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In Russia, le condizioni di salute di Alexei Navalny starebbero peggiorando in modo preoccupante, al punto che, secondo i suoi medici, potrebbe morire a giorni. Il blogger e oppositore di Vladimir Putin è in carcere da inizio febbraio e da quasi venti giorni non si nutre per protestare contro la mancanza di cure mediche adeguate.
Elevati livelli di potassio, che potrebbero causare un arresto cardiaco, alti livelli di creatinina, che indicano problemi ai reni. Nelle sue condizioni, dicono gli esperti, dovrebbe essere ricoverato subito in terapia intensiva.
Anche la comunità internazionale è tornata a fare pressione sulla Russia per "salvare Navalny" ed è pronta a "presentare il conto a Mosca" se l'oppositore dovesse morire. Le parole del consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, dopo quelle del presidente Joe Biden, arrivano mentre anche l'UE scende in campo chiedendo la liberazione del principale critico del Cremlino.
Sullivan non ha specificato quali azioni gli Stati Uniti e i suoi alleati potrebbero prendere nel caso Navalny morisse. "In termini di misure specifiche che potremmo prendere stiamo esaminando una varietà di differenti costi che potremmo imporre ma non le anticiperò", abbiamo comunicato che ci saranno conseguenze se Navalny muore", ha spiegato. Da Londra l'ambasciatore russo tenta di smorzare l'allarme: "Non lo faremo morire in cella". Il popolo di Navalny, infine, ha rotto intanto gli indugi e ha convocato per mercoledì una grande manifestazione nazionale.