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Il presidente della direzione di Credit Suisse, Tidjane Thiam, percepirà ancora 10,24 milioni di franchi per l'esercizio 2016 dopo la riduzione volontaria dei bonus da parte del management decisa in seguito alle critiche di alcuni rappresentanti degli azionisti.
Previsti erano inizialmente 11,90 milioni di franchi.
Conformemente a quanto reso noto venerdì dalla grande banca, nel rapporto sulle remunerazioni attualizzato e pubblicato oggi si legge che il consiglio d'amministrazione (Cda) propone agli azionisti di approvare, in occasione dell'assemblea generale del 28 aprile, una parte variabile a corto termine di 17,01 milioni di franchi per i membri della direzione, contro 25,99 milioni in precedenza. I bonus per le prestazioni a lungo termine per l'esercizio 2017 scenderanno dal canto loro da 52,0 a 31,2 milioni. La remunerazione prevista per il Cda tra l'assemblea generale del 2017 e quella del 2018 è stata abbassata da 12,5 a 12,0 milioni, il livello degli anni precedenti.
Gli azionisti che si sono già pronunciati per via elettronica potranno modificare fino al 25 aprile le proprie scelte iniziali richiedendo un nuovo formulario. Gli altri punti all'ordine del giorno dell'assemblea restano immutati.
Le società americane di consulenza agli azionisti ISS e Glass Lewis così come la fondazione ginevrina Ethos, che assieme rappresentano tra un quarto e un terzo del capitale azionario della grande banca, avevano raccomandato di bocciare il rapporto sulle remunerazioni, ritenendo l'importo troppo elevato rispetto alle perdite miliardarie degli ultimi due esercizi. La direzione di Credit Suisse ha quindi annunciato venerdì un taglio del 40% dei bonus di lungo termine per il 2017 e di quelli di breve termine per il 2016. Il Cda rinuncia invece ad aumentare i propri compensi per il 2017.
Pur parlando di passi nella giusta direzione, in una nota ISS raccomanda ancora di respingere il rapporto a causa di lacune del Cda nel processo di fissazione delle remunerazioni. Secondo quanto riferisce la tv svizzerotedesca SRF, anche Glass Lewis accoglie favorevolmente la decisione, ma la considera insufficiente. Così come Ethos, che continua anch'essa a ritenere i compensi troppo elevati. E che in un comunicato ribadisce di opporsi alla rielezione del presidente del Cda Urs Rohner e del suo vice Richard Thornburgh. Il fondo statale norvegese Norges Bank, che detiene circa il 5% di Credit Suisse, ha invece cambiato avviso: in una nota afferma che su questa base può approvare il rapporto sulle remunerazioni.
SDA-ATS