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Fra il 1991 ed il 1999, la Svizzera ha elargito 1,9 miliardi di franchi nell'aiuto ai Paesi dell'Europa centrale ed orientale. Alcuni progetti sono ormai nella fase conclusiva, come in Polonia, Repubblica ceca, Ungheria e Slovacchia.Questo contenuto è stato pubblicato il 19 giugno 2000 - 18:39
La cooperazione con questi Paesi è diventata un pilastro della politica commerciale della Svizzera, ha sottolineato a Berna Reinhard Voegele, portavoce della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) nell'ambito di un seminario con il Segretariato di Stato dell'economia (Seco) e con imprenditori particolarmente attivi in questi Paesi.
Quest'anno la Confederazione prevede uno stanziamento di 188 milioni di franchi solo per quest'area, di cui 110 milioni versati dal solo Seco. Per alcuni di questi Paesi, segnatamente quelli dell'Europa centrale, la valutazione dei rischi è del tutto accettabile.
Secondo uno studio del Credit Suisse First Boston, grazie alla loro solvibilità, Paesi come la Polonia, la Repubblica ceca, l'Ungheria e la Slovenia, possono già avere libero accesso ai crediti internazionali. La Croazia e la Slovacchia sono ormai sulla buona strada. Il discorso è diverso per i Paesi balcanici dove lo sviluppo economico è ancora molto volatile.
swissinfo e agenzie
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