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La polizia di Hong Kong ha eseguito oggi l'arresto di quattro attivisti studenteschi di età compresa tra i 16 e 21 anni con l'accusa di incitamento alla secessione, in violazione della controversa legge sulla sicurezza nazionale.
La persona più rappresentativa è Tony Chung, ex leader di Student Localism, gruppo che il 30 giugno, nell'imminenza dell'entrata in vigore della stretta imposta da Pechino, ha deciso lo scioglimento delle attività, continuando il lavoro all'estero.
Gli arresti sono i primi di un certo profilo da parte della polizia per effetto di un lavoro investigativo, a differenza di quelli precedenti collegati a manifestazioni non autorizzate, tra slogan scanditi e sventolio di bandiere illegali.
Il sovrintendente senior Steve Li, del nuovo Dipartimento per la tutela della sicurezza nazionale, ha riferito nella conferenza stampa tenuta in tarda serata e trasmessa in streaming che nell'operazione non sono state coinvolte altre istituzioni, a partire dagli agenti d'intelligence di Pechino.