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Discusse le riforme proposte dal Consiglio federale per la promozione di medicamenti più economici.
BERNA - Le reazioni alla consultazione sulle modifiche riguardanti il rimborso dei farmaci non omologati e sulle misure di riduzione dei costi nel sistema sanitario sono contrastanti. L'Alleanza del Centro e il PS accolgono con favore la spinta verso il contenimento dei costi dei farmaci, mentre l'UDC e l'associazione Interpharma si oppongono.
Il Centro ritiene che vi sia un potenziale di risparmio nei generici e nei biosimilari. Il partito sostiene la proposta del Consiglio federale di promuovere farmaci più economici attraverso incentivi finanziari per gli assicurati.
Ad esempio, la franchigia per l'acquisto di preparati originali sarà aumentata dal 20 al 50% se un farmaco più economico con lo stesso principio attivo è presente nell'elenco delle specialità.
Il partito comunque ritiene che la sicurezza del paziente debba avere la priorità: se per motivi puramente medici viene prescritto un preparato originale più costoso, anche questo deve essere rimborsato, precisa un comunicato.
PS: misure insufficienti - Il PS accoglie con favore l'orientamento delle modifiche e sottolinea che il confronto con altri Paesi mostra che i prezzi dei farmaci e dei servizi medici in Svizzera sono chiaramente troppo alti. Secondo i socialisti si è persa un'occasione quando il Parlamento ha respinto l'introduzione di un sistema di prezzi di riferimento per la determinazione del costo dei generici, quasi due anni fa.
Il PS ritiene che gli aggiustamenti ora proposti per ridurre i prezzi siano insufficienti. Inoltre nei documenti posti in consultazione non si trova alcuna indicazione dei potenziali di risparmio. Il partito chiede quindi una stima da parte dell'amministrazione.
Per quanto riguarda l'aumento della franchigia per l'acquisto di un preparato originale più costoso nonostante l'esistenza di un'alternativa, il PS giudica discutibile che la responsabilità sia scaricata sui pazienti dato che sono i medici a prescrivere i farmaci.
UDC respinge le proposte - L'UDC respinge le modifiche «in questa forma» e chiede all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) di elaborare una nuova bozza insieme ai rappresentanti dell'industria. Anche i democentristi criticano l'assenza di una stima dei possibili risparmi sui costi e sostengono che l'UFSP vuole ridurre i costi a scapito del benessere dei pazienti.
Le proposte sul rimborso dei farmaci non omologati scarica i compiti dell'UFSP sulle assicurazioni malattia, scrive l'UDC. Ciò comporterebbe un ulteriore lavoro amministrativo per gli assicuratori.
Per l'associazione di casse malattia Curafutura, la modifica dell'ordinanza è un passo nella giusta direzione, soprattutto per quanto riguarda i farmaci fuori brevetto. Deplora però la mancanza di una volontà di riformare il sistema in modo da eliminare i falsi incentivi sul fronte dei margini.
«Curafutura ha lavorato dietro le quinte con altri attori della sanità e con il Dipartimento federale dell'interno (DFI) per trovare una soluzione soddisfacente per tutti, e ci è riuscita. La proposta, approvata da Curafutura, pharmaSuisse, FMH e H+, comporterà un risparmio di 60 milioni di franchi e favorirà un maggiore uso dei generici e dei biosimilari», precisa un comunicato.
Poiché i prezzi dei farmaci generici sono eccessivi rispetto a quelli esteri, l'associazione Santésuisse propone un adeguamento annuale per tutti i prodotti a brevetto scaduto al prezzo mediano dei Paesi di riferimento.
Parità di trattamento - Nelle intenzioni del Consiglio federale la riforma dovrebbe favorire la parità di trattamento per le persone malate che hanno bisogno di un farmaco non rimborsato dall'assicurazione di base. Le nuove regole per il cosiddetto rimborso dei casi individuali impongono alle casse di utilizzare lo strumento di valutazione dei benefici elaborato dai medici di fiducia (OLUTool) e a consultare esperti.
Interpharma, l'associazione che rappresenta gli interessi dell'industria farmaceutica, rifiuta "risolutamente" la revisione. Le modifiche previste dal Consiglio federale aggraverebbero gli "attuali urgenti problemi" legati all'inclusione di nuovi farmaci innovativi nell'elenco delle specialità rimborsate dalle casse, scrive Interpharma. Ciò significa che i pazienti continueranno a dover aspettare a lungo per ottenere terapie regolarmente rimborsate.
Medicina a due velocità - La Comunità d'interessi Malattie rare (CI Malattie rare) teme che le misure proposte peggiorino direttamente o indirettamente l'accesso alle terapie per i pazienti affetti da malattie rare. «Il problema centrale non viene risolto: i singoli casi continueranno a non essere valutati da esperti indipendenti», afferma.
Le misure standardizzate proposte per determinare l'utilità delle terapie nel campo delle malattie rare sono molto problematiche: per l'associazione l'obiettivo di un'assistenza medica equa per le persone affette da malattie rare non dovrebbe essere meno importante dell'obiettivo di risparmiare sui costi.
Il PS sostiene la standardizzazione del rimborso di singoli casi di farmaci non ancora autorizzati da Swissmedic. Chiede inoltre che un gruppo di esperti indipendente e vincolante sia integrato nel processo di valutazione.
L'Alleanza del Centro approva la promozione della ricerca clinica di accompagnamento per migliorare la valutazione di nuove terapie ad alto costo. Per l'UDC invece l'UFSP continua a nascondere la propria negligenza nell'approvazione dei preparati nell'elenco delle specialità, creando semplicemente altri casi eccezionali.