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NEW YORK - L'ondata di fallimenti delle banche americane non accenna a fermarsi: dal 25 settembre 2008, ovvero dal fallimento di Washington Mutual, a chiudere i battenti sono stati 279 istituti. E l'emorragia sembra destinata a continuare.
Intanto il Tesoro fatica a districarsi e uscire da Citigroup e AIG e il Troubled Asset Relief Program (TARP), il piano da 700 miliardi di dollari che ha aiuto a salvare banche-assicurazioni-case automobilistiche, ad andare in pensione.
In base ai dati riportati dal "Wall Street Journal", il sistema finanziario americano continua a soffrire e fra fusioni e fallimenti sembra avviato a ridursi drasticamente nel prossimo decennio, contraendosi dalle attuali 7932 unità a 5000.
"Non sembra esserci una luce in fondo al tunnel", precisa il giornale, mettendo in evidenza come, secondo alcuni osservatori, "l'aumento dei fallimenti potrebbe rappresentare una pulizia di un settore cresciuto molto rapidamente, con gli asset delle banche più che raddoppiati a 13'800 miliardi di dollari nel decennio che si è chiuso nel 2008".
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