Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/80135

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale sta vagliano un accordo di libero scambio con l'Unione europea nel settore agroalimentare. Parallelamente a ciò, a livello di OMC continuano i colloqui nel quadro del ciclo di Doha. Si profila, dunque, un'apertura delle frontiere e un acuirsi della concorrenza. Ma le condizioni cui è soggetto il settore orticolo svizzero gli impediscono di essere competitivo. È quindi d'importanza vitale che oltre a prezzi competitivi vengano create condizioni quadro che rendano concorrenziali le aziende orticole. Occorre adeguare il quadro giuridico, considerato che i pagamenti diretti svolgono un ruolo secondario nel settore orticolo e non compensano le differenze tra condizioni di produzione svizzere ed europee. Inoltre, contrariamente all'UE la Svizzera non attua alcuna politica di sostegno del settore orticolo.</p><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale intende aprire il mercato alla concorrenza. È disposto ad affiancare a tale apertura un adeguamento rapido dei limiti e delle restrizioni correlati alla pianificazione del territorio nonché una semplificazione delle procedure per il rilascio di licenze di costruzione?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a modificare le disposizioni in materia di pianificazione del territorio affinché in Svizzera si sviluppino aziende orticole competitive (coltivazione in serra, immagazzinamento, imballaggio, condizionamento, ecc.) in termini sia di dimensioni che d'integrazione delle fasi di trasformazione dei prodotti?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a sostenere finanziariamente una ricomposizione particellare di vasta portata finalizzata ad accelerare il mutamento strutturale e a consentire la nascita di aziende con dimensioni e strutture tali da garantire loro la sopravvivenza a fronte della concorrenza dei principali Paesi esportatori (Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi) nell'eventualità di un'apertura del mercato?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto ad anticipare la liberalizzazione del mercato, liberalizzando innanzitutto il quadro giuridico, o quantomeno ad introdurre contemporaneamente le due riforme?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde alle domande poste nella seguente maniera.</p><p>1./2. Dai negoziati OMC in corso nel quadro del ciclo di Doha ma anche dagli accordi di libero scambio con Paesi extraeuropei è attesa una maggiore apertura dei mercati agricoli. D'altro canto, è in atto un esame preliminare del disegno di accordo di libero scambio nel settore agroalimentare con l'Unione europea (UE). I risultati di questi negoziati e la realizzazione di tale accordo potrebbero cambiare significativamente il quadro dell'agricoltura, in particolare per quanto concerne il settore orticolo. In concomitanza con la valutazione del progetto di reciproca apertura dei mercati tra Svizzera e UE, il Consiglio federale ha incaricato i competenti dipartimenti di proporre una serie di misure collaterali a favore dei settori interessati nonché opzioni di finanziamento. Questo concetto contempla in particolare l'esame di un adeguamento delle disposizioni del diritto in materia di pianificazione del territorio auspicabile dal profilo della redditività. Nel quadro della revisione della LPT in atto potrebbe essere proposta l'ottimizzazione delle disposizioni relative alle zone agricole speciali, di primario interesse per il settore orticolo, rispettando gli obiettivi della pianificazione del territorio. Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni prevede che la consultazione su tale revisione possa essere avviata quest'anno. Per quanto concerne le procedure di rilascio di licenze di costruzione, invece, la competenza spetta ai cantoni. L'influenza della Confederazione in questo processo è quindi molto limitata.</p><p>3. L'apertura dei mercati all'UE accelererebbe senza dubbio il mutamento strutturale agricolo, consentendo alle aziende che meglio si sono adeguate alle nuove condizioni della concorrenza di ingrandirsi. Siccome la politica agricola svizzera resta indipendente da quella dell'UE dovrebbe essere possibile applicare anche in futuro gli articoli 87 e seguenti della legge sull'agricoltura che fungono da base per la ricomposizione particellare. Questo strumento è opportuno soprattutto per raggiungere obiettivi legati alla pianificazione del territorio quali la delimitazione di zone agricole speciali in ubicazioni adeguate. Tuttavia va sottolineato che l'iniziativa di una ricomposizione particellare resta di competenza degli agricoltori proprietari o dei consorzi per le bonifiche fondiarie. Il Consiglio federale rinvia l'autore della presente interpellanza alla risposta all'interpellanza Fluri 07.3613.</p><p>4. L'adeguamento delle condizioni quadro per favorire il dinamismo economico e l'evoluzione della libera impresa nell'agricoltura costituisce un impegno costante del Consiglio federale. Secondo tale logica ogni nuova prescrizione o procedura in contrasto con l'obiettivo di stabilizzare o ridurre i costi della realtà produttiva svizzera sarà combattuta a meno che non sia giustificata da un obiettivo superiore. Al contrario le misure collaterali sono fondate soltanto se la liberalizzazione dei mercati con la sua portata e il suo ritmo rischia di provocare un mutamento strutturale brusco e socialmente insostenibile. La coerenza impone quindi una decisione simultanea sui progetti di apertura dei mercati e sulle eventuali misure collaterali.</p>  Risposta del Consiglio federale.