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I 27 Stati membri dell'UE hanno approvato il piano della Commissione europea per ridurre a zero le emissioni di CO2 delle nuove auto in Europa a partire dal 2035. Questa misura impone di fatto la fine dei motori a combustione, benzina o diesel. La misura dovrebbe contribuire a raggiungere gli obiettivi climatici del continente, in particolare la neutralità del carbonio entro il 2050.
Su richiesta di alcuni Paesi, tra cui Germania e Italia, i 27 hanno deciso di prendere in considerazione un possibile via libera in futuro per le tecnologie alternative, come i carburanti sintetici o gli ibridi plug-in, se queste consentono di raggiungere l'obiettivo di eliminare completamente le emissioni di gas serra dei veicoli.
Queste misure devono ora essere negoziate con gli eurodeputati, che questo mese hanno anche definito la loro posizione sulla proposta dell'esecutivo UE. "Si tratta di una grande sfida per la nostra industria automobilistica", ha riconosciuto il ministro francese per la transizione ecologica Agnès Pannier-Runacher, che ha presieduto l'incontro di martedì. Tuttavia, ha ritenuto che si trattasse di una "necessità" di fronte alla concorrenza di Cina e Stati Uniti, che hanno puntato molto sui veicoli elettrici, considerati il futuro dell'industria. Queste decisioni "consentiranno una transizione pianificata e accompagnata", ha aggiunto la ministra francese.
"Emendamento Ferrari"
I ministri dell'ambiente hanno anche approvato una proroga di cinque anni dell'esenzione dagli obblighi di CO2 concessa ai costruttori "di nicchia", ovvero quelli che producono meno di 10'000 veicoli all'anno. Questa clausola, talvolta definita "emendamento Ferrari", andrà a vantaggio soprattutto dei marchi di lusso.