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Il gioco eccessivo costa alla collettività svizzera da 545 e 658 milioni di franchi all'anno: lo rivela uno studio condotto dall'Università di Neuchâtel, che per la prima volta ha tenuto conto dell'impatto di questa dipendenza sulla qualità di vita.
Le cifre citate dallo studio rappresentano stime basate sull'inchiesta sulla salute 2007 e su uno studio specifico realizzato presso pazienti curati per la loro dipendenza dal gioco. Sono state calcolate dall'Istituto di ricerche economiche dell'Università di Neuchâtel, in collaborazione con il Centro del gioco eccessivo di Losanna.
"Il costo sociale rappresenta il fardello sopportato dallo stesso giocatore, dai suoi familiari e dal resto della popolazione", spiega il professore neocastellano Claude Jeanrenaud. Esso comprende i costi medici diretti, la diminuzione delle performance sul lavoro (costo indiretto) e la perdita della qualità di vita (costo umano).
La prima categoria rappresenta 8,5 milioni di franchi, ma non è stato tenuto conto delle turbe psichiatriche spesso associate alla dipendenza dal gioco. I giocatori dipendenti presentano inoltre un tasso d'occupazione inferiore del 28% a quello dei non giocatori e dei giocatori occasionali. La perdita di reddito mensile netto ammonta a poco più di 1'100 franchi, per un totale di 460 milioni di franchi all'anno per i giocatori patologici, il cui numero in Svizzera è stimato a 34'900.
Gli autori dello studio osservano che la differenza di reddito si spiega anche con il diverso profilo socioeconomico di questa popolazione a rischio. I costi indiretti attribuibili esclusivamente al gioco patologico ammontano ad almeno 423 milioni.
Il gioco eccessivo comporta infine una degradazione della qualità di vita dei giocatori e dei loro familiari. Questo costo umano è stimato da 114 a 187 milioni. Dall'addizione delle varianti inferiore e superiore risulta un costo sociale totale oscillante fra 545 e 658 milioni.
Secondo i ricercatori, il gioco patologico è presente pure fra i giovani. Il 37% dei ragazzi dai 15 ai 18 anni si è dedicato ad un gioco di denaro nel corso degli ultimi 12 mesi. Il 5,6% circa è costituito da giocatori "a rischio" o "problematici".
Nel loro caso, il gioco morboso è spesso associato al consumo di sostanze quali tabacco, alcol, cannabis nonché ad un utilizzo problematico di internet, rileva Joan-Carles Suris, dell'Istituto universitario di medicina sociale e preventiva del CHUV di Losanna.
Le categorie maggiormente a rischio sono i maschi, gli apprendisti e i giovani non nati in Svizzera. Secondo lo specialista, è necessario informare le famiglie: "i genitori considerano raramente, o mai, che i giochi di denaro rappresentano un comportamento a rischio". Lo studio è stato condotto presso 1'102 apprendisti e studenti neocastellani.