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SAN GALLO - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha confermato la sanzione pronunciata all'inizio di luglio dell'anno scorso dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) contro il Groupe Mutuel: la cassa malattia non può acquisire nuovi portafogli di clienti nell'assicurazione complementare per 18 mesi, concretamente sino alla fine di quest'anno, tramite operazioni di fusione o di acquisizione di altre compagnie.
In una sentenza pubblicata oggi, il TAF giustifica la sua decisione con la mancanza di professionalità e di rigore nella gestione degli affari delle società del Groupe Mutuel attive nel segmento delle assicurazioni malattia complementari.
In particolare i giudici di San Gallo puntano il dito contro una corporate governance insufficiente e segnalano che i piani d'esercizio vincolanti ai sensi del diritto in materia di vigilanza non erano rispettati.
Le mancanze vanno attribuite agli ex dirigenti e al fatto che la crescita del gruppo è avvenuta senza un adeguamento dell'organizzazione. In particolare la contabilità non è stata adattata in modo adeguato, sostiene il TAF.
Remunerazioni esagerate - I giudici denunciano anche gli eccessi delle rimunerazioni agli ex dirigenti. Tra il 2001 e il 2014, il gruppo ha versato 14 milioni di franchi a membri delle direzioni e dei consigli di amministrazione (cda).
«Il versamento delle rimunerazioni esagerate, decise da consigli di amministrazione e comitati in cui sedevano i beneficiari o persone a loro vicine, non è compatibile con la garanzia di un'attività irreprensibile che dovrebbe essere una caratteristica di persone attive in diversi ambiti dei mercati finanziari», sottolinea il TAF.
I vertici criticati nel frattempo hanno lasciato la società, ma il gruppo non ha dimostrato che questo genere di problemi sia definitivamente escluso in futuro, aggiunge il tribunale.
Il TAF critica pure le nomine giudicate «premature» a posti rilevanti del figlio e della figlia di uno dei dirigenti. La Corte ritiene che il loro reclutamento non sia unicamente avvenuto sulla base delle qualifiche necessarie, ma anche in funzione dei legami famigliari.
Esito ancora aperto - Nella sentenza, che può ancora essere impugnata davanti al Tribunale federale, il TAF riconosce che la nuova direzione del gruppo ha introdotto diverse misure correttive. Constata tuttavia che la riorganizzazione non sarà completata prima del 2018 e che le misure già adottate non hanno ancora dimostrato solidità.
Il procedimento di applicazione coercitiva del diritto (enforcement) contro il Groupe Mutuel è stato avviato nel marzo del 2014. Nel corso dell'anno la FINMA aveva ordinato il rimborso dei premi riscossi indebitamente e disposto una serie di avvicendamenti in seno al cda del gruppo.
All'inizio di luglio dello scorso anno la FINMA aveva poi deciso che la cassa malattia non poteva acquisire nuovi portafogli di clienti sino a fine 2016 tramite operazioni di fusione o di acquisizione di altre compagnie, decisione confermata ora dal TAF.
Per il Groupe Mutuel, «la proibizione pronunciata dalla FINMA concerne ormai il passato». Non ha impatto alcuno sulla gestione degli affari, scrive la società assicurativa in una reazione odierna. La sentenza sarà studiata e analizzata nei prossimi giorni, aggiunge l'assicuratore.