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Migliaia di migranti centroamericani continuano a premere da Tecún Umán, in Guatemala, sulla frontiera del Messico, mentre oltre 2'000 sono riusciti negli ultimi giorni ad entrare illegalmente in territorio messicano, attraversando il fiume Suchiate, decisi ad avanzare verso gli Stati Uniti. Dopo sette ore di marcia ininterrotta, durante le quali hanno percorso 38 chilometri, hanno raggiunto Tapachula. Alla più vicina frontiera con il Texas ne mancano oltre 1'800.
Si tratta di un'emergenza collettiva senza precedenti e che ha messo in allarme la Casa Bianca. Impegnato nella campagna elettorale per le elezioni di mid-term del 6 novembre, Donald Trump ha preteso dai Governi coinvolti che frenino tale avanzata, minacciando altrimenti di "mobilitare anche l'esercito" e di "chiudere la frontiera" meridionale.
Il futuro presidente messicano, Andrés Manuel López Obrador, che entrerà in carica il 1° dicembre prossimo, ha intanto chiesto al governatore dello Stato messicano del Chiapas di seguire attentamente gli sviluppi della “carovana migrante” con l'obiettivo di proteggere e garantire i diritti umani dei centroamericani in viaggio.