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Dopo essersi qualificato per i quarti di finale di Wimbledon il bad boy australiano ha parlato del passato e di come da qualche anno la sua vita sia cambiata.
Al primo turno ha dovuto sudare cinque set per sopraffare il 22enne britannico Paul Jubb, al secondo è invece andato in scioltezza estromettendo il serbo Filip Krajinović con un secco 2-6 3-6 1-6. Al terzo turno Kyrgios ha incrociato la racchetta contro il greco Stefanos Tsitsipas, numero cinque del ranking ATP, riuscendo per la seconda volta in poche settimane ad avere la meglio. Nella giornata d'ieri l'australiano ha eliminato il giovane statunitense Brandon Nakashima, dovendo ancora passare per cinque set, ma soffrendo molto meno rispetto alla partita iniziale.
Era dagli Australian Open del 2015 che Nick Kyrgios non si qualificava per i quarti di finale di un torneo del Grande Slam. Stadio della competizione che aveva raggiunto in un'altra occasione - un anno prima - a Wimbledon. Un lieto ritorno nelle fasi decisive di un torneo importante per il 27enne di Canberra.
«C'è molta gente arrabbiata perché sono ai quarti»
Nonostante l'eccellente tennis mostrato al torneo londinese di Kyrgios se ne è parlato per lo più per il match dalle tinte folli giocato - e vinto - contro Tsitsipas. «Onestamente, non mi interessa - ha commentato in conferenza stampa l'australiano - io ci rido sopra. Sono cose divertenti. Ci scherziamo sopra con il mio team. Alcune sono proprio ridicole».
«Io non dimentico mai, che siano cose che mi siano state dette 3 o 4 anni fa, non dimentico. Adesso sono ai quarti di finale a Wimbledon e so che questa cosa fa arrabbiare un sacco di gente», ha chiosato il numero 40 del ranking ATP.
«Il mio agente doveva venire a prendermi al pub»
«C'è stato un tempo in cui dovevo essere costretto a uscire da un pub alle 4 del mattino per giocare contro Nadal al secondo turno. Il mio agente doveva letteralmente strapparmi fuori dal pub la sera prima di giocare sul centrale di Wimbledon. Da quel giorno ho fatto molta strada, questo è certo», ha commentato in seguito il tennista, parlando di un episodio capitato nell'estate del 2019.
«Ora penso di più alla mia routine giornaliera e a chi mi sta intorno - ha proseguito un inatteso quanto sincero Kyrgios - ho un team incredibile. Il mio fisioterapista è uno dei miei migliori amici. Uno dei miei migliori amici è il mio agente. Ho la miglior fidanzata del mondo. Ho tante persone intorno che mi aiutano. Mi fa riflettere su quei tempi bui in cui allontanavo un po' tutti».
«Ho mostrato la via»
«La gente spesso si dimentica che sono già da 10 anni nel circuito. Sono stato il primo tra i giovani a battere gente come Rafa a Wimbledon. Sono stato il primo a dimostrare a Zverev, Thiem eccetera, che anche i big si potevano battere», ha poi voluto specificare il 27enne, ricordando il colpaccio che aveva compiuto nel 2014, quando da semi sconosciuto aveva eliminato Nadal agli ottavi di finale del torneo londinese.
«Adesso ci sono ragazzini come Alcaraz e Sinner che giocano senza paura. Ma quando Nadal, Federer e Djokovic erano visti come degli dei imbattibili, io ho dimostrato che erano umani», ha continuato Kyrgios.
«Nessuno è al cento per cento»
Nel corso del match di lunedì Nick Kyrgios ha dovuto chiamare l'intervento i un fisioterapista a causa di un problema alla spalla. Riguardo al suo stato di salute l'australiano ha detto: «Mi sono svegliato dopo il match con Tsitsipas e ho sentito un po' di dolore alla spalla. Ho giocato tanto nell'ultimo mese e mezzo e sapevo che prima o dopo il mio corpo mi avrebbe presentato il conto. Penso che sia normale in questo momento, penso che nessuno sia al cento per cento, guardate anche Rafa. Anche per me è qualcosa che ho imparato a gestire. Ora resto più calmo. Certo, ci vogliono degli antidolorifici e dovremo fare un po' di terapia, ma la cosa non mi preoccupa».
La semifinale a un passo
Ora fra Kyrgios e la semifinale c'è solamente Cristian Garin. I due non si sono mai affrontati in partite ufficiali, ma il tennista della terra dei canguri non ha intenzione di prendere l'avversario sotto gamba: «Garin sta giocando un ottimo tennis - ha raccontato il ragazzo di Canberra - quando sono entrato in campo agli ottavi de Minaur era in vantaggio per due set a zero e ho pensato che probabilmente avrei dovuto sfidare lui ai quarti. Invece dovrò vedermela con il cileno, io la vedo come un'opportunità. Ma devo riposarmi, prendermi cura della spalla, recuperare, mangiare in maniera corretta e farmi una bella dormita. Devo fare parecchie cose prima di tornare in campo».
«La mancanza di Berrettini rappresenta una grande opportunità per tutti, lui è attualmente uno dei migliori giocatori in assoluto sull'erba», ha infine concluso l'australiano, i cui obiettivi ora sono ben chiari. Chissà che non sia arrivata la volta buona per compiere qualcosa di davvero importante?