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Il problema di produzione è noto dall'inizio degli anni '90, con la guerra del Golfo.
KIEV - Sono ormai due mesi che conviviamo quotidianamente con le immagini che ci giungono dalla guerra in Ucraina. Nelle fotografie che vengono scattate per le vie delle città assediate si notano spesso i carri armati, o quel che ne resta. Ben Wallace, segretario di Stato per la difesa britannica, ha stimato che i carri armati di Mosca distrutti fino ad ora sono ben 580. Ma la bravura dell'esercito ucraino potrebbe non c'entrare, almeno in parte. Sì, perché i carri armati russi soffrono di un difetto di fabbricazione: ecco perché le immagini che arrivano dalla guerra mostrano spesso i carri armati sventrati, con la parte superiore staccata.
Il problema di produzione è noto da tempo all'occidente, e viene chiamato "effetto jack-in-the-box". Un inconveniente non da poco, e difficilmente Mosca non ne era a conoscenza.
L'effetto jack-in-the-box
Il problema riguarda il modo in cui le munizioni dei carri armati vengono custodite, come spiega la Cnn. A differenza dei moderni carri armati occidentali, quelli russi immagazzinano più proiettili nelle torrette. Ciò li rende molto vulnerabili, e anche un colpo indiretto può innescare una reazione a catena e far esplodere tutte le munizioni. L'onda d'urto può far saltare la torretta del carro armato fino a raggiungere un'altezza pari ad un edificio a due piani.
«Si tratta chiaramente di un difetto di progettazione» ha dichiarato alla al portale statunitense Sam Bendett, consulente del programma di studi russi presso il Center for a New American Security. Ciò rende il carro armato russo un bersaglio facile, e una trappola mortale per l'equipaggio, che difficilmente riesce a lasciare l'abitacolo in tempo.
Vecchi problemi già noti
I difetti di produzione erano emersi già durante la guerra del Golfo contro l'Iraq nel 1991 e nel 2003, quando le torrette dei carri armati T-72 di fabbricazione russa dell'esercito iracheno saltavano in aria. Anche le versioni successive dello stesso modello non sono riuscite ad arginare completamente il problema.
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Nella notte un altro incendio a Elfingen, in Argovia, ha messo in difficoltà i pompieri per la mancanza di acqua. E nel canton Zurigo si contano i danni (milioni) dopo il rogo in una falegnameria
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