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Nella seduta del 19 febbraio 2020 il Consiglio federale ha preso posizione in merito al rapporto del 12 novembre 2019 della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) «Irregolarità contabili presso AutoPostale Svizzera SA – Considerazioni dal punto di vista dell’alta vigilanza parlamentare». Il parere del Consiglio federale valuta le raccomandazioni espresse nel rapporto e affronta il tema del piano e dello sviluppo del governo d’impresa (corporate governance) della Confederazione per le aziende parastatali.
Il Consiglio federale apprezza il fatto che la CdG-S abbia indagato in modo approfondito sulle irregolarità contabili riscontrate presso AutoPostale Svizzera SA e condanna inequivocabilmente le irregolarità che per anni sono state sistematicamente commesse presso tale impresa. La Posta, quale azienda parastatale, deve avere un comportamento esemplare in particolare nella gestione del denaro pubblico. Nel suo parere il Consiglio federale sottolinea però anche che, in linea di massima, le strutture previste nell’ambito del governo d’impresa hanno funzionato e che l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha scoperto le irregolarità presso AutoPostale Svizzera SA.
Dal rapporto della CdG-S emerge che, nel complesso, il modello previsto per il controllo strategico delle aziende parastatali risulta ancora adeguato. La scorsa primavera sono giunti alla stessa conclusione anche gli esperti esterni all’Amministrazione federale, incaricati dal Consiglio federale di esaminare la prassi di gestione delle aziende parastatali. Sulla base delle raccomandazioni formulate nel rapporto dagli esperti, il 26 giugno 2019 il Consiglio federale ha deciso di adottare delle misure per migliorare la gestione delle aziende parastatali (Governo d’impresa della Confederazione).
Nessun conflitto di obiettivi per la Posta secondo il Consiglio federale
Nel suo rapporto la CdG-S critica il fatto che nonostante il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) e l’Amministrazione federale delle finanze (AFF) sapessero già almeno dal 2011 del conflitto di obiettivi presso AutoPostale, abbiano deciso di non reagire. Secondo la Posta, il conflitto di obiettivi consisteva nel fatto che da un lato nel settore del traffico regionale viaggiatori (TRV) era vietato realizzare utili, mentre, dall’altro, gli obiettivi strategici del Consiglio federale richiedevano di mantenere o incrementare il valore dell’azienda. Il Consiglio federale sottolinea che la regola secondo cui gli obiettivi strategici non possono prevalere sul rispetto di prescrizioni quali la legge sul trasporto di viaggiatori (LTV) è stata sempre chiara per tutte le parti interessate e che la Posta ha l’obbligo di rispettare le prescrizioni di legge. Inoltre, l’obiettivo di allora di mantenere o incrementare il valore aziendale si riferiva alla Posta nel suo insieme e non a singoli settori sottoposti a una legislazione speciale, come ad esempio AutoPostale. Secondo il Consiglio federale non sussiste quindi un effettivo conflitto di interessi tra gli obiettivi strategici definiti per la Posta e gli obiettivi previsti per il settore TRV. Il Consiglio federale è tuttavia disposto a seguire la raccomandazione della CdG-S e a indicare esplicitamente negli obiettivi strategici della Posta per il periodo 2021-2024 che per quanto riguarda le linee esercitate da AutoPostale nel settore TRV, beneficiarie di indennità, la redditività deve essere pari a zero.
Al termine della procedura penale amministrativa svolta da fedpol, il Consiglio federale adotterà tutte le ulteriori misure necessarie e redigerà un rapporto che farà il punto sull’intera vicenda di AutoPostale, come richiesto dalla CdG-S (postulato 19.4385). In questo contesto saranno analizzati anche i flussi finanziari tra AutoPostale Svizzera SA e CarPostal France. Contrariamente alla richiesta della CdG-S (mozione 19.4383), il Consiglio federale non è favorevole all’istituzione di una delegazione permanente del Consiglio federale, incaricata della conduzione strategica e della vigilanza sulle aziende parastatali. Il Collegio è dell’avviso che non occorre costituire un’ulteriore delegazione del Consiglio federale, poiché l’Esecutivo può già ricorrere alla delegazione «Energia, ambiente e infrastruttura». Lo scambio e la vigilanza sulle aziende parastatali devono essere rafforzati nel quadro dei canali esistenti.
Raccomandazioni della CdG perlopiù attuate
Le 15 raccomandazioni formulate dalla CdG-S esigono un’intensificazione della vigilanza del Consiglio federale sulle aziende parastatali. Il Consiglio federale accoglie la maggior parte delle raccomandazioni della CdG-S. Molte di esse sono già state realizzate o si trovano in fase di attuazione. L’UFT, ad esempio, sta mettendo a punto un nuovo sistema per la vigilanza del TRV beneficiario di indennità. Inoltre, sulla base delle raccomandazioni del rapporto degli esperti sul governo d’impresa, il Consiglio federale attribuirà un’importanza ancora maggiore alla conformità (compliance) delle aziende parastatali. Negli obiettivi strategici per le aziende parastatali sarà integrato il requisito che prevede l’istituzione di un sistema di gestione della conformità. Inoltre, alla luce del caso CarPostal France, il Consiglio federale ha deciso di procedere a esami più sistematici delle filiali (in particolare di quelle con attività all’estero) e di riferire annualmente sul grado di raggiungimento degli obiettivi da parte di queste aziende. Il Consiglio federale accoglie inoltre la richiesta della CdG-S, secondo cui il DATEC e il Dipartimento federale delle finanze (DFF) devono intensificare la collaborazione con le autorità di vigilanza competenti.