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LONDRA - Ai nostri giorni "un relativismo intellettuale e morale minaccia di fiaccare i fondamenti stessi della nostra società". Lo ha detto il Papa durante la veglia di preghiera davanti a circa 100'000 persone riunite per la veglia di preghiera a Hyde Park, a Londra, che lui stesso proclamerà beato domani a Birmingham, nella giornata conclusiva del suo viaggio nel Regno Unito.
Benedetto XVI ha ricordato che Newman, il quale - ha detto - "ha avuto da tanto tempo un influsso importante nella mia vita e nel mio pensiero", alla fine della sua vita descrisse il proprio lavoro "come una lotta contro la tendenza crescente a considerare la religione come un fatto puramente privato e soggettivo, una questione di opinione personale".
Egli, ha proseguito, "ci rammenta che, quali uomini e donne creati ad immagine e somiglianza di Dio, siamo stati creati per conoscere la verità, per trovare in essa la nostra definitiva libertà e l'adempimento delle più profonde aspirazioni umane". In una parola, ha aggiunto, "siamo stati pensati per conoscere Cristo, che è Lui stesso 'la via, la verità e la vita'".
"Non vi può essere separazione tra ciò che crediamo ed il modo in cui viviamo la nostra esistenza". È uno degli insegnamenti che, secondo Benedetto XVI, bisogna trarre dalla vita e dall'opera di Newman. Il Papa ha affermato che la "verità" non contempla un'accettazione puramente "intellettuale", ma che si trasmette "anche mediante la testimonianza di vite vissute integralmente, fedelmente e santamente". "Newman comprese questo - ha detto - e fu il grande campione dell'ufficio profetico del laicato cristiano".
SDA-ATS