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L’avvio di negoziati con l’UE sullo scambio automatico d’informazioni fiscali solleva parecchie domande agli occhi dell’UDC. Si aspetta sempre un impegno preciso del Consiglio federale che questo scambio automatico d’informazioni escluda l’interno della Svizzera. È da parecchio tempo che il governo avrebbe dovuto fare una dichiarazione in questo senso e oggi questa diventa indispensabile. Lo scambio d’informazioni fiscali viola la sfera privata della gente e contrasta con il concetto svizzero dei rapporti fra i cittadini e lo Stato. Da qui la necessità dell’iniziativa popolare interpartitica “SÌ alla protezione della sfera privata” che fa chiarezza in questo settore.
D’altro canto, l’UDC ha sempre sottolineato come uno scambio automatico d’informazioni fiscali con l’estero è concepibile unicamente se tutti gli Stati dell’OCSE e del G20, come pure tutte le piazze finanziarie importanti del mondo, vi si impegnano praticandolo realmente. Ma già sin d’ora appare che ciò non sarà il caso perché, per esempio, gli Stati uniti o la Cina esigeranno delle regolamentazioni speciali.
L’UDC s’interroga pure sull’avvio di negoziati su questo oggetto con l’UE. Questi negoziati fanno parte di una strategia globale comprendente altri dossier in discussione o in preparazione con l’UE? Sembra che la Svizzera si appresti a giocare alla leggera degli atout in materia fiscale, mentre potrebbe esigere delle contropartite. Ancora una volta, l’UDC deve constatare che il Consiglio federale manca di strategia e di coordinazione a questo livello.
UDC Svizzera