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Dal 5 al 15 febbraio 2001, una delegazione del "Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti" ha visitato diverse case di educazione, stabilimenti penitenziari, carceri di polizia, una clinica psichiatrica, un posto delle guardie di confine come pure uno stabilimento di detenzione in vista del rinvio forzato nei Cantoni Basilea Città, Berna, Friburgo, San Gallo, Turgovia, e Zurigo. Già al termine della sua visita, la delegazione ha comunicato ai rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni visitati che non ha riscontrato alcun indizio di tortura o gravi forme di maltrattamenti. Nel suo rapporto, presentato al Consiglio federale all'inizio del mese di agosto, il Comitato si è pronunciato nel dettaglio per quanto riguarda le condizioni vigenti presso gli stabilimenti visitati e ha trasmesso alle autorità svizzere una serie di raccomandazioni, commenti e richieste d'informazione.
La stragrande maggioranza afferma di essere stata trattata in modo corretto
Nella sua presa di posizione, il Consiglio federale si dichiara soddisfatto del fatto che dinanzi al Comitato la stragrande maggioranza delle persone arrestate dalle forze dell'ordine ha dichiarato di essere stata trattata in modo corretto al momento dell'arresto e dell'interrogatorio. Nel suo rapporto allestito di concerto con i Cantoni, il Consiglio federale presenta le misure già prese e quelle preconizzate al fine di concretare le raccomandazioni del Comitato. Il rapporto contiene altresì le risposte ai commenti e alle richieste d'informazione del Comitato.
Sono numerose le raccomandazioni del Comitato relative al rinvio forzato degli stranieri per via aerea che sono sul punto di essere applicate o che lo sono già state. In questo contesto, i Cantoni, segnatamente dal mese di settembre 1999, non applicano più misure coercitive suscettibili di ostruire la respirazione. In occasione della valutazione dei risultati della procedura di consultazione, il Consiglio federale prenderà in considerazione diverse proposte relative all'unificazione del diritto di procedura penale (ad es. il diritto di ogni persona arrestata di consultare un avvocato sin dall'inizio dell'arresto di polizia).
Il Comitato fonda la sua attività sulla "Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti" realizzata su iniziativa della Svizzera e ratificata da più di 40 Stati membri del Consiglio d'Europa. A titolo indipendente, il Comitato organizza regolari visite negli Stati membri; in Svizzera era già stato nel 1991 e nel 1996.
Ultima modifica 25.03.2002