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Il coronavirus - così come le altre malattie infettive quali l'influenza o la polmonite - si diffonde seguendo un modello simile a quello dei social media detto in gergo, appunto, "virale". Le malattie contagiose, al pari delle persone, dunque interagiscono tra di loro. E rendono un'infezione più contagiosa di quanto non lo sarebbe da sola. La scoperta dell'Università del Vermont è stata pubblicata sulla rivista Nature Physics.
I virus vengono mappati come se fossero dei patogeni isolati. Ma la presenza anche di un contagio in più nella popolazione può cambiare il quadro, rendendolo più complesso ed innescando dei salti nelle dimensioni dell'epidemia maggiori del previsto.
Le patologie possono rinforzarsi a vicenda attraverso i sintomi: ad esempio il virus del raffreddore, quando si starnutisce, aiuta a diffondere una seconda infezione; stessa cosa per il colpo di tosse. E alle nostre latitudini, "proprio in questo periodo abbiamo il picco della normale influenza", fa notare il presidente dell'ordine dei medici ticinesi Franco Denti.
Una malattia che indebolisce il sistema immunitario dell'organismo ospite, può rendere la popolazione più suscettibile ad una seconda, terza o quarta malattia. E quando si rinforzano l'una con l'altra, le malattie si diffondono più velocemente.
"È inevitabile - ha dichiarato Giorgio Merlani, medico cantonale - che un caso in Svizzera o in Ticino si presenterà nei prossimi giorni o nelle prossime settimane, non sta a me fare la previsione esatta, ma arriverà".