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Era esattamente un anno fa. La pandemia non aveva ancora colpito la Svizzera. C’erano già stati alcuni casi in Italia, importati dalla Cina, ma nessun focolaio. In Ticino ci si preparava allegramente al Carnevale e in Svizzera l’argomento che aveva occupato per mesi le prime pagine dei giornali era un altro: la vicenda, per alcuni tratti surreale, dei pedinamenti ai danni di un ex dipendente di Credit Suisse. Dopo mesi nel mirino dei media, il 7 febbraio del 2020 l’allora ceo di Credit Suisse Tidjane Thiam annunciava le sue dimissioni, pur continuando a sostenere che lui di quei pedinamenti non ne sapeva nulla. Vicenda chiusa? Non proprio. La vicenda ebbe un ulteriore capitolo mediatico. Sui fatti che portarono alle dimissioni del manager franco-ivoriano tornò in seguito il New York Times, che lo scorso ottobre riportò di diversi episodi giudicati razzisti che avevano caratterizzato l’incrinarsi dei rapporti fra il ceo e il presidente del cda (vedi qui). Thiam ad ogni modo sembra essersi “rimesso in sella” abbastanza rapidamente. Nelle scorse settimane è stato fra coloro in corsa per la carica di ceo di Unicredit, poi vi ha rinunciato, per perseguire un suo progetto di investimento.
07 febbraio 2020
Dopo i mesi di polemiche legate ai casi di sorveglianza avvenuti nella banca il ceo di Credit Suisse Tidjane Thiam si dimette. Non ne sapeva nulla della sorveglianza operata ai danni dell'ex manager passato a Ubs Iqbal Khan, quella nei confronti del capo del personale Peter Goerke (e sembrerebbe anche ai danni dell'associazione ambientalista Greenpeace), ha sempre affermato Thiam. Nonostante ciò ha presentato le sue dimissioni al consiglio d'amministrazione della banca, cedendo alle pressioni. Il manager franco-ivoriano, 57 anni, lascerà la carica già a partire dal prossimo 14 febbraio, dopo la presentazione dei conti 2019.
"Tidjane Thiam ha dato un enorme contributo al Credit Suisse da quando si è unito a noi nel 2015", ha affermato il presidente del Cda di Credit Suisse Urs Rohner, citato in una nota della banca. "È chiaramente da ascrivere a suo merito il fatto che Credit Suisse oggi sia di nuovo una banca solida e sia tornata a generare utili. Il Cda e io gli auguriamo ogni bene per il futuro".
In realtà da diverso tempo le indiscrezioni apparse sulla stampa parlavano di uno scontro fra il ceo e il presidente del cda, che inizialmente aveva preso le difese del manager. Negli scorsi giorni un importante azionista di Credit Suisse aveva invitato Roner ha sostenere Thiam o a farsi da parte. Inside Paradeplatz, il portale che a settembre aveva portato alla luce la vicenda del pedinamento di Iqbal Khan, oggi parla di una vittoria degli svizzeri contro gli "amici anglosassoni di Thiam", in un "Morgarten 705 anni dopo".
"Non ero a conoscenza del pedinamento di due ex colleghi", ha spiegato Thiam nella suddetta nota. "Non c’è dubbio che ciò ha danneggiato Credit Suisse, generando incertezza e sofferenza. Mi dispiace per quello che è successo e che non sarebbe mai dovuto accadere".
Non è ancora noto a quanto ammonterà la buonuscita. Secondo Inside Paradeplatz nei primi tre anni Thiam ha guadagnato 60 milioni di franchi, a cui va aggiunto il compenso per il 2019 e il bonus, con i quali Thiam potrebbe arrivare a 70 milioni.
A succedere a Thiam sarà Thomas Gottstein, a Credit Suisse dal 1999 e attuale capo di Credit Suisse Svizzera.