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L'identità-trattino: scrivere oggi in Svizzera
Daniel Rothenbuehler ha definito identità-trattino quella di chi appartiene alla "quinta Svizzera", rappresentata dagli autori con un doppio passaporto. Il pluralismo culturale svizzero va al di là delle quattro culture ufficiali che costituiscono la Svizzera. Oggi sono sempre di più gli autori con doppio passaporto che scrivono non solo in una delle quattro lingue nazionali, ma anche in lingue di paesi distanti dalle Alpi. Si pensi al caso di Ibrahim al-Koni, considerato uno dei massimi scrittori della narrativa araba contemporanea. Le sue opere sono tradotte in molte lingue. In Italia è stato pubblicato il romanzo Pietra di Sangue (Jouvence 1999) e Polvere d’oro (Ilisso 2005). Dopo aver trascorso l'infanzia e l'adolescenza nel deserto, al-Koni ha studiato a Mosca e a Varsavia, ma il deserto e le tradizioni dei tuareg sono elementi costanti della sua opera narrativa, sebbene attualmente viva tra la Svizzera e la Libia. Oppure al caso emblematico di Catalin Dorian Florescu, che rappresenta molti autori "(e)migra(n)ti": nato nel 1967 a Temesvar, in Romania, a nove anni lascia la patria insieme al padre per raggiungere l'Italia poi l'America. Dopo un ritorno in Romania, nel 1982 l'autore è giunto definitivamente in Svizzera dove ha studiato psicologia e oggi vive a Zurigo, pubblicando tanto in rumeno quanto in tedesco.
Per un approfondimento, si legga Scrivere tra due culture: letteratura di migrazione nell'Europa contemporanea, Manuel Boschiero, Morlacchi Editore, 2008.