Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01188.jsonl.gz/261

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
"Sì" alla modifica della legge sul lavoro, "sì" alla legge sulle malattie trasmissibili e "no" all'iniziativa che propone l'abolizione del servizio militare obbligatorio: sono queste le raccomandazioni di voto espresse dal Partito borghese democratico, riunito in assemblea a Frauenfeld, in vista delle votazioni federali del 22 settembre.
La revisione della legge sul lavoro, che liberalizza gli orari di apertura dei negozi annessi alle stazioni di servizio, è stata approvata con 107 voti contro 5 e un'astensione.
L'iniziativa promossa dal Gruppo per una Svizzera senza esercito è stata respinta con 112 voti contro 1 e un'astensione. Quanto alla legge sulle epidemie i delegati si sono limitati a prendere atto dell'indicazione favorevole espressa dal comitato del partito.
Il partito della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha anche espresso parere negativo in merito all'iniziativa della Gioventù socialista "1:12 - Per salari equi", sottoposta a votazione il 24 novembre: 111 i voti contrari, un solo favorevole e due astenuti. Con 88 voti contro 15 e tre astensioni si è invece detto a favore dell'aumento del prezzo del bollo autostradale da 40 a 100 franchi.
Durante il suo discorso davanti ai 114 delegati, Eveline Widmer-Schlumpf ha affermato che non bisogna scandalizzarsi o vittimizzarsi ogni qualvolta giunga una critica dall'estero. La Svizzera deve cercare alleati, cosa che ha sempre fatto e ha avuto successo, ha spiegato la responsabile del Dipartimento federale delle finanze. La Svizzera e la sua cultura della politica godono di grande rispetto all'estero; non dappertutto - ha ammesso - ma in ogni caso tra gli alleati.
Secondo la la consigliera federale retica la Svizzera deve partecipare, discutere e negoziare a livello internazionale, anche per la generazione più giovane del paese. L'accordo firmato l'altroieri con gli Stati Uniti ad esempio è una soluzione che permette di lasciarsi alle spalle il passato e di cui fra qualche anno, si spera, si potrà dire che si è trattato di una buona soluzione.
Da parte sua il presidente del PBD Martin Landolt ha sostenuto che vi sono temi che mettono a dura prova i rapporti tra la Svizzera e l'Unione europea. In questi casi bisogna giudicare in maniera oggettiva e obiettiva e non farsi prendere dalle emozioni.
SDA-ATS