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BERNA - All'iniziativa "No Billag" non deve essere opposto alcun controprogetto. Ne è convinta la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale (CTT-N) che propone al plenum di respingere puramente e semplicemente il testo "Sì all'abolizione del canone radiotelevisivo". La Camera del popolo si pronuncerà in settembre.
L'idea di un controprogetto diretto, avanzata da una minoranza di destra, è stata bocciata con 15 voti contro 10, mentre a seguito di una lunga discussione la commissione - con 16 voti contro 8 e 1 astenuto - raccomanda pure di respingere l'iniziativa popolare, si legge in una nota odierna dei servizi del Parlamento.
Con 14 voti contro 11, la CTT-N ha inoltre bocciato la proposta di presentare un'iniziativa commissionale per l'elaborazione di un controprogetto indiretto, volto a fissare nella legge sulla radiotelevisione un tetto massimo per la partecipazione della SSR ai proventi del canone pari a 1,1 miliardi.
L'iniziativa popolare, depositata dall'Associazione "No Billag" nel dicembre 2015 con 112'191 firme valide, prevede che la Confederazione non possa riscuotere canoni, né sovvenzionare o gestire emittenti radiofoniche o televisive. Se l'iniziativa venisse accettata, le attuali concessioni con partecipazione al canone verrebbero revocate senza indennizzo.
Secondo la maggioranza commissionale, il canone consente di garantire un buon servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche. A suo avviso, l'attuale sistema di riscossione è fondamentale per il funzionamento e il processo di formazione democratica delle opinioni e per la coesione nazionale.
La maggioranza sottolinea inoltre come il Consiglio federale abbia riconosciuto la necessità di intervenire e previsto di limitare in futuro la quota destinata alla SSR a 1,2 miliardi di franchi, fissando così al di sotto dei 400 franchi il canone annuo pagato dalle economie domestiche (oggi 451,10 franchi).
Per la minoranza di destra, ciò non basta. Essa ritiene che senza un controprogetto si dà carta bianca alla SSR. Per questo ha proposto invano di opporre all'iniziativa popolare un controprogetto diretto con cui limitare a un massimo di 200 franchi all'anno il canone radio-tv. A suo avviso, i consumatori potranno spendere in altro modo l'importo risparmiato decidendo autonomamente a quale prodotto mediatico fare capo.
Ritirata mozione su riduzione delle emittenti
Dopo un'approfondita discussione, la commissione è inoltre giunta alla conclusione che ritirerà la mozione "Riduzione delle emittenti radiofoniche" tematiche, quali Option Musique, Swiss Pop, Swiss Classic o Swiss Jazz. A questo stadio, la CTT-N non auspica eliminare singole emittenti, ma ritiene più opportuno valutare il numero di reti necessarie all'adempimento del servizio pubblico nell'ambito di un esame complessivo in vista della nuova concessione SSR.
Con 14 voti contro 6 e 3 astenuti, ha pertanto presentato un postulato per una "verifica del numero di emittenti SSR", con cui si dovrà stabilire in che modo è possibile soddisfare il mandato di servizio pubblico con un numero inferiore di reti radio-tv.