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Non è un caso che la Svizzera abbia un sistema parlamentare molto simile a quello degli Stati Uniti. È principalmente dovuto all'influenza di un uomo: Ignaz Paul Vital Troxler. In una biografia, lo storico Olivier Meuwly ripercorre il ruolo di questo grande pensatore del XIX secolo, ingiustamente caduto nell'oblio.Questo contenuto è stato pubblicato il 14 marzo 2021 - 11:00
Si usa dire che la Svizzera e gli Stati Uniti sono due "Repubbliche sorelle". Ma per quale motivo? Oltre al fatto che entrambi i Paesi sono stati a lungo tra le poche democrazie in un mondo occidentale in gran parte monarchico, è anche perché le due nazioni hanno sistemi politici alquanto simili.
Il sistema bicamerale della Svizzera, con il Consiglio nazionale che rappresenta il popolo e il Consiglio degli Stati che rappresenta i Cantoni, ricorda chiaramente il sistema americano, con la sua Camera dei rappresentanti e il Senato. Non è una coincidenza, dato che i fondatori dello Stato federale nel 1848 si sono ispirati al modello politico americano.
"È estremamente raro in Svizzera che un intellettuale abbia una tale influenza."End of insertion
Questo riferimento al modello americano è dovuto a un grande intellettuale dell'epoca: Ignaz Paul Vital TroxlerLink esterno (1780-1866). Il filosofo, scrittore, giornalista e professore universitario nato nel Canton Lucerna ha avuto una grande influenza su tutto il movimento liberale radicale dell'epoca, all'origine del moderno Stato federale. Ma l'uomo aveva anche altre frecce al suo arco. In particolare, è stato un rinomato pedagogo e un famoso medico, che d'altronde ha dato il nome a un'illusione ottica molto apprezzata dai maghi (effetto Troxler).
Questa mente brillante e influente è caduta un po' nell'oblio, soprattutto nella Svizzera francese. In una biografia di recente pubblicazione - Troxler, l'inventore della Svizzera moderna - lo storico Olivier Meuwly mette di nuovo sotto i riflettori un personaggio che, scrive, è "indiscutibilmente uno dei grandi uomini della storia svizzera".
swissinfo.ch: Questo bicameralismo svizzero influenzato dagli Stati Uniti è davvero merito di Troxler?
Olivier Meuwly: Sì, il suo influsso è stato davvero fondamentale. Nel 1847, c'erano due tendenze opposte: da una parte i sostenitori di un sistema centralizzato con un solo parlamento che comprendeva tutta la Svizzera, e dall'altra i partigiani di una concezione federalista. I federalisti avevano trovato in Troxler uno dei loro più grandi rappresentanti.
Il federalismo era in linea con la sua visione romantica del mondo. Per Troxler, una Svizzera senza un reale posto per i Cantoni non era più veramente la Svizzera. Nella Dieta costituente del 1847, ha trovato degli ex allievi per diffondere questa tesi.
Il modello americano era già conosciuto in Svizzera dall'inizio del secolo. Ma Troxler si è basato su di esso per difendere una Svizzera federalista. Alla fine, i sostenitori di una soluzione centralista hanno aderito a questo concetto per giungere a un compromesso e salvare così il loro progetto di Stato federale moderno.
Troxler ha ricoperto solo un piccolissimo incarico politico, un mandato di due anni come membro di un parlamento cantonale. Come si spiega la sua grande influenza? Era un influencer, come si dice al giorno d'oggi?
Era innanzitutto uno 'Staatsphilosoph', come si dice in tedesco. È così che ha trovato il modo di avere un'influenza. Si è battuto assieme ai suoi ex studenti e ha trovato chi poteva portare avanti la sua idea. Era un pensatore, un filosofo, uno dei pochi romantici che ha avuto un influsso diretto sulle decisioni.
Durante tutta la sua carriera, vediamo che il romanticismo è stato importante per lui. Ma come si è manifestato esattamente?
Il romanticismo, alla fine del XVIII secolo, era una sorta di opposizione al razionalismo dell'Illuminismo. Il romanticismo voleva vedere il mondo diversamente dalla sola razionalità dell'osservabile.
Questo romanticismo si è manifestato in particolare nel suo pensiero medico, da cui l'impegno contro il cretinismo che si è poi rivelato importante. È stato uno degli artefici di quella che gli specialisti hanno chiamato medicina romantica, che ha aperto la strada alla psicoanalisi, volendo vedere l'essere umano in un modo diverso dal suo funzionamento fisiologico e biologico. È una visione olistica, che è consustanziale al pensiero romantico.
In politica, il suo romanticismo si è manifestato nel suo attaccamento a quella Svizzera medievale incarnata dai Cantoni, come cellule organiche della Svizzera reale.
Un nostalgico della Svizzera medievale, ma che lei descrive come l'inventore della Svizzera moderna. Sembra una contraddizione...
Il radicalismo del XIX secolo non era un pensiero unico; era una moltitudine di pensieri e Troxler li alimentava quasi tutti. In particolare, ha difeso il liberalismo politico e più tardi ha aderito anche all'idea di democrazia diretta. Rappresentava un possibile modo di unire i contributi del liberalismo e del romanticismo.
Ha nutrito ogni fibra di ciò che costituisce la Svizzera moderna. Come professore, ha avuto un'influenza su tutti i movimenti studenteschi che hanno sostenuto e formato le élite liberali radicali del XIX secolo. È una figura importante, uno degli autori più fertili e originali dell'epoca, per l'universalità, la versatilità e il ruolo che ha avuto nella creazione del nuovo Stato federale.
Eppure pochi si ricordano di lui, soprattutto nella Svizzera francese.
Sì, ma le cose sono un po' migliorate negli ultimi anni. C'è un rinnovato interesse tra i ricercatori. Forse è un riflesso dei tempi; siamo di nuovo in una fase un po' romantica dove il razionalismo puro e duro non è più francamente di moda. Oggi, il suo pensiero pedagogico interessa molte persone.
Quanto alla sua notorietà, è un po' un problema svizzero. È raro vedere grandi figure da una prospettiva nazionale. Succede sempre dall'ottica di un Cantone, per esempio Alfred Escher a Zurigo. Ogni Cantone fa fatica a riconoscere che ci sono persone in gamba altrove. A volte è il campanilismo a prevalere. E il sistema svizzero, con il suo carattere collegiale, ha una propensione a schiacciare la personalità, cosa che si percepisce anche storicamente.
L'omaggio più bello che è stato reso a Troxler è quindi quello di un agente della Santa Alleanza, che lo ha definito "lo scrittore più pericoloso della Svizzera"...
(Ride) In un certo modo, direi di sì. Aveva un ruolo speciale; è estremamente raro in Svizzera che un intellettuale abbia una tale influenza.
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