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"È fuori discussione che" il responsabile della Presidenza turca per gli affari religiosi (Diyanet), Ali Erbas, "abbia insultato Ataturk. Noi non accettiamo alcun attacco ad Ataturk". Lo ha detto in un'intervista alla Cnn turca il portavoce del presidente Recep Tayyip Erdogan, Ibrahim Kalin, dopo i duri attacchi delle opposizioni a Erbas, massima autorità sunnita locale, per il suo sermone pronunciato venerdì scorso durante la prima preghiera a Santa Sofia dopo la riconversione da museo in moschea dell'ex basilica, monumento simbolo di Istanbul.
"Il Sultano Maometto il conquistatore ha donato e affidato questo eccezionale luogo di preghiera ai credenti, a condizione che rimanesse una moschea fino all'ultimo giorno. Ogni proprietà che viene donata è inviolabile secondo il nostro credo", perciò "chiunque la violi è maledetto", aveva detto Erbas.
In molti avevano individuato un riferimento ad Ataturk, che nel 1934 trasformò Santa Sofia da luogo di culto islamico a museo con l'intenzione di "offrirla all'umanità". Lo stesso capo della Diyanet si era difeso sostenendo di riferirsi alla gestione futura dell'edificio, non a quella del passato.