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La "pace è sempre possibile, sempre possibile, e dobbiamo cercarla". Lo ha detto il Papa, a braccio, davanti a circa 50mila persone in piazza San Pietro, aggiungendo che "la preghiera è alla radice della pace, fa germogliare la pace".
Papa Francesco ha invitato a "implorare la pace, leggo lì - ha detto indicando uno degli striscioni in piazza - 'la pace è sempre possibile, sempre possibile, dobbiamo cercarla, e di là 'la preghiera alla radice della pacè, ecco, la pace è possibile e la preghiera fa germogliare la pace".
Citando poi il titolo del messaggio per la Giornata mondiale della pace 'Non più schiavi ma fratellì, ha commentato: " non più schiavi perché le guerre ci fanno schiavi tutti, siamo chiamati tutti a costruire secondo la propria responsabilità, e ricordate bene: la pace è sempre possibile e alla radice della pace c'è sempre la preghiera, preghiamo per la pace".
Indicando un altro striscione ha aggiunto: "anche ci sono quelle belle scuole di pace, scuole per la pace, dobbiamo andare avanti con questa educazione per la pace".
Anche prima e dopo l'Angelus il Papa ha interagito varie volte con la piazza. Tra l'altro ha fatto ripetere a tutti e per tre volte, come già aveva fatto in basilica durante la messa, "Santa madre di Dio", e ha nuovamente raccontato ai presenti, come già in basilica, un episodio del Concilio di Efeso relativo a questa triplice acclamazione.
Inoltre il Papa è tornato su una questione a lui molto cara: il ricordo del giorno del proprio battesimo. "Vi domando nuovamente - ha detto sempre a braccio - chi di voi ricorda il giorno in cui è stato battezzato, la data? Chi di voi la ricorda? Alzate la mano, sono tanti ma non sono tanti, per quelli che non la ricordano darò un compito, cercare tale data e custodirla nel cuore, chiedere aiuto ai padrini e madrine, ai genitori, ai nonni, 'quale giorno sono stato battezzato?'. Fate questo - ha esortato - sarà bello per ringraziare Dio del dono del battesimo".
SDA-ATS