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Su richiesta delle parti in conflitto, la Svizzera ha accettato di impegnarsi in favore della pace nel Mali. Lo ha reso noto in serata il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) confermando un'informazione della RTS. Questo lavoro di buoni uffici implica "un contatto diretto" con tutte le parti che possono contribuire a far cessare le violenze.
"Dopo lo scoppio in gennaio delle violenze, la Svizzera ha risposto positivamente alle richieste che le sono state indirizzate dalle parti in conflitto di mettersi al servizio di un ritorno il più rapido possibile alla pace e alla stabilità in queste regioni", precisa il DFAE.
Questo lavoro di buoni uffici, "salutato dalle varie parti", implica "un contatto diretto con tutti gli attori che possono contribuire alla cessazione delle violenze e alla ricerca di una soluzione durevole", è stato precisato.
Gli sforzi di mediazione sono gestiti direttamente dal DFAE in Svizzera. L'Ufficio di cooperazione a Bamako non è implicato in queste attività, ha spiegato il dipartimento. Ieri la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha sospeso le proprie attività nel nord del Mali a causa dell'insicurezza che regna nella regione.
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