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Gli uffici regionali della rete di Alexei Navalny, oppositore di Vladimir Putin attualmente in carcere, hanno annunciato oggi (giovedì) la loro autodissoluzione tramite un video diffuso dal direttore Leonid Volkov, anticipando così la minaccia di essere dichiarati "estremisti". Proprio in giornata si è tenuta una prima udienza per esaminare la richiesta in tal senso della procura. Le loro attività erano già vietate da qualche giorno.
Molto dimagrito e con la testa rasata, Navalny è intanto apparso per la prima volta (in videoconferenza) davanti a un tribunale moscovita, dove doveva rispondere di un'accusa di diffamazione per la quale in marzo era stato condannato in prima istanza a un'ammenda.
"Mi sono visto allo specchio, sono solo un orribile scheletro", ha fra l'altro detto, "non pesavo così poco da quando andavo a scuola". Si è quindi rivolto anche alla moglie, presente in aula. Respinto il suo ricorso - la sua legale ha annunciato l'intenzione di arrivare fino alla Corte di Strasburgo - in una dichiarazione finale Navalny ha accusato i giudici di essere dei “traditori”.