Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01247.jsonl.gz/751

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Circa 3,5 milioni di elettori sono chiamati oggi ad eleggere il nuovo presidente della Georgia, piccola repubblica caucasica dell'ex Urss che ha tagliato i ponti con Mosca durante l'era Saakashvili, virando decisamente verso l'Europa e la Nato. I seggi, in tutto 3655, sono stati aperti alle 8 ora locale (le 6 in Svizzera) e chiuderanno alle 20 ora locale (le 18).
Subito dopo sono previsti gli exit poll. Quella di oggi è una sfida a distanza tra il presidente uscente Mikhail Saakashvili, che non può ricandidarsi dopo due mandati consecutivi, e il premier miliardario Bidzina Ivanishvili, vincitore delle scorse elezioni politiche e pronto anche lui ad uscire di scena dopo il voto di oggi: il primo sostiene Davide Bakradze, 41 anni, ex ministro degli esteri ed ex presidente del parlamento, il secondo supporta Gheorgi Marghvelashvili, 44 anni, ex professore di filosofia che ha ricoperto brevemente la carica di vicepremier e di ministro dell'educazione nel governo di Ivanishvili. I sondaggi danno Marghvelashvili in ampio vantaggio ma resta il dubbio di un ballottaggio, accresciuto dalla partecipazione di un altro ex presidente del parlamento, la carismatica Nino Burzhanadze. Gli altri 20 candidati sono mere comparse. Il voto segna la fine dell'era Saakashvili e il ridimensionamento del ruolo del presidente: dopo le elezioni, infatti, entrerà in vigore la legge che riduce i poteri presidenziali rafforzando quelli del premier, ad esempio nella formazione o nella dissoluzione del governo.
SDA-ATS