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GYEONGJU - I paesi del G20 hanno raggiunto un accordo per la riforma della governance del Fondo monetario internazionale (Fmi) che prevede una maggiore presenza dei paesi emergenti a scapito di quelli europei.
Le economie avanzate, secondo lo schema approvato, gireranno gradualmente un totale del 5% delle quote dell'Fmi alle "economie più dinamiche", mentre l'Europa cederà due seggi sui nove detenuti nel board composto a sua volta da 24 rappresentanti.
Soddisfatto il direttore generale Dominique Strauss-Kahn, secondo cui si tratta "della più importante riforma mai adottata" usando anche l'espressione "di accordo storico".
Nel consiglio, ha aggiunto, siederanno così "i due maggiori azionisti Stati Uniti e Giappone, quattro paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito e Italia) e il gruppo dei Bric (Brasile, Russia, India Cina)".
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