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ROMA - La Federal Reserve non poteva salvare Lehman Brothers dal collasso. È tassativo il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, nel replicare alle critiche che gli sono state mosse ieri dall'ex ad dell'istituto Usa finito in bancarotta nel settembre 2008, Richard Fuld, secondo cui la banca centrale, riservando alla stessa Lehman un trattamento diverso da quello delle altre banche, contribuì di fatto a farla fallire.
Nella due giorni di testimonianze esposte a Washington di fronte alla Financial Crisis Inquiry Commission, oggi è stata dunque la volta del numero uno della Federal Reserve. L'idea che la Fed avrebbe potuto salvare Lehman è un "mito", ha spiegato Bernanke precisando che ciò sarebbe stato possibile solo se si fossero avuti i mezzi a disposizione. "Mi pento di non esser stato sufficientemente esplicito all'epoca" ha spiegato il capo della Fed perchè questo ha "alimentato l'erronea impressione che di fatto avremmo potuto fare qualcosa".
A settembre 2008 infatti la Fed comunicò di aver deciso di non impegnare fondi pubblici per supportare Lehman, mentre in una comunicazione successiva precisò che non aveva possibilità di salvare la banca a causa della mancanza di garanzie adeguate. Secondo Bernanke la banca centrale decise in un primo momento di non comunicare esplicitamente che Lehman era condannata perché avrebbe potuto rischiare un'ulteriore ondata di panico sui mercati finanziari. Comunque, secondo Bernanke, l'istituto con ogni probabilità sarebbe fallito anche in presenza di un'assistenza da parte della Fed. "È stato con grande riluttanza e tristezza che mi resi conto che non c'erano alternative. Se avessi potuto fare una qualunque cosa per salvarla l'avrei fatta" ha ribadito, precisando nuovamente che "ogni tentativo di concedere un prestito alla banca nell'ambito dei termini di legge si sarebbe risolto solo in una perdita di denaro".
Il presidente della Banca centrale Usa ha quindi ribadito che una nuova riforma della normativa sulla finanza aiuterebbe a ridurre i rischi di problemi futuri. Ed ha comunque riconosciuto che la Fed e le autorità di regolamentazione avrebbero potuto affrontare meglio i rischi sui mutui e sull'attività bancaria alla base della più grande crisi economico finanziaria dagli anni '30. "Le vulnerabilità del sistema, assieme alle lacune degli strumenti di intervento a disposizione del governo - ha concluso Bernanke - sono la principale spiegazione del perchè la crisi è stata così forte ed ha avuto effetti così devastanti su tutta l'economia".
SDA-ATS