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La chiamano la super-Luna, sarà più grande di una luna piena normale, ma non ve ne accorgerete. Non ad occhio nudo almeno.
Eppure nei giorni scorsi sui media si sono sprecati gli aggettivi per un evento 'spettacolare', 'enorme', 'raro', 'da record'. In realtà, vista senza strumenti ottici e senza un confronto diretto con altri pleniluni, la differenza tra la dimensione del disco lunare di una normale luna piena e di quella in arrivo domani sera non sarà percettibile. Sarebbe, al massimo, come riuscire a distinguere la differenza di diametro tra un disco di 8 e un disco di 9 centimetri a 10 metri di distanza, per giunta vedendoli a distanza di mesi.
Di vero c'è però che la prossima Luna piena, prevista alle 14.52 di domani, è quella che avviene più vicina alla Terra negli ultimi 69 anni. A quell'ora il nostro satellite naturale passerà a 356 mila chilometri dalla superficie terrestre; il plenilunio, a quel punto, sarà trascorso da circa due ore e mezza. Una separazione Terra-Luna inferiore al momento di massima illuminazione del disco lunare la si era avuta solo nel 1948 e non si ripeterà prima del 2035. Decisamente meno rara invece la Luna piena al perigeo, ovvero al punto dell'orbita più vicino a noi: in media se ne produce una all'anno. La prossima sarà il 2 gennaio 2018.
L'aspetto 'da record' del prossimo plenilunio, come detto, sarà la coincidenza con una distanza particolarmente ravvicinata Terra-Luna. I cambiamenti di questa misura sono da attribuire a influenze esterne. Normalmente il perigeo si trova a circa 360 mila chilometri. "La distanza minima non è però fissa - spiega Stefano Sposetti, presidente della Società astronomica ticinese -. Può invece variare sotto l'influsso di altre forze gravitazionali, in particolare quella del Sole". I mesi invernali sono in genere quelli dove il nostro satellite si avvicina un po' di più: "Il fatto che in questo periodo dell'anno la Terra si trovi più vicina alla Sole schiaccia maggiormente anche l'orbita lunare. Ciò significa che il perigeo si avvicina, mentre l'apogeo (il punto più lontano dell'orbita, ndr.) si allontana. Non è quindi un caso che le 'super-lune' si producano soprattutto quando da noi è inverno".
Rispetto a un plenilunio medio, il disco lunare domani sera apparirà circa l'8% più grande e 23% più luminoso. La differenza in diametro rispetto ad una luna piena che avviene al punto più distante dell'orbita sarà del 14%: l'equivalente, come si diceva, di uno scarto di 1 centimetro a 10 metri di distanza. Praticamente indistinguibile dall'occhio umano.
L'appuntamento di domani sera rimane comunque una buona occasione per alzare gli occhi al cielo, scoprendo altri piccoli, grandi spettacoli celesti. Intanto la Luna stessa potrà riservare grandi sorprese se osservata al suo suo sorgere (domani verso le 17.20), quando cioè si trova poco sopra l'orizzonte. La vicinanza al terreno darà l'impressione che sia enorme.
Spostando lo sguardo verso ovest sarà poi possibile ammirare la brillantezza di Venere, il secondo pianeta in ordine di distanza dal Sole. Vicino alla Luna saranno infine visibili le Pleiadi, un ammasso di stelle giovani capaci di regalare uno spettacolo mozzafiato (questo sì) se guardato con l'ausilio di un buon binocolo.