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Sono sempre più numerose le voci che concordano nella necessità di rivedere il segreto bancario: dal consigliere federale Hans-Rudolf Merz al nuovo direttore di UBS Oswald Grübel.
Il segreto bancario non si tocca, ma se la Svizzera non vuole finire su una lista nera deve essere pronta a fare alcune concessioni. Così si è espresso sabato il consigliere federale Hans-Rudolf Merz all'assemblea dei delegati del PLR a Berna.
"Non vogliamo sacrificare il segreto bancario - ha aggiunto - perché protegge la sfera privata delle persone. Ma è anche vero che alcuni aspetti sono discutibili".
La Svizzera deve essere dunque pronta a discutere, per esempio, con l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. "Forse – ha riconosciuto Merz - in qualche caso dovremo anche fare delle concessioni se non vogliamo esporre il nostro Paese a possibili sanzioni".
In un'intervista accordata al settimanale "Finanz und Wirtschaft", il nuovo timoniere di UBS Oswald Grübel ha ribadito la necessità di rivedere il segreto bancario, per evitare che le pressioni politiche gravino come macigni sulla Svizzera, accusata di favorire l'evasione fiscale con le proprie leggi sulle banche.
Grübel fa evidentemente riferimento alla bufera che travolge UBS: "E' ora di chiedersi se sia possibile continuare a nascondere gli evasori dietro il segreto bancario". Per settimana prossima è prevista l'audizione di UBS davanti ad una commissione del Senato americano per rispondere ad una serie di domande sulle attività "offshore".