Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/211438

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua seduta del 16 aprile il Consiglio federale ha deciso di diminuire nuovamente il canone radiotelevisivo a carico delle economie domestiche a 335 franchi all'anno. Inoltre ha deciso un nuovo ordinamento tariffario per il canone a carico delle imprese dopo che il Tribunale amministrativo federale ha giudicato anticostituzionale la regolamentazione in vigore (sentenza A-1378/2019 del 5 dicembre 2019). Nella sua risposta alla domanda del consigliere nazionale Fabio Regazzi, il 9 dicembre 2019 il Consiglio federale ha affermato che il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni presenterà al Consiglio federale entro metà 2020 un primo bilancio sul nuovo sistema del canone e verificherà in questo ambito le tariffe. Su questa base potrà essere effettuata anche una stima dei proventi per i prossimi anni.</p><p>Alla luce di quanto sopra esposto il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Come si presenta il bilancio del nuovo sistema del canone? A quanto ammontano i proventi del canone radiotelevisivo a carico delle economie domestiche e di quello a carico delle imprese?</p><p>2. Se si considerano i proventi del canone a carico delle imprese, a quanto ammontano i proventi che i consorzi (ossia le affiliazioni aziendali temporanee) hanno versato? </p><p>3. Secondo le previsioni del Consiglio federale a quanto ammonteranno nei prossimi anni i proventi del canone a carico delle economie domestiche e dell'imposta sui media a carico delle imprese? </p><p>4. La decisione di abbassare il canone è stata presa in base al suddetto bilancio e alla nuova stima o per altri motivi? </p><p>5. Nel suo piano finanziario, il Consiglio federale ha considerato che prossimamente verranno meno i ricavi finora riscossi indebitamente dai consorzi tramite il canone radiotelevisivo?</p><p>6. Come reagisce il Consiglio federale al rimprovero che la modifica al sistema tariffario per le imprese costringe alcune di queste a dover pagare un importo due volte e mezzo superiore a quello attuale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Risposta alla domanda 1</p><p>Sui relativi siti web l'organo di riscossione Serafe e l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) hanno pubblicato in modo completo ed entro i termini, in osservanza delle disposizioni dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV), i rapporti d'attività e i conti annuali in merito al canone radiotelevisivo per l'anno civile 2019.</p><p>Limitatamente all'annualità 2019, il canone radiotelevisivo ha registrato un ricavo annuo pari a 1449 milioni di franchi. Il canone a carico delle economie domestiche vi ha contribuito con 1284 milioni di franchi e quello a carico delle imprese con circa 174 milioni di franchi. Sul totale indicato versato dalle imprese l'UFCOM ha effettuato accantonamenti supplementari pari a 9 milioni di franchi previsti per rimborsi e del credere.</p><p>Lo sviluppo favorevole del numero di economie domestiche soggette all'obbligo di pagamento del canone e il numero nettamente inferiore dei casi di Opting out (economie domestiche di tipo privato che non dispongono di alcun apparecchio di ricezione) hanno contribuito in modo determinante a generare un'eccedenza di 113 milioni di franchi. Inoltre le riserve previste per le minori entrate dovute a scostamenti dalla pianificazione non sono state utilizzate.</p><p>Risposta alla domanda 2</p><p>Nel 2019, 1250 consorzi hanno versato in totale 1,12 milioni di franchi per il canone a carico delle imprese.</p><p>Risposta alla domanda 3</p><p>Le entrate stimate per il 2020 per un totale di 1465 milioni di franchi sono alla base del calcolo delle nuove tariffe a partire dal 2021. Il canone a carico delle economie domestiche apporta 1298 milioni di franchi e il canone a carico delle imprese 167 milioni di franchi.</p><p>A seguito della riduzione delle tariffe a partire dal 2021, si prevedono nel 2021 entrate pari a 1363 milioni di franchi, ossia circa 102 milioni di franchi in meno rispetto all'anno precedente. Le minori entrate causate da fallimenti e cifre d'affari più basse in seguito alla crisi legata al coronavirus non possono ancora essere stimate e non sono ancora incluse nelle entrate previste.</p><p>Risposta alla domanda 4</p><p>Con la decisione del Consiglio federale del 18 ottobre 2017, al DATEC è stato assegnato l'incarico di presentare al Consiglio federale un primo bilancio del sistema del canone entro metà 2020 e di mirare a un abbassamento della tariffa del canone dal 2021.</p><p>È il fabbisogno finanziario a determinare i ricavi da conseguire con il canone e quindi l'ammontare delle tariffe. Il fabbisogno corrisponde alla somma degli importi massimi per gli impieghi stabiliti nella decisione del Consiglio federale del 16 aprile 2020. Nello stabilire l'importo del canone, il Consiglio federale tiene conto delle raccomandazioni del sorvegliante dei prezzi.</p><p>Le tariffe a partire dal 2021 sono state definite in una prospettiva quadriennale. In questo modo si dovrebbe ovviare a fluttuazioni verso l'alto e anche verso il basso e avere una certa continuità. L'adozione di una prospettiva a lungo termine ha permesso di anticipare gli sviluppi futuri, ad esempio il pacchetto di misure in favore dei media. Naturalmente nei calcoli è stata considerata anche l'eventualità di minori entrate.</p><p>Inoltre l'articolo 40 capoverso 3 LRTV sancisce che alla successiva determinazione degli importi del canone, sarà tenuto conto della quota dei proventi del canone non utilizzata.</p><p>Risposta alla domanda 5</p><p>Il canone radiotelevisivo a carico delle imprese è stato riscosso a diritto dall'AFC presso i consorzi conformemente alle disposizioni di legge e ciò avverrà anche nel 2020. In base all'iniziativa parlamentare Wicki (19.413) "LRTV. No alla doppia imposizione dei consorzi", ora i consorzi dovranno essere esentati dal pagamento del canone. Tale richiesta è stata esaminata dal Parlamento anche nell'ambito delle concertazioni sul pacchetto di misure a favore dei media. Le perdite di entrate ammontano a meno di 1 per mille dei proventi del canone e non sono ancora state considerate. Questo ammanco tuttavia è trascurabile ai fini della determinazione dell'importo del canone.</p><p>Risposta alla domanda 6</p><p>La modifica della struttura tariffaria si fonda sulla sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) del 5 dicembre 2019 in merito al ricorso di un'impresa soggetta all'obbligo di pagamento del canone. In questa sentenza il TAF considera che la graduazione attuale per il canone a carico delle imprese in sei categorie tariffarie vincolate alla cifra d'affari sia troppo poco differenziata e troppo decrescente. Il Tribunale raccomanda al Consiglio federale di analizzare e colmare rapidamente le lacune riscontrate quando sarà effettuata la verifica prevista per metà 2020.</p><p>Tuttavia in linea di principio nella sua decisione il TAF conferma la legalità del canone a carico delle imprese; anche queste devono dare un contributo a un sistema di radiodiffusione funzionante e indipendente. Inoltre considera che nella riscossione del canone sia inevitabile una certa schematizzazione.</p><p>Il nuovo canone tariffario è ora più differenziato, in quanto comprende 18 categorie invece delle 6 attuali. È anche impostato in modo meno decrescente rispetto all'attuale poiché in rapporto alla cifra d'affari dell'impresa, l'onere da sostenere differisce meno tra le categorie più elevate e quelle più basse. Ciò comporta oneri maggiori per imprese molto grandi.</p><p>È giusto per esempio che un'impresa con una cifra d'affari di 950 milioni di franchi paghi d'ora in poi un canone di 37 790 franchi, ossia 0,04 per mille della propria cifra d'affari, invece degli attuali 14 240 franchi. In relazione alla cifra d'affari una tale impresa continua a pagare nettamente meno rispetto a una piccola impresa.</p><p>In compenso circa il 93 per cento delle imprese soggette all'obbligo di pagare il canone deve versare un importo minore per il canone radiotelevisivo. Tali imprese sono sgravate di circa 53,3 milioni di franchi. Ne traggono profitto prevalentemente le PMI. La quota delle entrate provenienti dal canone a carico delle imprese in rapporto al totale delle entrate del canone radiotelevisivo rappresenta l'11,7 per cento ed è considerevolmente inferiore al 15 per cento, conformemente al messaggio del maggio 2013 sulla modifica della legge federale sulla radiotelevisione.</p>  Risposta del Consiglio federale.