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Nel luglio 2020 l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) ha adottato un modello di normativa per lo scambio automatico di informazioni relative alle persone fisiche e giuridiche che realizzano un reddito attraverso servizi offerti su piattaforme online. Nel giugno 2021 il modello di normativa dell’OCSE è stato ampliato. Questo modello non è vincolante per gli Stati.
Modello di normativa dell’OCSE per le piattaforme della «sharing and gig economy»
Sullo sfondo di un crescente numero di persone fisiche e giuridiche che realizzano un reddito offrendo servizi su piattaforme online, numerosi Stati hanno adottato misure per assicurarne la corretta imposizione. Queste prevedono, per esempio, regimi di imposizione alla fonte o obblighi di scambio di informazioni tra autorità fiscali e piattaforme online. Trattandosi di misure unilaterali, l’assenza di armonizzazione comporta costi sproporzionati per il settore interessato, tenuto a conoscere e attuare un vasto numero di norme. Con il modello di normativa, l’OCSE fornisce un dispositivo standardizzato a livello mondiale.
Il modello di normativa ha per oggetto lo scambio a cadenza regolare di informazioni sulle persone che offrono servizi su piattaforme online. Le informazioni da scambiare devono essere raccolte dallo Stato interessato e trasmesse alle relative autorità fiscali. Queste le inoltrano alle autorità fiscali degli Stati con cui hanno concluso un accordo sullo scambio automatico di informazioni. Le informazioni riguardano, in particolare, la locazione di beni immobili, quali alloggi per vacanze, e servizi personali, come i servizi di trasporto.
Il modello di normativa definisce le informazioni da scambiare relativamente alle piattaforme online. Si tratta di informazioni identificative della persona che offre il servizio (ad es. nome, indirizzo, numero di identificazione fiscale ecc.) e informazioni finanziarie (il reddito generato dalla persona in questione). Questa forma di scambio di informazioni non costituisce uno standard minimo e non è pertanto vincolante per gli Stati.
La Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) ha esaminato la possibilità di introdurre tale modello di normativa anche in Svizzera, dove le attività di lavoro basate sulle piattaforme online non hanno ancora trovato ampia diffusione (cfr. comunicato stampa del 19 maggio 2020 dell’Ufficio federale di statistica). L’introduzione del modello di normativa dell’OCSE comporterebbe notevoli costi per le piattaforme interessate. Nello stesso tempo, l’imposizione di questi redditi genererebbe entrate fiscali contenute. Inoltre, a livello internazionale la Svizzera non rivestirebbe un ruolo di primo piano nella trasmissione di informazioni. Date queste considerazioni, la SFI è giunta alla conclusione che un’introduzione del modello di normativa dell’OCSE in Svizzera sarebbe attualmente prematura. Continuerà tuttavia a seguire gli sviluppi nazionali e internazionali in materia, riservandosi la possibilità di riconsiderare l’introduzione della normativa in base all’evolversi delle circostanze.
Ultima modifica 22.07.2021