Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01184.jsonl.gz/268

Pechino
Pechino: probabile un forte inquinamento durante i Giochi olimpici invernali
Pechino ha avvisato di ritenere «probabile» un forte inquinamento atmosferico durante le Olimpiadi invernali che si apriranno il 4 febbraio, assicurando però piani di emergenza per garantire che i Giochi non siano rovinati dallo smog.
La capitale cinese, in guerra contro l'inquinamento dopo essersi aggiudicata nel 2015 l'organizzazione dei Giochi invernali, ha finora chiuso decine di centrali a carbone e spostato i siti delle industrie pesanti per migliorare la qualità dell'aria.
«I Giochi olimpici e paralimpici invernali di Pechino coincidono con la fine dell'inverno e l'inizio della primavera nel nord della Cina, quando le condizioni meteorologiche sono estremamente sfavorevoli – ha affermato il portavoce del ministero dell'Ambiente Liu Youbin, in una conferenza stampa -. In previsione di un forte inquinamento, tutte le località dovranno lanciare piani di emergenza».
Per questo, sarà necessario adottare le misure amministrative necessarie per gestire e controllare temporaneamente alcune attività commerciali e veicoli soggetti a forte inquinamento e a basso impatto economico durante i periodi di preparazione e accoglienza delle Olimpiadi, ha osservato Liu.
Negli ultimi anni sono stati apportati miglioramenti: la concentrazione nell'aria di Pechino di particelle ultrasottili di PM2,5, molto dannose per la salute, è scesa e si è attestata nel 2021 a una media di 33 microgrammi per metro cubo, pari a un terzo dei dati del 2013., ma sempre più di sei volte i 5 microgrammi per metro cubo raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità. La capitale cinese ha visto 288 giorni di buona qualità dell'aria nel 2021, in aumento di 112 giorni rispetto al 2013, con soli 8 giorni di forte smog, secondo le autorità ambientali.
Oggi, malgrado la neve caduta nel fine settimana, la concentrazione di particelle di PM2.5 ha superato quota 200, finendo nella fascia «molto malsana».
Nonostante gli sforzi, la Cina continua a fare affidamento sul carbone nella misura del 60% del suo fabbisogno energetico e a vantare 42 delle 100 città più inquinate del mondo, secondo l'indice della società tecnologica svizzera IQAir relativo al 2020.
SDA