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Le restrizioni alle attività, la limitazione ai contatti sociali e le disposizioni igieniche introdotte in Svizzera per contrastare la diffusione del coronavirus hanno permesso di ridurre notevolmente il numero di casi di Covid-19. Secondo i cantoni il tasso di trasmissione è calato dal 53 al 92% parallelamente a una riduzione della mobilità dal 30 all'80%. Lo hanno accertato i ricercatori del Politecnico federale di Losanna (EPFL) che hanno analizzato l'effetto delle misure adottate dal 28 febbraio, giorno in cui scattò il divieto degli assembramenti di oltre 1'000 persone.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Swiss Medical Weekly, ha determinato l'evoluzione del tasso di riproduzione del contagio (dato dal valore R0) nel corso dell'epidemia su scala nazionale e cantonale servendosi di un modello epidemiologico. Quest'ultimo tiene conto dei dati dettagliati di oltre 1'000 pazienti ospedalizzati nel cantone di Vaud come anche dei rapporti pubblici sui ricoveri e sui decessi in Svizzera.
A livello svizzero i ricercatori hanno osservato che se all'inizio della pandemia ogni persona infetta in media ne contagiava 2,8, il valore R0 all'inizio di aprile era sceso a 0,4 con una riduzione dell'86%. Calcolata per ogni cantone separatamente, questa riduzione varia tra il 53% per il Giura e il 92% per Basilea Città.
Determinante l'effetto delle regole d'igiene
Lo studio ha evidenziato una correlazione molto chiara tra la riduzione del tasso di riproduzione e la diminuzione di mobilità, ma soprattutto l'effetto preponderante delle regole di igiene, dato che la riduzione del tasso di riproduzione è iniziata intorno al 6 marzo, pochi giorni dopo l'avvio della campagna d'informazione mirata dell'Ufficio federale della sanità pubblica.
"Abbiamo osservato che il tasso di trasmissione era già intorno a 1 quando il governo federale ha vietato gli incontri di più di 5 persone e ha raccomandato l'isolamento volontario in casa per l'intera popolazione", osserva Joseph Lemaitre, dottorando presso il Laboratorio di ecoidrologia dell'EPFL (ECHO) e primo autore della pubblicazione.
Tasso di infezione del 16% in Ticino
Servendosi di questo modello sulla base dei dati riuniti fino al 24 aprile, i ricercatori hanno anche calcolato che il 3,9% della popolazione svizzera era stato probabilmente infettato dal virus SARS-CoV-2. Le differenze cantonali sono però notevoli. I valori degli 11 cantoni considerati indicano che il tasso varia da un minimo dell'1,9% per Berna ad un massimo del 16% per il Ticino. Un dato più alto delle stime finora fatte dagli esperti cantonali che parlavano di un valore attorno al 10%.
Monitoraggio costante
Con la graduale abolizione delle restrizioni, i ricercatori intendono pubblicare un aggiornamento quotidiano del tasso di riproduzione. Secondo loro, è essenziale monitorare attentamente la sua evoluzione, in quanto la capacità di trasmissione del virus dipende essenzialmente dal comportamento, e non da un'ipotetica immunità collettiva ancora molto lontana dall'essere raggiunta.
Non si sa ancora se l'apertura di ristoranti e negozi porterà a un aumento della trasmissione, se ciò possa essere compensato da una strategia più aggressiva di tracciamento e di localizzazione dei contatti, o se l'uso della mascherina abbia un impatto. "Un attento monitoraggio dei parametri epidemiologici è quindi cruciale", sottolinea uno dei coautori della ricerca: Jacques Fellay, medico ricercatore presso la Facoltà di scienze della vita di Losanna e membro dei gruppi di esperti della Swiss National COVID-19 Science Task Force istituita dal Consiglio federale.