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La Corte europea dei diritti dell'uomo ha smorzato oggi, giovedì, le speranze dei parenti di tre vittime della strage di Srebrenica (avvenuta durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina nel 1995) dichiarando "irricevibile" la loro richiesta di un processo contro i peacekeeper olandesi che, secondo le accuse, avevano abbandonato i cari a un tragico destino.
La vicenda è stata portata avanti da Mehida Mustafić-Mujić, figlia di Rizo Mustafic, ex elettricista per le truppe olandesi dell’ONU di cui non si son più avute notizie, e da Hasan Nuhanovic, interprete dei caschi blu che perse il padre e un fratello durante il massacro.
I giudici olandesi, nel 2013, avevano già riconosciuto che lo Stato fu parzialmente responsabile della morte dei tre uomini. Allora i ricorrenti erano stati risarciti con 20'000 euro ciascuno.
ATS/px
Per saperne di più: la decisione di Strasburgo (in pdf)