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Torino
L'Ucraina stravince l'Eurovision grazie al televoto, delusione per la Svizzera
Alla band del paese devastato dalla guerra sono andati 631 voti, di cui ben 440 ricevuti dal televoto degli spettatori europei. Delusione per lo svizzero Marcus Baer, solo 17esimo.
I Kalush, con il brano «Stefania», sono riusciti in un doppio intento: trionfare all'Eurovision Song Contest (spinti dal televoto che li ha portati dal quarto posto delle giurie fino in vetta) e tenere alta l'attenzione sul loro Paese, l'Ucraina, devastata a causa dell'invasione della Russia.
Davanti ai 200 milioni di spettatori, quelli che porta in dote la finale dell'Eurovision Song Contest, la band ucraina – data per favorita alla vigilia – ha fatto sentire la voce di una nazione martoriata.
«Questa vittoria è per tutti gli ucraini. Slava Ukraini!», ha urlato il cantante Oleh Psjuk subito dopo l'annuncio della vittoria. «Per favore aiutate l'Ucraina e Mariupol, aiutate Azovstal, ora», ha detto alla fine dell'esibizione - accolta dall'ovazione del pubblico -, rischiando anche la squalifica, dato che il regolamento della manifestazione non accetta messaggi politici sul palco.
Delusioni per la Svizzera e l'Italia
Marius Bear per la Svizzera, con la sua canzone «Boys do cry», si è classificato 17esimo. L'elvetico era arrivato al 12 posto nella giuria degli esperti, con 78 punti, ma è stato l'unico artista a non aver ottenuto nemmeno un punto nel voto popolare, retrocedendo quindi di cinque posizioni.
C'è parecchia delusione per gli italiani Mahmood e Blanco: i due cantanti con «Brividi», con il quale hanno vinto Sanremo, dati sul podio da diversi addetti ai lavori, non sono andati oltre il sesto posto (erano settimi per le giurie con 158 punti) dopo il voto popolare, che li ha fatti salire a quota 268 punti, quasi 50 dietro la Serbia, arrivata quinta con 312 punti.
L'appello di Zelensky
Poco prima dell'inizio della lunga serata anche il presidente Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio su Telegram, aveva invitato l'Europa a votare per l'Ucraina.
«Molto presto nella finale dell'Eurovision, il continente e il mondo intero ascolteranno le parole della nostra terra. Credo che, alla fine, questa parola sarà «Vittoria»! Sosteniamo i nostri connazionali, sosteniamo l'Ucraina!», è stato l'invito del presidente.
E alla fine l'Eurovision, pur professandosi una manifestazione non politica – come è stato più volte sottolineato in questi giorni anche dai tre padroni di casa Laura Pausini, Mika, Alessandro Cattelan – si fa portatrice di valori positivi.
Gran Bretagna seconda dopo una cavalcata in testa
La pace, in qualche modo, è diventato il leit motiv della settimana, declinato in vari modi. A partire da Mika e Pausini, che giovedì hanno duettato su Fragile e People Have the Power ai Rockin' 1000, e che sabato hanno aperto la finale da piazza San Carlo con Give Peace a Chance di John Lennon.
Per gli annali, al secondo posto la Gran Bretagna (238 punti dopo il verdetto delle giurie, 466 con il pubblico), che è stata a lungo in testa durante le votazioni delle giurie dei 40 paesi in gara, terza la Spagna (231 dopo il voto delle giurie, 459 con il pubblico) alla fine di una serata che ha divertito, emozionato, fatto ballare.
Che all'atteso momento delle votazioni (gestite da Mika e Alessandro Cattelan, con Laura Pausini che li ha raggiunti successivamente a causa di un calo di pressione) ha diviso e unito per i verdetti che ne sono scaturiti.
I Maneskin superospiti
La serata è stata animata anche dalla scossa data al Pala Olimpico dai Maneskin, che vinsero l'Eurovision Song Contest l'anno scorso a Rotterdam, riportando così la manifestazione in Italia.
La band romana ha presentato per la prima volta dal vivo il nuovo singolo Supermodel e un accenno di «If I can dream», brano della colonna sonora del biopic Elvis, sulla vita dell'icona musicale che sarà presentato fuori concorso a Cannes.
Damiano – visibilmente zoppicante per una storta presa due giorni fa a Londra durante le riprese del videoclip di Supermodel – ha poi scherzato invitando gli artisti in gara a divertirsi e a «non avvicinarsi al tavolo», facendo riferimento alla polemica che lo travolse proprio la sera della finale di un anno fa quando fu accusato di aver sniffato cocaina.
Uno show riuscito
L'ESC ha voluto anche un'altra vincitrice italiana sul palco (con tanto di standing ovation): Gigliola Cinquetti con «Non ho l'età», che trionfò nel 1964 in quello che all'epoca si chiamava Eurofestival. Quasi 60 anni dopo continua a essere un'eterna ragazza senza età.
Ricordato anche Domenico Modugno, con la voce di Laura Pausini che ha intonato a cappella «Nel Blu dipinto di Blu», che l'artista portò alla manifestazione europea nel 1958.
Mika ha fatto ballare il palazzetto con un medley dei suoi successi e bandiere con il cuore sventolanti, Laura Pausini ha ripercorso la sua carriera in cinque braniin un medley riuscito, ritmato, molto colorato e in tre lingue (italiano, spagnolo e inglese).
L'Eurovision saluta e dà appuntamento tra un anno: la speranza è che si possa tenere in Ucraina.
SDA