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Migliorare la situazione dei lavoratori ultracinquantenni. È quanto hanno ribadito oggi i rappresentanti di Confederazione, Cantoni, sindacati e imprenditori, riuniti a Berna per la quinta edizione della Conferenza nazionale sui "lavoratori in età avanzata".
I lavoratori "anziani" rappresentano un serbatoio di forza lavoro da cui il mercato del lavoro elvetico non può prescindere, ha sostenuto il consigliere federale Guy Parmelin davanti ai media. I disoccupati dovrebbero ricevere maggiore sostegno nella ricerca di un lavoro: per questo motivo, le discussioni si sono incentrate soprattutto sulle modalità di reinserimento e sugli ammortizzatori sociali, ha indicato in una nota odierna il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
"Il tasso di disoccupazione dei lavoratori 'anziani' in Svizzera è basso rispetto alla media internazionale, ma coloro che hanno più di 55 anni impiegano più tempo a ritrovare un lavoro", ha detto il ministro dell'economia, precisando che "le statistiche sono una cosa, il lato umano un'altra". La situazione dei lavoratori ultracinquantenni è un argomento importante, considerando anche l'evoluzione demografica e la carenza di lavoratori qualificati.
In occasione di questa quinta conferenza sul tema, i partecipanti hanno esaminato le soluzioni praticate dai singoli cantoni, adottato una tabella di marcia e dato mandato a un gruppo di lavoro per l'elaborazione di nuove misure.
Rendite transitorie e ottimizzazione URC
I disoccupati anziani devono avere maggiori opportunità di trovare un nuovo lavoro e gli Uffici regionali di collocamento (URC) sono tenuti a fornire loro maggiore sostegno. In questo ambito, anche le autorità cantonali responsabili del mercato del lavoro sono state incaricate di elaborare un piano d'azione.
È attualmente in discussione una rendita transitoria della Confederazione per i lavoratori che hanno esaurito il diritto all'indennità, anche se questa richiesta, inoltrata dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS), non ha fatto l'unanimità tra le parti in causa. In un comunicato, la COSAS ha annunciato che accoglie favorevolmente il piano d'azione adottato oggi, ma considera "indispensabile" l'introduzione di prestazioni complementari per i disoccupati anziani di lunga durata.
Nessuna protezione contro licenziamento
Il deterioramento del mercato del lavoro, che colpisce soprattutto gli ultracinquantenni, è da ricondurre ai crescenti pregiudizi nei confronti dei lavoratori "anziani", oltre al fatto che alcune aziende hanno sempre meno scrupoli a licenziarli, ha ribadito in un comunicato odierno l'Unione sindacale svizzera (USS). I sindacati chiedevano di inserire nel Codice delle obbligazioni una protezione contro il licenziamento di impiegati ultracinquantenni. Tuttavia, in occasione della Conferenza è stato deciso di escludere questa rivendicazione dal mandato del gruppo di lavoro.
Secondo l'USS, tale protezione spinge i datori di lavoro a prendersi cura dei loro dipendenti, in particolare tramite formazioni continue o tutela della salute. La richiesta è però stata respinta in modo netto: "Misure di regolazione non sono né ragionevoli, né necessarie", ha ribattuto Leif Agnéus, membro del comitato direttivo dell'Unione svizzera degli imprenditori.
Datori di lavoro: situazione buona
I datori di lavoro hanno espresso perplessità in merito alla "necessità di agire" per tutelare i lavoratori ultracinquantenni. In generale, la situazione è "molto buona", hanno dichiarato Agnéus e Jean-François Rime, presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), ammettendo tuttavia che ci sono margini di miglioramento, ad esempio per quanto riguarda il collocamento dei lavoratori "anziani", i quali rischiano maggiormente di esaurire il diritto all'indennità.
Per i sindacati la disoccupazione fra i lavoratori ultracinquantenni non è quasi mai diminuita e la quota di lavoratori "anziani" sui disoccupati di lunga durata supera il 34%. Il tasso di assistenza sociale tra gli "over 55" è aumentato molto più velocemente rispetto ad altre fasce d'età, ha precisato Adrian Wütrich, presidente dell'organizzazione sindacale Travail.Suisse.
Coaching: in Ticino esperienze negative
In Ticino, la decisione di non applicare nessuna misura rivolta esclusivamente agli ultracinquantenni in cerca di lavoro è "consapevole", indica il rapporto sulla "situazione nei cantoni delle misure del mercato del lavoro per le persone in cerca di lavoro di età superiore ai 50 anni".
In passato, il Canton Ticino ha attuato per due o tre anni delle misure specifiche di coaching in gruppo per gli ultracinquantenni, riscontrando tuttavia "esperienze negative". In questi corsi, viene sottolineato nel rapporto, sono emerse dinamiche di gruppo e stati d'animo negativi che non esistevano nei gruppi con persone di tutte le fasce di età. Per questo motivo, queste misure specifiche sono state abbandonate e le persone più anziane in cerca di lavoro hanno preso nuovamente parte a corsi di coaching individuali.
Questa misura sarà testata nell'ambito di un progetto pilota: nonostante sia rivolta a persone di tutte le fasce d'età, tale soluzione è anche "specificatamente concepita per le esigenze delle persone più anziane in cerca di lavoro", viene sottolineato nel rapporto.