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Un gruppo di 25 consiglieri nazionali ha presentato una mozione che intende sottoporre la SSR al Controllo federale delle finanze, come le altre aziende federali.
Un gruppo di parlamentari federali chiede che il controllo sulle finanze della SSR sia potenziato, con i bilanci dell’emittente pubblica che dovrebbero essere sottoposti al Controllo federale delle finanze (CDF). Il CDF è l’organo superiore di vigilanza finanziaria della Confederazione e si occupa di fornire supporto al Parlamento e al consiglio federale e la sua indipendenza è garantita dalla legge sul controllo delle finanze. Esso si occupa di verificare che i 40 miliardi di sussidi distribuiti ogni anno dalla Confederazione siano spesi adeguatamente ed esercita il controllo sui bilanci delle aziende di proprietà della Confederazione: Posta, FFS, Swisscom, Skyguide, Ruag… Non però della SSR.
Come spiega oggi un articolo della Neue Zürcher Zeitung, che riferisce della mozione presentata dal consigliere nazionale Ppd Christian Lohr e sottoscritta da 25 parlamentari di tutti i partiti, la SSR non è sottoposta al controllo del CDF, nonostante benefici di 1,2 miliardi raccolti con la tassa obbligatoria del canone radiotelevisivo. Il CDF per controllare i bilanci SSR necessita di una specifica autorizzazione del Consiglio federale, cosa che negli ultimi 15 anni non è mai avvenuta, spiega la NZZ. Il motivo è che la legge sulla radiotelevisione non definisce i fondi destinati alla SSR come sussidi, a differenza di quanto avviene per le emittenti private, che pure beneficiano di una parte dei proventi del canone (un tempo riscosso dalla Billag, oggi dalla Serafe). Le emittente private sono dunque sottoposte al controllo del CDF, mentre la SSR no.
Una situazione che appunto con la mozione di Christian Lohr si intende cambiare, sottoponendo anche i bilanci dell’emittente pubblica al controllo del CDF. Lohr si dice convinto che la stessa SSR trarrebbe beneficio da una simile modifica. “Oggi il Dipartimento federale dell'Ambiente, dei Trasporti e delle Comunicazioni (DATEC) ha la supervisione finanziaria dell'azienda”, spiega il giornale. “Allo stesso tempo, SRG paga i revisori interni ed esterni per la verifica dell'azienda. Secondo Lohr, ciò comporta il rischio che i rapporti di audit critici non raggiungano il pubblico e, nel peggiore dei casi, potrebbero persino essere fermati dal Consiglio di amministrazione della SSR”.