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BERNA - I servizi segreti non schederanno più nessuno senza prove che dimostrino l'effettivo pericolo per la sicurezza dello Stato. Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) reagisce così alle critiche emesse dalla Delegazione delle Commissioni di gestione del Parlamento.
Il direttore del SIC Markus Seiler ha emano venerdì una "linea restrittiva" per la raccolta di informazioni da registrare nella banca dati ISIS (sistema di trattamento dei dati relativi alla protezione dello Stato), ha detto il portavoce del Dipartimento della Difesa (DDPS) Sebastian Hueber, confermando una notizia pubblicata dalla "NZZ am Sonntag". Non sono escluse altre misure. Spetta però al Consiglio federale preparare una risposta alle critiche formulate nel rapporto entro ottobre.
Il SIC è attivo solo dall'inizio di quest'anno e dipende dal Dipartimento della difesa. Prima il lavoro di "intelligence interna" era svolto dal Servizio di analisi e prevenzione (SAP), legato al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
In un rapporto pubblicato mercoledì, la Delegazione delle Commissioni della gestione ha accusato il SAP di aver schedato decine di migliaia di persone senza procedere ai controlli previsti dalla legge. La banca dati è quindi colma di informazioni inutili, errate o superate che intralciano il lavoro di protezione dello Stato.
SDA-ATS