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Tra i candidati all'elezione presidenziale francese vi era anche un uomo che alterna provocazione e riflessione, senso dell'umorismo e ribellione: il franco-svizzero Jean-Philippe Allenbach.
Fondatore del Partito federalista francese nel 1996, ha preso parte alla corsa all'Eliseo come candidato indipendente, fiero di indossare i colori della provincia.
Consulente nel campo del commercio internazionale per il settore energetico, a Besançon Jean-Philippe Allenbach è una personalità conosciuta. Un uomo di fronda, perpetuamente in conflitto con la Parigi giacobina, con la Parigi centralizzatrice.
Accanito sostenitore del federalismo, il cittadino franco-svizzero si è fatto notare, tra l'altro, per aver fondato nel 1971 il Partito federalista europeo e nel 1996 quello francese.
In difesa dei valori federali, Jean-Philippe Allenbach si è lanciato l'anno scorso nella campagna per l'elezione presidenziale. Come prevedibile, senza successo: poche settimane fa ha dovuto abbandonare la sua candidatura, non avendo potuto raccogliere le 500 firme necessarie presso i notabili dell'"Esagono".
swissinfo ha intervistato all'inizio dell'anno il cittadino franco-svizzero, quando era ancora in corsa per l'Eliseo, nel suo appartamento nel cuore della città vecchia di Besançon, che fungeva anche da quartier generale della sua campagna elettorale.
swissinfo: Jean-Philippe Allenbach, "candidato della provincia" o "candidato della provincia contro Parigi"?
J.-P.A.: Il candidato che difende gli interessi della provincia. E' ovvio che non abbiamo nulla contro Parigi. I parigini, del resto, non sono in una posizione migliore della nostra. Siamo tuttavia scontenti di quell'élite politica che decide tutto per la Francia, sul piano politico, economico, culturale, finanziario, mediatico...
swissinfo: Al centro del suo progetto "una Sesta Repubblica federale per la Francia", con governi e parlamenti regionali. L'idea di una Sesta Repubblica non rischia però di spaventare i francesi?
J.-P.A.: Nessuno si interessa alle istituzioni. Occorre avere i piedi per terra. E' normale che il budget culturale della mia regione, la Franche-Comté, corrisponda alla metà delle spese destinate alle pulizie della Grande Biblioteca di Parigi? E' normale che per compiere la tratta Besançon-Ginevra, occorrano sei ore di treno cambiando a Mouchard e a Losanna, mentre i parigini arrivano sulle sponde del Mediterraneo in tre ore e senza dover cambiare treno?
Sono il candidato che non accetta più simili situazioni. Il mio messaggio, dai toni un po' populisti e semplici, non è istituzionale. E', appunto, semplice e diretto: Parigi ci lasci in pace, ci renda i nostri soldi, riprenda i suoi burocrati. E tutto andrà molto meglio.
swissinfo: Lei è un fautore della massima decentralizzazione su educazione, impiego, servizio pubblico, energia, media elettronici, fisco e quant' altro. Ma lei si spinge persino al di là del modello elvetico...
J.-P.A.: Si giudica un sistema in base ai risultati. Quando si vedono i risultati dei sistemi federali, in particolare quello svizzero, e i risultati del sistema francese, non c'è confronto. E quando il sistema non funziona, bisogna cambiarlo. Non si tratta di sinistra o destra: non si tratta di cambiare il conducente del veicolo, bensì il veicolo.
Prendiamo la disoccupazione: è dove si gestiscono direttamente problemi e risorse che si ottengono i risultati migliori. Sono le piccole entità come Austria, Svizzera, Irlanda, Danimarca e Paesi Bassi che funzionano nel migliore dei modi.
Quando si vuole controllare la questione occupazionale dall'alto, si ottengono esiti catastrofici. E sono gli esperti ad affermarlo a chiare lettere: di fronte alla globalizzazione, sono i sistemi decentralizzati ad essere i più efficaci. Certo, ci vuole un minimo comune denominatore, ma i dettagli vanno gestiti in una dimensione di prossimità.
swissinfo: Mi dica onestamente: come si fa a candidarsi alla presidenza della Repubblica francese dopo aver chiesto l'annessione della Franche-Comté alla Svizzera?
J.-P.A.: Gli svizzeri hanno calcato un po' la mano. Di fatto la Franche-Comté e lo Stato francese hanno dei problemi di relazione di coppia. In una coppia può accadere che, nonostante l'amore, l'uno ha un comportamento che l'altro vorrebbe cambiare, ma non se ne fa niente.
La nostra idea è quindi di fare sapere allo Stato che se non cambia il suo comportamento, la valigia è già pronta nel corridoio. La minaccia di divorzio, di solito, fa riflettere il partner.
Se nella corsa all'Eliseo non c'è un candidato che si prefigge di mettere la Francia sulla via del federalismo, guarderemo altrove. Non vedo proprio in nome di cosa la Franche-Comté debba continuare a soffrire per permettere alla nobiltà che frequenta la corte giacobina di Parigi di continuare a vivere tranquillamente.
Se la Franche-Comté fosse stata un cantone svizzero, oggi sarebbe in una situazione decisamente migliore sul piano economico, occupazionale, identitario e della sicurezza. Essendo invece una regione della Francia, paga un prezzo elevato nei termini che ho già elencato. Ripeto, se la Francia non ci darà il federalismo, andremo altrove.
swissinfo: Questa campagna le serve come cassa di risonanza?
J.-P.A.: Ne ho un po' abbastanza di fare da megafono! Ho 59 anni. Colgo l'occasione di questa campagna per vedere come pianificare le future mosse. Cioè essere associato alle responsabilità, alla direzione di un governo. Sono stanco di scrivere e di parlare. Voglio agire. Questa campagna è pertanto un mezzo, non un fine a sé stante.
swissinfo, Bernard Léchot
(traduzione e adattamento dal francese Françoise Gehring)
Jean-Philippe Allenbach
Jean-Philippe Allenbach è nato a Besançon nel 1948. È figlio di Jean-Pierre Allenbach, celebre animatore della Radio svizzera romanda, e fratello di Patrick Allenbach, produttore alla Televisione svizzera romanda.
Il candidato franco-svizzero alle elezioni presidenziali ha studiato scienze economiche a Strasburgo e scienze politiche all'Istituto di studi politici di Parigi.
Europeo convinto e sostenitore del federalismo, nel 1971 ha fondato il Paritto federalista europeo, assieme a Guy Héraud, professore universitario a Strasburgo.
Dal 1984 dirige la propria società, attiva nella consulenza commerciale su scala internazionale con particolare attenzione al segmento energetico. La sua società con sede a Zugo, ha delle antenne anche a Parigi, Varsavia, Chicago, Mosca e Yaundé.
Nel 1996 ha creato il Partito federalista francese (che presiede fino al 2005).
Nel 2005, dopo il no dei francesi al Trattato per una costituzione europea, ha proposto di annettere la regione della Franche-Comté alla Svizzera.
Candidatura senza successo
Nel 2006 Jean-Philippe Allenbach ha annunciato la sua candidatura per la corsa all'Eliseo.
Lo stesso anno ha pubblicato il saggio "La province, c'est capital" presso l'editore L'archipel.
Nel marzo scorso è stato costretto a gettare la spugna, non essendo riuscito a raccogliere le 500 firme necessarie per poter prendere parte al primo turno delle elezioni.
Il 19 marzo, il cittadino franco-elvetico ha annunciato l'intenzione di lasciare la Francia per stabilirsi in Svizzera.