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Airbnb rompe gli indugi e si dichiara pronta allo sbarco in Borsa nel 2020. Lo ha annunciato la società dopo mesi di speculazioni sui progetti di quotazione, con il mercato che scommetteva sul lancio dell'Ipo entro la fine di quest'anno.
Airbnb, che nell'ultimo round di finanziamento è stata valutata 31 miliardi di dollari, ha comunicato ieri di aver totalizzato ricavi per oltre un miliardo nel secondo trimestre del 2019. Ad oggi è presente in più di 100'000 città in 190 Paesi e finora è riuscita a rastrellare 4,4 miliardi di dollari nei vari round di investimento. Per spianare la strada al miglior esito dell'Ipo negli ultimi mesi ha cercato di ampliare il raggio d'azione e ad aprile ha investito 100 milioni nella catena alberghiera indiana in rapida crescita Oyo e 450 milioni nel sito di prenotazione di hotel HotelTonight.
Ma per convincere gli investitori a scommettere sulle prospettive di crescita del business degli affitti brevi di appartamenti privati, il colosso californiano deve prima risolvere alcuni contenziosi legali a partire dal braccio di ferro con il fisco italiano sul nodo della cedolare secca, allo scontro con le autorità statunitensi, nella fattispecie con New York City che vieta l'affitto a breve termine della maggior parte degli appartamenti perchè distorsivo del mercato degli alloggi.
Per il 27 settembre è fissata un'udienza al tribunale distrettuale di Manhattan e Airbnb potrebbe essere costretta a comunicare regolarmente i dati dei suoi host, consegnando nomi e indirizzi ogni mese, in modo da consentire alle autorità di New York di multare i trasgressori o addirittura di cancellarne i rispettivi appartamenti dal portale.