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Passione per qualcosa
Si potrebbe dire che il calcio sollevi molta passione nel mondo. Un’inchiesta della FIFA rivela che nel mondo ci sono 270 milioni di persone che giocano a calcio. Ho visto gli effetti che produce nella gente quando una squadra vince la coppa mondiale. Nel 2010 la selezione spagnola vinse la coppa e non si poteva uscire per le strade per la quantità di persone che gridavano, cantavano, bevevano e provocavano danni alla circolazione. La gente diventò come matta, la loro passione straripava.
Quando ero bambino ricordo mio padre appassionato di calcio; in Spagna c’è sempre stata tanta passione per questo sport di massa. Il mio caro papà era un meccanico professionista, però giocava a calcio come amatore nel suo tempo libero. Ho ancora fotografie di lui vestito da calciatore con la sua squadra. Se nella Tv di allora quindi, trasmettevano una partita, lui non se la perdeva. Era tanta la passione che dimostrava per il gioco e per l’esito del risultato che nessuno poteva parlargli ne distrarlo. Ringrazio Dio per non essermi mai appassionato in questo argomento, perché opportunità e influenze non sono mai mancate.
La passione è definita un sentimento così profondo che sconfina la frontiera del dolore fisico o psicologico. La parola si è usata fondamentalmente per parlare di malattia umana, visto che deriva dal latino passioche significa “soffrire”. Per questo si dice la passione di Cristo.Ma anche attualmente si usa questa parola per parlare dell’intensità delle emozioni umane, può esserci passione nell’amore o forte preferenza per cose tangibili, come la moda, la musica, i libri, i viaggi, gli sport… che risvegliano sentimenti molto intensi.
C’è gente che prova passione per l’eccellenza o per l’auto miglioramento o per raggiungere risultati straordinari; questo è il caso di Albert Einstein, uno dei maggiori scienziati della storia. I suoi primi anni di educazione non furono normali, al contrario ebbe difficoltà. Iniziò a parlare a tre anni di età e i professori arrivarono a pensare che aveva qualche ritardo mentale. Durante i suoi anni nell’istituto tedesco, non si distinse, anzi lasciò gli studi prima di terminare e un professore gli disse: “non concluderai niente nella vita”. Per abbreviare la storia, dopo essere entrato in vari centri di studi e impegnandosi a fondo in ciò che faceva, ricevette nel 1921 il Premio Nobel di Fisica. Egli riconobbe che la sua passione per la fisica, unita alla volontà di superarsi, arrivò in cima.
La passione per Cristo
Che passione hai tu? La tua professione? La musica? L’arte? A tutti ci piace qualcosa in maniera particolare nella vita, questo non è sbagliato, però deve primeggiare Cristo, se qualcuno o qualcosa allontana Cristo dalla nostra vita, dobbiamo essere decisi e riprendere la nostra relazione con il Signore, diversamente si soffrirà una grande perdita. Come cristiani dobbiamo appassionarci intensamente a Cristo. Egli ci ha cercati, ci ha chiamati, ci ha redenti e ci promette la salvezza eterna. Non è una ragione sufficiente per appassionarci alla sua Persona divina? E’ bene che sviluppiamo passione per i libri, l’arte, la lettura, la musica, però dobbiamo far prevalere il nostro amore per Dio che si manifestò in Cristo.
Dio desidera possedere il nostro cuore, che ci consacriamo a Lui ogni giorno, che proviamo amore per le anime per le quali Cristo è morto. Per questo ci chiede: “Figliuol mio, dammi il tuo cuore, e gli occhi tuoi prendano piacere nelle mie vie.” (Proverbi 23:26). Il nostro tempo, le nostre idee, i nostri talenti, tutto, tutto, appartiene a Colui che essendo Dio “Si è fatto carne ed ha abitato per un tempo fra noi, e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre”(Giovanni 1:14). (NVI).
Se c’è in questo mondo qualcuno che ci può soddisfare profondamente, riempire il vuoto del nostro cuore in modo permanente, elevarci, inspirarci, benedirci, proteggerci, aiutarci e un giorno portarci in cielo, è Gesù, il nostro amato Salvatore: “E in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati”. (Atti 4:12).
“Colui che cerca di placare la sua sete alla fonte di questo mondo, beve soltanto per riavere ancora sete. Da ogni parte ci sono uomini che non sono soddisfatti. Anelano qualcosa che supplisca la necessità dell’anima. Un solo essere può soddisfare questa necessità. Quello di cui il mondo ha bisogno, “la Speranza di tutte le persone” è Cristo. La grazia divina, che solo lui può impartire, è come acqua viva che purifica, rinfresca e rinvigorisce l’anima” (La Meravigliosa grazia di Dio, pag. 119).” Le cisterne si svuoteranno, i bacini si asciugheranno; ma il nostro Salvatore è la sorgente inesauribile. Possiamo bere e ritornare a bere, e sempre ci sarà una fornitura di acqua fresca. Colui nel quale Cristo dimora, ha in se la fonte di benedizione… da questa sorgente può trarre forza e grazia sufficienti per tutte le sue necessità” (La Speranza dell’uomo, pag. 157).
La nostra scala di valori
Ogni persona ha una propria scala di valori; ed è interessante vedere come la maggioranza dia priorità alle cose che danno soddisfazione al proprio ego, sono pochi coloro che collocano Dio al primo posto. Nell’ufficio di un grande uomo d’affari era appeso un quadro con una scritta: “Dio, famiglia, lavoro”. Le persone che andavano a trovarlo guardavano il cartello, gli domandavano cosa significasse. La risposta era: “E’ il segreto del mio successo, la mia scala dei valori. Dio è al primo posto, dopo segue la famiglia e in fine il lavoro”. Questo uomo aveva scoperto la chiave per crescere nella vita, per essere felice in modo permanente, avere passione per Dio. Tutto quello che si vede attraverso questo prisma acquista un colore straordinario, ha un senso, ci illumina e ci eleva al terzo cielo. Le cose di questo mondo sono passeggere e un giorno smetteranno di essere, però Gesù è eterno, il suo amore è eterno, la felicità che Egli ci vuole offrire non ha limite. I discepoli riconobbero questo quando esclamarono: “Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna”(Giovanni 6:68). (TLA). Davide esclamò: “Tu sei il mio Signore, io non ho bene all’infuori di te”(Salmo 16:2).In un’occasione nella quale Gesù visitava la casa di Lazzaro, sua sorella Marta si lamentò con Cristo perché sua sorella Maria non l’aiutava in quel momento nelle faccende di casa e Cristo le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e t’inquieti di molte cose, ma di una cosa sola fa bisogno. E Maria ha scelto la buona parte che non le sarà tolta.” (Luca 10:41-42).
Sedersi ai piedi di Cristo vuol dire essere disposti ad ascoltare dalle sue labbra ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Sedersi ai piedi di Cristo vuol dire appassionarsi ad ogni insegnamento che egli ci dà attraverso le Scritture perché la Bibbia è ciò che testimonia dello stesso Cristo (Giovanni 5:39). Maria sapeva che la sua vita di fede dipendeva da quello che apprendeva da Gesù, per questo non perdeva l’opportunità di ricevere il pane della vita. Soltanto Cristo può nutrire la nostra anima, saziare la nostra sete, il resto è vuoto ed effimero.
Conclusione
La domanda sarà: Che scala di valori abbiamo ognuno di noi? C’è Cristo al primo posto nella nostra vita? Ci appassioniamo a lui? Lui sì che si appassiona a noi, “Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.”(Giovanni 3:16). (NVI). Il cielo ha dato a questa umanità il regalo più prezioso dell’universo, Dio non ha risparmiato nulla per salvarci. Cristo cerca la pecora perduta e fa di questo il suo primo dovere e vocazione.
“Invece di guardare noi stessi, contempliamo costantemente Gesù, diventando ogni giorno più somiglianti a lui, più capaci di parlare di lui, maggiormente preparati per approfittare della sua bontà e del suo aiuto, e per ricevere le benedizioni che ci offre. Nel vivere così in comunione con lui, ci fortificheremo con la sua forza, e saremo di aiuto e benedizione per chiunque ci sta intorno” (Mattutina – La Meravigliosa Grazia di Dio, pag. 259). Risponderemo positivamente alla sua chiamata? Che Dio ci benedica. Amen.
Pastore José Vicente Giner
Responsabile del Campo Svizzero