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Il giorno dopo l'approvazione della RFFA, che prevede un finanziamento aggiuntivo di 2 miliardi per l'AVS ma non elude una riforma più profonda del primo pilastro, come ricordato anche dal ministro dell'interno Alain Berset, le prime ricette per far quadrare i conti arrivano dalle sezioni giovanili del partiti.
Quella dei Verdi liberali svizzeri si è detta convinta lunedì che le rendite dei ricchi debbano essere abolite. Nel corso di una conferenza stampa lunedì a Berna, ha sottolineato che "Oggi migliaia di persone con grandi entrate ricevono mensilmente pure un contributo dall'AVS, per loro non indispensabile". Alla luce di questa considerazione di fondo -e senza voler precisare delle soglie massime di reddito o sostanza- hanno illustrato la loro proposta, che comprende anche un'uscita flessibile dal mondo del lavoro (con AVS ridotta di conseguenza) e un progressivo innalzamento dell'età di pensionamento fino a 67 anni per uomini e donne.
Sessantasei anni compiuti prima di chiudere la vita professionale (da introdurre entro il 2032) è invece il denominatore comune della quattro proposte illustrate a Zurigo dai giovani del PLR e che saranno sottoposte al congresso del 23 giugno in vista del lancio di un'iniziativa popolare. Questo in un primo tempo, mentre in un secondo il limite andrebbe adeguato automaticamente, sulla base delle riserve dell'Assicurazione vecchiaia e superstiti o dell'evoluzione della speranza di vita. Alcune varianti prevedono pure un'ulteriore fonte di finanziamento con l'aumento dell'IVA di un punto percentuale.