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È il castello di Leuk, in Vallese, che verrà trasformato dall'architetto ticinese in un vero e priprio fulcro culturale della regione. Il castello, attualmente in stato di abbandono, accoglierà pure vari artisti di fama mondiale.Questo contenuto è stato pubblicato il 03 agosto 2001 - 19:24
In assenza di mezzi, per vari anni il comune di Leuk ha rinunciato a restaurare l'edificio, la cui origine risale all'11mo secolo. Una fondazione ha deciso di trarre in salvo il castello prima della sua rovina definitiva. In cambio, il comune ha ceduto il suo usufrutto per la durata di cinquant'anni.
Invitato in un primo tempo a visitare la rovina, Mario Botta spiega di essere stato immediatamente sedotto dalla forza che emana dal posto, «dal suo rapporto quasi vergine fra l'uomo e la natura». Il restauro sarà leggero. Fra i lavori previsti, la costruzione sulla torre del castello di un belvedere in vetro in forma di ogiva. All'intero, la torre diventerà uno spazio d'esposizione verticale.
Saranno pure create tre sale in grado di accogliere manifestazioni di vario tipo. Nei sotterranei sarà ricavata una sala di grandi dimensioni che collegherà il castello alla sede del patriziato.
«Abbiamo l'intenzione di creare qualcosa di unico e di originale», spiega uno dei membri della fondazione, Andy Schnyder. Il belvedere di Mario Botta «sarà come un faro visibile nell'intera vallata», annunciatore di manifestazioni di portata regionale, nazionale e internazionale.
Vari artisti selezionati mediante un concorso saranno invitati a vivere a Leuk per cinque o sei settimane all'anno per cinque anni. Secondo Schnyder, «la loro presenza dovrebbe modificare la filosofia della gente e l'atmosfera del posto». I lavori dovrebbero iniziare nella primavera del 2002. Il loro costo - 20 milioni di franchi - sarà assunto parzialmente dalla Confederazione nell'ambito del progetto Regio Plus.
swissinfo e agenzie