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Il sindacato Unia è il gestore unico di una cassa svizzera di assicurazione contro la disoccupazione che fattura le sue spese alla Confederazione in modo non trasparente, attraverso importi forfettari. Come ha riferito oggi la “Luzerner Zeitung”, ora interviene la politica. Il sistema di assicurazione contro la disoccupazione dell’Unia creerebbe incentivi sbagliati. L’Unia, che durante la crisi del coronavirus si è battuta per la chiusura generale di interi settori, trarrebbe vantaggio dal supplemento di disoccupati, questa è la critica di Damian Müller, membro lucernese del Consiglio degli Stati. La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (SSIC) chiede una spiegazione esaustiva.
Come riportano la “Luzerner Zeitung” e altri giornali dell’editore CH Media sul loro sito web mercoledì, solo nel 2019 l’Unia ha ricevuto dalla Confederazione un indennizzo pari a 49,4 milioni di franchi. Il fatto che l’Unia non fatturi i suoi servizi in modo dettagliato, ma incassi invece una somma forfettaria, diventa ora un tema politico del quale si discuterà a Berna. Il membro del Consiglio degli Stati del PLR, Damian Müller, chiede l’abolizione di queste fatturazioni forfettarie. “La ragione di questa richiesta è ovvia: l’Unia trae dei vantaggi perché riceve più soldi dal fondo dell’assicurazione contro la disoccupazione per le spese amministrative”, esplicita Müller nella “Luzerner Zeitung”. Egli parla di un incentivo che va nella direzione sbagliata e lo vuole correggere.
In particolare, durante la pandemia del coronavirus, l’Unia ha lanciato una campagna agguerrita contro la strategia differenziata del Consiglio federale e ha chiesto la chiusura di interi settori economici. Ancora oggi l’Unia cerca di screditare l’attuazione del controllo delle misure di protezione da parte della Seco e della SUVA, mettendo in discussione i resoconti positivi sulle misure di protezione e mettendoli sistematicamente in cattiva luce. In questo contesto, il fatto che l’Unia possa fatturare dei costi supplementari per ogni ulteriore disoccupato lascia un retrogusto più che amaro. La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori chiede la massima trasparenza nella fatturazione dei costi amministrativi dell’assicurazione contro la disoccupazione e la rapida eliminazione degli incentivi sbagliati attraverso la fatturazione forfettaria.