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Pur impegnandosi per il disarmo e puntando a un mondo senza armi atomiche, la Svizzera per il momento non firmerà il trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) negoziato in seno all'ONU nel 2017. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale.
Già durante i negoziati la Svizzera aveva richiamato l'attenzione su numerose questioni da chiarire. Nel frattempo un gruppo di lavoro interdipartimentale è giunto alla conclusione che le ragioni che si oppongono all'adesione prevalgono sulle eventuali opportunità che ne deriverebbero, si legge in un comunicato governativo.
Il TPNW sancisce, per la prima volta, un divieto totale ed esplicito delle armi nucleari ispirato dal diritto internazionale. Proibisce di usarle, di minacciarne l'uso, di produrle, stoccarle, acquistarle, detenerle, stazionarle, trasferirle e testarle.
Pur ritenendo che l'adesione della Svizzera possa essere giustificata da ragioni umanitarie, di diritto internazionale e di politica di pace, l'esecutivo è del parere che nel contesto internazionale attuale il trattato rischi di mettere a repentaglio la prosecuzione della diplomazia in materia di disarmo e gli interessi di politica di sicurezza della Svizzera.
Oltre a questo, ad oggi le ipotesi sulle conseguenze e su possibili interpretazioni del TPNW sono ancora troppo incerte. Il Consiglio federale ha comunque deciso che la Svizzera prenderà parte alle Conferenze degli Stati - durante il primo ciclo di revisione quinquennale - in veste di osservatrice.
La Svizzera porta ad ogni modo avanti - sottolinea la nota - il proprio impegno a favore del disarmo nucleare. Continuerà a partecipare ai forum ai quali ha accesso promuovendo un confronto costruttivo e perseguendo risultati concreti.
SDA-ATS