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I regolamenti svizzeri distinguono tra il valore limite internazionale di immissione (VLI) e il valore limite precauzionale dell'impianto (VLImp). In tutti i luoghi nei quali le persone si trattengono solo per un breve periodo, si applica il VLI.
Tra le peculiarità svizzere, come misura precauzionale aggiuntiva, rientra tuttavia un valore limite dell’impianto più rigoroso. Il VLImp si applica laddove le persone permangono per un periodo prolungato, ad esempio in uffici, ospedali, case o scuole.
Naturalmente, il valore limite internazionale meno severo di quello svizzero contiene già precauzioni sufficienti per proteggere la popolazione da possibili effetti dannosi. Altrimenti, solo la popolazione svizzera sarebbe protetta e il resto del mondo no.
Ma l’approccio svizzero non si limita a questa precauzione aggiuntiva. Come aggiunta, per le autorizzazioni di costruzione, le intensità di campo previste (radiazioni) vengono sovrastimate nelle specifiche tecniche (cosiddette «ipotesi peggiori»), che a loro volta prevedono riserve cautelari molto generose. Lo si vede chiaramente anche dalle misurazioni.
A pagina 53 della relazione si legge: «Le intensità di campo misurate nel primo anno di raccolta dei dati hanno raggiunto un massimo di circa il 15% del limite di immissione (VLI) nelle aree accessibili al pubblico, mentre nella stragrande maggioranza dei casi si sono attestate su percentuali a una sola cifra. Nelle abitazioni private finora misurate (n.d.r.: soggette a valori limite più rigorosi) lo sfruttamento massimo del valore limite di immissione è stato inferiore al 4%.»