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La consigliera federale Doris Leuthard ha difeso oggi, al nono congresso svizzero dell'elettricità tenutosi al Kursaal di Berna, la strategia energetica 2050 della Confederazione, in buona parte confermata in dicembre dal Consiglio nazionale. I professionisti del settore si sono mostrati scettici al riguardo.
Il Consiglio degli Stati dovrebbe apportare ancora qualche modifica al progetto, ha indicato la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) davanti a circa 400 rappresentanti del settore.
L'incoraggiamento all'energia idroelettrica adottata dal Consiglio Nazionale ha senso, ha dichiarato. Il sistema bonus-malus per la promozione dell'efficienza energetica è al contrario ancora troppo poco orientata al mercato. Inoltre questo sistema dovrebbe applicarsi ai produttori di corrente e non ai gestori della rete.
Leuthard ha anche difeso l'aumento a 2,3 centesimi al massimo per kWh della tassa che mira a sostenere la produzione di corrente verde. A una famiglia di quattro persone questo costerà 100 franchi all'anno, ha ricordato. Tale sovvenzione è necessaria in quanto compensa i prezzi di costi più elevati per gli impianti in Svizzera.
La ministra dell'energia ha anche ricordato l'accordo sull'elettricità con l'Ue ancora in sospeso e che blocca l'accesso al mercato interno europeo. Bruxelles ha chiaramente indicato che non firmerà l'intesa fino a quando l'aspetto istituzionale non sarà regolato con la Svizzera.
A partire da quest'anno, la Svizzera sarà considerata come un paese terzo per l'Unione europea e questo si farà sentire. I costi supplementari che ne risulteranno saranno il prezzo da pagare per questa impasse. Leuthard ha annunciato che discuterà alla fine di gennaio con il nuovo ministro europeo dell'energia Miguel Arias Canete (Spagna ) di una possibile roadmap.
Kurt Rohrbach, presidente dell'associazione delle aziende elettriche svizzere(AES), ha da parte sua sottolineato che il settore sta mutando. Ha messo in guardia da soluzioni ispirate dall'economia pianificata e dall'eccesso di regolamentazione nel settore dell'approvvigionamento elettrico.
Il settore non ha tuttavia mostrato un atteggiamento ostile in occasione del dibattito sulla strategia energetica, si è difeso Rohrbach. Il settore ha proposto soluzioni praticabili come il modello dell'efficienza energetica. A suo parere si tratta piuttosto di chiedersi "se l'economia svizzera possa sopportare questa svolta energetica".
SDA-ATS