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Iniziativa popolare per un’economia verde
L’iniziativa popolare federale «Economia verde » mira a creare per mezzo di un nuovo articolo costituzionale 94a un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse, promuovere la chiusura dei cicli delle materie e provvedere affinché le attività economiche non pregiudichino il potenziale delle risorse naturali. Nella disposizione transitoria l’iniziativa chiede per il 2050 la realizzazione dell’obiettivo di lungo termine di un’«impronta ecologica», che, rapportata alla popolazione mondiale, non superi l’equivalente di un pianeta Terra. La votazione federale su tale iniziativa si terrà nel corso del 2016.
Con la revisione della legge sulla protezione dell’ambiente (LPAmb), il Consiglio federale intendeva migliorare le condizioni quadro, al fine di ridurre in modo sostenibile il consumo di risorse della Svizzera. Il Consiglio federale condivideva l’orientamento dell’iniziativa, ma puntava su una trasformazione graduale dell’economia svizzera. Il Consiglio federale aveva dunque proposto la revisione della legge sulla protezione dell’ambiente (LPAmb) come controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Economia verde».
Il Parlamento ha respinto la revisione della LPAmb. Il Consiglio degli Stati e il Consiglio nazionale hanno dibattuto il controprogetto indiretto tra settembre 2014 e dicembre 2015. Nel corso dei dibattimenti, la camera prioritaria, il Consiglio degli Stati, ha respinto il disegno di revisione. Dopo accesi e controversi dibattimenti, il Consiglio nazionale ha deciso a stretta maggioranza la non entrata in materia. Il 3 dicembre 2015, il Consiglio degli Stati ha rinunciato a riesaminare il disegno di revisione e, al momento attuale, a modificare la LPAmb ai sensi di un’economia verde. I dibattimenti e
le decisioni possono essere consultati sul sito del Parlamento.
L’economia verde è inserita in una politica globale del Consiglio federale. Con il piano d’azione Economia verde, il Consiglio federale accelera sulla base della legislazione esistente i lavori volti a migliorare l’uso efficiente delle risorse. Le misure si concentrano su lavori di fondo e sull’elaborazione di condizioni quadro affinché l’economia, la scienza e la società rafforzino il loro impegno su base volontaria. Diversi altri ambiti politici forniscono ulteriori importanti contributi per ridurre l’impatto ambientale dell’economia e del consumo in Svizzera e all’estero. Nell’ambito della politica climatica, le emissioni di CO2 dovranno essere ridotte, entro il 2020, del 20 per cento rispetto al 1990 e del 50 per cento entro il 2030, di cui il 30 per
cento in Svizzera. Per quanto concerne la politica energetica, nel 2011 il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso di abbandonare gradualmente l’energia nucleare. Con la Strategia energetica 2050, il Consiglio federale mira ad aumentare l’efficienza energetica e ampliare le energie rinnovabili. La politica agricola punta in modo sempre più mirato su un aumento dell’uso efficiente delle risorse e delle materie prime, mentre la politica forestale auspica una gestione sostenibile delle foreste. La Strategia Biodiversità Svizzera persegue l’obiettivo di conservare la varietà delle specie e garantire i servizi ecosistemici. La politica di ordinamento territoriale mira a una gestione efficiente della risorsa suolo limitatamente disponibile. Anche la politica estera e quella di sviluppo si impegnano a favore di una gestione sostenibile delle risorse. Inoltre il Consiglio federale fa riferimento agli effetti collaterali della crescita economica anche nel Rapporto sulla crescita del 21 gennaio 2015 e intende attenuarli. Infine l’economia verde è anche parte della Strategia per uno sviluppo sostenibile.