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Può trovare maggiori informazoni nel dossier coronavirus.
D: L'insegnamento in presenza è attualmente consentito nella formazione continua?
R: No, dal 2 novembre, l'insegnamento in presenza nella formazione continua è vietato ai sensi dell'ordinanza COVID-19 del 28 ottobre 2020. Ai sensi dell'Art. 6d cpv 1 lett. b e c, Sono esclusi dal divieto:
"lezioni individuali;
le seguenti attività se per il loro svolgimento è richiesta la presenza sul posto:
- - le attività didattiche che sono una componente indispensabile di un corso di formazione;
- - gli esami svolti nel quadro di cicli di formazione, nell’ambito della formazione professionale superiore o per conseguire un attestato ufficiale."
Modificando il rapporto esplicativo dell'ordinanza, il 9 dicembre 2020 il Consiglio federale ha ridotto l'interpretazione della deroga riguardante “le attività didattiche che sono una componente indispensabile di un corso di formazione”. A partire da quel momento, l'applicabilità della deroga è limitata ai corsi di formazione continua che portano a una qualifica regolamentata dallo Stato (ad es. formazione professionale superiore), al conseguimento di certificati settoriali riconosciuti o di altri diplomi e certificati socialmente importanti. La formazione continua che non porta all’ottenimento di titoli non può essere erogata in presenza.
L'11 gennaio 2021 è stato nuovamente leggermente modificato il rapporto esplicativo. Da allora, la deroga si applica anche ai corsi che non portano a un titolo nell’ambito di professioni/attività socialmente importanti. Tra questi, l'UFSP comprende i corsi che servono a mantenere la sicurezza o la salute pubblica.
L’insegnamento individuale e presenziale è ammesso per le formazioni continue strutturate destinate a persone che, per mancanza di competenze di base non sono in grado di partecipare alle lezioni a distanza (si veda sotto).
D: Gli enti di formazione continua possono richiedere l'assistenza per i casi di rigore?
R: Sì. Secondo le norme federali, un caso di rigore esiste se il reddito annuo dell’ente di formazione continua nel 2020 è inferiore al 60% della media del 2018 e del 2019 a causa delle misure obbligatorie anti Covid-19. A tal fine, l’ente deve aver realizzato in media almeno 50'000 franchi di fatturato nel 2018 e nel 2019. Per beneficiare dell’aiuto occorre inoltre che l’ente di formazione fosse redditizio prima dell'epidemia di Covid-19.
Anche le imprese che a partire dal 1° novembre 2020 hanno dovuto chiudere la loro attività per almeno 40 giorni su ordine delle autorità, sono da considerarsi casi di rigore senza dovere dare prova di un calo della cifra d’affari. Inoltre, si può tenere conto anche del calo della cifra d’affari registrato nel 2021. Il limite massimo per i contributi a fondo perduto viene aumentato al 20 per cento della cifra d’affari o a 750 000 franchi per impresa.
I Cantoni sono responsabili della messa in atto dei casi di rigore ed esaminano le richieste caso per caso. Pertanto, le richieste devono essere indirizzate al Cantone in cui l’impresa aveva la sua sede legale il 1° ottobre 2020.
D: Chi valuta se l'insegnamento in presenza può essere considerato “componente indispensabile” della formazione continua, come definito nella deroga?
R: Questa valutazione è di competenza dell’ente di formazione. È compito dell’ente di formazione continua indicare chiaramente, nell'ambito del piano di protezione, i motivi per cui la formazione o parti di essa possono aver luogo solo parzialmente in modalità a distanza. Inoltre, l’ente erogatore, deve, in ogni caso, garantire il rispetto della distanza e delle norme igieniche.
D: L'eccezione di cui all'art. 6d cpv 1 si applica ai pubblici di riferimento che non possono partecipare alle offerte online?
R: Sì, per le offerte formative rivolte a persone che non sono in grado di partecipare a corsi di formazione online, si applica l'eccezione di cui all'art. 6d cpv. 1. Questo riguarda le persone che non possono partecipare ad eventi online a causa: della mancanza di competenze di base, della mancanza di conoscenza della lingua nazionale, della mancanza di competenze digitali o della mancanza di accesso a un dispositivo che consenta l'accesso a Internet. Devono in ogni caso, essere messi in pratica i piani di protezione e la dimensione del gruppo è limitata a 15 persone. Inoltre, le misure cantonali devono sempre essere prese in considerazione e rispettate.
D: Cosa si intende per "formazione strutturata" nel contesto della formazione continua?
R: Secondo art. 6d cpv. 1 dell’ordinanza Covid per “formazione strutturata” si intende qualsiasi evento formativo organizzato con un'impostazione formativa/di apprendimento e con un formato definito (ad es. corso, percorso formativo, workshop), indipendentemente dalla sua durata.
D: In ultima analisi, chi ha il compito di valutare se l’eccezione alla regola definita all'art. 6, cpv 1, è applicabile?
R: La valutazione viene effettuata, in ultima analisi, dal Cantone, che è responsabile dell'esecuzione dell'ordinanza Covid-19 situazione particolare. Tuttavia, i piani di protezione non vengono controllati in anticipo, ma durante un'eventuale ispezione dell’offerta in loco.
Ulteriori informazioni sui contatti delle autorità nazionali e cantonali sono disponibili al seguente indirizzo www.ch.ch.
D: È possibile organizzare eventi di formazione negli hotel per seminari?
R: Sono vietati gli eventi di formazione continua in presenza negli hotel per seminari / alberghi, a meno che non rientrino nell'eccezione di cui all'art. 6d, cpv 1, lettera b dell’ordinanza Covid. Sono esclusi da questo regolamento i corsi interni di formazione continua. Questi possono anche svolgersi in un hotel, nel rispetto delle misure di protezione applicabili agli eventi. (Vedi FAQ sulla "formazione interna").
D: Le attività di formazione continua all'aperto sono escluse dal divieto?
R: Sì, i corsi di formazione continua all'aperto sono esenti dal divieto di formazione in presenza, a condizione che si tratti di corsi "che, per loro natura, non si svolgono nei locali chiusi dell’istituto ma all’aperto, e per i quali si presume un numero esiguo di partecipanti”. La Confederazione ha apportato questo chiarimento in occasione dell'aggiornamento del rapporto esplicativo dell'ordinanza Covid del 19 novembre 2020.
D: Gli esami possono essere svolti in presenza?
R: Sì, secondo l'UFSP e la SERFI gli esami possono essere effettuati in presenza per un massimo di 50 persone. Per gli esami si applica la regola generale delle manifestazioni (art. 6 dell’ordinanza) e non le disposizioni speciali per le attività didattiche (art. 6 dell’ordinanza). Si noti che alcuni Cantoni hanno ridotto il numero di persone ammesse alle manifestazioni. In questi casi si applicano le disposizioni del Cantone.
D: Sono ammessi corsi di formazione interni con la presenza di un istruttore esterno?
R: Sì, questi corsi di formazione sono consentiti, a condizione che vengano rispettate le misure di protezione e in conformità con la regola dell’Home Office della Confederazione.
D: Qual è la definizione di lezione individuale? Si riferisce esclusivamente a modalità di formazione 1:1?
R: In principio, è considerata individuale una lezione che si svolge in modalità 1:1. Tuttavia, secondo l’UFSP è consentito tenere corsi con più persone se queste vivono nella stessa casa. Anche in questo caso devono essere rigorosamente rispettate le regole di distanza e di igiene.
D: Dove posso trovare un modello di piano di protezione?
R: L’ordinanza sui provvedimenti per combattere l’epidemia di COVID-19 nella situazione particolare è una direttiva vincolante per l'elaborazione di piani di protezione per gli istituti di formazione continua privati. Sulla base di questa, la FSEA, in qualità di associazione mantello per la formazione continua, ha elaborato un piano di protezione generale per la formazione continua. Per gli istituti di formazione continua con patrocinio pubblico valgono i requisiti dei rispettivi Cantoni.
Piano di protezione generale FSEA, aggiornato al 03.11.2020
Modello del piano di protezione, versione del 03.11.2020
D: Il piano di protezione deve essere approvato?
R: No. Non è prevista l'approvazione dei piani di protezione da parte delle autorità cantonali o federali.
D: Le tasse del corso devono essere completamente rimborsate a causa di cancellazioni dovute al nuovo coronavirus?
R: Nel caso di un contratto di formazione continua fa testo il contratto bilaterale che si basa sulle prestazioni e sulle prestazioni reciproche. Se il cliente ha già pagato i costi del corso, ma non può beneficiare del servizio dell’ente di formazione o non può beneficiarne completamente - per motivi non imputabili al cliente - ha diritto al rimborso o al rimborso proporzionale dell'importo pagato. L’ente di formazione può apportare precisazioni e differenziazioni al riguardo nelle sue condizioni generali di contratto. In questa situazione eccezionale, la Fondazione per la tutela dei consumatori sconsiglia di trasferire il rischio di costo tel quel ai partecipanti al corso. Come scrive la Fondazione per la tutela dei consumatori, tali condizioni generali unilaterali non rappresentano solo una violazione della fiducia da parte dei clienti, se formulati in modo troppo unilaterale, potrebbero anche violare la legge sull'equità. La crisi dettata dal nuovo coronavirus rappresenta una situazione difficile per i fornitori di tutti i settori industriali. Si dovrebbero quindi cercare e offrire soluzioni alternative che dovrebbero essere prese in considerazione anche dai clienti. Tuttavia, il cliente ha comunque il diritto di richiedere il rimborso dei costi del corso se non può accettare la soluzione alternativa offerta. Ad esempio perché si trova all'estero nel periodo in cui viene riprogrammato il corso o se nelle nuove date in cui dovrebbe tenersi il corso deve subire un intervento medico pianificato.
D: Esiste un’assicurazione per la perdita del fatturato?
R: Per ogni caso, vale la pena di verificare se esiste una copertura assicurativa per i danni dovuti a una pandemia. L'assicurazione contro le epidemie offre comunque una copertura, anche se tale assicurazione è molto costosa e quindi probabilmente solo poche aziende l’hanno stipulata. L'assicurazione per l'interruzione dell'esercizio può anche fornire una copertura per le perdite derivanti da una pandemia, ma più spesso questo fattore di rischio è escluso da tale assicurazione. Se non ha già stipulato un’assicurazione in questo senso, potrebbe essere difficile assicurarsi contro il rischio associato al coronavirus.
Per saperne di più (in tedesco)
D: Cosa posso fare a breve termine come istituto di formazione continua per ridurre le conseguenze economiche?
R: Può richiedere un’indennità per lavoro ridotto per i dipendenti a tempo indeterminato (salario mensile o a ore). I lavoratori su chiamata hanno diritto all’identità di lavoro ridotto se il loro lavoro oscilla in media meno del 20%. Le domande devono essere presentate presso la sezione del lavoro del Canton Ticino.
Il termine di attesa è stato abolito. L’indennità per il lavoro ridotto potrà essere erogata anche ai dipendenti con un contratto a tempo indeterminato e a coloro che sono al servizio di un’agenzia di lavoro interinale.
FAQ-SECO Lavoro ridotto
Informazioni dalla SECO