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Governo svizzero: nuova prova per la formula magica
Le elezioni federali di ottobre potrebbero creare nuovi equilibri in parlamento. Uno spostamento di forze tra i quattro maggiori partiti nazionali rilancerebbe le discussioni sulla ripartizione dei seggi governativi.
Nuove minacce alla formula magica giungono anche dai Verdi, che potrebbero superare per la prima volta la soglia del 10% dei voti.
Nel 2003, dopo grandi dibattiti, il parlamento ha modificato la cosiddetta "formula magica", che regolava dal 1959 la ripartizione dei seggi governativi tra i quattro maggiori partiti svizzeri.
Grazie al successo conseguito nelle elezioni parlamentari di quattro anni fa, l'Unione democratica di centro (UDC) era riuscita ad ottenere un secondo seggio nell'esecutivo, a scapito del Partito popolare democratico (PPD).
Attualmente l'UDC, il Partito liberale radicale (PLR) e il Partito socialista (PS) dispongono quindi di due poltrone governative, ciascuno, mentre il PPD è rappresentato da un solo ministro.
Spostamenti di forze ipotizzabili
Le elezioni federali del 21 ottobre potrebbero mutare nuovamente gli equilibri in parlamento, rilanciando le discussioni su un'altra modifica della composizione del governo. In dicembre, durante la sessione invernale, i parlamentari sono infatti chiamati a rieleggere i membri del Consiglio federale per la prossima legislatura.
Secondo gli ultimi sondaggi, l'UDC e il PS dovrebbero mantenersi saldamente al primo e secondo rango tra gli schieramenti politici nazionali. Spostamenti di forze sembrano invece più ipotizzabili per quanto concerne gli altri due partiti di governo.
Il PPD potrebbero risalire leggermente la china, superando il PLR, che figura attualmente in terza posizione. In tal caso i popolari democratici avrebbero la possibilità di rivendicare un secondo seggio, ai danni dei radicali.
Verdi in agguato
Per la prima volta, una quinta forza politica potrebbe rimescolare le carte sul tavolo dei quattro partiti che dominano la scena politica da molti decenni. In base ai pronostici, il Partito ecologista svizzero (PES) rischia infatti di superare la soglia del 10% dei voti.
Da un punto di vista puramente aritmetico, i Verdi avrebbero praticamente diritto ad una poltrona governativa. Basti pensare che, con il 16% dei voti, il PLR detiene attualmente due seggi nell'esecutivo.
"Lo scenario più probabile di un mutamento è proprio questo dal profilo aritmetico: i Verdi potrebbero strappare quest'autunno un seggio ai radicali in Consiglio federale", dichiara a swissinfo Claude Longchamp, politologo e direttore dell'istituto di ricerche gfs.bern.
PPD ago della bilancia
Un simile cambiamento rafforzerebbe la componente rosso-verde in governo, indebolendo il blocco di destra, formato dall'UDC e dal PLR.
"Con questo scenario lo scacchiere politico svizzero diventerebbe più elettrizzante. Il PPD si ritroverebbe al centro di due blocchi rappresentati, ciascuno, da 3 consiglieri federali. Il ministro popolare democratico assumerebbe il ruolo di ago della bilancia per ogni decisione governativa", ipotizza Claude Longchamp.
I Verdi hanno già annunciato di essere disposti ad assumere un mandato in governo, ma solo a condizione che venga estromesso dal gabinetto Cristoph Blocher, uno dei due rappresentanti dell'UDC, la destra nazionalista. Tenendo conto di questa premessa, le chance del PES di far eleggere un proprio candidato in Consiglio federale sono quindi pari a zero.
"La loro richiesta è talmente illusoria da poter essere interpretata in questo modo: in realtà i Verdi non vogliono nemmeno entrare nel governo", ritiene il politologo.
Deficit di concordanza
Un'opinione respinta categoricamente da Ruth Genner, presidente del PES. "Non è assolutamente vero. Ma non possiamo entrare in un sistema di concordanza, come il Consiglio federale, che non segue realmente una politica di concordanza".
A suo avviso, sulle questioni fondamentali i membri del governo svizzero si trovano attualmente su posizioni contrapposte, praticamente inconciliabili.
A detta di Ruth Genner, il suo partito è "maturo" per il Consiglio federale. "Non possiamo però ancora dire quando cercheremo di compiere questo passo". Tra gli obbiettivi più ravvicinati per i Verdi vi è quello di conquistare il loro primo seggio nella Camera dei cantoni.
Nuova cancelliera
Per Claude Longchamp, la composizione dell'esecutivo non subirà probabilmente nuovi cambiamenti. "Non sarei sorpreso se, per finire, le poltrone governative resteranno occupate dalle stesse persone e dagli stessi partiti. Il PPD potrebbe invece uscire rafforzato da queste elezioni parlamentari, se riuscisse ad ottenere il posto di cancelliere della Confederazione".
Un'ipotesi alquanto più probabile. L'attuale cancelliera Annemarie Huber-Hotz (PLR) ha rassegnato le dimissioni per la fine dell'anno. Tra i papabili alla sua successione vi è innanzitutto la grigionese Corina Casanova, che milita nei ranghi del PPD.
swissinfo, Christian Raaflaub
(traduzione e adattamento Armando Mombelli)
Fatti e cifre
Forza dei partiti secondo l'ultimo barometro elettorale (tra parentesi le percentuali delle elezioni 2003)
Unione democratica di centro: 26.2% (26.7%)
Partito socialista: 21.6% (23.3%)
Partito liberale radicale: 16.2% (17.3%)
Partito popolare democratico: 14.6% (14.4%)
Partito ecologista: 10.3% (7.4%)
Elezione del governo
Ogni 4 anni, dopo le elezioni parlamentari, le due Camere federali eleggono i membri del governo per la nuova legislatura. Il rinnovo integrale del governo è previsto il 12 dicembre 2007.
In Svizzera non esiste l'incarico di primo ministro. L'esecutivo è formato da 7 ministri che governano il paese in base al principio della concordanza.
I seggi del governo vengono attribuiti ai maggiori partiti nazionali, tenendo conto della loro forza elettorale.
Composizione attuale del governo
2 ministri UDC: Samuel Schmid e Christoph Blocher
2 PS: Moritz Leuenberger e Micheline Calmy-Rey
2 PLR: Pascal Couchepin e Hans-Rudolf Merz
1 PPD: Doris Leuthard.
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