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PORT-AU-PRINCE - Haiti deve prepararsi a un altro terremoto forte, forse addirittura più forte di quello che il 12 gennaio ha distrutto la capitale Port-au-Prince facendo centinaia di migliaia di morti: quanto già sostenuto da diversi esperti è stato affermato oggi dal geofisico Eric Calais, dell'Università Purdue dell'Indiana (Usa), che guida un gruppo di sismologi sull'isola caraibica.
"Le faglie sismiche sono sempre in attesa del momento giusto, ma se un'altra scossa dà loro una spintarella, possono anche scatenarsi prima del tempo", dice Calais, che oggi intende incontrare il presidente haitiano, René Preval, e i vertici della missione Onu sull'isola per suggerire come ricostruire Port-au-Prince in modo veloce e sicuro, possibilmente spostandola fuori dalla verticale della pericolosa faglia tettonica.
I calcoli preliminari della sua squadra, spiega l'esperto, dicono che i 7 gradi Richter di magnitudo del sisma del 12 gennaio potrebbero essere stati una "bottarella" che innesca una scossa più grande lungo i circa 300 chilometri di faglia dove da milioni di anni scorrono una contro l'altra due placche tettoniche.
Secondo il servizio geosismico Usa (Usgs), la sequenza di scosse che ha seguito quella del 12 gennaio, alcune delle quale hanno toccato i 5,9 gradi Richter, potrebbe continuare per mesi, se non per anni, anche con scosse forti.
SDA-ATS