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Al momento attuale, un divieto generale di pubblicizzare i prodotti del tabacco incontrerebbe il favore della maggioranza della popolazione. I cittadini chiedono infatti norme più severe di quelle previste dal nuovo disegno di legge sui prodotti del tabacco. Un divieto generalizzato è importante perché i divieti parziali spingono le multinazionali del tabacco a investire in settori dove la pubblicità, le sponsorizzazioni e la promozione sono ancora permessi.
L’Ufficio federale della sanità pubblica ha pubblicato oggi uno studio rappresentativo condotto nel 2014 nell’ambito del Monitoraggio svizzero delle dipendenze su un campione di circa 5000 persone, cui è stato chiesto che cosa ne pensassero delle misure politiche adottate per prevenire il tabagismo. I membri della Coalizione per una legge efficace sui prodotti del tabacco sono soddisfatti che la popolazione abbia capito e sostenga le misure necessarie per prevenire le dipendenze. Rispetto all’ultima indagine del 2012 il sostegno popolare è in continuo aumento.
Il 53% degli intervistati è a favore di un divieto generalizzato di pubblicizzare i prodotti del tabacco. Si tratta di un segnale chiaro per il mondo politico: nel limitare la pubblicità ai prodotti del tabacco la popolazione andrebbe infatti più in là del Consiglio federale. Nel nuovo disegno della legge sui prodotti del tabacco la pubblicità dovrebbe essere bandita dai cartelloni pubblicitari, dai media stampati e dai cinema. Le attività di sponsorizzazione e di promozione, incluse quelle nei punti vendita, continuerebbero invece ad essere permesse. Gli oppositori delle limitazioni alla pubblicità avevano già giudicato il disegno di legge come una "messa sotto tutela" dei cittadini o addirittura come un progetto "liberticida". La popolazione, però, non sembra essere dello stesso parere. Anche le paventate minori entrate del settore pubblicitario sarebbero sostenibili, dato che la pubblicità ai prodotti del tabacco corrisponde solo allo 0,3% del fatturato globale del settore pubblicitario.
L’atteggiamento della popolazione corrisponde alle rivendicazioni che i membri della Coalizione avanzano da tempo. A dire il vero, già nel 2004 la Svizzera aveva sottoscritto la Convenzione quadro dell’OMS per la limitazione del consumo di tabacco. Tuttavia, il nostro è uno degli ultimi paesi europei a non aver ancora ratificato tale convenzione, che prevede il divieto di pubblicizzare, sponsorizzare e promuovere in qualsiasi altro modo i prodotti del tabacco. Diversi studi sono giunti alla conclusione che un divieto generalizzato contribuirebbe a ridurre il tabagismo.
Come è emerso da un sondaggio del CIPRET (il Centre d’information pour la prévention du tabagisme), bandire la pubblicità del tabacco da tutti i settori della vita è necessario perché, in caso di divieti parziali, i produttori di sigarette farebbero confluire le loro attività promozionali verso altri canali, in particolare laddove potrebbero raggiungere i giovanissimi.
Perché dunque un prodotto, che dà forte dipendenza e che nella sola Svizzera causa ogni anno 9'000 vittime, dovrebbe essere promosso dalla pubblicità? La politica è ora chiamata a prendere sul serio la volontà dei cittadini.
I risultati principali dello studio
- Un divieto generalizzato di pubblicizzare i prodotti del tabacco è sostenuto dal 53% e respinto dal 45% degli intervistati.
- Rispetto alle indagini svolte nel 2012 e nel 2014, i fautori di un divieto generale sono nettamente aumentati (nel 2012 gli interpellati a favore raggiungevano appena il 48%).
Le cifre del consumo di tabacco in Svizzera
- Secondo i risultati del Monitoraggio svizzero delle dipendenze, la proporzione di fumatori nella popolazione di 15 anni o più è oggi di 25%.
- La metà degli adulti che fuma abitualmente muore prematuramente a causa di una malattia causata dal tabacco. In Svizzera le vittime sono oltre 9’000 all’anno.
- Il 57% dei fumatori iniziano a fumare regolarmente quando sono ancora minorenni.
- Si stima che nel 2000 il fumo abbia causato costi materiali pari a 5,5 miliardi di franchi.
- Il fumo peggiora lo stato di salute generale. I fumatori devono assentarsi più spesso e più a lungo degli altri dal posto di lavoro e fanno maggiormente capo alle cure mediche.
Per eventuali domande potete rivolgervi a:
Dipendenze Svizzera:
Monique Portner-Helfer, addetta stampa, +41 21 321 29 74,
<email-pii>
Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo:
Thomas Beutler, collaboratore scientifico, +41 31 599 10 20, <email-pii>
Lega polmonare svizzera:
Barbara Weber, addetta stampa, +41 31 378 20 72, <email-pii>