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Il villaggio di San Leonardo, poi denominato a partire dal Settecento, Robasacco, ha origini medievali, epoca nella quale appartenne ai comuni di Medeglia, Bironico, Rivera e Camignolo. Poi all’inizio del XVI secolo Robasacco passò con Medeglia e Isone dalla comunità di Lugano al contado di Bellinzona. Inizialmente dipendeva dalla parrocchia di Bironico, poi si trovò sotto l’amministrazione della viceparrocchia di Medeglia, dalla quale si staccò nel 1809.
Nel frattempo, nel 1805, dopo un lungo contenzioso, il Comune era diventato autonomo, separandosi da quello di Medeglia.
La popolazione toccò il suo apice numerico nella seconda metà dell’Ottocento, con oltre 300 abitanti censiti, poi il processo d’emigrazione continuò per tutto il Novecento. All’inizio del XXI secolo i residenti erano circa un centinaio. Robasacco ha mantenuto la sua identità di Comune autonomo sino al 2005, quando si è unito a quello di Cadenazzo.
Sull’origine del nome vi è chi associa il toponimo al fatto che nella zona vi è stata storicamente una presenza di briganti sino al XIX secolo.
Il nome indicherebbe perciò il posto dove si “ruba il sacco”.
Altre interpretazioni puntano invece alla vocazione agricola delle terre, sia a monte con le selve castanili, sia a valle con la presenza di vigne e frutteti. E quindi il nome significherebbe un luogo dove c’è “roba a sacchi”, dove si riempiono i sacchi del raccolto. Oppure il riferimento potrebbe essere legato al Casato di Sacco, presente in Mesolcina, ma che potrebbe aver avuto un’incidenza anche a Contone in relazione all’Ospizio dell’Ordine di San Giovanni (poi dei Cavalieri di Malta).
La conquista dell’autonomia comunale da Medeglia non fu facile per Robasacco.
Nel 1798, con la nascita della Repubblica Elvetica, fu inoltrato ricorso a Berna, al Piccolo Consiglio della neonata repubblica, per la costituzione di Robasacco in un comune autonomo. Gli uomini di Medeglia si opposero alla richiesta, ma il Governo Centrale, in data 11 ottobre 1801, sanciva la creazione del nuovo comune e ordinava alle parti di nominare due arbitri ciascuno con il compito di elaborare il piano di divisione territoriale del comune.
Per il momento Robasacco aveva vinto solo una battaglia. L’opposizione di Medeglia vide i suoi deputati astenersi dal presentare il piano di divisione richiesto e ricorrere nuovamente al Piccolo Consiglio. Il ricorso fu respinto dal Senato Svizzero il 6 febbraio 1802. Per vedere Robasacco comune autonomo i suoi cittadini dovettero però ancora aspettare. Nel 1803 la Repubblica Elvetica con l’Atto di mediazione scomparve e venne ricostituita la Confederazione con la nascita del Cantone e Repubblica del Ticino.
Robasacco con la nascita del Cantone inoltrò immediatamente un’istanza al Piccolo Consiglio, affinché venisse ultimata l’intrapresa divisione dei due comuni.
Il neo costituito Governo di Bellinzona, dopo aver sentito le parti, nominò un perito, il cittadino Tommaso Colonetti, con il compito di presentare il piano di separazione. Anche questo piano non venne accettato da Medeglia, che si ritenne spogliata di tutti i pascoli esistenti sul versante nord dei Monti di Medeglia.
Il 25 maggio 1805 il Gran Consiglio Ticinese confermò però la decisione del Piccolo Consiglio e condannò Medeglia al pagamento d’una penale. I contenziosi però non finirono, soprattutto a causa dei confini e delle zone di pascolo. Solo il 25 giugno 1810 la vicenda ebbe la sua conclusione: il Tribunale Distrettuale di Bellinzona, dopo un lungo iter procedurale, riuscì a far accettare una transazione sulla definizione dei confini e la creazione di una zona promiscua di pascolo.