Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/200943

<h2>SubmittedText<h2><p>In relazione all'e-government, la Svizzera non occupa una buona posizione nel confronto internazionale (cfr. ad es. lo studio comparativo dell'UE relativo al Governo elettronico del 2018). Per questo motivo è rallegrante che nel 2017 il consigliere federale Ueli Maurer abbia firmato con i governi degli Stati dell'UE e dell'AELS la dichiarazione di Tallinn sull'e-government ("Tallinn Declaration on eGovernment"). La dichiarazione si basa su cinque principi fondamentali: digital-by-default, once only, affidabilità e sicurezza, apertura e trasparenza, interoperability-by-default. I Paesi firmatari si impegnano a raggiungere gli obiettivi prefissati entro il 2022. Se attuati coerentemente, tali principi permetterebbero di rinnovare alla base la struttura statale svizzera, offrendo alla popolazione e all'economia un'infrastruttura pubblica digitale e improntata all'innovazione. In tale contesto chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. La dichiarazione di Tallin sull'e-government prevede l'attuazione dei principi sopra menzionati entro il 2022. Quali misure sono ancora necessarie a livello federale per raggiungere tale obiettivo? In particolare, quali basi legali devono essere create e/o quali leggi armonizzate? Quali ulteriori misure tecniche e organizzative occorre adottare? A quanto ammontano i mezzi finanziari che devono essere messi a disposizione a tal fine?</p><p>2. Se non fosse possibile attuare integralmente gli obiettivi prefissati entro il 2020: quale sarebbe la prossima scadenza da prevedere? A quanto ammonterebbero gli ulteriori mezzi finanziari necessari?</p><p>3. Nel sistema statale svizzero i Cantoni, i Comuni, i consorzi, le aziende statali esercitano un ruolo di grande importanza. Quali misure può adottare la Confederazione per indurre queste e altre collettività e organizzazioni ad applicare i principi fissati nella dichiarazione di Tallinn, senza però pregiudicare la loro sovranità? Come intende risolvere possibili conflitti?</p><p>4. Alcuni principi statuiti nella dichiarazione di Tallinn richiedono una reinterpretazione fondamentale dei principi sanciti nella Costituzione federale. Si tratta ad esempio del federalismo e della sussidiarietà, dell'organizzazione dell'amministrazione nei singoli dipartimenti, della protezione della sfera privata o anche del sistema di milizia. La loro attuazione è inoltre possibile solo se accompagnata da un ampio cambiamento culturale, sostenuto dall'intero Consiglio federale. Il Governo è disposto a redigere un rapporto su questa tematica? In caso positivo, entro quando? In caso negativo, per quale motivo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I principi della dichiarazione di Tallinn fungono da orientamento per la trasformazione digitale delle amministrazioni pubbliche. Per quanto riguarda la Svizzera, tale trasformazione deve avvenire sia a livello orizzontale, ossia all'interno di Confederazione, Cantoni e Comuni, sia a livello verticale, ovvero fra i tre livelli statali.</p><p>1. In determinati ambiti la Confederazione ha già agito in anticipo per mettere in atto i principi della Dichiarazione di Tallinn: la Strategia per lo sviluppo della gestione comune dei dati di base della Confederazione, approvata dal Consiglio federale il 19 dicembre 2018, va nella direzione dell'obiettivo espresso nel secondo principio "once only". In questo contesto va menzionato anche l'avamprogetto concernente la nuova legge federale sul sistema nazionale di consultazione degli indirizzi delle persone fisiche, che il Consiglio federale ha posto in consultazione a metà agosto. La revisione totale della legge federale del 19 giugno 1992 sulla protezione dei dati e la legge federale sui servizi d'identificazione elettronica, che dovrà consentire la messa a disposizione di identità elettroniche certificate dallo Stato, contribuiranno a realizzare il terzo principio "affidabilità e sicurezza". In progetti molto concreti, come i portali EasyGov (dedicato alle imprese) e SuisseTax (per i servizi dell'Amministrazione federale delle contribuzioni) oppure il programma di trasformazione dell'Amministrazione federale delle dogane DaziT, vengono applicati i principi della Dichiarazione. Ai fini di una gestione comune dei dati di base e per regolare maggiormente la collaborazione tra i livelli statali nell'ambito dell'e-government, potrebbe essere necessario adattare basi legali esistenti o crearne di nuove (cfr. risposta 3). Le misure tecniche, organizzative e finanziarie legate alla trasformazione digitale dell'Amministrazione federale vanno previste e iscritte a preventivo nell'ambito della pianificazione degli affari dei singoli Uffici.</p><p>2. Nonostante diversi servizi di base conformi ai principi della Dichiarazione di Tallinn siano già consolidati (ad es. la piattaforma per uno scambio sicuro di dati sedex, il sistema di validazione della firma), altri sono ancora in fase di valutazione (ad es. l'eID, il servizio nazionale degli indirizzi o i dati di base comuni) o di adozione delle relative basi legali. D'altro canto, l'attuazione dei principi sopra menzionati non è solamente di responsabilità della Confederazione, ma anche dei Cantoni e dei Comuni: non è dunque possibile stimare i termini di attuazione e i costi aggiuntivi.</p><p>3. Dal 2008 il Consiglio federale, la Conferenza dei Governi cantonali, l'Associazione dei Comuni svizzeri e l'Unione delle Città svizzere perseguono una strategia comune di e-government. Nel corso dell'estate 2019 la bozza della Strategia di e-government Svizzera 2020-2023 e la relativa Convenzione quadro di diritto pubblico, che regola la collaborazione fra i tre livelli statali, sono state poste in consultazione. Tale strategia, i cui punti fondamentali sono stati approvati dal Consiglio federale il 14 novembre 2018, si basa in gran parte sui principi della Dichiarazione di Tallinn e si concretizza grazie a un piano di attuazione. A tal fine, dal 2016 Confederazione e Cantoni finanziano pariteticamente un fondo versandovi 5 milioni di franchi all'anno. Anche gli obiettivi operativi elencati all'interno del piano di attuazione si inseriscono nella prospettiva del rispetto dei principi della Dichiarazione di Tallinn. Sotto il profilo organizzativo, con la creazione nel 2008 dell'organizzazione "e-government Svizzera", si è instaurata una buona collaborazione, benché di fatto non molto vincolante a causa dell'autonomia degli attori. Per tale ragione, il capo del Dipartimento federale delle finanze e il presidente della Conferenza dei Governi cantonali hanno incaricato un gruppo di lavoro di occuparsi della questione relativa all'ottimizzazione della gestione e del coordinamento nell'ambito della digitalizzazione in generale e dell'e-government in particolare. Nell'autunno 2019 il gruppo di lavoro presenterà un rapporto che s'incentrerà anche sulla questione legata alla determinazione delle basi legali necessarie e appropriate per una collaborazione vincolante.</p><p>4. L'e-government non è in primo luogo una questione di tecnologia, ma di organizzazione e di cultura. La definizione dei processi, la loro armonizzazione, l'elaborazione e il rispetto delle norme, la determinazione delle responsabilità e delle interdipendenze così come le basi legali ricoprono un'importanza centrale soprattutto per i progetti a livello nazionale. Nel quadro della Strategia di e-government Svizzera 2020-2023 saranno adottate misure volte a promuovere, all'interno delle amministrazioni pubbliche, un cambiamento culturale all'insegna della digitalizzazione. Tali misure fanno già parte della Strategia per il personale dell'Amministrazione federale 2020-2030.</p><p>In ragione delle varie attività in corso, al momento il Consiglio federale non ritiene necessario presentare un rapporto supplementare.</p>  Risposta del Consiglio federale.