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Un terzo delle famiglie sudsudanesi non sa dove procurarsi il prossimo pasto. La guerra civile che imperversa da anni ha costretto alla fuga milioni di persone e quasi paralizzato la produzione di generi alimentari.
milioni
bambini
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La situazione
La guerra civile scoppiata nel 2013 è costata la vita finora a decine di migliaia di persone, ha costretto alla fuga oltre 4,5 milioni di abitanti e ha completamente annientato le speranze legate alla dichiarazione di indipendenza del Sud Sudan di due anni prima. Lo scorso mese di settembre, le parti in conflitto hanno sottoscritto un accordo di pace, ma la fine delle violenze è ancora di là da venire.
«Solo la fine delle violenze può portare speranza e sicurezza all’infanzia sudsudanese. Nell’attesa, necessitiamo di maggiori risorse e di un accesso duraturo e incondizionato alla popolazione sofferente.»
Gli scontri hanno paralizzato la produzione di generi alimentari. Più di un terzo della popolazione non ha abbastanza da mangiare. La mancanza di acqua potabile aumenta inoltre il pericolo di diffusione di malattie come il colera.
2,2 milioni di bambini sudsudanesi non vanno a scuola e, benché nel solo 2018 oltre novecento minori siano stati liberati dai gruppi armati, sono sempre 19 000 circa quelli reclutati come soldati, cuochi, portatori e messaggeri.
L’operato dell’UNICEF
Dal 2013, in Sud Sudan hanno perso la vita più di cento collaboratori di organizzazioni umanitarie. Nonostante il pericolo, l’UNICEF resta sul posto e nel 2018 mira a
- curare oltre 220 000 bambini colpiti da denutrizione acuta grave;
- prestare consulenza in materia di alimentazione a quasi un milione di madri e ad altre persone coinvolte;
- fornire acqua potabile a 800 000 persone;
- vaccinare 475 000 bambini contro il morbillo;
- garantire l’istruzione scolastica formale o informale a oltre 700 000 allievi.
Aiutate anche voi!
L’infanzia del Sud Sudan è allo stremo delle forze dopo anni di violenze e fame, e ha bisogno del nostro aiuto. Grazie di cuore per la donazione.