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Sette anni di detenzione sono stati inflitti anche dalla Corte di Appello e revisione penale all'uomo che già nel dicembre 2016 era stato condannato ad una pena equivalente dalle Criminali di Locarno. Si tratta dell'uomo che, in qualità di allenatore di un sodalizio sportivo, si era avvicinato ad un minorenne facendosi ben volere anche dalla madre di lui, poi si era profilato come amico e padre putativo, allo scopo di approfittare del ragazzino. Infatti la coazione sessuale imputatagli dalla Magistratura si era ripetuta per decine e decine di volte, anche previa somministrazione di un farmaco che induce sonnolenza. La difesa (avvocato Stefano Camponovo) aveva ricorso in Appello contestando un atto di sodomia asserito invece dalla giovane vittima e considerato nell'atto d'accusa dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli.
Accertendo l'esistenza anche di tale atto la Corte di Appello presieduta dal giudice Giovanni Celio ha confermato in toto la sentenza di prima istanza (giudice Rosa Item), infliggendo una pena di 7 anni. Borelli ne aveva chiesti 9, mentre Camponovo si era battuto per una riduzione a 5 anni e 10 mesi.
La Corte ha sottolineato la perfetta credibilità del ragazzo; credibilità non ravvisabile invece nell'imputato, visto che essa "è minata da una spiccata inclinazione a mentire e dalle contraddittorietà che egli ha palesato durante l’intero procedimento".