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Pur confermando il proprio sostengo all'imposizione forfettaria, la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF) ha sottolineato venerdì la necessità di una riforma.
In particolare, la CDF suggerisce di introdurre - per il calcolo - un limite minimo equivalente al settuplo della pigione o del valore locativo, invece del quintuplo attualmente in vigore. Per quanto concerne l'imposta federale diretta, l'ammontare minimo considerato dovrebbe equivalere a 400'000 franchi. I cantoni sarebbero liberi di adattare questa cifra per l'imposta cantonale.
Tali proposte implicano una modifica della legge sull'imposta federale diretta e della legge sull’armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni. Le legislazioni fiscali cantonali dovrebbero a loro volta essere riviste.
La tassazione forfettaria viene accordata a cittadini stranieri facoltosi che risiedono in Svizzera, ma ottengono il loro reddito all'estero. Nella Confederazione, tale pratica varia a dipendenza del cantone. A titolo di esempio, a Zurigo è stata soppressa nel 2009 in seguito a una votazione popolare, mentre i cantoni di Vaud e Vallese la applicano in numerosi casi.
swissinfo.ch e agenzie