Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/200159

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a prendere posizione in merito all'iniziativa Belt and Road (BRI) e alle relazioni esistenti tra Svizzera e Cina, rispondendo alle seguenti domande: </p><p>1. Che cosa pensa delle ambizioni geopolitiche della Cina e del loro impatto sulla Svizzera?</p><p>2. La geostrategia cinese può minare il sistema liberale fondato sull'economia di mercato? Quali potrebbero essere le conseguenze per la Svizzera in termini di politica economica e di sicurezza, per esempio nel caso di Huawei e della sua infrastruttura 5G? </p><p>3. In Cina la politica estera segue la politica di partito. In proposito, fino a che punto i processi decisionali sono trasparenti secondo le autorità svizzere? Come valuta il Consiglio federale l'accordo di libero scambio tra la Svizzera e la Cina in termini di trasparenza?</p><p>4. La partecipazione della Svizzera a progetti per lo sviluppo di infrastrutture e reti di telecomunicazioni nell'ambito della BRI crea dipendenze strutturali?</p><p>5. La Svizzera rischia di diventare dipendente dalla Cina anche indirettamente, tramite i Paesi partner europei in ambito BRI?</p><p>6. Come deve essere valutato in proposito l'impegno della Svizzera nella Banca asiatica d'investimento per le infrastrutture (AIIB)?</p><p>7. La piattaforma svizzera del renminbi può essere utilizzata come pegno per l'integrazione della Cina nei mercati finanziari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Paese più popoloso del mondo rappresenta i propri interessi nazionali con crescente consapevolezza, sia nei rapporti con gli Stati limitrofi che globalmente. La Svizzera vuole sfruttare le opportunità di collaborare senza tuttavia perdere di vista i rischi. </p><p>La politica economica della Svizzera è caratterizzata da una concorrenza funzionante, iter amministrativi il più possibile ridotti e mercati aperti. I principi economici che sono alla base di una politica economica vincente non cambiano fondamentalmente nemmeno di fronte all'atteggiamento di Stati come la Cina. Per garantire anche in futuro la prosperità del nostro Paese è dunque indispensabile che la Svizzera si impegni a livello internazionale per creare condizioni di parità.</p><p>Il rapporto del Consiglio federale su "Investimenti transfrontalieri e controlli degli investimenti" del 13 febbraio 2019 (in francese, riassunto in italiano) ha mostrato che, dal punto di vista della politica di sicurezza, in taluni casi possono essere opportune misure mirate, per esempio per rafforzare infrastrutture critiche o nel campo della cybersicurezza. Controlli generali degli investimenti comporterebbero, inoltre, ingenti costi per l'economia. </p><p>La Confederazione e i Cantoni devono avere un ruolo attivo nel difendere la popolazione e l'economia dai cyber-rischi e nel migliorare la sicurezza dei loro sistemi. Questo approccio è già stato definito e concretizzato nella Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi.</p><p>3. L'accordo di libero scambio (ALS) concluso tra la Svizzera e la Cina funziona e viene utilizzato alacremente dagli attori economici di entrambe le parti. L'accordo aumenta la certezza del diritto per gli scambi economici bilaterali e contiene disposizioni in materia di trasparenza. Il comitato misto dell'ALS si riunisce regolarmente e non ha accertato violazioni degli obblighi contenuti nell'accordo. </p><p>Dobbiamo tuttavia essere consapevoli che rispetto al federalismo aperto e accessibile, la doppia amministrazione del partito e dello Stato appare distante e cauta. I decisori cinesi interagiscono con le autorità straniere principalmente attraverso l'apparato statale. </p><p>4.-6. Con il protocollo d'intesa che nell'aprile del 2019 il Dipartimento federale delle finanze e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca hanno sottoscritto con la Commissione nazionale cinese per lo sviluppo e le riforme, la Svizzera non si assume obblighi riguardo alla BRI e pertanto non può stringere rapporti di dipendenza. Il Consiglio federale è molto più interessato a che le imprese svizzere in mercati terzi lungo la BRI ricevano informazioni sui progetti e vi abbiano accesso. </p><p>Nell'ambito della sua politica estera, segnatamente nel settore dell'approvvigionamento energetico e dei collegamenti per i trasporti, la Svizzera si adopera per ridurre al minimo, nei limiti del possibile, il rischio di un'eccessiva dipendenza unilaterale da un unico Stato. </p><p>L'AIIB è una banca multilaterale per lo sviluppo promossa dalla Cina e istituita nel 2015 che promuove la creazione di infrastrutture nell'area asiatica. In linea di principio è auspicabile che l'AIIB finanzi progetti infrastrutturali in Paesi poveri ed emergenti della regione, anche se questi hanno allo stesso tempo rilevanza per la BRI. Il rispetto di standard ambientali e sociali, l'applicazione uniforme e trasparente delle regole in materia di acquisti pubblici, il sostegno a una politica del debito sostenibile e la promozione di uno sviluppo economico sostenibile sono principi fondamentali per i quali la Svizzera si impegna fermamente in seno agli organi dell'AIIB.</p><p>7. La piattaforma del renminbi è un elemento della politica di apertura della Cina nel settore finanziario ed è espressione della crescente integrazione del mercato finanziario cinese nel sistema finanziario globale, di cui beneficiano entrambe le parti. </p>  Risposta del Consiglio federale.