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BERNA - La Federazione svizzera di hockey ha definitivamente rinunciato alla possibilità di organizzare i Mondiali in casa nel 2021. La SIHF ha valutato fino all'ultimo l'ipotesi di recuperare l'anno prossimo l'84esima edizione della rassegna iridata che – ricordiamo – avrebbe dovuto avere luogo in questo periodo a Zurigo e Losanna, ma che è stata annullata a causa dell'emergenza coronavirus.
Le negoziazioni con la Bielorussia e la Lettonia – gli organizzatori del prossimo torneo – non sono infatti andate a buon fine, poiché giudicate troppo “dispendiose”. Oltre a questo regna ancora l'incertezza legata alla pandemia... «A malincuore, ma è stata la decisione più saggia», è intervenuto l'ex attaccante di Lugano e Ambrì degli anni '90 Stefano Togni. «Dispiace a tutti dover rinviare ulteriormente il grande evento casalingo, ma c'erano in ballo troppi soldi e alla SIHF non conveniva fare un ulteriore sforzo a livello finanziario. A questo punto, visto che le prossime cinque edizioni sono già state assegnate, mi aspetto che il 2026 sia l'anno giusto per disputare i Mondiali in casa. La Svizzera merita un occhio di riguardo da parte della federazione internazionale».
L'occasione era davvero ghiotta per la nostra Nazionale: praticamente tutti i migliori giocatori elvetici di NHL rischiavano di non disputare i playoff con i rispettivi club. Fischer avrebbe avuto a disposizione una squadra molto temibile... «È davvero un peccato perché i giocatori svizzeri hanno sempre dimostrato un grande attaccamento alla bandiera rossocrociata e con la rassegna iridata casalinga sarebbe stato ancora più importante per loro partecipare. Oltre a questo la squadra era davvero forte. È una delusione un po' per tutti, ma bisogna guardare avanti».
Potrebbe essere stata l'unica possibilità per Fischer di salire sul tetto del mondo dopo aver conquistato due medaglie d'argento, nel 2013 (assistant-coach) e nel 2018 (head-coach). Magari nel 2026 non ci sarà più... «Fischer ha sempre detto che il suo obiettivo è quello di vincere l'oro ai Mondiali e, visto che è testardo e che non si arrende mai, farà di tutto per centrare questo ambizioso traguardo. Da quando è arrivato in Nazionale ha fatto un ottimo lavoro, creando una nuova mentalità nel gruppo – dove la prima regola è l'attaccamento alla maglia rossocrociata – e i risultati si sono visti. Conosce inoltre molto bene l'ambiente e i suoi giocatori lo seguono ciecamente. Per questi motivi sono convinto che nel 2026 le possibilità di vederlo ancora in panchina sono alte. Ha aperto un ciclo».