Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/63937

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo i resoconti dei mass media, il governo degli Emirati Arabi Uniti recentemente ha mentito due volte alla Svizzera. </p><p>In primo luogo, gli Emirati hanno affermato che i carri armati granatieri M-113 erano destinati al loro uso interno. Per i mass media, invece, gli M-113 in questione erano destinati all'Iraq.</p><p>Secondariamente, nel 2004 gli Emirati si sono impegnati, in una dichiarazione di non riesportazione fatta alla Svizzera, a non riesportare 40 obici M-109. Tuttavia, il DDPS sapeva che tali obici erano stati consegnati al Marocco all'inizio del 2005. In entrambi i casi si trattava della liquidazione di scorte di Armasuisse. Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quando gli Emirati hanno fornito gli obici al Marocco? Per quanto tempo? Quando ne sono venute a conoscenza le autorità svizzere? Quali misure ha intrapreso il Consiglio federale per fare in modo che gli obici ritornassero negli Emirati, e in quale momento?</p><p>2. Quale è stato il ruolo del capo dell'armamento di Armasuisse nella preparazione di tali affari di liquidazione?</p><p>3. Quando si è recato negli Emirati il capo dell'armamento? Quando ha ricevuto a Berna le varie delegazioni degli Emirati? Quando si è venuti a conoscenza del fatto che questo materiale potrebbe essere utilizzato in Iraq o in Marocco?</p><p>4. Corrisponde al vero che soldati e tecnici provenienti dagli Emirati vengono formati in Svizzera per essere in grado di utilizzare materiale acquistato nel nostro Paese dagli Emirati? Membri del DDPS e/o della RUAG hanno forse soggiornato negli Emirati per effettuare la manutenzione del materiale proveniente dalla Svizzera e per formare i soldati alla sua utilizzazione? In tale occasione non si è mai accennato al fatto che questo materiale potrebbe essere utilizzato in Iraq o in Marocco?</p><p>5. Quando il DDPS ha informato il Seco in merito alla possibilità che il materiale destinato agli Emirati venga utilizzato in Iraq o in Marocco?</p><p>6. Chi ha firmato la dichiarazione di non riesportazione a nome del governo degli Emirati Arabi Uniti? Oppure essa è stata firmata da un servizio amministrativo subordinato?</p><p>7. La Svizzera insiste sul fatto che le dichiarazioni di non riesportazione siano firmate dal capo dello Stato o da un membro del governo?</p><p>8. Quali garanzie contengono le dichiarazioni degli Emirati? Sarebbe possibile che gli Emirati dirigano manovre in Marocco o in altre regioni di crisi con gli obici in questione, affermando però che non si tratta di una riesportazione?</p><p>9. Le dichiarazioni di non riesportazione escludono che, sotto denominazioni come "aiuto alla formazione", "manovre", ecc., apparecchiature varie giungano in Stati verso i quali la Svizzera non rilascia autorizzazioni d'esportazione?</p><p>10. Come e quando la Svizzera ha verificato che gli Emirati erano effettivamente il Paese di destinazione conformemente alle dichiarazioni di non riesportazione? Tali verifiche vengono effettuate periodicamente? Da parte di una persona inviata sul posto? Oppure ci si fida dei documenti? Chi rilascia tali documenti?</p><p>11. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui è necessario che la Svizzera, in seguito a queste due menzogne, sospenda temporaneamente tutte le esportazioni di materiale bellico, e che si proceda a una verifica di tutte le dichiarazioni di non riesportazione nei Paesi critici, in particolare nella regione del Golfo (Arabia Saudita, Giordania, Oman, Qatar)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito della riduzione della sua flotta di veicoli, la Confederazione Svizzera, nella primavera del 2003, ha venduto 40 obici blindati M-109 agli Emirati Arabi Uniti (EAU), i quali hanno presentato una dichiarazione di non riesportazione o una dichiarazione di utilizzazione finale.</p><p>Su incarico degli EAU, i veicoli sono stati consegnati da Armasuisse a RUAG Land System (RUAG L) a Thun. Qui sono stati modificati in base a un contratto separato fra gli EAU e RUAG L. Dopo il rilascio della necessaria autorizzazione d'esportazione da parte del Seco nel settembre 2004, sono stati consegnati a Rotterdam, luogo di scambio, da dove sono stati poi inviati ad Abu Dhabi. Sia i servizi di acquisto degli EAU sia lo spedizioniere hanno confermato in novembre/dicembre 2004 la consegna del carico ad Abu Dhabi. In merito alle domande:</p><p>1. Oggi si può presumere che gli M-109 siano stati trasferiti dagli EAU al Marocco all'inizio del 2005. A fine marzo 2005 in Svizzera si è sparsa la voce che gli M-109 si trovavano in Marocco, ragione per cui sono state avviate delle indagini. All'inizio di agosto 2005 gli EAU hanno confermato per la prima volta alla RUAG che gli M-109 erano stazionati in Marocco. Dopo i contatti stabiliti a voce, il Seco ha intimato loro per iscritto, il 30 settembre 2005, di riportare gli M-109 sul loro territorio. Il 24 agosto 2005 il Consiglio federale ha inoltre sospeso l'autorizzazione a esportare carri armati granatieri M-113 verso gli EAU.</p><p>2./3. Il capo dell'armamento nel febbraio 2005 ha visitato l'esposizione IDEX 05 ad Abu Dhabi. Questa visita non era in alcun modo legata all'affare degli M-109 o degli M-113. Egli non è mai stato coinvolto direttamente nei negoziati con l'EAU e non ha ricevuto alcuna delega di questo Stato in tale contesto.</p><p>4. L'esperienza insegna che la vendita di sistemi complessi richiede prestazioni di supporto da parte del venditore, soprattutto nei settori del servizio e della manutenzione/riparazione. Si tratta di prestazioni usuali nel settore, che la clientela si aspetta di ricevere. RUAG L ha fornito questo supporto modificando diversi elementi d'assemblaggio degli M-109 in Svizzera. Il DDPS non ha peraltro inviato personale negli EAU a tale scopo. Non è stata impartita alcuna formazione per l'utilizzazione degli M-113.</p><p>Il ministero della difesa degli EAU nel giugno 2003 ha informato la RUAG che gli M-109 avrebbero forse dovuto essere trasportati direttamente in Marocco e le ha chiesto un'autorizzazione ufficiale. La RUAG ha subito dichiarato che ciò non era possibile e di conseguenza gli EAU hanno ritirato la loro domanda. Nel dicembre 2003 il comandante delle forze terrestri degli EAU ha dichiarato, in occasione di una visita in Svizzera alla RUAG, che gli M-109 sarebbero forse stati messi a disposizione dell'esercito marocchino a scopo di istruzione. Il 16 febbraio 2004 la RUAG ha nuovamente fatto notare al suo interlocutore che non era possibile ottenere una licenza svizzera per l'esportazione di materiale bellico verso il Marocco. Solo all'inizio di agosto 2005 è poi venuta a sapere che gli M-109 si trovavano in Marocco.</p><p>La questione preliminare della possibilità, per le forze armate degli EAU, di impiegare provvisoriamente gli M-113 in Iraq nell'ambito di un'operazione di mantenimento della pace dell'ONU, è stata sollevata già a partire dall'agosto 2004. I servizi responsabili hanno autorizzato tale utilizzazione nell'ottobre 2004. La rivista "Jane's Defense Weekly" ha annunciato nel marzo 2005 che gli M-113 erano destinati all'Iraq. Lo stesso mese, gli EAU lo hanno confermato all'ambasciata svizzera.</p><p>5. Un rappresentante della RUAG L che si trovava negli EAU, essendo venuto a conoscenza del fatto che gli M-109 erano stazionati in Marocco, ne ha informato il Seco il 10 agosto 2005. Quest'ultimo ha chiesto chiarimenti e il giorno successivo ha trasmesso l'informazione al DDPS.</p><p>Quando la RUAG, che aveva redatto la domanda d'esportazione degli M-113 verso gli ARE, ha appreso, nel marzo 2005, che gli M-113 erano di fatto destinati all'Iraq, ne ha informato il Seco, che ha avviato una nuova procedura di rilascio di un'autorizzazione d'esportazione alla quale si è unito anche il DDPS.</p><p>6. La dichiarazione di non riesportazione è stata redatta dal competente servizio degli acquisti degli EAU e firmata, a nome del quartiere generale delle forze armate degli EAU, dal generale di Stato Maggiore avente funzione di Director General Purchasing.</p><p>7. Le dichiarazioni di non riesportazione in genere sono firmate dai competenti servizi degli acquisti. Ciò corrisponde anche alla prassi svizzera. Il Consiglio federale ha tuttavia deciso che in futuro, in casi importanti, il carattere vincolante di tali dichiarazioni debba essere confermato da una nota del governo del Paese destinatario.</p><p>8. Gli EAU hanno dichiarato nella dichiarazione di non riesportazione che il materiale fornito sarebbe stato utilizzato dal loro esercito e non sarebbe stato trasferito a terzi senza un previo consenso scritto delle competenti autorità svizzere ("will be used by the United Arab Emirates Armes Forces. Neither the items nor the derivates will be transferred to any other party without the prior written consent ....").</p><p>Secondo una lettera del capo dell'ufficio di Stato maggiore degli EAU al Seco, datata del 12 settembre 2005, le condizioni della dichiarazione sono state rispettate. La lettera indica che gli M-109 sono stazionati in Marocco a scopo di esercitazione e utilizzati per l'istruzione comune, che vi si trovano sotto la responsabilità degli EAU e che rimangono di loro proprietà. Stando ad altre informazioni, gli M-109 sarebbero stati ceduti al Marocco gratuitamente.</p><p>9. È pratica molto diffusa, nell'ambito di manovre alle quali partecipano forze di altri Paesi o in seguito a cooperazioni militari internazionali, che gli armamenti di un Paese siano temporaneamente trasferiti in un altro Paese. Questo tipo di impiego temporaneo all'estero non contravviene fondamentalmente alla dichiarazione di utilizzazione finale. Anche la Svizzera ha stazionato truppe o armamenti all'estero nell'ambito del PPP o di altre missioni.</p><p>10. L'ufficio centrale dell'Ufficio federale di polizia incaricato di reprimere attività illegali concernenti materiale bellico ha controllato l'arrivo degli M-109 negli EAU. La compagnia Khalid Faraj Shipping ha confermato per iscritto, il 13 novembre 2004, che gli M-109 erano stati scaricati nel porto di Abu Dhabi. Questi controlli finora non venivano ripetuti periodicamente. Il Consiglio federale nel frattempo ha preso misure affinché in futuro si controlli meglio che le dichiarazioni di non riesportazione siano rispettate. Verrà, ad esempio, posto più sistematicamente come condizione il diritto di eseguire ispezioni post-shipment.</p><p>11. La domanda d'esportazione degli M-113 verso l'Iraq tramite gli EAU e l'esportazione di obici blindati M-109 verso gli EAU, da dove sono stati trasferiti verso il Marocco senza l'autorizzazione del Seco, hanno indotto a istituire un gruppo di lavoro interdipartimentale, che ha studiato la procedura d'esame delle domande d'esportazione di materiale bellico e l'attribuzione delle competenze in quest'ambito. Fondandosi sul rapporto di questo gruppo di lavoro, il Consiglio federale ha stabilito misure mirate, in particolare per quanto concerne la portata delle dichiarazioni di non riesportazione e i mezzi per controllare che siano rispettate. Le misure più rigide suggerite nell'interpellanza non sono necessarie.</p>  Risposta del Consiglio federale.