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Senza l'adozione di misure supplementari la Svizzera non riuscirà a mantenere gli impegni assunti nel quadro del Protocollo di Kyoto per il periodo di adempimento dal 2008 al 2012 e supererà probabilmente di circa un milione di tonnellate di CO2 la quota annua di emissioni consentita. Secondo i calcoli dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), lo sforamento è dovuto soprattutto alle emissioni di CO2 generate dal traffico, che nel 2010, hanno superato del 12,9 per cento quelle registrate nel 1990. La legge sul CO2 stabilisce che nel periodo di adempimento le emissioni sarebbero dovute calare dell'8 per cento rispetto al 1990.
Affinché la Svizzera possa ancora cogliere gli obiettivi della legge sul CO2 e del Protocollo di Kyoto, il 10 giugno 2011 il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di verificare presso la Fondazione Centesimo per il Clima (cfr. riquadro 1) in che misura le riserve finanziarie disponibili e le prestazioni di riduzione non utilizzate potessero essere impiegate a tal fine.
Il 17 gennaio 2012, la responsabile del DATEC Doris Leuthard ha firmato un accordo aggiuntivo in questo senso con la Fondazione Centesimo per il Clima. Quest'ultima è disposta ad aumentare di un milione di tonnellate di CO2 l'anno i propri impegni di riduzione per il periodo 2008-2012. Questo impegno supplementare rappresenta una riduzione complessiva pari a 5 milioni di tonnellate, ottenuta con l'acquisto di quote di emissioni estere da progetti realizzati in Paesi in via di sviluppo o in transizione (cfr. riquadro 2). La Fondazione intende inoltre rafforzare le misure adottate in Svizzera. Il giorno della firma, la Consigliera federale Doris Leuthard ha sottolineato come «la disponibilità della Fondazione costituisca l'ennesima prova della buona ed efficiente collaborazione istaurata nell'ambito delle politiche climatica ed energetica tra la Confederazione e l'economia».
La conclusione di questo accordo aggiuntivo dovrebbe consentire alla Svizzera di rispettare gli impegni assunti nel quadro del Protocollo di Kyoto.
Riquadro 1
Il centesimo per il clima
Per finanziare le misure di riduzione delle emissioni di CO2 in Svizzera e all'estero (cfr. riquadro 2) dal 1º ottobre 2005 la Fondazione Centesimo per il Clima preleva 1,5 centesimi per litro di carburante importato. Il 30 agosto 2005, la Confederazione ha firmato un accordo con la Fondazione. Un primo accordo aggiuntivo è stato firmato nel febbraio 2009. Con l'accordo aggiuntivo del 17 gennaio 2012, la Fondazione accetta per la seconda volta di impegnare le proprie riserve strategiche per consentire alla Svizzera di cogliere gli obiettivi di Kyoto. Sull'insieme del periodo di adempimento 2008-2012, il contratto stipulato con la Fondazione Centesimo per il Clima garantisce alla Confederazione un contributo in tre fasi alla riduzione delle emissioni pari a 3,4 milioni di tonnellate di CO2 l'anno (dati in milioni di tonnellate di CO2):
accordo del 30 maggio 2005: totale 1,8 (0,2 in Svizzera; 1,6 all'estero)
1º accordo aggiuntivo del 17 febbraio 2009: totale 0,6 (0,2 in Svizzera; 0,4 all'estero)
2º accordo aggiuntivo del 17 gennaio 2012: totale 1,0 (quota in Svizzera e all'estero non definita)
In alternativa a questa misura adottata dall'economia privata, l'attuale legge sul CO2 prevede l'introduzione di una tassa sul CO2 applicata ai carburanti. Poiché gli effetti della stessa si esplicano soltanto a lungo termine, il Consiglio federale ha preferito stipulare un nuovo contratto aggiuntivo con la Fondazione Centesimo per il Clima. Affinché alla Fondazione possano essere accreditati ulteriori certificati stranieri, il Consiglio federale dovrà adeguare nel corso delle prossime settimane l'ordinanza sul computo delle riduzioni di CO2.
Per il periodo dopo il 2012 il centesimo per il clima è sancito dalla legge sul CO2. La legge non disciplina tuttavia l'aumento sul prezzo dei carburanti, bensì la compensazione delle emissioni di CO2 di cui devono farsi carico gli importatori.
Riquadro 2
Certificati esteri
Il Protocollo di Kyoto prevede che progetti internazionali di protezione del clima possano generare certificati negoziabili. Questi ultimi consentono di ridurre o prevenire emissioni di gas serra all'estero mediante la realizzazione di progetti concreti. Detti progetti devono fornire prestazioni misurabili in materia di protezione del clima e contribuire allo sviluppo sostenibile dei Paesi ospitanti, ad esempio attraverso l'impiego di tecnologie ecologiche.
I certificati esteri consentono a uno Stato di ridurre le proprie emissioni di gas serra in Paesi esteri a costi inferiori rispetto a quelli nazionali. In una prospettiva globale, è infatti sostanzialmente irrilevante dove vengano ridotte le emissioni. I Paesi industrializzati hanno tuttavia l'obbligo di cogliere parte dei loro obiettivi di riduzione adottando misure a livello nazionale e possono ricorrere ai certificati esteri soltanto come complemento (principio di supplementarietà).
Riquadro 3
Raggiungimento dell'obiettivoSecondo le previsioni, con il nuovo accordo aggiuntivo stipulato con la Fondazione Centesimo per il Clima la Svizzera è più o meno sulla buona strada verso il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto e della legge sul CO2. Permangono tuttavia delle incertezze notevoli, in particolare per quanto concerne la prestazione delle foreste in quanto pozzi di carbonio, che potrà essere valutata in modo più preciso solo con i dati del quarto Inventario forestale nazionale, che saranno disponibili non prima dell'estate del 2012. Secondo la tabella di marcia del Protocollo di Kyoto, la realizzazione degli obiettivi potrà essere valutata soltanto nel 2014, dopo che gli inventari di gas serra relativi al periodo 2008-2012 saranno stati approvati dal Segretariato dell'ONU sui cambiamenti climatici. In seguito, i Paesi avranno cento giorni di tempo per colmare le eventuali differenze acquistando certificati di emissione esteri.