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BLS: Riconoscenza ritardata per dipendenti del controllo sporadico
Sono ormai settimane che i problemi di BLS fanno scorrere fiumi di inchiostro: sussidi illegittimi, partenze di alti dirigenti, errori nel progetto di risanamento della galleria del Lötschberg... Pure il SEV ha espresso numerose critiche, che ha poi potuto precisare in un colloquio durante il quale ha ribadito anche le sue rivendicazioni. Questo colloquio ha inoltre permesso di ottenere un emolumento per una settantina di accompagnatori e accompagnatrici della clientela.
I team del controllo sporadico dei titoli di trasporto sono in genere diretti da uno o due capigruppo, che si assumono le responsabilità per l’operato del gruppo nei confronti della centrale di comando, dei superiori e, nei casi più critici, anche della polizia. Questi accompagnatori e accompagnatrici della clientela con responsabilità specialistiche beneficiano quindi di una classificazione salariale più elevata rispetto agli altri membri del team. Dal 2010, avviene però regolarmente che, a causa di assenze o di altre circostanze, altri membri del team debbano assumersi i compiti del capo, senza tuttavia ricevere una contropartita finanziaria. Il SEV ha sollevato la questione nell’ambito della revisione del panorama delle funzioni, chiedendo che queste colleghe e questi colleghi ricevessero un’indennità retroattiva per i loro impieghi in funzioni di capoteam.
Chi la dura la vince
Per due anni, BLS ha continuato a rispondere alle richieste del SEV che il problema era noto e che sarebbe stato risolto nell’ambito di una nuova organizzazione. Il SEV non si è però lasciato imbonire, ripresentando con insistenza la propria rivendicazione finché, lo scorso ottobre, ha potuto ottenere una soluzione pragmatica: la settantina di accompagnatori e accompagnatrici della clientela in questione riceveranno un’indennità retroattiva compresa tra 100 e 2000 franchi, a seconda del numero di impieghi quali capigruppo prestati negli ultimi cinque anni. «Questo importo non sarà evidentemente uguale per tutti, ma queste e questi dipendenti riceveranno almeno un riconoscimento più che dovuto per la loro disponibilità e flessibilità», commenta il segretario sindacale SEV Stefan Marti. «Nel frattempo, BLS ha proceduto a designare e formare un numero sufficiente di capigruppo, per cui il problema non dovrebbe più ripresentarsi», aggiunge. Nello stesso colloquio, è stato discusso anche il fatto che la messa a concorso di posti di accompagnatore/trice della clientela con responsabilità specialistica abbia richiesto funzioni a tempo pieno, escludendo i dipendenti a tempo parziale e penalizzando di fatto le donne. BLS ha riconosciuto la disparità di trattamento e si è impegnata per i concorsi futuri, laddove possibile, a rinunciare all’indicazione del grado di impiego.
Diversi punti ancora aperti
Il SEV ha chiesto un incontro con i vertici di BLS, dopo aver constatato importanti tensioni nei rapporti reciproci, a causa della reiterata chiusura nei confronti di ogni richiesta di trattativa salariale, delle indennità percepite in eccesso e delle dimissioni di dirigenti di primissimo piano che vi hanno fatto seguito e dei problemi al cantiere del Lötschberg. A inizio novembre, è così stato ricevuto dal CEO Dirk Stahl e dal capo del personale Horst Johner, mentre purtroppo nessun membro del consiglio di amministrazione ha ritenuto necessario di partecipare alla riunione.
Il SEV ha innanzitutto voluto chiarire come BLS intende porsi in futuro nei confronti dei rapporti con i partner sociali. «Si è trattato di un colloquio molto aperto e costruttivo, in cui BLS ha assicurato di voler coinvolgere i partner sociali in misura maggiore e ovunque sia possibile», sottolinea il segretario sindacale SEV Michael Buletti.
Presentate chiare rivendicazioni
Il SEV ha approfittato di questa occasione per ribadire ai vertici di BLS ancora una volta le sue chiare rivendicazioni:
- fermare tutti i provvedimenti nei confronti del personale derivanti dal programma «Best Way».
- evitare ogni misura di risparmio sul personale a causa dei rimborsi dovuti a seguito della questione dei sussidi.
- rinuncia al pagamento di bonus alla direzione.
- rinuncia al pagamento ulteriore dello stipendio al CEO dimissionario.
- nessuna esternalizzazione senza CCL e coinvolgimento del SEV.
«Siamo ottimisti in merito all’evoluzione dei rapporti tra le parti sociali a seguito dei cambiamenti nella direzione», conclude Michael Buletti.
Il 18 novembre si è inoltre svolto un incontro con il direttore di BLS Navigazione, Claude Merlach, sul progetto di esternalizzazione «Navigo», che prevede di affidare il settore ad una filiale espressamente costituita. Secondo BLS, in futuro il personale non dovrebbe più essere assoggettato al CCL BLS, ma a un regolamento emesso unilateralmente da BLS. Il SEV intende però consultare i propri membri della navigazione BLS al riguardo.
Chantal Fischer
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Assemblee online
Nonostante le difficoltà di questo particolare momento, il SEV tiene moltissimo a mantenere i contatti con i propri membri e poterne recepire le richieste. Il comitato centrale VPT / LPV BLS si è pertanto riunito lo scorso 10 novembre via zoom per discutere vari temi d’attualità.
Il giorno seguente, pure online, si è poi svolta l’assemblea generale della sezione VPT-BLS che, oltre a discutere dell’attualità, ha evaso anche le questioni statutarie, eleggendo tra l’altro Daniel Eggenberger in comitato, dove riprenderà la funzione di cassiere da Ueli Bieri, che è stato ringraziato per il lavoro svolto in diversi anni di assidua militanza.
Cantiere Lötschberg
Il risanamento della galleria del Lötschberg deve affrontare seri problemi a seguito della richiesta del gruppo edile Marti, incaricato dei lavori, riguardante superamenti di spesa dell’ordine di decine di milioni di franchi. Questi sorpassi sarebbero motivati dalla necessità di procedere a scavi più ampi e di posare quantitativi superiori di cemento rispetto a quanto inizialmente calcolato. BLS vuole però contenerli al minimo, ridimensionando il progetto. L’ultima parola spetta ora all’ufficio federale dei trasporti. La questione è divenuta pubblica quando un collaboratore o una collaboratrice ha trasmesso ai media alcuni documenti interni. BLS ha reagito con irritazione a questa fuga di notizie e ha posto al personale interessato un ultimatum, comunicando in intranet di essere in grado, grazie ad un’analisi dei dati, di restringere la cerchia dei possibili responsabili della comunicazione ai media. Il SEV non è in grado di pronunciarsi sul procedimento, almeno sin quando non sarà a conoscenza di tutti i fatti, compresa la motivazione che ha spinto il collaboratore o la collaboratrice ad agire in questo modo.