Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01088.jsonl.gz/719

BERNA - «La Svizzera dovrebbe assolutamente ordinare quel farmaco». Parole dell'ex vicedirettore dell'Ufsp Andreas Faller che invita la politica a «muoversi rapidamente» per acquistare il REGN-COV2, il farmaco anti-Covid-19 sviluppato da Roche in collaborazione con la ditta americana Regeneron. Il cocktail sperimentale - che contiene i due anticorpi monoclonali (il casirivimab e l'imdevimab) che furono somministrati anche al presidente Donald Trump durante la malattia - ha mostrato nei test di Fase 3 la capacità di prevenire dell'81% l'insorgenza di forme sintomatiche di Covid-19. In più chi ha sviluppato i sintomi della malattia è guarito molto più rapidamente (in una settimana invece che in tre).
La Germania si è già mossa - Il farmaco, ovviamente, ha già suscitato l'interesse di numerose nazioni e l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) sta attualmente valutando la sua approvazione. La Germania, da parte sua, ha già annunciato a gennaio di aver acquistato 200.000 dosi di due farmaci basati su questa nuova tecnologia.
E la Svizzera? Roche spiega che sono attualmente in corso delle trattative con l'Ufficio federale della Sanità pubblica (Ufsp), ma per ora non fornisce ulteriori dettagli. Da parte sua Swissmedic sta attualmente trattando la domanda di autorizzazione ricevuta lo scorso 10 marzo dal colosso farmaceutico basilese.
«Accesso prioritario» - La politica, ora, spinge perché Berna non perda questa occasione. «I danni economici e sociali causati dalle misure anti-Covid-19 sono così grandi che la Svizzera dovrebbe ordinare tutto ciò che può contribuire ad attenuarle», sottolinea il vice-presidente dell'UDC Franz Grüter. Secondo il consigliere nazionale democentrista bisogna imparare dalla «debacle delle vaccinazioni»: «Meglio ordinare troppo e da fornitori diversi che rimanere a mani vuote». Secondo Grüter, quindi, Alain Berset dovrebbe «immediatamente contattare» la direzione di Roche per garantire alla Svizzera «un accesso prioritario» al preparato.
Una via per la normalità - Anche l'ex vicedirettore dell'Ufsp Andreas Faller è dello stesso parere. «La Svizzera dovrebbe assolutamente ordinare quel farmaco per prevenire i casi gravi e i decessi», precisa a 20 Minuten. «Questo sarebbe un grande passo sulla via del ritorno alla normalità perché molte meno persone finirebbero nel reparto di terapia intensiva».