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La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) ha esaminato, nella sua qualità di Commissione della seconda Camera, il messaggio concernente il promovimento dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione negli anni 2013-2016 (messaggio ERI; 12.033 s). Il 14 giugno scorso il Consiglio degli Stati aveva deliberato in piena sintonia con il progetto del Consiglio federale – ad eccezione della decisione di non entrare in materia su una richiesta di modifica della legge federale sulle scuole universitarie professionali – e aveva approvato un credito di 23 878 milioni di franchi destinati a promuovere i settori ERI nel prossimo quadriennio. Si era inoltre pronunciato a favore del coinvolgimento della Svizzera nei programmi quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’educazione, anche con una partecipazione finanziaria che si renderà necessaria in seguito. Il Consiglio degli Stati aveva così accettato di destinare circa 26 miliardi di franchi ai settori ERI, che per il periodo di promozione considerato corrispondono a una crescita nominale del 3,7 per cento in media.
Anche la CSEC-N ha deciso all’unanimità di entrare in materia sul messaggio ERI 2013-2016. Il progetto è stato accolto favorevolmente, considerandolo uno strumento essenziale per affrontare le grandi sfide che si preannunciano nei settori ERI e per garantire che anche in futuro la Svizzera possa mantenere la qualità che la caratterizza in questo ambito. Il dibattito sull’entrata in materia ha riguardato in particolare i tassi di crescita: il Consiglio federale e il Consiglio degli Stati prevedono una crescita debole per il 2013 e il 2014 e una crescita più sostenuta per il 2015 e il 2016, mentre la maggioranza delle istituzioni ERI aveva auspicato una crescita più uniforme dei fondi messi a disposizione, da un lato per fare fronte al costante aumento del numero degli studenti e, dall’altro, per garantire uno sviluppo duraturo delle loro attività di ricerca. Nell’ottica di una pianificazione migliore e più attendibile, la CSEC-N ha adottato, con 18 voti a favore e 5 contrari, la decisione di principio di proporre alla sua Camera un aumento dei crediti stanziati con i decreti federali (DF) per i politecnici federali, le università, il Fondo nazionale svizzero e la Commissione per la tecnologia e l’innovazione (CTI) nonché una riduzione delle rispettive tranche annuali a favore di queste stesse istituzioni. Devono essere inoltre ridimensionate le quote annue del limite di spesa per i contributi alle spese di esercizio delle scuole universitarie superiori. Una minoranza ha chiamato in causa la disciplina di bilancio, che il Parlamento è tenuto a rispettare in tutti i settori, e ha proposto di approvare le decisioni del Consiglio degli Stati.
Con 13 voti contro 4 e 3 astensioni è stata bocciata la proposta di iscrivere, nel decreto federale relativo al finanziamento della formazione professionale (DF A), che una parte del limite di spesa complessivo di 3071,6 milioni di franchi, ossia 400 milioni di franchi, fosse destinata alla formazione professionale superiore. La maggioranza della Commissione ha bocciato questa proposta per motivi formali, ritenendo che mancassero le necessarie basi legali. Una minoranza si attiene a tale proposta e auspica che i contributi richiesti servano tra l’altro a sostenere i corsi di preparazione agli esami professionali federali e agli esami professionali federali superiori, così come avviene già nelle scuole specializzate superiori.
Nell’esame del decreto federale sui crediti per le istituzioni incaricate di promuovere la ricerca (DF E), la Commissione ha approvato, con 12 voti contro 11 e due astensioni, un aumento di 10 milioni di franchi dei fondi stanziati per aiutare a ridurre la penuria di ingegneri e specialisti nel settore MINT. Una minoranza chiede invece alla propria Camera di opporsi alla concessione di nuove risorse finanziarie.
Nella votazione sul complesso la CSEC-N ha approvato ogni decreto federale.
All’unanimità la Commissione ha inoltre invitato il proprio Consiglio ad approvare la legge federale sul sostegno alle associazioni mantello della formazione continua. Le quattro proposte di revisione legislativa concernenti il settore ERI (DF L, DF N, DF O e DF P) sono state approvate senza obiezioni. Soltanto per la legge federale sulle scuole universitarie professionali (DF M), la Commissione ha deciso all’unanimità di non entrare in materia sulla richiesta di modifica. L’articolo 8 capoverso 2 e 3 della legge sulle scuole universitarie professionali deve essere mantenuto fino all’entrata in vigore della nuova legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU).
Si richiede che il Consiglio nazionale esamini gli undici decreti finanziari, le cinque revisioni di legge e la legge federale sul sostegno alle associazioni mantello della formazione continua durante la sessione autunnale.
La CSEC-N ha infine esaminato la mozione «Commissione per la tecnologia e l’innovazione. Attività di promozione sostenibile» (11.4136 s), depositata dal consigliere agli Stati Felix Gutzwiller e adottata dalla Camera alta. La mozione chiede un nuovo piano finanziario per l’attività di promozione della Commissione per la tecnologia e l’innovazione (CTI). Questo piano intende permettere alla CTI di vincolare l’impiego dei fondi al rispetto del principio della sostenibilità per l’intera durata dei progetti approvati e indipendentemente dalla congiuntura. All’unanimità la Commissione propone alla Camera di adottare la mozione.
Presieduta dal consigliere nazionale Christian Wasserfallen (RL/BE), la Commissione si è riunita a Berna il 21 e 22 giugno 2012. A parte della seduta erano presenti anche i consiglieri federali Johann Schneider-Ammann e Alain Berset.
Berna, il 22 giugno 2012 Servizi del Parlamento