Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/211813

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali e la prassi affinché i richiedenti l'asilo con un contratto di tirocinio o di formazione valido integrati nel mercato svizzero del lavoro possano proseguire e concludere i rispettivi tirocini e formazioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Una politica d'asilo credibile e coerente presuppone che i richiedenti l'asilo respinti lascino effettivamente la Svizzera. Lo stesso vale anche se durante la procedura d'asilo è stata iniziata una formazione professionale di base in Svizzera (cfr. il parere del Consiglio federale relativo alla mozione Grossen 19.4282 "Permettere alle persone ben integrate di portare a termine il tirocinio in caso di decisione d'asilo negativa" e la risposta all'interpellanza Vogler 19.3140 "Conclusione della formazione di richiedenti l'asilo respinti in Svizzera"). Le persone per cui l'esecuzione dell'allontanamento è possibile, ammissibile e ragionevolmente esigibile sono tenute a lasciare la Svizzera entro il termine loro impartito. L'autorizzazione all'esercizio di un'attività lucrativa e quindi anche allo svolgimento di una formazione professionale di base resta valida fino allo scadere del termine di partenza.</p><p>I richiedenti l'asilo possono restare in Svizzera fino alla conclusione della procedura. Questo soggiorno serve a chiarire se necessitano la protezione del nostro Paese e dunque non ad assolvere una formazione professionale di base. La creazione di una normativa che consentirebbe, in generale, di portare a termine una formazione iniziata in Svizzera, eventualmente di lunga durata, sarebbe inoltre in contraddizione con gli obiettivi della velocizzazione della procedura d'asilo, in vigore dal 1° marzo 2019, secondo cui la maggior parte delle domande d'asilo deve essere decisa in via definitiva entro 140 giorni. Di norma i richiedenti l'asilo non adempiono ancora i requisiti scolastici e linguistici necessari per una formazione professionale. Oltre a ciò, una normativa come quella proposta dall'autrice della mozione privilegerebbe in maniera ingiustificata i richiedenti l'asilo tenuti a partire rispetto agli altri stranieri obbligati a lasciare la Svizzera, per i quali il diritto in materia non prevede una normativa in tal senso.</p><p>Una proroga del termine di partenza permette di tenere conto dell'interesse alla conclusione, imminente, di una formazione professionale di base (art. 45 cpv. 2bis della legge sull'asilo [LAsi; RS 142.31]). Una proroga è temporaneamente possibile anche nel caso in cui sia necessaria a causa della situazione straordinaria dovuta al coronavirus (cfr. art. 9 cpv. 3 dell'ordinanza sui provvedimenti nel settore dell'asilo in relazione al coronavirus [ordinanza COVID-19 asilo; RS 142.318]). Dall'entrata in vigore di tale ordinanza urgente, il 2 aprile 2020, la Segreteria di Stato della migrazione ha così prorogato il termine di partenza per tutte le decisioni d'asilo negative per cui è stata ordinata l'esecuzione dell'allontanamento. Gli interessati possono in tal modo proseguire la loro formazione professionale di base fino a quando dovranno effettivamente lasciare la Svizzera. In gravi casi di rigore personale si può inoltre autorizzare persone che soggiornano illegalmente a proseguire una formazione professionale di base (art. 14 cpv. 2 LAsi; in combinato disposto con l'art. 30a dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa OASA; RS 142.01). Questa misura vale anche per le persone la cui domanda d'asilo è stata respinta con decisione passata in giudicato e quindi tenute a lasciare la Svizzera.</p><p>Nei casi in cui l'esecuzione dell'allontanamento in seguito a una decisione d'asilo negativa passata in giudicato non è possibile, ammissibile o esigibile continua a essere disposta un'ammissione provvisoria e l'interessato può proseguire la formazione professionale di base iniziata in Svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.