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Viene ideato più di 45 anni fa da Naomi Feil, assistente sociale e gerontologa americana.
Feil lo descrive come un processo di comunicazione che si ottiene quando si dà valore all’anziano, quando vengono accolte e rispettate le sue emozioni, in qualsiasi tempo o luogo si trovi, senza pretendere che egli possa modificarle.
E’ una tecnica di comunicazione con specifici presupposti teorici e con una suddivisione del percorso del disorientamento in quattro fasi. Tecniche verbali e non verbali vanno a supportare le difficoltà relazionali con l’obiettivo di permettere all’anziano di esprimere se stesso, indipendentemente dal contenuto cognitivo. Non stiamo dunque parlando di qualcosa che aiuta a comprendere, ma di qualcosa che insegna ad accogliere.