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LUGANO - Sedici persone non potranno accedere a piste del ghiaccio e stadi per un periodo compreso tra i due e i tre anni. Sono le decisioni prese dall'Hockey Club Lugano dopo i disordini nel derby contro l'Ambrì dello scorso 29 settembre. I divieti sono stati notificati ai diretti interessati e ora il club bianconero, che non è indagato per quanto successo nè dalla Commissione per l’Ordine e la Sicurezza né da altri organi della National League.
Quelli che una volta venivano chiamate diffide, valide in tutta la Svizzera, si legge in una nota dell'HCL, "si estendono dai due ai tre anni a dipendenza della gravità della cattiva condotta che nel caso concreto riguarda rissa, sommossa, violenze e minacce nei confronti del personale di sicurezza, incitamento alla violenza, uso della forza contro l’integrità fisica, danneggiamento di beni e accesso ad aree dello stadio non aperte al pubblico".
È stato possibile risalire a coloro che hanno partecipato ai disordini grazie " a un accurato lavoro di visione delle immagini della videosorveglianza e di quelle televisive, di identificazione degli autori di comportamenti passibili di sanzioni e della difficile opera di raccolta dei dati personali necessari per la valida notificazione alle persone coinvolte".
I costi dei tafferugli, che avevano causato anche danni materiali, erano stati presi in carico dall'Ambrì Piotta.