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In Somalia tornano le immagini di animali alla disperata ricerca di qualche filo d'erba che ha resistito all'inaridirsi del terreno per la mancanza di piogge. Una situazione gravissima che, secondo la Fao, porterà alla fame , tra luglio e settembre, 2 milioni e duecento mila persone. Le scarse precipitazioni in aprile e inizio maggio hanno avuto l'effetto di essiccare l' 85% del terreno coltivabile del paese, una situazione mai avvenuta negli anni, e secondo le ultime previsioni, le coltivazioni e dunque il cibo dovrebbe diminuire del 5%. L'allarme lanciato dalla Fao prevede che la popolazione ridotta alla fama in questo paese del Corno d'Africa aumenterà del 40% rispetto alle stime di inizio anno. Il tasso di malnutrizione è inoltre aumentato soprattutto tra i bambini. Alcune piogge sono previste per questo mese di maggio ma arriveranno troppo tardi e non saranno sufficienti, secondo gli esperti Fao,per per aiutare a ripristinare i pascoli prima che inizi la stagione secca. Infatti, le deboli piogge cadute da ottobre hanno fatto pagare un prezzo molto alto agli allevatori e al loro bestiame, inaridendo il terreno, seccando la vegetazione e rendendo scarsa l'acqua. I pastori che vivono al centro e nel nord del Paese, zone più colpite dalla siccità, non hanno altra scelta che quella di uccidere i cuccioli di capre e pecore per tentare di salvare, con il poco foraggio e acqua a disposizione, i pochi bovini che ancora producono latte. Gli animali sono, infatti, in pessime condizioni di salute a causa del loro basso peso corporeo e delle malattie causate dall'ondata di siccità. Inoltre, la Fao sottolinea come "il rapido esaurimento delle scorte alimentari, le scarse opportunità occupazionali, i bassi costi di manodopera per gli agricoltori, la carenza di prodotti zootecnici nelle aree pastorali, la riduzione degli aiuti umanitari, nonché la recrudescenza dei conflitti dall'inizio dell'anno, hanno avuto l'effetto di deteriorare rapidamente la sicurezza alimentare per la popolazione nel paese''.