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Il governo del Portogallo ha annunciato che reintrodurrà un taglio compreso tra il 3,5% e il 10% dei salari del settore pubblico superiori ai 1500 euro per compensare le minori entrate dopo una recente sentenza del Tribunale Costituzionale che aveva bocciato alcune misure per il contenimento della spesa pubblica.
Il taglio era già stato effettuato negli ultimi tre anni (2011, 2012 e 2013), ma è stato sostituito nel 2014 con sconti simili, su una base più ampia di dipendenti, comprendendo anche quelli con stipendi mensili superiori a 675 euro. Una misura giudicata incostituzionale.
Il ministro delle Finanze, Maria Luis Albuquerque, ha spiegato che la misura adottata dal Governo di Pedro Passos Coelho è necessaria in quanto, seppure il Paese è uscito dal piano di salvataggio della Troika (UE-BCE-FMI) deve comunque continuare la sua politica di rigore.
La riduzione sarà del 3,5% per gli stipendi mensili compresi tra 1500 e 2000 euro; tra il 3,5% e il 10% per coloro che guadagnano da 2000 a 4165 euro e del 10% per stipendi superiori.
Albuquerque, che non ha quantificato l'impatto della misura sui conti pubblici, ha dichiarato che i tagli approvati saranno rimossi gradualmente nei prossimi anni fino a scomparire completamente nel 2019.
SDA-ATS