Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01238.jsonl.gz/642

BRASILIA - Dura presa di posizione del giudice della Corte suprema brasiliana, Gilmar Mendes, contro le forze armate: secondo il togato l'esercito è «complice del genocidio» messo in pratica dalla politica adottata dal governo di Jair Bolsonaro per combattere la pandemia da coronavirus.
«Va detto chiaramente che l'esercito si sta associando a questo genocidio, non è ragionevole, è necessario porre fine a tutto ciò», ha detto Mendes, criticando la gestione del generale Eduardo Pazuello, ministro ad interim della Sanità.
«Ho assoluto rispetto per le Forze armate, ma non mi astengo dal criticare la loro scelta di occupare il ministero della Sanità. La politica sanitaria deve essere pensata da specialisti, è una situazione che va rivista per il bene delle Forze armate e della salute del Brasile», ha scritto il magistrato sui social.
Le parole di Mendes - uno dei più anziani e autorevoli tra gli undici giudici della Corte suprema, non nuovo a dichiarazioni particolarmente polemiche - sono state accolte con una certa irritazione dai vertici militari, secondo i media locali.
Senza citare l'alto magistrato, il ministro della Difesa, generale Fernando Azevedo e Silva, ha affermato in una nota che «le forze armate hanno agito direttamente nella lotta contro il coronavirus sin dall'inizio della pandemia per garantire il benessere di tutti i brasiliani».
Il ministero della Sanità brasiliano si trova da quasi due mesi senza un titolare ufficiale. I ministri precedenti, l'ortopedico Luiz Henrique Mandetta e l'oncologo Nelson Teich, si sono dimessi per divergenze di vedute con Bolsonaro.