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Udine, un trentenne si uccide dopo aver invano cercato un lavoro e scrive il suo atto d'accusa contro il mondo: "Sono stufo di colloqui inutili, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere. Di no si muore...". E Maurizio Canetta gli dedica parole da brivido: "Stiamo trasformando l'aspirazione a un diritto in un sentimento abietto. Questo ragazzo è come i nostri ragazzi. Non voleva un trionfo, chiedeva solo di godere una piccola porzione di vittoria"
Il direttore della RSI: "Ho detto anch'io molti no. Ognuno di questi no ha lasciato un piccolo seme di dubbio, questa lettera lo fa crescere con prepotenza. Ogni giorno decine di persone pronunciano dei no motivati dalla necessità di selezione, dalle condizioni dell'azienda, dalle difficoltà del mercato. Tutto nell'ordine delle cose, ma messi in fila con altre decine di no diventano un muro invalicabile"