Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01190.jsonl.gz/1353

Il Fondo Lukas Bärfuss all'Archivio svizzero di letteratura
Lo scrittore e drammaturgo bernese Lukas Bärfuss ha ceduto il suo fondo letterario degli ultimi 25 anni all'Archivio svizzero di letteratura (ASL) di Berna. Da notare che Bärfuss compie questo passo relativamente presto, all'età di 51 anni.
Con questa acquisizione l'ASL si arricchisce di un importante fondo della letteratura svizzera del Duemila, indica la Biblioteca nazionale svizzera (BN) in una nota odierna. Questo comprende i suoi primi lavori e inediti nonché documenti di ricerca e testi sulla sua attività culturale. Fra i documenti acquisiti si citano in particolare «le prime stesure delle sue opere, scritte a penna d'oca», prosegue la nota.
Bärfuss, classe 1971 e originario di Thun (BE), è infatti una figura di spicco della scena letteraria elvetica, ma si è fatto un nome anche all'estero, in particolare con i racconti «Die toten Männer» e «Malinois» e i romanzi «Koala» e «Hagard».
Membro della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung (accademia tedesca della lingua e della letteratura), Bärfuss è uno dei pochi autori elvetici ad aver ricevuto il premio Georg Büchner, considerato il maggior premio letterario tedesco, nel 2019. Mentre lo scorso anno l'Università di Friburgo gli ha attribuito il dottorato onorario.
In 25 anni di attività l'autore, drammaturgo e docente bernese conta più di 30 drammi, «come ad esempio 'Die sexuellen Neurosen unserer Eltern' e 'Meienbergs Tod' che hanno lasciato il segno nel teatro contemporaneo ben oltre» i confini, indica la BN. Nei suoi saggi Bärfuss tratta temi d'attualità quali migrazione e tossicodipendenza.
Decidendo di cedere il suo archivio ora, a 51 anni, dimostra che l'autore lo considera «un contributo alla riflessione sugli avvenimenti contemporanei». Le sue opere e i suoi materiali saranno così a disposizione della ricerca e della società per essere discussi.