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Il presidente americano Donald Trump ha ordinato lo stop dei finanziamenti all'Organizzazione mondiale della sanità. Trump ha criticato l'istituzione, accusandola di disinformazione riguardo alla pandemia di coronavirus. "Se l'OMS avesse fatto il suo lavoro e inviato degli esperti sanitari in Cina per studiare oggettivamente la situazione sul terreno", ha sottolineato," l'epidemia avrebbe potuto essere contenuta alla sua fonte con un conseguente limitato numero di morti".
Nella conferenza stampa di martedì, Trump si è poi espresso sui piani di riapertura del paese, in fase di finalizzazione. Alcuni Stati americani potrebbero iniziare la fase d'apertura anche prima della fine di questo mese. Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti sono un paese, ma fatto di pezzi diversi tra loro: il presidente parlerà i governatori e autorizzerà ognuno di loro ad attuare il piano specifico per riavviare le attività commerciali.
Secondo i dati dell'università Johns Hopkins, gli Stati Uniti hanno superato i 600'000 casi di coronavirus. Il numero di decessi è invece di oltre 25’000. L’aumento nelle ultime 24 ore è stato di oltre 2’000 morti, raggiungendo il picco più alto mai registrato fino ad ora. Il bilancio più grave è quello della città di New York. Il governatore dello Stato, Andrew Cuomo, ha però confermato che ci sono segnali di rallentamento.
Accordo con le compagnie aeree
Sempre martedì, il Dipartimento del Tesoro e le compagnie aeree americane hanno raggiunto un accordo sui termini e le condizioni per gli aiuti federali. Si tratta di un vero e proprio piano di salvataggio per una decina società che impiegano oltre 750'000 persone e che rischiano il fallimento, tra queste anche le quattro grandi: American Airlines, Delta, United e Southwest. Finora i manager delle compagnie avevano esitato ad accettare gli aiuti governativi nel timore di contropartite draconiane.