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<h2>SubmittedText<h2><p>Oltre a comportare pericoli ecologici diretti, il cambiamento climatico rappresenta anche un rischio per la sicurezza a livello internazionale. Il "Wissenschaftliche Beirat der (deutschen) Bundesregierung" (WBGU), un organo indipendente di consulenza scientifica del governo tedesco, pubblica nel suo ultimo rapporto ("Welt im Wandel: Sicherheitsrisiko Klimawandel") un allarme sulle conseguenze che il cambiamento climatico avrà in materia di politica di sicurezza. Chiedo pertanto al Consiglio federale quanto segue: </p><p>1. Come valuta il governo i pericoli per la sicurezza internazionale dovuti al cambiamento climatico?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide il parere del WBGU, secondo cui per prevenire ripercussioni sulla sicurezza internazionale è necessario intervenire con decisione nei prossimi 10 a 15 anni?</p><p>3. Quali sono le misure che il Consiglio federale intende adottare per combattere le conseguenze del cambiamento climatico in materia di politica di sicurezza?</p><p>4. Il governo è disposto a "trasferire significativi fondi dai bilanci dell'esercito alle misure di prevenzione nell'ambito della cooperazione allo sviluppo" come chiesto dal WBGU?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a elaborare un piano d'azione vincolante come prospettato dal WBGU?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale riconosce che il cambiamento climatico non presenta soltanto una dimensione economica e sociale, ma ha conseguenze importanti anche sulla politica di sicurezza. È quanto mostrato anche dal conferimento del premio Nobel per la pace all'ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore e al gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC). Nei Paesi in via di sviluppo particolarmente colpiti dagli effetti del cambiamento climatico, l'innalzamento del livello del mare o la diminuzione dell'acqua dolce a disposizione potrebbero ad esempio causare un inasprimento dei conflitti a livello nazionale e internazionale. Inoltre, i contrasti locali potrebbero trasformarsi in conflitti transfrontalieri di vaste dimensioni, con conseguenti scontri armati, flussi di profughi, tensioni interne in Paesi terzi e ostacoli agli scambi economici. In tal modo, le conseguenze internazionali di conflitti interni potrebbero interessare anche Stati geograficamente lontani come la Svizzera.</p><p>2./3. Alla luce dei rapporti dell'IPCC pubblicati nel 2007, il Consiglio federale è convinto che sia necessario avviare con urgenza una procedura efficace e coordinata a livello internazionale per far fronte al cambiamento climatico. Per contrastare le conseguenze del cambiamento climatico a livello di politica di sicurezza, come ad esempio la destabilizzazione di determinate regioni del mondo o i flussi di profughi, la Svizzera considera prioritario l'impiego degli strumenti tradizionali della politica estera di sicurezza, dell'aiuto umanitario e della cooperazione allo sviluppo. Una base importante per la valutazione del rischio è costituita dal rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza, pubblicato per l'ultima volta nel 1999. In futuro, il governo intende procedere, una volta per ogni legislatura, alla verifica ed eventualmente all'adeguamento di tale rapporto, analizzando anche i rischi per la sicurezza derivanti dal cambiamento climatico. Probabilmente entro la fine del 2009 o l'inizio del 2010, il Consiglio federale presenterà al Parlamento un rapporto sulla verifica della strategia della Confederazione in materia di politica di sicurezza.</p><p>4. In base al mandato conferitogli dalla Costituzione, l'esercito deve essere capace di garantire la protezione del territorio e la difesa della popolazione, sostenere le autorità civili e contribuire al mantenimento della pace in ambito internazionale. Per realizzare quest'ultimo obiettivo sono necessarie misure, sia civili che militari, atte a consolidare la pace, a porre fine ai conflitti armati e a evitare che ne sorgano di nuovi. Un ruolo importante per la promozione della pace e la prevenzione dei conflitti sul lungo periodo è svolto dagli strumenti della politica di sviluppo volti a rimuovere le cause dei conflitti stessi. Tuttavia, la valorizzazione degli sforzi multilaterali in materia di sicurezza nel quadro della cooperazione allo sviluppo non devono escludere le missioni dell'esercito.</p><p>5. Il Consiglio federale sta attualmente discutendo sulla strategia in materia di politica climatica da adottare dopo il 2012 e, in tale ambito, prende in considerazione anche le esigenze legate alla politica di sicurezza. Basandosi sulla vigente legge sul CO2, il Consiglio federale presenterà per tempo al Parlamento un messaggio relativo alla legislazione sul clima per il periodo successivo al 2012.</p>  Risposta del Consiglio federale.