Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/135563

<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi mesi e settimane, le pressioni internazionali esercitate sulla piazza finanziaria svizzera si sono notevolmente intensificate: non solo l'OCSE, ma anche il G-20, l'UE e gli USA pretendono dalla Svizzera sempre più concessioni. Durante la sessione estiva o nel corso dell'estate saranno prese diverse decisioni giuridiche. Basta l'esempio della diatriba fiscale con gli Stati Uniti per capire quanto la questione sia urgente. In tempi brevi, quasi certamente ancora prima della sessione d'autunno, bisogna attendersi da parte dell'OCSE rivendicazioni concrete riguardo allo scambio automatico di informazioni (AIA). Cresce anche la pressione esercitata dall'UE per imporre l'AIA. Poco tempo fa l'Ecofin ha ricevuto un mandato dall'UE di negoziare con la Svizzera un'estensione dell'accordo sulla fiscalità del risparmio, la quale comprenderà, a seconda delle circostanze, anche l'introduzione dell'AIA. Contemporaneamente, vengono sferrati attacchi anche contro il segreto bancario in Svizzera. Il Consiglio federale in corpore è urgentemente chiamato ad adottare una posizione chiara riguardo ai principali cantieri rilevanti nel settore finanziario e a fare chiarezza nei confronti del Parlamento, per evitare di farci nuovamente sorpassare dai recenti avvenimenti. Senza questi chiarimenti, la Svizzera rischia di dover nuovamente adottare in modo disorganico e precipitato importanti decisioni che avranno vaste ripercussioni sulla piazza finanziaria svizzera.</p><p>Invitiamo pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui la Svizzera dovrebbe prendere in considerazione uno scambio automatico di informazioni con l'estero qualora venisse imposto come standard OCSE e tutte le piazze finanziarie internazionali rilevanti lo mettessero anche concretamente in pratica?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui un'eventuale introduzione dell'AIA con l'estero non debba influire sul segreto bancario in Svizzera?</p><p>3. Come prevede di agire il Consiglio federale qualora l'UE chiedesse di intavolare negoziati per l'introduzione dell'AIA?</p><p>4. In caso di eventuali negoziati con l'UE, come intende procedere per assicurarsi che per la Svizzera valgano le stesse condizioni applicabili a tutte le altre importanti piazze finanziarie del mondo?</p><p>5. Se l'AIA fosse introdotto nei confronti dell'UE o dell'OCSE ma non si imponesse come standard internazionale effettivamente attuato, quali sarebbero le conseguenze negative per l'economia svizzera? Come pensa di contrastare il Consiglio federale queste conseguenze negative?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è disposto a collaborare attivamente in seno all'OCSE allo sviluppo di uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni inteso a garantire la conformità sotto il profilo fiscale, che soddisfi elevate esigenze per quanto concerne il rispetto del principio di specialità e della normativa in materia di protezione dei dati, che assicuri la reciprocità e che comprenda norme affidabili per l'accertamento dell'avente economicamente diritto di tutte le forme giuridiche, compresi trust e società di sede. Se si dovesse giungere a un simile standard, riconosciuto e introdotto dagli Stati del G-20, dai Paesi membri dell'OCSE e da tutte le principali piazze finanziarie del mondo, il Consiglio federale sarà disposto a trasporre tale standard nel diritto svizzero parimenti al fine di garantire la conformità sotto il profilo fiscale dei clienti con sede fiscale all'estero di gestori patrimoniali. Con servizi rispettivamente Stati, che non introducono lo standard globale, si concluderanno sempre convenzioni standardizzate sull'imposizione alla fonte con scambio di informazioni su richiesta.</p><p>2. Il passaggio allo scambio automatico di informazioni nel contesto internazionale riguarderebbe esclusivamente clienti imponibili all'estero. La situazione a livello nazionale ne sarebbe risparmiata. Gli altri Stati o le organizzazioni internazionali non invocano un'ingerenza nella sfera privata dei contribuenti svizzeri e nemmeno sarebbe compito loro formulare aspettative a questo riguardo. Sulla questione dell'impostazione del segreto bancario in Svizzera, il nostro Paese conserva inalterata la propria sovranità.</p><p>3.-5. Il Consiglio federale valuterà l'ulteriore modo di procedere con l'UE alla luce dell'estensione della fiscalità del risparmio, dopodiché stabilirà i successivi passi.</p>  Risposta del Consiglio federale.