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PARIGI - L'acceleratore piu' grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra debutta in societa': i primi dati raccolti a partire dall'inizio delle collisioni, il 30 marzo scorso, vengono presentati per la prima volta alla comunita' scientifica nella Conferenza Internazionale sulla Fisica delle Alte Energie (Ichep), che si apre oggi a Parigi.
Nel principale appuntamento che da 60 anni riunisce i fisici delle particelle di tutto il mondo i dati dell'Lhc avranno un posto d'onore. "Per il momento i dati hanno soprattutto un valore statistico, ma sono sufficienti a dimostrare che la macchina sta funzionando benissimo", ha detto il vicepresidente dell'Istituto Nazionale Italiano di Fisica Nucleare (Infn), Umberto Dosselli.
I dati raccolti finora, ha aggiunto, dimostrano che l'acceleratore sta ancora "imparando": da quando sono cominciate le collisioni la macchina sta ripercorrendo l'intera storia della fisica. "Sta riscoprendo cose gia' note - ha spiegato Dosselli - e finora ha visto le particelle Zeta zero e W, per la cui scoperta Carlo Rubbia ha avuto il Nobel, e il quark top. Non sono risultati di rilievo assoluto, ma dimostrano un buon livello e fanno sperare bene per il futuro".
Nel convegno, che si conludera' il 28 luglio, vengono presentati anche i dati del "concorrente" dell'LHC, l'acceleratore americano Tevatron, del Fermilab. In gioco sono i risultati relativi alla celebre "particella di Dio", il bosone di Higgs grazie al quale i corpi hanno una massa. Durante la lunga pausa nell'attivita' dell'Lhc, lo scorso anno, il Tervatron aveva vissuto per poco l'illusione di poter battere sul tempo il gigante degli acceleratori nella caccia alla mitica particella.
Nei prossimi giorni saranno presentati i risultati, ma i fisici europei non sembrano preoccupati: riuscire a vedere il bosone di Higgs potrebbe essere piu' complicato di quanto si immaginasse perche' - ha detto Dosselli - la finestra nella quale cercarlo sembra essere piu' stretta del previsto".
SDA-ATS