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Dall’Ungheria la Svizzera torna con ottime prestazioni. Nella staffetta a squadre gli elvetici chiudono quinti.
Agli Europei giovanili 16-17 anni in Tiszaujvaros (Ungheria), la delegazione svizzera si è presentata con 7 giovani atleti fra i quali anche i ticinesi Rachele Botti e Sasha Caterina, tutti e due classe 2000.
Una selezione svizzera plasmata nel corso dell’intera stagione: a maggio, all’Aquathlon di Basilea, erano stati scelti 11 atleti per la Coppa di Germania di categoria. E da questa ristretta rosa di candidati è poi scaturita la selezione deﬁnitiva dei 7 atleti per gli Europei giovanili, due romandi (Maxime Flury e Pierre Moratz), due ticinesi (Rachele Botti e Sasha Caterina) e tre svizzero-tedesche (Fiona Steffen, Leana Bissig e Delia Sclabas). Iscritti una novantina di atleti sia nella categoria femminile che in quella maschile a rappresentare tutte le Nazionali giovanili continentali; uniche grandi assenti la Germania e la Francia.
Il programma prevedeva un triathlon individuale sulla distanza di 500 metri a nuoto, 10 km in bicicletta e 3,6 km a corsa con dapprima tre batterie di semiﬁnali e ﬁnale per i primi 9 di ogni gruppo e il ripescaggio dei successivi tre migliori tempi, così come un triathlon a staffetta composto da 4 atleti, due ragazzi e altrettante ragazze.
Sasha Caterina ha saputo interpretare al meglio questo suo primo appuntamento a livello europeo, con un superlativo 6° rango in batteria delle semiﬁnali che gli ha spalancato le porte della prova per i titoli. In semiﬁnale Caterina ha saputo impostare la sua gara con determinazione uscendo dal nuoto al 3° rango e concludendo la parte a corsa con una media al km di 3’30”. Nella ﬁnale non ha purtroppo potuto ripetere la brillante frazione a nuoto vista in semiﬁnale, complice il fatto di non essere riuscito in una partenza veloce con la conseguenza di essere stato sommerso da altri partecipanti alla prima boa. Uscito 17° ha saputo tuttavia reagire effettuando una poderosa frazione in bicicletta a 40,5 km/h di media, realizzando il miglior tempo, per poi concludere i suoi 3,6 km a corsa con una media al km attorno ai 3’19”, cogliendo al termine un eloquente 11° rango in 38’31”, fallendo l’appuntamento con il podio per soli 47”.
Rachele Botti ha dal canto suo mancato la ﬁnale per una manciata di secondi, raggiungendo un 11° rango nelle semiﬁnali, a soli 20 secondi dalla qualiﬁca.
Come da consuetudine, la sua è stata una gara equilibrata nelle tre discipline, 11ª dopo la frazione a nuoto ﬁno a rimontare al 7° rango prima della frazione a corsa dove ha concluso con una media di 4’14” al km in un tempo totale di 43’54”. Ottima la gara di Delia Sclabas, che ha regalato alla Svizzera un meritato 3° rango.
La neocampionessa mondiale di duathlon giovanile ha costruito il suo risultato soprattutto grazie alla sua estrema forza nella parte podistica, dove con un ritmo di 3’16” al km ha rimontato una a una le avversarie dopo essere uscita dall’acqua al penultimo posto, per poi chiudere la prova in 42’00”, ossia a soli 27” dall’oro. Per gli altri giovani triatleti svizzeri da elogiare il 5° rango di Maxime Fluri anche lui vicinissimo al podio, mancato per soli 13”. Da menzionare pure la ﬁnale raggiunta da Pierre Moratz (28°, in semiﬁnale 12°), Leana Bissig (in 43’55”) e Fiona Steffen (16ª in 46’55”).
Con le staffette, ultima prova in programma, la Svizzera (composta da Rachele Botti, Maxime Flury, Delia Sclabas e Sasha Caterina) ha realizzato un 5° rango dietro Russia, Ungheria, Italia e Portogallo, ma davanti a Paesi come Danimarca, Austria, Spagna, Inghilterra, Israele, Belgio, Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e tante altre ancora a siglare così un riuscitissimo Campionato europeo giovanile. Come dire che il triathlon svizzero può già contare sin d’ora su ottime leve per il futuro.
Sasha Caterina brillante nella semiﬁnale. Ma nella gara per le medaglie perde la sﬁda in acqua. L’acuto lo piazza Delia Sclabas, che regala alla Svizzera una meritata medaglia di bronzo
Tratto da La Regione, 07.07.16