Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/68637

<h2>SubmittedText<h2><p>In data odierna, il Parlamento europeo ha adottato la legislazione REACH (in inglese "Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals"), che consentirà in particolare di valutare la sicurezza di circa 30 000 sostanze immesse sul mercato prima del 1981 - anno a partire dal quale è in vigore l'obbligo di domanda formale di autorizzazione - e prodotte o importate in quantità superiore a una tonnellata all'anno. Tra queste, quasi 3000 sostanze pericolose saranno sottoposte a una rigorosa procedura di autorizzazione, senza nessuna garanzia di poter rimanere sul mercato.</p><p>Il progetto REACH prevede una procedura di autorizzazione speciale per le sostanze molto problematiche, in particolare per quelle persistenti, bioaccumulabili e tossiche, molto persistenti e molto bioaccumulabili, cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione. Queste sostanze non potranno più essere immesse sul mercato senza l'autorizzazione della commissione, che farà capo alle raccomandazioni della futura Agenzia europea per le sostanze chimiche.</p><p>La regolamentazione si basa sul principio secondo cui la produzione, l'importazione e l'immissione sul mercato delle sostanze devono avvenire in modo prudente e responsabile, onde evitare, in circostanze ragionevolmente prevedibili, di arrecare pregiudizio alla salute umana o all'ambiente.</p><p>Ciò presuppone segnatamente la raccolta di tutte le informazioni utili sulle sostanze in questione e la trasmissione delle raccomandazioni relative alla gestione dei rischi lungo la catena di distribuzione.</p><p>Alla luce di questa nuova regolamentazione europea, il Consiglio federale è disposto a proporre un adeguamento della nostra legislazione per essere almeno sulla stessa lunghezza d'onda dei nostri vicini europei e ad aderire alla futura Agenzia europea per le sostanze chimiche di Helsinki, o almeno a collaborare con essa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli anni scorsi, il Consiglio federale ha adeguato più volte il diritto svizzero sui prodotti chimici a quello della Comunità europea. Ciò ha consentito di eliminare gli ostacoli al commercio  e di mantenere, o addirittura migliorare, il livello di protezione esistente. L'entrata in vigore del regolamento REACH nell'Unione europea darà origine a nuove e sostanziali differenze tra la legislazione svizzera e quella europea in materia di prodotti chimici. Il Consiglio federale ritiene pertanto che, anche in questo caso, sia necessario armonizzare il diritto svizzero sui prodotti chimici con quello dell'UE. Per tale ragione, ha incluso nelle linee direttive concernenti il programma di legislatura 2003-2007 l'introduzione parallela in Svizzera del regolamento REACH.</p><p>Un gruppo di lavoro interdipartimentale comprendente l'Ufficio federale della sanità pubblica, l'Ufficio federale dell'ambiente e la Segreteria di Stato dell'economia sta attualmente esaminando le conseguenze di un adeguamento del diritto svizzero al regolamento REACH. In base ai risultati di tale esame, il Consiglio federale deciderà in che misura e quando la legislazione svizzera dovrà essere adeguata a detto regolamento. Il regolamento REACH prevede inoltre espressamente la collaborazione con Stati terzi e organizzazioni internazionali. Nel quadro del suddetto esame, il Consiglio federale valuterà anche se, su tale base, è necessario e possibile avviare una collaborazione con l'UE.</p>  Risposta del Consiglio federale.