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L'introduzione di un nuovo inno nazionale non rappresenta una necessità strategica. È l'opinione del Consiglio federale che, rispondendo a un'interpellanza del "senatore" Konrad Graber (PPD/LU), ha affermato di volersi astenere da qualsiasi iniziativa in materia.
La Società svizzera di utilità pubblica (SSUP), amministratrice del praticello del Grütli, ha lanciato un concorso per un nuovo inno nazionale nel 2012, giudicando l'attuale salmo "antiquato, scritto in un linguaggio ingombrante e superato". In una nota diramata all'epoca, la SSUP sosteneva che "un contenuto nuovo e consono alla Svizzera moderna valorizzerebbe l'inno e troverebbe più consensi fra la popolazione, che lo canterebbe con più entusiasmo".
Lo scorso settembre, la SSUP aveva poi annunciato che il concorso è stato vinto dalla canzone "Issato lassù nel vento, la nostra bandiera rossa e bianca". Il testo porta la firma di Werner Widmer, di Zollikerberg (ZH) e si basa sul preambolo della Costituzione federale.
Nel suo atto parlamentare - depositato prima della scelta del vincitore - Graber esprimeva il timore che, a causa del procedimento piuttosto anticonvenzionale della SSUP, si diffondesse nella popolazione l'impressione che il 12 settembre si votasse sull'introduzione di un nuovo inno nazionale. Per il lucernese, ciò potrebbe generare "inutili sentimenti di frustrazione e malcontento nei confronti dello Stato".
Nella sua risposta, oltre a non vedere alcun motivo di cambiare l'inno, il governo afferma che finora la SSUP non ha presentato alle autorità alcuna proposta. Se desiderasse farlo, è naturalmente libera di scegliere la via che le sembra più appropriata. Un nuovo inno andrebbe comunque approvato dal Parlamento, puntualizza l'esecutivo.
SDA-ATS