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Dodici mesi di detenzione, sospesi condizionalmente per due anni, per omicidio colposo plurimo. È questa la condanna inflitta a un 58enne francese lunedì mattina alle Assise correzionali di Lugano. L’uomo, il 17 maggio 2016, tamponò una vettura ferma in colonna sull’A2 all’altezza di Piotta provocando la morte di due donne - madre e figlia – israeliane. Per il presidente della Corte - il giudice Mauro Ermani - l'incidente è stato la conseguenza di una "grave negligenza", ovvero non aver visto le auto ferme davanti a sè. La colpa non può essere quindi considerata lieve. L’accusa aveva chiesto per lui 24 mesi di detenzione sospesi.
"Ho visto le auto, ma mi sono accorto troppo tardi che erano ferme". Il 58enne lo ha ripetuto più di una volta lunedì mattina in aula, ma ha invece negato che l’impatto sia stato causato da una distrazione dovuta ad un cartello autostradale che indicava le frequenze per ottenere informazioni sul traffico e quindi neppure alla successiva manipolazione dell’autoradio.
Ermani lo ha sollecitato più volte su questo punto in quanto la versione fornita dall'imputato denoterebbe infatti una palese incapacità alla guida. "Sarebbe stato meno grave una distrazione, perché frutto di un singolo errore", ha detto il giudice in aula.
L’impatto – ha ricordato anche il pp Roberto Ruggeri – fu violentissimo e quasi nulla la frenata. Secondo l’accusa, l’uomo non sarebbe però un pirata della strada "e rimarrà segnato a vita dall’accaduto", come d'altronde ha testimoniato lui stesso.
Per la difesa ad aver influito fu, invece, l’importante deficit visivo dell’autista francese, che tuttavia non gli impedisce di guidare. L’avvocato Marco Cereghetti aveva quindi chiesto la massima riduzione della pena possibile.