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NEW YORK - È stato rinviato il processo contro il tanzaniano Ahmed Ghailani, 36 anni, che avrebbe dovuto aprirsi oggi a Manhattan e che lo vede accusato di essere responsabile di due attacchi contro ambasciate Usa in Africa nel 1998, con oltre 200 morti.
Il processo contro Ghailani dovrebbe essere il primo a celebrarsi sul suolo americano contro un ex detenuto del carcere di Guantanamo, a Cuba.
In apertura di udienza il giudice del tribunale, Lewis Kaplan, ha deciso di non autorizzare un testimone chiave a prendere la parola, accettando le richieste della difesa. Kaplan ha rinviato l'apertura del processo al 12 ottobre, per dare tempo all'accusa di decidere se fare appello contro la sua decisione.
La difesa è contraria a far testimoniare l'uomo, Hussein Abebe, anche lui della Tanzania, che avrebbe venduto cinque casse di esplosivo a Ghailani e lo avrebbe accusato di avere avuto un ruolo di primo piano negli attacchi. L'esistenza di Abebe è stata scoperta dopo che Ghailani ha subito una serie di duri interrogatori in una prigione segreta della Cia, e le sue confessioni non avrebbero quindi nessun valore legale. La difesa sostiene infatti che Ghailani è stato torturato, durante i circa 5 anni passati nelle carceri segrete, prima di finire a Guantanamo.
Come spiega il New York Times online, se la decisione di Kaplan sarà definitiva, "rappresenterebbe una battuta d'arresto sugli obiettivi dell'amministrazione (del presidente Usa Barack) Obama di processare ex detenuti in tribunali civili perché limiterebbe il numero delle prove che la procura può presentare".
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