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È in corso al Consiglio nazionale (fino alle 19.00) il dibattito sull'introduzione in Svizzera, dal 2018, dello scambio automatico di informazioni fiscali per i clienti stranieri degli istituti finanziari che operano nella Confederazione.
Di fatto, ciò significa la fine del segreto bancario per questa categoria di persone, ma non per gli Svizzeri.
Due gli oggetti presentati dal Consiglio federale per approvazione: la Convenzione del Consiglio d'Europa e dell'OCSE sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale e le modifiche alle pertinenti norme in vigore in Svizzera, e la Legge federale sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali (LSAI) che concretizza l'Accordo multilaterale tra autorità competenti sullo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari (MCCA).
La maggioranza della commissione preparatoria ha accolto con favore i due progetti governativi. L'UDC ha presentato proposte di non entrata nel merito per ognuno degli oggetti in discussione. I democentristi si oppongono alla trasmissione automatica di migliaia di informazioni di cittadini esteri con relazioni d'affari in Svizzera senza che si possa rimproverare loro alcunché; essi temono inoltre che simili accordi possano essere usati per scardinare il segreto bancario di cui godono i cittadini svizzeri.
A nome della commissione, Susanne Leutenegger-Oberholzer (PS/BL) ha parlato di un momento storico e di un passo che fino a qualche anno fa era impensabile. "La lotta all'evasione e alla frode fiscale ha subito una forte accelerazione negli ultimi anni", ha dichiarato la deputata socialista - e la Svizzera non può stare a guardare pena un danno alla propria reputazione e alla piazza finanziaria ed economica".
SDA-ATS