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<h2>SubmittedText<h2><p>Che cosa fa il Consiglio federale nell'ambito dei primi aiuti di emergenza nei Paesi africani e in Yemen?</p><p>In particolare:</p><p>1. Quali accertamenti e prestazioni di assistenza sono in corso nei Paesi colpiti?</p><p>2. Che cosa fa la Svizzera sul posto per impedire la diffusione di malattie infettive e contrastare le conseguenze della malnutrizione?</p><p>3. Che cosa conta di intraprendere il Consiglio federale per garantire che i gruppi particolarmente a rischio, donne e bambini in primis, abbiano accesso a servizi di base adeguati?</p><p>4. Quali sono i mezzi finanziari che la Confederazione attualmente stanzia per far fronte alla crisi?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a concedere contributi più elevati all'ONU (in particolare al PAM), all'OCHA e all'ACNUR?</p><p>6. La Svizzera si è attivata presso i suoi partner strategici affinché questi concedano gli stanziamenti promessi o aumentino i loro contributi?</p><p>Il Consiglio federale come pensa di sostenere a lungo termine i Paesi interessati per rafforzare la resilienza delle popolazioni alla crisi?</p><p>In particolare:</p><p>7. È previsto un sostegno del Programma globale Acqua nel contesto della crisi dovuta alla siccità nei Paesi africani e in Yemen?</p><p>8. Come pensa di rafforzare a lungo termine la resilienza alle crisi della popolazione colpita?</p><p>9. Come intende migliorare l'approvvigionamento alimentare nella regione a medio e a lungo termine?</p><p>10. Come pensa di rafforzare la stabilità e aumentare le capacità dei Paesi di prima accoglienza nella regione?</p><p>11. Ha in programma una strategia per il Grande Corno d'Africa a partire dal 2017?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./4./5. La Svizzera ha risposto all'appello lanciato dal segretario generale dell'ONU il 21 febbraio 2017 stanziando 15 milioni di franchi supplementari a favore delle popolazioni bisognose in Nigeria, Sudan del Sud, Somalia e Yemen. In questo modo la Svizzera contribuisce agli aiuti d'emergenza del Programma alimentare mondiale (PAM), dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e di altre organizzazioni umanitarie. Per esempio la Svizzera finanzia, con un contributo di 4 milioni di franchi, la fornitura di prodotti alimentari per 2,4 milioni di persone attualmente vittime della grave crisi alimentare in Somalia. Inoltre il nostro Paese mette a disposizione del PAM un esperto specializzato nell'introduzione di sistemi di denaro contante e voucher per far sì che in tutto il Paese le persone colpite dalla crisi siano in grado di provvedere alle proprie necessità basilari in modo rapido ed efficiente. Nel Sudan del Sud, a marzo 2017 il PAM ha fornito aiuti alimentari di prima necessità a due milioni di persone. Grazie al contributo svizzero a un programma speciale del PAM per la realizzazione di un corridoio alimentare dal Sudan, gli aiuti possono essere distribuiti via terra in modo più efficiente ed economico. In totale l'impegno finanziario della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri in Nigeria, Sudan del Sud, Somalia e Yemen per l'anno corrente ammonta a 63 milioni di franchi. Date le misure di risparmio della Confederazione non sono previsti ulteriori aumenti dei contributi alle organizzazioni in questione.</p><p>2. L'assistenza sanitaria e la creazione di sistemi sanitari sono una priorità di numerose strategie di cooperazione della Svizzera, tra cui quella per la regione del Corno d'Africa. Nell'ambito della gestione delle crisi - in particolare nei periodi di siccità - la Svizzera promuove in primo luogo l'accesso all'acqua e agli impianti igienico-sanitari nonché la prevenzione della diffusione di malattie trasmissibili come il colera. Inoltre, poiché una grande parte della popolazione colpita dalla carestia pratica la pastorizia, è essenziale che la salute degli esseri umani e quella dei capi di bestiame vadano di pari passo. Pertanto la Svizzera sostiene anche i programmi di organizzazioni che promuovono la salute degli animali da allevamento.</p><p>3. L'Aiuto umanitario della DSC, conformemente al suo mandato, si concentra sui gruppi di popolazione più vulnerabili, come donne, bambini, profughi e sfollati. In Nigeria, ad esempio, la protezione dei bambini è al centro delle operazioni di emergenza della Svizzera.</p><p>6. Dei 4,4 miliardi di dollari previsti dall'appello del segretario generale dell'ONU per combattere la crisi alimentare, al momento solo il 28 per cento è stato stanziato. La Svizzera si impegnerà affinché i contributi erogati dalla comunità internazionale aumentino. In quest'ottica, e su richiesta del segretario generale dell'ONU, il 25 aprile 2017 ha organizzato una conferenza insieme alla Svezia e alle Nazioni Unite a favore della popolazione yemenita, riuscendo a mobilitare 1,2 miliardi di dollari di aiuti. Quale membro dei gruppi di lavoro umanitari nazionali in loco nonché presidente dei gruppi di coordinamento dei donatori in Somalia, Etiopia e Nigeria, la Svizzera si adopera per una mobilitazione rapida e coordinata dei mezzi finanziari e per il loro impiego efficiente, sempre tenendo conto dei principi umanitari.</p><p>7. Il Programma globale Acqua della DSC gestisce progetti a lungo termine nella regione del Corno d'Africa (Water and Land Resources Centre e IUCN Bridge Africa). In vista del Forum globale di alto livello sull'acqua e la pace (Global High-Level Panel for Water and Peace), lanciato nel 2015 a Ginevra su iniziativa della Svizzera, la DSC sta sviluppando soluzioni concrete che possano essere utili anche nelle regioni in crisi come quella in cui imperversa la crisi alimentare.</p><p>8.-10. La crisi alimentare in corso non è da ricondursi esclusivamente ai fenomeni climatici, ma è anche il risultato di conflitti armati persistenti, fragilità e di una debole capacità di resistenza della popolazione. L'impegno della Svizzera in tal senso sarà rafforzato (cfr. messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2017-2020, FF 2016 2005). In Nigeria, parallelamente alla distribuzione dei beni alimentari, la Svizzera sostiene ad esempio lo sviluppo dell'agricoltura locale fornendo, per il tramite della FAO, sementi e concime. In Somalia promuove invece l'istituzione di un sistema di governo federale e in Sudan del Sud appoggia la realizzazione di iniziative volte a stimolare il dialogo sulla pace e la riconciliazione tra tutti gli strati della popolazione. In Yemen, inoltre, la Svizzera promuove la costruzione di reti idriche sostenibili. Anche l'impegno globale e bilaterale nell'ambito della sicurezza alimentare contribuisce a migliorare la resilienza a lungo termine. Dal 2013 il Corno d'Africa è una regione prioritaria della DSC e la sicurezza alimentare uno dei cardini della sua strategia di cooperazione. Infine, nel quadro della collaborazione con l'Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD) la Svizzera promuove le attività di governance in materia di migrazione negli Stati membri dell'IGAD, Paesi di prima accoglienza molto importanti nella regione.</p><p>11. Il Dipartimento federale degli affari esteri e il Dipartimento federale di giustizia e polizia stanno lavorando alla successiva strategia per il Corno d'Africa per gli anni 2018-2021. L'approccio combinato di aiuto umanitario, cooperazione allo sviluppo, impegno nella politica di pace e politica migratoria viene portato avanti.</p>  Risposta del Consiglio federale.