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Nona medaglia, seconda d'argento, per la Svizzera ai Giochi di Salt Lake City: a conquistarla è stata la squadra femminile nel torneo di curling.
Dopo una finale appassionante, persa con la Gran Bretagna. Luzia, Ebnöther, Laurence Bidaud, Tanya Frei e Mjriam Ott, che formavano il quartetto rossocrociato, si sono inclinate sul 3-4 al termine di un incontro spettacolare, estenuante dal profilo nervoso e durato quasi tre ore.
Le rappresentanti dell'AMM di Berna, in vantaggio 1-0 dopo il quarto 'end', hanno subito la rimonta inglese tra il quinto ed il settimo, al termine del quale il risultato era di 3-1 per l'Inghilterra. Il quartetto rossocrociato però rinveniva sul finale, conquistando il 3-3 ad un tempo dalla conclusione.
L'ultima 'pietra' era però in mano a Rhona Martin (skip scozzese) e la bionda d'Oltremanica non ha fallito. A Ogden la Svizzera ha però disputato un ottimo torneo e l'oro è stato mancato per un solo punto.
In rialzo l'interesse per gli sport di nicchia
Dopo il salto con gli sci (e le due splendide medaglie d'oro di Simon Amman), snowboard (bronzo per Philip Schoch e Fabienne Reuteler) ed il bronzo di Gregor Staehli nello skeleton, ecco che la Svizzera mette in bacheca un argento dal sapore...alternativo.
Fino a qualche anno fa la Svizzera era quasi imbattibile nello sci alpino mentre ora la parte del leone la fanno salto, snowboard, skeleton e curling.
Più semplicemente: una sola medaglia dallo sci - sulle nove che figurano nel medagliere svizzero - ma dalla staffetta 4x5km nel fondo femminile. Il settore alpino ha raccolto 'soltanto' sette diplomi olimpici: troppo poco davvero per una nazione che ha sfornato campioni del calibro di Pirmin Zurbriggen, Peter Müller, Franz Heinzer, Daniel Mahrer, ecc.
Curling 'cugino' delle bocce
Il gioco del curling si svolge tra due squadre composte da quattro elementi ciascuna che fanno scivolare le pietre su un campo ghiacciato verso un bersaglio chiamato centro.
Lo scopo del gioco è tirare una o più pietre il più vicino possibile al centro, ostacolando il gioco della squadra avversaria (molto simile al gioco delle bocce).
Il capitano sta nella 'casa' e indica al giocatore dove indirizzare la pietra. C'è chi lancia e ...chi spazza. Mentre un giocatore tira, gli altri due compagni di squadra cercano di controllare la traiettoria della pietra spazzando il ghiaccio con spazzole o scope; il turno passa poi alla squadra avversaria.
Una partita è costituita da 10 tempi ('end'): in ogni tempo, ogni giocatore lancia due pietre. Segna un punto la squadra le cui pietre sono più vicine al punto centrale. La squadra è costituita da un capitano, un vice-capitano, dal lead (il primo a tirare) e dal secondo. Obiettivo: raggiungere la 'casa'
Durante il tiro, al momento del rilascio, il giocatore fa ruotare leggermente la pietra con il polso, in modo che questa segua la traiettoria desiderata. Spazzando il ghiaccio, gli altri due giocatori modificano la velocità della pietra cambiandone la traiettoria o aumentando la sua corsa verso la 'casa'.
Scarpe basse e scope senza setole
La pietra o 'sasso' (stone, dall'inglese) è di granito, presenta una forma circolare. Sulla parte superiore si trova una maniglia in plastica che permette al giocatore di lanciarla.
Spazzando con la particolare spazzola si riduce l'attrito della pietra sul ghiaccio. Le scope più utilizzate sono sintetiche per evitare di lasciare setole sul ghiacco.
Si preferiscono le scarpe basse, per lasciare libero il movimento della caviglia. La scarpa indossata dall'atleta sul piede di sostegno (destro per un mancino, sinistro nel caso di un destrorso), presenta una suola scivolosa, mentre l'altra una antiscivolo.
'Pietre' di bronzo per i fratelli Schwaller? Dopo l'argento del curling ...in gonnella, si attende con impazienza la finale per il terzo e quarto posto che si svolgerà venerdì (a partire dalle 17) tra Svizzera e Svezia. Riusciranno i fratelli Andreas (32) e Cristoph Schwaller (36), coadiuvati da Damian Grichting (29) e Markus Eggler (33), a battere i forti svedesi e staccare il bronzo, dopo che il curling svizzero aveva festeggiato l'oro a Nagano, con lo skip Patrick Hürlimann?
Filippo Frizzi