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Oskar Gröning, soprannominato il “contabile di Auschwitz”, è morto all'età di 96 anni in ospedale. Lo riferisce Der Spiegel. Nel 2015 era stato condannato a 4 anni di carcere per complicità nell'assassinio di 300’000 prigionieri del campo di concentramento in territorio polacco.
È stato uno degli ultimi collaboratori del Reich a rispondere delle proprie azioni in tribunale. Azioni che lui stesso aveva rivelato, per respingere le teorie negazioniste, e che nel 2015 lo avevano portato davanti ai giudici. Ma non ha mai cominciato a scontare la pena. Lo scorso dicembre, la Corte costituzionale tedesca aveva respinto l’appello finale dei suoi avvocati che chiedevano di evitargli la carcerazione per la sua età avanzata.
Sottufficiale delle SS, cominciò a lavorare nel lager nel 1942, quando aveva 21 anni, occupandosi, tra l'altro, di smistare e contare le banconote confiscate agli ebrei all’arrivo. È stato riconosciuto che era consapevole del fatto che gli inabili al lavoro sarebbero stati subito uccisi nelle camere a gas.
Diem/ATS