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La Convenzione per la salvaguardia dei beni culturali immateriali, approvata il 17 ottobre 2003 dalla Conferenza generale dell’UNESCO, è entrata in vigore il 20 aprile 2006. Questa Convenzione sottolinea l’importanza del patrimonio culturale immateriale come fattore di coesione sociale, grazie al suo carattere inclusivo e intergenerazionale, alla diversità culturale e allo sviluppo sostenibile.
La Convenzione per la salvaguardia dei beni culturali immateriali è in stretto legame con due altre Convenzioni culturali: la Convenzione per la protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale del 1972 e la Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali del 2005.
Organizzazione
L’organo sovrano della Convenzione è l’Assemblea generale degli Stati membri. Si riunisce in sessione ordinaria ogni due anni. Decide gli orientamenti strategici per l’attuazione della Convenzione ed elegge i ventiquattro membri del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Questa elezione tiene conto del principio di una distribuzione geografica equa. Il Comitato istituisce un organo consultivo, composto da dodici membri (sei esperti di qualità e sei ONG accreditate), che ha il compito di valutare le candidature presentate alle varie Liste.
Strumenti
Gli strumenti principali della Convenzione sono le Liste, il Fondo per il patrimonio culturale immateriale e il Programma globale di sviluppo delle capacità.
La Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità mira a mostrate la diversità, la ricchezza e l’importanza delle sue manifestazioni. La Lista del patrimonio culturale immateriale che necessita di essere urgentemente salvaguardato riguarda le tradizioni la cui trasmissione è minacciata e dipende da misure urgenti. Il Registro delle buone pratiche è composto da programmi, progetti e attività che riflettono al meglio i principi e gli obiettivi della Convenzione.
Il Fondo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale assiste gli Stati contraenti nei loro sforzi di salvaguardia attraverso un sostegno finanziario e tecnico. Gli Stati che hanno ratificato la Convenzione sono tenuti a versare un contributo annuale. Ogni donatore può anche contribuire su base volontaria.
Il Programma globale di sviluppo delle capacità si concentra sull’assistenza agli Stati contraenti nella salvaguardia del loro patrimonio culturale immateriale e nello sfruttamento del potenziale di questo patrimonio per lo sviluppo sostenibile. È una delle priorità principali nell’attuazione della Convenzione.