Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/128405

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica della legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20) che consenta alle persone non titolari di un permesso di soggiorno di breve durata, di un permesso di dimora o di un permesso di domicilio (richiedenti l'asilo) di soggiornare soltanto nel cantone di attribuzione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 1° febbraio 1995 sono entrate in vigore le misure coercitive del diritto in materia di stranieri, in seguito integrate a più riprese. Tali misure, che includono la carcerazione preliminare, cautelativa e in vista del rinvio coatto, l'assegnazione di un luogo di soggiorno o il divieto di accedere a un dato territorio e il fermo di breve durata, si propongono anzitutto di garantire l'esecuzione dell'allontanamento. In tal modo s'intende combattere la delinquenza ad opera degli stranieri in situazione illegale e dei richiedenti l'asilo.</p><p>Secondo le basi legali vigenti, l'assegnazione di un luogo di soggiorno o il divieto di accedere a un dato territorio può essere disposto in tre casi: per salvaguardare la sicurezza e l'ordine pubblici, per garantire la partenza o se il rinvio coatto è stato differito (art. 74 cpv. 1 lett. a-c LStr). È pertanto possibile imporre a un richiedente l'asilo che turba o mette in pericolo la sicurezza e l'ordine pubblici di non abbandonare o di non accedere a un dato territorio. Secondo la legge, tale misura intende in particolare combattere il traffico di stupefacenti.</p><p>Il 23 gennaio 2004 la Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) ha incaricato il Controllo parlamentare dell'amministrazione di condurre un'inchiesta sull'applicazione e l'effetto delle misure coercitive in materia di diritto degli stranieri. La CdG-N ha successivamente stilato un rapporto, comprendente 12 raccomandazioni (FF 2006 2415), pubblicato il 24 agosto 2005. Nella raccomandazione 10 la CdG-N ha proposto di invitare le Commissioni delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati a valutare, nel quadro della corrente revisione del diritto in materia di stranieri e di asilo, la possibilità di assegnare un luogo di dimora e di escludere l'accesso a un dato territorio ai richiedenti l'asilo durante i primi tre a sei mesi della procedura d'asilo. Il 23 gennaio 2009 la CdG-N ha sollecitato il Consiglio federale a presentare alla sua competente sottocommissione DFGP/CaF un rapporto sull'attuazione di tali raccomandazioni.</p><p>Nel parere del 24 giugno 2009 il Consiglio federale ha affermato di non ritenere opportuno disporre sistematicamente l'assegnazione di un luogo di soggiorno e il divieto di accedere a un dato territorio nei confronti dei richiedenti l'asilo (cfr. in proposito il rapporto annuale 2009 della CdG e della DelCG; FF 2010 2341, 2391 segg.).</p><p>Pur nutrendo comprensione per la richiesta avanzata nella mozione, il Consiglio federale continua a ritenere che le disposizioni legali sul'assegnazione di un luogo di soggiorno o il divieto di accedere a un dato territorio siano sufficienti. Consentono di limitare in modo mirato la libertà di movimento dei richiedenti l'asilo che devono lasciare la Svizzera oppure turbano o mettono in pericolo la sicurezza e l'ordine pubblici. Disponendo in modo coerente tali provvedimenti, i cantoni possono contrastare tempestivamente ed efficacemente le situazioni menzionate nella mozione. Inoltre la normativa generale proposta riguarderebbe per altro tutti i richiedenti l'asilo, anche quelli che non contribuiscono a creare le situazioni problematiche illustrate dall'autore della mozione. Infine, la delimitazione del luogo di soggiorno varierebbe molto in quanto dipenderebbe dalle dimensioni del cantone di soggiorno. A parere del Consiglio federale sarebbe sproporzionato applicare sistematicamente tale misura a tutti i richiedenti l'asilo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.