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Mosca dubita delle prove fornite dagli Usa sull'uso di armi chimiche da parte di Damasco: "ci hanno mostrato alcuni materiali che non contengono nulla di concreto e che non ci convincono. Non ci sono né mappe geografiche né nomi. Inoltre ci sono molte incongruenze, restano moltissimi dubbi", ha affermato il ministro degli esteri Serghiei Lavrov.
"Non ci sono fatti, ci sono semplicemente dichiarazioni che loro sanno per certo", ha detto Lavrov nel suo tradizionale incontro con gli studenti e i docenti dell'Mgimo, la prestigiosa università moscovita che sforna la classe dirigente del paese. "E quando voi chiedete delle conferme più dettagliate - ha proseguito - loro dicono che è tutto segreto e che per questo non possono farci vedere: vuol dire che non vi sono elementi per la cooperazione internazionale".
"Anche quello che ci hanno fatto vedere in precedenza e ultimamente i nostri partner americani, come pure quelli britannici e francesi, non ci convince assolutamente", ha aggiunto.
"Russia e Cina sono esclusivamente per soluzioni diplomatiche" e sono "contrarie al ritorno al linguaggio degli ultimatum e alla rinuncia del negoziato", ha indicato ancora il capo della diplomazia russa in merito alla crisi siriana, ma ricordando anche altri dossier caldi come quelli iraniano e nordcoreano.
"L'invito resta valido" per una visita di Obama in Russia, ha ancora dichiarato Lavrov, ricordando che la Casa Bianca ha annullato il vertice bilaterale previsto a Mosca prima dell'imminente G20 ma ha sottolineato che l'invito "resta valido".
SDA-ATS