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La Corte Suprema ha ordinato all'Oklahoma di rinviare le prossime tre esecuzioni previste fino a quando non deciderà sul controverso farmaco usato per il procedimento. La decisione è stata presa dopo il ricorso dei tre condannati a morte che si erano rivolti alla Corte per far fermare le esecuzioni, previste da qui a marzo. Tuttavia, in attesa della decisione dei giudici, lo stato dell'Oklahoma voleva comunque procedere con le esecuzioni usando un altro farmaco, ma la Corte Suprema ha respinto la richiesta.
"Si ordina che le esecuzioni dove è previsto l'uso del midazolam siano bloccate in attesa della disposizione finale sul caso", si legge nella decisione della Corte Suprema.
Lo scorso venerdì i giudici hanno accettato la richiesta dei tre detenuti e deciso di verificare se il sedativo midazolam possa essere utilizzato nelle esecuzioni a seguito dei timori che non produca un profondo stato comatoso e di incoscienza come è accaduto nelle esecuzioni avvenute in Arizona, Ohio e Oklahoma.
Il caso sarà discusso ad aprile e una decisione è attesa per giugno. La sentenza della Corte Suprema giunge otto giorni dopo che i giudici si erano rifiutati di bloccare l'esecuzione di un detenuto in Oklahoma dove viene usato lo stesso tipo di farmaco. Oltre al midazolam viene utilizzato un medicinale per paralizzare il detenuto e un terzo per bloccarne il cuore.