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È in atto un'offensiva da parte delle principali banche mondiali per contrastare chi nella capitale americana vuole un'ulteriore giro di vite sul settore finanziario. Lo scrivono vari media americani.
Così, da JPMorgan a Goldman Sachs, da Bank of America a Credit Suisse, tutti i maggiori gruppi sono sul piede di guerra, e alla caccia di manager che provengono da esperienze molto diverse: ex membri del Congresso, ex consiglieri presidenziali, ex responsabili del Tesoro. Tutta gente che - come scrive Politico.com - ha più di un orecchio nelle stanze che contano.
Goldman Sachs è così in procinto di assumere un ex consigliere della Casa Bianca. Morgan Stanley un ex dirigente del Dipartimento del Tesoro ai tempi di Henry Paulson, Michele Davis. Citigroup, Credit Suisse e JPMorgan Chase hanno già preso tra le loro fila ex esponenti politici ed ex membri delle principali autorità di regolamentazione e vigilanza. Bank of America ha invece arruolato Stephanie Cutter, ex consigliere di Barack Obama, ed Ed Gillespie, ex dello staff di George W.Bush.
Insomma, un vero e proprio esodo dalla capitale verso New York. Tanto che in molti a Washington cominciano a preoccuparsi per questo rafforzamento della lobby bancaria.
L'obiettivo principale dei principali gruppi - si legge sul Wall Street Journal - è più che mai quello di "allontanare le pressioni della politica e dei regolatori sul settore, per rafforzare le loro finanze e i loro asset".
E il fatto che in molti a Washington continuino a mettere in dubbio il principio del 'too big to fail' (le banche troppo grandi per fallire) mette in ansia Wall Street. Questo nel momento in cui molte grandi banche - spiega ancora il Wsj - sono già costrette a disfarsi di asset redditizi che avrebbero richiesto più capitale per compensare i rischi.
Ecco allora che anche il Financial Services Forum - l'organizzazione che riunisce gli amministratori delegati delle 20 principali aziende finanziarie americane - ha assunto Tony Fratto, anche lui ex consigliere di George W. Bush alla Casa Bianca, con l'obiettivo di dare una "rapida risposta" ai problemi che affliggono un settore che - a cinque anni dall'esplosione della crisi finanziaria - si sente più che mai minacciato nei suoi interessi.
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