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Incarto n. 52.95.00465 DP 195/95 cm Lugano 27 novembre 1995 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi segretario: Leopoldo Crivelli statuendo sul ricorso 2 agosto 1995 di __________ contro la decisione 17 luglio 1995 del Consiglio di Stato, no. 3945, che evade come ai considerandi i ricorsi inoltrati dall'insorgente, rispettivamente da __________ e __________ contro le decisioni 14 aprile 1994 e 6 marzo 1995 rese dal municipio di __________ in relazione all'edificazione delle part. no. __________ e __________ RFD; viste le risposte: - 10 agosto 1995 del municipio di __________; - 10 agosto 1995 del Consiglio di Stato; - 22 agosto 1995 del Dipartimento del territorio; - 9 settembre 1995 di __________; letti ed esaminati gli atti; ritenuto, in fatto A. Il 2 dicembre 1993 __________ e __________ hanno chiesto al municipio di __________ il permesso di costruire una casa plurifamiliare in località __________ (part. no. __________ e __________ RF; zona R2;. Il progetto prevedeva di costruire uno stabile lungo m 24.95 suddiviso in due edifici lunghi m 14.55 ed 8.05, uniti fra loro da un corpo scale largo m 2.35 e da un tetto "a botte". Alla domanda si è opposto __________, proprietario del fondo confinante verso N (part. __________ RF), contestando la distanza dal confine (m 3), a suo avviso contraria agli art. 15 e 16 NAPR. Raccolto il preavviso favorevole del Dipartimento del territorio, il 14 aprile 1995 il municipio di __________ ha rilasciato la licenza richiesta, subordinandola alla condizione che la distanza dal confine N venisse aumentata a m 5,50. L'autorità comunale ha ritenuto che i due edifici formassero un tutt'uno e che di conseguenza tornasse applicabile il supplemento di distanza prescritto dall'art. 16 NAPR per facciate più lunghe di 18 m. Contro questa condizione i beneficiari della licenza sono insorti davanti al Consiglio di Stato, contestando il cumulo delle lunghezze delle facciate. Con giudizio 17 luglio 1995 il Consiglio di Stato ha evaso il ricorso a sensi dei considerandi, riformando a danno dei ricorrenti la decisione impugnata ed aumentando la distanza da m 5.50 a m. 6.50 Pur non essendo stati previamente sentiti dal Consiglio di Stato, i ricorrenti hanno accettato il giudizio. B. Nelle more del procedimento ricorsuale, i resistenti __________ e __________ hanno inoltrato al municipio di __________ una variante che: a) riduce la lunghezza dei due edifici a m 6,23, rispettivamente 13.77, b) aumenta a m 3.50 la larghezza dello spazio occupato dal corpo scale, c) aumenta a m 4 la distanza dal confine N ed d) arretra a m 4 dal filo della facciata N l'impalcatura delle scale. Il tetto è invece lasciato invariato. __________ si è opposto anche a questa variante, contestando che l'arretramento del corpo scale fosse sufficiente ad evitare il cumulo delle lunghezze delle facciate. Con decisione 6 marzo 1995 il municipio di __________ ha tuttavia rilasciato la licenza edilizia in variante. Contro questa decisione l'opponente __________ è insorto davanti al Consiglio di Stato, ribadendo le obiezioni sollevate davanti all'autorità comunale. Con lo stesso giudizio del 17 luglio 1995 il Consiglio di Stato ha evaso anche questo ricorso come ai considerandi, confermando la licenza edilizia alla condizione che il tetto sovrastante lo spazio fra i due edifici si limiti a coprire l'impalcatura delle scale. C. Contro questa decisione governativa __________ insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, sostenendo che anche con questa correzione i due edifici formano un tutt'uno. Rimarrebbe quindi applicabile il supplemento di distanza da confine prescritto dall'art. 16 NAPR per edifici lunghi più di 18 m. D. Il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato che non formula osservazioni. Alla stessa conclusione pervengono il municipio di __________ ed i beneficiari del permesso, che contestano succintamente le tesi dell'insorgente. Considerato, in diritto 1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono chiaramente date (art. 21 LE; 43 e 46 PAmm). Il ricorso è dunque ricevibile in ordine. Data la natura delle contestazioni sollevate dal ricorrente, il giudizio può essere reso sulla base degli atti senza istruttoria (art. 18 PAmm). 2. Giusta l'art. 13 cifra 2 NAPR di __________ "la lunghezza della facciata è la misura del lato del rettangolo parallelo al confine che circoscrive l'edificio". La norma, corredata dal seguente schizzo illustrativo: fig. A fig. B dispone tuttavia, a titolo di eccezione, che "tale misura non è calcolata per le parti arretrate di almeno 4 m dalle facciate considerate per la zona R2". Eccezione, questa, che come chiaramente si evince dallo schizzo illustrativo sopra riprodotto (fig. A), porta ad escludere dal computo della lunghezza delle facciate tutte le parti arretrate di almeno 4 m rispetto al filo più esterno degli ingombri. Per edifici lunghi sino a 18 m ed altri al massimo m 7.20, l'art. 15 NAPR prescrive una distanza di 3 m dal confine. Per facciate lunghe più di 18 m, a questa distanza va aggiunto un supplemento di 50 cm ogni metro di maggior lunghezza sino ad una distanza massima di 7 m: misura, oltre la quale, la lunghezza effettiva delle facciate perde rilevanza dal profilo del diritto edilizio (cfr. art. 16 NAPR.) 3. 3.1. Ai fini dell'applicazione dell'art. 13 cifra 2 NAPR, ovvero della determinazione della lunghezza della facciata, nel caso concreto occorre anzitutto rilevare che il controverso intervento edilizio deve necessariamente essere configurato come un unico edificio. Il fatto che risulti suddiviso in due distinti fabbricati, uniti da un corpo scale comune arretrato rispetto alla facciata N, è del tutto irrilevante. Decisivo è il fatto che il complesso può essere circoscritto soltanto da un rettangolo. Il corpo scale che congiunge fisicamente, architettonicamente e funzionalmente i due fabbricati non permette invero altra soluzione. In particolare, non è possibile disegnare due distinti rettangoli attorno alle singole parti della costruzione. 3.2. Fatta questa premessa, si tratta di stabilire la lunghezza della facciata N. Orbene, la lunghezza effettiva del lato N del rettangolo che circoscrive l'edificio è di per sé pari a m 23.50. L'art. 13 cifra 2 NAPR stabilisce tuttavia, al secondo capoverso, che la lunghezza delle parti arretrate di 4 m dalle facciate considerate per la zona R2, non è computata ai fini della determinazione della lunghezza delle facciate. Ora la facciata N dello stabile in esame presenta (dopo la correzione del tetto imposta dal Consiglio di Stato) un arretramento di 4 m dal filo esterno su una lunghezza di m 3.50. Misura, questa, che conformemente all'art. 13 cifra 2 cpv. 2 NAPR riduce da m 23.50 a m 20 la lunghezza complessiva della facciata di cui si discute. Irrilevante è il fatto che la parte arretrata della facciata sia lunga solo m 3.50. La legge fissa soltanto l'arretramento minimo. Non prescrive anche una lunghezza minima della parte arretrata. 3.3. Accertato che la lunghezza determinante della facciata N è di 20 m, alla distanza di 3 m dal confine prescritta dall'art. 15 NAPR va aggiunto un supplemento di 1 m: del tutto conforme agli art. 15 e 16 NAPR risulta pertanto la distanza di 4 m dal confine prevista dalla licenza 6 marzo 1995 nella versione corretta dal Consiglio di Stato con il giudizio impugnato (arretramento anche del tetto sovrastante il corpo scale). 4. In esito alle considerazioni sin qui esposte, il ricorso va quindi respinto. La tassa di giustizia segue la soccombenza. Per questi motivi, visti gli art. 21 LE; 13, 15, 16 NAPR di __________; 3, 18, 31, 60, 61 PAmm dichiara e pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La tassa di giustizia di fr. 900.-- è a carico del ricorrente. 3. Intimazione a: __________ Per il Tribunale cantonale amministrativo Il presidente Il segretario

Incarto n. 52.95.00465 DP 195/95 cm Incarto n. 52.95.00465

Incarto n. DP 195/95

cm

Lugano 27 novembre 1995 Lugano

Lugano 27 novembre 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo Il Tribunale cantonale amministrativo

Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: composto dei giudici:

composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi segretario: segretario:

segretario: Leopoldo Crivelli Leopoldo Crivelli

Leopoldo Crivelli statuendo sul ricorso 2 agosto 1995 di

statuendo sul ricorso 2 agosto 1995 di __________ __________

__________ contro contro

contro la decisione 17 luglio 1995 del Consiglio di Stato, no. 3945, che evade come ai considerandi i ricorsi inoltrati dall'insorgente, rispettivamente da __________ e __________ contro le decisioni 14 aprile 1994 e 6 marzo 1995 rese dal municipio di __________ in relazione all'edificazione delle part. no. __________ e __________ RFD; la decisione 17 luglio 1995 del Consiglio di Stato, no. 3945, che evade come ai considerandi i ricorsi inoltrati dall'insorgente, rispettivamente da __________ e __________ contro le decisioni 14 aprile 1994 e 6 marzo 1995 rese dal municipio di __________ in relazione all'edificazione delle part. no. __________ e __________ RFD;

la decisione 17 luglio 1995 del Consiglio di Stato, no. 3945, che evade come ai considerandi i ricorsi inoltrati dall'insorgente, rispettivamente da __________ e __________ contro le decisioni 14 aprile 1994 e 6 marzo 1995 rese dal municipio di __________ in relazione all'edificazione delle part. no. __________ e __________ RFD; viste le risposte:

viste le risposte: - 10 agosto 1995 del municipio di __________;

- 10 agosto 1995 del municipio di __________; - 10 agosto 1995 del Consiglio di Stato;

- 10 agosto 1995 del Consiglio di Stato; - 22 agosto 1995 del Dipartimento del territorio;

- 22 agosto 1995 del Dipartimento del territorio; - 9 settembre 1995 di __________;

- 9 settembre 1995 di __________; letti ed esaminati gli atti;

letti ed esaminati gli atti; ritenuto, in fatto

A. Il 2 dicembre 1993 __________ e __________ hanno chiesto al municipio di __________ il permesso di costruire una casa plurifamiliare in località __________ (part. no. __________ e __________ RF; zona R2;. Il progetto prevedeva di costruire uno stabile lungo m 24.95 suddiviso in due edifici lunghi m 14.55 ed 8.05, uniti fra loro da un corpo scale largo m 2.35 e da un tetto "a botte". Alla domanda si è opposto __________, proprietario del fondo confinante verso N (part. __________ RF), contestando la distanza dal confine (m 3), a suo avviso contraria agli art. 15 e 16 NAPR.

Raccolto il preavviso favorevole del Dipartimento del territorio, il 14 aprile 1995 il municipio di __________ ha rilasciato la licenza richiesta, subordinandola alla condizione che la distanza dal confine N venisse aumentata a m 5,50. L'autorità comunale ha ritenuto che i due edifici formassero un tutt'uno e che di conseguenza tornasse applicabile il supplemento di distanza prescritto dall'art. 16 NAPR per facciate più lunghe di 18 m.

Contro questa condizione i beneficiari della licenza sono insorti davanti al Consiglio di Stato, contestando il cumulo delle lunghezze delle facciate.

Con giudizio 17 luglio 1995 il Consiglio di Stato ha evaso il ricorso a sensi dei considerandi, riformando a danno dei ricorrenti la decisione impugnata ed aumentando la distanza da m 5.50 a m. 6.50

Pur non essendo stati previamente sentiti dal Consiglio di Stato, i ricorrenti hanno accettato il giudizio.

B. Nelle more del procedimento ricorsuale, i resistenti __________ e __________ hanno inoltrato al municipio di __________ una variante che:

a) riduce la lunghezza dei due edifici a m 6,23, rispettivamente 13.77,

b) aumenta a m 3.50 la larghezza dello spazio occupato dal corpo scale,

c) aumenta a m 4 la distanza dal confine N ed

d) arretra a m 4 dal filo della facciata N l'impalcatura delle scale.

Il tetto è invece lasciato invariato.

__________ si è opposto anche a questa variante, contestando che l'arretramento del corpo scale fosse sufficiente ad evitare il cumulo delle lunghezze delle facciate.

Con decisione 6 marzo 1995 il municipio di __________ ha tuttavia rilasciato la licenza edilizia in variante.

Contro questa decisione l'opponente __________ è insorto davanti al Consiglio di Stato, ribadendo le obiezioni sollevate davanti all'autorità comunale.

Con lo stesso giudizio del 17 luglio 1995 il Consiglio di Stato ha evaso anche questo ricorso come ai considerandi, confermando la licenza edilizia alla condizione che il tetto sovrastante lo spazio fra i due edifici si limiti a coprire l'impalcatura delle scale.

C. Contro questa decisione governativa __________ insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, sostenendo che anche con questa correzione i due edifici formano un tutt'uno. Rimarrebbe quindi applicabile il supplemento di distanza da confine prescritto dall'art. 16 NAPR per edifici lunghi più di 18 m.

D. Il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato che non formula osservazioni.

Alla stessa conclusione pervengono il municipio di __________ ed i beneficiari del permesso, che contestano succintamente le tesi dell'insorgente.

Considerato, in diritto

1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono chiaramente date (art. 21 LE; 43 e 46 PAmm).

Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.

Data la natura delle contestazioni sollevate dal ricorrente, il giudizio può essere reso sulla base degli atti senza istruttoria (art. 18 PAmm).

2. Giusta l'art. 13 cifra 2 NAPR di __________ "la lunghezza della facciata è la misura del lato del rettangolo parallelo al confine che circoscrive l'edificio".

La norma, corredata dal seguente schizzo illustrativo:

fig. A

fig. B

dispone tuttavia, a titolo di eccezione, che "tale misura non è calcolata per le parti arretrate di almeno 4 m dalle facciate considerate per la zona R2". Eccezione, questa, che come chiaramente si evince dallo schizzo illustrativo sopra riprodotto (fig. A), porta ad escludere dal computo della lunghezza delle facciate tutte le parti arretrate di almeno 4 m rispetto al filo più esterno degli ingombri.

Per edifici lunghi sino a 18 m ed altri al massimo m 7.20, l'art. 15 NAPR prescrive una distanza di 3 m dal confine.

Per facciate lunghe più di 18 m, a questa distanza va aggiunto un supplemento di 50 cm ogni metro di maggior lunghezza sino ad una distanza massima di 7 m: misura, oltre la quale, la lunghezza effettiva delle facciate perde rilevanza dal profilo del diritto edilizio (cfr. art. 16 NAPR.)

3. 3.1. Ai fini dell'applicazione dell'art. 13 cifra 2 NAPR, ovvero della determinazione della lunghezza della facciata, nel caso concreto occorre anzitutto rilevare che il controverso intervento edilizio deve necessariamente essere configurato come un unico edificio. Il fatto che risulti suddiviso in due distinti fabbricati, uniti da un corpo scale comune arretrato rispetto alla facciata N, è del tutto irrilevante. Decisivo è il fatto che il complesso può essere circoscritto soltanto da un rettangolo.

Il corpo scale che congiunge fisicamente, architettonicamente e funzionalmente i due fabbricati non permette invero altra soluzione.

In particolare, non è possibile disegnare due distinti rettangoli attorno alle singole parti della costruzione.

3.2. Fatta questa premessa, si tratta di stabilire la lunghezza della facciata N.

Orbene, la lunghezza effettiva del lato N del rettangolo che circoscrive l'edificio è di per sé pari a m 23.50. L'art. 13 cifra 2 NAPR stabilisce tuttavia, al secondo capoverso, che la lunghezza delle parti arretrate di 4 m dalle facciate considerate per la zona R2, non è computata ai fini della determinazione della lunghezza delle facciate.

Ora la facciata N dello stabile in esame presenta (dopo la correzione del tetto imposta dal Consiglio di Stato) un arretramento di 4 m dal filo esterno su una lunghezza di m 3.50. Misura, questa, che conformemente all'art. 13 cifra 2 cpv. 2 NAPR riduce da m 23.50 a m 20 la lunghezza complessiva della facciata di cui si discute. Irrilevante è il fatto che la parte arretrata della facciata sia lunga solo m 3.50. La legge fissa soltanto l'arretramento minimo. Non prescrive anche una lunghezza minima della parte arretrata.

3.3. Accertato che la lunghezza determinante della facciata N è di 20 m, alla distanza di 3 m dal confine prescritta dall'art. 15 NAPR va aggiunto un supplemento di 1 m: del tutto conforme agli art. 15 e 16 NAPR risulta pertanto la distanza di 4 m dal confine prevista dalla licenza 6 marzo 1995 nella versione corretta dal Consiglio di Stato con il giudizio impugnato (arretramento anche del tetto sovrastante il corpo scale).

4. In esito alle considerazioni sin qui esposte, il ricorso va quindi respinto.

La tassa di giustizia segue la soccombenza.

Per questi motivi,

Per questi motivi, visti gli art. 21 LE; 13, 15, 16 NAPR di __________; 3, 18, 31, 60, 61 PAmm

visti gli art. 21 LE; 13, 15, 16 NAPR di __________; 3, 18, 31, 60, 61 PAmm dichiara e pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. La tassa di giustizia di fr. 900.-- è a carico del ricorrente.

3. Intimazione a: 3. Intimazione a:

__________ __________

__________ Per il Tribunale cantonale amministrativo

Per il Tribunale cantonale amministrativo Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario