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BERNA - Le numerose sfide che deve affrontare l'agricoltura dovrebbero portare a sviluppare la ricerca basata sulla pratica, non a ridurla. L'Unione svizzera dei contadini (USC) quindi si opporrà alla ristrutturazione di Agroscope, annunciata venerdì dal Consiglio federale, che potrebbe mettere in pericolo 600 posti di lavoro.
In un comunicato diffuso oggi, l'USC deplora il fatto che il governo abbia deciso senza consultare gli ambienti interessati. I contadini si dicono stupefatti dal modo di agire del Consiglio federale che definiscono poco professionale e non ragionato visto che si tratterebbe della terza ristrutturazione in poco tempo. Alcuni anni fa, precisa il comunicato, tutta l’équipe di direzione di Agroscope fu licenziata e i posti vennero rimessi a concorso. Molte persone se ne andarono in quell'occasione e le competenze in materia di ricerca agricola risultarono ridotte.
Ora il Consiglio federale propone di tagliare di un quinto il budget del centro di competenza della Confederazione per la ricerca agronomica mettendo in pericolo 600 posti di lavoro, secondo l'USC.
L'atteggiamento del governo è un affronto per i dipendenti di Agroscope, affermano i contadini. Senza ricerca, divulgazione e formazione efficienti inoltre, i miglioramenti richiesti nell'agricoltura saranno senza effetto e la Svizzera rischia di perdere la sua posizione di leader nelle produzione sostenibile.