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PECHINO - I pangolini non fanno più parte dei rimedi presenti nei manuali di medicina tradizionale cinese (MTC).
La novità ha avuto luogo dopo che la Cina ha aggiornato il livello di rischio di tutte le specie di pangolino, facendole passare da animali protetti di seconda classe ad animali protetti di prima classe. Questo a causa della loro rapida diminuzione, provocata della frequente caccia a questo mammifero, per ottenerne le scaglie, un presunto ingrediente miracoloso per la cura di determinate malattie.
Secondo l'organizzazione internazionale del commercio della fauna e della flora selvatica TRAFFIC, i pangolini sono il mammifero più trafficato al mondo, e una delle specie più a rischio.
«La rimozione dell'animale dalla farmacopea cinese è veramente un sollievo, e indica un impegno importante da parte della Cina nella protezione di questa specie», ha dichiarato Xu Ling, Direttore dell'ufficio cinese di TRAFFIC, come si può leggere sul sito ufficiale dell'associazione.
Dagli anni '90, il numero di pangolini in Cina è diminuito di circa il 90 per cento, secondo le stime dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. La Cina ha iniziato a vietare la caccia al pangolino nel 2007, per poi rendere illegali le importazioni commerciali del mammifero nel 2018.
Recentemente, i pangolini sono stati scagionati dall'essere i possibili animali intermedi che hanno consentito il passaggio del nuovo coronavirus all'uomo: non sono infatti la causa diretta della recente pandemia di Covid-19.
In passato, anche le corna di rinoceronte e le ossa di tigre sono stati esclusi dalla MTC, dopo che la Cina ne ha vietato il commercio nel 1993.