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Campagna
Dal 2008, Infodrog conduce una campagna nazionale sull'epatite C. Si rivolge sia ai professionisti sia ai consumatori di droghe e persegue i seguenti obiettivi:
- Ridurre le infezioni dal virus dell'epatite C tra i consumatori di droghe
- Migliorare l'accesso ai trattamenti e al depistaggio per i consumatori di droghe
- Trasmettere le ultime conoscenze sull'epatite C ai professionisti e ai consumatori di droghe
Tema principale | Fai le analisi!
Chi dovrebbe sottoporsi a delle analisi?
- Le persone che s’iniettano o si sono iniettate delle droghe
- Le persone che sniffano, hanno sniffato o che fumano delle droghe
- Le persone che hanno ricevuto una trasfusione di sangue o un trapianto d'organi prima del 1992
- Le persone che hanno ricevuto prodotti a base di sangue prima del 1987 (per esempio le persone affette da emofilia)
- Le persone affette da insufficienza renale sotto emodialisi (reni artificiali)
- Le persone provenienti dall’Asia centrale e orientale, nord dell’Africa, Europa dell’est, Francia e Italia
- I partner sessuali di persone infette dal virus dell'epatite C
- I bambini di madri positive al virus dell’epatite C
- Le persone positive al virus dell’immunodeficienza umana (HIV)
- Gli operatori sanitari espostisi accidentalmente a sangue di terzi, attraverso aghi o altro materiale contaminato
- Le persone con un livello elevato di transaminasi
- Le persone che hanno fatto un tatuaggio o un piercing in condizioni non sterili
- I lavoratori/-trici del sesso
Perché fare le analisi?
1. Può aver contratto il virus dell’epatite C, anche se si sente bene!
La maggior parte delle persone infette non lo sa. La fase acuta dell’epatite C passa spesso inosservata (forma asintomatica) e possono passare più di 30 anni prima che i sintomi dell’epatite C cronica si manifestino. È quindi necessario agire e sottoporsi a delle analisi. Più tardi si scopre l’infezione, più il fegato può subire danni. Si sottoponga quindi il più presto possibile alle analisi necessarie se si è esposto ad una situazione a rischio, aumenta così le possibilità di miglioramento o di guarigione.
2. Può contagiare altre persone!
Se è portatore del virus dell’epatite C, lo può trasmettere ad altre persone attraverso il contatto di sangue. Per evitare tale rischio, bisogna curare le eventuali ferite ed essere attenti alle seguenti regole precauzionali:
- non condividere mai rasoi, tagliaunghie, spazzolini da denti
- non condividere mai il materiale d’iniezione (siringhe, aghi, filtri, cucchiai)
- non condividere mai il materiale d’inalazione (cannuccia, pipa)
- rivolgersi unicamente a professionisti per la realizzazione di tatuaggi o piercing (non farne mai in prigione)
Il virus dell’epatite C non si trasmette attraverso baci, starnuti, la condivisione di utensili da cucina o altri contatti quotidiani. Anche se è raro, il virus può invece trasmettersi attraverso dei rapporti sessuali non protetti.
Come procedere per sottoporsi a delle analisi?
Le analisi per valutare la concentrazione di anticorpi anti-HCV (sanguigni e rapidi) possono essere effettuate dal medico di famiglia e sono prese a carico dall’assicurazione malattia di base.
Test rapido
Per delle analisi rapide è necessaria una goccia di sangue prelevata dal polpastrello (come per il test della glicemia) oppure della saliva. Delle strisce reattive permettono di ottenere un risultato nel corso di pochi minuti. Questo tipo di analisi è un cosiddetto test anticorpale: il test riconosce la presenza di anticorpi formatisi in seguito ad un’infezione con il virus dell’epatite C. Il test rapido è altrettanto sicuro delle consuete analisi che prevedono una presa di sangue intravenosa e trasmesse in laboratorio.
Prelievo sanguigno dal proprio medico di famiglia
La presenza di anticorpi indica che il corpo si è già trovato una volta in contatto con il virus dell’epatite C. Un’eventuale infezione attuale può essere determinata dalla presenza del virus. La carica virale permette di sapere in quale misura il virus dell’epatite C è concentrato nel sangue. La diagnostica di laboratorio non permette di determinare il momento né il grado dell’infezione. I risultati sulla carica virale sono disponibili nel corso di una settimana, mentre quelli del test degli anticorpi nel corso di 1-2 giorni.
Chieda consiglio al suo medico di famiglia.
Risultati delle analisi
Analisi non reattive o negative
- la persona non ha l’epatite C.
- un risultato negativo non garantisce tuttavia l’esclusione di un’infezione dal virus dell’epatite C se ci si è esposti ad un rischio di contagio nei 6 mesi che precedono le analisi.
Analisi positive
- la persona è portatrice di anticorpi anti-HCV e quindi è stata esposta al virus dell’epatite C a un momento della vita.
- la presenza di anticorpi non significa che la persona ha l’epatite C! L’infezione può infatti essere attiva o guarita.
Test addizionale
Nel primo caso, il virus circola nel corpo e si può trasmettere ad altre persone. Nel secondo caso, il corpo è riuscito ad eliminare spontaneamente il virus e a guarire l’infezione. Delle ulteriori analisi che determinano il materiale genetico del virus, l’acido ribonucleico (RNA), si rendono quindi necessarie. Se la ricerca di RNA è più volte negativa, il corpo ha eliminato spontaneamente il virus e la persona è guarita. Se i risultati sono positivi, il virus è presente nel sangue e l’epatite si può definire acuta oppure cronica se questa persiste per oltre 6 mesi.
Discuta i risultati delle analisi con il suo medico o si rivolga ad uno specialista del fegato (epatologo)
Può guarire dall’epatite C!
Attualmente esistono nuovi farmaci che garantiscono delle alte probabilità di guarigione dal virus dell’epatite C (90 %). Le cure sono più brevi, hanno pochi effetti collaterali e possono curare anche persone che sono ad uno stato avanzato dell’epatite. I costi per la terapia medicamentosa dell’epatite C sono presi a carico dalla cassa malati, indipendentemente dal genotipo e dall’avanzamento della malattia.
Chieda consiglio al suo medico.
Può evitare una disfunzione epatica o un tumore del fegato!
Le persone che si espongono a dei rischi dovrebbero sottoporsi regolarmente a delle analisi. Una diagnosi precoce previene l’apparizione di una disfunzione epatica o di un tumore. È importante consultare regolarmente un medico perché possa seguire l’evoluzione della malattia ed eventualmente prescrivere un trattamento prima dell’apparizione di danni troppo gravi.
Chieda consiglio al suo medico, può effettuare delle analisi semplici e rapide!