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Romande Energie e il Gruppo E, principale distributore di elettricità nella Svizzera francese, non parteciperanno al progetto di centrale termica a carbone di Brunsbüttel, in Germania.
Le due società, che assieme forniscono elettricità ad oltre mezzo milione di clienti, hanno messo in vendita le quote minoritarie acquistate nel 2008, indica un comunicato congiunto diffuso lunedì.
Il progetto, si legge, «non soddisfa più gli obiettivi iniziali». Inoltre, puntualizza il Gruppo E, la centrale «non prevede ancora di assorbire il CO2», aspetto che i dirigenti della società considerano invece come una condizione importante. Il progetto ha poi accumulato un ritardo di due anni.
La partecipazione alla centrale termica a carbone di Brunsbüttel, nel nord della Germania nei pressi di Amburgo, non aveva mancato di sollevare scetticismo e critiche. Un collettivo a favore di una politica d'investimento orientata sullo sviluppo sostenibile si era opposto con una petizione sottoscritta da 2000 persone. Anche il governo friburghese aveva espresso le sue reticenze.
La megacentrale a carbone di Brunsbüttel interessa anche altri gruppi svizzeri, tra cui la Rätia Energie (Grigioni) e la SN Energie della Svizzera orientale.
Il mese scorso, il parlamento del canton Ticino ha concesso all'Azienda elettrica ticinese l'autorizzazione per investire in una centrale a carbone a Lünen, sempre in Germania.
La rinuncia a partecipare al progetto è stata accolta con molta soddisfazione dal WWF, che in un comunicato ha indicato di voler ora fare pressione sugli altri due investitori svizzeri per convincerli a ritirarsi.
swissinfo.ch e agenzie