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Se non si procede a correzioni, sulle finanze federali incombe un «degradamento catastrofico». L'allarme lanciato mercoledì dal governo.
Con un rapporto allarmante, il Consiglio federale invita infatti il parlamento a dar prova di moderazione finanziaria. Se si realizzassero tutti gli sgravi fiscali e le spese supplementari in programma nell'agenda politica, le casse federali si troverebbero confrontate con una situazione che «nemmeno le cure da cavallo più potenti riuscirebbero a correggere».
Il freno all'indebitamento
Il ministro delle finanze Kasspar Villiger non si stanca di elencare queste minacce. Ora ha elencato tutti i progetti e le rispettive incidenze finanziarie in un rapporto che accompagna il messaggio sul consuntivo 2001 dello Stato.
Il freno all'indebitamento, che entrerà in vigore nel 2003, obbliga Consiglio federale e parlamento ad adottare una rigorosa politica finanziaria, onde eliminare i deficit strutturali. Orbene, se non interverrà alcuna correzione, le finanze federali - si legge nel rapporto - potrebbero essere appesantite con una zavorra di oltre 3,5 miliardi di franchi supplementari dal 2003 al 2005.
Costosi progetti
Il governo è particolarmente preoccupato del rischio di soppressione della parte della Confederazione all'1 per cento dell'IVA destinato all'AVS. Se le Camere procederanno a questo taglio, nello spazio di tre anni la Confederazione sarà chiamata a sborsare un miliardo in più.
Il progetto d'aiuto alla creazione di asili-nido, promosso dal Consiglio nazionale, costerebbe per esempio 100 milioni all'anno. La decisione del Consiglio degli Stati di limitare la parte dei costi dell'assicurazione malattia di base all'8 per cento del reddito degli assicurati provocherebbe sussidi supplementari per 682 milioni tra il 2003 e il 2005.
Priorità non definite
Nella ricerca e formazione, gli oneri supplementari potrebbero raggiungere nello stesso periodo i 764 milioni. Senza contare tutti i desideri di sgravi fiscali che potrebbero provocare una minore entrata di quasi 2 miliardi di franchi. BNS
Unica speranza all'orizzonte per il Consiglio federale: il rinvio del «pacchetto» di riforma dell'imposizione delle famiglie al 2004 e l'aumento della ripartizione degli utili della Banca nazionale svizzera (BNS).
Tutto sommato, i deficit «teorici» potrebbero raggiungere gli 1,8 miliardi nel 2003, 3 miliardi nel 2004 e 2,8 miliardi nel 2005. Da questo punto di vista l'obiettivo del freno all'indebitamento sarebbe dunque completamente mancato. Soltanto una politica finanziaria fatta di «chiare priorità e di rinunce» permetterà di consolidare in modo duraturo le finanze, sottolinea ancora il rapporto governativo.
swissinfo e agenzie