Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/202697

<h2>SubmittedText<h2><p>I dati dell'Ufficio federale di statistica sulla violenza domestica mostrano che le donne sono particolarmente colpite da questo fenomeno e che gli autori sono in prevalenza uomini. Nel 2016, il 95 per cento delle vittime di omicidi commessi nella sfera domestica erano donne e il 90 per cento degli imputati uomini. Da studi e statistiche emerge inoltre che per questi delitti sono usate relativamente spesso armi da fuoco (tra il 2009 e il 2016, nel 34 per cento dei casi l'arma del delitto era un'arma da fuoco, mentre l'arma più usata è l'arma da punta o da taglio). La facilità con cui sono accessibili e disponibili le armi da fuoco è un fattore che può aumentare la violenza di genere sia nelle zone di conflitto sia in Paesi come la Svizzera, non coinvolti in conflitti armati. Studi internazionali mostrano inoltre che un inasprimento delle leggi sulle armi permette anche di ridurre gli omicidi e i suicidi, come rileva l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo nelle sue schede informative sulla violenza domestica.</p><p>La Svizzera ha ratificato sia la Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) sia la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica (Convenzione di Istanbul) ed è pertanto tenuta a lottare contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Nelle sue raccomandazioni finali del 2016, il Comitato CEDAW invita la Svizzera a commissionare lo studio qui richiesto sul legame tra possesso di armi private e violenza di genere. Il Consiglio federale è invitato a ottemperare ai suoi obblighi internazionali e commissionare lo studio.</p><p>Pongo pertanto le seguenti domande al Consiglio federale:</p><p>1. Quando e come intende condurre uno studio indipendente sul legame tra possesso di armi private e violenza di genere, conformemente alle raccomandazioni del Comitato CEDAW alla Svizzera (CEDAW/C/CHE/CO/4-5 2016 par. 27 lett. f)?</p><p>2. Come intende garantire l'indipendenza scientifica dello studio? Come prevede di coinvolgere le organizzazioni femminili della società civile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come menzionato dall'autrice dell'interpellanza, sono già stati condotti diversi studi (cfr. UFU, scheda informativa 4 "Violenza domestica e delitti commessi con armi da fuoco", agosto 2019) sul possesso di armi da fuoco private e la violenza domestica dai quali emerge, tra l'altro, che una restrizione del possesso di armi private indotta da un inasprimento della legge sulle armi porta a una riduzione del numero dei suicidi e degli omicidi. Per ridurre la disponibilità di armi da fuoco e prevenire la violenza armata, negli ultimi anni sono state attuate in Svizzera diverse riforme della legislazione sull'esercito e sulle armi.</p><p>Dalle analisi dell'Ufficio federale di statistica (UST) della statistica criminale di polizia (SCP) emerge che la percentuale degli omicidi commessi con un'arma da fuoco (compresi quelli perpetrati al di fuori della sfera privata) è scesa dal 34 per cento nel periodo 2000-2004 al 20 per cento nel periodo 2009-2016 (<a href="http://www.bfs.admin.ch">www.bfs.admin.ch</a> &gt; Statistiken finden &gt; Kriminalität und Strafrecht &gt; Polizei &gt; Häusliche Gewalt &gt; Publikationen &gt; Polizeilich registrierte Tötungsdelikte 2009-2016; disponibile in tedesco a francese). Una possibile spiegazione è la riduzione del numero di armi militari in possesso della popolazione svizzera a seguito delle riforme menzionate. I dati statistici disponibili non consentono però di verificare questa ipotesi. Da un'analisi dei sondaggi svizzeri sulla sicurezza risulta che la percentuale delle economie domestiche con armi da fuoco è costantemente diminuita, passando dal 35,4 per cento nel 2000 al 22,5 per cento nel 2015 (Killias Martin, Biberstein Lorenz (2016): Schusswaffen in Schweizer Haushalten. Analyse aus den Schweizerischen Sicherheitsbefragungen 2000-2015). La percentuale dei militari che dopo il proscioglimento dall'obbligo di prestare servizio hanno conservato l'arma personale è scesa dal 43 per cento (31 915) nel 2004 al 13 per cento (3108) nel 2018 (fonte: Personale dell'Esercito).</p><p>Con il sostegno dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU), l'UST sta conducendo un'indagine supplementare quinquennale (2019-2024) su tutti gli omicidi censiti nella SCP. Realizzata nel quadro dell'attuazione della Convenzione di Istanbul (RS 0.311.35), questa indagine mira a ottenere informazioni ancora più dettagliate sulle circostanze esatte dei reati, comprese le armi utilizzate, sui motivi e sulle cause dell'omicidio e quindi ulteriori indicazioni per il lavoro di prevenzione. A condizione che siano disponibili dati sufficienti per un'analisi significativa, i risultati saranno probabilmente pubblicati nel 2025 e in seguito discussi con i Cantoni.</p><p>Il Consiglio federale è dell'avviso che le misure summenzionate, in particolare l'indagine supplementare condotta dall'UST, tengano conto della raccomandazione della CEDAW e ne informerà il competente comitato dell'ONU nel sesto rapporto periodico sulla CEDAW, previsto per la fine del 2020.</p>  Risposta del Consiglio federale.