Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01152.jsonl.gz/834

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Lo scorso anno sul territorio svizzero 243 persone sono morte in incidenti stradali, 28 in sinistri ferroviari (esclusi i suicidi), tre in episodi che hanno coinvolto funivie e due in sciagure aeree. Nessuno ha perso la vita nella navigazione pubblica.
Lo indica un rapporto dell'Ufficio federale di statistica (UST) pubblicato oggi. Il rischio di incidente letale cambia sensibilmente a seconda del mezzo di trasporto: se si considera la distanza percorsa, tra i vettori principali il treno è molto sicuro e la motocicletta molto pericolosa.
Dagli anni Settanta il numero di morti per l'insieme delle categorie di trasporto è "significativamente" diminuito, sottolinea l'UST, secondo cui quest'evoluzione si spiega con il miglioramento dei dispositivi di sicurezza.
La tendenza vale in particolare per gli incidenti stradali: malgrado il fatto che il traffico motorizzato privato sia in aumento da anni, il numero di incidenti mortali è in costante diminuzione (l'evoluzione dei feriti leggeri non segue la stessa curva, fa però notare l'UST). Per l'Ufficio il trend positivo va attribuito ai progressi nella tecnica dei veicoli. Nel 1971 sulle strade svizzere furono sfiorati i 1800 morti.
La strada ha continuato comunque ad essere il teatro principale del 'massacro' dei trasporti. Per l'insieme della Svizzera l'UST l'anno scorso ha censito 17'803 incidenti con feriti e morti. Dei 243 decessi (uno ogni 36 ore), otto sono avvenuti in Ticino e 16 nei Grigioni. La maggioranza dei morti è costituita dai conducenti (169); seguono i pedoni (43) e i passeggeri (31), si legge in una documentazione su internet non integrata al rapporto. Gli oltre 17'000 sinistri stradali hanno causato il ferimento grave di 4043 persone e quello lieve di altre 17'478.
SDA-ATS