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Il ministero pubblico vallesano ha condannato con un decreto d’accusa l’ex consigliere nazionale Yannick Buttet (Ppd/Vs) per palpeggiamenti e parole inopportune nei confronti dell’ex presidente del consiglio comunale di Monthey (Vs) Laude-Camille Chanton (Plr).
All’ex sindaco di Collombey-Muraz è stata inflitta una pena pecuniaria di 45 aliquote giornaliere con la condizionale per un periodo di prova di 4 anni e una multa.
Buttet ha in particolare “causato scandalo compiendo un atto sessuale in presenza di una persona che non se lo aspettava” (art. 198 Codice penale), ha indicato il ministero pubblico vallesano, confermando un’informazione diffusa da Rhône FM e Le Nouvelliste. Contattato dall’agenzia Keystone-Ats, l’ex politico popolare-democratico non ha voluto rilasciare commenti. Nei media locali, Buttet ha tuttavia affermato che non contesterà la condanna. “Non sono più un personaggio pubblico, non farò quindi alcun commento su questa vicenda”, ha indicato all’emittente Rhône FM.
“La sospensione della pena in un caso precedente è stata revocata e Yannick Buttet dovrà assumersi le spese dell’inchiesta penale, così come le spese legali della querelante Laude-Camille Chanton”, precisa l’avvocato di quest’ultima in una nota. Dal canto suo, la denuncia penale presentata dall’ex parlamentare per diffamazione è stata archiviata.
I fatti al centro di questa vicenda risalgono all’estate del 2020. L’ex presidente del legislativo di Monthey Laude-Camille Chanton aveva denunciato al Nouvelliste i gesti inappropriati e i commenti sessisti fatti da Buttet sotto l’effetto dell’alcol. “A diverse riprese e nonostante le mie rimostranze, mi ha passato le mani sulla schiena, sul collo e sulle cosce”.
In seguito a queste rivelazioni, Buttet aveva rinunciato a ripresentarsi alle elezioni comunali. Dal canto suo, Laude-Camille Chanton non era stata rieletta al consiglio comunale di Monthey.
In una nota odierna, quest’ultima si è detta “sollevata” che questa “vicenda dolorosa, che ha avuto conseguenze significative sulla sua salute, giunga al termine”. “La pagina è attualmente voltata”, ha aggiunto.
Per Yannick Buttet non si tratta della prima condanna. Nel 2018 all’ex consigliere nazionale era stata inflitta una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere sospesa per due anni per coazione e appropriazione semplice in seguito a una denuncia da parte della sua ex amante.
Venuta alla luce nel 2017, questa prima vicenda aveva indotto deputate federali e giornaliste a rivelare di essere state molestate da Buttet, in particolare in occasione di serate in cui il politico vallesano era apparentemente sotto l’effetto dell’alcool.
Buttet si era quindi dimesso dalle sue principali cariche a livello nazionale: il seggio al Consiglio nazionale, la vicepresidenza del PPD svizzero e quella della Società svizzera degli ufficiali (Sssu). Era inoltre stato sospeso dal grado di tenente-colonnello dell’esercito e aveva anche dovuto consegnare l’arma di servizio all’arsenale, come da prassi per i militi oggetto di denuncia.
Buttet si era pure ritirato per un paio di mesi dal suo mandato di sindaco di Collombey-Muraz, incarico riassunto poi il primo febbraio 2018.