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Umbriel
L'immagine pubblicata venne eseguita dal Voyager 2 nel lontano 1986, ma è stata rielaborata di recente da Ted Stryk che grazie a nuovi e più potenti software di elaborazione delle immagini ha potuto renderla con una migliore risoluzione evidenziando molti dettagli mai risolti prima. Umbriel ha un diametro di 1200 Km e benchè abbia grandi quantità di ghiaccio d'acqua il suo aspetto è molto scuro a causa di una polvere carbonacea che si è depositata uniformemente sulla sua superficie. In alto è visibile una grande cratere dal diametro di 131 Km chiamato"Wunda", la posizione potrebbe essere scambiata per una regione polare, in realtà il cratere è posto sull'equatore perchè l'asse di rotazione di Urano, e di tutti i suoi satelliti, è inclinato di circa 90° e dunque nella direzione del sole sono orientate le regioni polari.
Rhea
La sonda Cassini ha inviato una serie di immagini ad alta risoluzione raccolte durante l'ultimo sorvolo ravvicinato del satellite Rhea, sorvolo avvenuto il 9 di Marzo scorso a meno di 1000 Km di altezza. Sono ben visibili strutture geologiche complesse fratture e canyon forse resti di antiche collisioni che si diffondono anche sovrapponendosi a piccoli crateri di più recente formazione, un rebus dunque sulle origini geologiche di queste strutture che i planetologi del team Cassini stanno cercando di risolvere. Avvicinandosi la fine della missione Cassini (prevista per il 2017) questo passaggio ravvicinato su Rhea è stato anche l'ultimo di quelli programmati per questo satellite di Saturno, si tratta dunque di un addio.
Europa
Nuove immagini dettagliate dimostrano che sul satellite di Giove Europa l'acqua salata presente nell'oceano sottostante alla coltre di ghiaccio che ricopre la luna gioviana, riesce ad arrivare in superficie attraverso le crepe del ghiaccio, ghiacciandosi a sua volta immediatamente data la temperatura estremamente bassa di -180 °C che si riscontra sulla superficie stessa, e formando delle regioni con strutture caotiche. Questi dati si basano sulle osservazioni condotte dalla sonda Galileo che trasvolò il sistema delle lune di Giove dal 1998 al 2003 e che evidenziano uno scambio chimico tra la superficie e gli strati d'acqua liquida sottostante. Questo scambio sta a dimostrare che tanta energia e tanto calore vengono iniettati nell'oceano sotterraneo dal nucleo di silicati, e questo accresce il convincimento che all'interno di questa grande massa d'acqua liquida calda e salmastra, possano sussistere forme di vita. Analisi spettroscopiche approfondite condotte con i telescopi Keck alle Hawai hanno riscontrato la presenza sulla coltre ghiacciata di Europa di grandi quantità di cloruro di magnesio provenienti dall'oceano sottostante, e di solfato di magnesio, un sale questo che potrebbe essersi originato grazie alla "pioggia" di zolfo e di composti solfatati provenienti da Io.
Marte-Curiosity
Il rover Curiosity continua il suo lavoro di analisi geologica della regione denominata Yellowknife Bay. Dopo le trivellazioni effettuate nei mesi scorsi, risulta chiaro dal campione analizzato come in epoche remote, nella regione in cui si trova, la situazione ambientale era in grado di supportare forme di vita. Le analisi chimiche hanno infatti identificato la presenza di zolfo, azoto, idrogeno, ossigeno fosforo e carbonio, tutti ingredienti chiave per la chimica organica pre-biotica. L'area che Curiosity sta esplorando era la parte finale di un antico sistema di fiumi e poi di un lago che, diversamente da altri ambienti esplorati da rover e sonde precedentemente atterrate su Marte, non era così drasticamente ossidante o acido o ancora estremamente salato. La nicchia rocciosa dove Curiosity sta lavorando si trova all'interno di un canale di scorrimento di un antico sistema fluviale che discendeva dalle pendici dell'Aeolis Mons che domina il cratere Gale.
Recuperati i motori dell'Apollo 11
Circa un anno fa Jeff Bezos, fondatore di Amazon, annunciò di aver individuato la posizione dei motori F1 del Saturno V che nel Luglio 1969 portò l'Apollo 11 sulla Luna. Un anno dopo Bezos ha mantenuto la promessa fatta di andare a recuperare i resti di questi motori sui fondali oceanici atlantici a circa 5000 m di profondità per poi esporli in un museo costruito ad hoc. Il direttore generale della NASA Charlie Bolden ha dichiarato entusiasta: " Si tratta di una scoperta e di una impresa storica e mi congratulo con il team di Bezos per la determinazione e la perseveranza nel recupero di questi importanti artefatti dei nostri primi sforzi di lanciare esseri umani oltre l'orbita terrestre; non vediamo l'ora che i motori vengano restaurati e applaudiamo per il suo intendimento di rendere questi pezzi storici visibili e disponibili al pubblico."
Tra il 1967 e il 1973, vennero lanciati 13 razzi Saturno V ciascuno dei quali aveva 5 motori F1, quindi in tutto sui fondali dell'oceano atlantico dovrebbero trovarsi i resti di 65 motori.
Il Saturno V era alto 110 m aveva un diametro di 10 m pesava più di 3000 tonnellate e riusciva a portare nello spazio fino a 118 tonnellate. I suoi motori erano così potenti che quando partiva il lancio, tutte le stazioni sismiche del Nord America riuscivano a percepire le vibrazioni del suo decollo