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Donald Trump aumenta le pressioni sull'Iran annunciando nuove sanzioni: la Casa Bianca va a colpire le industrie che commerciano alluminio, acciaio, ferro e rame, la voce più importante delle esportazioni di Teheran dopo il petrolio, tanto che costituisce il 10% del totale.
Se la condotta iraniana non cambierà in modo sostanziale, non saranno le ultime, ha garantito il presidente degli Stati Uniti, che apre però anche la porta al dialogo, fissando 12 condizioni e dicendosi pronto a incontrare i leader della Repubblica islamica.
Questo nel giorno in cui il suo omologo Hassan Rohani ha lanciato un ultimatum: l'Iran riprenderà l'arricchimento di uranio e dà due mesi di tempo ai partner europei per trovare una soluzione che faccia uscire i suoi settori bancario e petrolifero dall'isolamento provocato dalle misure adottate da Washington.
Altrimenti rinuncerà ad altri impegni assunti con l'accordo sul nucleare del 2015, che gli Stati Uniti hanno unilateralmente denunciato. L'annuncio ha suscitato preoccupazioni nelle capitali del Vecchio continente e in particolare a Parigi: la ministra delle forze armate Florence Parly, in un'intervista, non ha escluso contromisure pur ribadendo l'impegno francese e degli altri paesi coinvolti nell'intesa a permettere a Teheran di continuare i suoi scambi. Ma il meccanismo alternativo inaugurato in gennaio non ha finora dato frutti apprezzabili.