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Le malattie renali, o nefropatie, sono quelle patologie che influenzano il corretto funzionamento dei reni attaccandone le unità anatomiche e funzionali, note come nefroni, responsabili della filtrazione e del riassorbimento di sostanze dal corpo. Tra le principali e più diffuse malattie meritano sicuramente una citazione i calcoli renali, la pielonefrite, la glomerulonefrite, la sindrome nefrosica, la nefropatia diabetica, il rene policistico, l’idronefrosi, l’insufficienza renale ed il tumore al rene.
Ma partiamo dal principio: cosa sono i reni e come funzionano?
I reni sono gli organi che, insieme alle vie urinarie, costituiscono il cosiddetto apparato urinario o apparato escretore, il cui compito è produrre ed eliminare le urine.
Rappresentanti le strutture principali del suddetto apparato, i reni risiedono nella cavità addominale, per la precisione ai lati delle ultime vertebre toraciche e delle prime vertebre lombari, sono simmetrici e possiedono una forma molto simile a quella di un fagiolo. I loro principali compiti sono:
- filtrare le sostanze di rifiuto (comprese quelle dannose e quelle estranee) presenti nel sangue, convertendole in urina,
- regolare gli equilibri idro-salini del sangue,
- regolare gli equilibri acido-base del sangue.
Tutte le funzioni renali sono strettamente legate al sangue, quest’ultimo proviene ai reni dall’arteria renale e ritorna al sistema venoso attraverso la vena renale, la quale, poi, confluisce nella cosiddetta vena cava.
I sintomi quali sono?
Poiché molte malattie renali causano i medesimi sintomi e segni, la loro corretta identificazione impone il ricorso a diversi esami diagnostici. Fra i disturbi che possono farci sospettare un serio problema renale possiamo citare:
- mal di schiena ricorrente e dolore ai reni,
- cambiamento nella quantità o nella qualità dell’urina prodotta (più o meno del normale, più scura, con tracce di sangue, con odore pungente ecc.),
- edemi a carico di piedi e caviglie, mani e viso (tipiche le borse sotto gli occhi in chi non ne ha mai sofferto),
- prurito diffuso e costante e comparsa di eruzioni cutanee, dovute a disidratazione cronica e ostacolo alla produzione di sebo da parte delle ghiandole della cute,
- senso di affaticamento, spossatezza,
- deficit mnemonici e difficoltà di concentrazione,
- disorientamento,
- cambiamento nella percezione dei sapori e alitosi.
L’elenco delle possibili cause delle malattie renali è particolarmente lungo e comprende: agenti infettivi batterici o virali, parassiti, malattie autoimmuni sistemiche, alterazioni del genoma di carattere ereditario, tumori, diabete mellito, abuso di sostanze tossiche/nocive (cocaina, alcol o metalli pesanti) malattie autoimmuni sistemiche, età e (nella maggior parte dei casi) dieta completamente errata.
Sebbene le malattie renali possano svilupparsi a qualsiasi età, le persone di età superiore ai 60 anni sono a maggior rischio. Con l’avanzare dell’età, si verifica una diminuzione lenta e costante della massa renale.
Dopo i 30-40 anni, quasi i due terzi dei soggetti (perfino coloro che non presentano patologie renali) subiscono un graduale declino della velocità di filtrazione ematica dei reni; tuttavia, la funzionalità non si modifica nel rimanente terzo dei soggetti anziani, il che indica l’influenza sulla funzione renale di fattori diversi da quelli legati all’età.
Ora con l’invecchiamento, le arterie che irrorano i reni si restringono. Non riuscendo più a essere rifornito a sufficienza di sangue, un rene di dimensioni normali può ridursi. Le pareti delle arteriole si ispessiscono una volta arrivate al glomerulo e questo riduce la funzionalità della parte restante del glomerulo.
Queste perdite di funzionalità sono accompagnate da una riduzione della capacità del nefrone di secernere prodotti di scarto e molti farmaci e a una incapacità di concentrare o diluire l’urina per eliminare la parte acida. Tuttavia, malgrado i cambiamenti dovuti all’età, viene preservata una sufficiente funzione renale che soddisfa i fabbisogni corporei. I cambiamenti che si verificano con l’età non causano di per sé una patologia, ma riducono l’entità della riserva funzionale renale disponibile.
In altre parole, entrambi i reni dovrebbero poter lavorare alla quasi piena capacità per adempiere alle loro funzioni normali. Ecco perché anche un danno secondario a uno, o a entrambi i reni, potrebbe causare una perdita di funzionalità renale.
Si possono prevenire le patologie renali?
L’attività fisica regolare aiuta a controllare la pressione arteriosa riducendo il rischio di malattia renale. Camminare, andare a fare la spesa a piedi, fare le scale invece di prendere l’ascensore, correre, andare in bicicletta, andare a ballare sono solo piacevoli esempi di come mantenersi attivi!
È importante tenere sotto controllo i valori glicemici e la pressione del sangue (diabete ed ipertensione sono tra le due principali cause di malattie renali).
Uno stile di vita sano, un peso corporeo nella norma e alcuni accorgimenti nella dieta possono contribuire a mantenere la pressione nei limiti corretti.
Privilegiare una alimentazione a base di cibi vegetali, come la dieta mediterranea, riduce l’acidità dell’urina con un conseguente minor carico di lavoro per il rene, per questo è consigliabile prediligere sempre il consumo di frutta e verdura fresca e di stagione in abbinamento a cereali integrali, legumi, frutta secca e semi oleosi andando a ridurre l’apporto di alimenti di origine animale (come, ad esempio, la carne rossa e gli insaccati), grassi (come burro, strutto o margarina) e metodi di cottura poco sani come le fritture (meglio optare per una cottura al vapore, in grado di preservare le proprietà nutrizionali degli alimenti).
Un bravo nutrizionista potrà studiare un piano alimentare perfetto per la vostra situazione: sia in ottica perdita di peso che in ottica preventiva qualora abbiate già riscontrato sintomi analoghi a quelli indicati all’inizio dell’articolo.
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