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Retroscena
Da moda a morte
di Pia Seidel
La designer e ricercatrice di nuove tendenze Bitten Stetter crea prodotti funzionali ed estetici concepiti specificamente per pazienti in fase terminale. Una mostra al Gewerbemuseum di Winterthur offre attualmente una panoramica sul suo lavoro e sul progetto «Finally».
Bitten Stetter ha notato diverse lacune nella progettazione degli oggetti di consumo e degli arredi nelle strutture sanitarie quando ha accompagnato sua madre nell'ultima fase della sua vita. Da allora, la ricercatrice e designer di nuove tendenze ha deciso di sviluppare dei prodotti di design più personali da usare in ambito sanitario per garantire un sano rapporto con la morte. Ha collaborato con persone esperte del settore palliativo per progettare nuovi oggetti pensati per tutti gli alti e bassi che le persone possono vivere in questa fase difficoltosa. Alcuni prototipi sono già stati testati e sono attualmente esposti al Gewerbemuseum di Winterthur. Questi sette oggetti dimostrano particolarmente bene come si potrebbe rendere più dignitosa l'ultima fase della vita.
«Bettbox» è un oggetto flessibile e pieghevole, un accessorio quotidiano che si fissa al lato del letto e sostituisce il comodino. In questo modo, le persone gravemente malate possono recuperare i propri effetti personali senza aiuti esterni. La scatola può contenere piccoli oggetti come penne, carta o strumenti di cura come un bastoncino per inumidire la bocca.
Già tre anni fa la designer, che vive e lavora a Zurigo, mi aveva spiegato in una conversazione perché il comodino standard fosse inadeguato: «Se il raggio di movimento è limitato, le persone accumulano le loro cose anche nel letto. Tuttavia, il personale di cura deve pulirlo regolarmente ed essendo oberato di lavoro spesso si dimentica di rimettere a posto determinate cose».
Bisognerebbe offrire una soluzione da fissare al letto, in modo che le persone malate possano accedere ai loro effetti personali in qualsiasi momento. Per la madre, Bitten Stetter inizialmente ha improvvisato e ha usato a questo scopo un cestino da bicicletta. Oggi ha trasformato la soluzione improvvisata in un sofisticato oggetto di design che non ha bisogno di essere pulito e può essere spostato dal personale infermieristico, senza limitarlo nel suo lavoro.
«Mobile» è un oggetto decorativo fai da te pieghevole che si aggancia alla maniglia del letto ospedaliero. È possibile appendervi degli oggetti personali, come foto, biglietti d'auguri, portafortuna e così via, usando le apposite mollette di legno.
Questo oggetto pieghevole cerca di portare un po' di movimento nella vita quotidiana delle persone costrette alla staticità del letto, stimolando i sensi e invitando a conversare su ciò che vi è attaccato. Rimane nel campo visivo delle persone in cura, senza interferire con il lavoro del personale. Più colorato è, più brio si aggiunge alle stanze scialbe d'ospedale.
Il portacellulare dimostra che è possibile occuparsi di tematiche come la fase terminale e la morte anche nell'era digitale. L'oggetto pieghevole si fissa alla maniglia o alla sponda del letto. Sul lato inferiore presenta un'apertura per il cavo di ricarica.
Grazie a questo pratico strumento, lo smartphone non viene perso nel letto ed è più facile da afferrare, rispetto a quando appoggiato sul comodino. In tal modo, si dà più autonomia alle persone in cura.
Il design del baldacchino è stato sviluppato da Bitten Stetter in collaborazione con il personale infermieristico. È dotato di tasche per gli oggetti personali e utensili sanitari ed è realizzato in cotone fine traslucido, viene appeso a una spirale e può essere fissato al letto con del velcro.
Se la persona è costretta a stare nel letto, sia in casa anziani che in ospedale, il baldacchino è un modo per consentirle di ritirarsi e avere un po' più di privacy. Può essere chiuso del tutto o solo in parte. In tal modo, la giornata può essere suddivisa nelle varie fasi, migliorando le condizioni di illuminazione. Tenendo lontane le luci del neon o i raggi di sole, trasmette una sensazione di casa ed è ideale, ad esempio, per i momenti di riposo.
Il «sensore di piume» è realizzato in ceramica e piume di uccello. Può aiutare a superare la paura del contatto, ma anche diventare strumento di conversazione.
Bitten Stetter ha notato che il contatto fisico viene spesso a mancare durante le permanenze ospedaliere e ha dunque sviluppato uno strumento che simula delle dolci carezze. Stimolando il tatto si crea una sensazione di vicinanza, innescando un sentimento di conforto che può dare grande sollievo.
La designer zurighese ha ridisegnato anche una sorta di biberon. La cosiddetta «Care Cup» è una tazza che facilita la presa ed è dotata di un beccuccio per bere più comodamente. È realizzata in ceramica anziché in plastica e consente di bere a piccoli sorsi mentre si è sdraiati o appoggiati.
Le tazzine per neonati sono spesso disegnate con amore, con tocchi di colore e fantasia. Quelle per gli adulti, invece, sono quasi sempre bianche o grigie. La «Care Cup», d'altro canto, è disponibile in diversi colori. Il design personalizzato consente alle persone malate di rendere più accogliente l'ambiente della stanza d'ospedale che in genere è piuttosto sterile.
Il set di cubi in legno riporta sui lati parole chiave come «procura», «dolore» o «addio». Può servire come strumento di comunicazione o per aprire una conversazione.
Proprio perché spesso è difficile affrontare tali argomenti, il gioco dei dadi può aiutare a parlare della malattia, della vita che sta finendo e di altri temi rilevanti in questo contesto. In tal modo, la persona malata ha la possibilità di prendere delle decisioni per migliorare la qualità della sua ultima fase di vita, rendendo più facile questa fase anche per amici e famigliari.
Fino al 14 maggio 2023, il progetto «Finally» fa parte della mostra «The Bigger Picture: Design – Women – Society», in cui sono esposte opere di una selezione di designer svizzere degli ultimi 120 anni. Il 30 marzo si terrà anche una conferenza sul tema «Dare forma alla morte» presso la Generationenhaus di Berna, con Bitten Stetter tra i partecipanti. Puoi annunciarti sulla pagina web ufficiale.Immagine di copertina: Pia Seidel
«Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo.»
– Albert Einstein