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SVIZZERA
29.01.19 - 07:13
Corruzione, Svizzera virtuosa ma con alcune «gravi lacune»
La Confederazione è terza nell'indice pubblicato da Transparency International. I primi due gradini del podio sono occupati da Danimarca e Nuova Zelanda
BERNA - La Svizzera continua a figurare fra i paesi più virtuosi al mondo in fatto di corruzione nel settore pubblico, stando all'indice di percezione pubblicato oggi da Transparency International. L'organizzazione rileva tuttavia ancora «gravi lacune» nei settori chiave della lotta anticorruzione non rappresentati nell'indice, quali il riciclaggio di denaro, la protezione dei whistleblower e la corruzione nel settore privato e nello sport.
L'indice di percezione della corruzione (CPI nella sigla inglese) per il 2018 di Transparency International include il settore pubblico di 180 paesi nel mondo. Il paese che ne esce meglio, con 88 punti su 100, è la Danimarca, passata davanti alla Nuova Zelanda, prima nel 2017, con 87. La Svizzera rimane terza con 85 punti, a pari merito con Finlandia, Svezia e Singapore. Seguono Norvegia (84) e Paesi Bassi (82). L'Italia è 53esima, con 52 punti. Agli ultimi posti continuano a figurare Sud Sudan (13), Siria (13) e Somalia (10).
La sezione svizzera di Transparency, organizzazione che lotta contro la corruzione nel mondo, «ribadisce» tuttavia «una triste constatazione: nessun paese, nemmeno la Svizzera, può inorgoglirsi di un settore pubblico esente» da questa piaga. «Anche gli Stati meglio classificati sono ancora lungi dall'essere impeccabili: sotto certi aspetti - scrive - la Svizzera si situa infatti ad oltre il 20% dai voti massimi».
Il CPI - rammenta Transparency - indica la corruzione del settore pubblico in base a una valutazione fatta, appoggiandosi su 13 inchieste, da esperti provenienti, in particolare, dal mondo scientifico ed economico. Ma non considera la sua percezione fra la popolazione e neppure i problemi di corruzione riscontrati nel settore privato o in altri ambienti. Ora, «è proprio in questi settori che la Svizzera affronta le maggiori difficoltà». «La buona classifica occupata regolarmente dalla Svizzera nulla toglie all'urgenza dei cantieri che le restano da trattare», afferma Martin Hilti, direttore della sezione elvetica, citato nella nota.
Per esempio, le banche svizzere e altri intermediari e «facilitatori finanziari» svolgono regolarmente un ruolo importante nel riciclaggio di denaro e la corruzione secondo Transparency, che cita i casi del fondo malaysiano 1MDB o di Odebrecht e Petrobras in Brasile.
Altro settore di cui l'indice non tiene conto: il finanziamento dei partiti politici. L'iniziativa popolare «Per più trasparenza nel finanziamento della politica», che Transparency ha contribuito a lanciare insieme a PS, Verdi, PBD e PEV, esige che i partiti politici rendano pubbliche tutte le donazioni del valore superiore a 10'000 franchi all'anno. Le formazioni rappresentate all'Assemblea federale dovrebbero inoltre pubblicare la lista dei"regali" ricevuti da persone fisiche o giuridiche. Dichiarata formalmente riuscita il 2 novembre 2017, è attualmente all'esame del parlamento, al quale il Consiglio federale raccomanda di respingerla.
Il CPI 2018 - spiega Transparency - è stato in realtà costituito in gran parte sulla base di dati rilevati nel 2017 e non tiene conto dell'attualità degli ultimi 12 mesi, come per esempio «viaggi controversi effettuati da magistrati, note spese eccessive o la revoca dell'immunità di responsabili politici a fini di istruzione penale per sospetta corruzione».
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