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Il dr. med. Reto Guetg, un esperto di questo tumore, risponde alle vostre domande:
Le presenti risposte sono una presa di posizione di carattere generale. Non si può infatti sostituire la consulenza personale con il parere di uno specialista qualificato in medicina. Se in un articolo vengono citati determinati medici, impianti terapeutici o prodotti, ciò non avviene a titolo di pubblicità o di raccomandazione, ma va inteso semplicemente come accenno ad altre fonti informative.
Alcune domande e risposte sono state tradotte in un’altra lingua nazionale. Se dovessero sorgere domande o ambiguità, favorite rivolgervi alle consulenti specializzate della Linea cancro. Numero gratuito 0800 11 88 11 oppure e-mail <email-pii>
Domanda di Nikita:
Buongiorno, mia mamma soffriva di cancro intestinale. 5 anni fa mi sono sottoposta a una coloscopia. In seguito mi hanno asportato un polipo benigno. È opportuno ripetere la coloscopia? Sono un po' preoccupata a causa di un'ernia discale cervicale che avevo avuto l'ultima volta. Inoltre, ho anche paura di una lesione intestinale. Mi può dare qualche consiglio?
Risposta del dott. Reto Guetg:
Buongiorno nikita,
visto che l'ultima volta ha avuto problemi con un'ernia al disco, posso comprendere benissimo le Sue preoccupazioni di fronte a un'ulteriore coloscopia. A Sua madre è stato diagnosticato un cancro intestinale, mentre a Lei è stato asportato un polipo. Il problema potrebbe pertanto essere di tipo genetico e in tal caso Lei farebbe parte delle persone a rischio. A queste ultime raccomandiamo di sottoporsi ogni 5 o 10 anni a una coloscopia. Il tessuto del polipo asportato dall'intestino è stato analizzato accuratamente dal patologo. Da questo esame si può evincere il momento più opportuno per effettuare una nuova coloscopia. Nel caso di un polipo benigno l'esame può essere ripetuto tra 5 anni. Il Suo medico curante glielo saprà dire con esattezza.
Le lesioni intestinali sono rarissime. L'avanzamento dell'endoscopio può tuttavia causare una sensazione spiacevole. Su richiesta, durante l'esame al paziente può essere somministrato un medicamento calmante.
In caso di preoccupazioni o dubbi, si rivolga al Suo medico curante che La seguirà e sostenerrà.
Domanda di silversea:
Un'infiammazione della mucosa gastrica e dell'esofago (da 15 anni) è uno stadio preliminare di cancro intestinale?
Risposta del dott. Reto Guetg:
Buongiorno silversea,
No una gastrite/esofagite non rappresenta uno stadio iniziale di cancro intestinale. Sono invece più a rischio le persone colpite da un’infiammazione grave e di lunga durata della mucosa dell'intestino crasso (Colitis ulcerosa o Morbus Crohn).
Probabilmente la persona a Lei vicina soffre di un riflusso crescente d'acido gastrico e biliare il quale causa acidità di stomaco. Nel corso del tempo questo riflusso danneggia le cellule nel punto di passaggio tra lo stomaco e l'esofago. Il corpo sostituisce le cellule mancanti con la mucosa gastrica meno sensibile agli acidi. Questi cambiamenti a livello cellulare causano una contrazione all'interno dell'esofago. Queste modifiche cellulari nell'esofago inferiore causate dal riflusso sono uno stadio preliminare di cancro all'esofago.
Una malattia di riflusso va trattata con farmaci antiacidi. Le consiglio di parlarne con il suo medico. Se la malattia dovesse persistere è opportuno sottoporsi a regolari gastroscopie al fine di rilevare precocemente i sintomi di un possibile sviluppo del cancro sul punto di passaggio tra lo stomaco e l'esofago.
Domanda di SUTER:
Buongiorno dott. Guetg,
il cancro intestinale può essere causato da una predisposizione genetica? Come si può prevenire il cancro intestinale? Sono un uomo di 58 anni d'età. Posso sottopormi a un esame di diagnosi precoce? La ringrazio già fin d'ora per le Sue delucidazioni.
Risposta del dott. Reto Guetg:
Buongiorno SUTER,
Diversi difetti genetici (errori in determinati punti dei cromosomi) possono aumentare in modo significativo il rischio di cancro intestinale. Tuttavia, soltanto il 5-10 per cento di tutti i casi di cancro all'intestino sono causati da difetti genetici di questo genere. Per ulteriori informazioni Le consiglio l'opuscolo della Lega svizzera contro il cancro Rischio di cancro ereditario.
Un rischio maggiore di essere colpiti da cancro intestinale per motivi genetici può sussistere se a un genitore o almeno a un fratello o a una sorella è stato diagnosticato un cancro all'intestino oppure polipi intestinali. In questo caso è opportuno consultare il medico di famiglia per discutere sulla situazione.
Alcuni fattori di rischio, quali l'età o la predisposizione genetica, non sono influenzabili. I fattori di rischio che dipendono dallo stile di vita personale possono invece essere influenzati in modo attivo.
Ne fanno parte:
Un’alimentazione sana
Molto movimento
Poco alcol e
Niente fumo.
Alla rubrica Prevenzione troverà ulteriori informazioni sull'argomento.
Tra gli esami di diagnosi precoce che posso raccomandare figurano il controllo della presenza di sangue nelle feci e la coloscopia. In Svizzera non esiste ancora nessun esame di diagnosi precoce sistematico del cancro intestinale. La Lega svizzera contro il cancro raccomanda di sottoporsi periodicamente a tali esami a partire dal 50 anno d'età. In caso di esito negativo, gli esami vanno ripetuti ogni 10 anni. La situazione personale va in ogni caso discussa con il proprio medico di famiglia.
Nell'opuscolo No al cancro intestinale? sono disponibili ulteriori informazioni.
Domanda di Neve:
Mio padre è deceduto alcuni anni fa a causa di un tumore intestinale. Questa perdita ha scosso profondamente sia me, sia i miei fratelli che le mie sorelle. Da 4 anni seguo un'alimentazione vegetariana e sto riflettendo se rinunciare completamente a prodotti animali. Una dieta vegana può offrire maggiore protezione contro il cancro intestinale? Molte grazie della Sua risposta. Neve
Risposta del dott. Reto Guetg:
Buongiorno Neve,
Diversi studi dimostrano che la maggior parte delle diverse forme di nutrizione che riducono il rischio di cancro sono a base vegetale. Questi tipi di alimentazione includono un'elevata percentuale di sostanze (vitamine, minerali e sostanze vegetali secondarie) e fibre nutritive, nonché una bassa densità energetica.
Si presume che la carne rossa e trattata (salumi, carne salata e salmistrata) sia una delle possibili o addirittura probabili cause di alcune malattie cancerogene. Nel caso di carne bianca e pesce non è stato evidenziato alcun rapporto causale.
La carne può invece rappresentare un'importante fonte di sostanze nutritive, soprattutto per la proteina, il ferro, lo zinco e la vitamina B12. Pertanto, un'alimentazione del tutto priva di carne non è necessaria. Si raccomanda quindi un moderato consumo di carne.
In caso di rinuncia totale di prodotti animali, quali latte, burro, uova, yogurt, quark e formaggio, il rischio di una malnutrizione aumenta notevolmente e può causare seri problemi alla salute.
Il mio consiglio: segua un'alimentazione equilibrata, rinunci a bevande alcoliche e si muova a sufficienza (almeno 30 minuti al giorno). Consulti inoltre il Suo medico curante per discutere sul Suo rischio individuale di contrarre la malattia e sulle rispettive possibilità di diagnosi precoce.
Per sapere come prevenire il cancro intestinale e come fare per seguire un'alimentazione equilibrata raccomando di leggere gli opuscoli della Lega svizzera contro il cancro No al cancro intestinale? oppure Un'alimentazione equilibrata rafforza la salute.
Domanda di bella:
All'inizio di marzo mi hanno diagnosticato un tumore nell'intestino crasso con metastasi nel fegato, nonché un'embolia polmonare per la quale devo somministrare un anticoagulante. Ho ancora speranza di sconfiggere la malattia, eventualmente tramite un'operazione? Non desidero altro che guarire. Molte grazie.
Risposta del dott. Reto Guetg:
Buongiorno Bella,
Nella Sua situazione tutti vorrebbero guarire. Quando il tumore è progredito, normalmente la malattia non è più curabile. In questi casi, la miglior cosa da fare è di adottare tutte le misure mediche possibili al fine di migliorare la qualità della vita, grazie a un efficace controllo dei sintomi. Questi provvedimenti palliativi possono comprendere anche un intervento da parte di un chirurgo. Soltanto il Suo oncologo è però in grado di valutare se al momento attuale potrebbe trarre vantaggi da un'operazione o se sono indicate altre forme di terapie.
Domanda di enrico:
scusi dr. una domanda esiste un famigliarita sul il tumore allo stomaco tra sorelle e i figli come sono i sintomi. grazie enrico da roma
Risposta del dott. Reto Guetg:
Buongiorno enrico,
Esiste una predisposizione familiare che contribuisce alla genesi della malattia; alcune alterazioni a carico di determinati geni (tra i quali p53 e APC) sono causa dell’insorgenza di tumori in diversi organi, tra i quali lo stomaco. Si parla in questi casi di Sindrome di Lynch di tipo II. Si tratta di una malattia tumorale autosomica dominante. E’ causata da una mutazione ricorrente a livello di uno dei 4 geni attualmente riconosciuti responsabili del controllo e della riparazione degli errori di replicazione del DNA in tutte le cellule del corpo.
I sintomi del cancro dello stomaco sono:
• disturbi persistenti della digestione
• inappetenza
• difficoltà di deglutizione
• perdita di peso
• sensazione di pienezza dopo i pasti
• senso di nausea e vomito
• sensazione di bruciore (pirosi)
• presenza di sangue nelle feci o feci nere
• stanchezza dovuta ad anemia (dovuta a sanguinamento dalla parete dello stomaco)
Non necessariamente tutti devono essere presenti e la maggior parte di coloro che accusano questi sintomi non si ammaleranno di tumore. Tuttavia, è importante recarsi immediatamente dal medico, che prescriverà gli esami del caso, se lo riterrà opportuno.
Domanda di Weronika1:
Gentile Professore,
non sono francofona e non ho molta dimestichezza con i termini medici, ma cerco delle risposte alle mie interrogazioni riguardanti il cancro di mia sorella. Si tratta di un sarcoma dei tessuti molli – retroperineale, liposarcoma mixoide G3 T2b N0 M0, inizialmente allo stadio III b, giunto ora allo stadio IV. Quando la malattia si è dichiarata mia sorella aveva 36 anni, ora ne ha 40. Presenta delle metastasi ai polmoni. Come cura, i medici hanno previsto solo la radioterapia palliativa. La prima domanda è... quali sono le statistiche sul tempo che le rimane da vivere? La seconda è più tecnica: ho appreso che la malattia di mia sorella in genere non dà metastasi alle ossa, mentre il tumore al rene sì... e nel suo caso, anche il rene è stato colpito e asportato. Significa che rischia di avere metastasi alle ossa, oppure no? La ringrazio sin d'ora per le risposte o le eventuali piste di ricerca che vorrà inviarmi. Raccogliere informazioni mi aiuta, perché mi sembra almeno di fare qualcosa.
Ancora grazie.
Cordialmente,
Weronika
Risposta del dott. Reto Guetg:
Gentile Weronika1,
Mi dispiace che le condizioni di sua sorella siano così gravi. Il periodo che sta attraversando è certamente difficile e capisco che desideri raccogliere informazioni.
Nessuno medico può dire quanto tempo rimane da vivere a sua sorella. Ogni tumore, ogni paziente, quindi ogni situazione è diversa. Lo sviluppo di un tumore dipende da innumerevoli fattori. Quindi, è quasi impossibile fare una prognosi.
Analogamente, nessuno può dire se sua sorella svilupperà metastasi alle ossa oppure no.
È importante aver ben chiaro che le statistiche sulle curve di sopravvivenza si basano su studi effettuati in precedenza. Non possono, in nessun caso, permettere di formulare una prognosi specifica sul caso di sua sorella! E fondarsi su questi dati per dedurre quanto tempo le rimane ancora da vivere, costituirebbe un ragionamento completamente errato.
Si occupi di lei per quanto possibile, rispettando ciò che sua sorella desidera. Le chieda cosa si aspetta da lei, cosa vuole che faccia per lei, come può accompagnarla.
Nella rubrica del shop Disturbi concomitanti della Lega svizzera contro il cancro troverà degli opuscoli che possono forse interessarla.
Le invio i miei più cordiali saluti e auguro a lei e a sua sorella di trovare il coraggio necessario per affrontare questa difficile prova.
Domanda di lengg10:
Da mezzo anno non riesco più a mangiare alimenti solidi. Mi viene subito la diarrea. Di cosa potrebbe trattarsi?
Risposta del dott. Reto Guetg:
Buongiorno lengg10,
in base ai disturbi lamentati, Le consiglio di sottoporsi urgentemente a un esame medico. Si faccia visitare dal Suo medico di famigliache all'occorrenza La indirizzerà da specialisti competenti per ulteriori esami. Le consiglio di non attendere ulteriormente nella speranza che il Suo stato di salute migliori spontaneamente!
Domanda di MPA:
Egregio dott. Guetg,
mio padre soffre di colite ulcerosa e da poco purtroppo anche di cancro all'intestino crasso. Stando alle dichiarazioni dei medici, si tratterebbe di un carcinoma atipico, estremamente raro nei pazienti affetti da colite. Nel rapporto patologico si specifica che si tratta di un adenocarcinoma intramucoso, positivo CAM 5,2, CRA, CDX2, KI67 antigene. Questo tumore raro nei pazienti affetti da colite appartiene ai tipi di cancro curabili? Cosa deve osservare mio padre per quanto concerne l'alimentazione? È opportuno che eviti o limiti il consumo di legumi e alimenti ricchi di istamina? La ringrazio già fin d'ora per il Suo riscontro. Cordiali saluti G. V., dipl. MPA
Risposta del dott. Reto Guetg:
Buongiorno MPA,
i fattori riportati nel rapporto patologico da Lei descritti sono importanti per determinare il tipo di tumore e in parte vengono considerati anche nella scelta della terapia appropriata. La curabilità e la risposta alla terapia del tumore dipendono tuttavia anche da altri fattori, tra i quali figurano lo stadio di malattia al momento della diagnosi e il grado di penetrazione, nonché se il carcinoma ha superato la parete intestinale, se ne sono colpiti o meno i linfonodi, ma anche dall'aggressività delle cellule tumorali, ovvero il cosiddetto grading, e non da ultimo dallo stato di salute generale di Suo padre. La colite ulcerosa non c'entra per la determinazione della terapia migliore da adottare.
Se un'alimentazione ricca di istamina può avere effetti positivi sul benessere di Suo padre è incerto perché finora non esistono metodi affidabili per la determinazione del livello d'istamina. Per sapere se Suo padre può trarre benefici da un'alimentazione di questo genere, Le consiglio di consultare il medico curante. Non ci sono diete speciali comprovate che possano essere consigliate a pazienti affetti da cancro e tanto meno in caso di cancro intestinale. In questi casi è tuttavia essenziale assumere abbastanza calorie per evitare perdite di peso. Va data sempre data la preferenza a una nutrizione equilibrata, a base di alimenti freschi. Per Suo padre è tuttavia importante che nell'alimentazione tenga in considerazione anche la colite ulcerosa. In caso di problemi di nutrizione può anche consultare un dietista. Il medico curante sarà certamente in grado di consigliargliene uno. Cogliamo l'occasione per augurare a Suo padre forza e coraggio per superare questa grave malattia.
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