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A Bucarest, teatro della vittoria ai rigori contro la Francia, il tecnico rossocrociato rincorre un successo che lo aiuti a rimanere in sella
Teatro del più grande successo della Nazionale svizzera, il 28 giugno 2021, in occasione della vittoria ai rigori contro la Francia negli ottavi di finale dell'ultimo Europeo, la National Arena di Bucarest sarà il cimitero sportivo di Murat Yakin? Per quanto crudele possa essere, rimane una domanda legittima.
L'allenatore è sul punto di perdere la lotta tra galli da combattimento condotta contro il suo capitano negli ultimi diciotto mesi. Granit Xhaka, che gioca in una posizione non più sua, arriva da due prestazioni fin troppo apatiche contro Israele (1-1) e Kosovo (1-1). Forse non sta giocando contro il suo allenatore, ma non sta facendo nulla per aiutarlo a rialzare la testa, come conferma la scarsa voglia di rincorrere gli avversari mostrata sabato a Basilea. La sua assenza nell'odierna conferenza stampa prepartita è stata una chiara dimostrazione del fossato che divide i due uomini. Granit Xhaka non avrà preso parte a nessuna delle conferenze stampa della vigilia delle ultime tre partite, a cui il capitano è tradizionalmente tenuto a partecipare.
Solo una vittoria convincente permetterà a Murat Yakin di superare l'inverno. Non è detto che l'Associazione svizzera di calcio (Asf) non prenda le misure necessarie se la Svizzera dovesse perdere contro la Romania. Come tutti sanno, la Svizzera deve vincere per non finire nell'ultima fascia del sorteggio della fase finale di Euro 2024, sorteggio in programma sabato 2 dicembre ad Amburgo. Anche se il c.t. ribadisce di essere indifferente al tema delle fasce, ritrovarsi in un gruppo della morte sarebbe un peccato. «Ci siamo qualificati. Meritiamo di andare in Germania la prossima estate. Il resto non mi interessa", afferma Murat Yakin quando gli viene chiesto se la sfida in Romania, la sua trentesima alla guida della Nazionale, potrebbe essere l'ultima. Il basilese ritiene che le critiche mosse nei suoi confronti abbiano il sapore di un regolamento di conti e nell'ultima settimana non ha smesso di respingerle con forza. Ma in cuor suo sa che la sua situazione diventerebbe insostenibile se a Bucarest la sua squadra dovesse inciampare di nuovo.
«Nella sfida d'andata abbiamo dominato la Romania mostrandoci enormemente superiori – prosegue –. Credo che martedì lo dimostreremo una volta di più. Ma la partita sarà molto più aperta rispetto a Lucerna e questo non mi preoccupa». L'allenatore spera che i suoi attaccanti siano in grado di sfruttare al meglio gli spazi che si apriranno.
La partita di Bucarest, la decima di un girone preliminare che nessuno si immaginava sarebbe stato così difficile, impone comunque a Murat Yakin alcuni aggiustamenti. Deve assicurarsi che i suoi giocatori, in particolare Denis Zakaria e Manuel Akanji, siano "protetti". Il ginevrino Zakaria venerdì prenderà parte allo scontro al vertice della Ligue 1 tra il suo Monaco e il Psg al Parco dei Principi, mentre lo zurighese sarà di scena sabato alle 12.30 all'Etihad, ospite il Liverpool. «So cosa devono fare i miei giocatori – aggiunge Murat Yakin –. So anche che queste tre partite nel giro di sei giorni lasceranno il segno. Voglio comunque parlare con i giocatori interessati da qui a martedì sera per sapere come si sentono».
Yann Sommer, dal canto suo, giocherà "solo" domenica con l'Inter nel Derby d'Italia contro la Juventus. Il basilese disputerà la terza partita consecutiva, quando era lecito supporre che sarebbe sceso in campo soltanto mercoledì scorso contro Israele. Ma a cambiare le coordinate è arrivato l'infortunio a Gregor Kobel, i famosi "dolori muscolari" che hanno portato il "cavallo pazzo" di Dotrmund a rifiutare l'ostacolo per la seconda volta in questa stagione.
Yann Sommer intende vendicarsi dei romeni. Infatti, ha una parte di responsabilità per il secondo gol della Romania nell'improbabile pareggio per 2-2 a Lucerna il 19 giugno. In uno stadio dove sono attesi più di 50’000 tifosi rumeni per festeggiare la qualificazione dei loro beniamini, contro 650 tifosi svizzeri, il giocatore del Basilea si ricorderà che a Bucarest ha compiuto la migliore parata della sua carriera, fermando il rigore di Kylian Mbappé. Quella sera era stato l'eroe di tutta la Svizzera calcistica. Murat Yakin prega affinché possa tornare a esserlo.