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Nei giorni scorsi, in sede internazionale, il ministro delle finanze italiano Giulio Tremonti si è nuovamente prodotto in attacchi contro la Svizzera in generale e contro la città di Lugano e la sua piazza finanziaria in particolare.
E’ evidente che la piazza finanziaria di Lugano è di interesse cantonale e nazionale (terza piazza finanziaria della Svizzera).
Davanti all’ennesimo atto ostile da parte del solito Tremonti, il Consiglio federale si è limitato a considerare, nell’ambito di una risposta ad un atto parlamentare, che le dichiarazioni del ministro italiano “alla Confederazione non sono piaciute”. E ci sarebbe anche mancato che fossero piaciute!
Siamo – sempre ed ancora – ben lungi da una reazione seria, ed in grado di dimostrare al ministro delle Finanze italiano che la Svizzera non è in balia dei suoi attacchi e, soprattutto, che la Confederazione non rimane indifferente quando viene presa di mira una sua città o un suo Cantone, e che non è ancora rimasta del tutto sprovvista di capacità di reazione.
Chiedo pertanto al lod. Consiglio di Stato:
– Il CdS ha sollecitato una risposta decisa da parte dei Consiglio federale alle esternazioni del ministro delle Finanze italiano, ad esempio tramite convocazione dell’ambasciatore italiano a Berna?
– Il CdS ha sollecitato l’autorità federale, davanti a fatti come quello in oggetto, a finalmente voler abbandonare quella politica dell’inazione ad oltranza che nuoce fortemente all’immagine dell’autorità federale in Ticino, il quale si sente, a ragione, abbandonato?
Con la massima stima
Lorenzo Quadri