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Il concetto di catastrofe naturale è strettamente legato a quello di pericolo naturale (Inondazioni, Siccità, Tempeste, Terremoti ecc.). Mentre questi ultimi fenomeni, innescati da fattori idrologici o meteorologici (Clima), geologici e biologici, costituiscono solo una minaccia per l'uomo e i suoi beni, le catastrofi naturali hanno effettivamente provocato dei disastri. Il confine fra una catastrofe naturale e un incendio di vaste dimensioni causato, ad esempio, dal Favonio è peraltro fluido. Descritte in numerose fonti a partire dal ME, le catastrofi naturali sono state a lungo trascurate dalla ricerca storica. Recenti studi hanno però evidenziato che esse sono all'origine di processi di apprendimento nel campo del diritto, dell'amministrazione e dell'integrazione nazionale e che hanno fatto avanzare la modernizzazione. Caratteristica comune a tutte le catastrofi naturali è lo stato di bisogno in cui vengono a trovarsi le vittime.
Nel tardo ME e in epoca moderna la ricostruzione che seguiva a una catastrofe naturale spettava in primo luogo alle fam. e ai vicini. Alle persone che avevano subito danni ed erano prive di mezzi i com. rilasciavano appositi permessi, che le autorizzavano a raccogliere collette di porta in porta. Nel caso di danni ingenti, le comunità costituivano cooperative al fine di organizzare un aiuto solidale sotto forma di lavoro, denaro o prodotti naturali, fondato sul principio della reciprocità. Probabilmente anche la rete di alleanze della vecchia Conf. serviva da comunità di rischio: dopo gravi catastrofi naturali i cant. alleati erano chiamati a prestare soccorso (ad esempio nel 1713 dopo l'incendio di Stans).
Nelle strategie per il superamento delle catastrofi naturali la comunicazione riveste particolare importanza: consente di commentare l'accaduto, di ridurre le paure, di rafforzare il sentimento di coesione e di mobilitare le risorse necessarie per fornire aiuti. Durante l'ancien régime tale compito era assunto dalla Chiesa: quando si verificavano catastrofi naturali le autorità indicevano giorni di digiuno e di preghiera che servivano al clero per spiegare l'accaduto e raccogliere collette. Fino al XVIII sec. predominava una visione religiosa del mondo che interpretava le catastrofi naturali come segni premonitori e/o punizioni divine per i peccati dei membri della comunità. Per le scienze naturali esse erano l'espressione di forze della natura non ancora sufficientemente domate. Dal 1970 si è andata affermando l'idea, impregnata di una concezione ecologica, che le catastrofi naturali sono causate in primo luogo dagli effetti collaterali del processo di modernizzazione.
Dal XIX sec. l'effetto integrativo della mobilitazione per il superamento delle catastrofi servì a rafforzare l'identità nazionale. Dopo la Frana di Goldau nel 1806, per la prima volta tutti i cant. fornirono un aiuto logistico o umanitario. Dopo le inondazioni del 1834 e del 1839 nelle Alpi centrali le operazioni di aiuto, condotte a livello nazionale, furono coordinate dalla Soc. sviz. di utilità pubblica. Le collette furono raccolte da ass., in particolare da donne. Le campagne di maggior successo furono lanciate dopo la piena del 1868 dalla stampa (strategia del concorso per la raccolta di fondi) e dal Consiglio fed. (visita alle regioni sinistrate, appello alla generosità del pubblico, impiego dell'esercito). I donatori appartenevano per lo più alla borghesia cittadina, in particolare nella Svizzera franc., o erano Svizzeri all'estero. I fondi erano destinati soprattutto ai ceti inferiori delle regioni alpine periferiche e contribuirono a rafforzare il loro legame con la nazione. In mancanza di un'assicurazione contro i danni causati dagli elementi naturali (Assicurazioni), in favore delle vittime di incendi, piene, grandinate e tempeste venivano organizzate, oltre alle campagne nazionali, numerose azioni regionali e locali, sulle quali esistono però scarse notizie. Con la creazione nel 1903 del fondo contro i danni causati dagli elementi naturali, venne istituzionalizzata l'organizzazione delle azioni di aiuto.
Dal 1919 la competenza per gli aiuti intern. in caso di catastrofe spettò alla Lega delle Soc. della Croce Rossa, ma solo dopo la seconda guerra mondiale la Svizzera si impegnò all'estero. Sotto il motto "Neutralità e solidarietà" la Croce Rossa sviz. e la Catena della solidarietà, fondata nel 1946, organizzarono, a partire dal 1951, aiuti a favore delle vittime di catastrofi nell'Europa occidentale e, dal 1960, nei Paesi extraeuropei. Il Corpo sviz. di aiuto in caso di catastrofe, creato nel 1970, fu impiegato per la prima volta nel 1973 nei Paesi del Sahel e in Etiopia.
|Anno||Tipoa||Luogo||Dannib||Vittime||Donazionib|
|1515||I||Buzza di Biasca||?||ca. 600||?|
|1584||FR||Yvorne||?||ca. 120||?|
|1618||FR||Piuro (Valtellina grigionese)||?||ca. 900||?|
|1806||FR||Goldau||>420||ca. 500||>38|
|1834||I||Alpi centrali||>700||27||>72|
|1839||I||Alpi centrali||>290||?||>36|
|1861||F||Glarona||>780||5||>311|
|1868||I||Alpi centrali||>1 100||50||>335|
|1876||I||Altopiano||>720||?||>99|
|1881||FR||Elm||>84||114||>63|
|1910||I||Altopiano||>500||27||>84|
|1951||V||Alpi||>150||98||>120|
|1965||G||Mattmark||?||88||?|
|1987||I||Alpi centrali||1 200||8||57|
|1993||I||Vallese, Ticino||900||3||28|
|1999||U||Altopiano, Alpi||1 800||14||-|
|2000||I||Alpi centrali||730||13||72|
A partire dal XVIII sec. catastrofi naturali e grandi incendi portarono all'adozione di misure preventive, concordate con l'aiuto di esperti. Il succedersi di piene verso la metà del XIX sec. portò all'arginamento di numerosi fiumi (legge sulla sistemazione dei corsi d'acqua, 1877) e al rimboschimento in alta montagna (legge sulle foreste, 1876). Dopo le Valanghe dell'inverno del 1951 venne rafforzata la protezione contro questo tipo di fenomeno. La legge sulla sistemazione dei corsi d'acqua del 1991 prescrive il rispetto dell'ambiente e mira a garantire la protezione dalle catastrofi soprattutto con misure di pianificazione territoriale. A partire dagli anni 1930-40 le soc. di assicurazione immobiliare di diritto pubblico hanno creato in 19 cant. un sistema di riassicurazione e solidarietà che promuove la prevenzione e consente di far fronte a gravi catastrofi naturali senza oneri maggiori a carico degli assicurati. La gestione delle crisi è stata migliorata grazie alla disponibilità di nuovi mezzi di comunicazione e di trasporto e di pesanti macchine edili, alla creazione e formazione di cellule di crisi e all'intervento della protezione civile e delle Truppe di salvataggio e del genio dell'esercito.
Bibliografia
– G. Röthlisberger, Chronik der Unwetterschäden in der Schweiz, 1991
– AA. VV., Katastrophen als Herausforderung für Verwaltung und Politik, 1997
– M. Körner (a cura di), Stadtzerstörung und Wiederaufbau, 3 voll., 1999-2000
– C. Pfister (a cura di), Am Tag danach, 2002
– Traverse, 2003, n. 3
Autrice/Autore: Christian Pfister / sma