Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/245921

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di integrare come segue la legge federale sulla parità dei sessi (LPar): </p><p>- Le imprese che presentano una differenza salariale tra uomo e donna che diverge in misura significativa da zero devono ripetere l'analisi salariale entro i seguenti due anni.</p><p>- Affinché i rappresentanti dei lavoratori possano svolgere il loro ruolo, in futuro dovranno anch'essi essere informati in merito al risultato dell'analisi salariale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Lo strumento di analisi standard Logib che la Confederazione mette a disposizione per verificare la parità salariale tra donna e uomo è stato introdotto nel 2004 nel contesto dei controlli nel settore degli acquisti pubblici della Confederazione, dopo una fase pilota svolta dal 2001 al 2004 con la partecipazione di cinque imprese. Dopo la fase pilota era stata anche definita una soglia di tolleranza del 5 per cento per una differenza salariale di genere, con inoltre l'esigenza di un superamento statisticamente significativo. La soglia di tolleranza tiene conto dell'eventuale influsso di fattori specifici all'impresa, oggettivi e non discriminatori che non sono interamente rappresentati nel modello. In base ai riscontri risultanti dai controlli effettuati nel quadro degli acquisti pubblici e dei sussidi da parte della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni, l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) esaminerà entro il 2023, in collaborazione con specialisti, la necessità di adeguare tale soglia.</p><p>Secondo l'articolo 13a capoverso 2 della legge federale sulla parità dei sessi (LPar; RS 151.1) l'analisi della parità salariale deve essere eseguita ogni quattro anni. Se tuttavia un'analisi mostra che la parità salariale è rispettata, conformemente alla volontà del legislatore il datore di lavoro è liberato dall'obbligo di ripetere l'analisi (art. 13a cpv. 3 LPar).</p><p>È già oggi possibile coinvolgere le rappresentanze dei lavoratori (cfr. art. 13d cpv. 1 lett. b LPar). I datori di lavoro possono far capo a un sindacato o a una rappresentanza interna dei lavoratori per far verificare l'analisi. Dal canto loro, i lavoratori che lo auspicano possono informare i loro rappresentanti sindacali, e le parti sociali possono disciplinare questo aspetto in un contratto collettivo di lavoro.</p><p>L'articolo 17b LPar incarica il Consiglio federale di valutare entro nove anni dalla loro entrata in vigore, quindi al più tardi nel 2029, l'efficacia delle disposizioni sull'analisi della parità salariale e la sua verifica (art. 13a-13i LPar) e di sottoporre al Parlamento un rapporto in merito. Il Consiglio federale si è dichiarato disposto a trarre un bilancio intermedio già prima di questa scadenza, probabilmente nel 2025 (cfr. risposte alla mozione 21.3944 Hess Lorenz "Basta parole, è l'ora dei fatti. Stesso stipendio per lo stesso lavoro", all'interpellanza 21.4315 Piller-Carrard "Dotarsi degli strumenti per rendere più efficace la legge federale sulla parità dei sessi" e alla mozione 22.3095 Porchet "Contro ogni forma di discriminazione nelle imprese serve un organo di difesa civica per la parità"). Ritiene pertanto prematuro avviare misure supplementari, in particolare una nuova revisione parziale della legge sulla parità dei sessi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.