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Le condizioni d'impiego del personale della Confederazione si avvicineranno a quelle in vigore nel settore privato. Il Consiglio nazionale è entrato oggi tacitamente in materia su una revisione della legge in questo senso, già adottata in primavera degli Stati.
I deputati hanno in seguito bocciato, con 122 voti contro 49, una proposta di Hans Fehr (UDC/ZH) che chiedeva di rinviare il dossier al Consiglio federale, incaricandolo di spingersi ancora più in là, prendendo spunto dal Codice delle obbligazioni.
Nella sua richiesta, il democentrista esigeva inoltre che gli aspetti essenziali del contratto di lavoro, ossia il tempo di lavoro, i termini per la rescissione del contratto, le vacanze e i congedi, non fossero regolamentati da un'ordinanza, ma direttamente dalla legge. A tal proposito la maggioranza ha preferito lasciare un certo margine di manovra al governo.
Il Nazionale ha iniziato l'esame dettagliato. Con la nuova legge sarà più facile per la Confederazione sciogliere un rapporto di lavoro. Essa non specifica orari di lavoro o i termini di disdetta: questi elementi verranno precisati nell'ordinanza d'applicazione. Nei settori non regolamentati verranno applicate le disposizioni del Codice delle obbligazioni, come avviene ora nel privato.
Il progetto prevede inoltre che fra i quadri superiori delle imprese della Confederazione - come La Posta o le FFS - siano rappresentate le differenti comunità linguistiche. La Camera dei Cantoni ha aggiunto l'esigenza per i dirigenti di conoscere attivamente una seconda lingua ufficiale e passivamente una terza.