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La rielezione di Barack Obama mette un punto al dibattito sulla riforma sanitaria: l'Obamacare, sulla quale si è espressa anche la Corte Suprema, resta in vigore e sarà attuata nella sua interezza. L'attenzione ora è sulla stessa Corte Suprema che l'ha esaminata e ne ha stabilito la costituzionalità. nessuno dei giudici, il cui mandato è a vita, ha espresso la volontà di lasciare a breve.
Ma con quattro componenti della più alta corte americana con più di 70 anni, anche una solo 'defezionè potrebbe cambiare gli equilibri all'interno dell'organismo mettendo fine - se accadrà nei prossimi quattro anni di Obama - alla sua maggioranza conservatrice (i giudici oggi sono 9, 5 di tendenza conservatrice e gli altri 'liberal') e aprendo a influenze più liberali.
Obama avrà la possibilità, con eventuali sue nomine, di imprimere il proprio marchio in modo duraturo sulla Corte Suprema: se per l'approvazione di ogni misura Obama ha bisogno della Camera a maggioranza repubblicana, per le nomine di giudici ha bisogno solo del Senato a maggioranza democratica.
Uno dei nomi - riporta il Wall Street Journal - che circolano negli ambienti più liberal è quello di Paul Watford. Obama potrebbe considerarlo nel caso fosse necessario sostituire uno dei giudici, e gli occhi sono puntanti sulla 79enne Ruth Bader Ginsburg. Molti osservatori ritengono comunque che se Ginsburg dovesse lasciare, Obama potrebbe valutare un successore donna: la rosa dei nomi include Mary Murguia della corte del distretto federale dell'Arizona, figlia di immigranti messicani, e Kamala Harris, procuratore generale della California, di padre jamaicano-americano e madre indiana-americana.
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