Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/139189

<h2>SubmittedText<h2><p>L'accordo di libero scambio concluso tra la Svizzera e la Cina permetterà alle aziende elvetiche di accedere più facilmente al vasto mercato cinese, grazie all'abbattimento dei dazi doganali.</p><p>Parallelamente, imprese cinesi potranno decidere di installarsi in Svizzera per avere in seguito un accesso migliore al mercato europeo.</p><p>In un momento in cui le relazioni con l'Unione europea non sono delle migliori, ecco quindi che questo accordo potrà portare benefici al nostro Paese.</p><p>In particolare, le PMI rappresentano l'asse portante delle economie periferiche (Ticino compreso).</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale:</p><p>1. Vista la portata e la novità dell'accordo, è prevista un'informativa alle realtà economiche e industriali "minori"?</p><p>2. Vista la complessa articolazione dell'accordo, si prevede di agevolare le PMI nell'accedere alle opportunità derivanti dall'accordo, tramite una dettagliata e semplificata informativa?</p><p>3. Si ritiene opportuna una divulgazione di queste informative alle associazioni di promozione economica cantonali?</p><p>4. Per l'eventuale sbarco di aziende cinesi in Svizzera è prevista una pianificazione al fine di non incorrere in una concorrenza difficile da affrontare per le nostre imprese di medie dimensioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Occorre innanzitutto rilevare che il contenuto dell'accordo di libero scambio (ALS) tra la Svizzera e la Cina ha una portata equivalente ai precedenti accordi di libero scambio conclusi dalla Svizzera, rispettivamente dall'AELS, e non è più complesso di questi ultimi. Per poter beneficiare dei vantaggi dell'ALS, alla maggior parte delle imprese basterà adattare le proprie pratiche commerciali come per altri nuovi accordi. La Confederazione informa il mondo economico secondo la prassi abituale attraverso i canali usuali. In particolare, tutti i testi degli accordi, comprese le liste di concessioni tariffali importanti per il settore privato, sono consultabili sul sito Internet della Segreteria di Stato dell'economia. Inoltre, prima dell'entrata in vigore, l'Amministrazione federale delle dogane pubblicherà, come per tutti gli ALS, una circolare contenente le informazioni e le procedure specifiche da osservare.</p><p>La promozione delle esportazioni è affidata in Svizzera sul piano operativo all'associazione di diritto privato sostenuta dalla Confederazione Switzerland Global Enterprise (S-GE, ex Osec), che dispone di sedi a Zurigo, Losanna e Lugano. Conformemente alla legge federale del 6 ottobre 2000 sulla promozione delle esportazioni, la S-GE, specializzata nell'internazionalizzazione di imprese svizzere, sostiene in particolare le PMI nell'individuare e sfruttare opportunità d'esportazione. Per poter presentare alle PMI svizzere i vantaggi concreti degli ALS, nel 2013 la S-GE ha inoltre istituito il format di eventi "Forum accordi di libero scambio". Già nel secondo semestre del 2013 hanno così potuto svolgersi a San Gallo, Losanna e Lugano riunioni informative concernenti l'ALS Svizzera-Cina. Infine, diverse associazioni mantello e di categoria del mondo economico svizzero, come anche la Camera di commercio, preparano e distribuiscono ai loro membri informazioni concernenti gli ALS.</p><p>4. Gli investimenti internazionali sono un fattore chiave per la crescita e il benessere economici della Svizzera e della maggior parte delle altre economie. A causa delle dimensioni limitate del mercato interno, molte imprese svizzere dipendono, oltre che dalle esportazioni, anche dalle possibilità d'investimento all'estero. Una politica di apertura della Svizzera verso gli investimenti esteri è una condizione indispensabile per evitare discriminazioni nei confronti degli investimenti diretti svizzeri all'estero. Il diritto svizzero non prevede controlli generali all'entrata per gli investimenti esteri o controlli specifici per gli investimenti provenienti da determinati Paesi. Il Consiglio federale ha già spiegato in passato questa posizione e non ha motivo di modificarla nel caso degli investimenti diretti cinesi in Svizzera. Una politica di apertura è anche una condizione necessaria per rafforzare la competitività della piazza economica svizzera e per mantenere e creare posti di lavoro nel nostro Paese. Le imprese estere che operano in Svizzera sono tenute, come le imprese concorrenti elvetiche, a rispettare le norme svizzere per il mantenimento di una concorrenza priva di distorsioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.