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È un dato di fatto: poiché le temperature globali aumentano, aumenta anche il livello dei mari. Quanto effettivamente aumenterà, dipende da quanto aumenteranno appunto le temperature. E quanto velocemente aumenterà, dipende soprattutto dalla velocità dello scioglimento dei ghiacciai.
Il ritmo a cui aumenta il livello dei mari è cresciuto notevolmente rispetto agli anni ‘90. L’aumento che subirà in futuro è tuttavia, almeno in parte, nelle nostre mani. Se riuscissimo a mettere un freno alle emissioni di CO2 e a limitare il riscaldamento globale a un massimo di 1,5°C, gli abitanti delle città costiere avrebbero ottime possibilità di mantenere i piedi all’asciutto. Se invece il riscaldamento globale dovesse eccedere i 3°C prima del 2030, cosa che succederebbe sicuramente se andassimo avanti come fatto finora, molte città finirebbero per somigliare a un set del film «Waterworld».
Animazioni come avvertimento
Sul sito web https://picturing.climatecentral.org/ viene mostrato come sarebbe il mondo in questo caso. Per oltre 180 città costiere in tutto il mondo, una prima foto mostra lo stato attuale mentre la seconda mostra come sarebbe se riuscissimo a contenere il riscaldamento a 1,5°C. È sempre disponibile, inoltre, un’animazione che mostra il livello che raggiungerebbe inevitabilmente l’acqua se il riscaldamento superasse i 3°C.
È impressionante e anche decisamente angosciante. Il Burj Khalifa di Dubai sarebbe una torre in mezzo al mare, il centro di San Pietroburgo diventerebbe una piscina e la cattedrale di San Paolo a Londra sarebbe raggiungibile solo in barca.
In aumento dal 1880
Il tempo è ormai agli sgoccioli. Dal 1880, il livello globale dei mari è aumentato di quasi 24 centimetri di cui un terzo nel corso degli ultimi venticinque anni. L’aumento è riconducibile a una combinazione tra lo scioglimento dei ghiacciai e l’espansione termica dell’acqua di mare causata dal riscaldamento globale. Nel 2020 il livello dei mari si attestava a 91,3 millimetri al di sopra della media del 1993 ed era quindi la media annuale più alta mai registrata dai satelliti.
Entro la fine del secolo, il livello dei mari crescerà verosimilmente di almeno un altro piede (circa 0,3 metri) rispetto al livello del 2000. E questo accadrà anche se le emissioni di gas serra nel prossimo decennio verranno limitate a un livello relativamente ridotto.
Otto delle dieci grandi città sulla costa
Chiaro, le differenze regionali sono notevoli. Negli Stati Uniti, ad esempio, quasi il 40 per cento degli abitanti vive lungo la costa e la densità della popolazione è relativamente elevata. L’aumento del livello dei mari ha però un ruolo centrale nelle inondazioni, nell’erosione della costa e nei pericoli causati dalle tempeste che interesseranno tutti noi. Inoltre, secondo l’«UN Atlas of the Oceans», otto delle dieci città più grandi del mondo si trovano vicino alla costa.
Lungo la costa, l’aumento del livello dei mari minaccia le infrastrutture necessarie per i posti di lavoro e l’industria regionale. Strade, ponti, metropolitane, approvvigionamento idrico, gasdotti e oleodotti, centrali elettriche, impianti di depurazione, discariche: tutti sono minacciati dall’aumento del livello dei mari. Inoltre, un livello elevato dei mari significa anche più piene e inondazioni. E quanto queste possano essere distruttive lo hanno scoperto a proprie spese anche regioni molto lontane dalla costa.
È un dato di fatto: poiché le temperature globali aumentano, aumenta anche il livello dei mari. Quanto effettivamente aumenterà, dipende da quanto aumenteranno appunto le temperature. E quanto velocemente aumenterà, dipende soprattutto dalla velocità dello scioglimento dei ghiacciai.