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Inflitti 17 mesi sospesi con la condizionale a un trentaseienne. Il giudice ha ordinato il suo collocamento coatto in una struttura specializzata
Dopo la permanenza volontaria in una struttura per tossicodipendenti, ci è ricascato a più riprese e l’ultima ricaduta risale a quattro giorni fa. La situazione del trentaseienne condannato con l’accusa di complicità per infrazione aggravata dalla Legge federale sugli stupefacenti è emersa oggi davanti alla Corte delle Assise correzionali di Mendrisio. L’uomo era stato arrestato il 22 aprile del 2020 a seguito della sua complicità con uno spacciatore venuto in Svizzera per smerciare cocaina. L’imputato, sempre nel 2020, ha ospitato nel suo appartamento il suddetto spacciatore detenendo oltre 200 grammi di cocaina sotto forma di buste-dosi e lo ha aiutato nello smercio. Come retribuzione per la sua complicità ha ricevuto dallo spacciatore 8,4 grammi di cocaina per il proprio consumo personale: 2,4 grammi per l’ospitalità e sei grammi quale compenso per l’intermediazione con alcuni acquirenti. Dinnanzi alla corte l’uomo ha proclamato il proprio pentimento e l’intenzione d’intraprendere un nuovo percorso di disintossicazione. «Vorrei cambiare vita, voltare pagina» ha affermato l’imputato guardando al futuro. «Mi piacerebbe concentrare le mie energie per stare meglio con me stesso e con la mia famiglia; iniziare a praticare dello sport e dedicarmi alla musica e alla pittura». Il presidente della corte Mauro Ermani ha inflitto all’imputato una pena di 17 mesi sospesi e ordinato nei suoi confronti il collocamento in una struttura specializzata per la tossicodipendenza, dando all’uomo «l’ultimissima chance per riscattarsi».