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Dopo uscite straordinarie degli ultimi due anni per attenuare le conseguenze del coronavirus, il bilancio e la politica finanziaria della Confederazione tornano alla normalità. Lo ha sottolineato oggi il Consiglio federale approvando gli indicatori del preventivo 2022 e il piano integrato dei compiti e delle finanze (Picf) 2023–2025.
Le entrate e uscite nel bilancio ordinario preventivate per il prossimo anno ammontano a 77,1 miliardi e il risultato è equilibrato. Il deficit ammesso in base alle direttive del freno all'indebitamento sarebbe di 0,6 miliardi.
Viste le buone previsioni economiche, le principali fonti di entrate della Confederazione evolvono positivamente, in particolare l'imposta sul valore aggiunto e l'imposta federale diretta. Per il 2022 sono previste ancora uscite per circa 1,2 miliardi per far fronte alla pandemia. Le spese più consistenti (vaccini e perdite sulle fideiussioni solidali COVID-19) saranno sottoposte al Parlamento per l'ultima volta come uscite straordinarie.
La distribuzione supplementare della Bns sarà iscritta nel bilancio straordinario e quindi complessivamente nel bilancio della Confederazione risulta un'eccedenza di finanziamento di 0,6 miliardi.
In autunno il governo prevede di chiedere altri crediti per fronteggiare le conseguenze tardive della pandemia tramite un complemento al preventivo (turismo, sanità, trasporti). Negli anni del piano finanziario 2023–2025 si attende invece risultati equilibrati, ma senza margine di manovra per uscite supplementari.