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"Non è lo Stato che deve definire i 'menu' del cittadino svizzero". Con questo argomento Toni Bortoluzzi (UDC/ZH) è riuscito a convincere i colleghi a respingere una postulato di Adèle Thorens Goumaz (Verdi/VD) che voleva incaricare il governo di studiare misure per la riduzione dell'impatto climatico causato dalle nostre scelte alimentari. Il Consiglio federale proponeva di accogliere il postulato.
Per Thorens Goumaz, lo scopo non era convincere la popolazione a diventare vegetariani, che costituisce una scelta personale, ma di fare conoscere meglio i benefici per il clima e per la salute di un'alimentazione diversificata, ossia meno ricca di carne e basata su prodotti locali.
La consigliera federale Doris Leuthard ha spiegato che non si tratta di dire alla popolazione cosa deve mangiare ma di intervenire sul modo di produzione e sull'informazione destinata ai consumatori. Le emissioni di gas serra generate dalla produzione e dall'approvvigionamento di generi alimentari costituiscono una parte importante delle emissioni di CO2, ha ricordato. Con 89 voti contro 82 e 3 astensioni, il Nazionale ha però respinto le argomentazioni di Thorens Goumaz e del governo dando ragione a Bortoluzzi.