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San Gottardo: gli insegnamenti della tragedia del 24 ottobre 2001
Vent'anni dopo la tragedia che causò la morte di 11 persone, il tunnel autostradale del San Gottardo è diventato più sicuro. Grazie alle misure introdotte oggi ci sono molti meno incidenti rispetto a prima del terribile incendio.
Il 24 ottobre 2001, alle 9.39 del mattino, il traforo fu teatro di una tragica collisione tra due camion. A causa dello scontro un serbatoio fu danneggiato e del carburante si riversò sulla carreggiata.
Un cortocircuito di un cavo elettrico, a contatto con la miscela di diesel e aria, provocò un'esplosione e il susseguente incendio.
1200 gradi
I due automezzi pesanti e il loro carico – tra cui anche centinaia di pneumatici – furono rapidamente avvolti dalle fiamme. La temperatura all'interno della galleria salì in poco tempo oltre i 1200 gradi. Dieci persone persero la vita intossicate dal fumo, una morì carbonizzata.
A causa dell'incendio il tunnel rimase sbarrato al traffico per due mesi. I lavori per ripristinare l'infrastruttura costarono 14 milioni di franchi. Vennero inoltre prese nuove misure per incrementare la sicurezza.
Venne in particolare installata una nuova ventilazione, potenziata l'illuminazione e migliorata la segnalazione delle vie di fuga, come ricordava l'Ufficio federale delle strade (USTRA) in un documento pubblicato a 10 anni dalla catastrofe.
Nel 2013, al portale di Airolo è inoltre stato installato un rilevatore termografico e uno analogo è stato messo in funzione qualche anno dopo anche a Göschenen (UR).
Grossi investimenti
In seguito all'incidente del 2001, l'USTRA ha verificato la sicurezza delle 220 gallerie presenti sulla rete delle strade nazionali. 126 non erano completamente conformi alle norme in vigore. Molte sono state nel frattempo risanate ed entro il 2025 altre lo saranno ancora con un investimento complessivo di 1,6 miliardi di franchi.
Al San Gottardo dopo l'incidente venne introdotto un sistema di dosaggio dei mezzi pesanti che prevedeva la circolazione a senso unico alternato. Nel 2002 venne sostituito dal metodo detto del «contagocce». In concreto, il sistema prevede che ogni ora e in ogni direzione possano transitare dalla galleria tra i 60 e i 150 autocarri. Il limite esatto è di 1000 automobili all'ora. I camion sono considerati equivalenti a tre automobili.
Numero incidenti diminuiti
Grazie a queste misure è stato possibile diminuire il numero di incidenti all'interno della galleria. Prima dell'incendio del 2001 si verificavano più di 40 incidenti all'anno, con punte persino di oltre 60. Da allora il loro numero è fortemente sceso: tra il 2015 e il 2019 gli incidenti sono stati 49 (7-14 all'anno), con un bilancio di tre decessi.
La costruzione della seconda canna del tunnel autostradale del San Gottardo porterà vantaggi a lungo termine e permetterà al traffico di transitare anche durante i lavori di ristrutturazione della prima canna. L'opera dovrebbe costare 2,14 miliardi di franchi.
Nel frattempo, i lavori preliminari in vista della seconda canna sono già cominciati. Essi comprendono lo spostamento del cunicolo infrastrutturale e di sicurezza e la costruzione di un tunnel d'accesso a Göschenen e ad Airolo.
Agenda
L'agenda prevede poi che nel 2024 si passi allo scavo vero e proprio, che nel 2026 sia completato lo sfondamento e che nel 2029 venga aperta la nuova canna. La prima, risalente al 1980, sarà in seguito chiusa e ristrutturata per tre anni, e dovrebbe essere di nuovo aperta al traffico nel 2032.
Il raddoppio del Gottardo, approvato in votazione nel febbraio 2016, produrrà 7,4 milioni di tonnellate di materiale di scavo. Il secondo traforo verrà costruito 70 metri a est del tunnel esistente e sarà lungo 16,9 chilometri, risultando quindi identico all'attuale galleria autostradale.
Il traffico non verrà inoltre aumentato, poiché i tunnel verranno utilizzati in un solo senso di marcia, con la presenza di una corsia d'emergenza. Questo permetterà fra le altre cose anche di eliminare le collisioni frontali. Infine, nonostante il raddoppio del San Gottardo, il sistema del «contagocce» rimarrà in funzione.
mp, ats