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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione
I cristiani costituiscono la principale comunità religiosa nel Regno del Lesotho. In termini di politiche statali, non vi sono «requisiti stabiliti per il riconoscimento dei gruppi religiosi [...] La maggior parte dei gruppi religiosi si registra, ma non è prevista alcuna sanzione per quelli che decidono di non farlo»1.
Le Chiese cristiane sono molto attive nel campo dell’istruzione e gestiscono circa l’80 percento delle scuole del Paese. Gli insegnanti di queste scuole, tuttavia, sono pagati dallo Stato, che stabilisce anche il programma scolastico.
Le principali realtà che amministrano le scuole confessionali sono la Chiesa cattolica, la Chiesa anglicana e la Chiesa evangelica del Lesotho. Alcune scuole sono gestite anche dalla Chiesa metodista. Il Lesotho ha introdotto l’istruzione elementare gratuita nel 2000. Sono state costruite diverse nuove scuole statali, che in alcuni casi hanno sostituito le scuole confessionali. Tuttavia, la netta maggioranza delle scuole è ancora gestita dalla Chiesa.
Il Lesotho è una monarchia costituzionale, il cui capo di Stato è re Letsie III. La Costituzione del Paese del 1993 garantisce ai suoi cittadini diritti umani e libertà fondamentali (articolo 4), tra cui le libertà di coscienza e espressione, e vieta le discriminazioni in base a razza, colore, sesso, lingua, religione, opinioni politiche o di altra natura2. L’articolo 13 è dedicato alla libertà di coscienza individuale e afferma esplicitamente che questi diritti «includono le libertà di pensiero e di religione, la libertà di cambiare religione o credo e di manifestare e diffondere la propria religione o il proprio credo, da solo o in comunità con altri, in pubblico o in privato, attraverso il culto, l’insegnamento, la pratica e l’osservanza». La libertà di riunione, che si applica anche alle funzioni e incontri religiosi, è descritta in dettaglio all’articolo 16.
L’organizzazione per i diritti umani Freedom House classifica il Lesotho come un Paese «libero»3.
Episodi rilevanti
Il 3 giugno 2017, e quindi durante il periodo di riferimento, si sono tenute le elezioni parlamentari. La Chiesa cattolica del Lesotho ha lavorato duramente per garantire che le consultazioni si svolgessero in modo democratico. La Commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale nazionale, in collaborazione con l’Incontro interregionale dei vescovi cattolici dell’Africa meridionale, ha dichiarato: «Le elezioni sono state pacifiche e ben organizzate. Sebbene alcuni aspetti potrebbero essere migliorati, come Chiesa locale plaudiamo al modo in cui si sono svolte le consultazioni»4.
Non vi sono stati cambiamenti istituzionali o altri eventi di particolare rilievo che abbiano avuto effetti sulla libertà religiosa5. In questo clima, la Chiesa cattolica del Lesotho è libera di lavorare senza ostacoli per rafforzare la fede dei suoi seguaci.
Prospettive per la libertà religiosa
Il Lesotho è uno dei Paesi più poveri del mondo ed è per giunta ripetutamente colpito dalla siccità6. Ovunque prevale la povertà, vi è il rischio che sorgano tensioni religiosamente motivate. Per questo motivo, non è certo se in futuro i buoni rapporti tra le religioni rimarranno stabili.
- Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Lesotho”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm;
- Costituzione del Lesotho, Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (WIPO), http://www.wipo.int/wipolex/en/text.jsp?file_id=216171.
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“Lesotho”, Freedom in the World 2016, Freedom House, https://freedomhouse.org/country/lesotho
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“Parliamentary elections: applause from local Church observers”, Agenzia Fides, 13 giugno 2017, http://www.fides.org/en/news/62454-AFRICA_LESOTHO_Parliamentary_elections_applause_from_local_Church_observers
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Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.
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Munzinger Archiv 2018, op. cit.