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La Banca nazionale svizzera conferma gli attuali orientamenti della sua politica monetaria, mantenendo invariato il margine di fluttuazione del tasso di riferimento (Libor). Generalmente positive le reazioni di economia e sindacati.Questo contenuto è stato pubblicato il 08 dicembre 2000 - 17:25
L'Istituto di emissione prevede una continuazione della crescita economica ma ad un ritmo meno sostenuto degli ultimi mesi. La Banca nazionale svizzera (BNS) calcola per il 2001 un aumento del 2,2 per cento del PIL reale ( 1,6 per cento nel 2002), dopo la forte espansione del 3,3 per cento annunciata per quest'anno.
Per quanto riguarda l'inflazione, l'incremento medio previsto per l'anno prossimo rimarrà contenuto: il carovita dovrebbe infatti salire al 2,1 per cento nel 2001 contro l'1,6 per cento nel 2000, ma dovrebbe tornare sotto la soglia del due per cento nel 2002. Nessuna forte spinta al rincaro è da temere per il momento in Svizzera, ha sottolineato venerdì alla stampa Hans Meyer, presidente della direzione della BNS, commentando le ultime previsioni della banca centrale elvetica.
A breve termine, l'inflazione rifletterà essenzialmente l'evoluzione della congiuntura mondiale, le fluttuazioni dei cambi ed in particolare il valore del franco svizzero, nonché i prezzi petroliferi che dovrebbero diminuire l'anno prossimo o per lo meno stabilizzarsi al livello attuale, ha peraltro osservato il direttore dell'Istituto di emissione.
Hans Meyer ritiene peraltro che l'»atterraggio morbido dell'economia americana» e la contrazione della crescita prevista anche in Europa dovrebbe frenare il vigore delle esportazioni svizzere.
In base a questi dati e sempre nell'ottica prioritaria di garantire la stabilità dei prezzi, la BNS ha quindi deciso di mantenere invariato il margine di fluttuazione del Libor a tre mesi nell'attuale fascia del 3-4 per cento.
L'ultimo ritocco del 'London interbank offered rate' (il tasso di riferimento più importante per i depositi a breve termine ed erede del tasso di sconto oggi in disuso) risale al 15 giugno scorso. Dall'inizio dell'anno, la banca centrale elvetica ha aumentato tre volte questo margine di fluttuazione. Il tasso Libor è così salito di 1,75 punti nel 2000.
La decisione della Banca nazionale di evitare un giro di vite nella sua politica monetaria è stata accolta positivamente sia dal mondo economico elvetico, sia dai sindacati. Per il momento dovrebbe essere scongiurata l'eventualità di un nuovo aumento dei tassi ipotecari.
Di fronte al rallentamento della crescita congiunturale, è corretto non irrigidire la politica monetaria, ha dichiarato Rudolf Walzer, responsabile per il settore della politica economica di economiesuisse. In questo modo si evita anche un'ulteriore rivalutazione del franco.
Altrettanto soddisfatti i sindacati. Visto il rallentamento della crescita economica e il limitato pericolo d'inflazione, non ci sarebbe alcuni motivo di intervenire, ha dichiarato Serge Gaillard, segreatario centrale dell'Unione sindacale svizzera (USS).
Anche il Credit Suisse (CS) parla di una "decisione adeguata". L'inflazione sarebbe derivata soprattutto dall'aumento del prezzo del petrolio e non sarebbe compito della BNS intervenire sull'evoluzione del mercato del greggio. Anche per Walter Metzler, direttore del settore di analisi finanziaria del CS, sarebbe corretto evitare operazioni che rafforzino ulteriormente il franco svizzero.
Toni diversi invece all'UBS. Klaus Wellershoff si aspettava che, a causa della pressione inflativa, la BNS elevasse il margine di fluttuazione del Libor. "Con la sua decisione di non mutare la sua politica monetaria, la Banca nazionale si è allontanata sensibilmente dal corso consueto della sua politica." Finora la lotta contro l'inflazione era l'obiettivo principale della BNS. Se la BNS si aspetta un'inflazione media del 2,1 per cento il prossimo anno, ciò significherebbe che durante molti mesi l'inflazione supererà il 2 per cento, cioè si situerà oltre il margine della stabilità dei prezzi.
swissinfo e agenzie
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