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<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera vanta una fra le più vaste reti di accordi di libero scambio (ALS) al mondo: una condizione importante per un'economia rivolta all'esportazione come la nostra, specie in un momento in cui tutto sembra indicare un revival del protezionismo. È quindi importante sapere in che misura le imprese svizzere beneficiano realmente di questi accordi così complessi e variati. Oggi manca una panoramica che permetta di valutare quali ALS funzionano bene, quali settori devono recuperare eventuali ritardi e dove sono necessari nuovi negoziati. Secondo alcuni studi, ci sarebbero degli ALS poco utilizzati. A molte PMI, inoltre, mancano semplicemente le risorse per occuparsi di questi accordi e valutarne le opportunità. Altre considerano i risparmi sui dazi doganali troppo esigui a fronte degli oneri legati al disbrigo di ulteriori formalità doganali. Proprio perché caratterizzata da un fitto tessuto di PMI, l'economia svizzera dipende anche dalla capacità di queste imprese di mettere a frutto i vantaggi del commercio internazionale.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Al di là di una semplice statistica sullo scambio di merci, la Confederazione analizza quali sono le ripercussioni dei singoli ALS sulle imprese?</p><p>2. Quali spese comportano il controllo, il sostegno all'attuazione e l'aggiornamento degli ALS esistenti rispetto a quelle risultanti dalla negoziazione di un nuovo ALS?</p><p>Ammesso che il tasso di utilizzo degli ALS sia basso, mentre la loro importanza va crescendo: </p><p>3. La Confederazione intende sostenere ancora di più le imprese svizzere, e in particolare le PMI, nello sfruttamento delle possibilità offerte dagli ALS vigenti? In tal caso, con quali misure concrete? Sono previsti nuovi negoziati in materia di norme d'origine?</p><p>4. Quali altre possibilità intravede la Confederazione per aumentare il tasso di sfruttamento degli ALS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde comme segue alle domande:</p><p>1./3./4. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza all'utilizzo degli accordi di libero scambio (ALS) da parte delle imprese e si impegna affinché le disposizioni di questi accordi siano comprensibili, pratiche e quindi utilizzabili. Gli uffici federali competenti, che sono regolarmente in contatto con le imprese e le associazioni fin dalla fase di negoziazione, sostengono le imprese rispondendo alle loro domande concrete sull'applicazione degli ALS.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole della complessità dei moderni ALS. Nel quadro del mandato di promozione delle esportazioni della Confederazione ha invitato l'organizzazione Switzerland Global Enterprise (S-GE) ad aiutare in particolare le PMI a trarre profitto da questi accordi. S-GE assolve tale incarico organizzando eventi informativi, rispondendo a circa duemila domande all'anno sulle esportazioni tramite il suo servizio di assistenza telefonica e mettendo a disposizione gratuitamente una banca dati in materia doganale che, nel 2016, è stata consultata più di 83 000 volte da imprese svizzere. Oltre alle consulenze individuali approfondite effettuate tramite mandato (servizio privato), S-GE offre alle imprese anche consulenze di base gratuite (servizio pubblico). Inoltre, ha commissionato diversi studi sull'utilizzo degli ALS da parte degli esportatori svizzeri i cui risultati sono pubblicati sul suo sito internet. L'analisi dei dati è il sistema più adeguato per rilevare il grado di utilizzo effettivo di ogni ALS e per poterne desumere gli interventi necessari. Nel suo parere del 22 settembre 2017 concernente il rapporto della Commissione di gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) sugli effetti degli ALS, il Consiglio federale si è dichiarato disposto a far sì che la Svizzera, in collaborazione con gli altri Stati dell'AELS, valuti le possibilità di uno scambio reciproco di determinati dati doganali con i suoi partner di libero scambio nel quadro della negoziazione di ALS. Intende così migliorare la base di dati per sorvegliare l'applicazione degli ALS.</p><p>Per quanto riguarda le norme di origine preferenziali, il Consiglio federale mira a trovare soluzioni che rispondano alle esigenze dell'economia svizzera. Nell'interesse dell'economia si adopera per modernizzare la Convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee (Convenzione PEM; RS 0.946.31), che armonizza le norme di origine nella zona di libero scambio UE/AELS/Balcani occidentali e Mediterraneo. Anche nelle relazioni di libero scambio extraeuropee il Consiglio federale intende semplificare e armonizzare le norme di origine dei vari ALS e introdurre possibilità di cumulo più flessibili tra gli ALS. In ultima istanza, tuttavia, il risultato è spesso un compromesso tra Paesi con interessi economici diversi.</p><p>2. La Direzione dell'economia esterna della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) dedica una parte considerevole delle proprie risorse all'applicazione e al buon funzionamento degli accordi e funge da interlocutore per le imprese, le associazioni e la società civile per quando riguarda la loro attuazione.</p><p>La Svizzera organizza regolarmente incontri dei comitati misti con gli Stati partner per discutere i problemi concreti che pone l'applicazione degli ALS e per esaminare, se del caso, l'opportunità di apportarvi degli adeguamenti. Se risulta necessaria una completa modernizzazione di un accordo, la Svizzera si adopera per avviare appositi negoziati. Attualmente sono in corso di aggiornamento gli ALS conclusi dall'AELS con il Messico e la Turchia e si sta preparando l'aggiornamento di altri ALS vigenti. La completa modernizzazione di un accordo, che comprende ad esempio l'aggiunta di temi supplementari come lo scambio di servizi, gli appalti pubblici o questioni di sostenibilità, richiede un onere paragonabile a quello necessario per la negoziazione di un nuovo accordo. Entro la fine dell'anno si saranno presumibilmente svolti 14 cicli negoziali per nuovi ALS e 5 cicli negoziali per aggiornare ALS vigenti. Sono inoltre previsti tre incontri di comitati misti e quattro riunioni di sotto-comitati.</p>  Risposta del Consiglio federale.