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Il presidente americano Donald Trump ha ricevuto il premier israeliano alla Casa Bianca, Benyamin Netanyahou, mercoledì 15 febbraio. Durante l’incontro, Trump ha dissociato per la prima volta l’obiettivo di una pace tra Israele e palestinesi dalla creazione di uno Stato palestinese accanto allo Stato ebraico. La vigilia dell’incontro, i suoi consiglieri avevano preparato il terreno assicurando che “una soluzione dei due Stati senza la pace è un obiettivo che non ci interessa”.
Questo cambio di rotta – se confermato – potrebbe isolare gli Stati Uniti di fronte agli alleati arabi o occidentali ed è stato operato in un modo confuso. E’ infatti intervenuto in risposta a una domanda posta in conferenza stampa curiosamente programmata all’inizio della visita.
“Considero la soluzione dei due Stati, considero quella di uno Stato e mi va bene quello che va bene a Israele e ai palestinesi – ha detto Trump in un modo talmente candido (o pseudo tale) da far ridere il suo interlocutore – Entrambe le soluzioni mi vanno bene. Per un determinato periodo ho pensato che la soluzione dei due Stati fosse la più facile, ma onestamente, se Bibi (il soprannome di Benyamin Netanyahou) e i palestinesi sono contenti, a me andrà bene quello che vogliono loro.”
Netanyahou non si è espresso circa la soluzione a uno Stato, quella che rivendica l’estrema destra israeliana, ferocemente contraria alla creazione di uno Stato palestinese. In passato, il primo ministro israeliano si è espresso in maniera contraddittoria sulla soluzione dei due Stati, riconoscendola solo una volta, nel 2009, sotto la pressione di Barack Obama. Durante la campagna elettorale dello scorso anno l’aveva invece scartata.
Trump ha comunque chiesto a Netanyahou di rallentare per un momento l’espansione delle colonie nei territori palestinesi. Si è mostrato riservato sulla promessa di trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Infine, ha assicurato che la pace passerà da inevitabili compromessi. Netanyahou ha apprezzato il distacco di Trump dalla questione dei due Stati, un tema di discordia in Israele, a causa della pressione dei coloni.
Mercoledì alla Casa Bianca tutto era stato preparato per mettere in scena un’intesa ritrovata dopo gli anni di tensione fra Obama e il premier israeliano. Durante l’incontro, Netanyahou e Trump hanno insistito sulla loro prossimità. Il genero di Trump, Jared Kushner, presente all’incontro, verrà probabilmente confermato alla guida del delicato dossier. E’ stata ribadita la diffidenza dei due paesi nei confronti dell’Iran. Trump ha ribadito che l’accordo nucleare fra le grandi potenze e Teheran è stato il peggiore mai concluso, mentre invece i suoi consiglieri hanno detto in diverse occasioni che Washington intende rispettare questo accordo.