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Un altro esponente del governo francese, Kader Arif, ministro per gli Ex Combattenti, finisce nei guai. Secondo il procuratore della repubblica di Tolosa, nel sud-ovest della Francia, è stata aperta un'inchiesta sull'attribuzione di appalti della Regione a società appartenenti a parenti stretti di Arif.
L'apertura dell'inchiesta ha fatto seguito - secondo il procuratore Michel Valet - a una "segnalazione" fatta lunedì scorso da esponenti politici di opposizione in Consiglio regionale.
"Abbiamo una denuncia circostanziata di certi fatti - ha detto il magistrato - ho il dovere di verificare".
I consiglieri regionali UMP (centrodestra) Elisabeth Pouchelon e Vincent Terrail-Noves hanno presentato alla stampa il frutto di ricerche che li hanno impegnati mesi a studiare gli appalti fra la Regione Midi-Pyrenees e due società appartenenti al fratello e a due nipoti di Arif. Si tratta di due società specializzate nella sonorizzazione e illuminazione di eventi pubblici e che dal 2008 avrebbero stipulato una serie di contratti con la Regione, guidata dal socialista Martin Malvy, per un ammontare di 2 milioni di euro. L'ipotesi è quella che le società dei parenti del ministro abbiano beneficiato di favoritismi.
La Regione ha smentito in modo netto, minacciando querele in presenza di "qualsiasi insinuazione". Il ministro Arif non ha voluto commentare.
Arif, 55 anni, è stato per un decennio (1999-2008) segretario federale del Partito socialista dell'Alta Garonna ed è considerato una delle personalità del governo più vicine al presidente François Hollande.