Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/256215

<h2>SubmittedText<h2><p><span style="color:windowtext;">Con comunicazione del 29 marzo 2023 il Consiglio federale dichiarava quanto segue:&nbsp;</span></p><p><span style="color:windowtext;">"Nella seduta del 29 marzo 2023 il Consiglio federale ha deciso di aumentare, a decorrere dal 3&nbsp;marzo 2023, i tassi d'interesse dei crediti Covid-19 tuttora scoperti. Questi tassi ammonteranno quindi all'1,5 per cento per i crediti fino a 500&nbsp;000 franchi e al 2&nbsp;per cento per i crediti superiori a 500&nbsp;000 franchi. Così facendo, l'Esecutivo tiene conto dell'andamento dei tassi d'interesse”.&nbsp;</span></p><p><span style="color:windowtext;">Questa decisione mette in difficoltà molte piccole e medie aziende che hanno fatto capo ai crediti Covid-19 nel periodo della pandemia, spesso perché le varie Autorità hanno decretato chiusure e limitazioni delle attività economiche. Le condizioni con cui sono stati concessi i crediti erano chiari e il tasso d'interesse conosciuto. Si può dunque affermare che i singoli imprenditori a suo tempo avevano deciso di far capo a questi crediti, anche tenuto conto dei tassi d'interesse moderati.&nbsp;</span></p><p><span style="color:windowtext;">Con questa decisione il Consiglio federale cambia, manu militari, le condizioni dei crediti, mettendo in difficoltà diversi piccoli e medi imprenditori.&nbsp;</span></p><p><span style="color:windowtext;">Chiedo al Consiglio federale:&nbsp;</span></p><p><span style="color:windowtext;">1. Non crede che questa decisione unilaterale equivalga a cambiare le carte in tavola a gioco in corsa?&nbsp;</span></p><p><span style="color:windowtext;">2. Ritiene corretto cambiare le condizioni di concessioni dei prestiti, sapendo che per diversi piccoli e medi imprenditori questa decisione causerà dei problemi nel far quadrare i conti?&nbsp;</span></p><p>3. Prende in considerazione di rivedere la decisione, soprattutto a fronte del fatto che i crediti Covid-19 per molti imprenditori si sono resi necessari a causa di chiusure e limitazioni imposte dalle Autorità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo l’articolo&nbsp;4 capoverso&nbsp;2 della legge del 18&nbsp;dicembre 2020 sulle fideiussioni solidali COVID-19 (LFiS-COVID-19; RS&nbsp;<i>951.26</i>), su proposta del Dipartimento federale delle finanze, il Consiglio federale adegua ogni anno agli sviluppi del mercato, con effetto a decorrere dal 31&nbsp;marzo, i tassi d’interesse per i crediti COVID-19. Aderendo al programma di credito, le imprese mutuatarie sapevano che sarebbe stato applicato un tasso d’interesse e che quest’ultimo sarebbe mutato in funzione degli sviluppi del mercato.</p><p>Al numero&nbsp;6 del modulo di richiesta dei crediti COVID-19 sottoscritto da tutte le imprese mutuatarie è riportato che sui crediti vengono riscossi interessi al tasso d’interesse legale.</p><p>2. L’importo di credito garantito da una fideiussione ammontava al massimo al 10&nbsp;per cento della cifra d’affari realizzata nel&nbsp;2019 o nel&nbsp;2018. In altre parole, un tasso d’interesse dell’1,5&nbsp;per cento corrisponde all’incirca allo 0,15&nbsp;per cento della cifra d’affari. Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale ritiene che un aumento moderato degli interessi sia sostenibile per le imprese mutuatarie.</p><p>3. La decisione del Consiglio federale di adeguare i tassi d’interesse è stata presa conformemente alle basi legali. Secondo il summenzionato articolo&nbsp;4 capoverso&nbsp;2 LFiS-COVID-19, il Consiglio federale adegua ogni anno, con effetto a decorrere dal 31&nbsp;marzo, i tassi d’interesse agli sviluppi del mercato. Mentre nel&nbsp;2021 e nel&nbsp;2022 al momento della presa di decisione i tassi d’interesse determinanti non avevano subito alcuna variazione, nel primo trimestre del&nbsp;2023 la situazione è cambiata. Da giugno&nbsp;2022 i tassi d’interesse sono in forte rialzo e, in ultima analisi, l’Esecutivo ne ha tenuto conto nella sua decisione. Inoltre, l’adeguamento dei tassi d’interesse scoraggia le imprese a utilizzare i crediti COVID-19 più a lungo del dovuto. Ciò è conforme sia allo scopo originario del programma di credito (superare rapidamente i problemi di liquidità dovuti al coronavirus), sia all’interesse dei contribuenti a contenere il più possibile le inadempienze sui crediti.</p>