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I ribelli "combatteranno fino a quando anche un solo soldato americano resterà in Afghanistan", mentre il presidente Ashraf Ghani ha invece espresso parole di lode per la strategia di Trump. "La cooperazione tra il nostro paese e gli Stati Uniti è più forte che mai per sconfiggere il terrorismo", ha affermato recentemente.
L'esperto di politiche di sicurezza Josef Braml, dell'associazione tedesca per la politica estera, ai microfoni della RSI, ha tracciato un bilancio dell'impegno militare di Washington dopo oltre 16 anni di guerra.
"Se guardo ai toni e soprattutto alle dichiarazioni di Trump in campagna elettorale il cambiamento rispetto ad oggi è netto – ha detto Braml - Evidentemente l'influenza del suo ex capo stratega Steve Bannon, che la settimana scorsa ha lasciato la Casa Bianca, non è più così forte. Non dobbiamo poi dimenticare che gli americani sono nel paese anche a causa del Pakistan".
Questa nazione è una potenza nucleare, ma "dovrà scegliere se avvicinarsi agli USA o continuare a relazionarsi con la Cina, vero pericolo per Washington perché guardando ai piani di commercio globale si nota come i porti e il territorio del Pakistan giochino un ruolo molto importante", ha concluso Braml.
RG/AnP
- RG 12.30 - Il servizio di Thomas Paggini