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<h2>SubmittedText<h2><p>Il settore dell'alluminio in Europa sta attraversando una fase di profonda ristrutturazione, che tocca in particolar modo la multinazionale Alcan. In Svizzera vi sono stabilimenti industriali molto importanti quali Sierre, Chippis e Steg, nel Vallese. Molti posti di lavoro sono in pericolo, e questo in una regione periferica. Urge dunque conoscere la strategia di Alcan per evitare un processo di deindustrializzazione. Il rispetto dei contratti collettivi di lavoro e la preparazione del futuro industriale di una regione sono due cose distinte: ecco perché i sindacati hanno lanciato l'idea di un piano di riconversione industriale che merita di essere sostenuto da parte nostra come da parte delle autorità federali. La proposta è innovativa e può anche riuscire a mobilitare una regione rendendo più dinamica la politica regionale della Confederazione.</p><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza del piano di ristrutturazione della multinazionale Alcan e delle sue conseguenze a breve e medio termine sugli insediamenti industriali della nostra regione? In caso di risposta negativa, in che modo sta cercando d'informarsi in merito?</p><p>2. Il Consiglio federale, nella sua risposta del 7 settembre 2005 alla mia domanda del 16 giugno 2005, ribadisce che "sostiene l'obiettivo del proseguimento di queste attività industriali creando condizioni quadro quanto più possibile attrattive per le attività economiche in Svizzera". Concretamente, quali sono le condizioni quadro che il Consiglio federale intende rendere "quanto più possibile attrattive" per mantenere e sviluppare i posti di lavoro della multinazionale Alcan in Svizzera?</p><p>3. Da cinque anni il canton Vallese garantisce a Alcan un prezzo sull'energia di molto inferiore a quello di mercato e agevolazioni fiscali il cui costo, per le autorità pubbliche, si aggira sui 5 milioni di franchi all'anno. Nella sua risposta il Consiglio federale afferma "che non sia di sua competenza intervenire direttamente nelle decisioni imprenditoriali", anche quando annunciano una massiccia soppressione di posti di lavoro. Il Consiglio federale è del parere che il finanziamento da parte dello Stato di una multinazionale debba avvenire senza contropartita?</p><p>4. Le organizzazioni sindacali hanno proposto alla ditta Alcan di impegnarsi a favore di un piano di riconversione industriale che preveda lo sviluppo di un distretto industriale (cluster) dell'alluminio nel Vallese. Il Consiglio federale è disposto a sostenere un simile progetto innovatore e ad appoggiare le autorità cantonali e i partner sociali nello sviluppo tecnologico del trattamento dell'alluminio in Vallese, avvalendosi di misure strategiche a livello industriale, di formazione e di perfezionamento professionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale, come già reso noto nella risposta all'interrogazione Rey 05.1087, deplora il taglio di posti previsto per la ditta Alcan, ovvero, presso uno dei maggiori datori di lavoro del canton Vallese. In merito alle cinque domande poste dall'interpellante, la posizione del Consiglio federale è la seguente:</p><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza del piano di ristrutturazione e delle relative conseguenze a breve termine sui posti di lavoro. La strategia di Alcan prevede che la realtà industriale vallesana mantenga un'importanza centrale, malgrado la perdita netta di posti di lavoro. Gli effetti a medio e lungo termine sui posti di lavoro e sulla realtà industriale dipenderanno dal successo della strategia messa a punto dalla Alcan.</p><p>2. Per superare in maniera duratura il periodo di debole crescita registrato dai primi anni Novanta, il Consiglio federale ha deciso, in data del 18 febbraio 2004, di attivare un pacchetto di 17 provvedimenti nel corso della legislatura 2003-2007. Tali provvedimenti, che miglioreranno le condizioni quadro sull'intero territorio nazionale, puntano soprattutto ad accrescere la concorrenza sul mercato interno, a continuare l'integrazione nell'economia mondiale, a limitare il carico fiscale, a ottimizzare l'attività dello Stato, a mantenere un elevato tasso di attività nonché a garantire la competitività del sistema formativo e a riformare il diritto economico per favorire la crescita. Inoltre il Consiglio federale propone, nel suo messaggio concernente la nuova politica regionale, alcune misure per migliorare l'attrattiva delle piazze economiche cantonali e regionali. Il compito di creare condizioni quadro attraenti compete comunque ai cantoni e ai comuni; la Confederazione può solamente apportare un contributo economico.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che lo Stato non debba intromettersi né nelle questioni finanziarie né nelle decisioni strategiche delle multinazionali. I cantoni hanno competenze in materia di promozione economica e il Consiglio federale non intende esprimersi sulle misure decise dal cantone Vallese né, tanto meno, intende farlo su altre misure di sostegno all'industria adottate in altri cantoni. Il coordinamento di eventuali misure è di competenza del canton Vallese.</p><p>4. In generale, è bene sostenere gli sforzi compiuti per permettere una buona collaborazione fra imprese, scienza e amministrazione pubblica. Ma il Consiglio federale non intende perseguire una politica industriale incentrata su di un particolare settore di attività o su di una particolare impresa. Tuttavia, normalmente le scuole universitarie professionali lavorano con le imprese della loro regione, le quali beneficiano di risvolti positivi per quanto concerne la formazione professionale e il perfezionamento. La commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) può inoltre favorire lo sviluppo di progetti di ricerca incentrati sulla pratica. Ovviamente Alcan, in collaborazione con una scuola universitaria, può presentare progetti e beneficiare degli aiuti della CTI, a condizione di soddisfare i criteri per l'attribuzione di tali aiuti.</p>  Risposta del Consiglio federale.