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Luoghi di culto
Chiesa della Madonnetta e Chiesa del Sacro Cuore
Nel Quartiere di Molino Nuovo, a pochi passi dal campus universitario, sorge la Chiesa della Madonnetta, un edificio dei primi anni del Settecento, caro a molti Luganesi.
Nei primi anni di quel secolo, su iniziativa del Canonico Giulio Rusca, vengono scavate le fondamenta della cappelletta votiva con affrescati una Sacra Famiglia e con San Giovanni e l'Agnello. L'edificio è nel verde, sul ciglio di una strada poco frequentata. L'effigie della Madonna conservata nella chiesa diventa subito meta di pellegrinaggio molto apprezzato dai Luganesi, tanto che nel 1726 viene richiesta la costruzione di un vero e proprio Oratorio, detto dello Stradone, dotato di due altari, uno dedicato al SS. Cuore di Gesù e alla Beata Vergine; l'altro al martire Nepomuceno. Dal 1747 vi opera la Confraternita del SS. Cuore di Gesù.
Da allora l'impianto architettonico è oggetto di diverse modifiche interne: vengono aggiunti il nartece e la cantoria. Inoltre, a seguito di un incendio, il vecchio altare ligneo viene sostituito con quello attuale in marmo, disegnato da Paolo Zanini e realizzato dallo scultore Pietro Andreoletti di Porto Ceresio.
Con il passare degli anni, la Chiesa della Madonnetta, diventa troppo piccola per accogliere i fedeli del Quartiere in piena espansione demografica. Su iniziativa di don Annibale Lafranchi, si dà così il via ai lavori di costruzione di quella che sarebbe poi diventata nello stesso Quartiere la Chiesa del Sacro Cuore. Siamo nell'aprile del 1922. In quel periodo, il destino della secolare Madonnetta è minacciato: una variante del Piano regolatore prevede, infatti, l'abbattimento dell'edificio religioso per permettere l'allargamento dell'allora via dei Prati (attuale via Simen). A salvarla è l'attaccamento dimostrato dalla popolazione.
Nel 1963 la chiesa viene parzialmente iscritta nell'Elenco cantonale dei monumento storici e artistici del Cantone Ticino.
Altri restauri compiuti nel corso del Novecento non modificano la fisionomia della chiesa. A incidere maggiomente sulla vita della "Madonnetta" sono piuttosto interventi all'esterno della stessa: l'urbanizzazione finisce col modificare la prospettiva del contesto settecentesco. Tuttavia, avvicinandosi all'edificio si può riconoscere l'assetto volumetrico originale.