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Ubs e Credit Suisse sono sotto pressione alla Borsa svizzera dopo la pubblicazione di un articolo dell’agenzia finanziaria americana Bloomberg secondo cui il Dipartimento federale delle finanze (Dff) sarebbe sul punto di imporre alle grandi banche un requisito di capitale proprio (leverage ratio) di almeno il 5%.
La Svizzera si allineerebbe così agli Stati Uniti, dove esso è già superiore al 3% preconizzato dal Comitato di Basilea sulla sorveglianza bancaria.
La Segreteria di stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) non ha voluto esprimersi sulle speculazioni di Bloomberg. Nella sua presa di posizione ricorda tuttavia che il Consiglio federale ha annunciato in febbraio che entro la fine dell’anno avrebbe presentato proposte per rafforzare le esigenze in materia di fondi propri delle grandi banche ("too big to fail"). Questa tabella di marcia è sempre valida e per ora non è stata presa alcuna decisione, precisa la Sfi.
La leverage ratio secondo le norme di Basilea III raggiungeva alla fine del primo semestre il 3,6% per UBS e il 3,7% per Credit Suisse, ben lontano quindi dal 5%.
"Le esigenze più elevate significano che le banche dispongono di meno capitale da ridistribuire ai loro azionisti", rileva Andreas Brun, analista della Banca cantonale di Zurigo (Zkb), citato da Bloomberg. La decisione forzerebbe le banche a mantenere ammortizzatori di capitale più elevati e quindi metterebbe un freno a certe delle loro attività più redditizie.
I titoli dei due colossi bancari hanno reagito male alle speculazioni: alle 12.30 UBS cedeva l’1,31% e Credit Suisse l’1,12%.