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I dazi reciproci imposti da Washington e Pechino sono solo uno dei fattori all'origine del rallentamento della crescita cinese, che nel terzo trimestre ha fatto segnare un +6,5% su base annua, al di sotto del 6,7% del periodo precedente e delle attese degli analisti, ricadendo ai ritmi più bassi dal 2009, all'apice della crisi finanziaria. Gli obiettivi per il 2018 (+6,6%) dovrebbero tuttavia essere raggiunti.
Le autorità hanno spinto gli investimenti per sostenere l'economia, come l'allentamento della stretta creditizia voluta lo scorso anno per frenare il debito, ma la domanda interna (malgrado il +9,2% del commercio al dettaglio) resta più debole delle esportazioni, rilevano gli analisti. Nonostante la guerra commerciale in atto, la bilancia commerciale con gli Stati Uniti è in attivo più che mai, il che potrebbe alimentare nuove tensioni.
Fra i dati che spiegano la frenata, vi è quello della produzione industriale, su soltanto del 5,8%.
- RG 12.30 del 19.10.18 - Il servizio di Marzio Minoli