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Le persone di meno di 65 anni che vivono in un’economia domestica composta da una coppia senza figli dispongono di un reddito disponibile equivalente sensibilmente maggiore rispetto ad altri tipi di economia domestica.
In materia di reddito, le persone più svantaggiate sono quelle che vivono in un’economia domestica monoparentale o in una composta da una coppia con tre o più figli.
Spese di consumo
La voce più importante nel budget domestico sono le spese obbligatorie come le imposte e i premi per l'assicurazione malattie. Nei tre tipi di economia domestica considerati le spese per i prodotti alimentari e le bibite non alcooliche rappresentano solo una piccola parte del budget (5-6%).
Le economie domestiche con o senza figli riescono a mettere da parte quasi un quinto del loro reddito per i risparmi. Nettamente più basso è il tasso di risparmio possibile ai genitori soli con figli, per i quali ammonta a circa un decimo.
Difficoltà finanziarie
La valutazione soggettiva della situazione finanziaria conferma i risultati della distribuzione del reddito in funzione del tipo di economia domestica: una persona su quattro in un’economia domestica monoparentale e quasi una su cinque in coppia con tre figli o più dichiara di avere difficoltà a sbarcare il lunario.
I tassi di rischio di povertà mostrano che una parte consistente di economie domestiche con figli versa in una situazione finanziaria difficile: un quarto delle persone che vivono in economie domestiche monoparentali e il 14% di quelle che vivono in economie domestiche composte da una coppia con figli sono a rischio di povertà e dispongono quindi di un reddito al di sotto o appena al di sopra della soglia di povertà. Presentano un rischio elevato di scivolare in una condizione di povertà assoluta qualora dovessero affrontare un peggioramento anche solo lieve della loro situazione reddituale o familiare (ad es. una separazione o la nascita di un figlio). Questo tende a succedere quanto più figli vivono nell’economia domestica.
In Svizzera vi sono diverse prestazioni che compensano parzialmente l’onere finanziario di economie domestiche con figli e che sono volte a contribuire a evitare la povertà delle famiglie.
Senza i trasferimenti sociali il tasso di povertà di tutti i tipi di economia domestica sarebbe nettamente più alto. Tuttavia i trasferimenti hanno un’incidenza nettamente maggiore nel caso di persone sole, economie domestiche monoparentali ed economie domestiche composte da una coppia con figli che in quelle composte da una coppia senza figli. Nei nuclei monoparentali, in effetti, i trasferimenti sociali riducono il tasso di povertà di quasi i due terzi (dal 35 al 14%).
Nel 2018 i costi complessivi per le prestazioni sociali per famiglie e figli ammontavano a 10,5 miliardi di franchi, che corrisponde al 6% delle spese complessive per la sicurezza sociale.
Gli assegni familiari costituiscono la parte più consistente delle spese sociali per famiglie e figli. Al secondo posto si situano le prestazioni di Confederazione, Cantoni e Comuni per la protezione della gioventù e il sostegno alle famiglie, che racchiudono tra l’altro gli assegni cantonali di nascita, ma anche le prestazioni in natura, quali gli aiuti finanziari per gli asili nido o altre misure a favore dei bambini.
Dal 2003 al 2018 le spese per le prestazioni sociali per famiglie e figli sono nettamente aumentate. Sono incrementate in misura analoga alle spese complessive per le prestazioni sociali. Le prestazioni per famiglie e figli, come anche l'insieme delle prestazioni sociali, non sono aumentate in maniera lineare. Fino al 2008 si notava un incremento piuttosto lieve, mentre successivamente le spese sono esplose.
Le economie domestiche monoparentali con figli minori hanno il più alto tasso di utilizzo dell'assistenza sociale. Questo è dovuto al fatto che è difficile per il genitore solo conciliare le responsabilità familiari con il lavoro retribuito.