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In futuro i matrimoni dovrebbero essere possibili soltanto tra persone che risiedono in Svizzera legalmente. È quanto auspica il Consiglio degli Stati che, seguendo l'esempio del Consiglio nazionale, ha approvato lunedì una proposta di revisione del Codice civile svizzero (CCS).
La modifica, adottata con 27 voti contro 12, fa seguito ad un'iniziativa parlamentare del presidente dell'Unione democratica di centro (UDC) e consigliere nazionale Toni Brunner, volta ad impedire ai clandestini di convolare a nozze con lo scopo di rimanere in Svizzera. Nelle intenzioni delle Camere, in futuro potrà sposarsi soltanto chi dispone di un diritto di residenza in Svizzera. Modificando il CCS e la legge sul partenariato registrato, si vogliono impedire le unioni di comodo.
Attualmente, i richiedenti l'asilo respinti o i clandestini possono sfuggire al rimpatrio se inoltrano una richiesta di matrimonio o partenariato all'Ufficio di stato civile. In questi casi, ha dichiarato il senatore dell'UDC Maximilian Reimann, non si tratta di coronare un sogno d'amore, ma unicamente di ottenere il passaporto rossocrociato.
In base alle modifiche apportate al CCS, d'ora in poi, prima di avviare le pratiche matrimoniali, i fidanzati stranieri dovranno fornire la prova che risiedono legalmente in Svizzera. Essi dovrebbero esibire un'autorizzazione di soggiorno o un visto. Inoltre, gli ufficiali dello stato civile saranno tenuti a denunciare alla polizia degli stranieri ogni candidato al matrimonio che soggiorna illegalmente in Svizzera.
A battersi contro la revisione legislativa sono stati alcuni "senatori" socialisti e il radicale ticinese Dick Marty. Quest'ultimo ha criticato un dispositivo che elimina a priori tutta una categoria di persone dalla possibilità di contrarre matrimonio, un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione. Il dossier va ora in votazione finale.
La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha difeso la revisione legislativa sostenendo che la Svizzera non è il solo Paese a rafforzare le disposizioni contro i matrimoni fittizi. Iniziative analoghe a quella elvetica, ha detto la ministra di giustizia e polizia, sono state registrate in Danimarca, Norvegia, Olanda e Gran Bretagna. Il dossier va ora in votazione finale.
swissinfo.ch e agenzie
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