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<h2>SubmittedText<h2><p>Il secondo obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite chiede di "porre fine alla fame". Ma mai, dall'adozione dell'Agenda 2030 a oggi, il raggiungimento di questo obiettivo è stato più lontano. </p><p>In tutto il mondo stanno emergendo gravi problemi di sicurezza alimentare. Nel febbraio del 2022 il Programma alimentare mondiale ha lanciato un avvertimento: secondo le sue stime, nel Corno d'Africa la sopravvivenza di circa 13 milioni di persone è a rischio. </p><p>La mancanza di acqua e di pascoli costringe le famiglie a fuggire e provoca conflitti tra le comunità. Stando alle previsioni meteorologiche la situazione nei prossimi mesi potrebbe addirittura peggiorare.</p><p>A ciò si aggiunge ora la guerra in Ucraina, il granaio d'Europa, se non del mondo. In Medio Oriente si registrano già problemi di approvvigionamento. Inoltre, in Ucraina la produzione quest'anno crollerà. Anche fermando la guerra, la fame non potrebbe più essere evitata. Ci vorrebbero anni per rimettere in funzione le infrastrutture logistiche distrutte, gli impianti di stoccaggio del grano e l'industria di trasformazione. I prezzi del grano stanno aumentando, e per i Paesi in via di sviluppo e in particolare per le fasce più povere della popolazione ciò avrà conseguenze disastrose.</p><p>A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.</p><p>- Come valuta il Consiglio federale la situazione della sicurezza alimentare nel mondo?</p><p></p><p>- Quali ulteriori sforzi intende fare per affrontare l'imminente crisi globale legata alla fame?</p><p>- Quale impatto avrà l'aumento dei prezzi dei generi alimentari sull'approvvigionamento degli aiuti umanitari e sul Programma alimentare mondiale? E quali saranno le ripercussioni sull'aiuto umanitario della Svizzera? Sarà necessario un aumento dei fondi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'aggressione militare della Russia contro l'Ucraina ha implicazioni per la sicurezza alimentare globale e aggrava una situazione che è già drammatica in molte parti del mondo. Per i gruppi della popolazione più vulnerabili le conseguenze sono particolarmente gravi.</p><p>2. Il Consiglio federale prende molto sul serio il crescente rischio di carestia e riconosce l'impellente necessità di agire. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha quindi deciso di stanziare 10,8 milioni di franchi per sostenere le popolazioni colpite dalla siccità in Etiopia e in Somalia.</p><p>Inoltre, per combattere la fame e la malnutrizione è necessario un impegno a lungo termine a favore di sistemi alimentari efficienti, resilienti e sostenibili. La qualità e l'accesso equo a un'alimentazione sufficiente sono considerati un sotto-obiettivo della Strategia di cooperazione internazionale 2021-2024. Nell'Africa subsahariana e nell'Asia centrale, meridionale e sudorientale la sicurezza alimentare continua a essere una delle priorità della cooperazione bilaterale allo sviluppo. La Svizzera sostiene i Paesi in queste aree per esempio con l'introduzione di sistemi di monitoraggio efficienti che permettono di ottimizzare la distribuzione di generi alimentari. Inoltre, si impegna a livello multilaterale presso le banche multilaterali di sviluppo, tra cui la Banca Mondiale e la Banca africana di sviluppo, nonché presso le organizzazioni dell'ONU come l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e il suo Comitato per la sicurezza alimentare mondiale (CFS), il Programma alimentare mondiale (PAM) e il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (FISA). Queste organizzazioni si adoperano per assicurare che i mezzi di produzione, come sementi e fertilizzanti ad alto rendimento e un accesso al mercato facilitato per le contadine, i contadini e gli attori dell'economia privata, incrementino l'offerta di generi alimentari sani e alla portata di tutti e creino a medio termine migliori condizioni quadro per la produzione locale. Anche il commercio internazionale ha un ruolo importante per la sicurezza alimentare. Per questo motivo la Svizzera si impegna nell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), in particolare perché si giunga a una decisione che esoneri dalle restrizioni e dai divieti di esportazione le forniture al PAM di generi alimentari per scopi umanitari. Sostenendo la ricerca e l'innovazione del CGIAR (un partenariato globale di ricerca che si impegna per un mondo senza fame), la Svizzera contribuisce anche allo sviluppo di sistemi e capacità che a medio termine miglioreranno la situazione.</p><p>3. Il PAM stima che nel 2022 le sue spese d'esercizio generali (trasporto e fornitura di generi alimentari) lieviteranno di circa 750-900 milioni di dollari a causa dell'attuale crisi, su un bilancio annuo complessivo di circa 8-9 miliardi di dollari.</p><p>Nel 2021 la DSC ha sostenuto il PAM con contributi pari a 100 milioni di franchi. Per il 2022 è previsto un contributo analogo. Alla luce della crisi attuale, la DSC sta esaminando la possibilità di fornire ulteriori contributi ad attori importanti nel campo della sicurezza alimentare.</p>  Risposta del Consiglio federale.