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DAVOS - A pochi giorni dall'arrivo di Donald Trump a Davos per il Forum economico mondiale, l'ambasciatore svizzero a Washington, Martin Dahinden, ha ribadito dalle colonne del "Blick" la solidità delle relazioni tra la Svizzera e gli Stati Uniti, solidità che si rispecchia nelle intense relazioni economiche tra i due Paesi.
A tale riguardo, Dahinden ha sottolineato che la Svizzera è il sesto maggior investitore negli Usa, ancor più importante di un colosso come la Germania.
A detta del rappresentante del governo elvetico oltre Atlantico, il presidente Trump è cosciente dell'importanza del ruolo svizzero svolto nell'economia del suo Paese e che la Svizzera, oltre a possedere un'importante piazza finanziaria, è anche leader in altri settori, come quello tecnologico e farmaceutico.
Circa un approfondimento delle relazioni economiche tra i due Stati, in particolare la possibilità che venga concluso un accordo di libero scambio (un primo tentativo è andato a vuoto in passato, ndr), Dahinden ha risposto al quotidiano che Trump non è contrario in principio a simili intese, dal momento che risulta più chiaro per gli Americani quali punti sono vantaggiosi e quali no. Tale chiarezza non è evidente invece per gli accordi multilaterali, nei confronti dei quali Trump ha più volte espresso scetticismo.
Chiamato ad esprimersi sulle differenze tra l'amministrazione Trump e quella del suo predecessore Barack Obama, Dahinden ha posto l'accento sul diverso modo di comunicare.
Se prima ci si poteva fidare di quanto veniva comunicato dall'amministrazione Obama, ora questa certezza non c'è più visto il frequente ricorso a twitter da parte di Trump. Secondo Dahinden, questi tweet non permettono di farsi un'idea precisa su quanto sta effettivamente succedendo, ciò che ci obbliga a sforzi maggiori per raccogliere dati al fine di informare correttamente la centrale di Berna.