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Il Controllo federale delle finanze (CDF) dubita dell’utilità dei sussidi federali per la costruzione di università e scuole universitarie professionali. L'organo superiore di vigilanza ritiene che i Cantoni porterebbero avanti comunque i loro progetti, anche senza il sostegno della Confederazione.
Ciò non corrisponde all’idea di fondo di questi aiuti, che dovrebbero servire come strumenti di incoraggiamento, sottolinea il CDF nel rapporto pubblicato lunedì. Al contrario il timore è quello di stimolare l’inerzia dei Cantoni.
Crediti per 83 milioni all'anno
Il Segretariato di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) dovrebbe pertanto rivedere le sue pratiche di sovvenzione. Negli ultimi cinque anni il SEFRI ha erogato in media 83 milioni di franchi all’anno per l’edificazione di università e SUP.
Queste sovvenzioni sono disciplinate dalla Legge sugli aiuti alle università, che prevede di sostenere solo i progetti di importanza strategica che non potrebbero altrimenti essere realizzati.
La sovvenzione va rivista
Dal 2007 al 2020, la SEFRI ha approvato 23 richieste. Il CDF rileva che le varie procedure sono state eseguite correttamente.
Tuttavia, sulla base di tre esempi, l’organo di vigilanza finanziaria della Confederazione afferma di aver riscontrato segnali di un debole effetto di incentivazione dei sussidi. Detto altrimenti i Cantoni avrebbero comunque realizzato i progetti.
Su richiesta del CDF, il SEFRI è ora incaricato di esaminare come sia possibile realizzare costruzioni di qualità anche senza sovvenzioni federali. Se del caso, il concetto di sussidio dovrà essere adattato per ridurre al minimo gli effetti negativi riscontrari.