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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le disposizioni sui deflussi residuali contenute nella legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (LPAc) rappresentano un compromesso fra gli interessi della protezione dell'ambiente e quelli dello sfruttamento delle risorse idriche. Tale compromesso è il risultato ottenuto da tre commissioni extraparlamentari dal 1978 (Akeret, Geiger, Aubert) e dagli intensi negoziati parlamentari svoltisi dal 1987 al 1991. La LPAc è stata accettata a grande maggioranza nella votazione popolare nel 1992.</p><p>La LPAc contiene una regolamentazione a due fasi per stabilire adeguati deflussi residuali nel caso di nuovi prelievi d'acqua, e nel caso dei prelievi il cui diritto di utilizzazione viene rinnovato (rinnovo della concessione).</p><p>Nella prima fase, la LPAC definisce, in base alle dimensioni del corso d'acqua, deflussi minimi concreti, che in linea di massima devono essere presenti in tutti i corsi d'acqua (art. 31 cpv. 1). Tali deflussi minimi si basano sulle osservazioni della natura e rappresentano in un certo qual modo il "minimo esistenziale" per la vita acquatica. I deflussi minimi non potrebbero essere più bassi; ridurli ulteriormente significherebbe nella maggior parte dei casi condannare le funzioni biologiche delle acque. Nel caso in cui le esigenze in materia di qualità delle acque, falde acquifere, biotopi rari o fauna acquatica non siano soddisfatte e non possano esserlo ad esempio con misure costruttive, i deflussi minimi devono essere aumentati (art. 31 cpv. 2). Questa prima fase non è tuttavia ancora sufficiente a garantire adeguati deflussi minimi, conformemente al mandato costituzionale. </p><p>Nella seconda fase, pertanto, i deflussi minimi vengono, se necessario, aumentati in base a quanto emerso dalla ponderazione degli interessi (art. 33). I Cantoni possono autorizzare anche deflussi minimi inferiori in casi eccezionali debitamente motivati, quali i prelievi da acque non piscicole (art. 32).</p><p>Per i corsi d'acqua a valle dei prelievi con una concessione in corso valgono le disposizioni di risanamento della LPAc (art. 80 ss). La legge distingue due tipi di risanamento:</p><p>- l'articolo 80 capoverso 1 sancisce che i corsi d'acqua influenzati da prelievi devono essere risanati, nella misura in cui non si arrechi ai diritti esistenti di sfruttamento delle acque un pregiudizio tale da giustificare il versamento di un'indennità;</p><p>- l'articolo 80 capoverso 2 richiede misure di risanamento supplementari per i corsi d'acqua che attraversano paesaggi o biotopi inclusi in un inventario nazionale o cantonale, ovvero qualora altri interessi pubblici preponderanti lo esigano.</p><p>Alla domanda 1</p><p>Conformemente all'articolo 76 capoverso 3 della Costituzione federale, la Confederazione emana, fra l'altro, prescrizioni sulla garanzia di adeguati deflussi minimi. Questo mandato costituzionale è stato realizzato con l'accettazione della LPAc. Tale legge ha lo scopo, fra l'altro, di conservare i biotopi naturali per la fauna e la flora indigene, conservare le acque ittiche e salvaguardare le acque come elementi del paesaggio (art. 1).</p><p>Su incarico dell'UFAFP, alcuni esperti hanno recentemente esaminato in tutta la Svizzera diversi corsi d'acqua a valle dei prelievi in merito agli effetti dei deflussi residuali sanciti dalla LPAc. Gli esperti sono giunti alla conclusione che, fatta eccezione per rari deficit, i deflussi residuali hanno raggiunto, in modo da sufficiente fino a buono l'obiettivo prefissato. I deficit sono dovuti al fatto che le prescrizioni sulla garanzia di adeguati deflussi residuali in vigore rappresentano un compromesso fra gli interessi della protezione dell'ambiente e quelli dello sfruttamento delle risorse idriche.</p><p>Alla domanda 2</p><p>L'articolo 31 capoverso 2 lettera c LPAc sancisce che i biotopi e le biocenosi rari che dipendono direttamente o indirettamente dal tipo e dalle dimensioni del corso d'acqua (come le golene) devono essere in linea di massima conservati. Secondo tale criterio i deflussi residuali minimi sono sufficienti a garantire la dinamica e il bilancio idrico nei biotopi situati lungo i corsi d'acqua</p><p>Alla domanda 3</p><p>Il termine per l'attuazione delle misure di risanamento è stabilito per la fine del 2007. Pertanto non è ancora possibile disporre di un quadro completo dei risanamenti effettuati e degli indennizzi eventualmente stanziati. In molti Cantoni però i relativi lavori sono già stati avviati. Diversi Cantoni hanno inoltre già preso una decisione in merito ai deflussi residuali e applicato le relative misure.</p><p>Alla domanda 4</p><p>Sulla base dei dati raccolti dalla Confederazione si presume che, per tutte le concessioni di centrali elettriche con problemi di deflussi residuali rinnovate dalla fine del 1992, siano stati fissati deflussi residuali più elevati rispetto a quelli delle vecchie concessioni.</p><p>Alla domanda 5</p><p>Una volta rinnovate le concessioni per tutti gli impianti idroelettrici, nel 2070, l'impatto dei deflussi residuali sulla produzione idroelettrica non sarà di molto superiore al 6% della produzione idroelettrica totale annua. Tuttavia, la produzione idroelettrica dovrebbe restare più o meno stabile, poiché, in alcuni casi, misure atte ad ottimizzare e ad ingrandire le centrali esistenti consentono di compensare o di aumentare la produzione di energia, nonostante l'aumento prescritto dei deflussi residuali.</p><p>Per quanto riguarda gli aspetti economici, i deflussi residuali si ripercuotono sui prezzi di costo. La Confederazione non è tuttavia a conoscenza di nessun caso in cui le prescrizioni sui deflussi residuali abbiano comportato la chiusura di una centrale idroelettrica esistente.</p><p>Alla domanda 6</p><p>La quantità di elettricità non prodotta in virtù delle disposizioni sui deflussi residuali nel caso dei risanamenti sinora effettuati conformemente alla LPAc non è nota, poiché nella maggior parte dei casi mancano i relativi dati. L'influsso dei risanamenti dovrebbe tuttavia essere limitato, in quanto viene risanata solo una parte dei prelievi esistenti. Inoltre, i deflussi residuali così stabiliti saranno inferiori a quelli fissati da un rinnovo delle concessioni. </p><p>Tra la fine del 1992, data in cui è entrata in vigore la LPAc, e la fine del 2002, sono state attribuite 56 concessioni a centrali idroelettriche. L'impatto effettivo dei deflussi residuali prescritti in dette concessioni è stato stimato a 60 - 70 GWh all'anno (pari al 3,5% della produzione delle centrali interessate). Ciò corrisponde allo 0,2% della produzione idroelettrica totale attuale. Durante lo stesso periodo, la produzione idroelettrica media prevista è aumentata da circa 32'900 GWh all'anno a circa 34'900 GWh all'anno, nonostante le disposizioni sui deflussi residuali.</p><p>Alla domanda 7</p><p>Salvo due, tutti i Cantoni hanno presentato il proprio inventario dei prelievi d'acqua. Quattro Cantoni hanno redatto il relativo rapporto. Nove Cantoni hanno fornito un rapporto parziale o interinale. In tre Cantoni un progetto del rapporto è attualmente sottoposto a consultazione, in altri cinque sono stati avviati i relativi lavori. Nel loro settore di competenza, tre Cantoni non hanno effettuato nessun prelievo d'acqua che necessiti un risanamento. Per svariati motivi, in due Cantoni è stato necessario rimandare il tutto a una data successiva.</p><p>Alla domanda 8</p><p>Per quanto riguarda l'applicazione da parte dei Cantoni delle disposizioni sui deflussi residuali minimi nel caso di nuovi prelievi o nel caso del rinnovo dei diritti di sfruttamento per i prelievi esistenti (art. 31-33 LPAc), è possibile affermare che, sino ad oggi, l'esecuzione è buona ed è avvenuta in modo alquanto uniforme. </p><p>Nella maggior parte dei Cantoni sono stati avviati i lavori di risanamento. Per gran parte dei corsi d'acqua interessati, il cui risanamento risulta necessario e realizzabile, tali misure saranno probabilmente attuate entro la fine del 2007. Per alcuni casi eccezionali, è possibile affermare già oggi che, per svariati motivi, le misure di risanamento potranno essere attuate solo dopo il 2007 (p. es. poiché occorre coordinarle con misure per la protezione contro le piene che saranno prese solo in un secondo tempo).</p><p>Alla domanda 9</p><p>Le concessioni attribuite negli ultimi dieci anni dai Cantoni indicano chiaramente che i deflussi residuali minimi (art. 31 LPAc) sono stati aumentati solo in rari casi dopo la ponderazione degli interessi, poiché gli interessi economici hanno avuto sempre la meglio sugli interessi ecologici. I Cantoni si avvalgono generalmente delle deroghe previste dalla legge.</p><p>Alla domanda 10</p><p>La LPAc contiene una regolamentazione a due fasi per stabilire adeguati deflussi residuali. Sino ad oggi, i Cantoni hanno provveduto all'esecuzione delle disposizioni in modo uniforme nel quadro giuridico esistente. Una possibilità concreta di garantire l'uniformità consiste nella possibilità di sentire la Confederazione, conformemente all'art. 35 LPAc, nel caso dell'attribuzione di concessioni di impianti per lo sfruttamento dell'energia idraulica con una potenza lorda superiore a 300 kW.</p><p>Alla domanda 11</p><p>Negli ultimi anni l'UFAFP ha pubblicato due strumenti di aiuto all'esecuzione per il risanamento dei deflussi residuali. L'UFAFP sostiene inoltre i Cantoni tramite una consulenza tecnica. Attualmente, sono in corso accertamenti per determinare lo stato dei lavori dei risanamenti necessari nei Cantoni.</p>  Risposta del Consiglio federale.