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John Boehner, il presidente repubblicano della Camera dei rappresentanti negli Stati Uniti, numero tre nell’ordine di successione presidenziale, ha annunciato mercoledì che avvierà un procedimento giudiziario contro il presidente Barack Obama per abuso di potere.
L’annuncio è percepito dagli alleati democratici di Barack Obama come una manovra politica, quando mancano circa quattro mesi alle elezioni legislative, nelle quali i repubblicani sperano di conquistare l’altra camera del Congresso, il Senato.
“La Costituzione dice chiaramente che il lavoro del presidente consiste nell’applicare fedelmente le leggi – ha spiegato John Boehner in conferenza stampa – Secondo me il presidente non ha applicato fedelmente le leggi. Il Congresso ha un lavoro da svolgere e quando esiste un conflitto fra il legislativo e l’esecutivo, è nostra responsabilità difendere questa istituzione.”
I repubblicani rimproverano a Obama una serie di decreti che secondo loro vanno oltre i suoi poteri, soprattutto la regolarizzazione temporanea di alcuni giovani senza permessi nel 2012 e ritardi nell’applicazione di certi paragrafi della legge di riforma del sistema sanitario.
Di recente alcuni parlamentari hanno denunciato lo scambio di cinque prigionieri talebani contro il soldato americano Bowe Bergdahl in Afghanistan, scambio di cui il Congresso non era stato informato, come invece prevede la legge.
Confrontato a un Congresso paralizzato dalle divisioni di partito, Obama ha scelto di agire per decreti, laddove gli è possibile. In questo modo ha aumentato il salario minimo per i contrattuali statali e prevede di vietare le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale nelle aziende.
“E’ un sotterfugio – ha reagito Nancy Pelosi, capo della minoranza democratica della Camera, interrogata sull’iniziativa di John Boehner – Sarebbe davvero ora che un adulto prenda il controllo del gruppo repubblicano.”