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Conciliare lavoro e famiglia
XI congresso delle donne USS
L'undicesimo congresso delle donne USS svoltosi il 20/21 novembre 2009 si è concentrato sulla conciliabilità tra lavoro e famiglia e sulle ripercussioni della crisi per le donne. Le delegate hanno accolto all'unanimità un manifesto di sei punti come pure altri provvedimenti.
I punti principali:
- Riconoscere maggiormente il lavoro non rimunerato, socialmente necessario, nei CCL e nel diritto sul lavoro e sulle assicurazioni sociali.
- Chi accudisce bambini e/o famigliari deve avere diritto a più vacanze e assenze brevi. Occorre altresì ampliare l'assistenza professionale ai bambini e alle persone bisognose di cure e migliorare le condizioni di lavoro del personale.
- È necessaria una riduzione generale del tempo di lavoro a titolo di misura contro la crisi e nell'interesse della parità, accompagnata da altri provvedimenti per una diversa ripartizione tra i sessi del lavoro non rimunerato, in particolare per la cura di bambini e persone bisognose.
- Le richieste di parità tra i sessi devono essere trattate a titolo prioritario, in particolare quelle concernenti la parità salariale e la quota del PIL a favore della cura dei bambini.
- La conciliabilità tra lavoro e famiglia non necessita di nuovi modelli flessibili, ma di orari di lavoro pianificabili e compatibili con la famiglia. Invece di possibilità di shopping 24 ore su 24 servono orari vincolanti. Il lavoro parziale, flessibile e precario deve essere disciplinato in tutte le sue accezioni. Il tema va affrontato in via prioritaria.
- I passi indietro compiuti in materia di parità salariale sono scandalosi e inaccettabili. Le donne USS invitano i datori di lavoro a verificare e a adeguare immediatamente i salari versati dalle loro imprese nell'ottica del partenariato sociale. Se i datori di lavoro non agiscono tempestivamente, la politica dovrà trovare altre misure vincolanti, per imporre il diritto delle donne allo stesso salario per lo stesso lavoro.
Lavoro domestico e di assistenza non rimunerato
Con queste rivendicazioni le donne USS rispondono alla disparità nella ripartizione del lavoro domestico e di assistenza non rimunerato tuttora mal ripartito tra i sessi e alla crescente pressione che la crisi ha esercitato sui rapporti di lavoro già precari che interessano soprattutto la manodopera femminile.
Oltre ai bambini, anche le persone bisognose di assistenza devono essere accudite dai famigliari, di solito da donne attive professionalmente. Le condizioni al posto di lavoro non ne tengono conto. La maggior parte delle donne lavora a tempo parziale con logiche conseguenze per le loro finanze e la loro previdenza di vecchiaia.
Le delegate rilevano che, secondo le prime stime, gli effetti della crisi toccano di più le donne che non gli uomini impiegati nel settore industriale. La quota di disoccupati tra le donne supera oggi quella degli uomini (4,1% contro 3,9%, ottobre 2009). Inoltre, i programmi di risparmio annunciati dal settore pubblico si ripercuoteranno sensibilmente sulle donne. È a rischio ad esempio il programma federale di incentivazione della custodia dei bambini complementare alla famiglia.
Passi indietro nella lotta alla disparità salariale
Se i rilevamenti della struttura salariale 2006 evidenziavano che le donne guadagnano in media il 18,9% meno degli uomini, i dati più recenti espongono una differenza del 19,3%. Un chiaro passo indietro nella lotta alla disparità salariale e una violazione alla costituzione e alla legge sulla parità tra i sessi. I datori di lavoro devono agire!
USS, E. A.
Il congresso delle donne USS si svolge ogni quattro anni. Vi hanno partecipato 230 delegate e ospiti. La commissione delle donne USS e il congresso coadiuvano gli organi dell'USS in materia di politica sulla parità.
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