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BERNA - La Confederazione deve fare ancora sforzi per rendere il finanziamento dei partiti politici più trasparente: lo sostiene Transparency International Svizzera (TPS) reagendo a quanto comunicato in proposito oggi da GRECO, l'autorità anticorruzione del Consiglio d'Europa.
Secondo il rapporto di GRECO, la Svizzera non ha ancora attuato sei delle sue undici raccomandazioni o lo ha fatto solo parzialmente, sottolinea TPS in un comunicato. Se GRECO ha eliminato la sanzione è perché diversi cantoni come Ginevra, Neuchâtel, Ticino, Vaud, Friburgo e Svitto hanno preso misure in questo senso.
A livello federale è stata depositata una iniziativa "Per più trasparenza nel finanziamento della politica" che vuole costringere i partiti rappresentati nel parlamento federale a pubblicare ogni anno bilancio e conto economico, nonché riferire l'origine di tutte le donazioni superiori a 10'000 franchi.
I promotori - l'organizzazione Tranparency International e PS, Verdi, PBD e PEV - auspicano inoltre che chi impiega più di 100'000 franchi per una elezione o una votazione federale sia tenuto a comunicare l'ammontare dei fondi propri nonché l'importo e la provenienza di ogni liberalità in denaro o in natura di valore superiore a 10'000 franchi.
Meno rigido, il controprogetto della Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del consiglio degli Stati fissa il limite per le donazioni a 25'000 franchi per persona all'anno, mentre per una campagna elettorale o di voto, nonché durante una raccolta di firme, la soglia per privati, imprese e comitati sarebbe di 250'000 franchi.
Per il TPS, è quindi il momento che gli Svizzeri possano esprimersi su questa iniziativa. Se ciò non sarà il caso la Svizzera continuerà a essere il solo paese d'Europa senza regole di trasparenza vincolanti nell'ambito del finanziamento politico.