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PECHINO - «Non si può raggiungere il picco delle emissioni di carbonio e raggiungere la neutralità dall'oggi al domani». Così il leader cinese Xi Jinping ha giustificato l'aumento dell'estrazione di carbone nel 2021, nonostante le promesse sull'abbattimento delle emissioni. Lo scorso anno è stato estratto il 4,7% di carbonfossile in più rispetto al 2020.
Il patto del governo cinese con sé stesso, era raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060. Ed effettivamente degli sforzi sono stati fatti. Ma Pechino non aveva valutato la ripresa economica, perché se nella prima metà del 2021 aveva chiuso, con una misura drastica, un centinaio di miniere di carbone, a ottobre, a causa di blackout diffusi e carenza energetica generalizzata, ha chiesto ai siti in funzione di aumentare le estrazioni. Così, invece di andare verso una diminuzione, è stato estratto il 4,7% in più di carbonio rispetto all'anno precedente. Solo a dicembre la produzione è aumentata del 7%, con una massa di prodotto pari a 385 milioni di tonnellate.
Per giustificare i dati rilasciati all'inizio della settimana, il leader Xi Jinping, ripreso dalla Cnn, ha spiegato che non è possibile «raggiungere il picco delle emissioni di carbonio e raggiungere la neutralità dall'oggi al domani. Ciononostante, la Cina perseguirà una riduzione graduale e costante, anche attraverso misure solide, dell'energia tradizionale ricercando attivamente una sostituzione affidabile».