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La decisione di Joseph Deiss di richiamare a Berna l'ambasciatore svizzero in Germania Thomas Borer divide i quattro partiti di governo. Il gruppo Ringier approva.
Voci critiche
A titolo personale, la presidente del Partito socialista svizzero (PS) Christiane Brunner giudica la misura «completamente disproporzionata. È la prova che una campagna mediatica può nuocere a una personalità senza che questa possa difendersi». La consigliera agli Stati ginevrina non vede in cosa la vicenda possa incrinare il rapporto di fiducia fra l'ambasciatore e il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Ma forse il Consiglio federale è stufo di occuparsi del «caso Borer», ha aggiunto.
Anche l'Unione democratica di centro (UDC) sottolinea il ruolo della stampa e biasima il Consiglio federale per aver adottato una decisione «sotto la pressione della stampa scandalistica». In un comunicato, l'UDC accusa il Consiglio federale di essersi «inginocchiato dinanzi allo strapotente gruppo Ringier». Ci si deve chiedere se Joseph Deiss è ancora in grado di dirigere il suo dipartimento, ha aggiunto il portavoce del partito Yves Bichsel.
Il Partito liberale radicale svizzero (PLR) non pensa invece che sia stata la campagna mediatica a piegare il governo. Critica però il modo in cui il DFAE ha gestito questa crisi scaturita da una vicenda privata. Il PLR accoglie con amarezza la decisione, anche se capisce che non c'era più un rapporto di fiducia fra l'ambasciatore e il capo del DFAE, ha indicato la portavoce Barbara Perriard.
Sostegno dal PPD
L'unico partito governativo a non aver riserve è il PPD: a suo avviso, Deiss ha fatto «un'analisi chiara» ed ha preso «una decisione rapida e giusta». Secondo il Partito popolare democratico, «dopo questa vicenda, l'ambasciatore Borer non era più in grado di difendere correttamente gli interessi della Svizzera. Preso nel mirino della stampa scandalistica, non gli sarebbe più stato possibile concentrarsi e svolgere un lavoro serio a Berlino».
In un comunicato, il PPD rileva che il diplomatico ha «manifestamente perso il senso della realtà» dichiarando che «il popolo svizzero deve decidere se resto a Berlino».
"Decisione giusta"
Il gruppo editoriale Ringier, che pubblica tra gli altri "Blick" e "Sonntagsblick", ritiene "giusta" la decisione del Consiglio federale.
Il portavoce di Ringier, Fridolin Luchsinger, non ritiene tuttavia che la vera causa del trasferimento sia stata la campagna mediatica sulla presunta relazione extraconiugale del diplomatico. Per Luchsinger si è trattato «soltanto della goccia che ha fatto traboccare il vaso».
Benché il caporedattore del «Blick» abbia da giorni chiesto l'allontanamento di Thomas Borer, Luchsinger nega che le pubblicazioni di Ringier abbiano iniziato a pubblicare gli articoli sulle visite notturne all'ambasciata berlinese con questo preciso obiettivo. «Abbiamo semplicemente spiegato la nostra posizione. Per Ringier non c'é motivo di esultare», ha detto il portavoce.
swissinfo e agenzie