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<h2>SubmittedText<h2><p>Come valuta il Consiglio federale la questione e quali mezzi pensa di poter attuare senza intromettersi nelle competenze dei cantoni in materia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È esatto che in Svizzera in alcune regioni la situazione è temporaneamente tesa in termini di sovraffollamento carcerario, il che può ostacolare il lavoro delle autorità competenti. Secondo il rapporto del gruppo tecnico "Monitoraggio delle capacità di privazione della libertà", stilato su incarico della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia e pubblicato nel settembre 2016, la situazione si è distesa rispetto agli anni precedenti. Tassi di occupazione pari o superiori al 100 per cento sono rari. Soltanto i cantoni di Vaud e di Ginevra registrano una carenza evidente di posti e, quindi, prigioni chiaramente sovraffollate. Il citato gruppo tecnico giunge alla conclusione che il fabbisogno di posti nell'ambito penitenziario chiuso è quasi coperto a livello svizzero se i posti attualmente previsti in seno al Concordato latino saranno realizzati (Friburgo, Ginevra, Neuchâtel e Vaud). La realizzazione richiederà vari anni.</p><p>La Confederazione sostiene i cantoni, senza tuttavia intervenire nelle loro competenze in materia. Partecipa attivamente ai gruppi di lavoro specifici, segue la pianificazione e la realizzazione di progetti edili e versa sussidi di costruzione per gli stabilimenti di esecuzione delle pene e delle misure. Questi ammontano al 35 per cento dei costi di costruzione riconosciuti.</p>  Risposta del Consiglio federale.