Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/231914

<h2>SubmittedText<h2><p>In quanto organizzazione di diritto pubblico della Confederazione, l'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE) svolge un ruolo rilevante nel prendere esplicitamente in considerazione le ripercussioni reali e potenzialmente dannose delle esportazioni sui diritti umani. Con la modifica dell'ordinanza nel 2016 è stato esplicitamente sancito l'obbligo per i richiedenti di un'assicurazione contro i rischi delle esportazioni di fornire informazioni sul rispetto dei diritti umani. A causa del rischio di legami con il lavoro forzato organizzato dallo Stato nella Repubblica popolare Cinese e dell'assenza di controlli in loco, il Consiglio federale ha raccomandato alle aziende di esercitare la massima cautela e di introdurre linee guida e procedure interne per rispondere al loro obbligo di diligenza.  </p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. I rappresentanti dell'ASRE hanno partecipato alle due tavole rotonde organizzate sul tema per il settore tessile e l'industria MEM?</p><p>2. Per i settori ad alto rischio, l'ASRE sta prendendo misure per ridurre il rischio di ricorso al lavoro forzato organizzato dallo Stato nello Xinjiang e in tutta la Cina?</p><p>3. L'ASRE evita di assicurare le operazioni in cui non si può escludere in modo verosimile che ci sia un legame di prodotti, servizi e/o finanziamenti con il lavoro forzato organizzato dallo Stato?</p><p>4. L'ASRE ha avviato inchieste per verificare se nelle operazioni passate sia emerso un legame con il lavoro forzato organizzato dallo Stato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1. L'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE) interagisce regolarmente con le organizzazioni della società civile (ONG) e partecipa a vari eventi nazionali e internazionali sui diritti umani. Tuttavia, non faceva parte del gruppo target di queste due tavole rotonde organizzate per il settore tessile e l'industria MEM.</p><p>Ad 2. e 3. L'ASRE esamina gli aspetti ambientali, sociali e dei diritti umani per tutte le operazioni d'esportazione che sostiene. A tal fine si basa sulle raccomandazioni internazionali del Gruppo dell'OCSE Crediti all'esportazione, in particolare sulla "OECD Recommendation of the Council on Common Approaches for Officially Supported Export Credits and Environmental and Social Due Diligence". È anche impegnata attivamente nel gruppo di lavoro tecnico, che tratta regolarmente la questione del lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento aziendali.</p><p>L'ASRE applica inoltre i cosiddetti "performance standard" (PS) della Società finanziaria internazionale (IFC), incluso il PS 2 "Labor and working conditions". Come previsto dall'articolo 8 lettera a dell'ordinanza sull'assicurazione svizzera contro i rischi di esportazione (RS 946.101), l'ASRE esige dai proponenti tutte le informazioni rilevanti per verificare il rispetto di questi standard.</p><p>Nell'adempimento del suo mandato legale l'ASRE osserva i principi della politica estera svizzera (art. 6 cpv. 2 della legge sull'assicurazione contro i rischi delle esportazioni; LARE, RS 946.10). L'esame individuale tiene conto delle condizioni nel Paese di destinazione e della varietà delle esportazioni svizzere. Inoltre è esclusa l'assicurazione se l'esportazione viola gli obblighi di diritto internazionale pubblico della Svizzera (art. 13 cpv. 2 lett. c LARE).</p><p>Ad 4. L'ASRE esamina in dettaglio le operazioni d'esportazione prima di rilasciare l'assicurazione e, con il consenso del richiedente, pubblica le operazioni che sostiene se il valore di mercato supera i dieci milioni di franchi. In alcuni casi si accorda con il richiedente sul "monitoraggio" del rispetto degli standard, il che le permette di mantenere una certa influenza sull'operazione anche dopo aver rilasciato la copertura assicurativa. L'ASRE non ha sostenuto operazioni per le quali l'esame o il monitoraggio abbia rivelato un legame con il lavoro forzato organizzato dallo Stato.</p>  Risposta del Consiglio federale.