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Venerdì 28 settembre, 13:00
Entro il 2035 il Consiglio federale si prefigge di ridurre del 35% (rispetto al 2000) il consumo pro capite di energia elettrica generata da fonti fossili e allo stesso tempo di sostituire la corrente prodotta dalle centrali atomiche con miglioramenti nell'efficienza e una maggiore produzione da fonti rinnovabili.
Sono questi a grandi linee gli obiettivi della strategia energetica 2050 approvati oggi dal Governo e che gli ambienti interessati potranno studiare, nell'ambito della procedura di consultazione, fino al 31 gennaio 2013.
Nessuna decisione per la riforma fiscale ecologica
Per contro, nessuna decisione è stata presa per quanto riguarda la riforma fiscale ecologica, seconda fase di questo progetto e di cui se ne deve occupare il Dipartimento federale delle finanze.
Il primo pacchetto include misure volte al rafforzamento della produzione idroelettrica, più mezzi finanziari per il risanamento degli edifici (un elemento chiave della strategia governativa per aumentare l'efficienza energetica), un maggior ricorso alle energie rinnovabili e un inasprimento delle regole riguardanti le emissioni di CO2 da parte delle automobili.
Si prevede di incrementare la produzione di energia idroelettrica annua di almeno 37'400 GWh entro il 2035. Sempre entro quella data, la quota delle energie rinnovabili dovrà aumentare fino a 11'940 GWh.
In sintonia con la volontà governativa di abbandonare a tappe il nucleare, non verranno rilasciate concessioni per la costruzione di nuovi impianti dopo il 2035, quando l'ultima centrale dovrebbe essere chiusa.
“Non si tratta di una rivoluzione, bensì di sfruttare maggiormente ciò che già esiste”, ha dichiarato oggi davanti ai media la consigliera federale Doris Leuthard.
La strategia energetica 2050 dovrebbe far rincarare del 20-30% il costo dell'energia per le famiglie, secondo stime del governo. Tuttavia, ha puntualizzato la Leuthard, “la costruzione di 3 nuove centrali atomiche costerebbe anch’essa 30 miliardi, più o meno il costo del nostro progetto”.