Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/155973

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a esaminare l'opportunità di adottare un piano di misure per lottare efficacemente contro il turismo degli acquisti. Il problema è particolarmente presente nelle zone di frontiera, pesantemente toccate dagli effetti del franco forte, in particolare nel settore della vendita al dettaglio, dell'industria alberghiera e della ristorazione. Il piano di misure potrebbe prevedere un'intensificazione della cooperazione con le autorità incaricate del controllo delle derrate alimentari, una migliore informazione dei consumatori e un aumento del numero di guardie di confine in zona di frontiera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 2008 il franco ha subito un costante apprezzamento rispetto all'euro. Di conseguenza negli ultimi anni anche il turismo degli acquisti è aumentato.</p><p>Sempre che le prescrizioni doganali vengano rispettate, è possibile fare i propri acquisti all'estero. A tal proposito, l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) constata che la maggioranza dei consumatori osserva tali prescrizioni e che il contrabbando delle merci private, senza essere irrilevante, resta tuttavia marginale. L'aumento delle infrazioni alla legislazione doganale menzionato dall'autore del postulato si spiega in gran parte con l'introduzione a partire dal 1° luglio 2014 di prescrizioni più restrittive, segnatamente relative all'importazione di carne e prodotti carnei.</p><p>Sulla scorta di quanto suesposto, il Consiglio federale non prevede misure particolari per lottare contro il turismo degli acquisti. È piuttosto dell'avviso che occorre dare priorità a riforme del mercato interno al fine di migliorare le condizioni quadro delle imprese e consentire una riduzione della differenza di prezzo tra la Svizzera e i Paesi limitrofi. Il Consiglio federale non intende inoltre estendere l'impegno dell'AFD, il cui mandato consiste nell'intervenire in modo mirato e in funzione dei rischi. Un aumento degli effettivi del corpo delle guardie di confine (Cgcf) non avrebbe alcun influsso sul turismo legale degli acquisti.</p><p>Per quel che riguarda in particolare la situazione presso il confine franco-svizzero (regione di Ginevra), i risultati ottenuti dal Cgcf nonché dal personale civile dell'AFD nel 2014 sono significativi e corrispondono agli obiettivi fissati dal capo del Dipartimento federale delle finanze nel mandato di prestazioni. Senza trascurare il traffico turistico, la dogana ha concentrato i propri sforzi sulla lotta contro il contrabbando professionale che fornisce i negozi di alimentari e i ristoranti di Ginevra. La direzione di circondario e il comando della regione guardie di confine di Ginevra hanno comunicato tali risultati alle autorità cantonali ginevrine garantendo il loro supporto se queste ultime intendono adottare provvedimenti comuni di lotta contro il traffico illegale o altre misure per informare i commercianti e sensibilizzare i consumatori.</p><p>Infine il Consiglio federale è dell'avviso che la creazione di condizioni quadro attrattive e il rafforzamento della concorrenza sul mercato interno possono favorire la competitività del commercio al dettaglio. Inoltre un trasferimento degli utili valutari dai commercianti ai consumatori permetterà parimenti di influenzare il loro comportamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.