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«Il Governo va contro la legge, volendo ridurre l'indennizzo versato alle aziende agricole»
BERNA - Di fronte a redditi «troppo bassi» e a un calo «preoccupante» tra il 2021 e il 2022, gli agricoltori ritengono che siano necessarie nuove misure. Ma, secondo l'Unione svizzera dei contadini (USC), il Consiglio federale sta facendo esattamente il contrario.
«Il Governo sta addirittura andando contro la legge, volendo ridurre l'indennizzo versato alle aziende agricole per le prestazioni che forniscono nell'interesse pubblico», indica l'USC in una nota odierna. L'associazione reagisce così all'annuncio dell'Ufficio federale dell'agricoltura che i pagamenti diretti, nella loro forma attuale, hanno raggiunto il loro limite.
L'USC osserva come le cifre siano allarmanti: il reddito medio per unità lavorativa familiare ammontava a soli 56'100 franchi all'anno nel 2022, con un calo del 6,3% rispetto all'anno precedente. «Le zone collinari sono state particolarmente colpite, con un calo di oltre il 10%, e più dell'80% delle aziende agricole in queste zone guadagna meno del reddito di riferimento» precisa ancora l'USC.
Stando alla legge sull'agricoltura, le aziende che soddisfano i criteri di sostenibilità e rendimento economico devono essere in grado di raggiungere un reddito paragonabile a quello della popolazione attiva della stessa regione, pena l'intervento del Consiglio federale. L'USC osserva che quest'ultimo «attualmente sta facendo il contrario».
Appello ai consumatori
L'Unione svizzera dei contadini contesta il fatto che le misure di risparmio e i tagli al bilancio debbano riguardare unicamente l'agricoltura. L'USC lamenta il fatto che negli altri settori l'obiettivo sia solo quello di contenere l'aumento delle spese e invita il Consiglio federale e il Parlamento a rinunciare alle misure di riduzione dei costi a scapito delle famiglie contadine.
Gli agricoltori rilevano inoltre che, in seguito all'aumento dei prezzi, la domanda di prodotti alimentari a basso costo, privi di particolare valore aggiunto in termini di protezione dell'ambiente o di benessere degli animali, sta tornando a crescere. L'USC esorta quindi i consumatori a pagare prezzi equi che coprano i costi di produzione e mantengano l'attrattiva della produzione alimentare svizzera.