Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/21536

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>Occorre in primo luogo precisare che, secondo le statistiche disponibili, il numero di persone che hanno inoltrato una domanda d'asilo nel nostro Paese pur essendo ancora in possesso del passaporto e di un visto svizzero è poco elevato (cfr. 98.1142 Interrogazione ordinaria Baumann). Nella maggior parte dei casi i richiedenti l'asilo sono infatti entrati in Svizzera attraversando la frontiera in modo incontrollato.</p><p></p><p></p><p></p><p>L'autore della mozione chiede di vietare la concessione di visti ai cittadini dei Balcani provenienti da regioni di crisi. Ora, il visto è proprio uno strumento adeguato per controllare l'immigrazione prima dell'arrivo alla frontiera. Questa misura permette, del resto, di sottoporre l'entrata in Svizzera a condizioni molto severe. Un visto a fini di turismo o di visita è rilasciato solamente nella misura in cui sono garantite le spese derivanti dal soggiorno, che il richiedente possiede un passaporto valido e che l'uscita dalla Svizzera sia assicurata. Se le condizioni per la concessione di un visto non sono adempiute, questo è respinto. Per di più, la nostra rappresentanza a Belgrado è molto severa al momento dell'esame delle domande per l'ottenimento di un visto presentate dai cittadini provenienti dai Balcani.</p><p></p><p></p><p></p><p>Per contro, in seguito all'esiguo numero di casi noti di domande d'asilo presentante dopo l'entrata in Svizzera mediante un visto, un decreto federale urgente che vieta il rilascio del visto ai cittadini dei Balcani provenienti da regioni in crisi sarebbe sproporzionato. Occorre tener presente che finora il Consiglio federale non ha mai preso una decisione che mirava a vietare il rilascio del visto a cittadini provenienti da un determinato Paese.</p><p></p><p></p><p></p><p>Questa misura non farebbe altro che aumentare i problemi legati al passaggio illegale delle frontiere. In tal caso, sarebbe ancora meno opportuna in quanto toccherebbe specialmente le persone che vengono in Svizzera per visitare i loro parenti stretti o per raggiungerli. </p><p></p><p></p><p></p><p>Occorre inoltre sottolineare che la Confederazione conduce una politica d'accoglienza umanitaria nei confronti di persone realmente minacciate e si sforza, sia a livello legislativo che pratico, di rimediare agli abusi commessi nel settore dei visti e dell'asilo. Il Consiglio federale ha già previsto diverse misure in tal senso (cfr. p.es. risposta del CF alla mozione Fruend 98.3106). Per i motivi summenzionati, non è quindi disposto a sottoporre al Parlamento un progetto di decreto federale urgente che risponda alle aspettative dell'autore della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.