Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01224.jsonl.gz/278

L'istituto elvetico di emissione ha realizzato lo scorso anno un utile netto di dieci miliardi di franchi, a fronte di una perdita di 4,7 miliardi nel 2008. La Banca nazionale svizzera (BNS) ha tratto profitto in particolare dall'elevato prezzo dell'oro e dalla ripresa dei mercati finanziari.
Nel 2009 il prezzo dell'oro è salito fino a 38'958 franchi al chilogrammo, per attestarsi a 36'687 franchi nella data del bilancio della BNS. Un anno prima ammontava solo a 29'640 franchi. Ciò ha generato un plusvalore di 7,3 miliardi di franchi.
Le posizioni in valute estere hanno contribuito al risultato con 2,6 miliardi di franchi. Le oscillazioni dei cambi hanno pesato anche quest'anno sul risultato, ma in maniera più contenuta rispetto al 2008. I ricavi sugli interessi sfiorano i 3,3 miliardi; gran parte, 661 milioni di franchi, proviene dal prestito al fondo di stabilizzazione in cui sono stati trasferiti i titoli illiquidi dell'UBS.
Il fondo di stabilizzazione ha registrato da parte sua a una perdita di 2,6 miliardi di dollari (1,7 miliardi nel 2008). A fine 2009 il prestito ammontava ancora a 20,3 miliardi. Tenendo conto dell'apporto di capitale dell'UBS la perdita per il "StabFund" è di circa 400 milioni di dollari. Questa perdita è coperta interamente dall'opzione della BNS su 100 milioni di azioni dell'UBS, spiega la banca centrale.
Dopo l'attribuzione di 3 miliardi di franchi ad accantonamenti per riserve monetarie, l'utile distribuibile ammonta a 6,9 miliardi. Di questi, 2,5 miliardi saranno versati a Confederazione e Cantoni. Inoltre verrà pagato un dividendo annuale di 1,5 milioni di franchi.
swissinfo.ch e agenzie