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L'istituto potrà versare fino a sei miliardi di franchi all'anno, secondo una nuova convenzione
BERNA - La Banca nazionale svizzera (BNS) nei prossimi cinque anni verserà più soldi alla Confederazione e ai Cantoni: un importo massimo di 6 miliardi di franchi all'anno, a condizione che la situazione finanziaria dell'istituto lo consenta. È quanto prevede una nuova convenzione, relativa alla distribuzione degli utili della BNS, sottoscritta con il Dipartimento federale delle finanze (DFF).
Essa si applica già all'esercizio 2020 e durerà fino al 2025. Sostituisce pertanto con effetto retroattivo la convenzione 2016-2020 e quella supplementare del 2020, le quali prevedevano una distribuzione massima rispettivamente di 2 e di 4 miliardi di franchi, precisa una nota odierna dell'Amministrazione federale delle finanze (AFF).
Il massimo di 6 miliardi di franchi comprende un importo di base di 2 miliardi che viene versato a condizione che l'utile di bilancio ammonti almeno a tale importo. A questo si aggiungono quattro possibili distribuzioni aggiuntive, ciascuna di 1 miliardo, cui si procede quando l'ammontare dell'utile raggiunge i valori di 10, 20, 30 o 40 miliardi. Per l'esercizio 2020 sono soddisfatte le condizioni per la distribuzione massima: a Confederazione e ai Cantoni vanno pertanto 6 miliardi.
Nel dettaglio, a livello cantonale, al Ticino vanno per il 2020 164'387'402 franchi, contro 110'723'470 nel 2019. Ai Grigioni 92'685'020 franchi, mentre l'anno precedente erano 62'054'923.
Conformemente alla Legge sulla Banca nazionale, la BNS è tenuta a costituire accantonamenti sul risultato di esercizio che le consentano di mantenere le riserve monetarie al livello richiesto dalla politica monetaria, ricorda la nota. L'utile residuo dopo dotazione degli accantonamenti è in linea di principio a disposizione per essere distribuito a Confederazione e Cantoni. Tocca al DFF e alla BNS stabilire i valori di riferimento della ripartizione in una convenzione pluriennale.
I Cantoni sono già stati informati, conclude l'AFF.
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