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In Svizzera il contrabbando di sigarette è soltanto un fenomeno marginale. Lo sostiene il governo rispondendo ad una parlamentare e implicitamente all'Europa.
Il Consiglio federale smentisce le accuse rivolte da più fronti: in Svizzera il commercio sommerso di sigarette è una realtà irrilevante. Inoltre, la dogana svizzera coopera con l'UE e i paesi limitrofi per reprimere il contrabbando organizzato. La presa di posizione avviene come normale risposta ad un'interrogazione ordinaria urgente della consigliera nazionale Ruth Genner (verdi/ZH).
Ma l'uscita in campo sul tema scottante avviene in un momento delicato. La settimana scorsa è infatti stata interrotta la nuova tornata di negoziati con l'Unione europea. La Commissione europea richiedeva infatti la ripresa in toto del corpus normativo comunitario. Questa posizione massimalista ha portato ad uno stallo delle trattative.
Informazioni di dettaglio
Nella sua interrogazione ordinaria urgente la parlamentare Ruth Genner chiedeva informazioni sul contrabbando di sigarette in Svizzera, sulle misure di lotta nonché sullo stato della collaborazione internazionale.
Rispondendo, il Consiglio federale scrive che la Svizzera riscuote un'imposta inferiore a quella degli Stati dell'UE e che il nostro mercato, costituito soltanto da 7 milioni di persone, è poco attrattivo per il contrabbando organizzato di sigarette. Ciò ha per conseguenza che nel nostro paese tale attività è praticamente inesistente.
Sono conosciuti soltanto alcuni casi scoperti dalla dogana svizzera nell'ambito dei quali furono effettivamente compromessi degli interessi fiscali dell'UE. Nell'ambito di verifiche proporzionate ai rischi, ossia mediante controlli mirati nel traffico delle merci e delle persone, la dogana cercherà anche in futuro di contrastare le irregolarità.
Dato che attualmente il contrabbando di sigarette a scapito della Svizzera sarebbe irrilevante (innanzi tutto nel traffico viaggiatori), il paese non intende adottare provvedimenti specifici incentrati su tale genere di contrabbando.
Collaborazione internazionale
Dagli anni Novanta - continua il comunicato del governo - la Svizzera coopera con l'UE nell'ambito dell'assistenza amministrativa in materia doganale. Quest'ultima comprende anche la prevenzione e il rilevamento di attività di contrabbando a scapito dell'UE.
Da allora è stato istaurato un sistema elettronico di notifica con l'UE concernente l'importazione, l'esportazione e il transito di invii di sigarette. Il sistema permette ai paesi limitrofi e alla Commissione UE di seguire gli invii e di intervenire in caso di irregolarità. Allorquando il contrabbando è organizzato partendo dalla Svizzera, quest'ultima fornisce a richiesta assistenza giudiziaria all'UE.
In caso di contrabbando organizzato di sigarette, la fattispecie della frode fiscale - condizione necessaria per un'assistenza del genere - è quasi sempre adempita.
Le richieste dell'Unione europea vanno però più avanti ed esigono l'apertura del segreto bancario alla verifica fiscale europea, come il presidente della Commissione, Romano Prodi, ha affermato recentemente alla stampa elvetica. Con il suo intervento il Consiglio federale ha tenuto quindi a mandare un segnale forte a Bruxelles, insistendo sulla diversità dei dossier contrabbando e piazza finanziaria elvetica.
swissinfo