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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza secondo cui la politica familiare riveste una notevole importanza e andrebbe sviluppata in modo continuo e coordinato. Tutelando meglio la maternità e diminuendo ulteriormente il carico finanziario delle famiglie mediante la concessione di assegni familiari e agevolazioni fiscali s'intende soprattutto ridurre il rischio che una famiglia scivoli sotto la soglia della povertà. La politica familiare rappresenta un compito che tocca numerosi ambiti e che chiama in causa Confederazione, Cantoni e Comuni come pure organizzazioni private e il mondo economico.</p><p></p><p>Ad 1</p><p>Le priorità del Consiglio federale si situano soprattutto nei settori in cui la Costituzione federale lo autorizza ad intervenire, vale a dire l'assicurazione maternità, la normativa federale in materia di assegni familiari, il diritto fiscale, il perfezionamento del diritto familiare, la tutela dei bambini dal punto di vista del diritto civile e penale e l'educazione. Nell'esercizio delle sue funzioni tiene comunque sempre conto, per quanto possibile, delle esigenze e dei bisogni specifici delle famiglie.</p><p></p><p>Ad 2</p><p>Il Consiglio federale considera tuttora prioritario creare un vero e proprio congedo di maternità, che rappresenta un importante strumento di politica familiare e di garanzia delle pari opportunità. Il Consiglio federale ritiene insufficiente l'attuale normativa sulle indennità per perdita di guadagno in caso di maternità e desidera colmare al più presto le lacune esistenti.</p><p>Per questo motivo, dopo l'esito negativo della relativa procedura di consultazione, ha accantonato il progetto che aveva elaborato (revisione del codice delle obbligazioni) e ha sostenuto invece l'iniziativa parlamentare Triponez (01.426), che si prefigge di dare alle donne che esercitano un'attività lucrativa il diritto di percepire un'indennità giornaliera nel quadro dell'ordinamento delle indennità per perdita di guadagno.</p><p>D'importanza fondamentale per il Consiglio federale è poi la riforma dell'imposizione della famiglia, che sta per essere completata (cfr. risposta alla domanda 7). Non meno importante a questo proposito è la legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia, che è stata approvata dalle Camere e la cui entrata in vigore è prevista per l'inizio dell'anno prossimo. La legge contribuirà a migliorare in misura determinante la possibilità di conciliare le esigenze familiari e professionali. Nel quadro della compensazione del carico finanziario delle famiglie il Consiglio federale appoggia infine la normativa federale sugli assegni familiari attualmente in discussione alle Camere, che si propone di colmare le lacune esistenti.</p><p></p><p>Ad 3</p><p>Come tutti i progetti, anche quelli che riguardano la politica familiare vengono sottoposti al parere dei Cantoni nell'ambito della procedura di consultazione. Per la politica familiare federale si tiene altresì conto delle prese di posizione e delle proposte delle conferenze dei direttori cantonali degli affari sociali, della pubblica educazione e della sanità. I singoli organi federali collaborano inoltre con le associazioni che riuniscono i responsabili degli organi cantonali competenti. Una rete di contatti, questa, che favorisce l'applicazione del diritto federale nei Cantoni, lo scambio d'informazioni e di opinioni e il coordinamento delle misure da prendere ai vari livelli.</p><p>La Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari organizza ogni anno un convegno al quale invita rappresentanti dei Cantoni, dei Comuni e delle associazioni professionali. Il convegno è un'utile piattaforma per scambiare informazioni e opinioni in materia di politica familiare. La Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari, la Conferenza dei direttori cantonali degli affari sociali, l'iniziativa delle città "Sì alla politica sociale", la Pro Juventute e la Pro Familia Svizzera si sono riunite nell'associazione "Prospettive politica familiare" per dare maggior risonanza alle proposte da loro formulate per rafforzare la politica familiare. È quindi data una rete di rapporti che assicura la collaborazione tra la Confederazione e gli altri protagonisti della politica familiare.</p><p></p><p>Ad 4</p><p>Per politica familiare il Consiglio federale intende in primo luogo una politica a favore di famiglie con figli. Le famiglie meritano riconoscenza e sostegno per i compiti che svolgono. Lo scopo della politica familiare è di creare le migliori condizioni possibili per crescere i bambini. A questo proposito è di fondamentale importanza migliorare la possibilità di conciliare lavoro e famiglia.</p><p></p><p>Ad 5 </p><p>È chiaro che una famiglia ha bisogno di più o meno aiuto a seconda del numero dei figli. Un aspetto, questo, di cui tengono conto gli assegni per figli o per la formazione e le deduzioni fiscali concesse proporzionalmente al numero dei figli. È altresì chiaro che le famiglie numerose sono maggiormente esposte al rischio di povertà. Ma oltre a questo aspetto, vi sono anche altre realtà che richiedono appositi provvedimenti, come le famiglie monoparentali, i genitori senza attività lucrativa, le famiglie provenienti da altre culture, le famiglie con membri disabili ecc. I provvedimenti di politica familiare devono tener conto delle esigenze di ogni tipo di famiglia.</p><p></p><p>Ad 6</p><p>La lotta alla povertà delle famiglie è soprattutto compito dei Cantoni. Molti di essi hanno creato appositi strumenti, sotto forma di prestazioni, per aiutare madri o genitori in caso di bisogno. Nel quadro di due iniziative parlamentari depositate in Consiglio nazionale (00.436 Fehr Jacqueline e 00.437 Meier-Schatz) si sta esaminando la possibilità di introdurre anche a livello federale prestazioni del genere. Ma accanto agli aiuti finanziari, è importante fornire anche consulenza e assistenza alle famiglie e mettere a loro disposizione un numero sufficiente di posti qualitativamente buoni e ad un prezzo accessibile dove custodire i figli, in modo da consentire ai genitori di esercitare un'attività lucrativa o di seguire eventualmente un perfezionamento.</p><p>In materia di lotta alla povertà l'UFAS organizzerà nella primavera 2003 un convegno in cui l'accento sarà posto sull'argomento "Povertà ed emarginazione di bambini e adolescenti".</p><p></p><p>Ad 7</p><p>La riforma dell'imposizione della coppia e della famiglia prevede nell'ambito dell'imposta federale diretta notevoli miglioramenti non solo per le coppie con redditi alti, bensì per tutti i contribuenti, in particolare anche per le famiglie che hanno figli minorenni e per le famiglie monoparentali. Nel messaggio concernente la riforma dell'imposizione della coppia e della famiglia (01.021) il Consiglio federale propone un considerevole aumento della deduzione per i figli, in modo da tenere maggiormente conto delle spese causate dai figli e ridurre il carico finanziario delle famiglie con figli minorenni o con figli che seguono una formazione.</p><p>Con l'introduzione della deduzione per la custodia dei figli s'intende tener conto del fatto che sono sempre più numerose le famiglie nelle quali entrambi i genitori esercitano un'attività lucrativa. Accanto a questa deduzione e all'aumento della deduzione per i figli, sono previsti anche sgravi fiscali di cui potranno beneficiare tutti i contribuenti. Nell'ambito dell'imposta federale diretta è ad esempio prevista una deduzione forfetaria per il minimo vitale. Inoltre sarà possibile dedurre l'intero ammontare dei premi per le assicurazioni malattie e infortuni obbligatorie.</p><p>Sia il Consiglio nazionale che il Consiglio degli Stati hanno dato la loro approvazione di massima a queste proposte. L'ammontare esatto delle deduzioni di cui potranno beneficiare le famiglie che hanno figli dovrà ancora essere stabilito nella procedura di appianamento delle divergenze. La riforma esenterà dall'imposta federale diretta circa il 35 per cento dei contribuenti, contro l'attuale 17 per cento. Con ciò verrà soprattutto ridotto anche il carico delle famiglie con redditi bassi e medi.</p>  Risposta del Consiglio federale.