Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/109691

<h2>SubmittedText<h2><p>I.</p><p>Da alcuni anni l'UFAS lotta contro gli abusi ai danni dell'assicurazione per l'invalidità (AI) mediante diversi provvedimenti come quelli attualmente in consultazione in Parlamento.</p><p>1. A prescindere dalle normali procedure di riesame delle rendite eseguite ogni cinque anni, quante procedure di lotta agli abusi ai danni dell'AI sono state avviate nel 2008, nel 2009 e nel 2010?</p><p>2. Quante di queste procedure sono state oggetto di ricorso e quante sono attualmente pendenti?</p><p>3. A quanto ammontano i costi complessivi delle procedure?</p><p>II.</p><p>Nella prassi, per la concessione o meno di una rendita le casse pensioni si allineano solitamente alla decisione dell'AI. Nei processi civili gli assicuratori privati utilizzano sovente le perizie mediche dell'AI come mezzi di prova.</p><p>4. Gli assicuratori sociali e privati che si avvalgono delle investigazioni mediche e poliziesche degli uffici AI (UAI) versano un'indennità all'AI?</p><p>5. L'AI necessita di una base legale per far sì che anche gli altri assicuratori partecipino al finanziamento dei costi complessivi di queste investigazioni?</p><p>6. Se nella legge fosse introdotto un finanziamento coordinato di questi costi, quale dovrebbe essere la chiave di ripartizione tra gli assicuratori sociali e gli assicuratori privati?</p><p>III.</p><p>L'AI può esercitare un'azione di regresso contro il datore di lavoro. Occorrerebbe accertare se l'esercizio di questo diritto è redditizio o meno.</p><p>7. In caso d'infortunio professionale, quante volte gli UAI hanno esercitato un diritto di regresso contro il datore di lavoro che ha cagionato il danno?</p><p>8. Grazie all'esercizio del diritto di regresso, quale importo hanno potuto recuperare gli UAI negli anni 2006, 2007, 2008 e 2009?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dal 1° agosto 2008 gli uffici AI applicano un sistema di lotta alle frodi ai danni dell'AI. Nei primi sei mesi sono stati individuati e trasmessi a specialisti, per indagini e accertamenti più approfonditi, 1400 casi sospetti. Nel 2009 sono stati trasmessi 2550 incarti. Le cifre per il 2010 saranno raccolte solo all'inizio del 2011 e pubblicate in un comunicato stampa. Per il momento non ci si può ancora esprimere in merito.</p><p>2. Nei primi sei mesi dall'introduzione del sistema di lotta antifrode sono stati conclusi 380 casi: 80 accertamenti hanno confermato i sospetti. Nel 2009 sono stati conclusi 1180 casi: il sospetto si è rivelato fondato in 240 di essi, il che corrisponde a 180 rendite intere ponderate.</p><p>Poiché non viene allestita alcuna statistica in merito, il Consiglio federale ignora il numero di casi per i quali è stato inoltrato un ricorso.</p><p>3. Per il 2009 i costi inerenti alla lotta antifrode, che comprendono i costi per il personale degli uffici AI e per i mandati di sorveglianza, sono stimati a 7 milioni di franchi. </p><p>Considerato che la lotta antifrode ha permesso di diminuire di 180 rendite intere ponderate le prestazioni versate dall'AI dal 2009 e calcolando una rendita intera media pari a 2000 franchi mensili e un periodo di riscossione di circa vent'anni, i risparmi si aggireranno sui 90 milioni di franchi. In questo importo non sono compresi né i risparmi che possono essere realizzati con i circa 2000 casi ancora in sospeso nel 2009, né quelli conseguiti per le prestazioni complementari e il secondo pilastro. Infine, nell'ambito del secondo pacchetto di misure della 6a revisione AI (revisione 6b), si prevede di portare da uno a tre anni il termine per le richieste di restituzione delle prestazioni percepite indebitamente.</p><p>4. L'assicurazione che ordina gli accertamenti medici ne assume di regola i costi, mentre le altre assicurazioni che possono avvalersi degli accertamenti eseguiti non pagano niente. Pertanto neanche l'assicurazione invalidità sopporta costi nei casi in cui può basarsi sugli accertamenti medici eseguiti da altri assicuratori. </p><p>Anche per le operazioni di sorveglianza i costi sono normalmente a carico dell'assicurazione committente. Prima dell'introduzione del suo sistema di lotta antifrode, l'AI ha sempre potuto avvalersi gratuitamente delle operazioni di sorveglianza effettuate da altre assicurazioni. </p><p>Dall'introduzione di questo sistema, quando sono coinvolte due o più assicurazioni si coordinano per quanto possibile le operazioni e si esegue una sorveglianza in comune. I costi vengono poi ripartiti tra le diverse assicurazioni.</p><p>5. Non è necessario istituire una base legale per ripartire i costi. Di regola ogni assicurazione sopporta i costi per i propri provvedimenti di accertamento. Si può però senz'altro ipotizzare che due o più assicurazioni attuino insieme un provvedimento di accertamento e si dividano i costi. </p><p>Il secondo pacchetto di misure della 6a revisione AI prevede che i costi derivanti dagli accertamenti supplementari svolti nell'ambito della lotta alla riscossione indebita delle prestazioni possano essere addossati alla persona che li ha cagionati con un comportamento colpevole.</p><p>6. Non è ragionevole fissare una chiave di ripartizione generale per le spese di accertamento. Bisognerebbe invece ripartire i costi di ogni singolo caso secondo l'utilità del provvedimento di accertamento per ciascuna assicurazione.</p><p>7./8. Dal 2006 al 2010 le entrate da regresso dell'AI sono ammontate in media a circa 127 milioni di franchi l'anno, di cui circa 2 milioni di franchi l'anno per gli infortuni professionali (esclusi gli incidenti stradali). Le entrate sono modeste, in quanto, contrariamente ad altri debitori che, in virtù delle disposizioni di diritto civile sulla responsabilità, sono tenuti a saldare le pretese di regresso, il datore di lavoro gode di un privilegio per gli infortuni professionali giusta l'articolo 75 capoverso 2 LPGA. Egli risponde delle pretese da regresso solo se ha provocato intenzionalmente o per negligenza grave l'evento che ha portato al versamento delle prestazioni AI, il che nella prassi avviene molto raramente o può essere raramente dimostrato. Le entrate dell'AI in questo settore sono quindi molto esigue e irrilevanti. Il privilegio del datore di lavoro è giustificato, in quanto egli deve assicurare i propri dipendenti contro gli infortuni (e le malattie) professionali (assicurazione obbligatoria contro gli infortuni) e versare i relativi premi. Lo stesso vale per l'AI e per l'AVS, cui il datore di lavoro versa contributi paritetici.</p>  Risposta del Consiglio federale.