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Dopo i «Corona-Leaks»
Secondo un sondaggio Berset resta popolare
Alain Berset rimane molto popolare, malgrado la vicenda delle presunte fughe di notizie sulle misure Covid, stando ad un sondaggio rappresentativo condotto dall'istituto di ricerca Sotomo per conto della «NZZ am Sonntag».
Il socialista friburghese si piazza al terzo posto per simpatia, un risultato invariato rispetto a ottobre. Solo Viola Amherd (Centro) e Elisabeth Baume-Schneider (PS) sono più popolari.
Secondo il domenicale, appena un terzo degli intervistati crede che Berset non fosse a conoscenza della presunta fuga di informazioni riservate che il suo capo della comunicazione Peter Lauener avrebbe fornito all'editore Ringier, ma il 64% ritiene che non debba dimettersi, come richiesto da politici UDC.
La maggioranza dei partecipanti inoltre pensa che la colpa principale della vicenda non sia di Berset, ma di tutte le altre parti coinvolte. Due terzi degli intervistati ritengono che l'ex capo della comunicazione Peter Lauener sia responsabile delle maggiori carenze.
Crisi maggiore
In un'intervista rilasciata alla «NZZ am Sonntag», l'ex portavoce del Consiglio federale Oswald Sigg ha dichiarato di considerare la vicenda come una delle maggiori crisi politiche. A suo avviso il trattamento preferenziale di un singolo mezzo di comunicazione potrebbe essere considerato una sorta di corruzione.
La fuga di notizie potrebbe anche aver influenzato anche le decisioni del Consiglio federale. Dopotutto, se qualcosa è sulla prima pagina del Blick, è difficile che l'esecutivo decida diversamente, afferma Sigg. Una delle peggiori conseguenze della vicenda comunque è che dà l'impressione di una collusione tra politica e media e questo indebolisce i media e la democrazia.
Come superiore, corresponsabile
Per Sigg, è plausibile che Berset non sapesse delle indiscrezioni. Ma questo non ha alcuna importanza. In qualità di superiore, un consigliere federale deve essere al corrente di ciò che fa il suo addetto stampa e di come lavora. E se non lo sapeva, anche questo è un problema.
Non va dimenticato che Berset ha guidato il Paese durante la crisi pandemica. Ma per Sigg è anche chiaro che il ministro della sanità si è trovato in una posizione favorevole anche grazie alle notizie positive dei media di Ringier. Ora il danno è stato fatto e questa vicenda gli farà sicuramente più male di tutte le altre precedenti, afferma.
Il sondaggio online è stato condotto su 1.558 elettori tra il 24 e il 26 gennaio nella Svizzera tedesca e francese, circa una settimana e mezza dopo la rivelazione delle possibili fughe di notizie. I dati sono stati ponderati in base a età, sesso, istruzione, luogo di residenza e comportamento elettorale.
mc, ats