Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01199.jsonl.gz/23

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Eric Cantona durante un suo passaggio al Festival del film di Locarno nel 2012 (archivi)
Keystone/URS FLUEELER(sda-ats)
Domani la star più amata del calcio inglese e francese, Eric Cantona detto "Il grande", compie 50 anni.
Nato a Marsiglia il 24 maggio del '66 da padre sardo e madre catalana, temperamento sulfureo e passione per i grandi gesti eclatanti, Cantona è oggi un divo del cinema francese, carriera abbracciata entrandovi nel 1995 dalla porta grande, dopo che aveva dovuto appendere definitivamente gli scarpini al chiodo.
Fu Etienne Chatillez a dargli un piccolo ruolo a fianco di Michel Serrault e Sabine Azema in "La felicità è dietro l'angolo", seguito tre anni dopo dal successo internazionale di "Elizabeth" in cui vestiva i panni dell'ambasciatore francese alla corte di Elisabetta I (una ammaliante Cate Blanchett).
Una decina d'anni dopo rimane un personaggio popolare e un'autentica icona capace di attrarre passioni e capitali come dimostrano gli spot che ha girato per la Nike. All'inizio ha costruito la sua seconda carriera intorno a un personaggio da duro e ironico che rimandava al cliché di Lino Ventura. Così appare infatti nel bellissimo "Le deuxième soufflé" di Alain Corneau (2007) o "Switch" di Alain Schondorffer (2011).
Ma l'occasione della vita gli viene offerta da Ken Loach nel 2009 con "Il mio amico Eric": il regista mette insieme le sue grandi passioni, la difesa dei deboli e il gioco del calcio, immaginando una storia in cui Cantona (da idolo del Manchester United) si trasforma nell'angelo custode del protagonista e guida un gruppo di amici (tutti mascherati con la sua effige) per dare una lezione a un prepotente locale.
Per l'ex calciatore, adorato dai tifosi del Manchester, radiato dalla federazione inglese per aver malmenato un tifoso durante un match (condanna poi ritirata permettendo al giocatore di riportare il suo club alla conquista del titolo), il film di Loach è il più bello degli omaggi e nel personaggio proietta tutto il suo istrionico carisma che diviene lezione di vita per i perdenti e gli sconfitti della storia.
Da allora Eric Cantona si è sempre più appassionato al suo nuovo lavoro, ha fatto l'allenatore di calcio nella commedia "Les Kaira" di Frank Gastambide, ha cavalcato con Mads Mikkelsen nel western europeo "The Salvation" (presentato a Cannes nel 2014), sbarcherà probabilmente a Venezia al fianco di Sergi Lopez nel nuovo film di Laurent Laffargue "Les rois du monde".
Resta ancora difficile inquadrare il suo talento che sembra più figlio dell'improvvisazione e della sua passione per il protagonismo che di una formazione rigorosa. Ma l'aria strafottente, la simpatia contagiosa, la debordante presenza fisica e un fondo nostalgico e sommesso che si nasconde dietro i gesti da duro ne fanno un protagonista naturale. Dietro le spalle ha una leggenda ma davanti a sé può immaginarsi una seconda vita, ancora piena di sorprese.
SDA-ATS