Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01174.jsonl.gz/201

L'archiviazione digitalizzata dei giornali solleva numerose questioni sotto il profilo della protezione dei dati. Il diritto all'oblio non è un concetto nuovo, ma con lo sviluppo delle moderne tecnologie è tornato d'attualità. Visto che su questo tema siamo sollecitati da molte domande, abbiamo pubblicato sul nostro sito Internet spiegazioni in proposito.
Un'associazione di giornalisti si è rivolta a noi per chiarimenti in merito al diritto all'oblio nel quadro degli archivi digitalizzati dei giornali. Diversi giornali hanno iniziato a digitalizzare i propri archivi e questo solleva nuove questioni sotto il profilo della protezione dei dati.
L'archiviazione digitale di articoli di giornale presuppone il trattamento di dati personali secondo la legge sulla protezione dei dati (LPD). Nel caso di una lesione della personalità il trattamento dei dati deve essere legittimato da un interesse pubblico preponderante. Si tratta dunque essenzialmente di una questione di proporzionalità. Il principio di proporzionalità esige che, se la loro conservazione non è più giustificata, i dati personali siano cancellati o resi anonimi. Conviene dunque effettuare una ponderazione degli interessi, bilanciando tra l'interesse della persona alla cancellazione dei dati personali nell'archivio elettronico di un giornale o nell'indice di un motore di ricerca e l'interesse pubblico alla conservazione dei dati negli archivi o nei motori di ricerca. Nell'ambito di una causa spetta al giudice incaricato di un'azione civile secondo l'articolo 15 LPD o l'articolo 28 del Codice civile ponderare questi interessi.
Noi seguiamo gli sviluppi dell'attuazione del «diritto all'oblio», soprattutto a livello europeo, e abbiamo pubblicato spiegazioni su sul diritto all'oblio sul nostro sito.