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L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha ordinato all’azienda di restituire i premi prelevati in eccesso per le complementari
L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha ordinato all’assicuratore malattia CSS di rimborsare 129 milioni di franchi di premi prelevati in eccesso tra il 2013 e il 2019 per l’assicurazione complementare. Gli assicurati in questione hanno sostenuto da soli l’onere dei cosiddetti costi di distribuzione e di quelli di amministrazione.
Il procedimento della FINMA, avviato nell’aprile del 2020, ha stabilito che la CSS "ha commesso gravi violazioni del diritto in materia di vigilanza", indica un comunicato odierno della stessa autorità. La FINMA ha determinato che la società lucernese ha scaricato sugli assicurati delle complementari tutti i costi legati ai contratti stipulati con intermediari esterni che svolgevano attività di prospezione anche nel campo dell’assicurazione obbligatoria.
Inoltre, i costi amministrativi, talvolta ingiustificati, sono stati sostenuti in modo sproporzionato dagli assicurati delle integrative, che hanno anche dovuto assumersi la maggior parte delle spese per marketing e pubblicità del gruppo CSS.
Il rimborso andrà a beneficio degli assicurati che hanno sottoscritto un’assicurazione complementare con la CSS tra il 2013 e il 2019. L’importo del rimborso sarà determinato caso per caso.
La decisione della FINMA non è passata in giudicato e può essere impugnata da CSS dinanzi al Tribunale amministrativo federale.
In un comunicato, l’assicuratore afferma di aver "preso atto" della decisione e di "esaminarla con grande attenzione". Precisa che l’importo di 129 milioni rappresenta l’1,5% dei premi per assicurazioni integrative raccolti in questo periodo, ovvero quattordici franchi per assicurato all’anno.
CSS si dice "sorpresa" dall’entità delle critiche della FINMA e giudica che la distribuzione dei costi amministrativi sia stata effettuata "in conformità con la teoria e la pratica correnti".
L’azienda sottolinea che negli ultimi anni ha rafforzato le proprie reti di vendita e che i mediatori esterni rappresentano oggi solo il 20% dei nuovi contratti.