Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01144.jsonl.gz/936

I dimostranti hanno marciato verso l’ambasciata russa per esprimere la loro solidarietà e il loro sostegno durante l’operazione speciale della Russia in Ucraina.
Fonte:
Traduzione: GFJ
Giovedì nella capitale serba si sono svolte marce di massa per commemorare l’anniversario del bombardamento NATO sulla Jugoslavia nel 1999.
Decine di migliaia di cittadini hanno marciato per le strade di Belgrado, scandendo slogan come “siamo contro la NATO” e “russi e serbi sono fratelli per sempre”. I manifestanti si sono riuniti fuori dall’ambasciata russa per esprimere la loro solidarietà e il loro sostegno all’operazione speciale della Russia in Ucraina, così come la loro opposizione ai piani di espansione dell’Alleanza Atlantica nell’Europa orientale.
L’ambasciatore russo in Serbia, Alexander Botsan-Kharchenko, insieme ai veterani serbi, ha deposto corone di fiori in diversi monumenti della città dedicati alle migliaia di vittime di quell’aggressione.
Il bombardamento è durato dal 24 marzo all’11 giugno 1999. Durante quei 78 giorni, la NATO ha lanciato un totale di 2.300 missili su 990 obiettivi, così come 14.000 bombe sul territorio della Jugoslavia. Solo nella capitale Belgrado sono state lanciate 212 bombe. Sono state lanciate anche tra le 10 e le 15 tonnellate di uranio impoverito, causando un disastro ambientale e un aumento di cinque volte dei casi di malattie tumorali.
Questi due mesi e mezzo di incessanti attacchi aerei hanno provocato la morte di più di 2.000 civili, tra cui 88 bambini, e 6.000 feriti.