Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01259.jsonl.gz/457

Vent’anni fa oggi (29 marzo) la NATO si allargava a diversi Paesi dell’Europa orientale, in precedenza parte dell’Unione Sovietica o sue alleate nel Patto di Varsavia: Bulgaria, Estonia, Lituania, Lettonia, Romania, Slovacchia. Entrava anche la Slovenia, che aveva fatto parte della Jugoslavia, Stato socialista ma non allineato. Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca erano già entrate nel 1999.
“L’alleanza è sopravvissuta alla fine della Guerra fredda e al declino del bipolarismo”, dice al microfono della RSI Vittorio Emanuele Parsi, docente di relazioni internazionali all’Università Cattolica di Milano. “Certo, ora si trova a fronteggiare sia minacce esterne che interne. Sulle minacce esterne per ora si sta muovendo bene: il dislocamento permanente di 100’000 truppe sul fronte orientale - che dovrebbero diventare 300’000 nel volgere di un anno – significa mettere un baluardo difensivo importante e soprattutto mettere immediatamente in comune la percezione della minaccia”.
La minaccia interna principale è il possibile ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca “per via dei suoi legami mai chiariti con la Russia, per la sua concezione della democrazia quanto meno singolare e per la percezione che ha dell’Europa: non un partner e alleato strategico, ma un rivale commerciale ed economico. Questo può portare a una disattenzione verso l’Europa molto pericolosa”.
vent'anni fa la NATO accoglieva 7 Paesi dell'est Europa
SEIDISERA 29.03.2024, 18:37
- Keystone