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CANBERRA - È di poco superiore alla metà la proporzione di studenti nelle università australiane che hanno subito molestie o abusi sessuali nel 2016. I dati allarmanti sono contenuti da una ricerca condotta su circa 31 mila studenti in 39 università dalla Commissione Diritti Umani.
Le molestie sessuali sono state registrate nel percorso da casa all'ateneo, nei campus, in particolare nei collegi residenziali, e durante eventi. Sono considerate molestie gli sguardi troppo intensi, le battute allusive, domande insistenti sul privato, richieste di appuntamenti, pressioni per compiere atti sessuali, atti di esibizionismo e regali. La ricerca sottolinea che le donne sono vittime di molestie sessuali in misura sproporzionatamente superiore agli uomini.
In base al documento non è stato denunciato il 94% delle molestie subite, e l'84% degli gli abusi sessuali, che includono stupro e ogni altra forma di coercizione a compiere atti sessuali contro la propria volontà. Il rapporto contiene 18 raccomandazioni, fra cui lo sviluppo di politiche di risposta che definiscano chiaramente le condotte che costituiscono aggressione e molestie sessuali, meccanismi di sostegno per ottenere un coinvolgimento sostanziale degli studenti, la creazione di servizi integrati di supporto nei campus in cui ci siano medici, consultori e servizi di supporto alle vittime di violenze sessuali.
Kate Jenkins, commissario antidiscriminazione sessuale, ha definito i dati «inquietanti e allarmanti», aggiungendo che «le università devono fare di più per prevenire abusi e per costruire una cultura di rispetto». La presidente del gruppo di rappresentanza 'Universities Australia' che ha commissionato il rapporto, Margaret Gardner, ha presentato scuse formali alle vittime. «Siamo veramente dispiaciuti per ciò che vi è accaduto; gli abusi sessuali sono un reato e devono essere puniti», ha detto.