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Storia
La Val Colla, il cui percorso dal Monte Gazzirola segue per circa 10 km il fiume Cassarate, è compresa nell'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali di importanza nazionale e nella zona di interesse naturalistico cantonale.
Tra il 1854 e il 1856 viene costruita la strada che permette l'accesso alla Val Colla e intensifica le relazioni con Lugano. Si assiste col passare degli anni alla migrazione della popolazione verso la città: molte case diventano residenze secondarie, cresce l'attività del settore terziario, diminuisce drasticamente il numero di persone impiegate in quello primario.
Geograficamente il quartiere Val Colla è formato dai seguenti villaggi e frazioni: Curtina con la frazione di Marda, Insone, Scareglia con a valle la frazione di Osnaga, Signôra, Colla, Cozzo, Bogno con a valle il nucleo di Marda, Certara con a valle il nucleo di Marda, Maglio di Colla con la frazione di Malpensata, Piandera con a valle la frazione di Mulini di Piandera, Cimadera con la frazione di Treciò.
All’origine in Valle vi erano 8 Comuni. A seguito di consultazione popolare nel 1956 gli allora Comuni di Colla, Insone, Piandera, Scareglia e Signôra vennero fusionati nell’unico Comune di Valcolla (istituzionalmente nominato in una sola parola), mentre i Comuni di Bogno, Certara e Cimadera continuarono singolarmente.
Lo stemma di Bogno
L'Armoriale dei Comuni ticinesi di Gastone Cambin, edito nel 1953 dall'Istituto Araldico e Genealogico di Lugano, descriveva così lo stemma di Bogno: "D'oro, alla quercia di verde fustata di nero, piantata in un terrazzo di verde, carico di una divisa ondata d'argento".
La quercia è simbolo di forza e prosperità. L'albero vuole ricordare i rimboschimenti attuati alla fine dell'Ottocento, che hanno mitigato i pericoli legati all'eccessivo disboscamento della zona. Ai piedi della quercia, l'onda rappresenta il fiume Cassarate.
Lo stemma di Certara
Il succitato Armoriale dei Comuni ticinesi descriveva anche lo stemma di Certara: "D'oro, alla pila gemellata e rovesciata di verde, sormontata da una rosa di rosso".
Lo stemma rappresenta una rosa, posta fra due picchi: si tratta di una rappresentazione del paese di Certara, posto fra le cime dei Denti della Vecchia e del Gazzirola.
Lo stemma di Cimadera
Lo stemma di Cimadera nell'Armoriale venne presentato invece in questo modo: "D'argento, mantellato d'azzurro, a due torri merlate di rosso sul tutto, finestrate di nero".
Cimadera si staccò da Sonvico divenendo Comune autonomo il 9 maggio 1878, e in questa occasione venne proposto questo stemma, che in parte rielabora elementi dello stemma di Sonvico (le torri, il monte) per ricordare il legame esistente fra le due comunità.
Lo stemma di Valcolla
Lo stemma di Valcolla venne scelto nel 1960 fra quelli dei Comuni che, nel 1956, si fusero in un'unica istituzione. Si tratta dello stemma che, in origine, apparteneva a Piandera. Nel suo volume, Cambin illustrava lo stemma di Piandera con queste parole: “D’azzurro al covone d’oro, sostenuto da un piano di verde”. Rappresenta un covone di grano e richiama l'occupazione della popolazione, dedita alla coltivazione dei cereali
Luoghi di interesse
A Cozzo, nella località Cucchetto, sono segnalati nove massi cuppellari, dal significato di difficile interpretazione; non si esclude possa trattarsi della demarcazione di un confine.
A Colla invece sono segnalati otto massi, su due dei quali sono incisi tre gruppi di incavi disposti a semicerchio.
I coppi dei tetti delle case valcollesi provengono quasi tutti dalla fornace di Curtina, di proprietà della famiglia Mazza.
Di proprietà del Club Alpino Svizzero Sezione di Lugano, la capanna del Monte Bar è facilmente raggiungibile attraverso diversi itinerari. È situata nella magnifica cornice che domina a nordest la catena prealpina che dal Monte Brè si estende al Monte Boglia, ai Denti della Vecchia, al Passo del San Lucio fino al Monte Gazzirola, a sud il Lago Ceresio e la città di Lugano in tutta la sua estensione e oltre, fino alla provincia di Varese e all'aeroporto della Malpensa, a ovest il Monte Rosa e, in giornate di cielo terso, la catena delle Alpi Bernesi fino al Finsterarhorn.
Di costruzione tardomedievale viene ampliata nel 1780 e restaurata nel 1975.
Al suo interno si ammirano quattro tele risalenti ai secoli XVI-XVIII raffiguranti il martirio di San Sebastiano; San Rocco; Santa Maria Maddalena e la Madonna col bambino.
Risalente alla seconda metà del XVI secolo, la chiesa si trova isolata sotto il paese.
Al suo interno si possono ammirare i dipinti dei secoli XVII-XIX raffiguranti San Pietro Martire, San Giuseppe e San Rocco.
Si tratta di un'aula rettangolare, nel nucleo, risalente al tardo Medioevo. È oggetto di radicali trasformazioni nel XIX secolo e nel 1966.
Costruita attorno alla fine del XVI secolo, è oggetto di impotanti lavori di ristrutturazione nel 1937 e di nuovo nel 1976-77.