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<h2>SubmittedText<h2><p>In occasione della conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) del 2010 è stato adottato un piano d'azione in 64 punti. Tuttavia, secondo l'ONG "Reaching Critical Will", soltanto cinque delle 22 azioni concordate per il disarmo sono state realizzate in modo soddisfacente. In particolare, gli Stati che possiedono armi nucleari non solo si sono rifiutati di compiere passi significativi verso il disarmo, ma hanno addirittura previsto numerosi programmi di ammodernamento. In vista della conferenza di riesame del 2015 invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta l'attuale volontà dei cinque Stati riconosciuti come possessori di armi nucleari di impegnarsi per un "disarmo generale e completo sotto stretto ed efficace controllo internazionale" conformemente all'articolo VI TNP?</p><p>2. Il quinto punto del piano d'azione contempla un'ampia serie di fasi di disarmo estremamente concrete che i 172 Stati partecipanti alla conferenza di riesame si attendono dai cinque Stati possessori di armi nucleari. Quali di queste fasi sono già state effettivamente attuate da Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Russia e Cina? Quali sono le possibilità esistenti per far sì che, in occasione della conferenza di riesame, venga prestata la necessaria attenzione alla volontà degli Stati partecipanti?</p><p>3. L'attuazione deludente del piano d'azione mette sostanzialmente in discussione l'approccio graduale perseguito da decenni in materia di disarmo?</p><p>4. Il Consiglio federale che cosa pensa di fare per giungere a un disarmo nucleare?</p><p>5. L'articolo VI TNP comprende anche l'obbligo da parte degli Stati privi di armi nucleari di adottare provvedimenti efficaci contro il finanziamento diretto e indiretto delle armi nucleari o dei relativi sistemi vettori?</p><p>6. Quali passi compirà il Consiglio federale in occasione dell'imminente conferenza di riesame del TNP nel 2015 affinché anche altri Stati adempiano gli obblighi derivanti dall'articolo VI TNP ed emanino come la Svizzera un divieto di finanziamento delle armi nucleari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera cerca da lungo tempo di stigmatizzare l'uso di armi nucleari così come di armi biologiche e chimiche per arrivare un giorno anche a proibire, in modo verificabile, il possesso di armi nucleari. La Svizzera incoraggia e promuove iniziative unilaterali, bilaterali e multilaterali per lo smantellamento degli arsenali esistenti. Nel quadro del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) la Svizzera si ingaggia per l'applicazione equilibrata e pragmatica dei tre pilastri su cui si fonda il Trattato (disarmo, non proliferazione e uso civile pacifico).</p><p>1. Il Consiglio federale accoglie con soddisfazione la diminuzione dell'armamentario nucleare mondiale, resa possibile grazie alle riduzioni degli arsenali di quattro dei cinque Stati riconosciuti come possessori di armi nucleari (Stati Uniti, Russia, Francia e Regno Unito). Tuttavia, nell'opinione del Consiglio federale, gli sforzi per il disarmo rimangono ancora insufficienti. Gli Stati possessori di armi nucleari si sono vincolati giuridicamente a negoziare il disarmo nucleare puntando al raggiungimento dell'obiettivo. La Svizzera rinnova agli Stati possessori di armi nucleari l'invito a tenere fede a questo obbligo.</p><p>2. Il Consiglio federale riconosce come il disarmo nucleare si trovi da un lato di fronte sfide importanti, mentre dall'altro lato vari fattori come le imperanti tensioni geopolitiche e la mancanza di universalità del TNP ne rendano difficile l'attuazione. La Svizzera denuncia lo stato d'attuazione delle fasi concrete concordate nel TNP già nel 2000. La Svizzera rileva inoltre una carenza nell'applicazione del punto 5 del piano di azione TNP del 2010 e pretenderà un maggiore impegno proprio in questo ambito. La Svizzera sostiene infine progetti della società civile indirizzati nel monitorare l'applicazione del piano di azione.</p><p>3. Proprio le perduranti carenze nell'attuazione dell'articolo VI e le circostanze internazionali poco propizie spingono a pretendere ancora misure pragmatiche e realistiche nel settore degli arsenali nucleari, per esempio la riduzione del grado di prontezza delle armi nucleari ("de-alerting").</p><p>4. Alla prossima Conferenza di riesame del TNP la Svizzera si impegnerà a favore dell'ulteriore attuazione degli obblighi di disarmo. A suo modo di vedere, le azioni non ancora eseguite devono essere attuate con tenacia, per questo sono necessarie misure ambiziose e parallele.</p><p>5. In adempimento dei propri obblighi in materia di diritto internazionale la Svizzera classifica nella legge federale sul materiale bellico (LMB; RS 514.51) le armi atomiche (così come quelle biologiche e chimiche) come materiale bellico vietato. Il conseguente divieto di finanziamento emanato in relazione alla ratifica e all'applicazione della Convenzione sulle munizioni a grappolo evidenzia l'atteggiamento generale della Svizzera contro la corsa al riarmo nucleare. Esso è inoltre in sintonia con l'articolo VI del TNP che richiama all'obbligo anche gli Stati privi di armi nucleari. Ciononostante non si può inferire dall'articolo VI alcun obbligo a una misura specifica (come ad esempio a un divieto di finanziamento).</p><p>6. Il divieto di finanziamento sancito dalla legge federale sul materiale bellico è entrato in vigore solamente il 1° febbraio 2013. La Svizzera è aperta nel condividere le esperienze nell'applicazione del divieto finora accumulate con gli Stati privi di armi nucleari interessati.</p>  Risposta del Consiglio federale.