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(27.04.2011) Le PMI svizzere prevedono una crescita delle proprie vendite all'estero nel corso del secondo trimestre 2011, nonostante la forza del franco. È quanto indica un recente rapporto dell'OSEC e di Credit Suisse, il quale rivela un forte incremento della domanda dei beni svizzeri all'estero.
Basato su un sondaggio presso più di 200 PMI, l'indice delle prospettive d'esportazione dell'OSEC per il trimestre in corso raggiunge 69,7 punti su un totale di 100 punti. Questo valore si situa largamente al di sopra della crescita di 50 punti, anche se si trova ad un livello leggermente inferiore rispetto a quello del trimestre precedente.
Il barometro delle esportazioni di Credit Suisse, che rispecchia la domanda estera di prodotti elvetici, raggiunge invece un valore di 1,4 al secondo trimestre - il valore zero rappresenta la crescita media a lungo termine delle esportazioni svizzere.
Tutti i settori dovrebbero beneficiare di questa crescita, ed in particolare il settore della costruzione meccanica, che sta vivendo un vero e proprio boom. Le prospettive si rivelano molto ottimiste anche per le imprese dei settori dell'elettrotecnica, dei servizi e dei principali settori esportatori, così come - in misura minima - per quelle attive nell'industria della carta, della metallurgia e degli strumenti di precisione. Al contrario, l'industria dei beni di consumo teme un calo delle vendite all'estero, dovuto alla forza del franco.
Le PMI attribuiscono questo aumento agli sforzi di marketing e d'innovazione. Secondo il barometro delle esportazioni di Credit Suisse, le prospettive di crescita sono ripartite in modo armonioso sul piano geografico. Per l'indice delle prospettive d'esportazione delle PMI dell'Osec, al contrario, si profilano dei cambiamenti per il 2° ed il 3° trimestre, con maggiori esportazioni verso l'Europa e la Cina.
Tuttavia, il 55% delle PMI interpellate reputa che la forza del franco svizzero possa indurre una diminuzione delle esportazioni, mentre il 75% di queste afferma di aver subito effetti negativi sui margini di guadagno. Quelle che non temono una flessione dei margini sottolineano la propria capacità ad aumentare i prezzi, a premunirsi dei rischi del cambio ed a diminuire i costi di produzione.
Ultima modifica 08.09.2015