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Svizzera e Francia riprenderanno i negoziati per la ratifica della convenzione riveduta di doppia imposizione (CDI): lo ha comunicato venerdì indica il Dipartimento federale delle finanze.
Secondo il DFF, nulla si oppone più «alla rapida approvazione da parte del Parlamento della riveduta CDI».
A margine del recente Forum economico mondiale (WEF) di Davos, il ministro svizzero delle finanze Hans-Rudolf Merz e il ministro del bilancio Eric Woerth avevano eliminato alcune divergenze di opinione relative alle questioni fiscali tra i due paesi. In occasione di un colloquio telefonico avvenuto giovedì, entrambi hanno ribadito questa intesa.
L'ultima divergenza di interpretazione riguardava in particolare le informazioni che devono essere disponibili per inoltrare una domanda di assistenza amministrativa. Su questo punto, la Confederazione ha fatto una concessione: il nome della banca non dovrà essere fornito in tutti i casi, ma le autorità francesi dovranno fare in modo che l'istituto finanziario possa essere identificato, mettendo a disposizione tutti gli elementi.
Come già noto, la Francia ha nel contempo garantito alla Confederazione che non utilizzerà i dati rubati presso la filiale ginevrina della HSBC nel quadro di una domanda di assistenza amministrativa. In caso di richieste provenienti da Stati terzi, prima di trasmettere i dati, Parigi informerà Berna. «Con la consegna alle autorità elvetiche di una copia dei dati rubati, le autorità francesi hanno soddisfatto un'ulteriore condizione», si legge ancora nel comunicato.
Il DFF ha già chiesto alla commissione incaricata dell'esame preliminare di riprendere la procedura di approvazione a partire dalla sua prossima seduta del 17 febbraio.
swissinfo.ch e agenzie