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Dopo una prima incursione ieri, l’euro ha nuovamente varcato la soglia simbolica di 1,20 franchi. Questo livello non era più stato raggiunto da oltre tre anni, ossia da quando la Banca nazionale svizzera (Bns) ha abbandonato il tasso di cambio minimo.
Verso le 7.30, la divisa svizzera si cambiava a 1,2006 franchi per un euro, prima di rafforzarsi alcuni minuti più tardi a 1,19954. Poi si è di nuovo indebolito verso le 9 superando la soglia di 1,2001 franchi per un euro, senza tuttavia rimanere a lungo a tale livello.
Dall’inizio dell’anno la valuta svizzera ha perso oltre l’11% nei confronti dell’euro e da giorni ci si aspettava che la soglia di 1,20 venisse superata.
Gli analisti di Swissquote hanno indicato oggi che la divergenza tra le politiche monetarie e l’accelerazione della crescita mondiale, in particolare nella zona euro, potrebbero spiegare il deprezzamento del franco. "Gli investitori non giudicano più necessario proteggersi con valori rifugio" come la moneta elvetica, ritiene l’analista Arnaud Masset.
La BNS "non ha fatto riferimento a un aumento dei tassi, ciò che sarebbe in contrasto col suo obbiettivo di mantenere il franco a un livello accettabile per l’economia svizzera, mentre Bce e Fed (rispettivamente banca centrale europea e statunitense) sono già andati in questa direzione", aggiunge Masset. Secondo l’analista, la Bns "non limiterà le condizioni monetarie fino a quando non sarà certa che la misura non avrà impatto negativo sull’euro-franco".
Il presidente della Bns, Thomas Jordan, in un’intervista concessa a Bloomberg TV ieri sera ha proprio dichiarato di "non aver fretta" a modificare la politica monetaria dopo il recente deprezzamento del franco nei confronti dell’euro.
Evocando una situazione "sempre delicata", Jordan ritiene che il deprezzamento del franco vada "nella giusta direzione" ma sottolinea che la divisa elvetica rappresenta tuttora un valore rifugio che, a tale titolo, è suscettibile di fluttuare da un giorno all’altro. Il presidente della BNS ha aggiunto che fino a quando l’inflazione rimarrà bassa, la politica monetaria non subirà variazioni.
La banca centrale elvetica applica due misure per evitare un rincaro troppo consistente del franco: tassi d’interesse negativi, con un tasso applicato ai depositi del -0,75% e un margine di fluttuazione del Libor a tre mesi tra -1,25% e -0,25%, nonché un intervento sul mercato dei cambi, dove la BNS acquista principalmente euro per indebolire il franco.