Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01154.jsonl.gz/928

BERNA - Le tempeste di questa settimana sono solo una goccia nell'oceano. La Svizzera è attualmente estremamente secca, con i livelli d'acqua della maggior parte dei fiumi e dei laghi che sono di parecchio sotto la media: «Stiamo vivendo uno dei più secchi periodi degli ultimi 30 anni. Se continua così, quest'estate potrà essere paragonabile a quelle del 2003 e del 2015», dice l'idrologo Manfred Stähli dell'Istituto federale di ricerca WSL, che è coinvolto in un progetto di ricerca sulla diagnosi precoce della siccità in Svizzera.
Anche Stephan Bader di MeteoSvizzera afferma: «La pioggia è stata davvero scarsa da aprile a giugno». In molti casi ci sono state solo il 20-40% delle abituali precipitazioni. Nelle Alpi Centrali e Orientali il clima è stato il quinto più secco da quando sono iniziate le misurazioni, nel 1864».
Falda freatica a rischio? - L'aridità generale è in definitiva una combinazione di mancanza di pioggia e alta evaporazione a causa della temperatura elevata. Inoltre, la brezza secca ha accelerato la disidratazione del terreno. Secondo Stähli, questa situazione ha gravi conseguenze: «A causa del terreno arido, aumenta il rischio di incendi boschivi». Inoltre, benché le riserve d'acqua ci siano ancora, «se nelle prossime settimane non ci saranno delle importanti piogge, gli agricoltori potrebbero dover interrompere l'irrigazione di piante e ortaggi».
Gli agricoltori sono i più colpiti - Gli agricoltori hanno ad ogni modo già subito le conseguenze del lungo periodo di siccità. La situazione è «tesa», dice Sandra Helfenstein, portavoce del sindacato degli agricoltori: «Tutti sperano che pioverà presto. Ad esempio, il raccolto di lattuga è diminuito di parecchio e questo ha conseguenze anche sui prezzi di vendita, perché meno beni ci sono, più diventano preziosi»
La portavoce la prende comunque con filosofia: «Quando si lavora con la natura, è normale che ci siano raccolti buoni e meno buoni». Non la pensa allo stesso modo l'agricoltore Simon Forster di Stettfurt (TG), per il quale la situazione attuale è drammatica, addirittura una minaccia per la sua esistenza. «Giorno per giorno, vedo il livello del fiume da cui attingo l'acqua calare». Se continuerà così, dovrà ricorrere all'acqua potabile, che però gli costa da tre a cinque volte in più. «Inoltre i Comuni non possono fornirne in quantità illimitata», rileva. Per i suoi campi ha bisogno di 200.000 litri d'acqua all'ora.