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KIEV/MOSCA - La Russia condanna la legge approvata dal parlamento ucraino la settimana scorsa che prevede che la lingua ucraina diventi in pratica l'unica utilizzabile nelle scuole per insegnare, nonostante una larga fetta della popolazione, soprattutto nelle regioni orientali e meridionali, usi il russo come prima lingua.
Secondo il ministero degli Esteri di Mosca, la legge lede i diritti di milioni di russofoni e rappresenta un tentativo di imporre il monolinguismo in un Paese multietnico. La legge ucraina è stata criticata anche da altri Paesi che confinano con la repubblica ex sovietica, come Polonia, Ungheria e Romania.
La legge approvata dal parlamento di Kiev garantisce alle minoranze etniche e ai popoli autoctoni solo "il diritto di studiare nella loro lingua madre, simultaneamente con l'istruzione in ucraino, negli istituti comunali d'istruzione prescolastica e d'istruzione media".