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La Svizzera non presenterà nuovamente una candidatura per la carica di Segretario generale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).
La decisione è stata presa dal Dipartimento degli affari esteri (DFAE) e dall'attuale segretario generale, l'ambasciatore Thomas Greminger, indica oggi il Dipartimento di Ignazio Cassis in una nota.
Le candidature per ottenere uno dei mandati in seno all'organizzazione, che sta attraversando una profonda crisi istituzionale, potevano essere inoltrate fino alla scorsa mezzanotte.
Negli scorsi mesi il Dipartimento si è impegnato a fondo e a tutti i livelli per una nuova candidatura dell'ambasciatore Thomas Greminger al posto di segretario generale dell'OSCE: vi sono stati numerosi colloqui e il consigliere federale Cassis ha partecipato a una serie di incontri con i suoi omologhi.
Sulla base delle risposte ottenute e delle informazioni disponibili, il DFAE ha effettuato un'analisi della situazione: è emerso che vari Paesi hanno espresso la volontà di partire da nuove basi e, quindi, di vedere nuovi nomi nella composizione della rosa dei candidati.
D'accordo con Greminger, è quindi stato deciso di non presentare una nuova candidatura per agevolare il raggiungimento di un'intesa. In questo modo la Svizzera porta avanti il proprio impegno per risolvere la crisi istituzionale interna all'OSCE mettendo al primo posto il bene dell'organizzazione. Quest'ultima, per scegliere i nuovi candidati, si appoggerà su criteri di competenza, ripartizione geografica e parità di genere.
L'OSCE dovrà rinnovare, oltre alla carica di segretario generale, pure quelle di direttore dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani, occupata attualmente dall'islandese Ingibjörg Solrun Gisladottir, dell'Alto commissario per le minoranze, occupata dall'italiano Lamberto Zannier, e del rappresentante per la libertà dei media, occupata dal francese Harlem Désir. Questi uffici saranno gestiti da alti funzionari fino alla nomina dei successori.
Il DFAE scrive che il bilancio positivo del lavoro svolto da Thomas Greminger nei tre anni a capo dell'organizzazione è ampiamente riconosciuto. L'ambasciatore ha in particolare contribuito a sviluppare e rafforzare i partenariati con altre organizzazioni internazionali, ha curato una cultura del dialogo finalizzata al raggiungimento di risultati concreti e ha avviato riforme per fare in modo che l'organizzazione sappia rispondere meglio alle esigenze attuali. La sua leadership è stata molto importante anche nella gestione della crisi legata alla COVID-19.