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Oggi, domenica 22 febbraio, fra le altre “perle”, ecco che il “Mattino della domenica” ci comunica, per la penna del suo direttore Lorenzo Quadri, una nuova proposta di stampo medievale o giù di lì, quella di impedire ai politici svizzeri di avere un passaporto che non sia solo quello svizzero.
Premetto che, personalmente, ho un solo passaporto, quello svizzero, ma, ohibò, non vedo perché qualcun altro, se ritiene che sia una buona idea, non dovrebbe conservare pure il passaporto delle proprie origini. Quadri scrive: “Il cittadino straniero che richiede il passaporto elvetico lo deve fare perché ha maturato una convinzione: quella di voler appartenere alla nostra collettività”. E se questo cittadino straniero, una volta svizzero, volesse appartenere alla comunità in cui vive, quella svizzera, ma mantenere pure legami con quella d’origine come avviene in tutta Europa?! Non si può perché lo dice Quadri?
Rammentiamo all’irrefrenabile direttore del “Mattino” che un Premio Nobel della caratura di Amartya Sen ha sottolineato proprio che la pluriappartenenza è il miglior antidoto contro la violenza nel suo classico testo “Identity and violence”. Quindi, appartenere a più comunità il più delle volte disinnesca rivalse, rivincite, recriminazioni, e a volte anche guerre. Non per l’esclusivista Lorenzo Quadri, però.
Sergio Roic