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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In generale</p><p>Subito dopo gli attentati dell'11 settembre, le autorità svizzere responsabili della sicurezza si sono poste il problema del rischio di un attacco terroristico contro una centrale nucleare. Il 21 settembre 2001, la DSN ha pubblicato un rapporto concernente la protezione delle centrali nucleari svizzere dalla caduta di aerei. La DSN fa notare che il livello di protezione è più o meno elevato a seconda degli impianti. Insieme alla Germania, la Svizzera è uno dei pochi Paesi che prescrive norme sulla sicurezza in caso di caduta di aerei. Se queste norme vengono rispettate, il pericolo per l'impianto è notevolmente ridotto. Tuttavia, non esiste la sicurezza assoluta contro una possibile caduta di aerei o atti terroristici. </p><p>La DSN ha condotto diversi studi allo scopo di valutare con precisione il pericolo che rappresenta per la popolazione la caduta di un aereo provocata da un atto terroristico. Questi studi vogliono esaminare in particolare il grado di protezione degli impianti e la probabilità di sprigionamento di sostanze radioattive in caso di impatto con un aereo. La DSN intende confrontare le sue considerazioni con i risultati a cui sono giunte altre autorità estere. Nel contempo, essa ha chiesto agli esercenti delle centrali nucleari svizzere di valutare la questione dal loro punto di vista.</p><p>L'unità dell'Ufficio federale dell'energia incaricata della protezione degli impianti e dei materiali nucleari da atti di sabotaggio ha inoltre chiesto agli esercenti di prendere misure di prevenzione.</p><p>L'Ufficio federale segue la situazione sul piano internazionale e partecipa a livello bilaterale e in seno ad organi internazionali allo scambio di informazioni in materia di sicurezza e rischi di sabotaggio per le centrali nucleari e per il trasporto di materiale radioattivo. L'Ufficio ha istituito un gruppo di lavoro che, in collaborazione con i competenti servizi della Confederazione, osserva la situazione attuale e valuta i provvedimenti da prendere per la protezione degli impianti nucleari nei Paesi europei. Sulla base delle proposte di questo gruppo di lavoro, l'UFE o la DSN ordineranno altri provvedimenti.</p><p>Fondandosi sulle disposizioni della legislazione in materia di radioprotezione disciplinanti la prevenzione degli incidenti, la direttiva R-11 della DSN fissa le esigenze riguardanti i cosiddetti incidenti di riferimento. Gli incidenti di riferimento sono disturbi presumibili ai quali l'impianto viene preparato affinché, in caso di incidente, non siano sprigionate dosi eccessive di sostanze radioattive nell'ambiente circostante. Secondo la direttiva R-100 della DSN, gli incidenti la cui probabilità è inferiore ad una volta in un milione di anni non sono considerati incidenti di riferimento. Lo stesso vale per la caduta accidentale di un aereo sul reattore di una centrale nucleare, la cui probabilità è di una volta in dieci milioni di anni, anche se sono state prese misure di prevenzione limitative. La direttiva R-11 non si applica agli incidenti che vanno al di là di detti incidenti di riferimento, come ha sempre precisato la DSN in tutte le sue perizie e pareri sulla sicurezza degli impianti nucleari. Anche il direttore della DSN, in occasione di un'intervista rilasciata il 12 settembre 2001, ha precisato che le centrali nucleari e la maggior parte delle installazioni tecniche non sono concepite per resistere ad attentati terroristici compiuti dal cielo e agli effetti di una guerra, né tantomeno offrono una protezione assoluta contro questi eventi.</p><p>Un aereo che si schianta sul reattore di una centrale nucleare non costituisce un incidente di riferimento, ma lo è se si schianta sull'area rimanente dell'impianto. Un incidente di questo tipo può provocare danni agli edifici e distruggere contenitori e sistemi in cui sono presenti sostanze radioattive. Gli effetti dell'incidente sulla zona circostante devono rimanere contenuti e la dose limite di contaminazione prescritta dalla direttiva R-11 per ogni persona non deve essere superata. In tutte le sue perizie, la DSN esamina le prove fornite dagli esercenti.  </p><p>Parere su ogni punto sollevato nella mozione </p><p>1. Dopo gli attentati dell'11 settembre scorso negli Stati Uniti, gli atti terroristici hanno assunto una nuova dimensione. Tuttavia, la probabilità che un aereo si schianti su un impianto nucleare rimane molto bassa. Le barriere tecniche a difesa di una centrale sono numerose. Attualmente si stanno valutando eventuali altri provvedimenti di sicurezza e di protezione. </p><p>Il disegno di legge sull'energia nucleare proposto dal Consiglio federale e le due iniziative popolari "Moratoria più" e "Corrente senza nucleare" offrono ancora una volta al Parlamento e agli elettori la possibilità di discutere nuovamente a fondo dell'impiego dell'energia nucleare e delle decisioni da prendere a lungo termine.</p><p>Per questi motivi, il Consiglio federale respinge la proposta di emanare una legge sullo spegnimento delle centrali nucleari.</p><p>2. Considerato quanto appena esposto, non è necessaria una regolamentazione sul finanziamento dei costi scoperti derivanti dalla disattivazione anticipata delle centrali nucleari. D'altronde, la partecipazione finanziaria del settore pubblico nell'esercizio degli impianti nucleari si è notevolmente ridotta da quando sono stati istituiti il fondo per lo spegnimento di impianti nucleari e più recentemente il fondo per lo smaltimento delle scorie radioattive. Nel disegno di legge sull'energia nucleare, il Consiglio federale ha proposto altri provvedimenti per ridurre ulteriormente il rischio (obbligo di versamenti supplementari).</p><p>3.Per quanto concerne il passaggio dalla produzione di energia nucleare a quella con fonti di energia non nucleare, il Consiglio federale si è espresso nel messaggio del 28 febbraio 2001 concernente le iniziative popolari "Moratoria più" e "Corrente senza nucleare". Stando alla prevista evoluzione, le energie rinnovabili come il legno, il sole, il vento e la biomassa potranno sostituire solo una piccola parte dell'approvvigionamento elettrico fino al 2030. La produzione di energia idroelettrica non potrà aumentare in modo significativo, viste le sue possibilità di utilizzazione già ampiamente sfruttate. Un grosso contributo alla produzione nazionale di energia elettrica potrebbe essere dato invece dall'abbinamento forza-calore originato dalle energie fossili. Le emissioni di CO2 prodotte potrebbero essere compensate grazie a maggiori risparmi. Dal canto suo, la legge sul mercato dell'energia elettrica prevede importanti misure di promozione della produzione nazionale di energia elettrica mediante fonti di energia rinnovabile. </p><p>I provvedimenti suggeriti dall'autore della mozione coincidono con le richieste dell'iniziativa "Corrente senza nucleare". La proposta di gara d'appalto disciplinata per legge per la stipula di contratti di approvvigionamento a lungo termine di nuove forme di energia non nucleare, esenti da CO2, porrebbe dei problemi di ordine finanziario e pregiudicherebbe notevolmente i meccanismi del mercato, nella misura in cui sarebbe offerta solo elettricità prodotta con energie rinnovabili. Come menzionato nel messaggio del 28 febbraio 2001, un sistema di certificazione sarebbe più adeguato rispetto ad altri strumenti per imporre ai fornitori una determinata quota di elettricità prodotta da energie rinnovabili conformemente al mercato. Tuttavia, considerato il commercio estero di energia elettrica, sarebbe necessaria un'armonizzazione dei provvedimenti a livello internazionale. Attualmente, le esperienze con questo genere di strumenti è ancora limitata. Inoltre, l'entrata in vigore della legge sul mercato dell'elettricità costituisce una condizione fondamentale per la partecipazione della Svizzera al mercato dell'energia elettrica, poiché solo questa legge garantisce il cosiddetto principio della reciprocità, ovvero eque condizioni di partecipazione a detto mercato. </p><p>Attualmente sono molte le opere di costruzione necessarie alla produzione di energia eolica, soprattutto nelle zone costiere del Mare del nord e del Mar Baltico. E`del tutto immaginabile che le centrali elettriche svizzere acquistino l'elettricità prodotta in queste zone. La decisione spetta tuttavia gli esercenti. Va inoltre tenuto conto del fatto che nell'Unione europea la domanda di energia eolica è aumentata quale contributo alla realizzazione di obiettivi di protezione del clima. Non sono quindi esclusi aumenti dei prezzi.</p><p>Infine ci si chiede se la restrizione di questi contratti di approvvigionamento a lungo termine a determinate forme di energia sia conforme alla Costituzione. </p><p>4. Anche nei Paesi vicini l'impiego dell'energia nucleare è al centro del dibattito politico. Finché possiederà impianti nucleari, la Svizzera non ha il diritto di esigere da altri Paesi provvedimenti che rientrano nella loro competenza e responsabilità. La Svizzera non accetterebbe questo tipo di richieste. Grazie ad accordi bilaterali, il nostro Paese intrattiene con la Francia e la Germania  uno scambio regolare di informazioni sulla sicurezza delle installazioni nucleari situate vicino alle frontiere e sulla procedura da seguire in caso di incidenti radiologici.</p>