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Nel contesto dei presunti casi di corruzione in Venezuela la Finma ha ammonito due dirigenti bancari in realazione alle norme di lotta contro il riciclaggio, fra cui l'ex ceo di Julius Bär. In un altro caso l'autorità di vigilanza ha avviato un procedimento di enforcement.
La Finma, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, ha accertato la responsabilità di singole persone per le gravi carenze in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro riscontrate presso la banca Julius Bär, in particolare nel contesto di presunti casi di corruzione in Venezuela, come spiega oggi un comunicato della Finma. Gli accertamenti riguardavano in particolare quattro manager di alto rango gerarchico. In un caso la Finma ha avviato un procedimento di enforcement. In un secondo caso l’autorità di vigilanza ha rinunciato alla conduzione di un procedimento dopo che la persona “aveva dichiarato in modo attendibile di rinunciare, in futuro, a ricoprire qualsiasi posizione dirigenziale presso istituti assoggettati a vigilanza”, si legge nel comunicato. Ulteriori due persone sono state ammonite per iscritto. Una di esse è l’ex Ceo di Julius Bär Boris Collardi, come annunciato dal suo stesso datore di lavoro, la banca Pictet (che ha preso atto della decisione della Finma e ha rinnovato la fiducia nel manager). Lo stesso Collardi, in una presa di posizione scritta rivolta all’agenzia di stampa AWP, ha dichiarato che “accetto l’ammonimento” e che la decisione della Finma “e questo è l'essenziale, per me rappresenta una conclusione in questa vicenda”.
“Nell’ambito dei presunti casi di corruzione relativi al gruppo petrolifero venezuelano PDVSA, la FINMA ha preso contatto con oltre 30 banche svizzere”, spiega la Finma nel comunicato. “In tale contesto, l’Autorità di vigilanza ha verificato se e in quale misura gli istituti in questione risultavano coinvolti in tale caso e se le disposizioni del diritto in materia di vigilanza svizzero erano state rispettate. Al termine degli accertamenti, la FINMA ha avviato cinque procedimenti di enforcement al fine di indagare in dettaglio su indizi concreti di violazioni delle disposizioni in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro”. Dei cinque, due procedimenti sono ancora in corso, mentre altri due riguardanti Credit Suisse, e uno riguardante la banca Credinvest, hanno evidenziato lacune nell'adempimento degli obblighi di diligenza in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro.