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BERNA - Il Parlamento può mettersi all'opera per stendere un controprogetto indiretto, ossia a livello di legge, all'iniziativa popolare per i ghiacciai. La commissione dell'ambiente degli Stati (CAPTE-S) ha infatti approvato l'idea della sua omologa del Nazionale per 7 voti a 4 e 2 astensioni.
La proposta del controprogetto indiretto è formulata da un'iniziativa parlamentare elaborata dalla CAPTE-N secondo cui la Svizzera dovrebbe azzerare le emissioni nocive per il clima entro il 2050, senza tuttavia prevedere il divieto delle energie fossili.
In una nota odierna dei servizi parlamentari, per la CAPTE-S il vantaggio del controprogetto indiretto - che potrebbe essere realizzato più rapidamente rispetto a una modifica costituzionale - consiste nel voler sancire a livello di legge un obiettivo climatico chiaro che comprenda un percorso di riduzione. Se la CAPTE-N intende stabilire anche misure concrete (spetterà infatti a quest'ultima dare forma concreta al testo di legge, n.d.r), la CAPTE-S si aspetta che queste siano concepite in modo da riuscire a ottenere il sostegno della maggioranza e la maggiore accettazione possibile.
La CAPTE-S si esprimerà in un secondo momento in merito al controprogetto diretto del Consiglio federale e all'iniziativa popolare stessa.
Il controprogetto indiretto
L'iniziativa, depositata il 27 novembre 2019 dall'Associazione svizzera per la protezione del clima, chiede che a partire dal 2050 la Svizzera non emetta più gas serra di quanto i serbatoi naturali e tecnici di CO2 ne possano assorbire. Contemporaneamente non dovrà in linea di principio più essere possibile immettere sul mercato combustibili e carburanti di origine fossile. Deroghe sarebbero possibili per le applicazioni per le quali non esistono alternative tecniche.
La CAPTE-N, che ha deciso di elaborare un controprogetto indiretto per 15 voti a 9, condivide la prima parte dell'iniziativa. Quanto ai combustibili fossili, desidera però sancire a livello di legge che il consumo di tali vettori energetici venga ridotto per quanto sia possibile sotto il profilo tecnico e sostenibile sotto il profilo economico.
Oltre a ciò, poiché l'obiettivo delle emissioni a saldo netto zero è possibile soltanto sottraendo attivamente e in modo durevole anidride carbonica - CO2 - dall'atmosfera, la Confederazione dovrebbe incoraggiare i progetti di ricerca e sviluppo che vanno in questa direzione.
Il controprogetto diretto del Governo
Il controprogetto indiretto proposto dalle due commissioni si aggiunge il controprogetto diretto, ossia a livello costituzionale, del Consiglio federale, presentato l'11 agosto scorso.
Il disegno del governo prevede d'iscrivere nella Carta fondamentale il saldo netto pari a zero delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050; al pari delle due commissioni, non intende però vietare di principio i combustibili fossili.
Per l'esecutivo, su alcuni aspetti l'iniziativa si spinge troppo lontano. Oltre alla sostenibilità sociale, nel suo progetto l'esecutivo intende considerare maggiormente la situazione particolare delle regioni discoste e di montagna, meno ben servite dai trasporti pubblici rispetto alle aree urbane.
Il controprogetto diretto del Consiglio federale stabilisce inoltre che la sicurezza nazionale non possa essere compromessa: per gli interventi di protezione e di salvataggio, esercito, polizia e servizi d'intervento devono poter fare ricorso, in caso di necessità, ai carburanti fossili. Deroghe devono essere possibili se le tecnologie alternative non sono sostenibili dal punto di vista economico e sociale o se sono disponibili solo in misura insufficiente.