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MELBOURNE - La proprietaria di un caffè di Melbourne ha intrapreso un'azione legale contro il Governo di Victoria, in Australia. Il motivo? L'imposizione del coprifuoco dovuto al coronavirus.
Lo ha riportato l'azienda radiotelevisiva australiana Sbs, che ha citato le parole della donna, che ha definito il coprifuoco una violazione dei suoi diritti umani.
Secondo la proprietaria del caffé, che si trova sulla penisola di Mornington, il coprifuoco sta mettendo a rischio la sua piccola impresa. Infatti, la donna avrebbe perso il 99% dei suoi affari durante le restrizioni della quarta fase.
La sua attività, in tempi più propizi, portava a ottimi guadagni, «la settimana scorsa, invece, ho guadagnato solo 400 dollari» (circa 250 franchi), ha spiegato la donna alla testata locale, definendosi molto preoccupata: «Solo io porto i soldi a casa, e sono preoccupata che non sarò in grado di provvedere ai miei tre figli se la situazione continuerà, ho paura anche di perdere la mia casa».
La gestione dell'attività in perdita, con innumerevoli sforzi e tentativi di tenerla a galla, ha avuto un impatto significativo anche sulla sua salute, ha sostenuto la donna. In un post sul sito web del suo ristorante, la proprietaria ha detto che ha dovuto ripensare a tutto ciò che aveva a che fare con la sua attività, per cercare di farla sopravvivere.
Secondo la donna e il suo avvocato, il coprifuoco non è ragionevolmente proporzionato alla situazione sanitaria, e non si basa inoltre su prove pertinenti e affidabili in linea con le leggi sulla salute pubblica.
Il coprifuoco attuale, che riguarda il centro metropolitano di Melbourne, richiede che la gente rimanga a casa tra le 21.00 e le 5 del mattino. Si può uscire di casa solo per lavoro e per motivi essenziali di salute, assistenza o sicurezza. Tra le 5 del mattino e le 9 di sera, invece, le persone a Melbourne possono uscire di casa per fare esercizio fisico, per acquistare i beni e i servizi necessari, per lavoro, per assistenza sanitaria o per curare un parente malato o anziano.