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Dall'inizio della collaborazione operativa di Schengen cinque anni fa, in Svizzera ai valichi di frontiera con gli altri Stati Schengen (le cosiddette frontiere interne) non hanno più luogo controlli personali indipendenti da un sospetto e giustificati dal semplice passaggio della frontiera. In situazioni eccezionali chiaramente definite, gli Stati Schengen possono reintrodurre i controlli alle frontiere interne per un periodo di tempo circoscritto e limitatamente a determinate circostanze, ad esempio nel caso in cui la sicurezza interna sia in pericolo.
Criteri chiari e maggiore partecipazione
Gli Stati Schengen hanno precisato i criteri per il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne, così da assicurare che presso tali valichi siano condotti controlli personali indipendenti da un sospetto soltanto se assolutamente necessario per tutelare l'ordine pubblico o la sicurezza interna. Come finora, sono i singoli Stati Schengen a stabilire quando questi criteri sono soddisfatti e, di conseguenza, se e per quanto tempo reintrodurre i controlli alle proprie frontiere interne.
Inoltre, va rafforzata la responsabilità comune degli Stati Schengen in merito ai controlli delle persone alle frontiere esterne. Se nell'ambito di una valutazione Schengen si riscontrano carenze gravi nell'esecuzione dei controlli alle frontiere esterne, lo Stato Schengen interessato dovrà in futuro adottare misure urgenti e presentare una relazione al riguardo. La Commissione dell'UE può raccomandare delle misure concrete. Se non vi sono miglioramenti, in determinate condizioni possono essere reintrodotti i controlli alle frontiere interne con lo Stato Schengen in questione.
Il progetto di legge prevede nel contempo piccole modifiche, legate a Schengen, delle leggi sugli stranieri e sull'asilo. Ad esempio, sarà possibile rimpatriare nello stato d'origine o di provenienza i richiedenti l'asilo la cui procedura in uno Stato Dublino sia conclusa e per cui sia passata in giudicato una decisione di allontanamento. In tal modo non sarà necessario dare sistematicamente la priorità a un trasferimento nello Stato Dublino competente. Sarà possibile prendere una decisione di non entrata nel merito e di allontanamento se lo Stato Dublino competente non esegue allontanamenti nello Stato terzo in questione da mesi, mentre la Svizzera può farlo senza difficoltà e rapidamente.
Ottimizzazione del meccanismo di valutazione Schengen
Il secondo sviluppo dell'acquis ha lo scopo di rafforzare le regole del meccanismo di valutazione e di controllo per verificare l'applicazione del diritto Schengen, così che in futuro sia possibile rimediare più efficacemente alle lacune riscontrate nell'attuazione e nell'applicazione dello stesso.
Lo strumento principale continuerà a essere la visita di verifica in loco da parte di un gruppo di esperti; tali visite potranno essere effettuate anche senza preavviso. Il gruppo di esperti, composto da rappresentanti degli Stati Schengen e della Commissione europea, redigerà una relazione sui risultati delle verifiche in loco. Gli Stati Schengen potranno successivamente, nell'ambito di una decisione del Consiglio, indirizzare allo Stato valutato raccomandazioni concrete per colmare le eventuali lacune riscontrate. Lo Stato interessato dovrà infine pianificare dei provvedimenti e fornire regolarmente informazioni sull'attuazione degli stessi.
La responsabilità principale per le procedure di valutazione rimane degli Stati Schengen. Alla Commissione europea è ora assegnata una funzione di coordinamento, ma tutte le decisioni richiedono l'approvazione degli Stati Schengen come in passato. Il meccanismo continua quindi a basarsi su valutazioni tra pari.
Informazioni supplementari:
Indirizzo per domande:
Meccanismo di valutazione: Daniel Wüger, Ufficio federale di giustizia UFG, tel. +41 31 325 19 44
Codice frontiere: Léa Wertheimer; Ufficio federale della migrazione UFM, tel. +41 31 32 5 93 90