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In otto giorni, dall'11 al 19 novembre, la Turchia ha rimpatriato 15 combattenti stranieri (i cosiddetti foreign fighter) del sedicente Stato islamico (Isis) che si trovavano nelle sue prigioni.
Lo ha detto il suo ministro dell'interno Suleyman Soylu, precisando che si tratta di dieci tedeschi, due olandesi, un danese, un britannico e uno statunitense.
"La Turchia non è un centro d'accoglienza per tutti i terroristi foreign fighter, li rimanderemo nei Paesi d'origine", ha ribadito il ministro, che aveva già annunciato l'obiettivo di espellerne la maggioranza entro fine anno. Nei centri di espulsione di Ankara, ha aggiunto, ci sono ancora 944 combattenti di almeno 36 Paesi, oltre a un apolide e due di nazionalità da accertare.
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