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BELLINZONA - Si sono svolti una decina di giorni fa i Campionati ticinesi di Pistola ad aria compressa.
Ben nove gruppi da quattro tiratori si sono presentati alla finale per contendersi il titolo di campione cantonale e alla fine l'ha spuntata Torre contro Lugano. «La settimana precedente avevano avuto luogo anche i campionati ticinesi individuali - sia per quanto riguarda il tiro con la pistola, sia per il tiro con il fucile - e il riscontro è stato positivo per entrambi», ha analizzato Luca Filippini, presidente della federazione sportiva svizzera di tiro. «Sono sempre contento quando questi eventi si possono condurre fino in fondo e senza complicazioni. In ogni caso i campionati sono in generale una buona occasione per i singoli atleti di completare positivamente la loro stagione».
Nel tiro sportivo, negli ultimi tempi, c'è un giovane ticinese che si sta mettendo in evidenza: Jason Solari. «Recentemente abbiamo ottenuto degli ottimi risultati a livello nazionale - come la medaglia di bronzo vinta soltanto qualche settimana fa ai campionati Europei in Polonia nel team misto - e nella squadra c'era proprio Solari. Nonostante i suoi 20 anni di età è un ragazzo davvero promettente, fa già parte dei quadri nazionali e a livello ticinese è il nostro tiratore di punta. Nell'occasione Jason è salito sul gradino più basso del podio insieme ad Heidi Diethelm Gerber, che - tra gli altri trofei collocati in bacheca - aveva vinto anche il bronzo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro (pistola, 25 metri)».
Com'è strutturata la stagione ticinese? «È suddivisa in due principali campionati separati fra loro e ogni disciplina ha le sue gare di qualifica. La stagione indoor - ad aria compressa - va da ottobre a marzo ed è suddivisa nel tiro con il fucile (10m) e nel tiro con la pistola (10m). Nei mesi restanti si pratica invece la stagione all'aria aperta e le distanze sono più ampie, sia per il tiro con la pistola (25m e 50m) sia per il tiro con il fucile (50m e 300m). Per poter disputare i campionati nazionali si hanno inoltre delle selezioni decentralizzate, dove bisogna piazzarsi nei migliori 30, 40 o 60 a dipendenza della disciplina e si svolgono in parallelo insieme alle altre gare. Quest'anno a livello nazionale abbiamo ottenuto due ottimi risultati nel tiro alla pistola in appoggio con Andrea Bonoli (oro) e Flavio Esposito (argento)».
Cosa diresti a un giovane che volesse avvicinarsi a questo sport? «Direi che è una disciplina molto interessante e che si pratica anche alle Olimpiadi. È uno sport che mette il tiratore sempre in competizione con sé stesso, bisogna sapersi dominare e per arrivare ad alti livelli è richiesto un grande impegno. La singola gara è lunga e dura, per cui è necessario mantenere alta la concentrazione per tutta la durata. Oltre a questo è importante anche la forma fisica, avere una muscolatura statica che ti permette di mantenere la concentrazione per più di un'ora. I due aspetti sono legati, il corpo e la mente vanno di pari passo, per questo motivo bisogna curarli entrambi al meglio».
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