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LONDRA - «Lieve, ma significativo miglioramento» delle condizioni di Charlie Rowley, il 45enne britannico ricoverato da 11 giorni in ospedale dopo essere stato avvelenato ad Amesbury, nell'Inghilterra del sud, da una dose elevata di agente nervino di tipo Novichok, come quello con cui a marzo furono contaminati nella vicina Salisbury l'ex spia russa Serghiei Skripal e sua figlia Yulia.
Lo ha annunciato stasera Lorna Wilkinson, dirigente del Salisbury District Hospital, precisando che l'uomo ha ripreso conoscenza anche se resta grave e sottoposto a «cure continue».
La svolta positiva smentisce comunque le previsioni di alcuni giornali che giusto oggi avevano dato Rowley per spacciato o quasi, dopo la morte della sua partner, Dawn Sturgess, 44 anni, rimasta contaminata con lui. Le autorità sanitarie britanniche confermano frattanto che i rischi per la generalità della popolazione restano bassi, ma rilanciano pure la raccomandazione a non toccare alcun «oggetto sospetto» nella zona.