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<h2>SubmittedText<h2><p>Durante la pandemia, le case di cura sono state lasciate sole ad affrontare i problemi epidemiologici, etici o d'igiene. È ciò che rivela un rapporto redatto da esperti in cui si constata che il numero di infezioni gravi o di decessi dovuti alla Covid-19 è stato più elevato tra i residenti delle case di cura rispetto agli anziani che non vivono in un istituto. Questa constatazione è confermata dai dati dell'UFSP, che indicano che fino alla fine di aprile del 2022 il 43 per cento dei decessi legati alla Covid-19 si è verificato in una casa di cura. </p><p>Numerosi istituti non hanno ricevuto il sostegno necessario per gestire l'emergenza e per attuare le decisioni delle autorità. Per le case di cura non c'era nessun piano di gestione dell'epidemia e negli istituti è stata riscontrata una mancanza di coordinamento e di coerenza nella gestione delle infezioni. Per quanto concerne la collaborazione tra ospedali e case di cura, già difficile in precedenza, essa è peggiorata ulteriormente durante la pandemia, in particolare nel quadro dello scambio di informazioni. </p><p>Inoltre il carico di lavoro, già elevato prima della Covid-19, si è accentuato ancora durante l'epidemia. Le cure mediche dispensate nelle case di cura sono complesse e richiedono competenze specifiche in geriatria, gerontopsichiatria e cure palliative. Il rapporto punta il dito contro la formazione insufficiente del personale di assistenza e la penuria di infermieri. È inaccettabile che i nostri anziani, che hanno diritto a un fine vita dignitoso, vengano trascurati dal sistema sanitario. Impariamo dalla pandemia e forniamo alle nostre case di cura le risorse di cui hanno bisogno.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. I problemi incontrati dalle case di cura durante la pandemia avrebbero potuto essere previsti?</p><p>2. Quali misure intende prendere per evitare che una situazione simile si ripeta?</p><p>3. Prevede di elaborare un piano di gestione delle epidemie per le case di cura?</p><p>4. È disposto a standardizzare a livello nazionale le pratiche e i criteri di qualità in materia di cure e di personale diplomato nelle case di cura?</p><p>5. È disposto a valorizzare il personale delle case di cura, istituendo una formazione specifica per i dipendenti di queste strutture?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo la valutazione della gestione della crisi COVID-19, commissionata dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), la pandemia ha colto parzialmente di sorpresa molti istituti medico-sociali, in particolare le case per anziani e di cura. Anche se la maggioranza delle strutture disponeva di professionisti responsabili delle tematiche legate all'igiene, nella gran parte delle case per anziani e di cura non sono stati definiti aspetti centrali come le regole di visita, la procedura da seguire in caso di contagio, l'isolamento dei malati e la formazione del personale sull'uso del materiale di protezione. Inoltre nei primi mesi della pandemia mancava il materiale di protezione adatto. All'inizio della pandemia, era quasi impossibile per la direzione delle strutture e per le autorità valutare il rischio in modo ragionevole e lungimirante e dedurre dalla valutazione provvedimenti appropriati (cfr. <a href="http://www.ufsp.admin.ch">www.ufsp.admin.ch</a> &gt; L'UFSP &gt; Rapporti di valutazione &gt; Malattie trasmissibili).</p><p>2. Finché la Confederazione non emana norme vincolanti ai sensi dell'articolo 19 capoverso 2 lettera d della legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101), spetta ai Cantoni adottare provvedimenti per tutelare la salute delle persone che vivono negli istituti. In qualità di organi di vigilanza sugli ospedali, le case per anziani, le case di cura e gli istituti di assistenza, sono tenuti a emanare norme vincolanti, ad eccezione di singoli casi motivati. In ogni caso è compito dei Cantoni fornire consulenza e formare le direzioni degli istituti su tali norme e informarne il pubblico. Nella prima metà del 2024, il Consiglio federale presenterà un rapporto in adempimento dei postulati Gysi 20.3721 "Istituti quali le case per anziani, le case di cura e le case destinate a persone con disabilità. Elaborazione della crisi legata al nuovo coronavirus" e Wehrli 20.3724 "La situazione delle persone anziane in relazione alla COVID-19", in cui verranno illustrate nel dettaglio le sfide affrontate dalle case per anziani e di cura e i possibili campi d'azione.</p><p>3. A partire dal marzo del 2020 e fino ad oggi, l'UFSP, in collaborazione con specialisti e portatori di interessi, ha redatto e aggiornato regolarmente raccomandazioni per la prevenzione e il controllo delle infezioni all'attenzione degli istituti medico-sociali. Questi ultimi e i Cantoni erano e sono responsabili dell'attuazione delle raccomandazioni, che d'ora in poi non dovranno essere redatte soltanto per il SARS-CoV-2, ma per i virus respiratori in generale, e dovranno contenere raccomandazioni di buone pratiche per la prevenzione e il controllo delle infezioni. Inoltre nel quadro della Strategia per la sorveglianza, la prevenzione e la lotta contro le infezioni correlate all'assistenza e della Strategia nazionale di prevenzione dell'influenza stagionale è stato fondato un comitato specialistico composto da esperti in prevenzione delle infezioni, medici delle strutture, infettivologi e rappresentanti delle direzioni delle strutture, del personale infermieristico e di assistenza, delle associazioni di categoria, nonché delle autorità federali e cantonali. Questo rappresenta già un passo importante nella gestione olistica delle infezioni negli istituti medico-sociali.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che introdurre una standardizzazione a livello nazionale del personale diplomato sarebbe una misura troppo rigida e non permetterebbe di tenere conto dei numerosi fattori contestuali specifici di ogni istituto. Riconosce tuttavia che un personale infermieristico ben qualificato e opportunamente impiegato sia un elemento centrale per garantire la qualità delle cure ai sensi del nuovo articolo 117b della Costituzione federale. Pertanto, il 25 gennaio 2023 ha deciso che, nel quadro dell'attuazione della seconda tappa dell'iniziativa sulle cure infermieristiche, le federazioni dei fornitori di prestazioni saranno tenute a formulare insieme raccomandazioni concernenti gli skill-grade-mix nei singoli ambiti di assistenza. Lo skill-grade-mix prevede l'impiego equilibrato di infermieri con titoli di studio e conoscenze diverse e consente una maggiore flessibilità rispetto a un requisito che si riferisce soltanto a infermieri diplomati. Nell'ambito dell'elaborazione delle nuove basi legali federali in materia, si dovrà ancora esaminare se queste raccomandazioni debbano essere rese vincolanti per i singoli fornitori di prestazioni.</p><p>Con la revisione della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), per rafforzare la qualità e l'economicità le federazioni dei fornitori di prestazioni e degli assicuratori sono state incaricate di concludere convenzioni sullo sviluppo della qualità valide per tutta la Svizzera (art. 58a LAMal). L'incarico vale anche per gli istituti medico-sociali che fatturano a carico dell'assicurazione malattie. Concordando norme, standard, linee guida e buone prassi, le convenzioni mirano a standardizzare la qualità a livello nazionale. I prerequisiti per la standardizzazione richiesta sono dunque già dati.</p><p>5. Il Consiglio federale riconosce l'importanza di una formazione appropriata e specifica del personale infermieristico delle case di cura. Tuttavia non è suo compito istituire nuovi cicli di formazione. Il sistema di formazione svizzero offre a tutti i livelli possibilità di qualifica professionale per il personale delle case di cura. A livello di formazione professionale di base: addetta/addetto alle cure sociosanitarie con certificato federale di formazione pratica e operatrice/operatore socioassistenziale con attestato federale di capacità, indirizzo professionale persone anziane. A livello di formazione professionale superiore: assistente specializzato/a in cure di lungodegenza e assistenza con attestato professionale federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.