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NEW YORK - Almeno 51,6 milioni di persone nel mondo sono state colpite da inondazioni, siccità o tempeste e nello stesso tempo dal coronavirus.
Lo rivela un'analisi pubblicata dalla Federazione delle società della Croce rossa e Mezzaluna rossa (Ifrc) e dal Red Cross Red Crescent Climate Centre.
La pandemia sta aumentando i bisogni delle persone che soffrono per disastri legati al clima, aggravando le vulnerabilità che devono affrontare e ostacolando la loro ripresa: dei 132 eventi meteorologici estremi che si sono verificati finora nel 2020, 92 si sono sovrapposti alla pandemia.
«Queste cifre confermano ciò che già sapevamo dai nostri volontari in prima linea - ha detto il presidente di Ifrc, Francesco Rocca, parlando ad un evento virtuale a margine dell'Assemblea Generale Onu - la crisi climatica non si è fermata per il Covid, e milioni di persone hanno sofferto delle due crisi che si sono scontrate».
In Asia e Africa, le società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa hanno risposto a inondazioni diffuse e, in molti casi, senza precedenti, che hanno spazzato via case, cancellato scorte di cibo e fermato i mezzi di sussistenza, mentre il coronavirus ha ostacolato gli sforzi di risposta.
Nelle Americhe, i volontari della Croce Rossa sul campo hanno fornito cibo, riparo e beni di soccorso alle persone colpite dagli incendi negli Stati Uniti occidentali, oltre a rispondere agli uragani e alle tempeste tropicali nella regione. «L'Ifrc è in una posizione unica per sostenere le persone che vivono disastri legati al clima e al coronavirus grazie alla rete di quasi 14 milioni di volontari locali rimasti nelle loro comunità, mentre molte organizzazioni internazionali hanno dovuto ritirarsi», ha concluso Rocca.