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L’aiuto finanziario di Qatar Holding al Credit Suisse all’inizio della crisi economica nel 2008 potrebbe trasformare il Qatar in potenziale azionista di maggioranza della banca svizzera.
Il sostegno finanziario fornito da Qatar Holding nel 2008 per aiutare il Credit Suisse a far fronte alla crisi fa pesare una spada di Damocle sul colosso bancario elvetico.
Nel caso di un futuro degradamento del livello di fondi propri della banca, il Qatar potrebbe diventare il principale azionista e prendere la direzione del Credit Suisse.
Di recente Qatar Holding ha convertito i 4.5 miliardi di dollari ancora dovuti dal Credit Suisse in obbligazioni convertibili.
Secondo i termini dell’accordo firmato tra i finanziatori dell’emirato medio orientale e il Credit Suisse, qualora i fondi propri passassero sotto il 7% degli attivi della banca, Qatar Holding ha il diritto di trasformare queste obbligazioni convertibili in azioni.
Se Qatar Holding dovesse procedere in questo senso, potrebbe detenere il 21% delle azioni della banca, diventarne azionista di maggioranza e prenderne il controllo.
Secondo Roby Tschopp di Actares, intervistato dal giornale Le Matin Dimanche, il livello attuale dei fondi propri del Credit Suisse si situa sotto la soglia fatidica del 7%.
A suo dire, la situazione finanziaria del colosso bancario elvetico potrebbe degradarsi, o le normative contabili essere modificate, mettendo di fatto il Credit Suisse nelle mani del Qatar.
La banca smentisce queste affermazioni e ritiene sufficiente il suo livello di capitalizzazione, indicando anche che sta prendendo le misure necessarie per evitare di trovarsi in una situazione critica.
(rts.ch)