Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/106666

<h2>SubmittedText<h2><p>Considerate le gravi violazioni dei diritti dell'uomo commesse oltre un anno fa nello Sri Lanka e vista la passività della comunità internazionale e del governo in questione, che ha vietato sistematicamente a osservatori indipendenti di svolgere inchieste, esorto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Che cosa pensa di fare per chiarire la questione delle violazioni dei diritti dell'uomo nello Sri Lanka durante la fase finale della guerra?</p><p>2. Ha chiesto, o conta di chiedere, al governo di Colombo di autorizzare un'inchiesta da parte della Commissione internazionale di inchiesta in ambito umanitario (CIIAU)?</p><p>3. È disposto a chiedere al Consiglio dei diritti dell'uomo di condurre un'inchiesta indipendente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Durante e dopo la cessazione delle ostilità nel nord dello Sri Lanka, il Consiglio federale ha più volte esortato le parti in conflitto a rispettare il diritto internazionale umanitario. Ha segnatamente ricordato alle autorità dello Sri Lanka la loro responsabilità di avviare un'indagine sulle accuse di violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti dell'uomo e di far comparire davanti alla giustizia i presunti autori dei reati. Il governo cingalese ha di recente istituito un meccanismo di inchiesta nazionale e il Consiglio federale saluta come un primo passo positivo l'annuncio da parte del presidente Rajapakse della nomina di una commissione il cui compito sarà quello di indagare e di riportare quanto accaduto tra il 21 febbraio 2002 e il 19 maggio 2009. Parallelamente, il Consiglio federale prende atto con soddisfazione della decisione del segretario generale delle Nazioni Unite di instaurare un triunvirato di esperti composto da un Indonesiano, un Sudafricano e uno Statunitense che funga da consulente nel corso del processo di trasparenza e di responsabilità (accountability) in corso nello Sri Lanka. Il Consiglio federale auspica la collaborazione del governo cingalese, nonostante le reticenze di alcuni responsabili.</p><p>A prescindere dal diritto alla giustizia, e in linea con l'impegno assunto dalla Svizzera per la pace e la riconciliazione nello Sri Lanka, il Consiglio federale incoraggia il governo cingalese a rivedere il passato recente del Paese secondo gli altri tre "principi Joinet" adottati dalla Commissione dei diritti dell'uomo dell'ONU: il diritto di conoscere la verità, il diritto al risarcimento e la garanzia di non ripetizione.</p><p>Il Consiglio federale ribadisce il suo messaggio al governo dello Sri Lanka: oltre a un processo di giustizia e di responsabilità, una soluzione politica è essenziale per prevenire nuove violenze. La Svizzera si impegna nella riconciliazione politica e, a tale scopo, ha cooperato all'organizzazione nello scorso mese di novembre di un incontro nel canton Turgovia tra esponenti politici tamil e musulmani pro e contro il governo. La Svizzera sostiene inoltre la ricostruzione e assiste le vittime con i programmi della DSC.</p><p>2. Fondamentalmente, la Svizzera è favorevole al ricorso delle parti interessate a questo meccanismo istituito dal primo protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra. All'occorrenza, la Svizzera sarebbe disposta a sostenere operativamente le attività della Commissione internazionale di inchiesta in ambito umanitario (CIIAU). Assumendo la funzione di Segretariato della CIIAU, il DFAE (DDIP) è del resto già intervenuto in passato trasmettendo comunicazioni della CIIAU al governo dello Sri Lanka per sondare le possibilità di un'inchiesta. Spetterebbe tuttavia alla commissione, che è un'entità indipendente e non uno strumento del DFAE, decidere se prendere l'iniziativa di presentare una nuova proposta al governo cingalese e, eventualmente, quando farlo.</p><p>A oggi, il governo dello Sri Lanka non ha ancora invitato la CIIAU né lasciato intendere che lo voglia fare. Il Consiglio federale è però pronto a esaminare l'opportunità di sostenere un'azione di questo tipo, cosciente del fatto che la CIIAU, non disponendo della competenza obbligatoria, necessita dell'autorizzazione del governo dello Sri Lanka per effettuare una missione di inchiesta in ambito umanitario.</p><p>3. In occasione dell'ultima sessione del Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU, la delegazione svizzera ha salutato l'annuncio dell'istituzione del triunvirato di esperti e ha ribadito l'importanza delle procedure penali nei casi accertati e reiterato l'appello al governo cingalese di cooperare con le istituzioni internazionali. Il Consiglio federale si associa di principio a queste domande di inchiesta in caso di violazioni gravi e sostiene le iniziative volte a giudicare i responsabili quando le istituzioni locali non sono in grado di esercitare adeguatamente le loro funzioni in questo ambito, ma è dell'opinione che un intervento di questo genere richieda un largo consenso in seno alla comunità internazionale, in modo da evitare una politicizzazione e una polarizzazione che si rivelerebbero controproducenti. Altrettanto importante è la determinazione del momento giusto per presentare una tale richiesta. A questo scopo, la Svizzera è in contatto permanente con altri Stati.</p><p>Ciò detto, il Consiglio federale ritiene al momento prioritario risolvere i problemi umanitari delle vittime del conflitto e apprezza lo sforzo fatto per garantire il ritorno dei rifugiati interni, che un anno fa erano quasi 300 000. Resta tuttavia preoccupante la situazione di circa 45 000 persone (dato dell'ONU di metà luglio 2010) che si trovano tuttora nei campi di raccolta. Il Consiglio federale continua a chiedere al governo dello Sri Lanka di lasciar rientrare a casa al più presto queste persone, e di fare in modo che il ritorno sia sicuro e volontario.</p>  Risposta del Consiglio federale.