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Testo depositato
1. Il Consiglio federale può confermare che l'ammontare di 150 milioni di franchi, stanziati dalla Svizzera a Copenhagen, non saranno a carico del bilancio della cooperazione per lo sviluppo?
2. Il Consiglio federale intende finanziare le future misure a favore del clima nei Paesi in via di sviluppo con fondi supplementari senza attingere a fondi destinati alla cooperazione per lo sviluppo?
Motivazione
A livello internazionale vige da diversi anni un consenso sul fatto che le misure climatiche a favore del clima nei Paesi in via di sviluppo debbano essere finanziati con fondi supplementari, senza attingere a fondi destinati alla cooperazione per lo sviluppo. In tal modo si vuole impedire che i Paesi industriali utilizzino a tal fine fondi altrimenti destinati per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio. Nell'ambito della Conferenza di Copenhagen sul clima, svoltasi alla fine del 2009, la Svizzera si è impegnata a favore dello stanziamento di fondi supplementari. In tale occasione, il nostro Paese ha promesso che verserà 150 milioni di franchi per i prossimi tre anni, precisando che detta somma costituirà un contributo supplementare ai fondi pubblici previsti per il finanziamento della cooperazione per lo sviluppo.
Tuttavia, le misure a favore del clima della DSC e della SECO non sono finanziate con fondi supplementari, ma sono poste a carico del bilancio della cooperazione e dello sviluppo. La SECO, ad esempio, investirà 21 milioni di dollari in un fondo di investimento per il clima gestito dalla Banca mondiale e il bilancio annuo del programma globale sul clima della DSC è pari a circa 20 milioni di franchi.
Risposta del Consiglio federale
del
08.09.2010
Il Consiglio federale ritiene importante il sostegno ai Paesi in via di sviluppo nei loro sforzi per far fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici. È consapevole dell'enorme portata delle sfide che i diversi settori politici dovranno affrontare in seguito ai cambiamenti climatici.
1./2. Nel febbraio del 2010 la Svizzera ha ufficialmente aderito all'accordo di Copenaghen elaborato nel quadro della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima tenutasi in tale città. Secondo questo accordo, dal 2010 al 2012 i Paesi industrializzati metteranno a disposizione dei Paesi in via di sviluppo nuovi e supplementari strumenti per un importo pari a 30 miliardi di dollari americani a titolo di finanziamento di partenza per misure a favore del clima.
Il 23 giugno 2010, il Consiglio federale ha deciso che la Svizzera parteciperà a questo finanziamento con 140 milioni di franchi. Questo importo arriverà da una parte dal contributo svizzero al Fondo mondiale per l'ambiente (15 milioni) e dall'altra (125 milioni) dai fondi che il Consiglio federale richiederà al Parlamento in autunno nel quadro del messaggio per l'attuazione della decisione del Consiglio degli Stati del giugno 2010 (messaggio concernente l'innalzamento dei mezzi per il finanziamento dell'aiuto pubblico allo sviluppo). Il contributo totale della Svizzera è stato calcolato dall'Ufficio federale dell'ambiente sulla base delle emissioni di gas a effetto serra del nostro Paese nonché sulla nostra solvibilità. Il contributo che la Svizzera dovrà versare a questo titolo non sarà compensato nel preventivo della cooperazione per lo sviluppo. Fondi supplementari dovranno essere iscritti nei preventivi 2011 e 2012 della DSC e della SECO.
La Svizzera si adopera affinché il finanziamento delle misure a favore del clima non dia luogo alla creazione di strutture nuove e parallele, che genererebbero notevoli costi di transazione e di amministrazione. Per quanto possibile conviene infatti integrare le nuove attività nelle organizzazioni e nelle strutture esistenti, cercando di ridurre la creazione di nuovi fondi. Inoltre, vista la limitata capacità di assorbimento della maggior parte dei Paesi in via di sviluppo, è necessario assicurare una coordinazione rigorosa con le misure di sostegno applicate in altri settori.
Nel suo rapporto sulla politica estera 2009, il Consiglio federale ha evidenziato l'interazione tra il clima e la politica per lo sviluppo. Da problema ambientale, i cambiamenti climatici sono in poco tempo diventati un problema di sviluppo. Le conseguenze di un riscaldamento incontrollato del pianeta toccano in particolare i Paesi poveri e le fasce più svantaggiate della popolazione dipendenti dalle risorse naturali, e ciò richiede costose misure di adattamento. È inoltre compito della cooperazione per lo sviluppo creare uno stretto legame tra i suoi programmi e le misure di adattamento climatico. In questo contesto, è importante che la Svizzera finanzi le misure climatiche annunciate a Copenaghen oltre ai progetti per lo sviluppo in corso.
Il Consiglio federale riprenderà la richiesta dell'autore dell'interpellanza nel quadro dei crediti per la cooperazione internazionale 2013-2016. Se le misure a favore del clima per i Paesi in via di sviluppo sono finanziate da un innalzamento dell'aiuto allo sviluppo deciso prima di Copenaghen, queste possono, a livello internazionale, essere dichiarate come misure straordinarie.