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Il primo ministro egiziano, appena nominato dal Consiglio supremo delle forze armate, è sceso in piazza, dove è stato accolto da grida di gioia e lancio di fuochi d'artificio. Essam Sharaf, ex ministro dei trasporti e professore universitario, ha così accolto la proposta dei giovani di essere oggi in piazza Tahrir, la stessa dove si unì alle proteste lo scorso 25 gennaio e dove i manifestanti lo guardano con rispetto e speranza.
Nel frattempo il Consiglio supremo delle forze armate ha indetto il referendum sulle modifiche costituzionali che ridurranno il mandato presidenziale a quattro anni, rinnovabile una sola volta. Si terrà il 19 marzo e sarà un altro tassello nella transizione verso un regime democratico.
Decine di migliaia di persone aspettavano in Piazza Tahrir l'arrivo di Sharaf, che è andato in mattinata a pregare in una moschea adiacente. Il premier incaricato ha attraversato con difficoltà a piedi la grande spianata per raggiungere il palco dal quale ha preso brevemente la parola in un improvvisato giuramento. "Sono qui perché la legittimità mi viene da voi. È a voi che la devo", ha detto. "Mi è stata affidata una missione pesante che richiede pazienza, determinazione ed impegno ed è quella di realizzare i vostri obiettivi", ha detto Sharaf, promettendo che se dovesse fallire si unirebbe nuovamente ai manifestanti in piazza.
Domani si apre il processo per corruzione - il primo del dopo Mubarak - contro l'ex ministro dell'Interno Habib El Adli, sul quale sta investigando una commissione per stabilire le responsabilità delle violenze in piazza nei primi giorni della rivolta.
SDA-ATS