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La questione dell'embargo delle armi verso la Russia, che tocca tra l'altro il contratto della Francia per la fornitura di due navi della classe Mistral, è stata posta dai paesi baltici arrivando al Consiglio Esteri a Bruxelles.
"È davvero difficile spiegare al pubblico nei nostri paesi, ma ora anche a quello di altri paesi europei, che noi vendiamo navi ma anche altra tecnologia militare al paese che fornisce missili anti-aerei ai terroristi e ai separatisti" ha detto il ministro lettone Edgars Rinkevics.
La presidente lituana, Dalya Grybauskaite, in un post su Twitter ha scritto che "è tempo di fermare la 'mistralizzazione' della politica europea". Ed il suo ministro degli Esteri, Linas Linkevicius, dal canto suo ha affermato che "non è logico non fare l'embargo delle armi contro un paese che accusiamo di aggressione". Facendo poi riferimento alla fornitura delle navi francesi ha aggiunto che "ci sono accordi che possiamo spiegare dal punto di vista economico, ma che non possono essere compresi".
Una posizione sostenuta anche dallo svedese Carl Bildt ("consegnare armi alla Russia è una posizione molto difficile da difendere") e dal britannico Philip Hammond che, riprendendo quanto affermato ieri dal premier David Cameron, ha auspicato "un divieto di ogni vendita di equipaggiamenti militari, di navi e di diversi tipi di tecnologia".
Il ministro spagnolo, José Garcia-Margallo, ha specificato che l'embargo delle armi dovrebbe essere considerato parte della cosiddetta 'fase 3' delle sanzioni, quella che colpisce "interi settori economici", che potrebbe essere avviata solo da un vertice dei leader ma non escludendo che possa essere convocata una riunione straordinaria.
Il ministro degli esteri francese, Laurent Fabius, arrivando al Consiglio si è espresso solo sulla questione mediorientale mentre ha evitato di prendere posizione sulla vicenda ucraina.
Ieri il presidente francese François Hollande ha ribadito che la consegna della prima delle due navi Mistral (un contratto del valore di circa 1,2 miliardi di euro) andrà avanti come previsto "a ottobre", ma la seconda consegna "dipenderà dall'atteggiamento della Russia" aggiungendo che "in questa fase non sono state imposte sanzioni che ci obblighino a rinunciare" al contratto.
SDA-ATS