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PLR e UDC nazionali vanno verso un'alleanza, Abate e Ghiggia a Berna voterebbero in maniera diversa? In Ticino c'è chi si mobilita contro il "Partito dell'odio".
I temi cruciali della legislatura federale che inizierà il 9 dicembre saranno: la questione nucleare; la questione dei bilaterali in rapporto alla votazione del 9 febbraio; la questione della sostenibilità del welfare elvetico (in modo particolare la questione dell'innalzamento dell'età pensionabile); e la questione dell'abolizione del segreto bancario estesa anche per gli indigeni. Tutto il resto è contorno. Su questi quattro temi l'UDC di Blocher e il PLR di Müller devono trovare un'intesa e sembrerebbe che sono molto vicini a siglarla. La manifestazione dell'alleanza PLR-UDC a livello nazionale sarà la nomina nel Governo federale di due consiglieri federali PLR e di due consiglieri federali UDC, che insieme avranno la maggioranza dell'esecutivo nazionale. Ma la sostanza politica è che UDC e PLR vogliono perlomeno ritardare l'uscita dal nucleare da parte della Svizzera (se non addirittura procrastinare quest'uscita alle calende greche), non vogliono che per tutti i cittadini svizzeri e stranieri che vivono nel territorio elvetico venga abolito il segreto bancario e vorrebbero alzare l'età pensionabile a 67 anni.
C'è da chiedersi, su questi dossier come voterebbe differentemente da Ghiggia (candidato sostenuto dalla Lega dei Ticinesi e dall'UDC Ticino) il candidato liberale-radicale (tanto liberale e poco radicale) Fabio Abate?
Il municipale di Massagno socialista Adriano Venuti, che al Comitato cantonale del PS di settimana scorsa ha di fatto pronunciato un endorsement a favore di Fabio Abate (siamo all'assurdo, lui che proviene da Prospettive socialiste, ossia la corrente di sinistra del PS, che si mette a fare un endorsement per un candidato PLR), non si interroga su quale differenza avrebbe Abate da Ghiggia nel votare sull'uscita dal nucleare, sull'innalzamento dell'età pensionabile e sull'abolizione del segreto bancario per chi risiede in Svizzera.
Qualcuno realmente pensa che dopo che Philipp Müller e Toni Brunner abbiano stretto un'alleanza di legislatura il consigliere agli Stati Fabio Abate voterebbe alla Camera Alta tanto diversamente da Battista Ghiggia? Qualcuno pensa che nella prossima legislatura venga abrogata la disciplina di partito nel gruppo delle Camere federali del PLR?
Bè, evidentemente a sinistra ci sono molti ingenui...
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Da dieci giorni in Ticino ha iniziato a organizzarsi quella coalizione che vedrebbe una possibile entrata di Norman Gobbi in Consiglio federale come fumo negli occhi. "Partito dell'odio", "hooligan della politica", sono alcuni degli appellativi dati al consigliere di Stato leghista di Quinto. Il povero Norman Gobbi "disonorerebbe" il Ticino. Fa un po' strano che gli stessi che ora si stanno mobilitando come non mai contro la possibile nomina di Gobbi in Governo, qualche anno fa erano del tutto silenti quando in corsa per il Consiglio federale c'era Marina Masoni, già consigliera di Stato, in quel frangente in possesso dei famosi scatoloni del DFE e con la brutta vicenda di Villalta ancora non del tutto risolta (infatti le sentenze definitive arriveranno qualche anno dopo). Eppure nel 2010 nessuno si ricorda di un Paolo Bernasconi pubblicamente critico all'ipotesi di un elezione in Consiglio federale di Marina Masoni. Come non ci si ricorda di Natalia Ferrara Micocci che abbia mai espresso pubblicamente una critica sulla sua beniamina. A dirla tutta anche a sinistra nel 2010 il silenzio fu assordante quando Marina Masoni fu data per papabile al Consiglio federale (e non si mobilitò neanche più di tanto per sostenere la candidatura di una persona per bene come Dick Marty).
Ora il problema è fermare in tutti i modi la possibile elezione nel Governo federale di Norman Gobbi. Ma il povero Norman, che sicuramente è criticabile per la vicenda Arlind, ha avuto vicissitudini come quella di Villalta? A noi non risulta, e se non si sa fare la differenza fra quelle che sono scelte politiche non per forza condivisibili, come la posizione assunta da Gobbi sul caso Arlind, da questioni che nella forma e nella sostanza sono molto più rilevanti come lo scandalo di Villalta, vuol dire che si è accecati da un odio nei confronti della Lega che travalica qualsiasi livello di analisi.
Dunque o qualcuno sa qualcosa su Norman Gobbi che non è dato sapere all'opinione pubblica, oppure bisogna avere il coraggio di dire che Norman Gobbi non è la peggior candidatura possibile al Consiglio federale. Se poi qualcuno vuole pensare che Gobbi rappresenta il "Partito dell'odio" è libero di farlo, ma è un altra cosa dall'essere il rappresentante del "Partito di Villalta".