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Primo caso di doping ai Giochi olimpici di Pyeongchang. È quello del giapponese Kei Sato, specialista dello short-track. È stato trovato positivo a una sostanza diuretica, considerata mascherante. Il controllo è avvenuto fuori competizione. Lo ha annunciato il Tribunale arbitrario dello sport, il quale ha sottolineato come Saito abbia accettato di essere momentaneamente sospeso. Saito ha già lasciato il villaggio olimpico, ma ha annunciato di volersi battere per provare la sua innocenza... «Sono sorpreso – ha affermato –. Non ho mai assunto prodotti dopanti e di conseguenza non ho mai avuto la necessità di mascherarli. D'altra parte, nessuna sostanza proibita era stata trovata nelle analisi effettuate il 29 gennaio. Non si può dunque pensare che abbia assunto volontariamente sostanze dopanti. L'unica spiegazione è che abbia ingerito inavvertitamente un prodotto proibito». Il 21.enne aveva preso parte sabato ai 1500 metri ed era inserito quale riserva per i 5000 odierni. Saito è il primo giapponese controllato positivo in occasione dei Giochi invernali. Saito era giunto al villaggio olimpico il 4 febbraio e il controllo era avvenuto la sera stessa, come ha precisato Yasuo Saito, capo missione della delegazione nipponiica e vince-presidente del comitato olimpico giapponese. Le controanalisi sono già state effettuate e hanno dato esisto positivo.
Per lo sport nipponico,a due anni dai Giochi estivi di Tokio, si tratta di una pessima pubblicità. Ma maggior ragione dopo lo scandalo di inizio anno, quando Yashuiro Suzuki (32 anni), specialista del kayak, era stato squalificato per otto anni. Aveva infatti cercato di dopare un avversario, versandogli un prodotto proibito nella borraccia, per spianarsi la strada verso la qualificazione per le Olimpiadi del 2020.
Da notare per per la seconda volta dopo i Giochi estivi di Rio de Janeiro, il Tribunale arbitrario dello sport, che di norma ha sede a Losanna, è stato trasferito direttamente sul luogo delle competizioni e si riunisce dunque a Pyeongchang.