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La proliferazione di bufale in rete è un problema che anche due pilastri come Twitter e Reuters hanno cominciato ad affrontare attraverso la creazione di un programma. Lo strumento, messo a punto dopo due anni di lavoro dalla stessa agenzia di stampa, si chiama News Tracer e analizza in tempo reale i cinguettii pubblicati, filtrandoli e raggruppando quelli simili sulla base dei termini contenuti.
L'idea è quella di automatizzare la raccolta dei messaggi e verificarne l'attendibilità, assegnando un punteggio a ogni argomento basandosi su diversi fattori: il luogo e l'identità di chi invia l’informazione, come si diffonde e se viene confermata o confutata.
Il mezzo si è rivelato utile a inizio anno in occasione degli attentati di Bruxelles. Uno simile è già impiegato nelle redazioni. L'anno scorso, infatti, l'Associated Press ha cominciato a usare un algoritmo per la scrittura di notizie, mentre il quotidiano Le Monde sta lavorando a delle applicazioni che segnalino quelle false o fuorvianti.
ATS/AnP