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di Loris Prandi
Anche il 21 giugno di cinquant’anni fa era domenica. Una domenica speciale, poiché a Zandvoort il Gran Premio d’Olanda scattava con due svizzeri al via: accanto all’affermato Jo Siffert, debuttava in Formula uno Clay Regazzoni (e se lo sfortunato Silvio Moser si fosse qualificato, gli elvetici sarebbero stati tre!). La corsa – anticipata alle 13 per la finale dei mondiali di calcio, vinta poche ore dopo a Città del Messico dal Brasile sull’Italia - venne funestata dall’incidente mortale del pilota britannico Piers Courage ma continuò e fu vinta dal suo grande amico Jochen Rindt (che apprese solo dopo l’arrivo la tragica notizia), davanti a Jackie Stewart e Jacky Ickx. L'esordio di Clay sulla Ferrari fu impressionante: quarto, ai piedi del podio. Quell’anno avrebbe vinto l’Europeo di F2 e il suo primo Gran Premio, a Monza, davanti ad una folla oceanica, proprio il giorno dopo la morte di Rindt. Intrecci di trionfi e tragedie che erano la cronaca di mezzo secolo fa e che oggi sono storia.