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La filiale svizzera di BNP Paribas ha violato in modo grave gli embarghi americani: lo rileva l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) in una nota diramata stamane, annunciando provvedimenti. La Finma ha deciso un supplemento di fondi propri per rischi operativi nonché il divieto per due anni di condurre affari con società o persone fisiche oggetto di sanzioni da parte dell'Unione europea o degli Stati Uniti.
La Finma ha condotto un'inchiesta a carico di BNP Paribas (Suisse) riguardo all'applicazione delle sanzioni statunitensi contro Cuba, Iran e Sudan, ma in particolare contro il paese africano, precisa il comunicato. L'autorità di vigilanza ha constatato che l'istituto ha "ripetutamente commesso gravi violazioni dei propri obblighi di individuazione, limitazione e controllo dei rischi" fino al 2011, ma soprattutto tra il 2002 e il 2007.
La banca - scrive la Finma - "si è così esposta a rischi legali e di reputazione sproporzionatamente elevati, contravvenendo al requisito di un'organizzazione adeguata ai sensi del diritto di vigilanza elvetico". L'autorità di vigilanza non ha per contro ravvisato indizi di violazioni delle sanzioni svizzere.
Dalla procedura è anche emerso che, al fine di evitare ulteriori violazioni, BNP Suisse ha nel frattempo adeguato i propri processi applicati alle transazioni con partner commerciali in Paesi soggetti a sanzioni. La Finma provvederà a verificare la corretta e coerente implementazione di questi provvedimenti, impiegando a tale scopo "un soggetto terzo indipendente".
La FINMA provvederà altresì a indagare sulle modalità con cui consiglio di amministrazione, management e altri dipendenti di BNP Suisse risultavano coinvolti a vario titolo nelle mancanze riscontrate, si legge ancora nel comunicato.
SDA-ATS