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<h2>SubmittedText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">All’inizio di agosto 2023 l’Ufficio federale di statistica (UST) ha pubblicato i dati aggiornati relativi ai contratti di tirocinio. Quest’anno sono stati circa 70</span><span style="font-family:Arial"> </span><span style="font-family:Arial">000 gli apprendisti che hanno iniziato la </span><span style="font-family:Arial; -aw-import:spaces"> </span><span style="font-family:Arial">formazione professionale. Si tratta di una cifra inferiore rispetto a quella registrata 12 anni fa: nell’estate del 2011 i nuovi apprendisti erano infatti 78</span><span style="font-family:Arial"> </span><span style="font-family:Arial">500. Da allora il numero totale degli occupati in Svizzera è cresciuto in modo significativo. Le persone in formazione sono quindi sempre meno rispetto ai regolari occupati. Il 2 agosto, nell’articolo «Die unebene Bildungslandschaft», i giornalisti di CH Media riportavano che, nello stesso periodo, la percentuale degli apprendistati è scesa dal 4,9% al 4,5%. L’obiettivo (teorico) sarebbe quello di raggiungere il 6</span><span style="font-family:Arial"> </span><span style="font-family:Arial">%, ovvero 6 apprendisti ogni 100 posti a tempo pieno.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">L’articolo ha in particolare messo in luce che il numero di persone in formazione, misurato in rapporto al numero di occupati, varia notevolmente a seconda del settore. Mentre le percentuali sono superiori alla media nell’industria delle costruzioni o nei servizi sanitari e sociali, ci sono diversi ambiti che registrano numeri molto bassi. Per fare alcuni esempi, la percentuale di apprendisti rimane al di sotto del 3</span><span style="font-family:Arial"> </span><span style="font-family:Arial">% nei settori dell’approvvigionamento idrico e dello smaltimento dei rifiuti, della ristorazione, delle attività immobiliari e abitative, delle arti, dello spettacolo e delle attività ricreative, dei trasporti e del magazzinaggio, dei servizi finanziari e assicurativi e dell’informazione e comunicazione. Inoltre, secondo la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e l’UFT (rilevazione RIFOS), questi ultimi tre settori sono quelli in cui la carenza di lavoratori qualificati nel 2021 si è dimostrata maggiore.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Per questi motivi chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande. </span></p><ol type="1" style="margin:0pt; padding-left:0pt"><li style="margin-left:33.5pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:2.5pt; font-family:Arial; font-size:11pt"><span>Quali possibilità ha la Confederazione di aumentare il numero di apprendisti nei settori in cui la percentuale rimane molto bassa? Quali sono gli strumenti che il Consiglio federale considera efficaci?</span></li><li style="margin-left:33.5pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:2.5pt; font-family:Arial; font-size:11pt"><span>Ci sono stati casi in cui il coinvolgimento federale ha permesso effettivamente di aumentare il numero di apprendisti in determinati settori? Se sì: l’effetto si mantiene anche dopo la fine del coinvolgimento federale?</span></li><li style="margin-left:33.5pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:2.5pt; font-family:Arial; font-size:11pt"><span>Anche tra i singoli Cantoni si possono notare notevoli differenze, riconducibili solo in parte alla diversa organizzazione dei settori. In che modo la Confederazione e gli uffici cantonali della formazione professionale intervengono nei casi in cui la «cultura» della formazione professionale è meno diffusa?</span></li><li style="margin-left:33.5pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:2.5pt; font-family:Arial; font-size:11pt"><span>Per le future indagini statistiche, il numero di contratti di apprendistato per grande bacino d’impiego potrebbe essere ancora più informativo di quello relativo ai singoli Cantoni?</span></li></ol></div><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole che la carenza di manodopera qualificata rappresenti una sfida per l’economia. La formazione professionale offre un importante contributo in tal senso. Due terzi dei giovani decidono infatti tutt’ora di entrare nel mondo del lavoro attraverso una formazione professionale di base. Il numero dei contratti di tirocinio dipende da vari fattori: oltre all’interesse dei giovani, anche la demografia gioca un ruolo fondamentale. Poiché gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un tasso di natalità ridotto, il numero totale di giovani che hanno concluso la scuola dell’obbligo e iniziato un apprendistato è inferiore a quello degli anni precedenti.</p><p>1./2. Il sistema svizzero di formazione professionale si basa essenzialmente sulla partecipazione volontaria dell’economia. Le aziende e le organizzazioni del mondo del lavoro (oml) hanno un forte interesse personale a garantire la prossima generazione di lavoratori qualificati. L’approccio bottom-up nella formazione professionale si è dimostrato valido. Lo Stato non promuove singoli settori ma sostiene l’iniziativa privata garantendo condizioni quadro favorevoli e sviluppando ad esempio nuove professioni, come quella di sviluppatore/sviluppatrice business digitale AFC o installatore/installatrice di impianti solari AFC, nei settori in cui c’è carenza di lavoratori qualificati. Tuttavia, il marketing specifico dell’apprendistato per determinati settori è di competenza delle aziende e delle oml. Sulla base della legge sulla formazione professionale (LFPr; RS <i>412.10</i>), la Confederazione eroga anche contributi per prestazioni particolari di interesse pubblico (art. 55 LFPr). Tra questi rientrano i contributi alle fiere regionali delle professioni o alla Settimana della formazione professionale, a cui partecipano circa 30 stazioni radio locali. La Svizzera ha inoltre una certa esperienza nella gestione di situazioni difficili relative al mercato dei posti di tirocinio. Durante la pandemia di COVID-19 è emerso chiaramente che sono disponibili strumenti collaudati che, se necessario, possono essere attivati e sviluppati tempestivamente. L’istituzione di un programma di promozione ha fornito una gamma di strumenti efficaci per sostenere i progetti nei vari Cantoni e settori in cui vi era una necessità. Ad esempio sono stati aumentati gli sforzi per assumere nuove leve nell’industria della carne. Tutti i progetti finanziati dalla Confederazione vengono adeguatamente valutati e si concludono con la pubblicazione di un rapporto finale.</p><p>3. Il Consiglio federale accoglie con favore l’impegno dei Cantoni a ottimizzare le condizioni quadro per la formazione professionale. Nell’ambito dei loro compiti esecutivi sono liberi di seguire percorsi innovativi e di trovare nuove soluzioni in collaborazione con le organizzazioni del mondo del lavoro. Negli ultimi anni, diversi Cantoni (tra cui quelli di Ginevra, Vaud, San Gallo e Zurigo) hanno quindi lanciato programmi per promuovere la formazione professionale. Come già detto, la Confederazione può finanziare questi progetti sulla base della LFPr.</p><p>4. L’Ufficio federale di statistica raccoglie dati sui contratti di apprendistato per Cantone, settore di formazione e professione. Secondo il Consiglio federale, questi dati sono sufficientemente significativi, per cui un’indagine supplementare basata sulle 16 grandi regioni del mercato del lavoro o sulle 101 regioni del mercato del lavoro non apporterebbe alcun vantaggio aggiuntivo.</p>