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Alcuni cenni storici
Sulle origini del Comune di Braggio regna molta incertezza. L’ipotesi avanzata da Adriano Bertossa
nella sua "Storia della Calanca" è che esistano anzitutto quattro comuni antichi: Castaneda, Santa Maria,
Buseno e Rossa. Solo più tardi si costituiscono gli altri comuni della valle. Braggio, appartenente alla
Calanca Interna, risale apparentemente all’Era pre-cristiana, come lo indicano i nomi che l’attuale Arvigo
ha posseduto nel tempo: Bragium nel periodo precedente l’Era cristiana e Bragi in seguito.
Nel 1796, con la divisione tra Calanca Esterna e Calanca Interna, Braggio si trova a far parte di
quest’ultima, con Rossa e Arvigo che si alternano nella funzione di capoluogo, benché le assemblee si
tengano in Selma. Un ulteriore divisione, nel 1823, ha lo scopo di stabilire l’ordine gerarchico dei comuni
(o degagne) che compongono le due giurisdizioni della Calanca: quell’Interna e quell’Esterna. Così,
diverse frazioni – che fino ad allora contavano come comuni a sé stanti – sono inglobate da altri comuni
(è ciò che oggi chiameremmo “fusione dei comuni”). E’ il caso di Braggio che raggiunge il comune di
Selma per creare una delle quattro mezze degagne della Calanca Interna: con questa nuova
organizzazione territoriale si riducono ad otto i comuni della Calanca. Ciò comporta che tre dei vecchi
comuni perdono la libertà e l’indipendenza. Fino al 1800, Braggio ha parecchie questioni con dei privati e
con alcune mezze degagne, appianate spesso con degli arbitrati.
E’ interessante, per stabilire la storia dei comuni, studiare l’aspetto religioso delle comunità. In particolar
modo, la costituzione delle Parrocchie – istituzioni che assumono un ruolo politico molto importante – ci
informa sulla gerarchia esistente tra i comuni della valle. Nel XVI secolo esistono in valle solo due parrocchie,
Santa Maria (sede della chiesa matrice) e Santa Domenica: Braggio dipende allora da Santa Maria. Nel 1656
il vescovo Giovanni VI dà a Braggio il permesso di avere un cappellano. La vicinanza coglie l’occasione e si
costituisce in cappellania, ottenedo poi nel 1674 il permesso per l’amministrazione di tutti i sacramenti.
Per diversi anni ancora sussistono questioni con Santa Maria legate alle tasse. Nel 1757 Braggio inoltra al
vescovo la domanda di separazione da Santa Maria, motivandola con il fatto che i curati non vogliono 
rimanere lassù con lo statuto di semplici cappellani. Nel 1767, Braggio si separa da Santa Maria e si costituisce
in parrocchia indipendente.