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Un ex quadro di Credit Suisse è stato condannato ieri da un tribunale di Manhattan a due anni e mezzo di prigione per gravi manipolazioni contabili. Il 40enne cittadino americano-britannico si è dichiarato colpevole di fronte alla corte newyorchese. La grande banca elvetica lo aveva licenziato subito dopo la scoperta della frode, nel marzo del 2008.
L'ex responsabile di una divisione di mediazione di crediti strutturati, era accusato di aver nascosto i problemi della banca sul mercato dei crediti immobiliari a rischio, i cosiddetti "subprime".
Fra l'agosto del 2007 ed il febbraio del 2008 , quando il mercato immobiliare statunitense era già minacciato di collasso, egli ha iscritto nella contabilità titoli spazzatura sopravvalutandoli per nascondere perdite per 540 milioni di dollari. Credit Suisse fu poi costretta ad una svalutazione straordinaria di 2,65 miliardi di dollari sul valore di alcuni titoli basti su ipoteche.
L'ex quadro, arrestato nel settembre del 2012 dalla polizia londinese ed estradato nella aprile seguente verso gli Stati Uniti, una volta scontata la pena dovrà rimanere in libertà vigilata per altri due anni. Inoltre deve pagare una pena pecuniaria di 1,16 milioni di dollari, fra multe e confisca di beni patrimoniali, riferisce un comunicato della procura di Manhattan.
Altri due ex quadri di Credit Suisse implicati nello stesso caso in febbraio si sono riconosciuti colpevoli di truffa e falsità in documenti di fronte ad una corte Usa. Rischiano fino cinque anni di detenzione ed una multa di almeno 250'000 dollari.
SDA-ATS