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Pellicole provenienti da Uruguay, Romania e Svizzera hanno vinto i premi principali della decima edizione del Zurich Film Festival, assegnati stasera all'Opernhaus. Migliore lungometraggio è stato designato "Una Noche Sin Luna", del 32enne regista uruguaiano Germán Tejeira, miglior documentario internazionale "Toto and his sisters" del rumeno Alexander Nanau, mentre nella sezione dedicata a Svizzera, Germania e Austria l'ha spuntata il giovane realizzatore elvetico Nick Brandestini, con il suo documentario "Children of the Arctic".
I primi due riconoscimenti sono dotati di 25'000 franchi, il terzo di 20'000. Il nuovo premio di promozione del cinema svizzero (10'000 franchi) è andato a "Bouboule" di Bruno Deville, quello del pubblico è stato attribuito a "Zu Ende Leben" di Rebecca Panian, mentre il riconoscimento della critica per la migliore opera prima ha onorato "Svenskjävel" ("Underdog") di Ronnie Sandahl.
In totale nel corso del festival, che è cominciato il 25 settembre e si concluderà domani, sono stati mostrati 145 film provenienti da 29 paesi. Di questi 17 erano prime mondiali e 14 erano pellicole svizzere.
Il premio alla carriera Golden Icon Award era già stato assegnato nei giorni scorsi all'attrice americana Diane Keaton. Fra le altre star giunte a Zurigo possono essere menzionate la regista Claire Denis o gli attori John Malkovich, Cate Blanchett e Antonio Banderas.