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Condannato il trentenne dominicano dai ieri alle Criminali di Lugano. La Corte lo ha 'ritenuto poco credibile'. Condonata l'espulsione
Per la Corte delle assise criminali di Lugano le dichiarazioni del trentenne dominicano da ieri a processo per traffico di cocaina «sono state ritenute poco credibili: ha giocato sempre al ribasso, ha ammesso solo le evidenze» I giudici non hanno inoltre creduto che l'imputato sia un consumatore, bensì un trafficante puro. Così il giudice Marco Villa si è espresso nelle motivazioni della sentenza pronunciata stamane: 6 anni e mezzo di carcere è la pena inflitta. L'imputato, arrestato in Olanda, ha già scontato nei Paesi Bassi un anno e mezzo di detenzione e in Ticino quasi sei mesi e ha pertanto alle spalle un terzo della condanna. Condonata l'espulsione dalla Svizzera. La Corte - ha evidenziato il presidente, Marco Villa - ha fatto un grande sforzo, ammettendo il suo caso ancora tra quelli di rigore - pertanto non ha pronunciato l'espulsione dal territorio, come era stato invece richiesto ieri dalla pubblica accusa. Questo perché l'uomo è padre di due figli e sposato con una cittadina svizzera.
Il traffico di droga è stato quantificato dalla Corte in complessivi 5,1 chili di cocaina. Sostanza importata dall'Olanda nel Luganese, detenuta e alienata. L'imputato ha inoltre alienato 1 chilo di sostanza da taglio. L'atto d'accusa stilato dalla pp Pamela Pedretti è stato dunque accolto nella sua integrità. «La colpa dell'imputato è stata definita molto grave per quanto attiene il traffico di droga: un traffico internazionale, di lunga durata (due anni), compiuto unicamente a scopo di lucro «soprattutto per fare una bella vita, una crociera e acquistare auto». Grave anche «per l'intercambiabilità dei protagonisti; per il guadagno illecito conseguito e per aver continuato a delinquere nonostante fosse già stato fermato dalla polizia con alcuni grammi di cocaina». La collaborazione prestata dall'imputato gli è invece valsa un leggero sconto di pena. Il trentenne aveva ammesso l'alienazione di 1,3 chili di cocaina, ma negava di aver trafficato 5,1 chili di sostanza stupefacente, come ha invece infine confermato la Corte.
Ieri, dopo l'istruttoria dibattimentale, la procuratrice pubblica Pamela Pedretti, al termine della sua requisitoria, aveva proposto nei confronti dell'imputato una pena di 7 anni di carcere e l'espulsione dalla Svizzera per 9 anni per infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti e riciclaggio - parte dell'ingente guadagno conseguito illecitamente dall'imputato con la vendita della droga (260 mila franchi la somma tesaurizzata) è stata inviata dall'imputato a Santo Domingo e a New York dove risiede la sua famiglia. L'avvocatessa di difesa, Micaela Rossetti, si era invece battuta per una condanna non superiore ai 4 anni e mezzo di detenzione e si era opposta all'espulsione, così come richiesto dal trentenne, il quale ieri ha dichiarato a più riprese che a Santo Domingo non ha più nessun familiare. Su un eventuale ricorso in Appello contro la sentenza, all'uscita dall'aula processuale la legale ha detto che parlerà con il suo assistito, ma che lo ritiene improbabile.