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Lia (nome di fantasia) opera come impiegata di commercio presso una ditta che non ha alcun contratto collettivo di lavoro. Al momento dell’assunzione, avvenuta 6 anni fa, Lia firma un contratto di lavoro individuale, che specifica unicamente il salario mensile di 4'500 franchi, le ore settimanali e le vacanze annuali.
Il contratto fa riferimento per tutto il resto al Codice delle obbligazioni. Per i primi tre anni Lia ha ricevuto il salario per 12 mensilità con una gratifica salariale a fine anno, il cui importo era a discrezione del datore di lavoro. Il 20 dicembre 2018 con il pagamento del salario Lia e i suoi colleghi hanno ricevuto per la prima volta anche la tredicesima mensilità (e non più la gratifica di fine anno).
Alla fine del 2019 il datore di lavoro senza nessuna comunicazione torna a versare 12 mensilità e una gratifica salariale di fine anno. Purtroppo l’importo della gratifica risulta molto inferiore alla 13a versata nel 2018. Lia ha chiesto al Sindacato VPOD se fosse corretto il comportamento del suo datore di lavoro.
La riposta è negativa: il fatto di concedere la tredicesima mensilità per un anno è da considerarsi come una modifica del contratto di lavoro: pertanto Lia ha diritto alla 13a, a differenza della gratifica, che è discrezionale e variabile di anno in anno. Per non versare più la tredicesima mensilità il datore di lavoro avrebbe dovuto avviare tempestivamente nel 2019 una procedura di modifica del contratto di lavoro di Lia. In ogni caso il datore di lavoro di Lia correttamente ha provveduto a versare la 13a dopo l’intervento sindacale.