Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/22200

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito dell'applicazione della riforma della protezione civile 1995, che tra l'altro ha comportato la riduzione dell'organico di un terzo portandolo a 350'000 militi ed importanti rinunce nel campo dell'edilizia e del materiale di protezione civile, le soluzioni approvate ed applicate all'inizio degli anni 90 hanno subìto ripetuti adattamenti mirati a:</p><p></p><p>* promuovere i processi di razionalizzazione e la collaborazione con i pompieri ed altri partner,</p><p>* </p><p>* gestire in modo efficiente l'edilizia di protezione civile,</p><p>* </p><p>* ridurre gli effettivi (creazione di personale di riserva),</p><p>* </p><p>* snellire i preparativi per il servizio attivo a livello di logistica e d'impiego dei mezzi di protezione civile,</p><p>* </p><p>* migliorare il servizio delle trasmissioni,</p><p>* </p><p>* ottimizzare l'istruzione tenendo conto soprattutto delle esigenze nell'aiuto in caso di catastrofi e in altre situazioni d'emergenza.</p><p></p><p>Questi provvedimenti hanno consentito ingenti risparmi a tutti i livelli. Negli ultimi dieci anni, i mezzi finanziari a disposizione della protezione civile a livello federale sono stati ridotti addirittura di oltre la metà. Ne consegue che la spesa pubblica a suo favore ammonta oggi a meno di 55 franchi per cittadino l'anno e complessivamente corrisponde a meno del tre per mille del preventivo della Confederazione, dei cantoni e dei comuni. Altri risparmi sono previsti dal programma di stabilizzazione 1998 (discusso in tavole rotonde) e dal programma di messa a punto della protezione civile 1999, approvato il 21 ottobre 1998 con entrata in vigore il 1° gennaio 1999. In sostanza si tratta di ridurre il numero dei militi di protezione civile (abbassamento </p><p></p><p>dell'età di servizio da 52 a 50 anni), di ridimensionare ulteriormente gli organici delle organizzazioni di protezione civile (OPC; meno responsabili della protezione civile, riduzione del numero di sezioni di salvataggio), di snellire le OPC (fusione dei servizi di protezione della popolazione e d'assistenza) nonché di promuovere un'istruzione mirata all'intervento effettivo e in particolare alle attività volte a far fronte a catastrofi naturali o legate alla civilizzazione e ad altre situazioni d'emergenza in tempo di pace.</p><p></p><p>Tutti questi provvedimenti hanno inoltre consentito di creare le premesse favorevoli all'integrazione della protezione civile in un sistema di protezione completa della popolazione (progetto "Protezione della popolazione" nell'ambito del progetto più ampio "Esercito XXI"). Questo programma di riforma si baserà in primo luogo sul rapporto di politica di sicurezza 2000 ancora in elaborazione, su cui il Consiglio federale delibererà probabilmente entro le vacanze estive del 1999. Nel rapporto verranno ridefiniti soprattutto i compiti dei singoli partner della politica di sicurezza e quindi anche della protezione civile. Tenuto conto di queste premesse, si tratterà poi di precisare i mezzi personali e materiali necessari. Attualmente, per queste ragioni, non è ancora possibile prevedere le future necessità di personale per la protezione civile o per la protezione completa della popolazione. Per questo nell'analisi della commissione di studio Brunner non sono state citate cifre in merito.</p><p></p><p>Per replicare alle questioni sollevate si possono addurre i seguenti punti:</p><p></p><p>1. Attraverso il programma d'ottimizzazione 1999 si prevede di ridurre, nel corso degli anni 1999/2000 e per tutta la Svizzera, l'organico nazionale della protezione civile di ca. 50'000 militi, vale a dire una riduzione dagli attuali 350'000 a 300'000 militi ca. Ciò è attuabile soprattutto tramite l'abbassamento dell'età di servizio combinato con i tagli di personale all'interno del nuovo servizio d'assistenza (ora riunito con il servizio di protezione della popolazione) e la riduzione delle sezioni di salvataggio. Un ulteriore risparmio di personale consegue inoltre dal processo di regionalizzazione ancora in atto in diversi cantoni. </p><p></p><p>2. A breve termine non è prevista un'altra riduzione dell'organico della protezione civile. Per questo motivo l'organico nazionale ideale di 200'000 militi, stimato dai giornalisti sulla base dell'evoluzione nel canton Argovia, non ha basi fondate. </p><p></p><p>3. Il rapporto Brunner non fornisce cifre esatte per quanto riguarda gli effettivi. L'organico ideale della protezione civile può essere calcolato solo sulla base dei risultati del progetto "Protezione della popolazione". Questi saranno disponibili al più presto entro l'anno 2001.</p><p>4. </p><p>5. In vista dell'auspicato raggruppamento di tutte le organizzazioni locali, regionali e cantonali attive nei servizi di protezione, assistenza e soccorso, la riduzione dell'organico di un terzo non è né realistica né compatibile con le esigenze future nell'ambito della protezione della popolazione.</p><p>6. </p><p>7. Dato che al momento non è possibile rilasciare dichiarazioni affidabili sull'evoluzione dell'organico, e che non sono ancora state definite in alcun modo forma e ampiezza dell'istruzione, qualsiasi previsione sui risparmi finanziari della protezione civile nell'ambito della protezione della popolazione sarebbe pura speculazione.</p><p></p><p>8. Con il progetto "Protezione della popolazione" s'intende elaborare entro la fine del 2001 le basi strategiche, operative e legali per un sistema di protezione completa della popolazione. In questo contesto si tratterà anche di definire, in base ai compiti precisati nel nuovo rapporto di politica di sicurezza, gli organici di tutti i partner effettivamente necessari.</p>  Risposta del Consiglio federale.