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Il leader laburista ha annunciato che rimarrebbe "neutrale" in un ipotetica campgna che riporterebbe gli inglesi a votare su un accordo per la Brexit.
Il leader dei laburisti inglesi non si schiera né per l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue, né per la sua permanenza. Jeremy Corbyn "resterebbe neutrale sulla Brexit", come ha detto lo stesso Corbyn intervistato dalla Bbc.
Se sarà lui a vincere le elezioni del prossimo 12 dicembre Corbyn vuole prima negoziare un nuovo accordo con l'Unione europea per l'uscita della Gran Bretagna e poi indire un secondo referendum, in cui il popolo britannico dovrà scegliere fra l'accordo per l'uscita negoziato da Corbyn o la permanenza nell'Ue.
Corbyn ha detto che il suo accordo sarebbe per una "soft" Brexit, che manterrebbe più legami economici con l’Ue rispetto all’accordo negoziato dal premier conservatore Boris Johnson. A quel punto, durante la campagna, Corbyn ha detto che "resterei neutrale, in modo da essere credibile nella mia promessa agli elettori di realizzare qualsiasi decisione essi prenderanno nel referendum”.
L'intento di Corby, secondo gli osservatori britannici, è quello di non inimicarsi né i fautori dell'uscita, presenti anche nel suo partito, specialmente nelle regioni economicamente depresse del nord-est dell'Inghilterra, né i pro-europeisti, che rappresenterebbero circa i tre quarti dei laburisti. Tuttavia il rischio è che gli elettori decidano, a seconda del loro orientamento sulla Brexit, di schierarsi o con i liberaldemocratici, chiaramente a favore del "remain", o con i partiti chiaramente pro-Brexit, come Brexit Party di Nigel Farage o al limite i conservatori di Boris Johnson.