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Per proteggere la Borsa svizzera, il Consiglio federale fa ricorso al diritto d'urgenza: a partire dal 2019, le azioni svizzere non potranno più essere negoziate nell'Ue. In questo modo, il governo vuole garantire la continuazione delle operazioni in Svizzera. Una negoziazione, quella tra Berna e Bruxelles, che dura da 5 anni con reciproche pressioni. In risposta alla minaccia dell'Ue di non riconoscere più l'equivalenza della regolamentazione borsistica svizzera, dopo che a fine 2017 l’aveva concessa per un solo anno, agli operatori dell'Ue verrebbe quindi vietato di negoziare azioni sul mercato azionario elvetico. L'anno non è ancora finito e una decisione in merito può ancora essere presa verso la fine di dicembre, ma i mercati sono inquieti e vogliono sapere che cosa sta succedendo. Per questo motivo, il Consiglio federale ha deciso di attivare il piano B, delineato in giugno.