Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/41828

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Christophe Darbellay ha partecipato ad un convegno sul lupo, cui erano presenti pastori, politici e rappresentanti di varie associazioni, patrocinato dell'Associazione europea di difesa della pastorizia contro i predatori.</p><p>La Convenzione di Berna è stata citata da Darbellay in relazione allo stato del dibattito sulla mozione Maissen (01.3567: Abrogazione dello statuto di animale protetto attualmente accordato al lupo). Secondo tale intervento parlamentare, il contributo della Svizzera al mantenimento della specie sarebbe marginale. Infatti, in Russia i lupi sono 30'000, in Romania 2'500 e a questi si aggiungono i branchi di lupi che popolano Polonia, Finlandia, Italia, eccetera.</p><p>Non è mai stato proposto di rivedere gli impegni assunti dalla Svizzera con detta Convenzione. Tuttavia, è opportuno non sottovalutare i seri problemi causati dalla coesistenza di predatori e pastorizia, come lo dimostrano le esperienze nel Mercantour e gli atti dell'Assemblea nazionale francese. Infine, è il principio della dignità della creatura che sta all'origine dell'affermazione fatta a titolo personale da Darbellay, che si domandava su quale base tale nozione consentirebbe di proteggere un lupo piuttosto che una pecora. Anche le cerchie incaricate di svolgere progetti di ricerca coordinati per la conservazione e la gestione dei carnivori in Svizzera (KORA) esprimono notevoli riserve in merito allo statuto giuridico attuale del lupo. In una lettera pubblicata nel rapporto mensile KORA del marzo 2001, Breitenmoser e Weber, responsabili del Progetto lupo svizzero, hanno affermato che l'iscrizione del lupo nell'allegato II della Convenzione di Berna (specie strettamente protette) è stata un errore. Val la pena sottolineare a tal proposito che la Svizzera fa parte dei Paesi che interpretano questo trattato nella maniera più restrittiva.</p><p>Domanda 1: Christophe Darbellay non ha contestato gli impegni assunti dalla Svizzera sul piano internazionale nel quadro della Convenzione di Berna. Ha elencato i pareri espressi da diversi specialisti i quali ritengono che la concretizzazione di tali impegni comporti determinati problemi di natura pratica.</p><p>Domanda 2: Christophe Darbellay ha espresso in maniera corretta la sua opinione personale. Il tema della coesistenza di grandi predatori e animali estivati o animali selvatici è molto controverso. L'opinione espressa è conforme ai pareri formulati finora dall'Ufficio che egli rappresenta.</p>  Risposta del Consiglio federale.