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La procura ticinese, per mezzo di un comunicato, informa del decreto di non luogo a procedere in merito alla vicenda dei rimborsi forfettari (6'000 franchi) percepiti dall'ex cancelliere Giampiero Gianella. Quindi non verrà aperta nessuna inchiesta inchiesta penale.
Lo ricordiamo, i fatti riguardano il rimborso forfettario di seimila franchi che l'ex cancelliere ha percepito, ovvero 1'000 franchi in più rispetto ai 5'000 stabiliti all'epoca dal governo. Lo scorso 4 dicembre, la Commissione parlamentare gestione e finanze , in una lettera al Consiglio di Stato, aveva segnalato l'incongruenza.
Nella nota inviata dal Ministero pubblico si legge che, dopo attento esame dei dati acquisiti, si è stabilito “che non sono adempiuti i presupposti dei reati ipotizzabili (art. 146 CP, truffa, e art. 312 CP, abuso di autorità) rinunciando di conseguenza all'apertura di un'istruzione penale. Nel corso dell'analisi della documentazione, è in particolare emersa una nota promemoria allegata alla citata nota a protocollo (che trova riscontro anche in una successiva risposta dell'Esecutivo a un'interrogazione parlamentare) in cui durante la seduta governativa del 26 maggio 1999 si è risolto di adeguare il forfait a favore dell'ex cancelliere a 6'000 franchi annui. Alla luce di ciò, e in assenza di un indebito profitto, il procuratore generale Andrea Pagani ha di conseguenza firmato un decreto di non luogo a procedere”.