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Il Consiglio federale intende consentire alle amministrazioni federali, cantonali e comunali di identificare i cittadini tramite il loro numero Avs in modo generalizzato nelle attività amministrative, anche se tale identificazione non ha nulla a che vedere con le assicurazioni sociali. Una simile prassi, però, presenta "rischi notevoli per la protezione dei dati": ne sono convinte le autorità federali e cantonali garanti della privacy, che oggi a Berna hanno tenuto una conferenza stampa sulle sfide del 2019.
Stamane è stata presentata anche una guida sulla trasparenza in vista delle elezioni federali del prossimo autunno. Per l'occasione è stata elaborata una guida specifica dalla Privatim (Conferenza degli incaricati svizzeri per la protezione dei dati), secondo cui il trattamento di dati per finalità politiche richiede un livello di protezione superiore a quello applicabile alle attività commerciali.
La guida, incentrata sul trattamento digitale dei dati personali, chiede a partiti, fornitori di servizi e social media interessati di rendere chiari e comprensibili gli interventi digitali volti a influenzare la volontà degli elettori e delle elettrici.
I cittadini non devono essere "tratti in inganno" da indicazioni fuorvianti sul mittente di questi messaggi: essi devono sapere se stanno comunicando con persone fisiche oppure con computer (ad esempio i "social bots"). Inoltre, deve essere necessario sapere se il mittente ha fatto ricorso all'intelligenza artificiale oppure se utilizza informazioni raccolte sui social media ("social match") per scopi politici.