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GINEVRA - Il dramma è stato sfiorato all'aeroporto di Ginevra il 10 dicembre 2015. Un aereo di Eurowings che avrebbe dovuto volare da Ginevra a Düsseldorf, trasportando 48 persone, ha dovuto invertire la rotta poco dopo il decollo. Il motivo? Un odore insolito che ha messo ko il co-pilota, come riferisce il rapporto del Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza pubblicato oggi.
Già durante la fase di rullaggio, il co-pilota aveva notato un odore insolito nella cabina di pilotaggio del velivolo, un Bombardier CRJ 900. Ma l'equipaggio ha inizialmente pensato che si trattasse di un'esalazione che occasionalmente si verifica in fase di avvio. È così che si è deciso di decollare, come previsto, per le 20.
Pochi istanti dopo, però, il copilota inizia ad accusare un crescente mal di testa, irritazione alla gola, vertigini e difficoltà di concentrazione. Al punto da dover mettere la maschera d'ossigeno.
A bordo, la situazione non si risolve. L'equipaggio segnala un'emergenza e decide di tornare a Cointrin. Diversi membri affermeranno, in fase d'inchiesta, di aver percepito un deterioramento dello stato di salute e delle capacità di concentrazione.
Quasi 36 minuti dopo il decollo, l'aereo è atterrato sulla pista 23 a Ginevra, dove ad attenderlo vi erano i pompieri. L'odore insolito - identificato dall'equipaggio come "possibile puzza di olio" - era ancora presente. I passeggeri sono stati fatti sbarcare.
Pochi minuti dopo l'atterraggio, il copilota affermava di avere ancora le vertigini e di non sentirsi pienamente operativo. I due membri dell'equipaggio di cabina riferivano di una sensazione di formicolio alle labbra e una strana sensazione alla lingua. Secondo loro, l'odore era sgradevole, ma non è stato notato fumo in cabina. Per quanto riguarda il comandante, anche lui ha avvertito l'odore nell'abitacolo, senza però accusare effetti negativi.
La causa del'emanazione fastidiosa? il Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza non è riuscita a identificarla. «Non è stato possibile condurre un'analisi medica approfondita subito dopo l'incidente. Gli esami successivi non sono riusciti a identificare le sostanze potenzialmente tossiche a cui sono stati esposti gli occupanti del dispositivo».
Tuttavia, le ragioni di tale disagio sarebbero nel malfunzionamento del sistema di aria condizionata. «Dopo i vari esami, sembra probabile che l'incrostazione marcata dei filtri dell'aria abbia contribuito a ridurre il flusso d'aria e a surriscaldare i cuscinetti delle ventole, che hanno così rilasciato un odore irritante», si legge nel rapporto.
Il Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza approva quindi la manovra effettuata per motivi di sicurezza. Ma critica l'equipaggio che ha dichiarato di essere stato disturbato, ma non ha utilizzato le maschere d'ossigeno disponibili. «Per quanto riguarda le reazioni alle sostanze tossiche, va sottolineato che non hanno gli stessi effetti su tutti. Anche se non si avvertono effetti negativi, non è saggio rinunciare a misure protettive», conclude.