Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/226181

<h2>SubmittedText<h2><p>L'anno scorso, all'inizio della crisi sanitaria, l'esercito ha acquistato 1700 ventilatori polmonari su incarico dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). In realtà, il fabbisogno dei Cantoni si è rivelato inferiore a quanto previsto. Al culmine della crisi sanitaria, l'esercito ha messo a disposizione dei Cantoni 753 ventilatori.</p><p>Alcuni di questi apparecchi sono stati acquistati dai Cantoni, altri sono stati noleggiati. A quanto sembra, nei depositi federali sono attualmente immagazzinati 1098 apparecchi.</p><p>Inizialmente, nel marzo del 2020, l'UFSP voleva acquistare ancora più apparecchi, ma dopo aver consultato gli specialisti in terapie intensive, i Cantoni, l'esercito e l'UFSP hanno deciso che erano necessari 1700 ventilatori.</p><p>L'investimento complessivo per questi apparecchi è stato di 65 milioni di franchi, ossia circa 38 000 franchi per respiratore. Senza voler essere troppo critici, il fabbisogno è stato sopravvalutato, anche se l'UFSP nega qualsiasi errore o errata valutazione. Sembra che l'UFSP e l'esercito stiano attualmente pensando di vendere o donare all'estero una parte di questi apparecchi.</p><p>- Il Consiglio federale ha previsto un impiego alternativo per questi ventilatori polmonari molto costosi che non sia quello di tenerli immagazzinati nei depositi federali?</p><p>- Il Consiglio federale intende dare prova di solidarietà verso i Paesi più poveri offrendo loro questo materiale indispensabile per curare le vittime più gravemente colpite dalla COVID-19?</p><p>- Il Consiglio federale ritiene necessario istituire una struttura amministrativa in grado di valutare meglio i fabbisogni in caso di una nuova crisi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dall'inizio della pandemia di COVID-19 la Confederazione ha acquistato in totale 1700 respiratori: 1550 Hamilton T1 e 150 EMV+. Di questi 1700 respiratori 592 sono stati venduti o dati a noleggio ai Cantoni (stato: 4 maggio 2021). 600 respiratori Hamilton sono presi in consegna dall'esercito. I nuovi respiratori servono a sostituire quelli già disponibili e obsoleti per garantire che l'esercito sia in grado anche in futuro, se necessario, di fornire appoggio in via sussidiaria alla sanità pubblica civile.</p><p>Restano 508 respiratori che al momento non sono utilizzati né dai Cantoni né dall'esercito. Fino alla fine della pandemia, una parte di questi respiratori deve essere trattenuta come riserva a livello federale. Il numero necessario è stabilito dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e si basa sulle esigenze previste, che dipendono dall'andamento della pandemia. La Farmacia dell'esercito è responsabile della manutenzione di questi respiratori.</p><p>2. I respiratori che non vengono trattenuti come riserva a livello federale possono, in linea di principio, essere ceduti a terzi. L'UFSP e il Gruppo di lavoro interdipartimentale materiale medico hanno convenuto che 300 apparecchi possono essere messi a disposizione per l'aiuto umanitario della Svizzera. L'eventuale impiego di questi apparecchi dipenderà dall'evolversi della situazione epidemiologica a livello mondiale e dalle esigenze che ne deriveranno. Fino all'eventuale impiego i respiratori saranno custoditi (stoccaggio, manutenzione) dalla Farmacia dell'esercito. A inizio maggio sono già stati consegnati all'India 50 respiratori - oltre ad altri dispositivi medici - nel quadro di una richiesta di aiuto.</p><p>Al momento la Gestione delle risorse della Confederazione, in collaborazione con il Gruppo di lavoro interdipartimentale materiale medico e la Direzione dello sviluppo e della cooperazione, sta vagliando le richieste di altri Paesi interessati.</p><p>3. L'11 dicembre 2020 il Consiglio federale ha preso atto del rapporto di valutazione della gestione della crisi pandemica di COVID-19 (prima fase / febbraio-agosto 2020) della Cancelleria federale e preso diverse decisioni riguardanti l'approvvigionamento di materiale medico. Il Dipartimento federale dell'interno (UFSP) è stato incaricato di identificare, insieme al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport e al Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), nonché alle autorità federali e cantonali competenti, le lacune importanti sorte nell'approvvigionamento di materiale e prodotti medici durante l'emergenza COVID-19. Il DEFR (Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese) esamina in collaborazione con altri uffici federali e cantonali competenti per quale materiale critico deve essere garantito l'approvvigionamento nel caso di una crisi nazionale o internazionale. Nell'ambito di questi lavori si chiarisce se in vista di eventuali crisi future debbano essere create nuove strutture amministrative specifiche per la determinazione del fabbisogno. I relativi rapporti dovrebbero essere disponibili entro la fine del 2021.</p>  Risposta del Consiglio federale.