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Nella diatriba riguardante la perequazione finanziaria si è finalmente giunti ad una possibile soluzione. I Cantoni hanno approvato un compromesso proposto dai governo. Questo prevede che i Cantoni forti godano di una diminuzione di 67 milioni sui contributi versati.
Concretamente, la Conferenza dei governi cantonali (CDC) propone per il periodo 2016-2019 una riduzione totale dei contributi di 165 milioni di franchi, esattamente la metà di quanto avanzato dal Consiglio federale. Per la Confederazione lo "sconto" sarebbe di 98 milioni, mentre per i cantoni ricchi di 67 milioni.
Il quorum di 18 Cantoni è stato raggiunto, ha dichiarato all'ats la Segretaria generale della CDC Sandra Maissen, confermando informazioni della "Neue Luzerner Zeitung" e del "St. Galler Tagblatt".
Viste le differenze fra Cantoni forti e deboli, si è cercato di trovare un compromesso che potesse mettere d'accordo tutti. La proposta definitiva è stata poi inoltrata a fine aprile.
A livello parlamentare il testo potrebbe essere utilizzato in conferenza di conciliazione. È infatti altamente probabile che nel corso della sessione estiva Consiglio nazionale e degli Stati non riescano ad appianare le divergenze esistenti: la Camera del popolo è più vicina alle idee dei Cantoni forti, mentre quella dei Cantoni è a favore dello status quo.
Ieri Svitto ha minacciato di ricorrere al referendum cantonale se il parlamento federale non ridurrà l'onere dei cantoni forti. Posizioni simili sono state espresse da Zugo e Sciaffusa.
SDA-ATS