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La cosiddetta lista Falciani, l'elenco di presunti evasori con conti in Svizzera presso la HSBC di Ginevra, si basa su dati rubati e non può quindi essere utilizzata dal fisco francese: lo ha stabilito ieri la Corte di cassazione di Parigi, con una sentenza di cui dà notizia oggi il quotidiano "Libération" e che l'agenzia Afp ha potuto visionare.
Sequestrati dalla giustizia francese nel gennaio 2009, i dati - relativi a 3000 persone per quanto riguarda la sola Francia - erano stati sottratti nel 2007 da Hervé Falciani, un quadro informatico francese che lavorava per la filiale sul Lemano della banca inglese. Falciani li aveva consegnati alle autorità tributarie francesi, attraverso il procuratore di Nizza Eric de Montgolfier, che indagava per riciclaggio. Un modo di procedere, racconta "Libération", che avrebbe dovuto permettere di "legalizzare" il materiale.
Ma la giustizia è stata categorica: la Corte di cassazione ricorda che la DNEF (Direction nationale d'enquêtes fiscales, gli inquirenti del fisco) era in possesso della lista ben prima che vi fosse stata la trasmissione ufficiale da parte dell'autorità giudiziaria. Ha quindi utilizzato dei dati rubati: le prove raccolte sono perciò illecite.
La sentenza - che è definitiva - conferma una decisione dell'8 febbraio 2011 della corte d'appello di Parigi. I tribunali erano stati chiamati in causa da uno degli evasori presenti sulla lista, che aveva subito una perquisizione nel giugno 2010 nel quadro di un controllo fiscale.
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