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Banconota 1000 frs va abolita, ex ministro Usa spara su Svizzera (foto d'archivio)
/KEYSTONE/GAETAN BALLY(sda-ats)
Abbattuto da pochissimo il 500 euro, viene ora preso di mira il 1000 franchi svizzero: la comunità internazionale dovrebbe fare pressione su Berna affinché abbandoni la banconota, afferma l'ex segretario al Tesoro americano, Lawrence Summers.
La Svizzera, già implicata in attività illegali, non deve trarre profitto dagli ultimi sviluppi, aggiunge.
In un contributo pubblicato dall'edizione odierna del Financial Times l'ex consigliere economico di Barack Obama e professore a Harvard afferma che la Banca centrale europea (Bce) ha fatto bene a decidere la settimana scorsa lo stop alla produzione della banconota da 500 euro.
Per Summers gli usi legittimi di un simile biglietto sono pochi o addirittura non vi sono affatto. A suo avviso nessuno al giorno d'oggi ha bisogno di contanti per una transazione di 5000 dollari. E tutti coloro che pensano che abolire le banconote di grosso calibro arrechi danni a una valuta o alla cittadinanza di un paese deve ricordarsi che Stati Uniti e Canada hanno tagliato il loro 1000 dollari senza che siano emersi problemi.
Il 500 euro ha invece un ruolo importante nel facilitare le attività illegali, afferma Summers facendo riferimento ai mercati della droga e delle armi, nonché alla tratta di esseri umani e al traffico di organi. L'ex segretario al tesoro (1999-2001) non manca inoltre di sottolineare il riciclaggio, l'evasione fiscale e la fuga di capitali.
Summers ammette che è difficile stimare in quale grado la delinquenza possa essere prevenuta interrompendo la produzione del 500 euro. "Il punto è che anche solo una piccola riduzione della criminalità giustificherebbe la perdita di qualunque vantaggio" della banconota.
Summers, che molti nel 2013 consideravano il candidato più promettente alla successione di Ben Bernanke alla testa della Federal Reserve, loda quindi l'Europa, che "ha preso la guida di un dossier importante per la sicurezza". Questo deve però essere solo l'inizio di un processo, non la fine, aggiunge l'economista, che sposta l'attenzione sulla Confederazione.
"Il mondo dovrebbe chiedere alla Svizzera di interrompere l'emissione del 1000 franchi", scrive Summers. Dopo il passo della Bce la banconota è diventata di gran lunga la più "pesante" esistente a livello mondiale, ricorda lo specialista, per poi piazzare una stoccata: "la Svizzera ha una lunga e sfortunata storia con la finanza illegale; sarebbe tragico se si dovesse trarre profitto dalla sostituzione della valuta criminale".
Summers vuole comunque spingersi ancora più in là. Quale secondo punto auspica che il tema venga affrontato in modo prioritario dal G20, che dovrebbe "interrompere la produzione di banconote di valore superiore a, forse, 50 dollari". Il gruppo di nazioni dovrebbe inoltre assicurarsi che i nuovi prodotti della tecnologia finanziaria, come per esempio il bitcoin, non diventino un veicolo per facilitare transazioni illecite.
Il biglietto da 1000 franchi svizzeri - che come noto raffigura lo storico Jacob Burckhardt (1818-1897) - è la banconota in circolazione regolare dal valore più elevato al mondo: vale quasi il doppio del 500 euro - ormai destinato come detto a morire - e dieci volte il 100 dollari, la banconota più "pesante" americana.
A livello mondiale esiste solo un altro biglietto più prezioso, il 10'000 dollari di Singapore, che ha un valore di 7000 franchi. Questo è usato però principalmente nelle transazioni fra banche e nella vita normale - contrariamente alla banconota elvetica - non ha alcun ruolo. Inoltre dal 2014 non viene più emesso.
Sulle grandi banconote è da tempo in corso un'accesa diatriba. È noto che vengono utilizzate non solo come mezzo di pagamento, bensì anche come riserva di valore. Molti quindi temono che con la scomparsa del contante di grosso calibro lo stato possa "espropriare" a suo piacimento i cittadini. Pensieri tanto più diffusi in tempi di interessi negativi.
A prestare ascolto ai responsabili della Banca nazionale svizzera (BNS) il 1000 franchi non sembra però avere i giorni contati. Fin da quando sono partite le discussioni sul 500 euro l'istituto ha detto di non voler rinunciarvi. E non più tardi dello scorso 6 aprile, durante la presentazione del nuovo 50 franchi, il presidente della direzione Thomas Jordan ha tagliato corto: il 1000 franchi "fa parte della Svizzera e della nuova serie", ha detto.
SDA-ATS