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Davanti a un tribunale della Virginia, negli Stati Uniti, un ex banchiere di Credit Suisse si è dichiarato colpevole di aver aiutato cittadini americani a frodare il fisco mentre lavorava per l'istituto elvetico tra il 2002 e il 2009.
L'italiano di 48 anni domiciliato in Svizzera ha confessato di aver aiutato alcuni contribuenti a nascondere parte del loro patrimonio in conti bancari elvetici, indica il ministero di giustizia americano (DoJ) in un comunicato.
L'ex dipendente ha anche riconosciuto di aver amministrato un portafoglio clienti del valore di circa 700 milioni di dollari (664 milioni di franchi), denaro in gran parte appartenente a residenti della costa ovest degli Stati Uniti. Ha valutato il guadagno perso per il fisco americano tra 1,5 e 3,5 milioni di dollari.
L'imputato rischia fino a cinque anni di prigione, oltre a dover risarcire danni e interessi, secondo il DoJ. Due altri ex dipendenti di Credit Suisse sono già stati condannati, a marzo 2015, per fatti simili.
La seconda maggiore banca svizzera ha ammesso, a fine maggio 2014, di aver volontariamente consigliato e aiutato clienti americani a frodare il fisco. L'istituto di credito elvetico ha pagato 2,6 miliardi di dollari per regolare il contenzioso.
SDA-ATS