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Nella primavera del 2007 la stampa aveva riferito dei test antidroga che vengono effettuati presso le Ferrovie federali svizzere (FFS). Si trattava, per le FFS, di controllare se i collaboratori di meno di 40 anni, con funzioni legate alla sicurezza, assumessero sostanze illegali. In caso di risultato positivo, le persone chiamate in causa erano tenute a sottoscrivere un impegno di rinuncia al consumo, anche nel tempo libero, di cannabis. Abbiamo tra l’altro raccomandato alle FFS di determinare valori limite per il controllo del consumo di droga e di alcol, al di sotto dei quali non dev’essere effettuato alcun trattamento di dati.
Abbiamo dapprima constatato che, per ora, non sussiste una base legale sufficiente per giustificare il ricorso a test relativi al consumo di droghe. Né le disposizioni in vigore né quelle previste nella Riforma delle ferrovie 2 prevedono test di orina, sangue e altri test invasivi in assenza di specifiche indicazioni terapeutiche. Anzi, senza un sospetto concreto, le future disposizioni della Riforma delle ferrovie 2 consentono meramente di ricorrere ad analisi dell’alito. La pratica odierna mostra invece che certi collaboratori vengono costretti a sottoporsi a test relativi al consumo di droghe anche in assenza di un sospetto fondato.
Forti delle conclusioni della nostra chiarificazione, abbiamo raccomandato alle FFS di attenersi, per il ricorso ai test antidroga, alle inerenti disposizioni della Riforma delle ferrovie 2. Abbiamo altresì raccomandato loro di determinare valori limite per il controllo del consumo di droga e di alcol, al di sotto dei quali non dev’essere effettuato alcun trattamento di dati.
Per il periodo fino all’entrata in vigore della rispettiva base legale, l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) si è detto disposto a esaminare e a introdurre valori limite tramite una direttiva.
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Ultima modifica 30.06.2008