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Il clima dei consumi è migliorato in Svizzera nel mese di febbraio, grazie all'aumento di immatricolazioni di auto nuove: ma nel commercio al dettaglio l'atmosfera è nettamente peggiorata in seguito all'abolizione del cambio minimo euro/franco.
Lo rileva l'indicatore UBS dei consumi, salito a 1,19 punti, contro i 1,11 punti di gennaio (dato rivisto da 1,24).
In febbraio le immatricolazioni destagionalizzate di nuove vetture sono aumentate del 13% rispetto al mese precedente. Tuttavia se si sommano i dati dei primi due mesi si riscontra una flessione del 3% su base annua.
Secondo UBS è probabile che la rivalutazione del franco stia gravando sul commercio al dettaglio: la valutazione degli operatori del ramo sull'andamento degli affari è infatti calata nello spazio di un mese da 4 a -4 punti.
Per contrastare l'aumento del turismo degli acquisti all'estero, molti commercianti al dettaglio hanno introdotto iniziative promozionali. Questo certamente favorisce i consumatori, perché aumenta il loro potere d'acquisto.
Tuttavia, avvertono gli economisti di UBS, nel caso di un'incessante pressione sui prezzi, le aziende probabilmente dovranno ridurre i loro costi: questo nel 2015 dovrebbe portare a ridotti aumenti di salario e a una crescente disoccupazione, il che alla fine indebolirebbe il potere d'acquisto delle famiglie e quindi il consumo privato.
Con un anticipo di circa tre mesi rispetto alle cifre ufficiali, l'indicatore UBS dei consumi dà un'idea dell'andamento dei consumi privati elvetici, che con circa il 60% rappresentano la componente più significativa del prodotto interno lordo svizzero.