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I progetti di sviluppo della Confederazione favoriscono la parità di genere. È quanto emerge da
Due studi esterni realizzati su incarico della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) dimostrano come i progetti di sviluppo della Confederazione hanno una concreta influenza sul rafforzamento della parità di genere. La violenza contro le donne è in parte diminuita e la loro posizione economica e politica si è rafforzata. La parità tra i sessi e il rafforzamento della posizione femminile sono elementi fondamentali della cooperazione allo sviluppo, scrive il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in un comunicato odierno. Per questo motivo la DSC si adopera sistematicamente al riguardo.
Attraverso degli esempi, i rapporti pubblicati oggi mostrano i progressi raggiunti. In Ruanda, Burundi e nella Repubblica democratica del Congo è stato possibile ridurre la violenza di genere grazie a un programma di sostegno che ha coinvolto uomini e donne. In Afghanistan alcune contadine sono riuscite ad aumentare il proprio reddito grazie a dei corsi sull’allevamento di polli e capre. E in Albania le donne hanno un maggiore peso politico rispetto al passato grazie a un programma di decentramento e democratizzazione.
Dei 1’383 milioni di franchi che nel 2017 sono stati versati per la cooperazione bilaterale circa due terzi sono stati investiti in progetti che promuovono la parità di genere. I progetti, il cui scopo principale è contribuire al miglioramento della parità tra i sessi, hanno portato i risultati migliori. Il 50% dei progetti della DSC presi in esame è sfociato in una maggiore partecipazione femminile nei processi decisionali, sia a livello familiare che politico, il 40% ha contribuito alla diminuzione della violenza e il 30% al rafforzamento della posizione economica delle donne.