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Gli introiti dell'imposta sugli oli minerali non dovranno essere attribuiti in parti uguali a strada e ferrovia. All'unanimità, la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati ha respinto un'iniziativa popolare in questo senso dell'Associazione traffico e ambiente (ATA), denominata "Per i trasporti pubblici". Preferisce puntare sul controprogetto del Consiglio federale, ampiamente sostenuto.
L'iniziativa dell'ATA propone di attribuire la metà dei proventi dell'imposta sugli oli minerali alla ferrovia e non, come finora, prevalentemente alle strade. La soluzione proposta non è ideale, afferma oggi la commissione in un comunicato. Non soltanto questo testo si limita a ridistribuire il gettito dell'imposta sugli oli minerali, ma priva la strada di una parte del suo finanziamento. Al posto di combinare armoniosamente i due sistemi di trasporto, l'iniziativa li mette in concorrenza.
Sempre all'unanimità, la commissione preferisce l'istituzione di un fondo permanente destinato al finanziamento degli allestimenti e allo sfruttamento dell'infrastruttura ferroviaria, come proposto dal Consiglio federale. Per la commissione, questo controprogetto rappresenta una soluzione sostenibile.
Secondo la commissione degli Stati, è giustificato attingere in parte al gettito dell'imposta sugli oli minerali nella misura in cui una rete ferroviaria efficiente contribuisce anche ad alleggerire il traffico sulle strade. La commissione dà prova di maggiori ambizioni rispetto al governo per quanto riguarda la prossima tappa di sviluppo dell'infrastruttura ferroviaria (entro il 2025).