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Errori, fughe di notizie, inchieste: F1 senza credibilità
F1 nella bufera, la FIA dovrebbe cominciare a ristrutturare i suoi organi decisionali.
SINGAPORE - Dal nostro corrispondente, Umberto Zapelloni.
La Formula 1 che colleziona record di pubblico in pista, di audience in TV, che ha la coda di costruttori, sponsor e organizzatori che vogliono partecipare alla festa… sta rischiando di bruciarsi. È come il contadino che dopo aver munto la mucca dà un calcio al secchio rovesciando il latte sul pavimento della stalla. Un paragone ardito per lo sport più tecnologico del mondo, ma rende l’idea.
Non si può continuare ad abbinare la velocità delle auto in pista con la lentezza dei commissari nel prendere le decisioni. Dopo aver fatto aspettare per ore lo schieramento di partenza di Monza e aver combinato poi il pasticcio di una gara conclusasi dietro Safety Car, a Singapore ci hanno fatto aspettare tre ore per sapere chi aveva vinto la gara. Al netto dei dubbi sul campionato scorso, nel quale il vincitore è ora sotto inchiesta per aver infranto il budget cap, irregolarità emersa da una inquietante fuga di notizie e non da una comunicazione ufficiale.
Mentre Perez si auto proclama re delle città vincendo a Singapore dopo aver conquistato Monaco e la Ferrari getta in mare l’ennesima pole position stagionale (alle ultime sette pole di Leclerc sono seguite sette vittorie Red Bull), la Formula 1 ha ben altro su cui riflettere. La gara di Singapore è partita con un’ora di ritardo per il nubifragio ed è ufficialmente finita quasi tre ore dopo la bandiera a scacchi dopo che i commissari avevano deciso di non decidere sull’infrazione di Perez, che non aveva mantenuto la distanza regolamentare dietro la Safety Car in due occasioni. Hanno creduto alla sua tesi: "La pista era umida, le gomme fredde, non riuscivo a tenere il ritmo della Safety". Così gli hanno dato una reprimenda per la prima infrazione e 5 secondi di penalità per la seconda, confermando la sua vittoria (aveva tagliato il traguardo con 7”5 di vantaggio su Leclerc). Perez ha strameritato: è partito meglio di Charles poi ha tenuto a bada i suoi attacchi diventati addirittura furibondi verso la fine. Ma prendere in giro il mondo con un verdetto come quello emesso dopo ore di discussioni fa davvero sorridere. I commissari hanno scelto di punire senza punire davvero. Un’altra pugnalata alla credibilità del circus più che al cuore della Ferrari, che l’occasione l’ha persa per colpe soprattutto sue. Una volta certe decisioni venivano prese durante la gara, cosa che avrebbe permesso a Leclerc di non bruciarsi le gomme nel tentativo di passare Perez e magari gli avrebbe permesso di restare nei 5 secondi di gap.
In attesa di sapere che ne sarà del budget cap, la Federazione Internazionale dovrebbe cominciare a ristrutturare i suoi organi decisionali. Così non si può davvero andare avanti. Sarebbe come se il Var decidesse a partita finita se un gol è valido oppure no.