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Erano oltre 2'500 le persone che sabato si sono messe in fila davanti alla pista di pattinaggio di Vernets, a Ginevra, per un sacchetto di cibo del valore di 20 franchi. All'origine dell'azione benevola è l'associazione "Caravane pour la solidaritè", che sin dall'inizio della pandemia organizza distribuzioni di doni per i bisognosi. Ma se all'inizio erano poche decine di persone a presentarsi, la folla è cresciuta di settimana in settimana fino a diventare, lo scorso sabato, diverse migliaia .
La polizia ha persino dovuto intervenire una volta, perché la folla era talmente numerosa che non era possibile mantenere la distanza di sicurezza. Visto il "successo" dell'azione, lo scorso sabato le autorità cittadine hanno autorizzato che la distribuzione venisse effettuata all'interno della pista di pattinaggio di Vernets.
All'esterno dell'edificio, una grande coda, lunga diverse centinaia di metri, si era formata all'apertura delle porte. Per ottenere il sacchetto di cibo, si doveva aspettare circa tre ore, spiega Christophe Jakob, membro di "Caravane pour la solidaritè".
Tra queste persone pronte a un'attesa tanto lunga per così poco, sottolinea Jakob, molti clandestini che lavorano come domestici o nella ristorazione e che improvvisamente si sono ritrovati senza reddito. Ci sono anche famiglie che prima della crisi sanitaria vivevano già sul filo, con poco più di 3000 franchi al mese, e che sono cadute nella precarietà da quando tutto è rimasto al minimo. Più a lungo la crisi continua, più persone ci saranno, avverte Christophe Jakob.