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La Svizzera potrebbe congelare interamente o in parte l’aiuto allo sviluppo agli Stati che ostacolano il rientro di loro cittadini la cui richiesta d’asilo è stata respinta.
Una commissione parlamentare propone d’inserire tale misura nella revisione della legge sull’asilo.
La commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale ha adottato con 12 voti contro 9 la disposizione. Che potrebbe suscitare vivaci discussioni.
Secondo il presidente della CIP, il radicale Charles-Alber Antille, l'idea non è tanto di bloccare i fondi destinati per esempio a soccorrere le vittime della carestia, ma di ridurre crediti per l'aiuto allo sviluppo.
I membri della commissione ritengono che il governo dovrà fissare i dettagli per l'applicazione, designando tra l'altro gli Stati che ritiene non cooperativi.
Procedure accelerate
Questo provvedimento rientra nell'inasprimento generale della legge sull'asilo deciso dalla commissione, che ha così voluto spingersi più lontano del Consiglio federale.
Il tutto avviene in un momento politico post elezioni, chiaramente segnate dalla sconfitta del centro e dalla crescita dei blocchi di destra (Unione democratica di centro) e di sinistra (Partito socialista).
La commissione ha pure ridotto i termini per le procedure in prima e seconda istanza. Le decisioni di non entrata in materia dovrebbero dunque essere prese entro 10 giorni.
Ove s'impongano chiarimenti, il termine potrebbe essere prorogato fino a tre mesi. La CRA avrebbe poi due mesi di tempo per pronunciarsi. Il tutto per permettere - secondo Antille - di ridurre la mole delle migliaia di dossier in sospeso.
La commissione desidera inoltre che le autorità prendano contatto con lo Stato d'origine dei richiedenti, non appena è presa una decisione negativa di prima istanza. Le autorità potrebbero così verificarne l'identità e procurarsi i documenti di viaggio in vista del rimpatrio.
Incentivi finanziari
Altre misure destinate ad incitare le autorità ad accelerare i tempi: l'introduzione di somme forfettarie globali per i cantoni.
Questo sistema d'incitamento finanziario - contestato nel programma di risanamento delle finanze federali - andrebbe a vantaggio dei cantoni che procedono più rapidamente all'esecuzione dei rinvii, ha ricordato Antille.
Sempre sul fronte finanziario, la commissione ha approvato con 14 voti contro 8 la nuova tassa speciale destinata a sostituire per i richiedenti l'asilo l'obbligo di rimborsare.
La tassa sarebbe prelevata nella proporzione massima del 10 per cento sul reddito lucrativo del richiedente per coprire le spese di soggiorno.
Destra e sinistra deluse
Nonostante l'invito di città come Zurigo e di altri ambienti, la commissione non ha voluto abolire il divieto di lavorare imposto agli asilanti nei primi tre mesi dall'entrata in Svizzera.
La revisione della legge sull'asilo è quindi stata accolta con 10 voti contro 6 e 8 astenuti.
Lo scontento - ha spiegato Antille - è stato espresso sia dalla sinistra, per la quale la legge va troppo lontano, sia dalla destra, che vorrebbe imprimere un ulteriore giro di vite.
Il presidente della commissione ha ammesso che i rischi di un fallimento nel plenum, che si pronuncerà probabilmente nella sessione speciale d'inizio maggio, non sono trascurabili.
La revisione si concentra essenzialmente sul principio dello Stato terzo sicuro. Ciò significa che i richiedenti l'asilo che, prima di giungere in Svizzera, hanno soggiornato in un paese ritenuto sicuro, dovrebbero esservi rinviati.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Una decisione di una commissione non è definitiva: essa deve essere discussa in Parlamento, dal quale può essere avallata o bocciata;
In ottobre 2003 in Svizzera sono state depositate 1'908 domande d'asilo;
Circa 1'000 in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno;
In Svizzera vivono attualmente 24'737 rifugiati.