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Sui 3,5 miliardi di euro che a luglio la Grecia dovrà restituire alla Bce "il governo sta negoziando con i partner, ci sarà un accordo con i creditori con successivo pagamento della tranche da parte dell'Esm che permetterà di pagare i debiti con la Bce".
Lo afferma Yannis Stournaras, governatore della Banca centrale greca ed ex ministro delle Finanze del governo Samaras, in un'intervista al quotidiano economico italiano Sole 24 in cui assicura che "il capitolo Grexit è chiuso".
"È possibile che si parli di riduzione del debito greco al summit di primavera dell'Fmi il 15 aprile, c'è una promessa e un impegno preso nell'Eurogruppo il 28 novembre 2012 quando io ero ministro delle Finanze, secondo cui se la Grecia raggiungerà un surplus primario insieme alle necessarie riforme come risultato, i Paesi partner prenderanno alcune misure di alleggerimento del debito", ricorda Stournaras. "Questa promessa non è stata ancora realizzata. Spero che i nostri partner e l'Fmi siano nelle condizioni di adempiere all'accordo".
Parlando della ristrutturazione bancaria, "il sistema bancario greco è più forte di prima e ben capitalizzato, con un coefficiente Tier1 pro forma vicino al 18,2%, il secondo più alto nell'Eurozona dopo la Finlandia che è al 20%", sottolinea Stournaras. "Il sistema si è ricapitalizzato l'anno scorso in un momento molto difficile, usando soldi privati e non pubblici. L'Eurogruppo si aspettava che sarebbero serviti 25 miliardi di euro di risorse pubbliche mentre ne sono stati utilizzati solo 5 miliardi e il resto è venuto da risorse private".
La Banca di Grecia ha stimato in dicembre che la crisi dei migranti in Grecia possa costare lo 0,3% del Pil, pari a 600 milioni di euro, ma "questa stima è stata fatta sulla presunzione che la Grecia fosse solo una nazione di transito. Se noi ora dovremo ospitare un numero rilevante di rifugiati - spiega - questa previsione dovrà essere ricalcolata".
SDA-ATS