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La Svizzera non dovrebbe seguire la Germania, introducendo una tassa sui viaggi in aereo. Il Consiglio federale preferisce puntare sulle quote di emissione di CO2 per proteggere l'ambiente. Il governo chiede al parlamento di respingere una mozione di Anita Lachenmeier (Verdi/BS).
La deputata ecologista è soddisfatta che la Germania abbia deciso di tassare i voli fino a una distanza di 2000 km con 8 euro, quelli tra 2000 e 6000 km con 25 euro e quelli più lunghi ancora con 45 euro. Il Consiglio federale rileva che questa nuova tassa mira prima di tutto ad alimentare le casse dello Stato, mentre l'incitamento ad adottare un comportamento ecologista è di secondaria importanza.
Secondo il governo, questo provvedimento è suscettibile di penalizzare l'economia nazionale di fronte ai paesi esteri e di provocare l'esodo dei passeggeri. L'esecutivo ricorda che in materia i Paesi Bassi e la Danimarca hanno fatto marcia indietro.
Il Consiglio federale preferisce integrare l'aviazione civile nel sistema di scambio di quote di emissione di CO2. Questo modo di procedere dovrebbe svolgersi a livello europeo. Negoziati con Bruxelles dovrebbero iniziare quest'anno. Nel caso in cui non dovessero essere fruttuosi, si potrebbe prendere in considerazione anche una tassa sul trasporto aereo.
SDA-ATS