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L’essenziale in breve:
- Il Consiglio federale intende migliorare la situazione delle persone transessuali o che presentano una variante dello sviluppo sessuale.
- In futuro esse potranno cambiare il loro sesso e il loro nome senza complicazioni burocratiche con una semplice dichiarazione presso l’ufficio dello stato civile.
- In tal modo il Consiglio federale conferma la sua politica volta ad adeguare il diritto civile alle effettive esigenze e realtà di vita della popolazione.
Per migliorare la situazione delle persone transessuali o che presentano una variante dello sviluppo sessuale, il Consiglio federale intende semplificare le modalità di cambiamento del sesso e del nome nel registro dello stato civile. Le persone che hanno l’intima convinzione di non appartenere al sesso iscritto nel registro dello stato civile potranno cambiare sesso e nome con una semplice dichiarazione. Non sarà necessario alcun esame medico preliminare. Se la persona interessata è sposata, il matrimonio rimane in essere; all’unione domestica registrata si applica lo stesso principio. Anche i rapporti di filiazione restano immutati.
Con la modifica proposta, il Consiglio federale adegua la legislazione alla situazione specifica in cui si trovano le persone con una transidentità o con una variante dello sviluppo sessuale. La revisione si colloca pertanto nella scia di altre riforme del Codice civile risalenti agli ultimi anni come, ad esempio, il diritto in materia di autorità parentale, di mantenimento e di adozione. L’obiettivo di queste modifiche è di adeguare il diritto civile alle effettive esigenze e alle diverse realtà di vita della popolazione.
Attuali difficoltà nella rettifica delle iscrizioni del registro
Attualmente ogni bambino deve essere annunciato all’ufficio dello stato civile nei tre giorni successivi alla nascita con cognome, nome, filiazione e sesso. Per i circa quaranta bambini che ogni anno nascono in Svizzera con una variante dello sviluppo sessuale, questa regola è difficilmente applicabile e spesso emotivamente pesante: anche quando i medici non sono in grado di determinare il sesso del neonato, il bambino deve ugualmente essere iscritto o con il sesso maschile o con quello femminile presso l’ufficio dello stato civile. Il sesso e il nome possono essere successivamente modificati soltanto ricorrendo a una procedura amministrativa o giudiziaria.
Anche le persone transessuali, la cui identità sessuale si discosta dal sesso loro attribuito alla nascita, devono affrontare notevoli difficoltà. Secondo estrapolazioni statistiche, in Svizzera vivono tra 100 e 200 persone transessuali, che hanno già subito un’operazione o che prevedono di sottoporvisi. Fino a poco tempo fa potevano far cambiare il sesso iscritto nel registro dello stato civile soltanto dopo essersi sottoposte a una sterilizzazione chirurgica o a un adeguamento operativo degli organi sessuali. Inoltre, se erano sposate, dovevano prima divorziare. Sebbene oggi si prescinda da tali requisiti, le persone transessuali devono comunque ancora superare molti ostacoli, dato che non vi è una normativa legale chiara: ad esempio, devono rivendicare per via legale il riconoscimento del cambiamento del sesso. La prassi giudiziaria non è uniforme e le procedure risultano inutilmente lunghe, complicate e costose. Per tali motivi il Consiglio federale intende adeguare il Codice civile.
Indipendentemente dalla proposta revisione di legge, il Consiglio federale sta attualmente verificando se le disposizioni d’esecuzione e il registro dello stato civile debbano essere adeguati per prolungare il termine di tre giorni, previsto per annunciare il sesso presso l’ufficio dello stato civile, quando il sesso non può essere determinato subito dopo la nascita. In passato, a causa della pressione sociale, alcuni bambini sono stati sottoposti a operazioni in parte irreversibili per determinare il loro sesso, sebbene dal punto di vista medico non fosse necessario.
Rapporto relativo alla questione del terzo genere
Con la proposta modifica del Codice civile non viene introdotta una terza opzione di genere. Il Consiglio federale ritiene tuttavia che la Svizzera debba affrontare la questione dell’introduzione di un terzo sesso. Pertanto, a febbraio del 2018, ha proposto di accogliere i postulati dei consiglieri nazionali Sibel Arslan (17.4121) e Rebecca Ruiz (17.4185), che chiedono di esaminare tale questione, e si è dichiarato disposto a redigere un rapporto in merito alla questione.
Ultima modifica 24.05.2018
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