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Localizzato dallo svizzero Karl Weber nel 1750, il sito archeologico di "Villa dei Papiri", è stato aperto al pubblico il primo marzo.
25 persone hanno potuto visitare l'antica dimora dei Pisoni, sepolta dalle ceneri del Vesuvio nel 79 dopo Cristo.
Nel 1996, la notizia della scoperta del sito di Villa dei Papiri, ad opera della Sovrintendenza archeologica di Ercolano e Pompei, aveva presto fatto il giro del mondo. Villa dei Papiri non è un edificio qualunque, ma quanto resta della residenza estiva del suocero di Giulio Cesare, Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, console nel 58 a.C., mecenate e amico d'innumerevoli filosofi anche se nemico giurato di Cicerone.
Pochi sanno però che "la più grande scoperta archeologica del XX secolo" fu disegnata nei suoi minimi dettagli dall'archeologo svizzero Karl Jakob Weber già nel 1750. All'epoca Weber dirigeva i lavori di scavo voluti dai Borboni e grazie ad una fitta rete di cunicoli scavati nella roccia tufacea, poté esplorare la villa riportata oggi alla luce.
Un tesoro non ancora del tutto riemerso
La mattina del primo marzo, una decina di giorni dopo la presentazione del sito al Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi e al Principe Carlo d'Inghilterra, un primo gruppo di 25 persone ha scoperto quanto rimaneva di "Villa dei Papiri."
Una piccola parte dell'edificio è stata restaurata ma ci vorranno ancora tempo e lavoro per fare venire alla luce tutte le meraviglie sparse su un'area di 14'000 m2. La dimora dei Pisoni, costruita tra il 60 e il 50 a.C., aveva una superficie corrispondente a quella di tre campi di calcio e quanto ne rimane si estende in gran parte sotto l'attuale centro abitato di Ercolano, a circa 30 metri di profondità. Il fronte a mare era di 300 metri.
Weber: archeologo mercenario
Ma chi era Karl Weber, il primo ad aver "riscoperto" il famoso sito? Nasce il 1 agosto 1712 ad Arth, nel cantone di Svitto, da una famiglia dell'alta borghesia. Dopo gli studi al collegio gesuita di Lucerna, completa la sua formazione scientifica a Pavia.
Si arruola quindi nei reggimenti di mercenari svizzeri del colonnello Leonhard-Ludwig Tschudi al servizio dei Borboni del Regno di Napoli. Su incarico di Carlo III di Borbone, nel 1749, prende la direzione degli scavi di Ercolano, dove localizza e disegna "Villa dei Papiri."
Il passato ricostruito
I disegni di Weber sono di una tale precisione che più di due secoli dopo il miliardario americano Paul Getty li utilizzerà per farsi costruire, a Malibu, la copia esatta della dimora romana. Oggi la villa è diventata sede del Museo Getty.
Per quindici anni, sino alla sua morte avvenuta prematuramente nel 1763, Karl Weber continua i lavori di scavo, non soltanto ad Hercolanum ma anche nella più nota Pompei. Oltre a "Villa dei Papiri", riporta alla luce anche il teatro di Hercolanum e molti antichi edifici della città sepolta dall'eruzione del Vesuvio.
swissinfo, Gemma d'Urso
(con la collaborazione di Massimo Vicinanza, Ercolano)
Fatti e cifre
Villa dei Papiri si trova ad Ercolano
Era la residenza estiva del suocero di Cesare
Fu costruita tra il 60 e il 50 a.C.
Il sito si estende su 14'000 m2
In breve
Sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., la villa dei Papiri di Ercolano è stata riportata alla luce. Si tratta di una scoperta archeologica d'importanza mondiale, resa possibile anche grazie al lavoro svolto intorno alla metà del XVIII secolo dallo svizzero Karl Jakob Weber.
Per il momento il sito di Ercolano è aperto soltanto durante i finesettimana, dalle 9 alle 12. Per visitarlo, bisogna prenotarsi in anticipo. Le prenotazioni possono essere fatte su internet. L'accesso è permesso ad un massimo di 25 persone.