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Un terzo delle piccole e medie imprese (PMI) svizzere si attende un calo del giro d'affari per l'anno in corso. Lo rivela un sondaggio realizzato dalla società di consulenza EY (precedentemente Ernst&Young).
Rispetto all'ultima inchiesta effettuata in gennaio, la situazione è peggiorata, dato che allora soltanto il 10% delle PMI prevedeva che le vendite sarebbero diminuite durante l'esercizio 2015. Le imprese più pessimiste sono quelle con un fatturato annuo superiore a 100 milioni di franchi e quelle industriali fortemente orientate verso l'esportazione, indica lo studio di EY pubblicato oggi.
Quattro mesi dopo la decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) di abbandonare la soglia minima di 1,20 franchi per un euro, il 40% delle PMI intervistate non risente di alcuna ripercussione negativa legata al franco forte. Per il restante 60%, l'apprezzamento della valuta elvetica si manifesta soprattutto sotto forma di una diminuzione dei prezzi e di un calo delle commesse.
EY constata che il 53% delle imprese continua a considerare buona la propria situazione commerciale attuale. Si tratta di una proporzione nettamente superiore a quella del mese di luglio 2011, quando il franco forte raggiunse i massimi e l'euro scivolò sotto la soglia di 1,10 franchi, ciò che portò poi all'introduzione della soglia minima da parte della BNS.