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La Turchia è stata condannata oggi dalla Corte europea dei diritti umani a versare entro tre mesi 90 milioni di euro a Cipro per risarcire i familiari delle vittime delle operazioni militari condotte dalle forze di Ankara tra il luglio e l'agosto 1974 contro i greco-ciprioti residenti nella penisola di Karpaz. La Corte ha infatti riconosciuto che i loro diritti sono stati violati a causa della divisione dell'isola.
La decisione odierna della Corte di Strasburgo, che è definitiva, poggia sulla condanna pronunciata dalla stessa Corte nel 2001 nei confronti delle autorità turche, quando i giudici stabilirono che la Turchia aveva violato con le operazioni militari e il mantenimento della divisione dell'isola numerosi articoli della Convenzione europea dei diritti umani. Allora la Corte affermò di non essere in grado di esaminare la questione dei risarcimenti, che i giudici hanno ripreso in esame dal 2007 su domanda di Nicosia.
Con la decisione di oggi i giudici hanno stabilito che la Turchia dovrà versare al governo cipriota 30 milioni di euro per risarcire i familiari delle persone scomparse durante le operazioni militari e altri 60 milioni ai residenti greco ciprioti della penisola di Karpaz, per la violazione dei loro diritti in seguito alla divisione dell'Isola.
Sarà poi il governo cipriota sotto la supervisione del comitato dei ministri a distribuire, entro 18 mesi, le somme dovute a ciascuna vittima. Il ricorso contro la Turchia venne presentato da Cipro nel 1994 e la questione dell'esecuzione della sentenza emessa dalla Corte nel 2001 pende a tutt'oggi davanti al comitato dei ministri del Consiglio d'Europa.
SDA-ATS