Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/190351

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la legislazione affinché i rimboschimenti compensativi e le misure di compensazione ecologica non avvengano più sulle superfici agricole utili.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione propugna essenzialmente una migliore protezione delle terre coltive. Tuttavia, oltre a non apportare alcun miglioramento rimarchevole in questo senso, l'auspicata rinuncia a rimboschimenti compensativi e misure di compensazione ecologica sulle superfici agricole utili avrebbe conseguenze negative in termini di protezione delle superfici boschive. Ne risulterebbe de facto una progressiva riduzione della superficie boschiva nell'Altipiano e nelle valli, che l'introduzione dei margini statici della foresta di cui all'articolo 12a dell'ordinanza sulle foreste (OFo; RS 921.01) non farebbe che accentuare. Ciò non solo sarebbe in contraddizione con il precetto di conservazione della foresta di cui all'articolo 3 della legge forestale (LFo; RS 921.0) e con la Politica forestale 2020 della Confederazione, ma potrebbe anche rivelarsi incompatibile con il principio di conservazione delle foreste sancito dall'articolo 77 della Costituzione federale (Cost.; RS 101).</p><p>L'obiettivo della pianificazione del territorio è garantire con gli strumenti pertinenti una gestione parsimoniosa del suolo, una risorsa scarsa, che tenga conto dell'attuale sviluppo degli insediamenti e che protegga sia le terre coltive che il bosco. Nel quadro della prima fase della revisione della legge sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700) e della modifica della LFo del 16 marzo 2012, il Parlamento si è già pronunciato in merito alla tematica dei rimboschimenti compensativi, confermando essenzialmente il principio di conservazione della foresta. All'articolo 7 LFo relativo alla protezione delle terre coltive agricole, il legislatore ha tuttavia previsto un disciplinamento differenziato della materia a seconda dell'estensione della superficie boschiva (art. 7 cpv. 2 lett. a e b e cpv. 3 lett. a LFo nonché art. 9 cpv. 1 OFo), il che comporta, per esempio, la possibilità di adottare, in via eccezionale, provvedimenti a favore della protezione della natura e del paesaggio al posto della compensazione in natura. Si tratta di una risposta soddisfacente alla richiesta di protezione delle terre coltive.</p><p>I provvedimenti a favore della protezione della natura e del paesaggio secondo la LFo che possono essere adottati al posto dei rimboschimenti compensativi come pure le altre misure di compensazione ecologica di cui nella legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (art. 18b cpv. 2 LPN; RS 451) menzionate nella mozione possono essere applicate sia a superfici di insediamento che a superfici agricole, boschive o di altro genere, come le superfici di protezione della natura esistenti. A seconda del tipo di provvedimento è possibile continuare a utilizzare la superficie in questione per scopi agricoli o iniziare a gestirla come superficie per la promozione della biodiversità in conformità con il diritto agrario. Nel caso delle superfici di compensazione ecologica è particolarmente importante che le superfici siano interconnesse, il che può essere garantito soltanto dalla presenza capillare, ossia anche nelle terre coltive, di superfici ricche di biodiversità. Occorre inoltre prestare attenzione a mantenere intatte le funzioni del suolo e quindi il potenziale di produzione delle diverse tipologie di superficie.</p><p>Negli ultimi decenni, la superficie boschiva è aumentata alle quote più elevate delle Alpi e sul versante alpino meridionale, in particolare nelle aree in cui le superfici agricole non vengono più coltivate. Diverso è il discorso per quanto riguarda le aree utilizzate in modo intensivo alle quote più basse, dove le superfici boschive, come anche le terre coltive e le superfici ricche di biodiversità delimitate come tali, continuano a essere sotto pressione per lo più a causa degli insediamenti e delle infrastrutture. Secondo la statistica della superficie, la perdita media di terre coltive è sì quantificabile a 3500 ettari l'anno, ma di questi soltanto l'un per cento (33 ettari) è utilizzato come compensazione in natura per dissodamenti definitivi. Inoltre, tra il 2015 e il 2017 si è rinunciato completamente alla compensazione in natura nel caso di una perdita media pari a 11 ettari l'anno (un terzo dei dissodamenti definitivi), sfruttando quindi le possibilità offerte dal disciplinamento differenziato in materia di compensazione in natura introdotto con la modifica della LFo del 16 marzo 2012. Si rileva pertanto che la riduzione delle terre coltive dipende in minima parte dal sistema della compensazione in natura e che essa è dovuta principalmente agli effetti dello sviluppo degli insediamenti e delle infrastrutture.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.