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Il ‘cestista hippy’ per antonomasia aveva 74 anni e la scorsa estate aveva avuto un grave incidente in moto
Si è spento uno dei più iconici campioni di basket degli anni 70 – John Fultz – che per tre anni giocò con la maglia del Viganello all’epoca d’oro del basket ticinese. Nato a Boston nel 1948, ai tempi del college (Rhode Island) dette vita a epici duelli col leggendario Julius Erving (Massachusetts), per poi essere scelto dai Los Angeles Lakers.
In California però gli offrirono soltanto un contratto con salario al minimo sindacale, e così decise di accettare le offerte della grande Ignis Varese allenata da Aza Nikolic, che lo ingaggiò come straniero di coppa per una stagione, culminata con la finale di Coppa Campioni persa contro il Cska Mosca (1971). Tentò di nuovo la fortuna coi Lakers, ma nei giorni dei provini estivi venne trovato in possesso di cocaina, e dunque fu di nuovo costretto a emigrare, approdando questa volta alla Virtus Bologna, dove rimase tre anni laureandosi capocannoniere del campionato italiano nel 1972.
In quegli anni si avvicina al movimento hippy, comincia a giocare con una fascia in testa per tenere legati i lunghi capelli e si guadagna il soprannome di Kociss. Ma, soprattutto, diventa consumatore accanito di droghe leggere e acquista un bar a tema in quel di Amsterdam. Nel 1974 passa al Viganello, con cui giocherà tre campionati e vincerà una Coppa Svizzera (1977).
In seguito firmò per alcune squadre in Austria e in Portogallo per poi fare ritorno in Italia, dove decise di stabilirsi. Smesso di giocare, insegnò per molti anni inglese nel Belpaese ed ebbe anche l’occasione di allenare un giovanissimo Kobe Bryant, che è cresciuto in Italia al seguito di suo papà, ex cestista professionista. La scorsa estate ebbe un grave incidente in moto che gli procurò una commozione cerebrale e dal quale non si è più ripreso del tutto.