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L'associazione NoOPS, che lotta contro l'obsolescenza programmata, ricorrerà presso il Tribunale federale per contestare una sentenza della giustizia ginevrina che ha respinto una denuncia per concorrenza sleale nei confronti di Apple.
L'impresa tecnologica americana ha ammesso di aver rallentato alcuni smartphone per compensare l'invecchiamento della batteria. L'associazione parla però di "inganno" e in un comunicato odierno afferma che "niente indica che gli aggiornamenti, iniziati in parallelo coi nuovi modelli, abbiano conseguenze sulla batteria" e sulle performance dei vecchi iPhone.
NoOPS cita l'esempio di una condanna inflitta ad Apple in Italia per tale pratica e intende quindi rivolgersi all'Alta corte dopo il rifiuto della giustizia ginevrina di entrare in materia.
Nel 2010 l'antitrust italiano ha inflitto una multa di 10 milioni di euro (11,4 milioni di franchi) ad Apple e di 5 milioni di euro a Samsung per la politica dell'obsolescenza programmata. In Francia è stata aperta un'inchiesta e negli Stati Uniti sono in corso delle class action.