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L'aviazione militare svizzera non è tenuta a prestare particolare attenzione quando durante le esercitazioni sorvola bandite di caccia e zone di riposo della selvaggina. È quanto risulta da una perizia commissionata dal governo urano, che lancia comunque un appello ai piloti per una maggiore tutela del mondo animale.
Nel caso di civili che compiono intrusioni nelle zone di riposo della cacciagione, il cantone può intervenire infliggendo multe fino ad un ammontare di 150 franchi agli escursionisti di ogni genere (a piedi, con sci, snowboard, racchette da neve, deltaplano, parapendio). Ma di fronte all'esercito le autorità hanno le mani legate, sottolinea laconicamente un comunicato odierno della cancelleria di stato.
In base alla perizia, le attività della difesa nazionale hanno infatti la priorità sul diritto cantonale. E ciò vale anche per le esercitazioni della Bundeswehr tedesca nell'ambito del cosiddetto "Cross Country Trainings".
Rimane quindi solo "la via del dialogo" con le competenti autorità federali, conclude la nota del governo cantonale. Secondo quest'ultimo, i responsabili dell'aviazione sono coscienti della problematica e stanno esaminando la possibilità di riportare le bandite di caccia cantonali come ostacoli sulle carte di volo.
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