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Il CEO del Credit Suisse Tidjane Thiam si dimette con effetto al 14 febbraio e verrà sostituito da Thomas Gottstein, attualmente a capo della filiale elvetica della seconda banca del paese.
È quanto comunicato venerdì mattina dai vertici della banca. È la conseguenza dello scandalo suscitato dalle recenti vicende di pedinamento e spionaggio, ai danni di due ex manager e di Greenpeace. Le dimissioni di Thiam sono state accolte all'unanimità nel corso della seduta del consiglio di amministrazione di giovedì, che ha scelto anche il successore. La data dell'avvicendamento, fra una settimana, non è scelta a caso: la vigilia è prevista la presentazione dei risultati del 2019.
In un comunicato, il 57enne manager franco-ivoriano, che era in carica dal marzo del 2015, si è detto fiero dei risultati raggiunti nel quinquennio e della trasformazione operata nell'istituto. Ha inoltre ribadito di non essere stato a conoscenza del fatto che "due ex colleghi" fossero stati fatti seguire. Tuttavia, questo ha certamente danneggiato l'immagine della banca "e non avrebbe mai dovuto accadere".
Continua a godere invece di totale fiducia il presidente del CdA Urs Rohner. Il vicepresidente e amministratore indipendente Severin Schwan ha detto di prevedere che resti al suo posto fino a fine mandato nel 2021.