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LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha confermato la condanna per violazione della legge federale sui revisori e sfruttamento della conoscenza di un fatto confidenziale inflitta dal Tribunale penale federale di Bellinzona all'ex revisore contabile della KPMG Daniel Senn.
I giudici di Losanna lo ha quindi condannato in via definitiva a una pena pecuniaria di 160 aliquote giornaliere a 430 franchi l'una sospesa con la condizionale e a una multa di 5'000 franchi.
In base alla sentenza, l'uomo deve inoltre versare alla Confederazione 29'073 franchi, un risarcimento equivalente agli utili conseguiti durante le sue operazioni borsistiche a margine dell'acquisizione della banca privata basilese Sarasin (oggi J. Safra Sarasin), e assumersi i costi procedurali pari a 13'000 franchi.
Nel settembre 2011 Senn aveva acquistato, grazie a conoscenze da insider, azioni dell'allora banca Sarasin, sapendola nel mirino di Julius Bär, e realizzato un utile contabile di circa 29'000 franchi.
Inoltre, Senn aveva fornito false indicazioni sugli acquisti in questione all'Autorità federale di sorveglianza dei revisori (ASR), che aveva chiesto nell'agosto 2013 informazioni e documenti in seguito a sospetti di reati insider.
Nell'agosto 2018, al momento della lettura della sentenza, i giudici di Bellinzona avevano spiegato che non vi era alcuna prova diretta del fatto che l'imputato fosse al corrente dei piani di rilevamento di Sarasin da parte di Julius Bär (operazione che peraltro poi non è andata in porto). Vi era tuttavia una chiara catena di indizi la quale dimostra che Senn aveva comprato le azioni sapendo dell'imminente offerta d'acquisto.
Tali argomenti sono stati confermati ora dal TF, che ha respinto il ricorso di Daniel Senn contro la sua condanna per violazione della legge federale sui revisori.
Senn era diventato noto al pubblico in relazione a diversi casi eclatanti quali quello di Oskar Holenweger, contro il quale era stato avviato un procedimento nel 2003 per riciclaggio di denaro. L'ex banchiere era stato assolto nel 2011 e attualmente presso il TPF è pendente una causa per risarcimento danni.
Senn era legato anche all'allora presidente della Banca nazionale svizzera Philipp Hildebrand: tra inizio 2009 e fine 2011 aveva il mandato di esaminare tutte le transazioni private dei membri del direttorio allargato dell'istituto.