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TOKYO - Le olimpiadi avevano lasciato ai giapponesi l'amaro in bocca e una profonda ferita nella sanità. Ma a due mesi dalla fine dell'evento sportivo, qualcosa è cambiato. E se prima i casi positivi al Covid esplodevano, ora i numeri sono timidi e Tokyo può tornare a respirare.
Il 13 di agosto la capitale giapponese aveva riportato 5'773 nuovi casi positivi e più di 25'000 in tutta la nazione. I giochi erano appena finiti, gli atleti erano tornati a casa, ma la variante Delta era rimasta e imperversava. Il 60% dei cittadini si era opposto alle Olimpiadi, ma ciò che aveva ricevuto dall'ex primo ministro Yoshihide Suga era stato un semplice messaggio: l'evento si sarebbe svolto, ma senza pubblico.
Intanto gli ospedali strabordavano e molte persone, anche se testate positive e in gravi condizioni, non potevano che essere rimandate a casa, dove sarebbero guarite o morte. Da agosto alla metà di settembre i decessi giornalieri nazionali erano passati dai 10 ai 90. Tokyo e alcune aree intorno si trovavano in stato di emergenza già da sei mesi e la situazione che si era venuta a creare nel contesto dei giochi olimpici aveva costretto l'ex ministro a estenderlo in altre zone e prolungarlo in quelle in cui era già presente.
Due mesi dopo e con un nuovo primo ministro, la situazione è completamente cambiata. A Tokyo, nei dati aggiornati al 12 ottobre, figurano 77 nuovi casi e 10 decessi e a livello nazionale le infezioni sono 613 con 27 morti. E sembra che la curva continuerà a scendere. E questo è da ricondurre al successo della campagna vaccinale, con il 65% della popolazione giapponese completamente vaccinata e il 74% con una dose all'11 ottobre.
Come riporta il Guardian, due settimane fa le misure di contenimento sono state revocate e i casi continuano a diminuire, attestandosi ai minimi in più di anno.