Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01291.jsonl.gz/325

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
ZURIGO - L'Unione delle città svizzere si oppone ai tagli che la Confederazione vuole realizzare nel settore dei trasporti. Invece di ridurre le spese, le città rivendicano una crescita nominale del 4% per questo settore.
"La politica finanziaria ha la precedenza sulla politica dei trasporti", ha dichiarato oggi a Zurigo la direttrice dell'Unione delle città svizzere (UCS) Renate Amstutz. I tagli previsti sono "in forte contraddizione" con la necessità di migliorare i trasporti pubblici negli agglomerati.
Il successo dei trasporti pubblici svizzeri è favorito dalla loro facilità di utilizzazione. L'UCS teme che una differenziazione delle tariffe in base agli orari di utilizzo o al comfort farà venir meno questa prerogativa.
I nuovi balzelli a carico degli utenti "non devono essere decisi unilateralmente" se non si vuole svantaggiare i trasporti pubblici. Per Renate Amstutz, bisognerebbe introdurre anche "nuovi tributi nel trasporto su strada".
In Svizzera quasi i tre quarti della popolazione vive in città o in un agglomerato, ha ricordato Marcel Guignard, sindaco di Aarau e presidente dell'UCS. "È qui che viene creato l'84% della ricchezza del paese", ha sottolineato Guignard.
SDA-ATS