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RALEIGH - I timori di una carenza di carburante nel sud-est degli Stati Uniti hanno portato ieri numerosi cittadini ad assalire le stazioni di servizio per fare riserva di benzina, in una «corsa al carburante» che ha portato a lunghe file, litigi, e pompe rimaste a secco.
Lo ha riferito il Washington Post, che ha spiegato che nonostante i funzionari del Governo e dell'industria abbiano ribadito più volte che ci fosse abbastanza carburante per tutti, il «panico» di rimanere senza benzina ha scaturito scene surreali, con automobilisti nervosi che hanno intasato stazioni di servizio e autogrill, arrivando anche alle mani.
Secondo il quotidiano, almeno 12'000 stazioni di servizio hanno riferito di essere rimaste completamente a secco. Ciò che ha spinto il prezzo di un gallone oltre i 3 dollari, il più alto degli ultimi anni. Rob Underwood, presidente dell'Energy Marketers of America, ha detto che le stazioni di servizio hanno venduto ieri in poche ore ciò che solitamente vendono in diversi giorni.
La paura di una carenza di benzina, lo ricordiamo, è dovuta alla chiusura di un importante gasdotto della Colonial Pipeline a causa di un attacco hacker avvenuto venerdì. Il gasdotto, che trasporta oltre 2,5 milioni di barili di carburante al giorno, copre i territori dal Texas a New York. Colonial e i suoi consulenti di cyber-sicurezza, a quanto ha dichiarato il portale Bloomberg, hanno deciso di pagare il riscatto richiesto dagli hacker stranieri dietro all'attacco, ma non prima di aver chiuso temporaneamente oltre 8'850 chilometri di gasdotto per provare a rafforzare la sicurezza dei server e poter riprendere le attività tramite backup.
In North Carolina, il 65% delle stazioni di riferimento era già senza gas mercoledì pomeriggio. Più del 43% delle pompe erano vuote in Georgia, South Carolina e Virginia. Ma non solo: il panico si è diffuso tanto rapidamente che anche le stazioni di servizio nella Florida centrale, un'area non fornita dal gasdotto Colonial, erano a corto di carburante.
I governatori di Virginia, North Carolina, Georgia e Florida hanno pertanto dichiarato lo stato di emergenza, con alcune città, come Charlotte, che hanno chiesto alle aziende di far lavorare i propri dipendenti da casa per risparmiare benzina. Viste le scene al limite dell'assurdo, la US Consumer Product Safety Commission ha dovuto persino avvertire gli americani di non riempire sacchi di plastica con la benzina, sottolineandone la pericolosità.
Ad aver esacerbato la sensazione di panico, sottolineano poi i media statunitensi, potrebbero essere stati i social. Le notizie false e cospirative sulla carenza di gas («causata volontariamente dal Governo», si legge in alcuni tweet) si sono infatti diffuse rapidamente online, esortando gli americani a fare scorta.
Nel frattempo, Colonial Pipeline ha annunciato di aver avviato il riavvio delle operazioni, spiegando però che «ci vorranno diversi giorni perché la catena di fornitura del prodotto torni alla normalità», e che ci saranno probabilmente ancora interruzioni di servizio.
I timori di una carenza di carburante nel sud-est degli Stati Uniti hanno portato ieri numerosi cittadini ad assalire le stazioni di servizio per fare riserva di benzina, in una «corsa al carburante» che ha portato a lunghe file, litigi, e pompe rimaste a secco.