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Il franco rimane troppo forte: la politica monetaria della Banca nazionale svizzera (BNS) è quindi ancora eccessivamente restrittiva, secondo l'Unione sindacale svizzera, che auspica un intervento dell'istituto centrale per far scendere il corso della valuta elvetica nei confronti dell'euro. Tanto più che i rischi per la congiuntura rimangono notevoli, si legge in un comunicato.
Stando alla federazione sindacale gli effetti della politica non sufficientemente espansiva della BNS sono chiaramente visibili: il prodotto interno lordo pro capite in Svizzera ristagna da anni, mentre ad esempio in Germania nello stesso periodo è chiaramente progredito. Intanto la disoccupazione nella Confederazione è salita a livelli più alti di quella registrata nel Land tedesco del Baden-Württemberg, cosa che in passato non era mai successa.
Per l'USS la ricetta è chiara: occorre indebolire il franco. Per raggiungere questo obiettivo l'organizzazione suggerisce da tempo di fissare una soglia minima fra euro e franco più elevata di quella di 1,20 introdotta unilateralmente dalla BNS il 6 settembre 2011.