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<h2>SubmittedText<h2><p>Il riconoscimento e la valorizzazione dell'apprendimento della lingua e della cultura d'origine sono elementi importanti che contribuiscono all'integrazione delle persone migranti, tanto più quando questo apprendimento si svolge in collaborazione con le scuole locali. Dal punto di vista pedagogico, assistiamo a risultati molto interessanti che hanno un significato particolare nel nostro Paese, terra di accoglienza e al contempo nazione storicamente legata al plurilinguismo.</p><p>Alcuni cantoni hanno capito quanto sia importante dare spazio a questi corsi di lingua e cultura e quanto sia addirittura fondamentale promuovere le collaborazioni con le scuole svizzere. È il caso, in particolare, del cantone di Neuchâtel, dove tali corsi sono messi in valore nelle valutazioni scolastiche.</p><p>Tra le lingue d'immigrazione, l'italiano occupa una posizione particolare non soltanto perché è la lingua di origine della principale comunità di migranti integrata da quattro generazioni e la cui cultura ha segnato il quotidiano della popolazione svizzera, ma anche perché è una delle nostre lingue nazionali.</p><p>In questo senso, il mantenimento dei corsi di lingua e cultura italiana è essenziale non soltanto in un'ottica pedagogica (come sostegno all'educazione dei figli dei migranti), ma anche dal punto di vista della salvaguardia di una delle nostre lingue nazionali. Questi corsi colmano inoltre una lacuna, dato che l'italiano non beneficia delle stesse condizioni d'insegnamento del tedesco e del francese nelle altre regioni linguistiche della Svizzera.</p><p>I corsi di lingua e cultura italiana sono impartiti da quarant'anni. Fino agli anni Novanta del secolo scorso hanno beneficiato di un finanziamento del Ministero degli affari esteri italiano. I cantoni hanno contribuito mettendo a disposizione le aule scolastiche. Dal 1995, e in seguito al progressivo disimpegno finanziario dello Stato italiano nel settore delle relazioni esterne, le risorse assegnate ai corsi di lingua all'estero sono state gradualmente ridotte.</p><p>Tale situazione minaccia la sopravvivenza stessa dei corsi. I genitori sono sempre più spesso chiamati a contribuire e questo rischia di generare una scuola a due velocità o un sistema privato che favorirebbe i più agiati a scapito degli altri allievi. A ciò si aggiungono disparità notevoli di trattamento dei docenti inviati dallo Stato italiano, il cui effettivo è insufficiente, e delle altre persone di buona volontà che sopperiscono a questa carenza importante.</p><p>1. Il Consiglio federale è consapevole dei problemi sollevati? È in grado di dirci se è stato intrapreso qualcosa per favorire il mantenimento di questi corsi?</p><p>2. Può dirci se intende intervenire presso le autorità italiane per sensibilizzarle all'importanza di simili corsi per i cittadini migranti?</p><p>3. Intende intervenire al fine di ridurre le disparità di trattamento tra i docenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del ruolo giocato dai corsi di lingua e cultura d'origine nella costruzione dell'identità dei bambini e nell'apprendimento della loro prima lingua. In conformità all'articolo 16 lettera c della legge sulle lingue, entrata in vigore il 1° gennaio 2010, la Confederazione può concedere aiuti finanziari ai cantoni per promuovere la conoscenza da parte degli alloglotti della loro prima lingua. Le relative disposizioni esecutive saranno messe a punto dal Dipartimento federale dell'interno entro la fine di giugno 2010. Il Consiglio federale metterà in vigore l'ordinanza sulle lingue il 1° luglio 2010. Sulla base di quanto esposto, il Consiglio federale risponde come segue alle domande che gli sono state rivolte:</p><p>I provvedimenti di promozione contemplati dall'articolo 16 della legge sulle lingue devono contribuire a migliorare le condizioni quadro dei corsi di lingua e cultura d'origine. Questi ultimi dovrebbero essere integrati nel migliore dei modi nell'insegnamento ordinario. L'obiettivo consiste nel realizzare una buona collaborazione tra docenti ordinari e docenti di lingua e cultura d'origine.</p><p>I corsi di lingua e cultura d'origine sono impartiti da docenti dei Paesi d'origine. Gli aiuti finanziari di cui all'articolo 16 lettera c della legge sulle lingue mirano a garantire la professionalità di questi docenti mediante un perfezionamento mirato di ordine teorico, metodico e didattico. Il sostegno allo sviluppo di mezzi didattici adatti previsto alla lettera c implica anche l'introduzione dei docenti al loro uso.</p><p>Per l'insegnamento dell'italiano ai livelli primario e secondario I, gli aiuti finanziari della Confederazione di cui all'articolo 16 della legge sulle lingue sono impiegati in modo mirato per ottimizzare i presupposti fondamentali per l'insegnamento delle lingue nazionali. Questo comprende il sostegno di progetti che hanno come fine l'elaborazione di nuovi programmi per l'insegnamento delle lingue e lo sviluppo di mezzi didattici innovativi. Mediante le misure di cui alle lettere a e b dell'articolo 16 della legge sulle lingue s'intende promuovere, in particolare, l'insegnamento dell'italiano quale terza lingua nazionale. La messa a disposizione di forme adeguate e lo stanziamento di fondi per l'insegnamento e l'apprendimento delle lingue regionali e minoritarie sono in primo luogo di competenza dei cantoni. Il concordato HarmoS, visto l'obbligo conferito ai cantoni di proporre un'offerta di base che includa una terza lingua nazionale nel quadro dell'insegnamento, dovrebbe contribuire a sviluppare questa offerta. La Confederazione, conformemente al suo sostegno previsto all'articolo 16 della legge sulle lingue, non finanzierà corsi di lingua.</p><p>Per quanto riguarda la sensibilizzazione delle autorità italiane all'importanza di questi corsi per i concittadini migranti che risiedono in Svizzera, va tenuto presente che la questione è regolarmente oggetto di discussione nei colloqui bilaterali sulla cultura tra la Svizzera e l'Italia, cui partecipa anche la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (tra l'altro, in occasione della riunione della Commissione culturale consultiva italo-svizzera lo scorso 18 dicembre 2009). In occasione di questi contatti, la Svizzera sottolinea l'importanza dei corsi di lingua e cultura quale strumento per favorire lo sviluppo culturale e sociale delle giovani generazioni in un contesto plurilingue.</p>  Risposta del Consiglio federale.