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Nato nel 1897 da una famiglia poverissima a Bisacquino, un piccolo paese in provincia di Palermo, Francesco Rosario Capra all’età di 6 anni emigrò con i genitori e i suoi sei fratelli in America. Fece svariati lavori prima di guadagnarsi la borsa di studio che gli permise di laurearsi nel 1918 in ingegneria chimica. Sin da giovanissimo aveva cominciato a frequentare Hollywood, dove esordì come regista nel 1926. Si affermò definitivamente negli anni Trenta e Quaranta, diventando uno dei più celebrati registi del cinema americano.
Il potere della stampa è un film muto incentrato su una figura di reporter alle prime armi, Clem Rogers, in cerca di uno scoop con cui lanciare la sua carriera giornalistica. Osteggiato all’inizio dai colleghi più anziani all’interno del giornale per cui lavora, per un concorso di circostanze finisce per occuparsi di un caso giudiziario che coinvolge la figlia del candidato sindaco, accusata ingiustamente di omicidio. Sarà il giornalista, al termine di una scrupolosa inchiesta svolta dopo essere stato licenziato dal giornale, a far emergere la verità.
Il potere della stampa evocato dal titolo è duplice : da un lato il potere di rovinare la reputazione di una persona attraverso un titolo sensazionalistico in prima pagina, ma dall’altro lato, quando il giornalismo è incarnato da persone con una solida etica personale e professionale, come nel caso del reporter protagonista del film, il potere di far emergere la verità e far trionfare la giustizia. È uno dei primi film in cui appare la figura, un po’ idealizzata, del giornalista-detective che conduce in prima persona un’indagine di tipo poliziesco, ma il contesto è ancora prevalentemente quello di una commedia, soprattutto per quanto riguarda la descrizione della redazione del giornale, vista come un luogo di comiche rivalità tra la vecchia guardia e l’ambizioso neofita, che alla fine riuscirà ad imporsi. Il giovane reporter Clem Rogers, interpretato da Douglas Fairbanks Jr., è il prototipo di un personaggio che sarà al centro dei film più famosi di Frank Capra: l’uomo qualunque, semplice e onesto, che si batte tenacemente contro le ingiustizie della società. Molti suoi film, intrisi di buoni sentimenti, appaiono oggi un po’ datati, ma Frank Capra rimane uno dei registi hollywoodiani che meglio hanno rappresentato il cosiddetto “Sogno Americano” e l’ideologia dell’ottimismo rooseveltiano.
Þ Curiosità. In un’epoca in cui il nome del regista era spesso assente dalle locandine pubblicitarie dei film, Capra fu il primo autore ad Hollywood che ebbe il privilegio di avere il suo nome sopra il titolo (tra i primi vi furono anche Cecile B. De Mille, Charlie Chaplin, Ernst Lubitsch e Alfred Hitchcock). E quando, nel 1971, Frank Capra pubblicò la sua autobiografia la intitolò proprio Il nome sopra il titolo (The Name above the Title).