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Il 2019 passerà alla storia come un anno meno caro della media per gli assicuratori sul fronte delle catastrofi.
Terremoti, cicloni, tempeste, inondazioni, incendi di boschi e disastri causati dall'uomo sono stati all'origine di danni coperti dalle polizze per 60 miliardi di dollari.
Il dato è inferiore ai 93 miliardi del 2018, come pure alla media decennale di 75 miliardi, spiega oggi la società di riassicurazione elvetica Swiss Re nel suo tradizionale studio Sigma. Il calo annuale si spiega con il fatto che sugli Stati Uniti si sono abbattuti meno grandi uragani. Da notare anche che nel 2017 era stato registrato il valore record di 144 miliardi.
Le perdite economiche totali hanno raggiunto l'anno scorso 146 miliardi, a fronte di una media su due lustri di 212 miliardi. La gran parte (137 miliardi) è da attribuire a catastrofi naturali, il resto all'agire dell'uomo.
Secondo Swiss Re l'influenza del cambiamento climatico sul rischio di catastrofi naturali non può essere determinato con esattezza e potrebbero passare decenni prima di raccogliere prove sufficienti. Tuttavia le conseguenze sono già oggi visibili sotto forma di innalzamento del livello del mare, ondate di calore più lunghe e frequenti e piogge incontrollate.
"Lo sviluppo economico e la crescente concentrazione della popolazione negli agglomerati urbani, insieme ai cambiamenti climatici, porteranno in futuro a un aumento delle perdite dovute agli eventi meteorologici", ha affermato Edouard Schmid, alto dirigente di Swiss Re, in una conferenza telefonica.
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