Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/38564

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale, nel caso dei richiedenti l'asilo che hanno vissuto i tragici eventi del luglio 1995 nella regione di Srebrenica, parte dal presupposto di una persecuzione collettiva. Conformemente alla giurisprudenza della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo in linea di principio l'asilo viene accordato a queste persone a condizione che esse abbiano abbandonato la loro patria prima di una determinata data (di regola entro circa sei mesi) in ragione di un'esposizione a pericolo della loro vita e di un esodo. Anche al adesso siffatti gruppi di persone beneficiano dell'asilo in Svizzera. Invece una concessione dell'asilo fondata sull'articolo 3 LAsi non entra generalmente in linea di conto nel caso di persone che hanno lasciato la Bosnia Erzegovina a una data ulteriore. In effetti se siffatte persone hanno potuto condurre una vita senza essere esposti a pericolo nel periodo tra il loro esodo da Srebrenica e la partenza dal loro Paese d'origine, manca il necessario nesso causale tra persecuzione e fuga. </p><p>Per questi motivi e per mancanza di basi legali non è possibile optare per la soluzione globale chiesta nella mozione e non è neppure possibile concedere l'autorizzazione di lavorare nonché la possibilità di formazione vincolata all'ammissione provvisoria per le persone interessate. Inoltre essa sarebbe contraria all'imperativo della parità di trattamento di tutte le domande. Molte delle persone che hanno già fatto ritorno in Bosnia Erzegovina nonché tutti gli altri richiedenti l'asilo di altra origine, che si trovano in una situazione simile, si troverebbero sfavorite. Attualmente le persone provenienti dalla regione di Srebrenica possono inoltre ritornare senza essere esposte a pericoli nelle regioni del loro Paese d'origine nelle quali la loro etnia rappresenta la maggioranza. Il principio della cosiddetta "alternativa di fuga interna", che viene debitamente considerato, consiste nel concedere protezione in un altro Stato soltanto a coloro che non riescono a trovarla all'interno del territorio del proprio Paese d'origine. Questo principio è applicato nel caso di tutti i richiedenti l'asilo e profughi di guerra. Il Consiglio federale rimanda in proposito alle sue risposte in merito alla mozione Bühlmann (98.3200 Gruppi speciali di rifugiati bosniaci. Provvedimenti urgenti), all'interpellanza Bäumlin (98.3079 Donne bosniache obbligate a lasciare la Svizzera. Casi di rigore), al postulato Vermot (98.3163 Rinvio globale di profughi di guerra bosniaci), all'interrogazione ordinaria urgente Suter (98.1149 Blocco dei rinvii verso la Bosnia Erzegovina, segnatamente nella Repubblica Serbska), all'interrogazione ordinaria Müller-Hemmi (00.1135 Bosnia Erzegovina. Proroga dell'autorizzazione di soggiorno dei rifugiati traumatizzati dalla guerra) nonché all'interpellanza Garbani (01.3157 Allontanamento delle vittime di crimini contro l'umanità).</p><p>Inoltre l'indispensabile disponibilità a livello interno di concedere anche in futuro l'ammissione provvisoria alle persone bisognose di protezione, sarebbe messa in pericolo se per determinati gruppi di persone venissero prese soluzioni speciali al termine di un conflitto. Un disciplinamento speciale per persone provenienti dalla Bosnia Erzegovina sarebbe inoltre difficilmente comprensibile a sei anni dalla fine della guerra soprattutto se contemporaneamente la Svizzera rimanda nel Paese d'origine le persone toccate dal conflitto del Kossovo terminato da poco. </p><p>Va dunque mantenuta la prassi che prevede un esame individuale giuridicamente ineccepibile del singolo caso. Qualora in un siffatto caso di specie la situazione dovesse far risultare come non ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento, verrà ordinata un'ammissione provvisoria. Questa prassi viene applicata a tutti i richiedenti l'asilo indipendentemente dalla loro origine. Il diritto vigente permette dunque di tenere conto di situazioni personali di particolare rigore.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.