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Le previsioni delle imprese svizzere per l'andamento degli affari si sono adombrate nel mese di gennaio, secondo il barometro del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF), che ha pubblicato oggi i risultati delle sue inchieste. La situazione è ancor più sorprendente considerando che il 94% dei questionari è stato compilato prima del 15 gennaio, data in cui la Banca nazionale svizzera (BNS) ha deciso di abolire la soglia minima franco/euro.
Nonostante l'indicatore della situazione degli affari in Svizzera sia rimasto stabile e quello relativo all'impiego si situi nuovamente in positivo i partecipanti all'inchiesta si sono mostrati globalmente meno ottimisti, si legge nella nota.
L'indicatore dell'impiego KOF si attesta a 0,2 punti in gennaio. In ottobre dell'anno scorso era ancora in rosso a 2 punti sotto lo zero. Il valore mostra che il clima era ancora buono all'inizio dell'anno, anche se questo dato va preso con le pinze poiché rilevato prima della decisione della BNS. Si presume che l'apprezzamento del franco abbia globalmente deteriorato la situazione sul mercato del lavoro.
Se si analizzano i singoli settori, il commercio al dettaglio ha approfittato di un periodo natalizio fruttuoso che ha contribuito al miglioramento degli affari a inizio anno. Per il 2015, le previsioni del settore non sono tuttavia così ottimiste come nell'autunno 2014. Nel commercio all'ingrosso così come presso i dettaglianti le stime concernenti il prezzo di vendita erano già valutate al ribasso prima della decisione della BNS.
Il settore alberghiero, dove le lamentele si sono moltiplicate in rapporto alla situazione lavorativa, si trovava già in difficoltà prima dell'abbandono della soglia minima. Le prenotazioni sono diminuite e nel settore della ristorazione sono previste riduzioni del personale.