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Il Circolo di Vienna non è passato alla storia per la sua riflessione etica e sociale. Ovviamente l’idea di fare piazza pulita della metafisica ha importanti implicazioni sulla vita, ma sono, per così dire, implicazioni negative: stabiliscono cosa non si può dire, ma non cosa di può, o si deve, dire.
Scopro, su Librescamente che, almeno Rudolf Carnap, aveva una visione indubbiamente positiva:
Penso che quasi tutti noi condividessimo come cosa ovvia, su cui non c’era pressoché bisogno di discutere, questi tre punti: in primo luogo, la concezione che l’uomo non ha protettori né nemici soprannaturali e che, pertanto, qualsiasi cosa si possa fare per migliorare la vita è compito dell’uomo stesso; in secondo luogo, la convinzione che l’umanità è in grado di cambiare le condizioni di vita in maniera tale che molte delle sofferenze attuali possono essere eliminate, e che la situazione esterna ed interna di vita dell’individuo, della comunità e, infine, dell’umanità sarà essenzialmente migliorata; in terzo luogo, la concezione che ogni azione deliberata presuppone conoscenza del mondo, che il metodo scientifico è il metodo migliore per acquistarla e che la scienza deve, pertanto, essere considerata uno degli argomenti più preziosi per il miglioramento della vita.
Il primo punto è ancora negativo, il secondo esprime un notevole ottimismo (sul quale si possono legittimamente avanzare molti dubbi, come effettivamente viene fatto nel breve commento sul sito) mentre il terzo e ultimo punto testimonia un approccio pratico e pragmatico ammirevole: se vuoi cambiare il mondo devi conoscerlo, e per conoscere il mondo non c’è niente di meglio del metodo scientifico (è bene evidenziare che Carnap non dice “la scienza”, bensì “il metodo scientifico).
Carnap chiama questo atteggiamento “umanesimo scientifico”, e vale la pena ricordarsi questi tre punti quando si sente dire che la conoscenza scientifica (dove con “conoscenza scientifica” va inteso qualcosa di diverso dalla semplice scienza) non aiuto l’uomo e pertanto va completata da qualcosa d’altro.