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Dopo la battuta di arresto di Solar Impulse 2, costretto a terra alle Hawaii per un problema alle batterie, Bertrand Piccard è tornato in Svizzera per una nova missione: reperire circa 20 milioni di franchi per concludere il volo attorno al pianeta nel 2016.
Lo indica lo stesso aviatore citato oggi dal quotidiano inglese The Guardian.
"In progetti come questo tutto è caro", sottolinea Piccard, ricordando che la missione ha coinvolto 150 persone quest'anno. La notizia del guasto ha fatto l'effetto di una "doccia fredda", prosegue l'avventuriero, secondo cui tuttavia "non dovrebbe essere troppo difficile reperire questi fondi, visto il grande successo ottenuto nella prima parte di avventura". Una volta ottenuti i finanziamenti, il progetto potrà proseguire secondo i piani, ha da parte sua precisato all'ats la portavoce Alexandra Gindroz.
Il problema si è verificato durante il primo giorno della traversata del Pacifico dalla città giapponese di Nagoya alle isole Hawaii, quando i sensori hanno rilevato un surriscaldamento delle batterie. La loro sostituzione, e i test successivi, richiederanno alcuni mesi, aveva precisato il team.
Partito nel marzo scorso da Abu Dhabi, il velivolo sarebbe dovuto rientrare negli Emirati Arabi entro agosto per sfruttare l'irraggiamento solare delle giornate estive, cosa resa impossibile dai tempi di riparazione.
L'aereo monoposto progettato dal Politecnico di Losanna, che vede alternarsi alla guida, oltre a Piccard, anche André Borschberg, aveva fatto tappa in Oman, India, Birmania, Cina e Giappone per poi arrivare, il 3 luglio scorso, alle Hawaii.
La seconda tranche della missione volta a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle energie rinnovabili, ora rimandata al 2016, prevede di raggiungere Phoenix, fare altre due tappe in Usa, sorvolare l'Atlantico alla volta del Mediterraneo e rientrare negli Emirati Arabi Uniti.
SDA-ATS