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Il Consiglio federale invita la popolazione ad accettare la riforma dell'AVS, in votazione popolare a settembre
BERNA - L'AVS è confrontata con difficoltà finanziarie e deve essere riformata. Il consigliere federale Alain Berset ha difeso oggi a Berna l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile per le donne, una delle misure proposte nella riforma AVS 21, su cui la popolazione svizzera dovrà esprimersi a settembre.
La riforma consentirebbe di stabilizzare le finanze dell'AVS per circa un decennio e di garantire l'attuale livello delle rendite, ha dichiarato Berset, precisando che attualmente sono 2,6 milioni i beneficiari di una rendita.
Con l'evoluzione demografica, fra qualche anno, le entrate non basteranno più a coprire tutte le rendite, ha ricordato il Consiglio federale. Il fabbisogno finanziario supplementare per i prossimi dieci anni ammonta a circa 18,5 miliardi di franchi.
Età di pensionamento
La misura principale della riforma è l'introduzione della stessa età di pensionamento per uomini e donne, ovvero a 65 anni.
Per il Governo e la maggioranza del Parlamento l'allineamento dell'età pensionabile delle donne a quella degli uomini è giustificato. Le donne sono meglio formate rispetto al passato, la maggior parte di esse esercita un'attività lucrativa e vive più a lungo degli uomini. Circa un terzo dei risparmi realizzati grazie alla riforma verranno così ridistribuiti alle donne.
Di tutt'altro avviso la sinistra e i sindacati, che hanno lanciato un referendum contro la riforma. Secondo il comitato referendario, le rendite delle donne diminuiranno di circa 1'200 franchi annui, senza contare il fatto che esse guadagnano circa un terzo in meno degli uomini.
Due progetti, una riforma
Il consigliere federale ha pure sottolineato come la riforma AVS 21 si componga di due progetti. Uno prevede l'innalzamento dell'IVA a favore dell'AVS di 0,4 punti percentuali (dal 7,7% all'8,1%). Tale misura dovrebbe fruttare 12,4 miliardi all'AVS. Poiché questo aumento implica una modifica costituzionale, il progetto deve essere necessariamente sottoposto a votazione.
L'altro prevede adeguamenti delle prestazioni dell'AVS. È contro questo progetto che è stato lanciato il referendum. Tuttavia i due progetti sono correlati: se uno dei due sarà respinto, l'intera riforma fallirà, ha avvertito Berset. «Sarà quindi necessario un doppio sì, altrimenti l'ennesimo tentativo di riformare l'AVS negli ultimi 25 anni fallirà ancora, come nel 2017», ha ricordato.
(ATS)