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L’associazione Tax Justice Network (TJN), scrivono i quotidiani Le Temps e Le Monde, ha pubblicato una classifica di paradisi fiscali – una lista nera – come fa ogni due anni. Secondo questa lista, che prende in considerazione il concetto di opacità delle operazioni oltre ai criteri che definiscono i paradisi fiscali, la Svizzera figura in testa seguita dagli Stati Uniti e dalle Isole Cayman. Il metodo utilizzato da Tax Justice Network associa la trasparenza di una giurisdizione con l’ampiezza del suo settore finanziario al fine di misurare l’impatto del paese considerato sulla finanza di origine dubbie, che spazia dall’evasione fiscale, passando dal riciclaggio fino alla criminalità finanziaria.
Non è affatto una buona notizia per l’immagine della Svizzera, benché l’associazione riconosca che lo scambio automatico d’informazioni è stato un passo positivo i miglioramenti sono ritenuti ancora troppo lenti.
La lista stilata da TJN si contrappone alla recente lista di paradisi fiscali dell’Unione europea, ridotta settimana scorsa da 17 a 9 paesi. I 28 ministri delle finanze dell’UE hanno preso questa decisione dopo che 8 paesi si sono formalmente impegnati a porre rimedio alle inquietudini espresse dall’UE. L’associazione TJN, riportano i due quotidani, afferma che contrariamente all’UE, la sua lista nera non si fonda su considerazioni politiche. Gli Stati Uniti figurano al secondo posto e tra i primi 10 ci sono anche il Lussemburgo, la Germania e l’isola di Guerseney, nel canale della Manica.