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La Croazia negli ultimi dieci anni ha perso 396mila abitanti, il 9,25 per cento della popolazione, che per la prima volta in sessant’anni scende sotto la soglia dei quattro milioni. Lo mostrano i dati ufficiali del censimento condotto a settembre e ottobre del 2021, diffusi oggi dall’Istituto nazionale croato per la statistica (Dzs).
Al momento del censimento il Paese balcanico contava 3’888’529 abitanti, contro i quasi 4,3 milioni censiti dieci anni fa. Il massimo fu registrato nel 1991, pochi mesi prima dell’indipendenza, quando la Croazia aveva una popolazione di 4,8 milioni. Questo drastico calo, mai registrato in epoca moderna, viene attribuito al calo della natalità (meno 150mila nati in un decennio) e soprattutto all’emigrazione di giovani e intere famiglie (circa 250mila persone) verso l’Europa occidentale, specie dopo l’adesione del Paese all’Ue nel 2013 e l’apertura del mercato del lavoro ai croati.
Il calo della popolazione riguarda tutte le regioni, incluse le maggiori città. Il quadro più negativo, con una diminuzione del 15 per cento, riguarda la Slavonia, nell’Est del Paese che è deindustrializzato e prevalentemente agricolo. La capitale Zagabria ha perso invece ventimila abitanti, e ne conta ora 770mila, con un calo del 2,5 per cento rispetto a dieci anni fa.