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PARIGI - Migliaia di donne, a cui sono state impiantate protesi al seno difettose nell'ambito dello scandalo PIP, hanno il diritto di ricevere un risarcimento.
Lo ha deciso la Corte d'appello di Parigi, accusando l'azienda tedesca TÜV Rheinland di essere stata «negligente» nel rilasciare i certificati di sicurezza.
Come riferisce l'agenzia stampa Reuters, la causa è stata intentata da 2'700 donne che hanno detto di aver sofferto problemi «di salute fisica e mentale», anche a lungo termine, dopo aver ricevuto delle protesi realizzate dall'azienda francese PIP (Poly Implant Prothèse) con un certo tipo di silicone «industriale» più economico, che non sarebbe «autorizzato per uso» sull'uomo.
«Siamo felici di questa decisione che mette definitivamente fine ai dubbi sulla responsabilità della TUV», ha dichiarato l'avvocato Olivier Aumaitre, in rappresentanza delle donne. «Dopo 10 anni di attesa e di lotta, il certificatore tedesco dovrà risarcire completamente le vittime».
L'associazione Pip Implant World Victims Association (Pipa) ha detto che sta cercando di ottenere danni «per decine di migliaia di euro per ogni vittima», ma quando e quanto risarcimento sarà assegnato è ancora da determinare, con una prima sentenza attesa per settembre.
La sentenza, si legge poi sul Guardian, potrebbe avere implicazioni per decine di migliaia di altre vittime in tutto il mondo. Si stima che fino a 400'000 donne abbiano ricevuto degli impianti di questo tipo. Un rapporto realizzato nel Regno Unito nel 2012, sugli effetti a lungo termine degli impianti PIP, ha scoperto che erano significativamente più propensi a rompersi o a perdere silicone rispetto agli altri impianti.
Un portavoce di TÜV Rheinland ha dichiarato che l'azienda non rilascerà un commento sulla sentenza prima di averla tradotta e letta con calma.