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La riunione si è tenuta in presenza del Segretario generale dell'ONU e degli alti rappresentanti di organizzazioni internazionali e regionali partner dell'Organizzazione internazionale della Francofonia, tra cui l'Unione africana, la Lega degli Stati arabi, l'UNESCO e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. Presieduta da Micheline Calmy-Rey, presidente della Confederazione Svizzera, la riunione ha permesso di identificare i campi d'azione che potranno sostenere il processo di transizione in atto in numerosi Paesi francofoni dell'Africa e del mondo arabo.
In una fase in cui tutti i Paesi stanno vivendo trasformazioni politiche di enorme portata per la democrazia e i diritti dell'uomo nel mondo, la Francofonia svolge un ruolo essenziale, grazie a esperienze pregresse che ne fanno un attore di primo piano nelle relazioni internazionali e una fonte d'ispirazione al servizio della pace, della democrazia e delle libertà.
Durante la concertazione i partecipanti hanno sottolineato l'importanza per la Francofonia di applicare con fermezza la Dichiarazione di Bamako su democrazia, diritti e libertà. In tale contesto i partecipanti hanno invitato il Segretario generale della Francofonia a portare avanti le iniziative dell'Organizzazione nei Paesi in transizione avvalendosi dell'impegno dei membri e della collaborazione con le organizzazioni internazionali partner.
Accompagnare i processi elettorali è prioritario, perché significa permettere lo svolgimento di elezioni libere, affidabili e trasparenti. Nei prossimi mesi l'impegno dell'Organizzazione della Francofonia si concretizzerà in particolare nel monitoraggio delle elezioni in Tunisia, in Costa d'Avorio, nella Repubblica democratica del Congo e in Madagascar. Un impegno coordinato nei Paesi della Francofonia è necessario al fine di scongiurare ogni rischio di interventi doppi o sovrapposti.
L'urgenza di individuare soluzioni per uscire dalla crisi e giungere a una riconciliazione è sostenuta attivamente come contributo al ritorno alla pace e all'instaurazione di una democrazia solida e di una vita politica pacifica. Per promuovere questo processo è necessario portare avanti azioni concrete a favore del pluralismo dei media e della garanzia della libertà di espressione, dei diritti dell'uomo e della giustizia penale internazionale.
Le attività di sostegno alle maggiori transizioni politiche saranno valutate in occasione della 27esima sessione della Conferenza ministeriale della Francofonia, che si terrà a Parigi l'1 e 2 dicembre 2011 sotto la presidenza della Svizzera.
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