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Ancora risparmi per la Confederazione
Il Consiglio federale non si accontenta dell'equilibrio finanziario per le casse della Confederazione Tra il 2002 e il 2004 vuole ottenere maggiori entrate per 2 miliardi di franchi, che serviranno al rimborso del debito.
Una politica a suon di risparmi quella che il Consiglio federale intende seguire anche nei prossimi anni. Per il piano finanziario 2002-2004, il governo ha chiesto al Dipartimento federale delle finanze (DFF) di ridurre ulteriormente le spese della Confederazione di 400 a 800 milioni di franchi all’anno.
Per il preventivo 2001, il governo prevede un disavanzo di 500 milioni di franchi, una somma che corrisponde a quasi la metà del deficit autorizzato dall'obiettivo di bilancio 2001. Per riuscirvi, il Consiglio federale ha incaricato mercoledì il ministro delle finanze Kaspar Villiger di ridurre le spese di un altro mezzo miliardo di franchi. A tale scopo i vari dipartimenti dovranno dunque ridurre nuovamente le loro pretese finanziarie.
Il governo è in sostanza preoccupato dal fatto che, nonostante la congiuntura favorevole, non si sta profilando alcuna eccedenza d'introiti «degna di questo nome». Senza i dovuti correttivi, la crescita media delle spese rischia infatti di raggiungere il 4,6 percento. In questo modo, secondo il DFF, l'aumento delle spese supererebbe non soltanto le
previsioni governative, ma anche il tasso di crescita economica, che dovrebbe situarsi sul 3,3 percento.
Gli introiti dovrebbero progredire fino al 2004 mediamente del 5,6 percento e permettere il ritorno alle cifre nere a partire dal 2002. In questi calcoli il Consiglio federale non ha, tra l’altro, tenuto conto delle entrate eccezionali dovute alla vendita delle concessioni della telefonia mobile ed eventualmente di azioni di Swisscom.
Ad ogni modo, per il governo queste entrate devono servire al rimborso del debito della Confederazione, che supera abbondantemente i 100 miliardi di franchi. Questi introiti non verranno quindi presi in considerazione per la pianificazione dei preventivi.
swissinfo e agenzie
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