Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01225.jsonl.gz/953

1924/02/28
Nasce a Phoebus, in Virginia, Christopher C. Kraft, Jr. Nel 1958 diventerà membro dello Space Task Group, che sarà vita al Manned Spacecraft Center (oggi Johnson Space Center) che svilupperà i concetti generali del progetto Mercury.
Kraft creerà l’organizzazione tecnica e operativa che progetterà le prime traiettorie e i primi piani di missione e definirà gli standard per il controllo dei veicoli spaziali. Concepirà l’idea di un Mission Control (Controllo Missione) che dia supporto tecnico in tempo reale agli equipaggi. Sarà il primo Flight Director (direttore di volo) delle missioni con equipaggio della NASA. Parteciperà a tutti i programmi spaziali statunitensi, da Gemini a Shuttle, restando direttore del JSC fino al 1982 [Rnasa; NHO; NASA; NASA].
1959/02/28
Gli Stati Uniti lanciano Discoverer 1, che viene presentato come un progetto civile ma è in realtà il primo dei satelliti militari di ricognizione della serie Corona. Il veicolo è concepito come primo satellite in orbita polare. Il lancio viene dichiarato un successo, ma in realtà viene persa ogni traccia del satellite, per cui non si sa se sia mai realmente entrato in orbita [NASA; NHO; The Space Review].
1966/02/28
Charles Bassett II ed Elliott See, i due membri dell’equipaggio primario della missione Gemini 9, muoiono nello schianto del loro aereo T-38.
See, 38 anni, e Bassett, 34 anni, sono partiti intorno alle sette di mattina dalla base di Ellington, diretti allo stabilimento della McDonnell a St. Louis, a bordo di un addestratore T-38, accompagnati dall’equipaggio di riserva, Tom Stafford e Gene Cernan, su un altro T-38. Devono trascorrere a St. Louis una decina di giorni per ispezionare la loro capsula Gemini ed addestrarsi nel simulatore.
Alla partenza il tempo è ottimo, ma a St. Louis piove; le nuvole sono basse (a 600 metri di quota) e la visibilità è scarsa. All’arrivo sopra la base aerea di Lambert Field, poco prima delle nove, i due jet si trovano troppo vicini alla fine della pista d’atterraggio e così See vira a sinistra, stando sotto le nuvole, mentre Stafford si arrampica e rientra nelle nubi per tentare un altro avvicinamento, cosa che gli riesce senza problemi.
Ma la virata di See porta il suo T-38 vicino all’Edificio 101 della McDonnell, dove i tecnici stanno lavorando proprio alla capsula Gemini che dovrà portare See e Bassett nello spazio. Rendendosi forse conto di star perdendo quota troppo rapidamente, See accende i postbruciatori e tenta di virare bruscamente a destra, ma è troppo tardi: l’aereo colpisce il tetto dell’edificio con un’ala e si schianta, incendiandosi e uccidendo Bassett e See. Frammenti del loro aereo colpiscono la capsula Gemini. See viene sbalzato fuori dall’aereo; il suo cadavere viene ritrovato in un parcheggio adiacente. La testa di Bassett viene trovata incastrata fra le travi del tetto dell’Edificio 101. Se l’aereo fosse stato leggermente più basso, avrebbe distrutto la capsula e soprattutto ucciso decine di specialisti che vi lavoravano, mettendo in crisi l’intero progetto di arrivare alla Luna.
Non è il primo incidente che tronca la vita di un astronauta: era già successo con Theodore Freeman nel 1964. Ma è la la prima volta che la NASA si trova costretta a rimpiazzare l’equipaggio primario di una missione con quello di riserva. Stafford e Cernan voleranno nello spazio con la Gemini IX e diventeranno i primi ad effettuare con successo tre rendez-vous; in seguito voleranno insieme fino alla Luna con Apollo 10.
L’incidente aereo innesca un effetto domino che cambia il corso della storia: senza la morte di Bassett e See, per esempio, Buzz Aldrin non sarebbe stato scelto come membro di riserva per Gemini IX e non avrebbe volato con la Gemini XII a novembre del 1966; probabilmente non sarebbe stato il pilota del modulo lunare di Apollo 11 e quindi non sarebbe stato il secondo uomo a camminare sulla Luna. Inoltre Gene Cernan probabilmente non sarebbe stato l’ultimo uomo sulla Luna. Aldrin, amico e vicino di casa di Bassett, non dimenticherà mai che la sua presenza nei libri di storia è frutto di questa tragedia.
See e Bassett verranno sepolti al Cimitero Nazionale di Arlington, uno vicino all’altro. I loro nomi non sono noti ai più, forse perché sono morti prima di andare nello spazio, ma sono incisi nello Space Mirror Memorial al Centro Spaziale Kennedy, insieme a tutti gli altri astronauti deceduti nello svolgimento del proprio compito, e sono stati portati sulla Luna dagli astronauti di Apollo 15 nella targa che accompagna la statuetta Fallen Astronaut collocata nei pressi della Hadley Rille [NASA; NASA; AmericaSpace].
Feb28-1966-bassett-see.jpg
Elliott See (a sinistra) e Charles Bassett II (a destra).
1972/02/28
La sonda sovietica Mars 3 scatta un’immagine a colori di Marte e la ritrasmette a Terra. Purtroppo un guasto al trasmettitore di bordo consente solo l’invio della scansione a bassa risoluzione della pellicola fotografica usata dalla sonda [StrykFoto].
Feb28-1972_mars_crescent_mars3_19720228_stryk_feb28m3a.jpg
Una falce di Marte.
1989/02/28
La sonda sovietica Phobos 2 scatta questa immagine dell’omonima luna di Marte, che ha un diametro di circa 25 chilometri. La fotografia fa parte di una serie di tredici immagini a colori scattate dalla sonda prima che venisse perso il contatto radio il 27 marzo 1989 [Planetary.org/Ted Stryk].
Feb28-1989_phobos_mars_vsk_19890228_1330.jpg
Phobos taglia l’orizzonte di Marte.
1990/02/28
Lancio della missione Shuttle STS-36: l’Atlantis effettua una missione per conto del Dipartimento della Difesa, portando in orbita un carico militare segreto e gli astronauti John O. Creighton (comandante), John H. Casper (pilota), Richard M. Mullane, David Hilmers e Pierre J. Thuot (specialisti di missione). Per la prima volta dai tempi di Apollo 13, il lancio è stato rinviato a causa della malattia del comandante e delle condizioni meteorologiche (la data inizialmente prevista era il 22 febbraio).
Si tratta della sesta missione militare dello Shuttle, che resterà in orbita per 4 giorni e 10 ore su un piano orbitale estremamente inclinato (62 gradi rispetto all’equatore) che impone un insolito sorvolo di zone abitate durante il decollo, normalmente da evitare per non farvi precipitare rottami in caso di malfunzionamenti durante l’arrampicata verso lo spazio. Queste deroghe sono probabilmente dovute alla natura estremamente importante del carico. Anche la quota orbitale è molto bassa (inizialmente circa 200 km, poi circa 248 x 260 km).
La natura esatta del carico resta tuttora segreta, ma gli indizi pubblicamente disponibili suggeriscono che si tratti di un satellite di ricognizione strategica a bassissima visibilità, progettato per non essere osservabile dalla Terra [NASA; FAS; AmericaSpace; AmericaSpace].
2016/02/28
Muore a 74 anni l’astronauta statunitense Donald E. Williams. Aveva compiuto due missioni spaziali con gli Shuttle Discovery e Atlantis, rispettivamente nel 1985 e nel 1989, trascorrendo in totale 287 ore e 35 minuti nello spazio [NASA; ASE Astronauts].