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LOSANNA - Il ministero pubblico zurighese deve aprire un'inchiesta penale per omicidio colposo contro cinque poliziotti. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF) che ha dato ragione alla madre di un uomo che si è suicidato in una cella della stazione di polizia di Urdorf (ZH) nel settembre 2014, dopo una decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU).
Il TF - in una decisione pubblicata oggi - ha rivisto una sua sentenza emessa il 14 ottobre 2015, su richiesta della madre del defunto dopo che la CEDU ha accolto il ricorso della donna nell'estate del 2020.
La Corte di Strasburgo aveva concluso che non si potesse escludere qualsiasi responsabilità dei cinque poliziotti per il suicidio. Il pubblico ministero avrebbe quindi dovuto indagare. Tuttavia, la corte suprema del cantone di Zurigo aveva rifiutato di aprire un procedimento e il Tribunale federale aveva confermato questa posizione. Solo davanti alla CEDU la donna ha ottenuto ragione.
La madre del defunto accusa i poliziotti in servizio di aver violato il loro dovere di diligenza. Gli agenti erano intervenuti quando suo figlio aveva causato un incidente stradale. Sul posto l'uomo aveva espresso intenzioni suicide che aveva ripetuto in seguito.
Poiché l'uomo opponeva resistenza, era stato messo in una cella da solo dopo un prelievo del sangue in ospedale. Dopo venti minuti, il poliziotto di guardia era tornato alla cella e aveva sentito l'uomo parlare da solo.
Circa quaranta minuti dopo, è arrivato un medico del pronto soccorso chiamato dalla polizia il quale ha scoperto che l'uomo, lasciato incustodito, si era impiccato con i suoi jeans.
Nella loro decisione, i giudici di Strasburgo avevano ritenuto che diverse azioni degli agenti fossero discutibili. In particolare il ricorso a un medico del pronto soccorso piuttosto che a uno psicologo. Un'indagine era quindi necessaria in seguito alla denuncia penale della madre del defunto.