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La somministrazione intransale potrebbe essere quella giusta per i nuovi vaccini anti-Ebola che si stanno affannosamente studiando in tutto il mondo, nel tentativo di porre un argine all’epidemia che ha già causato oltre 5.000 vittime.
Lo suggerisce un piccolo studio preclinico, condotto su tre scimmie dai ricercatori dell’Università del Texas (USA) di Austin, e presentato nei giorni scorsi al meeting dell’American Association of Pharmaceutical Scientists svoltosi a San Diego, in California.
Gli animali sono stati vaccinati con la formulazione nasale di uno dei vaccini più promettenti e, 150 giorni dopo, infettati con il virus Ebola Zaire. I primati sono tutti sopravvissuti, mentre nel gruppo di controllo, composto da tre scimmie infettate con la normale formulazione intramuscolare, una è morta (sopravvivenza del 67%).
I risultati ottenuti con il vaccino intranasale potrebbero rappresentare un primo passo verso un farmaco efficace, sicuro e anche facile da somministrare. Lo stesso gruppo di ricercatori, peraltro, sta studiando anche un’altra formulazione non tradizionale del vaccino: quella sublinguale, con il vaccino disperso in una pellicola assorbibile.
Data ultimo aggiornamento 11 novembre 2014