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Claire Bretécher, vignettista e fumettista francese nata nel 1940 a Nantes (Bretagna) e morta l’11 febbraio a Parigi all'età di 79 anni, ha fatto parte di una generazione di fumettisti che ha rinnovato i codici del fumetto negli anni Settanta, in particolare con le pubblicazioni sulle riviste Pilote e Echo des Savanes.
Conosciuta per il suo sguardo sui rapporti familiari e sull'adolescenza, nel 1973 ha iniziato, sulle pagine del settimanale Nouvel Observateur, a pubblicare le strisce della serie sulla gioventù francese con le tavole in bianco e nero dei Frustrati, ispirate al mondo dei giovani bohémien della sinistra borghese francese. Per Roland Barthes solo questa opera bastava per assegnarle il titolo di "miglior sociologo francese": era il 1976.
Ma per Bretécher il ricordo di quegli anni era diverso. In seguito aveva parlato di quel periodo come di un "calvario". Eppure, era diventata famosa proprio grazie a quel periodo, a quel lavoro sofferto.
Con la sua ironia, Bretécher ha raccontato una Francia di divari e bizzarrie intergenerazionali. Come con il personaggio di Agrippina, un’adolescente scontrosa, scarponi ai piedi e capelli corti, nata quasi per capriccio, alla fine degli anni Ottanta. A Anais Ginori, che l'aveva incontrata nel 2012, nel suo atelier di Montmartre, a Parigi, disse: "C'è stato un periodo in cui tutti parlavano dei giovani con toni meravigliati. Mi sono innervosita e ho fatto un'adolescente veramente odiosa".
Tradotta in tutta Europa, in Italia le sue strisce sono state pubblicate sulla rivista Linus e, negli stessi anni raccolte da Bompiani. In memoria dellla grande vignettista, vi proponiamo un incontro realizzato da Matteo Bellinelli nel 1978.