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Il procuratore generale ha firmato un secondo decreto d'abbandono sul caso dei rimborsi, riaperto in seguito all'emersione di nuovi elementi.
Il procuratore generale John Noseda ha nuovamente chiuso l'incarto relativo alle "indennità e rimborso spesa, doni e stipendi di fine mandato concessi ai membri del Consiglio di Stato e al Cancelliere". Con un comunicato la Magistratura informa infatti che il procuratore generale "ha ritenuto di confermare nel merito la sua decisione del mese scorso. Egli ha dunque firmato un nuovo Decreto d'abbandono, inviando questo documento - come il precedente - al Parlamento e al Governo per le loro specifiche competenze".
Lo scorso 14 febbraio infatti era già stato firmato il decreto di abbandono, "non avendo ravvisato reati di natura penale (art. 312 CP: abuso di autorità) nei riguardi delle persone coinvolte, semmai manchevolezze di natura amministrativa segnalate agli organi competenti (Gran Consiglio e Consiglio di Stato)", informa la Procura. A seguire "sulla base di ulteriori documenti giunti nel frattempo e che in precedenza non erano stati trasmessi, è stato ritenuto che occorressero nuovi accertamenti, e da qui la decisione di riaprire il procedimento". Ora giunge il secondo decreto d'abbandono.