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I cambiamenti climatici non sono un pericolo imminente tale da giustificare azioni illegali. Lo afferma il Tribunale federale (TF) confermando la condanna di alcuni attivisti che avevano occupato una una filiale di Credit Suisse a Losanna nell'autunno del 2018, inscenando una partita di tennis.
Gli attivisti avevano presentato ricorso, invocando lo "stato di necessità", contro la sentenza del Tribunale cantonale del Canton Vaud che li aveva giudicati colpevoli - dopo un'assoluzione in primo grado - per violazione di domicilio e condannati, con pene pecuniare tra i 400 e i 550 franchi a testa, dopo l'irruzione nella sede di Credit Suisse, avvenuta per protestare contro gli investimenti in energie fossili dell'istituto.
Il Tribunale federale ha però bocciato l' argomentazione e confermato le condanne. Secondo la Corte, "un pericolo "imminente" deve realizzarsi perlomeno nell'arco di ore dal fatto" e quindi il riscaldamento climatico non può essere considerato tale. La finalità degli attivisti non era evitare un pericolo per la loro vita o la salute, bensì sensibilizzare le persone. Inoltre, per proteggere l'ambiente vi sono ben altri modi legali che invadere abusivamente la proprietà altrui, ha concluso il TF.