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<h2>SubmittedText<h2><p>La Confederazione contribuisce in misura importante alla sicurezza del World Economic Forum (WEF) di Davos. Senza contare i costi derivanti dall'impiego dell'esercito, nel triennio 2019-2021 le spese per ogni incontro annuale ammonteranno a circa 32 milioni di franchi. La Confederazione si assume tre ottavi di questi costi; due ottavi spettano rispettivamente al Cantone dei Grigioni e agli organizzatori del forum e un ottavo al Comune di Davos. A causa del peggioramento del livello della minaccia, dal 2015 i costi per le misure di sicurezza sono aumentati, passando da 8 a oltre 9 milioni di franchi a incontro. Rispetto al tetto di spesa iniziale, nel 2018 i costi supplementari ammontavano a 1,464 milioni di franchi. Stando al credito aggiuntivo (che verrà probabilmente autorizzato dal Parlamento durante la sessione in corso) la quota a carico della Confederazione sarà di 1,221 milioni di franchi.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale sa che negli ultimi anni le riserve del WEF sono fortemente aumentate e che nel 2017 superavano i 200 milioni di franchi?</p><p>2. Alla luce di ciò e dell'aumento dei costi, per quale motivo nel periodo 2019-2021 la chiave di ripartizione dei costi per il finanziamento delle misure di sicurezza non è stata riveduta in favore dell'ente pubblico?</p><p>3. Perché i costi aggiuntivi non sono stati ripartiti secondo la chiave vigente?</p><p>4. In considerazione delle cospicue riserve a disposizione del WEF, il Consiglio federale non ritiene indispensabile aumentare nettamente il contributo degli organizzatori ai costi della sicurezza e ai costi aggiuntivi di questo incontro privato?</p><p>5. Tenuto conto delle riserve del WEF, nel quadro dei negoziati per il prossimo periodo di finanziamento (2022-2024) e in vista della ripartizione dei costi aggiuntivi il Consiglio federale intende impegnarsi affinché si riduca la quota dei costi per la sicurezza a carico dell'ente pubblico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli incontri annuali del World Economic Forum (WEF) offrono al nostro Paese una piattaforma per la rappresentanza di interessi svizzeri e multilaterali. Grazie alla presenza di numerose delegazioni provenienti da diversi Paesi, a Davos si svolgono svariarti incontri, molto importanti, che sarebbero impossibili fuori dal contesto del WEF, visto che per alcuni decisori economici e politici internazionali la Svizzera non figura tra le priorità. In occasione del WEF 2018 il solo Consiglio federale ha organizzato circa 60 incontri bilaterali. Vista la grande importanza di questi incontri annuali per gli interessi internazionali della Svizzera, nel 2000 il Consiglio federale li ha classificati come eventi straordinari ai sensi dell'articolo 12b dell'ordinanza sui Servizi di sicurezza di competenza federale (RS 120.72).</p><p>L'incontro annuale del WEF genera due categorie di costi: da un lato i costi del servizio di assistenza fornito dall'esercito durante l'incontro, che ammontano a circa 32 milioni di franchi e sono coperti dal budget ordinario dell'esercito e quindi non comportano uscite aggiuntive. Dall'altro i costi relativi alla sicurezza, finanziati da Confederazione, organizzatori del forum, Cantone dei Grigioni e Comune di Davos per un importo di 9 milioni di franchi a incontro. La Confederazione partecipa con 3,375 milioni di franchi, la parte restante viene assunta dagli altri tre partner.</p><p>Ogni anno all'incontro annuale del WEF giungono molti partecipanti di varia nazionalità. Durante quello del 2018 la Svizzera ha dovuto garantire protezione a più di 300 persone, vale a dire il 30 per cento in più rispetto all'anno precedente. Si tratta soprattutto di capi di Stato e di Governo e di persone protette in virtù del diritto internazionale. La responsabilità di questo compito ricade sulla Confederazione.</p><p>1. Il Consiglio federale conosce l'entità delle riserve finanziarie del WEF: i dati sono consultabili nel rapporto annuale pubblicato sul sito del WEF. Un incontro annuale potrebbe essere annullato improvvisamente: perciò si tratta di investimenti in capitale di rischio. Parte delle riserve è invece destinata al finanziamento di nuove iniziative. Tra queste, l'ampliamento della sede principale di Ginevra, che nei prossimi anni dovrebbe portare alla creazione di oltre 200 nuovi posti di lavoro.</p><p>2./3. Nel gennaio 2018 Confederazione, Cantone dei Grigioni, Comune di Davos e WEF hanno concordato la ripartizione dei costi aggiuntivi per la sicurezza degli incontri annuali del WEF nel triennio 2019-2021. L'accordo è stato preceduto da alcuni incontri tra le parti interessate, in cui si è negoziato l'adeguamento della procedura alle mutate condizioni e ai maggiori costi per la sicurezza. La soluzione, condivisa da tutte le parti, consiste in un innalzamento del tetto di spesa da 8 a 9 milioni di franchi. Perciò tutti i partner, non soltanto la Confederazione, contribuiscono a coprire l'aumento dei costi per la sicurezza. Anche i vantaggi sono cresciuti per tutti: per questo motivo, si è deciso di mantenere l'attuale chiave di ripartizione (Cantone dei Grigioni: 2/8; Comune di Davos: 1/8; Confederazione: 3/8; WEF: 2/8). Con l'innalzamento del tetto di spesa il contributo del WEF è aumentato da 2 a 2,25 milioni di franchi.</p><p>4./5. Le decisioni sui contributi dei partner sono frutto di un negoziato. La quantità di riserve a disposizione del WEF o la situazione finanziaria corrente della Confederazione non possono essere gli unici criteri per stabilire la ripartizione dei costi tra le parti interessate. Nel quadro delle trattative sul prossimo accordo (relativo agli anni 2022-2024) occorrerà riconsiderare globalmente costi e benefici. La Confederazione continuerà a provvedere alla sicurezza delle persone protette in virtù del diritto internazionale e a nutrire interesse per lo svolgimento degli incontri annuali del WEF in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.