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Attualmente 65 milioni di persone sono in fuga; scappano da persecuzioni individuali per motivi politici e da conflitti armati, da violazioni dei diritti umani e dall'estremismo violento. Inoltre ogni anno milioni di persone lasciano il loro Paese a causa di catastrofi naturali, delle conseguenze negative dei cambiamenti climatici, delle ripercussioni della fragilità statale o della povertà sistematica.
Il destino di questi rifugiati e delle vittime di migrazioni forzate è una sfida per il mondo intero. In tutte le regioni del mondo la loro situazione mette in luce i punti deboli delle strutture nazionali e globali volte ad affrontare questo fenomeno. Il segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon ha convocato il vertice per i rifugiati e i migranti affinché gli Stati membri discutano insieme i problemi e le risposte della comunità internazionale alle grandi ondate migratorie.
Priorità della Svizzera
Al vertice la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha soprattutto sostenuto la necessità di intensificare gli sforzi per impedire le migrazioni forzate, garantire la tutela delle persone costrette a fuggire e il rispetto dei loro diritti nonché promuovere l'autonomia economica dei rifugiati. A tal fine occorre combinare gli strumenti dell'aiuto umanitario, della cooperazione allo sviluppo, della politica migratoria e della sicurezza delle persone. "Per affrontare queste sfide globali dobbiamo individuare soluzioni tese a condividere le responsabilità in modo altrettanto globale", ha affermato la consigliera federale Simonetta Sommaruga.
I partenariati in materia di migrazione sono particolarmente rilevanti per la collaborazione bilaterale. La Svizzera sostiene a livello regionale e globale diverse iniziative volte a rafforzare i diritti dell'uomo nonché la tutela delle persone costrette a fuggire e dei migranti. In questo contesto la Svizzera ha lanciato la piattaforma internazionale "on Disaster Displacement" e sostiene gli sforzi profusi dal Consiglio d'Europa per sviluppare alternative all'incarcerazione di migranti minorenni.
Evitare che le persone siano costrette a fuggire
La dichiarazione adottata dai partecipanti al vertice riprende in larga misura le proposte della Svizzera. Comprende un ampio ventaglio di misure tese a tutelare i rifugiati e i migranti e a evitare che siano costretti a fuggire. Inoltre, la dichiarazione menziona varie misure per la futura collaborazione internazionale nell'ambito della migrazione, ad esempio l'ammissione dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) nell'ONU. Infine la dichiarazione sottolinea che questo vertice è solo una tappa di un lungo processo che occorre continuare.
È ad esempio necessario adottare il "Comprehensive Refugee Response Framework", che prevede misure di attuazione urgenti nel caso di grandi ondate migratorie. Entro il 2018 occorre altresì elaborare e adottare due convenzioni globali ("Global Compacts"), una sulla migrazione e una sui rifugiati. Approfittando del vertice ONU, la Svizzera ha annunciato il suo sostegno per dare forma a questo processo e per attuare degli obbiettivi stabiliti.
La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha colto l'occasione del vertice anche per condurre colloqui bilaterali con numerosi rappresentanti di altri Paesi. Ha incontrato Yemane Gebreab, consulente del Presidente eritreo, Rahmani Fazil, ministro degli interni iraniano, Anis Birou, ministro marocchino della migrazione, Sylvi Listhaug, ministro norvegese dell'immigrazione e dell'integrazione e Erlan Abdyldaev, ministro degli affari esteri kirghiso. La responsabile del DFGP ha incontrato anche il relatore speciale ONU sui diritti umani dei migranti.
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Indirizzo per domande:
Agnès Schenker, Servizio d'informazione DFGP, T +41 79 703 13 55