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LOSANNA - Dovrà rimanere rinchiuso in un istituto psichiatrico Peter Hans Kneubühl, il pensionato passato alle cronache nel settembre 2010 come "il forsennato di Bienne" per essersi barricato nella sua casa venduta all'asta nella cittadina bernese e aver sparato sui poliziotti venuti a sloggiarlo. Lo ha deciso il Tribunale federale (TF), respingendo il suo ultimo ricorso.
I supremi giudici di Losanna hanno confermato la sentenza del Tribunale superiore (Obergericht) del canton Berna. Il 20 novembre 2013 questo aveva confermato nel processo d'appello la sentenza del Tribunale regionale di Bienne, secondo cui Kneubühl, che aveva gravemente ferito alla testa un poliziotto, non è imputabile e deve essere sottoposto a una "misura terapeutica stazionaria".
L'8 settembre 2010 Kneubühl si era barricato nella sua abitazione dopo che alcuni poliziotti si erano presentati per prelevarlo poiché la casa, nella quale era cresciuto e viveva, era stata messa all'asta su decisione della giustizia civile. La polizia aveva allora bloccato il quartiere e posto lo stabile sotto assedio. Dopo la mezzanotte il pensionato era però uscito in giardino e aveva sparato diversi colpi di fucile senza preavviso contro gli agenti, ferendone uno gravemente alla testa, ed era in seguito riuscito a fuggire. Per diversi giorni centinaia di poliziotti diedero la caccia al fuggiasco. Kneubühl fu infine arrestato il 17 settembre 2010 in un campo alla periferia di Bienne.
In prima istanza i giudici di Bienne, seguendo la raccomandazione dello stesso pubblico ministero, avevano dato credito a una perizia psichiatrica secondo la quale Kneubühl soffriva di gravi turbe deliranti al momento dei fatti e non poteva dunque rendersi conto del carattere illecito del suo agire. L'interessato aveva rifiutato di accettare la sentenza, volendo essere riconosciuto come pienamente responsabile degli atti seppure non colpevole.
In ultima istanza, il TF respinge il ricorso dell'oggi 71enne Kneubühl, che chiedeva un nuovo giudizio da parte di una istanza indipendente. I giudici di Losanna ritengono che la giustizia bernese abbia correttamente valutato i fatti e trovano anche corretta la nomina di un difensore d'ufficio da parte del Tribunale superiore: la procedura penale richiede che l'imputato - non presentatosi al processo d'appello - debba avere un difensore quando sono previste misure privative della libertà.