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STANS - Pilatus si aspetta nuovi importanti commesse e nonostante il franco forte ribadisce il suo ancoraggio alla piazza industriale elvetica: il costruttore aeronautico di Stans (NW) sta infatti pensando a una produzione su licenza in Cina, ma nel paese asiatico non verranno costruiti impianti propri, ha spiegato Oscar Schwenk, presidente della direzione e del consiglio di amministrazione della società, in una intervista al settimanale economico "Handelszeitung" in edicola domani.
In Svizzera Pilatus creerà nei prossimi cinque anni 400 posti di lavoro, mettendo in piedi anche diversi edifici nuovi, ha sottolineato il manager. Questo perché, come noto, sono giunti ordini da India, Arabia Saudita e Qatar. Ma non solo: Schwenk punta su ulteriori lucrative commesse. "La Francia ha bisogno di un nuovo addestratore e anche Svezia e Australia potrebbero avanzare una richiesta", osserva.
Schwenk ha anche fornito dettagli sulla sua successione alla guida operativa: al momento sono in corsa due candidati, un esterno e un interno. La decisione sarà presa in ottobre. A partire da fine anno l'imprenditore 67enne si concentrerà sulla presidenza del Cda.
Schwenk critica poi il concorrente Ruag, che ora offre la manutenzione degli apparecchi Pilatus. "Abbiamo costruito il nostro know-how sull'arco di diversi anni e ora sul mercato arriva la Ruag con i suoi prezzi sovvenzionati", si rammarica il dirigente. Il numero uno di Pilatus afferma di non aver nessuna idea di dove voglia andare Ruag con la sua strategia all'estero: a suo avviso però il gruppo andrebbe ristrutturato e ridimensionato.
ATS