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LA VALLETTA - Migliaia di maltesi sono scesi in piazza per la nona volta dal 20 novembre, giorno dell'arresto dell'imprenditore Yorgen Fenech in fuga sullo yacht di famiglia poi incriminato come mandante dell'omicidio di Daphne Caruana Galizia.
La folla urla «barra issa» (via ora), "Daphne was right" (Daphne aveva ragione), ma è tenuta a distanza dall'edificio del parlamento da un reticolato di transenne. In un'aula disertata dai parlamentari di opposizione è intanto in corso una seduta in cui il premier Joseph Muscat sta ricostruendo le fasi delle indagini, sottolineando e dettagliando - tra l'altro - il contributo della polizia federale degli Usa Fbi nonché dell'agenzia finalizzata alla lotta al crimine nell'Unione europea Europol. Il discorso di Muscat è stato anche disturbato da un contestatore nella tribuna del pubblico, allontanato su richiesta del presidente del Parlamento.
Prima del dibattito, Muscat ha annunciato che quando avrà lasciato il potere al proprio successore lascerà la vita politica e si dedicherà ad affari privati.
In testa alle migliaia di cittadini che chiedono, assieme alla famiglia Caruana Galizia, l' uscita di scena "immediata" di Muscat, uno dei figli della giornalista ha suonato il tamburo e lanciato negli altoparlanti del palco la canzone degli Abba "Money, money, money".