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Come una variazione sul tema, si può immaginare una versione filosofica di Celebrities Deathmatch, il programma di Mtv nel quale i pupazzi animati di personaggi del mondo dello spettacolo si affrontano in spettacolari duelli all’ultimo sangue (qui il duello tra Angelina Jolie e Sandra Bullock).
Philosopher Deathmatch: Aristotele che rompe le costole a Platone immobilizzato dal terzo uomo, un duello con gli attizzatoi tra Popper e Wittgenstein, Abelardo che, a colpi di martello, trasforma Bernardo in mezzo uomo, Rousseau che tortura Voltaire con la ruota dei trovatelli, Schelling che aizza delle mucche nere contro Hegel, Kant che sottopone Schopenhauer a trattamento sanitario obbligatorio per demenza senile, e così via.
Alla spettacolarità di questi incontri si contrappone la sobrietà di “Jerry Fodor contro Charles Darwin”. Nonostante il titolo del forthcoming paper di Fodor, Against darwinism (Contro il darwinismo), suoni minaccioso, Fodor non vuole eliminare Darwin per sostituire all’evoluzionismo un qualche progetto intelligente di matrice divina.
Fodor contro tutti
Le obiezioni iniziali di Fodor riguardavano la psicologia evoluzionista, poi si è accorto che, più in generale, costituivano una critica al rapporto tra darwinismo e teorie intenzionali. A ben guardare, però, i problemi di compatibilità con il darwinismo non riguardano il concetto di intenzionalità, ma quello, più generale, di intensionalità (vedi più avanti). Infine, Fodor si è reso conto che il vero problema è il darwinismo, e per fortuna si è fermato qui, prima di coinvolgere tutta la biologia o la scienza in generale, filosofia inclusa.
Con intenzionalità possiamo intendere la capacità di riferirsi ad un oggetto immanente. Per quanto riguarda la intensionalità, è la possibilità di riferirsi ad un oggetto in base alle sue proprietà; intensionale si contrappone qui a estensionale. Un piccolo esempio spero chiarificatore: supponiamo che un uomo mascherato di nome Gottlob si stia avvicinando, io lo veda ma non riconosca chi si nasconde sotto la maschera: le affermazioni “Gottlob si sta avvicinando” e “Un uomo mascherato si sta avvicinando” sono estensionalmente equivalenti (l’uomo mascherato è Gottlob) ma intensionalmente diverse, dal momento che io posso credere falsa la prima ma vera la seconda.
Per Fodor un evento intenzionale è ovviamente anche intensionale, mentre possono esistere eventi intensionali che non sono intenzionali.
Psicologia evoluzionista
La psicologia evoluzionistica è la teoria dell’evoluzione applicata al comportamento umano. Noi discendiamo tutti da progenitori che si sono riprodotti con successo, altrimenti non sarebbero i nostri progenitori. A contribuire al successo riproduttivo sono caratteristiche non solo somatiche, cioè relative al corpo, ma anche comportamentali. Dato che quasi tutti i comportamenti sono in qualche misura anche geneticamente determinati, abbiamo ereditato dai nostri progenitori quei meccanismi psicologici che favorivano il successo riproduttivo. La psicologia evoluzionistica si interessa alle cause ultime di un certo comportamento (come mai esiste); lo fa considerando il contributo alla riproduzione che quel comportamento ha, o ha avuto.
Perché questa impostazione è, secondo Fodor, problematica?
Prendiamo il caso di una rana che mangia le mosche. Per la rana è bene mangiare mosche: più mosche mangia maggiori sono le sue opportunità riproduttive. La selezione naturale ha così determinato, ad esempio, la particolare lingua “prensile” della rana: banalizzando, più in fretta mangia le mosche, più tempo può dedicare a corteggiare le femmine.
Tutto bene? No, perché la selezione naturale sarebbe anche responsabile dell’intenzione della rana di catturare le mosche (distinta, ad esempio, dall’intenzione di prendere il sole sopra una ninfea). Ma la selezione naturale non può distinguere tra l’intenzione di catturare mosche da quella di catturare piccoli oggetti neri volanti, perché le due intenzioni sono estensionalmente equivalenti (le mosche si presentano come piccoli oggetti neri volanti).
La selezione naturale è un processo estensionale, e come tale non può avere conseguenze intenzionali. Una rana che vuole cacciare le mosche ha le stesse possibilità di mangiare e di riprodursi di una che desidera cacciare pallini neri volanti, e non si può quindi affermare che la selezione naturale abbia selezionato questa intenzione.
Fodor contro la selezione naturale
La critica di Fodor non si limita alla intenzionalità, ossia alla capacità di una mente di riferirsi a qualcosa di esterno. Come accennato, si estende in generale ai processi intensionali, e quindi non riguarda più solo la psicologia evolutiva, ma tutto l’impianto darwiniano.
L’affermazione “l’evoluzione ha selezionato la lingua prensile della rana per cacciare le mosche” è infatti una affermazione intensionale. Per rimanere nell’estensionale si dovrebbe troncare la frase subito prima di quel problematico per: “l’evoluzione ha selezionato la lingua prensile della rana”. Però, a questo punto, si ha solo un empirico prendere atto della realtà: da Darwin si è tornati a Linneo.
Inserire quel per significa introdurre un controfattuale, ossia l’affermazione “Se non ci fossero state le mosche la rana avrebbe avuto una lingua diversa”. Come supportare questi controfattuali?
Due soluzioni: la prima è riferirsi ad una intenzionalità di livello superiore: madre natura, il gene egoista, Dio. Però Dio non esiste, madre natura nemmeno e anche il gene egoista è una invenzione, interessante, ma pur sempre una invenzione.
La seconda soluzione è introdurre il concetto di legge. Una legge è intensionale, non estensionale, e supporta i controfattuali. Purtroppo non è possibile trovare una legge per la selezione naturale: la famosa storiella delle maggiori opportunità riproduttive è, appunto, una storiella. Non funziona. Le opportunità riproduttive sono una questione di contesto e a volte le maggiori opportunità si ottengono emigrando, ossia cambiano contesto. Affermare che la caratteristica x è meglio della caratteristica y significa affermare che gli individui che godono di x hanno maggiori opportunità riproduttive di quelli che godono di y a parità di tutte le altre caratteristiche, ma in natura non si avvera mai quel “a parità di tutte le altre caratteristiche”, è impossibile isolare la caratteristica x da quella y.
Fodor contro la storia
Fodor ad un certo punto evoca la battaglia di Waterloo.
Pare che Napoleone abbia perso a causa della pioggia: il terreno umido non è adatto alla cavalleria. Ma quale storico si sentirebbe di affermare che esistono leggi che regolano il rapporto tra condizioni atmosferiche ed esito delle battaglie? Similmente avverrebbe per l’evoluzionismo.
Non si capisce se, per Fodor, la storia sia o no una scienza seria. Probabilmente sì, perché i controfattuali di Waterloo sono assicurati dalle intenzionalità di Napoleone e Wellington. Rimane però l’impossibilità di avere leggi storiche.
Darwin contro Fodor
La legge di gravità non è in grado di spiegare le valanghe. Non vi sono leggi per le valanghe: le relazioni tra le valanghe e le temperature, il tipo di neve eccetera sono solo probabilistiche. Eppure la legge di gravità è una legge, ed è pure una ottima legge della fisica.
E sicuramente è a causa della forza di gravità che ci sono le valanghe.
Fodor ha mostrato come un fenomeno intensionale non possa venire descritto estensionalmente. Ma qui si ha il contrario: si ha un fenomeno estensionale che viene descritto intensionalmente. Abbiamo un processo molto complesso, la selezione naturale, che agisce su più fattori, alcuni dei quali hanno anche la curiosa caratteristica di essere intensionali, alcuni persino intenzionali. Interessante, ma poco influente: quello che conta sono le conseguenze. E, per tornare alla rana che vuole caccia mosche o piccoli oggetti neri volanti, è facile immaginare che una rana che desidera mangiare mosche studierà sistemi per distinguere una mosca dalla fuliggine, contrariamente alla rana che desidera mangiare piccoli oggetti neri volanti. E non è difficile immaginare il risultato.
Il Philosopher Deathmatch arriva alla fine. Come Harrison Ford nella celebre sequenza dei Predatori dell’arca perduta, Darwin estrae con sguardo annoiato la pistola e si libera di Fodor in pochi secondi. Sipario.
Post Scriptum
Propongo agli editorialisti di Avvenire di citare l’articolo di Fodor come dimostrazioe dell’esistenza di una congiura darwinista: anche un noto e importante filosofo ha espresso dubbi sul darwinismo, ma il suo lavoro viene boicottato dalla comunità accademica. Il fatto che Fodor sia ateo potrebbe tornare utile per mostrare come i sostenitori dell’Intelligent Design non siano tutti bigotti credenti (eviterei, ovviamente, di citare la parte nella quale Fodor dice che credere in un disegno della natura è una fesseria).