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In caso di disoccupazione "molto superiore alla media" in determinati gruppi professionali, settori di attività o regioni economiche, i datori di lavoro dovrebbero essere obbligati a convocare i disoccupati residenti il cui profilo corrisponde all'impiego. Se non li assumono, non dovrebbero tuttavia giustificarsi. Lo ha deciso ieri il Consiglio nazionale in merito all'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Senza sorprese, seguendo le raccomandazioni della sua commissione preparatoria, la Camera del popolo ha aderito - correggendola in alcuni punti - alla versione della legge approvata la settimana scorsa dagli Stati su proposta del "senatore" PLR Philipp Müller. Il rispetto dell'Accordo di libera circolazione è stato il filo conduttore dell'intero dibattito. Per la maggioranza del plenum è fuori discussione mettere in forse questo accordo, col rischio di far cedere l'intero pacchetto dei Bilaterali I. Da qui la bocciatura sia del modello proposto dall'UDC di un applicazione letterale dell'articolo 121a della Costituzione, sia la proposta PPD simile a quanto votato dal Nazionale lo scorso autunno.
Sul dibattito abbiamo chiesto un bilancio ai deputati ticinesi Marco Romano (PPD) e Marina Carobbio (PS)