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USA – Gli USA, con nuove aree marine, hanno ampliato il territorio di un’area pari a ventuno volte la Svizzera.
GLI USA HANNO PIÙ TERRITORIO SOTTO IL MARE
Nelle ultime settimane il territorio degli Stati Uniti è cresciuto di quasi un milione di chilometri quadrati, circa ventuno volte la Svizzera. Si è registrata l’aggiunta di aree offshore, ossia aree marine, che fanno parte della piattaforma continentale del grande Paese americano. A stabilire ciò è stato il Dipartimento di Stato Americano, il quale ha incluso nel proprio territorio sette aree marine in prossimità dell’Artico, dell’Atlantico (costa orientale), del Mare di Bering, del Pacifico e delle isole Marianne, oltre a due aree nel Golfo del Messico. Il Dipartimento ha affermato che gli Stati Uniti hanno spostato le proprie linee che determinano la superficie del proprio Paese di oltre le 200 miglia nautiche, circa 360 chilometri, dalle proprie coste. L’area più vasta, tra quelle aggiunte, si trova nell’Artico. Bisogna ricordare che le piattaforme continentali sono zone che dal continente subaereo scendono verso gli abissi, le quali da un punto di vista geologico sono molto simili al continente. E poiché nel corso del tempo il livello del mare può cambiare, si ritiene che le piattaforme continentali appartengano al Paese da cui si distendono verso gli oceani, indipendentemente dal livello del mare stesso.
GLI ACCORDI
Secondo il diritto internazionale e la Convenzione di Montego Bay del 1982, allo stato costiero sono attribuiti i diritti di sfruttamento economico anche della piattaforma continentale. Questo fa sì che gli stati a cui appartengono piattaforme continentali possono sfruttare in modo esclusivo risorse minerarie presenti sulla superficie e nel sottosuolo di tali piattaforme. Il Senato degli Stati Uniti non aveva mai ratificato quel trattato, ma ora, dopo 40 anni, il governo statunitense ha deciso di estendere i propri confini come gli spetta proprio da quel trattato. Nel diritto internazionale la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, o United Nations Convention on the Law of the Sea è un trattato internazionale che definisce i Diritti e le responsabilità degli Stati nell’utilizzo dei mari e degli oceani, definendo linee guida che regolano le trattative, l’ambiente e la gestione delle risorse naturali. Il problema delle differenti rivendicazioni sulle acque territoriali fu sollevata alle Nazioni Unite nel 1967 da Arvid Pardo di Malta, per questo considerato il padre della Convenzione sul diritto del mare. L’UNCLOS è stata definita durante un lungo processo di negoziazione attraverso una serie di Conferenze delle Nazioni Unite cominciate nel 1973 ed è stata finalmente aperta alla firma a Montego Bay, Giamaica, il 10 dicembre 1982. È entrata in vigore il 16 novembre 1994, un anno dopo la firma della Guyana come sessantesimo Stato contraente.