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Kim Kyok-sik, ex capo dell'esercito della Corea del Nord, è morto di insufficienza respiratoria acuta causata dalla progressione di un cancro. Lo riporta oggi il Rodong Sinmun, il quotidiano del Partito dei Lavoratori, secondo cui il decesso è avvenuto domenica.
Kim, 77 anni, era ritenuto da molti osservatori un "falco" in base al ruolo chiave avuto nell'affondamento nel mar Giallo, avvenuto a marzo del 2010, della corvetta Cheonan, in quello che è uno degli incidenti mortali più gravi tra i due Paesi dalla fine della Guerra di Corea del 1950-1953.
La nave sudcoreana colò a picco (secondo Seul e alleati) a causa di un siluro lanciato dal Nord provocando la morte di 46 marinai. Pyongyang, invece, ha sempre negato ogni addebito.
Ex capo dello Stato maggiore ed ex ministro delle Difesa, Kim ha potuto controllare il quarto esercito più numeroso al mondo con 1,2 milioni di effettivi e si ritiene abbia avuto la regia del bombardamento di novembre 2010 dell'isola sudcoreana di Yeonpyeong, nel mar Giallo, quando era a capo del IV Corpo della provincia di Hwanghae, sulla costa occidentale.