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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con il pacchetto di revisione denominato Politica agricola 2007 il Consiglio federale continua in modo coerente la riforma avviata negli anni '90. I provvedimenti di politica agricola vengono ottimizzati per poter far fronte alle nuove sfide. Vengono create condizioni quadro favorevoli a un'agricoltura competitiva e sostenibile. Gli adeguamenti proposti rientrano nell'interesse di un'agricoltura produttiva, di una produzione di derrate alimentari di prima qualità e sicure nonché di uno sviluppo socialmente sostenibile.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Effetti della riforma agraria a livello regionale e proposte formulate nel quadro della PA 2007</p><p>Il Consiglio federale ha disciplinato l'analisi della politica agricola e delle prestazioni dell'agricoltura nell'ordinanza del 7 dicembre 1998 concernente l'analisi della sostenibilità in agricoltura (RS 919.118). Conformemente a tale ordinanza, l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) è tenuto ad illustrare le ripercussioni economiche, ecologiche e sociali delle misure di politica agricola della Confederazione e delle prestazioni dell'agricoltura e ad analizzarle dal profilo della sostenibilità. Questo compito globale di valutazione viene svolto mediante rilevamenti periodici (monitoraggio) e studi mirati in ambiti specifici. L'UFAG riferisce dei risultati dell'analisi in un rapporto pubblicato annualmente.</p><p>L'analisi degli effetti della PA 2002 ha rappresentato una base importante per valutare in quali ambiti della politica agricola era necessario intervenire in vista della PA 2007. Le principali conclusioni di questo bilancio intermedio sono state le seguenti:</p><p>- l'agricoltura svizzera ha potuto mantenere le sue quote di mercato;</p><p>- nella media degli anni 1998/2000 le aziende economicamente redditizie e operanti in modo sostenibile sono state in grado di conseguire un reddito comparabile a quello della popolazione rimanente. Ciò è il caso soprattutto nella regione di pianura e collinare;</p><p>- dal 1990 il divario fra i redditi della regione di pianura e quelli della regione di montagna è lievemente diminuito;</p><p>- il mutamento strutturale coincide, di regola, con l'avvicendamento generazionale. In linea di massima i cambiamenti non sono stati all'origine di situazioni socialmente insostenibili;</p><p>- vi è stato un notevole incremento delle prestazioni ecologiche, mentre è diminuito l'impiego di sostanze potenzialmente nocive all'ambiente.</p><p>Nel complesso, il passaggio dalla vecchia politica agricola, che prevedeva il sostegno dei prezzi alla produzione, alla nuova politica agricola, il cui punto cardine sono i pagamenti diretti indipendenti dalla produzione, ha giovato alla regione di montagna. Grazie al contributo di superficie uguale per tutte le zone, per ora di lavoro la regione di montagna beneficia di pagamenti diretti più elevati rispetto a quella di pianura. All'origine di ciò vi è il fatto che nella regione di montagna gran parte della superficie agricola utile è utilizzata come prato ed è quindi gestita in maniera decisamente più estensiva di quanto è il caso nella regione di pianura. Inoltre, le condizioni difficili di produzione vengono compensate mediante pagamenti diretti specifici.</p><p>Questa impostazione è stata mantenuta anche nel pacchetto sull'ulteriore sviluppo della politica agricola. I seguenti aspetti rivestono un significato particolare in relazione alla promozione dell'agricoltura nella regione di montagna:</p><p>- nel mese d'aprile 2002 il Consiglio federale ha adeguato la limitazione dei contributi per la detenzione di animali in condizioni difficili di produzione da 15 a 20 unità di bestiame grosso (UBG);</p><p>- con effetto alla stessa data sono stati parzialmente aumentati i contributi d'estivazione con conseguenti maggiori entrate per l'economia alpestre;</p><p>- non è previsto vincolare una parte dei pagamenti diretti alle unità standard di manopera (nessun contributo USM). Un'eventuale trasformazione dei contributi di superficie in contributi USM comporterebbe un notevole calo dei pagamenti diretti di cui beneficia le regione di montagna.</p><p>Gli effetti della Politica agricola 2007 sono illustrati esaurientemente nel messaggio del 29 maggio 2002 (FF 2002 4208) relativo all'ulteriore sviluppo della politica agricola. Rinviamo pertanto alla parte I concernente la revisione parziale della legge sull'agricoltura (LAgr; RS 910.1) e alla parte II inerente al decreto federale che stanzia mezzi finanziari a favore dell'agricoltura per gli anni 2004-2007.</p><p>A livello regionale vi saranno delle ripercussioni legate in particolare alla soppressione del contingentamento lattiero. Nella regione di montagna la produzione lattiera continuerà ad essere redditizia soprattutto laddove vi è un volume di latte sufficiente, che consente di mantenere limitati i costi di raccolta e laddove il latte può essere trasformato in loco in prodotti con un elevato valore aggiunto. La soppressione del contingentamento lattiero comporterà un incremento della produzione di latte nella regione di pianura e in quella collinare. Dalle prime modellizzazioni a livello aziendale emerge invece che il quantitativo di latte commercializzato nella regione di montagna potrebbe diminuire dello 0 fino al 20 per cento.</p><p>L'Ufficio federale dell'agricoltura ha commissionato altri studi in relazione al contingentamento lattiero. In particolare vengono analizzate le ripercussioni, a livello settoriale, della soppressione del disciplinamento dei quantitativi. I risultati saranno presumibilmente disponibili per il dibattito in Parlamento. Sulla base di ciò potranno venir espresse considerazioni affidabili in merito agli effetti a livello regionale.</p><p>2. Possibilità di sviluppo a seconda dei settori di produzione</p><p>Per principio, il Consiglio federale non intende emanare raccomandazioni o norme che richiamano un piano di produzione. Interpreta la domanda soprattutto in relazione alla prevista soppressione del contingentamento lattiero. Nelle regioni di montagna l'accento è posto sulla produzione animale basata sull'impiego di foraggio grezzo. Nelle regioni con un elevato volume di latte e nelle quali vengono fabbricati prodotti con un alto valore aggiunto, soprattutto specialità casearie, la liberalizzazione del mercato non dovrebbe comportare difficoltà di produzione. Gli sforzi in tal senso vengono sostenuti mediante i provvedimenti generali della LAgr concernenti la promozione della produzione e dello smercio. A tal riguardo vanno citate le possibilità di proteggere le denominazioni dei prodotti e quelle di sostenere finanziariamente progetti di carattere regionale volti a promuovere lo smercio e la trasformazione.</p><p>La gestione globale della superficie attraverso l'utilizzazione del foraggio grezzo può essere garantita con o senza produzione lattiera. Nelle regioni in cui viene abbandonata la produzione di latte, vi è l'alternativa di dedicarsi alla produzione di carne o all'allevamento. Il trasferimento di bovini da allevamento dalla regione di montagna a quella di pianura rappresenta una forma tradizionale di ripartizione del lavoro fra queste due regioni. Se il latte prodotto nella regione di montagna non viene valorizzato in loco, l'influsso della produzione lattiera sull'occupazione decentrata del territorio non è maggiore di quello rappresentato dalla produzione di carne.</p><p>3. Alternative per le regioni penalizzate</p><p>L'introduzione dei pagamenti diretti in sostituzione del sostegno mediante la garanzia dei prezzi dei prodotti si è tradotta in un passaggio da aziende dedite alla produzione intensiva ad aziende gestite in modo più estensivo. Le regioni penalizzate sono quindi quelle che continuano a praticare un'agricoltura intensiva, soprattutto nelle regioni di pianura e di collina dove il carico di animali per ettaro è relativamente elevato.</p><p>La riduzione degli incentivi ad intensificare la produzione non è soltanto necessaria dal profilo ecologico, bensì auspicata anche in considerazione della situazione delicata che caratterizza determinati mercati come ad esempio quello della carne. Tale provvedimento consente di ridurre il dilavamento dei nutrienti e di riflesso il carico dei corsi d'acqua nonché di aumentare la biodiversità.</p><p>Una parte degli agricoltori troverà delle alternative nella produzione di specialità e di prodotti di nicchia. Il valore aggiunto può essere ulteriormente accresciuto anche attraverso provvedimenti efficaci nel quadro del marketing come ad esempio la protezione delle denominazioni di origine. Generalmente è difficile trovare delle alternative in ambito agricolo. Vista la situazione, è inevitabile che certi capiazienda opteranno per la componente non agricola che genera reddito accessorio o cesseranno l'attività nel settore primario.</p><p>Per agevolare la diversificazione delle attività o la cessazione dell'attività agricola, nel messaggio del 29 maggio 2002 relativo all'ulteriore sviluppo della politica agricola il Consiglio federale propone diversi provvedimenti:</p><p>- l'ampliamento della promozione dei provvedimenti nel campo dei miglioramenti strutturali, come ad esempio il sostegno a investimenti per le vacanze in fattoria, offre nuove opportunità e fornisce impulsi alle aree rurali;</p><p>- i previsti contributi di riqualificazione agevolano la cessazione dell'attività nel settore primario e accrescono le possibilità sul mercato del lavoro.</p><p>4. Approccio globale</p><p>Confederazione e Cantoni curano gli interessi delle regioni di montagna e periferiche mediante una serie di strumenti rilevanti dal profilo dell'assetto territoriale. I numerosi provvedimenti di politica agricola, come ad esempio i pagamenti diretti, i miglioramenti strutturali o la promozione dello smercio, costituiscono una solida base per le aree rurali comprese le regioni di montagna e quelle periferiche. Un notevole influsso è esercitato pure dalla politica regionale e dalla nuova perequazione finanziaria.</p><p>L'armonizzazione degli strumenti di politica agricola con quelli della politica regionale dev'essere ottimizzata. Sono in atto i lavori per creare una rete "sviluppo rurale" sotto la direzione della Conferenza per l'assetto territoriale al fine di migliorare il coordinamento e la collaborazione fra i settori politici che influiscono sull'assetto territoriale e di elaborare nuove strategie.</p><p>A questo proposito rinviamo al parere espresso dal Consiglio federale in merito alla mozione Hassler (02.3361) del 21 giugno 2002 concernente lo sviluppo dell'agricoltura nelle regioni di montagna e periferiche.</p>  Risposta del Consiglio federale.