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Negli Stati Uniti, venti senatori repubblicani e democratici hanno annunciato di aver raggiunto un accordo politico su una serie di misure minime per regolamentare meglio l'uso delle armi da fuoco.
Il piano prevede maggiori risorse per la salute mentale, un rafforzamento della sicurezza nelle scuole e sovvenzioni agli Stati per l'attuazione delle cosiddette leggi "red flag" che consentono alle autorità di confiscare le armi a persone ritenute pericolose. Tra i punti in discussione c'è anche un maggiore controllo dei precedenti penali dei minori di 21 anni che vogliono acquistare armi.
L'accordo potrebbe rappresentare una svolta politica dopo anni di impasse sul tema. Ad accelerare le discussioni sono state le recenti stragi di Buffalo e soprattutto di Uvalde: lo scorso 24 maggio, uno studente liceale di 18 anni armato di fucile d'assalto ha ucciso 19 bambini e due insegnanti in una scuola elementare del Texas. Pochi giorni prima, un altro 18enne ha ucciso dieci persone di colore a Buffalo.
Le misure hanno buone probabilità di superare la maggioranza qualificata al Senato, sebbene non includano la maggior parte delle riforme chieste dai democratici e da Joe Biden. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti ha immediatamente accolto con favore i progressi "insufficienti" ma "importanti". In una dichiarazione ha affermato che si tratterebbe della "più significativa legislazione sul controllo delle armi che sia passata al Congresso da decenni".