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Il rumore è stato un tema centrale nel movimento artistico futurista italiano, che si è sviluppato negli anni 1910-20. I futuristi hanno espresso la loro adesione alla modernità attraverso la celebrazione del rumore, considerandolo come un elemento costitutivo della nuova era industriale e urbana.
Il poeta e artista futurista Filippo Tommaso Marinetti ha scritto il Manifesto tecnico della letteratura futurista nel 1912, in cui ha dichiarato che i rumori della città, come il rumore dei motori e delle fabbriche, dovevano diventare una parte integrante della poesia futurista.
In campo musicale, il compositore futurista Luigi Carlo Filippo Russolo, nato a Portogruaro il 30 aprile 1885 e deceduto a Laveno-Mombello il 4 febbraio 1947, è stato uno dei firmatari del manifesto L'arte dei rumori del 11 marzo 1913. Tale manifesto teorizzava l'utilizzo del rumore come elemento fondamentale per la creazione di una musica costituita da rumori puri, piuttosto che suoni armonici. Grazie a questa teoria, Russolo è considerato il primo artista ad aver praticato e teorizzato il concetto di noise music.
Per la realizzazione della sua musica, Russolo ha utilizzato una serie di strumenti che egli stesso ha ideato, chiamati
Intonarumori.
Questi apparecchi meccanici erano capaci di generare suoni disarmonici e innovativi, che sono stati subito battezzati come "musica futurista" nelle performance del movimento. Nel 1922, inoltre, Russolo ha costruito il "rumorarmonio" (o russolofono), che è stato utilizzato per amplificare gli effetti musicali creati dagli intonarumori.
Il concetto di rumore nella cultura futurista è stato visto come una forma di liberazione dall'estetica tradizionale e come una celebrazione dell'energia e della vitalità della modernità. L'approccio futurista al rumore ha avuto un impatto significativo sulla musica e sull'arte del XX secolo, influenzando artisti come John Cage e il movimento dadaista.
- Keystone
Rete Due ricorda la figura di Russolo con un radiodramma
Il Radiodramma NOISE di Cappa & Drago racconta le vicende umane e artistiche del futurista Luigi Russolo, uomo timido e riservato nella vita eppure rivoluzionario in arte, sia come pittore sia come musicista. Oggi i libri di storia dell’arte si occupano di Russolo soprattutto in quanto firmatario, nel 1910, con Carrà e Boccioni, del primo manifesto della pittura futurista.
Nel radiodramma abbiamo però privilegiato il Russolo musicista, compositore e inventore di strumenti sonori. A lui si deve un’intuizione che ha aperto la strada a molti compositori successivi del XX secolo: l’introduzione dei rumori nella composizione musicale. I suoi “intonarumori”, costruiti artigianalmente con il collega pittore Ugo Piatti, erano vere e proprie scatole magiche capaci di riprodurre e intonare decine di tipi di rumori (esistevano il ronzatore, lo stropicciatore, l’ululatore, lo scoppiatore ecc.). Dopo alcuni concerti che suscitarono grande scalpore in Italia, Inghilterra e Francia, Russolo perse via via interesse nella musica, sfiduciato dal clima conformista dell’Italia fascista, e si rifugiò nello studio di pratiche occulte e di filosofie orientali. Visse per anni a Parigi e in Spagna e infine si rifugiò sul Lago Maggiore, a Cerro di Laveno, dove trascorse i suoi ultimi anni in splendido isolamento. I suoi intonarumori nel frattempo erano andati distrutti durante la Seconda Guerra Mondiale e così le partiture manoscritte delle sue opere.
Dopo anni di oblio, la figura di Russolo e le sue teorie sull’arte dei rumori hanno acquisito grande importanza in ambito musicale e negli anni ‘70 furono costruiti ex-novo degli intonarumori identici a quelli originali. Quelli che si possono ascoltare nella colonna sonora di Noise li abbiamo registrati al Nomus di Milano, mirabile centro di documentazione sulla musica del Novecento diretto da Maddalena Novati.
Riascolta qui le puntate
Noise (1./3)
- 04.12.2022
- 16:35
Noise (2./3)
- 11.12.2022
- 16:35
Noise (3./3)
- 18.12.2022
- 16:35