Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/212762

<h2>SubmittedText<h2><p>La revisione della LPC, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2021, tratta in maniera disomogenea la sostanza dei pensionati. Nell'esame del diritto alle prestazioni complementari (PC) la sostanza è computata in modo differente a seconda che sia costituita da una proprietà d'abitazione, da una prestazione in capitale della previdenza per la vecchiaia o da una rendita della previdenza professionale. Dopo il pensionamento, l'avere di vecchiaia entra a far parte della sostanza privata ed è computato quale patrimonio libero nel calcolo della sostanza netta. Le persone che non dispongono di previdenza professionale o il cui capitale di vecchiaia è depositato su una polizza di libero passaggio o simili sono penalizzate da questo disciplinamento. In seguito all'inclusione dell'avere di vecchiaia nella sostanza privata, infatti, sono maggiormente colpite dalle restrizioni delle PC, in quanto la loro sostanza computabile supera più spesso il limite massimo.</p><p>La proprietà di un immobile ad uso personale e l'utilizzo del capitale di vecchiaia risparmiato  (p. es. polizze di libero passaggio, terzo pilastro e prestazioni in capitale della previdenza professionale) hanno l'identico scopo, a prescindere dalla forma del capitale, di garantire la copertura del fabbisogno vitale nella vecchiaia e non dovrebbero dunque essere toccati (nei limiti di determinati valori soglia) da restrizioni all'erosione della sostanza fintanto che sono destinati unicamente a tale scopo.</p><p>Bisogna proteggere quelle fasce della popolazione che non possono scegliere tra rendita e prestazione in capitale della previdenza professionale, affinché non siano discriminate rispetto ai beneficiari di rendita. Si tratta in particolare degli indipendenti senza cassa pensioni e delle persone il cui diritto all'indennità di disoccupazione è esaurito che non riescono più a conseguire un reddito sufficiente e non possono beneficiare di un'eventuale rendita transitoria. A questi si aggiungono le donne che presentano lunghi periodi d'interruzione dell'attività lucrativa e/o redditi inferiori al salario minimo LPP e le persone che hanno accumulato un avere di vecchia troppo modesto per dare diritto a una rendita. Concretamente, a non disporre della previdenza professionale sono il 15 per cento delle lavoratrici e il 5 per cento dei lavoratori. Tra gli indipendenti oltre la metà (55 %) non è affiliata ad alcun istituto di previdenza.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta la problematica esposta?</p><p>2. Quali opzioni si presentano a suo parere per garantire a tutti i beneficiari di rendite di vecchiaia la parità di trattamento nell'ambito delle PC?</p><p>3. Ritiene possibile prevedere che una parte dell'avere di vecchiaia non venga attribuita al capitale netto e che sia esclusa dalle disposizioni concernenti l'erosione della sostanza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.</p><p>L'obiettivo principale della riforma delle PC è tenere maggiormente conto della sostanza nel calcolo del diritto a queste prestazioni. A tale scopo, il Parlamento ha tra l'altro stabilito l'introduzione di un limite di sostanza per il diritto alle PC e la riduzione delle franchigie computate nel calcolo dell'erosione della sostanza.</p><p>Dai beneficiari di PC in possesso di una sostanza si esige che utilizzino quest'ultima per finanziare la copertura del loro fabbisogno vitale. Tuttavia bisogna evitare che ai proprietari di abitazioni sia automaticamente negato il diritto alle PC. Chi possiede un'immobile di modesto valore non va obbligato a venderlo, ma deve poter continuare a vivere nella propria casa o nel proprio appartamento e, dunque, rimanere nel proprio contesto sociale abituale anche mentre beneficia di PC. Per questa ragione, già da tempo gli immobili ad uso personale vengono computati solo in parte nella sostanza per il calcolo delle PC. Questo computo privilegiato rappresenta l'unica deroga al principio secondo cui nell'ambito delle PC i valori patrimoniali vanno computati interamente. A questo proposito la riforma delle PC non prevede nessuna modifica.</p><p>2.</p><p>Le persone la cui sostanza supera il limite massimo introdotto con la riforma delle PC potranno beneficiare di PC solo dopo aver consumato una parte della sostanza in questione. Questo disciplinamento si applica in modo identico a chi possiede averi di libero passaggio, a chi preleva l'avere di vecchiaia in capitale e a chi ha risparmiato privatamente per la propria previdenza.</p><p>Le rendite della previdenza professionale sono computate per intero come reddito. Per questa ragione, i beneficiari di PC che percepiscono l'avere di vecchiaia in forma di rendita devono utilizzare quest'ultima interamente per la copertura del fabbisogno vitale. Per garantire la parità di trattamento, anche i beneficiari di PC che prelevano l'avere di vecchiaia in capitale sono tenuti a impiegare questo patrimonio per la copertura del fabbisogno vitale. Visto quanto precede, il Consiglio federale non rileva dunque nessuna disparità di trattamento ingiustificata nelle disposizioni concernenti la soglia patrimoniale.</p><p>3.</p><p>Un computo solo parziale dell'avere di vecchiaia per il calcolo dell'erosione della sostanza sarebbe in contrasto con la decisione presa dal Parlamento nel quadro della riforma delle PC di ridurre la franchigia e di aumentare così l'erosione della sostanza. Il Consiglio federale non ritiene pertanto che vi sia il margine di manovra necessario per un provvedimento del genere.</p><p>Per i beneficiari di rendite di vecchiaia che vivono a casa, l'erosione della sostanza ammonta a un decimo della sostanza netta disponibile nel relativo anno. Nonostante la riduzione delle franchigie (nuovi importi: 30 000 franchi per le persone sole e 50 000 franchi per le coppie sposate), a lungo termine chi possiede averi di libero passaggio e chi preleva l'avere di vecchiaia in capitale può, nella maggior parte dei casi, far valere un diritto a PC più elevate rispetto alle persone che percepiscono l'avere di vecchiaia della previdenza professionale in forma di rendita. Anche per questa ragione, il Consiglio federale non ritiene che vi siano i presupposti per un computo parziale delle prestazioni in capitale della previdenza professionale nel calcolo dell'erosione della sostanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.