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La Svizzera e gli altri paesi del G10 avanzano nuove proposte per evitare la soppressione dei dazi doganali su alcuni prodotti agricoli.
Secondo il responsabile della delegazione svizzera le possibilità di successo sono tuttavia minime.
La Svizzera ed i suoi partner del G10 hanno proposto venerdì delle modifiche alla bozza dell’accordo sull’agricoltura dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc).
L’obiettivo dichiarato del negoziato in corso a Ginevra, dove ha sede l’Omc, è di migliorare in maniera sostanziale l’accesso ai mercati.
Il testo inizialmente proposto fa però infuriare i contadini svizzeri. Secondo loro, l'accordo dell'Omc rappresenta una minaccia al settore agricolo nazionale, che rischierebbe di crollare.
"Sono reazioni legittime", ha dichiarato il capo della delegazione svizzera Luzius Wasescha in un'intervista apparsa sulla "Tages Anzeiger".
Wasescha aggiunge però che le pretese degli agricoltori in materia di protezione doganale sono irrealizzabili: "Da una parte gli Stati Uniti vorrebbero abolire le frontiere, dall'altra gli agricoltori vorrebbero mantenerle. La verità si trova a metà strada".
Il progetto non terrebbe inoltre in considerazione i bisogni dell'agricoltura multifunzionale - produzione, protezione del paesaggio, ecologia, sviluppo regionale - in vigore in Svizzera.
Secondo le parole dell'ambasciatore svizzero, il testo sarebbe "sproporzionato e non equo".
L’accordo non rappresenterebbe alcun miglioramento rispetto alle discussioni intraprese durante il negoziato di Cancun del settembre 2003. Dopo giorni di accese discussioni sulla soppressione dei sussidi all’agricoltura, i paesi dell’Omc non riuscirono a trovare una soluzione comune.
Proteggere i prodotti sensibili
“Sono emerse due tendenze. Un certo numero di paesi sono favorevoli ad un accordo più esplicito, mentre altri vorrebbero un documento più generico” afferma Wasescha.
Le modifiche proposte dal G10 vertono in particolare sulla riaffermazione degli aspetti non commerciali del settore agricolo – sviluppo sostenibile, ambiente e sicurezza – e su una maggiore flessibilità.
La Svizzera ed i suoi partner hanno inoltre eliminato dalla bozza ogni riferimento alla riduzione maggiore delle tariffe più elevate. Una misura che svantaggerebbe i paesi che hanno attualmente dazi doganali importanti.
Il G10 ha voluto anche precisare la nozione di “prodotti sensibili”, per i quali gli Stati sarebbero autorizzati a compiere soltanto riduzioni minime dei dazi doganali.
“Per la Svizzera, questi prodotti sono rappresentati dalla carne, frutta, legumi, prodotti lattieri e zucchero”, indica Wasescha.
Il responsabile della delegazione elvetica aggiunge che “più la riduzione dei dazi sarà importante, più ci sarà bisogno di eccezioni per i prodotti sensibili”.
L’ombra di un altro fiasco
Interrogato sulle possibilità di un accordo entro la settimana prossima, un diplomatico, cha ha voluto mantenere l’anonimato, afferma “che non si otterrà niente”.
Paesi come il Brasile, l’India o la Cina avevano anch’esse espresso seri dubbi sulle trattative.
Siccome nessuno dei paesi coinvolti vuole assumersi la responsabilità di un’eventuale fiasco, lo scenario più probabile è l’accettazione di un documento più generale del testo attualmente in consultazione.
I 147 paesi membri dell’organizzazione hanno tempo ancora una settimana per trovare un’intesa. Per venerdì prossimo è infatti prevista una riunione dei ministri per adottare il documento sulle modalità delle negoziazioni.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Il G10 è composto da Svizzera, Liechtenstein, Giappone, Corea del sud, Taiwan, Norvegia, Bulgaria, Islanda, Israele e le Isole Mauritius.Fine della finestrella
In breve
Il ciclo di negoziazioni lanciato nel novembre del 2001 a Doha dovrebbe concludersi a fine 2004.
I diplomatici coinvolti nelle trattative credono tuttavia che si giungerà ad un accordo finale solamente alla fine del 2005.
Il documento sulle modalità delle negoziazioni dovrebbe essere approvato dalla riunione ministeriale di venerdì prossimo.