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MOUTIER - Il Municipio di Moutier ha annunciato stamane che presenterà ricorso contro la decisione della prefetta del Giura bernese di invalidare il voto che sanciva il passaggio del comune francofono al canton Giura. Il ricorso sarà inoltrato al Tribunale amministrativo cantonale. La vertenza rischia però di finire davanti al Tribunale federale di Losanna, se non addirittura alla Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo.
Lo scorso 5 novembre la prefetta Stéphanie Niederhauser ha invalidato il voto del 18 giugno 2017, nel quale i cittadini di Moutier hanno scelto, con 137 voti di scarto (2067 "sì", ossia il 51,72%, contro 1930 "no" e 45 schede bianche) di lasciare il canton Berna per unirsi al Giura.
La prefetta ha giudicato ricevibili i ricorsi depositati da cittadini antiseparatisti per asserite irregolarità, ritenendo in particolare che prima della votazione ci sia stata una propaganda inammissibile da parte delle autorità filoseparatiste di Moutier. I separatisti e il governo cantonale giurassiano l'hanno accusata di aver preso una decisione politica su indicazione del Consiglio di Stato bernese.
Un ricorso, mille ricorsi? - In un comunicato di poche righe, il Consiglio municipale di Moutier, annunciando il suo ricorso, chiede al Tribunale amministrativo del canton Berna l'annullamento della decisione della Prefettura del Giura bernese e lo "invita (...) a constatare che il risultato del voto del 18 giugno 2017 è convalidato e del tutto effettivo".
La decisione dell'esecutivo comunale, presa nella seduta di ieri sera, non costituisce una sorpresa. Il Municipio aveva già affermato la settimana scorsa che avrebbe "certissimamente" presentato ricorso contro la decisione della prefetta Niederhauser.
"Ci siamo voluti dare una settimana di riflessione. Ma era chiaro dall'inizio che ci saremmo opposti a questa decisione unilaterale", ha dichiarato a Keystone-ATS il sindaco autonomista Marcel Winistoerfer.
Il Municipio non sarà verosimilmente solo ad adire le vie legali. "Siamo sommersi dalle domande di cittadini che vogliono a loro volta fare ricorso", ha detto all'agenzia di stampa Valentin Zuber, portavoce del movimento autonomista"Moutier, ville jurassienne". "Il ricorso della municipalità non basta. Se la vertenza andrà poi al Tribunale federale, questo non potrà accogliere l'istanza di un comune. Bisogna che la richiesta venga da cittadini. Il nostro obiettivo consiste nell'accompagnare e pilotare queste domande", ha aggunto Zuber.
Tempi lunghi - La procedura giudiziaria rischia dunque di andare parecchio per le lunghe. Gli autonomisti, come anche gli antiseparatisti sul fronte opposto, avevano già lasciato intendere da tempo che sarebbero andati fino al Tribunale federale per ottenere ragione. Ancora prima della decisione della prefetta è stata evocata addirittura la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo.
L'invalidazione del voto del 18 giugno ha creato una vera e propria onda di shock nella regione, che ha avuto un'eco in tutta la Svizzera e ha riacceso una "questione giurassiana" che sembrava avviata verso l'archiviazione.
Reciproche accuse - Le critiche sono state virulente, con i pro bernesi e i pro giurassiani ad accusarsi a vicenda di aver imbrogliato per far pendere il risultato del voto a loro favore. Sono state riesumati in particolare i rimproveri di "turismo elettorale": varie persone di entrambi i campi si sarebbero registrate come residenti di Moutier poco prima della votazione per poi ripartire poco dopo.
Venerdì scorso, 9 novembre, oltre 5000 persone (9-11'000 secondo gli organizzatori), hanno partecipato in serata a Moutier a una fiaccolata pro giurassiana, organizzato dal movimento autonomista in segno di protesta contro l'annullamento del voto.
La prossima scadenza importante per Moutier sarà il 25 novembre, data delle elezioni comunali. Il sindaco uscente, l'autonomista PPD Winistoerfer, dovrà far fronte al candidato antiseparatista Patrick Tobler, presidente dell'UDC del Giura bernese. Il risultato del voto sarà un eccellente barometro per misurare la forza di entrambe le fazioni.