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Pirati della strada, le pene rimarranno esemplari
La minaccia del referendum da parte di Roadcross, l'associazione delle vittime degli incidenti della circolazione, ha spinto oggi il Consiglio degli Stati, come già il Nazionale, a fare parziale marcia indietro circa le punizioni inflitte ai cosiddetti «pirati della strada», le cui pene debbono rimanere dissuasive e non vanno quindi eccessivamente edulcorate come deciso in precedenza dalle Camere. Il dossier ritorna a quella del popolo per alcune divergenze minori.
Concretamente, la Camera dei Cantoni accettato di mantenere la pena minima di un anno di detenzione per i reati di pirateria stradale. Sulla base delle esperienze fatte negli ultimi anni, ha affermato a nome della commissione Andrea Caroni (PLR/AR), l'articolo va però adeguato in modo tale da poter scendere al di sotto della pena minima, qualora non vi siano iscrizioni nel casellario giudiziale a causa di violazioni delle norme della circolazione o qualora il superamento della velocità massima sia stato commesso per motivi validi, per esempio in caso di urgenza (per esempio il trasporto di una donna con le doglie all'ospedale).
Oltre a ciò, analogamente a quanto avviene oggi, i reati di pirateria devono continuare ad essere puniti con una revoca della licenza di almeno 24 mesi (e non solo 12 mesi come deciso dalle camere in precedenza). La durata minima della revoca deve poter essere ridotta, di 12 mesi al massimo, nei casi in cui la pena detentiva minima sia stata anch'essa ridotta in base all'articolo precedente, ha spiegato Caroni.
Stando a Caroni, adeguando questi due punti della legge sarà possibile continuare a reprimere i reati di pirateria con la dovuta intransigenza, consentendo però nel contempo di conseguire lo scopo iniziale della revisione della legge sulla circolazione stradale, ossia conferire ai giudici un maggior margine di apprezzamento nello stabilire la punizione, ma anche consentire la guida automatica.
Unica voce fuori dal coro, Beat Rieder (Centro/VS) ha rimproverato al plenum di essere lasciato intimorire dalle minacce di referendum di una sola organizzazione non governativa - nel caso concreto Roadcross, mai nominata, n.d.r - e di aver fatto marcia indietro dopo la prima versione della legge. Al che la ministra dei trasporti, Simonetta Sommaruga, ha risposto che, in caso di successo del referendum, tutta la revisione sarebbe stata respinta, anche altri aspetti importanti, sebbene non contestati. In ogni caso, la consigliera federale ha sottolineato che la situazione viene pur sempre modificata, per il meglio, per chi lavora nei servizi di urgenza e chi commette infrazioni gravi per la prima volta.