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Era partito dall’aeroporto di Locarno-Magadino con destinazione Altenrhein. Ma quel 18 febbraio di un anno fa, il Piper pilotato da un 70enne tedesco, domiciliato in Ticino, finì il suo volo nelle acque del Lago di Costanza, nei pressi di Staad (Sg). L’indagine condotta dal Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (Sisi) è ora arrivata alla conclusione che lo schianto del bimotore fu provocato da un errore del pilota, che aveva valutato male l’altitudine di volo.
Nel corso di un approccio verso l’aerodromo di Altenrhein (Sg), il pilota aveva mal interpretato l’indicazione degli strumenti. Non aveva quindi notato che il suo aereo, di tipo Piper, stava scendendo, si legge nel rapporto sommario del Sisi sull’incidente.
L’uomo, sulla settantina, aveva deciso di effettuare un atterraggio strumentale, nonostante il fatto che la nebbia rendesse praticamente impossibile l’operazione. Il pilota era cosciente della situazione, ma aveva deciso di proseguire per tenersi allenato. Le condizioni meteorologiche, una quota troppo elevata di partenza e il volo manuale rendevano l’operazione particolarmente difficile. Il pilota non ha poi tenuto conto dell’altitudine per interrompere l’approccio e cercare di riprendere quota quando era ancora possibile.
Il pilota tedesco, domiciliato in Ticino, era decollato da Locarno e si trovava a bordo da solo. Dopo aver sorvolato senza problemi le Alpi, si era trovato nel mezzo di una fitta nebbia nell’approccio ad Altenrhein, sulle sponde del Lago di Costanza. Il bimotore era finito nel lago a circa 300 metri dalla riva.
L’uomo ha comunque avuto fortuna ed era uscito da solo dal velivolo, aggrappandosi poi a delle parti del mezzo rimaste a galla. In seguito, un pescatore lo aveva fatto salire sulla sua barca. Il pilota era infine stato ricoverato in stato di ipotermia.
I resti dell’aereo erano finiti in fondo al lago. Dove sono stati recuperati con una spettacolare azione nel maggio del 2021, a oltre 80 metri di profondità.