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BERNA - Non è necessario ancorare nella legge il "Salmo svizzero" di Alberich Zwyssig e Camillo Valsangiacomo come inno nazionale. È quanto ritiene la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Nazionale, che - con 14 voti contro 10 propone - propone di respingere un'iniziativa parlamentare dell'indipendente sciaffusano Thomas Minder.
Secondo l'autore del testo, un inno nazionale non deve essere deciso dall'alto, ma deve diffondersi spontaneamente e radicarsi nel popolo. Inoltre, per Minder, esso deve anche essere regolamentato. La decisione finale e la legittimazione dell'inno, a suo avviso, dovrebbero spettare all'Assemblea federale e - tramite referendum facoltativo - ai cittadini con diritto di voto.
La maggioranza della commissione crede tuttavia che non sia necessario intervenire poiché "il Consiglio federale assicura che non deciderà autonomamente e consulterà le Camere in merito a un nuovo inno", indicano oggi i servizi del Parlamento.
Una minoranza chiede invece al plenum di dare seguito alla richiesta di Minder. Essa sottolinea "l'impatto identitario di beni di primaria importanza come la bandiera rossocrociata e l'inno nazionale e vuole risolvere l'attuale incertezza in merito alla relativa competenza decisionale", precisa ancora la nota.
Nulla è deciso - Sull'argomento nulla è ancora deciso. Nel giugno 2018, l'omologa commissione degli Stati aveva pure raccomandato di respingere l'iniziativa (con 8 voti contro 3 e 1 astenuto). Ma il plenum, durante la successiva sessione autunnale, l'aveva sconfessata approvando il testo con 25 voti contro 18.
Se il Nazionale non desse seguito all'iniziativa, essa verrebbe affossata. Nel caso contrario, la commissione degli Stati dovrà elaborare un progetto concreto.
Attualmente è il Governo ad avere tale competenza. Il "Salmo svizzero" è infatti divenuto l'inno della Confederazione in seguito alla dichiarazione ufficiale del Consiglio federale del primo aprile 1981.