Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01218.jsonl.gz/1372

ZURIGO - Dopo la sconfitta elettorale dell'UDC nel canton Zurigo il presidente nazionale Albert Rösti punta il dito contro SRF: la radiotelevisione svizzero tedesca è accusata di aver avuto un impatto decisivo sul voto, dando un'importanza completamente esagerata al dibattito sul clima.
«Nelle ultime due settimane prima del voto vi sono state trasmissioni quasi quotidiane sul tema», afferma Rösti in un'intervista pubblicata oggi dal Tages-Anzeiger. «È bello che molti liceali si impegnino ora politicamente: ma la nostra televisione di stato ha fatto dello sciopero climatico una battaglia propagandistica che non si era mai vista».
Per Rösti questo è «solo un fattore» che spiega la sconfitta a Zurigo (arretramento percentuale nel Gran consiglio del 5,6%: mai il partito era sceso così tanto, ed è anche il passo indietro più marcato fra tutte le elezioni cantonali dal 2015). Ma a suo avviso è ad esempio «drammatico» il fatto che la verde liberale Tiana Moser, consigliere nazionale zurighese e capogruppo alle Camere federali, sia stata intervistata «in modo del tutto non critico da SRF per 40 minuti sul suo tema».
Secondo Rösti la campagna «completamente fuori luogo e sproporzionata» sul clima portata avanti da SRF ha fortemente danneggiato l'UDC e le altre formazioni borghesi. «Sembra che ora per riportare la SRG SSR sul terreno dei fatti serva un'iniziativa per il dimezzamento del canone radiotelevisivo», aggiunge il consigliere nazionale bernese, che si dice pronto a sostenere una modifica costituzionale in tal senso. «In questo modo si sgraverebbe anche il ceto medio».
Oltre alla questione climatica, stando al presidente UDC la sconfitta di Zurigo si spiega con il fatto che la gente sta relativamente bene (e che quindi un taglio delle imposte e della burocrazia appaiono relativamente poco importanti) e con la mancata applicazione dell'iniziativa sull'immigrazione di massa, che ha provocato parecchia frustrazione.
Galoppini all'arrembaggio - In vista delle elezioni federali di ottobre si tratterà quindi di mobilitare meglio l'elettorato. Rösti pensa a un approccio che chiama «dell'ambasciatore», ma che ricorda quello dei galoppini in Ticino: in ciascuna sezione UDC un militante che avrà molto tempo e che conosce le persone nel villaggio in cui abita, per esempio un pensionato, si impegnerà - andando casa per casa - a mobilitare cittadini che altrimenti rimarrebbero inattivi. «Riteniamo che ciascun ambasciatore possa convincere 50 persone supplementari a votare il nostro partito: con 1000 sezioni questo significa 50'000 elettori in più».
Nonostante le dichiarazioni del presidente cantonale zurighese Konrad Langhart - che domenica commentando la sconfitta aveva detto che bisogna prendere più sul serio le preoccupazioni climatiche dei cittadini - l'UDC non deve cambiare rotta, secondo Rösti. «Sarebbe politicamente del tutto sbagliato se adesso, a sette mesi dalle elezioni federali, salissimo sul treno del clima».
Il partito intende invece concentrarsi sui dossier "che nel lungo periodo interessano maggiormente la popolazione": vale a dire asilo, immigrazione, Ue (ora tutti sono contro l'accordo quadro, «ma scommetto che nella prossima legislatura improvvisamente passerà in parlamento», dice Rösti), nonché tasse e imposte più basse. L'UDC lavora inoltre a una iniziativa popolare per trasferire un miliardo di franchi dall'aiuto allo sviluppo all'AVS.