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La Svizzera non può contare su prezzi fissi per l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento. In un rapporto pubblicato oggi, il Controllo federale delle finanze (Cdf) chiede perciò all’Ufficio federale dell’armamento (Armasuisse) di completare l’inventario dei rischi con gli aspetti finanziari. Armasuisse respinge però le critiche.
L’annuncio dell’acquisto dei 36 F-35A del costruttore americano Lockheed Martin ha suscitato scalpore sia a livello politico che nei media. Il Cdf ha ripreso alcuni dei punti sollevati in queste discussioni per valutarne la rilevanza in termini di rischio.
Secondo un rapporto declassificato, pubblicato spontaneamente oggi dal Cdf, in relazione all’acquisto degli F-35 non c’è "alcuna certezza giuridica per un prezzo fisso nel senso di una somma forfettaria secondo la giurisdizione svizzera". L’incertezza riguarda anche i costi operativi e di manutenzione per l’intera durata di utilizzo.
Il Cdf non è in grado di dire quale tipo di contratto a prezzo fisso sia stato effettivamente stipulato, né se corrisponda a un prezzo forfettario secondo la legge svizzera. Altri elementi, come il ripetuto riferimento ai "costi stimati", sollevano dubbi sul fatto che si tratti di un prezzo fisso nel senso di una somma forfettaria.
Stando al rapporto, è possibile interpretare i vari elementi come un’assicurazione da parte del governo statunitense che non intende trarre profitto dalla transazione, ma che i costi del produttore saranno trasferiti all’acquirente.
L’incertezza tuttavia è troppo grande, secondo il Cdf, e Armasuisse dovrebbe includere questo punto nella sua analisi dei rischi del programma Air2030. Quest’ultimo comprende quattro progetti: l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento che sostituiranno gli F/A-18 e l’F-5, l’acquisto di un sistema di difesa terra-aria a lungo raggio, la sostituzione del sistema di controllo delle operazioni aeree e la manutenzione e sostituzione delle installazioni radar.
In una nota, Armasuisse respinge fermamente le osservazioni del Cdf affermando che "la gestione dei rischi per questo programma è definita in modo chiaro e adeguatamente implementata".
Gli Stati Uniti e la Svizzera avevano concordato per iscritto che il governo americano avrebbe acquistato l’F-35 dal produttore con un contratto a prezzo fisso e lo avrebbe rivenduto alla Svizzera allo stesso prezzo fisso. Questo prezzo tiene conto anche dell’inflazione statunitense.
La Svizzera ha anche un elevato grado di certezza di pianificazione per quanto riguarda i costi operativi. Questi sono "offerti in modo vincolante" fino al 2040, scrive Armasuisse sottolineando peraltro come, in oltre quarant’anni di transazioni, "non ci sono stati superamenti dei costi in nessuno dei numerosi contratti".
Nonostante la raccomandazione del Cdf, Armasuisse non vede quindi alcuna ragione per apportare modifiche all’attuale programma di acquisto dei jet da combattimento. Piuttosto, si dovrebbero evidenziare gli aspetti positivi. Ad esempio, il Cdf scrive nel suo rapporto che "la gestione del rischio di questo programma è stata chiaramente definita e viene attuata in modo appropriato".
Armasuisse ritiene peraltro che "il Cdf mette significativamente a rischio gli interessi della Confederazione quando mette in discussione gli accordi contrattuali chiari ed espressamente confermati con gli Stati Uniti". Le raccomandazioni si basano principalmente su "considerazioni astratte ed esperienze dall’estero".