Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/217466

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a redigere un rapporto dettagliato sulle attività svolte in territorio svizzero, sulle connessioni e sui flussi finanziari in uscita dalla Svizzera delle rappresentanze della società SOCAR - la compagnia petrolifera di Stato della Repubblica dell'Azerbaigian - aventi sede in Svizzera, per quanto riguarda il finanziamento della guerra tra Azerbaigian e Nagorno-Karabakh, in particolare dal punto di vista dell'acquisto di materiale bellico e dell'impiego di mercenari jihadisti siriani nelle ostilità.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera attua in linea di principio una politica di apertura nei confronti degli investimenti esteri, che sono di fondamentale importanza per la nostra piazza economica e per il benessere della nostra popolazione. Basti pensare che circa una persona occupata su dieci deve il proprio posto di lavoro a un investimento diretto estero in Svizzera. Viceversa, gli investimenti svizzeri all'estero creano benessere sia nei territori interessati che nel nostro Paese.</p><p>Le società con sede in Svizzera, come SOCAR, sono sottoposte alla nostra legislazione. Inoltre, il Consiglio federale si aspetta che rispettino le norme e le direttive riconosciute a livello internazionale in materia di responsabilità sociale d'impresa (RSI) nonché le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali e i principi guida dell'ONU per l'economia e i diritti umani. Nei limiti delle disposizioni legali, queste società sono libere di disporre dei loro profitti come meglio credono. Il trasferimento di capitali dalla Svizzera all'estero - nel caso di SOCAR all'Azerbaigian - può essere limitato solo in via eccezionale e in virtù di una base giuridica. Per quanto riguarda la situazione nel Nagorno-Karabakh, attualmente una tale base non esiste.</p><p>Sottoporre a un'analisi sistematica il rimpatrio all'estero degli utili aziendali e consentire, a seconda dei casi, l'utilizzo di questi capitali nel quadro del bilancio dello Stato equivarrebbe a modificare sostanzialmente la politica economica svizzera sopra esposta. Un simile allontanamento dai nostri principi economici liberali avrebbe conseguenze negative sulla piazza economica elvetica e quindi sul benessere della popolazione.</p><p>Un'analisi dei flussi finanziari tra SOCAR e lo Stato azero, da un lato, e tra lo Stato azero e altri Stati come la Turchia o Israele, dall'altro, non solo non è di competenza del Consiglio federale, ma è anche impossibile da realizzare, perché le informazioni necessarie a tal fine non sono disponibili, se non in modo incompleto, in fonti accessibili al pubblico. Va inoltre rilevato che i 37,5 miliardi di dollari statunitensi menzionati nella motivazione del postulato corrispondono al fatturato di SOCAR in Svizzera, e non ai suoi utili. Gli utili globali del gruppo SOCAR ammontano a 383 milioni di dollari statunitensi, mentre quelli in Svizzera non sono noti (fonte: rapporto finanziario 2019 di SOCAR del 19 giugno 2020). Anche se gli utili globali del gruppo SOCAR fossero integrati nella loro totalità nel bilancio di Stato dell'Azerbaigian, il loro importo corrisponderebbe solo al 2,3 per cento circa delle entrate del bilancio statale azero (stimate per il 2020 a circa 14,4 mia. USD; fonte: Ministero delle finanze della Repubblica dell'Azerbaigian).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.