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Il Consiglio federale adotta il messaggio concernente il Patto globale ONU sulla migrazione
Berna, 03.02.2021 - Nella sua seduta del 3 febbraio 2021 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente il Patto globale ONU sulla migrazione. Nel messaggio ribadisce la posizione espressa nell’autunno del 2018, secondo la quale accettare il Patto ONU è nell’interesse del nostro Paese. Gli obiettivi del Patto sono in linea con le priorità della politica migratoria svizzera. L’accettazione del Patto globale ONU sulla migrazione non comporterebbe alcuna necessità di intervento sul piano della politica interna, né l’assunzione di nuovi compiti o impegni finanziari. Il messaggio offre al Parlamento la base per analizzare in modo approfondito il testo del Patto, che è stato adottato dagli Stati membri dell’ONU nel 2018.
Il Patto globale ONU sulla migrazione, discusso dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre del 2018, ha stabilito un quadro d’azione generale che punta a migliorare la cooperazione internazionale nella gestione dei flussi migratori transfrontalieri. Lo scopo del Patto è gestire questi flussi migratori globali in modo più sicuro e ordinato in futuro e ridurre la migrazione irregolare per mezzo di principi e obiettivi condivisi.
Nella sessione invernale 2018 il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di presentargli la proposta di accettazione del Patto ONU sotto forma di decreto federale semplice. Il Consiglio federale ha sottoposto il documento a un’ulteriore analisi approfondita sul piano del contenuto e degli aspetti giuridici. Con il presente messaggio, che accompagna il decreto federale semplice, adempie ora il mandato del Parlamento e gli fornisce una base di discussione.
Riaffermata la sovranità nazionale nell’ambito della politica migratoria
Il messaggio sul decreto federale semplice sottoposto al Parlamento si fonda sulla posizione espressa dal Consiglio federale il 10 ottobre 2018. Il progetto illustra le caratteristiche principali del Patto globale ONU sulla migrazione. L’esame del documento mostra che il Patto è compatibile con l’attuale ordinamento giuridico e con la prassi in vigore in Svizzera. L’accettazione del Patto non comporterebbe dunque l’assunzione di nuovi compiti né implicherebbe impegni politici o finanziari. La sovranità nazionale degli Stati in materia di migrazione viene esplicitamente affermata nel testo del Patto.
L’utilità del Patto sulla migrazione per la Svizzera risiede principalmente nella sua attuazione da parte di Paesi con sistemi di gestione della migrazione meno solidi. Molte delle attuali sfide che la politica migratoria svizzera deve affrontare, per esempio nell’ambito dei rimpatri, derivano dai sistemi inadeguati e dalla mancanza delle necessarie capacità nei Paesi d’origine. È quindi nell’interesse della Svizzera poter esercitare con maggiore efficacia il proprio controllo sovrano sulla migrazione, sia come Paese di destinazione dei migranti che a beneficio dei cittadini svizzeri all’estero, rafforzando le politiche migratorie di altri Stati attraverso il sostegno e la cooperazione. Le esperienze finora maturate dagli Stati europei che hanno accettato il Patto ONU dimostrano che si tratta di uno strumento efficace, che consente di potenziare la cooperazione bilaterale e multilaterale in questo ambito.
Il Patto delle Nazioni Unite sulla migrazione, a differenza del Patto sui rifugiati, non affronta le sfide specifiche poste da questi ultimi e tiene quindi separate le due categorie. Gli obiettivi del Patto sono in linea con le priorità della politica migratoria svizzera: sicurezza delle frontiere, riduzione delle cause della migrazione irregolare e dello sfollamento forzato, lotta alla tratta di esseri umani, assistenza e protezione sul posto, ritorno e reintegrazione, inclusione e tutela dei diritti umani. Una migrazione sicura, ordinata e regolare contribuisce al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Accettare il Patto globale ONU sulla migrazione significa anche partecipare alle discussioni sulla migrazione nell’ambito delle Nazioni Unite e poterle quindi influenzare.
Un Patto non giuridicamente vincolante
In quanto strumento di soft-law, il Patto globale ONU sulla migrazione non è giuridicamente vincolante. È un codice di condotta con cui la comunità internazionale esprime la volontà di trattare la migrazione transfrontaliera secondo principi comuni. Non c’è motivo per cui il Patto possa diventare parte del diritto internazionale pubblico attraverso la sua trasformazione in diritto consuetudinario.
Il messaggio concernente il Patto globale ONU sulla migrazione è stato trasmesso oggi al Parlamento. Una volta conclusi i dibattiti parlamentari, e conformemente alle disposizioni costituzionali, il Consiglio federale deciderà in via definitiva se accettare o meno il Patto.
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