Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/51406

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato ad impiegare i fondi attualmente destinati alla ricerca nucleare a favore dello sviluppo dei vettori energetici rinnovabili come il vento, l'acqua, il sole, la biomassa e la geotermia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli ultimi dati rilevati in merito alle spese per la ricerca energetica riguardano il 2001. I dati relativi al 2002 e al 2003 saranno disponibili dalla metà di quest'anno. Stando a queste informazioni, i poteri pubblici hanno investito 51 milioni di franchi per la ricerca nucleare, di cui 27 milioni per la fissione nucleare e 24 milioni per la fusione nucleare. I fondi impiegati invece a favore delle energie rinnovabili ammontavano a 52,5 milioni di franchi per la ricerca (compresi i progetti pilota e di dimostrazione) e ad altri 40 milioni di franchi circa per i programmi di promozione nell'ambito di SvizzeraEnergia (esclusi i 23 milioni di franchi per il programma di promozione Lothar). Nel 2001, gli investimenti pubblici a favore della ricerca, dello sviluppo e della promozione diretta e indiretta delle energie rinnovabili, compresi quelli per il programma di promozione Lothar, sono stati quindi praticamente doppi rispetto a quelli dell'energia nucleare.</p><p>Secondo la strategia della ricerca energetica della Confederazione 2004-2007, elaborata dalla Commissione federale per la ricerca energetica CORE, tenuta in considerazione dal Parlamento nell'ambito del messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2004-2007 e approvata dalla Conferenza federale sulla ricerca energetica nel </p><p>novembre 2003, i fondi per la ricerca a favore dell'energia nucleare dovranno diminuire a 40 milioni di franchi all'anno entro il 2007.</p><p>Allo stesso tempo si mira ad aumentare a 81 milioni di franchi all'anno i mezzi finanziari da destinare alla ricerca nell'ambito delle energie rinnovabili. Il Consiglio federale è del parere che la ripartizione dei fondi prevista dalla summenzionata Strategia vada nella direzione auspicata dall'autrice della mozione.</p><p>Un'ulteriore riduzione o la completa soppressione dei fondi pubblici a favore della ricerca nucleare non è prevista per i motivi esposti qui di seguito. </p><p>Fissione nucleare: la Divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari DSN ha bisogno di una ricerca indipendente per poter adottare le sue misure di regolazione. Si tratta infatti di dare una risposta alle problematiche relative alla sicurezza degli attuali impianti e di condurre uno studio proattivo degli aspetti rilevanti della sicurezza. Solo in questo modo la DSN può svolgere i suoi compiti di sorveglianza in base allo stato più recente della scienza e della tecnica. Inoltre, a livello politico si intende non abbandonare l'utilizzo dell'energia nucleare e mantenere un organo di valutazione indipendente in vista dei futuri sviluppi nel settore. Allo scopo di riunire le competenze, anche in questo caso viene data la priorità agli aspetti legati alla sicurezza. Tra i temi principali che rientrano nella ricerca relativa alla fissione nucleare vi sono ad esempio i problemi dell'invecchiamento dei materiali e i fondamenti scientifici della chimica dei sistemi di deposito finale e del trasferimento di nuclidi. Una ricerca orientata agli sviluppi futuri viene svolta solo a condizione che sia assicurato l'accesso ai progetti internazionali nel campo della fissione nucleare. Infine va aggiunto che circa il 40% dei costi della ricerca concernente gli aspetti della sicurezza della fissione nucleare è sostenuto dagli esercenti delle centrali nucleari.</p><p>Fusione nucleare: la partecipazione della Svizzera ai progetti internazionali condotti in questo campo nell'ambito del sesto programma quadro di ricerca dell'Ue permette di ottenere facilmente vaste conoscenze nell'ambito della ricerca fondamentale sui plasma e sui materiali. Si tratta di aspetti quali i fenomeni di turbolenza, l'auto-organizzazione di sistemi non lineari, l'interpretazione di grosse serie di dati mediante modelli statistici, il comportamento del materiale sottoposto a radiazioni, procedure applicate alla nanostruttura dei materiali o ancora nuovi metodi di calcolo fisico. Queste conoscenze fondamentali permettono delle applicazioni anche in altri campi della tecnologia, come quello delle nuove tecniche energetiche, ad esempio gli impianti solari per la produzione di elettricità e calore o ancora il trasporto di corrente grazie ai materiali superconduttori.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.