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Mentre Ginevra nel 2020 celebra il 75° anniversario delle Nazioni Unite e il centenario della nascita della Società delle Nazioni, questo organismo è ancora in grado di rispondere agli enormi cambiamenti in atto che colpiscono gli Stati e le società in tutto il mondo? Elementi di risposta incentrati sulle cinque sfide principali che affronta la Ginevra internazionale.Questo contenuto è stato pubblicato il 06 aprile 2020 - 10:15
Sede europea delle Nazioni Unite, Ginevra, insieme a New York, è uno dei due più importanti centri di diplomazia multilaterale. A Ginevra, le sfide che deve affrontare l'intero pianeta vengono chiarite e negoziate, prima che gli Stati decidano a New York quali opzioni scegliere per affrontarle.
Per sottolineare che questa modalità di organizzazione delle relazioni tra Stati è più preziosa che mai, Ginevra ha scelto come nome in codice per le celebrazioni # Multilateralism100. Un appello esplicito, allorché il gendarme del mondo del XX secolo – gli Stati Uniti – si sta sempre più spostando verso l'unilateralismo, ossia verso una volontà di potere senza riguardo per la sovranità di altri Stati e per il diritto internazionale sul quale dovrebbero essere rette le loro relazioni.
La sfida della pace. Questa era la ragion d'essere della Società delle Nazioni, come lo è dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), due organizzazioni create a seguito delle due guerre mondiali devastatrici. Ogni volta, i vincitori di questi due conflitti con conseguenze internazionali volevano stabilire un quadro giuridico basato sul diritto dei popoli all'autodeterminazione. Questo affinché la pace non si basi esclusivamente su un equilibrio delle forze di potere tra grandi potenze, ma tenga maggiormente conto degli interessi di tutti gli Stati membri e delle loro popolazioni.
Un obiettivo tutt'altro che raggiunto, secondo il segretario generale dell'ONU. "Oggi, un vento di follia soffia sul globo. Dalla Libia allo Yemen passando per la Siria e oltre, l'escalation è tornata. Le armi circolano e le offensive si moltiplicano (...) Nel frattempo, le risoluzioni del Consiglio di sicurezza vengono infrante ancor prima che l'inchiostro sia essiccato", ha avvertito Antonio Guterres il 4 febbraio 2020.
Quindi, in fatto di sicurezza collettiva, l'ONU sarà presto obsoleta, come successo alla fine degli anni '30 con la Società delle Nazioni?
Se l'organo esecutivo delle Nazioni Unite – il Consiglio di sicurezza – è paralizzato, altri organismi internazionali contribuiscono però a pacificare le società. L'ONU, infatti, poggia su tre pilastri: pace e sicurezza, sviluppo e diritti umani. Tre settori interdipendenti, come aveva sottolineato Kofi Annan nel 2005, quando era alla testa delle Nazioni Unite: "Non può esserci sicurezza senza sviluppo né sviluppo senza sicurezza. Entrambi dipendono dal rispetto dei diritti umani e dallo Stato di diritto".
Tuttavia, da almeno un decennio, le libertà civili si erodono all'interno delle democrazie liberali. Negli Stati Uniti, ma anche in Europa.
La sfida democratica. Allo stesso tempo, regimi autoritari come la Cina sfruttano le debolezze occidentali per vantare un altro modello di successo economico che esclude il pieno rispetto dei diritti civili e politici. Al centro dei regimi democratici contemporanei, i diritti umani sono messi in discussione all'interno degli organismi internazionali che dovrebbero difenderli. A Ginevra, il Consiglio dei diritti umani è teatro di questa battaglia dalle conseguenze planetarie.
Se si confermasse, il declino delle democrazie potrebbe influenzare il modo in cui il mondo risponde alle due principali sfide del XXI secolo: la crisi climatica e ambientale, nonché la transizione digitale dell'economia e della società.
La sfida sanitaria. È il cigno nero – l'evento imprevisto – degli affari mondiali. La pandemia di coronavirus Covid-19 sta scuotendo l'organizzazione globalizzata del pianeta come mai prima d'ora. Con l'OMS in prima linea, le Nazioni Unite possono dimostrare l'importanza del proprio ruolo di piattaforma per la cooperazione e il coordinamento delle politiche nazionali.
Soprattutto per il fatto che questa pandemia che ha colto di sorpresa gli Stati, in realtà, sarebbe stata prevedibile. A seguito di epidemie come l'AIDS negli anni '80 e la SARS nel 2002, gli Stati membri dell'OMS, nel 2005, hanno rivisto le norme sanitarie internazionali per contenere questi virus di origine animale.
La sfida ambientale. Per quanto riguarda il clima, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ribadisce che possono esserci solo soluzioni collettive che coinvolgono tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite. Questa minaccia esistenziale per l'intera umanità potrebbe provocare una reazione della comunità internazionale, come dopo le due guerre mondiali del XX secolo?
Al contempo, il mondo è impegnato in una rivoluzione industriale molto più profonda e più ampia di quelle avvenute nel XIX e nel XX secolo. La transizione digitale sta trasformando radicalmente il mondo economico e finanziario, come pure il funzionamento delle società e i diritti democratici che dovrebbero governarle. I diritti individuali e collettivi contenuti nella Carta delle Nazioni Unite sono fortemente minacciati.
La sfida digitale. L'ONU sta cercando di riprendere il controllo su questo problema, in particolare da Ginevra, stabilendo norme giuridiche per guidare questa transizione in modo proficuo per tutti, nel rispetto dei diritti fondamentali.
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