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La magistrata ticinese, che lascerà a fine dicembre l'incarico durato otto anni per diventare ambasciatrice elvetica in Argentina, ha fatto costantemente appello all'Unione europea per far pressione sulle ex repubbliche jugoslave che rifiutavano di consegnare all'AIA persone accusate di crimini di guerra, rammenta l'ex collega britannico. Egli le rimprovera di aver montato imputazioni "deboli". "Non è chiaro chi le desse istruzioni sulle persone che doveva incriminare", aggiunge senza fornire maggiori dettagli.
Nice aveva già accusato lo scorso aprile la procuratrice capo di aver accettato nel 2003 che certi documenti consegnati al TPI da Belgrado fossero mantenuti segreti, cosa che l'interessata ha smentito. Carla Del Ponte sarà ora sostituita da un magistrato belga, Serge Brammertz. Lunedì ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell'ONU di prorogare il mandato del TPI, che scade in linea di principio nel 2010, fino all'arresto dell'ex capo militare e di quello politico dei serbi di Bosnia, Ratko Mladic e Radovan Karadzic.
Si è intanto appreso che il documentario "La lista di Carla", dedicato alla procuratrice capo del TPI, sarà diffuso domani sera a Belgrado, Sarajevo e Zagabria. La protagonista lo vedrà la sera stessa all'Aia, ha indicato la società di promozione Swiss Films in un comunicato. Per realizzare il filmato, il regista Marcel Schüpbach ha seguito Carla Del Ponte nella sua battaglia per ottenere l'arresto degli ultimi criminali di guerra presunti ancora in fuga, in particolare Mladic e Karadzic.