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La città di Berna vuole concedere il diritto di mozione agli stranieri: dopo una lunga discussione il consiglio comunale ha approvato ieri sera con 59 voti contro 12 una nuova normativa che permette a 200 cittadini non svizzeri di portare un tema politico in parlamento. Il municipio aveva proposto di richiedere 400 firme, ma i consiglieri comunali hanno seguito le indicazioni della loro commissione preparatoria.
L'oggetto è stato sostenuto dalla sinistra, dai Verdi liberali e - pur sollevando dubbi dal profilo giuridico - dai radicali: tutti hanno sottolineato l'obiettivo di meglio integrare la popolazione che non ha il passaporto elvetico.
Contraria era invece l'UDC, che ha osservato come la nuova mozione dia agli stranieri un diritto che gli svizzeri non hanno. Secondo i democentristi la nuova regola stride inoltre con la votazione cantonale del 2010, quando era stato respinta l'introduzione del diritto di voto per gli stranieri a livello comunale. Chi vuole partecipare al dibattito politico può farlo naturalizzandosi, viene fatto notare.
L'ultima parola spetterà comunque al popolo. A sorpresa e di strettissima misura - 35 voti contro 34 - è infatti stato approvata la proposta del PLR di sottoporre l'oggetto al referendum obbligatorio. L'UDC, che in precedenza aveva già reso noto l'intenzione di portare la questione alle urne, sta valutando anche un eventuale ricorso contro la nuova normativa.
La cittadina di Burgdorf (BE) conosce già dal 2008 uno strumento di partecipazione analogo a quello approvato ieri a Berna: finora non è però mai stato utilizzato.
SDA-ATS