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Nel settore sanitario vi è un gran bisogno di coordinamento tra i Cantoni, non da ultimo in tempi di crisi sanitarie internazionali. Durante la pandemia d’influenza spagnola, nel 1919 viene istituita la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della sanità, ribattezzata nel 2004 Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS). Il suo obiettivo è di garantire il dialogo tra Cantoni, Confederazione e organizzazioni importanti del settore sanitario.
La Conferenza svizzera dei direttori cantonali della sanità (CDS) viene fondata nel 1919 in reazione allo scoppio della pandemia d’influenza spagnola in Svizzera, con lo scopo di ampliare il settore sanitario e coordinare gli sforzi cantonali nella lotta contro le epidemie. A quell’epoca molti Cantoni non dispongono ancora di un sistema moderno di autorità sanitarie. Precursori in questo ambito, i Cantoni urbani danno un impulso alla fondazione della Conferenza. Una personalità importante in questo contesto è il medico e consigliere di Stato Fritz Aemmer (1867-1934), capo del Dipartimento della sanità del Cantone di Basilea Città. All’assemblea costituente tenutasi nell’agosto del 1919 partecipano 16 consiglieri di Stato responsabili per la politica sanitaria. Dal 1921 tutti i Cantoni sono rappresentati nella CDS. Tra il 1919 e il 1934 si svolgono ogni anno una o due assemblee plenarie dei delegati cantonali per la sanità, i cui oggetti sono preparati da Aemmer e dal Comitato direttivo. Grazie all’esperienza acquisita e al coinvolgimento di esperti esterni, viene elaborata una base di conoscenze comune, di cui beneficiano in particolare i piccoli Cantoni.
La CDS vuol essere uno strumento federalista, che rappresenti gli interessi dei Cantoni nei confronti della Confederazione e al contempo permetta un’azione congiunta dei Cantoni. Garantisce un dialogo regolare tra Cantoni e uffici federali nonché diversi organi specializzati.Le sue decisioni non sono vincolanti, ma hanno carattere di raccomandazioni.Dal 1978 dispone di una segreteria permanente.
L’obiettivo principale della CDS è di garantire un’adeguata assistenza ai malati. A tal fine è fondamentale il coinvolgimento di medici delegati dai Cantoni, che devono assicurare la sorveglianza dei medici e attuare a livello cantonale e comunale misure sanitarie importanti. La CDS si adopera inoltre per un miglior disciplinamento delle professioni sanitarie non accademiche. Un altro tema centrale della sua attività è la lotta contro malattie infettive quali la tubercolosi. La Conferenza è pertanto favorevole all’introduzione di una legge federale per la lotta contro la tubercolosi e collabora attivamente all’impostazione di questo atto normativo, che viene approvato nel 1928.
Nel periodo tra le due Guerre mondiali la CDS si dedica alla lotta contro le cosiddette malattie popolari, come ad esempio gozzo, cancro, alcolismo e malattie veneree. Si svolge anche un intenso dibattito su possibili misure per ridurre la mortalità infantile. Per arginare le malattie infettive, i Cantoni adottano misure d’igiene, che generalmente sono attuate a livello comunale. Tra queste si possono annoverare il miglioramento dell’approvvigionamento di acqua potabile, condizioni igieniche nelle abitazioni e nelle industrie, i controlli delle derrate alimentari e lo smaltimento dei rifiuti. Oltre alla CDS, anche organizzazioni private riunitesi in leghe per la salute nazionali si impegnano nella lotta contro le malattie. Nell’ambito dell’igiene sociale si viene a creare la consapevolezza dell’importanza di fattori sociali quali le abitudini legate al mangiare e al bere per lo sviluppo e la diffusione di malattie. La prevenzione al livello della salute assume così sempre più importanza.
Nel 1949 viene respinta in votazione popolare una legge per la lotta contro la tubercolosi, in quanto prevede l’obbligo di affiliazione a una cassa malati per le persone con redditi modesti. Nel frattempo la tubercolosi può essere combattuta meglio grazie a vaccinazioni e antibiotici. Negli anni 1950, pertanto, la lotta contro questa malattia perde importanza per la CDS.
Parallelamente alla crescita economica e demografica, nel Dopoguerra i Cantoni e i Comuni accelerano massicciamente il potenziamento degli ospedali, il che determina una crescente mancanza di personale negli ospedali. La CDS cerca soluzioni a questo problema e si interessa a una politica formativa adeguata nel settore sanitario. In questo contesto ricorre anche all’esperienza di Lydia Leemann (1885-1979), che chiede il miglioramento della protezione legale delle professioni infermieristiche e delle condizioni di lavoro. Dopo la Seconda Guerra mondiale i direttori della salute si impegnano affinché la formazione del personale infermieristico venga adeguata alle direttive della Croce Rossa Svizzera (CRC) e raccomandano di limitare il tempo di lavoro settimanale a 60 ore, cosa che il Consiglio federale attua nel contratto normale di lavoro nel 1947. La mancanza di personale sanitario resta però un problema.
Fino agli anni 1960 il potenziamento degli ospedali procede in modo poco coordinato. Inizialmente sono pochissime le pianificazioni congiunte a livello sovracantonale. Solo le rafforzate critiche all’aumento dei costi nel settore sanitario fanno sì che alla fine degli anni 1960 le richieste di pianificazione assumano maggiore importanza. L’Associazione svizzera degli stabilimenti ospedalieri (VESKA; chiamato H+ dal 1996) suggerisce di approfondire la collaborazione tra Confederazione e Cantoni nella pianificazione ospedaliera. Questo porta alla fondazione, nel 1972, dell’Istituto svizzero degli ospedali (ISO), che vede la collaborazione di Confederazione, Cantoni e organi specializzati. Per la sua realizzazione, la VESKA è sostenuta dalla CDS, poiché anche i direttori cantonali della sanità ritengono problematica l’evoluzione dei costi nel sistema ospedaliero e indispensabile un migliore coordinamento intercantonale. L’ISO prosegue la sua attività fino all’inizio degli anni 1990, formulando standard qualitativi per il settore sanitario e sorvegliando l’economicità dell’assistenza ai malati. La CDS collabora strettamente con l’ISO nell’ambito della pianificazione ospedaliera e assume un ruolo di primo piano nel coordinamento intercantonale della medicina di punta, elaborando una convenzione in materia. Nel 2008 tutti i Cantoni hanno aderito alla Convenzione intercantonale sulla medicina altamente specializzata (CIMAS).
La collaborazione tra CDS, VESKA e CRC prevede anche regolamentazioni sulla formazione nel settore sanitario. A partire dagli anni 1960 vengono adottate diverse misure per sviluppare nuove categorie professionali e migliorare il reclutamento del personale sanitario. Tuttavia, queste non producono sempre gli effetti sperati e la mancanza di personale continua a essere un problema nel settore sanitario. Negli anni 1990 i Cantoni cedono alla Confederazione le proprie competenze normative in materia di professioni sanitarie e infermieristiche.
I costi crescenti nel settore sanitario inducono la CDS a occuparsi maggiormente, dagli anni 1960, di approcci di medicina sociale e preventiva. I Cantoni danno seguito alle raccomandazioni della Conferenza, quali ad esempio l’impiego di sale da cucina fluorizzato per la profilassi della carie. Anche l’istituzionalizzazione dei rapporti tra la CDS e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) fanno crescere la consapevolezza dell’importanza delle questioni legate alla promozione della salute. Su iniziativa del Consiglio federale, all’inizio degli anni 1980 ci si sforza di introdurre una legge sulla prevenzione. Tuttavia, i Cantoni riescono a resistere alla centralizzazione della promozione della salute e istituiscono, insieme con le casse malati, la Fondazione svizzera per la promozione della salute, che avvia la sua attività nel 1989.
Negli anni 1990 la CDS sostiene la revisione totale della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal). Nel 1996 la nuova LAMal modifica radicalmente le competenze di Confederazione e Cantoni. Il dialogo tra questi due livelli istituzionali e quindi anche il ruolo della CDS diventano più importanti. Alla fine degli anni 1990 Confederazione e Cantoni lanciano il progetto «Politica nazionale della sanità», che funge da strumento congiunto nel coordinamento del settore sanitario. Dal 2003 questo forum opera sotto il nome di «Dialogo sulla politica nazionale della sanità». Con la nuova LAMal le misure per contrastare l’aumento dei costi rimangono un aspetto fondamentale, anche per la CDS. Quest’ultima fa inoltre sempre più riferimento agli standard internazionali, in particolare a quelli definiti dall’OMS.
Ribattezzata Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità nel 2004, la CDS continua a svolgere un ruolo cardine tra Confederazione e Cantoni. Nel 2018, ad esempio, nel quadro della Conferenza i Cantoni formulano congiuntamente raccomandazioni in materia di pianificazione ospedaliera. Inoltre, la CDS sostiene il processo di digitalizzazione nel settore sanitario: valuta l’introduzione della cartella informatizzata del paziente negli ospedali e promuove l’impegno dei Cantoni in tal senso. La Conferenza assume un ruolo importante anche nella crisi del coronavirus del 2020-2021. In questo contesto formula raccomandazioni all’attenzione dei Cantoni per la lotta contro la pandemia e si impegna a favore di una procedura coordinata nell’attuazione delle misure contro la COVID-19.
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(06/2021)