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BERNA - I vertici di UBS rischiano di subire una sconfitta davanti ai loro azionisti. Secondo il direttore della Fondazione Ethos, Dominique Biedermann, è infatti "alquanto possibile" che l'assemblea generale del prossimo 14 aprile non voti il discarico degli amministratori per il 2007.
Contro l'intenzione dei dirigenti di voltare pagina, dimenticando i disastri miliardari del passato, si sono infatti espresse anche le grandi società di consulenza degli azionisti ISS e Glass Lewis, spiega Biedermann in un'intervista pubblicata oggi dalla "NZZ am Sonntag". Da sola la ISS può avere un peso pari al 25% dei diritti di voto all'assemblea. A ISS e Glass Lewis si aggiungono poi la stessa Ethos e Swisscanto (le banche cantonali).
L'obiettivo è far sì che i vertici attuali tornino sulla decisione di non citare in giudizio i precedenti amministratori, afferma Biedermann. Ethos non può avviare la causa, perché un simile procedimento rischia di costare milioni di franchi, aggiunge il direttore dell'organizzazione, che riunisce 84 investitori istituzionali attenti ai principi dell'etica e del buon governo aziendale.
Biedermann è fortemente critico anche riguardo alle remunerazioni, non solo in seno a UBS, bensì anche a Credit Suisse: a suo avviso retribuzioni eccessivi come quelle del presidente della direzione del CS Brady Dougan (che questo mese incasserà oltre 70 milioni di franchi) mettono in pericolo la pace sociale.
SDA-ATS