Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01295.jsonl.gz/1133

Ultimo commento: Mattiatr - 11:23
Non sono d'accordo, dietro a una città ci sono ore, giorni, mesi, anni, decenni o addirittura secoli di lavoro, non si può addebitare il successo di un comune alla sua apertura mentale. Ci sono molte variabili da considerare, a partire dal tessuto economico, la pianificazione territoriale, le varie politiche cittadine, ecc. La composizione della popolazione di sicuro è importante, però non è sintomo di successo come dici te. La gente va a vivere a Zurigo perché ci sono opportunità di lavoro, di svago, servizi, ... non di sicuro per la varietà etnica presente nella città (altrimenti andrebbe in altri posti più esotici). L'accettazione del diverso può garantire un quieto vivere personale ma di sicuro non ti da benessere (a parte magari psicologico). Penso inoltre che paragonare Lugano e Bellinzona con Zurigo, Parigi o Londra centri come i cavoli a merenda. Io capisco le tue ragioni e condivido in parte i tuoi ideali, ma ciò non significa che si possa dire quello che si vuole per sostenere in qualche modo le proprie idee.¶ Infine vorrei dire che si sono determinate aree politiche per lo più progressiste (in questo periodo storico per lo meno) che cercano di sfruttare lo sport per i propri ideali, mi riferisco per esempio alla questione degli inchini. Io non sono d'accordo a riguardo perché penso che lo sport, malgrado sia un vettore comunicativo molto forte, debba rimanere separato dalla politica. Questo sia parlando d'inchini in onore delle comunità più discriminate, che per gli inchini che i turchi hanno rivolto a Erdogan quando ha preso d'assalto i curdi qualche anno fa (oppure i saluti tedeschi negli anni '30 per intenderci).