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Il Consiglio federale è consapevole che i 2 miliardi di franchi che intende impiegare per mitigare le conseguenze del franco forte e sostenere l'economia svizzera sono una grossa cifra. L'obiettivo è rafforzare i settori particolarmente colpiti dall'attuale tasso di cambio e prevenire il trasferimento di posti di lavoro all'estero. Nel corso della sua seduta a Sierre ha preso atto del nuovo intervento della Banca nazionale svizzera e si associa all'obiettivo di quest'ultima di contrastare l'apprezzamento della nostra valuta.
Per rafforzare la concorrenza in Svizzera intende avviare una revisione della legge sui cartelli che vieti ufficialmente in maniera più efficace gli accordi orizzontali sui prezzi, le quantità e la ripartizione per zone nonché le imposizioni verticali dei prezzi e gli isolamenti geografici. Per l'aumento dei lavori legati all'applicazione della legge sui cartelli nella sua versione attuale, la Commissione della concorrenza riceverà per due anni quattro posti supplementari. Lo stesso vale per la Sorveglianza dei prezzi che nei prossimi mesi, oltre ad ampliare i consueti ambiti di attività, cercherà maggiormente il dialogo con i produttori e i commercianti affinché trasmettano ai consumatori i vantaggi valutari.
In vista della sessione autunnale il Consiglio federale presenterà al Parlamento un pacchetto di misure di sostegno per le imprese colpite dall'apprezzamento del franco. Esso conterrà misure finalizzate a ridurre temporaneamente i costi, a potenziare la forza innovativa e a migliorare in modo mirato in Svizzera le condizioni quadro a lungo termine. Tale pacchetto di misure sarà elaborato da un gruppo di lavoro istituito ad hoc e diretto dalla SECO.
Margine di manovra grazie all'eccedenza
Per finanziare il pacchetto di misure da varare si utilizzerà una parte del risultato contabile, apparentemente buono, del 2011. Il Consiglio federale ha preso atto dei risultati dell'attuale proiezione per l'anno in corso. In base alle stime sui primi sei mesi dell'anno si prevede, anziché un deficit di 0,6 miliardi di franchi, un'eccedenza di circa 2,5 miliardi di franchi. Il Consiglio federale intende limitare tassativamente i fondi a un importo massimo di 2 miliardi di franchi. È convinto infatti che, considerata l'incertezza che permane ancora in merito alla previsione, utilizzare una percentuale più alta dell'eccedenza strutturale prevista sarebbe poco prudente; inoltre aumentano i rischi economici per il prossimo futuro. Il resto dell'eccedenza dovrebbe pertanto essere impiegato per ridurre il debito e consolidare il bilancio della Confederazione.
I mezzi necessari verranno stanziati principalmente attraverso un'aggiunta separata al Preventivo 2011. Tale aggiunta dovrebbe essere sottoposta al Parlamento in modo da poter essere trattata nella sessione autunnale del 2011. Una parte dei mezzi verrà probabilmente rinviata al prossimo anno.
Misure per il mercato ipotecario
A seguito dei tassi d'interesse vantaggiosi, si constata che le banche svizzere concedono in quantità maggiore crediti per gli immobili d'abitazione. Questa tendenza è ulteriormente amplificata - nel senso che produce un effetto secondario indesiderato - dalle attuali misure di politica monetaria della Banca nazionale svizzera contro l'apprezzamento del franco. L'aspra concorrenza ha inoltre incentivato le banche ad allentare in parte le disposizioni relative alla sostenibilità e alla concessione di mutui.
Si intende contrastare questa evoluzione con prescrizioni più severe in materia di dotazione di fondi propri. Con effetto al 1° gennaio 2012, le banche dovranno disporre di fondi propri supplementari per i crediti ipotecari per i quali non vengono rispettate le usuali norme di sostenibilità e di concessione di mutui. In relazione all'attuazione delle prescrizioni sui fondi propri di Basilea III, il DFF deve inoltre esaminare l'introduzione di una riserva di capitale con effetto anticiclico, che obbligherebbe le banche a detenere fondi propri supplementari in funzione dell'evoluzione del mercato creditizio e limitatamente nel tempo. La riserva di capitale è destinata a rafforzare la resistenza del settore bancario ai rischi legati a un aumento sproporzionato dei crediti, ad esempio sul mercato ipotecario e immobiliare svizzero. Inoltre, la riserva dovrebbe impedire una crescita eccessiva dei crediti. Nell'attivazione e disattivazione della riserva di capitale con effetto anticiclico, oltre al DFF e alla FINMA, svolgerà un ruolo centrale la BNS.
Per completare questo pacchetto di misure, la FINMA continuerà ad esercitare un'intensa vigilanza sull'attuazione delle attuali prescrizioni qualitative nella concessione di crediti.