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Jacques Bourgeois, direttore dell'Unione svizzera dei contadini (USC).© KEYSTONE/Christian Merz
Un'agricoltura sostenibile non è possibile con i prezzi attuali del mercato internazionale e la strategia del Governo che mira a un'apertura delle frontiere non è la strada da seguire. È questo il punto di vista dell'Unione svizzera dei contadini (USC), emerso oggi durante la sua conferenza stampa di inizio anno sul commercio equo svoltasi a Derendingen (SO).
Gli agricoltori criticano i prezzi alla produzione troppo bassi, sostenendo che questi dovrebbero essere più ragionevoli, per permettere la copertura dei costi e investimenti futuri. In Svizzera, le condizioni sono tutt'altro che paritarie e perciò molte persone attive nel settore preferiscono andare a cercare un impiego altrove, ha sottolineato Jacques Bourgeois, direttore dell'USC.
Il principio di equità deve essere privilegiato a quello di libero scambio e a questo proposito l'organizzazione ha ribadito la propria ostilità nei confronti della Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+), promossa dal Consiglio federale.
Globalmente, il mercato elvetico è caratterizzato da redditi estremamente divergenti lungo la catena di creazione di valore aggiunto. "I contadini sono quelli che lavorano di più e guadagnano di meno", ha fatto notare Martin Rufer, responsabile del dipartimento produzione, mercato ed ecologia dell'USC.
"Per esempio - ha proseguito Rufer - il costo dei cereali rappresenta una quota tra il 6% e l'11% del prezzo del pane". A suo avviso, l'intera catena va ripensata in nome di una maggiore equità.
Al centro delle preoccupazioni resta l'ingente quantità di prodotti difficili da differenziare che sono venduti ai grandi clienti. In questo ambito, sono essenziali trasparenza, una dichiarazione credibile e un'attuazione delle disposizioni relative a Swissness, la nuova legislazione che rafforza i criteri per definire la "svizzerità" di prodotti e servizi. Inoltre, serve "un cambiamento di mentalità nell'insieme del ramo", ha affermato Markus Ritter, presidente dell'USC.
In un rapporto, l'associazione invita all'azione e presenta diversi esempi di cooperazione equa in Svizzera e alcune vie immaginabili per le famiglie contadine. A queste è consigliato di sviluppare una vendita diretta, privilegiando percorsi più brevi verso il consumatore ma anche istituendo cooperative e certificazioni appropriate.
(Ats)