Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/123156

<h2>SubmittedText<h2><p>I colloqui e le trattative sul trattato ACTA hanno avuto luogo al di fuori di organizzazioni consolidate come l'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI) e l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Oltre ad avere sede a Ginevra, questi organismi si basano anche su principi democratici e trasparenti, e dispongono di chiare regole procedurali. La Svizzera ha partecipato alle trattative ACTA favorendo pertanto la tendenza generale a indebolire le istituzioni multilaterali e la sede di Ginevra.</p><p>1. Perché la Svizzera ha partecipato a queste trattative al di fuori di questi organismi riconosciuti?</p><p>2. Perché non ha almeno tentato di trasferire i negoziati in tali istituzioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera ha partecipato ai negoziati plurilaterali ACTA non in vece, bensì a complemento del suo impegno profuso negli organismi multilaterali. Il nostro Paese considera prioritario il processo multilaterale - anche nell'ambito della protezione della proprietà intellettuale.</p><p>Concretamente, vari Stati, tra cui la Svizzera, si sono adoperati attivamente in seno all'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI) e all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) per tematizzare il potenziamento della lotta contro le contraffazioni e la pirateria. Affinché tale questione possa essere dibattuta nell'ambito di tali organizzazioni occorre tuttavia il consenso dei rispettivamente 185 e 153 Paesi membri; consenso che non si è finora riusciti a trovare e che non sembra poter essere raggiunto in futuro.</p><p>Nel contempo, negli ultimi anni si è registrato un considerevole aumento delle contraffazioni e della pirateria, che oggigiorno non concernono più soltanto beni di lusso, bensì anche beni di consumo quotidiano, dal dentifricio mischiato con cemento fino ai pezzi di ricambio di automobili e aerei di qualità scadente. Le contraffazioni e la pirateria costituiscono dunque un pericolo per la sicurezza e la salute dei consumatori, a prescindere dall'enorme danno economico che arrecano ogni anno anche all'economia svizzera. Siccome sono commesse attraverso reti internazionali, un singolo Stato non è in grado di far fronte isolatamente al problema.</p><p>Alla luce di tale situazione, nel 2007 il Giappone e gli Stati Uniti hanno preso l'iniziativa invitando gli Stati partner ad affrontare, perlomeno in un gruppo di Paesi interessati, il problema con misure e standard di imposizione comuni nonché a sostenersi a vicenda collaborando più strettamente nella lotta contro le contraffazioni e la pirateria.</p><p>Dinanzi all'alternativa di non fare niente oppure, come seconda migliore opzione, di procedere perlomeno con un gruppo di Paesi con le medesime intenzioni, il 30 maggio 2008 il Consiglio federale ha deciso di partecipare ai negoziati inerenti all'accordo ACTA (oltre ad Australia, UE e i suoi 27 Stati membri, Giappone, Canada, Marocco, Messico, Nuova Zelanda, Singapore, Corea del Sud e Stati Uniti).</p><p>ACTA si propone principalmente di potenziare la lotta contro le contraffazioni e la pirateria commerciali su ampia scala come pure di migliorare la cooperazione, il coordinamento e lo scambio di informazioni tra gli Stati membri. Né la Svizzera né gli altri partecipanti alle trattative ACTA intendono indebolire le istituzioni multilaterali OMPI e OMC negoziando ACTA in seno a un gruppo di Stati interessati. Al contrario, per combattere efficacemente le contraffazioni e la pirateria è auspicabile che il maggior numero possibile di Paesi aderisca all'accordo. Quest'ultimo statuisce pertanto espressamente che in linea di principio possono aderirvi tutti i membri dell'OMC.</p>  Risposta del Consiglio federale.