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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento i contributi di coesione pagati all'UE sotto forma di un disegno di legge che possa essere sottoposto a referendum. Il popolo deve avere l'opportunità di decidere in merito a tali somme recandosi alle urne.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il nostro benessere a lungo termine dipende da un'Europa sicura, stabile e prospera.</p><p>Per il secondo contributo svizzero, pari a 1,3 miliardi di franchi ripartiti su dieci anni (ossia 130 milioni di franchi all'anno), il Consiglio federale ha fissato tra l'altro due priorità tematiche, formazione professionale e migrazione. Per la formazione professionale saranno stanziati fino a 200 milioni di franchi (incluse le spese proprie della Svizzera) e per la migrazione fino a 250 milioni (200 milioni di franchi dal credito quadro "migrazione" e fino a 50 milioni di franchi per progetti nell'ambito della migrazione dal credito quadro "coesione"). Attraverso il suo contributo la Svizzera potrà contribuire ad affrontare le sfide attuali che riguardano l'Europa ma anche il nostro Paese. Attraverso il proprio contributo autonomo la Svizzera rafforza e approfondisce le relazioni bilaterali con una serie di Stati UE e con l'Unione Europea nel suo complesso. Il contributo viene versato tuttavia direttamente agli Stati selezionati e non alle istituzioni UE.</p><p>Le basi legali per il finanziamento dei due crediti quadro - coesione e migrazione - sono costituite dalla legge federale del 30 settembre 2016 sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est (LF Est; RS 974.1) e dalla legge del 26 giugno 1998 sull'asilo (LAsi; RS 142.31). Con l'approvazione della revisione della LF Est, un anno e mezzo fa sono state rinnovate le basi legali per la parte relativa alla coesione del secondo contributo. Benché questa legge federale sottostasse al referendum facoltativo, non si è fatto ricorso a quest'ultimo. Secondo il Consiglio federale l'elaborazione di una nuova base legale per lo stesso ambito non è una soluzione efficiente né adeguata.</p><p>In base all'articolo 113 della legge del 26 giugno 1998 sull'asilo (RS 142.31) la Confederazione partecipa già oggi all'armonizzazione della politica europea in materia di rifugiati e alla soluzione dei problemi dei rifugiati all'estero. La priorità attribuita alla migrazione nel secondo contributo mira ad affrontare meglio i flussi migratori e a ridurre il rischio di migrazione secondaria (cfr. anche art. 91 cpv. 7, art. 93 cpv. 1 lett. c e cpv. 2 LAsi). Questo approccio porta avanti senza soluzione di continuità la politica svizzera condotta finora. La legge sull'asilo, come tutte le leggi federali, poteva essere sottoposta al referendum facoltativo.</p><p>I due distinti decreti federali concernenti il credito quadro coesione e il credito quadro migrazione non sottostanno invece a referendum in quanto hanno la forma di decreti federali semplici (cfr. art. 10 LF Est e art. 25 della legge sull'Assemblea federale, RS 171.10).</p><p>Come dichiarato dal Consiglio federale nel suo parere negativo riguardo alla mozione Minder 17.4318, il Parlamento ha affrontato "ripetutamente la questione riguardante il rafforzamento dei diritti popolari a livello federale per mezzo di un referendum finanziario. Un'iniziativa parlamentare di simile tenore (03.401), depositata dal Gruppo dell'Unione democratica di Centro, è stata tolta dal ruolo nel 2008, dopo che l'introduzione di un referendum finanziario era stata respinta a maggioranza nell'ambito della consultazione".</p><p>Il secondo contributo svizzero è un contributo autonomo, corrisponde agli interessi del nostro Paese e non è direttamente connesso ad altri dossier. Poiché costituisce un aspetto delle relazioni tra la Svizzera e l'UE è tuttavia legato al contesto politico generale. Alla fine della procedura di consultazione il Consiglio federale ne analizzerà i risultati e, tenendo conto dei progressi fatti nell'ambito delle relazioni con l'UE e in particolare degli sviluppi nel campo del riconoscimento dell'equivalenza della borsa svizzera, definirà i prossimi passi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.