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In caso di grave catastrofe naturale, e di conseguenti problemi al raffreddamento del nucleo, i reattori francesi non resisterebbero meglio di quello giapponese di Fukushima. Lo scrive Greenpeace, nel suo contro-rapporto sulla sicurezza nucleare, condotto da esperti indipendenti in aperta polemica con quelli ufficiali realizzati dal governo in collaborazione con le aziende dell'atomo transalpine, Edf e Areva.
"I rischi di rotture nell'isolamento e di fughe radioattive importanti sono altrettanto reali che in Giappone" scrive l'ong ecologista, che esprime dubbi sui metodi di analisi utilizzati dagli autori dei rapporti ufficiali.
Questi studi, spiega Greenpeace, "si basano unicamente sulla concezione iniziale delle installazioni, quindi l'invecchiamento e l'usura degli edifici e dei componenti non sono presi in considerazione". Inoltre, non vengono tenuti presenti una serie di fattori esterni, tra cui il fattore umano. Mancano inoltre "piste per cercare di migliorare la sicurezza dei reattori nucleari e diminuire così la probabilità di un incidente".
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