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Le città svizzere sono preoccupate per la minaccia di penuria di energia quest'inverno. Chiedono con urgenza incentivi per accelerare lo sviluppo dell'energia solare e delle reti urbane di teleriscaldamento, anche a costo di compromessi sulla protezione del paesaggio.
A corto termine, in caso di carenza di energia, l'Unione delle città svizzere (UCS) concorda sulla necessità di mettere in funzione centrali elettriche di riserva a gas o a olio combustibile, si legge in un comunicato diffuso oggi, giovedì. Ma solo come misura di emergenza, senza compromettere gli obiettivi climatici e l'obiettivo di emissioni di CO2 "nette zero" entro il 2050.
L'UCS evidenzia il grande potenziale dei progetti di energia solare e eolica in montagna. Accelerare la transizione energetica richiederà "compromessi in termini di protezione del paesaggio e quindi di pianificazione del territorio", sottolinea l'organizzazione che rappresenta gli interessi della Svizzera urbana. Tuttavia, puntualizza, è fuori questione il fatto di fare compromessi in materia di biodiversità.
Concretamente, l'UCS vuole accelerare l'installazione di impianti fotovoltaici sui tetti attraverso incentivi finanziari. Per le reti termiche - spesso la sola alternativa per motivi di spazio, rumore o protezione dei monumenti - propone che la legge sul CO2 crei un "fondo di rotazione" finanziato dalla Confederazione.