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PARIGI - Alla fine del mese, con il numero del 30 settembre, il disegnatore Luz lascerà Charlie Hebdo, come preannunciato nei mesi scorsi.
Sopravvissuto alla strage di gennaio perché in ritardo per la riunione di redazione, Luz era stato uno dei principali attori della sopravvivenza del settimanale satirico, disegnandone anche la prima copertina dopo l'attentato. Ma, come aveva spiegato in primavera a Libération, lavorare sull'attualità era diventato per lui sempre più difficile, e il ritorno a "quella vita normale da disegnatore per la stampa" era qualcosa per cui non riusciva a trovare né l'interesse né "l'ispirazione".
Nel numero di Charlie Hebdo in edicola oggi, "a una settimana dalla pensione", Luz non rinuncia comunque a difendere il settimanale, la redazione e il suo lavoro spesso provocatorio, in questo caso parlando delle polemiche suscitate dalla copertina con una vignetta che rappresentava il piccolo curdo morto su una spiaggia turca.
"Questo disegno non prende in giro i migranti ma la nostra società liberale e ipocrita", scrive, prendendosela con "quest'Europa ricca, iper-consumatrice, che ha aspettato di avere la mediatizzazione della morte di un bambino sulla coscienza per infine riflettere sulla sorte dei migranti".