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Il consigliere federale Didier Burkhalter si è espresso per la prima volta sulle sue presunte ambizioni di diventare segretario generale dell'ONU. "Non è il posto, ma la possibilità di fare qualcosa che mi stimola".
Lo ha detto in un'intervista rilasciata alla "Schweizer Illustrierte" che apparirà nell'edizione odierna.
"Nel mondo attuale, trovo importante impegnarsi per la pace e per la sicurezza, poco importa la funzione", ha affermato il ministro degli affari esteri.
Diversi media svizzeri avevano rivelato che Burkhalter e il suo dipartimento lavorano a una possibile candidatura del ministro al posto di segretario generale dell'ONU. Le speculazioni sono state alimentate dal successo ottenuto dal neocastellano al posto di presidente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) nel 2014 e come mediatore nella crisi ucraina.
Il mandato di Ban Ki-moon, rieletto nel giugno 2011 dai 192 Stati membri dell'ONU per un secondo mandato di cinque anni, terminerà alla fine del 2016. Il sudcoreano difficilmente si ripresenterà. La scelta di un nuovo segretario generale toccherà, secondo le regole dell'ONU, ai Paesi dell'est.
Un candidato di un'altra regione dell'Europa avrebbe tuttavia chance di essere eletto se questi Stati non si accorderanno su una candidatura o se una potenza esercita il suo diritto di veto, come potrebbe fare la Russia.
In questi giorni inoltre corrono voci anche su una nomination dell'OSCE e di Didier Burkhalter per il premio Nobel per la pace. "Non trovo giusto parlare pubblicamente di una tale nomination", ha sottolineato il consigliere federale a questo proposito.
Per il momento, Burkhalter vuole fare buon uso delle sue esperienze a capo dell'OSCE e sta riflettendo di scrivere un libro.
SDA-ATS