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Secondo la consigliera federale Doris Leuthard gli editori non dovrebbero trincerarsi dietro richieste di divieti nella controversia per la prevista alleanza pubblicitaria tra SSR, Swisscom e Ringier.
Sono necessarie proposte costruttive di cooperazione, ha affermato oggi al Congresso svizzero dei media tenutosi a Interlaken (BE).
La "ministra dei media" ha lanciato la sua esortazione rispondendo a un intervento precedente di Hanspeter Lebrument: il presidente dell'associazione dei media privati svizzerotedeschi Schweizer Medien, organizzatrice del congresso, aveva espressamente auspicato un divieto dell'alleanza nella forma annunciata lo scorso 17 agosto, attualmente all'esame della Commissione della concorrenza (Comco).
Doris Leuthard ha detto di avere l'impressione che gli editori abbiano ingaggiato un combattimento sbagliato con il nemico sbagliato. A suo avviso, il trio SSR-Swisscom-Ringier sarebbe piuttosto da congratulare per la sua decisione di cooperare strettamente sul mercato pubblicitario. L'ente radiotelevisivo SSR - ha aggiunto - ha il diritto di cercare altre fonti finanziarie fintanto che si attiene alla concessione. Swisscom, dal canto suo, è un'impresa quotata in borsa che sta nel pieno della concorrenza.
Ancora ci sono molte domande aperte riguardo all'alleanza, cui bisognerà rispondere entro la fine dell'anno, ha aggiunto. Il Consiglio federale ascolterà tutte le parti. "Portatemi esempi" riguardo alle pretese discriminazioni in quanto editori, ha detto ai rappresentanti del settore.
Doris Leuthard ha riconosciuto che si dovrà senza dubbio valutare attentamente la questione dello sfruttamento dei dati che potrebbero avere un alto valore economico, e in particolare se questi dati debbano essere messi a disposizione di tutti gli interessati gratis o a pagamento.
Il settore dei media, ha proseguito la ministra, dovrebbe attivarsi per sviluppare modelli comuni, chiedersi in che modo tutti possano approfittarne e come si possano mantenere "i franchi della pubblicità" nel proprio paese. Scenari estremi come l'abolizione del canone radio-tv o un completo divieto della pubblicità per la SSR non portano a nulla, ha concluso la consigliera federale.
SDA-ATS