Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01168.jsonl.gz/219

Il ministro si è mostrato spazientito in conferenza stampa, e la Conferenza dei direttori sanitari conferma «divergenze»
BERNA - Alain Berset alza i toni nei confronti dei cantoni. Durante l'ora delle domande in Parlamento, il ministro della salute ieri ha espresso chiaramente il suo disappunto, in particolare sul capitolo scuole. Il consigliere federale si era detto «molto dispiaciuto» già al termine della consultazione di due settimane fa.
In novembre, il Consiglio federale aveva chiesto «in modo inequivocabile» ai cantoni di estendere l'obbligo di indossare maschere nelle scuole e di effettuare test di massa. Il Consiglio federale aveva anche proposto di introdurre test ripetitivi in tutta la Svizzera, ma solo 15 cantoni hanno accolto la proposta.
In una conferenza stampa congiunta con il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità Lukas Engelberger, Berset si è lanciato in una critica aperta: il ritmo delle vaccinazioni di richiamo deve essere aumentato, ha detto, perché c'è abbastanza disponibilità di vaccino. Il messaggio di Berna è chiaro, scrive oggi il Tages-Anzeiger: la Confederazione sta facendo la sua parte, e si aspetta dai Cantoni un cambio di passo.
I cantoni confermano le tensioni. «Potrebbe esserci stata un po' di confusione di recente» ha confermato la Conferenza al quotidiano. Delle divergenze sono «inevitabili» dal momento che entrambi i livelli di governo - federale e cantonale - sono responsabili. Sembra tuttavia che ora si sia giunto a un accordo sul potenziamento delle misure in vigore, proposto dal governo. La Conferenza dei direttori cantonali della sanità scrive, in risposta a una domanda del Tages-Anzeiger, che sono necessarie «immediatamente misure supplementari» per rallentare l'incidenza dell'infezione.