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Appartenevano a un uomo d'affari statunitense, che li aveva trovati nel 1990 in una cassetta di sicurezza di famiglia tenuta da una banca francese
Un uomo d'affari statunitense ha donato frammenti di quello che si ritiene essere il teschio di Ludwig van Beethoven a un'Università di Vienna. Paul Kaufmann, questo il suo nome, ha detto di sentirsi "orgoglioso di averli restituiti a chi appartengono". Un medico legale austriaco ha affermato che i frammenti, che sono già stati studiati negli Stati Uniti, hanno "un grande valore".
Kaufmann ha detto di aver trovato i frammenti nel 1990, in una piccola scatola con su scritto ‘Beethoven’ all'interno di una cassetta di sicurezza di famiglia tenuta da una banca francese. Si pensa che il prozio dell'uomo, Franz Romeo Seligmann, un medico viennese, abbia ricevuto i frammenti nel 1863 dopo che le ossa di Beethoven furono riesumate per essere studiate. Quello che resta del teschio del noto compositore sono dieci frammenti in totale, inclusi due pezzi più grandi: uno della parte posteriore della testa e uno del lato destro della fronte.
Beethoven nacque a Bonn nel dicembre 1770 e morì il 27 marzo 1827. Per gran parte della sua vita soffrì di problemi di salute e, secondo quanto riferito, chiese esplicitamente che il suo corpo fosse studiato dopo la sua morte. All'inizio di quest'anno, i ricercatori guidati dall'Università di Cambridge hanno analizzato cinque ciocche di capelli per sequenziare il genoma del compositore e hanno rivelato che Beethoven aveva una probabile predisposizione genetica alla malattia del fegato e aveva subito un'infezione da epatite B mesi prima della sua morte. Iniziò a soffrire di perdita dell'udito intorno al 1795, una condizione che peggiorò nel corso degli anni e fu esacerbata da un grave acufene, che lo portò a essere funzionalmente sordo nel 1818.