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Le trattative sull'aumento del tetto del debito Usa sono sospese per l'impasse che si è creata sul nodo delle tasse e che solo il presidente Barack Obama e lo speaker della camera John Boehner possono risolvere. I disaccordi esistono - affermano dalla Casa Bianca - ma Obama spera in un "compromesso" e probabilmente sarà coinvolto per sbloccare la situazione. Obama e Boehner si sono parlati ieri su "vari argomenti".
La situazione si è deteriorata nelle ultime ore, con Eric Cantor, leader della maggioranza alla camera, che ha annunciato l'abbandono del tavolo delle negoziazioni, avviato il 5 maggio sotto la guida del vice presidente Joe Biden.
"I democratici insistono che un accordo deve includere un aumento delle imposte. Non c'è alcun sostegno alla Camera per un inasprimento della pressione fiscale e non ritengo che sia il momento di procedere a un aumento data la nostra situazione economica. Non parteciperò all'incontro di oggi e ritengo che sia il momento per il presidente di parlare chiaramente e trovare una soluzione a questo problema" afferma Cantor.
"La Casa Bianca e i democratici insistono su un aumento delle tasse che ucciderebbe l'occupazione e nuove spese" rincara Whip Kyl, leader della minoranza in Senato, spiegando la propria uscita dal tavolo delle trattative. L'aumento delle tasse - osserva Boehner - non è un'opzione sul tavolo: "Non faremo passare l'aumento del tetto del debito senza un piano di taglio della spesa. Le trattative sul debito potranno andare avanti se l'aumento delle tasse non sarà un'opzione". Il Tesoro ha fissato nel 2 agosto la scadenza per alzare il tetto del debito, oltre la quale gli Stati Uniti faranno default.
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