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<h2>SubmittedText<h2><p>Preoccupati per le conseguenze catastrofiche che avrebbe l'esplosione di un'arma nucleare e per il mancato rispetto degli obblighi di disarmo da parte delle potenze nucleari, il comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e altri attori hanno invocato la negoziazione di un accordo che vieti le armi nucleari. </p><p>La Svizzera si è pronunciata a favore di un accordo di questo tipo e ha svolto il ruolo di precursore ponendo la questione umanitaria al centro del dibattito. Del resto, nella risposta del 12 luglio 2012 alla mia interpellanza 12.3368 il Consiglio federale affermava: "Per questo motivo il Consiglio federale ha deciso di mettere il disarmo nucleare tra i principali temi all'ordine del giorno." Ciò malgrado, la Svizzera non ha più appoggiato un simile accordo in occasione di una conferenza svoltasi a febbraio 2014 e, in un recente discorso, il presidente della Confederazione ha descritto il dialogo e la cooperazione con le potenze nucleari come una condizione necessaria al progresso verso un mondo senza armi nucleari. </p><p>A questo proposito chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quale posizione terrà la Svizzera nel quadro della conferenza sulle conseguenze umanitarie delle armi nucleari che si svolgerà il prossimo dicembre a Vienna? Il cambiamento di retorica significa che la partecipazione della Svizzera alla negoziazione di un tale accordo dipenderà da quella dei "P5"?</p><p>2. Per coerenza con il suo ruolo di depositaria delle Convenzioni di Ginevra e data la sua lunga tradizione umanitaria, la Svizzera non dovrebbe svolgere un ruolo di leader nel disarmo nucleare? </p><p>3. Il Consiglio federale può spiegare perché la posizione della Svizzera non è allineata a quella del CICR per quanto riguarda la necessità di portare a termine senza indugi negoziati in vista della conclusione di un accordo di questo tipo? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera è da tempo a favore di un divieto di tutte le armi di distruzione di massa e dell'eliminazione di tutte le armi atomiche. Come esposto in vari rapporti sulla politica del controllo degli armamenti e di disarmo, la Svizzera si impegna nel stipulare accordi non discriminanti, verificabili e vincolanti sotto il profilo del diritto internazionale, con un carattere il più universale possibile.</p><p>1. Nel 2010 la Svizzera ha contribuito a definire la linea di argomentazione umanitaria nell'ambito del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) e continuerà a impegnarsi a favore del suo sviluppo. Si tratta di un forte argomento a vantaggio del disarmo, della non proliferazione e della sicurezza nucleare. Per il disarmo nucleare l'argomento umanitario non è solo un impulso per raggiungere l'obiettivo finale di un mondo senza armi nucleari, ma anche un motivo per effettuare passi intermedi pragmatici in questa direzione.</p><p>Con questo intento la Svizzera ha partecipato alle conferenze sulle conseguenze umanitarie delle armi nucleari nel 2013 a Oslo e nel 2014 nello Stato messicano del Nayarit. A Vienna sosterrà posizioni equivalenti. Parallelamente all'approccio umanitario, nell' ambito di una politica di disarmo di vasta portata, la Svizzera persegue altre iniziative, ad esempio riguardanti gli aspetti della dottrina e dei rischi (cfr. la risoluzione dell'Assemblea generale dell'ONU a favore della riduzione del livello di disponibilità operativa delle armi nucleari). Con questa politica si vuole ottenere maggiore sicurezza rafforzando la norma sul disarmo e sulla non proliferazione. In tal modo la Svizzera intende contribuire alla diminuzione dei rischi delle armi nucleari, a incrementare la fiducia e a superare lo status quo sul nucleare. In tutte le sue attività la Svizzera cerca il dialogo con gli Stati in possesso di armi nucleari per sostenere riflessioni su un mondo libero da tali armi, tenendo conto degli aspetti di politica di sicurezza.</p><p>Attualmente la Svizzera ritiene ancora necessaria la discussione concernente l'elaborazione e l'obiettivo delle trattative su un futuro strumento di disarmo. Per poter ottenere l'effetto desiderato, un tale strumento (o le trattative a riguardo) dovrebbe essere sostenuto da una maggioranza credibile di Stati. La credibilità di questo strumento dipenderà inoltre dal fatto, se gli Stati possessori di armi atomiche e/o gli Stati che basano il proprio concetto di sicurezza su tali armi parteciperanno o meno a tali trattative.</p><p>2. In sintonia con l'impegno umanitario e l'obbligo di rispettare il diritto internazionale umanitario, la Svizzera continuerà a svolgere un ruolo attivo e costruttivo, mirando tuttavia a un ruolo di mediatrice. Il rapporto sulla politica di controllo degli armamenti e del disarmo, presentato periodicamente alle Camere federali, determina la posizione della Svizzera nella politica estera e di sicurezza.</p><p>3. La Svizzera condivide l'opinione del CICR secondo cui è difficile conciliare l'utilizzo di armi nucleari con il diritto internazionale umanitario e che è praticamente impossibile reagire in modo adeguato dal punto di vista umanitario ad un impiego di armi nucleari. La Svizzera concorda inoltre con il CICR sul fatto che un divieto delle armi nucleari è necessario per poter raggiungere l'obiettivo di un mondo libero da tali armi.</p>  Risposta del Consiglio federale.