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Per facilitare la coesistenza fra le diverse culture e religioni nella scuola, il canton Friburgo ha pubblicato un opuscolo destinato agli insegnanti.
Questa pubblicazione di una ventina di pagine non è una novità, ma piuttosto un pro memoria, ha spiegato lunedì la consigliera di Stato Isabelle Chassot.
L’opuscolo risponde alla volontà del cantone di favorire la gestione della diversità demografica nelle scuole friburghesi, frequentate attualmente da scolari provenienti da 137 nazioni.
Le raccomandazioni affrontano naturalmente anche la questione del velo islamico. Il foulard, come altri simboli religiosi, non è proibito se non impedisce la comunicazione fra allievo e insegnate: in altre parole se non nasconde il viso.
Il velo non costituisce nemmeno un problema negli istituti scolastici del canton Friburgo. Infatti, lo indossano, meno di dieci ragazze su 5000 allievi nella scuola secondaria e una decina su 40'000 bambini nella scuola elementare.
In tutta la Svizzera, le allieve possono indossare il velo islamico. Nel canton Ginevra è tuttavia stato proibito a una insegnante di mettere il foulard durante le lezioni. Tale decisione è stata confermata dal Tribunale federale.
swissinfo.ch e agenzie
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