Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/187462

<h2>SubmittedText<h2><p>Recentemente, sul Sisslerfeld nel Cantone di Argovia, si è celebrata la conclusione della prima fase dei lavori di realizzazione di una centrale elettrica a legna. La Confederazione cofinanzia l'impianto con fondi provenienti dalla RIC. Stando ai media, l'investimento ammonta a circa 60 milioni di franchi. Ogni anno l'impianto brucerà circa 110 000 tonnellate di cippato, corrispondenti a 25 carichi di camion al giorno. I fautori dei fondi RIC non mancano di sottolineare che tali progetti creano nuovi posti di lavoro. Tuttavia la domanda che ci si pone giustamente è chi siano i veri beneficiari di tali progetti. La nostra è fondamentalmente un'economia di mercato. Quando però un impianto viene cofinanziato con fondi pubblici, una buona parte del valore aggiunto dovrebbe andare a favore dell'economia svizzera, altrimenti l'investimento di denaro pubblico non si giustifica. Fatte queste considerazioni chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali limitazioni sono poste alla provenienza della legna da ardere destinata a centrali elettriche a legna cofinanziate con fondi RIC?</p><p>2. Le foreste svizzere sono prese in considerazione per le forniture e, in caso affermativo, sono stati conclusi contratti a lungo termine con il settore?</p><p>3. Chi è incaricato del trasporto del materiale?</p><p>4. Quali sono i benefici per l'economia forestale svizzera come produttore di legna da ardere rispetto ai fornitori esteri?</p><p>5. Come vengono protetti i fornitori di legna da ardere indigeni dai prezzi di dumping esteri in caso di cofinanziamento con fondi RIC delle centrali elettriche a legna?</p><p>6. Il Consiglio federale conosce altri esempi di importazione di legna da ardere dall'estero?</p><p>7. I proprietari di boschi e i fornitori di legna svizzeri devono versare la TTPCP per tutto il tragitto percorso, mentre i fornitori esteri versano la TTPCP solo a partire dalla frontiera, insieme a un pedaggio relativamente molto più basso riscosso nei Paesi fornitori (Germania, Italia). Qual è la sua posizione in merito a tale grave e ingiusta distorsione della concorrenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Mediante il sistema di rimunerazione dell'elettricità (RIC) la Confederazione promuove la produzione in Svizzera di energia elettrica a partire dalle energie rinnovabili e persegue pertanto un obiettivo di politica energetica. Le centrali elettriche a legna devono quindi osservare requisiti minimi in materia di energia, ma non requisiti in relazione alla provenienza dei combustibili impiegati.</p><p>2./3. L'acquisto di legna da ardere è compito del responsabile del progetto, che opera sul libero mercato.</p><p>4. Gli acquisti delle centrali elettriche a legna avvengono a livello prevalentemente regionale, in quanto i trasporti su lunghe distanze non sono redditizi.</p><p>5. Il mercato della legna è un libero mercato e non è pertanto soggetto a direttive. L'ammontare della RIC rende possibile l'impiego di legna svizzera.</p><p>6. Secondo l'Annuario delle foreste e del legno ("Jahrbuch Wald und Holz") dell'Ufficio federale dell'ambiente, disponibile anche in francese, nel 2016 sono stati importati in Svizzera circa 15 000 metri cubi di legna da ardere (massa legnosa solida). Nello stesso anno sono stati esportati circa 9000 metri cubi di legna da ardere. Il bilancio delle importazioni è quindi pari a 6000 metri cubi. Rispetto alle vendite complessive pari a 5 milioni di metri cubi, gli scambi di legna da ardere con l'estero svolgono solo un ruolo marginale.</p><p>7. Stando allo studio sui trasporti nell'economia forestale e del legno svizzera, con un' analisi della situazione attuale e possibilità di ottimizzazione ("Transporte in der Schweizer Wald- und Holzwirtschaft: Situationsanalyse und Optimierungsmöglichkeiten", Gautschi et al. 2017, disponibile solo in tedesco), in media le distanze percorse per il trasporto di legna da ardere prodotta dall'economia forestale sono di 30 chilometri all'interno della Svizzera e di 50 chilometri nel caso delle importazioni. Per quanto concerne gli scarti di legno provenienti dalle segherie, tale distanze sono rispettivamente di 56 e di 161 chilometri. Questi dati indicano quindi che per le importazioni sono percorse distanze nettamente più lunghe (più 65 per cento e anche di più). Sempre secondo lo studio, i costi di trasporto nei Paesi limitrofi (Germania, Francia, Austria) sono circa del 25-50 per cento più bassi. Per l'ottimizzazione dei trasporti di legna lo studio formula alcune raccomandazioni alle aziende del settore, che potrebbero consentire di migliorare in parte tale situazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.