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La ministra degli affari esteri rappresenta la Svizzera alla Conferenza internazionale di Bruxelles, in cui il governo iracheno presenta le sue priorità.
Micheline Calmy-Rey spera che l'incontro possa servire a dare impulsi positivi al processo di democratizzazione e stabilizzazione in Iraq.
La Conferenza, organizzata in comune dall'Unione europea (Ue) e dagli Stati uniti, fa seguito alla risoluzione dell'Onu n. 1546 dell'8 giugno 2004, che invitava la comunità internazionale a trovare soluzioni comuni per sostenere il processo politico di transizione e la ricostruzione economica in Iraq.
Al centro dell'incontro di Bruxelles, al quale partecipano mercoledì e giovedì i rappresentanti di oltre 80 paesi e organismi multilaterali, figurano le prospettive politiche ed economiche, ma anche le questioni di sicurezza.
La Svizzera, rappresentata dalla ministra degli affari esteri Micheline Calmy-Rey, auspica che la conferenza possa dare impulsi positivi alla transizione democratica e alla stabilizzazione in Iraq.
Rinascita di un paese
«Si tratta di un incontro che deve segnare la rinascita dalle ceneri dell'Iraq, così come è avvenuto per l'Europa subito dopo la fine della seconda guerra mondiale», ha sottolineato nei giorni scorsi la commissaria europea Benito Ferrero-Waldner.
Tra i temi principali in ambito politico figurano la nuova Costituzione irachena, le elezioni in agenda a fine anno, la lotta alla corruzione e la riforma del sistema giudiziario.
Sul fronte economico, la conferenza affronta la questione dell'ingresso di Bagdad nell'Organizzazione mondiale del commercio e il problema del debito estero, in particolare i 70 miliardi di dollari che l'Iraq ha ricevuto nel corso degli anni dai suoi vicini del Golfo o dai paesi dell'ex blocco comunista.
Le prospettive di un miglioramento della situazione economica saranno anche al centro della prossima conferenza dei donatori, in programma ad Amman il 18 luglio.
Autorità irachene presenti
La Conferenza segna inoltre il grande debutto nella politica internazionale del governo iracheno di transizione, chiamato ad indicare le sue priorità per i prossimi mesi sul fronte politico, economico e della sicurezza.
Nell'organizzare l'evento, Ue e Usa hanno fra l'altro puntato ad avere la più ampia presenza possibile dei gruppi politici e delle comunità irachene.
A capo della delegazione di Bagdad ci sarà il premier Ibrahim Jaffari, oltre al ministro degli esteri, Hoshyar Zebari, e i ministri di una decina di dicasteri (fra i quali giustizia, interni, finanze, difesa).
Visita a Kiev
Dopo aver rappresentato la Svizzera alla conferenza di Bruxelles, Micheline Calmy-Rey sarà il 23 e 24 giugno a Kiev, dove incontrerà tra l'altro il ministro ucraino degli affari esteri Borys Tarasyuk.
In discussione figurano temi come i diritti umani, le relazioni economiche e commerciali, la cooperazione tecnica e finanziaria, nonché aspetti della politica europea e la cooperazione in seno alle Nazioni Unite.
Parallelamente alla visita, la Calmy-Rey parteciperà alla conferenza regionale degli ambasciatori, che vedrà riuniti a Kiev dal 22 al 25 giugno i rappresentanti della Confederazione nei Paesi della Comunità di Stati indipendenti (CSI).
Saranno discusse questioni relative alla concessione dei visti, la falsificazione di documenti, la corruzione, la migrazione e la tratta umana.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
In seguito alla mancanza di sicurezza la Svizzera non gestisce un proprio ufficio di cooperazione in Iraq.
Il governo svizzero sostiene invece programmi di aiuto in ambito multilaterale, in particolare quelli delle Nazioni unite.
Nel 2004, la Confederazione ha versato 1,7 milioni di franchi per tali programmi. Per il 2005 è previsto un importo di 2 milioni.
Di questi, 500'000 franchi sono destinati al Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati.
In breve
Micheline Calmy-Rey rappresenta la Svizzera alla Conferenza sull'Iraq, in corso il 21 e 22 giugno a Bruxelles.
In seguito, la ministra degli affari esteri sarà il 23 e 24 giugno in Ucraina, dove è in programma la Conferenza regionale degli ambasciatori svizzeri.
A Kiev, Micheline Calmy-Rey incontrerà tra l'altro il ministro ucraino degli affari esteri Borys Tarasyuk.