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Christian Constantin è pronto a difendere il posto in Super League del Sion anche nelle aule di tribunale.
Hai fretta? blue News riassume per te:
- Il Sion rischia di retrocedere in Challenge League.
- Per difendere il posto nella massima lega il presidente del club vallesano è pronto a portare l'Yverdon in tribunale.
- Secondo Constantin l'Yverdon- Sport non può ottenere la licenza per giocare nella massima categoria nazionale.
Durante l'assemblea dei delegati della SFV (Swiss Football League), si è venuti a sapere che la lega svizzera di calcio ha intenzione di permettere al neopromosso Yverdon-Sport di giocare nella Tissot-Arena di Bienne fino al completamento dei lavori di ristrutturazione del proprio Stade Municipal. Questo non è piaciuto affatto al presidente del Sion, Christian Constantin.
«Non vedo l'ora di questa battaglia legale! - ha tuonato il presidentissimo dalle colonne del Blick - farò appello ai tribunali civili, non permetterò in nessun caso alla lega di farla franca con l'Yverdon. Mai!».
La questione è la seguente: nella richiesta di licenza per la Super League - nel caso dovessero essere promossi - l'Yverdon ha indicato unicamente lo Stade de Tourbillon a Sion come stadio alternativo. Non si parlava di Bienne. La situazione è cambiata solamente quando il consigliere di Stato vallesano Frédéric Favre ha rivelato che Yverdon non aveva richiesto l'autorizzazione né al Cantone né alla polizia per disputare le partite, e di conseguenza il Cantone non poteva rilasciare l'autorizzazione.
Secondo Constantin, si tratta di un errore commesso dalla società dell'Yverdon. I vodesi, sotto la direzione di Marco Degennaro (amico e consulente del vallesano ndr.) hanno cercato di andare avanti senza autorizzazione perché non avevano la possibilità di fornire le garanzie necessarie per ottenerne una. I costi ammonterebbero a circa tre milioni di franchi. Anche la commissione delle licenze, presieduta dal presidente condannato per falsificazione di documenti e quindi sceso in disparte, ha completamente fallito.
Il termine di 24 ore per richiedere ulteriori informazioni è ormai scaduto. E poiché non ci sono state modifiche significative dalla concessione del permesso di giocare in Super League, il neopromosso non può ottenere la licenza. «Non permetteremo mai alla lega e all'Yverdon di farla franca con questa sciocchezza», ha ripetuto il numero uno della società vallesana.
Ancora il VAR
«La squadra si trova ancora sotto shock a causa ai numerosi errori degli arbitri, i giocatori hanno completamente perso la fiducia in loro stessi. È naturale», ha spiegato il vallesano parlando dell'attuale situazione negli spogliatoi.
«Dal punto di vista dell'arbitraggio le cose non sono andate meglio nella partita di andata di questo Barrage. Prima di tutto non è stato sanzionato un fallo su Zuffi nell'azione che ha portato alla rete dell'Ouchy, in seguito il nostro gol dell'1-2 è stato annullato per una situazione simile. Tutti possono farsi un'idea se si tratta di una cosa corretta», ha sentenziato Christian Constantin.
La "remuntada" è ancora possibile
Dopo la sconfitta casalinga di 2-0 nella prima partita del Barrage il Sion si trova ora sull'orlo del baratro. La discesa in Challenge League è ormai a un passo. Cosa preoccupa Constantin? «Questo è il mio ultimo anno. Che io finisca con la squadra in Super League o in Challenge League non cambia molto. Devo concludere dei contratti e mettere tutto a posto. Siamo in ogni caso arrivati alla fine».
Allo stesso tempo però, il 66enne ha ammesso di avere ancora speranza di ribaltare la situazione nella seconda sfida del Barrage, facendo soprattutto riferimento alle finali di Coppa Svizzera giocate in passato dal suo Sion, vinte dopo clamorose rimonte.
Basteranno questi pensieri per tirar su il morale alla truppa vallesana? Una "remuntada" in casa del Lausanne-Ouchy per salvare il loro posto nella Super League?