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Sono necessari aumenti di stipendio, nonostante la crisi del coronavirus, per gli impiegati dei settori di importanza sistemica e per coloro che sono stati toccati in modo minore dalla crisi: ne è convinta l'organizzazione Travail.Suisse, che ha presentato giovedì in conferenza stampa a Berna le richieste salariali per il 2021.
La pandemia ha toccato pesantemente la popolazione elvetica e ha colpito in modo diverso i dipendenti tra lavoro ridotto, home-office imposto e situazioni difficili, ha detto Gabriel Fischer, responsabile della politica economica presso Travail.Suisse, precisando che gli effetti sul mercato del lavoro si faranno sentire solo gradualmente.
"Quest’estate i senza lavoro in Svizzera sono già circa 50'000 in più rispetto all'anno precedente, nonostante l'introduzione della misura del lavoro ridotto che ha finora impedito un forte aumento della disoccupazione", ha aggiunto Fischer, sottolineando che "quasi la metà delle persone che hanno lavorato a tempo parziale ha subito un taglio di stipendio, poiché ha ricevuto solo l'80% del salario".
Dal canto suo Arno Kerst, presidente del sindacato Syna, ha ricordato come "grazie ai loro sforzi, i dipendenti del settore sanitario e del commercio al dettaglio - filiali con un'alta percentuale di donne - hanno assicurato che il confinamento non portasse al collasso", ha detto Kerst, per poi ribadire che "ora i lavoratori attivi in questi ambiti di importanza sistemica meritano aumenti salariali significativi". Il presidente di Syna ha infine sottolineato il fatto che a suo avviso "sono inoltre possibili pure modesti aumenti di stipendio in molti settori".