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La Camera dei Rappresentanti a Canberra ha approvato oggi all'unanimità un disegno di legge che riconosce gli aborigeni e gli isolani dello Stretto di Torres come primi abitanti dell'Australia. La legge è considerata come passo intermedio verso un referendum nazionale che emendi la Costituzione nello stesso senso: un referendum inizialmente previsto per quest'anno, ma rinviato dal governo per raccogliere il necessario supporto.
L'approvazione della legge è stata accolta con applausi e commozione dal pubblico in galleria, fra cui numerosi esponenti aborigeni, e coincide con il quinto anniversario delle scuse formali presentate in parlamento alla popolazione indigena dall'allora premier laburista Kevin Rudd, per le leggi e le politiche che "inflissero profondo dolore, sofferenze e perdite". Le scuse furono rivolte in particolare alle "generazioni rubate", di migliaia di bambini di sangue misto sottratti a forza dalle loro famiglie.
"Il parlamento è impegnato a costruire il consenso nazionale necessario per il riconoscimento dei popoli aborigeni e degli isolani della Stretto di Torres nella nostra costituzione", recita il preambolo della nuova legge.
"Credo che gli australiani siano pronti ad abbracciare come giusta questa campagna, perché comprendono che la cultura e la storia indigene sono fonte di orgoglio per tutti noi", ha detto la premier laburista Julia Gillard.
Le ha fatto eco il leader dell'opposizione conservatrice Tony Abbott, secondo cui il riconoscimento costituzionale dei popoli indigeni è già in grave ritardo. "Abbiamo bisogno di fare ammenda per le omissioni e per la durezza di cuore dei nostri antenati, per permettere a tutti noi di abbracciare il futuro come popolo uniti", ha aggiunto.
SDA-ATS