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Gli studi di impatto ambientale dovrebbero porre meno problemi alle centrali idroelettriche che desiderano rinnovare la loro concessione. Dopo il via libera del Consiglio nazionale in settembre, oggi gli Stati hanno approvato un progetto in tal senso per 29 voti a 12. Il dossier è pronto per le votazioni finali.
Il progetto realizza una proposta contenuta in un’iniziativa parlamentare di Albert Rösti (UDC/BE). Il presidente dell’UDC vorrebbe che “l’esame dell’impatto ambientale consideri (…) lo stato dell’impianto precedente il rilascio della nuova concessione o delle modifiche previste” per evitare costi ingenti e un rincaro della produzione dell’energia elettrica.
Per le due Camere il riferimento sarà ora lo stato al momento del rinnovo della concessione, ovvero lo stato iniziale. Attualmente per rinnovare le concessioni che giungono a scadenza occorre un riesame completo degli impianti idroelettrici. Per le centrali la cui potenza installata è superiore a 3 MW, la legge sulle forze idriche esige uno studio di impatto ambientale.
Una minoranza, come il Consiglio federale, avrebbe voluto completare la legge affinché in occasione del rinnovo delle concessioni si esaminino misure proporzionate a favore della natura e del paesaggio.