Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/247875

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'OLAL e di presentare all'Assemblea federale un progetto di legge per tutelare gli inquilini dalle conseguenze dell'inflazione, prevedendo:</p><p>a. di limitare l'indicizzazione all'80 per cento dell'evoluzione dell'indice dei prezzi al consumo (IPC);</p><p>b. la possibilità per gli inquilini di opporsi a un aumento dell'affitto motivato da un aumento dell'IPC in presenza di un'elevata inflazione, adducendo che un tale aumento è abusivo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli articoli 269 e seguenti del Codice delle obbligazioni (CO) e gli articoli 10 e seguenti dell'ordinanza concernente la locazione e l'affitto di locali d'abitazione o commerciali (OLAL) definiscono le regole per la protezione da affitti abusivi e da altre pretese abusive del locatore. Il principio dell'affitto commisurato ai costi deriva dall'articolo 269 CO: un affitto è abusivo se serve al locatore per ottenere un reddito sproporzionato "dalla cosa locata". L'affitto ammissibile, viceversa, è calcolato in base ai costi a carico del locatore e al rendimento netto generato dal capitale proprio impiegato. Sono inoltre ammessi certi criteri di adeguamento relativi basati sull'evoluzione dei tassi ipotecari, delle spese di manutenzione ed esercizio, delle tasse e delle imposte (art. 12 cpv. 1 OLAL) nonché una compensazione del rincaro sul capitale sopportante i rischi non superiore al 40 per cento dell'incremento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo (art. 15 OLAL).</p><p>Di comune accordo, le parti possono concordare alternative alla pigione commisurata ai costi, ripiegando ad esempio sulle pigioni indicizzate ai sensi dell'articolo 269b CO. Tale accordo è valido se il contratto di locazione è stipulato per almeno cinque anni e l'indice in questione è l'indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC). Oltre alla sicurezza garantita dalla durata minima del contratto, questo modello offre il vantaggio di una strutturazione della pigione più comprensibile.</p><p>In questo modello è però altrettanto logico che l'affitto possa aumentare più o meno fortemente a seconda dell'evoluzione dell'IPC. Nel recente passato, gli inquilini hanno beneficiato per diversi anni di uno sviluppo dell'IPC moderato o addirittura negativo. Sarebbe contrario al principio di equilibrio tra i diritti e gli obblighi di un rapporto di locazione se, a seguito dell'aumento dell'inflazione, le regole del gioco venissero ora modificate unilateralmente a favore degli inquilini.</p><p>L'inflazione grava anche sui locatori, che devono sostenere spese di manutenzione e d'esercizio maggiori. A queste si aggiunge l'incremento dei costi di finanziamento, perché anche i tassi d'interesse sono saliti a causa dell'inflazione. L'adeguamento delle pigioni indicizzate riflette tutte queste variazioni e comprende, infine, anche la compensazione del rincaro sul capitale sopportante i rischi.</p><p>Una tale compensazione è concessa anche per gli affitti commisurati ai costi in virtù dell'articolo 269a lettera e CO. Sarebbe infatti arbitrario se a questo proposito i locatori con un contratto indicizzato risultassero in fin dei conti svantaggiati.</p><p>Sebbene gli attuali sviluppi possono comportare aumenti d'affitto significativi, è anche vero che questi aumenti non sono per forza abusivi. Molti inquilini sono inoltre protetti dagli effetti di questi aumenti grazie al fatto che i loro stipendi vengono adeguati all'inflazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.