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Google ha annunciato martedì che nel giro di due anni eliminerà dal suo browser i cookie dei siti web, ovvero le "impronte" che vengono raccolte per identificare i visitatori delle pagine e indirizzare meglio i messaggi pubblicitari. L'azienda californiana ha dichiarato che il suo programma "Privacy Sandbox", lanciato ad agosto, permetterà comunque agli inserzionisti di inviare messaggi mirati, evitando però che le persone vengano seguite da questi cookie quando utilizzano Google Chrome.
Nello specifico, l'obiettivo è rendere obsoleti i i cookie di terze parti entro due anni, ha dichiarato Justin Schuh, direttore di Chrome Engineering in un blog, spiegando che si tratta di una misura per costruire "un web più privato". "Gli utenti chiedono una maggiore privacy, che include una maggiore trasparenza, la scelta e il controllo dell'utilizzo dei loro dati, ed è chiaro che l'ecosistema del web deve evolvere per andare in contro a queste esigenze", afferma.
Cosa sono i cookie
I cookie sono dei piccoli tracciatori che vengono installati automaticamente quando si visita un sito web, e permettono di identificare il profilo dell'utente, di registrarne le preferenze e sapere, ad esempio, se ha cliccato su un annuncio pubblicitario. I difensori della privacy puntano il dito contro il loro utilizzo, mentre i gestori di servizi online gratuiti lo difendono, sostenendo che i cookie sono essenziali per la loro sopravvivenza.
Secondo Google, il semplice blocco dei cookie non è una buona soluzione, perché incoraggerebbe metodi di tracciamento ancora più insidiosi. L'azienda di Mountain View non ha specificato con cosa intende sostituire quelli di terze parti, ma ha dichiarato di voler lavorare attivamente per dare agli sviluppatori la possibilità di sperimentare nuovi meccanismi.
- Dal Notiziario delle 05.00 del 15.01.20