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Da dieci anni la Svizzera non ha sviluppato alcuna chiara strategia nei confronti dell'Unione europea (Ue): lo sostiene senza tanti giri di parole Klaus Armingeon, Professore di politica europea all'Università di Berna, esprimendosi riguardo all'atteggiamento di Berna sul dossier dell'accordo quadro istituzionale.
Da un decennio Bruxelles presenta le sue richieste che, dalla sua posizione, sono "comprensibili e adeguate", ha detto oggi Armingeon alla trasmissione "Echo der Zeit" della radio svizzerotedesca SRF.
Armingeon è dell'opinione "che a Berna si sia aspettato troppo, che non si sia sviluppata alcuna chiara strategia e quando si è stati sotto pressione a livello di tempo, si è ingannato i sindacati, i quali hanno reagito - comprensibilmente - dicendo 'stop'" . Il problema si situa in Svizzera: "La Confederazione ha cercato troppo a lungo di guadagnare tempo".
Via Bilaterale "inefficiente"
La via bilaterale non è così efficace, come spesso si dice in Svizzera. Essa suscita "un doppio disagio" negli europei: gli accordi devono essere regolarmente aggiornati, ciò che è "enormemente dispendioso" in una comunità con attualmente 28 membri, ha detto Armingeon.
Inoltre non è precisato quali procedure in casi di controversie debbano essere applicate. Tale questione è in sospeso da quando esistono gli accordi bilaterali e "adesso abbiamo bisogno di un quadro". L'Ue non è pronta a continuare in questo modo così inefficiente.
Armingeon ritiene che la Svizzera non tenga conto del reale equilibrio delle forze. Il Professore ricorda che più della metà del commercio estero della Svizzera è effettuato con l'Ue, mentre quello che l'Ue realizza con la Svizzera è circa il 6-8%. "L'Ue può fare a meno di noi, ma noi non possiamo fare a meno dell'Ue", ha concluso l'esperto.