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Un giocatore di hockey svizzero di ritorno su suolo elvetico con la Stanley Cup sotto il braccio. Alzi la mano chi ha mai azzardato tale ipotesi... Certo che a vedere i più promettenti discatori svizzeri attraversare l'Atlantico, il sogno non era poi così irrealista. Ci si diceva: "Chissà, magari un giorno, una volta, tra un lustro o un decennio". Chi invece ha velocemente superato le utopie più folli è David Aebischer, 23 anni compiuti, professione portiere di hockey su ghiaccio.Questo contenuto è stato pubblicato il 30 agosto 2001 - 19:26
Un sogno diventato realtà, non solo per il portiere di riserva degli Avalanches (il titolare è Patrick Roy, definito il numero 1 al mondo assieme al ceco Hasek), ma per tutti gli appassionati di hockey svizzero.
Il 9 giugno Aebischer, nato e cresciuto a Friborgo, è divenuto il primo giocatore svizzero ad aver vinto il campionato professionistico americano, la National Hockey League (NHL). Titolo più prestigioso, per chi ha deciso di dedicare la propria vita al disco su ghiaccio, non esiste.
A Denver oltre 250 mila appassionati si sono dati appuntamento per festeggiare i loro "eroi" che per tre ore hanno sfilato lungo le vie della città con la prestigiosa Stanley Cup. Conformemente all'ancestrale tradizione che vuole che ogni membro della formazione vittoriosa ha il diritto di disporre del trofeo per qualche giorno, David "enfant prodige" ha deciso di mostrare la Stanley Cup alla sua città, a Friborgo, attorniato dai genitori e dagli amici.
Anche se ha disputato soltanto un terzo degli incontri degli Avalanches, l'ex numero 1 del Friborgo-Gottéron sostiene - a giusta ragione - che il trionfo della sua squadra nella NHL sia anche il suo.
Gli Avalanches si sono mossi molto anche nel mercato estivo e quindi da settembre in Colorado si cercherà il bis... David Aebischer resta con i pattini ben...piantati sul ghiaccio, ma lascia la testa tra le nuvole: "Nulla - dice il ventitreenne friborghese - è comparabile, a livello sportivo, con la Stanley Cup. Se mi dicessero: puoi vincerla mille volte, firmerei al volo. Quella contro i Devils del New Jersey è stata una serie tiratissima e la coppa mi ha regalato grandi emozioni oltre che la fierezza per essere l'unico svizzero ad aver raggiunto questa impresa".
Tutti gli atleti - non importa di quale disciplina sportiva - indicano una medaglia d'oro olimpica quale traguardo massimo...
"Non esiste vittoria più bella di conquistare la Stanley Cup. L'equivalente, a livello calcistico, è la vittoria nella Coppa del Mondo".
Una presa di posizione piuttosto categorica...
"Può darsi ma è logico. La NHl è la miglior lega al mondo, perché negli Stati Uniti vi è la più alta densità di grandi giocatori. Inoltre la National Hockey League ha 100 anni di storia che ha generato innumerevoli "leggende". Eppoi questa famosa coppa, riconoscibile tra tutti i trofei al mondo...".
Sognavi la Stanley Cup fin da bambino?
"Quando ero piccolo il mio sogno era diventare un giocatore di Divisione Nazionale A, evidentemente professionista. E' più tardi, quando avevo 13-14 anni che ho iniziato a pensare ad un'altra carriera".
E cioè?
"La prima volta che sono venuto in Québec - conclude Aebischer - con la categoria dei "pee wees" ho avuto la possibilità di assistere ad un paio di incontri della NHL. Mi sono detto: è qui che voglio giocare. Ho capito che si trattava di un altro mondo, che regnava un'atmosfera differente che in Svizzera. Da allora il chiodo è diventato fisso e ho fatto di tutto per arrivarci".
Filippo Frizzi
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