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Gli agenti inquinanti presenti nell'aria e nell'acqua sono considerevolmente diminuiti negli scorsi anni, ma altre grandi sfide attendono la Confederazione a livello di politica climatica, conservazione della biodiversità e uso delle risorse naturali. Sono le conclusioni a cui giunge il rapporto "Ambiente Svizzera 2015", adottato ieri dal Consiglio federale.
Lo studio riferisce dello stato e dell'evoluzione dell'ambiente in Svizzera, fa un bilancio delle misure adottate dalla Confederazione, confronta i progressi fatti con quelli dei Paesi limitrofi e presenta le prospettive ambientali per il 2030.
Complessivamente il trend risulta positivo in molti ambiti - la qualità delle acque è generalmente buona e l'aria è diventata più pulita - ma le emissioni di polveri fini, ozono e ossidi di azoto restano "superiori ai valori limite fissati dalla legge".
Grazie alle misure di protezione ambientale, ai progressi tecnici e agli investimenti nel settore ambientale degli ultimi decenni, energia e materie prime sono ora utilizzati in modo più efficiente. Tuttavia, secondo il rapporto, le risorse naturali sono sempre sotto pressione: edilizia, trasporti e agricoltura continuano a contaminare i terreni e i paesaggi sono sempre più urbanizzati. La quota di specie minacciate è elevata e un abitante su cinque è esposto a livelli di rumore eccessivi durante il giorno.
Inoltre, con le sue importazioni, la Svizzera contribuisce sempre di più allo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali nel mondo. Oltre la metà dell'impatto ambientale del consumo elvetico colpisce l'estero, prevalentemente i paesi emergenti o in via di sviluppo.
Il Consiglio federale ha approvato il rapporto ed ha definito tre priorità per affrontare la questione ambientale: proteggere il clima, preservare la biodiversità e gestire le risorse naturali. Il governo intende inoltre prestare maggiore attenzione all'esecuzione delle leggi in vigore.