Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01204.jsonl.gz/1

Scivolone del ministro della Giustizia giapponese Yasuhiro Hanashi, in carica da agosto. E s’alza un polverone
Bufera sul ministro della Giustizia giapponese Yasuhiro Hanashi, che ha definito il ruolo del guardasigilli come un lavoro perlopiù anonimo, che sale agli onori della cronaca "solo dopo l’approvazione delle condanne a morte per impiccagione".
Le parole di Hanashi, pronunciate durante un incontro con altri delegati del ministero, non sono piaciute all’opposizione, che ha accusato il politico 63enne di non capire l’importanza del suo ruolo. "A ogni modo la carica di ministro della Giustizia non servirebbe a raccogliere molti fondi e garantire un buon numero di voti", ha chiosato Hanashi.
Il Giappone è l’unico Paese del G7 assieme agli Stati Uniti a legalizzare la pena capitale, mentre solo l’anno scorso 108 nazioni l’hanno abolita, in base ai dati dell’organizzazione Amnesty International.
Membro del partito liberal-democratico a capo della coalizione di governo, Hanashi è stato nominato dal premier Fumio Kishida alla guida del Dicastero della giustizia lo scorso agosto e a oggi non ha autorizzato esecuzioni.