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L'eventuale annullamento di iniziative popolari in presunto contrasto con i diritti fondamentali dev'essere oggetto di una riflessione approfondita: è l'opinione della Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale (CIP-N).
Per 16 voti a 9, la commissione ha costituito un gruppo di lavoro ad hoc (sottocommissione) incaricato di studiare eventuali proposte.
Per una minoranza della CIP-N (UDC, n.d.r), sottolinea un comunicato odierno dei servizi parlamentari, è invece "palese già sin d'ora che non sarà possibile elaborare proposte di riforma in grado di riunire una maggioranza di consensi, in particolare perché il sistema dei diritti politici avrebbe dimostrato la sua efficacia e non necessiterebbe di riforme".
Nel corso della riunione, la maggioranza della CIP-N ha inoltre accolto quattro iniziative parlamentari dell'omologa commissione degli Stati riguardanti sempre l'esercizio del diritto di iniziativa sancito dalla Costituzione federale.
Un'iniziativa parlamentare auspica l'adozione di criteri più severi per garantire l'unità della materia, criterio bistrattato secondo i "senatori" dall'iniziativa Ecopop (proposta che mirava a limitare fortemente l'immigrazione, n.d.r) che mischiava aspetti demografici con l'aiuto allo sviluppo.
Un'altra iniziativa parlamentare propugna un intervento chiarificatore nel caso di quelle iniziative lanciate per far pressione affinché un testo adottato dal popolo in precedenza venga applicato (vedi iniziativa di attuazione dell'UDC per l'espulsione dei criminali stranieri su cui si voterà il 28 di febbraio).
Le due ultime iniziative parlamentari riguardano la possibilità offerta ai comitati d'iniziativa di sottoporre a una perizia la proposta di modifica costituzionale, e l'inclusione, negli opuscoli delle votazioni popolari redatti dalla Cancelleria federale, dei testi legislativi riguardanti i controprogetti indiretti votati dal parlamento.