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BERNA - Con un minuto di silenzio e i rintocchi delle campane, la Svizzera ha commemorato sul mezzogiorno le oltre 9300 vittime del coronavirus. Il 5 marzo 2020 si registrava la prima morte legata al Covid-19 nella Confederazione, una 74enne vodese. Mercoledì, il presidente della Confederazione Guy Parmelin aveva invitato gli svizzeri a osservare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del virus oggi alle 11.59. Al termine di esso, le chiese hanno suonato le proprie campane.
Il ricordo di Parmelin - Con questo momento di raccoglimento non si è voluto solo ricordare i morti ed esprimere solidarietà verso chi ha perso una persona cara. L'intenzione del gesto era mandare un pensiero anche a chi soffre tuttora per la malattia, a chi si sta riprendendo e a chi li ha sostenuti durante il processo. Stamattina, Parmelin è apparso in un video postato su Twitter, nel quale ha ricordato «chi ci ha lasciato, chi soffre, chi continua a lottare per recuperare la salute o il lavoro». Nel filmato, il presidente della Confederazione ha menzionato anche il personale sanitario, sottolineandone l'incessante impegno giorno e notte.
Il pesante tributo svizzero - «Questa pandemia ha stravolto il mondo intero. La Svizzera ha pagato un tributo pesante», ha proseguito Parmelin, riferendosi sia al bilancio delle vittime sia agli enormi danni subiti dall'economia. Il minuto di raccoglimento permette «i testimoniare tutti insieme, nel silenzio dei nostri cuori, la nostra amicizia, il nostro sostegno e la nostra riconoscenza».
I pochi precedenti - È raro che il Consiglio federale solleciti a rispettare un minuto di silenzio a livello nazionale. Stando agli archivi di Keystone-ATS, l'allora presidente della Confederazione Joseph Deiss aveva invitato a osservarne tre dopo gli attentati di Madrid del 2004, che fecero quasi 200 morti. Un momento di raccoglimento si era tenuto anche il 1° ottobre 2001, a qualche giorno dalla strage al Parlamento di Zugo, in cui persero la vita 15 persone. Due settimane prima, ne erano stati rispettati tre in omaggio alle oltre 3000 vittime degli attacchi dell'11 settembre. Il Consiglio federale, dopo aver consultato i due presidenti delle Camere, ha deciso di non organizzare una cerimonia commemorativa ufficiale. La scelta è stata dettata da ragioni di tipo epidemiologico.