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Incarto n. 16.98.00105 Lugano 11 febbraio 1999 /fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani segretaria: Petralli Zeni, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 20 agosto 1998 presentato da _________ patr. dall’avv. _________ contro la sentenza 14 agosto 1998 del Pretore del Distretto di Leventina nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 25 settembre 1997 nei confronti di __________ __________ entrambe patr. dall’avv. ___________ con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 4’202.15 oltre accessori a titolo di risarcimento danni, domanda respinta dal primo giudice, letti ed esaminati gli atti, considerato in fatto e in diritto: 1. La presente vertenza trae origine da un incidente della circolazione avvenuto il 14 maggio 1997 in territorio di ___________. Nella collisione sono rimasti coinvolti il veicolo guidato da ___________, di proprietà del marito ___________, e quello condotto da ___________, assicurato per la RC presso la ___________. Con istanza 25 settembre 1997 ___________ ha convenuto in giudizio ___________ e la ___________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 4’202.15 oltre accessori, corrispondenti al danno subito a seguito della collisione. Mentre non vi è contestazione sulla dinamica dell’incidente avvenuto in un’intersezione tra due strade, controversa tra le parti è la responsabilità del medesimo: ___________ sostiene che la moglie, siccome proveniente da destra, godeva della precedenza rispetto alla conducente ___________, dal canto suo quest’ultima addebita invece alla controparte la causa dell’infortunio per essersi immessa in una strada principale senza osservare il suo diritto di precedenza, non potendo in particolare invocare il principio della precedenza da destra siccome proveniente da una strada secondaria. 2. Con il querelato giudizio il primo giudice, dopo aver valutato le risultanze istruttorie in particolare le peculiarità del luogo ove è avvenuto l’incidente e le caratteristiche delle due strade percorse dalle protagoniste del medesimo, ha ritenuto secondaria la strada percorsa dalla moglie dell’istante rispetto a quella percorsa dalla convenuta. Egli ha quindi respinto l’istanza non potendo la parte istante prevalersi del principio della precedenza da destra di cui all’art. 36 cpv. 2 LCS essendo lei stessa debitrice della precedenza. 3. Con il presente tempestivo gravame ___________ è insorto contro il predetto giudizio chiedendone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente applicato il diritto sostanziale, ovvero l’art. 36 cpv. 2 LCS. Egli lamenta in particolare il fatto per il primo giudice di aver attribuito una diversa qualifica alle strade percorse dalle due protagoniste dell’incidente, strade che invece si equivalgono e che imponevano l’applicazione del principio secondo il quale il veicolo proveniente da destra -ossia quello del ricorrente- era prioritario rispetto al veicolo della convenuta. Con osservazioni 9 settembre 1998 la controparte postula la reiezione del gravame. 4. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo ( DTF 122 III 316 consid. 4a). 5. Secondo l’art. 61 cpv. 2 LCS in presenza di un incidente della circolazione con soli danni materiali, il detentore di un veicolo a motore coinvolto ha l’onere processuale di provare la colpa o la temporanea incapacità di discernimento del detentore dell’altro veicolo o di una persona per la quale questi è responsabile o un difetto del veicolo della controparte. Sulla base di questa regola fondamentale, spetta quindi all’istante provare che la causa della collisione è da ricercare nella manovra posta in atto dalla convenuta ___________, ovvero nel fatto per quest’ultima di non aver rispettato il suo diritto di precedenza siccome proveniente da destra. L’attribuzione della colpa all’uno o all’altro dei conducenti è una questione di valutazione delle prove nell’ambito della quale il giudice gode di ampio potere di apprezzamento (art. 86 LCS), ritenuto in ogni caso che egli deve procedere a un esame accurato e oggettivo di tutti gli elementi pertinenti, delle prove e degli indizi di cui dispone, al fine di giungere a una soluzione adeguata alle circostanze e giustificata dalle risultanze istruttorie. 6. L’art. 36 cpv. 2 LCS regola il diritto di precedenza alle intersezioni, riservandolo -salvo un diverso disciplinamento mediante segnali o ordini di polizia- al veicolo che proviene da destra eccezion fatta per i veicoli che circolano sulle strade principali ai quali è riservata la precedenza anche se giungono da sinistra. Nel caso di specie, esclusa la presenza di una segnaletica atta a regolare le rispettive precedenze dei veicoli coinvolti nell’incidente, mancando inoltre qualsiasi indicazione sul carattere delle strade percorse dalle parti (strada principale o secondaria), occorre riferirsi ai criteri sviluppati da dottrina e giurisprudenza per determinare quale dei due veicoli godesse del diritto di precedenza. A tal fine il pretore si è attenuto a questi criteri per giungere a qualificare di secondaria la strada percorsa dalla moglie dell’istante. Secondo dottrina e giurisprudenza, il principio della precedenza da destra (art. 36 cpv. 2 LCS) non può essere invocato dall’automobilista che, proveniente da una strada con poco traffico, si immette su una strada di transito ( Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière annoté, 1996, n. 3.2.1 ad art. 36 ). A simile incrocio di strade non viene infatti riconosciuto il carattere di intersezione ai sensi dell’art. 1 cpv. 8 ONC ( JdT 1993 715; DTF 117 IV 500; 112 IV 89; 96 IV 37; 92 IV 26; ), da qui l’inapplicabilità del principio della precedenza da destra. Qualora, come in concreto, le strade che si congiungono sono prive di una segnaletica, per stabilire se ci si trovi in presenza di un’intersezione oppure soltanto dello sbocco di una strada secondaria che non dà luogo a diritto di precedenza, ci si deve fondare, oltre che sulle caratteristiche (tipo di rivestimento, presenza di marciapiedi, ecc.) e sulla larghezza di ambedue, anche sulla rispettiva importanza dal punto di vista del traffico ( Bussy/Rusconi, op.cit., n. 3.2.1 e 3.3.2 ad art. 36; Schaf-fauser, Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts, Band I, 1984, n. 655 e n. 659 ), ritenuto che chi circola su una strada di grande traffico gode in ogni caso della precedenza anche sugli utenti che provengono da destra. L’intensità del traffico, che è riconosciuta grande a tutte le strade che, almeno in certi momenti presentano un traffico intenso, collegano tra loro quartieri o località di una certa importanza e non sono riservate al traffico interno di un quartiere ( DTF 112 IV 89), costituisce il criterio determinante per riconoscere, rispettiva-mente negare, il diritto di precedenza all’automobilista proveniente da destra. 7. Alla luce dei criteri informativi esposti, le conclusioni del primo giudice non rappresentano arbitrio. Infatti, nell'ambito del potere d'apprezzamento riservatogli dal diritto processuale e dal diritto sostanziale, egli ha proceduto a verificare le caratteristiche delle strade percorse dai veicoli, proprio al fine di confermare che la fattispecie concreta rappresenta un'eccezione al principio di cui all'art. 36 cpv. 2 LCS. Così facendo appare sufficientemente salvaguardata l'importanza di questa fondamentale regola della circolazione stradale. Inoltre, gli accertamenti operati dal pretore appaiono conformi alle risultanze istruttorie; in particolare la strada d'interesse locale, percorsa dal veicolo dell'istante, è definita servire stabili abitativi e agricoli che non si affacciano direttamente sulla stessa, rispettivamente garantire l'accesso a specifici fondi e non alla circolazione generale all'interno del Comune. Il sopralluogo ha permesso infatti di constatare che la strada porta a un comprensorio in cui si trovano costruzioni rustiche o trasformate in autorimesse, nonché case d'abitazione e campagna. Se questi elementi di giudizio bastino per decidere la limitata importanza del traffico sulla strada percorsa dall'istante appare opinabile; non però arbitrario. Il ricorso deve pertanto essere respinto con il carico di tassa di giustizia e ripetibili alla parte soccombente. Per i quali motivi, richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la vigente LTG pronuncia 1. Il ricorso per cassazione 20 agosto 1998 di ___________ è respinto. 2. Le spese e la tassa di giustizia per complessivi fr. 250.--, già anticipati dal ricorrente, restano a suo carico con l’obbligo di versare alla controparte l'importo di fr. 400.-- a titolo di ripetibili di questa sede. 3. Intimazione: ____________ Comunicazione alla Pretura del Distretto di Leventina. Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Incarto n. 16.98.00105 Incarto n. 16.98.00105

Incarto n. Lugano 11 febbraio 1999 /fb Lugano

Lugano 11 febbraio 1999 /fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani segretaria: segretaria:

segretaria: Petralli Zeni, vicecancelliera Petralli Zeni, vicecancelliera

Petralli Zeni, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 20 agosto 1998 presentato da

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 20 agosto 1998 presentato da _________ patr. dall’avv. _________ _________

_________ patr. dall’avv. _________

patr. dall’avv. _________ contro contro

contro la sentenza 14 agosto 1998 del Pretore del Distretto di Leventina nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 25 settembre 1997 nei confronti di

la sentenza 14 agosto 1998 del Pretore del Distretto di Leventina nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 25 settembre 1997 nei confronti di __________ __________ entrambe patr. dall’avv. ___________ __________

__________ __________

__________ entrambe patr. dall’avv. ___________

entrambe patr. dall’avv. ___________ con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 4’202.15 oltre accessori a titolo di risarcimento danni, domanda respinta dal primo giudice,

con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 4’202.15 oltre accessori a titolo di risarcimento danni, domanda respinta dal primo giudice, letti ed esaminati gli atti,

letti ed esaminati gli atti, considerato

considerato in fatto e in diritto:

in fatto e in diritto: 1. La presente vertenza trae origine da un incidente della circolazione avvenuto il 14 maggio 1997 in territorio di ___________. Nella collisione sono rimasti coinvolti il veicolo guidato da ___________, di proprietà del marito ___________, e quello condotto da ___________, assicurato per la RC presso la ___________.

Con istanza 25 settembre 1997 ___________ ha convenuto in giudizio ___________ e la ___________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 4’202.15 oltre accessori, corrispondenti al danno subito a seguito della collisione.

Mentre non vi è contestazione sulla dinamica dell’incidente avvenuto in un’intersezione tra due strade, controversa tra le parti è la responsabilità del medesimo: ___________ sostiene che la moglie, siccome proveniente da destra, godeva della precedenza rispetto alla conducente ___________, dal canto suo quest’ultima addebita invece alla controparte la causa dell’infortunio per essersi immessa in una strada principale senza osservare il suo diritto di precedenza, non potendo in particolare invocare il principio della precedenza da destra siccome proveniente da una strada secondaria.

2. Con il querelato giudizio il primo giudice, dopo aver valutato le risultanze istruttorie in particolare le peculiarità del luogo ove è avvenuto l’incidente e le caratteristiche delle due strade percorse dalle protagoniste del medesimo, ha ritenuto secondaria la strada percorsa dalla moglie dell’istante rispetto a quella percorsa dalla convenuta. Egli ha quindi respinto l’istanza non potendo la parte istante prevalersi del principio della precedenza da destra di cui all’art. 36 cpv. 2 LCS essendo lei stessa debitrice della precedenza.

3. Con il presente tempestivo gravame ___________ è insorto contro il predetto giudizio chiedendone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente applicato il diritto sostanziale, ovvero l’art. 36 cpv. 2 LCS. Egli lamenta in particolare il fatto per il primo giudice di aver attribuito una diversa qualifica alle strade percorse dalle due protagoniste dell’incidente, strade che invece si equivalgono e che imponevano l’applicazione del principio secondo il quale il veicolo proveniente da destra -ossia quello del ricorrente- era prioritario rispetto al veicolo della convenuta.

Con osservazioni 9 settembre 1998 la controparte postula la reiezione del gravame.

4. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.

Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo ( DTF 122 III 316 consid. 4a).

5. Secondo l’art. 61 cpv. 2 LCS in presenza di un incidente della circolazione con soli danni materiali, il detentore di un veicolo a motore coinvolto ha l’onere processuale di provare la colpa o la temporanea incapacità di discernimento del detentore dell’altro veicolo o di una persona per la quale questi è responsabile o un difetto del veicolo della controparte.

Sulla base di questa regola fondamentale, spetta quindi all’istante provare che la causa della collisione è da ricercare nella manovra posta in atto dalla convenuta ___________, ovvero nel fatto per quest’ultima di non aver rispettato il suo diritto di precedenza siccome proveniente da destra.

L’attribuzione della colpa all’uno o all’altro dei conducenti è una questione di valutazione delle prove nell’ambito della quale il giudice gode di ampio potere di apprezzamento (art. 86 LCS), ritenuto in ogni caso che egli deve procedere a un esame accurato e oggettivo di tutti gli elementi pertinenti, delle prove e degli indizi di cui dispone, al fine di giungere a una soluzione adeguata alle circostanze e giustificata dalle risultanze istruttorie.

6. L’art. 36 cpv. 2 LCS regola il diritto di precedenza alle intersezioni, riservandolo -salvo un diverso disciplinamento mediante segnali o ordini di polizia- al veicolo che proviene da destra eccezion fatta per i veicoli che circolano sulle strade principali ai quali è riservata la precedenza anche se giungono da sinistra.

Nel caso di specie, esclusa la presenza di una segnaletica atta a regolare le rispettive precedenze dei veicoli coinvolti nell’incidente, mancando inoltre qualsiasi indicazione sul carattere delle strade percorse dalle parti (strada principale o secondaria), occorre riferirsi ai criteri sviluppati da dottrina e giurisprudenza per determinare quale dei due veicoli godesse del diritto di precedenza.

A tal fine il pretore si è attenuto a questi criteri per giungere a qualificare di secondaria la strada percorsa dalla moglie dell’istante.

Secondo dottrina e giurisprudenza, il principio della precedenza da destra (art. 36 cpv. 2 LCS) non può essere invocato dall’automobilista che, proveniente da una strada con poco traffico, si immette su una strada di transito ( Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière annoté, 1996, n. 3.2.1 ad art. 36 ). A simile incrocio di strade non viene infatti riconosciuto il carattere di intersezione ai sensi dell’art. 1 cpv. 8 ONC ( JdT 1993 715; DTF 117 IV 500; 112 IV 89; 96 IV 37; 92 IV 26; ), da qui l’inapplicabilità del principio della precedenza da destra.

Qualora, come in concreto, le strade che si congiungono sono prive di una segnaletica, per stabilire se ci si trovi in presenza di un’intersezione oppure soltanto dello sbocco di una strada secondaria che non dà luogo a diritto di precedenza, ci si deve fondare, oltre che sulle caratteristiche (tipo di rivestimento, presenza di marciapiedi, ecc.) e sulla larghezza di ambedue, anche sulla rispettiva importanza dal punto di vista del traffico ( Bussy/Rusconi, op.cit., n. 3.2.1 e 3.3.2 ad art. 36; Schaf-fauser, Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts, Band I, 1984, n. 655 e n. 659 ), ritenuto che chi circola su una strada di grande traffico gode in ogni caso della precedenza anche sugli utenti che provengono da destra. L’intensità del traffico, che è riconosciuta grande a tutte le strade che, almeno in certi momenti presentano un traffico intenso, collegano tra loro quartieri o località di una certa importanza e non sono riservate al traffico interno di un quartiere ( DTF 112 IV 89), costituisce il criterio determinante per riconoscere, rispettiva-mente negare, il diritto di precedenza all’automobilista proveniente da destra.

7. Alla luce dei criteri informativi esposti, le conclusioni del primo giudice non rappresentano arbitrio. Infatti, nell'ambito del potere d'apprezzamento riservatogli dal diritto processuale e dal diritto sostanziale, egli ha proceduto a verificare le caratteristiche delle strade percorse dai veicoli, proprio al fine di confermare che la fattispecie concreta rappresenta un'eccezione al principio di cui all'art. 36 cpv. 2 LCS. Così facendo appare sufficientemente salvaguardata l'importanza di questa fondamentale regola della circolazione stradale. Inoltre, gli accertamenti operati dal pretore appaiono conformi alle risultanze istruttorie; in particolare la strada d'interesse locale, percorsa dal veicolo dell'istante, è definita servire stabili abitativi e agricoli che non si affacciano direttamente sulla stessa, rispettivamente garantire l'accesso a specifici fondi e non alla circolazione generale all'interno del Comune. Il sopralluogo ha permesso infatti di constatare che la strada porta a un comprensorio in cui si trovano costruzioni rustiche o trasformate in autorimesse, nonché case d'abitazione e campagna.

Se questi elementi di giudizio bastino per decidere la limitata importanza del traffico sulla strada percorsa dall'istante appare opinabile; non però arbitrario.

Il ricorso deve pertanto essere respinto con il carico di tassa di giustizia e ripetibili alla parte soccombente.

Per i quali motivi,

Per i quali motivi, richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la vigente LTG

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la vigente LTG pronuncia

1. Il ricorso per cassazione 20 agosto 1998 di ___________ è respinto.

2. Le spese e la tassa di giustizia per complessivi fr. 250.--, già anticipati dal ricorrente, restano a suo carico con l’obbligo di versare alla controparte l'importo di fr. 400.-- a titolo di ripetibili di questa sede.

3. Intimazione: ____________

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Leventina.

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria