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BERNA - Non si salva praticamente nessuno dal fallimento del progetto informatico INSIEME dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), abbandonato nel 2012 dopo aver "bruciato" 115 milioni di franchi di soldi pubblici. Nel rapporto di quasi 400 pagine presentato oggi ai media, le commissioni delle finanze (CdF) e le commissioni della gestione (CdG) hanno riscontrato carenze nella gestione e nella vigilanza soprattutto ai vertici di allora dell'AFC, ma anche all'interno del Dipartimento federale delle finanze (DFF) e dello stesso Consiglio federale. Il documento formula anche 22 raccomandazioni cui il governo dovrà rispondere entro fine febbraio.
Il progetto INSIEME, con un costo preventivato di 71 milioni di franchi, era stato lanciato nel 2001. Il completo rinnovamento dell'informatica avrebbe dovuto semplificare il lavoro all'amministrazione delle imposte; inoltre avrebbe fornito ai contribuenti un accesso diretto, facile e trasparente ai servizi elettronici dell'AFC.
Fin dall'inizio INSIEME è nato sotto una cattiva stella. La commessa attribuita alla società americana Unisys, per esempio, era stata poi ritirata, obbligando l'AFC a versare un indennizzo milionario con conseguenti costi supplementari per 6,4 milioni di franchi.
Il fallimento del progetto era costato il posto nel 2012 all'allora direttore dell'AFC, Urs Ursprung, reo di aver abbellito la situazione e violato disposizioni interne: un'inchiesta amministrativa ordinata dal DFF ha riscontrato violazioni delle disposizioni legali in materia di acquisti per un periodo di tempo prolungato e in modo consapevole.
A causa dello scandalo, anche il capo del servizio informatico ha dovuto fare le valige. Nei suoi confronti, l'inchiesta amministrativa ha portato alla luce numerose relazioni personali con ditte fornitrici: era infatti azionista di una società che ha venduto all'AFC diverse centinaia di schermi piatti.
Merz corresponsabile - Il rapporto non risparmia tuttavia nemmeno i consiglieri federali dell'epoca che si sono occupati di INSIEME: Kaspar Villiger (PLR), Hans-Rudolf Merz (PLR) e Eveline Widmer-Schlumpf (PBD). I vari responsabili del DFF non hanno insomma esercitato una vigilanza sufficiente, mancando anche di leadership, specie tra il 2007 e il 2010, ossia l'epoca della direzione Merz-Schlumpf (quest'ultima, va detto, ha preso le redini del DFF a fine 2010).
Non solo il Consiglio federale ha ricevuto poche informazioni sul progetto, ma non si è nemmeno preoccupato più di tanto di richiederne, fa notare il rapporto. Solo nel giugno 2010, l'Esecutivo pretese da Merz un controllo rigoroso quale precondizione per ricevere ulteriori finanziamenti. Fu l'allora ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey a formulare la richiesta.
Compito svolto in maniera lacunosa - Tuttavia, questo incarico venne eseguito in maniera lacunosa, senza che il Consiglio federale se ne accorgesse. Il rapporto rinfaccia all'esecutivo di non aver posto condizioni rigide né direttive efficaci.
Nemmeno il Controllo federale delle finanze (CDF) si salva dalle critiche, anche se il rapporto riconosce che tale servizio non ha responsabilità per quanto accaduto. Il CDF, stando agli estensori del rapporto, avrebbe dovuto tuttavia sostenere in maniera adeguata le commissioni di vigilanza del parlamento (commissioni della gestione e delle finanze) e lo stesso Consiglio federale
Impiegati non all'altezza - Il disastro non è tuttavia imputabile solo a carenze organizzative; il "fattore umano" ha svolto un ruolo non secondario. Le lacune a livello direttivo e di vigilanza sono all'origine di nomine inadeguate in posti chiave dell'amministrazione. Né il direttore dell'AFC, né il capo del dipartimento, si sono accorti durante tre anni e mezzo che il responsabile del progetto non era all'altezza del compito affidatogli, si legge nel rapporto.
Oltre a ciò, diverse mansioni importanti sono state affidate a personale esterno, con effetti negativi sullo stessa AFC, diventata in tutto e per tutto "dipendente da questi soggetti", ciò che ha contribuito all'esplosione dei costi. Quasi la metà - circa 56 milioni di franchi - della fattura finale sono addebitabili agli esperti esterni all'amministrazione. In media, un'ora di lavoro di un fornitore importante è stata fatturata a 320 franchi.
Maggiore controllo nell'attribuzione degli appalti - Stando all'inchiesta amministrativa, il progetto INSIEME è stato suddiviso illecitamente in contratti separati, in modo che il valore di ciascuno di essi fosse di poco sotto la soglia che obbliga ad aprire una gara d'appalto secondo le norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Anche le regole per la firma dei contratti non sono sempre state rispettate.
Nel rapporto, simile prassi viene fermamente condannata. Tutto ciò ha condotto il DFF a denunciare i fatti al Ministero pubblico. I procedimenti penali sono ancora in corso.
Adottate prime misure - Il rapporto è stato approvato all'unanimità (45 voti favorevoli). Il Consiglio federale ha già adottato vari correttivi, specie per quanto riguarda l'aggiudicazione degli appalti e la gestione dei progetti.
Oltre a ciò, il documento ha formulato 22 raccomandazioni all'indirizzo del governo, cui si aggiunge una mozione e due postulati. In particolare, in caso di cambiamento della direzione del dipartimento, si consiglia che il passaggio di testimone garantisca la continuità delle attività.
Va migliorata anche l'archiviazione dei documenti. I commissari hanno purtroppo dovuto fare i conti con una situazione alquanto precaria a livello di "pezze d'appoggio", sia per l'assenza della stessa che per l'archiviazione approssimativa.
Maggiore coinvolgimento del CDF - Il rapporto consiglia in futuro di coinvolgere maggiormente il Controllo federale delle finanze. Quest'ultimo dovrà informare sistematicamente i vertici dell'amministrazione e il parlamento quando scopre gravi problemi. Ciò vale anche se si imbattesse in gravi lacune nella gestione dei dossier, indipendentemente dall'urgenza della situazione.
Il CDF deve trasmettere i propri rapporti di verifica completi, e non solo i riassunti, ai capi dei Dipartimenti federali informando direttamente le commissioni parlamentari della gestione dell'eventuale presenza di carenze importanti.
ATS