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Ci vorrà almeno un mese per poter riparare il cavo subacqueo che veicola le comunicazioni fra le Tonga e il resto del mondo. È quanto ha indicato oggi, mercoledì, il ministero degli esteri neozelandese.
Le isole del Pacifico hanno subito gravi devastazioni a causa della violenta eruzione, sabato scorso, di un vulcano sottomarino e del successivo tsunami. Ora la società di distribuzione via cavo SubCom "afferma che occorreranno almeno 4 settimane per ripristinare i collegamenti", ha reso noto il ministero, in un aggiornamento sulle conseguenze della calamità che ha tagliato fuori l'arcipelago dal resto del mondo.
Stando a questa società, sono state individuate due rotture distinte del cavo: una localizzata al largo, e più precisamente a 37 km dalle coste, e l'altra nei pressi del vulcano, il che rende difficili le riparazioni.
Le poche comunicazioni attualmente in corso sono possibili grazie a telefoni satellitari, essenzialmente in dotazione alle ambasciate straniere che hanno sede nella capitale Nuku'alofa.
Possono arrivare gli aiuti
I primi aerei da Australia e Nuova Zelanda con aiuti d'emergenza potrebbero atterrare da giovedì dopo che oggi, mercoledì, la principale pista d'atterraggio è stata sgomberata dalla cenere del vulcano.
Oltre 100'000 persone, l'equivalente della popolazione, sono state colpite dal doppio evento e secondo le prime stime c'è urgente bisogno di acqua potabile, visto che le riserve sono state contaminate.
Il paese, considerato privo di casi di Covid-19, e le Nazioni Unite temono inoltre che gli aiuti dall'estero possano portare infezioni da coronavirus sull'arcipelago.