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L'industria ritiene che i due miliardi di franchi che il Consiglio federale ha deciso di stanziare mercoledì scorso a sostegno dell'economia elvetica, confrontata con le difficoltà dovute al vigore del franco, vadano impiegati in modo da avere effetto il più presto possibile. Gli esportatori auspicano tuttavia soprattutto un indebolimento della valuta elvetica da parte della Banca nazionale svizzera (BNS).
Swissmem, l'organizzazione che rappresenta l'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica, attende con ansia di sapere come e in quali ambiti il governo intende impiegare gli aiuti all'industria esportatrice.
"Ciò che serve davvero è un chiaro indebolimento del franco", ha sostenuto. L'organizzazione approva quindi l'intervento della BNS, la quale agisce in maniera indipendente dal governo. Pure mercoledì scorso la BNS aveva annunciato che avrebbe intensificato le misure contro l'apprezzamento del franco, aumentando "considerevolmente" le liquidità sul mercato monetario, e che in caso di necessità avrebbe preso altri provvedimenti.
Molte imprese hanno bisogno di sostegno. Sgravi fiscali hanno però solo un effetto ritardato, ha spiegato il portavoce di Swissmem Ivo Zimmerman, aggiungendo che chi non realizza utili non paga comunque imposte. Anche la promozione dell'innovazione, per quanto accolta positivamente dall'economia, non dà esiti immediati. Eppure il tempo stringe.
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