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I corsi d'acqua possono tornare a essere più naturali soltanto se si proteggono a sufficienza le acque. In collaborazione con altri attori, l'UFAM definisce in due guide lo spazio riservato alle acque e ne precisa le modalità di utilizzo.
La modifica della legislazione sulla protezione delle acque entrata in vigore nel 2011 riprende le basi delle «Linee guida per la gestione dei corsi d'acqua svizzeri» e rende obbligatoria la delimitazione dello spazio riservato alle acque. Entro fine 2018, i Cantoni devono delimitare lo spazio riservato alle acque lungo i fiumi, i torrenti e i laghi nonché tenerne conto a livello cantonale nel piano direttore e nel piano di utilizzazione. Lo spazio riservato alle acque serve quale protezione delle acque e protezione contro le piene. Inoltre consente l'utilizzo a lungo termine delle acque.
Le superfici agricole situate nello spazio riservato alle acque possono essere gestite quali superfici per la promozione della biodiversità e possono essere utilizzate al massimo in modo estensivo. Nello spazio riservato alle acque non devono essere costruiti nuovi impianti, mentre possono essere mantenuti quelli già esistenti.
La delimitazione di uno spazio minimo riservato lungo la maggior parte delle acque rientra nel compromesso politico che ha spianato la strada alla modifica della legislazione sulla protezione delle acque. L'iniziativa popolare «Acqua viva», che chiedeva la rivitalizzazione di circa 14 000 chilometri di tratti di corsi d'acqua svizzeri in pessimo stato ecologico, è stata ritirata anche a causa delle disposizioni concernenti lo spazio riservato alle acque contenute nella legislazione modificata. Secondo quest'ultima, lo spazio riservato alle acque deve essere garantito lungo (più o meno) tutte le acque. Nei prossimi 80 anni occorrerà tuttavia rivitalizzare soltanto un quarto circa di dette acque. Allo scopo di definire i tratti dei corsi d'acqua per i quali una rivitalizzazione è particolarmente prioritaria, i Cantoni hanno pianificato entro fine 2014 le rivitalizzazioni a livello strategico.
Al fine di chiarire eventuali dubbi in relazione all'applicazione dello spazio riservato alle acque e di individuare soluzioni per risolvere i conflitti di interessi, l'UFAM ha pubblicato, in collaborazione con altri Uffici federali, la Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell'ambiente (DCPA) e la Conferenza dei direttori cantonali dell'agricoltura (CDCA), due guide sullo spazio riservato alle acque nelle zone agricole e urbane. . Le due guide sono state
abrogate dall’entrata in vigore della modifica dell’Ordinanza sulla protezione delle acque del 1 maggio 2017. È prevista l’elaborazione di un nuovo documento guida per i Cantoni che riprenderà tutte le informazioni ancora d’attualità contenute nelle due guide sopracitate.
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Ultima modifica 30.06.2015