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Dal 2007 la Svizzera partecipa a diversi progetti per ridurre le disparità economiche e sociali nell’UE allargata con un contributo di 1,302 miliardi CHF. La Svizzera decide autonomamente quali progetti intende sostenere e li concorda direttamente con i Paesi partner. L’impegno della Svizzera nei confronti dell’UE allargata è da un lato un segno di solidarietà e dall’altro un modo per consolidare le basi per relazioni economiche e politiche stabili con l’UE e i suoi Stati membri.
Il contributo svizzero in breve
Film sul contributo all’allargamento
Nel novembre 2006 il popolo svizzero ha approvato la legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est, dichiarandosi favorevole a partecipare finanziariamente alla riduzione delle disparità economiche e sociali nell’UE. Nonostante la rapida crescita subito dopo l’adesione all’UE, il livello di prosperità nei nuovi Stati UE è relativamente basso e il divario con l’UE-15 è comparabilmente profondo.
Nel giugno 2007 il Parlamento ha approvato un credito quadro di un miliardo CHF a favore dei dieci Paesi entrati a far parte dell’UE nel 2004. Nel dicembre 2009 ha stanziato un secondo credito quadro di 257 milioni CHF a favore di Bulgaria e Romania, entrate a far parte dell’UE nel 2007. Nel dicembre 2014 il Parlamento ha approvato il contributo di 45 milioni CHF a favore della Croazia, che ha aderito all’UE il 1° luglio 2013. La ripartizione del contributo all’allargamento tra i tredici Stati partner tiene conto della popolazione e del reddito pro capite. In Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria oltre il 4 per cento del budget complessivo è destinato alle regioni strutturalmente deboli.
A fine 2017 i progetti attuati nel quadro del contributo all’allargamento nei Paesi entrati a far parte dell’UE nel 2004 (UE-10) sono stati conclusi con successo dopo la fase di pianificazione e di attuazione durata dieci anni. Come confermato dalla valutazione indipendente pubblicata nel 2016, gli obiettivi sono stati raggiunti o addirittura superati nella maggior parte dei progetti. I progetti hanno quindi fornito un contributo positivo alla promozione dello sviluppo economico e sociale nei Paesi partner e hanno un effetto a lunga durata. In Romania e Bulgaria la fase di attuazione durerà ancora fino a dicembre 2019, in Croazia fino alla fine del 2024.
La Svizzera partecipa con il contributo all'allargamento al Fondo di coesione dell'UE?
La politica di coesione dell’Unione europea viene attuata con vari fondi di coesione, finanziati da tutti gli Stati membri attraverso il bilancio UE. I tre fondi principali sono il Fondo di coesione, il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo. Il contributo svizzero all’allargamento è attuato in modo indipendente rispetto a questi fondi. L’uso dei termini «Fondo di coesione» e «contributi al Fondo di coesione» al posto di «contributo all’allargamento» può creare confusione, poiché questi concetti vengono di solito utilizzati per gli strumenti della politica di coesione dell’UE.
L’aiuto svizzero non è parte del Fondo di coesione dell’UE e la Svizzera non contribuisce a tale Fondo. Con il suo contributo all’allargamento autonomo la Svizzera finanzia, nei 13 nuovi Paesi membri dell’UE, progetti concreti e di qualità volti ad attenuare le disparità economiche e sociali. In tal modo sostiene l’UE nel suo obiettivo di rafforzare la coesione economica e sociale (coesione = unione interna), ma lo fa alle sue condizioni. I progetti vengono concordati bilateralmente con i singoli Paesi partner e la Svizzera decide in autonomia in merito ai finanziamenti. Inoltre, la Svizzera segue da vicino i progetti, avvalendosi tra l’altro di propri uffici sul posto. Di norma i Paesi partner finanziano almeno il 15 per cento dei costi del progetto. I versamenti svizzeri, corrispondenti al massimo all’85 per cento del totale, avvengono in modo scaglionato sulla base delle domande di rimborso del Paese partner che deve esibire una documentazione certificata su spese sostenute e stato di avanzamento del progetto.