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AUCKLAND - Una 30enne australiana, domiciliata in Nuova Zelanda, beveva fino a 10 litri al giorno di Coca Cola. Fino a quando è deceduta per arresto cardiaco. Secondo il medico legale, Dan Mornin, è proprio l'eccessivo consumo della bevanda, unito alle 30 sigarette che la donna fumava quotidianamente, ad averne causato la morte.
"Viveva di Coca Cola" - Madre di 8 bambini, Natascha Harris soffriva di un'importante carenza di potassio proprio a causa del suo consumo smisurato di Coca Cola. "La prima cosa che faceva il mattino, ancora nel letto, era bere Coca Cola. E l'ultima cosa la sera, prima di dormire, anche. Era completamente dipendente dalla bevanda" racconta il suo compagno Chris Hodgkinson, il quale ha aggiunto che la donna non mangiava quasi niente ma fumava spessissimo. Uno stile di vita dannoso, a causa del quale la giovane aveva una pressione sempre troppo alta.
"Anche l'acqua è dannosa" - In Nuova Zelanda, tutti i decessi anormali vengono esaminati da un'istanza giuridica con lo scopo di modificare, eventualmente, la politica in materia di salute. Un rapporto finale sulle cause della morte della ragazza sarà presto pubblicato dal giudice d'istruzione. La portavoce di Coca Cola per l'Oceania, Karen Thompson, ha dal canto suo affermato che tutti i prodotti della sua azienda sono sicuri. Secondo lei, anche il consumo di acqua in tali quantità avrebbe gli stessi effetti dannosi. Soprattutto se il corpo non riceve elementi nutritivi a sufficienza.