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BERNA - L'introduzione di un congedo paternità di due settimane, votata dal Parlamento, potrebbe essere decisa dal popolo. Gli oppositori intendono infatti presentare domani le sottoscrizioni accumulate durante la raccolta firme. Stando a quanto hanno comunicato oggi è stato raggiunto il numero necessario.
L'esito del referendum era molto incerto: negli scorsi giorni ci si aspettava che potesse fallire. Tuttavia, secondo una nota odierna del comitato referendario, le tanto agognate 50'000 firme che servono per portare il tema in votazione sarebbero state trovate. L'ultima parola spetterà alla Cancelleria federale, che deve contare e convalidare le sottoscrizioni depositate.
La raccolta firme, iniziata tardivamente, ufficialmente termina proprio domani ed è stata promossa dall'UDC e da alcuni giovani PLR e PPD, che ritengono il congedo troppo costoso. La maggioranza delle sezioni romande dell'UDC non ha però fornito il proprio sostegno: alcune si sono anzi dette favorevoli.
La proposta del legislativo prevede che le due settimane - in una volta sola o spalmate su singoli giorni - vadano sfruttate entro sei mesi dalla nascita di un figlio. Il congedo sarebbe finanziato mediante le indennità per perdita di guadagno (IPG), per un onere finanziario globale stimato in 230 milioni di franchi all'anno. L'attuale aliquota per i contributi IPG (0,45%) dovrà essere aumentata di 0,05 punti.