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Il Consiglio nazionale vuole presentare un'alternativa all'iniziativa popolare "contro le rimunerazioni abusive", ma non vuole imporre i bonus.
Chiamato stamani a scegliere tra due controprogetti indiretti del Consiglio degli Stati, la Camera del popolo ha respinto, con 97 voti contro 92 e 2 astenuti quello che annovera una componente fiscale (imposizione dei bonus). È invece entrato in materia, con 100 voti a 88, sul secondo.
Quest'ultimo controprogetto indiretto ritorna quindi alla sua commissione degli affari giuridici, per essere esaminato. Le Camere dovranno mettere a punto una soluzione entro la sessione estiva, visto che i termini d'esame dell'iniziativa popolare (depositata tre anni fa), già prorogati una prima volta, scadranno il 26 agosto. Altrimenti - come sottolineato da vari deputati - il "parlamento perderebbe la faccia".
SDA-ATS