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I giovani PLR hanno depositato venerdì a Berna la loro iniziativa "Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile (Iniziativa sulle pensioni) che ha raccolto 145'000 firme. Il testo chiede che l'età pensionabile sia prima aumentata da 65 a 66 anni e poi legata alla speranza di vita.
Concretamente, l'età pensionabile per entrambi i sessi verrebbe innalzata a 66 anni entro il 2032. In seguito dovrebbe essere adattata alla speranza di vita aumentando di 0,8 mesi per ogni mese di aspettativa di vita supplementare. In base alle previsioni attuali, i promotori stimano che l'età pensionabile salirà a 67 anni nel 2043 e a 68 nel 2056.
L'età di pensionamento dovrebbe tuttavia essere nota almeno cinque anni prima del ritiro dall'attività lavorativa. Questo meccanismo garantirebbe la sicurezza di pianificazione per i futuri pensionati e che tutti possano trascorrere almeno il 20% della loro vita in pensione.
Prepararsi a una "marea demografica"
In un comunicato, i giovani PLR hanno difeso la loro proposta spiegando che le condizioni quadro dell'AVS sono cambiate drasticamente dalla sua introduzione, nel 1948. Oggi, per ogni 44 anni di attività, ci sono 22 anni di pensione, mentre nel 1948 erano solo 12,5. Inoltre, attualmente 3,5 persone occupate finanziano un pensionato, nel 2050 sarebbero solamente 2.
"Se non facciamo nulla, la Svizzera dovrà affrontare una marea demografica", ha dichiarato Matthias Müller, presidente della sezione giovanile. A suo avviso, solo con questa riorganizzazione il finanziamento dell'AVS potrà essere assicurato a lungo termine.
Con i cambiamenti proposti, i contributi versati risulterebbero globalmente più elevati perché si allungherebbe il periodo di versamento e al contempo le pensioni sarebbero ridotte visto che se ne beneficerebbe per meno anni. Il meccanismo che lega l'aspettativa di vita all'età pensionabile era già stato proposto dal Partito borghese democratico nel 2012 con una mozione poi arenatasi al Consiglio degli Stati.