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Lunga discussione sull’anima e la sua immortalità: Azioneparallela, Malvino, Far finta di essere sani, di nuovo Azioneparallela, Lo Straniero di Elea, di nuovo Far finta di essere sani e di nuovo Malvino.
Due le questioni sul tavolo: l’anima è immortale? esiste l’anima?
Rapsodico contributo alla discussione.
Eternità dell’anima
Tesi.
L’anima è eterna, qualunque cosa essa sia.
Dimostrazione.
Un essere vivente possiede l’anima, un essere non più vivente no.
La morte è il momento di passaggio dalla vita alla non vita, dal corpo al cadavere, dalla presenza all’assenza dell’anima. Indichiamo con D questo momento e chiediamoci: in D l’anima esiste? Vi sono unicamente due possibili risposte: o l’anima è presente, oppure non lo è.
Se in D l’anima è presente, allora D non è il momento del passaggio dalla vita alla morte. Prendiamo un momento successivo a D, che indicheremo con M, nel quale l’anima è assente, e indichiamo con V il momento D.
Se in D l’anima non è presente, allora D non è il momento del passaggio dalla vita alla morte. Prendiamo un momento precedente a D, che indicheremo con V, nel quale l’anima è presente, e indichiamo con M il momento D.
Comunque siano andate le cose, il momento D non era il momento cercato. Il momento D corretto, che possiamo indicare con D1 è situato nell’intervallo V–M. Identifichiamo questo momento con un qualsiasi calcolo aritmetico, ad esempio (V+M)/2, e chiediamoci: in D1 l’anima esite?
Ripetendo il ragionamento di prima, si possono identificare due momenti V1 e M1, dai quali si otterrà un momento D2, dal quale si identificheranno due momenti V2 e M2 e così via all’infinito.
Si è così dimostrato che l’anima è, in quanto illimitata, eterna.
Esistenza dell’anima
Prima dei meritevoli lavori di Lavoisier, la combustione veniva spiegata tramite il flogisto, una misteriosa sostanza presente nei materiali infiammabili e assente in quelli non infiammabili.
Il legno e il carbone sono ricchi di flogisto, mentre la cenere ne è priva; il fuoco è il passaggio del flogisto dall’interno all’esterno di un corpo.
Oggi sappiamo che il flogisto non esiste: la cenere ha la stessa massa del legno di origine, quindi vi è stata semplicemente una trasformazione della materia, non è fuoriuscita alcuna sostanza misteriosa. In natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.
L’anima può essere come il flogisto, un qualcosa di misterioso del quale postuliamo l’esistenza perché ancora stiamo aspettando un Lavoisier dei neuroni?
Molto probabilmente sì.
Però la teoria del flogisto è corretta.
Lavoisier ha infatti dimostrato che il flogisto non è una sostanza, non che esso non esista o che il carbone equivalga alla cenere. Se prendiamo “flogisto” come sinonimo di “materiale infiammabile”, scopriamo che sono in molti a sostenere la sua esistenza, lasciando perdere le trasformazioni della materia di Lavoisier.
Sulle cisterne che contengono benzina è raffigurata una fiamma (in latino flogisto), non lo schema di una reazione chimica, che nessuno capirebbe.
L’anima esiste, infatti io sono vivo e raziocinante, un abete è vivo ma privo di ragione, un pezzo di quarzo non è neppure vivo.
Molto probabilmente qualcuno, un giorno, riuscirà a spiegare i complicati processi che distinguono un uomo da un abete e questi ultimi da un minerale. Dubito tuttavia che le sue scoperte serviranno per decidere se intavolare una discussione filosofica con un abete o una persona.