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La Confederazione ha richiesto oggi le seconde offerte per il nuovo aereo da combattimento e il sistema di difesa terra-aria a lunga gittata. Le offerte dovranno pervenire ad armasuisse entro l'agosto di quest'anno.
Per i jet da combattimento, viene ricordato in una nota del Dipartimento federale della difesa (DDPS), rimangono in corsa Germania (Airbus Eurofighter), Francia (Dassault Rafale) e Stati Uniti (Boeing F/A-18 Super Hornet e Lockheed-Martin F-35A).
La seconda richiesta di offerta si basa sull'analisi della prima, sui risultati delle prove condotte sui simulatori, in volo e al suolo, e sugli audit eseguiti presso gli utilizzatori dei velivoli presi in considerazione. Nell'offerta dovrà essere specificato il costo per 36 e 40 aerei, compresa logistica e armamento. Dovranno anche venire inserite proposte di cooperazione fra forze armate e autorità svizzere e del Paese fornitore. Vanno inoltre delineati gli affari di compensazione.
Con l'acquisto le Forze aeree dovranno essere in grado di mantenere permanentemente in volo almeno quattro aerei per un minimo di quattro settimane, al fine di salvaguardare la sovranità sullo spazio aereo. Dovrà inoltre essere garantito il servizio di polizia aerea 24 ore su 24, la difesa dello spazio aereo e l'appoggio alle truppe di suolo.
Sempre oggi, armasuisse ha inoltrato anche la seconda richiesta di offerta per un nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata. Attualmente sono rimaste in corsa Francia (Eurosam SAMP/T) e Stati Uniti (Raytheon Patriot).
Contro l'acquisto dei jet è stato infatti recentemente lanciato un referendum da PS, Verdi e Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE). Gli oppositori avranno tempo fino al prossimo 9 aprile per raccogliere le 50 mila firma necessarie. I due argomenti sono strettamente collegati.
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