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Un paese solitario non ha alcun futuro in un mondo globalizzato, ha sottolineato giovedì a Losanna il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso.
Barroso ha inoltre invitato la Svizzera a "fare uno sforzo" per risolvere la vertenza in materia fiscale fra Berna e Bruxelles.
"La dimensione europea è più idonea che mai per affrontare le grandi sfide della globalizzazione in materia di energia, di inquinamento o di sicurezza", ha affermato Barroso nel corso di una conferenza organizzata presso l'Università di Losanna.
Di fronte alle grandi potenze quali gli Stati Uniti, la Russia, l'India e la Cina, i leader politici dovrebbero impegnarsi maggiormente a favore della dimensione europea.
Nessuna pressione
Interrogato sul rifiuto della Svizzera ad unirsi all'Unione europea, il capo dell'esecutivo europeo ha rilevato che la Confederazione è economicamente più coinvolta nell'UE rispetto ad alcuni degli Stati membri. Parallelamente, "la Svizzera è ancor più dipendente dall'Europa", ha aggiunto il presidente della Commissione europea.
L'UE non ha tuttavia alcuna intenzione di far pressione sulla Svizzera in merito all'eventualità o meno di aderire. "Rispettiamo pienamente le sue scelte".
Il fatto che l'Europa accetti nel suo cuore geografico una Svizzera recalcitrante "dimostra che l'UE non è imperialista", ha rilevato Barroso aggiungendo che, secondo lui, la Svizzera si comporta un po' come un "villaggio gallico, senza tuttavia che ci siano dei romani ad assediarlo".
Il nodo fiscale
Sulla vertenza fra Svizzera e Commissione europea in merito a determinate agevolazioni fiscali cantonali riguardanti le holding europee con sede nella Confederazione, il portoghese ha chiesto a Berna di impegnarsi a risolvere la questione.
"Siamo nelle migliori disposizioni, ma pensiamo effettivamente che ciò richieda pure uno sforzo da parte delle autorità elvetiche".
Prima della conferenza, José Manuel Barroso ha compiuto una visita alla Fondazione Jean Monnet per l'Europa, che ha organizzato l'avvenimento in partenariato con il Centro europeo della cultura di Ginevra.
Il presidente ha reso omaggio alla memoria del professore Henri Rieben, "che ha dedicato la vita alla costruzione dell'Europa" e all'allestimento della Fondazione.
swissinfo e agenzie
La posizione dell'UE
Secondo la Commissione europea, alcuni regimi fiscali in vigore in certi cantoni elvetici in favore delle imprese costituiscono una forma di aiuto statale incompatibile con il buon funzionamento dell'accordo del 1972.
I privilegi fiscali in questione sono accordati a società che hanno sede in Svizzera, ma che realizzano i propri profitti all'estero.
La posizione svizzera
La Svizzera è convinta che l'accordo bilaterale di libero scambio concluso nel 1972 con l'UE non si applichi alle agevolazioni fiscali accordate a certe società da alcuni cantoni. Esso si applica soltanto al commercio di alcuni beni (prodotti industriali e prodotti agricoli trasformati).
Berna sostiene che al momento della firma dell'accordo la Svizzera e la Comunità europea non prevedevano di armonizzare le loro legislazioni. Inoltre, le regole di questo accordo non devono essere interpretate alla stessa stregua della regolamentazione interna dell'Ue in ambito di concorrenza, molto più dettagliata.