Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01261.jsonl.gz/756

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Come se non bastassero le difficoltà fin qui incontrate nella prima fase della campagna elettorale, per il candidato repubblicano alla Casa Bianca Jeb Bush spunta anche l'amico "scomodo".
Uno di quei personaggi che potenzialmente potrebbe dare il colpo di grazia alle aspirazioni presidenziali dell'ex governatore della Florida.
E proprio dalla Florida viene Tony Campos - come riporta il "New York Times" - immigrato cubano che ha lavorato con l'ex presidente George W.Bush e che fu raccomandato proprio dal fratello Jeb. Fin qui nulla di particolarmente strano, se non fosse che Campos, che intratterrebbe ancora rapporti con la famiglia Bush, è stato arrestato nel febbraio scorso per violazione della libertà condizionata, dopo che nel 2013 si era dichiarato colpevole di uso improprio di fondi pubblici. Soldi che l'uomo avrebbe ricevuto per la realizzazione di un museo mai costruito.
Per anni - ricostruisce il giornale - Campos ha invece lavorato per costruire i suoi legami con la famiglia Bush, soprattutto con la matriarca Dorothy Walker Bush (madre di George Bush senior e nonna di Jeb, morta nel 1992), che trascorreva tutti gli inverni in Florida. Proprio per onorare Dorothy Walker, Campos presentò un progetto per un museo, chiedendo fondi all'amministrazione della Florida, allora guidata dal nipote Jeb. In sette anni nelle tasche dell'immigrato cubano sarebbero stati versati ben 1,2 milioni di dollari. Ma il museo non ha mai visto la luce.
E quando Jeb Bush lasciò l'incarico nel 2007 - scrive ancora il "New York Times" - le autorità aprirono un'indagine su Campos, sfociata in diversi capi di accusa. Bush venne quindi chiamato dagli investigatori a spiegare i fatti, ma lui si è sempre difeso affermando che non aveva nulla a che fare con il progetto. Riuscì quindi ad evitare un suo coinvolgimento diretto nella vicenda.
In realtà Bush non avrebbe spinto esplicitamente per lo stanziamento di fondi, ma non lo avrebbe nemmeno bloccato. E secondo alcune fonti riportate dal quotidiano, il messaggio dall'entourage dell'allora governatore era quello di assecondare Campos "perché potrebbe causare molti problemi ed è politicamente legato alle persone giuste".
Jeb Bush - afferma oggi Kristy Cambell, la sua portavoce - "era solo un conoscente per Campos e non ha alcun coinvolgimento con la sua richiesta di ricevere fondi statali o federali". Il candidato alle presidenziali del 2016 dovrà però molto probabilmente dare spiegazioni nei giorni a venire.
SDA-ATS