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DÜBENDORF - Cavi corrosi, guaine protettive del tutto mancanti in molti punti: gli esperti del Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa) di Dübendorf delineano una situazione agghiacciante dello stato del ponte Morandi, crollato in agosto a Genova.
Il progetto originale prevedeva che il cavo posto a sostegno del ponte fosse rivestito con una guaina metallica. Analizzando i 17 detriti inviati da Genova, gli esperti svizzeri hanno invece notato che tale rivestimento era completamente assente, riferisce l'agenzia italiana Ansa.
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L'assenza di questa guaina avrebbe accelerato la corrosione dei cavi, ma anche della parte esterna del calcestruzzo, "attaccata" dalla continua corrosione dell'acciaio.
Per gli inquirenti ora la questione è capire se la società che gestisce l'autostrada, Autostrade per l'Italia, e quella coinvolta nel monitoraggio e nella manutenzione della struttura, SPEA, fossero consapevoli o meno della situazione, non avendo fatto nulla per rimediare.
Un rapporto per metà gennaio - Le analisi dell'Empa dovranno ora essere confrontate con quelle fatte sul posto, su altri detriti del ponte. I tre esperti incaricati dal giudice di esaminare i detriti del ponte, tra cui il professore dell'EPFZ Bernhard Elsener, dovranno quindi consegnare il loro rapporto finale. Questo documento dovrebbe essere pronto entro la metà di gennaio.
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Parte del ponte Morandi è crollata il 14 agosto a Genova, facendo precipitare decine di auto da circa 50 metri di altezza. Nel disastro sono rimaste ucciso 43 persone. Il viadotto fa parte dell'autostrada A10, che collega Genova al sud-est della Francia.