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Bacchettate del settimanale liberal britannico "The Economist" ai francesi, protagonisti di una campagna presidenziale incredibilmente "frivola" che ignora alla grande i gravi problemi economici del paese, a differenza di altri Paesi europei, Italia compresa.
L'analisi del settimanale non arriva come un fulmine a ciel sereno in Francia, dove da diverso tempo la stampa si chiede "dove sia finita la crisi" nel dibattito presidenziale. Non se ne parlava quasi già più, tra Nicolas Sarkozy che ripete di aver "portato fuori" i francesi dalle secche e François Hollande che contesta anche il patto di stabilità. I fatti di Tolosa, spostando i riflettori sulla sicurezza, hanno fatto il resto.
La copertina della rivista ritrae velenosamente Sarkozy e Hollande nei panni dei due protagonisti maschili del celebre quadro "Dejeuner sur l'herbe" di Manet, sotto il titolo, "La Francia nella negazione" (della realtà), "l'elezione più frivola dell'Occidente". "Il paese - scrive 'The Economist' - è di fronte a un imminente shock economico, e i candidati lo ignorano alla grande".
Debito pubblico e competitività sono le due sfide che Parigi ha di fronte, ma nessuno sembra curarsene: "nessuno dei candidati - scrive ancora la rivista nel suo editoriale - ha un programma serio per ridurre gli allucinanti livelli di imposizione fiscale. Non propongono nulla affinché il paese riduca i suoi debiti e riconquisti competitività". Secondo la rivista, "una Francia letargica e immobile potrebbe davvero ritrovarsi al centro della prossima crisi della zona euro".
Secondo "The Economist", il paese si isola nella sua "negazione" della realtà mentre il resto dell'Europa fa riforme a tamburo battente, vedi Italia e Spagna.
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