Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01184.jsonl.gz/1065

Un barbiere di Losanna ha deciso di far pagare lo stesso prezzo a uomini e donne per un taglio di capelli, sostenendo essere orami superata la pratica di differenziare il costo di un servizio in base al sesso. Come donne lo ringraziamo sicuramente, ma non è certo l’unico esempio di quelli che vengono chiamati "prezzi rosa", ovvero prezzi maggiorati semplicemente perché praticati a un pubblico femminile (spesso disposto a pagare di più, ad esempio, per un certo accessorio per la cura del corpo o altro, almeno nel recente passato).
In realtà non incolpiamo troppo i barbieri, che come molti altri si sono limitati ad applicare una strategia economica piuttosto diffusa denominata "discriminazione di prezzo", che ha poco da spartire con la discriminazione di genere. Se i dettagli tecnico-economici sono tediosi e relativamente complessi, il significato della discriminazione è piuttosto intuitivo: far pagare un prezzo che coincide col valore che si attribuisce al bene o al servizio in questione.