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La stagione degli incendi canadese ha già distrutto 13 milioni di ettari e ucciso almeno 17 persone
OTTAWA - Il 50% più intensa e sette volte più probabile che si verifichi con tale forza. Picchi come quello di quest'anno con un'attesa due volte maggiore che vengano raggiunti e il 20% dell'aumento dell'intensità da attribuire al riscaldamento climatico indotto dall'essere umano. La stagione degli incendi in Canada ha finora distrutto 13 milioni di ettari di terreno, danneggiato almeno 200 strutture, tra cui numerose case, causato lo sfollamento di oltre 150mila persone e spezzato almeno 17 vite. Uno studio fa il punto della situazione.
Pubblicato sul sito della World Weather Attribution - dedicato alla collaborazione accademica nell'ambito della ricerca dei fenomeni estremi correlati al cambiamento climatico -, lo studio afferma che quanto accade ancora oggi nell'est canadese è frutto di condizioni meteorologiche eccezionalmente estreme e che il cambiamento climatico ha raddoppiato la probabilità che stagioni simili a quella che va da maggio alla fine di luglio si verifichino.
Per metterla giù in cifre, i ricercatori ci dicono che un evento come quello osservato quest'anno, dovrebbe concretizzarsi una volta ogni 20-25 anni, con una probabilità annua del 4-5%. Guardando agli ultimi anni, già nel 2021 in Canada si era verificato il suo terzo incendio peggiore della storia, con 1'600 roghi e 8'700 chilometri quadrati toccati dalle fiamme. E nel 2022 il fuoco aveva causato uno sfollamento totale della città di Yellowknife, dove vivono circa 20mila persone e che anche mentre scriviamo queste righe è toccata da un incendio boschivo sviluppatosi nella regione di Fort Smith. Inoltre, l'ufficio di statistica canadese, sempre lo scorso anno, ha pubblicato un rapporto in cui veniva riportato che tra il 2011 e il 2020 almeno 220 persone ogni anno erano morte a causa degli incendi.
Tornando allo studio, si prevede che la probabilità e l'intensità degli incendi in Canada aumenteranno ulteriormente di intensità se il mondo raggiungerà una temperatura media superiore di 2 gradi rispetto all'epoca preindustriale - cosa che numerosi Paesi attraverso il mondo si sono impegnati a evitare con l'Accordo di Parigi.
Quelli di quest'anno, inoltre, hanno particolarmente toccato le comunità indigene, di passaggio e/o remote a causa della mancanza di servizi e degli ostacoli agli interventi di risposta. «Le conseguenze degli incendi si sono estese ben oltre le aree bruciate, con impatti notevoli a causa dell’inquinamento atmosferico sulla salute, la mobilità e le attività economiche delle persone in tutto il Nord America».