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LOS GATOS - I rating contano, ma gli spettatori contano di più. Un po' brutale forse, ma così si spiega la decisione di Netflix di congelare a tempo indeterminato "Mindhunter".
Lo show era stato posto in un limbo indefinito all'inizio del 2020, quando il colosso dello streaming aveva annunciato di aver liberato il cast dai propri obblighi. Sulla questione è tornato a esprimersi negli scorsi giorni il produttore David Fincher, ora impegnato a promuovere "Mank" (anch'esso in arrivo su Netflix).
In un'intervista, il regista ha spiegato che "Mindhunter" «per gli ascolti che aveva era uno show davvero costoso». L'intenzione era quella di finire "Mank" e poi tornare sul progetto, ma «in tutta onestà non penso che potremo farlo in modo meno costoso rispetto alla seconda stagione». E «bisogna essere anche realisti», ha aggiunto: «I dollari devono equivalere agli spettatori».
Fincher ha inoltre evocato anche una certa stanchezza dopo la conclusione della seconda stagione, spiegando di «non avere la forza» di lanciarsi verso la terza.
Tuttavia, Netflix non ha ancora deciso di cancellare la serie. E anzi, tramite un suo portavoce ha sì precisato che una nuova stagione a breve è esclusa, ma lasciando uno spiraglio verso un lontano futuro. Quando? «Forse tra cinque anni».