Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/253886

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di emanare i provvedimenti legali necessari affinché tutti i lavoratori in Svizzera abbiano accesso a una prima consulenza confidenziale e gratuita in caso di sospetto e di molestie sessuali sul posto di lavoro. La consulenza in questione può essere fornita da personale qualificato all'interno o all'esterno dell'impresa tramite consultori riconosciuti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In Svizzera un ampio dispositivo legislativo protegge i lavoratori dalla violenza e dalle molestie sul posto di lavoro (art. 4 e 5 della legge federale sulla parità dei sessi, RS 151.1; art. 328 cpv. 1 del Codice delle obbligazioni, RS 220; art. 6 della legge sul lavoro, RS 822.11; art. 28 del Codice civile, RS 210). Nelle conclusioni tratte nel suo rapporto del 27 aprile 2022 sull'entità e l'evoluzione delle molestie sessuali in Svizzera, redatto in adempimento del postulato Reynard 18.4048, il Consiglio federale rammenta che i datori di lavoro sono già legalmente obbligati ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere la personalità e la salute dei loro collaboratori. La prevenzione delle molestie sessuali va integrata in queste misure generali a tutela della personalità e della salute dei lavoratori sul posto di lavoro. I datori di lavoro devono in particolare allestire un documento che vieti le molestie sessuali sul posto di lavoro (regolamento interno, regolamento aziendale, ecc.), organizzare apposite formazioni periodiche per i quadri e il personale come pure informare e sensibilizzare i nuovi collaboratori. Se malgrado ciò dovesse verificarsi un caso di molestie sessuali, l'impresa deve aver stabilito a chi può rivolgersi il lavoratore interessato (definizione di una persona di fiducia o di servizi di mediazione interni o esterni).</p><p>In base all'articolo 6 della legge sul lavoro e dell'articolo 2 dell'ordinanza 3 concernente la legge sul lavoro (RS 822.113), il Tribunale federale ha ritenuto possibile obbligare un'impresa a designare una persona di fiducia (sentenza del 09.05.2012; 2C_ 462/2011). Ha indicato che non si tratta di istituire una struttura complessa e costosa, bensì di designare una o più persone di fiducia, al di fuori della gerarchia, con cui i collaboratori possano confidarsi. È irrilevante che la persona di fiducia sia interna o esterna all'impresa. Possono essere adottate anche altre soluzioni, purché offrano lo stesso livello di protezione. L'accesso a una persona di fiducia in caso di molestie sessuali sul posto di lavoro è dunque già previsto dal diritto vigente.</p><p>Il Consiglio federale riconosce che i datori di lavoro potrebbero profondere maggiori sforzi per prevenire e combattere le molestie sessuali. Ritiene tuttavia che occorra piuttosto fare in modo che i datori di lavoro applichino le prescrizioni legali. Rammenta infine che l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo e la Segreteria di Stato dell'economia mettono a disposizione sui loro siti Internet un nutrito materiale informativo e didattico sul posto di lavoro come pure opuscoli contro le molestie sessuali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.