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Il segreto che circonda le votazioni del Consiglio degli Stati non ha più motivo di esistere in uno Stato di diritto. Con 93 voti contro 70 e 25 astenuti, il Consiglio nazionale ha deciso oggi di appoggiare due iniziative UDC che chiedono maggiore trasparenza in questo ambito.
Alla Camera del popolo i risultati di ogni scrutinio sono accessibili al pubblico, mentre alla Camera dei cantoni è impossibile sapere come i deputati si sono pronunciati, ha rilevato Lukas Reimann (UDC/SG). A suo avviso, questa mancanza di trasparenza non è compatibile con una democrazia moderna. "Di cosa hanno paura i colleghi agli Stati?", si è chiesto André Bugnon (UDC/VD).
Benché favorevole a una maggiore trasparenza, la commissione competente era contraria alle due iniziative parlamentari. "Ciò potrebbe essere visto come un'ingerenza nel lavoro della Camera dei cantoni", ha spiegato Isabelle Moret (PLR/VD).
In giugno, il Consiglio degli Stati aveva accettato di stretta misura, per la prima volta, di dar seguito a un'iniziativa parlamentare che chiede l'introduzione del voto elettronico. Il progetto dovrebbe essere discusso nella sessione invernale.