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Ammonta a 607 milioni di dollari (585 milioni di franchi) la somma che Credit Suisse dovrà pagare su ordine della giustizia delle Bermuda come risarcimento all'imprenditore ed ex primo ministro georgiano Bidzina Ivanishvili, raggirato da un consulente della banca. La cifra emerge da un nuovo documento del processo in corso nel territorio britannico d'oltremare, che è stato pubblicato online. La Corte suprema delle Bermuda ha respinto le ultime contestazioni avanzate dagli avvocati dell'istituto elvetico. Stando al portale zurighese Inside Paradeplatz, Credit Suisse dovrà ora versare gli oltre 600 milioni su un conto bloccato di Julius Bär.
Un riepilogo della vicenda
I giudici avevano condannato la banca a pagare un indennizzo a Ivanishvili già alla fine di marzo, ma non avevano precisato ancora la somma. CS aveva da parte sua immediatamente annunciato ricorso. Nel frattempo nel rapporto sul primo trimestre diffuso in maggio l’istituto aveva parlato di una condanna a versare “circa 600 milioni di dollari”. Al centro della vicenda vi sono gli investimenti che Ivanishvili aveva effettuato presso Suisse Life Bermuda, una filiale assicurativa del gruppo. Stando agli atti del processo complessivamente l'imprenditore - che è stato premier in Georgia dal 2012 al 2013 - aveva investito oltre 1 miliardo di dollari presso Credit Suisse. Oggi 66enne, Ivanishvili è stato pesantemente danneggiato da un consulente di CS, che a partire dal 2011 ha causato perdite milionarie a tre cifre ai suoi clienti. L'uomo - un francese attivo a Ginevra - era stato licenziato con effetto immediato nel 2015 ed era poi stato condannato a cinque anni di reclusione dalla giustizia ginevrina per truffa per mestiere, gestione infedele e falsità in documenti. Si è poi tolto la vita nel luglio 2020.
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