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Il Parlamento, i cantoni e gli ambienti scientifici svizzeri chiedono al governo più soldi per finanziare la formazione e la ricerca.
Si fa intanto sempre più largo l'idea di raggruppare in un solo dipartimento i due settori, oggi suddivisi tra il Dipartimento degli interni e quello dell'economia.
Sviluppare il settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI) è di fondamentale importanza per la prosperità della Svizzera e per far sì che il paese possa rimanere competitivo in un contesto internazionale sempre più concorrenziale.
Su questa constatazione tutti sono d'accordo. Il tema è del resto in cima alla lista delle priorità dei quattro partiti di governo e l'argomento è stato ampiamente dibattuto durante la sessione del Parlamento tenutasi a Flims.
Quando però si comincia a parlare di finanziamenti, ecco che spuntano sensibili divergenze.
Doccia fredda
Ad inizio luglio, il governo federale ha dato fuoco alle polveri: presentando il suo piano finanziario, il governo ha comunicato di voler aumentare del 4,5% all'anno tra il 2008 e il 2011 le spese consacrate all'ERI.
L'incremento è superiore rispetto a quello accordato per la maggior parte degli altri settori. Per gli ambienti scientifici, ma anche per i cantoni, i partiti e buona parte del mondo economico, è comunque stata una doccia fredda: il Fondo nazionale per la ricerca scientifica, ad esempio, chiedeva il 10%.
La proposta di aumento del Consiglio federale non è ancora approdata sui banchi del Parlamento (sarà presentata in novembre), ma già sono fioccate le mozioni per chiedere al governo di aumentare i finanziamenti destinati a questo settore.
Il Consiglio degli Stati (camera alta) ha inviato il primo segnale, accogliendo a forte maggioranza una mozione presentata dalla radicale vodese Christiane Langenberger, che chiede appunto al governo di sottoporre al Parlamento un messaggio con un aumento annuo dei crediti del 6%.
Statu quo
«In questi ultimi dieci anni, gli investimenti pubblici e privati nella ricerca e nello sviluppo tra i paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico sono aumentati in media del 3,5% all'anno. In Svizzera questa percentuale è stata solo dell'1,25%. Assieme alla Germania, la Svizzera è uno dei rari paesi dove gli investimenti pubblici in questo settore presentano una crescita negativa», ha sottolineato Christiane Langenberger.
«Anche con un aumento del 6% - ha concluso la consigliera agli Stati – non si fa altro che mantenere lo statu quo, senza nessuno sviluppo possibile».
Un punto di vista condiviso da molti attori del settore. La Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) ha sottolineato che con la nuova legge sulla formazione professionale, la parte del contributo federale dovrebbe passare dall'attuale 16,5% al 25% entro il 2008. « Aumentare il credito ERI del 6% significherebbe però far perdurare questo sottofinanziamento», scrive la CDPE.
Governo costretto a cedere?
Durante l'ultima settimana della sessione delle Camere tenutasi a Flims, nei Grigioni, il Consiglio Nazionale (camera bassa) si è detto pronto a concedere addirittura un aumento dell'8%. I deputati hanno infatti accolto una mozione in questo senso mozione presentata dal gruppo radicale/liberale. Respinta per contro la proposta dei socialisti e dei verdi che chiedeva una progressione del 10%.
Verosimilmente il Consiglio federale sarà costretto a cedere: ad eccezione dell'Unione democratica di centro (destra nazional-conservatrice), tutti i partiti di governo preconizzano infatti un aumento dei crediti per la ricerca superiore a quello proposto dal Consiglio federale.
«Credo che se si vuole mantenere un sistema di qualità, bisogna dar prova di una certa modestia ma mantenere costantemente il ritmo, piuttosto che far esplodere le uscite e tra quattro o cinque anni dover dire 'adesso basta, non è più possibile continuare così'», ha risposto il ministro degli interni Pascal Couchepin.
Ricerca e formazione in un solo dipartimento
La problematica del finanziamento è però solo una delle grandi sfide alle quali è confrontato il sistema educativo svizzero. Durante il dibattito in Consiglio degli Stati, alcuni parlamentari hanno ad esempio criticato la mancanza di sinergie tra le università elvetiche e hanno espresso qualche preoccupazione per la creazione di uno spazio formativo uniforme in Svizzera, come sancito dall'articolo costituzionale accettato dal popolo lo scorso 21 maggio.
I senatori hanno inoltre chiesto di riunire ricerca e formazione in un solo dipartimento, una rivendicazione appoggiata anche dai cantoni, dalle istituzioni e dai partiti. Oggi, ad esempio, le università dipendono dal Dipartimento degli interni, mentre le scuole universitarie professionali da quello dell'economia.
«Già oggi vi sono dei problemi quando si tratta di ripartire i finanziamenti», ha dal canto suo osservato Pascal Couchepin.
Dopo aver tentennato a lungo (se ne era già parlato nel 1997), il governo sembra ora rassegnato. Entro il 2010, quando entrerà in vigore la legge sulle scuole universitarie, questa unione «sarà quasi impossibile da evitare», ha dichiarato il ministro degli interni.
swissinfo, Daniele Mariani
Fatti e cifre
Le spese annuali per l'educazione in Svizzera ammontano a circa 26 miliardi di franchi (cifre 2003).
Cantoni e comuni prendono a loro carico l'86% dei costi, la Confederazione il 14%.
La maggior parte dei contributi federali sono destinati al settore universitario. Inoltre, la Confederazione versa circa 700 milioni di franchi l'anno per finanziare la ricerca.
Il sistema educativo svizzero
Nel settore dell'istruzione in Svizzera le competenze sono ripartite tra Confederazione, cantoni e comuni. La responsabilità principale incombe soprattutto ai cantoni.
La Confederazione è responsabile in particolare delle scuole universitarie professionali e dei due Politecnici federali di Losanna e di Zurigo.
A livello nazionale, non esiste alcun ministero per l'istruzione e l'educazione.
L'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia, che dipende dal Dipartimento dell'economia, è il centro di competenza per tutto quello che riguarda la formazione professionale, le Scuole universitarie professionali e la politica in materia di tecnologia.
La Segreteria di Stato per l'educazione, che fa capo al Dipartimento degli interni, è l'autorità federale competente per la ricerca, le università e l'educazione in ambito nazionale ed internazionale.