Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01248.jsonl.gz/400

BELLINZONA - Lo scorso 20 marzo, Matteo Pronzini aveva segnalato al Procuratore Pubblico Capo Arturo Garzoni il caso delle presunte residenze fittizie in Ticino di manager del gruppo Kering.
A due mesi di distanza, Garzoni ha emanato un decreto di non luogo a procedere, «non sussistendo i presupposti per ipotizzare un reato penale, in particolare quello di inganno nei confronti dell'autorità».
L'art. 118 della Legge federale sugli stranieri si applica infatti unicamente a cittadini terzi, non facenti parte della comunità europea (cfr. art. 2 LStrl), mentre ai cittadini UE occorre applicare le disposizioni dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera da una parte e la Comunità europea ed i suoi Stati membri dall'altra
Per verificare la regolarità della residenza di cittadini UE (non soggetti a contingentamento) - si legge nella nota del Ministero pubblico - non vanno quindi considerati i criteri della LF sugli stranieri, ma quelli dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e quelli degli accordi bilaterali, «ritenuto che un'eventuale violazione di queste normative avrebbe, semmai, comportato una multa, di competenza dell'autorità amministrativa».