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La batteria di una delle scatole nere del volo Malaysia Airlines MH370, sparito l'8 marzo di un anno fa e con ogni probabilità precipitato nell'Oceano Indiano con 239 persone a bordo, era scaduta da oltre un anno. La rivelazione è contenuta in un rapporto di 584 pagine pubblicato oggi, che a parte questa informazione certifica l'assoluta normalità del volo, dello stato psicologico dei piloti e delle condizioni meteorologiche.
La batteria del rilevatore di posizione subacqueo del registratore dei dati di volo del Boeing 777-200, si legge nel documento, era scaduta dal dicembre 2012; l'altra scatola nera, quella contenente le registrazioni delle conversazioni in cabina, era invece regolarmente funzionante. Il fatto potrebbe aver ridotto le probabilità delle squadre di ricerca di localizzare il relitto dell'aereo nelle acque dell'Oceano Indiano, a patto che l'area perlustrata sia davvero quella del presunto schianto.
Il rapporto non evidenzia altre anomalie nelle dinamiche che hanno portato al più grande mistero nella storia dell'aviazione. Il pilota Zaharie Ahmad Shah non aveva dato segni di stress o ansia, e non sono emerse situazioni finanziarie sospette: niente fa presumere che abbia potuto compiere un dirottamento premeditato dall'originaria rotta Kuala Lumpur-Pechino.
Le ricerche dei resti del volo MH370 sono tuttora in corso in un'area di "massima priorità" grande una volta e mezzo la Svizzera, con l'impiego di quattro navi e quasi 150 persone. Finora sono state completate le ricerche in poco più del 40% della superficie designata, senza il ritrovamento di alcun detrito.
SDA-ATS