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Una partita a scacchi, che a un certo punto si trasforma in un corpo a corpo. Toccando l'apice al giro numero 39 dei settanta in programma sull'infuocato asfalto ungherese di Mogyorod, dove si toccano i 45 gradi, quando il focoso Max Verstappen – scattato dalla pole, dopo il 'tempone' nelle qualificazioni in cui l'olandese della Red Bull aveva staccato il nuovo record del circuito – deve fare i conti con un Lewis Hamilton che a quel punto sembra destinato a diventare il padrone della corsa. Invece il tentativo del britannico non va a buon fine, con il campione del mondo che prova addirittura un attacco all'esterno in curva, con il solo risultato – però – di andare lungo.
Scampato il pericolo, Verstappen torna a respirare, anche perché in quelle condizioni la Mercedes non è più in grado di riproporre un attacco. Così il team di Hamilton prova a cambiare strategia, spiazzando tutti per montare le medie a una ventina di giri dal termine. Al rientro in pista l'inglese deve fare i conti con un ritardo di venti secondi, ma naturalmente riprende a guadagnare: la domanda che tutti si fanno, però, è se tale pazzesca rimonta sarà sufficiente per permettergli da riprovare l'assalto a Verstappen, e la cosa effettivamente succede a quattro giri dal termine, in un epilogo incredibile. Con Hamilton che dopo aver raggiunto il rivale saluta e se ne va, costringendo la Red Bull a doversi accontentare in extremis del secondo posto. Il terzo, invece, va alla Ferrari di Sebastian Vettel che al penultimo giro passa il compagno Charles Leclerc, dopo essere arrivato lungo in frenata, mentre l'Alfa-Sauber festeggia ancora un arrivo in zona punti, grazie al settimo posto di Raikkonen (Giovinazzi, invece, è diciottesimo).