Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01293.jsonl.gz/1352

Capelli tinti di rosso, casacca color granata, e uno sguardo a tratti perso nel vuoto, a tratti con smorfie di dolore, quasi alle lacrime. Così James Holmes, il killer di Aurora, ha ascoltato in silenzio i capi d'accusa pronunciati dal giudice, alla sua prima udienza preliminare.
Mentre il procuratore leggeva i capi d'accusa, il giovane 24enne ex studente modello, per la prima volta davanti alle telecamere, ha perso ogni baldanza. A più riprese, colui il quale aprì il fuoco vestito da 'Bane' nella sala 9 del Century 16, appare spaurito, debole, consapevole di andare incontro alla morte.
A tratti, guarda in basso, chiude gli occhi, inghiotte nervosamente. Poi socchiude gli occhi, con una smorfia di dolore. Ma anche come se fosse distrutto dalla fatica e dallo stress. Tanto che qualche osservatore tra i media americani si sta chiedendo se sia stato sottoposto, durante la sua detenzione in isolamento, a qualche trattamento farmaceutico, a base di calmanti.
Intanto Barack Obama ha incontrato i parenti delle vittime e i superstiti della strage in Colorado e ha sottolineato i tanti gesti “eroici” compiuti di fronte a questo “atto malvagio”. “Sono venuto da loro non tanto da presidente ma come un padre e un marito”, ha spiegato alla stampa trattenendo a stento le lacrime.
ATS
>>> Blogga l'articolo
>>> Guarda la Gallery