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BERNA - Nel 1950 la Svizzera era tra le prime cinque destinazioni turistiche al mondo; oggi, malgrado un grande potenziale, si situa solo al 27esimo rango. Il Consiglio federale, in collaborazione con gli attori del settore, ha elaborato una strategia di rilancio.
"Al turismo elvetico manca un po' di brio" e il contesto attuale, segnato dal rafforzamento del franco nei confronti dell'euro, non aiuta il settore, ha affermato oggi in una conferenza stampa a Berna la consigliera federale Doris Leuthard, responsabile del Dipartimento federale dell'economia (DFE), presentando la strategia di crescita per la piazza turistica svizzera, che il governo ha adottato nella sua seduta del 18 giugno.
Per le aziende turistiche si devono ottenere le migliori condizioni quadro possibili e l'attrattiva dell'offerta deve essere migliorata in modo mirato, afferma il governo. A questo scopo la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) elabora programmi di attuazione volti a concretizzare la strategia. In futuro il Consiglio federale effettuerà un bilancio della situazione del turismo svizzero con scadenza quadriennale, indica una nota del DFE.
Il programma prevede anche di coordinare meglio i compiti che hanno un impatto sull'industria turistica e che sono di competenza della politica, come la pianificazione del territorio e i trasporti. Si tratta anche di migliorare l'immagine della Svizzera attraverso una migliore cooperazione tra organizzazioni turistiche e strumenti di marketing della Confederazione, come Presenza Svizzera e l'Ufficio svizzero per l'espansione commerciale (OSEC), ha detto la Leuthard.
SDA-ATS