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Già 690 milioni persone nel mondo soffrivano la fame a fine 2019, prima il Covid-19 facesse sentire i suoi effetti, secondo i dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO). La crisi scatenata dalla pandemia potrebbe spingere verso la fame tra gli 83 e i 132 milioni di persone entro la fine dell’anno.
Più di 100 milioni di persone in una situazione di precarietà alimentare dipendono dall’agricoltura per il sostentamento, spiega la FAO. Le restrizioni imposte per combattere la diffusione della malattia mettono a rischio le catene di produzione e distribuzione del cibo. I contadini rischiano di non riuscire a vendere i loro raccolti, mettendo in pericolo anche la prossima stagione a causa di un calo dei redditi e andando a creare un circolo vizioso.
La FAO ha bisogno di 350 milioni di dollari, da investire per ridurre la diffusione del virus lungo la catena alimentare, sostenere la produzione nelle zone maggiormente a rischio e assicurare delle scorte per fare fronte a eventuali carestie.
Sicurezza alimentare
Il principale obiettivo della FAO è garantire la sicurezza alimentare per tutti. Questo significa assicurare la disponibilità e l’accesso a un’alimentazione sufficiente, sana e nutriente per condurre una vita sana e attiva.