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"Porteremo avanti una trasformazione pacifica, ordinata ma profonda, persino radicale". È la promessa del neopresidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador, che entra in carica oggi dopo la vittoria elettorale dello scorso luglio.
Il principale obiettivo di Lopez Obrador, eletto come candidato di centrosinistra, è di arginare la violenza che dilaga nel paese, con ben 29'000 omicidi solo quest'anno. Il neopresidente ha criticato le strategie dei suoi predecessori, Felipe Calderon e Enrique Pena Nieto, per l'impiego massiccio di militari nella guerra alla droga.
Ma dopo una promessa iniziale di togliere i soldati dalle strade, Lopez Obrador ha fatto parziale marcia indietro, spiegando che anche lui inizialmente si affiderà alle forze armate per combattere il crimine, a dispetto degli appelli degli attivisti per i diritti umani di puntare sul potenziamento della polizia.
Altro tema caldo è quello dei migranti, a partire dalla tensione con gli Stati Uniti di Donald Trump, che vuole un muro al confine. Lopez Obrador eredita la crisi generata dall'ondata di carovane dirette negli USA dall'America Centrale, passando attraverso il Messico. IlMessico: oggi si insedia Lopez Obrador, sfida sicurezza neopresidente ha proposto un un ambizioso piano di cooperazione tra Messico, Canada e Stati Uniti che prevede aiuti e investimenti in America centrale per creare posti di lavoro e migliorare gli standard di vita, scoraggiando così le partenze.