Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/119701

<h2>SubmittedText<h2><p>Dalla riapertura dell'ambasciata svizzera in Libia in data 15 ottobre 2011 la protezione della nostra sede diplomatica a Tripoli è assicurata dalla società di sicurezza privata Aegis. Secondo quanto comunicato dal DFAE il 22 dicembre 2011 e stando a diversi resoconti dei media, la protezione dell'ambasciata sarà assunta prossimamente da militari dell'unità speciale DEE 10 dell'esercito svizzero. Al riguardo il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come si presenterà esattamente l'impiego dell'esercito svizzero in Libia (numero di persone e quantitativo di armi)?</p><p>2. Come si situa il suddetto impiego in confronto a misure analoghe adottate da altri Paesi esposti in parte ai medesimi rischi? Anche da altri Paesi sono stati chiamati in servizio paragonabili distaccamenti?</p><p>3. Il suddetto impiego è stato richiesto ed è appoggiato dall'ambasciatore svizzero a Tripoli? Le persone interessate sono state consultate in materia?</p><p>4. Quanto costa il servizio della società Aegis al mese e quanto costerà al mese l'impiego del DEE 10 (costo complessivo)?</p><p>5. La situazione politica in Libia potrebbe rimanere instabile per un lungo periodo. In tal caso, l'impiego di cui sopra diventerebbe un compito permanente dell'esercito oppure il Consiglio federale è alla ricerca di altre soluzioni?</p><p>6. Come valuta il Consiglio federale la situazione in materia di sicurezza a Tripoli, in confronto ad altri Paesi in cui regnano attualmente disordini e nei quali si trova un'ambasciata svizzera in attività?</p><p>7. Sono in esame ulteriori impieghi dell'esercito per la protezione di ambasciate svizzere in altri Paesi? In caso di risposta affermativa, di quali Paesi si tratta? In caso di risposta negativa, perché tale possibilità non è in esame?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 9 dicembre 2011, il Consiglio federale ha incaricato il DFAE di intraprendere insieme al DDPS i passi necessari per garantire a partire da metà gennaio 2012 la protezione dell'ambasciata svizzera a Tripoli mediante un contingente di militari. In considerazione della particolare situazione in Libia, attualmente le autorità libiche non sono in grado di garantire una protezione adeguata dell'ambasciata. L'impiego dell'esercito a Tripoli non è l'unica alternativa; tuttavia, il Consiglio federale preferisce questa variante rispetto a quella di ricorrere a una società di sicurezza internazionale. Il 18 gennaio 2012, il Consiglio federale ha adottato il messaggio e il decreto federale sull'impiego dell'esercito in Libia e ha richiesto ai servizi del Parlamento la trattazione parlamentare con procedura urgente.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1./2./4. Per motivi di sicurezza non sono resi noti i dati concernenti l'inizio e la durata dell'impiego, la composizione e l'entità del distaccamento previsto, i relativi costi, nonché le misure di sicurezza adottate sul posto da altri Paesi. Anche il messaggio relativo all'impiego dell'esercito a Tripoli che sarà presentato alle Camere federali non contiene indicazioni in merito. Conformemente all'articolo 6 dell'ordinanza concernente l'impiego di truppe per la protezione di persone e beni all'estero (OPBE), il DFAE e il DDPS informeranno oralmente e dettagliatamente al riguardo i presidenti delle commissioni parlamentari competenti (Commissioni della politica di sicurezza e della politica estera).</p><p>3. L'ambasciata svizzera di Tripoli è stata coinvolta fin dall'inizio nella pianificazione e acconsente alla protezione da parte di militari.</p><p>5. Il previsto impiego dell'esercito è limitato a sei mesi e può essere prolungato per altri sei mesi al massimo. Il Consiglio federale non ha intenzione di permettere che la protezione dell'ambasciata di Tripoli diventi un incarico permanente dell'esercito. Non appena la situazione a Tripoli lo permetterà e sussisteranno alternative percorribili all'impiego dell'esercito, il Consiglio federale provvederà a interrompere quest'ultimo. Occorre inoltre sottolineare che l'impiego dell'esercito a Tripoli non rappresenta una prima per quanto riguarda la protezione delle ambasciate svizzere all'estero: alcuni anni fa ci furono impieghi del genere, anche di una certa durata, ad Algeri e Teheran.</p><p>6. Attualmente la situazione a Tripoli è piuttosto tranquilla, ma non ancora stabile; continuano a persistere considerevoli rischi per la sicurezza. Non sono ancora cessati i combattimenti fra le diverse fazioni delle milizie armate e la percentuale della popolazione armata è molto elevata. A ciò si aggiunge il rischio di un aumento della criminalità. Il governo di transizione libico non è ancora in grado di far fronte a questi rischi. La situazione non può essere paragonata a quella del Cairo o di Damasco, poiché in questi luoghi l'apparato di sicurezza statale protegge ancora le rappresentanze straniere. Come si svilupperà la situazione in Siria non è tuttora prevedibile. Anche in altri Paesi ad alto rischio la Svizzera dispone di rappresentanze diplomatiche, la cui protezione può essere garantita da agenti della sicurezza locali o da società di sicurezza locali. Ciò non è attualmente possibile a Tripoli poiché mancano società di sicurezza locali affidabili.</p><p>7. Attualmente non vi sono piani concreti per la protezione delle ambasciate svizzere in altri Paesi da parte di militari dell'esercito svizzero. Il Consiglio federale segue attentamente la situazione in materia di sicurezza in tutti i Paesi nei quali la Svizzera dispone di rappresentanze diplomatiche e adotterà misure di protezione particolari nel caso in cui dovessero rendersi necessarie.</p>  Risposta del Consiglio federale.