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Quote rosa nei cda in Europa
La Commissione europea ha formalmente adottato la proposta di direttiva sulle quote rosa nei cda, che impone la presenza di almeno il 40% di donne nei board delle società quotate entro il 2020 (entro il 2018 per le aziende statali). Lo ha annunciato la vicepresidente Viviane Reding con un messaggio Twitter: "È fatta".
La proposta di direttiva della Reding doveva essere varata già tre settimane fa, ma la maggioranza delle commissarie donne non l'aveva appoggiata. Inoltre un gruppo di almeno nove stati (tra i quali Gran Bretagna, Olanda, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania e Malta) avevano ufficializzato la propria opposizione, inviando una lettera in cui si chiedeva che la Ue si astenesse dall'intervenire in una materia ritenuta di competenza squisitamente nazionale.
Il testo rivisto ed approvato oggi impone che, a parità di qualifiche dei candidati, sia data priorità al "sesso sottorappresentato" nella scelta dei componenti non esecutivi dei consigli.
La direttiva lascia che siano i singoli stati a definire le sanzioni per le società che non si adeguano, ma chiede che esse siano "effettive, proporzionate e dissuasive" e propone misure dalle multe alla dichiarazione di nullità della nomina.
La proposta è stata fatta partendo dalla constatazione che attualmente nelle circa cinquemila società quotate europee sono uomini l'85,5% dei componenti non esecutivi ed il 91,1% degli executive.