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Il rapporto «Blue Peace» è stato presentato giovedì 10 febbraio dalla presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey. Il documento analizza le principali sfide legate a una gestione transfrontaliera delle risorse e promuove l'idea che l’acqua, attualmente fattore di divisioni e tensioni, possa diventare strumento di pace e cooperazione. Alla ricerca di risposte pragmatiche, compila un elenco di dieci raccomandazioni a breve, medio e lungo termine.
Le risorse idriche del Medio Oriente subiscono una pressione senza precedenti che minaccia le popolazioni di intere regioni e le loro attività economiche. La crescita demografica, le migrazioni, l'urbanizzazione e i cambiamenti climatici hanno infatti un impatto estremamente importante su queste risorse. In 50 anni, la portata di molti fiumi in Turchia, Siria, Iraq, Libano e Giordania è diminuita del 50-90 percento. Una gestione sostenibile delle risorse idriche transfrontaliere è vitale per l’agricoltura, l’acqua potabile e lo sviluppo socio-economico in generale, permette di evitare tragedie umane e di agevolare la promozione della pace.
Nel 2009, la Svizzera e la Svezia hanno incaricato un gruppo di esperti indipendenti indiani, lo Strategic Foresight Group (SFG), di avviare un processo di riflessione su questa problematica. Nel 2010 è stata organizzata una serie di consultazioni e incontri: a Montreux (Svizzera), Amman (Giordania) e Sanliurfa (Turchia). Lo Strategic Foresight Group ha redatto il rapporto «The Blue Peace» sulla base di queste consultazioni che hanno riunito un centinaio di esperti e di leader del Medio Oriente.
A breve termine, il gruppo di esperti insiste sulla necessità di una cooperazione transfrontaliera per la gestione delle risorse d'acqua nella regione. Il gruppo propone la creazione di un Consiglio di cooperazione per le risorse idriche che dovrebbe, in un primo tempo, limitarsi a cinque paesi: l’Iraq, la Giordania, il Libano, la Siria e la Turchia. Il Consiglio potrebbe essere istituito nel corso del 2011 e dovrebbe sviluppare una visione condivisa nonché strumenti e modelli per consentire un efficace dialogo interfrontaliero sulle risorse idriche. A medio termine, i Paesi coinvolti dovrebbero cooperare all'organizzazione di programmi congiunti di gestione delle risorse idriche. Su questa base potrebbe prender forma il processo per il consolidamento di una vera «pace blu».
La realizzazione di questo rapporto è stata finanziata dalla Svizzera e dalla Svezia. La Confederazione ha inoltre sostenuto il processo a livello concettuale e diplomatico. La Confederazione si impegna a partecipare attivamente all'attuazione delle raccomandazioni del rapporto «Blue Peace» e a promuovere il dialogo tra i vari attori politici, accademici, tecnici e della società civile in materia di gestione dell'acqua. Questo impegno fa parte del sostegno fornito dalla Svizzera all'iniziativa di Ginevra.
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