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BERNA - Philippe Rebord vuole rendere più attrattivo il servizio militare per motivare i giovani. «Se non si trovano delle soluzioni, presto mancheranno circa 10'000 uomini», ha ammesso il capo dell'esercito svizzero in diverse interviste con i media.
Tra le misure proposte per incentivare i giovani, il 60enne vallesano vorrebbe autorizzare i soldati a navigare su internet 15 minuti al giorno. Una sorta di momento libero, in questo modo eviteranno di farlo durante la notte come succede attualmente. «Se la recluta naviga su internet durante la notte, dopo due giorni avrà dei problemi», ha spiegato Rebord al "Tages-Anzeiger" e al "Bund".
Secondo il capo dell'esercito, in carica dal primo di gennaio, i giovani preferiscono sempre più il servizio civile poiché è più comodo e attrattivo. I civilisti possono infatti decidere quando, dove e come assolvere il loro servizio, ha sottolineato Rebord in un'altra intervista pubblicata su "La Liberté", "Le Nouvelliste" e "L'Express/L'impartial".
"Non viene garantita la guardia di notte a -35 gradi come fa l'esercito al Forum economico mondiale (WEF) di Davos e non devono saltare gli esami dell'università. Lo scorso anno 6'169 persone hanno scelto il servizio civile e sono stati messi a disposizione 16'000 posti", ha sottolineato Rebord. yQueste cifre tendono ad aumentare. Inoltre, molti uomini lasciano l'esercito dopo uno o due corsi di ripetizione. Ciò dimostra che è una scelta di comodo e non più un'obiezione di coscienza» ha spiegato il vallesano.
Una mancanza di effettivi che il paese rischia di pagare in termini di sicurezza. Secondo Rebord bisognerà magari far fronte alle minacce più presto di quanto si creda. Se Zurigo dovesse essere colpito da un attentato come quello accaduto a Bruxelles, sarà l'esercito a dover dare man forte alla polizia. Attualmente «noi possiamo affrontare situazioni di emergenza, ma solo per una durata limitata», ha precisato il successore di Blattmann.
Per far fronte alla mancanza di effettivi, Rebord si affida anche alla motivazione delle donne: con l'introduzione di una giornata informativa obbligatoria, il 60enne vallesano si aspetta di triplicare il numero delle donne presenti nell'esercito, le quali sono attualmente meno dell'1%. «Ma rassicuro tutti, non c'è alcun disegno nascosto per rendere il servizio obbligatorio anche per le donne. L'obiettivo è unicamente quello di suscitare il loro interesse», ha dichiarato Rebord a "La Liberté".