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Neuchâtel: Jenisch denunciano legge anti-nomadi
Alcuni nomadi di origine Jenisch hanno presentato una denuncia al Comitato per l'eliminazione della discriminazione razziale delle Nazioni Unite per contrastare la legge del cantone di Neuchâtel che regola il transito e il soggiorno dei nomadi.
I ricorrenti intendono opporsi alla decisione del Tribunale federale (TF), che lo scorso febbraio aveva respinto una loro richiesta in tal senso.
La denuncia proviene da due cittadini neocastellani di origine Jenisch, dall'associazione Chefft quant – Associazione transnazionale per la cooperazione e lo scambio culturale Jenisch – e dell'Associazione per i popoli minacciati (APM), indicano in una nota odierna le due organizzazioni. A loro avviso, la legge neocastellana adottata nel febbraio 2018 «alimenta i pregiudizi nei confronti di Jenisch, Sinti e Rom e mira a mantenere queste comunità lontane dal cantone».
Le associazioni avevano deciso di ricorrere al TF, poiché ritenevano che la legge fosse discriminatoria e che violasse la garanzia di proprietà e la libertà economica. Inoltre contestavano la procedura di evacuazione prevista in caso di occupazione illegale di un terreno e l'assenza di effetto sospensivo in caso di ricorso contro tale decisione.
Secondo le due organizzazioni, il Tribunale federale, respingendo il ricorso, non tiene sufficientemente conto dello status di queste persone, da proteggere in quanto minoranza. «In materia di diritti umani, questa decisione è incomprensibile», spiega Angela Mattli, responsabile di progetto presso l'APM, citata nel comunicato.
Le organizzazioni nomadi Jenisch, Sinti e Rom accusano di non essere stati né consultati, né integrate nella discussione prima dell'adozione di questa legge. Le comunità in questione sostengono che si tratti di una violazione della Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale. Il trattato è stato ratificato dalla Confederazione il 29 novembre 1994.
ATS