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L’International Football Association Board (IFAB), l’organismo che stabilisce le regole del gioco del calcio, ha dato seguito a una proposta dalle FIFA: portare a cinque le sostituzioni permesse in una partita. La misura sarà soltanto temporanea ed è dettata dal COVID-19. A causa della pandemia, infatti, le competizioni si sono fermate e ora – per portare a termine i campionati e le coppe europee – sarà necessario giocare molte partite in poco tempo. L’intento della FIFA, quindi, è quello di permettere ai club un maggiore turnover, per far fronte alla maratona post-lockdown.
Pensandoci bene, però, l’aumento delle sostituzioni non serve unicamente a far rifiatare i giocatori, ma pure i conti dei club. Indipendentemente dalle molte partite da disputare in questo finale di stagione, le squadre impegnate in più competizioni hanno rose molto lunghe. È inevitabile, pertanto, che alcuni calciatori importanti non riescano a trovare un grande minutaggio. Sedersi in panchina o in tribuna fa male anche alla valutazione economica di uno sportivo, la quale tende a ridursi. Con un maggior numero di sostituzioni a disposizione degli allenatori, però, anche il 15esimo e il 16esimo giocatore della rosa avrebbero più spazio. Il vantaggio per una società calcistica sarebbe una minore riduzione della perdita di valore dei cartellini delle proprie riserve.
Un po’ provocatoriamente, quindi, si potrebbe immaginare che dopo l’esperimento temporaneo voluto dalla FIFA, qualcuno si accorga che le cinque sostituzioni potrebbero contrastare la vendita sottoprezzo dei giocatori poco impiegati. Sarebbe esagerato dire che le minusvalenze diventerebbero un brutto ricordo contabile, ma potrebbero più facilmente diventare un peso meno pressante (soprattutto se si pensa al Financial Fair Play).
TM