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La Convenzione sui diritti del fanciullo è stata approvata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU), a cui hanno aderito 193 Stati. La Svizzera ne fa parte dal 24 febbraio 1997. Essa garantisce i diritti dei bambini e dei giovani minori di 18 anni. In base alla Convenzione, tutti i provvedimenti che interessano l’infanzia devono tenere in considerazione in primo luogo il bene del bambino.
La Convenzione contiene
- un divieto di discriminazione
- il diritto del bambino a un’identità
- disposizioni sulla separazione dai genitori e sullo spostamento illecito di bambini all’estero
- la protezione dallo sfruttamento sessuale e dal traffico di minori
- le classiche libertà fondamentali e il diritto a un processo, come pure i diritti economici, sociali e culturali.
Il Protocollo facoltativo riguardante la partecipazione di bambini a conflitti armati comprende 147 Stati membri. Per la Svizzera è entrato in vigore il 26 luglio 2002. Tale Protocollo è volto a tutelare i bambini e i giovani in conflitti armati aumentando l’età minima prevista nella CRC per il reclutamento volontario e obbligatorio.
Il Protocollo facoltativo riguardante la vendita di bambini, la prostituzione infantile e la pedopornografia è stato adottato da 158 Paesi. Per la Svizzera è entrato in vigore il 19 ottobre 2006. Tale Protocollo rafforza la tutela dei bambini di fronte allo sfruttamento sessuale.
Il Comitato per i diritti del fanciullo sorveglia l’applicazione della Convenzione. Gli Stati membri devono presentare regolarmente un rapporto. I due Protocolli prevedono pure la redazione di un rapporto quale meccanismo di vigilanza.