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Dopo le polemiche della prima stagione, arriva la seconda stagione della serie “13 Reason Why”.
Da alcuni giorni su Netflix è disponibile la seconda stagione di una serie destinata a far parlare ancora molto. Si chiama “13 Reason Why” (“13 ragioni per cui”) e racconta le vicende della Liberty Hight School, un liceo di una piccola cittadina americana sconvolto dal suicidio della studente Hannah Baker. Clay Jensen, anch’esso studente del liceo, qualche settimana dopo riceve sette nastri registrati dalla stessa Hannah, in cui la ragazza ha registrato i 13 motivi che l’hanno portata a suicidarsi. La serie parla dunque apertamente di suicidio, ma anche di molestie, bullismo, omosessualità e stupro.
In una sequenza che apre il primo episodio della seconda serie ideata da Brian Yorkey gli attori protagonisti avvertono il pubblico sul contenuto molto “forte” della serie e invitano che si sente “fragile” a non guardarla. La serie, che ha ricevuto in genere commenti positivi dalla critica, per l’interpretazione degli attori e per essere riuscita a trattare tematiche delicate, ha inevitabilmente suscitato polemiche, per la crudezza con cui viene rappresentato (i detrattori dicono esaltato) il suicidio di Hannah e in generale la brutalità di alcune scene.