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Nuovo capitolo sulle indennità e rimborso spese di fine mandato concessi ai membri del Consiglio di Stato e al Cancelliere con base legale contestata. Il procuratore generale John Noseda ha firmato un secondo decreto d'abbandono sulla vicenda, dopo il primo notificato lo scorso 14 febbraio col quale non aveva ravvisato reati di natura penale nei riguardi delle persone coinvolte, semmai manchevolezze di natura amministrativa segnalate agli organi competenti (Gran Consiglio e Consiglio di Stato). Questo primo decreto d'abbandono era stato oggetto di ampio dibattito in Gran Consiglio e di recenti audizioni da parte della Sottocommissione delle finanze del Parlamento. Sottocommissione che ieri è giunta alla conclusione che l'Esecutivo ha commesso in buona fede errori amministrativi e sta apportando i necessari correttivi (vedi laRegione di oggi).
Sulla base di ulteriori documenti giunti nel frattempo e che in precedenza non erano stati trasmessi e considerati prima di stilare il precedente decreto d'abbandono, è stato ritenuto che occorressero nuovi accertamenti; da qui la decisione di riaprire il procedimento. Noseda – si legge in un comunicato della magistratura – ha ritenuto di confermare nel merito la decisione del mese scorso, firmando un nuovo decreto d'abbandono e inviandolo - come il precedente - al Parlamento e al Governo per le loro specifiche competenze.