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La decisione del Tribunale cantonale di Zurigo dopo una lunga querelle legale sulla delicata (e controversa) questione dello “stealthing”.
ZURIGO - Un 25enne che si era tolto di nascosto il preservativo durante un rapporto - senza il consenso della partner - è stato condannato oggi dal Tribunale cantonale di Zurigo per molestie sessuali. Dovrà pagare una multa di 2500 franchi. In Svizzera non esiste una base legale per punire questa pratica, nota in inglese come "stealthing". La Corte è tornata a occuparsi del caso su richiesta del Tribunale federale (TF).
«Era troppo stretto»
I fatti risalgono al 2017. Il giovane, allora studente, si era giustificato affermando che il preservativo era troppo stretto. La partner lo aveva denunciato. Il Ministero pubblico aveva allora chiesto una condanna a 14 mesi di detenzione sospesi, per atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere.
Rimuovere di nascosto il profilattico non è una questione banale, aveva sottolineato all'epoca la procura davanti ai giudici. La giovane, conosciuta su Tinder, aveva vissuto per settimane con la paura di contrarre l'HIV, tanto che aveva seguito la relativa profilassi. Il ragazzo non aveva invece mostrato alcuna empatia e aveva cercato di sminuire il suo atto con battute inappropriate.
Assolto in prima istanza
Il Tribunale distrettuale di Bülach aveva però assolto l'imputato dall'accusa di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere e così aveva fatto, in seconda istanza, il Tribunale cantonale di Zurigo. Per i giudici la rimozione del preservativo non poteva neanche essere classificata come stupro, dato che la partner aveva sostanzialmente dato il suo consenso.
Chiamato in causa, il TF nel 2019 aveva confermato l'assoluzione dall'accusa di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere. Aveva però anche rinviato il caso al Tribunale cantonale di Zurigo per una nuova valutazione, affinché chiarisse in particolare se fosse stato commesso il reato di molestie sessuali.
Dopo una nuova analisi, la Corte zurighese è ora giunta alla conclusione che effettivamente è possibile una condanna per questo reato. L'imputato, che all'epoca del reato studiava diritto, dovrà pagare 2'500 franchi, secondo la sentenza, pubblicata di recente. Il verdetto può tuttavia essere nuovamente impugnato davanti al TF.