Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/214912

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella situazione attuale, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) gioca un ruolo importante in termini di completezza e coerenza della comunicazione sulla COVID-19.</p><p>Il numero giornaliero dei nuovi casi è tuttavia reso noto senza essere messo in relazione con il numero di test effettuati nello stesso periodo. L'assenza delle informazioni aggiuntive necessarie per capire le cifre appare molto discutibile. E anche l'applicazione di direttive interne dell'UFSP sui test e sulla loro interpretazione solleva molti interrogativi. Diversi errori nell'elaborazione dei dati, la successiva comunicazione fuorviante e le inevitabili rettifiche non hanno contribuito a una migliore comprensione. Ciò ha comportato un grave danno in termini di aderenza alle regole e di fiducia da parte del pubblico.</p><p>Rispetto ad altri Paesi, la Svizzera dispone di un'elevata capacità di test. Poiché è noto che il numero assoluto di casi aumenta con il numero di test effettuati, la Svizzera rischia di essere inserita nelle cosiddette liste nere di altri Paesi e quindi di essere soggetta a restrizioni di viaggio e a regole di quarantena.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Perché viene reso noto soltanto il numero assoluto dei test positivi senza metterlo in relazione con il numero di test effettuati nello stesso periodo?</p><p>2. Perché nei media non vengono presentati indicatori più significativi del numero dei nuovi casi, quali i ricoveri ospedalieri e i decessi?</p><p>3. Perché l'UFSP non è mai intervenuto chiedendo ai media di spiegare in modo comprensibile a tutti la relazione tra numero di test e numero di nuovi contagi?</p><p>4. Chi è responsabile del fatto che con l'introduzione dei test gratuiti è aumentato in modo significativo il numero di test, dando l'impressione che sia in corso la "seconda ondata"?</p><p>5. Perché le disposizioni riguardanti PCR e NAT della "Guida informativa sui test COVID-19 attualmente disponibili in Svizzera" dell'UFSP e di Swissmedic non vengono rispettate, ma addirittura ignorate?</p><p>6. Che cosa intende fare l'UFSP per prevenire il rischio che la Svizzera subisca gli effetti negativi delle disposizioni in materia di viaggi e di quarantena di altri Paesi a causa del crescente numero di casi dovuto alla sua elevata capacità di test?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. / 2. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) pubblica ogni giorno un rapporto sulla situazione epidemiologica corredato di tutti i principali dati, tra cui figurano, oltre al numero di casi aggiornato, il totale dei test effettuati, il tasso di positività e il numero di ricoveri in ospedale e di decessi. Con i suoi esperti, provvede sistematicamente a illustrarli ai media, tra l'altro nelle conferenze stampa sulla COVID-19. Dal mese di novembre del 2020 l'UFSP elabora ogni giorno una panoramica on-line dei principali indicatori (www.covid19.admin.ch). Da questa pagina possono essere scaricati anche tutti i dati grezzi.</p><p>Ogni mercoledì pubblica inoltre un rapporto analitico settimanale che, sulla scorta di un monitoraggio effettuato su sette giorni, offre una buona panoramica dell'evoluzione dell'epidemia in Svizzera.</p><p>3. L'UFSP aggiorna i media e l'opinione pubblica interessata con i rapporti sulla situazione e le analisi settimanali, che sono redatti in modo comprensibile. L'evoluzione epidemiologica viene inoltre spiegata in modo comprensibile nelle regolari informazioni ai media.</p><p>4. Un maggiore numero di test effettuati può portare a un aumento dei casi, poiché permette di rilevare persone infette non individuate in precedenza che non presentano sintomi o presentano soltanto sintomi lievi. Che l'aumento dei casi non sia dovuto soltanto al maggiore numero di test effettuati è dimostrato dalla percentuale di test positivi. Il cosiddetto tasso di positività è aumentato continuamente nella seconda ondata. Con l'aumento dei test, la percentuale di risultati positivi non dovrebbe cambiare. Altri indicatori sono il numero crescente di ricoveri in ospedale e di decessi.</p><p>I criteri per effettuare i test sono stati inoltre estesi ancora prima dell'aumento dei casi. Già il 22 aprile 2020 l'UFSP ha raccomandato a tutte le persone sintomatiche di effettuare il test per la diagnosi del SARS-CoV-2. Il 24 giugno 2020 i criteri sono stati ulteriormente estesi per includere nella raccomandazione anche le persone che non presentano sintomi. Lo stesso giorno, il Consiglio federale ha deciso l'assunzione da parte della Confederazione dei costi dei test effettuati in base ai criteri stabiliti.</p><p>5. Secondo il Consiglio federale, nulla indica che i laboratori ignorino le suddette disposizioni. Questi ultimi vi si attengono considerando positivo il risultato se accertano la presenza del patrimonio genetico dell'agente patogeno, secondo una prassi seguita non solo in Svizzera, ma in tutto il mondo.</p><p>6. In ultima analisi l'evoluzione dell'epidemia e l'aumento di nuovi casi registrato attualmente in tutta Europa non sono direttamente attribuibili alle più elevate capacità di eseguire test, ma sono dovuti ai fattori più disparati. Per questo motivo la Svizzera corre il rischio di raggiungere valori soglia che hanno ripercussioni sulle disposizioni che disciplinano i viaggi e la quarantena in altri Stati. L'obiettivo resta arginare la pandemia a livello mondiale.</p>  Risposta del Consiglio federale.