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Tutto da rifare in Austria: la Corte costituzionale ha annullato il risultato dell’elezione presidenziale del 22 maggio che ha sancito la vittoria dell’indipendente Alexander Van der Bellen. Si tratta di una decisione senza precedenti, perché non vi sarà un riconteggio parziale o una ripetizione nei collegi contestati, ma si rivoterà in tutto il paese. I giudici, dopo aver sentito una settantina di testimoni, hanno quindi accolto il ricorso presentato dal partito di estrema destra, il FPOE, il cui leader Norbert Hofer era stato sconfitto con poco più di 30'000 voti di scarto.
La sentenza - che vuole rafforzare la fiducia nello stato di diritto e nella democrazia - è stata presa in seguito alla denuncia di alcune irregolarità nella procedura elettorale. Ad essere contestato è stato soprattutto il voto per corrispondenza, perché molte di queste schede erano già state aperte la domenica e non solo il lunedì come previsto dalla legge. Anche se non sussistono prove concrete di manipolazioni il ballottaggio si rifarà, perché le schede contestate sono più di 80'000 quindi più del numero di voti di scarto tra i due candidati.
RG/CaL
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