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Le analisi storiche hanno mostrato che la nozione di proprietà è il frutto di costruzioni filosofiche e di modelli politici ed economici che si trasformano nel tempo e che modificano il rapporto delle società con i beni materiali. Per l’uomo medievale, la proprietà di un bene poteva essere scissa tra colui che ne deteneva la titolarità astratta e colui che ne deteneva l’uso. A partire dal XVII e dal XVIII secolo, la filosofia politica ha rimesso in causa il principio della plura dominia, aprendo le porte alla rivoluzione liberale e alla proclamazione della proprietà individuale come un diritto inviolabile, ma anche all’idea che la proprietà è all’origine delle ineguaglianze sociali (Rousseau) o uno strumento di dominazione dell’uomo sull’uomo (Marx).
Questi principi hanno influenzato profondamente le dinamiche economiche e sociali del mondo occidentale. La proprietà fondiaria ha inciso sulle molteplici forme dei paesaggi agrari europei, Attraverso di essa si componevano i destini e le fortune e i privilegi di molte dinastie familiari e si definivano le gerarchie sociali. Infine, la proprietà – in particolare quella immobiliare – alimentava (e alimentata tutt’oggi) era un settore chiave dell’economia, ovvero quello edilizio.
L’economia industriale ha certamente attenuato il ruolo produttivo della proprietà della terra. Il controllo delle risorse fondiarie rimane tuttavia al centro di molte strategie economiche, da quelle legate alla logistica dei flussi al controllo delle risorse.
Il colloquio avrà luogo on line / Die Tagung findet online statt / Le colloque aura lieu en ligne.
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