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Il calcolo non è però ancora definitivo, dato che mancano i costi sostenuti dallo Stato.
I rischi per la Confederazione e per i contribuenti svizzeri erano molto elevati quando UBS ha rilevato Credit Suisse con il sostegno dello Stato lo scorso marzo. L'intervento si conclude però con un risultato positivo per la Confederazione e la Banca nazionale svizzera (BNS), che incassano 730 milioni di franchi (193 la prima e 537 la BNS). Il calcolo non è però ancora definitivo, dato che mancano i costi sostenuti dallo Stato.
UBS ha fornito oggi questi dettagli: Credit Suisse ha rimborsato integralmente il cosiddetto prestito ELA+ di 50 miliardi di franchi il 10 agosto (ieri) e ha pagato alla BNS un premio per il rischio di 476 milioni. Anche per il prestito di liquidità PLB (Public Liquidity Backstop) garantito dalla Confederazione, Credit Suisse ha dovuto pagare un premio di accantonamento e per il rischio di 214 milioni di franchi entro fine luglio, di cui 61 milioni di franchi sono andati alla BNS e 153 milioni alla Confederazione.
Oltre a ciò ci sono in ballo 40 milioni da parte di UBS nei confronti della Confederazione - solo la metà è stata versata - per la fornitura di una garanzia contro le perdite, che avrebbe dovuto coprire quelle di UBS fino a 9 miliardi di franchi e sarebbe entrata in vigore se la banca avesse subito ammanchi superiori a 5 miliardi di franchi sui titoli di rischio (attività non-core) rilevati da Credit Suisse.
La garanzia era stata ritenuta necessaria da UBS nell'ambito della transazione del 19 marzo per proteggere la banca da potenziali rischi estremi, dato che durante il fine settimana del salvataggio aveva avuto a malapena il tempo di condurre una revisione completa degli asset di Credit Suisse.