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NEW YORK - Hanno in media un reddito più basso, si definiscono conservatori o tutt'al più moderati, non hanno vissuto da vicino un'esperienza di Covid-19. Sono queste le caratteristiche più frequenti delle persone che nutrono dubbi o rifiutano il vaccino contro il Covid secondo uno studio americano pubblicato su Scientific Reports.
Tra chi si oppone al vaccino, inoltre, circa la metà afferma che nulla li convincerebbe a sottoporsi alla vaccinazione: né le rassicurazioni dei membri della famiglia né i consigli da parte di un medico. Lo studio, coordinato da ricercatori della City University of New York, ha analizzato le risposte a un questionario online di 6037 americani, scelti per essere rappresentativi della popolazione americana e delle città di New York, Los Angeles, Dallas e Chicago.
Secondo la ricerca, la riluttanza alla vaccinazione deriva spesso dalla percezione di un alto rischio di complicanze associate ai vaccini, con un quarto del campione che ritiene che i rischi legati alla vaccinazione siano addirittura maggiori rispetto a quelli del Covid-19.
«Questa percezione del rischio è ulteriormente amplificata dalla convinzione, nel gruppo dei "resistenti" al vaccino, che i pericoli della malattia Covid-19 siano relativamente pochi», precisano i ricercatori. Altro determinante è la sfiducia nelle istituzioni, in generale o in relazione alla gestione della pandemia, al punto che molti sarebbero più propensi ad accettare un obbligo di vaccinazione imposto dal datore di lavoro rispetto a uno disposto dal governo. Per circa il 27% del campione, poi, la diffidenza verso il vaccino deriva da un atteggiamento di scetticismo nei confronti della scienza e dei vaccini in generale.
Nonostante questi dati, avvertono i ricercatori, «è importante considerare i fattori chiave che differenziano coloro che sono solo riluttanti alla vaccinazione rispetto a coloro che sono fermamente contrari».