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Mi sembra giusto – dopo i due testi sull’evento Italia unita per una corretta informazione scientifica – scrivere qualcosa contro la scienza. Dopotutto sono un laureato in filosofia.
Se c’è una cosa che non sopporto della scienza è la pretesa di poter rispondere a tutte le domande o, per essere più precisi, di poter rispondere a tutte le domande presunte sensate, ovvero quelle empiriche.
Tutto le questioni non empiriche sono o insensate o questione di gusti personali, quindi soggettive e – sospetto – ancora una volta insensate.
Quello che la scienza ignora è che i concetti si possono studiare e che questo studio non è completamente empirico.
Aggiungo: senza una rigorosa analisi concettuale la scienza rischia di affermare solo fesserie, ad esempio perché non si accorge di considerare diversi due concetti che sono identici o, al contrario, di considerare identici due concetti che sono diversi. Un gran casino.
Un esempio? Questo stesso testo: ho scritto ‘la scienza’ ma in realtà non sono le discipline scientifiche nel loro complesso – ammesso che esista un criterio per stabilire quali sono le discipline scientifiche e quali non lo sono – a sottovalutare l’importanza dell’analisi concettuale, ma le persone.1 E alcune persone scientificamente engagé effettivamente sottovalutano questi aspetti; altre per fortuna no e sono quelle che fanno secondo me la scienza migliore.
- Compresi alcuni filosofi. [↩]