Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01178.jsonl.gz/1092

Indirettamente rallentata pure la politica di trasferimento su rotaia dei trasporti: sui binari nel primo semestre la flessione è stata ancora più marcata
Complice il rallentamento dell'economia, soprattutto nei settori siderurgico, chimico e automobilistico, il traffico merci attraverso le Alpi e, di conseguenza, la politica di trasferimento del traffico, hanno subìto un calo: i transiti di camion sono diminuiti di 13mila unità (a 463mila).
Nel traffico merci su rotaia, precisa una nota dell'Ufficio federale dei trasporti, il volume è diminuito ancora di più. La quota ferroviaria, pari al 72,7%, è stata di 0,9 punti percentuali inferiore a quella del primo semestre 2022.
Nella prima metà dell'anno è stato trasportato, su strada e su rotaia, attraverso le Alpi un totale di 19,1 milioni di tonnellate di merci, ossia circa un milione in meno rispetto allo stesso periodo del 2022.
Sulla strada, il volume di trasporto è sceso di 100mila tonnellate (-2,7 %). Nel complesso hanno valicato le Alpi 463mila autocarri, 13 mila in meno rispetto all'anno scorso. Contrazione più importante per il trasporto merci sui treni: 13,9 milioni di tonnellate, pari a una riduzione del 6%.
Il fatto che l'impatto sulla strada sia meno pronunciato è da ricondurre, verosimilmente, all'effetto equilibrante del traffico interno, al contrario degli sviluppi in Europa che hanno colpito direttamente la ferrovia. A ciò si sono aggiunti probabilmente gli effetti negativi dell'ancora insufficiente affidabilità del traffico di transito: solo circa la metà dei treni merci è giunta a destinazione puntuale.
Anche per il 2024 sono attesi tempi difficili per il traffico ferroviario nord-sud, alla luce in particolare dei numerosi cantieri su questo corridoio.