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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di aderire quale membro a pieno titolo al Global forum on taxation dell'OCSE e a collaborare in modo costruttivo nei fori multilaterali dedicati alla lotta contro le pratiche fiscali dannose.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera si è astenuta dall'approvare il rapporto OCSE del 1998 sulla concorrenza fiscale dannosa e le sue 19 raccomandazioni. Le ragioni alla base dell'astensione sono indicate nel rapporto. Si tratta in particolare del fatto che la politica svizzera in materia (assistenza amministrativa in ambito fiscale e portata del segreto bancario svizzero) non si allinea con i principi che reggono tali raccomandazioni. Finora il Consiglio federale non ha avuto validi motivi per rivedere la sua posizione.</p><p>2. I lavori del Global forum on taxation costituiscono il seguito dei lavori del forum sulle pratiche fiscali dannose con la differenza che Stati e giurisdizioni non membri dell'OCSE partecipano in modo più attivo alle discussioni e all'elaborazione delle decisioni. Di principio, tuttavia, gli aspetti che la Svizzera non intende adottare sono ripresi in questo ambito e promossi quali standard internazionali da adottare ("Level Playing Field"). L'astensione della Svizzera non la vincola alle dichiarazioni o raccomandazioni che potrebbe elaborare questo forum.</p><p>3. L'OCSE funziona secondo il principio del consenso. In seno a questa organizzazione gli Stati membri cooperano in diversi settori allo scopo di sviluppare soluzioni comuni, ma difendono anche i propri interessi definiti in primo luogo dal diritto interno e dalle autorità politiche. Il consenso è un mezzo per garantire che a nessuno Stato vengano imposte decisioni o soluzioni che non condivide. In occasione del Global forum on taxation la Svizzera ha partecipato ai lavori tecnici e a quelli relativi allo scambio di informazioni (ha regolarmente fornito informazioni sul funzionamento del proprio sistema giuridico e fiscale), ma non ha accettato che le venisse imposta una linea per certi versi divergente da quella voluta dalle proprie autorità politiche. Del resto essa non è l'unico Paese a non aver aderito pienamente al rapporto sulla concorrenza fiscale dannosa.</p><p>4. La Svizzera è reputata un Paese che rispetta gli impegni presi sul piano internazionale. In materia di assistenza amministrativa fiscale, essa sta attualmente rivedendo le proprie convenzioni di doppia imposizione a seguito dell'approvazione del rapporto del 2000 del comitato affari fiscali dell'OCSE concernente l'accesso alle informazioni bancarie, da un lato, e della conclusione dell'accordo sulla fiscalità del risparmio con la CE (e il memorandum d'intesa che lo accompagna), dall'altro. In concreto la Svizzera estende l'assistenza amministrativa ai casi di frode fiscale (la cui definizione nel diritto svizzero è estensiva e contempla diversi casi) purché le autorità fiscali possano togliere il segreto bancario. Inoltre, al fine di tenere conto anche degli sviluppi del progetto concernente le pratiche fiscali dannose, la Svizzera è pronta ad accordare assistenza amministrativa nell'ambito delle società holding per le informazioni che non richiedono misure d'inchiesta speciali.</p><p>5. Una piena partecipazione al Global forum on taxation, ossia un "impegno politico" a seguire i principi proposti, andrebbe oltre il quadro politico definito dal Consiglio federale e sostenuto dal Parlamento al momento dell'adozione, negli ultimi anni, di numerose convenzioni di doppia imposizione. Lo statuto attuale di "invitato" consente per contro alla Svizzera di seguire attentamente l'evoluzione dei lavori del Global forum on taxation e di far valere la sua posizione senza essere vincolata alle conclusioni di questo organismo. Una partecipazione potrebbe essere presa in considerazione se il forum desse segnali di essere disposto a meglio tenere conto della posizione di tutti gli Stati nella ricerca del consenso e del "Level Playing Field".</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.