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Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha aperto un'inchiesta penale in relazione alla vicenda che agli inizi del 2012 ha portato alle dimissioni del presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Philipp Hildebrand. Jeannette Balmer, portavoce della Procura federale, ha confermato oggi una notizia in tal senso del settimanale "Weltwoche".
L'MPC nega tuttavia che nell'inchiesta sia coinvolto, oltre a Philipp Hildebrand, anche l'ex presidente del consiglio di banca della BNS Hansueli Raggenbass, come scrive invece la "Weltwoche".
Sempre in relazione al caso Hildebrand, si apprende che il Ministero pubblico zurighese ha intenzione di chiudere con un decreto d'accusa il procedimento contro l'avvocato e gran consigliere turgoviese dell'UDC Hermann Lei. Valentin Landmann, rappresentante legale di Lei, ha confermato informazioni pubblicate oggi dalla stessa "Weltwoche" e dal "Blick".
Hermann Lei è l'uomo che ha ricevuto da un ex informatico della Banca Sarasin documenti sui conti privati dell'ex direttore della BNS e li ha in seguito passati al vice-presidente dell'UDC e consigliere nazionale Christoph Blocher.
Stando ad una lettera ricevuta dall'avvocato Landmann, gli inquirenti zurighesi intendono condannare il gran consigliere per favoreggiamento e istigazione alla violazione del segreto bancario, come pure per violazione di segreti privati. Il suo legale ha anticipato che intende opporsi al decreto d'accusa. La vicenda è perciò destinata a finire davanti a un tribunale.
Gli estratti-conto della Banca Sarasin si riferivano all'acquisto di dollari effettuato dalla moglie di Hildebrand poco prima che la BNS annunciasse la decisione di voler sostenere il corso del franco svizzero rispetto all'euro. Blocher informò delle controverse transazioni l'allora presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey e copie degli estratti furono poi pubblicati dalla "Weltwoche".
SDA-ATS