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NEW YORK - Il Tesoro americano allenta la presa su Citigroup e cede il 20% della propria quota per 6,2 miliardi di dollari. E conferma l'intenzione di voler continuare con le cessioni, dando mandato a Morgan Stanley per vendere ulteriori 1,5 miliardi di azioni entro il 30 giugno.
Il Dipartimento guidato da Timothy Geithner ha ricevuto 7,7 miliardi di titoli Citigroup la scorsa estate, in cambio dell'aiuto offerto alla banca per rafforzare il proprio capitale. Al momento restano in mano al Tesoro 6,2 miliardi di titoli, che saranno ceduti nelle prossime settimane, fatto salvo il cosiddetto periodo di blackout fissato da Citigroup in corrispondenza con la diffusione dei risultati trimestrali. le vendite - ribadisce il Tesoro - saranno condotte in modo ordinato.
Alla fine dello scorso marzo il governo americano aveva annunciato la propria intenzione di cedere il 27% di Citigroup entro l'anno. Una decisione in questo senso era già stata comunicata nel dicembre 2009 ma poi rimandata alla luce del prezzo ritenuto troppo basso dei titoli Citigroup, che allora valevano 3,15 dollari l'uno il che avrebbe significato per il governo una perdita di 158,7 milioni di dollari.
L'uscita dal terzo istituto americano per asset conferma la volontà del governo americano di voler recuperare gli investimenti effettuati nelle banche con il Tarp, il Troubled Asset Relief Program. Citigroup è stata una delle istituzioni finanziarie più colpite dalla crisi e della recessione, e ha ricevuto aiuti pubblici per 45 miliardi di dollari, di cui 25 miliardi convertiti dal Tesoro nel 27% della società. Citigroup ha chiuso il primo trimestre 2010 con un profitto netto è salito a quota 4,43 miliardi di dollari, dopo la perdita di 7,58 miliardi del quarto trimestre dello scorso anno e un utile di 1,59 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2009. Il profitto per azione si è attestato a 14 cents su ricavi per 25,4 miliardi di dollari.
All'inizio di marzo l'amministratore delegato di Citigroup, Vikram Pandit, ascoltato in Congresso, ha ringraziato i contribuenti americani, e si è dichiarato favorevole all'introduzione di nuove norme per limitare la dimensione delle banche e le loro prese di rischio. Prima della crisi Citigroup era uno dei colossi finanziari al mondo, con oltre 200 milioni di clienti, nato da una delle maggiori fusioni della storia, quella fra Citicorp e Travelers Group con l'obiettivo di divenire un 'supermercato della finanza'. La crisi subprime però l'ha costretta a un drastica cura dimagrante. Ma ora - aveva messo in evidenza Pandit - la banca è tornata a essere una delle meglio capitalizzate.
SDA-ATS