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Differenze di genere nel riconoscimento della ricerca: uno studio ne mostra l'ampiezza e l'evoluzione
Servizio comunicazione istituzionale
7 Novembre 2022
Fondata nel 1930 negli Stati Uniti, la Econometric Society (ES) è una delle più antiche e prestigiose società scientifiche in ambito economico ed essere eletti membri della ES è considerato un importante riconoscimento. Tra i soci le donne sono una minoranza: praticamente assenti fino al 1970, sono rimaste sotto il 5% fino agli anni Novanta del Novecento per arrivare recentemente al 20%. La trascurabile presenza di socie riflette una mancanza di donne qualificate o è legata a una mancanza di riconoscimento del lavoro accademico femminile? E il recente aumento della rappresentanza femminile a cosa è dovuto?
Per rispondere queste domande David Card e Stefano DellaVigna della University of California, Berkeley, Patricia Funk dell’Università della Svizzera italiana e Nagore Iriberri dell’Università dei Paesi Baschi hanno analizzato le nomine della ES confrontandole con le pubblicazioni sulle principali riviste scientifiche in ambito economico. La ricerca "Gender Differences in Peer Recognition by Economists” è stata pubblicata su Econometrica, la rivista della Econometric Society.
Il processo di selezione dei soci della ES è un ottimo caso di studio per analizzare le disparità di genere nelle procedure di nomina: si tratta infatti di una procedura particolarmente selettiva (nel 2015 su 1500 studiose e studiosi con almeno tre pubblicazioni sulle riviste più importanti ne sono stati candidati 57 e solo 12 sono stati selezionati) ma al contrario di incarichi governativi o nel settore privato abbiamo un'indicazione delle qualifiche dei possibili candidati. Le pubblicazioni sulle principali riviste di settore, in particolare Econometrica, sono infatti un buon indicatore della possibilità di essere candidati e nominati. Tuttavia, confrontando ricercatori uomini e donne con un curriculum comparabile, fino al 1979 c'è un forte effetto negativo sulla probabilità per le donne di essere selezionate: è come se, per essere valutate alla pari degli uomini, una donna avesse dovuto pubblicare un articolo e mezzo in più su Econometrica. Dal 1980 al 2009 si nota un modesto, e statisticamente non significativo, effetto positivo del genere femminile che, nel periodo 2010-19, diventa importante (corrispondente a circa una pubblicazione in più su Econometrica). Nello stesso periodo si assiste anche a una maggiore diversità per quanto riguarda la provenienza geografica dei soci. Tra i fattori che hanno portato a questo cambiamento vi sono alcune modifiche procedurali come l’introduzione, nel 1995, di un comitato di nomina che ha iniziato a proporre sempre più ricercatrici altamente qualificate quali possibili nuove socie della ES.
Lo scopo di questa ricerca è quantificare le differenze di genere nel riconoscimento della ricerca all'interno della comunità accademica. Inoltre, gli autori presentano anche alcune ipotesi sulle cause che portano a queste differenze. Per quanto riguarda l’impatto negativo del genere femminile osservato prima del 1979, una delle possibili spiegazioni è il cosiddetto “effetto Matilda” che porta a sottovalutare o attribuire a uomini i risultati scientifici realizzati da donne. Per quanto riguarda l’effetto positivo osservato negli ultimi anni, vengono presentate tre ipotesi. La prima è che la consapevolezza delle disparità di genere porti a una migliore valutazione della carriera accademica femminile, dal momento che le donne possono incontrare maggiori ostacoli per ottenere lo stesso curriculum vitae degli uomini. Una seconda spiegazione è che i soci della ES abbiano deciso di cercare di rimediare al mancato riconoscimento delle studiose in passato; in questo caso dovremmo aspettarci una graduale riduzione di questo effetto positivo. Una terza possibilità è che i soci ritengano utile ammettere una quota di donne che sia approssimativamente uguale alla quota di donne nella più ampia comunità accademica.