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Chi ha inventato i distributori automatici self-service?
Pare che il primo sia stato inventato dal matematico ellenico Erone di Alessandria intorno al 219 a.C, il quale mise a punto un dispositivo automatico che distribuiva acqua per riti di purificazione nei templi, inserendo una moneta da 5 dracme. Ma è solo alla fine dell’800 che la “vending industry “- ovvero la vendita non assistita di prodotti e servizi, attraverso macchine attivate da monete o altri metodi di pagamento – inizia a prender forma. A Londra intorno al 1880 i primi automatici distribuivano cartoline, a N.Y nel 1888 le chewing-gum in palline.
Mentre in Italia l’industria del vending arriva molto più tardi, intorno al ’53, quando a Milano arrivano dagli USA i primi 10 distributori di bottigliette della Coca-Cola. Dopo la fiera campionaria di Milano nel 1962, l’Italia – grazie soprattutto alla creazione della macchina rossa denominata E61: capace di distribuire il caffè espresso con una moneta da 50 Lire – è arrivata ad essere il primo Paese produttore mondiale di apparecchi vending! In Svizzera (Zurigo) la prima “apparizione” di un automatico la si deve alla Migros, nel 1948.
“Paese che vai, usanza che trovi”: ogni Paese ha una propria idea (e legge) di cosa può e non può essere venduto negli automatici piuttosto che in negozio.
Altre curiosità..
Il caffè decaffeinato… non lo è del tutto!
Esiste un’unica variante di caffè decaffeinato naturalmente: la Coffea charrieriana, originaria del Camerun. Il resto del caffè viene decaffeinato in modo artificiale. Ma in realtà è impossibile eliminare del tutto la caffeina. Secondo uno studio dell’Università della Florida, in 5/10 tazze di caffè decaffeinato si troverebbe lo stesso quantitativo di caffeina presente in una-due tazze di caffè. Dunque in media in una tazzina di decaffeinato ci sarebbe l’equivalente di un quinto o un decimo di quella contenuta in una tazzina di espresso normale.
Perchè si chiama espresso?
Se l’etimologia della parola caffè era forse più nota, non tutti sanno qual è la ragione per cui l’espresso si chiama così. All’estero vige la convinzione che il nome derivi dal fatto che per preparare il caffè sia necessario mettere in infusione la polvere sotto pressione. Non si tratta di un vero e proprio errore, ma il punto è che questo procedimento non era stato pensato per ottenere una bevanda particolarmente densa, ma per accelerare i tempi della preparazione, da cui “espresso” inteso come veloce. C’è chi è pronto a giurare che possono bastare 45 secondi per avere in mano una tazza fumante!
Dove si beve più caffè?
Potrà sembrare una domanda retorica e sicuramente siete pronti a giurare che il luogo dove si beve più caffè al mondo è il Belpaese che, invece, si colloca al dodicesimo posto di questa particolare classifica con una media 5,9 kg a persona all’anno. Meglio di noi fanno svizzeri, canadesi, austriaci, danesi, ma soprattutto i finlandesi che hanno conquistato il primato, consumando ben 12 kg di caffè. ciascuno.