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La sensibilità dei politici alle minacce è nettamente aumentata dopo la strage di Zugo. Per questo, le misure di sicurezza sono già state rafforzate in diversi cantoni.Questo contenuto è stato pubblicato il 21 ottobre 2001 - 17:08
La Confederazione e alcuni cantoni hanno deciso di stilare liste con i nominativi di coloro che potrebbero commettere aggressioni o atti inconsulti, anche se la schedatura di persone potenzialmente pericolose nei confronti delle autorità è un'operazione delicata per la protezione dei dati.
Markus Siegenthaler, presidente dell'associazione intercantonale della protezione dei dati, chiede che si faccia prova di sensibilità e di senso della misura. Il ruolo preventivo di queste liste permette alla polizia di raccogliere informazioni. Chi «bombarda» le autorità con ricorsi e richieste non figurerà sulla lista, ha aggiunto Siegenthaler, che è anche delegato alla protezione dei dati del canton Berna. Gli strumenti della polizia sono sufficienti e, se utilizzati correttamente, non intaccano la protezione dei dati dei cittadini.
Dopo la strage di Zugo le autorità prendono meno alla leggera le intimidazioni. I deputati minacciati per iscritto possono trasmettere le missive ai Servizi del Parlamento federale, che a loro volta le affidano al servizio di sicurezza della Confederazione.
Mark Stucki, portavoce dei servizi del parlamento, ha constatato un aumento delle lettere contenenti minacce o insulti. Non può tuttavia dire se ci sia effettivamente un legame di causa ad effetto con la tragedia di Zugo. I Servizi del Parlamento distribuiscono ai Consiglieri nazionali e a quelli agli Stati che ne fanno richiesta un foglio con alcune informazioni. Ma ciò era possibile già prima della strage di Zugo.
Per prevenire ogni tipo di attentato, Palazzo federale mantiene tuttora il suo sistema di sicurezza rafforzato. Sempre stando ai Servizi del parlamento, una lista «nera» di persone giudicate indesiderabili non esiste. Chi si comporta in maniera sospetta sarà respinto.
Le misure di sicurezza sono state rafforzate in diversi cantoni, soprattutto in quelli svizzero tedeschi: uno o più uomini delle forze dell'ordine presidiano sovente le entrate del parlamento. In Ticino gli eventi di Zugo hanno accelerato l'introduzione di misure già previste nel quadro della ristrutturazione del parlamento: un vetro separerà in futuro il pubblico dai deputati.
Tre cantoni - Vaud, Lucerna e Svitto - hanno redatto una lista di persone suscettibili di commettere aggressioni politiche. Dopo la creazione di questo strumento sono già state fermate due persone nel canton Lucerna.
swissinfo e agenzie
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