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Il ministro delle finanze Ueli Maurer.
Keystone/PETER SCHNEIDER(sda-ats)
Secondo il ministro delle finanze Ueli Maurer la politica d'asilo deve essere maggiormente determinata dai costi. Il consigliere federale democentrista auspica poi che l'aumento di spese in questo ambito comporti un minor numero di ammissioni di richiedenti asilo.
"Finora si è prestata troppa poca attenzione alle conseguenze finanziarie della politica d'asilo per Confederazione, Cantoni e Comuni", afferma Maurer in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano "Basler Zeitung". A suo parere la popolazione a medio termine non accetterà più che le spese per il settore dell'asilo continuino ad aumentare mentre si risparmia in altri ambiti.
Perciò, come in ogni altro settore politico, anche per l'asilo bisogna discutere di costi e benefici, aggiunge il ministro dicendosi convinto che le finanze debbano giocare un ruolo importante.
Nessuno - sostiene Maurer - ha qualcosa contro le persone che sono minacciate di morte, ma "abbiamo qui troppa gente a cui è stato concesso l'asilo che non ha veramente i requisiti per ottenerlo". È evidente - aggiunge - "che molti sono venuti in Svizzera per ragioni economiche", e ciò non è una ragione di asilo.
Di conseguenza il ministro delle finanze capisce che alcuni Cantoni e Comuni vogliano una maggiore partecipazione della Confederazione alle spese per questo settore. "Adesso si stanno trasferendo qua e là i costi per l'asilo. In tal modo non sono minori ma più visibili, e diventano tema di discussione politica", nota Maurer.
Secondo il consigliere federale questo gioco a scarica barile ha anche lati positivi: "la pressione finanziaria potrebbe correggere il modo di concedere l'asilo". L'aumento di costi potrebbe rivelarsi una "chance", affinché la politica d'asilo svizzera tenga maggiormente in conto le spese del settore.
La settimana scorsa l'esecutivo federale ha annunciato che a causa del gran numero di migranti nel 2017 i costi dell'asilo saliranno di 850 milioni di franchi, di cui 400 milioni da considerare spese straordinarie, per rispettare il freno all'indebitamento. All'idea si oppone fortemente l'Unione Democratica di Centro (UDC), il partito di Ueli Maurer.
Secondo quest'ultimo il parlamento accetterà "a denti stretti" la proposta ma chiederà al Consiglio federale di rivedere la sua politica d'asilo. Una "variante" potrebbe essere quella di trovare le risorse necessarie con risparmi nell'aiuto allo sviluppo. I due ambiti hanno parecchio in comune, aggiunge. "Dobbiamo esaminare meglio l'aiuto allo sviluppo. Distribuiamo ancora troppo spesso con l'annaffiatoio".
L'impressione che il Consiglio federale non faccia nulla è errata: "La politica d'asilo è approvata dal parlamento e dal popolo", ha inoltre osservato.
Attualmente è responsabile dell'asilo la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga, socialista, che da anni è aspramente criticata dall'UDC di Maurer. Nella votazione di un mese fa la popolazione ha però decisamente sostenuto, quasi al 67%, la sua proposta di riforme per accelerare le procedure di asilo.
sda-ats