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A fine 2014 UBS registra oltre 2 miliardi di franchi di accantonamenti per vertenze giuridiche. Nel quarto trimestre la banca ha contabilizzato una somma di 176 milioni, un importo nettamente inferiore rispetto al trimestre precedente, ha precisato oggi il capo delle finanze Tom Naratil. La direzione ha affermato di voler cooperare attivamente per risolvere le cause in corso.
Nella presentazione del rapporto sul quarto trimestre 2014, il numero uno bancario ha confermato di essere nel mirino delle autorità USA per presunta complicità in evasione fiscale e truffa di titoli al portatore (Bearer Bonds), senza fornire dettagli sulla vicenda. La notizia era stata diffusa la scorsa settimana dal "Wall Street Journal" e poi ripresa da vari media. Anche in questo caso il CEO Sergio Ermotti ha assicurato la piena cooperazione di UBS con le autorità USA.
Nel novembre scorso, la grande banca elvetica aveva trovato un accordo con le autorità di sorveglianza dei mercati americane, britanniche e svizzere per la vicenda di manipolazione dei cambi: UBS aveva dovuto versare 774 milioni di franchi in multe e restituzioni di utili.
Un altro fronte caldo è quello della Francia, dove il numero uno bancario svizzero è accusato di aiuto all'evasione fiscale, ciò che finora si è tradotto nel versamento di una maxi-cauzione da 1,1 miliardi di euro. Altre indagini analoghe sono in corso in Germania e in Belgio.
SDA-ATS