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Il 7 e l’8 maggio del 1945, la Germania nazista firmò la sua resa. Lo abbiamo ricordato nella rubrica Anteprima, spiegando che si è costruito un parallelo tra i danni economici del secondo conflitto mondiale, con quelli causati dalla pandemia di COVID-19 (vedi qui). Le differenze tra il contesto odierno e quello della seconda guerra mondiale, però, è profondamente diverso. Probabilmente, l'unico grande punto di collegamento tra queste due fasi storiche è che la mole dei danni economici dettati dal lockdown, non trova paragoni nella storia degli ultimi 75 anni.
Con questa puntata di Amarcord cerchiamo di capire qual è la situazione, nel maggio del 1945. Con la fine del Terzo Reich, infatti, in Europa si festeggiano la Liberazione e la pace. La guerra, però, non era realmente finita. Nonostante il principale campo di battaglia non fu più il Vecchio Continente, il conflitto scrisse altre pagine che, purtroppo, sono rimaste nella storia.
La seconda Guerra Mondiale, infatti, proseguì nel Pacifico, con un lungo ed esteso conflitto tra l'esercito degli Stati Uniti e il Giappone. A concludere questo scontro - e di fatto pure la guerra - furono i due eventi forse più drammatici del conflitto, assieme ai campi di concentramento tedeschi (di cui abbiamo parlato ricordando Primo Levi: vedi qui): i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. La prima città giapponese venne colpita dalla bomba Little Boy, il 6 agosto; mentre il 9 agosto venne lanciato su Nagasaki l'ordigno Fat Man.
Per ricordare che la seconda Guerra Mondiale non terminò con la resa nazista, vi proponiamo un video che racconta il proseguo del conflitto, nel Pacifico. Si tratta di un documentario di Rai Storia, condotto da Carlo Lucarelli.
Buon fine settimana.
TM