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Nel 2012 l’UFSP ha dato incarico a un istituto di ricerche motivazionali e di mercato di testare sette messaggi chiave concernenti le cure palliative allo scopo di migliorare ulteriormente la comunicazione in materia.
Per la cura e l’assistenza delle persone affette da malattie incurabili, le cure palliative tengono conto della dimensione fisica, psichica, sociale e spirituale. Questa offerta a tutto campo è resa possibile dalla collaborazione tra diversi gruppi professionali, che formano un team di assistenza per il paziente. Risulta quindi evidente la complessità delle cure palliative, che fatica a essere compresa dalla popolazione. Per questo i messaggi brevi e facilmente comprensibili rappresentano una sfida comunicativa.
Finora è mancato il consenso degli specialisti
I messaggi concernenti le cure palliative devono essere utilizzati in forma verbale, in interviste e discussioni, ma anche in forma scritta, in opuscoli, comunicati stampa ecc. per uniformare la comunicazione. Finora, tuttavia, è mancato il consenso sui concetti da trasmettere in tali messaggi. Parole come «agonia», «morte», «ultima fase della vita» o «paura» si possono utilizzare o rischiano di fare da deterrente?
Obiettivi dell’indagine
Per scoprire quanto sopra, l’UFSP ha incaricato l’istituto di ricerche motivazionali e di mercato Dichter Research AG di Zurigo di testare diversi messaggi chiave. Sono state effettuate 50 interviste qualitative nella Svizzera tedesca. Nel maggio 2012 sono stati sottoposti al giudizio di un campione di adulti, con prevalenza di donne a partire dai 40 anni e persone anziane, sette messaggi chiave concernenti le cure palliative. Sono state escluse le persone che si occupano professionalmente di malati incurabili.
Ultima modifica 06.08.2018