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Incarto n. 10.2003.433/KRM DA 1877/2003 Bellinzona 16 ottobre 2003 Sentenza con motivazione In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Presidente della Pretura penale Marco Kraushaar sedente con Carmela Fiorini in qualità di segretaria, per giudicare __________ __________, __________.__________.__________, fu __________ e __________ n. __________, nata a __________, attinente di __________, domiciliata a __________, Via __________, coniugata, __________ __________ difesa da: Avv. __________ __________, __________, prevenuta colpevole di infrazione alla LF sugli stupefacenti; per avere, senza essere autorizzata, in veste di amministratrice unica della società "__________ __________ " che sapeva essere attiva nell'ambito della coltivazione e della commercializzazione di canapa destinata al mercato degli stupefacenti (marijuana) peraltro venduta al dettaglio nel negozio di canapaio __________ __________ di __________ facente capo al marito __________ __________, contribuito al raggiungimento di tale finalità occupandosi di alcuni aspetti amministrativi della società medesima il cui scopo sociale figurante a RC, nulla aveva a che vedere con la coltivazione indoor di canapa o di altri vegetali in genere; fatti avvenuti a __________ dal __________.__________.2003 al ______________________________.2003; reato previsto dall'art. 19 cifra 1 LStup; perseguita con decreto d’accusa n. DA __________/__________ di data __________ __________ 2003 del Procuratore pubblico Antonio Perugini, __________, che propone la condanna dell'accusata: 1. Alla pena di 45 (quarantacinque) giorni de detenzione, sospesi condizionelmente per un periodo di prova di 2 (due) anni. 2. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.-- e delle spese giudiziarie di fr. 200.--. vista l'opposizione interposta tempestivamente in data __________ __________ 2003 dall'accusata; indetto il dibattimento __________ __________ 2003, al quale sono presenti l'accusata personalmente ed il suo difensore, mentre il Procuratore pubblico con lettera ____________________ 2003 ha rinunciato ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando nel contempo la conferma del decreto d'accusa impugnato; accertate le generalità dell'accusata, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata; sentito il difensore, il quale chiede l'annullamento del decreto di accusa perché lede l'art. 207 cpv. 4 CO e chiede il proscioglimento da ogni capo d'imputazione perché l'accusata con la sua attività non ha contribuito al raggiungimento delle finalità della società; sentita da ultimo l'accusata; posti a giudizio i seguenti quesiti 1. Se il decreto d'accusa è da ritenersi nullo. 2. Se __________ __________ è autrice colpevole, eventualmente per negligenza, di ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti per i fatti descritti nel decreto di accusa a suo carico. 3. Sulla pena proposta e sulle spese. letti ed esaminati gli atti; considerato in fatto ed in diritto 1. __________ __________, nata nel __________, è giunta in Svizzera nel __________a __________, dove ha frequentato le scuole sino al conseguimento del diploma di assistente geriatrica, trasferendosi poi in Ticino una ventina di anni fa. Il ____________________ 1992 sposa __________ __________, cittadino italiano, con il quale ha una figlia ora undicenne. Il marito svolgeva la professione di __________, ma __________ __________ lo costringe a smettere. Dal 1993 inizia un'attività di commerciante in proprio, trafficando __________ e __________. Nel 2000 decide di dedicarsi al commercio di __________ e, senza per il momento abbandonare il traffico con i copertoni, fonda una società a tal fine (____________________) e inizia ad interessarsi per l'apertura di un negozio, che tuttavia avverrà solo nel marzo di quest'anno a __________. Egli affida il compito di amministratrice unica della società alla moglie, di nazionalità svizzera. In quel periodo la stessa svolgeva l'attività di casalinga e percepiva la disoccupazione. Nel 2002 ha poi ricominciato a lavorare al 50% come __________ __________. All'interno della società la signora __________ non ha mai assunto alcun compito specifico. Si è limitata a firmare in due occasioni documenti: una volta per il cambiamento dell'ufficio di revisione e un'altra volta per la locazione dei locali a __________. Per la funzione di amministratrice unica l'accusata non ha mai percepito alcunché. 2. Con decreto di accusa ____________________ 2003 il Procuratore pubblico ha ritenuto __________ __________ autrice colpevole di ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti per per avere, senza essere autorizzata, in veste di amministratrice unica della società "__________ __________ " che sapeva essere attiva nell'ambito della coltivazione e della commercializzazione di canapa destinata al mercato degli stupefacenti (marijuana) peraltro venduta al dettaglio nel negozio di canapaio __________ __________ di __________ facente capo al marito __________ __________, contribuito al raggiungimento di tale finalità occupandosi di alcuni aspetti amministrativi della società medesima il cui scopo sociale figurante a RC, nulla aveva a che vedere con la coltivazione indoor di canapa o di altri vegetali in genere. 3. Al dibattimento l'accusata ha affermato di non essere al corrente dei traffici del marito e di avere assunto la carica di amministratrice unica solo perché il marito aveva bisogno per tale funzione di una persona di nazionalità svizzera. La società di fatto è sempre stata amministrata dal marito. Ella ha riferito di essere stata nel negozio __________ __________ in tre occasioni: una prima volta mentre era in atto la riattazione, una seconda volta dopo l'apertura e un'ultima volta quando si è trovata a passare di lì. Solo in questa terza occasione ha notato che vi erano in vendita anche sacchetti contenenti canapa, che venivano tenuti sotto il bancone. Sostiene di essere stata convinta che servissero a profumare gli armadi come le era stato detto. Afferma pure di essere venuta a sapere dai giornali solo poco prima dell'interrogatorio di polizia che il contenuto dei sacchetti poteva essere fumato; neppure sapeva che la canapa può essere usata a scopo stupefacente. L'accusata ha pure ammesso di essere stata al corrente che il marito aveva iniziato una coltivazione di canapa a __________. Le era stato detto che la canapa serviva a fini alimentari: per la produzione di olio, vino alla canapa, torte, ecc. 4. La difesa censura dapprima la validità del decreto di accusa, perché vi sarebbe una lesione dell'art. 207 cpv. 4 CPP, dal momento che l'accusata non è stata sentita dal Procuratore pubblico. Rileva poi che __________ __________ è stata utilizzata dal marito per i suoi scopi siccome cittadina svizzera, che poteva sfruttare senza pagare. Le sue scarse conoscenze linguistiche non le hanno permesso di rendersi conto dell'effettiva attività svolta dal marito. Ella non ha aiutato in alcun modo il marito nei suoi traffici e non aveva potere decisionale nella società. Chiede il proscioglimento da ogni imputazione, perché non ha contribuito al raggiungimento delle finalità della società. 5. La censura concernente il decreto di accusa è destituita di qualsiasi fondamento. L'art. 207 cpv. 4 CPP non impone infatti al Procuratore pubblico di sentire l'accusata, ma esige che la stessa sia informata del diritto di essere da lui interrogata. Questa informazione è stata data a __________ __________ il ____________________ 2003, come emerge dalla dichiarazione agli atti da lei sottoscritta. 6. L'art. 19 cifra 1 LStup recita: chiunque, senza essere autorizzato, coltiva, pianta alcaloidi o canapa per produrre stupefacenti, chiunque, senza essere autorizzato, fabbrica, estrae, trasforma o prepara stupefacenti, chiunque, senza essere autorizzato, deposita, spedisce, trasporta, importa, esporta o transita stupefacenti, chiunque, senza essere autorizzato, offre, distribuisce, vende, negozia per terzi, procura, prescrive, mette in commercio o cede stupefacenti, chiunque, senza essere autorizzato, possiede, detiene, compera o acquista in altro modo stupefacenti, chiunque fa preparativi a questi scopi, chiunque finanzia un traffico illecito di stupefacenti o serve da intermediario per il suo finanziamento, chiunque pubblicamente istiga al consumo di stupefacenti o rivela la possibilità di acquistarli o di consumarli, è punito, se ha agito intenzionalmente, con la detenzione o con la multa. Nei casi gravi la pena è della reclusione o della detenzione non inferiore ad un anno, cui può essere cumulata una multa fino ad un milione di franchi. In concreto l'accusata non ha compiuto direttamente nessuna delle azioni citate. Occorre allora verificare se, nella sua qualità di amministratrice unica, le possono essere imputate le azioni commesse dalla società o se ella è responsabile, perché nella sua funzione avrebbe dovuto conoscere le attività svolte. 7. In linea di principio una persona giuridica non può delinquere se ciò non è espressamente previsto da una legge federale o cantonale (cfr. DTF 97 IV 203). Qualora nell'esercizio delle attività di una persona giuridica vengono commessi reati, sono punibili le persone fisiche che hanno agito direttamente o avrebbero dovuto agire; questo poiché solo le persone fisiche possono avere un comportamento penalmente punibile. Un organo della società, come per esempio un amministratore, non è punibile solo in virtù della sua posizione societaria; sono punibili unicamente gli organi che nell'esercizio delle attività di una persona giuridica hanno commesso le azioni delittuose o ai quali è imputabile una colpa. Secondo la dottrina svizzera non vi è una responsabilità penale indipendente dalla partecipazione al reato degli organi di una persona giuridica, per delitti commessi da altri nell'esercizio dell'attività della società stessa (cfr. DTF 105 IV 172 cons. 3). La responsabilità di un organo potrebbe anche fondarsi su un delitto di omissione improprio (non aver impedito l'avverarsi di un evento proibito). Ciò presuppone tuttavia che vi sia una posizione di garante dell'autore dell'omissione riferita al reato in esame e che vi sia una lesione colpevole (nei reati intenzionali quindi almeno dolo eventuale) della posizione di garante; ritenuto che garante è chi ha un obbligo, legale o contrattuale, di impedire il realizzarsi di una fattispecie penalmente punibile o di sopprimerne gli effetti. Secondo il Tribunale federale per poter ammettere la posizione di garante di un organo di una persona giuridica occorre che la persona fisica interessata abbia un ruolo predominante nella società (____________________). Ciò non è necessariamente il caso per tutti gli organi, neppure per un amministratore unico, poiché se così fosse si creerebbe una responsabilità penale generalizzata degli amministratori di una società per delitti commessi nell'esercizio dell'attività di una persona giuridica. Il garante è penalmente responsabile come autore per il comportamento delittuoso di un terzo se lede i suoi obblighi di garante. Nel caso di delitto intenzionale questo avviene quando il garante riconosce o prevede la commissione di un reato da parte di un terzo e ciononostante non ne impedisce o sopprime secondo le sue possibilità gli effetti, poiché li vuole o perlomeno li accetta. Il quesito di sapere se gli obblighi di garante sono stati lesi, si pone quindi per i delitti intenzionali solo quando è accertato che il garante ha riconosciuto o previsto la commissione del reato, perché poteva solo impedire o sopprimere le conseguenze di un comportamento di un terzo che aveva riconosciuto o previsto (cfr. DTF 105 IV 172 cons. 4). __________ __________ si è limitata a mettersi a disposizione come amministratrice unica, perché la società aveva necessità di trovare una persona che si mettesse formalmente a disposizione per questo incarico, senza dover tuttavia dirigere l'attività. Ella in tale veste ha poi sottoscritto un'istanza di modifica a RC e un contratto di locazione. Si è trattato di atti formali richiesti da chi dirigeva effettivamente la società e ne era proprietario. In queste circostanze non si può assolutamente affermare che l'accusata detenesse all'interno della __________ __________ una posizione determinante, anzi ella non aveva praticamente alcun ruolo se non quello puramente formale di amministratrice unica. In altre parole non aveva alcun potere e non poteva influenzare l'andamento societario. E' quindi da escludere che le si possa riconoscere una posizione di garante. Ne segue che non può essere autrice del reato neppure per omissione. 8. Resta da verificare se ella non sia punibile come complice. E' punibile come tale chi aiuta intenzionalmente l'autore di un'infrazione alla LF sugli stupefacenti e questo sia prima sia durante la commissione del reato. Comporta complicità qualsiasi aiuto ad un'infrazione decisa e commessa da un altro, che sia in qualche modo causale per la realizzazione del reato, o altrimenti detto, senza il quale i fatti si sarebbero svolti diversamente. L'aiuto deve quindi aver agevolato la commissione del reato (cfr. Fingerhuth/Tschurr, Kommentar zum Betäubungsmittelgesetz, pag. 138). Come visto, il complice deve favorire intenzionalmente la commissione di un reato intenzionale di un terzo. Ciò presuppone che conosca, almeno nelle grandi linee, l'infrazione principale progettata (cfr. Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. II, 2002, pag. 793, n. 128 all'art. 19 LStup). In specie, può restare aperta la questione di sapere se gli autori principali hanno agito con intenzione, perché la complicità è da escludere per i motivi che si diranno in appresso. Se da una parte si deve ammettere che la conclusione del contratto di locazione ha favorito la commissione del reato, dall'altra si deve considerare che __________ __________ non era per nulla al corrente delle intenzioni del o degli autori principali. Per quanto risulta dagli atti non conosceva nemmeno lontanamente l'infrazione che il marito avrebbe commesso. Per questi motivi si deve concludere che l'accusata non ha intenzionalmente aiutato a commettere il reato, ella non è quindi punibile come complice. Ciò posto __________ __________ deve essere prosciolta dall'imputazione di ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti. visti gli art. 19 cifra 1 LStup; 9 e segg., 273 e segg. CPP; 39 LTG; rispondendo ai quesiti posti; proscioglie __________ __________, dall'imputazione di infrazione alla LF sugli stupefacenti, per i fatti compiuti a __________ nelle circostanze descritte nel decreto di accusa n. DA __________/__________del ____________________ 2003. carica le spese allo Stato. le parti sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP). La motivazione del ricorso per cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP). Intimazione a: __________ __________, Via __________, __________, Procuratore pubblico Antonio Perugini, __________, __________, Avv. __________ __________, __________, __________, Ministero pubblico della Confederazione, Berna e, alla crescita in giudicato della sentenza, intimazione a: Comando della Polizia cantonale, Bellinzona, Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, Lugano. Il presidente: La segretaria:

Incarto n. 10.2003.433/KRM DA 1877/2003 Incarto n. 10.2003.433/KRM

Incarto n. DA 1877/2003

DA 1877/2003 Bellinzona 16 ottobre 2003 Bellinzona

Bellinzona 16 ottobre 2003

Sentenza con motivazione In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Sentenza con motivazione

Sentenza con motivazione In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Presidente della Pretura penale Il Presidente della Pretura penale

Il Presidente della Pretura penale Marco Kraushaar Marco Kraushaar

sedente con Carmela Fiorini in qualità di segretaria, per giudicare

__________ __________, __________.__________.__________, fu __________ e __________ n. __________, nata a __________, attinente di __________, domiciliata a __________, Via __________, coniugata, __________ __________ difesa da: Avv. __________ __________, __________, __________ __________, __________.__________.__________, fu __________ e __________ n. __________, nata a __________, attinente di __________, domiciliata a __________, Via __________, coniugata, __________ __________

__________ difesa da: Avv. __________ __________, __________,

__________ prevenuta colpevole di infrazione alla LF sugli stupefacenti;

per avere, senza essere autorizzata, in veste di amministratrice unica della società "__________ __________ " che sapeva essere attiva nell'ambito della coltivazione e della commercializzazione di canapa destinata al mercato degli stupefacenti (marijuana) peraltro venduta al dettaglio nel negozio di canapaio __________ __________ di __________ facente capo al marito __________ __________, contribuito al raggiungimento di tale finalità occupandosi di alcuni aspetti amministrativi della società medesima il cui scopo sociale figurante a RC, nulla aveva a che vedere con la coltivazione indoor di canapa o di altri vegetali in genere;

fatti avvenuti a __________ dal __________.__________.2003 al ______________________________.2003;

reato previsto dall'art. 19 cifra 1 LStup;

perseguita con decreto d’accusa n. DA __________/__________ di data __________ __________ 2003 del Procuratore pubblico Antonio Perugini, __________, che propone la condanna dell'accusata:

__________ 1. Alla pena di 45 (quarantacinque) giorni de detenzione, sospesi condizionelmente per un periodo di prova di 2 (due) anni.

2. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.-- e delle spese giudiziarie di fr. 200.--. vista l'opposizione interposta tempestivamente in data __________ __________ 2003 dall'accusata;

indetto il dibattimento __________ __________ 2003, al quale sono presenti l'accusata personalmente ed il suo difensore, mentre il Procuratore pubblico con lettera ____________________ 2003 ha rinunciato ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando nel contempo la conferma del decreto d'accusa impugnato;

accertate le generalità dell'accusata, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata;

sentito il difensore, il quale chiede l'annullamento del decreto di accusa perché lede l'art. 207 cpv. 4 CO e chiede il proscioglimento da ogni capo d'imputazione perché l'accusata con la sua attività non ha contribuito al raggiungimento delle finalità della società;

sentita da ultimo l'accusata;

posti a giudizio i seguenti quesiti

1. Se il decreto d'accusa è da ritenersi nullo.

2. Se __________ __________ è autrice colpevole, eventualmente per negligenza, di ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti per i fatti descritti nel decreto di accusa a suo carico.

3. Sulla pena proposta e sulle spese. letti ed esaminati gli atti;

considerato in fatto ed in diritto

1. __________ __________, nata nel __________, è giunta in Svizzera nel __________a __________, dove ha frequentato le scuole sino al conseguimento del diploma di assistente geriatrica, trasferendosi poi in Ticino una ventina di anni fa.

Il ____________________ 1992 sposa __________ __________, cittadino italiano, con il quale ha una figlia ora undicenne. Il marito svolgeva la professione di __________, ma __________ __________ lo costringe a smettere. Dal 1993 inizia un'attività di commerciante in proprio, trafficando __________ e __________.

Nel 2000 decide di dedicarsi al commercio di __________ e, senza per il momento abbandonare il traffico con i copertoni, fonda una società a tal fine (____________________) e inizia ad interessarsi per l'apertura di un negozio, che tuttavia avverrà solo nel marzo di quest'anno a __________.

Egli affida il compito di amministratrice unica della società alla moglie, di nazionalità svizzera. In quel periodo la stessa svolgeva l'attività di casalinga e percepiva la disoccupazione. Nel 2002 ha poi ricominciato a lavorare al 50% come __________ __________.

All'interno della società la signora __________ non ha mai assunto alcun compito specifico. Si è limitata a firmare in due occasioni documenti: una volta per il cambiamento dell'ufficio di revisione e un'altra volta per la locazione dei locali a __________.

Per la funzione di amministratrice unica l'accusata non ha mai percepito alcunché.

2. Con decreto di accusa ____________________ 2003 il Procuratore pubblico ha ritenuto __________ __________ autrice colpevole di ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti per per avere, senza essere autorizzata, in veste di amministratrice unica della società "__________ __________ " che sapeva essere attiva nell'ambito della coltivazione e della commercializzazione di canapa destinata al mercato degli stupefacenti (marijuana) peraltro venduta al dettaglio nel negozio di canapaio __________ __________ di __________ facente capo al marito __________ __________, contribuito al raggiungimento di tale finalità occupandosi di alcuni aspetti amministrativi della società medesima il cui scopo sociale figurante a RC, nulla aveva a che vedere con la coltivazione indoor di canapa o di altri vegetali in genere.

3. Al dibattimento l'accusata ha affermato di non essere al corrente dei traffici del marito e di avere assunto la carica di amministratrice unica solo perché il marito aveva bisogno per tale funzione di una persona di nazionalità svizzera.

La società di fatto è sempre stata amministrata dal marito.

Ella ha riferito di essere stata nel negozio __________ __________ in tre occasioni: una prima volta mentre era in atto la riattazione, una seconda volta dopo l'apertura e un'ultima volta quando si è trovata a passare di lì. Solo in questa terza occasione ha notato che vi erano in vendita anche sacchetti contenenti canapa, che venivano tenuti sotto il bancone. Sostiene di essere stata convinta che servissero a profumare gli armadi come le era stato detto.

Afferma pure di essere venuta a sapere dai giornali solo poco prima dell'interrogatorio di polizia che il contenuto dei sacchetti poteva essere fumato; neppure sapeva che la canapa può essere usata a scopo stupefacente.

L'accusata ha pure ammesso di essere stata al corrente che il marito aveva iniziato una coltivazione di canapa a __________. Le era stato detto che la canapa serviva a fini alimentari: per la produzione di olio, vino alla canapa, torte, ecc.

4. La difesa censura dapprima la validità del decreto di accusa, perché vi sarebbe una lesione dell'art. 207 cpv. 4 CPP, dal momento che l'accusata non è stata sentita dal Procuratore pubblico.

Rileva poi che __________ __________ è stata utilizzata dal marito per i suoi scopi siccome cittadina svizzera, che poteva sfruttare senza pagare.

Le sue scarse conoscenze linguistiche non le hanno permesso di rendersi conto dell'effettiva attività svolta dal marito. Ella non ha aiutato in alcun modo il marito nei suoi traffici e non aveva potere decisionale nella società.

Chiede il proscioglimento da ogni imputazione, perché non ha contribuito al raggiungimento delle finalità della società.

5. La censura concernente il decreto di accusa è destituita di qualsiasi fondamento. L'art. 207 cpv. 4 CPP non impone infatti al Procuratore pubblico di sentire l'accusata, ma esige che la stessa sia informata del diritto di essere da lui interrogata. Questa informazione è stata data a __________ __________ il ____________________ 2003, come emerge dalla dichiarazione agli atti da lei sottoscritta.

6. L'art. 19 cifra 1 LStup recita:

chiunque, senza essere autorizzato, coltiva, pianta alcaloidi o canapa per produrre stupefacenti,

chiunque, senza essere autorizzato, fabbrica, estrae, trasforma o prepara stupefacenti,

chiunque, senza essere autorizzato, deposita, spedisce, trasporta, importa, esporta o transita stupefacenti,

chiunque, senza essere autorizzato, offre, distribuisce, vende, negozia per terzi, procura, prescrive, mette in commercio o cede stupefacenti,

chiunque, senza essere autorizzato, possiede, detiene, compera o acquista in altro modo stupefacenti,

chiunque fa preparativi a questi scopi,

chiunque finanzia un traffico illecito di stupefacenti o serve da intermediario per il suo finanziamento,

chiunque pubblicamente istiga al consumo di stupefacenti o rivela la possibilità di acquistarli o di consumarli,

è punito, se ha agito intenzionalmente, con la detenzione o con la multa. Nei casi gravi la pena è della reclusione o della detenzione non inferiore ad un anno, cui può essere cumulata una multa fino ad un milione di franchi.

In concreto l'accusata non ha compiuto direttamente nessuna delle azioni citate. Occorre allora verificare se, nella sua qualità di amministratrice unica, le possono essere imputate le azioni commesse dalla società o se ella è responsabile, perché nella sua funzione avrebbe dovuto conoscere le attività svolte.

7. In linea di principio una persona giuridica non può delinquere se ciò non è espressamente previsto da una legge federale o cantonale (cfr. DTF 97 IV 203). Qualora nell'esercizio delle attività di una persona giuridica vengono commessi reati, sono punibili le persone fisiche che hanno agito direttamente o avrebbero dovuto agire; questo poiché solo le persone fisiche possono avere un comportamento penalmente punibile.

Un organo della società, come per esempio un amministratore, non è punibile solo in virtù della sua posizione societaria; sono punibili unicamente gli organi che nell'esercizio delle attività di una persona giuridica hanno commesso le azioni delittuose o ai quali è imputabile una colpa.

Secondo la dottrina svizzera non vi è una responsabilità penale indipendente dalla partecipazione al reato degli organi di una persona giuridica, per delitti commessi da altri nell'esercizio dell'attività della società stessa (cfr. DTF 105 IV 172 cons. 3).

La responsabilità di un organo potrebbe anche fondarsi su un delitto di omissione improprio (non aver impedito l'avverarsi di un evento proibito).

Ciò presuppone tuttavia che vi sia una posizione di garante dell'autore dell'omissione riferita al reato in esame e che vi sia una lesione colpevole (nei reati intenzionali quindi almeno dolo eventuale) della posizione di garante; ritenuto che garante è chi ha un obbligo, legale o contrattuale, di impedire il realizzarsi di una fattispecie penalmente punibile o di sopprimerne gli effetti.

Secondo il Tribunale federale per poter ammettere la posizione di garante di un organo di una persona giuridica occorre che la persona fisica interessata abbia un ruolo predominante nella società (____________________). Ciò non è necessariamente il caso per tutti gli organi, neppure per un amministratore unico, poiché se così fosse si creerebbe una responsabilità penale generalizzata degli amministratori di una società per delitti commessi nell'esercizio dell'attività di una persona giuridica.

Il garante è penalmente responsabile come autore per il comportamento delittuoso di un terzo se lede i suoi obblighi di garante. Nel caso di delitto intenzionale questo avviene quando il garante riconosce o prevede la commissione di un reato da parte di un terzo e ciononostante non ne impedisce o sopprime secondo le sue possibilità gli effetti, poiché li vuole o perlomeno li accetta. Il quesito di sapere se gli obblighi di garante sono stati lesi, si pone quindi per i delitti intenzionali solo quando è accertato che il garante ha riconosciuto o previsto la commissione del reato, perché poteva solo impedire o sopprimere le conseguenze di un comportamento di un terzo che aveva riconosciuto o previsto (cfr. DTF 105 IV 172 cons. 4).

__________ __________ si è limitata a mettersi a disposizione come amministratrice unica, perché la società aveva necessità di trovare una persona che si mettesse formalmente a disposizione per questo incarico, senza dover tuttavia dirigere l'attività. Ella in tale veste ha poi sottoscritto un'istanza di modifica a RC e un contratto di locazione. Si è trattato di atti formali richiesti da chi dirigeva effettivamente la società e ne era proprietario.

In queste circostanze non si può assolutamente affermare che l'accusata detenesse all'interno della __________ __________ una posizione determinante, anzi ella non aveva praticamente alcun ruolo se non quello puramente formale di amministratrice unica. In altre parole non aveva alcun potere e non poteva influenzare l'andamento societario.

E' quindi da escludere che le si possa riconoscere una posizione di garante.

Ne segue che non può essere autrice del reato neppure per omissione.

8. Resta da verificare se ella non sia punibile come complice.

E' punibile come tale chi aiuta intenzionalmente l'autore di un'infrazione alla LF sugli stupefacenti e questo sia prima sia durante la commissione del reato. Comporta complicità qualsiasi aiuto ad un'infrazione decisa e commessa da un altro, che sia in qualche modo causale per la realizzazione del reato, o altrimenti detto, senza il quale i fatti si sarebbero svolti diversamente. L'aiuto deve quindi aver agevolato la commissione del reato (cfr. Fingerhuth/Tschurr, Kommentar zum Betäubungsmittelgesetz, pag. 138).

Come visto, il complice deve favorire intenzionalmente la commissione di un reato intenzionale di un terzo. Ciò presuppone che conosca, almeno nelle grandi linee, l'infrazione principale progettata (cfr. Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. II, 2002, pag. 793, n. 128 all'art. 19 LStup).

In specie, può restare aperta la questione di sapere se gli autori principali hanno agito con intenzione, perché la complicità è da escludere per i motivi che si diranno in appresso.

Se da una parte si deve ammettere che la conclusione del contratto di locazione ha favorito la commissione del reato, dall'altra si deve considerare che __________ __________ non era per nulla al corrente delle intenzioni del o degli autori principali. Per quanto risulta dagli atti non conosceva nemmeno lontanamente l'infrazione che il marito avrebbe commesso.

Per questi motivi si deve concludere che l'accusata non ha intenzionalmente aiutato a commettere il reato, ella non è quindi punibile come complice.

Ciò posto __________ __________ deve essere prosciolta dall'imputazione di ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti. visti gli art. 19 cifra 1 LStup; 9 e segg., 273 e segg. CPP; 39 LTG;

rispondendo ai quesiti posti;

proscioglie __________ __________,

dall'imputazione di infrazione alla LF sugli stupefacenti, per i fatti compiuti a __________ nelle circostanze descritte nel decreto di accusa n. DA __________/__________del ____________________ 2003. carica le spese allo Stato. le parti sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).

La motivazione del ricorso per cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).

Intimazione a: Intimazione a:

__________ __________, Via __________, __________, Procuratore pubblico Antonio Perugini, __________, __________, Avv. __________ __________, __________, __________, Ministero pubblico della Confederazione, Berna __________ __________, Via __________, __________,

Procuratore pubblico Antonio Perugini, __________, __________,

Avv. __________ __________, __________, __________,

Ministero pubblico della Confederazione, Berna

e, alla crescita in giudicato della sentenza,

intimazione a: Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,

Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

Il presidente: La segretaria: