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La Svizzera sostiene la transizione politica, economica e sociale nell'Europa dell'Est e nei Paesi dell'ex Unione sovietica (cooperazione di transizione) dall'inizio degli anni 1990. La legge federale del 24 marzo 2006 sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est ne costituisce la base legale. Allo stesso tempo questa legge disciplina anche il contributo svizzero volto a diminuire le disparità economiche e sociali nell'Unione europea allargata (UE). La legge federale è valida fino al 31 maggio 2017. Per poter continuare senza interruzioni la cooperazione con i Paesi dell'Europa dell'Est, la validità della legge deve essere prolungata fino alla fine del 2024. Con il prolungamento della base legale non vengono decisi contributi finanziari.
La Svizzera continua a sostenere il processo di transizione
Tra gli obiettivi principali e gli interessi della Svizzera nell'ambito della cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est vi è la transizione verso Stati liberi, democratici e pluralistici, il passaggio verso economie di mercato libere e aperte e il relativo cambiamento sostenibile in ambito sociale ed ecologico. Dal 1989, la Svizzera ha appoggiato il processo di transizione in corso con cinque crediti quadro consecutivi per un totale di 5,595 miliardi di franchi. In questo modo vuole contribuire a consolidare la stabilità e la pace in Europa, a creare prospettive di sviluppo positive nei Paesi della cooperazione di transizione e a rafforzare il contesto per il commercio e gli investimenti. Il rinnovamento della base legale crea quindi le basi per un prossimo credito quadro che verrà determinato nell'ambito del messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2017-2020.
Il contributo all’allargamento conserva la base legale
Il Consiglio federale chiede di estendere la validità della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est senza modificarne il contenuto. Quindi anche la base legale per il contributo della Svizzera volto a diminuire le disparità economiche e sociali nell'UE allargata (contributo all'allargamento) deve rimanere invariata. Questo procedimento non condiziona la decisione di un altro eventuale contributo finanziario ai nuovi Stati membri dell'UE. Il Consiglio federale ritiene che su un possibile rinnovo del contributo autonomo all'allargamento si possa decidere soltanto alla luce dell'evoluzione delle relazioni complessive tra la Svizzera e l'UE. In questo senso, l'esito dei negoziati in corso per rafforzare e rinnovare la via bilaterale, come richiesto dal Consiglio federale, compresa una soluzione alla questione della libera circolazione delle persone, è un fattore cruciale. Con l'estensione invariata della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell’Est, il Consiglio federale e il Parlamento si riservano la facoltà di decidere di un eventuale rinnovo del contributo svizzero all'allargamento, in funzione del risultato delle trattative e dall'andamento delle relazioni complessive tra la Svizzera e l'UE.
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