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L’Amazzonia è in fiamme e il G7, summit dei sette grandi del mondo a Biarritz era stato criticato dall’opinione pubblica poiché non aveva proposto alcuna soluzione al grave danno ambientale provocato dall’incendio (probabilmente doloso) nella foresta pluviale.
Poi, la proposta, forse di propaganda, ma concreta: 20 milioni di dollari in aiuti per sedare gli incendi. “Apprezziamo l’offerta” risponde Onyx Lorenzoni, capo di gabinetto del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, “ma gli incendi sono sotto controllo. Non voglio lezioni da un presidente francese che non è stato nemmeno capace di evitare l’incendio prevedibile in una chiesa patrimonio dell’umanità. Macron pensi a Notre Dame.”
Incredibile, ma vero: ci si indigna per il miliardo di euro raccolto per Notre Dame con la scusa che quei soldi si sarebbero dovuti “spendere meglio” e si paragona la suddetta alta donazione con quella inesistente per la foresta pluviale, ma, al momento di incassare 20 milioni offerti per sedare gli incendi nella suddetta foresta, ecco il rifiuto… e l’indignazione, dove sta?
La risposta del capo gabinetto di Bolsonaro è stata “il Brasile è una repubblica democratica e libera, che non ha mai approvato la triste pratica del colonialismo, di cui è invece esperta la Francia e a cui probabilmente ambisce il presidente Macron.”