Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/168592

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di completare come segue l'articolo 6 capoverso 4 dell'ordinanza dell'11 dicembre 1995 sugli acquisti pubblici (OAPub): "In occasione della valutazione, l'organo di sorveglianza deve tenere adeguatamente conto delle caratteristiche specifiche dell'impresa. Una perizia redatta da un servizio indipendente secondo criteri scientifici riconosciuti, che attesta il rispetto delle disposizioni sulla parità tra donna e uomo è equiparato a un rapporto dell'organo di sorveglianza".</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel settore degli acquisti pubblici si tiene conto del principio costituzionale dell'uguaglianza tra donna e uomo per quanto concerne il salario (art. 8 della Costituzione), poiché la Confederazione aggiudica le commesse solo a imprese che garantiscono la parità tra uomo e donna in ambito salariale (art. 8 della legge federale del 16.12.1994 sugli acquisti pubblici; RS 172.056.1).</p><p>Il Consiglio federale è del parere che per controllare il rispetto della parità salariale occorre impiegare standard ampiamente accettati a livello nazionale e internazionale e che inoltre comportano un onere amministrativo possibilmente contenuto per le imprese e l'amministrazione. Al riguardo sostiene in particolare il punto di vista delle imprese. Nel 2015, nel quadro di un'analisi d'impatto della regolamentazione, è stata effettuata un'ampia inchiesta rappresentativa presso 1305 imprese sul modello di analisi standard della Confederazione (metodo, modello e limite di tolleranza). Le imprese hanno giudicato questo modello adeguato, elogiando soprattutto la sua semplicità.</p><p>Nel suo rapporto del 18 novembre 2015 sulle analisi statistiche della Confederazione riguardanti la parità salariale fra donna e uomo (in adempimento del postulato Noser 14.3388), il Consiglio federale ha dichiarato che per gli acquisti pubblici il modello di analisi standard della Confederazione è adeguato e deve essere mantenuto nella sua forma attuale.</p><p>L'utilizzo di Logib non è prescritto dalla legislazione sugli acquisti pubblici e nemmeno previsto nel modulo di autodichiarazione della Conferenza degli acquisti della Confederazione impiegato di regola dai servizi d'acquisto della Confederazione. La prova dell'osservanza della parità salariale può essere fornita e ammessa anche attraverso altri strumenti, a condizione che queste analisi salariali vengano effettuate secondo il modello di analisi standard della Confederazione (su cui si basa anche Logib).</p><p>Inoltre, secondo il diritto in vigore (art. 6 cpv. 4 dell'ordinanza dell'11 dicembre 1995 sugli acquisti pubblici; RS 172.056.11), oltre agli uffici per la parità dei sessi, è in linea di massima possibile affidare il compito del controllo anche ad altre istituzioni e prevedere strumenti alternativi a Logib.</p><p>Gli otto esempi e dichiarazioni formulati nella presente mozione non sono pertinenti in questa forma:</p><p>il modello di analisi standard della Confederazione tiene conto di fattori quali il livello di competenze, la posizione professionale, la funzione, gli anni di formazione e di servizio nonché di diverse componenti dello stipendio. In questo contesto è considerata anche la loro attuazione specifica in seno alle imprese. Di principio vi confluiscono soltanto indicazioni concernenti i dipendenti di un'impresa controllata che lavorano in Svizzera. Nel modello di analisi standard un architetto tassista è dunque classificato come tassista, le carriere specialistiche sono registrate e i bonus (premi) presi in considerazione. Il fatto di non assumere donne per influenzare o evitare il controllo della parità salariale rappresenta una discriminazione di assunzione che secondo l'articolo 3 capoverso 2 della legge federale del 24 marzo 1995 (RS 151.1) è esplicitamente vietata.</p><p>Per tenere conto della potenziale incidenza di fattori oggettivi, non discriminatori e specifici all'impresa esiste una cosiddetta soglia di tolleranza del 5 per cento. Entro questo limite la Confederazione accetta le disparità salariali di un'impresa che presenta un'offerta nell'ambito di una procedura d'aggiudicazione.</p><p>Se si dovessero ricorrere a diversi metodi di analisi e ponderare maggiormente le particolarità specifiche all'impresa, non sarebbe più possibile effettuare una valutazione uniforme e quindi nemmeno garantire la parità di trattamento di tutte le imprese.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.