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ZURIGO - In tempi di pandemia anche in Svizzera le banche ricorrono a piani d'emergenza: i team attivi in comparti ritenuti essenziali per il funzionamento dell'attività sono divisi tra più sedi. Gli eventi per i dipendenti e i clienti vengono cancellati.
Le cosiddette misure di "split operation" sono volte a evitare il rischio d'interruzioni delle operazioni dovute al contagio reciproco. I team attivi in aree critiche come le negoziazioni, le transazioni di pagamento o l'informatica sono distribuiti in due o più sedi. In alternativa, alcuni dei dipendenti possono essere assegnati al lavoro da casa.
Contattata dall'agenzia Awp, l'autorità di vigilanza Finma fa presente che presso l'Associazione dei banchieri elvetici esiste una convenzione di autoregolamentazione per assicurare la continuità dell'attività bancaria, che risale al 2013 e riguarda esplicitamente il caso di pandemia. Questa normativa è vincolante: la conformità è controllata nell'ambito della vigilanza generale.
Come di consueto in questi casi, la Finma è in contatto con le istituzioni controllate. Agli occhi dei controllori bernesi il sistema bancario è comunque ben preparato. «L'attuazione concreta delle misure corrispondenti da parte degli istituti sta attualmente procedendo secondo i piani e in modo professionale».
Le varie esperienze - Tutte le società interpellate da Awp nell'ambito di un sondaggio hanno confermato di avere disposizioni adeguate. Le grandi banche UBS e CS possono probabilmente contare su un po' di vantaggio grazie alla loro presenza in Asia: UBS, ad esempio, ha iniziato a suddividere le attività commerciali inizialmente in diverse regioni dell'area Asia-Pacifico, mentre l'attuazione in Svizzera è iniziata la scorsa settimana.
Credit Suisse si sta muovendo nello stesso senso e la misura di divisione viene estesa a un numero sempre maggiore di aree. In linea con le raccomandazioni delle autorità sanitarie l'impresa aveva già «avviato misure di salute e sicurezza in una fase iniziale» ha detto un portavoce
La Banca nazionale svizzera (BNS) non vuole entrare nei dettagli: per il momento l'attività prosegue «come di consueto» sia nelle sue diverse sedi in Svizzera, sia nella succursale di Singapore, ha fatto sapere un addetto stampa. «La BNS osserva e analizza la situazione da vicino e si prepara a eventuali sviluppi».
Lo splitting è confermato ad esempio dal gestore patrimoniale del Liechtenstein VP Bank, dove i dipendenti sono stati divisi tra le sedi di Vaduz e Triesen (FL). Julius Bär ha istituito un team centrale di continuità operativa che coordina e attua le misure in tutto il mondo.
Anche le banche retail hanno attuato le disposizioni. La Banca cantonale di Zurigo (ZKB) aveva già istituito una task force contro la pandemia in febbraio e ora sta attuando il "team splitting". Altri due grandi istituti cantonali, quelli di Basilea città a del Vallese, puntano soprattutto sulla promozione dell'impiego a domicilio e sul lavoro flessibile,
Raiffeisen sta inoltre implementando operazioni di divisione per tutti i team critici. I membri di queste unità lavorano in uffici separati o a casa.
Viaggi limitati - Inoltre le banche, come altre aziende, stanno limitando drasticamente i viaggi di lavoro. Gli appuntamenti interni e quelli con i clienti si svolgono, ove possibile, tramite conferenze telefoniche o per via digitale. Molto viene anche rimandato a una data successiva. Presso Raiffeisen per esempio sono state rinviate le assemblee generali.