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NEW YORK - Un Paese diviso e delle elezioni vinte un po' da tutti. Così da molti commentatori sono state analizzate le elezioni di Midterm avvenute questa notte negli Stati Uniti. Commenti e analisi a parte, ecco alcuni punti emersi da questa tornata elettorale che continuerà a far discutere nei prossimi giorni e mesi.
1) Le "altre votazioni"
Oltre alle "classiche votazioni" per eleggere i rappresentanti di Camera e di un terzo del Senato, in alcuni Stati, gli elettori sono stati chiamati ad esprimersi su diversi oggetti. In Michigan è stato approvato un referendum sull'utilizzo ricreativo della Marijuana. In Florida è stata approvata una legge che permetterà di restituire in maniera automatica il diritto di voto ai condannati che hanno scontato la propria pena. In Alabama, West Virginia e Oregon i cittadini sono stati chiamati ad esprimersi su degli emendamenti della costituzione contro l'aborto: emendamenti approvati in West Virginia e in Alabama, ma respinti in Oregon.
2) È il momento delle donne...
Un numero record di donne è stato eletto quest'oggi al Congresso statunitense. Stando ai dati non ancora definitivi, almeno 95 donne sono state elette alla Camera bassa, e 12 alla Camera alta. Contando le dieci già presenti in Congresso è stato raggiunto il numero record di 117 donne nei due rami legislativi. Anche per quanto concerne i Governatori oggi le donne hanno raggiunto numeri da record. Sono infatti state sei le candidate (su 16) ad essere elette in questa carica. Con questo risultato si è raggiunto il numero record di donne a capo degli Stati dell'Unione, nove.
3) ... e delle minoranze
Tra i vincitori di questa votazione ci sono anche tante "minoranze" che, per la prima volta, sono state elette (tutte tra le fila dei Democratici) ad una delle cariche più importanti del Paese. A cominciare da Alexandra Ocasio-Cortez che a soli 29 anni è diventata la più giovane della storia statunitense a entrare in Congresso. Questa notte sono inoltre state elette le prime due donne musulmane in Congresso: Rashida Tlaib e Ilhan Omar. Inoltre è stata eletta Sharice Davids, prima donna nativo-americana ad entrare in Congresso e, infine, il democratico Jared Polis è diventato il primo governatore gay dichiarato di uno stato americano.
4) Governatori un po' più blu
Non solo Camera alta e Camera bassa. Oggi gli statunitensi hanno eletto anche 46 governatori. E in queste votazioni ad avere la meglio sono stati i Democratici. Quest'ultimi hanno infatti "rubato" 7 governatori ai repubblicani. In totale, oggi, i Dem a questo livello governano 22 Stati, contro i 25 dei repubblicani. Restano ancora in bilico tre Stati, Georgia, Connecticut e Alaska.
5) I Democratici si prendono la Camera
Dopo otto anni il Partito democratico ha ripreso il controllo della Camera. Dei 435 seggi in votazione, 219 sono stati assegnati ai Dem (+26) e 193 ai Repubblicani (-26). Al momento sono stati assegnati 412 seggi sul totale: mancano dunque ancora i risultati di 23 seggi. Si tratta di un buon risultato per i Dem, malgrado la vittoria alla Camera da parte del partito all'opposizione (rispetto al presidente) alle elezioni Midterm non sia certo una novità nella politica statunitense.
6) I Repubblicani si tengono il Senato
Discorso diverso per quanto concerne il Senato. In questa tornata elettorale gli statunitensi hanno votato per il rinnovo di 34 seggi alla camera alta (su 100). I repubblicani mantengono la maggioranza con 51 seggi già assegnati, mentre i democratici per ora sono fermi a 45, e probabilmente i 4 restanti, stando alle proiezioni, andranno anch'essi al GOP. Un ottimo risultato in particolare alla luce del fatto che i repubblicani sono riusciti pure a "rubare" 3 seggi prima appartenenti ai Dem.
7) Partecipazione da record
Gli statunitensi che hanno votato alle elezioni di metà mandato - secondo le stime preliminari - sono stati 113 milioni, ovvero il 49% degli elettori registrati. Si tratta delle prime elezioni di midterm nella storia in cui vengono superati i 100 milioni di voti.