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Lavoro e crisi
Credit Suisse: ASIB chiede una task force per salvare gli impieghi
In vista della probabile imminente acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS, l'Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB) chiede l'istituzione di una task force per la salvaguardia dei posti di lavoro.
L'unità operativa dovrebbe comprendere rappresentanti del datore di lavoro, della commissione del personale e delle associazioni dei dipendenti.
Sono invitati a partecipare anche gli altri attori coinvolti, siano essi altre banche, la Banca nazionale svizzera (BNS) o la Confederazione. In una nota odierna, l'associazione chiede che non siano prese decisioni prima che siano coinvolte le parti sociali.
C'è il timore che possano essere tagliati molti più posti di lavoro di quanto comunicato lo scorso autunno durante il riorientamento strategico di Credi Suisse. Inoltre, secondo l'associazione, decine di migliaia di impieghi al di fuori del settore bancario sono potenzialmente a rischio.
Lo scorso ottobre, Credit Suisse aveva annunciato che avrebbe tagliato circa 9000 posti di lavoro a livello mondiale, su un totale di circa 52'000. Il piano sociale in vigore presso Credit Suisse dal 2016 è buono e deve essere applicato in ogni scenario, prosegue l'ASIB, per la quale sono però necessarie ulteriori misure per scongiurare drammatiche conseguenze economiche.
mh, ats