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Gli Usa si avviano a rinviare la stretta ulteriore del 15% sui dazi all'import di oltre 100 miliardi di beni made in China, prevista al 15 dicembre: lo riporta il Wall Street Journal citando l'indicazione emersa dai negoziatori delle due parti.
Nel frattempo prosegue il confronto per spingere Pechino ad acquistare più prodotti agricoli americani e per arrivare alla cosiddetta "fase uno". Il presidente statunitense Donald Trump, al quale spetta la decisione in ultima battuta, spinge per un accordo a breve termine.
L'ipotesi rilanciata dal Wsj è giunta dopo una giornata di voci sulle difficoltà negoziali tra le parti. A Washington, sempre sul commercio, c'è oggi grande attenzione alla finalizzazione dell'accordo con Messico e Canada dato che l'amministrazione Trump e i democratici della Camera sono considerati molto vicini alla definizione di uno schema che rimpiazzi il North American Free Trade Agreement (Nafta).
Il South China Morning Post, invece, ha riportato che Cina e Usa avrebbero difficilmente raggiunto un accordo in settimana, prima del 15 dicembre, giorno di efficacia dei dazi aggiuntivi sull'import di beni cinesi. In questo scenario, il quotidiano di Hong Kong ha aggiunto che le tariffe non erano attese come vicine all'entrata in vigore. Gli Usa avevano indicato la data quale termine ultimo per trovare l'accordo della cosiddetta "fase uno", in mancanza del quale sarebbero scattate i nuovi dazi.
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