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Dal XVI secolo in poi, la pianura fra i tre laghi ai piedi del Giura fu viepiù in balia delle inondazioni. Per far fronte a questa situazione deplorevole furono realizzate imponenti opere idrauliche. Il sistema di sovvenzioni svizzero è nato dalla collaborazione tra i Cantoni interessati e la Confederazione.
Non è chiaro da quando la regione tra i laghi di Bienne, di Morat e di Neuchâtel si chiama «Seeland». Nella sua cronaca bernese, scritta tra il 1529 e il 1546, lo studioso Valerius Anshelm parla del governo dei laghi, con riferimento ai distretti ammistrativi di Nidau ed Erlach. L’area era comunque già una zona umida in quel periodo, e il deposito di materiale detritico di fondo dell’Aare stava iniziando a sbarrare il corso del fiume provocando l’innalzamento del livello dei laghi. Nella pianura al margine meridionale del Giura ritrovamenti archeologici indicano che il territorio, densamente popolato e fertile in epoca romana, si è gradualmente trasformato in zona paludosa e difficile da coltivare.
Una regione trasformata in palude
Il 28 maggio 1833 il «Journal du Canton de Fribourg» descrive le ricorrenti inondazioni che trasformano l’intera pianura tra i laghi in un unico specchio d’acqua e ne quantifica i danni: «Nel 1816, la perdita di produzione agricola nei soli distretti amministrativi di Cerlier, Büren e Nidau ammontava a 240 000 franchi svizzeri, esclusi gli edifici danneggiati, le mura e le dighe di protezione. Questo calcolo non comprende gli edifici, i muri e le dighe danneggiati, così come le malattie causate dalle esalazioni di questa palude e i danni che causano alle persone e agli animali.» «Da oltre 100 anni gli abitanti del Seeland chiedono aiuto», continua l’articolo.
La mancanza di sostegno è dovuta non da ultimo agli interessi divergenti dei Cantoni interessati, ossia Berna, Friburgo, Neuchâtel, Soletta e Vaud. I Cantoni a ovest erano interessati soprattutto ai lavori di correzione tra Nidau e Attisholz. La deviazione delle acque dell’Aare nel lago di Bienne, auspicata con urgenza da Berna e Soletta, suscitava tuttavia tra i romandi il timore che avrebbero subito le conseguenze di un’eventuale maggiore variazione dei livelli delle acque dei laghi.
Un’opera che richiede uno sforzo congiunto
All’epoca non era quindi facile unire le forze necessarie. Nel suo messaggio concernente la correzione delle acque del Giura del 20 luglio 1867, il Consiglio federale scrive: «Dal 1647 le autorità cantonali e molti patrioti si adoperano per trovare vie e mezzi per ovviare a questa calamità (gli allagamenti, ndr), ma le innumerevoli difficoltà che hanno ostacolato questa grande impresa correttiva erano così grandi che difficilmente sarebbe stato possibile trovare una soluzione soddisfacente senza l’intervento salvifico della Confederazione».
Uno di questi «patrioti» menzionati nel messaggio era il medico, consigliere nazionale liberale e sostenitore di un «governo centrale» forte, Johann Rudolf Schneider, nato nel 1804 nel villaggio di Meienried, nel Seeland. Egli, che aveva sperimentato di persona l’opprimente povertà della pianura tra i laghi ai piedi del Giura, si è sempre impegnato per far prosciugare la zona. Nel 1840 fonda la società preparatoria per la correzione delle acque giurassiane (Vorbereitungs-Gesellschaft der Jura-Gewässer-Correction), che affida all’ingegnere Richard La Nicca il compito di elaborare piani a tal fine. Ma solo la nascita della Confederazione svizzera nel 1848 creò le condizioni per realizzare grandi progetti edilizi che richiedevano un’azione coordinata da parte di numerosi Cantoni.
Lavori durati più di 20 anni
La cerimonia di apertura dei lavori di correzione delle acque del Giura ebbe luogo nel 1868. Questi lavori comprendevano la deviazione e la rettifica dei fiumi Aare, Zihl e Broye, la costruzione del canale Nidau-Büren per aumentare la capacità di deflusso del lago di Bienne, l’abbassamento medio dei tre livelli lacustri di 2,5 metri, la costruzione di un impianto regolatore a Nidau e la costruzione di un sistema di canali.
Oltre alla forza di innumerevoli uomini armati di pale e picchetti, sono stati utilizzati due escavatori a vapore, due gru a vapore, 24 imbarcazioni da trasporto, 122 cassoni ribaltabili, 70 carrelli e due locomotive a vapore. Inoltre, sono stati posati 4 chilometri di binari. Il paesaggio della pianura cambiò radicalmente a seguito della correzione delle acque: Staad, ad esempio, un paese vicino a Grenchen, un tempo un villaggio di pescatori, ora era circondato da campi coltivabili.
Progetti nazionali grazie all’«articolo sul benessere»
I Cantoni coinvolti si ripartirono la fattura complessiva di 14 milioni proporzionalmente al valore aggiunto atteso da ciascuno. La Confederazione contribuì alla spesa con 5 milioni, giustificando il suo impegno con l’articolo 21 della Costituzione federale del 1848, il cosiddetto «articolo sul benessere». Tale articolo, che concedeva alla Confederazione, nell’interesse della Confederazione o di una gran parte della medesima, «il diritto di erigere pubbliche opere a spese della Confederazione stessa, o aiutare l’erezione delle medesime», era diventato la base del sistema svizzero dei sussidi già a partire dal 1850. I Cantoni di montagna Grigioni, Ticino e Vallese furono i primi a beneficiare di contributi federali per realizzare opere pubbliche. Sin dall’inizio, la Confederazione stanziò fondi in particolare per finanziare le strade di passi importanti.
Nel suo messaggio del 1854, in risposta a una domanda del Cantone dei Grigioni (alla fine respinta) di contributi federali per la correzione del Reno, il Consiglio federale si chiedeva sostanzialmente in che misura l’articolo 21 dovesse intervenire nella sovranità dei Cantoni. Tra i criteri determinanti, il messaggio menziona il «pericolo imminente» per ampie regioni del Paese e il «danno crescente», come nel caso delle acque del Giura, benché in questo caso non si trattava «semplicemente di bonificare e rendere coltivabili intere porzioni di territorio, bensì anche di garantire il benessere fisico di numerosi abitanti, che senza un aiuto rapido e vigoroso sarebbero stati condannati a soffrire economicamente e fisicamente e alla maggioranza dei quali alla fine non sarebbe rimasto altro che andare a cercare fortuna in terre lontane, se la Confederazione non avesse deciso di venire in loro soccorso.»
Nascita del sistema svizzero dei sussidi
A partire dal 1860, il Parlamento decise una serie di sussidi per la correzione delle acque del Reno, del Rodano e del Giura. A partire dal 1870 si aggiunsero poi contributi di sostegno per le ferrovie, seguiti da sussidi per la formazione professionale, l’agricoltura, la sanità e, all’inizio del XX secolo, la scuola primaria pubblica. La crescita continua dei sussidi dalla fondazione della Confederazione si rispecchia nella quota di contributi federali sulla spesa complessiva. Stando al Dizionario storico della Svizzera, nel 1870 questa quota rappresentava ancora il 4,4 per cento, mentre nel 1910 era salita al 24 per cento e nel 1936 con il 30 per cento aveva segnato un record temporaneo.
Con i sussidi, lo Stato mirava ad attenuare le differenze tra città e campagna e a rafforzare la sicurezza sociale. Nel 1958, l’appianamento delle disparità finanziarie all’interno della Svizzera fu iscritto nella Costituzione federale: il nuovo articolo 42b stabiliva infatti espressamente che la Confederazione doveva promuovere la perequazione finanziaria fra i Cantoni. Nell’assegnare i sussidi federali doveva tener conto, in particolare, «della capacità finanziaria dei Cantoni e delle condizioni delle regioni di montagna.»
Il sistema dei sussidi quale strumento di trasmissione di conoscenze
La base legale dell’attuale sistema dei sussidi è costituita dalla legge federale sugli aiuti finanziari e le indennità (legge sui sussidi, LSu) del 1990. La riforma del federalismo del 2004 ha ridisciplinato la perequazione finanziaria e la ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni, attuandole anche a livello di legge. Da allora, a ritmo quadriennale le Camere federali fissano i versamenti di compensazione per la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri tra Cantoni finanziariamente forti e finanziariamente deboli nonché tra Cantoni di montagna e Cantoni cittadini. Oggi i sussidi raggiungono il 59 per cento delle uscite annue della Confederazione (valore del 2016).
La costruzione di importanti collegamenti stradali e la correzione di fiumi di grandi dimensioni alla fine del XIX secolo hanno quindi innescato sia la nascita di un sistema di sussidi sapientemente calibrato sia la riconferma della collaborazione intercantonale sotto l’egida della Confederazione. Quest’ultima è vantaggiosa per tutte le parti coinvolte non solo dal punto di vista finanziario, bensì anche nell’ottica dello scambio di conoscenze ed esperienze. Il fatto che in Svizzera l’organizzazione e l’ulteriore sviluppo del fabbisogno di ricerca e della trasmissione di conoscenze siano centralizzati presso la Confederazione ha infatti garantito al nostro Paese un ruolo di spicco sulla scena internazionale nella gestione dei pericoli naturali.
Ultima modifica 13.09.2017