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Secondo il direttore generale di Swiss, André Dosé, non c'è più alcun margine di manovra per negoziare nella vertenza
l conflitto che oppone i piloti della ex Crossair alla direzione di Swiss è sempre bloccato, in attesa di una decisione del tribunale arbitrale prevista in settimana. Tanto più che André Dosé, direttore della compagnia aerea, non vede alcun margine di manovra per rilanciare i negoziati.
Dieci giorni fa è fallito un ultimo tentativo di compromesso fra Swiss e i piloti ex Crossair. «I mezzi finanziari a disposizione non sono illimitati», ha detto André Dosé, intervistato dalla «NZZ am Sonntag». Inoltre Swiss deve prima diventare redditizia.
Mercoledì la sentenza
Mercoledì, il tribunale arbitrale deciderà se Swiss è venuta meno agli impegni contrattuali, negoziando separatamente una nuovo contratto collettivo di lavoro (CCL) con il sindacato Aeropers degli ex piloti Swissair. Il testo, accolto dalla base con l'83 per cento di voti a favore, prende in considerazione criteri quali l'esperienza, il tipo di aereo pilotato e la funzione esercitata. Comporta un aumento salariale del 16 per cento per i piloti Crossair e una riduzione del 35 per cento per quelli di Swissair.
I piloti della ex Crossair si ritengono penalizzati rispetto ai colleghi. Il loro sindacato, Swiss Pilots, chiede una modifica del principio di anzianità previsto dal contratto collettivo e vuole che venga stabilita una griglia di salari, valida per tutti e indipendente dal tipo di velivolo utilizzato.
Per André Dosé, comunque, la decisione del tribunale arbitrale non influirà sulla validità del CCL concluso con Aeropers. In ogni caso Swiss non prevede di sopprimere posti di pilota. Dosé ricorda che la nuova compagnia ha registrato un perdita di 190 milioni di franchi nel primo trimestre 2002, inferiore di 100 milioni alle previsioni. Il direttore di Swiss ha ribadito che la partecipazione ad una grande alleanza costituisce un obiettivo a corto termine della compagnia.
Swiss non crede a uno sciopero
Nell'ambito del conflitto, è stata più volte formulata la minaccia dello sciopero. Il capo del personale di Swiss, Kurt Renggli, non crede che si giungerà a tanto. «I piloti sanno che in tal caso la neonata compagnia di bandiera rischia di essere messa in ginocchio», ha detto in un'intervista pubblicata sabato dalla «Basler Zeitung».
I piloti vogliono inoltre che il rischio di licenziamento sia ripartito equamente fra i piloti ex Crossair e quelli ex Swissair, mentre Swiss non vuole prendere impegni in questo senso. Il sindacato Swiss Pilots ha inoltrato questa fine settimana a Berna una petizione in favore dei piloti stranieri della ex Crossair. A 33 di loro infatti non sono stati prolungati il contratto di lavoro e l'autorizzazione di soggiorno in seguito al naufragio di Swissair.
Il testo, con 817 firme, chiede alle Camere federali di agire presso le autorità competenti affinché trasformino il permesso B in autorizzazioni di lavoro con una durata di soggiorno illimitata.
swissinfo e agenzie