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Paradiso, canto XIV
Renato Regli legge e commenta il XIV canto del Paradiso. Salomone spiega al poeta che la luce durerà in eterno con una intensità proporzionale al merito di ciascuna anima: dopo la resurrezione i beati - riunita l'anima al corpo - si troveranno in uno stato di maggiore perfezione. I corpi stessi dei beati appariranno allora più luminosi della luce che li avvolge; ma tanta luce non offenderà la vista, dato che anche gli organi sensibili saranno più perfetti. Improvvisamente Dante vede formarsi una terza corona e, rivolto a Beatrice, domanda dove si trovino: comprende di essere giunto nel cielo di Marte perché lo vede così fiammeggiante che gli sembra più rosso del solito. In questo cielo appaiono splendori disposti in due liste luminosissime, così da formare una croce. Nel mezzo di tal croce il pellegrino vede apparire e sparire, in un lampo, la figura divina di Cristo: sebbene il poeta non possa comprendere pienamente le parole del canto che ora lo rapisce, si rende conto di udire un inno di amore e lode.
25.3.2021
Lingua, letteratura e arte
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17 min