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IRAQ: STORIE DI SPERANZA DALL'ASILO NIDO DELLA SACRA FAMIGLIA DI QARAQOSH
L'asilo nido frequentato dai bambini somiglia a tanti altri nel mondo, ma ha una storia un po' diversa. È stato distrutto dai jihadisti dell’ISIS quando hanno preso il controllo della città, dal 2014 al 2016. Durante la notte le persone sono state costrette a fuggire e l'edificio è stato sottoposto al trattamento standard dei militanti Daesh: muri deturpati, mobili e arredi strappati e rubati, tetti rotti, soffitti abbattuti e cavi elettrici strappati. In seguito, durante i combattimenti per espellere i jihadisti, il tetto è stato colpito da un colpo di mortaio e le pareti sono state crivellate di colpi di mitragliatrice. Una granata con propulsione a razzo ha colpito anche il muro del balcone che si affaccia sulla strada.
Ora è una specie di miracolo vedere questi bambini e la rinascita di una comunità che aveva quasi perso la speranza. Mekel, Abanoub, Andrian e altri bambini di Qaraqosh possono ora cantare e giocare di nuovo in un asilo nido decorato con immagini di Topolino, Crazy Bird, i Puffi e Frozen... È difficile immaginare come queste immagini allegre e innocue dei cartoni animati siano state ricoperte di vernice spray dai jihadisti.
Nel 2017 le famiglie cristiane hanno ricominciato a tornare. E subito, nonostante tutto fosse andato distrutto, due suore hanno ripreso a lavorare nell'asilo nido con i primi quattro bambini arrivati. Da allora quasi la metà delle famiglie è tornata in paese e il numero di bambini che vogliono iscriversi all'asilo è in costante crescita. Ora ci sono 47 piccoli, ma c'è ancora abbastanza spazio per accettarne fino a 80. Il bambino più piccolo ha solo sei mesi e il più grande cinque. Grazie all'aiuto di ACS e di altre organizzazioni due piani dell'asilo sono stati completamente restaurati.
Sabrin Thamer è una delle madri che porta il suo bambino all'asilo. «Sono molto felice di essere tornata a Qaraqosh e che i nostri bambini possano ora frequentare di nuovo l'asilo», ci dice. «Ringraziamo Dio per tutti coloro che hanno lavorato tanto e hanno contribuito alla sua ricostruzione. In tal modo hanno contribuito a ridare ai nostri figli la possibilità di ottenere di nuovo un'istruzione». Come la maggior parte delle famiglie qui, Sabrin parla un dialetto aramaico.
Muna Mekhael porta anche la sua piccola bambina all'asilo, «perché possa imparare e avere un futuro migliore. Questo asilo è un luogo importante in cui i bambini possono sviluppare la loro personalità», ci spiega. E la verità è che nonostante la tragedia e il trauma che hanno vissuto, le famiglie cristiane vogliono davvero ricostruire la loro vita qui, e i bambini sono il segno più chiaro di questo futuro.
Suor Mariam Yako gestisce l'asilo, insieme a un'altra suora, ed è supportata da un'équipe di altre sei persone. «Siamo grati ad ACS per il suo sostegno all'asilo nido della Sacra Famiglia qui a Qaraqosh, e a tutti coloro che hanno donato denaro per aiutare questo centro, che è vitale per i bambini affinché possano svilupparsi interagendo insieme e lavorando insieme gli uni agli altri».
La grande maggioranza della gente di Qaraqosh è di origine siriana orientale e oltre il 90% di loro sono cattolici. Le suore di Sant'Efrem e l'asilo nido sono un importante contributo per salvaguardare il senso di sicurezza di queste famiglie, che saranno costrette ad emigrare se non trovano lavoro o le infrastrutture necessarie. Molti dei bambini dell'asilo sono nati come rifugiati, senzatetto e sfollati.
Suor Mariam è convinta che l'asilo nido sia un fattore chiave per superare i traumi subiti da queste famiglie. «Cresceranno e in seguito saranno una generazione consapevole e pronta a sostenersi a vicenda, e questo è particolarmente importante, date le circostanze che ognuno di questi bambini ha dovuto vivere prima che potessimo tornare e aprire questo asilo nido».
ACS ha sostenuto la ricostruzione di Qaraqosh con diversi progetti volti ad aiutare le famiglie cristiane a tornare dopo l'invasione islamista dell'ISIS. In alcuni dei suoi progetti ACS ha facilitato altri aspetti dell'educazione dei bambini nella Piana di Ninive, compresa la ricostruzione di cinque asili nido, un asilo e due scuole, per un totale di oltre 2,3 milioni di euro.