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Una nuova centrale idroelettrica (la diga di Ilısu) in fase di costruzione in Turchia, sul Fiume Tigri, sommergerà un insediamento che ha 12'000 anni — Hasankeyf — facendolo scomparire nell'arco di pochi mesi (fine 2019). Quattro aziende svizzere, coinvolte nel consorzio internazionale (Alstom Switzerland, Colenco, Maggia e Stucky) hanno preso parte al progetto, che ha lo scopo di contribuire allo sviluppo dell'economia nella regione.
I 3'000 abitanti sono divisi tra la rabbia contro il sacrificio imposto loro (la struttura affogherà la loro città più un centinaio di altri villaggi) e l'impazienza di approfittare dei benefici economici promessi dal Governo.
Assiri, Romani, Selgiuchidi... Gli imperi, in questo luogo, si sono succeduti lasciando alle loro spalle un patrimonio eccezionale in un sito apprezzato dai turisti per le sue migliaia di grotte abitate fino agli anni '70. "C'è così tanta storia qui. A ogni colpo di piccone si incontra una civiltà diversa", dice Ridvan Ayhan, pensionato che oggi dedica tutto il suo tempo e le sue energie alla lotta contro la diga nel collettivo "Keep Hasankeyf alive".