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Tanja Manser, l'unica donna nella Commissione federale per la sicurezza nucleare (CSN), ha deciso di dimettersi per divergenze riguardo al suo compenso. È il secondo membro che lascia la commissione in un mese.
La CSN ha ricevuto la lettera di dimissioni, ha detto all'ats Johannes Holocher, responsabile del segretariato, confermando che alla base della decisione vi sono gli indennizzi versati ai membri della commissione. Manser è dottoressa in psicologia, specialista di management dei rischi nei posti di lavoro difficili. Anche il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, delle energie e della comunicazione (DATEC) è stato informato delle dimissioni con effetto immediato all'inizio della settimana, ha precisato la portavoce Annetta Bundi.
In un mese è il secondo membro della CSN - che ne conta in tutto sei - a dimettersi. In giugno il geologo esperto di scorie nucleari Marcos Buser aveva spiegato, in un'intervista alla "SonntagsZeitung", di aver lasciato perché nauseato dalla promiscuità di interessi esistente tra l'Ufficio federale dell'energia (UFE), l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) e la Nagra, la Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive.
Quest'ultima, ha denunciato Buser al domenicale, è il burattinaio "che manovra da dietro le quinte il processo di ricerca di un deposito in profondità per l'immagazzinamento delle scorie nucleari". "La procedura per la ricerca di un sito destinato all'immagazzinamento di scorie radioattive in profondità rischia di sfuggire di mano", ha confessato un Buser esasperato al settimanale, precisando di "averne abbastanza di vedere che tutte le nostre raccomandazioni alle autorità competenti finiscono in un cassetto".
SDA-ATS