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Lituania e Svizzera vogliono un'Europa sicura, stabile e sensibile ai problemi ambientali: lo hanno affermato venerdì nella capitale lituania, il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger e il suo omologo Valdar Adamkus al termine dei colloqui durati un'ora.Questo contenuto è stato pubblicato il 20 luglio 2001 - 16:05
Era la prima volta che un Presidente della Confederazione si recava a Vilnius in visita ufficiale: il presidente lituano spera che le relazioni tra i due paesi possano approfondirsi in futuro. L'apertura, giovedì, di un consolato onorario nella capitale del paese baltico è un primo passo in questa direzione.
Berna alimenta inoltre finanziariamente - 3 milioni - un fondo «ad hoc» che servirà a pagare gli interventi di ristrutturazione della centrale nucleare di Ignalina. L'impianto verrà risanato grazie a tecnologia proveniente dai paesi scandinavi. Costruita sul modello della centrale di Cernobyl, Ignalina fornisce il 73 per cento dell'energia consumata nel paese.
«Tra gli obiettivi che mi ero posto al momento di assumere la Presidenza della Confederazione - ha detto il ministro dei trasporti elvetico - vi era l'approfondimento delle nostre relazioni con i paesi dell'est». Dalla caduta del muro di Berlino, «è chiaro infatti che il centro dell'Europa si è spostato dalla Svizzera verso est». «Purnuskes, località poco distante da qui - ha affermato Leuenberger citando geografi francesi - si trova a metà strada tra l'Atlantico e gli Urali».
Benché condividano obiettivi uguali sull'Europa, a differenza di Berna Vilnius vuole accelerare la sua entrata a pieno titolo nell'Unione Europea e nella Nato. Oltre a Valdar Adamkus, Moritz Leuenberger ha incontrato anche il primo ministro Algirdas Brazauskas. Come già giovedì in Estonia, le discussioni hanno riguardato proprio l'allargamento dell'UE e dell'alleanza atlantica.
Berna ha stabilito nel 1991 relazioni diplomatiche con Estonia e Lituania. La Svizzera non aveva mai riconosciuto l'annessione nel 1940 dei tre Stati baltici (Estonia, Lituania e Lettonia) da parte dell'Unione sovietica (Urss).
swissinfo e agenzie
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