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LUGANO - No all’abolizione del canone radiotelevisivo e si al decreto federale concernente il nuovo ordinamento finanziario 2021. Così può essere riassunta la posizione dell’Associazione Industrie Ticinesi (AITI) in merito ai temi in votazione federale del prossimo 4 marzo.
«La messa all’asta delle concessioni per la radio e la televisione così come proposto dall’iniziativa “NO Billag” non appare essere un sistema convincente per garantire un sistema liberale e pluralista dell’informazione», spiega l’AITI in una nota, definendo «troppo radicale» l’iniziativa e auspicando «la revisione dell’ordinanza sulla radiotelevisione attualmente in vigore», con l’abolizione dell’obbligo di pagamento del canone per le imprese.
Semaforo verde invece riguardo al decreto sul nuovo ordinamento finanziario 2021, che permetterebbe di estendere la facoltà della Confederazione di riscuotere l’imposta federale diretta (IFD) e l’imposta sul valore aggiunto (IVA) - che costituiscono il 60% delle entrate federali - fino al 2035. Elementi di «centrale importanza per i conti della Confederazione».