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<h2>SubmittedText<h2><p>Se non esplodono immediatamente al momento dell'impatto con il suolo, le armi a submunizione rappresentano un pericolo per la popolazione civile. Attualmente sono in corso trattative volte a estendere il campo di applicazione della Convenzione di Ottawa a questo genere di armi. Il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. dare il buon esempio interrompendo gli acquisti di proiettili a submunizione per i lanciamine 12 cm, di munizioni d'artiglieria 15,5 cm e di altre armi a submunizione, che a giusta ragione sono paragonate a mine antiuomo;</p><p>2. eliminare simili armi facendo in modo che non gravino sull'ambiente;</p><p>3. fungere da apripista per il recepimento nella Convenzione di Ottawa di questo genere di armi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le armi a submunizione esplosiva sono di considerevole utilità militare. Le submunizioni lanciate ma non esplose (residui bellici esplosivi) possono tuttavia essere causa di gravi problemi umanitari. Il Consiglio federale affronta questa problematica con misure a livello nazionale e internazionale. Nel contesto internazionale, esso si sforza di cercare soluzioni accettabili che tengano conto in ugual misura delle esigenze umanitarie e degli aspetti in materia di politica di sicurezza.</p><p>Il Consiglio federale risponde ai singoli punti della mozione come segue:</p><p>1. Le munizioni classiche migliorate, in particolare le submunizioni, assumono una sempre maggiore importanza poiché assicurano un indispensabile appoggio di fuoco con oneri ridotti a livello di materiale e di personale. L'esercito svizzero dispone di proiettili d'artiglieria a submunizione del tipo 88, 88/89, 90 e 98 per gli obici blindati di calibro 15,5 cm e per i lanciamine 12 cm. Per questo motivo devono essere ancora possibili pertinenti acquisti. L'affidabilità delle munizioni svizzere è molto elevata grazie a un sistema a doppio innesco. Il primo innesco provoca l'esplosione del 98 per cento delle submunizioni utilizzate, mentre grazie al secondo innesco soltanto l'1 per mille delle submunizioni utilizzate rimane sotto forma di ordigno inesploso pericoloso, con una conseguente notevole riduzione dei rischi d'incidente. Questi provvedimenti tecnici hanno consentito di tener conto delle preoccupazioni umanitarie.</p><p>2. La distruzione di munizioni presso il DDPS corrisponde alle norme in vigore. Le munizioni vengono smontate nelle loro componenti e riciclate. L'esplosivo è trattato in modo che possa essere riutilizzato. Le componenti non riciclabili subiscono un processo di smaltimento ecologico, realizzato dalla RUAG.</p><p>3. La problematica delle submunizioni è oggetto di negoziati sulla base della Convenzione del 1980 sulle armi convenzionali. Il 28 novembre 2003 gli Stati firmatari della convenzione hanno varato il Protocollo sui residui bellici esplosivi (Protocollo V). Esso comprende un obbligo di sgombero per gli Stati, relativo ai territori sotto il loro controllo in cui si trovano residui bellici inesplosi, nonché un obbligo degli utilizzatori di questi esplosivi di fornire un aiuto a livello tecnico, finanziario o di personale nell'ambito dei lavori di sgombero. Recentemente il Consiglio federale ha deciso di ratificare il Protocollo V, fatta salva l'approvazione del Parlamento, e di sottoporre un pertinente messaggio alle Camere federali. Tuttavia, il Protocollo V non contiene né un divieto né ulteriori limitazioni dell'utilizzazione di submunizioni. Gli Stati firmatari della convenzione hanno quindi istituito un gruppo di lavoro che, andando oltre il Protocollo V, si occuperà della problematica dei residui bellici inesplosi. La Svizzera sostiene attivamente questo processo. Essa, tra l'altro, ha lanciato un'iniziativa a favore di misure tecniche di prevenzione volte a migliorare l'affidabilità delle submunizioni ed è pure stata co-iniziatrice di una discussione multilaterale sui principi umanitari e in materia di diritto internazionale applicabili in tale ambito.</p><p>Per contro, la Convenzione di Ottawa (Convenzione del 18 settembre 1997 sul divieto dell'impiego, del deposito, della fabbricazione e del trasferimento delle mine antiuomo e sulla loro distruzione) non è applicabile alle submunizioni. Il Consiglio federale è del parere che attualmente un nuovo negoziato per l'ampliamento delle materie oggetto dell'accordo non sarebbe ragionevole poiché potrebbe pregiudicare l'applicazione universale della convenzione. Pertanto dovrebbero innanzitutto essere sfruttate tutte le possibilità di miglioramento nel quadro dei negoziati sulle armi convenzionali.</p><p>Il Consiglio federale continuerà a sostenere gli sforzi internazionali in questo settore. Esso è pure disposto a verificare la sua attuale politica qualora gli sviluppi politici internazionali lo richiedessero.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.