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Solo soluzioni politiche nei Paesi dei migranti permetteranno di calmare il flusso di arrivi in Europa, secondo il consigliere federale Didier Burkhalter.
Il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), intervenendo oggi a Parigi alla Conferenza sulla protezione delle vittime di violenze etniche e religiose in Medio Oriente, ha invitato a impegnarsi per "fermare la guerra" e ad adottare misure sostenibili per i più vulnerabili.
"Vogliamo partecipare allo sforzo di reagire allo scopo di proteggere, risolvere e condannare", ha dichiarato il responsabile del DFAE.
In Libano e in Giordania, l'azione presso rifugiati siriani rappresenta "la più grande operazione umanitaria della storia svizzera", ha sottolineato Burkhalter alla riunione organizzata da Francia e Giordania, ricordando i 215 milioni di franchi attribuiti a progetti dal 2011.
La Confederazione si batte anche "con tenacia" per migliorare concretamente l'accesso e le condizioni di lavoro di operatori umanitari in Siria, ha detto.
"È per questo motivo che noi portiamo avanti da due anni un dialogo umanitario trilaterale con l'Iran e la Siria. Tutti devono essere sollecitati a contribuire per trovare soluzioni", ha sottolineato. Allo stesso momento, il presidente iraniano Hassan Rohani assicurava, in una conferenza stampa a Vienna, che il suo Paese è pronto a discutere con tutti i Paesi della pace in Siria.
Per quanto riguarda l'accoglienza, Burkhalter ha ribadito la disponibilità della Svizzera nell'ambito del trasferimento di rifugiati da Paesi d'Europa. Ha ricordato che la Confederazione si è impegnata ad accogliere 3000 siriani supplementari.
SDA-ATS