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L’attivismo del Consiglio federale in merito al nuovo pacchetto di negoziati con l’UE è incomprensibile. L’UDC rifiuta fermamente qualsiasi legame istituzionale tra la Svizzera e l’UE. Il Consiglio federale deve chiarire all’UE che non ci sarà nessun accordo in cui la Svizzera si sottomette al diritto e ai giudici dell’Unione europea.
Secondo l’UDC, il percorso che il Consiglio federale vuole intraprendere nei nuovi negoziati con l’UE è vino vecchio in otri nuove: invece di un grande accordo quadro, il Consiglio federale è in cerca ora di molti piccoli accordi istituzionali. Un inganno che l’UDC respinge totalmente.
La posizione dell’UDC rimane invariata:
– L’indipendenza della Svizzera non è negoziabile;
– l’UDC si oppone risolutamente a qualsiasi accordo che comporti l’adozione automatica e obbligatoria (dinamica) del diritto europeo e la risoluzione delle controversie attraverso la Corte di giustizia europea;
– L’UDC è anche fermamente contraria al versamento continuo del contributo di coesione da parte della Svizzera.
Dopo la caduta dell’Accordo quadro, il Consiglio federale vuole ora placare l’UE con versamenti miliardari e convertire il cosiddetto miliardo di coesione, finora volontario, in una tassa di accesso obbligatoria al mercato da versare regolarmente. Per l’UDC, ciò è inaccettabile. Nessun paese al mondo paga una tassa di accesso ai mercati; inoltre, tali versamenti obbligatori all’UE creerebbero un pericoloso precedente e incoraggerebbero altri paesi a chiedere alla Svizzera tasse di accesso ai rispettivi mercati per l’esportazione dei prodotti svizzeri.
È anche ingenuo credere che il problema dell’incombente carenza di elettricità possa essere risolto attraverso un accordo sull’elettricità con l’UE. Come dimostra chiaramente l’attuale conflitto tra Russia e Ucraina, la Svizzera stessa deve garantire un approvvigionamento energetico indipendente ed economico. Non è pensabile di poter fare affidamento sull’UE, quando già i suoi Paesi membri non hanno abbastanza elettricità per se stessi.