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Le piccole e medie imprese (PMI) devono poter costituire accantonamenti per propri mandati di ricerca e sviluppo fino almeno all'80% dell'utile imponibile.
È quanto sostiene il Consiglio nazionale che ha approvato una mozione in tal senso di Jacqueline Badran (PS/ZH). Gli Stati devono ancora pronunciarsi.
Numerose PMI sono particolarmente colpite dall'abolizione del tasso di cambio minimo del franco, sostiene la Badran nel testo della sua mozione. A queste imprese si chiede di lottare contro la crisi con un incremento dell'efficienza e con innovazioni.
La legge consente però di costituire accantonamenti per la ricerca e lo sviluppo soltanto in caso di conferimento dei relativi mandati a terzi. Inoltre, l'attuale ammontare degli accantonamenti fino al 10% dell'utile imponibile costituisce un valore troppo basso.
La modifica di legge, secondo la maggioranza dei deputati, consentirebbe alle PMI di superare i periodi di crisi senza ricorrere a licenziamenti ed evitando un deflusso di liquidità. "In tempi in cui si parla di 'licence box' e 'innovation box' per i grandi consorzi, sarebbe più che appropriato fornire alle PMI uno strumento applicabile nella pratica per promuovere le innovazioni", sostiene la zurighese.
Il Consigliere federale Ueli Maurer si è mostrato scettico, sostenendo che la misura non è sufficientemente mirata. Inoltre, approfitterebbero del sistema solamente le imprese che realizzano un utile, fatto che generalmente non riguarda le start-up o le società in crisi.
SDA-ATS