Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/70996

<h2>SubmittedText<h2><p>La situazione delle minoranze rom nel Kosovo è precaria e la Confederazione ha ridotto l'aiuto alla ricostruzione e l'aiuto strutturale, mentre ha intensificato l'aiuto al ritorno. In considerazione di ciò, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come spiega l'interruzione dei progetti di ricostruzione nel Kosovo, considerato che la precaria situazione delle minoranze locali è chiaramente destinata a perdurare?</p><p>2. Qual è la sua posizione riguardo ai timori degli esperti, secondo i quali dopo la fine dei negoziati sullo statuto del Kosovo vi sarebbe un sensibile aumento del rischio di nuove persecuzioni (soprattutto nei confronti dei Rom rimasti nella regione)? In questo caso, quali misure prevede di adottare?</p><p>3. In merito alla prevista riduzione del programma di aiuto strutturale, il Consiglio federale è convinto che le strutture nel Kosovo siano in gran parte normalizzate e che gli interessi delle minoranze siano tenuti sufficientemente in considerazione?</p><p>4. La prevista intensificazione dell'aiuto al ritorno per le persone appartenenti alle minoranze del Kosovo è da intendere nel senso che la Confederazione è intenzionata ad accelerare un ritorno forzato nel Kosovo di Rom, Ashkali ed Egiziani, benché la situazione delle minoranze locali sia assai precaria e minacci di diventare sempre più critica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande che gli sono state poste:</p><p>1. Il Consiglio federale constata che nel 2005/06 la situazione generale delle minoranze rom è progressivamente migliorata, pur rimanendo precaria e dall'evoluzione incerta. Le minoranze rom, infatti, rimangono esposte ad atti di violenza e limitate nei loro diritti fondamentali. La loro situazione deve tuttavia essere valutata in modo distinto, a seconda dell'appartenenza etnica (Rom serbofoni, Egiziani e Ashkali albanofoni) e delle contingenze locali. Essa è particolarmente critica per i Rom serbofoni, i quali, nel corso dei negoziati sullo statuto del Kosovo, sono stati confrontati con una situazione di accresciuta insicurezza, analogamente alla minoranza serba. Per quanto riguarda invece Ashkali ed Egiziani, la loro sicurezza è migliorata a tal punto che l'ACNUR, nella sua analisi della situazione del giugno 2006, non li cita più fra i gruppi a rischio che necessitano di una protezione internazionale. </p><p>Indubbiamente, la situazione sociale ed economica dei Rom nel Kosovo, dove il tasso di disoccupazione supera il 50 per cento, rimane molto precaria. I membri delle minoranze rom sono spesso vittime di un'emarginazione che si manifesta in vari modi: restrizione della libertà di movimento, discriminazione nell'esercizio di un'attività economica, limitazione dell'accesso ai servizi sociali.</p><p>Dal 2000, dopo la fine della guerra, la Svizzera ha fornito al Kosovo soprattutto aiuto umanitario, aiuto al ritorno e alla ricostruzione delle infrastrutture. Nel frattempo, i programmi di ricostruzione sono stati in gran parte sostituiti da un aiuto alla transizione imperniato sullo sviluppo istituzionale, comunale ed economico. Fra il 2000 e il 2006 la Svizzera ha sostenuto progetti specifici a favore delle minoranze rom per un totale di circa 7 milioni di franchi. Inoltre, la protezione e l'integrazione delle minoranze vengono considerati temi trasversali in tutti i progetti della cooperazione svizzera. Anche nei prossimi anni, i progetti sostenuti dalla Svizzera terranno in particolare considerazione gli interessi delle minoranze.</p><p>2. Nella dichiarazione pronunciata davanti all'ONU il 27 maggio 2005, la Svizzera si era già espressa per un chiarimento dello statuto del Kosovo e per l'adozione di misure di protezione delle minoranze. Il Consiglio federale sostiene il processo di determinazione dello statuto del Kosovo, che si svolge sotto la direzione di Martti Ahtisaari, inviato speciale dell'ONU. Il 10 novembre 2006 Ahtisaari ha dichiarato che il processo verrà ripreso solo dopo le elezioni del parlamento serbo, che si terranno il 21 gennaio 2007. Per il momento non vi è alcun segno concreto che possa far paventare un'ondata di persecuzioni. Il Consiglio federale condivide l'opinione della comunità internazionale, che ritiene che un esito favorevole dei negoziati sullo statuto del Kosovo porterà a un'integrazione e a un rafforzamento istituzionale delle minoranze e a una stabilizzazione a medio termine dei Balcani.</p><p>3. Il Consiglio federale constata che nel 2005/06 la situazione generale delle minoranze rom nel Kosovo è gradualmente migliorata. Il governo kosovaro moltiplica gli sforzi per instaurare un dialogo con le minoranze rom e favorire la loro integrazione. Questo aspetto è stato evidenziato alla conferenza, tenutasi a Pristina il 9 settembre 2006, sullo sviluppo di una strategia governativa per l'integrazione dei comuni di Rom, Ashkali ed Egiziani. La Svizzera seguirà da vicino l'evoluzione della politica d'integrazione dei Rom nel Kosovo e valuterà l'opportunità di sviluppare progetti in questo settore.</p><p>4. Il Consiglio federale è a conoscenza della situazione generale delle minoranze nel Kosovo. Le domande d'asilo inoltrate da Rom, Ashkali ed Egiziani provenienti dal Kosovo vengono esaminate individualmente. Considerata la situazione generale nel Kosovo, la prassi attuale consiste nel ritenere ragionevolmente esigibile l'allontanamento dei membri di queste etnie. In particolare, a Rom, Ashkali ed Egiziani è ora garantito l'accesso alle strutture mediche e sociali. Nel caso di persone vulnerabili - in particolare quelle escluse da un tessuto sociale o familiare, o che soffrono di una malattia che non può essere curata nel Kosovo - viene ordinata un'ammissione provvisoria.</p><p>Attualmente sono circa cento i membri di queste minoranze toccati dall'esecuzione dell'allontanamento. In proporzione, il numero di persone cui si applica questa procedura è basso, tanto più che per il momento non si prevede di procedere ad allontanamenti di più ampia portata.</p>  Risposta del Consiglio federale.