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Il caro amico Marino Viganò nel suo lavoro “El fratin mi ynginiero”, realizza uno splendido lavoro di ricerca sulla famiglia Paleari. Una nobile famiglia di Morcote, di origine milanese. Tra i suoi esponenti vi figurano giureconsulti, religiosi, soldati, architetti e ingegneri militari, attivi in Ticino, Italia e Spagna. Viganò usa giustamente una citazione di Machiavelli per iniziare il suo lavoro. Ci pare quindi utile cercare di ricostruire che cosa veramente potesse pensare Machiavelli della Svizzera.
Niccolò Machiavelli (Firenze, 3 maggio 1469 – 21 giugno 1527) era un funzionario fiorentino all’epoca dei Medici. Fu diplomatico, filosofo politico, drammaturgo e funzionario della Repubblica Fiorentina. Scrisse anche commedie, canti di carnevale, poesie e alcuni dei più noti carteggi personali in lingua italiana. Machiavelli è oggi conosciuto come l’autore de Il Principe. Un libro che ha influenzato la politica. In questo lavoro vi descrive il modo in cui un Principe (con cui Machiavelli intende un sovrano) può controllare il popolo che governa. Egli guarda soprattutto a quello che chiama il “nuovo principe”, dicendo che un principe di una famiglia reale ha un lavoro più facile perché il popolo è abituato alla sua famiglia e al suo stile di vita. Tutto ciò che un tale principe ereditario deve fare è attenersi attentamente ai modi di lavoro tradizionali a cui il popolo è abituato. Un nuovo principe ha un lavoro molto più difficile perché deve abituare la gente al suo nuovo potere e costruire nuovi modi di lavorare a cui la gente può abituarsi.
Machiavelli vive in un periodo che va dal 1469 al 1527, un periodo cruciale per la Confederazione, in sostanza dalle battaglie contro i Burgundi – in particolare quella di Morat contro Carlo il Temerario – fino alla disastrosa battaglia di Pavia del 1525. Un periodo storico che equivale all’ascesa della Confederazione nella scena politica, l’espansione nel nord Italia, e le sconfitte di Marignano del 1515 e appunto Pavia. Praticamente il periodo dell’anarchia medievale all’instaurazione dei primi imperi europei.
Gli svizzeri avevano però nel contesto Europeo una posizione di secondo piano. Sicuramente anche una grande responsabilità nel caos del 1500 in Italia alla volta come alleati o avversari dei vari principi italiani, ma storicamente vi è poco o nulla che potesse permettere agli italiani o tedeschi di conoscere la storia della Confederazione.