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È una lunghissima interpellanza quella che Paolo Pamini e altri quattro firmatari (Lara Filippini, Tiziano Galeazzi, Sergio Morisoli e Gabriele Pinoja) sottopongono all'attenzione del Governo. Il deputato de La Destra chiede in particolare maggiori lumi sulle ripercussioni finanziarie, passate e future per il Cantone e i comuni ticinesi, dell'Accordo tra la Svizzera e I'Italia relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei comuni italiani di confine (AFront-I), attualmente in fase di rinegoziazione.
Dopo aver ripercorso le azioni politiche passate, analizzato gli aspetti di finanza pubblica nel quadro dell'imposizione dei frontalieri e l'impatto della libera circolazione delle persone sul mercato del lavoro transfrontaliero tra la Svizezra e l'UE, Pamini sottopone le seguenti domande al Governo:
1. Dall’entrata in vigore dell’AFront-I con effetto retroattivo al 1° gennaio 1974 fino alla fine del 2013 (40 anni solari), a quanto sono ammontati i ristorni corrisposti all’Italia? Si forniscano per cortesia i dati annuali ed il totale cumulato, arrotondando gli importi al mezzo milione di franchi svizzeri.
2. Il Consiglio di Stato ha già tematizzato con il Dipartimento federale delle finanze l’entità di tale minor gettito fiscale cumulato in questi decenni (ossia dei ristorni cumulati)? In caso negativo ritiene opportuno farlo nell’attuale contesto di rinegoziazione dell’AFront-I?
3. Risulta al Consiglio di Stato che, al momento della conclusione delle trattative tese alla ratifica della CDI-I negli anni ‘70, il Dipartimento federale delle finanze avesse promesso un indennizzo di qualche sorta al Cantone Ticino per l’entrata in vigore dell’AFront-I con effetto retroattivo ed il relativo pagamento dei ristorni a carico del Cantone Ticino e dei Comuni ticinesi già a partire dal 1974?
4. In caso affermativo alla domanda 3., il Consiglio di Stato è al corrente che tale indennizzo da parte della Confederazione sia mai stato corrisposto?
5. In caso negativo alla domanda 4., per quale motivo tale indennizzo non è stato corrisposto?
6. In caso negativo alla domanda 4., il Consiglio di Stato ritiene opportuno tematizzare tale questione oggi con il Dipartimento federale delle finanze?
7. In un’ottica di finanza pubblica cantonale e comunale, come giudica il Consiglio di Stato le ripercussioni finanziarie dell’AFront-I attualmente in essere?
8. In un’ottica di finanza pubblica cantonale e comunale, come giudica il Consiglio di Stato le ripercussioni finanziarie che si avrebbero qualora l’AFront-I venisse emendato così come descritto nella roadmap del 23 febbraio 2015?
9. Qual è l’attuale stato delle negoziazioni in corso tra la Confederazione svizzera e la Repubblica italiana in materia di AFront-I e di CDI-I (Convenzione tra la Confederazione svizzera e la Repubblica italiana per evitare le doppie imposizioni)?
10. Il Consiglio di Stato è coinvolto nei lavori negoziali? Se sì, in che modo e per mezzo di quali persone?
11. In che lingua avvengono i lavori negoziali tra la Confederazione svizzera e la Repubblica italiana in materia di AFront-I e di CDI-I?
12. Come giudica il Consiglio di Stato la probabilità che entro fine 2016 si porti a termine la rinegoziazione dell’AFront-I?
13. Come giudica il Consiglio di Stato la probabilità che il nuovo AFront-I porti ad un aumento del gettito dell’imposta sul reddito sui lavoratori frontalieri per il Cantone Ticino e per i Comuni ticinesi?
14. Di quale entità annuale sarà tale possibile aumento del gettito dell’imposta sul reddito?
15. Come giudica il Consiglio di Stato la probabilità che, qualora l’applicazione del nuovo AFront-I conduca ad un gettito fiscale per il Cantone ed i Comuni ticinesi minore rispetto alla semplice applicazione della sola CDI-I secondo il principio del luogo di lavoro, tale gettito sia perlomeno paragonabile a quello in applicazione della CDI-A? La domanda va intesa in termini relativi rapportati al 100% del gettito teorico in assenza di qualsiasi meccanismo di ristorno o split; nel caso della CDI-A l’entità di tale minor gettito corrisponde al ristorno del 12,5 per cento.
16. Il Consiglio di Stato ritiene che il Consiglio federale sia cosciente della situazione nella quale si trova il nostro Cantone, in particolare della sollecitazione dell’infrastruttura di trasporti (stradali e ferroviari) da parte del traffico pendolare transfrontaliero e dei maggiori costi che il Cantone Ticino ed i Comuni ticinesi sono tenuti a sostenere per tale motivo?
17. Come giudica il Consiglio di Stato la probabilità che in futuro il Cantone Ticino riceva dalla Confederazione, attraverso meccanismi direttamente o indirettamente connessi al fenomeno del frontalierato, un indennizzo finanziario o di altra natura, segnatamente la compensazione all’interno della perequazione intercantonale per il maggior uso dell’infrastruttura viaria ad opera del traffico frontaliero o altri?
18. Entro quali scadenze e quali prossimi passi si impegna ad intraprendere il Consiglio di Stato per avanzare nella risoluzione dei problemi descritti nelle sezioni che precedono, ossia il perdurare di un minor gettito fiscale (se rapportato alla semplice applicazione della CDI-I e del principio del luogo di lavoro) e di maggiori costi infrastrutturali a confronti di cantoni non periferici?