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Gli sport elettronici sono sempre più popolari in Svizzera. Per il 27,6% delle persone interrogate da uno studio dell'Università di scienze applicate di Zurigo (Zhaw), la pratica dei videogiochi nel quadro di apposite competizioni è addirittura uno sport a tutti gli effetti.
L'inchiesta ha coinvolto 1011 abitanti tra i 16 e i 74 anni, precisa l'istituto in una nota odierna. Il 30,6% afferma di sapere cosa sia l'e-sport, ossia il dilettarsi a livello competitivo con giochi virtuali, soli o in squadra, con un computer o una consolle.
Stando a quanto si legge nel comunicato, è improbabile che tale interesse diminuisca nei prossimi anni. Circa un terzo della popolazione elvetica si descrive come appassionata, trascorre giocando davanti agli schermi 11 ore alla settimana e spende in media 1'270 franchi per l'attrezzatura.
Secondo Boris Mayencourt, presidente della Federazione svizzera di eSports, contattato dagli autori del sondaggio, si tratta di un risultato incoraggiante. Nell'ambiente è stato lanciato un dibattito per stabilire quali videogame siano in effetti da considerare sport elettronici, ha sottolineato.
La Confederazione non sembra avere dubbi in merito. In un rapporto pubblicato a marzo, l'Ufficio federale dello sport (Ufspo) constata che gli e-sport non sono paragonabili alla maggior parte delle discipline sportive canoniche. Questo perché si svolgono in uno spazio virtuale e non a contatto diretto con le altre persone o l'ambiente.
Inoltre, tenendo conto del fatto che spesso i videogiochi sono contraddistinti dalla violenza, non rispondono alle esigenze della protezione dei bambini e dei giovani, oltre a non contribuire alla promozione di attività motorie.