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<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi tempi i media pubblicano sempre più spesso articoli sulle condizioni insostenibili sui cantieri degli stadi per il campionato mondiale di calcio che si svolgerà nel 2022 in Qatar. Secondo i giornali, l'incaricato speciale dell'ONU, François Crépeau, deplora la violazione dei diritti dell'uomo sui cantieri. Ricerche condotte da Amnesty International e in precedenza da Human Rights Watch mostrano che su vari cantieri i diritti del lavoro sono violati in modo massiccio. Secondo questi rapporti, a causa delle insufficienti misure di sicurezza, della forte calura e della scarsa igiene numerosi lavoratori migranti hanno perso la vita, mentre ad altri viene negato il salario e per altri ancora vi è il sospetto del lavoro forzato.</p><p>La Federazione internazionale di calcio (FIFA) si distanzia tuttora da ogni responsabilità per questi fatti scandalosi: si sta semplicemente organizzando un evento sportivo. Sul sito Internet della FIFA il presidente della federazione Joseph Blatter si esprime in toni positivi sul suo incontro con l'emiro del Qatar. Evidentemente le condizioni di lavoro sui cantieri del campionato mondiale di calcio non hanno costituito uno dei temi dei colloqui tra il presidente della FIFA e l'emiro del Qatar.</p><p>La Svizzera in quanto paese ospite della sede principale della FIFA e di un'organizzazione diretta da uno svizzero assume una responsabilità particolare. Pertanto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. In considerazione dei rapporti dell'incaricato speciale dell'ONU, di Human Rights Watch e di Amnesty International come valuta la situazione sui cantieri FIFA in Qatar? È disposto a intervenire presso le autorità qatariote?</p><p>2. Come intende intervenire nei confronti della FIFA ed esigere misure a favore dei lavoratori sui cantieri FIFA?</p><p>3. La Svizzera è disposta a trattare il tema delle condizioni di lavoro nel quadro dell'OIL?</p><p>4. Il tema delle condizioni insostenibili sui cantieri qatarioti è stato trattato alla conferenza sui diritti dei lavoratori svoltasi a Doha dal 10 al 14 di novembre? Quali insegnamenti ha tratto la delegazione svizzera dai contatti stabiliti alla conferenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha preso atto dei diversi rapporti concernenti le condizioni di lavoro problematiche sui cantieri degli stadi per il campionato mondiale di calcio del 2022 in Qatar.</p><p>1. Il Consiglio federale è preoccupato per la situazione di determinati lavoratori migranti in Qatar. Gli organi competenti della Confederazione hanno espresso in modo esplicito tali preoccupazioni nel quadro di contatti bilaterali ufficiali con il Paese. I cantieri menzionati nell'interpellanza concernono progetti infrastrutturali generali e non impianti direttamente collegati con lo svolgimento del campionato mondiale di calcio 2022. Sussiste tuttavia un collegamento diretto, poiché tali infrastrutture vengono modernizzate anche in vista di tale manifestazione. A seguito degli eventi citati occorsi sui cantieri, il Ministero del lavoro del Qatar ha incaricato uno studio legale internazionale di indagare sui fatti e di elaborare un rapporto contenente raccomandazioni. Il Consiglio federale constata che le autorità del Qatar hanno individuato la necessità d'intervento e che sono state avviate indagini. Il Consiglio federale osserva con attenzione la situazione e attende con interesse le conclusioni del rapporto elaborato dallo studio legale incaricato.</p><p>2. Nel quadro della libertà di riunione garantita dalla Costituzione (art. 23 della Costituzione), il Consiglio federale non dispone in tale contesto di alcuna base giuridica per obbligare la FIFA a intraprendere provvedimenti contro il Qatar. Tuttavia, nel corso di contatti informarli tra il presidente della FIFA e alti esponenti del DFAE sono state esposte le preoccupazioni della Svizzera in merito alla situazione in Qatar. Il Consiglio federale constata che la FIFA è consapevole della problematica. Esso appoggia gli sforzi della FIFA volti a sollecitare i propri partner contrattuali a esigere e imporre condizioni di lavoro eque per tutte le persone impegnate nella preparazione e nello svolgimento del campionato mondiale di calcio.</p><p>3. In un futuro prossimo le condizioni di lavoro in Qatar saranno oggetto di discussione in seno all'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). La Confederazione sindacale internazionale e la Federazione internazionale dei lavoratori dell'edilizia e del legno hanno inoltrato un reclamo conformemente all'articolo 24 della Costituzione dell'OIL nel quale rimproverano al Qatar di non aver provveduto in modo soddisfacente all'esecuzione della convenzione n. 29 dell'OIL sul lavoro forzato e obbligatorio (1930). Il Consiglio di amministrazione dell'OIL ha accolto tale reclamo in occasione della sessione n. 317 del marzo 2013 e ha incaricato una commissione di esaminare la fattispecie. Il Consiglio federale intende seguire con attenzione il trattamento del reclamo e, se ne avrà l'occasione, si esprimerà al riguardo.</p><p>4. L'ONG "Diplomacy Training Program", sotto il patronato della Commissione nazionale per i diritti dell'uomo del Qatar (National Human Rights Committee - NHRC), ha svolto dal 10 al 14 novembre 2013 un workshop sulla tematica dei diritti dei lavoratori a Doha. Il workshop non aveva un collegamento diretto con le accuse mosse dai media contro il Qatar, ma era già stato organizzato in precedenza e a prescindere dai fatti. Tramite gli incaricati di programma "Migrazione e sviluppo" appena insediati, l'Ufficio della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) di Amman segue la situazione nella penisola arabica e ha partecipato al workshop di Doha. Parallelamente si sono svolte visite ad autorità del Qatar e a ONG. Riassumendo sono state raccolte le seguenti impressioni: i rapporti internazionali evidenziano problemi reali. La problematica risiede tuttavia nella mancanza di controlli e non nel diritto del lavoro esistente. Il Qatar sembra consapevole di dover migliorare in tale ambito. La Commissione nazionale per i diritti dell'uomo (NHRC) si è mostrata molto disponibile a una collaborazione con l'Ufficio della DSC per la migrazione e lo sviluppo di Amman. Un memorandum of understanding tra la NHRC e la Svizzera sarà presto firmato.</p>  Risposta del Consiglio federale.