Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/92278

<h2>SubmittedText<h2><p>La maggior parte dei telefoni senza filo odierni si basano sullo standard DECT (Digital Enhanced Cordless Telecomunication) che funziona grazie a una stazione base che emette ininterrottamente onde ad alta frequenza. Numerosi studi dimostrano la nocività di queste onde per gli esseri umani.</p><p>Nel 2003, Swisscom stessa ha depositato un brevetto (WO/2004/075583 - Riduzione dell'elettrosmog nelle reti locali senza filo) volto a ridurre l'emissione di onde elettromagnetiche nei telefoni senza filo basati sullo standard DECT. Il contenuto del brevetto conferma il pericolo paventato: vi si legge infatti che le onde elettromagnetiche possono danneggiare il patrimonio genetico, in particolar modo il cromosoma 17 (che porta il gene antioncogeno p53) accrescendo notevolmente il rischio di cancro. Tuttavia, pur essendo al corrente della nocività di questi apparecchi per la salute umana, Swisscom si ostina a volerne ridurre gli effetti dannosi anziché bloccare la loro diffusione.</p><p>Cosa aspetta il Consiglio federale a reagire e proibire i telefoni basati sullo standard DECT?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I telefoni senza filo DECT sono costituiti da uno o più ricevitori e da una stazione base comunicanti tra di loro tramite radiazioni elettromagnetiche. Nel 2005 sono state misurate le radiazioni di diversi telefoni DECT (ricevitore e stazione base) su incarico dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Dalle misurazioni è emerso che le radiazioni sono molto deboli, nettamente inferiori ai valori minimi raccomandati dalla Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP) e definiti dal Comitato europeo per la standardizzazione elettrotecnica (Cenelec). Questi valori limite si applicano tuttavia solamente alle esposizioni a radiazioni di breve durata; gli effetti sulla salute delle radiazioni a lungo termine non sono ancora del tutto chiariti.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole che la ricerca sui possibili rischi per la salute legati ai campi elettromagnetici è ancora agli esordi. Ritiene tuttavia che gli studi scientifici disponibili sulle ripercussioni delle radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza inferiori ai valori limite vigenti non permettono di giungere alla conclusione che sussista un pericolo per la salute. Ciò vale per le radiazioni emesse sia dai telefoni senza filo DECT sia dalle reti di computer wireless (WLAN), alle quali si riferisce l'autore dell'interrogazione quando allude al brevetto. In merito a questo punto il Consiglio federale rinvia ai suoi rapporti in risposta ai postulati Sommaruga Simonetta 00.3565, "Radiazioni ionizzanti e protezione della salute in Svizzera", e Allemann 04.3594, "Potenziale di rischio delle reti senza fili".</p><p>Il Consiglio federale è favorevole a tutte le misure che contribuiscono a ridurre cautelativamente l'esposizione alle radiazioni emesse da campi elettromagnetici, per esempio i telefoni senza filo DECT a bassa emissione di radiazioni, menzionati nella risposta all'interpellanza Hollenstein 05.3895. Il collegio governativo sostiene la ricerca sui rischi per la salute dei campi elettromagnetici, in particolare il programma nazionale di ricerca 57 "Radiazioni non ionizzanti - Ambiente e salute". Infine, rimanda alle raccomandazioni per limitare l'esposizione alle radiazioni nell'impiego di apparecchi elettrici (p. es. telefoni senza filo DECT o reti WLAN), pubblicati sul sito Internet dell'UFSP.</p><p>In considerazione di quanto precede e dello stato attuale delle conoscenze sulle radiazioni elettromagnetiche, il Consiglio federale non ritiene opportuno vietare i telefoni senza filo DECT.</p>  Risposta del Consiglio federale.