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La centrale nucleare francese di Fessenheim, situata poche decine di chilometri a nord di Basilea.
KEYSTONE/EPA/RONALD WITTEK(sda-ats)
Alpiq, Axpo e BKW hanno deciso di rinunciare alla corrente prodotta dalla controversa centrale atomica alsaziana di Fessenheim. I tre gruppi energetici svizzeri hanno annunciato oggi che il relativo contratto non verrà rinnovato oltre la fine di quest'anno.
Il consorzio Centrali nucleari in partecipazione (CNP), di cui Alpiq, Axpo e BKW sono azionisti per un terzo ciascuno, mette fine per il 31 dicembre 2017 al contratto che gli consente un diritto di prelievo della corrente prodotta dalla centrale nucleare francese, si legge in una nota diramata oggi.
Il documento, firmato nel 1971 con la società francese EDF, assicura alla società CNP un approvvigionamento di elettricità equivalente al 15% della produzione di ciascuno dei due reattori della centrale, ossia circa 1'700 gigawattora all'anno, precisa il comunicato.
CNP e EDF sono pure legate da un contratto simile per la centrale di Cattenom, nel dipartimento francese della Mosella, in Lorena. La decisione dei tre gruppi elvetici non concerne questo contratto, precisa la società francese in una sua nota.
La centrale di Fessenheim, situata lungo il Reno al confine franco-tedesco e a circa 35 chilometri in linea d'aria dalla frontiera svizzera, è operativa da ormai quattro decenni (è stata messa in servizio il primo gennaio 1978) ed è il più vecchio impianto atomico francese in servizio. Da anni è al centro di contestazioni riguardanti la sua sicurezza. Ci sono infatti stati parecchi incidenti e anomalie a partire dall'anno 2000. I Cantoni Giura, Basilea Città e Basilea Campagna ne hanno chiesto più volte la chiusura dal 2011, dopo la catastrofe nucleare di Fukushima (Giappone).
Lo scorso 9 aprile il governo francese ha pubblicato un decreto di chiusura definitiva del sito, condizionato tuttavia alla messa in servizio di un nuovo reattore di terza generazione a Flamanville, in Normandia, previsto al più presto per il 2019.
SDA-ATS