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L'ambasciatore dell'UE in Svizzera Michael Reiterer reagisce con sorpresa alle critiche espresse sulla stampa domenicale dalla presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey, che ha accusato i Ventisette di passività nei loro rapporti con la Svizzera.
Secondo Reiterer, la palla è chiaramente nel campo del governo svizzero, che ha fra l'altro riconosciuto l'esistenza di un problema a livello istituzionale: proprio per questo in maggio ha commissionato due studi che devono proporre soluzioni. "Ora aspettiamo i risultati o rispettivamente ciò che il Consiglio federale proporrà sulla base degli studi", ha indicato oggi Reiterer all'ats. Proprio per questo l'UE non fa al momento alcuna pressione.
Reiterer non è a conoscenza di proposte in materia avanzate del governo elvetico all'UE, come invece affermato da Calmy-Rey nell'intervista alla "SonntagsZeitung". Reiterer si dice inoltre stupito che la Confederazione continui a dirsi contraria all'acquisizione automatica del diritto comunitario, cosa che non è richiesta dall'UE. I Ventisette vogliono al contrario un "adattamento dinamico", e secondo Reiterer non è questione di sfumature linguistiche. La sovranità della Svizzera non è in discussione, ha puntualizzato.
L'intervista "non ha comunque provocato un terremoto" nei rapporti fra l'UE e la Confederazione: "a Bruxelles si sa che la Svizzera è in campagna elettorale", conclude il giurista austriaco.
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