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Il Ministero pubblico zurighese non apre alcun procedimento penale contro gli ex dirigenti di UBS. Mercoledì, ha respinto anche la seconda denuncia penale del Partito socialista svizzero (PS).
Nell’agosto 2009, il PS aveva inoltrato una prima denuncia nei confronti di Marcel Ospel, l’allora numero uno di UBS, e di Peter Kurer. Quest’ultima era stata respinta il 15 dicembre scorso dalla giustizia zurighese.
L’ultima denuncia, inoltrata dal PS a metà gennaio, reclamava la creazione di una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI). I socialisti erano tornati alla carica dopo la sentenza del Tribunale amministrativo federale secondo cui la consegna agli Stati uniti di dati bancari di clienti UBS, da parte della FINMA, è contraria alla legislazione elvetica.
Ora, anche la seconda denuncia del PS è stata ricusata dalla procura zurighese. In un comunicato pubblicato mercoledì, il Ministero pubblico zurighese spiega che «non vi sono indizi secondo cui l’UBS avrebbe avuto un comportamento penalmente reprensibile in base al diritto svizzero nelle sue attività negli Stati uniti».
La decisione della giustizia zurighese è «incomprensibile» e il rifiuto di analizzare le denunce contro i presunti responsabili della caduta libera di UBS è «assolutamente scandalosa», ha indicato mercoledì in una nota il PS.
Il PS ha reagito indicato inoltre che continuerà a fare pressione affinché venga istituita una CPI. Da parte sua, la banca non ha voluto rilasciare commenti.
swissinfo.ch e agenzie