Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01126.jsonl.gz/75

Il mio mondo verticale e altri scritti
Due libri in uno: è questo pregevole volume sull’alpinista polacco Jerzy Kukuczka. La prima parte è una sorta di autobiografia di Jurek, come lo chiamavano gli amici. Luca Calvi ha tradotto con cura dal polacco i suoi principali testi giunti fino a noi. La seconda parte, curata da Mario Corradini, contiene invece riflessioni e testimonianze di chi lo aveva conosciuto o accompagnato in spedizione. Tra questi anche lo svizzero Fulvio Mariani, impegnato come cameraman proprio su quella parete sud del Lhotse dove Kukuczka morì nel 1989 a soli 41 anni. Una vita breve durante la quale scalò tutti i quattordici ottomila, preceduto per pochi mesi solo da Reinhold Messner. Le sue scalate sono passate alla storia: vie nuove, solitarie, invernali e senza ossigeno. Il libro non è solo un omaggio all’uomo, ma offre uno spaccato originale sulla situazione socio-culturale della Polonia fino alla caduta del muro di Berlino. Un evento che Kukuczka non fece in tempo a vivere.
Al raggiungimento dell’ultimi ottomila, Messner gli aveva reso omaggio con un telegramma: «Non sei il secondo. Sei grande.» E oggi lo riconferma: «Grande e molto forte. Probabilmente il più forte fisicamente.»
- Autore
-
Jerzy Kukuczka, a cura di Luca Calvi e Mario Corradini