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Fino a sei mesi fa, Finn giocava a calcio con gli amici quattro o cinque giorni alla settimana. Successivamente solo tre volte, poi solo due e negli ultimi due mesi non esce più. È fissato con i giochi online.
Giocare in modo intenso non è sempre un problema o addirittura una dipendenza. Molti giovani attraversano delle fasi in cui adottano comportamenti eccessivi e dopo qualche tempo li abbandonano. Tuttavia se un giovane si ripiega progressivamente su sé stesso, trascura visibilmente amici e familiari e abbandona i suoi interessi privilegiando altri passatempi, i genitori dovrebbero reagire. Il ripiegamento sociale è spesso un primo indizio di un uso problematico.
Parlatene insieme. E cercate con vostro figlio i motivi all’origine di tale comportamento. Ad esempio durante una passeggiata o un viaggio in auto. Sono occasioni in cui si può discutere in modo rilassato, senza grandi pressioni.
Pensate insieme a delle alternative ai giochi online. Aiutate vostro figlio a riattivare amicizie e hobby. Oppure a trovare nuovi amici, a scoprire e a coltivare nuovi hobby.
Esprimete la vostra preoccupazione: avete l’impressione che per vostro figlio il gioco abbia preso il sopravvento sulla vita reale. Aiutate vostro figlio ad uscire da questo circolo vizioso e a trovare un sano equilibrio. Definite ad esempio in famiglia un giorno della settimana in cui non si gioca online. Deve valere per tutti – anche per voi. Stabilite le conseguenze in caso di mancato rispetto della regola e scegliete delle «punizioni» che non hanno nulla a che vedere con i giochi digitali.
Interessatevi al gioco. In questo modo, ad esempio: «Posso sedermi e guardare come giochi?» Vi fate un’idea del gioco, ne sperimentate le sensazioni e capite quanto dura una determinata fase di gioco. Proseguite il dialogo prima che vostro figlio inizi un nuovo gioco: «Aspetta per favore, prima di continuare. Vorrei capire perché trascorri così tanto tempo davanti al computer. Cosa fai esattamente? Quali difficoltà devi superare? Cosa ti affascina del gioco?» Non permettetegli di sviare la conversazione nel caso in cui vi dica che a voi comunque il gioco non interessa: «Pensi che non mi interessa? Me lo spieghi comunque?» Se vostro figlio rifiuta il dialogo, comunicategli la vostra preoccupazione: «Mi preoccupo per te, ho l’impressione che ti ripieghi in questo mondo e perdi il contatto con la realtà.»
Cercate insieme delle soluzioni per ripristinare l’equilibrio. E mettetevi d’accordo su chi fa cosa per trovare una soluzione. Cosa esattamente? Quando? Chi controlla? Quali sono le conseguenze in caso di mancato rispetto? Se gli accordi e le regole non vengono rispettati, comportatevi in modo coerente. I confronti con gli adolescenti fanno parte dell’educazione.