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<h2>SubmittedText<h2><p>A metà luglio 2018 la Svizzera ha presentato all'ONU il proprio rapporto nazionale sull'attuazione dell'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile. Nel rapporto si afferma che la Svizzera ha già integrato bene nelle sue politiche gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU, ma che ci sono ancora sfide da affrontare. I detrattori scrivono che qui non si può più neppure parlare di un impegno e che il rapporto nazionale è un semplice quadro d'orientamento.</p><p>Nella prefazione si legge che l'Agenda 2030 ci indica il cammino verso un mondo in grado di guardare al futuro. Un mondo in armonia con la natura. Un mondo di pace, benessere e collaborazione. Tuttavia, per avanzare lungo questo cammino alcuni temi importanti non vengono ancora, a mio modo di vedere, sufficientemente contemplati e il rapporto si presenta talvolta carente, lacunoso e sistematicamente superficiale. Spesso le dichiarazioni d'intenti restano vaghe oppure si rimanda a strategie e politiche esistenti.</p><p>Mi mancano in particolare dichiarazioni sui bambini e sulle convenzioni relative ai loro diritti e anche la situazione delle donne non è tenuta in debita considerazione.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ha intenzione di avviare un nuovo processo di consultazione con il mondo scientifico, la società civile, l'economia e i giovani e come confluiranno nel rapporto le risultanze di questo processo?</p><p>2. Come intende, nel prossimo rapporto nazionale, menzionare espressamente le sfide che la Svizzera deve affrontare sul cammino verso un futuro sostenibile e indicare le opportunità che derivano dall'Agenda 2030 per l'economia, la ricerca e la società?</p><p>3. I diritti del fanciullo saranno trattati più ampiamente in sede di elaborazione dei rapporti? </p><p>4. Le esigenze delle donne saranno trattate più ampiamente in sede di elaborazione dei rapporti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale prevede di redigere, ogni quattro anni, un rapporto all'attenzione dell'ONU relativo allo stato di attuazione dell'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile in Svizzera. Tale documento sarà pubblicato a metà di una legislatura, in modo da illustrare periodicamente i progressi compiuti e da stabilire quali sfide rimangono da affrontare. Il rapporto nazionale è quindi un bilancio intermedio della Svizzera e consente di effettuare un confronto a livello internazionale.</p><p>L'Agenda 2030 rappresenta anche un quadro di orientamento per definire la strategia per uno sviluppo sostenibile 2020-2023 del Consiglio federale. Quest'ultimo intende fare in modo che la sua politica internazionale e la strategia per uno sviluppo sostenibile siano il più possibile in linea con l'Agenda 2030: la strategia si concentrerà dunque in particolare sugli aspetti che richiedono un intervento e sugli ambiti in cui la Svizzera può dare un contributo sostanziale alla concretizzazione dell'Agenda 2030.</p><p>Il Governo attribuisce una notevole importanza all'attuazione collaborativa dell'Agenda 2030 e garantisce il coordinamento con i tre livelli amministrativi federali e i gruppi di interesse del mondo economico e scientifico e della società nella stesura del rapporto nazionale e della strategia per uno sviluppo sostenibile. La piattaforma "Dialogo 2030 per uno sviluppo sostenibile" incentiva la partecipazione di attori non statali.</p><p>3./4. Nel bilancio sulla situazione corrente 2018, negli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) 1, 2, 3, 4, 5, 12 e 16 viene affrontata in modo specifico la situazione dei bambini. Quella delle donne e della parità di genere è invece trattata negli OSS 1, 2, 3, 4, 5, 8, 9, 10 e 16.</p><p>Il quarto piano d'azione nazionale "Donne, pace e sicurezza" della Svizzera, attualmente in vigore, è finalizzato all'attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e contribuisce in maniera essenziale al conseguimento degli OSS 5 (raggiungere l'uguaglianza di genere e l'autodeterminazione di tutte le donne e ragazze) e 16 (promuovere società pacifiche e inclusive). Alla fine del 2016 il Consiglio federale aveva inoltre ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). Vari studi dell'Unicef e di UN Women costituiscono importanti documenti di riferimento sui diritti di donne e bambini nel quadro dell'Agenda 2030. I rapporti nazionali sulla Convenzione sui diritti del fanciullo e sulla Convenzione sui diritti delle donne (Convention on the Elimination of all Forms of Discrimination Against Women, CEDAW), che la Svizzera dovrà presentare nel 2020, conterranno poi elementi importanti per la stesura del prossimo rapporto sull'attuazione dell'Agenda 2030 in Svizzera. </p>  Risposta del Consiglio federale.