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LOS ANGELES - «La California è una nazione, non uno stato». È questo il motto di 'Yes California', il gruppo che punta alla secessione dagli Stati Uniti del Golden State e che ha trovato un nuovo slancio con l'elezione del presidente Donald Trump.
Con eventi, comizi e una campagna online, 'Yes California' punta a raccogliere le 585'407 firme necessarie per mandare al referendum nel 2018 una mozione per separare la California dal resto del paese.
La campagna si basa su alcuni punti base. La California, lo stato più popoloso d'America con 40 milioni di abitanti, paga per gli altri stati che hanno conti in rosso, è rallentata dalle leggi federali, non è tenuta adeguatamente in considerazione nelle elezioni presidenziali e, soprattutto, è «diametralmente opposta alle posizioni di Trump». Su Facebook il gruppo parla di «divorzio per differenze inconciliabili». E i suoi 39'000 'amici' sono d'accordo.
«La California è diversa dal resto dell'America», spiega Marcus Ruiz Evans, uno dei co-fondatori del movimento, che ha fatto della secessione la sua crociata personale da anni. Definendosi «come Galileo o Copernico», Evans si è battuto per l'indipendenza anche durante l'amministrazione Obama. Ma ora, con l'opposizione crescente a Trump, la sua battaglia trova nuovo slancio. Una California indipendente può avere successo, è l'idea di Evans. È la sesta economia del mondo, conduce da anni lotte per i diritti civili. L'unico neo sarebbe l'esercito ma, secondo Evans, la California potrebbe essere un paese neutrale come la Svizzera.