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BANGKOK - Il re sta male, e da tre giorni la Thailandia spera in miglioramenti che ancora non arrivano. Le critiche condizioni di salute del venerato Bhumipol Adulyadej (88 anni) alimentano una ridda di voci, in un Paese dove il dibattito sulla questione è tabù.
Oggi l'ansia ha raggiunto nuovi picchi: mentre una folla di sudditi adoranti si è radunata all'esterno dell'ospedale di Bangkok dove il sovrano è ricoverato, la Borsa di Bangkok ha perso 6,8 punti percentuali, confermando come il monarca venga considerato un pilastro per la stabilità del Paese.
In serata, nel primo bollettino da domenica, la casa reale ha annunciato che le condizioni di Bhumipol «non si sono ancora stabilizzate». Con il fegato che presenta «segnali di infezione» e una «bassa pressione sanguigna». L'anziano sovrano rimane assistito da un respiratore e curato con terapie per contrastare l'insufficienza renale.
Se negli ultimi anni gli aggiornamenti sulle periodiche ricadute del sovrano erano improntati all'ottimismo, spesso emessi quando la situazione era in via di miglioramento, il tono degli ultimi bollettini sembra più cupo. Leggendo tra le righe, a Bangkok in molti temono che l'inevitabile momento si stia avvicinando.
Questa mattina, la situazione è sembrata precipitare quando il primo ministro Prayuth Chan-ocha, in visita nella vicina provincia di Chonburi, è tornato improvvisamente a Bangkok in elicottero. Già in discesa, l'indice borsistico ha subito un crollo verticale appena è uscita la notizia (è poi risalito fino a perdere "solo" il 2,5 per cento), corredata da voci su una conferenza stampa di emergenza che poi non è mai avvenuta.
L'ufficio del premier ha in seguito specificato che il rientro anticipato nella capitale era dovuto alla volontà di incontrare il principe ereditario Vajiralongkorn (64 anni): quest'ultimo nel pomeriggio ha visitato il padre presso l'ospedale Siriraj, dove il sovrano è stato ricoverato per la maggior parte degli ultimi sette anni.
Nel frattempo, in una Bangkok dove i cittadini sono stati incoraggiati a indossare il colore rosa - considerato di buon auspicio per la salute del sovrano dopo il consiglio di alcuni astrologi - centinaia di persone, in particolare donne, si sono unite in preghiera attorno al centro di cura.
Bhumipol, elevato a una "posizione di venerazione" dalla stessa Costituzione, è considerato una figura semi-divina: sul trono dal 1946 e genuinamente amato da molti per il suo impegno verso lo sviluppo del Paese, è in sostanza l'unico sovrano che la stragrande maggioranza dei thailandesi abbia mai conosciuto.
La combinazione di adorazione collettiva e mancanza di un dibattito sulla questione contribuisce ad alimentare l'ansia. Il progressivo indebolimento di Bhumipol, le cui uscite in pubblico sono diventate sempre più rare dal 2009, è da tempo sotto gli occhi di tutti.
Parlare delle condizioni del re, ancor meno prevederne i possibili sviluppi, è però considerato estremamente irrispettoso, e non va dimenticato che in Thailandia vige la legge di lesa maestà più severa al mondo: negli ultimi anni, critiche verso la monarchia sui social media sono state punite anche con 30 anni di reclusione; anche oggi, l'app di messaggistica Line - più usata di Whatsapp in Thailandia - ha ricordato ai suoi utenti di astenersi dall'alimentare le voci. Che però, online o sussurrate, corrono ora più che mai.