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Dopo una prima parte di Tour de France molto deludente, con un 97° posto in classifica a 1h08'19” di ritardo dalla maglia gialla Julian Alaphilippe, Simon Yates si è finalmente tolto una soddisfazione, andando a vincere allo sprint la prima frazione pirenaica, quella tra Tolosa e Bagnères-de-Bigorre. L'arrivo è stato giudicato allo sprint tra il britannico, lo spagnolo Pello Bilbao e l'austriaco Mühlberger, gli ultimi reduci di una fuga di 40 corridori, partita dopo 40 km dal via e che, in pratica, ha fatto il bello e il cattivo tempo nella frazione odierna. Coloro i quali lottano per la maglia gialla, infatti, hanno affrontato i 209 km del percorso in modo tutto sommato tranquillo (dopo una prima ora a più di 50 di media nell'attesa che partisse la fuga buona). Le due salite in programma, il mitico Peyresourde e il meno conosciuto Hourquette d'Ancizan (entrambi di prima categoria) non hanno indotto i leader delle varie squadre (per altro tutte rappresentate in fuga tranne Ineos e Groupama) a darsi battaglia. Alla fine, condotto dalla Ineos in blocco, il plotone principale ha chiuso con un ritardo di nove minuti e mezzo. Alaphilippe ha ovviamente mantenuto la maglia gialla che cercherà di difendere anche domani nell'attesa cornometro (27,2 km) di Pau. Attesa perché si tratta dell'unico appuntamento individuale contro il tempo e dovrebbe ridisegnare ulteriormente la classifica, alla vigilia di un weekend tutto incentrato sui Prinei, con in particolare l'arrivo di sabato in vetta al Tourmalet. Inoltre, domani Alaphilippe potrà festeggiare da leader i 100 anni di vita della maglia gialla, indossata per la prima volta proprio il 19 luglio 1919 da Eugène Christophe al via dell'11ª tappa, da Grenoble a Ginevra.
Da segnalare il ritiro, avvenuto ancor prima dell'inizio del Peyresourde, dell'australiano Rohan Dennis (secondo nella generale dell'ultimo Tour de Suisse) che ha messo piede a terra proprio alla vigilia di una cronometro per la quale era uno dei grandi favoriti. Per il momento permane il mistero in merito al motivo del ritiro e nemmeno dall'ammiraglia della squadra (la Bahrain) sono arrivate delucidazioni, se non la promessa di capire il perché dell'abbandono.