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Il Tribunale federale ha confermato la condanna a una pena pecuniaria di un poliziotto losannese che aveva abbandonato di notte in un bosco un giovane richiedente l'asilo.
I fatti risalgono all'8 febbraio 2011. Dopo aver perquisito il giovane ciadiano al posto di polizia senza aver trovato nulla, al momento di rilasciarlo il brigadiere gli chiede come mai sia fuggito vedendo arrivare la polizia. L'africano gli risponde che gli piace correre. Il poliziotto non apprezza e gli propone di "condurlo in un posto dove potrà darsi a questo sport".
L'"asilante" è allora condotto nel piccolo bosco di Sauvabelin, sulle alture di Losanna e lasciato lì. Verso le tre del mattino l'africano, completamente perso, chiama il 117, numero della polizia. Il messaggio è ascoltato da un superiore del brigadiere. Informata del caso, la gerarchia denuncia il poliziotto alla magistratura. L'uomo è condannato al pagamento di sette aliquote giornaliere con la condizionale per abuso di autorità.
Chiamato ad esprimersi in modo definitivo sulla vicenda da un ricorso del brigadiere, che riteneva di aver semplicemente voluto dare una lezione scherzosa all'impertinente candidato all'asilo, il Tribunale federale conferma la condanna e accolla al ricorrente anche 1'600 franchi di spese giudiziarie. Agendo in tal modo, il poliziotto ha "leso in modo illecito la libertà individuale e di movimento dell'interessato abusando dei poteri della sua funzione", rileva la suprema corte, secondo la quale l'africano avrebbe dovuto essere rilasciato dopo le dovute verifiche.
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