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L'artista e storica dell'arte Verena Immenhauser impiega prevalentemente la fotografia come strumento in grado di portare alla luce le strutture interiori della realtà e indagare sul nostro senso della vista. Invita quindi l'osservatore a guardare in modo creativo.
La serie fotografica Toronto, Spiegelbilder mostra in primo piano facciate di case della metropoli canadese di Toronto, ma si tratta solo a prima vista di un'opera documentaria. L'artista ha certamente catturato una sezione della realtà materiale, ma la prospettiva estremamente ravvicinata dissolve il contesto lasciando spazio a nuove possibilità di associazione. Gli effetti di rispecchiamento disorientano l'osservatore, le file di finestre diventano linee che precipitano, gli angoli degli edifici scivolano su superfici riflesse. In questo modo la realtà materiale incontra quella immateriale. L'immagine crea un mondo parallelo che si genera solo a partire dall'atto di guardare e tentare un'interpretazione – un mondo del tutto originale di forme, linee e strumenti stilistici che si ricompongono in modo nuovo e rimandano a qualcosa che non c'è. La riduzione riesce ad ampliare e arricchire la realtà.
Il fatto che nell'opera di Immenhauser questo strumento, apparentemente documentaristico, sia in grado di evocare senza rielaborazione digitale situazioni che non esistono realmente è anche un segnale del potenziale ingannatore che risiede nella fotografia fin da quando è stata inventata. Dissolvendo i confini tra realtà e illusione, inganno e finzione, l'artista ricorda quanto sia relativo il punto di vista e quindi sempre anche ciò che viene visto.
Verena Immenhauser è nata a Männedorf (Svizzera) nel 1939. Vive a Berna (Svizzera).
Campo di attività: fotografia