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Il segretario generale della Federazione mondiale di calcio Jérôme Valcke, di cui la Fifa ha annunciato ieri sera la sospensione con effetto immediato, contesta tramite il suo avvocato le accuse che l'avrebbero motivata.
Secondo l'agente di una società di marketing sportivo Benny Alon, Valcke sarebbe implicato in una vicenda di rivendita sul mercato nero di biglietti per la Coppa del mondo 2014 in Brasile.
"Jérôme Valcke respinge vigorosamente le accuse oltraggiose rivoltegli da Benny Alon riguardo alle supposizioni di vendita dei biglietti dell'ultima Coppa del mondo di calcio", afferma il suo avvocato Barry Berke in un comunicato. "Valcke non ha mai ricevuto o accettato del denaro o altri oggetti di valore da Alon", ha precisato l'avvocato dello studio legale newyorchese Kramer Levin Naftalis & Frankel.
In una conferenza stampa tenuta ieri a Zurigo Alon, 65 anni, calciatore israeliano negli anni '70 poi trasferitosi negli USA e riciclatosi nel marketing sportivo per una società specializzata, la JB Sports Marketing, ha detto di aver accettato, nel 2013, di versare denaro in contanti a Valcke in cambio di biglietti per la fase finale dei Mondiali, che contava di rivendere a un prezzo molto superiore al loro valore, per poi spartire in seguito i guadagni con il segretario generale. L'ex calciatore ha aggiunto che la "combine" non è stata poi messa in atto e che non ha mai versato denaro a Valcke.
Annunciando che il francese Valcke, 55 anni il mese prossimo, braccio destro del presidente dimissionario Sepp Blatter dal 2007, è "sospeso dai suoi incarichi con effetto immediato e fino a nuovo ordine", la Fifa ha aggiunto di aver chiesto alla sua Commissione etica di aprire un'inchiesta. La Federazione non ha precisato il motivo della sospensione, ma secondo fonti vicine al dossier si tratta in particolare delle affermazioni di Alon.
La Fifa controlla i diritti di vendita dei biglietti per la Coppa del mondo e in passato ha inflitto sanzioni a responsabili implicati in casi di rivendita in nero.
SDA-ATS