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Rimangono divergenze tra le due camere in merito al programma di stabilizzazione delle finanze federali per il periodo 2017-2019.
Oggi il Consiglio degli Stati ha nuovamente respinto i tagli concernenti i contributi federali destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia e quelli riguardanti i programmi d'integrazione dei migranti.
La Camera dei cantoni si è invece allineata al Nazionale per quel che concerne i risparmi nel personale federale. I "senatori" hanno accettato tagli per 243,4 milioni nel 2018 e per 249,8 nel 2019, ovvero 100 milioni all'anno in più rispetto a quanto ventilato dal Consiglio federale.
Nel frattempo il Parlamento ha incaricato il Governo di procedere a tali economie nell'ambito del preventivo 2018, ha spiegato Anita Fetz (PS/BS) a nome della commissione. La "senatrice" basilese ha sottolineato come le chiusure delle dogane - tra cui quella di Ponte Tresa - previste in un primo tempo e alle quali la Camera dei cantoni si è sempre opposta non avranno luogo.
Come detto - con 27 voti contro 15 - i "senatori" hanno nuovamente bocciato i risparmi per quel che concerne la legge federale sull'assicurazione malattie. Gli Stati non vogliono tagliare i contributi federali - 73,5 milioni nel 2018 e 77 milioni nel 2019 - destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia, mentre il Nazionale è favorevole a questa misura di risparmio.
I "senatori, con 33 voti contro 9, non hanno neppure voluto tagliare 11,4 milioni di franchi nei programmi d'integrazione dei migranti. Se questa misura fosse accettata, gli oneri verrebbero trasferiti sui cantoni, ha spiegato Anita Fetz.
Nel suo messaggio, il Consiglio federale propone per il 2018 complessive minori uscite per 900 milioni e 1 miliardo per l'anno seguente. Le due camere si sono già accordate per rivedere al ribasso l'ampiezza dei tagli nell'agricoltura, la formazione e la ricerca.
La versione uscita dal Consiglio nazionale prevede risparmi per 755 milioni nel 2018 e 896 nel 2019. Il Consiglio degli Stati si è oggi mostrato un po' meno ambizioso: il governo dovrebbe risparmiare 744 milioni in meno nel 2018 e 809 milioni in meno nel 2019.
I tagli fissati nel programma di stabilizzazione si riferiscono a quanto previsto dal piano finanziario e non alla situazione attuale. Lo scopo del programma, infatti, non è tagliare le prestazioni, ma limitare le spese supplementari gravanti sul bilancio e dovute all'assunzione di nuovi compiti o all'intensificazione di quelli esistenti. Il programma di stabilizzazione 2017-2019 interessa tutti i settori della Confederazione ad eccezione dell'esercito.
Il dossier torna al Consiglio nazionale.
SDA-ATS