Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/109916

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 23 novembre 2010 il comitato ONU competente ha pubblicato le sue conclusioni e raccomandazioni per l'applicazione del Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali (Patto I). Al punto 19 il comitato esprime preoccupazione per l'elevato numero di suicidi con arma da fuoco in Svizzera e raccomanda al Consiglio federale di adottare misure efficaci per combattere questo fenomeno. Chiedo pertanto al Consiglio federale:</p><p>1. Quanti sono i casi di suicidio con arma da fuoco registrati in Svizzera negli ultimi 40 anni?</p><p>2. Il Consiglio federale può confermare, come sostenuto dal comitato ONU, che questo fenomeno si spiega con l'elevata facilità d'accesso alle armi da fuoco ("A large number of suicides is committed with easily accessible firearms")?</p><p>3. Quando e secondo quali modalità il Consiglio federale definirà e attuerà, come raccomandato dal comitato ONU, un piano d'azione nazionale per prevenire il suicidio ("The Committee recommends that the State party take effective measures to combat suicide including through the adoption and implementation of a national action plan for the prevention of suicide")?</p><p>4. Il Consiglio federale intende condurre o sostenere gli studi scientifici raccomandati per analizzare le cause dell'elevato tasso di suicidi in Svizzera ("The Committee also recommends that the State party conduct systematic surveys and undertake scientific studies on the root causes of suicide")?</p><p>5. Il Consiglio federale intende pubblicare i dati statistici, indispensabili per questo tipo di ricerca, sulla disponibilità di armi da fuoco in possesso di privati in Svizzera (armi dell'esercito in prestito, armi dell'esercito acquisite da privati, armi sportive e da caccia ecc.) suddivisi per regioni (cantoni) e per classi d'età?</p><p>6. Il comitato ONU raccomanda alla Svizzera di adottare misure più restrittive per l'accesso alle armi dell'esercito ("The Committee further recommends that the State undertake measures restricting access to firearms kept at home in connection with service in the army"). Quali misure supplementari intende adottare il Consiglio federale per attuare queste raccomandazioni?</p><p>7. Che cosa intraprende, inoltre, il Consiglio federale per ridurre l'accesso ai circa 1,5 milioni di armi dell'esercito acquisite da privati negli ultimi decenni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene opportuna la presentazione periodica di un rapporto al competente comitato ONU per seguire l'attuazione del Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali (Patto ONU I) e considera questa soluzione come un valido strumento informativo. La SECO, l'organo responsabile di questo rapporto, si metterà in contatto con i servizi federali e gli organi cantonali competenti per verificare l'attuazione delle singole raccomandazioni. Alle domande poste dall'autrice dell'interpellanza in merito al numero 19 di queste raccomandazioni, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. Il 28 dicembre 2010, l'Ufficio federale di statistica ha pubblicato per la prima volta una statistica dei suicidi commessi con armi da fuoco. Dalla statistica delle cause di morte emerge che tra il 1995 e il 2008 il numero dei suicidi di questo tipo è diminuito, passando da 392 a 239 casi l'anno. Nel 1995, il 36,3 per cento degli uomini e il 5,5 per cento delle donne che hanno commesso un suicidio lo hanno fatto utilizzando un'arma da fuoco. Nel 2008 la quota degli uomini è scesa al 26,8 per cento e quella delle donne all'1,8 per cento. Dati anteriori non sono disponibili.</p><p>2. Nel messaggio concernente l'iniziativa popolare "per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi" (09.098) del 16 dicembre 2009 (FF 2010 149), il Consiglio federale definisce innegabile il nesso esistente tra la disponibilità di armi da fuoco e i suicidi commessi con questo tipo di armi. Nelle spiegazioni relative alla votazione sottolinea tuttavia che, per garantire la sicurezza, non è determinante soltanto la disponibilità di armi da fuoco, ma anche l'uso responsabile che se ne fa.</p><p>3. Poiché spesso il suicidio è anche una conseguenza di malattie mentali, è pensabile che la prevenzione di questo tipo di suicidio possa in futuro diventare una priorità nel quadro dell'attuazione della prevista legge federale sulla prevenzione e la promozione della salute. Il progetto di legge e il relativo messaggio sono stati trasmessi al Parlamento il 30 settembre 2009. A tale proposito si rimanda alla risposta del Consiglio federale alla mozione Widmer Hans 08.3533, "Insieme contro il suicidio".</p><p>4. Nel quadro della promozione della ricerca da parte della Confederazione vengono finanziati continuativamente progetti di ricerca su questa tematica. Non è pertanto previsto un programma di ricerca specifico sulle cause dell'elevata percentuale di suicidi in Svizzera. Il programma nazionale di ricerca "Fase finale della vita" (PNR 67), approvato nel 2010, si occupa della tematica del suicidio, tuttavia soltanto a margine e principalmente in relazione allo studio sui processi e i decorsi della morte.</p><p>5. Per eventuali rilevamenti o pubblicazioni è necessario il consenso dei cantoni, i quali provvedono all'iscrizione dell'acquisto di armi da fuoco nei loro registri elettronici.</p><p>6. Nel settore delle armi d'ordinanza sono già state adottate misure per ridurne la disponibilità. Dalla fine del 2007 non vengono più consegnate munizioni da tasca ai militari e dal gennaio del 2010 questi ultimi possono depositare volontariamente l'arma personale in un arsenale (centro logistico dell'esercito). Sempre dal gennaio del 2010, l'arma personale può essere acquisita in proprietà, al termine del periodo di servizio, unicamente se il militare è titolare di un permesso d'acquisto di armi valido. Inoltre, al momento del reclutamento, l'esercito valuta in maniera differenziata il potenziale di pericolo, mentre i quadri vengono sensibilizzati maggiormente su tale problematica. Benché al momento non si possa ancora prevedere l'esito di queste misure, si può affermare in generale che negli ultimi anni il numero di armi militari acquisite a fine servizio è drasticamente diminuito. Stando alle cifre attualmente disponibili, l'introduzione dell'obbligo di un permesso d'acquisto di armi valido per acquisire in proprietà l'arma personale lascia presupporre un ulteriore calo per il 2010.</p><p>7. L'articolo 31a della legge sulle armi (RS 514.54) obbliga i cantoni a prendere in consegna gratuitamente le armi non più utilizzate. Molti cantoni, basandosi su questa disposizione, hanno organizzato delle raccolte grazie alle quali sono state consegnate numerose armi che sono poi state distrutte. Le armi in sovrannumero possono sempre essere consegnate alla Polizia o vendute ai commercianti d'armi. Il Consiglio federale è del parere che al momento non siano necessarie ulteriori misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.