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L'attore svizzero pluripremiato e noto a livello internazionale Bruno Ganz è morto stamane a Zurigo. Aveva 77 anni ed era malato di cancro. "Abbiamo perso uno dei più grandi interpreti svizzeri", ha scritto il ministro elvetico della cultura Alain Berset.Questo contenuto è stato pubblicato il 16 febbraio 2019 - 17:15
Nel corso della sua carriera, Bruno Ganz ha partecipato a numerose produzioni nazionali e internazionali. Diversi film che ha interpretato gli sono valsi il Premio del cinema svizzero.
Nel 2000 ha girato con Silvio Soldini "Pane e tulipani" per il quale nel 2001 gli è stato assegnato il Premio del cinema svizzero come miglior interprete.
"Viveva i suoi ruoli"
Rendedo omaggio oggi su Twitter all'attore scomparso, Alain Berset ha sottolineato che Bruno Ganz "non recitava i suoi ruoli, li viveva".
Contattato dall'agenzia di stampa Keystone-ats, il ministro della cultura ha dichiarato che "anche nei ruoli più cattivi, Bruno Ganz e i suoi personaggi brillavano sempre di umanità. Questo è ciò che ha resto il suo lavoro così significativo: era eterogeneo e quindi sconvolgente. (...) Teatro e cinema perdono così uno dei principali attori svizzeri".
Alain Berset ha aggiunto che nei contatti che ha avuto con lui ha "incontrato una grande persona che ha condotto una vita intensa, con tutti i rischi e le opportunità che ciò comporta. La coesione della nostra società era un tema che gli stava molto a cuore".
Dal teatro al cinema
Nato a Zurigo nel 1941, da padre svizzero e madre italiana, Bruno Ganz era arrivato nel 1962 in Germania, dove aveva ricevuto i suoi primi ingaggi al Junges Theater Göttingen e al Theater am Goetheplatz di Brema.
Nel 1967 ha conosciuto Peter Stein con cui ha realizzato numerosi progetti teatrali. In seguito, è stato assunto allo Schauspielhaus di Zurigo. Ha lavorato con prestigiosi registi teatrali come Peter Zadek, Peter Stein, Claus Peymann, Klaus Michael Grüber, Luc Bondy e Dieter Dorn.
Dalla metà degli anni Settanta si è fatto conoscere dal grande pubblico interpretando numerosi film, tra cui "L'amico americano" e "Il cielo sopra Berlino" di Wim Wenders. Nel 1991 è stato accanto a Otto Šimánek nel film "Sázka – Die Wette" del regista Martin Walz. Nel 2004 ha interpretato Adolf Hitler nel film "La caduta". La sua straordinaria interpretazione gli è valsa una nomination al Premio del cinema europeo nel 2004. Nel 2010 ha ricevuto l'European Film Academy Lifetime Achievement Award.
Nel 2006 ha recitato in "Vitus", del regista Fredi M. Murer, che l'anno seguente ha ricevuto il Premio del cinema svizzero come miglior lungometraggio. Nel 2017 Ganz è stato premiato come migliore interprete maschile per il ruolo di Arthur Bloch in "Un juif pour l'exemple", del regista Jacob Berger. Nello stesso anno gli è stato attribuito il Premio d'onore del cinema svizzero, riconoscimento alla carriera.
L'ultima interpretazione era stata lo scorso anno, quando aveva recitato in "La Casa di Jack", di Lars Von Trier.
Nel luglio 2018 i medici gli avevano diagnosticato un carcinoma all'intestino: per questo motivo Ganz ha dovuto rinunciare a un ruolo nel "Flauto magico" di Mozart in scena al Festival di Salisburgo.
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