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Gli svizzeri hanno sempre meno tempo per cibarsi. Ciononostante, risulta aumentata la consapevolezza dell'importanza di un'alimentazione sana.
Secondo uno studio dell'Università di San Gallo, tale situazione ha importanti conseguenze sul piano sociale; per questo motivo, è auspicato un maggiore coinvolgimento dell'industria alimentare.
Gli svizzeri hanno sempre meno tempo per mangiare, e lo fanno quindi in maniera peggiore e con meno soddisfazione, ma nel contempo sono sempre più consapevoli dell'importanza di un'alimentazione sana: è quanto risulta da un sondaggio realizzato dall'Università di San Gallo, i cui risultati sono stati presentati mercoledì a Zurigo.
L'industria alimentare dovrebbe occuparsi del problema, ha sottolineato il responsabile dello studio Thomas Rudolf. Le pietanze d'asporto potrebbero essere la soluzione per il futuro, ma proprio questi prodotti non sono molto apprezzati dai consumatori.
Autodisciplina
Le mutate abitudini alimentari hanno importanti ripercussioni, soprattutto per quanto riguarda l'obesità. Il sovrappeso causa problemi di salute e costi ingenti.
Una delle domande del sondaggio si riferiva al metodo migliore per arricchire la propria alimentazione. Il 36% degli intervistati ha dichiarato che sarebbe necessaria più autodisciplina, il 27% ritiene che ci si debba concedere più tempo per mangiare e il 21% ha affermato che ci vorrebbero più soldi.
Buone intenzioni, ma...
Alexandra Glas, ricercatrice presso l'università di San Gallo e coautrice dello studio, sottolinea che i consumatori sono coscienti dell'importanza di un'alimentazione corretta, e si ritengono sufficientemente ben informati a tal proposito.
«Ciononostante, a livello pratico vi è una sostanziale differenza tra quello che le persone dovrebbero mangiare e quello che in realtà mangiano. Parecchi interpellati ci hanno detto di volersi cibare in maniera sana, ma di non riuscire a concretizzare questo proposito», rileva Alexandra Glas.
Sforzo comune
Secondo le conclusioni del documento, un miglioramento del comportamento nutritivo può essere raggiunto soltanto sostenendo le persone nel quadro delle loro abitudini quotidiane.
«Si tratta di un processo che dovrebbe coinvolgere diversi attori», spiega la ricercatrice: «L'industria alimentare, i ristoratori, i datori di lavoro, le scuole e i genitori dovrebbero operare a stretto contatto per rendere più salutari le abitudini alimentari».
swissinfo e agenzie
In breve
Nel quadro dello studio rappresentativo «Food Consumption 2007 – alimentazione in Svizzera», tra la metà e la fine di ottobre del 2007 sono state interpellate complessivamente 1074 persone nella Svizzera tedesca e francese. Lo studio era già stato eseguito due volte (nel 2003 e nel 2005).Fine della finestrella
Sovrappeso
Stando ai dati dell'Ufficio federale della sanità pubblica, nel 2002 il 37% della popolazione svizzera adulta denotava un eccesso ponderale o obesità. 10 anni prima questo indicatore era inferiore e raggiungeva il 30%.
Inoltre, le conseguenze del sovrappeso causano annualmente costi dell'ammontare di 2,7 miliardi di franchi.