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Pascal Stirnimann stila il bilancio della sua esperienza al timone del CDF, che nel 2023 si occuperà anche dei finanziamenti alla politica.
BERNA - Il Controllo federale delle finanze (CDF) deve essere flessibile nell'attuale situazione d'instabilità provocata dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina. A dirlo è il suo nuovo direttore, Pascal Stirnimann, stilando un bilancio dei suoi primi cento giorni al timone dell'organo, che nel 2023 si occuperà tra le altre cose per la prima volta del finanziamento della politica.
Stirnimann ha preso le redini del CDF lo scorso 1° settembre. In precedenza, in qualità di revisore dei conti presso l'Ufficio federale dei trasporti (UFT), aveva dato l'impulso per chiarire lo scandalo delle sovvenzioni in seno ad AutoPostale.
Una delle sfide per il CDF, ha affermato Stirnimann oggi a Berna nel quadro di una conferenza stampa, è gestire il corrente ambiente instabile, che costringe a lavorare in maniera agile. Cambiamenti demografici, trasformazione digitale e carenza di lavoratori qualificati sono altri temi che tengono impegnata l'autorità di vigilanza.
Il 2023, anno elettorale, comporterà come detto un nuovo campo d'azione per il CDF, ovvero la trasparenza del finanziamento politico. Partiti e membri delle Camere dovranno infatti comunicare i budget delle loro campagne e le donazioni ricevute superiori ai 15'000 franchi.
«Un compito importante e impegnativo», ha commentato Stirnimann. Il CDF dovrà prepararsi a ogni eventualità, istituendo un sistema in grado di prevenire o portare a galla gli abusi. Se l'organo avrà un ragionevole sospetto, andranno coinvolte le autorità giudiziarie. Chiunque violi intenzionalmente l'obbligo d'informare in merito a entrate, fondi e doni rischia una multa fino a 40'000 franchi.