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Carla Del Ponte, ex procuratrice del Tribunale penale internazionale per le ex Iugoslavia, in un'intervista alla "Neue Zürcher Zeitung" (NZZ) di oggi si dice pronta a condurre un'eventuale inchiesta sul sospetto traffico di organi avvenuto durante la guerra in Kosovo. Il suo lavoro potrebbe iniziare rapidamente. Su questo scottante tema il "senatore" ticinese Dick Marty ha redatto un rapporto per conto del Consiglio d'Europa, senza però poter apportare prove.
La Del Ponte, prossima a lasciare la sua carica di ambasciatrice in Argentina, aveva rivelato l'esistenza del traffico già nel suo libro apparso nel 2008, dal titolo "La caccia. Io e i criminali di guerra". "Ho menzionato quei fatti affinché qualcuno portasse avanti quelle indagini che noi non potevamo fare", ha detto nell'intervista. Ha rivelato inoltre che all'epoca non ebbe alcun aiuto per avviare il lavoro di indagine, in quanto gli interessi politici erano diversi: durante il conflitto la NATO aveva collaborato con l'UCK, l'ex guerriglia kosovara, e l'accesso ai documenti venne rifiutato.
Ora è il momento di creare "una istituzione internazionale indipendente, che sia responsabili per le indagini e per la protezione dei testimoni", ha affermato al quotidiano zurighese. Si propone per la conduzione dell'inchiesta, disponendo di una buona conoscenza del dossier e dei necessari contatti.
SDA-ATS