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«Sbàssa la crèsta!», il prontuario dialettale è tornato
No entender nada. Nichts verstehen. Ne rien comprendre. O, meglio, capì 'na mazza. Che bello il dialetto ticinese. Soprattutto quando a spiegarlo sono un'illustrazione e traduzioni letterali, in ben sette lingue. Torna Volabass, vademecum di tipiche espressioni dialettali nostrane il cui intento è uno solo: «Farvi morire dalle risate». Così lo descrive Christian Demarta, che per la sesta edizione del prontuario ha scelto un titolo d'effetto: Sbàssa la crèsta! (sottotitolo Fly low 6: lower your comb!).
La raccolta illustra alcuni dei più pittoreschi modi di dire del dialetto ticinese, tradotti e spiegati in italiano, francese, tedesco, inglese, spagnolo. E l'ultima edizione aggiunge una novità assoluta: l'esperanto.
L’esperanto è una lingua artificiale, creata a tavolino. La elaborò tra il 1882 e il 1887 Ludwik Lejzer Zamenhof, un medico e linguista polacco, e ha avuto nel tempo una popolarità intermittente. Zamenhof aveva studiato molte lingue e decise di proporne una sintesi: una versione semplificata che potesse ambire a diventare quello che si definisce una lingua ausiliaria internazionale, una lingua che persone di diversi paesi possono usare per comunicare tra loro. Zamenhof voleva che l’esperanto diventasse una lingua capace di favorire le relazioni interpersonali e la pace nel mondo. Esperanto significa infatti colui che spera e deriva a sua volta dallo pseudonimo Doktoro Esperanto, che Zamenhof scelse di usare per alcune sue pubblicazioni. L'esperanto è nato con l'obiettivo di diventare una lingua universale, capace di superare tutte le frontiere, facile da imparare, con una grammatica elementare e un lessico semplice. Perché tradurre le espressioni dialettali ticinesi anche in esperanto? «L’aggiunta di questa lingua è stata qui voluta sia quale doveroso auspicio di pace, sia per mostrare il curiosissimo effetto dell’improbabile traduzione di modi di dire ticinesi in esperanto», spiega Demarta.
Abbassar la cresta, quindi? Mai! Volabass ritorna alla carica. Ecco qualche esempio, per stuzzicare la curiosità: Al ma sta in punta, nella traduzione letterale inglese, diventa It’s on my point. Nella lingua di Cervantes, Che piàtola! si trasforma in !Que ladilla!. E Piantaa ‘na lèca viene letteralmente tradotto in tedesco in Eine Zungebegraben. Proponendo il gioco inverso, a cosa corrisponde in dialetto ticinese la traduzione in esperanto Havi mallongan braketon? Végh al brascin cürt.
Volabass 6: sbàssa la crèsta! è disponibile da metà ottobre in tutte le librerie della Svizzera italiana e online sul sito www.volabass.com. Ad affiancare i testi plurilingue ci sono le illustrazioni con cui l’autore, Christian Demarta, interpreta in modo divertente le espressioni vernacolari.
Sulla scia della popolarità dei primi cinque volumi Volabass e schiva i sass!, Volabass 2: staschisch!, Volabass trì: mòcala lì!, Vola bass 4: fan ‘na pell, Volabass 5: dàgan ‘na fèta!, l'ultimo nato, il sesto, aggiunge brio e nuovi contenuti a una formula che è ormai un classico.