Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01038.jsonl.gz/1185

Nel linguaggio corrente ci sono alcuni termini che spesso vengono impiegati in maniera denigratoria e che, talvolta, diventano dei veri e propri insulti.
Uno di questi termini è omosessuale – con le note variazioni sul tema: finocchio, culattone, frocio e così via.
Non mi sembra il caso di spiegare perché non è il caso di perpetrare questo (ab)uso linguistico. È con un certo rammarico che noto una sempre maggiore frequenza dell’espressione “fare i froci con il culo degli altri”, espressione che mi sembra di una stupidità inquietante. Come inquietante è il pesce d’aprile di un sito internet dedicato all’informazione: l’omosessualità di un noto attore di film pornografici – cosa c’è di spiazzante o inverosimile in un attore gay?
Un altro termine utilizzato come insulto è ignorante – anche qui con le variazioni sul tema.
Non credo che essere ignoranti sia, di per se, una mancanza talmente grave da meritare di diventare un insulto. La mole di informazioni di cui disponiamo è tale che è impossibili non essere ignoranti. Non ha senso sanzionare socialmente l’ignoranza: mi pare più grave chi possiede determinate conoscenze, ma non è in grado di impiegarle correttamente.