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Si è conclusa recentemente il XVI Congresso della Federazione Sindacale Studentesca dell’India (SFI) sotto lo slogan “Salvare l’educazione, salvare l’India e battere il comunalismo”: 655 delegati si sono riuniti nella città di Shimla (capitale dello stato indiano dell’Himachal Pradseh) in rappresentanza degli oltre 4 milioni di studenti tesserati. I lavori assembleari sono iniziati con i saluti del giornalista P. Sianath che ha denunciato i tentativi di privatizzare la scuola da parte dei nazionalisti indù.
La SFI si è infatti opposta con numerose mobilitazioni negli ultimi due anni e mezzo al tentativo del governo centrale di trasformare tutti i grandi centri scolastici superiori indiani in luoghi di indottrinamento indù: anno dopo anno i tagli all’educazione pubblica sono stati incessanti e la selezione scolastica su base religiosa è aumentata.
Dopo la relazione politica del coordinatore uscente del sindacato studentesco Vikarm Singh si sono aperti due giornate intere di discussione, terminata con l’elezione di 93 nuovi membri del Comitato esecutivo del SFI, che sarà diretta ora da un nuovo coordinatore: Mayukh Biswas.
Il Congresso si è poi chiuso con un meeting pubblico a cui hanno preso parte 2’600 studenti: l’ospite d’onore era Sitaram Yechury, segretario generale del Partito Comunista Indiano (Marxista), il partito d’avanguardia rivoluzionaria a cui la Federazione Sindacale Studentesca Indiana appartiene. Fra i presenti vi erano anche alcuni dirigenti della Federazione degli Studenti dell’India (AISF), l’altro grande sindacato studentesco emanazione del più moderato Partito Comunista dell’India, i quali hanno perorato la causa dell’unità fra i sindacati studenteschi progressisti.