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Dopo 13 anni in Formula 1, Peter Sauber lascia la sua scuderia nelle mani della BMW, senza aver avuto la soddisfazione di poter aggiudicarsi una sola gara.
Nel Gran Premio di Shanghai, vinto dal neocampione del mondo Fernando Alonso, le autovetture Sauber si sono piazzate in sesta e decima posizione.
Neppure l'ultimo dei suoi 215 tentativi di vincere una gara di Formula 1 gli ha portato fortuna. Peter Sauber abbandona i circuiti della massima categoria automobilistica senza aver potuto assaporare il piacere di una vittoria.
I due piloti della scuderia svizzera hanno dovuto accontentarsi del sesto (Felipe Massa) e decimo posto (Jacques Villeneuve) nel Gran Premio di Shanghai, l'ultima corsa stagionale vinta ancora una volta dallo spagnolo Fernando Alonso, il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1.
"Mi mancherà soprattutto la gente: in particolare i miei collaboratori, ma anche tutte le altre persone che si incontrano nei recinti delle scuderie, magari anche solo una o due volte all'anno", così Peter Sauber prevede il suo futuro, dopo la fine della sua avventura agonistica.
Elettricista di formazione, Sauber ha cominciato quasi una quarantina di anni fa la sua carriera nel settore automobilistico. Dapprima come pilota, alla guida di un "maggiolino" Volkswagen, poi come disegnatore di autovetture nella cantina dei suoi genitori.
E, per finire, il costruttore svizzero di automobili è riuscito addirittura a farsi un nome nella Formula 1, conquistando il rispetto della concorrenza.
Per Paul Stoddart, che lascia a sua volta la direzione del Team Minardi-Red Bull questa domenica, Peter Sauber è innanzitutto un "vero gentleman".
Mandato di consulenza
Da parte sua, Sauber non vuole accordare troppo spazio alle emozioni, in occasione del suo addio alla Formula 1, festeggiato questa settimana a Shanghai.
"Sono ancora troppo occupato, al momento attuale. Probabilmente verso la fine dell'anno comincerò a risentire la lontananza dai circuiti".
Lo svizzero manterrà il 20 percento delle azioni della scuderia zurighese, venduta alla BMW 4 mesi orsono. Inoltre assumerà un mandato di consulenza presso la casa automobilistica tedesca.
Ma, dalla prossima stagione, non avrà più alcun ruolo operativo presso la scuderia Sauber, la cui sede è a Hinwil, nei pressi di Zurigo.
Per non dover passare ogni giorno dinnanzi al suo attuale quartiere generale, Peter Sauber ha deciso di traslocare la sua residenza privata, abbandonando la località zurighese.
"Per me la cosa più importante era di assicurare il futuro sportivo della mia scuderia. E, inoltre, di mantenere i posti di lavoro a Hinwil".
Senso degli affari
Il costruttore svizzero non ha potuto vincere uno solo Gran Premio nelle 216 gare alle quali hanno partecipato i suoi bolidi.
Ma può comunque vantarsi di aver saputo mantenere per oltre una decina d'anni la sua scuderia nei circuiti della Formula 1, dai quali hanno dovuto ritirarsi invece diversi personaggi più blasonati, come l'ex-pilota Alain Prost.
Questa impresa di Peter Sauber è dovuta in buona parte al suo senso degli affari, che gli ha permesso di concludere ottimi contratti.
Ad esempio, è riuscito a convincere la Mercedes a ritornare a gareggiare. Nei primi anni di competizione, la compagnia tedesca aveva fornito i motori alla Sauber.
Poi la scuderia svizzera aveva fatto ricorso alle prestazioni della Ford, prima di passare ai motori Ferrari nel 1997.
Ma la collaborazione con queste case automobilistiche non poteva bastare per affermarsi in Formula 1, come rileva Sauber: "Per un team indipendente, che può contare soltanto sui propri mezzi, rimane estremamente difficile vincere un Gran Premio".
Omaggio di Schumacher
"La Formula 1 è innanzitutto uno sport. Da questo punto di vista, i miei ricordi migliori resteranno legati alle sei volte in cui i miei piloti sono saliti sul podio e al quarto rango tra i costruttori conquistato dalla mia scuderia nel 2001", sottolinea Sauber.
Quest'anno, per la sua ultima stagione, lo svizzero ha dovuto accontentarsi dell'ottavo posto tra i costruttori.
Tra i piloti che hanno gareggiato per Sauber figurano Kimi Raikkonen, la rivelazione degli ultimi anni, e Jacques Villeneuve, l'ex-campione di Formula 1 piuttosto deludente anche in questa stagione.
Ma non va dimenticato neppure Michael Schumacher, che aveva disputato alcune corse nel team junior della Sauber Mercedes, prima di passare alla Formula 1.
"È veramente peccato che Sauber abbandoni la Formula 1, soprattutto tenendo conto di come aveva cominciato e di quanto è riuscito a costruire in questi anni. Con pochissimo è riuscito a fare grandi cose", dichiara Schumacher.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Risultati del Gran Premio di Shanghai, l'ultima corsa stagionale:
1. Fernando Alonso (Sp), Renault
2. Kimi Raikkönen (Fi), McLaren-Mercedes
3. Ralf Schumacher (Ge), Toyota
4. Giancarlo Fisichella (It), Renault
5. Christian Klien (Au), RedBull-Cosworth
6. Felipe Massa (Br), Sauber-Petronas
7. Mark Webber (Aus), Williams-MBW
8. Jenson Button (Gb), BAR-Honda
10. Jacques Villeneuve (Ca), Sauber-Petronas
In breve
Peter Sauber comincia la sua carriera automobilistica nel 1967, pilotando un "maggiolino" Volkswagen.
Nel 1986, si istalla a Hinwil, nel canton Zurigo, dove inizia a costruire autovetture di competizione.
Nel 1992 mette a punto il suoi primi prototipi di Formula 1, messi in gara per la prima volta nel 1993 al Gran Premio del Sudafrica.
Dal 1993 le autovetture Sauber hanno preso parte a 215 gare di Formula 1. I migliori risultati ottenuti sono stati 6 piazzamenti in terza posizione.
Dal 2006, la scuderia Sauber passa nelle mani della casa automobilistica BMW.