Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/243739

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 2 dicembre il DDPS ha pubblicato il Censimento dell'esercito 2021 (ARMA21). L'apporto di personale secondo l'USEs deve permettere di chiamare in servizio 100 000 militari in caso di impiego (effettivo regolamentare). A tale scopo è necessario un effettivo reale di al massimo 140 000 militari. La domanda centrale dell'apporto di personale secondo l'USEs è quindi: quanti militari potranno effettivamente essere chiamati in servizio in caso di impiego? Purtroppo proprio questa cifra non è menzionata da nessuna parte in ARMA21. È tuttavia chiaro che questa cifra comprende molto di più dell'effettivo reale di 140 000 e lo supera ampiamente. L'obiettivo dell'apporto di personale non solo è stato raggiunto, ma è anche largamente superato e sarà garantito anche in un futuro più lontano. Alla luce di quanto precede appare inoltre giustificato che l'obiettivo del numero massimo di 140 000 militari per l'effettivo reale sarà rispettato.</p><p>La pandemia di COVID-19 conferma l'importanza di questa domanda: infatti per il 13 per cento dei militari che sono stati impiegati nel servizio d'appoggio si è trattato di militari in ferma continuata che avevano adempiuto il loro obbligo di prestare servizio d'istruzione e che erano stati incorporati nella "riserva dei militari in ferma continuata", vale a dire che non facevano più parte dell'effettivo reale.</p><p>Sebbene ARMA21 menzioni il totale complessivo di persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare, ossia 176 077 persone, non dice quante di queste possono essere chiamate in servizio in caso di impiego. Al riguardo il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto ammonta il totale complessivo di persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare che possono essere chiamate in servizio in caso di impiego?</p><p>2. Qual è la ripartizione del totale complessivo (in particolare effettivi reali, militari in ferma continuata, militari nell'ultimo anno, militari a partire da metà anno dopo aver assolto la SR ecc.)?</p><p>3. Su questa base, il Consiglio federale riconosce che l'obiettivo dell'apporto di personale secondo l'USEs (in caso di impiego devono entrare in servizio 100 000 militari) è garantito sul lungo termine, anche dopo il proscioglimento di due annate (2029 e 2030)? In caso di risposta negativa, perché no?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.+2. Alla data di riferimento 1° marzo 2021 (stato del Censimento dell'esercito 2021), per un impiego dell'esercito sarebbe stato possibile chiamare in servizio l'effettivo reale di 147 510 militari, più 8649 militari in ferma continuata equipaggiati, che in conformità all'articolo 54a della legge militare (LM; RS 510.10) dopo aver assolto interamente il servizio d'istruzione obbligatorio possono ancora essere chiamati in servizio per impieghi dell'esercito. Le altre 19 918 persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare non erano incorporate in formazioni dell'esercito. Vi rientrano:</p><p>- 2652 persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare che erano incorporate in formazioni esterne all'esercito. Si tratta ad esempio del personale del Centro di competenza sport dell'esercito, della giustizia militare o dei distaccamenti d'esercizio dei Cantoni (art. 1 cpv. 2 lett. b OEs, RS 513.1);</p><p>- 5334 militari che erano esentati dall'obbligo di prestare servizio militare (art. 18 LM);</p><p>- 3814 militari che non erano incorporati in una formazione. I militari non vengono incorporati ad esempio se stanno svolgendo un soggiorno all'estero autorizzato di durata superiore a 12 mesi o in presenza di circostanze personali particolari, come ad esempio un procedimento penale in corso e per questo in via temporanea non possono essere impiegati in una funzione nella truppa (art. 1 cpv. 2 lett. c OEs);</p><p>- 8118 ex militari in ferma continuata che quattro anni dopo aver assolto interamente il servizio d'istruzione obbligatorio hanno restituito il loro equipaggiamento personale e secondo l'articolo 54a LM non vengono più chiamati in servizio. Fino a quando hanno adempiuto l'obbligo di prestare servizio militare minimo di sette anni continuano a far parte di un pool di personale sotto il profilo amministrativo (art. 1 cpv. 2 lett. d OEs).</p><p>Per quanto riguarda il sistema dei numeri degli effettivi il Consiglio federale rimanda inoltre alle sue risposte all'interpellanza 21.3343 Seiler Graf "Censimento dell'esercito 2020 fuorviante" e all'interpellanza 22.3744 Fivaz Fabien "Censimento dell'esercito 2021. Chiarimento di questioni aperte".</p><p>3. Con l'ulteriore sviluppo dell'esercito l'obbligo di prestare servizio militare è stato gradualmente ridotto allo scopo di garantire un effettivo reale di 140 000 militari a partire dall'inizio del 2018. In termini concreti, fino al 2028 vengono incorporate due classi d'età in più rispetto a quanto sarebbe stato il caso con una durata uniforme dell'obbligo di prestare servizio militare. Di conseguenza l'effettivo reale rimarrà elevato fino al 2028. Tuttavia questa eccedenza è di gran lunga insufficiente per garantire che alla fine del decennio l'effettivo reale sia pari a 140 000 militari. Per questo nella prima parte del rapporto concernente l'apporto di personale in seno all'esercito e alla protezione civile (FF 2021 1555) il Consiglio federale ha precisato che a condizioni quadro invariate (numero di persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare e numero di partenze dall'esercito) a partire dal 2030 l'effettivo reale sarà inferiore di circa 20 000 militari rispetto a quello perseguito di 140 000 militari. Il Consiglio federale ritiene che queste condizioni quadro non abbiano subito variazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.