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La sorveglianza dei rischi nella catena d’approvvigionamento non si limita però ai soli punti nevralgici. Nelle loro valutazioni regolari dei rischi, tutte le società del gruppo Roche sono tenute ad includere anche gli aspetti relativi ai diritti umani, poiché Roche ha preso l’impegno di rispettarli. L’impresa sostiene i Principi direttivi delle Nazioni Unite relativi alle imprese e ai diritti umani. Lo stesso atteggiamento è atteso dai fornitori di Roche.
Nel 2017 è stata creata una task force trasversale sui diritti umani. Essa ha sviluppato degli strumenti e dei processi per identificare e, se necessario, ridurre i rischi legati ai diritti umani. I meccanismi di “due diligence” di Roche sui rischi relativi ai diritti umani non si limitano ai fornitori. Roche li applica anche ai fornitori dei suoi fornitori, vale a dire ai subfornitori di secondo rango. Nel 2017, in collaborazione con i suoi fornitori, Roche ha identificato 300 subfornitori ad alto rischio. I suoi fornitori hanno confermato a Roche di aver messo in atto dei piani di riduzione dei rischi per questi subfornitori. Roche costata che più i fornitori sono lontani dall’impresa, più è difficile effettuare un controllo. Per i fornitori di terzo rango (fornitori dei fornitori dei fornitori), la trasparenza diminuisce ulteriormente e il rischio aumenta, soprattutto quando si tratta di materie prime agricole provenienti da Paesi che sono in testa all’indice dello schiavismo moderno.
Nel 2018, Roche ha proseguito la sua cooperazione con dei fornitori critici allo scopo di identificare sistematicamente i fornitori critici di secondo rango. Questa valutazione dei rischi si estende anche a quelli relativi ai diritti umani.
Per garantire la conformità con gli standard introdotti da Roche, i suoi fornitori ricevono regolarmente delle visite di controllo con l’aiuto di società di audit specializzate. Sono state identificate numerose anomalie. Nel 2017, sono state effettuate 156 visite di questo tipo, nel 2018 sono state 126. Le constatazioni di anomalie concernenti le condizioni di lavoro e i diritti umani sono state 100. Non vi sono stati indizi per la presenza di lavoro minorile o di schiavismo moderno. Le lamentele concernevano il diritto del lavoro, in particolare eccessive ore supplementari o la loro retribuzione inadeguata, un numero insufficiente di giorni di riposo o il pagamento di prestazioni sociali insufficienti. La soppressione di queste irregolarità è controllata da ulteriori audit. La stragrande maggioranza dei fornitori coopera al miglioramento delle condizioni di lavoro. Per l’esercizio 2017, Roche scrive: «Abbiamo cessato di trattare con cinque fornitori poiché, nonostante il nostro sostegno, non erano in grado o non volevano rimediare alle irregolarità costatate.» Per le stesse ragioni, nel 2018 sono terminate altre due relazioni commerciali con dei fornitori.
Nei suoi contratti con i fornitori, Roche integra oggi anche gli aspetti relativi ai diritti umani. L’impresa intende così assicurarsi che i suoi fornitori diretti possano ancor meglio identificare e ridurre i rischi dei loro rispettivi fornitori. Questi ultimi sono pregati di vegliare ad una maggiore trasparenza e a minimizzare i rischi.