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Il consigliere federale eletto Guy Parmelin è una degna persona, un viticoltore di Bursins, nella Côte vaudoise occidentale, un rappresentante della ovecchia UDC rurale che si è adeguato in buona misura alla nuova linea impressa al partito da Christoph Blocher. È di una destra pragmatica, che traduce (cosa difficile) la nettezza di posizioni dell’UDC blocheriana svizzero-tedesca nel substrato borgognone-accomodante-internazionalista della Romandia. È stato preferito dalla maggioranza dei rappresentanti dei partiti di centro e di sinistra, perché pur avendo in linea di principio posizioni profilate, sarà sicuramente meno incisivo di un Blocher o di un Aeschi, perché non ha la preparazione e la dialettica di quest’ultimi. Era abbastanza prevedibile che andasse così. Aeschi era temuto dagli altri perchè troppo preparato e brillante e, oggettivamente, forse era anche un “pelino” troppo giovane e inesperto: egli può ancora avere delle carte da giocare fra 4 o 5 anni. Mi interrogo sulle motivazioni della sua candidatura da parte del partito: hanno ritenuto veramente auspicabile la sua elezione, oppure contavano sul fatto che l’Assemblea federale non eleggesse un romando perché ve ne sono già due in governo? In ogni caso avranno giudicato che potesse essere, “le cas échéant”, eleggibile (o in altre parole = che fosse il miglior candidato UDC romando possibile). E forse potrà diventare un buon consigliere federale, perché talvolta la solidità di princìpi e l’esperienza possono supplire alla carenza di formazione e di dottrina.
(immagine tratta da www.parlament.ch)