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Previdenza professionale: il tasso d’interesse minimo rimane al 2.5%
Berna, 13.09.2006 - Il Consiglio federale ha deciso di mantenere il tasso d’interesse minimo della previdenza professionale all’attuale valore del 2.5%. Questa decisione prende in considerazione il rendimento negativo degli investimenti registrato durante la prima metà del 2006, che relativizza i buoni risultati del 2005; tutti gli istituti di previdenza dovrebbero infatti realizzare il tasso d’interesse minimo in media durante più anni. Dal canto suo, anche la Commissione federale della previdenza professionale aveva raccomandato, con una netta maggioranza, il mantenimento del tasso d'interesse minimo attuale.
Il Consiglio federale fonda la sua decisione in particolare sul rendimento medio, a lungo termine, delle obbligazioni della Confederazione vincolate a 7 anni, che attualmente è di circa il 2.7%. Inoltre prende in considerazione le prospettive di rendimento di altri investimenti abituali sul mercato, che nel primo semestre 2006 erano insufficienti. Nel periodo in questione l’indice LPP 93 della banca Pictet, costituito per il 25% circa da azioni, presentava un rendimento di meno 1.85%. L’evoluzione piuttosto negativa è visibile anche nel confronto di performance di Watson Wyatt, che per la prima metà del 2006 si basa, per gli istituti di previdenza, su un risultato di meno 0.3%.
Poiché dovrebbe essere realizzabile per tutti gli istituti di previdenza (in media durante più anni), il tasso d’interesse minimo quale valore minimo deve essere fissato con prudenza. Sulla base dei dati attuali non si giustifica quindi un innalzamento del tasso minimo in vigore, nonostante l’evoluzione positiva dei mercati azionari registrata l’anno scorso. Se nel 2005 l’indice LPP 93 della banca Pictet ha fatto registrare una performance del 10.4%, l’evoluzione negativa rilevata durante il primo semestre 2006 relativizza questo buon risultato. Se desiderano mantenere intatte le proprie riserve, molti istituti di previdenza devono infatti realizzare un tasso d'interesse superiore al 4%. Naturalmente, quelli che vantano una buona situazione finanziaria possono applicare un tasso d’interesse superiore a quello minimo.
Nella sua decisione, il Consiglio federale ha seguito la Commissione federale della previdenza professionale, che in occasione della seduta del 22 giugno 2006 aveva deciso, con 13 voti contro 6, di raccomandare all’Esecutivo il mantenimento dell’attuale tasso d’interesse minimo al 2.5%.
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Jean-Marc Maran, capo settore Finanziamento e sviluppo previdenza professionale
Ufficio federale delle assicurazioni sociali
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