Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/187532

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di definire un piano per la promozione della pace civile e militare, delineandone gli obiettivi, le misure proposte e le fasi progressive di attuazione. Questo piano si baserebbe innanzitutto sulla creazione di un centro di formazione progettato per offrire alle persone che sono destinate a prestare servizio all'estero le competenze specifiche di cui hanno bisogno per la loro missione. Una parte delle reclute dovrebbe beneficiare di tale formazione ad hoc, come la polizia o le guardie di frontiera coinvolte in interventi di questo tipo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo la quale la promozione della pace, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile sono intrinsecamente legati. Proprio per questo ha raggruppato nello stesso messaggio i crediti quadro per il periodo compreso tra il 2017 e il 2020 destinati alla cooperazione internazionale e alla promozione della pace (decreto federale del 26 settembre 2016). Parallelamente, per il tramite del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e del DDPS, il Collegio porta avanti un intenso coordinamento tra la promozione civile della pace e quella militare. Alcuni esperti civili e militari sono infatti distaccati d'intesa con i due Dipartimenti.</p><p>Le necessità attestate, gli interessi della Svizzera in materia di politica estera e di sicurezza nonché la compatibilità tra questi impegni e le basi giuridiche esistenti rappresentano le condizioni fondamentali per un distaccamento. A questo proposito occorre tener presente che la promozione civile della pace e quella militare non si fondano sulle stesse normative. La promozione civile della pace è disciplinata dalla legge federale del 19 dicembre 2003 su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell'uomo (RS 193.9), mentre quella militare dalla legge federale del 3 febbraio 1995 sull'esercito e sull'amministrazione militare (RS 510.10). Questa seconda legge è più restrittiva: pertanto spetta, per ogni caso, al Consiglio federale decidere se inviare un distaccamento nel quadro di un mandato dell'ONU o dell'OSCE. Se l'intervento è armato, dev'essere sottoposto al Parlamento per approvazione.</p><p>Spesso la Svizzera può mettere a disposizione il proprio know-how specifico, che è molto ricercato a livello internazionale. Il Governo condivide l'opinione secondo la quale una componente professionale di "polizia" possa portare un valore aggiunto alle operazioni internazionali di mantenimento della pace. Come illustrato nel parese riguardo alla mozione 17.3144, le basi giuridiche e le condizioni quadro non sono le stesse per i distaccamenti di agenti di polizia civile e per quelli di agenti di polizia militare.</p><p>Il Consiglio federale accorda un'importanza elevata al fatto che la formazione offerta sia adeguata alle necessità, sia per quanto riguarda la promozione civile della pace, sia per quella militare. Già adesso, ogniqualvolta si riveli opportuno, il DFAE e il DDPS collaborano nel campo della formazione e ogni anno nel centro di competenza dell'esercito Swissint si svolgono corsi organizzati congiuntamente dai due Dipartimenti. Tuttavia, le esigenze in materia di formazione nei settori chiave divergono radicalmente tra i distaccamenti civili e quelli militari. Per questo motivo l'organizzazione di un'unica formazione per entrambi è limitata.</p><p>Il Consiglio federale continuerà a incoraggiare il coordinamento tra la promozione civile della pace e quella militare nonché la gestione delle formazioni organizzate in questo ambito. La buona pratica già consolidata in termini di collaborazione, la differenza delle esigenze sul piano formativo e le divergenze a livello giuridico fanno sì che non vi siano le condizioni necessarie per l'elaborazione di un piano comune né per la creazione di un unico centro di formazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.