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La Svizzera intende trasporre la revisione della direttiva europea sulle armi nel diritto nazionale. Una piccola minoranza considera tuttavia che questa revisione della legge possa mettere in pericolo la “tradizione svizzera del tiro”.
Le ragioni del comitato che ha promosso il referendum sono difficilmente comprensibili: chi ha bisogno di un fucile d’assalto per delle ragioni professionali, perché pratica il tiro sportivo o la caccia, continuerà a potervi accedere senza problema alcuno quando la direttiva dell’UE sulle armi verrà adottata. Le persone che ne hanno bisogno dovranno dimostrare che il possesso di questo tipo d’arma sia a loro realmente necessaria.
Il PS accoglie favorevolmente l’attuazione della direttiva UE sulle armi per i seguenti motivi:
- Maggiore protezione contro la violenza armata: le probabilità di suicidio e il dramma della violenza domestica con esiti fatali sono significativamente più elevate in seno alle economie domestiche in cui vi sono delle armi da fuoco rispetto alle famiglie che non dispongono di armi. L’acquisto di armi semiautomatiche deve pertanto essere soggetto a un’autorizzazione speciale.
- Lotta contro le armi in self-service in Svizzera: la nuova direttiva europea sulle armi stabilisce che tutte le parti essenziali delle semiautomatiche devono essere contrassegnate, registrate e che quindi possano essere tracciate individualmente. Se la Svizzera non si adegua all’Europa, rischia di diventare un mercato in cui le armi sono liberamente disponibili per criminali, terroristi e paramilitari di ogni sorta.
- Più sicurezza per la polizia – più sicurezza per la popolazione: le armi semiautomatiche sono ancora solo parzialmente registrate dai Cantoni. Ciò aumenta il rischio per la polizia quando deve spostarsi in un luogo sconosciuto e riduce le possibilità di risolvere i crimini commessi utilizzando questo genere di armi.
- L’accordo di Schengen non è minacciato: tutti gli Stati membri di Schengen devono attuare la direttiva UE sulle armi, Svizzera compresa. Un No alla revisione della legge comporterà molto probabilmente l’esclusione automatica della Svizzera dallo spazio Schengen, con tutte le conseguenze negative che ciò potrà implicare per la sicurezza, l’economia e il turismo della Svizzera.