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Il Consiglio federale ha chiesto al parlamento di bocciare l’iniziativa popolare “Sgravare i salari, tassare equamente il capitale” – conosciuta anche come “iniziativa 99%” – della Gioventù socialista (GISO) e di non affiancargli alcun controprogetto: attualmente in Svizzera il volume della ridistribuzione è infatti già significativo e pertanto l’esecutivo non vede necessità di intervenire. Soddisfatto il PLR svizzero.
Il PLR svizzero accoglie con favore la decisione del Consiglio federale di respingere, senza proporre un controprogetto, l’iniziativa del 99% dei Giovani socialisti svizzeri. Questa iniziativa è estrema, nuoce alla coesione nazionale e crea una lotta di classe nella miglior tradizione del Partito socialista.
In Svizzera il reddito è distribuito in modo equilibrato, una situazione che dobbiamo al nostro eccellente sistema educativo, al mercato del lavoro liberale e alle condizioni concorrenziali della nostra piazza economica. Il nostro sistema sociale e il ruolo altamente ridistributivo del nostro sistema fiscale (l’1% delle famiglie paga il 40% dell’imposta federale diretta e il 12% paga l’81%) garantiscono la coesione che i Giovani socialisti vogliono spezzare.
Nocivo per l’intera popolazione
Invece di dividere tra “poveri” e “ricchi” per pura ideologia, dovremmo concentrarci sui punti di forza della Svizzera e sulla sua coesio- ne. Valori condivisi anche dalla maggioranza della popolazione, che negli ultimi anni ha già respinto più volte i dogmi socialisti, come la legge federale sulla successione, il salario minimo,
Estrema e controproducente
I Giovani socialisti svizzeri sembrano determinati a scatenare una lotta di classe con la loro cosiddetta iniziativa del 99%, che prevede che i redditi da capitale (interessi, dividendi, eccete- ra) siano tassati 1,5 volte di più del reddito da lavoro. Questa iniziativa estrema e contro- producente mette inutilmente a rischio una Svizzera di successo e distorce la realtà in modo deplorevole e populista.
Le cifre presentate dai giovani socialisti tengono conto solo dei beni imponibili. Se si tiene conto dei redditi esenti da imposta, in particolare di quelli legati al capitale del secondo e terzo pilastro della previdenza per la vecchiaia, non vi è alcuna differenza superiore alla media per quanto concerne la ridistribuzione della ricchezza. Inoltre, la Svizzera rimane il Paese europeo con la distribuzione del reddito più equilibrata al lordo delle imposte e dei sussidi.
Nel confronto internazionale, in Svizzera il patrimonio è già fortemente tassato in relazione al lavoro. Non solo è soggetto all’imposta sul patrimonio per le persone giuridiche, ma è anche soggetto a una serie di altre imposte, come l’imposta sul reddito da capitale, in alcuni Cantoni l’imposta di successione, l’imposta di bollo, l’imposta sul reddito delle società e altre imposte su beni patrimoniali come gli immobi- li. Nel caso di attività di maggiori dimensioni, l’onere annuo complessivo si aggira già intorno all’1% in molte regioni. Data la situazione reale dei tassi di interesse, gli attivi sono già di fatto assorbiti dalle imposte.
OPINIONE LIBERALE