Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/123371

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 16 dicembre 2011 la città di Zhanaozen, nel sud-ovest del Kazakistan, è stata teatro di sanguinose repressioni contro gli operai di un'industria petrolifera in sciopero, ordinate dal presidente kazako Noursoultan Nazarbaïev, e durante le quali sono state assassinate sedici persone. Represso nel sangue, lo sciopero ha scatenato un'ondata di violenza senza precedenti; numerosi oppositori del regime sono stati incarcerati, altri assassinati, malgrado protestassero in favore di elezioni libere. La polizia e i servizi segreti hanno agito con una brutalità degna delle peggiori dittature. La comunità internazionale volge lo sguardo altrove, mentre il regime corrotto del Kazakistan continua a commettere serie violazioni dei diritti dell'uomo, segnatamente torturando i detenuti e limitando le libertà di religione e di accesso ai media.</p><p>Il 15 marzo 2012 il Parlamento europeo ha condannato la repressione violenta contro i manifestanti di Zhanaozen e ha avvertito che le negoziazioni sull'accordo di partenariato e di cooperazione con il Kazakistan dipenderanno dal progresso in termini di riforme politiche.</p><p>Considerate le gravi violazioni commesse in Kazakistan ci si chiede come la Svizzera possa continuare a collaborare con il regime di Nazarbaïev senza richiedere garanzie di rispetto dei diritti dell'uomo, come pure di rispetto delle decisioni prese a livello europeo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera ha scambi regolari con le autorità kazake su questioni legate ai diritti dell'uomo ed è in contatto permanente con l'ufficio del mediatore e la società civile. La nostra ambasciata sostiene inoltre progetti di ONG locali nel settore della migrazione e della libertà di espressione.</p><p>L'ambasciata ha anche intrapreso varie iniziative in relazione all'arresto del difensore dei diritti umani Yevgeny Zhovtis, rilasciato nel febbraio 2012. Un problema che continua a destare preoccupazione è quello della tortura. La Svizzera ha preso atto delle raccomandazioni del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, che ha visitato il Paese nel 2009 e il cui mandato è sostenuto dal DFAE mediante l'invio di un esperto.</p><p>In seno al Consiglio dei diritti dell'uomo, nel 2010 la Svizzera ha partecipato all'esame periodico universale del Kazakistan e ora segue l'attuazione delle raccomandazioni in vista del secondo ciclo di esame nel 2014, a cui parteciperà nuovamente.</p><p>La Svizzera osserva inoltre con attenzione i processi in corso contro membri dell'opposizione kazaka, lavoratori dell'industria petrolifera e membri delle forze di sicurezza coinvolti nei disordini a Zhanaozen.</p>  Risposta del Consiglio federale.