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Marco Odermatt da urlo: la Coppa del Mondo è ancora sua
Unico. Inimitabile. Straordinario. Eccezionale. Non ci sono più aggettivi, oramai, per descrivere Marco Odermatt. Lo svizzero ha messo le mani (anche) sul gigante di Palisades Tahoe, in California, il settimo stagionale e il decimo consecutivo. Una prova da brividi, per l'elvetico, nella misura in cui – ancora una volta – è stato semplicemente magnifico e perfetto nel gestire la pressione in occasione della seconda manche. Non solo, il successo ai danni del norvegese Kristoffersen e il concomitante ottavo posto dell'austriaco Feller permettono al talento rossocrociato di assicurarsi, con largo, larghissimo anticipo, la generale di Coppa del Mondo. Si tratta della terza affermazione consecutiva per «Odi». Roba da matti, proprio così.
Quando mancano dieci gare al termine della stagione, dunque, Odermatt non può più essere raggiunto in classifica dai suoi avversari. Manuel Feller, per sperare di mantenere viva la rincorsa al campionissimo, avrebbe dovuto concludere fra i primi sette. È scivolato all'ottavo posto. Il fatto che Odermatt abbia vinto proprio in California, a suo modo, è significativo. Un anno fa, proprio a Palisades Tahoe, Odermatt ha mancato per l'ultima volta l'appuntamento con la vittoria in gigante. Con quattro giganti da disputare prima dello stop, «Odi» è ancora in lizza per il cosiddetto Grande Slam fra le porte larghe: un exploit che nessuno è più riuscito a firmare da quarantacinque anni a questa parte. L'ultimo fu la leggenda svedese Ingemar Stenmark.
Ma Odermatt potrebbe battere un altro primato, quello del numero di punti conquistati in una singola stagione. Un record che, fra l'altro gli appartiene: la scorsa stagione, infatti, l'elvetico ha chiuso con 2.042 punti. Con 1.702 punti e ancora parecchie gare davanti a lui, il nidvaldese potrebbe tranquillamente superare la quota raggiunta nel 2023. In testa nelle speciali classifiche di gigante, superG e discesa, d'altro canto, ci riesce difficile non essere ottimisti riguardo a Odermatt.
Detto del fenomeno, la Svizzera ha messo a segno una superba prestazione collettiva. Thomas Tumler ha chiuso con un ottimo quarto posto, a 1''50 dal vincitore ma a soli 13 centesimi dal terzo gradino del podio, occupato dall'americano River Radamus. Anche Gino Caviezel (quinto, il suo miglior risultato dell'inverno), Loïc Meillard (sesto), Justin Murisier (dodicesimo) e Livio Simonet (quattordicesimo) possono dirsi soddisfatti di quanto mostrato sulle nevi americane.