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I bonus dei manager non saranno tassati. Dopo un lungo tira e molla fra i due rami del parlamento, oggi il Consiglio Nazionale ha definitivamente affossato - con 98 voti contro 85 - l'idea di imporre le remunerazioni che superano i tre milioni di franchi.
Il Consiglio federale e gli Stati avrebbero voluto inserire tale disposizione nel controprogetto all'iniziativa popolare contro le retribuzioni abusive, lanciata dall'imprenditore Thomas Minder. L'idea era di limitare le gratifiche milionarie dei manager obbligando le imprese a pagare le imposte sugli utili se una retribuzione supera i tre milioni di franchi. Attualmente i bonus sono considerati come spese per il personale e quindi sono fiscalmente deducibili.
Per il PLR e l'UDC la tassazione dei bonus non è uno strumento adeguato per limitare le rimunerazioni eccessive di alcuni manager. Il diritto delle società anonime attuale inoltre è un vantaggio per la piazza economica visto che attira imprese estere in Svizzera. E tassare i bonus rischierebbe di penalizzare le imprese, hanno sostenuto i rappresentanti della destra. Per i Verdi liberali l'idea dei bonus non è comunque stata seppellita, se ne riparlerà più in là.
"Sono passati tre anni dalla consegna dell'iniziativa e il popolo non si è ancora espresso in merito", ha fatto notare Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL) a nome della minoranza. Intanto gli abusi continuano: migliaia di persone non riescono più a tirare avanti con il loro salario e altre invece guadagnano milioni, ha detto la socialista basilese citando gli esempi di Daniel Vasella e di altri manager del Credit Suisse e di UBS. Qui parliamo di bonus di oltre tre milioni di franchi: sei volte il salario di un consigliere federale e quaranta volte il reddito mediano, ha aggiunto.