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Una persona su dieci in Svizzera è colpita dalla povertà. Per combattere questo problema sociale, Caritas ha redatto una Dichiarazione che chiede alla politica e al mondo economico di impegnarsi per dimezzare il numero dei poveri entro il 2020.Questo contenuto è stato pubblicato il 29 dicembre 2009 - 12:24
Il documento “Riduciamo la povertà della metà”, sottoscritto da diverse associazioni, è il primo atto di un decennio di lotta contro la povertà, ha indicato martedì Fulvio Caccia, presidente di Caritas Svizzera.
Nella Confederazione, tra le 700'000 e le 900'000 persone vivono nella precarietà (su una popolazione di 7,7 milioni). Negli ultimi 15 anni, ha precisato Carlo Knöpfel di Caritas, il tasso di povertà delle persone in età lavorativa ha oscillato tra il 7 e il 15%. Una proporzione che, nonostante diversi tentativi, non è mai stata ridotta.
Per migliorare la situazione delle persone colpite e ridurre la povertà in modo significativo, le autorità e l'opinione pubblica devono poter identificare il fenomeno più facilmente. Attualmente, non ci sono obiettivi chiari e indicatori affidabili che misurino l'estensione del problema e i progressi nella lotta, scrive l'associazione caritativa in una nota.
È inoltre essenziale, afferma Caritas, migliorare l'accesso al lavoro in modo da favorire l'integrazione sociale e professionale. La Confederazione e i cantoni devono impegnarsi in tal senso coinvolgendo le assicurazioni contro la disoccupazione e l'invalidità, come pure l'assistenza sociale. Va anche incoraggiata la formazione professionale.
Dal canto suo, Caritas intende creare 1000 posti di lavoro in aziende sociali, ampliare considerevolmente la sua attività di consulenza sociale per le famiglie precarie e aumentare la sua rete di negozi.
swissinfo.ch e agenzie
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