Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/242354

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella guerra contro l'Ucraina, le centrali nucleari sono diventate teatro di combattimenti. Il sito dell'ex centrale nucleare di Chernobyl è stato occupato già il primo giorno di guerra. A ciò ha fatto seguito l'occupazione della centrale nucleare di Zaporizhia. Una granata è esplosa non lontano dai reattori, due sono state trovate nel deposito a secco delle barre di combustibile esauste. Inoltre sono state distrutte le linee elettriche che alimentavano il sistema di raffreddamento di emergenza. Già nel 1991 la centrale nucleare slovena di Krsko venne minacciata durante la guerra dei Balcani. Tuttavia, il fatto che impianti nucleari cadano completamente sotto il controllo di un aggressore è una novità. </p><p>Gli eventi bellici mettono in evidenza un nuovo potenziale pericolo derivante dagli impianti nucleari. Le centrali nucleari svizzere sono discretamente protette contro le catastrofi naturali, ma non contro gli attacchi militari. La nuova minaccia richiede un adeguamento delle prescrizioni in materia di sicurezza. Per proteggere la popolazione, i requisiti costruttivi, tecnici, organizzativi, di personale e amministrativi devono essere adattati al nuovo potenziale di pericolo.</p><p>In questo contesto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Contro quali operazioni militari sono protette le centrali nucleari svizzere (ad es. attacchi missilistici in grado di distruggere bunker)? Come vengono protette da atti di guerra le piscine di raffreddamento?</p><p>2. La capacità di alimentazione elettrica di emergenza degli impianti nucleari svizzeri è sufficiente in caso di perturbazione simultanea dell'approvvigionamento elettrico e di quello di combustibili? È possibile realizzare un sistema di raffreddamento passivo?</p><p>3. L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) è l'autorità di vigilanza della Confederazione per la sicurezza interna ed esterna degli impianti nucleari svizzeri. Come risponde l'IFSN alla nuova situazione di minaccia? Quali misure sta adottando? </p><p>4. Quali misure adotta l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) e come vengono attuate in Svizzera?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a esigere dall'IFSN un'analisi di tutti gli aspetti della sicurezza nucleare in caso di guerra e di atti terroristici e, sulla base di ciò, a richiedere l'elaborazione di un piano per incrementarla? </p><p>6. Quali misure immediate vengono adottate, ad esempio, per aumentare il livello di ridondanza dei sistemi di sicurezza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le centrali nucleari svizzere sono ben protette contro gli impatti esterni, grazie alla robustezza dell'edificio del reattore e ai sistemi di emergenza collocati in bunker. Tuttavia, come le altre centrali nucleari estere per uso civile, hanno solo una protezione limitata contro gli eventi bellici e non sono progettate per resistere ad armi pesanti. Le informazioni dettagliate al riguardo sono soggette all'obbligo di riservatezza.</p><p>2. Le centrali nucleari svizzere possono funzionare "a isola" per un lungo periodo di tempo, senza dipendere dall'alimentazione della rete. Se il funzionamento a isola non è possibile, sono disponibili generatori diesel ridondanti e fisicamente separati per l'alimentazione di emergenza. Alcuni di essi sono appositamente protetti contro gli impatti esterni e possono funzionare per un periodo di almeno 72 ore con le riserve di gasolio disponibili sul posto. Altre riserve di gasolio e attrezzature tecniche si trovano nel deposito di Reitnau, allestito dopo il disastro di Fukushima per far fronte a un incidente grave. Oltre ai generatori diesel fissi, le centrali nucleari svizzere dispongono di generatori diesel mobili e di pompe che possono essere utilizzate per garantire il raffreddamento del nucleo anche in caso di completa interruzione dell'alimentazione a corrente alternata.</p><p>3 - 6. L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) segue la situazione in Ucraina in stretta collaborazione con la Western European Nuclear Regulators Association (WENRA). Se sono necessarie misure nell'ambito di vigilanza dell'IFSN, quest'ultimo agisce in modo indipendente e senza essere vincolato a istruzioni. In seguito ai recenti eventi, è stata aumentata l'attenzione nei confronti degli interventi non autorizzati e degli attacchi informatici e gli attori statali e privati coinvolti si scambiano regolarmente informazioni.</p><p>L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), fortemente impegnata a rafforzare la sicurezza nucleare interna ed esterna, si è informata direttamente in loco sulla sicurezza degli impianti nucleari in Ucraina. Qualora ci fossero conseguenze per la Svizzera, l'IFSN adotterà le misure necessarie.</p>  Risposta del Consiglio federale.