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Il presidente della Confederazione Alain Berset, oggi in visita dal capo dello Stato francese Emmanuel Macron, ha approfittato dell'occasione per "riaffermare la volontà della Svizzera di progredire nelle relazioni con l'Unione europea". Tra i due statisti vi è stato "un contatto molto buono", ha detto il capo del Dfi. Berset e Macron non hanno però tenuto una conferenza stampa comune.
Così non era stato lo scorso anno, quando la presidente della Confederazione Doris Leuthard si era presentata al fianco di Macron davanti ai rappresentanti dei media.
Oggi a Parigi i due presidenti hanno discusso anche di relazioni bilaterali, politica europea e questioni di attualità internazionale, come la situazione in Medio Oriente. Berset ha però tenuto in particolare ad illustrare al suo ospite l'attaccamento della Confederazione a solidi rapporti con Bruxelles.
In questo ambito il responsabile del Dipartimento federale dell'interno (Dfi) ha sottolineato le "specificità istituzionali" della Svizzera, ricordando che la Confederazione è probabilmente il Paese "in cui si sono tenute più votazioni popolari sulle relazioni con l'Ue".
Sul tema di un accordo quadro istituzionale tra Berna e Bruxelles "abbiamo ancora una serie di quesiti, in particolare sulla libera circolazione delle persone e sulle misure di accompagnamento", ha riconosciuto. "Abbiamo ancora bisogno di trovare un equilibrio in Svizzera per poter andare avanti", ha spiegato a Macron. "Credo che questo messaggio è ben recepito".
In merito alle questioni europee Berset ha pure evocato l'equivalenza della regolamentazione elvetica in materia di mercati borsistici, che Bruxelles ha riconosciuto per un solo anno.
Il presidente della Confederazione ha inoltre esposto la strategia di cooperazione regionale della Svizzera finalizzata alla protezione e all'approvvigionamento di base dei rifugiati e dei bisognosi in Medio Oriente. Considerate le tensioni tra Iran e Arabia Saudita, Berna, che su richiesta delle due nazioni ha assunto il mandato di potenza protettrice, si batte affinché siano adottate misure atte a creare fiducia nell'area, si legge in una nota diramata dal Dfi.
Berset e Macron hanno inoltre parlato di quanto avviene nel Sahel - fascia di territorio dell'Africa subsahariana - e in Corea del Nord, oltre che delle relazioni transatlantiche e del commercio mondiale. Svizzera e Francia, precisa il comunicato, hanno deciso di proseguire la loro serrata collaborazione nell'Organizzazione internazionale della francofonia.
I due Paesi condividono anche l'impegno a favore di una Ginevra internazionale che funga "da polo francofono" del sistema delle Nazioni Unite e "da uno dei centri della governance mondiale", scrive il Dfi. La città di Calvino è anche un simbolo della tradizione umanitaria svizzera, apprezzata a Parigi, ha detto Berset. Proprio riconoscendo questo ruolo elvetico, Macron ha invitato Berset alle commemorazioni per la fine della Prima Guerra mondiale che si terranno l'11 novembre a Parigi.
I due uomini hanno anche discusso del progetto di rinnovare la flotta degli aerei da combattimento elvetici. La Francia è interessata a proporre i velivoli Rafale. "Siamo solo all'inizio del processo", ha spiegato Berset a Macron.
Ieri, sempre all'ombra della Tour Eiffel, il presidente della Confederazione si è intrattenuto con Angel Gurria, il segretario generale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il colloquio è stato incentrato sulle prospettive economiche a livello mondiale e su alcuni aspetti del commercio transatlantico. Il ministro ha poi visitato l'Istituto Giacometti, inaugurato lo scorso giugno, altri centri culturali e varie startup.