Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/29860

<h2>SubmittedText<h2><p>Dalle dichiarazioni dell'ex procuratrice della Confederazione, la signora Carla Del Ponte, la mafia russa starebbe infiltrandosi nell'economia svizzera. Nell'intervista pubblicata l'8 agosto 1999, il magistrato ha infatti testualmente affermato: " Die Schweizer Wirtschaft wird von der Mafia immer mehr unterwandert. Wir schätzen, dass bereits um die 300 Firmen so infiltriert wurden."</p><p>Per quanto mi consta, quest'affermazione così grave e inquietante non è mai stata smentita, anzi è stata più volte ripetuta.</p><p>Pertanto mi permetto di porre al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è stato informato dettagliatamente su questa situazione e, in caso positivo, in quali termini?</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene d'avere a disposizione sufficienti informazioni e mezzi per poter far fronte a una simile minaccia?</p><p>3. Se in più si considerano i recenti fatti resi di dominio pubblico sul ruolo che avrebbe svolto un'importante banca svizzera nelle malversazioni finanziarie internazionali commesse dalla banca centrale di uno Stato dell'ex URSS, ritiene il Consiglio federale le norme legislative e i mezzi applicati sufficientemente adeguati per controllare e ostacolare le operazioni finanziarie e di reciclaggio di denaro che danneggiano la nostra economia e l'immagine del nostro paese?</p><p>4. Secondo molte fonti il Principato del Liechtenstein offrirebbe una piazza finanziaria particolarmente apprezzata per dubbie operazioni di questo genere. Dato che il Liechtenstein è legato al nostro paese in maniera particolare - all'estero viene sovente equiparato alla Svizzera - e dato che le sue autorità giudiziarie promuovono un tipo di assistenza giudiziaria giudicata assolutamente insufficiente da quasi l'unanimità di chi opera nel settore, il Consiglio federale non dovrebbe procedere presso il Principato al fine di assicurare una migliore coordinazione nella lotta contro la criminalità organizzata e la delinquenza economica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In questi ultimi anni il Consiglio federale ha più volte ribadito la sua convinzione che non esistono elementi concreti per provare l'influsso esteso di organizzazioni criminali sull'economia e la politica svizzera. Esso ha tuttavia fatto notare alcune attività ben precise della criminalità organizzata con lo scopo di sfruttare a suo favore la nostra piazza finanziaria ed economica (cfr. il messaggio del 28 gennaio 1998, concernente la modificazione del Codice penale, della legge federale sulla procedura penale e della legge federale sul diritto penale amministrativo - misure tendenti a migliorare l'efficacia e la legalità nel perseguimento penale FF 1998 1253; cfr. altresì il messaggio del 12 gennaio 1994, concernente la modificazione del Codice penale - creazione di un ufficio centrale di lotta contro la criminalità organizzata - FF 1994 I 1125, nonché il rapporto del DFGP concernente il piano d'azione "Sicurezza interna" del 16 gennaio 1995, p. 6seg.). Secondo il rapporto sulla situazione 2/1998, pubblicato all'inizio del 1999 dagli uffici centrali di polizia criminale presso l'Ufficio federale di polizia, e secondo le informazioni acquisite in seguito da questo servizio non c'è motivo, per il momento, di rimettere in discussione questo punto di vista.</p><p>In alcune sue dichiarazioni l'ex procuratrice pubblica della Confederazione aveva menzionato il fatto che un certo numero di società erano direttamente o indirettamente legate ad attività mafiose. Tale affermazione corrisponde pienamente alle informazioni raccolte dagli uffici centrali di polizia criminale.</p><p>Per essere in grado di contrastare tempestivamente l'influenza esercitata dalla criminalità organizzata sulla piazza finanziaria ed economica svizzera, il legislatore ha deciso d'introdurre il nuovo articolo 340bis capoverso 1 del Codice penale. Quest'ultimo estende infatti la giurisdizione federale ai casi complessi e transfrontalieri della criminalità organizzata, del riciclaggio di denaro, di corruzione e in materia di crimini imputabili a organizzazioni criminali ai sensi dell'articolo 260ter del Codice penale. È soprattutto in vista della prossima entrata in vigore di questa disposizione legale che il Consiglio federale ha integrato la polizia federale all'Ufficio federale di polizia in data 1° settembre 1999. Una simile concentrazione delle forze di polizia a livello federale è una soluzione molto efficace per sollevare i cantoni i cui corpi di polizia sono già fortemente sollecitati dalla lotta contro la criminalità quotidiana. Tra il 2001 e il 2004 le strutture organizzative del nuovo Ufficio federale di polizia, del Ministero pubblico e dell'Ufficio federale dei giudici d'istruzione penale saranno progressivamente rafforzate. Queste strutture permetteranno di ottimizzare le risorse umane esistenti e d'integrare in modo ottimale le persone che verranno assunte per i nuovi compiti riservati alla Confederazione nel campo delle inchieste penali.</p><p>In materia di riciclaggio di denaro la Svizzera dispone di una legislazione fra le più moderne del mondo. Tale costatazione è stata confermata due volte (l'ultima era nel 1998) dalla Financial Action Task Force on Money Laundering (FATF).</p><p>Per quanto concerne i rimproveri fatti dagli Stati Uniti a una banca svizzera, la Commissione federale delle banche ha aperto un'inchiesta. Non essendo quest'ultima terminata, non è possibile affermare che le accuse siano fondate.</p><p>Il Consiglio federale ha più volte fatto presente alle autorità del Principato del Liechtenstein, in particolare lo scorso anno a livello ministeriale, i problemi di cooperazione giudiziaria che devono essere urgentemente risolti. Da quella data le autorità del Principato hanno pubblicamente fatto sapere che si sono prese iniziative per lottare con maggiore efficacia contro il riciclaggio di denaro. È stato pure dato avvio alla revisione della legge sull'assistenza giudiziaria del Liechtenstein.</p><p>Per lottare efficacemente contro la criminalità organizzata, la criminalità economica e il riciclaggio di denaro, il Consiglio federale si sforza d'intensificare la collaborazione di polizia con il Liechtenstein. La Svizzera ha così elaborato un accordo con questo paese concernente la cooperazione transfrontaliera tra le autorità di polizia giudiziaria e di dogana. Questo accordo, firmato il 27 aprile 1999 dai membri delle delegazioni dei due paesi, entrerà probabilmente in vigore nel corso del 2001.</p>  Risposta del Consiglio federale.