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Un italofono che aspira a diventare specialista doganale deve per forza accludere alla sua candidatura una lettera di motivazione in tedesco o francese da cui se ne potrà dedurre il grado di conoscenza della lingua.
Lo precisa il Consiglio federale nella sua risposta a una domanda del consigliere nazionale Martin Candinas (PPD/GR).
Facendo riferimento a un giovane italofono che voleva concorrere per un posto in seno all'Amministrazione federale delle dogane quale Guardia di confine, scrive Candinas, quest'ultimo si è visto recapitare dalla sede di Lugano la documentazione nella lingua di Dante, con però l'invito di scrivere una lettera di motivazione in tedesco.
Nella sua risposta, il Governo fa presente che per una formazione di Guardia di confine, gli italofoni ricevono la documentazione in italiano e devono redigere una lettera di motivazione nel loro idioma principale.
Ciò non vale però per chi aspira a un posto quale specialista doganale: in questo caso, dal momento che la domanda per questa posizione nella Svizzera italiana è scarsa, la formazione teorica viene svolta sono in francese o tedesco.
Per questo la missiva di accompagnamento deve essere scritta in una di queste due lingue, affinché le persone chiamate a vagliare la candidatura possano anche giudicare le competenze linguistiche del candidato.
Questa situazione dovrebbe però cambiare dopo la riorganizzazione dell'Amministrazione federale delle dogane che prevede una formazione unica per doganieri e Guardie di confine. In questo caso, la formazione di base avverrà nella lingua madre del candidato.