Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/126846

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a presentare al Parlamento una modifica della legge sulla protezione dell'ambiente, ed eventualmente di altri atti normativi, che preveda una nuova zona di utilizzazione (ad es. zona urbana), conforme al diritto cantonale, in cui poter applicare differenti valori limite per le immissioni foniche a seconda della fonte del rumore. Trattandosi di una zona per uso urbano, si dovrebbero ammettere valori limite più elevati per le immissioni foniche notturne di natura antropica o generate da strutture adibite ad attività culturali o di ristorazione, non invece per le immissioni foniche provocate da attività industriali e traffico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 74 della Costituzione federale (Cost.; RS 101) sancisce l'obbligo della Confederazione di tutelare le persone dal rumore dannoso o molesto attraverso l'emanazione di apposite disposizioni. Le strutture adibite ad attività culturali o alla ristorazione possono essere fonte di simili rumori e pertanto sottostanno alla normativa in materia di inquinamento fonico.</p><p>Nell'ordinanza contro l'inquinamento fonico (OIF; RS 814.41) il Consiglio federale ha fissato valori limite riferiti alle fonti di rumore più frequenti, come il traffico stradale o ferroviario, sulla cui base vengono valutati eventuali effetti nocivi o molesti. Mancano invece valori limite di riferimento per il rumore provocato da strutture adibite ad attività culturali o alla ristorazione; nel caso di quest'ultima, infatti, la sensibilità delle persone al rumore dipende spesso, oltre che da fattori acustici, temporali e di pianificazione territoriale, anche da specificità locali. Per tale ragione il Consiglio federale non ha voluto fissare valori limite uniformi per tutto il territorio nazionale.</p><p>Spetta pertanto alle autorità esecutive cantonali o cittadine valutare di volta in volta, sulla base dei criteri stabiliti dalla legge, il grado di dannosità o disturbo delle singole immissioni foniche. L'esperienza fatta finora ci mostra che i principali elementi da tenere in considerazione sono la natura del rumore, l'orario, la frequenza e la soglia di sensibilità al rumore di una determinata zona di utilizzazione nonché il livello di rumore a cui essa è già esposta. Le autorità esecutive godono quindi di un ampio potere discrezionale nel valutare il disturbo arrecato dal rumore prodotto da strutture adibite ad attività culturali o alla ristorazione e possono attribuire ai suddetti criteri un peso diverso a seconda delle specifiche particolarità della zona interessata. Poiché in molti casi queste valutazioni si sono rivelate problematiche, nel 1999 Cercle Bruit, l'associazione dei responsabili cantonali per la prevenzione dei rumori, ha pubblicato la guida "Vollzugshilfe zur Ermittlung und Beurteilung der Lärmbelastung im Zusammenhang mit dem Betrieb von öffentlichen Lokalen" (disponibile anche in francese), presa sistematicamente a riferimento ancora oggi con risultati di norma condivisi.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che l'interesse della popolazione a proteggersi dal rumore può scontrarsi con l'interesse a una città vivace, aperta alla cultura e alle attività di ristorazione. Non ritiene tuttavia che indebolire la protezione dal rumore intervenendo su un unico fronte rappresenti la giusta soluzione. È comunque disposto a esaminare la questione insieme ai cantoni tenendo conto soprattutto delle esigenze legate alla pianificazione del territorio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.