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Il sindaco di Milano Beppe Sala è stato condannato a sei mesi per falso materiale e ideologico. Lo hanno stabilito i giudici del Tribunale di Milano, convertendo la pena in un risarcimento pecuniario di 45 mila euro. Nel processo Sala, lo ricordiamo, era imputato per la vicenda “Piastra” di Expo 2015. In veste di ex commissario unico di Expo aveva retrodatato l’atto di nomina di una commissione di gara per l’appalto della “Piastra”, l’opera portante dell’Esposizione universale. Senza quel bando di gara, considerando i tempi ristretti, Expo sarebbe stata a rischio. La procura generale di Milano aveva chiesto per il sindacola condanna a un anno e un mese. Secondo l’accusa, la decisione di cambiare la data all’atto del bando di gara era stata presa quando i vertici di Expo si sono accorti della potenziale incompatibilità di due membri della commissione, riunitasi già il 18 maggio 2012, che doveva assegnare i lavori, vinti poi con grande ribasso dalla ditta Mantovani. Egli aveva quindi scritto due atti che annullavano quelli precedenti, aggiungendo due commissari supplenti, che avrebbero preso il posto dei due membri di commissione incompatibili. I documenti erano stato firmati il 31 maggio 2012, ma la data riportata sulle carte era del 17 maggio.