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L’ex direttore di un’affiliata londinese di una compagnia marittima russa era stato arrestato il 22 dicembre 2006 a Zurigo. Stando alla domanda di estradizione russa, avrebbe concluso affari svantaggiosi con l’aiuto di complici truffando la società madre per almeno 400 milioni di dollari americani. La metà dell’utile ricavato sarebbe stato riciclato sotto forma di investimenti in partecipazioni e prestiti in Russia.
Il 9 marzo 2007 l’Ufficio federale di giustizia (UFG) aveva autorizzato l’estradizione in Russia, a patto tuttavia che le autorità russe garantissero condizioni di detenzione conformi ai diritti umani e concedessero un diritto di visita alla rappresentanza svizzera. La decisione di estradizione dell’UFG era stata confermata dal Tribunale penale federale il 5 luglio 2007 e dal Tribunale federale il 18 dicembre 2007. Per tutelare maggiormente l’uomo d’affari, il Tribunale federale aveva tuttavia vincolato l’estradizione a una precisazione delle garanzie russe, che nel frattempo sono state fornite.
Rischio teorico minimo grazie a garanzie
In una decisione di principio (1C_205/2007), il Tribunale federale aveva illustrato come in determinati casi si debba seriamente presupporre che una persona estradata nello Stato richiedente possa subire un trattamento lesivo dei diritti umani. Per mezzo di garanzie diplomatiche, tale rischio può tuttavia essere eliminato o minimizzato fino ad apparire teorico. Un tale rischio teorico, praticamente inevitabile, non è sufficiente per negare l’estradizione, altrimenti non sarebbe più possibile estradare e gli autori di reati potrebbero sfuggire al perseguimento penale varcando la frontiera.
Estradizione ritardata da un ricorso a Strasburgo
Il 20 febbraio 2008 l’Ambasciata russa trasmetteva una dichiarazione di garanzia rispondente alle condizioni stabilite dal Tribunale federale, rilasciata dalla Procura generale russa. La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, dinanzi alla quale l’uomo d’affari aveva impugnato la decisione di estradizione delle autorità svizzere, aveva tuttavia chiesto alla Svizzera di posticipare l’esecuzione. Dopo un primo esame del ricorso, il 19 giugno 2008 la Corte ha ritirato la richiesta di effetto sospensivo, dando di fatto il nullaosta all’esecuzione dell’estradizione. La Corte non si è ancora pronunciata in merito al ricorso.
Ultima modifica 30.06.2008