Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01081.jsonl.gz/1361

Hanno omesso di effettuare ulteriori approfondimenti su una donna, 40enne, con un tumore al seno, che per questo ha rischiato di morire. Tre medici, due radiologi e un ginecoloco, sono stati così condannati, in Ticino, per lesioni colpose gravi causate dalla loro negligenza. Ne dà notizia la Rsi.
I segnali che suggerivano la necessità di approfondire c'erano: una mammografia, effettuata in seguito a una piccola massa, rilevata con l'autotest, aveva dato come esito un possibile tumore maligno. Tumore poi non rilevato dalla biopsia, che però, anche secondo la patologa autrice del referto, ha un grado di errore alto. Ciò, però, nonostante l'esito del precedente esame, non ha indotto i tre medici ad approfondire, tanto che hanno rassicurato la donna rinviandola a un appuntamento 6 mesi dopo. Ma il dolore percepito dalla donna continuava ad aumentare, e un nuovo consulto da un'altra ginecologa rivelava la presenza di un tumore maligno, la cui massa era però ormai raddoppiata, mettendo a rischio la vita della 40enne.
I tre medici sono stati dunque condannati dal giudice Amos Pagnamenta a una pena pecuniaria sospesa (150 aliquote da 360.- franchi) "per aver messo in pericolo la vita della donna e per le sofferenze psicologiche che la vicenda le ha procurato".
Come rivela la Rsi, è stato il medico cantonale, (allertato dalla paziente e dal suo medico di famiglia) ad avviare la segnalazione alla magistratura, medico cantonale che ha facoltà di decidere, un'eventuale sanzione disciplinare nei confronti dei due medici ancora attivi professionalmente. Ai tre medici è data facoltà di ricorrere contro la sentenza di primo grado.