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Dopo la catastrofe nucleare di Fukushima, nel 2011, il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso l'abbandono graduale dell'energia nucleare. Questa decisione, nonché altri profondi cambiamenti sopravvenuti nel quadro energetico internazionale, rendono necessaria una trasformazione del sistema svizzero di approvvigionamento energetico. A questo scopo il Consiglio federale ha elaborato la Strategia energetica 2050, che prosegue sulla strada tracciata dalla strategia energetica 2007 definendo tuttavia nuovi obiettivi. L'elemento fondamentalmente nuovo è che le cinque centrali nucleari esistenti in Svizzera saranno disattivate al termine del loro ciclo di vita stabilito in funzione di criteri di sicurezza tecnici e non saranno sostituite.
Il 4 settembre 2013 il Consiglio federale ha presentato al Parlamento il primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050, con il quale intende sfruttare sistematicamente i potenziali di miglioramento dell'efficienza energetica esistenti e quelli offerti dall'energia idrica e dalle nuove energie rinnovabili (energia solare, eolica, geotermia, biomassa). Il pacchetto di misure richiede una revisione totale della legge sull'energia e modifiche di diverse altre leggi federali. Il 30 settembre 2016 il Parlamento ha approvato il progetto di legge e il 21 maggio 2017 l'elettorato svizzero ha confermato tale decisione.
Il potenziamento delle energie rinnovabili è già stato avviato dal Parlamento attraverso una modifica della legge sull'energia entrata in vigore all'inizio del 2014 (iniziativa parlamentare 12.400). Anche il piano d'azione sulla ricerca energetica è già in vigore. Per l'ulteriore sviluppo della rete elettrica, il 13 aprile 2016 il Consiglio federale ha inoltre sottoposto al Parlamento un progetto di legge separato (Strategia Reti elettriche).
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