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Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann (foto d'archivio).
KEYSTONE/ANTHONY ANEX(sda-ats)
Johann Schneider-Ammann si augura che siano rapidamente levate le sanzioni contro la Russia. In interviste pubblicate oggi da diversi media svizzerotedeschi, il consigliere federale sottolinea come ostacolino le esportazioni elvetiche.
Con le sanzioni, introdotte in reazione al conflitto fra Russia e Ucraina, molte aziende della Confederazione sono rimaste tagliate fuori dal mercato russo, rileva il ministro dell'economia sulle colonne della "Luzerner Zeitung" e del "St. Galler Tagblatt". Imprese attive nel settore delle macchine e nell'orologeria hanno perso in alcuni casi fino al 10% del loro fatturato, e ciò mette a repentaglio posti di lavoro.
Schneider-Ammann ammette la necessità di lanciare un segnale in risposta al comportamento illecito di Mosca, ma gli effetti sono stati controversi. "È un dato di fatto che il sistema politico è rimasto intatto". A suo avviso sarebbe importante che i dirigenti dei Paesi interessati si siedano a un tavolo per trovare una soluzione. Entrambe le parti devono compiere un passo verso l'altra.
La Svizzera non si è associata alle sanzioni decise da Unione Europea e Stati Uniti nel 2014, ma ha preso misure per evitare che il suo territorio venisse utilizzato per aggirarle. Il consigliere federale ammette che questo ha favorito alcuni settori, "ma il bilancio complessivo è chiaramente negativo".
Sulle pagine della "Nordschweiz", Schneider-Ammann precisa che avrebbe volentieri parlato della questione con il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, quando lo ha sentito brevemente al telefono l'anno scorso. Purtroppo però non ne ha avuto il tempo.
Trump si è già espresso a più riprese in favore di una discussione sulle sanzioni e ha manifestato la volontà di un riavvicinamento fra Stati Uniti e Russia.
SDA-ATS