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L'Iran ha avviato la terza fase del suo disimpegno dall'accordo sul nucleare. Sabato mattina, il portavoce dell'agenzia atomica di Teheran, Behrouz Kamalvandi, ha annunciato l'avvio delle centrifughe avanzate per aumentare le proprie scorte di uranio arricchito, in violazione dell'intesa siglata nel 2015 con le potenze mondiali.
In una conferenza stampa in diretta televisiva, Kamalvandi ha avvisato l'Europa ricordando che il tempo per salvare l'accordo sta per scadere. Il disimpegno dell'Iran è iniziato dopo che oltre un anno fa, il presidente statunitense Donald Trump si è ritirato dall'intesa, imponendo pesantissime sanzioni economiche alla Repubblica islamica. "Dal momento che l'altra parte non rispetta gli impegni, non ci si deve aspettare che l'Iran adempia ai propri", ha dichiarato l'alto funzionario di Teheran.
L'Iran ha la capacità di andare oltre il 20% di arricchimento dell'uranio, ha aggiunto Kamalvandi, precisando però che al momento non c'è l'intenzione di superare questa soglia. Secondo gli analisti, da un punto di vista tecnico, il passaggio dal 20% al 90%, ovvero al livello militare, il passo è breve.
Dopo il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo, l'Europa ha tentato a lungo di salvare l'intesa. Tuttavia, i meccanismi messi in campo per aggirare le sanzioni americane non hanno impedito alle società di ritirarsi dal Paese.