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Circa tre anni dopo l'accordo fra le banche elvetiche e le vittime dell'Olocausto, saranno risarciti migliaia di ebrei russi perseguitati dal nazismo nell'ex Unione Sovietica. Il giudice federale americano Edward Korman ha infatti autorizzato a New York il versamento alle vittime di una somma di oltre 43 milioni di dollari (circa 77 milioni di franchi).Questo contenuto è stato pubblicato il 19 luglio 2001 - 11:38
Le modalità dell'accordo, definite in alcuni documenti del giudice pervenuti all'ats, stabiliscono che circa 35'000 ex lavoratori forzati riceveranno ciascuno 1000 dollari. Altri 2'500 dollari ciascuno saranno versati a 400 rifugiati espulsi da Berna ed il cui ingresso in Svizzera era stato vietato dalle autorità.
Dall'incartamento del giudice emerge inoltre che alle persone «detenute, sottoposte a violenze o maltrattate in Svizzera» saranno corrisposti 500 dollari supplementari. Lo stesso magistrato ha peraltro assegnato una somma di 25'000 dollari all'Organizzazione internazionale delle migrazioni (OIM).
Il giudice Korman ha ingiunto alle banche il versamento di 7,5 milioni di dollari all'organizzazione American Jewish Joint Distribution Committee. La somma dovrebbe essere corrisposta già questo mese agli ebrei dell'ex Unione Sovietica.
Un milione di dollari è stata infine concesso alla Jewish Claims Conference. Il contributo è destinato all'attuazione di un programma di assistenza ai proprietari legittimi di beni che sono stati loro confiscati durante la Seconda guerra mondiale.
L'accordo globale del 1998 fra le banche svizzere e le vittime ebree del nazismo verte su una somma di 1,25 miliardi di dollari. Dopo il ritiro della maggior parte dei ricorsi, un tribunale di New York ha autorizzato questa settimana il versamento dei risarcimenti.
swissinfo e agenzie
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