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BELLINZONA - Il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona ha condannato oggi a un anno di detenzione sospeso con la condizionale un ex dirigente della Banca Cantonale Grigione (BCG) per riciclaggio di denaro aggravato, falsità in documenti e corruzione passiva. Il processo si è svolto con rito abbreviato.
Complessivamente l'uomo ha, per propria ammissione, messo in circolo illegalmente 2,5 milioni di dollari e 258'000 franchi tra gli anni 1999 e 2003, intascando mazzette per almeno 54'000 franchi.
Stando all'atto di accusa il denaro proveniva da un conto della BCG utilizzato, tramite un prestanome, da un dipendente italiano della Bank of America implicato nella vicenda Parmalat.
Secondo quanto indicato dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) nel corso del processo, le somme in questione derivavano da appropriazioni indebite ai danni della Bank of America. Tali reati contro il patrimonio, precisa l'MPC, sono venuti alla luce nel corso delle indagini relative al crack della Parmalat.
La procura ritiene che il dipendente della BCG fosse a conoscenza della provenienza illegale del denaro. A Coira l'uomo avrebbe più volte prelevato somme fino a 500'000 dollari in contanti, consegnandoli poi al dipendente della Bank of America. Avrebbe firmato le transazioni ricorrendo a un nome fittizio, ingannando consapevolmente la BCG.
La Corte ha accolto oggi la pena patteggiata dal MPC e dall'imputato. L'ex impiegato della BCG si vede quindi inflitta una pena sospesa di un anno di carcere, a cui si aggiungono 60 aliquote giornaliere di 30 franchi. L'uomo dovrà inoltre versare alla Confederazione 54'000 franchi di risarcimento, mentre la Bank of America, in qualità di parte civile, otterrà 5'000 franchi.
Ats