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La madre di un neonato morto assiderato nel 1988 è stata identificata. Lo aveva abbandonato in un parcheggio. Ma non sconterà alcuna pena
MERIDEN - È stata rintracciata dopo 32 anni - ma con ogni probabilità non dovrà scontare alcuna pena, essendo ormai scaduti i termini di prescrizione - la madre di un neonato morto per assideramento dopo essere stato abbandonato in un parcheggio a Meriden, nel Connecticut, nel 1988.
Le autorità sono riuscite ad identificare la donna all’inizio del mese di gennaio grazie alla consulenza di una genealogista forense, che ha lavorato al caso in questi ultimi anni. Nel 2014 riuscì a risalire a un possibile cognome del neonato e nel 2017 identificò alcuni suoi parenti. Il passo decisivo - spiegano i media americani - è però avvenuto nel 2019, quando facendo ricorso a un albero genealogico basato sul DNA gli inquirenti sono riusciti a identificare i familiari di sesso femminile che in passato avevano vissuto nel quartiere in cui il neonato fu ritrovato senza vita.
La madre ha subito ammesso le proprie responsabilità. «Ha detto che erano 32 anni che aspettava il giorno in cui la polizia avrebbe bussato alla sua porta», ha spiegato alla stampa locale il capo della polizia di Meriden. Il fatto è accaduto quando la donna aveva 25 anni e «attraversava un brutto periodo». Diede alla luce il piccolo in casa da sola. Dopodiché uscì, raggiunse il parcheggio che stava ad un paio di isolati di distanza e lasciò il neonato sotto un albero.
La donna fece quindi una chiamata anonima ai pompieri, indicando che c’era qualcosa in quel parcheggio, ma senza dare informazioni specifiche. Il corpicino fu ritrovato solo qualche giorno più tardi.
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