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L'acquisto di sei droni da Israele, per 250 milioni di franchi, non è un lusso: così la pensa il Consiglio nazionale, che con 124 voti contro 56 e 4 astenuti ha dato via libera all'operazione, compresa nel programma di armamento 2015. Quest'ultimo, da 542 milioni e comprendente anche simulatori per il tiro con il fucile d'assalto e veicoli fuoristrada della Mercedes, è stato accolto con 130 favorevoli, 55 contrari e un'astensione.
I velivoli telecomandati erano contestati dalla sinistra, che ha fatto valere fra gli argomenti anche le violazioni dei diritti umani commesse dallo Stato ebraico. Violazioni "seccanti", ha ammesso il presidente della commissione della sicurezza Thomas Hurter (UDC/SH), ma un boicottaggio "non porterebbe a nulla" e la transazione "non significa una presa di posizione" a favore di Tel Aviv. La maggioranza si è trovata d'accordo con il relatore Jakob Büchler, secondo il quale oltre a Israele solo gli Stati Uniti sarebbero in grado di fornire apparecchi capaci delle medesime prestazioni, ma Washington non entra in linea di conto. Saranno sostituiti i droni attuali, "ormai obsoleti", ha ricordato Ueli Maurer.
pon/ATS
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