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06.03.2020 – 09:35
La revisione dell'OAMal mette a repentaglio l'assistenza sanitaria: la Confederazione vuole chiudere 120 ospedali e sopprimere 10'000 posti di lavoro
Berna (ots)
La revisione dell'ordinanza sull'assicurazione malattie OAMal, posta in consultazione dal Consiglio federale a metà febbraio 2020, ha pesanti ripercussioni sul panorama ospedaliero e dunque sull'assistenza sanitaria della popolazione svizzera. Il benchmarking con «baserate unitario» avvierà una morìa degli ospedali a livello nazionale e comporterà costi maggiori nei Cantoni.
Con la revisione OAMal messa in consultazione nel mese di febbraio 2020 dal Consiglio federale, quest'ultimo supera sotto molteplici aspetti le proprie competenze, con ampie conseguenze per gli ospedali e le cliniche svizzeri. Secondo le prescrizioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica andrebbero chiuse 120 sedi ospedaliere. Ciò comporterebbe una soppressione di 10'000 posti di lavoro per dipendenti ospedalieri. La Confederazione mette così in pericolo l'assistenza sanitaria dei pazienti, come dimostrato da una perizia giuridica elaborata su incarico di H+. L'ordinanza è contraria al diritto costituzionale e contiene disposizioni con carattere di legge che non poggiano su basi legali approvate dal Parlamento. Secondo H+ la Confederazione elude così il Parlamento e la popolazione votante con obiettivi politici che non sono legittimati da un punto di vista democratico.
La morìa degli ospedali è programmata
Il Consiglio federale vuole prescrivere un metro unitario dell'efficienza per il benchmarking. Questo benché il Tribunale amministrativo federale in una sua sentenza del 2019 abbia già respinto un tale metro caratterizzandolo come «pesantemente distorto». Applicando un metro dell'efficienza di questo genere, a medio termine gli ospedali e le cliniche sarebbero dissanguati e ne risulterebbe una morìa di ospedali, dato che con questa misura al settore mancherebbero annualmente circa CHF 670 milioni. Ne sarebbero colpiti soprattutto gli ospedali minori che spesso costituiscono una parte importante delle cure di base nelle regioni rurali o di montagna. Un metro dell'efficienza così basso impedirà inoltre agli ospedali e alle cliniche di fornire le proprie prestazioni a copertura dei costi e di effettuare investimenti urgentissimi per il futuro e comporterà una riduzione della qualità a scapito dei pazienti.
L'onere finanziario dei Cantoni aumenta
Con il metro dell'efficienza, che di fatto significa «baserate unitario», il Consiglio federale sottrae ai partner tariffali il principio dell'autonomia tariffale e dunque la possibilità di negoziare tariffe appropriate e a copertura dei costi. I partner tariffali vengono così ammanettati.
H+ valuta inoltre in modo critico il fatto che per la definizione delle nuove prescrizioni il Consiglio federale palesemente non si lasci guidare da analisi fondate, basate su dati e che con ogni evidenza non abbia valutato le possibili conseguenze. In primo piano sembra esserci stata unicamente la probabilità di risparmiare sui costi a favore dell'AOMS e a scapito degli ospedali. Il Consiglio federale non dimostra in nessun modo che un tale risparmio sui costi, partendo dalle tariffe attualmente in vigore, sarebbe oggettivamente indicato o giustificato. H+ s'impegnerà affinché tale ordinanza non venga messa in vigore. Soltanto così facendo è possibile concludere le pianificazioni ospedaliere cantonali già in corso.
Contatto:
Anne-Geneviève Bütikofer, direttrice
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