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Occorre assicurare e sviluppare i rapporti con l'Unione europea: ne è convinto il Partito del verdi liberali (PVL), che chiede al governo federale di elaborare una nuova versione dell'accordo quadro, di propendere per un'adesione allo Spazio economico europeo, oppure ancora di favorire una soluzione equivalente.
"Il Consiglio federale e i partiti in esso rappresentati non stanno facendo politica estera, bensì la politica dello struzzo", ha affermato il presidente PVL Jürg Grossen nel suo discorso all'assemblea dei delegati, tenutasi online sabato 22 gennaio. "Nascondono la testa nella sabbia e sperano che il problema si risolva da solo". Nel frattempo però, fanno notare, le relazioni bilaterali si stanno sfaldando e questo va a scapito dell'economia, della ricerca e dell'intera società. Interrompendo i negoziati per un accordo quadro con l'UE il governo ha portato la Svizzera in un vicolo cieco, ha proseguito il consigliere nazionale bernese. Grossen ha parlato di una "leadership debole".
Per la capogruppo Tiana Moser sono ora necessarie soluzioni che abbiano un futuro, per esempio per poter padroneggiare le sfide legate al cambiamento climatico, senza dimenticare l'importanza dell'UE come partner commerciale. La parlamentare zurighese ha anche criticato il fatto che i negoziati con l'UE siano stati interrotti senza consultazione e, a suo avviso, senza legittimità democratica.
Dalla stessa assemblea dei delegati collegati online, infine,sono giunte le indicazione di di voto per il 13 febbraio: Un no e tre sì:
Il tema più dibattuto è stato il pacchetto di misure a favore dei media: 92 sì, 60 no, 10 astensioni. Nessun tentennamento invece sugli altri tre oggetti in votazione: sono state approvate l'iniziativa popolare contraria alla pubblicità del tabacco presso i giovani (148 a 9, tre astensioni) e l'abolizione dalla tassa di bollo (127 a 27, sette astensioni), mentre è stata respinta l'iniziativa sul divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani (124 a 11, otto astensioni).