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Il Consiglio di Stato è contrario ad estendere la gratuità dei trasporti pubblici. A seguito dell'introduzione delle misure anti-smog, alla fine dello scorso mese di gennaio, il deputato comunista Massimiliano Ay aveva chiesto tramite una mozione di concedere il trasporto pubblico gratuito non solo al momento del superamento della soglia di 100 µg/m3 per due giorni consecutivi della media giornaliera delle PM10 in almeno due stazioni di rilevamento della qualità dell’aria, bensì già quando i valori di inquinamento superano il valore consentito di 50 µg/m3, anche un solo giorno e anche in una sola stazione (vedi articolo suggerito).
Ma il Consiglio di Stato fa notare ad Ay che la sua proposta porterebbe ad un numero eccessivo di giornate di trasporto pubblico gratuito. L'anno scorso sarebbero state 23, nel 2015 ben 63 e nel 2011 addirittura 87.
E ognuna di queste giornate costa circa 60/70'000 franchi in mancati introiti, senza considerare i maggiori oneri organizzativi e la possibile rinuncia all'acquisto dell'abbonamento di numerosi utenti che potrebbero speculare sulla gratuità.
"La gratuità del trasporto pubblico estesa come dalla sua richiesta comporterebbe una maggior spesa per il Cantone variabile tra 1.5 e 5.7 milioni di franchi l’anno solo per i mancanti introiti derivanti dai biglietti non venduti" scrive il Governo nel suo rapporto. "Si aggiungerebbe poi una spesa supplementare stimabile in 0.5-1.0 milioni di franchi per gli aspetti organizzativi, amministrativi e di comunicazione delle imprese di trasporto e i mancati incassi dalla vendita degli abbonamenti."
Il Consiglio di Stato ritiene quindi che la proposta di Ay sia "impraticabile", in quanto "la spesa annua non è sopportabile per le finanze cantonali". Inoltre "la misura sarebbe iniqua verso coloro che acquistano un abbonamento" e "il trasporto pubblico nell'opinione pubblica diventerebbe un servizio quasi gratuito e privo di valore."
Per questi motivi il Consiglio di Stato invita il Parlamento a respingere la mozione di Ay.