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di Michael CatonJones, con Sharon Stone, David Morrissey, Charlotte Rampling
(Stati Uniti, 2005)
Botulino o meno, della sontuosa Sharon Stone qui sorprendono altri, ed assai meno eccitanti aspetti. Dopo che non ci erano cascati registi come Cronenberg e McTiernan, era destino che fosse proprio lei a lasciarci le penne riesumando le sulfuree memorie cinefile di punteruoli da ghiaccio e mutandine che c'erano o non c'erano. Resta il mistero (il solo, invero, sollevato dalla visione del film) di come il famoso quoziente intellettuale della più affascinante partecipante ai Forum economici di Davos abbia potuto scegliere (tra l'altro): una sceneggiatura strampalata diretta da un regista assolutamente anonimo; b) il tradizionale pesce lesso come partner maschile; c) delle sequenze erotiche pietosamente mimate; d) un guardaroba da sciantosa postmoderna; e) il grattacielo londinese di Norman Forster come simbolo fallico; f) l'illusione che il pubblico sia cosi sciocco da permetterle di far soldi con una pizza del genere.