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Lo svizzero Joseph Blatter, 66 anni, è stato rieletto presidente della Federazione internazionale di calcio (Fifa) dal congresso riunito a Seul.
Blatter ha ottenuto 139 voti, contro i 56 del suo rivale, il camerunese Issa Hayatou, 55 anni.
Sui 197 votanti, 195 suffragi sono stati considerati validi (i voti bianchi o nulli non sono stati presi in considerazione). La maggioranza di due terzi richiesta per il prima turno della votazione era dunque di 130 voti, 9 in meno di quelli ottenuti da Joseph Blatter.
Già alla vigilia, la rielezione dello svizzero appariva certa, anche se alcuni dubbi erano sorti dopo le vivaci discussioni di martedì nel corso del convegno straordinario della Fifa dedicato alla situazione finanziaria.
Gesti di riconciliazione
Dopo aver ricevuto le felicitazioni di Hayatou, presidente della Confederazione africana di calcio (CAF), Blatter, in funzione dal 1998 e ora rieletto per quattro anni, ha lanciato un vibrante appello a restaurare l'unità della "famiglia del calcio", ora che si è chiusa una campagna in cui la polemica ha spesso superato i limiti del dibattito elettorale.
"Il mondo del calcio non mente", ha dichiarato. "Devo restaurare la pace in questa famiglia e lo farò", ha promesso. Ha inoltre espresso la soddisfazione di essere stato riconfermato, nonostante "sia stato accusato per mesi delle peggiori cose."
"La Fifa deve essere una famiglia", ha dichiarato, prima di dire a Hayatou che si è "comportato da gentiluomo". "Ha fatto onore al suo continente."
In risposta, il candidato sconfitto si è felicitato per il fatto che l'elezione sia stata "appassionata e appassionante" e ha assicurato a Blatter la sua lealtà. "Può contare sulla mia collaborazione come in passato", ha affermato.
Per simboleggiare il suo appello all'unità, il presidente rieletto ha chiesto ai delegati di alzarsi e di darsi la mano.
Pesanti accuse
Joseph "Sepp" Blatter era da tempo al centro di accuse di cattiva gestione finanziaria e di corruzione. Lo scorso mese la pressione nei suoi confronti era aumentata, dopo che al novero dei suoi accusatori si eraaggiunto il segretario generale della Fifa, lo svizzero Michel Zen-Ruffinen.
Zen-Ruffinen accusa Blatter di aver comprato dei voti in occasione delle ultime elezioni presidenziali e di guidare la Fifa in maniera dittatoriale. Anche dopo la rielezione, Blatter dovrà confrontarsi con un procedimento giudiziario che i suoi avversari minacciano di intentargli in Svizzera.
swissinfo