Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/168503

<h2>SubmittedText<h2><p>In adempimento del mio postulato 14.3776 il Consiglio federale ha commissionato un rapporto al fine di valutare e migliorare le autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA). Il rapporto è stato pubblicato all'inizio del 2016, senza tuttavia suscitare particolare attenzione.</p><p>Nelle 88 pagine del rapporto sono state analizzate 138 delle 147 organizzazioni APMA. Il rapporto mostra che non esiste un modello ideale, nonostante quanto sempre sostenuto dai fautori della modernizzazione dell'APMA. Gli autori ritengono necessari disciplinamenti laddove i comuni finanziano l'APMA e sono nel contempo coinvolti sul piano organizzativo. Questa richiesta dà ragione ai Comuni: chi paga deve anche avere voce in capitolo e ricevere informazioni; eventualmente va introdotto un obbligo di consultazione. Finora la richiesta era stata categoricamente respinta quale "intromissione". Di fatto, secondo il rapporto, in Svizzera esistono molti modelli e tutte le forme possono funzionare.</p><p>Il rapporto fornisce spunti assai interessanti anche nell'ambito del finanziamento. Raccomanda infatti di addossare una parte dei costi al Cantone quando i casi APMA riguardano piccoli Comuni, il che sgraverebbe alquanto i comuni. Il formalismo da parte dell'APMA è fuori luogo.</p><p>Lo studio dimostra quanto supposto da tempo: le attuali questioni relative all'APMA sono sorte in parte perché la professionalizzazione è stata imposta e implementata con troppa poca apertura e realismo.</p><p>Il rapporto APMA di Interface ha formulato quattro raccomandazioni. È stata sollevata la questione della loro attuazione e non vi sono ancora novità da parte delle autorità.</p><p>1. In che modo i sistemi sono stati perfezionati e i processi ottimizzati nei Cantoni, anche sul piano dei modelli di finanziamento?</p><p>2. In che modo è verificata l'efficacia dell'APMA?</p><p>3. La Confederazione sostiene attivamente il coinvolgimento dei Comuni secondo il modello ticinese o ad esempio il coinvolgimento nel chiarimento dei fatti?</p><p>4. Come è organizzato e attuato lo scambio tra le autorità cantonali e federali?</p><p>5. Come sarà permesso ai Comuni di consultare gli atti? A tal fine occorre una revisione del Codice civile?</p><p>6. Come valuta il Consiglio federale le raccomandazioni e il rapporto? Vi sono altre misure che intende adottare? Quali misure sono a suo avviso prioritarie ed entro quando sarà stilato il relativo rapporto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Trasmettendo i postulati 14.3891, "APMA. Prime constatazioni in seguito alla professionalizzazione", e 14.3776, "Professionalizzazione dello Stato sociale a ogni costo?", nella sessione invernale 2014 il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di riesaminare il diritto in materia di protezione dei minori e degli adulti, in vigore dal 1° gennaio 2013. Come indicato dal Consiglio federale nel comunicato stampa del 4 maggio 2016, in un primo tempo s'intendono illustrare l'attuazione sotto il profilo organizzativo e le cifre relative alle prestazioni e ai costi. Il rapporto esterno già pubblicato fornisce la base necessaria per farlo. In un secondo tempo il Consiglio federale esaminerà a fondo le divergenze d'attuazione e le raccomandazioni formulate nel rapporto esterno, analizzando criticamente il nuovo diritto. Il rapporto del Consiglio federale indicherà se occorre adottare misure o legiferare. L'adozione del rapporto da parte del Consiglio federale è prevista per il primo trimestre del 2017.</p><p>1. Vari Cantoni hanno già adottato misure per ottimizzare l'attuazione del diritto in materia di protezione dei minori e degli adulti. Il finanziamento delle misure, ad esempio, è retto dal diritto cantonale. È pertanto primariamente compito dei Cantoni interessati procedere ai miglioramenti necessari.</p><p>2. Il rapporto annunciato dal Consiglio federale analizzerà il lavoro delle autorità di protezione dei minori e degli adulti in vari punti. L'esecutivo non vuole anticipare i risultati della valutazione.</p><p>3./5. Il suddetto rapporto tratterà il coinvolgimento dei Comuni (consultazione degli atti, audizione preliminare, rimedi giuridici) e proporrà possibili misure.</p><p>4. La Confederazione non esercita alcuna funzione di vigilanza nell'ambito del diritto in materia di protezione di minori e degli adulti. Pertanto, soltanto il Tribunale federale può influire direttamente, con la sua giurisprudenza, sull'applicazione del diritto. Esiste tuttavia una stretta collaborazione informale e uno scambio regolare tra l'Ufficio federale di giustizia, competente per la legislazione in questo settore, e la Conferenza cantonale per la protezione dei minori e degli adulti.</p><p>6. Nel suddetto rapporto il Consiglio federale tratterà lo studio esterno e le raccomandazioni ivi formulate e tematizzerà numerosi altri punti. Se dovesse rivelarsi necessario intervenire, proporrà possibili misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.