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Per la prima volta dalla liberazione avvenuta lo scorso novembre, Aung San Suu Kyi è uscita oggi da Rangoon, visitando le rovine dell'antica città di Bagan insieme al figlio Kim Aris, in un viaggio che - specie alla luce del recente avvertimento di restare fuori dalla politica arrivato dal regime - la leader dell'opposizione birmana specifica essere a scopo puramente personale.
Suu Kyi è arrivata stamani all'aeroporto di Bagan (nel nord-ovest del Paese), accompagnata da tre alti responsabili della sua "Lega nazionale per la democrazia" (Nld). L'agenzia Mizzima, voce della diaspora birmana, segnala che diversi piccoli gruppi di persone hanno salutato il passaggio del convoglio di Suu Kyi lungo il tragitto verso l'hotel. Il premio Nobel per la Pace (66 anni) rimarrà in zona fino a venerdì, per poi ripartire alla volta di Rangoon.
Negli ultimi mesi, Suu Kyi - rimasta in detenzione per 15 degli ultimi 22 anni - aveva espresso più volte l'intenzione di iniziare un tour delle province del Paese proprio da luglio, per tornare in contatto con la popolazione. Ma la settimana scorsa le autorità birmane - con un duro editoriale del quotidiano "New Light of Myanmar" e una lettera recapitata al Nld, messo fuorilegge per aver boicottato le elezioni dello scorso novembre - le avevano intimato di cessare l'attività politica, facendo capire che la sua sicurezza in un eventuale tour nel Paese non sarebbe stata garantita.
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