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Un tampone gigante insanguinato davanti a Palazzo federale con un cartello "Bloody unfair", "maledettamente ingiusto" in inglese, lingua nella quale "bloody" ha anche il significato di "sanguinolento". Questa l’azione messa in atto oggi dagli attivisti di Campax, durante la sessione straordinaria del Consiglio nazionale, per ricordare il problema dell’Iva troppo alta sui prodotti per l’igiene mestruale.
Campax sottolinea ancora una volta l’iniquità del fatto che i prodotti per l’igiene come i tamponi e gli assorbenti siano soggetti a un’imposta sul valore aggiunto del 7,7 per cento essendo quindi classificati come prodotti di lusso. Altri beni di uso quotidiano sono tassati solo al 2,5%.
Domani il Consiglio nazionale deciderà nella sessione speciale sulla revisione dell’Iva e quindi anche sulla riduzione della tassa sui tamponi. In tal senso, la Commissione del Consiglio Nazionale per gli affari economici e fiscali (Wak-N) si era espressa in senso positivo sull’introdurre l’aliquota ridotta del 2,5% sui prodotti igienici mensili, raccogliendo la raccomandazione del Consiglio federale riguardo a una mozione presentata dall’ex e accompagnata da una petizione che ha raccolto in brevissimo tempo 11’300 firme. Una mozione di minoranza contro la riduzione della tassa sui prodotti per l’igiene femminile è in sospeso.
Campax, sottolinea il comunicato odierno, vede la riduzione delle tasse come un passo importante contro la disparità di trattamento delle donne in Svizzera. I prodotti mestruali non possono essere equiparati a "articoli di lusso" come i rasoi o il caviale. "Metà della popolazione svizzera dipende da loro e non è giusto fare soldi con questa metà sulla base di differenze biologiche" sottolinea l’associazione ricordando che l’Iva sugli assorbenti è già stata ridotta o eliminata del tutto in diversi Paesi.
"È solo perché le mestruazioni sono un grande tabù nella nostra società che la discriminazione finanziaria contro le persone mestruate ha potuto persistere. È ora di porre fine a questa discriminazione", dice Virginia Köpfli, attivista di Campax.
"Sanguinare non è un lusso. Le persone mestruate non dovrebbero essere discriminate finanziariamente sulla base della biologia", dice Angelina Dobler, attivista di Campax.