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In un primo momento si era parlato di un ritiro dei modelli 458 e 488 solo dal mercato cinese. Il problema tecnico è ai freni
Roma – Il richiamo dei modelli 458 e 488 della Ferrari non interessa solo la Cina, ma è a livello mondiale. È quanto si apprende dalla casa di Maranello. "La sicurezza dei nostri clienti è una priorità" commenta l’azienda. La decisione del richiamo è stata concordata dalla Ferrari con la Bosch che ha realizzato il componente a cui è dovuto il problema, il tappo del serbatoio del liquido dei freni.
La Ferrari aveva annunciato il ritiro di 2’200 auto sportive di lusso dalla Cina per un problema ai freni. La notizia dell’authority cinese, citata dall’agenzia Bloomberg è stata confermata dalla casa di Maranello.
Il gruppo richiamerà in totale 2’222 auto in Cina a causa di "un potenziale guasto ai suoi sistemi frenanti", secondo quanto ha riferito sul suo sito la State Administration for Market Regulation, l’Authority di regolamentazione del mercato.
A partire dal 30 maggio, la casa di Maranello richiamerà alcune auto importate tra marzo 2010 e marzo 2019, tra cui 458 di ciascuno dei suoi modelli Italia, Speciale e Spider. La questione, in base a quanto spiegato, riguarda il rischio di perdite di liquido dei freni a causa del guasto al tappo del relativo serbatoio con conseguente riduzione delle prestazioni della frenata.
Il regolatore non ha spiegato il ritardo nell’attuazione del richiamo, ma Shanghai, dove Ferrari ha la sua principale sede in Cina, è attualmente in lockdown e sotto rigide restrizioni per contrastare la variante Omicron di Covid-19.