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Diagnosi preimpianto in Svizzera: ammissione ma solo a severe condizioni
Berna, 11.04.2016 - Il Consiglio federale e il Parlamento intendono ammettere la diagnosi preimpianto (DPI) in Svizzera. A tal fine hanno previsto severe condizioni nella legge sulla medicina della procreazione soggetta a revisione. L'esame genetico di embrioni generati artificialmente è ammesso solo se richiesto da una coppia affetta da una malattia genetica ereditaria o da una coppia che non può avere figli naturalmente. Tutte le altre applicazioni rimangono vietate. La votazione popolare concernente la revisione della legge sulla medicina della procreazione si terrà il 5 giugno 2016.
Nel giugno 2015 la popolazione svizzera si era espressa con una maggioranza del 61,9 per cento a favore della modifica costituzionale sulla diagnosi preimpianto (DPI). In tal modo erano stati creati i presupposti per poter svolgere la DPI in Svizzera sullo sfondo di condizioni quadro favorevoli. Questo tipo di diagnosi consiste nell'esame genetico di un embrione fecondato artificialmente, prima che sia impiantato nell'utero della donna. La LPAM attualmente in vigore vieta la DPI. Con la sua modifica, su cui saremo chiamati a votare il 5 giugno prossimo, questo divieto sarà abrogato e verrà introdotto un disciplinamento ben definito di questo tipo di diagnosi.
Mettere al mondo un figlio senza trasmettergli una grave malattia
La modifica della legge permette la DPI solo in due casi. Nel primo la coppia è portatrice di una grave malattia ereditaria: mediante la DPI può essere selezionato un embrione che non presenti il difetto genetico responsabile di questa patologia. In tal modo la coppia può avere un bambino che non sia affetto dalla malattia ereditaria dei genitori. Oggi questi esami possono essere svolti soltanto durante la gravidanza con l'aiuto della diagnosi prenatale. In caso di sospetto di malattia ereditaria, la coppia deve decidere se intende interrompere o proseguire la gravidanza. In generale la DPI permette di evitare di trovarsi di fronte a questa difficile scelta.
Meno complicazioni e rischi durante la gravidanza
Il secondo caso in cui può essere applicata la DPI riguarda le coppie che non possono avere figli in modo naturale. Molte di loro hanno già vissuto diversi aborti spontanei. Gli embrioni di queste coppie possono essere esaminati per verificare la presenza di determinate caratteristiche genetiche. In tal modo si può selezionare un embrione che presenta buone probabilità di svilupparsi e permettere che la gravidanza proceda, possibilmente senza complicazioni, evitando che la donna perda il bambino.
Evitare i rischi elevati di gravidanze plurime
La nuova legge permette inoltre al medico di selezionare e impiantare in futuro ancora solo un embrione. Può essere così ridotto il numero di gravidanze gemellari e trigemellari e, di conseguenza, il rischio per la salute della madre e del bambino. Gli embrioni non impiantati possono essere conservati in vista di un ulteriore trattamento. Secondo la legge vigente, tutti gli embrioni generati artificialmente – al massimo tre per ciclo di trattamento – devono essere impiantati.
Severe limitazioni a protezione dell'embrione e della dignità umana
Tutti gli esami genetici di embrioni che hanno obiettivi diversi da quelli previsti sono vietati anche nella modifica della legge e perseguibili penalmente. Pertanto, anche in futuro non sarà possibile selezionare embrioni in base al sesso o ad altre caratteristiche fisiche, come ad esempio il colore degli occhi. Rimane altresì vietata la selezione di embrioni allo scopo di salvare fratelli da una grave malattia, utilizzandoli come riserva per cellule staminali (cosiddetti «bambini salvatori»). La modifica della legge prevede inoltre che possano essere sviluppati al massimo dodici embrioni per ciclo di trattamento. Con queste severe limitazioni sono preservate la dignità umana e la tutela dell'embrione.
Permettere un trattamento in Svizzera piuttosto che all'estero
La DPI è un procedimento medico sperimentato e ammesso da anni in molti Paesi europei tra cui la Spagna, il Belgio e i Paesi Bassi. Attualmente, le coppie che desiderano un bambino e optano per una DPI si recano all'estero. Il Consiglio federale e il Parlamento intendono permettere loro di sottoporsi al procedimento, spesso eseguito sull'arco di più mesi, in un ospedale svizzero.
Se una coppia interessata intende ricorrere alla DPI può farlo liberamente, dopo aver ottenuto informazioni complete da un medico. I costi non vengono rimborsati dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e sono pertanto a carico della coppia.
Indirizzo cui rivolgere domande
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP, Comunicazione, 058 462 95 05 o <email-pii>
Pubblicato da
Ultima modifica 05.01.2016