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BELLINZONA - Il Tribunale penale federale (TPF) respinge tre domande di ricusazione contro altrettanti membri della Procura federale inoltrate dal presidente della squadra di calcio del Paris Saint-Germain (PSG), Nasser al-Khelaifi, accusato di istigazione all'amministrazione infedele in relazione al caso FIFA.
Al-Khelaifi, che è anche direttore di BeIN Media Group, è uno dei tre personaggi accusati di essere coinvolti nello scandalo dei diritti di trasmissione della FIFA per diversi mondiali di calcio e altri eventi.
Dopo un'udienza di quattro giorni all'inizio di dicembre 2019 con l'ex segretario generale della FIFA Jerôme Valcke e un uomo d'affari, Al-Khelaifi ritiene che l'indagine sia stata condotta dando esclusivamente spazio agli argomenti dell'accusa. Di conseguenza ha chiesto la ricusazione di due procuratori federali e di una assistente procuratrice.
Nella sentenza pubblicata oggi si apprende che l'imprenditore qatariota ha dichiarato che l'udienza finale del 6 dicembre, in particolare, non gli avrebbe dato il tempo sufficiente per affrontare tutti i punti che voleva né di esprimesi sul risultato dei due anni di indagine.
L'annuncio, tre giorni dopo, della chiusura dell'inchiesta dimostrerebbe che l'opinione dei tre membri del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) era già stabilita da tempo e che non intendevano prendere seriamente in considerazione gli elementi a discarico presentati dalla difesa.
Il presidente del PSG sostiene che nelle udienze non ha avuto a disposizione il tempo sufficiente per prendere conoscenza della bozza del verbale di 100 pagine. Le condizioni necessarie per preparare la sua difesa non erano quindi riunite.
Nelle motivazioni della sentenza, la Corte dei reclami penali rileva però che l'imputato ha avuto la possibilità di esprimersi durante tutta la procedura. Tale opportunità è stata inoltre nuovamente offerta ai tre indagati - e ne hanno fatto uso - all'inizio di dicembre del 2019. Il metodo applicato dal procuratore competente è anche andato oltre i requisiti previsti in materia di udienza finale.
Nasser Al-Khelaifi è stato incriminato dal MPC il 20 febbraio per istigazione all'amministrazione infedele. L'ex segretario generale della FIFA Jerôme Valcke è accusato di corruzione passiva, ripetuta amministrazione infedele qualificata e falsità in documenti.