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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di valutare la possibilità e la pertinenza dell'introduzione di una tassa sui biglietti aerei o sul carburante utilizzato nell'aviazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che, secondo le previsioni attualmente disponibili, le emissioni di gas serra del traffico aereo segneranno un forte incremento anche in futuro. Per questo motivo, l'Esecutivo sostiene l'obiettivo globale ribadito nell'autunno 2016 dall'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO) di perseguire dal 2020 una crescita a impatto zero di carbonio e di introdurre a tal fine una misura globale basata sul mercato per compensare le emissioni di CO2 in eccesso. Con il collegamento del sistema svizzero di scambio di quote di emissione (CH ETS) con quello dell'UE, il Consiglio federale intende farvi rientrare anche il traffico aereo, in sintonia con quanto avviene nell'UE. Un accordo in tal senso è stato parafato all'inizio del 2016. Analogamente alla normativa vigente nell'UE verrebbero così inclusi i voli all'interno della Svizzera e tra lo Spazio economico europeo (SEE) e la Svizzera. L'impostazione del Sistema europeo di scambio di quote di emissione (EU ETS) è attualmente in fase di revisione per quanto concerne il traffico aereo. A tale riguardo, il 15 febbraio 2017 il Parlamento europeo ha deciso in prima lettura di ridurre la quantità di diritti di emissione per gli operatori aerei una tantum del 10 per cento dopo il 2020 e successivamente ogni anno del 2,2 per cento e di aumentare in misura significativa la quota di vendite all'asta di diritti di emissione. La decisione del Consiglio dell'UE al riguardo è ancora attesa. Questo inasprimento dovrebbe avere un impatto nettamente maggiore sulle emissioni di CO2 che non una tassa sui biglietti aerei. Già in precedenza, nei sui pareri in risposta a interventi analoghi (mozione Masshardt 13.3901 e postulato Lachenmeier-Thüring 10.4006), il Consiglio federale aveva spiegato che una tassa sui biglietti aerei potrebbe avere anche ripercussioni indesiderate sull'economia e sull'ambiente. L'esperienza che ciò può provocare il trasferimento di flussi di traffico all'estero ha indotto per esempio i Paesi Bassi e la Danimarca a ritirare progetti simili e l'Austria a dimezzare l'ammontare della tassa. Occorre inoltre considerare che la Confederazione potrebbe riscuotere una siffatta tassa soltanto sulla base di una base costituzionale esplicita. La tassa sui biglietti aerei proposta ne è sprovvista. Già oggi, però, la Svizzera applica un'imposta di consumo sui carburanti per l'aviazione (tassa sul cherosene). Al riguardo va osservato che conformemente all'articolo 86 capoverso 3bis della Costituzione federale la metà dei proventi netti è già vincolata ad altri scopi, che non includono quello di sostenere i Paesi in via di sviluppo nelle loro misure di riduzione delle emissioni e di adattamento. Il supplemento su questa imposta è addirittura destinato al 100 per cento a detti altri scopi (cfr. art. 86 cpv. 4 Cost.). Per raggiungere anche solo in parte il contributo svizzero per il sostegno dei Paesi in via di sviluppo accennato nel postulato, sarebbe necessario applicare la tassa sui carburanti per il traffico aereo esistente anche ai voli internazionali. Ciò sarebbe tuttavia in contrasto con numerosi accordi bilaterali nel settore del traffico aereo di linea stipulati dalla Svizzera con altri Paesi, poiché questi vietano la riscossione di tasse sui carburanti utilizzati nel traffico aereo di linea bilaterale.</p><p>Per quanto concerne il finanziamento internazionale per il clima, il Consiglio federale intende coprire una parte consistente del contributo svizzero tramite fondi privati. A tal fine, valuterà quali strumenti e modelli di partenariato sia opportuno impiegare maggiormente nella cooperazione internazionale per mobilitare il settore privato affinché operi investimenti rispettosi del clima in Paesi in via di sviluppo. Il Consiglio federale non ritiene necessario procedere all'esame di ulteriori misure possibili, come richiesto dall'autore del postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.