Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01247.jsonl.gz/1340

L'olandese si impone anche nel Gran Premio d'Austria e allunga sul compagno Perez in vetta al Mondiale, pur avendo dovuto rincorrere Leclerc in una fase
Stavolta ha dovuto sporcare i guanti, Max Verstappen. In un Gran Premio d’Austria dinamico e ricco di variabili, in cui è mancata solo la tanto annunciata pioggia, al leader del Mondiale non è riuscito di guidare in testa tutti i giri della corsa. Durante il quindicesimo passaggio, il motore Ferrari che equipaggiava la Haas di Nico Hülkenberg è esploso e i commissari, per ritirare l’auto in sicurezza, hanno preferito attivare la Virtual Safety Car. Con le auto che rallentano in pista, il tempo per la sosta e il cambio degli pneumatici si dilata. Tutti ne hanno approfittato per raggiungere i garage e cercare un jolly da pescare nel mazzo dei meccanici, tra i piloti di testa solo il duo della Red Bull ha ritardato il cambio. Verstappen ha aspettato dieci giri prima di mettere gomme fresche e lanciarsi all’inseguimento di Charles Leclerc, il pilota della Ferrari che era momentaneamente balzato in testa alla corsa. Il monegasco, protetto dagli ordini di scuderia dagli attacchi di un baldanzoso Carlos Sainz e supportato da un mezzo rinnovato non solo nell’estetica, ha tenuto un buon passo, intorno all'1'09‘’9, nonostante le insidie del degrado gomme, da sempre spauracchio della casa di Maranello. Verstappen, a bordo della sua astronave con il toro rosso disegnato sulle fiancate, ha dovuto consumare la suola della scarpa destra, pigiando forte sull’acceleratore per recuperare il gap. I sette decimi al giro recuperati alla Ferrari hanno permesso a Verstappen di arrivare negli scarichi di Leclerc in una manciata di giri e di consumare il sorpasso decisivo. Verstappen al sabato, nella Sprint Race, il formato di gara breve da cento chilometri, aveva fatto a ruotate con Sergio Perez per imporre la sua regola. E se il messaggio non fosse arrivato forte e chiaro nel box del suo compagno di squadra, nel finale della corsa della domenica, il campione olandese ha strappato al rivale il punto addizionale per il giro più veloce con una manovra al limite della stupidità: un errore nell’ultimo giro di gara non sarebbe stato recuperabile, avrebbe potuto perdere l’intera posta. Venticinque punti buttati all’aria per guadagnarne uno in più.
Da quel momento del sorpasso a Leclerc in poi, la gara di Verstappen si è trasformata in una lunga attesa per la bandiera a scacchi, mentre dietro infuriava la lotta praticamente per ogni posizione. Sainz, per tutto il weekend e già da qualche Gran Premio, ha dimostrato di essere il pilota più in forma della griglia. Per una volta la Ferrari avrebbe dovuto premiarlo, concedergli di superare Leclerc e fare quantomeno da lepre al monegasco. Invece al muretto hanno preferito congelare le posizioni e osservare l’andamento della corsa. Lando Norris si è battuto con una rediviva McLaren, rianimati dagli ultimi aggiornamenti aerodinamici e da una pista che è tra le preferite del pilota inglese. Norris sta vincendo il duello interno con Oscar Piastri, uno con la stoffa da predestinato, e sta dimostrando di essere materiale da campione del mondo, al pari di Verstappen e di Leclerc. Lewis Hamilton ha combattuto contro la sua Mercedes, usando più la radio del volante, al punto che il team principal Toto Wolff lo ha dovuto rabbonire: «Sappiamo che la macchina non è buona, per favore guida». Hamilton lamentava una scarsa velocità e tantissimo sottosterzo, a cui imputava le numerose uscite di pista per cui è stato alla fine penalizzato. In casa Aston Martin hanno pensato al sodo, Alonso e Stroll sono finiti entrambi a punti in un weekend in cui nessuno dei due è riuscito a ricavare grande velocità dalla monoposto. La mossa più brillante del weekend è arrivata fuori dalla pista. Un ricorso di Aston Martin ha messo sotto scacco la Federazione internazionale e reso traballante l’intero ordine di arrivo: si è scoperto che solo una parte delle 1200 violazioni per track limits sono state valutate all’interno della gara. Otto piloti sono stati penalizzati cinque ore dopo la bandiera a scacchi. Il podio con Verstappen, Leclerc e Perez resta, mentre retrocedono Sainz, Hamilton e Gasly. Sull’asfalto il progetto della casa inglese di Alonso e Stroll sembra essere giunto a un plateau di prestazioni difficile da superare, almeno con le limitazioni di spesa che i team sono costretti a rispettare durante l’anno. Gli ultimi aggiornamenti non hanno dato gli effetti sperati e, poco alla volta, l’Aston Martin è stata risucchiata nel gruppo dalla Ferrari, dalla Mercedes, e ora anche dalla McLaren.
È stato un disastro il weekend delle Alfa Romeo Sauber. Guanyu Zhou e Valtteri Bottas hanno chiuso la gara nelle posizioni di rincalzo fuori dai punti. La gara del finlandese è stata rovinata da uno scontro al via. Yuki Tsunoda è arrivato all’interno della prima curva con troppa fiducia, ha portato la sua Alpha Tauri sul cordolo e nel rimbalzo sull’asfalto ne ha perso il controllo. Bottas si è così ritrovato stretto tra il pilota giapponese e Esteban Ocon su Alpine, non ha potuto far niente per evitare la rottura dell’ala anteriore. C’era grande fiducia in casa Alfa Romeo, dopo le buone prestazioni del Gran Premio del Canada. La pista di Spielberg aveva delle affinità con il circuito dedicato a Gilles Villeneuve, con la prima parte del tracciato anch’essa fatta di rettilinei spezzati da curve lente. Una parte per auto aerodinamicamente efficienti, dotate di motori potenti e con grande trazione. L’altra parte del percorso è però completamente diversa, con curve veloci in appoggio che premiano la generazione di un grande carico aerodinamico e l’abilità della meccanica di trasferire il peso velocemente da una curva all’altra.
Di grandi curve veloci e brevi rettilinei è fatto anche il circuito storico di Silverstone dove domenica prossima si correrà il Gran Premio di Gran Bretagna. Si prevede un altro dominio della Red Bull, sono le condizioni tecniche in cui il gioiello del decano dei progettisti Adrian Newey eccelle. Gli altri potranno solo limitare i danni, accontentarsi delle briciole, sperimentare in pista idee e soluzioni in vista del 2024. A meno che le nuove gomme Pirelli, che debutteranno proprio a Silverstone, non riservino sorprese.