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BERNA - Suscita aspre critiche negli ambienti interessati la presa di posizione della Commissione federale delle prestazioni generali e delle questioni fondamentali (CFPF), che raccomanda al Dipartimento dell'interno (DFI) di non riammettere nel catalogo delle prestazioni dell'assicuraziona malattia di base i cinque metodi di medicina complementare esclusi nel 2005.
Il gruppo parlamentare "Medicina complementare" raccomanda oggi al ministro della sanità Didier Burkhalter di rivolgersi ad esperti indipendenti, mettendo in dubbio la legittimità e l'indipendenza stessa della commissione consultiva. Il gruppo esorta la Commissione della gestione del Consiglio nazionale ad occuparsi della questione, criticando in particolare il fatto che le relazioni di interessi dei singoli membri della CFPF non siano resi pubblici. A suo avviso è inammissibile che il vicedirettore dell'Ufficio federale della sanità pubblica possa fungere da presidente della commissione.
Anche l'Unione delle società svizzera di medicina complementare denuncia la mancanza di indipendenza della CFPF e non accetta la sua affermazione secondo cui le medicine alternative "non soddisfano criteri determinanti di efficacia, appropriatezza ed economicità".
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