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PARIGI - Il primo allarme scattato per l'incendio di Notre-Dame sarebbe stato ignorato a causa di un bug informatico.
Lo scrive Le Parisien secondo cui due agenti della sicurezza - ascoltati dalla polizia - hanno detto che il focolaio era stato localizzato alla base della guglia, lato Senna, ma di essere stati indirizzati verso un punto sbagliato da un bug informatico nel sistema. L'origine delle fiamme è stata dunque trovata molto più tardi.
S'indaga sugli ascensori - «Potrebbe essere stato un cortocircuito» a provocare l'incendio che ha devastato Notre-Dame lunedì sera, «gli inquirenti si interrogano soprattutto sugli ascensori usati per i lavorix. Lo riferisce il sito di Le Parisien, citando una fonte vicina al dossier.
Le impalcature per i lavori di restauro che erano in corso sul tetto e alla guglia erano dotate di due ascensori, il primo raggiungeva i 24 metri dal suolo, l'altro per arrivare al tetto a 54 metri. Un terzo ascensore, che sarebbe stato utilizzato dagli operai per raggiungere la vetta della guglia poi crollata, sarebbe stato costruito a breve.
Pompieri soddisfatti dell'intervento - I pompieri di Parigi, nel loro incontro con la stampa, hanno spiegato varie fasi dell'intervento (600 gli uomini impegnati, 200 per la logistica e 400 «all'attacco») e di come sia stata una sfida anche logistica: l'acqua necessaria allo spegnimento del rogo è stata parzialmente pompata dalla Senna, che scorre nelle immediate vicinanze di Notre-Dame. La rapidita d'intervento è stata fondamentale: «È chiaro che se non fossimo stato così veloci i due campanili sarebbero caduti».
Il loro compito non si è esaurito: una sessantina di uomini sono tuttora impegnati per proteggere l'edificio, in particolare per scongiurare «una minaccia alle ghimberghe», i frontoni triangolari sui lati della cattedrale, e che qualche focolaio possa ripresentarsi. «Non si reggono più sul tetto, ma si reggono su loro stessi, sono quindi esposti al vento. Per questo motivo bisogna togliere del peso». Secondo il parere di alcuni esperti, le ghimberghe potrebbero dunque essere in parte rimosse, per evitare che il loro crollo crei ulteriori danni, incluso al prezioso rosone.
Le opere d'arte e le vetrate sono in buone condizioni. Un primo provvedimento è la posa di una copertura che impedisca alla pioggia di rovinare ulteriormente l'interno della chiesa.