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L'agente vodese che il 17 aprile 2010 ha ucciso un giovane di Lione in fuga sulla A1 dovrà essere processato: il Tribunale federale (TF) ha annullato il non luogo a procedere deciso nei suoi confronti dalla magistratura friburghese.
La Corte suprema ha accolto in tal modo il ricorso presentato dal gemello della vittima, che si trovava - assieme al fratello - a bordo di un'automobile rubata a Lyss (BE) e alla quale le polizie friburghese e vodese avevano dato la caccia.
Sentendosi minacciato, uno degli agenti vodesi aveva aperto il fuoco a un posto di blocco, sparando sette colpi. Il 18enne era deceduto sul posto.
Come nella recente sentenza relativa alla morte di un detenuto a Bochuz (VD), il TF ritiene che la giustizia cantonale abbia applicato prematuramente il principio "in dubio pro reo".
Oltre ad ordinare un processo, la Corte suprema ha accordato un indennizzo di 2'000 franchi al ricorrente. La stessa somma è stata concessa al conducente dell'automobile rubata, che aveva presentato a sua volta ricorso contro il non luogo a procedere.