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BERNA - Domani si tiene la Giornata internazionale della protezione dei dati. Per l'occasione, la Confederazione intende sensibilizzare la popolazione sulla problematica della videosorveglianza.
Non è necessaria nessuna autorizzazione per utilizzare telecamere sul proprio terreno o azienda, ricorda l'Incaricato federale della protezione dei dati in una nota odierna. «Ma chi riprende persone in modo riconoscibile deve avere un buon motivo e deve attenersi a determinate regole», aggiunge.
Informare prima di riprendere - Le persone devono essere informate della possibilità che siano riprese prima che entrino nell'inquadratura. Inoltre, la telecamera può filmare solo lo stretto necessario e non l'area pubblica o il terreno del vicino. In ogni caso, secondo Mister Dati, si dovrebbe se possibile optare per una soluzione alternativa, che fornisca una protezione efficace senza violare la sfera privata di altre persone.
Se la videosorveglianza è imprescindibile, si dovrebbe per quanto possibile ricorrere a filtri per la privacy e concedere l'accesso alle immagini originali solo in casi di comprovata necessità. «Filmare persone a loro insaputa è contrario alla legge sulla protezione dei dati», ed è quindi necessario usare particolare prudenza anche per l'impiego di droni e dashcam (telecamera da cruscotto).
Qualora le immagini dovessero servire a far luce su un delitto, il materiale video deve essere consegnato alle autorità competenti. Solitamente le immagini devono comunque essere cancellate entro 24-48 ore.
Chi viene filmato senza aver dato il proprio consenso e ritiene che la sua sfera privata sia stata violata, ha il diritto di opporvisi. Mister Dati suggerisce di contattare dapprima il proprietario dell'impianto video e chiedergli che le immagini siano cancellate e che modifichi eventualmente l'angolo di ripresa o la posizione della videocamera. Se il problema non può essere risolto in via bilaterale, gli interessati hanno la possibilità d'intentare un'azione civile.