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BERNA - I pedofili, i delinquenti sessuali e gli autori di violenze gravi non devono essere schedati in un'apposita banca dati. Con 12 voti contro 11 e due astensioni, la commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale raccomanda al plenum di non dar seguito ad un'iniziativa in tal senso di Natalie Rickli (UDC/ZH).
Secondo la maggioranza della commissione, l'istituzione di un registro parallelo al casellario giudiziale è discutibile e richiederebbe sforzi eccessivi, hanno indicato oggi i servizi del Parlamento.
Nel suo testo la democentrista puntava il dito contro le persone condannate per infrazioni gravi che possono, a determinate condizioni, essere sanzionate con l'internamento a vita. Il registro comprenderebbe in particolare il domicilio e il luogo di lavoro degli ex detenuti. Sarebbe inoltre consultabile via Internet dalle istituzioni che hanno attualmente accesso al casellario giudiziale.
Per la maggioranza della commissione, è falso affermare che le autorità non dispongano di mezzi sufficienti per il controllo e la prevenzione. La minoranza ritiene invece che le banche dati non consentano di far circolare in maniera efficace l'informazione.
SDA-ATS