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Autonomia tariffaria significa che i partner tariffali – cioè medici, ospedali e assicuratori – organizzano e svolgono autonomamente le trattative tariffarie, concordando le tariffe tra di loro. Il Consiglio federale ha solo una competenza sussidiaria per intervenire sulle tariffe. Dopo il fallimento delle trattative per una nuova tariffa ambulatoriale nel 2016, si sta tentando di eliminare tale autonomia tariffaria in ambito ambulatoriale e di introdurre una tariffa ufficiale. Iniziative in altro senso puntano invece a creare un ufficio nazionale delle tariffe.
Anche secondo la FMH, per poter effettuare una gestione corretta ed economicamente conveniente della tariffa ambulatoriale, dovrebbe essere creato un ufficio nazionale delle tariffe secondo il modello del settore ospedaliero (SwissDRG). A tale proposito la FMH ritiene fondamentali tre punti: in primo luogo deve continuare a essere garantita l’autonomia strutturale e organizzativa dei partner tariffali. In secondo luogo il Consiglio federale deve continuare a limitarsi ad approvare la tariffa proposta dall’organizzazione. Infine, la fornitura dei dati deve essere effettuata solo all’ufficio nazionale delle tariffe e non al Consiglio federale.
Descrizione
Questa iniziativa parlamentare punta a una modifica dell’art. 43 cpv. 5 e 8 della LAMal, il quale richiede da parte dei partner tariffali la creazione di un’organizzazione per l’elaborazione, lo sviluppo, l’adeguamento e la manutenzione delle strutture tariffarie. Il Consiglio federale può stabilire i principi fondamentali concernenti la forma e la gestione di tale struttura organizzativa. A tale proposito i partner tariffali sono tenuti a fornire al Consiglio federale i dati necessari alla definizione, adeguamento e approvazione delle tariffe e dei prezzi.
Posizione della FMH
L’organizzazione di nuova creazione dovrebbe poter determinare autonomamente la propria forma e gestione, nonché la composizione paritetica dei partner tariffali. L’autodeterminazione è un presupposto importante per un positivo sviluppo delle tariffe.
Dal 2009 sussiste per legge l’obbligo di fornitura dei dati da parte dei fornitori di prestazioni (artt. 23 e 59a LAMal). Ora i dati devono essere forniti anche se non viene presentata nessuna tariffa per l’approvazione. In tal modo viene creato un fondamento giuridico affinché il Consiglio federale in futuro possa determinare autonomamente le tariffe indipendentemente dalle trattative tariffarie.
Tale nuova disposizione comprende un obbligo illimitato di fornitura dei dati. Il principio della proporzionalità non è soddisfatto. Si tratta di un attacco all’autonomia tariffaria dei partner tariffali. Il sistema sussidiario, nel quale il Consiglio federale interviene nell’autonomia tariffaria solo se le trattative tariffarie falliscono, viene abbandonato a favore della tariffa di stato.
Le trattative tariffarie tra assicuratori e fornitori di prestazioni per individuare soluzioni in grado di ottenere consenso necessitano di tempo. In compenso il risultato è solido e affidabile.
Descrizione
Questa mozione chiede che il Consiglio federale sottoponga fondamenti giuridici affinché la tariffa ambulatoriale venga adeguata e sviluppata periodicamente dai partner tariffali. La forma organizzativa del settore ospedaliero (SwissDRG) potrebbe essere utilizzata come modello per il settore ambulatoriale. Oltre alla tariffa per singola prestazione dovrebbero essere concordati anche dei forfait. Inoltre, dovrebbe essere eliminato il diritto di veto.
Posizione della FMH
Anche secondo la FMH, per poter effettuare una gestione corretta ed economicamente conveniente della tariffa ambulatoriale, dovrebbe essere creato un ufficio nazionale delle tariffe secondo il modello del settore ospedaliero (SwissDRG). A tale proposito la FMH ritiene fondamentali due punti: in primo luogo deve continuare a essere garantita l’autonomia strutturale e organizzativa dei partner tariffali e, in secondo luogo, il Consiglio deve continuare a limitarsi ad approvare la tariffa su proposta dell’organizzazione.
La FMH è inoltre favorevole al fatto che, sulla base di una tariffa per la singola prestazione in ambito ambulatoriale, vengano definiti dei forfait laddove possa risultare utile. Ciò accade già oggi tra fornitori di prestazioni e assicuratori. La FMH sostiene anche la terza richiesta della mozione, cioè l’eliminazione del diritto di veto.
La qualità nel settore sanitario è un compito chiave del corpo medico e gode di un’elevata priorità sia nel lavoro quotidiano dei medici che a livello della politica di categoria. I pilastri fondamentali della qualità del lavoro sono rappresentati da trasparenza, impegno e sostenibilità. Il fatto che miglioramenti qualitativi possano andare di pari passo con i risparmi è dimostrato da iniziative come «smarter medicine»: meno trattamenti medici possono rappresentare la scelta migliore per un paziente e risparmiargli sofferenze inutili. A questo proposito è il corpo medico ad avere la responsabilità di prendere decisioni sulla base dell’evidenza e in collaborazione con il paziente.
Tutti i medici autorizzati possono fatturare prestazioni a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Oggi i pazienti possono scegliere liberamente il proprio medico perché le assicurazioni hanno il divieto di escludere medici. Il rischio insito nell’eliminazione del cosiddetto obbligo di stipulazione del contratto consiste nel fatto che gli assicuratori potrebbero far prevalere considerazioni relative ai costi rispetto a quelle concernenti la qualità dell’assistenza ai pazienti.
Descrizione
Questa iniziativa parlamentare contiene una delle molte proposte su come regolare la gestione delle autorizzazioni per i medici. Essa chiede che i cantoni stabiliscano per i fornitori di prestazioni una fascia (cifre minime e massime). Secondo la proposta i fornitori di prestazioni dovrebbero soddisfare i requisiti in fatto di qualità ed economicità delle prestazioni e stipulare un contratto di autorizzazione con uno o più assicuratori oppure fornire prestazioni nell’ambito di una rete di assistenza integrata. Gli assicuratori, dal canto loro, sarebbero tenuti a stipulare contratti con un numero di fornitori di prestazioni pari al minimo stabilito dal cantone.
Posizione della FMH
L’obiettivo di questa iniziativa parlamentare è eliminare l’obbligo di stipulazione del contratto, limitando in tal modo la libera scelta del medico. Se sono le casse malati, nel loro ruolo di sostenitori dei costi, a determinare a quali medici possono rivolgersi in caso di necessità i propri assicurati, c’è il rischio che nel trattamento dei pazienti prevalgano considerazioni legate ai costi piuttosto che criteri qualitativi. Particolarmente colpiti sarebbero i pazienti cronici, che dipendono da un’assistenza costante e pertanto causano costi elevati. Al fine di garantire un’elevata sicurezza per i pazienti, la FMH è fermamente contraria all’eliminazione della libera scelta del medico.
Le autorizzazioni ai medici devono essere rilasciate attraverso due criteri qualitativi efficaci da soddisfare cumulativamente. L’attività medica non deve essere stata svolta solo, come avvenuto fino ad ora, presso un centro di perfezionamento professionale svizzero riconosciuto, bensì ora anche nella disciplina specialistica per la quale viene richiesta l’autorizzazione. I medici devono dimostrare di possedere la competenza linguistica necessaria nella propria regione di attività attraverso un esame di lingua sostenuto in Svizzera.
Segretariato generale FMH
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