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Il licenziamento dell'ex segretario generale del Congresso ebraico mondiale (WJC) non provoca trionfalismi nella sezione svizzera dell'organizzazione, in parte responsabile dell'attuale crisi.
Era stata proprio la Federazione svizzera delle comunità israelitiche nel 2004 a chiedere un'inchiesta indipendente sull'utilizzo di fondi che erano transitati dall'ufficio di Ginevra del WJC.
"La prepotenza è stata la sua rovina", titola la Basler Zeitung nell'edizione di sabato. Il giornale giudica che l'espulsione di Singer - annunciata venerdì - equivale ad una riabilitazione di Alfred Donath, presidente La Federazione svizzera delle comunità israelitiche.
"Provo più tristezza che un senso di trionfo", dice sulle pagine del giornale di Basilea Alfred Donath, che è all'origine dell'inchiesta che è costata la testa a Israel Singer, l'ex segretario generale del WJC che durante la crisi dei fondi ebraici in giacenza nelle banche svizzere aveva definito la neutralità elvetica durante la II Guerra mondiale "un crimine".
Nonostante la tristezza che Donath dice di provare per la fine così ingloriosa di una brillante carriera, ribadisce che la colpa è di Singer. A causa di irregolarità monetarie l'ex segretario generale aveva già nel 2006 perso ogni responsabilità finanziaria.
"Israel Singer non è più legato al Congresso ebraico mondiale né a nessuna delle sue affiliazioni", è scritto in una lettera di informazione interna al WJC, che non tralascia di ricordare i meriti di Singer.
"Per il suo lavoro a nome degli ebrei dell'Unione Sovietica per le sue rivelazioni sul passato nazista di Kurt Waldheim (già segretario generale dell'Onu, e poi presidente austriaco, ndr) per il suo ruolo di leader nel dialogo degli ebrei con le religioni musulmana e cristiana, il mondo ebraico ha verso Israele Singer un enorme debito di gratitudine".
Nella lettera non vengono spiegate le ragioni dell'allontanamento, ma una fonte del WJC ha fatto riferimento a ragioni legali dopo un accertamento contabile sulla sua cattiva gestione.
L'ufficio di Ginevra e l'inchiesta di New York
Nel 2004 Singer aveva deciso improvvisamente di chiudere il suo ufficio a Ginevra, licenziando tutto il personale. "A quell'epoca siamo rimasti costernati dalla decisione", ha dichiarato Alfred Donath al quotidiano romando Le Temps.
Soprattutto perché la misura interveniva mentre l'antenna ginevrina aveva messo le mani su documenti che mostravano l'esistenza di conti segreti. Un conto UBS, il cui scopo era sconosciuto, segnalava il passaggio di 1,2 milioni di dollari.
Non ottenendo risposte da Singer, l'organo svizzero delle comunità israelitiche - insieme all'organizzazione delle comunità israelitiche d'Australia – aveva dunque fatto svolgere da PricewaterhouseCoopers un'inchiesta indipendente.
Il WJC rifiutò di aprire i suoi dossier: l'inchiesta rivelò l'esistenza di 3,8 milioni di dollari supplementari. Il caso lievitò, fino ad arrivare al procuratore generale di New York, Eliot Spitzer.
In un rapporto di 35 pagine pubblicato il mese scorso dal suo ufficio veniva confermata "la mancanza di controlli finanziari adeguati all'interno dell'organizzazione".
Per ora nessuna denuncia è stata sporta contro Singer, ma dovrà rimborsare 300'000 dollari di cui si sarebbe appropriato indebitamente e come rimborso spese.
Voci di scissioni
Il quotidiano zurighese Neue Zürcher Zeitung scrive nella sua edizione di sabato che secondo alcune voci l'allontanamento di Singer sarebbe una manovra del presidente del WJC, Edgar Bronfman, per ridare smalto all'immagine della sua organizzazione.
Secondo la stampa israeliana si è aperta una profonda frattura all'interno del Congresso ebraico mondiale. Per il giornale Haaretz i dirigenti del Congresso ebraico in Europa e in Israele hanno informato Bronfman di essere scioccati per la sua decisione ed avrebbero addirittura minacciato di ritirare le proprie organizzazione dal WJC se l'espulsione di Singer non verrà ritirata.
swissinfo e agenzie
In breve
Nel 2004, la Federazione svizzera delle comunità israelitiche aveva chiesto al Congresso ebraico mondiale (WJC) spiegazioni in merito a presunte irregolarità finanziarie in relazione alla chiusura dell'ufficio di Ginevra.
A sollevare interrogativi, il trasferimento di 1,2 milioni di dollari su un conto bancario di Ginevra da parte dell'ex segretario generale Israel Singer.
Secondo un accordo con la giustizia americana, Singer aveva rinunciato ad occuparsi della gestione finanziaria dell'organizzazione ebraica.
All'inizio del 2006, Singer si era ritirato dalla direzione dell'organizzazione, divenendo il numero due.
Nel marzo 2007 è stato estromesso.