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Un'approvazione dell'iniziativa sull'abolizione dell'imposizione forfettaria avrebbe gravi conseguenze e provocherebbe fughe di capitali dall'estero. Il prossimo 30 novembre è perciò necessario votare "no" al testo. Ad affermarlo è la Conferenza latina dei direttori cantonali delle finanze.
Con l'accettazione dell'iniziativa molti stranieri facoltosi lascerebbero la Svizzera, fatto che comporterebbe perdite fiscali stimate in centinaia di milioni di franchi, hanno dichiarato stamane i consiglieri di Stato in una conferenza stampa a Berna.
Queste perdite non potranno essere compensate. I Cantoni sarebbero di conseguenza costretti a prendere contromisure come l'aumento delle imposte o il ridimensionamento delle prestazioni pubbliche. Inoltre, la Confederazione perderebbe attrattiva in generale, con un abbassamento delle attività economiche e la sparizione di posti di lavoro.
L'85% dei contribuenti che usufruiscono dell'imposizione fiscale forfettaria si trova nei cantoni di Vaud, Vallese, Ginevra, Ticino, Grigioni e Berna, che sarebbero quindi particolarmente colpiti da un'approvazione dell'iniziativa.
I direttori sottolineano poi l'importanza per i Cantoni di poter gestire autonomamente la fiscalità, adattandola ai propri bisogni. Il testo attacca quindi anche una competenza cantonale e il concetto di federalismo, fatto ritenuto inaccettabile.