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ATTO PRIMO
Sulle anguste strade di un porto si affaccia una misera osteria di marinai, gestita con fatica dalla moglie (i personaggi non sono indicati con nome proprio) e dal suocero di un marinaio, partito quindici anni prima per cercare fortuna e di cui non si sa più nulla. La donna (“Malgré ma tristesse”) non vuole convincersi che il marito sia morto in mare e rifiuta, malgrado le insistenze e i rimproveri del padre, la proposta di matrimonio dell’amico, che ha dirimpetto la sua rivendita di vini. Ella è certa che un giorno il marito tornerà, tanto ricco da poter comprare il Café du Commerce; ma anche se tornasse povero ella lo accoglierebbe con lo stesso entusiasmo. Nella notte il marinaio ricompare, come riemerso dal passato; ma, nell’incertezza di ciò che lo aspetta a casa, si fa riconoscere prima dall’amico (“Notre rue est toute petit”), al quale fa promettere il silenzio sul suo ritorno per poter verificare meglio, da sconosciuto, la fedeltà della moglie.
ATTO SECONDO
La sera successiva il marinaio bussa alla porta dell’osteria e, senza farsi riconoscere, dice alla moglie che è venuto a portarle notizie del prossimo ritorno del marito, ancora trattenuto lontano da certi debiti. Lui invece, le racconta, è diventato enormemente ricco nei suoi viaggi: le mostra delle perle di incalcolabile valore (“On préparait mon sacrifice”), quindi le chiede di rimanere a dormire vicino a lui.
ATTO TERZO
A notte inoltrata, mentre il marinaio dorme profondamente, la moglie rientra con una candela in una mano e un martello nell’altra; dopo qualche esitazione, lo colpisce alla testa due volte, ammazzandolo. Quindi racconta l’accaduto al padre, che nel frattempo è sopraggiunto (“Avec le marteau j’ai frappé”) e che accondiscende senza troppe remore (“Il doit avoir une ceinture pleine d’or”). Mentre i due portano fuori il cadavere per sbarazzarsene, la moglie ripete di averlo dovuto fare per la salvezza del marito.