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E alla fine anche Henrik Kristoffersen si è messo al collo una medaglia iridata. Il norvegese, clamorosamente ancora a secco in carriera, si è imposto nel gigante mondiale di Are, riuscendo finalmente a lasciarsi alle spalle l'eterno rivale Marcel Hirscher. È stato un duello all'ultimo respiro tra il norvegese, l'austriaco e il francese Pinturault, i tre migliori sul primo tracciato. Non è invece arrivata una nuova medaglia per la delegazione rossocroicata che con Loic Meillard si è fermata al quarto posto, con un ritardo di 92 centesimi dal vincitore. Buona pure la prestazione del giovane Marco Odermatt, ottavo dopo una splendida prima discesa e retrocesso alla fine al decimo posto. Per lui, la conferma di un grande talento che darà certamente frutti più succulenti nei prossimi anni.
Kristoffersen ha dunque spezzato l'incatesimo. E lo ha fatto con una seconda manche assolutamente straordinaria e che ha messo grande pressione sugli ultimi due ancora al cancelletto, Hirscher e Pinturault. A fare la differenza, a conti fatti, la pulizia della sciata del norvegese, il quale ha commesso meno errori rispetto ai due avversari. E quando, dopo di lui, Hirscher è giunto al traguardo con 20 centesimi di ritardo, Kristoffersen e il suo clan sono scoppiati in un urlo liberatorio che la dice lunga su quanta sia la rivalità esistente tra i due principali protagonsiti degli ultimi anni nelle discipline tecniche. A conti fatti, chi ha fatto l'affare peggiore è stato Pinturault. Il francese poteva vantare 18 centesimi di vantaggio su Kristoffersen, ma non ha chiaramente retto alla pressione imposta dalla splendida seconda discesa del norvegese. Alla fine ha chiuso con un ritardo di 42 centesimi e si è dovuto accontentare del bronzo.