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BERNA - Absinthe, Fée verte e La Bleue sono registrati come indicazioni geografiche protette (IGP). Nonostante 42 opposizioni, provenienti per la metà dall'estero, l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) ha confermato la loro protezione, giungendo alla conclusione che presentano le caratteristiche di denominazioni tradizionali.
Absinthe, Fée verte e La Bleue - si legge in una nota odierna dell'UFAG - evocano un'acquavite tradizionalmente associata alla Val-de-Travers, la regione che ne ha fatto la reputazione. Non vi è motivo di accettare le richieste di estensione dell'area geografica, poiché non vi sono altre regioni in cui sia accertata una tradizione.
Con la protezione IPG, l'uso delle denominazioni Absinthe, Fée verte e La Bleue è riservato ai produttori dell'area geografica definita. La decisione dell'UFAG può essere impugnata entro 30 giorni presso il Tribunale amministrativo federale.
Gli elementi principali addotti dagli oppositori riguardano il carattere generico delle denominazioni, il principio della loro registrazione come IGP, e dunque come denominazioni tradizionali, il conflitto tra la denominazione Absinthe e il nome di una varietà vegetale, nonché il fatto che pregiudichino marchi e denominazioni omonimi.
La regione vicina a Neuchâtel è storicamente la culla del liquore verde, da quando, sul finire del Settecento, fu fondata la prima fabbrica che produceva un elisir d'erbe che s'ispirava ad una ricetta tradizionale, la cui composizione aveva un che di leggendario. Fu una scelta di mercato quella di spostare poi il grosso della produzione in Francia, a Pontarlier, ad una manciata di chilometri dalla Val-de-Travers, ma l'assenzio resta essenzialmente una bevanda svizzera.
Ats Red
Foto Keystone Sandro Campardo
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