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LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha confermato nei punti essenziali la sentenza emessa nel 2013 dal Tribunale penale federale (TPF) nella vicenda della privatizzazione dell'ex società mineraria MUS. I giudici losannesi hanno in particolare ribadito le condanne inflitte ai cinque imputati principali per riciclaggio di denaro e altri reati commessi ai danni della Repubblica ceca. Quest'ultima ha pure ottenuto il diritto a partecipare al procedimento in quanto parte lesa.
In undici sentenze - per un totale di centinaia di pagine - pubblicate oggi, il TF ha tuttavia chiesto al TPF di rivedere la pena inflitta a tre degli imputati.
Nell'ottobre 2013, cinque uomini d'affari cechi erano stati riconosciuti colpevoli di riciclaggio aggravato, truffa e complicità in truffa e per questi reati erano stati condannati a pene privative della libertà tra i 36 e i 52 mesi, nonché a pene pecuniarie con la condizionale.
Stando all'atto d'accusa del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), che aveva avviato un procedimento nel 2005, gli imputati avevano orchestrato dal 1997 al 2003 un'enorme sottrazione di fondi in seguito alla privatizzazione della MUS (Mostecka Uhelna Spolecnost), una delle più grandi società minerarie ceche. Centinaia di milioni di franchi rimangono tuttora sequestrati.
Il TF ha ammesso invece il ricorso del belga Jacques de Groote, ex membro del consiglio di amministrazione del Fondo monetario internazionale (FMI). Il TPF dovrà esaminare nuovamente se quest'ultimo abbia agito intenzionalmente. Nel 2013, al belga era stata inflitta una pena per truffa di 330 aliquote giornaliere da 230 franchi con la condizionale di due anni. All'epoca, all'udienza erano presenti soltanto de Groote e due dei cinque imputati cechi.
I giudici losannesi hanno inoltre accolto favorevolmente il ricorso della Repubblica ceca. Quest'ultima, nel 2013, era stata esclusa dal procedimento dal TPF per non essersi manifestata in tempo. Il Tribunale federale ritiene che Praga avrebbe dovuto parteciparvi in quanto parte lesa.
Il tribunale di Bellinzona dovrà dunque deliberare sulle pretese della Repubblica ceca riguardo agli importi confiscati nel corso del procedimento. Nel 2013, l'MPC si era già dichiarato favorevole a questa restituzione. In effetti, Praga aveva fornito un prezioso aiuto durante l'inchiesta.
Due ricorsi in relazione alla vicenda MUS sono tuttora pendenti davanti al TF. Concernono i beni sequestrati e il risarcimento dell'importo pronunciato nei confronti degli eredi di uno dei protagonisti, nel frattempo deceduto.