Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/93203

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sfruttare tutte le opportunità offerte dalla diplomazia svizzera per fare in modo che nello Sri Lanka:</p><p>- venga negoziata una tregua immediata;</p><p>- venga di nuovo autorizzato l'aiuto umanitario incondizionato alla popolazione bloccata nella regione dalla guerra civile;</p><p>- venga di nuovo ripristinata la libera informazione fornita da media indipendenti;</p><p>- vengano avviati negoziati tra le parti in conflitto per trovare una soluzione politica.</p><p>Una minoranza propone di respingere la mozione: Mörgeli, Reymond, Schibli, Stamm, Wobmann (5)</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è molto preoccupato della situazione umanitaria nello Sri Lanka. Esso deplora le violazioni del diritto internazionale umanitario, in particolare il ricorso indifferenziato e smisurato alla violenza che ha ucciso e ferito migliaia di persone nel nord del Paese. Le preoccupazioni del Consiglio federale riguardano inoltre la sorte di decine di migliaia di profughi interni che si trovano in questa zona di conflitto.</p><p>Impegno bilaterale e multilaterale della Svizzera</p><p>Considerata la drammatica situazione, la Svizzera ha già reagito impiegando diversi strumenti diplomatici.</p><p>- Ha intrapreso più passi in via confidenziale presso l'ambasciata dello Sri Lanka a Berlino e presso Colombo.</p><p>- Il 5 febbraio 2009 il DFAE ha rivolto un appello umanitario al governo srilankese e al LTTE. Tale appello è stato oggetto di un comunicato stampa ed è stato reiterato e sviluppato il 21 aprile 2009.</p><p>- L'11 febbraio 2009, rappresentanti del DFAE hanno incontrato il segretario del ministero srilankese dei diritti dell'uomo a Berna; il segretario ha parimenti incontrato membri della Commissione della politica esterna del Consiglio nazionale.</p><p>- Il 17 marzo 2009 la Svizzera ha fatto una dichiarazione al Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite a Ginevra. Il 29 aprile ha illustrato la situazione nello Sri Lanka dinnanzi al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nel quadro di un dibattito sui bambini nei conflitti armati.</p><p>In seguito il DFAE si è pronunciato a più riprese in favore di un cessate il fuoco e ha esortato i belligeranti a sospendere le ostilità con effetto immediato.</p><p>Aiuto umanitario</p><p>Il Consiglio federale ritiene anzitutto necessario intervenire urgentemente al fine di garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le parti al conflitto, la protezione della popolazione civile e l'accesso senza impedimenti delle organizzazioni umanitarie. Per tale ragione la Svizzera si è impegnata attivamente sul posto affinché i profughi interni della regione del Vanni fossero riforniti di beni di prima necessità e la loro sicurezza fosse garantita. Un ulteriore impegno della Svizzera in loco consiste nel promuovere l'accesso senza impedimenti alle organizzazioni di aiuto internazionali.</p><p>L'aiuto umanitario fornito dalla Svizzera allo Sri Lanka ha raggiunto 5,1 milioni di franchi svizzeri nel 2008. Per l'anno 2009 sono stati preventivati 4,8 milioni di franchi svizzeri e mezzi supplementari sono stati sbloccati per finanziare la fornitura di medicamenti nonché l'aiuto ai profughi interni già evacuati.</p><p>Libera informazione diffusa da media indipendenti</p><p>La diffusione di un'informazione indipendente è attualmente impossibile nello Sri Lanka. Spesso i giornalisti stranieri si vedono rifiutare un visto d'entrata.</p><p>Lo scorso 6 gennaio gli uffici di un canale televisivo sono stati presi d'assalto e saccheggiati; due giorni dopo, il caporedattore del "Sunday Leader", settimanale critico nei confronti del governo, è stato ucciso. Dall'inizio dell'anno una ventina di giornalisti minacciati e di difensori dei diritti dell'uomo hanno lasciato il Paese. La Svizzera è intervenuta più volte a tale riguardo. Essa ha accolto numerose di queste persone accordando loro l'asilo.</p><p>Negoziati tra le parti al conflitto ai fini di una soluzione politica</p><p>La Svizzera esorta nuovamente tutte le parti a negoziare e a comporre il conflitto nel quadro di una soluzione politica. Il 13 aprile 2009 il governo dello Sri Lanka ha ritirato alla Norvegia il mandato di mediazione affidatole nel 1999. Ritenendo che un consenso da parte sua alla ripresa dei negoziati equivarrebbe a un riconoscimento del movimento LTTE, il governo dello Sri Lanka si oppone a tale ripresa.</p><p>La Svizzera mantiene la sua offerta di buoni uffici già prestati in occasione dei colloqui di pace tenutisi in febbraio e in ottobre 2006 a Ginevra. Nel quadro dell'aiuto umanitario, della protezione umanitaria e del dialogo politico, essa permane disponibile ad esercitare un ruolo attivo nell'ottica di una riconciliazione, dell'elaborazione di soluzioni istituzionali a protezione delle minoranze e a favore di una decentralizzazione.</p><p>Nei quattro contesti summenzionati, il Consiglio federale si è adoperato instancabilmente a migliorare la situazione nello Sri Lanka e intende proseguire i suoi molteplici sforzi anche in futuro. Esso permane convinto che un miglioramento rapido e durevole della situazione nello Sri Lanka rappresenti la condizione che permetterà di salvaguardare gli interessi della Svizzera in materia di sviluppo, migrazione e sicurezza internazionale.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.