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A una decina di giorni dalla scadenza per la raccolta firme manca la metà delle sottoscrizioni necessarie.
«Il sostegno pubblico al testo è stato inferiore al previsto», ha ammesso il co-iniziativista Luca Volar.
BERNA - La cosiddetta iniziativa per l'elicottero monetario, che puntava a introdurre un versamento di 7500 franchi a ogni persona con la cittadinanza svizzera, è destinata a fallire. A circa una settimana e mezzo dalla scadenza per la raccolta firme è infatti stata racimolata solo la metà delle sottoscrizioni necessarie.
Il sostegno pubblico al testo è stato inferiore al previsto, ha ammesso oggi all'agenzia Keystone-ATS il co-iniziativista Luca Volar. Inoltre, la crisi del coronavirus ha reso più complicate le operazioni di raccolta delle firme, ha aggiunto, indicando anche la mancanza di attenzione da parte dei media come una delle ragioni dietro al flop.
L'iniziativa voleva che la Banca nazionale svizzera (BNS) versasse un importo unico di 7500 franchi a ogni cittadino svizzero. Le persone avrebbero incassato questa somma - esente dall'imposta sul reddito - al più tardi un anno dopo l'accettazione in votazione. La BNS avrebbe dovuto da parte sua stampare nuova moneta a questo scopo.
Lanciare un'iniziativa «così unica al mondo» è stato molto ambizioso, ha affermato Volar, specificando che in totale avrebbe comportato una cifra vicina ai 50 miliardi di franchi. Tuttavia, in molti non hanno capito cosa avrebbe significato per la Svizzera in termini di politica monetaria.
Secondo i promotori, l'obiettivo non era di sperperare denaro, bensì di sostenere l'economia svizzera e promuovere le esportazioni attraverso un tasso di cambio più basso. Malgrado l'insuccesso, Volar è convinto che lanciando l'iniziativa sia stato fornito un interessante input al mondo esterno, che potrebbe magari essere ripreso in un modo o nell'altro dai vertici della BNS.
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