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Passo indietro dei Verdi ginevrini, che nelle scorse settimane avevano suscitato un largo dibattito proibendo ai loro parlamentari e membri di esecutivi di mangiare carne quando rappresentano il partito, per esempio nell’ambito di un evento.
Dopo un dibattito definito "ricco e sereno", l’assemblea dei delegati – riferisce la formazione politica in un comunicato – ha oggi optato per un emendamento meno preciso. "I futuri eletti si impegnano ad agire in conformità con i valori del programma del Partito Verde di Ginevra", è la formula scelta.
"Il partito è molto soddisfatto di aver messo al centro del dibattito la riduzione del consumo di carne, che ora compare anche nel capitolo ‘energia e clima’ del programma", si legge nella nota. "Siamo consapevoli dei cambiamenti necessari per raggiungere gli obiettivi climatici ed è nostro dovere continuare a guidare il dibattito, essere una forza propositiva e sviluppare una società che rispetti i limiti del pianeta e degli esseri umani. Se è stata dichiarata l’emergenza climatica, è perché possiamo rispondere. Tutti noi, collettivamente!".
La decisione di pretendere dai candidati a poltrone pubbliche una dieta perlomeno vegetariana – se non vegana – era stata presa dal congresso del partito cantonale il 21 maggio ed era stata giustificata con la necessità di promuovere la coerenza fra i grandi principi e gli approcci concreti personali. Il tema ha fatto parecchio discutere in Romandia, arrivando a interessare anche il resto della Svizzera.