Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01212.jsonl.gz/728

BERNA - La «prassi contabile illecita» di AutoPostale non scalfisce la fiducia del consiglio di amministrazione (cda) della Posta nei confronti della direttrice generale del gigante giallo Susanne Ruoff, che conserva la sua funzione. Per fare piena luce sulla «grave vicenda», il cda ha deciso la costituzione di un gruppo ad hoc di esperti esterni, che saranno sottoposti direttamente al presidente dell'organo di vigilanza, Urs Schwaller.
Gli specialisti dovrebbero presentare i propri risultati entro maggio, ha indicato oggi in una conferenza stampa a Berna Schwaller, aggiungendo di ritenere «questa procedura molto importante per poter verificare le responsabilità anche a livello di direzione del gruppo e di consiglio di amministrazione».
L'ex consigliere agli Stati (PPD/FR) ha messo in guardia da possibili giudizi affrettati sulle «persone coinvolte in questa faccenda in generale molto complessa».
Riunitosi ieri, il cda ha espresso la propria fiducia nei confronti di Ruoff che, come già comunicato lo scorso 6 febbraio, si concentrerà sulla gestione operativa del gruppo. Nei giorni scorsi, dopo che sono emersi documenti secondo cui la direttrice doveva essere stata a conoscenza dei raggiri contabili perlomeno dal 2013, le critiche erano state infuocate. Soprattutto a sinistra, ma anche a destra dello schieramento politico, vi è chi ne ha chiesto le dimissioni o almeno la sospensione fino a quando le responsabilità non fossero state chiaramente stabilite. La consigliera federale Doris Leuthard, responsabile del Dipartimento federale dei trasporti (DATEC), ha manifestato la fiducia del Consiglio federale alla direttrice.
Ruoff ha più volte affermato di essere venuta a sapere solo lo scorso novembre che la prassi adottata da AutoPostale era illegale. La vicenda è diventata di dominio pubblico il 6 febbraio: in un rapporto l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha rivelato le operazioni illecite - emerse lo scorso autunno durante la revisione dei conti di AutoPostale effettuate dallo stesso UFT - per un totale di 78,3 milioni di franchi dal 2007 al 2015. Si tratta di sovvenzioni federali e cantonali ottenute con trucchi contabili. Per ora non è ancora appurato se tali pratiche siano proseguite anche nei due anni successivi. La Posta potrebbe dover restituire agli enti pubblici 100 milioni di franchi. Ieri l'UFT ha sporto denuncia penale contro ignoti e contro eventuali organi della Posta implicati.
«Ci troviamo di fronte a un problema sistemico di portata inattesa e a una mancanza durata anni anche da parte delle istanze di controllo. Per questo porgo le mie sentite scuse ai nostri clienti, all'opinione pubblica e ai nostri collaboratori, i quali svolgono ogni giorno un lavoro straordinario e, senza avere colpe, sono colpiti da questa crisi. Adesso è necessario fare piena luce rapidamente sull'accaduto e sui responsabili e riformare l'organizzazione e i processi», ha affermato il presidente del cda.
L'organo di vigilanza ha deciso che «fino a quando non saranno chiarite le responsabilità, i membri della direzione di AutoPostale non percepiranno la componente salariale variabile relativa al 2017». Nel corso della seduta del cda, anche Ruoff ha deciso di rinunciare ai bonus per l'anno scorso.
Il cda ha pure voluto che Thomas Baur, responsabile ad interim di AutoPostale, riceva supporto aggiuntivo da parte di altre persone per garantire l'attività operativa dell'azienda.
Il cda ha pure previsto di rivedere da cima a fondo la governance di AutoPostale e, dove fosse necessario, anche a livello degli organi di vigilanza, di apportare le necessarie modifiche. I nuovi progetti di acquisizione verranno sospesi. L'obiettivo finanziario di AutoPostale per quest'anno verrà adeguato. La pianificazione per la successione del responsabile di AutoPostale è in corso.