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Un summit a 375 metri sul livello del mare
Una sommità (summit) a 375 metri sul livello del mare non esiste. E se esistesse, non potrebbe essere molto spettacolare. Ma perché no? Il 29 ottobre si tiene per la prima volta il High Mountain Summit, a Ginevra, in Svizzera. A causa dei cambiamenti climatici il rischio di pericoli naturali aumenta e gli ecosistemi sono sempre più sotto pressione. Le regioni di montagna sono particolarmente esposte a questi pericoli. Durante il High Mountain Summit, organizzato dall’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), verrà affrontata questa problematica.
Quando nel 2003 oltre 1000 metri cubi di roccia precipitarono a valle da una quota di circa 3400 m slm, ciò non preoccupò solo gli alpinisti, ma la Svizzera intera. La caduta di massi sul Cervino corrispose circa a un volume di due case monofamiliari. L’aumento delle temperature provocò il riscaldamento della roccia anche in profondità e il ghiaccio contenuto nei pori e nelle crepe si fuse. Il permafrost, quel particolare tipo di terreno sempre gelato, che agisce da “collante” per le rocce non era più presente rendendo ancora più fragili parti della montagna.
Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono molto evidenti nelle regioni di montagna, poiché esse sono particolarmente esposte ai pericoli naturali. Ciò non è riconoscibile solo dai cambiamenti del permafrost, ma anche da numerosi altri che interessano tutta la criosfera, che comprende anche i ghiacciai e le coperture nevose. La criosfera e gli ecosistemi delle regioni di alta montagna forniscono e regolano le risorse di acqua dolce per circa la metà della popolazione mondiale. I cambiamenti nella distribuzione delle precipitazioni, l’innalzamento del limite delle nevicate e la perdita di ghiaccio dei ghiacciai si ripercuotono sulla disponibilità di risorse idriche.
Questo è quanto sottolineato dal «Rapporto speciale sull’Oceano e la criosfera in un clima che cambia (SROCC)» del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC). L’IPCC è l’organo delle Nazioni Unite per la messa a disposizione di informazioni sullo stato attuale delle ricerche sul clima in relazione ai cambiamenti climatici. Il rapporto speciale dell’IPCC aiuta a stimare meglio i cambiamenti climatici nelle regioni di montagna di tutto il mondo e a minimizzare i rischi affinché la popolazione, i beni materiali e le basi vitali naturali siano meglio protetti.
Per far fronte a queste sfide occorre uno sforzo coordinato lungo l’intera catena, ad iniziare dalla scienza fino alle autorità responsabili. Dati scientificamente fondati, previsioni, informazioni e prestazioni sono essenziali per rafforzare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici su scale diverse – locale, regionale e nazionale. Per tale ragione da oggi al 31 ottobre 2019 a Ginevra si tiene un vertice, il High Mountain Summit. Questo vertice è stato indetto dall’Organizzazione meteorologica mondiale OMM in collaborazione con altre organizzazioni partner delle Nazioni Unite, oltre a numerosi esponenti del mondo scientifico. Il High Mountain Summit sarà aperto da un discorso di benvenuto del consigliere federale Alain Berset. Il summit è voluto per incoraggiare il dialogo al fine di elaborare le prestazioni necessarie. Da questo vertice dovrà emergere un piano di azione concreto (Call for Action). In tal modo esso contribuirà in particolare a garantire uno sviluppo sostenibile nelle regioni di montagna.
In qualità di Paese di montagna riconosciamo l’urgenza di agire per contrastare i cambiamenti climatici. Anche per questo la Svizzera effettua ricerche sui cambiamenti climatici con gli scenari climatici nazionali, come pure sulle conseguenze dei cambiamenti climatici attuali e futuri sulla società, sull’economia e sull’ambiente, tra l’altro nel quadro del National Centre for Climate Services (NCCS). Il NCCS è la rete della Confederazione per i servizi climatici e la concretizzazione a livello nazionale del Global Framework for Climate Services dell’OMM.
L’OMM in breve
L’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite (ONU) per la meteorologia, la climatologia, l’idrologia e le scienze geofisiche affini. La Svizzera ha aderito all’OMM nel 1949 e ne ospita la sede. L’Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera è responsabile di rappresentare gli interessi della Svizzera.
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