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Lo sgombero dell'ex Macello "non era previsto": "se la manifestazione non fosse uscita dai binari della legalità non ci sarebbe stato nessun tipo di intervento", ha assicurato in diretta a Infonotte della RSI il sindaco di Lugano Marco Borradori. L'accaduto di questo sabato sera, secondo Borradori, "è riconducibile alla manifestazione, che era annunciata pacifica e infatti in città è andato tutto bene fino alle 18.30. Invece poi una parte dei manifestanti ha deciso di occupare uno stabile, i proprietari si sono lamentati e la polizia ha dovuto intervenire", ha spiegato il sindaco, che al suo arrivo in Via Simen è stato accolto dagli autogestiti a male parole, con quella che ha definito lui stesso "una manifestazione di inciviltà".
Poco prima dell'occupazione dell'ex istituto Vanoni, Borradori in un'intervista aveva dichiarato che il Municipio aveva individuato "una possibilità di una sede alternativa" che, ha spiegato in diretta, "si trova nel territorio della città di Lugano, in un luogo un po' discosto ma servito dai mezzi pubblici", perlomeno "adeguato per avviare una discussione".
Anticipare la proposta avrebbe cambiato le cose? "Anche noi lo abbiamo saputo in questi giorni", ha risposto Borradori, ma i tentativi di riallacciare il dialogo "erano già stati fatti più volte nelle ultime settimane" senza successo. Lo spiraglio non è comunque chiuso: "Sarebbe un grosso errore chiuderlo (...) siamo pronti a confrontarci con chiunque, anche se non sono pronto a sentirmi dare del fascista".