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La lesione del midollo spinale è una lesione molto complessa. Improvvisamente il corpo non funziona più come prima. Le attività quotidiane richiedono enorme attenzione, energia e pazienza. Nei primi tempi dopo aver subito una lesione midollare è impossibile rendersi conto di quello che sta succedendo e delle conseguenze future. Per riuscire a gestire attivamente il processo di riabilitazione e la nuova vita sono necessarie molte informazioni e conoscenze. In questo capitolo viene spiegato cosa succede al corpo quando si subisce una lesione del midollo spinale e quali sono le conseguenze. Bisogna sempre tenere presente che le conseguenze di una lesione midollare sono diverse da persona a persona e in base alla causa, alla gravità e alla sua localizzazione nel midollo spinale.
La lesione midollare è una lesione del midollo spinale. Il midollo spinale attraversa il canale vertebrale della colonna vertebrale (rachide), che si estende dalla nuca all'osso sacro formando l'impalcatura di base del nostro corpo. La colonna vertebrale è composta da 33 ossa sovrapposte, le vertebre, tenute insieme da dischi intervertebrali, tendini e legamenti. La colonna vertebrale è suddivisa in cinque regioni:
Il midollo spinale è sostanzialmente un funicolo nervoso che può essere paragonato, in modo molto semplificato, a una linea telefonica che conduce i segnali tra il cervello e il corpo.
Così come la colonna vertebrale, anche il midollo spinale è suddiviso in quattro regioni, che a loro volta si suddividono in singoli segmenti (neuromeri). Tra le vertebre, da entrambi i lati si ramificano i nervi del midollo spinale, che raggiungono tutte le regioni del corpo. Si contano:
In una lesione del midollo spinale causata da un infortunio o da una malattia, una zona precisa viene danneggiata o persino recisa, di conseguenza si interrompe la comunicazione tra il cervello e le regioni del corpo sottostanti la lesione. Per lesione si intende qualsiasi tipo di danno al midollo spinale. Sotto la lesione vengono a mancare importanti funzioni come la mobilità (funzioni motorie) e la sensibilità (funzioni sensoriali). Il termine "lesione" indica inoltre che il danno è localizzato a un determinato livello del midollo spinale, contrariamente per esempio a una paralisi causata da un ictus cerebrale, che non è caratterizzata da un "livello" tra sopra e sotto, ma da un interessamento longitudinale del midollo.
Si parla di lesione traumatica quando la lesione del midollo spinale avviene a seguito di un trauma, cioè di una forza esterna che colpisce la colonna vertebrale e il midollo che si trova al suo interno. Nella maggioranza dei casi, queste lesioni sono associate a delle lussazioni (dislocazioni), a delle fratture della colonna vertebrale o al danneggiamento delle strutture circostanti. Il midollo spinale è compresso, schiacciato o addirittura lacerato. Tuttavia, anche una semplice contusione può causare una paraplegia se il midollo sbatte contro alla parete del canale spinale.
Le cause più comuni per una lesione traumatica del midollo spinale sono cadute, sport, incidenti automobilistici e infortuni sul lavoro. Gli uomini sono più frequentemente soggetti a questo tipo di lesione rispetto alle donne.
Nelle lesioni midollari non causate da un trauma, il tessuto nervoso del midollo spinale può perire per mancanza di afflusso di sangue, può essere danneggiato da una malattia oppure da tumori o metastasi che lo schiacciano fino a provocare una lesione.
Queste lesioni sono causate da malattie che colpiscono il midollo spinale o le strutture circostanti: infiammazioni, infezioni, emorragie, disturbi circolatori, tumori e metastasi, ma anche disturbi degenerativi del sistema nervoso. Anche le lesioni causate da interventi chirurgici o da terapie non adeguate sono considerate non traumatiche.
Le lesioni traumatiche del midollo spinale rappresentano il 70% di tutte le para-tetraplegie e sono di gran lunga più frequenti delle lesioni non causate da un trauma.
In termini generali, una paraplegia è una paralisi causata da lesioni toraciche (T1-T12), lombari (L1-L5) o sacrali (S1-S5), mentre la tetraplegia è la conseguenza di una lesione cervicale (C1-C8). I paraplegici conservano la funzionalità delle braccia e delle mani, mentre restano paralizzati il tronco e le gambe. Nei tetraplegici la paralisi interessa anche le mani e in parte le braccia. Durante il primo esame clinico il medico è in grado di localizzare precisamente l'altezza della lesione. Grazie alle procedure per immagini, come le radiografie o la tomografia computerizzata (TAC), è possibile visualizzare il traumatismo delle vertebre, mentre la risonanza magnetica (RM) mostra la lesione del midollo spinale. Il livello della lesione è definito dall'ultimo segmento midollare completamente funzionante. Per esempio, una tetraplegia "al di sotto di C6" significa che i segmenti cervicali da C1 a C6 sono funzionanti, mentre da C7 in giù non lo sono più.
A seconda dell'entità del danno al funicolo nervoso del midollo spinale si ha una lesione (o paralisi) completa o incompleta. Una lesione è definita completa quando sotto il suo livello non è più possibile rilevare alcuna funzione motoria o sensoriale (eccezione: zone di parziale preservazione (ZPP)). Se nei segmenti neurologici S4/S5 (area di pelle intorno all'ano) si osserva ancora sensibilità, si parla di lesione (o paralisi) incompleta.
Con un esame neurologico il medico può determinare precisamente sia la localizzazione sia l'estensione della lesione midollare. Per farlo usa tre strumenti riconosciuti a livello internazionale:
L'esame neurologico mostra tutte le funzioni sensoriali e motorie conservate. Queste funzioni, il livello della lesione e l'entità della paralisi consentono di formulare una prognosi del decorso e dell'abilità futura di svolgere le attività quotidiane.
La prima cosa che viene in mente è l'incapacità di muovere le gambe o le mani. Ma una lesione midollare ha effetti molto più vasti, su tre piani:
Anche gli organi interni sono quindi gravemente colpiti da una lesione del midollo spinale. Se la vescica e l'intestino non funzionano più in modo autonomo, le persone para-tetraplegiche devono imparare a gestirli con la volontà. Questo è un aspetto molto importante per evitare complicazioni e danni permanenti, come infezioni della vescica e dei reni. Fino a 60 anni fa, soprattutto a causa di queste complicazioni, una lesione del midollo spinale era considerata difficilmente gestibile. Oggi grazie a una buona gestione di intestino e vescica, la speranza di vita di una persona para-tetraplegica è paragonabile a quella delle persone senza lesioni midollari. Le persone che hanno appena subito una lesione del midollo spinale sono confrontate con questi problemi sin dall'inizio della riabilitazione, tuttavia il sostegno infermieristico e gli ausili tecnici e medici permettono di superare le difficoltà iniziali.
È inoltre necessario porre particolare attenzione alla sensibilità della pelle (capacità di percepire stimoli esterni), che può essere compromessa. Siccome le persone colpite non percepiscono più i segnali di allarme come dolori, punture o punti di pressione, è necessario prevedere e prevenire i possibili danni. Nei tetraplegici e nei paraplegici con livello alto della lesione anche la regolazione della temperatura corporea può essere compromessa. Infine, spesso le persone para-tetraplegiche soffrono di difficoltà respiratorie, più o meno gravi. Il team di riabilitazione ha il compito di istruire la persona colpita e i suoi familiari a gestire queste eventuali complicazioni. Acquisire queste capacità è un requisito fondamentale per condurre una vita il più possibile autonoma, nonostante la lesione midollare.
aggiornato: gennaio 2015