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L'oppositore russo ha confermato di riuscire a respirare da solo: «Un processo straordinario. Lo consiglio».
BERLINO - Per la prima volta dal suo presunto avvelenamento, avvenuto il 20 agosto scorso, l'oppositore russo Alexei Navalny ha dato direttamente notizie di sé dal letto d'ospedale in cui è costretto a Berlino.
«Ciao, sono Navalny. Mi mancate», ha scritto il 44enne su Instagram condividendo una sua foto insieme alla moglie e confermando di respirare da solo. «Non riesco ancora a fare praticamente nulla, ma ieri sono riuscito a respirare da solo tutto il giorno», ha aggiunto. «Mi è piaciuto molto - ha concluso non senza un certa ironia -. Un processo straordinario e sottostimato da molti. Lo consiglio».
Il Cremlino: «Berlino non ci dà i campioni» - La Russia rimane ancora aperta alla cooperazione per indagare sulle cause "dell'incidente" di Alexei Navalny ma non capisce perché non ci sia una risposta da parte degli esperti tedeschi. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: «La Russia era ed è completamente aperta alla cooperazione e all'interazione per capire cosa è successo a Navalny», ha osservato Peskov citato dalla Tass. Secondo lui, «per fare dei passi avanti la Russia deve interagire con la parte tedesca per ottenere il materiale biologico del paziente» ma «per qualche motivo non abbiamo ricevuto una risposta in merito da parte dei nostri omologhi tedeschi», ha dichiarato il portavoce.
Borrell: «Mosca cooperi pienamente - «L'avvelenamento di Navalny ci ha scioccati tutti, vorrei ribadire in modo irremovibile che condanniamo questo tentativo di omicidio, così lo dobbiamo definire», ha affermato invece l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Josep Borrell, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo. «Il governo tedesco ha confermato il 2 settembre che Navalny è stato avvelenato da una sostanza chimica militare - ha aggiunto -. Adesso ci sono prove inconfutabili che un agente del gruppo Novichok sia stato utilizzato per tentare di assassinare Navalny».
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