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BERNA - La Commissione della concorrenza (COMCO) conclude con una conciliazione la sua inchiesta riguardante gli accordi sui prezzi nel mercato della zincatura e infligge sanzioni per circa 8 milioni di franchi. Tale prassi illegale è stata appurata presso 9 zincherie della Svizzera tedesca e della parte francese del Canton Vallese.
Queste si sono infatti accordate sui prezzi tra il 2004 e l'inizio del 2016, indica la COMCO in una nota odierna. In tal modo le imprese hanno concordato di «fatturare determinate sovrattasse o maggiorazioni ai lori clienti e di attenersi ai prezzi minimi stabiliti». In aggiunta, è emerso un accordo sull'aumento congiunto dei prezzi a più riprese. Questi accordi venivano stabiliti durante le varie riunioni della Vereinigung Schweizerischer Verzinkereien (VSV) e della Schweizerische Fachstelle Feuerverzinken (SFF), precisa la COMCO.
Le sovrattasse convenute riguardavano i supplementi per le materie prime e lo zinco, così come per il trasporto. Il primo sovrapprezzo è stato fatturato a tutta la clientela. Tra il 2010 e il 2015, questo variava tra il 10 e il 15% del prezzo di base previsto per la zincatura. Le sovrattasse per i costi di trasporto venivano contabilizzate dalle zincherie unicamente quando loro stesse si occupavano del trasporto dei prodotti da zincare. Il supplemento per il trasporto nel 2008 ammontava a circa il 10%. I prezzi minimi sono stati convenuti dalle zincherie nei cosiddetti listini di prezzo base. Mentre gli aumenti congiunti dei prezzi venivano decisi con un intervallo di un paio di anni.
Tali accordi sui prezzi allo stesso livello di mercato «sono particolarmente dannosi per l'economia e costituiscono una grave violazione della Legge sui cartelli», ricorda la COMCO. Le imprese coinvolte in questo genere di comportamento sono quindi sanzionabili. Sono coinvolte le società del Gruppo Galvaswiss (GALVASWISS AG, Epos Verzinkerei AG Däniken), le società del Gruppo SDL (Schweizerische Drahtziegelfabrik AG, Zinctec AG), la Verzinkerei Lenzburg AG, la Verzinkerei Oberuzwil AG, la Verzinkerei Unterlunkhofen AG, la Verzinkerei Wattenwil AG, appartenente al Gruppo ESTECH Verzinkerei Wettingen AG, la Verzinkerei Wollerau AG e la Zingurie, Sablage, Métallisation SA (ZSM).
Un'impresa è stata liberata dalla sanzione, poiché è stata la prima ad informare la COMCO sugli accordi, ciò che ha permesso l'apertura dell'inchiesta. Le sanzioni previste per le altre aziende sono state ridotte poiché esse si sono autodenunciate immediatamente dopo l'apertura dell'indagine. Dato che la ZSM si trovava in stato di fallimento dal 2013, questa non è stata multata. Mentre la procedura contro la ditta Verzinkerei Stooss AG (nel frattempo messa in liquidazione) è stata archiviata, visto che quest'ultima si è rivelata essere estranea ad ogni coinvolgimento nella pratica degli accordi sui prezzi.
L'inchiesta è stata aperta all'inizio del 2016 procedendo con delle perquisizioni. La sua rapida conclusione è stata possibile grazie al fatto che tutte le aziende attive nella zincatura come pure la Vereinigung Schweizerischer Verzinkereien (VSV) «si sono dimostrate collaborative nei confronti delle autorità della concorrenza, accettando le proposte di conciliazione». Attraverso queste ultime sono stati definiti dei «chiari comportamenti per il futuro», spiega la COMCO.
La decisione della Commissione della concorrenza può essere soggetta a ricorso presso il Tribunale amministrativo federale.
La zincatura è un processo di protezione per l'acciaio contro la corrosione. Con questo metodo, le parti in acciaio (ad es. viti, fili, travi in acciaio, balconcini e ringhiere, scale esterne, funivie e funicolari) sono rivestite di zinco a lunga durata per mezzo di un'immersione in un bagno di questa sostanza. Ciò impedisce che l'acciaio si arrugginisca.