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Niente eredità milionaria per i genitori di un cittadino austriaco sospettato di aver venduto un cd con dati bancari del Credit Suisse alle autorità fiscali tedesche e poi ritrovato morto sucida in una cella del carcere regionale di Berna, dove si trovava in detenzione preventiva. Lo ha stabilito la Camera dei reclami del Tribunale penale federale.
Per entrare in possesso dei dati il Land tedesco del Nordreno-Vestfalia aveva versato 2,5 milioni di euro, somma che dopo l'arresto dell'austriaco, all'epoca domiciliato a Winterthur (ZH), era stata bloccata dal Ministero pubblico della Confederazione.
La Camera dei reclami, in una sentenza pubblicata oggi, ha fatto sapere che possono essere consegnati ai genitori solo altri beni minori del suicida, ossia un orologio, contante per 500 euro e somme di denaro depositate in un conto in Germania. Il ricavo della transazione con il Nordreno-Vestfalia, invece, rimane sotto sequestro e non può finire nella massa ereditaria: è infatti provato che è frutto di un reato.
L'austriaco aveva venduto il cd con informazioni bancarie di presunti evasori fiscali tedeschi, dopo averle ricevute da un ex collaboratore del Credit Suisse. L'uomo, all'epoca 42enne, si era suicidato nel settembre del 2010 lasciando una lettera d'addio. L'Istituto di medicina legale dell'Università di Berna era giunto alla conclusione che al momento di togliersi la vita era solo in cella e non era sotto l'effetto di alcol, droghe o farmaci.
SDA-ATS