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Il nuovo governo di Benyamin Netanyahu ha ottenuto alla Knesset (Parlamento) la fiducia: ma si basa su una maggioranza risicata - 61 voti a favore, 59 contro - malgrado la coalizione sia composta da ben cinque liste, tutte di destra.
Il brillante successo elettorale del Likud alle politiche del 17 marzo sembra essersi dunque volatilizzato e la gestione del potere si preannuncia molto complessa.
Non a caso il premier, nel discorso di presentazione del governo, ha tenuto a precisare due concetti: ha anticipato che cercherà di allargare la base della coalizione e che punterà poi ad una riforma istituzionale che consenta al Paese una maggiore governabilità. Ma se sperava di gettare un ponte verso la opposizione laburista, il leader di quel partito Isaac Herzog gli ha subito chiarito di non essere disponibile. Rivolgendosi a Netanyahu, ha lanciato: "Lei non ha costituito un governo, bensì un circo".
Questa osservazione - condivisa per la verità da buona parte degli osservatori parlamentari - si basa sull'impressione negativa creata dalle laboriose trattative per la formazione del governo, protrattesi per quasi due mesi, e anche sulle ore convulse della giornata in cui Netanyahu ha dovuto dedicare abbondanti energie per convincere i compagni di partito ad accettare dicasteri a loro sgraditi. In casi estremi Netanyahu si è visto costretto ad inventare nuove cariche e nuove funzioni (ad esempio, il deputato druso Ayub Kara, Likud, è stato nominato 'viceministro con funzioni di ministro').
L'ingresso di Netanyahu in aula è stato accolto con espressioni di biasimo da parte dei deputati della Lista araba unita, il terzo partito alla Knesset in ordine di grandezza. Il presidente della Knesset, Yoel Edelstein, ha dovuto allontanare tre deputati arabi, per consentirgli di leggere il proprio intervento.
Quando è passato alla lettura della lista dei ministri, si è avuta conferma che nel prossimo futuro oltre alla carica di premier Netanyahu manterrà anche il dicastero degli Esteri, rimasto vacante con le dimissioni di Avigdor Lieberman. Ma in quel ministero ci sarà adesso, in qualità di viceministro, Tzipi Hotoveli, una parlamentare del Likud nota per le sue posizioni nazionaliste.
SDA-ATS