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Instaurare la fiducia e la sicurezza nel Vecchio Continente: questo l'appello lanciato oggi a Ginevra dal consigliere federale Didier Berkhalter, in qualità di presidente in carica dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), la cui assemblea parlamentare si è aperta nella città di Calvino e durerà fino a domenica.
"Le basi comuni della nostra sicurezza si vanno erodendo, la guerra e i timori sono di ritorno in Europa, dobbiamo fare tutti il possibile per invertire questa tendenza negativa", ha affermato il capo della diplomazia elvetica davanti a 450 parlamentari di 50 Paesi, tutti membri dell'OSCE.
"Siamo ancora lontani dal trovare una soluzione politica" in Ucraina, ha detto Burkhalter; la priorità consiste nel consolidare il cessate il fuoco in modo che le parti applichino tutte le clausole dell'accordo firmato a Minsk, in Bielorussia. "Il dialogo rimane la chiave per stabilizzare la situazione - ha aggiunto -; non possiamo risolvere questa crisi se non con la Russia, non la possiamo risolvere contro la Russia", ha esclamato il presidente della Confederazione. La diplomazia elvetica continuerà perciò a impegnarsi ed è pronta a organizzare in Svizzera un incontro tra i dirigenti ucraini e russi.
"Il nostro obiettivo - ha detto ancora - deve essere quello di approfondire il processo politico per permettere di risolvere il conflitto piuttosto che di congelarlo".
La seconda priorità indicata da Burkhalter all'assemblea consiste nel riformare e rafforzare l'OSCE, in particolare le sue capacità di allerta e di risposta rapida. La presidenze elvetica dell'organizzazione vuole anche avviare un processo di riflessione per superare la crisi più ampia della sicurezza europea. "Le violazioni della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina, e l'annessione illegale della Crimea da parte della Russia hanno ripercussioni che vanno ben oltre l'Ucraina", ha avvertito.
La scorsa settimana a New York, nell'ambito dell'assemblea generale dell'ONU, Burkhalter ha lanciato l'idea di creare un gruppo di personalità di tutti i paesi dell'OSCE per avanzare proposte, raccogliendo reazioni positive. Se ne saprà di più alla conferenza ministeriale dell'OSCE che si terrà in dicembre a Basilea, ha precisato il presidente della Confederazione.
Parlamentari svizzeri con presidente Duma
Un incontro distensivo tra parlamentari svizzeri e russi è in programma nelle prossime ore, a margine dell'incontro ginevrino. "Bisogna parlare con tutti, è quando non ci si parla che sorgono i problemi", ha affermato il capo della delegazione elvetica all'OSCE, il consigliere nazionale Andreas Aebi (UDC/BE), poco prima di vedere il presidente della Duma (Camera bassa del parlamento russo) Serghiei Naryshkin, in compagnia del presidente del Consiglio nazionale Ruedi Lustenberger (PPD/LU).
Per domani mattina era stato programmato un incontro a tre, tra russi, ucraini e svizzeri, ma i parlamentari ucraini non sono venuti a Ginevra e "non ne conosciamo il motivo", ha detto dispiaciuto Andreas Aebi.
A proposito delle affermazioni del presidente della Duma, secondo cui la Svizzera nell'annullare la sua visita a Berna del mese scorso, in occasione dei 200 anni di relazioni diplomatiche tra i due paesi, avrebbe ceduto alle pressioni degli Stati Uniti, Aebi ha affermato : "mai la Svizzera ha ceduto a pressioni dall'estero".
Il nome di Serghiei Naryshkin figura sulla lista delle personalità sanzionate da UE e USA. Andreas Aebi ha tenuto a precisare che l'incontro con il presidente della Duma si iscrive nell'ambito di una conferenza internazionale. Quanto ai risultati che potranno venir raggiunti dall'assemblea ginevrina che si conclude domenica, Aebi ha sottolineato: "non cambieremo il mondo, ma è sempre positivo parlarsi. L'OSCE è la sola organizzazione in cui tutti i paesi europei sono presenti".