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SAN GALLO - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha accolto la denuncia del sindacato Unia contro il ricorso al lavoro notturno sul cantiere del CEVA, il collegamento ferroviario in costruzione fra la stazione di Ginevra-Cornavin e Annemasse (F). Secondo il TAF non ci sono motivi per una deroga al divieto.
La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) aveva concesso una deroga, chiesta per il fatto che i lavori registravano ritardi. L'autorizzazione al lavoro notturno nel cantiere del CEVA è in vigore dall'inizio di agosto. Gli operai lavorano senza interruzione dal lunedì mattina al sabato sera e con un sistema di turni a rotazione.
La sentenza della corte federale con sede a San Gallo - di cui l'ats ha ottenuto una copia - spiega che non c'è alcuna indispensabilità sia tecnica sia economica che permetta di autorizzare il lavoro notturno.
Secondo il TAF la ragione invocata dall'azienda, ossia il ritardo sul ruolino di marcia, non costituisce un imperativo tecnico sufficiente. Inoltre anche i concorrenti sono tenuti a rispettare il divieto di lavorare di notte. E nemmeno gli argomenti economici invocati sono validi.
In un comunicato, Unia si dice contenta della decisione che "consente di garantire la sicurezza e di proteggere la salute dei lavoratori della costruzione in Svizzera". Il sindacato temeva che una autorizzazione avrebbe aperto le porte alla richiesta generalizzata di lavoro notturno nel settore.
I lavori sul cantiere del CEV avrebbero dovuto iniziare nei primi mesi del 2017, ma sono stati fermati a causa dell'opposizione di diversi vicini, che avrebbero voluto sistemi più efficaci di protezione contro il rumore. Il CEVA dovrebbe essere inaugurato nel dicembre 2019.
In ottobre, al momento dell'inoltro del ricorso al TAF, Unia aveva definito particolarmente scioccante il fatto che il lavoro notturno fosse praticato con il sostegno delle autorità cantonali e delle FFS: "preferiscono mantenere il calendario di inaugurazione del CEVA che preoccuparsi della salute dei lavoratori".