Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/95863

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare quanto prima un progetto di revisione della legge sull'agricoltura, cosicché i contingenti doganali di bestiame da macello e carne vengano assegnati, in linea di principio, per un terzo mediante vendita all'asta, mantenendo il disciplinamento attuale giusta l'articolo 48 capoverso 2, per un terzo in base alle macellazioni all'interno del Paese e per un terzo in funzione di prestazioni correlate all'esportazione di carne svizzera. La mozione va attuata in maniera tale che il calo dei ricavi della vendita all'asta non abbia alcuna ripercussione finanziaria per l'agricoltura.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rapporto "Ulteriore sviluppo del sistema d'importazione di bestiame da macello e carne" in adempimento della mozione Büttiker 06.3735, "Disciplinamenti del mercato nell'ambito della politica agricola. Ulteriore sviluppo",  il Consiglio federale ha formulato proposte per il futuro sistema d'importazione, raccomandando, fondamentalmente, di non modificare l'attuale sistema che prevede la vendita all'asta dei contingenti d'importazione di carne, indipendentemente dai negoziati in corso a livello di OMC e con l'UE. Soltanto in seguito a un accordo con l'UE potrebbe venir modificato il sistema d'importazione. Sebbene non sia possibile stabilire con certezza quando si giungerà alla conclusione di un simile accordo, le proposte dell'autore della mozione non sono un'alternativa lungimirante all'attuale sistema d'importazione della carne. Il Consiglio federale respinge una modifica dell'articolo 48 della legge sull'agricoltura (LAgr) per i motivi illustrati di seguito.</p><p>1. La reintroduzione delle macellazioni per la determinazione di una prestazione all'interno del Paese quale base per la ripartizione dei contingenti d'importazione non consente di fornire un contributo sostanziale al miglioramento della competitività del settore svizzero della carne. A causa della crescente concentrazione nel settore della macellazione, la concorrenza funzionerebbe sempre meno e si creerebbe un'ingiustificata protezione dell'industria e dell'artigianato a favore di poche aziende. Inoltre, numerosi importatori scomparirebbero dal mercato perché non macellano animali. Infine, l'esperienza insegna che la ripartizione dei contingenti d'importazione in base a una prestazione all'interno del Paese comporta eccessivi margini e rendite di contingente a scapito dei produttori di bestiame da macello e dei consumatori.</p><p>2. Nel quadro del vigente accordo agricolo dell'OMC, la ripartizione dei contingenti d'importazione in funzione delle prestazioni nel settore dell'esportazione è considerata uno strumento di promozione delle esportazioni distorsiva della concorrenza, vale a dire una sovvenzione indiretta alle esportazioni. Nel settore della carne non è consentito introdurre un simile metodo di ripartizione, poiché nell'ambito dell'Uruguay Round del GATT/OMC la Svizzera non ha notificato sovvenzioni all'esportazione per la carne. Esso va pertanto respinto. Inoltre, nel quadro del ciclo di negoziati di Doha dell'OMC in corso è comunque prevista la soppressione delle sovvenzioni alle esportazioni.</p><p>3. Qualora fosse messo all'asta soltanto un terzo dei contingenti d'importazione, il riconosciuto effetto incentivante della competitività rappresentato dalla vendita all'asta diminuirebbe considerevolmente. Una minore concorrenza non è auspicata nemmeno dal profilo economico.</p><p>4. È fondamentale che vengano applicati esclusivamente i metodi di ripartizione dei contingenti d'importazione più efficienti e trasparenti. La richiesta di continuare a vendere all'asta un terzo dei contingenti rivela che, in fondo, tale metodo di ripartizione è ritenuto valido. </p><p>5. Infine, il processo legislativo di modifica dell'articolo 48 LAgr potrebbe durare, fino alla completa applicazione, circa quattro anni. Pertanto, rispetto al processo negoziale con l'UE, un cambiamento di sistema potrebbe non generare l'effetto auspicato dall'autore della mozione. </p><p>Nel rapporto summenzionato, quale modifica, su base autonoma, della protezione doganale, che potrebbe avere effetti positivi sulla competitività del settore svizzero della carne, il Consiglio federale indica una possibile riduzione delle aliquote di dazio fuori contingente, a condizione che la maggior parte degli attori del settore della carne (composto di produttori, addetti alla trasformazione, commercianti e consumatori) sia favorevole a un simile intervento. Inoltre, una riduzione dovrebbe essere in sintonia con i negoziati multilaterali e bilaterali in corso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.