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Visti gli ultimi sondaggi la lotta si annuncia particolarmente serrata e uno dei due potrebbe essere a rischio.
BERNA - Sottrarre al PS il secondo posto dietro l'UDC e difendere i due seggi in Governo. Sono questi gli obiettivi del PLR in vista delle federali di ottobre. Il partito riafferma i suo valori liberali, ma ha anche reso più duri i toni in materia di asilo. Visti gli ultimi sondaggi la lotta si annuncia particolarmente serrata e uno dei due seggi potrebbe essere a rischio.
I liberali-radicali hanno lanciato in luglio la loro campagna presentandosi come il partito dell'innovazione. Per la prima volta durante delle elezioni federali, uno dei suoi manifesti è stato creato con l'ausilio dell'intelligenza artificiale.
Il cartellone prende di mira espressamente gli attivisti del clima che si incollano le mani all'asfalto. Il fatto che il manifesto sia una "fake" non ha mancato di suscitare polemiche.
La votazione sulla protezione del clima dello scorso 18 giugno ha tuttavia mostrato come il PLR possa difendere con successo posizioni ecologiche moderate. Secondo il partito, la decarbonizzazione è necessaria, ma deve passare attraverso l'innovazione tecnologica e degli incentivi sotto il profilo dei prezzi. Inoltre, stando a taluni liberali-radicali, non si deve escludere a priori l'energia nucleare.
Ordine e sicurezza
Il PLR vuole profilarsi come il partito del pragmatismo e dell'ordine. La sicurezza dell'approvvigionamento energetico è una priorità, come l'aumento dei mezzi a disposizione dell'esercito. La riesportazione di materiale bellico verso l'Ucraina va concessa a determinate condizioni, nell'intento di rafforzare la posizione della Svizzera in seno alla struttura che si sta sviluppando in Europa a livello di sicurezza.
Anche in materia di asilo, tema prediletto dall'UDC, il PLR ha sostenuto diversi giri di vite. Il tema è tornato alla ribalta dopo le cifre in rialzo dell'immigrazione e i recenti dibattiti sui centri di accoglienza federali.
Al Consiglio degli Stati, il partito ha così votato in favore della decisione di sospendere il programma dell'ONU per il reinsediamento di rifugiati vulnerabili. Inoltre, il "senatore" Damian Müller (LU) ha presentato con successo una mozione con cui chiede che i richiedenti l'asilo eritrei, la cui domanda è stata respinta, possano essere espulsi verso un Paese terzo, sull'esempio del controverso modello previsto dalla Gran Bretagna.
Rigore finanziario
Per il resto, il partito ripropone i suoi valori liberali nell'intento di persuadere i cittadini in tempi di crisi: rigore finanziario, riduzione delle tasse per le persone fisiche e giuridiche, meno burocrazia.
IL PLR avrà più difficoltà a convincere al di fuori della sua base elettorale sulla questione delle assicurazioni sociali. La riforma AVS21, con la quale è stata innalzata l'età di pensionamento delle donne, è stata accolta di stretta misura. La sfida sarà ancor più difficile per quanto riguarda il secondo pilastro, visto il successo ottenuto dalla sinistra nella raccolta di firme per il referendum. Il popolo si pronuncerà sul tema soltanto dopo le elezioni federali.
Posta in gioco storica
I recenti sondaggi per le elezioni al Consiglio nazionale mostrano come il PLR potrebbe marciare sul posto e persino perdere leggermente consensi. Non si può escludere che l'Alleanza del Centro, nata dalla fusione tra PPD e PBD, possa conquistare il terzo posto dietro a UDC e PS.
La formazione di Thierry Burkart resta una forza dominante nei cantoni e al Consiglio degli Stati, Tuttavia, dal 1995 i consensi calano lentamente alle elezioni del Nazionale, a eccezione di un leggero sussulto nel 2015.
La posta in gioco delle prossime elezioni per il PLR resta la difesa del secondo seggio in Governo, finora garantita dalla "formula magica" introdotta nel 1959 (2 seggi ai primi tre partiti e 1 al quarto).
Danno d'immagine?
Stando ai sondaggi d'opinione, la gestione della vicenda Credit Suisse ha irritato la maggioranza degli Svizzeri. Il dossier è stato ripreso dalla consigliera federale liberale-radicale Karin Keller-Sutter poco dopo il suo arrivo al Dipartimento delle finanze.
Il PLR, che ha per lungo tempo respinto un giro di vite in materia di regolamentazione bancaria, potrebbe anche subire un danno di immagine alle prossime elezioni.