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La cassa malattia Swica non ha fornito spiegazioni sufficienti per rifiutare di assumersi i costi di una ricostruzione di un organo sessuale eseguita in Germania su un paziente che desiderava cambiare sesso. L'assicuratore deve riesaminare il caso, indica una sentenza del Tribunale federale (TF) pubblicata oggi. La giustizia del canton Svitto aveva ripetutamente chiesto - invano - alla cassa malattia di metterle a disposizione i documenti necessari per poter esaminare il caso. Ora, Swica non solo dovrà fornire le informazioni supplementari richiese, ma all'occorrenza dovrà sottoporre il caso all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).
La Corte rileva che in questa circostanza anche l'UFSP sembra essersi comportato in modo passivo: "È incomprensibile che non abbia fornito un parere sulla questione", scrive il TF, che regolarmente ottiene una presa di posizione dagli uffici federali interessati. Nessuna risposta vi è invece alla problematica dell'assunzione dei costi da parte della cassa malattia di questa falloplastica eseguita in una clinica specializzata all'estero. I linea di principio, un'operazione per il cambio di sesso viene coperta.
In Svizzera, questo tipo di intervento viene eseguito in media solo sei volte all'anno e in cliniche differenti. Trattandosi di un'operazione chirurgica molto complessa, il Tribunale federale si chiede se la persona interessata avrebbe dovuto sottoporsi all'intervento in Svizzera o se così facendo avrebbe corso un rischio irragionevole. Se il rischio è troppo elevato, secondo la giurisprudenza vi è una lacuna nelle prestazioni di cura. Di conseguenza, un'operazione all'estero dovrebbe essere coperta dalla cassa malati.