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Il Giappone ha chiesto al governo australiano di impedire lo scalo nei suoi porti delle navi dell'organizzazione di protesta Sea Shepherd, che con azioni di disturbo ha costretto la flotta baleniera giapponese a chiudere in anticipo la stagione annuale di caccia 'a fini di ricercà nell'Oceano Antartico. Canberra ha però risposto che un tale provvedimento sarebbe illegale, ha detto oggi il segretario del dipartimento Affari Esteri Dennis Richardson a una commissione del Senato. "Il Giappone talvolta chiede all'Australia cose che non può fare", ha detto Richardson. L'Australia non interviene per fermare proteste pacifiche, ha aggiunto. "Lo abbiamo dichiarato ai giapponesi in numerose occasioni".
Tokyo la settimana scorsa ha confermato la sospensione di questa stagione di caccia, con un magro bottino di 172 cetacei su una quota di circa 1000, citando le "pericolose attività di disturbo" delle tre navi di Sea Shepherd, che hanno inseguito per settimane la flotta per impedire alle navi arpionatrici di uccidere i cetacei.
Richardson ha detto che l'annuncio di Tokyo è incoraggiante, ma "sarebbe prematuro concludere che ciò rifletta un cambiamento di politica". L'Australia ha citato in giudizio il Giappone presso la Corte internazionale di giustizia per violazione del santuario delle balene nei mari antartici.
SDA-ATS