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GINEVRA - Dopo la pandemia e l'impennata dei prezzi delle materie prime, i professionisti di pietre preziose e gioielli incoraggiano lo svolgimento di fiere, nonostante le difficoltà di approvvigionamento. Organizzata a Ginevra, la GEM è un esempio in questo senso.
Difficile per gli organizzatori del salone internazionale GEM prevedere a medio e lungo termine le conseguenze del conflitto russo-ucraino. Thomas Faerber nota fra le società che vendono pietre preziose «più prudenza e un certo rallentamento delle attività». La Russia è il primo produttore di diamanti grezzi a livello di volume, con il 35% della quantità mondiale.
«Due correnti potrebbero profilarsi: alcuni non avranno piacere ad acquistare gioielli in questo periodo, altri al contrario vorranno investire i loro soldi in pietre preziose, facilmente trasportabili in caso di bisogno, fatto che influenzerebbe il mercato al rialzo», ha sottolineato Ronny Totah, co-organizzatore dell'evento.
«Dopo aver annullato l'edizione 2021 in maggio, abbiamo ricevuto così tante domande che è stato necessario organizzare una fiera in novembre. Visti i responsi positivi, l'idea di due edizioni all'anno sta prendendo piede», ha dichiarato ancora Totah all'agenzia finanziaria AWP.
Per quel che riguarda le vendite realizzate dai 200 espositori provenienti da 16 Paesi, riunitisi fra il 5 e l'8 maggio, difficile fare stime precise, ha spiegato l'organizzatore.