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La sindrome dell’ovaio policistico è conosciuta anche come policistosi ovarica o sindrome di Stein-Leventhal (PCOS), dal nome dei due medici americani che l’hanno descritta.
La PCOS è un disordine ormonale comune nelle donne, nel periodo compreso tra la comparsa della prima mestruazione e la menopausa, caratterizzato da un’alterazione del ciclo mestruale, da una eccessiva presenza di ormoni maschili e da assenza dell’ovulazione; può associarsi a modificazioni del metabolismo, come la resistenza all’insulina che si manifesta con elevati livelli nel sangue (iperinsulinemia).
Colpisce tra l’8% e il 20% delle donne e rappresenta una delle cause più comuni di infertilità. Le donne a maggior rischio di comparsa sono quelle che hanno familiari di primo grado, ossia una madre o una sorella, che soffrono di questa condizione.
Fra i sintomi tipici di questa disfunzione ovarica (che possono iniziare a manifestarsi durante la pubertà) troviamo un lieve sovrappeso, non sempre indicativo della malattia ed un aumento patologico della comparsa di peluria che si verifica antecedentemente o durante il primo flusso mestruale. A preoccupare di più, invece, sono i disturbi del ciclo mestruale con ritardi, ovaie leggermente ingrossate, sanguinamenti uterini anomali ed alterazioni della temperatura basale.
Spesso può essere presente l’acne mentre più rari sono sintomi come aumento della produzione di sebo e una bassa tonalità della voce. Altri campanelli d’allarme possono essere caratterizzati da sbalzi d’umore, affaticamento e sonno non sereno.
La causa principale dell’ovaio policistico è l’iperandrogenismo, che è responsabile dell’irsutismo e, indirettamente, dell’anovulazione e dei disturbi del ciclo.
L’eccesso di androgeni è dovuto ad una serie di alterazioni ormonali che caratterizzano la PCOS e che sono un aumento dei livelli di LH – che mostrano ampie oscillazioni in rapporto ad una esagerata ed irregolare secrezione da parte dell’ipofisi (che produce LH) – e l’esaltata produzione di ormoni estrogeni ed androgeni da parte dell’ovaio.
In particolare, è proprio l’irregolare secrezione di LH ad “iperstimolare” l’ovaio a produrre in abbondanza tali ormoni. Nella sindrome dell’ovaio policistico la concentrazione di FSH, sempre prodotto dall’ipofisi, è invece ridotta. Sono inoltre abolite le variazioni secretorie di LH ed FSH legate ad un ciclo mestruale ovulatorio. In circa il 30% delle pazienti affette si rileva, inoltre, un modico aumento della prolattina, con valori circa doppi rispetto a quelli osservati in soggetti normali.
Le donne con PCOS hanno maggiori probabilità di avere disturbi del sonno, un fondamentale per la rigenerazione cellulare, la produzione di ormoni, il controllo dello stress e persino la gestione del peso.
Non dormire a sufficienza aumenta gli ormoni dello stress nel corpo, incluso il cortisolo, e modifica i livelli di ormoni che controllano il peso e l’appetito, comprese l’insulina e la grelina. Alcune donne con sindrome dell’ovaio policistico possono aver bisogno fino a nove ore di sonno continuativo.
Per riportare il cortisolo e gli altri ormoni legati allo stress ad una condizione di equilibrio, è sempre meglio vivere nel modo più sereno e tranquillo possibile.
L’impatto che la nostra dieta ha sui nostri ormoni è piuttosto sorprendente.
Se soffri di ovaio policistico, apportare cambiamenti nella dieta può essere molto utile. Mangiare una varietà di cibi ricchi di grassi sani è la chiave per tenere sotto controllo gli ormoni. I grassi buoni non sono solo elementi costitutivi fondamentali per la produzione di ormoni ma mantengono bassi i livelli di infiammazione, aumentano il metabolismo e promuovono la perdita di peso.
I grassi sani hanno l’effetto opposto dei carboidrati raffinati che provocano infiammazioni e possono compromettere l’equilibrio dei tuoi ormoni.
I carboidrati semplici e gli zuccheri raffinati, ad esempio, se presenti quotidianamente sulla tavola provocano fluttuazioni della glicemia e dell’insulina (un importante ormone che controlla diversi processi nel corpo: per questo è importante sostituirli con cereali integrali, pseudocereali come la quinoa e legumi.
A volte, le nostre cellule smettono di rispondere all’insulina come dovrebbero: questa condizione è chiamata resistenza all’insulina ed è molto diffusa.
La soia ed i suoi derivati contengono composti biologicamente attivi chiamati isoflavoni che funzionano come fitoestrogeni. Gli isoflavoni sono classificati come interferenti endocrini, ovvero sostanze chimiche che interferiscono con la normale funzione degli ormoni nel corpo.
Se soffri di ovaio policistico, meglio evitare prodotti a base di soia come latte, yogurt, tofu ma anche altri alimenti che favoriscono l’infiammazione come glutine, caffè e alcool. Latte, formaggi e farine raffinate favoriscono invece la formazione di cisti e fibromi.
Come per ogni sindrome o patologia, e come detto poc’anzi, l’alimentazione può giocare un ruolo determinante nel miglioramento della qualità della vita, a patto di essere studiata e programmata da un bravo nutrizionista, un professionista in grado di comporre un piano nutrizionale perfetto per le nostre esigenze.
Il fai da te, in questi casi, non è mai raccomandabile.
Se credi di soffrire di ovaio policistico e vuoi migliorare la qualità della tua vita (e, perché no, magari perdere anche qualche chilo di troppo…) puoi prenotare una prima visita in Studio, oppure online, cliccando su questo link.