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Il Tribunale federale (TF) condanna nuovamente in una sentenza pubblicata oggi le condizioni di detenzione del carcere ginevrino di Champ-Dollon (GE), ritenute contrarie alla dignità umana.
La Corte suprema ha accettato il ricorso di due detenuti che chiedevano alla giustizia cantonale di riconoscere il carattere illecito della loro incarcerazione.
Uno dei prigionieri aveva trascorso 328 giorni in una cella di 10 m2 con altri due detenuti, mentre il secondo era stato incarcerato nelle medesime condizioni per ben 507 giorni. In una sentenza del 2014 riguardante anch'essa Champ-Dollon, i giudici federali avevano ritenuto simili condizioni illecite se eccedono la durata di tre mesi consecutivi.
Nei riguardi del primo detenuto la Corte di giustizia di Ginevra aveva sostenuto che, rifiutando di iscriversi per ottenere un posto di lavoro, egli aveva rinunciato volontariamente a migliorare le proprie condizioni di carcerazione.
Per il TF, invece, la possibilità di lasciare la cella per lavorare non basta per adeguare le condizioni di detenzione alla Convenzione europea dei diritti umani. I giudici hanno concesso ad entrambi i detenuti un indennizzo di 3000 franchi per gli onorari dei loro avvocati.
Il sovrappopolamento di Champ-Dollon dovrebbe essere alleviato in futuro con l'inaugurazione, la scorsa settimana, dell'ampliamento dell'unità La Brenaz. Da novembre saranno messi a disposizione 100 posti supplementari.
(sentenze 1B_152/2015 e 1B_239/2015 del 29 settembre 2015)
SDA-ATS