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Il neoeletto presidente della Confederazione è stato accolto calorosamente da autorità e popolazione del suo Cantone d'origine.Questo contenuto è stato pubblicato il 06 dicembre 2001 - 18:44
Nel suo viaggio da Berna in treno speciale, Villiger è stato salutato ufficialmente una prima volta nel primo comune su territorio lucernese, Escholzmatt nell'Entlebuch, da municipio, scolari e fanfara del paese.
A Lucerna, il neopresidente, originario di Pfeffikon, è stato accolto dal sindaco Urs Studer e da centinaia di cittadini. Il presidente uscente Moritz Leuenberger, ancora in carica sino a fine anno, ha cominciato il suo discorso con le parole ironiche «È un giorno triste ...», tanto pronunciate negli ultimi mesi di tragici eventi da prendere ormai forza d'abitudine.
È effettivamente triste lasciare la presidenza del governo, ha scherzato Leuenberger, aggiungendo che gli sarebbe piaciuto inaugurare l'esposizione nazionale come presidente della Confederazione, ma il ministro delle finanze Villiger è riuscito a rimandare l'Expo di un anno, così che toccherà a lui l'onore.
Leuenberger ha lodato il suo successore come uomo forte nel Consiglio federale e ha concluso il suo discorso affermando: «Quando vedo a chi consegno il testimone mi accorgo: questo è un giorno lieto».
Il festeggiato ha risposto con modestia: mai avrebbe pensato -ha detto - di poter essere ricevuto a Lucerna per due volte nella sua vita come presidente della Confederazione (aveva già assunto l'alta carica nel 1995). Come il sindaco Studer, anche Villiger ha ringraziato Leuenberger per la sensibilità dimostrata nel difficile anno di presidenza che si sta concludendo.
Villiger si è detto convinto che nonostante le attuali difficoltà la Svizzera abbia ancora un futuro: «Non dobbiamo però perdere il coraggio e la fiducia in noi stessi», ha ammonito. I problemi vanno affrontati intrepidamente e la stanchezza nei confronti delle riforme va superata. Importante per il successo economico è anche il rispetto per gli altri, ha concluso il neoeletto.
swissinfo e agenzie
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