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Quest’ultima eruzione, dopo quella che tre giorni fa ha innescato uno tsunami nel Pacifico, è stata rilevata alle 23.10 di ieri ora svizzera, secondo una allerta dell’australiano Volcanic Ash Advisory Center (Vaac), con sede a Darwin.
Il Pacific Tsunami Warning Center (Ptwc), con sede alle Hawaii, ha affermato di aver localizzato grandi onde anomale nella regione: “Potrebbero essere state generate da un’altra esplosione del vulcano a Tonga”, visto che “non sono noti terremoti di dimensioni significative” che possano averlo fatto.
Le isole potrebbero inoltre restare senza internet ancora per “due settimane“. “Riceviamo solo informazioni parziali, ma sembra che il cavo sia stato tagliato”, ha affermato Dean Veverka, direttore delle reti di Southern Cross Cable Network, aggiungendo che “potrebbero essere necessarie fino a due settimane per la riparazione”.
La Nuova Zelanda ha inviato un aereo sull’isola di Tonga per valutare i danni. Lo riferisce la Bbc online.
L’eruzione del vulcano sottomarino Hunga-Tonga Hunga-Ha’apai ha ricoperto le isole del Pacifico di cenere, ha interrotto la fornitura di beni di prima necessità e bloccato le comunicazioni con il blackout di telefoni, internet e corrente elettrica.
Fino a 80mila persone potrebbero essere in condizioni disagiate, ha detto la Federazione internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), mentre Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern ha affermato che lo tsunami ha provocato “danni significativi”.
Al momento non si segnalano decessi. Le informazioni, tuttavia, restano scarse, e la Nuova Zelanda e l’Australia stanno inviando aerei di ricognizione per valutare l’entità del danno.