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Il ministro della finanze Ueli Maurer (foto d'archivio).
KEYSTONE/ANTHONY ANEX(sda-ats)
Dopo il "no" del popolo svizzero alla riforma dell'imposizione delle imprese sono iniziate le discussioni su nuove possibili proposte. Favorevoli e contrari al testo vedono in modo diverso le motivazioni della bocciatura, così come le strade da seguire in futuro.
Sul fronte dei perdenti si è cercato di capire cosa abbia provocato la sconfitta. "La campagna poteva essere fatta meglio", ha detto il ministro della finanze Ueli Maurer alla radio SRF, aggiungendo che "nell'economia mancano teste sulle quali si possa fare affidamento". Per quel che riguarda la débâcle personale, il consigliere federale si è lasciato sfuggire un colorito "es scheisst mich natürlich an", traducibile in italiano grosso modo con "ovviamente mi scazza".
La proposta non è però solamente stata venduta male, ma era anche troppo complicata, secondo i fautori. Se i cittadini non capiscono un testo, lo respingono, ha sostenuto il consigliere nazionale Thomas Matter (UDC/ZH). Bisogna quindi trovare una soluzione più semplice.
I socialisti scartano questa tesi, e sostengono che il popolo aveva benissimo in chiaro su cosa stesse votando. Semplicemente, non voleva pagare più tasse per favorire le imprese, ha spiegato il PS. Il nuovo progetto deve quindi avere dei contrappesi finanziari, secondo il capogruppo Roger Nordmann (VD).
Nuove idee
Una parte del fronte degli sconfitti ha cercato oggi di formulare nuove idee: le imposte federali per le imprese dovrebbero scendere dall'8,5% al 7 o 7,5%. In questo modo i Cantoni non dovrebbero provvedere a sconti eccessivi, ha detto Matter. Dovrebbero però comunque avere l'opportunità di attuare strumenti come i Patentbox.
La riforma potrebbe inoltre venire applicata in due fasi, e nella prima verrebbe solo modificato "l'essenziale". Questa possibilità è stata evocata anche da Maurer, che però non è entrato nei dettagli.
Secondo la sinistra l'abbassamento delle imposte federali non è un'opzione condivisibile. Nordmann ha definito la proposta "grottesca". "Matter probabilmente vive in un mondo parallelo", ha affermato. In questo modo non si eviterebbe infatti di spostare il carico fiscale sulla classe media.
Anche secondo il consigliere agli Stati Pirmin Bischof (PPD/SO) l'idea di Matter non risolve il problema. Il solettese vorrebbe piuttosto i Cantoni in primo piano, con soluzioni che arrivano proprio da loro. Cosa che già ha fatto il Canton Vaud, con una proposta concreta.
Il PS aveva già annunciato nel fine settimana la sua idea di controbilanciamento della fiscalità, con una tassazione più elevata dei dividendi.
Rischio di polarizzazione
Maurer si è mostrato invece ancora prudente sull'argomento, e si è limitato a dire che al momento si cerca la quadratura del cerchio.
Il consigliere federale si è detto preoccupato della "crescente polarizzazione" del panorama politico elvetico. Nelle votazioni di ieri la sinistra è riuscita a fare quello che l'UDC aveva fatto in occasione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Un segnale preoccupante, visto che secondo il ministro "abbiamo bisogno di compromessi".
SDA-ATS