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Circa 9 mesi dopo l’inoltro l’Iniziativa, il Consiglio federale ha presentato oggi un controprogetto diretto all'Iniziativa per i ghiacciai. I promotori si rallegrano del fatto che il Consiglio federale intende adottare gran parte del testo dell'iniziativa senza modifiche. Seguirà una dichiarazione dettagliata del comitato d'Iniziativa e dell'Associazione svizzera per la protezione del clima.
La pubblicazione della controprogetto segna l'inizio di un periodo di consultazione di tre mesi. Il controprogetto diretto del Consiglio federale differisce dall'Iniziativa per i ghiacciai soprattutto per quanto riguarda il divieto dei combustibili fossili.
Nel testo dell'iniziativa, il paragrafo 3 dice quanto segue:
«Dal 2050, nessun combustibile fossile sarà immesso sul mercato in Svizzera. Eccezioni sono ammesse per applicazioni tecnicamente non sostituibili, nella misura in cui pozzi di gas serra sicuri in Svizzera compensano in modo permanente l'effetto sul clima che ne deriva.»
Il Consiglio federale propone come nuovo paragrafo 2:
«L’uso di combustibili fossili deve essere ridotto nella misura in cui ciò sia tecnicamente possibile, economicamente sostenibile e compatibile con la sicurezza del paese e la protezione della popolazione.»
Come il Comitato d'Iniziativa, anche il Consiglio federale, secondo le sue spiegazioni, vuole allontanarsi dai combustibili fossili. Tuttavia, si astiene dal vietare la commercializzazione dei combustibili fossili. Il loro uso deve essere ridotto solo con riserve.
Il comitato d'Iniziativa e l'Associazione svizzera per la protezione del clima esamineranno le differenze in dettaglio. Seguirà una dichiarazione dettagliata.
L'iniziativa per i ghiacciai
L'Associazione svizzera per la protezione del clima ha lanciato l'Iniziativa per i ghiacciai nel maggio 2019 e l'ha inoltrata il 27 novembre con oltre 113'000 firme valide.
L’Initiative per i ghiacciai può contare su un ampio sostegno da parte della società: vecchi e giovani, politici di quasi tutti i partiti del parlamento svizzero, scienziati, operatori culturali o contadini. Più di 60 organizzazioni stanno aiutando.