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Si riaccendono le proteste popolari in Libano contro il carovita, la corruzione e l'intero sistema politico-confessionale. Stamani numerose città del Paese si sono risvegliate con blocchi stradali lungo diverse arterie e strade locali.
Tra le città interessate anche Beirut, Sidone e nella parte centrale della valle della Bekaa.
Dopo quasi un mese dalla nomina di Hassan Diab come nuovo premier incaricato di formare il governo, la situazione istituzionale è in stallo vista l'opposizione dei principali partiti al governo e in parlamento di approvare un esecutivo tecnico slegato dai tradizionali poteri politici e confessionali.
La crisi economica si è intanto aggravata con un aumento dei prezzi dei beni al consumo e con l'impennata della svalutazione della lira locale rispetto al dollaro: cambiato ora a 2.600 lire libanesi rispetto al cambio ufficiale e fittizio di 1.500 lire.
Le banche continuano a razionare l'emissione di contanti in valuta pesante e sono sempre bloccati i trasferimenti di denaro all'estero.
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