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- Anche i dati ricavati dal pacemaker possono essere usati nelle indagini di polizia. Lo dimostra il caso di Ross Compton, accusato di incendio doloso in Ohio anche sulla base delle registrazioni del dispositivo. L'uomo, riferisce la Cbs, è stato assolto, ma il caso ha suscitato le proteste delle organizzazioni per i diritti civili.
L'uomo, che ha 59 anni, ha raccontato alle autorità che durante l'incendio della sua casa lo scorso 19 settembre ha raccolto alcuni effetti personali in una valigia e in una borsa, prima di scappare da una finestra che ha rotto con il suo bastone. La polizia, che sospetta una tentata truffa all'assicurazione, ha richiesto il tracciato del pacemaker, e un cardiologo durante il processo ha affermato che era 'altamente improbabile', sulla base dei dati, che l'uomo avesse potuto compiere tutti questi gesti.
Nonostante il 'lieto fine', afferma la Electronic Frontier Foundation, una organizzazione per i diritti civili, il caso costituisce un precedente pericoloso. «Non bisognerebbe dover scegliere tra la salute e la privacy - afferma Stephanie Lacambra, avvocato dell'associazione -. Come società diamo valore al nostro diritto di mantenere la riservatezza sulle informazioni mediche e personali, e costringere i cittadini a svelare dati protetti all'autorità giudiziaria erode questo diritto».