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Esattamente 175 anni fa, il 7 agosto 1847, la prima linea ferroviaria interamente su suolo svizzero fu aperta al traffico tra Zurigo e Baden (AG). Il traffico regolare iniziò due giorni dopo. I festeggiamenti ufficiali per tale ricorrenza sono previsti dopodomani alla presenza della consigliera federale Simonetta Sommaruga.
All’epoca il convoglio percorreva in 38 minuti i 22,5 chilometri fra Baden e Zurigo, quattro volte al giorno (cinque volte la domenica e i giorni festivi). Il biglietto costava 1,60 franchi in prima classe e 80 centesimi in terza. Quattro locomotive a vapore – "Aare", "Rhein", "Reuss" e "Limmat" – trainavano sbuffando i 33 vagoni per i passeggeri, i tre previsti per i bagagli ed altri quattro per le merci. L’ultima locomotiva di questo tipo in servizio è stata la "Limmat" sostituita nel 1882 da nuovi modelli più moderni.
La ferrovia venne quasi subito ribattezzata "Spanisch-Brötli-Bahn". Il treno prese il nome dai panini appena sfornati che un panettiere di Baden inviava ogni mattina a Zurigo. Per la giornata ufficiale prevista martedì, la copia ricostruita del treno effettuerà il viaggio tra le due località. Oltre alla responsabile del Dipartimento dei trasporti saranno presenti anche rappresentanti del settore del trasporto pubblico, dell’economia e della politica.
Festeggiamenti popolari sono previsti per cinque fine settimana durante tutto il 2022. Le prime celebrazioni hanno avuto luogo il 21-22 maggio nella Regione Nord, le ultime sono previste il 22-23 ottobre nella Regione Svizzera Centrale/Ticino. I visitatori potranno andare alla scoperta della galleria del San Gottardo, partecipare alle porte aperte alle Officine FFS di Bellinzona, nonché visitare la sala comando della Centrale d’esercizio Sud a Pollegio, la centrale idroelettrica del Ritom a Piotta – nel comune di Quinto – o l’impianto di servizio dei TILO a Bellinzona.
Sebbene in questi giorni si festeggi il 175esimo delle ferrovie svizzere, i primi treni giunsero nel nostro Paese già tre anni prima: il 15 giugno 1844 le ferrovie francesi inaugurarono un collegamento da St. Louis (F) a Basilea. La prima legge sulle ferrovie fu da parte sua promulgata il 28 luglio 1852 con l’obiettivo di regolare le modalità dello sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria.
Due anni prima il Consiglio federale aveva affidato ai due esperti britannici Robert Stephenson e Henry Swinburne l’incarico di elaborare un modello per la rete ferroviaria elvetica. Questi proposero una struttura a croce fra il lago di Costanza e il Lemano con un punto nodale ad Olten: una struttura sopravvissuta fino ai nostri giorni.
Il governo federale era fin dall’inizio propenso a dar vita ad una società ferroviaria statale, ma l’idea sollevò accesi dibattiti in parlamento: il radicale bernese Jakob Stämpfli era alla testa dei fautori delle ferrovie di Stato, mentre il liberale zurighese Alfred Escher (peraltro cittadino onorario di Lugano dal 1871) guidava i sostenitori delle ferrovie private.
L’idea di lasciare l’iniziativa ai privati finì con l’avere la meglio: al Consiglio nazionale passò con 68 voti contro 22 e anche gli Stati l’approvarono con 19 voti contro 9. La nuova legge lasciava ai Cantoni la competenza di rilasciare concessioni e non prevedeva nessuna regolamentazione sui tracciati, sugli aspetti tecnici o sulla politica dei prezzi.
L’idea predominante era che le ferrovie dovessero essere finanziate dai privati, con il sostegno dei Comuni e dei Cantoni, e che grazie alla concorrenza le varie società sarebbero state costrette ad offrire prestazioni al miglior prezzo e a generare profitti.
Quattro grandi società ferroviarie videro la luce: la "Schweizerische Centralbahn" (SCB), la "Schweizerische Nordostbahn" (NOB), le "Vereinigten Schweizerbahnen" (VSB) e la "Jura-Simplon-Bahn" (JS). I primi progetti interessarono in particolare la regione dell’Altipiano: le compagnie iniziarono a costruire e a gestire tracciati che in parte scorrevano uno di fianco all’altro.
Ben presto ci si accorse che i Cantoni non erano in grado di tenere sotto controllo e coordinare lo sviluppo della rete ferroviaria. Nel 1872 fu promulgata la seconda legge ferroviaria che affidava alla Confederazione la competenza di rilasciare le concessioni e di controllare i tracciati, la gestione delle società e le tariffe. Fu così lanciato il dibattito sulla statalizzazione delle ferrovie.
La crisi industriale e gli investimenti speculativi delle società ferroviarie fecero precipitare la situazione: alla fine del XIX secolo le ferrovie private si trovarono sull’orlo del fallimento. Si registrarono inoltre diversi spettacolari incidenti, dovuti alla mancanza di soldi per la manutenzione delle strade ferrate.
Nel 1891 si tenne la prima votazione popolare per la statalizzazione delle ferrovie, ma il Consiglio federale non riuscì a far passare la proposta. Nel 1898 un referendum contro una legge che proponeva il riscatto delle ferrovie private da parte dello Stato fu invece bocciato con una maggioranza dei due terzi.
Nacquero così le FFS, che nel 1902 rilevarono le quattro società ferroviarie private. Per risanare le infrastrutture ferroviarie si dovette investire più di un miliardo di franchi dell’epoca. E i debiti provocati dalla statalizzazione gravarono sui conti delle FFS fino verso la metà del XX secolo.