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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo rapporto sull'economia esterna 2018 il Consiglio federale ha assicurato che avrebbe esaminato attentamente l'opportunità di aderire al Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP). Importanti partner commerciali della Svizzera, come il Regno Unito o la Cina, hanno già annunciato di volervi aderire. Gli Stati Uniti, primi fautori di quello che è stato il Trans-Pacific Partnership Agreement (TPP), potrebbero riguadagnare interesse per questa iniziativa sotto la guida del presidente Biden.</p><p>1. In base all'analisi annunciata nel 2018, il Consiglio federale raccomanda e persegue l'adesione al CPTPP?</p><p>2. La Svizzera adempie i criteri di adesione al CPTPP?</p><p>3. La Svizzera riesce a fatica ad aggiornare gli accordi di libero scambio già conclusi: gli sforzi per aggiornare quelli con il Messico (in vigore dal 2001), la Corea (2006), il Giappone (2009) o la Cina (2014) sono rimasti finora vani. Accordi più recenti e completi dell'UE penalizzano sempre di più le aziende svizzere rispetto ai loro concorrenti europei su mercati extraeuropei come il Giappone o il Vietnam. Il CPTPP potrebbe essere una soluzione per aggiornare le norme sempre più obsolete degli accordi di libero scambio conclusi dalla Svizzera o dall'AELS? In caso affermativo, in quali settori ciò andrebbe a vantaggio dell'economia svizzera?</p><p>4. Quale sarebbe il potenziale di discriminazione nei confronti della Svizzera in caso di non adesione al CPTPP se importanti partner commerciali come il Regno Unito, gli Stati Uniti o anche la China vi aderissero?</p><p>5. Il Consiglio federale è consapevole dei rischi di un'adesione tardiva per la Svizzera (prezzo più elevato da pagare, margine di negoziazione ridotto)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come annunciato nel rapporto sulla politica economica esterna 2018 (FF 2019 1393), è stata esaminata l'opportunità di un'adesione all'Accordo di partenariato transpacifico globale e progressivo (Comprehensive and Progressive Trans-Pacific Partnership, CPTPP). Ne è risultato che questo accordo potrebbe ripercuotersi negativamente sulla competitività degli esportatori svizzeri, soprattutto a causa delle riduzioni dei dazi doganali convenute tra le parti contraenti. Gli effetti negativi sarebbero più evidenti nei rapporti commerciali con i Paesi con i quali la Svizzera non ha concluso accordi di libero scambio (ALS).</p><p>L'adesione al CPTPP, oltre a eliminare queste discriminazioni, consentirebbe anche di armonizzare le norme per l'esportazione di merci nei Paesi partner. L'applicazione di regole di origine uniformi a tutti i Paesi partecipanti permetterebbe, in particolare, di considerare i requisiti di catene del valore e di produzione moderne e transfrontaliere più di quanto non avvenga oggi nel quadro degli accordi bilaterali. L'analisi ha però anche mostrato che, in diversi ambiti, gli Stati contraenti hanno convenuto norme difficilmente accettabili per la Svizzera, come quelle riguardanti il periodo di garanzia per il deposito di brevetti, alcune limitazioni della protezione delle indicazioni geografiche e il controllo a posteriori del certificato d'origine da parte del Paese d'importazione. Queste differenze rappresentano un serio ostacolo a un'eventuale adesione della Svizzera. La principale difficoltà è senza dubbio il livello di liberalizzazione molto esteso del CPTPP per i prodotti agricoli, che la Svizzera non potrebbe raggiungere visto l'approccio seguito finora nella negoziazione degli ALS. Sulla base di questa analisi, il Consiglio federale ha preferito proseguire i negoziati con singole parti contraenti del CPTPP, come la Malaysia o il Vietnam, piuttosto che aderire all'Accordo. L'Esecutivo valuta costantemente la situazione alla luce degli ultimi sviluppi. In tale ottica, esaminerà gli eventuali cambiamenti della situazione in seguito alla firma del partenariato economico regionale globale (Regional Comprehensive Economic Partnership, RCEP), annunciata di recente, che contribuirà a intensificare ulteriormente le relazioni commerciali in Asia.</p><p>2. Il CPTPP è concepito come piattaforma aperta: ogni Paese può aderirvi purché le altre parti contraenti vi acconsentano. Il Paese interessato dovrebbe però riprendere in linea di principio le norme previste dall'Accordo, anche se non si conoscono ancora le modalità di adesione concrete per un Paese terzo e non si sa se siano ammesse deroghe a determinate disposizioni. Per quanto riguarda gli impegni in materia di accesso ai mercati, in caso di adesione la Svizzera dovrebbe negoziare le proprie concessioni con gli Stati contraenti anche in ambito agricolo. Tutto lascia supporre che il nostro Paese dovrebbe aprire il proprio mercato agricolo analogamente ai membri del CPTPP (cfr. risposta alla domanda 1).</p><p>3. Il Consiglio federale lavora attivamente per sviluppare la rete di accordi commerciali preferenziali della Svizzera, sia negoziando nuovi accordi sia aggiornando quelli in vigore. La buona riuscita di questi aggiornamenti presuppone l'adozione di una quantità sufficiente ed equilibrata di miglioramenti nell'interesse di entrambe le parti. L'ALS con la Turchia è stato rielaborato con successo, mentre con il Cile e i Paesi dell'Unione doganale dell'Africa australe (South African Customs Union, SACU) sono in corso negoziati in vista di un aggiornamento. I negoziati con il Messico si prospettano ardui, e i tentativi per convincere la Cina, il Giappone o la Corea del Sud della necessità di un aggiornamento sono finora falliti. I rallentamenti nella negoziazione di nuovi accordi o nell'aggiornamento di quelli esistenti sono spesso dovuti alle divergenze di opinioni sui livelli di accesso ai mercati agricoli e industriali. Sfide simili andrebbero preventivate anche per eventuali negoziati di adesione al CPTPP.</p><p>4. Il potenziale di discriminazione supplementare in caso di adesione di un Paese terzo al CPTPP dipende anche dal livello di impegno negoziato per l'accesso delle merci al mercato e sarebbe più accentuato nei confronti di Paesi terzi con i quali la Svizzera non ha concluso un ALS. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il Consiglio federale ha proceduto a un'analisi ad hoc al termine dei negoziati relativi al Partenariato transpacifico iniziale (Trans-Pacific Partnership, TPP), dal quale gli Stati Uniti si sono ritirati nel 2017.</p><p>È così risultato che l'industria meccanica, l'industria chimica, il settore orologiero e i produttori di determinati beni agricoli subirebbero ripercussioni negative, soprattutto rispetto ai loro concorrenti giapponesi. Se gli Stati Uniti dovessero prendere in considerazione un'adesione al CPTPP alle stesse condizioni negoziate in precedenza, l'approfondimento delle relazioni commerciali bilaterali tra la Svizzera e gli Stati Uniti, la cui fattibilità è attualmente esaminata dal Consiglio federale nel dialogo con questo Paese, diventerebbe ancora più importante.</p><p>5. Il Consiglio federale è consapevole che l'adesione di altre parti al CPTPP complicherebbe gli eventuali negoziati di adesione della Svizzera, che dovrebbe trovare un'intesa con un maggior numero di Paesi. È tuttavia del parere che le sfide rimarrebbero le stesse (cfr. risposta alla domanda 1).</p>  Risposta del Consiglio federale.