Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01169.jsonl.gz/181

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
IL CAIRO - "Non abbiamo problemi a tornare al tavolo dei negoziati e non poniamo alcuna condizione se non quelle della cessazione degli insediamenti ed il riconoscimento di un garante internazionale". Lo ha ribadito il presidente palestinese Abu Mazen, al termine del colloquio avuto oggi a Sharm el-Sheikh con il presidente egiziano Hosni Mubarak.
Abu Mazen faceva riferimento all'ipotesi di un incontro tripartito con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e lo stesso Mubarak, rispetto al quale ha ribadito che la posizione palestinese è "chiara" ed in accordo con i "fratelli egiziani".
Quanto alle posizioni espresse da Netanyahu a Mubarak nella sua recente visita al Cairo, Abu Mazen ha detto che saranno giudicate alla luce di una prossima visita del ministro degli esteri egiziano Ahmed Abul Gheit e del capo dei servizi segreti Omar Suleiman a Washington, fissata per l'8 gennaio. Al momento, ha aggiunto, "non posso commentare idee ambigue e confuse".
Quanto alle due lettere di garanzia che gli Usa dovrebbero presentare alle parti nell'ambito del piano di pace di cui, secondo la stampa israeliana, si sarebbero fatti promotori, il presidente palestinese ha detto di non aver ancora ricevuto "niente di concreto". "Non abbiamo bisogno di queste lettere - ha aggiunto - ma di una piattaforma chiara per avviare i negoziati".
Dopo il colloquio con Abu Mazen, Mubarak ha incontrato anche il re Abdallah di Giordania. Al centro dell'incontro, come nel primo caso, le prospettive di rilancio del processo di pace in Medio Oriente. Entrambi hanno sottolineato la necessità che il nuovo stato palestinese abbia per confini quelli del 1967, mentre il presidente egiziano ha informato il sovrano giordano sul recente incontro avuto con Netanyahu.
SDA-ATS