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BOSTON - Aumentare l'igiene delle mani negli aeroporti potrebbe essere utile a fermare la diffusione del coronavirus quanto un vaccino. Lo afferma uno studio del Mit di Boston pubblicato dalla rivista Risk Analysis, secondo cui ad esempio con appena un 30% in più di persone che si lavano correttamente le mani il potenziale per una malattia infettiva di diffondersi nel mondo cala del 24%.
L'analisi, spiegano i ricercatori, parte dalla considerazione che solo una persona su cinque che circola in un aeroporto in un qualunque momento ha le mani pulite correttamente. «Questo è un grande problema - spiega al sito The Conversation Christos Nicolaides, l'autore principale - considerato il grande numero di superfici che le persone toccano con le proprie mani, dai corrimano ai pannelli touch alle porte».
Per verificare l'effetto di una maggiore igiene i ricercatori hanno condotto una simulazione utilizzando un algoritmo basato sui dati di diffusione delle malattie infettive, sia su tutti gli aeroporti indistintamente che sui dieci che sono più a rischio di diffondere epidemie in base alla frequentazione e ai collegamenti. Il modello è teorico, avvertono gli autori, ma i risultati possono essere d'aiuto anche contro l'epidemia attuale. yLa nostra simulazione suggerisce che, se fossimo in grado di aumentare il livello di igiene delle mani di tutti gli aeroporti del mondo dal 20% al 30% - scrivono gli autori nelle conclusioni -, una potenziale malattia infettiva avrebbe un impatto inferiore del 24%. Aumentarla del 60% potenzialmente potrebbe invece ridurre l'impatto del 69%».