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La ticinese Elena Roos ha chiuso al quinto rango la finale sprint dei Campionati mondiali di corsa d’orientamento, terminati oggi in Danimarca. La Roos, bene in gara fino a tre quarti del percorso nella cittadina di Vejle, quando era sullo stesso crono delle medagliate al traguardo, non è riuscita a individuare l’itinerario più veloce dal quindicesimo al sedicesimo punto di controllo ed è retrocessa di posizione, fino ad essere staccata di 24" dalla vincitrice, la britannica Megan Carter Davies. Per la medaglia di bronzo le sono mancati 6". La Svizzera ha comunque potuto festeggiare la seconda medaglia di questi Mondiali sprint, grazie a Simona Aebersold, che ottiene l’argento, dopo un testa a testa nella parte finale di gara tanto con la Carter Davies, che con l’altra britannica Alice Leake, che ha intascato la medaglia di bronzo. Grande battuta della giornata, la super favorita svedese Tove Alexandersson, infilatasi per ben due volte in un passaggio sbagliato nelle corti interne dei caseggiati della cittadina danese. La Alexandersson perde 29" e finisce in classifica dopo Elena Roos, al sesto rango. Eccellente la prova della debuttante rossocrociata Eline Gemperle, che si è meritata l’ottavo rango nel Gotha mondiale dello sprint.
Per gli svizzeri, la gara maschile non è stata altrettanto fortunata di quella delle ragazze. Daniel Hubmann finisce al 12° rango, Riccardo Rancan ottiene senza lode e senza infamia il 19° rango, e il neo-campione dello sprint knock out, Mathias Kyburz non riesce a ripetere la prestazione di due giorni fa e termina al settimo posto, staccato di 46", dopo aver faticato già in mattinata nelle qualificazioni. Le speranze di medaglia erano così riposte sull’esperto Florian Howald, autore del miglior tempo nella sua batteria di qualificazione; in finale il bernese non è sembrato avere più la fluidità di corsa necessaria e termina all’ottavo rango, lontano dal discorso delle medaglie. Nel quale sono entrati a pieno slancio il norvegese Kasper Fosser, lo svedese Gustav Bergman e il belga Jannick Michiels, che hanno terminato nell’ordine sul podio. I tre hanno preferito non schierarsi nello sprint knock out per risparmiare le energie e concentrarsi sullo sprint individuale, una decisione che si è rivelata oltremodo pagante. Da notare che il terzo miglior tempo era stato ottenuto dal britannico Christian Jones, poi tolto di classifica e dal podio per aver mancato di punzonare il terzo punto di controllo del tracciato maschile. Sia il percorso maschile, sia quello delle ragazze hanno condensato in sé tutte le caratteristiche tecniche e di varietà di corsa di un Campionato mondiale di alto livello, con almeno tre varianti di strada fra ognuno dei 22 e dei 19 punti di controllo assegnati agli atleti, su una distanza attorno ai quattro chilometri, coperti in meno di 15 minuti.
La squadra svizzera chiude i Mondiali sprint con due medaglie, una d’oro e una d’argento, ciò che la pone al terzo rango del medagliere, dietro a Svezia e Gran Bretagna, una nazione che ha fatto progressi da gigante nella corsa d’orientamento urbana, grazie al notevole spirito di squadra. Per i rossocrociati ottenere due medaglie in questo contesto tanto alto e denso di atleti di grande spessore, soprattutto in campo maschile, può ritenersi un successo, anche se è mancata la medaglia nella staffetta sprint, per lo sciagurato errore di Joy Hadorn. Per la ticinese Elena Roos, un campionato in chiaroscuro; la medaglia individuale era indubbiamente alla sua portata, ma con percorsi di questo tipo, una piccola esitazione o una scelta di itinerario poco felice, non perdonano e fanno appunto la differenza. Elena Roos ha tempo e modo di rifarsi, già nelle prossime settimane, quando sarà al via negli Stati Uniti nei World Games, i "giochi" delle discipline non olimpiche, che si tengono ogni 4 anni e sono programmati dal 14 al 17 luglio a Birmingham (Usa).