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Chi afferma che i gatti non sono animali comunicativi, semplicemente non s’è sforzato di capirli. Sono tanti, infatti, i modi in cui un micio può “parlarci” e il principale è rappresentato dal movimento della sua coda. Quando è felice, ad esempio, la vedrete tesa in verticale, con una piega nella parte alta a forma di punto interrogativo.
Rilassatezza e tranquillità, invece, vengono manifestati quando il gatto è seduto e ha la coda raccolta vicino al corpo. Attenzione, invece, quando la coda è sotto il corpo: si tratta di una posizione di allerta che il gatto assume quando ha paura o si trova a disagio; è spesso accompagnata da orecchie all’indietro e pupille dilatate. Paura, ma con un atteggiamento pronto a volgere verso l’aggressivo, è anche il sentimento che il gatto comunica con la cosiddetta coda “grossa”, ovvero con il tentativo di rendere più grande la coda rizzandone il pelo.
Infine, uno dei comportamenti più difficili da “leggere”, ovvero quando la coda si muove da un lato all’altro: in questi casi il gatto vive un momento di incertezza, non sa cosa fare in una situazione. Ma attenzione, è anche il movimento che fa quando si prepara ad attaccare una preda.