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LOS ANGELES - È una Cardi B al limite del complottista quella che recentemente si è espressa su Twitter in merito ai test del nuovo coronavirus. Lamentando di doversi sottoporre all'esame diagnostico «circa quattro volte alla settimana» al prezzo di «250 dollari a tampone» e di dover far regolarmente esaminare anche i suoi collaboratori, la rapper si è infatti chiesta se questo non sia «parte del piano».
«Questo tweet non è per lamentarsi, ma riguarda il CAPITALISMO! Come il Covid sta diventando un business e se questo sia parte del piano», ha scritto la 28enne americana in risposta a un utente che sostiene di essere un infermiere in un reparto Covid e la invitava a non lagnarsi. «Solo per girare una pubblicità deve essere testato due volte persino il personale di pulizia», ha aggiunto.
Cardi ha spiegato che i frequenti test sono un «requisito», concordato con i sindacati o deciso dalla produzione per evitare problemi: «È necessario perché se sei in uno spazio mio e prendi il Covid io posso essere citata in giudizio», ha precisato la cantante. «Se io faccio una pubblicità e prendo il Covid l'azienda può essere citata in giudizio», ha continuato.
Particolarmente scottata dal prezzo dell'esame, la rapper ha infine ricordato: «Il governo dovrebbe pagare (il test, ndr) per i sanitari, noi paghiamo di tasca nostra».