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"È un po' come il Natale che torna ogni anno". Così Rubens Bertogliati vive da quattro lustri la data del 7 luglio, quella che lo ha incoronato come secondo ticinese nella storia a vincere una tappa al Tour de France, quella che ha fatto vibrare, oltre agli appassionati di ciclismo, un intero Cantone. "Arrivavo da un Tour fatto l'anno precedente, molto difficile e molto impegnativo, dove però avevo capito che potevo dare di più e che potevo pretendere di più", ha spiegato il 43enne ripercorrendo l'impresa a vent'anni di distanza.
"Molti fattori sono andati d'accordo in quella giornata - ha detto il ticinese - Il primo è che il prologo del giorno prima si sviluppava sullo stesso percorso, quindi l'arrivo lo conoscevamo molto bene. La tappa era dura, perché si facevano tutte le salite più difficili del Lussemburgo. Questo ha dimezzato il gruppo e mi ha aiutato a prendere una posizione avanzata in rampa di lancio per l'ultimo chilometro. E poi un pizzico di fortuna perché nel momento esatto in cui ho provato, nessuno ha pensato di prendermi la ruota. Si sono detti che tanto mi avrebbero preso e invece lo hanno fatto solo dopo la linea. Dopo non ho capito più niente".
- Il servizio con Rubens Bertogliati (Rete Uno Sport 07.07.2022, 12h30)