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I delegati della Società Svizzera degli Ufficiali (SSU), riuniti a Locarno, hanno approvato all'unanimità un documento sulla politica di sicurezza e sull'esercito svizzero. La SSU ha ribadito le sue richieste: un budget per l'esercito di 5 miliardi di franchi all'anno, un effettivo pari ad almeno 100'000 militi nonché il mantenimento dell'esercito di milizia sulla base dell'obbligo di leva.
"Dopo quattro anni era necessario adeguare la posizione ufficiale della SSU agli sviluppi e agli avvenimenti attuali", ha spiegato il brigadiere Denis Froidevaux, presidente della società, citato in un comunicato.
Al parlamento gli ufficiali avanzano una serie di richieste: la decisione di stanziare 5 miliardi all'anno (20 miliardi suddivisi in quattro anni) per il finanziamento dell'esercito deve essere rispettata.
L'esercito, afferma la SSU, necessita di un effettivo regolamentare di almeno 100'000 militi con l'opzione di un rapido aumento in caso di pericolo imminente. L'effettivo reale deve essere dunque pari a 140'000 uomini.
Occorre poi rinunciare al limite di 5 milioni di giorni di servizio, poiché i giorni di servizio annuali dipendono dalle richieste e dal profilo delle prestazioni.
L'esercito, affermano ancora gli ufficiali, deve essere composto da tre brigate forti e non da due come previsto, poiché un esercito ridotto necessita di maggior flessibilità. I corsi di ripetizione da svolgere devono rimanere sei e la loro durata deve rimanere di tre settimane.
Gli ufficiali sostengono anche che l'accesso al servizio civile durante e dopo la scuola reclute deve essere verificato e reso più difficile: "non si può fare cattivo uso del servizio civile per evitare le scomodità del servizio militare".
Il brigadiere Denis Froidevaux, dopo un mandato di tre anni, è stato riconfermato alla presidenza per acclamazione per un ulteriore anno.
SDA-ATS