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Con l'annunciato allentamento del rigido blocco di Shanghai e l'imminente inizio della stagione di guida negli Stati Uniti, gli operatori di mercato si aspettano un'ulteriore spinta della domanda. In un contesto di riserve limitate, è probabile che i prezzi del petrolio aumentino ulteriormente.
Tuttavia, il fatto che la Cina continuerà a perseguire la sua strategia "zero covid" se necessario, e che la capitale Pechino rimane in stato di blocco, limita un po' la spinta al rialzo al momento. Inoltre gli Stati Uniti stanno pianificando un alleggerimento delle sanzioni contro il Venezuela, questo fa sperare che il Paese possa aumentare nuovamente la sua produzione di petrolio in futuro. Il Venezuela possiede le più grandi riserve di petrolio accertate al mondo e prima delle sanzioni entrate in vigore nel 2017, la produzione del Paese era di circa 2 milioni di barili al giorno (attualmente è di soli 0,7 milioni di barili al giorno); resta da vedere se questa nuova prospettiva riuscirà a tranquillizzare gli operatori di mercato. L'attenzione del mercato è attualmente meno rivolta al petrolio greggio: la scarsità di prodotti finiti raffinati, come benzina, gasolio e olio da riscaldamento, è una sfida importante per le catene di approvvigionamento globali, perché a causa dell'allontanamento intenzionale dai combustibili fossili negli ultimi anni gli investimenti in impianti di lavorazione del petrolio si sono notevolmente ridotti. Le distorsioni sui mercati globali dovute alla pandemia di Coronavirus e, più recentemente, al conflitto tra Russia e Ucraina hanno inaspettatamente modificato in modo massiccio la situazione.