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Dal primo gennaio, potranno essere schedate solo le persone che, in seguito ad accertamenti, sono ritenute un pericolo per la sicurezza nazionale. Il Consiglio federale ha approvato oggi una revisione parziale dell'ordinanza sui sistemi d'informazione del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC).
Interrogato dall'ats, un portavoce del SIC non ha specificato secondo quale criterio le persone potranno essere considerate un pericolo per lo Stato. Nel luglio 2010, il direttore Markus Seiler aveva già promesso esami prima delle schedature.
Il SIC è stato accusato di aver inserito per anni nella banca dati ISIS (Sistema d'informazione Sicurezza interna) i dati di decine di migliaia di persone senza procedere ad alcun tipo di controllo. Il governo si è dichiarato disponibile a seguire le raccomandazioni del Parlamento per risolvere il problema.
La revisione approvata oggi tiene conto delle richieste della Delegazione delle Commissioni della gestione delle Camere federali (DelCG) e dell'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT).
Il rapporto denunciava fra le altre cose il programma Fotopass, che registrava automaticamente le persone di determinati Paesi alla frontiera. Con la nuova ordinanza, i dati in questione saranno accessibili solo a una cerchia molto ristretta in seno al SIC e saranno eliminati dopo cinque anni.
I dati già presenti nel sistema ISIS saranno cancellati, a meno che non siano effettivamente utilizzati per la protezione della sicurezza nazionale. In futuro, i cittadini avranno la possibilità di accedere direttamente ai dati personali in possesso del Servizio delle attività informative. In proposito, è in corso una revisione della legge.
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