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A una settimana dalla vittoria dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) alle elezioni federali, le manovre politiche sono ora centrate sulla composizione del governo. Da più parti, c’è chi riconosce il diritto dell’UDC a un secondo seggio, a scapito di Eveline Widmer-Schlumpf.
Gli occhi del mondo politico svizzero sono tutti puntati su di lei: la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf si ritirerà dal governo? Oppure affronterà il rischio di non essere rieletta dal nuovo parlamento il 9 dicembre?
Nel 2007 Eveline Widmer-Schlumpf era subentrata in governo al leader dell’UDC Christoph Blocher, non rieletto dall’Assemblea federale. Esponente della frangia più moderata dell’UDC, la grigionese aveva ricevuto il sostegno della sinistra e del centro ed era stata catalogata come una «traditrice» dal suo partito. Ciò aveva portato a una scissione all’interno dell’UDC, con la fondazione del PBD, e a una rottura della cosiddetta “formula magica”.
Forte della sua vittoria alle urne, l’UDC esige ora una secondo seggio in governo. Una rivendicazione che ha ottenuto anche il sostegno del presidente del Partito popolare democratico (PPD, centro), Christophe Darbellay, che nel 2007 aveva partecipato all’elezione della Widmer-Schlumpf.
swissinfo.ch e RSI (TG del 25.10.2015)