Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/37780

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In linea di principio il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione, secondo la quale le università svizzere andrebbero sostenute nel loro impegno al fine di mantenere e consolidare la nostra competitività internazionale. Inoltre, nella sua risposta alla mozione Plattner 01.3159 "Aumento sostanziale delle sovvenzioni di base alle università cantonali" trasmessa dalle Camere federali, ha spiegato come le università abbiano bisogno in futuro di ulteriori finanziamenti per affrontare adeguatamente le esigenze crescenti.</p><p>2. Con la nuova legge federale sull'aiuto alle università e la cooperazione nel settore universitario (Legge sull'aiuto alle università, LAU), entrata in vigore già il 1° aprile 2000, è stato attuato in linea di massima il cambiamento di sistema: ciò significa che il calcolo dei contributi di base, basato prima sul dispendio, ora dipenderà dalle prestazioni. Le componenti legate alle prestazioni del nuovo modello per i contributi di base riguardano tanto l'insegnamento quanto la ricerca: il 60 percento dei contributi di base è distribuito in proporzione al numero degli studenti (e ponderato a seconda della disciplina accademica); il 10 percento è distribuito in base al numero degli studenti stranieri; il 30 percento dei contributi di base è infine distribuito completamente in base alle prestazioni nella ricerca. I contributi sono calcolati secondo la portata dei mandati di ricerca che un'università ha ricevuto partecipando ai bandi (per progetti del Fondo nazionale svizzero, della Commissione per la tecnologia e l'innovazione, dei programmi di ricerca dell'Unione europea e da mezzi privati e pubblici di terzi). Più il profilo di un'università è chiaro, più l'ateneo è integrato nella comunità scientifica internazionale, più grandi sono le sue possibilità di attirare studenti, fondi per la ricerca e mezzi terzi. In questo modo i fattori qualitativi esercitano sin d'ora un'influenza.</p><p>In virtù delle disposizioni transitorie, il nuovo modello di calcolo viene introdotto in fasi successive ed entrerà in funzione in modo completo nel 2003. Solo allora si vedrà se il modello soddisfa le aspettative. </p><p>3. Come evidenziato chiaramente nell'ambito dell'autovalutazione delle scuole universitarie professionali e come già confermato nell'analisi ancora in corso del peer review, i contratti del corpo insegnante di molte scuole universitarie professionali prevedono un impegno profondo nell'insegnamento che rende difficile, o addirittura impossibile, una preparazione a progetti di ricerca condotta con professionalità, o l'acquisizione di nuove conoscenze per l'applicazione a prodotti smerciabili o per il transfer scientifico e tecnologico in nuove tecnologie. In occasione della prevista revisione della legge sulle scuole universitarie professionali verrà esaminato come incentivare in modo mirato particolarmente la fase dell'acquisizione di conoscenze e di preparazione dei progetti, oltre che l'equipaggiamento. Sarà inoltre necessario chiarire se si dovranno mettere a disposizione ulteriori mezzi per incoraggiare la ricerca, nel qual caso gli enti promotori dovrebbero essere coinvolti in un eventuale ulteriore finanziamento nella loro veste di partner.</p><p>Inoltre si rimanda al disegno di un nuovo articolo costituzionale sulle università del Consiglio federale, che intende creare condizioni in grado di garantire, o addirittura aumentare in maniera duratura, la capacità di innovazione e prestazione delle accademie svizzere.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.