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Secondo l’art. 97a CC, l’ufficiale di stato civile competente può rifiutarsi celebrare il matrimonio qualora uno dei fidanzati manifestamente non vuole creare una comunione coniugale, bensì eluderle norme sull’ammissione e il soggiorno degli stranieri.
Si tratta di una concretizzazione del principio del divieto dell’abuso di diritto.
Affinché l’ufficiale di stato civile possa rifiutarsi è necessario che siano adempiute condizioni cumulative. Da un lato, gli interessati non devono avere alcuna volontà di fondare una comunione coniugale: non desiderano formare una comunità di una certa durata, rispettivamente duratura, a carattere esclusivo, caratterizzata da componenti spirituali, fisici e economici.
D’altro canto, essi devono avere l’intenzione di eludere le normative sull’ammissione e il soggiorno degli stranieri.
L’adempimento di queste condizioni deve essere manifesto.