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Nel 1892, la Svizzera e l’Austria-Ungheria sottoscrissero un primo trattato per la correzione del Reno dalla foce dell’Ill al lago di Costanza (Reno alpino), integrato nel 1924 e nel 1954 da altri due accordi. La prevista realizzazione di nuove importanti opere idrauliche (progetto «Rhesi» di protezione contro le piene del Reno alpino) implicano la conclusione di un trattato supplementare con l’Austria. Nel tratto comune, una grande piena del Reno interesserebbe circa 300 000 persone, con un potenziale di danno pari a oltre 11 miliardi di franchi.
Secondo i trattati esistenti, la «Correzione internazionale del Reno» (IRR) è responsabile dell’ampliamento e della manutenzione del tratto internazionale del Reno alpino. L’organo decisionale dell’IRR è composto da un numero paritetico di rappresentanti dei due Paesi. Nel 2009, i Governi di Svizzera e Austria hanno incaricato l’IRR di pianificare un ulteriore ampliamento della protezione contro le piene.
Nel frattempo, il progetto è stato elaborato con un’ampia partecipazione delle parti interessate. Quest’ultimo prevede di aumentare la capacità del Reno nel tratto comune da 3100 a 4300 m3/s. Una misura che consentirà di migliorare la protezione contro le inondazioni del Reno e che avrà un sostanziale effetto positivo sulla natura poiché sarà ad esempio possibile ripristinare habitat originali di fauna e flora. I lavori sul tratto di 26 chilometri dovrebbero durare complessivamente una ventina di anni.
Il nuovo trattato da negoziare costituirà la base legale del progetto di protezione contro le piene, disciplinerà i lavori da effettuare, il finanziamento e lo statuto istituzionale dell’IRR. Il trattato si baserà sul principio della gestione integrata del rischio di piena, in base al quale la Svizzera si impegna a cercare soluzioni ottimali dal punto di vista della sicurezza, dell’ecologia e dei costi.
Nella sua seduta del’11 agosto 2021, il Consiglio federale ha approvato il mandato negoziale. Al termine delle negoziazioni, il trattato e il finanziamento dovranno essere approvati dai Governi e dai Parlamenti dei due Paesi.
La delegazione svizzera, guidata da Martine Rohn-Brossard, supplente del capo della divisione Affari internazionali dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), sarà composta da altri rappresentanti dell’UFAM, del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC).
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Ufficio federale dell’ambiente UFAM, Servizio media, <email-pii>