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SANTIAGO - Ci potrebbero essere consistenti filoni d'oro e di rame nell'area della miniera di San Josè dove i tecnici cileni portano avanti una lotta contro il tempo per cercare di salvare i 33 uomini intrappolati, a due passi dal 'Campamento Esperanzà dove i familiari attendono ormai da due mesi i loro cari.
A sottolinearlo è Gustvo Lagos, esperto minerario e docente presso l'Università Cattolica di Santiago del Cile, precisando che nelle viscere della terra a San Josè ci sarebbe "un filone molto ricco d'oro e di rame".
"È un'ipotesi ancora da confermare, ma a quanto pare i sondaggi fatti nelle operazioni per riportare in superfice i 33 hanno individuato degli importanti giacimenti", ha sottolineato Lagos all'ANSA.
Se tale possibilità fosse confermata, gli azionisti della società San Esteban, proprietaria della miniera dove sono bloccati i 33, sarebbero ricchi: "la tragedia potrebbe farli diventare multimiliardari", invece di essere economicamente falliti, viste le richieste di ingenti risarcimenti già partite contro la San Esteban da gran parte dei familiari dei 33.
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