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Il Brunei, piccolo e ricchissimo sultanato dell’isola del Borneo, nel sud-est asiatico, ha approvato martedì l’introduzione della Charia la quale prevede – fra le altre cose – la lapidazione per gli adulteri, il taglio della mano ai ladri e la frusta per chi beve alcol e per le donne che abortiscono.
Il sultano Hassanal Bolkiah ha annunciato in un discorso ufficiale l’introduzione progressiva, nei prossimi sei mesi, del codice penale islamico.
L’annuncio è giunto dopo 17 anni di dibattiti sull’opportunità di adottare la nuova legislazione.
“Con l’entrata in vigore di questa legislazione compiamo il nostro dovere verso Allah – ha dichiarato il sultano.
La legge islamica verrà applicata solo per i musulmani. I circa 400’000 abitanti del Brunei sono musulmani per due terzi. I buddisti sono il 13% della popolazione e i cristiani il 10%. Queste due religioni possono essere praticate ma sottostanno a severe regolamentazioni.
L’Islam è la religione ufficiale e la sua pratica è considerata più conservatrice rispetto alla Malesia e all’Indonesia, paesi musulmani vicini.
Il Brunei conta già due sistemi giudiziari, uno civile e l’altro islamico. Le competenze di quest’ultimo sinora si limitavano a litigi minori, come le questioni matrimoniali.