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BERNA - Il prossimo 7 marzo andremo a votare su un oggetto che ha fatto versare fiumi di inchiostro in Ticino e che oggi, in epoca Covid dove siamo tutti obbligati a indossare una mascherina che ci copre il viso, mostra tutta la sua paradossalità. Saremo chiamati a esprimerci sull'iniziativa popolare "Sì al divieto di dissimulare il proprio viso".
Lo scorso giugno il Parlamento ha raccomandato a popolo e Cantoni di respingere l'iniziativa popolare definita "anti-burqa" e di preferirle il controprogetto del Consiglio federale. La legge sulla dissimulazione del viso, controprogetto indiretto - ossia a livello legislativo e non costituzionale - all'iniziativa, obbliga una persona a mostrare il proprio volto per potersi identificare durante i controlli sui trasporti pubblici, alla dogana o per le procedure amministrative.
L'iniziativa popolare - lanciata dal comitato di Egerkingen - va più lontano poiché pone un divieto generale della dissimulazione del viso. Nel mirino le donne che indossano il burqa o il niqab, affinché queste ultime possano decidere liberamente secondo i fautori del testo.
Non voteremo solo dissimulazione del viso. Ci sono altri due oggetti in votazione: la Legge federale sui servizi d'identificazione elettronica e il Decreto federale che approva l'Accordo di partenariato economico globale tra gli Stati dell'AELS e l'Indonesia.
Identificazione elettronica - La Cancelleria federale ha annunciato in febbraio che il referendum contro la legge federale sui servizi d'identificazione elettronica ha raccolto 64 933 firme valide, ben più quindi delle 50'000 necessarie. I contrari alla nuova normativa - approvata nel settembre 2019 dalle Camere federali - contestano il fatto che per avere un'identità digitale (eID: così inserita, in questa grafia, più di 80 volte nel testo normativo) occorra passare attraverso operatori privati. Questo comporterebbe a loro avviso gravi rischi in materia di protezione dei dati.
Accordo con Indonesia - L'ultimo oggetto in votazione è l'accordo di libero scambio con l'Indonesia. L'olio di palma, che è stato uno dei punti controversi delle discussioni col Paese asiatico, non verrà escluso dall'intesa. I negoziatori hanno discusso dell'applicazione degli standard sociali e ambientali negoziati con Giacarta (sarebbe la prima volta per questo Stato, n.d.r) nonché dei meccanismi di sorveglianza delle condizioni di produzione di tale olio vegetale.
Per il Parlamento, l'Indonesia rappresenta un partner commerciale potenzialmente importante per la Svizzera, anche in considerazione delle prospettive di crescita economica elevata del Sud-Est asiatico. Le esportazioni elvetiche verso l'Indonesia ammontano a 488 milioni di franchi e le importazioni di prodotti indonesiani a 356 milioni.