Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01214.jsonl.gz/840

DAVOS - Reto Von Arx è un’icona del Davos. Ma non è solo questo. Il centro bernese - formatosi a Langnau, ma che ha trascorso l’intera carriera svizzera con la maglia dei grigionesi - ha infatti rotto un vero e proprio tabù. Quello dei giocatori elvetici che compiono il grande salto in NHL.
Draftato da Chicago come 271esima scelta assoluta nel giugno del 2000, Von Arx - allora 24enne - fu il primo giocatore di movimento svizzero a calcare il prestigioso ghiaccio d’oltreoceano.
Il 5 ottobre dello stesso anno, infatti, il bernese - centro naturale - fu schierato ala nel secondo blocco - completato da Steve Sullivan e dall’ex bianconero Michael Nylander - nella sfida casalinga che vedeva opposti i suoi Blackhawks ai Buffalo Sabres. Von Arx giocò 13’06” ma bagnò il proprio esordio con una sconfitta (4-2).
Andò invece molto meglio due giorni dopo. Sulla pista della neo-costituita franchigia dei Columbus Blue Jackets, che proprio il 7 ottobre viveva il proprio battesimo di fuoco nella massima lega americana. E in Ohio anche Reto fece fuoco e fiamme, segnando il primo storico gol di uno svizzero in NHL. Correva il 27’ di gioco quando il numero 17 fece secco Ron Tugnutt per il momentaneo 3-1 per i suoi. Ma non è finita qui. Perché neanche venti minuti più tardi (era il 43’ per la precisione), Von Arx - schierato questa volta in terza linea con Bob Probert e con quel Josef Marha che in seguito lo raggiungerà a Davos - firmò anche la sua personale doppietta ottenendo la (decisiva) rete del 4-3.
In soli due giorni Von Arx mise quindi a referto la prima presenza, la prima rete, la prima doppietta e il primo Game Winning Goal svizzero in NHL. Ma soprattutto aprì la strada ai suoi connazionali. Fece conoscere l’hockey rossocrociato oltreoceano. Un merito non da poco. Reto salutò il sogno americano alla fine di quella stessa stagione - in cui totalizzò 19 gettoni in NHL (4 punti) e 49 presenze in AHL (42 punti) - per far ritorno a casa. Nella sua Davos. La strada elvetica era lastricata, ora altri percorrono le sue orme.
Clicca qui per leggere gli articoli precedenti di "Un Disco per l'estate".