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Traduzione
Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Gabinetto dei Ministeri di Ucraina concernente la riammissione di persone senza dimora autorizzata
Concluso l’11 luglio 2003
Entrato in vigore con scambio di note il 1° ottobre 2004
(Stato 1° ottobre 2004)
Il Consiglio federale svizzero e il Gabinetto di Ministeri di Ucraina
(detti in seguito «Parti contraenti»),
nell’intento di mantenere e rafforzare uno spirito di solidarietà e di cooperazione tra di loro,
decisi ad adottare misure contro l’immigrazione illegale,
desiderosi di agevolare la riammissione di persone,
hanno convenuto quanto segue:
(1) Ciascuna Parte contraente, su richiesta dell’altra, riammette senza formalità ogni persona che non adempie o non adempie più le condizioni di entrata o di dimora applicabili sul territorio nazionale della Parte contraente richiedente, purché sia comprovato o verosimile che tale persona possegga la cittadinanza della Parte contraente richiesta.
(2) La Parte contraente richiedente riammette una tale persona alle medesime condizioni, se da una verifica ulteriore risulta che quest’ultima non possedeva la cittadinanza della Parte contraente richiesta.
(1) Ciascuna Parte contraente, su richiesta dell’altra, riammette senza formalità sul suo territorio le persone che non possiedono la cittadinanza di una delle due Parti (cittadini di Stati terzi e apolidi) e a cui sul territorio della Parte contraente richiesta è stato rilasciato un permesso di dimora permanente o è stato concesso lo statuto di rifugiato, se tali persone non adempiono o non adempiono più le condizioni vigenti per l’entrata o il dimora sul territorio della Parte contraente richiedente.
(2) La Parte contraente richiedente riammette le persone di cui al capoverso 1 del presente articolo, se in seguito risulta che al momento di lasciare il territorio della Parte contraente richiesta tali persone non disponevano di un permesso di dimora permanente o dello statuto di rifugiato sul territorio della Parte contraente richiesta.
È considerata permesso di dimora permanente qualsiasi autorizzazione elencata al punto 3.2 dell’allegato al presente Accordo, rilasciata in virtù del diritto nazionale dalle autorità competenti di una Parte contraente.
(1) La Parte contraente richiesta risponde immediatamente a una domanda di riammissione, in ogni caso entro 15 giorni feriali.
(2) La Parte contraente richiesta prende a carico immediatamente e, in ogni caso entro il termine di un mese, le persone la cui riammissione è stata convenuta. Il termine può essere prorogato su domanda della Parte contraente richiedente. Le autorità competenti delle Parti contraenti convengono anticipatamente e per scritto la data del trasferimento.
(3) Se risulta che un cittadino di un Paese terzo o un apolide ha soggiornato ininterrottamente per più di sei mesi sul territorio di una Parte contraente che ne era a conoscenza, tale Parte non può più chiederne la riammissione. A causa di gravi problemi di salute, di esigenze legali o di importanti difficoltà pratiche, detto periodo può, in via eccezionale, essere prorogato fino a dodici mesi.
(1) Ciascuna Parte contraente, su richiesta dell’altra, ammette il trasporto in transito di cittadini di Stati terzi e apolidi sotto il controllo delle autorità (in seguito «trasporto in transito»), a condizione che sia garantita l’ammissione negli altri Stati di transito e nello Stato di destinazione. In tal caso, non è necessario un visto di transito della Parte contraente richiesta.
(2) Il trasporto in transito di una persona di cui al capoverso 1 del presente articolo non può essere chiesto o è negato, se vi sono sufficienti motivi per ritenere che, nello Stato di destinazione o in un eventuale Stato di transito, tale persona sia minacciata di trattamento inumano o di pena di morte oppure che la sua vita, la sua integrità fisica o la sua libertà siano in pericolo a causa della sua nazionalità, religione, razza o delle sue opinioni politiche.
(3) Il trasporto in transito può inoltre essere negato, se sul territorio della Parte contraente richiesta, in uno Stato di transito o nello Stato di destinazione tale persona debba attendersi a un perseguimento penale o all’esecuzione di una sentenza, tranne quella prevista per il valico illegale della frontiera.
(4) La domanda di trasporto in transito deve essere presentata per scritto ed evasa direttamente tra il Dipartimento di giustizia e polizia della Confederazione svizzera e il Ministero degli Interni di Ucraina. La forma e il contenuto della domanda sono definiti nell’allegato.
(5) Se rifiuta la domanda di trasporto in transito per inadempimento delle condizioni di cui ai capoversi 1–3 del presente articolo, la Parte contraente richiesta comunica per scritto alla Parte contraente richiedente i motivi del rifiuto. Anche dopo l’autorizzazione del trasporto in transito, le persone prese a carico possono essere rinviate alla Parte contraente richiedente qualora dovesse risultare che le condizioni di cui al capoverso 1 del presente articolo non erano date oppure che esistevano motivi di rifiuto ai sensi del capoverso 2 o 3 del presente articolo. In tal caso, la Parte contraente richiedente riammette le persone in questione.
(1) Nella misura in cui la comunicazione di dati personali è richiesta per l’esecuzione del presente Accordo, tali dati devono essere raccolti, trattati e protetti conformemente al diritto nazionale e internazionale. Vanno in particolare rispettati i seguenti principi:
- a)
- la Parte contraente destinataria utilizza i dati unicamente ai fini previsti dal presente Accordo e alle condizioni fissate dalla Parte contraente mittente;
- b)
- su richiesta, la Parte contraente destinataria informa la Parte contraente mittente sull’utilizzazione dei dati e sui risultati ottenuti;
- c)
- i dati personali possono essere comunicati e utilizzati unicamente dalle autorità competenti responsabili dell’esecuzione del presente Accordo. La loro trasmissione ad altre persone è possibile soltanto previa autorizzazione scritta della Parte contraente mittente;
- d)
- la Parte contraente mittente deve accertarsi dell’esattezza dei dati da trasmettere, come pure della necessità e della proporzionalità rispetto allo scopo perseguito con la comunicazione. Deve rispettare le restrizioni in materia di trasmissione dei dati vigenti secondo il suo diritto interno. Qualora risulti che siano stati trasmessi dati inesatti o che la trasmissione sia stata indebita, la Parte contraente destinataria deve esserne immediatamente avvertita e provvedere alla loro rettifica o alla loro distruzione;
- e)
- la persona che ne faccia richiesta va informata conformemente al diritto nazionale della Parte contraente adita su quali suoi dati personali sono stati comunicati e per quale scopo;
- f)
- i dati personali trasmessi possono essere conservati soltanto fino a quando lo esige lo scopo per il quale sono stati comunicati. Ogni Parte contraente affida a un adeguato ente indipendente il controllo dell’elaborazione e dell’utilizzazione dei dati;
- g)
- ogni Parte contraente è tenuta a proteggere i dati personali dall’accesso non autorizzato, dalle modifiche abusive e dalla comunicazione indebita.
(2) I dati personali da comunicare in relazione alla riammissione di persone possono concernere esclusivamente:
- a)
- le generalità della persona da riammettere e, se necessario, dei membri della sua famiglia (cognome, nome, eventuali nomi precedenti, soprannomi o pseudonimi, alias, data e luogo di nascita, sesso, cittadinanza attuale e, se del caso, precedente),
- b)
- la carta d’identità o il passaporto (numero, durata della validità, data e luogo di rilascio, autorità che lo ha rilasciato ecc.),
- c)
- gli altri dati necessari all’identificazione della persona da riammettere (p. es. impronte digitali),
- d)
- i luoghi di soggiorno e gli itinerari.
Tutte le spese di trasporto relative alla riammissione e al transito fino al confine della Parte contraente richiesta o dello Stato di destinazione, nonché al ritorno delle persone di cui al capoverso 2 degli articoli 1 e 2 del presente Accordo, sono a carico della Parte contraente richiedente.
(1) Il Dipartimento federale di giustizia e polizia della Confederazione svizzera e il Ministero degli Interni di Ucraina hanno in particolare convenuto i seguenti punti per quanto riguarda l’applicazione del presente Accordo:
- a)
- i documenti e le informazioni necessari per la riammissione;
- b)
- le modalità di pagamento delle spese giusta l’articolo 7 del presente Accordo.
Tali punti sono trattati in modo esaustivo nell’allegato che è parte integrante del presente Accordo.
(2) Eventuali modifiche di tale allegato possono essere effettuate mediante scambio di note tra il Dipartimento federale di giustizia e polizia e il Ministero degli Interni di Ucraina. La loro entrata in vigore è retta dall’articolo 13 capoverso 1 del presente Accordo.
(3) Entro 30 giorni dalla firma del presente Accordo, le Parti contraenti si scambiano una lista delle autorità competenti per la sua applicazione e i loro indirizzi, come pure una lista dei valichi di frontiera attraverso i quali hanno luogo le riammissioni e i transiti.
Il presente Accordo non pregiudica gli obblighi derivanti alle Parti contraenti:
- –
- da accordi internazionali in materia di protezione dei diritti dell’uomo, in particolare dalla Convenzione europea del 4 novembre 19501 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali;
- –
- dall’applicazione della Convenzione del 28 luglio 19512 sullo status dei rifugiati, come emendata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 19673;
- –
- da accordi internazionali in materia di estradizione.
(1) Le Parti contraenti si aiutano a vicenda nell’applicazione e nell’interpretazione del presente Accordo. Si informano reciprocamente a intervalli regolari sulle condizioni richieste in materia d’immigrazione di cittadini di Stati terzi. Qualsiasi controversia scaturita dall’interpretazione, dall’applicazione o dall’esecuzione del presente Accordo è risolta mediante consultazioni reciproche e scambi di opinione, orali o scritti, tra le autorità competenti delle Parti contraenti.
(2) Su richiesta, la rappresentanza estera della Parte contraente alla quale è stata presentata una domanda di riammissione ai sensi degli articoli 1 e 2 del presente Accordo assiste l’altra Parte nell’accertamento della cittadinanza della persona che deve lasciare il Paese, in particolare procedendo all’audizione di tale persona. Se necessario, per accertare la cittadinanza, si può far capo a esperti.
Ciascuna Parte contraente può, dopo aver consultato l’altra Parte, sospendere totalmente o parzialmente il presente Accordo per motivi di ordine pubblico, di salute pubblica o di sicurezza nazionale. La sospensione deve essere comunicata immediatamente per scritto all’altra Parte contraente.
Il presente Accordo vale anche per il territorio del Principato del Liechtenstein e i suoi cittadini conformemente all’Accordo del 29 marzo 19231 tra la Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein.
(1) Il presente Accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data in cui le Parti contraenti si sono notificate per scritto l’adempimento delle rispettive condizioni per la sua entrata in vigore.
(2) Ciascuna Parte contraente può denunciare in qualsiasi momento il presente Accordo, previa notifica scritta all’altra Parte. In tal caso, l’Accordo prende fine 30 giorni dopo la ricezione di tale notifica.
Fatto a Kiev l’11 luglio 2003 in doppio esemplare originale in lingua tedesca, ucraina e inglese, tutti i testi facenti ugualmente fede.
Per il
Consiglio federale svizzero: