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Affinché i corsi d'acqua possano svolgere le loro funzioni naturali, in caso di prelievi d'acqua occorre lasciare acqua a sufficienza nel letto di fiumi e ruscelli. La legge sulla protezione delle acque definisce le quantità per i deflussi residuali.
La presenza di deflussi residuali è necessaria per salvaguardare le molteplici funzioni naturali delle acque che, oltre ad essere uno spazio vitale per la flora e la fauna nonché un elemento paesaggistico, alimentano le falde sotterranee e consentono la degradazione degli inquinanti. Dall'entrata in vigore della legge sulla protezione delle acque nel 1992, in caso di prelievi d'acqua da fiumi e ruscelli è pertanto necessario lasciare acqua a sufficienza nel letto dei corsi d'acqua.
In caso di prelievi approvati prima del 1992, le disposizioni sui deflussi residuali entrano in vigore appena la concessione per lo sfruttamento idrico dovrà essere rinnovata.
Deflussi residuali adeguati
La legge sulla protezione delle acque stabilisce come determinare deflussi residuali adeguati per l'approvazione di prelievi d'acqua. Ciò si applica sia ai prelievi nuovi sia a quelli già esistenti di cui occorre rinnovare il diritto di sfruttamento. La quantità adeguata di deflussi residuali è calcolata separatamente dai Cantoni per ogni corso d'acqua e ogni punto di prelievo.
Nel quadro della Strategia energetica 2050, gli effetti della quantità prescritta di deflussi residuali sono stati tenuti in considerazione anche nei calcoli relativi al potenziale di sviluppo dell'energia idroelettrica.
Uno studio svolto dall'UFAM mostra che le prescrizioni hanno effetti comprovati. (Pubblicazione solo in tedesco e francese).
La quantità minima d'acqua che deve sempre scorrere nei tratti con deflussi residuali è determinata in base alla portata minima naturale. In questo contesto occorre garantire la profondità dell'acqua per la libera migrazione dei pesci (ca. 20 cm) e, in caso di immissione di acque di scarico nei tratti con deflussi residuali, rispettare la qualità prescritta per le acque.
Risanamento di tratti con deflussi residuali
In Svizzera, numerosi fiumi e ruscelli continuano a essere prosciugati temporaneamente a causa di prelievi d'acqua; per molte centrali idroelettriche, infatti, le disposizioni concernenti i deflussi residuali hanno effetto soltanto se la loro concessione deve essere rinnovata. Ciò, tuttavia, avverrà solo tra 40 anni. Nel frattempo occorrerà risanare i tratti con deflussi residuali esistenti, sempre che ciò sia sopportabile sotto il profilo economico. Una valutazione economica da parte dei Cantoni chiarisce le ripercussioni del risanamento sulla produzione, sui costi e sul reddito.
Circa la metà dei 1500 prelievi d'acqua destinati allo sfruttamento idrico deve essere risanata.
Stato del risanamento dei deflussi residuali
Sebbene il termine per i risanamenti fosse fine 2012, diversi progetti sono ancora in corso.
L'esecuzione dei risanamenti è di competenza dei Cantoni, che se ne assumono anche le spese. Conformemente alla legge sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN), la Confederazione partecipa ai costi di misure di risanamento supplementari in paesaggi e biotopi inventariati.
L'UFAM sostiene i Cantoni nel risanamento dei propri tratti con deflussi residuali, rileva periodicamente lo stato dei lavori e informa sui progressi.
Rapporto attuale sullo stato a fine 2018 (solo in tedesco e francese)
Grazie ai dati forniti dai Cantoni sui prelievi d'acqua esistenti, l'UFAM ha elaborato una carta nazionale dei deflussi residuali, che illustra le località in cui i prelievi d'acqua causano problemi ecologici e fornisce una prima panoramica sul grado di attuazione delle disposizioni concernenti i deflussi residuali.
Ulteriori informazioni
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Documenti
Ausnahmen von den Mindestrestwassermengen im Rahmen einer Schutz- und Nutzungsplanung (PDF, 634 kB, 10.10.2006)(in tedesco), rapporto peritale del gennaio 2005
Diritto
Ultima modifica 30.05.2017