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Lo smantellamento dei bunker di cui vuole disfarsi l'esercito avrà costi enormi: lo ha confermato il ministro della difesa Ueli Maurer in un'intervista trasmessa giovedì sera dalla televisione svizzerotedesca.
Già il rapporto sull'esercito, approvato dal governo all'inizio del mese, aveva stabilito che la messa fuori esercizio delle infrastrutture di combattimento esistenti – dai fortini ai cannoni – provocherà «costi importanti». Ora Maurer ha precisato l'ordine di grandezza: «Parliamo sicuramente di centinaia di milioni, che possono tranquillamente raggiungere o addirittura superare la soglia del miliardo», ha spiegato il consigliere federale ai microfoni di 10 vor 10.
Secondo gli strateghi delle forze armate, per motivi finanziari la chiusura degli impianti – resa possibile dal cambiamento della natura delle minacce che pesano sul paese – dovrà necessariamente avvenire a tappe.
Ueli Maurer ha peraltro confermato che la semplice manutenzione dei bunker costerebbe meno dello smantellamento: ma – scegliendo la prima soluzione – «non faremmo che rimandare i problemi», ha detto.
«È la fine del concetto di ridotto», ha continuato il ministro della difesa. «Ora su questo tema serve una discussione onesta, affinché tutti lo sappiano». Stando ad armasuisse – il centro di competenza della Confederazione per gli acquisti di tecnologie per la difesa e la sicurezza – gli «oggetti in sovrannumero» sono oltre 11'000. Fra di essi si trovano arsenali, caserme, aerodromi e postazioni di comando e combattimento. Complessivamente solo il 5-10% di questi oggetti può essere venduto o affittato.