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Il decennio mondiale dell’educazione allo sviluppo sostenibile (durata 2005-2014) svolge lentamente al termine. In diversi Paesi la discussione verte attorno alla continuità: se e in quale forma proseguire col decennio.
Il Rapporto Brundtland, pubblicato nel 1987 dalla Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo, ha definito un concetto di sviluppo sostenibile. In sostanza, «lo sviluppo sostenibile soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i loro bisogni».
Il vertice mondiale dell’ONU tenutosi a Rio nel 1992 ha successivamente creato le basi politiche per concretizzare questa visione. Con l’istituzione dell’Agenda 21, i 182 Stati firmatari si sono impegnati nell’attuazione pratica dello sviluppo sostenibile.
Proclamando gli anni 2005-2014 come «Decennio mondiale dell’educazione allo sviluppo sostenibile», l’assemblea generale dell’ONU ha riaffermato che l’educazione è una condizione essenziale per la promozione della sostenibilità.
«Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti»
Scopo di questa Strategia è di incoraggiare gli stati membri UNECE a sviluppare e introdurre l’ESS nei loro sistemi educativi formali, in tutti i soggetti rilevanti, e anche nei sistemi di educazione informale e non formale.