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- 03.06.2009
- Novità
Lo scorso anno, la Catena della Solidarietà ha finanziato progetti per 42 milioni di franchi e ha raccolto 9,2 milioni di donazioni con quattro appelli rivolti al pubblico. In collaborazione con 25 organizzazioni umanitarie sue partner, la Catena nel 2008 ha stanziato nuovi crediti per 17,7 milioni, che riguardano 135 progetti in 344 paesi. La forte differenza che si riscontra fra gli importi delle donazioni ricevute e quelli dei finanziamenti concessi riflette la sistematica del lavoro della Catena della Solidarietà, che si estende sull’arco di parecchi anni dopo le catastrofi.
La crisi finanziaria non ha influito direttamente sulle somme raccolte: ogni franco donato ha potuto così essere investito senza nessuna deduzione. Per contro, la Catena ha dovuto sopportare le conseguenze del fatto che le sue prestazioni sono effettuate in valute estere. Le enormi fluttuazioni delle valute hanno costretto la Catena della Solidarietà a sciogliere riserve per perdite di cambio (previste proprio per queste eventualità) per nove milioni di franchi. In seguito, nell’anno in corso, queste perdite hanno potuto essere almeno in parte recuperate, grazie al rafforzamento del franco svizzero. Le donazioni che giungono alla Catena che non devono essere immediatamente impiegate si trasformano in impieghi a termine e in acquisti di obbligazioni. Un aspetto positivo risiede nel fatto che le azioni costituiscono soltanto il 6% del totale degli investimenti e che questo denaro è a disposizione a lungo termine.
Queste e altre cifre possono essere rilevate dal rapporto annuale 2008 della Catena della Solidarietà, che riassume gli interventi a favore delle zone colpite da catastrofi, dell’aiuto all’infanzia e dell’aiuto sociale in Svizzera. Un capitolo a sé è dedicato al controllo della qualità. Il rapporto è ottenibile gratuitamente, inviando un’etichetta autocollante con il proprio indirizzo a Catena della Solidarietà, Radiotelevisione Svizzera, Casella postale, 6903 Lugano, oppure inviando un e-mail al delegato della Catena per la Svizzera italiana all’indirizzo <email-pii>. Il rapporto è anche scaricabile in pdf (in tedesco o in francese).