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Jamie Smith, 33 anni, e Aaron Rolle, 2O anni, sono morti mentre si trovavano in stato di fermo di polizia in due stazioni differenti di Nassau, la capitale, rispettivamente venerdì 8 e sabato 9 febbraio.
Le circonstanze dei decessi e i motivi dei fermi di polizia non sono stati ancora chiariti. Stando alle autorità, un'inchiesta sarà disposta dal tribunale del coroner (l'ufficiale giudiziario incaricato di condurre l'inchiesta in caso di morte violenta, immediata o sospetta), un ufficio giudiziario che soffre di un ingorgo consistente in ragione della mancanza di mezzi.
La morte dei due uomini s'iscrive in una serie di violazioni dei diritti umani presunte, imputabili a poliziotti, che si sono verificate negli ultimi due anni. In particolare, si tratta di decessi analoghi verificatisi durante dei fermi di polizia e a causa di colpi d'arma da fuoco letali, esplosi illegalmente.
Nella stragrande maggioranza dei casi, i responsabili presunti non hanno dovuto rendere conto del loro operato.
«L’assenza di giustizia per gli omicidi illegali perpetrati dalla polizia mostra che le autorità delle Bahamas non assumono le misure necessarie onde garantire lo svolgimento d'inchieste approfondite, indipendenti, imparziali e adeguate, deplora Javier Zúñiga, consigliere speciale presso Amnesty International.
«Esse debbono prendere seriamente in considerazione la possibilità di creare un'istituzione indipendente incaricata d'indagare sulle violenze della polizia e dotarla delle risorse necessarie. Ciò contribuirà a ripristinare la fiducia della popolazione nella polizia nazionale e migliorerà, al tempo stesso, l'efficacia delle inchieste».
Amnesty International ha censito un certo numero di violazioni di diritti umani da parte di poliziotti, fra cui omicidi illegali, maltrattamenti e ricorsi eccessivi alla forza nel corso di arresti e detenzioni. Nel 2O12, almeno sei persone sarebbero state uccise da poliziotti in circostanze controverse e un uomo è morto durante il fermo di polizia.
La condanna di un poliziotto, nel giugno 2O12, per il decesso avvenuto durante il fermo di polizia di Desmond Key, nel 2OO7, è uno dei rari esempi in cui un poliziotto ha dovuto rendere conto dei propri abusi laddove l'impunità resta la norma.
La famiglia di Brenton Smith, 18 anni, ucciso dalla polizia nel 2OO9, non ha avuto lo stesso epilogo. L’inchiesta del coroner ha concluso che il poliziotto aveva agito per legittima difesa. La famiglia della vittima ha rifiutato il verdetto, allegando che alcune circostanze della massima importanza non erano state considerate dalla giuria – che annoverava, a quanto pare, persone prossime al poliziotto in questione – e in particolare il fatto che Brenton Smith fosse disarmato e che il medico legale abbia sottolineato, nella sua testimonianza, come l'angolo d'entrata e d'uscita dei proiettili indicasse che la persona era ferita alle braccia.
In gennaio, il direttore della polizia ha annunciato che 243 denunce sono state sporte nel 2O12, di cui 128 per lesioni.