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Mediante decisione la FINMA può vietare a persone fisiche responsabili di un’attività illecita di un intermediario finanziario di esercitare, per conto proprio o di terzi, un’attività assoggettata sotto qualsivoglia denominazione e contestualmente di pubblicizzarla. Tale divieto di esercizio dell’attività riguarda di norma gli organi, i proprietari e i collaboratori con posizione dirigente della società, ma anche persone esterne alla società che hanno contribuito in modo significativo all’esercizio delle attività illecite. La FINMA coniuga regolarmente il divieto di esercizio dell’attività con una comminatoria della pena ai sensi dell’art. 48 LFINMA e una pubblicazione ai sensi dell’art. 34 LFINMA.
Il divieto è una messa in guardia o un ammonimento ad astenersi, in futuro, dallo svolgimento di attività soggette all’obbligo di autorizzazione. Agli interessati – e, in seguito alla pubblicazione, al pubblico – viene fatto presente ciò che già vale per legge. In questo modo, la FINMA intende innanzitutto mettere in guardia gli investitori da tali persone.
In conformità all’art. 35a LBVM, la FINMA può vietare durevolmente o temporaneamente l’esercizio dell’attività alle persone che hanno violato gravemente la Legge sulle borse, le disposizioni di esecuzione o le prescrizioni interne all’impresa. Tale divieto può essere imposto non solo nei confronti dei garanti dell’irreprensibilità e dei collaboratori con posizione dirigente, ma anche nei confronti di tutti i collaboratori con una certa responsabilità per l’attività svolta da un commerciante di valori mobiliari e di una banca con autorizzazione a operare come commerciante di valori mobiliari.