Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/156763

<h2>SubmittedText<h2><p>Il visto vacanze-lavoro è stato creato nel 1975 e comprendeva inizialmente un numero relativamente ristretto di Paesi. Da allora si è sviluppato considerevolmente e permette ora, attraverso il suo sistema di visti temporanei, a numerosi giovani del mondo intero di età compresa tra 18 e 30 anni di viaggiare in Paesi esteri lavorando e/o studiando. L'obiettivo principale del visto vacanze-lavoro è incoraggiare gli scambi culturali tra i Paesi, ma riveste anche un interesse economico per i Paesi partner. </p><p>Nel 2007 il Canada e la Svizzera hanno firmato un protocollo d'intesa al fine di creare nuove opportunità per i loro giovani (tra 18 e 35 anni) di acquisire esperienza professionale internazionale a complemento o nell'ambito del loro programma di studi. Questa iniziativa, seppur auspicabile, differisce tuttavia in una certa misura dalla filosofia del visto vacanze-lavoro, che mira anzitutto alla scoperta del Paese prescelto. In tale ambito, il lavoro deve soprattutto permettere di finanziare la vita quotidiana per tutta la durata del visto. Nel 2009 la Svizzera ha deciso, tramite il Dipartimento federale di giustizia e polizia, di non entrare in materia sul progetto di visto vacanze-lavoro con l'Australia. All'epoca l'argomento della crisi economica era stato determinante per affossare il progetto.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Non ritiene che il contesto, in particolare economico, sia cambiato dal 2009 e che sarebbe ormai auspicabile impegnarsi a livello bilaterale per introdurre un visto vacanze-lavoro?</p><p>2. Quali sarebbero le modalità d'introduzione di un tale visto entro i limiti della legislazione applicabile?</p><p>3. Non sarebbe opportuno introdurre un vero e proprio visto vacanze-lavoro che vada oltre il protocollo d'intesa con il Canada per permettere ai nostri giovani di partire alla scoperta di altre culture mantenendo la possibilità di lavorare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene importante promuovere la mobilità e lo scambio interculturale tra giovani della Svizzera e di altri Stati.</p><p>A tal scopo, negli ultimi decenni la Svizzera ha concluso con diversi Stati (tra cui Canada, USA, Australia e Nuova Zelanda) cosiddetti accordi sui tirocinanti che permettono a giovani lavoratori desiderosi di ampliare le loro conoscenze professionali e linguistiche di ottenere un permesso di lavoro a tempo determinato nel rispettivo Stato partner.</p><p>Un altro strumento diffuso a livello internazionale, menzionato dall'autore dell'interpellanza, è l'accordo sul visto vacanze-lavoro (Working Holiday Agreement, WHA), che consente ai giovani di finanziare una vacanza a tempo determinato nel rispettivo Stato partner esercitandovi un'attività lucrativa. Finora, la Svizzera ha sempre rifiutato di stipulare accordi per questa miscela di turismo e attività lucrativa.</p><p>1.-3. Nonostante la situazione economia si sia modificata dal 2009, il Consiglio federale continua a respingere l'idea di stipulare accordi WHA reciproci per i seguenti motivi:</p><p>- Violazione del sistema duale d'ammissione (precedenza CH/UE/AELS): gli WHA accordano un permesso di lavoro più facilmente delle disposizioni della legge sugli stranieri vigente. Ne risulterebbero una violazione del sistema duale d'ammissione e una messa in discussione di importanti principi d'ammissione (p. es. la netta differenziazione tra esercizio e non esercizio di un'attività lucrativa).</p><p>- Concorrenza ai lavoratori già presenti sul territorio in situazioni lavorative precarie: i viaggiatori con visti WHA costituirebbero una concorrenza per lavoratori poco o per nulla qualificati (p. es. giovani senza formazione, persone ammesse provvisoriamente, disoccupati, ecc.) sottraendo loro posti di lavoro, quando Confederazione e cantoni promuovono in modo mirato proprio l'integrazione professionale di questi gruppi di persone.</p><p>- Difficoltà di controllare i viaggiatori con visti WHA: mentre i cittadini di Stati terzi possono entrare in Svizzera per esercitare un'attività lucrativa soltanto dopo l'esame del loro rapporto di lavoro, i viaggiatori con visti WHA potrebbero entrare in Svizzera con il loro visto e iniziare a lavorare successivamente senza alcun esame. Sussiste pertanto un rischio di abuso.</p><p>Per i motivi suesposti, la conclusione di accordi WHA reciproci non è compatibile con la legislazione vigente e non è neppure auspicata dal Consiglio federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.