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Così l'allenatore che lavora a Tenero ha accolto la decisione di Noè Ponti di tornare a vivere ed allenarsi in Ticino.
«Noè ha capito che la sua America è qui» «A Tenero ha a disposizione ottimi allenatori e un Centro all'avanguardia che non ha nulla da invidiare a quelli statunitensi. Alla fine penso che a Noè sia mancata soprattutto la sua famiglia», ha spiegato il coach italiano.
«Sinceramente - ha proseguito Meloni ai microfoni della rsi - speravo che Noè tornasse il prima possibile, anche per non perdere tempo, ma non bisogna mai combattere contro le decisioni di un atleta. Lui ha scelto me per essere allenato, in seguito lui ha scelto di andare in America ed io ho appoggiato la sua decisione anche se avevo dei dubbi, che alla fine si sono rivelati fondati. L'importante è che abbia scelto di cambiare già adesso, così avremo il tempo di preparare un piano per i prossimi tre anni e per lavorare in vista delle Olimpiadi del 2024».
Paese che vai sistema che trovi. Vale anche per chi decide di frequentare gli studi universitari e parallelamente continuare la carriera quale sportivo d'élite. La Svizzera non sempre e dappertutto offre questo genere di flessibilità, a differenza degli Stati Uniti per esempio.
«Le università dovrebbero venire maggiormente incontro agli sportivi, reputo che sia giusto che un atleta forte come Noè possa studiare e laurearsi», ha concluso l'allenatore di Ponti sempre a colloquio con la rsi.
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