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È inaccettabile minacciare di non rieleggere i giudici quando le loro decisioni sono sgradite sul piano politico: l'afferma l'Associazione svizzera dei magistrati (ASM), che in un comunicato si dice preoccupata per le minacce proferite da rappresentanti di differenti partiti politici nei confronti di un giudice del Tribunale federale (TF).
L'ASM ricorda che l'indipendenza dei tribunali "appartiene ai principi fondamentali dello stato di diritto svizzero". Le sentenze possono certo essere discusse e criticate, ma non si può minacciare di non rinnovare un mandato a un magistrato.
Secondo l'organizzazione il dibattito in corso evidenzia ancora una volta i problemi del sistema di rielezione periodica dei giudici, su cui l'ASM ha già più volte richiamato l'attenzione. A suo avviso meglio sarebbe optare per l'elezione unica con la possibilità di revoca per giusta causa, come è in uso nel canton Friburgo.
La presa di posizione dell'associazione segue le critiche mosse al giudice del TF Yves Donzallaz, un UDC ago della bilancia nella recente sentenza della suprema corte di Losanna che ha imposto a UBS di consegnare a Parigi i dati personali di oltre 40'000 clienti francesi. Il suo sì all'invio è stato criticato da diversi esponenti borghesi.