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Dittatura in Svizzera? In un certo senso, un po’ sì
Porcherie
Attualmente è in corso in tutto il paese un’accesa discussione su delle tendenze dittatoriali in Svizzera. Nel mirino c’è il Consiglio federale a causa della imposizione autoritaria delle misure anti-coronavirus. È la Svizzera una dittatura? Di principio, no. Tuttavia, ci sono delle decisioni discutibili e di carattere dittatoriale.
Non mi riferisco qui principalmente al Consiglio federale in materia di coronavirus. Fintanto che durava la «situazione straordinaria», i sette membri del nostro governo erano completamente legittimati a prendere autonomamente delle decisioni urgenti e ad applicarle. Nell’attuale «situazione particolare» giuridicamente le cose sono un po’ diverse. Qui, il Consiglio federale dovrebbe prendere le sue decisioni previa intesa con i suoi partner democratici (Parlamento) e federalistici (Cantoni). Che lo faccia a sufficienza, è talvolta dubbio. A sua scusante si può dire che non gli si possono imputare delle vere mire dittatoriali di potere e che in momenti critici, anche in «situazione particolare» le decisioni devono essere prese il più rapidamente possibile.
In Svizzera ci sono dei processi decisionali dittatoriali di ben più ampia portata e decisamente più preoccupanti: per esempio, nel settore della giustizia e della nostra politica monetaria.
Giustizia: il nostro Tribunale federale TF. Esso decide definitivamente e inappellabilmente anche su questioni di enorme valenza politica. Pensiamo soltanto ad alcune sue indubbiamente controverse sentenze in materia di politica sociale, di naturalizzazioni, degli stranieri e dell’asilo o di politica europea. I nostri giudici di Losanna sono completamente liberi di riprendere di volta in volta acriticamente del discutibile diritto straniero (per esempio l’opinione della CGUE, della CEDU e della sua corte di giustizia o di organizzazioni internazionali o addirittura di ONG) trasferendolo senza alcun filtro nel nostro ordinamento giudiziario. Questo viene fatto di volta in volta da 5 giudici e, nel caso estremo – quando la decisione nel gremio è presa con 3 voti contro 2 – la cosa dipende addirittura da un solo e unico giudice! Le sentenze del TF sono politicamente vincolanti e inappellabili. Più dittatoriale di così non si può!
Politica monetaria: la nostra banca nazionale BNS. Proprio oggi (22.3) ho appreso che nel 2020, allo scopo di indebolire il franco svizzero, la BNS avrebbe acquistato valuta straniera per un importo di 110 miliardi di franchi. La cifra è da vertigini e fa sembrare ridicolmente basse perfino le spese più alte in cui è incorso lo Stato per il coronavirus o per l’acquisto degli aerei da combattimento («solo» circa 6 miliardi). Non è poi dato di sapere quali valute siano state acquistate (probabilmente valute di crisi come l’euro o il dollaro americano ma, teoricamente, potrebbero essere stati acquistati anche dei bolivar venezuelani). Nessuno lo sa, e tantomeno a nessuno è permesso dire qualcosa in merito. Perché al riguardo decide unicamente e a suo piacimento il Direttorio della BNS o semmai il suo presidente da solo. Più dittatoriale di così non si può!
Io considero le sentenze del TF e le decisioni della BNS decisamente più dittatoriali di quelle del Consiglio federale. Su quest’ultime si può perlomeno preventivamente partecipare al dibattito politico. E successivamente possono essere corrette dal parlamento o dal popolo. Sulle prime non lo si può in alcun caso, sono lungi da qualsiasi partecipazione democratica e sono definitive. Dittatura in Svizzera? Di principio no. O forse un po’ sì?
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