Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01215.jsonl.gz/830

Si scrive Yutaka Umeda ma si può pronunciare anche "Jo Baiden" nella lingua giapponese. Una casualità che ha aiutato il signor Umeda, a sua insaputa, a diventare una mezza celebrità in Giappone all'indomani dell'elezione del presidente degli Stati Uniti, suo omonimo. In uno dei tre alfabeti giapponesi infatti, nello specifico il Kanji di derivazione cinese, i caratteri ideografici possono contenere più di un'interpretazione e molteplici suoni fonetici. Il cognome del 73enne Umeda – che di professione fa il sindaco della cittadina di Yamato, nella prefettura di Kumamoto – contiene i suffissi "ume" e "da" che stanno a significare "prugna" e "campo di riso", abbastanza diffusi in Giappone, e la cui pronuncia può essere variata rispettivamente in "bai" e "den". A sua volta il simbolo di Yutaka è comunemente pronunciato "jo".
Umeda ha spiegato di aver ricevuto numerosi messaggi di congratulazioni dopo il risultato elettorale Usa, e adesso spera che la pubblicità inaspettata possa servire a promuovere la sua città. La storia ricorda da vicino quella accaduta sempre nel Paese del Sol Levante in occasione dell'elezione di Barack Obama nel 2008, quando si scoprì l'esistenza di una cittadina dal nome identico nella prefettura di Fukui, a ovest di Tokyo. Colto da un'improvvisa popolarità, il sindaco da subito auspicò che un giorno l'ex presidente potesse diventare un cittadino onorario. Un'opportunità di marketing che si concretizzò con la visita di Obama in Giappone, nel 2009, durante la quale non si dimenticò di citarla in uno dei suoi discorsi, ringraziando la cittadinanza per gli onori ricevuti.