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- Ritratto
- Segni di presenza
- Distribuzione
- Effettivi
- Monitoraggio della lince mediante fototrappolaggio
- Perdite
- Attacchi su animali da reddito
- FAQ
SEGNI DI PRESENZA
IMPRONTE
Le linci hanno – come tutti i felini ad eccezione del ghepardo – gli artigli retrattili. Di conseguenza non sono generalmente visibili nelle impronte. Se appaiono, ad esempio, in un terreno molto ripido o sulla neve ghiacciata, allora sono molto fini e appuntiti.
L’impronta è rotonda e nelle linci adulte misura 7-9 cm di diametro. I singoli polpastrelli sono disposti in modo asimmetrico. La zampa anteriore è significativamente più grande della zampa posteriore.
Singole impronte possono essere confuse con le tracce di cane, quando le unghie di questi ultimi non lasciano alcuna traccia. Pertanto, è sempre importante considerare l’intero sviluppo della traccia. Le tracce di lince sono di solito molto „dirette“, perché si sviluppano in linea retta, a differenza del cane che spesso lascia tracce a zig-zag mentre annusa a terra. Le linci sono molto agili e camminano spesso sopra muretti, alberi caduti o sporgenze rocciose. Sono tipici anche balzi e grandi salti.
In genere le unghie non sono visibili nelle impronte di lince.
© Fridolin Zimmermann
Qui si può osservare il tipico sviluppo lineare di una traccia di lince.
© Fridolin Zimmermann
Traccia di lince su un tronco d’albero
© Fridolin Zimmermann
ESCREMENTI
Gli escrementi di lince sono composti di più segmenti cilindrici, larghi quanto delle pigne di abete, che misurano circa 2-3 cm di diametro e 3-5 cm di lunghezza. Spesso sono visibili peli o frammenti d’osso delle prede. Se la lince si è nutrita esclusivamente di carne, le feci possono essere informi e molli.
La lince eurasiatica tende a ricoprire le feci con neve, terra o foglie.
Escrementi di lince: nella sua forma più comune, con segmenti cilindrici e punte corte (ciuffi) alle due estremità.
© Fridolin Zimmermann
Le linci a volte coprono anche i loro escrementi.
© Fridolin Zimmermann
PREDA DELLA LINCE
La lince pratica la caccia all’agguato. Si avvicina il più possibile alla preda, la cattura in pochi balzi e la uccide con un morso alla gola. La lince non segue la preda su lunghe distanze, come invece fanno altre specie di predatori. Le predazioni di lince sono caratterizzate da segni molto peculiari, per cui sono ben riconoscibili.
La lince ha una preferenza naturale per gli ungulati, che può consumare nel corso di diverse notti lasciando solo lo scheletro, la pelle e il rumine.
Tipico quadro di predazione:
Tra un pasto e l’altro le prede vengono occultate, ovvero nascoste con foglie o terra/neve. La testa e le estremità non vengono mai staccate e in generale lo scheletro rimane intatto. Prede di grande taglia sono trascinate su corte distanze per essere poi nascoste.
Ferite:
La gola e la laringe sono perforate, sono presenti ferite ai tessuti nella regione del collo; queste ferite spesso non sono visibili se non dopo aver levato (scuoiato) la pelle. Ad eccezione di qualche graffio, generalmente non sono presenti altre ferite sul resto del corpo.
Processo di consumazione:
La lince si nutre in maniera sistematica partendo dai quarti posteriori (cosce) verso la testa. Il tratto digerente non viene mangiato e la pelle viene ribaltata sulla carcassa. Le ossa sono pulite e la cassa toracica è spesso consumata.
Un capriolo adulto può essere consumato nel corso di 4-5 notti. Contrariamente alle prede selvatiche, quelle domestiche spesso non sono consumate interamente; le volpi finiscono i resti di preda abbandonata della lince.
Camoscio ucciso da una lince, con la pelle rivoltata sulla carcassa.
© Fridolin Zimmermann
Le linci spesso coprono (occultano) le prede con le foglie.
© Fridolin Zimmermann
Capriolo ucciso da una lince.
© Fridolin Zimmermann
VOCALIZZAZIONI
La lince può chiamare (una sorta di grido abbaiato), fare le fusa, ringhiare (ruggire) o soffiare. Il periodo più frequente in cui vocalizza è durante la stagione degli amori. Il contatto intra-specifico è mantenuto da corti richiami, comunque udibili a più chilometri tra le montagne durante una notte d’inverno silenziosa. Nella maggior parte dei casi, si tratta di più richiami, ripetuti 3-4 volte. Il maschio vocalizza soprattutto durante il periodo riproduttivo, mentre la femmina e i suoi piccoli si chiamano spesso e durante tutte le stagioni.