Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/253826

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo i dati attuali dell'Ufficio federale di statistica, l'85 per cento della popolazione svizzera vive in aree urbane. Inoltre, il 53 per cento dei posti di lavoro e il 76 per cento delle grandi imprese svizzere si trova nei centri urbani (Statistica delle città svizzere 2022). Le città sono anche le aree più fortemente legate ai Paesi esteri confinanti grazie a una fitta rete di relazioni variegate. Il loro successo economico dipende in larga misura dallo scambio con gli Stati limitrofi. Le dieci maggiori città svizzere con una popolazione di oltre 50 000 abitanti (di seguito citate come "grandi nuclei urbani") svolgono un ruolo fondamentale in questa interazione.</p><p>Le zone urbane non sono tuttavia solo luoghi residenziali o di lavoro per la maggior parte della popolazione, ma anche motori di innovazione del Paese. In quanto sedi universitarie, le città sono, per esempio, importanti poli di incontro tra il mondo scientifico e quello economico. Per questo gli hub dell'innovazione urbani necessitano dello scambio diretto e della cooperazione con l'estero.</p><p>Ai sensi della legge federale concernente la partecipazione dei Cantoni alla politica estera della Confederazione (LFPC; RS 138.1), i Cantoni possono partecipare alla preparazione delle decisioni di politica estera; i grandi nuclei urbani, invece, sono esclusi da questo processo, nonostante siano in gioco le loro competenze e i loro interessi e, come sancito all'articolo 50 capoverso 3 della Costituzione, la Confederazione sia tenuta a "prendere in considerazione la particolare situazione delle città". Affinché queste aree possano continuare a fungere da motore economico contribuendo alla prosperità del Paese, è essenziale che vengano al più presto coinvolte nelle decisioni di politica estera, in particolare per quanto concerne l'UE.</p><p>In questo contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Gli interessi dei grandi nuclei urbani verranno presi in considerazione nelle trattative con l'UE? Se sì, in che modo?</p><p>2. Quali possibilità vede il Consiglio federale di coinvolgere i grandi nuclei urbani svizzeri in veste di attori indipendenti nei negoziati con l'UE, in modo da tenere maggiormente conto delle loro esigenze?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che sia possibile coinvolgere i grandi nuclei urbani in un organo direttivo politico permanente finalizzato allo scambio di informazioni (p. es. nel dialogo europeo tra la Confederazione e i Cantoni)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Durante una seduta speciale sulla politica europea svoltasi il 23 febbraio 2022, il Consiglio federale ha approvato l'orientamento per un pacchetto negoziale con l'UE. Con questo approccio, che amplia il margine di manovra per possibili soluzioni, si potrà tenere maggiormente conto degli interessi della Svizzera, e quindi anche dei grandi nuclei urbani. In Svizzera sono attualmente in corso colloqui esplorativi sull'approccio "a pacchetto". Il Consiglio federale elaborerà un mandato negoziale solo in presenza di una base comune sufficientemente solida e se riterrà che sia possibile raggiungere un risultato negoziale bilanciato che salvaguardi gli interessi della Svizzera nel suo insieme. Nell'ambito delle consultazioni previste dalla legge, l'Esecutivo definirebbe a quel punto anche la struttura dei negoziati.</p><p>2. Per rafforzare la gestione dei colloqui esplorativi con l'UE a livello politico e dei contenuti, il 31 agosto 2022 il Consiglio federale ha deciso di creare una struttura organizzativa. Per coinvolgere le principali parti interessate della politica nazionale, ha istituito un comitato consultivo (sounding board) di cui fanno parte i Cantoni, le parti sociali e il mondo economico. Inoltre, il Consiglio federale e la segretaria di Stato del DFAE, incaricata di condurre i colloqui esplorativi, intrattengono un dialogo regolare con altri attori chiave. In questa cornice sarebbe possibile uno scambio con l'Unione delle città.</p><p>3. Nella fase attuale, il Consiglio federale coinvolge tutti gli attori nazionali rilevanti nella politica estera della Confederazione. Il capo del DFAE informa regolarmente le Commissioni della politica estera di entrambe le Camere federali in merito alle questioni di politica europea e, se necessario, le consulta. I presidenti dei partiti politici e i capigruppo dei partiti di Governo vengono informati sugli sviluppi più recenti quattro volte all'anno, nell'ambito dei colloqui von Wattenwyl. Per quanto riguarda i rapporti con i Cantoni, dal 2012 si tiene sei volte all'anno il dialogo politico tra la Confederazione e i Cantoni sulle questioni europee (Dialogo sull'Europa). In questo organismo, i Cantoni rappresentano gli interessi dei loro Comuni, e quindi anche dei nuclei urbani. Secondo accordo, vi partecipano i capi del DFAE e del DEFR e il presidente della Conferenza dei governi cantonali (CdC), accompagnati da una delegazione del comitato direttivo della CdC. Per ampliare la rosa dei partecipanti è necessario l'accordo di entrambe le parti.</p>  Risposta del Consiglio federale.