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Lingue nell'amministrazione, progressi, ma ancora troppo tedesco
Oltre 60% dei dipendenti federali lavora in un ufficio o in un'unità amministrativa con una rappresentanza inadeguata delle minoranze linguistiche.
La situazione sta lentamente migliorando, ma gli obiettivi fissati dalla Confederazione non sono ancora stati raggiunti. È quanto emerge da uno studio pubblicato oggi dal Centro per la democrazia (ZDA), con sede ad Aarau.
Dall'inizio del nuovo millennio, la sovrarappresentanza dei tedescofoni è leggermente diminuita e, se si considera l'amministrazione federale nel suo insieme, le lingue minoritarie sono rappresentate correttamente, rilevano gli autori.
Facendo astrazione dalla distribuzione del personale all'interno delle singole unità amministrative, la quota delle comunità linguistiche si avvicina agli obiettivi fissati dall'ordinanza sulle lingue, che preconizzano una percentuale tra il 68,5% e il 70,5% per il tedesco, tra il 21,5% e il 23,5% per il francese, tra il 6,5% e l'8,5% per l'italiano e tra lo 0,5% e l'1,0% per il romancio.
Diversa la situazione per quanto riguarda i quadri superiori, dove i tedescofoni continuano ad essere sovrarappresentati, mentre gli italofoni lo sono troppo poco.
Gli obiettivi sembrano un miraggio se si prende in considerazione la situazione all'interno dei singoli uffici: in ben 45 delle 67 unità amministrative la percentuale di dipendenti di lingua tedesca è più alta di quanto dovrebbe essere. Chi parla romancio è sottorappresentato in 55 unità, i francofoni in 46, gli italofoni in 41 e i tedescofoni in 16.
Le differenze tra gli uffici federali sono pertanto notevoli. Balza all'occhio l'elevato numero di tedescofoni nel Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e in quello dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). I francofoni sono invece sovrarappresentati in quello degli affari esteri (DFAE) e gli italofoni in quello delle finanze (DFF). La situazione nel Dipartimento federale dell'economia, dell'istruzione e della ricerca (DFE) sembra invece essere sostanzialmente conforme alle aspettative.
Dall'uso delle lingue ufficiali all'interno dell'amministrazione federale emerge un quadro più allarmante, dove l'italiano è pressoché inesistente, mentre il tedesco la fa da padrone. Il francese viene usato abbastanza e negli ultimi anni ancora di più. Spicca inoltre l'importanza assunta dall'inglese negli ultimi anni, soprattutto nel settore economico e nella cooperazione internazionale, anche se non è una lingua ufficiale.
Lo studio dimostra infine che le misure per promuovere il multilinguismo tra il personale federale sono ampiamente accettate. Colpisce, tuttavia, che i tedescofoni le considerino efficaci, mentre la metà dei francofoni e quasi tre quarti degli italofoni ampiamente inefficaci.Tornare alla home page
mh, ats