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Se gli svizzeri dovessero eleggere oggi un nuovo parlamento, l'Unione democratica di centro perderebbe il 6,2% rispetto al 2007 e si attesterebbe al 22,8%. È quanto emerge da un sondaggio pubblicato domenica dalla SonntagsZeitung.
L'indagine demoscopica effettuata dall'istituto Isopublic mostra che a trarre vantaggio dal calo dell'UDC sarebbe soprattutto il Partito borghese democratico (PBD), nato dalla scissione in seno all'UDC dopo l'elezione in governo di Eveline Widmer-Schlumpf. Il PBD otterrebbe il 4%.
Le altre principali forze politiche – socialisti, liberali radicali, popolari democratici e verdi – manterrebbero invece le loro posizioni.
Il presidente dell'UDC Toni Brunner ha dal canto suo relativizzato le cifre e ha sottolineato il successo attuale del suo partito, vincitore una settimana fa della votazione sul concordato per l'armonizzazione scolastica nel canton Nidvaldo (respinto dal popolo) e del secondo turno delle elezioni cantonali in Argovia, dove il candidato UDC ha estromesso dal consiglio di Stato il ministro PPD uscente.
Brunner non ha però nascosto che all'interno del partito si sono creati dei dissensi. Proprio domenica, in un intervista rilasciata al settimanale Sonntag, il consigliere nazionale Peter Spuhler, capofila dell'ala economica dell'UDC, ha dichiarato che la sua amicizia con Christoph Blocher si è raffreddata dopo gli attacchi personali dell'ex consigliere federale.
Oltre al calo di consensi dell'UDC, il sondaggio Isopublic mostra pure un forte aumento della popolarità del ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz, il cui operato è giudicato in modo positivo dal 78% degli intervistati.