Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/201208

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di attualizzare ed adattare le condizioni dell'articolo 74 del Codice di procedura penale (CPP) che limitano l'informazione al pubblico sulle procedure pendenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le deroghe all'obbligo del segreto ai sensi dell'articolo 73 del Codice di procedura penale (CPP; RS 312.0) sono rette dall'articolo 74 CPP. Queste eccezioni sono ammesse nell'interesse del procedimento (in particolare nella ricerca di persone sospettate) o del pubblico. Il diritto vigente non esclude in generale la menzione delle persone coinvolte. La pubblicazione di informazioni relative a un procedimento pendente è tuttavia in attrito con gli interessi delle persone coinvolte: oltre ai diritti della personalità, occorre considerare la presunzione d'innocenza per l'imputato e il diritto alla miglior protezione possibile per la vittima di un reato. Questi interessi impongono di osservare rigorosamente il principio della proporzionalità nella pubblicazione di informazioni riguardanti persone in qualche modo coinvolte in un reato. La legge formula requisiti differenziati per le informazioni relative a persone coinvolte in reati a seconda del tipo di coinvolgimento. Gli interessi prioritari sono l'accertamento dei reati o la ricerca di sospettati.</p><p>A parere del Consiglio federale, il diritto vigente pondera giustamente i diversi e a volte divergenti interessi in gioco. La normativa si è dimostrata efficace e lascia alle autorità il necessario margine di manovra, per cui non occorre adeguarla. Inoltre, proprio i media sociali imporrebbero di aumentare la protezione dei diritti della personalità piuttosto che di indebolirla. In ogni caso, il fatto che l'identità delle vittime o degli imputati sia talvolta pubblicata senza scrupoli nelle reti sociali o nei media tradizionali non costituisce un motivo per allentare le severe condizioni vigenti per le autorità. Sul piano della fiducia nella veridicità dell'informazione e quindi anche dell'ingerenza nei diritti della personalità dell'interessato è ben diverso se l'identità è resa pubblica dai media o dalle autorità. In seguito a un allentamento delle condizioni per la pubblicazione dell'identità le autorità potrebbero inoltre trovarsi più spesso confrontate con l'accusa di violazione dei diritti della personalità.</p><p>Infine, né gli autori della dottrina né la giurisprudenza deplorano un'eccessiva severità della normativa attuale chiedendone un allentamento. Una richiesta di questo tipo non è stata nemmeno avanzata nel quadro dell'attuale revisione del CPP: né in seno al gruppo di lavoro istituito per individuare un'eventuale necessità di revisione né in sede di consultazione è stato chiesto di modificare l'articolo 74 CPP ai sensi della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.