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Viste le pressioni internazionali, la Svizzera intende concedere in futuro assistenza in ambito fiscale anche in caso di dati bancari rubati, purché lo Stato richiedente non abbia svolto un ruolo attivo nel procurarsi le informazioni in questione.
È quanto prevede la revisione della legge sull'assistenza amministrativa fiscale approvata oggi dal Consiglio federale e inviata in consultazione fino al 2 dicembre.
Con questa proposta, l'Esecutivo torna alla carica dopo che nel 2013, un progetto simile era stato abbandonato a causa della ferma opposizione dei Cantoni, partiti e associazioni economiche, come indica una nota odierna del Dipartimento federale delle finanze (DFF).
Rispetto alla legge in vigore dal 2011, a causa dei dati rubati da Hervé Falciani alla filiale ginevrina della banca HSBC, il Governo prevede un incremento del numero di richieste d'assistenza: il numero di Paesi che hanno ricevuto la lista aumenta. Finora la Francia ha fornito l'elenco a oltre 30 Stati.
In futuro, la Confederazione dovrebbe quindi trattare richieste d'assistenza basate su dati rubati, acquisiti da uno Stato mediante un'ordinaria procedura di assistenza amministrativa o attraverso fonti pubbliche. I contribuenti esteri potranno tuttavia adire le vie legali per tutelarsi dallo scambio di dati bancari, indica una nota odierna del Dipartimento federale delle finanze.
Con questa decisione, il Governo intende rispondere alle critiche formulate a livello internazionale (Forum Globale) e da parte di alcuni Paesi nei confronti della prassi restrittiva applicata attualmente. Il Lussemburgo, che finora rifiutava di cooperare se le domande si basavano su dati bancari rubati, ha radicalmente modificato la sua legislazione e adeguato la prassi in risposta alle critiche del Forum globale.
SDA-ATS