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Da più di mezzo secolo i Gran premi di Formula 1 sono proibiti in Svizzera. La Camera bassa del parlamento vuole però levare il divieto.
La decisione del Consiglio nazionale non è condivisa dal governo e dalla sinistra. Concretamente, però, vi sono poche probabilità che in un futuro prossimo i motori rombino di nuovo in Svizzera.
Vietate dal 1955 dopo il tragico incidente alle "24 ore di Le Mans" che fece più di 80 morti, le corse di Formula 1 potrebbero un giorno essere di nuovo organizzate in Svizzera.
Il Consiglio nazionale, la Camera bassa del parlamento svizzero, ha infatti accettato martedì di sostenere un'iniziativa parlamentare che chiede l'abolizione del divieto promulgato più di 50 anni fa. L'iniziativa dovrà ancora passare al vaglio del Consiglio degli Stati.
I criteri di sicurezza sui quali si era fondata la decisione del 1955 sono oggi completamente superati, ha spiegato il liberale radicale vallesano Jean-René Germanier.
Impulso economico
Lo scopo dell'abolizione del divieto è soprattutto di permettere ad investitori privati di costruire un circuito destinato agli sport motoristici in generale, ha aggiunto.
Dall'abolizione del divieto la maggioranza borghese s'attende impulsi economici, turistici e tecnici.
Per il liberale radicale argoviese Philipp Müller, i fabbricanti svizzeri che forniscono componenti per veicoli a motore – si parla di esportazioni annue per un valore complessivo di 7 miliardi di franchi – hanno bisogno di un circuito per eseguire test sui loro materiali.
Ambiente
Gli oppositori hanno fatto leva soprattutto sull'aspetto ambientale. "Rispetto al settembre del 2004, quando l'iniziativa è stata approvata una prima volta dal Consiglio nazionale, il contesto è cambiato. Oggi la problematica dei cambiamenti climatici è al centro dei dibattiti. Autorizzare le corse di Formula 1 è un segnale completamente sbagliato", ha sottolineato la socialista bernese Evi Allaman, sostenuta dai Verdi e da una minoranza di esponenti del Partito popolare democratico e del Partito evangelico.
Ma le argomentazioni ambientali non sono riuscite a imporsi. L'entrata in materia sulla revisione è infatti stata accolta con 96 voti contro 81 e 7 astenuti. È stato sconfitto anche il Governo. Il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger ha inutilmente attirato l'attenzione sul fatto che tali corse sono inopportune nel momento in cui si discute sulla protezione dell'ambiente, sulle polveri fini e sui pirati della strada.
Leuenberger ha inoltre messo in dubbio l'impatto economico di un circuito: "A Hockenheim, in Germania, la società incaricata di organizzare il Gran premio è indebitata, mentre il Gran premio di Spa, in Belgio, deve essere sovvenzionato poiché è in deficit".
Una strada irta di ostacoli
I fans di Formula 1 non devono però farsi troppe illusioni. Simon Schenk (Unione democratica di centro) ha ricordato che, al di là dell'abolizione del divieto, non è sicuro se un circuito sarà effettivamente realizzato e gestito su base privata.
La via da percorrere resta lunga e irta di ostacoli. Un cantone può rilasciare una concessione per la realizzazione di un circuito quando il richiedente è in grado di dimostrare che sussistono le necessarie misure di sicurezza e che si rispettano gli imperativi ambientali.
La mancanza di terreni a disposizione, nonché la possibilità di opporsi a dei progetti di costruzione rappresentano inoltre delle grosse barriere alla concretizzazione di un eventuale progetto.
Ne sa qualcosa la città di Zurigo, che ha dovuto affrontare mille difficoltà, a causa del ricorso di un'organizzazione ecologista, per nuovo stadio di calcio in vista dei Campionati europei di calcio del 2008. Ci si può quindi facilmente immaginare quali saranno gli scogli da superare prima che un circuito di Formula 1 veda la luce.
swissinfo e agenzie
La Svizzera e la Formula 1
La Formula 1 annovera nella sua storia cinque Gran premi di Svizzera.
Cinque si sono svolti tra il 1950 e il 1954 sul circuito di Bremgarten, nel canton Berna.
Nel 1955, la Svizzera ha vietato le corse automobilistiche sul suo territorio dopo la tragedia avvenuta lo stesso anno in Francia, durante la "24 Ore di Le Mans". In seguito ad uno scontro, un'auto esplose, finendo tra il pubblico. Ottantadue persone persero la vita e un centinaio rimasero ferite. Si è trattato del più grave incidente della storia delle corse automobilistiche.
Il Gran premio di Svizzera sarà organizzato ancora una volta, il 29 agosto 1982, ma sul circuito di Digione, in Francia.
Sono 29 i piloti svizzeri ad aver partecipato a corse di Formula 1. I più famosi sono il ticinese Clay Regazzoni (5 vittorie, 28 podi; morto nel 2006 in seguito a un incidente stradale) e il friburghese Joseph Siffert (2 vittorie, 6 podi; deceduto durante una corsa a Brands Hatch nel 1971).