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Anche nel secondo anno della pandemia i tre membri della direzione della Banca nazionale svizzera (Bns) si confermano fra i più pagati al mondo: i vertici dell’istituto guadagnano sei volte quanto il presidente della Federal Reserve, la più importante banca centrale del pianeta.
Stando al rapporto d’esercizio 2021 pubblicato oggi, la pioggia di denaro ha interessato il presidente della Bns Thomas Jordan (1,25 milioni), il vicepresidente Fritz Zurbrügg (1,12 milioni) e Andréa Maechler (1,26 milioni). Le cifre si compongono di stipendio, compensi vari, nonché contributi del datore di lavoro a schemi previdenziali e Avs. La remunerazione complessiva del terzetto si attesta a 3,6 milioni, 82mila franchi in meno del 2020.
I membri della direzione confermano così il divario fra i loro compensi e quelli di chi fa parte del governo elvetico o dei comuni salariati. In base alle retribuzioni in vigore il lavoro dei direttori della Bns vale infatti quasi il triplo di quello di un consigliere federale (che incassa 455’000 franchi), 15 volte più di quello di un stipendiato medio elvetico e 19 volte più di quello di un ticinese.
Contrariamente alle retribuzioni elargite ai top manager delle aziende, che trovano a volte corrispettivi anche in analoghe realtà estere, specialmente americane, le remunerazioni della Bns sono inoltre di gran lunga le più elevate al mondo fra quelle dei grandi banchieri centrali, stando ai dati reperibili sulla stampa.
A titolo di paragone, il presidente della Federal Reserve americana, Jerome Powell, si accontenta di circa 204mila dollari, cioè sei volte di meno. La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde guadagna più di lui, ma non va oltre i 503mila euro. Sia Powell che Lagarde hanno anche una posizione molto più esposta dei corrispettivi dirigenti elvetici: le loro parole sono in grado di cambiare notevolmente i corsi sui mercati finanziari, con effetti a cascata per ampi segmenti dell’economia mondiale.
Il tema degli stipendi dei manager delle aziende legate alla Confederazione quali Swisscom, Ffs, La posta, Ruag, Suva, Skyguide e Srg Ssr finisce regolarmente nell’agenda politica. Scarsa discussione suscitano per contro i compensi alla Bns: molto più dibattuto è l’impatto della politica monetaria della banca orientata a tassi d’interesse negativi, che secondo l’istituto sono necessari per limitare il rafforzamento del franco, mentre stando ai critici provocano distorsioni e non hanno una sufficiente base democratica.
Pur essendo anche quotata in Borsa, la Bns può essere considerata un’impresa parapubblica: è una società anonima retta da norme speciali (in particolare la Legge sulla Banca nazionale) e amministrata con il concorso e sotto la sorveglianza della Confederazione. Alla fine di dicembre i Cantoni e le banche cantonali detenevano il 50,8% del capitale azionario e il 76,1% delle azioni con diritto di voto. La Confederazione non è azionista.