Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01278.jsonl.gz/924

Nel 2021 le persone con disabilità erano più spesso a rischio di povertà rispetto al resto della popolazione e hanno beneficiato maggiormente di sostegno finanziario esterno. Questi alcuni dei risultati tratti dagli indicatori delle pari opportunità che l’Ufficio federale di statistica (UST) pubblica in vista della Giornata internazionale delle persone con disabilità, che ricorre il 3 dicembre.
Dagli indicatori emerge che, nel 2021, tra le persone dai 16 ai 64 anni, quelle con disabilità erano più a rischio di povertà rispetto al resto della popolazione.
Secondo l’UST le persone a rischio di povertà dispongono di redditi significativamente più bassi rispetto alla popolazione nel suo complesso. Questa situazione costituisce un elevato rischio di esclusione sociale, e questo nonostante il fatto che nel 2021 quasi tre persone con disabilità su quattro (73%) fossero professionalmente attive; per questo, le persone con disabilità hanno beneficiato più spesso di prestazioni del sistema di sicurezza sociale per combattere la povertà e di aiuti finanziari esterni rispetto alle persone senza disabilità ed hanno dichiarato di aver dovuto rinunciare a cure mediche necessarie.
Gli studi mostrano che più alto è il grado di disabilità, maggiore è il rischio di povertà. Di conseguenza, le persone con disabilità tali da limitarle gravemente nelle loro attività abituali sembrano essere ancora più esposte al rischio di povertà rispetto alle persone senza disabilità (nel 2021 il 26% contro il 10%).
Gli indicatori mostrano che l’epidemia di COVID-19 ha avuto ripercussioni negative sulla salute psichica della popolazione: nel 2021, il 45% della popolazione dai 16 ai 64 anni ha indicato che, nell’anno precedente l’indagine, la crisi della COVID-19 ha influito negativamente sul proprio morale mentre, rispetto al resto della popolazione, tra le persone con disabilità è stato registrato un peggioramento significativo della salute psichica solo nella fascia di età dai 40 ai 64 anni (il 37% contro il 45%).
Fonte: Ufficio federale di statistica
foto: pixabay