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SHANGHAI - Sono stati dichiarati tutti morti i 16 minatori intrappolati da lunedì in una miniera della provincia centrale cinese dello Henan. Lo riferisce l'agenzia Nuova Cina.
Alle 2.00 di questa notte i soccorritori hanno recuperato tutti i corpi dei minatori, ha spiegato all'agenzia cinese un portavoce dell'ufficio di sicurezza della città di Dengfeng, dove è avvenuto l'incidente.
Lunedì sera 127 minatori stavano lavorando nella miniera di carbone Sanyuandong a Dengfeng quando è avvenuta una fuga di gas. Centoundici minatori riuscirono a mettersi in salvo, mentre 16 rimasero intrappolati in fondo alla miniera. Le cause dell'incidente sono ancora da chiarire.
La miniera di Sanyuandong ha una produzione annua di 300'000 tonnellate ed è di proprietà della società statale Zhengzhou Coal Industry. Il responsabile della miniera è stato cacciato e il capo degli ingegneri e il suo team sono stati sospesi dall'incarico subito dopo l'incidente.
Intanto circa 30 minatori sono rimasti intrappolati all'interno di una piccola miniera di oro e rame crollata ieri sera nel nord del Cile. I soccorritori sono a lavoro presso il sito di San Esteban, situato a circa 80 km dalla città di Copiapo. Le cause dell'incidente sono ancora ignote. Il Cile è uno dei maggiori produttori al mondo di rame, ma gravi incidenti minerari non sono comuni nel paese sudamericano.
SDA-ATS