Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01122.jsonl.gz/723

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
La Svizzera deve continuare a sostenere Paesi poveri tramite il Fondo monetario internazionale (FMI).
Il Consiglio federale ha chiesto oggi al Parlamento la creazione delle basi legali affinché la Banca nazionale svizzera (BNS) possa concedere un mutuo pari a 500 milioni di diritti speciali di prelievo (circa 690 milioni di franchi) al Fondo fiduciario per la lotta contro la povertà del FMI.
La legge sull'aiuto monetario prevede che il governo possa chiedere alla BNS di procedere alla concessione di mutui con garanzia della Confederazione. Per poter fornire questa garanzia occorre che il Parlamento approvi un credito d'impegno.
Il governo ha quindi licenziato oggi un messaggio che domanda appunto alle Camere di liberare un credito d'impegno di 800 milioni di franchi. Questo comprende anche una riserva per le fluttuazioni dei tassi di cambio.
La Svizzera partecipa ai programmi dell'FMI dal 1988. L'ultimo contributo è stato versato nel 2011. La nuova richiesta di risorse è dovuta al fatto che nel luglio del 2015 il Fondo monetario ha innalzato i limiti massimi per la concessione di crediti a favore dei Paesi più poveri.
I programmi di credito sono uno strumento per rafforzare le condizioni quadro macroeconomiche nei Paesi in sviluppo. Al momento, attraverso il cosiddetto "Poverty Reduction and Growth Trust Fund" (PRGT) vengono accordati mutui rimborsabili nell'ambito di programmi in 20 Paesi poveri.
SDA-ATS