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Il più grande gruppo orologiero mondiale accusa I Watch, un’associazione che si batte in particolare affinché la Tunisia recuperi i fondi Ben Ali, di copiare il suo marchio. L’azienda chiede 50'000 franchi di risarcimento.
Swatch Group ha inoltrato denuncia contro l’organizzazione non governativa tunisina I Watch presso il tribunale di prima istanza di Tunisi. Il gruppo orologiero svizzero accusa l’organizzazione, che lotta contro la corruzione e per la trasparenza, di volersi appropriare del suo nome di marca, si legge nella convocazione in arabo indirizzata a I Watch, pubblicata domenica sulla pagina Facebook dell’associazione e ripresa dalla stampa locale.
Il procedimento giudiziario fa seguito a una richiesta di registrazione di marchio denominato «I watch Organization», depositata nel 2014 da I Watch presso l’Istituto nazionale della proprietà industriale, l’ente tunisino che rilascia i brevetti, registra i marchi di fabbrica e si occupa della gestione del registro di commercio.
Chiesto risarcimento
Swatch Group vuole che l’ONG sia «stralciata dal registro nazionale dei marchi» e che cessi di utilizzare la «marca» I Watch in modo «diretto o indiretto». Non è per ora ancora chiaro se ciò significhi che in caso di sconfitta in tribunale l’organizzazione debba cambiare nome. L’azienda svizzera chiede inoltre un risarcimento di 100'000 dinari (circa 50'000 franchi) per torto morale, nonché 2'000 dinari per le spese giudiziarie e 1'000 dinari di multa per ogni giorno di ritardo nell’applicazione della sentenza, una volta che essa sarà pronunciata.
Swatch Group domanda inoltre che in caso di vittoria, la decisione sia pubblicata per tre giorni in due quotidiani tunisini, uno in francese, l’altro in arabo. I commenti degli internauti tunisini non si sono fatti attendere. Alcuni chiedono il boicottaggio degli orologi Swatch.
«Dobbiamo difendere i nostri interessi»
Contattato da swissinfo.ch, Swatch Group ha confermato di aver «avviato una procedura di opposizione alla registrazione di marchio» nei confronti di I Watch, anche perché questa associazione «si è registrata nella categoria ‘orologi’».
«In modo generale, se qualcuno tenta di depositare un nome un po’ troppo simile a quello di un marchio che abbiamo protetto, allora facciamo opposizione», ha indicato in un breve e-mail il portavoce del gruppo Bastien Buss. «ISwatch è un nome depositato da noi dal 2007 e Swatch dal 1981. In linea di principio, dobbiamo difendere i nostri interessi in tutto il mondo, anche contro dei nomi simili»
I Watch preferisce dal canto suo non esprimersi prima del processo. La prima udienza è prevista il 9 marzo 2016. L’ONG, creata nel 2011, è una delle numerose organizzazioni della società civile nate dopo la rivoluzione del 14 gennaio 2011. Partner locale di Transparency International, I Watch è attiva in particolare nel quadro del dossier dei beni sottratti dall’ex presidente Ben Ali e dalla sua cerchia. Parte di questo patrimonio – circa 60 milioni di franchi – è tuttora bloccato in Svizzera.
Traduzione di Daniele Mariani, swissinfo.ch