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Ante Markovic, l'ultimo capo del governo della Federazione Jugoslava cui si deve un tentativo di riforme liberali per salvare la Jugoslavia, è morto oggi a Zagabria all'età di 87 anni. Lo riferiscono i media croati.
Dopo aver trascorso quasi l'intera vita professionale nell'economia, come manager e direttore di una delle tante aziende statali jugoslave, nel 1982 Markovic entra in politica con un programma di ammodernamento dell'economia basata sull' autogestione socialista.
Nel marzo del 1989 Markovic diventa primo ministro del governo centrale a Belgrado ed avvia una serie di riforme radicali per un paese socialista, con l'introduzione dei principi di libero mercato e la privatizzazione delle società statali su un modello di partecipazione degli operai.
Il premier riesce a stabilizzare la moneta, il dinaro, e ad arginare l'inflazione galoppante. Ma la maggior parte dei suoi progetti rimangono incompiuti a causa della dissoluzione della Federazione e lo scoppio del conflitto interjugoslavo degli anni Novanta.
Markovic si dimette nel dicembre del 1991, quando la federazione jugoslava di fatto non esiste più. Viene ricordato come un politico dello stile occidentale, moderno ed europeo.
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