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Chi s’interessa della Storia svizzera della prima metà del secolo scorso finisce per imbattersi prima o poi nel nome di Walter Otto Stucki, il cui 50esimo anniversario di morte ricorre l’8 ottobre 2013. L’attività di questo uomo politico e diplomatico, che coincide con momenti chiave della politica economica estera svizzera, è documentata in diversi fondi dell’Archivio federale svizzero.
Molte cariche influenti
Nato nel 1888 e avvocato di formazione, Walter Otto Stucki entra al servizio della Confederazione nel 1917 e vi resta, ad eccezione di una parentesi tra il 1919 e la primavera del 1925, fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1954, ricoprendo molte funzioni: direttore della Divisione del commercio del Dipartimento federale dell'economia pubblica e delegato del Consiglio federale per il commercio estero, rappresentante svizzero in Francia, capo della Divisione degli affari esteri del Dipartimento politico federale e delegato del Consiglio federale per le missioni speciali, per non menzionarne che alcune. L'influsso di Walter Otto Stucki è determinato anche dall'elevato numero di cariche rivestite.
La notorietà di questo uomo politico e diplomatico è legata in particolare al periodo del secondo dopoguerra, quando svolge un ruolo centrale nella preparazione dei negoziati con gli Alleati che - come afferma il Consiglio federale l'8 marzo 1946 - hanno come obiettivo quello di far luce sulla proprietà e sul diritto di disposizione dei beni tedeschi situati nel nostro Paese o gestiti a partire dal nostro Paese. Walter Otto Stucki dirige i negoziati che sfoceranno nell'Accordo di Washington del 25 maggio 1946 e ricoprirà in seguito la carica di presidente della commissione di vigilanza.
Nell'Accordo, che include le regole procedurali e uno scambio epistolare confidenziale, la Svizzera s'impegna, tra l'altro, a liquidare gli averi «germanici» giacenti in Svizzera e a versare il 50 per cento del ricavo agli Alleati per la ricostruzione postbellica e a mettere loro a disposizione un importo di 250 milioni di franchi per tacitare qualsiasi rivendicazione concernente l'oro acquistato dalla Svizzera alla Germania durante la guerra. In contropartita gli Alleati si dichiarano disposti a sbloccare gli averi svizzeri negli Stati Uniti e a stralciare le ditte svizzere dalle liste nere.
Due fondi centrali
I documenti di lavoro personali (E2801) che occupano circa 16 metri di scaffale, costituiscono un'ottima fonte per avvicinarsi all'attività di Walter Otto Stucki. In questi si trovano in particolare informazioni sulla negoziazione e l'applicazione dell'Accordo di Washington, i verbali dei negoziati e indicazioni sugli interessi finanziari svizzeri all'estero e sulle liste nere. Particolarmente corposi sono i dossier su persone, ditte e fondazioni, che comprendono ad esempio gli atti sulle singole procedure di liquidazione dell'Ufficio svizzero di compensazione, dato che Walter Otto Stucki doveva sorvegliarne l'esecuzione in veste di presidente della commissione di vigilanza. L'intero fondo è liberamente accessibile e i dossier possono essere reperiti e ordinati on-line e successivamente visionati nelle sale di lettura dell'Archivio federale svizzero.
Di particolare interesse è il lascito privato di Walter Otto Stucki (J1.131), in cui non sono documentate soltanto le cariche da lui ricoperte nell'Amministrazione federale, ma anche le sue attività di avvocato e di consigliere nazionale liberale. Il lascito, che occupa circa due metri di scaffale, permette anche uno sguardo nella sua vita privata e comprende una collezione di fotografie. Per poter visionare il lascito privato è necessario presentare domanda all'Archivio federale svizzero.
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