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La condanna a morte per blasfemia di Junaid Hafeez, docente universitario arrestato nel 2013, emessa dal tribunale pakistano lo scorso 21 dicembre, "è una parodia di giustizia". Lo dichiarano gli esperti in materia di diritti umani delle Nazioni Unite.
"La decisione della Corte Suprema sul caso Asia Bibi avrebbe dovuto creare un precedente per i tribunali inferiori portandoli a respingere qualsiasi caso di blasfemia che non fosse dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio", hanno detto. Invece il tribunale pakistano di Multan, nel Punjab, ha ugualmente condannato il giovane professore. "Esortiamo i tribunali superiori del Pakistan ad avviare rapidamente il processo d'appello, a cancellare la pena di morte e ad assolverlo", hanno aggiunto.
La situazione in Pakistan preoccupa molto gli esperti Onu che rilevano come nel Paese le accuse di blasfemia siano rivolte contro persone che legittimamente esercitano i loro diritti alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione ed espressione. Hafeez, 33 anni, professore presso l'Università Bahauddin di Multan, è stato arrestato il 13 marzo 2013 e accusato, in base al codice penale pakistano, di aver fatto osservazioni blasfeme alle conferenze e sul suo account Facebook. L'uomo è stato tenuto in isolamento dall'inizio del suo processo nel 2014, ricordano gli esperti, e ciò ha gravemente intaccato la sua salute mentale e fisica, oltre ad essere considerato un trattamento crudele, inumano e degradante.
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