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Il 100 per cento di energia termica utile prodotta da una pompa di calore si ottiene impiegando il 25 per cento di energia motrice (solitamente elettricità, possibile anche gas ma con un rendimento diverso) e il 75 per cento di calore ambiente. L'energia così ottenuta può essere utilizzata per riscaldare gli ambienti e per produrre acqua calda sanitaria (fig. 1). Il calore ambiente è disponibile ovunque. Aria, sottosuolo e acqua costituiscono enormi riserve di energia, alimentate costantemente e in modo naturale dall'irraggiamento solare, dalle precipitazioni e dal flusso di calore proveniente dall'interno della Terra.
a) L'aria come fonte di calore
Presente ovunque e in quantità illimitata, l'aria ambiente può essere facilmente sfruttata come fonte di calore. Il suo utilizzo è gratuito e non necessita di alcuna autorizzazione particolare, se non eventualmente di una licenza di costruzione. Le possibilità di utilizzo sono due: con una pompa di calore aria/acqua, che cede il calore prelevato dall'aria ambiente a un comune sistema di riscaldamento (riscaldamento a pavimento, radiatori) o a un impianto di riscaldamento dell'acqua, o con una pompa di calore aria/aria, che lo trasmette invece a un sistema di aerazione.
L'aria ambiente viene aspirata e trasmessa alla pompa di calore attraverso condotti di ventilazione. Al termine del processo l'aria usata, di alcuni gradi più fredda, viene convogliata all'esterno attraverso il medesimo sistema. Il calore utilizzato si rigenera attraverso uno scambio di aria che segue i naturali processi di riscaldamento giornalieri e stagionali.
b) Il sottosuolo come fonte di calore (calore geotermico)
Sfruttare l'energia naturale immagazzinata nel sottosuolo è semplice: sono sufficienti sonde geotermiche verticali, che possono arrivare fino a 300 metri di profondità. La posa di sonde di questo tipo è soggetta ad autorizzazione (Cantone, Comune). In alternativa è possibile installare pali energetici, canestri geotermici o collettori orizzontali, anch'essi talvolta soggetti ad autorizzazione. Tutte queste tecnologie hanno una caratteristica comune: i circuiti che prelevano il calore sono chiusi, nel sottosuolo non avviene quindi alcuno scambio di materiale, soltanto di energia termica. Nei tubi interrati circola principalmente una soluzione composta da acqua e antigelo (salamoia), motivo per cui la pompa di calore viene chiamata salamoia/acqua. Il calore geotermico consente non solo di riscaldare, ma anche di raffreddare.
Più del 99 per cento del globo terrestre ha una temperatura superiore ai 1000 gradi. L’energia geotermica fluisce dalla parte interna del pianeta verso l’esterno. Dalla superficie fino a 300 metri di profondità, la temperatura aumenta in modo lineare fino a circa 20 °C (12° C a 100 metri di profondità, poi +3 °C ogni 100 metri). Il sottosuolo raffreddato dalla sonda geotermica viene nuovamente riscaldato dal flusso di calore naturale proveniente dal terreno circostante, un processo che può essere più o meno rapido a seconda delle peculiarità del suolo. Il calore giunge sempre dalle aree che in quel momento sono più calde rispetto alla zona attorno alla sonda geotermica. Le sonde geotermiche sono dimensionate in modo tale da permettere al calore di affluire in quantità sufficiente.
c) L'acqua come fonte di calore
L'acqua di falda ha una temperatura pressoché costante su tutto l’arco dell’anno ed è per questo una sorgente termica ottimale per un riscaldamento a pompa di calore. Anche le acque superficiali (laghi, fiumi, torrenti) possono però essere utilizzate come fonti di calore. L’installazione di una pompa di calore acqua/acqua soggiace sempre all’obbligo di autorizzazione e concessione (Cantoni, Comuni). Per raggiungere l’acqua si procede a una trivellazione, preceduta da una perizia idrogeologica condotta da geologi e, in caso di dubbio, da un’analisi dell’acqua. Un sistema di tubi preleva l’acqua e la convoglia verso la pompa di calore. L’acqua raffreddata viene poi restituita alla fonte per mezzo di una conduttura. Non si tratta quindi di un sistema chiuso ma aperto. L'acqua come sorgente termica consente non solo di riscaldare, ma anche di raffreddare.
La quantità di calore prelevata dalle acque di falda o di superficie è subito compensata dal naturale afflusso di acqua.
Le energie rinnovabili sono durevoli, illimitate e gratuite. Il loro sfruttamento per la produzione di calore non nuoce all'ambiente, ma al contrario riduce le emissioni di biossido di carbonio (CO2), ossido di azoto (NOx), biossido di zolfo (SO2), polveri fini, ecc. Il ricorso alle energie rinnovabili è la via del futuro e accresce il valore degli immobili.
Di seguito è illustrata la quota di energie rinnovabili nei diversi sistemi di generazione di calore per il riscaldamento degli edifici e per la produzione di acqua calda sanitaria. Secondo le prescrizioni vigenti in materia di costruzione il fabbisogno energetico complessivo ammonta al 100%. I valori sono indicativi.
Impianto di riscaldamento
Componenti supplementari
Energia primaria
Energia ausiliaria
Energia rinnovabile
PC aria/acqua
Nessuno
Elettricità 30 – 40 %
Contenuta nell'energia primaria
60 – 70 %
PC con sonda geotermica PC acqua/acqua
Nessuno
Elettricità 20 – 30 %
Contenuta nell'energia primaria
70 – 80 %
PC aria/aria Fonte: aria estratta
Nessuno
Elettricità 10 – 15 %
Contenuta nell'energia primaria
85 – 90 %
Caldaia a legna
Ventola elettrica
Legna *
Elettricità 5 %
95 % * è al contempo energia primaria
Caldaia a olio con impianto solare per la produzione di acqua calda
Ventola e pompa a olio elettriche
Olio da riscaldamento 85 %
Elettricità 3 %
10 - 12 %
Caldaia a gas con impianto solare per la produzione di acqua calda
Ventola elettrica
Gas 85 %
Elettricità 3 %
10 – 12 %
È possibile combinare una pompa di calore con un impianto solare? Sì. Tale combinazione permette di aumentare l'efficienza dell'impianto durante l'estate e nelle mezze stagioni. A seconda dello standard di costruzione, la quota di energia necessaria il riscaldamento dell’acqua può essere maggiore, poiché si riduce la dispersione di calore attraverso le pareti. Dato che le pompe di calore sfruttano già di per sé energia ambientale rinnovabile, l'impiego di pannelli solari termici ha un valore aggiunto limitato ed è difficilmente ammortizzabile. Questa soluzione risulta invece più interessante in presenza di sovvenzioni o di altri aiuti finanziari.
Le grandezze fisiche "lavoro", "energia" e "potenza" vengono spesso confuse. La potenza corrisponde al lavoro compiuto in una determinata unità di tempo.
Unità corrente
Conversione unità fisica
Lavoro, energia
1,0 kWh
3600 kJ
Potenza
1,0 kW
1000 W
Qual è la differenza tra COP e CLA?
Il COP (coefficient of performance = coefficiente di prestazione) e il CLA (coefficiente di lavoro annuo) misurano entrambi l'efficienza. Il COP di una pompa di calore corrisponde al rapporto tra la potenza termica ceduta e la potenza elettrica assorbita a un determinato punto di funzionamento. COP = 4,5 a B0W35 significa ad esempio che la pompa di calore, con una salamoia a 0 °C e una temperatura utile di 35 °C (riscaldamento o acqua calda), fornisce una potenza 4,5 volte superiore a quella ricevuta sotto forma di elettricità. I COP delle pompe di calore sono misurati negli appositi centri di prova (p. es. il WPZ di Buchs SG) in diversi punti di funzionamento. In questo modo è possibile confrontare l'efficienza delle singole pompe di calore. Nel corso dell'anno, però, le pompe di calore si trovano a operare in condizioni di funzionamento diverse. Ne risulta che il COP da solo non è adatto a qualificare il funzionamento di una pompa di calore nel suo complesso. Serve quindi ricorrere al coefficiente di lavoro, che indica il rapporto tra l'energia termica prodotta e l'energia elettrica assorbita. Se è considerato sull’arco di un anno, viene chiamato coefficiente di lavoro annuo (CLA). Per poter operare un confronto, è importante stabilire chiaramente le componenti e i processi considerati nel calcolo. Per ottenere un coefficiente di lavoro annuo elevato è necessario un dimensionamento ottimale dell’intero impianto.
L'efficienza di una pompa di calore è inversamente proporzionale alla differenza tra la temperatura alla sorgente e la temperatura di riscaldamento desiderata. In altri termini, maggiore è la temperatura del calore ambiente e minore la temperatura da raggiungere, maggiore sarà l'efficienza. L'efficienza risente inoltre anche delle abitudini comportamentali dell'utente. Pertanto, quando si calcola il coefficiente di lavoro annuo (CLA), è importante fornire un margine di oscillazione e non un valore singolo.
In linea di massima sì, poiché le temperature minime generalmente raggiunte rientrano nei limiti di funzionamento di tutte le pompe di calore. Esistono comunque delle differenze tra i diversi sitemi, di cui occorre tener conto.
Pompe di calore aria/acqua
Le pompe di calore aria/acqua possono funzionare fino a -20 °C. Ciò significa che gli impianti di riscaldamento dimensionati secondo le norme SIA e installati sull’Altopiano svizzero devono poter essere operativi fino a una temperatura di -8 °C e fino a un'altitudine di 1000 metri (secondo norma SIA circa -10 °C). Se la temperatura esterna scende al di sotto della temperatura di progetto (norma SIA) per un periodo prolungato (uno o due giorni), entra automaticamente in funzione il riscaldamento supplementare. Una situazione che, statisticamente, si verifica molto di rado.
Pompe di calore salamoia/acqua
Per questo tipo di pompe, è importante che le sonde geotermiche siano dimensionate correttamente. Questo aspetto è regolato da un'apposita norma SIA (SIA 384/6).
Pompe di calore acqua/acqua
Se è disponibile acqua di falda, occorre considerare soprattutto la portata e la qualità dell’acqua. Con un’analisi dell’acqua è possibile verificare, ad esempio, la presenza di un eventuale rischio di corrosione. In caso di utilizzo di acque superficiali (laghi o fiumi), invece, bisogna prestare attenzione all’inquinamento e soprattutto al rischio di gelo in presenza di basse temperature esterne.
Sì, in costruzioni nuove e risanate le pompe di calore possono essere impiegate anche con gli impianti di riscaldamento a radiatori. Alcuni fabbricanti fissano il limite massimo della temperatura di mandata a 55-65 °C.
La temperatura di riscaldamento necessaria ha una notevole influenza sull’efficienza: più è alta, minore è l’efficienza. Pertanto, vale la pena verificare esattamente quanto alta debba essere. Sostituire i radiatori più piccoli con nuovi di maggiore superficie conviene praticamente sempre. In genere è consigliabile verificare se è possibile intervenire per migliorare l'isolamento termico al fine di ridurre il fabbisogno di calore e di conseguenza anche la temperatura di riscaldamento. Una riduzione della temperatura di mandata di 5 °C corrisponde a un aumento dell’efficienza, e quindi a una riduzione del consumo di elettricità, di circa l’8 per cento. Va comunque detto che una pompa di calore contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2 già a partire da un coefficiente di lavoro annuo modesto.
La sostituzione di tutti i riscaldamenti elettrici a resistenza e di tutti gli scaldacqua elettrici renderebbe disponibile una quantità di elettricità sufficiente ad azionare 1 milione di pompe di calore!
L’elettricità prodotta in Svizzera è per il 40% di origine nucleare e per il 60% di origine rinnovabile, soprattutto idroelettrica. Al consumo, i dati si invertono: a seguito delle importazioni ed esportazioni, l'energia elettrica consumata è per il 60% prodotta a partire da energie non rinnovabili.
Gli impianti a pompa di calore in Svizzera non richiedono la costruzione di nuove centrali elettriche poiché la quantità di energia elettrica necessaria è già disponibile. Infatti, solo l'1-2 per cento del consumo complessivo di elettricità in Svizzera è imputabile alle pompe di calore attualmente in esercizio. A titolo di confronto si pensi che l’illuminazione pubblica e privata e gli elettrodomestici incidono per più di un quarto del consumo totale. Aumentando l’efficienza degli apparecchi elettrici e sostituendo i riscaldamenti elettrici a resistenza si può risparmiare più elettricità di quanta ne serva alle pompe di calore.
I proprietari d’abitazione possono già oggi scegliere tra diversi prodotti di elettricità. Se decidono di alimentare la propria pompa di calore con elettricità di origine idrica, eolica o solare, otterrano calore al 100% di origine rinnovabile.
Le disposizioni legali che disciplinano l’impiego di liquidi refrigeranti sono contenute nell’Ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim), ai sensi della quale gli impianti di refrigerazione che contengono più di 3 kg di prodotti refrigeranti stabili nell’aria sono soggetti ad autorizzazione (indicazione del fabbricante, scheda tecnica e targhetta di fabbrica sulla pompa di calore). Circa un terzo delle pompe di calore vendute ogni anno in Svizzera rientra in questa categoria. Per simili impianti, i proprietari sono tenuti a eseguire con i fornitori e i produttori il controllo della tenuta stagna prescritto, che può avere luogo durante semplici controlli senza bisogno di sottoscrivere contratti di manutenzione.
Legge e documenti d'esecuzione
Ordinanza concernente la riduzione dei rischi nell’utilizzazione di determinate sostanze, preparati e oggetti particolarmente pericolosi (Ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici, ORRPChim)
Autorizzazione di impianti con refrigeranti stabili nell’aria (2a edizione aggiornata, 2009)
Istruzioni relative a impianti stazionari e apparecchi che contengono prodotti refrigeranti, Registro di manutenzione, controllo della tenuta stagna, obbligo di notifica (2a edizione aggiornata, 2006)
I punti principali di queste guide
a) Obbligo di autorizzazione per nuovi impianti che contengono più di 3 kg di prodotti refrigeranti stabili nell’aria
Riguarda le pompe di calore e gli impianti di refrigerazione e di climatizzazione.
Di norma l’istanza di autorizzazione è il Cantone.
b) Controllo della tenuta stagna (ciclo prescritto) e registro di manutenzione
Frequenza dei controlli: i controlli della tenuta stagna di un apparecchio o di un impianto devono essere eseguiti dopo ogni intervento nel circuito del prodotto refrigerante e a ogni manutenzione.
In genere si applica il seguente ciclo di controllo. Apparecchi e impianti montati sul posto: primo controllo a 2 anni dalla messa in esercizio, successivamente un controllo l’anno. Fanno eccezione gli impianti e gli apparecchi compatti già montati in fabbrica. Impianti e apparecchi compatti montati in fabbrica e “a chiusura permanente“: primo controllo a 6 anni dalla messa in esercizio, secondo controllo dopo altri 4 anni, successivamente un controllo ogni 2 anni.
Registro di manutenzione: i detentori di apparecchi e impianti che contengono più di 3 kg di prodotti refrigeranti devono provvedere affinché venga costituito un registro di manutenzione.
c) Obbligo di notifica
La messa in esercizio, l’esercizio e la messa fuori esercizio di un impianto contenente più di 3 kg di prodotti refrigeranti che impoveriscono lo strato di ozono o sono stabili nell’aria soggiacciono all’obbligo di notifica. Nel registro di manutenzione del SVK/GSP è contenuta un’apposita cartolina.
Anche gli impianti esistenti devono essere notificati.
Le guide complete sono scaricabili dal sito Internet dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM):
www.ufam.admin.ch e dell'APP:
www.fws.ch
Nel settore delle pompe di calore, in Svizzera esistono due marchi di qualità e la certificazione di partner specializzato, tutti assegnati dal Gruppo promozionale svizzero per le pompe di calore (GSP). I marchi di qualità rientrano nelle misure di garanzia della qualità del GSP e dell’Ufficio federale dell’energia. I programmi di sostegno e di incentivazione della Confederazione, dei Cantoni e delle imprese di approvvigionamento energetico sono di regola legati ai marchi di qualità.
Una pompa di calore, o una serie di pompe di calore, ottiene su richiesta del fabbricante il marchio di qualità se la pompa di calore soddisfa i requisiti tecnici minimi (p.es. COP minimo misurato nel centro di prova accreditato, misurazione sul banco di prova delle emissioni acustiche, requisiti minimi riguardanti la documentazione di progetto, istruzioni complete per l’installazione e l’esercizio) e se il produttore garantisce una rete di assistenza alla clientela estesa su tutto il territorio svizzero. La procedura di certificazione si fonda su requisiti riconosciuti a livello internazionale (European Heat Pump Association, EHPA).
Il marchio di qualità per sonde geotermiche e imprese di perforazione garantisce un’esecuzione secondo gli standard tecnici più recenti. I titolari del marchio di qualità si impegnano a rispettare tutta una serie di regole nell’impiego e nella scelta di materiali e apparecchi, nonché nell’esecuzione del lavoro, e a far frequentare regolarmente ai collaboratori corsi di perfezionamento. Notevole importanza è attribuita anche al rispetto dell’ambiente e delle acque. Le regole dettagliate sono riportate nell’apposito regolamento e la commissione di certificazione ne verifica il rispetto con controlli saltuari.
La certificazione di partner specializzato è assegnata a specialisti (progettisti e installatori di impianti di riscaldamento) che hanno seguito un corso di perfezionamento a due livelli del GSP superando l’esame finale. I titolari della certificazione sono in grado di riconoscere le possibilità di impiego delle pompe di calore in piccoli oggetti (costruzioni nuove e risanamenti), di rilevare sul posto i dati necessari, di progettare, installare e mettere in esercizio correttamente un impianto.
Il modulo di sistema per pompe di calore permette di garantire la qualità degli impianti di riscaldamento e di ottimizzarne l’efficienza energetica.
Negli ultimi 30 anni sono state installate sempre più pompe di calore; solo negli scorsi sei anni ne sono state vendute circa 20‘000 l’anno, cifra che equivale a un terzo di tutti gli impianti di riscaldamento installati. Indagini svolte hanno dimostrato che in alcuni casi le pompe di calore consumano più elettricità del necessario e che con misure adeguate è possibile aumentare notevolmente l’efficienza energetica degli impianti. Il modulo di sistema per pompe di calore definisce tali misure e illustra in modo chiaro le responsabilità dei fornitori delle pompe di calore nonché quelle degli installatori di impianti di riscaldamento.
Spesso già a livello di preventivo o di contratto di appalto oppure nel corso dell’installazione si tralasciano importanti fasi del processo di pianificazione. Molti impianti dispongono pertanto di un notevole potenziale di risparmio energetico facilmente sfruttabile. Con il modulo di sistema per pompe di calore il committente ha la certezza che vengano rispettate le condizioni quadro che permettono all’impianto di funzionare senza problemi e in modo efficiente.
La certificazione di moduli permette di garantire che l’impianto a pompa di calore finale sia composto da componenti controllati e compatibili tra loro. Inoltre, vengono formulate prescrizioni sulle modalità d’installazione e sulla pianificazione dell’impianto.
La chiara suddivisione delle responsabilità tra installatore e produttore/fornitore di pompe di calore consente di prevenire inutili doppioni e di impedire che vengano dimenticate importanti fasi nel processo di pianificazione e di realizzazione.
I due elementi «garanzia di prestazione» e «classificatore dell‘impianto» creano trasparenza e permettono di ricostruire le varie fasi del processo di pianificazione e di realizzazione dell’impianto anche anni dopo l’ultimazione dei lavori.
Il certificato dell’APP attesta che l’impianto a pompa di calore è stato pianificato e realizzato in modo corretto e al 100 % secondo le prescrizioni del modulo di sistema per pompe di calore.
La corretta messa in funzione e il controllo del funzionamento previsto due anni dopo garantiscono che l’impianto a pompa di calore funzioni in modo efficiente sotto il profilo energetico, che non si accenda inutilmente l’impianto di riscaldamento elettrico supplementare e che la pompa di calore non si attivi/disattivi troppo spesso. Una frequente attivazione e disattivazione della pompa ne riduce infatti la durata di vita.
Il modulo di sistema per pompe di calore nasce dall’iniziativa dei rappresentanti del settore (produttori, fornitori, installatori, associazioni) che mettono al primo posto la soddisfazione dei clienti e l’efficienza energetica.
Il modulo di sistema per pompe di calore è sostenuto da un ente promotore (SvizzeraEnergia, Associazione professionale svizzera delle pompe di calore APP, Gebäudeklima Schweiz GKS, Società svizzera degli ingegneri nella tecnica impiantistica SITC e Associazione svizzera e del Liechtenstein della tecnica della costruzione suissetec).
Il programma SvizzeraEnergia promuove l’efficienza energetica in diversi settori. Da quasi 20 anni effettua misurazioni sul campo e intrattiene stretti contatti con le associazioni del settore e i relativi organi di mediazione. SvizzeraEnergia reputa che la qualità degli impianti a pompa di calore installati possa essere migliorata notevolmente grazie al modulo di sistema per pompe di calore: attenendosi alle istruzioni di pianificazione e di realizzazione e combinando in modo corretto tra loro le principali componenti dell’impianto è infatti possibile risparmiare ulteriormente energia senza generare costi supplementari degni di nota.
Un impianto che integra un modulo di sistema per pompe di calore non è più caro rispetto a un impianto di pari qualità realizzato senza certificazione. Partendo dal presupposto che la durata di vita di un impianto è di 20 anni, il modulo consente di risparmiare fino a due anni di costi di riscaldamento.
Il processo di pianificazione degli impianti con una potenza fino a 15 kW di regola non richiede l’intervento di un progettista nella tecnica della costruzione. Per questo motivo in questa categoria d’impianti la qualità varia così tanto. In futuro si prevede tuttavia di estendere il modulo anche agli impianti di più grandi dimensioni.
Ai proprietari di case o ai futuri committenti si raccomanda di mettersi in contatto con un installatore qualificato per la pianificazione e la realizzazione dei moduli di sistema per pompe di calore. Al seguente indirizzo Internet sono pubblicate informazioni utili sull’argomento nonché un elenco di installatori qualificati in Svizzera: www.wp-systemmodul.ch. Tutte le aziende indicate saranno liete di stilare un preventivo.
Inoltre, è possibile contattare direttamente un produttore/fornitore che disponga di moduli di sistema per pompe di calore certificati. All’indirizzo suindicato è pubblicato anche un elenco di fornitori.
L’azienda incaricata della realizzazione fornisce sempre al cliente un classificatore con la documentazione relativa all’impianto («classificatore dell’impianto»). Il classificatore contiene la garanzia di prestazione, con la quale l’azienda si impegna per iscritto a eseguire i lavori stabiliti. In caso di dubbi, raccomandiamo di cercare il dialogo con l’azienda. Se non è tuttavia possibile trovare insieme una soluzione, resta l’opzione di mettersi in contatto con l’ente promotore del modulo di sistema per pompe di calore (vedi indirizzo sul sito www.wp-systemmodul.ch) per fare controllare l’impianto da uno specialista imparziale (a pagamento). Lo specialista controlla in modo approfondito il funzionamento dell’impianto e rilascia una valutazione imparziale e indipendente dal prodotto.
La garanzia della qualità è affidata a processi su vari livelli:
Su un impianto a pompa di calore con modulo di sistema possono essere installati soltanto componenti previamente certificati, tra cui una pompa di calore certificata e i relativi elementi. In questo modo è possibile garantire una compatibilità ottimale.
Le associazioni specializzate che fanno parte dell’ente promotore organizzano cicli formativi per produttori, fornitori e installatori di pompe di calore. Questi ultimi dopo avere seguito la formazione si impegnano a rispettare le prescrizioni del modulo di sistema per pompe di calore. Gli elenchi delle imprese d’installazione qualificate e dei fornitori di moduli di sistema per pompe di calore certificati sono pubblicati al seguente indirizzo Internet www.wp-systemmodul.ch.
Con il contratto di appalto per l’installazione di un modulo di sistema per pompe di calore l’installatore si impegna a eseguire le fasi del processo di pianificazione indicate nell’elenco degli obblighi e a documentare in modo chiaro tutto il lavoro svolto nel classificatore dell’impianto. La messa in funzione e la regolazione standard, che possono essere effettuate sia dall’installatore che dal fornitore di pompe di calore, sono documentate e nel secondo anno di esercizio si procede a un controllo del funzionamento sulla base di indicatori reali.
L’installatore invia la garanzia di prestazione e la documentazione relativa all’impianto (verbali di messa in funzione dell’installatore e del fornitore) al servizio addetto alla certificazione in seno all’Associazione professionale svizzera delle pompe di calore (APP). Quest’ultimo esamina l’incarto e rilascia il certificato all’attenzione del proprietario dell’abitazione.
Tale servizio incarica specialisti esterni di eseguire controlli a intervalli regolari. I controlli a campione delle pompe di calore sono di competenza dell’Associazione professionale svizzera delle pompe di calore (APP).
No, i moduli devono essere certificati ma non vige l’obbligo di qualifica per gli installatori. SvizzeraEnergia raccomanda tuttavia di incaricare solo installatori qualificati. Il fatto che un installatore partecipi a un corso di perfezionamento professionale è segno di professionalità e cura della qualità.
Sul sito di SvizzeraEnergia sono pubblicate informazioni interessanti e di attualità sul modulo di sistema per pompe di calore. Spiegazioni dettagliate e diversi documenti di lavoro per proprietari di abitazioni, futuri committenti, installatori e produttori/fornitori figurano all’indirizzo www.wp-systemmodul.ch. Indicazioni specifiche sui prodotti sono pubblicate sui siti web dei singoli produttori/fornitori.
Tutti gli installatori qualificati sono in grado di fornire una consulenza. Contattate l’installatore qualificato che opera nella vostra regione indicato nell’elenco qui di seguito www.wp-systemmodul.ch.