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I parlamentari non resteranno con le mani in mano durante la penultima sessione dell'attuale legislatura. Da lunedì affronteranno vari dossier controversi.
Tra i temi «caldi» vi sono la naturalizzazione degli stranieri, la promozione delle lingue nazionali, la previdenza professionale e la custodia di munizioni militari in casa.
L'iniziativa popolare dell'Unione democratica di centro (UDC, destra nazional-conservatrice) «per naturalizzazioni democratiche» promette accesi dibattiti in Consiglio nazionale (Camera del popolo). Con un solo voto di scarto, la sua commissione raccomanda al plenum di sostenere questo testo, che la sinistra ritiene inapplicabile.
L'iniziativa vuole che i cittadini di un comune possano continuare a votare sulle domande di naturalizzazione. Questa procedura è stata al centro di forti critiche negli ultimi anni. Il caso più noto è quello del comune lucernese di Emmen, dove i cittadini hanno a più riprese rifiutato la naturalizzazione di persone provenienti dai Balcani.
Per l'UDC, il voto popolare sulle naturalizzazioni è un diritto democratico fondamentale. Per gli oppositori, il sistema è iniquo, perché le decisioni popolari possono essere arbitrarie e non contemplano un diritto di ricorso.
All'iniziativa si contrappone un controprogetto indiretto messo a punto dal Consiglio degli Stati (Camera dei cantoni), ma respinto di misura dalla commissione del Nazionale. Il progetto prevede che una domanda possa essere respinta alle urne soltanto se in precedenza è stata depositata una proposta di rifiuto motivata e lascia aperta la possibilità di un ricorso.
La questione delle lingue di nuovo in discussione
Anche il problema della promozione del quadrilinguismo e della prima lingua straniera da insegnare nelle scuole - progetto archiviato dal governo per motivi finanziari, ma rilanciato dal deputato socialista Christian Levrat - non mancherà di suscitare vivaci discussioni.
Il testo, pronto da un anno, propone che una lingua nazionale abbia la priorità sull'inglese. Il modello è in contraddizione con il compromesso raggiunto dai cantoni, che si sono messi d'accordo sul fatto di insegnare due lingue straniere nella scuola primaria, ma lasciando libera la scelta di cominciare con l'inglese o con una lingua nazionale.
Come nel caso della naturalizzazione, anche l'insegnamento delle lingue nella scuola primaria è stato al centro di ampie discussioni negli scorsi anni. Il dibattito era stato lanciato dal canton Zurigo, che aveva deciso di privilegiare l'inglese rispetto al francese. La decisione, imitata da altri cantoni della Svizzera orientale, aveva suscitato forti emozioni nella Svizzera francese e italiana.
Il tasso di conversione per le pensioni
Dal canto suo, il Consiglio degli Stati sarà chiamato a occuparsi della nuova riduzione del tasso impiegato per convertire in rendita annuale il capitale risparmiato nell'ambito della cassa pensione (secondo pilastro del sistema pensionistico svizzero, accanto all'Assicurazione vecchiaia superstiti). Si tratta di una proposta impopolare e scomoda a pochi mesi dalle elezioni federali del 21 ottobre.
Questo tasso - che è oggi del 7,1% per gli uomini e del 7,2% per le donne - dovrebbe essere ridotto al 6,4%. Ma se il governo vuole giungere alla riduzione già nel 2011, la commissione della camera dei cantoni raccomanda al plenum di rinviare il taglio al 2014.
Il tema può apparire molto tecnico, ma è d'importanza fondamentale per i pensionati. In effetti, il tasso di conversione permette di fissare la rendita annuale derivante dalla previdenza professionale. Così, per un capitale risparmiato di 500'000 franchi, un tasso del 7,2% equivarrebbe ad una rendita annuale di 36'000 franchi, un tasso del 6,4% a una rendita di 32'000 franchi.
Il progetto di abbassare il tasso di conversione mira a preservare la stabilità finanziaria della previdenza professionale, minacciata dall'invecchiamento costante della popolazione.
Munizioni a domicilio
La Camera dei cantoni affronterà inoltre il tema delle munizioni militari a domicilio. Dopo la decisione del Consiglio nazionale di rifiutare il divieto delle armi d'ordinanza nelle case degli Svizzeri, la commissione del Consiglio degli Stati propone che in futuro soltanto le truppe di primo intervento, vale a dire un massimo di duemila soldati, possano conservare a casa la cosiddetta munizione da tasca,.
Anche quello delle armi conservate nelle case dei militi svizzeri è un vecchio dibattito. Il tema balza regolarmente agli onori della cronaca in seguito a fatti di sangue (suicidi o omicidi) in cui sono utilizzate armi da fuoco in dotazione all'esercito.
swissinfo e agenzie
In breve
La sessione d'estate delle Camere federali si terrà dal 4 al 22 giugno.
Per rispettare un programma piuttosto carico, il Consiglio nazionale (Camera del popolo) si riunirà per due lunedì fino alle 22. I consiglieri nazionali dovranno partecipare anche ad altre tre sedute pomeridiane, mentre i consiglieri di Stato si riuniranno forse una sola volta di pomeriggio.
Tutti i seggi del Consiglio nazionale e quasi tutti quelli del Consiglio degli Stati saranno rinnovati in occasione delle elezioni federali del 21 ottobre 2007.