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Tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione, la dislessia è sicuramente il più noto e diffuso, con una frequenza del 5% (si stima la presenza di almeno uno studente dislessico per classe).
Si tratta di problematiche che non pregiudicano l’attività cognitiva ma, se non correttamente riconosciuti e affrontati, possono generare in primis disagio e senso di frustrazione nel bambino o nel ragazzo, che può sentirsi non compreso nelle sue difficoltà e vivere con disagio la scuola.
I DSA possono presentarsi da soli, associati tra loro, oppure con altri tipi di disturbo, come la difficoltà di coordinazione motoria e/o associati a disturbi dell’attenzione o del linguaggio.
Dislessia: di cosa si tratta
La dislessia è definita come “l’incapacità di integrare i requisiti linguistici della lettura, scrittura e del sillabare con le capacità intellettuali del bambino” (World Federation of Neurology, 1986), ovvero un bambino/ragazzo con DSA generalmente manifesta delle difficoltà nella conversione grafema/fonema all’inizio della prima elementare, che si trasforma successivamente in una lettura lenta e frammentaria, con molte omissioni, inversioni, sostituzioni di fonema, invenzione di parole, scarsa comprensione del significato delle singole parole e poi dell’intero testo scritto.
I sintomi della dislessia
Spesso i bambini con disturbi specifici dell’apprendimento sono poco precisi anche nei gesti e in alcune attività manuali: ogni attività, artistica e manuale, infatti, presuppone il riaggiornamento della memoria di lavoro (working memory), la pianificazione e l’organizzazione, funzioni attentive ed esecutive fondamentali per allenare e gestire al meglio una tra le funzioni più complesse come il problem solving.
Le cause della dislessia
La dislessia è causata da differenze di funzionamento nelle aree del cervello che si occupano di linguaggio, che non sono ancora pienamente comprese. Diverse aree cerebrali interagiscono in modo complesso per coordinare la manipolazione delle parole necessaria per la lettura, la scrittura e l’ortografia.
Per questo motivo, le caratteristiche della dislessia in ogni persona dipendono da quali aree sono interessate e come: ci possono essere problemi, per esempio, nel ricevere informazioni sensoriali attraverso la vista o l’udito, nel catturarle e strutturarle nel cervello, o nel recupero in un secondo momento, oppure ci possono essere problemi con la velocità di elaborazione delle informazioni.
Scansioni cerebrali di immagini mostrano che quando le persone dislessiche tentano di elaborare le informazioni, il loro cervello funziona in modo diverso da quello delle persone non affette da dislessia.
Posto che un corretto sviluppo neuromotorio consente un corretto sviluppo cognitivo e relazionale, è possibile ipotizzare come molte imposizioni effettuate dai genitori nelle fasi di crescita del bambino e nella gestione delle proprie funzioni (che portano ad esempio alla tendenza ad utilizzare solo o in modo predominante una mano, un occhio, un emisfero) possano alterare questo equilibrio.
Terapia cranio-sacrale e disturbi dell’apprendimento
Sebbene le tecniche osteopatiche, e nello specifico la Terapia cranio sacrale, non rappresenti una cura o una soluzione per questi disturbi, preme sottolineare come possa essere considerata un possibile metodo di prevenzione e talvolta di miglioramento di queste condizioni, da affiancare sicuramente alle tecniche di supporto consolidate in ambito scolastico.
Questo anche in virtù delle esperienze di molti studiosi e terapeuti, i quali evidenziano come ai disturbi del linguaggio corrispondano spesso le medesime restrizioni e rigidità craniche: se corrette, l’individuo sarà in grado di poter accedere alle risorse necessarie per rivitalizzare e dare slancio all’intero sistema.
In presenza di uno o più sintomi o comunque di dubbi specifici riguardanti eventuali ritardi nello sviluppo del linguaggio, sarebbe utile procedere quanto prima ad inquadrare la problematica presente, considerando che i DSA non diagnosticati possono condizionare fortemente lo sviluppo emotivo, la vita di relazione, il comportamento e l’acquisizione degli apprendimenti scolastici del bambino.
Perle di Salute: “Un aiuto grafico: le mappe concettuali”
Organizzare lo studio di un bambino o ragazzo dislessico può risultare complicato. Non esistendo poi un’unica tipologia di dislessia, è necessario tentare diverse strategie e infine adottare quella che risulta alla fine più efficace e adatta alle specifiche particolarità di ognuno.
Un valido supporto per rielaborare e comprendere un testo scritto, può essere dato dalla rappresentazione grafica dei concetti e della loro relazione. Questa rielaborazione consente innanzitutto di prendere coscienza dei propri processi mentali, di controllarli e regolarli (la cosiddetta metacognizione), nonché di favorire quei processi di organizzazione strutturale delle informazioni che sono alla base della memoria.
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