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La ministra degli esteri elvetica ha assicurato a quattro militanti tunisini per i diritti umani che la Svizzera segue l'evoluzione della situazione nel loro Paese.
Due di loro avevano partecipato a uno sciopero della fame in occasione del Vertice mondiale della società dell'informazione (WSIS), svoltosi lo scorso mese a Tunisi.
L'incontro fra la Consigliera federale e i quattro attivisti tunisini è avvenuto giovedì a Berna su richiesta dell'organizzazione non governativa (ONG) friburghese Vérité-Action.
Abderraouf Ayadi e Samir Dilou, i due avvocati tunisini che avevano fatto lo sciopero della fame durante il WSIS di Tunisi hanno ringraziato la Confederazione per la posizione assunta al vertice.
«Eravamo abituati al sostegno delle ONG elvetiche in favore del movimento per le libertà e i diritti umani in Tunisia. Ma questa volta è la Svizzera ufficiale che ha parlato di temi che irritano», ha dichiarato l'avvocato Dilou al termine dei colloqui con Calmy-Rey.
Dopo avere assicurato agli ospiti che la Svizzera tiene d'occhio l'evoluzione nel loro Paese, la consigliera federale ha ricordato che Berna si aspetta che tutti gli Stati rispettino i loro impegni in materia di diritti umani, ha riferito la portavoce del Dipartimento degli affari esteri (DFAE) Carine Carey.
Proiettori puntati sulla Tunisia
Gli ospiti hanno informato Micheline Calmy-Rey sui lavori del movimento dei diritti umani nel Paese nordafricano. Quale primo passo è stata istituita una Commissione per i diritti e le libertà, incaricata di reclamare la liberazione dei detenuti politici e le libertà fondamentali.
Sono poi previste diverse azioni e un ampio dibattito per coinvolgere tutte le correnti politiche e associative in Tunisia. «Siamo molto ottimisti: i proiettori sono puntati sulla Tunisia. Il regime non si permetterà di rafforzare la repressione», ha affermato Dilou.
I due avvocati erano accompagnati da due membri di Vérité-Action, fra cui la presidentessa dell'ONG, Aissa Safwah. L'appuntamento di giovedì era il primo di un giro di visite in Svizzera della delegazione.
I quattro attivisti si recheranno venerdì a Ginevra, dove hanno in programma incontri con diversi relatori speciali dell'ONU, come pure con rappresentanti della Commissione internazionale dei giuristi e dell'Alto commissariato dell'ONU per i diritti umani.
swissinfo e agenzie
In breve
La seconda fase del WSIS si è svolta a Tunisi dal 16 al 18 novembre. La prima fase si era svolta a Ginevra nel 2003.
Il presidente svizzero Samuel Schmid è stato l'unico dei 27 capi di Stato presenti a Tunisi a criticare il mancato rispetto dei diritti umani da parte del regime del presidente Ben Ali.
Anche il ministro delle comunicazioni Moritz Leuenberger ha partecipato alla conferenza.
Leuenberger ha negato che le dichiarazioni di Schmid abbiano creato dei problemi diplomatici con le autorità tunisine.