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Veniamo adesso agli Australopitechi, o “scimmie del Sud”, come vengono chiamati.
Gli antropologi concentrano adesso la loro attenzione sull’Africa, donde ci vengono nomi quali lo Zinjanthropus, l’Uomo abile, il cranio 1470 e “Lucy”, l’ultima scoperta di Donald Johanson. Si afferma con sicurezza che in questo continente si ebbero i precursori dell’uomo.
Ma è proprio così?
Chiaramente per i difensori dell’ipotesi ci sono dei nodi molto seri da sciogliere. Lord Solly Zuckerman, uno degli anatomisti inglesi più in vista, ha trascorso quindici anni a studiare i resti dell’Australopiteco, giungendo alla conclusione che si tratta di una scimmia al cento per cento. Il dr. Charles Oxnard, avendo compiuto svariate analisi al computer di queste ossa, è giunto alla conclusione che gli Australopitechi non si tenevano in piedi, contrariamente a quanto era stato affermato in precedenza ma, avendo lunghe braccia, camminavano appoggiandosi sui pugni (“knuckelwalkers”). Dunque, non si trattava affatto di pre-umani, ma semplicemente di scimmie!
Lord Zuckerman ha affermato che se l’uomo è evoluto partendo da un antenato scimmia, egli l’ha fatto senza lasciare la più piccola traccia negli archivi fossili. E’ questo che si lascia intendere ai nostri figli a scuola? Un giovane, che recentemente aveva frequentato un corso di antropologia all’Università della Florida, m’ha detto d’essere rimasto sorpreso quando il professore, alla fine del semestre, aveva avuto l’onestà di dichiarare davanti a tutta la classe che tutto ciò che era stato detto durante il corso non era altro che pura speculazione; che non c’era un solo fatto su cui basare quanto egli aveva asserito.