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<h2>SubmittedText<h2><p>La <i>Fondation Jean Monnet pour l’Europe</i> (FJME) promuove da 45&nbsp;anni la comprensione della costruzione europea. Oltre agli archivi di Jean Monnet, estremamente ricchi, conserva e dà risalto anche a quelli di molte altre personalità, tra cui Robert Schuman e Jacques Delors. Alle relazioni svizzero-europee è dedicato circa un terzo degli archivi, che contengono 25 diverse collezioni per un totale di quasi 200 metri lineari di documenti, al centro di un programma di storia orale di cui fanno parte oltre 160 personalità svizzere. L’obiettivo della fondazione, ente apolitico e apartitico, è quello di mettere il proprio patrimonio a disposizione dei ricercatori e organizzare eventi sui temi che riguardano l’Europa.</p><p><br>La FJME è sostenuta dal Cantone di Vaud e dalla Città di Losanna, oltre che dalla Confederazione, che la finanzia con due sussidi federali complementari, uno a copertura di diversi servizi nel quadro della legge sullo Stato ospite (DFAE), l’altro concesso in quanto infrastruttura di ricerca (art.&nbsp;15 LPRI). All’interno del messaggio ERI 21-24 il Consiglio federale aveva dichiarato di voler procedere «a una verifica approfondita in vista di un’eventuale decisione di <i>phasing&nbsp;out</i> alla fine del nuovo periodo di sussidio&nbsp;(2024)». Nel messaggio 25-28 si è invece limitato ad affermare che «gli obiettivi prioritari hanno comportato la cessazione del sostegno alla <i>Fondation Jean Monnet pour l’Europe</i> (FJME) a partire dal 2025».&nbsp;</p><p><br>La valutazione della FJME realizzata nel 2020 dal Consiglio svizzero della scienza (CSS) è estremamente positiva: nel suo rapporto, infatti, il CSS afferma che la fondazione ha intrapreso un riorientamento strategico che l’ha portata a compiere notevoli progressi, in particolare nel campo della digitalizzazione e della professionalizzazione degli archivi. Nelle sue risposte alla SEFRI e nella sua raccomandazione, il CSS ha quindi proposto un aumento dei fondi destinati alla fondazione. Date queste circostanze, risulta difficile comprendere le conclusioni del Consiglio federale.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Di conseguenza, poniamo le seguenti domande.<br>1. Quali sono esattamente questi «obiettivi prioritari»?<br>2. La valutazione approfondita della fondazione è stata effettuata conformemente al Messaggio ERI 21-24? Da chi? Quali sono i risultati?</p><p>3. Se la valutazione della fondazione è molto positiva, perché si vuole eliminare il sussidio?<br>4. Il CSS prevede di valutare la FJME nei prossimi mesi. I risultati di questa valutazione saranno presi in considerazione?</p><p>&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1. Nel messaggio ERI 2021-2024, il Consiglio federale ha definito i propri obiettivi in merito alle strutture di ricerca d’importanza nazionale che ricevono sussidi ai sensi dell’articolo 15 della Legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (LPRI; RS </span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">420.1</span><span style="font-family:Arial">). In quest’ottica, ha portato avanti – in modo ancora più accentuato – la definizione delle priorità per il sostegno alle strutture d’importanza nazionale in base alla loro categoria, già messa in atto con il Messaggio ERI 2017-2020. I primi in ordine di priorità sono i centri di competenza per la tecnologia, seguiti dalle infrastrutture di ricerca e dalle istituzioni di ricerca. Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha stabilito l’importo da assegnare a ciascuna categoria, tenendo conto delle raccomandazioni del CSS, dei fondi disponibili, nonché delle misure e degli obiettivi stabiliti nel messaggio ERI 2021-2024. Nel caso della </span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">Fondation Jean Monnet pour l’Europe</span><span style="font-family:Arial"> (FJME), a dicembre 2020 il DEFR ha deciso di interrompere il sostegno allo scadere del periodo ERI 2021-2024 (</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">phasing out</span><span style="font-family:Arial">). L’obiettivo era dare alla FJME il tempo necessario per trovare finanziamenti alternativi e aggiuntivi ai sussidi già messi a disposizione dal DFAE.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2/3. La FJME appartiene alla categoria delle infrastrutture di ricerca (art. 15, cpv. 3, lett. a LPRI). In quanto tale, la sua funzione è quella di fornire servizi alla comunità scientifica. Tuttavia, da un’analisi della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione concernente la richiesta di sussidio per il periodo 2021-2024 è emerso che il numero degli utenti della fondazione è limitato. Nonostante avesse valutato positivamente la richiesta, anche il CSS ha confermato questo dato relativizzando l’importanza nazionale dell’infrastruttura, requisito fondamentale per accedere ai sussidi di cui all’articolo 15 LPRI. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">4. La richiesta di sostegno della FJME conformemente all’articolo 15 LPRI per il periodo 2025-2028 sarà nuovamente valutata secondo la procedura consueta. Alla fine del 2024, il DEFR deciderà i sussidi da concedere a ciascuna struttura, tenendo conto della valutazione del CSS e dei fondi disponibili.</span></p></div>