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Anche i parlamentari svizzeri sul volo Parigi-Baghdad
Il 29 settembre decollerà da Parigi un volo per Baghdad. Si tratta del volo affittato da quattro organizzazioni non governative francesi, per sfidare l'embargo internazionale nei confronti dell'Iraq. Fra i partecipanti anche due parlamentari svizzeri.
Denominata 'Un aereo per l'Iraq', l'iniziativa è stata illustrata giovedì a Roma da padre Jean-Marie Benjamin, che aveva già rotto l'embargo aereo nell'aprile scorso, assieme al parlamentare italiano Vittorio Sgarbi, all'industriale sardo Nicola Grauso ed al pilota Nicola Trifoni.
«Un popolo intero - ha dichiarato padre Benjamin - vive in un enorme campo di concentramento e le due 'no fly zones' sono una violazione del diritto internazionale». A causa dell'embargo, ha aggiunto, ogni otto minuti in Iraq muore un bambino. Subhi Toma, uno degli organizzatori, ha spiegato gli obiettivi dell'iniziativa: «Prima di tutto dimostrare che il diritto internazionale è usato in maniera ingiusta e poi che un cittadino europeo è libero di volare dove vuole».
Toma ha detto che, quando gli organizzatori hanno comunicato al governo francese, che non avrebbero chiesto l'autorizzazione del Comitato per le sanzioni dell'Onu, Parigi ha risposto che non ce n'è bisogno, sposando così la tesi delle Ong, secondo le quali le risoluzioni Onu non imporrebbero alcun embargo aereo.
Gilles Munier, dell'associazione 'Amicizia franco-irachena', fondata dall'ex ministro francese Jean-Pierre Chevènement, ha denunciato le difficoltà che le Ong hanno incontrato nel reperire i fondi per l'iniziativa e la compagnia aerea. «Abbiamo perso tempo con la 'Air France' - ha dichiarato Munier - che ci avrebbe fornito l'aereo solo in una data diversa da quella che noi volevamo».
Altre compagnie si sono invece tirate indietro, ha aggiunto Munier, a causa delle forti pressioni americane ed inglesi. Altrettanto le aziende a cui gli organizzatori hanno chiesto finanziamenti. Le società, che lavorano in Iraq, hanno lasciato perdere sotto «consiglio» anglo-americano, sostiene Munier, per timore che importanti affari possano essere bloccati.
I passeggeri pagheranno il biglietto e la loro lista è già completa. Saranno 150: parlamentari francesi, italiani, britannici e svizzeri: i due consiglieri nazionali Ruth Vermot-Mangold (socialista bernese) e Patrice Mugny (ecologista ginevrino). Non mancheranno inoltre personalità della cultura, come il poeta Adonis, premi Nobel, come Adolfo Perez-Esquivel, e personalità religiose come l'abbé Pierre e padre Gianmaria Polidori, per i francescani.
La «missione» in Iraq durerà due giorni. I due parlamentari elvetici avevano dichiarato, in anteprima nei giorni scorsi a Radio svizzera internazionale, che a Bagdad cercheranno di incontrare soprattutto gruppi di donne, la categoria più colpita della popolazione, insieme ai loro bambini.
swissinfo e agenzie
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