Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/94838

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale presenterà un progetto che contiene i punti di riferimento sottostanti. Questi punti riguardano tutte le imprese che beneficiano di un sostegno statale straordinario (sostegno d'emergenza) e saranno in vigore per la durata del sostegno integrale o parziale:</p><p>- a partire dall'inizio dell'anno in cui hanno ricevuto  il sostegno statale straordinario, ad eccezione delle tredicesime ("componenti salariali discrezionali"), le imprese beneficiarie di tali sostegni non possono più versare componenti variabili del salario finché non avranno restituito l'importo integrale dell'aiuto finanziario;</p><p>- l'impresa è obbligata a impugnare i contratti vigenti (ad es. nel caso di componenti di rimunerazione garantite) con la clausola "rebus sic stantibus", se dalla conclusione di questi contratti le condizioni sono cambiate in maniera imprevista;</p><p>- per la durata dei sostegni statali d'emergenza, l'impresa non versa salari più elevati rispetto alle aziende parastatali per un'attività comparabile; non sono previste eccezioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole che i sistemi di retribuzione nel settore finanziario hanno avuto la loro parte nella crisi attuale. Per questo motivo, dall'inizio della crisi, nell'ambito della regolamentazione dei sistemi di retribuzione sono già stati introdotti diversi miglioramenti. In particolare, tramite regolamentazioni supplementari la revisione in corso del diritto azionario dovrebbe infatti migliorare i sistemi di retribuzione. In tal modo vengono migliorati il diritto di cogestione e le possibilità di controllo degli azionisti. Contestualmente, in una circolare destinata al settore finanziaria, anche la FINMA sta elaborando direttive generali sui sistemi di retribuzione. Queste direttive si rifanno alle raccomandazioni elaborate sul piano internazionale, andando talvolta oltre. La circolare sarà verosimilmente emanata nell'autunno del 2009.</p><p>Queste misure si prefiggono di impedire in futuro l'adozione di sistemi di retribuzione inadeguati e di promuovere strutture salariali che abbiano ripercussioni positive sulle prospettive a lungo termine dell'impresa. Dapprima occorrerà analizzare attentamente se, dopo la loro completa attuazione, queste misure sono effettivamente sufficienti a produrre gli effetti sperati. Per questo motivo sarebbe affrettato elaborare ancora prima dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni limitazioni ai sensi della mozione. Il Consiglio federale ritiene però necessario attendersi conseguenze in ambito salariale nel caso di aiuto a un istituto finanziario. Il governo è dell'avviso che non sia sensato applicare limitazioni generali senza considerare la concreta situazione nella quale si trova un'impresa che necessita di aiuti statali. È molto più efficace, in caso di un sostegno statale, definire in un pertinente accordo le necessarie condizioni relative ai sistemi salariali in funzione della concreta situazione.</p><p>Come già esposto nella risposta alla mozione della Commissione dell'economia e dei tributi 09.3019, "Meno rischi per il mercato finanziario", l'esempio di UBS mostra che un simile procedimento permette di raggiungere gli obiettivi prefissati. UBS SA ha ottemperato al suo impegno di ridefinire il sistema di retribuzione per il consiglio di amministrazione e il management con l'introduzione di un nuovo sistema di rimunerazione, che è stato autorizzato dalla FINMA e approvato dagli azionisti in occasione dell'assemblea generale ordinaria di UBS SA del 15 aprile 2009. Inoltre, con la decisione del 3 febbraio 2009 della FINMA sono stati approvati importi, composizione e ripartizione delle componenti di rimunerazione variabile per l'esercizio 2008. Per quanto ci è dato sapere, la Svizzera è l'unico Paese ad aver esercitato un influsso sull'impostazione concreta della retribuzione variabile a tutti i livelli gerarchici di una banca che ha ottenuto un sostegno da parte dello Stato.</p><p>Sulla base delle considerazioni che precedono, il Consiglio federale rifiuta una limitazione generalizzata dei sistemi di retribuzione che non tenga conto della concreta situazione. D'altro canto, l'impugnazione di contratti esistenti di un'impresa interessata richiamandosi alla "clausula rebus sic stantibus" permetterebbe di trovare una soluzione probabilmente solo dopo parecchi anni e non contribuirebbe al risanamento dell'impresa.</p><p>Il Consiglio federale rifiuta pure di applicare tel-quel le strutture salariali di imprese e organizzazioni vicine allo Stato ad imprese sostenute dallo Stato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.