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A partire dal prossimo autunno il Comune argoviese di Aarburg lancerà un progetto pilota che consiste nell'impedire ai rifugiati di inviare soldi ai propri parenti rimasti in patria.
"Quasi il 45% dei beneficiari dell'assistenza sociale sono degli ex richiedenti l'asilo, dei rifugiati che sono stati accolti da noi e che vivono ora grazie agli aiuti sociali" ha spiegato alla RTS la responsabile dei servizi sociali di Aarburg, Martina Bircher (UDC). "E ci rendiamo conto che dal 40 al 60% degli aiuti sociali che versiamo vengono inviati direttamente nei loro paesi d'origine."
"Questi soldi che tornano nei loro paesi d'origine potrebbero servire a pagare i passatori e quindi ad alimentare un circolo vizioso" ha aggiunto Bircher.
Quindi Aarburg ha deciso di versare gli aiuti sociali alle persone provenienti da paesi poveri su carte di credito senza possibilità di ritirare denaro contante. "Lo scopo dell'assistenza è quello di consentire di vivere in Svizzera, non di aiutare le famiglie rimaste in patria" ha concluso Bircher.