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<h2>SubmittedText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Come è garantito che nessuno possa percepire prestazioni con la tessera della cassa malati di un’altra persona?</span></p></div><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Secondo l’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">3 capoverso</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">1 della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal; RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">832.10),</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">ogni persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi per le cure medico-sanitarie. L’obbligo d’assicurazione si applica, con le eccezioni specifiche definite dal Consiglio federale nell’ordinanza sull’assicurazione malattie (OAMal; RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">832.102), a tutte le persone domiciliate in Svizzera, a prescindere dalla loro nazionalità o dal loro statuto di soggiorno legale. Di conseguenza, anche coloro che sono sprovvisti di un permesso di soggiorno, come i sans-papiers e le persone richiedenti l’asilo tenute a lasciare la Svizzera che non adempiono quest’obbligo, devono stipulare un’assicurazione malattie. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Secondo l’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">42</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">a</span><span style="font-family:Arial"> LAMal, ogni assicurato riceve, per il periodo del suo assoggettamento all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, una tessera d’assicurato sulla quale figurano il nome dell’assicurato e il numero AVS (art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">42</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">a</span><span style="font-family:Arial"> cpv.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">1 LAMal). La tessera serve per la fatturazione delle prestazioni secondo la LAMal (art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">42</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">a</span><span style="font-family:Arial"> cpv.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">2 LAMal) e ha lo scopo di semplificare le procedure amministrative della fatturazione tra gli assicuratori e i fornitori di prestazioni. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Di norma i fornitori di prestazioni verificano l’identità del paziente chiedendo il nome, la data di nascita e l’indirizzo. Se le risposte fornite coincidono con i dati indicati sulla tessera, in genere non viene richiesto di esibire anche un documento d’identità. Tuttavia, è indubbio che incomba ai fornitori di prestazioni verificare se la tessera d’assicurato esibita sia effettivamente attribuibile al paziente. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">La stragrande maggioranza degli assicurati ha optato per un modello assicurativo con scelta limitata dei fornitori di prestazioni (modelli assicurativi alternativi). Quello più diffuso è il cosiddetto modello del medico di famiglia. In questo contesto appare piuttosto improbabile che venga assunta un’identità altrui, visto che il medico curante di solito conosce il paziente. Anche in farmacia è poco verosimile che si verifichino abusi, poiché per la dispensazione di medicamenti occorre presentare, oltre alla tessera d’assicurato, anche una ricetta medica indicante il nome e la data di nascita del paziente. Se sulla base di eventuali indizi concreti riscontra un abuso della tessera d’assicurato, di norma l’assicuratore-malattie rifiuta la rimunerazione e, se necessario, sporge denuncia penale. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">All’Ufficio federale della sanità pubblica, nella sua qualità di autorità di vigilanza, non sono finora pervenute segnalazioni di abusi in questo senso. Per i motivi menzionati, il Consiglio federale presume pertanto che un abuso della tessera d’assicurato sia teoricamente possibile, ma molto raro nella pratica. Seguirà comunque l’andamento della situazione.</span></p></div>