Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/247350

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare la possibilità di realizzare un progetto pilota scientifico con la partecipazione volontaria di aziende del settore pubblico e privato per verificare se la trasparenza dei salari negli annunci di lavoro possa contribuire a evitare la discriminazione salariale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Confederazione adotta diverse misure a favore della parità salariale. Il 1° luglio 2020, ad esempio, è entrata in vigore la modifica del 14 dicembre 2018 della legge sulla parità dei sessi (LPar, RS 151.1), che obbliga le imprese che impiegano più di 100 lavoratori a eseguire un'analisi della parità salariale. Inoltre, insieme con i Cantoni, le città e i Comuni, la Confederazione si impegna a garantire tale parità nel settore pubblico, come stabilito dalla Carta per la parità salariale, e ne verifica l'effettiva applicazione anche negli appalti pubblici federali. Nella riunione del 9 dicembre 2022, il Consiglio federale ha adottato il rapporto sulla "Strategia per rafforzare la Carta per la parità salariale" in adempimento del postulato 20.4263 della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N), varando 18 misure atte ad applicare al meglio quanto previsto dalla Carta. Inoltre, la Confederazione mette a disposizione di tutti i datori di lavoro uno strumento standard gratuito per l'analisi della parità salariale e offre appositi workshop.</p><p>Entro il 2025 il Consiglio federale prevede di stilare un bilancio intermedio della revisione della LPar (come accennato nei pareri relativi alla mozione 21.3944 Hess Lorenz "Basta parole, è l'ora dei fatti. Stesso stipendio per lo stesso lavoro", all'interpellanza 21.4315 Piller-Carrard "Dotarsi degli strumenti per rendere più efficace la legge federale sulla parità dei sessi" e alla mozione 22.3095 Porchet "Contro ogni forma di discriminazione nelle imprese serve un organo di difesa civica per la parità").</p><p>Infine, è importante ricordare che l'introduzione di un obbligo generalizzato e sancito per legge di esigere la trasparenza salariale negli annunci di lavoro del settore privato rappresenterebbe una forte ingerenza nella libertà economica e contrattuale delle parti coinvolte. Pertanto, tali strumenti potenzialmente vincolanti dovrebbero essere esaminati soltanto se può esserne appurata l'effettiva utilità. Secondo i dati attualmente disponibili non è questo il caso.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che le varie misure introdotte per raggiungere l'obiettivo della parità salariale siano sufficienti e non vede la necessità di ulteriori interventi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.