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Il commercio estero della Svizzera ancora in calo
In luglio le esportazioni sono scese del 16% e le importazioni del 18%. Il commercio con l'UE, principale partner economico della Svizzera, ha subito una diminuzione di quasi un quinto. In alcuni settori si constata tuttavia un leggero miglioramento.
Nel mese di luglio l'economia elvetica ha esportato beni e servizi per un totale di 16,27 miliardi di franchi. In termini reali, ossia tenendo conto dell'inflazione, il calo è stato del 15,1% rispetto a un anno fa, ha indicato giovedì l'Amministrazione federale delle dogane.
La crisi ha colpito tutti i settori. Rispetto alla tendenza osservata dall'inizio dell'anno in quattro rami economici, in particolare la metallurgia e l'industria chimica, è stato comunque constatato un leggero miglioramento.
L'industria metallurgica rimane comunque quella che naviga nelle peggiori acque: dall'inizio dell'anno il calo è infatti stato del 37,1% (-34,9% in luglio). Diminuzioni sopra il 20% sono state registrate anche nell'industria delle macchine, in quella tessile, orologiera, materie plastiche, nonché carta e arti grafiche.
La contrazione ha toccato quasi tutti i continenti, ad eccezione di Cina, Canada, Giappone e qualche altro paese. Il commercio con l'UE è regredito di quasi un quinto (-18,8%).
Le importazioni si sono attestate a 13,92 miliardi di franchi, ciò che rappresenta una diminuzione del 18% in termini nominali e del 14% in termini reali.
Il calo più forte ha colpito l'acquisto di prodotti energetici, con una diminuzione di circa il 35%.
La bilancia commerciale della Svizzera chiude con un'eccedenza di 2,34 miliardi di franchi, praticamente la stessa cifra di un anno fa.
swissinfo.ch e agenzie
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