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"Le raffinerie che riforniscono la Svizzera ricevono petrolio russo, che però dal 1 gennaio non sarà più disponibile e questo potrebbe ridurre l'offerta e far aumentare i prezzi. Ma dobbiamo aspettare e vedere cosa succederà", secondo il presidente di Swissoil, Martin Gautschi. Conseguenze dirette sul mercato svizzero - prosegue il presidente dell'organizzazione nazionale mantello dei commercianti di combustibili - non dovrebbero essercene, se non che i prezzi di carburanti e olio da riscaldamento potrebbero aumentare lievemente. Ma nulla c'è di certo.
Secondo Gautschi non c'è da preoccuparsi eccessivamente, perché la materia prima mancante arriverà da altre parti e le forniture verranno compensate soprattutto da Stati Uniti e Paesi del Golfo, eventualmente anche dall'India.
I consumatori, rassicura infine, non hanno da temere una riduzione dell'offerta. Le forniture russe mancanti, infatti, verranno compensate anche se potrebbe esserci una crescita solo marginale dei prezzi. L'approvvigionamento non subirà intoppi in nessun caso.