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<h2>SubmittedText<h2><p>Nei primi sette mesi del 2008 sono state presentate 7041 nuove domande d'asilo, ossia 573 in più (più di 9 per cento) rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. Tale circostanza porta a chiedersi se la prassi nel settore dell'asilo non sia stata tacitamente modificata. Visto lo sbarco quotidiano sulle coste di Lampedusa di circa 250 rifugiati, alcuni dei quali proseguono il viaggio verso la Svizzera, il nostro Paese deve affrontare una grande sfida. Alla luce di tale situazione, chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Che provvedimenti adotta per impedire un ulteriore aumento delle domande d'asilo?</p><p>2. Con la politica d'asilo attualmente praticata non si rischia di eludere la volontà, chiaramente espressa dal 68 per cento della popolazione svizzera, di inasprire il diritto in materia di asilo?</p><p>3. Vi sono indizi secondo cui bande organizzate di passatori sfrutterebbero il lassismo della prassi svizzera in materia d'asilo?</p><p>4. Come mai nella prima metà del 2008 in Austria le domande d'asilo sono diminuite di quasi il 4 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre in Svizzera sono aumentate di oltre il 6 per cento?</p><p>5. I filmati informativi sulle condizioni dei richiedenti l'asilo in Svizzera, proiettati negli ultimi anni nei Paesi di provenienza, continuano a essere trasmessi?</p><p>6. Come s'intende potenziare il controllo dei collegamenti ferroviari tra Italia e Svizzera, che stando ai resoconti dei media sono diventati una via molto gettonata?</p><p>7. È ipotizzabile autorizzare il corpo delle guardie di confine a impiegare personale supplementare per il controllo di tali collegamenti ferroviari?</p><p>8. Quali sono le ripercussioni dell'assenza di controlli delle persone alle frontiere svizzere da attendersi in seguito all'adesione della Svizzera allo spazio Schengen?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è preoccupato per la situazione attuale nel settore dell'asilo. L'aumento delle domande d'asilo dipende da molti fattori e la Svizzera non è in grado di influenzarli tutti. Nell'ambito dell'immigrazione clandestina sono ad esempio attive bande organizzate di passatori che operano su scala internazionale. Questi gruppi criminali conducono richiedenti l'asilo in tutti gli Stati dell'Europa occidentale e quindi anche in Svizzera. Nonostante l'applicazione rigorosa della nuova legge sull'asilo (LAsi), occorre migliorare le procedure. Per ridurre l'attrattiva della Svizzera come meta per richiedenti l'asilo, le procedure vengono rese più rapide ed efficaci.</p><p>2./3. La revisione della legge sull'asilo è entrata in vigore definitivamente il 1° gennaio 2008 e sancisce anzitutto perfezionamenti nel settore dell'esecuzione. È stato possibile ridurre considerevolmente il numero di persone in procedura d'esecuzione. Infatti, a fine settembre 2007 in Svizzera si trovavano 7042 stranieri o richiedenti l'asilo tenuti a partire, mentre a fine settembre 2008 erano soltanto 5665. Di solito i provvedimenti coercitivi adottati sfociano nell'esecuzione di decisioni di allontanamento. Fra gennaio e fine giugno 2008 è stato possibile rimpatriare 827 persone (l'84,3 per cento del totale) arrestate per infrazioni alla legislazione sugli stranieri. La politica d'asilo praticata attualmente è quindi del tutto conforme alla volontà espressa dal popolo nel settembre 2006.</p><p>4. Finora l'Austria ha tratto vantaggio dall'allargamento dello spazio Schengen del dicembre 2007, che ha comportato una modifica dei flussi migratori nei Balcani. Inoltre parte dei migranti che vogliono raggiungere l'Austria vengono ora fermati già alle nuove frontiere esterne dello spazio Schengen. Tuttavia dalla metà di quest'anno il numero di richiedenti l'asilo in Austria sta nuovamente aumentando e anche negli altri Paesi dell'Europa occidentale si rileva una chiara tendenza all'aumento delle domande d'asilo.</p><p>5. L'Ufficio federale della migrazione continua a finanziare progetti destinati a informare e sensibilizzare potenziali migranti. Le campagne d'informazione fanno intenzionalmente parte di strategie di vasta portata destinate a prevenire la migrazione clandestina e vengono combinate con informazioni sulle possibilità di migrare legalmente oppure con l'offerta di alternative, ovvero progetti di aiuto strutturale.</p><p>6./7. Il Consiglio federale è consapevole che i migranti clandestini e i richiedenti l'asilo hanno scoperto che il treno è un mezzo di trasporto adatto per entrare illegalmente nel Paese e che quindi lo utilizzano. Tuttavia fanno ricorso anche agli altri mezzi di trasporto. Il corpo delle guardie di confine reagisce alla pressione migratoria sulla frontiera meridionale adottando i provvedimenti del caso. Già due mesi fa sono state inviate in Ticino guardie di confine da altre regioni della Svizzera come rinforzo temporaneo. Sulla scorta delle esperienze maturate con le misure principali adottate in questo periodo per limitare l'immigrazione clandestina alla frontiera meridionale, saranno elaborate delle proposte per combattere meglio l'immigrazione clandestina nel sud del Paese. Durante questi lavori si valuterà anche se occorrono risorse supplementari.</p><p>8. È difficile prevedere in che modo la soppressione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere influenzerà l'immigrazione clandestina. Oltre alle misure sostitutive previste dall'accordo di Schengen (rafforzamento della cooperazione transfrontaliera in materia di polizia, collegamento al sistema d'informazione di Schengen ecc.), la Svizzera adotterà misure nazionali, fra cui controlli mobili, sia doganali sia delle persone (anche sui treni) nelle aree di confine. Tali controlli riguardano anche il settore della migrazione. Se durante i controlli doganali si scoprono indizi di polizia sufficienti, è consentito controllare le persone.</p>  Risposta del Consiglio federale.