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Internamento a vita per l'assassino di Lucie. Lo ha deciso oggi il Tribunale cantonale argoviese, che al processo d'appello ha inasprito su questo punto la sentenza di primo grado.
L'uomo, che oggi ha 29 anni, era stato condannato lo scorso febbraio dal Tribunale distrettuale a 20 anni di detenzione e all'internamento ordinario per l'accusa di assassinio. La pena detentiva era stata accettata dall'imputato ed è quindi passata in giudicato.
Il principale nodo che il tribunale era chiamato a sciogliere riguardava le possibilità di sottoporre il condannato ad una terapia. Nel corso del dibattimento odierno non sono emersi nuovi elementi. Il Ministero pubblico ha ritenuto che il condannato sia refrattario a qualsiasi terapia ed ha perciò chiesto l'internamento a vita.
In proposito sono stati ascoltati gli autori di due perizie psichiatriche. La loro conclusione: nessuna terapia permetterebbe, almeno per i prossimi 15 anni, di ridurre il forte rischio di recidiva.
L'assassinio di Lucie - una 16enne friburghese che lavorava come ragazza alla pari presso una famiglia a Pfäffikon (SZ) risale al 4 marzo del 2009. Dopo aver acquistato e consumato cocaina, l'uomo incontrò l'adolescente alla stazione centrale di Zurigo e le propose di posare come modella, promettendole un compenso di 500 franchi.
L'adolescente lo seguì nel suo appartamento a Rieden, vicino a Baden, dove fu brutalmente uccisa. La ragazza fu colpita con un manubrio per il sollevamento pesi e quindi sgozzata.