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SION - Le tracce di mercurio misurate nei depositi di polvere in prossimità di siti di bonifica di terreni contaminati nell'Alto Vallese sono "trascurabili". Ad eccezione di un sito a Visp, dove hanno superato di gran lunga le norme.
Dagli anni '30 alla metà degli anni '70, il gruppo chimico Lonza ha scaricato le sue acque industriali piene di mercurio in un canale. L'inquinante si è accumulato nei fanghi e nei sedimenti che sono stati poi sparsi sui terreni agricoli o utilizzati come materiale di riempimento nella regione fino all'inizio degli anni '90. Ad oggi più di settanta appezzamenti di terreno contaminati da mercurio nelle aree di Visp e Raron sono stati risanati.
Ogni mese, il Servizio vallesano dell'ambiente (SEN) controlla le polveri depositate nei cantieri. Le indagini dimostrano che la presenza di mercurio è "trascurabile", ha indicato il cantone in un comunicato odierno.
Fa eccezione un sito, lungo la strada cantonale a Visp, soprattutto nei mesi di aprile e maggio 2019. Questo risultato può essere dovuto al posizionamento del sensore, al clima secco e al favonio, ha dichiarato a Keystone-ATS Yves Degmoumois, responsabile dei siti inquinati, della sezione rifiuti e del suolo del SEN.
Fin dall'inizio dei lavori di risanamento, le aziende sono state obbligate ad attuare un piano di sicurezza per i propri lavoratori, che prevede maschere specifiche e innaffiature per mantenere i materiali sufficientemente umidi.