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Varie organizzazioni di medici lanceranno il referendum contro le reti di cure integrate previste dalla revisione della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) adottata stamane in votazione finale dal parlamento. I dottori contestano in particolare le limitazioni alla libera scelta del medico.
Anche se la decisione formale definitiva non è ancora stata presa, è sicuro che la Federazione dei medici svizzeri (FMH) sosterrà la raccolta delle 50'000 firme contro la modifica della LAMal. Il comitato centrale della FMH fa infatti proprio il risultato di una consultazione interna a cui ha partecipato il 42% dei circa 36'000 membri dell'associazione: 9'900 (il 66% di chi si è espresso) hanno contestato la riforma "Managed Care".
Il presidente della FMH, Jacques de Haller, contattato dall'ats, precisa che sono almeno otto le organizzazioni di medici che costituiranno il comitato referendario: le sezioni cantonali di Berna, Basilea Città, Basilea Campagna, Sciaffusa, specialisti come gli oftalmologi, i dermatologi e gli otorinolaringoiatri, nonché l'Associazione svizzera dei medici assistenti e capiclinica (ASMAC). Altre piccole associazioni di dottori sono pure interessate ad unirsi ai referendisti.
Anche la Federazione associazioni dei pensionati e d'autoaiuto in Svizzera (VASOS) sosterrà la raccolta delle firme contro il "Managed Care". Il Partito socialista (PS) deciderà durante l'assemblea dei delegati del 3 dicembre se sosterrà il referendum, ha detto all'ats il portavoce Andreas Käsermann.
La revisione della LAMal, accolta con ampie maggioranze dai due rami del parlamento, prevede che solo i pazienti che faranno capo ad una rete di cure integrate continueranno a partecipare ai costi delle prestazioni sanitarie nella misura del 10% (per la spesa che supera la franchigia). Chi volesse continuare a scegliere liberamente il proprio medico dovrà coprire il 15% dei costi.