Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/176939

<h2>SubmittedText<h2><p>Uno studio dell'Istituto federale per l'approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (EAWAG), pubblicato recentemente, ha dimostrato che in Svizzera i corsi d'acqua di piccole dimensioni sono inquinati da svariati erbicidi, fungicidi e insetticidi. Secondo l'EAWAG nessuno dei casi esaminati soddisfaceva i requisiti legali di qualità dell'acqua. Sono state superate anche le concentrazioni di sostanze considerate altamente tossiche per gli organismi acquatici. Indagini biologiche indicano che le biocenosi interessate soffrono di queste miscele di sostanze. Dai risultati di uno studio dell'EAWAG simile del 2014 come pure da quelli dello studio attuale si può concludere che le prescrizioni della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc) vengono costantemente violate.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta la costante violazione degli articoli 3 e 6 capoverso 1 LPAc?</p><p>2. Quali costi genera tale costante violazione della LPAc?</p><p>3. In che modo sono responsabili di tali violazioni della LPAc i produttori di pesticidi, le autorità di omologazione e gli utilizzatori?</p><p>4. Come va considerato l'inquinamento delle acque sopradescritto rispetto a quello causato dai microinquinanti che provengono dagli impianti di depurazione?</p><p>5. Quali misure sono necessarie per poter rispettare le disposizioni legali?</p><p>6. Come e in che misura sostengono i costi di tali misure secondo l'articolo 3a LPAc i produttori di pesticidi, le autorità di omologazione e gli utilizzatori?</p><p>7. Secondo l'obiettivo generale del piano d'azione nazionale per la riduzione dei prodotti fitosanitari, i rischi generati dall'uso di pesticidi dovranno essere dimezzati. In molti corsi d'acqua di piccole dimensioni persisteranno comunque superamenti dei valori limite anche dopo l'entrata in vigore del piano d'azione. Il Consiglio federale come valuta tale contraddizione con la legge vigente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'impiego di prodotti fitosanitari è finalizzato a proteggere le piante coltivate in agricoltura da effetti pregiudizievoli (malattie, parassiti, malerbe) e favorisce la garanzia delle rese e la qualità del raccolto. Come confermato dallo studio dell'Istituto federale per l'approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (EAWAG), l'impiego di prodotti fitosanitari provoca anche il grave inquinamento di corsi d'acqua di piccole dimensioni importanti per via della loro estensione complessiva o della loro funzione ecologica. Il Consiglio federale riconosce che è necessario prendere ulteriori provvedimenti per la protezione delle acque dagli effetti dell'impiego di prodotti fitosanitari. Basandosi sul rapporto in adempimento del postulato 12.3299, "Piano d'azione per la minimizzazione del rischio e l'utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari", il Consiglio federale ha incaricato il DEFR di elaborare un piano d'azione. Si prevede che quest'ultimo sarà approvato dal Consiglio federale in autunno 2017.</p><p>1. L'uso corretto dei prodotti fitosanitari, in parte altamente tossici per determinati organismi (art. 3 e 6 della legge federale sulla protezione delle acque; RS 814.20) è di fondamentale importanza per migliorare la situazione. A tal fine si fa appello alla responsabilità del singolo utilizzatore. Spesso è difficile dimostrare la violazione dei due articoli di legge.</p><p>2. I costi generati dalla violazione della legge non si possono stimare. Le conseguenze dei prodotti fitosanitari e di altri microinquinanti sugli organismi acquatici invece sono state dimostrate. I prodotti fitosanitari costituiscono un fattore determinante per la scarsa diversità delle specie che interessa le acque di molti bacini imbriferi situati in zone caratterizzate da agricoltura intensiva in Svizzera. Ciò è particolarmente rilevante in quanto la fauna e la flora acquatiche comprendono numerose specie figuranti nelle liste rosse delle specie minacciate.</p><p>3. Oltre all'uso corretto è determinante l'omologazione. Le autorità di omologazione devono verificare che i prodotti fitosanitari siano sufficientemente idonei e che, se utilizzati in modo conforme alle prescrizioni, non abbiano effetti collaterali inaccettabili sugli esseri umani, gli animali e l'ambiente (in particolare art. 1, 4 cpv. 5, all. 9CI-2.5.1.3 e 9CI-2.5.2.2, ordinanza sui prodotti fitosanitari; RS 916.161). Tuttavia, attualmente vengono omologati prodotti fitosanitari che potrebbero provocare tali effetti sugli organismi acquatici anche se utilizzati in modo conforme alle prescrizioni, perché vi è il rischio di ruscellamento. Per ovviare a questa situazione il servizio di omologazione sta elaborando prescrizioni per l'utilizzo dei prodotti fitosanitari che permettano di ridurre le immissioni nelle acque riconducibili al ruscellamento, così da poter disporre di tali prescrizioni nel quadro dell'omologazione. Inoltre si sta verificando se includere nel piano d'azione la valutazione delle misure per ridurre il rischio di immissioni tramite drenaggi.</p><p>4. L'inquinamento dei corsi d'acqua svizzeri causato dalle acque di scarico comunali è comparabile in termini quantitativi a quello causato dai prodotti fitosanitari. Tuttavia ad essere colpiti dai microinquinanti derivanti dagli impianti di depurazione sono principalmente i corsi d'acqua di medie e grandi dimensioni. Al contrario, i prodotti fitosanitari inquinano in modo particolarmente grave i corsi d'acqua di piccole dimensioni compresi in bacini imbriferi situati in zone caratterizzate da agricoltura intensiva.</p><p>5./6. Come sostiene il Consiglio federale nel suo rapporto in adempimento del postulato Bertschy 13.4284, occorre rispettare i limiti degli ecosistemi conservandone la capacità di recupero e salvaguardando così a lungo termine le loro prestazioni. Le conclusioni del rapporto dovrebbero essere integrate nello sviluppo ulteriore della politica agraria a partire dal 2022 e nell'ambito della politica ambientale. Dovrebbero inoltre essere conciliate al meglio con gli interessi economici e sociali del settore agricolo come pure con le questioni relative alla sicurezza alimentare e alla politica economica. Come già spiegato nell'introduzione e nella risposta alla domanda 3, il Consiglio federale ha dato l'incarico di elaborare un piano d'azione sui prodotti fitosanitari. Nel quadro della sua elaborazione sono stati consultati numerosi attori. Attualmente all'interno della Confederazione sono al vaglio le seguenti misure per migliorare la protezione delle acque: a. riduzione del numero di applicazioni di prodotti fitosanitari, b. prescrizioni di utilizzo più severe volte a ridurre le immissioni riconducibili al ruscellamento e c. promozione della buona prassi tecnica. Il piano d'azione conterrà anche indicazioni sul finanziamento delle singole misure.</p><p>7. Le esigenze relative alla qualità delle acque secondo l'ordinanza sulla protezione delle acque (RS 814.201) in linea di principio vanno rispettate.</p>  Risposta del Consiglio federale.