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ZURIGO - Credit Suisse ha annunciato nella notte di voler prendere in prestito fino a 50 miliardi di franchi dalla Banca nazionale svizzera (BNS) “per rafforzare preventivamente la sua liquidità”. In una nota, la banca precisa inoltre che effettuerà una serie di operazioni di riacquisto del debito per circa 3 miliardi di franchi.
Il gruppo, che nella giornata di mercoledì si è trovato al centro di una tempesta borsistica, parla di un azione decisa che sosterrà il core business e la clientela e precisa che, utilizzando 39 miliardi di franchi del prestito, sarà in grado di rafforzare con effetto immediato la liquidità a breve termine.
Per quanto riguarda le operazioni di riacquisto del debito, Credit Suisse spiega di aver presentato un'offerta in contanti per dieci titoli di debito denominati in dollari per un importo totale fino a 2,5 miliardi di dollari, nonché per quattro obbligazioni denominate in euro per un importo massimo di 500 milioni di euro.
“Io e la mia squadra siamo determinati ad andare avanti rapidamente per una banca più semplice, concentrata e costruita sulle necessità dei clienti”, afferma nel comunicato il Ceo Ulrich Koerner. Nell'annunciare queste misure, Credit Suisse si dice inoltre “posizionata in modo conservatore contro i rischi dei tassi di interesse”.
Mercoledì sera la BNS e la Finma, l'autorità elvetica di vigilanza sui mercati finanziari, hanno assicurato il loro sostegno al gruppo. Credit Suisse soddisfa le esigenze in materia di capitale e liquidità poste alle banche di rilevanza sistemica, hanno precisato in una nota congiunta, aggiungendo che la BNS metterà a disposizione dell'istituto finanziario liquidità.
L'atteso rimbalzo del titolo CS è arrivato: nei primi scambi di apertura il titolo della banca sale del 31%, con un corso di 2,22 franchi. Ieri l'azione aveva chiuso in ribasso del 24% a 1,70 franchi, dopo aver toccato un nuovo minimo a 1,56.