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BERNA - Berna potrebbe versare un nuovo "miliardo di coesione" all'Unione europea (UE) per ridurre le disparità fra gli Stati membri. Il Consiglio federale si è però rifiutato di svelare il suo punto di vista sul tema prima della visita in Svizzera del presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker.
Nel corso della tradizionale seduta del mercoledì, il governo ha discusso oggi di politica europea in vista dell'arrivo a Berna del lussemburghese, prevista il 23 novembre, e ha fissato la sua posizione. Secondo l'abituale prassi, «comunicheremo al termine delle discussioni», ha annunciato in conferenza stampa il portavoce del governo, André Simonazzi.
Tempestato di domande dai giornalisti, il vice cancelliere della Confederazione ha semplicemente confermato che il tema del miliardo di coesione è stato abbordato. «Se vogliamo ottenere dei risultati in una discussione, non possiamo farlo sulla pubblica piazza», si è giustificato.
Il Consiglio federale detiene ancora un'importante risorsa per far avanzare il dibattito con Bruxelles sullo sviluppo delle relazioni bilaterali. Lo stanziamento di un contributo di coesione sarebbe infatti un atto volontario da parte di Berna.
Juncker dovrebbe discutere con il Consiglio federale dell'accordo quadro richiesto dall'UE per garantire l'accesso al mercato continentale, attraverso una ripresa più sistematica del diritto europeo. Bloccate dal voto elvetico in favore dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, le discussioni sono riprese alla fine dello scorso anno.
Il governo elvetico deve però fare i conti con un fronte interno sempre più ampio di contrari all'accordo. Guidati dall'UDC, gli oppositori non vogliono che la Corte europea di giustizia decida in merito a contenziosi fra Berna e Bruxelles. C'è attesa per l'operato del nuovo ministro degli esteri, Ignazio Cassis, su questo dossier.