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Bocciati Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia. Promossi Germania, Francia e Giappone.
LONDRA - Finanziamenti per il clima? Sorprendentemente paesi ricchi come Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia non hanno versato - o meglio, lo hanno fatto solo in parte - la quota di finanziamenti prevista e a loro spettante. Il target di 100 miliardi di dollari da raccogliere entro il 2020 (secondo quanto concordato al vertice COP15 sul clima del 2009) resta dunque un miraggio, come spiega il rapporto reso noto da Carbon Brief (website di scienze e politiche legate al cambiamento climatico). Sostanzialmente, ad ogni Paese “ricco” spettava versare un contributo in base alla propria responsabilità per la crisi climatica, cioè in base alle emissioni registrate. Risorse destinate poi ad aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare il cambiamento climatico.
Le cifre sono da capogiro, basti pensare che la quota dovuta dagli Stati Uniti avrebbe dovuto essere di 40 miliardi di dollari, a fronte di solo 7,6 miliardi versati nel 2020 (ultimo anno per il quale i dati sono disponibili). Australia e Canada hanno invece fornito solo circa un terzo del finanziamento a loro spettante, mentre il Regno Unito ha versato tre quarti del dovuto, con un ammanco di 1,4 miliardi di dollari. Ritardi importanti, quelli appena elencati, che allontanano i paesi ricchi dal target dei 100 miliardi di dollari.
E proprio in merito ai finanziamenti per l'adattamento al cambiamento climatico, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Gutierres, ha dichiarato al Guardian: «Abbiamo bisogno di un'impennata globale negli investimenti per salvare milioni di vite dalla carneficina climatica».
Ma non ci sono solo brutte notizie. Alcuni paesi, infatti, hanno dato di più del dovuto: Germania, Francia e Giappone mostrano un surplus rispetto alla propria quota, anche se - va precisato - sarebbero propensi a concedere finanziamenti in veste di prestiti piuttosto che di sovvenzioni.
E la Svizzera? La Confederazione, con il suo miliardo di dollari di contributo, risulta essere in percentuale (+436% rispetto alla quota equa dovuta) il Paese più generoso in fatto di finanziamenti, sempre secondo Carbon Brief. Sostanzialmente il finanziamento rossocrociato risulta essere di 4 volte oltre quanto richiesto a COP15.
Il rapporto completo sullo stato di avanzamento della consegna dei 100 miliardi di dollari è stato pubblicato proprio in vista del convegno mondiale COP27 che, partito domenica scorsa in Egitto, si è dato, tra i vari obiettivi, proprio quello di affrontare il tema dei finanziamenti destinati a sostenere la riduzione delle emissioni di carbonio, oltre che a lavorare per adattare le comunità alle condizioni meteorologiche del riscaldamento globale sempre più estreme.