Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01199.jsonl.gz/1035

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
La Confederazione indirà un pubblico concorso per l'assegnazione delle "analisi VOX" sulle votazioni federali, un lucroso mandato finora delegato alla comunità di ricerche coordinata dal politologo Claude Longchamp e dal suo istituto di sondaggi gfs.bern. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale.
La Cancelleria federale concluderà un contratto con il consorzio di ricerca per le analisi VOX per garantire una transizione senza scossoni. L'intesa sarà valida fino alla fine del 2015 e potrà essere prolungata se l'aggiudicazione dell'appalto dovesse registrare ritardi. Il bando di concorso che sarà pubblicato riguarderà quindi il periodo 2016 - 2019
Le analisi VOX sono condotte - dal 1987 su mandato della Confederazione - da una comunità di ricerche comprendente l'impresa gfs.bern di Longchamp, che esegue i sondaggi e coordina il progetto, e gli istituti di scienze politiche delle università di Zurigo, Berna e Ginevra. Il contratto rinnovabile ogni quattro anni giunge a scadenza a fine luglio.
Le disposizioni sugli acquisti pubblici della Confederazione prevedono tuttavia che per i mandati che superano i 230 000 franchi sia indetta una gara d'appalto. Lo scorso anno la Confederazione ha versato 411'480 franchi per le analisi VOX.
La Cancelleria aveva spiegato in aprile che finora l'incarico era stato attribuito al consorzio visto che le analisi VOX sono una proprietà intellettuale di quest'ultimo e che "nessun altro istituto di ricerca può dunque svolgerle in questa forma".
In quell'occasione aveva pure precisato che la decisione di indire un concorso era stata presa l'anno scorso e che non era in relazione alle critiche per l'errata valutazione del voto giovanile nell'ultima analisi riguardante la votazione del 9 febbraio sull'iniziativa UDC "Contro l'immigrazione di massa". Secondo l'analisi, pubblicata il 3 aprile, solo il 17% dei cittadini svizzeri di età inferiore ai 30 anni si sarebbe espresso su tale oggetto. Un dato contestato da diversi politologi, tanto che lo stesso Longchamp ha finito per ammettere un possibile errore di valutazione.
SDA-ATS