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L'intero Consiglio della Magistratura è stato ricusato. La clamorosa sentenza risale a fine settembre ed è destinata a restare nella storia della giustizia ticinese.
Il tutto è partito da un'istanza di ricusa da parte di Marisa Alfier. Era una dei cinque procuratori pubblici preavvisati negativamente da parte del CdM ai tempi della sua rielezione. Quando lo stesso CdM le ha notificato una segnalazione, lei ha ritenuto che non ci fossero le condizioni per un giudizio oggettivo, vedendo dei pregiudizi nei suoi confronti.
Allora ha inoltrato istanza di ricusa. Il CdM si è rifiutato di dare al Tribunale d'Appello i documenti relativi al preavviso negativo, ma poi il Tribunale stesso, dopo un'attenta analisi, ha detto di condividere le critiche formulate proprio al Consiglio. E sono bordate, si dice che i membri non hanno fatto autocritica e che hanno pensato a tutelarsi, senza pensare che Alfier rischiava di non essere rieletta. Tra l'altro, ai suoi danni ci fu anche un errore statistico relativo alla produttività della procuratrice pubblica.
Dunque, l'istanza di ricusa è stata accolta. Il Gran Consiglio dovrà procedere a un'elezione straordinaria di un CdM ad hoc per giudicare la segnaalzione ai danni di Alfier. In teoria il CdM attuale scade nel 2022, ma a questo punto non si sa se ci arriverà.