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Quattro morti - due donne e due uomini sulla cinquantina, tutti italiani residenti nel Milanese. Questo il tragico bilancio di una valanga scesa ieri pomeriggio sul versante svizzero del Gran San Bernardo, in Vallese. La massa nevosa ha travolto un gruppo di sei sciescursionisti: tre di essi sono deceduti dopo essere stati estratti dalla neve, mentre il quarto, subito apparso in condizioni disperate, è morto nella notte in ospedale a Sion (VS). Da segnalare anche un ferito, che se la caverà, mentre una sesta persona è rimasta illesa. In totale, dopo questo nuovo dramma, sale a 25 il numero di morti causate dalle valanghe in questa stagione.
La comitiva stava salendo verso l'ospizio del Gran San Bernardo quando, in località La Combe des Morts, una grossa slavina si è staccata a 2300 metri di quota. Il fronte della massa di neve, largo un centinaio di metri, ha travolto il gruppo. Immediatamente è scattato l'allarme ma le operazioni sono state rallentate dal maltempo che ha impedito agli elicotteri di salire in quota per molti minuti: i soccorritori sono stati quindi trasportati a una quota più bassa e sono risaliti a piedi fino al luogo della slavina.
Gli scialpinisti erano sepolti sotto una spessa coltre di neve, alcuni a una profondità di oltre due metri e mezzo. Una trentina di uomini, con l'ausilio di sonde e cani da valanga, hanno scavato a lungo per estrarre i feriti, che sono stati trasportati a valle con gli elicotteri di Air Glaciers. I quattro più gravi - sia per i traumi da caduta sia per ipotermia - sono stati ricoverati nei reparti di rianimazione di vari ospedali del Vallese.
Tre di loro - due donne di 51 e 52 anni e un 51enne - sono arrivati in fin di vita e i medici hanno solo potuto constatarne il decesso. Il quarto, un 52enne, è deceduto in nottata. Due i sopravvissuti al dramma: si tratta di un uomo di 52 anni, ricoverato con ferite leggere, e di un 51enne che non è stato colpito dalla massa nevosa per un soffio. Stando alla stampa italiana, tra le vittime figurano il presidente della School of Management del Politecnico di Milano (MIP) e una neurologa dell'Ospedale Sacco di Milano.
SDA-ATS