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Egan Bernal ha vinto l'83° Tour de Suisse. A Ulrichen, nell'ultima tappa, il 22.enne colombiano ha controllato le velleità del suo unico vero rivale, Rohan Dennis. L'australiano, che doveva recuperare 22”, ha provato un solo attacco, quello portato nell'ultimo chilometro di salita del passo della Furka, un attacco preparato dal lavoro del compagno di squadra Pozzovivo, ma al quale Bernal non ha abboccato. Il colombiano si è incollato alla ruota del rivale e i due hanno portato a termine di comune accordo la discesa e l'ultimo tratto di pianura verso il traguardo di Ulrichen, con Dennis che sotto lo striscione d'arrivo ha preceduto Bernal per il secondo posto. Sì, perché la tappa regina del Tour de Suisse, quella che prevedeva l'ascensione di Novena, Gottardo (dalla Tremola) e Furka nel breve spazio di 101,5 km, ha avuto un solo dominatore: Hugh Carthy. Il britannico di Preston, infatti, è stato il vero eroe di giornata. Partito all'attacco sin dai primi metri della Novena, ha proseguito in solitaria quando ha capito che i vagoni alle sue spalle avrebbero frenato la sua azione. A quel punto dai piedi della Novena erano stati percorsi soltanto una manciata di chilometri. Carthy ha salutato tutti e nessuno lo ha più visto. Ha scollinato in cima alla Novena con un buon margine su un gruppo già a pezzi, ha superato di slancio la Tremola con un vantaggio di un paio di minuti su un gruppetto di cinque elementi (Frank, Spilak, Soler, Kamna e Aru) e 4' sulla maglia gialla e si è bevuto la Furka senza che il suo vantaggio precipitasse in maniera allarmante nei confronti di una maglia gialla che nel frattempo aveva raggiunto i primi inseguitori (2'38” per Dennis e Bernal, 3'02” per Frank e gli altri in cima al passo). Una vera impresa, quella di Carthy, il quale alla fine ha tagliato il traguardo con 1'02” su Dennis e Bernal e 1'51” su Frank e Spilak.
Un terzo posto, quello di Bernal che fa dello scalatore di Zipaquirà il secondo colombiano a trionfare nella massima corsa a tappe elvetica, a tre anni di distanza da Miguel Angel Lopez, vincitore a Davos nel 2016. In classifica generale ha preceduto Dennis di 19”, l'austriaco Konrad di 3'04”, il belga Benoot di 3'12”, il ceco Hirt di 3'13” e lo slovenio Spilak di 3'48”. Una vittoria che per Bernal fa il paio con il successo di inizio stagione alla Parigi-Nizza e che conferma tutto il talento dello scalatore sudamericano. Il quale, dopo aver dato forfait al Giro d'Italia per la frattura di una clavicola, si appresta ad affrontare il Tour de France nelle migliori condizioni psicofisiche, pronto eventualmente ad assumersi il ruolo di capitano, dopo che il forfait di Froome, la caduta e il ritiro nella tappa di Arlesheim del britannico Thomas, comunque al via della Grande Boucle, hanno messo in apprensione la Ineos. A un Bernal così, intrattabile in salita e capace di limitare i danni nella cronometro di sabato contro il campione del mondo in carica (Dennis), difficilmente la squadra potrà togliere la fascia da capitano. Assai più probabile che la formazione inglese al TdF parta con due leader e lasci alla corsa il compito di decidere.
Intanto, qualche anticipazione gli organizzatori l'hanno già rilasciata in merito all'edizione 2020 del Tour de Suisse. Il trittico Furka, Grimsel, Susten, cancellato quest’anno dalla mancata riapertura del Susten, verrà riproposto tra 12 mesi. Gli organizzatori hanno delineato ieri mattina le basi della corsa in programma dal 6 al 14 giugno prossimo. Il weekend d’inizio avrà luogo a Frauenfeld per le prime due tappe, mentre la fine settimana successiva la corsa terminerà ad Andermatt. Il penultimo giorno avrà luogo una cronometro da Diesentis ad Andermatt attraverso l’Oberalp, mentre la frazione finale sarà appunto quella dei tre passi. Ancora nulla di deciso per quanto riguarda l’arrivo in Ticino. La discesa a sud delle Alpi, comunque, è fortemente voluta dal direttore di corsa David Loosli, così come si sta lavorando per portare il Tour in Svizzera romanda. Tra gli altri arrivi già stabiliti, quello in salita di Leukerbad, mentre Fiesch e Lachen saranno due sedi di partenza.