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L'industria e i servizi elvetici ricorrono sempre più spesso a manodopera qualificata indiana nel settore dell'informatica: è quanto risulta dalle cifre dell'Ufficio federale della migrazione.
Cinque anni fa, 550 esperti provenienti dal subcontinente avevano ottenuto un'autorizzazione di lavoro a tempo limitato; nel 2007, questo tipo di permesso è stato concesso a 1'400 cittadini indiani, una quota che dovrebbe restare tale anche quest'anno, stando alle stime dell'Ufm.
La maggior parte di loro si sposta in Svizzera soprattutto per progetti di corta durata, quando l'attività rende necessario più personale in tempi brevi: in India, gli specialisti possono infatti essere reclutati molto rapidamente.
I responsabili elvetici sottolineano tuttavia che questa manodopera qualificata non costituisce una concorrenza per quella indigena. «Gli indiani mantengono il settore in vita. È una strategia necessaria, dal momento che nella Confederazione manca il ricambio generazionale», ha dichiarato all'Agenzia telegrafica svizzera Stefan Arn, presidente di ICTswitzerland, organizzazione mantello delle aziende attive nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.