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Quando in dicembre un hedge fund ambientalista nato da appena una settimana aveva sfidato la Exxon Mobil, colosso dell'energia da oltre 250 miliardi di dollari sia di capitalizzazione che di fatturato annuo, a rivedere le sue strategie in una direzione maggiormente compatibile con gli sforzi globali contro i cambiamenti climatici, tanto i vertici della compagnia quanto Wall Street avevano continuato a dormire sonni tranquilli. Ora non è più così: Engine No. 1 ha inflitto un duro colpo alla multinazionale texana, riuscendo a far eleggere almeno due dei suoi rappresentanti nel consiglio di amministrazione (il conteggio è ancora parziale, potrebbe piazzarne un terzo) accanto a 8 dei 12 candidati proposti per la nomina dall'azienda.
Il risultato aumenterà la pressione sul CEO Darren Woods, che non è quindi riuscito a rassicurare gli azionisti sui suoi piani di conversione verso una produzione di energia meno inquinante: rispetto a gran parte della concorrenza, Exxon è rimasta molto indietro sotto questo aspetto, restando ancorata a petrolio e gas mentre altri hanno massicciamente investito in fonti rinnovabili. Anche per questo lo scorso anno, quando la pandemia ha colpito pesantemente la domanda di greggio, ha chiuso i conti con una perdita di 22 miliardi.
Il successo di Engine No. 1 non è stato possibile con le sue sole forze (controlla "appena" 50 milioni del gigantesco capitale azionario di Exxon, lo 0,02%): certo ha lavorato intensamente per proporre quattro nomi di valore - i suoi due eletti sono l'ex dirigente di Marathon Petroleum e Andeavor Gregory Goff e Kaisa Hietala, ex di Neste Oyj - ma ha anche saputo rivaleggiare dal profilo mediatico e conquistarsi l'appoggio di grossi azionisti, come fondi pensionistici californiani e di New York e soprattutto il grande hedge fund Black Rock, per il quale imboccare una nuova strada più ecologica è soprattutto il modo per ritrovare la redditività a vantaggio degli investitori.
La svolta emersa dal voto è stata apprezzata dalle Borse: il titolo Exxon ha guadagnato l'1,2% a 58,94 dollari.