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Assume dimensioni senza precedenti la rivolta dei magistrati in Francia: su un totale di 195 tribunali e corti d'appello in tutto il paese, fino ad oggi 170 hanno già votato la sospensione ed il rinvio delle udienze non urgenti. Anche la corte di Parigi si è unita oggi alla protesta, dopo un voto quasi unanime dei giudici e dopo che, ieri, almeno il 70% dei 300 magistrati del tribunale parigino era presente, una partecipazione considerata record.
L'USM (Unione sindacale dei magistrati, maggioritario), che ha reso noto oggi il bilancio delle assemblee generali dei giorni scorsi, lancia un appello oggi a continuare il movimento, almeno fino a lunedì e alle nuove assemblee di giovedì e venerdì.
Il segretario nazionale del sindacato, Nicolas Léger, ha sottolineato che nel corso di queste riunioni sarebbero state "prese in considerazione" le dichiarazioni che il presidente Nicolas Sarkozy dovrebbe fare giovedì sera in televisione, su TF1.
In totale 166 assemblee, la maggior parte tra lunedì e ieri, si sono tenute in Francia dall'inizio del movimento di protesta, partito il 3 febbraio da Nantes e poi estesosi ovunque.
Le toghe protestano contro le dichiarazioni di Sarkozy, dopo l'omicidio di Laetitia Perrais, 18 anni, da parte di un plurirecidivo. Sarkozy aveva denunciato i "gravi disservizi" della polizia e della magistratura, che avevano permesso l'uscita dal carcere del presunto omicida, Tony Meilhon, e aveva promesso sanzioni. I giudici del tribunale di Nantes, che stavano seguendo il caso, hanno allora reagito con la sospensione delle udienze.
Una grande manifestazione è attesa domani a Nantes ed altre si terranno in una decina di città della Francia. Nel paese si contano 160 tribunali e 35 corti d'appello.
SDA-ATS