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Sulla strada
In questo libro compare uno dei più bei dialoghi che siano mai stati scritti. È anche uno dei pochi che, se preso in modo estemporaneo, riesce a riassumere il libro in tre battute. Si tratta dello scambio tra i due protagonisti, Salvatore “Sal” Paradise e Dean Moriarty:
- Sal, dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo
- Per andar dove, amico?
- Non lo so, ma dobbiamo andare.
In queste parole c’è tutto il senso del bellissimo romanzo di Kerouac, le battute emanano lo sconforto della beat generation, si percepisce l’insofferenza verso la società americana dell’epoca. Il libro è considerato un manifesto della letteratura, ideato e concepito da Jack Kerouac nel corso degli anni Quaranta, la bozza definitiva è stata scritta nel 1951 ed ha visto la pubblicazione nel 1957 per conto di Viking Press.
La narrazione è divisa in cinque parti, tre di queste sono incentrate sul viaggio per strada e affrontano l’immaginario, gli emblemi e i simboli degli Stati Uniti come mai prima di allora, dipingendo protagonisti e situazioni in piena antitesi con i valori dell'America mccarthiana. Il viaggio in questo libro è una forsennata ricerca del sé, della propria identità, una rivendicazione del proprio diritto di libertà sulla società conformista del secondo dopoguerra.
On the road è un libro che lascia il segno, un capolavoro della letteratura americana del secolo scorso che vale la pena esplorare riga dopo riga e gustarsi pagina per pagina. È uno dei pochi romanzi che regala nuove sorprese ad ogni rilettura.