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BERNA - La ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey difende il rapido riconoscimento da parte svizzera del Kosovo, nonostante le pesanti accuse verso l'attuale primo ministro Hashim Thaci contenute nel recente rapporto del consigliere agli Stati Dick Marty per il Consiglio d'Europa.
Thaci, ex leader dell'Esercito di liberazione del Kosovo (UCK) che ha condotto la guerriglia indipendentista alla fine degli anni Novanta, "è capo del governo soltanto dal gennaio 2008. La dichiarazione d'indipendenza e il suo riconoscimento da parte di numerosi Stati non avevano a che fare con la sua persona", afferma la consigliera federale in un'intervista pubblicata oggi dai giornali "Der Bund" e "Tages-Anzeiger".
"La Svizzera non è stato il primo Stato" a riconoscere l'indipendenza dell'ex provincia serba (dichiarata unilateralmente il 17 febbraio 2008), ma "il 30esimo o 31esimo", puntualizza la responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). "L'Austria lo ha fatto prima di noi, se può rassicurarvi", risponde ai due intervistatori.
La ministra degli esteri si difende pure dalle accuse al governo svizzero di aver chiuso un occhio sulla dirigenza kosovara. "Nel 2008 abbiamo detto: ora avete uno Stato, ma dev'essere uno Stato di diritto. Se ci sono stati fatti spaventosi nel passato, non devono essere spazzati sotto il tappeto".
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