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BERNA - C'è bisogno di ulteriori chiarimenti prima che un vaccino contro il coronavirus possa essere autorizzato in Svizzera.
Lo ha confermato Claus Bolte, responsabile delle autorizzazioni presso Swissmedic, in un'intervista con il "SonntagsBlick".
Secondo Swissmedic, l’autorità svizzera di omologazione e controllo dei medicamenti, mancano infatti ancora alcuni dati importanti sui vaccini contro il Covid-19, in particolare per quanto riguarda i giovani e le persone a rischio.
«Su alcuni punti sono necessari chiarimenti in materia di efficienza, qualità e sicurezza», ha sottolineato Bolte, che ha spiegato che tali dati sono particolarmente carenti per le fasce d'età dai 65 anni in su e dai 12 ai 18 anni. Inoltre, «non sappiamo ancora abbastanza su come le persone con malattie preesistenti e i pazienti a rischio reagiscano ai vaccini», ha detto il responsabile.
Tuttavia, nel corso della prossima settimana è previsto l'arrivo di una serie di dati e risultati che dovrebbero far luce sui possibili effetti collaterali, colmando alcune (se non tutte) di queste lacune.
Ma finché «non possiamo indicare chiaramente i rischi per le persone con condizioni preesistenti o per gli anziani, dovremmo astenerci dall'approvare il vaccino per questi gruppi» ha spiegato Bolte. Il che è una sorta di controsenso, visto che il piano di vaccinazione svizzero, come quello degli altri paesi, sottolinea in primis l'urgenza di vaccinare le persone a rischio.