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<h2>SubmittedText<h2><p>Con la gestione dei pascoli alpini i fornitori di prestazioni contribuiscono notevolmente all'adempimento del mandato costituzionale dell'agricoltura. Inoltre, l'economia alpestre dà un impulso positivo ad altre politiche settoriali (turismo, protezione del paesaggio, ecc.).</p><p>In relazione alla gestione dei pascoli alpini, da alcune regioni si fanno più insistenti le voci secondo cui, a medio e lungo termine, caricare i pascoli alpini sarà sempre più difficoltoso. Già oggi alcuni gestori hanno difficoltà nel caricare i luoghi d'estivazione con bestiame dalla regione di pianura.</p><p>Pongo al Consiglio federale le seguenti domande.</p><p>1. Si delineano tendenze relative alla diminuzione dell'utilizzazione dei pascoli alpini?</p><p>2. Sono all'esame ulteriori misure per il mantenimento dell'utilizzazione minima necessaria?</p><p>3. Quale valenza viene attribuita all'economia alpestre nella nuova politica regionale della Confederazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La regione d'estivazione con i suoi pascoli estesi costituisce una parte importante del nostro paesaggio rurale. In virtù dell'articolo 1 della legge sull'agricoltura (LAgr), la Confederazione opera affinché l'agricoltura, tramite una produzione ecologicamente sostenibile e concorrenziale, contribuisca efficacemente a salvaguardarlo e ad averne cura. A tal fine, ai sensi dell'articolo 77 LAgr, la Confederazione versa contributi ai gestori di aziende o di pascoli d'estivazione. Oggigiorno vengono versati circa 90 milioni di franchi a 7500 aziende. I contributi d'estivazione rientrano nel limite di spesa quadriennale "pagamenti diretti". I relativi mezzi finanziari messi a disposizione vengono autorizzati dal Parlamento nel quadro del preventivo annuale.</p><p>1. Dall'introduzione, nel 1980, dei contributi d'estivazione si è registrato un costante aumento del numero degli animali estivati. Ciò ha comportato, non da ultimo, una successiva maggiorazione dei contributi. Negli ultimi anni gli animali estivati hanno raggiunto circa 300 000 unità di bestiame grosso. Questi dati relativi all'estivazione finora smentiscono le affermazioni che giungono dagli operatori del settore secondo cui sarebbe in atto un calo significativo. Ciononostante singole aziende possono essere confrontate con problemi legati al carico e all'utilizzazione. Ciò è confermato pure dalle posizioni assunte dai cantoni. Considerato l'attuale andamento delle aziende gestite tutto l'anno (mutamento strutturale, prezzi alla produzione, estensificazione della produzione, ecc.) vi è la tendenza ad estivare un minor numero di animali. A livello regionale soprattutto le piccole aziende d'estivazione o quelle in condizioni più sfavorevoli potrebbero incontrare problemi legati al carico dei pascoli. </p><p>2. Data la situazione attuale, il Consiglio federale non ritiene necessario adottare ulteriori misure. L'utilizzazione delle regioni d'estivazione continua ad essere garantita. Di regola le superfici d'estivazione che si liberano vengono riprese da altre aziende che continuano a gestirle. L'attuale sistema di contributi forfettari, inoltre, è stato concepito in maniera tale che l'importo dei contributi rimanga invariato fintanto che la diminuzione del carico risp. della densità di animali non superi il 25 per cento del carico usuale. In tal modo viene rispettato il principio costituzionale della gestione sostenibile. Eccezion fatta per pochi casi, i gestori, quindi, ricevono l'intero contributo, e di conseguenza il necessario sostegno da parte della Confederazione, malgrado eventuali riduzioni dell'effettivo di animali.</p><p>Com'è stato il caso finora, anche in futuro va osservata l'evoluzione dell'estivazione, onde stabilire se eventualmente si renderanno necessari ulteriori provvedimenti o contributi volti a mantenere la gestione e la cura di questa regione. Tuttavia, data la situazione finanziaria piuttosto critica della Confederazione, il margine di manovra del Consiglio federale è esiguo. Inoltre, un'eventuale ridistribuzione dei fondi nel quadro dei pagamenti diretti per l'agricoltura a favore dell'estivazione potrebbe trovare pochi consensi. Com'è il caso per le aziende gestite tutto l'anno, per garantire l'economicità delle aziende d'estivazione come pure la gestione e la cura di questa regione si impongono adeguamenti, in particolare dal profilo dell'evoluzione strutturale. Potrebbe essere inevitabile che venga cessata la gestione di singole aziende o superfici. </p><p>3. L'economia alpestre, attraverso la gestione e la cura delle superfici, rappresenta il capitale della regione di montagna sia per il turismo che per la regione stessa. Tuttavia, né nell'attuale politica regionale né in quella nuova (NPR) sono previsti strumenti per la promozione esplicita dell'economia alpestre. Ciò spetta alla politica settoriale, ovvero all'agricoltura. È intenzione, comunque, rafforzare le iniziative future di politica agricola e regionale, nonché migliorarne il coordinamento, sfruttando sinergie onde salvaguardare le superfici di pascolo.</p>  Risposta del Consiglio federale.