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L’autorità di vigilanza dei mercati statunitensi SEC ha chiesto ad un giudice di New York di obbligare la società di pagamenti trans-nazionali Ripple a fornire i suoi rendiconti finanziari relativi al periodo 2022-2023.
In particolare, l’agenzia federale si scaglia contro le vendite istituzionali di crypto XRP, e chiede che vengano presi provvedimenti per ricorrere a rimedi quali ingiunzioni e sanzioni civili.
In precedenza nel luglio 2023 il giudice Annalisa Torres aveva stabilito che gli XRP, se venduti a clienti istituzionali, sarebbero stati identificati come titoli non registrati (securities).
Ora Ripple ha tempo fino al 17-19 gennaio per rispondere alla rmozione di coercizione della SEC.
Vediamo come ha reagito la crypto XRP di fronte a questo nuovo attacco della commissione statunitense.
Tutti i dettagli di seguito.
Summary
SEC vs Ripple: l’agenzia statunitense chiede di visionare i rendiconti finanziari dell’azienda
Ieri, gli avvocati dalla Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti, hanno chiesto ad un tribunale federale di obbligare la società di pagamenti crittografici Ripple, a produrre documenti relativi alla rendicontazione finanziaria dell’azienda nel periodo 2022-2023.
Le accuse della commissione di vigilanza sui titoli si rifanno ad una precedente sentenza del giudice Annalisa Torres che nel luglio 2023 aveva stabilito la non connessione tra XRP ed una security, escludendo però il caso delle vendite a clienti istituzionali.
Proprio in riferimento a quest’ultimo particolare, la SEC sta facendo pressione sul giudice Sarah Netburn del tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York per obbligare RIpple a produrre contratti che regolano questo tipo di vendite, oltre a riassumere tutti i flussi di cassa registrati negli ultimi 2 anni.
Inoltre, la SEC ha affermato che vorrebbe che Ripple rispondesse ad un unico interrogatorio (vale a dire, una domanda formalmente scritta) sull’importo dei proventi che ha ricevuto dalle vendite istituzionali dopo la presentazione del reclamo della SEC, ma per i contratti che ha stipulato prima della denuncia.
Nel documento pubblicati dai legali dell’agenzia federale si legge chiaramente che
“La SEC richiede questa scoperta limitata e mirata per aiutare il giudice Torres a determinare se, avendo ritenuto Ripple responsabile per aver violato la Sezione 5 del Securities Act del 1933, […] la Corte dovrebbe imporre rimedi quali ingiunzioni e sanzioni civili e, per quanto riguarda quest’ultimo, in quale importo”
Ora Ripple ha tempo fino al 17 gennaio per rispondere alla mozione di coercizione della SEC, o forse fino al 19 gennaio se verrà accettata la richiesta di prolungamento di 2 giorni.
Quella che sembrava una pratica ormai conclusa ed archiviata ad ottobre dello scorso anno, potrebbe riaprirsi con la SEC ancora intenzionata a mettere i bastoni tra le ruote della società crittografica.
Da sottolineare come l’ultimo attacco dell’agenzia federale statunitense sia arrivato appena un giorno dopo la richiesta di commento di Stuart Alderoty, responsabile legale di Ripple, sulla vicenda dell’hacking del profilo X della SEC e della pubblicazione della fake news sull’ETF spot Bitcoin.
Alderoty aveva sfidato l’ente federale a descrivere in modo esauriente la natura, la portata, i tempi e l’impatto potenziale dell’incidente entro 4 giorni, come previsto dalla norma di Gary Gensler per le aziende che affrontano un qualsiasi attacco di carattere informatico.
Chissà magari l’ultimo affronto della SEC a RIpple arriva come risposta alla dichiarazione del responsabile legale della società crittografica
Analisi e previsioni della crypto Ripple (XRP) dopo la mossa della SEC
Vediamo ora come ha reagito la crypto XRP di fronte alla mozione presentata dalla SEC contro le attività di Ripple.
Secondo i dati di Coinmarketcap la moneta XRP è in calo dello 0,75% nelle ultime 24 ore e presenta una capitalizzazione di mercato pari a 32,1 miliardi di dollari con un volume medio di scambi che si aggira intorno agli 1,8 miliardi di dollari.
Di fronte alla notizia XRP non sembra aver reagito in maniera particolarmente negativa: la crypto ha perso punti sul mercato ma senza registrare downtrend signficativi.
I prezzi rimangono al di sopra dell’EMA 50 su time frame 4h e potrebbero reagire positivamente nelle prossime ore andando a superare il top locale degli 0,62 dollari raggiunti in contemporanea al listing dei primi ETF spot Bitcoin.
Da notare poi come il lieve calo dei prezzi di Ripple sia arrivato non solo in concomitanza alla news dell’accanimento della SEC, ma anche in un momento in cui BTC segnava debolezza grafica nella giornata di ieri.
È probabile dunque che la mossa dell’agenzia federale non abbia avuto effetti di alcun tipo sulla price action della moneta capitanata da Ripple, ma piuttosto sia stata influenzata dal drop generale del mercato crypto.
Per quanto riguarda le previsioni di XRP possiamo essere leggermente positivi sul futuro della moneta crittografica.
Allargando gli orizzonti ed osservando il grafico XRP-USDT su time frame settimanale possiamo notare come ormai da giugno 2022 la crypto abbia formato un canale ascendente in cui i prezzi registrano minimi sempre crescenti (almeno per ora).
Molto probabilmente tutto dipenderà dalla price action del re del mercato, Bitcoin, che guiderà il rialzo o il ribasso dei mercati per tutto il 2024.
A meno che non succedano eventi particolarmente negativi da qui ai prossimi mesi. possiamo già immaginare un prezzo a medio termine di XRP superiore ad 1 dollaro.
Ci sarà la poi la possibilità di vedere la crypto superare il suo massimo del 2021 ad 1,96 dollari se le cose andranno molto bene per tutta l’industria crittografica.
Un evento catalizzatore che potrebbe dare la spinta necessaria alla moneta di Ripple per registrare nuovi massimi sarà l’approvazione di un ETF spot per XRP, che potrebbe arrivare se prima verrà approvato anche un fondo quotato in borsa per ETH.
Ovviamente tutto ciò rappresenta ancora una speranza remota senza fondamenta, ma non è escluso che nei prossimi mesi possa muoversi qualcosa tra i principali Fund Manager statunitensi.
Per i bears, occhi puntati sul supporto in zona 0,5 dollari, il quale se rotto potrebbe dare origine a ribassi che finirebbero per attaccare il livello chiave degli 0,35 dollari.