Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/202857

<h2>SubmittedText<h2><p>L'Ufficio federale del Servizio Civile (CIVI) ha pubblicato in aprile 2019 il suo rapporto di attività per l'anno 2018. Non sottovalutando l'importanza del mandato che il servizio civile svolge a favore della collettività e nello specifico nel settore della cura e dell'assistenza agli anziani, non si può non leggere il rapporto con occhi critici, tenuto conto che non si tratta di un'alternativa al servizio militare, bensì - come viene anche ribadito dal suo direttore Christoph Hartmann - "il mandato principale del servizio civile è quello di risolvere il problema relativo al rifiuto del servizio militare per motivi di coscienza" e che "il principio secondo cui il servizio civile è riservato alle persone soggetto all'obbligo di servizio militare che vivono un conflitto di coscienza non è sufficientemente rispettato".</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale:</p><p>1. Quali sono i motivi che non permettono al 53 per cento dei civilisti di non assolvere il loro servizio, che può essere pianificato durante tutto l'anno?</p><p>2. Quanti sono i civilisti che non sono entrati in servizio nel 2018?</p><p>3. Delle conseguenti procedure disciplinari, quante sono scaturite in una multa e quante in un ammonimento?</p><p>4. Vi è una parità di trattamento nei confronti degli astretti al servizio militare e alla protezione civile?</p><p>5. Secondo i dati 2018, a fronte di 32 512 916 franchi svizzeri riconducibili al Tributo alla Confederazione che gli istituti di impiego versano all'Ufficio federale del servizio civile per 1 668 248 giorni di servizio, risulta un costo giornaliero medio inferiore a 20 franchi svizzeri, ciò tenendo già conto che nei primi 26 giorni di servizio viene corrisposto solo il 50 per cento del Tributo alla Confederazione. A quanto ammonta il Tributo medio sostenuto per istituti di impiego suddiviso nei 19 settori?</p><p>6. Tenuto conto che il Tributo alla Confederazione viene calcolato sulla base di un salario medio di un professionista nel settore, come si può non dire che gli istituti di impiego non lucrino sulle prestazioni richieste dai civilisti, visto che il loro Tributo è il 70 per cento in meno circa di quanto percepirebbe un professionista per la stessa attività?</p><p>7. Chi effettua i controlli presso gli istituti di impiego?</p><p>8. Come vengono gestiti eventuali abusi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo il rapporto di gestione, a fine 2018 il 47,4 per cento di tutti i civilisti aveva già prestato tutti i giorni di servizio (durata complessiva del periodo di servizio). Ciò non significa che il 53 per cento dei civilisti non abbia prestato servizio. Nel 2018 sono stati impiegati 19 989 civilisti (39,3 per cento). Occorre tener conto del fatto che non tutti i civilisti sono tenuti a svolgere un periodo d'impiego ogni anno, in conseguenza sia della successione dei periodi d'impiego prevista dalla legislazione (cfr. art. 35 a 39a dell'ordinanza sul servizio civile, OSCi; RS 824.01) che dell'accoglimento di eventuali domande di differimento del servizio o di congedo all'estero. Nel 2018 il 98,2 per cento dei civilisti licenziati con procedura ordinaria ha prestato tutti i giorni di servizio.</p><p>2. Nel 2018 sono stati segnalati 273 casi di non entrata in servizio. In seguito si è esaminato se si è trattato di casi poco gravi di omissione del servizio o di omissione del servizio per negligenza, per la quale si applica una pena disciplinare (art. 73 cpv. 3 e 74 cpv. 3 della legge sul servizio civile, LSCi; RS 824.0).</p><p>3. Dei 181 casi che non hanno richiesto una denuncia penale presso i servizi cantonali competenti (cfr. art. 78 LSCi) e hanno potuto essere risolti nel quadro di un procedimento disciplinare, 168 si sono conclusi con una multa e 5 con un ammonimento scritto.</p><p>4. Le procedure disciplinari avviate in applicazione della LSCi sono procedure amministrative secondo la legge sulla procedura amministrativa (PA; RS 172.021), mentre la pena disciplinare per le persone che devono prestare servizio militare è retta dall'ordinamento disciplinare previsto dal Codice penale militare (RS 321.0) nell'ambito di un procedimento disciplinare. La LSCi prevede come misure disciplinari l'ammonimento scritto e la multa sino a 2000 franchi (art. 68 LSCi). Il Codice penale militare prevede invece pene disciplinari (riprensione, divieto d'uscita, multa disciplinare fino a 500 o 1000 franchi nonché l'arresto; cfr. art. 186 segg. Codice penale militare). La legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC; RS 520.1) non contempla invece misure disciplinari.</p><p>5. Ripartiti per tipologie, nel 2018 gli istituti d'impiego di utilità pubblica hanno versato in media alla Confederazione, per ogni giorno di servizio, i seguenti importi (in franchi): settore dell'asilo: 25,20; musei: 24,58; ospedali: 24,29; scuole: 23,98; altri istituti in ambito sanitario: 23,59; conservazione dei monumenti storici / archeologia: 23,25; archivi/biblioteche: 22,96; istituti per disabili: 21,67; altri istituti nel settore dei servizi sociali: 21,65; progetti nel settore ambientale: 21,34; settore dell'assicurazione contro la disoccupazione: 21,08; settore delle dipendenze: 20,37; bambini: 20,14; istituti per anziani: 20,10; giovani: 19,61; cooperazione allo sviluppo: 19,02; cura e manutenzione nel settore ambientale: 13,17; catastrofi e situazioni di emergenza: 11,49; aziende agricole: 7,65.</p><p>Oltre ai tributi alla Confederazione, gli istituti d'impiego versano ai civilisti un importo giornaliero per le piccole spese, forniscono il vitto o versano un'indennità e pagano loro l'abbonamento ai trasporti pubblici per il tragitto da casa all'istituto d'impiego. I costi giornalieri medi per ogni giorno di servizio di un civilista ammontano quindi complessivamente a 50 a 60 franchi.</p><p>6. Nel calcolo del tributo alla Confederazione si considerano anche l'onere dell'istituto d'impiego cagionato dall'occupazione di persone che prestano servizio civile (messa a disposizione dell'infrastruttura, prestazioni pecuniarie e in natura, introduzione e spese di materiale), la qualificazione della persona che presta servizio civile e l'utile netto a beneficio dell'istituto d'impiego (FF 1994 III 1525). I civilisti non sostituiscono i dipendenti fissi, bensì svolgono dei compiti che non potrebbero essere effettuati senza il loro impiego (p. es. la lotta contro le piante invasive o il supporto al personale specializzato). A beneficiare dell'impiego di civilisti sono le persone accudite o l'ambiente.</p><p>7. Gli istituti d'impiego vengono controllati a intervalli regolari da collaboratori appositamente formati dei centri regionali.</p><p>8. Nei casi poco gravi l'istituto d'impiego viene richiamato o ammonito. In presenza di gravi abusi intenzionali sono previste la revoca del riconoscimento e una denuncia penale.</p>  Risposta del Consiglio federale.