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I motori ripescati quattro mesi fa in fondo all'oceano Atlantico sono proprio quelli che spedirono l'uomo sulla Luna nel 1969 con la storica missione Apollo 11 della Nasa: la conferma, alla vigilia del 44esimo anniversario del primo allunaggio, viene dai numeri di serie impressi sui rottami. Ad annunciarlo è il fondatore e creatore di Amazon, Jeff Bezos, che ha personalmente condotto la missione per il recupero dei motori.
In un post pubblicato sul sito della Bezos Expeditions, Jeff Bezos riferisce che un esperto addetto alla conservazione dei reperti è riuscito a identificare un numero ("2044") stampato in vernice nera sul lato di una delle camere di spinta del propulsore. Questo sarebbe il numero seriale dato dalla compagnia americana Rocketdyne che aveva prodotto i motori, e corrisponderebbe al numero seriale "6044" dato dalla Nasa per il motore numero 5 del razzo Saturn V usato nella missione Apollo 11. Dopo aver ripulito meglio il reperto rimuovendo del materiale corroso alla base della stessa camera di spinta, l'esperto avrebbe trovato l'intera dicitura ("Unit No 2044") stampata sulla superficie metallica.
Si risolve così anche l'ultimo mistero che l'oceano sembrava non voler svelare. "Quarantaquattro anni fa come domani, Neil Armstrong avrebbe messo piede sulla Luna, e ora siamo riusciti a recuperare una meraviglia tecnologica che ha reso tutto questo possibile", scrive Bezos complimentandosi con il gruppo di esperti che conservano i reperti al Kansas Cosmosphere and Space Center di Hutchinson, in Kansas.
SDA-ATS