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Sono ricominciate martedì le trattative tra UE e il Regno Unito per quella che potrebbe una settimana decisiva per i negoziati che i decideranno futuri rapporti tra Londra e Bruxelles, lo stesso giorno in cui la Camera dei Comuni britannica vota sul controverso disegno di legge britannico che rovescia parzialmente l'accordo provvisorio sulla Brexit già firmato tra le due parte.
Le discussioni, guidate da Michel Barnier da parte europea e David Frost da parte britannica, sono iniziate a metà mattina a Bruxelles. Si concluderanno venerdì, nel bel mezzo di un vertice UE nella capitale belga.
I negoziatori mirano a individuare finalmente il percorso verso un accordo, dopo otto cicli di colloqui da marzo marcati da progressi finora minimi.
Il tempo però stringe. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha fissato il 15 ottobre, giorno di un vertice UE a Bruxelles, come data finale per un accordo mentre l'UE si è data tempo fino alla fine di ottobre.
Se non si raggiungerà un accordo, il Brexit, che è ufficiale dal 31 gennaio scorso ma che sarà pienamente effettivo solo il 1° gennaio 2021, potrebbe scuotere ulteriormente le economie già indebolite dalla pandemia di Covid-19.
"Il Regno Unito dovrà prima dimostrare di essere pronto ad impegnarsi" sulle questioni fondamentali ancora in sospeso, in particolare gli aiuti di Stato e la pesca dice un diplomatico UE all'agenzia AFP.
Le trattative si tengono tuttavia in un contesto piuttosto teso a causa del disegno di legge britannico su cui la Camera dei Comuni si dovrà esprimere in giornata, legge che annulla in parte l'accordo che regola la separazione tra Regno Unito e UE e che ha provocato non poca irritazione a Bruxelles.
La controversa legge dovrebbe essere approvato senza difficoltà, prima di essere sottoposto all'esame della Camera dei Lord.
Più nel dettaglio, il testo annulla alcune disposizioni per la provincia britannica dell'Irlanda del Nord, previste per evitare il ritorno di un confine con la Repubblica d'Irlanda, provvedimento ritenuto essenziale per il mantenimento della pace sull'isola ma che Londra ritiene essere un'ingerenza inaccettabile per la sovranità e l'unità del