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NEW YORK - È finito in manette e sarebbe già in custodia cautelare delle autorità Steve Bannon, ex-responsabile strategico del presidente americano Donald Trump. L'accusa è di frode, stando ai media Usa legata a una raccolta fondi online per il famoso muro fra gli Stati Uniti e il Messico.
La campagna aveva raccolto circa 25 milioni di dollari che sono confluiti nell'azienda We Build the Wall Inc., almeno 1 milione di questi però sarebbe stato utilizzato dallo stesso Bannon «per coprire spese personali», conferma il Dipartimento della Giustizia americano.
Le manette sarebbero scattate mentre Bannon si trovava al largo della costa del Connecticut, a bordo di uno yacht da 28 milioni di dollari, il Lady May, di proprietà del miliardario cinese Guo Wengui. Lo riportano i media americani, secondo i quali Guo Wengui è uno degli uomini più ricercati da Pechino per corruzione, frode, riciclaggio, sequestro e stupro.
La prima udienza è prevista nelle prossime ore alla Corte federale di Manhattan.
Bannon, personaggio di peso della destra sovranista americana e mondiale, è uno dei fondatori di Breitbart nonché un membro della board della azienda hi-tech Cambridge Analytica, focus dello scandalo sicurezza di Facebook del 2018.
Nel 2016 ha lavorato come responsabile operativo alla campagna presidenziale di Donald Trump e lo ha seguito alla Casa Bianca, come responsabile strategico. Posizione che ha lasciato nel 2017 dopo una rottura aperta con Trump. Nel 2018 ha abbandonato anche la sua posizione a Breitbart.
Bannon è considerato uno dei maggiori promotori del pensiero sovranista e alt-right che ha influenzato la leadership politica di tutto il mondo occidentale. Negli ultimi anni ha tenuto diversi seminari in tutto il mondo. Ricordiamo un suo passaggio pure in Ticino, a Castagnola, nel 2018.
Trump: «Una cosa triste per lui ma il progetto non mi è mai piaciuto» - Donald Trump si è detto «molto rattristato» per l'arresto di Bannon: «Non ho a che fare con lui da molto tempo, non l'ho più sentito», ha confermato il presidente ai giornalisti presenti oggi alla Casa Bianca.
Trump ha anche condannato il progetto di We Build the wall Inc. : «Non so niente di quel progetto, e non mi è mai piaciuto, gli ho sempre detto che mi sembrava una pagliacciata, una cosa per mettersi in mostra». Il muro fra gli Stati, infatti, non doveva essere finanziato da privati: «Era una cosa che doveva fare il governo».