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<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito dei negoziati OMC attualmente in corso vengono trattate nel settore agricolo anche le riduzioni tariffarie dell'orticoltura, in particolare le modalità e la portata delle riduzioni stesse. Lo stato delle trattative lascia presagire che non è da escludere come esito finale una massiccia riduzione delle tariffe attuali. Partendo da questa premessa, rivolgo al Consiglio federale le domande seguenti.</p><p>1. Quali saranno le ripercussioni delle eventuali riduzioni tariffarie massicce sulla situazione economica degli orticoltori svizzeri?</p><p>2. Quali sono le probabilità di ottenere nei negoziati OMC una protezione doganale in grado di offrire alle società del settore prospettive future nelle attuali condizioni del nostro Paese?</p><p>3. Come intende modificare le condizioni economiche quadro dell'orticoltura, affinché quest'ultima abbia prospettive economiche in Svizzera anche in caso di massicce riduzioni tariffarie?</p><p>4. Ritiene che in caso di massicce riduzioni doganali anche le condizioni di produzione del nostro Paese debbano essere adeguate a quelle dei nostri futuri concorrenti (p. es. a livello di protezione ambientale, di pianificazione del territorio)?</p><p>5. In caso di riduzione massiccia delle tariffe, come si potranno mantenere gli elevati livelli di qualità e di metodi di produzione raggiunti in Svizzera e assicurare nel contempo prospettive di sviluppo economico al settore?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 1° agosto 2004, in occasione della riunione a Ginevra del Consiglio generale, i 147 membri dell'OMC sono giunti a un accordo su una serie di cornici negoziali e di decisioni, che consentiranno di rilanciare le trattative del programma di Doha per lo sviluppo. Grazie a questo accordo è stato possibile salvare il ciclo di Doha, avviato il 14 novembre 2001, e si è evitato di perdere un altro anno in negoziati. Esso ha permesso inoltre di realizzare ciò che non era stato fatto a Cancún, vale a dire accordarsi sulle cornici negoziali in materia di accesso al mercato per i prodotti non agricoli e per l'agricoltura, fornire un impulso ai negoziati sui servizi e su altri temi e lanciare le trattative sull'agevolazione degli scambi commerciali. Inoltre è stato possibile superare l'ostacolo che a Cancún aveva bloccato ogni progresso dei negoziati: l'accordo tiene conto anche degli interessi dei Paesi in via di sviluppo. Infatti, i cambiamenti introdotti nelle prime due settimane di trattative, e soprattutto nell'ultima serata di luglio, hanno riguardato principalmente i Paesi in via di sviluppo. Infine è stato possibile creare le basi necessarie per la prossima fase dei negoziati sui dettagli delle modalità.</p><p>Per l'accettazione di questo risultato da parte della Svizzera non è stato necessario modificare il mandato che il Consiglio federale aveva rilasciato per la quinta Conferenza ministeriale dell'OMC a Cancún in settembre 2003. Per quanto concerne l'agricoltura, che costituisce la priorità del Ciclo di Doha sin dal suo avvio, da marzo 2003 l'obiettivo dei negoziati risiede nella determinazione di cornici negoziali nei tre settori dell'accesso al mercato, del sostegno interno e delle sovvenzioni all'esportazione. I dibattiti del Consiglio generale hanno perseguito da allora come obiettivo la determinazione di queste cornici e non di cifre concrete ("modalità").</p><p>La Svizzera, in quanto coordinatrice del gruppo di dieci importatori netti di prodotti agricoli (G10), svolge un ruolo più importante rispetto a quello avuto in precedenza nei negoziati agricoli in seno al GATT o all'OMC. Ciò spiega almeno in parte i miglioramenti per il G10 e per la Svizzera previsti dalla decisione del Consiglio generale dell'OMC del 1° agosto di quest'anno rispetto al testo Derbez di Cancún: il grado di dettaglio è maggiore e restano ormai meno incertezze sull'andamento che prenderanno le trattative. I punti salienti della cornice negoziale per l'agricoltura sono contenuti nell'allegato A della decisione del Consiglio generale e possono essere riassunti come segue.</p><p>Accesso al mercato: si prevede uno smantellamento tariffario sostanziale e armonizzato, con maggiori riduzioni dei dazi più alti rispetto a quelli più bassi. E' poco probabile che venga mantenuto alla fine il progetto di un limite delle tariffe ("capping"). In merito a quest'ultimo ambito, il testo della decisione del Consiglio generale risulta nettamente arretrato rispetto al testo Derbez di Cancún. Al tempo stesso i prodotti sensibili potranno beneficiare di una riduzione tariffaria minore rispetto a quella prevista se fossero stati soggetti alla formula di riduzione generale. In compenso si richiede un certo aumento dei contingenti tariffari o altre misure di liberalizzazione. È quindi l'accesso al mercato in generale, e soprattutto quest'ultima richiesta, a creare le maggiori difficoltà a Paesi come la Svizzera.</p><p>Sostegno interno: la decisione prevede una riduzione del sostegno legato ai prodotti, con riduzioni maggiori per i paesi in cui il sostegno è più elevato. Come per l'accesso al mercato, si prevedono anche in questo ambito una riduzione sostanziale e armonizzata del sostegno legato ai prodotti e un limite di sostegno per prodotto. Restano tuttavia da definire le modalità precise. A questo proposito la Svizzera deve far fronte a difficoltà di scarso rilievo, poiché le tappe precedenti della riforma agricola interna avevano già portato a una riduzione considerevole di questo tipo di sostegno.</p><p>Sovvenzioni all'esportazione: si prevede di eliminare tutte le forme di aiuti all'esportazione (sovvenzioni all'esportazione, crediti all'esportazione di una durata superiore a 180 giorni, certe pratiche commerciali di Stato e determinate forme di aiuti alimentari). La durata del periodo transitorio e quindi la data esatta dell'entrata in vigore di questa disposizione devono ancora essere negoziate nella fase delle modalità (ci si può aspettare un periodo transitorio di cinque - dieci anni). La fine dei sussidi che la Svizzera concede alle esportazioni di determinati prodotti di base (in particolare latte in polvere) e di prodotti trasformati ("legge cioccolato") si ripercuoterà sui prezzi e sulle quote di mercato della nostra agricoltura.</p><p>Presumibilmente il periodo di attuazione delle disposizioni di Doha corrisponderà a quello della politica agricola 2011. Non è da escludere un periodo transitorio più lungo per la soppressione dei sussidi all'esportazione.</p><p>Le ripercussioni degli attuali negoziati saranno nettamente più forti di quelle dell'Uruguay Round e richiederanno due periodi di riforma della politica agricola (PA 2007 e PA 2011) ai fini di un'attuazione socialmente sostenibile. Il ritmo degli adeguamenti strutturali necessari potrà essere stimato soltanto quando saranno stati fissati gli obblighi definitivi; in ogni caso non sarà inferiore a quello che è stato previsto nell'ambito della PA 2007.</p><p>In seguito all'attuazione degli obblighi sarà minore sia la protezione doganale sia il sostegno interno legato ai prodotti e in grado di determinare distorsioni degli scambi. Inoltre tutte le sovvenzioni all'esportazione saranno soppresse. La portata delle concessioni da fare sarà stabilita nella prossima fase delle trattative, che comincerà in ottobre 2004 e dovrebbe concludersi in dicembre 2005, in occasione della sesta conferenza ministeriale dell'OMC a Hong Kong. Senza ombra di dubbio saranno negoziati difficili.</p><p>Alla luce di queste premesse, alle cinque domande poste nell'interpellanza possono essere fornite le risposte seguenti.</p><p>1. La portata delle riduzioni doganali e le altre modalità saranno precisate soltanto in occasione della prossima conferenza dell'OMC. Per il momento non si possono stimare con precisione le ripercussioni sull'agricoltura, in particolare sul settore orticolo.</p><p>2. Per molte specie di ortaggi l'attuale tasso doganale fuori contingente supera il 100 % ad valorem. I negoziati OMC in corso prevedono una profonda armonizzazione mediante lo smantellamento tariffario. Tuttavia la protezione doganale non sarà soppressa. Determinati ortaggi possono rientrare già oggi tra i prodotti sensibili, per i quali l'accordo quadro dell'OMC prevede riduzioni più modeste. In compenso viene richiesto un certo "prezzo", ovvero un determinato aumento dei contingenti doganali o una diminuzione supplementare dei dazi. La conclusione del Ciclo di Doha porterà a una riduzione della protezione doganale e quindi a una maggiore concorrenza nei confronti della produzione orticola nazionale da parte degli ortaggi provenienti dall'estero. La reazione dei produttori alle nuove condizioni di concorrenza e altri fattori, quali il mutamento delle preferenze dei consumatori, determineranno le loro prospettive economiche.</p><p>3. Nelle attuali condizioni quadro, la situazione economica dell'orticoltura risulta buona. Prima di conoscere la portata delle riduzioni doganali e altre modalità, come la durata del periodo di attuazione, è inutile modificare le condizioni quadro per l'orticoltura. Nell'elaborazione della politica agricola 2011 il potenziamento della competitività della produzione orticola viene esaminato nella prospettiva di una protezione doganale ridotta.</p><p>4. Le trasformazioni in seno alla società implicano cambiamenti permanenti per quanto concerne le condizioni di produzione. E' vero che varie direttive e condizioni limitano l'orticoltura e riducono la competitività dei produttori rispetto a quelli che operano in altri contesti. Per questa ragione si potrebbe esaminare se, per esempio nell'ambito della pianificazione del territorio, sono possibili varie agevolazioni.</p><p>5. La Confederazione incoraggia la coltura ecologica nell'ambito dei pagamenti diretti. Gli orticoltori hanno compiuto molti sforzi a tale proposito. Oggi l'83 % degli ortaggi proviene dalla produzione integrata e il 12 % dalla coltura biologica. Inoltre, secondo recenti analisi di mercato, i consumatori accordano una grande fiducia alla produzione agricola svizzera e al suo rispetto dell'ambiente. Con l'apertura progressiva dei mercati, la comunicazione professionale acquisisce importanza. Spetta al settore orticolo, in particolare ai produttori, assicurarsi costantemente la fiducia dei consumatori e la loro preferenza mediante misure di promozione commerciale. La Confederazione partecipa attualmente a determinate promozioni delle vendite nel settore dell'orticoltura.</p>  Risposta del Consiglio federale.