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De Nobili, Lila
* Castagnola, 3 IX 1916 + Parigi, 19 II 2002. Scenografa. Sua madre, ebrea ungherese, è sorella del pittore Marcel Vertès. Suo padre, ligure, deputato e in seguito sottosegretario di Stato al Tesoro prima della guerra, con l’avvento del Fascismo decide di adottare la nazionalità ungherese per manifestare il proprio dissenso. Dopo un'infanzia trascorsa vicino a Nizza, Lila va a vivere con i genitori a Roma, al Grand Hotel. Studia presso l’Accademia di Belle Arti accanto a Ferruccio Ferrazzi e ad Aristide Sartorio, il primo ad individuare la sua predisposizione artistica. Nel 1943 la sua famiglia si esilia in Svizzera, al Grand Hotel di Ginevra, aspettando la fine della guerra, per poi tornare brevemente in Italia. In seguito, mentre i suoi genitori si trasferiscono a Nizza, Lila dimora a Parigi, città in cui lei e sua madre risiederanno definitivamente dopo la morte del padre. Negli anni Quaranta esordisce come disegnatrice di moda, lavorando al fianco di suo zio per “Vogue” e “Hermès”. Nel 1947, il regista Raymond Rouleau le propone di realizzare la prima scenografia: ciò segna l’inizio di una lunga collaborazione, durata quasi trent’anni. Successivamente altri grandi nomi del teatro europeo - Luchino Visconti, Peter Hall, Franco Zeffirelli – sollecitano il suo talento. Nonostante ciò, all’inizio degli anni Settanta, Lila abbandona la scena per dedicarsi esclusivamente alla pratica e all’insegnamento della pittura. Si cimenta nell’arte dell’icona a fianco del pittore e scenografo greco Yannis Tsarouchis e segue dei corsi presso la scuola di pittura decorativa Van Der Kelen di Bruxelles aprendo il proprio atelier ai bambini del quartiere. Può essere considerata l’ultima grande rappresentante della tela dipinta a teatro.