Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/130139

<h2>SubmittedText<h2><p>La "previdenza per la vecchiaia" delle centrali nucleari è disciplinata dall'ordinanza sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento (OFDS; RS 732.17), che stabilisce espressamente un reddito annuo del capitale del 5 per cento, detratti i costi di gestione del patrimonio. A titolo di confronto: nel caso della previdenza professionale il rendimento previsto è pari solamente all'1,5 per cento. A questo riguardo, si chiede al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Sulla base dell'articolo 78 LENu e dell'articolo 8 capoverso 5 OFDS, gli esercenti delle centrali nucleari hanno diritto a un rendimento del 5 per cento sulle somme versate nei fondi? Come si concilia tale diritto con l'articolo 13 capoverso 3 OFDS, secondo cui partecipazione agli utili comprende anche le perdite sul patrimonio dei fondi?</p><p>2. Come valuta il fatto che gli esercenti delle centrali nucleari abbiano messo a bilancio, fra gli attivi, un valore corrispondente a un rendimento del 5 per cento? Nel suo rapporto di gestione 2011, la KKW Gösgen-Däniken AG indica fra gli attivi di bilancio tale valore (pag. 30), sebbene alla data di bilancio, i capitali effettivamente accumulati nel fondo di smaltimento e nel fondo di disattivazione risultino inferiori rispettivamente di 323 e 38 milioni di franchi svizzeri e 38 milioni di franchi svizzeri al valore risultante dall'applicazione di un tasso del 5 per cento (rapporti 2011 dei fondi, pag. 23, fondo di disattivazione, e pag. 24, fondo di smaltimento)? Una situazione simile si riscontra per la centrale nucleare di Leibstadt: anch'essa presenta dati ipotetici, tanto che al 31 dicembre 2011 aveva iscritto all'attivo valori di circa 238 milioni di franchi svizzeri superiori a quelli effettivamente presenti nei fondi (rapporto di gestione 2011, pag. 49).</p><p>3. Che relazione ha una contabilità di questo genere con il principio giuridico della regolarità del rendiconto e con i principi di valutazione dei titoli?</p><p>4. Nel quadro della prossima revisione dell'OFDS, come intende vietare agli esercenti delle centrali nucleari di indicare fra gli attivi, alla chiusura del bilancio, dati ipotetici invece di valori reali?</p><p>5. Il Consiglio federale continua ad essere disposto, in sede di revisione dell'OFDS, ad affrontare i punti citati nella risposta alla mozione 11.4213, oppure intende limitarsi, nel frattempo, a esaminare "in particolare i parametri dei modelli per determinare i costi nell'ambito degli studi sui costi e il modo con cui affrontare eventuali ulteriori aumenti dei costi di disattivazione e di smaltimento", come lascerebbe intendere il comunicato stampa dell'Ufficio federale dell'energia del 21 novembre 2012 ("Maggiori contributi per la disattivazione degli impianti e per lo smaltimento delle scorie radioattive")?</p><p>6. È disposto ad esaminare la possibilità d'introdurre un'assicurazione a carico dei soggetti tenuti a versare i contributi, per garantire la compensazione dei versamenti nei fondi che verrebbero a mancare in caso di disattivazione anticipata di una centrale?</p><p>7. È disposto, per quanto riguarda gli investimenti effettuati dai due fondi, a escludere quei titoli che in caso di grave incidente a un reattore nucleare subirebbero fortissime perdite di valore?</p><p>8. Infine: quali sono state le riflessioni che hanno portato ad esentare il fondo di disattivazione e il fondo di smaltimento dal versamento di imposte dirette a livello comunale, cantonale e federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento per gli impianti nucleari (OFDS; RS 732.17) parte dal presupposto di un reddito del capitale pari al 5 per cento ma anche di un tasso di rincaro del 3 per cento, da cui risulta un rendimento reale del 2 per cento (cfr. art. 8 cpv. 5 OFDS). Questi parametri erano stati definiti dalle commissioni dei fondi prima di essere fissati nell'OFDS e tengono conto del modello di investimento a lungo termine che caratterizza i due fondi. Il reddito del capitale del 5 per cento non può essere paragonato direttamente al tasso d'interesse applicato ai conti di risparmio per la vecchiaia delle casse pensioni, pari attualmente all'1,5 per cento. Come grandezza di riferimento occorrerebbe piuttosto utilizzare il rendimento reale del 2 per cento postulato per i fondi. Nel caso dei conti di risparmio per la vecchiaia, il rendimento reale per il 2012 è pari circa al 2 per cento.</p><p>1. Gli esercenti non hanno diritto a un reddito del capitale "garantito" del 5 per cento. Nel quadro della revisione, attualmente in corso, dell'OFDS si sta valutando l'ipotesi di adeguare il reddito del capitale e il tasso di rincaro fissati nell'OFDS stessa.</p><p>2.-4. Secondo il Codice svizzero delle obbligazioni, è compito delle società anonime, attraverso una presentazione regolare dei conti, esporre la propria situazione economica in modo tale da consentire ai terzi di farsi un'opinione attendibile. Inoltre vale il principio di prudenza. Poiché raggiungono il valore soglia, le società esercenti delle centrali nucleari devono anche far certificare i loro bilanci annuali da un organo di revisione abilitato. Secondo i rapporti pubblicati dai rispettivi organi di controllo per l'ultimo anno d'esercizio (al 30 settembre o al 31 dicembre 2011), i bilanci delle società sono conformi al diritto svizzero. Per le società esercenti delle centrali nucleari non esistono disposizioni particolari che vadano al di là delle prescrizioni in materia di presentazione dei conti valide per le società anonime. Prescrizioni particolari in materia di presentazione dei conti o più ampi diritti di vigilanza sui bilanci richiederebbero una modifica della legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1).</p><p>5. Rispondendo alla mozione 11.4213, "Fondo di disattivazione e fondo di smaltimento. Basta con il persistere per anni di coperture insufficienti e con i rimborsi", il Consiglio federale ha annunciato che avrebbe riesaminato i punti indicati. I lavori a questo riguardo sono attualmente in corso.</p><p>6. Gli strumenti previsti nella LENu e nell'OFDS hanno in primo luogo lo scopo di assicurare che gli esercenti degli impianti siano in grado di coprire i costi di smaltimento e di disattivazione da essi causati. Sarebbe difficile trovare una copertura assicurativa per un rischio isolato di questo genere. I premi sarebbero in ogni caso molto elevati, e questo denaro non potrebbe più essere utilizzato direttamente per i fondi.</p><p>7. Gli investimenti in titoli di imprese soggette al versamento dei contributi e di imprese la cui partecipazione in imprese che versano contributi è superiore al 20 per cento sono esclusi già oggi, fatta eccezione per gli investimenti indicizzati e i prodotti quali i fondi d'investimento. Inoltre gli investimenti dei due fondi sono ampiamente diversificati, cosa che rappresenta già oggi una buona protezione contro eventuali forti perdite di valore di singoli titoli. Una fissazione di ulteriori vincoli agli investimenti sarebbe di difficile attuazione, poiché non è possibile prevedere con certezza quali titoli subirebbero pesanti perdite di valore in caso di catastrofe nucleare.</p><p>8. Ai sensi dell'articolo 81 capoverso 4 LENu, il fondo di disattivazione e il fondo di smaltimento sono esonerati da tutte le imposte dirette della Confederazione, dei cantoni e dei comuni. Secondo il messaggio del Consiglio federale del 28 febbraio 2001 concernente la LENu (FF 2001 2483) e il disegno di legge (art. 80 cpv. 4; FF 2001 2542) è stata prevista esplicitamente l'esenzione dei fondi dal pagamento di imposte dirette perché già allora, secondo la prassi delle autorità fiscali, il fondo di spegnimento non pagava imposte dirette. Se si assoggettassero ora i fondi al pagamento di imposte, li si priverebbe di importanti risorse finanziarie a destinazione vincolata.</p>  Risposta del Consiglio federale.