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In Algeria il ministro dell'economia Joseph Deiss ha preparato il terreno alle aziende elvetiche. Suscita particolare interesse il settore ferroviario.
Nei prossimi anni, Algeri vuole investire 66 miliardi di franchi nelle infrastrutture e una buona parte di questa somma sarà impiegata per modernizzare il sistema ferroviario.
Venerdì e sabato il ministro dell'economia svizzero Joseph Deiss era in Algeria accompagnato da una delegazione economica per rafforzare i rapporti tra i due paesi.
Assieme a Deiss vi erano, tra gli altri, Ueli Forster, presidente di economiesuisse, l'organizzazione mantello dell'economia elvetica, e il direttore delle Ferrovie federali svizzere Benedikt Weibel.
Interesse per le ferrovie
Sabato, il consigliere federale ha in particolare partecipato alla «Giornata ferroviaria algero-svizzera», un convegno organizzato da Swissrail, l'associazione mantello delle industrie ferroviarie elvetiche.
L'Algeria ha attraversato anni difficili, in particolare a causa del terrorismo e dell'indebitamento, ma ora si sta rimettendo in piedi e l'industria svizzera spera di poter partecipare alla ricostruzione delle infrastrutture.
Algeri ha previsto di investire nei prossimi anni circa 66 miliardi di franchi per rinnovare le infrastrutture. Una buona parte di questa somma sarà investita proprio nella modernizzazione del sistema ferroviario.
Per partecipare alla rinascita del paese, «la Svizzera può in particolare contribuire con la sua esperienza in materia di trasporti ferroviari», ha sottolineato Joseph Deiss.
Contatti in tal senso sono già in corso. L'industriale turgoviese Peter Spuhler, ad esempio, ha dichiarato alla «NZZ am Sonntag» che la sua azienda ha inviato un'offerta per la vendita di 64 convogli ferroviari alla città di Algeri per un importo di circa 500 milioni di franchi.
Incontri ministeriali
Il consigliere federale ha inoltre incontrato il ministro algerino delle partecipazioni e della promozione degli investimenti Abdelhamid Temmar.
«Vogliamo recuperare la nostra piazza economica», ha affermato quest'ultimo, sottolineando la necessità di riformare il sistema algerino, rimasto «molto sovietico» fino all'arrivo al potere del presidente Abdelaziz Bouteflika nel 1999.
Temmar ha illustrato le vaste riforme di cui è responsabile il suo ministero, ponendo un accento particolare sulla privatizzazione. Attualmente sono ancora 1'300 le società algerine in mano allo Stato.
Deiss ha pure avuto dei colloqui col suo omologo El-Hachemi Djaaboub. Al ministro del commercio algerino, il consigliere federale ha fatto presente che le condizioni quadro del paese, in particolare sul fronte della sicurezza, dovranno essere ulteriormente migliorate per attirare gli investimenti svizzeri.
Tuttavia le prospettive sono buone. L'Associazione europea di libero scambio, che riunisce Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, ha avviato dei negoziati con l'Algeria per la conclusione di un accordo di libero scambio, accordo che dovrebbe essere sottoscritto nel 2006.
swissinfo e agenzie
In breve
Nel 2004, la Svizzera ha esportato verso l'Algeria merci per un valore pari a 190 milioni di franchi, il 37% in più rispetto all'anno precedente.
Le industrie elvetiche esportano principalmente macchine, prodotti chimici e farmaceutici.
Le importazioni dall'Algeria sono ammontate lo scorso anno a 168 milioni di franchi, il 31% in più rispetto al 2003.
L'aumento è da ricondurre soprattutto alla crescita del prezzo del petrolio. La Svizzera importa infatti quasi esclusivamente del greggio, del gas naturale e dei prodotti petroliferi.