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Non è una «scoperta»
In merito all’articolo Rinvenuto un libro di vetta di 74 anni, «Le Alpi» 11/2021
Interessato dal fatto che un libro di vetta fosse stato «scoperto» nel massiccio del Calanda, ho letto il suddetto articolo alla SRF e ora anche in questa rivista. Vi si riferisce una scoperta, compreso il nome dell’abile scopritore. Quel libro era davvero scomparso? Niente affatto: bastava scalare il Napoleone e sarebbe inevitabilmente saltato fuori.
Il libro di vetta si è conservato per decenni in una scatola di metallo sotto una pietra. Oggi, a ornare il punto più alto è una croce di vetta fatta con ferri di cavallo, installata nel 2017 da due persone del luogo. Il libro di vetta in questione è legato alla croce da una vecchia storia. Il Napoleone viene regolarmente scalato per diverse creste, soprattutto da gente del luogo, e la gran parte degli abitanti di Untervaz conosce quel libro. Il prezioso volume contiene iscrizioni annuali, anche di questa estate. Di «scoperta di un libro di vetta» non si può quindi parlare. Altrimenti sarà necessario riscrivere la prima definizione data dal vocabolario: «trovare qualcosa di sinora sconosciuto».
(Nota all’edizione italiana: il testo che precede è la traduzione della lettera di un lettore di lingua tedesca. Nell’articolo originale si parla infatti di «Entdeckung», scoperta.)