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La Tunisia ha inviato una protesta formale alla Svizzera per le critiche sul non rispetto dei diritti umani espresse dal ministro Moritz Leuenberger.
Il consigliere federale, che si era pronunciato in vista del Vertice mondiale sulla società dell'informazione che si apre mercoledì a Tunisi, ribadisce le sue dichiarazioni.
Stando a quanto indicato in un comunicato diffuso sabato dall'ambasciata tunisina a Berna, giovedì l'ambasciatore Afif Hendaoui ha trasmesso «una protesta ufficiale del governo tunisino» al vicepresidente della Confederazione Moritz Leuenberger, per le critiche sul non rispetto dei diritti umani formulate dal consigliere federale nella stampa di domenica scorsa.
Al settimanale «Le Matin dimanche», il responsabile del Dipartimento dei trasporti, dell'ambiente e delle telecomunicazioni (DATEC) aveva dichiarato che «possiamo cambiare le cose solamente andando nei paesi che non rispettano i diritti umani e affrontando direttamente la questione».
«Capisco perfettamente - aveva aggiunto Moritz Leuenberger - la preoccupazione di chi attua uno sciopero della fame. Senza libertà di espressione e rispetto dei diritti umani non c'è alcun sano sviluppo possibile per la società dell'informazione».
«Allegazioni infondate»
La Tunisia - afferma la nota d'ambasciata - è dispiaciuta che «allegazioni infondate e informazioni tendenziose (...) trovino una eco presso i responsabili svizzeri».
Giovedì alcune organizzazioni non governative elvetiche avevano criticato il paese nordafricano per la sua gestione dei diritti umani.
Tunisi mercoledì accoglie la fase finale del Vertice mondiale sulla società dell'informazione (VMSI), di cui la Svizzera è pure paese ospitante, avendo accolto la prima fase del summit.
La Tunisia - aggiunge il comunicato - ha dedicato «mezzi umani e finanziari conseguenti» per l'organizzazione della conferenza e trova quindi «per lo meno sorprendenti e inopportune» le dichiarazioni di Leuenberger.
Tanto più che le relazioni bilaterali fra i due paesi sono «molto buone» e che la Confederazione ha coorganizzato il VMSI.
Leuenberger ribadisce
Matthias Brüllmann, portavoce del DATEC, ha confermato la consegna della protesta, ma ha pure indicato che Moritz Leuenberger ribadisce quanto già dichiarato alla stampa domenicale.
«Moritz Leuenberger non ha fatto altro che ribadire la posizione ufficiale del governo svizzero, secondo il quale bisogna anche parlare dei diritti dell'uomo. Il Consiglio federale prende nota della protesta turca ma mantiene la sua posizione», ha dal canto suo dichiarato sulle onde della Radio della Svizzera romanda Jean-Philippe Jeannerat, portavoce del Dipartimento degli affari esteri svizzero.
Giovedì, Simon Amman, vicedirettore della sezione politica dei diritti dell'uomo del Dipartimento federale degli esteri, aveva affermato che la Svizzera si impegnerà «per difendere la libertà d'espressione della società civile» durante il vertice. «In caso di denuncia, interverremo», aveva promesso.
«Durante la preparazione del summit, abbiamo interpellato Tunisi più volte» sulla questione dei diritti dell'uomo, aveva inoltre sottolineato.
swissinfo e agenzie
In breve
Dopo la prima fase tenutasi nel dicembre del 2003 a Ginevra, la seconda fase del Summit mondiale sulla società dell'informazione (SMSI) si svolgerà a Tunisi dal 16 al 18 novembre del 2005.
La delegazione svizzera sarà diretta dal presidente della Confederazione Samuel Schmid, che parteciperà alla cerimonia d'apertura.
Il ministro delle telecomunicazioni Moritz Leuenberger prenderà poi il suo posto per rappresentare la Svizzera durante i dibattiti e la cerimonia di chiusura.