Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01094.jsonl.gz/846

ZURIGO - Tidjane Thiam se ne va. Ma la parola "fine" in fondo al capitolo Credit Suisse la mette lui con una cifra: 3,42. Sono questi i miliardi di franchi di utile con cui la banca ha archiviato il 2019. Utile in crescita del 69% su base annua. Lo comunica oggi il numero due bancario elvetico, spiegando che l'utile ante-imposte è pari a 4,72 miliardi di franchi, dopo i 3,37 miliardi del 2018, anno in cui è stato realizzato il primo utile dal 2014.
Per l'istituto finanziario si è trattato dell'ultimo esercizio con Tidjane Thiam come CEO. Il manager, travolto dallo scandalo dei pedinamenti, ha presentato le sue dimissioni una settimana fa e lascerà la banca domani. Sarà sostituito da Thomas Gottstein, attuale numero uno della filiale svizzera.
«Sono molto fiero di quanto Credit Suisse ha raggiunto durante il mio periodo presso la banca - afferma Thiam in una nota -. Abbiamo riportato l'istituto sulla buona via e i nostri risultati del 2019 dimostrano che possiamo essere durevolmente redditizi. Darò il mio sostegno entusiasta ai colleghi mentre continueranno a sviluppare gli affari».
Gli azionisti beneficeranno di un dividendo di 0,2776 franchi per titolo, a fronte dei 0,2625 franchi in precedenza. Le cifre sono inferiori alle attese degli analisti contattati dall'agenzia AWP, i quali prospettavano in media un utile prima delle imposte di 1,38 miliardi e un risultato netto di 881 milioni di franchi. Il dividendo previsto era di 0,2806 franchi per azione.
La banca fa anche sapere che Alexander Gut ha deciso di lasciare il Consiglio d'amministrazione (Cda) in quanto desidera consacrare più tempo alla sua società Gut Corporate Finance. Al suo posto viene proposto Richard Meddings. L'assemblea generale degli azionisti è in programma il 30 aprile. Tutti gli altri membri del Cda si rimettono a disposizione per un nuovo mandato di un anno.