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Punti fondamentali dell’iniziativa
L’iniziativa richiede l’aggiunta del nuovo articolo 63b “Formazione di medici” nella Costituzione federale. La Confederazione e i Cantoni devono essere obbligati a creare un sufficiente numero di posti di formazione affinché il fabbisogno sia soddisfatto a lungo termine su scala nazionale. Ciò equivale a circa 1400 laureati in medicina all’anno. I Cantoni sono tenuti a rilevare il fabbisogno e ad assicurare un’adeguata capacità formativa. In via sussidiaria, la Confederazione dovrebbe impartire delle “disposizioni” in merito all’immediata eliminazione di una discrepanza. La nozione di fabbisogno attualmente in uso non fa alcuna distinzione né in base all’orientamento, né in base alle disparità regionali nell’assistenza medica.
Ai sensi del nuovo art. 197 cpv. 9 della Costituzione federale, il Consiglio federale deve, entro un anno dall’accettazione della disposizione costituzionale da parte del Popolo e dei Cantoni, fare rapporto sull’attuazione del nuovo articolo della costituzione ed eventualmente prendere provvedimenti immediati.
L’iniziativa popolare “Più posti di formazione nel campo della medicina umana. Per prevenire la carenza di medici” si inscrive nel contesto della penuria di medici in Svizzera, risultante dal fatto che negli ultimi dieci anni solo un numero approssimativo di 600-800 studenti hanno concluso gli studi e conseguito la laurea in medicina. Nella Svizzera tedesca, per lo studio in medicina è in vigore il numero chiuso. Solamente un quarto dei candidati che nel 2013 hanno avuto il coraggio di affrontare il test di idoneità è stato ammesso. A risentire di questa situazione sono in particolare i medici di famiglia, i pediatri e singole specializzazioni mediche (psicoterapia, ginecologia). Finora è stato possibile compensare in ampia misura la differenza tra fabbisogno e neolaureati con i medici provenienti dai paesi limitrofi.
Con una mozione, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno incaricato il Consiglio federale di rafforzare a breve e medio termine la medicina di famiglia come componente fondamentale dell’assistenza medica di base. Nell’attuazione, l’Esecutivo deve fare riferimento alle attività concernenti un piano direttore “Medicina di famiglia e medicina di base” avviate a metà settembre 2012 dal DFI in collaborazione con i Cantoni e altre organizzazioni direttamente interessate. Nel piano direttore la Confederazione e i Cantoni hanno concordato di formare entro il 2018/2019 circa 300 medici in più all’anno. Tuttavia non è ancora stata raggiunta un’intesa sul finanziamento dei 60 milioni di franchi necessari a tale scopo.
La posizione di Visana rispetto all’iniziativa
Visana respinge l’iniziativa popolare “Più posti di formazione nel campo della medicina umana. Per prevenire la carenza di medici”. Il fatto che in determinate aree rurali e in singoli settori specialistici sussista una carenza è innegabile. Tuttavia, l’iniziativa sfonda una porta già aperta ed è stata lanciata solo con l’intento di esercitare pressione per accelerare ulteriormente le misure già avviate dalla Confederazione e dai Cantoni. Con le sue richieste, l’iniziativa popolare si spinge oltre il dovuto. Non è possibile garantire a un determinato gruppo di fornitori di prestazioni uno statuto speciale nella Costituzione e, in questo modo, una posizione sovrastante rispetto a quella di altri specialisti e altre professioni mediche. Il testo costituzionale proposto e i materiali messi a disposizione dai promotori dell’iniziativa alimentano false speranze, compromettono la competenza dei Cantoni nel sistema sanitario e costituiscono un ulteriore passo sulla via della medicina di stato. Tutto ciò è in forte contrapposizione con la posizione di Visana, la quale si basa su un sistema sanitario liberale con al centro gli elementi chiave “trasparenza”, “concorrenza nelle prestazioni” così come “libertà di scelta e libertà contrattuale”. Solo in questo modo può svilupparsi un sistema concorrenziale incentrato sulla qualità e sull’efficienza nel settore sanitario che contribuisce a frenare la crescita dei costi.
La controproposta del Parlamento all’iniziativa popolare “Sì alla medicina di famiglia”, approvata dal Popolo e dai Cantoni il 18 maggio 2014, e il piano direttore “Medicina di famiglia e medicina di base” si muovono maggiormente nella direzione richiesta da Visana. Inoltre, con l’intento di assumersi delle responsabilità nella formazione e nella formazione continua, il Consiglio federale segnala la sua disponibilità a rafforzare l’assistenza medica di base. Questa decisione va di pari passo con la pretesa di alta qualità, basata da un lato su una sufficiente offerta di prestazioni, e dall’altro sulla fornitura di prestazioni in comune intesa e in collaborazione con i rispettivi specialisti. In questo modo si aspira a un’assistenza integrata, un obiettivo che Visana persegue già da tempo con il suo modello gatekeeper.
Il termine di raccolta delle firme è scaduto il 9 ottobre 2014. Secondo la Cancelleria federale, l’iniziativa popolare non è riuscita a raccogliere entro questo termine il numero di firme necessarie. Pertanto, l’iniziativa è fallita.