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Finora gli svizzeri avevano sempre affermato di voler privilegiare gli accordi bilaterali all'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa dell'UDC, accolta il 9 febbraio dell'anno scorso, ma dal sondaggio Vimentis realizzato su questo tema emerge adesso un quadro diverso: il 45% degli interrogati afferma di essere pronto a sacrificare la via bilaterale, mentre il 41% vuole preservarla. Il 14% è indeciso. L'indagine è stata realizzata online tra il primo ottobre e il 14 dicembre dell'anno scorso e hanno risposto 20'173 persone.
I maggiori partigiani dell'abbandono degli accordi bilaterali risultano essere i più giovani, chi ha un reddito basso e i meno istruiti. Inoltre gli svizzeri auspicano che la limitazione annuale degli stranieri si faccia tenendo conto del mercato del lavoro, ma anche della popolazione.
Il risultato è sorprendente visto che il sondaggio M.I.S. trend, realizzato per il settimanale romando "L'Hebdo" in dicembre giungeva a tutt'altri risultati. Se si doveva scegliere, quasi il 69% degli svizzeri preferiva lasciar cadere i contingenti della mano d'opera straniera piuttosto che gli accordi con l'Unione europea. Anche da un'indagine condotta questo mese dall'istituto di ricerca gfs.bern era emerso che una netta maggioranza degli interrogati (58%) dava più importanza al proseguimento della via bilaterale che all'attuazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa.
Vimentis si è pure interessato alla formazione. Una maggioranza del 54% rivendica lo studio di due lingue straniere nelle scuole elementari. Se Romandia e Ticino sono piuttosto favorevoli, la Svizzera centrale lo è però molto di meno.
Per quanto riguarda quale lingua straniera debba essere insegnata prioritariamente nelle scuole elementari, circa il 57% si è espresso per una seconda lingua nazionale e solo il 41% auspica che sia l'inglese.
Un altro tema affrontata dal sondaggio è quello della ripartizione dei redditi: una maggioranza (54%) giudica che la concorrenza fiscale tra i cantoni abbia conseguenze piuttosto negative. Per ridurla, il 51% è favorevole ad un'armonizzazione dei tassi d'imposizione per i redditi superiori ai 300'000 franchi.
Infine se il popolo dovesse eleggere il Consiglio federale, secondo questo sondaggio il consigliere federale Johann Schneider-Ammann sarebbe l'unico a non venire rieletto: dovrebbe lasciare il suo posto alla collega radicale sangallese Karin Keller-Sutter. Il più votato (65%) è risultato Didier Burkhalter, seguito da Alain Berset, Doris Leuthard, Eveline Widmer-Schlumpf, Simonetta Sommaruga e Ueli Maurer.
Il sondaggio online Vimentis, condotto una volta all'anno, è rappresentativo della popolazione svizzera con un margine di errore del +/- 4%. Vimentis è stato creato nel 2003 da sei studenti dell'università di San Gallo.
SDA-ATS