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La Svizzera ha perso il primo posto dello scorso anno nella graduatoria dei Paesi più "felici" ai sensi dell'Onu, superata dalla Danimarca.
Lo indica un rapporto della Columbia University (Stato di New York, Usa), pubblicato dalla Rete di soluzioni per lo sviluppo sostenibile (SDSN). Il terzo gradino del podio è occupato dall'Islanda. I Paesi vicini della Confederazione, in particolare l'Italia, sarebbero sensibilmente meno felici, stando alla ricerca.
Il documento dello Sustainable Development Solutions Network (SDSN), un organismo delle Nazioni Unite, presentato in occasione della Giornata mondiale della felicità che ricorre il 20 marzo, sottolinea come "i dieci Paesi con il maggiore calo nella valutazione media della vita in genere soffrono di un insieme di tensioni economiche, politiche e sociali. Tre di questi Paesi (Grecia, Italia e Spagna) sono tra i quattro Paesi dell'Eurozona più colpiti" dalla crisi.
L'Italia occupa la 50esima posizione della graduatoria, come l'anno prima, ma con un punteggio peggiore. Tra gli altri grandi Paesi confinanti della Svizzera, il più felice è l'Austria (12esimo rango), seguita da Germania (che compie in un anno un grosso balzo in avanti dal 26esimo al 16esimo rango) e Francia (passata dal 29esimo al 32esimo rango).
Il rapporto 2016 considera la valutazione che le persone hanno dato della loro vita su una scala che va da zero a dieci nel 2015 in 156 Paesi. Sette variabili fondamentali spiegano i tre quarti delle variazioni nei punteggi annuali medi nazionali: il prodotto interno lordo (pil) reale pro capite, l'aspettativa di vita in buona salute, l'avere qualcuno su cui contare, la libertà percepita nel fare scelte di vita, il livello di corruzione e la generosità.
Ai primi dieci posti in classifica si trovano gli stessi Paesi dello scorso anno ma in un ordine lievemente diverso: la Danimarca è seguita da Svizzera, Islanda, Norvegia, Finlandia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. Gli Stati Uniti si classificano al tredicesimo posto, due posizioni più in alto rispetto allo scorso anno, il Regno Unito è ventitreesimo.
"La misurazione della felicità percepita e il raggiungimento del benessere dovrebbero essere attività all'ordine del giorno di ogni nazione che si propone di perseguire obiettivi di sviluppo sostenibile", ha affermato il direttore dell'Istituto della Terra presso la Columbia University, Jeffrey Sachs, tra i curatori del rapporto. "Al posto di adottare un approccio incentrato esclusivamente sulla crescita economica - aggiunge - dovremmo promuovere società prospere, giuste e sostenibili dal punto di vista ambientale".
Il rapporto è il quarto di una serie, la cui prima edizione risale al 2012.
SDA-ATS