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BERNA - Uno schiaffo non può essere vietato dal diritto svizzero. Il Consiglio Nazionale ha bocciato mercoledì per 128 voti contro 51 una mozione di Chantal Galladé (PS/ZH). Secondo la maggioranza della Camera bassa, il diritto attuale è dunque sufficiente.
La deputata mirava a proteggere i più deboli. «Alcuni pensano sicuramente che uno sberla non abbia mai fatto male a nessuno. Ma voi dareste una sberla a un adulto che vi ha fatto innervosire?», si è chiesta la socialista zurighese.
Il Parlamento aveva già rifiutato l’anno scorso una petizione di studenti bernesi che andava nella stessa direzione. «La giurisprudenza del Tribunale federale proibisce comunque già di considerare le maniere forti come metodo d’educazione», ha argomentato il ministro del Dipartimento di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga.
Lo schiaffo può inoltre essere considerato come una via di fatto. Può quindi essere perseguibile a seguito di una denuncia o addirittura d’ufficio se l’autore agisce in maniera reiterata su un bambino.
Pressione internazionale - Il comitato dell’ONU per i diritti dei bambini aveva già criticato nel gennaio del 2015 l’assenza di disposizioni penali in materia, la Francia era stata anch’essa ripresa dal Consiglio d’Europa.
Seguendo l’esempio della Svezia, Paese pioniere in questo campo, più della metà delle nazioni membre del Consiglio d’Europa hanno adottato una legislazione per la protezione dei minori dalle violenze.