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Il termine ammortamento deriva da “morte” e, letteralmente, indica l’azione di estinguere, ma assume significati diversi a seconda che venga applicato a prestiti o a beni.
L’ammortamento finanziario si riferisce ad un prestito e consiste nella ripartizione del costo del bene in base alla durata della concessione, a prescindere dalla stima della vita utile oggettiva del bene stesso.
L’ammortamento economico, invece, si riferisce ad un bene ed è il normale processo con il quale si stima la vita utile del bene e si divide il costo in base a questa stima determinando così un coefficiente di ammortamento.
L’ammortamento di un prestito non è altro che il rimborso o la restituzione di una somma di denaro al legittimo proprietario.
L’ammortamento di un bene, invece, è la constatazione contabile della perdita di valore di un bene (mobiliare o immobiliare) risultante dall’usura, dalla vetustà o dal progresso tecnologico.
Per un’impresa, l’ammortamento economico presenta diversi vantaggi; primo fra tutti, permette di ripartire il prezzo d’acquisto di un bene sulla durata della sua utilizzazione:
Se un macchinario pagato, per esempio, 100’000 franchi viene ammortizzato su 5 anni, questo significa che la ditta, se ha adottato il sistema di ammortamento costante, riporterà sul conto economico, nella colonna “costi” (conto: “ammortamenti”), l’importo di 20’000 franchi per 5 anni di seguito.
Questi 20’000 franchi di costo riducono l’utile della ditta: se da un lato, questo provoca una diminuzione del carico fiscale, dall’altro diminuisce pure la parte da distribuire ai soci o al proprietario della ditta. L’ammortamento porta quindi ad una ritenzione di liquidità, permettendo all’impresa di rinnovare i propri beni. Si parlerà perciò di autofinanziamento.