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Storica prestazione di Miami che contro Denver mette a segno 70 punti, tre in meno del record assoluto della Nfl. Solo tre squadre rimangono imbattute
Sono rimaste soltanto tre le compagini a punteggio pieno dopo tre delle diciassette giornate di regular season: Miami, Philadelphia e San Francisco. Eagles e 49.ers, rispettivamente contro Tampa Bay e Los Angeles Rams, si sono imposte in maniera convincente, ma è dei Dolphins che non ci si può esimere di parlare dopo quella che è stata una prestazione da libri di storia. La compagine diretta da coach McDaniel ha letteralmente sotterrato Denver sotto una montagna di punti, con un risultato assolutamente inedito per gli standard della Nfl moderna: 70-20. In effetti, soltanto tre volte nell’ultra centenaria storia della lega, una squadra aveva segnato 70 o più punti. Il record assoluto risale al 1940, quando in una partita di playoff Chicago aveva superato Washington 73-0. Nella stagione regolare – per la precisione quella del 1966 – Washington si era fermata a 72 punti contro i New York Giants. Infine, nel 1950 i Los Angeles Rams ne avevano rifilati 70 agli allora Baltimore Colts. Inoltre, Miami ha stabilito il record di yarde conquistate (726) in una singola partita nell’era del Super Bowl, un totale secondo soltanto a quello dei Los Angeles Rams del 1951 (735) e ha segnato dieci touchdown diventando la prima squadra a realizzarne almeno cinque sia su corsa, sia via aerea. Va da sé che i 70 punti realizzati rappresentano un record di franchigia, ben superiore ai 55 rifilati a St. Louis nel 1977, quando il quarterback era Bob Griese. Nemmeno nei gloriosi anni di Dan Marino (per altro coronati da una sola apparizione al Super Bowl, per di più persa) i Dolphins avevano mai avuto un attacco tanto spaventoso. Tua Tagovailoa ha sbagliato soltanto tre dei 26 passaggi tentati, per 309 yarde e 4 touchdown, prima di cedere, a inizio quarto periodo, la regia a Mike White che ha conquistato altre 67 yarde. E palla a terra Miami ha macinato 350 yarde, in particolare con De’Von Achane, rookie alla sua prima partita e capace di conquistarne 203 per 4 touchdown (due su passaggio).
E i Dolphins avrebbero potuto fare anche di più. Ad esempio calciare un field-goal da 44 yarde con una trentina di secondi ancora sul cronometro. Tre punti che avrebbero permesso loro di diventare la squadra più prolifica della regular season, superando i 72 punti di Washington. E invece, Mike McDaniel ha ordinato ai suoi di inginocchiarsi sul quarto down e lasciare che Denver chiudesse la partita con l’ultimo snap. «È una questione di rispetto», ha poi affermato il giovane allenatore capace di annichilire quel Sean Peyton che nell’offseason 2022 Miami aveva cercato di reclutare (oltretutto andando contro le regole Nfl) prima di “ripiegare” proprio su McDaniel. Il quale, il football ha iniziato ad apprezzarlo in Colorando, quando da ragazzino era uno dei ball-boys di quei Broncos che domenica ha distrutto senza pietà. «Questo è uno sport che si basa sul rispetto e non avevamo intenzione di umiliare l’avversario. I leader della squadra hanno tutti apprezzato la decisione. Più dei record, a noi interessano le vittorie», ha aggiunto.
In tre partite, Miami ha totalizzato 1’651 yarde, il che darebbe un totale sulla regular season di 9’355, circa 1’881 yarde in più del record stabilito nel 2011 da New Orleans (7’474). Tua, inoltre, ha sin qui lanciato per 1’024 yarde e se dovesse reggere questo ritmo arriverebbe a 5’803 yarde in 17 partite, con 45 touchdown e 11 intercetti, sbriciolando in tal modo il record di Peyton Manning di 5’477, stabilito nel 2013. E si avvicinerebbe al muro delle 6’000 yarde, raggiunte soltanto da sei quarterback (Drew Brees, Peyton ed Eli Manning, Tom Brady, Dan Marino e Matthew Stafford), i quali per compiere l’impresa hanno però avuto bisogno dei playoff. Che Miami sfiori le 10’000 yarde di "total offense” è praticamente impossibile ed è difficile pure che Tua arrivi a 5800 yarde: ciò nonostante, questi Dolphins, che a inizio stagione molti esperti vedevano addirittura fuori dalla post season, adesso sono subissati di elogi e complimenti e vengono inseriti in tutti i pronostici per il prossimo Super Bowl. Prima, però, rimangono 14 partite, più che sufficienti per ribaltare tutti i pronostici sin qui stilati. Per la franchigia della Florida, il primo vero ostacolo arriverà domenica, con la trasferta a Buffalo, contro quella che fino a ieri era la favorita per la conquista della Afc East. I Bills domenica hanno stracciato Washington 37-3, anche grazie a una grande prestazione della difesa che ha intercettato quattro volte Sam Howell e lo ha placcato in nove occasioni, e aspettano i Dolphins per quella che sarà una vera partita a scacchi: un anno fa le due formazioni si erano affrontate tre volte con due vittorie di Buffalo e una di Miami, sempre con uno scarto di tre punti.
Il terzo weekend di partite ha detto anche molte altre cose, con diverse sorprese in negativo, dalla sconfitta di Dallas in Arizona, a quella di Jacksonville in casa contro Houston, fino allo stop a domicilio di Baltimore a opera di Indianapolis. Da sottolineare pure la prima vittoria di Cincinnati, nonostante un Burrow a mezzo servizio per un infortunio al polpaccio subito durante il camp e riacutizzatosi una settimana fa. Contro i Los Angeles Rams, per lui partita senza grandi acuti, 259 yarde senza touchdown e con un intercetto. Ma per i Bengals era fondamentale rompere il ghiaccio.