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Due banchieri privati chiedono alla Confederazione un risarcimento milionario. Rimproverano un comportamento illecito tanto al Ministero pubblico della Confederazione quanto all’autorità di vigilanza sulle banche. Il Tribunale amministrativo federale ha trasmesso parte delle richieste di risarcimento al Tribunale penale federale e per il resto ha respinto i ricorsi.
Pretese di due banchieri privati fondate sulla responsabilità dello Stato: causa trasmessa al Tribunale penale federale
Nel 1998 il ricorrente 1 aveva fondato una banca privata con sede a Zurigo. Dal 2001 in poi questa era oggetto di particolare attenzione da parte dell’allora Commissione federale delle banche (CFB). Nel 2003, inoltre, il Ministero pubblico della Confederazione aveva avviato una procedura investigativa nei confronti del ricorrente 1, direttore della banca privata in questione, e nei confronti di ignoti per sospetto riciclaggio di denaro. Nel dicembre dello stesso anno il ricorrente 1 era stato arrestato. Contemporaneamente, la CFB era intervenuta prudenzialmente nei confronti della banca, nominando una società di revisione come suo osservatore presso la banca. Nel 2010 il Ministero pubblico della Confederazione aveva promosso accusa nei confronti del ricorrente 1, ma nel 2011 il Tribunale penale federale ne aveva pronunciata l’assoluzione.
Pretese di risarcimento
Secondo i ricorrenti, la procedura investigativa avviata dal Ministero pubblico della Confederazione nei confronti del ricorrente 1 sarebbe stata promossa a torto e sulla base di misure di sorveglianza ordinate illecitamente. La procedura promossa avrebbe a sua volta indotto la CFB a intervenire prudenzialmente e a nominare un osservatore presso la banca. Gli interventi del Ministero pubblico della Confederazione, insieme a quelli della CFB e dell’osservatore, avrebbero causato una consistente perdita di fiducia, costi diretti esorbitanti e quindi la svendita della banca privata per un prezzo al di sotto del suo reale valore. Il danno da loro subito deve essere risarcito. Il ricorrente 1, ex azionista principale, chiede un indennizzo di 16,17 milioni di franchi, mentre il ricorrente 2, ex coazionista, rivendica una somma di 1,1 milioni di franchi.
Nessun comportamento illecito identificabile
L’autorità inferiore, ossia il Dipartimento federale delle finanze (DFF), ha deciso in parte di non entrare nel merito delle pretese avanzate e per il resto le ha respinte. Secondo il DFF, la procedura di risarcimento ai sensi della legge sulla responsabilità (LResp) è sussidiaria rispetto ai disciplinamenti specifici previsti in materia dal Codice di procedura penale. Il ricorrente 1 avrebbe pertanto dovuto presentare la propria domanda di risarcimento – per quanto fondata su atti illeciti del Ministero pubblico della Confederazione – nell’ambito del procedimento penale condotto nei suoi confronti. Per il resto, l’autorità inferiore ha ritenuto che le condizioni della responsabilità non fossero adempiute e per tale motivo ha pertanto respinto le domande di risarcimento di entrambi i ricorrenti.
Trasmissione al Tribunale penale federale
Entrambi i banchieri hanno impugnato la decisione della giurisdizione inferiore dinanzi al Tribunale amministrativo federale, il quale ha confermato la decisione impugnata e respinto i ricorsi. Le pretese di risarcimento avanzate nei confronti del Ministero pubblico della Confederazione e fondate sulla responsabilità devono essere giudicate in base al Codice di procedura penale e quindi rientrano nelle competenze del Tribunale penale federale. Per tale motivo, il Tribunale amministrativo federale ha trasmesso per giudizio la domanda di risarcimento del ricorrente 1 a detto tribunale. Per il resto, ha ritenuto che i due ricorrenti fossero toccati soltanto indirettamente nei loro interessi patrimoniali dalle misure adottate dalla CFB e dall’osservatore nei confronti della banca in questione. Per simili danni, i ricorrenti non possono invocare alcuna pretesa fondata sulla responsabilità nei confronti della Confederazione, sicché la giurisdizione inferiore ha respinto a giusto titolo le relative pretese di risarcimento dei ricorrenti.
Questa sentenza può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.