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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La tassa d'incentivazione sui COV viene riscossa dal 1°gennaio 2000. Giusta l'articolo 35a capoverso 8 della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb), il Consiglio federale è tenuto a introdurre gradualmente la tassa. Pertanto l'ordinanza relativa alla tassa d'incentivazione sui composti organici volatili (OCOV) prevede all'articolo 7 che l'aliquota, attualmente di 3 franchi per ogni kg di COV, venga aumentata. L'introduzione graduale della tassa consente agli interessati di adeguarsi per tempo all'aliquota più elevata adottando misure per ridurre le emissioni di COV. Differire la seconda tappa dell'aumento è contrario all'esigenza secondo la quale le imprese devono disporre di condizioni generali stabili, che permettono loro di elaborare delle strategie. </p><p></p><p>2. Nonostante la qualità dell'aria sia nettamente migliorata negli ultimi anni, grazie a una serie di misure di protezione contro l'inquinamento atmosferico, i valori dell'ozono registrati in Svizzera durante la scorsa estate superano su vaste aree e in parte abbondantemente i valori limite d'immissione stabiliti nell'ordinanza sull'inquinamento atmosferico. L'estate 2001 l'ha dimostrato una volta ancora: gli elevati valori dell'ozono hanno effetti negativi sulla salute e l'ambiente. La Confederazione e i Cantoni sono tenuti, in base alla legislazione vigente, ad adottare misure contro l'eccessivo carico di sostanze nocive. Ciò avviene mediante una riduzione dei precursori dell'ozono, in particolare degli ossidi di azoto (NOx) e dei COV. Rispetto al 1985, le emissioni dei NOx sono state ridotte del 40 % e quelle dei COV del 50 %. Pertanto, anche se con un certo ritardo, è stato quasi raggiunto l'obiettivo minimo, stabilito dal Consiglio federale nella strategia del 1986 contro l'inquinamento atmosferico, di ridurre del 55 % le emissioni di COV entro il 1995. Questo è il primo passo, ma non basta a ridurre i valori di ozono nella misura necessaria. Già nel 1989, il rapporto "Ozon in der Schweiz" (Scritti sull'ambiente n. 101, Berna 1989) rilevava la necessità di una riduzione del 70 - 80 % di entrambi i precursori (NOx e COV) rispetto al 1985. Tale obiettivo corrisponde a emissioni di ca. 80'000 tonnellate di COV l'anno ed è stato ribadito dal Consiglio federale nel rapporto del 23 giugno 1999 sulle misure contro l'inquinamento dell'aria della Confederazione e dei Cantoni (99.077). Il Parlamento ha approvato il rapporto incaricando il Consiglio federale di elaborare una strategia concreta volta a stabilire le misure con cui sarebbe stato possibile raggiungere detti obiettivi (Mozione CAPE-N 00.3184). </p><p>Nelle zone rurali, dove le emissioni di precursori di origine antropica sono limitate e i COV biogeni svolgono un ruolo determinante, la formazione di ozono viene favorita in particolare dagli ossidi di azoto. In tali aree una riduzione delle emissioni di azoto riesce a ridurre in modo più efficace la formazione di ozono rispetto a una riduzione delle emissioni di COV. Lo stesso non vale per la formazione di ozono nelle città e nelle aree limitrofe, dove i COV hanno un'importanza maggiore per la formazione di ozono rispetto ai NOx. Dal momento che la maggior parte della popolazione svizzera vive in queste aree, un'ulteriore riduzione delle emissioni di COV è assolutamente necessaria al fine di diminuire l'esposizione della popolazione all'ozono. Anche lo studio citato dall'autore della mozione (collana pubblicata dalla FAL) giunge alla conclusione che una strategia di riduzione combinata (NOx e COV) sia la più indicata a ridurre i valori dell'ozono. Considerata l'urgenza di ridurre le emissioni di COV, sarebbe un errore sospendere la seconda fase della tassa. </p><p></p><p>3. Anche nell'ambito di alcuni Accordi internazionali la Svizzera si è impegnata a ridurre le emissioni di COV. Già nel 1993, ad esempio, è stata firmata una dichiarazione con i Paesi confinanti sulla problematica dell'ozono, in cui si afferma che una riduzione delle emissioni di COV del 70 - 80 % rispetto al livello degli anni Ottanta è necessaria. Pertanto, la seconda fase dovrebbe essere introdotta come previsto, anche nell'ottica degli Accordi internazionali. </p><p></p><p>4. I lavori per migliorare la statistica dei COV sono in corso. Attualmente vengono rilevati i dati del 1998. Tali dati forniranno una buona base per la valutazione degli effetti della tassa d'incentivazione sui COV. Inoltre saranno esaminati i bilanci dei COV, con lo scopo di migliorare la statistica. Ciò richiede però come minimo un periodo di due anni. I dati oggi disponibili indicano che l'obiettivo relativo alle emissioni dei COV è lungi dall'essere raggiunto (cfr. punto 2). Il miglioramento della statistica non cambierà nulla a questo dato di fatto, considerando quanto manca al raggiungimento dell'obiettivo. </p><p></p><p>5. Il fatto di dover allestire per la prima volta un bilancio dei COV comporta per le imprese un certo onere amministrativo. Vi è però da supporre che l'onere sarà molto inferiore negli anni a venire, poiché sarà possibile trarre profitto dalle esperienze del primo anno. Ciò nonostante, il Consiglio federale è intenzionato a ridurre, in collaborazione con le imprese, l'onere nella misura del possibile. Per l'elaborazione di soluzioni adeguate il Consiglio federale si aspetta però anche una collaborazione attiva da parte dell'economia. Per quanto riguarda il vincolo del capitale dovuto alla tassa d'incentivazione va notato che una riduzione della soglia per la procedura di impegno formale è prevista dal 1°gennaio 2003. Ciò porterà a una diminuzione del vincolo del capitale. </p><p></p><p>6. Infine va osservato che un'accettazione del presente intervento sarebbe ammissibile solo in forma di postulato, visto che interviene in un settore che conformemente all'articolo 35a capoverso 6 e 7 LPAmb rientra espressamente nella competenza di regolamentazione del Consiglio federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.