Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/78610

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che analizzi le cause e le conseguenze della presenza sproporzionata di persone provenienti dall'ex Jugoslavia tra i beneficiari delle prestazioni dell'AI, dell'assicurazione contro la disoccupazione, dell'AVS, dell'assicurazione infortuni e degli assegni familiari e proponga possibili contromisure. In particolare devono essere analizzati i seguenti aspetti:</p><p>1. Perché siamo in presenza di una balcanizzazione delle assicurazioni sociali?</p><p>2. Quali ne sono i motivi?</p><p>3. Come si potrebbe correggere questo squilibrio? Quali potrebbero essere le contromisure?</p><p>4. Quali provvedimenti potrebbe prendere il legislatore per contenere la balcanizzazione?</p><p>5. Qual è stata l'evoluzione della balcanizzazione delle assicurazioni sociali dal 1980 ad oggi?</p><p>6. Quali soluzioni propone il Consiglio federale contro la balcanizzazione dell'AI?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. È scientificamente assodato che le persone scarsamente qualificate hanno una probabilità assai maggiore di dover ricorrere a una rendita d'invalidità rispetto a chi invece è titolare di una qualifica professionale: per chi non è andato oltre la scuola dell'obbligo il rischio è cinque volte superiore rispetto a chi ha un titolo universitario o ha concluso una scuola professionale superiore. Non solo: nelle attività generalmente esercitate da chi è privo di qualifiche (si pensi al settore edile), il rischio AI è anch'esso cinque volte superiore a quello, per esempio, degli insegnanti. Essere scarsamente qualificati ed esercitare un'attività rischiosa significa dunque avere una forte probabilità di dover ricorrere a una rendita d'invalidità. È questo il caso di molte persone provenienti dai Paesi dell'ex Jugoslavia.</p><p>3./4./6. Tuttavia, considerato il fatto che negli ultimi anni si è registrato un aumento del numero di prestazioni versate a cittadini dei Paesi dell'ex-Jugoslavia, il programma pluriennale di ricerca sull'invalidità, la disabilità e l'attuazione della legge sull'assicurazione per l'invalidità (PR-AI), lanciato nel maggio del 2006, tratterà anche la questione della nazionalità dei beneficiari di prestazioni AI. I primi risultati saranno disponibili nel corso del 2008. È quindi prematuro stilare un rapporto su cause ed effetti del fenomeno e possibili misure per contenere il numero di richieste di prestazioni AI da parte di cittadini dei Paesi dell'ex Jugoslavia.</p><p>5. Per il periodo precedente il 1993 non sono disponibili dati statistici sulla ripartizione delle rendite per nazionalità. Nel 1993, ai cittadini dell'ex-Jugoslavia sono state versate circa 4000 rendite. Nel 2007, il numero delle rendite versate a questo gruppo di beneficiari è stato sei volte superiore, con un totale di circa 24 000 rendite. Per il Consiglio federale, occorre reagire ad una tale evoluzione. Un primo passo è stato fatto nel quadro della 5a revisione con il potenziamento degli esami medici e dell'obbligo di collaborare degli assicurati e con il miglioramento dell'assistenza prestata a questi ultimi. Per il resto, nel quadro del programma pluriennale di ricerca summenzionato (PR-AI) saranno studiate le cause dell'aumento del rischio d'invalidità dei cittadini stranieri come pure le soluzioni per contenere la crescita del numero di rendite concesse a queste persone.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.