Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01258.jsonl.gz/1386

ZURIGO - La Federazione svizzera del servizio civile (Civiva) si oppone al progetto di raggruppare il servizio civile e la protezione civile. L'idea di unire i due ambiti è stata formulata il 3 maggio dalla Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP).
In occasione della sua assemblea plenaria, la CG MPP - che riunisce i consiglieri di Stato responsabili degli affari militari, della protezione della popolazione e dei pompieri e si occupa di questioni politiche, organizzative, tecniche e finanziarie in questi ambiti per la Svizzera e il Liechtenstein - ha deplorato un «drastico calo» degli effettivi della protezione civile. Nel 2018, invece delle 6000 persone necessarie per l'insieme del paese in caso di catastrofe o emergenze di varia natura, ve ne erano a disposizione solo 3700, indica la CG MPP sul proprio sito.
Per questa ragione la Conferenza ha «raccomandato» alle Commissioni della politica di sicurezza delle Camere federali di valutare «il raggruppamento del servizio civile e della protezione civile nonché l'integrazione nella protezione civile di persone con un conflitto di nature etica tenute a servire».
Per Civiva quella della CG MPP è una pessima idea. In una nota odierna, la Federazione, nel cui comitato figurano politici federali ecologisti e borghesi democratici ed esponenti del mondo associativo e pacifista, fa prima di tutto notare che i due servizi hanno ruoli molto diversi: i militi della protezione civile sono chiamati a intervenire in situazioni estreme, mentre i «civilisti» svolgono quotidianamente compiti per il bene della società nel suo insieme. I primi inoltre sono reclutati in funzione della loro abilità al servizio, mentre per i secondi valgono ragioni di coscienza.
Civiva osserva anche che la protezione civile, organizzata a livello cantonale, presenta risorse in personale ampiamente sottosfruttate in determinate regioni: «Non è quindi possibile parlare di un problema fondamentale di alimentazione in effettivi», si legge nella nota. «Se c'è qualche problema di distribuzione all'interno della protezione civile, quest'ultima dovrebbe concentrarsi sulla cooperazione tra le regioni piuttosto che attaccare il servizio civile», afferma Samuel Steiner, copresidente di Civiva, citato nel comunicato.
La CG MPP in realtà per aumentare l'organico della protezione civile ha fatto anche altre proposte. Prima di tutto auspica che venga valutata l'integrazione delle donne e degli stranieri. La Conferenza ha pure invitato la responsabile del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport Viola Amherd a istituire un gruppo di lavoro composto di rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni per esaminare, sotto la direzione dell'Ufficio federale della protezione della popolazione, come integrare la funzione pubblica nella protezione civile e come ampliare la base di reclutamento.