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È stato raggiunto l'accordo tra i negoziatori britannici e quelli della Commissione sulla dichiarazione politica che accompagna l’accordo di divorzio della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Nella bozza della dichiarazione politica congiunta sul futuro politico UE-GB, che ha avuto luce verde a livello di negoziatori, non si trova traccia della questione di Gibilterra, sollevata dalla Spagna, né sui diritti della pesca, cari alla Francia.
La premier Theresa May parlerà alla Camera dei Comuni giovedì pomeriggio. Il testo dell'accordo dovrà essere formalmente adottato domenica mattina dai leader dei 27.
Questa dichiarazione traccia la strada della futura relazione tra il Regno Unito e l'Unione Europea e faciliterà probabilmente anche il lavoro della premier Theresa May nell'ottenere la ratifica del divorzio dal Parlamento di Westminster.
Tra i punti importanti del testo, si è deciso che la transizione dopo la Brexit, che si chiude nel 2020, potrà essere prolungata di uno o due anni, dunque fino al 2022 il Regno Unito potrebbe essere in quella sorta di limbo che inizierà con la Brexit quando avrà gli stessi diritti e gli stessi doveri di uno Stato membro ma non avrà più una partecipazione politica; quindi niente più commissari, niente più ministri in Consiglio e niente più eurodeputati al Parlamento Europeo.
RG/T. Miglierina/M. Ang.
- RG 18.30 del 22.11.18 - La corrispondenza di Giancarlo Ciccone