Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01137.jsonl.gz/1136

BERNA - Dopo un lungo dibattito - durato circa cinque ore - il Consiglio nazionale ha accolto - per 131 voti a 57 e 9 astenuti - la Legge federale sulle prestazioni transitorie per disoccupati anziani, decidendo di concedere una rendita ponte a chi ha 60 anni oppure a chi, prima di compierli, ha esaurito il diritto all'indennità. Ha in particolare allineato l'ammontare di queste rendite a quello delle prestazioni complementari, rendendo più flessibili le condizioni per averne diritto.
Il progetto, formulato dal Consiglio federale, è pensato per chi perde il lavoro dopo il 58esimo compleanno. Nel corso della scorsa sessione invernale, il Consiglio degli Stati aveva esaminato il disegno di legge, approvandolo per 33 voti a 11 con qualche modifica.
La Camera del popolo ha voluto impedire ai disoccupati anziani di cadere in povertà ed evitare di introdurre nel mercato del lavoro incentivi indesiderati.
Come detto, il Nazionale ha proposto tra le altre cose di concedere queste rendite ai disoccupati 60enni, oppure a chi, prima di compiere 60 anni, ha esaurito il diritto all'indennità di disoccupazione. Il necessario periodo contributivo all'AVS di almeno 20 anni previsto dal governo, durante i quali bisogna aver conseguito un reddito minimo, è mantenuto, mentre cade l'obbligo di realizzare questo reddito in 10 dei 15 anni immediatamente precedenti.
Secondo la Camera del popolo, la possibilità di accedere a tali prestazioni deve venire riconosciuta soltanto se la sostanza netta è inferiore alla metà della soglia per le complementari. Ciò equivale a meno di 50'000 franchi per le persone sole e a meno di 100'000 per le coppie sposate. L'esecutivo aveva stabilito questi tetti al doppio: 100'000 franchi nel primo caso e 200'000 nel secondo.
Il Nazionale ha ribadito che le persone interessate avranno l'obbligo di provare gli sforzi compiuti per reintegrarsi professionalmente. Come nella versione degli Stati, le prestazioni transitorie non dovrebbero essere assoggettate all'imposta.
Con l'impostazione prevista dalla Camera del popolo, si valuta che nel 2028 vi saranno 6200 aventi diritto, per un costo di 270 milioni di franchi. Si tratta di una cifra superiore ai 230 milioni stimati con il modello del governo e soprattutto ai 70 milioni della versione della Camera dei Cantoni.
Durante i dibattiti diverse minoranze hanno proposto invano una serie di varianti. Fra queste, quella di attenersi in linea di massima alle decisioni degli Stati, quella del PLR di elevare l'età minima per accedere alle prestazioni a 62 anni oppure quella della sinistra di diminuirla a 57. Ma sono state tutte bocciate.
Il progetto ritorna al Consiglio degli Stati.