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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I risultati dello studio pilota dell'Ufficio federale di statistica forniscono per la prima volta una visione d'insieme dell'entità del lavoro non remunerato, importante dal punto di vista sia economico sia socio-politico. In merito alle singole domande precisiamo quanto segue:</p><p>1. Il lavoro non remunerato costituisce in molti casi un'utilità economica maggiore di una produzione per un mercato anonimo, in particolare per quanto riguarda i contatti familiari e i rapporti sociali in generale. Dal punto di vista economico è opportuno che non tutti i beni siano prodotti sul mercato. E' importante che i nuclei familiari dispongano della libertà di scelta. </p><p>In media, il livello di formazione delle giovani donne in Svizzera è piuttosto elevato, per cui si osserva un aumento del tasso di attività delle donne e in particolare delle madri. Si può quindi presumere che determinati lavori non remunerati vengano sempre più spesso trasferiti al mercato.</p><p>2. Risulta difficile fornire dati quantificati dal momento che non si sa esattamente quali attività potrebbero essere monetizzate. In ogni caso ciò determina un aumento del sostrato fiscale e contributivo, nonché del PIL. Per poter predire gli effetti sulle entrate fiscali e sul budget delle assicurazioni sociali occorre sapere se la monetizzazione di queste attività determinerà o meno anche un aumento delle prestazioni dello Stato e delle assicurazioni sociali. </p><p>3. Una diminuzione generale della percentuale di lavoro non remunerato non può costituire un obiettivo politico: alcune attività appartengono infatti al settore privato. Non ci sono tuttavia dubbi sul fatto che il lavoro nero e il ricorso all'aiuto domestico illegale debbano essere combattuti. Il Consiglio federale ha più volte ribadito la propria disponibilità a contrastare tale fenomeno. Se gli sviluppi politico-sociali lo richiedessero, lo Stato sarebbe inoltre disposto a sostenere istituti pubblici, come ad esempio l'assistenza di persone bisognose di cure e il finanziamento iniziale per l'istituzione di asili nido. </p><p>4. Per l'attuazione della politica del lavoro, i cantoni dispongono di un ampio margine di manovra, sebbene né nella LADI (legge sull'assicurazione contro la disoccupazione), né nella LC (legge sul collocamento) sia espresso esplicitamente il principio di promuovere centri di servizi a favore dei nuclei familiari. </p><p>Il Consiglio federale ha proposto, nel messaggio concernente la legge federale contro il lavoro nero, modelli per semplificare e rendere più rapido il conteggio dei contributi sociali. Nel corso dei dibattiti parlamentari, entrambe le Camere hanno introdotto nella legge misure di sgravio amministrativo leggermente diverse per l'iscrizione dei lavoratori alle assicurazioni sociali. La procedura di appianamento delle divergenze avrà luogo nella sessione primaverile. </p><p>Vari cantoni (VS, GE, NE) hanno recentemente sviluppato sul modello francese un sistema di chèque-emploi (assegni per l'impiego di servizi), per semplificare il conteggio del lavoro domestico e di altri lavori cosiddetti di prossimità.</p>  Risposta del Consiglio federale.