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In Siria, per la maggioranza della popolazione le violazioni dei diritti umani, la fame e il mancato accesso all’acqua e alle cure mediche di base sono all’ordine del giorno. Oltre ad aver provocato la morte di oltre 200’000 persone tra il 2011 e la metà del 2015, il conflitto ha costretto milioni di abitanti a fuggire le violenze.
A causa della dominante insicurezza, sul territorio siriano circa 5 milioni di persone vivono in zone situate fuori dalla portata della maggior parte delle organizzazioni umanitarie. Condizioni del genere sono terreno fertile per il non rispetto dei principi del diritto internazionale umanitario.
Il principale partner umanitario della Svizzera
Il CICR è tra le poche organizzazioni che riescono a fornire gli aiuti alle persone in difficoltà anche nelle zone più pericolose del Paese, facendo capo in particolare a migliaia di volontari della Mezzaluna Rossa siriana.
Oltre ai suoi importanti contributi regolari alla sede, tra il 2011 e l’inizio del 2015 la DSC ha versato approssimativamente 38 milioni di CHF al CICR per sostenere le sue attività in Siria e nei Paesi vicini (Libano, Giordania e Iraq). In termini di sostegno finanziario, il CICR costituisce il partner umanitario principale della DSC.
Un impegno da ambo le parti del fronte
Conformemente ai principi di neutralità, imparzialità e indipendenza difesi nel quadro del diritto internazionale umanitario, il CICR si impegna senza sosta affinché gli aiuti raggiungano le persone bisognose, indipendentemente dalla loro posizione sulla linea del fronte. «Dobbiamo quindi negoziare costantemente con tutte le parti coinvolte nel conflitto, con il Governo e i gruppi armati», sottolinea Marianne Gasser, capodelegazione del CICR in Siria.
«Nei territori che sfuggono al controllo del Governo le negoziazioni si rivelano più complesse, perché non entriamo in trattative soltanto con un gruppo armato, bensì con diversi gruppi, a volte una ventina», aggiunge Marianne Gasser. Il dialogo che il CICR intrattiene dà i suoi frutti. Nei soli mesi da gennaio a maggio 2015 ad esempio, il CICR ha potuto realizzare oltre 150 visite sul campo e attraversare la linea del fronte per ben 18 volte per apportare un aiuto indispensabile per le popolazioni.
Queste missioni implicano tuttavia grandi rischi per il personale umanitario inviato sul terreno. «In quattro anni oltre 40 collaboratori della Mezzalunga Rossa siriana hanno perso la vita mentre erano operativi per fornire aiuti», deplora Marianne Gasser.
Viveri, acqua e altri beni di prima necessità
Nonostante queste perdite umane, il CICR ha potuto inviare aiuti a milioni di persone in Siria. Per quanto riguarda l’aiuto d’emergenza, l’organizzazione distribuisce viveri, materiale per l’allestimento di ripari, kit per l’igiene e vari altri prodotti di prima necessità. Anche l’approvvigionamento idrico e il trattamento delle acque figurano tra le priorità del CICR. «Diverse infrastrutture sono state distrutte, lavoriamo per ricostruirle in collaborazione con ingegneri locali», dice Marianne Gasser. «Inoltre numerose persone hanno trovato rifugio in costruzioni non terminate, senza doccia, WC né lavandino. Per prevenire problemi di igiene installiamo il materiale mancante.»
Il CICR si impegna anche nel settore della sanità. «Ad Aleppo ad esempio l’elettricità è disponibile soltanto un’ora al giorno. Per i degenti negli ospedali questo può avere conseguenze gravi. Noi cerchiamo di rimediare impiegando generatori. Ci occupiamo anche della distribuzione di farmaci per le malattie croniche. In Siria infatti procurarseli diventa sempre più difficile», continua Marianne Gasser.
Il CICR si impegna per ristabilire i contatti tra i membri delle famiglie separate dal conflitto e accompagnare i detenuti. Viene inoltre in aiuto ai milioni di rifugiati siriani accolti nei Paesi limitrofi.