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«Si era trattato di un rapporto consenziente». Ma il tribunale ha stabilito diversamente
LUGANO - «Nostro figlio è innocente». Non si rassegnano i genitori del 20enne italiano condannato ad aprile assieme a due coetanei per uno stupro di gruppo avvenuto a Lugano. E si rivolgono alla stampa.
L'appello a rivedere la posizione del giovane è comparso oggi sul quotidiano emiliano "Il Resto del Carlino". La famiglia, residente a Maranello in provincia di Modena, è convinta che nel corso delle indagini condotte dal Ministero pubblico sia emersa «una lunga serie di contraddizioni».
Il giovane, un passato come modello e "tronista" nella trasmissione televisiva Uomini e donne, è stato condannato a nove anni di carcere per violenza carnale. Gli altri due imputati, due fratelli, a due anni e mezzo e due anni e tre mesi per atti sessuali con persone incapaci di discernimento.
L’episodio in questione risale al 26 settembre, quando, a Lugano, i tre avevano conosciuto una ragazza all’uscita di una discoteca. La ragazza aveva accettato di seguirli a casa e poi le cose sarebbero degenerate, con un rapporto sessuale non voluto e video girati con i telefonini. Il giudice Mauro Ermani non ha creduto alla versione degli imputati, secondo cui il rapporto sarebbe stato consenziente. I genitori dell'ex tronista invece a quanto pare sì.