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BERNA - Le misure in vigore per contrastare il coronavirus sono da allentare immediatamente. Lo richiede l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), secondo cui vanno permesse le attività sulle terrazze e all'aperto nel settore della ristorazione così come le vendite all'esterno nel commercio al dettaglio.
A partire dal prossimo 1° marzo poi, l'associazione di categoria vuole la completa riapertura dell'economia, si legge in un comunicato odierno. L'USAM fornisce anche indicazioni sulla strategia sanitaria da adottare. A suo avviso, bisogna intensificare ed estendere i test al fine di interrompere le catene dei contagi. Inoltre, il programma completo delle vaccinazioni deve essere completato entro fine giugno.
L'USAM non si accontenta ed esige anche maggiori e più chiare informazioni da parte della Confederazione. Berna dovrebbe sviluppare una sorta di piattaforma con indicatori come le cifre sui ricoveri, l'occupazione dei letti di terapia intensiva, l'incidenza della malattia su sette giorni, il tasso di positività e i luoghi di infezione.
Le cifre dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) mostrano che meno del 5% dei contagi si verifica all'interno degli ambienti economici, eppure il settore è in lockdown, si è lamentato Hans-Ulrich Bigler, direttore dell'USAM, citato nella nota. L'economia sta quindi sostenendo la maggior parte dei costi dei provvedimenti introdotti e questa privazione della libertà è ammortizzata in maniera insufficiente dai casi di rigore, critica l'organizzazione che rappresenta le piccole e medie imprese del Paese.