Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/64942

<h2>SubmittedText<h2><p>Al termine della guerra nel Kossovo nel 1999, nelle immediate vicinanze di discariche per mine contaminate da piombo sono stati allestiti campi per rifugiati appartenenti a comunità Rom. Se in un primo momento erano destinati a rimanere provvisori, i campi di Lug, Kablare e Zitkovac, posti sotto la responsabilità dell'UNMIK, sono stati di fatto trasformati in una "soluzione provvisoria" che dura ormai da più di sei anni. Sin dall'allestimento dei campi è noto che rimanere su questo terreno contaminato da piombo ha conseguenze fatali per la salute dei rifugiati. Ciononostante i campi, nei quali si trovano ancora circa 560 Rom, non sono stati evacuati. Ripetute ammonizioni dell'OMS, della CICR e dell'Associazione per i popoli minacciati sono rimaste inascoltate. L'inviato speciale dell'ONU per il Kossovo, il signor Kai Eide, nel rapporto sulla situazione in questa regione ha definito i campi "una vergogna tanto per le autorità governative quanto per la comunità internazionale".</p><p>Nell'ambito di un'indagine sull'inquinamento da piombo nei campi per profughi, il medico ambientalista dottor Klaus-Dietrich Ronow ha di recente misurato "l'inquinamento da piombo più alto mai comprovato in campioni di capelli umani". Questi valori elevati possono comportare danni irreversibili al sistema nervoso ed immunitario, disturbi alla crescita ossea o all'emopoiesi. I bambini nati nei campi soffrono di crampi, difficoltà di concentrazione, apatia e stati di coma.</p><p>Sin dall'inizio della guerra il Kossovo ha assunto per la Svizzera un significato rilevante. Lo dimostra da una parte la grande comunità di rifugiati di guerra stabilitasi in Svizzera, dall'altra il fatto che il nostro Paese è oggi uno dei maggiori donatori nel Kossovo e cofinanzia con somme notevoli anche l'UNMIK.</p><p>La Svizzera deve sfruttare le possibilità di far valere la propria influenza al fine di imporre uno trasferimento dei rifugiati in zone non contaminate in cui le comunità Rom sono al sicuro da nuove persecuzioni.</p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È al corrente della situazione attuale nei campi per rifugiati di cui sopra e quali passi sono stati intrapresi finora per migliorare questa situazione inaccettabile?</p><p>2. Come intende procedere al fine di imporre un immediato trasferimento dei rifugiati in una zona non contaminata?</p><p>3. Quali misure intende prendere per sostenere i trattamenti medici necessari e urgenti o la decontaminazione di rifugiati gravemente ammalati?</p><p>4. Come intende intervenire al fine di garantire che nella nuova sistemazione i rifugiati che vengono trasferiti siano al sicuro da nuove persecuzioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera è informata sulla situazione precaria esistente nei campi profughi in cui vivono membri della comunità Rom nel Kossovo. L'inquinamento da piombo nei campi di Cesmin Lug, Kablare e itkovac nelle immediate vicinanze di una miniera chiusa è stato documentato già nel 2000 in un rapporto dell'OMS. Dopo un secondo esame dei valori di piombo nel sangue degli abitanti, svolto nel 2004, l'OMS ha raccomandato l'evacuazione immediata dei campi. In occasione di una visita nel Kossovo, la consigliera federale Micheline Calmy-Rey è stata anche nel campo di Leposavic, nel quale esistono analoghe condizioni igieniche precarie. Inoltre ha ricevuto informazioni precise da rappresentanti dell'HCR, della CICR e dell'UNMIK sulla situazione inaccettabile nei campi contaminati da piombo in cui vivono i rifugiati e sulle possibili contromisure. Già nel 2002 la Svizzera ha messo a disposizione un contributo di 1 milione di franchi svizzeri per il reinsediamento dei Rom grazie alla ricostruzione del Roma Mahalla, uno dei quartieri Rom distrutto completamente nel 1999 nella zona settentrionale di Mitrovica. Purtroppo il progetto non ha potuto essere realizzato per mancanza di chiarezza nei rapporti di proprietà. Perciò la DSC si è dovuta ritirare dal progetto Roma Mahalla agli inizi del 2004. I relativi fondi sono stati utilizzati per altri progetti di rimpatrio.</p><p>2. Dopo il recente accordo tra l'UNMIK, le autorità cittadine di Mitrovica ed i comuni Rom su un progetto di rimpatrio, sono state rilasciate conferme di considerevoli finanziamenti per gli aiuti d'emergenza, per il trasferimento e per la ricostruzione di appartamenti e case private di Roma Mahalla a Mitrovica da parte di vari donatori. Se per i relativi interventi dovesse sussistere un ulteriore, urgente fabbisogno di sostegno finanziario, anche la Svizzera può fornire un contributo tramite la DSC.</p><p>3. Vedi la risposta alla domanda 2.</p><p>4. Uno degli obiettivi principali della Svizzera è che tutti gli Stati rispettino la Convenzione di Ginevra sui rifugiati e tutti gli altri accordi internazionali applicabili. Questo vale anche per le truppe di protezione dell'ONU. Perciò il Consiglio federale si riserva il diritto di intervenire presso gli organi competenti, l'UNMIK e le autorità del Kossovo, se non viene rispettata la protezione dei rifugiati. L'ufficio di collegamento svizzero e quello di cooperazione a Pristina continueranno a seguire attivamente la situazione grazie agli stretti contatti con i rappresentanti nei campi Rom nel Kossovo settentrionale e ad informare gli organi competenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.