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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Anche il Consiglio federale ritiene che il blocco autoprovocato e l'incertezza dopo il sì all'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" siano il maggior ostacolo per la piazza economica svizzera?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale dove si situa oggi il reale corso di cambio euro/franco alla luce dell'apprezzamento storico, statistico e pluriennale del franco, e dove sarà nel 2020?</p><p>3. Quali sono i riscontri del mondo economico a questi interrogativi?</p><p>4. Ritiene che un accordo con l'UE e un mantenimento degli accordi bilaterali costituiscano anche il principale obiettivo di politica economica dell'attuale legislatura?</p><p>5. Quali nuovi provvedimenti e strumenti prevede affinché le nostre imprese possano espandersi facilmente su nuovi mercati, per esempio in Africa?</p><p>6. Gli studi condotti dall'OCSE nel 2013 e nel 2015 su vari Paesi mettono l'accento sulla competitività e sulla produttività lavorativa della Svizzera e propongono misure concrete che potrebbero contribuire alla crescita qualitativa dell'economia svizzera. A tale riguardo, il potenziale di donne che potrebbero svolgere un'attività lucrativa (molto basso in rapporto al livello di formazione) assume un ruolo fondamentale.</p><p>Quali misure ha intrapreso da allora e quando ne proporrà altre? </p><p>7. Nel quadro dell'iniziativa sul personale qualificato il Consiglio federale ha adottato un piano di misure 2015-2018. Qual è il bilancio intermedio che trae per i quattro campi di azione (specializzazione, conciliabilità fra vita familiare e professionale, occupazione dei lavoratori anziani, innovazioni)?</p><p>8. Dove c'è bisogno di misure aggiuntive?</p><p>9. Quali misure aggiuntive propone per sfruttare le risorse umane con maggior efficienza, per rafforzare il potenziale di manodopera locale e per mobilitare meglio il potenziale di lavoro inutilizzato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./4. L'accettazione dell'articolo 121a della Costituzione federale sull'immigrazione pregiudica il mantenimento dei Bilaterali I e il conseguente accesso al mercato interno dell'UE per le imprese svizzere. Questa insicurezza pesa sulla piazza economica svizzera. Il 4 marzo 2016 il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento la legislazione attuativa della nuova disposizione costituzionale. In parallelo, il Consiglio federale intende proseguire le consultazioni con l'UE a proposito dell'accordo sulla libera circolazione allo scopo di giungere a una soluzione consensuale, che permetterebbe alla Svizzera di controllare meglio l'immigrazione nonché di garantire e sviluppare la via bilaterale.</p><p>Nel quadro del messaggio concernente il programma di legislatura 2015-2019, il Consiglio federale ha stabilito che il rinnovo e lo sviluppo delle relazioni economiche e politiche con l'UE costituiscono un obiettivo centrale della legislatura, per garantire durevolmente il benessere economico del Paese. L'UE è in assoluto il più importante partner commerciale della Svizzera. Per l'economia nazionale è pertanto fondamentale preservare l'accesso al mercato interno dell'UE e svilupparlo anche in futuro. Le premesse in tal senso sono le soluzioni nell'ambito della libera circolazione delle persone e per le questioni istituzionali.</p><p>5. La politica del Consiglio federale di apertura dei mercati e di miglioramento delle condizioni quadro dell'economia esterna poggia su tre pilastri ormai collaudati: le relazioni politico-economiche con l'UE, la firma di accordi di libero scambio e l'affiliazione all'OMC. In quest'ultimo caso è importante rafforzare e potenziare ancora lo strumentario normativo multilaterale. Ad esempio, durante la conferenza ministeriale dello scorso anno è stato licenziato l'ampliamento dell'accordo sulle tecnologie informative. Sempre nel 2015 la Svizzera ha ratificato l'accordo OMC sull'agevolazione degli scambi, che stabilisce standard specialmente per il commercio transfrontaliero (anche in Paesi africani). La Svizzera partecipa attivamente ai negoziati plurilaterali per un accordo sugli scambi di servizi. Persegue inoltre una politica attiva e dinamica per stipulare nuovi accordi di libero scambio e per aggiornare o approfondire quelli in essere, affinché gli esportatori svizzeri continuino ad avere accesso ai principali mercati esteri. Nel quadro dell'AELS, inoltre, coltiva contatti con gli Stati africani del Sahara meridionale e si adopera per firmare una dichiarazione di collaborazione con la comunità dell'Africa orientale e con la Nigeria. Nelle relazioni economiche bilaterali, la Svizzera si concentra soprattutto sui Paesi in via di sviluppo più avanzati e su quelli emergenti del continente africano, che riuniscono una quota preponderante del commercio bilaterale e sui quali si concentrano gli investimenti diretti di matrice elvetica. Le missioni economiche a partecipazione privata, presenti o future, oppure l'inaugurazione del consolato generale di Svizzera in Nigeria permettono di schiudere nuove possibilità per l'economia privata elvetica anche in Africa. La Svizzera intrattiene contatti regolari con il Sudafrica, il nostro maggior partner commerciale in questo continente, nell'ambito di una commissione economica mista che prevede sempre la partecipazione del settore privato. Oltre a ciò, lo sviluppo economico di altri Paesi africani viene seguito con interesse, così come si coltiva il dialogo e lo scambio con camere di commercio e associazioni di categoria.</p><p>2./3. Il Consiglio federale non rilascia dichiarazioni sull'andamento futuro del tasso di cambio. Le previsioni sul corso euro/franco nel 2020 sarebbero inattendibili e frutto di pure speculazioni. In prospettiva storica, però, si constata che il franco è una valuta fondamentalmente forte e che rispetto alla maggior parte delle valute tende ad apprezzarsi sul lungo termine. L'esperienza dimostra che il problema, per l'economia, non è il trend al rialzo sul lungo periodo, bensì un'impennata a singhiozzo come quella osservata negli ultimi anni. Attualmente il franco svizzero è chiaramente sopravvalutato. La BNS sta cercando di indebolirlo con l'ausilio dei tassi d'interesse negativi e con interventi mirati sul mercato valutario. Il Consiglio federale è convinto che la BNS farà tutto il possibile affinché le condizioni economiche generali ritornino favorevoli per tutta l'economia svizzera.</p><p>6. Attualmente il Consiglio federale sta elaborando un nuovo pacchetto di misure per aumentare la crescita della produttività lavorativa della Svizzera. Tra le misure previste vi sono l'agevolazione delle importazioni parallele, l'ampliamento della rete di accordi di libero scambio, la seconda tappa della liberalizzazione del mercato dell'elettricità, la regolazione del mercato del gas, il miglioramento delle condizioni quadro per l'economia digitale, lo sgravio amministrativo e una migliore regolamentazione delle imprese, nonché la Politica agricola 2022-2025. In particolare, sono di fondamentale importanza per rafforzare la piazza economica il mantenimento e lo sviluppo della via bilaterale con l'UE. I provvedimenti per incrementare l'attività lucrativa femminile sono attuati dalla Confederazione nell'ambito dell'iniziativa sul personale qualificato. Da un lato si tratta di annullare i disincentivi (tariffe fortemente progressive praticate dagli istituti di custodia dei figli, sistema fiscale) per le persone altamente qualificate con un potenziale di reddito medio-alto; dall'altro di offrire un maggior numero di posti d'accoglienza all'esterno per bambini in età scolastica e prescolastica.</p><p>7.-9. Nel complesso, i quattro ambiti d'intervento dell'iniziativa sul personale qualificato stanno conoscendo sviluppi positivi. Nell'arco degli ultimi cinque anni l'offerta di manodopera è aumentata di circa 100 000 lavoratori a tempo pieno grazie a una maggior partecipazione sul mercato del lavoro, con il contributo forte e fondamentale delle donne. Tra gli altri successi citiamo ad esempio la creazione di 50 600 nuovi posti di custodia con il sostegno della Confederazione - il che equivale a più del doppio dell'offerta di posti stimati. Oltre a ciò il Consiglio federale ha lanciato svariate misure in ambito sanitario, che soffre molto della mancanza di personale qualificato. Nel quadro del masterplan formazioni professionali sanitarie si è già potuto aumentare il numero di titoli qualificanti rilasciati in Svizzera. Infine, le scuole universitarie verranno sostenute con un credito aggiuntivo di 100 milioni per aumentare il numero dei titoli rilasciati in medicina umana.</p><p>Per mobilitare ancor più il potenziale di manodopera latente in Svizzera, nell'ambito della convenzione del 19 giugno 2015 sull'iniziativa sul personale qualificato plus la Confederazione e i cantoni hanno ampliato le attività d'intervento. Oltre a ciò, il 18 dicembre 2015 il Consiglio federale ha deciso un ulteriore allargamento dell'iniziativa sul personale qualificato attraverso una collaborazione più intensa con i cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro. Per settembre 2016 è previsto un incontro ufficiale degli esperti in cui verranno presentati i risultati e si decideranno insieme le misure da adottare.</p>  Risposta del Consiglio federale.