Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01112.jsonl.gz/221

NEW YORK - Dopo ore di bufera, polemiche e ironie, Donald Trump è tornato a esprimersi sulla vicenda del disinfettante e dei solarium, dichiarando di essere stato sarcastico a riguardo.
«Era una proposta sarcastica»: così il Presidente statunitense si è difeso davanti ai giornalisti che gli chiedevano ragguagli sul suo suggerimento di iniezioni di disinfettante per trattare il coronavirus.
È inoltre intervenuto il produttore britannico RB, titolare del marchio di prodotti disinfettanti più diffuso negli Usa, Lysol. «Come leader globali di prodotti per l'igiene e la salute ci corre l'obbligo di chiarire che in nessuna circostanza i nostri prodotti devono essere somministrati all'interno del corpo umano: attraverso iniezioni, ingestione o qualunque altra via».
Nel frattempo, sui social, la polemica continua ad essere accesa.
Le Hawaii pagano i turisti per andarsene - Lo riportano i media Usa, secondo cui l'autorità per il turismo dello stato americano ha stanziato 25'000 dollari per coprire i costi necessari ad allontanare i visitatori se questi si rifiutano di rispettare la quarantena di 14 giorni imposta dalle autorità.
«La possibilità di riportare rapidamente le persone nei loro luoghi di origine durante la pandemia è di grande aiuto alla capacità delle forze dell'ordine di garantire il successo delle nostre misure di emergenza», ha affermato il Procuratore generale delle Hawaii, Clare Connors. La Visitor Aloha Society organizza il viaggio di ritorno e paga il biglietto se il visitatore non può permetterselo. Procedura effettuata sino ad ora da 19 persone (i trasgressori sono anche stati perseguiti per reati minori e costretti a pagare una multa).
Il governatore delle Hawaii David Ige ha istituito un'auto-quarantena obbligatoria di due settimane per tutti i visitatori stranieri e per i viaggiatori che si sono recati nelle isole dal 1 aprile. Inoltre, le autorità da quel momento hanno incoraggiato i turisti a non recarsi nello stato, dove sono stati registrati ad oggi 596 casi e 12 decessi.
Il coronavirus ferma anche il crimine - A Miami non sono stati registrati omicidi da sei settimane, più o meno da quando è scoppiata l'emergenza coronavirus. Un fatto che non avveniva addirittura dal 1964.
Le norme restrittive legate alla pandemia hanno svuotato le strade della città della Florida, i criminali non ne stanno però approfittando: il capo della polizia di Miami, Jorge Colina, ha infatti spiegato che non solo non è stato commesso nessun crimine violento, ma neppure nessun omicidio.
Il bilancio - Nel frattempo negli Stati Uniti si è superata la soglia dei 50 mila morti e i casi viaggiano oramai verso il milione. È qui ormai l'epicentro della pandemia, con New York che ha fatto registrare altri 422 morti in 24 ore. Ma per Pence in meno di un mese, entro il weekend del Memorial Day del 25 maggio, il peggio sarà alle spalle.