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BERNA - Le persone che mangiano e bevono per lunghi periodi durante i viaggi in treno, e sono dunque privi di mascherina protettiva, suscitano malumore tra gli altri passeggeri. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è in contatto con le FFS, ma anche con AutoPostale, per trovare soluzioni.
L'UFSP intende discutere con le due società, le principali aziende di trasporto pubblico del paese, su come affrontare questi casi, ha indicato oggi a Keystone-ATS il portavoce dell'UFSP Yann Hulmann, confermando un'informazione della radio svizzero tedesca SRF. Una soluzione in discussione è di appendere locandine informative. Un divieto totale di mangiare e bere nei trasporti pubblici non è previsto.
L'UFSP vorrebbe anche occuparsi del ruolo del personale di bordo. I casi di abuso dovrebbero essere trattati come un mancato rispetto dell'obbligo d'indossare una maschera, ha affermato Hulmann. Le persone andrebbero quindi prima informate e, se necessario, multate.
Queste situazioni rimangono eccezionali e non sono rappresentative del comportamento generale dei passeggeri, ha sottolineato il portavoce. Sono stati segnalati pochi casi, confermano dal canto loro le FFS, pure contattate da Keystone-ATS. Nel complesso, l'obbligo d'indossare la maschera è ben rispettato, sostengono.
Secondo l'ordinanza federale in vigore per limitare la diffusione del coronavirus, è permesso togliere la maschera per mangiare e bere, ma solo per il tempo del pasto.