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La destra e la sinistra. Il turboliberismo e la socialdemocrazia.
La destra e la sinistra. C'era un tempo, nella seconda metà degli anni '90 che Fabio Pontiggia e Pietro Martinelli se "le davano di santa ragione" (ovviamente metaforicamente). Martinelli era il socialista "quasi comunista" che entrando in Governo nel 1987 (e c'è rimasto fino al 1999) scardinò, almeno all'inizio, gli equilibri politici consolidati del nostro Cantone. Pontiggia, invece è stato da giovane redattore della "bibbia" della destra del nostro territorio, Gazzetta ticinese, per poi approdare al Corriere del Ticino di Sergio Caratti, permettondosi una pausa giornalistica per far parte dello staff politico di Marina Masoni, tornando in seguito a lavorare al foglio di Muzzano, prima occupandosi della rubrica della posta e poi assumendone la direzione.
Mentre Pontiggia viveva da protagonista gli anni ruggenti del turboneoliberismo, ritagliandosi il ruolo di "voce" del pensiero della destra economica, Martinelli invece incarnava quell'idea della sinistra socialdemocratica molto legata alla realpolitik, che se in mezza Europa nella metà anni '90 viveva la stagione migliore, con Jospin, Schroeder, Blair, Lafontaine, Veltroni, Giddens e Prodi, in Ticino faceva fatica a trovare una sua identità e un suo spazio politico adeguato, rassegnandosi al compito di negoziare i compromessi con l'onda lunga liberista.