Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/225251

<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera è un Paese tradizionalmente a vocazione lattiera. Il clima e la topografia, infatti, sono favorevoli per l'utilizzo delle superfici inerbite. La produzione lattiera, con una quota di circa il 20 per cento rispetto alla produzione agricola totale, resta il settore economicamente più importante dell'agricoltura svizzera, malgrado il dimezzamento del numero di produttori negli ultimi vent'anni. Da una decina d'anni il volume di produzione di latte indigeno è stabile a circa 3.4 milioni di tonnellate. Pertanto, alla luce dei recenti sviluppi e della domanda di mercato sorgono degli interrogativi. In seguito alle liberazioni di quantitativi d'importazione di burro da parte dell'Ufficio federale dell'agricoltura nel 2020, i produttori indigeni si aspettavano delle risposte a livello di mercato, segnatamente un aumento sensibile del prezzo del latte. All'inizio del 2021 è stato autorizzato un nuovo incremento di 1500 tonnellate del contingente doganale. Questo "servirà a garantire l'approvvigionamento almeno fino all'autunno", secondo quanto dichiarato dall'UFAG. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande. </p><p>1. In un Paese tradizionalmente a vocazione lattiera quale il nostro, può spiegarmi come siamo arrivati a importare burro? </p><p>2. Il Consiglio federale, analogamente all'UFAG, è convinto che l'aumento del contingente concesso nel 2021 sarà sufficiente a compensare la penuria annunciata fino all'autunno? Di quali garanzie dispone?   </p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che il lieve aumento del prezzo del latte sia sufficiente per conseguire gli effetti attesi, in altre parole reputa che basterà per rendere la produzione lattiera più redditizia e aumentare il volume di produzione indigeno?   </p><p>4. Essendo il ruolo di ciascun attore ben definito sul mercato lattiero, il Consiglio federale pensa che siano necessari adeguamenti delle strutture decisionali? In caso negativo, come si immagina l'evoluzione della produzione a medio termine?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2019 in Svizzera è stato commercializzato circa l'1,6 per cento in meno di latte rispetto al 2018, mentre nel 2020 il quantitativo di latte è tornato ad aumentare leggermente, restando però l'1,4 per cento al di sotto del livello del 2018. Dal 2018, la valorizzazione del latte in formaggio è cresciuta del 4,8 per cento. Parallelamente, siccome la produzione di formaggio è più interessante economicamente rispetto a quella di burro e di latte scremato in polvere, la produzione di burro è diminuita. Nel 2020, a causa delle misure disposte dalla Confederazione per arginare il coronavirus, come ad esempio la limitazione del turismo degli acquisti, nel commercio al dettaglio le vendite di burro sono aumentate del 15 per cento circa rispetto al 2019. Il minore volume di produzione di burro e, parallelamente, la maggiore domanda hanno comportato praticamente l'esaurimento delle scorte.</p><p>Per garantire l'approvvigionamento dei consumatori in burro fino a fine anno, nel 2020 è stato necessario aumentare complessivamente di 4800 tonnellate il rispettivo contingente d'importazione.</p><p>2. In seno all'Interprofessione Latte (IP Latte), la Commissione paritetica che si occupa delle importazioni di burro analizza regolarmente la situazione di mercato. Per il 2021 ipotizza che il quantitativo di latte commercializzato registrerà un lieve incremento e che probabilmente anche la produzione di formaggio continuerà a crescere. A causa delle misure contro il coronavirus tuttora in vigore, la domanda di burro nel commercio al dettaglio resta elevata. Pertanto la Commissione stima che a partire dalla fine dell'estate 2021, la produzione di burro indigeno non sarà più sufficiente per coprire il fabbisogno. Per far sì che i commercianti e le aziende addette alla trasformazione dispongano di tempo sufficiente per riconvertirsi sul burro importato, l'IP Latte ha presentato una richiesta all'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) volta ad aumentare di 1500 tonnellate il contingente d'importazione di burro con effetto già al 1° marzo 2021. L'UFAG ha accolto la richiesta. La Commissione che si occupa delle importazioni di burro esaminerà costantemente la situazione sul mercato del latte. Se questa continuasse ad essere tesa, verrà probabilmente presentata un'ulteriore domanda di aumento del contingente d'importazione per il burro.</p><p>3. e 4. I prezzi del latte sono in funzione dell'offerta e della domanda sul mercato e rientrano quindi nell'ambito di responsabilità degli attori del mercato. Siccome l'UE è il partner commerciale più importante della Svizzera per quanto concerne i latticini, nel Paese i prezzi alla produzione sono molto condizionati dall'andamento del prezzo del latte nell'UE.</p><p>Negli ultimi quattro anni, in Svizzera il prezzo alla produzione del latte di latteria ha continuato ad aumentare e nel 2020 ha raggiunto quota 60,19 centesimi il chilogrammo. L'incremento rispetto al 2019 corrisponde a 2,11 centesimi il chilogrammo ed è dovuto, tra le altre cose, alla maggiore domanda di latticini nel commercio al dettaglio. Anche le prospettive a breve e medio termine per il mercato del latte sono positive: si stima che i prezzi dei latticini (latte in polvere, burro, formaggio) sui mercati internazionali resteranno stabili o cresceranno leggermente. Questa evoluzione dovrebbe anche avere un effetto stabilizzante sui prezzi alla produzione del latte in Svizzera. Pertanto è possibile che il quantitativo di latte commercializzato aumenti ulteriormente.</p><p>Per il Consiglio federale, la responsabilità propria del settore lattiero è un aspetto fondamentale. Il ruolo dello Stato nel mercato del latte deve concentrarsi sull'impostazione di buone condizioni quadro in linea con l'evoluzione della politica agricola attuata finora. È quindi compito del settore lattiero verificare regolarmente le sue strutture e, se necessario, adeguarle.</p>  Risposta del Consiglio federale.