Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01173.jsonl.gz/785

Il principio del servizio militare obbligatorio va mantenuto. Dopo il Consiglio federale, anche la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) ha respinto (18 voti a 7) un'iniziativa popolare in tal senso del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE). A questa proposta, ha detto oggi la presidente della commissione Chantal Galladé (PS/ZH), non verrà opposto alcun controprogetto.
Per la maggioranza della commissione, ha riferito la consigliera nazionale, senza l'obbligatorietà di servire l'esercito non sarebbe in grado di reclutare volontari a sufficienza per far fronte a tutti i compiti, né sarebbe in grado di ingaggiare personale altamente qualificato.
Un esercito di professionisti sarebbe inoltre più caro di quello attuale. L'esempio degli altri Paesi europei che hanno abolito l'obbligatorietà non è pertinente, secondo la maggioranza della commissione, poiché la Svizzera è neutrale e non integra alcuna alleanza militare: deve quindi provvedere da sola alla propria difesa.
Nel corso dell'esame di questo dossier, sono state presentate altre proposte, come l'idea di un servizio civile generalizzato oppure l'estensione - quindi anche le donne - dell'obbligo di servire. Tutte queste proposte, ha spiegato Galladé, sono state bocciate: l'esercito si trova al momento in una fase di assestamento e la maggioranza non vuole aggiungere ulteriore legna sul fuoco.