Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/20922

<h2>SubmittedText<h2><p>98.3604</p><p>Interpellation Pelli</p><p>Rechtshilfe in Strafsachen.</p><p>Standort</p><p>des zukünftigen Büros "Italien"</p><p>Interpellanza Pelli</p><p>Collocazione del futuro Ufficio</p><p>centrale per l'assistenza giudiziaria</p><p>in materia penale relativa all'Italia</p><p>Interpellation Pelli</p><p>Entraide judiciaire en matière pénale.</p><p>Emplacement</p><p>du futur "Office central Italie"</p><p></p><p>Wortlaut der Interpellation vom 16. Dezember 1998</p><p>Der Vertrag zwischen der Schweiz und Italien zur Ergänzung des Europäischen Übereinkommens vom 20. April 1959 über die Rechtshilfe in Strafsachen und zur Erleichterung seiner Anwendung, der am 10. September 1998 von Bundesrat Arnold Koller unterzeichnet und am 14. Dezember 1998 vom Bundesrat ratifiziert worden ist, sieht in Artikel XVIII die Schaffung einer besonderen Zentralstelle im Bundesamt für Polizeiwesen des Eidgenössischen Justiz- und Polizeidepartementes vor.</p><p>Unabhängig von der Frage, ob ein solcher - stellenweise problematischer - Vertrag durch das Parlament ratifiziert werden soll, und angesichts der im Zusammenhang mit den von Italien gestellten Gesuchen um Rechtshilfe erarbeiteten Praxis ersuche ich den Bundesrat, als Standort für ein solches Büro das Tessin und nicht Bern zu wählen. Dies würde die Rekrutierung von qualifiziertem Personal, welches der italienischen Sprache mächtig ist, erleichtern. Ausserdem könnte die Durchführung der Bestimmungen eines solchen Vertrages Personen anvertraut werden, welche die italienischen Verhältnisse gut kennen.</p><p></p><p>Testo dell'interpellanza del 16 dicembre 1998</p><p>L'"Accordo tra la Svizzera e l'Italia che completa la Convenzione europea sull'assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 e ne agevola l'applicazione" firmato dal consigliere federale Arnold Koller il 10 settembre 1998 ed approvato dal Consiglio federale il 14 dicembre 1998 prevede all'articolo XVIII la creazione di un apposito ufficio centrale in seno all'Ufficio federale di polizia del Dipartimento federale di giustizia e polizia.</p><p>Indipendentemente dal quesito circa la ratifica parlamentare di tale accordo, per certi versi alquanto problematico, e vista la casistica delle rogatorie proposte dall'Italia, chiedo al Consiglio federale se non ritiene opportuno prevedere la collocazione di tale ufficio in Ticino invece che a Berna. Ciò faciliterebbe il reclutamento di personale qualificato cognito della lingua italiana e permetterebbe di affidare la competenza di applicare le norme di tale accordo a persone che bene conoscono la realtà italiana.</p><p></p><p>Texte de l'interpellation du 16 décembre 1998</p><p>L'accord entre la Suisse et l'Italie en vue de compléter la Convention européenne d'entraide judiciaire en matière pénale du 20 avril 1959 et d'en faciliter l'application, signé par M. Arnold Koller, conseiller fédéral, le 10 septembre 1998 et approuvé par le Conseil fédéral le 14 décembre 1998, prévoit à l'article XVIII la création d'un service central au sein de l'Office fédéral de la police du Département fédéral de justice et police.</p><p>Indépendamment de la question de la ratification par les Chambres de cet accord très discutable sur certains points et au vu des statistiques concernant les demandes de commissions rogatoires présentées par l'Italie, le Conseil fédéral ne pense-t-il pas qu'il serait judicieux d'implanter ce service au Tessin plutôt qu'à Berne? Le recrutement de personnes qualifiées, connaissant bien l'italien, en serait facilité. En outre, l'application de l'accord serait confiée à des personnes au fait de la réalité italienne.</p><p></p><p>Mitunterzeichner - Cofirmatari - Cosignataires: Carobbio, Cavadini Adriano, Ratti, Semadeni(4)</p><p></p><p>Schriftliche Begründung - Motivazione scritta - Développement par écrit</p><p>L'autore rinuncia alla motivazione e desidera una risposta scritta.</p><p></p><p>Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates</p><p>vom 8. März 1999</p><p>Risposta scritta del Consiglio federale</p><p>del 8 marzo 1999</p><p>Rapport écrit du Conseil fédéral</p><p>du 8 mars 1999</p><p>Il Consiglio federale è del parere che l'assunzione di personale qualificato può e deve essere fatta indipendentemente dalla collocazione del futuro Ufficio centrale Italia (UCI) rilevando inoltre come la competente Divisione degli affari internazionali dell'Ufficio federale di polizia (UFP) non ha mai avuto difficoltà nel reclutare personale qualificato di lingua italiana.</p><p>Ritenuto poi che molte commissioni rogatorie trasmesse dall'Italia non sono unicamente da espletare nel Cantone Ticino, un'ubicazione centrale del futuro UCI faciliterà considerevolmente la coordinazione delle procedure rogatoriali tra le varie autorità d'esecuzione cantonali.</p><p>Tenuto conto anche del numero di collaboratori che saranno assunti nell'ambito della creazione di detto UCI - sei unità -, giova ricordare che, presso l'UFP a Berna, si trovano tutte le strutture indispensabili all'efficiente funzionamento del futuro UCI, quali il servizio di registrazione e archiviazione degli incarti, la raccolta di dossier specifici relativi all'assistenza giudiziaria internazionale, la biblioteca specializzata nel campo delle rogatorie.</p><p>A Berna sono altresì ubicati altri uffici che collaboreranno con il futuro UCI quali i servizi degli uffici centrali dell'UFP relativi al crimine organizzato in Italia, il Ministro pubblico della Confederazione, la Direzione generale delle dogane, i competenti servizi del Dipartimento federale degli affari esteri e l'Amministrazione federale delle contribuzioni.</p><p>Per questi motivi il Consiglio federale è del parere che la collocazione del previsto UCI debba essere a Berna.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il cancro è la seconda causa di morte in Svizzera. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione, secondo cui è necessario migliorare la registrazione e l'analisi statistica dei dati sulle malattie tumorali ed estendere i registri tumorali esistenti all'intera Svizzera. Solo così è possibile valutare l'adeguatezza dei notevoli sforzi profusi nel campo della prevenzione e del trattamento ed elaborare un'efficace strategia a livello nazionale nella lotta contro i tumori.</p><p>Attualmente esistono soltanto nove registri regionali dei tumori riguardanti i cantoni Ginevra, Vaud, Neuchâtel, Basilea Città e Basilea Campagna, San Gallo e Appenzello Interno ed Appenzello Esterno, Zurigo, Vallese, Grigioni, Glarona e Ticino nonché un registro clinico presso l'Inselspital di Berna. I registri dei tumori sono finanziati dai cantoni partecipanti, dalla Lega svizzera contro il cancro e dalla Confederazione nel campo della ricerca pubblica.</p><p>Per poter ottenere un quadro delle variazioni temporali e geografiche nella diffusione dei tumori nella popolazione residente in Svizzera come pure per esaminare i fattori determinanti (esempi: consumo di alcol e tabacco, abitudini alimentari, radioattività e inquinamento atmosferico) e l'efficacia di nuove terapie, è indispensabile disporre di statistiche basate su registri dei tumori estesi all'intero paese. Occorre quindi colmare le lacune esistenti per migliorare significativamente le strategie di lotta contro il cancro.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto disposto ad esaminare in che modo gli attuali registri potrebbero essere ampliati e integrati in un registro svizzero dei tumori nella maniera più economica possibile. Un'importanza particolare va attribuita al coordinamento con altre statistiche federali esistenti, come per esempio la statistica delle cause di morte e la statistica medica degli stabilimenti ospedalieri. Vanno inoltre studiate le nuove forme di cooperazione tra la Confederazione, i cantoni, i fornitori di prestazioni e le organizzazioni senza scopo di lucro.</p><p>In questo studio, il Consiglio federale si baserà anche sulle raccomandazioni della Commissione svizzera delle statistiche sanitarie che già nel 1994 ha approntato delle linee direttive per un sistema d'informazione statistica sanitaria per la Svizzera. A suo tempo, la commissione aveva raccomandato di sottoporre il registro dei tumori alla legge sulla statistica federale, di mantenere i registri cantonali dei tumori già esistenti e di creare un centro nazionale per la raccolta dei dati sotto la direzione dell'Associazione svizzera registri tumori. Finora non è stato ancora possibile applicare queste raccomandazioni.</p><p>Il Consiglio federale è disposto a commissionare senza indugio i relativi lavori preliminari. Tuttavia, vista la necessità di chiarire anzitutto diverse questioni, tra cui quelle riguardanti le risorse finanziarie necessarie e la collaborazione con i cantoni, esso propone di trasformare la mozione in postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.