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L'Unione europea ha raggiunto un accordo per estendere le sanzioni ad altri esponenti del regime siriano. Lo si è appreso da fonti comunitarie. Esclusa invece, per il momento, l'ipotesi di applicare sanzioni al settore petrolifero e a quello finanziario.
L'intesa, a quanto si è appreso, è stata raggiunta in occasione di una riunione 'ad hoc' degli ambasciatori dei Paesi Ue che compongono il Comitato politico e di sicurezza (Cops) convocata per oggi dopo i gravi episodi di repressione della protesta decisi nei giorni scorsi dalle autorità di Damasco.
Il Cops ha quindi dato il via alla procedura che, nell'arco di poche settimane, dovrebbe portare all'adozione formale delle sanzioni. Ad oggi sono 35 gli esponenti de regime siriano inseriti nella black list Ue, a cominciare dal presidente Bashar al Assad.
L'ultima tranche di sanzioni scattata il 2 agosto scorso - delle quattro già adottate dall'Ue a partire dal maggio scorso - ha portato all'inserimento di altri cinque esponenti del regime siriano nell'elenco delle persone a cui è negato il visto per l'ingresso nell'Ue e viene applicato il congelamento dei beni. Tra questi figurano il ministro della Difesa, il generale Ali Habib Mahmoud, e Mohammed Makhlouf, zio materno e stretto collaboratore del presidente Assad.
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