Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/125526

<h2>SubmittedText<h2><p>Il freno all'indebitamento introdotto sul piano federale fa sorgere alcuni interrogativi riguardo alle quote d'investimento, alla loro evoluzione a lungo termine e all'inserimento degli investimenti nei bilanci ordinari. In quest'ottica si invita il Consiglio federale a informare il Parlamento in merito alla prassi seguita dai cantoni:</p><p>1. Quanti cantoni hanno anche introdotto un freno all'indebitamento?</p><p>2. Questi cantoni come affrontano la questione degli investimenti? In quale misura gli investimenti vengono integrati nel bilancio operativo e nel freno all'indebitamento o al contrario ne sono espressamente esclusi?</p><p>3. Nei diversi casi, qual è stata l'evoluzione degli investimenti nell'ultimo lustro o decennio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. 25 cantoni su 26 hanno introdotto una regola fiscale che definisce obiettivi per il preventivo e per l'evoluzione delle finanze. Le regole fiscali presentano ad ogni modo notevoli differenze, sia a livello di orientamento sia a livello di attuazione, per cui è difficile operare nette distinzioni tra i cantoni. Se alcuni cantoni si sono imposti vere e proprie regole di freno all'indebitamento (ad es. esigendo l'ammortamento di un eventuale disavanzo di bilancio), in altri cantoni l'accento è calato su una regola a livello di uscite (ad es. attraverso una limitazione dell'eccedenza delle spese a breve termine).</p><p>2. A differenza del freno all'indebitamento in vigore a livello federale, legato al conto degli investimenti, le regole fiscali introdotte dai cantoni si riferiscono al conto economico. Gli investimenti non hanno incidenza sul risultato, poiché ad ogni uscita corrisponde un controvalore di pari entità. Gli investimenti vengono regolati su conti di bilancio e non figurano nel conto economico, bensì nel conto degli investimenti, il quale non è coperto dalla regola fiscale. Indirettamente, le regole fiscali dei cantoni inglobano comunque gli investimenti, poiché tanto i costi del capitale e di esercizio quanto l'ammortamento sono iscritti nel conto economico.</p><p>Sul breve periodo esiste però la possibilità di picchi di investimento che in un primo momento non vengono rilevati dalle regole fiscali. Questi picchi vengono toccati soltanto se il cantone in questione conosce una regola complementare per gli investimenti. In pratica sono otto i cantoni che conoscono una regola di questo tipo, la quale esige perlopiù un autofinanziamento degli investimenti netti in ragione del 70 o dell'80 per cento. Il grado minimo di autofinanziamento imposto dipende in parte dallo stato di indebitamento o dall'onere degli interessi.</p><p>A causa della necessità di compensare entrate e uscite, e quindi di considerare gli ammortamenti legati agli investimenti, il margine a disposizione dei cantoni è nettamente inferiore rispetto al caso di una "regola d'oro" che tollera costantemente un finanziamento degli investimenti netti mediante indebitamento. Questo margine si riduce ulteriormente se un cantone ha adottato anche una regola sugli investimenti. Globalmente è lecito concludere che gli investimenti rientrano indirettamente, o in certi casi addirittura direttamente, nel campo d'applicazione delle regole fiscali cantonali.</p><p>3. Le risposte alle domande 1 e 2 mettono in luce la difficoltà di distinguere chiaramente tra i cantoni in funzione della tipologia delle regole fiscali. In alcuni cantoni, ad esempio, vi sono anni in cui entra in gioco una regola aggiuntiva sugli investimenti e altri in cui si esige soltanto una compensazione a livello di conto economico. Oltretutto, la struttura e la diffusione delle regole fiscali nei cantoni si sono modificate nel corso degli ultimi anni. Per le ragioni indicate occorre astenersi dal valutare l'evoluzione degli investimenti per categorie separate. Ci si può invece esprimere in modo globale sullo sviluppo delle uscite per investimenti. Infatti, dopo un lungo periodo caratterizzato da una tendenza al calo, dal 2004 le uscite per investimenti dei cantoni si mantengono relativamente stabili a un livello compreso tra il 9 e il 10 per cento delle uscite.</p>  Risposta del Consiglio federale.