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NEW YORK - Falliscono i negoziati alle Nazioni Unite per approvare il primo trattato sul commercio globale di armi convenzionali. Dopo settimane di trattative, i 193 Paesi membri non sono riusciti a trovare il consenso su un testo comune da adottare entro il termine previsto per la mezzanotte di New York (le 6 di mattina in Svizzera).
Stati Uniti e Russia, fra i più importanti produttori, esportatori e importatori di materiale bellico, un'industria che vale circa 60 miliardi di dollari, hanno chiesto più tempo, seguiti a ruota da Cina, India, Indonesia ed Egitto. «È un'abdicazione impressionante di leadership quella espressa dall'amministrazione Obama, che ha staccato la spina dei colloqui proprio quando ci stavamo avvicinando ad una svolta storica», ha commentato Suzanne Nossel, direttore esecutivo di Amnesty International Usa.
Anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha espresso disappunto per il mancato raggiungimento di un risultato. «L'incapacità di concludere i lavori su questo atteso trattato è una battuta d'arresto - ha detto Ban in una nota - tuttavia sono incoraggiato che gli Stati membri delle Nazioni Unite abbiano deciso di andare avanti nel tentativo di perseguire questo nobile obiettivo». Tutto rimandato al prossimo autunno quindi, quando dopo ulteriori colloqui si potrebbe arrivare ad un voto dell'Assemblea Generale dell'Onu.