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Il Consiglio federale raccomanda di respingere l’iniziativa popolare sulla «Riforma dell’imposta sulle successioni»
Berna, 13.12.2013 - In data odierna il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente l’iniziativa popolare «Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS (Riforma dell’imposta sulle successioni)». L’iniziativa esige l’introduzione di un’imposta a livello federale sulle successioni e sulle donazioni. Due terzi del gettito sono destinati al Fondo di compensazione dell’AVS, mentre un terzo ai Cantoni. La riscossione dell’imposta non sarebbe più di competenza dei Cantoni. Il Consiglio federale è contrario a una simile ingerenza nella sovranità e nel sostrato fiscale dei Cantoni e nel suo messaggio raccomanda pertanto di respingere l’iniziativa.
Nel diritto vigente la competenza per la riscossione dell'imposta sulle successioni e sulle donazioni è esclusivamente dei Cantoni. Sebbene i coniugi superstiti e i discendenti siano attualmente esentati dall'imposta in quasi tutti i Cantoni, le entrate fiscali sono ancora considerevoli e i Cantoni non possono né vogliono rinunciarvi. Il motivo principale contro un'imposta federale sulle successioni è l'attuale ripartizione delle competenze, che il Consiglio federale intende rispettare. Nel 1999 le entrate dei Cantoni e dei Comuni a titolo di imposte sulle successioni e sulle donazioni avevano raggiunto il loro picco, ovvero 1,515 miliardi di franchi. Da allora il gettito è diminuito in numerosi Cantoni, non da ultimo a causa dell'esenzione dei discendenti da questa imposta. Nel 2010 l'imposizione delle successioni e delle donazioni ha pur sempre fruttato 974 milioni di franchi.
Minori entrate per i Cantoni
Le ripercussioni finanziarie dell'iniziativa dipendono dalle modalità dell'attuazione che verranno adottate dal Legislatore. È tuttavia probabile che i Cantoni subiranno un calo delle entrate che non si potranno compensare destinando loro il previsto terzo del gettito dell'imposta nazionale sulle successioni e sulle donazioni. Questo avverrà se le imprese e le aziende agricole beneficeranno di riduzioni significative, come prevede in linea di massima il testo dell'iniziativa.
Retroattività problematica
Per il Consiglio federale il computo retroattivo delle donazioni alla successione a partire dal 1° gennaio 2012 pone problemi. Solo dopo la votazione popolare i contribuenti sapranno se le donazioni effettuate dopo il 1° gennaio 2012 saranno considerate nella successione o meno. Finché il Parlamento e, in seguito, il Popolo e i Cantoni avranno deciso in merito all'iniziativa potrebbero trascorrere tre anni. Secondo il Consiglio federale un effetto retroattivo su un periodo così lungo non rispetta il principio della proporzione.
Per il Consiglio federale l'iniziativa soddisfa il requisito dell'unità materiale e di conseguenza è conforme a quanto stabilito dalla Costituzione. L'iniziativa sulla Riforma dell'imposta sulle successioni chiede che due terzi del gettito di una nuova imposta a livello federale sulle successioni e sulle donazioni siano utilizzati per il finanziamento dell'AVS e che un terzo dei proventi sia invece destinato ai Cantoni. Questa imposta a livello federale sulle successioni e sulle donazioni sarebbe dunque un'imposta a destinazione vincolata. L'introduzione di una simile imposta in un disegno di modifica costituzionale non è finora mai stata considerata una violazione del principio di unità materiale.
Finanziamento dell'AVS
Secondo l'iniziativa, due terzi del gettito dovrebbero confluire nel Fondo di compensazione dell'AVS. Per quanto positive in sé possano essere queste nuove entrate per l'AVS, l'Esecutivo ritiene che le preoccupazioni riguardanti la ripartizione delle competenze federaliste abbiano un peso maggiore. Il Consiglio federale intende pertanto garantire il futuro finanziamento dell'AVS tramite un aumento dell'imposta sul valore aggiunto di al massimo 2 punti percentuali nell'ambito della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020.
Indirizzo cui rivolgere domande
Fabian Baumer, vicedirettore, Amministrazione federale delle contribuzioni AFC
tel. 031 325 31 67, <email-pii>
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