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La Svizzera continua a sostenere il processo di riconciliazione e le riforme in Sri Lanka e rafforza le relazioni bilaterali
Berna, 03.03.2016 - L’incontro tra il ministro srilankese degli affari esteri Mangala Samaraweera e il consigliere federale Didier Burkhalter, svoltosi a Berna, si è incentrato sui progressi compiuti in Sri Lanka nell’ambito del processo di riconciliazione e riforma e sull’ampliamento delle relazioni bilaterali tra la Svizzera e lo Stato insulare dell’Oceano Indiano. Gli interlocutori hanno inoltre firmato una dichiarazione d’intenti su consultazioni politiche regolari fra i rappresentanti dei due Stati. Inoltre si è discusso della possibilità di un partenariato migratorio tra la Svizzera e lo Sri Lanka.
A poco più di un anno dalla sua visita in Sri Lanka e dai colloqui intrattenuti con i rappresentanti del Governo srilankese e quelli del gruppo etnico tamil a Colombo e a Jaffna, Didier Burkhalter ha ricevuto oggi a Berna il ministro degli affari esteri srilankese Mangala Samaraweera per un incontro di lavoro. È la prima volta da 30 anni che un ministro degli affari esteri srilankese si reca in visita in Svizzera.
L’incontro ha riguardato, in particolare, gli sviluppi del programma di riforma e riconciliazione del nuovo Governo srilankese, il cui scopo è limitare le conseguenze della guerra civile, durata per decenni, e dare maggior stabilità e nuove prospettive al Paese. Il consigliere federale Burkhalter si è complimentato con il ministro degli affari esteri Samaraweera per i progressi compiuti finora e ha assicurato al suo interlocutore che la Svizzera non solo rinnova il suo sostegno al processo, ma lo rafforza.
Durante il colloquio, il consigliere federale Burkhalter e il ministro degli affari esteri Samaraweera hanno discusso, inoltre, delle vie possibili per rafforzare le relazioni bilaterali tra i due Paesi, che quest’anno festeggiano il 60° anniversario dell’avvio delle relazioni diplomatiche. Burkhalter e Samaraweera si sono detti concordi sul fatto che esistono i presupposti per intensificare la cooperazione tra i due Stati non solo nell’ambito del loro impegno politico a favore della pace e dei diritti umani, ma anche in settori quali l’economia (il volume degli scambi commerciali provvisorio nel 2015 è pari a circa 300 milioni di franchi) la migrazione, l’istruzione e la cultura. I due interlocutori sono anche d’accordo sulla creazione di un partenariato migratorio tra i due Stati. Discussioni tecniche al riguardo si terranno prossimamente. A Berna, i due ministri hanno anche firmato una dichiarazione di intenti (Memorandum of Understanding) per l’avvio di consultazioni politiche regolari tra i rappresentanti di entrambi gli Stati.
La Svizzera in Sri Lanka: un impegno di lunga data
Nel 2003 la Svizzera, in seguito alla guerra civile nello Sri Lanka, ha deciso di aprire un Ufficio di cooperazione dell’Aiuto umanitario della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DEZA) a Jaffna, la più importante città Tamil nel Nord del Paese, per favorire il ritorno della popolazione Tamil (ad esempio attraverso la costruzione di scuole). Dopo lo Tsunami nel dicembre del 2004 e la fine della guerra civile nel maggio del 2009, sono state promosse anche misure volte alla ricostruzione di 5000 abitazioni e di infrastrutture rurali e allo sminamento. Il programma di aiuto umanitario, che terminerà nell’aprile del 2016, ha ricevuto finanziamenti per un totale di 80 milioni di franchi. Secondo il messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2017–2020 adottato dal Consiglio federale, lo Sri Lanka diventa un Paese prioritario della Divisione Sicurezza umana del DFAE.
L’impegno della Svizzera in Sri Lanka nell’ambito della politica di pace e dei diritti umani ha avuto inizio nel 2001 a causa della guerra civile in atto nel Paese. Attraverso la Divisione Sicurezza umana del DFAE, la Svizzera continua a impegnarsi nell’ambito della politica dei diritti umani e dell’elaborazione del passato e sostiene varie misure volte al rafforzamento della fiducia, tra cui l’organizzazione di un incontro tra i rappresentanti del Governo e dell’opposizione, i partiti tamil e musulmani, la società civile, la diaspora tamil e numerosi costituzionalisti.
A queste misure, nel 2010, si è aggiunto il Programma globale Migrazione e sviluppo (DSC), nel cui ambito la Svizzera si adopera, tra l’altro, anche per tutelare i diritti dei lavoratori migranti e potenziare gli effetti positivi della migrazione del lavoro. Infine, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) opera da molti anni a favore della reintegrazione dei cittadini srilankesi che fanno ritorno nel loro Paese. Dal 2014 sostiene anche un progetto di formazione professionale nel Nord e nell’Est del Paese.
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