Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/76505

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'ordinanza contro l'inquinamento fonico (OIF) in modo tale da aumentare la protezione dai rumori dannosi e molesti in caso di elevata intensità di rumore per fenomeno, ma frequenza limitata, come nel caso dei decolli di velivoli F/A-18 dotati di postcombustore. L'aumento della protezione deve tenere conto dei seguenti criteri:</p><p>a. l'intensità del rumore del singolo fenomeno deve essere considerata in misura maggiore;</p><p>b. i provvedimenti d'isolamento acustico di edifici esistenti devono essere estesi a tutto l'involucro esterno di edifici in caso di chalet e altre abitazioni semplici.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 15 della legge sulla protezione dell'ambiente, i valori limite delle immissioni per il rumore sono stabiliti in modo che, secondo la scienza o l'esperienza, le immissioni inferiori a tali valori non molestino considerevolmente la popolazione. Con l'introduzione, nel 1995, dei valori limite d'esposizione al rumore degli aerodromi nell'allegato 8 dell'ordinanza contro l'inquinamento fonico, il Consiglio federale ha adempiuto a tale mandato legislativo.</p><p>Nel settore del traffico aereo militare, l'esposizione al rumore viene determinata in base al livello energetico medio e a una correzione del livello effettuata in funzione del numero di movimenti di volo. Quest'ultima è composta da una grandezza variabile, che comporta un aumento dell'esposizione al rumore in caso di traffico aereo intenso, e da una grandezza costante di 8 decibel. La grandezza costante si spiega con la durata limitata dell'attività di volo negli aerodromi militari (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12 e dalle 13 alle 17) e dalla conseguente riduzione dei disturbi arrecati alla popolazione. Contrariamente a quanto temuto dall'autore della mozione, tale metodo di valutazione non falsa la situazione relativa all'inquinamento fonico poiché il decibel è un'unità di misura logaritmica e, pertanto, i singoli eventi rumorosi risaltano anche se viene effettuata una media su lunghi periodi di tempo. Ad esempio, la distribuzione di un evento rumoroso su un arco di tempo doppio non fa dimezzare il livello di rumore, ma ne comporta soltanto una riduzione di 3 decibel. In caso di prolungamento dell'attività di volo, tuttavia, sarebbe necessario rivedere la grandezza costante, come già affermato dal Consiglio federale nel suo rapporto sullo stato e le prospettive della lotta contro il rumore in Svizzera (2005).</p><p>Per determinare l'esposizione al rumore del traffico aereo militare si tiene conto anche del fatto che l'attività di volo a scopi militari non è ripartita uniformemente nel corso dell'anno. Contrariamente al rumore provocato dagli aerodromi in cui transitano grossi aerei (ad es. gli aeroporti nazionali), quello degli aerodromi militari non viene calcolato in base alla media dell'attività di volo durante l'anno, bensì sulla base del numero di movimenti di volo effettuati nei sei mesi dell'anno d'esercizio caratterizzati da un traffico più intenso. L'esposizione al rumore così calcolata riflette pertanto, anche durante i periodi di maggiore attività, l'effetto di disturbo realmente prodotto.</p><p>In genere, le misure di protezione fonica adottate su edifici esistenti non si limitano all'installazione di finestre insonorizzate. Infatti, sebbene dal punto di vista acustico le finestre rappresentino i punti deboli della facciata di un edificio, ai quali deve essere pertanto data la priorità, vanno prese in considerazione anche altre misure, come ad esempio la chiusura dei balconi con apposite vetrate, l'installazione di avancorpi in vetro ("bow window") o la realizzazione di giardini d'inverno. Un rinforzo dell'intera facciata è invece opportuno soltanto se la protezione dal rumore garantita da quest'ultima è inferiore a quella assicurata dalle finestre. Facciate di questo tipo, tuttavia, non sono conformi alle attuali regole edilizie, e il loro rinforzo spetta pertanto ai proprietari degli immobili interessati. I costi del risanamento totale dell'involucro di un edificio non possono essere addebitati ai gestori di infrastrutture pubbliche o in concessione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.