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Diverse migliaia di omosessuali e di lesbische hanno manifestato sabato a Zurigo per il riconoscimento giuridico delle loro relazioni e contro le discriminazioni sul posto di lavoro. Il presidente della Confederazione, presente alla manifestazione, ha espresso il proprio sostegno ai dimostranti chiedendo comprensione per la politica governativa "dei piccoli passi".Questo contenuto è stato pubblicato il 23 giugno 2001 - 17:36
La Gay Parade ha assunto un maggiore spessore politico grazie alla presenza del presidente della Confederazione Moritz Leuenberger: stando agli organizzatori si tratta della prima volta nel mondo intero che un capo di stato partecipa ad una manifestazione nell'ambito del Christopher Street Day, giornata che prende il nome dalle repressioni della polizia contro gli omosessuali nel giugno 1969 nella omonima strada di New York.
In un discorso caratterizzato da molta ironia, Leuenberger ha giustificato la sua presenza con l'impegno, assunto per l'anno presidenziale, di andare a parlare alle minoranze. È quanto per esempio ha fatto già all'inizio dell'anno, partecipando al Forum economico mondiale di Davos, ha detto scherzando.
Leuenberger ha però anche parlato di politica, esprimendo il suo assenso alle unioni "registrate" tra omosessuali e assicurando che il Consiglio federale, come promesso, metterà a punto e invierà in consultazione le disposizioni sul «partenariato omosessuale» ancora nel corso dell'anno.
Nella città che l'ha visto crescere politicamente, il presidente della Confederazione ha però chiesto comprensione per la politica governativa «dei piccoli passi», dato che il Consiglio federale deve tener conto di diverse sensibilità politiche e culturali che dividono città e campagna, giovani e anziani e anche le diverse comunità linguistiche.
L'accettazione giuridica dell'omosessualità deve poi andare di pari passo con l'accettazione sociale. Leuenberger si è rallegrato del fatto che parole come «omosessuale» o «lesbica» non provochino più tra la popolazione sentimenti di rigetto. Al termine del discorso tenuto sull'Helvetiaplatz il presidente è stato ringraziato con un mazzo di fiori che portava la scritta «Moritz we love you».
Doris Schüepp, vice presidente dell'Unione sindacale svizzera, ha tenuto a sottolineare che stando a recenti sondaggi almeno i due terzi degli omosessuali sono discriminati sul posto di lavoro e talora vengono addirittura respinti dalle amministrazioni pubbliche. Vi sono però anche esempi di grandi aziende, che hanno eliminato qualsiasi discriminazione dai regolamenti della cassa pensione o dai contratti collettivi di lavoro. Per i sindacati c'è ancora molto da fare, ha concluso la Schüepp.
Dai discorsi si è poi passati al corteo, che si è snodato nel centro cittadino. Si è trattato di qualcosa come un «aperitivo» in vista della Street Parade: favoriti da un tempo splendido, migliaia di persone agghindate nei modi più singolari hanno ballato sulle note delle techno music. La festa continuerà tutta la notte.
swissinfo e agenzie
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