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TORINO - "Sono indignato": questo è il primo commento dell'avvocato Astolfo Di Amato, difensore dell'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny condannato a 18 anni al termine del processo Eternit.
Il legale si riferisce al fatto che, tra l'altro, l'imputazione è cambiata più volte nel corso del procedimento. "Adesso - osserva - quale imprenditore straniero investirà in Italia? Schmidheiny investì molto sulla sicurezza, spese 75 miliardi dell'epoca e non ne ebbe profitto. Ora è stato condannato 18 anni. È un incentivo?".
Ai giornalisti che gli facevano presente che nell'Eternit bis la Procura sta meditando di contestare l'omicidio volontario, l'avvocato Di Amato ha detto: "Non ci meravigliamo più di nulla".
Ricorso in Cassazione - Schmidheiny ricorrerà alla corte suprema di cassazione di Roma, la più alta autorità giudiziaria italiana. È quanto ha annunciato in un comunicato il suo portavoce Peter Schürmann.
Gli avvocati dell'imprenditore svizzero, come detto, giudicano la sentenza di seconda istanza assurda, ingiusta e politicamente motivata. "Come già in primo grado, affermano, il tribunale è venuto meno al principio di presunzione di innocenza, trascurando le prove a discarico presentate dalla difesa".
Ats Ans