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La Cina ha chiesto alla Svizzera di non accogliere i due ex detenuti di Guantanamo appartenenti alla minoranza uigura. Le relazioni tra i due paesi potrebbero risentirne, minaccia l’ambasciata cinese a Berna.
«Sulla base dell’interesse generale delle relazioni di amicizia sino-svizzere e della sicurezza dei popoli dei due paesi», la Cina auspica che la Confederazione «possa respingere in modo chiaro e netto i due ex detenuti». È questo l’invito rivolto dal governo alle autorità svizzere in una lettera datata 18 dicembre, pubblicata dal quotidiano romando Le Matin e confermata dalla rappresentanza cinese.
La Svizzera sta infatti valutando l’ipotesi di accogliere sul proprio territorio due fratelli uiguri detenuti a Guantamo. I due potrebbero essere trasferiti nel canton Giura che, a differenza di Ginevra, si è dichiarato favorevole.
Finora, tuttavia, il Consiglio federale ha approvato unicamente il trasferimento di un ex detenuto uzbeko per ragioni umanitarie, ha ricordato il Dipartimento federale degli affari esteri all’ambasciatore cinese. «Nessun’altra decisione è stata presa al momento», ha dichiarato il portavoce Guido Balmer.
Per la Cina è tuttavia escluso che dei «presunti terroristi di nazionalità cinese» siano accolti in Svizzera o in un altro paese terzo. «Qualunque sia la loro etnia, devono essere rimpatriati», si legge nella lettera.
swissinfo.ch e agenzie