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Jorge Cancio, servizio Affari Internazionali
Il 14 marzo 2014 il Governo statunitense ha annunciato di voler abbandonare il suo ruolo storico di sorvegliante dell'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) a favore di una regolamentazione globale. La funzione di sorvegliante era stata iscritta nel 1998 nel cosiddetto «contratto IANA" (Internet Assigned Numbers Authority) stipulato tra il governo statunitense e l'ICANN, che prevedeva la supervisione governativa sull'ICANN, garantendo al governo la facoltà di controllo e validazione di qualsiasi modifica nella banca dati centralizzata contenente tutti i nomi di dominio di primo livello (come .swiss, .com o i domini con codice del Paese, come .de).
Nuovo quadro istituzionale per l'ICANN
A seguito della dichiarazione del governo statunitense nel 2014, l'ICANN ha invitato la comunità multi-stakeholder, che rappresenta la società civile, il settore privato e i governi nazionali, ad avanzare proposte per istituire un sistema globale e democratico di vigilanza su Internet. Nel marzo di quest'anno, a Marrakesch, la comunità multi-stakeholder è giunta a un accordo sul piano di transizione, trasmesso quindi al governo USA.
Il piano concordato prevede importanti riforme istituzionali, finalizzate a trasferire e ripartire la vigilanza sinora esercitata dal governo statunitense fra diverse sotto-unità dell'ICANN (incluso il Comitato consultivo governativo, GAC), ciascuna delle quali eserciterà poteri limitati sul consiglio d'amministrazione (ICANN Board): blocco del preventivo, approvazione di modifiche degli statuti, destituzione del consiglio d'amministrazione o di suoi singoli membri. Raggiunto sotto grandi pressioni e in condizioni difficili, l'accordo è visto da tutti i partecipanti come un importante successo del modello multi-stakeholder dell'ICANN.
Il governo USA ha esaminato la proposta avanzata e, a metà agosto, si è dichiarato soddisfatto dei lavori di implementazione avviati. Nonostante il trasferimento di poteri abbia incontrato una considerevole opposizione da parte della classe politica americana, il Congresso degli Stati Uniti non è intervenuto, lasciando giungere a scadenza il contratto IANA tra il governo statunitense e l'ICANN a fine settembre 2016. Per l'ICANN è un momento storico. Prima dell'avvallo degli USA, la maggior parte della comunità multi-stakeholder temeva che la stabilità e l'integrità del sistema dei nomi di dominio (DNS) sarebbero state seriamente compromesse in caso di slittamento della transizione o di fallimento dell'intero progetto.
Il primo passo in direzione di una gestione globale di Internet
La riorganizzazione dell'ICANN prevede che la sede resti in California e che l'organizzazione sia sottoposta primariamente al diritto statunitense, con le relative possibilità di azione legale previste dall'ordinamento nordamericano. Seppur radicata geograficamente, l'ICANN si trasforma in un'istituzione sempre più globale. Il prossimo passo da compiere per completare questo processo sarà rafforzarne la pluralità e accrescere il peso accordato alle esigenze e agli interessi della comunità globale. Questa svolta epocale è tuttavia passata quasi inosservata per gli utenti di Internet, il funzionamento tecnico del DNS è infatti rimasto immutato.
I successi della mediazione svizzera
Da ottobre 2014 il Comitato consultivo dell'ICANN (Governmental Advisory Committee, GAC) è presieduto dallo svizzero Thomas Schneider, capo supplente del servizio Affari internazionali dell'UFCOM. Funzione per la quale Schneider è stato riconfermato nell'ottobre 2016. La Svizzera ha quindi svolto un ruolo significativo durante il processo IANA, contribuendo alla buona riuscita dei dibattiti che hanno permesso la transizione.