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ALLIANCE SUD. Responsabilità delle multinazionali: legge europea
di Laurent Matile
La Commissione europea ha presentato il 23 febbraio scorso a Bruxelles un progetto di legge sulla responsabilità delle multinazionali a livello dell’UE. Il testo obbliga le multinazionali a rispettare i diritti umani e l’ambiente e contiene norme di responsabilità civile così come sanzioni in caso di violazioni, come aveva proposto l’Iniziativa per multinazionali responsabili. Il Consiglio federale deve ora mantenere la promessa fatta durante la campagna di votazione e garantire che la Svizzera non sia presto l’unico Paese in Europa senza responsabilità delle multinazionali.
Il Consiglio federale e la lobby delle multinazionali hanno combattuto l’Iniziativa per multinazionali responsabili avanzando come argomento principale la necessità di una regolamentazione coordinata a livello internazionale. “Se il Consiglio federale lo credeva seriamente, allora deve agire e presentare rapidamente una vera legge sulla responsabilità delle multinazionali, come ha fatto l’Unione europea”, commenta Dick Marty, membro del comitato della Coalizione per multinazionali responsabili. Questo è l’unico modo per la Svizzera di assicurarsi di poter mettere in vigore una legge in contemporanea all’UE e di non rimanere l’unico Paese in Europa senza responsabilità delle multinazionali.
Norme di responsabilità civile e sanzioni estese
La nuova Direttiva dell’UE si applicherà alle multinazionali dell’Unione europea con 250 o più dipendenti e contiene un dovere di diligenza esteso, che copre tutti i diritti umani e le norme ambientali internazionali. Le multinazionali dovranno inoltre mostrare come rispettano gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima. Le multinazionali di Paesi terzi – come la Svizzera – che realizzano un fatturato di almeno 150 milioni di euro di cifra di affari nello spazio europeo sono anch’esse incluse.
Per quanto riguarda l’attuazione, il regolamento è progettato per essere più rigoroso di quello che era stato proposto dall’Iniziativa per multinazionali responsabili: da un lato, ogni Stato membro dell’UE dovrà introdurre un’autorità di vigilanza con il potere di imporre multe, cosa che non era prevista nella nostra iniziativa; dall’altro, la proposta dell’UE prevede che la responsabilità delle multinazionali si estenda non solo alle loro filiali, come richiesto dall’Iniziativa per multinazionali responsabili, ma anche ai loro subappaltatori, e persino ai loro subappaltatori indiretti in determinate circostanze. La proposta dell’UE va quindi più lontano dell’Iniziativa per multinazionali responsabili e molto oltre la controprogetto alibi entrata in vigore il 1° gennaio 2022, che prevede un dovere di diligenza solo in due aree (lavoro minorile, minerali di conflitto) e nessun meccanismo di controllo o di sanzione.
Ampio sostegno degli ambienti economici
Negli ultimi mesi, numerose multinazionali, tra le quali Nestlé, Danone, Epson, Ikea, Mondelez e Ferrero, così come dei rappresentanti degli ambienti economici, si sono espressi chiaramente a favore di una Direttiva europea forte, contenente delle regole di responsabilità civile. “Delle regole chiare e delle condizioni uguali sono importanti per ampi settori dell’economia. Il Consiglio federale deve quindi agire rapidamente in modo che la Svizzera non sia l’unico Paese europeo senza una legge sulla responsabilità delle multinazionali”, afferma Dominique de Buman, ex presidente del Consiglio nazionale e membro del comitato della Coalizione per multinazionali responsabili.
Una grande campagna in arrivo
Per la Coalizione per multinazionali responsabili, la palla è ora nel campo del Consiglio federale e del Parlamento. La Coalizione lancerà quindi quest’estate una petizione su larga scala per chiedere al Consiglio federale di presentare rapidamente una legge forte ed efficace sulla responsabilità delle multinazionali. Chantal Peyer, consigliera politica presso Heks/Eper e membro del comitato, sottolinea: “Siamo determinati, insieme alle decine di migliaia di persone che hanno sostenuto la campagna per l’Iniziativa per multinazionali responsabili, a ricordare al Consiglio federale la sua promessa”.
(traduzione Valeria Matasci)