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I passeggeri della compagnia aerea elvetica dispensati dal fornire informazioni riservate, come chiesto dagli Stati Uniti.
La richiesta di Washington applicata sui voli delle compagnie di bandiera dei Paesi dell'Unione Europea.
La Svizzera sta valutando la richiesta del governo americano di comunicare informazioni, anche personali come il credo religioso, dei passeggeri dei voli in partenza verso gli Stati Uniti.
Il portavoce dell'Ufficio federale dell'aviazione civile Daniel Göring lo conferma a swissinfo: "Il governo ha appena ricevuto la bozza d'intenti della convenzione inviata dalle autorità statunitensi".
Per i passeggeri di Swiss la privacy viene quindi, almeno per il momento, mantenuta. Lo stesso non si può dire per chi vola su una compagnia aerea di uno dei quindici Paesi membri dell'Unione Europea.
Bruxelles ha infatti dato seguito alle richieste dell'amministrazione Bush. La legislazione anti-terrorismo adottata dal governo americano dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 e che va sotto il nome di Patriot Act, implica proprio tutta una serie di misure di sicurezza preventiva per il trasporto aereo.
In attesa di chiarimenti
Il portavoce di Swiss Manfred Winkler precisa a swissinfo che i passeggeri che viaggiano alla volta degli Stati Uniti non rientrano nell'accordo raggiunto tra Washington e Bruxelles.
L'eccezione dei passeggeri di Swiss è dovuta al fatto che nella Confederazione il rispetto della privacy è assicurato dalla legislazione sulla protezione dei dati, più garantista di quella in vigore nell'UE.
Finora Swiss non ha ricevuto dalle autorità doganali statunitensi le informazioni supplementari richieste per l'introduzione della nuova norma sull'immigrazione.
"Abbiamo chiesto chiarimenti circa il genere di informazioni e di dati del passeggero che gli Stati Uniti si aspettano di ottenere da noi", conclude il portavoce di Swiss, secondo il quale i passeggeri di Swiss atterrati il 5 marzo negli Stati Uniti - giorno dell'applicazione della norma per i voli provenienti dall'UE - non hanno avuto nessun problema.
"Al momento che ci comunicheranno ufficialmente la decisione di adottare le nuove norme avremo 30 giorni di tempo per introdurre il cambiamento", aggiunge Manfred Winkler.
Protezione dei dati
Ma se Swiss ha già deciso di dar seguito alla richiesta americana, dovrà prima aspettare il nulla osta delle competenti istanze della Confederazione. E qui le cose non sono tanto semplici perché le informazioni che le autorità americane chiedono rientrano nella sfera della protezione dei dati.
Le autorità americane chiedono infatti che si comunichino loro informazioni riservate come i numeri delle carte di credito e dei telefoni cellulari, l'appartenenza religiosa, le abitudini in viaggio, gli indirizzi presso i quali si alloggia negli Stati Uniti, eccetera.
La richiesta del governo di Washington passa quindi forzatamente attraverso l'esame e l'approvazione delle competenti autorità federali, dall'Ufficio dell'aviazione civile a quello dell'Incaricato per la protezione dei dati.
"Per il momento non abbiamo adottato alcuna decisione ufficiale", annuncia a swissinfo Hans-Ulrich Aebersold, dirigente dell'Ufficio federale dell'aviazione civile.
Ripercussioni economiche
L'applicazione delle nuove norme d'immigrazione chieste dagli Stati Uniti ha infine anche delle rispercussioni negative per le compagnie aeree.
William Gaillard, portavoce della IATA, l'Associazione internazionale del trasporto aereo, rappresenta le preoccupazioni delle compagnie aeree: "Bisogna calcolare di impiegare almeno un minuto supplementare per ogni passeggero al momento della registrazione".
Minuti in più che significano costi ulteriori per le compagnie, in un periodo di grave crisi per il trasporto aereo in generale.
swissinfo e agenzie
In breve
Il governo svizzero ha ricevuto la richiesta degli Stati Uniti di introdurre nuove norme di sicurezza ai cech-in dei voli transatlantici.
Le informazioni richieste dalla nuova procedura in contrasto con la legislazione elvetica sulla protezione dei dati.
A differenza di chi vola sulle compagnie dell'Unione europea, con Swiss non si sottostà ancora alle nuove norme.