Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01240.jsonl.gz/308

La CNPC vuole l’abrogazione del salario negativo
Revisione dell’ordinanza sul personale federale
Anche la Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNPC) si attiva nella questione del salario negativo. Dopo che garaNto ha chiesto all’AFD di rinunciare alla decurtazione dello stipendio per i dipendenti che hanno ricevuto una valutazione 2 per tre anni consecutivi, la CNPC esige che il passaggio dell’articolo 39 venga abrogato nell’ambito della revisione dell’ordinanza sul personale federale (OPers).
Nella lettera del 25 gennaio 2012 la CNPC espone all’Ufficio federale del personale esempi concreti a conferma dell’arbitrarietà della prassi, peraltro incompatibile con uno sviluppo mirato del personale, e invita a rivedere l’articolo 39 OPers.
La proposta della CNPC
Bisogna rinunciare alla decurtazione dello stipendio in caso di valutazione 2. L’art. 39 cpv. 4 OPers va adeguato in questo senso. Vanno altresì abrogati i provvedimenti salariali per la valutazione 1 (capoverso 5). Queste modifiche vanno apportate nell’ambito della prossima revisione della OPers.
Motivazione
Le riduzioni di stipendio sono demotivanti per i diretti interessati. Non permettono di influenzare positivamente le prestazioni e il comportamento del personale. Le buone prestazioni possono essere incoraggiate solo con obiettivi raggiungibili e chiaramente definiti, uno stile di conduzione cooperativo e, se necessario, misure di sviluppo orientate allo scopo.
La componente negativa contemplata nel capoverso 4 è controproducente. Dato che i collaboratori temono di essere confrontati con una riduzione dello stipendio, si oppongono con veemenza alla valutazione 2 anche nei casi in cui è giustificata.
I collaboratori interessati dell’AFD, ad esempio, non capiscono come mai dopo tre valutazioni 2 debbano subire una decurtazione dello stipendio benché abbiano raggiunto ampiamente gli obiettivi. Ancora più delicata è la distinzione operata dall’AFD tra collaboratori che hanno un potenziale di sviluppo e quelli che non ce l’hanno. I primi sono stati penalizzati con una riduzione salariale dell’1-2%, i secondi no. Ciò spalanca le porte all’arbitrarietà.
Le riduzioni dello stipendio come quelle previste dall’art. 39. cpv. 4 non facevano parte del testo di legge discusso nel 2008 dai partner sociali. Sono state inserite in un secondo tempo dal Consiglio federale su richiesta del DDPS nell’ambito della procedura di corapporto.
L’effetto del sistema malus è negativo: ne sono convinte le imprese pubbliche tanto quanto quelle private. La Posta Svizzera, ad esempio, ha rinunciato il 1° gennaio 2008 alle riduzioni salariali quale conseguenza di prestazioni individuali insufficienti. Nel 2007 i partner sociali hanno trovato un accordo in tal senso e lo hanno fissato per iscritto nel CCL: la riduzione del salario base a causa di una prestazione (malus) non è più ammessa.
La CNPC chiede all’Ufficio federale del personale di avviare una revisione dell’art. 39 OPers nel senso suesposto e di sottoporla al più presto al Consiglio federale.
CNPC, 25.01.2012