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WASHINGTON D.C. - È trascorso quasi un mese dall'assalto al Campidoglio americano, avvenuto il 6 gennaio scorso, nel giorno in cui il Congresso ha dato il semaforo verde decisivo alla presidenza Biden. E si scopre ora che alcuni dei protagonisti di quei gravi fatti non avevano neanche votato durante l'elezione presidenziale.
Almeno otto fra le persone accusate per i fatti di Capitol Hill, secondo documenti ottenuti dalla CNN, risultano infatti - nonostante le dichiarazioni di aver agito per fini patriottici e con l'intento di «fermare il furto», citando uno dei tanti slogan - non aver adempiuto al proprio dovere civico. Ma potrebbero essere anche di più, dato che l'accesso pubblico ai dati citati dal network americano differisce da uno Stato all'altro.
Perché non hanno votato?
Ma se il loro intento era quello di mantenere Donald Trump altri quattro anni alla Casa Bianca, perché non hanno votato? Secondo Jessica Stern, esperta in materia di estremismo dell'Università di Boston, sono diversi i fattori in gioco.
Si parte dal pensiero che il sistema elettorale sia truccato e, di conseguenza, che decidere di andare a votare sia inutile. Per alcuni poi l'attenzione generale ricevuta dopo fatti tanto "teatrali" come quelli del 6 gennaio potrebbe essere altrettanto importante. E infine non va dimenticato quel sentimento di rabbia di sottofondo, che spesso accomuna chi si aggrega in formazioni estremiste. Per andare a votare, ha spiegato Stern, «devi credere che il sistema funzioni per tutti e che sia per il bene del Paese».