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"I problemi sollevati dalla Commissione europea possono essere risolti facilmente e rapidamente" secondo il premier ungherese Viktor Orban. Davanti alla plenaria di Strasburgo ha sostenuto che il suo governo ha riformato una Costituzione che risaliva al 1949, al periodo comunista e che "tutto è stato fatto sulla base di principi e prassi degli altri paesi europei". Rivendicando di aver fatto "una ristrutturazione di enorme portata" ha aggiunto di "capire che se ne possa discutere".
Il primo ministro ha anche affermato che la nuova Costituzione è stata varata il 25 aprile scorso e che da allora "nessun articolo è stato messo in dubbio" e che nel suo paese "tutte le minoranze, dai rom agli ebrei sono protette".
Orban ha chiuso il suo intervento chiedendo "l'appoggio del Parlamento europeo" alla "trasformazione profonda" dell'Ungheria che "nel 2010 aveva 3 milioni di persone che vivevano di aiuti di stato" e che "era un paese sull'orlo del collasso". Il premier ha affermato, tra l'altro, di aver avviato "l'ammodernamento necessario e urgente" della "governance dello Stato" realizzando "per la prima volta un bilancio nazionale allineato ai principi della Ue", oltre alle riforme strutturali "dell'istruzione, della sanità e delle pensioni".
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