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Banca dei regolamenti internazionali apre le sue porte
Porte aperte alla Banca dei regolamenti internazionali (BRI): da oggi e sino al 4 novembre sarà possibile visitare l'istituto con sede a Basilea, che ha allestito un'esposizione sui suoi oltre 90 anni di storia.
I visitatori potranno anche accedere al 18esimo piano della caratteristica torre che ospita l''istituzione, un ottimo punto panoramico.
«Siamo lieti di aprire le nostre porte alla comunità locale», afferma il direttore generale Agustín Carstens, citato in un comunicato. «Dal 1930, la BRI riunisce le banche centrali di tutto il mondo per sostenerle nel loro impegno per la stabilità monetaria e finanziaria. Basilea è stata la nostra sede fin dall'inizio e serve come punto focale per la cooperazione tra i banchieri centrali e i responsabili politici di tutto il mondo».
La scelta della città renana – ricorda il Dizionario storico della Svizzera – avvenne in virtù di un compromesso fra le grandi potenze. Le conseguenze si notano ancora oggi: la BRI è a due passi dalla stazione principale di Basilea, ma non è sottoposta alla legislazione federale e beneficia di privilegi fiscali e amministrativi.
Negli accordi di Bretton Woods (1944) ne venne fra l'altro raccomandata la liquidazione, sia per motivi riconducibili alle operazioni bancarie controverse concluse con la Germania nazista, sia perché era stata nel frattempo presa la decisione di creare il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca mondiale. La raccomandazione non ebbe però seguito e la BRI si impose rapidamente come uno strumento indispensabile del nuovo ordine monetario.
L'istituto assunse infatti in primo luogo la funzione di piattaforma per la cooperazione monetaria internazionale, ospitando in particolare le riunioni dei governatori delle banche centrali dei principali paesi industrializzati. È quanto avviene ancora oggi, sei volte l'anno.
hm, ats