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|MEURON Constant |
1804 - maggio 1872
"Papà Meuron", che si è spento all'età di 68 anni nel piccolo villaggio di Saint-Sulpice /NE, dove si era ritirato da due anni, è stato uno dei primi fondatori dell'Internazionale.
Le sue convinzioni rivoluzionarie risalivano ad antica data. Nel 1831, all'età di 27 anni, era stato uno dei capi dell'insurrezione repubblicana di Neuchâtel. Consegnato dal canton Berna al re di Prussia, venne condannato a morte dal tribunale di guerra; per un anno, rimase sotto la minaccia di tale sentenza: al termine di quel periodo, il re si degnò di commutare la pena in quella della carcerazione a vita. Nel 1834 riuscì ad evadere dalla prigione con l'aiuto della sua coraggiosa moglie. Rimane in esilio fino al 1848.
Rientrato nel paese dopo la proclamazione della Repubblica, si stabilì a Le Locle dove visse del suo lavoro, dapprima come operaio bulinista e poi come contabile in un laboratorio di montatore di casse d'orologio.
Al risveglio socialista di cui l'Internazionale è stata la possente espressione, papà Meuron, abbracciata con ardore l'idea nuova, fondò la Sezione internazionalista di Le Locle /NE, nel 1866. Da quel momento si separò completamente dai suoi vecchi amici radicali e si trovò, unico della sua generazione a marciare in prima fila tra i socialisti. Noi ammiriamo la freschezza di spirito di quel vegliardo, il cui cervello, anziché essere ossificato come quello di tanti altri, accoglieva e comprendeva le più ampie e più ardite concenzioni moderne. Bisogna sentirlo ragionare, nel suo linguaggio semplice e pittoresco, sulla proprietà, sul lavoro, sull'idea di Dio; era un po' nostro allievo, per noi giovani: ma quando parlava, rivestendo i nostri principi col tono che gli era proprio, il suo accento personale, noi l'ascoltavamo come nostro maestro.
Ma ciò che soprattutto distingueva papà Meuron., quello che lo circondava come di una aureola, quel che faceva dire di lui a Bakunin: 'È un santo', era la sua incredibile purezza di cuore, una purezza fanciullesca. Che bontà, che generosità! Quale orrore della menzonga! Che nobile disinteresse!
Se era buona e generoso, era però severo con gli intriganti politici, coi falsi amici e non risparmiava loro l'espressione del suo disprezzo. La spietata franchezza del suo linguaggio, sotto questo riguardo, gli ha procurato numerosi nemici: ed egli se ne è sempre vantato.
Negli ultimi due anni della sua vita, dopo il ritiro a Saint-Sulpice, aveva cessato qualsiasi attività socialista. L'ambiente in cui era costretto a vivere gli era profondamente antipatico ma, ci diceva, adesso lasciava parlare la gente senza curarsene e non voleva più darsi la pena di contraddirla. La catastrofe in cui sprofondò la Comune di Parigi gli assestò un colpo terribile... Non aveva però abbandonato la sua fiducia e, fino all'ultimo, rimase fedele, in cuor suo, a quella causa rivoluzionaria cui aveva dedicato la vita." (J. Guillaume)
La moglie muore nella primavera del 1875.
FONTI:
GB // Guillaume