Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01034.jsonl.gz/418

Contenuto esterno
Nei prossimi 10 anni oltre il 60% dei medici di famiglia che esercitano attualmente in Svizzera cesseranno l'attività: la penuria di generalisti, riscontrata già oggi, si acuirà quindi e nel 2025 ne mancheranno oltre 4000.
Lo ha sostenuto oggi in una conferenza stampa a Berna l'associazione Medici di famiglia e dell'infanzia (mfe).
Le cifre si basano su uno studio del centro universitario per la medicina di base di Basilea Città e Basilea Campagna condotto per conto di mfe ogni cinque anni.
Già attualmente mancano più di 2000 medici di famiglia (posti a tempo pieno) per avere la copertura raccomandata di un generalista per 1000 abitanti. Più di 4000 nuovi dottori saranno necessari entro 10 anni.
Per porre rimedio a tale penuria, occorrono misure urgenti a livello di formazione nonché una collaborazione interdisciplinare, sostiene mfe. A lungo termine si devono formare nettamente più medici, un punto questo sul quale i responsabili politici e la società sembrano in linea di principio d'accordo. Il Consiglio federale è pronto a investire 100 milioni di franchi per la creazione di 200-250 posti di studi supplementari in medicina.
L'Associazione chiede che questo denaro venga utilizzato principalmente per la formazione di medici di base e non per la ricerca clinica e le tecniche mediche. Non basta formare più medici occorre che siano "quelli giusti", sostiene mfe.
"Invece di continuare a produrre nuovi specialisti, dovremmo creare le condizioni che rendano un futuro attrattivo nella medicina di base per giovani medici motivati", secondo François Héritier, vicepresidente di mfe e copresidente della Società svizzera di medicina interna generale (SSGIM).
Per assicurare le cure di base, bisogna trovare a corto termine una soluzione pragmatica e interdisciplinare che sia in grado di creare nuove prospettive a lungo termine, viene sottolineato. Per esempio converrebbe dare maggiori competenze ad assistenti e infermieri e valutare nuove forme di collaborazione nelle cure ambulatoriali, propone infine mfe.
SDA-ATS