Document ID: /entscheidsuche_html/filtered/documents_0202.jsonl.gz/147

Incarto n. 10.2003.295 DA 1144/2003 Bellinzona 15 luglio 2003 Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Giudice della Pretura penale Damiano Stefani sedente con Fulvio Campello in qualità di segretario, per giudicare prevenuto colpevole di ripetuta violazione di domicilio, per essere entrato indebitamente e contro la volontà dell'avente diritto, in alcune occasioni fra il mese di giugno e il mese di luglio 2002 a __________, nell'appartamento del quale era locataria __________ __________; fatti avvenuti nelle surriferite circostanze di tempo e di luogo; reato previsto dall'art. 186 CPS; perseguito con decreto d’accusa del __________ 2003 DA n. __________/__________ del Procuratore pubblico Mario Branda, __________, che propone la condanna: 1. Alla multa di fr. 300.--, con l'avvertenza che la stessa deve essere pagata entro 3 mesi ritenuto che in caso di mancato pagamento, sarà commutata in arresto (art. 49 cifra 3 CPS). 2. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.-- e delle spese giudiziarie di fr. 100.--. 3. La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà cancellata entro un anno, se l'imputato avrà pagato la multa e tenuto buona condotta (art. 49 cifra 4, risp. art. 106 cpv. 3 CPS). vista l’opposizione al decreto d’accusa interposta tempestivamente in data 15 aprile 2003 dal difensore avv. __________; indetto il dibattimento 15 luglio 2003, al quale hanno partecipato l'accusato, assistito dal difensore, mentre il Procuratore pubblico ha rinunciato a presenziare, postulando nel contempo la conferma del decreto d'accusa impugnato; accertate le generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato; sentito il difensore, il quale spiega la situazione. Il signor __________ s'è opposto al DA perché contesta di aver perpetrato il reato imputatolgli. A mente sua non vi sono né i requisiti oggettivi né quelli soggettivi necessari all'adempimento del reato. La sentenza dell'ufficio di conciliazione in materia di locazione di Viganello la dice lunga sulla situazione creatasi tra denunciante e denunciato. I lavori di rifacimento erano dovuti a delle rotture delle tubature. Tali lavori, prolungatosi più del previsto, rendendo disagevole l'utilizzo dell'ente locato durante il relativo periodo. Il signor __________ aveva proposto una soluzione extra giudiziaria, che prevedeva di lasciare libera la signora dal contratto in cambio del versamento delle pigioni arretrate. La signora __________ invece ha cominciato a fare ostruzionismo, arrivando a sostenere che il signor __________ ha affittato l'appartamento quando ancora l'ente locato era a lei stessa affittato. Il signor Leveris non è mai entrato senza permesso nell'appartamento della signora __________. La stessa ha fatto tutto il possibile per ostacolare il padrone di casa. In base a queste considerazioni il signor __________ deve essere assolto; sentito da ultimo l'accusato, il quale si ritiene oggetto di una denuncia falsa e priva di fondamento, al solo scopo di creargli dei problemi e causargli perdita di tempo; posti a giudizio i seguenti quesiti: 1. È il signor __________ __________ autore colpevole di ripetuta violazione di domicilio, per essere entrato indebitamente e contro la volontà dell'avente diritto, in alcune occasioni fra il mese di giugno e il mese di luglio 2002 a __________, nell'appartamento del quale era locataria __________ __________? 2. In caso affermativo, deve, e se sì in che misura, essere ridotta la pena proposta? 3. L'eventuale condanna deve essere iscritta a casellario giudiziale e a quali condizioni potrà avvenire la cancellazione? 4. A chi devono essere accollate le tasse e le spese di giudizio? letti ed esaminati gli atti; preso atto che nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza, né ha formulato dichiarazione di ricorso; visti gli art. 48, 49, 63, 106 cpv. 3, 186 CPS; 9 e ss., 273 e ss. CPP; 39 LTG; rispondendo ai quesiti posti; proscioglie __________ __________, fu __________ e fu __________ nata __________, nato il __________ 1930 a __________ __________, attinente di __________– __________, domiciliato a __________, coniugato, pensionato, dall'accusa di ripetuta violazione di domicilio, per i fatti compiuti a __________ fra il mese di giugno e il mese di luglio 2002, e meglio come descritto nel decreto d'accusa DA n. __________/__________del __________ 2003; carica le spese e la tassa di giustizia allo Stato; le parti sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP). Intimazione a: __________, __________ __________, __________, Procuratore pubblico Mario Branda, Viale __________, __________, Avv. __________, __________ __________, ed a: Comando della Polizia cantonale, __________, Ufficio dei Giudici dell'istruzione e dell'arresto, __________. La sentenza è definitiva. Il giudice: Il segretario: Distinta spese a carico dello Stato, fr. 200.00 tassa di giustizia fr. 150.00 spese giudiziarie fr. 350.00 totale

Incarto n. 10.2003.295 DA 1144/2003 Incarto n. 10.2003.295

Incarto n. DA 1144/2003

DA 1144/2003 Bellinzona 15 luglio 2003 Bellinzona

Bellinzona 15 luglio 2003

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Sentenza

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Giudice della Pretura penale Il Giudice della Pretura penale

Il Giudice della Pretura penale Damiano Stefani Damiano Stefani

sedente con Fulvio Campello in qualità di segretario, per giudicare

prevenuto colpevole di ripetuta violazione di domicilio, per essere entrato indebitamente e contro la volontà dell'avente diritto, in alcune occasioni fra il mese di giugno e il mese di luglio 2002 a __________, nell'appartamento del quale era locataria __________ __________;

fatti avvenuti nelle surriferite circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto dall'art. 186 CPS;

perseguito con decreto d’accusa del __________ 2003 DA n. __________/__________ del Procuratore pubblico Mario Branda, __________, che propone la condanna:

1. Alla multa di fr. 300.--, con l'avvertenza che la stessa deve essere pagata entro 3 mesi ritenuto che in caso di mancato pagamento, sarà commutata in arresto (art. 49 cifra 3 CPS).

2. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.-- e delle spese giudiziarie di fr. 100.--.

3. La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà cancellata entro un anno, se l'imputato avrà pagato la multa e tenuto buona condotta (art. 49 cifra 4, risp. art. 106 cpv. 3 CPS). vista l’opposizione al decreto d’accusa interposta tempestivamente in data 15 aprile 2003 dal difensore avv. __________;

indetto il dibattimento 15 luglio 2003, al quale hanno partecipato l'accusato, assistito dal difensore, mentre il Procuratore pubblico ha rinunciato a presenziare, postulando nel contempo la conferma del decreto d'accusa impugnato;

accertate le generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato;

sentito il difensore, il quale spiega la situazione. Il signor __________ s'è opposto al DA perché contesta di aver perpetrato il reato imputatolgli. A mente sua non vi sono né i requisiti oggettivi né quelli soggettivi necessari all'adempimento del reato. La sentenza dell'ufficio di conciliazione in materia di locazione di Viganello la dice lunga sulla situazione creatasi tra denunciante e denunciato. I lavori di rifacimento erano dovuti a delle rotture delle tubature. Tali lavori, prolungatosi più del previsto, rendendo disagevole l'utilizzo dell'ente locato durante il relativo periodo. Il signor __________ aveva proposto una soluzione extra giudiziaria, che prevedeva di lasciare libera la signora dal contratto in cambio del versamento delle pigioni arretrate. La signora __________ invece ha cominciato a fare ostruzionismo, arrivando a sostenere che il signor __________ ha affittato l'appartamento quando ancora l'ente locato era a lei stessa affittato. Il signor Leveris non è mai entrato senza permesso nell'appartamento della signora __________. La stessa ha fatto tutto il possibile per ostacolare il padrone di casa. In base a queste considerazioni il signor __________ deve essere assolto;

sentito da ultimo l'accusato, il quale si ritiene oggetto di una denuncia falsa e priva di fondamento, al solo scopo di creargli dei problemi e causargli perdita di tempo;

posti a giudizio i seguenti quesiti:

1. È il signor __________ __________ autore colpevole di ripetuta violazione di domicilio, per essere entrato indebitamente e contro la volontà dell'avente diritto, in alcune occasioni fra il mese di giugno e il mese di luglio 2002 a __________, nell'appartamento del quale era locataria __________ __________?

2. In caso affermativo, deve, e se sì in che misura, essere ridotta la pena proposta?

3. L'eventuale condanna deve essere iscritta a casellario giudiziale e a quali condizioni potrà avvenire la cancellazione?

4. A chi devono essere accollate le tasse e le spese di giudizio? letti ed esaminati gli atti;

preso atto che nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza, né ha formulato dichiarazione di ricorso;

visti gli art. 48, 49, 63, 106 cpv. 3, 186 CPS; 9 e ss., 273 e ss. CPP; 39 LTG;

rispondendo ai quesiti posti;

proscioglie __________ __________, fu __________ e fu __________ nata __________, nato il __________ 1930 a __________ __________, attinente di __________– __________, domiciliato a __________, coniugato, pensionato,

dall'accusa di ripetuta violazione di domicilio,

per i fatti compiuti a __________ fra il mese di giugno e il mese di luglio 2002, e meglio come descritto nel decreto d'accusa DA n. __________/__________del __________ 2003;

carica le spese e la tassa di giustizia allo Stato;

le parti sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).

Intimazione a: Intimazione a:

__________, __________ __________, __________, Procuratore pubblico Mario Branda, Viale __________, __________, Avv. __________, __________ __________, __________, __________ __________, __________,

Procuratore pubblico Mario Branda, Viale __________, __________,

Avv. __________, __________ __________,

ed a: Comando della Polizia cantonale, __________,

Ufficio dei Giudici dell'istruzione e dell'arresto, __________.

La sentenza è definitiva.

Il giudice: Il segretario:

Distinta spese a carico dello Stato,

fr. 200.00 tassa di giustizia

fr. 150.00 spese giudiziarie

fr. 350.00 totale