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BRUXELLES - Il Consiglio NATO-Russia non è andato come Mosca sperava: l'Alleanza atlantica ha di fatto respinto le richieste del Cremlino di avere «garanzie legali» su un eventuale allargamento.
«Non è stata una discussione semplice» - Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha ammesso che quella odierna «non è stata una discussione semplice» e che «le differenze non saranno facili da sormontare», ma ha aggiunto - nel corso della conferenza stampa seguita alla conclusione del vertice - che le parti in causa «hanno espresso il bisogno di riprendere il dialogo». Ha aggiunto Stoltenberg: «Abbiamo avuto uno scambio molto serio e diretto sulla situazione dentro e intorno all'Ucraina e sulle implicazioni per la sicurezza europea. Ci sono differenze significative tra gli alleati della NATO e la Russia su questi temi». La disparità di vedute «non sarà facile da colmare ma è un segnale positivo che tutti gli alleati della NATO e la Russia si siano seduti attorno allo stesso tavolo e si siano impegnati su argomenti sostanziali».
L'impegno per la de-escalation al confine ucraino? «Non c'è» - Un altro elemento emerso dalla seconda riunione delle tre previste per questa settimana (dopo il summit di Ginevra di lunedì e prima dell'incontro di Vienna previsto domani) è il mancato impegno russo nel ridurre l'escalation al confine ucraino. Un punto trattato dal vicesegretario di Stato Usa Wendy Sherman: «Non c'era alcun impegno per la de-escalation, no», ha affermato rispondendo alla domanda di un giornalista della Cnn. «Né c'era una dichiarazione che non ci sarebbe stata». Gli obiettivi di Mosca non sono ancora chiari, secondo Sherman. «Esercitazioni di fuoco sono state segnalate questa mattina. Di cosa si tratta? Di invasione? Di intimidazione? Si tratta di cercare di essere sovversivi? Non lo so. Ma non è favorevole al raggiungimento di soluzioni diplomatiche».
La delusione russa - Erano tre le richieste avanzate dai negoziatori russi: il ritiro delle armi nucleari statunitensi dall'Europa, la cessazione della pratica di schierare le forze convenzionali della NATO vicino ai confini della Russia (con la creazione nell'area d'infrastrutture militari) e l'impegno ufficiale della NATO a rifiutare di reclutare Ucraina e Georgia nell'alleanza. Nel campo russo la delusione è palese: il viceministro degli Esteri Alexander Grushko ha dichiarato che la situazione del controllo degli armamenti in Europa è «completamente degradata» e che Mosca e NATO «non hanno affatto un'agenda comune positiva».
Il Consiglio NATO-Russia non è andato come Mosca sperava: l'Alleanza atlantica ha di fatto respinto le richieste del Cremlino di avere «garanzie legali» su un eventuale allargamento.