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«Vogliamo che le persone che ne fanno uso non se ne vergognino e possano così rivolgersi ai centri di aiuto»
VICTORIA - Piccole quantità diventano legali. Per tre anni in Columbia Britannica verrà testato un programma di depenalizzazione delle droghe che si rivolge a tutte le persone che ne sono dipendenti, in modo da prevenire le morti da overdose.
Invece di linciare, vogliono aiutare. Dal 2016 a oggi in Columbia Britannica si sono verificati 9'000 decessi causati da un uso massiccio di droghe. Questo dato è fortemente cresciuto nei retroscena della pandemia. Nonostante negli anni siano stati implementati programmi e aggiornate leggi, il numero di queste morti non era mai stato così alto. La regione canadese si è quindi decisa per una depenalizzazione parziale di diverse droghe.
Oppioidi, cocaina, metanfetamine ed ecstasy potranno essere adoperate per uso personale. Ma il quantitativo totale in possesso di un singolo adulto non dovrà superare i due grammi e mezzo. Se la soglia verrà rispettata, non si incorrerà nell'arresto. Chi ne verrà trovato in possesso riceverà invece delle informazioni e gli verrà offerta la possibilità di iniziare un percorso di disintossicazione. Ci saranno comunque delle eccezioni. Il possesso personale non verrà tollerato in chi lavora nelle scuole primarie e secondarie, nelle strutture cliniche per bambini, negli aeroporti e nei membri dell'esercito canadese.
Il programma comincerà a gennaio del 2023 e si tireranno le somme a gennaio 2026. La Columbia Britannica intende, come spiegato nella richiesta inoltrata al governo federale in novembre, «eliminare la vergogna che spesso impedisce alle persone di chiedere aiuto».
Come riporta la Bbc, in occasione dell'annuncio del lancio del test, la ministra federale della salute mentale e delle dipendenze Carolyn Bennet ha spiegato che per «troppi anni l'ideologia di opposizione alle droghe è costata la vita alle persone. Vogliamo salvarle sì, ma anche dare loro dignità e scelta».
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