Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/135428

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo rapporto di base sulle materie prime, il Consiglio federale ha annunciato che avrebbe vagliato l'idea di elaborare un avamprogetto teso a istituire in Svizzera disposizioni sulla trasparenza nel settore delle materie prime in analogia alle regole internazionali (Dodd-Frank Act 1504 negli Stati Uniti, direttive contabili e sulla trasparenza nell'UE, regole ITIE, proposte discusse in Canada, cfr. raccomandazione 8 del rapporto). </p><p>In questa ottica il Consiglio federale è incaricato di esaminare se tali disposizioni potrebbero essere applicate a tutto il settore delle materie prime, vale a dire sia alle imprese quotate in borsa che a quelle non quotate e sia alle attività di estrazione che a quelle commerciali. Infine, il governo è invitato a indicare come intende adoperarsi in favore di norme globali in materia di trasparenza.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'Unione europea, nell'ottobre 2011 la Commissione ha presentato al Parlamento e al Consiglio dei ministri un progetto di nuova direttiva contabile e di modifiche della direttiva sulla trasparenza. È in particolare previsto di introdurre la trasparenza per Paese per le imprese quotate in borsa e per quelle di grandi dimensioni non quotate in borsa attive nei settori delle industrie estrattive o dello sfruttamento delle foreste primarie. Il 9 aprile 2013 la presidenza irlandese, il Parlamento e la Commissione dell'Unione europea sono giunti a un accordo formale sulla nuova direttiva contabile proposta. Questa prevede in particolare che le imprese di grandi dimensioni non quotate in borsa e quelle che rivestono un interesse pubblico attive nell'estrazione di materie prime e nello sfruttamento forestale debbano dichiarare in un rapporto annuale le somme superiori a 100 000 euro versate ai governi, non soltanto per ogni Paese, ma anche per ciascun progetto. Le disposizioni non includeranno il commercio di materie prime. Questa direttiva deve ancora essere adottata dal Parlamento e dal Consiglio dell'UE. Gli Stati membri disporranno di due anni per trasporla nel diritto nazionale. La proposta di modifica della direttiva sulla trasparenza, che sottoporrebbe le imprese quotate in borsa ai medesimi obblighi, è per il momento ancora oggetto di divergenze. Negli Stati Uniti la sezione 1504 della legge Dodd-Frank prevede disposizioni simili, che saranno tuttavia applicabili soltanto alle imprese quotate in borsa. La loro attuazione resta incerta, in quanto una coalizione di rappresentanti dell'industria le sta contestando dinanzi alla Corte federale americana.</p><p>Come constatato nel rapporto di base del Consiglio federale sulle materie prime, pubblicato il 27 marzo 2013 (cfr. raccomandazione 8), deve essere valutato come l'adozione di disposizioni in materia di trasparenza analoghe a quelle previste negli Stati Uniti e nell'UE si ripercuoterà sul settore svizzero delle materie prime e va vagliata l'opportunità di elaborare un progetto destinato alla consultazione. Il rapporto di base sulle materie prime rileva anche che le regolamentazioni vanno introdotte in maniera coordinata sul piano internazionale (standard multilaterali) in modo da non creare condizioni quadro sfavorevoli per le imprese svizzere rispetto ad altre piazze economiche rilevanti (cfr. raccomandazione 2). Come chiesto dagli autori del postulato, il competente gruppo di lavoro analizzerà il campo d'applicazione delle nuove disposizioni, tenendo conto dei vari aspetti, compreso il contesto internazionale, e sottoporrà proposte al Consiglio federale.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.