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I cantoni dovrebbero prendere in considerazione anche le firme consegnate all'ultimo momento in vista di un referendum federale. Con 110 voti contro 76 e 1 astenuto, il Consiglio nazionale ha accettato oggi di modificare la legislazione sui diritti politici per evitare che si ripeta quanto avvenuto nell'autunno 2012, quando gli oppositori agli accordi fiscali con Germania, Gran Bretagna e Austria fallirono nella raccolta delle sottoscrizioni, perché migliaia di firme erano giunte troppo tardi alla Cancelleria federale (CaF).
Allora il caso suscitò parecchie polemiche, in particolare perché dal canton Ginevra le firme erano state inviate a Berna per posta B ed erano pervenute fuori tempo massimo. Oggi la sinistra e l'UDC si sono alleate affinché in futuro la CaF ammetta i formulari con le firme per le quali un servizio cantonale o comunale competente ha confermato la ricezione prima della fine del termine di raccolta (100 giorni). In queste condizioni, anche le sottoscrizioni convalidate ulteriormente saranno prese in considerazione.
Gli oratori di centro-destra hanno criticato il fatto che si cambino le regole sulla base di un solo caso particolare e che si prolunghino in tal modo i termini referendari. "Inoltre, si creerebbe un'insicurezza giuridica", ha aggiunto la cancelliera della Confederazione Corina Casanova.
Riconteggio in caso di irregolarità
La revisione della legge sui diritti politici, adottata con 175 voti senza opposizioni e tre astenuti, prevede peraltro una disposizione sul riconteggio dei voti dopo le votazioni popolari. La nuova verifica si farebbe soltanto se eventuali ricorsi rendessero verosimile l'esistenza di irregolarità che potrebbero influenzare in modo considerevole il risultato finale.
La sinistra avrebbe voluto imporre il riconteggio dei voti in tutti i cantoni in cui la differenza tra il "sì" e il "no" fosse inferiore allo 0,1%, e quando lo stesso scarto fosse constatato a livello federale. Unica eccezione: qualora la maggioranza dei cantoni fosse necessaria e raggiunta sulla base di un risultato chiaro.
I deputati hanno però seguito le argomentazioni del consigliere nazionale Kurt Fluri (PLR/SO), il quale ha sostenuto che sarebbe pericoloso introdurre soglie di differenza arbitrarie.
Con 105 voti contro 68 e 2 astenuti, i deputati hanno infine respinto la proposta di introdurre una base legale per la sorveglianza degli scrutini federali, che sarebbe svolta anche da organizzazioni internazionali.
Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.