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Ora si attende il verdetto. Il team legale che rappresenta gli Stati Uniti si era opposo alla negazione dell'estradizione.
Si è chiuso il processo d’appello in Gran Bretagna per l’estradizione negli Stati Uniti, dove rischia fino a 175 anni di carcere, di Julian Assange, fondatore di Wikileaks le cui rivelazione hanno portato alla luce fra le altre cose i crimini commessi nei confronti dei civili in Iraq e Afghanistan da parte degli Usa. Ora si attende il verdetto.
La sentenza di primo grado aveva negato l’estradizione di Assange, in quanto i giudici avevano ritenuto che vi fosse un pericolo di suicidio dell’uomo in conseguenza del prevedibile trattamento carcerario negli Stati Uniti.
Oggi si è tenuta l’ultima udienza del processo d’appello, scaturito dall’opposizione del team legale che rappresenta il governo statunitense. Oltreoceano Assange è accusato di pirateria informatica e spionaggio. Il verdetto d’appello è atteso nell’arco di 6-8 settimane.