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PRINCETON - Non sarà probabilmente la stagione estiva a mettere un freno all'epidemia di Covid-19. Ad affermarlo sono i ricercatori dell'Università di Princeton, che su Science scrivono come caldo e umidità sono meno forti nel rallentare l'avanzata del virus se la popolazione non è sufficientemente immune.
Diversi studi preliminari suggerivano che i fattori climatici, come l'umidità, potessero influire sulla trasmissione del virus, ma rimane ancora da chiarire se questi fattori possano cambiare la sorte della pandemia per il resto del 2020, vista la bassa immunità della popolazione al virus.
Gli altri coronavirus come guida - Il modello epidemiologico su cui si sono basati i ricercatori è stato costruito sulla circolazione di altri quattro coronavirus stagionali. Nelle simulazioni fatte per diverse città ad alte latitudini e più tropicali, hanno visto che anche nelle città tropicali, le cui condizioni dovrebbero ostacolare la trasmissione del virus, la crescita dell'epidemia rimarrebbe comunque significativa, in quanto guidata nella sua traiettoria prevalentemente dalla popolazione non ancora immune.
L'analisi ha preso in considerazione l'effetto generato dalle misure non farmaceutiche sulla diffusione del SARS-CoV-2. I risultati, concludono gli studiosi, suggeriscono che le persone che ancora non si sono ammalate sono il fattore guida nella diffusione del virus durante l'estate e, a meno che non vengano mantenute misure di controllo efficace, è probabile un alto numero di casi di Covid-19 nei prossimi mesi, anche nelle aree più calde e umide.