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235 milioni di persone avranno bisogno di aiuti umanitari nel 2021. L'ONU annuncia un piano da 35 miliardi
GINEVRA - Il numero di persone che necessitano di assistenza umanitaria è cresciuto - sotto la spinta del Covid-19 - del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un balzo (purtroppo) da record.
Una popolazione di 235 milioni di persone si trova in questa situazione. Se tutte queste persone vivessero nello stesso paese, questo sarebbe il quinto più grande al mondo. Guerre, conflitti, spostamenti forzati, ma ci sono anche gli effetti del cambiamento climatico e, ora, la pandemia.
Per questo l'ONU - con i suoi partner - ha annunciato per il 2021 un piano che richiederà 35 miliardi di dollari, con l'obiettivo di aiutare 160 milioni di persone fra le «più vulnerabili». Una risposta coordinata, suddivisa in 34 piani d'azione che coprono 56 paesi, che sarà presentata questa mattina a Ginevra.
«Il sistema d'assistenza umanitaria ha dimostrato nuovamente il suo valore nel 2020, fornendo cibo, medicamenti, riparo, educazioni e altri beni essenziali a decine di milioni di persone», ha dichiarato, citato in una nota, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. La crisi però «è lungi da essere conclusa».
L'effetto della pandemia di coronavirus ha complicato inevitabilmente queste risposte. «La parte ricca del mondo vede ora la luce alla fine del tunnel. Ma lo stesso non vale purtroppo per i paesi più poveri», ha sottolineato il numero uno del coordinamento degli aiuti umanitari dell'ONU, Mark Lowcock. «Siamo di fronte a una scelta chiara. Possiamo far si che il 2021 sia l'anno del grande capovolgimento - mandando in fumo 40 anni di progressi - o possiamo lavorare insieme affinché tutti possiamo trovare una via per uscire da questa pandemia».
L'incidente è avvenuto poco prima della 1.30 in piazza Riscossa a Lugano.
L'automobile dell'anziano si è scontrata frontalmente contro la porta di un'autorimessa e poi contro un muro. Per il 72enne, forse vittima di un malore, non c'è stato nulla da fare.
Le insolite temperature delle acque favoriscono lo sviluppo dei Medicane, delle tempeste tropicali simili a uragani.
In autunno questi fenomeni sprigionano tempeste molto violente. Nel 2020 in Grecia, il Medicane Ianos aveva causato ingenti danni e provocato la morte di quattro persone.
Il presidente della Commissione dell'energia elettrica lancia l'allarme e accusa il Governo: «Non ci hanno ascoltati».
Se si concretizzasse lo scenario peggiore, Berna potrebbe prendere misure drastiche che vanno dalla riduzione dell'illuminazione stradale, allo spegnimento dei neon delle vetrine, fino al divieto di acquistare stufe elettriche.
Dal lago Verbano ai fiumi Maggia, Tresa e Breggia la situazione è inquietante. Pesci sotto stress.
Le riflessioni di Tiziano Putelli, capo dell'Ufficio cantonale della caccia e della pesca e di Nicola Patocchi, e responsabile scientifico della Fondazione Bolle di Magadino.
Si moltiplicano le ipotesi sull’identità dello scheletro ritrovato settimana scorsa tra le montagne vallesane.
C’è chi ritiene possa essere di un miliardario tedesco scomparso nei pressi di Zermatt nel 2018. Oppure di una turista giapponese dispersa dal 2000.
Dall'inizio dell'anno in Europa sono andati a fuoco 600mila ettari. Un record pluriennale
Nella notte un altro incendio a Elfingen, in Argovia, ha messo in difficoltà i pompieri per la mancanza di acqua. E nel canton Zurigo si contano i danni (milioni) dopo il rogo in una falegnameria
La pandemia e la guerra in Ucraina hanno fatto esplodere i prezzi, ma i salari (per ora) restano gli stessi.
L'allarme del presidente dell'Unione sindacale svizzera Pierre-Yves Maillard: «Se le paghe non vengono aumentate ora ci saranno conseguenze disastrose per il mercato del lavoro e per i consumi».
Gli organizzatori tracciano un bilancio molto positivo dell'evento che ha accolto 30'000 giovani nella valle di Goms.
Sul posto rimarranno ancora 800 volontari per sistemare la zona: «L'obiettivo è che il 15 agosto il campo sia vuoto e il terreno possa essere restituito ai proprietari».
Il nuovo delegato per la sicurezza lancia l'allarme: «La Svizzera è di fronte a numerose sfide».
Martin von Muralt fa riferimento in particolare a pericoli informatici, carenza d'energia, pandemie e interruzioni delle catene di approvvigionamento, oltre che al cambiamento climatico. «È essenziale che i nostri valori democratici sopravvivano».
Nuovi disagi in Spagna dovuti al rifiuto della compagnia aerea di negoziare un accordo con il personale di cabina.
I sindacati chiedono l'applicazione dei diritti fondamentali del lavoro, oltre che un aumento salariale per contrastare l'inflazione.