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Le commissioni della gestione delle Camere hanno pubblicato oggi un rapporto di valutazione, allestito per loro dal Controllo parlamentare dell'amministrazione. Le conclusioni - che condividono - sono severe: la guida strategica politica da parte del Consiglio federale è gestita "caso per caso" e il governo "riserva a questo processo un ruolo piuttosto secondario".
La gestione degli affari è "rinchiusa nelle quattro mura di ogni dipartimento e l'azione politica manca di coerenza", ha precisato alla stampa la presidente della commissione del Nazionale Maria Roth-Bernasconi (PS/GE). Secondo lei, "si ha l'impressione che sull'aereo del Consiglio federale non vi sia il pilota".
Crisi
Questa assenza di visione a lungo termine - ha aggiunto il suo omologo della commissione degli Stati Claude Janiak (PS/BL) - si è manifestata recentemente in occasione degli attacchi contro il segreto bancario. Il Consiglio federale ha dato l'impressione di non aver elaborato alcuna strategia per far fronte a questa pressione, sebbene fosse manifesta da tempo.
Anche nella crisi libica, il governo non è apparso maggiormente preparato. Lo stesso dicasi per la vertenza fiscale con gli Stati Uniti in merito all'UBS. La consigliera nazionale Brigit Wyss (Verdi/SO) ha anche citato la vicenda della nomina dell'ex capo dell'esercito (affare Nef), il funzionamento delle autorità di perseguimento penale (affare Roschacher) e la vicenda Tinner.
Il rapporto evidenzia pure che il Consiglio federale non dedica praticamente tempo alle questioni strategiche durante le sedute settimanali ordinarie (della durata media di tre ore). Inoltre, non vi è consenso in seno al governo sull'obiettivo e l'importanza dei vari strumenti di guida strategica.
Riforma necessaria
Di conseguenza, le commissioni si dicono "profondamente convinte" della necessità di una riforma in questo campo. "Il Consiglio federale deve porre l'accento preponderante sulla condotta strategica degli affari", esigono le commissioni della gestione.
Per ottimizzare la situazione, il governo dispone di un notevole margine di manovra. Le commissioni ne sono convinte, tanto che hanno trasmesso all'esecutivo la loro analisi della situazione, affinché il governo ne tenga conto nella riforma della condotta dello Stato, attualmente in esame.
La risposta governativa
La risposta del Consiglio federale non si è fatta attendere. In un comunicato, il governo segnala che ha già preso di propria iniziativa decisioni in materia. Tuttavia, "in una democrazia diretta, l'importanza degli strumenti di pianificazione - sottolinea l'esecutivo - dev'essere relativizzata, dato che parlamento e popolo esercitano un importante ruolo correttivo".
Questa reazione ha sorpreso le commissioni della gestione. "Molto probabilmente - ha commentato Roth-Bernasconi - il Consiglio federale "non ha recepito le nostre esigenze".
ATS, 23.03.2010