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CSt: «no» cambiamento regole per importazione vini
Gli importatori di vini stranieri non saranno obbligati a commercializzare anche quelli svizzeri. Il Consiglio degli Stati ha respinto oggi una mozione di Marianne Maret (Centro/VS) che chiedeva di aiutare il settore vitivinicolo confrontato con la crisi del Covid-19.
Il testo voleva ridare ai vini svizzeri le stesse chance sul mercato di quelli esteri, in una fase in cui le misure di lotta contro la pandemia hanno provocato la chiusura dei principali canali di vendita, in particolare del settore della ristorazione. «Questo tipo di misure ha già dato buona prova di sé in altri settori quale quello della carne di manzo», ha dichiarato invano l'autrice della mozione.
L'atto parlamentare vuole rispondere a un problema strutturale legato alla concorrenza feroce dei vini importati, le ha fatto eco Adèle Thorens (Verdi/VD). Il contingente per limitare l'importazione dei vini stranieri non svolge più la funzione protettiva per il quale era stato introdotto all'epoca, ha aggiunto la «senatrice» vodese.
Gli importatori che non vorrebbero lavorare con i produttori locali avrebbero sempre accesso al nostro mercato, ma senza le stesse condizioni doganali preferenziali, ha precisato l'ecologista.
Il settore è in grande difficoltà, hanno riconosciuto altri «senatori». A loro avviso, tuttavia, se venisse accolta la mozione, bisognerebbe rinegoziare gli impegni presi dalla Svizzera in seno all'Organizzazione mondiale del commercio (WTO). E ciò non garantirebbe neppure un aumento della vendita di vini svizzeri. «Non occorre cambiare le regole. La viticoltura elvetica non ha bisogno di un sostegno statale tramite le importazioni», ha dichiarato Martin Schmid (PLR/GR).
Convincere ristoratori svizzero-tedeschi
Il ministro dell'economia Guy Parmelin ha ricordato che, dalla sua entrata in vigore, il contingente di 170 milioni di litri non è mai stato completamente utilizzato. Inoltre, il Consiglio federale ha già preso delle misure lo scorso anno in favore della viticoltura tramite il «declassamento» del vino DOC in vino da tavola.
A suo avviso, il problema è un altro e risiede in Svizzera: ad esempio, sulla carta di molti ristoranti svizzero-tedeschi non figura alcun vino svizzero. «Occorre adoperarsi per promuovere la qualità dei vini romandi nella Svizzera tedesca», ha sottolineato l'ex viticoltore vodese, aggiungendo che si tratta di un lavoro che richiede molto tempo.
Sostegno contro il gelo
I «senatori» hanno invece accolto tacitamente una mozione del consigliere nazionale Jacques Bourgeois (PLR/FR) che chiede di sostenere meglio le aziende vitivinicole e frutticole contro il gelo. Il Friburghese aveva depositato il suo testo nel 2017, in seguito ai danni considerevoli provocati dal gelo nei vigneti e nei frutteti durante la primavera di quell'anno.
Bourgeois chiede, tra le altre cose, che venga studiata la questione della partecipazione dello Stato al pagamento dei premi assicurativi in caso di pericoli naturali, come avviene per esempio in Francia, Italia e Spagna. La Confederazione aveva preso in considerazione tale richiesta nel suo progetto di Politica agricola 22+. Ma, nel frattempo, il progetto è stato rinviato al Governo. Con l'approvazione della mozione, il Consiglio degli Stati intende ribadire tale richiesta di sostegno.
mp, ats