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Piccola rivoluzione digitale al Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) in occasione del prossimo centenario dall'inizio della Grande guerra: dal prossimo 4 agosto, i suoi archivi dedicati ai prigionieri della Prima Guerra mondiale saranno accessibili online al pubblico. Chiunque potrà eseguire ricerche, proseguendo così un'attività del CICR che si perpetua dal 1914.
Complessivamente, 5 milioni di schede individuali e 500'000 liste di prigionieri ricevute, create e conservate dal CICR durante la Grande Guerra (1914-1918) saranno disponibili su un motore di ricerca. Il progetto, il cui costo previsto è di 4 milioni di franchi, è stato posto sotto il patrocinio dell'UNESCO. Nel 2007 aveva ottenuto il marchio "Memoria del mondo".
"Si tratta di un monumento visivo davvero impressionante, una massa di dati unica nel suo genere", ha spiegato all'ats un'archivista incaricata del progetto. Gli immensi armadi di vetro contenenti milioni di schede sono attualmente consultabili solo al Museo della Croce Rossa di Ginevra.
Il progetto è iniziato nel 2006 con il lavoro di restauratori e occupa attualmente una ventina di collaboratori.
"Il lavoro tecnico di preparazione dei documenti ha mobilitato tutte le nostre energie", ha aggiunto l'archivista. È stato necessario trattare manualmente 6 milioni di schede, di cui 5 si ritroveranno sul web, poiché le schede e le liste che risalgono alla Prima Guerra mondiale non erano pronte per essere "scannerizzate" così com'erano.
Si è dovuto togliere le graffette da ogni scheda, strofinarle con una spugna e una gomma e poi "pulirle per bene" con un bisturi. Questo lavoro certosino è durato tre anni, per una media di tre ore di pulizia per ogni scatola da mille schede. I cartoncini e le liste sono poi passati allo scanner uno dopo l'altro.
Il risultato in termini digitali: uno schedario di 70 tera-byte. "Si tratta di un mezzo di comunicazione e non di conservazione", ha precisato l'archivista.
Il nuovo strumento sarà così rappresentativo delle attività tradizionali di ricerca sui prigionieri di guerra e di ricostituzione dei legami famigliari, proprie al CICR, e avviate dall'organizzazione internazionale nell'agosto 1914 in seguito allo scoppio della Prima Guerra mondiale. Ci si rivolgerà a un pubblico composto di famiglie o discendenti di prigionieri, nonché genealogisti.
Il motore di ricerca si presenterà come un sito online classico. Il pubblico potrà partire alla ricerca del percorso di un antenato vissuto durante la Prima Guerra mondiale. I ricercatori in erba dovranno tuttavia possedere alcune informazioni minime: nome e cognome della persona ricercata, eventualmente la sua data o il luogo di nascita, oppure ancora il reggimento d'incorporazione.
Fotografie e tutorial
Oltre alle schede e agli elenchi dei prigionieri, il pubblico potrà accedere a gallerie di fotografie che illustrano la vita quotidiana nei campi, nonché rapporti di visite a queste strutture redatti all'epoca dai delegati del CICR.
Un tutorial, ovvero un manuale elettronico che mostra all'utente il funzionamento di un programma, sarà messo a disposizione per ogni tappa della ricerca. La lettura e la comprensione delle schede può infatti dimostrarsi un vero percorso ad ostacoli. Durante decenni e fino ad oggi, questo lavoro era d'altronde effettuato unicamente da specialisti anche a scopo umanitario.
Gli archivi dell'Agenzia internazionale dei prigionieri di guerra, creati nel 1914 proprio in seguito allo scoppio del conflitto, ricevevano e trattavano fino a poco tempo fa migliaia di richieste di individui o di famiglie di prigionieri. Una moratoria era stata instaurata per le ricerche concernenti le due guerre mondiali, al fine di ridurre il numero di domande - oltre 4'000 all'anno - a cui rispondere.
SDA-ATS