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L'Assemblea generale della federazione mondiale del Taekwondo ha approvato l'affiliazione di 'Athletica Vaticana-Vatican Taekwondo' come 211esimo membro effettivo della federazione stessa.
Così lo Stato pontificio entra a far parte anche della 'famiglia' internazionale del Taekwondo dopo aver fatto lo stesso con l'atletica e il ciclismo, e vede ancor più da vicino la prospettiva di poter presentare una sua rappresentativa all'Olimpiade di Parigi 2024.
Le relazioni fra il Vaticano e il mondo del Taekwondo sono strette da anni, con impegno comune a favore della pace, e nel 2016 c'era stata un'esibizione dimostrativa nel 2016 nell'ambito della ‹Conferenza Globale su Fede e Sport›.
L'anno dopo il presidente di ‹World Taekwondo›, Chungwon Choue, e quello della federazione italiana, Angelo Cito, erano stati ricevuti in Vaticano da Papa Francesco, al quale avevano conferito il titolo onorario di cintura nera decimo dan. «Siamo felici che il Vaticano sia entrato a far parte della nostra famiglia», le parole di Choue dopo la decisione dell'Assemblea di oggi.
«Il Taekwondo promuove da sempre l'inclusione, e ‹parla› un linguaggio universale, a prescindere da ogni distinzione di razza e fede. Ci battiamo da sempre, e con forza, per promuovere valori come rispetto, amicizia e pace, e non ci importa da dove uno proviene».
Intanto l'Istituto San Pio X, in collaborazione con la federazione italiana, ha istituito corsi di taekwondo per i seminaristi fin dagli ultimi mesi dell'anno scorso, a cui prendono parte 20 praticanti che si allenano tre volte alla settimana, magari sognando Parigi.