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In Svizzera i soldi lasciati in eredità raggiungono quasi 30 miliardi di franchi all'anno. Questo importo corrisponde ad oltre il 6% del Prodotto interno lordo, ossia al doppio di quello che si registra ad esempio in Germania.
È quanto rivela uno studio del Fondo nazionale svizzero, secondo il quale le eredità giungono spesso molto tardi: nel 2020 due terzi degli eredi dovrebbero avere un'età superiore a 55 anni.
Le eredità rappresentano un fattore economico molto importante in Svizzera. Nel 2000 ben 28,5 miliardi di franchi sono stati lasciati a figli, parenti, amici o associazioni.
Questo patrimonio viene però ripartito in modo disuguale tra la popolazione: un terzo degli svizzeri rimane infatti a mani vuote. La metà riceve solo il 2% della somma totale, mentre un 10% intasca ben i tre quarti.
Le eredità rimangono un fenomeno prevalentemente famigliare. Il 58% della fortuna viene lasciata ai figli, il 15% al coniuge o ad altri parenti. Il 6% viene legato ad amici o conoscenti, il 4% ad enti caritativi.
Questi dati figurano nell'ambito di uno studio del Programma nazionale svizzero, pubblicato martedì e intitolato "L'infanzia, la gioventù e le relazioni tra le generazioni in una società in mutazione (PNR 52)".
Volume di eredità molto alto
Secondo lo studio, realizzato sulla base dei dati dell'amministrazione fiscale del canton Zurigo e di un sondaggio realizzato tra la popolazione, il volume delle eredità in Svizzera si situa al di sopra di quello di molti altri paesi europei.
L'importo complessivo dei soldi lasciati in eredità sul territorio elvetico equivale ad oltre 6% del Prodotto interno lordo – una quota che corrisponde al doppio di quello che si registra in un paese come la Germania.
Secondo i ricercatori, questo scarto non è da attribuire soltanto ad un patrimonio privato superiore a quello dei cittadini tedeschi.
La Svizzera avrebbe approfittato tra l'altro del fatto di essere stata risparmiata dalla Seconda guerra mondiale: le eredità tra una generazione e l'altra sono in tal modo proseguite in modo più regolare rispetto ad altri paesi.
Spesso troppo tardi
Se gli svizzeri ricevono molti soldi in eredità, spesso non possono approfittare a lungo di questa fortuna. In seguito al sensibile aumento della speranza di vita, molte eredità giungono quando i beneficiari hanno già un'età piuttosto avanzata.
Ancora nel 1980 due terzi degli eredi avevano un'età inferiore a 55 anni. Nel 2000 questa quota era già scesa al di sotto della metà. Continuando di questo passo, nel 2020 dovrebbe corrispondere soltanto ad un terzo.
In molti casi le eredità giungono quindi ad un'età, in cui i beneficiari non affrontano più grandi spese, ad esempio per i figli o per l'acquisto di un alloggio. Buona parte della sostanza rimane così concentrata in Svizzera nella generazione dei pensionati e spesso non viene nemmeno immessa nel circuito economico.
Ciononostante, i patrimoni lasciati a figli o parenti possono assumere una certa importanza, soprattutto quando si tratta di persone che dispongono di pochi mezzi finanziari. Anche delle piccole fortune possono infatti migliorare sostanzialmente il loro tenore di vita.
Per molte persone, le eredità costituiscono d'altronde il solo modo per entrare in possesso di un qualsiasi patrimonio.
swissinfo
Fatti e cifre
Il totale delle eredità lasciate nel 2000 ammontava a 28,5 miliardi di franchi.
Questo importo corrisponde ad oltre il 6% del Prodotto interno lordo.
Un terzo della sostanza ereditata è costituito da immobili.
Il 75% dei patrimoni lasciati finiscono nelle mani del 10% della popolazione.
Somma media lasciata in eredità: 456'000 franchi.
Somma media eredità da ogni beneficiario: 178'000.
Vecchi eredi
In seguito al progressivo aumento della speranza di vita, è aumentata negli ultimi anni l'età dei beneficiari di eredità. Il patrimonio si concentra quindi sempre più nelle mani delle generazioni più anziane.
Nel 1980, il 69% degli eredi non superavano i 55 anni di età. Nel 2000 questa quota era scesa al 49%.
Si prevede che nel 2020 soltanto il 33% delle eredità spetteranno a persone di età inferiore a 55 anni. Il 48% andranno a persone tra 55 e 74 anni.