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Gli Stati Uniti spingono sulla tesi che vede il nuovo coronavirus creato in un laboratorio cinese o ne sarebbe comunque fuoriuscito: è quanto rivela il settimanale Der Spiegel citando fonti del Bundesnachrichtendienst, i servizi di intelligence tedeschi.
Gli Stati Uniti avrebbero infatti chiesto ai partner della rete di servizi segreti "Five Eyes", che comprende oltre agli Usa anche Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda, di sostenere la tesi del governo statunitense. Tuttavia nessuno dei partner ha voluto confermare le affermazioni di Trump e del segretario di Stato Mike Pompeo.
In una nota riservata della ministra della difesa tedescaAnnegret Kramp-Karrenbauer, le rivendicazioni statunitensi sono descritte come una tattica diversiva calcolata. Trump starebbe cercando di usare la teoria del laboratorio "per distrarre l'opinione pubblica dai suoi stessi errori e per indirizzare la rabbia degli americani verso la Cina".
Cina che tuttavia non è del tutto senza colpe: nello stesso articolo, Der Spiegel sostiene che il presidente Xi Jinping avrebbe rallentato l'allarme globale facendo pressioni sull'Organizzazione mondiale della sanità. In particolare, il 21 gennaio ci sarebbe stata una telefonata tra il presidente cinese e il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.
I servizi segreti tedeschi valutano un ritardo nella lotta al nuovo coronavirus di quattro-sei settimane.
L'ufficio stampa dell'Oms ha smentito la telefonata, precisando che il 21 gennaio era già stata confermata la trasmissione uomo-uomo del virus.