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Messaggi segreti nel Vocabolario di John Florio è i titolo della conferenza di Ilaria Colombo che il gruppo di progetto propone per il Florio Day 2016.
Segue la presentazione del nuovo evento storico-culturale Florio vive.
Speriamo di vedervi numerosi venerdì 20 maggio 2016, presso la Stüa Granda di Soglio, alle ore 20.00.
Nel proprio ricchissimo vocabolario italiano-inglese, pubblicato per la prima volta nel 1598 col titolo “World of words”, John Florio nasconde diversi messaggi, volti a rivendicare la paternità di opere che non aveva potuto editare col proprio nome o a manifestare la convinzione del proprio orientamento religioso.
Ad esempio, alla voce “Florio” del vocabolario, si legge:
…a kind of bird, between wich and the horse there is such an anthipaty, that if the bird do but whistle, the horse as astonished runneth headlong away…
ovvero:
si tratta di un tipo di uccello fra il quale ed il cavallo sussiste antipatia, a punto tale che, se l’uccello inizia a fischiare, il cavallo corre via sconvolto
È inusuale, all’interno di un vocabolario di traduzione fra due lingue, la presenza di un nome proprio, oltre tutto proprio il nome dell’autore. Questo rimanda già al fatto che Florio volesse riferirsi a se stesso. Inoltre la critica letteraria della sua epoca lo definiva abitualmente ed ironicamente “corvo rapace”, quindi proprio un uccello, a conferma che il soggetto della definizione sia proprio lui.
In epoca rinascimentale, inoltre, era usanza soprannominare un individuo riferendosi alla professione da lui svolta. William Shakespeare, noto impresario teatrale ed attore di Stratford on Avon, svolse, appena arrivato a Londra, il mestiere di stalliere di un teatro di Londra: a lui venivano affidate le cavalcature dei signori che si recavano a teatro ed egli le ricoverava nelle stalle in attesa della fine dello spettacolo. Secondo una logica rinascimentale, dunque, il cavallo di cui si parla in questo brano del vocabolario Florio, potrebbe facilmente essere William Shakespeare.
Tornando alla definizione, dunque, l’autore afferma che “se l’uccello (John Florio) inizia a fischiare (a dire a gran voce la verità), il cavallo (Shakespeare) correrà via sconvolto”. La verità che Florio fischierebbe a tutti, nei panni del corvo, sarebbe la paternità di molte opere che per motivi di legge ed economici non aveva potuto firmare col proprio nome, vendendole alla compagnia teatrale rappresentata da William Shakespeare.
Dopo la conferenza il gruppo di progetto presenterà il programma 2016 dell'evento storico-culturale intitolato Florio vive.
Ilaria Colombo nasce nel 1975 a Milano, dove compie i propri studi al Conservatorio Giuseppe Verdi in composizione e direzione di coro e si laurea in filosofia all’Università degli Studi. Per 3 anni perfeziona i propri studi musicali col noto Maestro e compositore Bruno Bettinelli e, dal 1993 al 1995, fa esperienza come maestro d’archivio al Teatro alla Scala di Milano.
Dal 2012 vive a Chiavenna, dove gestisce col marito una libreria antiquaria e compie lavori di ricerca per diverse associazioni.
Ha scritto e illustrato diverse fiabe per bambini, che si svolgono in Valchiavenna e Val Bregaglia: “L’orso di Villa” (2012), “Schubert e la trota del Mera” (2014), “Gatta Lorenza e i fantasmi di palazzo Vertemate” (2015).