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La Svizzera ha chiesto oggi alla Siria di concedere alle organizzazioni umanitarie l'accesso nel paese per prestare soccorso alle popolazioni colpite dalle violenze. Nel corso del dibattito urgente organizzato a Ginevra dal Consiglio dei diritti dell'uomo dell'Onu, la Confederazione ha inoltre sostenuto la proposta del CICR di istituire una pausa umanitaria.
L'ondata di violenze in Siria, iniziata un anno fa, non si è ancora fermata, anzi, sta crescendo in modo inquietante, ha affermato l'ambasciatore della Svizzera all'Onu, Dante Martinelli. Stando alle stime della Commissione d'inchiesta del Consiglio, ha aggiunto, sarebbero morte più di 7500 persone e dalle 100'000 alle 200'000 hanno lasciato il loro domicilio.
Secondo il CICR, circa 500'000 persone nelle zone di conflitto non hanno accesso agli aiuti e ai medicinali di prima necessità, ha rilevato Martinelli. Per questo la Svizzera chiede alla Siria di permettere alle organizzazioni umanitarie di intervenire.
Come il consigliere federale Didier Burkhalter ieri, Martinelli ha affermato che "la Svizzera condanna con la più grande fermezza tutte le violazioni dei diritti dell'uomo commesse in Siria e lancia un appello affinché questi vengano rispettati".
La Confederazione sostiene la raccomandazione della Commissione d'inchiesta indipendente sulla necessità di osservazioni continue della situazione dei diritti dell'uomo per assicurarsi che i responsabili di crimini siano consegnati alla giustizia, ha spiegato Martinelli.