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Sì all'ambasciata in Vaticano, no alle concessioni sui brevetti Covid
Sì a un'ambasciata in Vaticano, no a un allentamento temporaneo della protezione della proprietà intellettuale in materia di terapie per il COVID-19. Sono le decisioni adottate dalla Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) rese note oggi.
In merito alla proprietà intellettuale, la CPE-N si è espressa nell'ambito della posizione della Svizzera in vista dei negoziati che si terranno a Ginevra dal 30 novembre al 3 dicembre in occasione della Conferenza ministeriale ordinaria dell'Organizzazione mondiale del commercio, spiega una nota odierna dei servizi parlamentari.
Consultata sul mandato negoziale, che la commissione ha approvato per 14 voti e 10 astensioni, una maggioranza – 15 voti a 9 – ha respinto la proposta secondo la quale la Svizzera dovrebbe sostenere un allentamento temporaneo della protezione della proprietà intellettuale in materia di terapie per il COVID-19, una richiesta fatta da numerose organizzazioni internazionali per venire incontro ai paesi poveri.
Per quanto attiene alla rete esterna, per 13 voti a 3 e 8 astensioni, la CPE-N si è detta d'accordo col Consiglio federale circa l'apertura di un'ambasciata presso la Santa Sede a Roma. La Commissione ha approvato il progetto con 13 voti contro 3 e 8 astensioni.
La maggioranza crede che sia nell'interesse della Svizzera rafforzare le relazioni diplomatiche bilaterali con il Vaticano, fra l'altro nell'ottica di promuovere la Guardia svizzera pontificia e la cooperazione in materia di promovimento della pace.
Pieno rispetto delle competenze federali e cantonali
La richiesta del governo risale a inizio dicembre. Con l'apertura di un'ambasciata in Vaticano, la Svizzera vuole sfatare un tabù, soprattutto per quanto riguarda gli equilibri confessionali del Paese.
Nell'annunciare la decisione, l'esecutivo ha precisato che le relazioni tra la Confederazione e le chiese cristiane, cattolica e riformata, non cambieranno e che è garantito il pieno rispetto delle competenze federali e cantonali. Oltre a ciò, è previsto che l'Ambasciata di Svizzera in Vaticano si occupi anche delle relazioni con Malta e San Marino.
È dal 2014 che l'ambasciatore di Svizzera residente in Slovenia è anche accreditato presso la Santa Sede. Questa situazione, secondo il governo, non permette più di svolgere efficacemente tutte le funzioni diplomatiche specifiche delle relazioni bilaterali col Vaticano.
La Svizzera è rappresentata presso la Santa Sede solo dal 1991, quando il Consiglio federale nominò un ambasciatore in missione speciale ponendo così fine all'unilateralità dei rapporti diplomatici. In questi anni la funzione di ambasciatore è stata esercitata da Berna, Praga, Ginevra, di nuovo da Berna e infine da Lubiana.
cp, ats