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Abitare in una grande città svizzera e trasferirsi nella stessa in un altro appartamento comporta un affitto molto più alto di prima. La popolazione si sta quindi spostando sempre più verso gli agglomerati periferici e i comuni rurali, nota uno studio di Raiffeisen.
Le località periferiche hanno avuto un tasso di costruzioni elevato, mentre gli stabili vecchi, che devono essere rinnovati oppure offerti a una pigione più bassa per rimanere concorrenziali, sono sfitti. La conseguenza, tra case nove e quelle vuote, è che le località di campagna sono diventate sempre più interessanti per gli inquilini. Inoltre - aggiunge il gruppo bancario - se si abbandona la città, oltre al calo della pigione, si rischia di poter trovare un'abitazione più nuova e magari più spaziosa.
Nelle cinque maggiori città elvetiche, invece, se si cambia appartamento si deve prevedere di pagare in media un affitto più caro del 35%. E più si è vissuto a lungo nella stessa abitazione, più l'incremento è consistente, sottolinea Raiffeisen.
La soluzione più vantaggiosa è la proprietà. Per un appartamento medio da 3 a 4,5 stanze, un proprietario paga il 20% in meno di un inquilino, secondo i dati Raiffeisen. Tuttavia, questo potenziale di risparmio non è a disposizione per le persone con un reddito e un patrimonio modesti, sottolinea la banca.
I requisiti relativi alla capacità finanziaria e al capitale proprio per un acquisto sono "un ostacolo insormontabile per un numero sempre maggiore di locatari" di fronte dell'aumento dei prezzi degli immobili, deplora Raiffeisen.
Secondo la banca, con un ulteriore aumento del numero di famiglie che si allontanano dalle città, la carenza di alloggi dovrebbe gradualmente attenuarsi. Lo studio ha inoltre riscontrato che l'offerta di abitazioni in Svizzera è molto buona. La spesa per l'affitto in percentuale del reddito non è quasi cambiata negli ultimi 15 anni. Tuttavia, per il 20% delle economie domestiche a basso reddito la quota di spesa per la pigione è aumentata sensibilmente.
Lo studio della banca rileva poi che le città sono ora in crescita solo grazie all'afflusso di immigrati stranieri, "che hanno una conoscenza limitata del mercato immobiliare locale".