Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/181061

<h2>SubmittedText<h2><p>Il controprogetto all'iniziativa per la sicurezza alimentare e la strategia del Consiglio federale palesano dichiarazioni contraddittorie relative alla lettera d dell'articolo costituzionale 104a.</p><p>Per chiarire la situazione invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Secondo il Consiglio federale la lettera d costituisce un complemento alla produzione svizzera o un incoraggiamento all'importazione di prodotti agricoli meno cari?</p><p>2. Spiana la strada per intensificare il libero scambio con l'Unione europea?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 24 settembre 2017 il Popolo ha accettato una nuova disposizione costituzionale, ovvero l'articolo 104a, che chiede di assicurare la sicurezza alimentare a lungo termine mediante derrate alimentari indigene e importate. La lettera a del nuovo articolo intende preservare le basi della produzione agricola. La lettera b esige una produzione sostenibile di derrate alimentari, adeguata alle condizioni locali ed efficiente sotto il profilo dello sfruttamento delle risorse. La lettera c chiede un'agricoltura e una filiera alimentare orientate verso il mercato interno ed estero. La lettera d esige esplicitamente una buona rete di relazioni commerciali transfrontaliere che concorrano alla sostenibilità.</p><p>La lettera e esorta a impiegare le derrate alimentari in maniera sostenibile. Sulla base di queste nuove disposizioni costituzionali, nella sua Analisi globale dell'evoluzione a medio termine della politica agricola il Consiglio federale propone indirizzi di fondo di politica agricola tesi ad adempierle. La volontà popolare risulta quindi assolutamente rispettata.</p><p>Nell'interpretazione della lettera d del nuovo articolo il Consiglio federale si attiene alle spiegazioni della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S), autrice del controprogetto all'iniziativa popolare "per la sicurezza alimentare" dell'Unione svizzera dei contadini. Nel suo rapporto del 3 novembre 2016 la CET-S sostiene che relazioni commerciali stabili e diversificate con Paesi esteri sono imprescindibili per la sicurezza alimentare della Svizzera. Per ridurre il rischio di scarsa disponibilità dell'offerta è fondamentale, da un lato, mantenere relazioni commerciali con l'UE e, dall'altro, allacciare rapporti commerciali diversificati con Stati terzi. Tra questi il Consiglio federale annovera anche Paesi come l'Indonesia o gli Stati del Mercosur.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che il nuovo articolo costituzionale non comporterà un aumento né una limitazione del margine di manovra per nuovi accordi commerciali, o per l'ulteriore sviluppo di quelli già esistenti, sia con l'UE sia con Stati terzi. Il testo costituzionale e le spiegazioni della CET-S non permettono di esprimere considerazioni in merito a un determinato livello del grado di autoapprovvigionamento auspicato dal Popolo, ovvero sulla quota di derrate alimentari prodotte sul piano nazionale rispetto al consumo totale. L'attuale articolo 104 della Costituzione e il nuovo articolo 104a Cost. chiedono piuttosto un'agricoltura indigena orientata verso il mercato e sostenibile (dal profilo economico, ecologico e sociale). Ciò implica limitazioni del volume di produzione nazionale dettate dalla modesta superficie agricola utile, della sopportabilità degli ecosistemi e della già elevata intensità di produzione. Con l'attuale politica agricola il Consiglio federale ha fissato l'obiettivo di mantenere costante la produzione indigena dal punto di vista delle calorie rispetto al periodo 2007-2009. Nella media degli ultimi anni questo obiettivo è stato raggiunto.</p><p>Il grado di autoapprovvigionamento non dipende soltanto dal volume della produzione indigena, ma anche da fattori come la crescita demografica o le abitudini di consumo (p. es. consumo di carne). Il grado di autoapprovvigionamento diminuisce in caso, ad esempio, di aumento della popolazione anche se la produzione indigena è costante. Benché il grado di approvvigionamento negli ultimi decenni sia rimasto praticamente stabile, finora il Consiglio federale ha rinunciato, per i motivi summenzionati, a fissare valori d'obiettivo quantificati relativi al grado di autoapprovvigionamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.