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Il processo di pace israelo-palestinese è attualmente a un punto morto, ma le rivolte nei paesi arabi potrebbero cambiare le coordinate del problema: è l'opinione espressa da diversi partecipanti di una conferenza a Ginevra che ha visto incontrare 30 rappresentanti della società civile - 15 per parte - nell'ambito dell'Iniziativa di Ginevra, un modello per la soluzione definitiva del conflitto sostenuto dal 2003 dalla Svizzera.
I convenuti hanno ascoltato le parole di benvenuto della presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey. "Otto anni non sono stati sufficienti per convincere i dirigenti che la pace non è solo auspicabile, bensì anche possibile", ha detto. "Puntiamo ora su una nuova generazione per far avanzare gli sforzi di pace", ha continuato la ministra degli esteri, sottolineando il "potente segnale" di cambiamento politico lanciato dai popoli della regione nel 2011. Tempi maturi per una "Iniziativa di Ginevra 2.0", quindi.
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