Iaf. I manifestanti hanno innalzato cartelli in cui era chiesta la rimozione del governo guidato dal primo ministro Maruf Bakhit e la nomina di un esecutivo di salute nazionale.
La scorsa settimana il Parlamento giordano ha approvato leggi che prevedono la creazione di una Corte costituzionale e di un comitato indipendente per sovrintendere alle elezioni. Ma l'opposizione si è dichiarata insoddisfatta e chiede che siano introdotte riforme sostanziali che riducano il potere del re. Oggi il sovrano, secondo la Costituzione, può nominare o licenziare il governo e convocare o sciogliere le sedute del Parlamento a suo piacimento.
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