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Billy Elliot
La pellicola è ambientata in Inghilterra durante gli scioperi dei minatori nel 1984 e racconta con una certa emotività della passione di un bambino di undici anni per la danza e della sua rivendicazione per affermarsi come ballerino (l'esordiente Jamie Bell ha casualmente una storia personale molto simile a quella del personaggio che interpreta) .
Billy è costretto dal padre a fare boxe ed incappa per caso in una lezione di danza che si svolge nello stesso circolo ricreativo dove si allena. Accanto il ragazzo ha suo padre e suo fratello che scioperano insieme agli altri minatori per non essere licenziati. Ma quando si accorgono che Billy ha di nascosto scelto di sostituire la molto mascolina boxe con la danza classica, considerata da loro affatto maschile, gli proibiscono entrambe e lo costringono a badare all'anziana nonna.
Inevitabili gli scontri che nascono con il padre (Gary Lewis - il protagonista di "My name is Joe" di Loach) che da subito non accetta questa irragionevole passione del figlio. L'unica alleata la troverà nella maestra di danza Miss Wilkinson (la bravissima Julie Walters, candidata all'oscar come attrice non protagonista) che intuendo le sue grandi potenzialità, lo prepara di nascosto all'audizione per la Royal Ballet School di Londra. Quando arriva il fatidico giorno però il fratello Tony viene picchiato e arrestato dalla polizia e Billy si ritrova ad essere impegnato con il padre nel tentativo di fargli avere la libertà provvisoria, perdendo così la sua audizione. Billy, deluso per la chance mancata, si sfoga mostrando al suo amico Michael il pezzo preparato per l'audizione. Il padre assiste per caso alla sua performance e per la prima volta si rende conto del talento del figlio.
Questo bel film si può annoverare tra le migliori opere che parlano del difficile periodo dove al governo c’era la caparbia e quanto mai discussa Lady di ferro, Margaret Thatcher. Ed alle scene fortemente drammatiche dove la tensione sociale sfocia in dramma familiare e in dramma personale, fanno da contrasto le scene in cui Billy balla mostrando la sua gioia nel farlo. I piedi iniziano a muoversi irrefrenabilmente come in “Flash Dance”, le gambe iniziano a saltare, tutto il corpo si agita e allora Billy si distacca dalle preoccupazioni quotidiane: non ci sono più padri disperati, fratelli violenti, picchetti, poliziotti e manganelli.
Il film, però, è anche molto paesaggi inglesi, fabbriche inglesi, volti inglesi ricchi di pathos e difficilmente dimenticabili, tutti sempre ben delineati da una fotografia puntuale e attenta, ora sgranata, ora calda e avvolgente, a seconda dei ritmi emotivi messi in scena.
Ricordiamo che il film è stato candidato a tre premi oscar: per la migliore regia (Stephen Daldry, alla sua opera prima), per la migliore attrice non protagonista (Julie Walters, come detto) e per la migliore sceneggiatura originale (Lee Hall).
Dall’uscita della pellicola nelle sale, infine, sono stati messi in scena diversi musical di grande successo basati proprio sulla bellissima storia del ballerino inglese.