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Il premio Nobel (chiamato così solo a posteriori) nasce nel 1786, quando il re svedese Gustavo III istituì l’Accademia di Svezia per “promuovere la purezza, la forza, la sublimità della lingua svedese”. Poi, bel 1901 venne intitolata a un chimico filantropo che donò una cospicua eredità alla fondazione, ovvero Alfred Nobel.
Da allora l’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura ha visto, su una fila orizzontale tremante per tensione e reciproca rivalità, ambiziosi candidati più o meno considerati idonei dal largo pubblico, santificati o scomunicati poi dall’insindacabile giuria, forse ultimamente più attenta al prestigio popolare del nominato, piuttosto che alla vera qualità dello stesso. Sino al 1943, quando per la prima volta fu interrotto il concorso per gli eventi bellici che sconvolsero il mondo, il Nobel venne continuamente assegnato a candidati più o meno apprezzati. Polemiche a parte, il Nobel per la Letteratura è stato il più alto riconoscimento mondiale per un intellettuale; è stato. Si, perché, ad oggi, rischia di essere tutto finito.
Negli ultimi mesi si sono dimessi sei membri dell’organizzazione per la ricezione della notizia di abusi sessuali commessi dal marito della poetessa Katarina Frostenson, uno dei membri dell’Accademia, Jean-Claude Arnault.
Ed ora, per la prima volta dal 1943, il Nobel rischia di essere, per quest’anno, annullato. Lo annuncia un Tweet, che, con imbarazzo, conferma anche l’accusa a Arnault di aver palpeggiato la principessa Victoria di Svezia.
Non solo molestie, ma anche fondi apparentemente fasulli, versati in maniera irregolare alla società Forum, diretta proprio da Arnault. Peccato per Arnault, visto che la mogliettina aveva una carica così carina, e anche la sua, dopotutto, non era così male. Doppio fango.