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PECHINO - Il presidente Xi Jinping ci aveva già provato ad agosto quando, con l'operazione "piatto vuoto", aveva chiesto alla popolazione di Wuhan di ordinare un piatto in meno rispetto al numero di commensali. In Cina infatti si usa condividere le varie pietanze messe al centro del tavolo (dunque nessuno rimane affamato). Lo scopo era quello di ridurre le importazioni di cibo dall'estero, alla quale il Paese deve fare sempre più affidamento a causa dei disastri naturali, e allo stesso tempo diminuire anche lo spreco alimentare. «Lo spreco è vergognoso, e la parsimonia è degna di onore» aveva dichiarato il presidente cinese.
Ora il consiglio diventerà legge. Il progetto, che deve ancora ricevere l'ok definitivo, mira a multare le aziende che promuovono, o anche solo consentono, lo spreco di cibo. Lo riporta il Guardian. Le radio, le tv e i siti online che incentivano lo spreco alimentare potranno essere multati fino a 100'000 yuan (circa 13'600 franchi) se non rispettano il primo avvertimento emanato dalle autorità governative, oltre alla sospensione del servizio.
Di conseguenza viene anche bandito il fenomeno social del mukbang, in cui le persone si filmano mentre si abbuffano.
Secondo il disegno di legge, anche i ristoranti potranno essere multati se invoglieranno i clienti a ordinare troppo, causando evidenti sprechi. Le multe potranno arrivare fino a 10'000 yuan (circa 1'360 franchi).
Ma i ristoranti potranno a loro volta multare i clienti che avanzano troppo cibo nei piatti (un po' come fanno alcuni ristoranti "all you can eat"). Non importa se il cibo non è di buona qualità.
Stando a un rapporto della China Academy Science, citato dal Guardina, solo nel 2015 nelle grandi città cinesi si sono sprecate 18 tonnellate di cibo, lo stesso quantitativo utile a sfamare da 30 a 50 milioni di persone. Un quarto dei rifiuti erano alimenti a base di riso, mentre il 18% a base di carne