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Stephan Eberharter campione del mondo, Hermann Maier e Bode Miller secondi a pari merito, lo svizzero Ambrosi Hoffmann 4°: così la classifica del Super-G di St.Moritz.
Ma per i responsabili, più della medaglia conta una perfetta organizzazione.
Tutto sarebbe potuto cominciare come in un sogno. Per la delegazione svizzera, per il pubblico di casa, per gli organizzatori e i media nazionali.
La storia di un giovane svizzero ai suoi primi Mondiali, vincitore di una medaglia a pochi chilometri da casa, avrebbe messo le ali ai piedi della fantasia dei tifosi e dei cronisti sportivi.
Ma le cose sono andate diversamente, per l'impercettibile intervallo di quattro centesimi di secondo.
Il grigionese Ambrosi Hoffmann ha mancato per un soffio il podio e ha dovuto arrendersi di fronte al nuovo campione del mondo di Super-G, l'austriaco Stephan Eberharter, e al duo austro-statunitense Hermann Maier e Bode Miller.
"Mi è mancato la fortuna necessaria per arrivare sul podio", ha ammesso Hoffmann all'arrivo. "Devo accettare il fatto che tre corridori sono stati più rapidi di me."
Aspettative sportive, ma non solo
Una medaglia nella prima gara sarebbe stata un toccasana per gli atleti svizzeri, perché avrebbe permesso di allentare la pressione psicologica. Pazienza.
Sebbene speri naturalmente in un buon risultato della squadra elvetica, Jean-Daniel Mudry, direttore di Swiss Ski e di fatto co-organizzatore dei Mondiali, ha anche altre preoccupazioni.
"Questi Mondiali devono svolgersi senza intoppi, affinché Swiss Ski e St. Moritz possano beneficiare di un impatto mediatico positivo a livello internazionale", spiega il vallesano. "Vogliamo che i rappresentanti delle 61 delegazioni partano con la voglia di tornare."
Una questione turistica ed economica
Un punto di vista che è perfettamente condiviso dal presidente della Federazione internazionale di sci (FIS), Gian-Franco Kasper.
"Le medaglie svizzere sono fondamentali per suscitare l'entusiasmo popolare attorno ai Mondiali di sci. Ma abbiamo bisogno anche di sole e di un'organizzazione irreprensibile", osservava Kasper alla vigilia delle competizioni.
Originario di St. Moritz, il presidente della FIS spera in particolare che la località turistica possa beneficiare a lungo termine dell'aura che emana da due settimane di competizione d'alto livello.
Gli investimenti diretti e indiretti per l'organizzazione dei Mondiali ammontano a più di un miliardo di franchi. St. Moritz si augura naturalmente un altrettanto imponente ritorno d'immagine.
Per una clientela più giovane
"La stazione sciistica vuole conquistare una clientela un po' più giovane di quella attuale", spiega Jürg Capaul, direttore marketing dei Mondiali. "Per questo abbiamo affidato l'organizzazione della cerimonia d'apertura a DJ Bobo."
Dal canto suo, Svizzera Turismo cercherà di far breccia nei cuori - e nel portafoglio - dei turisti giapponesi ed americani, sfruttando il fascino del paesaggio alpino innevato dell'Engadina.
L'ottimismo è d'obbligo
Pur nell'impossibilità di prevedere i profitti a lungo termine generati dai Mondiali di sci, gli albergatori, i ristoratori e i commercianti di St. Moritz sono ottimisti.
Neppure Roland Fasel, amministratore del Badrutt's Palace (uno fra i più noti alberghi al mondo), appare preoccupato del fatto che la sua clientela d'alto bordo abbia preferito snobbare in questi giorni le nevi di St. Moritz.
"Le assenze saranno abbondantemente compensate da un'impagabile pubblicità mondiale. A lungo termine avremo più clienti"
swissinfo, Mathias Froidevaux, inviato speciale a St. Moritz
(traduzione: Andrea Tognina)
In breve
Le medaglie svizzere sono importanti, per gli organizzatori dei Campionati mondiali di sci a St. Moritz. Più importante ancora è il successo organizzativo della manifestazione e l'immagine della località turistica veicolata dai media.
Gli investimenti diretti e indiretti collegati ai mondiali sono stimati attorno a un miliardo di franchi.
Fatti e cifre
Nuovo campione del mondo di Super-G è l'austriaco Stephan Eberharter
Secondi a pari merito: Hermann Meier (Austria) e Bode Miller (USA)
Quarto, con quattro centesimi di ritardo, lo svizzero Ambrosi Hoffmann
Gli altri svizzeri: Bruno Kernen (8°), Didier Cuche (11°), Didier Defago (21°)