Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01270.jsonl.gz/1443

Non avevo mai visto mio fratello ridere tanto, mai come quel pomeriggio. Rideva di me, non con me: di me, di me. E la colpa mica era mia. Era di Roy Paci. Di quella sera - era il 2005 - in cui mollai ad altri il bancone del bar e me ne andai in piazza a vederlo suonare. Era ospite di Festate, di un'edizione leggendaria, partita dalla reunion dei Dr. Chattanooga & The Navarones, roba da chiassesi DOC.
Comunque, conoscevo Roy grazie a Manu Chao, ma non l'avevo mai visto dal vivo. Be', ascoltai tutto il concerto e poi tornai a spillare birre fino a notte fonda. Ma a un certo punto venni colto da folgorazione: dovevo imparare a suonare la tromba! Presi lezioni da uno bravo (grazie Büti, per averci provato perlomeno), ma nemmeno uno bravo riuscì a fare di me un musicista. Be', la mia unica esibizione, davanti alla famiglia - a cui promisi: la scala riesco a farla eh! -, finì tra le grasse risate. Appunto, ridevano di me.
Ieri ho rivisto Roy Paci a Sanremo, lui e la sua tromba, pura figaggine, a fare da accompagnamento a quella bella canzone, "Adesso". Il problema ora non sta tanto nella canzone, a cui farei subito vincere il festival - non fosse che vi gareggia anche una canzone scritta da Lucio Dalla - Il problema sta nel fatto che mi è tornata quella strana voglia. E se chiedessi alla mia amica Agata di rivendermi la mia vecchia tromba?
(PAO)